Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
BARBAGALLO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, sospendo, brevemente. la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 12.52, è ripresa alle ore 13.08)
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Anselmo, Assenza, Cimino e
Forzese hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme per agevolare l'accoglienza e la sistemazione abitativa
dei migranti. (n. 792)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lantieri in
data 22 luglio 2014.
- Norme in favore delle persone incontinenti e stomizzate della
Regione siciliana. (n. 794).
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ferreri,
Zito, Cappello, Cancelleri, Ciancio, Ciaccio, Mangiacavallo,
Siragusa, Foti, La Rocca, Palmeri, Tancredi, Trizzino e Zafarana in
data 24 luglio 2014.
- Modifiche della legge regionale del 15 maggio 2013, n. 9 -
Canone sulla produzione delle attività estrattive. (n. 795).
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Falcone,
Papale, Figuccia, Assenza, Milazzo G. e Savona in data 28 luglio
2014.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
legge alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato alla
Commissione
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Disposizioni per lo sviluppo economico e sociale. (n. 793)
di iniziativa parlamentare, presentato il 22 luglio 2014, inviato
il 24 luglio 2014.
parere I, III, IV, V e VI.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge inviato alla Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Nuove norme in materia di liberi consorzi comunali e città
metropolitane e differimento dei termini di cui alla legge
regionale 24 marzo 2014, n. 8. (n. 791)
di iniziativa parlamentare, inviato il 22 luglio 2014.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Edmondo Tamajo, con nota
prot. n. 7775/SG.LEG.PG. del 21 luglio 2014, ha chiesto di apporre
la propria firma al disegno di legge n. 441 "Ricollocazione del
personale delle Riserve naturali assunto ai sensi della legge
regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche ed
integrazioni".
Onorevoli colleghi, come ben sapete, sono stati accantonati gli
articoli 7 e 12, a parte i primi due. Si riprende con l'articolo
16. come ben sapete i tempi sono contingentati. Quindi, alla
scadenza dei tempi si interrompe in automatico il conteggio stesso
e si sospende l'audio.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, considerato che sono le 13.10, se ci
regolamentiamo sui lavori, per capire come si svilupperanno, se c'è
una pausa per il pranzo.
PRESIDENTE. In Conferenza dei capigruppo ci siamo detti che anche
in nottata avremmo approvato questa manovra. In Conferenza dei
capigruppo, anche in sua presenza, ci siamo lasciati con il dire
che avremmo approvato la manovra entro il 29, anche in nottata,
andando ad oltranza derogando a un mio principio.
D'ASERO. No, rinviamo a domani mattina.
PRESIDENTE. Lo abbiamo detto in Conferenza dei capigruppo. Ove non
sia chiaro, bisognerà ritornare sicuramente in Aula in presenza di
una eventuale impugnativa da parte del Commissario dello Stato.
Quindi, dobbiamo calcolare pure questo.
Ci siamo detti in Conferenza dei capigruppo di andare avanti, non
capisco i problemi, il 30, il 31 .
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono convinto - avendo
già affrontato in Commissione l'articolato - che mi sembra
un'impresa titanica poterne concludere la discussione entro
stanotte. Dovremo sicuramente far slittare a domani la conclusione,
questa è la mia sensazione.
Per cui, se ci diamo un'impostazione ordinata fin da oggi,
evitando di fare strappi per poi recuperare lo strappo fatto, nel
senso di recupero delle condizioni psico-fisiche dei deputati - in
caso di sforzi notturni - io suggerirei di darci fin d'ora un
calendario condiviso sapendo che dobbiamo concludere massimo entro
domani, ritengo, domani notte, perché non credo che entro stanotte
potremo farcela
Questa è la mia impressione di consapevolezza. Perché non
cominciavamo stamattina? All'una perché siamo qua? Cosa abbiamo
fatto fino ad ora? Cosa abbiamo fatto? Da mezzogiorno, siamo
all'una qua Si poteva cominciare alle ore 10.00, se dovevamo
concludere Non mi pare che possiamo fare gli eroi sul nulla Ci
sono tante difficoltà in questa manovra e non credo che entro
stasera si potrà finire. Questo è il mio pensiero oggettivo, non
soggettivo, di uno che ha valutato gli articoli anche prima.
Per cui, se facciamo un crono-programma ordinato arriveremo a
concludere, perché chi accorcia allunga e chi allunga accorcia .
CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio
in considerazione di quanto detto dall'onorevole Dina, anche per
dare ordine ai nostri lavori, mi sembra ragionevole l'ipotesi di
darci degli orari, sapendo sin d'ora a cosa andremo incontro, se
alla nottata, alla giornata di domani, sapendo i lavori che
dovranno essere realizzati in quest'Aula a partire dall'1 agosto,
eccetera. Proprio in considerazione di questo, quindi del buon
andamento dei nostri lavori, la invito a guardare - cosa che
ovviamente avrà già fatto - l'articolato della manovra finanziaria
che abbiamo alla nostra attenzione e a prendere seriamente in
considerazione l'ipotesi di stralciare alcuni articoli che non
possono far parte di questa finanziaria.
Mi riferisco, nello specifico, all'articolo 24 che è l'articolo
che riguarda la riforma della Pubblica Amministrazione,
praticamente la riforma della legge 10, che è materia che concerne
il personale della Regione, materia molto delicata che non mi
risulta sia passata dalla Commissione Affari istituzionali , per
una riforma organica e per il parere della Commissione.
Per cui, io credo che sarebbe opportuno - anche perché questo
articolo ci porterebbe via almeno sei, sette ore di discussione -
stralciare l'articolo 24 della finanziaria e rinviarlo in
Commissione perché venga approfondito nella stessa Commissione.
Io ricordo di aver fatto tante finanziarie in quest'Aula da
Presidente dell'Assemblea, da Vice Presidente della Regione, non
abbiamo mai consentito che i lavori dell'Assemblea si
focalizzassero durante la sessione di finanziaria sulle norme che
riguardano il personale della Regione, norme molto più banali di
queste.
Questa è una riforma organica della legge 10, non mi sembra il
caso che venga sviluppata e affrontata in questa legge e chiedo
formalmente alla Presidenza che venga stralciata e inviata in I
Commissione.
Credo che sarebbe il caso di ascoltare il Presidente della
Commissione Affari istituzionali , onorevole Cracolici che, se su
questo è d'accordo, potremo levare un argomento molto spinoso dalla
nostra discussione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ringrazio
l'onorevole Cascio, ma avrei detto le cose che lui ha appena detto
quando saremmo arrivati all'articolo 24.
In questa finanziaria io come Presidente e la mia Commissione
abbiamo avuto modo di trattare alcune norme, anche l'articolo 7 che
è oggetto di discussione. Ma l'articolo 24, che tra l'altro
affronta in maniera più organica tutto il tema dei rapporti in
essere con i dipendenti dell'Amministrazione regionale non è mai
passato dalla I Commissione e, quindi, come tale, le chiedo anch'io
che è una materia che merita l'approfondimento necessario perché
attiene a questioni contrattuali e dico, con una battuta, i
contratti si modificano con i contratti. Stiamo attenti a fare
operazioni in cui, per legge, cambiamo la natura contrattuale Poi,
si può fare tutto, ma i contratti si cambiano con i contratti, le
norme si cambiano con le norme. Evitiamo di fare confusione.
Pertanto, anch'io le chiedo di stralciare l'articolo 24, nella sua
interezza, dal testo all'esame dell'Aula.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto a quanto
detto dall'onorevole Cascio e dall'onorevole Cracolici, ritengo
che, una norma del genere, in effetti, se non è passata dalla I
Commissione ha bisogno di essere, assolutamente, approfondita
perché anche in questa Assemblea, se si ricorda - lei ormai c'è da
diversi anni, da oltre dieci anni - sa perfettamente che le norme
sul personale, sulla legge elettorale, eccetera, in qualche modo,
non sono mai pervenute nelle finanziarie o, comunque, nelle
finanziarie non sono state mai trattate.
Quindi, anche per agevolare i percorsi che il Presidente Dina ha
chiesto poco fa - e cioè di avere contezza dei tempi che nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, onestamente, in
presenza di tutti i capigruppo e di tutti i presidenti di
Commissione avevamo dato così come lei, correttamente, ha detto
alla fine della giornata di oggi pur facendo, anche fuori da ogni
regola, la questione della nottata - io ritengo che, se alcuni temi
che sono presenti in questa finanziaria, lei ci dice prima quali
sono quelli improponibili, prima di arrivare al momento finale, io
ritengo che sia importante perché faciliterebbe assolutamente il
percorso.
Per quanto riguarda il prosieguo, noi non possiamo pensare di
portare la finanziaria all'infinito, anche quando ci siamo dati
questo tipo di accordo nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari. Io ritengo che stasera, se ci riusciamo, facciamo una
no-stop. Se poi le condizioni psico-fisiche non ce lo
consentiranno, possiamo andare anche a domani mattina alle 9.00 o
alle 10.00
Anche perché, ognuno di noi, rispetto alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, si è anche organizzato e, in
qualche modo, si è determinato con altri impegni, fermo restando
che l'impegno prioritario è quello dell'Assemblea e, quindi,
l'impegno di stare in Aula.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
sottolineare, anche da parte del mio Gruppo, l'accordo con
l'onorevole Cracolici e l'onorevole Cascio per lo stralcio
dell'articolo 24, ritenendo che le norme che riguardano il
personale e i contratti, tutte le norme, devono essere espunte
perché potrebbero essere quelle causa di discussione e, in linea
con quello che diceva l'onorevole Leanza, per rispetto agli accordi
presi nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari alla
sua presenza, noi siamo per continuare, comunque, l'esame della
finanziaria espungendo quelle norme che creerebbero, sicuramente,
maggiore confusione e maggiore, anche, perdita di tempo in Aula.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cerco di fare il
punto. Anche alla luce delle osservazioni, puntuali, che ci sono
state da parte un po' di tanti colleghi e del Presidente della
Commissione, io convengo con quanto da lei asserito, Presidente
Ardizzone. Convengo con quanto da lei asserito circa il fatto che
lei, nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, aveva
estrinsecato ai componenti la Conferenza la necessità di chiudere
possibilmente entro il 29, posto che, comunque, ci sono problemi di
agibilità dell'Aula stessa a partire dal 31, ma contestualmente
sappiamo - lei lo ha ripetuto, non poteva far altro che affermarlo
- che comunque dovremo riconvocare l'Aula, perché dobbiamo
conteggiare il tempo di cui per legge si prenderà il Commissario
dello Stato per l'esame della proposta finanziaria.
E' altamente probabile che una parte di questa finanziaria cadrà
sotto la scure del Commissario, è chiaro che noi dovremo prevedere
fin da ora che ad agosto, comune dobbiamo trovare una data o in
quest'Aula o nella Sala Gialla, è inutile che ci nascondiamo.
Fermo restando che è giusto completare se ci riusciamo, Presidente
Ardizzone, come lei aveva annunciato entro il 29, su questo nulla
quaestio. Dal momento che lei ha contingentato i tempi e di fatto,
quindi, impedisce che ci sia un dibattito vero, forte, reale e tale
da consentire ai componenti di questo Parlamento di poter esprimere
la loro sui vari articoli e sugli emendamenti che ci sono, perché
comunque il contingentamento è qualcosa che blocca anche
l'iniziativa di intervenire - io stesso ieri con i componenti del
mio Gruppo ci siamo autolimitati - ma la di là di questo non è che
possiamo pensare che non abbiamo un tempo congruo.
Stabiliamo il percorso circa la pausa pranzo e la ripresa dei
lavori anche no-stop, come da lei precedentemente annunciato. Io
stesso ricordo le sue parole quando diceva: contrariamente a
quanto penso e a quanto avevo stabilito in passato, per questa
finanziaria procederemo anche con le sedute notturne'.
Per fare questo penso che non si sarebbe dovuto perdere tempo
circa l'inizio dei lavori di stamattina, visto che sono le 13.00 e
non certamente le 10.00 del mattina, orario in cui si sarebbe
potuto iniziare benissimo. Inoltre, se dobbiamo lavorare di notte,
visto che ci sono i tempi contingentati, dobbiamo stabilire con
certezza il tempo tecnico per potere anche in maniera frugale
pensare, l'orario in cui riprenderà l'Aula, in modo da poter andare
al no-stop.
Sulla proposta di stralcio, è vero quello che dicono gli onorevoli
Cracolici e Cascio, ma se partiamo da questo punto di vista ci sono
anche altri articoli che, magari, non vengono sottolineati perché
sono di parte o di parte interessata. Allora, procediamo con
l'Assestamento di bilancio, paghiamo gli stipendi e ci fermiamo,
Presidente.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di essere
veloce, ma se questa è una finanziaria che qualcuno detta e lei non
consente il dibattito, perché se si stralciano gli articoli si
devono stralciare tutti gli articoli che non sono attinenti a
quello che è lo spirito di questa finanziaria, perché l'articolo 24
rientra fra quegli articoli della spending review che
consentirebbero il contenimento della spesa.
Ieri noi abbiamo approvato altri articoli che non potevano essere
approvati in finanziaria; quindi, la pregherei di fermarsi e di
indire una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e di
stralciare tutto quello che non riguarda norme finanziarie e
stasera, forse, possiamo finire.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
ovviamente noi riteniamo che la proposta dell'onorevole Cascio sia
una proposta ragionevole se si perfezione in questi termini:
l'Assemblea redige un ordine del giorno in cui impegna il Governo a
settembre a portare una relazione dove si evincono la certezza del
risparmio, anche con delle tabelle, perché questa norma rischia di
essere in parte impugnata anche perché mancano questi requisiti di
tabelle e certezza del risparmio e nel ragionamento di una norma
organica, certamente, lo stralcio può essere un fatto positivo per
l'Assemblea che è chiamata, certamente, a fare una norma che è una
norma di risparmio, Presidente, però va ragionata.
Per cui, io propongo all'Assemblea di stralciare la norma con
l'approvazione di un ordine del giorno con il quale l'Assemblea si
impegna e impegna il Governo a settembre a portare una norma.
PRESIDENTE. Ho compreso un po' qual è l'indicazione dei singoli
Gruppi. Nessuno vuole fare forzature. Ringrazio che si è dato atto
di quanto convenuto in Conferenza dei Capigruppo. Per cui va fatta
una riflessione.
Ben sapete qual è stato il mio atteggiamento. Non ho dichiarato
neanche inammissibili gli emendamenti aggiuntivi. Li ho rimandati
alle Commissioni perché - come ho detto - è stato fatto un
lavoro. So che è stata una Commissione, la seconda, molto
partecipata, però se voi pensate che oggi c'è stata la Cerimonia
del Ventaglio le domande fatte dai giornalisti proprio vertevano,
la gran parte, quando si entrava nello specifico, del perché le
Commissioni di merito non svolgono fino in fondo il loro lavoro. Di
questo si tratta. Sappiamo che sono, purtroppo, delle vecchie
procedure che sono dure a morire.
Anche con riferimento all'ultimo intervento, quello dell'onorevole
Milazzo, quando faceva riferimento a capire l'effetto
dell'approvazione di queste norme, debbono essere pure compresi. Io
sono uno di quelli che vuole fino in fondo comprendere dove andiamo
a parare. In questo momento potrei pure stralciare perché rientra
nelle mie prerogative. Ripeto, non voglio fare forzature.
Io indirei una Conferenza. Stacchiamo momentaneamente. Serve
questo tipo di ragionamento. Riprendiamo alle ore 14.30, puntuali,
con una Conferenza dei Capigruppo velocissima per riprendere alle
ore 15.00 i lavori d'Aula.
L'onorevole Grasso ha fatto riferimento anche eventualmente ad
altri articoli da stralciare. Inviterei questa Conferenza dei
Capigruppo ad evidenziarli. In Sala Rossa, però quello che
raccomando è la puntualità alle ore 14.30: Conferenza dei
Capigruppo e vediamo quali sono le norme da stralciare.
Ho capito che già su quello che riguarda la normativa personale,
contributi previdenziali e quant'altro c'è un'indicazione di
massima. Ci sono altri articoli. Vorrei prima sentire i Capigruppo
per vedere se possiamo in qualche modo arrivare in tempi non dico
celeri ma dignitosi, per l'approvazione di questa finanziaria senza
toccare la suscettibilità di nessuno.
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento signor Presidente.
Sono consapevole che l'articolo 24, e ce ne siamo accorti ora,
possibilmente non è passato dalla Commissione di merito. E' stata
una svista sicuramente della Commissione. Però, vorrei che in
questa sede definissimo bene i contorni, il senso della finanziaria
e la competenza della Commissione.
PRESIDENTE. Questi sono definiti per legge e per Regolamento,
onorevole Dina. Se poi è stata una svista della Commissione,
capisco il lavoro politico che è stato fatto.
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Si
fa carico alla Commissione di avere superato il Regolamento per
alcune cose, cosa che non è stata.
Io vorrei ricordare, per onestà e per correttezza, i riferimenti
regolamentari. La finanziaria è di competenza della II Commissione.
PRESIDENTE. No, la finanziaria è di competenza di tutte le
Commissioni.
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Di
tutte, ma la Commissione a cui è attribuita è la seconda.
L'assegnataria del disegno di legge è la Commissione Bilancio .
Detto questo, le Commissioni di merito danno pareri che poi
vengono votati in Commissione Bilancio . Quindi, io non vorrei che
qualcuno pensi che la Commissione di merito possa prevaricare.
Questo lo dico per correttezza. I pareri delle Commissioni non sono
vincolanti, sono dei pareri espressi. Si rivota in Commissione
Bilancio e queste sono le risultanze della formazione della legge.
Questo lo dico a scanso di equivoci, perché nessuna forzatura è
stata fatta in Commissione, in questo senso.
PRESIDENTE. Nessuno sta dicendo questo.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Non
mi riferisco a lei, signor Presidente. Se lei leggesse i resoconti
stenografici ritroverebbe che ci sono anche degli appunti, in
questo senso, che ritengo corretti. E' giusto, però, chiarire, una
volta per tutte, che i pareri delle Commissioni di merito, sulle
finanziarie, non sono vincolanti. Sono pareri espressi, la
Commissione vota e si definisce il percorso, se cambia il
Regolamento faremo altre cose.
PRESIDENTE. Onorevole Dina, il problema che, correttamente, è
stato sollevato, ma non dico che c'era stato un problema in II
Commissione, spesso accade che la II Commissione si fa carico di
esigenze, per venire incontro
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Abbiamo fatto sugli emendamenti aggiuntivi una sintesi
PRESIDENTE. Non è un problema. Siccome si può trovare la
soluzione, convochiamo la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari alle ore 14.30, puntuali in Sala Rossa, per riprendere
i lavori alle ore 15.00 e, in corso d'opera vediamo.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13.31, è ripresa alle ore 16.44)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che, come concordato col Governo
nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, la seduta
riprenderà alle ore 18.00.
Pertanto, sospendo di nuovo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.45, è ripresa alle ore 19.35)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, informo che il Presidente della Regione verrà
in Aula a riferire sulla manovra in esame. L'ho sentito poca fa e
in Presidenza ha detto che arriverà tra poco.
Lo dico per chiarezza, ai fini della programmazione dei lavori,
noi stasera non siamo in condizione di approvare la finanziaria
però andiamo avanti nel lavoro con l'impegno di partire domani
mattina alle ore 9 puntuali per completare un patto tra di noi
entro le ore 13, per dare la possibilità agli uffici di
collazionare tutti i documenti, raccomando soprattutto la presenza
dei componenti della Commissione perché se ci sarà da rivedere
qualcosa lo può fare il Governo d'intesa con la Commissione.
FORMICA. Fino a che ora lavoreremo?
PRESIDENTE. Io credo che si possa lavorare fino alle ore 24 anche
perché il ritardo non è stato accumulato per responsabilità di
quest'Aula, c'è una situazione complessa, la riunione dei Capi
Gruppo è servita pure a fare chiarezza, non c'è stata nessuna
perdita di tempo, e siamo qua per approvare una finanziaria che sia
a prova .
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, dire che
non c'è stata nessuna perdita di tempo mi sembra un'eccessiva
esagerazione. Io aspetto da 2 giorni che comincino i lavori, mi
rendo conto che non dipende da lei però le voglio dire una cosa
rilevante: domani alle ore 10 in Commissione Territorio e Ambiente
è prevista un'audizione molto breve che riguarda la gestione del
demanio in Provincia di Trapani, perché l'ultima che succede nel
mio territorio è che gli uffici regionali hanno addirittura
autorizzato la collocazione di alcuni pontili sotto il Castello di
Castellamare, saremo l'unico posto turistico in Italia ad avere
gabbiotti, bagni chimici e pontili sotto il castello, chiaramente
con il parere contrario della sovrintendenza, credo che l'audizione
di domani sia un'audizione molto importante per tutelare il mio
territorio e quindi formalmente le chiedo, visto che è inusuale che
noi cominciamo i lavori alle 9 di autorizzare per mezz'ora la
Commissione a svolgere questo importante atto ispettivo per capire
quello che sta succedendo a Castellamare e nel demanio in generale
in provincia di Trapani.
E' una richiesta formale che spero possa, se il presidente
Trizzino della IV Commissione, appoggiare, ma lo ritengo
indispensabile. Anche perché con la chiusura dei lavori assembleari
non c'è più modo di recuperare questa situazione.
La pregherei di essere attento nella valutazione, considerato che
ci sono persone che aspettano giorni interi e poi non possono
vedersi sfuggire l'occasione di tutelare il proprio territorio solo
per una concomitanza dei lavori d'aula.
PRESIDENTE. Mi consenta di raccordarmi con il presidente Trizzino
e le darò una risposta.
L'Aula è sospesa e riprenderà alle 19,45 in attesa del Presidente
della Regione.
(La seduta, sospesa alle ore 19.36, è ripresa alle ore 20.00)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito dell'esame del disegno di legge "Assestamento del
bilancio della Regione per l'anno finanziario 2014 - Variazioni al
bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5, 'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale.
Disposizioni varie'" (782/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge
"Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2014 - Variazioni al bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale
28 gennaio 2014, n. 5, 'Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale. Disposizioni varie'"
(n. 782/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la seconda Commissione Bilancio a prendere
posto nel relativo banco.
Onorevoli colleghi, ci eravamo lasciati con l'intento di una
verifica di alcuni articoli, in particolar modo dell'articolo 32.
Da una verifica che il Governo ha ritenuto di dover fare, in primo
luogo, con gli uffici probabilmente si potrà andare avanti ma
riferirà su questo punto proprio il Presidente, onorevole Crocetta.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, facendo riferimento alle questioni che sono state
affrontate in Conferenza dei Capigruppo il Governo ha verificato
tutta una serie di passaggi, che io ritengo che siano estremamente
importanti, che ci danno però una certa serenità.
Da una verifica attenta, anche in relazione alle discussioni
avvenute, riteniamo di non volere rischiare l'impugnativa, anche se
ritengo che la previsione era corretta, intorno a 66 milioni di
euro, per questo stiamo trovando una soluzione semplice che
rimodula tutto il meccanismo delle entrate e la proposta del
Governo è di andare a fare un taglio percentuale di spesa che è
intorno all'8 per cento su 366 milioni che è lineare, per
intenderci, non ci discutiamo troppo, questo sì, questo no , poi
vedremo, in fase di assestamento, ovviamente ci sono spese
inabbattibili che non saranno toccate, un prestito in materia di
investimenti intorno a 40 milioni, questa soluzione tecnica tra
l'altro è una soluzione che viene riconosciuta legittima, corretta
e dà una certa serenità alla manovra.
L'altra scelta è quella di tagliare 66 milioni di euro di spese e
basta, però, io ritengo che, mentre i 26 milioni di spesa oltre a
quelli che abbiamo tagliato siano sopportabili, 66 milioni
sinceramente diventano drammatici, naturalmente, non sono valutate
fra le entrate una serie di cose che danno effettive entrate,
voglio dire ad esempio come la riduzione di una serie di spese
nelle partecipate, la riduzione degli incarichi dirigenziali,
eccetera. che avranno effetto, però, non vogliamo fare un bilancio
avventato, una finanziaria avventata, sarà più carino registrare
questi risparmi di spesa a fine anno, però, mantenendosi molto
prudenti quest'anno.
Noi giudichiamo, fra l'altro, nel futuro credo che una serie di
entrate verranno anche, voglio dire, come piovute dal cielo,
pensate alla vicenda Nomura potrebbe comportare 175 milioni di
entrate, per la Regione una riduzione di spesa per il futuro che è
molto consistente rispetto ad un indebitamento che abbiamo nel
passato.
In realtà direi, la proposta del Governo è molto semplice, cioè di
rivedere il meccanismo delle entrate e, sostanzialmente,
emendamenti tecnici di assestamento che dovrebbero essere intorno a
26 milioni di riduzione della spesa.
PRESIDENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome
dobbiamo andare avanti ci dobbiamo intendere sul percorso, sul modo
in cui dobbiamo continuare.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, per consentire all'Aula di
andare avanti, avendo udito il Presidente e aspettando che la
proposta venga riformulata domani, proporrei di procedere sugli
articoli che non hanno spesa, dove non ci siano impegni di spesa
specifici. Fare tutto il resto dell'articolato, mettendo da parte
l'articolo 32, sicuramente, il 12 che riguarda i forestali e il 27,
quindi, esaminare gli articoli dove non ci sia necessità di
copertura specifica e quindi portarci avanti in questa direzione e
poi completare il lavoro domani quando il Governo riscriverà
l'articolo 32 nello specifico.
PRESIDENTE. Presidente Dina, lei che ha seguito, essendo il
presidente della Commissione, articolo per articolo, le chiederò di
volta in volta laddove c'è la possibilità di andare avanti o meno.
Se siamo d'accordo, così resta stabilito.
GRECO Giovanni. Per quanto riguarda l'articolo 24, cosa si è
deciso?
PRESIDENTE. Avendo sentito i Capigruppo, c'è un'indicazione quasi
unanime e il Governo, peraltro, condivide questa impostazione di
rinviarlo in Commissione perché venga approfondito.
Proceduralmente partirei proprio dall'articolo 24. Onorevoli
colleghi, formalmente l'articolo 24 è all'esame dell'Aula, non si
può stralciare perché ormai appartiene alla gestione dell'Aula,
evitiamo anche la soppressione, propongo che venga rinviato in
Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 24 è rinviato in prima Commisione.
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura.
Onorevole Dina, è possibile esaminarlo?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, c'è un impegno di spesa che bisogna garantire.
Accantoniamolo.
PRESIDENTE. E' accantonato perché comporta spesa..
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura.
Assessore Agnello, sull'articolo 17: Convenzione Agenzia delle
Entrate .
AGNELLO, assessore per l'economia. E' da sopprimere.
PRESIDENTE. Il Governo dice addirittura di sopprimerlo. C'è un
emendamento soppressivo dell'onorevole D'Asero ed altri, il 17.1,
all'articolo 17. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il Governo dà un parere favorevole alla soppressione.
Lo pongo in votazione, chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Complimenti, onorevole D'Asero. E' stato soppresso l'articolo 17.
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura.
Onorevole Dina, comporta spesa?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Lo
accantoniamo trattandosi di materia finanziaria specifica.
PRESIDENTE. E' accantonato perché comporta spesa.
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. E'
prevista spesa. Chiedo che venga accantonato.
PRESIDENTE. L'articolo 19 è accantonato.
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. E'
prevista spesa. Chiedo che venga accantonato.
PRESIDENTE. L'articolo 20 è accantonato.
Faremmo prima a dire quelli che non comportano spesa. E' prevista
spesa in tutti gli articoli, onorevoli colleghi.
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza..
Possiamo procedere, sono soltanto centomila euro.
PRESIDENTE. Centomila euro non incidono.
E' stato presentato l'emendamento 21.1, degli onorevoli D'Asero ed
altri, soppressivo dell'articolo 21. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 21.2, Il comma 1 è soppresso , a firma
degli onorevoli D'Asero ed altri.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 21.5 a firma degli onorevoli Ciancio ed
altri.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. E'
la diminuzione del costo della prestazione.
CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la diminuzione
riguarda la tassa di iscrizione dell'esame. Anche da una
consultazione con gli Uffici dell'Assessorato abbiamo visto che
nelle altre regioni la media è intorno agli 80-100 euro, mettere
150 euro era secondo noi eccessivo. L'idea è questa.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Perché dobbiamo fare
demagogia?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 21.5.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. La richiesta risulta appoggiata a termini di
Regolamento.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 21.5.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 21.5 a firma dell'onorevole Ciancio.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti65
Maggioranza33
Favorevoli 37
Contrari 26
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Si passa all'emendamento 21.3 a firma D'Asero ed altri: Il comma
2 è soppresso .
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prendo atto.
D'ASERO. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 21, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 22 è accantonato.
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura.
E' stato presentato l'emendamento 23.1, L'articolo 23 è
soppresso a firma D'Asero ed altri.
Onorevole D'Asero, lo mantiene o lo ritira? Riguarda il contributo
di solidarietà.
GRECO GI Giovanni. Chiedo di parlare sull'articolo 23.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, l'articolo 23, che è un
contributo di solidarietà, nel mio intervento sulla discussione
generale lei ha potuto capire che sono contrarissimo, perché deve
valere il principio che, prima di chiedere, Presidente Crocetta, un
contributo ai pensionati regionali, dobbiamo fare un esame di tutti
i privilegi sia da parte del Governo, con tutti gli esterni degli
uffici di gabinetto che portano un mare di spesa, sia da parte - e
sono sempre critico - del bilancio interno dell'Assemblea regionale
siciliana.
Quindi, leviamo questi privilegi, dopodiché chiediamo soldi ai
pensionati che non possono difendersi in questo momento dove noi
per tre anni andiamo a chiedere questo contributo provvisorio,
perché le cose provvisorie, Presidente Crocetta, diventeranno
sempre poi definitive.
Quindi io sono contrarissimo a questo articolo e chiedo che venga
soppresso, faccio mio l'emendamento soppressivo dell'onorevole
D'Asero e, quindi, chiedo di votare l'emendamento soppressivo a
votazione segreta.
CROCETTA. Presidente della Regione. I privilegi non si combattono
tutti i giorni, si combattono uno ad uno. Perché quando si mangia
carciofo ritorna ogni cosa, per cui non è che ogni volta che
togliamo una foglia diciamo perché non togliamo prima l'altra? .
In questa finanziaria, e lo vedremo anche negli altri articoli, i
tagli ci sono tutti e riguardano contestualmente una serie di cose.
Se ognuno risponde perché non tagliamo l'altra? .
Andiamo a vedere qual è il taglio dei pensionati. Sono esonerati
e non sono tassati i 35.000,00 euro, si capisce bene. I 40.000,00
euro, per esempio, sono tassati solo sui 5.000,00, non è che se uno
paga il 4% sui 5.000,00 euro e guadagna 40.000,00 euro di pensione
l'abbiamo rovinato. I 70.000,00 euro sono tassati sottraendo i
35.000,00, ma non mi dite che 35.000,00 euro anche di pensione non
tassata siano pochi Perché non sono affatto pochi, perché se vi
informate in giro, se quello che hanno mediamente i pensionati
italiani delle altre pubbliche amministrazioni non ci arrivano
manco per sogno a questa pensione. Se andate ad informarvi con
qualcuno che lavora nell'industria, 35.000,00 euro non li guadagna,
io, per esempio, dopo che ho lavorato una vita non li guadagno
questi 35.000,00 avendo lavorato come lavoratore dipendente.
Quindi, dire che stiamo colpendo i poveri pensionati è l'ultima
cosa che stiamo facendo, stiamo esonerando una fascia sociale
importante che è considerata persino alta 35 mila e i primi 35 mila
euro sono tolti o uno che guadagna 45 mila euro verrà tassato solo
su 10 mila euro, il 4% sul 10 mila euro, poi se andiamo alle
pensioni da 240 mila euro spero che nessuno li difenda perché lì
parliamo di sogni impossibili mediamente per tutti i presenti.
GRECO Giovanni. Io ho il mio tempo.
PRESIDENTE. Onorevole Greco non è un dibattito tra lei e il
Presidente.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Presidente della Regione, assessori, io non voterò a favore di
questo articolo e prendo la parola da questo scranno non da
componente della Commissione Bilancio perché io chiedo formalmente
all'onorevole Greco di ritirare la proposta di voto segreto perché
questa è una battaglia che sancisce un principio che nei prossimi
anni andrà a regolamentare la vita di tutti secondo un principio di
retroattività con conseguenze negative, per cui io ritengo che ogni
parlamentare in base alla propria coscienza e al proprio
insegnamento che ha ricevuto quando ha studiato, quando ha lavorato
o quando praticava uno sport, gli è stato trasmesso che le regole
sono regole e non si cambiamo quando la partita, no è in corso, ma
è finita. Ma visto che ritengo che fra Parlamento e Governo debba
svolgersi un confronto si, duro e aspro ma chiaro e leale, i
parlamentari su questo principio devono votare secondo la propria
coscienza in modo palese, non nascondendosi dietro la pietra e
ognuno di noi con il proprio voto esprimerà gli insegnamenti che ha
ricevuto, per cui la richiesta voto segreto è sbagliatissima, oggi
il Parlamento vota su una cosa importante, non su una legge, ma
vota un principio.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli, colleghi, Governo,
vede Presidente Crocetta il suo discorso posso ammetterlo per quei
redditi a cui lei si riferiva, di 80/90 mila euro a salire, ma per
quei redditi di cui lei parlava, di 35 mila euro, se lei va a
vedere quanto è la ritenuta io le dico che già il calcolo l'ho
fatto e sono 100 euro al mese che noi leviamo ai pensionati.
CROCETTA, presidente della Regione. Quelli con 35 mila euro sono
esclusi.
GRECO Giovanni. Lei ci porti le tabelle sui provvedimenti che fa.
Quindi io intanto ritengo che l'intervento dell'onorevole Milazzo
mi convince a cambiare la richiesta di voto segreto in voto palese
nominale e quindi Presidente cambio la mia richiesta e sono sempre
chiaramente contrario a questo articolo.
PRESIDENTE. Forse, Presidente Crocetta, andrebbe chiarito un
aspetto, che c'è un emendamento di riscrittura del Governo e quel
limite che era obiettivamente basso è stato rivisto. Visto che c'è
l'emendamento di riscrittura del Governo che ha alzato
sostanzialmente il tetto sottoposto al contributo di solidarietà,
però obiettivamente occorre chiarire indipendentemente dai numeri e
dalle percentuali, se riusciamo a comprendere questo.
CROCETTA, presidente della Regione. Abbiamo esonerato le fasce più
basse.
PRESIDENTE. Scusate sul contributo di solidarietà, consentitemi di
fare una riflessione, proprio ieri in Consiglio di Presidenza
adottando un decreto che già era stato esitato dal Senato della
Repubblica, vedete come l'aggancio a volte serve, abbiamo recepito
il contributo di solidarietà per quello che riguarda i pensionati a
decorrere dal primo gennaio 2014 dell'ARS. Abbiamo quantificato la
spesa a fine legislatura pari ad 8 milioni e 900 mila euro.
Chiaramente è una cifra notevole. Il contributo di solidarietà non
nasce solo per volontà del legislatore siciliano. Nel legislatore
siciliano c'è sicuramente un'addizionale. Il contributo di
solidarietà nasce per volere, con la legge di stabilità, con la
legge voluta dal Governo nazionale. Dobbiamo dare atto
obiettivamente al governatore che, ha proposto ricorso alla Corte
Costituzionale, rivendicando che il gettito che deriva
sostanzialmente dal contributo di solidarietà, non deve andare
nelle casse dello Stato ma deve rimanere nelle casse della Regione
siciliana. Questo lo voglio dire con la massima chiarezza. E
probabilmente, attenzione, probabilmente anche l'ultimo comma di
riscrittura da parte del Governo si può prestare in atto ad un
giudizio, su questo dobbiamo essere chiari, di eventuale
incostituzionalità da parte del Commissario dello Stato, ma sono
quegli argomenti, quelle resistenze, che ci sentiamo obiettivamente
di condividere. Così come nell'adozione del contributo di
solidarietà - scaglionato in sei, dodici, diciotto, in relazione
sostanzialmente alla pensione - all'importo della pensione abbiamo
ritenuto obiettivamente di accantonare nel bilancio dell'Assemblea
Regionale Siciliana, in attesa delle determinazioni, perché noi
siamo convinti e sosteniamo l'impugnativa del Governatore dinnanzi
alla Corte Costituzionale, perché riteniamo che se i sacrifici ci
sono debbono rimanere proprio nel bilancio regionale. Rispetto però
alla legge di stabilità c'è una addizionale. Se noi riusciamo
probabilmente a far comprendere a tutti noi perché non è chiaro
rispetto all'articolo iniziale l'emendamento di riscrittura da
quale tetto scatta sostanzialmente il contributo di solidarietà. E
probabilmente ci potrebbe essere una condivisione d'aula, però su
questo gli uffici certamente non il governatore, ci devono dare un
supporto, perché questo è stato uno di quei ragionamenti - siamo
tutti d'accordo sul contributo di solidarietà, però dobbiamo
sollevare questo tetto. Penso che anche l'onorevole Milazzo e
l'onorevole Greco, possono essere d'accordo se colpisce
sostanzialmente i redditi alti e le pensioni alte, però ci
aspettiamo un chiarimento da parte del Governo.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Però è scritto, poi
quantizzato si può fare, però è scritto. Per i trattamenti
pensionistici superiori a 5,5 volte il trattamento minimo dell'INPS
è dovuto un contributo di solidarietà pari. Quindi si dice 5,5
volte la pensione minima del
FORMICA. Quanto due mila euro?
CROCETTA, Presidente della Regione. E' trentacinquemila euro.
Trentacinquemila euro l'anno. La fascia minima, poi scusate, e qui
h indicato anche un prospetto che possiamo presentare praticamente
sino a trentacinque mila euro zero percento, c'è la tabella
allegata.
FORMICA. Non abbiamo la tabella
CROCETTA, Presidente della Regione. E lo so, però la possiamo fare
distribuire Si può distribuire la tabella, problema risolto. E
come vedete poi nella fascia che va da trentacinquemila a
quarantaduemila, per intenderci, dove ci sono collocati 2.743
pensionati, il contributo è soltanto di 410 mila euro. Mentre, vi
presento un altro esempio, nella fascia che va da 91 mila euro
l'anno fino a 130 mila, noi vi riscuotiamo un milione e 300 mila.
Quindi è chiaro che la parte consistente del contributo è più
affidata alle fasce alte e comunque i primi 35.848,67 percento sono
esonerati. Io posso Presidente presentare una tabella.
PRESIDENTE. Il dibattito serve a questo.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo giusto per chiarire, la validità dell'emendamento
soppressivo. Sicuramente, come abbiamo visto dal dibattito che si è
svolto, aveva una precisa valenza, un preciso significato, che era
quello di meglio articolare e meglio chiarire; così come nella
sostanza è stato fatto con l'emendamento che il Governo ha
presentato.
Inviterei il Presidente della Regione, assieme all'assessore, a
far distribuire quella tabella riepilogativa che sicuramente
renderà più chiaro il quadro.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, onestamente anch'io avevo dei dubbi, tant'è che ho voluto
rivedere la tabella, perché avevo dei dubbi sulla fascia più bassa.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
avere, da un lato, delle informazioni e dall'altro per suggerire
quella che è una mia idea.
Capisco bene che, in un momento nel quale abbiamo carenza di
fondi, si cerchi in tutti i modi di racimolare e andare a raschiare
il fondo del barile. Ma quando si dice che interveniamo con il 5%,
quanto è il 5% di prelievo sui contributi INPS, sulle pensioni
superiori a 5 volte e mezza la pensione minima dell'INPS? Stiamo
intervenendo su pensioni che - si diceva 35.000 euro lordi - sono
al netto quanto? 1.900 euro al mese? Quant'è che sono? Meno di
2.000 euro al mese.
Intervenire per togliere 100 euro netti al mese - perché questo
sarà al netto, 100 euro - facciamo un danno gratuito a una persona
che ha lavorato tutta una vita per guadagnare una pensione che, in
uno Stato serio, sarebbe una pensione normale, che tutti dovrebbero
avere Che tutta la popolazione dovrebbe avere Alla fine per
recuperare 400.000 euro da queste pensioni? Ma è una follia Quando
poi interveniamo con prebende che regaliamo a enti inutili e
parassiti per milioni di euro Ma io mi vergogno di votare una cosa
del genere
Io mi vergogno a votare una cosa del genere, per recuperare
400.000 mila euro, che poi regaliamo a qualche ente fantasma che si
mangia quei soldi sappiamo come Stralciamolo Perché è da
stralciare. E' vergognoso
Lasciamo solo la parte che riguarda i prelievi di solidarietà
sulle grandi pensioni, ma quello sulle pensioni normali, al minimo
lo dobbiamo stralciare E invito i colleghi a fare pressione sul
Governo per ritirare questa parte della legge.
Mi rivolgo all'onorevole Leanza che è attento al sociale: togliamo
la parte che riguarda le pensioni normali, di chi ha lavorato una
vita
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gradire per
maggiore chiarezza quanto meno che qualcuno mi spieghi meglio
questo articolo, perché la norma nazionale ha stabilito il prelievo
a partire da 91.000 euro e ha destinato le somme al fondo degli
esodati. Significa che ha destinato le somme sempre a fondi
attinenti a materia pensionistica.
Quindi, oggi noi al prelievo dello Stato, con questo articolo,
facciamo un ulteriore prelievo destinando le somme a materie
tributarie, cioè a finanziare il credito di imposta.
Questa norma, che è stata dichiarata incostituzionale proprio nel
2012 dal Governo nazionale, verrebbe sicuramente impugnata, perché
non possiamo destinarla a materie che sono tributarie, ma dobbiamo
accantonarla al fondo pensioni.
Per cui io mi chiedo, oggi, qual è il senso? Non si recuperano
risorse e in più andiamo a incidere sui diritti dei lavoratori. Si
vogliono effettuare prelievi su pensioni di quaranta mila euro
l'anno, che poi sarebbe una pensione di 1.800, ma sono contributi
che hanno versato, senza che si abbia una specifica utilità, perché
comunque sarebbero delle somme da accantonare. E tra l'altro,
ripeto, era già stata dichiarata incostituzionale quando il Governo
nazionale l'aveva approvata nel 2012, ci ha ritentato il Governo
Renzi partendo da novantuno mila euro, ma dicendo che finanziava
gli esodati. Noi oggi dobbiamo accantonare queste somme nel fondo
pensioni. Noi abbiamo proposto un emendamento, il 23.17, dove
diciamo che al comma 2 le lettere a) e b) sono soppresse. Ritengo
che così, con questo aggiustamento, possa passare, altrimenti vi
invito e invito il Governo a rivedere questo articolo perché
comunque non raggiunge gli obiettivi che il Governo si era
prefissato, anzi rischierebbe l'impugnativa da parte del
Commissario.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso gli emendamenti da lei presentati
fanno riferimento al testo originario. Il Governo ha presentato un
emendamento di riscrittura, nel caso in cui dovesse essere
approvato l'emendamento di riscrittura decadono tutti gli altri
emendamenti. Lei ha fatto un ragionamento giuridico che sta in
piedi. Le posso dire che nel contributo di solidarietà a carico dei
pensionati dell'ARS si parte da un minimo di novantuno e le fasce
sono sei, dodici, diciotto per essere in linea.
E ribadisco un concetto: è aperta la questione su cosa fare di
questo fondo, perché in base al decreto Renzi dovrebbero confluire
nelle casse dello Stato, ma il Governo regionale ha giustamente e
correttamente presentato ricorso alla Corte Costituzionale.
Il discorso è molto chiaro. Il tetto previsto dal decreto Renzi è
un tetto alto sul quale tutti noi ci possiamo in qualche modo
ritrovare, nella sua proposta il Governo l'ha sceso fino a delle
pensioni che non sono così alte, come previsto dal decreto
nazionale.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio su
quest'ultima questione a cui lei faceva riferimento credo che abbia
posto bene la questione il Presidente Formica, quando faceva
riferimento alle soglie. È chiaro che noi siamo d'accordo, come
Gruppo di Forza Italia, affinché il contributo rimanga nelle casse
della Regione, questo lei lo ha definito un merito, ovviamente
anche noi siamo d'accordo su questo aspetto. Tuttavia, noi abbiamo
presentato, per entrare nel merito della questione che lei poneva
prima, un emendamento per l'innalzamento dell'aliquota aggiuntiva,
ovvero sostituendo al comma 1 le parole quattro, cinque e sei per
cento con le parole dieci per cento .
Questo, evidentemente, consente di fare riferimento ad un numero
di contribuenti che oscilla tra i 250 e i 300, l'ho stimato intorno
ai 275, e consente di evitare una macelleria sociale che andrebbe a
coinvolgere circa 2800 persone, che sono quelle che si collocano,
signor Presidente, nella fascia di reddito in termini pensionistici
tra i trentacinque mila e i quarantadue mila euro. Il contributo di
solidarietà non dà diritto a future prestazioni pensionistiche.
Presidente Crocetta, c'è questo emendamento che va incontro ai
buoni propositi proposti del Governo, anche noi siamo dell'idea di
rimandare e di lasciare tutto nelle casse della Regione, ma
proponiamo di rivedere le fasce di riferimento, collocandole quindi
al 10 per cento. Se questa proposta, Presidente Crocetta, lei
ritiene di poterla accoglierla, andiamo avanti, altrimenti noi
procederemo, così come è stato proposto dall'onorevole Greco, per
votare a scrutinio segreto questo emendamento.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei chiarire che i quaranta mila euro vengono tassati
solo su cinque mila euro, essendo stato stabilito dalla norma che
la fascia che va da zero a 35.848 è esonerata. Ma non è la fascia
di pensionati, ma la fascia di reddito, che è esonerata, quindi i
primi 35.848 euro sono sempre defalcati da ogni fascia.
Vogliamo togliere anche questi? Non sarà sicuramente l'incidenza
di 410 mila euro che incide sulla manovra, però esonera circa 2
mila e 743 pensionati. Questa è una mediazione accettabile, però
dobbiamo avere tutti quanti la coscienza che stiamo esonerando ogni
fascia da 35 o da 42 mila euro.
Anche chi anche guadagna 90 mila euro, viene tassato solo per la
metà della propria pensione, l'altra parte è sempre esente. Quindi
non si tratta di macelleria sociale, tanto è vero che nella tabella
che è stata distribuita, le fasce dove si ricava di più sono quelle
più alte.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
questo del taglio cosiddetto delle pensioni d'oro, per quanto
riguarda almeno il primo comma e parte del secondo, è stato da
sempre un provvedimento che abbiamo portato avanti come Movimento
Cinque Stelle e che più volte avevamo proposto a questo Governo di
prendere in esame per la copertura di determinati provvedimenti che
si sono poi portati avanti qui in Aula.
Ci veniva sempre risposto che non si poteva fare. Oggi scopriamo
con grande stupore, non oggi effettivamente, ma in Commissione nei
giorni scorsi, che invece quando è il Governo a proporlo questo
provvedimento si può fare. Queste sono le alchimie delle notti
della Commissione bilancio, Presidente Ardizzone, quelle che in
qualche modo lei si era impegnato a non far fare, la colpa
chiaramente non è sua.
Ora veniamo al provvedimento, ho visto che ci sono alcuni colleghi
che credo non abbiano compreso esattamente quello che in realtà
nell'emendamento c'è scritto, con la premessa che il Gruppo
parlamentare Movimento Cinque Stelle è pronto a sostenere e a
votare.
Nel comma 1, accanto alle finalità che vengono messe in piedi
dalla legge n. 147 nazionale che prevede delle aliquote che sono 3,
si parte da 14 volte la pensione minima, mettendo praticamente il 6
per cento, il 12 e il 18 per cento.
La Regione, a seguito di un interlocuzione con lo Stato, è
riuscita ad avere la possibilità di non dare queste aliquote allo
Stato, ma di trattenerle per sé e sta aggiungendo - visto che siamo
la Regione degli scandali, delle super pensioni d'oro, rispetto a
tutto il resto dell'Italia - a queste aliquote del 6, del 12 e del
18 per cento delle ulteriori aliquote del 4, del 5 e del 6 per
cento. Quindi diventano: del 10, del 18 e del 24 per cento.
Nel secondo comma, invece, andiamo a tassare semplicemente la
parte eccedente, la prima del 5 per cento va da 5,5 volte la
pensione minima fino a 6,5 volte e via dicendo, ripeto, solo per la
parte eccedente.
Presidente Crocetta, questa tabella è sbagliata Voi andate a fare
il calcolo del 5 per cento su otto milioni e il calcolo viene 410
mila euro, in realtà dovreste farla solo sulla parte eccedente,
quindi il numero che ci date alla fine, che è il contributo di
cinque milioni quattrocentoquattordici mila, è un numero errato,
realmente è molto più basso chiaramente Assessore, evidentemente
lo deve riformulare questo passaggio, ma vedo che ne state già
parlando.
Signor Presidente, noi siamo riusciti ad avere anche in maniera
informale un interlocuzione con gli Uffici dell'Assemblea Regionale
Siciliana, sempre pronti e attenti alle richieste dei parlamentari,
l'abbiamo avuta, e la risposta, visto che è informale, la teniamo
per noi, ma al Governo avevamo chiesto una relazione dettagliata,
con il nome e il cognome del funzionario che la firmava, che ci
doveva dire se questa cosa si poteva fare, perché il dubbio,
esposto dalla collega Grasso, è reale Perché a livello nazionale
per il decreto del fare prima con Monti, la Corte Costituzionale
ha detto che non si può fare, poi ci ha riprovato Letta, e adesso
la Corte Costituzionale è ancora al vaglio di quel provvedimento.
E allora rischiamo di fare una norma che sarà bella da portare in
giro in maniera populistica, però se non si può fare sarà poi una
grande perdita di stile per questo Parlamento che deve fare leggi,
non proclami Quindi chiederei a questo Governo, prima dello
specchietto - fra l'altro errato nei numeri - di portare in
quest'Aula una relazione, con nome e cognome di un funzionario che
si prenda la responsabilità di dire che questa cosa si può fare,
relazionare e dettagliare, perché io mi rifiuto di votare una cosa
sulla quale pende il dubbio che poi possa essere impugnata dal
Commissario dello Stato perché, personalmente, anche se non
facciamo parte di questo Governo, mi da fastidio essere preso per
un legislatore di pessima qualità
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ultimo intervento dell'onorevole
Cancelleri e quello prima fatto dall'onorevole Grasso mi permettono
di sottolineare un concetto che, forse, ancora non è chiaro.
Leggendo l'emendamento di riscrittura del Governo, nell'ultimo
comma, il comma 4, si dice che le somme sono trattenute dalle
amministrazioni regionali. Rispetto a questa vicenda è pendente
dinnanzi alla Corte Costituzionale un legittimo ricorso portato
avanti dal Governo regionale rivendicando, rispetto a quel decreto
del fare , alla legge di stabilità, l'ultima del dicembre del 2013,
che questa vicenda è pendente al ricorso dinnanzi alla Corte
Costituzionale. Noi, invece, in questo momento stiamo dicendo:
transiteranno nelle casse della Regione siciliana . Sicuramente
finiremo dinnanzi alla Corte Costituzionale, di questo si tratta,
poi se è norma spot o no, non sta a me giudicarlo. Si potrebbe
dire che vengono accantonate in attesa del giudizio, un po' come
abbiamo fatto in Consiglio di Presidenza, poi io non entro nel
merito delle fasce o meno, ma è chiaro che a livello nazionale si è
pensato di colpire, o comunque di chiedere il contributo più
correttamente alle fasce alte, non alle fasce più basse, anche
perché siamo in presenza di contributi versati.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo trattando
una materia molto delicata, anche per i profili di costituzionalità
e gli effetti che potrebbero determinarsi paradossali con questa
norma.
Come giustamente il Governo ricorda, il comma 486 dell'articolo 1
della legge n. 147 del 2013, ha introdotto per la prima volta il
contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro nel nostro
ordinamento dello Stato. La Regione, con questa norma, intenderebbe
aggravare la quota di contributo di solidarietà per le fasce
regolate dalla legge dello Stato.
Si pone un primo problema: possiamo introdurre un trattamento
fiscale? Perché il contributo di solidarietà - tanto più se lo
pretendiamo, come giustamente facciamo - è un prelievo fiscale.
Possiamo trattare un lavoratore, un pensionato, comunque un
contribuente, in maniera differenziata secondo i principi
costituzionali vigenti nel nostro Paese che regola che ognuno paga
al fisco secondo quanto guadagna, e con aliquote progressive in
funzione dell'entità del reddito. Quindi cosa si determina, che un
pensionato con oltre 90 mila euro residente a Palermo, che non è
pensionato dalla Regione, ha un prelievo del 12 per cento, un
pensionato della Regione con 90 mila euro, o meglio per le parti
eccedenti - ha ragione Crocetta - sopra i 90 mila euro, non pagherà
il 12 per cento ma pagherà il 16 per cento, quindi due residenti a
Palermo, uno pensionato della Regione e uno pensionato non della
Regione, ma di altra amministrazione, avranno un'applicazione di
aliquota diversa in funzione, non del reddito prodotto, ma
dall'amministrazione di provenienza.
Io temo che questo possa oggetto di contenzioso, con qualche
probabilità di successo, ma si determina un paradosso. Se noi con
questa norma non potremo gravare ulteriormente chi è sottoposto ad
un contributo di solidarietà, ovvero quelli che hanno un reddito
sopra i 90 mila euro, e possiamo invece introdurre il contributo di
solidarietà da chi non è gravato dal contributo di solidarietà
dello Stato. Capisco che siamo in una fase delicata, e perché credo
che l'intenzione del Governo nell'introdurre questo contributo di
solidarietà è quella di recuperare attraverso il contributo una
sperequazione di modalità di trattamento, e soprattutto di calcolo,
del sistema pensionistico vigente nell'ambito della Regione
siciliana, almeno questo credo che sia l'obiettivo. Mentre lo Stato
ha disciplinato sopra i 90 mila euro per i dipendenti di tutti gli
enti, compresi quelli della Regione, in Sicilia per quelli che sono
pensionati attraverso l'amministrazione regionale stabiliamo una
soglia più bassa rispetto a quella del resto dello Stato.
Ma il punto è capire qual è la dimensione più bassa, perché,
attenzione, lo Stato ha fatto questo provvedimento dichiarando di
voler colpire le pensioni d'oro, ma noi rischiamo di colpire le
pensioni di nylon. Perché quando interveniamo sulle parti eccedenti
a 35 mila euro, Presidente della Regione, stiamo parlando di un
reddito lordo diviso 13 mensilità, pari a 2.800 euro che, dal punto
di vista al netto, è meno di 2 mila euro. Tant'è che è la soglia
più estesa.
Allora, io con il Governo condivido la possibilità di introdurre
un contributo di solidarietà, proprio perché la Sicilia negli anni
si è data un contributo, come dire, più generoso nel meccanismo del
calcolo pensionistico, però stabiliamo una soglia che sia
aggredibile sul concetto di d'oro , perché non vorrei che, in nome
del voler colpire le pensioni d'oro, colpiamo le pensioni della
gente umile.
Signor Presidente, mi affido alle valutazioni del Governo, non mi
metto qui a stabilire se deve essere 5,5, 6,5, dica il Governo la
soglia che ritiene accettabile sul piano delle pensioni non
tassabili, e la soglia oltre la quale si introduce una percentuale
nella quale si contribuisce alla cosiddetta solidarietà regionale.
Ma deve dirlo avendo presente che, comunque, lo Stato ha
disciplinato le pensioni d'oro, evitiamo noi di chiamarle in
un'altra maniera abbassando troppo questa soglia perché parliamo,
Presidente della Regione, delle pensioni, che sono una delle
materie sulle quali ci sono principi sacri, la pensione è uno dei
diritti non negoziabili, cosiddetto diritto quesito per il quale
non ci può essere nessun effetto retroattivo.
Il contributo di solidarietà è una forma fiscale, però dobbiamo
introdurlo secondo un principio che faccia salvo il metodo di
calcolo che comunque si è dato un lavoratore. Ecco perché credo che
il Governo possa approfondire un po' meglio la soglia oltre la
quale introdurre un differenziale di applicazione di aliquota.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ho fatto un calcolo a proposito della fascia da 35 a 42
mila euro, essendo tassati sei mila euro all'anno, il cinque per
cento sono trecento euro all'anno e diviso dodici sono circa 25
euro al mese, anzi, sono ancora meno, perché c'è la tredicesima
mensilità.
Quindi, se andiamo alla fascia che poi va da 42 a 48, la fascia di
reddito tassata sarebbe di 12 mila euro, sui quali si deve
calcolare il sei per cento, non stiamo parlando di grandi cifre
GRECO. Non è questa la questione. Non è così. E' il principio che
non deve passare, non possiamo tassare i pensionati.
CROCETTA, Presidente della Regione. .poi la vediamo sui principi,
onorevole Greco, perché i principi sono tanti e bisogna vedere
quale uno sceglie nella propria vita, questa è una Regione che ha
dato pensioni più alte rispetto al resto del Paese.
Noi possiamo tassare solo i regionali, altrimenti sì la norma
sarebbe anticostituzionale, perché non possiamo trattare come
Regione gli stipendi e le pensioni di altri, però se voi andate a
confrontare queste nostre pensioni con quelle dello Stato per
eguali fasce di livelli professionali, con quelle delle industrie
private, scoprirete che i nostri guadagnano il doppio.
GREGO Giovanni. Ammazziamoli tutti
CROCETTA, presidente della Regione. No, non li ammazziamo tutti
Onorevole Greco, se lei vuole rendersi responsabile del dissesto
del bilancio della Regione non colpendo forme di privilegio che
anche lei, avendo una lunga attività parlamentare, avrà contribuito
a creare, se ne assuma tutta la responsabilità ma, per favore, non
mi parli di principi.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho già fatto
attenzionare la tabella che ci è stata distribuita che è sbagliata
e non di poco. Se questo è il calcolo che andiamo a prelevare,
chiedo che venga corretto perché non preleviamo 5 milioni e mezzo
ma una cifra molto più alta. Quindi, vorrei capire quanto,
effettivamente, nel complessivo, andiamo a prelevare.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, premettendo che sono contro le pensioni
d'oro, contro i privilegi, contro gli sprechi, eccetera, eccetera,
eccetera, ho la volontà di votare questo articolo ma ho la volontà
di votarlo in maniera consapevole e per votarlo in maniera
consapevole devo capire che cosa sto votando e questa tabella, a
mio avviso, non me lo chiarisce.
Infatti, io leggo 44 milioni 623 mila euro il totale delle
pensioni. E non è possibile Perché se uno fa un conto alla
femminina come si dice in siciliano, dieci persone che prendono
100 mila euro di pensione fanno 1 milione. Quindi, 275 pensionati
che prendono 100 mila euro non possono fare 2 milioni ma devono
fare 21 milioni. Questo numero è chiaramente molto, ma molto
diverso da quello che andiamo a fare.
CROCETTA, presidente della Regione. Il calcolo è stato fatto sul
Fondo pensioni.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, l'onorevole Ciaccio ha posto
un problema che condivido; condivido il principio che dobbiamo
applicare, però, voglio capire come applicarlo perché se lo
applichiamo in questo modo i numeri sono altissimi. Non sono questi
i numeri Per questo il legislatore nazionale ha usato altri
parametri perché se lei fa il conto e le faccio la domanda, signor
Assessore, quanto spendiamo di pensioni per 16.136 pensionati, 44
milioni di euro? Impossibile E' impossibile che per 16 mila
persone spendiamo 44 milioni di euro
CROCETTA, presidente della Regione. 16 mila sono i dipendenti.
CASCIO SALVATORE. No sono i pensionati. Io leggo totale
pensionati, poi se sono i dipendenti è un altro paio di maniche
Signor Presidente, se lei fa il conto che nella penultima fascia,
quelli da 91 mila a 130 mila, hanno un totale di 2 milioni 185,
calcolato su 275 pensionati, ebbene, se uno prende 100 mila euro ci
vogliono 20 pensionati per fare 2 milioni di euro. Quindi, 2
milioni di euro non possono essere 275 pensionati. Questo è quello
che non capisco
CROCETTA, presidente della Regione. Ci sarà qualche errore di
decimali
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Onorevole Presidente della Regione, onorevoli colleghi,
stasera stiamo facendo un dibattito molto interessante anche
rispetto a ciò che ci aspetta o a ciò che stiamo passando negli
ultimi anni, cioè in un periodo di assoluta crisi in cui, in
qualche modo, dobbiamo trovare soluzioni di solidarietà, in qualche
modo, qualcuno, tutti, a partire da noi, come abbiamo fatto in
altri casi, dobbiamo dare un contributo e dobbiamo dimostrare, in
qualche modo, di essere assolutamente in linea con i tempi che
stiamo vivendo, dove c'è una povertà assoluta, dove ci sono povertà
relative, dove il dramma del lavoro e dell'esclusione sociale è
totale e complessivo.
Allora, ho alcuni dubbi che voglio esplicitare al Presidente della
Regione e che mi piacerebbe che, in qualche modo, venissero
esaminati. Il primo dubbio è che sono assolutamente convinto che la
tabella, comunque, sia sbagliata, perché la tabella non può portare
questo tipo di risultati e, quindi, sarebbe opportuno avere un
quadro reale rispetto alle entrate e rispetto al dato complessivo
perché questo ci può anche fare riflettere, ci può anche far capire
se dobbiamo spostare qualche fascia, in quanto se l'obiettivo è
raggiungere i 5 milioni di euro e spostando una fascia, abbassando
una fascia, alzando una fascia lo raggiungiamo lo stesso,
aggiustando la tabella, in qualche modo, forse, potremmo
raggiungere il risultato.
CROCETTA, presidente della Regione. E' un problema di decimali.
LEANZA. Presidente, non penso che sia un problema di decimali. Non
è un problema di decimali, Presidente. E' una cosa sostanziale,
grossa E' sostanziale nel discorso complessivo, cioè nei numeri
diventa un altro numero, perché da questa tabella pensiamo di
incassare 416.000,00 euro al mese o 5 milioni e 400 mila euro
l'anno. Se i numeri sono diversi possiamo anche ipotizzare di
alzare la fascia su cui, in qualche modo, poter fare questo tipo di
operazione, fermo restando che più alziamo e meno prendiamo perché
le fasce, ovviamente, più basse sono quelle che prendono di più. E,
quindi, questo è il primo punto su cui mi piacerebbe che votassimo
qualcosa consapevolmente.
Il secondo dubbio riguarda il fatto che non sono convinto che sia
un prelievo fiscale, Presidente della Regione. Ed anche questo, in
qualche modo, così come diceva l'onorevole Cracolici, penso che non
sia un prelievo fiscale, in quanto non so in quale categoria
inserirlo, cioè il contributo di solidarietà a quale contributo?
Però, ho un dubbio: mi piacerebbe, oltre alla consulenza gratuita
del presidente Cracolici, che il Governo ci dica anche questo
perché altrimenti ciò che dice l'onorevole Cracolici, in qualche
modo, crea delle disparità ed, in qualche modo, ci mette in
difficoltà.
Allora, considerato che sul tema possiamo essere in parte
d'accordo, mi piacerebbe che votassimo un articolo convintamente e,
soprattutto, che capissimo quali saranno i benefici. Quindi, invito
il Governo ad accantonarlo ed a discuterlo domani con numeri alla
mano, con convinzione, con serietà sapendo, perfettamente, che
questo tema esiste e che, comunque, va affrontato. Chiedo, quindi,
l'accantonamento dell'articolo.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, mi pare di poter dire, aderendo agli interventi
dell'onorevole Cascio e, per la verità, anche dell'onorevole
Leanza, che il Governo stia molto sottovalutando la portata della
norma, sottovalutandola per difetto e non per eccesso.
La tabella che è stata distribuita, sulla quale credo sia stata
costruita la norma o viceversa, ma il risultato non cambia,
contiene degli errori che sono macroscopici, e pregherei il
Presidente della Regione di non distrarsi con l'onorevole
Cracolici, e chiederei anche l'attenzione dell'Assessore che di
numeri dovrebbe intendersi e sono sicuro che si intende, che se è
vero che i pensionati nella fascia tra 91 mila euro e 130 mila euro
sono 275, la Regione paga per costoro 35 milioni 750 mila euro di
pensione, non già quello che viene indicato, assai in maniera
ridotta, in questa tabella; se è vero che i pensionati che si
trovano nella fascia di reddito tra i 78 mila euro e i 91 mila euro
sono 188 essi assorbono dal bilancio della Regione 16 milioni 920
mila euro. Sedici e trentacinque sono oltre 52 milioni, che sono 8
milioni di più, solo per queste 2 fasce dei 44.623 milioni che
vengono indicati nella tabella.
Se questa proiezione viene realizzata per tutte le 7, 8 fasce il
Governo si accorgerà che i numeri sono molto più alti e questi
numeri molto più alti potranno essere assai utili per potere
rimodulare il prelievo di solidarietà che imponiamo a questi
pensionati alleggerendo, ovviamente, le fasce di reddito meno forti
e concentrandosi sulle fasce di reddito più forti ed uscirà fuori
una cifra che, forse, potrebbe essere di forte aiuto al Governo per
questa manovra finanziaria.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo affrontando
un tema molto importante e per questo credo che l'attenzione e il
dibattito siano dovuti perché stiamo rischiando di trattare uno
degli ultimi diritti che sono rimasti ai cittadini italiani - e per
loro quindi anche ai siciliani -, cioè il diritto alla pensione,
come se fosse un diritto disponibile, il che, ancora, nelle leggi
dello Stato e nella nostra Costituzione, non è.
Se partiamo da questo assunto e cioè che il diritto alla pensione
non è un diritto disponibile ma è un diritto indisponibile, mi sa
che l'impalcatura che il Governo vuole rappresentare questa sera
cominci ad avere dei problemi seri, tanto più che stiamo parlando
appunto di diritti quesiti, cioè stiamo parlando di un bacino che
andrebbe ad attingere e ad attenzionare qualcosa che già è
maturato.
Allora, invito il Governo e l'Aula, a partire dal Presidente della
Commissione Bilancio e dall'assessore Agnello che è sempre attento
a valutare l'opportunità di rinviare questa norma in Commissione,
facendo riferimento alla appena compiuta Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, posto che ci potremmo trovare domani di
fronte ad una doppia incostituzionalità della norma comunque
approvata, primo perché stiamo cercando di introdurre un principio
assolutamente inaccettabile che è quello della doppia tassazione,
cioè il cittadino siciliano finirebbe per essere sottoposto, anche
se stiamo parlando di determinate fasce, sia alla tassazione
nazionale che a un ulteriore tassazione regionale; secondo stiamo,
addirittura, immaginando di destinare il prelievo delle pensioni a
finalità diversa da quella delle pensioni, da quella cioè unica che
può essere utilizzata, e cioè l'utilizzazione dell'introduzione di
un principio che vuole prendere alle pensioni per destinare, ad
esempio, alle strade. Potrebbe essere, forse, anche utile, ma non
si può fare
E, allora, signor Presidente, abbiamo una sola soluzione se non
vogliamo cominciare con un papocchio : dobbiamo, come per
l'articolo 24, rimandare questa norma in Commissione, non
accantonarla, perché soltanto così si potrà tornare a ragionare in
maniera corretta, a fare una valutazione approfondita, a non
scrivere norme che finiscono per renderci eroi oggi e ridicoli
domani ed a cercare di cominciare con il piede giusto, perché
ascolto anche da illustri colleghi soluzioni di compromesso, che
non possono trovare albergo su una materia complicata qual è quella
delle pensioni.
Presidente, questa norma non è passata dalle commissioni di merito
ed il risultato è quello che stiamo vedendo in questo dibattito. Il
presidente Cracolici dovrebbe avere, o avrebbe dovuto avere più
coraggio. Doveva chiedere non soltanto l'invio in Commissione
dell'articolo 24 ma anche dell'articolo 23
CRACOLICI. Ma non è la mia Commissione E' la Commissione
Bilancio, la Commissione di merito
CORDARO. Non è un problema che si può risolvere con una virgola o
con un numero sbagliato in Aula. E' necessaria un'istruttoria.
Dobbiamo rimandarla in Commissione con tutte le velocità e
necessità del caso.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che i
deputati della parola accantonamento pensino che guadagniamo
qualcosa, accantoniamo soldi da parte. Qui accantoniamo soltanto
problemi per domani e per dopodomani e per il futuro della Sicilia.
Quindi, ogni volta, la parola accantonamento mi fa venire i
brividi. Ciò non di meno, in questo caso, assessore per l'economia
- visto che il Presidente non c'è in questo momento -, devo dire
che questa è una tabella da accantonare perché, fondamentalmente, è
sbagliata nella sua essenza matematica e, secondo me, parte anche
da un principio che mi sembra universalmente condiviso dall'Aula,
accettato, che penalizza delle classi sociali troppo basse; partire
da un 50 mila euro di reddito minimo che oggi è, comunque, un
reddito non di ricchezza ma, se soprattutto in famiglie
monoreddito di nuova povertà, secondo me, può essere un principio
di equità e, quindi, rivedere questa tabella che, a mio avviso,
deve gravare sulle classi più alte cioè, ovviamente, questo
contributo di solidarietà deve essere sulle spalle di chi può più
non di quelli che possono meno. Quindi, se alziamo il livello di
tassazione da cui partire, sicuramente, avremo una maggiore
perequazione sociale, una maggiore equità e può essere accettata
meglio dalla popolazione.
Questa è la raccomandazione per cui invito il Governo a ritirare
l'articolo, la tabella, a discuterlo nelle sedi competenti,
presentando quanto sia intelligibile, più consono alle esigenze dei
siciliani.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che il
dibattito che si sta sviluppando all'interno dell'Aula ed i vari
interventi che non appartengono né ad una maggioranza né ad una
minoranza debbano indurre il Governo regionale ad una riflessione
più delicata e sensibile.
Penso che la stessa riflessione che sto facendo io dovreste farla
anche voi, perché se i vari interventi provengono sia
dall'opposizione che dalla maggioranza un motivo ci sarà, e ci deve
essere.
Ora, se vogliamo colpire i pensionati, in questo modo mi pare
improbabile che possiate trovare la soluzione in quest'Aula, perché
mi pare di aver capito che nessuno sia disponibile a votare questo
articolo, anche perché è stata richiamata, più volte,
un'opportunità politica, famiglie monoreddito, famiglie che oggi
non vivono di buona salute economica e, quindi, ritengo che il
Governo debba ritirare questo articolo, rimandarlo in Commissione
in modo molto saggio e, rapidamente, trovare la soluzione per
potere continuare a lavorare serenamente. Per cui, per quanto mi
riguarda e ci riguarda invito il Governo a ritirare questo
articolo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Aula si è
espressa su un tema molto sensibile, un tema che riguarda la
generalità dei cittadini che sono in trattamento di quiescenza e,
considerato che, nella stragrande maggioranza, le posizioni
espresse sono diverse l'una dall'altra e che, comunque, c'è
un'incertezza notevole sugli aspetti tecnici dei calcoli che sono
stati presentati all'Aula, credo - e mi rivolgo al Governo - che
sia necessario un approfondimento tempestivo della materia che
stiamo trattando e che, da qui all'Aula di domani, sia
assolutamente necessaria una relazione tecnica dettagliata che
sottolinei e renda intelligibile al Parlamento, intanto, la
correttezza dei calcoli fatti in questa tabella - calcoli che
derivano appunto anche dalla riscrittura del Governo -, nonché la
coerenza con l'impianto costituzionale della norma stessa.
Quindi, signor Presidente, se la norma viene accantonata da qui
all'Aula di domani, con l'impegno del Governo a produrre un
chiarimento ed una relazione tecnica dettagliata sugli aspetti che
ho testé evidenziato, penso che si possa fare un buon lavoro ma, al
momento, credo che sia difficile esprimere un giudizio sereno su
questa riscrittura che il Governo ha presentato a proposito del
contributo di solidarietà.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Stia calmo, presidente Crocetta.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Greco, quando siamo
fuori, al bar, lei si può permettere questo, ma stia calmo' in
Aula lei non me lo dice, perché sto esercitando le mie prerogative
costituzionali, sancite pure da un voto popolare. Quindi, lei stia
calmo.
GRECO G. Io glielo dico perché mi sembra agitato
CROCETTA, presidente della Regione. E non rida neppure. Allora,
andiamo alla sostanza della questione.
GRECO G. E, allora mi detti l'agenda del mio comportamento
CROCETTA, presidente della Regione. L'agenda del suo comportamento
è parlare quando le viene data la parola e permettere agli altri di
parlare e non essere irriguardoso nei confronti degli organi
costituzionali di questa Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, la prego
CROCETTA, presidente della Regione. Andiamo alla questione. Qui,
mi sembra di cogliere un dibattito nel quale, sostanzialmente,
tutti prendiamo atto che le pensioni d'oro ci sono, giusto? E' un
principio.
Poi, c'è chi, coscientemente, le vuole difendere. Se ne assume la
responsabilità politica, perché la prossima volta che andiamo nei
media nazionali per le pensioni d'oro della Sicilia, glielo
raccontate voi di chi è la responsabilità E' troppo facile
scaricare poi sul Governo le responsabilità del bilancio che non
funziona, delle impugnative del Commissario dello Stato perché non
abbiamo le risorse. Troppo, troppo semplice Quando si tratta,
invece, di assumersi delle responsabilità
Mi pare che siano venute fuori delle proposte per cercare di
alzare un pochino la fascia di reddito da esonerare.
La tabella, in alcuni punti, non è chiara, non si capisce se è
l'ammontare delle pensioni o il tassato calcolato. Per cui, alla
fine, la corrispondenza potrebbe non esserci anche per questo; è la
parte tassabile o è la parte che si riferisce al totale di pensione
in quella quantità, in quell'area precisa di reddito?
Allora, proporrei la trattazione di quest'argomento domani
mattina. Il Governo verrà con una tabella allegata, con proposte
precise, vedrà di trovare una mediazione per evitare difficoltà,
tenendo presente che l'obiettivo del Governo è, comunque, quello di
ridurre le pensioni d'oro, sapendo che il principio costituzionale
è applicato perché prevede la contribuzione secondo fasce di
reddito in modo progressivo e proporzionale, con un'aliquota che è
differente sulla base della fascia di reddito. Tra l'altro queste
fasce di reddito non sono così ampie e generalizzate, sono molto
strette proprio per evitare che una tassazione sia troppo alta per
qualcuno e troppo debole per altri.
PRESIDENTE. Allora, questo argomento viene momentaneamente
accantonato e verrà trattato domani.
C'era un'ulteriore proposta, pervenuta da parte di qualche
Capogruppo, addirittura di stralciarlo, però c'è una proposta di
accantonamento, spero che la notte porti consiglio
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura.
È prevista una spesa. Lo trattiamo o lo rimandiamo a domani? È
sospeso o lo trattiamo adesso? Per me si può sospendere, ho detto
che chiedevo parere alla Commissione.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Si
tratta di una spesa esigua che possiamo affrontare.
RINALDI. La parte di questa spesa è coperta dall'articolo 23,
quindi, se non trattiamo quell'articolo, non possiamo trattare
questo.
PRESIDENTE. E' accantonato. L'Assemblea ne prende atto.
Gli articoli 26 e 27 sono accantonati. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
soppressivi: 28.1, 28.3, 28.2 e 28.4, a firma degli onorevoli
D'Asero, Alongi ed altri; 28.7, a firma dell'onorevole Greco
Giovanni; 28.5, a firma degli onorevoli Falcone, Figuccia ed altri.
Si passa all'emendamento 28.1.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 28.7.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 28.3.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 28.2.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 28.5.
FIGUCCIA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 28.4.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
fatto un lungo dibattito sull'articolo 23, dove abbiamo parlato di
un contributo di solidarietà e lo chiediamo ai pensionati. Però,
sono contrarissimo.
Presidente, secondo me dovremmo già da ora cominciare a studiare,
relativamente a tutti questi enti cui diamo un contributo per
vedere gli stipendi dei direttori d'orchestra, gli stipendi dei
direttori amministrativi; se non facciamo questo lavoro e diamo
soldi ad muzzum io ho chiesto al Presidente Marcello Greco, che
sono di competenza della mia Commissione, di avere tutti i bilanci
di questi enti e vedere come trattano tutti gli argomenti
finanziari che sono gravi, e vedere dopo e iniziare una musica
nuova dare i contributi a quelli che si mettono in linea con gli
stipendi e i tetti che noi mettiamo ai dipendenti regionali, ai
dirigenti regionali, ai dipendenti dell'Assemblea e a tutti quelli
che noi diamo lo stipendio.
Quindi, sono favorevole al contributo a questi enti, ma dobbiamo
controllarli, dobbiamo andare a vedere che tipo di stipendio hanno
i direttori generali, che tipo di stipendio hanno i direttori
amministrativi, quanto diamo ad un direttore di orchestra e così
facciamo giustizia.
PRESIDENTE Ha chiesto di parlare l'onorevole Crocetta.
Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Le pensioni d'oro sono il
frutto degli stipendi d'oro, non è che vogliamo colpire i
pensionati, ma quei pensionati d'oro a cui faceva riferimento
l'onorevole Greco che sarebbero ex lavoratori d'oro.
Ho guardiamo le questioni in modo complessivo o non ci siamo.
GRECO G. Io sono d'accordo per quelle d'oro, non sono d'accordo
per quelli non d'oro.
CROCETTA, presidente della Regione. Io penso che la politica abbia
delle logiche.
Noi abbiamo fatto questo lavoro di riduzione dei costi dei teatri
in modo massiccio, eventualmente è un rimprovero che va fatto ad
altri, a chi ha gestito prima questi enti, però noi abbiamo
compresso, abbiamo impedito che abbiano consulenti, possono avere
un consulente per ogni ente, non più di duemila euro al mese lordi,
sono stati compressi gli stipendi massimi.
Quindi, ci sono una serie di azioni e nel concreto noi abbiamo
avuto anche esempi positivi, perché sia i lavoratori del Bellini,
sia quelli del Biondo, sia quelli dell'orchestra sinfonica, anche
quelli del teatro di Messina, hanno fatto, quest'anno, contratti di
solidarietà sulla base del fatto che si riducevano volontariamente
gli stipendi per questo anno per l'anno passato e parte dell'anno
in corso per potere rientrare nelle spese. Questo ha permesso il
risanamento dei debiti in parte della spesa e io voglio ringraziare
questi lavoratori per avere invertito le linee del passato,
rispetto a questi comportamenti che erano ingiustificabili e vanno
riconosciuti.
E' stato fatto tutto questo, quindi, lo prendiamo come un
suggerimento, lo abbiamo fatto e voglio ringraziare i lavoratori di
questi enti.
Per quanto riguarda questo articolo non è affatto un contributo,
ma semplicemente un fondo rotativo che significa che sono prestiti
che dovranno essere restituiti per coprire l'indebitamento sulla
base delle gestioni del passato e non di adesso, passato di cui noi
vogliamo assumerci la responsabilità per il principio di continuità
amministrativa, però sinceramente troviamo abbastanza scorretto che
non si voglia assumere la responsabilità chi ha condiviso quelle
scelte politiche.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 28.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura.
Si passa all'emendamento 29.1 a firma dell'onorevole D'Asero e
altri.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il motivo
dell'articolo soppressivo che noi presentiamo è anche qui legato ad
una situazione di difficoltà sulla quale non siamo riusciti a
venirne a capo.
Sui contratti di filiera e sui distretti produttivi esistono due
interrogazioni presentate dal sottoscritto su cui si attende
risposta perché noi abbiamo una opportunità, per la Sicilia, che
per il momento trascuriamo.
Il contratto dei distretti produttivi, dell'agro-alimentare,
assessore all'agricoltura, su cui poi si potrà parlare se questo
comparto debba ritornare all'agricoltura o meno, ma è un aspetto
che si può vedere in un altro momento, di fatto avevano, in seguito
a dei bandi, ottenuto un finanziamento e, quindi, avevano
predisposto otto contratti di settore e sono in attesa di una
precisa risposta.
Nelle more il Governo negoziò, col piano di azione e coesione,
queste risorse per rimodularle rinegoziandone la destinazione
lasciando all'aria, pertanto, senza una risposta, questo settore.
Si tratta di un aspetto importantissimo e noi abbiamo, in maniera
chiara e forte, evidenziato una esigenza, ma se noi siamo in una
condizione in cui si denuncia di impegnare meglio i fondi
comunitari, di impegnare meglio le risorse che sono disponibili,
davanti ad otto programmi dei distretti produttivi completi,
definiti è mai possibile che potrebbe esserci una spesa certa da
realizzare e dare una risposta, a questa benedetta e martoriata
nostra Terra, e si continua a fare orecchie da mercante ? E' mai
possibile che su questa direzione non c'è una risposta? E' mai
possibile che è diventato tutto così difficile e dobbiamo assistere
alla nostra fine senza potere intervenire?
E' questo il motivo dell'intervento; è questo il motivo
dell'articolo soppressivo; è questo il motivo per dire svegliamoci,
perché su alcuni settori c'è ancora oggi possibilità di
intervenire e ancora oggi è possibile dare una risposta.
REALE, Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
REALE, Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Rispetto all'intervento dell'onorevole D'Asero, il
contenuto di questo articolo va esattamente nella direzione che lei
ha preannunciato.
Si tratta di prendere atto che c'è una legge nazionale che ha
delle finalità di promozione dei contratti di filiera, contratti
che sono, nelle linee politiche del Governo, tra i fattori da
promuovere con maggiore decisione perché sono quelli che possono
portare effettivamente uno sviluppo nuovo in agricoltura.
All'interno di questa possibilità, data dalla legge nazionale,
questo articolo consente alla Regione di utilizzare i residui
dell'accordo di programma quadro sullo sviluppo locale, ad oggi
esistente e per le medesime finalità, per potere finanziare quegli
interventi.
Per quanto riguarda la problematica relativa al passato, relativa
allo spoglio che hanno subìto i distretti produttivi agro-
alimentari, questo è figlio purtroppo anche della normativa che non
riconosce all'assessorato per l'agricoltura la possibilità di un
colloquio e una vigilanza diretta sui distretti produttivi che
vanno sotto la responsabilità di altri assessorati creando
difficoltà operative che poi si riflettono, a volte, in perdite.
Questo articolo, però, cerca di rimediare parzialmente utilizzando
risorse esistenti residue di un accordo quadro di sviluppo locale
per poterle utilizzare proprio per la promozione dei contratti di
filiera.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo va
attenzionato perché va verso i presupposti di una spendibilità
agile di questi fondi per i distretti.
Volevo accennare due questioni, collega D'Asero, molti distretti
oggi non vengono finanziati o, comunque, vanno dirottati verso
altri assessorati pur trattando argomenti dell'agro alimentare.
Io penso a questo punto, visto che questo Governo si è impegnato
di fare una rivoluzione in questa nostra Terra, penso che sia
normale che tutti i distretti che riguardano l'agro-alimentare
venissero gestiti dall'assessorato all'agricoltura e foreste,
mentre altri distretti andranno, come per similitudine, verso
altri assessorati.
Ritengo che questa Giunta, questa amministrazione deve
caratterizzarsi proprio rispetto a questo percorso, perché è chiaro
che se tutto l'agro-alimentare va indirizzato verso l'assessorato
all'Agricoltura verrà tutto più facile anziché monitorare ogni
qualvolta che un distretto che si occupa di agro-alimentare venga
destinato alle attività produttive verrà difficile e complesso, non
solo a lei a seguirlo, ma verrà difficile anche all'utente che
vuole approfittare di questo distretto agro-alimentare.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, mantiene l'emendamento 29.1.?
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. l'Assemblea ne prende atto.
Dichiaro, altresì, ritirati gli emendamenti 29.2, 29.3 29.4 29.6,
29.5.
Dichiaro inammissibile l'emendamento 29.7.
Pongo in votazione l'articolo 29. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione. Chiedo l'accantonamento.
PRESIDENTE. L'articolo 30 è accantonato.
Si passa all'articolo 31.
Parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione. Si può trattare.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 31.1 a firma dell'onorevole
D'Asero e altri.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Dichiaro, altresì, ritirati gli emendamenti 31.3 e 31.2 a firma
dell'onorevole D'Asero ed altri. Si passa all'emendamento 31.4 a
firma Figuccia, Assenza e Milazzo.
MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 31.7 a firma Milazzo.
MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 31.5 a firma dell'onorevole Milazzo.
MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 31.8 a firma del Governo.
Parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE. C'è una richiesta all'assessore di illustrarlo.
AGNELLO, Assessore per l'economia. Illustrazione chiara.
PRESIDENTE. Le illustrazioni sono sempre chiare.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Alongi. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con tutta la buona
volontà, signor Assessore, io non faccio l'Assessore, faccio il
deputato regionale, le ho chiesto l'illustrazione di un articolo
della finanziaria e credo che sia utile, perché - guardi - il
cittadino che è a casa, che segue le sedute d'Aula, in questo
momento, il cittadino comprende l'azione di Governo e della
politica, il motivo è semplicemente questo.
Credo che dobbiamo dare risposte, anche ai cittadini, se poi
questo non sia possibile ne prendo atto e mi astengo dal voto di
questo articolo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 31.8.
FORMICA. Vogliamo spiegato questo emendamento, non lo comprendiamo
perché va a beneficio di alcune categorie che vogliamo conoscere.
PRESIDENTE. Lo rinviamo a domani anche per la presenza
dell'Assessore per le attività produttive.
PRESIDENTE. Scusate, vi è un emendamento, di identico contenuto,
l'emendamento 31.9 a firma dell'onorevole Cracolici, invito
l'onorevole Cracolici in qualità di primo firmatario ad
illustrarlo.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento si limita a riprogrammare le somme non impegnate per la
patrimonializzazione dei consorzi fidi.
Quindi, nulla di più, nulla di meno, si tratta di una norma
tecnica che consente la riprogrammazione con gli stessi criteri
dell'articolo 52 per i consorzi fidi.
FORMICA. E' singolare che tu e il Governo abbiate presentato lo
stesso emendamento. E' singolare
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 31.8.
Chi è contrario si alzi; chi è favorevole resti seduto.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 31, nel testo risultante. Chi è
favorele resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che l'articolo 32 è accantonato.
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura.
Comunico che è stato presentato un emendamento soppressivo a
firma dell'onorevole D'Asero.
D'ASERO. Ritiro tutti i miei emendamenti.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 33. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
S passa all'articolo 34. Ne do lettura.
DINA, presidente della commissione. Signor Presidente, ci sono una
serie di problematiche con gli emendamenti presentati.
PRESIDENTE. Onorevole Dina le problematiche si affrontano.
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 34.4 a
firma dell'onorevole D'Asero.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che
questo è un argomento che sicuramente avrà delle refluenze anche di
carattere finanziario e, quindi, incidenze sul bilancio.
A prescindere da questo dato, ritengo che sull'argomento delle
partecipate noi abbiamo assunto un impegno che vedeva la
possibilità di definire un percorso che tenesse conto degli
obiettivi e degli strumenti per realizzare questi obiettivi.
Torniamo sempre sul problema per creare un ulteriore problema,
quindi, c'è un sistema che è diventato veramente intrecciato e
prima o poi vorremmo capirne anche i contenuti.
L'articolo 34 interviene in questa direzione e ritengo vada fatta
chiarezza e probabilmente va messo un punto.
Tra l'altro il Presidente della Regione, in più occasioni, sul
tema delle partecipate ha voluto assumere un impegno dicendo che
questo doveva essere anche uno degli elementi di svolta.
Siccome le partecipate, con il personale ad esse collegate, con i
debiti e con le situazioni di carattere giudiziario che determinano
anche vicende e danni verso terzi, portano ad una situazione che
cresce dal punto di vista debitorio, ritengo che è compito e senso
di responsabilità di questa Assemblea volerne capire, fino in
fondo, la reale portata e, quindi, è inutile procedere sempre nella
direzione di un ulteriore momento di intrecci e confusione.
Pertanto, ritengo che, veramente, su questo articolo si debba
pronunciare per dire di fermarci e tornare su questo argomento.
Per cui non solo mantengo l'emendamento soppressivo, ma invito il
Parlamento a votarlo positivamente.
CROCETTA. Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, questa è una delle norme più importanti di questa
finanziaria perché noi continuiamo sempre a parlare delle
partecipate, che dobbiamo fare le riforme, poi come si debbono
fare queste riforme non si capisce, cioè dovremmo passare per ogni
riforma tutta la legislatura.
Questi sono emendamenti perfino tecnici che ci consentono,
contestualmente, di avviare la soluzione dello scioglimento delle
partecipate che non servono e dare una prospettiva ai lavoratori
garantiti dalla legge, ovviamente, perché quelli che sono stati
assunti illegittimamente sicuramente nessuno li può salvare.
Quale è stato l'elemento che ha impedito fino ad oggi lo
scioglimento, reale, delle partecipate? I commissari che durano
anche 10 anni, all'infinito; la presenza dei lavoratori dentro la
partecipata.
E' chiaro che fino a quando c'è la presenza dei lavoratori,
ovviamente, si mantiene la struttura degli uffici, direttori
generali; abbiamo casi di direttori generali di società partecipata
che sarebbe immotivato con 5 dipendenti ed un direttore generale
che guadagna 100.000,00 euro.
Bisogna rappresentare che queste cose le abbiamo trovate ed
esistono da qualche decennio; esistono, non è che sono nate oggi,
però oggi si cancellano perché si fa l'albo speciale di tutti i
lavoratori che fanno parte del bacino di riferimento, poi cosa
succede?
Attualmente le partecipate assumono per interpello, prima: fanno
l'interpello - le società partecipate che hanno bisogno di fare le
assunzioni, per intenderci, che hanno bisogno di personale - fanno
l'interpello, l'interpello si riferisce all'interno delle società
partecipate, nessuno risponde all'interpello, naturalmente da quel
giorno scattano le assunzioni esterne.
Questa cosa mette fine al meccanismo perché quanti fanno parte
dell'elenco non possono rifiutarsi di andare a lavorare, perché
fare parte di una partecipata dove si prende uno stipendio è una
bellissima cosa, meravigliosa, è una specie di paradiso: uno prende
lo stipendio, lo prende pure alto, poi ha pure la pensione
integrativa, ecc. ecc., almeno lavorassero.
Con questo meccanismo si salvano i lavoratori, ma saltano tutti
quelli che non vogliono accettare un lavoro produttivo, per
intenderci, ma è l'unico strumento che abbiamo, altrimenti
aspettiamo l'altra riforma.
Il prossimo anno andremo al giudizio di parifica della Corte dei
Conti che dirà che ci sono i lavoratori, che si sono partecipate
in liquidazione che continuano a restare, hanno esuberi
strutturati, costano un tot di soldi, però ognuno di voi sa che ha
impedito un risparmio che non penalizza affatto i lavoratori perché
gli da una soluzione, perché rende possibile la mobilità tra una
partecipata ed un'altra, dandogli un destino, consente finalmente
alla Regione di spalmare un bel pò di soldi, affitti, spese
generali, consulenze, avvocati ..quindi una norma di buon senso che
garantisce i lavoratori.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, lei ha detto che mantiene
l'emendamento soppressivo?
Lei deve solo dire se lo mantiene o lo ritira. Lo dobbiamo
portare in votazione. Non è un problema di merito, il merito lo
abbiamo superato, non ci sono iscritti a parlare, è intervenuto il
Presidente della Regione. Per fatto politico lei lo mantiene.
Il parere del Governo all'emendamento 34.4 che è quello
soppressivo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere del Governo e della Commissione contrari
entrambi, pongo in votazione l'emendamento 34.4 soppressivo. Chi è
favorevole all'emendamento si alzi; chi è contrario resti seduto.
Almeno lei, onorevole D'Asero si alzi.
Non è approvato.
PRESIDENTE. Mantiene il 34.15. C'è bisogno di votarlo?
E' ritirato l'emendamento 34.15. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.23.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la società in
liquidazione non ha dipendenti. Siccome in realtà trattasi di
società Sas è giusto che possa essere indicato o il 34.27 o il
34.23. Io credo che si tratti della Sas ed è gente che è venuta in
sede di udienza perché come è noto ci sono in atto contenziosi di
natura legale e credo che sia giusto ammettere il 34.27. Il 34.23
ha tutte le società partecipate della Regione siciliana. Leggo il
comma 2, Presidente. Nel suddetto albo devono essere iscritti tutti
i dipendenti attualmente in servizio con contratto di lavoro
subordinato a tempo indeterminato presso la società in
liquidazione. Questo personale non è in servizio presso la società
in liquidazione, è in servizio presso le società partecipate. Io
credo che sia, bisogna mettere società partecipate della Regione
siciliana. Voi insistete ma credo che non sia mi rimetto al
Governo Presidente.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, signori
deputati, il personale delle società in liquidazione non può
praticamente attualmente, rimane incardinato nelle singole società.
Questa questione non ci consente di assicurare la mobilità del
personale. Per facilitare la liquidazione delle società e
assicurare la mobilità del personale verso le società che possono
recepire ed assumere quei lavoratori si crea questo elenco unico,
albo unico, che sarà normato da una graduatoria sulla base
dell'anzianità, sulla base della qualifica dando certezza ai
lavoratori e diritti ai lavoratori che dovranno essere garantiti.
Quindi la Sas non c'entra niente. L'emendamento invece 34.24 credo
si riferisca alla problematica Sas, ma al comma 2 aggiungere Sas
significa limitare l'albo solo alla Sas ma sconvolgere la legge
significa anche...
DI MAURO. Siccome voi indicate in servizio la costante del
servizio non è nelle società in liquidazione, è nelle società
partecipate, allora io siccome non intendiamo società partecipate
della Regione, Presidente, mi lasci spiegare, Presidente c'è una
questione di natura tecnica.
Pongo una questione: questo personale secondo l'articolo che voi
presentate qui in Aula riguarda il personale in servizio. Questo
personale in servizio è certamente nelle società partecipate.
Allora eliminiamo quello che riguarda soltanto la SAS, è un fatto
tecnico e riguarda le società partecipate, va bene la SAS
eliminata. Sono d'accordo, io ho indicato 2 emendamenti per evitare
di trovarci perché io non so con precisione a chi vi riferivate,
comunque sono partecipate, comunque è personale che una volta
lavorava in alcune società che sono state poste in liquidazione e
questo personale, evidentemente, non potendo lavorare più in una
società in liquidazione è transitato in una società partecipata.
Tecnicamente le società partecipate sono intervenute in sede di
udienza a proposito del contrasto che c'è sul piano del lavoro di
questi soggetti che comunque a vario titolo, sono destinati ed è
giusto che nella norma venga indicato il personale che è in
servizio presso le società partecipate. Presidente, poi faccia lei.
CROCETTA, presidente della Regione. Sono 2 commi diversi.
DI MAURO. Non lavora nelle società in liquidazione, Presidente,
lavora nelle società partecipate
CROCETTA, presidente della Regione. Allora noi abbiamo detto del
personale delle società in liquidazione che lavora nelle società
lavora non significa che lavora che ha un contratto con quella
società, poi fisicamente può essere prestato, ha un contratto di
lavoro.
DI MAURO. Ma non lavora nelle società in liquidazione.
CROCETTA, presidente della Regione. Allora, scusi ci dobbiamo
capire Noi ci stiamo riferendo esclusivamente a quel personale
..non stiamo aprendo ad una mobilità cioè cambiamo la ratio della
norma Noi vogliamo dire che l'elenco del personale delle società
si crea l'albo del personale delle società in liquidazione. Ve lo
assicuro hanno dipendenti
Hanno dipendenti non è vero che non ce l'hanno Ce li hanno e li
prestano pure agli altri.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Presidente Crocetta, la fattispecie contemplata nell'emendamento Di
Mauro, il 34.23 vorrebbe non escluedere eventuali dipendenti che,
ancorché dipendenti delle società in liquidazione sono in servizio
presso altre società partecipate. Ma dico, se aggiungiamo oltre
alla liquidazione e nelle società partecipate , si contempla
anche questa fattispecie che eventualmente potrebbe essere esclusa,
Presidente.
CROCETTA, presidente della Regione. Anche se comandato a un'altra
società non è in servizio. Ma che stiamo dicendo? In servizio
significa che è nei ruoli di quella società.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. In
atto sono in servizio in altre società.
CROCETTA, presidente della Regione. Ma no, possiamo dire nei
ruoli del personale dipendente della società in liquidazione ?
Stiamo parlando di un contratto di lavoro, non stiamo parlando
dell'utilizzo del lavoratore.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Presidente, non stiamo allargando la platea. Si sta istituendo un
albo. Si sta costituendo un albo dove si sta dando la possibilità
al personale in servizio presso le società, alla data del...
CROCETTA, presidente della Regione. In liquidazione, perché non
stiamo facendo la mobilità generalizzata in tutte le partecipate,
stiamo completando ancora una storia che si può risolvere in 15
giorni, che è quella della destinazione di questo personale e
finalmente sciogliere queste partecipate; se vogliamo poi
utilizzare ogni norma per farla diventare una questione
generalizzata che riguarda il mondo intero, perché non basta fare
un favore ne dobbiamo dieci, e allora non ci siamo.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. C'è
gente che è in liquidazione in servizio in altre società.
PRESIDENTE. Comunico che è ritirato l'emendamento 34.23.
L'Assemblea ne prende atto.
DI MAURO. Le affermazioni del Presidente sono chiare, io non
voglio indurre in equivoco il mio emendamento, l'emendamento è
ritirato sia il 34.23 sia il 34.27 perché io non voglio...
Evidentemente il Presidente ritiene che io voglia infilare chissà
che cosa: i 2 emendamenti sono ritirati.
PRESIDENTE. Comunico che sono ritirati gli emendamenti 34.23,
34.27.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 34.24. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole. Qua c'è
l'adeguamento a una questione giurisdizionale, l'emendamento quindi
mi sembra persino di buon senso.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
D'ASERO. Ritiro l'emendamento 34.17.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che sono stati ritirati gli emendamenti 34.18, 34.19,
34.26, 34.20, 34.14.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 34.5 a firma Grasso ed altri:
Sopprimere i commi 8, 9 e 10 .
GRASSO. Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.13 degli onorevoli D'Asero ed altri.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.6 al comma 8 dopo le parole o
maggioritaria partecipazione della Regione aggiunge le parole i
cui i rispettivi bilanci siano a totale carico del bilancio della
Regione siciliana .
Comunico che l'emendamento 34.6 è inammissibile, onorevole Grasso.
Si passa all'emendamento 34.22 a firma degli onorevoli Maggio e
Gucciardi.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, con
questo emendamento è quello di evitare contenziosi di lavoro quando
parliamo di aziende che applicano contratti di settore e quindi
hanno la loro regolamentazione diversa da quella dei contratti
regionali.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 34.22?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza..
Contrario a maggioranza.
GUCCIARDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.12, a firma dell'onorevole D'Asero ed
altri.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.29, a firma dell'onorevole Cancelleri
ed altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Io volevo avere
una spiegazione dal Governo rispetto al comma 9 e, soprattutto,
sulla sua dicitura finale che è quella con il contestuale recupero
degli indebiti , cioè delle somme che sono state indebitamente
percepite dai lavoratori, che indebitamente erano stati assunti
all'interno delle società partecipate.
Quindi il comma 9 dice: entro 30 giorni gli amministratori di
queste società devono rimettere apposto le situazioni, quindi,
provvedere al licenziamento e recuperare le somme.
Però, se la Procura della Corte dei Conti apre un fascicolo nei
confronti di chi ha fatto questo tipo di illecito e quindi lo
prefigura, chiede a questa persona, che sta amministrando, il
recupero delle somme.
Noi stiamo scrivendo con legge che non gliela facciamo più pagare
a chi ha fatto le assunzioni illegittime, ma gliela facciamo pagare
ai lavoratori? Perché, Presidente, a me sembra di leggere questo. E
siccome in questo momento, rispetto a questo ragionamento, a me
sembra che in Regione siciliana, il nome che appartenga a questo
ragionamento sia uno solo, non vorrei Me lo spieghi, per favore.
CROCETTA, presidente della Regione. L'azione di recupero,
eventualmente, nei confronti delle spese ingiustamente erogate, è
un'azione obbligatoria. Quindi a prescindere da questa legge, è già
così.
Che poi chi ha usufruito anche illegittimamente di un vantaggio
per effetto di un comportamento errato debba restituire, è così
pure, quindi non c'entra assolutamente nulla. Per quanto mi
riguarda, noi la possiamo togliere, ma non c'entra niente quel
famoso cerchio magico , perché questa è una norma sulle
partecipate, dove non c'entra proprio niente tutta questa
questione.
Vogliamo sanare, ma sanare che cosa? Qua stiamo dicendo che c'è un
obbligo sancito, ribadito, si ribadisce un obbligo di legge, che
obbliga al recupero dei vantaggi che si sono avuti per effetto di
un'illecita gestione di contatti, però è normale, non c'entra
niente. Invece di ribadire l'azione di recupero - dopodiché se voi
non la volete, ve ne assumerete la responsabilità di presentare un
emendamento che sia persino in contrasto - perché la legge
nazionale prevede quello.
PRESIDENTE. Ho compreso che il Movimento 5 Stelle insiste sul
mantenimento in vita dell'emendamento. Pongo in votazione
l'emendamento 34.29. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 34.11 a firma degli onorevoli
D'Asero e Alongi.
D'ASERO. Lo ritiro
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.21 dell'onorevole Rinaldi.
RINALDI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il
comma 10 prevede la copertura dei posti vacanti nelle dotazioni
organiche, in Commissione è stato inserito un emendamento che
prevede che questo avvenga ai sensi dell'articolo 23, comma 2,
della legge regionale n. 5 del 2014. Quest'ultimo inserimento, con
l'emendamento, esclude le ulteriori 23 società poste in
liquidazione, ma io pongo una domanda. Se nel piano di riordino
Attraverso la legge regionale n. 5 del 2014 che abbiamo approvato,
si prevede un piano di riordino. Questo piano di riordino, a parte
lasciar fuori tutte le altre società in liquidazione, se non c'è il
posto, così come previsto dal piano di riordino, che facciamo,
queste persone le licenziamo? Quindi direi di cassare e fermarci
dalla Regione siciliana in modo di dare la possibilità a tutti di
essere collocati nelle altre società.
CROCETTA, presidente della Regione. Se c'è un emendamento, qual è?
RINALDI. L'emendamento è il 34.21, a pagina 143. Dice di fermarci
fino a Regione siciliana , cassando fino a nel rispetto di... e
dei servizi del personale di cui all'art. 23 E' il piano di
riordino che abbiamo approvato con la legge regionale n. 5 del
2014. In questo piano di riordino, se non c'è il posto previsto,
significa che noi le persone poi le licenziamo, quindi o ci
fermiamo lì, dando la possibilità e la garanzia a tutti di essere
trasferiti, oppure creiamo qualche problema.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, assessori, l'albo viene costituito per assorbire i
lavoratori, e ovviamente la legislazione nazionale e persino
regionale complessiva, stabilisce che devono esserci i posti, non è
che la partecipata se non ha bisogno di persone, le può assumere,
per essere chiaro. Quindi non riesco a capire la precisazione.
RINALDI. Io ho fatto la domanda inversa.
CROCETTA, presidente della Regione. Siccome è un ipotesi non
contemplata, il Governo agisce.
RINALDI. Ma noi la dobbiamo considerare.
CROCETTA, presidente della Regione. Facciamocela impugnare, sarà
questa il risultato. Le normative sono quelle che legano la
possibilità, così come è stato fatto al CIAPI, che assumerà in
relazione ai fabbisogni, non è che stiamo aprendo, perché questo,
tecnicamente, non si può fare per legge. Se dopo ci dobbiamo fare
per forza impugnare l'articolo, così questi resteranno. Scusate, ma
nessuno li licenzia Di cosa stiamo parlando Ma perché dobbiamo
fare diventare illegittimo l'articolo? Ai sensi di che cosa lo
facciamo?
RINALDI. Onorevole Presidente, io insisto perché se noi attuiamo
questa mobilità ai sensi di una legge, che è la legge n. 5 del 2014
che abbiamo approvato l'altra volta, è ovvio che poi dobbiamo
andare in ordine a questa legge.
Siccome questa legge prevede un piano di riordino e il piano di
riordino prevede solo se c'è il posto, se non c'è il posto io
quelle persone o le licenzio o da qualche parte le devo mettere. O
lo prevediamo qui e mettiamo in soprannumero e garantiamo le
persone che non rientrano nel piano di riordino oppure le dobbiamo
licenziare. Che il Governo lo dica chiaro.
CROCETTA, presidente della Regione. Ce li abbiamo, non li
licenziamo.
RINALDI. Mi dice dove li inserisce? Onorevole Presidente della
Regione, lei fa riferimento a una norma che è la legge n. 5 del
2014 che abbiamo approvato e prevede un piano di riordino. Il piano
di riordino prevede requisiti. Fra i requisiti che ci sia il posto
nell'organico, se non c'è il posto nell'organico questo personale,
le richiedo, dove va? Non ci siamo capiti. Ma siccome noi
prevediamo soltanto quelli che rientrano nella legge n. 5 del piano
di riordino, ma che facciamo quelli che non rientrano nel piano di
riordino se le società le liquidiamo?
Quindi è vero, li licenziamo? Allora diciamolo chiaro e non se ne
parli più.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vediamo
di spiegare se ho capito qualcosa io in questa norma.
Noi cerchiamo di non rovinare nessuno, onorevole Presidente, poi
se chiaramente la responsabilità del Governo è in capo a questo
Governo non all'opposizione che molte volte, grazie al proprio
contributo, corregge strafalcioni, non errori.
Andiamo per ordine: la questione che vorrei sollevare e lo voglio
dire anche alla Presidenza dell'ARS.
CROCETTA, presidente della Regione. Più spiegazioni chiedete più
rovinate i lavoratori
FALCONE. Noi stiamo discutendo una norma al comma 10 che è
prevista nel comma 10 e nel successivo comma 11 la stiamo
abrogando. Questa cosa qua, intanto, l'ha letta il Governo, sì o
no?
Signor Presidente, io prego con gli uffici di vedere questa
discrasia. No, c'è una discrasia chiarissima.
Cioè noi cosa stiamo dicendo? E' consentita per la copertura dei
posti vacanti nelle dotazioni organiche l'attivazione delle
procedure di mobilità volontaria tra le società a totale o
maggioritaria partecipazione della Regione siciliana nel rispetto
del piano dei servizi e del personale di cui all'articolo 23 comma
2 della legge regionale del 28 gennaio 2014 n. 5 , fermo restando
che dopo, al comma 11, diciamo: è abrogato questo stesso
comma... .
PANARELLO. Ma è il comma 6.
FALCONE. E' il comma 2 che modifica il comma 6 della legge n. 10
del 2011. Quindi, io inviterei a stare un po' più attenti su questa
cosa.
Dopodiché, entrando nel merito, cosa riteniamo? Secondo me le
preoccupazioni dell'onorevole Rinaldi, forse
CORDARO. Sono preoccupazioni fondate.
PRESIDENTE. Lei insiste sull'emendamento?
RINALDI. Sì.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, concluda il suo intervento.
FALCONE. Signor Presidente, io credo che qua prima di fare delle
norme il Governo dovrebbe stare anche attento a garantire i livelli
occupazionali. Chiaramente, ci sono delle perplessità e delle
preoccupazioni non di poco conto.
Attenzione, è giusto che dobbiamo riorganizzare, però stiamo
attenti anche. Dobbiamo prima di tutto verificare se, facendo una
norma, noi mettiamo di fatto fuori delle persone.
L'onorevole Rinaldi ha posto un problema che, da un lato, è serio
e dall'altro lato può avere delle conseguenze non di poco conto, ed
allora l'invito rivolto al Governo è quello di rivedere questa
norma e magari, se ci sono dei dubbi interpretativi, la
accantoniamo un attimo e ci riflettiamo per evitare che debbano
piangere decine e decine di lavoratori, se non centinaia. L'invito
che noi facciamo al Governo è quello di evitare strafalcioni.
L'abbiamo fatto, l'abbiamo visto già in queste ore, che vi hanno
visto impegnati in altre sedi per correggere una manovra che di
fatto sta cadendo, lo invitiamo anche per questo emendamento e
ritorneremo sull'emendamento successivo sul comma 11.
PRESIDENTE. Presidente Crocetta, se non ho compreso male,
l'obiettivo dell'emendamento dell'onorevole Rinaldi è identico a
quello del Governo, cioè che non si proceda a licenziamenti.
L'emendamento dell'onorevole Rinaldi sarebbe più garantista, se non
ci sono problemi di sorta, si lascia e si va avanti.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il problema sarebbe l'illegittimità, le società possono
assumere sulla base dei fabbisogni. Il comma 11 che lei cita blocca
le assunzioni anche all'IRFIS, per intenderci, per un motivo
estremamente semplice, che se noi dobbiamo assorbire il personale
delle partecipate in liquidazione, è chiaro che se questi
continuano ad assumere dall'esterno noi non troveremo mai i posti
per fare la mobilità. Quindi, sia pure forzando, si fa questa norma
che deve servire a gestire l'albo.
Il posto di lavoro non è messo in discussione, perché l'iscrizione
all'albo non è un licenziamento, è iscrizione all'albo. Se noi
togliamo questa frase - che ci sembra penalizzatrice per i
lavoratori, ma invece non lo è, perché salva la legittimità della
legge - le partecipate, qualsiasi società, possono assumere solo in
relazione ai fabbisogni. Dopo di che noi sappiamo quali sono questi
fabbisogni che coprono ampiamente i lavoratori delle partecipate
che dobbiamo liquidare. Quindi la garanzia da questo punto di vista
c'è. E' un fatto gestionale di Governo. Se si vuole evitare la
legge e così legittima, siamo sicuri, il Governo ha già studiato
perché le richieste già ci sono in alcune società che assorbono il
personale di queste partecipate in liquidazione.
PRESIDENTE. Pongo il votazione l'emendamento 34.21 dell'onorevole
Rinaldi.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi l'emendamento 34.8 è inammissibile.
Si passa agli emendamenti soppressivi 34.10 e 34.9 dell'onorevole
D'Asero.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.25 dell'onorevole Di Mauro i revisori
dei conti delle società percepiscono un compenso annuo di euro
12.000 con decorrenza dal primo gennaio 2015 .
DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo in un
momento di spending review, se il Governo ritiene di accettarlo -
magari incrementando un po' il compenso - abbiamo diverse società
che, a vario titolo, senza tenere conto della reale portata delle
società, attribuiscono ai revisori dei conti compensi che sono di
diversa spesa.
Chiedo se il Governo possa accettarlo per mettere un punto fermo
su quelli che sono i compensi.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è lo stesso
ragionamento che abbiamo già fatto in Commissione Bilancio. Fermo
restando che non debbano esserci sprechi, compensi d'oro, il ruolo
del revisore, soprattutto nelle società partecipate con compiti
importanti, non può trovare accoglimento nell'emendamento
dell'onorevole Di Mauro, perché allora è meglio farlo gratis o non
farlo. Nel momento del controllo ci preserviamo, diventa esagerato.
Ogni tanto un po' di merito lasciamolo Ci sono i parametri, ci
sono alcuni criteri oggettivi, significa che una persona prende
4.000 euro?
DI MAURO. Il ragionamento dell'onorevole Leanza non fa una grinza.
Dovendo seguire il ragionamento dell'onorevole Leanza dovremmo
indicare importi massimo di
LEANZA. No, no Importi anche bassi
DI MAURO. Inviterei il Governo a mettere un tetto massimo. Non è
possibile che abbiamo amministratori di società importanti che
guadagnano grosse cifre, questa è legge - onorevole Leanza - ha
detto bene, facciamo il sorteggio.
Finalmente una norma che il Governo propone corretta e di buon
senso, di legalità e trasparenza.
PRESIDENTE. Questo del sorteggio sulla scelta dei revisori
rappresenta un altro problema, la questione dell'importo è
un'altra.
CROCETTA, presidente della Regione. Il Governo si attiene alla
valutazione dell'Aula e al voto dell'Aula, con molto rispetto. Non
mi posso permettere di fare uno scontro politico su cifre come 12 o
15 mila euro per i revisori.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo che questo
argomento è stato dibattuto in Commissione alla presenza il dottore
Pisciotta, il quale ha riferito che i revisori percepiscono
un'indennità in funzione a dove operano, quindi, si deduce che non
si tratta di un contributo pari a tutte le società.
Volevo chiedere all'Assessore se ciò è vero e se conferma questa
situazione, perché se non è uguale per tutti si pone un problema,
andando a mettere un tetto uguale per tutti. Se invece non è così
è giusto ridurre.
SUDANO. E' così.
CIACCIO. Vedo che dalla Commissione all'Aula è cambiato, chiedo
effettivamente come venga calcolato il contributo per i revisori
dei conti.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono assolutamente
d'accordo con la filosofia dell'onorevole Di Mauro, però,
Presidente Crocetta, il Governo non deve aprire una polemica sui
dodicimila euro, perché è giusto che il Governo guardi ad altro,
però il Governo ce lo deve dire se vuole che i revisori dei conti
delle società partecipate vengano pagati oppure no.
Mi rendo conto che probabilmente quella dell'onorevole Di Mauro è
una provocazione, più che un'idea reale, perché se noi davvero
immaginiamo che i revisori dei conti debbano essere pagati mille
euro lordi al mese, allora diciamo che dobbiamo mandarci quelli che
hanno già due, tre incarichi, quelli che stanno nelle segreterie,
quelli che hanno altre prebende, perché certamente non ci potranno
andare professionisti prestigiosi in grado di andare a controllare
i bilanci delle società partecipate.
Se vogliamo che la Sicilia vada sempre più verso il baratro,
continuiamo a farci del male. Mille euro al mese, bravi, vediamo
chi la spara più grossa, colleghi, vi prego. Dodicimila euro
all'anno è una provocazione, onorevole Di Mauro, io l'accetto, solo
con lei per la spending review.
Ho qualche perplessità a pensare che ci sia un professionista
serio che abbia ancora voglia di iscriversi all'albo dei revisori
dei conti.
Evidente, se vogliamo anche immaginare un percorso di primati, tra
i primati di questa legislatura, iscriveremo anche l'estinzione dei
revisori dei conti.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, io la invito al ritiro perché
nascerebbero dei problemi. Poi entriamo nell'ambito di dinamiche
particolari che riguardano peraltro i professionisti, voler imporre
a dei professionisti un tetto, quando ci sono dei parametri
previsti dalle tariffe professionali.
DI MAURO. Non voglio entrare in polemica con il Governo, né tanto
meno da parte mia ci possa essere domani una nota stampa per cui di
fronte ad una proposta così forte il Governo ha detto no e c'è
l'articolo magari che spunta su qualsiasi giornale siciliano.
Il Governo ha stabilito insieme al Parlamento un tetto massimo per
gli amministratori a società partecipate. Vuole farsi promotore il
Governo di un tetto massimo per quanto riguarda i revisori dei
conti? Credo che sia una cosa legittima rispetto alla quale il
Governo stabilisca l'importo.
E' chiaro che se l'amministratore percepisce cinquantamila euro,
non possono esserci revisori che percepiscono altrettante
cinquantamila euro.
Il tetto massimo va fatto in ordine alla tipologia di quelli che
sono i compensi degli amministratori. Una gradualità deve esserci
nelle cose.
AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Onorevole Di Mauro, le
garantisco che l'attuale legge prevede già un tetto di
venticinquemila euro. Ogni partecipata poi ha un'assemblea dei soci
che di volta in volta definisce il compenso del collegio sindacale.
DI MAURO. Cinquanta, sessantamila euro.??
AGNELLO, assessore per l'economia. Non mi risulta. C'è una legge
che prevede il tetto di venticinque. Non mi risulta che ci siano
questi compensi.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel confermare che
per quelle che sono le mie conoscenze, i miei ricordi, c'è già una
legge che disciplina i compensi dei revisori per tetti e in base
all'importanza delle società o degli enti sottoposti a controllo e
vigilanza, ricordo anch'io che il compenso massimo spettante ad un
presidente del collegio dei sindaci non può superare i
venticinquemila euro, ma vorrei far notare che l'emendamento
sostanzialmente equipara il trattamento economico di tutti i
revisori, a prescindere dall'importanza della società dove operano,
ottenendo un effetto contrario.
Voglio dire che la stragrande maggioranza dei revisori dei conti
della Regione negli enti controllati sottoposti a controllo e
vigilanza, oggi percepiscono meno di dodicimila euro, quindi è una
norma iniqua perché applica lo stesso trattamento economico a chi è
revisore magari di un consorzio di bonifica in liquidazione, così
come al presidente del collegio dei sindaci dell'IRFIS che svolge
un'attività molto più importante.
Quindi non ottiene l'effetto del risparmio, che capisco volesse
essere la logica dell'emendamento dell'onorevole DI Mauro, equipara
tutti, ma sostanzialmente con trattamenti economici che a quel
punto diventano iniqui, perché non sono equiparabili figure di
presidenti e revisori come società quale l'IRFIS con società ed
enti di minore importanze comprese le scuole. Faccio un esempio,
dove ovviamente percepiscono credo non più di 5 mila euro, 3 mila
euro, a quel punto noi dovremmo pagare tutti a 12 mila euro. Cioè
comporta un aumento di spesa. Se comporta un aumento di spesa credo
sia inammissibile.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facolta.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
indubbiamente dal dibattito che fa scaturire questo emendamento ci
sono due questioni, una che è sotto gli occhi di tutti che il tema
va posto e l'onorevole Di Mauro ovviamente nella ristrettezza dei
tempi ha presentato questo emendamento. È ovvio che andrebbe
articolato in altri termini, valutando la responsabilità che il
revisore dei conti va a ricoprire in base alla società dove svolge
il proprio ruolo. L'emendamento, così come è scritto esercita un
taglio orizzontale senza fare distinzione. Ecco perché inviterei
l'onorevole Di Mauro a porre il tema con una apposita norma, che
passi magari dalla Commissione competente, perché è un tema serio
ma, certamente, oggi siamo chiamati a fare altro.
DI MAURO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 34.25.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 34.30 e 34.25 sono ritirati.
L'assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento 34.3.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente perché con l'ausilio degli Uffici potrei ritirarlo se lo
riteniamo assorbito dal già approvato emendamento 34.24.
PRESIDENTE. Gli Uffici mi confermano.
L'Assemblea prende atto del ritiro.
L'emendamento 34.1 è ritirato
Si passa all'emendamento 34.2 dell'onorevole Clemente.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che questo
emendamento fosse posto in votazione, anche perché serve come
spartiacque rispetto alla interlocuzione della legge 11 del 12
maggio 2010 che giustamente pone un vincolo alle progressioni dal
1 gennaio 2010. Con questo emendamento vorrei chiarire che la
legge non può interferire con quanto deliberato entro il 31
dicembre 2009, cosa che molte aziende invece stanno facendo.
Chiedo, pertanto, che venga messo ai voti, perché lo ritengo un
chiarimento importante.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 34 Gov,
aggiunto ora dal Governo, che però andrebbe spiegato.
AGNELLO, assessore per l'economia. Il Governo lo ritira.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 34 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35, introdotto dalla Commissione bilancio.
Sarebbe di pertinenza della I Commissione. Io magari lo
estrapolerei. Lei è d'accordo a trattarlo, ma siccome c'erano i
principi di generalità e astrattezza ai quali faceva richiamo.
CRACOLICI. Non si può applicare, non si può nemmeno discutere
perché gestisce pensioni INPS.
PRESIDENTE. L'articolo 35 è stralciato ed è inviato alla I
Commissione.
Si passa all'articolo 36 introdotto dalla Commissione Bilancio.
Pure questo è stralciato ed inviato alla I Commissione. Si passa
all'articolo 37. E' stato introdotto dalla Commissione bilancio e
comunque è di competenza della II Commissione, quindi può essere
trattato.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione
bilancio è uscito un articolo diverso da quello che è stato
scritto, per mero errore di trascrizione è saltata una parte che
viene, in buona sostanza, riportata nell'emendamento 37.1 che ho
presentato, che è il testo integrale riscritto come è stato
approvato in Commissione, e nell'emendamento 37.7 del Governo.
Chi ha scritto l'emendamento 37.7, evidentemente, si è accorto
dell'errore, e pensavamo - così come sarebbe stato normale che
accadesse - che in fase di trascrizione gli Uffici correggessero
l'errore.
Ribadisco, trattasi di errore materiale, hanno ragione i colleghi
che dicono che senza quella parte è monco, ma di fatto la
Commissione bilancio, per rendere onore ai colleghi, ha invece
approvato un articolo che era assolutamente intelligibile.
PRESIDENTE. Grazie per il chiarimento onorevole Cordaro, bisogna
quindi leggere l'articolo 37 integrato con l'emendamento 37.7,
perché si è trattato di un errore materiale.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo
presentato l'emendamento 37.2 soppressivo perché dal contesto
sicuramente c'era un altro significato.
Alla luce dei chiarimenti e dell'emendamento correttivo che dà una
ratio all'articolo, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 37.6.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 37.5.
RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 37.8.
CIACCIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 37.3.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, siccome nel fascicolo c'è stato un errore
materiale, diamo per letto l'articolo 37 che è nel testo base come
è stato esitato dalla Commissione e sono, in questo caso, ritirati
tutti gli emendamenti. Il testo ufficiale che io leggo è di
identico contenuto all'emendamento presentato dall'onorevole
Cordaro.
Siccome quello che conta è il risultato ringrazio l'onorevole
Cordaro per avere evidenziato che c'era questo errore materiale. Il
testo esitato dalla Commissione è di identico, analogo contenuto al
37.1.
Pongo in votazione l'emendamento 37.1. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 37.9, a firma degli onorevoli Ciaccio e
altri.
CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, in
Commissione abbiamo seguito un percorso all'ex articolo 35 che
parlava di partecipate abbiamo soppresso il comma 11 che prevedeva
l'esclusione di 4 partecipate dalla spending review, proprio perché
nella situazione economico-finanziario in cui, attualmente, ci
troviamo non era sicuramente il caso.
Successivamente, spunta un articolo che parla solo di riscossione
che, capiamo bene la situazione in cui attualmente si trova, che
alcune figure è giusto che prendano il posto di altre, però, se
lasciamo l'articolo 20, cioè eliminiamo dalla possibilità della
spending review il CDA ed il Presidente.
Ora se già avevamo fatto un ragionamento, dobbiamo continuare a
farlo, quindi, per quanto riguarda gli articoli 16 e 18 la
possibilità di avanzamento all'interno è giusta e, quindi, siamo
favorevoli, però, proprio in linea di principio il Presidente e
tutto il CDA non dovrebbe essere escluso dalla spending review,
cioè non capiamo perché rispetto alle altre partecipate questa, e
ripeto soltanto CDA e Presidente, non parliamo di tutto il resto
dell'organico, quindi, l'articolo 20 secondo noi va soppresso.
MILAZZO GIUSEPPE. Non c'entra niente il CDA
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 37.9. Il parere del
Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 37.4, a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 37.10, a firma degli onorevoli Formica ed
altri.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, mi sento
di condividere questo emendamento anche come segnale al Governo
perché, in questo momento, stiamo assistendo alla chiusura di tanti
sportelli della Serit e di Riscossione Sicilia in città importanti
soprattutto per quanto riguarda la popolazione, creando notevoli
disagi.
Abbiamo chiesto lumi anche a Riscossione Sicilia e ci hanno
assicurato che gli utenti non avranno disagi perché se i Comuni
collaboreranno, in qualche modo, rispetto ad una riunione che c'è
stata con l'ANCI, sono disponibili a continuare mettendo gli
sportelli nei Comuni.
Però, un servizio così importante che interessa tantissime
persone, forse è il caso di, se non in presenza di eccessivi
sprechi o di eccessivi costi, e che senza sprechi, lasciarlo nei
Comuni come era previsto prima. Quindi, valutiamo attentamente
questo emendamento, quanto meno che ci sia un impegno del Governo a
far sì che queste chiusure non avvengano in maniera così repentina
ed intempestiva per la popolazione.
PRESIDENTE. Gli onorevoli Fontana, Grasso, Cascio Salvatore e
Sudano dichiarano di apporre la propria firma all'emendamento.
L'Assemblea ne prende atto.
FORMICA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è ben accetta, e
questo è a testimonianza che è un emendamento che cerca di porre un
argine ad una condotta che è, a dir poco, incomprensibile, oltre
che autolesionista, perché si nega un servizio.
Se lei pensa che in città come Messina e Palermo sarà uguale, ad
Agrigento sarà la stessa cosa, vengono eliminate una Provincia
lunga 200 chilometri quasi, ci sarà un solo sportello, Messina. Non
aggiungo altro.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, votare è giusto,
ma vorrei che l'Assessore per l'economia ed il Governo, su questa
vicenda
Vedete, il problema non è che si chiude uno sportello e si creano
problemi ai dipendenti, io mi pongo il problema della collega La
Rocca, che firma con me anche l'emendamento, con tutta l'Aula:
avremo gente che da Montevago si dovrà recare ad Agrigento per
andare a pagare od a richiedere un estratto, per quanto riguarda
Riscossione Sicilia.
Quanto ad oggi, un atteggiamento probabilmente dettato dalla
necessità di razionalizzare i costi, ma laddove ci sono sportelli
che sono a costo zero, vale a dire, non pagano affitti, lo
stipendio dei dipendenti lo pagano comunque, non pagano missioni,
non pagano gli esperti, mi sembra un atto di angheria nei
confronti, non del dipendente, ma nei confronti dei cittadini. Per
cui, non capisco perché la politica che, solitamente, è insultata
perché non risolve i problemi, ebbene, ritengo che già per avere
pensato alla norma sia il segno dell'impotenza di poter discutere
in un tavolo normale con chi ha di fatto ristrutturato, anticipando
la chiusura degli sportelli, come quello di Sciacca, di Caltagirone
ed altri.
Assessore, approviamo una norma che è il segnale dell'impotenza,
onorevole Leanza. Non vorrei che qualcuno dicesse che la norma
stessa non è in grado di bloccare il piano sostanziale industriale
che non porterà alcun beneficio, ma semplicemente aumenterà il
numero di persone che non solo dovranno pagare, ma prendere un
pullman, una macchina, cercare un parcheggio, perdere una giornata.
Insomma cose banali, cose che rientrano nell'ordinario buon senso.
E' stato chiesto con un ordine del giorno, ma possibile che non
siamo in grado di risolvere un problema che è a costo zero solo
nell'idea di un giacobinismo ormai folle di fare spending review
anche quando non si risparmia nulla?
Assessore, su questo la prego, prenda il coraggio a due mani,
oltre ad assicurare noi, chiami la dottoressa Di Salvo, le imponga
di tenere aperti sportelli a costo zero, se è in grado di farlo
AGNELLO, assessore per l'economia. Onorevole Panepinto, mi era
stata già posta questa questione
PANEPINTO. Ma quella continua a minacciare i dipendenti
AGNELLO, assessore per l'economia. Poi, diamo il parere, ma mi
sembra giusto rispondere alla domanda, no?
Io ho già fatto questo passaggio, e la società Riscossione sta
operando in funzione di un piano industriale che è stato
regolarmente approvato dall'Assemblea. Tuttavia, Riscossione
Sicilia, si è impegnata a garantire un servizio di sportelli in
tutti quei Comuni in cui i sindaci si sono già mostrati
disponibili, in cui i Comuni si sono mostrati disponibili a dare
quelle stanze per garantire quel servizio che giustamente lei
diceva, cioè per evitare al cittadino la scomodità di doversi
spostare da una città all'altra per pagare, per giunta, delle
imposte.
A fronte di questo, Riscossione Sicilia ha garantito che manterrà
in vita uno sportello che opererà due, se è il caso anche tre volte
a settimana. Questo è l'impegno della società per venire incontro
alle esigenze della cittadinanza e, nello stesso tempo, per
rispettare il piano industriale che, come sapete, ha previsto
all'interno della società una fortissima riduzione del personale,
la quale opera su tutto il territorio regionale con minori risorse
e deve, necessariamente, riorganizzarsi, anche perché è una società
che, come sapete, ha dei costi importanti e che deve essere tenuta
in vita con una logica di spending review, quindi, la società vuole
garantire la riscossione, evitare disagi ai cittadini, con questi
sportelli che resteranno aperti due giorni a settimana invece di
cinque.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Come mai Riscossione Sicilia è
l'unico gabelliere al mondo che è in passivo? Può essere in
passivo una società che riscuote tasse? In Sicilia siamo stati
bravi pure a fare questo. C'è una società che organizza un piano
industriale, questo lo deve fare pure per legge, lo deve fare per
non incorrere in reati, in responsabilità contabili rispetto alla
Corte dei Conti. Non è che l'amministratore, poi, possiamo dare in
testa all'amministratore di turno, se qualcuno di voi si trovasse a
fare in quel momento l'amministratore farebbe ovviamente le stesse
considerazioni. La politica guarda con altre osservazioni. Io
personalmente ho parlato con il Presidente della società, che non
ha alcuna intenzione di chiudere sportelli.
FORMICA. Li ha già chiusi.
CROCETTA. Laddove c'è una disponibilità dei Comuni semplicemente
ad offrire i locali. La società dice, il mio piano industriale
prevede questo, siccome non credo sia una grande difficoltà per i
Comuni reperire questi locali, però questo consente di operare in
una sorta di corresponsabilità, poi, se volete dire, come la penso
nettamente, la norma non riduce alcun limite. L'emendamento 37.10
recita: Ogni rimodulazione degli uffici e degli sportelli
decentrati è subordinata alla fissazione degli obiettivi strategici
previsti dall'ordinamento di settore. , ed è esattamente quello che
stanno facendo. Se vogliamo trasmettere il messaggio, che sia
chiaro, questa norma, onorevole Panepinto, non dice esattamente ciò
che dice lei.
FORMICA. Ma non potrebbe dirlo
CROCETTA. Diventa una norma che, sostanzialmente, già c'è, e che è
così, quindi non è che modifica il piano industriale, semmai
presenterei un ordine del giorno finale nel quale direi, come
Assemblea regionale siciliana, cerchiamo, nella rimodulazione di
questi servizi, di razionalizzare senza creare eccessivi problemi -
era una questione postami anche dall'onorevole Panepinto - e
trovare soluzioni alternative prima di arrivare alla chiusura.
Sinceramente, questo è quello che stanno facendo, eh No, voglio
dire, quello che stanno facendo è questo, quindi la votazione non
raggiunge
FORMICA. Votiamo, darà un aiuto al Governo nell'interlocuzione
MILAZZO Giuseppe. Presidente, il clima è sereno
CROCETTA, presidente della Regione. Ma io, infatti, sto dicendo né
leva né metti, giusto per capirci. Nel senso che, però, il mio
intendimento non è di presentare degli amministratori virtuosi, che
stanno facendo un grande lavoro, come dei forcaioli impazziti,
perché non è così.
RAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, penso una
cosa che su Riscossione bisognerebbe aprire un capitolo serio per
una semplice ragione che questa società partecipata, come la
vogliamo chiamare la chiamiamo, non ha alcuna importanza, credo che
negli anni abbia abusato, secondo me, di alcune cose, di alcuni
incarichi; ci sono stati incarichi a non finire, probabilmente è
uno dei motivi di debiti di questa società, no? Migliaia di
incarichi sono stati dati a tanti professionisti, anche per
sciocchezze.
Probabilmente, fare veramente chiarezza rispetto ad alcune cose
che sono accadute nel passato non penso che sarebbe sbagliato,
visto che siamo in un momento di ristrettezze e di spending review,
per evitare che, poi, le conseguenze di tutto questo vengano pagate
dai lavoratori, da un lato e dagli utenti dall'altro.
Allora, penso semplicemente questo, che sì, si può approvare anche
un ordine del giorno, non è questo il tema, ma il tema è uno solo,
non possiamo come Regione siciliana, come Assemblea regionale che
laddove ci sono condizioni per cui i territori, le comunità mettono
a disposizione locali gratuiti verso questo servizio, noi li
chiudiamo perché abbiamo deciso di chiuderli.
Ora, l'efficienza di un servizio si ha in due modi: in maniera
tale che la riscossione avvenga nel territorio e, quindi, la gente
possa andare a pagare e dall'altro lato si ha se si mette nelle
condizioni il singolo lavoratore di lavorare nel migliore dei modi.
Allora, penso una cosa, visto che presentiamo un ordine del
giorno, penso che si debba inserire questo anche, cioè che laddove
ci sono locali a disposizione e laddove ci sono distanze
chilometriche non indifferenti, l'apertura degli sportelli dovrebbe
essere mantenuta per più giorni la settimana, perché non è
possibile che, è vero che il presidente della Riscossione ha detto
che forse si aprirà una volta la settimana nei territori, ma è
anche vero che questo non è supportato da alcuna delibera del
consiglio di amministrazione, né per un giorno, né per due giorni,
né per tre giorni, quindi, causando anche una sorta di caos perché
dal 16 agosto, così come anche dal 15 di settembre saranno chiusi
tutti gli sportelli in Sicilia, sia quelli che sono vicini, sia
quelli che sono lontani dalla città di provenienza.
Allora, penso una cosa, che bisogna sì razionalizzare da un lato,
ma dall'altro lato bisogna mettere le persone nelle condizioni di
lavorare in maniera tranquilla, altrimenti non riusciremo lo stesso
ad avere un risultato positivo per quello che vorremmo fare in
questo momento. Non lo riusciremo a fare, certamente, perché se
allontani la riscossione dai Comuni, certamente, i cittadini già si
sentono in una condizione di non dover pagare, figuriamoci se
devono andare a Catania, piuttosto che ad Agrigento, piuttosto che
a Palermo. Quindi, penso che alcune limitazioni vadano inserite, ma
soprattutto vanno inserite delle garanzie per chi lavora in questo
settore.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il
dibattito d'Aula ci conferma che avevamo visto bene qualche
settimana fa, quando abbiamo presentato la mozione che stasera si
evoca e che è già agli atti e che è la numero 326. L'abbiamo
presentata la settimana scorsa, porta diverse firme di colleghi, al
di là del mio Gruppo di appartenenza, del Gruppo Lista Musumeci, e
quando abbiamo posto il problema in quest'Aula, alla fine della
seduta di mercoledì scorso, mi sarei aspettato, Presidente della
Regione, che lei assumesse una posizione a difesa della città,
delle città, dei cittadini, degli utenti fruitori, non una difesa
d'ufficio, invece, da parte sua nei confronti del Consiglio di
Amministrazione, di chi assume decisioni che dall'alto vengono
calate, invece, sui cittadini i quali, da un giorno all'altro, si
sentiranno privati e saranno privati di un servizio che è pensato
ed organizzato per venire incontro alle loro esigenze e non alle
esigenze di una società che, giova ricordare, è una società quasi
interamente partecipata dalla Regione siciliana, quindi,
sostanzialmente, una società pubblica anche se sotto forma di
società per azione.
Questa norma non solo non è vero che è del tutto ininfluente,
anche se prego gli Uffici di prender nota della presentazione di un
subemendamento, in questo momento, che aggiunge la dizione
garantendo la fruibilità anche nelle sedi decentrate , così lo
rendiamo un po' meno generico, ma qui Assessori il problema è
diverso, il problema è che l'operatività della decisione del
Consiglio di Amministrazione decorre per alcune sedi già dal primo
di agosto, cioè da domani mattina, quando questa norma non sarà per
forza di cose, per tempi tecnici, ancora operativa.
L'appello è, quindi, al Governo perché comunque blocchi e
paralizzi qualunque tipo di iniziativa e di intervento in tal
senso. Presidente della Regione, in ultimo, non è nemmeno del tutto
vero ciò che le sarebbe stato riferito dal Presidente del Consiglio
di Amministrazione con riferimento agli Uffici che sono in città i
cui Comuni, le cui amministrazioni comunali forniscono già da due
anni, come la città di Caltagirone, la sede per gli Uffici della
Riscossione Sicilia, quindi, non si tratta per alcune città,
almeno, ma so che c'è una deliberazione del Comune di Sciacca, in
tal senso, di qualcosa che deve ancora immaginarsi o deve ancora
avvenire, si tratta di una realtà già esistente. Se, poi, una
società come Riscossione Sicilia, per togliere un servizio ai
cittadini si fa scudo dietro qualche centinaio di euro di pigione
al mese da pagare per mantenere gli uffici, mi pare che il
controllo e la vigilanza del Governo regionale sulla società non
sia del tutto adeguato e che meriti, invece, di essere aumentato
nella sua dose e nella sua capacità di rappresentare i territori e
non la società.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
politica ogni tanto, anzi troppo spesso, ultimamente, usando la
parola inglese che usano tutti, quella della spending review,
cerchi di nascondere delle cose più importanti. Condivido
l'intervento del collega Ioppolo e sottoscrivo l'ordine del giorno
ed anche l'emendamento.
In questo momento mi viene in mente - ma il mio intervento era un
altro, dirò alla fine quale era il senso - per esempio il comune di
Termini Imprese, il quale vive un periodo di grave drammaticità con
chiusura di FIAT ed i problemi relativi e verrà chiusa anche la
sede, credo, di Termini Imerese, almeno questo è quello che si è
ventilato in questi giorni.
Assessore, le lancio una richiesta alla quale spero possa
rispondere non per iscritto ma in Aula, ufficialmente: considerato
che vogliamo fare risparmiare Serit ed i siciliani, per rimettere
in ordine i bilanci, mi risulta che la piattaforma informatica cui
attinge Serit, oggi, abbia un costo di 20 milioni di euro circa
annui per l'aggiornamento complessivo; non so se ciò è vero.
FORMICA. E' scandaloso
ALONGI. Perdonatemi, faccio il deputato, non faccio
l'amministratore perché il fatto che la Sicilia, a differenza del
resto d'Italia, per la piattaforma informatica non attinga alla
piattaforma di Equitalia, alla piattaforma di inserimento di
Equitalia, ha un costo complessivo che oscilli tra i 18 e i 20
milioni di euro.
Se è così, credo sia importante.
MUSUMECI. Siamo tutti sbigottiti
ALONGI. Io non sono sbigottito Se è così - e sono sicuro che non
è così - ma se è così gradirei conoscere quali prospettive ci sono
per questa struttura, in modo da pensare ad uniformare Serit su un
sistema complessivo nazionale perché se, poi, la nostra autonomia
deve soltanto servire, probabilmente, a prebende o incarico ad
altro, preferisco far parte dell'Italia e fare risparmiare i
siciliani.
Questo è il mio intervento, spero non provocatorio, però, riuscire
a sapere il costo complessivo del sistema informatico di Serit,
oggi, a quanto ammonta, chi lo gestisce, quando è stato rinnovato
l'ultima volta, potrebbe essere un elemento utile, importante da
fare conoscere a quest'Aula.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel dibattito che
si sta sviluppando in Aula, mi sembra chiaro che stiamo andando
incontro alla negazione di un principio che, più volte, da lei è
stato richiamato.
Quel principio di sussidiarietà orizzontale che mette il cittadino
al centro rispetto allo Stato, quel principio che vorrebbe
garantire l'erogazione dei servizi nei territori, quel principio
che è a tutela ed a garanzia dei diritti dei cittadini che non solo
vengono vessati spesso da uno Stato che mette le mani loro in tasca
ma, in più, evidentemente, si ritrovano beffati due volte.
Immaginiamo questo cittadino che, nella provincia di Palermo, a
Termini, come nella provincia di Messina, in un altro piccolo
comune, si ritrova a dovere pagare i tributi e si trova costretto a
cambiare sede, si trova costretto a girovagare per il territorio,
magari di un'altra provincia.
Allora, è chiaro, Presidente, che la chiusura degli sportelli
Serit arrecherebbe un danno enorme. E' chiaro che questa misura
che, in qualche modo, andava ragionata perché è vero,
probabilmente questi sportelli generano un costo eccessivo, una
perdita di un milione e mezzo al mese, sono quegli stessi sportelli
che richiedono un intervento da parte del Governo ma che non
possono vedere negate le tutele, i diritti dei cittadini.
Per questo credo che questo emendamento, introdotto
dall'onorevole Formica e sottoscritto da noi del gruppo di Forza
Italia, non solo sia un buon emendamento, ma un emendamento,
Presidente, che il Governo dovrebbe far proprio perché
fondamentalmente chiediamo un piano strategico che faccia prevalere
alla logica della razionalizzazione alla spending review un
atteggiamento responsabile nei confronti dei cittadini proprio per
garantire che venga posto in essere quel principio di sussidiarietà
cui facevamo riferimento, proprio per fare in modo che questi
sportelli siano delle antenne sensibili nel territorio e per
garantire che la razionalizzazione effettivamente avvenga, ma nel
rispetto dei diritti dei cittadini.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato un sub emendamento a
firma degli onorevoli Formica, Ioppolo e Musumeci, che recita così:
garantendo la fruibilità delle sedi decentrate'.
Lo do per letto.
LEANZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
qualche chiarimento.
Ho contattato personalmente il Presidente del Consiglio
d'amministrazione e non ho trovato questa indisponibilità a non
fare gli sportelli decentrati. Quello che mi poneva era un problema
di esubero di personale che non veniva utilizzato dalla sede
centrale, mentre nelle sedi periferiche non aveva moltissimo da
fare.
Quindi di fatto, l'ultima chiacchierata che ci siamo fatti è stata
di una disponibilità ad aprire, da parte dei comuni, ad una
sinergia e ad una collaborazione reale.
Sono convinto che forse era meglio l'ordine del giorno per poter
ragionare e discutere, ma se dovesse restare questo emendamento per
me va benissimo, non ci sono presupposti.
Per quanto riguarda le questioni poste dall'onorevole Alongi penso
che si riferisse alla gestione, non alla piattaforma perché la
gestione ovviamente essendo autonoma, sono ventimilioni in più
rispetto ad una gestione coordinata con lo Stato, però devo dire
che abbiamo trovato una disponibilità a discutere, a ragionare
seriamente per cui mi sembrava opportuno discutere, ovviamente
dobbiamo evitare che le sedi decentrate chiudano per gli utenti
soprattutto per gli utenti, perché è giusto che sia così.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento 37.10.1.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Raia, La Rocca Ruvolo, Lo
Giudice, Cappello, Ciaccio, Palmeri, Fontana appongono la firma al
sub emendamento.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 37.10, così come sub emendato.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 37, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 38.
DINA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione. Le volevo ricordare che
l'articolo 36, stralciato, non è di competenza della Prima
commissione, bensì della Sesta Commissione che già lo aveva esitato
favorevolmente e la Commissione bilancio approvato favorevolmente,
riguarda la SEUS.
PRESIDENTE. Scusate, nell'articolo 36 si parla della SEUS
espressamente?
DINA, Presidente della Commissione. Sì.
PRESIDENTE. Lo può leggere? Lei lo deve leggere se si fa
riferimento alla SEUS.
DINA, presidente della Commissione. Lo specifichiamo.
PRESIDENTE. Non ritorno su questo argomento, dove c'è scritto che
si parla della SEUS. Si parla di società partecipate e, quindi, è
di competenza della Prima Commissione. Non so cosa sia successo;
né in Sesta Commissione né in Seconda Commissione perché c'erano
parlamentari presenti e comunque l'articolo è stato già
stralciato.
Onorevole Dina, l'articolo 36 è stato già stralciato, forse non
mi sono spiegato, onorevole Sammartino, se voi mi dite che si parla
della SEUS in quell'articolo, è un fatto chiaro perché non c'è
riferimento alcuno alla SEUS. Le leggi debbono essere chiare
DINA, presidente della Commissione. Se è un fatto grave lo
chiariamo.
PRESIDENTE. Ho detto chiaro' non grave.
DINA, Presidente della Commissione. Le posso assicurare
PRESIDENTE. Non mi può assicurare niente.
DINA, presidente della Commissione. Questo dibattito, se prendiamo
il resoconto riguarda la SEUS.
PRESIDENTE. In commissione Siccome le norme sono di carattere
generale
DINA, presidente della Commissione. Signor Presidente, lo possiamo
modificare
VINCIULLO. Si parla di società costituite dopo l'1 gennaio 2009,
l'unica che è stata costituita è la SEUS.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la prego, questo articolo è stato
già stralciato. Se noi ritorniamo sulle decisioni già prese non
andiamo da nessuna parte. Io non sto entrando nel merito, andiamo
avanti.
Si passa all'articolo 38.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 38.1 a firma
dell'onorevole D'asero.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 38.2 a firma
dell'onorevole Lupo.
LUPO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 38. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 39. All'articolo 39, al comma 2 si fa
riferimento, sicuramente c'è una svista aventi maggiore diffusione
in numero di venti'. Non si capisce cosa significa l'inosservanza
della presente legge. Non era una allucinazione quella che avevo
avuto.
Per rendere omogeneo, scusate, senza fare forzature al
Regolamento, perché io vorrei capire cosa significa il numero 20,
per rendere omogeneo il II comma con il IV comma che mi sembra
scritto in maniera certamente più leggibile e fa riferimento alla
legge, l'inosservanza diventa osservanza, e questo è chiaro.
Le società a totale o maggioritaria partecipazione, sto leggendo
il II comma, pubblica nei bilanci per estratto sui quotidiani
regionali aventi maggiore diffusione, il numero di enti non ha
ragione di esistere.
Scusate, sicuramente si trattava di un errore materiale, di un
refuso. Lo rendiamo omogeneo se siamo d'accordo con il comma IV
dove si parla su due quotidiani a diffusione nazionale, su due
quotidiani a maggiore diffusione locale, del luogo stazione
appaltante, ove si esegue nei lavori su un periodico a diffusione
regionale . Rendiamo omogenei il II e IV comma.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, il dottore Pisciotta ci spiegò con
carte alla mano che c'era stato un refuso e, quindi, andava
superato, era una cosa che andava superata.
PRESIDENTE. Si, ma allora se siamo d'accordo che va bene il IV
comma, perché ho capito che siamo d'accordo.
CRACOLICI. No, non siamo d'accordo. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non siamo d'accordo neanche sul IV comma. Ne ha
facoltà. Lei ha presentato un emendamento di una certa valenza che
riguarda la pubblicazione.
CRACOLICI. Signor Presidente, io ho presentato gli emendamenti
perché la Commissione si era espressa in questo articolo e la
Commissione Bilancio legittimamente ha fatto un'altra scelta, però
non ha saputo dare, mi permetto d dire al mio amico Dina, non ha
saputo dare coerenza alle norme.
Il secondo comma riguarda le società partecipate dalla Regione,
consentitemi, non c'entra nulla con il quarto comma che riguarda
gli appalti e riguarda i quotidiani a diffusione nazionale.
Ora io già considero oggetto di una possibile discussione il fatto
che le società regionali debbano pubblicare i bilanci sui giornali
mentre le società private no, ma che li debbano pubblicare sui
quotidiani nazionali mi pare quanto meno uno spreco non secondario
di risorse pubbliche.
Ecco perché il comma 2 non si può connettere col 4 perché il 4
riguarda i ribassi di gara, le variazioni in corso d'opera, cioè
una norma di trasparenza sulla materia degli appalti. Il comma 2
riguarda i bilanci delle società partecipate della Regione, quindi
le due cose non c'entrano nulla.
In più: il comma 3 non è un refuso Noi stiamo recependo una
legge, dopo 30 anni, stabilendo che non si applica agli enti
pubblici regionali. Allora fatemi capire, o non recepiamo la legge,
o che si dica recepiamo una legge però non si applica né alla
Regione né ai comuni né ai liberi consorzi né alle aziende
sanitarie, ma insomma Che modo è di scrivere le leggi
Ecco Presidente, vuole un consiglio da parte mia? Visto che siamo
stanchi, si dia al Governo 7-8 ore per studiare meglio questi due
commi e domani trattiamo l'articolo 39.
PRESIDENTE. Io accetto il suo consiglio perché se mi dice che non
è un refuso all'inosservanza della presente norma, però scusate non
ci sono più, obiettivamente, le condizioni per andare avanti.
Onorevoli colleghi, stante l'ora l'Aula è rinviata a domani, alle
ore 10,00, è autorizzata la IV Commissione a tenere l'audizione,
chiaramente, raccomandando tempio brevissimi.
Avevamo previsto di iniziare alle ore 9.00, Presidente Dina e
Governo, siccome in apertura di seduta, alla ripresa dei lavori si
è determinata, nel riscrivere l'articolo 32 d'intesa con la
Commissione, mi auguro che domani alle 10 ci possa essere questa
ipotesi di riscrittura e questa riduzione delle somme se
all'articolo 27 o lineare come proponeva il Governo, che ci sia
un'intesa almeno fra la Commissione e il Governo stesso.
La seduta è sospesa e riprenderà oggi, 30 luglio 2014, alle ore
10.00.
(La seduta, sospesa alle ore 23.47 del 29 luglio 2014, è ripresa
alle ore 10.50 di mercoledì 30 luglio 2014)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto.
Onorevoli colleghi, si riprende con l'esame dell'art. 39 che
riguarda Norme in materia di trasparenza e di pubblicità
dell'attività amministrativa', accantonato ieri.
Erano state sollevate questioni di incongruenze o di errori
materiali soprattutto al comma 2. Il Governo si era preso l'impegno
- e l'ha fatto - di scrivere un emendamento chiarificatore che
viene in questo momento depositato. E' l'emendamento 39.16,
modificativo dei commi 2 e 3. Adesso verrà distribuito.
Questo emendamento corregge la parola all'inosservanza' con la
parola osservanza', ed il refuso relativo a quelle venti
copie', e quindi limita la diffusione per estratto correttamente,
a mio avviso, ad almeno due quotidiani a livello regionale, a un
periodico la cui diffusione sia certificata per legge, poteva
essere il minimo questo.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, ma le sembra normale che si
vada avanti nei lavori senza la presenza del presidente della
Commissione? Io sono qua dalle ore 10.00.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, noi ci siamo dati appuntamento alle
ore 10.00. La Commissione comunque è qua. Sono le ore 10.50. Siamo
abbondantemente fuori.
Non si può accusare la Presidenza sul mancato rispetto dei tempi.
La Commissione mi sembra presente in gran numero.
GRECO Giovanni. Manca anche l'onorevole Vinciullo.
DI GIACINTO, vicepresidente della commissione. Io sono qua.
FORMICA. Il Governo ha depositato una ipotesi di riscrittura sulle
coperture? L'Aula nell'attesa si impantana.
PRESIDENTE. Cominciamo a trattare gli argomenti. Poi sentiremo
l'assessore Agnello; chiaramente una riflessione è stata fatta,
così come ci siamo detti.
Io so che il Governo ha lavorato, d'intesa con gli uffici della
Ragioneria della Regione siciliana e quindi ci sarà una ipotesi di
lavoro. Intanto distribuiamo e andiamo avanti laddove non ci sono
problemi.
Onorevoli colleghi, l'emendamento correttivo del Governo, il
39.16 - chiamiamolo così., forse è un termine improprio - lo è
rispetto ad alcune incongruenze presenti al comma 2.
MILAZZO Giuseppe. La Commissione è in possesso dell'emendamento.
PRESIDENTE. Mi fa piacere, mi sembra corretto perché fa
riferimento alla certificazione per legge e va nel senso auspicato,
penso, dall'onorevole Cracolici che evidenziava perché pubblicare
su giornali nazionali quando abbiamo l'interesse a pubblicare sui
giornali regionali. O meglio non hanno interesse, penso,
all'esterno a conoscere.
Procediamo, con gli emendamenti più lontani al testo, i
soppressivi. Il 39.1, a firma degli onorevoli D'Asero, Alongi,
Cascio F., Fontana, Germanà, Lo Sciuto e Vinciullo,.
L'onorevole D'Asero non è presente. Onorevole Alongi lo mantiene
o lo ritira?
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Emendamento 39.12
dell'onorevole Ciaccio e dei deputati del Movimento Cinque Stelle.
Onorevole Ciaccio lo ritira o lo mantiene?
CIACCIO. Lo mantengo.
Sull'ordine dei lavori
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, visto che ancora non siamo in
votazione, volevo comunicare che ieri sera col presidente Dina si
discuteva di un ulteriore presentazione di emendamenti da parte
della Commissione. Chiedo se si poteva accantonare questo articolo
e quindi non procedere alla votazione e passare, quindi,
all'articolo successivo.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Forzese ha chiesto congedo
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 782/A.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo lei mi chiede sostanzialmente di
attendere, forse è opportuno dare la parola all'assessore per
l'economia per riferire all'Aula quale potrebbe essere il percorso,
alla luce delle considerazioni che il Governo - e in particolar
modo il Presidente della Regione - ha svolto ieri sulle esigenze di
rivedere l'articolo che dà la copertura finanziaria. Ieri c'eravamo
lasciati con l'intento di rivedere in qualche punto la manovra e
comunque il Governo avrebbe fatto una proposta. Assessore Agnello ha
facoltà di intervenire.
AGNELLO, assessore per l'economia. Signor Presidente, come ha
comunicato ieri il Presidente della Regione nella nottata abbiamo
proceduto ad una riscrittura dell'articolo 32. Il problema che
ieri è stato definito in un ammontare pari a circa 66 milioni,
viene risolto dal Governo con un ricorso a finanziamento esterno
per un ammantare di circa 55 milioni e questo comporterebbe una
riduzione delle spese non più a 66 milioni ma ad un importo di
circa 7 milioni e mezzo, quindi, questo comporterebbe, rispetto
alla manovra che c'è adesso in discussione, un ulteriore taglio di
7 milioni, pari a circa il 10 per cento sugli articoli che ancora
dobbiamo andare a discutere.
Sul capitolo dei forestali questo taglio sarebbe sensibilmente
inferiore e sarebbe pari a circa un milione e mezzo e, tenuto
conto che, come discusso in Commissione Bilancio , la spesa sui
forestali è stata ampiamente raggiunta rispetto allo storico degli
anni precedenti, riteniamo che non comporti alcun problema.
Ovviamente, la riscrittura fatta con gli Uffici comporta una
maggiore garanzia da parte del Governo e anche per l'Aula sulla
copertura dell'articolo 32 ed in particolare il comma A.
Ovviamente, vi sarà, quanto prima, data e fornita e sarà anche
oggetto di illustrazione dettagliata.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur non avendo assistito
alla relazione dell'Assessore, ritengo che ci sia una scelta da
porre in essere, nel senso che sulla presunta mancata copertura di
circa 7 milioni bisogna capire come muoversi e, quindi, fare una
scelta di fondo e di campo.
Pertanto, ritengo che la scelta di fondo su come procedere a
razionalizzare questa carenza possa essere fatta antecedentemente
al voto di alcuni articoli che, poi, non potrebbero essere più
decurtati. Per cui, invito il Governo, se lo ritiene, di chiedere
una sospensione per definire questo quadro, di modo che, andando
avanti, poi, sugli articoli, escluso il 27 con le sue peculiarità,
non ci dovessimo trovare nell'impossibilità di procedere a tagli
sugli articoli che abbiamo votato.
Per cui, chiederei la sospensione per definire questo aspetto di
modo che la scelta fatta la si potrà applicare anche su quegli
articoli che, man mano
GRECO GIOVANNI. Lo accantoniamo.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Io
sto vedendo un problema di ordine generale; è una scelta che va
fatta prima del voto dei singoli articoli. Una sospensione di un
quarto d'ora per poi riprendere. Se lo ritiene, l'Assessore può
proporlo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, difatti c'è un
ragionamento che, fino ad un certo punto, può essere seguito. Ieri
ci eravamo lasciati con l'impegno di approvare gli articoli che non
avevano spesa e, quindi, stavamo andando avanti su questo senso.
Poi, è chiaro che un momento di interlocuzione occorre. Quindi, si
era ripartiti proprio dall'articolo 39.
C'era una richiesta di voto segreto fatta dall'onorevole Greco;
c'è stato un intervento su un emendamento soppressivo presentato
dall'onorevole Ciaccio, un intervento dell'onorevole Milazzo che
riteneva che fosse opportuno che si sentisse la Commissione proprio
su questo articolo 39, di questo si tratta.
Per cui, l'idea di andare avanti, laddove non ci sono problemi,
decideremo in corso d'opera. Stiamo riprendendo da dove ci eravamo
lasciati ieri sera perché c'erano una serie di incongruenze ma -
ritengo - che siano state riparate con l'emendamento del Governo e,
quindi, tutto sommato, l'Aula è pronta per proseguire nel suo
lavoro. E' chiaro che, laddove ci sono interventi di spesa, occorre
questa indicazione.
AGNELLO, assessore per l'eonomia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, onorevole Dina, l'ipotesi di lavoro del Governo sul
taglio è evidentemente lineare, quindi, su tutti i capitoli che
dobbiamo discutere arriverà questo 10 per cento, non possiamo
entrare nuovamente in una Commissione che aprirebbe discussioni,
quindi, il taglio sarà lineare. Su quei capitoli in cui possiamo
prendere degli ammontari superiori perché non danneggiano lo
faremo, appunto io ho detto un milione e mezzo sui forestali, però
sugli altri l'ipotesi era di fare dei subemendamenti con una
riduzione del 10 per cento.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, io sono
consapevole che questo è un metodo che potrebbe anche esser
adottato, però si corre il rischio di tagliare anche stipendi
laddove questi non possono essere tagliati. Per cui, io ritengo che
andare avanti sugli articoli che non comportano spese è cosa buona
e giusta.
Prima di procedere all'esame degli articoli che comportano spese
occorre una pausa per rideterminarci sulla scelta da fare tra
Governo e Commissione per approfondimenti.
RINALDI. Chiedo riparlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, intervengo per capire il metodo su
come stiamo procedendo. Stiamo tornado in Commissione Bilancio
per valutare i tagli dei 7 milioni che ci saranno sui vari
articoli?
Io prima di ritornare in Aula vorrei avere la chiarezza di dove
vengono tagliati i 7 milioni, quali sono gli articoli che
toglieremo questa spesa e quali invece saranno coperti con il mutuo
- da quello che leggo sui giornali - dei 40 milioni, per evitare
che ci siano delle norme che sono state già approvate in
Commissione di merito e che poi vengono diminuite o stralciate
rispetto a questa diminuzione. Quindi, vorrei prima di riprendere i
lavori, avere un quadro chiaro anche per i deputati.
PRESIDENTE. L'intervento dell'onorevole Rinaldi mi sembra
abbastanza corretto. Mi serve pure per precisare alcune questioni.
La manovra, chiaramente, non può ritornare in Commissione,
onorevole Rinaldi, per ovvie ragioni, però è chiaro che è
un'interlocuzione con la Commissione che deve dare il parere e il
Governo è più che necessaria.
Il Governo ha poc'anzi ribadito un concetto che bisogna recuperare
7 milioni di spesa - a parte l'altro tipo di manovra a cui lei
faceva riferimento - prelevando dalle somme tra le spese che sono
state già evidenziate e non so se, addirittura, tra articoli già
approvati ed aveva proposto un taglio lineare; di questo si tratta.
L'onorevole Dina, correttamente, dice che prima di potere
esprimere un giudizio vuole comprendere dove andiamo a tagliare. Mi
sembra corretto. Per cui, non vorrei che alla fine si tocchino
stipendi. Pertanto, quale era, sostanzialmente, il percorso d'Aula
che era stato immaginato? Continuiamo ad andare avanti sugli
articoli che non hanno obbligo di spesa, ci fermiamo un momento.
Chiaramente, non è la II Commissione in via formale ad essere
riunita, ma la Commissione d'intesa con il Governo farà la proposta
e siccome dovrà esprimere un giudizio di volta in volta la
Commissione sul singolo articolo dovrà dire se è d'accordo o
contrario. Di questo si tratta.
Andiamo avanti sull'articolo 39. Onorevole Greco, mantiene la
richiesta di voto segreto? E' in discussione l'emendamento
soppressivo.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, se non ho capito male, e noi
abbiamo lavorato bene, tutti gli articoli che hanno spesa li
dovremmo accantonare, questo è uno di quelli.
Io non lo so perché lei insiste a farlo, io sono convinto che
questo articolo lo approveremo, ma lo dobbiamo approvare e lo
dobbiamo trattare come tutti gli altri che abbiamo accantonato.
Ecco perché le avevo chiesto la votazione segreta, perché lei
voleva andare avanti come un trattore e io l'ho bloccato.
Ritiro la richiesta di votazione segreta, però abbiamo ottenuto
un'altra ulteriore discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, è un articolo senza spesa.
GRECO GIOVANNI. Onorevole Dina, è un articolo senza spesa? Se non
c'è spesa le chiedo scusa e possiamo andare avanti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 39.12. Il parere del
Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contraria a maggioranza.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per appello nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 39.12
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 39.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 43
L'Assemblea non è in numero legale.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà fra un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 11.11, è ripresa alle ore 12.33)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Ha chiesto congedo per oggi l'onorevole
Mangiacavallo.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 782/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo nella fase della votazione
dell'emendamento 39.12 soppressivo dell'articolo 39. Onorevole
Ciaccio insiste nella richiesta di appello nominale?
CIACCIO. Chiedo che l'emendamento 39.12 venga votato per
scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Voto segreto, addirittura? Onorevoli colleghi, invito
tutti a prendere posto. C'è una richiesta di voto segreto
sull'emendamento 39.12.
C'è una richiesta di voto segreto formulata dal Movimento cinque
stelle in ordine alla soppressione dell'articolo 39.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 39.12.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento indìco la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Ricordo che il parere del Governo era già contrario ed era stato
espresso la volta precedente. La Commissione è contraria a
maggioranza.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 61
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 18
Contrari 43
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 39.2. Onorevole Alongi lo ritira?
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 39.14 degli onorevoli Cracolici e
Gucciardi. Lo leggo: E' fatto obbligo pubblicare nel sito Internet
della Regione siciliana per esteso, compresi gli eventuali
allegati, entro le successive 48 ore dall'approvazione .
Onorevole Cracolici siccome lei lo ha scritto, credo il
ragionamento è condivisibile, se possiamo estendere queste
quarantotto ore ad un termine più ampio in modo tale da dare la
possibilità di pubblicazione, un termine di otto giorni.
Onorevoli colleghi ai fini della semplificazione, l'onorevole
Cracolici propone di fare obbligo di pubblicare nel sito Internet
della Regione siciliana per esteso, compresi gli eventuali
allegati, entro dieci giorni dall'approvazione. Forse è opportuno
presentare i submendamenti , non possiamo litigare su otto, dieci,
dodici giorni. Quarantotto ore però è un termine troppo breve.
Possiamo andare su dieci giorni?
Onorevole Cordaro, deve pensare quando sarà lei assessore.
Facciamo le cose in regola. Si accettano subemendamenti. Comunico
che l'onorevole Cracolici ha presentato il subemendamento 39.14.1.
La proposta dell'onorevole Cracolici è da leggere dieci giorni'.
AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Volevo precisare che questo
subemendamento così come è scritto non può essere accettato perché
la nullità è un vizio genetico dell'atto e non può essere applicata
come sanzione. La sanzione dovrebbe essere, al limite,
l'inefficacia, per cui la nullità ad una delibera di Giunta non può
andare; l'inefficacia sì.
Quando viene sanata diventa efficace.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, suggerirei ai
colleghi di evitare di aprire un dibattito culturale.
Mi consenta l'Assessore ed anche il suggeritore: un atto si
completa di varie fasi, c'è l'approvazione e c'è la pubblicazione.
La sua efficacia può essere immediatamente operativa al momento
della approvazione. Ci sono atti, per i quali, la efficacia è data
dalla pubblicazione. Vorrei dire una cosa, tra l'altro, sulla
materia non stiamo inventando nulla di nuovo, per una semplice
ragione che già la Giunta, l'obbligo di pubblicare gli atti ce l'ha
già; la differenza che questo atto produce e che introduce
l'obbligo dell'atto per intero.
Oggi, la delibera di Giunta è pubblicata solo per titolo e,
quindi, suggerirei ai colleghi o pseudo colleghi, assessore, nel
senso che non sono parlamentari, di evitare di fare bizantinismi
giuridici.
In questo caso, il principio è sanzionatorio; se non pubblichi un
atto non è valido, quindi è nullo, perché non può esserci un atto
che non si pubblica, secondo il principio della trasparenza della
Pubblica Amministrazione.
Ripeto, in atto la Giunta già pubblica le delibere ma le pubblica
per titolo, qui si introduce il principio per esteso' compreso gli
eventuali allegati; nulla di più e nulla di meno.
La novità - consentitemi - che forse non si è colta, che è invece
sull'ultimo comma relativo alle determine dirigenziali, lì rimane
il principio che va pubblicata entro 48 ore perché, anche lì, non
vorrei che casi come quello che abbiamo appreso dai giornali
attraverso la vicenda dell'Assessorato al Territorio ed ambiente, i
siciliani debbano scoprirlo solo dopo che succedono i fatti. Gli
atti di questa Regione devono essere trasparenti, quindi pubblicati
nei siti.
Evitiamo di inventarci cose particolari e vediamo di fare cose che
funzionano.
Quindi, la delibera di Giunta va bene i 10 giorni perché c'è un
tempo di arricchimento, ma sugli altri atti l'immediatezza, così
come i decreti assessoriali, nel momento in cui vanno in Gazzetta,
si chiede semplicemente che vanno contemporaneamente nel sito,
quindi nulla di più e nulla di meno, ma la efficacia degli atti ci
deve essere, perché se non c'è una sanzione a questa procedura
rischiamo di non aver creato la norma, quindi, la sanzione è
necessaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dare un
minimo e modesto contributo.
Le affermazioni dell'Assessore sono parzialmente infondate.
Le spiego subito perché: richiamando una serie di principi,
ovviamente, di carattere amministrativo: l'efficacia è l'idoneità
dell'atto a produrre effetti.
Qui, invece, si chiede ben altro, si chiede come requisito
essenziale dell'atto, quindi fa parte dell'elemento della struttura
dell'atto. La efficacia è sempre comunque conseguente alla nullità;
non so se sono stato chiaro?
Qui, si chiede, invece, un elemento, come elemento essenziale
dell'atto amministrativo, cioè improduttivo di effetti Peraltro la
nullità - mi ascolti - c'è una differenza sostanziale in dipendenza
del fatto che può farsi valere in ogni stato e grado di giudizio e
in ogni tempo; invece l'inefficacia rientra nell'ipotesi
eventualmente di annullabilità, perché astrattamente l'atto è
idoneo a produrre effetti, qui invece no, perché si chiede
all'inizio che l'elemento della pubblicazione sia elemento
indispensabile, assoluto, come elemento centrale dell'atto
amministrativo, motivo per cui ancora più forte rispetto
all'inefficacia che riguarda gli effetti giuridici dell'atto, qui
invece, addirittura non è potenzialmente produttivo di alcun
effetto se non viene pubblicato. E' una cosa completamente diversa.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Onorevole Fazio il punto che lei ha sollevato è molto
importante.
Io provo, da parte del Governo, a dare una lettura di quello che
sta accadendo ma anche una lettura che preservi tutti, e cerchi di
dare una giusta soluzione.
La disquisizione giuridica proverei a farla anch'io: la nullità di
un atto è un vizio genetico dell'atto, quindi se un atto nasce
viziato non produce effetti.
FAZIO. Io non entro nel merito, ho fatto una discussione
giuridica.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. La sanzione della nullità per la mancata
pubblicazione significa un fatto successivo e un atto perfetto
diventa nullo e questo giuridicamente è una sanzione che non può
essere applica all'atto, mentre i fatti successivi alla formazione
dell'atto hanno come sanzioni figure giuridiche diverse, tra le
quali, in particolare, l'inefficacia: diviene inefficace, nasce
perfetto e diviene inefficace.
Quello che lei dice è correttissimo, perché un aspetto di
pubblicità potrebbe fare parte dell'atto in sé, però se così è
quell'atto per dieci giorni non avrà nessun effetto e quindi noi
per dieci giorni avremo le delibere di Giunta bloccate nella loro
efficacia: le costituzioni di parte civile del giorno dopo, le
dichiarazioni di emergenza per i forestali ed è qualche cosa di
estremamente preoccupante.
La sanzione corretta è l'inefficacia sopravvenuta, cioè se entro
dieci giorni non viene pubblicato diviene inefficace e viene
paralizzato quel provvedimento.
PRESIDENTE. Nel suo intervento l'assessore Reale dice che non
entra nella questione se pubblicare o meno, dice pubblichiamo, però
alla nullità sostituisce l'inefficacia.
E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ho
l'impressione che stiamo perdendo di vista l'emendamento
dell'onorevole Cracolici.
Per evitare ciò preannuncio che sto per presentare un
subemendamento all'emendamento Cracolici con cui chiedo che il
secondo comma venga sostituito dal seguente periodo: L'atto è
nullo se non viene pubblicato nei termini previsti dall'ultimo
comma. .
Il problema non è se l'atto debba essere precipitosamente
elaborato, chiaramente ci sono atti di urgenza, poi mi immagino che
qualunque organo collegiale, come la Giunta regionale di Governo,
ha atti propedeutici e preparatori, per cui il problema è
introdurre il concetto di nullità in atti che non vengono
pubblicati sul sito, integralmente, ed è una questione di un
procedimento che si completa con la parte finale relativa alla
trasparenza. Tenendo conto anche di un'altra cosa che non è di poco
conto, e credo che stia nelle ragioni per cui si è, come dire,
animata l'Assemblea: in mezzo ad un dispositivo, un atto
deliberativo o un atto dirigenziale, ci stanno una somma di
interessi legittimi che trovano tutela solo nella conoscenza
immediata nell'atto dovendo dare ovviamente certezza, che la
pubblicazione in Gazzetta Ufficiale oggi non consente quella
comunicazione erga omnes, generale, che oggi invece avviene con la
celerità e la velocità.
Quindi, signor Presidente, io presento questo subemendamento dove
si introduce la nullità dell'atto se non pubblicato integralmente,
così come all'Organo collegiale, così come degli altri atti
richiamati nell'emendamento.
Sostanzialmente, il procedimento è nullo e non produce efficacia
per la mancata pubblicazione, non per la fretta di pubblicare, poi
è chiaro che l'atto basta mutuare quello che è nell'ordinamento
degli Enti locali, servono 10 giorni di tempo, un tempo utile per
ammannire, completare e collazionare tutti gli allegati.
Il problema è introdurre l'obbligatorietà della pubblicazione e
poi, assessore Reale, lei mi insegna una cosa, che qualunque
comando senza sanzione è una norma di principio, quindi dovremmo
varare una norma di sostanza.
L'efficacia va dimostrata e giudicata da un soggetto terzo. La
nullità è immediata, lei mi insegna, e comunque segue l'atto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo, così
come fatto, presentato un subemendamento con cui chiediamo,
appunto, cinque giorni, ma fermo restando il concetto generale, noi
oggi affrontiamo un tema importante, la tanta paventata
trasparenza, che poi nei fatti diventa motivo di uno scontro fra i
singoli deputati o i Capigruppo quando alla Segreteria generale
chiedono gli atti e c'è bisogno di una procedura burocratica,
sostanzialmente attraverso questo nuovo momento che noi vogliamo
introdurre, di fatto rendiamo più concreta una possibilità di
trasparenza.
Fermo restando che nessuno vuole creare momenti di confusione
ulteriore e nessuno vuole creare momenti, come dire, sottili per
inficiare gli atti, che invece hanno un preciso percorso da
realizzare ed effettuare.
L'atto viene prodotto - non entriamo nel merito di quanto
l'avvocato assessore Reale ha voluto evidenziare nel dibattito col
professore onorevole Fazio, su cui chiaramente negli
approfondimenti ci riconosciamo, avendo anche il buon senso di
capire che c'è materia piuttosto complicata, noi diciamo che il
principio è: se non c'è questo momento nei tempi da rispettare,
sostanzialmente l'atto non produce gli effetti ; il senso è questo
quindi non vogliamo andare né nel merito della genesi, del momento
in cui nasce l'atto e quindi inficiarne la possibilità in quello
stato, né voler dire che intendiamo complicare il percorso dello
stesso atto.
Noi vogliamo evidenziare un principio che è quello della
trasparenza degli atti amministrativi che vengono da parte di tutti
evidenziati, diventino un fatto reale e concreto. Attraverso questa
procedura noi riteniamo, e attraverso la sanzione, riteniamo che
non producendo gli effetti, l'atto sostanzialmente decade. E,
quindi, i termini dei tempi sono questi, fermo restando che se un
atto richiede un'urgenza è entro i cinque giorni, nulla vieta, che
può essere prodotto prima e quindi rispettare i termini
dell'urgenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, lungi
da me dal voler fare una lezione, un ripasso di diritto privato,
tanto meno al collega Assessore Avvocato Reale, e però egli
certamente ha ben chiara la differenza fra il principio della
nullità e quello dell'annullabilità. Cioè il principio di un atto
nato morto e quindi, ex tunc, e del principio di un atto che invece
essendo annullabile lo diventa da ora e non dal momento della sua
origine.
Ma il principio in questo caso, onorevoli colleghi, è
assolutamente generale. Quando una legge diventa valida nel
territorio regionale? Quando viene promulgata e, quindi,
pubblicata
Allora, il tema che noi, oggi, stiamo affrontando è un tema che,
sono convinto, se fosse presente il Presidente della Regione
farebbe suo. Perché il Presidente della trasparenza e della
legalità non potrebbe, certamente, che essere d'accordo con un
principio, come questo.
Sono convinto che tutti sposeranno il principio, tanto più i
colleghi Cracolici e Gucciardi, che hanno posto, correttamente, il
problema, mi sfugge il senso della retromarcia ma magari, che so,
ci avranno riflettuto, ma da quarantotto ore a dieci giorni
diventa un pannicello caldo ed è la ragione per la quale noi
introduciamo un principio di buon senso.
E allora, l'atto acquisisce validità, e quindi acquisisce la
possibilità di essere applicato, soltanto dal momento della sua
pubblicazione. L'atto non esiste all'interno del corpo normativo
regionale, così come qualsiasi altro atto normativo.
Allora, il tema è: vogliamo, davvero, dare un segnale di
trasparenza da parte di questo Governo e da parte di questo
Parlamento, soprattutto nei fatti?
Io lascerei impregiudicato tutto l'articolo, o meglio tutto il
subemendamento, però, per un fatto di buon senso - noi siamo una
ventina di deputati, assolutamente appartenenti a tutti i gruppi
parlamentari che abbiamo firmato il subemendamento 39.14.1.4 -
potremmo, al di là dei dieci giorni che, ripeto, ci pare una mezza
presa in giro, intervenire sul primo comma, e solo sul primo comma,
modificando il termine di quarantotto ore in un termine, ripeto,
che è di buon senso: cinque giorni.
Tutto il resto, per quanto ci riguarda, deve restare,
assolutamente, impregiudicato altrimenti diventa un fatto politico
e saranno costretti a dire all'esterno che questo Governo non vuole
la trasparenza dei suoi atti. Siccome questo, nonostante tutto
quanto sia accaduto fino ad oggi, noi non vogliamo pensarlo,
invitiamo il Governo ad esprimere parere favorevole sul 39.14.1.4,
perché ci pare che, in medio stat virtus, il Governo approvi questo
subemendamento ma, certamente, la non pubblicazione nelle
quarantotto ore dalla data di emissione, termine perentorio - mi
riferisco all'ultimo comma del subemendamento a firma degli
onorevoli Cracolici, Gucciardi - è ragione di nullità dell'atto.
Questo così, per quanto ci riguarda, deve rimanere, e quindi noi
insistiamo perché il sub emendamento e l'emendamento, così
subemendato, vengano posti ai voti ed approvati dall'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi brevemente, io ho
sottoscritto l'emendamento insieme ai colleghi proprio perché
ritengo che cinque giorni dall'emanazione dell'atto siano
sufficienti. Volevo porre al Governo, all'Aula ed anche ai
colleghi, una riflessione, invece, sulla nullità dell'atto
deliberativo. Io ritengo, e lo dico in maniera molto sommessa, che
forse è eccessivo che noi incidiamo sulla nullità, perché la
nullità non afferisce alla pubblicazione L'atto non pubblicato,
non produce effetti ma non è nullo. L'atto si perfezione nel
momento in cui viene emanato. A noi che cosa interessa? A noi,
intendo siciliani, a noi che abbiamo anche la necessità di
impugnare, o di verificare quell'atto. Interessa che gli effetti
dell'efficacia decorrano dalla pubblicazione.
Quindi, non credo che noi possiamo incidere con un emendamento a
mutuare o a modificare quello che è previsto dall'ordinamento
giuridico in materia di atti amministrativi. Cioè, io sindaco,
giunta municipale, nel momento in cui emano una delibera,
quell'atto lo perfeziono, è valido non produce effetti se
quell'atto non viene pubblicato.
Gli enti locali che cosa hanno? Hanno una sanzione perché
l'assessore che è qui presente se non vengono inviati gli atti
entro determinati tempi hanno un minore trasferimento di
contributo, di risorse. Forse, sarebbe il caso che ragionassimo in
termini di sanzioni nel momento in cui non viene pubblicato. Però,
forse va rivista quella parte di entro cinque giorni , non produce
effetti fino alla pubblicazione. Per cui, se io cittadino devo
proporre il ricorso avverso un atto di una delibera so che gli
effetti mi decorrono dalla pubblicazione, ma non posso dire che
quell'atto non esiste se io non lo pubblico, perché onestamente
ritengo che non sia così.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, l'intervento dell'onorevole
Grasso, secondo me, è puntuale. Va aggiunta solo una
preoccupazione, che l'Aula nello spingersi oltre trasforma una
norma utile ad una norma che paralizza ogni cosa, perché da norma
di trasparenza rischia di trasformarsi con emendamenti.
l'Aula vive di emozioni, signor Presidente. Poco fa se non fosse
venuto meno il numero legale, non ci sarebbero tutti questi
emendamenti e già avremmo votato solo con la correzione del
Governo, l'articolo 39. E' la mia mancanza di esperienza che mi fa
anche capire e conoscere l'Aula ed è una cosa strana. Tutto ad un
tratto l'Aula si lancia in proposte che si spingono, secondo me,
molto oltre quello che è lo spirito della norma.
Ed allora, io certamente valuterò per quanto mi riguarda un punto
di vista personale con assoluta serenità gli emendamenti. Però, io
raccomanderei ai colleghi di non trasformare questa norma in una
norma che serve solo a fare diventare atti, in questo caso i
bilanci, una sorta di operazione trasparenza in un'operazione
paralizziamo ogni cosa perché poi le amministrazioni in generale
saranno sommerse perché è un'arma a doppio taglio questa. Poi
saranno sommerse da coloro i quali proporranno di bloccare ogni
cosa perché poi ci sarà la cultura del sospetto su ogni cosa,
perché noi sappiano che i bilanci poi, alla fine, sono degli schemi
molto tecnici che si presteranno per coloro che non li sanno
certamente leggere a sospetti e a cacce alle streghe, quindi ci
sarà poi un effetto boomerang. Quindi, io raccomanderei
all'Assemblea molta attenzione. Con umiltà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo d'accordo
con l'emendamento che introduce questo tipo di sanzione, così
chiamiamola, della nullità dell'atto e sulla tempistica anche dei
cinque giorni, anche perché ci sembra che sulla base del decreto
legislativo n. 33 del 2013 sulla trasparenza la Sicilia è stata più
volte ripresa perché nell'ultimo passaggio, sui 67 indicatori, solo
29 sono risultati positivi e chiaramente fra i 67 indicatori ci
sono anche quelli della pubblicazione degli atti e tutto il resto.
Anche perché proprio il decreto legislativo n. 33 prevede tutta una
serie di articoli che riguardano la pubblicazione degli atti.
Quindi, a margine di questo ragionamento, è ovvio che,
probabilmente, dobbiamo insistere con maggiore forza perché non è
ingessare l'azione della pubblica amministrazione, come sostiene
l'onorevole Milazzo, ma è dare invece un senso alla burocrazia
regionale di rispetto dei cittadini che devono, invece, usufruire
delle leggi che vengono fatte o delle pubblicazioni che devono
avvenire all'interno del sito.
E, soprattutto, visto che l'articolo parla di finanziare in
qualche modo, di utilizzare le somme che dalla precedente
finanziaria erano stati stanziati 2 milioni di euro circa o la loro
rimanenza a favore della pubblicazione degli atti sui giornali,
annuncio che presenterò un ordine del giorno nel quale impegniamo
il Governo ad attivare anche le forme sui siti internet, visto che,
appunto, il Ministro Magellano della Pubblica amministrazione, ha
decretato che la Sicilia al momento è l'ultima regione d'Italia in
fatto di corrispondenza sul decreto legislativo n. 83 e, quindi,
sulla trasparenza.
PRESIDENTE. Ha è iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare una
considerazione di ordine politico. Fermo restando il valore
dell'emendamento che, certamente, va nell'indirizzo della
trasparenza, della comunicazione, della legalità, per la mia
esperienza di Giunta, c'è un aspetto di natura politica che è il
lavorio che si fa da parte del Presidente con gli Assessori per
l'adozione di una delibera di Giunta. E c'è poi l'aspetto
amministrativo che riguarda la Segreteria generale. Quello che è
proprio in se stesso l'aspetto tecnico della pubblicazione che
certamente non può essere curato dal Presidente, dal Vicepresidente
o da un Assessore, va ad intaccare la sfera dei ruoli di quelli che
sono della Segreteria generale rispetto alla quale, caricare un
impegno così forte e così consistenti in termini temporali,
ovviamente, può creare qualche difficoltà.
La rimetto come riflessione questa al Parlamento perché le due
cose, politica e attività dell'Amministrazione, devono essere in
sintonia.
PRESIDENTE. Ha è iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente al
Governo volevo sottolineare un po' le scelte che hanno indotto a
questo nostro subemendamento 39.14.1.4 che sono, signor Assessore,
nella direzione di voler in maniera anche rispettosa e serena,
distinguere tra quelle che sono le delibere di Giunta rispetto alle
quali fissiamo il termine di cinque giorni e invece i decreti
dirigenziali.
Noi, ovviamente, ringraziamo il buon senso e la buona volontà
espressa dalle forze politiche di maggioranza in testa il PD.
Chiaramente, ci preoccupiamo rispetto a questo passo indietro.
Crediamo che sia venuto a mancare qualcosa nel dialogo con il
Governo, ma, non di meno, vogliamo ulteriormente tendere una mano
alla loro offerta e alla loro proposta sottolineando però, con buon
senso, che chiaramente una cosa sono le delibere di Giunta altra
cosa sono i decreti dirigenziali. Questo nella consapevolezza che
le delibere di Giunta come atto giuridico espresso da un Collegio
vanno tenute in una diversa considerazione. Sia questo rispetto
alla pluralità di persone che vengono coinvolte, diversamente
rispetto a quanto avviene con il decreto dirigenziale, sia rispetto
al valore e alla responsabilità che chiaramente un atto politico
come la delibera di Giunta ha, e che in quanto atto politico va
tutelato e cautelato.
Questo da parte del Gruppo di Forza Italia non con riferimento
soltanto a quel principio della trasparenza e del palazzo di vetro
che tante volte - forse in maniera non dico impropria ma talvolta
eccessivamente caricata - è stata sostenuta in questi mesi dal
Governo ma rispetto invece a quel principio che abbiamo citato
anche ieri di sussidarietà orizzontale e, soprattutto, di
accessibilità agli atti da parte dei cittadini. Quindi inviterei il
Governo a valutare questo sub emendamento tenuto conto che tiene in
giusta considerazione il valore degli atti politici.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sono
soddisfatto che l'emendamento presentato dal Partito democratico
abbia prodotto una discussione ed un dibattito all'interno
dell'Assemblea. Quando si tratta di trasparenza e dell'affermazione
del principio di legalità nella sua accezione più generale è
sempre, certamente, un fatto positivo.
Però, credo che non possa trasformarsi un atto, che deve comunque
non impedire il normale fluire della Pubblica amministrazione, del
procedimento amministrativo, in una gara a chi più di altri vuol
costruire procedure di trasparenza, in questo caso nei rapporti con
gli organi di governo della Regione siciliana.
E mi sembra del tutto stucchevole, peraltro, il dibattito sulla
nullità o sull'annullabilità ed in specie sugli effetti giuridici
della nullità che, in questo caso, opererebbe ex legge, quindi, non
provocherebbe le problematiche e le preoccupazioni che alcuni
colleghi hanno esposto.
Peraltro, volevo dire che potrebbe risolvere nel senso di un più
che il legislatore può dire in questo caso, ma non sarebbe neppure
sufficiente, l'emendamento presentato dall'onorevole Panepinto e da
chi vi parla, per cui l'atto non pubblicato nei termini previsti
dalla legge è nullo e non produce alcuna efficacia.
Dico che sarebbe del tutto inutile, perché - per chi mastica un
po' di diritto - la differenza principale fra l'annullabilità e la
nullità ci hanno insegnato nelle aule dell'università è esattamente
l'efficacia: mentre l'efficacia dell'atto annullabile opera ex
nunc, nel momento in cui con provvedimento costitutivo
dell'autorità giudiziaria viene dichiarata l'annullabilità il
provvedimento nullo opera ex tunc, nel senso che la sua inefficacia
opera nel momento in cui è stato posto in essere inutilmente.
Allora, rispetto a tutto questo, io credo che l'approvazione
dell'emendamento 14.1.6, che precisa esattamente quello che già è
un principio generale dell'ordinamento giuridico, può contribuire a
dare serenità e ad assicurare che non ci saranno assolutamente
contenziosi, perché avendo - se il Parlamento riterrà - individuato
un percorso di nullità ex legge, di diritto la nullità opererà ex
tunc e, quindi, non ci sarà il problema o i problemi che alcuni
colleghi hanno paventato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi addentro
su un terreno di disquisizioni giuridiche, di confronti su tesi che
possono più o meno affascinare o appassionare, c'è una consolidata
giurisprudenza di diritto amministrativo sull'efficacia o la
nullità circa la pubblicazione degli atti da parte degli enti
pubblici.
E sulla trasparenza vorrei soltanto dire - a proposito
dell'emendamento presentato e oggetto di valutazione - che il mio
Gruppo è concorde sull'opportunità di fissare in cinque giorni la
data entro la quale deve avvenire la pubblicazione degli atti,
nella consapevolezza che molti atti vengono deliberati soltanto in
bozza e bisogna ragionevolmente dare il tempo agli uffici perché lo
spirito portante dell'atto stesso possa essere tradotto in una
forma giuridicamente, e dal punto di vista lessicale, accettabile.
Colgo l'occasione, invece, signor Presidente, per richiamare lei e
l'attenzione del Governo regionale sul tema della trasparenza
soltanto in un minuto (abbiamo in tutto diciotto minuti a
disposizione).
Io credo che quest'Assemblea debba aprirlo un confronto col
Governo perché, al di là degli atti del Governo regionale , la
inosservanza del decreto legislativo n. 33 del 2013 in questi
Palazzi della Regione è un fatto pressoché ricorrente. E non è un
caso che proprio un vicino collaboratore del Presidente della
Regione, il Capo di Gabinetto, abbia pubblicato un profilo come la
legge prevede assolutamente privo di notizie e di elementi
essenziali. Ha dovuto correggere questa dizione, che io mi auguro
non dolosa, soltanto dopo uno specifico richiamo da parte di
soggetti esterni.
In molti uffici la trasparenza rimane soltanto un tema di
confronto e di discussione ed, invece, la gente ha il diritto
all'accessibilità per potere operare fino in fondo l'esercizio del
controllo. Ecco perché, mi chiedo, e chiedo al Governo, analoga
norma non potrebbe essere adottata per tutte le società sottoposte
al controllo della Regione? Analoga norma non potrebbe essere
adottata per i consorzi, per le partecipate, per gli enti locali
che invece operano in assenza di qualunque potere sanzionatorio?
Credo, signor assessore Agnello, signor assessore Reale e signora
Vicepresidente, che il Governo dovrebbe porsi il problema del
rispetto delle norme sulla trasparenza in centro e nelle strutture
periferiche se vogliamo evitare che la degenerazione morale della
quale abbiamo notizia proprio in questi giorni, possa diventare una
malattia contaminante per tutta la pubblica amministrazione.
Questo è un segnale positivo che noi apprezziamo soprattutto
perché viene dal partito del Governatore. Vorremmo augurarci che
anche il Governatore assumesse consapevolmente la responsabilità di
fare della trasparenza un metodo, imponendolo anche alle strutture
non direttamente sottoposte ad un controllo quotidiano da parte del
Governo stesso e vorrei che nei confronti del direttore
responsabile, che è poi colui che deve vigilare sull'esatto
rispetto della norma, si operasse almeno da parte del Governo un
richiamo formale e sostanziale perché molto spesso la
responsabilità che viene attribuita all'organo politico è e ricade
del tutto sulle responsabilità dirigenziali, distrazioni e qualche
volta connivenze com'è accaduto di recente all'assessorato dei
trasporti dove assieme alla responsabilità di un dirigente che non
ha fedelmente dichiarato uno status di incompatibilità e di
conflitti di interesse si è registrato l'avallo, e vorrei non fosse
così, ma temo la compiacenza del direttore del dipartimento. Su
questo, naturalmente, stiamo esperendo le necessarie indagini, ma
invito il Governo ad operare perché, alla luce di questo
emendamento che può essere un fatto occasionale, e mi auguro non lo
sia, si possa finalmente porre al centro dell'attenzione la
questione trasparenza, partendo innanzitutto dai dirigenti, dai
capi dipartimento, cioè dalle figure preposte al rispetto rigoroso
delle norme previste dal decreto legislativo n. 33.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'appassionato
dibattito che sta allungando anche i tempi dell'esame di una norma,
ma soprattutto della finanziaria per la quale dovremmo invece
stringere i tempi, è sicuramente indice dell'interesse di
quest'Aula a che gli atti abbiano una loro pubblicità e una loro
trasparenza. E' sicuramente una esigenza avvertita che attualmente
è garantita dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Io penso che dovremmo modernizzare gli attuali sistemi di
pubblicità, prevedendo non solo una pubblicazione cartacea ma, come
esattamente detto nell'emendamento del Partito Democratico, la
pubblicazione sui siti internet dove oggi è assolutamente agevole
entrare, consultarli e soprattutto avere una memoria storica che è
difficilmente attuabile in altre circostanze.
Non voglio entrare sul dibattito nullità, annullabilità e
quant'altro ma sicuramente una sanzione per l'inosservanza della
norma è determinante e importante.
Credo che si possa trovare una ipotesi di mediazione nel ridurre o
nell'aumentare i tempi dalle 48 ore previste ai cinque giorni,
anche perché spesso gli atti possono essere adottati in giorni
festivi, prefestivi, che comunque possono creare delle difficoltà e
accogliere l'ipotesi dell'emendamento dell'onorevole Panepinto che
dovrebbe sanare alcune perplessità.
Andiamo avanti velocemente per il resto, garantendo quello che è
uno scopo essenziale di questo Governo che è la trasparenza dei
propri atti e l'indirizzo. Io ho sentito parlare qualche deputato
di marcia indietro rispetto a quello che si stava facendo e
addirittura qualcun altro di una cultura del sospetto laddove
dovessero essere pubblicati gli atti.
Quello che noi chiediamo sicuramente è quello che viene garantito
dall'articolo 39, è la trasparenza e la pubblicità degli atti, cosa
per cui quest'Aula è assolutamente d'accordo, troviamo una
mediazione nei cinque giorni e nell'ipotesi di Panepinto e andiamo
oltre.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo ampio
dibattito anche con l'ausilio degli uffici saremmo arrivati ed è la
soluzione che vorrei comunicare all'Aula, anche grazie agli
interventi dei costituzionalisti che abbiamo l'onore di avere in
quest'Aula, come il Professore Fazio, la Professoressa Anselmo, la
categoria giuridica da utilizzare per fare una norma che non possa
essere dichiarata nulla al vaglio di costituzionalità è la
inefficacia. Quindi, la proposta che io faccio - e credo che sia
una proposta di buon senso oltre che giuridicamente valida - è
quella di sostituire al secondo comma e all'ultimo comma la parola
nullità' con la parola inefficacia' che è il termine giuridico
corretto.
Io quindi inviterei tutti i colleghi a ritirare tutti i
subemendamenti, fermi restando quelli ovviamente relativi al
termine e credo che poi resti quello di cinque giorni perché ho
sentito gli interventi dell'onorevole Musumeci, del collega
Cancelleri e di tutti gli altri capigruppo, mi pare che questa sia
l'indicazione.
Quindi, siamo su questo tema da oltre un'ora, abbiamo qualche
altra cosetta da fare a occhio e croce, inviterei i colleghi ad
accelerare i lavori perché ci aspettano anche delle prove non
certamente facili.
PRESIDENTE. Penso che sia una proposta, obiettivamente, di buon
senso. Il dibattito è stato abbastanza appassionato. Se non ci sono
altri interventi, aspetterei il ritiro dei subemendamenti o degli
emendamenti. Se lei formalizza onorevole Cordaro un subemendamento,
sostituire la parola nullità' con 'inefficacia', poniamo in
votazione prima il suo subemendamento e quindi lei era sui 5
giorni.
Io ho un emendamento dell'onorevole Gucciardi che parla di 10
giorni, quindi è l'emendamento più lontano dalle 48 ore. Se,
onorevole Gucciardi, lei ritira l'emendamento di 10 giorni
sostanzialmente a seguito del dibattito e anche a seguito
dell'intervento dell'onorevole Malafarina, c'è un'intesa sui 5
giorni e anche inefficacia , approviamo questo emendamento
presentato dall'onorevole Cordaro sul quale possiamo essere tutti
d'accordo e andiamo avanti, quindi decadono tutti gli altri.
GUCCIARDI. Se è finito il dibattito lo ritiro.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor presidente, non volevo intervenire perché sono
d'accordo che gli argomenti della finanziaria che ancora attendono
l'Aula sono assolutamente importanti e forse anche più di quello di
cui ci stiamo occupando. Avendo, però, sentito tutti gli illustri
interventi dei colleghi, credo che un minimo di chiarezza deve
essere fatta. L'inefficacia non è una categoria giuridica, è la
conseguenza che opera o ex nunc o ex tunc a seconda che si tratta
di atto nullo o atto annullabile.
Dire che l'atto è inefficace è la conseguenza di un atto nullo o
annullabile. Non può dirsi così semplicemente che l'atto è
inefficace, ma inefficace perché? L'atto è nullo e come sono
convinto perché la pubblicazione è condizione di perfezione
dell'atto che diventa valido nel momento in cui viene pubblicato
perché prima è . Tandem non ?.. oppure non vi è altra strada.
Introdurre, quindi, come atto normativo la categoria
dell'inefficacia senza che vi sia il presupposto di questa
inefficacia, credo che sia ..?.. Scusate non volevo intervenire
ma alcune cose vanno chiarite.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tutti gli interventi hanno un
fondamento giuridico importante perché si può dire tutto, il
contrario di tutto, dipende dal punto di vista dal quale si parte e
dove si vuole arrivare. Dico, obiettivamente, ha ragione
l'onorevole Assenza; ha ragione l'onorevole Fazio, abbiamo tutti
ragione anche gli assessori. Il discorso è, scusate dobbiamo
trovare una soluzione, che noi stiamo, in questo momento,
legiferando e ci dobbiamo rendere conto da legislatori anche sulla
base della nostra esperienza di amministratori, mi sia consentito
dire, che mettere dei termini troppo stringenti diventa
problematico per il procedimento amministrativo.
Si può dire che è inefficace; si può dire che è nullo; possiamo
discutere quanto vogliamo ma, ripeto, noi in questo momento stiamo
legiferando e stiamo dettando una regola alla quale si deve
adeguare il Governo, non stiamo cambiando l'ordinamento giuridico
né abbiamo la presunzione di cambiare l'ordinamento giuridico
generale.
Pensavo che ci fosse stato, comunque, un accordo sulla base degli
interventi sull'emendamento che presenterà o ha presentato
l'onorevole Cordaro.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor presidente, non vorrei riaccendere ovviamente la
polemica, però mi spiace, francamente, aver ascoltato alcune cose
che secondo me sono parzialmente imprecise.
La prima cosa che bisogna in qualche modo verificare è: può il
governatore regionale individuare una fattispecie di nullità non
prevista dalla legge statale? Prima domanda.
Seconda domanda: l'atto è nullo quando manca degli elementi
essenziali.
La legge numero 241 del 1990 e la legge del 2005 individuano,
nell'ambito degli elementi essenziali, alcune fattispecie tipiche.
Nell'ipotesi che andiamo ad esaminare, l'atto è perfetto, valido,
ma improduttivo di effetti, motivo per cui ritengo sia più
opportuno introdurre la fattispecie dell'inefficacia giuridica che
l'ipotesi della nullità, in dipendenza del fatto che, il
legislatore regionale, non può introdurre ex novo fattispecie non
previste dalla legge statale di nullità dell'atto amministrativo.
Quindi, poiché attiene alla fase successiva dell'integrativa
dell'efficacia non può non introdursi come sanzione l'inefficacia
dell'atto.
Peraltro - consentitemi -, dal punto di vista dell'utilità della
collettività nulla toglie perché l'atto inefficacie è improduttivo
di produrre effetti giuridici, quindi, non incide nell'ambito
della sua posizione poiché non è, ovviamente, ostativo ad
impugnarlo ed a farlo valere in giudizio la mancata, ovviamente,
pubblicazione che determina l'inefficacia dell'atto.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dicevano i latini:
mala tempora currunt .
Io, tutte queste passerelle di avvocati - che poi tra le altre
cose qualche amico c'è - che sviscerano questa loro sapienza nel
distinguere su alcune parole, se va così o va colì o se sono 48 ore
o se devono essere 72 ore.
Proporrei ai colleghi di mettere in votazione chi è stato più
bravo degli avvocati perché, vedete, la cosa che conta, più
importante, è che fuori aspettano maledettamente che noi votiamo
finalmente questa finanziaria, noi siamo stanchi e, quindi, ci
vogliamo godere qualche giornata, ma se dobbiamo andare ancora
avanti a chi è più bravo, a chi la dice più buona, sono un semplice
ragioniere, faccio i conti immediati, all'esterno la pentola non
bolle, quindi, le chiacchiere sono inutili o sono 48 ore o votiamo,
5 giorni, l'importante è che ce ne andiamo.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento
39.14.1.9, a firma dell'onorevole Cordaro, per il quale sembra che
ci sia una certa condivisione: la parola nullità', ove ricorra, è
sostituita da inefficacie' e le parole le successive 48 ore',
sono sostituite da i successivi 5 giorni' .
Onorevole Gucciardi, ritira l'emendamento che prevede 10 giorni
perché ha fatto un emendamento unico e, quindi, mi farebbe decadere
a seguire tutti gli altri.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su ciò che è
stato detto e discusso e, peraltro, ho ascoltato per ultimo
l'intervento dell'onorevole Assenza che, essendo notoriamente di
costruzioni politiche molto diverse dalle mie, ha espresso
esattamente l'opinione che chi ha imparato qualcosa nelle aule
universitarie non dovrebbe mai dimenticare.
L'inefficacia, continuo a ritenere - e non credo che sia oggetto
di mediazione politica e, quindi ,mi affido ai tecnici
dell'Assemblea - non sia una categoria a parte ma è una categoria
conseguente a quelli che sono i vizi tipici dell'atto
amministrativo che sono la nullità e l'annullabilità.
Ho ripetuto e ribadisco che l'annullabilità va dichiarata e,
quindi opera ex nunc nel momento in cui è dichiarata ed ha una
serie di motivazioni che la determinano; la nullità, in questo
caso, un Parlamento, il legislatore la farebbe operare ex lege di
diritto e, quindi, con efficacia ex tunc . Quindi, ribadisco,
tutt'al più per chiarirci potremmo aggiungere alla norma
l'emendamento 39.14.1.6, a firma degli onorevoli Panepinto e
Gucciardi, ad abundantiam , che l'atto non pubblicato nei termini
previsti dall'ultimo comma è nullo e non produce alcuna efficacia.
Tuttavia, ripeto, siccome non credo che si possa trattare di
materia soggetta a mediazione politica, mi affido ai tecnici e,
quindi, ciò che scriveranno i tecnici dell'Assemblea sarà, da me,
assolutamente condiviso, fermo restando che l'obiettivo che si
voleva raggiungere è assolutamente chiaro e condiviso, peraltro,
credo, dall'intero Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se c'è accordo ci affidiamo agli
uffici dell'Assemblea, perché entriamo in categorie giuridiche
sulle quali c'è stata molta disquisizione e rischiamo di commettere
errori.
C'era un'ulteriore proposta di un collega avvocato di inserire il
termine cessa di avere efficacia .
CRACOLICI. La Giunta sappia che l'atto va contro di loro
PRESIDENTE. Ma infatti abbiamo toccato il punto. Qua il discorso
è che se in quei cinque giorni l'atto può avere efficacia o no meno
con tutte le conseguenze. Per tradurlo in altri termini: se c'è un
atto di Giunta in forza del quale è stato sottoscritto, ad esempio,
un contratto con un privato ci saranno degli effetti tra
l'Amministrazione e quel privato, anche se poi l'atto cesserà di
avere efficacia o comunque sarà nullo.
GUCCIARDI. L'atto viene pubblicato in tempo reale. E' un atto
urgente.
CRACOLICI. L'atto produce effetto dal momento della pubblicazione.
PRESIDENTE. Lasciamo gli emendamenti che sono stati presentati,
dobbiamo uscire da questo ragionamento.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, capisco
che la discussione è stata lunga, però, credo, che non si possa
pensare che si annulla tutto ciò che è stato fatto e la Giunta deve
ricostituirsi e rifare gli stessi atti, perché questo è
aggravamento del procedimento. Quindi, credo, che bisogna solo
aggiungere che l'efficacia degli atti avviene con la pubblicazione,
senza parlare di nullità e annullabilità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ultimo intervento è stato,
penso, chiarificatore. Onorevole Lentini come può vedere
l'intervento degli avvocati a volte serve. Non voglio difendere la
categoria, perché parlando si arriva anche alla soluzione di ordine
politico, perché la questione è politica non è tanto giuridica.
Onorevole Cracolici, l'intervento dell'onorevole Sudano forse ha
dato la via d'uscita, potremmo in qualche modo scrivere che l'atto
produce effetti dalla sua pubblicazione e, comunque, non oltre 5
giorni pena la nullità, cioè, se la Giunta ha l'interesse a
pubblicarlo, lo pubblica, se non ha interesse a pubblicarlo non lo
pubblica.
Onorevole Sudano grazie, avvocato Sudano, grazie. Allora,
onorevole Sudano, se vuole sottoscrivere questo emendamento l'atto
produce effetti dalla sua pubblicazione e, comunque, non oltre 5
giorni pena la sua nullità . Quindi, se la Giunta ha interesse a
pubblicarlo, lo pubblica subito.
CORDARO. Giuridicamente questa è la peggiore delle soluzioni.
PRESIDENTE. Scusate, se tu non lo pubblichi, se non è efficace, tu
lo puoi pubblicare dopo 200 giorni, non vuol dire. No. Onorevoli
colleghi, sospendo l'Aula per 5 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13.42, è ripresa alle ore 13.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per chiarezza, sono stati
presentati numerosi subemendamenti. Siccome siamo a metà strada
della finanziaria, se introduciamo il sistema emendamenti e
subemendamenti non andiamo avanti.
Per cui, approvato uno decadono tutti gli atri. Non entro,
neanche, nel merito perché ce ne sono alcuni che non sono, proprio,
attinenti con l'emendamento. Possiamo discutere 48 ore, 5 giorni ma
tutto il resto
Allora è: L'atto produce effetti dalla sua pubblicazione che
deve, comunque, avvenire entro 5 giorni pena la nullità .
Significa che se il Governo ha urgenza di pubblicare, lo pubblica
seduta stante, finita la Giunta lo pubblica, in corso di giunta lo
pubblica. Anche una costituzione di parte civile, come ha detto
l'assessore Reale.
L'onorevole Gucciardi dichiara di apporre la propria firma
Gucciardi. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevole Alongi, stiamo introducendo materia un poco difforme
rispetto all'emendamento. Se siamo a metà finanziaria è questione
di impostazione.
Nelle vecchie finanziarie era ammissibile, ora - dico - mi faccia
attenere rigidamente alla questione degli emendamenti. I
subemendamenti devono essere strettamente attinenti con gli
emendamenti. Non sto dicendo che non lo siano in esclusiva.
Siccome, però, l'emendamento si riferiva ad un procedimento
amministrativo attinente alla Regione siciliana, lei mi sta
allargando il raggio d'azione che riguarda i comuni, gli enti, le
società partecipate e quant'altro.
Per cui, può esserci anche un altro deputato che, legittimamente,
introduce altri argomenti. Per cui non lo voglio dichiarare
inammissibile perché ha una sua valenza.
So di che cosa si tratta, è un fatto procedurale.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, soltanto un minuto di attenzione.
Comprendo la sua preoccupazione che è legittima.
Signor Presidente, stiano approvando una norma in finanziaria che
è importante, quella della trasparenza degli atti, ci mancherebbe
altro Aggiungo che sui temi della trasparenza nell'interesse
dell'ente, dei soldi pubblici, non si perde mai tempo. Questo il
mio primo pensiero. Questo lo dico per chi, probabilmente, pensa
che sia una perdita di tempo. Ma aggiungo a questo: oltre alla
Regione che deve pubblicare gli atti entro cinque giorni -
decideremo adesso come votare la norma - credo che ci sia un
aspetto importante e, poi, signor Presidente concludo e ritiro
l'emendamento (non è quello il problema), ma voglio lasciare
traccia nel mio intervento perché avevo già predisposto prima
ancora di questo emendamento un ordine del giorno.
Allora, a questo punto dichiaro di ritirare anche l'ordine del
giorno, però con i miei colleghi di Gruppo presenterò un disegno di
legge perché ritengo che i comuni, gli enti, le società
partecipate, i consorzi che svolgono attività con risorse pubbliche
devono attuare la massima trasparenza.
Questi enti che ricevono risorse pubbliche devono pubblicare, alla
stessa maniera, come avviene per la Regione gli atti, con la
massima trasparenza e celerità. E aggiungo a questo che bisogna
inserire anche una clausola: che la mancata pubblicazione deve
produrre anche un effetto e ritengo che l'effetto drastico debba
essere quello della revoca del finanziamento. Aggiungo un'altra
cosa importante che forse sfugge: esistono dei segmenti attorno
alla politica, che la pubblica amministrazione, i funzionari della
politica, i politici passano e i funzionari restano. Credo che su
questo campo si debba fare fino in fondo una battaglia di
trasparenza e di correttezza e anche l'ultimo ente che è fatto di
una sola persona che gestisce anche mille euro deve dare massima
pubblicazione delle risorse pubbliche che vengono utilizzate. Su
questo non mi fermerò assolutamente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su questo proposito siamo tutti
d'accordo. E' stato proprio l'onorevole Musumeci a richiamare
l'attenzione della compatibilità ed integrazione con una legge
nazionale, che è il decreto legislativo numero 33. Quindi, penso
che possa essere questa materia della quale quest'Aula può e deve
occuparsi, magari facendo un testo unico, elaborando tutto ciò che
vogliamo; non possiamo andare a spizzichi e bocconi, rischiando di
fare danno.
Per cui, la ringrazio del suo buon senso nell'avere ritirato
l'emendamento e magari trasformandolo in ordine del giorno.
DIGIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACINTO. Signor Presidente, vorrei dire al collega Alongi che
i comuni e le unioni dei comuni hanno già questo obbligo; hanno un
obbligo semplice.
Il segretario comunale, ogni tre mesi, deve comunicare
all'Assessorato degli enti locali la pubblicazione dei documenti
all'albo del comune pena il non trasferimento della trimestralità.
Quindi, lei vuole doppiare ciò che già c'è, per cui, con un po' di
buon senso questa è una cosa che non andava neanche presentata
perché già i comuni hanno questo obbligo ed è ben preciso.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esiste il decreto
numero 33 del 2013 che è entrato in vigore già da quest'anno, l'1
gennaio 2014, che obbliga la Regione, gli Enti locali, i Consorzi,
le Unioni dei comuni, le Province e quant'altro, a pubblicare sui
siti immediatamente tutti gli atti deliberativi, a pena anche di
sanzioni previste dall'articolo 47 del decreto legge numero 33.
Quindi, è già una norma statale nel decreto anticorruzione in
vigore dall'1 gennaio 2014. E' stata superata anche la norma
dell'invio all'Assessorato enti locali. Ed è il decreto numero 33
del 2013, in vigore da quest'anno.
L'unica possibilità è data per le Regioni a Statuto speciale,
quindi, per la Regione, di darsi autonoma disposizione rispetto a
quella. Per gli Enti locali vale quello ed è già in vigore.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 39.14.1, a firma
dell'onorevole Cracolici, così come subemendato.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 39.16 presentato dal Governo del quale
abbiamo discusso tantissimo, quello che riscrive sostanzialmente i
commi 2 e 3.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti relativi ai commi 2 e 3 sono dichiarati decaduti.
Si passa agli emendamenti 39.10 e 39.11, a firma dell'onorevole
Rinaldi.
RINALDI. Dichiaro di ritirarli.
PREISDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 39.5, 39.6 e 39.7, a firma degli
onorevoli D'Asero ed altri.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarli.
PREISDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 39.15, a firma degli onorevoli
Sammartino e Leanza.
SAMMARTINO. Dichiaro di ritirarlo.
PREISDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
IOPPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi basteranno
pochi minuti, anche un minuto soltanto per ribadire a nome del
Gruppo parlamentare Lista Musumeci e riprendendo l'intervento di
poco fa dell'onorevole Musumeci, un concetto che riteniamo
fondamentale, basilare, rilevantissimo e che merita di essere, per
un istante, ripreso, cioè il valore della trasparenza negli atti
amministrativi, soprattutto quelli che hanno a fondamento la
rendicontazione, la previsione, degli impegni di spesa. L'esigenza,
la necessità della pubblicità è certamente sinonimo di trasparenza.
Dicevo per i bilanci, così come per le gare di appalto finalizzate
all'acquisizione di beni e di servizi. La pubblicità, in fin dei
conti, è conoscenza e, la conoscenza non può che essere assicurata
dai periodici, dai quotidiani, dalle pubblicazioni, dai giornali.
Semmai, riteniamo - e in questo senso continueremo a lavorare -,
perché la platea dei soggetti sottoposti all'obbligo della
pubblicità si allarghi sempre di più, fino alle società comunque
partecipate, in qualunque misura partecipate dalla Regione ed anche
dagli altri enti pubblici.
Così come la pubblicità non può non essere conosciuta anche dagli
enti territoriali e non territoriali, dagli enti economici e non
economici. Si tratta in fin dei conti, di ripristinare in questa
nostra Terra di Sicilia un rapporto assolutamente corretto tra chi
amministra, tra chi governa, tra chi gestisce il pubblico denaro ed
i cittadini che hanno diritto a conoscere come questa attività
viene svolta.
E l'attività non può che essere assicurata in una regione come
quella siciliana dai quotidiani, dai giornali dai periodici a
maggiore diffusione nella Regione siciliana.
CAPPELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il
Movimento Cinque Stelle della trasparenza ha fatto la propria
ragione d'essere e quando ha proposto l'emendamento soppressivo che
quest'Aula - ovviamente - non ha votato, non lo ha proposto perché
contro la trasparenza ma perché assolutamente contro ad un governo
che vuole semplicemente accreditarsi con la stampa, ad un governo
che pretende di accollare spese infinite alle società partecipate e
ad una serie di soggetti già obbligati per legge, così come è stato
ricordato da autorevoli esponenti della minoranza e della
maggioranza, a pubblicare tutto in maniera trasparente mediante le
gazzette on line. Ed è per questo che, infatti, abbiamo apprezzato
moltissimo l'emendamento dell'onorevole Cracolici e del Partito
democratico, che abbiamo votato convintamente.
Tuttavia, non essendo riuscito ad apportare alcun correttivo
all'articolo 39, noi ovviamente voteremo contro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 39, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sull'ordine dei lavori
DIGIACOMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Commissione, intervengo sull'articolo 36. Vorrei ricordare, signor
Presidente, che è consuetudine di un popolo intelligente commentare
dopo aver ascoltato, perché se si commenta prima di aver ascoltato
non si capisce cosa si commenta.
L'articolo 36, che recita Qualifiche intermedie nelle società
partecipate ha avuto una vicenda che tenderei a rettificare,
Presidente.
E' partito come facoltà e possibilità per l'azienda partecipata
Seus 118 a poter procedere attraverso concorsi pubblici, concorso
pubblico interno, a redigere posizioni intermedie, perché come
tutti sanno nell'azienda partecipata Seus c'è un direttore generale
e 3.500 autisti soccorritori.
Non so, probabilmente sarà stato un errore degli uffici o
quant'altro, questa norma, invece, ha preso le dimensioni di una
norma di carattere generale.
Per quanto riguarda il problema della partecipata Seus 118 questo
è un emendamento uscito dalla VI Commissione con parere favorevole
all'unanimità, è stato fatto proprio dalla II Commissione che lo ha
adottato e poi nella trasformazione in articolo della Finanziaria è
parsa una norma di carattere generale rivolta a tutte le
partecipate dal 2009. Si è trattato di un errore materiale. Le
chiedo, quindi, chiedo al Presidente della Commissione, chiedo al
Presidente dell'Assemblea, di correggere questo errore tecnico che
è accaduto e di dare all'articolo stesso la connotazione che aveva
originariamente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo questo intervento, abbastanza
chiarificatore su quello che è successo e che, quindi, dà ragione
agli uffici, non al sottoscritto della Presidenza, nell'avere
rinviato, nell'avere stralciato quella norma perché era una norma
di carattere generale. Devo dire che, ora, leggendola attentamente,
non entrando nel merito, comprendo anche alcuni emendamenti, ad
esempio, quello dell'onorevole Cancelleri, che prevedono la
soppressione di una data, quando bloccava al 2009.
Non si comprendeva, effettivamente, il senso perché era una norma
di carattere troppo generale e, quindi, è stata rimandata indietro
perché non era passata dalle Commissioni di merito, ritenendo il
sottoscritto che si trattasse, correttamente a mio avviso, perché
ce n'era un'altra analoga della I Commissione... Mi dice
l'onorevole Digiacomo, quale presidente della Commissione - però
devo dare atto che ieri l'ha evidenziato il presidente della II
Commissione insieme ad alcuni deputati - che in effetti si trattava
specificatamente della Seus.
Pertanto, io non ho difficoltà, con l'autorizzazione dell'Aula, a
richiamarla e portarla in discussione, eventualmente metterla in
votazione, ripeto, con l'autorizzazione dell'Aula, a condizione che
vengano chiamate le cose con il loro nome e cognome e che venga
sostituito, quindi dando atto della soppressione, eventualmente
approvando sottoforma di subemendamento, l'emendamento proposto dal
Movimento 5 Stelle che sopprime, quindi, il richiamo a far data
da dicendo la Seus . E, quindi, consapevolmente quest'Aula sa
cosa sta votando. Solo questo per la massima chiarezza.
Se non ci sono osservazioni in contrario, quindi, richiamo
all'ordine del giorno, possiamo dire, della Finanziaria l'articolo
36, mettendolo in discussione con la dicitura che si tratta della
Seus, espressamente.
Se l'Aula mi autorizza e se non ci sono osservazioni in contrario
può essere già messo in discussione l'articolo 36, spero, per una
pronta votazione.
Invito, allora, chi lo ritiene opportuno, eventualmente anche lo
stesso onorevole Digiacomo, il presidente della Commissione, a fare
un subemendamento e sostituire costituite dopo il dodici con la
Seus , espressamente e, quindi, salterebbe tutta l'altra
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Se
gli uffici lo predispongono, lo firmiamo.
PRESIDENTE. Nella società Seus . Mentre gli uffici lo preparano
sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 14.08, è ripresa alle ore 14.18)
La seduta è ripresa.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
782/A
PRESIDENTE. E' stato presentato, come da intesa, l'emendamento a
firma della Commissione: «Al comma 1 sostituire le parole della
società partecipata' con le seguenti: nella società partecipata
Seus S.p.A.' e cassare le parole da sottoposta' fino a 2009'».
Pongo in votazione l'emendamento 36.8. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 36, come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, abbiamo solo due articoli, se siamo d'accordo,
e poi sospendiamo. Ritengo che non abbiano particolare complessità.
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 40.1 degli onorevoli
D'Asero, Alongi, Cascio Francesco, Fontana, Germanà Lo Sciuto e
Vinciullo.
VINCIULLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 40. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura.
D'ASERO. Ritiro gli emendamento 41.1, 41.3 e 41.4.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 41.6, a firma del Governo.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Signor Presidente, signori deputati, si tratta di
questo, la normativa comunitaria è stata modificata per quanto
riguarda il regolamento di concessione dei contributi de minimis.
Nell'emendamento parliamo solamente di regole applicative, quindi,
sostituiamo il regolamento comunitario del 2013 a quello precedente
del 2007, abbiamo necessità di richiamare le regole applicative.
Per quanto riguarda il testo integrale, invece, dall'articolo 41
sono richiamate tutte le norme che consentivano il de minimis con i
vecchi regolamenti comunitari sostituendole con il nuovo
regolamento comunitario che, peraltro, è più favorevole alle
imprese perché, mentre prima si potevano dare nel triennio 7.500
euro in de minimis ora, il nuovo regolamento, ne consente 15 mila.
PRESIDENTE. Pongo il votazione l'emendamento 41.6, a firma del
Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 41, come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa fino alle ore 15.30, per
riprendere, spero puntualmente.
(La seduta, sospesa alle ore 14.21, è ripresa alle ore 15.53)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'articolo 42 è
accantonato.
Si passa all'articolo 43.
Si passa all'emendamento soppressivo 43.1
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo 43.9
CIACCIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 43.10 dell'onorevole Di Mauro.
Comunico che all'emendamento 43.10 è stato presentato dal Governo
il subemendamento 43.10.1: sostituire la parola 2006' con
2000' .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
questo emendamento perché, pur comprendendo l'interesse del Governo
a tenere viva una prospettiva di lavoro rispetto a un tema così
complesso come quello dell'edilizia, volevo segnalare
all'assessore, tuttavia, una questione di natura tecnica ed una
questione di natura più squisitamente attinente al tema delle
cooperative.
La prima questione è la seguente. Signor assessore, con la
finanziaria del 2013, abbiamo stornato le risorse che facevano
riferimento alle due leggi regionali per andare a coprire spese che
riguardavano l'Amministrazione regionale. Ed avevamo dato copertura
a queste due graduatorie con la legge n. 457/1987. Non so,
pertanto, se c'è da fare una modifica di natura tecnica per
consentire che la norma non possa essere impugnata.
La seconda questione è molto più politica.
Lei come saprà, assessore, del resto appartiene al mondo
produttivo, non è assolutamente possibile che ci siano ancora
finanziamenti da tanti anni bloccati.
Io credo che in questa graduatoria ci siano cooperative che da 30
anni hanno avuto copertura finanziaria e ancora attendono di essere
realizzate.
E' come se dicessi io che all'età di 28 anni ho ritenuto opportuno
iscrivermi in una cooperativa, e oggi che oggi che ho 58 anni
ancora attendo la realizzazione di questo immobile.
Quindi, delle due l'una, o si tratta di una serie di cooperative
che sono praticamente fantasma o si tratta praticamente di una
gestione molto superficiale che nel tempo i governi, tutti quanti,
hanno compiuto in assoluta buonafede ritenendo che fosse quella
l'occasione dell'anno buono perché le cooperative si potessero
realizzare.
Allora io ho presentato un emendamento per cercare di cominciare a
mettere un punto fermo e ho indicato il 2006.
Lei sta presentando un emendamento che ritorna indietro al 2010,
vuol dire che ci sono istanze di cooperative finanziate da 14 anni.
Io non conosco lo stato dell'arte di queste graduatorie, se lei
però, assessore, assicura che c'è un iter avviato già per quanto
riguarda diverse cooperative che in quell'anno sono state
finanziate e che finalmente hanno trovato l'area perché, non so se
lei ricorda, questo Parlamento ha approvato un'attività legislativa
che indirizza le cooperative a realizzare gli immobili laddove c'è
o un'area praticamente nel centro storico o un'area Peep o un'area
edificabile.
Se lei assicura che questa data è più attinente al territorio, è
più attinente alle pratiche che sono per ora giacenti
all'assessorato e che entro quest'anno questo iter sarà completato,
da parte mia nessun rilievo.
Io lo apprezzo perché lei evidentemente avrà fatto un'attenta
valutazione, però, la invito a guardare ed assicurare tutta la sua
attenzione a questo mondo delle imprese perché, se da un lato c'è
disoccupazione, dall'altro lato noi non possiamo tenere risorse
bloccate in favore di chi non si sa, di presidenti che gestiscono
risorse non credo in maniera trasparente.
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, io facevo un'altra considerazione e l'avevo
detto poco fa all'assessore.
Se noi definiamo una annualità, 2000 o 2006, per quanto mi
riguarda non ha importanza, ma per quelle cooperative che hanno
avviato la procedura e ancora non l'hanno definita, che facciamo?
Le escludiamo soltanto perché sono del 1999 e non rientrano nel
2000? O altrimenti dobbiamo mettere nell'articolo che sono fatti
salvi coloro i quali hanno avviato le procedure con i comuni o con
l'assessorato .
TORRISI, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TORRISI, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli deputati, onorevole Di Mauro, noi abbiamo
indicato una data, visto che gli uffici mi hanno assicurato che ci
sono comunque progetti precedenti rispetto al 2006 e visto che
naturalmente ci piacerebbe essere anche verosimili rispetto al
fatto che un quindicennio possa coprire attività di cooperative che
debbono non solo iniziare ma anche concludersi per evitare che la
cosa sia - non me ne voglia nessuno - farsesca e che quindi le cose
arrivino a conclusione, onde evitare di bloccare l'edilizia in un
momento particolarmente delicato, sia dal punto di vista delle
imprese che da quello sociale, riteniamo utile, come Governo, fare
questa proroga.
Il 2000 credo che sia verosimilmente un quindicennio più che
sufficiente per essere anche credibili.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervento
sulla struttura complessiva della norma che trovo condivisibile e
le rassicurazioni dell'assessore mi convincono, anche perché i
fondi relativi alla 457 sono dei fondi di copertura esclusivamente
nazionale e che quindi rischierebbero di essere definitivamente
compromessi in mancanza di questa proroga.
Mi convince anche il quarto comma perché può essere un modo per
impiegare i fondi ex GESCAL che sono nel dimenticatoio da diversi
anni e io spero, assessore, che il quarto comma dia luogo a dei
bandi di finanziamento particolarmente organizzati in modo che si
possano assicurare non soltanto dei criteri ponderali e dei metodi
particolarmente trasparenti, nell'ottica anche riformista del
Governo regionale, ma che possano servire veramente a riqualificare
una serie di aree che ricadono all'interno del nostro territorio.
Io sono un po' più critico sul comma V che è quello relativo
all'utilizzo dei fondi della legge n. 6 del 2009 che sono stati
fino adesso utilizzati per recuperare gli edifici all'interno dei
centri storici.
Noi oggi stiamo cambiando questa impostazione non riservandoli più
agli edifici a scopo residenziale, quindi, questi fondi negli anni
sono stati utilizzati per recuperare le abitazioni di privati
cittadini, ma con la locuzione prevalentemente residenziale.
Io credo e spero che l'assessorato sarà particolarmente vigile
affinché venga rispettata l'iscrizione prevalente perché il rischio
che poi si vadano a ristrutturare attività produttive per intero o
centri commerciali finirebbe per travisare quello che è lo scopo
fondamentale della norma; è una norma che negli anni in Sicilia ha
consentito a tanti edifici, che ricadevano nei centri storici ed
erano particolarmente degradati, di rivivere.
Io credo che dovremmo perseguire in questo obiettivo della
rifunzionalizzazione e della ristrutturazione di edifici
residenziali che si stanno sempre più degradando e per far rivivere
i nostri centri storici.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei pregare
l'assessore, se è possibile, di fare un'ulteriore verifica perché,
così come diceva il mio amico, onorevole Di Giacinto, esistono dei
finanziamenti - e io ne ho la certezza per quel che riguarda la
provincia di Messina - che risalgono addirittura al 1996, cioè
cooperative che sono state ammesse al finanziamento che hanno i
soldi bloccati perché il comune non ha dato, così come richiesto
dalla legge n. 167, l'area per poter costruire gli alloggi.
In passato è stata fatta anche la deroga ed erano stati reperiti
anche dei terreni in area agricola che poi erano stati anche questi
concessi per la costruzione di alloggi, ma dopo quell'ulteriore
proroga dei terreni agricoli, con la 167 nei vari comuni ormai non
ci sono più aree ricadenti in tale zona, per cui sono rimasti
bloccati nel senso che sono stati ammessi al finanziamento, hanno
avuto il finanziamento nel 1996 e 1999, se vuole le faccio pure i
nomi delle cooperative di Messina, che è la realtà che conosco
meglio, però, sono rimasti bloccati.
Quindi, credo che l'intervento non vada fatto sulla data, cioè io
escluderei la data ma verificherei, se posso permettermi, di vedere
quelli che già hanno ottenuto il finanziamento e non farglielo
perdere e tentare di sbloccare con i comuni, invece, laddove c'è
anche l'istanza per avere in concessione il terreno, per
sburocratizzare la pratica e dare in concessione il terreno alle
cooperative che hanno fatto richiesta già nel 1999.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dal 2001 sono in
questa Aula e dal 2001 ad ogni finanziaria si prorogano le norme
sulle cooperative edilizie.
Io la considero una grande vergogna, al di là dell'ipocrisia che
vedo qui girare tra date, non date. Io voterò contro questo
articolo, voterò contro l'emendamento presentato dal Governo.
Lo considero una vergogna per una semplice ragione, non si fa
chiarezza su un dato: le cooperative non sono state ammesse al
finanziamento e qualcuno gli ha negato il diritto alla
realizzazione, c'è stata una scissione, onorevole Rinaldi è da 20
anni che ci dividiamo su questo, lei lo sa, non facciamo
discussioni, fra me e lei ci sono punti di vista profondamente
diversi.
Le cooperative sono state ammesse al finanziamento su un bando
prima nazionale e poi regionale scisso dal fabbisogno dei Comuni
che non hanno mai - non perché c'era un Comune cattivo - perché
hanno valutato che nel proprio territorio non ci fosse fabbisogno
di nuova costruzione.
A un certo punto questa Assemblea, nel corso della legislatura
scorsa, ha previsto che, piuttosto che continuare a far finta,
perché io sarò curioso, ma lo farò dopo questa finanziaria,
chiederò all'Assessore e ai suoi uffici di farmi sapere negli
ultimi cinque anni - facciamo così - quanti provvedimenti sono
stati autorizzati in forza delle proroghe che abbiamo fatto.
Io sono sicuro si contano sulle dita di due mani, non di più -
dita di due mani - e non perché c'è qualcuno cattivo, semplicemente
perché le aree i Comuni non intendono metterle a disposizione
perché molti hanno pensato che le cooperative erano lo strumento
per aggirare gli strumenti urbanistici, perché attraverso la
realizzazione in verde agricolo, si potesse realizzare ciò che nei
Comuni non veniva programmato nelle aree cosiddette di nuova
edificazione .
Addirittura con questa norma si fa anche un'altra operazione,
anche qui, so chi l'ha ispirata e posso anche condividerne la
ragione, ma si prende quella legge - consentitemi un po' di
narcisismo - quella legge che è stata voluta da chi come me si è
battuto nella scorsa legislatura, addirittura intervenendo per ben
due volte, la legge sui centri storici , che non è solo sui centri
storici, centri storici e aree A , cioè le aree ad alta intensità
edilizia, dove tutti i cittadini siciliani che vogliono realizzare
un intervento di manutenzione e di ristrutturazione possono
beneficiare di un mutuo fino a trecento mila euro a tasso zero, una
legge che secondo me, ha avuto una grande efficacia, seppur poco
pubblicizzata, quindi con il paradosso che c'è una norma che ha
ancora dei residui non perché non ci sia il fabbisogno di nuova
manutenzione ma per la ragione che molti non sanno che esiste
questa legge.
Ora questa legge si estende non solo alle ristrutturazioni con
finalità di residenza, ma anche alle attività non residenziali,
quindi botteghe commerciali e di ogni tipo.
Io sono dell'avviso che per fare questa cosa primo: bisognerà fare
un nuovo bando, nessuno si illuda che c'è qualcuno che fa
conoscere a qualche altro che c'è questo strumento senza bando
pubblico.
Per fare un nuovo bando ci vogliono le risorse, Assessore,
stabiliamo quanto ci mettiamo e dopo di ché discutiamo se aprire o
non aprire. Ma che cosa si vuole fare, aprire senza bando? Allora
io ho l'impressione che chi ha scritto il complesso di questa
norma non sta facendo, come dire, non si sta rendendo conto della
complessità della questione e anche della delicatezza.
Il Governo dice che dal 2000 ci sono pratiche che non sono state
esitate - scusate - noi abbiamo fatto norme che hanno riavviato i
bandi. Che stiamo facendo? Stiamo bypassando un bando?
Quelli che abbiamo riavviato non valgono più? Con la legge
finanziaria del 2010 avevamo messo un punto. Stiamo tornando al
2000?
Io credo che sia una norma - come dire - che o è poco
approfondita ed è stata poco approfondita sul piano degli effetti,
ho la sensazione che stiamo tornando al passato a un passato che un
certo punto questa Regione aveva deciso di metterci un punto,
sapendo tra l'altro, che con questa norma difficilmente qualcuno
troverà soluzione perché, onorevole Rinaldi, non si può più
costruire in verde agricolo...
RINALDI . Io non ho detto questo Non mi metta in bocca parole che
non ho detto
CRACOLICI... per capirci, allora se l'idea è che qualcuno immagina
che la Regione nomina dei Commissari ad acta, per modificare i
piani urbanistici comunali, è finita quell'epoca...
SUDANO: Perché non fate la legge?
CRACOLICI. Allora, da questo punto di vista, o si affronta la
graduatoria e si capisce quali sono le ragioni per cui non si
attivano le procedure nuove costruttive e ci si concentra sulla
ristrutturazione, oppure noi continuiamo a fare finta di affrontare
il problema dell'edilizia, non affrontando né la ristrutturazione
né la nuova edificazione. Io voterò contro questo emendamento.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Per fatto personale?
RINALDI. Per un chiarimento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per chiarire, io
non ho toccato la legge del mio amico Cracolici, quello del centro
storico, non ho neanche minimamente parlato del centro storico,
sono favorevole, ho condiviso la legge, anzi c'era un finanziamento
di 12 milioni quando l'abbiamo istituita e chiedo al Governo se può
metterne altri 30 non 12.
Parlavo delle cooperative che non c'entrano nulla con il centro
storico, ribadisco, la mia attenzione su questo articolo è
purtroppo, così come prevede l'iter burocratico della concessione
del contributo, ma è vincolato alla concessione da parte del comune
di competenza del terreno che allora, con la legge, rientrava nelle
cosiddette aree 167, cioè erano quelle aree previste dal piano
regolatore che dovevano essere assegnate alle cooperative.
Ci sono alcune cooperative che avevano fatto la richiesta di
essere ammesse al finanziamento e contemporaneamente avere in
concessione l'area 167 dal proprio comune di competenza, hanno
ottenuto il finanziamento ma non hanno ottenuto l'area in
concessione e, quindi, sono rimasti bloccati per 12 anni. Quindi,
quello che bisogna sbloccare non è il finanziamento che ancora è
salvo, tranne se non lo vogliamo, ma sboccare la concessione da
parte del comune delle aree destinate nelle cosiddette aree 167,
che adesso non ci sono più e che avevano, così come mi diceva
l'onorevole Cracolici, in maniera strumentale utilizzate anche le
aree agricole - e io sono contrario ad utilizzare le aree
cosiddette verde agricolo' - ma trovare delle aree o una
sistemazione per le cooperative che hanno ottenuto il finanziamento
e che non hanno avuto in concessione il terreno, questo credo che
sia un problema del quale l'assessore si deve fare carico e in
qualche modo risolvere.
Ripeto non è un problema di finanziamento ma è un problema di
concessione dell'area.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Rinaldi, per chiarimento, dal suo
intervento si evince che lei non porrebbe neanche il termine alla
fine.
RINALDI. No.
PRESIDENTE. Quindi, è antecedente al 2000?
RINALDI. No, perché ci sono cooperative antecedenti al 2000, ci
sono delle richieste. Per questo chiedevo all'Assessore se poteva
verificare, se sono bloccate perché non hanno ottenuto il terreno.
PRESIDENTE. Dobbiamo discutere prima se mettere o meno il termine
e quindi se bocciare formalmente o meno il subemendamento e quindi
l'emendamento.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono qui dal 2006 e
ascolto sempre il mio collega Cracolici che su questa questione non
la pensa come me perché io sono per la proroga per diversi motivi,
ma io penso anche un'altra cosa che su questo argomento non bisogna
dividersi perché le proroghe servono perché i comuni non sono
pronti ad assegnare le aree, e se noi non facessimo stasera questa
proroga faremmo un torto a tante famiglie che aspettano di avere
una casa, e questo è il primo aspetto. Il secondo aspetto poi
riguarda la fase occupazionale e quindi il lavoro, facciamo una
scelta di campo, facciamo una scelta politica, se da una parte
vogliosa tutti occupazione e se vogliamo sviluppo e se vogliamo
crescita non mi pare che l'approccio sia quello positivo e ottimale
per raggiungere l'obiettivo che va verso questa considerazione.
Per quanto riguarda, invece, la legge dei centri storici, io dico
che non solo è stata pubblicizzata bene, conosco tantissimi
soggetti che hanno usufruito di questa attività legislativa, per
cui io ritengo che non bisogna porre limite alle domande giacenti
presso l'assessorato e dare la possibilità a tutti i cittadini che
hanno avuto la forza e il coraggio di organizzarsi in cooperative
per farsi un alloggio.
Non è responsabilità né dell'Assessore né dell'Assemblea regionale
se i comuni, o qualche comune in Sicilia o forse tanti comuni, non
sono stati pronti ad assegnare le aree. Per quanto mi riguarda - e
per quanto ci riguarda come Gruppo - noi votiamo favorevolmente
alla proroga per questo articolo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE, Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono d'accordo
con questo emendamento e in più volevo aggiungere due cose. La
prima è che ritiro l'emendamento 43.2 e poi, da parte mia, c'è
stata una dimenticanza nel punto 6 della legge perchè non indico
l'articolo della proroga della legge sulla casa. Lo dico al
Governo: è l'art. 6 della legge n. 6 del 2010. Sono prorogati solo
i termini. Per chiarezza, in quanto manca l'indicazione art. 6
della legge n. 6 . Se il Governo lo presenta, è la proroga dei
termini della legge sulla casa.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore
Torrisi, il comma 4 di questo articolo pone, secondo me, una
questione molto seria. L'utilizzo di fondi ex Gescal per interventi
di urbanizzazione primaria e secondaria per realizzazione di
edilizia privata.
Ho presentato un emendamento soppressivo, signor Assessore, ma
gradirei che lei lo valutasse perché di fatto si vogliono ipotecare
somme. Non entro nella complessità dell'articolo.
Ritengo che le cooperative non hanno realizzato gli alloggi non
solo per mancanza di suolo ma anche e soprattutto perché le banche
non si sono sentite coperte dalla Regione nell'erogare il mutuo.
Non entro nella questione perché è chiaro che in una città grande
come Palermo ha un senso una cooperativa edilizia e in un centro
medio ne ha un altro. Magari mi augurerei che si declinasse il
tutto con la possibilità di recupero di pezzi di centri storici o
fatiscenti e pericolosi.
Però intervengo, signor Presidente Ardizzone, perché gradirei che
lei valutasse questo comma 4 perché chi lo ha pensato o l'ha fatto
con un eccesso di superficialità o con un eccesso di intelligenza,
non so trovare il giusto bilanciamento, in quanto, di fatto, va a
ipotecare risorse ex Gescal che vanno utilizzate per riqualificare
aree di proprietà comunale e quindi, in questo caso, sottrarremmo
l'obbligo per chi realizza queste opere di o monetizzare i costi di
urbanizzazione ovvero realizzare le opere di urbanizzazione
secondaria.
Per cui, signor Presidente, credo che lei dovrebbe, secondo il mio
modestissimo punto di vista, dichiarare inammissibile questo comma
4 e comunque ho presentato un subemendamento soppressivo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è l'emendamento soppressivo
dell'onorevole D'Asero, per cui lo manteniamo?
L'onorevole Di Mauro ha precisato che si tratta di proroga della
legge sulla casa.
E' stato scritto un emendamento per precisazione. Quindi,
intendiamo superato l'emendamento 43.10. Onorevole Di Mauro, ritira
l'emendamento?
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Essendo stato ritirato,
decade in automatico l'emendamento del governo che l'aveva portato
dal 2006 al 2000. Poi lei ha presentato un altro emendamento.
DI MAURO. E' un'altra cosa.
PRESIDENTE. Lei vuole che sia posto in votazione.
CRACOLICI. Questo è nel titolo?
PRESIDENTE. Non può andare nel titolo. E' stato fatto un
emendamento apposito per dire da quando si applica. Sarà in coda
all'articolo stesso.
Pongo in votazione l'emendamento 43.10.2 del Governo..
CRACOLICI. Comunque si voti, dichiaro il mio voto contrario.
PRESIDENTE. Qualunque sia il sistema di voto l'onorevole Cracolici
dichiara di essere contrario. Tranne con il voto segreto perché non
si può dichiarare.
Il parere della commissione?
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 43.3, Il comma 1 è soppresso ,
dell'onorevole D'Asero, Alongi e altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
43.4.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
43.5.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
43.6, già discusso dall'onorevole Panepinto.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, io credo che il Governo debba
chiarire, così come diceva, se questi soggetti possono essere anche
privati.
Sarebbe un assurdo perché i privati usufruiscono dei fondi ex
GESCAL per le opere di urbanizzazione.
Qui si fanno norme improvvisate. In ogni finanziaria ci troviamo
con norme che hanno ricadute enormi sulla questione anche degli
enti locali, dei piani regolatori e di altro.
Non si può andare così, a dire che i soggetti anche privati
possono usufruire dei fondi ex GESCAL. E' un assurdo questo
Stiamo scherzando? Queste non sono norme che si improvvisano.
Signor Presidente, anche lei, credo debba considerare il fatto,
sul comma 4 c'è una questione molto delicata: noi diamo fondi ex
GESCAL e ci sono i Comuni che aspettano ancora dalla finanziaria
del 2012, dove abbiamo approvato le caratteristiche di questi fondi
e abbiamo detto dove dovevano essere impegnati.
Una sola somma non è stata ancora spesa
Ora, con questo marchingegno, consentiamo ai privati che
costruiscono e che fanno anch'essi speculazione con l'edilizia
economica e popolare e con le cooperative di usufruire dei Fondi ex
Gescal. Io credo che stiamo arrivando all'assurdo ed invito il
Governo ed il Presidente dell'Assemblea a tenerne conto, altrimenti
siamo favorevoli a votare la soppressione totale.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE .Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non me ne
voglia il mio amico onorevole Laccoto, ma secondo me il punto che
dovrebbe chiarire il Governo e più un altro. A prescindere dalla
titolarità di chi fa la richiesta di finanziamento, che può essere
la cooperativa edilizia o una impresa privata che ha diritto al
programma costruttivo, il punto è che con questi Fondi, peraltro
molti ancora oggi sono inutilizzati e sono finiti nei residui dei
bilanci regionali, si possono realizzare esclusivamente opere di
urbanizzazione comunali, e che quindi fanno parte del patrimonio
pubblico.
Quindi non restano al privato opere di urbanizzazione, sarebbero
strade pubbliche illuminazioni, verde pubblico attrezzato. Se la
risposta dell'assessore è in questo senso, io non credo che ci
possano essere dubbi sull'utilizzo dei Fondi destinati alle opere
di urbanizzazione pubbliche, anche a richiesta di privati, che
potrebbero urbanizzare delle aree o migliorare delle aree degradate
all'interno dei centri storici.
Ricordo pure che alcuni interventi di edilizia economia e popolare
sono proprio rivolti ai piani di recupero o al recupero di aree
degradate all'interno dei centri urbani e credo che sia stata
questa la ratio della norma che ha sostenuto il Governo.
RINALDI, chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per chiarire,
così come diceva giustamente l'onorevole Barbagallo, che l'articolo
in questione parla di programmi costruttivi di evidenza
residenziale pubblica. E' chiaro che la costruzione la può fare
pure un privato, ma è legata alle norme che prevedono la
costruzione con dei requisiti previsti dalla legge, per cui le
cooperative che aderiscono ed utilizzano anche delle risorse
pubbliche, utilizzano finanziamenti della Regione, che interviene
sul tasso degli interessi, prima la copertura ulteriore era del 4%
ed ora ad un tasso ancora inferiore.
Ma parliamo sempre di residenza pubblica ed anche la richiesta
della concessione del terreno rientra in una concessione pubblica,
quindi anche se la costruisce il privato, quei Fondi sono
esclusivamente destinati alle opere di urbanizzazione e non possono
essere destinate per opere diverse. Quindi non capisco perché non
devono essere utilizzati per questa costruzione di residenza
pubblica.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere
all'assessore e soprattutto rappresentare ai colleghi parlamentari
che, al di là della finalità di questo articolo, mi pare che Fondi
per l'edilizia pubblica c'è ne siano molto pochi ed i Fondi ed
Gescal concorrano in un contesto di questo genere in maniera
significativa.
Vorrei che l'assessore spiegasse se come io penso i Fondi ed
Gescal devono avere una finalità e devono essere programmati
d'intesa con i Comuni, come si può giustificare una norma di questo
genere, che prescinde da qualunque ragionamento programmatorio.
Domani facciamo un altro articolo, un altro comma ed utilizziamo i
Fondi ed Gescal, ma vorrei capire dal punto di vista delle scelte
di edilizia pubblica la Regione che cosa programma e che cosa
decide assieme ai comuni.
La seconda cosa che vorrei dire all'Assessore, signor Presidente,
è che da almeno dieci anni proroghiamo questa norma.
Sarebbe utile sapere, ai fini della trasparenza del processo
legislativo, nel corso di queste proroghe quanta edilizia si è
realizzata e quali sono i comuni che non riescono a dare terreni
alle cooperative che li hanno richiesti. Perché se facessimo
questo, sarebbe anche logico ragionare sui fatti e non su una
ipotesi che nessuno sa in che modo e in che tempi sarà mai
realizzata.
E' il contrario di una programmazione di interventi di edilizia
popolare sulla base di una domanda certa ed effettiva e soprattutto
verificare i comuni che sono interessati, perché nonostante dieci
proroghe non hanno mai trovato la possibilità di onorare questo
impegno con le cooperative edilizie, perché altrimenti noi facciamo
leggi che non hanno nessuna ricaduta.
Sono leggi la cui efficacia nessuno è mai in grado di valutare ed
ognuno di noi parla di lavoro, di case popolari o peggio di
speculazione perché non c'è nessun dato a supporto di queste norme
di proroga che, ripeto, facciamo incessantemente da dieci anni
senza sapere quali risultati comportano e soprattutto dove sono i
punti di difficoltà, perché parliamo di cose che sono state
finanziate dieci o quindici anni fa, e quindi sono localizzate.
Dovremmo sapere perché il Comune di Messina non dà le aree, se le
può dare o non le può dare, e questo è il tema, altrimenti - ripeto
- facciamo norme che non hanno nessuna ricaduta.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, a mio
avviso dobbiamo capire se i comma 4 dell'articolo 43 è stato voluto
in questa maniera per consentire ai privati di realizzare quelle
opere di urbanizzazione che sono necessarie per il completamento, o
quanto meno per la lottizzazione e quant'altro, e quindi sottrarre
a quella che era la destinazione originaria dei Fondi ed Gescal, o
invece se sono Fondi che possono essere utilizzati dai Comuni.
Mi spiego meglio. In questa maniera possono essere utilizzati solo
dai privati, non dai Comuni, ma i privati dovrebbero prevedere nel
piano economico, già nel momento in cui hanno ottenuto una
concessione di area, un'area C, quelle opere di urbanizzazione
all'interno delle somme viste perché noi sottraiamo i Fondi ex
Gescal se si decide che debbano essere utilizzati dai privati, ma
viene privato l'ente, il comune, perché tali Fondi venivano
utilizzati anche dai comuni per il mantenimento di strade e per i
servizi. Noi così li distraiamo ai Comuni e consentiamo che vengano
utilizzati solo dai privati.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questi
Fondi debbano essere sbloccati per dare ossigeno nuovamente alle
imprese e voglio che si legga attentamente l'articolo, perché non
parla delle opere di urbanizzazione delle costruzioni del privato,
ma parla delle aree circostanti inserite nei punti triennali delle
opere pubbliche comunali. Che cosa significa? Significa che se io
ho un terreno in concessione e devo fare una costruzione, e
nell'area circostante del comune non mi arrivano le opere primarie
di urbanizzazione, utilizzo questi fondi per realizzarle, ma non li
utilizzo per la mia costruzione perché per quella pago gli oneri di
urbanizzazione e la Bucalossi per costruire.
Sono due cose diverse che non vanno confuse.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, credo
che la norma, se qualcuno l'ha scritta, è per far sì che questi
fondi, che sono destinati ai comuni hanno una loro precisa
destinazione - l'acronimo GESCAL dice da solo tutto, e non capisco
perché dovremmo utilizzare risorse per interventi di costruzione di
edilizia privata, i quali privati hanno l'obbligo, o di monetizzare
o di realizzare le cosiddette urbanizzazioni primarie, che sono
rete fognante, rete idrica, parcheggi. Interventi che sono
obbligatori nella realizzazione di n. X vani.
Mi farebbe piacere che il Governo, senza che si esponga troppo su
questa cosa, potesse dire qualcosa, perché queste somme, peraltro,
si immaginavano dei bandi che sono stati ormai da alcuni anni
annunciati e non arrivano mai.
Signor Presidente, credo che - non voglio entrare assolutamente in
polemica con i colleghi che, in buona fede, sostengono più che una
teoria, una impostazione diversa dalla mia -il Governo dovrebbe
essere contrario all'emendamento sul quarto comma, e possibilmente
gli Uffici della Presidenza dovrebbero dichiararlo inammissibile.
Qualora dovesse essere votato rappresenterebbe un precedente
gravissimo. Cioè utilizzo di risorse pubbliche a fini privati.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, l'emendamento è stato predisposto
dal Governo, quindi approvato in Giunta, interamente dal Governo,
mandato alla IV Commissione e passato anche in II Commissione. Non
credo che ci siano difficoltà in ordine alla ammissibilità o meno.
Poi dal dibattito è emerso che ci sono posizioni differenziate,
diversi modi di vedere. Non credo che ci sia una utilizzazione
diversa di fondi rispetto a quello che prevede la legge. Siamo qua
per dare la giusta destinazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
siccome questo comma non c'entra nulla con le proroghe, voglio
porre una questione.
La mia domanda è una. Questa norma, che è teoricamente generale ed
astratta, si riferisce ai comuni dove possono essere fatte anche
dai privati le opere di urbanizzazione secondaria di contesto anche
primario. Ma con quali risorse?.
I comuni hanno avuto un piano di riparto dei Fondi ex Gescal?
Perché non mi risulta che ci sia un piano di riparto dei Fondi ex
Gescal. Perché i Fondi ex Gescal sono stati ripartiti secondo dei
piani - veniva citato da qualcuno, credo da Rinaldi - da piani di
recupero che sono stati approvati, ne conosco alcuni per la città
di Palermo che riguarda lo Zen, Borgo Nuovo e che riguarda piani di
intervento e di recupero con i fondi ex Gescal.
Poi, abbiamo fatto la legge sull'housing sociale, dove abbiamo
finalizzato quei fondi cosiddetti misteriosi, perché i Fondi ex
Gescal sono uno dei misteri irrisolti di questa Regione,
sull'housing sociale. Oggi con quali soldi e con quale criterio il
comune di Canicattì avrà le risorse per fare quell'intervento e il
comune di Bivona no? C'è stato un riparto? C'è stato un bando?
Non vorrei che si facessero norme la cui astrattezza poi le rende
assolutamente inapplicabili. Non c'è alcuna corrispondenza tra la
norma e la possibilità che la norma abbia attuazione.
Ecco perché insisto ed è necessario sapere i Comuni queste opere
di urbanizzazione, che dovrebbero essere già contenute nei piani
triennali, quindi ad iniziativa pubblica, ancorché siano fatte dai
privati, visto che i Fondi ex Gescal non sono stati trasferiti, se
non per piani di recupero specifici, con quali risorse dovrebbero
fare questi interventi.
Credo che ci sia una grande confusione, o almeno così mi sembra
per come è scritta la norma.
PRESIDENTE. Assessore Reale, attendiamo tutti una sua indicazione,
un chiarimento, per quello che è possibile.
REALE, assessore per l'agricoltura, dello sviluppo rurale e della
pesca mediterranea. Signor Presidente, per quanto ci riguarda mi
sembra chiaro che le cooperative, utilizzando soldi pubblici,
vadano a fare opere di riqualificazione e quindi sposerei quanto
detto, così come da tanti, in particolare dall'onorevole
Barbagallo.
Naturalmente, poi, sta all'Assemblea, che è sovrana, scegliere
sul da farsi. Abbiamo valutato di utilizzare questa strada, perché
essendo soldi delle cooperative, e pertanto soldi pubblici, fanno
interventi che restano al pubblico.
PRESIDENTE. Il Governo, quindi, insiste su questa norma e ha dato
una spiegazione.
Si passa dunque alla votazione dell'emendamento 43.6, soppressivo
del comma 4 dell'articolo 43.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole alla
soppressione si alzi.
(E' approvato)
Il comma 4 è pertanto soppresso.
Si passa all'emendamento 43.7, dell'onorevole Alongi.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 43.2, dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sul comma 5.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei trovare una soluzione:
siccome la norma riguarda i centri storici e le zone A, e parliamo
di edilizia residenziale, per essere estesa a coloro che fanno
attività diversa dall'attività residenziale, occorre che il Governo
faccia un subemendamento inserendo previo bando pubblico di
remissione , perché non è possibile immaginare che si modifichino i
criteri e si utilizzi il vecchio sistema.
O si fa un nuovo bando, accessibile a tutti, e quindi su questo si
danno criteri generali, secondo me non saranno sufficienti le
risorse, oppure nessuno può pensare che dopo una legge che aveva
una disciplina, adesso si modifica e si accede non si capisce in
base a quale procedura.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo andando oltre i limiti
regolamentari, c'è un invito rivolto dall'onorevole Cracolici al
Governo. Se il Governo ritiene di accoglierlo bene, altrimenti
ognuno non può alzarsi e presentare emendamenti e sub emendamenti,
perché così non andiamo più avanti.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.51, è ripresa alle ore 16.54)
La seduta è ripresa.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ora
ricominceremo tutto da capo con questo emendamento.
Quindi potrà anche accadere, con questa norma, che l'esercizio
commerciale comprensivo nella palazzina che non era collegato,
quindi alle agevolazioni, noi con questa norma lo facciamo
rientrare però, con questo sub emendamento gli diciamo: ricomincia
da capo perché ci sarà il nuovo bando .
Signor Presidente, ma qual è lo spirito vero di questa norma che
si inserisce in una finanziaria, parliamoci chiaro, poteva anche
essere stralciata e seguire un percorso a parte. Noi lo inseriamo
in finanziaria per avere un canale preferenziale rispetto a persone
che non possono più attendere, ma così facendo allunghiamo di nuovo
i termini.
Io sono assolutamente contrario.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, dopo il dibattito che
si è svolto in Aula e dopo l'indicazione dell'onorevole Cracolici,
l'emendamento 43.12, a firma del Governo che recita: Dopo le parole
prevalente uso residenziale aggiungere previo bando pubblico .
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 43.8 al quale è stato presentato un
emendamento soppressivo a firma dell'onorevole Di Mauro.
DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 43.11, dell'onorevole D'Asero. Il parere
del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 43.
FIGUCCIA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 43
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
43.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 73
Votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 58
Contrari 13
(E' approvato)
Si passa all'articolo 45, questo è uno di quegli articoli
introdotto in Commissione Bilancio con il parere favorevole della
III Commissione.
Si passa all'emendamento 45.1, onorevole Alongi lo ritira?
ALONGI . Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 45.4, onorevole Alongi lo ritira?
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
45.3 dell'onorevole Rinaldi.
RINALDI. Lo mantengo
PRESIDENTE. Emendamento 45.3 al comma 1 dopo le parole è sospesa
aggiungere le seguenti parole per un periodo di 12 mesi .
Il parere del Governo sull'emendamento 45.3 dell'onorevole
Rinaldi?
AGNELLO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 45.3. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' Approvato)
IOPPOLO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, sostanzialmente intervengo sull'ordine
dei lavori, perché ritengo che proceduralmente l'esame
dell'articolo 45 non possa essere affrontato prima dell'esame
dell'articolo 30 del nostro disegno di legge che è assolutamente
connesso e preliminare, tanto preliminare che, se noi procedessimo
così come abbiamo iniziato a fare, non potremmo assolutamente
discutere uno degli emendamenti più significativi, a mio giudizio,
che è stato presentato dagli onorevoli D'Asero ed Alongi che è il
45.2 , che fa esplicito riferimento al comma VI dell'articolo 30.
Pertanto, dal punto di vista procedurale non è possibile esaminare
l'articolo 45 se non prima si esamina e si delibera l'articolo 30.
PRESIDENTE. Sostanzialmente onorevole Ioppolo, lei propone di
sospendere prima di discutere l'articolo 30, viceversa sarebbe
precluso comunque la trattazione di questo emendamento non avendo
approvato l'articolo 30, mi sembra corretto il ragionamento,
pertanto accantoniamo l'articolo 45.
Giustamente, mi evidenziano gli uffici, quando riprenderemo la
discussione sull'art. 45, una volta approvato l'articolo 30 che
chiaramente non obbliga l'approvazione dell'emendamento, ma è per
non pregiudicarne la trattazione.
A seguito dell'approvazione dell'emendamento Rinaldi, gli
emendamenti 45.3 e 45.5 decadono perché era previsto una
sospensione al 2015.
Il comma 2 si deve intendere soppresso.
Si passa all'articolo 47, introdotto dalla Commissione Bilancio
con il parere favorevole della Terza Commissione.
MUSUMECI. Chiedo all'assessore Agnello di illustrarlo.
PRESIDENTE. Invito l'assessore Agnello ad illustrare
l'emendamento.
AGNELLO, Assessore per l'economia. Norma di interpretazione
autentica, è una norma introdotta dalla Commissione Bilancio,
quindi, chiedo al Presidente della Commissione Bilancio di
illustrarlo.
PRESIDENTE. Invito il Presidente Dina ad illustrarlo.
DINA, Presidente della commissione. E' un emendamento già
apprezzato in Terza Commissione, mi pare che sia stato il
Movimento Cinque Stelle a proporlo.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento è stato presentato direttamente in Terza Commissione ed
è passato poi al vaglio della Commissione Bilancio, sostanzialmente
fa un po' di chiarezza su quello che l'articolo 19 della legge n. 8
dell'Istituto regionale dello sviluppo e l'attività produttive, per
quanto riguarda la vendita dei capannoni e dei rustici, perché
proprio in una comunicazione che l'IRSAP fa alla Regione si legge
c'è una difficoltà di interpretazione sulle caratteristiche di
vendita.
Con questa norma di interpretazione autentica diamo un tempo, che
è sino al 31 dicembre 2015, come diritto di prelazione a chi in
questo momento si trova all'interno di questi rustici come
imprenditore in affitto ed ha la possibilità di comprarlo al prezzo
che viene stabilito dall'ente preposto a stabilire il prezzo
proprio del capannone, decurtato degli oneri di affitto pagati fino
a quel momento.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, io ritorno, anche in questa occasione, ad esprimere le
mie perplessità circa la possibilità di approvare questo
emendamento se non togliamo la frase dopo che sono state tolte le
somme che sono già state pagate mediante affitto .
Mi sembra strano che si possa procedere in questo senso, per cui
va bene il modo di periziare, va bene che vi siano dei paletti ben
precisi in maniera tale che l'IRSAP non vada al di là di quelle che
sono i propri compiti e non si possono fare due pesi e due misure,
ma sottrarre dal prezzo di vendita gli affitti fino ad esso pagato
mi sembrerebbe eccessivo, anche perché potremmo correre il rischio
che qualche bene costi meno degli affitti pagati negli ultimi 30
anni e in questo caso cosa si fa: restituiamo una parte
dell'affitto?
Questo mi sembra eccessivo e di conseguenza concordo con
l'emendamento presentato dall'onorevole Falcone per togliere questa
parte finale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento
soppressivo 47.1 a firma dell'onorevole D'Asero, Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo n. 47.2 a firma
dell'onorevole Rinaldi.
RINALDI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questa norma
stiamo dando la possibilità di acquisire e, quindi, di acquistare
per coloro che detengono, con un canone di locazione, un immobile
che ricade dentro l'area industriale, detraendo e defalcando tutte
le quote che finora sono state pagate in conto affitto.
Non so se questa norma si può approvare perché escludiamo tutti
quelli che potevano avere interesse ad acquistare questo immobile
dentro l'area industriale, non diamo la possibilità di acquistare
a coloro che vogliono intraprendere anche una iniziativa
industriale, qualsiasi attività commerciale dentro l'area perché
così li assegniamo in maniera definitiva soltanto a coloro che in
questo momento pagano un canone di locazione.
Si può emettere un bando pubblico con diritto di prelazione per
coloro che hanno in questo momento il diritto in quanto pagano
l'affitto, ma darlo in proprietà senza che ciò passi da una
evidenza pubblica mi lascia perplesso Si deve fare una evidenza
pubblica con diritto di prelazione.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
una precisazione all'intervento dell'onorevole Rinaldi.
Attualmente i contratti di locazione dei capannoni ex ASI, oggi
IRSAP, prevedono che gli affittuari, nel canone mensile che
versano, defalcano dal valore totale dell'immobile per una
possibilità di acquisto.
L'emendamento e l'articolato che oggi stiamo valutando,
condivisibile insieme al Movimento 5 Stelle, prevede un diritto di
prelazione per quei contraenti che oggi già hanno versato all'IRSAP
le quote mensili della locazione e che vanno defalcate se decidono
di acquistarlo dall'importo totale così come oggi i contratti
vigenti di locazione prefiggono.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
questa parte debba essere stralciata perché inammissibile.
Quello che si prevede in questa parte dell'articolo è una norma
che già esiste, per esempio, per l'Istituto Autonomo Case Popolari.
Nei bandi di assegnazione delle case popolari, laddove è prevista
questa possibilità per l'utente e cioè il riscatto dell'abitazione
defalcando le rate del canone mensile che l'utente ha versato.
Tutto ciò è perfettamente compatibile tanto è vero che non c'è
bisogno di fare una nuova norma.
Se nel caso in specie i bandi, le acquisizioni, gli affitti di
questi capannoni da parte degli utenti sono stati fatti in base a
dei bandi che non prevedevano questa facoltà è chiaro che ci vuole
una legge, ma è una norma che sarà certamente cassata perché
essendo il bando legge speciale non può essere superato da una
norma, se invece il bando lo prevedeva non si capisce perché c'è la
norma.
Quindi, prego gli Uffici di verificare perché questa parte secondo
me è sicuramente inammissibile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 47.2 a firma
dell'onorevole Rinaldi.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
DINA, presidente della commissione. Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 47.2 soppressivo
dell'intero articolo 47, a firma dell'onorevole Rinaldi.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 47.4 a firma dell'onorevole Alongi ed
altri. Riguarda la soppressione del comma 1.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 47.3 a firma dell'onorevole Falcone.
Sospendo un minuto la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.17, è ripresa alle ore 17.18)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 47.3 a firma Falcone.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 47.5 a firma dell'onorevole Alongi ed
altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
E' stato presentato l'emendamento 47.6 a firma della Commissione.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 47, nel testo risultante.
CRACOLICI. Dichiaro la mia astensione.
PRESIDENTE. Si vota per alzata e seduta. Lei, comunque, è astenuto
ed anche l'onorevole Fazio.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 47.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 48. Questo è uno di quegli emendamenti
aggiuntivi che non è stato stralciato e per il quale la Terza
Commissione ha reso parere favorevole. Dichiaro che c'è un altro
emendamento che riguarda la Prima Commissione che ha espresso
parere favorevole; erano tra gli aggiuntivi che io, per una
questione di merito della commissione, avevo stralciato, la
Commissione è stata così diligente ed ha espresso parere
favorevole, riguarda le modifiche di norme in materia di riserva in
favore dei Comuni per il rimborso di spese per la gestione di asili
nido.
Quindi, lo ammetto, gli darò il numero relativo all'articolo di
riferimento che era stato stralciato.
Siamo all'articolo 48 Modifiche di norme in materia di estrazione
giacimenti minerarie di cava'.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 48.3 a firma
dell'onorevole Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 48.17 a
firma dell'onorevole Ciaccio ed altri.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo volevo
spiegato, perché questa è la dimostrazione di quello che dicevo
inizialmente nella discussione generale.
Questo non è un articolo, questo è un intero disegno di legge,
capisco tutte le difficoltà che hanno i cavatori e che qualche
collega ha sposato la causa, però secondo noi doveva essere un
disegno di legge organico.
Quindi, se viene realmente incontro alle esigenze - e per questo
chiedo una spiegazione anche da parte del Governo - potremmo
ritirare l'emendamento soppressivo, viceversa gradiremmo, visto
che sono undici commi, che diventasse un disegno di legge organico.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'osservazione
che ha fatto l'onorevole Ciaccio è pertinente, peraltro io so già
che il Governo ha predisposto una relazione tecnica da allegare
all'articolo proprio per motivare l'equilibrio finanziario della
norma che non prevede ulteriore spesa, tanto è vero che è una norma
alla quale non è stata data copertura perché non è necessaria.
Qual è il problema rispetto a questa norma? E' la modalità di
calcolo della tariffa che deve introitare la Regione siciliana.
Vi ricorderete che la norma vigente, l'articolo 12 della legge 9
del 2013, prevede un riferimento sul calcolo tariffario a quello
che sono i volumi estratti, lo diciamo in soldoni.
Questo meccanismo di calcolo della tariffa ha determinato un dato
oggettivo e inconfutabile che la Regione siciliana, peraltro come
si legge nel decreto assessoriali, nei provvedimenti della Regione,
che dovrebbero e dovevano attivare i meccanismi di riscossione del
tributo, ha difficoltà enormi a calcolare il tributo stesso.
Vi faccio un esempio per tutti. Dovendo calcolare il tributo sul
volume estratto e non avendo la Regione siciliana una struttura
adeguata ad andare a verificare la esattezza e la correttezza dei
volumi estratti, si sono affidati nella norma di attuazione
addirittura, faccio un esempio che vale per tutti,
all'autocertificazione da parte dell'imprenditore, ponendo in
questo modo un rischio enorme: quello di andare incontro ad
autocertificazioni non corrispondenti esattamente al vero e al
rischio anche per l'imprenditore, che commette un errore nel
calcolo del volume estratto, di vedersi revocare l'autorizzazione.
Considerato che non è possibile, perché non ci sono le ragioni
politiche e dico anche le risorse per poter sostenere un onere
finanziario di favore rispetto a questi imprenditori, si è
modificato, in questa norma, il meccanismo di calcolo della
tariffa, nel senso che invece dei volumi estratti, tu leggi già al
comma 1 e al comma 2, ci si riferisce alla superficie dell'area ed
ai volumi autorizzati della cava, cioè dei dati oggettivi che
ovviamente sono estremamente onerosi per l'imprenditore perché non
risparmia alcunché, però in questo modo si raggiunge innanzitutto
un effetto importante che è quello della certezza dei dati perché
l'imprenditore non deve più certificare, la certezza del dato
riferito alla superficie dell'area e ai volumi autorizzati è certa,
perché è contenuta nel decreto di autorizzazione e la somma con il
calcolo fatto sulla relazione tecnica che sarà allegata peraltro
alla norma.
Se il Parlamento riterrà di approvarla, prevede un introito per la
Regione assolutamente pari a quella che è attualmente la tariffa
vigente con l'articolo 12 della legge n. 9 del 2013.
La Regione, in questo modo, riuscirà ad incassare con certezza le
somme che sono dovute e che sono pari alle somme previste
dall'articolo 12 della legge n. 9 del 2013, senza spesa per la
Regione, perché diventa un meccanismo automatico, il calcolo e il
versamento da parte dell'imprenditore della cava alla Regione
siciliana.
Il vantaggio per l'imprenditore è, intanto, una non assunzione di
responsabilità rispetto ai volumi estratti che potrebbero dar luogo
a contenzioso tra imprenditore e Regione siciliana, mentre in
questo modo ci sono dati oggettivi, incontrovertibili e
inconfutabili, in quel modo, l'autocertificazione ci rendiamo tutti
come sia assolutamente, portata a regime, peraltro perché la
Regione siciliana non è assolutamente attrezzata ad andare a
verificare la veridicità di quanto dichiarato sui volumi estratti.
Capirete una verifica a valle rispetto alla dichiarazione,
all'autocertificazione diventa pressoché impossibile negli anni a
venire, ma l'imprenditore guadagna il fatto che non ha più la spesa
dei consulenti, di tutti coloro, ingegneri, tecnici, eccetera, che
devono essere dedicati a questo tipo di verifica dei volumi
estratti e, quindi, un peso, un onere amministrativo di natura
finanziaria che evidentemente si alleggerisce perché il meccanismo
di calcolo, il meccanismo di pagamento diventa semplice ed
elementare.
Quindi, certezza di introito da parte della Regione siciliana
sulle tariffe imposte, certezza delle tariffe perché queste si
riferiscono a dati oggettivi che non sono assolutamente
modificabili e sono incontrovertibili e soprattutto non c'è nessun
favore che non sia quello della semplificazione dei procedimenti,
quindi, un risparmio dettato semplicemente da un alleggerimento
burocratico rispetto all'imprenditore che risparmierebbe soltanto
questo, evidentemente va a tutto vantaggio di quelle che sono le
procedure di riscossione da parte della Regione siciliana.
La norma non è stata riproposta in maniera pedissequa come nella
scorsa tornata Finanziaria perché evidentemente lì c'era un
problema di implicazione di copertura, la norma è stata riproposta
con identico carico fiscale tariffario a carico degli imprenditori,
ma con questo meccanismo di semplificazione che costituisce un
vantaggio certo per la Regione siciliana, un vantaggio certo per la
serietà e la trasparenza del procedimento amministrativo e un
piccolo vantaggio anche per l'imprenditore che avrà un carico
amministrativo e tecnico inferiore per il calcolo dei volumi
estratti considerato che si deve riferire soltanto per il calcolo
di quanto dovuto ogni anno all'autorizzazione, quindi, alla
superficie, ai volumi autorizzati.
Nella norma sono dettagliati persino gli interessi che
eventualmente devono essere pagati in caso di ritardato pagamento.
E' stato volutamente costruito in questo modo per evitare che ci
sia qualunque dubbio che possa dare un'interpretazione della norma
diversa da quella che ho provato a spiegare per larga sintesi.
Rispetto a questo annuncio che è stato presentato dagli onorevoli
Papale ed altri un emendamento, signor Presidente, a seguire
esattamente il 48.4, che condivido perché rende più agevole il
meccanismo di riscossione delle somme di cui parlavo.
Sullo sviluppo della discussione sull'articolo e degli emendamenti
relativi all'articolo mi esprimerò anche in questo senso.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe quasi
inutile intervenire dopo la esaustiva relazione fatta
dall'onorevole Gucciardi. Ma voglio soltanto aggiungere, ad onor
del vero, un fatto che secondo me è molto rilevante, ovvero
apprezzare positivamente il comportamento diligente di quasi tutti
i cavatori siciliani e, segnatamente, di Confindustria Trapani e
Sicilia, che hanno capito come lo sforzo di pagare di più era uno
sforzo indispensabile in questo momento.
Perché dico questo? Perché a voler fare la genesi io continuo a
considerare iniqua questa tassa. Ma a fronte della precedente
impugnativa del Commissario dello Stato questi imprenditori hanno
capito che non c'era nulla da fare se non adeguarsi.
L'adeguamento, però, non lo possiamo costruire su una ulteriore
tassa o su un ulteriore balzello che erano le regole, le relazioni
che la Regione chiedeva. Avendo stabilito, con delle tabelle
allegate all'articolato, che si paga in relazione alla superficie
della cava ed al volume autorizzato, abbiamo trasformato l'introito
di quella tassa incerta secondo la vecchia disposizione, in una
tassa certa della Regione ed in una tassa certa anche per
l'imprenditore che la deve pagare.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo l'intervento
del mio Presidente di Gruppo avrei poco da dire se non tenere conto
dell'osservazione che ha fatto il collega Ciaccio.
Si tratta di una vera e propria modifica della legge. In effetti,
però, l'aumento della tariffa fu inserito in una norma della
finanziaria. In III Commissione si è svolta l'audizione che ha
visto partecipe e d'accordo il Governo su una rimodulazione delle
tariffe, ma si è dovuto ricorrere all'emendamento alla legge
finanziaria perché nel frattempo sono entrate in vigore le regole
decise con la finanziaria precedente.
Allora, per non mettere in imbarazzo gli uffici che non riuscivano
a determinare le modalità con cui pagare la tariffa decisa con
quelle modalità, si è fatto ricorso allo strumento con cui si erano
aumentate le tariffe.
Quindi, è pensabile che si possa intervenire organicamente con
legge, ma intanto questo emendamento si rendeva necessario per
sospendere l'attuazione dell'articolo contenuto nella finanziaria
precedente.
Devo dire, peraltro, che la stessa audizione si è svolta pure con
le società di produzione delle acque minerali. Non si è potuto
procedere all'elaborazione dell'emendamento ma il rischio che si
sta verificando è quello di una fuoriuscita dal sistema delle
società siciliane per cui noi pensiamo di sottoporre alla
Commissione per il dibattito di merito anche la situazione che si è
determinata per le dodici società di acque minerali a seguito delle
decisioni assunte con la precedente finanziaria.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo sia
un atto di giustizia a tutti gli effetti.
Mi piace ricordare a questa Aula quanto dibattuto fu il disegno di
legge che ha introdotto il canone nei confronti ovviamente della
estrazione da parte delle cave. Non posso ignorare, non posso
dimenticare anche lo scontro che si ebbe nel momento in cui veniva
evidenziato che, quanto innovato dalla legge, risultava nella
realtà estremamente penalizzante e peraltro quasi impossibile ad
eseguirlo dal punto di vista prettamente materiale.
E sinceramente, a distanza di tempo, quello che era stato
evidenziato nell'ambito di quel dibattito poi si è riscontrato,
appunto, nella realtà.
Gli uffici non sono stati in grado di dare applicazione concreta
alla fattispecie astratta contenuta appunto all'articolo 12 della
legge del 2013, e quindi si è fatta una sostanziale marcia
indietro.
Preme ricordare comunque, a scanso di equivoci, che anche nella
precedente finanziaria si era intervenuti al riguardo e che, bene o
male, la norma approvata dall'Aula era stata impugnata dal
Commissario dello Stato proprio perché il Governo allora, forse per
la fretta con la quale è abituato ad intervenire nell'ambito di
argomenti così spinosi e delicati, si era dimenticato di allegare
la relazione tecnica e soprattutto la relazione economica.
Il Commissario dello Stato evidenziò che non si riusciva a
comprendere, nell'ambito dell'intervento normativo, quali sarebbero
stati i risvolti di natura economica in capo alla Regione
siciliana.
Mi auguro e spero che, nell'ambito di questa proposta, che mi
sembra più coerente e soprattutto più equa, tenuto conto che,
almeno dalle informazioni che io ho assunto, nulla cambi nei
confronti degli introiti che potrà conseguire la Regione siciliana,
ma sicuramente è un metodo trasparente e soprattutto sicuro e
certo.
Mi auguro, pertanto, che il Governo corredi e doti questo
emendamento di una relazione tecnica esaustiva, per evitare di
ripetere la stessa situazione che si è verificata precedentemente.
Per quanto riguarda gli aspetti del merito, non posso non
condividerli, essendo uno tra quelli, insieme a tantissimi
colleghi, che ha evidenziato sin da subito l'iniquità
dell'intervento normativo, ma forse nella fase iniziale si era alla
ricerca, a tutti i costi e nei confronti di tutti, di risorse per
potere in qualche modo, poi, metterle in entrata.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, noi già
nel 2013 eravamo stati contrari alla riformulazione del Governo
nella ridefinizione dei canoni sull'attività estrattiva, sul volume
estrattivo e sulla differenziazione di materiale estratto a carico
ed in capo agli operatori del settore. Ed eravamo stati contrari
per due ordini di motivi.
Intanto, non dava una certezza di entrate, per i problemi che sono
stati testè esplicitati, cioè nella difficoltà di verifica da parte
degli stessi funzionari. Ed eravamo stati contrari perché
l'aggravamento e l'appesantimento degli oneri sull'attività
estrattiva comportava una falcidia notevole, in un momento di
crisi, agli stessi operatori del settore, in un momento di
congiuntura economica che l'attività edilizia, ed in genere il
mercato, stava vivendo.
Siamo stati tra i promotori, coi colleghi Papale, Assenza e tanti
altri, di questa norma, condividendola assieme agli operatori del
settore e la Confindustria; lo voglio dire all'Aula ed a chi
magari, come il collega Ciaccio, ha manifestato delle perplessità.
Questa norma, da un lato, semplifica il sistema di imposizione
perché guardiamo alla superficie, guardiamo ai volumi autorizzati e
non ad altro, non dobbiamo fare verifiche, e dall'altro lato diamo
anche la certezza dell'entrata, perché se andiamo a verificare
negli anni precedenti l'entrata che era stata preventivata, ci
accorgeremmo che nell'accertamento, questa entrata in bilancio non
la troveremmo, cioè nel bilancio consuntivo. Ed, allora, ecco
perché è giusto superare con una norma di sistema la questione che
stiamo trattando.
C'è qualche perplessità, signor Presidente, e preannuncio anche un
subemendamento ai commi 7 ed 8, sui quali ci sono due emendamenti
dell'onorevole D'Asero che sopprimono la finalizzazione
dell'introito, cioè i comuni devono finalizzare l'introito al
recupero dell'attività, alla riqualificazione ambientale e anche al
recupero delle attività di scavo abusive, così come l'assessorato,
invece, deve finalizzare questi introiti al monitoraggio, alla
verifica e anche, se vogliamo, agli studi e all'incremento
dell'attività di sorveglianza con le risorse umane.
Io credo che, in un momento di grande difficoltà, noi non dobbiamo
vincolare la Regione con i Comuni, non li possiamo vincolare,
quindi sarebbe magari opportuno inserire un avverbio
prioritariamente.
Noi prioritariamente, onorevole Fazio, diamo un indirizzo,
lasciando poi la discrezionalità sia ai comuni che alla Regione.
Altra questione è l'ultimo comma dell'articolo 12 della legge
regionale 15 maggio 2013, n.9.
Noi stiamo abrogando sostanzialmente l'intero articolo 12, ma c'è
un problema. Le tasse, quando una cava insiste su due comuni, su
territori che riguardano due comuni, a chi li diamo?
Allora dobbiamo anche verificare quando una cava, ad esempio,
risiede su più comuni, dobbiamo quota parte definire che questi
proventi li diamo in quota parte ai comuni in cui insistono
quest'attività.
In questo senso, allora, preannuncio, d'accordo con l'onorevole
Papale, il ritiro dell'emendamento 48.2. Signor Presidente,
insistiamo però sull'emendamento 48.4 che consente una dilazione in
tre rate, veniamo incontro così come lo abbiamo fatto per gli
operatori, i titolari di capannoni per le aree industriali, lo
vogliamo fare anche per questi operatori in un momento di grande
crisi del mercato e di congiuntura economica. Annuncio, quindi, la
presentazione di un sub emendamento che va a sostituire gli
emendamenti soppressivi 48.12 e 48.13, che anzichè sopprimere i
commi, come vuole l'onorevole D'Asero, finalizziamo
prioritariamente i proventi.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo a
testimonianza che quest'Assemblea e questo Governo, insieme,
concertando e confrontandosi oggi risolvono un problema
importantissimo per io proprietari delle cave, ma soprattutto per
l'indotto che gira intorno alle cave.
Quindi come far passare l'idea che una volta tanto questa
disperata politica ha avuto un incontro, perché in una delle
finanziarie è stata fatta una scelta sbagliata nei confronti di
questi soggetti, per cui come l'incontro sostenuto tra l'Assemblea,
il Governo e Confindustria, è importante sottolineare il ruolo di
Confindustria in questa storia che ha difeso con grande stile e
metodo l'appartenenza dei proprietari di cava, sostenendo audizioni
in Terza Commissione, sostenendo incontri con la deputazione iblea
e affrontando la circostanza con un metodo che deve essere il
metodo per far si che tutti i problemi che riguardano gli
imprenditori vadano risolti.
Ma è altrettanto importante sottolineare il metodo con cui i
soggetti politici hanno risolto in modo definitivo questa
questione, che può essere presa ad esempio per continuare in questo
modo, con questo Governo e con questa Assemblea, non perdendo tempo
inutile per circostanze che magari poco interessano sia i siciliani
che altri soggetti.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo
articolo che in pratica ricalca quasi pedissequamente il nostro
emendamento, ed è questa la ragione per cui giustamente l'onorevole
Falcone ha preannunciato il ritiro dell'emendamento 48.2, di cui io
sono primo firmatario, si pone finalmente fine ad una stortura che
durante i lavori della finanziaria dell'anno scorso ci siamo
preoccupati di denunziare fin dall'inizio, avendo scontri, invero
anche abbastanza pesanti, con l'allora assessore al bilancio
Bianchi.
I fatti, purtroppo, ci hanno dato ragione, come spesso sta
accadendo in questa legislatura, perché è facile prevedere che
quando si interviene a cuor leggero con delle manovre poco
studiate, più di impatto demagogico e populistico che non legate ad
esigenze concrete, si va necessariamente a sbattere contro un muro.
E' questo il caso dell'articolo 12 della legge regionale 13 maggio
2013, che oggi fortunatamente cerchiamo di modificare, ed è vero,
come rileva il collega Ciaccio, che si tratta di una norma
organica, ma io ritengo che ogni norma che debba risolvere dei
problemi deve essere necessariamente organica, perché altrimenti
rischiamo di fare delle norme assolutamente estemporanee, che non
tengono conto delle realtà sulle quali si viene ad incidere.
Con quel famigerato articolo si era di fatto messa in pericolo la
stessa sopravvivenza dell'attività estrattiva in Sicilia. Si
introducevano dei canoni assurdi, che tra l'altro non era facile
calcolare perché si era arzigogolato un metodo di calcolo
assolutamente ingiusto e non corrispondente a nessuna legge
economica reale.
Con questa previsione invece abbiamo un metodo assolutamente
certo, sicuro e che permetterà comunque degli introiti alla Regione
Sicilia, cosa che non era avvenuta con quella precedente, se è vero
com'è vero che lo stesso assessorato regionale era intervenuto per
sospendere la riscossione di quei canoni che peraltro si
evidenziava assolutamente inattuabile.
Speriamo, quindi, che l'Assemblea, attraverso l'approvazione di
questo articolo 48, con il subemendamento 48.4 a nostra firma, che
non fa altro che dilazionare in tre rate il pagamento del canone,
specificando anche le modalità con cui ciò deve avvenire, si ponga
finalmente fine a questa stortura e si ritiri la fiducia ad un
settore che, in un momento particolarmente delicato per l'economia
siciliana, rischiava veramente di andare al tracollo definitivo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 48.17, soppressivo
dell'intero articolo 48, dell'onorevole Ciaccio e l'emendamento
48.19, di identico contenuto.
Il parere del Governo.
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che l'emendamento 48.2 è ritirato, come preannunziato
dall'onorevole Falcone.
L'Assemblea ne prende atto.
ALONGI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti dal 42.5 al 42.16.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio la
presentazione di un emendamento che prevede l'inserimento
dell'avverbio prioritariamente .
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 48.20.
AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il comma 6 viene sostituito dall'emendamento 48.4, e il
Governo potrebbe anche essere favorevole alla sua soppressione. Il
48.4 a firma dell'onorevole Falcone già ha una diversa
distribuzione dei pagamenti.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.51, è ripresa alle ore 17.53)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'emendamento 48.20
della Commissione è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento 48.21 degli
onorevoli Falcone e Gucciardi, già annunciato e illustrato
dall'onorevole Falcone, che dice prioritariamente .
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario si alzi; chi è
favorevole resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 48.4, già illustrato dall'onorevole
Assenza.
Chiedono di apporre la firma all'emendamento 48.4 l'onorevole
Gucciardi, l'onorevole Turano e l'onorevole Fazio.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 48.4. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 48 così come è stato emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 56. Ne do lettura.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei spiegato
questo emendamento perché cinque mesi fa siamo venuti in Aula ed il
Governo ci spiegò l'importanza di questo emendamento, da approvare
a tutti i costi, perché era una questione che salvava l'AST, era un
emendamento che necessitava assolutamente ed oggi, a distanza di
cinque mesi, il Governo presenta un emendamento nella direzione
diametralmente opposta.
Allora, delle due l'una: o ha sbagliato sei mesi fa ed oggi il
Governo sta correggendo un proprio errore o, diversamente, Governo
sta sbagliando stasera nel riproporre l'abrogazione di una norma
che il Governo stesso aveva introdotto non più di cinque mesi
addietro.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta in attesa del ritorno in
Aula dell'Assessore Torrisi.
(La seduta, sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore 18.02)
La seduta è ripresa.
L'onorevole Falcone aveva chiesto spiegazioni al Governo in ordine
al significato dell'articolo 56 che riguarda l'abrogazione di norme
in materia di affidamento provvisorio servizi comunali e di
trasporto pubblico locale.
TORRISI, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TORRISI, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli deputati, abbiamo chiesto questa abrogazione,
tornando sostanzialmente indietro, perché abbiamo avuto soltanto un
problema di aggravio di procedure e costi e non variando
assolutamente la cosa perché resta in capo ai comuni avevamo
problemi di natura contabile. Preferiamo quindi che adesso si
ritorni alla gestione attraverso i comuni.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 56.1 a firma degli onorevoli
D'Asero, Alongi, Cascio Francesco ed altri. Onorevole Cascio. Lo
ritira?
CASCIO Francesco. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Gli emendamenti presentati sono tutti soppressivi,
quindi, pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 56.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 56 è mantenuto. Gli articoli da 57 a 69 sono
stralciati.
Si passa all'articolo 70. Ne do lettura.
Si passa all'emendamento 70.1 della Commissione.
Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 76 lo tratteremo alla fine.
Onorevoli colleghi, facciamo il punto della situazione. Rimangono
da votare gli articoli 1 e 2 che si votano alla fine, 7, 12, 16,
18, 19, 20, 22, 23, 25, 26, 27, 30, 32, 45 e 76.
Invito la commissione a darmi indicazioni su quali articoli
possiamo approvare, nei quali ci siano minori difficoltà.
Eravamo rimasti in ordine alla riduzione della spesa. Abbiamo
accantonato gli articoli che riguardavano la spesa. Si è trovata
un'intesa con il Governo e possiamo andare avanti. Mi dia lei,
onorevole Dina, un'indicazione.
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la commissione ha preso in
considerazione gli orientamento del Governo al fine di addivenire
ad un taglio di sette milioni sugli articoli che ancora dovremo
affrontare.
Possiamo affrontare sin da subito l'articolo 7, signor Presidente
e poi andiamo avanti e le dirò man mano cosa fare. Se sugli
articoli che affronteremo intervengono tagli, dobbiamo distribuire
questi emendamenti che lei si ritrova. Man mano, per singolo
articolo distribuiamo l'emendamento di tagli di spesa e su quello
ragioniamo.
LEANZA. Sono tutti di minori entrate.
PRESIDENTE. Il Governo mi chiede di posticipare la trattazione
dell'articolo 7.
Dove non ci sono problemi possiamo andare avanti.
Siccome era la commissione, di intesa con il Governo, in
particolare modo con l'assessore per l'economia che doveva dare
indicazione a questa Aula dove tagliare, per essere chiari, per
recuperare questi sette milioni di euro.
E' stato presentato un blocco di emendamenti.
Dovevamo iniziare con l'articolo 7, il Governo stesso mi ha
chiesto sull'articolo 7 di soprassedere e di andare oltre.
Si passa all'articolo 12.
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza. Vi
sono gli emendamenti 12.43 e 12.44 di identico contenuto.
Quindi, dobbiamo decidere Presidente se cominciare, visto che al
primo comma abbiamo già l'impegno di spesa, di votare l'emendamento
12.43 o il 12.44 che è la stessa cosa.
PRESIDENTE. Votiamo nell'ordine. Siamo all'articolo 12.
Prima iniziamo con gli emendamenti sorpresivi dell'articolo 12.
Si passa al 12.2 a firma degli onorevoli Fontana, D'Asero, Alongi.
Vengono mantenuti o ritirati?
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
CLEMENTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE: Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare una
proposta sull'articolo 12 i commi 1 e 2 riguardano stipendi, mentre
il 3, il 4 e i successivi riguardano altre cose che non sono
passate dalla Commissione. Quindi chiedo se, in linea con ciò che
ci siamo detti, fosse possibile estrapolare gli altri commi e
quindi rinviarli ad altra discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Clemente, io mi sono fidato obiettivamente
del lavoro fatto delle Commissioni, se noi entriamo in questo
circuito non ne usciamo perché siamo nella fase più complessa.
Eventualmente li sopprimiamo, se ci sono emendamenti soppressivi si
sopprimono, ma stralciarli, perché? Sono passati o non sono
passati, vista la confusione che è stata generata.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
782/A
PRESIDENTE. Onorevole Cascio, mantiene l'emendamento 12.2?
CASCIO Francesco. lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Cascio, ritira anche l'emendamento 12.8?
CASCIO Francesco. lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Abbiamo un'idea sul modo di procedere: andiamo avanti con i
soppressivi.
PRESIDENTE Lei, onorevole Clemente, proponeva di sopprimere
quali?.
CLEMENTE. 1 e 2 tutti gli altri soppressi.
PRESIDENTE. Va bene, si votano i soppressivi, se siamo tutti
d'accordo.
Ci sono gli emendamenti, onorevole Dina, mi segua, siamo agli
emendamenti del Governo e della commissione che riguardano la
sostituzione sostanzialmente del comma 1: il 12.43.
Lo ha presentato la Commissione di intesa con il Governo, quindi è
favorevole, riduttivo di spesa.
Pongo in votazione il 12.43 con il parere favorevole del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 12.44 è identico al 12.43.
Il 12.27 è precluso, il 12.9 è ritirato, onorevole Cascio.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.34. L'onorevole Falcone è assente. Lo
mantiene l'onorevole Figuccia.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza..
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.34. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
C'era la proposta di approvare gli emendamenti soppressivi 12.10,
a firma degli onorevoli D'Asero ed altri, 12.11, a firma degli
onorevoli D'Asero ed altri. Sostanzialmente, sono tutti
soppressivi.
Se c'è bisogno di sospendere, sospendo la seduta per qualche
minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 18,16, è ripresa alle ore 18.19)
La seduta è ripresa.
Assessore Reale, per quanto riguarda l'articolo 12 cosa facciamo?
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Signor Presidente, le chiedo di accantonarlo in
quanto sarebbe necessaria la presenza del Presidente Crocetta.
PRESIDENTE. Accantoniamo momentaneamente anche l'articolo 12.
Si passa all'articolo 16.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Ritengo che l'emendamento 16.11 presenta un errore. Dobbiamo fare
l'emendamento 16.10 perché in diminuzione da 7 milioni a 6 milioni
e mezzo. Mentre nell'altro c'è un errore in aumento.
PRESIDENTE. L'emendamento 16.11 viene ritirato dalla Commissione.
Lascia in vita l'emendamento 16.10.
Dell'articolo 16 discutiamo prima gli emendamenti soppressivi. Ci
sono due emendamenti soppressivi a firma dell'onorevole Alongi.
ALONGI. Li ritiro.
PRESIDENTE. Ritira sia il 16.6 che il 16.8. L'emendamento 16.10
della Commissione?
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevamo seguito
io per il centrodestra e l'onorevole Panepinto per il Centro-
sinistra questo disegno di legge. Aspettiamo che ci sia pure lui
perché è giusto che ci sia un ragionamento che sia improntato alla
massima informazione. Magari si passa all'articolo 17 così poi ci
ritorneremo.
PRESIDENTE. L'articolo 16 è accantonato. E' arrivato l'onorevole
Panepinto.
Riprendiamo dall'articolo 16. Abbiamo un solo emendamento: quello
della Commissione.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare una
informativa all'Assemblea perché su questo disegno di legge ci sia
da parte di tutti la consapevolezza del percorso che dobbiamo fare.
Con legge n. 2 del 2013 abbiamo approvato le norme transitorie per
la regolarizzazione del servizio integrato e avevamo indicato al
comma 5 che con successiva legge regionale da emanarsi entro sei
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le
funzioni dell'Autorità eccetera.
Avevamo cioè stabilito con legge della Regione siciliana che
l'affidamento di questa normativa fosse per sei mesi per evitare di
incappare in ricorsi del Commissario dello Stato.
Per quanto riguarda poi tutto il tema del decreto legislativo n.
152, ricordo che ci sono tutta una serie di parametri che,
ovviamente, sono fisici, non sono parametri di altro tenore e sono
giustamente elencati nell'articolo 147 del decreto legislativo che
tratta l'argomento del servizio idrico integrato e stabilisce poi,
successivamente, all'articolo 150 quali sono le modalità di
affidamento.
Io, allora, mi sono permesso, non ho presentato, però, ho un
emendamento, non so se il Governo ritiene di farlo suo, per
aggiungere al primo comma dopo possono gestire il suddetto
servizio' per un periodo non superiore a sei mesi , perché o noi
facciamo una norma che non venga impugnata dal Commissario dello
Stato o rischiamo di trovarci, domani, con un'impugnativa. Questo
lo dico perché, se poi non siamo in grado di realizzare quanto
tutti quanti attendiamo, è chiaro che dobbiamo trovarci nella
condizione di avere un appiglio.
Noi, quindi, avevamo una norma che è stata elaborata nel 2013, il
primo mese del 2013. Aveva validità per sei mesi, abbiamo
continuato con questa norma a sostenere un percorso per circa 20
mesi, o noi affrontiamo questo argomento dobbiamo, certamente,
stabilire una sorta di norma che consenta una proroga ma che abbia
un tempo limitato. Se noi facciamo una norma sine die
dell'affidamento ai comuni, è una cosa completamente diversa che
rischia di incorrere nell'impugnativa del Commissario dello Stato.
Questo lo dico per informazione del Parlamento, perché credo che
tutti quanti abbiamo interesse a risolvere il problema di Palermo e
degli altri comuni.
Relativamente al terzo comma, rimetto, alla valutazione del
Governo, la norma perché, ovviamente, qui fa riferimento al
personale utilizzato in servizio. E' un termine generico che vuol
dire, in buona sostanza, chi in questo momento lavora, da domani
dovrà assumere un rapporto, comunque, non più immediato dalla ditta
ma con il comune con tutto quello che ne consegue.
Questo lo rimetto, comunque, alla valutazione complessiva. Per
quanto riguarda il primo comma, suggerisco, al Governo o alla
Commissione, di presentare un emendamento perché questa norma abbia
validità di sei mesi. Qualora, il Governo dovesse andare avanti con
quello che è scritto qui, è chiaro che incorreremmo tutti in una
possibile impugnativa.
Ricordo al Parlamento che è già stato esaminato, dalla IV
commissione, il disegno di legge complessivo che riguarda il tema
dell'acqua, che ci è imposto adesso dall'abrogazione dell'articolo
148 del decreto legislativo n. 152, perché, proprio all'uopo, c'è
tutta un'attività che la Regione deve fare, come suo compito, per
quanto riguarda tutte le attività connesse all'esercizio del
servizio.
Questo dovevo, per illustrare al Parlamento e per potere assumere
le giuste determinazioni.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, perché nasce
questo emendamento? Questo emendamento nasce perché c'è un problema
per quanto riguarda 52 comuni del palermitano.
Come tutti sappiamo, l'APS è stata dichiarata fallita. Fino ad un
mese fa, quindici giorni fa, l'ex provincia regionale di Palermo
aveva avviato una procedura di gara; la società, che era
aggiudicataria, ha rinunciato di fare il servizio. Per cui, che
cosa è successo? Fortunatamente, un'ordinanza ha salvato fino al 31
ottobre 2014, l'erogazione del servizio idrico integrato in questi
52 comuni, che sono 500 mila abitanti, per cui che cosa si vuole
fare con questa norma?
Dare la possibilità ai comuni, singoli o associati, di superare
questa fase così delicata, tant'è vero che noi parliamo di ambiti
che sono falliti o che non si sono mai costituiti, non parliamo di
altri ambiti.
Mi sembra che la stessa cosa sia stata fatta su Siracusa, e ha
funzionato, quindi, valutiamo l'opportunità di mettere dei termini,
ma non credo che ci possano, poi, essere società che partecipano ad
una gara d'appalto, semplicemente, per sei mesi. Mi sembra che
nessuno parteciperebbe ad una gara per sei mesi.
Se stabiliamo il termine di sei mesi, le gare possono essere fatte
per sei mesi.
GRASSO: Chiedo di parlare.
PRESIDENTE: Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente onorevoli colleghi, rispetto a questo
articolo, all'articolo 16, la gestione degli impianti idrici, io ho
delle perplessità sulla formulazione dell'articolo soprattutto
nella parte in cui si dice che i comuni in forma singola o
associata possono gestire il suddetto servizio.
Non possiamo dimenticarci che vige la norma comunitaria per cui il
servizio idrico integrato non può essere gestito direttamente dai
comuni.
Oggi qual è il problema, riguarda quei comuni che hanno dato il
servizio in gestione ai privati e dove c'era un soggetto terzo
questo è fallito.
Quindi, nelle more oggi che cosa mancano? Mancano le risorse
affinché il soggetto commissariale, perché il Presidente della
provincia , lì dove il soggetto non è stato individuato, gestisce
il servizio.
Quindi se questo servizio, oggi, in virtù di una ordinanza
commissariale che consente la gestione del servizio vengono erogate
le risorse al comune, ci troveremmo che il comune ha le risorse che
non può utilizzare perché non può gestire il servizio e,
sostanzialmente, il servizio si blocca.
Quindi forse è bene che si faccia, a mio modesto avviso, una
riflessione e cioè si stralci la parte che stabilisce che: i
comuni in forma singola o associata possono gestire il servizio'
perché questo lo si potrà fare nell'attesa che venga emanata la
legge e si trasferiscono le somme al commissario che in atto sta
gestendo il servizio, perché abbiamo avuto il caso dei rifiuti.
Noi abbiamo detto in forma singola o associata' ma la legge ha
previsto la costituzione delle S.R.R. . e poi i comuni possano
gestire non direttamente ma In-house.
Quindi, voglio dire, qui oggi ci troveremmo, forse, di fronte ad
una impugnativa dello Stato.
PRESIDENTE. La parola all'assessore per l'energia e i servizi di
pubblica utilità.
CALLARI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Questo articolo 16 per come è stato formulato è al momento la
migliore formulazione possibile per uscire da questa situazione.
Ovviamente è una situazione di stallo in attesa che venga
approvata la norma - che per il momento è ferma - su cui
l'assessorato di concerto con molti parlamentari e con la
Commissione competente ha riattivato il lavoro sulla normativa
giacente, perché ce n'è bisogno in modo rapido, anche prima dei
sei mesi, che però io lo prendo come impegno politico che lo
dobbiamo fare anche prima dei sei mesi, ma non l'aggiungerei in
un'ulteriore norma all'interno di un emendamento perché la dovrebbe
firmare il governatore che in questo momento ancora non c'è.
Io preferirei lasciarla così con un impegno politico che va fatto
in fretta, va fatto anche prima dei sei mesi , secondo me alla
riapertura dopo il periodo estivo dobbiamo mettere mano sulla norma
sull'acqua, perché se no passeremo sempre da una emergenza a
un'altra emergenza col rischio di centinaia di posti di lavoro,
perché si rischiano di perdere, e con enormi disagi per il
cittadino. Dobbiamo andare in modo organico a una riforma
strutturale.
Poi ci sono altri emendamenti che non so se verranno presentati o
meno a cui il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi vi comunico che sull'articolo 16
ci sono iscritti a parlare gli onorevoli Panepinto, Gianni,
Falcone, Figuccia, Alongi, Palmeri, Siracusa, Sudano, Ferrandelli,
Maggio, Milazzo, Vinciullo, Assenza e Tamajo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo solo
chiedere, posto chi il Governo i dubbi non ce li ha fugati. Il
combinato disposto tra il comma 2, che prevede una proroga sine
die oltre i 6 mesi e la possibilità di utilizzo del personale da
parte dei comuni senza che ci sia il limite dei 6 mesi, superando i
6 mesi chiedo a lei Presidente, cosa succede? Sono assunti ai
comuni?
PRESIDENTE. Lei è entrato nel merito non ha parlato sull'ordine
dei lavori.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà..
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi atterrò
all'ordine dei lavori realmente. Avrei da dire su questo articolo
16 ma non lo faccio.
Io credo, Presidente, siamo alle 18.30, dobbiamo trattare circa
altri 17-18 articoli quelli che sono del testo, al di là di
qualche articolo che stiamo valutando, ci sono articoli che
imporranno all'Aula di fare delle riflessioni che non dureranno
qualche minuto o una singola ora, ma forse anche più ore e mi
riferisco ad alcuni articoli prima di tutto l'articolo 27.
Io vorrei capire, anche, se è il caso anche di sospendere un
attimo l'Aula e di convocare una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, è la proposta che fa Forza Italia, di
sfoltire gli articoli che dobbiamo trattare, di individuare 4, 5, 6
articoli massimo e arrivare entro domani all'approvazione di questa
finanziaria, perché per l'andamento dei lavori, e se è vero
Presidente, che noi questa sera dobbiamo chiudere alle 20.00
secondo me noi domani sera, domani notte non chiuderemo questa
finanziaria, perché se è altrettanto vero che è arrivata un'altra
mazzetta di emendamenti che non c'erano prima al testo; lasciamo
stare questo ulteriore mazzetto di emendamenti, ma considerato che
dobbiamo andare a discutere 17 articoli del testo io chiedo a
questa Presidenza qual è la volontà, come vogliamo procedere?
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
sulle modalità di prosecuzione di questa seduta che rischia di
prenderci più per stanchezza o per esaurimento nervoso pre-estivo.
Io semplicemente ribadisco che prendo atto sul contingentamento
dei tempi. Dopo di che se noi su questa norma che di fatto
rischiamo di trasferire il dibattito sul disegno di legge in IV
Commissione a cui rinvia la legge 3 del 2013, io direi di
approvare la norma così com'è, come diceva l'assessore, sul
personale ci sono due opzioni, a tutela dei comuni che si usa il
termine possono , a tutela dei lavoratori, i 203 dell'APS, che
rimangono dentro l'opzione possibile per gli enti locali', però,
signor Presidente dobbiamo ricordarci che questa è una norma di
emergenza suppletiva'. Cosa significa emergenza suppletiva'?
Significa che fatta una gara, una società Onda blu', Onda
verde', non so come si chiama, ha partecipato alla gara e poi non
si è mai aggiudicata per la prosecuzione del servizio, per cui
chiudiamo la partita in questa maniera.
Rispetto alle preoccupazioni dei colleghi, sui tempi per
l'approvazione della norma, le dichiarazioni dell'Assessore sono
rassicuranti, cioè a dire il Governo così come la Presidenza
dell'Assemblea vogliono giocare, immediatamente, la partita
all'apertura dei lavori per approvare un testo organico su cui,
comunque, peserà quello che è successo a Siracusa, a Palermo e così
via dicendo.
Se ci avventuriamo in una discussione infinita mettiamo in
difficoltà questo Parlamento che non approva la finanziaria e al
tempo stesso rischia di stravolgere ancora di più un disegno che va
costruito.
Assessore Callari solo una domanda, non è una richiesta, lei
ritiene - perché con i sette milioni al primo comma finanziamo i
dissalatori - che oggi noi possiamo immaginare - è una domanda che
le faccio - che non ci sia nessuna risorsa nella fase di start-up
per consentire l'avvio delle gestioni dirette o associate tra i
comuni? Io non ho emendamenti in tal senso, magari potremmo fare
che i sette milioni senza alterare, sei vanno all'articolo di cui
si parla nel primo comma, e un milione lo utilizziamo per la fase
di start-up, considerato quindi che non tocchiamo e non abbiamo
bisogno di altre risorse, dopo di che sarà lei a decidere come
potere erogare questa somma di un milione. Nel senso che posto
l'equilibrio complessivo di bilancio se anziché sette diventano sei
quelli destinati alle finalità dei dissalatori, uno viene
destinato alla fase di start-up per la gestione dei cinquantadue
Comuni di APS, valuti lei Assessore.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 782/A
PRESIDENTE, C'era un richiamo all'ordine dei lavori e il
ragionamento si è ampliato. Noi ci siamo lasciati col dire che
stasera avremmo dovuto esitare tutti gli emendamenti che non
comportavano problemi, tra i quali questo articolo 16.
Sapendo che c'è una difficoltà, l'aveva evidenziato al primo
intervento l'onorevole Di Mauro, che è quello della temporaneità o
meno, anche l'onorevole Formica, di questa norma, perché c'è una
normativa comunitaria, e tutto quello che è stato detto è vero.
Se ci sono questi presupposti che tutti noi condividiamo è inutile
che io abbia dodici iscritti a parlare, noi non ne usciamo più
dal ragionamento, per cui io lo spirito dell'onorevole Panepinto,
ci ha dato questa rassicurazione senza aggiungere ulteriori
emendamenti, l'Assessore Callari dice va bene, andiamo avanti,
però cerchiamo di blindare in qualche modo la norma: c'era la
proposta di aggiungere le parole entro sei mesi' e questo ha un
significato, altrimenti la norma verrà sicuramente cassata.
Onorevoli colleghi, se c'è una normativa comunitaria che impedisce
di assegnare
PANEPINTO. Non è così.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto lei ha troppe certezze, ora basta,
c'è una normativa comunitaria, questa Presidenza sta venendo
incontro alle esigenze del territorio attraverso gli emendamenti e
gli articoli.
Ci siamo detti di andare avanti, c'è un problema prima di Siracusa
e ora del palermitano, tutti noi ci rendiamo conto, dobbiamo
rendere però una norma che possa passare dal vaglio del
Commissario dello Stato in maniera indolore, diciamo così.
C'era l'emendamento dell'onorevole Di Mauro, poniamo il termine
di sei mesi, ma non era un capriccio, era per dire che c'è una
soluzione di emergenza, d'urgenza e l'Assemblea si determina,
onorevole Panepinto, entro sei mesi ad approvare la legge, perché
gli uffici mi confermano che in questi termini la norma non può
assolutamente andare, poi se dobbiamo fare finta di niente,
facciamo finta di niente.
Però siamo d'accordo o no ad approvare l'articolo 16? Questo è il
punto.
GIANNI. Ci sono dei problemi che noi vogliamo evidenziare
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, il ragionamento è che questa norma è
passata nella commissione di merito e nella II Commissione, per cui
o noi diamo atto del lavoro fatto dalle commissioni o diversamente
pensiamo che novanta parlamentari si possono mettere a disquisire,
così come è stato stamattina, sull'articolo 39, su tutte le
questioni, non ci siamo assolutamente.
GIANNI. Questo si chiama Parlamento perché ci consente di parlare,
e dare qualche suggerimento utile.
PRESIDENTE. Il suggerimento utile io gliel'ho dato.
GIANNI. Sono io che lo devo dare a lei.
PRESIDENTE. Comunque lei e il suo Gruppo ha a disposizione tanti
minuti, facciamo scorrere il tempo e non ci sono assolutamente
problemi.
PRESIDENTE. Le ricordo che non sta intervenendo sull'ordine dei
lavori ma sulla norma.
GIANNI. Va bene, signor Presidente, grazie signor Presidente. Io
volevo dire solo tre cose e sarò rapido. La sentenza della Corte
Costituzionale, la n. 320 del 25 novembre 2011 ha dichiarato
illegittima la possibilità che gli enti locali possano costituire
società patrimoniali d'ambito mediante conferimento delle
proprietà, che sono le reti. L'indirizzo dettato dalla vigente
normativa impediscono una nuova gestione privata dell'acqua, io non
parlo signor Presidente se non mi ascolta, lei poi bloccherà
questi minuti che scorrono, è giusto? Io voglio parlare con lei
PRESIDENTE. Vada avanti.
GIANNI. Che cosa ho detto fino ad ora?
PRESIDENTE. Vada avanti.
GIANNI. Lei non sa cosa ho detto. Non mi ascolta.
PRESIDENTE. Vada Avanti.
GIANNI. Noi stiano portando avanti una normativa che non tiene
conto di tre cose almeno. La prima è che, a parte il Regolamento
comunitario, i comuni non possono assumere persone, non possono
prendere in gestione persone perché c'è il Patto di stabilità,
quindi niente assunzione di personale, gli indirizzi della vigente
normativa non prevedono che si possa nuovamente tornare a gestione
privata degli acquedotti, la terza che la Corte Costituzionale
impedisce di fare società particolari. L'unico modo perché l'acqua
pubblica sia gestita in modo pubblico è che si faccia una società
di scopo fra comuni in modo che le persone, a Siracusa 158, a
Palermo non so quanti, e nelle altre province, non si sa quante,
anziché andare a casa possano trovare un posto di lavoro.
Allora signor Presidente avevo preparato un emendamento che -
l'Assessore è molto attento, lo devo ringraziare per la sua
attenzione - prevede che ci sia la possibilità di fare società di
scopo per consentire a tutte queste persone, che negli ultimi
vent'anni hanno lavorato nelle società che hanno gestito le reti
idriche, di poter tornare a lavorare, e siccome dietro questo
giochetto c'è quella possibilità che qualcuno pensa di tornare a
fare le società private, io chiedo a lei e al Parlamento di porre
attenzione su quello che diciamo ormai da troppo tempo: acqua
pubblica- servizio pubblico.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, Signori Assessori, onorevoli colleghi,
io comprendo l'emergenza, vorrei esprimere le mie perplessità
riguardo la gestione diretta dei comuni, c'è in atto in effetti
come diceva l'onorevole Gianni, e condivido pienamente, un processo
di privatizzazione, in atto, allarmante. In provincia di Siracusa
abbiamo Siracusa, Solarino ed Augusta, ci sono già delle
manifestazioni di interesse alle gare, cinque manifestazioni di
interesse: tre italiani, un inglese e uno spagnolo. Per quanto
riguarda Siracusa abbiamo un bando con una concessione per un
valore di 13 milioni e 527 mila euro per la durata di un anno con
la possibilità di prorogare per altri due anni, massimo.
Stessa cosa sta succedendo nell'ambito di Palermo 1' dove i
comuni, praticamente, hanno dichiarato la loro impossibilità già da
diversi mesi di gestire in autonomia il servizio idrico integrato e
hanno espresso tutte le loro perplessità proprio per i motivi detti
proprio ora dall'onorevole Gianni perché hanno sforato il Patto di
stabilità e non possono assumere, quindi fra l'altro ci troveremo
un problema di disoccupazione, duecentodue famiglie rimarranno in
mezzo la strada, quindi creeremo pure questi problemi; però io non
volevo affrontare la tematica in questo momento, ma vorrei dire
soprattutto che stiamo andando incontro ad un problema di
privatizzazione.
Avevo presentato un emendamento che non trovo tra gli emendamenti.
Aggiungeva un comma ed era numerato, numerato 16.9. Invito gli
Uffici a recuperare l'emendamento e di rimetterlo al suo posto, io
vorrei leggerlo. Proprio per evitare questo processo di
privatizzazione dove i comuni parlano di acqua pubblica ma è
semplicemente una foglia di fico perché si cela una privatizzazione
di fatto. L'emendamento riportava: E' fatto divieto ai singoli
comuni di espletare gare di appalto per l'affidamento ai privati
della gestione degli impianti del servizio idrico. Eventuali utili
scaturenti dal servizio idrico integrato comunale non potranno
essere stornati su altri capitoli del bilancio comunale ma
utilizzati esclusivamente per gli investimenti del servizio idrico
integrato . Questo a vantaggio dell'acqua pubblica ma soprattutto
per ripercorrere la possibilità per questi comuni - qualora si
applicasse questa norma della gestione diretta - di andare verso
un consorzio che è l'obiettivo dei comuni stessi che in questi
giorni parlano proprio di consorziarsi e di gestire insieme il
servizio idrico integrato.
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri gli Uffici mi riferiscono che lei ha
presentato questo emendamento classificato come. 16.9, questo fa il
paio con il ragionamento che si sta svolgendo in quest'Aula.
L'emendamento 16.9 affronta la problematica da un punto di vista
generale, e lei ha letto si fa divieto ai comuni di espletare gare
etc , che è diverso dal contenuto della norma che doveva risolvere
un problema specifico per un tempo limitato. Questo è il punto.
E' stato considerato dagli Uffici, correttamente, come emendamento
aggiuntivo, per cui in finanziaria la II Commissione ha ritenuto,
sua sponte, sembrerebbe, di introdurre questo articolo.
Gradirei sapere la posizione del Presidente della IV Commissione
su tutta questa vicenda, vorrei sapere se c'è stato dibattito
all'interno della IV Commissione e se è stato sviluppato un
ragionamento con riferimento a questo problema specifico che è di
Palermo, che è imminente, altrimenti verrà stralciato e verrà
trattato in un disegno di legge organico insieme alla norma a cui
fa riferimento l'onorevole Palmeri.
TRIZZINO, presidente della IV Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO, presidente della IV Commissione. Signor Presidente,
innanzitutto un aspetto procedurale. La IV Commissione ha fornito
il parere limitatamente al comma 1 perché soltanto il comma 1 era
presente quando il testo è stato portato in Commissione. I commi 2
e 3 sono stati aggiunti in Commissione Bilancio'. Seconda
precisazione.
PRESIDENTE. Mi scusi Presidente Trizzino. Questo mi spiazza e
siamo al punto di prima.
MILAZZO. E' lo stesso di Siracusa.
(Vive Proteste dell'onorevole Milazzo Giuseppe)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.53, è ripresa alle ore 18.55)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, su questo argomento sarò io non a stralciare
ma a chiedere l'accantonamento, per ovvie ragioni.
L'assessore Calleri conosce il problema, insieme soprattutto alla
deputazione palermitana, perché è anche compito della deputazione
rappresentare le esigenze del territorio che si conoscono
direttamente però dobbiamo limitare questa questione all'esigenza
provvisoria, imminente.
Io invito l'assessore Calleri a riscrivere questo emendamento
rendendolo compatibile con le esigenze della temporaneità della
questione, perché ci sono delle questioni di carattere giuridico
che diventano insormontabili che riguardano la procedura di
affidamento.
Ci sono delle direttive comunitarie che devono essere rispettate,
per cui su questo dobbiamo limitare la questione. Mi rendo pure
conto che in II Commissione si è evidenziato, prendendo lo spunto
dal primo comma, ne sono stati aggiunti altri due che non sono
passati dalla Commissione di merito.
Un problema c'è, esiste ed è imminente ed il compito della
politica è quello di risolverlo. Punto
E' inutile che ci sono venti richieste di intervento. Altrimenti,
devo dare ragione all'onorevole Palmeri che ha posto un problema di
carattere generale, perché non gli viene affrontata la questione
di carattere generale, che faceva divieto di fare gare.
Invito, pertanto, la Commissione insieme col Governo, di trovare
una soluzione sulla base di quello che ci siamo detti. Ho venti
iscritti a palare onorevole Milazzo. Quando mi viene fatto un
rilievo e mi si dice che non è passato dalla commissione di
merito, io ne devo prendere atto.
FIGUCCIA. Io su un emendamento
PRESIDENTE. Non concedo la parola, siamo ancora a metà
finanziaria, onorevole Figuccia, se lei pensa su un emendamento,
ne abbiamo venti di articoli.
Probabilmente, il tema viene toccato correttamente con
l'emendamento che risulterebbe formalmente ritirato, il 16.6.
ALONGI. Ma chi lo ha ritirato?
PRESIDENTE. Se mettiamo in dubbio che è stato ritirato. Lei era
assente, qualcuno lo ha ritirato.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. La
Commissione ha affrontato un'emergenza, sollecitata anche dal
Governo che ha condiviso questa impostazione. Se dobbiamo ragionare
come migliorare questo testo e renderlo concreto, possiamo perdere
altri cinque o dieci minuti, eEvitando tremila interventi, sulla
proposta del Presidente Ardizzone.
Se ci attardiamo con interventi e con posizioni ideologiche non si
va avanti. C'è un'emergenza che si chiama Palermo. Se la
circoscriviamo su Palermo. Lo scriviamo meglio.
PRESIDENTE. Io richiamerei l'attenzione sull'emendamento 16.6
presentato a prima firma Alongi, che tocca il punto e chiama le
cose con nome e cognome: Onde evitare un potenziale disastro
ambientale, nonché l'interruzione di pubblico servizio, si assegna
la somma di euro - era prevista una somma maggiore? a valere sul
capitolo di bilancio, all'autorità d'ambito territoriale 1 Palermo,
per la gestione straordinaria ed emergenziale del servizio idrico
integrato .
Tocca un problema specifico. Se ci atteniamo al problema singolo
che è uscito fuori dalla II Commissione, possiamo andare avanti, ma
se noi apriamo un dibattito con venti parlamentari su tutte le
questioni di carattere generale non ci siamo più, io mi trovo in
difficoltà dal punto di vista regolamentare.
DINA, presidente della commissione. Si però la cornice diventa
indispensabile.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io gradirei che
l'assessore al ramo mi possa ascoltare.
PRESIDENTE. Assessore Calleri è richiesta la sua attenzione.
Onorevole Cimino, prego.
CIMINO. Signor Presidente, gradirei, considerato l'intervento che
ha fatto l'assessore Calleri, riprendendo l'argomento che
riguardava soprattutto il secondo e terzo comma, su una attività
concernete la gestione degli impianti idrici a 360 gradi, avere
dall'assessore al ramo, prima che si vota anche questo articolo, un
chiarimento su come il Governo ritiene di agire rispetto al primo
comma, posto che qui oggi, giustamente, si parla dell'emergenza di
Palermo e di Siracusa, però nel primo comma, nelle passate
finanziarie, abbiamo affrontato l'emergenza dei dissalatori di
Porto Empedocle e di Gela.
Quindi, chiedo al Governo e all'assessore, considerato che
l'articolo 16 chiaramente parla di gestione di impianti idrici,
visto che la passata Finanziaria aveva esitato un articolo che dava
la possibilità di mantenere in stand by il dissalatore di Porto
Empedocle e Gela con il relativo personale, considerato che
quell'articolo era stato impugnato e nella impugnativa del
Commissario dello Stato vi era enunciato la possibilità che il
Governo, per via amministrativa, provvedesse a mantenere in uso
quei dissalatori, con le relative competenze e professionalità
negli anni acquisiti, oggi, con queste risorse, noi dobbiamo capire
- e per questo gradirei che l'assessore su questo argomento possa
relazionare all'Assemblea - sul tema dei dissalatori di Gela e di
Porto Empedocle, se il Governo sta pensando di regalarli, come di
fatto sta facendo, a Sicilia Acque, mettendo il personale non solo
in mobilità, ma chiudendogli qualsiasi prospettiva occupazionale;
se il Governo ritiene assimilare quel personale all'articolo 25,
che riguarda i lavoratori dell'ex Pirelli, o se quei lavoratori
sono figli di serie B o figli di un dio minore che non devono avere
nessuna prospettiva, con il rischio che se tra sei mesi nuovamente
vi è l'emergenza idrica ad Agrigento, a Porto Empedocle e a Gela,
qualcuno vorrà magari rifare un dissalatore che di fatto è stato
già regalato a Sicilia Acque con il relativo personale che è stato
abbandonato e, probabilmente, si pensa di fare ulteriori nuovi
assunzioni.
Siccome si parla di emergenza e si parla di gestione degli
impianti idrici, c'è l'emergenza Palermo, c'è l'emergenza Siracusa,
ma c'è anche l'emergenza Porto Empedocle e Gela che, purtroppo,
questo Governo è stato notevolmente ondivago perché ad oggi non ha
dato alcuna risposta su questo personale e sugli obiettivi che si
vuole portare avanti per questi impianti di dissalazione;
soprattutto, mi viene ribadito che da qualche giorno questi
impianti sono pronti per essere smantellati, impianti che ad oggi
funzionano, impianti che hanno dato una certa serenità in tempi di
emergenza idrica, non vorrei che tra sei mesi qualcuno pensa di
fare nuovi dissalatori in quelle aree.
Spero che queste aree vengano bonificate e spero allo stesso tempo
che quel personale, finendo la mobilità, possa avere gli stessi
diritti di chi, come tanto tempo fa i lavoratori della Spatafora o
altri, ha avuto ad esempio il percorso della Resais, ma percorsi
che deve poter garantire il Governo e siccome il Presidente
dell'Assemblea, in modo molto lucido, ha pensato ad una sospensione
dei lavori su questo tema, su questo articolo, spero che
l'assessore al ramo ci possa relazionare anche su questo argomento
e sono ben contento che è arrivato il presidente Crocetta, perché
il presidente Crocetta dell'emergenza idrica dell'agrigentino e del
nisseno è pienamente a conoscenza e, probabilmente, sui dissalatori
e sui lavoratori di Porta Empedocle e di Gela, potrà dire qualcosa.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alcuni
dati tecnici e anche storici. Due Finanziarie fa noi abbiamo
approvato una norma, non impugnata dal Commissario dello Stato, che
conferma ciò che è scritto nell'articolo 16, comma 3, e cioè che i
comuni in forma singola o associata, in emergenza, possono gestire
il servizio , ma il principio di quest'articolo che vorrei
precisare all'Aula non è scritto dalla II Commissione o da un
deputato; i rappresentante dei cinquantadue comuni della provincia
di Palermo, insieme al Presidente della Regione, dopo un confronto,
avrebbero voluto questo emendamento.
Si richiama tutto al 152 e al 154, signor Presidente, per non
citare solo norme a scanso di equivoci, li cita, ma non li sa: il
152 fa divieto di gestire direttamente il servizio idrico, il 154
fa divieto di assunzioni, ma già l'articolo è in ossequio a queste
norme ed ancora su Siracusa, ancora la scorsa volta, abbiamo
approvato una norma che non determinava un tempo entro il quale i
comuni dovevano poi farsi un altro percorso, non capisco perché su
Palermo oggi si deve stabilire un periodo di sei mesi.
Presidente Ardizzone, perché il periodo dei sei mesi fa danno,
glielo dico io: il soggetto che per conto dei comuni, non i comuni,
chi vuole fare passare il messaggio che saranno i comuni
direttamente o non lo ha capito o è in mala fede, i comuni
individueranno il gestore.
Il gestore, signor Presidente, se noi stabiliamo la clausola di
sei mesi, non se lo prenderà mai questo fardello, che è in perdita,
che necessita di investimenti per il ripristino della rete idrica,
che necessita del recupero del residuo attivo ovvero delle bollette
non pagate.
Presidente Ardizzone, capisco che non interessa i deputati, ma è
questo il cuore della norma: il soggetto che deve farsi carico;
non ce ne vogliono soldi, ci vuole la norma che metta nelle
condizioni questi comuni di rendere questo servizio appetibile a
una società che verrà e si prenderà, in questo momento di start up,
le difficoltà, lo sottolineo, dei residui attivi, cioè delle
bollette non pagate. Anche in questo caso qualcuno ha detto si
aumenteranno le bollette . Le bollette le stabilisce il garante per
l'energia, non le potranno cambiare i comuni.
Per cui dico: siccome è una norma che si lega con un filo molto
sottile tra la Regione e il territorio, io dico all'Assemblea
perché assumerci responsabilità di snaturare una norma? Lo
capisco, forse la Commissione Territorio poteva essere chiamata ad
esprimersi anche sui due commi, ma se la norma è condivisa tra il
Governo della Regione e il territorio - vivaddio - ogni tanto
l'Assemblea può evitare di fare danni e lasciare la parola al
territorio che vuole questa norma, non è un emendamento di un
deputato.
Questo è il punto signor Presidente. Ecco perché io dico: buon
senso e riflettere, in ossequio anche al 267 che parla di
cooperazione tra i comuni. Ci sono tutte queste normative che sono
a favore dei principi stabiliti dal comma 3.
Ecco perché noi non ci dobbiamo assolutamente intromettere a gamba
tesa perché faremmo danno, oltretutto la norma inizia con la
dicitura nelle more , quindi, non è vero che è una cosa a tempo
indeterminato, si coglie nella norma il principio che si deve
superare la fase di emergenza, ma ripeto, signor Presidente, ed ho
concluso: il cuore della norma è - e glielo dico signor
Presidente perché i colleghi non lo colgono questo passaggio -
rendere appetibile al soggetto che può farsi carico di questo peso
morto la possibilità di venire, andare in perdita e nel tempo
recuperare e nei sei mesi non c'è questo tempo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ferrandelli. Ne ha
facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sarò
telegrafico perché condividiamo in parte, tutti quanti, le
preoccupazioni e le motivazioni che ci portano a questo dibattito.
Io pongo l'attenzione su un emendamento che abbiamo presentato,
non perché siamo affezionati all'emendamento, che sarebbe il 16.5,
anzi riteniamo che già l'articolato, l'articolo 16, possa già di
per sé ritenere le caratteristiche affinché venga trattato questo
tema, ma noi vogliamo che l'Aula e la Commissione, che è anche
deputata a trovare una soluzione, ponga il tema forte e centrale
del tema dei lavoratori.
Noi abbiamo un bacino di lavoratori che dobbiamo tutelare e
dobbiamo evitare di vedere accadere quello che sta accadendo in
altri ambiti sulla vicenda dei rifiuti per cui si danno chiaramente
affidamenti diretti o si danno in gestione servizi assumendo nuovo
personale, non tutelando coloro che negli anni l'aveva servito.
Per cui invitiamo la Commissione e l'Aula, nelle formule migliori,
e a questo va agganciato anche un sub emendamento che è stato
presentato a firma dell'onorevole Gianni e al quale ho apposto la
firma, che indica eventualmente nella società di scopo la
possibilità di aggirare quelle che possono essere le difficoltà e i
vincoli normativi per potere garantire un futuro a questi
lavoratori.
PRESIDENTE. Onorevole Ferrandelli, forse non riesco a spiegarmi
bene, lei ha fatto riferimento ad un emendamento che - ha già
preannunciato - chiederà che venga discusso in Aula e che fa
riferimento al personale che eventualmente entra nel merito.
Non è un modo di andare avanti questo, entriamo in meccanismi, non
solo regolamentari, che complicano i passaggi e dobbiamo
rendercene conto.
Noi ci eravamo affidati alla Commissione e al Governo per inserire
quelle norme molto rigorose. Lei amplia il ragionamento, non metto
assolutamente in discussione la valenza dell'articolo però
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, inviterei
il Parlamento a ritirare tutti gli emendamenti a questa norma
perché è una norma secca che è sul modello di Siracusa e, quindi, è
passata già a precedenti verifiche da parte del Commissario dello
Stato e che ha consentito di fare tutte quelle cose che in realtà
si auspicano di fare nella gestione concreta con questo
emendamento, perché voglio rappresentare che i comuni della
provincia di Siracusa concretamente hanno fatto operazioni che,
attraverso l'unione, eccetera, hanno anche a fare assunzioni o
meno.
In ogni caso, non si può mettere in una legge regionale che i
comuni sono obbligati ad assumere, questo va gestito su un piano
amministrativo, creando i presupposti, come si è fatto fino ad
adesso, quando con l'ATO abbiamo fatto il rilievo, l'affitto del
ramo d'azienda dell'APS, sostanzialmente, si è fatta questa
operazione e la si sta facendo fino al 31 ottobre 2014.
I comuni hanno le possibilità, noi dobbiamo cominciare, d'altra
parte credo che tra un po' dovremo discutere anche della riforma
dell'acqua.
Stiamo facendo una norma emergenziale per sbloccare una situazione
e per evitare che andiamo a richiesta di proroghe di ordinanze
della Prefettura, che la può fare una volta, la può fare due volte,
ma non credo che, poi, avendoci dato un tempo così congruo, quattro
mesi, la prossima volta, qualcuno gli potrà chiedere di fare
un'ordinanza, gliel'abbiamo chiesta, l'ho sollecitata.
Anche il Tribunale, non è che potrà continuare a tenere in piedi
questa società fallita ancora un'altra volta in assenza di inerzia
da parte degli enti interessati. Solo che non si capiva bene chi
doveva prendere questa iniziativa, perché l'ATO scaricava ai
comuni, i comuni scaricavano all'ATO, tutti, a loro volta,
scaricavano alla Regione, che in questa vicenda non c'entra
affatto, abbiamo concordato un percorso con i sindaci che ci hanno
detto: Bene, concedeteci un'altra proroga e fateci la legge che ci
consenta di organizzarci.
Questi comuni stanno già lavorando per unirsi ed organizzarsi,
quindi, a questo punto, perché cercare di creare difficoltà, quando
c'è un percorso concordato? Hanno partecipato a questi incontri
anche diversi deputati, sia della maggioranza che
dell'opposizione, hanno sollecitato, hanno visto com'è andata.
Loro, effettivamente, se ne sono andati contenti perché, onorevole
Dina, li abbiamo ricevuti, tra l'altro, anche in Commissione
Bilancio, alcuni rappresentanti di questi comuni.
Acceleriamo questa cosa, sinceramente, e permettiamo che questi
possano incardinare una società di scopo, un consorzio, un qualcosa
perché la legge permette tutto, non è che vieta una sola cosa? No,
permette tutto. E' affidata, però, alla gestione ai comuni la
responsabilità di tutta questa partita.
Ritiriamo tutti gli emendamenti, procediamo all'approvazione e
sblocchiamo la situazione dell'ATO di Palermo.
FERRANDELLI. L'emendamento 16.5 è trasformato in ordine del
giorno.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, sarò telegrafico, intervengo solo per
dire che è vero, il Presidente della Regione l'ha ribadito prima,
questo è un articolo che è stato scritto con ampia condivisione.
Finalmente, dopo giorni, non me ne abbia a male alcuno, ma dopo
giorni che parliamo di alcuni aspetti, talvolta meno, talvolta più
importanti, siamo arrivati ad una questione che riguarda tutto il
Parlamento.
Sono certo che anche su altri articoli, signor Presidente della
Regione, quando c'è capacità di sintesi, quando c'è voglia di
andare incontro alle istanze, in questo caso, di tanti dipendenti
che, in questo modo, troveranno occasione di tutela, ribadisco che
questo non sarà l'ultimo momento, signor Presidente della Regione,
in cui riusciremo a fare quadrato su questa cosa, ci saranno altri
articoli, per esempio l'articolo 20 e qualche altro a seguire.
E' chiaro che, in questo modo, nelle more, noi consentiamo agli
ambiti territoriali di potere fare un lavoro, c'è tutto il tempo
per arrivare al risultato e poter garantire che non si faccia quel
disastro ambientale, cui si faceva riferimento, e la possibilità di
potere garantire i livelli occupazionali.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, fra l'altro, l'intervento del
Presidente della Regione mi ha dato, anche, uno spunto per
intervenire nel merito e credo che ha ragione quando dice con
norma non è possibile assumere le persone però ci sono le vie
amministrative per trovare le condizioni.
A tal proposito, credo nel comma I, considerato che in questi
sette milioni rientra il problema di Gela, di Agrigento e di Porta
Empedocle per lo smontaggio dei dissalatori per rimontarli,
probabilmente, nelle isole, allora io le chiedo, Presidente, di
trovare una soluzione per il personale che ha lavorato presso
questi dissalatori, una soluzione che sia la società di scopo o,
comunque, che ci possa essere una strada.
CROCETTA, Presidente della Regione. C'è l'emendamento?
FONTANA. No, l'emendamento non l'abbiamo, ma lo possiamo
immediatamente preparare.
Quindi, prepariamo un emendamento che possa anche salvare questo
personale, noi è il terzo anno che con l'onorevole Cimino e
l'onorevole Firetto torniamo su questo argomento e io non vorrei
fare la guerra dei poveri, per altre società è stato fatto, non
capisco perché questa cosa non si possa fare per i lavoratori di
Porta Empedocle e di Gela.
Presidente, io le chiedo anche per costoro di potere di preparare
un emendamento, un sub emendamento; il commissario dello Stato
l'aveva bocciato, ma noi lo possiamo ripresentare o comunque
trovare una via alternativa. Credo che il personale sia anche
disponibile a trasferirsi presso le isole per potere continuare
l'attività lavorativa.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, io ne approfitto perché è presente il
Presidente Crocetta perché è corretto che oggi venga detta la
verità, perché quando la politica non ci dice alcune verità prima o
poi va a sbattere e siccome ottobre è alle porte, il 30 di ottobre,
noi rischiamo che poi il 30 ottobre andiamo a sbattere, anche
perché in quelle riunioni fatto con i 52 sindaci, che lei ha fatto,
c'erano molti deputati, Presidente Crocetta, lei è stato chiaro ed
esplicito, se la memoria non mi inganna.
Il Presidente Crocetta ricorderà che in quella riunione, che lei
ha fatto insieme con i rappresentati dei sindaci e alcuni deputati,
disse chiaramente questa è l'ultima proroga al 30 di ottobre'
giustamente, aggiungo, ci mancherebbe altro, poi organizzatevi,
organizziamoci e troviamo insieme un percorso affinché si trovi
soluzione.
Assessore Calleri, perché Onda Energia, voglio fare un passo
indietro perché è importante, questo lo dobbiamo ai 200 lavoratori
e ai 500 mila abitanti della provincia di Palermo che vengono
gestiti dal servizio di APS ad oggi, perché Onda Energia
aggiudicataria di un appalto rinuncia all'appalto nel momento in
cui sta per sottoscriverla. Domanda.
Risposta: Onda Energia rinuncia a quell'appalto perché primo, il
tribunale di Palermo trasferiva dieci reti idriche a 10 comuni in
gestione singola, quindi, necessitavano le reti; secondo,
probabilmente - onorevole Vinciullo lo so che non la interessa, ma
è molto importante quello che sto dicendo, e delicato - il sistema
complessivo delle reti e dei depuratori scritti in quei progetti,
in quel capitolato probabilmente non sono sovrapponibili e vere con
quelle della realtà attuale.
Quindi, caro Presidente, lei concorderà sicuramente, è perchè mi
sono preoccupato e mi preoccupo di questo problema drammatico dei
200 lavoratori, dei 52 sindaci e dei 500 mila abitanti, le ho fatto
una nota, che le ho inviato il 17 luglio e la voglio ribadire, dove
le chiedo, e glielo chiedo formalmente oggi qui in Aula, la
costituzione di un tavolo tecnico dove il 30 di ottobre ci siano i
rappresentanti dei sindaci, un rappresentante della Prefettura di
Palermo, un rappresentante della provincia di Palermo e le
organizzazioni sindacali, affinché insieme su questo tema che
riguarda APS su Palermo che ha luci e ombre, ripeto ha luci e
ombre, più ombre che luci, è importante che insieme individuiamo un
percorso per dare risposte certe.
Io sono convinto che lei accoglierà questo nostro invito, io
accolgo il suo e le dico che l'emendamento 16.6, ringrazio il
Presidente Ardizzone che aveva puntualmente affermato che
l'emendamento probabilmente poteva essere idoneo, adatto a questo
ragionamento, lo ritiro, lo faccio diventare un ordine del giorno
se può essere utile, affinché si arrivi a soluzione immediata del
problema.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha
facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
l'emergenza che si è creata a Palermo con APS è un momento grave,
un momento che mette a rischio l'approvvigionamento idrico di 500
mila persone, il posto di lavoro di 200 famiglie e mette anche a
rischio la responsabilità penale di 52 sindaci.
Noi non possiamo permetterci di lasciare questi sindaci da soli e
in questa ottica l'articolo che è stato proposto appare l'unica
alternativa immediatamente percorribile.
Sono anche io personalmente d'accordo, ritiro gli emendamenti al
voto dell'articolo così per com'è, però dobbiamo smettere di
prenderci in giro.
In realtà l'unica soluzione, l'unico percorso, come accennava il
collega Alongi, è l'approvazione della legge che in questo momento
è ferma in Commissione Bilancio.
Il problema è politico, anche qua bisogna dire le cose come stanno
e non prenderci in giro, soltanto lei, Presidente, può prendere
questa patata bollente in mano e al nostro rientro a settembre
affrontare, insieme all'assessore, questo nodo e portare
velocemente all'approvazione in Aula di questa legge in modo che
poi, si ad ottobre, non dobbiamo più porci ulteriori problemi e
abbiamo già la legge che regolamenta tutto il servizio idrico in
Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare gli
onorevoli Sudano, Maggio, Milazzo, Vinciullo, Assenza, Tamajo,
Trizzino e Barbagallo.
Tamajo e Lupo rinunciano.
E' iscritto a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo questo
articolo, come è stato detto, ha creato un po' di agitazione perché
ovviamente questo è un tema che è stato approfondito per tanti mesi
in Commissione Territorio e, quindi, avendo lavorato per tanto
tempo onestamente poi concludere il tutto con soltanto alcuni
commi forse ha fatto si che si rovinasse anche l'impegno che
avevamo messo su questo tema.
Proprio perché però in Commissione Bilancio avevamo condiviso
l'emergenza che si vive a Palermo e che, quindi, vivono i comuni di
Palermo, abbiamo ritenuto di superare il fatto che la Commissione
aveva esitato una legge che, tra l'altro, credo che velocemente
dopo l'estate debba arrivare in Aula, anche perché ci siamo
confrontati, ripeto, su tanti temi e questo comma stride su tante
normative e, quindi, la non convinzione era questa.
Però capendo l'emergenza che vive Palermo o avendo scritto che si
riferisce soltanto a situazioni di società fallite e avendo messo
un termine, siamo convinti che in questo modo non sarà impugnato e
potrà passare il vaglio del Commissario dello Stato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maggio.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che il
dibattito su questa norma ci debba essere da stimolo per cercare di
accelerare, nel più breve tempo possibile la definizione della
legge perché, se fossimo riusciti a farlo, non ci saremmo trovati
in questa condizione.
Quindi l'approvazione di questa norma, con il ritiro di tutti gli
emendamenti, credo che sia proprio l'unica soluzione per dare idea
di quella che sia una soluzione che vuole affrontare esclusivamente
l'emergenza, che non vuole porre termini. Io invito chi continua a
sostenere che bisogna dire che l'approvazione della legge deve
essere fatta entro sei mesi a ritirarlo, perché va benissimo la
stesura dell'articolo che dice nelle more dell'approvazione della
legge'. Solo così possiamo traghettare questa fase ma aprendo
immediatamente il percorso della legge sui servizi idrico-integrato
per ridare sicurezza sia ai cittadini rispetto alla funzione
dell'acqua pubblica sia ai lavoratori cercando, e nel frattempo
accelerando i tempi, di non disperdere purtroppo tanti lavoratori
che, dalla gestione dissennata che qualcuno ha operato, ora
rischiano anche di perdere la loro occupazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi continuano a giungermi emendamenti.
Io eviterei, in questo momento, di aggravare il procedimento già
abbastanza complesso, altrimenti siamo veramente costretti a
sospendere i lavori.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, assessori, quando il 27 dicembre del 2012
abbiamo approvato la legge che dava la possibilità ai cosiddetti
comuni ribelli di continuare a gestire il servizio, avevamo
assunto impegno formale entro il 30 giugno del 2013 che avremmo
approvato la legge.
Ciò non è stato possibile e, di conseguenza, quando è accaduto il
fallimento, come ricordava poco fa il Presidente della Regione,
dell'Ato della provincia di Siracusa, si è pensato di fare un
disegno di legge approvato all'unanimità da tutti i deputati di
questa Assemblea per gestire l'emergenza Siracusa. Però vorrei
ricordare che le leggi sono sempre generali ed universali e quella
legge non riguarda solo la città di Siracusa o la provincia di
Siracusa riguarda, lo dico soprattutto ai colleghi di Palermo,
tutte quelle realtà che si vengono a trovare nelle condizioni in
cui si è venuta a trovare la provincia di Siracusa, tra cui è stato
il turno della provincia di Siracusa, adesso di Palermo, di qui a
qualche settimana possibilmente sarà il turno di un'altra
provincia. Per cui quella legge mantiene tutta la sua efficacia
perché quella legge non è una legge rivolta alla città di Siracusa,
è una legge rivolta a tutti quegli ATO che hanno dato in
concessione la gestione del servizio, la società è fallita e, di
conseguenza, ci troviamo di fronte alla necessità, perché è una
incombenza, di gestire l'emergenza acqua.
Come ricordavano, quindi, i colleghi che mi hanno preceduto, noi
abbiamo due necessità, una immediata, e credo che possa essere
risolta facendo ricorso all'emendamento dell'onorevole Alongi, che
possiamo anche sub emendare e risolvere immediatamente il problema.
E poi c'è un problema generale: cioè quello di approvare al più
presto questo disegno di legge che è fermo in Commissione Bilancio
e che però l'assessore ha detto voler riprendere, e che dobbiamo
riprendere al più presto possibile.
Noi abbiamo un doppio problema: quello di vedere se il Parlamento,
di qui al 5 ottobre può rimanere aperto nonostante le elezioni in
provincia di Siracusa, perché nel caso in cui si applicasse
l'impossibilità di tenere aperto questo Parlamento è chiaro che
questo problema lo possiamo affrontare solo ed esclusivamente dopo
il 10 ottobre. Se, invece, noi avessimo la possibilità giuridica di
tenere aperto questo Parlamento, assessore, deve essere l'impegno
della sua vita, cioè lei, quando ritorniamo in questa Assemblea,
deve necessariamente costringere il Presidente Trizzino a lavorare
notte e giorno affinché il testo possa arrivare in Commissione
Bilancio e possa essere approvato, altrimenti, veda, è impazzita la
provincia di Siracusa, stanno impazzendo in provincia di Palermo,
con tutto ciò che comporta, e di qui a qualche settimana impazzirà
qualche altra provincia e nel giro del mese di ottobre saranno sei
o sette le province coinvolte.
Non possiamo rimanere senza avere una legge che affronti
l'emergenza legata sia al servizio idrico si anche al personale,
perché il personale è chiaro che è stato assunto, non sappiamo
come, non sappiamo quali sono stati i metodi, però questo personale
lavora, lo sappiamo ampiamente e lo abbiamo anche contestato, in
provincia di Siracusa, però oramai i lavoratori sono li e dobbiamo
necessariamente tutelare il servizio e tutelare coloro i quali in
questi anni sono stati assunti e hanno svolto il servizio
importante, e se noi li licenziassimo, all'interno dei comuni non
c'e nessuno in grado di svolgere questa attività.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Presidente della IV
Commissione, onorevole Trizzino, che è stato chiamato in causa.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
ricordo all'onorevole Vinciullo ed ai colleghi della Commissione
Ambiente, che ha esitato il disegno di legge sulla
ripubblicizzazione del servizio idrico 13 mesi fa e 13 mesi fa l'ha
trasmesso alla Commissione Bilancio, quindi sei noi non avessimo
discusso del disegno di legge n. 460 non ci troveremmo a parlare
della seconda proroga, ad un sistema transitorio, la prima
l'abbiamo fatto con Siracusa ora lo stiamo facendo con Palermo.
Sarebbe stato più utile discutere in questo periodo di una norma
che tra l'altro contiene i principi fondamentali della
ripubblicizzazione dl servizio idrico perché, permettetemi andare a
cercare i principi che poi sono stati sanciti dal referendum del
2011 in una norma transitoria è assolutamente fuori luogo, i
principi sul servizio idrico, cioè sulla pubblicità del servizio
idrico sulla gestione pubblica si trovano in quel disegno di legge
e non di certo in questo articolo che stiamo votando, che ricordo
rimane una norma transitoria ed in quanto tale non serve a chiarire
nulla. L'unica cosa che può chiarire è una situazione di dissesto
che chiaramente è causata dal fatto che questo Parlamento da 13
mesi aspetta, ripeto, un disegno di legge che la Commissione
Ambiente ha esitato e sul quale disegno di legge ha lavorato per
quasi un anno. Per cui l'auspicio che faccio al Presidente della II
Commissione ed al Presidente dell'Assemblea è quello di trattare a
settembre, dopo la sospensione estiva, questo disegno dei legge per
chiudere una volta e per sempre questa situazione.
CALLERI, assessore per l'energia e il servizio di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALLERI, assessore per l'energia e il servizio di pubblica
utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, volevo intervenire
sui dissalatori riguardanti le Isole Minori ma so che vi siete già
sentiti quindi la risposta è già stata data dal Presidente. Per
quanto riguarda l'emendamento in questione, d'accordissimo, è una
norma emergenziale e dobbiamo risolvere la situazione in questo
momento.
Dal dibattito di oggi si evince la volontà, e questo una cosa
molto positiva perché si stanno gettando le basi per arrivare
rapidamente finalmente alla nuova legge sull'acqua; se noi non
affrontiamo bene la questione, cambiandola in alcuni punti, perché
nel frattempo la legge del Lazio è stata impugnata e noi dobbiamo
fare tesoro di quello che è successo nelle altri parti d'Italia,
non otteniamo nulla. Mi rendo conto che è una cosa prioritaria, ed
io da quando sono stato nominato, 90 giorni fa, ho messo a
disposizione una parte del mio ufficio, che ha già incontrato quasi
tutti gli esponenti dei gruppi, anche oggi sindaci di Agrigento
sono venuti a trovarmi e sto coinvolgendo il Movimento per l'acqua,
parlamentari che fanno parte anche del Movimento 5 stelle, che sono
presenti in quest'Aula, parlamentari del PD, di tutti i gruppi che
mi hanno cercato, incontreremo tutti, e tutti i gruppi che mi hanno
cercato sono stati ricevuti.
Dobbiamo cogliere però l'occasione per entro ottobre o novembre al
più tardi avere l'approvazione della legge.
Quindi dobbiamo cogliere l'attimo facendo tesoro di quello che è
successo nelle altri parti.
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per riferire a
quest'Aula che la Commissione Bilancio non dà copertura, è il
Governo che dà copertura ed è stato investito del problema circa
sei mesi fa con note formalmente trasmesse e siamo in attesa che il
governo dia copertura al disegno di legge sull'acqua.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non ho compreso male,
l'Assessore Callari ha fatto un invito a ritirare gli emendamenti e
quindi a votare l'articolo così come è stato esitato. Devo
comunicare che durante la discussione mi sono giunti altri
emendamenti che ampliano il ragionamento che sono tra gli
aggiuntivi. Se ne ammetto uno deve ammetterli tutti. Dobbiamo
essere chiari sul percorso.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Onorevoli colleghi, noi
abbiamo presentato un solo emendamento aggiuntivo che riguardava la
questione sollevata da quasi tutti i gruppi parlamentari relativa
al problema del dissalatore di Porto Empedocle e di gela. Dopo di
che rispetto ad un emendamento congiuntamente iscritto mi sono
permesso di condividere questo emendamento insieme ai parlamentari
che l'hanno Credo che siano quasi tutti i parlamentari della
provincia di Agrigento. Se questo dovesse diventare una difficoltà
noi non possiamo che contribuire a ritirarlo. Se riconosciamo però
che questo emendamento possa essere ammesso e gli altri li
ritiriamo è un altro ragionamento.
PRESIDENTE. Presidente della Regione, il problema è molto più
ampio. L'onorevole Palmeri lo ha sollevato per prima e ha
evidenziato che c'era un emendamento di carattere aggiuntivo e
l'ho dovuto escludere perché era proprio tra gli aggiuntivi. Se se
ne ammette uno, proceduralmente, non posso non ammettere gli altri.
E' una questione di procedure. C'è già stata una forzatura
regolamentare nell'ampliare da uno a tre commi. Ci siamo resi conto
che c'era un problema emergenziale, anche con l'intervento
dell'onorevole Trizzino stiamo venendo incontro tutti ma non
possiamo ampliare il ragionamento. Per questo avevo detto evitiamo
di intervenire avendo fatto anche delle dichiarazioni abbastanza
chiare l'Assessore e il Governo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è difficile
evitare di intervenire quando si è costretti ad ascoltare alcune
argomentazioni anche da parte del Governo. Questo art. 16 è
emblematico perché rivela il fallimento totale della politica di
questo Governo anche in materia di gestione idrica. Noi abbiamo
affrontato il problema in Commissione Territorio e ambiente per
circa un anno. Siamo stati costretti ad assistere agli scontri
epocali che si sono svolti nell'ambito della Commissione tra
l'onorevole Panepinto e l'Assessore dell'epoca, dott. Marino, siamo
arrivati alla fine all'approvazione di un testo che pur presentando
alcune contraddizioni frutto di queste incomprensioni all'interno
della stessa maggioranza, aveva comunque una certa sua linearità.
E' stata trasferita alla Commissione Bilancio dove giace, non per
colpa della Commissione Bilancio perché il Presidente Dina è stato
chiarissimo, ma perché il Governo ancora non ha fatto pervenire i
necessari chiarimenti soprattutto in tema di copertura, devo
assistere oggi alle dichiarazioni del nuovo assessore che dice
stiamo esaminando il provvedimento e abbiamo incontrato anche
singoli deputati . Signor Presidente, mi faccia capire a cosa serve
allora il lavoro in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza si sono completati i minuti a
disposizione del Gruppo di Forza Italia. Abbiamo contingentato i
tempi in conferenza dei capigruppo. E' chiaro che ogni gruppo si
doveva disciplinare ed era chiaro che si sarebbe arrivato,
comunque, a questo tipo di determinazione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, sarò
telegrafico perché, secondo me, l'evoluzione degli interventi
sull'articolo 16 ha rischiato di travolgere quello che è
l'argomento assorbente dell'articolo che è il tema del servizio
idrico.
Altri aspetti come quello dei lavoratori, in questa vicenda, sono
secondari.
A me è parso di capire che l'emendamento 16.13 è un emendamento su
cui il governo non insiste più ed è una cosa opportuna perché
inserire un limite temporale rischia di pregiudicare la scelta che
gli enti locali saranno costretti a fare, in un termine di tempo
così breve e quindi rischia di creare ulteriori problemi.
Annuncio, quindi, il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor presidente, signor presidente della Regione,
onorevoli colleghi, l'articolo 16, così come formulato, vada bene e
lo dico subito.
Lo è per le seguenti ragioni. E' chiaro ed evidente a tutti che
serve, prima possibile, una legge di riforma dell'acqua verso
l'acqua pubblica e questo è già stato detto ed è un elemento
richiamato nella norma.
La norma ha, quindi, un carattere di transitorietà. Ha un
carattere di temporaneità.
Ci auguriamo anche breve, nelle more, come viene precisato,
dell'approvazione della legge regionale di riforma del settore, a
una applicazione circoscritta a casi di emergenza, laddove sono
intervenuti dei fallimenti, laddove il servizio non è mai stato
affidato.
Prende atto, quindi, di una condizione emergenziale che non
possiamo non considerare, non affrontare e non risolvere in questa
sede.
Complessivamente, credo che la norma presentata dal governo è
adeguata ad affrontare questo momento emergenziale.
Certamente, con l'obiettivo di garantire la continuità del
servizio idrico integrato, con l'obiettivo di garantire, anche la
tutela dei lavoratori.
E' chiaro, ultime due cose e concludo, che in questa nuova fase
transitoria che si avvia, i comuni non possono essere lasciati da
soli perché potrebbero ritrovarsi, nel giro di qualche settimana,
ad affrontare situazioni che non sono in questo momento in
condizione di affrontare da soli.
La vicinanza e l'attenzione del Governo regionale, rispetto a
queste amministrazioni comunali, sono certo che non verrà meno.
Per ultimo, credo che alcuni emendamenti, cito tra tutti
l'emendamento 16.7, a firma del presidente della commissione
bilancio, onorevole Dina, sia un emendamento degno di assoluta
attenzione, però credo che la cosa migliore sarebbe lasciare
l'articolo 16 esattamente così com'è e, magari, trasformare alcuni
emendamenti che pure riguardano questioni significative in ordine
del giorno che potranno essere approvati a chiusura di seduta, per
velocizzare e per dare anche la possibilità all'Aula di esprimere
un indirizzo nei confronti del Governo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
puntualizzare che quanto recita l'articolo 16 non è altro che la
fotografia di quello che è successo da dicembre ad oggi.
Certamente, come qualcuno ha detto, questo Governo non ha
responsabilità su quello che è successo in passato, dal 2003 al
2012 quando si è insediato, perché i problemi nascono proprio con
gli ambiti territoriali e ottimali per la gestione dell'acqua. Per
cui se a dicembre è stato fatto un passaggio fondamentale, che era
quello che bloccava i Comuni che non avevano consegnato le reti
dove erano stati già appaltato il relativo servizio, oggi si rende
necessario intervenire per quelle altre aree così come ha detto
Milazzo e tutti gli altri deputati della provincia di Palermo e
Agrigento soprattutto per evitare e mettere e allineare il sistema
ed aspettare quella che è la norma generale.
Per quanto riguarda assessore la norma, veda noi abbiamo speso
circa un anno come diceva il presidente ad elaborare questa norma,
con molti si, molti no, e molti punti interrogativi. Rivediamo
riprendiamo questa norma, lei lo ha detto anzitempo e a specificato
che l'impegno suo perché ha due gatte da pelare, non indifferenti
che sono l'acqua e i rifiuti in Sicilia, con questi due gatte da
pelare c'è ne avrà per qualche anno forse, ma tutto sommato queste
sono emergenze occupazionali, problemi di salute, ambientali. Io
riterrei opportuno e ritengo che anche a nome del gruppo posso fare
questa dichiarazione, di lasciare invariato quello che è
l'articolato proposto dal governo che non altro la fotografia di
quello che è successo da dicembre ad oggi, e impegnarci il governo
lo ha manifestato nell'impegno di portare la legge organica sulla
gestione dell'acqua nel più breve tempo possibile nella ripresa
postuma a quella del fermo che avremo nei prossimi giorni,
augurandoci che il ritiro di tutti gli emendamenti possa agevolare
e accelerale, vedete mettere tempi molti limitati dei sei mesi se
poi noi non riusciamo e i sindaci, le amministrazioni che debbono
avere i sindacati perché ci sono problemi importanti da superare e
ritengo che mettendo questo altro limite non faremmo altro che
creare e fare alzare la febbre proprio nella gestione e
nell'affidamento che si deve fare in tempi molti stretti e in tempi
molto corti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si possono intendere ritirati
tutti gli emendamenti aggiuntivi.
Onorevole Gianni, ritira l'emendamento 16.12?
GIANNI. dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si intendo ritirati anche tutti gli emendamenti del fascicolo.
L'emendamento 16.7 della Commissione si intende trasformato in
ordine del giorno.
CIMINO. E l'emendamento del Governo?
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, è già stato ritirato. Si è
evidenziato come ci sono tutta una serie di emendamenti aggiuntivi
e, nelle more della discussione, erano arrivati tutta una serie di
emendamenti tra i quali anche questo relativo a Gela e Porto
Empedocle.
Il Presidente della Regione, correttamente, aveva evidenziato che
era uno degli emendamenti che era stato sollecitato; se c'era una
condivisione si poteva andare avanti, se c'erano problemi
procedurali che bloccavano il percorso, perché ci sono
correttamente altri emendamenti, si poteva considerare ritirato.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riguardo
l'emendamento firmato dal Presidente della Regione, che riguarda i
dissalatori di Porto Empedocle e di Gela, le ipotesi sono due: o
questo emendamento, essendo tra gli aggiuntivi, diventa un
emendamento del Governo e quindi essendo un emendamento del Governo
si può discutere, oppure se il Governo lo ritiene lo trattiamo
insieme agli altri aggiuntivi.
Se il Governo lo ritira non lo possiamo trattare nemmeno tra gli
aggiuntivi.
PRESIDENTE. Questo era già tra gli aggiuntivi.
CIMINO. Allora vorrà dire che i parlamentari lo presenteranno, non
è più emendamento del Governo.
PRESIDENTE. Il Governo l'ha annunciato, l'ha fatto suo, ma
formalmente non l'ha presentato.
Non aggraviamo il procedimento, onorevole Cimino, ci siamo intesi.
Non mettiamo in difficoltà, né questa Presidenza, né il Governo.
Non possiamo estrapolare gli emendamenti aggiuntivi che non sono
passati dalle commissioni e inserirli in questo contesto.
CIMINO. Veramente questo emendamento è passato pure dall'Aula
altre volte.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
16.10 della Commissione.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 16, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18 e agli emendamenti 18.5 e 18.6, di
identico contenuto.
Il Governo spieghi questa soppressione del comma 1.
AGNELLO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
deputati, le regolazioni contabili che erano previste nel comma 1
sono state ritrattate e riscritte nel comma 32, per cui in questo
articolo non hanno più ragione di esistere. E nella riscrittura
dell'articolo 32 abbiamo previsto un nuovo ammontare per le
regolazioni contabili.
PRESIDENTE. Allora, l'emendamento 18.1 è ritirato.
Pongo in votazione l'emendamento 18.2, che è di identico contenuto
di quello appena illustrato dal Governo, che sarebbe il 18.7, che
riguarda la soppressione del comma 1.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo, pongo in
votazione congiuntamente l'emendamento 18.2 e 18.7. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 18.3 è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Passiamo all'emendamento 18.5, che riguarda la questione della
riduzione finanziaria.
Con il parere favorevole del Governo e della Commissione, che lo
hanno presentato, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Passiamo all'articolo 20.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 20.
All'articolo 20 non ci sono emendamenti di riduzione della spesa.
Ci sono solo gli emendamenti del fascicolo.
Onorevole D'Asero ritira l'emendamento 20.1 soppressivo? In questo
momento è la Commissione che mi sta indicando quali sono gli
articoli che non costituiscono problema. Andiamo avanti così.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Greco, ritira l'emendamento 20.5? L'onorevole Greco non
c'è. L'emendamento è decaduto.
Passiamo all'emendamento 20.7 a firma dell'onorevole Cancelleri ed
altri.
FOTI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è abbastanza chiaro e
non vorrei che nella velocità quest'emendamento venisse liquidato
così. Noi vorremmo che queste norme che agevolano la fuoriuscita
tengano conto del fatto che non dovrebbero usufruirne persone che
nell'arco dei 24 mesi successivi, quindi, del biennio successivo,
vanno automaticamente in pensione. Proprio per evitare che qualche
furbo pensi di fuoriuscire dal bacino subito prima di andare in
pensione e quindi usufruisca di questo contributo della Regione.
Tutto qui.
PRESIDENTE. E' chiaro, lo ha esplicitato.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Passiamo all'emendamento 20.9, dell'onorevole Milazzo Giuseppe ed
altri.
MILAZZO Giuseppe. Lo mantengo perché è un perfezionamento:
richiama una norma di questo Parlamento che è in vigore.
CROCETTA, presidente della Regione. Possiamo almeno spiegarlo?
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente il punto è che l'articolo 43,
comma 2 non dice altro che chi si rendesse responsabile di reati
contro la persona o la Pubblica Amministrazione, è fuori
dall'elenco, quindi, in automatismo non facciamo altro che ribadire
quelle disposizioni anche per coloro che volessero fare istanza di
questo contributo per la fuoriuscita dall'elenco.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 20.3. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa alla discussione dell'emendamento 20.4.
RINALDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Non vi sono emendamenti di riduzione della spesa presentati dalla
Commissione a questo articolo.
Pongo in votazione l'articolo 20, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Dina, con quale articolo procediamo?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Procediamo con l'articolo 22..
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 22.
E' stato presentato un emendamento di riduzione della spesa. Si
passa alla discussione degli emendamenti all'articolo 22.
D'ASERO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 22.1, 22.2, 22.3, a
mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
22.8, dell'onorevole Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, con
questo emendamento soppressivo consentiamo di svincolare le somme
del fondo nazionale di solidarietà. Abbiamo circa 5 milioni di
euro, e da due anni diciamo, da quando è iniziata questa
legislatura, di poter utilizzare quel fondo e sbloccare circa 50
cantieri per gli enti di culto; perché questa sarebbe una misura
con la quale riusciremmo ad attivare un servizio importante per
tante chiese che aspettano, e daremo anche lavoro vero, non con i
cantieri di servizio che non sono mai partiti, ma con i cantieri di
lavoro, per un numero importante di lavoratori: circa 750 persone.
Significherebbe attivare una procedura di sostegno vero a un
reddito con fondi che abbiamo e sono inutilizzati.
CROCETTA, presidente della Regione. Perché dobbiamo sottrarre
soldi a questo fondo?
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 22.8. Il parere del
Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
FALCONE. Chiedo che la votazione dell'emendamento avvenga per
scrutinio segreto
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 22.8
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termine di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 22.8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 63
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 21
Contrari 41
Astenuti 0
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento 22.4 degli onorevoli D'Asero. Alongi ed
altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
22.5 degli onorevoli D'Asero, Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
22.7 degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io chiedevo al
Governo questo: magari non abbiamo soppresso la lettera A del comma
di cui parliamo però siccome è aggiuntivo mettiamo questo
emendamento. Cioè all'interno delle risorse che abbiamo in quel
fondo possiamo attivare dei cantieri di lavoro per gli enti di
culto, sarebbe cosa buona e giusta, perché è una misura che
contrasta la povertà, è una misura di sostegno al reddito questa
non è contro, quindi, io invito il Governo, come dire, a
rifletterci e a poter trovare una soluzione in tal senso.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'ultima proposta fatta da Falcone non danneggia né intacca nessun
tipo di prelievo da quel fondo da parte del Governo per coprire
altre spese. Essendo un fondo che si autoalimenta, Presidente, con
le risorse che arrivano dalle verifiche fatte e quindi
dall'eliminazione o conferma di vecchi cantieri, in aggiunta - sta
dicendo - con quell'emendamento, se residuano somme, oltre quelle
che il Governo sta utilizzando, le somme che residuano possono dare
corso a finanziamento di cantieri di lavoro che eventualmente gli
enti di culto possono presentare in base solo alla disponibilità
residua, quindi non c'è un problema di finanziamento, questo lo
volevo dire anche al governatore.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
anch'io volevo intervenire sull'emendamento 22.7 dicendo che il
Gruppo parlamentare del PDL, cioè del Nuovo Centro Destra, è
favorevole all'approvazione di questo emendamento. Perché
Presidente? Intanto si tratta di somme che noi non utilizziamo,
sono accantonate da anni, sono messe da parte e ad oggi -
nonostante vari tentativi che abbiamo fatto - non è stato possibile
utilizzare queste somme. Più volte ne abbiamo parlato anche con il
capogruppo del Megafono, l'onorevole Di Giacinto, e anche lui si è
trovato favorevole sulla possibilità di utilizzarli.
Questo articolo cosa dice? Misure per contrastare le condizioni di
povertà e di esclusione sociale, Chi lavoreranno in questi
cantieri? Soltanto coloro i quali sono poveri, coloro i quali
possono dimostrare di essere disoccupati, coloro i quali sono stati
esclusi e che quindi avrebbero la possibilità, attraverso un lavoro
che durerà qualche mese, di potersi inserire in maniera attiva nel
mondo lavorativo, cioè non sarà gente che percepirà un salario
giornaliero senza fare nulla, è gente che percepirà uno stipendio
per alcune settimane, e lavorerà. Credo che sia un modo nobile per
impegnare somme della Regione che altrimenti rimarrebbero non
utilizzate.
A noi va bene l'emendamento presentato dall'onorevole Falcone,
soltanto dobbiamo cassare l'ultima parte, dove dice per gli enti
di culto che alla data della pubblicazione della presente legge
abbiano fatto richiesta . No, questo non lo possiamo fare, perché
se la legge la approviamo oggi, da oggi tutti gli enti di culto,
cioè tutte le chiese, possono fare richiesta per accedere a questi
finanziamenti che riguardano l'utilizzo - ripeto - di gente
disperata che è in cerca di lavoro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è da fare
assolutamente un minimo di chiarezza proprio su quest'articolo 22,
perché il titolo Misure per contrastare le condizioni di povertà e
di esclusione sociale si riferisce in realtà ad un articolato che
era arrivato in Commissione «Bilancio», e che prevedeva una misura
di sostegno trimestrale, data praticamente a soggetti che erano,
che versavano in condizioni di povertà, che venivano riconosciuti
direttamente dai comuni.
Ecco quell'impianto normativo è stato completamente smontato, e
tutte le risorse economiche finanziarie sono state dirottate invece
a dare un aiuto economico alle imprese che assumono soggetti
svantaggiati, molto svantaggiati o disabili, previsti dal
regolamento comunitario, e quindi identificati dal regolamento
comunitario numero 800, e va proprio a dare dei soldi 333,00 euro
per i soggetti maschili, 470,00 euro circa, invece, per le donne.
Fra l'altro al comma 3 viene introdotto anche un sistema di
ripartizione di queste somme che sono il 50 % per soggetti che
hanno meno di 34 anni, ed il 50% per i soggetti sopra i 34 anni.
Quindi, cari colleghi, stiamo parlando di lavoro reale all'interno
delle imprese, cioè non è più un assegno di solidarietà come era
nato all'inizio, e mi sembra qualcosa di veramente diverso da
quello che fino a ora ho sentito negli interventi precedenti, per
cui io ritengo a nome del gruppo del Movimento Cinque Stelle, che
non appoggiamo, ovviamente, ed anzi invitiamo chi ha presentato
l'emendamento 22.7 a ritirarlo, perché la ratio della norma è
completamente diversa, cioè qui si sta parlando di un aiuto proprio
alle imprese sul territorio che assumono a tempo indeterminato i
soggetti con determinate caratteristiche.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
dire che, per quanto riguarda il nostro gruppo, siamo d'accordo con
quanto detto poco fa dall'onorevole Cancelleri, pensiamo di
supportare questa norma così come è scritta.
Per altre cose, penso che ci sia tempo in altri momenti, ma oggi
concentriamoci su questa opportunità, perché è un'opportunità che,
in qualche modo, cerchiamo di dare, a chi veramente opportunità ne
ha veramente poche.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che questo
sia un articolo particolarmente importante della nostra manovra
correttiva, perché darà una risposta concreta al mondo del lavoro,
rifinanziando il credito d'imposta per l'occupazione, già previsto
- la cosiddetta legge Prodi' - che poi abbiamo anche sperimentato
direi virtuosamente con una legge fatta anche all'Assemblea
Regionale Siciliana che, come veniva ricordato, prevede un
incentivo, un contributo per i datori di lavoro che assumono uomini
o donne, svantaggiati o molto svantaggiati secondo le categorie
previste dal regolamento 800, quindi è davvero un aiuto, una spinta
per la ripresa dell'occupazione.
Credo che dobbiamo mantenere questo impianto, l'impianto di una
norma che vuole parlare di lavoro produttivo, di lavoro vero e
credo anche sia il modo migliore di rispondere alla gravissima
emergenza occupazionale che è un'emergenza sociale che, purtroppo,
determina poi una condizione di povertà anche grave nella nostra
Isola.
E' un aiuto anche per le imprese, sicuramente è un incentivo anche
all'emersione dal lavoro nero, è un aiuto per la regolarizzazione
dei rapporti di lavoro, credo che sia una norma di cui non dobbiamo
modificare l'impianto.
Ho ascoltato l'intervento dell'onorevole Falcone, probabilmente è
possibile prevedere uno stanziamento, io dico, parziale a carico di
quanto previsto dalla lettera a), ma indicando anche il quanto' e
senza stravolgere il senso dell'articolo che, appunto, parla di
lavoro e di lavoro produttivo.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pensavo che si
recuperasse in altri articoli, mai e poi mai avrei pensato di
recuperare proprio all'articolo 22 Misure per contrastare le
condizioni di povertà Boh Comunque pensavo, al contrario, di
implementare questo articolo.
Presidente, oggi ad una precisa domanda che mi viene rivolta da
persone che vivono in difficoltà, mi dicono: ma come,
all'extracomunitario che arriva con la piccola barchetta nei nostri
territori gli concediamo attraverso Mare Nostrum 57 euro a persona
al giorno e noi abbiamo persone che ci chiedono 20 euro al giorno
per la sopravvivenza, è una cosa assurda
Pensavo che questo benedetto articolo potesse essere implementato,
non è pensabile una cosa del genere. Ci sono delle imprese che si
possono impegnare sotto questo aspetto e diamo alle persone,
finalmente, un po' di dignità, invece noi andiamo a detrarre, a
togliere delle risorse inutili, a mio avviso.
Quindi, questa è una bella responsabilità che ci assumiamo nei
confronti di tanti cittadini, dei nostri concittadini che
aspettano, che vedevano e che finalmente leggevano nell'articolo 22
una piccola speranza, noi gliela abbiamo tolta.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
ci sia un equivoco di fondo e in questo equivoco è caduto anche
l'onorevole Falcone, perché è sbagliato il titolo dell'articolo,
Misure per contrastare le condizioni di povertà hanno indotto
l'onorevole Falcone a pensare ai cantieri di lavoro dei luoghi di
culto. In effetti il titolo più preciso sarebbe quello di Azioni
per promuovere l'occupazione , perché il testo dell'articolo si
riferisce esattamente a questo, non a Misure per contrastare le
condizioni di povertà .
Tanto è vero che la legge n. 11 prevede una serie di misure e qui
non si fa altro che costituire un fondo che è il fondo per
sviluppare e agevolare l'occupazione.
Quindi, sono favorevole all'articolo così per come è e non penso
che noi abbiamo fatto qualcosa contro i luoghi di culto che non
c'entrano proprio niente con questo articolo.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che
l'articolo 22 sia molto importante che anche qualifica questa
finanziaria perché ha nella sua ratio la possibilità di aprire a
nuove assunzioni perché, di fatto, leggendo la norma richiamata nel
primo capoverso, all'articolo 53, il beneficio va a quei datori di
lavoro che fanno nuove assunzioni nelle proprie aziende tenendo
conto di questo tipo di personale, con queste caratteristiche.
Emendare questo articolo credo che sia un errore perché,
richiamando la legge, è bene che la cornice sia la legge 11 a cui
si rifà, di fatto, il primo comma dell'articolo 22, non
sostituendolo perché se no rischiamo che possa diventare di
difficile applicazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cimino. Non ci sono altri iscritti a
parlare. Onorevole Falcone, mantiene l'emendamento?
FALCONE. Dichiaro di mantenere l'emendamento.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 22.7.
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 22.7, col parere
contrario del Governo e della Commissione. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 22.9 della Commissione, riduttivo della
spesa. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario resti
seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 22.11 del Governo. Un emendamento tecnico
All'articolo 22 è soppressa la lettera c)'.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole
.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 22 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo 22
testé approvato, il principio secondo il quale le risorse vengono
utilizzate per dare una risposta alla povertà' fornendo uno
strumento tramite l'occupazione, perché trova spunto, e questo è un
fatto positivo, l'emendamento soppressivo da noi presentato voleva
evidenziare questo aspetto. Cioè noi abbiamo una legge cosiddetta
sul bonus occupazione' che è la legge n. 9 del 2010. Su questa
legge che poi ha avuto anche delle risorse a valere sui fondi
comunitari 2007-2013 - Asse II, FSE, piano occupabilità, di fatto,
in parte, queste risorse sono ancora utilizzabili in questa
direzione.
Quindi, lo spirito è di utilizzare le risorse ancora disponibili,
anziché dare un'assistenza incrementando il concetto di assistenza
con precariato, con scarsa possibilità di occupazione, il senso è
che chi vuole utilizzare queste risorse attraverso l'occupazione dà
una risposta ai bisogni attraverso un reddito minimo che non è dato
a gratis, ma viene da una attività che vuole favorire l'impegno
attraverso un momento di produttività.
Il senso, invece, secondo il quale un fondo a destinazione
specifica a valere sui cantiere di lavoro che trova, onorevole
Falcone, una diversa fonte di risorse finanziarie, perché qua
attingiamo all'articolo 53 della legge n. 9 del 2010, invece, i
fondi per i cantieri di lavoro sono specifica destinazione che,
comunque, possono concorrere a rendere produttiva l'occupazione,
quindi, assistere il lavoratore, dare una risposta in termini di
sussidio, però, attraverso il cosiddetto momento di occupazione
produttiva'. Quindi, i due momenti si integrano, evidentemente
attraverso due fondi finanziari differenti.
Pertanto, i cantieri di lavoro devono trovare un percorso
parallelo che, a mio avviso, va comunque, assessore per il lavoro
e la formazione, attivato perché attraverso questi fondi, questi
cantieri di lavoro potremmo dare una risposta anche ai bisogni del
patrimonio, che è quello degli oratori, quello dei fondi di culto
che sicuramente meritano un attenzione e, al di dà del pregiudizio
ideologico, ritengo che queste sono delle iniziative che vanno
seguite e assecondate.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 25.1 dell'onorevole D'Asero.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 25.2 dell'onorevole Ciaccio.
CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo noi questo
articolo verrà sicuramente impugnato, come è stato impugnato per la
Bumex nelle altre finanziarie, perché sono dei finanziamenti di
tipo diretto, per quanto lavoratori impeccabili di una società
privata che ha lavorato e ha dato tantissimo. Però, anche per
questo, non possiamo fare una differenziazione; allora lì mettiamo
ex lavoratori Fiat e chiunque ha avuto una difficoltà.
Secondo noi, anche per onestà ed evitare di dire sempre che il
Commissario dello stato impugna le leggi e non prenderci la
responsabilità, dobbiamo essere anche con questi lavoratori onesti
e dire le cose come stanno.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io in
questi giorni non ho parlato però è anche vero che le affermazioni
del mio collega non rispondono assolutamente al vero perché i
lavoratori ex Pirelli di Villafranca di Messina e di Siracusa non
fanno parte del bacino dei privati ma sono destinatari di
provvidenze economiche previste già nel 1996 dall'articolo 34
secondo comma della legge regionale n. 33 del 1996 e quindi sono a
tutti gli effetti lavoratori socialmente utili come tutti gli
altri. Adesso signor Presidente le lascerò la relazione per evitare
che succeda quello che è successo la volta scorsa, perché il
Commissario dello Stato non ha impugnato il provvedimento perché
questi lavoratori non erano destinatari di risorse previste dalla
legge ma perché l'Ufficio dell'Assessorato ha dimenticato di
inviare una nota che rispondesse a quelli che erano i chiarimenti
richiesti dal Commissario dello Stato.
Il Commissario dello Stato voleva sapere 3 cose: quali erano le
norme che vi erano a sostegno di questi lavoratori; se era mai
stato coinvolto l'Ufficio legislativo e legale della Regione
Sicilia; chi erano i lavoratori e quanto percepiva ognuno di loro.
Bene, io sto lasciando le norme di legge che sono alla base dei
diritti che questi lavoratori hanno in questi anni, il parere
dell'Ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana n. 140
del 2002, in cui l'Ufficio legislativo della Regione riconosce il
diritto dei lavoratori dell'ex Pirelli di Villafranca di Messina e
di Siracusa di essere trattati come gli altri lavoratori
socialmente utili, e insieme a questi sto consegnando quello che
aveva chiesto il Commissario dello Stato, cioè un prospetto di
integrazione che riguardava l'anno 2014 in maniera che si chiarisse
chi erano, quanto percepivano e quale era la somma finale. La somma
finale si aggira sui 235.000,00 euro, esattamente, 234.947,16 euro
che vengono poi presi dal fondo siciliano, un fondo che si alimenta
solo per questi lavoratori.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qui si tratta
anche di una emergenza e credo che sia anche un fatto di giustizia.
Si è assistito poco fa ad un problema che era ben più grosso, su
cui poi noi non abbiamo sollevato obiezioni, che era quello di
Palermo, riguardante alcune vicende delle reti idriche e dei
lavoratori. Qui si tratta, come ha spiegato l'onorevole Vinciullo,
di una occasione che viene data a coloro che a tutti gli effetti
non sono lavoratori.
Io credo che sia anche giusta mantenere l'articolo, e tra l'altro
la vicenda può essere chiusa con poco. Credo che sia anche un fatto
di perequazione e di giustizia nei confronti anche dei lavoratori,
anch'essi hanno famiglia e non hanno la possibilità di vivere in
una zona, tra l'altro depressa dal punto di vista economico ed
occupazionale ed in cui vi sono grossi problemi.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è paradossale che
l'emendamento sia proprio l'onorevole Ciaccio, che si è dato molto
da fare riguardo all'articolo 16, sponsorizzando una vicenda che,
certamente, sarà bocciata dal Commissario dello Stato, perché non
ha nessun supporto giuridico e noi, d'accordo con chi e con quanti,
in questa Aula, si prodigano per cercare di evitare che dei
lavoratori possano perdere il proprio lavoro, ci siamo fermati ad
una piccola puntualizzazione.
Ma di fronte ai lavoratori ex Pirelli di Villafranca e di
Siracusa, che hanno alle spalle dei provvedimenti di legge ben
precisi e dopo quanto asserito dall'onorevole Vinciullo, che
brillantemente ha anche spiegato il motivo della bocciatura, voglio
invitare l'onorevole Ciaccio ed i componenti del Movimento Cinque
Stelle a ritirare questo emendamento perché, secondo me, mai un
emendamento di questa portata che riguarda lavoratori del bacino
LSU, comunque lavoratori assistiti, è stato tanto supportato da
provvedimenti di legge come questo.
RAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che questa
Regione, questa Assemblea è a volte molto incoerente perché tratta
i cittadini siciliani a come ci viene prima : una volta li tratta
da ex lavoratori, una volta li tratta da lavoratori tutelati, una
volta dice che sono disoccupati, una volta dice che non bisogna
farli rientrare in alcuna legge perché questi sono un po' cosi,
Premetto che non ho nulla in contrario per quelle persone che
perdono il posto di lavoro e si cerca di dare una risposta come
Regione Siciliana, ma dico una cosa, carissimi colleghi, carissimo
Presidente: o diamo una risposta generale a tutti quelli che
perdono il posto di lavoro, oppure qui stiamo giocando, e lo dico
con grande onestà.
Per esempio, qui c'è l'onorevole Leanza che sa benissimo la
situazione, che quando era assessore al Comune di Catania trattava
del problema della Cesame, dell'Itim, del Marketing sub, gente che
ha perso il posto di lavoro nel momento in cui a Catania venivano
licenziati migliaia di persone e che per questo dovevano essere
ricollocati in qualche modo.
Bene Per alcuni di questi, come dire ex ASI, chiamiamoli in
questa categoria, la dott.ssa Corsello più volte mi ha detto che
non rientrano in questa fattispecie. Stiamo parlando di gente che
aveva professionalità, di gente che aveva un curriculum di tutto
rispetto. Ora non capisco, gente che è da 20 anni disoccupata e che
ancora oggi ci trasciniamo, per esempio a Catania, che ancora non
hanno trovato risposte, come quelli della ex Cesame ad esempio,
dell'ex Tim, ma ce ne sono tanti altri. Stiamo parlando di un
ventennio di disgrazie.
Se ci devono essere i furbetti che ricollocano magari 20 o 30
lavoratori, io posso essere anche d'accordo, ma non ci sto, per il
semplice fatto che non tutti sono trattati allo stesso modo. Quindi
io penso che questo articolo debba essere soppresso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo l'emendamento 25.2
soppressivo dell'articolo 25, pongo in votazione il mantenimento
dell'articolo.
Il parere del Governo?
AGNELLO, Assessore regionale per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Mi
rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è a favorevole al mantenimento dell'articolo resta
seduto, chi è contrario all'articolo si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 26.
FACONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, in via del tutto eccezionale,
perché il suo Gruppo parlamentare ha già consumato il tempo a
disposizione. Lei fa parte di un gruppo dove c'è un deputato che
parla moltissimo, che è l'onorevole Milazzo
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
segnalare all'Aula circa l'inopportunità di questo articolo, che
tratta accordi transattivi senza dire di quali accordi transattivi
si parla. Richiama un articolo che riguarda i soppressi consorzi di
bonifica, vogliamo dare soldi ma non sappiamo a chi e per quale
accordo transattivo.
DINA, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, l'emendamento è stato riscritto in Commissione
dove abbiamo acquisito da parte dell'Assessore l'elenco dei
destinatari. Abbiamo preso la norma astratta che comprende una
platea ben definita.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà
domani 31 luglio 2014, alle ore 10.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.45, del 30 luglio 2014, è ripresa
alle ore10.47 del 31 luglio 2014)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Onorevoli colleghi, riassumo per l'Aula gli articoli che sono
ancora da esaminare gli articoli 1, 2, 7, 12, 19, 23, 26, 27, 30,
32, 42 e 45.
Si passa all'articolo 26, precedentemente accantonato.
C'erano due emendamenti che erano stati ritirati ed erano
soppressivi, uno a firma dell'onorevole D'Asero e, l'altro, a firma
dell'onorevole Sammartino.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7, precedentemente accantonato.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 7.1 a firma
dell'onorevole Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-emendamento 7.3 a firma dell'onorevole Gucciardi ed altri;
-emendamento 7.6 a firma dell'onorevole Cracolici.
Sospendo l'Aula per un minuto
(La seduta, sospesa alle ore 10.53, è ripresa alle ore 10.54)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, la Commissione che presiedo, quando
ha esaminato questo articolo, aveva posto due obiezioni
sostanziali.
La prima che i diritti di chi è già in pensione sono diritti
quesiti per i quali esistono sentenze ad iosa che non possono
essere oggetto di legislazione post che mette in discussione
l'esercizio del diritto alla pensione; la seconda questione
riguarda, invece, chi è ancora in servizio.
Voglio ribadire che molti enti sottoposti a vigilanza e controllo,
secondo le disposizioni previste dalla legge 10, hanno in forza di
quella legge l'obbligo di applicare il contratto dei dipendenti
regionali.
Il contratto è una tipologia che non si può applicare solo in
parte: o si modifica l'insieme anche per i dipendenti regionali o
non si può dire si applica il contratto dei regionali tranne con il
metodo di calcolo delle pensioni.
Ora proporrei una soluzione visto che ricevo diverse necessità che
mi vengono poste anche dall'Aula: di ritirare il soppressivo e di
prevedere, con un sub emendamento al testo l'incidentale, dopo la
parola di erogare trattamenti di previdenza, di quiescenza ed
integrativi leggo qui fatte eccezione per quelli in godimento e
per i rapporti già contrattualmente avviati alla data del 31
dicembre 1991 .
Perché mi si dice che in alcuni enti la natura della previdenza
integrativa è stata disciplinata con l'istituzione di un apposito
fondo, al quale hanno concorso i dipendenti di ruolo, per cui nel
momento in cui hanno partecipato ad un fondo integrativo non gli
puoi dire no oggi non vale più , perché sarebbe anche quello una
violazione di un principio.
PRESIDENTE. C'è un emendamento di riscrittura del Governo, per cui
bisogna capire a quale facciamo riferimento.
CRACOLICI. Il Governo ha riscritto il testo, ripristinando quello
che in Commissione è stato cambiato, quindi, per quanto mi riguarda
io faccio il sub emendamento al testo dell'Aula, non a quello del
Governo, che considero tra l'altro, mi consenta di dire,
illegittimo.
PRESIDENTE. Ma il Governo eventualmente ritira la riscrittura?
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intanto mi pare ancora una volta inusuale il fatto che il Governo
in Commissione Bilancio abbia dato parere favorevole affinché
venisse tolto il termine compreso e venisse inserito faccia
eccezione per quelli già in godimento , ma al di là di ciò vorrei
ricordare che la decisione del Governo venne presa anche in virtù
di una sentenza del tribunale di Enna del 12 luglio, che ho
prodotto in Commissione Bilancio, con la quale ancora una volta
l'Irsap veniva condannata non solo a riconoscere ai lavoratori
quello che avevano già maturato, perché sui diritti acquisiti
nessuno credo possa più dubitare, ma veniva condannata persino a
pagare le spese per l'avvocato del lavoratore, in questo caso del
pensionato, oltre a pagare le spese per l'avvocato che l'IRSAP
aveva avuto modo di nominare.
Se noi vogliamo dissanguarci pagando lo stesso i lavoratori,
pagando l'avvocato del lavoratore ed in più nominando un terzo
avvocato in questa vicenda facciamolo pure, intasiamo tutti i
tribunali della Sicilia, altrimenti io sarei dell'avviso che
siccome pacta sunt servanda sarebbe il caso che il Governo
ritirasse l'emendamento 7.5, perché così eravamo rimasti in
Commissione, perché in questo modo si è votato, in questo modo si è
espresso all'unanimità la Commissione Bilancio e si era trovata una
soluzione che era rispondente a quella che era la volontà dei
giudici a cui si erano rivolti tutti i lavoratori.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, intervengo per sollecitare il Governo a
ritirare l'emendamento così evitiamo che la Corte dei conti un
giorno possa chiedere che qualcuno paghi le spese cui si va
incontro.
Come diceva l'onorevole Cracolici prima, ci sono delle cose che
non possono essere modificate, le pensioni spettano ai dipendenti.
Mi pare ovvio che in questa dell'ASI ci sia stato un errore,
probabilmente da parte dell'Assessore o da chi ha fatto la legge in
quel tempo, non aveva pensato a questo settore delle pensioni.
Capisco che dobbiamo risparmiare, capisco la spending review, ma
certamente non si può fare sulla pelle dei lavoratori.
L'invito al Governo è pressante e chiedo, signor Presidente, di
apporre la mia firma all'emendamento 7.2, a firma degli onorevoli
Alloro ed altri, perché ritengo che questo, obiettivamente, sani un
momento di difficoltà che la Regione ha creato a questi dipendenti
e facendo in modo che possano avere subito gli stipendi che ormai
aspettano da tanti mesi.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, mi associo agli interventi dei
colleghi intervenuti prima e chiedo che il Governo ritiri
l'emendamento.
Mi rivolgo al Governo dicendo che quando si fanno accordi in
Commissione Bilancio vanno rispettati. Presentare emendamenti
dopo un accordo - secondo me - non è di buon auspicio di
collaborazione. Non so perché il Governo dopo avere fatto l'accordo
in Commissione abbia ripresentato questo emendamento.
Credo che in Aula ci sia unanimità sul ritiro di questo
emendamento. Chiedo di apporre la firma sia al subemendamento, a
firma dell'onorevole Cracolici, sia all'emendamento 7.2, a firma
degli onorevoli Alloro ed altri.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Picciolo ha chiesto di
apporre la propria firma all'emendamento 7.2.
L'Assemblea ne prende atto.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, credo sia abbastanza chiaro il senso
di come chiarire questa vicenda relativa alle pensioni integrative
e la necessità di impedire che, con una norma frettolosa, si possa
creare una lesione grave a diritti quesiti da parte di lavoratori,
in questo caso, in quiescenza.
Considerato che da troppo tempo questo problema si perpetua,
soprattutto per alcune categorie - mi riferisco ai lavoratori in
quiescenza ex ASI, oggi IRSAP - è assolutamente necessario mettere
ordine in una materia così delicata e complessa che rischia di
produrre lesioni a diritti, sacrosanti, di lavoratori e delle
relative famiglie.
Ritiro l'emendamento soppressivo, a mia firma, aggiungendo che va
approvato, a mio avviso, pertanto lo sottoscrivo, il subemendamento
presentato e annunciato prima dall'onorevole Cracolici; chiedo di
apporre la firma all'emendamento 7.2 e invito il Governo, assessore
Agnello, a ritirare l'emendamento di riscrittura del Governo,
altrimenti non riusciamo a chiudere una norma che abbia un senso
giuridico compiuto.
Credo che se il Parlamento chiude - nel senso annunciato - questa
norma, rendiamo un atto di giustizia ai lavoratori che sono stati
lesi e impediamo, evitiamo che altri lavoratori possano essere lesi
da una norma che, certamente, non può intaccare i diritti quesiti.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Raia ha chiesto di apporre la
propria firma al subemendamento, a firma dell'onorevole Cracolici e
all'emendamento 7.2, a firma degli onorevoli Alloro ed altri.
L'Assemblea ne prende atto.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, la terza Commissione nella sua
interezza e nella sua unanimità aveva condizionato, ha condizionato
il parere positivo che ha reso proprio alla modifica dell'articolo
7 - allora articolo 8, adesso è diventato articolo 7 - alla
modifica che è riportata nel testo del fascicolo, cioè alla
sostituzione della parola comprese con la parola ad eccezione
di .
Avevamo condizionato il nostro parere favorevole perché ritenevamo
che mantenere il testo originario avrebbe determinato un vulnus di
tipo giuridico nei confronti di alcune categorie di persone.
Inoltre, Presidente, non so per quale arcana procedura, ma
l'emendamento 7.2 è un emendamento che è stato concepito,
costruito, pensato e approvato in terza Commissione.
Io non posso che ringraziare i colleghi Alloro, Arancio,
Barbagallo, Panepinto e Oddo per averlo salvato perché, dopo la
mancata approvazione in seconda Commissione, lo avevamo
ripresentato come emendamento quando ci sono tornati i documenti
dalla seconda Commissione. Quindi, personalmente non posso che
apporre la mia firma all'emendamento 7.2, ma per rispetto dei
componenti della terza Commissione chiedo che venga apposta la
firma di tutti i componenti della terza Commissione che non
risultano firmatari, perché altrimenti si sentirebbero in qualche
modo deprivati.
Voglio perdere solo un minuto per spiegare la ragione di questo
emendamento. In pratica, i lavoratori ex IRSAP si trovano da mesi
senza pensione, alcuni senza la pensione in modo totale, altri
senza l'integrazione, perché nella legge di riforma delle ASI non
fu previsto che l'IRSAP avesse come onore anche quello del
pagamento delle pensioni di questi lavoratori.
Noi abbiamo finora sopperito con un ordine del giorno e una
risoluzione approvata in Commissione, ma c'è bisogno di completare
quel percorso legislativo; cosa fa l'emendamento? L'emendamento
dice: nelle more che si portino avanti le gestioni liquidatorie,
le pensioni vengono pagate dalla gestione liquidatoria; se non
hanno liquidità, l'IRSAP può anticipare e, quando verranno chiuse
le gestioni liquidatorie, questo onore passa in capo all'IRSAP . In
questo modo completiamo la legge di riforma delle ASI che aveva
questo vuoto legislativo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiarisco che si tratta di un
emendamento presentato dall'onorevole Cracolici perché al testo
uscito fuori dalla Commissione, non un subemendamento
all'emendamento di riscrittura del Governo.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, un intervento essenziale e
assolutamente breve per rivolgere anche a nome del Gruppo Lista
Musumeci un pressante invito al Governo a ritirare quell'articolo e
a ripristinare elementi di giustizia sostanziale nei confronti di
quanti, dal mese di novembre del 2012, sono privati o dell'intero
trattamento pensionistico o della parte integrativa.
Aggiungo, Signor Assessore, che per conoscenza diretta ho notizie
che almeno tre Uffici giudiziari siciliani, e cioè i giudici del
lavoro di Catania, di Gela e di Caltagirone, hanno già accolto i
ricorsi dei lavoratori con gli inevitabili aggravi di spesa a
carico dell'IRSAP.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, io ho apprezzato notevolmente
l'intervento del collega Gucciardi che pone su questo argomento una
certa riflessione, perché parlando di una materia così delicata
riguardante i trattamenti pensionistici bisogna anche tener conto,
ad esempio, del tema delle società regionali e delle società in
liquidazione.
Voglio ricordare il dibattito e le audizioni che si sono svolte
in Commissione Bilancio concernenti i lavoratori dell'Ente
acquedotto siciliano. Spero che il Governo possa, in questa sede,
assumere un impegno per poter presentare un disegno di legge
organico in materia pensionistica che possa anche allacciarsi alla
riforma che il Ministro Madia sta cercando di porre a livello
nazionale. Anche in tema di prepensionamenti, ad esempio, con
l'articolo che è stato stralciato e riportato in II Commissione
ritengo che bisogna fare una seria riflessione perché è un
argomento molto attuale che non può cadere nel dimenticatoio
In questo senso il sottoscritto ha presentato un disegno di legge
che può dare la possibilità all'Amministrazione regionale di
aggiornare anche le proprie professionalità con soggetti che sono
più attenti alle problematiche, ad esempio, concernenti la materia
dell'internazionalizzazione, la conoscenza delle lingue e, allo
stesso tempo, valorizzare nuove competenze che, sia a livello
europeo che a livello nazionale, si sta cercando di coinvolgere
all'interno della burocrazia.
Penso che il Governo debba assumere un impegno serio su questo
argomento poiché l'argomento pensionistico non può essere trattato
con un singolo emendamento da Commissione o da Finanziaria ma è
necessario, oggi più che mai, un disegno di legge organico in linea
con il disegno di legge del Governo nazionale che possa dare alla
nostra Amministrazione regionale sia uno svecchiamento che la
possibilità di fare chiarezza sul sistema pensionistico.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione
Bilancio si era manifestata qualche difficoltà nel recepire
l'ancoraggio dei fondi costituiti a qualsiasi norma o regolamento.
Insieme ad altri parlamentari avevamo chiesto al Governo di fare
chiarezza affinchè questo diritto, che deve essere esigibile per i
lavoratori che hanno sostenuto una naturale trattenuta al loro
stipendio, fosse finalmente suffragato con chiarezza dalla norma.
Per cui, chiedo al Governo di ritirare l'emendamento perché non è
quello che noi abbiamo chiesto. Avevamo chiesto che facesse
chiarezza e inserire immediatamente la norma e il successivo
regolamento che ne deve derivare, a quella norma perché altrimenti
i lavoratori si potrebbero trovare domani senza un sostegno dal
punto di vista legislativo.
L'emendamento del Governo denuncia in maniera palese l'assenza di
una norma altrimenti non si capisce perché tutti i lavoratori che
hanno dal '91, come tanti altri, aderito alla possibilità della
pensione integrativa possa venire, in assenza di norma, negato un
diritto. Quindi, c'è una contraddizione in termini che il Governo
deve sciogliere immediatamente con il ritiro di quell'emendamento.
Sostengo il subemendamento presentato dall'onorevole Cracolici
perché al '91 tutti quelli che hanno aderito non possono trovarsi
in difficoltà e con una pensione dimezzata. Ritengo che sia il
momento di fare chiarezza.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio i
colleghi per avere voluto apporre la firma a questo emendamento.
Si tratta di una vicenda che ci trasciniamo da diverso tempo e
avevo presentato un emendamento in tal senso anche nella scorsa
finanziaria.
In Commissione è stato fatto un gran lavoro, ma questo problema
non si è riusciti, fino ad ora, a risolvere. Io mi chiedo, però,
per quale motivo, perché, rispetto anche ad un parere che l'IRSAP
aveva richiesto all'Ufficio legislativo e legale, lo stesso Ufficio
legislativo e legale aveva risposto che l'interpretazione data
dall'IRSAP era un'interpretazione che sarebbe stata foriera di
impugnative. E così puntualmente è stato. Giustamente, diceva il
collega Ioppolo, si sono formati ormai giudicati in tutte le
province: è della settimana scorsa un'altra sentenza del Giudice
del lavoro di Enna su un ricorso del dipendente Bizzini.
Per cui, mi chiedo se queste cose saranno anche portatrici di
qualche responsabilità Responsabilità dovute non solo a quella che
è la governance dell'ente, ma dovute anche al fatto che, in
contrasto a quanto prevedeva la legge, non abbiamo notizia delle
liquidazioni dei consorzi ASI. La legge prevedeva che le
liquidazioni dovevano definirsi entro 180 giorni; sono passati
ormai anni e non abbiamo notizia delle liquidazioni.
Io ho presentato a questo proposito un emendamento aggiuntivo -
non so se poi verrà trattato - in cui chiedo che la gestione
liquidatoria passi dalle ASI all'Assessorato, perché solo in questo
modo noi risolveremo due problemi: velocizzare il processo di
liquidazione delle ASI, utilizzando il personale dell'IRSAP e avere
le cause gestite dall'Avvocatura dello Stato e, quindi, con un
risparmio di circa due milioni di euro, perché di questo si tratta.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io
comunico di apporre la firma su questo emendamento 7.9; comunicando
anche il ritiro dell'emendamento a mia firma 7.2, perché ritengo
che si fa giustizia rispetto a un argomento che, secondo me, era
stato trattato molto molto leggermente prima di arrivare in Aula.
Per cui, ritengo che questo faccia giustizia rispetto alle persone
che in atto hanno questo diritto e noi non possiamo togliere questo
diritto a nessuno.
Per cui, ripeto, appongo la mia firma e spero che il Governo
ritiri l'emendamento di riscrittura.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ruggirello e l'onorevole
Sudano appongono la loro firma ai due emendamenti.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Francesco Cascio, Coltraro
e Nicotra hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 728/A
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, io credo che l'emendamento 7.2 e il
subemendamento presentato dall'onorevole Cracolici, hanno
un'origine che parte nei mesi scorsi dalle audizioni che abbiamo
fatto in terza Commissione, dal lavoro che è stato svolto dalla
Commissione e che è stato ben riepilogato dal Presidente Marziano.
Credo che è stato fatto un pasticcio. Addirittura, le prime
comunicazioni anziché essere fatte con un provvedimento
amministrativo, sono state fatte con una semplice lettera. Si sono
creati dei contenziosi. Dei pareri non sono arrivati nei tempi.
Credo che l'Assemblea dovrebbe essere messa in condizione di fare
gli interventi normativi per tempo e non sanare questioni come
questa, che sono state create dall'inefficienza delle
Amministrazioni.
Quindi, da un lato, prendiamo atto che il lavoro della terza
Commissione ha trovato la sintesi giusta in Aula; però, dall'altro,
c'è l'amarezza perché se l'amministrazione fosse più attenta si
eviterebbero spesso un sacco di problemi come questo.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.
CASCIO SALVATORE. Signor presidente, prendo la parola perché
pensiamo, come Articolo 4, che questa materia doveva essere non in
una finanziaria, ma doveva essere trattata a parte e ci voleva un
disegno di legge apposito.
Purtroppo, così non è stato. Con tutto ciò noi pensiamo che la
prima scrittura del Governo sia quella importante e, quindi,
invitiamo anche noi il Governo a ritirare l'emendamento e apponiamo
la firma, come Articolo 4, all'emendamento Alloro. Dico questo
perché non penso che sia necessario un andare ultra petita per
quanto riguarda la riscrittura del Governo e penso che già quella
prima impostazione potrebbe bastare.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, si era svolta una discussione in sede
di Commissione Bilancio per trovare una soluzione e cioè la
soluzione di fatta eccezione rispetto a coloro i quali avevano
questo diritto in godimento.
Lo dicevo in relazione al fatto che nel 1991 i dipendenti erano
stati invitati ad optare tra il mantenimento del vecchio
trattamento oppure riuscire ad avviare un percorso di natura
diverso.
C'è, per esempio, un Istituto in cui su 38 dipendenti, 26 hanno
optato per un certo trattamento che oggi consente loro questa
doppia indennità in un Fondo di risorse che loro stessi hanno
versato, mi risulta, all'INA assicurazione che poi li ha a sua
volta versati alla regione.
Se con quell'emendamento che ho presentato in Commissione
Bilancio avevamo risolto il diritto di chi godeva, c'è una forte
preoccupazione da parte di tutto il Parlamento, almeno lo credo,
per coloro i quali ancora in servizio hanno optato per quel
trattamento. E con riferimento a quanto indicato, per esempio, ieri
dal Presidente della Regione, devo ricordare al Governo che per
quanto riguarda il Regolamento dell'Istituto Vite e Vini è stato
adottato con legge del 1952 e a tal proposito - questo per essere
molto franchi, molto chiari - all'articolo 10 era indicato che lo
stato giuridico ed il trattamento economico del personale, ivi
compreso quello del direttore, sono disciplinati dal Regolamento
organico che sarà deliberato dal Consiglio di amministrazione ai
sensi dell'articolo 4 della legge istitutiva. A sua volta, poi, fu
adottato con delibera di Giunta questo Regolamento.
La delibera di Giunta, quindi, non è un atto voluto dal Governo
per favorire un percorso. L'atto di Giunta è la naturale
conseguenza di un provvedimento amministrativo che scaturiva in
virtù di una norma di legge.
Qui, allora, noi dobbiamo essere molto chiari con i cittadini che
li abbiamo invitati nel tempo ad optare e che adesso sembrerebbe
che il Governo nel tentativo di volere in clima per ltro in linea
generale corretto di spending review di recuperare risorse vorrebbe
applicare una norma che avrebbe un efficacia retroattiva e che
andrebbe a danno rispetto a chi ha, comunque, versato le risorse.
Allora, inviterei il Governo a ritirare l'emendamento 7.5 e
comunque, in quello che abbiamo provato in Commissione, a tenere
conto che i diritti maturati dei soggetti che ancora non sono
andati in pensione vanno salvaguardati avendo versato i propri
risparmi in un Fondo assicurativo che a sua volta poi è stato
trasferito alla Regione.
Ci troveremmo in un caso singolare in cui la Regione stranamente,
in genere generosa, altruista rispetto ai siciliani si appropria di
risorse dei propri dipendenti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei che gli uffici tenessero
conto di quello che sto dicendo. Mi riferisco al fatto che quando
l'articolo 7 fa riferimento ai trattamenti di previdenza e
quiescenza integrativi - vorrei che mi ascoltaste - è da intendersi
integrativi o sostitutivi perché, com'è noto, il trattamento di
quiescenza c'è integrativo se complementare a quello del fondo
INPS, o sostitutivo laddove, ancor non maturato il requisito dal
punto di vista del fondo INPS, lo eroga l'ente in forza del
contratto applicato al proprio dipendente ed equiparato a quello
regionale.
Quindi, vorrei che fosse chiaro che l'integrativo è riferito anche
al sostituivo. Se non fosse così chiaro, formalizziamolo con un
subemendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lo formalizzi con un
subemendamento.
Intanto, il Governo ritira l'emendamento 7.5 o lo mantiene?
Assessore, per andare avanti nel prosieguo dei lavori, se c'è
questa intesa di massima dopo gli interventi da parte di tutti i
colleghi parlamentari, c'è l'esigenza procedurale del ritiro
dell'emendamento 7.5.
VALENTI, assessore per l'autonomia locale la funzione pubblica. Il
Governo ritira l'emendamento 7.5 ritornando al testo dell'articolo
approvato in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Di Giacinto lei ritira il suo?
DI GIACINTO. Sì.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'onorevole Micciché non è presente in Aula. Pertanto, il suo
subemendamento decade.
Pongo in votazione il subemendamento all'emendamento 7.9, quello
formalizzato dopo l'intervento dall'onorevole Cracolici. Il parere
del Governo?
VALENTI, assessore per l'autonomia locale la funzione pubblica. Il
Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. L'onorevole Maggio sottoscrive tutti i subemendamenti,
anche l'onorevole Ioppolo, l'onorevole Arancio e l'onorevole
Cappello.
Pongo in votazione il subemendamento 7.10. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 7.9. Il Governo si rimette
all'Aula e la Commissione è favorevole. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.2. Il parere del
Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, già ieri avevo
chiesto alla Presidenza di approfondire - e lo chiedo stavolta
pregiudizialmente -, riguardo ai commi - mi rivolgo anche al
presidente della Commissione Bilancio di cui faccio parte - dal 3
in poi che non sono passati dalle Commissioni di merito.
Prego, quindi, la Presidenza di fare un approfondimento in tal
senso.
PRESIDENTE. Quali sono? Onorevoli colleghi, l'onorevole Clemente
sta facendo un intervento propedeutico al proseguo dei lavori,
almeno in ordine a questo articolo.
CLEMENTE. I commi dal 3 in poi, 3 compreso.
PRESIDENTE. Questi emendamenti sarebbero stati aggiunti in
Commissioni Bilancio senza passare dalle Commissioni di merito.
CLEMENTE. Visto il metodo che ci siamo dati, signor Presidente,
ritengo sia giusto verificare.
PRESIDENTE. Vorrei sentire i Presidenti di Commissione, su questo,
anche l'onorevole Trizzino, più volte chiamato in causa.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, la ringrazio per questa opportunità.
Vorrei attirare l'attenzione dell'Aula, dell'Assessore e del
Governo sui commi 7 e 8 dell'articolo 12.
Il comma 7, sostanzialmente, parla di indennità pensionabile
PRESIDENTE. In apertura, l'onorevole Clemente, nella discussione
su questo articolo, mi ha evidenziato che, per quanto riguarda i
commi 1 e 2 sono passati dalla Commissione di merito ed erano nel
testo base.
Tutti gli altri a seguire sono stati inseriti in Commissione
Bilancio.
Se decidiamo un percorso di stralcio, il problema si risolve.
Forse, anche, il Governo era di questa idea, non ho compreso bene.
Sta intervenendo, però l'onorevole Ragusa sulla questione.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevole Dina, mi fanno capire - e
chiedo conferma - che il comma 7 e il comma 8 sono stati
stralciati; in tal caso il mio intervento finisce qui. Qualora non
avessi conferma dello stralcio dei comma 7 e 8, continuerò il mio
intervento. Chiedo conferma rispetto a questa cosa.
PRESIDENTE. Chiariamo questo aspetto. Onorevole colleghi, diventa
fondamentale questo passaggio. Gradirei sapere su questo cosa ne
pensa la II Commissione affinché non sia la Presidenza a dovere
stralciare e cosa ne pensa il Governo.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a chiarimento di
quelle che sono le norme di competenza della Commissione Territorio
ed Ambiente che sono passate al vaglio della IV Commissione.
L'articolo era numerato 13, quindi non 12 ed i commi che hanno
avuto parere dalla Commissione sono soltanto il I ed il II. Tutti
gli altri sono stati aggiunti successivamente, quindi, la
Commissione non si è potuta esprimere in merito.
PRESIDENTE. L'onorevole Clemente, quindi, ha ragione su questo.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Come ho anticipato ieri, i commi 1 e 2 sono di
competenza dell'Assessorato all'agricoltura, mentre i commi
aggiuntivi non sono competenza dell'Assessorato all'agricoltura
perché il corpo forestale è alle dipendenze dell'Assessorato
territorio ed ambiente.
Ieri, infatti, avevamo convenuto che, per la trattazione di questo
aspetto, sarebbe stato presente il presidente Crocetta. Presidente
lei ricorderà, quindi, non so essere più specifico.
PRESIDENTE. Va bene, ho compreso, ora vedo io.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che viene
rappresentato risponde a realtà, nel senso che i commi successivi
al II sono stati aggiunti in Commissione.
La sensazione che avevamo avuto è che quella aggiuntiva fosse una
norma di carattere finanziario ma, a guardarla bene, forse ci sono
più momenti organizzativi che finanziari.
PRESIDENTE. Allora, dopo avere sentito gli interventi dei
colleghi, rimangono nel testo, all'articolo 12 i commi 1 e 2, dal 3
in poi, onorevole Clemente lei mi conferma e mi confermano il
Presidente della Commissione e il
presidente Trizzino, vengono stralciati ed inviati, per
competenza, alla IV Commissione, compresi gli emendamenti,
chiaramente, di riferimento a tutto il resto.
L'Assemblea ne prende atto.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quindi, ci stiamo
dando, che poi è la regola, questo metodo che varrà per tutto? Ciò,
in modo tale che non ci siano, perché c'è stato un lungo dibattito,
se lei si ricorda, anche in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, rispetto ad alcuni commi, presente il Presidente
della Regione, quindi, significa che, anche gli emendamenti
aggiuntivi del Governo, anche presentati in Aula o presentati, che
non passano dalla Commissione
RAGUSA. Onorevole Leanza, la smetta, non può diventare un criterio
questa cosa
PRESIDENTE. Va bene, questa me la vedo io.
Onorevoli colleghi, l'impostazione dell'onorevole Leanza, da un
punto di vista procedurale, è corretta.
L'impostazione dell'onorevole Leanza, da un punto di vista
procedurale, è più che corretta; è chiaro che si esaminerà, di
volta in volta, mi sono rimesso all'Aula, l'Aula ha preso atto di
questa decisione e decidiamo di volta in volta.
Si passa all'articolo 12. Già si era votata la parte finanziaria,
sostanzialmente che riduceva. Pertanto, lo pongo in votazione, così
come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E approvato)
Si passa all'articolo 19.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Presidente, proseguiamo con l'articolo 23 dove c'è la riscrittura
del Governo, sul contributo di solidarietà.
PRESIDENTE. Facciamo prima l'articolo 23. Andiamo per ordine
numerico o invertiamo?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Sull'articolo 23 andiamo più celeri.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su indicazione della II
Commissione, si passa all'articolo 23.
GRASSO. Presidente, non mi ha fatto parlare.
PRESIDENTE. Io non l'ho fatta parlare, onorevole Grasso, per non
bruciarle il tempo su articoli che, francamente, possono comportare
una discussione complessa, perché lei sa che il tempo è limitato
per ogni Gruppo.
Si passa all'articolo 23.
Assessore Valenti vuole rispiegare all'Aula la riscrittura di
questo articolo 23.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
La riscrittura dell'articolo 23 prevede l'innalzamento della soglia
con esclusione dal contributo di solidarietà di tutte le pensioni
che arrivano fino alla fascia di 50 mila euro. Quindi, il
contributo di solidarietà nella percentuale in cui l'avevamo
immaginato inizia a decorrere dalla fascia tra 50 e 55 mila euro
annui, con un contributo di solidarietà del 6,50 per cento. La
successiva fascia da 55 a 65 mila euro avrà un contributo del 7
per cento, da 65 a 78 mila euro del 7,50 per cento, da 78 mila a
91 mila euro dell'8 per cento, da 91 mila a 130 mila euro del 10
per cento e, per quanto riguarda la fascia da 130 mila a 195 mila
euro del 17 per cento. Abbiamo anche previsto, ma come sappiamo
ormai le pensioni le abbiamo ridotte tutte al tetto di 160 mila
euro, in ogni caso, esiste un'ulteriore fascia da 195 mila euro in
su con un contributo del 24 per cento che, praticamente, è
inesistente perché appunto c'è stata la riduzione a 160 mila.
In questo modo, il contributo viene fatto per fasce, per cui resta
sempre salvo anche per le pensioni più alte il primo scaglione fino
a 50 mila euro - fino a 50 mila euro, quindi, tutte le pensioni
sono esenti - e, poi, i contributi vanno via via calcolati per
fasce di appartenenza.
In questo modo, stimiamo un risparmio di circa due milioni e mezzo
ogni anno su un totale di 16 mila pensioni che sono quelle che
interessano il Fondo pensioni.
Abbiamo anche specificato che si tratta esclusivamente delle
pensioni erogate dal Fondo pensioni regionale perché appunto
dall'interlocuzione con il Commissario dello Stato era emerso che
c'era un minimo di ambiguità nella dizione della prima formulazione
dell'emendamento e, quindi, in questo modo, abbiamo definito
chiaramente l'ambito, sono esclusivamente quelle erogate dal Fondo
pensioni, con questo meccanismo scalare.
Avevamo presentato - non so se la stanno distribuendo - una
tabella che esplica pure queste fasce che ho detto; in sintesi, per
parlare con numeri alla mano, coloro i quali ricadono nella fascia
da 50 a 55 mila euro verseranno un contributo di solidarietà pari a
351 euro lordi l'anno, per la fascia successiva il contributo sarà
di 1.000 euro l'anno, per la fascia successiva ancora di 2.000 e,
così via di seguito, in maniera progressiva.
Quindi, arriviamo da un minimo di 351 euro di contributo di
solidarietà ad un massimo di 6.900 euro lorde per la fascia da 91
mila a 130 mila, mentre per quelle successive 12 mila euro lorde
l'anno.
Questo è il meccanismo che permette, appunto, in ogni caso, di non
intaccare la fascia da zero a 50 mila.
CRACOLICI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito che
il Governo nel leggere la modifica, la riscrittura, ha parlato di
una ipotesi assolutamente teorica ma che è molto pericolosa se
fosse contenuta, cioè di prevedere un'ulteriore fascia sopra i
160.000 euro.
Suggerisco al Governo di fissare il tetto, anche del contributo,
solo sulle pensioni fino a 160.000 euro, perché se scriviamo in una
legge che prevediamo una fascia superiore, è come se ammettessimo
che ci potrebbe essere una deroga al limite fissato dalla legge,
quindi, per noi il limite di 160.000 euro è invalicabile e, quindi,
discipliniamo con il contributo di solidarietà anche quella
fattispecie, ma non superiore, perché non può esistere
nell'ordinamento la fattispecie di un contributo superiore.
Ripeto perché questo darebbe adito ai ricorrenti di dire anche lo
stesso legislatore ha inteso disciplinare una fattispecie
prevedendo possibilità di deroga. Quindi, credo che il Governo
debba cancellare tutto ciò che è oltre 160.000 euro.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
In linea di massima sono d'accordo con l'onorevole Cracolici, però
l'avevamo inserita proprio perché appunto, come lo stesso onorevole
ha detto, ci sono dei ricorsi in atto, per cui ci siamo posti il
problema di cosa potrebbe succedere con il contributo di
solidarietà se per caso i ricorrenti vincessero questo ricorso. E'
chiaro che per noi la legge blocca le pensioni a 160.000 euro e,
quindi, sono quelle. L'aver previsto l'aliquota per l'eventuale
fascia superiore è soltanto in via cautelativa nel caso in cui
questi ricorsi dovessero, al contrario di quello che ci
auspichiamo, aver risultato positivo.
CRACOLICI. Non lo dobbiamo prevedere
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
D'accordo, non c'è alcun problema. Allora, ci fermiamo per quanto
riguarda la fascia da 130.000 a 160.000, e dopodiché se ci
dovessero essere dei ricorsi che vanno avanti vediamo un po', poi,
come correggerli.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il
Governo, intanto, per aver recepito l'invito ad elevare la soglia
di contribuzione di solidarietà a 50.000 euro, anche se avremmo
gradito maggiore coraggio e maggiore incisività sulle categorie
medio-alte dei pensionati perché, è ovvio, che il numero delle
pensioni su cui applicare il contributo di solidarietà è
inversamente proporzionale alla contribuzione che la gente paga,
per cui sopra i 130.000 euro la platea dei paganti si riduce
enormemente. Quindi, avrei gradito dal Governo una maggiore
aliquota sulle pensioni medio-alte perché, ovviamente, dobbiamo
distinguerci con una politica di rigore regionale maggiore e
finirla con questi privilegi delle classi alti e delle famose
pensioni d'oro. Questo è molto importante Assessore, dobbiamo dare
segnali diversi all'esterno, in controtendenza: la Corte dei Conti
ci raccomanda questo, il Governo nazionale ci raccomanda questo,
riduciamo il numero del personale, questo è un ingrato compito
affidato a lei, ma lei lo deve seguire con maggiore forza ed
incisività perché, alla fine, abbiamo fatto questo ambaradan per 2
milioni e 500 mila euro, voglio dire un pannicello caldo .
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto
resto dell'idea che questo prelievo ai pensionati non si deve fare,
per la motivazione che, già, ho anticipato nella discussione
generale: prima di chiedere contributi di solidarietà ai pensionati
sono del parere che occorra eliminare tutti i privilegi della
politica. E mi ripeto, è chiaro che questo messaggio vale anche per
il Consiglio di Presidenza, che con premura ha approvato subito le
variazioni che hanno effettuato alla Camera ed al Senato, però,
Presidente, queste ritenute che facciamo all'ufficio di quiescenza
o ai pensionati dell'ARS, quindi, anche a noi, vorrei sapere se ha
previsto un capitolo per utilizzare queste spese, così come hanno
fatto in altre Regioni, ad esempio, la Lombardia, dove tutti i
contributi derivanti da tagli alla politica, dalla diminuzione
della spesa, sono stati utilizzati per borse di studio da
destinarsi a laureati in vari settori.
Ho presentato un subemendamento in cui alzo la quota, salvando
altri 930 pensionati e vi dico che il risparmio si potrebbe avere
eliminando qualche Tabella H' a cui il Presidente non è tanto
attaccato.
Dovrebbe, pertanto, aiutarmi ad eliminare qualche contributo dalla
Tabella H' e ad alzare la soglia di prelievo per i pensionati
della Regione siciliana.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Assessori, credo che dall'articolo 23
occorre togliere ogni riferimento alla legge numero 147 del 2013 e
credo che, sicuramente, debba essere cassato il comma 1.
Noi non possiamo, infatti, con legge della Regione siciliana
modificare una legge nazionale in materia di previdenza che,
ovviamente, si applica anche in Sicilia.
Neppure laddove si prevede per le fattispecie normate
dall'articolo 1, comma 486, della legge 27 dicembre 2013, numero
147, di cui al comma 1 dell'articolo 23, un inasprimento delle
aliquote percentuali che determina un contributo di solidarietà per
le cosiddette pensioni d'oro' perché queste misure sono già
stabilite dalla normativa nazionale.
Non abbiamo competenza per modificare una normativa nazionale in
materia di previdenza.
Suggerirei, al Governo e agli uffici della Presidenza
dell'Assemblea, di fare una verifica in tal senso e di cassare il
comma 1 dell'articolo 23 così come suggerirei di eliminare anche
dal comma 3 ogni riferimento alla normativa nazionale, di mantenere
soltanto il comma 2 così come riformulato dal Governo e, quindi,
applicando queste aliquote a partire da 50 mila euro in su e
specificando che questo trattamento si riferisce soltanto ai
pensionati della Regione siciliana.
Se eliminiamo il comma 1 dobbiamo meglio precisarlo nel comma 2.
Presidente, spero mi abbia ascoltato perché sollevo un problema di
incostituzionalità del comma 1 dell'articolo 23 perché - ribadisco
- non possiamo con legge regionale modificare una norma dello
Stato.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, torno su questo articolo per esprimere
la mia contrarietà, non perché qualcuno possa dire che dobbiamo
risparmiare.
Credo che gli sprechi ed i risparmi vadano ricercati in altri
settori della Pubblica amministrazione laddove serve recuperare
risorse e destinarle per altro.
Torno a dire - perché desidero che resti agli atti e registrato
questo mio intervento - che, a mio avviso, questa norma, con questo
articolo è incostituzionale perché in contrasto con la norma
nazionale e, ripeto, il Governo nazionale se volessimo tagliare, e
vogliamo tagliare, stipendi d'oro, pensioni d'oro, non possiamo
incidere sui redditi o sulle pensioni di 50 mila euro che, poi,
sono pensioni lorde e che costituiscono il lavoro, i versamenti
contributivi di una persona che ha maturato un sacrosanto diritto,
non abbiamo titoli e non abbiamo neanche l'arroganza per fare
questo.
Recuperiamo somme, oltretutto fra tutte le altre considerazioni
c'è anche pendente un ricorso sollevato dalla Corte costituzionale,
sollevato dal Presidente della Regione, perché la fretta di andare,
oggi, in maniera demagogica ad approvare un articolo che, ripeto,
non serve perché questo articolo serve a finanziarie l'altro
articolo che è quello che prevede il contributo ai redditi bassi,
il lavoro, la sostituzione del credito di imposta e non possiamo
incidere su materie tributarie, quindi le somme che si risparmiano
verranno accantonate nel Fondo pensioni perché l'articolo che
abbiamo approvato ieri è un articolo che resterà inapplicato e,
poi, vediamo, così come i cantieri di servizio, sempre a consuntivo
questi risultati.
Quindi, invito il Governo, la Commissione ed anche l'Aula ad
accantonare questo articolo, ad aspettare l'esito della Corte
Costituzionale e poi procedere, eventualmente, ma successivamente
perché sostanzialmente il risparmio di spesa lo otterremo
eliminando; invece di rifinanziare Enti che non servono, ESA,
Consorzi di bonifica e quant'altro, cerchiamo di eliminarli là, di
trovarle là le risorse.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
sicuramente la nuova tabella è più chiara rispetto a quella
precedente. Vorrei chiedere soltanto, siccome il mio Gruppo
parlamentare ha fatto, neanche un anno fa, la richiesta di accesso
agli atti per chiedere il numero dei pensionati, e ad esempio, un
dato che ci risulta, è che ci sono 16 persone che superano la
soglia di 200 mila euro. Quindi, chiedo soltanto di verificare
perché nella nuova tabella, ad esempio, per la Regione,
attualmente, non risultano pensionati che superano i 200 mila euro,
dico la soglia, io ho 16 persone che superano i 200 mila euro di
pensione. E anche un po' sul numero dei pensionati, secondo le
fasce, ripeto, secondo una richiesta di accesso agli atti, i numeri
sono diversi.
Noi rimaniamo, comunque, favorevoli perché abbiamo sempre
sostenuto che era necessario questo contributo, però, come già
sostenuto anche in Commissione Bilancio non si può fare un prelievo
delle pensioni per una copertura che sia terza. Sosteniamo che ci
sono forti dubbi e perplessità perché questo prelievo doveva andare
a coprire lo stesso impianto, quindi, pensioni minime che dovevano
essere sollevate, in linea anche un po' con la sentenza della Corte
Costituzionale. Quindi, chiedo di verificare i numeri e soprattutto
se è possibile destinare ad altro questo prelievo e questa
copertura.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, preliminarmente vorrei dirle che ho
notato che c'è una dichiarazione di affetto nei suoi confronti da
parte dell'onorevole Greco perché le ha fatto una richiesta di
aiuto. Mi fa piacere presidente Ardizzone.
GRECO. Veramente mi riferivo ai pensionati
FORMICA. Onorevole Greco, stavo parlando in suo favore. Dopodiché,
Presidente, voglio fare notare, anch'io concordo col fatto che
secondo me l'intervento sulle pensioni è incostituzionale e
soprattutto è incoerente laddove per recuperare qualche spicciolo e
soprattutto per non intaccare le prebende previste nella Tabella H,
si continua a penalizzare, a rubare i soldi in tasca a chi ha
versato i contributi.
Detto ciò, Presidente, vorrei intanto dichiarare che il nostro
Gruppo prende atto del fatto che la battaglia che ieri avevamo
fatto presentando l'emendamento 7.5.1 che sopprimeva la lettera A
del comma 2 che, appunto, prevedeva un prelievo sui redditi molto
bassi, prendo atto del fatto che il Governo, nella riformulazione,
ha accolto quanto noi sostenevamo e cioè di esentare, almeno, le
pensioni minime, le pensioni che testimoniano un reddito veramente
minimo, dal prelievo di questo contributo, fermo restando che
secondo noi questo articolo dovrebbe essere bocciato e stralciato
e il Presidente Crocetta e il suo Governo che predicano sempre e
continuamente contro le varie manciugghie dovrebbero essere
coerenti con la predica che fanno da anni, e non continuare a
lasciare intatte le prebende ingiustificate, mentre invece mettono
le mani in tasca ai pensionati ledendo un diritto costituzionale.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto ed
accolgo con favore il fatto che il Governo, alzando le fasce,
finalmente garantisca il ceto medio che è quello che deve essere il
punto di forza della nostra società.
Prendo atto anche del riconoscimento da parte delle opposizioni
rispetto a questa nuova posizione del Governo, ma voglio ribadire
il fatto che questa non è lotta agli sprechi, questi sono diritti
acquisiti, è semplicemente un contributo di solidarietà di chi ha
qualcosa in più rispetto a chi ha qualcosa in meno. Non stiamo
parlando di modelli vecchi, per esempio i cantieri scuola, i
cantieri di lavoro, che dopo tre mesi finiscono, saranno interventi
importanti ma spot.
Ci auguriamo che se trecento, quattrocento, disabili o trecento,
quattrocento ragazzi sotto i trentacinque anni e duecento,
duecentocinquanta persone sopra i trentacinque anni potessero, in
qualche modo, raggiungere una attività duratura nel tempo, se
questo potesse avvenire anche con questo contributo di solidarietà
noi ne saremmo felici.
Quando si parla di contributo di solidarietà si parla di questo, è
temporaneo e momentaneo. Un contributo verso chi ha difficoltà
oggettive.
Condivido la nuova proposta del Governo che lascia fuori circa
quindicimila pensionati della Regione che sono il ceto medio, cioè
quella parte a cui anche un prelievo di quindici, venti euro
mensili poteva creare delle difficoltà, e sono convinto che le
altre fasce possono contribuire, e lo faranno, anche se non con il
sorriso, per una causa giusta.
La lotta agli sprechi va fatta, va continuata e se in questo
Parlamento, nelle prossime ore, avrà bisogno di individuare forme
ulteriori di lotta agli sprechi, ai privilegi, ecc. per quanto ci
riguarda appoggeremo questa battaglia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, anch'io volevo dare forza a questa
proposta che fa il Governo in particolare l'assessore Valenti,
alzando il tetto, è vero che è un patto di solidarietà ma è anche
vero che andremmo a incidere su una fascia come dire debole perché
gli stati economici e finanziari attestano che la povertà avanza
sempre di più ciò sta a dimostrare che la sensibilità di questo
Governo nell'aver compreso che la fascia iniziale viene cambiata,
tuttavia ritengo che se c'è spazio di poter agire rispetto
all'emendamento 23.19.1 con cui io concordo perché bisogna pensare
che molti pensionati vivono in affitto e questo ha un costo, e oggi
la disoccupazione giovanile ricade sulle famiglie dato che oggi
tantissimi giovani disoccupati sono sostenuti da famiglie che
vivono di sola pensione.
Ecco perché io penso che l'emendamento 23.19.1, che alza la
soglia da 50.000 a 55.000 euro, potrebbe essere preso in
considerazione.
Per cui io ritengo che il nostro Gruppo porta avanti questa
necessità nel confermare questo emendamento, che non so neanche da
chi sia firmato, ma che tuttavia va verso la direzione della
comprensione di chi, oggi, vive in uno stato di debolezza, che oggi
sono i pensionati.
Non dimentichiamo anche che le varie trattenute vanno a pesare
sulle famiglie e, quindi, sul nostro futuro sociale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, credo che la nuova formulazione, che
ha tenuto conto anche delle sollecitazioni venute dal gruppo PD e,
segnatamente, dall'intervento di ieri dell'onorevole Cracolici,
renda più equo l'intervento che il Governo propone come contributo
di solidarietà e consenta di chiedere a soggetti che hanno, diciamo
così, un reddito dignitoso di contribuire, temporaneamente, a
questa misura.
Io rispetto le opinioni dei colleghi dell'opposizione che la
pensano diversamente, però mi sembra fuori luogo che per esempio
l'onorevole Formica metta assieme la critica, legittima, a questo
provvedimento, con il riferimento a presunte prebende che ci
sarebbero nella finanziaria
FORMICA. Ah, non ce ne sono?
GRECO GIOVANNI. Ci sono Ci sono venti tabelle H, che era stata
eliminata
PANARELLO...presunte prebende, anche perché l'onorevole Formica,
che è un deputato di lungo corso e a lungo tempo è stato esponente
di spicco delle maggioranze del passato, oltre che uomo di Governo,
ha concorso a determinare quegli obbrobri che, finalmente, nel
corso degli ultimi anni sono stati ridotti. Il danno che si è fatto
con quelle misure - per esempio sulla famigerata Tabella H - è un
danno, come dire, non solo economico, perché si sono messi sullo
stesso piano interventi clientelari con misure di sostegno a
istituzioni culturali, a enti, ad associazioni che sono certamente
ancora meritevoli di un sostegno da parte del Governo.
Fatte le debite proporzioni, è la stessa cosa che si è fatta nel
campo della formazione. Perché avere fatto diventare questo settore
ipertrofico per motivi clientelari ha messo in discussione la
missione importante che, ancora, la formazione ha in Sicilia e,
soprattutto, il futuro di tante persone qualificate che hanno
operato bene in questo campo e che, proprio per quella politica
sciagurata, oggi vedono a rischio il proprio futuro.
FOTI. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, mi rivolgo all'Aula, e anche a lei
chiaramente, dicendo che noi sosteniamo questo articolo.
Già da tempo diciamo di porre una lente di ingrandimento su queste
pensioni che sono diritti maturati ma in un momento di crisi così
forte, di sofferenza, in cui le pensioni,quelle dei poveri, sono
davvero la metà della metà della metà, quelle che stiamo andando a
toccare - qui si parla di pensioni che partono da quindici, sedici
volte la pensione minima - e dire che stiamo andando a
sacrificare, a toccare il sacrificio delle persone è molto
relativo.
Tra l'altro questo contributo non è neppure vita natural
durante', è sperando che ci siano delle entrate che provengano più
dalle attività produttive, imprenditoriali, artigianali e
turistiche di questo territorio.
Ma signori, se non facciamo leva sulla solidarietà, in questo
momento di crisi, finisce tutto. La solidarietà in questo momento è
fondamentale e invito i miei colleghi, semmai vogliono essere
solidali anche loro, a contribuire come facciamo noi, ad esempio,
decurtando parte del nostro stipendio in maniera del tutto
spontanea. Quando ci sono persone che soffrono nella società
civile, tocca a chi è che ha una posizione, leggermente più
privilegiata, ottenuta con dei diritti, contribuire con solidarietà
e, quindi, siamo favorevoli a questo contributo specialmente adesso
che è stato calcolato in maniera corretta.
GRECO GIOVANNI. Toccando i diritti di quei lavoratori che hanno
pagato quei contributi per avere quelle pensioni.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Obbrobrio non è un insulto.
FORMICA. L'interpretazione autentica gliela faccio fare.
PRESIDENTE. L'autentica la fa direttamente chi fa la
dichiarazione, quindi l'onorevole che ha usato questo vocabolo.
FORMICA. Signor Presidente, spero che quando non parlo il tempo
non venga decurtato.
PRESIDENTE. Non viene decurtato perché interviene per un fatto
personale.
FORMICA. Voglio ricordare all'onorevole Panarello solo due
questioni semplici. Vero è che grazie agli elettori, che nel tempo
lo hanno consentito, ho fatto parte, spesso, delle maggioranze che
hanno governato questo Parlamento, e vero è che ho fatto parte
anche del Governo e mi onoro di aver fatto parte di un Governo che
ha operato molto, ma molto, a favore dei siciliani.
Fermo restando che il soggetto pur avendone titolo, sono qua da
venti anni, non ha nessun ente in Tabella H.
Premesso questo, voglio dire dal punto di vista politico che
quando quei governi, è vero, hanno contribuito ad allargare la
spesa, non tagliavano i soldi ai pensionati e non toglievano
risorse ai poveri. Quindi, è un Governo questo che non solo non ti
taglia le prebende e le varie tabelle H ma, addirittura, taglia i
soldi ai pensionati, eliminando anche i diritti quesiti, questo
solo per precisazione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono tutta una serie di
emendamenti. Un altro mi è stato annunciato, quindi diamo tempo per
la scrittura.
Onorevoli colleghi guardate che in alcuni interventi, che non li
cito adesso, è stato fatto un richiamo abbastanza esplicito ai
problemi che questa norma comporta. Su una cosa noi dobbiamo essere
chiari in quest'Aula. Ieri abbiamo avuto modo di rappresentarci il
problema con i capi gruppo, con alcuni colleghi, la norma fa
riferimento ad una legge nazionale che è stata correttamente
impugnata dal Presidente della Regione perché la legge nazionale
prevede che il contributo di solidarietà affluisca nelle casse
dello Stato.
Ripeto: il Presidente della Regione correttamente ha presentato
ricorso dinnanzi alla Corte Costituzionale, che è pendente. Se,
malauguratamente, la Corte Costituzionale dovesse dare torto alla
Regione siciliana questi fondi anche nel loro aumento rischiano di
finire nelle casse statali.
Scusate dobbiamo essere chiari su questo Io non vorrei che si
lavorasse per il Re di Prussia, per essere chiari. Quanto al
riferimento all'ARS, è da qualche giorno che, praticamente, ci
confrontiamo anche con le altre Regioni, leggo sul Corriere della
Sera, e la stampa nazionale se li difende: Finalmente hanno
applicato il contributo di solidarietà al Consiglio regionale della
Lombardia Finalmente. L'hanno applicato da ieri.
Noi il contributo di solidarietà come parlamentari che godono del
vitalizio già è stato introdotto da almeno due anni, proprio perché
si è agganciati al Senato.
Questo va chiarito e questo messaggio ancora non è passato
all'esterno perché nelle more la Corte Costituzionale era
intervenuta a dichiarare illegittimo il contributo di solidarietà
sulle altre, chiamiamole, tra virgolette, categorie.
GRASSO. I magistrati.
PRESIDENTE. Anche i magistrati, medici, su tutti, su tutti. Era
intervenuta per dichiararlo incostituzionale. L'Assemblea regionale
siciliana già da diversi anni applica il contributo di solidarietà.
L'Assemblea regionale siciliana lo ha applicato e qualche
chiarimento è stato chiesto da qualche collega parlamentare, dove
finiscano questi soldi? I soldi sono, momentaneamente, congelati
nel bilancio dell'Assemblea regionale siciliana per non rischiare
di doverli devolvere allo Stato italiano. Questo è il dato
fondamentale, perché non li posso destinare diversamente.
Se la legge mi dice che debbono andare allo Stato, andranno allo
Stato. Su questo non c'è assolutamente dubbio, senza alcuna vena
polemica.
Siccome sempre sul Corriere della Sera si fa riferimento alla
sprecona' Sicilia, la sprecona' Sicilia paga circa trecentotrenta
assegni vitalizi. Ma la sprecona Sicilia ha uno Statuto che gli ha
permesso, grazie a quella data, 1947, di avere parlamentari e
quindi anche parlamentari che godono della pensione dal 1947 in poi
e non dagli anni 70.
E quindi ci dovremmo tutti chiedere, ma come fa la Sicilia ad
avere trecentotrenta pensionati e la Lombardia duecentoventi?
Quando entra in vigore la Regione ordinaria a distanza di
trent'anni. Lezione di morale non ne accettiamo da parte di
nessuno.
(applausi dai banchi di destra)
Perché si continua a prendere come modello la Sicilia. E' un vero
modello, è un vero modello di contenimento della spesa, perché lo
dico a gran voce, non quello che faremo, quello che abbiamo fatto.
Abbiamo risparmiato nel corso di questa legislatura settantuno
milioni di euro con provvedimenti adottati all'unanimità, voglio
ribadire, all'unanimità, dal Consiglio di Presidenza che fino a
prova contraria è rappresentativo dell'intero Parlamento.
Questo mi era doveroso precisarlo.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Greco la prego di attendere, il Governo sta
riscrivendo l'emendamento.
Gli Uffici mi chiedono una sospensione per scrivere gli
emendamenti. Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12.18, è ripresa alle ore 12.47)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non possiamo andare avanti con
questo ritmo aspettando riscrittura di emendamenti.
Abbiamo lavorato abbastanza in Commissione, altrimenti veramente
andiamo oltre la nottata di oggi, arriveremo a domani, dopodomani,
non so a quando. Dobbiamo rispettare i tempi.
Pertanto, accantoniamo momentaneamente l'articolo 23 nella
speranza che il Governo riscriva, così come ci ha chiesto, questo
articolo.
Si passa all'articolo 19.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 19.4 dell'onorevole
Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Greco, in ordine. Ritira o mantiene?
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 19.7 a
firma dell'onorevole Panepinto ed altri.
PANEPINTO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto da parte
dell'onorevole Ciaccio.
PANEPINTO. Chiedo di parlare per illustrare le ragioni della
soppressione.
PRESIDENTE.. Onorevoli colleghi, comunico che il Movimento 5
Stelle ha già preannunciato la richiesta del voto segreto. Per
altro c'è un altro emendamento soppressivo a firma del Movimento 5
Stelle.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Panepinto.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
riportare in quest'Aula una lunga discussione avuta in Commissione
Bilancio, sostituivo l'onorevole Cracolici in Commissione Bilancio,
e avevo chiesto per questo articolo un approfondimento e un
accantonamento, tanto è vero che in nottata il Presidente
dell'Interporti è venuto a spiegare di che cosa si trattava.
Nutro profonde perplessità su due elementi, sul fatto che questo
Governo prova a razionalizzare costi e spese e poi ci ritroviamo a
dovere dare in tre anni, nel bilancio pluriennale, otto milioni e
mezzo di euro e un milione e mezzo al MAAS.
Rappresento a quest'Aula due fatti. La prima è che la Società
Interporti, e mi stranizza che debba essere una società che
diventa stazione appaltante, perché ci è stato spiegato con una
relazione che è anche stazione appaltante e in un momento come
questo ciò dovrebbe far riflettere senza mettere in dubbio la
trasparenza della società stessa che però riporta duemilioni e
passa di perdite di esercizio.
Mi aspetterei, Assessore Agnello, che il Governo su questo
trovasse, come ha fatto su altri articoli, la determinazione e la
prudenza di ritirare questa norma. Perché dico di ritirarla? Perché
comunque noi una quarta manovra di assestamento la dobbiamo fare.
Si approfondisca con le società delle partecipate e con l'Ufficio
legale quali sono esattamente le condizioni finanziarie di questa
società. Dopo di che oggi, prudenzialmente, anche perché il Governo
così come il Parlamento, nel varare questa Finanziaria, deve
contrarre delle spese e ad oggi come faceva super chuck stiamo
togliendo ai poveri per dare ai ricchi, così titolava Live
Sicilia, accantonerei questa norma sul MAAS per la quale un
servizio della Regione firma una relazione dove dice che è
scandaloso rifinanziare il MAAS che pagava e continua a pagare i
revisori dei conti a duecentosettantamila euro.
Pertanto, invito il Governo, prudenzialmente, a ritirare
l'emendamento nella sua interezza e avere una relazione
approfondita sull'Interporto per sapere se può continuare ad essere
stazione appaltante e se può ricevere in un triennio ottomilioni e
mezzo.
Stiamo togliendo ai poveri, diceva qualche giornale stamattina,
non vorrei far lavorare come super chuck , togliere ai poveri per
dare ai ricchi.
Invito quindi il Governo, prima del voto segreto, a ritirare
questa norma nella sua complessità.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, per un fatto procedurale il
Governo non può ritirare norme, eventualmente ne può chiedere la
soppressione e l'Aula si pronuncia.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
comunicare che appongo la mai firma all'emendamento soppressivo
dell'onorevole Panepinto, in linea con lo spirito che lui ha
illustrato da questo pulpito.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, questo articolo riguarda due questioni diverse e due enti
completamente diversi: una è la questione dell'Interporto di
Termini Imerese, Palermo, e uno quello di Catania.
Ci sono centottantamilioni di euro pronti per gli investimenti. La
Regione partecipa all'ente con una compartecipazione e se facciamo
fallire l'Interporto, per intenderci, salta tutto l'investimento.
Quindi, non è che stiamo facciamo chissà quale novità Perché i
fondi dal CIPE non sono stati attribuiti alla Regione, ma sono
stati attribuiti all'Interporto.
Voi ritenete che nell'attuale fase economica e politica del Paese
il CIPE ci darebbe i soldi? Quindi, faremmo saltare un progetto in
cui siamo già in gara, per non versare in tre anni 8 milioni e
mezzo di euro, che attengono alla gestione dell'Interporto.
Sul MAAS: c'è bisogno di questo ente, si o no? Credo che ce ne sia
bisogno, altrimenti avremmo dovuto eliminarlo fra le società
strategiche, ma non inserire il finanziamento necessario per
evitare il fallimento mi sembra proprio una follia.
Dopodiché, se ci sono problemi di controlli gestionali, non è
questa la sede, quella Finanziaria, per affrontarli, ma quella più
gestionale che va a verificare effettivamente se ci sono sprechi o
se ci sono cose da fare, ma io credo che sarebbe un atto
irresponsabile abolire l'articolo.
PRESIDENTE. Grazie Presidente Crocetta.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Seconda
Commissione, proprio durante la sessione di bilancio, abbiamo
ascoltato il Presidente della società Interporti e ci siamo
proprio interrogati sulla possibilità di votare positivamente o
negativamente su questo articolo.
Non voglio ripetere le parole dell'onorevole Panepinto che,
chiaramente, sottoscrivo in pieno, ma voglio aggiungere invece
qualcosa rispetto a quello che lui ha detto.
Il dato che mi ha impressionato maggiormente è stato questo: delle
cinque strutture che devono essere realizzate dalla società degli
Interporti, solo una al momento è già completa ed è un parcheggio
per tir che si trova nella zona del catanese. Il prezzo di
realizzazione di questo parcheggio è - da relazione del Presidente
della società Interporti - di 6 milioni di euro abbondanti. E'
stata data in appalto al consorzio AIAS per 15 anni a 36.000 euro
l'anno.
Ora io non sono molto pratico con i numeri e con la matematica,
però le calcolatrici mi vengono in aiuto e ho fatto una semplice
divisione: ho diviso 6 milioni di euro, il costo del parcheggio,
per 36.000 euro e ho scoperto che per entrare in attivo la Regione
siciliana dovrà aspettare 168 anni.
Già a me questo basta per dire che, chiaramente, la gestione è
poco capace, poco attenta e che, quindi, ovviamente, il nostro voto
sarà per sopprimere questo articolo e non dare i soldi alla società
Interporti.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione
abbiamo avuto modo di parlare col presidente Albanese e, di fatto,
quest'ultimo ha risposto a ogni singola domanda da parte dei
Commissari e soprattutto dei colleghi del Movimento Cinque Stelle,
penso in maniera abbastanza esauriente, anzi dico esaurientemente,
perché ha dimostrato, con i numeri, che in questa gestione ci sono
stati assolutamente dei risparmi, non ci sono sprechi, c'è un piano
industriale e si va verso un rilancio di questa attività.
Vorrei ribadire che noi abbiamo due grandi opere, chiuderle
significa mantenere due cattedrali nel deserto per essere
l'ennesimo assoluto spreco nei confronti della Sicilia.
Paradossalmente, con un'operazione di chiusura rischiamo di
mantenere due infrastrutture determinanti per la crescita economica
della nostra Terra e, invece, con la chiusura rischieremmo
praticamente di non dare nessuna opportunità a due settori
fondamentali: allo sviluppo intermodale e certamente
all'agricoltura.
Se ci sono problemi di carattere amministrativo così come diceva
poco fa anche l'onorevole Panepinto rispetto ad elementi esagerati,
per esempio nella struttura se un revisore dei conti guadagna 270
mila euro mi verrebbe volentieri, se è come dice l'onorevole, di
ritornare all'emendamento Di Mauro che io ho bloccato e che grida
vendetta.
Penso che per via amministrativa, dove la Regione può tutelare e
può, in qualche modo, intervenire in questi eventuali sprechi, si
può fare molto, ma buttare l'acqua con tutto il bambino mi sembra,
assolutamente, esagerato.
Rispetto all'atra vicenda di cui parlava poco fa l'onorevole
Cancellieri, come se fosse caduto dalle nuvole di punto in bianco,
è chiaro che quello che ha detto: fatta così sembra assolutamente
un'assurdità , si dimentica Cancellieri che il presidente Albanese
gli ha detto che per cinque volte è andata deserta perché in
qualche modo era intervenuta la mafia, perché in qualche modo
qualcuno stava evitando che si potesse fare un regolare contratto.
Lo ha detto Cancellieri, lo ha detto, ha detto questo; scusate lo
ha detto Albanese.
Alla fine, quindi, se è andata in questo modo, non so noi non
entriamo nella gestione, però in qualche modo il presidente della
Società ha detto: guardate che è andata deserta, le abbiamo
tentate tutte, le abbiamo fatte tutte . Il problema è questo, il
problema è rilanciare, avvicinare la Sicilia con le grandi
infrastrutture perché questa terra ha bisogno di grandi
infrastrutture.
Qua siamo proprio nella parte finale. A me può interessare
assolutamente nulla o poco, non mi interessa strutturalmente né
dell'Interporto né del MAAS; non sono andato né nell'una né
nell'altra struttura, non le conosco fisicamente, però ritengo che
un'operazione di questo genere in cui si butta l'acqua sporca con
tutto il bambino mi sembra, assolutamente, un'operazione di
incoscienza. Poi, ogni partito, ogni movimento, ogni singolo
parlamentare decida quello che ritiene opportuno. Lo dico in
maniera molto serena. Però noi abbiamo ascoltato, io non c'ero
quindi non posso dire, ciò che ha detto Albanese, mi auguro che sia
registrato presidente Dina, sono delle argomentazioni importanti
vedo anche la voglia di uscire da questo momento di difficoltà,
ritengo che non possono essere 8 milioni di euro a bloccare tutto
questo processo di due grandi infrastrutture che sono, in qualche
modo, proprietà della Regione.
Ritengo che dal punto di vista amministrativo vadano fatti tutti i
controlli, lotte agli sprechi, intervenire, commissari, fare quello
che si ritiene opportuno, ma cerchiamo assolutamente di non buttare
- lo ripeto - una grande opportunità di dotarci di due opere
importanti: una pari e funzionante quella del MAAS anche se con le
difficoltà che illustrava poco fa l'onorevole Panepinto che ha
letto ovviamente la relazione e che, quindi, sono difficoltà che
l'Assessorato o la Presidenza della Regione sicuramente potranno
superare; l'altro è il trasporto intermodale che, certamente, può
dare un grosso contributo alla nostra Terra.
Due grandi infrastrutture, una si occupa di agricoltura, una si
occupa di trasporti, che rendono questa Terra meno vulnerabile e
certamente più forte dal punto di vista del futuro e di eventuali
investimenti.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor presidente, vorrei sapere quanto tempo mi spetta.
PRESIDENTE. Tre minuti.
CORDARO. Evidentemente, ci sarà stato qualcuno che si è
addormentato al microfono e certamente non sono stato io.
Allora, in trenta secondi per dire che io ed il mio Gruppo siamo
contrari all'emendamento del Movimento cinque Stelle e siamo
favorevoli all'articolo 19 per le ragioni che sono state già
espresse e perché riteniamo che questo metodo di procedere, che può
riguardare esclusivamente un modus che vuole portare la Sicilia
all'annientamento, non ci può coinvolgere, non soltanto perché
siamo opposizione responsabile, ma perché dobbiamo avere presente
che ci candidiamo a diventare alle prossime elezioni forza di
Governo e quando, probabilmente, lo saremo è il caso che ripartiamo
da quello che di buono ancora c'è. Credo che fra queste cose buone
c'è la società Interporti.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo ho
pochissimi secondi a disposizione quindi tendo ad economizzare il
tempo, anche in omaggio ai miei colleghi del Gruppo. Solo per dire
che in questa vicenda dell'Interporto vanno distinti la società
dall'obiettivo infrastrutturale.
Naturalmente, io sono perfettamente d'accordo sulla necessità di
dotare l'isola di infrastrutture che consentano la intermodalità e
che avvicinino sempre più la Sicilia ai grandi mercati del nord
Italia e dell'Europa.
Sulla società credo che permangano alcune zone d'ombra sulle quali
il Governo ha il diritto e il dovere di fare luce.
Ed allora, io mi permetterei di sospendere ogni attività di
finanziamento e di avviare un tavolo fra il Governo regionale, il
Ministero delle Infrastrutture e gli enti locali interessati per
verificare seriamente, anche alla luce delle denunce che sono state
rese in Commissione per tentativi di condizionamento mafioso,
perché si verifichi la corretta gestione della società S.p.A. in
questi ultimi anni e si faccia il punto sul crono-programma per
capire se e in che modo le strutture che rientravano negli
obiettivi istituzionali per cui è nata la società non siano stati
ancora alcune avviate altre completate.
Diverso è il discorso per il mercato agroalimentare di Catania che
opera da qualche anno pur fra mille obiettive difficoltà e anche in
questo senso io mi augurerei da parte del Governo un minimo di
attenzione, perché tutte le società partecipate del capitale
pubblico io credo che debbano essere sottoposte ad un serio e
corretto monitoraggio da parte del Governo regionale.
BARBAGALLO. Chiedo di paralare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sarò
telegrafico perché i minuti iniziano a ridursi per testimoniare
l'importanza della società Interporti che nel corso degli anni è
stata protagonista di una serie di ragionamenti. Anche dal punto di
vista urbanistico nel catanese si è pensato all'ampliamento, allo
scambio intermodale e, quindi, questi sforzi, che sono costati
tanti e tanti sacrifici, oggi non possono essere vanificati.
Analogo ragionamento vale per il MAAS dove la Regione siciliana
negli ultimi anni ha investito e bisogna - credo - continuare su un
percorso serio, autorevole per rifunzionalizzare queste due
partecipate.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, per essere
molto chiari qua bisogna fare una scelta di campo: o siamo per una
Sicilia che vuole crescere e quindi infrastrutture e quindi
interporti perché servono, servono per i collegamenti, servono per
far crescere la nostra Terra.
Allora, siccome da più parti vengono sollevate alcune difficoltà,
se la società, se il consiglio di amministrazione ha nella sua
organizzazione dei revisori che prendono 270 mila euro l'anno è
giusto che la Regione Sicilia, che questo Governo chieda una fase
ispettiva, perché non è possibile che da una parte noi togliamo ai
pensionati, non è possibile che si parte per ridurre le spese e non
è più comprensibile, dopo che abbiamo fatto l'abbassamento degli
emolumenti all'interno dell'Assemblea con un tetto massimo di 240
mila euro, non è possibile quanto asserito dal mio collega, se
corrispondesse alla verità, è un fatto gravissimo. Io chiedo a
questo Governo che si faccia chiarezza, nell'interesse generale
della Sicilia.
Cosa diversa è il MAAS. Il MAAS è il punto di riferimento per
l'agricoltura siciliana perché, con tantissimi sforzi, questa
Terra, questa Sicilia si è dotata di una struttura pronta ad
accogliere la produzione siciliana, facendone il punto di
riferimento del commercio nazionale.
Se qualcuno non lo sapesse, dovrebbe anche conoscere la storia di
questa struttura. Tanti commercianti nazionali vengono a Catania
presso il MAAS per comprare i prodotti che si producono nella
nostra Sicilia.
Se ancora una volta, bisogna ascoltare la voce di coloro che non
vogliono crescere e che non vogliono svilupparsi, questo è un
prezzo che io, personalmente ed il mio Gruppo, non ci sentiamo di
pagare e siamo, anzi, per l'autostrada che oggi è finanziata da
Rosolini a Modica, che possa continuare con l'8-9, che possa
arrivare a Gela.
Questa è la vera scommessa che questa terra si deve intestare.
Siamo per gli aeroporti e abbiamo lavorato per fare aprire Comiso.
Va dato atto a questo Governo che ha lavorato e che si è impegnato
e che noi sosteniamo come comparto di maggioranza e che vogliamo
andare avanti.
Per tutto questo, e ringrazio il Governo per aver presentato
l'articolo 19, che io ed il mio Gruppo voteremo.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ringrazi l'onorevole Cordaro che è
stato in grado di accaparrarsi un po' di minuti da parte degli
altri Gruppi.
CIMINO. Signor presidente, l'onorevole Cordaro è intervenuto
sostenendo la bontà della prima parte dell'articolo. Io mi permetto
di sostenere la bontà della seconda parte, soprattutto quella che
riguarda i mercati agro-alimentari.
Da Assessore per la cooperazione di quel Governo regionale, nel
2001, abbiamo fatto delle battaglie importanti e serie, insieme con
l'Assemblea regionale siciliana, per attivare un finanziamento del
Ministero delle Attività produttive.
Era un finanziamento del Governo nazionale. Quella realtà deve
potere essere non soltanto una realtà della Sicilia orientale, ma
spero possa dare anche risposte alla Sicilia occidentale perché
quei mercati agro-alimentari rappresentano un'importante azione di
sviluppo del nostro territorio, soprattutto nel settore
dell'agricoltura, ma perché no? Nel tema delle attività produttive
in generale.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor presidente, onorevoli colleghi, ci tenevo a
sottolineare, visto che durante il dibattito si è evidenziato
quanto, ormai, ci stia stretta questa situazione, in cui gli
innumerevoli enti, partecipate, consorzi che la nostra Regione ha,
si continua a dire che ci sono sprechi, soldi che vengono messi
dall'Assemblea regionale, quindi, dai contribuenti che vengono
spesi in maniera ignobile.
A proposito, il mio Gruppo ha preparato un ordine del giorno
sull'argomento con cui chiediamo di dare mandato agli uffici della
Pubblica Amministrazione regionale perché accertino tutte le
responsabilità da parte di questi amministratori o di commissari
liquidatori delle partecipate che, con la loro mala gestio,
colposa, non voglio dire, addirittura, volontaria, hanno creato e
continuano a creare un gravissimo danno, non solo all'immagine
della Sicilia, ma un danno erariale e affinché si provveda
urgentemente ad operarsi per fare delle azioni di responsabilità.
In Commissione Bilancio , quando ci furono portate le varie
relazioni, a proposito di quella del MAAS, ricordo quella firmata
dall'Ufficio partecipate dell'Assessorato del Bilancio, noi non
credevamo a noi stessi quando leggevamo su questa relazione, su
questa partecipata, sugli stipendi, su come venivano spesi i soldi,
sulla mancata chiarezza che, ad oggi, viene fatta su quella che
deve essere, siamo d'accordo, una struttura a supporto logistico
dello sviluppo agricolo, del commercio dei prodotti agricoli.
Quindi, per chi lo volesse sottoscrivere, è arrivato il momento
che si metta fine alla parola mala gestione delle partecipate e
degli Enti della Regione.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
io ho sentito diversi interventi dei colleghi precedenti dove non
so se, volontariamente o maliziosamente, vogliono fare passare
sempre che la colpa è del Movimento 5 Stelle.
Allora, io voglio ribadire un aspetto. Noi siamo a favore dello
sviluppo, noi siamo a favore dell'agricoltura e dei comparti, senza
se e senza ma e voglio ricordare al collega che è intervenuto
dicendo, anche perché l'emendamento di soppressione che stiamo
discutendo è dell'onorevole Panepinto dove, comunque, noi
sottoscriviamo, quindi non c'è bisogno sempre di sottolineare il
Movimento 5 Stelle.
Fermo restando questo, sono contento, anche che la responsabilità
gli è venuta in questa legislatura, perché ricordo che il partito
ha sostenuto il vecchio Governo ed ha fatto questi danni.
Noi interveniamo nello specifico perché la discussione che c'è
stata in Commissione ha portato anche alla lettura di una
relazione, anzi, di una doppia relazione: una per quanto riguarda
le infrastrutture ed una per quanto riguarda il MAAS. Entrambe
sostengono che già stanno provvedendo a denunciare agli organi di
competenza la situazione e, quindi, noi, che cosa facciamo ad oggi?
Finanziamo qualcosa che, probabilmente, se non quasi certamente,
avrà dei riscontri di tipo giudiziario?
Non solo. Se dobbiamo essere responsabili qua abbiamo istituito,
in Commissione Bilancio - il Presidente può confermare - una
sottocommissione sulle Partecipate e il ragionamento responsabile
va fatto in toto, non solo perché qua abbiamo i padrini di
qualche partecipata.
Allora, facciamo un ragionamento sano sulle Partecipate anche in
linea di quanto detto dalla Corte dei conti e vediamo se è giusto o
non è giusto, quali sono le effettive necessità delle Partecipate,
perché questo finanziamento non è per le Partecipate, sono per dei
debiti fuori bilancio di una mala gestio della Partecipata.
Quindi, se era per la infrastruttura che ben venga Noi avremmo
finanziato il doppio, ma andare a pagare le colpe di altri questo
Parlamento non può più permetterselo
Quindi, noi, ad oggi, condividiamo l'intervento dell'onorevole
Panepinto; stiamo dando delle risorse chiedendo dei sacrifici a
tutti i siciliani per delle cose che, forse, è necessario porre
l'attenzione prima di esprimerci. E voglio anche sottolineare un
aspetto detto dall'onorevole Leanza: è vero che il presidente
Albanese ha citato delle pressioni di tipo mafioso, che invito
anche il presidente Nello Musumeci a convocarlo perché, se è così,
è giusto che la Commissione Antimafia ne prenda atto ed,
eventualmente, intervenga, però non si riferiva a quanto detto
dall'onorevole Cancelleri, perché quello ha allungato dei tempi.
L'importo vergognoso di 36 mila euro, al quale abbiamo dato quello
spiazzo, l'ha scelto, è stato l'unico che si è presentato, ma la
Regione l'ha accettato, non solo, parlando col Consorzio che se l'è
aggiudicato, probabilmente, chiederà la riduzione, forse andremo in
attivo tra 200 anni, non 167
Allora, invito il Governo o a sopprimerlo e, in maniera
responsabile, tutti assieme, apriamo un tavolo, confrontiamoci su
tutte le partecipate senza padrini e senza soluzione alcuna,
perché questo non è sopportabile da questo Parlamento
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, c'era
l'onorevole Leanza che prima aveva parlato di non buttare insieme
il bambino con l'acqua sporca.
Io credo che, onestamente, accusare questo Governo di
disattenzione rispetto al controllo delle partecipate mi sembra un
eccesso verbale che non trova, poi, riscontro nella realtà perché
da quando c'è la nuova gestione all'ente porto Albanese i costi
sono fortemente diminuiti, la società è rientrata nel sistema delle
perdite e ha lavorato concretamente. E questo l'ha spiegato molto
bene con una relazione di 40 pagine, che vi consiglio di
approfondire. Dopodiché ci sono i debiti del passato che sono
sanabili nella misura in cui il progetto ormai ente porto è in
arrivo ed è in gara. Sulla gestione del passato quello che doveva
fare il Governo l'ha fatto: ha cambiato il management, a meno che
non pretendete che noi gli andiamo a tagliare direttamente la
testa: non ci possiamo sostituire né ai fuggiaschi della Bastiglia,
né tanto meno alle competenze che spettano agli altri organi.
Abbiamo rinnovato la struttura, questa struttura ha le idee chiare
sta procedendo.
Sul MAA.S mi si dice che ci sono altri problemi. La domanda è
doppia: o si ritiene il MAA.S inutile e lo si mette tra le società
da liquidare immediatamente oppure noi dobbiamo consentire oggi in
fase di bilancio di evitare il fallimento della società per
intervenire dopo in materia di controllo, perché è troppo facile
ragionare così all'improvviso, non è che è con un voto d'Aula che
decidiamo la buona gestione delle cose
Oggi, questo è il discorso. Anzi, io vi invito a fare una
considerazione: di subordinare - aggiungerei un emendamento del
Governo - di subordinare la verifica, la erogazione dei contributi,
subordinare alla presentazione dei piani industriali che consentono
di recuperare perdite, di tagliare i costi ed evitare ulteriori
indebitamenti.
Questo significa che noi non compiliamo una delega in bianco, ma
diamo la possibilità a questo management, laddove va cambiato, va
cambiato, perché non ci sono partecipate che appartengono a Gruppi
politici - parliamoci chiaro - chiunque può averle realizzate,
perché se ora ogni cosa che fa un Governo I Governi agiscono in
quanto Governi, non agiscono in quanto partiti. Dopodiché se c'è
un problema più generale di revisione del management eccetera, però
sicuramente stabiliamo. Però, decidere oggi il fallimento del
MAA.S, perché di questo si tratta, e decidere per l'interporto, poi
per l'interporto le conseguenze sarebbero catastrofiche perché
perdiamo il finanziamento dovremmo andare dal Governo, al CIPE per
andare a spiegare che ci debbono ridare i soldi non più
all'interporto ma alla Regione che deve rifare di nuovo tutta
l'operazione Se li prendono a Roma ed è chiusa la vicenda Cioè
mentre, finalmente, abbiamo taciuto in anni di mala gestio, dal
momento in cui c'è un management che finalmente comincia a fare una
buona gestione però si trascina i debiti del passato, noi
interveniamo in modo negativo.
Il Presidente Albanese è una persona rispettabile, non conosco
quello del MAA.S sinceramente, per cui non ne posso neanche
parlare, neanche so il nome per intenderci, per dire quanto sono
affezionato poi a queste logiche che sembrano prevalenti nei
ragionamenti.
La politica non si fa con lo stomaco, si fa con la testa Possiamo
dire ai cittadini di Catania e di Termini Imerese che salta l'ente
porto e che saltano gli investimenti già in gara? Questo è il tema
Perché mentre le conseguenze sul MAAS sarebbero, alla fine, il
licenziamento di questi lavoratori, poca cosa Visto che si sono
fatti emendamenti per salvare altri Bene, poca cosa, non è un tema
che mi appassiona Ma quello dell'investimento di 180 milioni di
euro, se permettete, mi appassiona
Quindi, o siamo in condizione di esprimere un voto favorevole o mi
appello all'Aula per chiedere di trattare successivamente. Allora,
votiamolo con questa subordinata, con questo emendamento del
Governo che condiziona l'effettiva erogazione alla presentazione
del piano industriale di recupero dei costi con questa clausola che
sto proponendo?
Onorevole Venturino non la sento, non è che non voglio accogliere
la sua proposta
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, il problema che io condivido,
perché è tutto giusto quello che ha detto l'onorevole Leanza: oggi
noi non possiamo bloccare la possibilità di uno sviluppo eccetera,.
E' giusto, però, anche quello che dice il Movimento Cinque Stelle,
quello che diceva l'onorevole Panepinto e cioè che c'è stata una
cattivissima gestione di questa operazione.
Allora, in previsione di questo, la presentazione non basta,
bisognerebbe aggiungere anche qualcos'altro, anche una verifica
costante per il raggiungimento degli obiettivi, perché a
presentarlo un progetto ci vuole poco.
CROCETTA. Quello fa parte dei compiti d'istituto della Regione.
VENTURINO. Andiamolo a precisare anche in questo.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, la mia richiesta è quella di
accantonare questo articolo per un semplice motivo: ero presente in
Commissione Bilancio la sera in cui più di una volta, dopo avere
letto la relazione che accompagnava il finanziamento del MAAS, che
ha aperto orizzonti che hanno bisogno di essere chiariti in maniera
più esplicita, ho chiesto io stessa ripetutamente al Presidente di
scorporare quell'articolo, e non è stato fatto.
Io sono stata una di quelli che ha votato contro in Commissione
Bilancio , però siccome non voglio che si vendano l'idea che
qualcuno vuole bloccare lo sviluppo, che vuole bloccare le opere
pubbliche, che vuole bloccare tutto ciò che serve a questa nostra
Sicilia, chiedo l'accantonamento dell'articolo, perché si possa nel
frattempo rivisitare, si possano dare i finanziamenti reali che
servono alle imprese, si possa finalmente mettere punto in questa
nostra Regione che è una vicenda che, purtroppo, viene richiamata
da tutti e che puntualmente torna a bomba.
Non è possibile che qualsiasi iniziativa inerente opere pubbliche
ed altre attività abbia sempre dentro un ricarico rispetto al costo
che non è più sostenibile, più sopportabile
Credo che questa vicenda si innesti dentro un tema che è molto
caro al nostro Presidente della Regione, che è quello della
trasparenza e della legalità.
Per questo vi chiedo di accantonare l'articolo, di rivisitare il
tutto, di leggere bene quella relazione che accompagnava il
finanziamento del MAAS, sapendo che la somma che viene stanziato
per il MAAS è solo una piccola parte di quelli che sono i debiti
accumulati nel tempo e che non risolvono probabilmente i problemi
del MAAS.
CORDARO. Continuiamo ad accantonare? E' da lunedì che siamo qui
Siamo a giovedì
PRESIDENTE. No, non accantoniamo niente, infatti io il discorso
non l'ho compreso bene: era accantonamento definitivo, nel senso
che non lo trattiamo in questa finanziaria oppure lo mandiamo in
Commissione? Onorevole Maggio, chiarisca. Lei ha fatto un appello
al Presidente dell'accantonamento
MAGGIO. Non trattarlo in questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Quindi, non accantonarlo per trattarlo più tardi.. Ho
compreso il senso.
AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Onorevole Maggio, volevo
precisare una cosa: la correttezza e la trasparenza del Governo su
queste vicende - compresa la relazione che avete citato - dimostra
l'attenzione che, in questo momento, l'Assessorato all'economia,
che ha la vigilanza su queste strutture, sta ponendo, tant'è che
ciascuno di voi è venuto a conoscenza di tante informazioni proprio
dall'Assessorato all'economia che vigila su queste società.
Questo per rassicurare tutti che sul passato, evidentemente, non
solo è in corso un'attenta vigilanza ma sarà preoccupazione
dell'Assessorato all'economia e del Dipartimento che vigila su
queste società fare tutta la chiarezza possibile ed immaginabile.
L'attenzione da parte del Governo su queste società è completa ed
è nostra preoccupazione fare piena luce sulla gestione del passato.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, le rassicurazioni datemi dal
presidente Crocetta - che formalizzerà con questo subemendamento
che ha annunciato - di un rigoroso controllo di queste società
partecipate che, da sempre, hanno rappresentato il cancro di questa
Regione, l'intervento dell'Assessore Agnello, dell'onorevole Leanza
che hanno spiegato l'importanza politica ed economica che ha questa
infrastruttura per la Sicilia, mi inducono a rivedere la mia
posizione di contrarietà su questo emendamento, con coerenza perché
soltanto gli stolti non tornano indietro.
Se rappresenta un fatto politico fondamentale, un impegno
economico che vede il Governo vincolato anche al reperimento delle
somme da parte di Roma e del Fondo sociale europeo non saremo né io
né il mio Gruppo a fare mancare l'apporto a questa maggioranza.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, sull'argomento mi sembra che l'Aula condivida la
necessità di garantire gli investimenti futuri per lo sviluppo di
territori per dotare la Sicilia di importantissime infrastrutture.
Contestualmente si avverte l'esigenza diffusa di avere certezze su
ciò che è stato il passato e sulla trasparenza, cosa che questo
Governo applica in modo intransigente e chiaro.
Credo che per entrambe le situazioni ci siano le condivisioni sia
in un senso che in un altro.
Sviluppo e trasparenza rappresentano esigenze ineludibili.
Mi sento di far proprio, far mio, quanto affermato dall'onorevole
Maggio anche nella considerazione del fatto che, ormai, mancano
pochi mesi ad un ulteriore prossima finanziaria per la quale si può
dare un prospetto delle esigenze effettive delle due società.
Ritengo che sia una proposta saggia e penso che sia anche
praticabile.
FALCONE. Presidente, ritiriamolo.
CROCETTA, Presidente della Regione. Noi perdiamo 180 milioni,
dopodiché vi assumete la responsabilità di fare fallire una città.
Ho presentato un emendamento che risolve il problema.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, non c'è cosa peggiore nella vita quando
si butta l'acqua sporca con tutto il bambino. Onorevoli colleghi,
Presidente, capisco che il tempo scorre
PRESIDENTE. L'abbiamo fermato.
ALONGI. Vedo che c'è un'Assemblea quindi mi fermo. Riportiamo un
po' di ordine in Aula Presidente? Grazie.
Dicevo, Presidente, non c'è cosa peggiore quando la politica butta
l'acqua sporca con tutto il bambino. La vicenda dell'Interporto è
una vicenda particolarmente importante e delicata e, aggiungo, che
su Termini Imprese, in modo particolare, che vive un momento di
grande drammaticità in questo minuto, dove già Fiat ha lasciato,
dove l'indotto è sofferente, un ulteriore colpo ed un ulteriore
rallentamento, perché sarebbe questo, alla fine, il segnale,
rallentamento, con la soppressione, col voto contro a questo
emendamento, metterebbe ancora di più in ginocchio la speranza, non
l'economia, la speranza di un'area come quella di Termini Imerese.
Noi dobbiamo lanciare, oggi, invece, segnali che in questa Terra
stiamo realizzando infrastrutture, stiamo realizzando strutture in
una realtà che può diventare anche turistica, aggiungo Assessore
Stancheris e, quindi, credo che sia importante non commettere
l'errore drammatico che per colpa di una incapacità politica nella
gestione del bene pubblico, come è successo probabilmente fino ad
oggi, perdiamo questa opportunità.
Quindi, mi pronuncio per un voto favorevole, per quanto riguarda
questo emendamento, con un impegno da parte del Governo. Il
Presidente Crocetta convochi i vertici di Interporto, si faccia
relazionare ed apriamo uno squarcio importante
Ho capito che non gliene frega niente a nessuno.
PRESIDENTE. Un momento. Prego, onorevole Alongi.
ALONGI. Il Presidente Crocetta assuma un impegno di convocare, e
questo credo lo possano fare anche i miei colleghi in alcune
Commissioni importanti, così da avere un resoconto e chi ha
sbagliato paghi, ma non passiamo far pagare ai cittadini per errore
di inerzia o di incapacità politica.
Onorevole Ciaccio, ho detto il mio pensiero, credo che non debba
per forza pensarla come te. Mi convince un aspetto importante, le
risorse che sono lì importanti che vanno spese. Il fatto che la
pensi diversamente non significa che sia antidemocratico. La
democrazia è fatta di pensieri spesso contrapposti ma che, alla
fine, si confrontano.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Figuccia, con un po' di calma
facciamo tutto. Non ho capito tutta questa sua tensione
FIGUCCIA. Signor Presidente, era solo per sottolineare una cosa,
dico il mio Gruppo parlamentare, nel rispetto dell'accordo preso e
delle istituzioni e del Regolamento, ha avuto contingentati i tempi
e non abbiamo potuto più parlare. Adesso, con lo stesso approccio
del rispetto istituzionale, a me arriva un emendamento
sull'Interporto, firmato da Rosario. Ma chi è Rosario, Presidente?
Rosario, Saro il magnifico, Saro il penalizzato, Saro chi,
Presidente?
PRESIDENTE. Basta, onorevole Figuccia. Avendo firmato il
presidente Crocetta solo col nome e non con il cognome, ha voluto
dire che c'è grande sintonia fra il Governo ed il Parlamento.
Mettiamola così. No, c'è la firma E' il presidente Crocetta che me
lo ha consegnato direttamente. Va bene, andiamo avanti.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
spesso in quest'Aula assistiamo al teatro della politica poiché
vediamo dei colleghi salire sul pulpito e tirarsi i capelli.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, un po' di calma. Onorevole Dina
SRosario è da intendersi come Rosario Crocetta . Non ci sono
dubbi.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, inviti il Presidente della
Regione a tornare al suo posto quando parlano i colleghi.
PRESIDENTE. Onorevole Crocetta, prenda posto per favore.
SUDANO. Signor Presidente, dicevo che sempre più spesso in
quest'Aula assistiamo al teatrino della politica dove ci sono
colleghi che si scandalizzano perché vengono date delle somme a
dagli enti di grande importanza e sviluppo del nostro territorio e
sono gli stessi che, poi, fanno le battaglie all'articolo 27 per
enti inutili dove vogliono inserite delle somme e non credo che in
quegli enti non ci siano stati sperperi.
E', quindi, ovvio che il Governo verificherà tutto ciò che è
successo nel passato ma non si può pensare di uccidere il MAAS che
è una struttura che è costata miliardi perché c'è stato uno
sperpero nel passato.
Quindi, da oggi in poi una gestione fatta in modo oculato ma
smettiamola di nasconderci dietro un dito e dire che in quest'ente
c'è stata una brutta gestione e negli altri enti invece, che
saranno nell'articolo 27 ci divertiremo, c'è stata una gestione
perfetta.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, intervengo non per eccesso di protagonismo ma perché penso
che la rappresentazione che si vuole fare dell'emendamento sia
assolutamente sbagliata, più una sceneggiatura di Pietro Germi su
chi vuole salvare la Sicilia, sulla modernità, e su chi invece la
vetustà della politica.
Con i dieci milioni di euro, gli otto milioni e mezzo, non
finanziamo le opere dell'Interporto che sono fondamentali ed
importanti, con gli otto milioni e mezzo, in tre anni, rifinanziamo
le perdite gestionali che superano i due milioni di euro. Qui
nessuno vuole dire che non bisogna fare degli Interporti. La
modernità del collega Ragusa, a cui voglio bene, porteremo la luce
anche di notte per fare lavorare i disoccupati, collega Ragusa Il
problema è la falsità di una rappresentazione, di una realtà che
rifinanzia un debito di esercizio per il MAAS che ha dodici
milioni di euro, con la CM della costruzione e con l'Interporto che
ha prodotto, fino ad ora, milioni di disavanzo nell'esercizio. Per
cui facciamo l'Interporto, facciamo funzionare il MAAS, ma il
problema presidente Crocetta è che il perimetro della morale non si
sposta a giornate Non dobbiamo fare pagare a quelli che verranno
E quelli che ci sono e quelli che si sono stati Poi Presidente mi
attengo a quanto ha dichiarato il Presidente della Direzione del
mio Partito in Commissione Bilancio, l'onorevole Lupo, non sono
votabili questi due commi. Lei faccia come vuole. C'è la richiesta
dell'onorevole Maggio che mi pare di buon senso, e dell'onorevole
Malafarina. Insistere su questo significa spostare il perimetro
della morale
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono d'accordo
sulla soppressione dell'emendamento proposto dal collega Panepinto
ma sono d'accordo con quello che ha detto. Un'opera non si può
fermare solo perché qualcuno ha rubato.
Se qualcuno ha rubato la Regione siciliana, o prima o dopo, deve
pagare i debiti, perché di fronte a terzi i debiti si devono
pagare.
Ma c'è un'altra cosa. Paghiamo i debiti e se qualcuno deve andare
in galera, se qualcuno ha sbagliato, paghi e vada in galera. Ma
quest'opera e le cose più importanti di quest'opera, che il
Presidente ha citato, sono due e sono fondamentali.
Noi abbiamo un investimento di circa 180 milioni di euro che
questo territorio non può sicuramente disperdere.
La seconda cosa: c'è un commissario che si chiama Alessandro
Albanese che, sono d'accordo con lei, in questi giorni, in questi
mesi e in questi anni, ha recuperato, in tantissimi modi, per
cercare di portare finalmente a vedere con un occhio diverso
quest'Isola e ci ha aiutato ad abbattere veramente i costi. Oggi,
ha pure recuperato
Questi, sicuramente, sono debiti che andremo a pagare perché
qualcuno li ha commessi. Ma colui, coloro i quali li hanno commessi
pagheranno, pagheranno con la giustizia
Non si può interrompere un'opera prioritaria, un investimento per
questo territorio. A parte questo, di quale investimento si parla?
Si parla di pochissimi investimenti. Se disperdiamo, se ci fermiamo
davanti a queste cose, veramente possiamo dire che tutte le imprese
sono mafiose, che tutte le partecipate sono mafiose E, allora,
chiudiamo la Regione siciliana e diamo ragione a qualcuno che la
vuole commissariare. Assolutamente no, carissimo Presidente,
carissimo Governo e carissimi colleghi.
Siamo qua ad autoresponsabilizzarci, punto per punto, per andare
avanti e creare vero sviluppo.
E se queste persone hanno sbagliato che paghino pure, Presidente.
LO SCIUTO. Chiedo di parlare.
PREIDENTE. Ne ha facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, ritengo che, in questo momento
stiamo, discutendo di una cosa importante.
Tutti sappiamo cos'è l'Interporto e cosa significa l'Interporto in
Sicilia: lo scambio commerciale con l'estero. Stiamo parlando di
una cosa importantissima
Per ora, le nostre merci che arrivano in Sicilia, quando
provengono da fuori, arrivano o a Napoli o a Gioia Tauro. Quindi,
questo cosa significa? Significa che i nostri commercianti, le
nostre imprese hanno più spese rispetto ad altri, perché devono
portare le merci in altri posti.
Quindi, stiamo discutendo di una cosa importante. E, allora,
volevo chiedere al Presidente della Regione o all'Assessore cosa
significa se non facciamo il finanziamento di queste somme nei
confronti della società Interporti Sicilia? Che la società va
incontro al fallimento e, quindi, noi perdiamo i finanziamenti che
dovevano arrivare? O questa pianificazione si può fare in un
secondo tempo? Ciò che voglio capire è: nel momento in cui andiamo
a finanziare gli 8 milioni di euro mettiamo in salvataggio quella
società, e se non ci sono questi fondi va in fallimento e, quindi,
mettiamo in discussione il finanziamento?
Penso che anche i colleghi vogliano capire questo. Perché, cari
colleghi, stiamo parlando di una cosa importantissima per la
Sicilia. Nel momento in cui non diamo il finanziamento e portiamo
al fallimento facciamo un danno alla nostra economia, ai nostri
imprenditori e a tutta la struttura socio-economica del nostro
territorio.
Quindi, signor Assessore, le chiedo di darmi questa risposta.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, Presidente della Regione, devo dire
che questa vicenda si sta caricando di significati che vanno ben al
di là del merito della questione oppure si sta caricando di chissà
quale significato politico.
Il punto è uno: ci sono due società della Regione, Interporti e
MAAS, che con questa proposta vengono ripatrimonializzata l'una e
all'altra vengono dati dei contributi consortili, per il MAAS, per
un importo di un milione e mezzo di euro e l'altra per otto milioni
e mezzo nel triennio.
Stabiliamo, intanto, un principio: ricordiamo che quando diamo
soldi ad una società costituita ai sensi del Codice Civile vigono
norme che riguardano i regimi di aiuto e, quindi, verificare se la
patrimonializzazione altro non sia che una forma indiretta di
finanziamento tesa, in qualche modo, a sovvertire regole che
possono essere sottoposte a procedure di infrazione.
Dico ciò perché nella fattispecie - inviterei il Presidente della
Regione a fare egli stesso un approfondimento -, mi riferisco ad
Interporti, in particolare, è una questione che in questo
Parlamento più volte è tornata ed è entrata in un tentativo di dare
un contributo che aveva come scopo che cosa? Non l'efficacia della
società nel fare gli appalti, perché in questo caso una società è
solo una stazione appaltante di un finanziamento attraverso il CIPE
dello Stato, per cui la società Interporto fa da stazione
appaltante, affida a terzi il lavoro e poi garantisce, verifica
tutte le attività di collaudo relative.
Questa società costituita, credo, oltre dieci anni fa, se ad oggi
ha prodotto ben poco sul piano delle sue mission e fa parte anche
di una visione di quella Regione S.p.A, di quel modello di Regione
che si andava esternalizzando a pezzi, ebbene, inviterei il
Presidente a non caricarsi troppo del passato; giustamente la
continuità amministrativa è un grande tema ma guai a caricarci
anche cose delle quali, probabilmente, lei mai avrebbe fatto oggi
una società per gestire un'attività che può benissimo gestire
l'Amministrazione regionale o i soggetti interessati a partire dai
comuni.
L'idea di questa Società Interporti, probabilmente, qualche
ripensamento dovrebbe produrlo. Ma detto ciò, stiamo parlando di
ripatrimonializzare una società che ha prodotto, forse, 10 milioni
di euro di perdite a fronte di un'attività che, come è stato
ricordato, ha riguardato la realizzazione di un parcheggio nel
corso di questi anni.
Signor Presidente, sarei un po' più cauto e valuterei con la
necessaria attenzione le modalità con le quali non impedire i
lavori pubblici, il lavoro, lo scambio commerciale ma come impedire
che questa Regione attraverso scatole cinesi di esternalizzazioni
più o meno fasulle, perché poi quando c'è da pagare, paga sempre
Pantalone e Pantalone è l'erario pubblico. Forse, il
suggerimento che veniva fatto dalla collega Maggio non è sbagliato.
Poi sul MAAS devo dire, signor Presidente, mettetevi d'accordo Se
c'è una relazione dell'Assessorato all'economia che esercita la
vigilanza, che pone seri interrogativi sulle modalità di gestione
della società, forse, prima di dare un euro, sarei molto più
attento a verificare che quelle cose che l'amministrazione
regionale che esercita la vigilanza dichiara e che ha dichiarato in
Commissione.
Lo dico perché invito i colleghi a non innamorarsi troppo delle
opposte tifoserie, parliamo di cose delicate per le quali è sempre
opportuna la prudenza se non conosciamo fino in fondo le questioni.
Ecco perché anch'io faccio propria l'idea di accantonare questo
articolo, in questo momento, al fine di fare un approfondimento
effettivo sulle modalità con le quali: a) sostenere eventuali
perdite non contravvenendo alle regole sulle procedure di
finanziamenti che violano i principi di concorrenza; b) sul MAAS,
perché è una vecchia vicenda il MAAS, Presidente, troppo vecchia
anche quella, è una vecchissima vicenda, per la quale starei anche
lì molto attento, fermo restando che nessuno vuole sfasciare
economia, lavoro, la produzione ma relativamente ai mercati
agroalimentari di questa Regione è una vicenda che risale alla metà
degli anni '90.
Quindi, sono dell'avviso che questa vicenda, in questa manovra di
variazione di bilancio, non abbia alcuna ragione di starci, visto
che dovevamo affrontare una variazione di bilancio per garantire
gli stipendi degli ultimi sei mesi in questa Amministrazione.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi
rivolgo al presidente Crocetta per fare un excursus breve di queste
due società.
Gli uomini di questo Parlamento e del passato Parlamento avevano
ritenuto di ridurre le società da trentatre a undici, indicando con
una legge apposita, l'articolo 20 della legge numero 11,
l'essenzialità di undici società che sono state ritenute
strategiche e per le quali la Regione siciliana ed il Parlamento ha
puntato in un'azione di servizio e di sviluppo.
Alcune di queste società svolgono un'attività prettamente di
servizio. Due di queste società sono società che sono indirizzate
verso lo sviluppo e paradossalmente, presidente Crocetta, siamo
nella fase in cui a Catania i lavori sono stati ultimati ed occorre
la società per la gestione di questo benedetto Interporto ed a
Termini Imerese a breve inizieranno i lavori di un finanziamento
che, finalmente, completerà le opere e riusciremo ad avere in
Sicilia, la tanto agognata Sicilia che spesso viene indicata come
piattaforma logistica, ma con due interporti in due punti cruciali
che sono Termini Imerese e Catania, e la società del MAAS che le
comunico, Presidente, che è in attivo da due anni. Questo lo dico
perché il MAAS ha cominciato la sua attività.
Perché le società prima erano in perdita? Per una ragione
semplice, perché avere costituito nel tempo, come faceva cenno
poc'anzi l'onorevole Cracolici, vent'anni fa, una società che non
aveva niente da gestire neppure un appalto, fu un grande errore
storico. Oggi, il discorso è al contrario, oggi, serve la società
per gestire il MAAS e l'Interporto di Catania e mi auguro
successivamente l'Interporto di Termini Imerese.
La relazione che fa la dottoressa Signorino è una relazione datata
per la quale credo che, già, la direzione del bilancio abbia
attivato l'azione di responsabilità verso quegli amministratori
perché gli attuali, oltre ad essere in bonus la società, cioè in
attivo, i componenti del Consiglio di amministrazione, Presidente,
in questo momento, percepiscono il Presidente quarantamila euro, i
componenti quattordicimila euro l'anno - parlo di cifre lorde,
presidente Crocetta - e, i revisori dei conti, quattordicimila il
Presidente e undicimila i componenti.
Come vedete ci troviamo dinnanzi ai limiti che sono stati
stabiliti da questo Parlamento, molto al di sotto e, in più, credo
che sia corretto che queste società possano lavorare.
L'idea che, oggi, il Parlamento per nodi che non attengono né alla
morale, Presidente, ma attengono alla politica, all'evoluzione
politica per cui ieri si era d'accordo per la società strategica
MAAS Interporti, oggi, non si è d'accordo, ma sono nodi politici di
cui non mi meraviglio, sono comuni rispetto ad un dibattito
politico ma, oggi, siamo legati alla produttività di queste due
strutture che può essere data soltanto da una società che già c'è e
che conosce i meccanismi.
Se torniamo indietro quando, invece, dobbiamo andare avanti
ripetiamo gli errori che spesso si fanno in Sicilia a proposito
delle società.
La copertura di queste perdite attiene agli anni in cui la società
non doveva esserci. Oggi, invece, abbiamo strutture che sono
essenziali alla produttività di questa Sicilia.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
l'intervento dell'onorevole Di Mauro, nel merito, ha già confermato
quello che era l'intendimento e, quindi, non ritorno sul merito
della questione, che è stato analizzato in maniera assolutamente
sintetica, ma altrettanto concreta, da chi mi ha preceduto.
Io, però, signor Presidente della Regione, sono preoccupato perché
temo che le vicende interne al PD si stiano riversando su questa
Aula in un momento così delicato, soprattutto quando sento
l'onorevole Panepinto parlare di abbassamento dell'asticella della
morale su un tema come l'articolo 19.
Quando sento intervenire l'onorevole Cracolici, che negli scorsi
cinque anni, quando era nella maggioranza con Lombardo, non l'ho
mai sentito intervenire su questo tema, mi preoccupo.
Signor Presidente, le vicende interne al PD devono restare fuori
da quest'Aula. Se i miei colleghi, attraverso queste dinamiche,
vogliono imporre un rimpasto, sono affari loro. Ai siciliani non
importa. Dobbiamo affrontare i temi reali e dobbiamo votare.
E' da quattro giorni che accantoniamo. Ma quanto deve essere
responsabile questa opposizione? Fino a quando?
Allora, signor Presidente, vada avanti. I siciliani aspettano
risposte. Noi siamo per tutte quelle risposte che andranno verso
l'interesse esclusivo generale dei siciliani, per votarle.
Non siamo d'accordo a fare i convitati di pietra, rispetto a temi
che non ci interessano e che sono tutti interni al partito che si
chiama democratico .
AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, intervengo solo per fornire la precisazione che mi era
stata chiesta. In realtà, questi otto milioni, non servono solo ed
esclusivamente per gli aspetti gestionali della società, ma servono
anche per la compartecipazione ai finanziamenti che la società deve
porre in essere per ultimare le sue opere.
Inoltre, i debiti, di cui si parlava, non sono debiti, ma in
realtà sono ripianamenti di un capitale che è stato eroso negli
ultimi dieci anni, proprio perché la società non ha un'attività
gestionale.
Non si tratta di debiti, ma di perdite e tecnicamente ha un
significato differente e servono per ripianare l'attività di una
società che non ha avuto attività gestionale, ma ha, semplicemente,
realizzato delle opere.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, intervengo per
chiarire il significato che per l'agricoltura ha il MAAS.
Voglio premettere che l'articolo 19 parla di contributo consortile
come da Statuto, quindi, non si parla di contributi nel senso del
quale siamo a parlare, e cioè contributi volontari.
Qui, la Regione, come ente che partecipa alla proprietà della
società, ha degli obblighi ben precisi e questi obblighi sono degli
adempimenti che deve rispettare.
Questa somma, quindi, è il pagamento di un debito. Non è un
contributo volontario o a fondo perduto.
Questo spiega perché, il regime di aiuto comunitario, non viene
assolutamente intaccato, cosi come chiedeva l'onorevole Cracolici.
Vorrei rappresentare, anche, che attualmente il MAAS, che è stato
pensato come piattaforma dell'internazionalizzazione di tutti i
prodotti agricoli e ittici siciliani, costituisce il mercato ittico
ed il mercato agro-alimentare della città di Catania. E'
perfettamente costruito, realizzato ed operativo. Non è un'opera da
costruire, ma è un'opera nella quale il mercato ittico ed il
mercato agro-alimentare, quotidianamente, vengono esercitati.
Volevo rappresentare, altresì, al Parlamento, perché credo possa
essere rilevante che, nel momento in cui dovesse fallire la società
e dovesse, quindi, essere perduto il patrimonio immobiliare - per
questo dico che è già costruito - si avrebbe una perdita di
parecchi miliardi, che andrebbe a detrimento dell'economia
regionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
soppressivo 19.7, a firma dell'onorevole Panepinto.
Pongo in votazione l'emendamento 19.7
C'è una richiesta che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 19.7
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 19.7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 69
Maggioranza 35
Favorevoli 41
Contrari 28
(E' approvato)
Onorevoli colleghi si riprende l'esame dell'articolo 23.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento di
riscrittura 7.5 II parte R.
Invito il Governo ad illustrarlo.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, l'emendamento di riscrittura
ha semplificato il testo dell' emendamento 7.5, in maniera tale da
snellirlo, evitare il riferimento alla legge nazionale, ancorché
qualcuno potesse interpretarlo come una modifica della legge
nazionale. Lo abbiamo reso il più semplice possibile, il più
lineare possibile in maniera tale da essere, facilmente
comprensibile.
Il meccanismo è quello che vi ho illustrato prima, cioè partiamo
dalle pensioni al di sopra dei 50 mila euro per fasce con dei
contributi progressivi che portano a un contributo in termini
numerici che vanno dai 351 euro all'anno lordi fino a 6.900 euro.
Per quanto riguarda poi il problema che aveva posto l'onorevole
Cracolici, in realtà il testo dell'emendamento fa riferimento alle
pensioni genericamente superiori a 91.251 euro, quindi la tabella
chiaramente non fa parte del testo della legge, che già si limita a
parlare delle pensioni al di sopra delle 91.000 euro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo gli emendamenti
soppressivi e a seguire l'emendamento di riscrittura del Governo.
E' chiaro che se viene approvato quest'ultimo decade tutto il
resto.
Pongo in votazione gli emendamenti 23.1 ed il 23.16 di identico
contenuto, interamente soppressivi dell'articolo.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sto leggendo
l'emendamento di riscrittura e presumo che vi sia un mero errore;
non vorrei prendere una cantonata però ho una preoccupazione
rilevante. Se non capisco male, nell'ultima soglia dove si
determina un contributo dell'8 per cento della parte eccedente il
precedente importo e fino all'importo di 91.000 euro, cioè per le
pensioni d'oro, cioè per le pensioni che superano un certo livello,
non c'è nessun contributo di solidarietà.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, c'è stato un dibattito, è la
questione che già lo Stato applica il contributo di solidarietà,
per cui il Governo ha aggiunto un ulteriore contributo.
TURANO. Fino all'importo di 91.000 euro?
PRESIDENTE. Certo, perché già si applica il contributo di
solidarietà. I siciliani stanno concorrendo con un contributo di
solidarietà, è stato tutto questo il dibattito che si è svolto.
Si passa alla votazione degli emendamenti soppressivi.
FORMICA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
Li pongo in votazione. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è a favore resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, preannuncio la presentazione di un
subemendamento della Commissione all'emendamento di riscrittura del
Governo.
Questo subemendamento riguarda i lavoratori andati in pensione
antecedentemente al 2000 che presentano una forbice di
divaricazione, rispetto ai pari grado andati in pensione
successivamente, di circa il 50 per cento.
PRESIDENTE. Onorevole Dina, si sta entrando in una normativa fatta
troppo di dettaglio. Non vorrei mettere in difficoltà gli Uffici,
il Governo e andare a discriminare prima e dopo. Già ci troviamo in
fase di avanzata votazione.
DINA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo un
chiarimento dal Governo in ordine all'emendamento di riscrittura.
Il comma 1 dell'articolo, che il Governo ha cassato, era in
riferimento alla normativa nazionale e, oltre alle percentuali
nazionali, si andava ad implementare con delle percentuali
regionali. Adesso rimane in piedi solamente il comma 2, e viene
detto che ci sono delle aliquote che vanno dal 6,50 per cento fino
all'8 per cento.
Ci fermiamo a 91 mila euro perché, alla domanda dell'onorevole
Turano, è stato risposto che poi interviene la normativa nazionale.
La normativa nazionale, da quella somma in poi, interviene con un
prelievo del 6 per cento. Quindi, chi percepisce di meno
contribuisce di più mentre chi percepisce di più contribuisce di
meno.
CROCETTA, presidente della Regione. Il comma 1 non può essere
tolto, si tratta di un mero errore materiale.
CANCELLERI. Ma il comma 1 è soppresso.
PRESIDENTE. Il Governo mi dice che bisogna ripristinare il comma
1, presenterà, pertanto, un emendamento di riscrittura.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono d'accordo
sull'emendamento di riscrittura del Governo. C'è però un problema
che vorrei porre all'esame dell'Aula.
Possiamo disciplinare tutto, ma non possiamo fare una norma che
non disciplini noi stessi.
Se introduciamo il principio di un contributo, lo si deve
applicare a tutti quanti gravano sul bilancio della Regione, in
forma diretta e indiretta, compresa l'Assemblea regionale
siciliana.
Non posso uscire da quest'Aula, dopo avere messo il contributo di
solidarietà agli ex dipendenti regionali, e non averlo messo agli
ex deputati.
PRESIDENTE. C'è già.
CRACOLICI. Tra 50 e 90 mila euro non c'è, signor Presidente. C'è
quello nazionale.
Siccome ho condiviso - e non condivido invece come ha fatto
rilevare poc'anzi - l'ulteriore contributo sopra i 90 mila euro,
perché incostituzionale, mentre sotto i 90 mila euro, visto che lo
stiamo disciplinando da 50 a 90, non posso accettare che noi
votiamo questa norma per tutti quelli che hanno la pensione dalla
Regione, tranne che per gli ex deputati e gli ex dipendenti
dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Gli ex deputati già ce l'hanno da anni, onorevole
Cracolici.
Il contributo di solidarietà è rimasto per i parlamentari
nazionali e regionali.
Gli unici consiglieri regionali in Italia che, da anni, pagano il
contributo di solidarietà sono i consiglieri regionali, diciamo
così, della Sicilia.
CRACOLICI. Signor Presidente, ma stiamo parlando dei pensionati
PRESIDENTE. Si, onorevole Cracolici, dei pensionati parlamentari.
CRACOLICI. Signor Presidente, ritengo che sia un fatto di tenuta
della nostra credibilità che noi approviamo una norma che si
applichi innanzitutto a noi stessi.
PRESIDENTE. Allora la dichiaro immediatamente inammissibile.
Questo sarà lo spot che domani uscirà sulla stampa . Ribadisco che
se c'è un Parlamento che ha applicato il contributo di solidarietà,
è quello siciliano. Ci siamo incartati prima da 240 a 160 mila euro
per voler massacrare noi stessi e l'immagine di questo Parlamento.
Ma adesso basta
CRACOLICI. Anche per queste aliquote?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, o i tetti sono alti e le pensioni
sono da favola o non sono da favola, perché si dice che qua ci sono
stipendi e pensioni da favola e lei mi dice che ci sono,
sostanzialmente, degli stipendi bassi. Anche nel ricorso presentato
dal Presidente Crocetta c'è una riserva di regolamento in base
all'art. 4. Eventualmente, dopo che noi approviamo questa norma,
lei presenta un ordine del giorno e può invitare il Consiglio di
Presidenza ad adeguarlo.
CRACOLICI. Perfetto.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 14.29, è ripresa alle ore 14.34)
La seduta è ripresa.
E' stato presentato un subemendamento di ulteriore riscrittura.
Il testo base rimane sempre l'emendamento 7.5 già nel fascicolo.
Ci sono due subemendamenti.
FORMICA. Quindi, nel caso in cui venga bocciato l'emendamento di
riscrittura?
PRESIDENTE. Rimane il 23.
Per precisazione, se a scrutinio segreto dovesse non essere
accettata dall'Aula la riscrittura si ritorna al testo
dell'articolo 23 e si prosegue.
FALCONE. Signor Presidente, può dire al Governo di spiegarlo?
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Valenti per
illustrare il subemendamento di riscrittura. .
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, signori deputati, sì, in effetti abbiamo
ripristinato il comma 1, perché il contributo che è previsto nelle
fasce più elevate, che è aggiuntivo rispetto al contributo di
solidarietà oggi già detratto in base alla legge nazionale, in
effetti, è contenuto nel comma 1. Quindi lo abbiamo ripristinato
mettendo semplicemente la specifica che non è semplicemente
Regione siciliana , ma Fondo pensioni ed Enti di cui
all'articolo 1 della legge regionale 10/2000 .
Questo è l'elemento che ci ha portato a ricondurre perché
obiettivamente l'osservazione dell'onorevole Turano era giusta:
facendo saltare il comma 1 erano saltate le aliquote aggiuntive che
sono indicate in tabella.
Come Governo noi portiamo avanti quest'indicazione ovvero il fatto
di avere un'aliquota maggiore anche nelle fasce più elevate,
rispetto a quello che è il contributo di solidarietà; quindi,
abbiamo ripristinato nel testo quello che nella tabella è spiegato
coi numeri, in modo tale da riportarlo a una progressione che
aumenta maggiormente Abbiamo ripristinato il testo secondo quanto
c'è in tabella, cioè sono aliquote progressive.
LEANZA. Purché il Governo sia convinto che lo bocciamo. Sono
cambiate le regole del gioco Si era raggiunta una intesa sul testo
e le regole del gioco o sono di un tipo o sono di un altro tipo
CRACOLICI. Presento io un emendamento.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, mi
dispiace che non sia presente il Presidente della Regione. Però,
vorrei dire all'assessore Valenti che qua si gioca su un tavolo.
Quando poi si raggiunge un'intesa, l'intesa va generalmente
rispettata.
Allora, avevamo detto in maniera chiara e inequivocabile - anche
rispetto, per esempio, a una perplessità che il collega Turano,
essendo arrivato dopo, aveva posto; anche rispetto ad alcune
questione che aveva affrontato l'onorevole Cancelleri e rispetto
all'iniziativa dell'onorevole Cracolici - che noi non potevamo
tassare lo stesso siciliano due volte: una volta lo Stato e una
volta la Regione.
Siccome noi siamo su questa linea, se lei permane su questa linea
noi presenteremo un subemendamento e approveremo il subemendamento,
dopodiché, ripristinata la linea iniziale, voteremo quello del
Governo.
Io voglio capire se voi ci costringete a votarvi contro o se è una
volontà, se è una caratteristica, se vi piace che la maggioranza,
almeno quella presente, non quella assente, almeno quella visibile,
continui a sostenervi o se c'è un altro tipo di strategia. Ditecelo
così ci adeguiamo e, poi, ognuno prende le decisioni che vuole.
FORMICA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'incedere del
Governo su tutta la manovra, ma in particolare su questo articolo,
è incomprensibile. E' la chiara dimostrazione di ciò che sta
avvenendo questa mattina; non solo non sanno di cosa parlano ma
neppure sono coscienti delle cose che scrivono.
Avevamo stabilito, con certezza, che non possiamo togliere ai
poveri per dare ai ricchi, né possiamo chiedere ai pensionati un
contributo che poi arriva a due milioni di euro e mantenere intatti
gli sprechi per almeno 100 milioni, le cosiddette manciugghie . E'
una follia Cioè non tagliamo la tabella H, non tagliamo gli
sprechi, non tagliamo le prebende e chiediamo ai pensionati che
hanno versato i loro contributi di versare ancora un obolo per
mantenere i privilegi e gli sprechi. Tutto ciò è inammissibile E'
inaudito Il contributo si può chiedere soprattutto alle pensioni
più elevate qualora il Governo non lo utilizzi per aumentare gli
sprechi e per continuare con le manciugghie .
Questo articolo deve essere cassato, lo si affronti nella
complessiva riforma delle pensioni. Non si può continuare come si
sta continuando.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi spiace dovere
reintervenire su questo sub sub sub sub emendamento ma,
veramente, ci sono poche idee e anche confuse. Devo dire che la
linea esposta dall'onorevole Leanza è la linea della maggioranza
che sostiene il Governo.
Noi abbiamo bisogno di avere chiarezza, non possiamo tassare i
siciliani due volte o in maniera differenziata gravandoli
ulteriormente rispetto al Governo nazionale. E' una cosa
impossibile Se non si riesce a trovare una quadra, assessore,
ritirate l'articolo e prevalga la linea di Formica. Primum non
nocere, deinde adiuvare, è chiaro.
FORMICA. Signor Presidente, o lei lo stralcia, come da richiesta
unanime, oppure sospenda perché così non possiamo continuare.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome la materia
è molto delicata, devo dire la verità, a me dispiace, anche se in
linea di principio sono d'accordo su questo articolo, però, è tutto
il metodo che si sta utilizzando che non funziona e sta mettendo
nel pantano questa Assemblea. Sta mettendo nel pantano per quanto
siete voi della maggioranza che attaccate il Governo, chiaramente,
a noi dispiace perché abbiamo manifestato grande responsabilità.
Stiamo fermi, i problemi vengono da voi, non sicuramente da noi.
Allora, così come il presidente Cracolici ha chiesto che per
l'altro articolo, che riguardava i dipendenti, tornasse in
commissione, anche questo riportiamolo in commissione. Diamo
omogeneità nei trattamenti anche procedurali.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CORDARO. Signor Presidente, devo dire che resto abbastanza stupito
dall'atteggiamento dell'onorevole Leanza che rispetto, che stimo,
ma che non comprendo perché l'onorevole Leanza interviene chiedendo
al Governo di spiegargli quante volte vogliono che la maggioranza
gli voti contro e poi spiega a noi che facciamo demagogia.
Vorrei capire a che gioco state giocando, perché noi il nostro
gioco lo stiamo facendo in maniera trasparente e limpida, facendo
del nostro ruolo di opposizione responsabile un vademecum che ci ha
visto votare favorevolmente tutte le norme che erano nell'esclusivo
interesse dei siciliani e opponendoci a forzature e, come le chiama
il mio amico Formica, a manciugghie che non possono essere di
questo tempo, che non dovevano essere del tempo precedente e che,
certamente, non potranno essere del tempo futuro.
Allora, signor Presidente, io chiedo formalmente, per le ragioni
che sono state espresse dal collega Falcone, che lei metta ai voti
il ritorno in Commissione per le ragioni di merito che sono state
espresse in maniera lineare da chi mi ha preceduto, che lei ponga
ai voti il ritorno in Commissione dell'articolo 23 perché venga
trattato unitariamente in una vera, seria, coerente, completa
riforma delle pensioni e non attraverso forzature che vi porteranno
a sbattere - e questo sarebbe poco male - ma che temiamo portino a
sbattere la Sicilia.
PRESIDENTE. Allora, siamo dinnanzi ad un bivio. Formalmente c'è
una proposta di rinvio in Commissione. La proposta di rinvio
dovrebbe riguardare un'intera legge. Qua noi votiamo eventualmente
lo stralcio, cioè di stralciare l'articolo.
LEANZA. Noi siamo contrari.
PRESIDENTE. C'è la proposta dell'onorevole Cordaro e Falcone.
LEANZA. Chiedo di parlare sulla proposta.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono per
continuare, perché è una norma finanziaria che c'entra
assolutamente poco in un disegno organico, come diceva poco fa
l'onorevole Cordaro.
Quindi, le nostre perplessità rispetto all'atteggiamento
altalenante del Governo su questa materia non incidono sulla bontà
dell'iniziativa. Noi siamo assolutamente convinti che questo
contributo di solidarietà vada dato e vada dato in questa
finanziaria, perché stiamo parlando di finanziaria, stiamo parlando
di bilancio e mi sembra assolutamente corretto che noi continuiamo
a votare e l'articolo 23 possa essere votato in quanto una parte
importante dell'intero impianto della finanziaria.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo anche
per votare l'articolo, quindi siamo contrari al rinvio in
Commissione.
Siccome ho l'impressione che tutti questi subemendamenti siano
stati presentati per confondere ancora di più la situazione e le
acque, chiedo quindi che vengano ritirati tutti i subemendamenti
ritenuti inammissibili e si votino quelli che ci sono nel
fascicolo. Questa è la nostra proposta.
PRESIDENTE. Io ho un problema che mi evidenziano gli uffici in
questo momento. Mi ricollego all'ultimo intervento, quello
dell'onorevole Ciancio, abbastanza corretto, che mi permette di
affermare che su questo articolo, sicuramente in buona fede, si è
creata molta confusione con emendamenti, subemendamenti,
subemendamenti dei subemendamenti e non si può assolutamente andare
avanti, e a me dispiace dover evidenziare che queste difficoltà
nascono proprio dal Governo. Questo ce lo dobbiamo dire
CORDARO. Salvo evidenziare che non c'è un solo subemendamento
dell'opposizione
PRESIDENTE. perché all'esterno non può uscire l'immagine che
l'Assemblea sia contro il contributo di solidarietà, lo voglio dire
con la massima chiarezza.
Per cui io, arrivato a questo punto, sospendo l'Aula per un ora,
fino alle ore 16.00. Alle ore 16.00 si riprende puntuali.
C'è un'altra valutazione da fare in ordine all'eventuale stralcio
di questo articolo perché c'è un problema di copertura che è stata
data con questa presunta entrata.
Sono delle valutazioni che il Governo deve fare. Deve mettere in
condizione l'ARS di poter legiferare in maniera adeguata.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 14.51, è ripresa alle ore 16.24)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, in attesa del governo, sospendo, nuovamente la
seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.25, è ripresa alle ore 17.05)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che avevamo sospeso la
seduta durante l'esame dell'art. 23. Comunico che il Governo ha
presentato un emendamento di riscrittura sul contributo di
solidarietà che sta per essere distribuito.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e della funzione
pubblica. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 7.5 Gov.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e della funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, abbiamo rivisto un
po' tutto il testo dell'articolo, tenendo conto di alcune esigenze
che ci sono state rappresentate dai diversi Gruppi parlamentari,
per cui, fermo restando che i redditi al di sopra dei 91 mila euro
restano a questo punto con il contributo di solidarietà già
previsto dalla norma nazionale - quindi non vengono toccati dalla
nostra norma - vengono istituite due fasce, proprio per
semplificare, con contributi proporzionalmente inferiori,
percentualmente inferiori.
Viene così prevista un'unica fascia da 50 mila euro a 65 mila
euro, in cui il contributo di solidarietà previsto è del 5%, una
seconda fascia per la parte eccedente, quindi sopra i 65 mila euro,
fino a 91 mila euro, con un contributo di solidarietà pari al
5,50%, per cui noi avremo, il meccanismo che è quello dell'IRPEF.
L'applicazione va quindi per fasce: chi ha un reddito pari a 65
mila euro avrà soltanto questo 5%, nella fascia però soltanto
applicata da 50 mila a 65 mila, quindi la prima fascia fino a 50
mila resta esente, la seconda fascia è quella 5,50%, e poi si
applica invece la norma nazionale.
I risparmi vengono per quanto riguarda i trattamenti erogati dal
Fondo pensioni della Regione siciliana e poi vengono versati nel
bilancio della Regione per il finanziamento dell'art. 22 così come
avevamo detto. Questo semplifica tutto il meccanismo, lascia salva
quella che è l'applicazione della norma nazionale per le fasce
sopra i 91 mila euro, istituisce semplicemente due fasce più basse
con delle aliquote inferiori.
Sull'ordine dei lavori
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, vedo
che stiamo cominciando come se nulla fosse. Io ritengo che sarebbe
utile, visto l'andamento dei lavori, e quello che è accaduto, che
si facesse una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
prima di iniziare, per dare certezza su ciò che si può fare e ciò
che invece non si può fare.
E comunque per sapere, viste anche le esigenze da lei manifestate
circa la utilizzabilità di questa Sala, anche dopo e i tempi che
abbiamo stabilito, per vedere quali sono i percorsi dal punto di
vista normativo e gli strumenti più idonei per arrivare rapidamente
a chiudere questa fase alquanto turbolenta di questo momento
governativo e legislativo.
PRESIDENTE. Era già nelle mie intenzioni indire una Conferenza dei
Capi gruppo subito dopo l'approvazione o meno, dipende da cosa
deciderà l'Aula, dell'articolo 23, essendosi concluso e avendo
sviluppato per ore un dibattito sul contributo di solidarietà.
Eravamo rimasti su un eventuale richiesta di rinvio in
Commissione, ma adesso c'è l'emendamento di riscrittura del
Governo.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tra le varie
richieste che ho presentato in merito all'articolo 23 ho omesso di
richiamarla ad un percorso che, secondo me, lei era obbligato a
fare e cioè, avendo stralciato l'articolo 24 con la motivazione che
sarebbe stato utile, giusto e corretto, essendo materia complessa,
di essere oggetto di un provvedimento di legge a se stante in
Commissione, io penso che lei sarebbe quasi obbligato ad accorpare
l'articolo 23 all'articolo 24, perché altrimenti saremmo in
presenza di una scelta strabica, non si può scegliere per una parte
l'approfondimento e per un'altra parte si continua nella confusione
generale, dando incertezza delle varie proposte che sono state
presentate.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei merita una risposta, l'articolo
24 è materia ordinamentale riduzione della dotazione organica e
pensionamenti anticipati mentre l'articolo 23 è materia
finanziaria.
Si passa all'emendamento 7.5 Gov che è già stato illustrato.
FALCONE. C'è una richiesta di votazione per il rinvio in
Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, l'ho già detto io che c'era una
richiesta di rinvio in Commissione, alla luce dell'emendamento di
riscrittura del Governo, che dovrebbe fare la sintesi di tutto
quello che si è detto, potrebbe essere superata, anche perché nei
vostri interventi tutti avete mostrato di essere a favore del
contributo di solidarietà.
FORMICA. Insisto affinché l'Aula si pronunci per rinviarla in
Commissione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo già sentito un deputato a
favore e uno contro la proposta. Ricordo che avevo precisato che
anche questa è una procedura particolare, qua non si sta votando il
rinvio in Commissione di un'intera legge, noi stiamo operando uno
stralcio, mi sto rimettendo all'Aula. e di conseguenza ci sarebbe
il rinvio in Commissione.
Pongo in votazione lo stralcio dell'articolo 23.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 7.5.GOV. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.5 GOV
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avendo ben compreso il percorso
che si intende avviare, chiarisco che, se viene approvato questo
emendamento, si chiude la discussione sull'articolo 23. Se non
dovesse essere approvato, si continua ad andare avanti. Questo per
evitare, poi, equivoci che facciano pensare ad eventuali forzature
da parte della Presidenza.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 7.5.GOV.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 69
Maggioranza 35
Favorevoli 55
Contrari 14
(E' approvato)
FORMICA. Togliamo ai poveri, per dare ai ricchi Bravo, bravo
PRESIDENTE. Si è chiusa di fatto la discussione, con
l'approvazione finale dell'emendamento 7.5.GOV di riscrittura
definitiva, quindi tutti gli altri emendamenti sono decaduti.
Così come convenuto, sospendo l'Aula per mezz'ora e convoco la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, possibilmente
limitata ai Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 17.18, è ripresa alle ore 18.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per questioni procedurali che il
Governo spiegherà da qui a poco, vi è l'esigenza di chiudere la
seduta in atto per riaprirla con un nuovo ordine del giorno da qui
a pochi minuti.
Pertanto, la seduta è rinviata ad oggi, giovedì 31 luglio 2014,
alle ore 19.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2013 . (n. 799/A)
Relatore: on. Dina
2) - Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2014 - Variazioni al bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, Disposizioni programmat
e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale.
Disposizioni varie' . (n. 782/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Vinciullo
3) - Benefici in favore dei testimoni di giustizia . (n. 478/A)
(Seguito)
Relatore: on. Cappello
4) - Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto della Regione siciliana recante Disposizioni in tema d
impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
riforma del sistema di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-
771/A)
Relatore: on. Ciaccio
5) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A) (Seguito)
Relatore: on. Picciolo
6) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
7) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
8) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
528/A)
Relatore: on. Anselmo
9) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436
Relatore: on. Savona
III - Discussione unificata delle mozioni:
N. 300 - Impegno del Governo della Regione in ordine al
diniego di autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonché alla revoca di quelle
già rilasciate.
(6 maggio 2014)
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA- ZITO
N. 312 - Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia.
(4 giugno 2014)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
- PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
IV - Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
ANSELMO - GERMANA'
V - Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
RAGUSA - CIRONE
VI - Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
VII - Seguito della discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
La seduta è tolta alle ore 18.52
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
DISEGNO DI LEGGE N. 782/A
Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2014.
Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2014
e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie.
TITOLO I
Ripianamento del disavanzo 2013 e accantonamenti tributari
Art. 1.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del
bilancio della Regione.
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 2014 sono
introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella A'.
Art. 2.
Variazioni allo stato di previsione della spesa del
bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 2014 sono
introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella B',
comprensive di quelle discendenti dai successivi articoli.
Art. 3.
Ripianamento del disavanzo 2013
l. Il disavanzo finanziario di gestione dell'esercizio
2013 determinato per i fondi regionali in 463.769 migliaia
di euro, è riassorbito nel biennio 2014-2015 nella misura
di 231.885 migliaia di euro per l'anno 2014 e di 231.884
migliaia di euro per l'anno 2015. Conseguentemente, sono
rideterminati per il medesimo biennio gli importi di cui
all'articolo 4, comma 1, della legge regionale 7 agosto
2013, n. 13.
2. Le risorse di cui al comma l, quantificate in 111.615
migliaia di euro per l'anno 2014 e 111.616 migliaia di euro
per l'anno 2015 sono destinati ad incrementare il fondo di
cui all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11 (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215727).
3. Per l'anno 2014 l'ammontare del fondo di cui
all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11
(UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215727) è quantificato in
211.115 migliaia di euro, comprensivo delle somme derivanti
dall'applicazione del comma 2.
4. All'articolo 4, comma 5 della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni è
soppresso l'ultimo periodo.
5. Le entrate erariali spettanti alla Regione versate in
conto residui, a decorrere dall'esercizio finanziario 2014,
sono portate ad incremento del fondo di cui all'articolo 5
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 (UPB 4.2.1.5.99
capitolo 215727).
6. L'Amministrazione regionale è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2014, ad eliminare dal conto del
Bilancio 2014 crediti annullati ai sensi dell'articolo 1,
comma 527, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, nelle more
dell'emanazione da parte del Ministero dell'Economia e
delle Finanze del relativo provvedimento e
dell'introduzione nell'ordinamento contabile della Regione
delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 118
del 2011 e successive modifiche ed integrazioni, in misura
corrispondente all'importo iscritto nel fondo di cui
all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11
sulla scorta dei dati forniti dall'agente della riscossione
entro il 31 ottobre 2014 per anno, provincia, capo,
capitolo ed articolo.
Art. 4.
Accantonamenti tributari
1. All'articolo 4 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5 sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma l dopo le parole legge 27 dicembre 2013, n.
147 sono aggiunte le parole come modificato dall'articolo
46, comma 3, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66,
convertito con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014, n.
89 , la cifra 1.053.769 migliaia di euro è sostituita
dalla cifra 1.142.162 migliaia di euro ;
b) al comma 2, lettera a) la cifra 641.475 è
sostituita dalla cifra 508.300 ;
c) al comma 2, lettera b) il periodo 400 milioni di
euro annui è sostituito da 80.608 migliaia di euro per
l'anno 2014 e 400.000 milioni di euro annui per il biennio
2015-2016 ;
d) al comma 2 dopo la lettera b) sono aggiunte le
seguenti lettere:
e) b.1) quanto a 553.254 migliaia di euro per l'anno
2014 mediante utilizzo di parte delle somme dovute dallo
Stato derivanti dalla restituzione delle riserve erariali
di spettanza regionale a seguito della sentenza della Corte
Costituzionale n. 241 del 4 ottobre 2012;
f) al comma 2 lettera c) il periodo 12.294 migliaia di
euro per l'anno 2014 e è soppresso.
2. In conseguenza delle disposizioni di cui al presente
articolo l'Allegato 2 di cui all'articolo 4, comma 3, della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è soppresso.
Art. 5.
Recepimento di norme nazionali e integrazione schemi di
bilancio
1. A decorrere dall'1 gennaio 2015, sono recepite
nell'ordinamento contabile della Regione le disposizioni
contenute nel Titolo I e III del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Nelle more dell'introduzione nell'ordinamento
regionale delle disposizioni contenute nel titolo I e III
del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni, ed al fine di omogeneizzare e
rendere confrontabili i dati di bilancio con le altre
regioni, per l'esercizio finanziario 2014 le entrate
tributarie sono contabilizzate al netto degli importi
relativi alla restituzione e rimborsi di tasse ed imposte
dirette ed indirette sugli affari e relative addizionali.
Al fine di dare evidenza alle operazioni effettuate dalla
competente struttura di gestione al Rendiconto generale
della Regione per l'esercizio finanziario 2014 è allegato
un prospetto analitico contenente i dati relativi alle
somme compensate a titolo di restituzione e rimborsi di
tasse ed imposte dirette ed indirette sugli affari e
relative addizionali.
3. Per la definizione delle procedure informatiche ed
amministrative connesse all'attuazione delle disposizioni
del comma 1 è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 100
migliaia di euro.
4. Per consentire il rispetto del termine del
recepimento nell'ordinamento regionale di quanto disposto
al comma 1, è autorizzata per le finalità dell'articolo 16,
comma 7, della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, per
l'anno 2014, un'ulteriore spesa di 80 migliaia di euro (UPB
7.2.1.1.1, capitolo 212008) da utilizzare anche per il
personale che svolge attività nel settore informativo ai
fini del recepimento delle disposizioni contenute nel
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni.
5. Agli oneri previsti ai commi 3 e 4 del presente
articolo, si provvede mediante riduzione di parte delle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704,
accantonamento 1001.
TITOLO II
Misure di contenimento della spesa
Art. 6.
Soppressione Comitati, Commissioni, Consigli, Collegi
operanti all'interno dell'amministrazione regionale
l. In attuazione dei principi di contenimento della
spesa pubblica, i Comitati, le Commissioni, i Consigli, i
Collegi comunque denominati operanti all'interno
dell'Amministrazione regionale, la cui istituzione è
prevista da leggi, regolamenti, decreti o altro
provvedimento, verranno soppressi secondo le procedure di
cui ai successivi commi 2, 3 e 4.
2. La Giunta regionale, entro il termine di 15 giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, con
propria deliberazione, indica i criteri e le modalità per
l'individuazione degli organismi ritenuti non
indispensabili.
3. Entro il termine improrogabile di ulteriori 15 giorni
dall'adozione della deliberazione di cui al precedente
comma, ciascun Assessore regionale trasmette alla
Segreteria generale della Presidenza della Regione un
elenco ricognitivo completo degli organi collegiali di cui
al comma 1, prevedendo contestualmente, all'individuazione
degli organismi per i quali si propone la soppressione o la
riduzione o eliminazione dei relativi costi.
4. Entro il termine di 30 giorni dal compimento degli
adempimenti di cui al comma 3, la Giunta regionale approva
e trasmette all'Assemblea regionale siciliana apposito
disegno di legge organico sulla soppressione degli
organismi ritenuti non indispensabili e delle relative
norme istitutive.
Art. 7.
Trattamenti integrativi di previdenza e quiescenza
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge è fatto divieto, per l'Amministrazione
regionale e per gli enti e gli organismi di cui
all'articolo l della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10
e successive modifiche ed integrazioni, nonché per le
società a partecipazione totale o maggioritaria della
Regione, di erogare trattamenti di previdenza e quiescenza
integrativi, fatta eccezione per quelli in godimento, in
assenza di una espressa previsione legislativa regionale
e/o statale che ne definisca l'ambito di applicazione, i
presupposti, l'entità e la relativa copertura a carico dei
rispettivi bilanci.
Art. 8.
Norme di risparmi nel settore sanitario
1. Per le finalità dell'articolo 8 del decreto legge 24
aprile 2014, n. 66, convertito con modificazioni dalla
legge 23 giugno 2014, n. 89 e dell'articolo 13 della legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13, per l'anno 2014 la Regione
è autorizzata a ridurre dell'importo di 25.000 migliaia di
euro, il finanziamento della compartecipazione regionale
agli obiettivi del Piano Sanitario nazionale rispetto ai
criteri ordinariamente previsti in sede di intesa ai sensi
dell'articolo l, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n.
662.
2. Per quanto disposto al comma 1, ed al fine della
salvaguardia dell'equilibrio di bilancio sanitario, per
l'anno 2014 gli enti del settore sanitario, in attuazione
dell'articolo 8 del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 e
dell'articolo 13 della legge regionale 11 giugno 2014, n.
13, sono tenuti a conseguire risparmi di spesa non
inferiori all'importo di cui al comma l.
3. Per l'anno 2015, fermo restando quanto disposto al
comma 80 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n.
191, e successive modifiche ed integrazioni, il gettito
derivante dalle maggiorazioni dell'aliquota dell'imposta
regionale sulle attività produttive e dell'addizionale
regionale all'IRPEF deve garantire, sino all'importo
massimo di 25.000 migliaia di euro, il ripristino del
finanziamento della compartecipazione regionale agli
obiettivi del Piano Sanitario nazionale, relativo all'anno
2014, qualora venga accertato un minore risparmio di spesa
di cui al comma precedente.
4. La misura dell'eventuale minore risparmio di spesa di
cui al comma 3 è accertata dai competenti Tavoli tecnici di
cui agli articoli 9 e 12 dell'Intesa 23 marzo 2005, sancita
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano,
pubblicata nel supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta
Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005.
Art. 9.
Integrazione socio-sanitaria
1. In attuazione di quanto disposto dall'articolo 2,
comma 3, lettera f), della legge regionale 14 aprile 2009,
n. 5, la Regione rende appropriata ed omogenea in tutto il
territorio regionale l'erogazione delle prestazioni socio-
sanitarie rientranti nei livelli essenziali di assistenza,
di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
29 novembre 2001, allegato l. C Area integrazione socio-
sanitaria e successive modifiche ed integrazioni.
2. Il finanziamento delle prestazioni di cui al comma 1
grava in quota parte sul Fondo sanitario regionale nonché
su eventuali altre fonti di finanziamento regionali e
comunitarie e sugli eventuali co-obbligati per legge,
secondo i criteri di compartecipazione definiti dal Decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001,
allegato 1. C Area integrazione socio-sanitaria e
successive modifiche ed integrazioni.
3. Per le finalità di cui al comma l, con decreto
interassessoriale, da adottarsi entro 120 giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, previo parere
delle competenti Commissioni legislative e della
Commissione bilancio dell'Assemblea regionale siciliana,
l'Assessore regionale per la salute e l'Assessore regionale
per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro,
disciplinano le modalità per la definizione di un sistema
unico di accreditamento dei soggetti che erogano
prestazioni socio-sanitarie, la determinazione delle
risorse da corrispondere rispettivamente per la quota
sanitaria e per la quota socio-assistenziale, nonché le
modalità di monitoraggio e controllo delle strutture.
TITOLO III
Finanziamento interventi di spesa
Art. 10.
Ricovero minori
l. Per il finanziamento degli interventi di cui
all'articolo 9, comma 4, della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 12.800 migliaia
di euro (UPB 6.2.1.3.1. - cap. 183337).
Art. 11.
Comunità alloggio per disabili psichici
l. Per la gestione dei rapporti, anche in convenzione,
con le comunità alloggio per i disabili psichici di cui
all'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 14.400 migliaia
di euro (UPB 6.2.1.3.1. - cap. 182519).
Art. 12.
Riorganizzazione delle risorse umane nel settore forestale
e della
prevenzione degli incendi
l. Per le finalità di cui all'articolo 3 della legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata, per l'anno
2014, l'ulteriore spesa nel limite massimo di 78.225
migliaia di euro (UPB 10.5.1.3.2. - capitoli 156604).
2. Per l'attuazione di progetti, coerenti con il comma
18 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e
successive modifiche ed integrazioni, finalizzati alla
costruzione e manutenzione straordinaria di opere ed
impianti del demanio e del patrimonio pubblico forestale
nonché per la ricostituzione ed il recupero del patrimonio
pubblico boschivo è autorizzata per l'anno 2014,
l'ulteriore spesa nel limite massimo di 25.000 migliaia di
euro (UPB 10.5.2.6.1. - cap. 554201). All'onere di cui al
presente comma si provvede mediante utilizzo delle risorse
di cui all'articolo 30 della presente legge.
3. All'articolo 43 della legge regionale 14 aprile 2006,
n. 14, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
6 bis. Gli uffici periferici del Dipartimento regionale
del lavoro e delle politiche sociali adottano i
provvedimenti di decadenza dai contingenti e dalla
graduatoria unica distrettuale, nonché la cancellazione
dall'elenco speciale regionale istituito ai sensi
dell'articolo 45 ter della legge regionale 6 aprile 1996,
n. 16 dei lavoratori forestali al verificarsi dei seguenti
eventi:
a) ingiustificata rinuncia ad una congrua offerta di
lavoro come definita dalle vigenti disposizioni di legge in
materia di perdita dello stato di disoccupazione;
b) assunzione a tempo indeterminato;
c) volontaria fuoriuscita.
I lavoratori forestali inseriti nel contingente ad
esaurimento di cui al comma 7 dell'articolo 44 della legge
regionale 14 aprile 2006, n. 14 che non effettuano le 78
giornate lavorative ai fini previdenziali non possono
essere sostituiti. Dal computo delle giornate di lavoro
determinato in base al fabbisogno distrettuale sono
detratte le giornate corrispondenti ai turni non effettuati
a causa della impossibilità di sostituzione del lavoratore
non avviato. .
4. Le prestazioni relative alla progettazione
preliminare, definitiva ed esecutiva nonché alla direzione
dei lavori ed agli incarichi di supporto tecnico-
amministrativo per le attività di forestazione, di
sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-agraria sono
espletate esclusivamente da personale interno
dell'Amministrazione regionale. In ragione della
omnicomprensività del relativo trattamento economico, al
personale con qualifica dirigenziale non possono essere
corrisposte somme in base alle disposizioni di cui ai commi
5 e 6 dell'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163.
4 bis. Le disposizioni di cui ai commi 5 e 6
dell'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163 si applicano altresì a tutto il personale
dell'amministrazione regionale e degli enti di cui
all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2010, n. 10.
5. Per il triennio 2014-2016 trovano applicazione le
disposizioni dell'articolo 8, comma 1, della legge
regionale 29 dicembre 2010, n. 24 e dell'articolo 1 della
legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25 anche per le
attività di forestazione, di sistemazione idraulico-
forestale ed idraulico-agraria, con esclusione del
personale già utilmente inserito nelle rispettive
graduatorie.
6. Nel rispetto del principio di contenimento della
spesa ed al fine di consentire la salvaguardia, a titolo di
solidarietà delle fasce deboli, i lavoratori forestali che
percepiscono un reddito rilevabile dal Mod. ISEE, dell'anno
di riferimento, superiore a 50.000 euro, non effettueranno,
per il triennio 2014-2016, le giornate attribuite dalla
fascia di appartenenza. Sono esclusi, ai fini della
rilevazione ISEE, i redditi provenienti dai nuclei
familiari di origine qualora con essi conviventi nella
qualità di single o famiglie di cui uno dei componenti
appartenente al nucleo originario. I posti resisi vacanti
in virtù della sospensione, non potranno essere ricoperti
in quanto al variare della situazione reddituale si potrà
rientrare nelle graduatorie.
7. A decorrere dall'1 gennaio 2014, l'indennità mensile
pensionabile di cui all'articolo 1 della legge regionale 27
febbraio 2007, n. 4 è corrisposta esclusivamente al
personale del Comando del Corpo forestale della Regione in
servizio effettivo presso il dipartimento, con funzioni di
polizia giudiziaria.
8. Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 15
giugno 1998, n. 11, dopo le parole con qualifica di
assistente tecnico forestale e di agente tecnico forestale
aggiungere le seguenti , che svolgono entrambi
esclusivamente funzioni di polizia giudiziaria.
Art. 13.
Norme in materia di consorzi di bonifica
1. Per le finalità di cui all'articolo 4, comma 3, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa nel limite massimo di 5.000
migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo 147320).
Art. 14.
Norme per la manutenzione del territorio e del paesaggio
rurale
1. Per le finalità di cui all'articolo 5 della legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata, per l'anno
2014, la spesa di 3.000 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.99 -
capitolo 147326).
Art. 15.
Disposizioni concernenti il personale dell'Ente acquedotti
siciliani
1. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 1, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa di 5.913 migliaia di euro
(UPB 4.2.1.3.99).
2. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 2, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di 133
migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - cap. 147325).
3. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 3, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di 713
migliaia di euro (UPB 2.2.1.3.7 - cap. 343315).
4. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 4, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di
1.868 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - cap. 373347).
Art. 16.
Gestione impianti idrici
1. Per le finalità dell'articolo 46, comma l, della
legge regionale 15 maggio 2013, n. 9, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2014, l'ulteriore spesa di 7.000
migliaia di euro (UPB 5.2.l.3.99 - cap. 242543).
2. Nelle more dell'approvazione della legge regionale di
cui al comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 9
gennaio 2013, n. 2, negli ambiti territoriali ottimali in
cui il gestore del servizio idrico integrato non è stato
individuato o è fallito, i comuni, in forma singola o
associata, possono gestire il suddetto servizio.
3. I comuni appartenenti agli ambiti di cui al comma 2,
in forma singola o associata, nella fase di start up,
possono utilizzare il personale già in servizio.
Art. 17.
Convenzione Agenzia delle Entrate
1. La Regione, al fine di velocizzare i tempi di
riscossione delle tasse automobilistiche, può affidare la
riscossione delle medesime tasse, oltre che ai soggetti
autorizzati ai sensi delle vigenti disposizioni, anche a
Riscossione Sicilia S.p.A., agente della riscossione per le
province siciliane ai sensi dell'articolo 2 della legge
regionale 22 dicembre 2005 n. 19. A tal fine
l'Amministrazione finanziaria regionale può stipulare con
l'Agenzia delle Entrate e con Riscossione Sicilia S.p.a.
apposita convenzione per disciplinare modalità e tempi
dell'invio delle comunicazioni ai contribuenti (c.d. avvisi
bonari), la trasmissione dei flussi informativi e il
rimborso delle spese sostenute.
2. Per la riscossione dei pagamenti a fronte dell'invio
delle comunicazioni di cui al comma 1 Riscossione Sicilia
S.p.A. è remunerata con un aggio sulle somme riscosse dalla
stessa società, pari al 60 per cento dell'aggio spettante
sulla riscossione ai sensi dell'articolo 17 del decreto
legislativo 13 aprile 1999 n. 112, e successive modifiche e
integrazioni; in caso di mancato pagamento da parte dei
contribuenti e/o di riscossione presso gli altri soggetti
autorizzati, a Riscossione Sicilia S.p.A. spetta il solo
rimborso del costo sostenuto per l'invio delle
comunicazioni il cui ammontare sarà stabilito nell'ambito
della convenzione di cui al comma 1.
3. Al fine di corrispondere il rimborso delle spese
all'Agenzia delle Entrate è autorizzata per il triennio
2014-2016 la spesa annua di 130 migliaia di euro al cui
onere si provvede, per gli anni 2015 e 2016, a valere sulle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 -
accantonamento 1001.
Art. 18.
Fondi regolazioni contabili e Fondi Globali
l. I Fondi per l'effettuazione delle regolazioni
contabili delle compensazioni fiscali sui tributi di
spettanza regionale, riscossi con le modalità di cui al
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, (UPB 4.3.1.5.4,
capitolo 219202 - UPB 4.3.1.5.4, capitolo 219205) sono
incrementati per l'anno 2014 dell'importo di 90.000
migliaia di euro, per l'anno 2015 dell'importo di 72.006
migliaia di euro e per l'anno 2016 dell'importo di 117.912
migliaia di euro.
2. Il Fondo di cui all'articolo 48, comma l, della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 (UPB 4.2.1.5.2 - cap.
215704 - accantonamento 1002) è incrementato dell'importo
di 500 migliaia di euro.
Art. 19.
Società Interporti
1. La Regione è autorizzata a sottoscrivere l'aumento
del capitale sociale della Società Interporti Siciliani
S.p.A., società di scopo finalizzata alla realizzazione di
infrastrutture sul territorio della Regione siciliana,
nella misura complessiva di 8.500 migliaia di euro.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata
la spesa di 2.500 migliaia di euro per l'anno 2014 e di
3.000 migliaia di euro annui per ciascuno degli anni 2015-
2016.
3. Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente
articolo per gli anni 2015 e 2016 si provvede a valere
sulle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 -
accantonamento 1001.
4. La Regione è autorizzata a procedere al versamento
dei contributi consortili, secondo le previsioni
statutarie, della propria partecipata strategica MAAS
S.C.p.A. che, per l'anno 2014, sono quantificati in 1.500
migliaia di euro cui si provvede mediante riduzione della
spesa autorizzata dall'articolo 22 della presente legge.
Art. 20.
Misure di fuoriuscita lavoratori inseriti nell'elenco
di cui all'articolo 34 della legge regionale 5/2014
l. All'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti commi:
3 bis. Nel rispetto della vigente normativa comunitaria
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e del lavoro è autorizzato a concedere ai datori di
lavoro di cui all'articolo 38 della legge regionale agosto
2009, n. 9 che procedono all'assunzione a tempo
indeterminato dei lavoratori di cui al presente articolo in
possesso dei requisiti previsti dall'articolo 36 della
citata legge regionale n. 9/2009, gli incentivi previsti
dagli articoli 37, 38, 39 e 40 della medesima legge
regionale 9/2009.
3 ter. Il Dipartimento regionale del lavoro,
dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e delle
attività formative, al fine di favorire la fuoriuscita dal
bacino di appartenenza dei lavoratori inseriti nell'elenco
di cui all'articolo 34 della legge regionale 31 gennaio
2014, n. 5 è autorizzato a concedere, a coloro che
presentano istanza entro il 30 settembre 2014 e nei limiti
dello stanziamento di cui al comma successivo, un importo,
una tantum, pari a 25.000,00 a titolo di borsa auto
impiego.
3 quater. La borsa di auto impiego di cui al comma 3 ter
viene concessa sulla base di apposita graduatoria elaborata
tenendo conto dei criteri di seguito elencati:
a) maggiore carico familiare;
b) a parità minore reddito derivante dal modello ISEE;
c) ad ulteriore parità minore età anagrafica.
3 quinquies. Per le finalità di cui al comma 3 ter è
autorizzata per gli anni 2015/2016 la spesa annua di 10.000
migliaia di euro. Al relativo onere si provvede a valere
sulle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 -
accantonamento 1001. .
Art. 21.
Esami per l'iscrizione agli albi per l'esercizio delle
professioni turistiche
1. Dopo l'articolo 7 della legge regionale 3 maggio
2004, n. 8 è inserito il seguente articolo:
Art. 7 bis - Contributi per spese di organizzazione -
l. A carico di coloro che richiedono di accedere alle
verifiche previste per l'accesso alle professioni di cui
alla presente legge, è previsto un contributo non superiore
ad euro 150,00 per le spese da sostenersi da parte
dell'Amministrazione per le attività di verifica.
2. La misura del contributo è determinata con i decreti
che approvano i relativi avvisi pubblici di indizione delle
verifiche. .
2. Per le finalità di cui agli articoli 2, 3, 4, 6 e 7
della legge regionale 3 maggio 2004, n. 8 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 100 migliaia
di euro.
Art. 22.
Misure per contrastare le condizioni di povertà e di
esclusione sociale
1. Per le finalità di cui agli articoli 53 e seguenti
del capo II del Titolo V della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
17.700 migliaia di euro.
2. Per le finalità di cui al comma 1 sono altresì
destinate le somme derivanti:
a) dall'avanzo relativo a fondi regionali a destinazione
non vincolata del Fondo Siciliano per l'assistenza e la
collocazione dei lavoratori disoccupati, non utilizzato
alla data di entrata in vigore della presente legge, ad
eccezione dell'importo di cui all'articolo 25;
b) dalle entrate derivanti dall'attuazione delle
disposizioni di cui all'articolo 23;
c) dai risparmi di spesa derivanti dall'attuazione delle
disposizioni di cui all'articolo 24;
d) dalla riprogrammazione delle risorse relative ad
assegnazioni extraregionali;
3. La spesa autorizzata dai commi 1 e 2 è destinata,
nella misura del 50 per cento, alle assunzioni di
lavoratori svantaggiati, molto svantaggiati o disabili con
età superiore ad anni 34 e per il restante 50 per cento
alle assunzioni di lavoratori svantaggiati, molto
svantaggiati o disabili con età inferiore ad anni 34 .
4. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
apportare al bilancio della Regione le variazioni derivanti
dall'attuazione del presente articolo.
Art. 23.
Contributo di solidarietà
1. A decorrere dall'entrata in vigore della presente
legge, e fino al 31 dicembre 2016, nella Regione siciliana
il contributo di solidarietà introdotto dall'articolo 1,
comma 486, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 e
successive modifiche ed integrazioni, è dovuto nelle
aliquote aggiuntive rispettivamente del 4 per cento, del 5
per cento e del 6 per cento rispetto a quelle ivi previste.
2. Per i trattamenti pensionistici superiori a cinque
volte il trattamento pensionistico minimo INPS è dovuto un
contributo di solidarietà regionale pari:
a) al 4 per cento della parte eccedente il predetto
importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo di sette
volte il trattamento minimo INPS;
b) al 5 per cento della parte eccedente il predetto
ultimo importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo di
dieci volte il trattamento minimo INPS;
c) al 6,5 per cento della parte eccedente il predetto
ultimo importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo di
quattordici volte il trattamento minimo INPS.
3. I risparmi derivanti dalle misure di contenimento
della spesa adottate sulla base
dei principi di cui al comma precedente applicati anche
agli enti ed organismi della Regione siciliana che non
soggiacciono all'obbligo dei versamenti alle gestioni
previdenziali obbligatorie di cui al citato articolo 1,
comma 486 della legge n. 147 del 2013, nonché all'Assemblea
regionale siciliana, anche in riferimento ai vitalizi
previsti per coloro che hanno ricoperto funzioni pubbliche
elettive, sono versate all'entrata del bilancio della
Regione per essere destinate al finanziamento delle
iniziative previste dall'articolo 22 della presente legge.
4. Le somme trattenute dalle amministrazioni regionali e
quelli di cui al comma precedente per effetto delle
applicazioni delle disposizioni di cui al comma 486
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono
versate, a decorrere dall'1 gennaio 2014, all'entrata del
bilancio della Regione per essere destinate al
finanziamento delle iniziative previste dall'articolo 25
della presente legge.
Art. 24.
Riduzione della dotazione organica e pensionamenti
anticipati
1. In coerenza con i principi e le finalità
dell'articolo 2 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95,
convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n.
135, vigono per il periodo 2014-2017, per il personale
dell'Amministrazione regionale, i requisiti anagrafici e
contributivi per l'accesso al trattamento pensionistico in
base alla disciplina vigente prima dell'entrata in vigore
dell'articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214.
2. Nelle more della rivisitazione e riorganizzazione
dell'Amministrazione regionale, la dotazione organica del
personale di cui all'articolo 5 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 e all'articolo 51, comma 2, della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11, nonché degli enti di cui
all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,
è ridotta in numero pari ai soggetti che vengono collocati
in quiescenza in attuazione delle dotazioni organiche di
cui al precedente comma 1.
3. Alla rideterminazione delle dotazioni organiche
ridotte ai sensi del superiore comma 2, si procede tramite
decreto del Presidente della Regione siciliana, previa
delibera della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica,
da adottarsi entro e non oltre 120 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
4. Al comma 6, dell'articolo 9, della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 sono soppresse le parole di consulenza,
studio e ricerca .
5. Nelle more della riorganizzazione dell'apparato
burocratico regionale, entro tre mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge e con le procedure previste
dall'articolo 11 della legge regionale 3 dicembre 2003, n.
20, le strutture di dimensione intermedia, denominate aree
e servizi, ed unità operative di base, di cui all'articolo
4 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, sono ridotte
del 30%.
6. L'articolo 20 della legge regionale 15 giugno 1988,
n. 11, è sostituito dal seguente:
1. I dipendenti dell'amministrazione regionale, con
almeno otto anni di servizio utile ai fini
dell'attribuzione dell'indennità di buonuscita o del TFR,
possono chiedere l'anticipazione dell'erogazione del
trattamento loro spettante.
2. Le anticipazioni concedibili non potranno
complessivamente superare il 70% dell'ammontare
dell'indennità di buonuscita o del TFR cui il dipendente
avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto di
lavoro alla data della richiesta.
3. Le richieste di anticipazione potranno essere
avanzate con riferimento ad una sola delle seguenti
prioritarie motivazioni:
a) spese sanitarie per il dipendente e per i familiari
fiscalmente a carico;
b) spese per studi universitari e post universitari per
i figli;
c) acquisto della prima casa per il dipendente;
d) acquisto della prima casa per i figli dell'avente
diritto.
4. L'anticipazione viene detratta, a tutti gli effetti,
dall'ammontare dell'indennità di buonuscita o del TFR
spettante per la cessazione del rapporto di lavoro.
5. Le richieste saranno soddisfatte sino ad esaurimento
dello stanziamento di bilancio previsto per l'esercizio
finanziari odi riferimento.
6. Con apposito regolamento da emanarsi, a cura del
Dipartimento regionale della funzione pubblica e del
personale, di concerto con il Fondo pensioni Sicilia, entro
60 giorni dalla pubblicazione della presente legge, saranno
individuate le modalità ed i criteri per la concessione dei
benefici di cui al presente articolo. .
Art. 25.
Lavoratori della ex Pirelli di Villafranca e di Siracusa
1. Per le finalità previste dal comma 2 dell'articolo 34
della legge regionale 18 maggio 1996, n. 33 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 235 migliaia
di euro, cui si provvede a valere sulle disponibilità del
Fondo siciliano per l'assistenza ed il collocamento dei
lavoratori disoccupati.
Art. 26.
Definizione accordo transattivo
1. Per le finalità di cui all'articolo 24, comma 9,
della legge regionale 25 maggio 1995, n. 45 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2014, la spesa complessiva di
2.650 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo 147305).
Art. 27.
Finanziamento ulteriori interventi di spesa
1. Le autorizzazioni di spesa previste per l'anno 2014
nell'Allegato 1 - Rifinanziamento interventi di spesa - di
cui all'articolo 8, comma 1, della legge regionale 11
giugno 2014, n. 13, sono incrementate da quelle previste
dall'Allegato 1 della presente legge, per l'importo
complessivo di 150.315 migliaia di euro.
2. Per le finalità di cui all'articolo 11, commi 99 e
100, della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa di 742 migliaia di euro (UPB
2.2.1.1.2 - capitolo 342534).
3. Per le finalità di cui all'articolo 54 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata, per l'anno 2014, l'ulteriore
spesa di 1.900 migliaia di euro (UPB 10.2.1.3.2 - capitolo
144111).
4. Per le finalità di cui all'articolo 20, comma 26,
della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, è
autorizzata per l'anno 2014 l'ulteriore spesa di 393
migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - capitolo 148102).
5. Per le finalità di cui all'articolo 128 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
11.750 migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215734).
Le procedure per l'assegnazione delle risorse di cui al
presente comma sono definite entro 60 giorni
dall'approvazione della presente legge.
6. Per le finalità di cui all'articolo 73, comma 1,
della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,
la spesa di 349 migliaia di euro (UPB 5.2.1.3.99 - capitolo
243308).
7. Per le finalità di cui alla legge regionale 31
dicembre 1964 n. 34 e successive modifiche ed integrazioni
è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 1.543 migliaia
di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183701).
8. Per le finalità di cui agli articoli 1, 2 e 8 della
legge regionale 30 aprile 2001, n. 4 e successive modifiche
ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa
di 600 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183715).
9. Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge
regionale 30 dicembre 1980, n. 152 e successive modifiche
ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa
di 1.700 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.3 - capitolo
373711).
10. Per le finalità di cui all'articolo 17 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
252 migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.5 - capitolo 191309).
11. Per l'erogazione di contributi per il funzionamento
delle università, degli istituti universitari, degli
osservatori astronomici, astrofisici, geofisici, e
vulcanologici di cui all'articolo 73, comma 6 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9, è autorizzata, per l'anno
2014, la spesa di 225 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 -
capitolo 373307).
12. Per le assegnazioni alle università per spese
inerenti l'attività sportiva universitaria e per i relativi
impianti, di cui all'articolo 73, comma 6, della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
143 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - capitolo 373313).
13. Per le finalità dell'articolo 1 della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzatala spesa di 1.020 migliaia di
euro per l'anno 2014 (UPB 11.2.1.1.1 - capitolo 412016).
14. Per le finalità di cui all'articolo 73, comma 2,
della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,
la spesa di 72 migliaia di euro (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo
376576).
15. Il fondo previsto dall'articolo 28 della legge 31
dicembre 2009, n. 196 e successive modifiche ed
integrazioni è incrementato, per l'anno 2014, della somma
di 400 migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.1 - capitolo 215702).
16. La dotazione finanziaria della UPB 4.2.1.3.3 -
capitolo 215724 è incrementata per l'anno 2014 dell'importo
complessivo di 1.397 migliaia di euro, di cui 1.074
migliaia di euro per consentire il pagamento rateale in
favore dell'Agenzia delle Entrate per l'acquisizione delle
azioni detenute dalla stessa nella Società Riscossione
Sicilia S.p.A.
17. La spesa autorizzata dall'articolo 48, comma 6 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 (tab. G) è incrementa
per l'anno 2014 dell'importo di 855 migliaia di euro (UPB
13.2.1.3.5 - capitolo 378118).
18. Al fine di fronteggiare le emergenze umanitarie
connesse allo sbarco di migranti nei territori dei Comuni
di Lampedusa, Pozzallo, Augusta, Porto Palo di Capo Passero
e Porto Empedocle è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2014, la spesa complessiva di 3.250 migliaia di
euro, di cui in favore del comune di Lampedusa 1.500
migliaia di euro, in favore del comune di Augusta 500
migliaia di euro, in favore del comune di Pozzallo 500
migliaia di euro, in favore del Comune di Porto Empedocle
500 migliaia di euro ed in favore del comune di Porto Palo
di Capo Passero 250 migliaia di euro. Le somme di cui al
presente comma sono utilizzate dai citati comuni per la
realizzazione di interventi finalizzati a favorire il
rilancio dei comuni, la gestione corrente nonché la
riqualificazione urbanistica e gli interventi
infrastrutturali (UPB 3.3.1.3.2 - cap. 191314).
19. Per le finalità di cui all'articolo 12 della legge
regionale 16 maggio 1978, n. 8 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2014 la spesa di 1.500 migliaia di
euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473709).
20. All'articolo 21, comma 2, della legge regionale 17
maggio 1984, n. 31, dopo le parole di serie A aggiungere
le parole e di serie B .
21. Per la concessione di contributi alle società
sportive professionistiche, semiprofessionistiche e
dilettantistiche partecipanti a campionati nazionali di
serie A e di serie B, già previsti dal comma 2
dell'articolo 21 della legge regionale 17 maggio 1984, n.
31, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2014 la spesa
di 180 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473710).
22. Per le finalità di cui all'articolo 47 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2014 la spesa di 60 migliaia di
euro (UPB 5.2.1.1.1 - capitolo 242022).
23. Per le finalità di cui all'articolo 14, comma 2,
lett. c) della legge regionale 15 maggio 1991, n. 27 è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2014 la spesa di
380 migliaia di euro (UPB 1.2.1.3.2 - capitolo 105703).
24. Per le finalità di cui all'articolo 1 della legge 14
novembre 2012, n. 203 e successive modifiche ed
integrazioni, al fine di rafforzare gli organi preposti
alla ricerca delle persone scomparse nel territorio
siciliano, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2014,
la spesa di 10 migliaia di euro.
25. Per le finalit�� dell'articolo 97 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni, per il riconoscimento delle funzioni sociali
svolte per la lotta alla povertà e al fine di consentire la
somministrazione di generi alimentari e di prima necessità
in favore di enti ed organizzazioni direttamente impegnati
nell'assisstenza verso categorie sociali maggiormente
marginalizzate o verso altre forme di povertà esterna, è
autorizzata la spesa di 500 migliaia di euro per l'anno
2014 (UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183728), di cui 300 migliaia
di euro in favore della Fondazione banco alimentare Onlus e
200 migliaia di euro in favore del Banco opere di carità
(UPB 6.2.1.2.3 - capitolo 183797).
26. Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
di promozione culturale della stessa, da svolgere nel
territorio della Regione, per le finalità dell'articolo
107, comma 1, della legge regionale26 marzo 2002, n. 2, e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata la
spesa di 198 migliaia di euro per l'anno 2014 (UPB
3.2.1.3.7 - capitolo 377714).
27. Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
di promozione culturale della stessa da svolgere nel
territorio della Regione, per le finalità dell'articolo
107, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata la
spesa di 142 migliaia di euro per l'anno 2014 (UPB
3.2.1.3.7 - capitolo 377747).
28. Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
di promozione culturale della stessa da svolgere nel
territorio della Regione, per le finalità dell'articolo
107, comma 2, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata la
spesa di 67 migliaia di euro per l'anno 2014 (UPB 3.2.1.3.7
- capitolo 377750).
29. Per le finalità della legge regionale 25 novembre
1975, n. 72 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata la spesa di 523 migliaia di euro per l'anno
2014 (UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183704).
30. Per le finalità dell'articolo 5 della legge
regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata la spesa di 495 migliaia di
euro per l'anno 2014 (UPB 13.2.1.3.7 - capitolo 473733).
31. Per le finalità dell'articolo 6 della legge
regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata la spesa di 45 migliaia di euro
per l'anno 2014 (UPB 13.2.1.3.7 - cap. 377723).
32. Per le finalità dell'articolo 1 della legge
regionale 5 marzo 1979, n. 14 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata la spesa di 400 migliaia di
euro per l'anno 2014 (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo 377735).
33. Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 195
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche ed integrazioni è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2014, la spesa di 300 migliaia di euro (UPB
1.2.1.3.1 - capitolo 104523) per l'attività di
coordinamento svolta a supporto degli organismi
internazionali tesi a favorire lo sviluppo del partenariato
euro mediterraneo prevista.
34. All'articolo 48, comma 6, tabella G della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è apportata la seguente
modifica:
L.R. n. 11/2010, art. 100 UPB capitolo +60
13.2.1.3.3 473309
L.R. n. 5/2005 e L.R. n. UPB capitolo +3.2
5/2014, art. 35 6.3.2.6.2 712402 00
L.R. n. 3/2012, art. 7 UPB capitolo +100
6.2.1.3.1 183786
35. Per l'aggiornamento del Piano Regionale dei
Trasporti, previsto dalla legge regionale 14 giugno 1983,
n. 68, e successive modifiche e integrazioni, e per
l'espletamento delle procedure necessarie alla Valutazione
Ambientale Strategica, da espletare ai sensi del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche e
integrazioni, che costituisce condizione indispensabile per
la programmazione e utilizzazione dei fondi strutturali
2014-2020 nel settore dei trasporti, è autorizzata per
l'anno 2014 la spesa di 300 migliaia di euro.
36. Le assegnazioni di parte corrente alle province sono
destinate prioritariamente, oltre che alle finalità già
previste dall'articolo 7, comma 2, della legge regionale 31
gennaio 2014, n. 5, anche al funzionamento delle scuole
musicali provinciali. Le assegnazioni medesime sono
incrementate, per l'esercizio finanziario 2014, di 7.650
migliaia, di cui 150 migliaia di euro in favore della
Provincia di Trapani da destinare all'Ente luglio musicale
trapanese per le finalità istituzionali e 200 migliaia di
euro in favore dell'Istituto musicale Toscanini di Ribera.
37. All'articolo 6, comma 7, della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5, dopo le parole capitolo 117305 sono
aggiunte le seguenti parole: nonché la somma di 400 per le
finalità di cui al comma 2 dell'articolo 38 della legge
regionale 18 maggio 1996, n. 33 e successive modifiche ed
integrazioni.
38. Per le finalità connesse alle attività motoristiche
e per i fini istituzionali propri dell'Ente autodromo di
Pergusa, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 250
migliaia di euro.
Art. 28.
Fondo di rotazione per gli interventi straordinari
(R.I.S.)
l. Al fine di fare fronte allo stato di grave crisi del
settore e di pervenire al risanamento delle gestioni ed al
rilancio delle attività degli enti, associazioni e
fondazioni a partecipazione pubblica, gli Enti: Teatro di
Sicilia Stabile di Catania, Ente Autonomo regionale Teatro
Massimo Vincenzo Bellini' di Catania, Ente Autonomo
regionale Teatro Vittorio Emanuele' di Messina,
Associazione Teatro Stabile di Palermo, Fondazione
Orchestra sinfonica siciliana, Fondazione Teatro Massimo di
Palermo, Fondazione Teatro Pirandello Valle dei Templi di
Agrigento, Istituto nazionale del dramma antico di
Siracusa, Orestiadi, Ente luglio musicale trapanese e
Fondazione The Brass group', che non possano far fronte ai
debiti certi ed esigibili da parte dei terzi, presentano un
piano di risanamento che intervenga su tutte le voci di
bilancio strutturalmente non compatibili con la
inderogabile necessità di assicurare gli equilibri
strutturali del bilancio stesso, sia sotto il profilo
patrimoniale che economico-finanziario, entro i tre
successivi esercizi finanziari. I contenuti inderogabili
del piano sono:
a) la rinegoziazione e ristrutturazione del debito
dell'Ente che preveda uno stralcio del valore nominale
complessivo del debito esistente al 31 dicembre 2013,
comprensivo degli interessi maturati e degli eventuali
interessi di mora, nella misura sufficiente ad assicurare
la sostenibilità del piano di risanamento nonché gli
equilibri strutturali del bilancio, sia sotto il profilo
patrimoniale sia sotto il profilo economico-finanziario;
b) l'indicazione della contribuzione a carico degli enti
diversi dalla Regione siciliana titolari di quote di
partecipazione;
c) la razionalizzazione del personale artistico, tecnico
e amministrativo;
d) il divieto di ricorrere a nuovo indebitamento, per il
triennio di riferimento, salvo il ricorso ai finanziamenti
di cui al presente articolo;
e) nel caso del ricorso a tali finanziamenti,
l'indicazione dell'entità nella misura strettamente
necessaria a rendere sostenibile il piano di risanamento
nonché le misure di copertura adeguate ad assicurare il
rimborso del finanziamento;
f) l'individuazione di soluzioni idonee a riportare
l'ente, entro i tre esercizi finanziari successivi, nelle
condizioni di attivo patrimoniale e almeno di equilibrio
del conto economico;
g) la rivisitazione dei contratti integrativi aziendali
in vigore, di concerto con le parti sindacali, che deve
risultare compatibile con i vincoli finanziari stabiliti
dal Piano.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è istituito presso
IRFIS-FinSicilia S.p.A. un fondo rotativo a gestione
separata, a valere sulle risorse libere dei fondi a sua
disposizione, con dotazione pari a 15.000 migliaia di euro.
3. L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. eroga agli enti di cui al
comma l, a fronte della presentazione del piano, prestiti
per una durata massima di quindici anni a tasso agevolato
per le finalità indicate dal piano di risanamento
presentato ai sensi del comma 1.
Art. 29.
Contratti di filiera e di distretto
l. Al fine di favorire lo sviluppo rurale ed un'armonica
integrazione tra politiche economiche e politiche del
territorio siciliano, in considerazione che il Decreto del
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
22 novembre 2007 relativo a Condizioni di accesso ai
finanziamenti del fondo rotativo per il sostegno alle
imprese e agli investimenti in ricerca prevede,
all'articolo 9, comma 2, lettera b), che le Regioni e
Province autonome possono disporre il cofinanziamento di
specifiche iniziative dei contratti di filiera o di
distretto, l'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello
sviluppo rurale e della pesca mediterranea è autorizzato a
disporre il cofinanziamento nella forma di contributo in
conto capitale, ad integrazione degli incentivi recati
dalla norma nazionale, per il sostegno di specifiche
iniziative che si realizzano sul territorio regionale.
2. Il contributo in conto capitale concesso dalla
regione di cui al comma 1 non può superare il 25 per cento
degli investimenti ammissibili di cui alle tabelle l A, 2
A, 4 A e il 50 per cento degli investimenti ammissibili di
cui alle tabelle 3 A e 5 A dell'allegato A al decreto del
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
21 aprile 2008, come modificato dal decreto ministeriale 17
febbraio 2009 che fissa le spese ammissibili e i limiti
agli investimenti ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del
decreto 22 novembre 2007. L'ammontare del contributo in
conto capitale non può in nessun caso risultare superiore
alla somma dei due finanziamenti (agevolato e ordinario),
per gli investimenti ammissibili di cui alle tabelle l A e
2 A dell'allegato A al decreto 17 febbraio 2009. La somma
del contributo in conto capitale, del finanziamento
agevolato e del finanziamento ordinario non può essere
superiore all'importo degli investimenti ammissibili.
3. La Giunta regionale con apposita deliberazione
stabilirà le modalità e i criteri per la concessione del
cofinanziamento regionale.
4. L'intervento regionale è concesso conformemente alla
decisione della Commissione europea relativa all'aiuto di
Stato n. N379/2008/Italia.
5. Per le finalità di cui al presente articolo si
provvede con le risorse discendenti dalle assegnazioni
della legge 30 giugno 1998, n. 208 e successive modifiche
ed integrazioni e dall'Accordo di programma quadro Sviluppo
Locale attribuite alla Regione (UPB 10.2.2.6.55 - capitolo
542055).
Art. 30.
Impiego fondi IRCAC inutilizzati
1. Al fine di rendere disponibili le somme impegnate e
non utilizzate nel Fondo Unico a Gestione Separata gestito
dall'IRCAC, attinenti alla legge regionale n.37/1978 e s.m.
e i., lo stesso dovrà procedere entro trenta giorni dalla
data di pubblicazione della presente legge e,
successivamente, entro il 31 gennaio di ogni anno, ad una
verifica dei crediti a medio termine e di esercizio,
deliberati ai sensi della citata legge regionale 18 agosto
1978, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni,
disimpegnando dal citato Fondo, le somme relative ai
predetti crediti concessi e non erogati da oltre due anni e
i relativi provvedimenti concessivi, adottati dall'IRCAC
e/o dalla Regione, si intendono revocati.
2. Le somme disimpegnate ai sensi del precedente comma,
rientrano nella dotazione del Fondo Unico di cui
all'articolo 63 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6,
costituito presso l 'IRCAC e saranno utilizzate dallo
stesso per l'attività ai sensi della propria legge
istitutiva e/o di altre leggi speciali la cui dotazione
finanziaria faccia riferimento al Fondo Unico a Gestione
Separata gestito dall' Istituto.
3. L'IRCAC pubblicherà sul proprio sito internet, con
valore di notifica per le cooperative interessate, la
delibera contenente l'elenco dei finanziamenti
disimpegnati.
4. Le somme trattenute sul fondo unificato gestito
dall'IRCAC, ai sensi di quanto previsto dal comma 5 quater
dell'art 22 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
come modificato dall'articolo 65 delle legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, non utilizzate alla data di entrata
in vigore della presente legge sono disimpegnate e
confluiscono nel fondo unico di cui all' art 63 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6 ed utilizzate ai sensi della
legge regionale 7 febbraio 1963, n. 12 e della legge
regionale 23 maggio 1991, n. 36.
5. Gli interessi maturati sulle somme relative al fondo
unico a gestione separata, costituito presso l'IRCAC, ai
sensi dell'articolo 63 della legge regionale 7 marzo 1997,
n. 6, e successive modifiche ed integrazioni,
costituiscono, a decorrere dal corrente anno, integrazioni
del fondo.
6. Le somme disimpegnate ai sensi del comma l, al netto
di eventuali commissioni spettanti all'IRCAC per la
gestione dei medesimi, restano nella dotazione del Fondo
unico di cui all'articolo 63 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6, gestito dall'IRCAC per essere destinate a nuove
iniziative in materia di sviluppo e occupazione, a
carattere innovativo, nel settore della cooperazione
mutualistica del terzo settore e delle cooperative che
gestiscono aziende agricole e terreni confiscati alla mafia
e alle attività previste dal Fondo unico a gestione
separata gestito dall'Istituto, fatta eccezione per
l'importo di 25.000 migliaia di euro che è versato, entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, in entrata al bilancio regionale per essere
destinato agli interventi previsti dall'articolo 13, comma
2 della presente legge garanzie occupazionali.
Art. 31.
Nuove iniziative per favorire lo sviluppo
1. L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. è autorizzato a destinare
25 milioni di euro di disponibilità liquide, pari all'8,6
per cento circa della dotazione patrimoniale complessiva al
13 giugno 2014 del fondo di cui ali'articolo 61 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed
integrazioni, a capitale sociale interamente posseduto
dalla Regione, nel rispetto della normativa di vigilanza
della Banca d'Italia.
2. L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. è autorizzato a destinare
ulteriori 30 milioni di euro di disponibilità liquide, pari
al 10,4 per cento circa della dotazione patrimoniale
complessiva al 13 giugno 2014 del fondo di cui all'articolo
61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e
successive modifiche ed integrazioni, a patrimonio proprio,
da utilizzare per la copertura quale garanzia diretta di
operazioni di provvista finanziaria da attivare presso la
BEI ed altri istituti nazionali ed internazionali pubblici,
da destinare alla concessione di credito a favore delle
imprese operanti in Sicilia, a fronte di progetti di
investimento e di sviluppo.
Art. 32.
Copertura finanziaria
l. Per l'esercizio finanziario 2014, quota parte del
gettito derivante dalla maggiorazione dell'aliquota
dell'Imposta regionale sulle attività produttive e
dell'addizionale regionale all'Imposta sul reddito delle
persone fisiche (IRPEF) di cui all'articolo 1, comma 174,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive modifiche
ed integrazioni, è destinata ai sensi dell'articolo 2,
comma 80, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e successive
modifiche ed integrazioni, in aggiunta alle finalità
previste dal comma 12 dell'articolo 3 della legge regionale
28 gennaio 2014, n. 5, sino all'importo di 31.715 migliaia
di euro, al finanziamento della compartecipazione
regionale, di cui all'articolo 1, comma 830, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, della spesa sanitaria relativa alla
quota indistinta delle disponibilità finanziarie per il
Servizio Sanitario nazionale, quale servizio pubblico
essenziale.
2. Ai maggiori oneri derivanti dalle autorizzazioni di
spesa di cui agli articoli della presente legge, pari a
566.830 migliaia di euro per l'anno 2014, 196.752 migliaia
di euro per l'anno 2015 e 131.042 migliaia di euro per
l'anno 2016, esclusi gli oneri previsti dall'articolo 4 e
dall'articolo 12, comma 2, si provvede:
a) per l'importo di 362.093 migliaia di euro per l'anno
2014, di 72.006 migliaia di euro per l'anno 2015 e di
117.912 migliaia di euro per l'anno 2016, mediante utilizzo
delle risorse iscritte in bilancio, che si sono rese
disponibili a seguito della non operatività delle relative
previsioni di spesa in conseguenza all'impugnativa del
Commissario dello Stato per la Regione Siciliana della
legge regionale 28 gennaio 2014 n, 5 ed a seguito delle
disposizioni dell' articolo 4 della presente legge che
sopprime l'Allegato 2 di cui all'articolo 4, comma 3, della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5;
b) per l'importo di 31.715 migliaia di euro per l'anno
2014 mediante utilizzo delle risorse regionali derivanti
dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma l;
c) per l'importo di 25.000 migliaia di euro per l'anno
2014 mediante riduzione della spesa relativa al
finanziamento della compartecipazione regionale agli
obiettivi del Piano Sanitario nazionale di cui all'articolo
9 della presente legge. Fermo restando quanto previsto al
successivo comma 3;
d) per l'importo di 111.615 migliaia di euro per l'anno
2014 e di 111.616 migliaia di euro per l'anno 2015 mediante
riduzione dell' autorizzazione di spesa prevista
dall'articolo 2, comma 3 della legge regionale 15 maggio
2013, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, in
relazione alle disposizioni dell'articolo 3 della presente
legge;
e) per l'importo di 2.000 migliaia di euro per l'anno
2014 mediante utilizzo delle risorse iscritte in bilancio,
che si sono rese disponibili a seguito della non
operatività delle relative previsioni di spesa in
conseguenza all'impugnativa del Commissario dello Stato per
la Regione Siciliana della legge regionale 11 giugno 2014
n. 13;
f) per l'importo di 12.294 migliaia di euro l'anno 2014
mediante utilizzo delle risorse di cui all'articolo 4,
comma 2, lett. c) della legge regionale 28 gennaio 2014, n.
5, in relazione alla diversa copertura finanziaria prevista
disposizioni dell'articolo 4 della presente legge;
g) per l'importo di 8.343 migliaia di euro mediante
utilizzo di parte del risparmio di spesa conseguente
all'accertamento del risultato di gestione del servizio
sanitario regionale per l'anno 2013;
h) per l'importo di 13.320 migliaia di euro mediante
riduzione, pari all'1,5 per cento, delle disponibilità
delle autorizzazioni di spesa iscritte, tra le spese
correnti, e discendenti dalle leggi regionali n. 5, 6 e 13
del 2014 limitatamente ai fondi regionali, con esclusione
delle categorie 1, 9, 10, 11, 12 (fondi di riserva e fondi
speciali), dei capitoli relativi a imposte e tasse, di
quelli relativi a spese per la sicurezza, per liti, per
accertamenti sanitari, nonché dei capitoli connessi alla
spesa sanitaria. L'importo delle riduzioni è indicato per
ciascuna autorizzazione di spesa nell'Allegato A della
presente legge;
i) per l'importo di 180 migliaia di euro per l'anno 2014
e di 13.130 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2014 e
2015 mediante riduzione di pari importo delle disponibilità
dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 - accantonamento 1001
del bilancio della Regione per il triennio 2014-2016.
Titolo IV
Disposizioni varie
Art. 33.
Soppressione e liquidazione dell'IRIDAS
l. L'Istituto regionale per l'integrazione dei
diversamente abili di Sicilia (IRIDAS) di cui all'articolo
48 della legge regionale del 14 maggio 2009, n. 6, è
soppresso alla data di pubblicazione della presente legge.
2. Il Presidente della Regione siciliana, su proposta
dell'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale, nomina un commissario liquidatore ai fini
degli adempimenti connessi.
3. Ai dipendenti dell'Ente si applicano le procedure di
mobilità nei limiti e secondo le modalità previste dal
comma 563 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.
147.
Art. 34.
Società partecipate
l. E'istituito presso l'Ufficio speciale delle società
in liquidazione l'albo dei dipendenti delle medesime
società in liquidazione a totale o maggioritaria
partecipazione regionale.
2. Nel suddetto albo devono essere iscritti tutti i
dipendenti attualmente in servizio con contratto di lavoro
subordinato a tempo indeterminato presso le società in
liquidazione, assunti prima del 31 dicembre 2009.
3. Saranno esclusi dall'albo i dipendenti non in
possesso dei superiori requisiti soggettivi, nonché quelli
assunti in violazione alle vigenti disposizioni regionali e
statali in materia di reclutamento di personale e divieti
di assunzioni.
4. Le società di cui al comma 1 dell'articolo 20 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive
modifiche ed integrazioni, per sopperire ai propri
fabbisogni di personale, come scaturenti dai contratti di
servizio stipulati con gli enti soci committenti, dovranno
attingere all'albo del personale di cui al comma 1 nel
rispetto dell'analisi del fabbisogno e della sostenibilità
finanziaria.
5. Ai fini di cui al comma 4, entro il termine
perentorio di 60 giorni dalla entrata in vigore della
presente legge, le società a totale o maggioritaria
partecipazione della Regione di cui al comma 1
dell'articolo 20 delle legge regionale 12 maggio 2010, n.
11, trasmettono all'Ufficio speciale delle società in
liquidazione e alla Ragioneria Generale della Regione
un'integrazione al piano previsto dall'articolo 20, comma
2, della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11con la
individuazione del numero dei soggetti inserito nell'albo
di cui al comma 1 che, in base ai rispettivi fabbisogni e
nei limiti finanziari previsti nei propri bilanci,
intendono assumere. La predisposizione dei predetti piani
deve essere effettuata nel rispetto dei limiti e dei
vincoli finanziari previsti dalla vigente legislazione.
6. Al personale assunto sarà riconosciuto il trattamento
giuridico ed economico previsto dal contratto collettivo
applicato, nel rispetto dei limiti di cui all'articolo 31
della legge regionale 6/1997.
7. Al personale di cui al comma 1, in servizio alla data
di cui al comma 2, non assegnato o trasferito ad altre
società con le modalità di cui al comma 5, si applicano le
procedure di mobilità nei limiti e secondo le modalità
previste dal comma 563 dell'articolo 1 della legge 27
dicembre 2013, n. 147.
8. Restano ferme le disposizioni normative in materia di
limitazione e riduzione dei trattamenti giuridici ed
economici del personale di tutte le società a totale o
maggioritaria partecipazione della Regione, nonché le
direttive a tal uopo in precedenza adottate dalla Giunta
regionale di governo con propria deliberazione nell'ambito
delle misure di cosiddetta spending review, ed i limiti
imposti dall'articolo 31 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6. Resta, altresì, fermo il divieto assoluto di
riconoscere qualunque eventuale differenza tra il maturato
economico, a qualunque titolo, in godimento del suddetto
personale e il trattamento economico spettante al personale
regionale.
9. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge gli organi di amministrazione delle società
che non hanno già provveduto a quanto previsto dal comma 8,
adottano, a pena di decadenza, le necessarie iniziative ed
atti per l'eliminazione dei trattamenti difformi ed
illegittimi con contestuale recupero degli indebiti.
10. E'consentita per la copertura dei posti vacanti
nelle dotazioni organiche, l'attivazione delle procedure di
mobilità volontaria fra le società a totale o maggioritaria
partecipazione della regione siciliana nel rispetto del
piano dei servizi e del personale di cui all'articolo 23,
comma 2, della legge regionale 28 gennaio2014, n. 5.
11. E' abrogato il comma 6 quinquies dell'articolo 20
della legge regionale 12 maggio 2010 n. 11, come introdotto
dall'articolo 23 della legge regionale 28 gennaio 2014, n.
5.
12. Al comma 6 bis della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le
parole a totale partecipazione pubblica sono aggiunte le
parole ad esclusione della SEUS SCpA .
Art. 35.
Pensionamenti personale delle società partecipate
1. In attuazione delle politiche di riduzione della
spesa regionale, nel termine perentorio di 30 giorni
dall'approvazione della presente legge, è fatto obbligo a
tutte le società a totale partecipazione della regione
siciliana di individuare le anzianità contributive di tutti
i lavoratori in organico, richiedendo eventualmente
apposita certificazione agli enti previdenziali competenti.
2. E' fatto espressamente divieto alle società di cui al
comma l di autorizzare trattenimenti in servizio per coloro
che hanno raggiunto i requisiti anagrafici previsti dal
vigente C.C.R.L. 2002/2005 della Regione siciliana e degli
enti di cui all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10.
3. Le società dovranno risolvere unilateralmente i
rapporti di lavoro del personale che ha raggiunto i limiti
di permanenza in servizio di cui al comma 2, sempre che i
soggetti abbiano acquisito il requisito contributivo minimo
previsto dall'attuale normativa per fruire di un
trattamento pensionistico
4. Al personale in organico presso le società a totale
partecipazione della regione siciliana sono estese le
previsioni normative in materia di pensionamenti di cui
all'art. 1 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90.
5. A far data dall'approvazione della presente legge,
tutti coloro che hanno maturato i requisiti contributivi
e/o anagrafici, sono collocati in quiescenza.
Art. 36.
Qualifiche intermedie nelle società partecipate
1. Nelle società partecipate e sottoposte al controllo e
vigilanza della Regione siciliana a totale o maggioritaria
partecipazione azionaria pubblica, costituite dopo l'1
gennaio 2009, che siano sprovviste di copertura nelle
qualifiche intermedie, ancorché individuate nelle proprie
piante organiche, di inquadramento nei ruoli
gerarchicamente funzionali alle esigenze organizzative e
abbiano il rapporto di lavoro disciplinato da contratti di
diritto privato, non costituisce nuova assunzione ai sensi
della normativa vigente in materia di blocco delle
assunzioni, il ricorso, mediante procedure selettive, a
personale interno alle dipendenze della stessa società
partecipata per la copertura di tali posti.
2. Agli oneri finanziari derivanti dall'attuazione del
comma precedente, si provvede con le risorse proprie delle
società partecipate senza alcuna variazione di spesa a
carico del bilancio della Regione.
Art. 37.
Riscossione Sicilia
1. Per le finalità e il rispetto delle condizioni di cui
al decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 e successive
modifiche ed integrazioni, nonché degli articoli 16, 18 e
20 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive
modifiche ed integrazioni, nonché dell'articolo 23, comma 2
e seguenti della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, non
si applicano alla società partecipata dalla Regione
dell'area strategica servizi di riscossione dei tributi di
cui all'articolo 23, comma 1, lettera D) della legge
regionale 28 gennaio 2014, n.5
2. La presente disposizione non comporta oneri
aggiuntivi per il bilancio della Regione.
Art. 38.
Abolizione licenza trebbiatura e sgranatura meccanica
1. Per l'esercizio dell'attività di trebbiatura e
sgranatura meccanica dei cereali e delle leguminose da
granella, di cui al Regio decreto legge 23 aprile 1942, n.
433 ed al Decreto legislativo luogotenenziale 3 luglio
1944, n. 152, non è richiesta alcuna licenza.
Art. 39.
Norme in materia di trasparenza e di pubblicità
dell'attività amministrativa
1. Le somme autorizzate dall'articolo 55 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 ed impegnate nell'esercizio
2013 possono essere riprogrammate nell'anno 2014 per
l'espletamento delle funzioni di informazione e di
comunicazione previste dal medesimo articolo 55.
2. Le società a totale o maggioritaria partecipazione
della Regione pubblicano i bilanci, per estratto, sui
quotidiani regionali aventi maggiore diffusione in numero
di 20 copie nella Regione e su quotidiani nazionali con
redazione in Sicilia, ed integralmente nei rispettivi siti
istituzionali.
3. Le disposizioni di cui al primo comma dell'articolo 6
della legge 25 febbraio 1987, n. 67 e successive modifiche
ed integrazioni, trovano applicazione nell'ordinamento
regionale. All'inosservanza della presente norma sono
obbligati la Regione, i consorzi di liberi comuni,le città
metropolitane, i consorzi tra gli enti locali, le aziende
del settore sanitario nonché le società a totale e
maggioritaria partecipazione della Regione e degli enti
locali.
4. All'articolo 4 comma 6 della legge regionale 12
luglio 2011, n. 12, è anteposto il seguente:
06. Fermo restando quanto stabilito al comma 6 in
quanto compatibile, i soggetti di cui al comma 5 sono
tenuti a rendere noto i dati di cui alle lettere a) e b)
del medesimo comma 5, mediante pubblicazione per estratto,
a scelta della stazione appaltante, su due quotidiani a
diffusione nazionale, su due quotidiani a maggior
diffusione locale del luogo ove si eseguono i lavori e su
un periodico a diffusione regionale. Le testate di cui al
precedente alinea devono possedere i seguenti requisiti,
alla data di entrata in vigore della presente legge:
a) non meno di cinque giornalisti iscritti al relativo
albo professionale (sezione professionisti) tenuto ai sensi
della legge 20 febbraio 1963, n. 69, assunti con contratto
a tempo indeterminato;
b) attestazione di regolarità contributiva e
previdenziale ai fini INPGI e CASAGIT;
c) non meno di tre anni di ininterrotta pubblicazione
con diffusione regionale, con vendita in edicola sul
territorio regionale;
d) attestazione di copie vendute, certificata a norma di
legge. .
5. Al comma 5, dell'articolo 4, della legge regionale n.
12/2011, dopo la parola forniture sono inserite le parole
l'autorizzazione, anche tacita, di subappalti,
l'approvazione di perizie di variante .
6. Al comma 6 dell'articolo 4 della legge regionale n.
12/2011, dopo le parole ribassi d'asta sono aggiunte le
parole e sulla quota del fondo posto a disposizione delle
stazioni appaltanti per le spese di pubblicità ai sensi
dell'art. 178, comma l, lettera o del Decreto del
Presidente della Repubblica n. 207/2010. La mancata
comunicazione di tali dati è sanzionata secondo le modalità
e nella misura fissata alla lettera b) del comma 5 della
presente legge .
Art. 40.
Norme in materia di contributo alle spese di viaggio e
soggiorno
degli assistiti residenti nelle isole minori
l. I benefici previsti dalla legge regionale 13 agosto
1979, n. 202 e successive modificazioni ed integrazioni si
applicano agli assistiti residenti nelle isole Eolie,
Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria anche nei casi di
ricorso a luoghi di cura pubblici e privati, accreditati e
contrattualizzati con il SSN, ubicati nel territorio
regionale, qualora la necessità del ricorso a tali luoghi
di cura sia stata preventivamente riconosciuta con le
modalità previste dagli articoli 14 ter, 14 quater e 14
quinquies della legge 3 giugno 1975, n. 27 e successive
modifiche ed integrazioni.
Art. 41.
Adeguamento normativo in materia di regolamentazione de
minimis
l. Il rinvio al regolamento (CE) n. 1998/2006 della
Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all'applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza
minore pubblicato nella GUUE L379 del 28 dicembre 2006,
previsto nelle norme di seguito indicate, va riferito al
regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18
dicembre 2013 relativo all'applicazione degli articoli 107
e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea
agli aiuti de minimis pubblicato nella GUUE L352 del 24
dicembre 2013:
a) articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come modificato dagli articoli 19 e 20 della legge
regionale 26 febbraio 2010, n. 3, e dall'articolo 5 della
legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;
b) articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come modificato dall'articolo 9 della legge regionale 29
dicembre 2009, n. 13, dal comma 11 dell'articolo 80 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, e dall'articolo 6
della legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;
c) articolo 18 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come sostituito dall'articolo l0 della legge regionale
29 dicembre 2009, n. 13, e come modificato dal comma 12
dell'articolo 80 della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11, e dall'articolo 3 della legge regionale 24 novembre
2011, n. 25;
d) lettera h nonies del comma l dell'articolo 4 della
legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, come introdotta
dal comma 27 dell'articolo 80 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11;
e) articolo 7 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
f) articolo 10 della legge regionale 24 novembre 2011,
n. 25;
g) articolo 15 della legge regionale 24 novembre 2011,
n. 25;
h) articolo 31 della legge regionale 24 novembre 2011,
n. 25.
2. Il rinvio al regolamento (CE) n. 1535/2007 della
Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all'applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza
minore pubblicato nella GUUE L379 del 28 dicembre 2006,
previsto nelle norme di seguito indicate, va riferito al
regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione del 18
dicembre 2013 relativo all'applicazione degli articoli 107
e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea
agli aiuti de minimis nel settore agricolo pubblicato
nella GUUE L352 del 24 dicembre 2013.
- articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come modificato dagli articoli 19 e 20 della legge
regionale 26 febbraio 2010, n. 3, e dall'articolo 5 della
legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;
- articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come modificato dall'articolo 9 della legge regionale 29
dicembre 2010, n. 11, e dall'articolo 6 della legge
regionale 24 novembre 2011, n. 25;
- articolo 18 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come sostituito dall'articolo l0 della legge regionale
29 dicembre 2009, n. 13, e come modificato dal comma 12
dell'articolo 80 della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11, e dall'articolo 3 della legge regionale 24 novembre
2011, n. 25;
- comma 8 dell'articolo 80 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 come sostituito dal comma 5
dell'articolo 28 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
- articolo 7 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
- articolo 13 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
- articolo 15 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
- articolo 31 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25.
Art. 42.
Abrogazione e modifiche di norme
1. All'articolo 1 della legge regionale 9 dicembre 2013,
n. 23 è aggiunto il seguente comma: 1 bis. Il Ragioniere
generale è autorizzato ad effettuare le variazioni
compensative di bilancio tra i capitoli di cui al comma 1,
in relazione all'effettivo costo dei servizi da effettuare
in favore dell'Amministrazione regionale o degli enti del
settore sanitario sulla base delle convenzioni di servizio,
su richiesta dei competenti dipartimenti regionali.'.
2. Al comma l0 dell'articolo 6 della legge regionale n.
5 del 2014 le parole entro novanta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge sono sostituite dalle parole
entro il 30 settembre 2014 .
3. Sono abrogati i commi 6 e 7 dell'articolo 12 della
legge regionale 14 giugno 1983, n. 68 e successive
modifiche ed integrazioni.
4. E'abrogato il comma 6 dell'articolo 56 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni.
Art. 43.
Proroga di termini per la realizzazione di programmi di
edilizia agevolata e convenzionata
1. I termini di cui al comma 78, dell'articolo 11, della
legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, per l'inizio dei
lavori da parte delle cooperative edilizie inserite nella
graduatorie di definizione dei bandi redatti ai sensi delle
leggi 5 agosto 1978, n. 457 e 11 marzo 1988, n. 67 sono
prorogati al 31 dicembre 2015.
2. I termini di cui al comma 79, dell'articolo 11, della
legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, per l'inizio dei
lavori da parte delle imprese inserite nelle graduatorie di
definizione dei bandi redatti ai sensi delle leggi 5 agosto
1978, n. 457 e 11 marzo 1988, n. 67 sono prorogati al 31
dicembre 2015.
3. All'articolo 47, comma 17, della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 le parole 30 giugno 2014 e dall'1
luglio 2014 sono rispettivamente sostituite dalle parole
31 dicembre 2015. e dall'1 gennaio 2016. .
4. I soggetti che realizzino programmi costruttivi di
edilizia residenziale pubblica possono accedere
all'utilizzo di fondi ex Gescal per la realizzazione di
opere di urbanizzazione inerenti le aree circostanti
inserite nei piani triennali delle opere pubbliche
comunali.
5. All'articolo 33, comma 1, della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6, dopo le parole ad uso residenziale
aggiungere le parole o ad uso non residenziale purché
ricompresi in unità immobiliari o complessi immobiliari a
prevalente uso residenziale. . I lavori di cui all'art. 33,
comma 1, della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6,
possono essere ultimati entro 36 mesi dalla data di inizio,
rimanendo a carico del mutuatario gli interessi che gravano
per il tempo superiore ai 24 mesi stabiliti per il pre-
ammortamento. Alla fine del comma 1 della legge regionale
14 maggio 2009, n. 6, aggiungere le parole per le finalità
del presente comma, si utilizzano le somme residue di cui
al comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6 .
6. Il termine per la realizzazione degli interventi di
cui alla legge regionale 23 marzo 2010, n. 6, è prorogato
ad ogni effetto al 31 dicembre 2015.
Art. 44.
Disposizioni in materia di finanziamento alle piccole e
medie imprese
(STRALCIATO)
Art. 45.
Interventi per il sostegno al pagamento delle rate di
mutuo e di affitto
1. Al fine di consentire il superamento dello stato di
crisi finanziaria delle cooperative siciliane con proprietà
divisa ed indivisa, dovuto a problemi di ordine economico
connessi alla grave crisi economica ed ai conseguenti
riflessi sullo stato occupazionale dei soci, è sospeso,
senza alcun onere aggiuntivo, il pagamento delle rate
scadute e non pagate alla data di entrata in vigore della
presente legge, nonché di quello in scadenza fino al 31
luglio 2014 relative a mutui concessi dall'Istituto
regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC) ai sensi
della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 95 e successive
modifiche ed integrazioni.
2. La sospensione opera fino al 31 dicembre 2015.
3. Il pagamento delle rate sospese avverrà in coda al
piano di ammortamento che viene prolungato di un numero di
rate pari a quelle scadute e con la medesima periodicità
prevista originariamente con contratto da stipulare senza
obbligo della forma pubblica.
4. Le istanze di sospensione dei pagamenti delle
cooperative edilizie a proprietà indivisa dovranno essere
avanzate dal Presidente o dall'Organi munito dei poteri di
rappresentanza legale senza necessità di una preventiva
deliberazione dell'Assemblea dei soci, con l'indicazione
nominativa dei soci che intendono fruire della sospensione
stessa, quelle delle cooperative a proprietà divisa
individualmente da ciascun socio. La presentazione
dell'istanza sospende i pagamenti con riserva
dell'accertamento del diritto.
5. Sono altresì sospesi gli eventuali interessi di mora
già maturati sulle rate sospese che verranno corrisposti
successivamente e contestualmente al pagamento della rata
cui si riferiscono.
6. La sospensione trova applicazione anche in presenza
di azioni esecutive escluse le procedure concorsuali,
avvita per il recupero delle rate oggetto della
sospensione, a condizione che la cooperativa o il socio
provvedano entro sei mesi al pagamento delle spese legali
connesse. Su tale pagamento devono essere concesse, a
richiesta, rateizzazione di durate non superiore a sei
mesi.
7. Allo scopo di fornire la copertura finanziaria agli
interventi disposti dal presente articolo, senza alcun
onere diretto per la Regione, il comma 2 bis dell'articolo
12 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5, come
modificato dall'articolo 55 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10 è sostituito dal seguente:
2. bis. Al predetto Istituto è riconosciuto altresì un
compenso pari al 30 per cento rapportato all'ammontare dei
crediti in sofferenza effettivamente recuperati nel corso
dell'esercizio con esclusione dei recuperi ottenuti nei
confronti della Regione a fronte di fidejussioni dalla
stessa prestate. .
8. Al fine di salvaguardare il Fondo di esercizio dei
finanziamenti alle cooperative, la previsione di cui al
comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale 30 marzo
1998, n. 5, come modificato dall'articolo 55 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, deve essere intesa nel
senso che la commissione dell'1,50% deve essere calcolata
esclusivamente sul valore della sorte capitale e degli
interessi corrispettivi dei crediti con esclusione degli
interessi moratori.
9. La commissione prevista al comma 2 dell'articolo 12
della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5, come modificato
dall'articolo 55 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10, non può in ogni caso essere superiore alla copertura
delle spese di funzionamento dell'IRCAC.
10. Le economie realizzate in tal senso devono essere
contabilizzate all'interno del Fondo di esercizio dei
finanziamenti alle cooperative in uno specifico
accantonamento a destinazione vincolata iscritto nel
bilancio del Fondo stesso.
11. Le disposizioni di cui ai precedenti commi devono
trovare applicazione a far data dall'esercizio finanziario
2014.
Art. 46.
Svolgimento attività commerciali nelle aree ex consorzi
ASI
(STRALCIATO)
Art. 47.
Norme di interpretazione autentica dell'articolo 19
della legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8
1. Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge. gli assegnatari di rustici e/o
capannoni e/o immobili industriali comunque denominati,
possono fare istanza al competente Consorzio per l'area di
sviluppo industriale in liquidazione-gestione separata
IRSAP per l'acquisto dell'immobile assegnato. Il prezzo di
vendita, versato in favore della liquidazione. è pari a
quello della perizia di stima effettuata dalla competente
Agenzia del Territorio, decurtato degli eventuali canoni
effettivamente versati dall'assegnatario in favore del
soppresso consorzio.
2. Con la stessa istanza con cui l'assegnatario
manifesta, ai sensi del presente comma, la propria
intenzione di voler acquistare l'immobile, l'istante indica
il termine entro cui intende procedere al versamento del
saldo dovuto per il perfezionamento della stessa vendita;
detto termine non può comunque superare il 31 dicembre
2015. Trascorso il termine suddetto l'assegnatario decade
dalla possibilità di esercitare il diritto di cui al
presente comma. Per le finalità di cui al presente comma,
l'IRSAP può stipulare accordi e convenzioni con enti
nazionali e regionali sia pubblici che privati competenti
in materia di medio credito e finanza agevolata come
previsto dall'articolo 2, comma 2, lettera i) della legge
regionale 12 gennaio 2012, n. 8.
Art. 48.
Modifica di norme in materia di estrazione giacimenti
minerari di cava
1. L'articolo 12 della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9, è così sostituito:
Art. 12. Attività di estrazione giacimenti minerari di
cava. - 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore
della presente legge, gli esercenti di cave sono tenuti a
versare un canone annuo di produzione commisurato alla area
coltivabile ed ai volumi autorizzati come definiti nelle
autorizzazioni all'esercizio delle attività estrattive.
2. Detto canone è commisurato alla superficie dell'area
ed ai volumi autorizzati della cava. Esso è ottenuto
sommando gli importi riportati in tabella, corrispondenti
agli scaglioni di superficie e volumi autorizzati:
Superficie espressa in ettaro
Sup = 2 < Sup = 5 < Sup = 10 < Sup = 20 < Sup = Sup >
2 5 10 20 50 50
4.000 6.500 7.500 10.000
2.000 13.000
Volumi espressi in migliaia di metri cubi
Vol. = 100 < 500 < Vol. 1000 < 2000 < Vol.
100 Vol. = 500 = 1000 Vol. = 2000 Vol. = 5000 > 5000
3.500 6.000 8.000 10.000
1.500 13.000
3. In caso di sospensione dei lavori di coltivazione ai
sensi dell'articolo 24 della legge regionale 9 dicembre
1980, n. 127 e, successive modifiche ed integrazioni, la
quota dei canoni relativa ai volumi estratti per tale
periodo non sarà dovuto. Eventuali periodi inferiori
all'anno solare saranno calcolati per dodicesimi.
4. I canoni di produzione sono dovuti per il 60% al
Comune interessato e per il 40% alla Regione.
5. Qualora siano interessati più Comuni la quota del 60%
è ripartita sulla base della superficie dell'area di cava
approvata ricadente in ciascun Comune.
6. L'importo dovuto è corrisposto entro il mese di marzo
successivo all'anno di riferimento. Gli esercenti sono
tenuti ad inviare al Dipartimento regionale dell'energia
dell'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di
pubblica utilità, copia della quietanza dell'avvenuto
pagamento entro il mese di aprile.
7. Le tariffe sono aggiornate ogni due anni sulla base
dell'indice ISTAT.
8. I canoni destinati ai Comuni sono finalizzati alla
realizzazione di opere di recupero e riqualificazione
ambientale con priorità alle attività di scavo abusive.
9. I canoni destinati alla Regione in favore
dell'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di
pubblica utilità, saranno destinati a sostenere le attività
di studi e ricerche di settore, di monitoraggio e vigilanza
del settore estrattivo, nonché il potenziamento delle
risorse umane assegnate all'Assessorato per l'incremento
dell'attività di sorveglianza, controllo e lotta
all'abusivismo in campo estrattivo.
10. Il ritardato pagamento delle somme dovute comporta
l'applicazione degli interessi legali.
11. Il mancato versamento del canone di cui al presente
articolo, entro i termini ivi previsti, comporta la
maggiorazione del versamento stesso in misura pari al:
a) 10 per cento, qualora il versamento sia effettuato
entro centottanta giorni dalla data di scadenza dei
suddetti termini;
b) 30 per cento, qualora il versamento sia effettuato
oltre i centottanta giorni ma entro l'anno di scadenza dei
suddetti termini.
12. Il pagamento alla Regione deve essere effettuato in
un'unica rata, sul capitolo di entrata del bilancio della
Regione siciliana 1815, Capo 16, così denominato Proventi
derivanti da canoni di produzione per l'attività di
estrazione da giacimenti minerari di cava , Rubrica 3 -
Dipartimento regionale energia, Titolo 1, aggregato
economico 4, Capo 16 e dovrà avvenire:
a) mediante versamento in conto corrente bancario
intestato a Regione siciliana, Via Notarbartolo, 17 -
Banca Unicredit Spa, Via Campolo, 65 - 90145 Palermo , sul
capitolo di entrata 1815 Proventi derivanti da canoni di
produzione per l'attività di estrazione di giacimenti
minerari di cava - Capo 16;
b) versamento in conto corrente bancario intestato a
Regione siciliana, Via Notarbartolo, 17 - Banca Unicredit
Spa, Via Campolo, 65 - 90145 Palermo , sul capitolo di
entrata 1815 Proventi derivanti da canoni di produzione
per l'attività di estrazione di giacimenti minerari di
cava - Capo 16. Dovrà essere indicato il nome e il cognome
o la ragione sociale del soggetto versante (impresa
esercente l'attività estrattiva).
Nella causale di versamento dovranno essere indicati: i
dati identificativi del versante, la motivazione del
versamento, il canone, l'anno di riferimento, la località
della cava e gli estremi dell'autorizzazione, nonché
l'indicazione che l'importo deve essere acquisito
all'entrata del bilancio della Regione siciliana, capo 16,
Dipartimento regionale energia, capitolo 1815 così
denominato Proventi derivanti da canoni di produzione per
l'attività di estrazione da giacimenti minerari di cava . .
Art. 49.
Disciplina di attività cinofile all'interno di parchi e
riserve
(STRALCIATO)
Art. 50.
Fondi di gestione faunistico-venatoria
(STRALCIATO)
Art. 51.
Disposizioni in materia di vincolo di destinazione delle
aziende agrituristiche
(STRALCIATO)
Art. 52.
Disposizioni in materia di riconoscimento di associazioni
venatorie
(STRALCIATO)
Art. 53.
Definizione interventi edilizi
(STRALCIATO)
Art. 54.
Differimento di termini per recupero abitativo dei
sottotetti
(STRALCIATO)
Art. 55.
Modifiche di norme in materia di edilizia sociale
(STRALCIATO)
Art. 56.
Abrogazione di norma in materia di affidamento provvisorio
servizi comunali di trasporto pubblico locale
1. E' abrogato il comma 1 dell'articolo 47 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni.
Art. 57.
Ticket ingresso ecomusei
(STRALCIATO)
Art. 58.
Misure a sostegno dei contratti di solidarietà
e degli accordi sindacali tra imprese e lavoratori
(STRALCIATO)
Art. 59.
Parità di accesso ai servizi
(STRALCIATO)
Art. 60.
Disposizioni finanziarie in materia di personale precario
degli enti locali
(STRALCIATO)
Art. 61.
Modifica di norma in materia di personale precario enti
locali
(STRALCIATO)
Art. 62.
Disposizioni in materia di personale utilizzato in
convenzione
dalle aziende ospedaliere universitarie
(STRALCIATO)
Art. 63.
Disposizioni di contenimento della spesa in materia di
locazioni di immobili
(STRALCIATO)
Art. 64.
Disposizioni in materia di recesso dai contratti di
locazione
(STRALCIATO)
Art. 65.
Istituzione dell'Albo dei segretari degli enti locali
(STRALCIATO)
Art. 66.
Norme in materia di personale degli uffici speciali
dell'amministrazione regionale
(STRALCIATO)
Art. 67.
Abrogazione di norma in materia di costituzione e adesione
ai liberi consorzi
(STRALCIATO)
Art. 68.
Disposizioni in materia di formazione ed aggiornamento
del personale degli enti locali
(STRALCIATO)
Art. 69.
Differimento di termini di graduatorie di concorsi
negli enti locali e nell'Amministrazione regionale
(STRALCIATO)
Art. 70.
Modifiche di norme in materia di riserve in favore dei
comuni
per il rimborso di spese per la gestione di asili nido
(STRALCIATO)
Art. 71.
Sostegno finanziario alle associazioni di enti locali
(STRALCIATO)
Art. 72.
Assegnazione temporanea personale regionale alle
amministrazioni comunali
(STRALCIATO)
Art. 73.
Abrogazione clausola di salvaguardia in materia di
incarichi dirigenziali
(STRALCIATO)
Art. 74.
Modifiche di norme in materia di pensionamento
del personale degli enti economici regionali
(STRALCIATO)
Art. 75.
Norme in materia di organizzazione amministrativa
di enti vigilati e partecipati dalla Regione
(STRALCIATO)
Art. 76.
Variazioni al Quadro di previsione di cassa del bilancio
della Regione
1. Al quadro di previsione di cassa, per l'esercizio
finanziario 2014, sono apportate le seguenti variazioni:
ENTRATA
Fondo iniziale di cassa -
35.515.166
,88
SPESA
ASSESSORATO ECONOMIA
BILANCIO E TESORO - RAGIONERIA GENERALE DELLA
REGIONE
Fondo per l'integrazione delle dotazioni di
cassa
Capitolo 21571 - Interventi regionali -
35.515.166
,88
Art. 77.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno stesso della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.