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Resoconto d'Aula della Seduta n. 176 di lunedì 28 luglio 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FAZIO,  segretario  f.f., dà lettura dei  processi  verbali  delle
  sedute  n.  174  e  175  del  25  luglio  2014  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:  Di
  Giacinto e Arancio per oggi; Cirone per oggi e per domani.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l' Economia

   N.  785  -  Interventi  urgenti per i bandi regionali  finalizzati
  all'erogazione di interessi a fondo perduto in materia di  aiuti  a
  favore delle piccole e medie imprese.
   Firmatari:  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Mangiacavallo
  Matteo;  Ferreri  Vanessa;   Tancredi Sergio;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Siragusa  Salvatore;
  Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio;
  Palmeri Valentina

   N.  1886  -  Iniziative  per evitare il fallimento  delle  imprese
  siciliane  anche  finalizzate al tempestivo  pagamento  dei  debiti
  pregressi delle Pubbliche amministrazioni.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   (Con  nota  prot. n. 26278/IN.16 del 3 giugno 2014  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'economia).

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N.  1801  -  Modifica della normativa vigente nelle gare d'appalto
  centralizzate nel settore sanitario in favore delle piccole e medie
  imprese.
   Firmatario: D'Asero Antonino.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lo Sciuto ha chiesto  congedo
  per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, per consentire la fotocopiatura del fascicolo
  degli emendamenti al disegno di legge n. 782/A, sospendo la seduta,
  avvertendo che riprenderà fra mezz'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.20, è ripresa alle ore 17.28)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, signori assessori, torno a discutere
  alla  vicenda legata all'elezione del 5 ottobre  che si  dovrebbero
  tenere   nei   comuni  di  Pachino  e  Rosolini,   per   sottoporre
  all'Assemblea  un  quesito, in maniera  tale,  Presidente,  che  si
  possano programmare i lavori di qui al mese di novembre.
   Perché  le  dico  questo? Come lei sa, in occasione dell'indizione
  per il rinnovo delle elezioni per il Parlamento regionale siciliano
  l'Assemblea  non  tiene  più  sedute,  rimane  aperta  ma  non  può
  assolutamente  operare  perché  il  deputato  si  troverebbe  nella
  situazione  favorevole  rispetto agli altri candidati.  Sicché  con
  questa sentenza innovativa del CGA si viene ad introdurre una nuova
  situazione  mai  verificatasi in Sicilia, cioè quella  di  elezioni
  parziali  a metà legislatura. Di conseguenza, quando il 3 settembre
  dovrebbe  riaprire l'Aula, andremmo immediatamente  a  chiudere  lo
  stesso giorno perché il 5 ottobre sono fissate le elezioni.
   Dal  momento  che la cosa non è mai accaduta fino ad  ora,  a  mio
  avviso  sarebbe opportuno sottoporre all'Avvocatura dello Stato  un
  quesito  circa i tempi ed i modi per chiudere l'Assemblea,  facendo
  presente  però che questa sentenza innovativa una cosa  farà,  cioè
  quello  di tenere il Parlamento siciliano chiuso per tre  mesi  con
  tutti  i  danni che comporterà la chiusura del Parlamento siciliano
  per novanta giorni.
   Allora,  siccome  la  cosa  è veramente  grave  e  potrebbe  avere
  ripercussioni  anche  su  un'eventuale  ulteriore  manovra  che  il
  Governo volesse fare e ancor di più nell'approntare la manovra  per
  il 2015, è chiaro che questa cosa, per una questione di correttezza
  e  di  rispetto  innanzitutto nei confronti della  Sicilia,  io  mi
  sentivo di dirla.
   La  seconda  cosa che volevo rappresentare, che volevo porre  come
  termine  di  questione a questa Assemblea riguarda la  composizione
  dei  seggi. Leggendo il decreto della Presidenza della Regione  che
  riproduce  la  sentenza  del CGA sembra che  anche  i  seggi  siano
  cristallizzati,  per  cui noi ritorniamo a  votare  perché  c'è  il
  sospetto di un uso fraudolento della scheda ballerina, e a comporre
  i  seggi  dovrebbero essere gli stessi soggetti che il CGA  ritiene
  essere  stati  gli  autori di questo presunto e mai  accertato  uso
  fraudolento della scheda ballerina.
   Anche in questo caso, signor Presidente, la cristallizzazione  può
  operare  nei  confronti  di  coloro  i  quali  vengono,  anche   se
  sommessamente,  accusati  di aver commesso  un  reato  penale,  che
  ricordo la Procura ed il TAR hanno escluso?
   Ciò ci induce a riflettere su una cosa: io posso essere sereno  di
  ritornare  a votare in quelle sezioni e che non vengano  riprodotti
  gli  stessi  vizi  che  hanno  caratterizzato  la  scorsa  campagna
  elettorale?
   Anche se ricordo che l'onorevole Gianni e l'onorevole Marziano  in
  quei  seggi hanno preso zero voti, quindi di conseguenza non  hanno
  potuto  fare  uso della scheda ballerina. Per loro  forse  potrebbe
  andare  bene  il seggio composto con quel Presidente e  con  quegli
  scrutatori, ma sicuramente non per me.
   Signor  Presidente, forse sarebbe il caso di chiedere al CGA,  che
  tutti noi sappiamo essere una sezione consultiva di questa Regione,
  della   Presidenza   della   Regione  e  anche   della   Presidenza
  dell'Assemblea,  chi  nomina  i rappresentanti  di  lista.  Il  mio
  partito,  che ormai è sciolto, e gli altri partiti che non esistono
  più, chi è oggi titolato a nominarne i rappresentanti di lista?
   Il  problema, il rischio concreto è che noi andiamo a  votare  con
  gli  stessi  presidenti, con gli stessi rappresentanti  e  con  gli
  stessi  componenti  del  seggio accusati  di  aver  favorito  l'uso
  improprio   della   scheda  ballerina,  e   poi   noi   abbiamo   i
  rappresentanti di lista. Sono questi, almeno Presidente i primi tre
  motivi   che   mi   vengono   in  mente:  durata   della   chiusura
  dell'Assemblea;  composizione  dei seggi;  possibilità  e  diritto-
  dovere che io ho di avere i rappresentanti nelle liste.
   Qualcuno  mi deve spiegare come faccio a nominare i rappresentanti
  di lista.
   Non  è  un problema per l'onorevole Marziano perché il suo partito
  rimane, ma io e l'onorevole Gianni abbiamo problemi oggettivi,  chi
  nomina per noi coloro che devono tutelare il nostro voto in sezioni
  che  secondo  tutto il CGA, risultano essere stati inquinati  nelle
  ultime elezioni.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  comunicare lo sviluppo dei lavori della Commissione di  questa
  mattina,  alla luce della segnalazione che, la settimana scorsa,  è
  arrivata dall'onorevole Cordaro.
   La  Commissione Ambiente ha ricevuto il disegno di  legge  n.  782
  Stralcio  VI  giorno  23  luglio ed è stata  convocata  per  questa
  mattina  alle ore 12.00, poi rinviata alle ore 15.00 perché mancava
  sia  il  Governo che parte dei componenti, ed è stata rinviata  per
  mercoledì prossimo con la discussione generale e poi il termine per
  la presentazione degli emendamenti.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono da ritenersi  in  congedo  per  la
  seduta di oggi, l'onorevole Papale e l'onorevole Assenza.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Seguito della discussione del disegno di legge numero 782/A
    «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
  2014 - Variazioni al bilancio di previsione della Regione siciliana
   per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale
   28 gennaio 2014, n. 5,  Disposizioni programmatiche e correttive
                           per l'anno 2014.
           Legge di stabilità regionale. Disposizioni varie»

   PRESIDENTE. Si passa al punto 2 all'ordine del giorno: Discussione
  di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Assestamento  del  bilancio della Regione per  l'anno  finanziario
  2014 - Variazioni al bilancio di previsione della Regione siciliana
  per  l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge  regionale
  28  gennaio  2014, n. 5,  Disposizioni programmatiche e  correttive
  per  l'anno 2014. Legge di stabilità regionale. Disposizioni varie»
  (782/A) posto al numero 2).
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ricordo  che nella precedente seguito si è conclusa la discussione
  generale  e  posto  in  votazione  il  passaggio  all'esame   degli
  articoli.
   Onorevoli  colleghi,  così come concordato  nella  Conferenza  dei
  Capigruppo,   nel  corso  della  quale  era  stato   stabilito   di
  contingentare  i tempi per gli interventi in Aula,  vi  comunico  i
  tempi assegnati a ciascun Gruppo parlamentare:

   PD 25 min. +  126 min. 36 sec.  = 151 min. e 36 sec.
   M5S 25 min. +  93 min.  18 sec. = 118 min. e 18 sec.
   ART. 4 25 min. +  66 min.  36 sec. = 91 min. e 36 sec.
   UDC 25 min. +  60 min. =85 min.
   NCD 25 min. +  46 min.  36 sec. = 71 min. e 36 sec.
   FI  25 min. +  40 min. =  65 min.
   PDS 25 min. +  33 min. 18 sec. =58 min. e 18 sec.
   DEM. RIF 25 min. +  33 min. 18 sec. = 58 min. e 18 sec.
   LC 25 min. +  33 min. 18 sec. = 58 min. e 18 sec.
   GS-PID25 min. +  20 min.  = 45 min.
   LM 25 min. +  20 min.  = 45 min.
   MISTO 25 min. +  26 min.  36 sec. = 51 min. e 36 sec.
   MEGAFONO 25 min. +  33 min. 18 sec.=58 min. e 18 sec.

   Onorevoli colleghi, gli articoli 1 e 2 sono accantonati. Si  passa
  all'articolo 3.
   Comunico   che   è   stato   presentato   dall'onorevole   D'Asero
  l'emendamento soppressivo 3.1.

   D'ASERO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessore,  al  di
  là  dell'aspetto tecnico, la problematica relativa al  ripianamento
  del  disavanzo vuole essere anche in questa direzione l'emendamento
  soppressivo perché nella sostanza il problema del ripianamento è un
  problema che deve farci riflettere circa il rapporto fra residui ed
  entrate  e  circa il rapporto che è stato in parte  evidenziato  da
  parte del Governo.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 3.1. Il  parere  del
  Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 3.2, dell'onorevole D'Asero.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 3.2, 3.3, 3.4, 3.5,
  3.6 e 3.7, a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Si procede con l'emendamento del Governo 3.12.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FALCONE. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  apprezzo  questo  suo  sforzo   di
  accelerare  i  lavori,  però non dobbiamo  confonderci  e  dobbiamo
  camminare in maniera garbata e con cautela. C'è un emendamento  che
  un  po'  cambia  l'impostazione  e  chiediamo  che  il  Governo  lo
  illustri.
   Se  poi questo emendamento dovrà assorbire tutto il resto e  dovrà
  sterilizzare  gli emendamenti presentati dai vari  deputati  o  dai
  vari  Gruppi parlamentari, che ben venga. Però, è giusto  dare  una
  spiegazione all'Aula.

   PRESIDENTE.   Assolutamente  onorevole  Falcone,   infatti   stavo
  aspettando  che venisse distribuito proprio per dare la possibilità
  al Governo di illustrarlo e tutti quanti averne contezza.
   Comunque, onorevole Falcone, volevo tranquillizzarla sul fatto che
  non  c'è  nessun  tentativo di accelerare i lavori, procediamo  con
  ordine.
   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Agnello  per   illustrare
  l'emendamento.

   AGNELLO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  questa  riscrittura  da  parte  del  Governo  va   nella
  direzione  dell'emendamento  da voi  fatto  e  lo  completa  perché
  l'emendamento che abbiamo presentato spiega proprio che  a  partire
  dal 2015 tutte le somme che saranno oggetto di impugnativa verranno
  automaticamente iscritte nel fondo che va a ridurre l'ammontare dei
  residui attivi.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto  di
  fare  le congratulazioni al qui presente Segretario Generale, della
  cui nomina le testate giornalistiche hanno già dato ampio spazio  e
  quindi  buon lavoro a nome del gruppo di Forza Italia e a nome  mio
  personale al dott. Fabrizio Scimè.
   Detto   questo  voglio  dire  che  la  spiegazione  cha  ha   dato
  l'Assessore non c'entra.
   L'emendamento  di  cui  abbiamo, quello che  ha  presentato  Forza
  Italia,  perché gli effetti possano decorrere dal 2015  e  non  dal
  2014,  ci riferiamo al 118. Qui invece il Governo dice che oltre  a
  tutti  gli  impegni  di cui alle disposizioni  dei  commi  3  e  4,
  relativamente  alle  spese per l'esecuzione di  opere,  qualora  il
  progetto  dell'opera finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti
  abbiano  già  adottato  le  deliberazioni  che  indicano  la   gara
  stabilendo  le  modalità di appalto, tutte queste vengono  iscritte
  nel bilancio successivo.
   L'assessore  con  questo emendamento dice  che  oltre  queste,  in
  sostanza  gli  impegni già assunti, tutte le  norme  impugnate  dal
  Commissario  dello  Stato  congelano  la  spesa,  la  rendono  meno
  operativa, ma comunque disponibile. Non è così assessore, perché la
  norma  impugnata non libera la spesa, la norma impugnata sterilizza
  la  spesa.  E' un principio assolutamente contrapposto  rispetto  a
  quello che noi stiamo dicendo.
   Ecco  perché  noi  rispetto  a quello che  stiamo  votando,  siamo
  assolutamente  contrari, ma io la invito a  rifletterci  perché  il
  vero  problema  si  porrà presto. Il 25 luglio u.s.  è  uscita  una
  sentenza della Corte Costituzionale, la 224, ieri anche il giornale
   La  Sicilia  che ne ha dato spazio, ed è stata impugnata una legge
  della  provincia di Bolzano, sostanzialmente per tre motivi: perché
  mancano  le  autorizzazioni di spesa, perché mancano i documenti  i
  gli   allegati  e,  soprattutto,  perché  mancano   le   norme   di
  salvaguardia rispetto a quelle entrate che non sono certissime.
   Questo cosa comporterà in questa norma che stiamo facendo,  che  i
  362  milioni  di  euro  impugnati dal  Commissario  dello  Stato  a
  gennaio, li dovremmo rendere liberi .
   Stiamo  sostanzialmetne  dicendo  che  quello  che  ha  fatto   il
  Commissario dello Stato non serve a nulla, ce ne infischiamo, e noi
  procediamo ugualmente.
   Secondo me con questo emendamento andiamo a sbattere, facciamo una
  magra  figura,  per cui questo emendamento non è  assorbente  degli
  altri emendamenti che noi abbiamo presentato come Forza Italia,  ed
  invito  il  Governo  a  rifletterci un attimo  ed  eventualmente  a
  ritirarlo ed agganciarlo ad altri articoli, ma non a questo.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Si  passa  alla votazione dell'emendamento  3.12.  Il
  parere della Commissione.

   DINA,  presidente  della  commissione  e  relatore.  Favorevole  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.

        (Non è approvato)

   Onorevoli  colleghi,  io  capisco che quando  si  arriva  in  temi
  finanziari  c'è  molta  frenesia, però se stiamo  un  po'  calmi  e
  seguiamo  con  tranquillità  i  lavori,  evitiamo  di  fare   delle
  sceneggiate non certo edificanti per questa Assemblea.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 3.10, a  firma  dell'onorevole
  Falcone.
   Il parere del Governo.
   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, vorrei
  invitare la Presidenza a mantenere l'ordine dei lavori d'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se continuiamo così sarò costretto
  a sospendere l'Aula.
   Stiamo  facendo una legge finanziaria e l'atteggiamento  di  molti
  dei  nostri  colleghi non credo sia consono al tipo di  lavoro  che
  dobbiamo fare.
   L'Aula è sospesa per cinque minuti.
    (La seduta,  sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore 18.32)

   La seduta è ripresa.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, ne approfitto visto che è arrivato  in
  Aula  il  Presidente  della Regione. Ero tentato  di  avanzare  una
  richiesta  ai  sensi  dell'  ex art. 101 del  Regolamento  interno,
  pregiudiziale, ma mi fermo e chiedo invece sull'ordine  dei  lavori
  al  Governo se a seguito della parifica che è stata fatta da  parte
  della Corte dei Conti, l'avanzo preventivato è stato accertato  con
  un  assestamento  tecnico. Cioè abbiamo un documento  che  dica  se
  l'avanzo che abbiamo realizzato in effetti sia accertato realmente?
  E' una domanda che rivolgiamo al Governo e su cui ci aspettiamo una
  risposta.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Falcone. Assessore è stata  avanzata
  una richiesta molto

   AGNELLO, assessore per l'economia. Andiamo avanti.

   FIGUCCIA.  Ma  non  risponde  a  quanto  richiesto  dall'onorevole
  Falcone?


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Facciamo  una  cosa  onorevole  Falcone,  così   come
  concordato  durante  la  pausa,  proseguiamo  l'esame  dell'art  3,
  passiamo  alla  votazione  dell'emendamento  3.11,  dopo   di   che
  accantoniamo l'art. 3 e proseguiamo con gli altri articoli.
   Onorevole  Figuccia, per il momento andiamo avanti,  dopo  di  che
  quando riprenderemo, ritorneremo successivamente sull'art. 3,  sono
  certo  che  l'assessore Agnello sarà in grado di dare  le  risposte
  alle perplessità espresse dall'onorevole Falcone.
   Si  passa  all'emendamento  3.11  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

    PRESIDENTE  Onorevole Falcone, l'emendamento a pag. 9. Scusi, non
  ho capito, non la sento, vedo che si agita. Prego.

   FALCONE.  Presidente evitiamo di correre perché  io  chiedo,  alla
  luce  dell'emendamento  che abbiamo votato,  dei  due  emendamenti,
  questo emendamento è compatibile con quello che abbiamo già votato?
  Se sì, bene, diversamente invito a  riflettere

   PRESIDENTE. Sulla base della considerazione dell'onorevole Falcone
  io accantonerei l'art. 3 .

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente, soltanto per  dire,  considerato  che
  l'articolo 3, secondo me, è centrale e che comunque va fatto in  un
  sistema  più  condiviso possibile anche in vista di  quello  che  è
  successo  poco fa. Considerato, anche, che il Governo ha presentato
  un   emendamento  aggiuntivo  e  che  è  pronto,  se  noi  vogliamo
  approvare,  accantoniamo  per un minuto  e  passiamo  ad  un  altro
  articolo,  e subito dopo approviamo gli altri emendamenti,  sarebbe
  certamente  opportuno  e  così cominciamo  a  lavorare  in  maniera
  precisa   anche  perché  l'assestamento  tecnico  di  cui   parlava
  l'onorevole Falcone.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Leanza, va  bene,  anche  l'opposizione  è
  d'accordo.  Accantoniamo, per il momento l'art.  3,   ci  torneremo
  dopo.
   Si  passa all'articolo 4  Accantonamenti Tributari . Comunico  che
  sono  stati presentati gli emendamenti 4.1, 4.2, 4.3 a firma  degli
  onorevoli D'Asero, Alongi, Cascio F., Fontana ed altri.

   FONTANA. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, atteso che non  ci
  sono  emendamenti,  però  colgo  l'occasione  della  presenza   del
  Presidente  della  Regione,  perché magari  non  dico  stasera,  ma
  sarebbe   opportuno  che  il  Presidente  della  Regione   fornisca
  dettagliata  relazione a quest'Aula circa l'utilizzo del  fondo  di
  coesione, l'FSC, cioè quel fondo di sviluppo e coesione che abbiamo
  utilizzato  in  questo  momento  quota  parte  per  coprire  questo
  concorso  agli  obiettivi della finanza pubblica  nazionale,  anche
  perché  se da un lato l'assessore Torrisi si appresta a firmare  la
  convenzione  con le Ferrovie dello Stato, per il trasferimento  dei
  Servizi  ferroviari  qua  in Sicilia,  al  contempo  per  tutte  le
  infrastrutture di cui si è parlato e lo stesso Presidente ha  detto
  qualche  settimana  addietro in Aula, è chiaro vorremmo  capire  se
  quegli  obiettivi  che  erano stati preventivati  e  programmati  e
  riferiti all'Aula, potranno essere comunque realizzati.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, mi è sembrato di capire che  magari
  successivamente potranno chiarire questo aspetto. Lei ha fatto  una
  richiesta    al   Presidente   della   Regione,   ma    ritorneremo
  successivamente su questo argomento.
   Visto  che è stato ritirato  anche l'emendamento 4.3, ultimo degli
  emendamenti  presentati all'art. 4,  pongo in votazione  l'articolo
  4. Il Gruppo parlamentare di Forza Italia si astiene.

   MUSUMECI. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto;  chi   è contrario  si
  alzi

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  5   Recepimento  di  norme  nazionali   e
  integrazione   schemi  di  bilancio .  Comunico  che   sono   stati
  presentati  gli  emendamenti 5.1, 5.2, 5.3, 5.4,  5.5,  5.6,  degli
  onorevoli  D'Asero,  Alongi, Cascio F. ed  altri,  il    5.8  degli
  onorevoli  Ciaccio,  Cancelleri, La Rocca ed altri,  il  5.9  degli
  onorevoli Falcone, Figuccia e Assenza, e l'emendamento 5.7 a  firma
  Dina, Vinciullo e altri.

   Onorevole D'Asero, anche qui lo stesso ragionamento fatto per  gli
  altri  emendamenti  soppressivi da lei  presentati  che  ovviamente
  hanno delle conseguenze.
   Onorevole D'Asero ritira gli emendamenti 5.1, 5.2, 5.3, 5.4, 5.5?

   D'ASERO. Li ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  5.8,  a  firma  degli onorevoli Ciaccio, Cancelleri,   La  Rocca  e
  altri.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Prima di esprimerci se ritirarlo o meno volevamo chiedere
  al  Governo,  visto che con  il quarto comma si pensa di  destinare
  ulteriori somme al  personale in aggiunta per il Servizio, volevamo
  capire  se in questo contesto è opportuno visto che da tanti  viene
  richiamato  il  giudizio  della Corte dei Conti  sul  personale  in
  esubero,  abbiamo  tutti i numeri in eccedenza, e quindi  stanziare
  delle  somme  per il personale per svolgere, non si sa  bene  quale
  attività, ripeto, è il quarto  comma che recita:  Per consentire il
  rispetto  del termine del recepimento nell'ordinamento regionale  ,
  stiamo stanziando 80 mila euro.
   Secondo  noi  l'ufficio  può  tranquillamente  andare  avanti  col
  personale che ha. Quindi  manteniamo l'emendamento 5.8.

   PRESIDENTE.  Assessore, credo che sia stata fatta una domanda  ben
  precisa, se cortesemente vuole rispondere  alle osservazioni  poste
  dall'onorevole Ciaccio.

   VALENTI,  assessore alle autonomie locali e funzione Pubblica.  E'
  semplicemente una integrazione di quanto già disposto  dalla  legge
  finanziaria per coprire i fabbisogni di alcuni dipartimenti dove  è
  applicato l'articolo 16.
   L'articolo  16 della 2000 non si applica a tutta l'Amministrazione
  regionale, ma solo ad alcuni siti e per particolari  esigenze  come
  le aperture prolungate, per esempio la Presidenza con gli Uffici di
  Palazzo  d'Orleans  e gli Uffici dell'assessorato per il  Bilancio,
  perché ci sono spesso necessità di sforamento e quant'altro.
   Quindi  non  è  una  voce  ex novo che si  sta  creando  ma  è  un
  rimpinguamento del Capitolo perché la dotazione che era stata messa
  inizialmente non era sufficiente per l'intero anno.

   CRACOLICI. La norma era così.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.8.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è contrario resti seduto;  chi è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   FALCONE. Signor Presidente, io credo che magari  la posizione  del
   Movimento  5  Stelle' seppur legittima,  era forse stata  ritenuta
  dalla maggioranza di quest'Aula troppo estremista.
   Allora  c'è  l'altro emendamento il 5.9, che  è  nostro,  che  può
  trovare un punto d'incontro.
   Noi  diciamo: è giusto magari che entrando la norma di recepimento
  alcuni   dipendenti   possano  avere  un  ulteriore   trasferimento
  accessorio  cioè  emolumenti accessori,  ma  non  nella  misura  di
  ottanta mila euro, quanto nella misura di ventimila euro.
   Il   Governo  scrive  che  dobbiamo  dare  altri  soldi  a  questi
  dipendenti  e  noi  non diciamo no assolutamente,   ma  diciamo  di
  ridurli, onorevole Ciaccio.
   Allora in questo senso chiediamo al Governo che faccia proprio  il
  nostro  emendamento  che da un certo punto  di  vista  comporta  il
  recepimento,  agevola i dipendenti,  i nostri funzionari  regionali
  al  contempo senza aggravare, eccessivamente, sulle casse regionali
  senza  fare  eccessive discriminazioni tra dipendenti  dell'Ufficio
  informativo  e  altri  funzionari regionali  che,  magari,  dovendo
  acquisire nuove competenze, nuove conoscenze di aggiornamenti e  di
  norme  nuove da parte dello Stato non abbiamo a vedere il becco  di
  un quattrino.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Falcone.  Pongo   in   votazione
  l'emendamento 5.9. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.6.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prendo atto.  Onorevoli  colleghi,  è
  stato   presentato   il  subemendamento   5.7.1   a   firma   della
  Commissione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 5.7.1.  Il parere
  del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  5.7,  nel  testo
  risultante. Il parere del Governo?
   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Si   passa   all'art.  6    Soppressione   Comitati,
  Commissioni,     Consigli,     Collegi     operanti     all'interno
  dell'Amministrazione   regionale .   Comunico   che   sono    stati
  presentati  emendamenti  soppressivi:   dall'onorevole  D'Asero   e
  altri, il 6.1, e dall'onorevole Falcone e altri  il  6.6.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  questa
  è  una  norma  assolutamente  manifesto , che  non  sortisce  alcun
  effetto.  Noi nel titolo diciamo che sopprimiamo tutti  i  collegi,
  tutte  le  commissioni, tutti i comitati; senza  distinguere  quali
  siano,  quale  sia la loro funzione, rinviando, al contempo,  a  un
  decreto  attuativo la loro individuazione, potendo anche  assegnare
  al Governo una possibilità, una facoltà di mantenerne alcuni.
   Allora  rispetto  a tutto questo, sarebbe meglio  che  il  Governo
  venisse  in  Aula dicendo:  Le commissioni ritenute  inutili  sono:
  A,B,C,D; i comitati che noi riteniamo inefficienti sono A,B,C,D .

   LEANZA. Il testo dice proprio questo.

   FALCONE.  Non è questo, perché questo testo dice tutt'altra  cosa,
  il  Governo e la maggioranza di governo devono avere il coraggio di
  dire  quali sono le commissioni che vogliono sopprimere, i comitati
  che  non  vanno,  perché altrimenti stiamo soltanto vendendo  fumo,
  senza  dare  alcun  apporto positivo alla nostra  Regione.  Invito,
  quindi, il Presidente della Regione a ritirare questo articolo; non
  serve a nulla, non aiuta l'iter parlamentare per l'approvazione  di
  questa manovra finanziaria.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  qualche mese fa è apparso un articolo  sul   Messaggero'
  nel quale c'era scritto che il Presidente Crocetta paga cinquecento
  consulenti.
   Noi  possiamo continuare ad avere attaccata una Regione per  delle
  cose  che non hanno senso, come tutti questi comitati? Noi potevamo
  metterli in  un elenco, e guardate che se la sfida diventa  questa,
  noi  abbiamo l'elenco pronto, si rinvia la trattazione di questo  e
  si allega un subemendamento con tutto l'elenco.
   Abbiamo  scritto, semplicemente cum grano salis,   di  vedere  che
  questi enti, molte di queste cose ritardano parere, su alcune  cose
  si  potrebbe  creare  un vuoto legislativo e quindi,  le  cose  che
  saranno pacifiche si cancellano subito il resto no. Ma non possiamo
  continuare a tenere centinaia e centinaia di componenti  che  danno
  pareri su cose, su tutto, su nulla,  che non servono a niente.
   E'  un'operazione di spending review ed è anche una operazione  di
  semplificazione amministrativa accelerata.
   E'  chiaro  che  poi  c'è  un ruolo che dipende  dal  Governo:  io
  capisco,  se  poi  dobbiamo  fare i  bastian  contrari .  Onorevole
  Falcone lei farebbe esattamente la stessa cosa, in ogni caso  siamo
  nelle   condizioni  di  aggiungere l'elenco  in  qualsiasi  momento
  perché l'abbiamo pronto.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
  della  Regione, assessori, io volevo riagganciarmi a quello che  ha
  appena  finito  di dire il Presidente Crocetta: la  discussione  in
  Commissione -  c'era anche l'assessore Valenti presente -  è  stata
  proprio tesa per dare sicuramente un messaggio in un'ottica proprio
  di  spending review e di dire: noi sappiamo che ci sono degli  Enti
  che  non  vanno  e  che non funzionano ma chiaramente  in  sede  di
  Commissione,  senza  dei criteri, senza avere  analizzato  bene  le
  posizioni  e  allora è stato detto, dando dei  tempi ristrettissimi
  perché  non  è che stiamo parlando di tempi lunghi e   lo  farà  il
  Governo:   noi  abbiamo  dato  una  tempistica  coordinandoci   con
  l'assessore  Valenti sulle tempistiche. E tengo a sottolineare  che
  questa   norma   è   stata  approvata  all'unanimità,   quindi   se
  l'opposizione  non  si  parla  tra  di  loro  perché  questa  norma
  l'abbiamo   riscritta   in  Commissione   e   ribadisco   approvata
  all'unanimità,  quindi, i colleghi di Forza  Italia,  Nuovo  Centro
  Destra  erano  tutti  d'accordo, oggi non si  possono  svegliare  e
  venire a dire che è una norma inutile, votavano no in Commissione.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Zafarana ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,   assessori,  poiché  il  mio  Gruppo   politico   non   è
  rappresentato   in   Commissione   Bilancio',   credo   di   essere
  legittimato a dire che non condividiamo questa norma proprio perché
  rischia di apparire eccessivamente generica, superficiale e non  fa
  onore alla buona amministrazione.
   Esistono  enti  utili  ed  esistono enti  inutili,  esistono  enti
  amministrati  da  Comitati  a  titolo  gratuito  ed  esistono  enti
  amministrati da Comitati a titolo oneroso.
    Io  credo  che  il buon senso dovrebbe suggerire  al  Governo  la
  necessità   di   predisporre  attraverso  una  serie   e   rigorosa
  ricognizione,  l'elenco di tutti gli enti operanti e sottoposti  al
  controllo  della  Regione, in qualunque ramo  dell'Amministrazione,
  con  i  relativi  organi di governo e con le relative  indennità  o
  gettone   di   presenza  o  emolumenti,  qualora   questi   fossero
  riconosciuti.  Soltanto  dopo  il  Parlamento  potrà  essere  nelle
  condizioni  di determinarsi sulla utilità di tenerne  alcune  e  di
  eliminarne  altre, altrimenti questa norma finisce  con  l'apparire
  una  delle  tante  norme-annuncio' per accreditare al  Governo  una
  falsa  politica  di riduzione della spesa che poi  sappiamo  essere
  declinata  invece  verso ben altre direzioni, ecco  perché  il  mio
  Gruppo si dichiara fin da ora contrario a questa norma.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  voglio  dire  soltanto  questo che  l'art.  6  così  come  è  stato
  riscritto  in  I  Commissione, approvato in II - Commissione  nella
  quale vi era anche l'onorevole Formica - ha modificato il testo  di
  provenienza del Governo, perché in parte, si condivide  la  ragione
  per cui alcune delle polemiche sono state oggi sollevate.
   Ovvero, il Governo con questa norma si pone un obiettivo: entro 60
  giorni deve depositare un disegno di legge in questo Parlamento che
  riporta  chi  scioglie, perché lo vuole sciogliere, e quanto  è  il
  risparmio dello scioglimento.
   Cioè,  il  Governo  si  è  dato  un proprio  obiettivo  temporale,
  spetterà poi al Parlamento, nella sua sovranità, di decidere se  un
  organismo  va  sciolto, se un organismo andrà riformato,  se  andrà
  ridotto, ma sarà il Parlamento l'unico sovrano a decidere  ciò  che
  si fa in forza di strumenti che sono stati previsti per legge.
   Ecco perché suggerisco ai colleghi, all'onorevole Falcone, che  la
  ragione che lui poneva in realtà è contenuta nel testo così come  è
  stato riscritto. Il Governo si è dato soltanto una tempistica, 15 +
  15  +  30  giorni,  entro cioè i 60 giorni,  dovrà  predisporre  un
  apposito disegno di legge per il Parlamento siciliano.
   Sarà  a  quel  punto  il Parlamento a decidere,  e  soprattutto  a
  stabilire,  se  lo  scioglimento si fa o  se  invece  ci  giochiamo
  attorno   alle   parole.  Per  cui  ognuno  è   chiamato   ad   una
  responsabilità,    sicuramente   ci    sono    organismi    inutili
  nell'Amministrazione regionale, ce ne sono altri,  invece,  che  io
  considero ancora oggi utili, però sarà il Parlamento a valutarlo.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor Presidente, solo per sottolineare le cose  che  ha
  detto  l'onorevole  Cracolici. Se l'onorevole  presidente  Musumeci
  legge  per bene l'articolo si renderà conto che quello che  lui  ha
  chiesto  di  fatto  è  nell'intero articolo  6.  Dando,  però,  una
  tempistica, e dando un ruolo importante a  questo Parlamento che di
  fatto ha riscritto totalmente l'articolo 6, invitando il Governo  a
  dire  e  fare le cose che ha appena detto  l'onorevole Musumeci  e,
  nello  stesso  tempo,  avendo anche la  responsabilità,   entro  60
  giorni  di valutare, con corsia preferenziale, il disegno di  legge
  che  presenterà  il  Governo per fare le scelte importanti,  magari
  impopolari,  che  finalmente  possono  chiudere  la  stagione   dei
  cosiddetti enti inutili.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, ritira l'emendamento 6.6?

   FALCONE.  Signor  Presidente, io ritiro l'emendamento,  ma  prendo
  atto  che  c'è  ormai una prassi, che non è sicuramente  buona,  di
  questo  Parlamento che è deputato a legiferare con norme di rinvio.
  L'abbiamo   fatto  in  altre  circostanze  per  norme   molto   più
  importanti, immaginiamoci un consiglio, un comitato, un collegio  o
  una commissione.
   Facciamo   quest'ultima  norma  di  rinvio  e   diamo   in   pasto
  all'opinione pubblica un altro titolo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto, decadono pertanto tutti  i
  soppressivi.
   MUSUMECI. Un altro effetto annuncio

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'emendamento 6.8.
   Non  essendo presente in Aula l'onorevole Greco, primo firmatario,
  l'emendamento decade.

   CORDARO. L'onorevole Greco Marcello o Giovanni?

   PRESIDENTE. Non sono presenti entrambi quindi decade.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi. Soltanto
  per  richiamare il concetto che opportunamente era stato  ricordato
  dall'onorevole  Musumeci poco fa. E non c'era  bisogno  di  leggere
  interamente  la norma, come ovviamente tutti abbiamo  fatto,  anche
  per  rispondere positivamente all'invito del preoccupato  onorevole
  Leanza,  per  comprendere  come la norma  -  e  diceva  bene  prima
  l'onorevole  Falcone  - è una norma-manifesto, una  norma-cartello.
  Tanto  è  vero che se viene letta bene, come l'onorevole Leanza  ci
  raccomanda  di  fare, è una norma che al comma  1  usa  il  futuro:
   verranno soppressi .
   Allora,  io ricordo e chiedo che la norma venga intanto  corretta:
  dopo  la  virgola   gli  enti  non  verranno  soppressi   ma   sono
  soppressi , perché nella normativa si usa il presente non si usa il
  futuro, a meno ché non si voglia rinviare sine die le cose da fare.
  Dopodiché  tanto  siamo d'accordo sulla soppressione  di  consigli,
  comitati,  collegi  ed  enti che noi, del  Gruppo  Lista  Musumeci,
  abbiamo  depositato molti mesi or sono un disegno di legge  per  la
  soppressione  degli  enti  inutili della Regione,   i  carrozzoni ,
  avendo  cura però di individuarli non di rinviare la individuazione
  al momento successivo.
   In  questo  senso, il voto del Gruppo Lista Musumeci non  può  che
  essere confermato come negativo, ma con le correzioni a quello  che
  è  stato  detto dopo l'intervento dell'onorevole Musumeci,  che  mi
  sembravano opportune.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, su  questo
  articolo e sul rinvio anche il Capogruppo di Forza Italia ha deciso
  di ritirare l'emendamento, vorrei che il Governo fosse preciso.
   Io  un anno fa ho presentato un ordine del giorno; è trascorso  un
  anno  e  questo  Governo  non  ha fatto  finora  nessun  intervento
  strutturale per recuperare risorse.
   Abbiamo trattato con Roma la questione dei contenziosi con  grandi
  perplessità  da  parte  nostra  e  ancora  una  norma  di   rinvio.
  Quantomeno, avrebbe dovuto presentare l'elenco degli enti, perché è
  generico  l'articolo  che intende sopprimere,  perché  noi  già  ci
  portiamo dietro quest'articolo dalla finanziaria precedente.
   Oggi, entro sessanta giorni, poi riferisce in Aula, passerà ancora
  un  anno, non si recuperano risorse; la Regione ha problemi seri di
  liquidità  e io credo che questo, anche da parte nostra,  da  parte
  del  Parlamento, da parte di chi lo richiede con forza, perché  gli
  sprechi  sono proprio li e le risorse vanno recuperare laddove  non
  c'è  una  organizzazione da parte della Regione a mantenere  ancora
  enti che non servono tranne che per clientele e prebende.
   Quindi, gradirei che l'Assessore facesse oggi un elenco, in  tempi
  strettissimi,  che  porterà alla chiusura di  questi  famosi  enti,
  perché  parliamo  di comitati, eccetera, ma non abbiamo  capito  se
  sono  quelli  da noi indicati negli ordini del giorno  che  avevamo
  chiesto  e  approvati in Aula o  quali, invece, ritiene  strategici
  e quali, invece, non intende chiudere.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione dell'articolo 6. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.

   DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo che l'articolo 7 venga accantonato.

   PRESIDENTE. L'articolo 7 è accantonato.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, su questo articolo...

   FALCONE.  Volevo  solo dire che il Gruppo di  Forza  Italia  si  è
  astenuto dalla votazione dell'articolo 6.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, io non lo so, ma è sempre  lei  che
  arriva un po' tardi. Prendiamo atto che Forza Italia si è astenuta,
  però  siccome stava parlando l'onorevole Di Mauro, lo faccia finire
  di parlare e poi chiariamo.

   DI  MAURO.  Volevo fare una considerazione di carattere  politico.
  Abbiamo  lavorato,  e credo con spirito costruttivo  tutti  quanti,
  nell'esame dei sei articoli che fino a questo momento abbiamo avuto
  modo  di  approvare. Credo che ci sia stato da parte  di  tutto  il
  Parlamento un senso di responsabilità, nonostante abbiamo esaminato
  articoli di una importanza straordinaria che andranno a determinare
  sul piano finanziario le questioni siciliane nei prossimi anni.
   L'articolo 7, Assessore per l'Economia, è stato argomento  di  una
  approfondita discussione. Io insisto sulla trattazione, per  essere
  molto  chiari,  perché  intanto come era  impostato  da  parte  del
  Governo  voleva dire togliere il ristoro economico a tutti  colo  i
  quali  avevano  versato una pensione integrativa ed  era  una  cosa
  inspiegabile.
   Avevamo,  fra  l'altro, presentato un emendamento  che  era  stato
  approvato;  adesso il Governo ci ritorna. Quindi, siamo dinanzi  ad
  un  nodo  politico, cioè noi dovremmo - secondo quello che dice  il
  Governo  -  eliminare una pensione integrativa a soggetti  che  per
  tanti  anni  hanno versato risorse al sistema di assicurazione  che
  poi  a  sua volta è stato versato nelle casse della Regione  ed  in
  ordine a ciò queste risorse poi sono devolute nel tempo a coloro  i
  quali  sono  andati in pensione ed adesso il Governo  immagina  una
  soluzione diversa con l'emendamento  7.5.
   Allora,  credo  che  sia  necessario,  invece,  esaminare   questo
  articolo partendo, ovviamente, dall'emendamento 7.5 e che svolge un
  ragionamento che sul piano tecnico e sul piano politico prevede  la
  soppressione di questa indennità a coloro i quali sono  pensionati.
  Allora,  le cose sono due: o questa cosa è condivisa dal Parlamento
  o non è condivisa.
   Faccio  presente  al  Parlamento che è prevista,  a  proposito  di
  questo  articolo, qualora dovesse essere approvato, rischio  quello
  che  è  indicato nell'articolo 7 del Governo, non c'è una posta  in
  entrata,  quindi  non  andremmo a intaccare in  questo  momento  il
  prospetto del bilancio.
   Quindi, rispetto alla proposta formulata dal Presidente Dina,  per
  quanto  mi riguarda io chiedo che l'argomento invece venga trattato
  perché la soluzione è quella di assumere una decisione in ordine al
  fatto  che alla persone che godono una pensione integrativa bisogna
  toglierla o bisogna confermarla.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Mauro, ovviamente,  verrà  trattato  e
  svolto,  dal  momento che mi è arrivata una richiesta  l'avevo  già
  accantonato.

   DI  MAURO.  L'accantonamento non è una cosa scontata.  C'è  questa
  richiesta, si vota sull'accantonamento, è inutile che rinviamo e ci
  trastulliamo  su  argomento  che  per  alcune  famiglie  hanno   un
  significato ben preciso.  Pertanto, chiedo il voto.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Mauro, lei mi chiede  di  adottare  una
  procedura mai adottata. E' stato accantonato; ci torneremo e avremo
  modo  di  esaminare con la dovuta attenzione quanto da  lei  appena
  segnalato, anche più tardi. Per il momento viene accantonato.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, siccome avete chiesto l'accantonamento, ovviamente questo
  porterà ad un approfondimento poi di questo articolo.
   Io   vorrei   mettere   all'interno  dell'approfondimento   alcune
  considerazioni; le considerazioni, per esempio, di tutti coloro che
  in  questi  anni hanno percepito pensioni integrative  senza  avere
  versato  mai  un  centesimo per la pensione integrativa,  di  tutti
  coloro  che  non  avevano neppure una legge che ne  sanciva  questo
  diritto  ed  invece  ne  hanno  goduto  perché  l'impugnativa,  per
  esempio,   contro  il  finanziamento  delle  pensioni   integrative
  dell'EAS  da  parte del Commissario dello Stato parla  estremamente
  chiaro  delle ragioni. Allora, in qualche modo persino nella  legge
  di  sanatoria,  perché  noi che dovremmo  entrare  nel  particolare
  amministrativo di andare a vedere tutte le pensioni integrative che
  sono  state erogate in questi anni? Vedere da quale legge  avevano,
  traevano riferimento, questo qui che magari non c'erano, oppure che
  erano  state  fatte sulla base di deliberazioni di  Giunta?  Oppure
  trae origine, fa la considerazione che alcuni non hanno versato  un
  centesimo e hanno goduto per farceli ritornare pure dai lavoratori.
   Qui  mi  sembra persino una norma di buon senso quello che  stiamo
  facendo,  poi  se  si preferisce questo metodo faremo  quell'altro,
  però  io  credo  che  non si  può, non può essere  l'unica  Regione
  d'Italia dove la gente percepisce le pensioni integrative e dove le
  percepisce perfino quando non ha  avuto una legge per averle  e  le
  percepisce perfino quando non ha versato i contributi relativi.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor presidente, a chiarimento di quello che dice il
  Presidente. Il Presidente ha fatto rilevare una cosa che  credo sia
  corretta,  cioè  dice: se non c'è un presupposto legislativo  credo
  che  ci  siano  persone che abbiamo ricevuto per  tanti  anni   una
  indennità integrativa. Allora, io dico al Presidente che  a  questo
  punto  è  opportuno fare un approfondimento perché ci sono  diverse
  delibere di Giunta che hanno dato autorizzazione a diversi soggetti
  e  che  hanno  versato per tanti anni queste risorse ed  hanno  poi
  ottenuto  una pensione integrativa. Quindi, bisogna discernere  fra
  coloro  che  non hanno un dispositivo legislativo e tra coloro  che
  hanno una delibera di Giunta e che per tanti anni hanno versato.

    CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  l'emendamento di riscrittura del Governo fa  riferimento
  espressamente a coloro che hanno versato il riconoscimento,  quindi
  non c'è il problema.
   Qui  la  materia  è  di  ritornare  con  un  colpo  di  spugna   a
  ripristinare  la legalità e nell'emendamento del Governo  si  tiene
  conto del fatto se avevano una legge e se hanno versato. Quindi, se
  vi   andate   a  guardare  l'emendamento  di  riscrittura   risolve
  egregiamente questo problema.

   PRESIDENTE.    Si    ritorna   all'articolo   3,   precedentemente
  accantonato.
   Si  passa  all'emendamento  3.13 in sostituzione  dell'emendamento
  3.11 che è stato ritirato. Invito l'Assessore ad illustrarlo.

   AGNELLO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, questo emendamento è un emendamento di responsabilità che
  va  nella  direzione di tutto ciò che ci ha chiesto  la  Corte  dei
  conti.
   E'  intenzione  del  Governo fare fronte agli  impegni  presi  per
  ripulire il bilancio da tutti quei residui attivi che devono essere
  ripuliti,  quindi  ridare al fondo un meccanicismo  automatico  che
  consenta a fine anno di, effettivamente, stralciare gli importi che
  devono  essere  stralciati e questo il Governo lo può  fare  già  a
  partire dal 2014. Quindi, l'intendimento del Governo è di chiarezza
  e trasparenza nei conti, così come ci viene chiesto da tanto tempo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor Presidente, non vorrei tediare, però l'argomento
  che  abbiamo in questo momento trattato rappresenta il 60 per cento
  della  manovra  finanziaria,  proprio  questo  emendamento,  stiamo
  attenti  E' giusto che lo dico, l'ho detto al capogruppo del PD  in
  separata sede.
   Voglio  dire una cosa, così siamo tutti sereni. Secondo me dovremo
  mettere  anche  una  aggiunta  ulteriore.  L'Assessore  Agnello  ha
  parlato di automatismo, di meccanicismo ha detto.
   L'automatismo  si mette con  il vincolo; cioè se  tutte  le  spese
  rese  non  operative, e sappiamo da chi vengono rese non operative,
  devono  affluire  a  un  capitolo al  fondo  rischi,  al  fondo  di
  salvaguardia, quel fondo a fine anno non può andare in  economia  o
  in  avanzo,  deve essere per cui le somme, quel fondo  lo  dobbiamo
  vincolare  in  maniera  tale  se nel 2013,  e  così  non  l'abbiamo
  vincolato,  se nel 2013 abbiamo in quel fondo fatto affluire  dieci
  euro, nel 2014 quei dieci euro ce li dobbiamo riportare. Se poi nel
  2014  metteremo altri dieci euro, alla fine del 2014 dovremo  avere
  dieci più dieci.
   Sa  qual è il problema, onorevole presidente Crocetta? Che se  lei
  va  a  vedere  in quel fondo, probabilmente, non ci  sono  tutti  i
  trasferimenti che si sommano nei vari anni.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.13, con  il  parere
  favorevole della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura.
   All'articolo 8 è stato presentato l'emendamento soppressivo 8.1, a
  firma degli onorevoli D'Asero e altri.

   D'ASERO. Anche a nome di altri, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole D'Asero, ritira tutti gli emendamenti soppressivi, a sua
  firma, all'articolo 8?

   D'ASERO. Li ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento soppressivo 8.6, dell'onorevole Rinaldi.

   RINALDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo  8
  volevamo  ulteriori chiarimenti perché in Commissione si era  fatto
  un  ragionamento che però nei primi tre commi un po' stridono e  mi
  spiego meglio.
   Nel   primo   comma   autorizziamo  la  Regione   a   ridurre   la
  compartecipazione  e  già qua mi chiedo che, nonostante  il  tavolo
  favorevole che c'è stato, però non c'è ad oggi e quanto meno non ci
  è  pervenuto  un  documento  dove nella  trattazione  Stato-Regione
  abbiamo   questa   autorizzazione  da  parte  dello   Stato   nella
  compartecipazione.
   Direttamente  così,  tout-court, diciamo che possiamo  ridurre  e,
  quindi,  metto un punto interrogativo. Nel secondo comma,  infatti,
  avallando  questo  ragionamento, diciamo che il  settore  sanitario
  deve  coprire,  comunque,  quella somma, deve  fare  un  risparmio.
  Quindi,  non  è  che lo Stato ci ha autorizzato una riduzione.  Noi
  chiediamo un risparmio all'interno del nostro bilancio sanitario.
   Inoltre,  proprio perché secondo me non c'è questo accordo  Stato-
  Regione,  chiediamo  ed  inseriamo  al  comma  3  una  clausola  di
  salvaguardia perché diciamo che, comunque, o li raggiungiamo  o  no
  questi  obiettivi, attraverso l'IRPEF o l'IRAP, dobbiamo  garantire
  questa riduzione.
   Se  lo  Stato ci autorizza, quindi, gli altri due commi mi  sembra
  che si possano togliere. Se, invece, lo Stato non ci ha autorizzato
  e  noi ci stiamo prendendo in automatico questa autorizzazione,  mi
  sembra eccessivo.
   Chiedo,  quindi,  se effettivamente esiste un  documento  dove  lo
  Stato,  in deroga alla legge del 2006, ci autorizza a questa minore
  compartecipazione.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Onorevole Ciaccio, la questione
  è stata lungamente dibattuta in Commissione  Bilancio .
   In  Commissione   Bilancio   abbiamo presentato,  c'era  anche  il
  Direttore  generale, una relazione tecnica e il Direttore  generale
  ci ha lungamente spiegato che, all'interno del miliardo di spese di
  beni e servizi, certamente l'Assessorato della salute sarà in grado
  di fare risparmi di spesa di 25 milioni.
   Il  secondo  aspetto  importante è che noi ci siamo  impegnati  in
  Commissione   Bilancio  a discutere della questione giorno  17  nel
  corso  del  tavolo tecnico che ha liberato i 100 milioni del  Fondo
  sanitario  a  copertura  degli  eventuali  disavanzi.  E  questo  è
  avvenuto  così  come noi avevamo detto, cioè che  gli  accordi  che
  questo   Governo  ha  preso  in  sede  formale  con  il   Ministero
  dell'Economia e con il Ministero della Salute, si sono poi tradotti
  in  quel documento, che è un documento ufficiale e pubblico, che  è
  il  tavolo  tecnico,  nel quale sono state accertate  le  mancanze,
  l'avanzo  di  sanità e, quindi, che ha liberato i 100  milioni  che
  abbiamo utilizzato per i Comuni e per i forestali.
   Quindi,  tutto  quanto  è  in questo  articolo  e   formalmente  è
  formalizzato in questo in questo documento che è pubblico, ve lo vi
  forniremo, ma è assolutamente disponibile.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, la legge nazionale prevede il 5 per cento della riduzione
  dei contratti. Questo 5 per cento della riduzione dei contratti per
  la  Sanità rappresenta circa 100 milioni, siccome operiamo  a  metà
  anno sono 50 milioni. Siccome 25 milioni sono quelli dello Stato, e
  noi avevamo fatto una previsione che gli altri 25 milioni erano  di
  compartecipazione  regionale,  ovviamente  facciamo  una   delibera
  perché rende trasparente tutta questa operazione.
   E'  chiaro  che  già  abbiamo concordato con  il  Ministero  della
  Salute;  anzi, quando ho parlato col Ministro, mi ha  detto  :   Lo
  dovete  fare  perché  dovete ridurre la spesa,  è  l'obiettivo  che
  avete .  Quindi,  è in ottemperanza alla legge che  prevede  che  i
  contratti,  tutti  i  contratti, delle  pubbliche  amministrazione,
  vanno ridotti del 5 per cento e quindi anche quelli della Sanità.
   D'altra   parte,   se   noi   diminuiamo   anche   la   quota   di
  compartecipazione, il tetto della Sanità si abbassa come  costo  e,
  quindi,  sarà possibile finalmente pensare a incominciare a ridurre
  anche  l'addizionale IRPEF se cominciamo ad abbassare questo tetto.
  Perché  non  è che basta fare il risparmio, se lo stesso  risparmio
  noi  lo destiniamo ad altra spesa, non credo che ottemperiamo  alla
  legge  nazionale.  Per  cui, lo Stato li risparmia  automaticamente
  quando abbiamo fatto la legge che li abbassa del 5 per cento,  però
  è  chiaro che dobbiamo prendere atto che anche noi riduciamo quel 5
  per cento.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  noi  abbiamo  fatto   riferimento
  all'addizionale  IRPEF; allora, io credo, con  tabella  alla  mano,
  questi  sono  i conti che voi ci avete presentato: noi abbiamo  218
  milioni  per i servizi pubblici essenziali. Da qui poi passiamo  ai
  32  milioni  per  il  Fondo rischi e siamo a 250  milioni,  più  33
  milioni dell'articolo 32.
   Ora,  a me sembra che questa sia la questione del vaso di pandora,
  dicevamo prima, nel senso che, lo diceva prima pure il collega  del
  Movimento  cinque Stelle, siamo certi che queste riduzioni  possono
  esserci? Perché così, dai conti fatti, noi abbiamo un buco  di  326
  milioni  che sono l'addizionale IRPEF o come sui risparmi.  Abbiamo
  introito 270 milioni di euro, quindi, Assessore, se  per favore  ci
  spiega questi soldi dove li prendiamo, perché così concepiti sembra
  assolutamente fittizio.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  io  mi
  riallaccio a quello che è stato detto opportunamente dall'onorevole
  Ciaccio  ed  anche  da quello che è stato sostenuto  dall'Assessore
  Agnello e dallo stesso Presidente della Regione.
   Fermo  restando che noi dobbiamo credere sulla parola  a  ciò  che
  dice  il  Governo,  con riferimento all'intesa  che  sarebbe  stata
  raggiunta  in  sede di Conferenza per i rapporti Stato-Regione  con
  riferimento ai 25 milioni di minore compartecipazione della Regione
  all'equilibrio della spesa sanitaria.
   Mi  chiedo:  se  l'intesa  è  stata  raggiunta  ed  è  formalmente
  dimostrabile da parte  del Governo come ha sostenuto e  se  abbiamo
  la  certezza  di  pagare 25 milioni in meno, cioè  di  erogare  per
  l'equilibrio della spesa sanitaria 25 milioni di meno, a cosa serve
  il comma terzo dell'articolo 8 che invece paventa che questa intesa
  possa  non  essere applicabile, paventa che questi  25  milioni  di
  partecipazione alla spesa sanitaria, invece, debbano essere erogati
  e  li prende dalla maggiorazione Irpef che con il comma terzo viene
  disposto.
   Questa  contraddizione, dal punto di vista tecnico e dal punto  di
  vista politico, il Governo è in grado di poterla spiegare e poterla
  risolvere all'Assemblea? Altrimenti, c'è una contraddizione tra  il
  primo e il terzo comma dell'articolo 8.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non capisco perché
  i miei colleghi si meravigliano o facciano delle contestazioni. Ciò
  che  è  concesso  al  Governo Renzi a livello nazionale,  non  vedo
  perché  non  debba essere concesso al Governatore Crocetta.  Quando
  Renzi  o  altri primi ministri parlano delle finanziarie  che  sono
  così, che poggiano in maniera aleatoria le entrate che non ci sono,
  poi  ci sono i provvedimenti di salvaguardia  E quali sono  Se  nel
  caso  che  non si dovesse realizzare poi aumentano le accise  della
  benzina, aumentano le altre cose.
   Qui  siamo in presenza della stessa cosa. Non c'è l'intesa  Stato-
  Regione.  C'è una discussione su ipotetici tagli che si  potrebbero
  fare e quindi ci vuole la norma cautelativa.
   E' ovvio che è così. Ditelo e basta  Non è uno scandalo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Vorrei  ricordare  agli   onorevoli
  colleghi  che i tempi sono contingentati, quindi di fare attenzione
  al tempo che usate, non vorrei trovarmi in difficoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  ne  siamo  convinti  e  velocemente
  cerchiamo  di  essere  telegrafici.  L'articolo  8  è  un  articolo
  rilevante.  Assessore, sostanzialmente cosa stiamo facendo?  Stiamo
  enunciando  un  obiettivo del Governo. Realizzeremo 25  milioni  di
  risparmio nella compartecipazione sanitaria.
   Assessore  Agnello,  la mia preoccupazione  è  che  quest'articolo
  cozzi  con  un  disposto  costituzionale  che  è  il  quarto  comma
  dell'articolo  81;  nel  senso  che  noi  abbiamo  fatto  una  mera
  enunciazione,  ma  di  fatto non abbiamo  creato,  determinato  una
  autorizzazione di minore spesa, cioè non abbiamo scritto una  norma
  con   cui  si  riducono  determinato  spese,  lo  abbiamo  soltanto
  enunciato.  E  prova  di  questa  enunciazione  è  la  clausola  di
  salvaguardia, clausola di salvaguardia che trova i soldi in un vaso
  di  Pandora  che è la famosa addizionale Irpef e Irap,  secondo  la
  quale noi abbiamo già, dovremmo avere appena circa 326 milioni  per
  il 2014.
   In  effetti,  nel  2013 ne sono entrati meno di 275  milioni.  Nel
  2014, secondo gli indicatori finanziari ed economici si prevede che
  ne  entreranno  di  meno e per il 2014 noi abbiamo  già  speso  218
  milioni  di euro, come diceva l'onorevole Figuccia, per i trasporti
  marittimi  e il trasporto pubblico locale; 32 milioni  di  euro  li
  abbiamo  spesi  per  quanto riguarda il  fondo  salva  rischi,  che
  salvaguarda  gli  equilibri di bilancio,  33  milioni  di  euro  li
  abbiamo  appostati all'articolo 32 e altri 25 li stiamo  appostando
  qua in quest'articolo.
   Secondo  me  quest'articolo  rischia  un'impugnativa  per   chiara
  violazione dell'articolo 81, comma quarto, della Costituzione, alla
  luce  della  sentenza di venerdì scorso, la  n. 224 del  2014,  nei
  confronti della provincia di Bolzano.
   Assessore, la legge questa sentenza; è illuminante, mi creda.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor Presidente onorevoli colleghi, durante l'esame  in
  Commissione  bilancio abbiamo avuto sia l'assessore Borsellino  che
  il Direttore Sammarzano e ci hanno detto in maniera molto chiara ed
  esplicita che - era il giorno prima - l'indomani mattina ci sarebbe
  stato  un  tavolo  nazionale per fare la verifica rispetto  ai  108
  milioni di euro.
   E'  ritornata la sera la dottoressa Borsellino con le  carte  alla
  mano,  dalle quali la Regione siciliana ha ottenuto - unica Regione
  in Italia - la possibilità che poteva utilizzare 25 milioni di euro
  come  fondo  extra budget sanitario, a condizione, ovviamente,  che
  poi  nel  2015  non sarebbe più stati 108 milioni, che  sono  stati
  totalmente  liberati, ma solo 25 milioni sotto  forma  cautelativa,
  dopo un confronto e un rendiconto.
   Quindi,  rispetto  alle  cose che ci siamo detti,  l'articolo  può
  essere  approvato per il semplice fatto che ha avuto il via libera,
  certificato,  dal Ministero della Salute, e certificato  una  volta
  tanto  con  lode, considerato il fatto che la Regione  siciliana  è
  stata tra le pochissime regioni autorizzata a fare questo.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   ricordo
  benissimo  che  nella  finanziaria  di  gennaio,  nella  parte  che
  riguardava la materia trasporti, quindi CPL e marittimi, queste due
  categorie,  si faceva riferimento appunto al risparmio,  dell'extra
  gettito  Irap,  Irpef  una  parte di  queste  somme  doveva  essere
  destinata se non c'erano le possibilità, da questo capitolo.
   Le  volevo  ricordare  questo, signor  assessore,  ma  ora  stiamo
  facendo  una  aggiunzione  di altri 33  milioni  di  euro,  quindi,
  bisogna  vedere  se  con il totale di questa sommatoria  rientriamo
  nelle spese.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, ho qui la relazione e la deposito agli atti. E a conferma
  di  quello che si è detto, e che ha detto anche l'onorevole Leanza,
  volevo  leggere  la  parte conclusiva della  relazione  del  tavolo
  tecnico che si è svolto giorno 17.
    Al  fine  tutelare  in  ogni  caso il pieno  trasferimento  delle
  risorse  al  servizio sanitario regionale valutando che la  Regione
  debba, con riferimento di ulteriore spazi fiscali liberatosi  nella
  riunione  odierna 101 milioni, rendere indisponibili 25 milioni  di
  euro  in  entrate fiscali regionali subordinati al loro equilibrio,
  all'esito  della verifica del conto consuntivo relativo al  2014  e
  alla  valutazione positiva dei progetti obiettivo. La  clausola  di
  salvaguardia, come detto, viene fatta esclusivamente su  questi  25
  milioni,  ma  non  perché  riteniamo di  doverli  fare,  ma  perché
  rientrano negli accordi presi.
   Ma  a  tutela di questo l'assessorato alla salute ha già garantito
  il pieno soddisfacimento e il raggiungimento di questi obiettivi.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9.
   Onorevoli  colleghi,  comunico che  sono  stati  presentati  degli
  emendamenti   soppressivi   a  firma  dell'onorevole   D'Asero,   e
  precisamente gli emendamenti 9.1, 9.2, 9.3 e 9.4.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 9.5 a firma dell'onorevole Zito.

   ZITO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, cittadini,
  l'emendamento è di una semplicità estrema. Come vedete,  nel  comma
  che  si va a sostituire, è previsto che tutto venga normato tramite
  decreto assessoriale.
   Vorrei  ricordare  che per quello che riguarda il  settore  socio-
  sanitario,  in  tutta  Italia è normato  con legge.  Noi,  come  al
  solito,  vogliamo fare sempre in altro modo, la strada dei  decreti
  assessoriali, degli atti amministrativi.
   Da quando sono qui in Assemblea ho notato una cosa particolare, ma
  prima  di  parlare di questa cosa vorrei citare un film  uscito  da
  poco  intitolato  La mafia uccide solo d'estate ; è un  film,  però
  noi alla Regione siciliana potremo parlare di una telenovela.
    I  decreti  escono solo durante i festivi , perché i decreti  che
  uno  si  ritrova  calati dall'alto escono sempre  nei  periodi  più
  particolari,  e  poi vediamo che ci sono cose  assurde  e  noi  non
  possiamo intervenire. Siccome la materia è molto delicata,  siccome
  parliamo  di centinaia di milioni di euro, perché vorrei  ricordare
  che  è  circa  il 3% del Fondo sanitario nazionale  che  non  viene
  erogato  proprio  perché  ancora non esiste  un  Fondo  sul  socio-
  sanitario,  abbiamo  una  bella fetta di  denaro  che  ci  viene  a
  mancare.  Allo  stesso  tempo  noi non  diamo  servizi  per  quanto
  riguarda  il socio-sanitario, quindi è qualcosa di imprescindibile.
  Questo   emendamento  intende  riportare  questo   articolo   nella
  normalità dello Stato italiano, si deve normare con legge e non con
  decreto.

   GRASSO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io  non
  vedo   la  ragione  di  questo  articolo.  Condivido  l'emendamento
  presentato   dal   capogruppo  D'Asero  e  dai  colleghi   per   la
  soppressione di questo articolo.
   Vorrei  ricordare  che  già  esiste un decreto  ed  un  protocollo
  interassessoriale  approvato già nel 2011 e non si  comprende  bene
  perché  si  debba  tornare  a normare su  una  materia  che  già  è
  disciplinata  per  legge. Se già il tema della  definizione  di  un
  sistema  unico  di  accreditamento non può essere  oggetto  di  una
  finanziaria,  vi è già un D.P.C.M. del 2011 che può essere  e  deve
  essere   applicato,  e  l'integrazione  socio-sanitaria   significa
  proprio  che  due  assessorati e che vi è una  parte  che  riguarda
  l'Assessorato  famiglia  e una parte che riguarda,  nell'erogazione
  delle  prestazioni  e quindi della disciplina  sia  delle  case  di
  riposo che delle R.S.A. l'Assessorato sanità che è già normato  per
  legge.   Non   si   comprende  bene  la  ragione   per   la   quale
  necessariamente  debba essere inserito in finanziaria  un  articolo
  che  non  ha  motivo di esistere, perché evidentemente c'è,  oppure
  perché ci deve essere necessariamente un fondo solo sanitario, solo
  per  quelle  strutture  che  sono state già  accreditate.  Vogliamo
  creare  dei monopoli, vogliamo distruggere il privato sociale,  non
  vogliamo  erogare i servizi? Qui c'è una legge, che è la  328,  che
  stabilisce  le  modalità  di  erogazione  per  quanto  riguarda  le
  prestazioni  socio-sanitarie  e un D.P.C.M.  interassessoriale.  Io
  vorrei che l'Assessore ci spiegasse la ragione di emanare un  nuovo
  decreto interassessoriale.
   Il Governo, l'Assessorato sanità, deve sostanzialmente e solamente
  stabilire  quali sono i criteri di ripartizione, non  serve  altro,
  per  cui chiedo al Parlamento, visto che il collega D'Asero non  ha
  ritirato  l'emendamento,  di  votare l'emendamento  soppressivo  e,
  qualora  questo  non fosse possibile, chiedo di accantonare  questo
  articolo per fare una seria riflessione, perché non è possibile che
  entrano in finanziaria articoli che non hanno motivo di esistere.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Grasso,  l'onorevole  D'Asero  lo  ha  già
  ritirato.

   GRASSO.  L'onorevole D'Asero ha ritirato l'emendamento soppressivo
  dell'articolo 9?
   Scusate,  io  avevo  capito  l'articolo  8,  pensavo  che   il   9
  l'onorevole D'Asero non l'aveva ritirato.

   PRESIDENTE. Credo di essere stato abbastanza chiaro.

   GRASSO.  Signor  Presidente, vista l'assenza  dell'assessore  alla
  Salute,  si  potrebbe  accantonare  e  ci  spieghi  l'assessore  la
  ragione,  la  ratio  di  questo articolo, la  necessità  della  sua
  approvazione  quando già esistono delle norme e,  ripeto,  un  DPCM
  emanato  nel  2001  e mai recepito in Sicilia e la  legge  328  che
  stabilisce  le quote di partecipazione dei rispettivi  assessorati.
  Dov'è  la  ragione di istituire un sistema unico di  accreditamento
  dei soggetti?

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi  vorrei  precisare   che   stiamo
  parlando dell'emendamento 9.5, a firma dell'onorevole Zito,  perché
  gli altri sono stati ritirati.
   Per  quanto riguarda le perplessità appena espresse dall'onorevole
  Grasso  mi  è  stato  comunicato che a breve sarà  qui  l'assessore
  Borsellino che potrà, quindi, darle le spiegazioni dovute.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  in
  realtà  l'assenza di entrambi gli assessori competenti per  materia
  con  riferimento  a  questo  articolo, l'assessore  alla  Salute  e
  l'assessore  della  Famiglia, autonomie  locali  e  della  funzione
  pubblica,  rende  improbo l'impegno che i colleghi  fino  a  questo
  momento hanno profuso.

   PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo, l'assessore Valenti è qui.  Diciamo
  come stanno le cose.

   IOPPOLO.  Ha  ragione, chiedo scusa, e chiedo scusa  all'assessore
  Valenti.
   Devo  dire  di essere sostanzialmente d'accordo con l'impostazione
  che tende a fondere, per quanto riguarda almeno i livelli minimi di
  assistenza,  l'erogazione delle prestazioni sanitarie e  di  quelle
  assistenziali:  è  un obiettivo che il legislatore  nazionale  come
  prima  opportunamente ricordava l'onorevole Grasso,  ha  perseguito
  già  da molti anni ma con riferimento ai quali la Regione siciliana
  è   stata  assolutamente  muta  e  inadempiente  almeno  fino  alla
  promulgazione della Legge 5 del 2009, che opportunamente  introduce
  il  principio  ma  che nella realtà non ha poi  trasformato  questo
  principio in comportamento operativo.
   Credo che tutti sappiano il perchè dentro quest'Aula e molti al di
  fuori  di quest'Aula, perché mantenere la possibilità di agire,  di
  operare   su   due  fondi  distinti  e  separati,   ha   consentito
  sostanzialmente che rimanessero in vita due Dipartimenti, una parte
  delle  quale  non aveva alcuna ragione di esistere; sostanzialmente
  con  questa norma si introduce il Fondo unico, che è una norma  che
  era  stata già approvata nella Finanziaria dell'anno scorso  e  che
  era  stata impugnata dal Commissario dello Stato. Quella norma  non
  prevedeva quel che questa norma si sforza in parte di prevedere, le
  modalità esecutive e le modalità operative di impiego.
   Qui  il  problema non è soltanto quello di costituire  o  meno  il
  Fondo  unico, il problema è finalmente per la Regione siciliana  ed
  il  Governo  è  assolutamente in ritardo e fortemente inadempiente,
  una  gestione unitaria dei servizi socio-assistenziali e  sanitari,
  essendo  inscindibile una parte dell'assistenza socio-assistenziale
  in  relazione a quella sanitaria e viceversa. Però ha  ragione,  ne
  abbiamo  dibattuto in Commissione Sanità e lo ricorderà l'onorevole
  Zito  e tutti i componenti, l'emendamento presentato dall'onorevole
  Zito,  il  quale  dice:  però noi dobbiamo sottrarre  alla  potestà
  regolamentare  e  amministrativa della Giunta  Regionale  di  poter
  emettere  decreti interassessoriali, ed invece, come prevede  tutta
  la  legislazione nazionale, e quella delle altre Regioni, prevedere
  per legge dell'Assemblea Regionale Siciliana, le modalità esecutive
  della norma che stiamo esaminando.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  il
  problema riguardante l'articolo 9, il Governo l'abbia posto  perché
  c'è un problema di somme che noi perderemmo da parte dello Stato se
  non attiviamo immediatamente l'integrazione socio-sanitaria. E sono
  parecchi milioni.
   Il  problema qui è politico, ed è quello di capire, secondo quello
  che  dice  l'onorevole Zito, se possiamo trovare una soluzione  per
  far sì che la norma prevista in finanziaria possa essere meglio poi
  recepita  da parte del Parlamento, o con un voto, anche vincolante,
  da  parte  della Commissione per evitare di perdere  queste  somme,
  anche  perché  credo che era giusto e doveroso, così  come  avevamo
  chiesto  molte volte, già da un anno, che questa norma fosse  stata
  presentata come disegno di legge in Commissione.
   Così  non è stato e quindi ora ci troviamo con i ritardi da  parte
  degli assessorati, che non hanno praticamente esitato il disegno di
  legge.
   Oggi  però  il Parlamento si trova di fronte ad un bivio,  di  non
  perdere le somme previste dallo Stato - perché se non c'è la  norma
  sicuramente perdiamo delle somme - oppure trovare soluzioni idonee,
  perché  il Parlamento venga coinvolto nella scelta di questa norma,
  che  non  può  essere  sicuramente  lasciata  solo  ad  un  decreto
  assessoriale.   Si  potrebbe  prevedere  anche  un   parere   della
  Commissione, io spero che il Governo possa fare un'apertura in modo
  da andare avanti su questa norma che possa non farci perdere ancora
  ulteriori somme.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  comprendo  il  ragionamento  che  fanno  i  parlamentari
  rispetto alle questioni di iniziativa legislativa.
   Ci  sono  tante  questioni che attengono  la  possibilità  di  una
  programmazione,  di  leggi però, quando poi andiamo  sulle  singole
  questioni,  non  è  poi così anomalo il comportamento  del  Governo
  regionale.  Perché  noi sappiamo che anche a livello  nazionale  si
  ricorre  alla finanziaria per inserire anche cose che  si  vogliono
  fare  entrare  veloci  nella  vita del Paese,  che  essi  ritengono
  particolarmente  centrale. È un'occasione per  accelerare  percorsi
  legislativi, così come a livello nazionale, per esempio, è previsto
  un istituto che non c'è qui, che è il decreto legge ed il fatto che
  entro 90 giorni poi diventi legge a tutti gli effetti.
   Però, a volte il meglio è nemico del bene, noi non possiamo essere
  l'unica  Regione  italiana che non ha fatto  l'integrazione  socio-
  sanitaria.  Ritengo  che sia assolutamente  necessario,  anche  per
  accedere a quei fondi che il Ministero della Salute ci taglia, sono
  39   milioni  che  ci  permetteranno  di  avviare  i  percorsi   di
  integrazione  socio-sanitaria,  e  nessuno  ci  vieta  di  lavorare
  insieme,  Governo  e  Parlamento, per fare una  legge  che  diventi
  applicativa di questo.
   Consideriamola   una  norma  programmatoria,  che   introduce   il
  principio e ci consente di accedere ai fondi immediatamente.
   Per  il  resto  lavoriamo insieme, però se ogni volta  rinviamo  a
  dopo, le riforme non le faremo mai.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  sarebbe  opportuno  un  subemendamento solo  per  il  parere  della
  Commissione,  per  i  decreti  interassessoriali  non  si  instaura
  l'attività di Governo. Io ritengo che il Governo debba presentare i
  suoi,  quindi  prima della votazione presenti un subemendamento  in
  tal senso e risolviamo il problema.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   rispetto
  all'emendamento 9.5, all'inizio da una veloce lettura  avevo  detto
  che  ero  d'accordo. Oggi, anche se dovessimo subemendarlo  con  la
  proposta dell'onorevole Formica, non concluderemmo nulla perché  di
  fatto quella proposta è interamente contenuta nel comma che dovremo
  sopprimere.
   Siccome  ci  sono  tre disegni di legge, io dico ai  colleghi  del
  Movimento  Cinque Stelle di approvare l'articolo  così  com'è,  nel
  frattempo in Commissione si lavora sui disegni di legge, se ci sono
  del  Governo,  o  comunque  quelli  dei  commissari,  e  finalmente
  attiviamo  l'integrazione socio-sanitaria che  tanti  problemi  sta
  dando ai comuni, agli utenti e agli operatori.
   Non  più  tardi  di venerdì c'è stato l'incontro  con  l'ANCI  per
  quanto riguarda alcune problematiche che dipendono in qualche  modo
  dalla  sanità  e  che nessuno riesce ad incanalare  in  un  disegno
  organico. Ritengo opportuno, quindi, se si vuole votare contro  per
  quanto  ci  riguarda questo emendamento, nonostante nella  sostanza
  possiamo  essere  d'accordo, andare ad una  nuova  legislazione,  e
  penso che la Commissione VI ha perso tempo a farla, considerato che
  ci sono tre disegni di legge abbastanza completi su questa materia,
  però  attiviamo intanto l'integrazione socio-sanitaria, e solo  con
  questo articolo si può avviare.
   Oltre  tutto abbiamo avuto assicurazione dall'Assessore Borsellino
  di  un  ampliamento della platea rispetto al DPCM in modo  tale  da
  potere  consentire anche ai comuni di poterli sgravare  di  qualche
  spesa che in questo momento è eccedente.
   Quindi  io  ritengo che questo sia un punto essenziale  di  questa
  finanziaria e che va votato, fermo restando che abbiamo bisogno  di
  una legge organica, ormai è passata tanta acqua sotto i ponti dalla
  legge  n.  22, e penso che la Sicilia debba ritornare ad essere  la
  Regione  riformatrice  e fare una legge importante  anche  rispetto
  all'integrazione socio-sanitaria, e comunque ad un welfare  di  cui
  abbiamo assolutamente bisogno.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  riesco  a
  comprendere perché si dovessero perdere risorse se non  si  approva
  l'articolo così com'è. Il comma 3 dell'articolo 9 secondo il  quale
  con un decreto interassessoriale da emanarsi io sostengo - ed è già
  agli atti - che già esiste un decreto interassessoriale, un decreto
  del  2011 stabilisce secondo quanto previsto dal DPCM, mai recepito
  in  Sicilia,  quali  sono le quote a carico della  sanità  e  quali
  quelle a carico dell'Assessorato alla famiglia.
   Da   premettere  che  questa  è  una  materia  che  riguarda   più
  l'Assessorato  alla famiglia che l'Assessorato alla  sanità  e  che
  esiste una legge, che è la legge n. 328, che sostanzialmente  eroga
  queste prestazioni.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  rivolgo  al
  Presidente  Crocetta. Durante i lavori l'Assessore  regionale  alla
  sanità  aveva  prospettato l'esigenza di integrare questo  articolo
  per  dare maggiore chiarezza e maggiore funzionalità, tenendo conto
  ci sarà una novità in questo settore. Diciamo che tutto ciò fino  a
  ieri  è  stato di competenza dell'Assessorato alla famiglia,  e  si
  introduce  un  nuovo  sistema che andrà ad essere  governato  dalla
  sanità. Quindi costi ed altre cose.
   Se il Governo è soddisfatto di questo articolo così com'è scritto,
  andiamo  avanti  perché  l'idea  c'è,  se  il  Governo  ritiene  di
  accantonarlo  e  di  presentare domattina un  sub  emendamento  per
  aggiungere le cose di cui aveva fatto cenno l'Assessore, ovviamente
  credo  che  potrebbe  essere funzionale. Se il Governo  ritiene  di
  andare  avanti,  andiamo avanti, votiamo, noi  siamo  d'accordo  su
  queste cose e le abbiamo sostenute.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il  Governo  ha  inserito la  competenza  congiunta  tra
  l'assessorato  alla  Famiglia e l'assessorato  alla  Salute  perché
  ritiene che la fascia dell'integrazione socio sanitaria sia  quella
  fascia   di   sovrapposizione  che  unisce  e  separa   la   sanità
  dall'assistenza, come se noi avessimo due cerchi che si intersecano
  ed  una  parte  è comune. E' ovvio che oggetto della programmazione
  non potranno che essere i due assessorati, ma è anche ovvio che poi
  le  Commissioni competenti - chi ha proibito mai che le Commissioni
  competenti  entrassero  in  discussione,  entrassero  in  relazione
  dell'attività di Governo - debbano fare il loro lavoro.
   Non  mi pare che il Governo le abbia mai escluse, non fa parte  ne
  del  Parlamento  ne  del Governo. Insisto, introduciamo  finalmente
  questo  concetto  di assistenza socio-sanitaria per  introdurre  un
  principio   di  modernità  ed  efficienza.  Ci  sono   comuni   che
  attualmente  non  riescono  più a pagare  le  rette  per  i  disagi
  psichici  e  per tante altre cose, ed allora consentiamo  di  poter
  fare  un  intervento  oggi sostitutivo ed  immediato,  se  dopo  la
  vogliamo  rendere  bellissima questa legge, per  carità,  le  leggi
  bellissime le aspettiamo tutti  Ma siccome per una legge bellissima
  ogni  volta  passano  sei, otto mesi, un anno,  non  credo  che  ci
  possiamo  permetterci   il lusso di rinviare  ancora  l'entrata  in
  Sicilia  dell'assistenza socio sanitaria. Facciamo la legge  e  poi
  nel  frattempo la si migliorerà, ci sarà un tocco maestro, però nel
  frattempo non bloccatela. Mi appello veramente al vostro  senso  di
  responsabilità,  non  bloccate una cosa così  importante,  in  nome
  sempre  del  meglio,  il meglio si costruisce ogni  giorno,  questa
  finanziaria  introduce le cose che ci danno immediatamente  accesso
  al  credito  di  migliaia  di euro e permettere  immediatamente  di
  avviare  la  politica bene; bisognerà acquistarla, una volta  avute
  quelle risorse, chi impedisce al Parlamento di disciplinarla? Lo si
  faccia,  ma  non si rinvii ancora ad un'altra legge e  ad  un'altra
  legge,  ai  passaggi  infiniti delle Commissioni,  ai  migliaia  di
  emendamenti,  siamo tutti per la semplificazione, ma di  fatto  non
  facciamo altro che mettere sempre blocchi.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 9.5. Il  parere  del
  Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 9.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 10.
   Comunico   che   è   stato   presentato   dall'onorevole   D'Asero
  l'emendamento soppressivo 10.1.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si Passa all'emendamento 10.2 a firma dell'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Mi rimetto alla valutazione del Governo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 10.3, a firma dell'onorevole
  Falcone.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non  è approvato)

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  soltanto
  aggiungere,  in  questo  emendamento,  la  possibilità  di   potere
  eventualmente   di  questo articolo, dei dodici  milioni  che  sono
  stati destinati ai minori

   PRESIDENTE.  Ma  sono stati già bocciati. I due  emendamenti  sono
  stati già bocciati. Stiamo votando l'articolo.

   FONTANA.  Volevo aggiungere una considerazione, anche in relazione
  al  fatto  che  il  Governo  nazionale ha  destinato  i  fondi  per
  l'assistenza e l'accoglienza dei minori; volevo aggiungere, se  era
  possibile,  che  una  parte di queste risorse  siano  destinate  ai
  debiti  pregressi per quanto riguarda l'assistenza ai  minori.  Dal
  2009  ad  oggi,  infatti, non sono state pagate le  relative  rette
  dell'accoglienza  ai minori. Una parte di queste risorse  che  sono
  destinate  al  2014 - considerato che il Governo nazionale  ha  già
  destinato  risorse  per  questo  tipo  di  accoglienza  e,  quindi,
  probabilmente, resteranno risorse non utilizzate - se è  possibile,
  si potrebbe invece pagare il pregresso.
   Ecco,  questo  chiedevo: se era possibile  emendare  anche  questo
  articolo in questo senso.

   PRESIDENTE.  Onorevole Fontana, come le avevo già spiegato,  siamo
  già  in  fase di votazione. Presentare adesso un emendamento   caso
  mai è una sua considerazione.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, il Governo dice da molti mesi che ci darà i soldi  per  i
  minori però fino ad ora non c'è stata nessuna decisione legislativa
  e, salvo buone dichiarazioni, noi questi soldi non li abbiamo visti
  e  molti  comuni  stanno pure fallendo su questa accoglienza  degli
  immigrati, quindi, aspettiamo.
   Nella  discussione che  abbiamo fatto, addirittura, ci hanno detto
  di  non  mettete soldi in più perché li metteremo noi questi  soldi
  sia per gli arretrati che per
   Noi,  in  ogni  caso, intendiamo aiutare i comuni e valuteremo  la
  possibilità,  in  attesa  di  queste  benedettisime  decisioni  del
  Governo,  perché  il Governo a noi dice che ci  darà  i  soldi,  ai
  comuni, però poi contestualmente dice che li vuole dall'Europa. Nel
  frattempo,  i  comuni invece falliscono ed hanno  questa  emergenza
  immigrazione terrificante.
   Ritengo  che il tema vada affrontato seriamente con il  Governo  e
  non  può  essere più lasciato né alle Regioni né ai  comuni.  Però,
  onestamente,  il  capitolo così com'è e la  legge  così  com'è  non
  consente  di  fare qualsiasi prospettiva. In relazione  a  come  si
  comporterà il Governo, quindi, metteremo, faremo il bando perché  è
  chiaro  che non vogliamo lasciare tutti questi comuni in difficoltà
  e  soprattutto tanti ragazzi che svolgono attività di  volontariato
  da anni.
   Addirittura,  ci  sono comunità di ricovero dei  minori  immigrati
  dove,  praticamente, questi ragazzi si tassano  e  non  riescono  a
  ricevere  un  centesimo. Non è una cosa sopportabile ma onestamente
  abbiamo previsto di intervenire.
   Confidiamo  nelle buone parole del Governo però  vorremmo  che  si
  trasferissero, magari si trasformassero in un decreto legge, in una
  legge, speriamo presto, questa cosa.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 10.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 11.1, da
  parte dell'onorevole D'Asero.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 11.2

   ALONGI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ALONGI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  sull'articolo  11, con l'emendamento a firma del Gruppo  del  Nuovo
  Centro Destra, dove chiediamo l'aumento da 14 milioni di euro a  18
  e duecento milioni di euro.
   Perché questo articolo? La motivazione è molto semplice.
   Lei  sa  e  l'Aula  sa  benissimo  che  oggi  i  Comuni,  in  modo
  particolare, che hanno l'obbligo, per i   dei disabili psichici del
  ricovero  presso  le  comunità, ne rispondono penalmente  in  prima
  persona.
   Ci  sono  Comuni,  in  questo minuto,  che  avendo  più  soggetti,
  specialmente i Comuni piccoli, non riescono a far quadrare  i  loro
  bilanci.
   Questo  crea non pochi problemi, quindi, ritengo e penso  che  sia
  importante  che questo emendamento riceva il parere favorevole  del
  Governo e possa essere votato favorevolmente dall'Aula.
   Approfitto anche dell'arrivo dell'Assessore Borsellino in Aula, di
  cui  conosco l'impegno e tutta l'energia che mette nella sua azione
  quotidiana.
   Credo  che  sulle qualità dei disabili psichici dovremmo ripensare
  un  modo  nuovo, in questa terra di assistenza, cioè nel senso  che
  bisogna ripensare di calare questo, assessore; penso sia importante
  ripensare questo intervento, non più su questo capitolo, ma  su  un
  capitolo molto più ampio che è quello della sanità.
   Questo  credo che sia il vero problema perché i disabili  psichici
  sono soggetti che sotto l'aspetto sanitario vanno curati e non sono
  dei derelitti da tenere a casa.
   Quindi,  ritengo ed è importante, Governatore Crocetta, si  assuma
  questo  straordinario impegno, anche l'assessore, perché, su questo
  tema, dove parliamo di  malati , ricevano le stesse cure, la stessa
  attenzione che diamo ai malati in ospedale.
   Questo  credo che sia un atto morale, importante, umano e solidale
  e credo che su questo non bisogna fare passi indietro.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,    presidente   della   Regione.   Onorevoli   colleghi,
  sinceramente,   quando  abbiamo  pensato  all'integrazione   socio-
  sanitaria,  abbiamo  pensato proprio alla riforma  che  attiene  ai
  ricoveri  dei  malati  soprattutto con  disagio  psichico  o  delle
  persone con disagio psichico che non necessariamente siano malati.
   Il concetto di malato, infatti, è un concetto molto largo.
   C'è chi ha un piccolo disagio, chi ce l'ha più grande, chi ce l'ha
  occasionale, chi ce l'ha costante. Così come in tutte  le  malattie
  e,  quindi,  cronicizzare e ridurre sempre alla malattia  qualsiasi
  forma di disagio non credo.
   L'integrazione socio-sanitaria, a questo punto, ha proprio  questa
  base.
   Onestamente, non c'è bisogno di implementare questo capitolo. Dopo
  avere  approvato  la  norma sull'integrazione socio-sanitaria,  non
  abbiamo  bisogno  di  implementare  questo  capitolo.  Già   questo
  capitolo va a ricoprire un modo tradizionale di risolvere.
   Capisco  che  molte  di  queste comunità  fanno  anche  un  lavoro
  egregio.  Vi  si  trovano fratelli, sorelle, madri,  padri,  ma  la
  persona che è portatrice di un disagio psichico, ha bisogno solo di
  una  madre,  di un padre o a volte ha bisogno di un medico,  di  un
  analista?
   E'  questa  la  riforma  che dobbiamo fare,  ma  le  dico  che  un
  incremento,  a questo punto, non  troverebbe copertura finanziaria.
  Però  una  raccomandazione si trova a riferimento  nel  fatto  che,
  attraverso  le risorse e la integrazione socio-sanitaria,  dobbiamo
  destinare più risorse a questo aspetto.
   Io  sono  stato sindaco, come diversi di voi, e so benissimo  cosa
  vuol  dire avere a che fare con una persona a cui dobbiamo fare  il
  TSO,  poi la dobbiamo mandare in una comunità alloggio, poi, magari
  vorrebbe  lavorare,  vorrebbe trovare  una  forma  di  integrazione
  sociale   diversa.  Tutta  una  serie  di  questioni  che  dobbiamo
  impregnare  dentro  una  cultura che metta  l'uomo  al  centro  dei
  valori.
   La  sanità, la dignità dell'uomo, quando parliamo dell'assistenza,
  non  dobbiamo parlare di assistenza quasi fosse una forma di carità
  così impropria, carità non in senso evangelico che è amore ma quasi
  di  compassionevoli trattamenti. Dobbiamo incardinare in un sistema
  di diritti, per cui, sostanzialmente, la pensiamo allo stesso modo,
  però,   sinceramente,   evitiamo,  e   non   troverebbe   copertura
  finanziaria.
   Siamo  d'accordo; abbiamo approvato l'articolo sulla  integrazione
  socio-sanitaria   che   già  prevede   queste   cose,   molto   più
  semplicemente discutiamone con l'Assessore e vediamo immediatamente
  se  riusciamo  ad  essere efficaci, anche su questo  fronte  perché
  dobbiamo riformare profondamente quel sistema di assistenza.

   PRESIDENTE.  Grazie,  signor  Presidente.  Alla  luce  di   queste
  considerazioni,   onorevole  Alongi,  mi  sembrava   volesse   dire
  qualcosa.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, capisco e comprendo che mancherebbe  la
  copertura  finanziaria, però il patto che oggi qui, in  una  seduta
  pubblica,  il Governo si assume è un impegno anche con  l'Assessore
  per la Salute e per noi questo è un patto d'onore - lo chiamerei  -
  perché credo che ancora il patto d'onore esista.
   E'  chiaro che noi, su questo tema, Presidente Crocetta, Assessore
  Borsellino,  faremo  la  nostra parte, saremo  pungulatori,  saremo
  attenti, vigilanti su quello che è un tema particolarmente delicato
  e importante. Quindi auspichiamo e siamo certi che da qui alla fine
  dell'anno troviate e troviamo insieme, un percorso che dia risposte
  alle  famiglie,  speranza a questi ammalati. Questo  è  quello  che
  chiediamo.
   Per  quanto  mi  riguarda,  quindi, la  ringrazio  per  la  totale
  condivisione, signor  Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Aloni, le rifaccio la domanda: lo ritira?

   ALONGI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 11.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   GIUSEPPE.  Signor  Presidente,  lei   ci   ha   spiegato
  correttamente  che  siamo  in  discussione  sull'articolo  11;   io
  sull'articolo  11 sto intervenendo e le vorrei ricordare  che  noi,
  come Forza Italia, ci siamo fatti promotori della presentazione  di
  un  emendamento e non so se l'ha individuato, signor Presidente,  è
  l'11.4.

   PRESIDENTE. Si, quando ci arriveremo. C'è prima l'11.5.

   MILAZZO Giuseppe. Siccome insisto, voi ci avete abituato che si fa
  un   ragionamento  complessivo  sull'articolo  11.  Il  dottore  Di
  Gregorio  mi è testimone e dice si, quindi, signor Presidente,  lei
  mi vuole frenare.

   PRESIDENTE.  Assolutamente,  me ne  guarderei  bene.  Prego,  vada
  avanti.

   MILAZZO  Giuseppe.  Allora,  onorevole Presidente  della  Regione,
  buonasera, intervengo per la prima volta. Vedo che le brillano  gli
  occhi quando parlo io, Presidente, allora, le vorrei ricordare  una
  cosa: lei sa la simpatia che nutro nei suoi confronti, non so nella
  diretta  arriva, Presidente, faccia finta che in questo momento  in
  Aula  non  c'è  nessuno. Lei si apra al confronto  con  l'onorevole
  Milazzo. Vorrei ricordarle alcune cose.
   Al  di  là dei passi biblici, onorevole Presidente, in cui  lei  è
  bravo,  ma  lei  sa che io sono pronto a replicare con  altrettanti
  passi  biblici,  ma  non è il momento, scherzi a  parte,  onorevole
  Presidente,   ritengo  che  l'emendamento  che  porta  come   primo
  firmatario  il  mio  Presidente  di  Gruppo  parlamentare,   è   un
  emendamento di ragionevolezza.
   Ora  le  darò due motivazioni e lei alla fine, sono convinto,  che
  quando il Presidente esprimerà la famosa formuletta  il parere  del
  Governo ,  dirà   favorevole . Intanto,  per  un  primo  passaggio,
  signor Presidente. Lei dovrebbe richiamare l'Assessore Agnello. Io,
  da  Presidente  della Regione, vorrei essere ascoltato  perché  poi
  quando c'è la formuletta, il Presidente non ha ascoltato quello che
  ho detto e dice  contrario . Ed io, l'onorevole Falcone, e tutto il
  Gruppo  di Forza Italia, avremmo dispiacere di questa cosa. E  poi,
  siamo come i bambini monelli e scarabocchiamo i muri.
   Allora, il punto è questo, onorevole Presidente, ovviamente  hanno
  bisogno  dell'affetto  come dice lei, di fratelli,  di  sorelle,  i
  passi  biblici, tutto quello che vuole lei, però io  che  ho  avuto
  l'onore  di  partecipare ai lavori della Commissione  Bilancio,  ho
  avuto  modo  di  ascoltare  quello che la  dottoressa  Pullara,  in
  qualità   di   Direttore   generale,   ha   esplicitamente    detto
  sull'articolo 10 e 11, che i fondi non sono, rispetto alla domanda,
  sufficienti.
   La  Commissione,  possiamo presentare noi un emendamento  con  cui
  licenziamo  la dottoressa Bulgara per alto tradimento. Però  vorrei
  ricordare  al  presidente  Dina, che  è  sempre  saggio  nelle  sue
  mediazioni, che a tal proposito, assunse l'impegno a nome di  tutta
  la  Commissione di provvedere, così fu, testuali parole,  a  questo
  vuoto   di   risorse,  questa  integrazione  di   risorse,   previo
  emendamento  di tutta la Commissione in Aula. Bene,  questo  non  è
  avvenuto.
   Allora, cosa dico, signor Presidente? Non dico di integrare venti,
  dieci milioni, nemmeno unmilione e seicentomila euro, ma un segnale
  di  ulteriore attenzione, rispetto all'impegno che il  Governo,  la
  Commissione ha assunto, questo noi lo possiamo dare.
   Un  segnale lo dobbiamo dare: aumentiamo almeno di mille  migliaia
  di euro, cioè di un milione, presidente Crocetta, così anche lei un
  segnale di buon senso lo da e certamente ne esce bene il Governo.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Mi corre l'obbligo di ricordarvi che  i
  tempi  sono contingentati, per cui cercate di utilizzare il  tempo;
  non vorrei trovarmi in difficoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, presidente Crocetta, in realtà,  solo
  due minuti, non si allontani, solo per questi due passaggi.
   Devo   dirle   che   già   noi   a   partire   dall'articolo   10,
  sull'integrazione  socio-sanitaria, come Gruppo  di  Forza  Italia,
  abbiamo votato positivamente questa linea di indirizzo. Pensiamo  e
  lo  dico da operatore del settore, quale sono stato per tanti anni,
  signor Presidente, che sia stato dato un   è' una cosa sulla  quale
  c'è  l'opportunità  di  intesa rispetto ad  un  mondo  che  ci  sta
  guardando  che  è  quello  del disagio psichico.  Pensiamo,  signor
  Presidente,  che  sia  stato  fatto  un  passaggio  importantissimo
  sull'integrazione   socio-sanitaria.   Finalmente,   il   dirigente
  dell'Assessorato famiglia è vero, ha detto delle cose, a  proposito
  di  questa  integrazione socio-sanitaria. Siamo andati  incontro  a
  quell'idea  di  istituire  il  capitolo  unico  in  modo  da  poter
  garantire  alle comunità con disagio psichico di poter  beneficiare
  di questa norma.
   Lei sa benissimo, presidente Crocetta, come alle disabilità ci  si
  arrivi  per  le strade più disparata, una telefonata, un incidente,
  talvolta  anche  un'ecografia di una mamma che  scopre  di  doversi
  confrontare con un bimbo che forse non era come l'aveva immaginato,
  ma  che  ,dal momento della nascita, sarà comunque la creatura  più
  bella, la migliore, la più speciale che potesse prefigurarsi.
   E'  vero, sappiamo che è stato già compiuto un grande sforzo e che
  finalmente  con  questa norma riusciremo a dare  dignità  a  questa
  integrazione socio-sanitaria che la 328 tanto aveva auspicato.
   Le  chiediamo  con  questo emendamento di  dare  un  segnale.  Non
  parliamo  di  grandi somme. Abbiamo chiesto un milione  e  seicento
  mila  euro. Pensiamo e credo di interpretare anche quello che prima
  diceva l'onorevole Fontana che questo potrebbe servire a pagare  le
  rette  anche  di  quelle comunità che di fatto  hanno  delle  spese
  pregresse non saldate.
   Quindi, presidente Crocetta, mi unisco all'appello del mio collega
  e sono certo anch'io che dietro quella parolina magica, come lui la
  definiva  prima, ci sarà poi un consenso rispetto a  questa  nostra
  richiesta del Gruppo  Forza Italia .

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,esattamente  due
  minuti, anche perché il tempo è contingentato, quindi, non vogliamo
  perdere.  Voglio  specificare ai colleghi che  hanno  presentato  e
  all'Assemblea le mie battaglie per quanto riguarda le  comunità  di
  disabili  psichici  ormai sono riconosciute da tanti  anni,  quindi
  sono  al di sopra di ogni sospetto, però non possiamo assolutamente
  spogliare questa vicenda, i lavoratori dei consorzi di bonifica  da
  cui si prendono le risorse.
   E  quindi ritengo che questo altalenare di  compensazioni,  dove a
  pagare sono sempre i livelli occupazionali, mi sembra assolutamente
  poco opportuna.
   Per   quanto  riguarda  l'assessore  Borsellino  e  il  Presidente
  Crocetta,  si sono assunti l'impegno che considerato che finalmente
  i  disabili  psichici   mi  auguro anche con  l'integrazione  socio
  sanitaria possano passare in quella linea sottile che divide questi
  due  mondi  ma che possono diventare anche una parte del sanitario,
  io penso che forse qualcosa dal mondo sanitario potranno essere, le
  risorse potranno essere trovare senza dover per questo intaccare le
  spettanze di altri lavoratori.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BORSELLINO, assessore per la salute.  Signor Presidente, onorevoli
  deputati,  volendo rimarcare un impegno che già  il  Governo  aveva
  assunto   durante  i  lavori  della  Commissione  Bilancio,   posso
  confermare in questa sede che l'approvazione dell'articolo relativo
  all'integrazione   socio-sanitaria   apre   una   prospettiva    di
  programmazione congiunta anche delle risorse.
   Quindi,  nella  sede dove andremo a quantificare le risorse  anche
  del  fondo  sanitario che dovranno essere messe  a  supporto  della
  presa  dei  disabili psichici, per cui al di là delle richieste  di
  impinguamento,  credo  che questo a questo  punto  possano  trovare
  risoluzione  nel  decreto  interassessoriale   voluto  dalla  norma
  appena  approvata che ci consentirà anche di utilizzare  quote  del
  fondo  sanitario che ci vengono riconosciute a titolo  peraltro  di
  premialità  per il solo di avere approvato una norma  che  consenta
  un'integrazione per i
   Proprio  perché  non ci sia più quella dicotonomia  tra  sanità  e
  sociale che sino a oggi ha determinato questa situazione a volte di
  mancata  assistenza  in  ragione dell'esiguità  delle  risorse  che
  provengono  che  fondo delle politiche sociali che sicuramente  non
  riescono  a  rendere  in  toto  ai  bisogni  complessi  di   questa
  operazione.
   Quindi  io  penso  che a queste richieste possa  trovare  risposta
  sicuramente quella sede di programmazione che è quella  più  idonea
  perché ci fa piacere anche se l'entità delle risorse occorrenti.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, in parte l'intervento  dell'assessore
  ha reso superfluo una parte del mio intervento.
   Io  volevo  sottolineare,  appunto, che  in  sede  di  commissione
  bilancio, in sede di discussione dell'articolo in questione,  oltre
  che  convenire sul fatto che bisognava assolutamente portare quanto
  più materia da questa parte del sociale verso il sanitario, proprio
  per  avere molte più risorse a disposizione per questo settore,  ma
  soprattutto perchè non  si poteva tollerare né si può tollerare che
  ci  sia  la possibilità, e si è visto che c'è questo pericolo,  che
  non si rispettano appieno   e i percorsi di assistenza.
   Siccome si mantiene questo settore in capo ai comuni ed essendo le
  risorse  dei  comuni  assolutamente  insufficienti  si  correva  il
  rischio, si corre il rischio che alcuni comuni che hanno risorse  e
  assicurano questi servizi altri comuni no.
   Allora  in  quella  sede si era stabilito che da  li  all'Aula  il
  governo  avrebbe in qualche modo provveduto ad incrementare  questa
  quota  parte, questi 14 milioni e 800 mila, erano previsti  e  sono
  previsti, perchè ritenuti assolutamente insufficienti.
   Il  governo, ne prendiamo atto, ha dichiarato qui che in  sede  di
  decreto  interassessoriale  provvederà  a  integrarli,  ma  anch'io
  sollecito  il  governo, vista l'assoluta carenza  del  capitolo,  a
  trovare il modo di intervenire anche con un milione di euro  che  è
  un  segnale, non sono sufficienti, ma trovare in questa sede,  ora,
  un  milione  di  euro  da  integrare  sarebbe  un  bel  segnale   e
  soprattutto sarebbe la prova che il governo mantiene le promesse.
   Siccome   si   trattava  di  una  promessa  fatta  in  Commissione
   Bilancio ,  in  sede  di  approvazione di quell'articolo,  sarebbe
  opportuno che il Governo lo mantenesse.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, già in
  Commissione avevamo rappresentato l'esigenza del rimpinguamento del
  capitolo   relativo   alle   comunità   alloggio.   Devo   peraltro
  rappresentare  che  se  questa esigenza è  reale  -  io  stesso  ho
  presentato  un  emendamento  -  non c'è  dubbio  che  prelevare  le
  risorse dal capitolo dei consorzi di bonifica, per il quale abbiamo
  faticato non poco in sede di Commissione  Bilancio  per trovare  le
  risorse,   le  risorse che abbiamo trovato, ricordo  all'Assessore,
  non   sono  sufficienti  rispetto  alle  reali  richieste.  Ricordo
  all'Assessore  che la legge a cui fa riferimento  il  consorzio  di
  bonifica,  di  cui fa riferimento il capitolo, che viene  ribaltato
  nell'articolo  13,  altro non sono che le  giornate  lavorative  di
  tutti  i  soggetti  precari,  e che hanno  riguardo  alle  garanzie
  occupazionali. Rispetto alle garanzie occupazionali il  Governo  ci
  ha  assicurato, in sede di Commissione  Bilancio , che  si  sarebbe
  provveduto,  per  le risorse mancanti, a un modello  di  spesa  che
  avrebbe trovato copertura attraverso le perizie. Quindi già noi con
  questo  capitolo,  che  è  individuato in  questo  emendamento,  ci
  muoviamo  con  una certa difficoltà. L'Assessore per l'agricoltura,
  che   è qui presente, ha dato disponibilità in sede di Commissione,
  unitamente  al direttore generale, e ci auguriamo che questo  possa
  essere  fatto  per evitare problemi nel territorio;  perché  questi
  sono  gli  operatori  del  settore  che  provvede  all'irrigazione.
  Fermare,   in   questo   momento,   l'irrigazione   attraverso   la
  preoccupazione  della  mancata  copertura  della  spesa,  significa
  creare  ulteriore  danno a quel settore. Quindi l'emendamento  11.4
  che   viene  proposto  dal  collega  Falcone  ed  altri  -  che   è
  condivisibile, credo,  da gran parte di noi - se il  Governo  vuole
  dare  un  segnale positivo, come io stesso auspico, lo  faccia,  ma
  dando copertura, per esempio, ad altri capitoli, potrebbe essere la
  legge  27,  la   tabella  H   o altre  cose,  ma  certamente  sullo
  stipendio   delle  persone,  peraltro  precarie,  credo   che   sia
  quantomeno non consono. Mi pare, onorevole Falcone, una guerra  tra
  poveri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  credo
  che  noi  su  questo  emendamento,  lo  abbiamo  presentato  perché
  riteniamo che le comunità alloggio per disabili psichici siano allo
  stremo.  E'  chiaro che il nostro sia un emendamento di  copertura,
  dovevamo  trovare  una  copertura, ed è un  modo  per  chiedere  al
  Governo  attenzione su questo settore che è veramente in ginocchio,
  anche e nonostante quello che ha detto l'Assessore Borsellino.  Poi
  è  chiaro, se ci fosse la volontà reale, potremmo trovarli anche in
  tanti  altri  settori,  a  iniziare  dalla  ex   tabella  H ,   che
  quest'anno, lo voglio dire, nel capitolo del bando di tutte  quelle
  attività  ci  sono 11 milioni 750mila euro rispetto  ai  6  milioni
  dell'anno  precedente. Però, poiché io credo  che  anche  qua,  sui
  consorzi  di bonifica, stiamo parlando tanto, è la vecchia politica
  a  mio avviso, lo dobbiamo dire, perché non stiamo dando i soldi ai
  lavoratori, questi soldi li stiamo mettendo nella gestione,  e  qui
  dobbiamo   dire,  questa  Assemblea  aveva  fatto   un   intervento
  legislativo per risparmiare, individuando in 2 consorzi di bonifica
  in  Sicilia,  rispetto  agli 11 che vi erano  presenti,  e  anziché
  risparmiare, da una previsione della legge 5 di 28 milioni di euro,
  siamo  passati a 43 milioni di euro. Io spero che su questo non  ci
  sia  poi,  come  dire, quello che troppo vuole  ma  nulla  stringe,
  onorevole Di Mauro.
   Sono  la gestione, non i dipendenti, onorevole Dina, noi ci  siamo
  confrontati più volte in questa Assemblea, e più volte lei si è poi
  accorto  di  avere  sbagliato.  Ciò  nonostante  io  dico,   questo
  emendamento lo ritiriamo, lasciamo stare le cose come vanno,  tanto
  è  il Governo a prendersi tutte le responsabilità. Noi siamo contro
  questa manovra, perché la riteniamo inutile, nociva, ininfluente  e
  addirittura negativa per questa Sicilia, per cui un emendamento più
  o  meno, immaginiamoci, hanno la maggioranza, poi su qualche  altro
  tema  un  po'  più  delicato c'è una maggiore convergenza  in  più,
  quindi lo ritiriamo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, mi è sembrato di  capire  dal  suo
  intervento che è disponibile a ritirare il suo emendamento, per cui
  faccio la stessa domanda all'onorevole Di Mauro.

   DI  MAURO.  Comunico che ritiro gli emendamenti soppressivi  11.3,
  11.4 e 11.5.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 11., dell'onorevole Greco Giovanni  che
  non è presente, e che pertanto decade.
   Pongo in votazione l'articolo 11.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'esame dell'art. 12 che su richiesta del  Presidente
  Dina viene accantonato.

   Si passa all'esame dell'art. 13.

   Si  passa  all'esame dell'emendamento soppressivo 13.  1  a  firma
  dell'onorevole D'Asero.

   D'ASERO. Sull'emendamento 13.1 chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  l'emendamento  sull'articolo  13,  che  prevede  questo   ulteriore
  stanziamento di 5 milioni di euro per i Consorzi di bonifica, ha un
  significato  preciso e cioè quello di intervenire per  capire  come
  mai  ad oggi i servizi sul territorio dei Consorzi di bonifica  non
  sono  stati  sostanzialmente apprezzati da parte degli  utenti.  Mi
  riferisco in particolar modo a quelle che sono le segnalazioni  sul
  Consorzio di bonifica della Piana di Catania, dove ad oggi c'è  una
  grande  difficoltà  nel  sistema  dell'erogazione  dell'acqua   per
  l'irrigazione.
   Ma non è questo il tema. Il tema è se esiste questa impostazione e
  se  l'assessore all'Agricoltura abbia già un mese e mezzo fa  circa
  avuto  modo,  subito  dopo  il suo insediamento,di  individuare  un
  percorso  e  di rassicurare la realtà del territorio e  quindi  gli
  utenti  pensando  e  dicendo che c'era già una  programmazione  che
  avrebbe  portato  a dei risultati e che ad oggi,  giustamente,  sul
  territorio  gli utenti, gli agricoltori cercano. E dicono  che  noi
  c'eravamo  impegnati  in questo percorso, e  quindi  come  possiamo
  pensare che potremmo poi anche pagare?
   E  mi  riferisco  all'aspetto  dei  canoni  su  cui  va  fatto  un
  ragionamento;  ma  quel  che  più è  grave,  è  che  va  ad  essere
  compromessa   una   produzione  perché  sul  settore   c'è   scarsa
  attenzione,  quindi una organizzazione che forse ad  oggi  andrebbe
  meglio vista perché ci sia, almeno sulla realtà del territorio,  un
  segnale chiaro per dire c'è bisogno di un'ulteriore intervento.  Ma
  comunque  su una realtà che già sta dimostrando di funzionare,  non
  su una realtà che ad oggi, a vario titolo, non ha potuto consentire
  la  determinazione di un risultato: è questo uno degli  emendamenti
  soppressivi,  fatto non per motivi strumentali, signor  Presidente,
  assessori,  ma fatto proprio perché sull'argomento si  accenda  una
  lampada  e  ci sia una presa di coscienza ed una risposta concreta.
  Ad  oggi,  siamo ad agosto quasi, e c'è il problema di una stagione
  irrigua inoltrata che di fatto non ha dato ancora nessun risultato.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  soppressivo  13.1,
  dell'onorevole D'Asero.
   Il parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 13.2.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  intervengo
  proprio  su  questo  emendamento, che è un  emendamento  che  rende
  giustizia. Questo è un emendamento di buon senso, perché  sposta  e
  cerca  di  riallineare la spesa dell'anno precedente  al  2014  per
  quanto  riguarda  i  cosiddetti precari, ed  invece  riduce,  anche
  perché   rispetto   alla   precedente   previsione,   abbiamo    un
  sovradimensionamento, per cui di fatto sono sempre soldi che stiamo
  sottraendo e mettendo all'interno dei consorzi di bonifica.  Stiamo
  togliendo  dalla gestione, e paghiamo il personale, perché  poi  da
  qui a breve il personale del consorzio di bonifica non riusciremo a
  garantirlo. È il personale precario quello più a rischio.
   Allora togliere un milione dalla gestione e metterlo nel personale
  significa  attuare un principio di buon senso, di ragionevolezza  e
  di garanzia vera dei livelli occupazionali.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.2. Il  parere  del
  Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 13.3. Chiarisco  subito  che
  nella stampa sono saltati i nomi dei firmatari che sono l'onorevole
  Leanza e l'onorevole Sammartino.
   Il parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei dare un
  parere articolato su questo emendamento che, apparentemente, toglie
  al  fondo  che  è destinato ai consorzi di bonifica, esclusivamente
  per  le  garanzie occupazionali, ma attraverso questo  emendamento,
  che  è  una parte di un emendamento più complesso, viene consentita
  la  possibilità  di  effettuare una  transazione  con  l'Enel,  che
  metterebbe in ginocchio i consorzi di bonifica e non consentirebbe,
  attraverso  un pignoramento del valore di 5 milioni, di  utilizzare
  nessuna delle somme.
   Attraverso  questo  emendamento invece  si  riesce  a  coprire  la
  transazione in modo da consentire l'ordinaria vita del consorzio.
   Siamo  riusciti ad individuare, in tema di dissesto idrogeologico,
  la  possibilità di sopperire a questo milione di euro  mancante  in
  termini  di  garanzie occupazionali, attraverso dei  fondi  non  di
  bilancio,   cioè   delle  perizie  specifiche   che   abbiamo   già
  individuato,  proprio per consentire l'ordinaria vita dei  consorzi
  di bonifica.
   Quindi, è un emendamento che apparentemente toglie al consorzio di
  bonifica,  ma  in realtà va visto in collegamento con l'emendamento
  congiunto che ne consentirà una vita sotto un altro profilo.
   Il parere del Governo quindi è favorevole.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'articolo 13
  abbiamo  individuato una somma di cinque milioni a copertura  degli
  stipendi.  Adesso c'è un emendamento che riduce di  un  milione  di
  euro gli stipendi per pagare una transazione.
   Io  dico  al  Governo e ad i colleghi che hanno presentato  questo
  emendamento  che  non mi sembra corretto, dopo  un'attività  che  è
  stata  posta in essere in Commissione Bilancio per fare quadrare  i
  conti, che si ritorni sempre sui Consorzi di bonifica per pagare le
  transazioni. Non è assolutamente possibile
   Questi  sono  stipendi e non vanno toccati.  Se  il  Governo  deve
  chiudere  una transazione, come è giusto che sia, lo faccia  con  i
  fondi  di qualche altro capitolo, Tabella H o altre risorse che  ci
  possono essere, ma certamente non sugli stipendi.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo  pienamente
  d'accordo  con  quanto  detto dal collega  Di  Mauro,  però  volevo
  spiegato  dall'Assessore tutto il preambolo su  come  queste  somme
  vanno  a  finire  da qualche altra parte, perchè  non  c'è  scritto
  nell'emendamento.  Quindi  noi dovremmo  stare  in  fiducia,  anche
  perché l'emendamento dice soltanto  Al comma 1 sostituire le parole
  cinque migliaia di euro con quattro migliaia .
   L'emendamento più complesso forse è ancora nelle mani del  Governo
  e  non  nelle nostre, e non solo per quanto riguarda la transazione
  dei  Consorzi di bonifica, perchè c'è un emendamento o un  articolo
  apposito,  quindi  eventualmente possiamo  intervenire  là,  ma  su
  questo ci accodiamo a quanto detto dall'onorevole Di Mauro.

   PRESIDENTE.  Prima di dare la parola all'onorevole  Leanza,  mi  è
  sembrato  di  capire - l'assessore mi corregga  se  sbaglio  -  che
  l'emendamento 13.3 è collegato con l'emendamento 26.2, dove c'è  la
  variazione da 2650 miglia di euro a 3650 migliaia di euro ed  è  lì
  che probabilmente trova spiegazione questa deduzione.
   Onorevole Leanza mi è sembrato di capire che lo ritira?

   LEANZA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole  Leanza  a  questo  punto  apriamo  questa  parentesi  e
  ritiriamo  anche il 26.2, lo anticipo e quando poi ci arriviamo  ce
  lo ricordiamo.
   Pongo  in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 14.
   Onorevoli colleghi comunico che all'articolo 14 è stato presentato
  dall'onorevole D'Asero l'emendamento 14.1, soppressivo  dell'intero
  articolo.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'articolo  14
   Norme  per la manutenzione del territorio e del paesaggio  rurale
  individua ancora altri tre milioni di euro sempre sul comparto agro-
  forestale.
   Assessore,  io ritengo che qua tutti siamo proiettati a  sostenere
  gli  interventi  che  servono a determinare le cosiddette  garanzie
  occupazionali  e  quindi  tutti siamo a favore di questo  percorso,
  però, per evitare che poi sulla stampa nazionale veniamo sempre  da
  tutti questi grandi e illustri personaggi tacciati di una spesa non
  razionale e produttiva. Io chiederei che ci sia in questa direzione
  un  impegno da parte dell'assessore, affinchè formuli un  programma
  in cui viene fuori un rapporto tra costo e servizio reso, perché  è
  tempo  di dimostrare che alle garanzie occupazionali, alle  risorse
  finanziarie  consistenti che impegniamo e spendiamo  per  tutto  il
  comparto,  ci sia poi un risultato e se poi questo risultato  possa
  essere determinato in condizioni migliori, possa essere determinato
  con  obiettivi più significativi, possa essere - perché no  - anche
  elemento  di orgoglio per dire che anche i forestali sono diventati
  una  risorsa e non un peso, questo deve essere l'elemento che  deve
  caratterizzare il nostro tipo di azione politica.
   In  questo senso, signor Presidente, l'emendamento soppressivo che
  noi  abbiamo  presentato  non vuole essere  motivo  di  ostacolo  e
  quindi,  da  questo  punto di vista, possiamo anche  ritirarlo,  ma
  determini  una  inversione di tendenza e  una  presa  di  coscienza
  perché ci sia una risposta  concreta e reale attraverso fatti e non
  parole.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  così
  come  è  scritto questo articolo non significa nulla, perché  è  la
  fotocopia  della legge già pubblicata in Gazzetta; se  le  finalità
  del  Governo  sono quelle di dare ulteriori 3 milioni di  euro,  si
  deve scrivere come nell'articolo precedente che c'è questa volontà,
  e  per ora con questo articolo di legge si dice che dobbiamo dare 3
  milioni  di  euro per le finalità dell'articolo 5 della  legge  del
  2014,  copiando  una  legge  che è già  pubblicata  nella  Gazzetta
  Ufficiale.  Si  presume che si tratti di un  mero  errore,  infatti
  nell'articolo precedente si dice di ulteriore 5 milioni di euro

   PRESIDENTE.  Grazie  per la precisazione,  onorevole  Turano.  Tra
  l'altro,   mi   risulta  che  la  Commissione  sta  preparando   un
  emendamento in tal senso.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'anno  scorso  ho
  presentato  un ordine del giorno con il quale chiedevo  proprio  la
  chiusura  dei Consorzi di bonifica, oltre che degli altri enti,  ed
  oggi  ci  troviamo  qui  a  rifinanziare i  Consorzi  di  bonifica.
  L'assessore  che  l'ha preceduta aveva previsto, nella  finanziaria
  dell'anno scorso, che vi fossero solo due Consorzi di bonifica, uno
  occidentale  ed uno orientale, ma oggi noi non solo rifinanziamo  i
  Consorzi  di  bonifica ma aumentiamo anche le  risorse.  Ma  se  le
  risorse  servono  solo  per  pagare gli stipendi,  perché  dobbiamo
  mettere  risorse aggiuntive? E' stato assunto nuovo personale?  No
  Quindi,  assessore,  entro  sessanta  giorni  la  prego  di  volere
  normare,  assieme  a  tutti gli altri enti,  anche  i  Consorzi  di
  bonifica,  perché  non  servono tutti questi Consorzi  di  bonifica
  considerato  che non fanno attività sul territorio ed  è  bene  che
  anche  su  questo articolo ci sia un distinguo per  chi  poi  dovrà
  andare a votare su finanziamenti quando poi li togliamo ai precari,
  ai disabili, ai minori psichici.
   PRESIDENTE. Onorevole Grasso sta per essere distribuito, a seguito
  di  quanto  discusso, un emendamento da parte della commissione  il
  14.2,  se  volete  per  abbreviare i tempi lo leggo  piuttosto  che
  distribuirlo  è soltanto un rigo, sostituire le parole   la  spesa
  con  le seguenti  l'ulteriore spesa , lo pongo in votazione. Parere
  del Governo.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  D'Asero  mi  è sembrato di capire  che  aveva  ritirato
  l'emendamento.

   D'ASERO. Si Presidente, è ritirato.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 14.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  15.  Sono  stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti  15.1,  15.2, 15.3, 15.4 e 15.5 a firma  dell'onorevole
  D'Asero.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'atteggiamento
  fino  ad  ora è stato di grande disponibilità. Ora se voi  voleste,
  anche  con  la  vostra sofferenza, privarci degli  interventi  devo
  energicamente respingere al mittente questo tentativo.
   Qua il tema è sempre lo stesso, assessore. Noi marciamo su questo,
  non  abbiamo  bisogno di spiegazioni da parte di forze esterne,  di
  tanti  illustri  personaggi che ci dipingono come  coloro  i  quali
  navighiamo oppure balliamo su un Titanic, noi abbiamo la  coscienza
  per  poter  capire come marciare verso impegni di spesa  su  cui  è
  arrivato  il  momento di vedere perché, qual è il senso  e  qual  è
  anche l'impegno che noi vogliamo portare avanti.
   Sulla vicenda Ente acquedotti siciliani, sicuramente, questa  Aula
  è  giusto che ne capisca i termini e i contenuti di questo continuo
  impegno di risorse finanziarie che portano verso a che cosa? Questo
  è  il  tema su cui noi dobbiamo anche avere una grande capacità  di
  intervento,  ma anche di modifica di un percorso. E' una  emorragia
  su  cui  c'è  bisogno di intervenire per vedere  come  frenarne  la
  pericolosità?  Oppure è un'emorragia a cui dobbiamo assistere  così
  passivamente, caro Presidente dell'Assemblea?
   Questo  è  il  senso del nostro emendamento soppressivo  e  questo
  anche  il  senso  per  dire: visto che non riusciamo  ad  incidere,
  allora forse con un emendamento soppressivo apriamo il caso.

   PRESIDENTE.    Grazie   onorevole   D'Asero    per    la    natura
  dell'intervento. Ci ha spiegato i motivi di questo emendamento,  ma
  le chiedo li ritira o li mantiene?

   D'ASERO. Aspetto una risposta da parte dell'assessore Agnello.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO,    assessore    per   l'economia.   Onorevole    D'asero,
  evidentemente  se il Governo ha messo queste cifre  all'interno  di
  questa   manovra  lo  ritiene  utile  ed  indispensabile.   Abbiamo
  lungamente  discusso di questo anche in Commissione,  per  cui  non
  credo che ci sia null'altro da aggiungere.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo  scusa  ma
  credo  che  ci sia una questione di stile. Sa, io evito di  parlare
  anche  perché il tempo è limitato. Se un collega pone  un  problema
  come  ha  appena  fatto il collega D'Asero, sugli  enti  acquedotti
  siciliani,  del  quale ente ci occupiamo soltanto  quando  dobbiamo
  impinguare  la  dotazione finanziaria, noi  non  ne  conosciamo  le
  procedure,  lo  stato dei lavori del processo di liquidazione.  Non
  sappiamo   nulla  sulla  sorte  complessiva  di  questa   struttura
  realizzata nel '42 e andata avanti malamente.
   Scusi,  signor assessore, lei non può dire ne abbiamo già  parlato
  lungamente in Commissione.
   Mi sembra irriguardoso nei confronti dell'Aula.
   Lei  deve  dimenticare di averne parlato in Commissione. Questa  è
  un'altra  realtà,  perché in Commissione non tutti  i  Gruppi  sono
  rappresentati  e,  in  ogni caso, la dignità dell'Aula,  credo  che
  meriterebbe   lo  stesso  trattamento  politico   e,   quindi,   di
  rendiconto,   che   lei  avrà  potuto  benissimo  consegnare   alla
  Commissione.
   Glielo chiedo perché, personalmente, mi sento offeso da questa sua
  condotta,  proprio  perché io, non facendo parte della  Commissione
  bilancio  né i miei colleghi di Gruppo, lei non può rimandare  alla
  trattazione fatta in quella sede.
   Quindi,  la invito, per questo e per altri argomenti - lo  dico  a
  lei,  ma  lo  dico  in  generale a tutti - di volere,  puntualmente
  riferire  in Aula, a prescindere da quello di cui avete parlato  in
  Commissione.  Potete  averne parlato anche per  cinque  giorni.  La
  cosa, francamente, mi riguarda assai poco.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO,  assessore per l'economia. Mi scuso,  non  volevo  essere
  offensivo e irriguardoso. Assolutamente e me ne dispiaccio.
   Evidentemente  l'ente  EAS è un ente che da  tempo  è  oggetto  di
  attenzione  da  parte  del Governo. Sicuramente  sono  importi  che
  riguardano  stipendi. L'ente è in liquidazione, e ci sta  a  cuore,
  non  soltanto in fase di finanziaria. Io personalmente, ho ricevuto
  tante  volte, in queste settimane, queste persone, per  cercare  di
  capire come risolvere i problemi di questo ente.
   E'  una  realtà  molto  complessa, e in questa  fase,  il  Governo
  ritiene  di andare avanti, rimpinguando questo capitolo e  portando
  avanti la questione, ma sta a cuore al Governo risolvere i problemi
  di  queste  persone perché, come giustamente ha detto  lei,  non  è
  corretto che i problemi non vengano affrontati alla radice.
   E' proprio questa l'intenzione del Governo, affrontare il problema
  alla radice, però in questa fase, in questa manovra finanziaria,  a
  questo  punto  dell'anno, a fine luglio, riteniamo di  dovere,  con
  scrupolo,  portare avanti questo articolo così come è scritto,  per
  poi  lavorare  per la risoluzione definitiva e proficua  di  questo
  Ente.
   CALLERI,  assessore all'energia e ai servizi di pubblica  utilità.
  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CALLERI,  assessore all'energia e ai servizi di pubblica  utilità.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, onorevole Musumeci, dobbiamo
  intervenire   sulla  faccenda  EAS,  quindi  faccio   impegno   per
  intervenire realmente a fondo.
   Tra  l'altro dovremo poi intervenire sulla nuova legge  sull'acqua
  perché,  in effetti, c'è bisogno di mettere mano e di non  arrivare
  ogni volta a dovere fare provvedimenti tampone.
   In questo c'è l'impegno degli assessorati e del Governo.

   REALE,  assessore per l'agricoltura, per lo sviluppo rurale  e  la
  pesca mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   REALE,  assessore per l'agricoltura, per lo sviluppo rurale  e  la
  pesca  mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati,  volevo
  dare  alcune  indicazioni più precise all'Aula, non perché  sia  di
  competenza  della  mia  rubrica,  ma  perché  le  indicazioni  sono
  contenute  nel  fascicolo dei riferimenti normativi, allegato  alla
  documentazione che è stata consegnata all'Aula.
   Nei  riferimenti  normativi, alla pagina 33, sono elencate  queste
  somme e le indicazioni sono molto puntuali.
   Non  si tratta di somme relative al funzionamento dell'EAS, ma del
  personale ex EAS, distaccato presso varie realtà, una delle quali è
  la RESAIS ed è quello del comma 1, poi abbiamo l'Ente regionale per
  il  diritto  allo studio universitario, l'Istituto per lo  sviluppo
  delle attività produttive, l'Istituto del vino e dell'olio.
   Questi  enti  hanno,  a  loro  carico, del  personale  proveniente
  dall'ente  acquedotti siciliano e questo personale viene retribuito
  attraverso questi capitoli cui è stato fatto riferimento.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Ricordo  sempre  che  i  tempi  sono
  contingentati.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  chiedere
  all'Assessore che ha fatto l'ultimo intervento se queste somme sono
  effettivamente  sufficienti a coprire, fino a quando,  le  esigenze
  del personale, se questo calcolo è stato fatto, perché io vedo che,
  per le finalità di cui all'articolo 6, sono stanziate le somme di 5
  milioni  912  e così a seguire, però mi sembra che complessivamente
  non si riesca a coprire il fabbisogno del personale.
   Quindi,  bene faceva prima l'onorevole D'Asero e poi il Presidente
  Formica ad evidenziare come la questione vada affrontata in termini
  di  garanzia occupazionale in una visione anche pluriennale  perché
  chiaramente non possiamo noi porre la questione ogni volta  che  ci
  sono ritardi negli stipendi per due o tre mesi.
   In  questo  personale,  al  di  là  della  liquidazione  dell'ente
  acquedotti  siciliani, va garantito il rispetto  di  una  serie  di
  tutela   di   diritti  che  vanno  posti  in  essere   in   maniera
  irreversibile  o  pensiamo  che questo  vada  fatto  attraverso  un
  sistema  di riforma che chiami in causa ovviamente anche  la  legge
  dell'acqua, cui l'Assessore prima faceva riferimento, però  diciamo
  i due binari devono correre parallelamente.
   Quindi,  una  riforma organica che consenta un  corretto  e  pieno
  utilizzo del personale da una parte e dall'altro una garanzia certa
  sulle tutele di questo personale. Grazie.
   AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Onorevole Figuccia, le assicuro
  che queste somme sono sufficienti perché si vanno ad integrare alle
  somme che in precedenza, nelle precedenti manovre di bilancio, sono
  state già poste su questi capitoli di spesa.

   PRESIDENTE. Grazie assessore. Onorevole d'Asaro, ritira tutto.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 15. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  martedì 29 luglio 2014, alle ore 12.00, con il seguente ordine  del
  giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


  I   - Comunicazioni
  II   - Discussione dei disegni di legge:

             1)  -   Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
                 finanziario 2014 - Variazioni al bilancio di previsione della
                 Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche
                 legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5,  Disposizioni programmat
                 e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità  regionale.
                 Disposizioni varie' . (n. 782/A)  (Seguito)

               Relatore di maggioranza: on. Dina

               Relatore di minoranza: on. Vinciullo

             2)  -  Benefici in favore dei testimoni di giustizia . (n. 478/A)
                 (Seguito)

               Relatore:  on. Cappello

             3)  -  Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
                 Statuto della Regione siciliana recante  Disposizioni in tema d
                 impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
                 strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
                 riforma del sistema di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-
                 771/A)

               Relatore: on. Ciaccio

             4)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
                 (n. 475/A) (Seguito)

               Relatore: on. Picciolo

             5)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

             6)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
                 Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
                 dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
                 siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
                 della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
                 libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             7)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
                 Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
                 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             8)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
                 elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
                 Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436

               Relatore: on. Savona

  III   -  Discussione unificata delle mozioni:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonchè alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                     PALMERI  - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI  -
                     CIACCIO  -  CIANCIO  - ZAFARANA  -  FERRERI  -
                     MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -  FOTI  -
                     LA ROCCA- ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                     FOTI  -  CANCELLERI  - CAPPELLO  -  CIACCIO  -
                     CIANCIO  -  FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                     -  PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI  -
                     ZAFARANA - ZITO

  IV   - Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio  2013)

                     GIANNI  -  CORDARO - MICCICHE'  -  CLEMENTE  -
                     ANSELMO - GERMANA'

  V   - Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile  2014)

                     GIANNI  -  VENTURINO  - CIMINO  -  MARZIANO  -
                     RAGUSA - CIRONE

  VI   - Discussione della mozione:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  VII   -  Seguito della discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

                   La seduta è tolta alle ore 21.05

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni
                          Rubrica «Economia»

   CAPPELLO  -  CIANCIO  -  MANGIACAVALLO  -  FERRERI  -  TANCREDI  -
  CANCELLERI  - ZAFARANA - ZITO - SIRAGUSA - TRIZZINO  -  FOTI  -  LA
  ROCCA  -  CIACCIO  -  PALMERI.  - «Al Presidente  della  Regione  e
  all'Assessore per l'economia, premesso che:

   con  D.D.G.  n.340/2008  è stato emesso  un  Avviso  pubblico  per
  l'attuazione degli interventi in favore delle imprese, associate ai
  Consorzi  di  garanzia  fidi, per concorso  sugli  interessi  delle
  operazioni  finanziarie, di cui all'art. 11, comma 1,  della  legge
  regionale 21 settembre 2005 n.11 e s.m.i;

   gli  imprenditori associati ai Consorzi di Garanzia Fidi, aderendo
  al  bando in questione, avrebbero avuto il riconoscimento (e quindi
  il  rimborso)  degli interessi sostenuti a valere sulle  operazioni
  finanziarie definite tra l'1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2007;

   in  realtà,  alle  aziende  aderenti e  beneficiarie,  sono  stati
  riconosciuti gli interessi sostenuti per le operazioni  finanziarie
  stipulate nel 2007 ma solo con riferimento agli interessi sostenuti
  in quell'anno;

   al  predetto Avviso, hanno aderito numerosi imprenditori, i quali,
  in virtù dello stesso avevano programmato la propria attività nella
  speranza,  proposito  e consapevolezza, di un  aiuto  economico  da
  parte  della Regione al fine di affrontare le spese necessarie  per
  il sostegno della propria attività, mai riconosciuto;

   considerato che:

   successivamente la Regione ha pubblicato sulla Gazzetta  Ufficiale
  ben  tre  bandi,  in  data 11 gennaio 2013, aventi  ad  oggetto  la
  concessione  di agevolazioni sugli interessi calcolati dalla  banca
  nel  complessivo  piano  di ammortamento ed esclusivamente  per  le
  operazioni la cui durata è superiore ai diciotto mesi ed  inferiore
  a  180  mesi;  la  superiore previsione è valida  soltanto  per  le
  operazioni finanziarie realizzate negli anni 2009, 2010 e 2011;

   ciò  costituisce  una evidente iniquità nella  applicazione  delle
  previsioni  della legge regionale 21 settembre 2005  rispetto  alle
  previsioni dei bandi precedentemente pubblicati;

   atteso che:

   le conseguenze di quanto prima detto sono:

   1)  l'esclusione  dalle agevolazioni di tutti quegli  imprenditori
  che hanno stipulato operazioni finanziarie con durata inferiore  ai
  18 mesi;
   2)  la  mancanza di una previsione specifica per gli  imprenditori
  aderenti  ai  bandi pubblicati negli anni 2008  e  2009,  e  perciò
  assolutamente  disorientati oltre che costretti,loro  malgrado,  ad
  accontentarsi  dell'erogazione  di contributi  in  conto  interessi
  soltanto per il primo anno del piano ammortamento, a differenza  di
  tutti coloro i quali, avendo stipulato delle operazioni finanziarie
  negli anni successivi, si troveranno a beneficiare degli stessi per
  l'intero periodo di ammortamento;

   inoltre,  i  decreti dirigenziali n.647, 649 e 651 del 4  dicembre
  2012 hanno posto in essere ulteriori disposizioni, limitative nelle
  opportunità di accesso al finanziamento da parte degli imprenditori
  ed in particolare:

   a)  la  richiesta  di  documentazione  (quale  ad  esempio  quella
  inerente  alle fatture quietanzate) facilmente reperibile  solo  in
  sede di svolgimento delle attività finanziate e perciò stesso causa
  di esclusione di tantissime imprese;
   b)  l'esclusione di fatto dai provvedimenti di tutti i  crediti  a
  breve  per  i  quali,  tra  l'altro, la  nuova  legge  non  prevede
  espressamente l'abolizione dei contributi;
   c)  la specifica richiesta di fideiussione bancaria o assicurativa
  sull'intero  finanziamento e non sul contributo per  l'abbattimento
  degli  interessi  che  si  traduce in un costo  aggiuntivo  per  le
  imprese  ed  in  un  utile per le banche,  riducendo  di  fatto  il
  beneficio previsto dalla norma in favore degli imprenditori e delle
  imprese;
   d) il rilascio di certificazioni da parte delle banche: il mancato
  o  non  corretto rilascio di certificazione da parte degli Istituti
  di  Credito  non  può  essere addebitata alla responsabilità  delle
  imprese;
   e)  la  mancanza di una specifica previsione di definizione  della
  questione  della  copertura finanziaria necessaria  per  i  crediti
  garantiti ed erogati negli anni precedenti al 2009;

   per  sapere in che modo intendano risolvere le problematiche sopra
  sollevate in considerazione:

   1)  della diversa previsione di trattamento economico di operatori
  che  accedono ai benefici previsti dalla stessa legge ma in periodi
  diversi;
   2)  che il bando non specifica quale doveva essere l'entità  degli
  interessi  riconosciuti quale contributo per le  aziende  aderenti,
  avendo le aziende immotivatamente ottenuto la corresponsione  degli
  interessi per il solo anno 2007;
   3) dell'esclusione dalle agevolazioni di tutti quegli imprenditori
  che hanno stipulato operazioni finanziarie con durata inferiore  ai
  18 mesi». (785)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta  -  «L'atto  ispettivo  in  argomento  riguarda  il  DDG.
  340/2008  con  il  quale  è  stato  emesso  l'Avviso  pubblico  per
  l'attuazione  degli interventi in favore «delle imprese,  associate
  ai  Consorzi  di garanzia fidi, per concorso sugli interessi  delle
  operazioni  finanziaria di cui all'art. 11, comma  1,  della  legge
  regionale 21 settembre 2005 n. 11 e s.m.i..
   In  particolare, gli Onorevoli interroganti chiedono al Presidente
  della Regione e all'Assessore per l'Economia di "sapere in che modo
  intendano  risolvere  le  problematiche  [relative  all'Avviso   in
  questione   e   rappresentale   nelle   premesse   ispettivo]    in
  considerazione:   1)  della  diversa  previsione   di   trattamento
  economico  di  operatori  che accedono ai benefici  previsti  dalla
  stessa  legge ma in periodi diversi; 2) che il bando non  specifica
  quale  doveva  essere l'entità degli interessi  riconosciuti  quale
  contributo  per aziende aderenti, avendo le aziende immotivatamente
  ottenuto  la corresponsione degli interessi per il solo anno  2007.
  39  dall'esclusione dalle agevolazioni di tutti quegli imprenditori
  che hanno stipulato operazioni finanziarie con durata inferiore  ai
  18 mesi .
   L'onorevole  Presidente,  con nota prot.  n.  23147/In.16  del  15
  maggio  2014,  ha  delegalo  lo scrivente  Assessore  a  curare  la
  trattazione  dell'atto  ispettivo in  questione  per  il  quale  il
  Dirigente  Generale del Dipartimento Regionale Finanze  e  Credito,
  con nota prot. n. 8964 del 26/06/2014, di riscontro alla nota prot.
  n.  2635/Gab  del  18/06/2014, ha fornito gli elementi  utili  alla
  trattazione dall'argomento de quo.
   Premesso  quanto  sopra,  si  evidenzia  che  l'interrogazione  in
  questione,  risalente  al mese di mangio del 2013,  presenta  delle
  problematiche  che  sono  da ritenersi  superate  atteso  che,  nel
  frattempo, sono state introdotte delle modifiche normative (l.r. n.
  2/2014)  e,  di  conseguenza, gli avvisi  di  cui  si  fa  menzione
  nell'atto ispettivo sono stati modificati.
   Più  precisamente. i bandi sono stati modificati in loto con i DDG
  n.  86,  87,  88  e  89  del 6/3/2014, pubblicati  nella  GURS  del
  21/03/20/4 n.12, che riguardano  ...all'attuazione degli interventi
  in  favore  delle imprese, associate ai consorzi di  garanzia,  per
  agevolazioni  sotto  forma di contributi in conto  interessi  sulle
  operazioni creditizie garantite dal confidi, di cui all'articolo 11
  delle  L.r.  21  settembre  2005, n  11 e  successive  modifiche  e
  integrazioni  .
   Sul   medesimo   argomento,  é  stata  presentata  l'interpellanza
  parlamentare  n. 178 del 08/05/2014. a firma sempre  dell'Onorevole
  Cappello,  alla quale lo scrivente ha già risposto con  nota  prot.
  2948/Gab. del 01/07/2014 che si allega alla presente.
   Tanto in risposta al quesito posto dagli Onorevoli interroganti.

                                                        L'Assessore
                                                      Dott.   Roberto
                                              Agnello

   VINCIULLO.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per
  l'economia,  premesso che con il Decreto Legge 35/2013  il  Governo
  nazionale ha previsto uno stanziamento di 120 milioni di  euro  per
  la  Regione  Sicilia, per l'anno 2013, per il pagamento dei  debiti
  maturati   dalla  Pubblica  Amministrazione  nei  confronti   delle
  imprese,  le quali attualmente giacciono in condizioni  di  estrema
  difficoltà  e  rischiano il fallimento per via  del  protrarsi  dei
  ritardi nei pagamenti, con ripercussioni drammatiche anche sotto il
  profilo occupazionale e socio-economico del territorio;

   preso  atto  che lo scorso 6 dicembre, in ottemperanza al  Decreto
  Legge n. 35 del 2013, la Commissione Bilancio e Programmazione  ARS
  ha  approvato  il disegno di legge n. 500 recante 'Disposizioni  in
  materia  di  pagamenti  della  PA. Anticipazione  finanziaria  alla
  società  Riscossione  Sicilia', con cui,  in  linea  con  le  altre
  Regioni  e come previsto dal Decreto n. 35, si provvede ad indicare
  la  copertura necessaria a sbloccare il trasferimento dei fondi  ed
  anche - con l'articolo 2
   -   ad   autorizzare  l'Assessorato  regionale   dell'Economia   a
  trasferire  un'anticipazione  finanziaria  a  Riscossione   Sicilia
  s.p.a. al fine di consentire all'azienda di ritornare ad operare in
  un quadro di sostenibilità;

   considerato  che  la situazione debitoria degli  enti  controllati
  dalla Regione è gravissima;

   visto  che  la  Commissione  europea ha  avviato  l'iter  per  una
  procedura  di  infrazione contro l'Italia per la  violazione  della
  direttiva  comunitaria  sui ritardi nei pagamenti  da  parte  della
  pubblica   amministrazione  alle  imprese,  e   alla   luce   della
  possibilità  di  rivalersi  direttamente  sulla  Regione  e   sulle
  amministrazioni locali morose e in ritardo su questo fronte;

   per sapere se:

   siano a conoscenza della problematica sopra esposta;

   non  ritengano adoperarsi, per quanto di competenza,  per  avviare
  l'immediata discussione del citato disegno di legge superando tutte
  le  difficoltà  fino ad ora emerse e ciò al fine di approvare,  nel
  più   breve  tempo  possibile,  una  legge  che  abbia  un  impatto
  rilevantissimo per l'economia - presente e futura - della Regione e
  la  salvaguardia  del  tessuto socio-economico  delle  aziende  del
  nostro territorio». (1886)

   Risposta.  -  «L'atto ispettivo in argomento riguarda  il  Decreto
  Legge  35/2013  con il quale il Governo nazionale ha  previsto  uno
  stanziamento  di  120 milioni di euro per la Regione  Sicilia,  per
  l'anno  2013,  per il pagamento dei debiti maturati dalla  Pubblica
  Amministrazione nei confronti delle imprese.
   L'Onorevole interrogante, preso atto che la Commissione Bilancio e
  Programmazione in ottemperanza al Decreto legge n. 35 del 2013,  ha
  approvato  il  disegno  di  legge n. 500 recante  'Disposizioni  in
  materia  di  pagamenti  della  PA. Anticipazione  finanziaria  alla
  società Riscossione Sicilia' ha chiesto al Presidente della Regione
  e   all'Assessore  per  l'economia  di  sapere  se  "non  ritengano
  adoperarsi,  per  quanto  di competenza,  per  avviare  l'immediata
  discussione  del  citato  disegno  di  legge  superando  tutte   le
  difficoltà fino ad ora emerse e ciò al fine di approvare,  nel  più
  breve   tempo   possibile,  una  legge   che   abbia   un   impatto
  rilevantissimo per l'economia - presente e futura - della Regione e
  la  salvaguardia  del  tessuto socio-economico  delle  aziende  del
  nostro territorio".
   L'On.le  Presidente, con nota prot. n. 26278/In.16  del  3  giugno
  2014,  ha  delegato lo scrivente Assessore a curare la  trattazione
  dell'atto  ispettivo  in  questione  per  il  quale  il  Ragioniere
  generale  del  Dipartimento Regionale Bilancio e Tesoro,  con  nota
  prot.  n.  35242 del 18/06/2014, di riscontro alla  nota  prot.  n.
  2292/Gab  del  30/05/2014,  ha  fornito  gli  elementi  utili  alla
  trattazione dell'argomento de quo.
   Premesso  quanto  sopra, in risposta a quanto  chiesto  dall'On.le
  interrogante, si rappresenta che l'Assemblea regionale ha approvato
  la legge regionale n. 11 del 6 maggio 2014 "Disposizioni in materia
  di   pagamenti   della   pubblica  Amministrazione.   Anticipazione
  finanziaria a Riscossione Sicilia S.p.A.", pubblicata nel  S.O.  n.
  15  alla  GURS  n.  19  del 9 maggio 2014 che  è  già  in  fase  di
  attuazione».

                                                        L'Assessore
                                                      Dott.   Roberto
                                              Agnello

                           Rubrica «Salute»

   D'ASERO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute,  premesso  che un recente convegno dell'associazione  delle
  imprese biomedicali ha evidenziato che le gare d'appalto sempre più
  centralizzate  e  mastodontiche, a fronte  di  marginali  e  spesso
  millantati  risparmi, aprono in realtà la strada al  crearsi  e  al
  consolidarsi   di   situazioni  di  monopolio  o  oligopolio,   che
  porteranno in prospettiva a pesanti incrementi di costo inevitabili
  quando si riducono forzatamente gli attori in grado di operare  sul
  mercato;

   considerato  che  continuare  ad  operare  in  siffatta   maniera,
  condividendo  il  pensiero del Presidente di Assobiomedica  Stefano
  Rimondi  é,  a  nostro avviso, una grave miopia in  quanto  non  si
  comprende che questo processo avrà come prima conseguenza quella di
  espellere  dal  mercato tutta l'importante fascia delle  piccole  -
  medie  imprese esistenti nel territorio siciliano, a  vantaggio  di
  competitor   extra   regionali,   ma,   ancora   più   grave,    le
  centralizzazioni/massificazioni,  per  di  più  col   prezzo   come
  parametro primario per la scelta, porteranno inevitabilmente a  una
  forzosa  standardizzazione dell'offerta terapeutica,  togliendo  da
  subito ai pazienti il loro sacrosanto diritto a una cura rispettosa
  della loro specificità;

   assodato che:

   diverse gare centralizzate sono state annullate;

   i costi standard e i costi medi di beni e servizi sono la base per
  un vero risparmio;

   l'intento  della pubblica amministrazione regionale  é  quello  di
  lavorare  per  una  moralizzazione e semplificazione  del  comparto
  senza penalizzare le piccole e medie imprese e che pertanto occorre
  lavorare  per trovare dei meccanismi che favoriscano l'aggregazione
  di offerta anche da parte di piccole e medie imprese;

   per sapere se non ritengano opportuno:

   rivisitare  urgentemente la normativa vigente relativa  alle  gare
  d'appalto  centralizzate, finalizzandola alla non esclusione  delle
  piccole-medie  imprese  esistenti nel  territorio  siciliano,  oggi
  impossibilitate a partecipare a queste mastodontiche gare;

   sospendere  le  gare in corso, in attesa delle nuove disposizioni,
  per rimodularle in seguito con i nuovi principi». (1801)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n.  1801
  con  la  quale si chiede la modifica della normativa vigente  delle
  gare  d'appalto centralizzate nel settore sanitario in favore delle
  piccole  e medie imprese, si fornisce la relazione prot. 43619  del
  29  maggio  2014,  appositamente resa  dal  competente  Servizio  3
  'Gestione   degli  investimenti'  -  U.O.B.  'Acquisti  in   ambito
  sanitario e sistemi informativi aziendali' del Dipartimento per  la
  pianificazione strategica».

                                                        L'Assessore
                                                   Dr.ssa       Lucia
                                              Borsellino

   (Gli   allegati   alla   risposta  sono  disponibili   sul   sito:
  www.ars.sicilia.it)

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

     DISEGNO  DI LEGGE N. 782/A -  Assestamento del bilancio  della
     Regione  per l'anno finanziario 2014 - Variazioni al  bilancio
     di   previsione   della  Regione  siciliana  per   l'esercizio
     finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale  28  gennaio
     2014,  n.  5,   Disposizioni programmatiche e  correttive  per
     l'anno  2014.  Legge  di  stabilità   regionale.  Disposizioni
     varie'

     All'articolo 1:

     All'articolo 2:

     All'articolo 3:

     Emendamento 3.10:

     Al  comma  6,  sostituire la parole  per l'esercizio finanziario
  2014  con  per l'esercizio finanziario 2015 .

     Emendamento 3.13:
      7.  Le  disposizioni  di cui al comma precedente  si  applicano
  altresì    per   l'esercizio   finanziario   2014.   A    decorrere
  dall'esercizio  finanziario 2015, sono destinate al  fondo  di  cui
  all'articolo  5  della  legge regionale 12 maggio  2010,  n.  11  e
  successive modifiche ed integrazioni le somme iscritte in  bilancio
  che  si  rendano disponibili a seguito della non operatività  delle
  relative previsioni di spesa, a qualsiasi titolo dichiarata.

    All'articolo 5:

     Submendamento 5.7.1:
     All'emendamento  5.7  sopprimere  le  parole  da   ai  documenti
  finanziari  fino alle parole  degli organi parlamentari

     Emendamento 5.7:

   All'articolo 5 sono aggiunti i seguenti commi:
    6.  Per le finalità ed entro i termini di cui al comma 1, secondo
  i  principi  dell'articolo 5 della legge costituzionale  20  aprile
  2012,  n.  1  e delle relative disposizioni attuative di  cui  alla
  legge  24  dicembre 2012, n. 243 ed in coerenza con la direttiva  8
  novembre 2011, n. 2011/85/UE relativa ai requisiti per i quadri  di
  bilancio  degli  stati membri ed in particolare  con  l'articolo  2
  della  citata  direttiva  che  prevede  per  tutti  i  sottosettori
  dell'amministrazione pubblica, l'adozione di sistemi di contabilità
  soggetti a controllo interno e audit indipendenti garantiti con  la
  istituzione  di  organismi di monitoraggio e  analisi  indipendente
  intesi  a rafforzare la trasparenza degli elementi del processo  di
  bilancio,  è  istituito  l'Ufficio del  bilancio  con  sede  presso
  l'Assemblea  regionale siciliana quale organismo  indipendente  per
  l'analisi  e  la  verifica degli andamenti della  finanza  pubblica
  regionale  e  per  la valutazione dell'osservanza delle  regole  di
  bilancio  in  relazione alla nuova disciplina ed ai nuovi  principi
  contabili.
     7.  L'Ufficio,  dotato di autonomia funzionale ed  organizzativa
  secondo  le  disposizioni  di  cui al presente  articolo,  effettua
  analisi  indipendenti  ed  autonome sulle principali  problematiche
  afferenti    la    finanza    regionale   allargata,    riferendone
  periodicamente  agli organi parlamentari. Può essere  richiesto  di
  svolgere  rapporti  in  ordine  ai  documenti  finanziari   ed   ai
  provvedimenti  di  spesa all'esame degli organi parlamentari,  agli
  andamenti  della spesa regionale ed alla attuazione  delle  singole
  leggi  di  spesa  e  dei programmi della UE e  di  riferirne  nelle
  Commissioni parlamentari.
     8. L'Ufficio opera in autonomia e indipendenza di giudizio ed  è
  costituito  da  un  Consiglio  non  superiore  a  tre  membri,   di
  comprovata  competenza  e  consolidata  esperienza  in  materia  di
  finanza  pubblica regionale di cui uno con funzioni di  Presidente,
  nominati  dal  Presidente della Assemblea  regionale  acquisito  il
  parere  della Commissione Bilancio. Per gravi violazioni dei doveri
  d'ufficio,  i  membri del Consiglio, con la medesima  procedura  di
  nomina, possono essere revocati dall'incarico.
     9.  I  componenti dell'Ufficio sono nominati tra  i  Consiglieri
  parlamentari della Assemblea ed i dirigenti della Regione  o  dello
  Stato, in servizio od in quiescenza, durano in carica cinque anni e
  non  possono  essere riconfermati. I dipendenti  in  servizio  sono
  collocati   fuori  ruolo  o  in  distacco  secondo   i   rispettivi
  ordinamenti,  per  l'intera durata del mandato. La  nomina  non  da
  diritto ad alcun emolumento od indennità aggiuntiva e gli oneri per
  il  trattamento  dei componenti rimangono a carico  delle  relative
  amministrazioni  o  gestioni, secondo  le  rispettive  retribuzioni
  anche di posizione in godimento alla data della nomina.
     10.  Previo assenso del Presidente della Assemblea, il Consiglio
  adotta  uno o più regolamenti recanti le norme di organizzazione  e
  funzionamento dell'Ufficio. Il Presidente della Assemblea  mette  a
  disposizione dell'Ufficio locali da destinare a sede del medesimo e
  le  necessarie risorse strumentali. In sede di predisposizione  del
  bilancio  interno  della  Assemblea, è  quantificata  la  dotazione
  finanziaria  annuale da assegnare all'Ufficio le  cui  finalità  di
  impiego  e  modalità  di  utilizzo sono  definite  da  un  apposito
  regolamento   speciale  adottato  con  le  modalità  previste   dal
  regolamento  interno  della  Assemblea  che  ne  fissa  altresì  le
  modalità di rendicontazione.
     11. All'Ufficio, su indicazione del Presidente dello stesso, può
  essere   distaccato,  nei  limiti  fissati  con  disposizione   del
  Presidente  della  Assemblea regionale, personale  della  Assemblea
  regionale,  della Regione, degli enti locali o dello Stato,  i  cui
  oneri   retributivi   rimangono  integralmente   a   carico   delle
  amministrazioni di appartenenza.
       12.  Per  consentire lo svolgimento dei compiti  istituzionali
  dell'Ufficio,  l'Amministrazione regionale,  gli  enti  di  diritto
  pubblico  e partecipati dalla Regione e gli enti locali, assicurano
  allo  stesso  ogni forma di collaborazione utile garantendo,  oltre
  alla  comunicazione di dati e informazioni richiesti,  l'accesso  a
  tutte  le banche dati in materia di economia e finanza pubblica  da
  loro  costituite  o alimentate. Per le medesime finalità  l'Ufficio
  corrisponde con le Università ed i centri di ricerca.

    All'articolo 7:

      All'articolo 12:

      All'articolo 14:

   Emendamento 14.2

    Sostituire  le parole  la spesa' con le seguenti:   l'  ulteriore
  spesa

     All'articolo 15:

      All'articolo 16:

                       DISEGNO DI LEGGE N. 782/A

    Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
                                 2014.
  Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
                           finanziario 2014
         e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
       Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
          Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie.

                               TITOLO I
      Ripianamento del disavanzo 2013 e accantonamenti tributari

                                Art. 1.
         Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del
                        bilancio della Regione.

         1.  Nello  stato di previsione dell'entrata del bilancio
     della   Regione  per  l'esercizio  finanziario   2014   sono
     introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella  A'.

                                Art. 2.
          Variazioni allo stato di previsione della spesa del
                        bilancio della Regione

         1.  Nello  stato di previsione della spesa del  bilancio
     della   Regione  per  l'esercizio  finanziario   2014   sono
     introdotte  le  variazioni di cui all'annessa  tabella   B',
     comprensive di quelle discendenti dai successivi articoli.

                                Art. 3.
                    Ripianamento del disavanzo 2013

         l.  Il  disavanzo finanziario di gestione dell'esercizio
     2013  determinato per i fondi regionali in 463.769  migliaia
     di  euro,  è riassorbito nel biennio 2014-2015 nella  misura
     di  231.885  migliaia di euro per l'anno 2014 e  di  231.884
     migliaia  di  euro  per l'anno 2015. Conseguentemente,  sono
     rideterminati  per il medesimo biennio gli  importi  di  cui
     all'articolo  4,  comma 1, della legge  regionale  7  agosto
     2013, n. 13.

         2. Le risorse di cui al comma l, quantificate in 111.615
     migliaia di euro per l'anno 2014 e 111.616 migliaia di  euro
     per  l'anno 2015 sono destinati ad incrementare il fondo  di
     cui all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.
     11 (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215727).

         3.   Per  l'anno  2014  l'ammontare  del  fondo  di  cui
     all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.  11
     (UPB  4.2.1.5.99  -  capitolo  215727)  è  quantificato   in
     211.115  migliaia di euro, comprensivo delle somme derivanti
     dall'applicazione del comma 2.

         4.  All'articolo  4,  comma 5 della legge  regionale  28
     gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni  è
     soppresso l'ultimo periodo.

         5. Le entrate erariali spettanti alla Regione versate in
     conto  residui, a decorrere dall'esercizio finanziario 2014,
     sono  portate ad incremento del fondo di cui all'articolo  5
     della  legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 (UPB 4.2.1.5.99
     capitolo 215727).

         6.   L'Amministrazione  regionale  è  autorizzata,   per
     l'esercizio  finanziario 2014, ad eliminare  dal  conto  del
     Bilancio  2014  crediti annullati ai sensi dell'articolo  1,
     comma 527, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, nelle  more
     dell'emanazione  da  parte  del  Ministero  dell'Economia  e
     delle     Finanze     del    relativo    provvedimento     e
     dell'introduzione nell'ordinamento contabile  della  Regione
     delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n.  118
     del  2011 e successive modifiche ed integrazioni, in  misura
     corrispondente  all'importo  iscritto  nel  fondo   di   cui
     all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.  11
     sulla  scorta dei dati forniti dall'agente della riscossione
     entro   il  31  ottobre  2014  per  anno,  provincia,  capo,
     capitolo ed articolo.

                                Art. 4.
                       Accantonamenti tributari

         1. All'articolo 4 della legge regionale 28 gennaio 2014,
     n. 5 sono apportate le seguenti modifiche:

         a) al comma l dopo le parole  legge 27 dicembre 2013, n.
     147   sono aggiunte le parole  come modificato dall'articolo
     46,  comma  3,  del  decreto legge 24 aprile  2014,  n.  66,
     convertito con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014,  n.
     89 ,  la  cifra   1.053.769 migliaia di euro   è  sostituita
     dalla cifra  1.142.162 migliaia di euro ;

         b)  al  comma  2,  lettera  a)  la  cifra   641.475    è
     sostituita dalla cifra  508.300 ;

         c)  al  comma 2, lettera b) il periodo  400  milioni  di
     euro  annui   è sostituito da  80.608 migliaia di  euro  per
     l'anno  2014 e 400.000 milioni di euro annui per il  biennio
     2015-2016 ;

         d)  al  comma  2  dopo la lettera b)  sono  aggiunte  le
     seguenti lettere:

         e)  b.1)  quanto a 553.254 migliaia di euro  per  l'anno
     2014  mediante  utilizzo di parte delle somme  dovute  dallo
     Stato  derivanti  dalla restituzione delle riserve  erariali
     di  spettanza regionale a seguito della sentenza della Corte
     Costituzionale n. 241 del 4 ottobre 2012;

         f)  al comma 2 lettera c) il periodo  12.294 migliaia di
     euro per l'anno 2014 e  è soppresso.

         2.  In conseguenza delle disposizioni di cui al presente
     articolo l'Allegato 2 di cui all'articolo 4, comma 3,  della
     legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è soppresso.

                                Art. 5.
        Recepimento di norme nazionali e integrazione schemi di
                               bilancio

         1.  A  decorrere  dall'1  gennaio  2015,  sono  recepite
     nell'ordinamento  contabile della  Regione  le  disposizioni
     contenute  nel  Titolo  I e III del decreto  legislativo  23
     giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.

         2.   Nelle   more   dell'introduzione   nell'ordinamento
     regionale delle disposizioni contenute nel titolo  I  e  III
     del  decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
     modifiche  ed  integrazioni, ed al fine di  omogeneizzare  e
     rendere  confrontabili  i  dati di  bilancio  con  le  altre
     regioni,   per  l'esercizio  finanziario  2014  le   entrate
     tributarie  sono  contabilizzate  al  netto  degli   importi
     relativi  alla restituzione e rimborsi di tasse  ed  imposte
     dirette  ed  indirette sugli affari e relative  addizionali.
     Al  fine  di dare evidenza alle operazioni effettuate  dalla
     competente  struttura  di gestione  al  Rendiconto  generale
     della  Regione per l'esercizio finanziario 2014  è  allegato
     un  prospetto  analitico contenente  i  dati  relativi  alle
     somme  compensate  a titolo di restituzione  e  rimborsi  di
     tasse  ed  imposte  dirette  ed  indirette  sugli  affari  e
     relative addizionali.

         3.  Per  la definizione delle procedure informatiche  ed
     amministrative  connesse all'attuazione  delle  disposizioni
     del  comma 1 è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 100
     migliaia di euro.

         4.   Per   consentire  il  rispetto  del   termine   del
     recepimento  nell'ordinamento regionale di  quanto  disposto
     al  comma 1, è autorizzata per le finalità dell'articolo 16,
     comma  7, della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10,  per
     l'anno 2014, un'ulteriore spesa di 80 migliaia di euro  (UPB
     7.2.1.1.1,  capitolo  212008) da  utilizzare  anche  per  il
     personale  che  svolge attività nel settore  informativo  ai
     fini  del  recepimento  delle  disposizioni  contenute   nel
     decreto  legislativo  23 giugno 2011, n.  118  e  successive
     modifiche ed integrazioni.

         5.  Agli  oneri  previsti ai commi 3 e  4  del  presente
     articolo,  si  provvede mediante riduzione  di  parte  delle
     disponibilità    dell'UPB   4.2.1.5.2,   capitolo    215704,
     accantonamento 1001.

                               TITOLO II
                  Misure di contenimento della spesa

                                Art. 6.
         Soppressione Comitati, Commissioni, Consigli, Collegi
          operanti all'interno dell'amministrazione regionale

         l.  In  attuazione  dei principi di  contenimento  della
     spesa  pubblica, i Comitati, le Commissioni, i  Consigli,  i
     Collegi    comunque    denominati    operanti    all'interno
     dell'Amministrazione  regionale,  la   cui   istituzione   è
     prevista   da   leggi,   regolamenti,   decreti   o    altro
     provvedimento,  verranno soppressi secondo le  procedure  di
     cui ai successivi commi 2, 3 e 4.

         2.  La  Giunta regionale, entro il termine di 15  giorni
     dalla  data  di entrata in vigore della presente legge,  con
     propria  deliberazione, indica i criteri e le  modalità  per
     l'individuazione     degli    organismi     ritenuti     non
     indispensabili.

         3. Entro il termine improrogabile di ulteriori 15 giorni
     dall'adozione  della  deliberazione  di  cui  al  precedente
     comma,   ciascun   Assessore   regionale   trasmette    alla
     Segreteria  generale  della  Presidenza  della  Regione   un
     elenco  ricognitivo completo degli organi collegiali di  cui
     al  comma  1, prevedendo contestualmente, all'individuazione
     degli organismi per i quali si propone la soppressione o  la
     riduzione o eliminazione dei relativi costi.

         4.  Entro  il termine di 30 giorni dal compimento  degli
     adempimenti  di cui al comma 3, la Giunta regionale  approva
     e   trasmette  all'Assemblea  regionale  siciliana  apposito
     disegno   di   legge   organico  sulla  soppressione   degli
     organismi  ritenuti  non  indispensabili  e  delle  relative
     norme istitutive.

                                Art. 7.
          Trattamenti integrativi di previdenza e quiescenza

         1.  A  decorrere dalla data di entrata in  vigore  della
     presente   legge  è  fatto  divieto,  per  l'Amministrazione
     regionale   e   per  gli  enti  e  gli  organismi   di   cui
     all'articolo l della legge regionale 30 aprile 1991,  n.  10
     e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  nonché  per  le
     società  a  partecipazione  totale  o  maggioritaria   della
     Regione,  di erogare trattamenti di previdenza e  quiescenza
     integrativi,  fatta eccezione per quelli  in  godimento,  in
     assenza  di  una  espressa previsione legislativa  regionale
     e/o  statale  che  ne definisca l'ambito di applicazione,  i
     presupposti, l'entità e la relativa copertura a  carico  dei
     rispettivi bilanci.

                                Art. 8.
                Norme di risparmi nel settore sanitario

         1.  Per le finalità dell'articolo 8 del decreto legge 24
     aprile  2014,  n.  66,  convertito con  modificazioni  dalla
     legge  23 giugno 2014, n. 89 e dell'articolo 13 della  legge
     regionale 11 giugno 2014, n. 13, per l'anno 2014 la  Regione
     è  autorizzata a ridurre dell'importo di 25.000 migliaia  di
     euro,  il  finanziamento  della compartecipazione  regionale
     agli  obiettivi  del Piano Sanitario nazionale  rispetto  ai
     criteri  ordinariamente previsti in sede di intesa ai  sensi
     dell'articolo l, comma 34, della legge 23 dicembre 1996,  n.
     662.

         2.  Per  quanto  disposto al comma 1, ed al  fine  della
     salvaguardia  dell'equilibrio  di  bilancio  sanitario,  per
     l'anno  2014  gli enti del settore sanitario, in  attuazione
     dell'articolo 8 del decreto legge 24 aprile 2014,  n.  66  e
     dell'articolo  13 della legge regionale 11 giugno  2014,  n.
     13,   sono  tenuti  a  conseguire  risparmi  di  spesa   non
     inferiori all'importo di cui al comma l.

         3.  Per  l'anno 2015, fermo restando quanto disposto  al
     comma  80  dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009,  n.
     191,  e  successive  modifiche ed integrazioni,  il  gettito
     derivante  dalle  maggiorazioni  dell'aliquota  dell'imposta
     regionale   sulle  attività  produttive  e  dell'addizionale
     regionale   all'IRPEF  deve  garantire,   sino   all'importo
     massimo  di  25.000  migliaia di  euro,  il  ripristino  del
     finanziamento   della   compartecipazione   regionale   agli
     obiettivi  del Piano Sanitario nazionale, relativo  all'anno
     2014,  qualora venga accertato un minore risparmio di  spesa
     di cui al comma precedente.

         4. La misura dell'eventuale minore risparmio di spesa di
     cui al comma 3 è accertata dai competenti Tavoli tecnici  di
     cui  agli articoli 9 e 12 dell'Intesa 23 marzo 2005, sancita
     dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,  le
     regioni   e  le  province  autonome  di  Trento  e  Bolzano,
     pubblicata  nel  supplemento ordinario n. 83  alla  Gazzetta
     Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005.

                                Art. 9.
                     Integrazione socio-sanitaria

         1.  In  attuazione  di quanto disposto dall'articolo  2,
     comma  3, lettera f), della legge regionale 14 aprile  2009,
     n.  5, la Regione rende appropriata ed omogenea in tutto  il
     territorio  regionale l'erogazione delle prestazioni  socio-
     sanitarie  rientranti nei livelli essenziali di  assistenza,
     di  cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
     29  novembre  2001, allegato l. C  Area integrazione  socio-
     sanitaria  e successive modifiche ed integrazioni.

         2. Il finanziamento delle prestazioni di cui al comma  1
     grava  in  quota parte sul Fondo sanitario regionale  nonché
     su  eventuali  altre  fonti  di  finanziamento  regionali  e
     comunitarie  e  sugli  eventuali  co-obbligati  per   legge,
     secondo  i criteri di compartecipazione definiti dal Decreto
     del  Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001,
     allegato   1.   C   Area  integrazione  socio-sanitaria    e
     successive modifiche ed integrazioni.

         3.  Per  le  finalità  di cui al comma  l,  con  decreto
     interassessoriale, da adottarsi entro 120 giorni dalla  data
     di  entrata  in  vigore della presente legge, previo  parere
     delle    competenti   Commissioni   legislative   e    della
     Commissione  bilancio  dell'Assemblea  regionale  siciliana,
     l'Assessore regionale per la salute e l'Assessore  regionale
     per   la  famiglia,  le  politiche  sociali  ed  il  lavoro,
     disciplinano  le modalità per la definizione di  un  sistema
     unico   di   accreditamento   dei   soggetti   che   erogano
     prestazioni   socio-sanitarie,   la   determinazione   delle
     risorse  da  corrispondere  rispettivamente  per  la   quota
     sanitaria  e  per  la quota socio-assistenziale,  nonché  le
     modalità di monitoraggio e controllo delle strutture.

                              TITOLO III
                   Finanziamento interventi di spesa

                               Art. 10.
                            Ricovero minori

         l.   Per  il  finanziamento  degli  interventi  di   cui
     all'articolo  9,  comma 4, della legge regionale  14  maggio
     2009,  n.  6  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  è
     autorizzata,  per l'anno 2014, la spesa di  12.800  migliaia
     di euro (UPB 6.2.1.3.1. - cap. 183337).

                               Art. 11.
                Comunità alloggio per disabili psichici

         l.  Per  la gestione dei rapporti, anche in convenzione,
     con  le  comunità  alloggio per i disabili psichici  di  cui
     all'articolo  76,  comma 4, della legge regionale  26  marzo
     2002,  n.  2  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  è
     autorizzata,  per l'anno 2014, la spesa di  14.400  migliaia
     di euro (UPB 6.2.1.3.1. - cap. 182519).

                               Art. 12.
      Riorganizzazione delle risorse umane nel settore forestale
                                e della
                       prevenzione degli incendi

         l.  Per  le  finalità di cui all'articolo 3 della  legge
     regionale  11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata,  per  l'anno
     2014,   l'ulteriore  spesa  nel  limite  massimo  di  78.225
     migliaia di euro (UPB 10.5.1.3.2. - capitoli 156604).

         2.  Per l'attuazione di progetti, coerenti con il  comma
     18  dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003, n.  350  e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  finalizzati   alla
     costruzione  e  manutenzione  straordinaria  di   opere   ed
     impianti  del  demanio e del patrimonio  pubblico  forestale
     nonché  per  la ricostituzione ed il recupero del patrimonio
     pubblico   boschivo   è   autorizzata   per   l'anno   2014,
     l'ulteriore  spesa nel limite massimo di 25.000 migliaia  di
     euro  (UPB 10.5.2.6.1. - cap. 554201). All'onere di  cui  al
     presente  comma si provvede mediante utilizzo delle  risorse
     di cui all'articolo 30 della presente legge.

         3. All'articolo 43 della legge regionale 14 aprile 2006,
     n. 14, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

          6 bis. Gli uffici periferici del Dipartimento regionale
     del   lavoro   e   delle   politiche  sociali   adottano   i
     provvedimenti   di   decadenza  dai  contingenti   e   dalla
     graduatoria  unica  distrettuale,  nonché  la  cancellazione
     dall'elenco   speciale   regionale   istituito   ai    sensi
     dell'articolo  45 ter della legge regionale 6  aprile  1996,
     n.  16  dei lavoratori forestali al verificarsi dei seguenti
     eventi:

         a)  ingiustificata  rinuncia ad una congrua  offerta  di
     lavoro come definita dalle vigenti disposizioni di legge  in
     materia di perdita dello stato di disoccupazione;

         b) assunzione a tempo indeterminato;

         c) volontaria fuoriuscita.

         I  lavoratori  forestali  inseriti  nel  contingente  ad
     esaurimento  di cui al comma 7 dell'articolo 44 della  legge
     regionale  14  aprile 2006, n. 14 che non effettuano  le  78
     giornate  lavorative  ai  fini  previdenziali  non   possono
     essere  sostituiti.  Dal computo delle  giornate  di  lavoro
     determinato   in   base  al  fabbisogno  distrettuale   sono
     detratte  le giornate corrispondenti ai turni non effettuati
     a  causa  della impossibilità di sostituzione del lavoratore
     non avviato. .

         4.    Le   prestazioni   relative   alla   progettazione
     preliminare,  definitiva ed esecutiva nonché alla  direzione
     dei   lavori   ed   agli  incarichi  di  supporto   tecnico-
     amministrativo   per   le  attività  di   forestazione,   di
     sistemazione  idraulico-forestale ed idraulico-agraria  sono
     espletate     esclusivamente    da     personale     interno
     dell'Amministrazione    regionale.    In    ragione    della
     omnicomprensività  del  relativo trattamento  economico,  al
     personale  con  qualifica dirigenziale  non  possono  essere
     corrisposte somme in base alle disposizioni di cui ai  commi
     5  e  6  dell'articolo 92 del decreto legislativo 12  aprile
     2006, n. 163.

         4   bis.  Le  disposizioni  di  cui  ai  commi  5  e   6
     dell'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.
     163    si   applicano   altresì   a   tutto   il   personale
     dell'amministrazione  regionale  e   degli   enti   di   cui
     all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2010, n. 10.

         5.  Per  il  triennio 2014-2016 trovano applicazione  le
     disposizioni   dell'articolo  8,  comma   1,   della   legge
     regionale  29 dicembre 2010, n. 24 e dell'articolo  1  della
     legge  regionale  29  dicembre 2008,  n.  25  anche  per  le
     attività   di   forestazione,  di  sistemazione   idraulico-
     forestale   ed   idraulico-agraria,   con   esclusione   del
     personale    già   utilmente   inserito   nelle   rispettive
     graduatorie.

         6.  Nel  rispetto  del principio di  contenimento  della
     spesa ed al fine di consentire la salvaguardia, a titolo  di
     solidarietà  delle fasce deboli, i lavoratori forestali  che
     percepiscono un reddito rilevabile dal Mod. ISEE,  dell'anno
     di  riferimento, superiore a 50.000 euro, non effettueranno,
     per  il  triennio  2014-2016, le giornate  attribuite  dalla
     fascia   di  appartenenza.  Sono  esclusi,  ai  fini   della
     rilevazione   ISEE,   i  redditi  provenienti   dai   nuclei
     familiari  di  origine  qualora con  essi  conviventi  nella
     qualità  di  single  o famiglie di cui  uno  dei  componenti
     appartenente  al nucleo originario. I posti  resisi  vacanti
     in  virtù  della sospensione, non potranno essere  ricoperti
     in  quanto al variare della situazione reddituale  si  potrà
     rientrare nelle graduatorie.

         7.  A decorrere dall'1 gennaio 2014, l'indennità mensile
     pensionabile di cui all'articolo 1 della legge regionale  27
     febbraio   2007,  n.  4  è  corrisposta  esclusivamente   al
     personale  del Comando del Corpo forestale della Regione  in
     servizio  effettivo presso il dipartimento, con funzioni  di
     polizia giudiziaria.

         8.  Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale  15
     giugno  1998,  n.  11,  dopo  le parole   con  qualifica  di
     assistente  tecnico forestale e di agente tecnico forestale
     aggiungere   le   seguenti    ,   che   svolgono    entrambi
     esclusivamente funzioni di polizia giudiziaria.

                               Art. 13.
               Norme in materia di consorzi di bonifica

         1. Per le finalità di cui all'articolo 4, comma 3, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014, l'ulteriore spesa nel limite massimo di  5.000
     migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo 147320).

                               Art. 14.
       Norme per la manutenzione del territorio e del paesaggio
                                rurale

         1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 5 della  legge
     regionale  11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata,  per  l'anno
     2014, la spesa di 3.000 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.99  -
     capitolo 147326).

                               Art. 15.
      Disposizioni concernenti il personale dell'Ente acquedotti
                               siciliani

         1. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 1, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014,  l'ulteriore spesa di 5.913 migliaia  di  euro
     (UPB 4.2.1.3.99).

         2. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 2, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di  133
     migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - cap. 147325).

         3. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 3, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di  713
     migliaia di euro (UPB 2.2.1.3.7 - cap. 343315).

         4. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 4, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014,  l'ulteriore spesa  nella  misura  massima  di
     1.868 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - cap. 373347).

                               Art. 16.
                       Gestione impianti idrici

         1.  Per  le  finalità dell'articolo 46, comma  l,  della
     legge  regionale  15 maggio 2013, n. 9, è  autorizzata,  per
     l'esercizio  finanziario 2014, l'ulteriore  spesa  di  7.000
     migliaia di euro (UPB 5.2.l.3.99 - cap. 242543).

         2. Nelle more dell'approvazione della legge regionale di
     cui  al  comma  5  dell'articolo 1 della legge  regionale  9
     gennaio  2013, n. 2, negli ambiti territoriali  ottimali  in
     cui  il  gestore del servizio idrico integrato non  è  stato
     individuato  o  è  fallito, i comuni,  in  forma  singola  o
     associata, possono gestire il suddetto servizio.

         3.  I comuni appartenenti agli ambiti di cui al comma 2,
     in  forma  singola  o associata, nella  fase  di  start  up,
     possono utilizzare il personale già in servizio.

                               Art. 17.
                   Convenzione Agenzia delle Entrate

         1.  La  Regione,  al  fine  di velocizzare  i  tempi  di
     riscossione  delle tasse automobilistiche, può  affidare  la
     riscossione  delle  medesime tasse, oltre  che  ai  soggetti
     autorizzati  ai  sensi delle vigenti disposizioni,  anche  a
     Riscossione Sicilia S.p.A., agente della riscossione per  le
     province  siciliane  ai sensi dell'articolo  2  della  legge
     regionale   22   dicembre   2005   n.   19.   A   tal   fine
     l'Amministrazione  finanziaria regionale può  stipulare  con
     l'Agenzia  delle  Entrate e con Riscossione  Sicilia  S.p.a.
     apposita  convenzione  per  disciplinare  modalità  e  tempi
     dell'invio delle comunicazioni ai contribuenti (c.d.  avvisi
     bonari),  la  trasmissione  dei  flussi  informativi  e   il
     rimborso delle spese sostenute.

         2.  Per la riscossione dei pagamenti a fronte dell'invio
     delle  comunicazioni  di cui al comma 1 Riscossione  Sicilia
     S.p.A. è remunerata con un aggio sulle somme riscosse  dalla
     stessa  società,  pari al 60 per cento dell'aggio  spettante
     sulla  riscossione  ai sensi dell'articolo  17  del  decreto
     legislativo 13 aprile 1999 n. 112, e successive modifiche  e
     integrazioni;  in  caso di mancato pagamento  da  parte  dei
     contribuenti  e/o di riscossione presso gli  altri  soggetti
     autorizzati,  a  Riscossione Sicilia S.p.A. spetta  il  solo
     rimborso    del   costo   sostenuto   per   l'invio    delle
     comunicazioni  il  cui ammontare sarà stabilito  nell'ambito
     della convenzione di cui al comma 1.

         3.  Al  fine  di corrispondere il rimborso  delle  spese
     all'Agenzia  delle  Entrate è autorizzata  per  il  triennio
     2014-2016  la  spesa annua di 130 migliaia di  euro  al  cui
     onere  si provvede, per gli anni 2015 e 2016, a valere sulle
     disponibilità  dell'UPB  4.2.1.5.2  -  capitolo   215704   -
     accantonamento 1001.

                               Art. 18.
              Fondi regolazioni contabili e Fondi Globali

         l.   I   Fondi  per  l'effettuazione  delle  regolazioni
     contabili   delle  compensazioni  fiscali  sui  tributi   di
     spettanza  regionale, riscossi con le  modalità  di  cui  al
     decreto  legislativo 9 luglio 1997, n. 241, (UPB  4.3.1.5.4,
     capitolo  219202  -  UPB  4.3.1.5.4, capitolo  219205)  sono
     incrementati   per  l'anno  2014  dell'importo   di   90.000
     migliaia  di  euro, per l'anno 2015 dell'importo  di  72.006
     migliaia  di euro e per l'anno 2016 dell'importo di  117.912
     migliaia di euro.

         2. Il Fondo di cui all'articolo 48, comma l, della legge
     regionale  28  gennaio  2014, n. 5  (UPB  4.2.1.5.2  -  cap.
     215704  -  accantonamento 1002) è incrementato  dell'importo
     di 500 migliaia di euro.

                               Art. 19.
                          Società Interporti

         1.  La  Regione è autorizzata a sottoscrivere  l'aumento
     del  capitale  sociale  della Società  Interporti  Siciliani
     S.p.A.,  società di scopo finalizzata alla realizzazione  di
     infrastrutture  sul  territorio  della  Regione   siciliana,
     nella misura complessiva di 8.500 migliaia di euro.

         2.  Per  le finalità del presente articolo è autorizzata
     la  spesa  di 2.500 migliaia di euro per l'anno  2014  e  di
     3.000  migliaia di euro annui per ciascuno degli anni  2015-
     2016.

         3.  Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente
     articolo  per  gli  anni 2015 e 2016 si  provvede  a  valere
     sulle  disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704  -
     accantonamento 1001.

         4.  La  Regione è autorizzata a procedere al  versamento
     dei    contributi   consortili,   secondo   le    previsioni
     statutarie,   della  propria  partecipata  strategica   MAAS
     S.C.p.A.  che, per l'anno 2014, sono quantificati  in  1.500
     migliaia  di  euro cui si provvede mediante riduzione  della
     spesa autorizzata dall'articolo 22 della presente legge.

                               Art. 20.
         Misure di fuoriuscita lavoratori inseriti nell'elenco
          di cui all'articolo 34 della legge regionale 5/2014

         l.  All'articolo  34  della legge regionale  28  gennaio
     2014, n. 5 dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti commi:

          3 bis. Nel rispetto della vigente normativa comunitaria
     l'Assessorato  regionale  della  famiglia,  delle  politiche
     sociali e del lavoro è autorizzato a concedere ai datori  di
     lavoro  di cui all'articolo 38 della legge regionale  agosto
     2009,   n.   9   che   procedono  all'assunzione   a   tempo
     indeterminato dei lavoratori di cui al presente articolo  in
     possesso  dei  requisiti  previsti  dall'articolo  36  della
     citata  legge  regionale n. 9/2009, gli  incentivi  previsti
     dagli  articoli  37,  38,  39  e  40  della  medesima  legge
     regionale 9/2009.

         3   ter.   Il   Dipartimento   regionale   del   lavoro,
     dell'impiego,   dell'orientamento,  dei  servizi   e   delle
     attività  formative, al fine di favorire la fuoriuscita  dal
     bacino  di  appartenenza dei lavoratori inseriti nell'elenco
     di  cui  all'articolo  34 della legge regionale  31  gennaio
     2014,  n.  5  è  autorizzato  a  concedere,  a  coloro   che
     presentano  istanza entro il 30 settembre 2014 e nei  limiti
     dello  stanziamento di cui al comma successivo, un  importo,
     una  tantum,  pari  a  25.000,00  a  titolo  di  borsa  auto
     impiego.

         3 quater. La borsa di auto impiego di cui al comma 3 ter
     viene  concessa sulla base di apposita graduatoria elaborata
     tenendo conto dei criteri di seguito elencati:

         a) maggiore carico familiare;

         b) a parità minore reddito derivante dal modello ISEE;

         c) ad ulteriore parità minore età anagrafica.

         3  quinquies. Per le finalità di cui al comma  3  ter  è
     autorizzata per gli anni 2015/2016 la spesa annua di  10.000
     migliaia  di  euro. Al relativo onere si provvede  a  valere
     sulle  disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704  -
     accantonamento 1001. .

                               Art. 21.
        Esami per l'iscrizione agli albi per l'esercizio delle
                        professioni turistiche

         1.  Dopo  l'articolo  7 della legge regionale  3  maggio
     2004, n. 8 è inserito il seguente articolo:

          Art.  7 bis - Contributi per spese di organizzazione  -
     l.  A  carico  di  coloro che richiedono  di  accedere  alle
     verifiche  previste  per l'accesso alle professioni  di  cui
     alla  presente legge, è previsto un contributo non superiore
     ad   euro  150,00  per  le  spese  da  sostenersi  da  parte
     dell'Amministrazione per le attività di verifica.

         2.  La misura del contributo è determinata con i decreti
     che  approvano i relativi avvisi pubblici di indizione delle
     verifiche. .

         2.  Per le finalità di cui agli articoli 2, 3, 4, 6 e  7
     della  legge  regionale 3 maggio 2004, n. 8  è  autorizzata,
     per  l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 100  migliaia
     di euro.

                               Art. 22.
         Misure per contrastare le condizioni di povertà e di
                          esclusione sociale

         1.  Per  le finalità di cui agli articoli 53 e  seguenti
     del  capo  II del Titolo V della legge regionale  12  maggio
     2010,  n.  11, è autorizzata, per l'anno 2014, la  spesa  di
     17.700 migliaia di euro.

         2.  Per  le  finalità  di cui al comma  1  sono  altresì
     destinate le somme derivanti:

         a) dall'avanzo relativo a fondi regionali a destinazione
     non  vincolata  del  Fondo Siciliano per l'assistenza  e  la
     collocazione  dei  lavoratori  disoccupati,  non  utilizzato
     alla  data  di  entrata in vigore della presente  legge,  ad
     eccezione dell'importo di cui all'articolo 25;

         b)   dalle   entrate  derivanti  dall'attuazione   delle
     disposizioni di cui all'articolo 23;

         c) dai risparmi di spesa derivanti dall'attuazione delle
     disposizioni di cui all'articolo 24;

         d)  dalla  riprogrammazione delle  risorse  relative  ad
     assegnazioni extraregionali;

         3.  La  spesa  autorizzata dai commi 1 e 2 è  destinata,
     nella   misura   del  50  per  cento,  alle  assunzioni   di
     lavoratori  svantaggiati, molto svantaggiati o disabili  con
     età  superiore  ad anni 34 e per il restante  50  per  cento
     alle    assunzioni   di   lavoratori   svantaggiati,   molto
     svantaggiati o disabili con età inferiore ad anni 34 .

         4. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
     apportare  al bilancio della Regione le variazioni derivanti
     dall'attuazione del presente articolo.

                               Art. 23.
                       Contributo di solidarietà

         1.  A  decorrere  dall'entrata in vigore della  presente
     legge,  e  fino al 31 dicembre 2016, nella Regione siciliana
     il  contributo  di  solidarietà introdotto dall'articolo  1,
     comma   486,  della  legge  27  dicembre  2013,  n.  147   e
     successive   modifiche  ed  integrazioni,  è  dovuto   nelle
     aliquote aggiuntive rispettivamente del 4 per cento,  del  5
     per cento e del 6 per cento rispetto a quelle ivi previste.

         2.  Per  i trattamenti pensionistici superiori a  cinque
     volte  il trattamento pensionistico minimo INPS è dovuto  un
     contributo di solidarietà regionale pari:

         a)  al  4  per  cento della parte eccedente il  predetto
     importo  lordo annuo fino all'importo lordo annuo  di  sette
     volte il trattamento minimo INPS;

         b)  al  5  per  cento della parte eccedente il  predetto
     ultimo  importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo  di
     dieci volte il trattamento minimo INPS;

         c)  al  6,5 per cento della parte eccedente il  predetto
     ultimo  importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo  di
     quattordici volte il trattamento minimo INPS.

         3.  I  risparmi  derivanti dalle misure di  contenimento
     della spesa adottate sulla base
       dei  principi  di cui al comma precedente applicati  anche
     agli  enti  ed  organismi della Regione  siciliana  che  non
     soggiacciono   all'obbligo  dei  versamenti  alle   gestioni
     previdenziali  obbligatorie di cui  al  citato  articolo  1,
     comma  486 della legge n. 147 del 2013, nonché all'Assemblea
     regionale  siciliana,  anche  in  riferimento  ai   vitalizi
     previsti  per coloro che hanno ricoperto funzioni  pubbliche
     elettive,  sono  versate  all'entrata  del  bilancio   della
     Regione   per   essere  destinate  al  finanziamento   delle
     iniziative previste dall'articolo 22 della presente legge.

         4. Le somme trattenute dalle amministrazioni regionali e
     quelli  di  cui  al  comma  precedente  per  effetto   delle
     applicazioni  delle  disposizioni  di  cui  al   comma   486
     dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.  147,  sono
     versate,  a  decorrere dall'1 gennaio 2014, all'entrata  del
     bilancio    della   Regione   per   essere   destinate    al
     finanziamento  delle  iniziative previste  dall'articolo  25
     della presente legge.

                               Art. 24.
          Riduzione della dotazione organica e pensionamenti
                              anticipati

         1.   In   coerenza  con  i  principi   e   le   finalità
     dell'articolo  2  del decreto legge 6 luglio  2012,  n.  95,
     convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto  2012,  n.
     135,  vigono  per  il periodo 2014-2017,  per  il  personale
     dell'Amministrazione  regionale, i  requisiti  anagrafici  e
     contributivi  per l'accesso al trattamento pensionistico  in
     base  alla  disciplina vigente prima dell'entrata in  vigore
     dell'articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n.  201,
     convertito  con modificazioni dalla legge 22 dicembre  2011,
     n. 214.

         2.  Nelle  more  della rivisitazione e  riorganizzazione
     dell'Amministrazione  regionale, la dotazione  organica  del
     personale  di  cui all'articolo 5 della legge  regionale  15
     maggio  2000, n. 10 e all'articolo 51, comma 2, della  legge
     regionale  12 maggio 2010, n. 11, nonché degli enti  di  cui
     all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10,
     è  ridotta  in numero pari ai soggetti che vengono collocati
     in  quiescenza  in attuazione delle dotazioni  organiche  di
     cui al precedente comma 1.

         3.   Alla  rideterminazione  delle  dotazioni  organiche
     ridotte  ai sensi del superiore comma 2, si procede  tramite
     decreto  del  Presidente  della  Regione  siciliana,  previa
     delibera  della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
     regionale  per  le autonomie locali e la funzione  pubblica,
     da  adottarsi  entro e non oltre 120 giorni  dalla  data  di
     entrata in vigore della presente legge.

         4. Al comma 6, dell'articolo 9, della legge regionale 15
     maggio  2000, n. 10 sono soppresse le parole  di consulenza,
     studio e ricerca .

         5.   Nelle  more  della  riorganizzazione  dell'apparato
     burocratico regionale, entro tre mesi dalla data di  entrata
     in  vigore della presente legge e con le procedure  previste
     dall'articolo 11 della legge regionale 3 dicembre  2003,  n.
     20,  le strutture di dimensione intermedia, denominate  aree
     e  servizi,  ed unità operative di base, di cui all'articolo
     4  della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, sono ridotte
     del 30%.

         6.  L'articolo 20 della legge regionale 15 giugno  1988,
     n. 11, è sostituito dal seguente:

          1.  I  dipendenti dell'amministrazione  regionale,  con
     almeno    otto    anni   di   servizio   utile    ai    fini
     dell'attribuzione dell'indennità di buonuscita  o  del  TFR,
     possono   chiedere   l'anticipazione   dell'erogazione   del
     trattamento loro spettante.

         2.    Le    anticipazioni   concedibili   non   potranno
     complessivamente    superare    il    70%     dell'ammontare
     dell'indennità  di  buonuscita o del TFR cui  il  dipendente
     avrebbe  diritto  nel  caso di cessazione  del  rapporto  di
     lavoro alla data della richiesta.

         3.   Le   richieste  di  anticipazione  potranno  essere
     avanzate   con  riferimento  ad  una  sola  delle   seguenti
     prioritarie motivazioni:

         a)  spese  sanitarie per il dipendente e per i familiari
     fiscalmente a carico;

         b)  spese per studi universitari e post universitari per
     i figli;

         c) acquisto della prima casa per il dipendente;

         d)  acquisto  della  prima casa per i figli  dell'avente
     diritto.

         4.  L'anticipazione viene detratta, a tutti gli effetti,
     dall'ammontare  dell'indennità  di  buonuscita  o  del   TFR
     spettante per la cessazione del rapporto di lavoro.

         5.  Le richieste saranno soddisfatte sino ad esaurimento
     dello  stanziamento  di  bilancio previsto  per  l'esercizio
     finanziari odi riferimento.

         6.  Con  apposito regolamento da emanarsi,  a  cura  del
     Dipartimento  regionale  della  funzione  pubblica   e   del
     personale, di concerto con il Fondo pensioni Sicilia,  entro
     60  giorni dalla pubblicazione della presente legge, saranno
     individuate le modalità ed i criteri per la concessione  dei
     benefici di cui al presente articolo. .

                               Art. 25.
       Lavoratori della ex Pirelli di Villafranca e di Siracusa

         1. Per le finalità previste dal comma 2 dell'articolo 34
     della  legge  regionale 18 maggio 1996, n. 33 è autorizzata,
     per  l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 235  migliaia
     di  euro,  cui si provvede a valere sulle disponibilità  del
     Fondo  siciliano  per  l'assistenza ed il  collocamento  dei
     lavoratori disoccupati.

                               Art. 26.
                    Definizione accordo transattivo

         1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 24,  comma  9,
     della  legge  regionale 25 maggio 1995, n. 45 è autorizzata,
     per  l'esercizio finanziario 2014, la spesa  complessiva  di
     2.650 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo 147305).

                               Art. 27.
              Finanziamento ulteriori interventi di spesa

         1.  Le autorizzazioni di spesa previste per l'anno  2014
     nell'Allegato 1 - Rifinanziamento interventi di spesa  -  di
     cui  all'articolo  8,  comma 1,  della  legge  regionale  11
     giugno  2014,  n.  13, sono incrementate da quelle  previste
     dall'Allegato   1  della  presente  legge,   per   l'importo
     complessivo di 150.315 migliaia di euro.

         2.  Per le finalità di cui all'articolo 11, commi  99  e
     100,   della  legge  regionale  9  maggio  2012,  n.  26   e
     successive  modifiche ed integrazioni,  è  autorizzata,  per
     l'anno 2014, l'ulteriore spesa di 742 migliaia di euro  (UPB
     2.2.1.1.2 - capitolo 342534).

         3.  Per  le finalità di cui all'articolo 54 della  legge
     regionale  15  maggio 2013, n. 9 e successive  modifiche  ed
     integrazioni  è  autorizzata, per l'anno  2014,  l'ulteriore
     spesa  di  1.900 migliaia di euro (UPB 10.2.1.3.2 - capitolo
     144111).

         4.  Per  le  finalità di cui all'articolo 20, comma  26,
     della   legge  regionale  22  dicembre  2005,   n.   19,   è
     autorizzata  per  l'anno  2014  l'ulteriore  spesa  di   393
     migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - capitolo 148102).

         5.  Per le finalità di cui all'articolo 128 della  legge
     regionale  12  maggio 2010, n. 11 e successive modifiche  ed
     integrazioni  è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa  di
     11.750  migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215734).
     Le  procedure  per l'assegnazione delle risorse  di  cui  al
     presente    comma    sono   definite   entro    60    giorni
     dall'approvazione della presente legge.

         6.  Per  le  finalità di cui all'articolo 73,  comma  1,
     della  legge  regionale 15 maggio 2013, n.  9  e  successive
     modifiche  ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno  2014,
     la  spesa di 349 migliaia di euro (UPB 5.2.1.3.99 - capitolo
     243308).

         7.  Per  le  finalità  di cui alla  legge  regionale  31
     dicembre  1964 n. 34 e successive modifiche ed  integrazioni
     è  autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 1.543  migliaia
     di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183701).

         8.  Per le finalità di cui agli articoli 1, 2 e 8  della
     legge  regionale 30 aprile 2001, n. 4 e successive modifiche
     ed  integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa
     di 600 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183715).

         9.  Per  le  finalità di cui all'articolo 2 della  legge
     regionale  30  dicembre 1980, n. 152 e successive  modifiche
     ed  integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa
     di   1.700  migliaia  di  euro  (UPB  9.2.1.3.3  -  capitolo
     373711).

         10.  Per le finalità di cui all'articolo 17 della  legge
     regionale  15  maggio 2013, n. 9 e successive  modifiche  ed
     integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa  di
     252 migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.5 - capitolo 191309).

         11.  Per l'erogazione di contributi per il funzionamento
     delle   università,   degli  istituti  universitari,   degli
     osservatori    astronomici,   astrofisici,   geofisici,    e
     vulcanologici  di cui all'articolo 73, comma 6  della  legge
     regionale  15 maggio 2013, n. 9, è autorizzata,  per  l'anno
     2014,  la  spesa  di 225 migliaia di euro (UPB  9.2.1.3.5  -
     capitolo 373307).

         12.  Per  le  assegnazioni  alle  università  per  spese
     inerenti  l'attività sportiva universitaria e per i relativi
     impianti,  di  cui  all'articolo 73, comma  6,  della  legge
     regionale  15  maggio 2013, n. 9 e successive  modifiche  ed
     integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa  di
     143 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - capitolo 373313).

         13.   Per  le  finalità  dell'articolo  1  della   legge
     regionale  5 novembre 2004, n. 15 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  è  autorizzatala spesa di 1.020  migliaia  di
     euro per l'anno 2014 (UPB 11.2.1.1.1 - capitolo 412016).

         14.  Per  le finalità di cui all'articolo 73,  comma  2,
     della  legge  regionale 15 maggio 2013, n.  9  e  successive
     modifiche  ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno  2014,
     la  spesa  di 72 migliaia di euro (UPB 3.2.1.3.3 -  capitolo
     376576).

         15.  Il  fondo previsto dall'articolo 28 della legge  31
     dicembre   2009,   n.   196   e  successive   modifiche   ed
     integrazioni  è incrementato, per l'anno 2014,  della  somma
     di 400 migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.1 - capitolo 215702).

         16.  La  dotazione  finanziaria della  UPB  4.2.1.3.3  -
     capitolo  215724 è incrementata per l'anno 2014 dell'importo
     complessivo  di  1.397  migliaia  di  euro,  di  cui   1.074
     migliaia  di  euro  per consentire il pagamento  rateale  in
     favore  dell'Agenzia delle Entrate per l'acquisizione  delle
     azioni  detenute  dalla  stessa  nella  Società  Riscossione
     Sicilia S.p.A.

         17. La spesa autorizzata dall'articolo 48, comma 6 della
     legge  regionale 28 gennaio 2014, n. 5 (tab. G) è incrementa
     per  l'anno 2014 dell'importo di 855 migliaia di  euro  (UPB
     13.2.1.3.5 - capitolo 378118).

         18.  Al  fine  di  fronteggiare le emergenze  umanitarie
     connesse  allo sbarco di migranti nei territori  dei  Comuni
     di  Lampedusa, Pozzallo, Augusta, Porto Palo di Capo Passero
     e   Porto   Empedocle   è   autorizzata,   per   l'esercizio
     finanziario 2014, la spesa complessiva di 3.250 migliaia  di
     euro,  di  cui  in  favore  del comune  di  Lampedusa  1.500
     migliaia  di  euro,  in  favore del comune  di  Augusta  500
     migliaia  di  euro,  in favore del comune  di  Pozzallo  500
     migliaia  di  euro, in favore del Comune di Porto  Empedocle
     500  migliaia di euro ed in favore del comune di Porto  Palo
     di  Capo  Passero 250 migliaia di euro. Le somme di  cui  al
     presente  comma  sono utilizzate dai citati  comuni  per  la
     realizzazione  di  interventi  finalizzati  a  favorire   il
     rilancio   dei  comuni,  la  gestione  corrente  nonché   la
     riqualificazione     urbanistica    e     gli     interventi
     infrastrutturali (UPB 3.3.1.3.2 - cap. 191314).

         19.  Per le finalità di cui all'articolo 12 della  legge
     regionale   16   maggio  1978,  n.  8  è   autorizzata   per
     l'esercizio  finanziario 2014 la spesa di 1.500 migliaia  di
     euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473709).

         20.  All'articolo 21, comma 2, della legge regionale  17
     maggio  1984, n. 31, dopo le parole  di serie A   aggiungere
     le parole  e di serie B .

         21.  Per  la  concessione  di  contributi  alle  società
     sportive    professionistiche,    semiprofessionistiche    e
     dilettantistiche  partecipanti  a  campionati  nazionali  di
     serie   A   e  di  serie  B,  già  previsti  dal   comma   2
     dell'articolo  21 della legge regionale 17 maggio  1984,  n.
     31,  è autorizzata per l'esercizio finanziario 2014 la spesa
     di 180 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473710).

         22.  Per le finalità di cui all'articolo 47 della  legge
     regionale   12   maggio  2010,  n.  11  è  autorizzata   per
     l'esercizio  finanziario 2014 la spesa  di  60  migliaia  di
     euro (UPB 5.2.1.1.1 - capitolo 242022).

         23.  Per  le finalità di cui all'articolo 14,  comma  2,
     lett.  c)  della legge regionale 15 maggio  1991,  n.  27  è
     autorizzata  per l'esercizio finanziario 2014  la  spesa  di
     380 migliaia di euro (UPB 1.2.1.3.2 - capitolo 105703).

         24. Per le finalità di cui all'articolo 1 della legge 14
     novembre   2012,   n.   203   e  successive   modifiche   ed
     integrazioni,  al  fine di rafforzare  gli  organi  preposti
     alla   ricerca   delle  persone  scomparse  nel   territorio
     siciliano, è autorizzata, per l'esercizio finanziario  2014,
     la spesa di 10 migliaia di euro.

         25.   Per  le  finalità  dell'articolo  97  della  legge
     regionale  26  marzo  2002, n. 2 e successive  modifiche  ed
     integrazioni,  per il riconoscimento delle funzioni  sociali
     svolte per la lotta alla povertà e al fine di consentire  la
     somministrazione di generi alimentari e di  prima  necessità
     in  favore  di enti ed organizzazioni direttamente impegnati
     nell'assisstenza   verso  categorie   sociali   maggiormente
     marginalizzate  o  verso altre forme di povertà  esterna,  è
     autorizzata  la  spesa di 500 migliaia di  euro  per  l'anno
     2014  (UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183728), di cui 300 migliaia
     di euro in favore della Fondazione banco alimentare Onlus  e
     200  migliaia  di euro in favore del Banco opere  di  carità
     (UPB 6.2.1.2.3 - capitolo 183797).

         26.  Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
     di  promozione  culturale  della  stessa,  da  svolgere  nel
     territorio  della  Regione,  per le  finalità  dell'articolo
     107,  comma 1, della legge regionale26 marzo 2002, n.  2,  e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata  la
     spesa  di  198  migliaia  di  euro  per  l'anno  2014   (UPB
     3.2.1.3.7 - capitolo 377714).

         27.  Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
     di   promozione  culturale  della  stessa  da  svolgere  nel
     territorio  della  Regione,  per le  finalità  dell'articolo
     107, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002, n.  2   e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata  la
     spesa  di  142  migliaia  di  euro  per  l'anno  2014   (UPB
     3.2.1.3.7 - capitolo 377747).

         28.  Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
     di   promozione  culturale  della  stessa  da  svolgere  nel
     territorio  della  Regione,  per le  finalità  dell'articolo
     107, comma 2, della legge regionale 26 marzo 2002, n.  2   e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata  la
     spesa  di 67 migliaia di euro per l'anno 2014 (UPB 3.2.1.3.7
     - capitolo 377750).

         29.  Per  le finalità della legge regionale 25  novembre
     1975,  n.  72   e  successive modifiche ed  integrazioni,  è
     autorizzata  la  spesa di 523 migliaia di  euro  per  l'anno
     2014 (UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183704).

         30.   Per  le  finalità  dell'articolo  5  della   legge
     regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  è  autorizzata la spesa di  495  migliaia  di
     euro per l'anno 2014 (UPB 13.2.1.3.7 - capitolo 473733).

         31.   Per  le  finalità  dell'articolo  6  della   legge
     regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modifiche  ed
     integrazioni, è autorizzata la spesa di 45 migliaia di  euro
     per l'anno 2014 (UPB 13.2.1.3.7 - cap. 377723).

         32.   Per  le  finalità  dell'articolo  1  della   legge
     regionale  5  marzo  1979, n. 14 e successive  modifiche  ed
     integrazioni,  è  autorizzata la spesa di  400  migliaia  di
     euro per l'anno 2014 (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo 377735).

         33.  Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 195
     della  legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e  successive
     modifiche  ed  integrazioni è autorizzata,  per  l'esercizio
     finanziario  2014,  la spesa di 300 migliaia  di  euro  (UPB
     1.2.1.3.1    -   capitolo   104523)   per   l'attività    di
     coordinamento    svolta   a   supporto    degli    organismi
     internazionali tesi a favorire lo sviluppo del  partenariato
     euro mediterraneo prevista.

         34.  All'articolo  48, comma 6, tabella  G  della  legge
     regionale  28  gennaio  2014, n. 5 è apportata  la  seguente
     modifica:

        L.R. n. 11/2010, art. 100  UPB         capitolo      +60
                                 13.2.1.3.3  473309
        L.R. n. 5/2005 e L.R.  n.  UPB         capitolo     +3.2
      5/2014, art. 35             6.3.2.6.2   712402           00
        L.R. n. 3/2012, art. 7     UPB         capitolo     +100
                                 6.2.1.3.1   183786

         35.   Per   l'aggiornamento  del  Piano  Regionale   dei
     Trasporti,  previsto dalla legge regionale 14  giugno  1983,
     n.   68,  e  successive  modifiche  e  integrazioni,  e  per
     l'espletamento  delle procedure necessarie alla  Valutazione
     Ambientale  Strategica, da espletare ai  sensi  del  decreto
     legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche  e
     integrazioni, che costituisce condizione indispensabile  per
     la  programmazione  e  utilizzazione dei  fondi  strutturali
     2014-2020  nel  settore  dei trasporti,  è  autorizzata  per
     l'anno 2014 la spesa di 300 migliaia di euro.

         36. Le assegnazioni di parte corrente alle province sono
     destinate  prioritariamente, oltre  che  alle  finalità  già
     previste dall'articolo 7, comma 2, della legge regionale  31
     gennaio  2014,  n.  5, anche al funzionamento  delle  scuole
     musicali   provinciali.   Le  assegnazioni   medesime   sono
     incrementate,  per l'esercizio finanziario  2014,  di  7.650
     migliaia,  di  cui  150  migliaia di euro  in  favore  della
     Provincia  di Trapani da destinare all'Ente luglio  musicale
     trapanese  per le finalità istituzionali e 200  migliaia  di
     euro in favore dell'Istituto musicale Toscanini di Ribera.

         37.  All'articolo 6, comma 7, della legge  regionale  28
     gennaio  2014, n. 5, dopo le parole  capitolo  117305   sono
     aggiunte le seguenti parole:  nonché la somma di 400 per  le
     finalità  di  cui al comma 2 dell'articolo  38  della  legge
     regionale  18  maggio 1996, n. 33 e successive modifiche  ed
     integrazioni.

         38.  Per le finalità connesse alle attività motoristiche
     e  per  i  fini istituzionali propri dell'Ente autodromo  di
     Pergusa,  è  autorizzata, per l'anno 2014, la spesa  di  250
     migliaia di euro.

                               Art. 28.
          Fondo di rotazione per gli interventi straordinari
                               (R.I.S.)

         l.  Al fine di fare fronte allo stato di grave crisi del
     settore e di pervenire al risanamento delle gestioni  ed  al
     rilancio   delle   attività  degli  enti,   associazioni   e
     fondazioni  a partecipazione pubblica, gli Enti:  Teatro  di
     Sicilia  Stabile di Catania, Ente Autonomo regionale  Teatro
     Massimo    Vincenzo  Bellini'  di  Catania,  Ente   Autonomo
     regionale     Teatro   Vittorio   Emanuele'   di    Messina,
     Associazione   Teatro   Stabile   di   Palermo,   Fondazione
     Orchestra sinfonica siciliana, Fondazione Teatro Massimo  di
     Palermo,  Fondazione Teatro Pirandello Valle dei  Templi  di
     Agrigento,   Istituto  nazionale  del   dramma   antico   di
     Siracusa,  Orestiadi,  Ente  luglio  musicale  trapanese   e
     Fondazione  The Brass group', che non possano far fronte  ai
     debiti certi ed esigibili da parte dei terzi, presentano  un
     piano  di  risanamento che intervenga su tutte  le  voci  di
     bilancio    strutturalmente   non   compatibili    con    la
     inderogabile   necessità   di   assicurare   gli   equilibri
     strutturali  del  bilancio  stesso,  sia  sotto  il  profilo
     patrimoniale   che  economico-finanziario,   entro   i   tre
     successivi  esercizi  finanziari. I  contenuti  inderogabili
     del piano sono:

         a)  la  rinegoziazione  e  ristrutturazione  del  debito
     dell'Ente  che  preveda  uno stralcio  del  valore  nominale
     complessivo  del  debito  esistente  al  31  dicembre  2013,
     comprensivo  degli  interessi  maturati  e  degli  eventuali
     interessi  di  mora, nella misura sufficiente ad  assicurare
     la   sostenibilità  del  piano  di  risanamento  nonché  gli
     equilibri  strutturali del bilancio, sia  sotto  il  profilo
     patrimoniale sia sotto il profilo economico-finanziario;

         b) l'indicazione della contribuzione a carico degli enti
     diversi  dalla  Regione  siciliana  titolari  di  quote   di
     partecipazione;

         c) la razionalizzazione del personale artistico, tecnico
     e amministrativo;

         d) il divieto di ricorrere a nuovo indebitamento, per il
     triennio  di  riferimento, salvo il ricorso ai finanziamenti
     di cui al presente articolo;

         e)   nel   caso   del  ricorso  a  tali   finanziamenti,
     l'indicazione   dell'entità   nella   misura    strettamente
     necessaria  a  rendere sostenibile il piano  di  risanamento
     nonché  le  misure  di copertura adeguate ad  assicurare  il
     rimborso del finanziamento;

         f)  l'individuazione  di soluzioni  idonee  a  riportare
     l'ente,  entro  i tre esercizi finanziari successivi,  nelle
     condizioni  di  attivo patrimoniale e almeno  di  equilibrio
     del conto economico;

         g)  la rivisitazione dei contratti integrativi aziendali
     in  vigore,  di  concerto con le parti sindacali,  che  deve
     risultare  compatibile  con i vincoli  finanziari  stabiliti
     dal Piano.

         2.  Per le finalità di cui al comma 1 è istituito presso
     IRFIS-FinSicilia  S.p.A.  un  fondo  rotativo   a   gestione
     separata,  a  valere sulle risorse libere dei  fondi  a  sua
     disposizione, con dotazione pari a 15.000 migliaia di euro.

         3.  L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. eroga agli enti di cui  al
     comma  l,  a fronte della presentazione del piano,  prestiti
     per  una  durata massima di quindici anni a tasso  agevolato
     per   le   finalità  indicate  dal  piano   di   risanamento
     presentato ai sensi del comma 1.

                               Art. 29.
                  Contratti di filiera e di distretto

         l. Al fine di favorire lo sviluppo rurale ed un'armonica
     integrazione  tra  politiche  economiche  e  politiche   del
     territorio  siciliano, in considerazione che il Decreto  del
     Ministero  delle Politiche Agricole Alimentari  e  Forestali
     22  novembre  2007  relativo  a  Condizioni  di  accesso  ai
     finanziamenti  del  fondo  rotativo  per  il  sostegno  alle
     imprese   e   agli   investimenti   in   ricerca    prevede,
     all'articolo  9,  comma 2, lettera  b),  che  le  Regioni  e
     Province  autonome  possono disporre il  cofinanziamento  di
     specifiche  iniziative  dei  contratti  di  filiera   o   di
     distretto,  l'Assessorato regionale dell'agricoltura,  dello
     sviluppo  rurale e della pesca mediterranea è autorizzato  a
     disporre  il  cofinanziamento nella forma di  contributo  in
     conto  capitale,  ad  integrazione  degli  incentivi  recati
     dalla   norma  nazionale,  per  il  sostegno  di  specifiche
     iniziative che si realizzano sul territorio regionale.

         2.  Il  contributo  in  conto  capitale  concesso  dalla
     regione  di cui al comma 1 non può superare il 25 per  cento
     degli  investimenti ammissibili di cui alle tabelle l  A,  2
     A,  4 A e il 50 per cento degli investimenti ammissibili  di
     cui  alle  tabelle 3 A e 5 A dell'allegato A al decreto  del
     Ministero  delle Politiche Agricole Alimentari  e  Forestali
     21  aprile 2008, come modificato dal decreto ministeriale 17
     febbraio  2009  che fissa le spese ammissibili  e  i  limiti
     agli  investimenti ai sensi dell'articolo 4,  comma  2,  del
     decreto  22  novembre 2007. L'ammontare  del  contributo  in
     conto  capitale  non può in nessun caso risultare  superiore
     alla  somma  dei due finanziamenti (agevolato e  ordinario),
     per  gli investimenti ammissibili di cui alle tabelle l A  e
     2  A  dell'allegato A al decreto 17 febbraio 2009. La  somma
     del   contributo   in  conto  capitale,  del   finanziamento
     agevolato  e  del  finanziamento ordinario  non  può  essere
     superiore all'importo degli investimenti ammissibili.

         3.   La  Giunta  regionale  con  apposita  deliberazione
     stabilirà  le  modalità e i criteri per la  concessione  del
     cofinanziamento regionale.

         4.  L'intervento regionale è concesso conformemente alla
     decisione  della Commissione europea relativa  all'aiuto  di
     Stato n. N379/2008/Italia.

         5.  Per  le  finalità  di cui al  presente  articolo  si
     provvede  con  le  risorse  discendenti  dalle  assegnazioni
     della  legge  30 giugno 1998, n. 208 e successive  modifiche
     ed  integrazioni e dall'Accordo di programma quadro Sviluppo
     Locale  attribuite alla Regione (UPB 10.2.2.6.55 -  capitolo
     542055).

                               Art. 30.
                   Impiego fondi IRCAC inutilizzati

         1.  Al fine di rendere disponibili le somme impegnate  e
     non  utilizzate nel Fondo Unico a Gestione Separata  gestito
     dall'IRCAC, attinenti alla legge regionale n.37/1978 e  s.m.
     e  i.,  lo stesso dovrà procedere entro trenta giorni  dalla
     data    di    pubblicazione   della   presente   legge    e,
     successivamente, entro il 31 gennaio di ogni  anno,  ad  una
     verifica  dei  crediti  a  medio  termine  e  di  esercizio,
     deliberati ai sensi della citata legge regionale  18  agosto
     1978,   n.   37  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,
     disimpegnando  dal  citato  Fondo,  le  somme  relative   ai
     predetti crediti concessi e non erogati da oltre due anni  e
     i  relativi  provvedimenti concessivi,  adottati  dall'IRCAC
     e/o dalla Regione, si intendono revocati.

         2.  Le somme disimpegnate ai sensi del precedente comma,
     rientrano   nella   dotazione  del  Fondo   Unico   di   cui
     all'articolo 63 della legge regionale 7 marzo  1997,  n.  6,
     costituito  presso  l  'IRCAC  e  saranno  utilizzate  dallo
     stesso   per   l'attività  ai  sensi  della  propria   legge
     istitutiva  e/o  di altre leggi speciali  la  cui  dotazione
     finanziaria  faccia riferimento al Fondo  Unico  a  Gestione
     Separata gestito dall' Istituto.

         3.  L'IRCAC  pubblicherà sul proprio sito internet,  con
     valore  di  notifica  per  le  cooperative  interessate,  la
     delibera     contenente    l'elenco    dei     finanziamenti
     disimpegnati.

         4.  Le  somme  trattenute  sul fondo  unificato  gestito
     dall'IRCAC, ai sensi di quanto previsto dal comma  5  quater
     dell'art 22 della legge regionale 1 settembre 1993,  n.  25,
     come  modificato dall'articolo 65 delle legge  regionale  28
     dicembre  2004, n. 17, non utilizzate alla data  di  entrata
     in   vigore   della  presente  legge  sono  disimpegnate   e
     confluiscono nel fondo unico di cui all' art 63 della  legge
     regionale  7  marzo 1997, n. 6 ed utilizzate ai sensi  della
     legge  regionale  7  febbraio 1963,  n.  12  e  della  legge
     regionale 23 maggio 1991, n. 36.

         5.  Gli interessi maturati sulle somme relative al fondo
     unico  a  gestione separata, costituito presso  l'IRCAC,  ai
     sensi  dell'articolo 63 della legge regionale 7 marzo  1997,
     n.    6,    e    successive   modifiche   ed   integrazioni,
     costituiscono,  a decorrere dal corrente anno,  integrazioni
     del fondo.

         6.  Le somme disimpegnate ai sensi del comma l, al netto
     di   eventuali  commissioni  spettanti  all'IRCAC   per   la
     gestione  dei  medesimi, restano nella dotazione  del  Fondo
     unico  di cui all'articolo 63 della legge regionale 7  marzo
     1997,  n. 6, gestito dall'IRCAC per essere destinate a nuove
     iniziative   in   materia  di  sviluppo  e  occupazione,   a
     carattere   innovativo,  nel  settore   della   cooperazione
     mutualistica  del  terzo  settore e  delle  cooperative  che
     gestiscono aziende agricole e terreni confiscati alla  mafia
     e   alle  attività  previste  dal  Fondo  unico  a  gestione
     separata   gestito   dall'Istituto,  fatta   eccezione   per
     l'importo  di  25.000 migliaia di euro che è versato,  entro
     trenta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore   della
     presente legge, in entrata al bilancio regionale per  essere
     destinato  agli interventi previsti dall'articolo 13,  comma
     2 della presente legge garanzie occupazionali.

                               Art. 31.
               Nuove iniziative per favorire lo sviluppo

         1.  L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. è autorizzato a  destinare
     25  milioni  di euro di disponibilità liquide, pari  all'8,6
     per cento circa della dotazione patrimoniale complessiva  al
     13  giugno 2014 del fondo di cui ali'articolo 61 della legge
     regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  a  capitale  sociale  interamente   posseduto
     dalla  Regione,  nel rispetto della normativa  di  vigilanza
     della Banca d'Italia.

         2.  L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. è autorizzato a  destinare
     ulteriori 30 milioni di euro di disponibilità liquide,  pari
     al   10,4  per  cento  circa  della  dotazione  patrimoniale
     complessiva  al 13 giugno 2014 del fondo di cui all'articolo
     61  della  legge  regionale  28  dicembre  2004,  n.  17   e
     successive modifiche ed integrazioni, a patrimonio  proprio,
     da  utilizzare  per la copertura quale garanzia  diretta  di
     operazioni  di provvista finanziaria da attivare  presso  la
     BEI  ed altri istituti nazionali ed internazionali pubblici,
     da  destinare  alla concessione di credito  a  favore  delle
     imprese  operanti  in  Sicilia,  a  fronte  di  progetti  di
     investimento e di sviluppo.

                               Art. 32.
                         Copertura finanziaria

         l.  Per  l'esercizio finanziario 2014, quota  parte  del
     gettito    derivante   dalla   maggiorazione   dell'aliquota
     dell'Imposta   regionale   sulle   attività   produttive   e
     dell'addizionale  regionale all'Imposta  sul  reddito  delle
     persone  fisiche (IRPEF) di cui all'articolo 1,  comma  174,
     della  legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive modifiche
     ed  integrazioni,  è  destinata ai  sensi  dell'articolo  2,
     comma  80, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e successive
     modifiche   ed  integrazioni,  in  aggiunta  alle   finalità
     previste  dal comma 12 dell'articolo 3 della legge regionale
     28  gennaio 2014, n. 5, sino all'importo di 31.715  migliaia
     di    euro,   al   finanziamento   della   compartecipazione
     regionale, di cui all'articolo 1, comma 830, della legge  27
     dicembre  2006, n. 296, della spesa sanitaria relativa  alla
     quota  indistinta  delle disponibilità  finanziarie  per  il
     Servizio   Sanitario  nazionale,  quale  servizio   pubblico
     essenziale.

         2.  Ai maggiori oneri derivanti dalle autorizzazioni  di
     spesa  di  cui  agli articoli della presente legge,  pari  a
     566.830  migliaia di euro per l'anno 2014, 196.752  migliaia
     di  euro  per  l'anno 2015 e 131.042 migliaia  di  euro  per
     l'anno  2016, esclusi gli oneri previsti dall'articolo  4  e
     dall'articolo 12, comma 2, si provvede:

         a)  per l'importo di 362.093 migliaia di euro per l'anno
     2014,  di  72.006  migliaia di euro per  l'anno  2015  e  di
     117.912  migliaia di euro per l'anno 2016, mediante utilizzo
     delle  risorse  iscritte  in  bilancio,  che  si  sono  rese
     disponibili  a seguito della non operatività delle  relative
     previsioni  di  spesa  in  conseguenza  all'impugnativa  del
     Commissario  dello  Stato  per la  Regione  Siciliana  della
     legge  regionale  28 gennaio 2014 n, 5 ed  a  seguito  delle
     disposizioni  dell'  articolo 4  della  presente  legge  che
     sopprime l'Allegato 2 di cui all'articolo 4, comma 3,  della
     legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5;

         b)  per  l'importo di 31.715 migliaia di euro per l'anno
     2014  mediante  utilizzo delle risorse  regionali  derivanti
     dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma l;

         c)  per  l'importo di 25.000 migliaia di euro per l'anno
     2014   mediante   riduzione   della   spesa   relativa    al
     finanziamento   della   compartecipazione   regionale   agli
     obiettivi  del Piano Sanitario nazionale di cui all'articolo
     9  della  presente legge. Fermo restando quanto previsto  al
     successivo comma 3;

         d)  per l'importo di 111.615 migliaia di euro per l'anno
     2014  e di 111.616 migliaia di euro per l'anno 2015 mediante
     riduzione    dell'   autorizzazione   di   spesa    prevista
     dall'articolo  2,  comma 3 della legge regionale  15  maggio
     2013,  n.  9  e  successive modifiche  ed  integrazioni,  in
     relazione  alle disposizioni dell'articolo 3 della  presente
     legge;

         e)  per  l'importo di 2.000 migliaia di euro per  l'anno
     2014  mediante utilizzo delle risorse iscritte in  bilancio,
     che   si   sono  rese  disponibili  a  seguito   della   non
     operatività   delle   relative  previsioni   di   spesa   in
     conseguenza all'impugnativa del Commissario dello Stato  per
     la  Regione  Siciliana della legge regionale 11 giugno  2014
     n. 13;

         f)  per l'importo di 12.294 migliaia di euro l'anno 2014
     mediante  utilizzo  delle risorse  di  cui  all'articolo  4,
     comma 2, lett. c) della legge regionale 28 gennaio 2014,  n.
     5,  in relazione alla diversa copertura finanziaria prevista
     disposizioni dell'articolo 4 della presente legge;

         g)  per  l'importo  di 8.343 migliaia di  euro  mediante
     utilizzo   di  parte  del  risparmio  di  spesa  conseguente
     all'accertamento  del  risultato di  gestione  del  servizio
     sanitario regionale per l'anno 2013;

         h)  per  l'importo di 13.320 migliaia di  euro  mediante
     riduzione,  pari  all'1,5  per  cento,  delle  disponibilità
     delle   autorizzazioni  di  spesa  iscritte,  tra  le  spese
     correnti, e discendenti dalle leggi regionali n. 5, 6  e  13
     del  2014  limitatamente ai fondi regionali, con  esclusione
     delle  categorie 1, 9, 10, 11, 12 (fondi di riserva e  fondi
     speciali),  dei  capitoli relativi a  imposte  e  tasse,  di
     quelli  relativi  a spese per la sicurezza,  per  liti,  per
     accertamenti  sanitari,  nonché dei capitoli  connessi  alla
     spesa  sanitaria. L'importo delle riduzioni è  indicato  per
     ciascuna  autorizzazione  di  spesa  nell'Allegato  A  della
     presente legge;

         i) per l'importo di 180 migliaia di euro per l'anno 2014
     e  di 13.130 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2014 e
     2015  mediante riduzione di pari importo delle disponibilità
     dell'UPB  4.2.1.5.2 - capitolo 215704 - accantonamento  1001
     del bilancio della Regione per il triennio 2014-2016.

                               Titolo IV
                          Disposizioni varie

                               Art. 33.
                Soppressione e liquidazione dell'IRIDAS

         l.   L'Istituto   regionale   per   l'integrazione   dei
     diversamente  abili di Sicilia (IRIDAS) di cui  all'articolo
     48  della  legge  regionale del 14  maggio  2009,  n.  6,  è
     soppresso alla data di pubblicazione della presente legge.

         2.  Il  Presidente della Regione siciliana, su  proposta
     dell'Assessore  regionale per l'istruzione e  la  formazione
     professionale,  nomina un commissario  liquidatore  ai  fini
     degli adempimenti connessi.

         3.  Ai dipendenti dell'Ente si applicano le procedure di
     mobilità  nei  limiti  e  secondo le modalità  previste  dal
     comma  563 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013,  n.
     147.

                               Art. 34.
                          Società partecipate

         l.  E'istituito presso l'Ufficio speciale delle  società
     in   liquidazione  l'albo  dei  dipendenti  delle   medesime
     società   in   liquidazione   a   totale   o   maggioritaria
     partecipazione regionale.

         2.  Nel  suddetto  albo devono essere iscritti  tutti  i
     dipendenti attualmente in servizio con contratto  di  lavoro
     subordinato  a  tempo  indeterminato presso  le  società  in
     liquidazione, assunti prima del 31 dicembre 2009.

         3.   Saranno  esclusi  dall'albo  i  dipendenti  non  in
     possesso  dei superiori requisiti soggettivi, nonché  quelli
     assunti in violazione alle vigenti disposizioni regionali  e
     statali  in materia di reclutamento di personale  e  divieti
     di assunzioni.

         4.  Le  società di cui al comma 1 dell'articolo 20 della
     legge   regionale  12  maggio  2010,  n.  11  e   successive
     modifiche   ed   integrazioni,  per  sopperire   ai   propri
     fabbisogni  di personale, come scaturenti dai  contratti  di
     servizio  stipulati con gli enti soci committenti,  dovranno
     attingere  all'albo  del personale di cui  al  comma  1  nel
     rispetto  dell'analisi del fabbisogno e della  sostenibilità
     finanziaria.

         5.  Ai  fini  di  cui  al  comma  4,  entro  il  termine
     perentorio  di  60  giorni  dalla entrata  in  vigore  della
     presente   legge,  le  società  a  totale  o   maggioritaria
     partecipazione   della   Regione   di   cui   al   comma   1
     dell'articolo  20 delle legge regionale 12 maggio  2010,  n.
     11,  trasmettono  all'Ufficio  speciale  delle  società   in
     liquidazione  e  alla  Ragioneria  Generale  della   Regione
     un'integrazione  al piano previsto dall'articolo  20,  comma
     2,  della  legge  regionale  12 maggio  2010,  n.  11con  la
     individuazione  del  numero dei soggetti inserito  nell'albo
     di  cui  al comma 1 che, in base ai rispettivi fabbisogni  e
     nei   limiti   finanziari  previsti  nei   propri   bilanci,
     intendono  assumere. La predisposizione dei  predetti  piani
     deve  essere  effettuata  nel  rispetto  dei  limiti  e  dei
     vincoli finanziari previsti dalla vigente legislazione.

         6. Al personale assunto sarà riconosciuto il trattamento
     giuridico  ed  economico previsto dal  contratto  collettivo
     applicato,  nel  rispetto dei limiti di cui all'articolo  31
     della legge regionale 6/1997.

         7. Al personale di cui al comma 1, in servizio alla data
     di  cui  al  comma  2, non assegnato o trasferito  ad  altre
     società  con le modalità di cui al comma 5, si applicano  le
     procedure  di  mobilità  nei limiti e  secondo  le  modalità
     previste  dal  comma  563 dell'articolo  1  della  legge  27
     dicembre 2013, n. 147.

         8. Restano ferme le disposizioni normative in materia di
     limitazione   e  riduzione  dei  trattamenti  giuridici   ed
     economici  del  personale di tutte le  società  a  totale  o
     maggioritaria  partecipazione  della  Regione,   nonché   le
     direttive  a  tal uopo in precedenza adottate  dalla  Giunta
     regionale  di governo con propria deliberazione  nell'ambito
     delle  misure  di cosiddetta spending review,  ed  i  limiti
     imposti  dall'articolo  31 della  legge  regionale  7  marzo
     1997,  n.  6.  Resta, altresì, fermo il divieto assoluto  di
     riconoscere  qualunque eventuale differenza tra il  maturato
     economico,  a  qualunque titolo, in godimento  del  suddetto
     personale  e il trattamento economico spettante al personale
     regionale.

         9. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della
     presente  legge gli organi di amministrazione delle  società
     che non hanno già provveduto a quanto previsto dal comma  8,
     adottano,  a pena di decadenza, le necessarie iniziative  ed
     atti   per   l'eliminazione  dei  trattamenti  difformi   ed
     illegittimi con contestuale recupero degli indebiti.

         10.  E'consentita  per la copertura  dei  posti  vacanti
     nelle dotazioni organiche, l'attivazione delle procedure  di
     mobilità  volontaria fra le società a totale o maggioritaria
     partecipazione  della  regione siciliana  nel  rispetto  del
     piano  dei  servizi e del personale di cui all'articolo  23,
     comma 2, della legge regionale 28 gennaio2014, n. 5.

         11.  E'  abrogato il comma 6 quinquies dell'articolo  20
     della  legge regionale 12 maggio 2010 n. 11, come introdotto
     dall'articolo 23 della legge regionale 28 gennaio  2014,  n.
     5.

         12. Al comma 6 bis della legge regionale 12 maggio 2010,
     n.  11  e  successive  modifiche ed  integrazioni,  dopo  le
     parole   a totale partecipazione pubblica  sono aggiunte  le
     parole  ad esclusione della SEUS SCpA .

                               Art. 35.
           Pensionamenti personale delle società partecipate

         1.  In  attuazione  delle politiche di  riduzione  della
     spesa   regionale,  nel  termine  perentorio  di  30  giorni
     dall'approvazione della presente legge, è  fatto  obbligo  a
     tutte  le  società  a  totale partecipazione  della  regione
     siciliana di individuare le anzianità contributive di  tutti
     i   lavoratori   in   organico,  richiedendo   eventualmente
     apposita certificazione agli enti previdenziali competenti.

         2. E' fatto espressamente divieto alle società di cui al
     comma  l di autorizzare trattenimenti in servizio per coloro
     che  hanno  raggiunto  i requisiti anagrafici  previsti  dal
     vigente  C.C.R.L. 2002/2005 della Regione siciliana e  degli
     enti  di cui all'articolo 1 della legge regionale 15  maggio
     2000, n. 10.

         3.  Le  società  dovranno  risolvere  unilateralmente  i
     rapporti  di lavoro del personale che ha raggiunto i  limiti
     di  permanenza in servizio di cui al comma 2, sempre  che  i
     soggetti abbiano acquisito il requisito contributivo  minimo
     previsto   dall'attuale   normativa   per   fruire   di   un
     trattamento pensionistico

         4.  Al  personale in organico presso le società a totale
     partecipazione  della  regione  siciliana  sono  estese   le
     previsioni  normative  in materia di  pensionamenti  di  cui
     all'art. 1 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90.

         5.  A  far data dall'approvazione della presente  legge,
     tutti  coloro  che  hanno maturato i requisiti  contributivi
     e/o anagrafici, sono collocati in quiescenza.

                               Art. 36.
            Qualifiche intermedie nelle società partecipate

         1. Nelle società partecipate e sottoposte al controllo e
     vigilanza  della Regione siciliana a totale o  maggioritaria
     partecipazione  azionaria  pubblica,  costituite  dopo   l'1
     gennaio  2009,  che  siano  sprovviste  di  copertura  nelle
     qualifiche  intermedie, ancorché individuate  nelle  proprie
     piante    organiche,    di    inquadramento    nei     ruoli
     gerarchicamente  funzionali alle  esigenze  organizzative  e
     abbiano  il rapporto di lavoro disciplinato da contratti  di
     diritto  privato, non costituisce nuova assunzione ai  sensi
     della   normativa  vigente  in  materia  di   blocco   delle
     assunzioni,  il  ricorso, mediante  procedure  selettive,  a
     personale  interno  alle  dipendenze  della  stessa  società
     partecipata per la copertura di tali posti.

         2.  Agli oneri finanziari derivanti dall'attuazione  del
     comma  precedente, si provvede con le risorse proprie  delle
     società  partecipate  senza alcuna  variazione  di  spesa  a
     carico del bilancio della Regione.

                               Art. 37.
                          Riscossione Sicilia

         1. Per le finalità e il rispetto delle condizioni di cui
     al  decreto  legislativo 13 aprile 1999, n. 112 e successive
     modifiche ed integrazioni, nonché degli articoli  16,  18  e
     20  della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive
     modifiche ed integrazioni, nonché dell'articolo 23, comma  2
     e  seguenti della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, non
     si   applicano   alla  società  partecipata  dalla   Regione
     dell'area  strategica servizi di riscossione dei tributi  di
     cui  all'articolo  23,  comma  1,  lettera  D)  della  legge
     regionale 28 gennaio 2014, n.5

         2.   La   presente   disposizione  non  comporta   oneri
     aggiuntivi per il bilancio della Regione.

                               Art. 38.
         Abolizione licenza trebbiatura e sgranatura meccanica

         1.  Per  l'esercizio  dell'attività  di  trebbiatura   e
     sgranatura  meccanica  dei cereali  e  delle  leguminose  da
     granella, di cui al Regio decreto legge 23 aprile  1942,  n.
     433  ed  al  Decreto  legislativo luogotenenziale  3  luglio
     1944, n. 152, non è richiesta alcuna licenza.

                               Art. 39.
            Norme in materia di trasparenza e di pubblicità
                     dell'attività amministrativa

         1.  Le  somme  autorizzate dall'articolo 55 della  legge
     regionale  15  maggio 2013, n. 9 ed impegnate nell'esercizio
     2013   possono  essere  riprogrammate  nell'anno  2014   per
     l'espletamento   delle  funzioni  di   informazione   e   di
     comunicazione previste dal medesimo articolo 55.

         2.  Le  società  a totale o maggioritaria partecipazione
     della  Regione  pubblicano  i  bilanci,  per  estratto,  sui
     quotidiani  regionali aventi maggiore diffusione  in  numero
     di  20  copie  nella Regione e su quotidiani  nazionali  con
     redazione  in Sicilia, ed integralmente nei rispettivi  siti
     istituzionali.

         3. Le disposizioni di cui al primo comma dell'articolo 6
     della  legge 25 febbraio 1987, n. 67 e successive  modifiche
     ed   integrazioni,   trovano  applicazione  nell'ordinamento
     regionale.   All'inosservanza  della  presente  norma   sono
     obbligati  la Regione, i consorzi di liberi comuni,le  città
     metropolitane,  i consorzi tra gli enti locali,  le  aziende
     del   settore  sanitario  nonché  le  società  a  totale   e
     maggioritaria  partecipazione della  Regione  e  degli  enti
     locali.

         4.  All'articolo  4  comma 6 della  legge  regionale  12
     luglio 2011, n. 12, è anteposto il seguente:
          06.  Fermo  restando quanto stabilito  al  comma  6  in
     quanto  compatibile,  i soggetti di  cui  al  comma  5  sono
     tenuti  a rendere noto i dati di cui alle lettere  a)  e  b)
     del  medesimo comma 5, mediante pubblicazione per  estratto,
     a  scelta  della  stazione appaltante, su due  quotidiani  a
     diffusione   nazionale,   su  due   quotidiani   a   maggior
     diffusione  locale del luogo ove si eseguono i lavori  e  su
     un  periodico a diffusione regionale. Le testate di  cui  al
     precedente  alinea  devono possedere i  seguenti  requisiti,
     alla data di entrata in vigore della presente legge:

         a)  non  meno di cinque giornalisti iscritti al relativo
     albo  professionale (sezione professionisti) tenuto ai sensi
     della  legge 20 febbraio 1963, n. 69, assunti con  contratto
     a tempo indeterminato;
         b)    attestazione   di   regolarità   contributiva    e
     previdenziale ai fini INPGI e CASAGIT;
         c)  non  meno  di tre anni di ininterrotta pubblicazione
     con   diffusione  regionale,  con  vendita  in  edicola  sul
     territorio regionale;
         d) attestazione di copie vendute, certificata a norma di
     legge. .

         5. Al comma 5, dell'articolo 4, della legge regionale n.
     12/2011, dopo la parola  forniture  sono inserite le  parole
      l'autorizzazione,    anche    tacita,    di     subappalti,
     l'approvazione di perizie di variante .

         6.  Al comma 6 dell'articolo 4 della legge regionale  n.
     12/2011,  dopo le parole  ribassi d'asta  sono  aggiunte  le
     parole   e sulla quota del fondo posto a disposizione  delle
     stazioni  appaltanti  per le spese di  pubblicità  ai  sensi
     dell'art.   178,  comma  l,  lettera  o  del   Decreto   del
     Presidente   della  Repubblica  n.  207/2010.   La   mancata
     comunicazione di tali dati è sanzionata secondo le  modalità
     e  nella  misura fissata alla lettera b) del comma  5  della
     presente legge .

                               Art. 40.
        Norme in materia di contributo alle spese di viaggio e
                               soggiorno
             degli assistiti residenti nelle isole minori

         l.  I  benefici previsti dalla legge regionale 13 agosto
     1979,  n. 202 e successive modificazioni ed integrazioni  si
     applicano  agli  assistiti  residenti  nelle  isole   Eolie,
     Egadi,  Pelagie,  Ustica e Pantelleria  anche  nei  casi  di
     ricorso  a luoghi di cura pubblici e privati, accreditati  e
     contrattualizzati  con  il  SSN,  ubicati   nel   territorio
     regionale,  qualora la necessità del ricorso a  tali  luoghi
     di  cura  sia  stata  preventivamente  riconosciuta  con  le
     modalità  previste dagli articoli 14 ter,  14  quater  e  14
     quinquies  della  legge 3 giugno 1975, n.  27  e  successive
     modifiche ed integrazioni.

                               Art. 41.
       Adeguamento normativo in materia di regolamentazione  de
                               minimis

         l.  Il  rinvio  al  regolamento (CE) n. 1998/2006  della
     Commissione  del  15 dicembre 2006 relativo all'applicazione
     degli  articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza
     minore  pubblicato  nella GUUE L379 del  28  dicembre  2006,
     previsto  nelle  norme di seguito indicate, va  riferito  al
     regolamento  (UE)  n.  1407/2013 della  Commissione  del  18
     dicembre  2013 relativo all'applicazione degli articoli  107
     e  108  del  trattato sul funzionamento dell'Unione  Europea
     agli  aiuti  de minimis  pubblicato nella GUUE L352  del  24
     dicembre 2013:

         a)  articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
     6,  come  modificato  dagli articoli 19  e  20  della  legge
     regionale  26 febbraio 2010, n. 3, e dall'articolo  5  della
     legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;

         b)  articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
     6,  come modificato dall'articolo 9 della legge regionale 29
     dicembre  2009, n. 13, dal comma 11 dell'articolo  80  della
     legge  regionale  12 maggio 2010, n. 11, e  dall'articolo  6
     della legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;

         c)  articolo 18 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
     6,  come  sostituito dall'articolo l0 della legge  regionale
     29  dicembre  2009, n. 13, e come modificato  dal  comma  12
     dell'articolo  80 della legge regionale 12 maggio  2010,  n.
     11,  e  dall'articolo  3 della legge regionale  24  novembre
     2011, n. 25;

         d)  lettera h nonies del comma l dell'articolo  4  della
     legge  regionale  22 dicembre 2005, n. 19,  come  introdotta
     dal  comma  27  dell'articolo 80 della  legge  regionale  12
     maggio 2010, n. 11;

         e) articolo 7 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25;

         f)  articolo 10 della legge regionale 24 novembre  2011,
     n. 25;

         g)  articolo 15 della legge regionale 24 novembre  2011,
     n. 25;

         h)  articolo 31 della legge regionale 24 novembre  2011,
     n. 25.

         2.  Il  rinvio  al  regolamento (CE) n. 1535/2007  della
     Commissione  del  15 dicembre 2006 relativo all'applicazione
     degli  articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza
     minore  pubblicato  nella GUUE L379 del  28  dicembre  2006,
     previsto  nelle  norme di seguito indicate, va  riferito  al
     regolamento  (UE)  n.  1408/2013 della  Commissione  del  18
     dicembre  2013 relativo all'applicazione degli articoli  107
     e  108  del  trattato sul funzionamento dell'Unione  Europea
     agli  aiuti   de  minimis  nel settore  agricolo  pubblicato
     nella GUUE L352 del 24 dicembre 2013.

         -  articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009,  n.
     6,  come  modificato  dagli articoli 19  e  20  della  legge
     regionale  26 febbraio 2010, n. 3, e dall'articolo  5  della
     legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;

         -  articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009,  n.
     6,  come modificato dall'articolo 9 della legge regionale 29
     dicembre  2010,  n.  11,  e  dall'articolo  6  della   legge
     regionale 24 novembre 2011, n. 25;

         -  articolo 18 della legge regionale 14 maggio 2009,  n.
     6,  come  sostituito dall'articolo l0 della legge  regionale
     29  dicembre  2009, n. 13, e come modificato  dal  comma  12
     dell'articolo  80 della legge regionale 12 maggio  2010,  n.
     11,  e  dall'articolo  3 della legge regionale  24  novembre
     2011, n. 25;

         -  comma  8  dell'articolo 80 della legge  regionale  12
     maggio   2010,   n.   11  come  sostituito   dal   comma   5
     dell'articolo 28 della legge regionale 24 novembre 2011,  n.
     25;

         -  articolo 7 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25;

         - articolo 13 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25;

         - articolo 15 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25;

         - articolo 31 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25.

                               Art. 42.
                   Abrogazione e modifiche di norme

         1. All'articolo 1 della legge regionale 9 dicembre 2013,
     n.  23  è  aggiunto il seguente comma:  1 bis. Il Ragioniere
     generale   è   autorizzato  ad  effettuare   le   variazioni
     compensative di bilancio tra i capitoli di cui al  comma  1,
     in  relazione all'effettivo costo dei servizi da  effettuare
     in  favore dell'Amministrazione regionale o degli  enti  del
     settore  sanitario sulla base delle convenzioni di servizio,
     su richiesta dei competenti dipartimenti regionali.'.

         2.  Al comma l0 dell'articolo 6 della legge regionale n.
     5  del 2014 le parole  entro novanta giorni dall'entrata  in
     vigore  della  presente legge  sono sostituite dalle  parole
      entro il 30 settembre 2014 .

         3.  Sono  abrogati i commi 6 e 7 dell'articolo 12  della
     legge   regionale  14  giugno  1983,  n.  68  e   successive
     modifiche ed integrazioni.

         4.  E'abrogato il comma 6 dell'articolo 56  della  legge
     regionale  26  marzo  2002, n. 2 e successive  modifiche  ed
     integrazioni.

                               Art. 43.
        Proroga di termini per la realizzazione di programmi di
                  edilizia agevolata e convenzionata

         1. I termini di cui al comma 78, dell'articolo 11, della
     legge  regionale  9  maggio 2012, n. 26,  per  l'inizio  dei
     lavori  da  parte delle cooperative edilizie inserite  nella
     graduatorie di definizione dei bandi redatti ai sensi  delle
     leggi  5  agosto 1978, n. 457 e 11 marzo 1988,  n.  67  sono
     prorogati al 31 dicembre 2015.

         2. I termini di cui al comma 79, dell'articolo 11, della
     legge  regionale  9  maggio 2012, n. 26,  per  l'inizio  dei
     lavori da parte delle imprese inserite nelle graduatorie  di
     definizione dei bandi redatti ai sensi delle leggi 5  agosto
     1978,  n.  457 e 11 marzo 1988, n. 67 sono prorogati  al  31
     dicembre 2015.

         3.  All'articolo 47, comma 17, della legge regionale  28
     gennaio  2014,  n. 5 le parole  30 giugno  2014   e   dall'1
     luglio  2014   sono rispettivamente sostituite dalle  parole
      31 dicembre 2015.  e  dall'1 gennaio 2016. .

         4.  I  soggetti che realizzino programmi costruttivi  di
     edilizia     residenziale    pubblica    possono    accedere
     all'utilizzo  di  fondi ex Gescal per  la  realizzazione  di
     opere   di   urbanizzazione  inerenti  le  aree  circostanti
     inserite   nei   piani  triennali  delle   opere   pubbliche
     comunali.

         5.  All'articolo 33, comma 1, della legge  regionale  14
     maggio  2009,  n.  6, dopo le parole  ad  uso  residenziale
     aggiungere  le  parole   o  ad uso non  residenziale  purché
     ricompresi  in  unità immobiliari o complessi immobiliari  a
     prevalente uso residenziale. . I lavori di cui all'art.  33,
     comma  1,  della  legge  regionale 14  maggio  2009,  n.  6,
     possono  essere ultimati entro 36 mesi dalla data di inizio,
     rimanendo a carico del mutuatario gli interessi che  gravano
     per  il  tempo superiore ai 24 mesi stabiliti  per  il  pre-
     ammortamento.  Alla fine del comma 1 della  legge  regionale
     14  maggio 2009, n. 6, aggiungere le parole  per le finalità
     del  presente comma, si utilizzano le somme residue  di  cui
     al  comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale 14 maggio
     2009, n. 6 .

         6.  Il termine per la realizzazione degli interventi  di
     cui  alla  legge regionale 23 marzo 2010, n. 6, è  prorogato
     ad ogni effetto al 31 dicembre 2015.

                               Art. 44.
        Disposizioni in materia di finanziamento alle piccole e
                             medie imprese
                             (STRALCIATO)

                               Art. 45.
         Interventi per il sostegno al pagamento delle rate di
                          mutuo e di affitto

         1.  Al fine di consentire il superamento dello stato  di
     crisi  finanziaria delle cooperative siciliane con proprietà
     divisa  ed  indivisa, dovuto a problemi di ordine  economico
     connessi  alla  grave  crisi  economica  ed  ai  conseguenti
     riflessi  sullo  stato occupazionale dei  soci,  è  sospeso,
     senza  alcun  onere  aggiuntivo,  il  pagamento  delle  rate
     scadute  e  non pagate alla data di entrata in vigore  della
     presente  legge,  nonché di quello in scadenza  fino  al  31
     luglio   2014   relative  a  mutui  concessi   dall'Istituto
     regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC) ai  sensi
     della  legge  regionale 5 dicembre 1977, n. 95 e  successive
     modifiche ed integrazioni.

         2. La sospensione opera fino al 31 dicembre 2015.

         3.  Il  pagamento delle rate sospese avverrà in coda  al
     piano  di ammortamento che viene prolungato di un numero  di
     rate  pari  a  quelle scadute e con la medesima  periodicità
     prevista  originariamente con contratto da  stipulare  senza
     obbligo della forma pubblica.

         4.   Le  istanze  di  sospensione  dei  pagamenti  delle
     cooperative  edilizie a proprietà indivisa  dovranno  essere
     avanzate  dal Presidente o dall'Organi munito dei poteri  di
     rappresentanza  legale  senza necessità  di  una  preventiva
     deliberazione  dell'Assemblea dei  soci,  con  l'indicazione
     nominativa  dei soci che intendono fruire della  sospensione
     stessa,   quelle   delle  cooperative  a  proprietà   divisa
     individualmente   da   ciascun   socio.   La   presentazione
     dell'istanza    sospende    i    pagamenti    con    riserva
     dell'accertamento del diritto.

         5.  Sono altresì sospesi gli eventuali interessi di mora
     già  maturati  sulle  rate sospese che verranno  corrisposti
     successivamente  e contestualmente al pagamento  della  rata
     cui si riferiscono.

         6.  La  sospensione trova applicazione anche in presenza
     di   azioni  esecutive  escluse  le  procedure  concorsuali,
     avvita   per   il   recupero  delle   rate   oggetto   della
     sospensione,  a  condizione che la cooperativa  o  il  socio
     provvedano  entro sei mesi al pagamento delle  spese  legali
     connesse.  Su  tale  pagamento  devono  essere  concesse,  a
     richiesta,  rateizzazione  di durate  non  superiore  a  sei
     mesi.

         7.  Allo scopo di fornire la copertura finanziaria  agli
     interventi  disposti  dal  presente  articolo,  senza  alcun
     onere  diretto  per la Regione, il comma 2 bis dell'articolo
     12   della  legge  regionale  30  marzo  1998,  n.  5,  come
     modificato dall'articolo 55 della legge regionale 27  aprile
     1999, n. 10 è sostituito dal seguente:

          2. bis. Al predetto Istituto è riconosciuto altresì  un
     compenso  pari al 30 per cento rapportato all'ammontare  dei
     crediti  in sofferenza effettivamente recuperati  nel  corso
     dell'esercizio  con  esclusione dei  recuperi  ottenuti  nei
     confronti  della  Regione  a fronte  di  fidejussioni  dalla
     stessa prestate. .

         8.  Al  fine di salvaguardare il Fondo di esercizio  dei
     finanziamenti  alle  cooperative, la previsione  di  cui  al
     comma  2  dell'articolo 12 della legge  regionale  30  marzo
     1998,  n.  5,  come modificato dall'articolo 55 della  legge
     regionale  27  aprile 1999, n. 10, deve  essere  intesa  nel
     senso  che  la commissione dell'1,50% deve essere  calcolata
     esclusivamente  sul  valore della  sorte  capitale  e  degli
     interessi  corrispettivi dei crediti  con  esclusione  degli
     interessi moratori.

         9.  La commissione prevista al comma 2 dell'articolo  12
     della  legge regionale 30 marzo 1998, n. 5, come  modificato
     dall'articolo  55 della legge regionale 27 aprile  1999,  n.
     10,  non  può  in ogni caso essere superiore alla  copertura
     delle spese di funzionamento dell'IRCAC.

         10.  Le  economie realizzate in tal senso devono  essere
     contabilizzate  all'interno  del  Fondo  di  esercizio   dei
     finanziamenti    alle   cooperative   in    uno    specifico
     accantonamento   a  destinazione  vincolata   iscritto   nel
     bilancio del Fondo stesso.

         11.  Le  disposizioni di cui ai precedenti commi  devono
     trovare  applicazione a far data dall'esercizio  finanziario
     2014.

                               Art. 46.
        Svolgimento attività commerciali nelle aree ex consorzi
                                  ASI
                             (STRALCIATO)

                               Art. 47.
          Norme di interpretazione autentica dell'articolo 19
              della legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8

         1.  Entro  180  giorni dalla data di entrata  in  vigore
     della  presente  legge.  gli  assegnatari  di  rustici   e/o
     capannoni  e/o  immobili  industriali  comunque  denominati,
     possono fare istanza al competente  Consorzio per l'area  di
     sviluppo   industriale  in  liquidazione-gestione   separata
     IRSAP  per l'acquisto dell'immobile assegnato. Il prezzo  di
     vendita,  versato  in favore della liquidazione.  è  pari  a
     quello  della  perizia di stima effettuata dalla  competente
     Agenzia  del  Territorio, decurtato degli  eventuali  canoni
     effettivamente  versati  dall'assegnatario  in  favore   del
     soppresso consorzio.

         2.   Con   la  stessa  istanza  con  cui  l'assegnatario
     manifesta,   ai  sensi  del  presente  comma,   la   propria
     intenzione di voler acquistare l'immobile, l'istante  indica
     il  termine  entro cui intende procedere al  versamento  del
     saldo  dovuto  per il perfezionamento della stessa  vendita;
     detto  termine  non  può comunque superare  il  31  dicembre
     2015.  Trascorso  il termine suddetto l'assegnatario  decade
     dalla  possibilità  di  esercitare  il  diritto  di  cui  al
     presente  comma.  Per le finalità di cui al presente  comma,
     l'IRSAP  può  stipulare  accordi  e  convenzioni  con   enti
     nazionali  e  regionali sia pubblici che privati  competenti
     in  materia  di  medio  credito  e  finanza  agevolata  come
     previsto  dall'articolo 2, comma 2, lettera i)  della  legge
     regionale 12 gennaio 2012, n. 8.

                               Art. 48.
         Modifica di norme in materia di estrazione giacimenti
                           minerari di cava

         1.  L'articolo 12 della legge regionale 15 maggio  2013,
     n. 9, è così sostituito:

          Art. 12. Attività di estrazione giacimenti minerari  di
     cava.  -  1.  A  decorrere dalla data di entrata  in  vigore
     della  presente legge, gli esercenti di cave sono  tenuti  a
     versare un canone annuo di produzione commisurato alla  area
     coltivabile  ed  ai volumi autorizzati come  definiti  nelle
     autorizzazioni all'esercizio delle attività estrattive.

         2.  Detto canone è commisurato alla superficie dell'area
     ed  ai  volumi  autorizzati  della  cava.  Esso  è  ottenuto
     sommando  gli  importi riportati in tabella,  corrispondenti
     agli scaglioni di superficie e volumi autorizzati:

                     Superficie espressa in ettaro
   Sup =   2 < Sup =   5 < Sup =    10 < Sup =    20 < Sup =   Sup >
     2         5           10           20            50        50
                4.000        6.500         7.500       10.000
    2.000                                                      13.000

               Volumi espressi in migliaia di metri cubi
  Vol. =     100 <     500 < Vol.     1000 <        2000 <      Vol.
    100   Vol. = 500     = 1000     Vol. = 2000   Vol. = 5000 > 5000
                3.500        6.000         8.000       10.000
    1.500                                                      13.000

         3.  In caso di sospensione dei lavori di coltivazione ai
     sensi  dell'articolo  24 della legge  regionale  9  dicembre
     1980,  n.  127  e, successive modifiche ed integrazioni,  la
     quota  dei  canoni  relativa ai  volumi  estratti  per  tale
     periodo   non  sarà  dovuto.  Eventuali  periodi   inferiori
     all'anno solare saranno calcolati per dodicesimi.

         4.  I  canoni di produzione sono dovuti per  il  60%  al
     Comune interessato e per il 40% alla Regione.

         5. Qualora siano interessati più Comuni la quota del 60%
     è  ripartita sulla base della superficie dell'area  di  cava
     approvata ricadente in ciascun Comune.

         6. L'importo dovuto è corrisposto entro il mese di marzo
     successivo  all'anno  di  riferimento.  Gli  esercenti  sono
     tenuti  ad  inviare  al Dipartimento regionale  dell'energia
     dell'Assessorato  regionale dell'energia e  dei  servizi  di
     pubblica   utilità,  copia  della  quietanza   dell'avvenuto
     pagamento entro il mese di aprile.

         7.  Le tariffe sono aggiornate ogni due anni sulla  base
     dell'indice ISTAT.

         8.  I  canoni destinati ai Comuni sono finalizzati  alla
     realizzazione   di  opere  di  recupero  e  riqualificazione
     ambientale con priorità alle attività di scavo abusive.

         9.   I   canoni   destinati  alla  Regione   in   favore
     dell'Assessorato  regionale dell'energia e  dei  servizi  di
     pubblica  utilità, saranno destinati a sostenere le attività
     di  studi e ricerche di settore, di monitoraggio e vigilanza
     del   settore  estrattivo,  nonché  il  potenziamento  delle
     risorse  umane  assegnate all'Assessorato  per  l'incremento
     dell'attività   di   sorveglianza,   controllo    e    lotta
     all'abusivismo in campo estrattivo.

         10.  Il  ritardato pagamento delle somme dovute comporta
     l'applicazione degli interessi legali.

         11.  Il mancato versamento del canone di cui al presente
     articolo,   entro  i  termini  ivi  previsti,  comporta   la
     maggiorazione del versamento stesso in misura pari al:

         a)  10  per  cento, qualora il versamento sia effettuato
     entro   centottanta  giorni  dalla  data  di  scadenza   dei
     suddetti termini;

         b)  30  per  cento, qualora il versamento sia effettuato
     oltre  i centottanta giorni ma entro l'anno di scadenza  dei
     suddetti termini.

         12. Il pagamento alla Regione deve essere effettuato  in
     un'unica  rata,  sul capitolo di entrata del bilancio  della
     Regione  siciliana 1815, Capo 16, così denominato   Proventi
     derivanti   da  canoni  di  produzione  per  l'attività   di
     estrazione  da  giacimenti minerari di cava ,  Rubrica  3  -
     Dipartimento   regionale  energia,   Titolo   1,   aggregato
     economico 4, Capo 16 e dovrà avvenire:

         a)   mediante  versamento  in  conto  corrente  bancario
     intestato  a   Regione  siciliana, Via  Notarbartolo,  17  -
     Banca  Unicredit Spa, Via Campolo, 65 - 90145 Palermo ,  sul
     capitolo  di entrata 1815  Proventi derivanti da  canoni  di
     produzione   per  l'attività  di  estrazione  di  giacimenti
     minerari di cava  - Capo 16;

         b)  versamento  in conto corrente bancario  intestato  a
      Regione  siciliana, Via Notarbartolo, 17 - Banca  Unicredit
     Spa,  Via  Campolo,  65 - 90145 Palermo ,  sul  capitolo  di
     entrata  1815   Proventi derivanti da canoni  di  produzione
     per  l'attività  di  estrazione di  giacimenti  minerari  di
     cava   - Capo 16. Dovrà essere indicato il nome e il cognome
     o   la   ragione  sociale  del  soggetto  versante  (impresa
     esercente l'attività estrattiva).
         Nella causale di versamento dovranno essere indicati:  i
     dati   identificativi  del  versante,  la  motivazione   del
     versamento,  il canone, l'anno di riferimento,  la  località
     della   cava  e  gli  estremi  dell'autorizzazione,   nonché
     l'indicazione   che   l'importo   deve   essere    acquisito
     all'entrata del bilancio della Regione siciliana,  capo  16,
     Dipartimento   regionale   energia,   capitolo   1815   così
     denominato   Proventi derivanti da canoni di produzione  per
     l'attività di estrazione da giacimenti minerari di cava . .

                               Art. 49.
        Disciplina di attività cinofile all'interno di parchi e
                                riserve
                             (STRALCIATO)

                               Art. 50.
                Fondi di gestione faunistico-venatoria
                             (STRALCIATO)

                               Art. 51.
       Disposizioni in materia di vincolo di destinazione delle
                        aziende agrituristiche
                             (STRALCIATO)

                               Art. 52.
       Disposizioni in materia di riconoscimento di associazioni
                               venatorie
                             (STRALCIATO)

                               Art. 53.
                    Definizione interventi edilizi
                             (STRALCIATO)

                               Art. 54.
          Differimento di termini per recupero abitativo dei
                              sottotetti
                             (STRALCIATO)

                               Art. 55.
           Modifiche di norme in materia di edilizia sociale
                             (STRALCIATO)

                               Art. 56.
      Abrogazione di norma in materia di affidamento provvisorio
             servizi comunali di trasporto pubblico locale

         1.  E'  abrogato il comma 1 dell'articolo 47 della legge
     regionale  28  gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche  ed
     integrazioni.

                               Art. 57.
                       Ticket ingresso ecomusei
                             (STRALCIATO)

                               Art. 58.
            Misure a sostegno dei contratti di solidarietà
          e degli accordi sindacali tra imprese e lavoratori
                             (STRALCIATO)

                               Art. 59.
                     Parità di accesso ai servizi
                             (STRALCIATO)

                               Art. 60.
       Disposizioni finanziarie in materia di personale precario
                           degli enti locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 61.
        Modifica di norma in materia di personale precario enti
                                locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 62.
          Disposizioni in materia di personale utilizzato in
                              convenzione
                dalle aziende ospedaliere universitarie
                             (STRALCIATO)

                               Art. 63.
        Disposizioni di contenimento della spesa in materia di
                         locazioni di immobili
                             (STRALCIATO)

                               Art. 64.
          Disposizioni in materia di recesso dai contratti di
                               locazione
                             (STRALCIATO)

                               Art. 65.
         Istituzione dell'Albo dei segretari degli enti locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 66.
          Norme in materia di personale degli uffici speciali
                    dell'amministrazione regionale

                             (STRALCIATO)

                               Art. 67.
      Abrogazione di norma in materia di costituzione e adesione
                          ai liberi consorzi
                             (STRALCIATO)

                               Art. 68.
        Disposizioni in materia di formazione ed aggiornamento
                    del personale degli enti locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 69.
          Differimento di termini di graduatorie di concorsi
          negli enti locali e nell'Amministrazione regionale
                             (STRALCIATO)

                               Art. 70.
        Modifiche di norme in materia di riserve in favore dei
                                comuni
        per il rimborso di spese per la gestione di asili nido
                             (STRALCIATO)

                               Art. 71.
         Sostegno finanziario alle associazioni di enti locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 72.
           Assegnazione temporanea personale regionale alle
                       amministrazioni comunali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 73.
          Abrogazione clausola di salvaguardia in materia di
                        incarichi dirigenziali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 74.
            Modifiche di norme in materia di pensionamento
             del personale degli enti economici regionali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 75.
           Norme in materia di organizzazione amministrativa
             di enti vigilati e partecipati dalla Regione
                             (STRALCIATO)

                               Art. 76.
       Variazioni al Quadro di previsione di cassa del bilancio
                             della Regione

         1.  Al  quadro  di previsione di cassa, per  l'esercizio
     finanziario 2014, sono apportate le seguenti variazioni:

   ENTRATA
   Fondo iniziale di cassa                                 -
                                                  35.515.166
                                                         ,88

   SPESA
   ASSESSORATO ECONOMIA
   BILANCIO E TESORO - RAGIONERIA GENERALE  DELLA
  REGIONE
   Fondo  per  l'integrazione delle dotazioni  di
  cassa
   Capitolo 21571 - Interventi regionali                   -
                                                  35.515.166
                                                         ,88
                               Art. 77.
                             Norma finale

         1.  La  presente  legge sarà pubblicata  nella  Gazzetta
     ufficiale  della Regione siciliana ed entrerà in  vigore  il
     giorno stesso della sua pubblicazione.

         2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
     farla osservare come legge della Regione.

                                                    IL PRESIDENTE

                          LAVORI PREPARATORI

       Disegno di legge n. 782 -  Assestamento del bilancio della
     Regione  per l'anno finanziario 2014. Variazioni al bilancio
     di  previsione  della  Regione per  l'esercizio  finanziario
     2014 e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n.  5
      Disposizioni programmatiche e correttive per  l'anno  2014.
     Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie .

       Iniziativa  governativa: presentato dal  Presidente  della
     Regione   (Crocetta)   su   proposta   dell'Assessore    per
     l'economia (Agnello) il 20 giugno 2014.

       Trasmesso  alla Commissione  Bilancio'(II)  il  24  giugno
     2014.

       Esaminato  dalla Commissione nelle sedute  n.  146  dell'8
     luglio  2014,  n. 147 dell'11 luglio, n. 149 del  16  luglio
     2014,  n. 150 del 17 luglio 2014, n. 152 del 18 luglio  2014
     e  n.  153  del 19 luglio 2014 e n. 155 del 20-21-22  luglio
     2014.

       Esitato per l'Aula nella seduta n. 155 del 20-21-22 luglio
     2014

       Relatore di maggioranza: on. Dina Antonino.

       Relatore di minoranza: on. Vinciullo Vincenzo

       Discusso dall'Assemblea nella seduta n. 173 del 23  luglio
     2014,

       Approvato dall'Assemblea nella seduta n.