Presidenza del vicepresidente Venturino
FAZIO, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali delle
sedute n. 174 e 175 del 25 luglio 2014 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli: Di
Giacinto e Arancio per oggi; Cirone per oggi e per domani.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l' Economia
N. 785 - Interventi urgenti per i bandi regionali finalizzati
all'erogazione di interessi a fondo perduto in materia di aiuti a
favore delle piccole e medie imprese.
Firmatari: Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Mangiacavallo
Matteo; Ferreri Vanessa; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni
Carlo; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio;
Palmeri Valentina
N. 1886 - Iniziative per evitare il fallimento delle imprese
siciliane anche finalizzate al tempestivo pagamento dei debiti
pregressi delle Pubbliche amministrazioni.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
(Con nota prot. n. 26278/IN.16 del 3 giugno 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'economia).
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 1801 - Modifica della normativa vigente nelle gare d'appalto
centralizzate nel settore sanitario in favore delle piccole e medie
imprese.
Firmatario: D'Asero Antonino.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lo Sciuto ha chiesto congedo
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, per consentire la fotocopiatura del fascicolo
degli emendamenti al disegno di legge n. 782/A, sospendo la seduta,
avvertendo che riprenderà fra mezz'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 16.20, è ripresa alle ore 17.28)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, signori assessori, torno a discutere
alla vicenda legata all'elezione del 5 ottobre che si dovrebbero
tenere nei comuni di Pachino e Rosolini, per sottoporre
all'Assemblea un quesito, in maniera tale, Presidente, che si
possano programmare i lavori di qui al mese di novembre.
Perché le dico questo? Come lei sa, in occasione dell'indizione
per il rinnovo delle elezioni per il Parlamento regionale siciliano
l'Assemblea non tiene più sedute, rimane aperta ma non può
assolutamente operare perché il deputato si troverebbe nella
situazione favorevole rispetto agli altri candidati. Sicché con
questa sentenza innovativa del CGA si viene ad introdurre una nuova
situazione mai verificatasi in Sicilia, cioè quella di elezioni
parziali a metà legislatura. Di conseguenza, quando il 3 settembre
dovrebbe riaprire l'Aula, andremmo immediatamente a chiudere lo
stesso giorno perché il 5 ottobre sono fissate le elezioni.
Dal momento che la cosa non è mai accaduta fino ad ora, a mio
avviso sarebbe opportuno sottoporre all'Avvocatura dello Stato un
quesito circa i tempi ed i modi per chiudere l'Assemblea, facendo
presente però che questa sentenza innovativa una cosa farà, cioè
quello di tenere il Parlamento siciliano chiuso per tre mesi con
tutti i danni che comporterà la chiusura del Parlamento siciliano
per novanta giorni.
Allora, siccome la cosa è veramente grave e potrebbe avere
ripercussioni anche su un'eventuale ulteriore manovra che il
Governo volesse fare e ancor di più nell'approntare la manovra per
il 2015, è chiaro che questa cosa, per una questione di correttezza
e di rispetto innanzitutto nei confronti della Sicilia, io mi
sentivo di dirla.
La seconda cosa che volevo rappresentare, che volevo porre come
termine di questione a questa Assemblea riguarda la composizione
dei seggi. Leggendo il decreto della Presidenza della Regione che
riproduce la sentenza del CGA sembra che anche i seggi siano
cristallizzati, per cui noi ritorniamo a votare perché c'è il
sospetto di un uso fraudolento della scheda ballerina, e a comporre
i seggi dovrebbero essere gli stessi soggetti che il CGA ritiene
essere stati gli autori di questo presunto e mai accertato uso
fraudolento della scheda ballerina.
Anche in questo caso, signor Presidente, la cristallizzazione può
operare nei confronti di coloro i quali vengono, anche se
sommessamente, accusati di aver commesso un reato penale, che
ricordo la Procura ed il TAR hanno escluso?
Ciò ci induce a riflettere su una cosa: io posso essere sereno di
ritornare a votare in quelle sezioni e che non vengano riprodotti
gli stessi vizi che hanno caratterizzato la scorsa campagna
elettorale?
Anche se ricordo che l'onorevole Gianni e l'onorevole Marziano in
quei seggi hanno preso zero voti, quindi di conseguenza non hanno
potuto fare uso della scheda ballerina. Per loro forse potrebbe
andare bene il seggio composto con quel Presidente e con quegli
scrutatori, ma sicuramente non per me.
Signor Presidente, forse sarebbe il caso di chiedere al CGA, che
tutti noi sappiamo essere una sezione consultiva di questa Regione,
della Presidenza della Regione e anche della Presidenza
dell'Assemblea, chi nomina i rappresentanti di lista. Il mio
partito, che ormai è sciolto, e gli altri partiti che non esistono
più, chi è oggi titolato a nominarne i rappresentanti di lista?
Il problema, il rischio concreto è che noi andiamo a votare con
gli stessi presidenti, con gli stessi rappresentanti e con gli
stessi componenti del seggio accusati di aver favorito l'uso
improprio della scheda ballerina, e poi noi abbiamo i
rappresentanti di lista. Sono questi, almeno Presidente i primi tre
motivi che mi vengono in mente: durata della chiusura
dell'Assemblea; composizione dei seggi; possibilità e diritto-
dovere che io ho di avere i rappresentanti nelle liste.
Qualcuno mi deve spiegare come faccio a nominare i rappresentanti
di lista.
Non è un problema per l'onorevole Marziano perché il suo partito
rimane, ma io e l'onorevole Gianni abbiamo problemi oggettivi, chi
nomina per noi coloro che devono tutelare il nostro voto in sezioni
che secondo tutto il CGA, risultano essere stati inquinati nelle
ultime elezioni.
TRIZZINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per comunicare lo sviluppo dei lavori della Commissione di questa
mattina, alla luce della segnalazione che, la settimana scorsa, è
arrivata dall'onorevole Cordaro.
La Commissione Ambiente ha ricevuto il disegno di legge n. 782
Stralcio VI giorno 23 luglio ed è stata convocata per questa
mattina alle ore 12.00, poi rinviata alle ore 15.00 perché mancava
sia il Governo che parte dei componenti, ed è stata rinviata per
mercoledì prossimo con la discussione generale e poi il termine per
la presentazione degli emendamenti.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono da ritenersi in congedo per la
seduta di oggi, l'onorevole Papale e l'onorevole Assenza.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge numero 782/A
«Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2014 - Variazioni al bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale
28 gennaio 2014, n. 5, Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale. Disposizioni varie»
PRESIDENTE. Si passa al punto 2 all'ordine del giorno: Discussione
di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2014 - Variazioni al bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale
28 gennaio 2014, n. 5, Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale. Disposizioni varie»
(782/A) posto al numero 2).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ricordo che nella precedente seguito si è conclusa la discussione
generale e posto in votazione il passaggio all'esame degli
articoli.
Onorevoli colleghi, così come concordato nella Conferenza dei
Capigruppo, nel corso della quale era stato stabilito di
contingentare i tempi per gli interventi in Aula, vi comunico i
tempi assegnati a ciascun Gruppo parlamentare:
PD 25 min. + 126 min. 36 sec. = 151 min. e 36 sec.
M5S 25 min. + 93 min. 18 sec. = 118 min. e 18 sec.
ART. 4 25 min. + 66 min. 36 sec. = 91 min. e 36 sec.
UDC 25 min. + 60 min. =85 min.
NCD 25 min. + 46 min. 36 sec. = 71 min. e 36 sec.
FI 25 min. + 40 min. = 65 min.
PDS 25 min. + 33 min. 18 sec. =58 min. e 18 sec.
DEM. RIF 25 min. + 33 min. 18 sec. = 58 min. e 18 sec.
LC 25 min. + 33 min. 18 sec. = 58 min. e 18 sec.
GS-PID25 min. + 20 min. = 45 min.
LM 25 min. + 20 min. = 45 min.
MISTO 25 min. + 26 min. 36 sec. = 51 min. e 36 sec.
MEGAFONO 25 min. + 33 min. 18 sec.=58 min. e 18 sec.
Onorevoli colleghi, gli articoli 1 e 2 sono accantonati. Si passa
all'articolo 3.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole D'Asero
l'emendamento soppressivo 3.1.
D'ASERO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessore, al di
là dell'aspetto tecnico, la problematica relativa al ripianamento
del disavanzo vuole essere anche in questa direzione l'emendamento
soppressivo perché nella sostanza il problema del ripianamento è un
problema che deve farci riflettere circa il rapporto fra residui ed
entrate e circa il rapporto che è stato in parte evidenziato da
parte del Governo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.1. Il parere del
Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.2, dell'onorevole D'Asero.
D'ASERO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 3.2, 3.3, 3.4, 3.5,
3.6 e 3.7, a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si procede con l'emendamento del Governo 3.12.
Presidenza del vicepresidente Venturino
FALCONE. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, apprezzo questo suo sforzo di
accelerare i lavori, però non dobbiamo confonderci e dobbiamo
camminare in maniera garbata e con cautela. C'è un emendamento che
un po' cambia l'impostazione e chiediamo che il Governo lo
illustri.
Se poi questo emendamento dovrà assorbire tutto il resto e dovrà
sterilizzare gli emendamenti presentati dai vari deputati o dai
vari Gruppi parlamentari, che ben venga. Però, è giusto dare una
spiegazione all'Aula.
PRESIDENTE. Assolutamente onorevole Falcone, infatti stavo
aspettando che venisse distribuito proprio per dare la possibilità
al Governo di illustrarlo e tutti quanti averne contezza.
Comunque, onorevole Falcone, volevo tranquillizzarla sul fatto che
non c'è nessun tentativo di accelerare i lavori, procediamo con
ordine.
Ha facoltà di parlare l'assessore Agnello per illustrare
l'emendamento.
AGNELLO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, questa riscrittura da parte del Governo va nella
direzione dell'emendamento da voi fatto e lo completa perché
l'emendamento che abbiamo presentato spiega proprio che a partire
dal 2015 tutte le somme che saranno oggetto di impugnativa verranno
automaticamente iscritte nel fondo che va a ridurre l'ammontare dei
residui attivi.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
fare le congratulazioni al qui presente Segretario Generale, della
cui nomina le testate giornalistiche hanno già dato ampio spazio e
quindi buon lavoro a nome del gruppo di Forza Italia e a nome mio
personale al dott. Fabrizio Scimè.
Detto questo voglio dire che la spiegazione cha ha dato
l'Assessore non c'entra.
L'emendamento di cui abbiamo, quello che ha presentato Forza
Italia, perché gli effetti possano decorrere dal 2015 e non dal
2014, ci riferiamo al 118. Qui invece il Governo dice che oltre a
tutti gli impegni di cui alle disposizioni dei commi 3 e 4,
relativamente alle spese per l'esecuzione di opere, qualora il
progetto dell'opera finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti
abbiano già adottato le deliberazioni che indicano la gara
stabilendo le modalità di appalto, tutte queste vengono iscritte
nel bilancio successivo.
L'assessore con questo emendamento dice che oltre queste, in
sostanza gli impegni già assunti, tutte le norme impugnate dal
Commissario dello Stato congelano la spesa, la rendono meno
operativa, ma comunque disponibile. Non è così assessore, perché la
norma impugnata non libera la spesa, la norma impugnata sterilizza
la spesa. E' un principio assolutamente contrapposto rispetto a
quello che noi stiamo dicendo.
Ecco perché noi rispetto a quello che stiamo votando, siamo
assolutamente contrari, ma io la invito a rifletterci perché il
vero problema si porrà presto. Il 25 luglio u.s. è uscita una
sentenza della Corte Costituzionale, la 224, ieri anche il giornale
La Sicilia che ne ha dato spazio, ed è stata impugnata una legge
della provincia di Bolzano, sostanzialmente per tre motivi: perché
mancano le autorizzazioni di spesa, perché mancano i documenti i
gli allegati e, soprattutto, perché mancano le norme di
salvaguardia rispetto a quelle entrate che non sono certissime.
Questo cosa comporterà in questa norma che stiamo facendo, che i
362 milioni di euro impugnati dal Commissario dello Stato a
gennaio, li dovremmo rendere liberi .
Stiamo sostanzialmetne dicendo che quello che ha fatto il
Commissario dello Stato non serve a nulla, ce ne infischiamo, e noi
procediamo ugualmente.
Secondo me con questo emendamento andiamo a sbattere, facciamo una
magra figura, per cui questo emendamento non è assorbente degli
altri emendamenti che noi abbiamo presentato come Forza Italia, ed
invito il Governo a rifletterci un attimo ed eventualmente a
ritirarlo ed agganciarlo ad altri articoli, ma non a questo.
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 3.12. Il
parere della Commissione.
DINA, presidente della commissione e relatore. Favorevole a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, io capisco che quando si arriva in temi
finanziari c'è molta frenesia, però se stiamo un po' calmi e
seguiamo con tranquillità i lavori, evitiamo di fare delle
sceneggiate non certo edificanti per questa Assemblea.
Pongo in votazione l'emendamento 3.10, a firma dell'onorevole
Falcone.
Il parere del Governo.
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, vorrei
invitare la Presidenza a mantenere l'ordine dei lavori d'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se continuiamo così sarò costretto
a sospendere l'Aula.
Stiamo facendo una legge finanziaria e l'atteggiamento di molti
dei nostri colleghi non credo sia consono al tipo di lavoro che
dobbiamo fare.
L'Aula è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore 18.32)
La seduta è ripresa.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, ne approfitto visto che è arrivato in
Aula il Presidente della Regione. Ero tentato di avanzare una
richiesta ai sensi dell' ex art. 101 del Regolamento interno,
pregiudiziale, ma mi fermo e chiedo invece sull'ordine dei lavori
al Governo se a seguito della parifica che è stata fatta da parte
della Corte dei Conti, l'avanzo preventivato è stato accertato con
un assestamento tecnico. Cioè abbiamo un documento che dica se
l'avanzo che abbiamo realizzato in effetti sia accertato realmente?
E' una domanda che rivolgiamo al Governo e su cui ci aspettiamo una
risposta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Falcone. Assessore è stata avanzata
una richiesta molto
AGNELLO, assessore per l'economia. Andiamo avanti.
FIGUCCIA. Ma non risponde a quanto richiesto dall'onorevole
Falcone?
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Facciamo una cosa onorevole Falcone, così come
concordato durante la pausa, proseguiamo l'esame dell'art 3,
passiamo alla votazione dell'emendamento 3.11, dopo di che
accantoniamo l'art. 3 e proseguiamo con gli altri articoli.
Onorevole Figuccia, per il momento andiamo avanti, dopo di che
quando riprenderemo, ritorneremo successivamente sull'art. 3, sono
certo che l'assessore Agnello sarà in grado di dare le risposte
alle perplessità espresse dall'onorevole Falcone.
Si passa all'emendamento 3.11 del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE Onorevole Falcone, l'emendamento a pag. 9. Scusi, non
ho capito, non la sento, vedo che si agita. Prego.
FALCONE. Presidente evitiamo di correre perché io chiedo, alla
luce dell'emendamento che abbiamo votato, dei due emendamenti,
questo emendamento è compatibile con quello che abbiamo già votato?
Se sì, bene, diversamente invito a riflettere
PRESIDENTE. Sulla base della considerazione dell'onorevole Falcone
io accantonerei l'art. 3 .
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, soltanto per dire, considerato che
l'articolo 3, secondo me, è centrale e che comunque va fatto in un
sistema più condiviso possibile anche in vista di quello che è
successo poco fa. Considerato, anche, che il Governo ha presentato
un emendamento aggiuntivo e che è pronto, se noi vogliamo
approvare, accantoniamo per un minuto e passiamo ad un altro
articolo, e subito dopo approviamo gli altri emendamenti, sarebbe
certamente opportuno e così cominciamo a lavorare in maniera
precisa anche perché l'assestamento tecnico di cui parlava
l'onorevole Falcone.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, va bene, anche l'opposizione è
d'accordo. Accantoniamo, per il momento l'art. 3, ci torneremo
dopo.
Si passa all'articolo 4 Accantonamenti Tributari . Comunico che
sono stati presentati gli emendamenti 4.1, 4.2, 4.3 a firma degli
onorevoli D'Asero, Alongi, Cascio F., Fontana ed altri.
FONTANA. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, atteso che non ci
sono emendamenti, però colgo l'occasione della presenza del
Presidente della Regione, perché magari non dico stasera, ma
sarebbe opportuno che il Presidente della Regione fornisca
dettagliata relazione a quest'Aula circa l'utilizzo del fondo di
coesione, l'FSC, cioè quel fondo di sviluppo e coesione che abbiamo
utilizzato in questo momento quota parte per coprire questo
concorso agli obiettivi della finanza pubblica nazionale, anche
perché se da un lato l'assessore Torrisi si appresta a firmare la
convenzione con le Ferrovie dello Stato, per il trasferimento dei
Servizi ferroviari qua in Sicilia, al contempo per tutte le
infrastrutture di cui si è parlato e lo stesso Presidente ha detto
qualche settimana addietro in Aula, è chiaro vorremmo capire se
quegli obiettivi che erano stati preventivati e programmati e
riferiti all'Aula, potranno essere comunque realizzati.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, mi è sembrato di capire che magari
successivamente potranno chiarire questo aspetto. Lei ha fatto una
richiesta al Presidente della Regione, ma ritorneremo
successivamente su questo argomento.
Visto che è stato ritirato anche l'emendamento 4.3, ultimo degli
emendamenti presentati all'art. 4, pongo in votazione l'articolo
4. Il Gruppo parlamentare di Forza Italia si astiene.
MUSUMECI. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5 Recepimento di norme nazionali e
integrazione schemi di bilancio . Comunico che sono stati
presentati gli emendamenti 5.1, 5.2, 5.3, 5.4, 5.5, 5.6, degli
onorevoli D'Asero, Alongi, Cascio F. ed altri, il 5.8 degli
onorevoli Ciaccio, Cancelleri, La Rocca ed altri, il 5.9 degli
onorevoli Falcone, Figuccia e Assenza, e l'emendamento 5.7 a firma
Dina, Vinciullo e altri.
Onorevole D'Asero, anche qui lo stesso ragionamento fatto per gli
altri emendamenti soppressivi da lei presentati che ovviamente
hanno delle conseguenze.
Onorevole D'Asero ritira gli emendamenti 5.1, 5.2, 5.3, 5.4, 5.5?
D'ASERO. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
5.8, a firma degli onorevoli Ciaccio, Cancelleri, La Rocca e
altri.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Prima di esprimerci se ritirarlo o meno volevamo chiedere
al Governo, visto che con il quarto comma si pensa di destinare
ulteriori somme al personale in aggiunta per il Servizio, volevamo
capire se in questo contesto è opportuno visto che da tanti viene
richiamato il giudizio della Corte dei Conti sul personale in
esubero, abbiamo tutti i numeri in eccedenza, e quindi stanziare
delle somme per il personale per svolgere, non si sa bene quale
attività, ripeto, è il quarto comma che recita: Per consentire il
rispetto del termine del recepimento nell'ordinamento regionale ,
stiamo stanziando 80 mila euro.
Secondo noi l'ufficio può tranquillamente andare avanti col
personale che ha. Quindi manteniamo l'emendamento 5.8.
PRESIDENTE. Assessore, credo che sia stata fatta una domanda ben
precisa, se cortesemente vuole rispondere alle osservazioni poste
dall'onorevole Ciaccio.
VALENTI, assessore alle autonomie locali e funzione Pubblica. E'
semplicemente una integrazione di quanto già disposto dalla legge
finanziaria per coprire i fabbisogni di alcuni dipartimenti dove è
applicato l'articolo 16.
L'articolo 16 della 2000 non si applica a tutta l'Amministrazione
regionale, ma solo ad alcuni siti e per particolari esigenze come
le aperture prolungate, per esempio la Presidenza con gli Uffici di
Palazzo d'Orleans e gli Uffici dell'assessorato per il Bilancio,
perché ci sono spesso necessità di sforamento e quant'altro.
Quindi non è una voce ex novo che si sta creando ma è un
rimpinguamento del Capitolo perché la dotazione che era stata messa
inizialmente non era sufficiente per l'intero anno.
CRACOLICI. La norma era così.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.8.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FALCONE. Signor Presidente, io credo che magari la posizione del
Movimento 5 Stelle' seppur legittima, era forse stata ritenuta
dalla maggioranza di quest'Aula troppo estremista.
Allora c'è l'altro emendamento il 5.9, che è nostro, che può
trovare un punto d'incontro.
Noi diciamo: è giusto magari che entrando la norma di recepimento
alcuni dipendenti possano avere un ulteriore trasferimento
accessorio cioè emolumenti accessori, ma non nella misura di
ottanta mila euro, quanto nella misura di ventimila euro.
Il Governo scrive che dobbiamo dare altri soldi a questi
dipendenti e noi non diciamo no assolutamente, ma diciamo di
ridurli, onorevole Ciaccio.
Allora in questo senso chiediamo al Governo che faccia proprio il
nostro emendamento che da un certo punto di vista comporta il
recepimento, agevola i dipendenti, i nostri funzionari regionali
al contempo senza aggravare, eccessivamente, sulle casse regionali
senza fare eccessive discriminazioni tra dipendenti dell'Ufficio
informativo e altri funzionari regionali che, magari, dovendo
acquisire nuove competenze, nuove conoscenze di aggiornamenti e di
norme nuove da parte dello Stato non abbiamo a vedere il becco di
un quattrino.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falcone. Pongo in votazione
l'emendamento 5.9. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.6.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prendo atto. Onorevoli colleghi, è
stato presentato il subemendamento 5.7.1 a firma della
Commissione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 5.7.1. Il parere
del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.7, nel testo
risultante. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'art. 6 Soppressione Comitati,
Commissioni, Consigli, Collegi operanti all'interno
dell'Amministrazione regionale . Comunico che sono stati
presentati emendamenti soppressivi: dall'onorevole D'Asero e
altri, il 6.1, e dall'onorevole Falcone e altri il 6.6.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, questa
è una norma assolutamente manifesto , che non sortisce alcun
effetto. Noi nel titolo diciamo che sopprimiamo tutti i collegi,
tutte le commissioni, tutti i comitati; senza distinguere quali
siano, quale sia la loro funzione, rinviando, al contempo, a un
decreto attuativo la loro individuazione, potendo anche assegnare
al Governo una possibilità, una facoltà di mantenerne alcuni.
Allora rispetto a tutto questo, sarebbe meglio che il Governo
venisse in Aula dicendo: Le commissioni ritenute inutili sono:
A,B,C,D; i comitati che noi riteniamo inefficienti sono A,B,C,D .
LEANZA. Il testo dice proprio questo.
FALCONE. Non è questo, perché questo testo dice tutt'altra cosa,
il Governo e la maggioranza di governo devono avere il coraggio di
dire quali sono le commissioni che vogliono sopprimere, i comitati
che non vanno, perché altrimenti stiamo soltanto vendendo fumo,
senza dare alcun apporto positivo alla nostra Regione. Invito,
quindi, il Presidente della Regione a ritirare questo articolo; non
serve a nulla, non aiuta l'iter parlamentare per l'approvazione di
questa manovra finanziaria.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, qualche mese fa è apparso un articolo sul Messaggero'
nel quale c'era scritto che il Presidente Crocetta paga cinquecento
consulenti.
Noi possiamo continuare ad avere attaccata una Regione per delle
cose che non hanno senso, come tutti questi comitati? Noi potevamo
metterli in un elenco, e guardate che se la sfida diventa questa,
noi abbiamo l'elenco pronto, si rinvia la trattazione di questo e
si allega un subemendamento con tutto l'elenco.
Abbiamo scritto, semplicemente cum grano salis, di vedere che
questi enti, molte di queste cose ritardano parere, su alcune cose
si potrebbe creare un vuoto legislativo e quindi, le cose che
saranno pacifiche si cancellano subito il resto no. Ma non possiamo
continuare a tenere centinaia e centinaia di componenti che danno
pareri su cose, su tutto, su nulla, che non servono a niente.
E' un'operazione di spending review ed è anche una operazione di
semplificazione amministrativa accelerata.
E' chiaro che poi c'è un ruolo che dipende dal Governo: io
capisco, se poi dobbiamo fare i bastian contrari . Onorevole
Falcone lei farebbe esattamente la stessa cosa, in ogni caso siamo
nelle condizioni di aggiungere l'elenco in qualsiasi momento
perché l'abbiamo pronto.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Presidente
della Regione, assessori, io volevo riagganciarmi a quello che ha
appena finito di dire il Presidente Crocetta: la discussione in
Commissione - c'era anche l'assessore Valenti presente - è stata
proprio tesa per dare sicuramente un messaggio in un'ottica proprio
di spending review e di dire: noi sappiamo che ci sono degli Enti
che non vanno e che non funzionano ma chiaramente in sede di
Commissione, senza dei criteri, senza avere analizzato bene le
posizioni e allora è stato detto, dando dei tempi ristrettissimi
perché non è che stiamo parlando di tempi lunghi e lo farà il
Governo: noi abbiamo dato una tempistica coordinandoci con
l'assessore Valenti sulle tempistiche. E tengo a sottolineare che
questa norma è stata approvata all'unanimità, quindi se
l'opposizione non si parla tra di loro perché questa norma
l'abbiamo riscritta in Commissione e ribadisco approvata
all'unanimità, quindi, i colleghi di Forza Italia, Nuovo Centro
Destra erano tutti d'accordo, oggi non si possono svegliare e
venire a dire che è una norma inutile, votavano no in Commissione.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Zafarana ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, assessori, poiché il mio Gruppo politico non è
rappresentato in Commissione Bilancio', credo di essere
legittimato a dire che non condividiamo questa norma proprio perché
rischia di apparire eccessivamente generica, superficiale e non fa
onore alla buona amministrazione.
Esistono enti utili ed esistono enti inutili, esistono enti
amministrati da Comitati a titolo gratuito ed esistono enti
amministrati da Comitati a titolo oneroso.
Io credo che il buon senso dovrebbe suggerire al Governo la
necessità di predisporre attraverso una serie e rigorosa
ricognizione, l'elenco di tutti gli enti operanti e sottoposti al
controllo della Regione, in qualunque ramo dell'Amministrazione,
con i relativi organi di governo e con le relative indennità o
gettone di presenza o emolumenti, qualora questi fossero
riconosciuti. Soltanto dopo il Parlamento potrà essere nelle
condizioni di determinarsi sulla utilità di tenerne alcune e di
eliminarne altre, altrimenti questa norma finisce con l'apparire
una delle tante norme-annuncio' per accreditare al Governo una
falsa politica di riduzione della spesa che poi sappiamo essere
declinata invece verso ben altre direzioni, ecco perché il mio
Gruppo si dichiara fin da ora contrario a questa norma.
Presidenza del vicepresidente Venturino
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
voglio dire soltanto questo che l'art. 6 così come è stato
riscritto in I Commissione, approvato in II - Commissione nella
quale vi era anche l'onorevole Formica - ha modificato il testo di
provenienza del Governo, perché in parte, si condivide la ragione
per cui alcune delle polemiche sono state oggi sollevate.
Ovvero, il Governo con questa norma si pone un obiettivo: entro 60
giorni deve depositare un disegno di legge in questo Parlamento che
riporta chi scioglie, perché lo vuole sciogliere, e quanto è il
risparmio dello scioglimento.
Cioè, il Governo si è dato un proprio obiettivo temporale,
spetterà poi al Parlamento, nella sua sovranità, di decidere se un
organismo va sciolto, se un organismo andrà riformato, se andrà
ridotto, ma sarà il Parlamento l'unico sovrano a decidere ciò che
si fa in forza di strumenti che sono stati previsti per legge.
Ecco perché suggerisco ai colleghi, all'onorevole Falcone, che la
ragione che lui poneva in realtà è contenuta nel testo così come è
stato riscritto. Il Governo si è dato soltanto una tempistica, 15 +
15 + 30 giorni, entro cioè i 60 giorni, dovrà predisporre un
apposito disegno di legge per il Parlamento siciliano.
Sarà a quel punto il Parlamento a decidere, e soprattutto a
stabilire, se lo scioglimento si fa o se invece ci giochiamo
attorno alle parole. Per cui ognuno è chiamato ad una
responsabilità, sicuramente ci sono organismi inutili
nell'Amministrazione regionale, ce ne sono altri, invece, che io
considero ancora oggi utili, però sarà il Parlamento a valutarlo.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, solo per sottolineare le cose che ha
detto l'onorevole Cracolici. Se l'onorevole presidente Musumeci
legge per bene l'articolo si renderà conto che quello che lui ha
chiesto di fatto è nell'intero articolo 6. Dando, però, una
tempistica, e dando un ruolo importante a questo Parlamento che di
fatto ha riscritto totalmente l'articolo 6, invitando il Governo a
dire e fare le cose che ha appena detto l'onorevole Musumeci e,
nello stesso tempo, avendo anche la responsabilità, entro 60
giorni di valutare, con corsia preferenziale, il disegno di legge
che presenterà il Governo per fare le scelte importanti, magari
impopolari, che finalmente possono chiudere la stagione dei
cosiddetti enti inutili.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, ritira l'emendamento 6.6?
FALCONE. Signor Presidente, io ritiro l'emendamento, ma prendo
atto che c'è ormai una prassi, che non è sicuramente buona, di
questo Parlamento che è deputato a legiferare con norme di rinvio.
L'abbiamo fatto in altre circostanze per norme molto più
importanti, immaginiamoci un consiglio, un comitato, un collegio o
una commissione.
Facciamo quest'ultima norma di rinvio e diamo in pasto
all'opinione pubblica un altro titolo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto, decadono pertanto tutti i
soppressivi.
MUSUMECI. Un altro effetto annuncio
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'emendamento 6.8.
Non essendo presente in Aula l'onorevole Greco, primo firmatario,
l'emendamento decade.
CORDARO. L'onorevole Greco Marcello o Giovanni?
PRESIDENTE. Non sono presenti entrambi quindi decade.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi. Soltanto
per richiamare il concetto che opportunamente era stato ricordato
dall'onorevole Musumeci poco fa. E non c'era bisogno di leggere
interamente la norma, come ovviamente tutti abbiamo fatto, anche
per rispondere positivamente all'invito del preoccupato onorevole
Leanza, per comprendere come la norma - e diceva bene prima
l'onorevole Falcone - è una norma-manifesto, una norma-cartello.
Tanto è vero che se viene letta bene, come l'onorevole Leanza ci
raccomanda di fare, è una norma che al comma 1 usa il futuro:
verranno soppressi .
Allora, io ricordo e chiedo che la norma venga intanto corretta:
dopo la virgola gli enti non verranno soppressi ma sono
soppressi , perché nella normativa si usa il presente non si usa il
futuro, a meno ché non si voglia rinviare sine die le cose da fare.
Dopodiché tanto siamo d'accordo sulla soppressione di consigli,
comitati, collegi ed enti che noi, del Gruppo Lista Musumeci,
abbiamo depositato molti mesi or sono un disegno di legge per la
soppressione degli enti inutili della Regione, i carrozzoni ,
avendo cura però di individuarli non di rinviare la individuazione
al momento successivo.
In questo senso, il voto del Gruppo Lista Musumeci non può che
essere confermato come negativo, ma con le correzioni a quello che
è stato detto dopo l'intervento dell'onorevole Musumeci, che mi
sembravano opportune.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, su questo
articolo e sul rinvio anche il Capogruppo di Forza Italia ha deciso
di ritirare l'emendamento, vorrei che il Governo fosse preciso.
Io un anno fa ho presentato un ordine del giorno; è trascorso un
anno e questo Governo non ha fatto finora nessun intervento
strutturale per recuperare risorse.
Abbiamo trattato con Roma la questione dei contenziosi con grandi
perplessità da parte nostra e ancora una norma di rinvio.
Quantomeno, avrebbe dovuto presentare l'elenco degli enti, perché è
generico l'articolo che intende sopprimere, perché noi già ci
portiamo dietro quest'articolo dalla finanziaria precedente.
Oggi, entro sessanta giorni, poi riferisce in Aula, passerà ancora
un anno, non si recuperano risorse; la Regione ha problemi seri di
liquidità e io credo che questo, anche da parte nostra, da parte
del Parlamento, da parte di chi lo richiede con forza, perché gli
sprechi sono proprio li e le risorse vanno recuperare laddove non
c'è una organizzazione da parte della Regione a mantenere ancora
enti che non servono tranne che per clientele e prebende.
Quindi, gradirei che l'Assessore facesse oggi un elenco, in tempi
strettissimi, che porterà alla chiusura di questi famosi enti,
perché parliamo di comitati, eccetera, ma non abbiamo capito se
sono quelli da noi indicati negli ordini del giorno che avevamo
chiesto e approvati in Aula o quali, invece, ritiene strategici
e quali, invece, non intende chiudere.
PRESIDENTE. Pongo in votazione dell'articolo 6. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo che l'articolo 7 venga accantonato.
PRESIDENTE. L'articolo 7 è accantonato.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, su questo articolo...
FALCONE. Volevo solo dire che il Gruppo di Forza Italia si è
astenuto dalla votazione dell'articolo 6.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, io non lo so, ma è sempre lei che
arriva un po' tardi. Prendiamo atto che Forza Italia si è astenuta,
però siccome stava parlando l'onorevole Di Mauro, lo faccia finire
di parlare e poi chiariamo.
DI MAURO. Volevo fare una considerazione di carattere politico.
Abbiamo lavorato, e credo con spirito costruttivo tutti quanti,
nell'esame dei sei articoli che fino a questo momento abbiamo avuto
modo di approvare. Credo che ci sia stato da parte di tutto il
Parlamento un senso di responsabilità, nonostante abbiamo esaminato
articoli di una importanza straordinaria che andranno a determinare
sul piano finanziario le questioni siciliane nei prossimi anni.
L'articolo 7, Assessore per l'Economia, è stato argomento di una
approfondita discussione. Io insisto sulla trattazione, per essere
molto chiari, perché intanto come era impostato da parte del
Governo voleva dire togliere il ristoro economico a tutti colo i
quali avevano versato una pensione integrativa ed era una cosa
inspiegabile.
Avevamo, fra l'altro, presentato un emendamento che era stato
approvato; adesso il Governo ci ritorna. Quindi, siamo dinanzi ad
un nodo politico, cioè noi dovremmo - secondo quello che dice il
Governo - eliminare una pensione integrativa a soggetti che per
tanti anni hanno versato risorse al sistema di assicurazione che
poi a sua volta è stato versato nelle casse della Regione ed in
ordine a ciò queste risorse poi sono devolute nel tempo a coloro i
quali sono andati in pensione ed adesso il Governo immagina una
soluzione diversa con l'emendamento 7.5.
Allora, credo che sia necessario, invece, esaminare questo
articolo partendo, ovviamente, dall'emendamento 7.5 e che svolge un
ragionamento che sul piano tecnico e sul piano politico prevede la
soppressione di questa indennità a coloro i quali sono pensionati.
Allora, le cose sono due: o questa cosa è condivisa dal Parlamento
o non è condivisa.
Faccio presente al Parlamento che è prevista, a proposito di
questo articolo, qualora dovesse essere approvato, rischio quello
che è indicato nell'articolo 7 del Governo, non c'è una posta in
entrata, quindi non andremmo a intaccare in questo momento il
prospetto del bilancio.
Quindi, rispetto alla proposta formulata dal Presidente Dina, per
quanto mi riguarda io chiedo che l'argomento invece venga trattato
perché la soluzione è quella di assumere una decisione in ordine al
fatto che alla persone che godono una pensione integrativa bisogna
toglierla o bisogna confermarla.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, ovviamente, verrà trattato e
svolto, dal momento che mi è arrivata una richiesta l'avevo già
accantonato.
DI MAURO. L'accantonamento non è una cosa scontata. C'è questa
richiesta, si vota sull'accantonamento, è inutile che rinviamo e ci
trastulliamo su argomento che per alcune famiglie hanno un
significato ben preciso. Pertanto, chiedo il voto.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, lei mi chiede di adottare una
procedura mai adottata. E' stato accantonato; ci torneremo e avremo
modo di esaminare con la dovuta attenzione quanto da lei appena
segnalato, anche più tardi. Per il momento viene accantonato.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, siccome avete chiesto l'accantonamento, ovviamente questo
porterà ad un approfondimento poi di questo articolo.
Io vorrei mettere all'interno dell'approfondimento alcune
considerazioni; le considerazioni, per esempio, di tutti coloro che
in questi anni hanno percepito pensioni integrative senza avere
versato mai un centesimo per la pensione integrativa, di tutti
coloro che non avevano neppure una legge che ne sanciva questo
diritto ed invece ne hanno goduto perché l'impugnativa, per
esempio, contro il finanziamento delle pensioni integrative
dell'EAS da parte del Commissario dello Stato parla estremamente
chiaro delle ragioni. Allora, in qualche modo persino nella legge
di sanatoria, perché noi che dovremmo entrare nel particolare
amministrativo di andare a vedere tutte le pensioni integrative che
sono state erogate in questi anni? Vedere da quale legge avevano,
traevano riferimento, questo qui che magari non c'erano, oppure che
erano state fatte sulla base di deliberazioni di Giunta? Oppure
trae origine, fa la considerazione che alcuni non hanno versato un
centesimo e hanno goduto per farceli ritornare pure dai lavoratori.
Qui mi sembra persino una norma di buon senso quello che stiamo
facendo, poi se si preferisce questo metodo faremo quell'altro,
però io credo che non si può, non può essere l'unica Regione
d'Italia dove la gente percepisce le pensioni integrative e dove le
percepisce perfino quando non ha avuto una legge per averle e le
percepisce perfino quando non ha versato i contributi relativi.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor presidente, a chiarimento di quello che dice il
Presidente. Il Presidente ha fatto rilevare una cosa che credo sia
corretta, cioè dice: se non c'è un presupposto legislativo credo
che ci siano persone che abbiamo ricevuto per tanti anni una
indennità integrativa. Allora, io dico al Presidente che a questo
punto è opportuno fare un approfondimento perché ci sono diverse
delibere di Giunta che hanno dato autorizzazione a diversi soggetti
e che hanno versato per tanti anni queste risorse ed hanno poi
ottenuto una pensione integrativa. Quindi, bisogna discernere fra
coloro che non hanno un dispositivo legislativo e tra coloro che
hanno una delibera di Giunta e che per tanti anni hanno versato.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'emendamento di riscrittura del Governo fa riferimento
espressamente a coloro che hanno versato il riconoscimento, quindi
non c'è il problema.
Qui la materia è di ritornare con un colpo di spugna a
ripristinare la legalità e nell'emendamento del Governo si tiene
conto del fatto se avevano una legge e se hanno versato. Quindi, se
vi andate a guardare l'emendamento di riscrittura risolve
egregiamente questo problema.
PRESIDENTE. Si ritorna all'articolo 3, precedentemente
accantonato.
Si passa all'emendamento 3.13 in sostituzione dell'emendamento
3.11 che è stato ritirato. Invito l'Assessore ad illustrarlo.
AGNELLO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, questo emendamento è un emendamento di responsabilità che
va nella direzione di tutto ciò che ci ha chiesto la Corte dei
conti.
E' intenzione del Governo fare fronte agli impegni presi per
ripulire il bilancio da tutti quei residui attivi che devono essere
ripuliti, quindi ridare al fondo un meccanicismo automatico che
consenta a fine anno di, effettivamente, stralciare gli importi che
devono essere stralciati e questo il Governo lo può fare già a
partire dal 2014. Quindi, l'intendimento del Governo è di chiarezza
e trasparenza nei conti, così come ci viene chiesto da tanto tempo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, non vorrei tediare, però l'argomento
che abbiamo in questo momento trattato rappresenta il 60 per cento
della manovra finanziaria, proprio questo emendamento, stiamo
attenti E' giusto che lo dico, l'ho detto al capogruppo del PD in
separata sede.
Voglio dire una cosa, così siamo tutti sereni. Secondo me dovremo
mettere anche una aggiunta ulteriore. L'Assessore Agnello ha
parlato di automatismo, di meccanicismo ha detto.
L'automatismo si mette con il vincolo; cioè se tutte le spese
rese non operative, e sappiamo da chi vengono rese non operative,
devono affluire a un capitolo al fondo rischi, al fondo di
salvaguardia, quel fondo a fine anno non può andare in economia o
in avanzo, deve essere per cui le somme, quel fondo lo dobbiamo
vincolare in maniera tale se nel 2013, e così non l'abbiamo
vincolato, se nel 2013 abbiamo in quel fondo fatto affluire dieci
euro, nel 2014 quei dieci euro ce li dobbiamo riportare. Se poi nel
2014 metteremo altri dieci euro, alla fine del 2014 dovremo avere
dieci più dieci.
Sa qual è il problema, onorevole presidente Crocetta? Che se lei
va a vedere in quel fondo, probabilmente, non ci sono tutti i
trasferimenti che si sommano nei vari anni.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.13, con il parere
favorevole della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura.
All'articolo 8 è stato presentato l'emendamento soppressivo 8.1, a
firma degli onorevoli D'Asero e altri.
D'ASERO. Anche a nome di altri, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole D'Asero, ritira tutti gli emendamenti soppressivi, a sua
firma, all'articolo 8?
D'ASERO. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo 8.6, dell'onorevole Rinaldi.
RINALDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 8
volevamo ulteriori chiarimenti perché in Commissione si era fatto
un ragionamento che però nei primi tre commi un po' stridono e mi
spiego meglio.
Nel primo comma autorizziamo la Regione a ridurre la
compartecipazione e già qua mi chiedo che, nonostante il tavolo
favorevole che c'è stato, però non c'è ad oggi e quanto meno non ci
è pervenuto un documento dove nella trattazione Stato-Regione
abbiamo questa autorizzazione da parte dello Stato nella
compartecipazione.
Direttamente così, tout-court, diciamo che possiamo ridurre e,
quindi, metto un punto interrogativo. Nel secondo comma, infatti,
avallando questo ragionamento, diciamo che il settore sanitario
deve coprire, comunque, quella somma, deve fare un risparmio.
Quindi, non è che lo Stato ci ha autorizzato una riduzione. Noi
chiediamo un risparmio all'interno del nostro bilancio sanitario.
Inoltre, proprio perché secondo me non c'è questo accordo Stato-
Regione, chiediamo ed inseriamo al comma 3 una clausola di
salvaguardia perché diciamo che, comunque, o li raggiungiamo o no
questi obiettivi, attraverso l'IRPEF o l'IRAP, dobbiamo garantire
questa riduzione.
Se lo Stato ci autorizza, quindi, gli altri due commi mi sembra
che si possano togliere. Se, invece, lo Stato non ci ha autorizzato
e noi ci stiamo prendendo in automatico questa autorizzazione, mi
sembra eccessivo.
Chiedo, quindi, se effettivamente esiste un documento dove lo
Stato, in deroga alla legge del 2006, ci autorizza a questa minore
compartecipazione.
AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Onorevole Ciaccio, la questione
è stata lungamente dibattuta in Commissione Bilancio .
In Commissione Bilancio abbiamo presentato, c'era anche il
Direttore generale, una relazione tecnica e il Direttore generale
ci ha lungamente spiegato che, all'interno del miliardo di spese di
beni e servizi, certamente l'Assessorato della salute sarà in grado
di fare risparmi di spesa di 25 milioni.
Il secondo aspetto importante è che noi ci siamo impegnati in
Commissione Bilancio a discutere della questione giorno 17 nel
corso del tavolo tecnico che ha liberato i 100 milioni del Fondo
sanitario a copertura degli eventuali disavanzi. E questo è
avvenuto così come noi avevamo detto, cioè che gli accordi che
questo Governo ha preso in sede formale con il Ministero
dell'Economia e con il Ministero della Salute, si sono poi tradotti
in quel documento, che è un documento ufficiale e pubblico, che è
il tavolo tecnico, nel quale sono state accertate le mancanze,
l'avanzo di sanità e, quindi, che ha liberato i 100 milioni che
abbiamo utilizzato per i Comuni e per i forestali.
Quindi, tutto quanto è in questo articolo e formalmente è
formalizzato in questo in questo documento che è pubblico, ve lo vi
forniremo, ma è assolutamente disponibile.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, la legge nazionale prevede il 5 per cento della riduzione
dei contratti. Questo 5 per cento della riduzione dei contratti per
la Sanità rappresenta circa 100 milioni, siccome operiamo a metà
anno sono 50 milioni. Siccome 25 milioni sono quelli dello Stato, e
noi avevamo fatto una previsione che gli altri 25 milioni erano di
compartecipazione regionale, ovviamente facciamo una delibera
perché rende trasparente tutta questa operazione.
E' chiaro che già abbiamo concordato con il Ministero della
Salute; anzi, quando ho parlato col Ministro, mi ha detto : Lo
dovete fare perché dovete ridurre la spesa, è l'obiettivo che
avete . Quindi, è in ottemperanza alla legge che prevede che i
contratti, tutti i contratti, delle pubbliche amministrazione,
vanno ridotti del 5 per cento e quindi anche quelli della Sanità.
D'altra parte, se noi diminuiamo anche la quota di
compartecipazione, il tetto della Sanità si abbassa come costo e,
quindi, sarà possibile finalmente pensare a incominciare a ridurre
anche l'addizionale IRPEF se cominciamo ad abbassare questo tetto.
Perché non è che basta fare il risparmio, se lo stesso risparmio
noi lo destiniamo ad altra spesa, non credo che ottemperiamo alla
legge nazionale. Per cui, lo Stato li risparmia automaticamente
quando abbiamo fatto la legge che li abbassa del 5 per cento, però
è chiaro che dobbiamo prendere atto che anche noi riduciamo quel 5
per cento.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, noi abbiamo fatto riferimento
all'addizionale IRPEF; allora, io credo, con tabella alla mano,
questi sono i conti che voi ci avete presentato: noi abbiamo 218
milioni per i servizi pubblici essenziali. Da qui poi passiamo ai
32 milioni per il Fondo rischi e siamo a 250 milioni, più 33
milioni dell'articolo 32.
Ora, a me sembra che questa sia la questione del vaso di pandora,
dicevamo prima, nel senso che, lo diceva prima pure il collega del
Movimento cinque Stelle, siamo certi che queste riduzioni possono
esserci? Perché così, dai conti fatti, noi abbiamo un buco di 326
milioni che sono l'addizionale IRPEF o come sui risparmi. Abbiamo
introito 270 milioni di euro, quindi, Assessore, se per favore ci
spiega questi soldi dove li prendiamo, perché così concepiti sembra
assolutamente fittizio.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io mi
riallaccio a quello che è stato detto opportunamente dall'onorevole
Ciaccio ed anche da quello che è stato sostenuto dall'Assessore
Agnello e dallo stesso Presidente della Regione.
Fermo restando che noi dobbiamo credere sulla parola a ciò che
dice il Governo, con riferimento all'intesa che sarebbe stata
raggiunta in sede di Conferenza per i rapporti Stato-Regione con
riferimento ai 25 milioni di minore compartecipazione della Regione
all'equilibrio della spesa sanitaria.
Mi chiedo: se l'intesa è stata raggiunta ed è formalmente
dimostrabile da parte del Governo come ha sostenuto e se abbiamo
la certezza di pagare 25 milioni in meno, cioè di erogare per
l'equilibrio della spesa sanitaria 25 milioni di meno, a cosa serve
il comma terzo dell'articolo 8 che invece paventa che questa intesa
possa non essere applicabile, paventa che questi 25 milioni di
partecipazione alla spesa sanitaria, invece, debbano essere erogati
e li prende dalla maggiorazione Irpef che con il comma terzo viene
disposto.
Questa contraddizione, dal punto di vista tecnico e dal punto di
vista politico, il Governo è in grado di poterla spiegare e poterla
risolvere all'Assemblea? Altrimenti, c'è una contraddizione tra il
primo e il terzo comma dell'articolo 8.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non capisco perché
i miei colleghi si meravigliano o facciano delle contestazioni. Ciò
che è concesso al Governo Renzi a livello nazionale, non vedo
perché non debba essere concesso al Governatore Crocetta. Quando
Renzi o altri primi ministri parlano delle finanziarie che sono
così, che poggiano in maniera aleatoria le entrate che non ci sono,
poi ci sono i provvedimenti di salvaguardia E quali sono Se nel
caso che non si dovesse realizzare poi aumentano le accise della
benzina, aumentano le altre cose.
Qui siamo in presenza della stessa cosa. Non c'è l'intesa Stato-
Regione. C'è una discussione su ipotetici tagli che si potrebbero
fare e quindi ci vuole la norma cautelativa.
E' ovvio che è così. Ditelo e basta Non è uno scandalo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vorrei ricordare agli onorevoli
colleghi che i tempi sono contingentati, quindi di fare attenzione
al tempo che usate, non vorrei trovarmi in difficoltà.
FALCONE. Signor Presidente, ne siamo convinti e velocemente
cerchiamo di essere telegrafici. L'articolo 8 è un articolo
rilevante. Assessore, sostanzialmente cosa stiamo facendo? Stiamo
enunciando un obiettivo del Governo. Realizzeremo 25 milioni di
risparmio nella compartecipazione sanitaria.
Assessore Agnello, la mia preoccupazione è che quest'articolo
cozzi con un disposto costituzionale che è il quarto comma
dell'articolo 81; nel senso che noi abbiamo fatto una mera
enunciazione, ma di fatto non abbiamo creato, determinato una
autorizzazione di minore spesa, cioè non abbiamo scritto una norma
con cui si riducono determinato spese, lo abbiamo soltanto
enunciato. E prova di questa enunciazione è la clausola di
salvaguardia, clausola di salvaguardia che trova i soldi in un vaso
di Pandora che è la famosa addizionale Irpef e Irap, secondo la
quale noi abbiamo già, dovremmo avere appena circa 326 milioni per
il 2014.
In effetti, nel 2013 ne sono entrati meno di 275 milioni. Nel
2014, secondo gli indicatori finanziari ed economici si prevede che
ne entreranno di meno e per il 2014 noi abbiamo già speso 218
milioni di euro, come diceva l'onorevole Figuccia, per i trasporti
marittimi e il trasporto pubblico locale; 32 milioni di euro li
abbiamo spesi per quanto riguarda il fondo salva rischi, che
salvaguarda gli equilibri di bilancio, 33 milioni di euro li
abbiamo appostati all'articolo 32 e altri 25 li stiamo appostando
qua in quest'articolo.
Secondo me quest'articolo rischia un'impugnativa per chiara
violazione dell'articolo 81, comma quarto, della Costituzione, alla
luce della sentenza di venerdì scorso, la n. 224 del 2014, nei
confronti della provincia di Bolzano.
Assessore, la legge questa sentenza; è illuminante, mi creda.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente onorevoli colleghi, durante l'esame in
Commissione bilancio abbiamo avuto sia l'assessore Borsellino che
il Direttore Sammarzano e ci hanno detto in maniera molto chiara ed
esplicita che - era il giorno prima - l'indomani mattina ci sarebbe
stato un tavolo nazionale per fare la verifica rispetto ai 108
milioni di euro.
E' ritornata la sera la dottoressa Borsellino con le carte alla
mano, dalle quali la Regione siciliana ha ottenuto - unica Regione
in Italia - la possibilità che poteva utilizzare 25 milioni di euro
come fondo extra budget sanitario, a condizione, ovviamente, che
poi nel 2015 non sarebbe più stati 108 milioni, che sono stati
totalmente liberati, ma solo 25 milioni sotto forma cautelativa,
dopo un confronto e un rendiconto.
Quindi, rispetto alle cose che ci siamo detti, l'articolo può
essere approvato per il semplice fatto che ha avuto il via libera,
certificato, dal Ministero della Salute, e certificato una volta
tanto con lode, considerato il fatto che la Regione siciliana è
stata tra le pochissime regioni autorizzata a fare questo.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ricordo
benissimo che nella finanziaria di gennaio, nella parte che
riguardava la materia trasporti, quindi CPL e marittimi, queste due
categorie, si faceva riferimento appunto al risparmio, dell'extra
gettito Irap, Irpef una parte di queste somme doveva essere
destinata se non c'erano le possibilità, da questo capitolo.
Le volevo ricordare questo, signor assessore, ma ora stiamo
facendo una aggiunzione di altri 33 milioni di euro, quindi,
bisogna vedere se con il totale di questa sommatoria rientriamo
nelle spese.
AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ho qui la relazione e la deposito agli atti. E a conferma
di quello che si è detto, e che ha detto anche l'onorevole Leanza,
volevo leggere la parte conclusiva della relazione del tavolo
tecnico che si è svolto giorno 17.
Al fine tutelare in ogni caso il pieno trasferimento delle
risorse al servizio sanitario regionale valutando che la Regione
debba, con riferimento di ulteriore spazi fiscali liberatosi nella
riunione odierna 101 milioni, rendere indisponibili 25 milioni di
euro in entrate fiscali regionali subordinati al loro equilibrio,
all'esito della verifica del conto consuntivo relativo al 2014 e
alla valutazione positiva dei progetti obiettivo. La clausola di
salvaguardia, come detto, viene fatta esclusivamente su questi 25
milioni, ma non perché riteniamo di doverli fare, ma perché
rientrano negli accordi presi.
Ma a tutela di questo l'assessorato alla salute ha già garantito
il pieno soddisfacimento e il raggiungimento di questi obiettivi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati degli
emendamenti soppressivi a firma dell'onorevole D'Asero, e
precisamente gli emendamenti 9.1, 9.2, 9.3 e 9.4.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.5 a firma dell'onorevole Zito.
ZITO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, cittadini,
l'emendamento è di una semplicità estrema. Come vedete, nel comma
che si va a sostituire, è previsto che tutto venga normato tramite
decreto assessoriale.
Vorrei ricordare che per quello che riguarda il settore socio-
sanitario, in tutta Italia è normato con legge. Noi, come al
solito, vogliamo fare sempre in altro modo, la strada dei decreti
assessoriali, degli atti amministrativi.
Da quando sono qui in Assemblea ho notato una cosa particolare, ma
prima di parlare di questa cosa vorrei citare un film uscito da
poco intitolato La mafia uccide solo d'estate ; è un film, però
noi alla Regione siciliana potremo parlare di una telenovela.
I decreti escono solo durante i festivi , perché i decreti che
uno si ritrova calati dall'alto escono sempre nei periodi più
particolari, e poi vediamo che ci sono cose assurde e noi non
possiamo intervenire. Siccome la materia è molto delicata, siccome
parliamo di centinaia di milioni di euro, perché vorrei ricordare
che è circa il 3% del Fondo sanitario nazionale che non viene
erogato proprio perché ancora non esiste un Fondo sul socio-
sanitario, abbiamo una bella fetta di denaro che ci viene a
mancare. Allo stesso tempo noi non diamo servizi per quanto
riguarda il socio-sanitario, quindi è qualcosa di imprescindibile.
Questo emendamento intende riportare questo articolo nella
normalità dello Stato italiano, si deve normare con legge e non con
decreto.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io non
vedo la ragione di questo articolo. Condivido l'emendamento
presentato dal capogruppo D'Asero e dai colleghi per la
soppressione di questo articolo.
Vorrei ricordare che già esiste un decreto ed un protocollo
interassessoriale approvato già nel 2011 e non si comprende bene
perché si debba tornare a normare su una materia che già è
disciplinata per legge. Se già il tema della definizione di un
sistema unico di accreditamento non può essere oggetto di una
finanziaria, vi è già un D.P.C.M. del 2011 che può essere e deve
essere applicato, e l'integrazione socio-sanitaria significa
proprio che due assessorati e che vi è una parte che riguarda
l'Assessorato famiglia e una parte che riguarda, nell'erogazione
delle prestazioni e quindi della disciplina sia delle case di
riposo che delle R.S.A. l'Assessorato sanità che è già normato per
legge. Non si comprende bene la ragione per la quale
necessariamente debba essere inserito in finanziaria un articolo
che non ha motivo di esistere, perché evidentemente c'è, oppure
perché ci deve essere necessariamente un fondo solo sanitario, solo
per quelle strutture che sono state già accreditate. Vogliamo
creare dei monopoli, vogliamo distruggere il privato sociale, non
vogliamo erogare i servizi? Qui c'è una legge, che è la 328, che
stabilisce le modalità di erogazione per quanto riguarda le
prestazioni socio-sanitarie e un D.P.C.M. interassessoriale. Io
vorrei che l'Assessore ci spiegasse la ragione di emanare un nuovo
decreto interassessoriale.
Il Governo, l'Assessorato sanità, deve sostanzialmente e solamente
stabilire quali sono i criteri di ripartizione, non serve altro,
per cui chiedo al Parlamento, visto che il collega D'Asero non ha
ritirato l'emendamento, di votare l'emendamento soppressivo e,
qualora questo non fosse possibile, chiedo di accantonare questo
articolo per fare una seria riflessione, perché non è possibile che
entrano in finanziaria articoli che non hanno motivo di esistere.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, l'onorevole D'Asero lo ha già
ritirato.
GRASSO. L'onorevole D'Asero ha ritirato l'emendamento soppressivo
dell'articolo 9?
Scusate, io avevo capito l'articolo 8, pensavo che il 9
l'onorevole D'Asero non l'aveva ritirato.
PRESIDENTE. Credo di essere stato abbastanza chiaro.
GRASSO. Signor Presidente, vista l'assenza dell'assessore alla
Salute, si potrebbe accantonare e ci spieghi l'assessore la
ragione, la ratio di questo articolo, la necessità della sua
approvazione quando già esistono delle norme e, ripeto, un DPCM
emanato nel 2001 e mai recepito in Sicilia e la legge 328 che
stabilisce le quote di partecipazione dei rispettivi assessorati.
Dov'è la ragione di istituire un sistema unico di accreditamento
dei soggetti?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi vorrei precisare che stiamo
parlando dell'emendamento 9.5, a firma dell'onorevole Zito, perché
gli altri sono stati ritirati.
Per quanto riguarda le perplessità appena espresse dall'onorevole
Grasso mi è stato comunicato che a breve sarà qui l'assessore
Borsellino che potrà, quindi, darle le spiegazioni dovute.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, in
realtà l'assenza di entrambi gli assessori competenti per materia
con riferimento a questo articolo, l'assessore alla Salute e
l'assessore della Famiglia, autonomie locali e della funzione
pubblica, rende improbo l'impegno che i colleghi fino a questo
momento hanno profuso.
PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo, l'assessore Valenti è qui. Diciamo
come stanno le cose.
IOPPOLO. Ha ragione, chiedo scusa, e chiedo scusa all'assessore
Valenti.
Devo dire di essere sostanzialmente d'accordo con l'impostazione
che tende a fondere, per quanto riguarda almeno i livelli minimi di
assistenza, l'erogazione delle prestazioni sanitarie e di quelle
assistenziali: è un obiettivo che il legislatore nazionale come
prima opportunamente ricordava l'onorevole Grasso, ha perseguito
già da molti anni ma con riferimento ai quali la Regione siciliana
è stata assolutamente muta e inadempiente almeno fino alla
promulgazione della Legge 5 del 2009, che opportunamente introduce
il principio ma che nella realtà non ha poi trasformato questo
principio in comportamento operativo.
Credo che tutti sappiano il perchè dentro quest'Aula e molti al di
fuori di quest'Aula, perché mantenere la possibilità di agire, di
operare su due fondi distinti e separati, ha consentito
sostanzialmente che rimanessero in vita due Dipartimenti, una parte
delle quale non aveva alcuna ragione di esistere; sostanzialmente
con questa norma si introduce il Fondo unico, che è una norma che
era stata già approvata nella Finanziaria dell'anno scorso e che
era stata impugnata dal Commissario dello Stato. Quella norma non
prevedeva quel che questa norma si sforza in parte di prevedere, le
modalità esecutive e le modalità operative di impiego.
Qui il problema non è soltanto quello di costituire o meno il
Fondo unico, il problema è finalmente per la Regione siciliana ed
il Governo è assolutamente in ritardo e fortemente inadempiente,
una gestione unitaria dei servizi socio-assistenziali e sanitari,
essendo inscindibile una parte dell'assistenza socio-assistenziale
in relazione a quella sanitaria e viceversa. Però ha ragione, ne
abbiamo dibattuto in Commissione Sanità e lo ricorderà l'onorevole
Zito e tutti i componenti, l'emendamento presentato dall'onorevole
Zito, il quale dice: però noi dobbiamo sottrarre alla potestà
regolamentare e amministrativa della Giunta Regionale di poter
emettere decreti interassessoriali, ed invece, come prevede tutta
la legislazione nazionale, e quella delle altre Regioni, prevedere
per legge dell'Assemblea Regionale Siciliana, le modalità esecutive
della norma che stiamo esaminando.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
problema riguardante l'articolo 9, il Governo l'abbia posto perché
c'è un problema di somme che noi perderemmo da parte dello Stato se
non attiviamo immediatamente l'integrazione socio-sanitaria. E sono
parecchi milioni.
Il problema qui è politico, ed è quello di capire, secondo quello
che dice l'onorevole Zito, se possiamo trovare una soluzione per
far sì che la norma prevista in finanziaria possa essere meglio poi
recepita da parte del Parlamento, o con un voto, anche vincolante,
da parte della Commissione per evitare di perdere queste somme,
anche perché credo che era giusto e doveroso, così come avevamo
chiesto molte volte, già da un anno, che questa norma fosse stata
presentata come disegno di legge in Commissione.
Così non è stato e quindi ora ci troviamo con i ritardi da parte
degli assessorati, che non hanno praticamente esitato il disegno di
legge.
Oggi però il Parlamento si trova di fronte ad un bivio, di non
perdere le somme previste dallo Stato - perché se non c'è la norma
sicuramente perdiamo delle somme - oppure trovare soluzioni idonee,
perché il Parlamento venga coinvolto nella scelta di questa norma,
che non può essere sicuramente lasciata solo ad un decreto
assessoriale. Si potrebbe prevedere anche un parere della
Commissione, io spero che il Governo possa fare un'apertura in modo
da andare avanti su questa norma che possa non farci perdere ancora
ulteriori somme.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, comprendo il ragionamento che fanno i parlamentari
rispetto alle questioni di iniziativa legislativa.
Ci sono tante questioni che attengono la possibilità di una
programmazione, di leggi però, quando poi andiamo sulle singole
questioni, non è poi così anomalo il comportamento del Governo
regionale. Perché noi sappiamo che anche a livello nazionale si
ricorre alla finanziaria per inserire anche cose che si vogliono
fare entrare veloci nella vita del Paese, che essi ritengono
particolarmente centrale. È un'occasione per accelerare percorsi
legislativi, così come a livello nazionale, per esempio, è previsto
un istituto che non c'è qui, che è il decreto legge ed il fatto che
entro 90 giorni poi diventi legge a tutti gli effetti.
Però, a volte il meglio è nemico del bene, noi non possiamo essere
l'unica Regione italiana che non ha fatto l'integrazione socio-
sanitaria. Ritengo che sia assolutamente necessario, anche per
accedere a quei fondi che il Ministero della Salute ci taglia, sono
39 milioni che ci permetteranno di avviare i percorsi di
integrazione socio-sanitaria, e nessuno ci vieta di lavorare
insieme, Governo e Parlamento, per fare una legge che diventi
applicativa di questo.
Consideriamola una norma programmatoria, che introduce il
principio e ci consente di accedere ai fondi immediatamente.
Per il resto lavoriamo insieme, però se ogni volta rinviamo a
dopo, le riforme non le faremo mai.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
sarebbe opportuno un subemendamento solo per il parere della
Commissione, per i decreti interassessoriali non si instaura
l'attività di Governo. Io ritengo che il Governo debba presentare i
suoi, quindi prima della votazione presenti un subemendamento in
tal senso e risolviamo il problema.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto
all'emendamento 9.5, all'inizio da una veloce lettura avevo detto
che ero d'accordo. Oggi, anche se dovessimo subemendarlo con la
proposta dell'onorevole Formica, non concluderemmo nulla perché di
fatto quella proposta è interamente contenuta nel comma che dovremo
sopprimere.
Siccome ci sono tre disegni di legge, io dico ai colleghi del
Movimento Cinque Stelle di approvare l'articolo così com'è, nel
frattempo in Commissione si lavora sui disegni di legge, se ci sono
del Governo, o comunque quelli dei commissari, e finalmente
attiviamo l'integrazione socio-sanitaria che tanti problemi sta
dando ai comuni, agli utenti e agli operatori.
Non più tardi di venerdì c'è stato l'incontro con l'ANCI per
quanto riguarda alcune problematiche che dipendono in qualche modo
dalla sanità e che nessuno riesce ad incanalare in un disegno
organico. Ritengo opportuno, quindi, se si vuole votare contro per
quanto ci riguarda questo emendamento, nonostante nella sostanza
possiamo essere d'accordo, andare ad una nuova legislazione, e
penso che la Commissione VI ha perso tempo a farla, considerato che
ci sono tre disegni di legge abbastanza completi su questa materia,
però attiviamo intanto l'integrazione socio-sanitaria, e solo con
questo articolo si può avviare.
Oltre tutto abbiamo avuto assicurazione dall'Assessore Borsellino
di un ampliamento della platea rispetto al DPCM in modo tale da
potere consentire anche ai comuni di poterli sgravare di qualche
spesa che in questo momento è eccedente.
Quindi io ritengo che questo sia un punto essenziale di questa
finanziaria e che va votato, fermo restando che abbiamo bisogno di
una legge organica, ormai è passata tanta acqua sotto i ponti dalla
legge n. 22, e penso che la Sicilia debba ritornare ad essere la
Regione riformatrice e fare una legge importante anche rispetto
all'integrazione socio-sanitaria, e comunque ad un welfare di cui
abbiamo assolutamente bisogno.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non riesco a
comprendere perché si dovessero perdere risorse se non si approva
l'articolo così com'è. Il comma 3 dell'articolo 9 secondo il quale
con un decreto interassessoriale da emanarsi io sostengo - ed è già
agli atti - che già esiste un decreto interassessoriale, un decreto
del 2011 stabilisce secondo quanto previsto dal DPCM, mai recepito
in Sicilia, quali sono le quote a carico della sanità e quali
quelle a carico dell'Assessorato alla famiglia.
Da premettere che questa è una materia che riguarda più
l'Assessorato alla famiglia che l'Assessorato alla sanità e che
esiste una legge, che è la legge n. 328, che sostanzialmente eroga
queste prestazioni.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo al
Presidente Crocetta. Durante i lavori l'Assessore regionale alla
sanità aveva prospettato l'esigenza di integrare questo articolo
per dare maggiore chiarezza e maggiore funzionalità, tenendo conto
ci sarà una novità in questo settore. Diciamo che tutto ciò fino a
ieri è stato di competenza dell'Assessorato alla famiglia, e si
introduce un nuovo sistema che andrà ad essere governato dalla
sanità. Quindi costi ed altre cose.
Se il Governo è soddisfatto di questo articolo così com'è scritto,
andiamo avanti perché l'idea c'è, se il Governo ritiene di
accantonarlo e di presentare domattina un sub emendamento per
aggiungere le cose di cui aveva fatto cenno l'Assessore, ovviamente
credo che potrebbe essere funzionale. Se il Governo ritiene di
andare avanti, andiamo avanti, votiamo, noi siamo d'accordo su
queste cose e le abbiamo sostenute.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il Governo ha inserito la competenza congiunta tra
l'assessorato alla Famiglia e l'assessorato alla Salute perché
ritiene che la fascia dell'integrazione socio sanitaria sia quella
fascia di sovrapposizione che unisce e separa la sanità
dall'assistenza, come se noi avessimo due cerchi che si intersecano
ed una parte è comune. E' ovvio che oggetto della programmazione
non potranno che essere i due assessorati, ma è anche ovvio che poi
le Commissioni competenti - chi ha proibito mai che le Commissioni
competenti entrassero in discussione, entrassero in relazione
dell'attività di Governo - debbano fare il loro lavoro.
Non mi pare che il Governo le abbia mai escluse, non fa parte ne
del Parlamento ne del Governo. Insisto, introduciamo finalmente
questo concetto di assistenza socio-sanitaria per introdurre un
principio di modernità ed efficienza. Ci sono comuni che
attualmente non riescono più a pagare le rette per i disagi
psichici e per tante altre cose, ed allora consentiamo di poter
fare un intervento oggi sostitutivo ed immediato, se dopo la
vogliamo rendere bellissima questa legge, per carità, le leggi
bellissime le aspettiamo tutti Ma siccome per una legge bellissima
ogni volta passano sei, otto mesi, un anno, non credo che ci
possiamo permetterci il lusso di rinviare ancora l'entrata in
Sicilia dell'assistenza socio sanitaria. Facciamo la legge e poi
nel frattempo la si migliorerà, ci sarà un tocco maestro, però nel
frattempo non bloccatela. Mi appello veramente al vostro senso di
responsabilità, non bloccate una cosa così importante, in nome
sempre del meglio, il meglio si costruisce ogni giorno, questa
finanziaria introduce le cose che ci danno immediatamente accesso
al credito di migliaia di euro e permettere immediatamente di
avviare la politica bene; bisognerà acquistarla, una volta avute
quelle risorse, chi impedisce al Parlamento di disciplinarla? Lo si
faccia, ma non si rinvii ancora ad un'altra legge e ad un'altra
legge, ai passaggi infiniti delle Commissioni, ai migliaia di
emendamenti, siamo tutti per la semplificazione, ma di fatto non
facciamo altro che mettere sempre blocchi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.5. Il parere del
Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 10.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole D'Asero
l'emendamento soppressivo 10.1.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si Passa all'emendamento 10.2 a firma dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Mi rimetto alla valutazione del Governo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 10.3, a firma dell'onorevole
Falcone.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo soltanto
aggiungere, in questo emendamento, la possibilità di potere
eventualmente di questo articolo, dei dodici milioni che sono
stati destinati ai minori
PRESIDENTE. Ma sono stati già bocciati. I due emendamenti sono
stati già bocciati. Stiamo votando l'articolo.
FONTANA. Volevo aggiungere una considerazione, anche in relazione
al fatto che il Governo nazionale ha destinato i fondi per
l'assistenza e l'accoglienza dei minori; volevo aggiungere, se era
possibile, che una parte di queste risorse siano destinate ai
debiti pregressi per quanto riguarda l'assistenza ai minori. Dal
2009 ad oggi, infatti, non sono state pagate le relative rette
dell'accoglienza ai minori. Una parte di queste risorse che sono
destinate al 2014 - considerato che il Governo nazionale ha già
destinato risorse per questo tipo di accoglienza e, quindi,
probabilmente, resteranno risorse non utilizzate - se è possibile,
si potrebbe invece pagare il pregresso.
Ecco, questo chiedevo: se era possibile emendare anche questo
articolo in questo senso.
PRESIDENTE. Onorevole Fontana, come le avevo già spiegato, siamo
già in fase di votazione. Presentare adesso un emendamento caso
mai è una sua considerazione.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il Governo dice da molti mesi che ci darà i soldi per i
minori però fino ad ora non c'è stata nessuna decisione legislativa
e, salvo buone dichiarazioni, noi questi soldi non li abbiamo visti
e molti comuni stanno pure fallendo su questa accoglienza degli
immigrati, quindi, aspettiamo.
Nella discussione che abbiamo fatto, addirittura, ci hanno detto
di non mettete soldi in più perché li metteremo noi questi soldi
sia per gli arretrati che per
Noi, in ogni caso, intendiamo aiutare i comuni e valuteremo la
possibilità, in attesa di queste benedettisime decisioni del
Governo, perché il Governo a noi dice che ci darà i soldi, ai
comuni, però poi contestualmente dice che li vuole dall'Europa. Nel
frattempo, i comuni invece falliscono ed hanno questa emergenza
immigrazione terrificante.
Ritengo che il tema vada affrontato seriamente con il Governo e
non può essere più lasciato né alle Regioni né ai comuni. Però,
onestamente, il capitolo così com'è e la legge così com'è non
consente di fare qualsiasi prospettiva. In relazione a come si
comporterà il Governo, quindi, metteremo, faremo il bando perché è
chiaro che non vogliamo lasciare tutti questi comuni in difficoltà
e soprattutto tanti ragazzi che svolgono attività di volontariato
da anni.
Addirittura, ci sono comunità di ricovero dei minori immigrati
dove, praticamente, questi ragazzi si tassano e non riescono a
ricevere un centesimo. Non è una cosa sopportabile ma onestamente
abbiamo previsto di intervenire.
Confidiamo nelle buone parole del Governo però vorremmo che si
trasferissero, magari si trasformassero in un decreto legge, in una
legge, speriamo presto, questa cosa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11.
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 11.1, da
parte dell'onorevole D'Asero.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.2
ALONGI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 11, con l'emendamento a firma del Gruppo del Nuovo
Centro Destra, dove chiediamo l'aumento da 14 milioni di euro a 18
e duecento milioni di euro.
Perché questo articolo? La motivazione è molto semplice.
Lei sa e l'Aula sa benissimo che oggi i Comuni, in modo
particolare, che hanno l'obbligo, per i dei disabili psichici del
ricovero presso le comunità, ne rispondono penalmente in prima
persona.
Ci sono Comuni, in questo minuto, che avendo più soggetti,
specialmente i Comuni piccoli, non riescono a far quadrare i loro
bilanci.
Questo crea non pochi problemi, quindi, ritengo e penso che sia
importante che questo emendamento riceva il parere favorevole del
Governo e possa essere votato favorevolmente dall'Aula.
Approfitto anche dell'arrivo dell'Assessore Borsellino in Aula, di
cui conosco l'impegno e tutta l'energia che mette nella sua azione
quotidiana.
Credo che sulle qualità dei disabili psichici dovremmo ripensare
un modo nuovo, in questa terra di assistenza, cioè nel senso che
bisogna ripensare di calare questo, assessore; penso sia importante
ripensare questo intervento, non più su questo capitolo, ma su un
capitolo molto più ampio che è quello della sanità.
Questo credo che sia il vero problema perché i disabili psichici
sono soggetti che sotto l'aspetto sanitario vanno curati e non sono
dei derelitti da tenere a casa.
Quindi, ritengo ed è importante, Governatore Crocetta, si assuma
questo straordinario impegno, anche l'assessore, perché, su questo
tema, dove parliamo di malati , ricevano le stesse cure, la stessa
attenzione che diamo ai malati in ospedale.
Questo credo che sia un atto morale, importante, umano e solidale
e credo che su questo non bisogna fare passi indietro.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi,
sinceramente, quando abbiamo pensato all'integrazione socio-
sanitaria, abbiamo pensato proprio alla riforma che attiene ai
ricoveri dei malati soprattutto con disagio psichico o delle
persone con disagio psichico che non necessariamente siano malati.
Il concetto di malato, infatti, è un concetto molto largo.
C'è chi ha un piccolo disagio, chi ce l'ha più grande, chi ce l'ha
occasionale, chi ce l'ha costante. Così come in tutte le malattie
e, quindi, cronicizzare e ridurre sempre alla malattia qualsiasi
forma di disagio non credo.
L'integrazione socio-sanitaria, a questo punto, ha proprio questa
base.
Onestamente, non c'è bisogno di implementare questo capitolo. Dopo
avere approvato la norma sull'integrazione socio-sanitaria, non
abbiamo bisogno di implementare questo capitolo. Già questo
capitolo va a ricoprire un modo tradizionale di risolvere.
Capisco che molte di queste comunità fanno anche un lavoro
egregio. Vi si trovano fratelli, sorelle, madri, padri, ma la
persona che è portatrice di un disagio psichico, ha bisogno solo di
una madre, di un padre o a volte ha bisogno di un medico, di un
analista?
E' questa la riforma che dobbiamo fare, ma le dico che un
incremento, a questo punto, non troverebbe copertura finanziaria.
Però una raccomandazione si trova a riferimento nel fatto che,
attraverso le risorse e la integrazione socio-sanitaria, dobbiamo
destinare più risorse a questo aspetto.
Io sono stato sindaco, come diversi di voi, e so benissimo cosa
vuol dire avere a che fare con una persona a cui dobbiamo fare il
TSO, poi la dobbiamo mandare in una comunità alloggio, poi, magari
vorrebbe lavorare, vorrebbe trovare una forma di integrazione
sociale diversa. Tutta una serie di questioni che dobbiamo
impregnare dentro una cultura che metta l'uomo al centro dei
valori.
La sanità, la dignità dell'uomo, quando parliamo dell'assistenza,
non dobbiamo parlare di assistenza quasi fosse una forma di carità
così impropria, carità non in senso evangelico che è amore ma quasi
di compassionevoli trattamenti. Dobbiamo incardinare in un sistema
di diritti, per cui, sostanzialmente, la pensiamo allo stesso modo,
però, sinceramente, evitiamo, e non troverebbe copertura
finanziaria.
Siamo d'accordo; abbiamo approvato l'articolo sulla integrazione
socio-sanitaria che già prevede queste cose, molto più
semplicemente discutiamone con l'Assessore e vediamo immediatamente
se riusciamo ad essere efficaci, anche su questo fronte perché
dobbiamo riformare profondamente quel sistema di assistenza.
PRESIDENTE. Grazie, signor Presidente. Alla luce di queste
considerazioni, onorevole Alongi, mi sembrava volesse dire
qualcosa.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, capisco e comprendo che mancherebbe la
copertura finanziaria, però il patto che oggi qui, in una seduta
pubblica, il Governo si assume è un impegno anche con l'Assessore
per la Salute e per noi questo è un patto d'onore - lo chiamerei -
perché credo che ancora il patto d'onore esista.
E' chiaro che noi, su questo tema, Presidente Crocetta, Assessore
Borsellino, faremo la nostra parte, saremo pungulatori, saremo
attenti, vigilanti su quello che è un tema particolarmente delicato
e importante. Quindi auspichiamo e siamo certi che da qui alla fine
dell'anno troviate e troviamo insieme, un percorso che dia risposte
alle famiglie, speranza a questi ammalati. Questo è quello che
chiediamo.
Per quanto mi riguarda, quindi, la ringrazio per la totale
condivisione, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Aloni, le rifaccio la domanda: lo ritira?
ALONGI. Dichiaro di ritirare l'emendamento 11.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, lei ci ha spiegato
correttamente che siamo in discussione sull'articolo 11; io
sull'articolo 11 sto intervenendo e le vorrei ricordare che noi,
come Forza Italia, ci siamo fatti promotori della presentazione di
un emendamento e non so se l'ha individuato, signor Presidente, è
l'11.4.
PRESIDENTE. Si, quando ci arriveremo. C'è prima l'11.5.
MILAZZO Giuseppe. Siccome insisto, voi ci avete abituato che si fa
un ragionamento complessivo sull'articolo 11. Il dottore Di
Gregorio mi è testimone e dice si, quindi, signor Presidente, lei
mi vuole frenare.
PRESIDENTE. Assolutamente, me ne guarderei bene. Prego, vada
avanti.
MILAZZO Giuseppe. Allora, onorevole Presidente della Regione,
buonasera, intervengo per la prima volta. Vedo che le brillano gli
occhi quando parlo io, Presidente, allora, le vorrei ricordare una
cosa: lei sa la simpatia che nutro nei suoi confronti, non so nella
diretta arriva, Presidente, faccia finta che in questo momento in
Aula non c'è nessuno. Lei si apra al confronto con l'onorevole
Milazzo. Vorrei ricordarle alcune cose.
Al di là dei passi biblici, onorevole Presidente, in cui lei è
bravo, ma lei sa che io sono pronto a replicare con altrettanti
passi biblici, ma non è il momento, scherzi a parte, onorevole
Presidente, ritengo che l'emendamento che porta come primo
firmatario il mio Presidente di Gruppo parlamentare, è un
emendamento di ragionevolezza.
Ora le darò due motivazioni e lei alla fine, sono convinto, che
quando il Presidente esprimerà la famosa formuletta il parere del
Governo , dirà favorevole . Intanto, per un primo passaggio,
signor Presidente. Lei dovrebbe richiamare l'Assessore Agnello. Io,
da Presidente della Regione, vorrei essere ascoltato perché poi
quando c'è la formuletta, il Presidente non ha ascoltato quello che
ho detto e dice contrario . Ed io, l'onorevole Falcone, e tutto il
Gruppo di Forza Italia, avremmo dispiacere di questa cosa. E poi,
siamo come i bambini monelli e scarabocchiamo i muri.
Allora, il punto è questo, onorevole Presidente, ovviamente hanno
bisogno dell'affetto come dice lei, di fratelli, di sorelle, i
passi biblici, tutto quello che vuole lei, però io che ho avuto
l'onore di partecipare ai lavori della Commissione Bilancio, ho
avuto modo di ascoltare quello che la dottoressa Pullara, in
qualità di Direttore generale, ha esplicitamente detto
sull'articolo 10 e 11, che i fondi non sono, rispetto alla domanda,
sufficienti.
La Commissione, possiamo presentare noi un emendamento con cui
licenziamo la dottoressa Bulgara per alto tradimento. Però vorrei
ricordare al presidente Dina, che è sempre saggio nelle sue
mediazioni, che a tal proposito, assunse l'impegno a nome di tutta
la Commissione di provvedere, così fu, testuali parole, a questo
vuoto di risorse, questa integrazione di risorse, previo
emendamento di tutta la Commissione in Aula. Bene, questo non è
avvenuto.
Allora, cosa dico, signor Presidente? Non dico di integrare venti,
dieci milioni, nemmeno unmilione e seicentomila euro, ma un segnale
di ulteriore attenzione, rispetto all'impegno che il Governo, la
Commissione ha assunto, questo noi lo possiamo dare.
Un segnale lo dobbiamo dare: aumentiamo almeno di mille migliaia
di euro, cioè di un milione, presidente Crocetta, così anche lei un
segnale di buon senso lo da e certamente ne esce bene il Governo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Mi corre l'obbligo di ricordarvi che i
tempi sono contingentati, per cui cercate di utilizzare il tempo;
non vorrei trovarmi in difficoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, presidente Crocetta, in realtà, solo
due minuti, non si allontani, solo per questi due passaggi.
Devo dirle che già noi a partire dall'articolo 10,
sull'integrazione socio-sanitaria, come Gruppo di Forza Italia,
abbiamo votato positivamente questa linea di indirizzo. Pensiamo e
lo dico da operatore del settore, quale sono stato per tanti anni,
signor Presidente, che sia stato dato un è' una cosa sulla quale
c'è l'opportunità di intesa rispetto ad un mondo che ci sta
guardando che è quello del disagio psichico. Pensiamo, signor
Presidente, che sia stato fatto un passaggio importantissimo
sull'integrazione socio-sanitaria. Finalmente, il dirigente
dell'Assessorato famiglia è vero, ha detto delle cose, a proposito
di questa integrazione socio-sanitaria. Siamo andati incontro a
quell'idea di istituire il capitolo unico in modo da poter
garantire alle comunità con disagio psichico di poter beneficiare
di questa norma.
Lei sa benissimo, presidente Crocetta, come alle disabilità ci si
arrivi per le strade più disparata, una telefonata, un incidente,
talvolta anche un'ecografia di una mamma che scopre di doversi
confrontare con un bimbo che forse non era come l'aveva immaginato,
ma che ,dal momento della nascita, sarà comunque la creatura più
bella, la migliore, la più speciale che potesse prefigurarsi.
E' vero, sappiamo che è stato già compiuto un grande sforzo e che
finalmente con questa norma riusciremo a dare dignità a questa
integrazione socio-sanitaria che la 328 tanto aveva auspicato.
Le chiediamo con questo emendamento di dare un segnale. Non
parliamo di grandi somme. Abbiamo chiesto un milione e seicento
mila euro. Pensiamo e credo di interpretare anche quello che prima
diceva l'onorevole Fontana che questo potrebbe servire a pagare le
rette anche di quelle comunità che di fatto hanno delle spese
pregresse non saldate.
Quindi, presidente Crocetta, mi unisco all'appello del mio collega
e sono certo anch'io che dietro quella parolina magica, come lui la
definiva prima, ci sarà poi un consenso rispetto a questa nostra
richiesta del Gruppo Forza Italia .
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,esattamente due
minuti, anche perché il tempo è contingentato, quindi, non vogliamo
perdere. Voglio specificare ai colleghi che hanno presentato e
all'Assemblea le mie battaglie per quanto riguarda le comunità di
disabili psichici ormai sono riconosciute da tanti anni, quindi
sono al di sopra di ogni sospetto, però non possiamo assolutamente
spogliare questa vicenda, i lavoratori dei consorzi di bonifica da
cui si prendono le risorse.
E quindi ritengo che questo altalenare di compensazioni, dove a
pagare sono sempre i livelli occupazionali, mi sembra assolutamente
poco opportuna.
Per quanto riguarda l'assessore Borsellino e il Presidente
Crocetta, si sono assunti l'impegno che considerato che finalmente
i disabili psichici mi auguro anche con l'integrazione socio
sanitaria possano passare in quella linea sottile che divide questi
due mondi ma che possono diventare anche una parte del sanitario,
io penso che forse qualcosa dal mondo sanitario potranno essere, le
risorse potranno essere trovare senza dover per questo intaccare le
spettanze di altri lavoratori.
BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, volendo rimarcare un impegno che già il Governo aveva
assunto durante i lavori della Commissione Bilancio, posso
confermare in questa sede che l'approvazione dell'articolo relativo
all'integrazione socio-sanitaria apre una prospettiva di
programmazione congiunta anche delle risorse.
Quindi, nella sede dove andremo a quantificare le risorse anche
del fondo sanitario che dovranno essere messe a supporto della
presa dei disabili psichici, per cui al di là delle richieste di
impinguamento, credo che questo a questo punto possano trovare
risoluzione nel decreto interassessoriale voluto dalla norma
appena approvata che ci consentirà anche di utilizzare quote del
fondo sanitario che ci vengono riconosciute a titolo peraltro di
premialità per il solo di avere approvato una norma che consenta
un'integrazione per i
Proprio perché non ci sia più quella dicotonomia tra sanità e
sociale che sino a oggi ha determinato questa situazione a volte di
mancata assistenza in ragione dell'esiguità delle risorse che
provengono che fondo delle politiche sociali che sicuramente non
riescono a rendere in toto ai bisogni complessi di questa
operazione.
Quindi io penso che a queste richieste possa trovare risposta
sicuramente quella sede di programmazione che è quella più idonea
perché ci fa piacere anche se l'entità delle risorse occorrenti.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, in parte l'intervento dell'assessore
ha reso superfluo una parte del mio intervento.
Io volevo sottolineare, appunto, che in sede di commissione
bilancio, in sede di discussione dell'articolo in questione, oltre
che convenire sul fatto che bisognava assolutamente portare quanto
più materia da questa parte del sociale verso il sanitario, proprio
per avere molte più risorse a disposizione per questo settore, ma
soprattutto perchè non si poteva tollerare né si può tollerare che
ci sia la possibilità, e si è visto che c'è questo pericolo, che
non si rispettano appieno e i percorsi di assistenza.
Siccome si mantiene questo settore in capo ai comuni ed essendo le
risorse dei comuni assolutamente insufficienti si correva il
rischio, si corre il rischio che alcuni comuni che hanno risorse e
assicurano questi servizi altri comuni no.
Allora in quella sede si era stabilito che da li all'Aula il
governo avrebbe in qualche modo provveduto ad incrementare questa
quota parte, questi 14 milioni e 800 mila, erano previsti e sono
previsti, perchè ritenuti assolutamente insufficienti.
Il governo, ne prendiamo atto, ha dichiarato qui che in sede di
decreto interassessoriale provvederà a integrarli, ma anch'io
sollecito il governo, vista l'assoluta carenza del capitolo, a
trovare il modo di intervenire anche con un milione di euro che è
un segnale, non sono sufficienti, ma trovare in questa sede, ora,
un milione di euro da integrare sarebbe un bel segnale e
soprattutto sarebbe la prova che il governo mantiene le promesse.
Siccome si trattava di una promessa fatta in Commissione
Bilancio , in sede di approvazione di quell'articolo, sarebbe
opportuno che il Governo lo mantenesse.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, già in
Commissione avevamo rappresentato l'esigenza del rimpinguamento del
capitolo relativo alle comunità alloggio. Devo peraltro
rappresentare che se questa esigenza è reale - io stesso ho
presentato un emendamento - non c'è dubbio che prelevare le
risorse dal capitolo dei consorzi di bonifica, per il quale abbiamo
faticato non poco in sede di Commissione Bilancio per trovare le
risorse, le risorse che abbiamo trovato, ricordo all'Assessore,
non sono sufficienti rispetto alle reali richieste. Ricordo
all'Assessore che la legge a cui fa riferimento il consorzio di
bonifica, di cui fa riferimento il capitolo, che viene ribaltato
nell'articolo 13, altro non sono che le giornate lavorative di
tutti i soggetti precari, e che hanno riguardo alle garanzie
occupazionali. Rispetto alle garanzie occupazionali il Governo ci
ha assicurato, in sede di Commissione Bilancio , che si sarebbe
provveduto, per le risorse mancanti, a un modello di spesa che
avrebbe trovato copertura attraverso le perizie. Quindi già noi con
questo capitolo, che è individuato in questo emendamento, ci
muoviamo con una certa difficoltà. L'Assessore per l'agricoltura,
che è qui presente, ha dato disponibilità in sede di Commissione,
unitamente al direttore generale, e ci auguriamo che questo possa
essere fatto per evitare problemi nel territorio; perché questi
sono gli operatori del settore che provvede all'irrigazione.
Fermare, in questo momento, l'irrigazione attraverso la
preoccupazione della mancata copertura della spesa, significa
creare ulteriore danno a quel settore. Quindi l'emendamento 11.4
che viene proposto dal collega Falcone ed altri - che è
condivisibile, credo, da gran parte di noi - se il Governo vuole
dare un segnale positivo, come io stesso auspico, lo faccia, ma
dando copertura, per esempio, ad altri capitoli, potrebbe essere la
legge 27, la tabella H o altre cose, ma certamente sullo
stipendio delle persone, peraltro precarie, credo che sia
quantomeno non consono. Mi pare, onorevole Falcone, una guerra tra
poveri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, credo
che noi su questo emendamento, lo abbiamo presentato perché
riteniamo che le comunità alloggio per disabili psichici siano allo
stremo. E' chiaro che il nostro sia un emendamento di copertura,
dovevamo trovare una copertura, ed è un modo per chiedere al
Governo attenzione su questo settore che è veramente in ginocchio,
anche e nonostante quello che ha detto l'Assessore Borsellino. Poi
è chiaro, se ci fosse la volontà reale, potremmo trovarli anche in
tanti altri settori, a iniziare dalla ex tabella H , che
quest'anno, lo voglio dire, nel capitolo del bando di tutte quelle
attività ci sono 11 milioni 750mila euro rispetto ai 6 milioni
dell'anno precedente. Però, poiché io credo che anche qua, sui
consorzi di bonifica, stiamo parlando tanto, è la vecchia politica
a mio avviso, lo dobbiamo dire, perché non stiamo dando i soldi ai
lavoratori, questi soldi li stiamo mettendo nella gestione, e qui
dobbiamo dire, questa Assemblea aveva fatto un intervento
legislativo per risparmiare, individuando in 2 consorzi di bonifica
in Sicilia, rispetto agli 11 che vi erano presenti, e anziché
risparmiare, da una previsione della legge 5 di 28 milioni di euro,
siamo passati a 43 milioni di euro. Io spero che su questo non ci
sia poi, come dire, quello che troppo vuole ma nulla stringe,
onorevole Di Mauro.
Sono la gestione, non i dipendenti, onorevole Dina, noi ci siamo
confrontati più volte in questa Assemblea, e più volte lei si è poi
accorto di avere sbagliato. Ciò nonostante io dico, questo
emendamento lo ritiriamo, lasciamo stare le cose come vanno, tanto
è il Governo a prendersi tutte le responsabilità. Noi siamo contro
questa manovra, perché la riteniamo inutile, nociva, ininfluente e
addirittura negativa per questa Sicilia, per cui un emendamento più
o meno, immaginiamoci, hanno la maggioranza, poi su qualche altro
tema un po' più delicato c'è una maggiore convergenza in più,
quindi lo ritiriamo.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, mi è sembrato di capire dal suo
intervento che è disponibile a ritirare il suo emendamento, per cui
faccio la stessa domanda all'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Comunico che ritiro gli emendamenti soppressivi 11.3,
11.4 e 11.5.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11., dell'onorevole Greco Giovanni che
non è presente, e che pertanto decade.
Pongo in votazione l'articolo 11.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'art. 12 che su richiesta del Presidente
Dina viene accantonato.
Si passa all'esame dell'art. 13.
Si passa all'esame dell'emendamento soppressivo 13. 1 a firma
dell'onorevole D'Asero.
D'ASERO. Sull'emendamento 13.1 chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'emendamento sull'articolo 13, che prevede questo ulteriore
stanziamento di 5 milioni di euro per i Consorzi di bonifica, ha un
significato preciso e cioè quello di intervenire per capire come
mai ad oggi i servizi sul territorio dei Consorzi di bonifica non
sono stati sostanzialmente apprezzati da parte degli utenti. Mi
riferisco in particolar modo a quelle che sono le segnalazioni sul
Consorzio di bonifica della Piana di Catania, dove ad oggi c'è una
grande difficoltà nel sistema dell'erogazione dell'acqua per
l'irrigazione.
Ma non è questo il tema. Il tema è se esiste questa impostazione e
se l'assessore all'Agricoltura abbia già un mese e mezzo fa circa
avuto modo, subito dopo il suo insediamento,di individuare un
percorso e di rassicurare la realtà del territorio e quindi gli
utenti pensando e dicendo che c'era già una programmazione che
avrebbe portato a dei risultati e che ad oggi, giustamente, sul
territorio gli utenti, gli agricoltori cercano. E dicono che noi
c'eravamo impegnati in questo percorso, e quindi come possiamo
pensare che potremmo poi anche pagare?
E mi riferisco all'aspetto dei canoni su cui va fatto un
ragionamento; ma quel che più è grave, è che va ad essere
compromessa una produzione perché sul settore c'è scarsa
attenzione, quindi una organizzazione che forse ad oggi andrebbe
meglio vista perché ci sia, almeno sulla realtà del territorio, un
segnale chiaro per dire c'è bisogno di un'ulteriore intervento. Ma
comunque su una realtà che già sta dimostrando di funzionare, non
su una realtà che ad oggi, a vario titolo, non ha potuto consentire
la determinazione di un risultato: è questo uno degli emendamenti
soppressivi, fatto non per motivi strumentali, signor Presidente,
assessori, ma fatto proprio perché sull'argomento si accenda una
lampada e ci sia una presa di coscienza ed una risposta concreta.
Ad oggi, siamo ad agosto quasi, e c'è il problema di una stagione
irrigua inoltrata che di fatto non ha dato ancora nessun risultato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 13.1,
dell'onorevole D'Asero.
Il parere del Governo?
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 13.2.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
proprio su questo emendamento, che è un emendamento che rende
giustizia. Questo è un emendamento di buon senso, perché sposta e
cerca di riallineare la spesa dell'anno precedente al 2014 per
quanto riguarda i cosiddetti precari, ed invece riduce, anche
perché rispetto alla precedente previsione, abbiamo un
sovradimensionamento, per cui di fatto sono sempre soldi che stiamo
sottraendo e mettendo all'interno dei consorzi di bonifica. Stiamo
togliendo dalla gestione, e paghiamo il personale, perché poi da
qui a breve il personale del consorzio di bonifica non riusciremo a
garantirlo. È il personale precario quello più a rischio.
Allora togliere un milione dalla gestione e metterlo nel personale
significa attuare un principio di buon senso, di ragionevolezza e
di garanzia vera dei livelli occupazionali.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.2. Il parere del
Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 13.3. Chiarisco subito che
nella stampa sono saltati i nomi dei firmatari che sono l'onorevole
Leanza e l'onorevole Sammartino.
Il parere del Governo?
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei dare un
parere articolato su questo emendamento che, apparentemente, toglie
al fondo che è destinato ai consorzi di bonifica, esclusivamente
per le garanzie occupazionali, ma attraverso questo emendamento,
che è una parte di un emendamento più complesso, viene consentita
la possibilità di effettuare una transazione con l'Enel, che
metterebbe in ginocchio i consorzi di bonifica e non consentirebbe,
attraverso un pignoramento del valore di 5 milioni, di utilizzare
nessuna delle somme.
Attraverso questo emendamento invece si riesce a coprire la
transazione in modo da consentire l'ordinaria vita del consorzio.
Siamo riusciti ad individuare, in tema di dissesto idrogeologico,
la possibilità di sopperire a questo milione di euro mancante in
termini di garanzie occupazionali, attraverso dei fondi non di
bilancio, cioè delle perizie specifiche che abbiamo già
individuato, proprio per consentire l'ordinaria vita dei consorzi
di bonifica.
Quindi, è un emendamento che apparentemente toglie al consorzio di
bonifica, ma in realtà va visto in collegamento con l'emendamento
congiunto che ne consentirà una vita sotto un altro profilo.
Il parere del Governo quindi è favorevole.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'articolo 13
abbiamo individuato una somma di cinque milioni a copertura degli
stipendi. Adesso c'è un emendamento che riduce di un milione di
euro gli stipendi per pagare una transazione.
Io dico al Governo e ad i colleghi che hanno presentato questo
emendamento che non mi sembra corretto, dopo un'attività che è
stata posta in essere in Commissione Bilancio per fare quadrare i
conti, che si ritorni sempre sui Consorzi di bonifica per pagare le
transazioni. Non è assolutamente possibile
Questi sono stipendi e non vanno toccati. Se il Governo deve
chiudere una transazione, come è giusto che sia, lo faccia con i
fondi di qualche altro capitolo, Tabella H o altre risorse che ci
possono essere, ma certamente non sugli stipendi.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo pienamente
d'accordo con quanto detto dal collega Di Mauro, però volevo
spiegato dall'Assessore tutto il preambolo su come queste somme
vanno a finire da qualche altra parte, perchè non c'è scritto
nell'emendamento. Quindi noi dovremmo stare in fiducia, anche
perché l'emendamento dice soltanto Al comma 1 sostituire le parole
cinque migliaia di euro con quattro migliaia .
L'emendamento più complesso forse è ancora nelle mani del Governo
e non nelle nostre, e non solo per quanto riguarda la transazione
dei Consorzi di bonifica, perchè c'è un emendamento o un articolo
apposito, quindi eventualmente possiamo intervenire là, ma su
questo ci accodiamo a quanto detto dall'onorevole Di Mauro.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Leanza, mi è
sembrato di capire - l'assessore mi corregga se sbaglio - che
l'emendamento 13.3 è collegato con l'emendamento 26.2, dove c'è la
variazione da 2650 miglia di euro a 3650 migliaia di euro ed è lì
che probabilmente trova spiegazione questa deduzione.
Onorevole Leanza mi è sembrato di capire che lo ritira?
LEANZA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Leanza a questo punto apriamo questa parentesi e
ritiriamo anche il 26.2, lo anticipo e quando poi ci arriviamo ce
lo ricordiamo.
Pongo in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 14.
Onorevoli colleghi comunico che all'articolo 14 è stato presentato
dall'onorevole D'Asero l'emendamento 14.1, soppressivo dell'intero
articolo.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 14
Norme per la manutenzione del territorio e del paesaggio rurale
individua ancora altri tre milioni di euro sempre sul comparto agro-
forestale.
Assessore, io ritengo che qua tutti siamo proiettati a sostenere
gli interventi che servono a determinare le cosiddette garanzie
occupazionali e quindi tutti siamo a favore di questo percorso,
però, per evitare che poi sulla stampa nazionale veniamo sempre da
tutti questi grandi e illustri personaggi tacciati di una spesa non
razionale e produttiva. Io chiederei che ci sia in questa direzione
un impegno da parte dell'assessore, affinchè formuli un programma
in cui viene fuori un rapporto tra costo e servizio reso, perché è
tempo di dimostrare che alle garanzie occupazionali, alle risorse
finanziarie consistenti che impegniamo e spendiamo per tutto il
comparto, ci sia poi un risultato e se poi questo risultato possa
essere determinato in condizioni migliori, possa essere determinato
con obiettivi più significativi, possa essere - perché no - anche
elemento di orgoglio per dire che anche i forestali sono diventati
una risorsa e non un peso, questo deve essere l'elemento che deve
caratterizzare il nostro tipo di azione politica.
In questo senso, signor Presidente, l'emendamento soppressivo che
noi abbiamo presentato non vuole essere motivo di ostacolo e
quindi, da questo punto di vista, possiamo anche ritirarlo, ma
determini una inversione di tendenza e una presa di coscienza
perché ci sia una risposta concreta e reale attraverso fatti e non
parole.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, così
come è scritto questo articolo non significa nulla, perché è la
fotocopia della legge già pubblicata in Gazzetta; se le finalità
del Governo sono quelle di dare ulteriori 3 milioni di euro, si
deve scrivere come nell'articolo precedente che c'è questa volontà,
e per ora con questo articolo di legge si dice che dobbiamo dare 3
milioni di euro per le finalità dell'articolo 5 della legge del
2014, copiando una legge che è già pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale. Si presume che si tratti di un mero errore, infatti
nell'articolo precedente si dice di ulteriore 5 milioni di euro
PRESIDENTE. Grazie per la precisazione, onorevole Turano. Tra
l'altro, mi risulta che la Commissione sta preparando un
emendamento in tal senso.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'anno scorso ho
presentato un ordine del giorno con il quale chiedevo proprio la
chiusura dei Consorzi di bonifica, oltre che degli altri enti, ed
oggi ci troviamo qui a rifinanziare i Consorzi di bonifica.
L'assessore che l'ha preceduta aveva previsto, nella finanziaria
dell'anno scorso, che vi fossero solo due Consorzi di bonifica, uno
occidentale ed uno orientale, ma oggi noi non solo rifinanziamo i
Consorzi di bonifica ma aumentiamo anche le risorse. Ma se le
risorse servono solo per pagare gli stipendi, perché dobbiamo
mettere risorse aggiuntive? E' stato assunto nuovo personale? No
Quindi, assessore, entro sessanta giorni la prego di volere
normare, assieme a tutti gli altri enti, anche i Consorzi di
bonifica, perché non servono tutti questi Consorzi di bonifica
considerato che non fanno attività sul territorio ed è bene che
anche su questo articolo ci sia un distinguo per chi poi dovrà
andare a votare su finanziamenti quando poi li togliamo ai precari,
ai disabili, ai minori psichici.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso sta per essere distribuito, a seguito
di quanto discusso, un emendamento da parte della commissione il
14.2, se volete per abbreviare i tempi lo leggo piuttosto che
distribuirlo è soltanto un rigo, sostituire le parole la spesa
con le seguenti l'ulteriore spesa , lo pongo in votazione. Parere
del Governo.
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole D'Asero mi è sembrato di capire che aveva ritirato
l'emendamento.
D'ASERO. Si Presidente, è ritirato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 14.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Sono stati presentati i seguenti
emendamenti 15.1, 15.2, 15.3, 15.4 e 15.5 a firma dell'onorevole
D'Asero.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'atteggiamento
fino ad ora è stato di grande disponibilità. Ora se voi voleste,
anche con la vostra sofferenza, privarci degli interventi devo
energicamente respingere al mittente questo tentativo.
Qua il tema è sempre lo stesso, assessore. Noi marciamo su questo,
non abbiamo bisogno di spiegazioni da parte di forze esterne, di
tanti illustri personaggi che ci dipingono come coloro i quali
navighiamo oppure balliamo su un Titanic, noi abbiamo la coscienza
per poter capire come marciare verso impegni di spesa su cui è
arrivato il momento di vedere perché, qual è il senso e qual è
anche l'impegno che noi vogliamo portare avanti.
Sulla vicenda Ente acquedotti siciliani, sicuramente, questa Aula
è giusto che ne capisca i termini e i contenuti di questo continuo
impegno di risorse finanziarie che portano verso a che cosa? Questo
è il tema su cui noi dobbiamo anche avere una grande capacità di
intervento, ma anche di modifica di un percorso. E' una emorragia
su cui c'è bisogno di intervenire per vedere come frenarne la
pericolosità? Oppure è un'emorragia a cui dobbiamo assistere così
passivamente, caro Presidente dell'Assemblea?
Questo è il senso del nostro emendamento soppressivo e questo
anche il senso per dire: visto che non riusciamo ad incidere,
allora forse con un emendamento soppressivo apriamo il caso.
PRESIDENTE. Grazie onorevole D'Asero per la natura
dell'intervento. Ci ha spiegato i motivi di questo emendamento, ma
le chiedo li ritira o li mantiene?
D'ASERO. Aspetto una risposta da parte dell'assessore Agnello.
AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Onorevole D'asero,
evidentemente se il Governo ha messo queste cifre all'interno di
questa manovra lo ritiene utile ed indispensabile. Abbiamo
lungamente discusso di questo anche in Commissione, per cui non
credo che ci sia null'altro da aggiungere.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo scusa ma
credo che ci sia una questione di stile. Sa, io evito di parlare
anche perché il tempo è limitato. Se un collega pone un problema
come ha appena fatto il collega D'Asero, sugli enti acquedotti
siciliani, del quale ente ci occupiamo soltanto quando dobbiamo
impinguare la dotazione finanziaria, noi non ne conosciamo le
procedure, lo stato dei lavori del processo di liquidazione. Non
sappiamo nulla sulla sorte complessiva di questa struttura
realizzata nel '42 e andata avanti malamente.
Scusi, signor assessore, lei non può dire ne abbiamo già parlato
lungamente in Commissione.
Mi sembra irriguardoso nei confronti dell'Aula.
Lei deve dimenticare di averne parlato in Commissione. Questa è
un'altra realtà, perché in Commissione non tutti i Gruppi sono
rappresentati e, in ogni caso, la dignità dell'Aula, credo che
meriterebbe lo stesso trattamento politico e, quindi, di
rendiconto, che lei avrà potuto benissimo consegnare alla
Commissione.
Glielo chiedo perché, personalmente, mi sento offeso da questa sua
condotta, proprio perché io, non facendo parte della Commissione
bilancio né i miei colleghi di Gruppo, lei non può rimandare alla
trattazione fatta in quella sede.
Quindi, la invito, per questo e per altri argomenti - lo dico a
lei, ma lo dico in generale a tutti - di volere, puntualmente
riferire in Aula, a prescindere da quello di cui avete parlato in
Commissione. Potete averne parlato anche per cinque giorni. La
cosa, francamente, mi riguarda assai poco.
AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Mi scuso, non volevo essere
offensivo e irriguardoso. Assolutamente e me ne dispiaccio.
Evidentemente l'ente EAS è un ente che da tempo è oggetto di
attenzione da parte del Governo. Sicuramente sono importi che
riguardano stipendi. L'ente è in liquidazione, e ci sta a cuore,
non soltanto in fase di finanziaria. Io personalmente, ho ricevuto
tante volte, in queste settimane, queste persone, per cercare di
capire come risolvere i problemi di questo ente.
E' una realtà molto complessa, e in questa fase, il Governo
ritiene di andare avanti, rimpinguando questo capitolo e portando
avanti la questione, ma sta a cuore al Governo risolvere i problemi
di queste persone perché, come giustamente ha detto lei, non è
corretto che i problemi non vengano affrontati alla radice.
E' proprio questa l'intenzione del Governo, affrontare il problema
alla radice, però in questa fase, in questa manovra finanziaria, a
questo punto dell'anno, a fine luglio, riteniamo di dovere, con
scrupolo, portare avanti questo articolo così come è scritto, per
poi lavorare per la risoluzione definitiva e proficua di questo
Ente.
CALLERI, assessore all'energia e ai servizi di pubblica utilità.
Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CALLERI, assessore all'energia e ai servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, onorevoli deputati, onorevole Musumeci, dobbiamo
intervenire sulla faccenda EAS, quindi faccio impegno per
intervenire realmente a fondo.
Tra l'altro dovremo poi intervenire sulla nuova legge sull'acqua
perché, in effetti, c'è bisogno di mettere mano e di non arrivare
ogni volta a dovere fare provvedimenti tampone.
In questo c'è l'impegno degli assessorati e del Governo.
REALE, assessore per l'agricoltura, per lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
REALE, assessore per l'agricoltura, per lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, volevo
dare alcune indicazioni più precise all'Aula, non perché sia di
competenza della mia rubrica, ma perché le indicazioni sono
contenute nel fascicolo dei riferimenti normativi, allegato alla
documentazione che è stata consegnata all'Aula.
Nei riferimenti normativi, alla pagina 33, sono elencate queste
somme e le indicazioni sono molto puntuali.
Non si tratta di somme relative al funzionamento dell'EAS, ma del
personale ex EAS, distaccato presso varie realtà, una delle quali è
la RESAIS ed è quello del comma 1, poi abbiamo l'Ente regionale per
il diritto allo studio universitario, l'Istituto per lo sviluppo
delle attività produttive, l'Istituto del vino e dell'olio.
Questi enti hanno, a loro carico, del personale proveniente
dall'ente acquedotti siciliano e questo personale viene retribuito
attraverso questi capitoli cui è stato fatto riferimento.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo sempre che i tempi sono
contingentati.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiedere
all'Assessore che ha fatto l'ultimo intervento se queste somme sono
effettivamente sufficienti a coprire, fino a quando, le esigenze
del personale, se questo calcolo è stato fatto, perché io vedo che,
per le finalità di cui all'articolo 6, sono stanziate le somme di 5
milioni 912 e così a seguire, però mi sembra che complessivamente
non si riesca a coprire il fabbisogno del personale.
Quindi, bene faceva prima l'onorevole D'Asero e poi il Presidente
Formica ad evidenziare come la questione vada affrontata in termini
di garanzia occupazionale in una visione anche pluriennale perché
chiaramente non possiamo noi porre la questione ogni volta che ci
sono ritardi negli stipendi per due o tre mesi.
In questo personale, al di là della liquidazione dell'ente
acquedotti siciliani, va garantito il rispetto di una serie di
tutela di diritti che vanno posti in essere in maniera
irreversibile o pensiamo che questo vada fatto attraverso un
sistema di riforma che chiami in causa ovviamente anche la legge
dell'acqua, cui l'Assessore prima faceva riferimento, però diciamo
i due binari devono correre parallelamente.
Quindi, una riforma organica che consenta un corretto e pieno
utilizzo del personale da una parte e dall'altro una garanzia certa
sulle tutele di questo personale. Grazie.
AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Onorevole Figuccia, le assicuro
che queste somme sono sufficienti perché si vanno ad integrare alle
somme che in precedenza, nelle precedenti manovre di bilancio, sono
state già poste su questi capitoli di spesa.
PRESIDENTE. Grazie assessore. Onorevole d'Asaro, ritira tutto.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 15. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
martedì 29 luglio 2014, alle ore 12.00, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2014 - Variazioni al bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, Disposizioni programmat
e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale.
Disposizioni varie' . (n. 782/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Vinciullo
2) - Benefici in favore dei testimoni di giustizia . (n. 478/A)
(Seguito)
Relatore: on. Cappello
3) - Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto della Regione siciliana recante Disposizioni in tema d
impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
riforma del sistema di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-
771/A)
Relatore: on. Ciaccio
4) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A) (Seguito)
Relatore: on. Picciolo
5) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
6) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
7) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
528/A)
Relatore: on. Anselmo
8) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436
Relatore: on. Savona
III - Discussione unificata delle mozioni:
N. 300 - Impegno del Governo della Regione in ordine al
diniego di autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonchè alla revoca di quelle
già rilasciate.
(6 maggio 2014)
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA- ZITO
N. 312 - Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia.
(4 giugno 2014)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
- PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
IV - Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
ANSELMO - GERMANA'
V - Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
RAGUSA - CIRONE
VI - Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
VII - Seguito della discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
La seduta è tolta alle ore 21.05
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Economia»
CAPPELLO - CIANCIO - MANGIACAVALLO - FERRERI - TANCREDI -
CANCELLERI - ZAFARANA - ZITO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI - LA
ROCCA - CIACCIO - PALMERI. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per l'economia, premesso che:
con D.D.G. n.340/2008 è stato emesso un Avviso pubblico per
l'attuazione degli interventi in favore delle imprese, associate ai
Consorzi di garanzia fidi, per concorso sugli interessi delle
operazioni finanziarie, di cui all'art. 11, comma 1, della legge
regionale 21 settembre 2005 n.11 e s.m.i;
gli imprenditori associati ai Consorzi di Garanzia Fidi, aderendo
al bando in questione, avrebbero avuto il riconoscimento (e quindi
il rimborso) degli interessi sostenuti a valere sulle operazioni
finanziarie definite tra l'1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2007;
in realtà, alle aziende aderenti e beneficiarie, sono stati
riconosciuti gli interessi sostenuti per le operazioni finanziarie
stipulate nel 2007 ma solo con riferimento agli interessi sostenuti
in quell'anno;
al predetto Avviso, hanno aderito numerosi imprenditori, i quali,
in virtù dello stesso avevano programmato la propria attività nella
speranza, proposito e consapevolezza, di un aiuto economico da
parte della Regione al fine di affrontare le spese necessarie per
il sostegno della propria attività, mai riconosciuto;
considerato che:
successivamente la Regione ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
ben tre bandi, in data 11 gennaio 2013, aventi ad oggetto la
concessione di agevolazioni sugli interessi calcolati dalla banca
nel complessivo piano di ammortamento ed esclusivamente per le
operazioni la cui durata è superiore ai diciotto mesi ed inferiore
a 180 mesi; la superiore previsione è valida soltanto per le
operazioni finanziarie realizzate negli anni 2009, 2010 e 2011;
ciò costituisce una evidente iniquità nella applicazione delle
previsioni della legge regionale 21 settembre 2005 rispetto alle
previsioni dei bandi precedentemente pubblicati;
atteso che:
le conseguenze di quanto prima detto sono:
1) l'esclusione dalle agevolazioni di tutti quegli imprenditori
che hanno stipulato operazioni finanziarie con durata inferiore ai
18 mesi;
2) la mancanza di una previsione specifica per gli imprenditori
aderenti ai bandi pubblicati negli anni 2008 e 2009, e perciò
assolutamente disorientati oltre che costretti,loro malgrado, ad
accontentarsi dell'erogazione di contributi in conto interessi
soltanto per il primo anno del piano ammortamento, a differenza di
tutti coloro i quali, avendo stipulato delle operazioni finanziarie
negli anni successivi, si troveranno a beneficiare degli stessi per
l'intero periodo di ammortamento;
inoltre, i decreti dirigenziali n.647, 649 e 651 del 4 dicembre
2012 hanno posto in essere ulteriori disposizioni, limitative nelle
opportunità di accesso al finanziamento da parte degli imprenditori
ed in particolare:
a) la richiesta di documentazione (quale ad esempio quella
inerente alle fatture quietanzate) facilmente reperibile solo in
sede di svolgimento delle attività finanziate e perciò stesso causa
di esclusione di tantissime imprese;
b) l'esclusione di fatto dai provvedimenti di tutti i crediti a
breve per i quali, tra l'altro, la nuova legge non prevede
espressamente l'abolizione dei contributi;
c) la specifica richiesta di fideiussione bancaria o assicurativa
sull'intero finanziamento e non sul contributo per l'abbattimento
degli interessi che si traduce in un costo aggiuntivo per le
imprese ed in un utile per le banche, riducendo di fatto il
beneficio previsto dalla norma in favore degli imprenditori e delle
imprese;
d) il rilascio di certificazioni da parte delle banche: il mancato
o non corretto rilascio di certificazione da parte degli Istituti
di Credito non può essere addebitata alla responsabilità delle
imprese;
e) la mancanza di una specifica previsione di definizione della
questione della copertura finanziaria necessaria per i crediti
garantiti ed erogati negli anni precedenti al 2009;
per sapere in che modo intendano risolvere le problematiche sopra
sollevate in considerazione:
1) della diversa previsione di trattamento economico di operatori
che accedono ai benefici previsti dalla stessa legge ma in periodi
diversi;
2) che il bando non specifica quale doveva essere l'entità degli
interessi riconosciuti quale contributo per le aziende aderenti,
avendo le aziende immotivatamente ottenuto la corresponsione degli
interessi per il solo anno 2007;
3) dell'esclusione dalle agevolazioni di tutti quegli imprenditori
che hanno stipulato operazioni finanziarie con durata inferiore ai
18 mesi». (785)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta - «L'atto ispettivo in argomento riguarda il DDG.
340/2008 con il quale è stato emesso l'Avviso pubblico per
l'attuazione degli interventi in favore «delle imprese, associate
ai Consorzi di garanzia fidi, per concorso sugli interessi delle
operazioni finanziaria di cui all'art. 11, comma 1, della legge
regionale 21 settembre 2005 n. 11 e s.m.i..
In particolare, gli Onorevoli interroganti chiedono al Presidente
della Regione e all'Assessore per l'Economia di "sapere in che modo
intendano risolvere le problematiche [relative all'Avviso in
questione e rappresentale nelle premesse ispettivo] in
considerazione: 1) della diversa previsione di trattamento
economico di operatori che accedono ai benefici previsti dalla
stessa legge ma in periodi diversi; 2) che il bando non specifica
quale doveva essere l'entità degli interessi riconosciuti quale
contributo per aziende aderenti, avendo le aziende immotivatamente
ottenuto la corresponsione degli interessi per il solo anno 2007.
39 dall'esclusione dalle agevolazioni di tutti quegli imprenditori
che hanno stipulato operazioni finanziarie con durata inferiore ai
18 mesi .
L'onorevole Presidente, con nota prot. n. 23147/In.16 del 15
maggio 2014, ha delegalo lo scrivente Assessore a curare la
trattazione dell'atto ispettivo in questione per il quale il
Dirigente Generale del Dipartimento Regionale Finanze e Credito,
con nota prot. n. 8964 del 26/06/2014, di riscontro alla nota prot.
n. 2635/Gab del 18/06/2014, ha fornito gli elementi utili alla
trattazione dall'argomento de quo.
Premesso quanto sopra, si evidenzia che l'interrogazione in
questione, risalente al mese di mangio del 2013, presenta delle
problematiche che sono da ritenersi superate atteso che, nel
frattempo, sono state introdotte delle modifiche normative (l.r. n.
2/2014) e, di conseguenza, gli avvisi di cui si fa menzione
nell'atto ispettivo sono stati modificati.
Più precisamente. i bandi sono stati modificati in loto con i DDG
n. 86, 87, 88 e 89 del 6/3/2014, pubblicati nella GURS del
21/03/20/4 n.12, che riguardano ...all'attuazione degli interventi
in favore delle imprese, associate ai consorzi di garanzia, per
agevolazioni sotto forma di contributi in conto interessi sulle
operazioni creditizie garantite dal confidi, di cui all'articolo 11
delle L.r. 21 settembre 2005, n 11 e successive modifiche e
integrazioni .
Sul medesimo argomento, é stata presentata l'interpellanza
parlamentare n. 178 del 08/05/2014. a firma sempre dell'Onorevole
Cappello, alla quale lo scrivente ha già risposto con nota prot.
2948/Gab. del 01/07/2014 che si allega alla presente.
Tanto in risposta al quesito posto dagli Onorevoli interroganti.
L'Assessore
Dott. Roberto
Agnello
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'economia, premesso che con il Decreto Legge 35/2013 il Governo
nazionale ha previsto uno stanziamento di 120 milioni di euro per
la Regione Sicilia, per l'anno 2013, per il pagamento dei debiti
maturati dalla Pubblica Amministrazione nei confronti delle
imprese, le quali attualmente giacciono in condizioni di estrema
difficoltà e rischiano il fallimento per via del protrarsi dei
ritardi nei pagamenti, con ripercussioni drammatiche anche sotto il
profilo occupazionale e socio-economico del territorio;
preso atto che lo scorso 6 dicembre, in ottemperanza al Decreto
Legge n. 35 del 2013, la Commissione Bilancio e Programmazione ARS
ha approvato il disegno di legge n. 500 recante 'Disposizioni in
materia di pagamenti della PA. Anticipazione finanziaria alla
società Riscossione Sicilia', con cui, in linea con le altre
Regioni e come previsto dal Decreto n. 35, si provvede ad indicare
la copertura necessaria a sbloccare il trasferimento dei fondi ed
anche - con l'articolo 2
- ad autorizzare l'Assessorato regionale dell'Economia a
trasferire un'anticipazione finanziaria a Riscossione Sicilia
s.p.a. al fine di consentire all'azienda di ritornare ad operare in
un quadro di sostenibilità;
considerato che la situazione debitoria degli enti controllati
dalla Regione è gravissima;
visto che la Commissione europea ha avviato l'iter per una
procedura di infrazione contro l'Italia per la violazione della
direttiva comunitaria sui ritardi nei pagamenti da parte della
pubblica amministrazione alle imprese, e alla luce della
possibilità di rivalersi direttamente sulla Regione e sulle
amministrazioni locali morose e in ritardo su questo fronte;
per sapere se:
siano a conoscenza della problematica sopra esposta;
non ritengano adoperarsi, per quanto di competenza, per avviare
l'immediata discussione del citato disegno di legge superando tutte
le difficoltà fino ad ora emerse e ciò al fine di approvare, nel
più breve tempo possibile, una legge che abbia un impatto
rilevantissimo per l'economia - presente e futura - della Regione e
la salvaguardia del tessuto socio-economico delle aziende del
nostro territorio». (1886)
Risposta. - «L'atto ispettivo in argomento riguarda il Decreto
Legge 35/2013 con il quale il Governo nazionale ha previsto uno
stanziamento di 120 milioni di euro per la Regione Sicilia, per
l'anno 2013, per il pagamento dei debiti maturati dalla Pubblica
Amministrazione nei confronti delle imprese.
L'Onorevole interrogante, preso atto che la Commissione Bilancio e
Programmazione in ottemperanza al Decreto legge n. 35 del 2013, ha
approvato il disegno di legge n. 500 recante 'Disposizioni in
materia di pagamenti della PA. Anticipazione finanziaria alla
società Riscossione Sicilia' ha chiesto al Presidente della Regione
e all'Assessore per l'economia di sapere se "non ritengano
adoperarsi, per quanto di competenza, per avviare l'immediata
discussione del citato disegno di legge superando tutte le
difficoltà fino ad ora emerse e ciò al fine di approvare, nel più
breve tempo possibile, una legge che abbia un impatto
rilevantissimo per l'economia - presente e futura - della Regione e
la salvaguardia del tessuto socio-economico delle aziende del
nostro territorio".
L'On.le Presidente, con nota prot. n. 26278/In.16 del 3 giugno
2014, ha delegato lo scrivente Assessore a curare la trattazione
dell'atto ispettivo in questione per il quale il Ragioniere
generale del Dipartimento Regionale Bilancio e Tesoro, con nota
prot. n. 35242 del 18/06/2014, di riscontro alla nota prot. n.
2292/Gab del 30/05/2014, ha fornito gli elementi utili alla
trattazione dell'argomento de quo.
Premesso quanto sopra, in risposta a quanto chiesto dall'On.le
interrogante, si rappresenta che l'Assemblea regionale ha approvato
la legge regionale n. 11 del 6 maggio 2014 "Disposizioni in materia
di pagamenti della pubblica Amministrazione. Anticipazione
finanziaria a Riscossione Sicilia S.p.A.", pubblicata nel S.O. n.
15 alla GURS n. 19 del 9 maggio 2014 che è già in fase di
attuazione».
L'Assessore
Dott. Roberto
Agnello
Rubrica «Salute»
D'ASERO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che un recente convegno dell'associazione delle
imprese biomedicali ha evidenziato che le gare d'appalto sempre più
centralizzate e mastodontiche, a fronte di marginali e spesso
millantati risparmi, aprono in realtà la strada al crearsi e al
consolidarsi di situazioni di monopolio o oligopolio, che
porteranno in prospettiva a pesanti incrementi di costo inevitabili
quando si riducono forzatamente gli attori in grado di operare sul
mercato;
considerato che continuare ad operare in siffatta maniera,
condividendo il pensiero del Presidente di Assobiomedica Stefano
Rimondi é, a nostro avviso, una grave miopia in quanto non si
comprende che questo processo avrà come prima conseguenza quella di
espellere dal mercato tutta l'importante fascia delle piccole -
medie imprese esistenti nel territorio siciliano, a vantaggio di
competitor extra regionali, ma, ancora più grave, le
centralizzazioni/massificazioni, per di più col prezzo come
parametro primario per la scelta, porteranno inevitabilmente a una
forzosa standardizzazione dell'offerta terapeutica, togliendo da
subito ai pazienti il loro sacrosanto diritto a una cura rispettosa
della loro specificità;
assodato che:
diverse gare centralizzate sono state annullate;
i costi standard e i costi medi di beni e servizi sono la base per
un vero risparmio;
l'intento della pubblica amministrazione regionale é quello di
lavorare per una moralizzazione e semplificazione del comparto
senza penalizzare le piccole e medie imprese e che pertanto occorre
lavorare per trovare dei meccanismi che favoriscano l'aggregazione
di offerta anche da parte di piccole e medie imprese;
per sapere se non ritengano opportuno:
rivisitare urgentemente la normativa vigente relativa alle gare
d'appalto centralizzate, finalizzandola alla non esclusione delle
piccole-medie imprese esistenti nel territorio siciliano, oggi
impossibilitate a partecipare a queste mastodontiche gare;
sospendere le gare in corso, in attesa delle nuove disposizioni,
per rimodularle in seguito con i nuovi principi». (1801)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n. 1801
con la quale si chiede la modifica della normativa vigente delle
gare d'appalto centralizzate nel settore sanitario in favore delle
piccole e medie imprese, si fornisce la relazione prot. 43619 del
29 maggio 2014, appositamente resa dal competente Servizio 3
'Gestione degli investimenti' - U.O.B. 'Acquisti in ambito
sanitario e sistemi informativi aziendali' del Dipartimento per la
pianificazione strategica».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia
Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili sul sito:
www.ars.sicilia.it)
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 782/A - Assestamento del bilancio della
Regione per l'anno finanziario 2014 - Variazioni al bilancio
di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5, Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2014. Legge di stabilità regionale. Disposizioni
varie'
All'articolo 1:
All'articolo 2:
All'articolo 3:
Emendamento 3.10:
Al comma 6, sostituire la parole per l'esercizio finanziario
2014 con per l'esercizio finanziario 2015 .
Emendamento 3.13:
7. Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano
altresì per l'esercizio finanziario 2014. A decorrere
dall'esercizio finanziario 2015, sono destinate al fondo di cui
all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e
successive modifiche ed integrazioni le somme iscritte in bilancio
che si rendano disponibili a seguito della non operatività delle
relative previsioni di spesa, a qualsiasi titolo dichiarata.
All'articolo 5:
Submendamento 5.7.1:
All'emendamento 5.7 sopprimere le parole da ai documenti
finanziari fino alle parole degli organi parlamentari
Emendamento 5.7:
All'articolo 5 sono aggiunti i seguenti commi:
6. Per le finalità ed entro i termini di cui al comma 1, secondo
i principi dell'articolo 5 della legge costituzionale 20 aprile
2012, n. 1 e delle relative disposizioni attuative di cui alla
legge 24 dicembre 2012, n. 243 ed in coerenza con la direttiva 8
novembre 2011, n. 2011/85/UE relativa ai requisiti per i quadri di
bilancio degli stati membri ed in particolare con l'articolo 2
della citata direttiva che prevede per tutti i sottosettori
dell'amministrazione pubblica, l'adozione di sistemi di contabilità
soggetti a controllo interno e audit indipendenti garantiti con la
istituzione di organismi di monitoraggio e analisi indipendente
intesi a rafforzare la trasparenza degli elementi del processo di
bilancio, è istituito l'Ufficio del bilancio con sede presso
l'Assemblea regionale siciliana quale organismo indipendente per
l'analisi e la verifica degli andamenti della finanza pubblica
regionale e per la valutazione dell'osservanza delle regole di
bilancio in relazione alla nuova disciplina ed ai nuovi principi
contabili.
7. L'Ufficio, dotato di autonomia funzionale ed organizzativa
secondo le disposizioni di cui al presente articolo, effettua
analisi indipendenti ed autonome sulle principali problematiche
afferenti la finanza regionale allargata, riferendone
periodicamente agli organi parlamentari. Può essere richiesto di
svolgere rapporti in ordine ai documenti finanziari ed ai
provvedimenti di spesa all'esame degli organi parlamentari, agli
andamenti della spesa regionale ed alla attuazione delle singole
leggi di spesa e dei programmi della UE e di riferirne nelle
Commissioni parlamentari.
8. L'Ufficio opera in autonomia e indipendenza di giudizio ed è
costituito da un Consiglio non superiore a tre membri, di
comprovata competenza e consolidata esperienza in materia di
finanza pubblica regionale di cui uno con funzioni di Presidente,
nominati dal Presidente della Assemblea regionale acquisito il
parere della Commissione Bilancio. Per gravi violazioni dei doveri
d'ufficio, i membri del Consiglio, con la medesima procedura di
nomina, possono essere revocati dall'incarico.
9. I componenti dell'Ufficio sono nominati tra i Consiglieri
parlamentari della Assemblea ed i dirigenti della Regione o dello
Stato, in servizio od in quiescenza, durano in carica cinque anni e
non possono essere riconfermati. I dipendenti in servizio sono
collocati fuori ruolo o in distacco secondo i rispettivi
ordinamenti, per l'intera durata del mandato. La nomina non da
diritto ad alcun emolumento od indennità aggiuntiva e gli oneri per
il trattamento dei componenti rimangono a carico delle relative
amministrazioni o gestioni, secondo le rispettive retribuzioni
anche di posizione in godimento alla data della nomina.
10. Previo assenso del Presidente della Assemblea, il Consiglio
adotta uno o più regolamenti recanti le norme di organizzazione e
funzionamento dell'Ufficio. Il Presidente della Assemblea mette a
disposizione dell'Ufficio locali da destinare a sede del medesimo e
le necessarie risorse strumentali. In sede di predisposizione del
bilancio interno della Assemblea, è quantificata la dotazione
finanziaria annuale da assegnare all'Ufficio le cui finalità di
impiego e modalità di utilizzo sono definite da un apposito
regolamento speciale adottato con le modalità previste dal
regolamento interno della Assemblea che ne fissa altresì le
modalità di rendicontazione.
11. All'Ufficio, su indicazione del Presidente dello stesso, può
essere distaccato, nei limiti fissati con disposizione del
Presidente della Assemblea regionale, personale della Assemblea
regionale, della Regione, degli enti locali o dello Stato, i cui
oneri retributivi rimangono integralmente a carico delle
amministrazioni di appartenenza.
12. Per consentire lo svolgimento dei compiti istituzionali
dell'Ufficio, l'Amministrazione regionale, gli enti di diritto
pubblico e partecipati dalla Regione e gli enti locali, assicurano
allo stesso ogni forma di collaborazione utile garantendo, oltre
alla comunicazione di dati e informazioni richiesti, l'accesso a
tutte le banche dati in materia di economia e finanza pubblica da
loro costituite o alimentate. Per le medesime finalità l'Ufficio
corrisponde con le Università ed i centri di ricerca.
All'articolo 7:
All'articolo 12:
All'articolo 14:
Emendamento 14.2
Sostituire le parole la spesa' con le seguenti: l' ulteriore
spesa
All'articolo 15:
All'articolo 16:
DISEGNO DI LEGGE N. 782/A
Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2014.
Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2014
e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie.
TITOLO I
Ripianamento del disavanzo 2013 e accantonamenti tributari
Art. 1.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del
bilancio della Regione.
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 2014 sono
introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella A'.
Art. 2.
Variazioni allo stato di previsione della spesa del
bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 2014 sono
introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella B',
comprensive di quelle discendenti dai successivi articoli.
Art. 3.
Ripianamento del disavanzo 2013
l. Il disavanzo finanziario di gestione dell'esercizio
2013 determinato per i fondi regionali in 463.769 migliaia
di euro, è riassorbito nel biennio 2014-2015 nella misura
di 231.885 migliaia di euro per l'anno 2014 e di 231.884
migliaia di euro per l'anno 2015. Conseguentemente, sono
rideterminati per il medesimo biennio gli importi di cui
all'articolo 4, comma 1, della legge regionale 7 agosto
2013, n. 13.
2. Le risorse di cui al comma l, quantificate in 111.615
migliaia di euro per l'anno 2014 e 111.616 migliaia di euro
per l'anno 2015 sono destinati ad incrementare il fondo di
cui all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11 (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215727).
3. Per l'anno 2014 l'ammontare del fondo di cui
all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11
(UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215727) è quantificato in
211.115 migliaia di euro, comprensivo delle somme derivanti
dall'applicazione del comma 2.
4. All'articolo 4, comma 5 della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni è
soppresso l'ultimo periodo.
5. Le entrate erariali spettanti alla Regione versate in
conto residui, a decorrere dall'esercizio finanziario 2014,
sono portate ad incremento del fondo di cui all'articolo 5
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 (UPB 4.2.1.5.99
capitolo 215727).
6. L'Amministrazione regionale è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2014, ad eliminare dal conto del
Bilancio 2014 crediti annullati ai sensi dell'articolo 1,
comma 527, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, nelle more
dell'emanazione da parte del Ministero dell'Economia e
delle Finanze del relativo provvedimento e
dell'introduzione nell'ordinamento contabile della Regione
delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 118
del 2011 e successive modifiche ed integrazioni, in misura
corrispondente all'importo iscritto nel fondo di cui
all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11
sulla scorta dei dati forniti dall'agente della riscossione
entro il 31 ottobre 2014 per anno, provincia, capo,
capitolo ed articolo.
Art. 4.
Accantonamenti tributari
1. All'articolo 4 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5 sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma l dopo le parole legge 27 dicembre 2013, n.
147 sono aggiunte le parole come modificato dall'articolo
46, comma 3, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66,
convertito con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014, n.
89 , la cifra 1.053.769 migliaia di euro è sostituita
dalla cifra 1.142.162 migliaia di euro ;
b) al comma 2, lettera a) la cifra 641.475 è
sostituita dalla cifra 508.300 ;
c) al comma 2, lettera b) il periodo 400 milioni di
euro annui è sostituito da 80.608 migliaia di euro per
l'anno 2014 e 400.000 milioni di euro annui per il biennio
2015-2016 ;
d) al comma 2 dopo la lettera b) sono aggiunte le
seguenti lettere:
e) b.1) quanto a 553.254 migliaia di euro per l'anno
2014 mediante utilizzo di parte delle somme dovute dallo
Stato derivanti dalla restituzione delle riserve erariali
di spettanza regionale a seguito della sentenza della Corte
Costituzionale n. 241 del 4 ottobre 2012;
f) al comma 2 lettera c) il periodo 12.294 migliaia di
euro per l'anno 2014 e è soppresso.
2. In conseguenza delle disposizioni di cui al presente
articolo l'Allegato 2 di cui all'articolo 4, comma 3, della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è soppresso.
Art. 5.
Recepimento di norme nazionali e integrazione schemi di
bilancio
1. A decorrere dall'1 gennaio 2015, sono recepite
nell'ordinamento contabile della Regione le disposizioni
contenute nel Titolo I e III del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Nelle more dell'introduzione nell'ordinamento
regionale delle disposizioni contenute nel titolo I e III
del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni, ed al fine di omogeneizzare e
rendere confrontabili i dati di bilancio con le altre
regioni, per l'esercizio finanziario 2014 le entrate
tributarie sono contabilizzate al netto degli importi
relativi alla restituzione e rimborsi di tasse ed imposte
dirette ed indirette sugli affari e relative addizionali.
Al fine di dare evidenza alle operazioni effettuate dalla
competente struttura di gestione al Rendiconto generale
della Regione per l'esercizio finanziario 2014 è allegato
un prospetto analitico contenente i dati relativi alle
somme compensate a titolo di restituzione e rimborsi di
tasse ed imposte dirette ed indirette sugli affari e
relative addizionali.
3. Per la definizione delle procedure informatiche ed
amministrative connesse all'attuazione delle disposizioni
del comma 1 è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 100
migliaia di euro.
4. Per consentire il rispetto del termine del
recepimento nell'ordinamento regionale di quanto disposto
al comma 1, è autorizzata per le finalità dell'articolo 16,
comma 7, della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, per
l'anno 2014, un'ulteriore spesa di 80 migliaia di euro (UPB
7.2.1.1.1, capitolo 212008) da utilizzare anche per il
personale che svolge attività nel settore informativo ai
fini del recepimento delle disposizioni contenute nel
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni.
5. Agli oneri previsti ai commi 3 e 4 del presente
articolo, si provvede mediante riduzione di parte delle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704,
accantonamento 1001.
TITOLO II
Misure di contenimento della spesa
Art. 6.
Soppressione Comitati, Commissioni, Consigli, Collegi
operanti all'interno dell'amministrazione regionale
l. In attuazione dei principi di contenimento della
spesa pubblica, i Comitati, le Commissioni, i Consigli, i
Collegi comunque denominati operanti all'interno
dell'Amministrazione regionale, la cui istituzione è
prevista da leggi, regolamenti, decreti o altro
provvedimento, verranno soppressi secondo le procedure di
cui ai successivi commi 2, 3 e 4.
2. La Giunta regionale, entro il termine di 15 giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, con
propria deliberazione, indica i criteri e le modalità per
l'individuazione degli organismi ritenuti non
indispensabili.
3. Entro il termine improrogabile di ulteriori 15 giorni
dall'adozione della deliberazione di cui al precedente
comma, ciascun Assessore regionale trasmette alla
Segreteria generale della Presidenza della Regione un
elenco ricognitivo completo degli organi collegiali di cui
al comma 1, prevedendo contestualmente, all'individuazione
degli organismi per i quali si propone la soppressione o la
riduzione o eliminazione dei relativi costi.
4. Entro il termine di 30 giorni dal compimento degli
adempimenti di cui al comma 3, la Giunta regionale approva
e trasmette all'Assemblea regionale siciliana apposito
disegno di legge organico sulla soppressione degli
organismi ritenuti non indispensabili e delle relative
norme istitutive.
Art. 7.
Trattamenti integrativi di previdenza e quiescenza
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge è fatto divieto, per l'Amministrazione
regionale e per gli enti e gli organismi di cui
all'articolo l della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10
e successive modifiche ed integrazioni, nonché per le
società a partecipazione totale o maggioritaria della
Regione, di erogare trattamenti di previdenza e quiescenza
integrativi, fatta eccezione per quelli in godimento, in
assenza di una espressa previsione legislativa regionale
e/o statale che ne definisca l'ambito di applicazione, i
presupposti, l'entità e la relativa copertura a carico dei
rispettivi bilanci.
Art. 8.
Norme di risparmi nel settore sanitario
1. Per le finalità dell'articolo 8 del decreto legge 24
aprile 2014, n. 66, convertito con modificazioni dalla
legge 23 giugno 2014, n. 89 e dell'articolo 13 della legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13, per l'anno 2014 la Regione
è autorizzata a ridurre dell'importo di 25.000 migliaia di
euro, il finanziamento della compartecipazione regionale
agli obiettivi del Piano Sanitario nazionale rispetto ai
criteri ordinariamente previsti in sede di intesa ai sensi
dell'articolo l, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n.
662.
2. Per quanto disposto al comma 1, ed al fine della
salvaguardia dell'equilibrio di bilancio sanitario, per
l'anno 2014 gli enti del settore sanitario, in attuazione
dell'articolo 8 del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 e
dell'articolo 13 della legge regionale 11 giugno 2014, n.
13, sono tenuti a conseguire risparmi di spesa non
inferiori all'importo di cui al comma l.
3. Per l'anno 2015, fermo restando quanto disposto al
comma 80 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n.
191, e successive modifiche ed integrazioni, il gettito
derivante dalle maggiorazioni dell'aliquota dell'imposta
regionale sulle attività produttive e dell'addizionale
regionale all'IRPEF deve garantire, sino all'importo
massimo di 25.000 migliaia di euro, il ripristino del
finanziamento della compartecipazione regionale agli
obiettivi del Piano Sanitario nazionale, relativo all'anno
2014, qualora venga accertato un minore risparmio di spesa
di cui al comma precedente.
4. La misura dell'eventuale minore risparmio di spesa di
cui al comma 3 è accertata dai competenti Tavoli tecnici di
cui agli articoli 9 e 12 dell'Intesa 23 marzo 2005, sancita
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano,
pubblicata nel supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta
Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005.
Art. 9.
Integrazione socio-sanitaria
1. In attuazione di quanto disposto dall'articolo 2,
comma 3, lettera f), della legge regionale 14 aprile 2009,
n. 5, la Regione rende appropriata ed omogenea in tutto il
territorio regionale l'erogazione delle prestazioni socio-
sanitarie rientranti nei livelli essenziali di assistenza,
di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
29 novembre 2001, allegato l. C Area integrazione socio-
sanitaria e successive modifiche ed integrazioni.
2. Il finanziamento delle prestazioni di cui al comma 1
grava in quota parte sul Fondo sanitario regionale nonché
su eventuali altre fonti di finanziamento regionali e
comunitarie e sugli eventuali co-obbligati per legge,
secondo i criteri di compartecipazione definiti dal Decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001,
allegato 1. C Area integrazione socio-sanitaria e
successive modifiche ed integrazioni.
3. Per le finalità di cui al comma l, con decreto
interassessoriale, da adottarsi entro 120 giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, previo parere
delle competenti Commissioni legislative e della
Commissione bilancio dell'Assemblea regionale siciliana,
l'Assessore regionale per la salute e l'Assessore regionale
per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro,
disciplinano le modalità per la definizione di un sistema
unico di accreditamento dei soggetti che erogano
prestazioni socio-sanitarie, la determinazione delle
risorse da corrispondere rispettivamente per la quota
sanitaria e per la quota socio-assistenziale, nonché le
modalità di monitoraggio e controllo delle strutture.
TITOLO III
Finanziamento interventi di spesa
Art. 10.
Ricovero minori
l. Per il finanziamento degli interventi di cui
all'articolo 9, comma 4, della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 12.800 migliaia
di euro (UPB 6.2.1.3.1. - cap. 183337).
Art. 11.
Comunità alloggio per disabili psichici
l. Per la gestione dei rapporti, anche in convenzione,
con le comunità alloggio per i disabili psichici di cui
all'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 14.400 migliaia
di euro (UPB 6.2.1.3.1. - cap. 182519).
Art. 12.
Riorganizzazione delle risorse umane nel settore forestale
e della
prevenzione degli incendi
l. Per le finalità di cui all'articolo 3 della legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata, per l'anno
2014, l'ulteriore spesa nel limite massimo di 78.225
migliaia di euro (UPB 10.5.1.3.2. - capitoli 156604).
2. Per l'attuazione di progetti, coerenti con il comma
18 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e
successive modifiche ed integrazioni, finalizzati alla
costruzione e manutenzione straordinaria di opere ed
impianti del demanio e del patrimonio pubblico forestale
nonché per la ricostituzione ed il recupero del patrimonio
pubblico boschivo è autorizzata per l'anno 2014,
l'ulteriore spesa nel limite massimo di 25.000 migliaia di
euro (UPB 10.5.2.6.1. - cap. 554201). All'onere di cui al
presente comma si provvede mediante utilizzo delle risorse
di cui all'articolo 30 della presente legge.
3. All'articolo 43 della legge regionale 14 aprile 2006,
n. 14, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
6 bis. Gli uffici periferici del Dipartimento regionale
del lavoro e delle politiche sociali adottano i
provvedimenti di decadenza dai contingenti e dalla
graduatoria unica distrettuale, nonché la cancellazione
dall'elenco speciale regionale istituito ai sensi
dell'articolo 45 ter della legge regionale 6 aprile 1996,
n. 16 dei lavoratori forestali al verificarsi dei seguenti
eventi:
a) ingiustificata rinuncia ad una congrua offerta di
lavoro come definita dalle vigenti disposizioni di legge in
materia di perdita dello stato di disoccupazione;
b) assunzione a tempo indeterminato;
c) volontaria fuoriuscita.
I lavoratori forestali inseriti nel contingente ad
esaurimento di cui al comma 7 dell'articolo 44 della legge
regionale 14 aprile 2006, n. 14 che non effettuano le 78
giornate lavorative ai fini previdenziali non possono
essere sostituiti. Dal computo delle giornate di lavoro
determinato in base al fabbisogno distrettuale sono
detratte le giornate corrispondenti ai turni non effettuati
a causa della impossibilità di sostituzione del lavoratore
non avviato. .
4. Le prestazioni relative alla progettazione
preliminare, definitiva ed esecutiva nonché alla direzione
dei lavori ed agli incarichi di supporto tecnico-
amministrativo per le attività di forestazione, di
sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-agraria sono
espletate esclusivamente da personale interno
dell'Amministrazione regionale. In ragione della
omnicomprensività del relativo trattamento economico, al
personale con qualifica dirigenziale non possono essere
corrisposte somme in base alle disposizioni di cui ai commi
5 e 6 dell'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163.
4 bis. Le disposizioni di cui ai commi 5 e 6
dell'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163 si applicano altresì a tutto il personale
dell'amministrazione regionale e degli enti di cui
all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2010, n. 10.
5. Per il triennio 2014-2016 trovano applicazione le
disposizioni dell'articolo 8, comma 1, della legge
regionale 29 dicembre 2010, n. 24 e dell'articolo 1 della
legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25 anche per le
attività di forestazione, di sistemazione idraulico-
forestale ed idraulico-agraria, con esclusione del
personale già utilmente inserito nelle rispettive
graduatorie.
6. Nel rispetto del principio di contenimento della
spesa ed al fine di consentire la salvaguardia, a titolo di
solidarietà delle fasce deboli, i lavoratori forestali che
percepiscono un reddito rilevabile dal Mod. ISEE, dell'anno
di riferimento, superiore a 50.000 euro, non effettueranno,
per il triennio 2014-2016, le giornate attribuite dalla
fascia di appartenenza. Sono esclusi, ai fini della
rilevazione ISEE, i redditi provenienti dai nuclei
familiari di origine qualora con essi conviventi nella
qualità di single o famiglie di cui uno dei componenti
appartenente al nucleo originario. I posti resisi vacanti
in virtù della sospensione, non potranno essere ricoperti
in quanto al variare della situazione reddituale si potrà
rientrare nelle graduatorie.
7. A decorrere dall'1 gennaio 2014, l'indennità mensile
pensionabile di cui all'articolo 1 della legge regionale 27
febbraio 2007, n. 4 è corrisposta esclusivamente al
personale del Comando del Corpo forestale della Regione in
servizio effettivo presso il dipartimento, con funzioni di
polizia giudiziaria.
8. Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 15
giugno 1998, n. 11, dopo le parole con qualifica di
assistente tecnico forestale e di agente tecnico forestale
aggiungere le seguenti , che svolgono entrambi
esclusivamente funzioni di polizia giudiziaria.
Art. 13.
Norme in materia di consorzi di bonifica
1. Per le finalità di cui all'articolo 4, comma 3, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa nel limite massimo di 5.000
migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo 147320).
Art. 14.
Norme per la manutenzione del territorio e del paesaggio
rurale
1. Per le finalità di cui all'articolo 5 della legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata, per l'anno
2014, la spesa di 3.000 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.99 -
capitolo 147326).
Art. 15.
Disposizioni concernenti il personale dell'Ente acquedotti
siciliani
1. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 1, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa di 5.913 migliaia di euro
(UPB 4.2.1.3.99).
2. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 2, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di 133
migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - cap. 147325).
3. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 3, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di 713
migliaia di euro (UPB 2.2.1.3.7 - cap. 343315).
4. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 4, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di
1.868 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - cap. 373347).
Art. 16.
Gestione impianti idrici
1. Per le finalità dell'articolo 46, comma l, della
legge regionale 15 maggio 2013, n. 9, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2014, l'ulteriore spesa di 7.000
migliaia di euro (UPB 5.2.l.3.99 - cap. 242543).
2. Nelle more dell'approvazione della legge regionale di
cui al comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 9
gennaio 2013, n. 2, negli ambiti territoriali ottimali in
cui il gestore del servizio idrico integrato non è stato
individuato o è fallito, i comuni, in forma singola o
associata, possono gestire il suddetto servizio.
3. I comuni appartenenti agli ambiti di cui al comma 2,
in forma singola o associata, nella fase di start up,
possono utilizzare il personale già in servizio.
Art. 17.
Convenzione Agenzia delle Entrate
1. La Regione, al fine di velocizzare i tempi di
riscossione delle tasse automobilistiche, può affidare la
riscossione delle medesime tasse, oltre che ai soggetti
autorizzati ai sensi delle vigenti disposizioni, anche a
Riscossione Sicilia S.p.A., agente della riscossione per le
province siciliane ai sensi dell'articolo 2 della legge
regionale 22 dicembre 2005 n. 19. A tal fine
l'Amministrazione finanziaria regionale può stipulare con
l'Agenzia delle Entrate e con Riscossione Sicilia S.p.a.
apposita convenzione per disciplinare modalità e tempi
dell'invio delle comunicazioni ai contribuenti (c.d. avvisi
bonari), la trasmissione dei flussi informativi e il
rimborso delle spese sostenute.
2. Per la riscossione dei pagamenti a fronte dell'invio
delle comunicazioni di cui al comma 1 Riscossione Sicilia
S.p.A. è remunerata con un aggio sulle somme riscosse dalla
stessa società, pari al 60 per cento dell'aggio spettante
sulla riscossione ai sensi dell'articolo 17 del decreto
legislativo 13 aprile 1999 n. 112, e successive modifiche e
integrazioni; in caso di mancato pagamento da parte dei
contribuenti e/o di riscossione presso gli altri soggetti
autorizzati, a Riscossione Sicilia S.p.A. spetta il solo
rimborso del costo sostenuto per l'invio delle
comunicazioni il cui ammontare sarà stabilito nell'ambito
della convenzione di cui al comma 1.
3. Al fine di corrispondere il rimborso delle spese
all'Agenzia delle Entrate è autorizzata per il triennio
2014-2016 la spesa annua di 130 migliaia di euro al cui
onere si provvede, per gli anni 2015 e 2016, a valere sulle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 -
accantonamento 1001.
Art. 18.
Fondi regolazioni contabili e Fondi Globali
l. I Fondi per l'effettuazione delle regolazioni
contabili delle compensazioni fiscali sui tributi di
spettanza regionale, riscossi con le modalità di cui al
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, (UPB 4.3.1.5.4,
capitolo 219202 - UPB 4.3.1.5.4, capitolo 219205) sono
incrementati per l'anno 2014 dell'importo di 90.000
migliaia di euro, per l'anno 2015 dell'importo di 72.006
migliaia di euro e per l'anno 2016 dell'importo di 117.912
migliaia di euro.
2. Il Fondo di cui all'articolo 48, comma l, della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 (UPB 4.2.1.5.2 - cap.
215704 - accantonamento 1002) è incrementato dell'importo
di 500 migliaia di euro.
Art. 19.
Società Interporti
1. La Regione è autorizzata a sottoscrivere l'aumento
del capitale sociale della Società Interporti Siciliani
S.p.A., società di scopo finalizzata alla realizzazione di
infrastrutture sul territorio della Regione siciliana,
nella misura complessiva di 8.500 migliaia di euro.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata
la spesa di 2.500 migliaia di euro per l'anno 2014 e di
3.000 migliaia di euro annui per ciascuno degli anni 2015-
2016.
3. Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente
articolo per gli anni 2015 e 2016 si provvede a valere
sulle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 -
accantonamento 1001.
4. La Regione è autorizzata a procedere al versamento
dei contributi consortili, secondo le previsioni
statutarie, della propria partecipata strategica MAAS
S.C.p.A. che, per l'anno 2014, sono quantificati in 1.500
migliaia di euro cui si provvede mediante riduzione della
spesa autorizzata dall'articolo 22 della presente legge.
Art. 20.
Misure di fuoriuscita lavoratori inseriti nell'elenco
di cui all'articolo 34 della legge regionale 5/2014
l. All'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti commi:
3 bis. Nel rispetto della vigente normativa comunitaria
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e del lavoro è autorizzato a concedere ai datori di
lavoro di cui all'articolo 38 della legge regionale agosto
2009, n. 9 che procedono all'assunzione a tempo
indeterminato dei lavoratori di cui al presente articolo in
possesso dei requisiti previsti dall'articolo 36 della
citata legge regionale n. 9/2009, gli incentivi previsti
dagli articoli 37, 38, 39 e 40 della medesima legge
regionale 9/2009.
3 ter. Il Dipartimento regionale del lavoro,
dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e delle
attività formative, al fine di favorire la fuoriuscita dal
bacino di appartenenza dei lavoratori inseriti nell'elenco
di cui all'articolo 34 della legge regionale 31 gennaio
2014, n. 5 è autorizzato a concedere, a coloro che
presentano istanza entro il 30 settembre 2014 e nei limiti
dello stanziamento di cui al comma successivo, un importo,
una tantum, pari a 25.000,00 a titolo di borsa auto
impiego.
3 quater. La borsa di auto impiego di cui al comma 3 ter
viene concessa sulla base di apposita graduatoria elaborata
tenendo conto dei criteri di seguito elencati:
a) maggiore carico familiare;
b) a parità minore reddito derivante dal modello ISEE;
c) ad ulteriore parità minore età anagrafica.
3 quinquies. Per le finalità di cui al comma 3 ter è
autorizzata per gli anni 2015/2016 la spesa annua di 10.000
migliaia di euro. Al relativo onere si provvede a valere
sulle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 -
accantonamento 1001. .
Art. 21.
Esami per l'iscrizione agli albi per l'esercizio delle
professioni turistiche
1. Dopo l'articolo 7 della legge regionale 3 maggio
2004, n. 8 è inserito il seguente articolo:
Art. 7 bis - Contributi per spese di organizzazione -
l. A carico di coloro che richiedono di accedere alle
verifiche previste per l'accesso alle professioni di cui
alla presente legge, è previsto un contributo non superiore
ad euro 150,00 per le spese da sostenersi da parte
dell'Amministrazione per le attività di verifica.
2. La misura del contributo è determinata con i decreti
che approvano i relativi avvisi pubblici di indizione delle
verifiche. .
2. Per le finalità di cui agli articoli 2, 3, 4, 6 e 7
della legge regionale 3 maggio 2004, n. 8 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 100 migliaia
di euro.
Art. 22.
Misure per contrastare le condizioni di povertà e di
esclusione sociale
1. Per le finalità di cui agli articoli 53 e seguenti
del capo II del Titolo V della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
17.700 migliaia di euro.
2. Per le finalità di cui al comma 1 sono altresì
destinate le somme derivanti:
a) dall'avanzo relativo a fondi regionali a destinazione
non vincolata del Fondo Siciliano per l'assistenza e la
collocazione dei lavoratori disoccupati, non utilizzato
alla data di entrata in vigore della presente legge, ad
eccezione dell'importo di cui all'articolo 25;
b) dalle entrate derivanti dall'attuazione delle
disposizioni di cui all'articolo 23;
c) dai risparmi di spesa derivanti dall'attuazione delle
disposizioni di cui all'articolo 24;
d) dalla riprogrammazione delle risorse relative ad
assegnazioni extraregionali;
3. La spesa autorizzata dai commi 1 e 2 è destinata,
nella misura del 50 per cento, alle assunzioni di
lavoratori svantaggiati, molto svantaggiati o disabili con
età superiore ad anni 34 e per il restante 50 per cento
alle assunzioni di lavoratori svantaggiati, molto
svantaggiati o disabili con età inferiore ad anni 34 .
4. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
apportare al bilancio della Regione le variazioni derivanti
dall'attuazione del presente articolo.
Art. 23.
Contributo di solidarietà
1. A decorrere dall'entrata in vigore della presente
legge, e fino al 31 dicembre 2016, nella Regione siciliana
il contributo di solidarietà introdotto dall'articolo 1,
comma 486, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 e
successive modifiche ed integrazioni, è dovuto nelle
aliquote aggiuntive rispettivamente del 4 per cento, del 5
per cento e del 6 per cento rispetto a quelle ivi previste.
2. Per i trattamenti pensionistici superiori a cinque
volte il trattamento pensionistico minimo INPS è dovuto un
contributo di solidarietà regionale pari:
a) al 4 per cento della parte eccedente il predetto
importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo di sette
volte il trattamento minimo INPS;
b) al 5 per cento della parte eccedente il predetto
ultimo importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo di
dieci volte il trattamento minimo INPS;
c) al 6,5 per cento della parte eccedente il predetto
ultimo importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo di
quattordici volte il trattamento minimo INPS.
3. I risparmi derivanti dalle misure di contenimento
della spesa adottate sulla base
dei principi di cui al comma precedente applicati anche
agli enti ed organismi della Regione siciliana che non
soggiacciono all'obbligo dei versamenti alle gestioni
previdenziali obbligatorie di cui al citato articolo 1,
comma 486 della legge n. 147 del 2013, nonché all'Assemblea
regionale siciliana, anche in riferimento ai vitalizi
previsti per coloro che hanno ricoperto funzioni pubbliche
elettive, sono versate all'entrata del bilancio della
Regione per essere destinate al finanziamento delle
iniziative previste dall'articolo 22 della presente legge.
4. Le somme trattenute dalle amministrazioni regionali e
quelli di cui al comma precedente per effetto delle
applicazioni delle disposizioni di cui al comma 486
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono
versate, a decorrere dall'1 gennaio 2014, all'entrata del
bilancio della Regione per essere destinate al
finanziamento delle iniziative previste dall'articolo 25
della presente legge.
Art. 24.
Riduzione della dotazione organica e pensionamenti
anticipati
1. In coerenza con i principi e le finalità
dell'articolo 2 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95,
convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n.
135, vigono per il periodo 2014-2017, per il personale
dell'Amministrazione regionale, i requisiti anagrafici e
contributivi per l'accesso al trattamento pensionistico in
base alla disciplina vigente prima dell'entrata in vigore
dell'articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214.
2. Nelle more della rivisitazione e riorganizzazione
dell'Amministrazione regionale, la dotazione organica del
personale di cui all'articolo 5 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 e all'articolo 51, comma 2, della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11, nonché degli enti di cui
all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,
è ridotta in numero pari ai soggetti che vengono collocati
in quiescenza in attuazione delle dotazioni organiche di
cui al precedente comma 1.
3. Alla rideterminazione delle dotazioni organiche
ridotte ai sensi del superiore comma 2, si procede tramite
decreto del Presidente della Regione siciliana, previa
delibera della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica,
da adottarsi entro e non oltre 120 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
4. Al comma 6, dell'articolo 9, della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 sono soppresse le parole di consulenza,
studio e ricerca .
5. Nelle more della riorganizzazione dell'apparato
burocratico regionale, entro tre mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge e con le procedure previste
dall'articolo 11 della legge regionale 3 dicembre 2003, n.
20, le strutture di dimensione intermedia, denominate aree
e servizi, ed unità operative di base, di cui all'articolo
4 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, sono ridotte
del 30%.
6. L'articolo 20 della legge regionale 15 giugno 1988,
n. 11, è sostituito dal seguente:
1. I dipendenti dell'amministrazione regionale, con
almeno otto anni di servizio utile ai fini
dell'attribuzione dell'indennità di buonuscita o del TFR,
possono chiedere l'anticipazione dell'erogazione del
trattamento loro spettante.
2. Le anticipazioni concedibili non potranno
complessivamente superare il 70% dell'ammontare
dell'indennità di buonuscita o del TFR cui il dipendente
avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto di
lavoro alla data della richiesta.
3. Le richieste di anticipazione potranno essere
avanzate con riferimento ad una sola delle seguenti
prioritarie motivazioni:
a) spese sanitarie per il dipendente e per i familiari
fiscalmente a carico;
b) spese per studi universitari e post universitari per
i figli;
c) acquisto della prima casa per il dipendente;
d) acquisto della prima casa per i figli dell'avente
diritto.
4. L'anticipazione viene detratta, a tutti gli effetti,
dall'ammontare dell'indennità di buonuscita o del TFR
spettante per la cessazione del rapporto di lavoro.
5. Le richieste saranno soddisfatte sino ad esaurimento
dello stanziamento di bilancio previsto per l'esercizio
finanziari odi riferimento.
6. Con apposito regolamento da emanarsi, a cura del
Dipartimento regionale della funzione pubblica e del
personale, di concerto con il Fondo pensioni Sicilia, entro
60 giorni dalla pubblicazione della presente legge, saranno
individuate le modalità ed i criteri per la concessione dei
benefici di cui al presente articolo. .
Art. 25.
Lavoratori della ex Pirelli di Villafranca e di Siracusa
1. Per le finalità previste dal comma 2 dell'articolo 34
della legge regionale 18 maggio 1996, n. 33 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 235 migliaia
di euro, cui si provvede a valere sulle disponibilità del
Fondo siciliano per l'assistenza ed il collocamento dei
lavoratori disoccupati.
Art. 26.
Definizione accordo transattivo
1. Per le finalità di cui all'articolo 24, comma 9,
della legge regionale 25 maggio 1995, n. 45 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2014, la spesa complessiva di
2.650 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo 147305).
Art. 27.
Finanziamento ulteriori interventi di spesa
1. Le autorizzazioni di spesa previste per l'anno 2014
nell'Allegato 1 - Rifinanziamento interventi di spesa - di
cui all'articolo 8, comma 1, della legge regionale 11
giugno 2014, n. 13, sono incrementate da quelle previste
dall'Allegato 1 della presente legge, per l'importo
complessivo di 150.315 migliaia di euro.
2. Per le finalità di cui all'articolo 11, commi 99 e
100, della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa di 742 migliaia di euro (UPB
2.2.1.1.2 - capitolo 342534).
3. Per le finalità di cui all'articolo 54 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata, per l'anno 2014, l'ulteriore
spesa di 1.900 migliaia di euro (UPB 10.2.1.3.2 - capitolo
144111).
4. Per le finalità di cui all'articolo 20, comma 26,
della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, è
autorizzata per l'anno 2014 l'ulteriore spesa di 393
migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - capitolo 148102).
5. Per le finalità di cui all'articolo 128 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
11.750 migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215734).
Le procedure per l'assegnazione delle risorse di cui al
presente comma sono definite entro 60 giorni
dall'approvazione della presente legge.
6. Per le finalità di cui all'articolo 73, comma 1,
della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,
la spesa di 349 migliaia di euro (UPB 5.2.1.3.99 - capitolo
243308).
7. Per le finalità di cui alla legge regionale 31
dicembre 1964 n. 34 e successive modifiche ed integrazioni
è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 1.543 migliaia
di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183701).
8. Per le finalità di cui agli articoli 1, 2 e 8 della
legge regionale 30 aprile 2001, n. 4 e successive modifiche
ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa
di 600 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183715).
9. Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge
regionale 30 dicembre 1980, n. 152 e successive modifiche
ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa
di 1.700 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.3 - capitolo
373711).
10. Per le finalità di cui all'articolo 17 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
252 migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.5 - capitolo 191309).
11. Per l'erogazione di contributi per il funzionamento
delle università, degli istituti universitari, degli
osservatori astronomici, astrofisici, geofisici, e
vulcanologici di cui all'articolo 73, comma 6 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9, è autorizzata, per l'anno
2014, la spesa di 225 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 -
capitolo 373307).
12. Per le assegnazioni alle università per spese
inerenti l'attività sportiva universitaria e per i relativi
impianti, di cui all'articolo 73, comma 6, della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
143 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - capitolo 373313).
13. Per le finalità dell'articolo 1 della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzatala spesa di 1.020 migliaia di
euro per l'anno 2014 (UPB 11.2.1.1.1 - capitolo 412016).
14. Per le finalità di cui all'articolo 73, comma 2,
della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,
la spesa di 72 migliaia di euro (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo
376576).
15. Il fondo previsto dall'articolo 28 della legge 31
dicembre 2009, n. 196 e successive modifiche ed
integrazioni è incrementato, per l'anno 2014, della somma
di 400 migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.1 - capitolo 215702).
16. La dotazione finanziaria della UPB 4.2.1.3.3 -
capitolo 215724 è incrementata per l'anno 2014 dell'importo
complessivo di 1.397 migliaia di euro, di cui 1.074
migliaia di euro per consentire il pagamento rateale in
favore dell'Agenzia delle Entrate per l'acquisizione delle
azioni detenute dalla stessa nella Società Riscossione
Sicilia S.p.A.
17. La spesa autorizzata dall'articolo 48, comma 6 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 (tab. G) è incrementa
per l'anno 2014 dell'importo di 855 migliaia di euro (UPB
13.2.1.3.5 - capitolo 378118).
18. Al fine di fronteggiare le emergenze umanitarie
connesse allo sbarco di migranti nei territori dei Comuni
di Lampedusa, Pozzallo, Augusta, Porto Palo di Capo Passero
e Porto Empedocle è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2014, la spesa complessiva di 3.250 migliaia di
euro, di cui in favore del comune di Lampedusa 1.500
migliaia di euro, in favore del comune di Augusta 500
migliaia di euro, in favore del comune di Pozzallo 500
migliaia di euro, in favore del Comune di Porto Empedocle
500 migliaia di euro ed in favore del comune di Porto Palo
di Capo Passero 250 migliaia di euro. Le somme di cui al
presente comma sono utilizzate dai citati comuni per la
realizzazione di interventi finalizzati a favorire il
rilancio dei comuni, la gestione corrente nonché la
riqualificazione urbanistica e gli interventi
infrastrutturali (UPB 3.3.1.3.2 - cap. 191314).
19. Per le finalità di cui all'articolo 12 della legge
regionale 16 maggio 1978, n. 8 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2014 la spesa di 1.500 migliaia di
euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473709).
20. All'articolo 21, comma 2, della legge regionale 17
maggio 1984, n. 31, dopo le parole di serie A aggiungere
le parole e di serie B .
21. Per la concessione di contributi alle società
sportive professionistiche, semiprofessionistiche e
dilettantistiche partecipanti a campionati nazionali di
serie A e di serie B, già previsti dal comma 2
dell'articolo 21 della legge regionale 17 maggio 1984, n.
31, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2014 la spesa
di 180 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473710).
22. Per le finalità di cui all'articolo 47 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2014 la spesa di 60 migliaia di
euro (UPB 5.2.1.1.1 - capitolo 242022).
23. Per le finalità di cui all'articolo 14, comma 2,
lett. c) della legge regionale 15 maggio 1991, n. 27 è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2014 la spesa di
380 migliaia di euro (UPB 1.2.1.3.2 - capitolo 105703).
24. Per le finalità di cui all'articolo 1 della legge 14
novembre 2012, n. 203 e successive modifiche ed
integrazioni, al fine di rafforzare gli organi preposti
alla ricerca delle persone scomparse nel territorio
siciliano, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2014,
la spesa di 10 migliaia di euro.
25. Per le finalità dell'articolo 97 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni, per il riconoscimento delle funzioni sociali
svolte per la lotta alla povertà e al fine di consentire la
somministrazione di generi alimentari e di prima necessità
in favore di enti ed organizzazioni direttamente impegnati
nell'assisstenza verso categorie sociali maggiormente
marginalizzate o verso altre forme di povertà esterna, è
autorizzata la spesa di 500 migliaia di euro per l'anno
2014 (UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183728), di cui 300 migliaia
di euro in favore della Fondazione banco alimentare Onlus e
200 migliaia di euro in favore del Banco opere di carità
(UPB 6.2.1.2.3 - capitolo 183797).
26. Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
di promozione culturale della stessa, da svolgere nel
territorio della Regione, per le finalità dell'articolo
107, comma 1, della legge regionale26 marzo 2002, n. 2, e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata la
spesa di 198 migliaia di euro per l'anno 2014 (UPB
3.2.1.3.7 - capitolo 377714).
27. Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
di promozione culturale della stessa da svolgere nel
territorio della Regione, per le finalità dell'articolo
107, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata la
spesa di 142 migliaia di euro per l'anno 2014 (UPB
3.2.1.3.7 - capitolo 377747).
28. Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
di promozione culturale della stessa da svolgere nel
territorio della Regione, per le finalità dell'articolo
107, comma 2, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata la
spesa di 67 migliaia di euro per l'anno 2014 (UPB 3.2.1.3.7
- capitolo 377750).
29. Per le finalità della legge regionale 25 novembre
1975, n. 72 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata la spesa di 523 migliaia di euro per l'anno
2014 (UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183704).
30. Per le finalità dell'articolo 5 della legge
regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata la spesa di 495 migliaia di
euro per l'anno 2014 (UPB 13.2.1.3.7 - capitolo 473733).
31. Per le finalità dell'articolo 6 della legge
regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata la spesa di 45 migliaia di euro
per l'anno 2014 (UPB 13.2.1.3.7 - cap. 377723).
32. Per le finalità dell'articolo 1 della legge
regionale 5 marzo 1979, n. 14 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata la spesa di 400 migliaia di
euro per l'anno 2014 (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo 377735).
33. Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 195
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche ed integrazioni è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2014, la spesa di 300 migliaia di euro (UPB
1.2.1.3.1 - capitolo 104523) per l'attività di
coordinamento svolta a supporto degli organismi
internazionali tesi a favorire lo sviluppo del partenariato
euro mediterraneo prevista.
34. All'articolo 48, comma 6, tabella G della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è apportata la seguente
modifica:
L.R. n. 11/2010, art. 100 UPB capitolo +60
13.2.1.3.3 473309
L.R. n. 5/2005 e L.R. n. UPB capitolo +3.2
5/2014, art. 35 6.3.2.6.2 712402 00
L.R. n. 3/2012, art. 7 UPB capitolo +100
6.2.1.3.1 183786
35. Per l'aggiornamento del Piano Regionale dei
Trasporti, previsto dalla legge regionale 14 giugno 1983,
n. 68, e successive modifiche e integrazioni, e per
l'espletamento delle procedure necessarie alla Valutazione
Ambientale Strategica, da espletare ai sensi del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche e
integrazioni, che costituisce condizione indispensabile per
la programmazione e utilizzazione dei fondi strutturali
2014-2020 nel settore dei trasporti, è autorizzata per
l'anno 2014 la spesa di 300 migliaia di euro.
36. Le assegnazioni di parte corrente alle province sono
destinate prioritariamente, oltre che alle finalità già
previste dall'articolo 7, comma 2, della legge regionale 31
gennaio 2014, n. 5, anche al funzionamento delle scuole
musicali provinciali. Le assegnazioni medesime sono
incrementate, per l'esercizio finanziario 2014, di 7.650
migliaia, di cui 150 migliaia di euro in favore della
Provincia di Trapani da destinare all'Ente luglio musicale
trapanese per le finalità istituzionali e 200 migliaia di
euro in favore dell'Istituto musicale Toscanini di Ribera.
37. All'articolo 6, comma 7, della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5, dopo le parole capitolo 117305 sono
aggiunte le seguenti parole: nonché la somma di 400 per le
finalità di cui al comma 2 dell'articolo 38 della legge
regionale 18 maggio 1996, n. 33 e successive modifiche ed
integrazioni.
38. Per le finalità connesse alle attività motoristiche
e per i fini istituzionali propri dell'Ente autodromo di
Pergusa, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 250
migliaia di euro.
Art. 28.
Fondo di rotazione per gli interventi straordinari
(R.I.S.)
l. Al fine di fare fronte allo stato di grave crisi del
settore e di pervenire al risanamento delle gestioni ed al
rilancio delle attività degli enti, associazioni e
fondazioni a partecipazione pubblica, gli Enti: Teatro di
Sicilia Stabile di Catania, Ente Autonomo regionale Teatro
Massimo Vincenzo Bellini' di Catania, Ente Autonomo
regionale Teatro Vittorio Emanuele' di Messina,
Associazione Teatro Stabile di Palermo, Fondazione
Orchestra sinfonica siciliana, Fondazione Teatro Massimo di
Palermo, Fondazione Teatro Pirandello Valle dei Templi di
Agrigento, Istituto nazionale del dramma antico di
Siracusa, Orestiadi, Ente luglio musicale trapanese e
Fondazione The Brass group', che non possano far fronte ai
debiti certi ed esigibili da parte dei terzi, presentano un
piano di risanamento che intervenga su tutte le voci di
bilancio strutturalmente non compatibili con la
inderogabile necessità di assicurare gli equilibri
strutturali del bilancio stesso, sia sotto il profilo
patrimoniale che economico-finanziario, entro i tre
successivi esercizi finanziari. I contenuti inderogabili
del piano sono:
a) la rinegoziazione e ristrutturazione del debito
dell'Ente che preveda uno stralcio del valore nominale
complessivo del debito esistente al 31 dicembre 2013,
comprensivo degli interessi maturati e degli eventuali
interessi di mora, nella misura sufficiente ad assicurare
la sostenibilità del piano di risanamento nonché gli
equilibri strutturali del bilancio, sia sotto il profilo
patrimoniale sia sotto il profilo economico-finanziario;
b) l'indicazione della contribuzione a carico degli enti
diversi dalla Regione siciliana titolari di quote di
partecipazione;
c) la razionalizzazione del personale artistico, tecnico
e amministrativo;
d) il divieto di ricorrere a nuovo indebitamento, per il
triennio di riferimento, salvo il ricorso ai finanziamenti
di cui al presente articolo;
e) nel caso del ricorso a tali finanziamenti,
l'indicazione dell'entità nella misura strettamente
necessaria a rendere sostenibile il piano di risanamento
nonché le misure di copertura adeguate ad assicurare il
rimborso del finanziamento;
f) l'individuazione di soluzioni idonee a riportare
l'ente, entro i tre esercizi finanziari successivi, nelle
condizioni di attivo patrimoniale e almeno di equilibrio
del conto economico;
g) la rivisitazione dei contratti integrativi aziendali
in vigore, di concerto con le parti sindacali, che deve
risultare compatibile con i vincoli finanziari stabiliti
dal Piano.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è istituito presso
IRFIS-FinSicilia S.p.A. un fondo rotativo a gestione
separata, a valere sulle risorse libere dei fondi a sua
disposizione, con dotazione pari a 15.000 migliaia di euro.
3. L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. eroga agli enti di cui al
comma l, a fronte della presentazione del piano, prestiti
per una durata massima di quindici anni a tasso agevolato
per le finalità indicate dal piano di risanamento
presentato ai sensi del comma 1.
Art. 29.
Contratti di filiera e di distretto
l. Al fine di favorire lo sviluppo rurale ed un'armonica
integrazione tra politiche economiche e politiche del
territorio siciliano, in considerazione che il Decreto del
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
22 novembre 2007 relativo a Condizioni di accesso ai
finanziamenti del fondo rotativo per il sostegno alle
imprese e agli investimenti in ricerca prevede,
all'articolo 9, comma 2, lettera b), che le Regioni e
Province autonome possono disporre il cofinanziamento di
specifiche iniziative dei contratti di filiera o di
distretto, l'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello
sviluppo rurale e della pesca mediterranea è autorizzato a
disporre il cofinanziamento nella forma di contributo in
conto capitale, ad integrazione degli incentivi recati
dalla norma nazionale, per il sostegno di specifiche
iniziative che si realizzano sul territorio regionale.
2. Il contributo in conto capitale concesso dalla
regione di cui al comma 1 non può superare il 25 per cento
degli investimenti ammissibili di cui alle tabelle l A, 2
A, 4 A e il 50 per cento degli investimenti ammissibili di
cui alle tabelle 3 A e 5 A dell'allegato A al decreto del
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
21 aprile 2008, come modificato dal decreto ministeriale 17
febbraio 2009 che fissa le spese ammissibili e i limiti
agli investimenti ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del
decreto 22 novembre 2007. L'ammontare del contributo in
conto capitale non può in nessun caso risultare superiore
alla somma dei due finanziamenti (agevolato e ordinario),
per gli investimenti ammissibili di cui alle tabelle l A e
2 A dell'allegato A al decreto 17 febbraio 2009. La somma
del contributo in conto capitale, del finanziamento
agevolato e del finanziamento ordinario non può essere
superiore all'importo degli investimenti ammissibili.
3. La Giunta regionale con apposita deliberazione
stabilirà le modalità e i criteri per la concessione del
cofinanziamento regionale.
4. L'intervento regionale è concesso conformemente alla
decisione della Commissione europea relativa all'aiuto di
Stato n. N379/2008/Italia.
5. Per le finalità di cui al presente articolo si
provvede con le risorse discendenti dalle assegnazioni
della legge 30 giugno 1998, n. 208 e successive modifiche
ed integrazioni e dall'Accordo di programma quadro Sviluppo
Locale attribuite alla Regione (UPB 10.2.2.6.55 - capitolo
542055).
Art. 30.
Impiego fondi IRCAC inutilizzati
1. Al fine di rendere disponibili le somme impegnate e
non utilizzate nel Fondo Unico a Gestione Separata gestito
dall'IRCAC, attinenti alla legge regionale n.37/1978 e s.m.
e i., lo stesso dovrà procedere entro trenta giorni dalla
data di pubblicazione della presente legge e,
successivamente, entro il 31 gennaio di ogni anno, ad una
verifica dei crediti a medio termine e di esercizio,
deliberati ai sensi della citata legge regionale 18 agosto
1978, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni,
disimpegnando dal citato Fondo, le somme relative ai
predetti crediti concessi e non erogati da oltre due anni e
i relativi provvedimenti concessivi, adottati dall'IRCAC
e/o dalla Regione, si intendono revocati.
2. Le somme disimpegnate ai sensi del precedente comma,
rientrano nella dotazione del Fondo Unico di cui
all'articolo 63 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6,
costituito presso l 'IRCAC e saranno utilizzate dallo
stesso per l'attività ai sensi della propria legge
istitutiva e/o di altre leggi speciali la cui dotazione
finanziaria faccia riferimento al Fondo Unico a Gestione
Separata gestito dall' Istituto.
3. L'IRCAC pubblicherà sul proprio sito internet, con
valore di notifica per le cooperative interessate, la
delibera contenente l'elenco dei finanziamenti
disimpegnati.
4. Le somme trattenute sul fondo unificato gestito
dall'IRCAC, ai sensi di quanto previsto dal comma 5 quater
dell'art 22 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
come modificato dall'articolo 65 delle legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, non utilizzate alla data di entrata
in vigore della presente legge sono disimpegnate e
confluiscono nel fondo unico di cui all' art 63 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6 ed utilizzate ai sensi della
legge regionale 7 febbraio 1963, n. 12 e della legge
regionale 23 maggio 1991, n. 36.
5. Gli interessi maturati sulle somme relative al fondo
unico a gestione separata, costituito presso l'IRCAC, ai
sensi dell'articolo 63 della legge regionale 7 marzo 1997,
n. 6, e successive modifiche ed integrazioni,
costituiscono, a decorrere dal corrente anno, integrazioni
del fondo.
6. Le somme disimpegnate ai sensi del comma l, al netto
di eventuali commissioni spettanti all'IRCAC per la
gestione dei medesimi, restano nella dotazione del Fondo
unico di cui all'articolo 63 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6, gestito dall'IRCAC per essere destinate a nuove
iniziative in materia di sviluppo e occupazione, a
carattere innovativo, nel settore della cooperazione
mutualistica del terzo settore e delle cooperative che
gestiscono aziende agricole e terreni confiscati alla mafia
e alle attività previste dal Fondo unico a gestione
separata gestito dall'Istituto, fatta eccezione per
l'importo di 25.000 migliaia di euro che è versato, entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, in entrata al bilancio regionale per essere
destinato agli interventi previsti dall'articolo 13, comma
2 della presente legge garanzie occupazionali.
Art. 31.
Nuove iniziative per favorire lo sviluppo
1. L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. è autorizzato a destinare
25 milioni di euro di disponibilità liquide, pari all'8,6
per cento circa della dotazione patrimoniale complessiva al
13 giugno 2014 del fondo di cui ali'articolo 61 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed
integrazioni, a capitale sociale interamente posseduto
dalla Regione, nel rispetto della normativa di vigilanza
della Banca d'Italia.
2. L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. è autorizzato a destinare
ulteriori 30 milioni di euro di disponibilità liquide, pari
al 10,4 per cento circa della dotazione patrimoniale
complessiva al 13 giugno 2014 del fondo di cui all'articolo
61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e
successive modifiche ed integrazioni, a patrimonio proprio,
da utilizzare per la copertura quale garanzia diretta di
operazioni di provvista finanziaria da attivare presso la
BEI ed altri istituti nazionali ed internazionali pubblici,
da destinare alla concessione di credito a favore delle
imprese operanti in Sicilia, a fronte di progetti di
investimento e di sviluppo.
Art. 32.
Copertura finanziaria
l. Per l'esercizio finanziario 2014, quota parte del
gettito derivante dalla maggiorazione dell'aliquota
dell'Imposta regionale sulle attività produttive e
dell'addizionale regionale all'Imposta sul reddito delle
persone fisiche (IRPEF) di cui all'articolo 1, comma 174,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive modifiche
ed integrazioni, è destinata ai sensi dell'articolo 2,
comma 80, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e successive
modifiche ed integrazioni, in aggiunta alle finalità
previste dal comma 12 dell'articolo 3 della legge regionale
28 gennaio 2014, n. 5, sino all'importo di 31.715 migliaia
di euro, al finanziamento della compartecipazione
regionale, di cui all'articolo 1, comma 830, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, della spesa sanitaria relativa alla
quota indistinta delle disponibilità finanziarie per il
Servizio Sanitario nazionale, quale servizio pubblico
essenziale.
2. Ai maggiori oneri derivanti dalle autorizzazioni di
spesa di cui agli articoli della presente legge, pari a
566.830 migliaia di euro per l'anno 2014, 196.752 migliaia
di euro per l'anno 2015 e 131.042 migliaia di euro per
l'anno 2016, esclusi gli oneri previsti dall'articolo 4 e
dall'articolo 12, comma 2, si provvede:
a) per l'importo di 362.093 migliaia di euro per l'anno
2014, di 72.006 migliaia di euro per l'anno 2015 e di
117.912 migliaia di euro per l'anno 2016, mediante utilizzo
delle risorse iscritte in bilancio, che si sono rese
disponibili a seguito della non operatività delle relative
previsioni di spesa in conseguenza all'impugnativa del
Commissario dello Stato per la Regione Siciliana della
legge regionale 28 gennaio 2014 n, 5 ed a seguito delle
disposizioni dell' articolo 4 della presente legge che
sopprime l'Allegato 2 di cui all'articolo 4, comma 3, della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5;
b) per l'importo di 31.715 migliaia di euro per l'anno
2014 mediante utilizzo delle risorse regionali derivanti
dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma l;
c) per l'importo di 25.000 migliaia di euro per l'anno
2014 mediante riduzione della spesa relativa al
finanziamento della compartecipazione regionale agli
obiettivi del Piano Sanitario nazionale di cui all'articolo
9 della presente legge. Fermo restando quanto previsto al
successivo comma 3;
d) per l'importo di 111.615 migliaia di euro per l'anno
2014 e di 111.616 migliaia di euro per l'anno 2015 mediante
riduzione dell' autorizzazione di spesa prevista
dall'articolo 2, comma 3 della legge regionale 15 maggio
2013, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, in
relazione alle disposizioni dell'articolo 3 della presente
legge;
e) per l'importo di 2.000 migliaia di euro per l'anno
2014 mediante utilizzo delle risorse iscritte in bilancio,
che si sono rese disponibili a seguito della non
operatività delle relative previsioni di spesa in
conseguenza all'impugnativa del Commissario dello Stato per
la Regione Siciliana della legge regionale 11 giugno 2014
n. 13;
f) per l'importo di 12.294 migliaia di euro l'anno 2014
mediante utilizzo delle risorse di cui all'articolo 4,
comma 2, lett. c) della legge regionale 28 gennaio 2014, n.
5, in relazione alla diversa copertura finanziaria prevista
disposizioni dell'articolo 4 della presente legge;
g) per l'importo di 8.343 migliaia di euro mediante
utilizzo di parte del risparmio di spesa conseguente
all'accertamento del risultato di gestione del servizio
sanitario regionale per l'anno 2013;
h) per l'importo di 13.320 migliaia di euro mediante
riduzione, pari all'1,5 per cento, delle disponibilità
delle autorizzazioni di spesa iscritte, tra le spese
correnti, e discendenti dalle leggi regionali n. 5, 6 e 13
del 2014 limitatamente ai fondi regionali, con esclusione
delle categorie 1, 9, 10, 11, 12 (fondi di riserva e fondi
speciali), dei capitoli relativi a imposte e tasse, di
quelli relativi a spese per la sicurezza, per liti, per
accertamenti sanitari, nonché dei capitoli connessi alla
spesa sanitaria. L'importo delle riduzioni è indicato per
ciascuna autorizzazione di spesa nell'Allegato A della
presente legge;
i) per l'importo di 180 migliaia di euro per l'anno 2014
e di 13.130 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2014 e
2015 mediante riduzione di pari importo delle disponibilità
dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 - accantonamento 1001
del bilancio della Regione per il triennio 2014-2016.
Titolo IV
Disposizioni varie
Art. 33.
Soppressione e liquidazione dell'IRIDAS
l. L'Istituto regionale per l'integrazione dei
diversamente abili di Sicilia (IRIDAS) di cui all'articolo
48 della legge regionale del 14 maggio 2009, n. 6, è
soppresso alla data di pubblicazione della presente legge.
2. Il Presidente della Regione siciliana, su proposta
dell'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale, nomina un commissario liquidatore ai fini
degli adempimenti connessi.
3. Ai dipendenti dell'Ente si applicano le procedure di
mobilità nei limiti e secondo le modalità previste dal
comma 563 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.
147.
Art. 34.
Società partecipate
l. E'istituito presso l'Ufficio speciale delle società
in liquidazione l'albo dei dipendenti delle medesime
società in liquidazione a totale o maggioritaria
partecipazione regionale.
2. Nel suddetto albo devono essere iscritti tutti i
dipendenti attualmente in servizio con contratto di lavoro
subordinato a tempo indeterminato presso le società in
liquidazione, assunti prima del 31 dicembre 2009.
3. Saranno esclusi dall'albo i dipendenti non in
possesso dei superiori requisiti soggettivi, nonché quelli
assunti in violazione alle vigenti disposizioni regionali e
statali in materia di reclutamento di personale e divieti
di assunzioni.
4. Le società di cui al comma 1 dell'articolo 20 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive
modifiche ed integrazioni, per sopperire ai propri
fabbisogni di personale, come scaturenti dai contratti di
servizio stipulati con gli enti soci committenti, dovranno
attingere all'albo del personale di cui al comma 1 nel
rispetto dell'analisi del fabbisogno e della sostenibilità
finanziaria.
5. Ai fini di cui al comma 4, entro il termine
perentorio di 60 giorni dalla entrata in vigore della
presente legge, le società a totale o maggioritaria
partecipazione della Regione di cui al comma 1
dell'articolo 20 delle legge regionale 12 maggio 2010, n.
11, trasmettono all'Ufficio speciale delle società in
liquidazione e alla Ragioneria Generale della Regione
un'integrazione al piano previsto dall'articolo 20, comma
2, della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11con la
individuazione del numero dei soggetti inserito nell'albo
di cui al comma 1 che, in base ai rispettivi fabbisogni e
nei limiti finanziari previsti nei propri bilanci,
intendono assumere. La predisposizione dei predetti piani
deve essere effettuata nel rispetto dei limiti e dei
vincoli finanziari previsti dalla vigente legislazione.
6. Al personale assunto sarà riconosciuto il trattamento
giuridico ed economico previsto dal contratto collettivo
applicato, nel rispetto dei limiti di cui all'articolo 31
della legge regionale 6/1997.
7. Al personale di cui al comma 1, in servizio alla data
di cui al comma 2, non assegnato o trasferito ad altre
società con le modalità di cui al comma 5, si applicano le
procedure di mobilità nei limiti e secondo le modalità
previste dal comma 563 dell'articolo 1 della legge 27
dicembre 2013, n. 147.
8. Restano ferme le disposizioni normative in materia di
limitazione e riduzione dei trattamenti giuridici ed
economici del personale di tutte le società a totale o
maggioritaria partecipazione della Regione, nonché le
direttive a tal uopo in precedenza adottate dalla Giunta
regionale di governo con propria deliberazione nell'ambito
delle misure di cosiddetta spending review, ed i limiti
imposti dall'articolo 31 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6. Resta, altresì, fermo il divieto assoluto di
riconoscere qualunque eventuale differenza tra il maturato
economico, a qualunque titolo, in godimento del suddetto
personale e il trattamento economico spettante al personale
regionale.
9. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge gli organi di amministrazione delle società
che non hanno già provveduto a quanto previsto dal comma 8,
adottano, a pena di decadenza, le necessarie iniziative ed
atti per l'eliminazione dei trattamenti difformi ed
illegittimi con contestuale recupero degli indebiti.
10. E'consentita per la copertura dei posti vacanti
nelle dotazioni organiche, l'attivazione delle procedure di
mobilità volontaria fra le società a totale o maggioritaria
partecipazione della regione siciliana nel rispetto del
piano dei servizi e del personale di cui all'articolo 23,
comma 2, della legge regionale 28 gennaio2014, n. 5.
11. E' abrogato il comma 6 quinquies dell'articolo 20
della legge regionale 12 maggio 2010 n. 11, come introdotto
dall'articolo 23 della legge regionale 28 gennaio 2014, n.
5.
12. Al comma 6 bis della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le
parole a totale partecipazione pubblica sono aggiunte le
parole ad esclusione della SEUS SCpA .
Art. 35.
Pensionamenti personale delle società partecipate
1. In attuazione delle politiche di riduzione della
spesa regionale, nel termine perentorio di 30 giorni
dall'approvazione della presente legge, è fatto obbligo a
tutte le società a totale partecipazione della regione
siciliana di individuare le anzianità contributive di tutti
i lavoratori in organico, richiedendo eventualmente
apposita certificazione agli enti previdenziali competenti.
2. E' fatto espressamente divieto alle società di cui al
comma l di autorizzare trattenimenti in servizio per coloro
che hanno raggiunto i requisiti anagrafici previsti dal
vigente C.C.R.L. 2002/2005 della Regione siciliana e degli
enti di cui all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10.
3. Le società dovranno risolvere unilateralmente i
rapporti di lavoro del personale che ha raggiunto i limiti
di permanenza in servizio di cui al comma 2, sempre che i
soggetti abbiano acquisito il requisito contributivo minimo
previsto dall'attuale normativa per fruire di un
trattamento pensionistico
4. Al personale in organico presso le società a totale
partecipazione della regione siciliana sono estese le
previsioni normative in materia di pensionamenti di cui
all'art. 1 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90.
5. A far data dall'approvazione della presente legge,
tutti coloro che hanno maturato i requisiti contributivi
e/o anagrafici, sono collocati in quiescenza.
Art. 36.
Qualifiche intermedie nelle società partecipate
1. Nelle società partecipate e sottoposte al controllo e
vigilanza della Regione siciliana a totale o maggioritaria
partecipazione azionaria pubblica, costituite dopo l'1
gennaio 2009, che siano sprovviste di copertura nelle
qualifiche intermedie, ancorché individuate nelle proprie
piante organiche, di inquadramento nei ruoli
gerarchicamente funzionali alle esigenze organizzative e
abbiano il rapporto di lavoro disciplinato da contratti di
diritto privato, non costituisce nuova assunzione ai sensi
della normativa vigente in materia di blocco delle
assunzioni, il ricorso, mediante procedure selettive, a
personale interno alle dipendenze della stessa società
partecipata per la copertura di tali posti.
2. Agli oneri finanziari derivanti dall'attuazione del
comma precedente, si provvede con le risorse proprie delle
società partecipate senza alcuna variazione di spesa a
carico del bilancio della Regione.
Art. 37.
Riscossione Sicilia
1. Per le finalità e il rispetto delle condizioni di cui
al decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 e successive
modifiche ed integrazioni, nonché degli articoli 16, 18 e
20 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive
modifiche ed integrazioni, nonché dell'articolo 23, comma 2
e seguenti della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, non
si applicano alla società partecipata dalla Regione
dell'area strategica servizi di riscossione dei tributi di
cui all'articolo 23, comma 1, lettera D) della legge
regionale 28 gennaio 2014, n.5
2. La presente disposizione non comporta oneri
aggiuntivi per il bilancio della Regione.
Art. 38.
Abolizione licenza trebbiatura e sgranatura meccanica
1. Per l'esercizio dell'attività di trebbiatura e
sgranatura meccanica dei cereali e delle leguminose da
granella, di cui al Regio decreto legge 23 aprile 1942, n.
433 ed al Decreto legislativo luogotenenziale 3 luglio
1944, n. 152, non è richiesta alcuna licenza.
Art. 39.
Norme in materia di trasparenza e di pubblicità
dell'attività amministrativa
1. Le somme autorizzate dall'articolo 55 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 ed impegnate nell'esercizio
2013 possono essere riprogrammate nell'anno 2014 per
l'espletamento delle funzioni di informazione e di
comunicazione previste dal medesimo articolo 55.
2. Le società a totale o maggioritaria partecipazione
della Regione pubblicano i bilanci, per estratto, sui
quotidiani regionali aventi maggiore diffusione in numero
di 20 copie nella Regione e su quotidiani nazionali con
redazione in Sicilia, ed integralmente nei rispettivi siti
istituzionali.
3. Le disposizioni di cui al primo comma dell'articolo 6
della legge 25 febbraio 1987, n. 67 e successive modifiche
ed integrazioni, trovano applicazione nell'ordinamento
regionale. All'inosservanza della presente norma sono
obbligati la Regione, i consorzi di liberi comuni,le città
metropolitane, i consorzi tra gli enti locali, le aziende
del settore sanitario nonché le società a totale e
maggioritaria partecipazione della Regione e degli enti
locali.
4. All'articolo 4 comma 6 della legge regionale 12
luglio 2011, n. 12, è anteposto il seguente:
06. Fermo restando quanto stabilito al comma 6 in
quanto compatibile, i soggetti di cui al comma 5 sono
tenuti a rendere noto i dati di cui alle lettere a) e b)
del medesimo comma 5, mediante pubblicazione per estratto,
a scelta della stazione appaltante, su due quotidiani a
diffusione nazionale, su due quotidiani a maggior
diffusione locale del luogo ove si eseguono i lavori e su
un periodico a diffusione regionale. Le testate di cui al
precedente alinea devono possedere i seguenti requisiti,
alla data di entrata in vigore della presente legge:
a) non meno di cinque giornalisti iscritti al relativo
albo professionale (sezione professionisti) tenuto ai sensi
della legge 20 febbraio 1963, n. 69, assunti con contratto
a tempo indeterminato;
b) attestazione di regolarità contributiva e
previdenziale ai fini INPGI e CASAGIT;
c) non meno di tre anni di ininterrotta pubblicazione
con diffusione regionale, con vendita in edicola sul
territorio regionale;
d) attestazione di copie vendute, certificata a norma di
legge. .
5. Al comma 5, dell'articolo 4, della legge regionale n.
12/2011, dopo la parola forniture sono inserite le parole
l'autorizzazione, anche tacita, di subappalti,
l'approvazione di perizie di variante .
6. Al comma 6 dell'articolo 4 della legge regionale n.
12/2011, dopo le parole ribassi d'asta sono aggiunte le
parole e sulla quota del fondo posto a disposizione delle
stazioni appaltanti per le spese di pubblicità ai sensi
dell'art. 178, comma l, lettera o del Decreto del
Presidente della Repubblica n. 207/2010. La mancata
comunicazione di tali dati è sanzionata secondo le modalità
e nella misura fissata alla lettera b) del comma 5 della
presente legge .
Art. 40.
Norme in materia di contributo alle spese di viaggio e
soggiorno
degli assistiti residenti nelle isole minori
l. I benefici previsti dalla legge regionale 13 agosto
1979, n. 202 e successive modificazioni ed integrazioni si
applicano agli assistiti residenti nelle isole Eolie,
Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria anche nei casi di
ricorso a luoghi di cura pubblici e privati, accreditati e
contrattualizzati con il SSN, ubicati nel territorio
regionale, qualora la necessità del ricorso a tali luoghi
di cura sia stata preventivamente riconosciuta con le
modalità previste dagli articoli 14 ter, 14 quater e 14
quinquies della legge 3 giugno 1975, n. 27 e successive
modifiche ed integrazioni.
Art. 41.
Adeguamento normativo in materia di regolamentazione de
minimis
l. Il rinvio al regolamento (CE) n. 1998/2006 della
Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all'applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza
minore pubblicato nella GUUE L379 del 28 dicembre 2006,
previsto nelle norme di seguito indicate, va riferito al
regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18
dicembre 2013 relativo all'applicazione degli articoli 107
e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea
agli aiuti de minimis pubblicato nella GUUE L352 del 24
dicembre 2013:
a) articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come modificato dagli articoli 19 e 20 della legge
regionale 26 febbraio 2010, n. 3, e dall'articolo 5 della
legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;
b) articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come modificato dall'articolo 9 della legge regionale 29
dicembre 2009, n. 13, dal comma 11 dell'articolo 80 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, e dall'articolo 6
della legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;
c) articolo 18 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come sostituito dall'articolo l0 della legge regionale
29 dicembre 2009, n. 13, e come modificato dal comma 12
dell'articolo 80 della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11, e dall'articolo 3 della legge regionale 24 novembre
2011, n. 25;
d) lettera h nonies del comma l dell'articolo 4 della
legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, come introdotta
dal comma 27 dell'articolo 80 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11;
e) articolo 7 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
f) articolo 10 della legge regionale 24 novembre 2011,
n. 25;
g) articolo 15 della legge regionale 24 novembre 2011,
n. 25;
h) articolo 31 della legge regionale 24 novembre 2011,
n. 25.
2. Il rinvio al regolamento (CE) n. 1535/2007 della
Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all'applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza
minore pubblicato nella GUUE L379 del 28 dicembre 2006,
previsto nelle norme di seguito indicate, va riferito al
regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione del 18
dicembre 2013 relativo all'applicazione degli articoli 107
e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea
agli aiuti de minimis nel settore agricolo pubblicato
nella GUUE L352 del 24 dicembre 2013.
- articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come modificato dagli articoli 19 e 20 della legge
regionale 26 febbraio 2010, n. 3, e dall'articolo 5 della
legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;
- articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come modificato dall'articolo 9 della legge regionale 29
dicembre 2010, n. 11, e dall'articolo 6 della legge
regionale 24 novembre 2011, n. 25;
- articolo 18 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come sostituito dall'articolo l0 della legge regionale
29 dicembre 2009, n. 13, e come modificato dal comma 12
dell'articolo 80 della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11, e dall'articolo 3 della legge regionale 24 novembre
2011, n. 25;
- comma 8 dell'articolo 80 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 come sostituito dal comma 5
dell'articolo 28 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
- articolo 7 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
- articolo 13 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
- articolo 15 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
- articolo 31 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25.
Art. 42.
Abrogazione e modifiche di norme
1. All'articolo 1 della legge regionale 9 dicembre 2013,
n. 23 è aggiunto il seguente comma: 1 bis. Il Ragioniere
generale è autorizzato ad effettuare le variazioni
compensative di bilancio tra i capitoli di cui al comma 1,
in relazione all'effettivo costo dei servizi da effettuare
in favore dell'Amministrazione regionale o degli enti del
settore sanitario sulla base delle convenzioni di servizio,
su richiesta dei competenti dipartimenti regionali.'.
2. Al comma l0 dell'articolo 6 della legge regionale n.
5 del 2014 le parole entro novanta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge sono sostituite dalle parole
entro il 30 settembre 2014 .
3. Sono abrogati i commi 6 e 7 dell'articolo 12 della
legge regionale 14 giugno 1983, n. 68 e successive
modifiche ed integrazioni.
4. E'abrogato il comma 6 dell'articolo 56 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni.
Art. 43.
Proroga di termini per la realizzazione di programmi di
edilizia agevolata e convenzionata
1. I termini di cui al comma 78, dell'articolo 11, della
legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, per l'inizio dei
lavori da parte delle cooperative edilizie inserite nella
graduatorie di definizione dei bandi redatti ai sensi delle
leggi 5 agosto 1978, n. 457 e 11 marzo 1988, n. 67 sono
prorogati al 31 dicembre 2015.
2. I termini di cui al comma 79, dell'articolo 11, della
legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, per l'inizio dei
lavori da parte delle imprese inserite nelle graduatorie di
definizione dei bandi redatti ai sensi delle leggi 5 agosto
1978, n. 457 e 11 marzo 1988, n. 67 sono prorogati al 31
dicembre 2015.
3. All'articolo 47, comma 17, della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 le parole 30 giugno 2014 e dall'1
luglio 2014 sono rispettivamente sostituite dalle parole
31 dicembre 2015. e dall'1 gennaio 2016. .
4. I soggetti che realizzino programmi costruttivi di
edilizia residenziale pubblica possono accedere
all'utilizzo di fondi ex Gescal per la realizzazione di
opere di urbanizzazione inerenti le aree circostanti
inserite nei piani triennali delle opere pubbliche
comunali.
5. All'articolo 33, comma 1, della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6, dopo le parole ad uso residenziale
aggiungere le parole o ad uso non residenziale purché
ricompresi in unità immobiliari o complessi immobiliari a
prevalente uso residenziale. . I lavori di cui all'art. 33,
comma 1, della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6,
possono essere ultimati entro 36 mesi dalla data di inizio,
rimanendo a carico del mutuatario gli interessi che gravano
per il tempo superiore ai 24 mesi stabiliti per il pre-
ammortamento. Alla fine del comma 1 della legge regionale
14 maggio 2009, n. 6, aggiungere le parole per le finalità
del presente comma, si utilizzano le somme residue di cui
al comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6 .
6. Il termine per la realizzazione degli interventi di
cui alla legge regionale 23 marzo 2010, n. 6, è prorogato
ad ogni effetto al 31 dicembre 2015.
Art. 44.
Disposizioni in materia di finanziamento alle piccole e
medie imprese
(STRALCIATO)
Art. 45.
Interventi per il sostegno al pagamento delle rate di
mutuo e di affitto
1. Al fine di consentire il superamento dello stato di
crisi finanziaria delle cooperative siciliane con proprietà
divisa ed indivisa, dovuto a problemi di ordine economico
connessi alla grave crisi economica ed ai conseguenti
riflessi sullo stato occupazionale dei soci, è sospeso,
senza alcun onere aggiuntivo, il pagamento delle rate
scadute e non pagate alla data di entrata in vigore della
presente legge, nonché di quello in scadenza fino al 31
luglio 2014 relative a mutui concessi dall'Istituto
regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC) ai sensi
della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 95 e successive
modifiche ed integrazioni.
2. La sospensione opera fino al 31 dicembre 2015.
3. Il pagamento delle rate sospese avverrà in coda al
piano di ammortamento che viene prolungato di un numero di
rate pari a quelle scadute e con la medesima periodicità
prevista originariamente con contratto da stipulare senza
obbligo della forma pubblica.
4. Le istanze di sospensione dei pagamenti delle
cooperative edilizie a proprietà indivisa dovranno essere
avanzate dal Presidente o dall'Organi munito dei poteri di
rappresentanza legale senza necessità di una preventiva
deliberazione dell'Assemblea dei soci, con l'indicazione
nominativa dei soci che intendono fruire della sospensione
stessa, quelle delle cooperative a proprietà divisa
individualmente da ciascun socio. La presentazione
dell'istanza sospende i pagamenti con riserva
dell'accertamento del diritto.
5. Sono altresì sospesi gli eventuali interessi di mora
già maturati sulle rate sospese che verranno corrisposti
successivamente e contestualmente al pagamento della rata
cui si riferiscono.
6. La sospensione trova applicazione anche in presenza
di azioni esecutive escluse le procedure concorsuali,
avvita per il recupero delle rate oggetto della
sospensione, a condizione che la cooperativa o il socio
provvedano entro sei mesi al pagamento delle spese legali
connesse. Su tale pagamento devono essere concesse, a
richiesta, rateizzazione di durate non superiore a sei
mesi.
7. Allo scopo di fornire la copertura finanziaria agli
interventi disposti dal presente articolo, senza alcun
onere diretto per la Regione, il comma 2 bis dell'articolo
12 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5, come
modificato dall'articolo 55 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10 è sostituito dal seguente:
2. bis. Al predetto Istituto è riconosciuto altresì un
compenso pari al 30 per cento rapportato all'ammontare dei
crediti in sofferenza effettivamente recuperati nel corso
dell'esercizio con esclusione dei recuperi ottenuti nei
confronti della Regione a fronte di fidejussioni dalla
stessa prestate. .
8. Al fine di salvaguardare il Fondo di esercizio dei
finanziamenti alle cooperative, la previsione di cui al
comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale 30 marzo
1998, n. 5, come modificato dall'articolo 55 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, deve essere intesa nel
senso che la commissione dell'1,50% deve essere calcolata
esclusivamente sul valore della sorte capitale e degli
interessi corrispettivi dei crediti con esclusione degli
interessi moratori.
9. La commissione prevista al comma 2 dell'articolo 12
della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5, come modificato
dall'articolo 55 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10, non può in ogni caso essere superiore alla copertura
delle spese di funzionamento dell'IRCAC.
10. Le economie realizzate in tal senso devono essere
contabilizzate all'interno del Fondo di esercizio dei
finanziamenti alle cooperative in uno specifico
accantonamento a destinazione vincolata iscritto nel
bilancio del Fondo stesso.
11. Le disposizioni di cui ai precedenti commi devono
trovare applicazione a far data dall'esercizio finanziario
2014.
Art. 46.
Svolgimento attività commerciali nelle aree ex consorzi
ASI
(STRALCIATO)
Art. 47.
Norme di interpretazione autentica dell'articolo 19
della legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8
1. Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge. gli assegnatari di rustici e/o
capannoni e/o immobili industriali comunque denominati,
possono fare istanza al competente Consorzio per l'area di
sviluppo industriale in liquidazione-gestione separata
IRSAP per l'acquisto dell'immobile assegnato. Il prezzo di
vendita, versato in favore della liquidazione. è pari a
quello della perizia di stima effettuata dalla competente
Agenzia del Territorio, decurtato degli eventuali canoni
effettivamente versati dall'assegnatario in favore del
soppresso consorzio.
2. Con la stessa istanza con cui l'assegnatario
manifesta, ai sensi del presente comma, la propria
intenzione di voler acquistare l'immobile, l'istante indica
il termine entro cui intende procedere al versamento del
saldo dovuto per il perfezionamento della stessa vendita;
detto termine non può comunque superare il 31 dicembre
2015. Trascorso il termine suddetto l'assegnatario decade
dalla possibilità di esercitare il diritto di cui al
presente comma. Per le finalità di cui al presente comma,
l'IRSAP può stipulare accordi e convenzioni con enti
nazionali e regionali sia pubblici che privati competenti
in materia di medio credito e finanza agevolata come
previsto dall'articolo 2, comma 2, lettera i) della legge
regionale 12 gennaio 2012, n. 8.
Art. 48.
Modifica di norme in materia di estrazione giacimenti
minerari di cava
1. L'articolo 12 della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9, è così sostituito:
Art. 12. Attività di estrazione giacimenti minerari di
cava. - 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore
della presente legge, gli esercenti di cave sono tenuti a
versare un canone annuo di produzione commisurato alla area
coltivabile ed ai volumi autorizzati come definiti nelle
autorizzazioni all'esercizio delle attività estrattive.
2. Detto canone è commisurato alla superficie dell'area
ed ai volumi autorizzati della cava. Esso è ottenuto
sommando gli importi riportati in tabella, corrispondenti
agli scaglioni di superficie e volumi autorizzati:
Superficie espressa in ettaro
Sup = 2 < Sup = 5 < Sup = 10 < Sup = 20 < Sup = Sup >
2 5 10 20 50 50
4.000 6.500 7.500 10.000
2.000 13.000
Volumi espressi in migliaia di metri cubi
Vol. = 100 < 500 < Vol. 1000 < 2000 < Vol.
100 Vol. = 500 = 1000 Vol. = 2000 Vol. = 5000 > 5000
3.500 6.000 8.000 10.000
1.500 13.000
3. In caso di sospensione dei lavori di coltivazione ai
sensi dell'articolo 24 della legge regionale 9 dicembre
1980, n. 127 e, successive modifiche ed integrazioni, la
quota dei canoni relativa ai volumi estratti per tale
periodo non sarà dovuto. Eventuali periodi inferiori
all'anno solare saranno calcolati per dodicesimi.
4. I canoni di produzione sono dovuti per il 60% al
Comune interessato e per il 40% alla Regione.
5. Qualora siano interessati più Comuni la quota del 60%
è ripartita sulla base della superficie dell'area di cava
approvata ricadente in ciascun Comune.
6. L'importo dovuto è corrisposto entro il mese di marzo
successivo all'anno di riferimento. Gli esercenti sono
tenuti ad inviare al Dipartimento regionale dell'energia
dell'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di
pubblica utilità, copia della quietanza dell'avvenuto
pagamento entro il mese di aprile.
7. Le tariffe sono aggiornate ogni due anni sulla base
dell'indice ISTAT.
8. I canoni destinati ai Comuni sono finalizzati alla
realizzazione di opere di recupero e riqualificazione
ambientale con priorità alle attività di scavo abusive.
9. I canoni destinati alla Regione in favore
dell'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di
pubblica utilità, saranno destinati a sostenere le attività
di studi e ricerche di settore, di monitoraggio e vigilanza
del settore estrattivo, nonché il potenziamento delle
risorse umane assegnate all'Assessorato per l'incremento
dell'attività di sorveglianza, controllo e lotta
all'abusivismo in campo estrattivo.
10. Il ritardato pagamento delle somme dovute comporta
l'applicazione degli interessi legali.
11. Il mancato versamento del canone di cui al presente
articolo, entro i termini ivi previsti, comporta la
maggiorazione del versamento stesso in misura pari al:
a) 10 per cento, qualora il versamento sia effettuato
entro centottanta giorni dalla data di scadenza dei
suddetti termini;
b) 30 per cento, qualora il versamento sia effettuato
oltre i centottanta giorni ma entro l'anno di scadenza dei
suddetti termini.
12. Il pagamento alla Regione deve essere effettuato in
un'unica rata, sul capitolo di entrata del bilancio della
Regione siciliana 1815, Capo 16, così denominato Proventi
derivanti da canoni di produzione per l'attività di
estrazione da giacimenti minerari di cava , Rubrica 3 -
Dipartimento regionale energia, Titolo 1, aggregato
economico 4, Capo 16 e dovrà avvenire:
a) mediante versamento in conto corrente bancario
intestato a Regione siciliana, Via Notarbartolo, 17 -
Banca Unicredit Spa, Via Campolo, 65 - 90145 Palermo , sul
capitolo di entrata 1815 Proventi derivanti da canoni di
produzione per l'attività di estrazione di giacimenti
minerari di cava - Capo 16;
b) versamento in conto corrente bancario intestato a
Regione siciliana, Via Notarbartolo, 17 - Banca Unicredit
Spa, Via Campolo, 65 - 90145 Palermo , sul capitolo di
entrata 1815 Proventi derivanti da canoni di produzione
per l'attività di estrazione di giacimenti minerari di
cava - Capo 16. Dovrà essere indicato il nome e il cognome
o la ragione sociale del soggetto versante (impresa
esercente l'attività estrattiva).
Nella causale di versamento dovranno essere indicati: i
dati identificativi del versante, la motivazione del
versamento, il canone, l'anno di riferimento, la località
della cava e gli estremi dell'autorizzazione, nonché
l'indicazione che l'importo deve essere acquisito
all'entrata del bilancio della Regione siciliana, capo 16,
Dipartimento regionale energia, capitolo 1815 così
denominato Proventi derivanti da canoni di produzione per
l'attività di estrazione da giacimenti minerari di cava . .
Art. 49.
Disciplina di attività cinofile all'interno di parchi e
riserve
(STRALCIATO)
Art. 50.
Fondi di gestione faunistico-venatoria
(STRALCIATO)
Art. 51.
Disposizioni in materia di vincolo di destinazione delle
aziende agrituristiche
(STRALCIATO)
Art. 52.
Disposizioni in materia di riconoscimento di associazioni
venatorie
(STRALCIATO)
Art. 53.
Definizione interventi edilizi
(STRALCIATO)
Art. 54.
Differimento di termini per recupero abitativo dei
sottotetti
(STRALCIATO)
Art. 55.
Modifiche di norme in materia di edilizia sociale
(STRALCIATO)
Art. 56.
Abrogazione di norma in materia di affidamento provvisorio
servizi comunali di trasporto pubblico locale
1. E' abrogato il comma 1 dell'articolo 47 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni.
Art. 57.
Ticket ingresso ecomusei
(STRALCIATO)
Art. 58.
Misure a sostegno dei contratti di solidarietà
e degli accordi sindacali tra imprese e lavoratori
(STRALCIATO)
Art. 59.
Parità di accesso ai servizi
(STRALCIATO)
Art. 60.
Disposizioni finanziarie in materia di personale precario
degli enti locali
(STRALCIATO)
Art. 61.
Modifica di norma in materia di personale precario enti
locali
(STRALCIATO)
Art. 62.
Disposizioni in materia di personale utilizzato in
convenzione
dalle aziende ospedaliere universitarie
(STRALCIATO)
Art. 63.
Disposizioni di contenimento della spesa in materia di
locazioni di immobili
(STRALCIATO)
Art. 64.
Disposizioni in materia di recesso dai contratti di
locazione
(STRALCIATO)
Art. 65.
Istituzione dell'Albo dei segretari degli enti locali
(STRALCIATO)
Art. 66.
Norme in materia di personale degli uffici speciali
dell'amministrazione regionale
(STRALCIATO)
Art. 67.
Abrogazione di norma in materia di costituzione e adesione
ai liberi consorzi
(STRALCIATO)
Art. 68.
Disposizioni in materia di formazione ed aggiornamento
del personale degli enti locali
(STRALCIATO)
Art. 69.
Differimento di termini di graduatorie di concorsi
negli enti locali e nell'Amministrazione regionale
(STRALCIATO)
Art. 70.
Modifiche di norme in materia di riserve in favore dei
comuni
per il rimborso di spese per la gestione di asili nido
(STRALCIATO)
Art. 71.
Sostegno finanziario alle associazioni di enti locali
(STRALCIATO)
Art. 72.
Assegnazione temporanea personale regionale alle
amministrazioni comunali
(STRALCIATO)
Art. 73.
Abrogazione clausola di salvaguardia in materia di
incarichi dirigenziali
(STRALCIATO)
Art. 74.
Modifiche di norme in materia di pensionamento
del personale degli enti economici regionali
(STRALCIATO)
Art. 75.
Norme in materia di organizzazione amministrativa
di enti vigilati e partecipati dalla Regione
(STRALCIATO)
Art. 76.
Variazioni al Quadro di previsione di cassa del bilancio
della Regione
1. Al quadro di previsione di cassa, per l'esercizio
finanziario 2014, sono apportate le seguenti variazioni:
ENTRATA
Fondo iniziale di cassa -
35.515.166
,88
SPESA
ASSESSORATO ECONOMIA
BILANCIO E TESORO - RAGIONERIA GENERALE DELLA
REGIONE
Fondo per l'integrazione delle dotazioni di
cassa
Capitolo 21571 - Interventi regionali -
35.515.166
,88
Art. 77.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno stesso della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.
IL PRESIDENTE
LAVORI PREPARATORI
Disegno di legge n. 782 - Assestamento del bilancio della
Regione per l'anno finanziario 2014. Variazioni al bilancio
di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
2014 e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie .
Iniziativa governativa: presentato dal Presidente della
Regione (Crocetta) su proposta dell'Assessore per
l'economia (Agnello) il 20 giugno 2014.
Trasmesso alla Commissione Bilancio'(II) il 24 giugno
2014.
Esaminato dalla Commissione nelle sedute n. 146 dell'8
luglio 2014, n. 147 dell'11 luglio, n. 149 del 16 luglio
2014, n. 150 del 17 luglio 2014, n. 152 del 18 luglio 2014
e n. 153 del 19 luglio 2014 e n. 155 del 20-21-22 luglio
2014.
Esitato per l'Aula nella seduta n. 155 del 20-21-22 luglio
2014
Relatore di maggioranza: on. Dina Antonino.
Relatore di minoranza: on. Vinciullo Vincenzo
Discusso dall'Assemblea nella seduta n. 173 del 23 luglio
2014,
Approvato dall'Assemblea nella seduta n.