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Resoconto d'Aula della Seduta n. 177 di martedì 29 luglio 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   BARBAGALLO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Onorevoli colleghi, sospendo, brevemente. la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.52, è ripresa alle ore 13.08)

                  Presidenza del Presidente Ardizzone

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Anselmo, Assenza, Cimino  e
  Forzese hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Norme  per agevolare l'accoglienza e la sistemazione  abitativa
  dei migranti. (n. 792)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lantieri  in
  data 22 luglio 2014.

   -  Norme  in favore delle persone incontinenti e stomizzate  della
  Regione siciliana. (n. 794).
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ferreri,
  Zito,   Cappello,  Cancelleri,  Ciancio,  Ciaccio,   Mangiacavallo,
  Siragusa, Foti, La Rocca, Palmeri, Tancredi, Trizzino e Zafarana in
  data 24 luglio 2014.

   -  Modifiche  della legge regionale del 15 maggio  2013,  n.  9  -
  Canone sulla produzione delle attività estrattive. (n. 795).
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Falcone,
  Papale,  Figuccia, Assenza, Milazzo G. e Savona in data  28  luglio
  2014.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
                   legge alla competente Commissione

   PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato alla
  Commissione
                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   - Disposizioni per lo sviluppo economico e sociale. (n. 793)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 22 luglio 2014, inviato
  il 24 luglio 2014.
   parere I, III, IV, V e VI.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge inviato alla Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Nuove  norme  in  materia di liberi consorzi comunali  e  città
  metropolitane   e  differimento  dei  termini  di  cui  alla  legge
  regionale 24 marzo 2014, n. 8. (n. 791)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 22 luglio 2014.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole Edmondo  Tamajo,  con  nota
  prot.  n. 7775/SG.LEG.PG. del 21 luglio 2014, ha chiesto di apporre
  la  propria  firma  al disegno di legge n. 441 "Ricollocazione  del
  personale  delle  Riserve naturali  assunto ai  sensi  della  legge
  regionale   6  maggio  1981,  n.  98  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni".

   Onorevoli  colleghi, come ben sapete, sono stati  accantonati  gli
  articoli  7  e 12, a parte i primi due. Si riprende con  l'articolo
  16.  come  ben  sapete  i  tempi sono contingentati.  Quindi,  alla
  scadenza dei tempi si interrompe in automatico il conteggio  stesso
  e si sospende l'audio.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor   Presidente,  considerato  che  sono  le   13.10,   se   ci
  regolamentiamo sui lavori, per capire come si svilupperanno, se c'è
  una pausa per il pranzo.

   PRESIDENTE. In Conferenza dei capigruppo ci siamo detti che  anche
  in  nottata  avremmo approvato questa manovra.  In  Conferenza  dei
  capigruppo,  anche in sua presenza, ci siamo lasciati con  il  dire
  che  avremmo  approvato la manovra entro il 29, anche  in  nottata,
  andando ad oltranza derogando a un mio principio.

   D'ASERO. No, rinviamo a domani mattina.

   PRESIDENTE. Lo abbiamo detto in Conferenza dei capigruppo. Ove non
  sia chiaro, bisognerà ritornare sicuramente in Aula in presenza  di
  una  eventuale  impugnativa da parte del Commissario  dello  Stato.
  Quindi, dobbiamo calcolare pure questo.
   Ci  siamo detti in Conferenza dei capigruppo di andare avanti, non
  capisco i problemi, il 30, il 31 .

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io sono convinto  -  avendo
  già   affrontato  in  Commissione  l'articolato  -  che  mi  sembra
  un'impresa   titanica  poterne  concludere  la  discussione   entro
  stanotte. Dovremo sicuramente far slittare a domani la conclusione,
  questa è la mia sensazione.
   Per  cui,  se  ci  diamo  un'impostazione ordinata  fin  da  oggi,
  evitando  di fare strappi per poi recuperare lo strappo fatto,  nel
  senso di recupero delle condizioni psico-fisiche dei deputati -  in
  caso  di  sforzi  notturni - io suggerirei di darci  fin  d'ora  un
  calendario condiviso sapendo che dobbiamo concludere massimo  entro
  domani,  ritengo, domani notte, perché non credo che entro stanotte
  potremo farcela
   Questa  è  la  mia  impressione  di  consapevolezza.  Perché   non
  cominciavamo  stamattina? All'una perché siamo  qua?  Cosa  abbiamo
  fatto  fino  ad  ora?  Cosa abbiamo fatto?  Da  mezzogiorno,  siamo
  all'una  qua   Si  poteva cominciare alle ore  10.00,  se  dovevamo
  concludere   Non mi pare che possiamo fare gli eroi sul  nulla   Ci
  sono  tante  difficoltà in questa manovra e  non  credo  che  entro
  stasera  si  potrà finire. Questo è il mio pensiero oggettivo,  non
  soggettivo, di uno che ha valutato gli articoli anche prima.
   Per  cui,  se  facciamo un crono-programma ordinato  arriveremo  a
  concludere, perché  chi accorcia allunga e chi allunga accorcia  .

   CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  FRANCESCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  proprio
  in  considerazione di quanto detto dall'onorevole Dina,  anche  per
  dare  ordine  ai nostri lavori, mi sembra ragionevole l'ipotesi  di
  darci  degli  orari, sapendo sin d'ora a cosa andremo incontro,  se
  alla  nottata,  alla  giornata  di domani,  sapendo  i  lavori  che
  dovranno  essere realizzati in quest'Aula a partire dall'1  agosto,
  eccetera.  Proprio  in considerazione di questo,  quindi  del  buon
  andamento  dei  nostri  lavori, la invito a  guardare  -  cosa  che
  ovviamente  avrà già fatto - l'articolato della manovra finanziaria
  che  abbiamo  alla  nostra attenzione e a  prendere  seriamente  in
  considerazione  l'ipotesi di stralciare  alcuni  articoli  che  non
  possono far parte di questa finanziaria.
   Mi  riferisco, nello specifico, all'articolo 24 che  è  l'articolo
  che   riguarda   la   riforma   della   Pubblica   Amministrazione,
  praticamente la riforma della legge 10, che è materia che  concerne
  il  personale  della  Regione, materia molto delicata  che  non  mi
  risulta  sia passata dalla Commissione  Affari istituzionali ,  per
  una riforma organica e per il parere della Commissione.
   Per  cui,  io  credo che sarebbe opportuno - anche  perché  questo
  articolo  ci porterebbe via almeno sei, sette ore di discussione  -
  stralciare   l'articolo  24  della  finanziaria  e   rinviarlo   in
  Commissione perché venga approfondito nella stessa Commissione.
   Io  ricordo  di  aver  fatto tante finanziarie  in  quest'Aula  da
  Presidente  dell'Assemblea, da Vice Presidente della  Regione,  non
  abbiamo   mai   consentito   che   i   lavori   dell'Assemblea   si
  focalizzassero durante la sessione di finanziaria sulle  norme  che
  riguardano  il personale della Regione, norme molto più  banali  di
  queste.
   Questa  è  una riforma organica della legge 10, non mi  sembra  il
  caso  che  venga sviluppata e affrontata in questa legge  e  chiedo
  formalmente  alla Presidenza che venga stralciata e  inviata  in  I
  Commissione.
   Credo  che  sarebbe  il  caso  di ascoltare  il  Presidente  della
  Commissione  Affari istituzionali , onorevole Cracolici che, se  su
  questo è d'accordo, potremo levare un argomento molto spinoso dalla
  nostra discussione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  ringrazio
  l'onorevole Cascio, ma avrei detto le cose che lui ha appena  detto
  quando saremmo arrivati all'articolo 24.
   In  questa  finanziaria io come Presidente e  la  mia  Commissione
  abbiamo avuto modo di trattare alcune norme, anche l'articolo 7 che
  è  oggetto  di  discussione.  Ma l'articolo  24,  che  tra  l'altro
  affronta  in  maniera più organica tutto il tema  dei  rapporti  in
  essere  con i dipendenti dell'Amministrazione regionale non  è  mai
  passato dalla I Commissione e, quindi, come tale, le chiedo anch'io
  che  è  una materia che merita l'approfondimento necessario  perché
  attiene  a  questioni  contrattuali e  dico,  con  una  battuta,  i
  contratti  si  modificano con i contratti. Stiamo  attenti  a  fare
  operazioni in cui, per legge, cambiamo la natura contrattuale  Poi,
  si  può fare tutto, ma i contratti si cambiano con i contratti,  le
  norme si cambiano con le norme. Evitiamo di fare confusione.
   Pertanto, anch'io le chiedo di stralciare l'articolo 24, nella sua
  interezza, dal testo all'esame dell'Aula.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto a  quanto
  detto  dall'onorevole  Cascio e dall'onorevole  Cracolici,  ritengo
  che,  una  norma del genere, in effetti, se non è passata  dalla  I
  Commissione  ha  bisogno  di  essere,  assolutamente,  approfondita
  perché anche in questa Assemblea, se si ricorda - lei ormai c'è  da
  diversi  anni, da oltre dieci anni - sa perfettamente che le  norme
  sul  personale, sulla legge elettorale, eccetera, in qualche  modo,
  non  sono  mai  pervenute  nelle  finanziarie  o,  comunque,  nelle
  finanziarie non sono state mai trattate.
   Quindi,  anche per agevolare i percorsi che il Presidente Dina  ha
  chiesto  poco  fa  - e cioè di avere contezza dei tempi  che  nella
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, onestamente,  in
  presenza  di  tutti  i  capigruppo  e  di  tutti  i  presidenti  di
  Commissione  avevamo  dato così come lei, correttamente,  ha  detto
  alla  fine della giornata di oggi pur facendo, anche fuori da  ogni
  regola, la questione della nottata - io ritengo che, se alcuni temi
  che  sono  presenti in questa finanziaria, lei ci dice prima  quali
  sono quelli improponibili, prima di arrivare al momento finale,  io
  ritengo  che  sia importante perché faciliterebbe assolutamente  il
  percorso.
   Per  quanto  riguarda  il prosieguo, noi non possiamo  pensare  di
  portare  la  finanziaria all'infinito, anche quando ci  siamo  dati
  questo  tipo di accordo nella Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari. Io ritengo che stasera, se ci riusciamo, facciamo una
  no-stop.   Se   poi   le  condizioni  psico-fisiche   non   ce   lo
  consentiranno, possiamo andare anche a domani mattina alle  9.00  o
  alle 10.00
   Anche  perché,  ognuno  di  noi,  rispetto  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, si è anche organizzato  e,  in
  qualche  modo,  si è determinato con altri impegni, fermo  restando
  che  l'impegno  prioritario  è  quello  dell'Assemblea  e,  quindi,
  l'impegno di stare in Aula.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  sottolineare,  anche  da  parte  del  mio  Gruppo,  l'accordo   con
  l'onorevole   Cracolici  e  l'onorevole  Cascio  per  lo   stralcio
  dell'articolo  24,  ritenendo  che  le  norme  che  riguardano   il
  personale  e  i  contratti, tutte le norme, devono  essere  espunte
  perché  potrebbero essere quelle causa di discussione e,  in  linea
  con quello che diceva l'onorevole Leanza, per rispetto agli accordi
  presi nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  alla
  sua  presenza,  noi siamo per continuare, comunque,  l'esame  della
  finanziaria  espungendo quelle norme che creerebbero,  sicuramente,
  maggiore confusione e maggiore, anche, perdita di tempo in Aula.

   FORMICA Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cerco di  fare  il
  punto.  Anche alla luce delle osservazioni, puntuali, che  ci  sono
  state  da  parte  un po' di tanti colleghi e del  Presidente  della
  Commissione,  io  convengo con quanto da lei  asserito,  Presidente
  Ardizzone. Convengo con quanto da lei asserito circa il  fatto  che
  lei, nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, aveva
  estrinsecato ai componenti la Conferenza la necessità  di  chiudere
  possibilmente entro il 29, posto che, comunque, ci sono problemi di
  agibilità  dell'Aula  stessa a partire dal 31,  ma  contestualmente
  sappiamo  - lei lo ha ripetuto, non poteva far altro che affermarlo
  -    che  comunque  dovremo  riconvocare  l'Aula,  perché  dobbiamo
  conteggiare  il  tempo di cui per legge si prenderà il  Commissario
  dello Stato per l'esame della proposta finanziaria.
   E'  altamente probabile che una parte di questa finanziaria  cadrà
  sotto  la scure del Commissario, è chiaro che noi dovremo prevedere
  fin  da  ora che ad agosto, comune dobbiamo trovare una data  o  in
  quest'Aula o nella Sala Gialla, è inutile che ci nascondiamo.
   Fermo restando che è giusto completare se ci riusciamo, Presidente
  Ardizzone,  come lei aveva annunciato entro il 29, su questo  nulla
  quaestio. Dal momento che lei ha contingentato i tempi e di  fatto,
  quindi, impedisce che ci sia un dibattito vero, forte, reale e tale
  da consentire ai componenti di questo Parlamento di poter esprimere
  la  loro sui vari articoli e sugli emendamenti che ci sono,  perché
  comunque   il   contingentamento  è  qualcosa  che   blocca   anche
  l'iniziativa  di intervenire - io stesso ieri con i componenti  del
  mio  Gruppo ci siamo autolimitati - ma la di là di questo non è che
  possiamo pensare che non abbiamo un tempo congruo.
   Stabiliamo  il  percorso circa la pausa pranzo e  la  ripresa  dei
  lavori  anche  no-stop, come da lei precedentemente annunciato.  Io
  stesso  ricordo  le  sue parole quando  diceva:   contrariamente  a
  quanto  penso  e  a quanto avevo stabilito in passato,  per  questa
  finanziaria procederemo anche con le sedute notturne'.
   Per  fare  questo  penso che non si sarebbe dovuto  perdere  tempo
  circa l'inizio dei lavori di stamattina, visto che sono le 13.00  e
  non  certamente  le  10.00 del mattina, orario in  cui  si  sarebbe
  potuto  iniziare benissimo. Inoltre, se dobbiamo lavorare di notte,
  visto  che  ci  sono i tempi contingentati, dobbiamo stabilire  con
  certezza  il  tempo  tecnico per potere anche  in  maniera  frugale
  pensare, l'orario in cui riprenderà l'Aula, in modo da poter andare
  al no-stop.
   Sulla proposta di stralcio, è vero quello che dicono gli onorevoli
  Cracolici e Cascio, ma se partiamo da questo punto di vista ci sono
  anche  altri articoli che, magari, non vengono sottolineati  perché
  sono  di  parte  o  di  parte interessata. Allora,  procediamo  con
  l'Assestamento  di bilancio, paghiamo gli stipendi e  ci  fermiamo,
  Presidente.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di  essere
  veloce, ma se questa è una finanziaria che qualcuno detta e lei non
  consente  il  dibattito, perché se si stralciano  gli  articoli  si
  devono  stralciare  tutti gli articoli che  non  sono  attinenti  a
  quello che è lo spirito di questa finanziaria, perché l'articolo 24
  rientra   fra   quegli   articoli   della   spending   review   che
  consentirebbero il contenimento della spesa.
   Ieri  noi abbiamo approvato altri articoli che non potevano essere
  approvati  in  finanziaria; quindi, la pregherei di fermarsi  e  di
  indire una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  e  di
  stralciare  tutto  quello  che  non riguarda  norme  finanziarie  e
  stasera, forse, possiamo finire.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   GIUSEPPE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  ovviamente noi riteniamo che la proposta dell'onorevole Cascio  sia
  una  proposta  ragionevole  se  si perfezione  in  questi  termini:
  l'Assemblea redige un ordine del giorno in cui impegna il Governo a
  settembre a portare una relazione dove si evincono la certezza  del
  risparmio, anche con delle tabelle, perché questa norma rischia  di
  essere in parte impugnata anche perché mancano questi requisiti  di
  tabelle  e  certezza del risparmio e nel ragionamento di una  norma
  organica, certamente, lo stralcio può essere un fatto positivo  per
  l'Assemblea che è chiamata, certamente, a fare una norma che è  una
  norma di risparmio, Presidente, però va ragionata.
   Per  cui,  io  propongo all'Assemblea di stralciare la  norma  con
  l'approvazione di un ordine del giorno con il quale l'Assemblea  si
  impegna e impegna il Governo a settembre a portare una norma.

   PRESIDENTE.  Ho compreso un po' qual è l'indicazione  dei  singoli
  Gruppi. Nessuno vuole fare forzature. Ringrazio che si è dato  atto
  di  quanto convenuto in Conferenza dei Capigruppo. Per cui va fatta
  una riflessione.
   Ben  sapete  qual è stato il mio atteggiamento. Non ho  dichiarato
  neanche  inammissibili gli emendamenti aggiuntivi. Li ho  rimandati
  alle  Commissioni  perché -  come ho detto  -   è  stato  fatto  un
  lavoro.  So  che  è  stata  una  Commissione,  la  seconda,   molto
  partecipata,  però se voi pensate che oggi c'è stata  la  Cerimonia
  del  Ventaglio le domande fatte dai giornalisti proprio  vertevano,
  la  gran  parte, quando si entrava nello specifico, del  perché  le
  Commissioni di merito non svolgono fino in fondo il loro lavoro. Di
  questo  si  tratta.  Sappiamo che sono,  purtroppo,  delle  vecchie
  procedure che sono dure a morire.
   Anche con riferimento all'ultimo intervento, quello dell'onorevole
  Milazzo,    quando   faceva   riferimento   a   capire    l'effetto
  dell'approvazione di queste norme, debbono essere pure compresi. Io
  sono uno di quelli che vuole fino in fondo comprendere dove andiamo
  a  parare. In questo momento potrei pure stralciare perché  rientra
  nelle mie prerogative. Ripeto, non voglio fare forzature.
   Io  indirei  una  Conferenza.  Stacchiamo  momentaneamente.  Serve
  questo  tipo di ragionamento. Riprendiamo alle ore 14.30, puntuali,
  con  una Conferenza dei  Capigruppo velocissima per riprendere alle
  ore 15.00 i lavori d'Aula.
   L'onorevole  Grasso  ha fatto riferimento anche  eventualmente  ad
  altri  articoli  da  stralciare. Inviterei  questa  Conferenza  dei
  Capigruppo  ad  evidenziarli.  In  Sala  Rossa,  però  quello   che
  raccomando   è  la  puntualità  alle  ore  14.30:  Conferenza   dei
  Capigruppo e vediamo quali sono le norme da stralciare.
   Ho  capito  che già su quello che riguarda la normativa personale,
  contributi  previdenziali  e  quant'altro  c'è  un'indicazione   di
  massima.  Ci sono altri articoli. Vorrei prima sentire i Capigruppo
  per  vedere se possiamo in qualche modo arrivare in tempi non  dico
  celeri ma dignitosi, per l'approvazione di questa finanziaria senza
  toccare la suscettibilità di nessuno.

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento signor Presidente.
   Sono  consapevole  che l'articolo 24, e ce ne siamo  accorti  ora,
  possibilmente non è passato dalla Commissione di merito.  E'  stata
  una  svista  sicuramente della Commissione.  Però,  vorrei  che  in
  questa sede definissimo bene i contorni, il senso della finanziaria
  e la competenza della Commissione.

   PRESIDENTE.  Questi  sono definiti per legge  e  per  Regolamento,
  onorevole  Dina.  Se  poi  è  stata una svista  della  Commissione,
  capisco il lavoro politico che è stato fatto.

   DINA,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Si
  fa  carico  alla  Commissione di avere superato il Regolamento  per
  alcune cose, cosa che non è stata.
   Io  vorrei  ricordare, per onestà e per correttezza, i riferimenti
  regolamentari. La finanziaria è di competenza della II Commissione.

   PRESIDENTE.  No,  la  finanziaria è  di  competenza  di  tutte  le
  Commissioni.

   DINA,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Di
  tutte,  ma  la  Commissione  a  cui  è  attribuita  è  la  seconda.
  L'assegnataria del disegno di legge è la Commissione  Bilancio .
   Detto  questo,  le  Commissioni di merito  danno  pareri  che  poi
  vengono votati in Commissione  Bilancio . Quindi, io non vorrei che
  qualcuno  pensi  che  la Commissione di merito  possa  prevaricare.
  Questo lo dico per correttezza. I pareri delle Commissioni non sono
  vincolanti,  sono  dei  pareri espressi. Si rivota  in  Commissione
  Bilancio e queste sono le risultanze della formazione della legge.
   Questo  lo  dico a scanso di equivoci, perché nessuna forzatura  è
  stata fatta in Commissione, in questo senso.

   PRESIDENTE. Nessuno sta dicendo questo.

   DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Non
  mi  riferisco a lei, signor Presidente. Se lei leggesse i resoconti
  stenografici  ritroverebbe  che ci sono  anche  degli  appunti,  in
  questo senso, che ritengo corretti. E' giusto, però, chiarire,  una
  volta  per  tutte, che i pareri delle Commissioni di merito,  sulle
  finanziarie,   non  sono  vincolanti.  Sono  pareri  espressi,   la
  Commissione  vota  e  si  definisce  il  percorso,  se  cambia   il
  Regolamento faremo altre cose.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dina, il problema  che,  correttamente,  è
  stato  sollevato,  ma non dico che c'era stato un  problema  in  II
  Commissione,  spesso accade che la II Commissione si fa  carico  di
  esigenze, per venire incontro

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Abbiamo fatto sugli emendamenti aggiuntivi una sintesi

   PRESIDENTE.  Non  è  un  problema.  Siccome  si  può  trovare   la
  soluzione,  convochiamo  la Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari alle ore 14.30, puntuali in Sala Rossa, per riprendere
  i lavori alle ore 15.00 e, in corso d'opera vediamo.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.31, è ripresa alle ore 16.44)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  comunico che, come  concordato  col  Governo
  nella  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, la seduta
  riprenderà alle ore 18.00.
   Pertanto, sospendo di nuovo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.45, è ripresa alle ore 19.35)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, informo che il Presidente della Regione  verrà
  in  Aula a riferire sulla manovra in esame. L'ho sentito poca fa  e
  in Presidenza ha detto che arriverà tra poco.
   Lo  dico  per chiarezza, ai fini della programmazione dei  lavori,
  noi  stasera  non siamo in condizione di approvare  la  finanziaria
  però  andiamo  avanti nel lavoro con l'impegno  di  partire  domani
  mattina  alle  ore 9 puntuali per completare un patto  tra  di  noi
  entro   le  ore  13,  per  dare  la  possibilità  agli  uffici   di
  collazionare tutti i documenti, raccomando soprattutto la  presenza
  dei  componenti  della Commissione perché se ci  sarà  da  rivedere
  qualcosa lo può fare il Governo d'intesa con la Commissione.

   FORMICA. Fino a che ora lavoreremo?

   PRESIDENTE. Io credo che si possa lavorare fino alle ore 24  anche
  perché  il  ritardo  non è stato accumulato per  responsabilità  di
  quest'Aula,  c'è  una situazione complessa, la  riunione  dei  Capi
  Gruppo  è  servita  pure a fare chiarezza, non  c'è  stata  nessuna
  perdita di tempo, e siamo qua per approvare una finanziaria che sia
   a prova .

                        Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, dire che
  non  c'è  stata  nessuna  perdita di tempo mi  sembra  un'eccessiva
  esagerazione.  Io aspetto da 2 giorni che comincino  i  lavori,  mi
  rendo  conto  che non dipende da lei però le voglio dire  una  cosa
  rilevante: domani alle ore 10 in Commissione Territorio e  Ambiente
  è  prevista  un'audizione molto breve che riguarda la gestione  del
  demanio  in  Provincia di Trapani, perché l'ultima che succede  nel
  mio  territorio  è  che  gli  uffici  regionali  hanno  addirittura
  autorizzato la collocazione di alcuni pontili sotto il Castello  di
  Castellamare,  saremo l'unico posto turistico in  Italia  ad  avere
  gabbiotti,  bagni chimici e pontili sotto il castello,  chiaramente
  con il parere contrario della sovrintendenza, credo che l'audizione
  di  domani  sia un'audizione molto importante per tutelare  il  mio
  territorio e quindi formalmente le chiedo, visto che è inusuale che
  noi  cominciamo  i  lavori alle 9 di autorizzare  per  mezz'ora  la
  Commissione a svolgere questo importante atto ispettivo per  capire
  quello  che sta succedendo a Castellamare e nel demanio in generale
  in provincia di Trapani.
   E'  una  richiesta  formale  che spero  possa,  se  il  presidente
  Trizzino   della  IV  Commissione,  appoggiare,   ma   lo   ritengo
  indispensabile. Anche perché con la chiusura dei lavori assembleari
  non c'è più modo di recuperare questa situazione.
   La  pregherei di essere attento nella valutazione, considerato che
  ci  sono  persone  che aspettano giorni interi e  poi  non  possono
  vedersi sfuggire l'occasione di tutelare il proprio territorio solo
  per una concomitanza dei lavori d'aula.

   PRESIDENTE. Mi consenta di raccordarmi con il presidente  Trizzino
  e le darò una risposta.
   L'Aula  è sospesa e riprenderà alle 19,45 in attesa del Presidente
  della Regione.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.36, è ripresa alle ore 20.00)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Seguito dell'esame del disegno di legge "Assestamento del
  bilancio della Regione per l'anno finanziario 2014 - Variazioni al
    bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
  finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014,
   n. 5, 'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
                     Legge di stabilità regionale.
                     Disposizioni varie'" (782/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il  seguito  dell'esame  del  disegno  di  legge
  "Assestamento  del   bilancio della Regione per l'anno  finanziario
  2014 - Variazioni al bilancio di previsione della Regione siciliana
  per  l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge  regionale
  28  gennaio  2014, n. 5, 'Disposizioni programmatiche e  correttive
  per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale. Disposizioni varie'"
  (n. 782/A), posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la seconda Commissione  Bilancio  a prendere
  posto nel relativo banco.
   Onorevoli  colleghi,  ci eravamo lasciati  con  l'intento  di  una
  verifica  di alcuni articoli, in particolar modo dell'articolo  32.
  Da  una verifica che il Governo ha ritenuto di dover fare, in primo
  luogo,  con  gli  uffici probabilmente si potrà  andare  avanti  ma
  riferirà su questo punto proprio il Presidente, onorevole Crocetta.
  Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  facendo  riferimento  alle  questioni  che  sono   state
  affrontate  in  Conferenza dei Capigruppo il Governo ha  verificato
  tutta  una serie di passaggi, che io ritengo che siano estremamente
  importanti, che ci danno però una certa serenità.
   Da  una  verifica  attenta,  anche in relazione  alle  discussioni
  avvenute, riteniamo di non volere rischiare l'impugnativa, anche se
  ritengo  che  la previsione era corretta, intorno a 66  milioni  di
  euro,  per  questo  stiamo  trovando  una  soluzione  semplice  che
  rimodula   tutto  il  meccanismo delle entrate e  la  proposta  del
  Governo  è  di andare a fare un taglio percentuale di spesa  che  è
  intorno  all'8  per  cento  su  366  milioni  che  è  lineare,  per
  intenderci, non ci discutiamo troppo,  questo sì, questo  no ,  poi
  vedremo,  in  fase  di  assestamento,  ovviamente  ci  sono   spese
  inabbattibili  che non saranno toccate, un prestito in  materia  di
  investimenti  intorno  a 40 milioni, questa soluzione  tecnica  tra
  l'altro  è una soluzione che viene riconosciuta legittima, corretta
  e dà una certa serenità  alla manovra.
   L'altra scelta è quella di tagliare 66 milioni di euro di spese  e
  basta,  però, io ritengo che, mentre i 26 milioni di spesa oltre  a
  quelli   che  abbiamo  tagliato  siano  sopportabili,  66   milioni
  sinceramente diventano drammatici, naturalmente, non sono  valutate
  fra  le  entrate  una  serie di cose che danno  effettive  entrate,
  voglio  dire  ad  esempio come la riduzione di una serie  di  spese
  nelle  partecipate,  la  riduzione  degli  incarichi  dirigenziali,
  eccetera. che avranno effetto, però, non vogliamo fare un  bilancio
  avventato,  una  finanziaria avventata, sarà più carino  registrare
  questi  risparmi  di  spesa a fine anno, però,  mantenendosi  molto
  prudenti quest'anno.
   Noi  giudichiamo, fra l'altro, nel futuro credo che una  serie  di
  entrate  verranno  anche,  voglio dire,  come  piovute  dal  cielo,
  pensate  alla  vicenda Nomura potrebbe comportare  175  milioni  di
  entrate, per la Regione una riduzione di spesa per il futuro che  è
  molto  consistente  rispetto ad un indebitamento  che  abbiamo  nel
  passato.
   In realtà direi, la proposta del Governo è molto semplice, cioè di
  rivedere   il   meccanismo   delle  entrate   e,   sostanzialmente,
  emendamenti tecnici di assestamento che dovrebbero essere intorno a
  26 milioni di riduzione della spesa.

   PRESIDENTE.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   siccome
  dobbiamo andare avanti ci dobbiamo intendere sul percorso, sul modo
  in cui dobbiamo continuare.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, per consentire all'Aula  di
  andare  avanti,  avendo udito il Presidente  e  aspettando  che  la
  proposta  venga  riformulata domani, proporrei di  procedere  sugli
  articoli  che non hanno spesa, dove non ci siano impegni  di  spesa
  specifici. Fare tutto il resto dell'articolato, mettendo  da  parte
  l'articolo 32, sicuramente, il 12 che riguarda i forestali e il 27,
  quindi,  esaminare  gli  articoli dove  non  ci  sia  necessità  di
  copertura specifica e quindi portarci avanti in questa direzione  e
  poi  completare  il  lavoro  domani quando  il  Governo  riscriverà
  l'articolo 32 nello specifico.

   PRESIDENTE.  Presidente  Dina, lei  che  ha  seguito,  essendo  il
  presidente della Commissione, articolo per articolo, le chiederò di
  volta  in volta laddove c'è la possibilità di andare avanti o meno.
  Se siamo d'accordo, così resta stabilito.

   GRECO  Giovanni.  Per quanto riguarda l'articolo  24,  cosa  si  è
  deciso?

   PRESIDENTE. Avendo sentito i Capigruppo, c'è un'indicazione  quasi
  unanime  e  il Governo, peraltro, condivide questa impostazione  di
  rinviarlo in Commissione perché venga approfondito.
   Proceduralmente  partirei  proprio  dall'articolo  24.   Onorevoli
  colleghi, formalmente l'articolo 24 è all'esame dell'Aula,  non  si
  può  stralciare  perché ormai appartiene alla  gestione  dell'Aula,
  evitiamo  anche  la  soppressione, propongo che venga  rinviato  in
  Commissione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 24 è rinviato in prima Commisione.
   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura.
   Onorevole Dina, è possibile esaminarlo?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, c'è un impegno di spesa che bisogna  garantire.
  Accantoniamolo.
   PRESIDENTE. E' accantonato perché comporta spesa..
   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura.
   Assessore  Agnello, sull'articolo 17:   Convenzione Agenzia  delle
  Entrate .

   AGNELLO, assessore per l'economia. E' da sopprimere.

   PRESIDENTE.  Il  Governo dice addirittura di sopprimerlo.  C'è  un
  emendamento soppressivo dell'onorevole D'Asero ed altri,  il  17.1,
  all'articolo 17. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Il Governo dà un parere favorevole alla soppressione.
  Lo  pongo  in  votazione,  chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Complimenti, onorevole D'Asero. E' stato soppresso l'articolo 17.
   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura.
   Onorevole Dina, comporta spesa?

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Lo
  accantoniamo trattandosi di materia finanziaria specifica.

   PRESIDENTE. E' accantonato perché comporta spesa.
   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  E'
  prevista spesa. Chiedo che venga accantonato.

   PRESIDENTE. L'articolo 19 è accantonato.
   Si passa all'articolo 20. Ne do lettura.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  E'
  prevista spesa. Chiedo che venga accantonato.

   PRESIDENTE. L'articolo 20 è accantonato.
   Faremmo  prima a dire quelli che non comportano spesa. E' prevista
  spesa in tutti gli articoli, onorevoli colleghi.
   Si passa all'articolo 21. Ne do lettura.

   DINA,  presidente  della Commissione e relatore  di  maggioranza..
  Possiamo procedere, sono soltanto centomila euro.

   PRESIDENTE. Centomila euro non incidono.
   E' stato presentato l'emendamento 21.1, degli onorevoli D'Asero ed
  altri, soppressivo dell'articolo 21. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 21.2,  Il comma 1 è soppresso ,  a firma
  degli onorevoli  D'Asero ed altri.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 21.5 a firma degli onorevoli Ciancio  ed
  altri.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  E'
  la diminuzione del costo della prestazione.

   CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  la  diminuzione
  riguarda   la  tassa  di  iscrizione  dell'esame.  Anche   da   una
  consultazione  con  gli Uffici dell'Assessorato abbiamo  visto  che
  nelle  altre  regioni la media è intorno agli 80-100 euro,  mettere
  150 euro era secondo noi eccessivo. L'idea è questa.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA,   presidente   della  Regione.  Perché   dobbiamo   fare
  demagogia?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 21.5.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.   La  richiesta  risulta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 21.5.

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 21.5 a firma dell'onorevole Ciancio.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti65
   Maggioranza33
   Favorevoli  37
   Contrari  26
   Astenuti   2

                         (L'Assemblea approva)

   Si  passa all'emendamento 21.3 a firma D'Asero ed altri:  Il comma
  2 è soppresso .

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prendo atto.

   D'ASERO. E' ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 21, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 22 è accantonato.
   Si passa all'articolo 23. Ne do lettura.
   E'   stato  presentato  l'emendamento  23.1,   L'articolo   23   è
  soppresso  a firma D'Asero ed altri.
   Onorevole D'Asero, lo mantiene o lo ritira? Riguarda il contributo
  di solidarietà.

   GRECO GI Giovanni. Chiedo di parlare sull'articolo 23.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor  Presidente,  l'articolo  23,  che  è  un
  contributo  di  solidarietà, nel mio intervento  sulla  discussione
  generale  lei ha potuto capire che sono contrarissimo, perché  deve
  valere il principio che, prima di chiedere, Presidente Crocetta, un
  contributo ai pensionati regionali, dobbiamo fare un esame di tutti
  i  privilegi sia da parte del Governo, con tutti gli esterni  degli
  uffici di gabinetto che portano un mare di spesa, sia da parte -  e
  sono sempre critico - del bilancio interno dell'Assemblea regionale
  siciliana.
   Quindi,  leviamo  questi privilegi, dopodiché chiediamo  soldi  ai
  pensionati  che non possono difendersi in questo momento  dove  noi
  per  tre  anni  andiamo  a chiedere questo contributo  provvisorio,
  perché  le  cose  provvisorie,  Presidente  Crocetta,  diventeranno
  sempre poi definitive.
   Quindi io sono contrarissimo a questo articolo e chiedo che  venga
  soppresso,  faccio  mio  l'emendamento  soppressivo  dell'onorevole
  D'Asero  e,  quindi, chiedo di votare l'emendamento  soppressivo  a
  votazione segreta.

   CROCETTA.  Presidente della Regione. I privilegi non si combattono
  tutti  i giorni, si combattono uno ad uno. Perché quando si  mangia
  carciofo  ritorna  ogni cosa, per cui non  è  che  ogni  volta  che
  togliamo una foglia diciamo  perché non togliamo prima l'altra? .
   In questa finanziaria, e lo vedremo anche negli altri articoli,  i
  tagli ci sono tutti e riguardano contestualmente una serie di cose.
  Se ognuno risponde  perché non tagliamo l'altra? .
     Andiamo a vedere qual è il taglio dei pensionati. Sono esonerati
  e  non  sono tassati i 35.000,00 euro, si capisce bene. I 40.000,00
  euro, per esempio, sono tassati solo sui 5.000,00, non è che se uno
  paga  il 4% sui 5.000,00 euro e guadagna 40.000,00 euro di pensione
  l'abbiamo  rovinato.  I 70.000,00 euro sono  tassati  sottraendo  i
  35.000,00, ma non mi dite che 35.000,00 euro anche di pensione  non
  tassata  siano pochi  Perché non sono affatto pochi, perché  se  vi
  informate  in  giro,  se quello che hanno mediamente  i  pensionati
  italiani  delle  altre pubbliche amministrazioni  non  ci  arrivano
  manco  per  sogno  a questa pensione. Se andate ad  informarvi  con
  qualcuno che lavora nell'industria, 35.000,00 euro non li guadagna,
  io,  per  esempio, dopo che ho lavorato una vita  non  li  guadagno
  questi   35.000,00  avendo  lavorato  come  lavoratore  dipendente.
  Quindi,  dire  che stiamo colpendo i poveri pensionati  è  l'ultima
  cosa  che  stiamo  facendo, stiamo esonerando  una  fascia  sociale
  importante che è considerata persino alta 35 mila e i primi 35 mila
  euro sono tolti o  uno che guadagna 45 mila euro verrà tassato solo
  su  10  mila  euro,  il 4% sul 10 mila euro, poi  se  andiamo  alle
  pensioni  da 240 mila euro spero che nessuno li difenda  perché  lì
  parliamo di sogni impossibili mediamente per tutti i presenti.

   GRECO Giovanni. Io ho il mio tempo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco non è un  dibattito  tra  lei  e  il
  Presidente.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  Presidente  della  Regione, assessori, io non voterò  a  favore  di
  questo  articolo  e  prendo  la parola da  questo  scranno  non  da
  componente  della Commissione Bilancio perché io chiedo formalmente
  all'onorevole Greco di ritirare  la proposta di voto segreto perché
  questa  è  una battaglia che sancisce un principio che nei prossimi
  anni andrà a regolamentare la vita di tutti secondo un principio di
  retroattività con conseguenze negative, per cui io ritengo che ogni
  parlamentare   in  base  alla  propria  coscienza  e   al   proprio
  insegnamento che ha ricevuto quando ha studiato, quando ha lavorato
  o  quando praticava uno sport, gli è stato trasmesso che le  regole
  sono regole e non si cambiamo quando la partita, no è in corso,  ma
  è  finita. Ma visto che ritengo che fra Parlamento e Governo  debba
  svolgersi  un  confronto si, duro e aspro  ma  chiaro  e  leale,  i
  parlamentari su questo principio devono votare secondo  la  propria
  coscienza  in  modo palese, non nascondendosi dietro  la  pietra  e
  ognuno di noi con il proprio voto esprimerà gli insegnamenti che ha
  ricevuto, per cui la richiesta voto segreto è sbagliatissima,  oggi
  il  Parlamento  vota su una cosa importante, non su una  legge,  ma
  vota un principio.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli, colleghi,  Governo,
  vede  Presidente Crocetta il suo discorso posso ammetterlo per quei
  redditi a cui lei si riferiva, di 80/90 mila  euro a salire, ma per
  quei  redditi  di cui lei parlava, di 35 mila euro,  se  lei  va  a
  vedere  quanto  è  la ritenuta io le dico che già il  calcolo  l'ho
  fatto e sono 100 euro al mese che noi leviamo ai pensionati.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Quelli con 35 mila euro  sono
  esclusi.

   GRECO Giovanni. Lei ci porti le tabelle sui provvedimenti che  fa.
  Quindi  io intanto ritengo che l'intervento dell'onorevole  Milazzo
  mi  convince a cambiare la richiesta di voto segreto in voto palese
  nominale e quindi Presidente cambio la mia richiesta e sono  sempre
  chiaramente contrario a questo articolo.

   PRESIDENTE.  Forse,  Presidente  Crocetta,  andrebbe  chiarito  un
  aspetto, che c'è un emendamento di riscrittura del Governo  e  quel
  limite che era obiettivamente basso è stato rivisto. Visto che  c'è
  l'emendamento   di   riscrittura  del   Governo   che   ha   alzato
  sostanzialmente  il tetto sottoposto al contributo di  solidarietà,
  però obiettivamente occorre chiarire indipendentemente dai numeri e
  dalle percentuali, se riusciamo a comprendere questo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Abbiamo esonerato le fasce più
  basse.

   PRESIDENTE. Scusate sul contributo di solidarietà, consentitemi di
  fare  una  riflessione,  proprio ieri in  Consiglio  di  Presidenza
  adottando  un  decreto che già era stato esitato dal  Senato  della
  Repubblica, vedete come l'aggancio a volte serve, abbiamo  recepito
  il contributo di solidarietà per quello che riguarda i pensionati a
  decorrere dal primo gennaio 2014 dell'ARS. Abbiamo quantificato  la
  spesa  a  fine  legislatura  pari ad 8 milioni  e  900  mila  euro.
  Chiaramente è una cifra notevole. Il contributo di solidarietà  non
  nasce  solo  per volontà del legislatore siciliano. Nel legislatore
  siciliano   c'è   sicuramente  un'addizionale.  Il  contributo   di
  solidarietà  nasce  per volere, con la legge di stabilità,  con  la
  legge   voluta   dal   Governo  nazionale.   Dobbiamo   dare   atto
  obiettivamente al governatore che, ha proposto ricorso  alla  Corte
  Costituzionale,   rivendicando   che   il   gettito   che    deriva
  sostanzialmente  dal  contributo di solidarietà,  non  deve  andare
  nelle  casse dello Stato ma deve rimanere nelle casse della Regione
  siciliana.  Questo  lo  voglio dire con  la  massima  chiarezza.  E
  probabilmente,  attenzione, probabilmente anche l'ultimo  comma  di
  riscrittura  da parte del Governo si può prestare  in  atto  ad  un
  giudizio,   su   questo  dobbiamo  essere  chiari,   di   eventuale
  incostituzionalità da parte del Commissario dello  Stato,  ma  sono
  quegli argomenti, quelle resistenze, che ci sentiamo obiettivamente
  di   condividere.  Così  come  nell'adozione  del   contributo   di
  solidarietà  - scaglionato in sei, dodici, diciotto,  in  relazione
  sostanzialmente alla pensione -  all'importo della pensione abbiamo
  ritenuto  obiettivamente di accantonare nel bilancio dell'Assemblea
  Regionale  Siciliana,  in attesa delle determinazioni,  perché  noi
  siamo  convinti e sosteniamo l'impugnativa del Governatore dinnanzi
  alla  Corte Costituzionale, perché riteniamo che se i sacrifici  ci
  sono debbono rimanere proprio nel bilancio regionale. Rispetto però
  alla  legge  di  stabilità c'è una addizionale.  Se  noi  riusciamo
  probabilmente  a far comprendere a tutti noi perché  non  è  chiaro
  rispetto  all'articolo  iniziale l'emendamento  di  riscrittura  da
  quale tetto scatta sostanzialmente il contributo di solidarietà.  E
  probabilmente ci potrebbe essere una condivisione d'aula,  però  su
  questo gli uffici certamente non il governatore, ci devono dare  un
  supporto,  perché questo è stato uno di quei ragionamenti  -  siamo
  tutti  d'accordo  sul  contributo  di  solidarietà,  però  dobbiamo
  sollevare  questo  tetto.  Penso che anche  l'onorevole  Milazzo  e
  l'onorevole   Greco,   possono   essere   d'accordo   se   colpisce
  sostanzialmente  i  redditi  alti  e  le  pensioni  alte,  però  ci
  aspettiamo un chiarimento da parte del Governo.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,   Presidente  della  Regione.  Però   è   scritto,   poi
  quantizzato  si  può  fare,  però  è  scritto.  Per  i  trattamenti
  pensionistici superiori a 5,5 volte il trattamento minimo dell'INPS
  è  dovuto  un  contributo di solidarietà pari. Quindi si  dice  5,5
  volte la pensione minima del

   FORMICA. Quanto due mila euro?

   CROCETTA,  Presidente  della Regione.  E'  trentacinquemila  euro.
  Trentacinquemila euro l'anno. La fascia minima, poi scusate, e  qui
  h  indicato anche un prospetto che possiamo presentare praticamente
  sino  a  trentacinque  mila  euro zero  percento,  c'è  la  tabella
  allegata.

   FORMICA. Non abbiamo la tabella

   CROCETTA, Presidente della Regione. E lo so, però la possiamo fare
  distribuire   Si  può distribuire la tabella, problema  risolto.  E
  come  vedete  poi  nella  fascia  che  va  da  trentacinquemila   a
  quarantaduemila,  per  intenderci, dove  ci  sono  collocati  2.743
  pensionati, il contributo è soltanto di 410 mila euro.  Mentre,  vi
  presento  un  altro esempio, nella fascia che va da  91  mila  euro
  l'anno  fino a 130 mila, noi vi riscuotiamo un milione e 300  mila.
  Quindi  è  chiaro  che la parte consistente del  contributo  è  più
  affidata alle fasce alte e comunque i primi 35.848,67 percento sono
  esonerati. Io posso Presidente presentare una tabella.

   PRESIDENTE. Il dibattito serve a questo.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  intervengo   giusto  per  chiarire,  la  validità  dell'emendamento
  soppressivo. Sicuramente, come abbiamo visto dal dibattito che si è
  svolto, aveva una precisa valenza, un preciso significato, che  era
  quello  di  meglio articolare e meglio chiarire;  così  come  nella
  sostanza  è  stato  fatto  con  l'emendamento  che  il  Governo  ha
  presentato.
   Inviterei  il  Presidente della Regione, assieme all'assessore,  a
  far   distribuire  quella  tabella  riepilogativa  che  sicuramente
  renderà più chiaro il quadro.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, onestamente anch'io avevo dei dubbi, tant'è che ho voluto
  rivedere la tabella, perché avevo dei dubbi sulla fascia più bassa.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  avere,  da  un lato, delle informazioni e dall'altro per  suggerire
  quella che è una mia idea.
   Capisco  bene  che,  in un momento nel quale  abbiamo  carenza  di
  fondi, si cerchi in tutti i modi di racimolare e andare a raschiare
  il  fondo del barile. Ma quando si dice che interveniamo con il 5%,
  quanto  è  il  5%  di prelievo sui contributi INPS, sulle  pensioni
  superiori  a  5 volte e mezza la pensione minima dell'INPS?  Stiamo
  intervenendo su pensioni che - si diceva 35.000 euro lordi  -  sono
  al  netto  quanto? 1.900 euro al mese? Quant'è che  sono?  Meno  di
  2.000 euro al mese.
   Intervenire  per togliere 100 euro netti al mese -  perché  questo
  sarà  al netto, 100 euro - facciamo un danno gratuito a una persona
  che ha lavorato tutta una vita per guadagnare una pensione che,  in
  uno Stato serio, sarebbe una pensione normale, che tutti dovrebbero
  avere   Che  tutta  la popolazione dovrebbe avere   Alla  fine  per
  recuperare 400.000 euro da queste pensioni? Ma è una follia  Quando
  poi  interveniamo  con  prebende che regaliamo  a  enti  inutili  e
  parassiti per milioni di euro  Ma io mi vergogno di votare una cosa
  del genere
   Io  mi  vergogno  a  votare una cosa del  genere,  per  recuperare
  400.000 mila euro, che poi regaliamo a qualche ente fantasma che si
  mangia  quei  soldi  sappiamo  come   Stralciamolo   Perché  è   da
  stralciare. E' vergognoso
   Lasciamo  solo  la  parte che riguarda i prelievi  di  solidarietà
  sulle  grandi pensioni, ma quello sulle pensioni normali, al minimo
  lo  dobbiamo  stralciare  E invito i colleghi a fare pressione  sul
  Governo per ritirare questa parte della legge.
   Mi rivolgo all'onorevole Leanza che è attento al sociale: togliamo
  la  parte che riguarda le pensioni normali, di chi ha lavorato  una
  vita

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  gradire   per
  maggiore  chiarezza  quanto  meno che qualcuno  mi  spieghi  meglio
  questo articolo, perché la norma nazionale ha stabilito il prelievo
  a  partire  da 91.000 euro e ha destinato le somme al  fondo  degli
  esodati.  Significa  che  ha destinato  le  somme  sempre  a  fondi
  attinenti a materia pensionistica.
   Quindi,  oggi  noi  al prelievo dello Stato, con questo  articolo,
  facciamo  un  ulteriore  prelievo destinando  le  somme  a  materie
  tributarie, cioè a finanziare il credito di imposta.
   Questa norma, che è stata dichiarata incostituzionale proprio  nel
  2012  dal Governo nazionale, verrebbe sicuramente impugnata, perché
  non  possiamo destinarla a materie che sono tributarie, ma dobbiamo
  accantonarla al fondo pensioni.
   Per  cui  io  mi chiedo, oggi, qual è il senso? Non si  recuperano
  risorse e in più andiamo a incidere sui diritti dei lavoratori.  Si
  vogliono  effettuare  prelievi su pensioni di  quaranta  mila  euro
  l'anno,  che poi sarebbe una pensione di 1.800, ma sono  contributi
  che hanno versato, senza che si abbia una specifica utilità, perché
  comunque  sarebbero  delle  somme da accantonare.  E  tra  l'altro,
  ripeto, era già stata dichiarata incostituzionale quando il Governo
  nazionale  l'aveva approvata nel 2012, ci ha ritentato  il  Governo
  Renzi  partendo  da novantuno mila euro, ma dicendo che  finanziava
  gli  esodati. Noi oggi dobbiamo accantonare queste somme nel  fondo
  pensioni.  Noi  abbiamo  proposto un emendamento,  il  23.17,  dove
  diciamo  che al comma 2 le lettere a) e b) sono soppresse.  Ritengo
  che  così,  con questo aggiustamento, possa passare, altrimenti  vi
  invito  e  invito  il  Governo a rivedere  questo  articolo  perché
  comunque  non  raggiunge  gli  obiettivi  che  il  Governo  si  era
  prefissato,   anzi   rischierebbe  l'impugnativa   da   parte   del
  Commissario.

   PRESIDENTE.  Onorevole Grasso gli emendamenti  da  lei  presentati
  fanno riferimento al testo originario. Il Governo ha presentato  un
  emendamento  di  riscrittura,  nel  caso  in  cui  dovesse   essere
  approvato  l'emendamento di riscrittura decadono  tutti  gli  altri
  emendamenti.  Lei  ha fatto un ragionamento giuridico  che  sta  in
  piedi. Le posso dire che nel contributo di solidarietà a carico dei
  pensionati dell'ARS si parte da un minimo di novantuno e  le  fasce
  sono sei, dodici, diciotto per essere in linea.
   E  ribadisco  un concetto: è aperta la questione su cosa  fare  di
  questo  fondo, perché in base al decreto Renzi dovrebbero confluire
  nelle  casse dello Stato, ma il Governo regionale ha giustamente  e
  correttamente presentato ricorso alla Corte Costituzionale.
   Il discorso è molto chiaro. Il tetto previsto dal decreto Renzi  è
  un  tetto  alto  sul quale tutti noi ci possiamo  in  qualche  modo
  ritrovare,  nella sua proposta il Governo l'ha sceso fino  a  delle
  pensioni  che  non  sono  così  alte,  come  previsto  dal  decreto
  nazionale.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  proprio   su
  quest'ultima questione a cui lei faceva riferimento credo che abbia
  posto  bene  la  questione  il Presidente  Formica,  quando  faceva
  riferimento  alle  soglie. È chiaro che noi siamo  d'accordo,  come
  Gruppo di Forza Italia, affinché il contributo rimanga nelle  casse
  della  Regione,  questo  lei lo ha definito un  merito,  ovviamente
  anche  noi siamo d'accordo su questo aspetto. Tuttavia, noi abbiamo
  presentato, per entrare nel merito della questione che  lei  poneva
  prima,  un emendamento per l'innalzamento dell'aliquota aggiuntiva,
  ovvero sostituendo al comma 1 le parole  quattro, cinque e sei  per
  cento  con le parole  dieci per cento .
   Questo,  evidentemente, consente di fare riferimento ad un  numero
  di contribuenti che oscilla tra i 250 e i 300, l'ho stimato intorno
  ai 275, e consente di evitare una macelleria sociale che andrebbe a
  coinvolgere  circa 2800 persone, che sono quelle che si  collocano,
  signor Presidente, nella fascia di reddito in termini pensionistici
  tra i trentacinque mila e i quarantadue mila euro. Il contributo di
  solidarietà non dà diritto a future prestazioni pensionistiche.
   Presidente  Crocetta, c'è questo emendamento che  va  incontro  ai
  buoni propositi proposti del Governo, anche noi siamo dell'idea  di
  rimandare  e  di  lasciare  tutto nelle  casse  della  Regione,  ma
  proponiamo di rivedere le fasce di riferimento, collocandole quindi
  al  10  per  cento.  Se questa proposta, Presidente  Crocetta,  lei
  ritiene  di  poterla  accoglierla, andiamo avanti,  altrimenti  noi
  procederemo, così come è stato proposto dall'onorevole  Greco,  per
  votare a scrutinio segreto questo emendamento.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, vorrei chiarire che i quaranta mila euro vengono  tassati
  solo  su cinque mila euro, essendo stato stabilito dalla norma  che
  la  fascia che va da zero a 35.848 è esonerata. Ma non è la  fascia
  di  pensionati, ma la fascia di reddito, che è esonerata, quindi  i
  primi 35.848 euro sono sempre defalcati da ogni fascia.
   Vogliamo  togliere anche questi? Non sarà sicuramente  l'incidenza
  di  410  mila euro che incide sulla manovra, però esonera  circa  2
  mila  e  743 pensionati. Questa è una mediazione accettabile,  però
  dobbiamo avere tutti quanti la coscienza che stiamo esonerando ogni
  fascia da 35 o da 42 mila euro.
   Anche  chi anche guadagna 90 mila euro, viene tassato solo per  la
  metà  della propria pensione, l'altra parte è sempre esente. Quindi
  non si tratta di macelleria sociale, tanto è vero che nella tabella
  che è stata distribuita, le fasce dove si ricava di più sono quelle
  più alte.
   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli  colleghi,
  questo  del  taglio  cosiddetto delle pensioni  d'oro,  per  quanto
  riguarda  almeno  il primo comma e parte del secondo,  è  stato  da
  sempre  un  provvedimento che abbiamo portato avanti come Movimento
  Cinque Stelle e che più volte avevamo proposto a questo Governo  di
  prendere in esame per la copertura di determinati provvedimenti che
  si sono poi portati avanti qui in Aula.
   Ci  veniva  sempre risposto che non si poteva fare. Oggi scopriamo
  con  grande stupore, non oggi effettivamente, ma in Commissione nei
  giorni  scorsi,  che invece quando è il Governo a  proporlo  questo
  provvedimento  si  può  fare. Queste sono le alchimie  delle  notti
  della  Commissione bilancio, Presidente Ardizzone,  quelle  che  in
  qualche  modo  lei  si  era impegnato a  non  far  fare,  la  colpa
  chiaramente non è sua.
   Ora veniamo al provvedimento, ho visto che ci sono alcuni colleghi
  che  credo  non abbiano compreso esattamente quello che  in  realtà
  nell'emendamento  c'è  scritto,  con  la  premessa  che  il  Gruppo
  parlamentare  Movimento  Cinque Stelle è pronto  a  sostenere  e  a
  votare.
   Nel  comma  1,  accanto alle finalità che vengono messe  in  piedi
  dalla legge n. 147 nazionale che prevede delle aliquote che sono 3,
  si parte da 14 volte la pensione minima, mettendo praticamente il 6
  per cento, il 12 e il 18 per cento.
   La  Regione,  a  seguito  di un interlocuzione  con  lo  Stato,  è
  riuscita  ad avere la possibilità di non dare queste aliquote  allo
  Stato, ma di trattenerle per sé e sta aggiungendo - visto che siamo
  la  Regione degli scandali, delle super pensioni d'oro, rispetto  a
  tutto il resto dell'Italia - a queste aliquote del 6, del 12 e  del
  18  per  cento delle ulteriori aliquote del 4, del 5 e  del  6  per
  cento. Quindi diventano: del 10, del 18 e del 24 per cento.
   Nel  secondo  comma,  invece, andiamo a tassare  semplicemente  la
  parte  eccedente,  la prima del 5 per cento  va  da  5,5  volte  la
  pensione minima fino a 6,5 volte e via dicendo, ripeto, solo per la
  parte eccedente.
   Presidente Crocetta, questa tabella è sbagliata  Voi andate a fare
  il  calcolo del 5 per cento su otto milioni e il calcolo viene  410
  mila  euro,  in  realtà dovreste farla solo sulla parte  eccedente,
  quindi  il  numero  che ci date alla fine, che è il  contributo  di
  cinque  milioni  quattrocentoquattordici mila, è un numero  errato,
  realmente  è  molto più basso chiaramente  Assessore, evidentemente
  lo  deve  riformulare questo passaggio, ma vedo che  ne  state  già
  parlando.
   Signor  Presidente, noi siamo riusciti ad avere anche  in  maniera
  informale un interlocuzione con gli Uffici dell'Assemblea Regionale
  Siciliana, sempre pronti e attenti alle richieste dei parlamentari,
  l'abbiamo  avuta, e la risposta, visto che è informale, la  teniamo
  per  noi,  ma al Governo avevamo chiesto una relazione dettagliata,
  con  il  nome e il cognome del funzionario che la firmava,  che  ci
  doveva  dire  se  questa  cosa si poteva fare,  perché  il  dubbio,
  esposto  dalla collega Grasso, è reale  Perché a livello  nazionale
  per  il  decreto del fare  prima con Monti, la Corte Costituzionale
  ha  detto che non si può fare, poi ci ha riprovato Letta, e  adesso
  la Corte Costituzionale è ancora al vaglio di quel provvedimento.
   E  allora rischiamo di fare una norma che sarà bella da portare in
  giro  in maniera populistica, però se non si può fare sarà poi  una
  grande  perdita di stile per questo Parlamento che deve fare leggi,
  non  proclami   Quindi  chiederei a  questo  Governo,  prima  dello
  specchietto  -  fra  l'altro errato nei  numeri  -  di  portare  in
  quest'Aula una relazione, con nome e cognome di un funzionario  che
  si  prenda  la responsabilità di dire che questa cosa si può  fare,
  relazionare e dettagliare, perché io mi rifiuto di votare una  cosa
  sulla  quale  pende  il dubbio che poi possa essere  impugnata  dal
  Commissario  dello  Stato  perché,  personalmente,  anche  se   non
  facciamo  parte di questo Governo, mi da fastidio essere preso  per
  un legislatore di pessima qualità
   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ultimo intervento dell'onorevole
  Cancelleri e quello prima fatto dall'onorevole Grasso mi permettono
  di  sottolineare  un  concetto che, forse,  ancora  non  è  chiaro.
  Leggendo  l'emendamento  di riscrittura  del  Governo,  nell'ultimo
  comma,  il  comma  4,  si dice che le somme sono  trattenute  dalle
  amministrazioni  regionali. Rispetto a questa  vicenda  è  pendente
  dinnanzi  alla  Corte Costituzionale un legittimo  ricorso  portato
  avanti dal Governo regionale rivendicando, rispetto a quel  decreto
  del fare , alla legge di stabilità, l'ultima del dicembre del 2013,
  che  questa  vicenda  è  pendente al ricorso  dinnanzi  alla  Corte
  Costituzionale.  Noi,  invece, in questo  momento  stiamo  dicendo:
   transiteranno  nelle  casse della Regione siciliana .  Sicuramente
  finiremo  dinnanzi alla Corte Costituzionale, di questo si  tratta,
  poi  se  è   norma spot  o no, non sta a me giudicarlo. Si potrebbe
  dire  che  vengono accantonate in attesa del giudizio, un po'  come
  abbiamo  fatto  in Consiglio di Presidenza, poi io  non  entro  nel
  merito delle fasce o meno, ma è chiaro che a livello nazionale si è
  pensato  di  colpire,  o  comunque di chiedere  il  contributo  più
  correttamente  alle  fasce alte, non alle fasce  più  basse,  anche
  perché siamo in presenza di contributi versati.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo trattando
  una materia molto delicata, anche per i profili di costituzionalità
  e  gli  effetti che potrebbero determinarsi paradossali con  questa
  norma.
   Come giustamente il Governo ricorda, il comma 486 dell'articolo  1
  della  legge n. 147 del 2013, ha introdotto per la prima  volta  il
  contributo   di  solidarietà  sulle  pensioni  d'oro   nel   nostro
  ordinamento dello Stato. La Regione, con questa norma, intenderebbe
  aggravare  la  quota  di  contributo di solidarietà  per  le  fasce
  regolate dalla legge dello Stato.
   Si  pone  un  primo problema: possiamo introdurre  un  trattamento
  fiscale?  Perché  il contributo di solidarietà - tanto  più  se  lo
  pretendiamo,  come  giustamente facciamo - è un  prelievo  fiscale.
  Possiamo  trattare  un  lavoratore,  un  pensionato,  comunque   un
  contribuente,   in   maniera  differenziata  secondo   i   principi
  costituzionali vigenti nel nostro Paese che regola che ognuno  paga
  al  fisco  secondo quanto guadagna, e con aliquote  progressive  in
  funzione dell'entità del reddito. Quindi cosa si determina, che  un
  pensionato con oltre 90 mila euro residente a Palermo,  che  non  è
  pensionato  dalla  Regione, ha un prelievo del  12  per  cento,  un
  pensionato  della Regione con 90 mila euro, o meglio per  le  parti
  eccedenti - ha ragione Crocetta - sopra i 90 mila euro, non pagherà
  il 12 per cento ma pagherà il 16 per cento, quindi due residenti  a
  Palermo,  uno pensionato della Regione e uno pensionato  non  della
  Regione,  ma  di altra amministrazione, avranno un'applicazione  di
  aliquota  diversa  in  funzione,  non  del  reddito  prodotto,   ma
  dall'amministrazione di provenienza.
   Io  temo  che  questo  possa oggetto di contenzioso,  con  qualche
  probabilità di successo, ma si determina un paradosso. Se  noi  con
  questa norma non potremo gravare ulteriormente chi è sottoposto  ad
  un  contributo di solidarietà, ovvero quelli che hanno  un  reddito
  sopra i 90 mila euro, e possiamo invece introdurre il contributo di
  solidarietà  da  chi  non è gravato dal contributo  di  solidarietà
  dello Stato. Capisco che siamo in una fase delicata, e perché credo
  che  l'intenzione del Governo nell'introdurre questo contributo  di
  solidarietà  è  quella di recuperare attraverso il  contributo  una
  sperequazione di modalità di trattamento, e soprattutto di calcolo,
  del   sistema  pensionistico  vigente  nell'ambito  della   Regione
  siciliana, almeno questo credo che sia l'obiettivo. Mentre lo Stato
  ha  disciplinato sopra i 90 mila euro per i dipendenti di tutti gli
  enti, compresi quelli della Regione, in Sicilia per quelli che sono
  pensionati  attraverso l'amministrazione regionale  stabiliamo  una
  soglia più bassa rispetto a quella del resto dello Stato.
   Ma  il  punto  è  capire qual è la dimensione più  bassa,  perché,
  attenzione,  lo Stato ha fatto questo provvedimento dichiarando  di
  voler  colpire  le pensioni d'oro, ma noi rischiamo di  colpire  le
  pensioni di nylon. Perché quando interveniamo sulle parti eccedenti
  a  35  mila euro, Presidente della Regione, stiamo parlando  di  un
  reddito lordo diviso 13 mensilità, pari a 2.800 euro che, dal punto
  di  vista  al netto, è meno di 2 mila euro. Tant'è che è la  soglia
  più estesa.
   Allora,  io  con il Governo condivido la possibilità di introdurre
  un  contributo di solidarietà, proprio perché la Sicilia negli anni
  si è data un contributo, come dire, più generoso nel meccanismo del
  calcolo   pensionistico,  però  stabiliamo  una  soglia   che   sia
  aggredibile sul concetto di  d'oro , perché non vorrei che, in nome
  del  voler  colpire le pensioni d'oro, colpiamo le  pensioni  della
  gente umile.
   Signor Presidente, mi affido alle valutazioni del Governo, non  mi
  metto  qui a stabilire se deve essere 5,5, 6,5, dica il Governo  la
  soglia  che  ritiene  accettabile  sul  piano  delle  pensioni  non
  tassabili,  e la soglia oltre la quale si introduce una percentuale
  nella  quale si contribuisce alla cosiddetta solidarietà regionale.
  Ma   deve  dirlo  avendo  presente  che,  comunque,  lo  Stato   ha
  disciplinato  le  pensioni  d'oro, evitiamo  noi  di  chiamarle  in
  un'altra  maniera abbassando troppo questa soglia perché  parliamo,
  Presidente  della  Regione,  delle pensioni,  che  sono  una  delle
  materie  sulle quali ci sono principi sacri, la pensione è uno  dei
  diritti  non negoziabili, cosiddetto diritto quesito per  il  quale
  non ci può essere nessun effetto retroattivo.
   Il  contributo  di solidarietà è una forma fiscale, però  dobbiamo
  introdurlo  secondo  un principio che faccia  salvo  il  metodo  di
  calcolo che comunque si è dato un lavoratore. Ecco perché credo che
  il  Governo  possa approfondire un po' meglio la  soglia  oltre  la
  quale introdurre un differenziale di applicazione di aliquota.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, ho fatto un calcolo a proposito della fascia da 35  a  42
  mila  euro,  essendo tassati sei mila euro all'anno, il cinque  per
  cento  sono  trecento euro all'anno e diviso dodici sono  circa  25
  euro  al  mese,  anzi, sono ancora meno, perché c'è la  tredicesima
  mensilità.
   Quindi, se andiamo alla fascia che poi va da 42 a 48, la fascia di
  reddito  tassata  sarebbe  di  12 mila  euro,  sui  quali  si  deve
  calcolare il sei per cento, non stiamo parlando di grandi cifre

   GRECO. Non è questa la questione. Non è così. E' il principio  che
  non deve passare, non possiamo tassare i pensionati.

   CROCETTA, Presidente della Regione.  .poi la vediamo sui principi,
  onorevole  Greco,  perché i principi sono tanti  e  bisogna  vedere
  quale  uno sceglie nella propria vita, questa è una Regione che  ha
  dato pensioni più alte rispetto al resto del Paese.
   Noi  possiamo  tassare solo i regionali, altrimenti  sì  la  norma
  sarebbe  anticostituzionale,  perché  non  possiamo  trattare  come
  Regione  gli stipendi e le pensioni di altri, però se voi andate  a
  confrontare  queste  nostre pensioni con  quelle  dello  Stato  per
  eguali  fasce di livelli professionali, con quelle delle  industrie
  private, scoprirete che i nostri guadagnano il doppio.

   GREGO Giovanni. Ammazziamoli tutti

   CROCETTA,  presidente della Regione. No, non li ammazziamo  tutti
  Onorevole  Greco, se lei vuole rendersi responsabile  del  dissesto
  del  bilancio  della Regione non colpendo forme di  privilegio  che
  anche lei, avendo una lunga attività parlamentare, avrà contribuito
  a  creare, se ne assuma tutta la responsabilità ma, per favore, non
  mi parli di principi.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  già  fatto
  attenzionare la tabella che ci è stata distribuita che è  sbagliata
  e  non  di  poco. Se questo è il calcolo che andiamo  a  prelevare,
  chiedo  che venga corretto perché non preleviamo 5 milioni e  mezzo
  ma  una  cifra  molto  più  alta.  Quindi,  vorrei  capire  quanto,
  effettivamente, nel complessivo, andiamo a prelevare.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
  Presidente  della Regione, premettendo che sono contro le  pensioni
  d'oro,  contro i privilegi, contro gli sprechi, eccetera, eccetera,
  eccetera, ho la volontà di votare questo articolo ma ho la  volontà
  di  votarlo  in  maniera  consapevole  e  per  votarlo  in  maniera
  consapevole  devo capire che cosa sto votando e questa  tabella,  a
  mio avviso, non me lo chiarisce.
   Infatti,  io  leggo  44  milioni 623 mila  euro  il  totale  delle
  pensioni.  E  non  è  possibile  Perché se uno fa  un  conto   alla
  femminina   come si dice in siciliano, dieci persone  che  prendono
  100  mila  euro di pensione fanno 1 milione. Quindi, 275 pensionati
  che  prendono  100 mila euro non possono fare 2 milioni  ma  devono
  fare  21  milioni.  Questo  numero è chiaramente  molto,  ma  molto
  diverso da quello che andiamo a fare.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Il calcolo è stato fatto  sul
  Fondo pensioni.

   CASCIO Salvatore. Signor Presidente, l'onorevole Ciaccio ha  posto
  un  problema  che  condivido; condivido il principio  che  dobbiamo
  applicare,  però,  voglio  capire  come  applicarlo  perché  se  lo
  applichiamo in questo modo i numeri sono altissimi. Non sono questi
  i  numeri   Per  questo  il legislatore nazionale  ha  usato  altri
  parametri perché se lei fa il conto e le faccio la domanda,  signor
  Assessore,  quanto spendiamo di pensioni per 16.136 pensionati,  44
  milioni  di  euro?  Impossibile  E' impossibile  che  per  16  mila
  persone spendiamo 44 milioni di euro

   CROCETTA, presidente della Regione. 16 mila sono i dipendenti.

   CASCIO   SALVATORE.  No  sono  i  pensionati.  Io   leggo   totale
  pensionati, poi se sono i dipendenti è un altro paio di maniche
   Signor  Presidente, se lei fa il conto che nella penultima fascia,
  quelli  da  91  mila a 130 mila, hanno un totale di 2 milioni  185,
  calcolato su 275 pensionati, ebbene, se uno prende 100 mila euro ci
  vogliono  20  pensionati  per fare 2 milioni  di  euro.  Quindi,  2
  milioni di euro non possono essere 275 pensionati. Questo è  quello
  che non capisco

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Ci sarà  qualche  errore  di
  decimali

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Onorevole  Presidente della Regione, onorevoli  colleghi,
  stasera  stiamo  facendo  un  dibattito  molto  interessante  anche
  rispetto  a  ciò  che ci aspetta o a ciò che stiamo passando  negli
  ultimi  anni,  cioè  in un periodo di assoluta  crisi  in  cui,  in
  qualche modo, dobbiamo trovare soluzioni di solidarietà, in qualche
  modo,  qualcuno,  tutti, a partire da noi, come  abbiamo  fatto  in
  altri  casi, dobbiamo dare un contributo e dobbiamo dimostrare,  in
  qualche  modo,  di essere assolutamente in linea con  i  tempi  che
  stiamo vivendo, dove c'è una povertà assoluta, dove ci sono povertà
  relative,  dove  il dramma del lavoro e dell'esclusione  sociale  è
  totale e complessivo.
   Allora, ho alcuni dubbi che voglio esplicitare al Presidente della
  Regione  e  che  mi  piacerebbe che,  in  qualche  modo,  venissero
  esaminati. Il primo dubbio è che sono assolutamente convinto che la
  tabella, comunque, sia sbagliata, perché la tabella non può portare
  questo  tipo  di  risultati e, quindi, sarebbe opportuno  avere  un
  quadro  reale rispetto alle entrate e rispetto al dato  complessivo
  perché questo ci può anche fare riflettere, ci può anche far capire
  se  dobbiamo  spostare qualche fascia, in quanto se  l'obiettivo  è
  raggiungere i 5 milioni di euro e spostando una fascia,  abbassando
  una   fascia,  alzando  una  fascia  lo  raggiungiamo  lo   stesso,
  aggiustando   la   tabella,  in  qualche  modo,   forse,   potremmo
  raggiungere il risultato.

   CROCETTA, presidente della Regione. E' un problema di decimali.

   LEANZA. Presidente, non penso che sia un problema di decimali. Non
  è  un  problema  di decimali, Presidente. E' una cosa  sostanziale,
  grossa   E'  sostanziale nel discorso complessivo, cioè nei  numeri
  diventa  un  altro  numero, perché da questa  tabella  pensiamo  di
  incassare  416.000,00  euro al mese o 5 milioni  e  400  mila  euro
  l'anno.  Se  i  numeri  sono diversi possiamo anche  ipotizzare  di
  alzare la fascia su cui, in qualche modo, poter fare questo tipo di
  operazione, fermo restando che più alziamo e meno prendiamo  perché
  le fasce, ovviamente, più basse sono quelle che prendono di più. E,
  quindi,  questo è il primo punto su cui mi piacerebbe che votassimo
  qualcosa consapevolmente.
   Il  secondo dubbio riguarda il fatto che non sono convinto che sia
  un  prelievo fiscale, Presidente della Regione. Ed anche questo, in
  qualche modo, così come diceva l'onorevole Cracolici, penso che non
  sia  un  prelievo  fiscale, in quanto non  so  in  quale  categoria
  inserirlo,  cioè  il contributo di solidarietà a quale  contributo?
  Però,  ho  un dubbio: mi piacerebbe, oltre alla consulenza gratuita
  del  presidente  Cracolici, che il Governo  ci  dica  anche  questo
  perché  altrimenti  ciò che dice l'onorevole Cracolici, in  qualche
  modo,  crea  delle  disparità ed, in  qualche  modo,  ci  mette  in
  difficoltà.
   Allora,  considerato  che  sul  tema  possiamo  essere  in   parte
  d'accordo, mi piacerebbe che votassimo un articolo convintamente e,
  soprattutto, che capissimo quali saranno i benefici. Quindi, invito
  il  Governo ad accantonarlo ed a discuterlo domani con numeri  alla
  mano,  con  convinzione,  con serietà sapendo,  perfettamente,  che
  questo  tema esiste e che, comunque, va affrontato. Chiedo, quindi,
  l'accantonamento dell'articolo.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, mi pare di poter dire, aderendo agli interventi
  dell'onorevole  Cascio  e,  per  la  verità,  anche  dell'onorevole
  Leanza,  che il Governo stia molto sottovalutando la portata  della
  norma, sottovalutandola per difetto e non per eccesso.
   La  tabella che è stata distribuita, sulla quale credo  sia  stata
  costruita  la  norma  o  viceversa, ma  il  risultato  non  cambia,
  contiene  degli  errori  che  sono  macroscopici,  e  pregherei  il
  Presidente   della  Regione  di  non  distrarsi   con   l'onorevole
  Cracolici,  e  chiederei anche l'attenzione dell'Assessore  che  di
  numeri dovrebbe intendersi e sono sicuro che si intende, che  se  è
  vero che i pensionati nella fascia tra 91 mila euro e 130 mila euro
  sono  275, la Regione paga per costoro 35 milioni 750 mila euro  di
  pensione,  non  già  quello che viene indicato,  assai  in  maniera
  ridotta,  in  questa  tabella; se è vero che i  pensionati  che  si
  trovano nella fascia di reddito tra i 78 mila euro e i 91 mila euro
  sono  188 essi assorbono dal bilancio della Regione 16 milioni  920
  mila euro. Sedici e trentacinque sono oltre 52 milioni, che sono  8
  milioni  di  più,  solo per queste 2 fasce dei 44.623  milioni  che
  vengono indicati nella tabella.
   Se  questa proiezione viene realizzata per tutte le 7, 8 fasce  il
  Governo  si  accorgerà che i numeri sono molto più  alti  e  questi
  numeri  molto  più  alti  potranno essere assai  utili  per  potere
  rimodulare  il  prelievo  di solidarietà  che  imponiamo  a  questi
  pensionati alleggerendo, ovviamente, le fasce di reddito meno forti
  e  concentrandosi sulle fasce di reddito più forti ed uscirà  fuori
  una cifra che, forse, potrebbe essere di forte aiuto al Governo per
  questa manovra finanziaria.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo affrontando
  un  tema molto importante e per questo credo che l'attenzione e  il
  dibattito  siano  dovuti perché stiamo rischiando di  trattare  uno
  degli ultimi diritti che sono rimasti ai cittadini italiani - e per
  loro  quindi  anche ai siciliani -, cioè il diritto alla  pensione,
  come  se fosse un diritto disponibile, il che, ancora, nelle  leggi
  dello Stato e nella nostra Costituzione, non è.
   Se  partiamo da questo assunto e cioè che il diritto alla pensione
  non  è un diritto disponibile ma è un diritto indisponibile, mi  sa
  che  l'impalcatura che il Governo vuole rappresentare  questa  sera
  cominci  ad avere dei problemi seri, tanto più che stiamo  parlando
  appunto  di diritti quesiti, cioè stiamo parlando di un bacino  che
  andrebbe  ad  attingere  e  ad  attenzionare  qualcosa  che  già  è
  maturato.
   Allora, invito il Governo e l'Aula, a partire dal Presidente della
  Commissione Bilancio e dall'assessore Agnello che è sempre  attento
  a  valutare  l'opportunità di rinviare questa norma in Commissione,
  facendo  riferimento alla appena compiuta Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari, posto che ci potremmo trovare  domani  di
  fronte  ad  una  doppia  incostituzionalità  della  norma  comunque
  approvata, primo perché stiamo cercando di introdurre un  principio
  assolutamente  inaccettabile che è quello della doppia  tassazione,
  cioè  il cittadino siciliano finirebbe per essere sottoposto, anche
  se  stiamo  parlando  di  determinate fasce,  sia  alla  tassazione
  nazionale che a un ulteriore tassazione regionale; secondo  stiamo,
  addirittura, immaginando di destinare il prelievo delle pensioni  a
  finalità diversa da quella delle pensioni, da quella cioè unica che
  può essere utilizzata, e cioè l'utilizzazione dell'introduzione  di
  un  principio  che vuole prendere alle pensioni per  destinare,  ad
  esempio, alle strade. Potrebbe essere, forse, anche utile,  ma  non
  si può fare
     E,  allora, signor Presidente, abbiamo una sola soluzione se non
  vogliamo   cominciare  con  un   papocchio :  dobbiamo,  come   per
  l'articolo   24,   rimandare  questa  norma  in  Commissione,   non
  accantonarla, perché soltanto così si potrà tornare a ragionare  in
  maniera  corretta,  a  fare  una valutazione  approfondita,  a  non
  scrivere  norme  che finiscono per renderci eroi  oggi  e  ridicoli
  domani  ed   a  cercare di cominciare con il piede  giusto,  perché
  ascolto  anche  da illustri colleghi soluzioni di compromesso,  che
  non possono trovare albergo su una materia complicata qual è quella
  delle pensioni.
   Presidente, questa norma non è passata dalle commissioni di merito
  ed il risultato è quello che stiamo vedendo in questo dibattito. Il
  presidente  Cracolici dovrebbe avere, o avrebbe  dovuto  avere  più
  coraggio.  Doveva  chiedere  non soltanto  l'invio  in  Commissione
  dell'articolo 24 ma anche dell'articolo 23

   CRACOLICI.  Ma  non  è  la  mia  Commissione   E'  la  Commissione
  Bilancio, la Commissione di merito

   CORDARO. Non è un problema che si può risolvere con una virgola  o
  con  un  numero  sbagliato  in Aula. E' necessaria  un'istruttoria.
  Dobbiamo  rimandarla  in  Commissione  con  tutte  le  velocità   e
  necessità del caso.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  i
  deputati  della  parola   accantonamento  pensino  che  guadagniamo
  qualcosa,  accantoniamo soldi da parte. Qui  accantoniamo  soltanto
  problemi per domani e per dopodomani e per il futuro della Sicilia.
  Quindi,  ogni  volta,  la  parola accantonamento  mi  fa  venire  i
  brividi.  Ciò non di meno, in questo caso, assessore per l'economia
  -  visto  che il Presidente non c'è in questo momento -, devo  dire
  che questa è una tabella da accantonare perché, fondamentalmente, è
  sbagliata  nella sua essenza matematica e, secondo me, parte  anche
  da  un  principio che mi sembra universalmente condiviso dall'Aula,
  accettato, che penalizza delle classi sociali troppo basse; partire
  da  un  50  mila  euro di reddito minimo che oggi è,  comunque,  un
  reddito   non   di  ricchezza  ma,  se  soprattutto  in    famiglie
  monoreddito  di nuova povertà, secondo me, può essere un  principio
  di  equità  e, quindi, rivedere questa tabella che, a  mio  avviso,
  deve  gravare  sulle  classi  più  alte  cioè,  ovviamente,  questo
  contributo di solidarietà deve essere sulle spalle di chi  può  più
  non  di  quelli che possono meno. Quindi, se alziamo il livello  di
  tassazione  da  cui  partire,  sicuramente,  avremo  una   maggiore
  perequazione  sociale, una maggiore equità e può  essere  accettata
  meglio dalla popolazione.
   Questa  è  la raccomandazione per cui invito il Governo a ritirare
  l'articolo,   la  tabella,  a  discuterlo  nelle  sedi  competenti,
  presentando quanto sia intelligibile, più consono alle esigenze dei
  siciliani.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che  il
  dibattito  che si sta sviluppando all'interno dell'Aula ed  i  vari
  interventi  che non appartengono né ad una maggioranza  né  ad  una
  minoranza  debbano indurre il Governo regionale ad una  riflessione
  più delicata e sensibile.
   Penso  che la stessa riflessione che sto facendo io dovreste farla
  anche   voi,   perché   se   i  vari  interventi   provengono   sia
  dall'opposizione che dalla maggioranza un motivo ci sarà, e ci deve
  essere.
   Ora,  se  vogliamo colpire i pensionati, in questo  modo  mi  pare
  improbabile che possiate trovare la soluzione in quest'Aula, perché
  mi  pare di aver capito che nessuno sia disponibile a votare questo
  articolo,   anche   perché   è   stata   richiamata,   più   volte,
  un'opportunità  politica, famiglie monoreddito, famiglie  che  oggi
  non  vivono  di  buona salute economica e, quindi, ritengo  che  il
  Governo  debba ritirare questo articolo, rimandarlo in  Commissione
  in  modo  molto  saggio e, rapidamente, trovare  la  soluzione  per
  potere  continuare a lavorare serenamente. Per cui, per  quanto  mi
  riguarda  e  ci  riguarda  invito  il  Governo  a  ritirare  questo
  articolo.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'Aula  si  è
  espressa  su  un  tema  molto sensibile, un tema  che  riguarda  la
  generalità  dei cittadini che sono in trattamento di quiescenza  e,
  considerato   che,  nella  stragrande  maggioranza,  le   posizioni
  espresse  sono  diverse  l'una  dall'altra  e  che,  comunque,  c'è
  un'incertezza notevole sugli aspetti tecnici dei calcoli  che  sono
  stati  presentati all'Aula, credo - e mi rivolgo al Governo  -  che
  sia  necessario  un  approfondimento tempestivo della  materia  che
  stiamo   trattando  e  che,  da  qui  all'Aula   di   domani,   sia
  assolutamente  necessaria  una relazione  tecnica  dettagliata  che
  sottolinei  e  renda  intelligibile  al  Parlamento,  intanto,   la
  correttezza  dei  calcoli fatti in questa  tabella  -  calcoli  che
  derivano  appunto anche dalla riscrittura del Governo -, nonché  la
  coerenza con l'impianto costituzionale della norma stessa.
   Quindi,  signor Presidente, se la norma viene accantonata  da  qui
  all'Aula  di  domani,  con  l'impegno del  Governo  a  produrre  un
  chiarimento ed una relazione tecnica dettagliata sugli aspetti  che
  ho testé evidenziato, penso che si possa fare un buon lavoro ma, al
  momento,  credo che sia difficile esprimere un giudizio  sereno  su
  questa  riscrittura che il Governo ha presentato  a  proposito  del
  contributo di solidarietà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Stia calmo, presidente Crocetta.

   CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Greco, quando  siamo
  fuori,  al  bar, lei si può permettere questo, ma  stia  calmo'  in
  Aula  lei non me lo dice, perché sto esercitando le mie prerogative
  costituzionali, sancite pure da un voto popolare. Quindi, lei  stia
  calmo.

   GRECO G. Io glielo dico perché mi sembra agitato

   CROCETTA,  presidente della Regione. E non rida  neppure.  Allora,
  andiamo alla sostanza della questione.

   GRECO G. E, allora mi detti l'agenda del mio comportamento

   CROCETTA, presidente della Regione. L'agenda del suo comportamento
  è parlare quando le viene data la parola e permettere agli altri di
  parlare  e  non  essere  irriguardoso nei  confronti  degli  organi
  costituzionali di questa Regione.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, la prego

   CROCETTA,  presidente della Regione. Andiamo alla questione.  Qui,
  mi  sembra  di  cogliere  un dibattito nel quale,  sostanzialmente,
  tutti  prendiamo atto che le pensioni d'oro ci sono, giusto? E'  un
  principio.
   Poi, c'è chi, coscientemente, le vuole difendere. Se ne assume  la
  responsabilità politica, perché la prossima volta che  andiamo  nei
  media  nazionali  per  le  pensioni  d'oro  della  Sicilia,  glielo
  raccontate  voi  di  chi  è  la responsabilità   E'  troppo  facile
  scaricare  poi sul Governo le responsabilità del bilancio  che  non
  funziona, delle impugnative del Commissario dello Stato perché  non
  abbiamo  le  risorse. Troppo, troppo semplice   Quando  si  tratta,
  invece, di assumersi delle responsabilità
   Mi  pare  che  siano venute fuori delle proposte  per  cercare  di
  alzare un pochino la fascia di reddito da esonerare.
   La  tabella,  in alcuni punti, non è chiara, non si capisce  se  è
  l'ammontare  delle pensioni o il tassato calcolato. Per  cui,  alla
  fine, la corrispondenza potrebbe non esserci anche per questo; è la
  parte tassabile o è la parte che si riferisce al totale di pensione
  in quella quantità, in quell'area precisa di reddito?
   Allora,   proporrei  la  trattazione  di  quest'argomento   domani
  mattina.  Il  Governo verrà con una tabella allegata, con  proposte
  precise,  vedrà  di trovare una mediazione per evitare  difficoltà,
  tenendo presente che l'obiettivo del Governo è, comunque, quello di
  ridurre  le pensioni d'oro, sapendo che il principio costituzionale
  è  applicato  perché  prevede  la contribuzione  secondo  fasce  di
  reddito in modo progressivo e proporzionale, con un'aliquota che  è
  differente  sulla base della fascia di reddito. Tra l'altro  queste
  fasce  di  reddito non sono così ampie e generalizzate, sono  molto
  strette proprio per evitare che una tassazione sia troppo alta  per
  qualcuno e troppo debole per altri.

   PRESIDENTE.   Allora,   questo  argomento  viene   momentaneamente
  accantonato e verrà trattato domani.
   C'era   un'ulteriore  proposta,  pervenuta  da  parte  di  qualche
  Capogruppo,  addirittura di stralciarlo, però c'è una  proposta  di
  accantonamento, spero che la notte porti consiglio
   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura.
   È  prevista  una spesa. Lo trattiamo o lo rimandiamo a  domani?  È
  sospeso  o lo trattiamo adesso? Per me si può sospendere, ho  detto
  che chiedevo parere alla Commissione.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Si
  tratta di una spesa esigua che possiamo affrontare.

   RINALDI.  La  parte  di questa spesa è coperta  dall'articolo  23,
  quindi,  se  non  trattiamo quell'articolo, non  possiamo  trattare
  questo.

   PRESIDENTE. E' accantonato. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli articoli 26 e 27 sono accantonati. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura.
   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  soppressivi:  28.1,  28.3, 28.2 e 28.4,  a  firma  degli  onorevoli
  D'Asero,  Alongi  ed  altri;  28.7, a  firma  dell'onorevole  Greco
  Giovanni; 28.5, a firma degli onorevoli Falcone, Figuccia ed altri.
   Si passa all'emendamento 28.1.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 28.7.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 28.3.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 28.2.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 28.5.

   FIGUCCIA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 28.4.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  abbiamo
  fatto un lungo dibattito sull'articolo 23, dove abbiamo parlato  di
  un  contributo  di solidarietà e lo chiediamo ai pensionati.  Però,
  sono contrarissimo.
   Presidente, secondo me dovremmo già da ora cominciare a  studiare,
  relativamente  a  tutti  questi enti cui diamo  un  contributo  per
  vedere  gli  stipendi dei direttori d'orchestra, gli  stipendi  dei
  direttori  amministrativi; se non facciamo questo  lavoro  e  diamo
  soldi   ad muzzum  io ho chiesto al Presidente Marcello Greco,  che
  sono  di competenza della mia Commissione, di avere tutti i bilanci
  di  questi  enti  e  vedere  come  trattano   tutti  gli  argomenti
  finanziari  che  sono  gravi, e vedere dopo e iniziare  una  musica
  nuova  dare i contributi a quelli che si mettono in linea  con  gli
  stipendi  e  i  tetti che noi mettiamo ai dipendenti regionali,  ai
  dirigenti regionali, ai dipendenti dell'Assemblea e a tutti  quelli
  che noi diamo lo stipendio.
   Quindi,  sono favorevole al contributo a questi enti, ma  dobbiamo
  controllarli, dobbiamo andare a vedere che tipo di stipendio  hanno
  i  direttori  generali,  che tipo di stipendio  hanno  i  direttori
  amministrativi,  quanto diamo ad un direttore di orchestra  e  così
  facciamo giustizia.

   PRESIDENTE Ha chiesto di parlare l'onorevole Crocetta.
   Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Le pensioni  d'oro  sono  il
  frutto  degli  stipendi  d'oro,   non  è  che  vogliamo  colpire  i
  pensionati,  ma  quei  pensionati d'oro a  cui  faceva  riferimento
  l'onorevole Greco che sarebbero ex lavoratori d'oro.
   Ho guardiamo le questioni in modo complessivo o non ci siamo.

   GRECO  G.  Io sono d'accordo per quelle d'oro, non sono  d'accordo
  per quelli non d'oro.

   CROCETTA, presidente della Regione. Io penso che la politica abbia
  delle logiche.
   Noi  abbiamo fatto questo lavoro di riduzione dei costi dei teatri
  in  modo  massiccio, eventualmente è un rimprovero che va fatto  ad
  altri,  a  chi  ha  gestito prima questi  enti,  però  noi  abbiamo
  compresso,  abbiamo impedito che abbiano consulenti, possono  avere
  un consulente per ogni ente, non più di duemila euro al mese lordi,
  sono stati compressi gli stipendi massimi.
   Quindi,  ci  sono una serie di azioni e nel concreto  noi  abbiamo
  avuto  anche esempi positivi, perché sia i lavoratori del  Bellini,
  sia  quelli del Biondo, sia quelli dell'orchestra sinfonica,  anche
  quelli del teatro di Messina, hanno fatto, quest'anno, contratti di
  solidarietà  sulla base del fatto che si riducevano volontariamente
  gli  stipendi per questo anno per l'anno passato e parte  dell'anno
  in  corso  per potere rientrare nelle spese. Questo ha permesso  il
  risanamento dei debiti in parte della spesa e io voglio ringraziare
  questi  lavoratori  per  avere  invertito  le  linee  del  passato,
  rispetto a questi comportamenti che erano ingiustificabili e  vanno
  riconosciuti.
   E'  stato  fatto  tutto  questo,  quindi,  lo  prendiamo  come  un
  suggerimento, lo abbiamo fatto e voglio ringraziare i lavoratori di
  questi enti.
   Per  quanto  riguarda questo articolo non è affatto un contributo,
  ma  semplicemente un fondo rotativo che significa che sono prestiti
  che  dovranno  essere restituiti per coprire l'indebitamento  sulla
  base delle gestioni del passato e non di adesso, passato di cui noi
  vogliamo assumerci la responsabilità per il principio di continuità
  amministrativa, però sinceramente troviamo abbastanza scorretto che
  non  si   voglia assumere la responsabilità chi ha condiviso quelle
  scelte politiche.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 28.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 29. Ne do lettura.
   Si  passa  all'emendamento 29.1 a firma dell'onorevole  D'Asero  e
  altri.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il   motivo
  dell'articolo soppressivo che noi presentiamo è anche qui legato ad
  una  situazione  di  difficoltà sulla quale non  siamo  riusciti  a
  venirne a capo.
   Sui  contratti di filiera e sui distretti produttivi esistono  due
  interrogazioni  presentate  dal  sottoscritto  su  cui  si  attende
  risposta  perché noi abbiamo una opportunità, per la  Sicilia,  che
  per il momento trascuriamo.
   Il   contratto  dei  distretti  produttivi,  dell'agro-alimentare,
  assessore  all'agricoltura, su cui poi si potrà parlare  se  questo
  comparto  debba ritornare all'agricoltura o meno, ma è  un  aspetto
  che si può vedere in un altro momento, di fatto avevano, in seguito
  a   dei   bandi,  ottenuto  un  finanziamento  e,  quindi,  avevano
  predisposto  otto  contratti di settore e sono  in  attesa  di  una
  precisa risposta.
   Nelle  more  il Governo negoziò, col piano di azione  e  coesione,
  queste  risorse  per  rimodularle  rinegoziandone  la  destinazione
  lasciando all'aria, pertanto, senza una risposta, questo settore.
   Si  tratta di un aspetto importantissimo e noi abbiamo, in maniera
  chiara  e forte, evidenziato una esigenza, ma se noi siamo  in  una
  condizione  in  cui  si  denuncia  di  impegnare  meglio  i   fondi
  comunitari,  di  impegnare meglio le risorse che sono  disponibili,
  davanti  ad  otto  programmi  dei  distretti  produttivi  completi,
  definiti  è mai possibile che potrebbe esserci una spesa  certa  da
  realizzare  e  dare una risposta, a questa benedetta  e  martoriata
  nostra Terra, e si continua a fare  orecchie da mercante ?  E'  mai
  possibile  che  su  questa direzione non c'è una risposta?  E'  mai
  possibile che è diventato tutto così difficile e dobbiamo assistere
  alla nostra fine senza potere intervenire?
   E'   questo   il  motivo  dell'intervento;  è  questo  il   motivo
  dell'articolo soppressivo; è questo il motivo per dire svegliamoci,
  perché   su   alcuni  settori  c'è  ancora  oggi   possibilità   di
  intervenire e ancora oggi è possibile dare una risposta.

   REALE, Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   REALE, Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Rispetto all'intervento dell'onorevole  D'Asero,   il
  contenuto di questo articolo va esattamente nella direzione che lei
  ha preannunciato.
   Si  tratta  di  prendere atto che c'è una legge nazionale  che  ha
  delle  finalità  di promozione dei contratti di filiera,  contratti
  che  sono,  nelle  linee politiche del Governo, tra  i  fattori  da
  promuovere  con maggiore decisione perché sono quelli  che  possono
  portare effettivamente uno sviluppo nuovo in agricoltura.
   All'interno  di  questa possibilità, data dalla  legge  nazionale,
  questo  articolo  consente alla Regione  di  utilizzare  i  residui
  dell'accordo  di  programma quadro sullo sviluppo locale,  ad  oggi
  esistente e per le medesime finalità, per potere finanziare  quegli
  interventi.
   Per  quanto riguarda la problematica relativa al passato, relativa
  allo   spoglio  che  hanno  subìto  i  distretti  produttivi  agro-
  alimentari, questo è figlio purtroppo anche della normativa che non
  riconosce  all'assessorato per l'agricoltura la possibilità  di  un
  colloquio  e  una  vigilanza diretta sui distretti  produttivi  che
  vanno   sotto  la  responsabilità  di  altri  assessorati   creando
  difficoltà operative che poi si riflettono, a volte, in perdite.
   Questo articolo, però, cerca di rimediare parzialmente utilizzando
  risorse  esistenti residue di un accordo quadro di sviluppo  locale
  per  poterle utilizzare proprio per la promozione dei contratti  di
  filiera.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questo articolo va
  attenzionato  perché  va verso i presupposti di  una   spendibilità
  agile di questi fondi per i distretti.
   Volevo  accennare due questioni,  collega D'Asero, molti distretti
  oggi  non  vengono  finanziati o, comunque, vanno  dirottati  verso
  altri assessorati pur trattando argomenti dell'agro alimentare.
   Io  penso  a questo punto, visto che questo Governo si è impegnato
  di  fare  una  rivoluzione in questa nostra Terra,  penso  che  sia
  normale  che  tutti  i  distretti che riguardano  l'agro-alimentare
  venissero  gestiti  dall'assessorato  all'agricoltura  e   foreste,
  mentre  altri  distretti  andranno, come per  similitudine,   verso
  altri assessorati.
   Ritengo   che   questa   Giunta,   questa   amministrazione   deve
  caratterizzarsi proprio rispetto a questo percorso, perché è chiaro
  che  se  tutto l'agro-alimentare va indirizzato verso l'assessorato
  all'Agricoltura   verrà  tutto più facile anziché  monitorare  ogni
  qualvolta  che un distretto che si occupa di agro-alimentare  venga
  destinato alle attività produttive verrà difficile e complesso, non
  solo  a  lei  a  seguirlo, ma verrà difficile anche all'utente  che
  vuole approfittare di questo distretto agro-alimentare.

   PRESIDENTE. Onorevole D'Asero,  mantiene l'emendamento 29.1.?

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. l'Assemblea ne prende atto.
   Dichiaro, altresì,  ritirati gli emendamenti 29.2, 29.3 29.4 29.6,
  29.5.
   Dichiaro inammissibile l'emendamento 29.7.
   Pongo  in votazione l'articolo 29. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi,

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 30. Parere della Commissione?

   DINA, Presidente della Commissione. Chiedo l'accantonamento.

   PRESIDENTE. L'articolo 30 è accantonato.
   Si passa all'articolo 31.
   Parere della Commissione?

   DINA, Presidente della Commissione. Si può trattare.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 31.1 a firma dell'onorevole
  D'Asero e altri.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Dichiaro, altresì, ritirati gli emendamenti 31.3 e 31.2 a firma
  dell'onorevole D'Asero ed altri.  Si passa all'emendamento 31.4 a
  firma Figuccia, Assenza e Milazzo.

   MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 31.7 a firma Milazzo.

   MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 31.5 a firma dell'onorevole Milazzo.

   MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 31.8 a firma del Governo.
   Parere della Commissione?

   DINA, Presidente della Commissione. Favorevole

   PRESIDENTE. C'è una richiesta all'assessore di illustrarlo.

   AGNELLO, Assessore per l'economia. Illustrazione chiara.

   PRESIDENTE. Le illustrazioni sono sempre chiare.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Alongi. Ne ha facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con tutta la  buona
  volontà,  signor  Assessore, io non faccio l'Assessore,  faccio  il
  deputato  regionale, le ho chiesto l'illustrazione di  un  articolo
  della  finanziaria  e credo che sia utile, perché  -  guardi  -  il
  cittadino  che  è  a  casa, che segue le sedute d'Aula,  in  questo
  momento,  il  cittadino  comprende  l'azione  di  Governo  e  della
  politica, il motivo è semplicemente questo.
   Credo  che  dobbiamo  dare risposte, anche ai  cittadini,  se  poi
  questo  non sia possibile ne prendo atto e mi astengo dal  voto  di
  questo articolo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 31.8.

   FORMICA. Vogliamo spiegato questo emendamento, non lo comprendiamo
  perché va a beneficio di alcune categorie che vogliamo conoscere.

   PRESIDENTE.   Lo   rinviamo  a  domani  anche  per   la   presenza
  dell'Assessore per le attività produttive.

   PRESIDENTE. Scusate, vi è un emendamento,  di identico  contenuto,
  l'emendamento   31.9  a  firma  dell'onorevole  Cracolici,   invito
  l'onorevole   Cracolici   in  qualità  di   primo   firmatario   ad
  illustrarlo.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento si limita a riprogrammare le somme non impegnate per la
  patrimonializzazione dei consorzi fidi.
   Quindi,  nulla  di  più, nulla di meno, si  tratta  di  una  norma
  tecnica  che  consente la riprogrammazione con gli  stessi  criteri
  dell'articolo 52 per i consorzi fidi.

   FORMICA.  E'  singolare che tu e il Governo abbiate presentato  lo
  stesso emendamento. E' singolare

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, Presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 31.8.
   Chi è contrario si alzi; chi è favorevole resti seduto.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 31, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorele resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, comunico che l'articolo  32 è accantonato.
   Si passa all'articolo 33. Ne do lettura.
   Comunico  che   è  stato presentato un emendamento  soppressivo  a
  firma dell'onorevole D'Asero.

   D'ASERO. Ritiro tutti i miei emendamenti.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 33. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   S passa all'articolo 34. Ne do lettura.

   DINA, presidente della commissione. Signor Presidente, ci sono una
  serie di problematiche con gli emendamenti presentati.

   PRESIDENTE. Onorevole Dina le problematiche si affrontano.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo  34.4  a
  firma dell'onorevole D'Asero.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  è  chiaro  che
  questo è un argomento che sicuramente avrà delle refluenze anche di
  carattere finanziario e, quindi, incidenze sul bilancio.
   A  prescindere  da  questo dato, ritengo che sull'argomento  delle
  partecipate   noi  abbiamo  assunto  un  impegno  che   vedeva   la
  possibilità  di  definire  un  percorso  che  tenesse  conto  degli
  obiettivi e degli strumenti per realizzare questi obiettivi.
   Torniamo  sempre  sul  problema per creare un ulteriore  problema,
  quindi,  c'è  un  sistema che è diventato veramente  intrecciato  e
  prima o poi vorremmo capirne anche i contenuti.
   L'articolo 34 interviene in questa direzione e ritengo vada  fatta
  chiarezza e  probabilmente va  messo un punto.
   Tra  l'altro  il  Presidente della Regione, in più occasioni,  sul
  tema  delle  partecipate ha voluto assumere un impegno dicendo  che
  questo doveva essere anche uno degli elementi di svolta.
   Siccome le partecipate, con il personale ad esse collegate, con  i
  debiti e con le situazioni di carattere giudiziario che determinano
  anche  vicende  e danni verso terzi, portano ad una situazione  che
  cresce dal punto di vista debitorio,  ritengo che è compito e senso
  di  responsabilità  di  questa Assemblea volerne  capire,  fino  in
  fondo, la reale portata e, quindi, è inutile procedere sempre nella
  direzione di un ulteriore momento di intrecci e confusione.
   Pertanto,   ritengo  che, veramente, su questo articolo  si  debba
  pronunciare per dire di fermarci  e tornare su questo argomento.
   Per cui non solo mantengo l'emendamento soppressivo, ma invito  il
  Parlamento a votarlo positivamente.
   CROCETTA.  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  questa  è  una  delle norme  più  importanti  di  questa
  finanziaria   perché  noi  continuiamo  sempre  a   parlare   delle
  partecipate,  che dobbiamo fare le riforme,  poi  come  si  debbono
  fare queste riforme non si capisce, cioè dovremmo passare  per ogni
  riforma tutta la legislatura.
   Questi   sono  emendamenti  perfino  tecnici  che  ci  consentono,
  contestualmente,  di avviare la soluzione dello scioglimento  delle
  partecipate  che non servono e dare una prospettiva  ai  lavoratori
  garantiti  dalla legge, ovviamente, perché quelli  che  sono  stati
  assunti illegittimamente sicuramente nessuno li può salvare.
   Quale  è  stato  l'elemento  che  ha  impedito  fino  ad  oggi  lo
  scioglimento,  reale,  delle partecipate? I commissari  che  durano
  anche  10 anni, all'infinito; la presenza dei lavoratori dentro  la
  partecipata.
   E'  chiaro  che  fino  a  quando c'è la presenza  dei  lavoratori,
  ovviamente,  si  mantiene  la  struttura  degli  uffici,  direttori
  generali; abbiamo casi di direttori generali di società partecipata
  che   sarebbe immotivato con 5 dipendenti ed un direttore  generale
  che guadagna 100.000,00 euro.
   Bisogna  rappresentare  che  queste cose  le  abbiamo  trovate  ed
  esistono  da qualche decennio; esistono, non è che sono nate  oggi,
  però  oggi  si cancellano perché si fa l'albo speciale di  tutti  i
  lavoratori  che  fanno  parte del bacino di riferimento,  poi  cosa
  succede?
   Attualmente  le partecipate assumono per interpello, prima:  fanno
  l'interpello - le società partecipate che hanno bisogno di fare  le
  assunzioni, per intenderci, che hanno bisogno di personale -  fanno
  l'interpello,  l'interpello si riferisce all'interno delle  società
  partecipate, nessuno risponde all'interpello, naturalmente da  quel
  giorno scattano le assunzioni esterne.
   Questa  cosa  mette fine al meccanismo perché quanti  fanno  parte
  dell'elenco  non  possono rifiutarsi di andare a  lavorare,  perché
  fare  parte di una partecipata dove si prende uno stipendio  è  una
  bellissima cosa, meravigliosa, è una specie di paradiso: uno prende
  lo  stipendio,  lo  prende  pure alto,  poi  ha  pure  la  pensione
  integrativa, ecc. ecc., almeno lavorassero.
   Con  questo  meccanismo si salvano i lavoratori, ma saltano  tutti
  quelli  che  non  vogliono  accettare  un  lavoro  produttivo,  per
  intenderci,   ma  è  l'unico  strumento  che  abbiamo,   altrimenti
  aspettiamo l'altra riforma.
   Il  prossimo anno andremo al giudizio di parifica della Corte  dei
  Conti  che  dirà che ci sono i lavoratori,  che si sono partecipate
  in    liquidazione  che  continuano  a   restare,   hanno   esuberi
  strutturati, costano un tot di soldi, però ognuno di voi sa che  ha
  impedito un risparmio che non penalizza affatto i lavoratori perché
  gli  da  una soluzione, perché rende possibile la mobilità tra  una
  partecipata  ed un'altra, dandogli un destino, consente  finalmente
  alla  Regione  di  spalmare  un bel pò  di  soldi,  affitti,  spese
  generali, consulenze, avvocati ..quindi una norma di buon senso che
  garantisce i lavoratori.

   PRESIDENTE.   Onorevole  D'Asero,  lei  ha  detto   che   mantiene
  l'emendamento soppressivo?
   Lei  deve  solo  dire  se  lo mantiene o lo  ritira.  Lo  dobbiamo
  portare  in  votazione. Non è un problema di merito, il  merito  lo
  abbiamo superato, non ci sono iscritti a parlare, è intervenuto  il
  Presidente della Regione. Per fatto politico lei lo mantiene.
   Il   parere  del  Governo  all'emendamento  34.4  che   è   quello
  soppressivo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Con il parere del Governo e della Commissione contrari
  entrambi, pongo in votazione l'emendamento 34.4 soppressivo. Chi  è
  favorevole  all'emendamento si alzi; chi è contrario resti  seduto.
  Almeno lei, onorevole D'Asero si alzi.
   Non è approvato.

   PRESIDENTE. Mantiene il 34.15. C'è bisogno di votarlo?
   E' ritirato l'emendamento 34.15. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 34.23.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  società  in
  liquidazione  non  ha  dipendenti. Siccome in  realtà  trattasi  di
  società  Sas  è giusto che possa essere indicato o il  34.27  o  il
  34.23. Io credo che si tratti della Sas ed è gente che è venuta  in
  sede  di udienza perché come è noto ci sono in atto contenziosi  di
  natura  legale e credo che sia giusto ammettere il 34.27. Il  34.23
  ha  tutte le società partecipate della Regione siciliana. Leggo  il
  comma 2, Presidente. Nel suddetto albo devono essere iscritti tutti
  i  dipendenti  attualmente  in servizio  con  contratto  di  lavoro
  subordinato   a   tempo   indeterminato  presso   la   società   in
  liquidazione. Questo personale non è in servizio presso la  società
  in  liquidazione, è in servizio presso le società  partecipate.  Io
  credo  che  sia, bisogna mettere società partecipate della  Regione
  siciliana.  Voi  insistete  ma credo che  non  sia  mi  rimetto  al
  Governo Presidente.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Signor  Presidente,  signori
  deputati,  il  personale  delle società  in  liquidazione  non  può
  praticamente attualmente, rimane incardinato nelle singole società.
  Questa  questione  non ci consente di assicurare  la  mobilità  del
  personale.   Per  facilitare  la  liquidazione  delle   società   e
  assicurare  la mobilità del personale verso le società che  possono
  recepire  ed assumere quei lavoratori si crea questo elenco  unico,
  albo  unico,  che  sarà  normato  da  una  graduatoria  sulla  base
  dell'anzianità,  sulla  base  della  qualifica  dando  certezza  ai
  lavoratori  e diritti ai lavoratori che dovranno essere  garantiti.
  Quindi la Sas non c'entra niente. L'emendamento invece 34.24  credo
  si  riferisca  alla problematica Sas, ma al comma 2 aggiungere  Sas
  significa  limitare  l'albo solo alla Sas ma sconvolgere  la  legge
  significa anche...

   DI  MAURO.  Siccome  voi indicate  in servizio   la  costante  del
  servizio  non  è  nelle società in liquidazione,  è  nelle  società
  partecipate, allora io siccome non  intendiamo società  partecipate
  della  Regione, Presidente, mi lasci spiegare, Presidente  c'è  una
  questione di natura tecnica.
   Pongo  una questione: questo personale secondo l'articolo che  voi
  presentate  qui  in Aula riguarda il personale in servizio.  Questo
  personale  in  servizio  è  certamente nelle  società  partecipate.
  Allora  eliminiamo quello che riguarda soltanto la SAS, è un  fatto
  tecnico  e  riguarda  le  società  partecipate,  va  bene  la   SAS
  eliminata. Sono d'accordo, io ho indicato 2 emendamenti per evitare
  di  trovarci perché io non so con precisione a chi  vi  riferivate,
  comunque  sono  partecipate, comunque è  personale  che  una  volta
  lavorava  in alcune società che sono state poste in liquidazione  e
  questo  personale, evidentemente, non potendo lavorare più  in  una
  società in liquidazione è transitato in una società partecipata.
   Tecnicamente le società partecipate sono intervenute  in  sede  di
  udienza  a proposito del contrasto che c'è sul piano del lavoro  di
  questi  soggetti che comunque a vario titolo, sono destinati  ed  è
  giusto  che  nella  norma venga indicato  il  personale  che  è  in
  servizio presso le società partecipate. Presidente, poi faccia lei.

   CROCETTA, presidente della Regione. Sono 2 commi diversi.

   DI  MAURO.  Non lavora nelle società in liquidazione,  Presidente,
  lavora nelle società partecipate

   CROCETTA,  presidente della Regione. Allora noi abbiamo detto  del
  personale delle società in  liquidazione che lavora nelle  società
  lavora  non  significa che lavora  che ha un contratto  con  quella
  società,  poi  fisicamente può essere prestato, ha un contratto  di
  lavoro.

   DI MAURO. Ma non lavora nelle società in liquidazione.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Allora,  scusi  ci  dobbiamo
  capire   Noi  ci  stiamo riferendo esclusivamente a quel  personale
  ..non  stiamo aprendo ad una mobilità  cioè cambiamo la ratio della
  norma   Noi vogliamo dire che l'elenco del personale delle società
  si  crea l'albo del personale delle società in liquidazione. Ve  lo
  assicuro hanno dipendenti
   Hanno dipendenti non è vero che non ce l'hanno  Ce li hanno  e  li
  prestano pure agli altri.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Presidente Crocetta, la fattispecie contemplata nell'emendamento Di
  Mauro,  il 34.23 vorrebbe non escluedere eventuali dipendenti  che,
  ancorché  dipendenti delle società in liquidazione sono in servizio
  presso  altre  società partecipate. Ma dico, se  aggiungiamo  oltre
   alla  liquidazione    e nelle società partecipate ,  si  contempla
  anche questa fattispecie che eventualmente potrebbe essere esclusa,
  Presidente.

   CROCETTA, presidente della Regione. Anche se comandato a  un'altra
  società  non  è  in  servizio. Ma che stiamo dicendo?  In  servizio
  significa che è nei ruoli di quella società.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  In
  atto sono in servizio in altre società.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Ma no,  possiamo  dire   nei
  ruoli  del  personale  dipendente della società  in  liquidazione ?
  Stiamo  parlando  di  un contratto di lavoro, non  stiamo  parlando
  dell'utilizzo del lavoratore.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Presidente,  non stiamo allargando la platea. Si sta istituendo  un
  albo.  Si  sta costituendo un albo dove si sta dando la possibilità
  al personale in servizio presso le società, alla data del...

   CROCETTA,  presidente della Regione. In liquidazione,  perché  non
  stiamo  facendo la mobilità generalizzata in tutte le  partecipate,
  stiamo  completando ancora una storia che si può  risolvere  in  15
  giorni,  che  è  quella della destinazione di  questo  personale  e
  finalmente   sciogliere  queste  partecipate;   se   vogliamo   poi
  utilizzare   ogni   norma   per  farla  diventare   una   questione
  generalizzata che riguarda il mondo intero, perché non  basta  fare
  un favore ne dobbiamo dieci, e allora non ci siamo.

   DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  C'è
  gente che è in liquidazione in servizio in altre società.
   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  ritirato   l'emendamento   34.23.
  L'Assemblea ne prende atto.

   DI  MAURO.  Le  affermazioni del Presidente sono  chiare,  io  non
  voglio  indurre  in  equivoco il mio emendamento,  l'emendamento  è
  ritirato  sia  il  34.23  sia  il 34.27  perché  io  non  voglio...
  Evidentemente  il Presidente ritiene che io voglia infilare  chissà
  che cosa: i 2 emendamenti sono ritirati.

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono ritirati  gli  emendamenti  34.23,
  34.27.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 34.24. Il parere del Governo?

   CROCETTA,   presidente   della  Regione.   Favorevole.   Qua   c'è
  l'adeguamento a una questione giurisdizionale, l'emendamento quindi
  mi sembra persino di buon senso.
    Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   D'ASERO. Ritiro l'emendamento 34.17.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  sono stati ritirati gli emendamenti  34.18,  34.19,
  34.26, 34.20, 34.14.
   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 34.5 a firma Grasso ed altri:
   Sopprimere i commi 8, 9 e 10 .

   GRASSO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 34.13 degli onorevoli D'Asero ed altri.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  34.6 al comma  8  dopo  le  parole   o
  maggioritaria partecipazione della Regione  aggiunge le  parole   i
  cui  i  rispettivi bilanci siano a totale carico del bilancio della
  Regione siciliana .
   Comunico che l'emendamento 34.6 è inammissibile, onorevole Grasso.
   Si  passa  all'emendamento 34.22 a firma degli onorevoli Maggio  e
  Gucciardi.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  con
  questo emendamento è quello di evitare contenziosi di lavoro quando
  parliamo  di  aziende che applicano contratti di settore  e  quindi
  hanno  la  loro  regolamentazione diversa da quella  dei  contratti
  regionali.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 34.22?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della Commissione e relatore  di  maggioranza..
  Contrario a maggioranza.

   GUCCIARDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 34.12, a firma dell'onorevole D'Asero ed
  altri.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 34.29, a firma dell'onorevole Cancelleri
  ed altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Io volevo avere
  una  spiegazione  dal Governo rispetto al comma 9  e,  soprattutto,
  sulla sua dicitura finale che è quella  con il contestuale recupero
  degli  indebiti ,  cioè  delle somme che sono  state  indebitamente
  percepite  dai  lavoratori, che indebitamente erano  stati  assunti
  all'interno delle società partecipate.
   Quindi  il  comma  9  dice: entro 30 giorni gli amministratori  di
  queste  società  devono  rimettere apposto le  situazioni,  quindi,
  provvedere al licenziamento e recuperare le somme.
   Però,  se  la Procura della Corte dei Conti apre un fascicolo  nei
  confronti  di  chi  ha fatto questo tipo di illecito  e  quindi  lo
  prefigura,  chiede  a  questa persona, che  sta  amministrando,  il
  recupero delle somme.
   Noi  stiamo scrivendo con legge che non gliela facciamo più pagare
  a chi ha fatto le assunzioni illegittime, ma gliela facciamo pagare
  ai lavoratori? Perché, Presidente, a me sembra di leggere questo. E
  siccome  in  questo momento, rispetto a questo ragionamento,  a  me
  sembra  che in Regione siciliana, il nome che appartenga  a  questo
  ragionamento sia uno solo, non vorrei  Me lo spieghi, per favore.

   CROCETTA,   presidente  della  Regione.  L'azione   di   recupero,
  eventualmente, nei confronti delle spese ingiustamente  erogate,  è
  un'azione obbligatoria. Quindi a prescindere da questa legge, è già
  così.
   Che  poi  chi ha usufruito anche illegittimamente di un  vantaggio
  per  effetto  di un comportamento errato debba restituire,  è  così
  pure,  quindi  non  c'entra  assolutamente  nulla.  Per  quanto  mi
  riguarda,  noi  la  possiamo togliere, ma non c'entra  niente  quel
  famoso    cerchio  magico ,  perché  questa  è  una   norma   sulle
  partecipate,   dove  non  c'entra  proprio  niente   tutta   questa
  questione.
   Vogliamo sanare, ma sanare che cosa? Qua stiamo dicendo che c'è un
  obbligo  sancito, ribadito, si ribadisce un obbligo di  legge,  che
  obbliga  al recupero dei vantaggi che si sono avuti per effetto  di
  un'illecita  gestione  di contatti, però  è  normale,  non  c'entra
  niente. Invece di ribadire l'azione di recupero - dopodiché se  voi
  non la volete, ve ne assumerete la responsabilità di presentare  un
  emendamento  che  sia  persino  in  contrasto  -  perché  la  legge
  nazionale prevede quello.

   PRESIDENTE.  Ho  compreso che il Movimento 5  Stelle  insiste  sul
  mantenimento   in   vita  dell'emendamento.  Pongo   in   votazione
  l'emendamento 34.29. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 34.11 a firma degli onorevoli
  D'Asero e Alongi.

   D'ASERO. Lo ritiro

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 34.21 dell'onorevole Rinaldi.

   RINALDI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  il
  comma  10  prevede la copertura dei posti vacanti  nelle  dotazioni
  organiche,  in  Commissione  è stato inserito  un  emendamento  che
  prevede  che  questo avvenga ai sensi dell'articolo  23,  comma  2,
  della legge regionale n. 5 del 2014. Quest'ultimo inserimento,  con
  l'emendamento,   esclude  le  ulteriori   23   società   poste   in
  liquidazione,  ma io pongo una domanda. Se nel piano  di  riordino
  Attraverso  la legge regionale n. 5 del 2014 che abbiamo approvato,
  si  prevede un piano di riordino. Questo piano di riordino, a parte
  lasciar fuori tutte le altre società in liquidazione, se non c'è il
  posto,  così  come  previsto dal piano di riordino,  che  facciamo,
  queste  persone le licenziamo? Quindi direi di cassare  e  fermarci
  dalla  Regione siciliana in modo di dare la possibilità a tutti  di
  essere collocati nelle altre società.

   CROCETTA, presidente della Regione. Se c'è un emendamento, qual è?

   RINALDI.  L'emendamento è il 34.21, a pagina 143. Dice di fermarci
  fino  a  Regione siciliana , cassando fino a  nel rispetto di...  e
  dei  servizi  del  personale di cui all'art. 23   E'  il  piano  di
  riordino  che  abbiamo approvato con la legge regionale  n.  5  del
  2014.  In  questo piano di riordino, se non c'è il posto  previsto,
  significa  che  noi  le  persone poi le  licenziamo,  quindi  o  ci
  fermiamo  lì, dando la possibilità e la garanzia a tutti di  essere
  trasferiti, oppure creiamo qualche problema.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  assessori,  l'albo  viene  costituito  per  assorbire  i
  lavoratori,  e  ovviamente  la  legislazione  nazionale  e  persino
  regionale complessiva, stabilisce che devono esserci i posti, non è
  che  la  partecipata se non ha bisogno di persone, le può assumere,
  per essere chiaro. Quindi non riesco a capire la precisazione.

   RINALDI. Io ho fatto la domanda inversa.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Siccome  è  un  ipotesi  non
  contemplata, il Governo agisce.

   RINALDI. Ma noi la dobbiamo considerare.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Facciamocela impugnare,  sarà
  questa  il  risultato.  Le  normative sono  quelle  che  legano  la
  possibilità,  così  come è stato fatto al CIAPI,  che  assumerà  in
  relazione  ai fabbisogni, non è che stiamo aprendo, perché  questo,
  tecnicamente,  non si può fare per legge. Se dopo ci dobbiamo  fare
  per forza impugnare l'articolo, così questi resteranno. Scusate, ma
  nessuno  li  licenzia  Di cosa stiamo parlando  Ma perché  dobbiamo
  fare  diventare  illegittimo l'articolo? Ai sensi di  che  cosa  lo
  facciamo?

   RINALDI.  Onorevole Presidente, io insisto perché se noi  attuiamo
  questa mobilità ai sensi di una legge, che è la legge n. 5 del 2014
  che  abbiamo  approvato  l'altra volta, è ovvio  che  poi  dobbiamo
  andare in ordine a questa legge.
   Siccome  questa legge prevede un piano di riordino e il  piano  di
  riordino  prevede  solo se c'è il posto, se non  c'è  il  posto  io
  quelle persone o le licenzio o da qualche parte le devo mettere.  O
  lo  prevediamo  qui  e  mettiamo in soprannumero  e  garantiamo  le
  persone  che non rientrano nel piano di riordino oppure le dobbiamo
  licenziare. Che il Governo lo dica chiaro.

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  Ce  li  abbiamo,  non   li
  licenziamo.

   RINALDI.  Mi  dice  dove li inserisce? Onorevole Presidente  della
  Regione,  lei fa riferimento a una norma che è la legge  n.  5  del
  2014 che abbiamo approvato e prevede un piano di riordino. Il piano
  di  riordino prevede requisiti. Fra i requisiti che ci sia il posto
  nell'organico, se non c'è il posto nell'organico questo  personale,
  le  richiedo,  dove  va?  Non  ci  siamo  capiti.  Ma  siccome  noi
  prevediamo soltanto quelli che rientrano nella legge n. 5 del piano
  di  riordino, ma che facciamo quelli che non rientrano nel piano di
  riordino se le società le liquidiamo?
   Quindi è vero, li licenziamo? Allora diciamolo chiaro e non se  ne
  parli più.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  vediamo
  di spiegare se ho capito qualcosa io in questa norma.
   Noi  cerchiamo di non rovinare nessuno, onorevole Presidente,  poi
  se  chiaramente la responsabilità del Governo è in  capo  a  questo
  Governo  non  all'opposizione che molte volte,  grazie  al  proprio
  contributo, corregge strafalcioni, non errori.
   Andiamo per ordine: la questione che vorrei sollevare e lo  voglio
  dire anche alla Presidenza dell'ARS.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Più spiegazioni chiedete  più
  rovinate i lavoratori

   FALCONE.  Noi  stiamo  discutendo una norma  al  comma  10  che  è
  prevista  nel  comma  10  e  nel  successivo  comma  11  la  stiamo
  abrogando.  Questa cosa qua, intanto, l'ha letta il Governo,  sì  o
  no?
   Signor  Presidente,  io  prego con gli  uffici  di  vedere  questa
  discrasia. No, c'è una discrasia chiarissima.
   Cioè noi cosa stiamo dicendo?  E' consentita per la copertura  dei
  posti   vacanti  nelle  dotazioni  organiche  l'attivazione   delle
  procedure  di  mobilità  volontaria  tra  le  società  a  totale  o
  maggioritaria partecipazione della Regione siciliana  nel  rispetto
  del  piano dei servizi e del personale di cui all'articolo 23 comma
  2  della  legge regionale del 28 gennaio 2014 n. 5 , fermo restando
  che   dopo,  al  comma  11,  diciamo:   è  abrogato  questo  stesso
  comma... .

   PANARELLO. Ma è il comma 6.

   FALCONE. E' il comma 2 che modifica il comma 6 della legge  n.  10
  del 2011. Quindi, io inviterei a stare un po' più attenti su questa
  cosa.
   Dopodiché,  entrando  nel merito, cosa riteniamo?  Secondo  me  le
  preoccupazioni dell'onorevole Rinaldi, forse

   CORDARO. Sono preoccupazioni fondate.

   PRESIDENTE. Lei insiste sull'emendamento?

   RINALDI. Sì.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, concluda il suo intervento.

   FALCONE.  Signor Presidente, io credo che qua prima di fare  delle
  norme il Governo dovrebbe stare anche attento a garantire i livelli
  occupazionali.  Chiaramente,  ci sono  delle  perplessità  e  delle
  preoccupazioni non di poco conto.
   Attenzione,  è  giusto  che  dobbiamo riorganizzare,  però  stiamo
  attenti  anche. Dobbiamo prima di tutto verificare se, facendo  una
  norma, noi mettiamo di fatto fuori delle persone.
   L'onorevole Rinaldi ha posto un problema che, da un lato, è  serio
  e dall'altro lato può avere delle conseguenze non di poco conto, ed
  allora  l'invito  rivolto al Governo è quello  di  rivedere  questa
  norma   e   magari,  se  ci  sono  dei  dubbi  interpretativi,   la
  accantoniamo  un  attimo e ci riflettiamo per evitare  che  debbano
  piangere  decine e decine di lavoratori, se non centinaia. L'invito
  che  noi  facciamo  al  Governo è quello di  evitare  strafalcioni.
  L'abbiamo  fatto, l'abbiamo visto già in queste ore, che  vi  hanno
  visto  impegnati in altre sedi per correggere una  manovra  che  di
  fatto  sta  cadendo,  lo invitiamo anche per questo  emendamento  e
  ritorneremo sull'emendamento successivo sul comma 11.

   PRESIDENTE.   Presidente  Crocetta,  se  non  ho  compreso   male,
  l'obiettivo  dell'emendamento dell'onorevole Rinaldi è  identico  a
  quello  del  Governo,  cioè  che non si  proceda  a  licenziamenti.
  L'emendamento dell'onorevole Rinaldi sarebbe più garantista, se non
  ci sono problemi di sorta, si lascia e si va avanti.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il problema sarebbe l'illegittimità, le società  possono
  assumere sulla base dei fabbisogni. Il comma 11 che lei cita blocca
  le  assunzioni  anche  all'IRFIS, per  intenderci,  per  un  motivo
  estremamente  semplice, che se noi dobbiamo assorbire il  personale
  delle   partecipate  in  liquidazione,  è  chiaro  che  se   questi
  continuano ad assumere dall'esterno noi non troveremo mai  i  posti
  per fare la mobilità. Quindi, sia pure forzando, si fa questa norma
  che deve servire a gestire l'albo.
   Il posto di lavoro non è messo in discussione, perché l'iscrizione
  all'albo  non  è  un licenziamento, è iscrizione all'albo.  Se  noi
  togliamo  questa  frase  -  che  ci  sembra  penalizzatrice  per  i
  lavoratori,  ma invece non lo è, perché salva la legittimità  della
  legge - le partecipate, qualsiasi società, possono assumere solo in
  relazione ai fabbisogni. Dopo di che noi sappiamo quali sono questi
  fabbisogni  che  coprono ampiamente i lavoratori delle  partecipate
  che dobbiamo liquidare. Quindi la garanzia da questo punto di vista
  c'è.  E'  un  fatto gestionale di Governo. Se si vuole  evitare  la
  legge  e  così legittima, siamo sicuri, il Governo ha già  studiato
  perché le richieste già ci sono in alcune società che assorbono  il
  personale di queste partecipate in liquidazione.

   PRESIDENTE.  Pongo il votazione l'emendamento 34.21 dell'onorevole
  Rinaldi.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Onorevoli colleghi l'emendamento 34.8 è inammissibile.
   Si  passa agli emendamenti soppressivi 34.10 e 34.9 dell'onorevole
  D'Asero.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 34.25 dell'onorevole Di Mauro  i revisori
  dei  conti  delle società percepiscono un compenso  annuo  di  euro
  12.000 con decorrenza dal primo gennaio 2015 .

   DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  siamo  in  un
  momento  di spending review, se il Governo ritiene di accettarlo  -
  magari  incrementando un po' il compenso - abbiamo diverse  società
  che,  a vario titolo, senza tenere conto della reale portata  delle
  società, attribuiscono ai revisori dei conti compensi che  sono  di
  diversa spesa.
   Chiedo  se il Governo possa accettarlo per mettere un punto  fermo
  su quelli che sono i compensi.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  lo   stesso
  ragionamento  che abbiamo già fatto in Commissione Bilancio.  Fermo
  restando che non debbano esserci sprechi, compensi d'oro, il  ruolo
  del  revisore,  soprattutto nelle società partecipate  con  compiti
  importanti,   non   può   trovare   accoglimento   nell'emendamento
  dell'onorevole Di Mauro, perché allora è meglio farlo gratis o  non
  farlo. Nel momento del controllo ci preserviamo, diventa esagerato.
  Ogni  tanto  un  po' di merito lasciamolo  Ci sono i parametri,  ci
  sono  alcuni  criteri oggettivi, significa che una  persona  prende
  4.000 euro?

   DI MAURO. Il ragionamento dell'onorevole Leanza non fa una grinza.
  Dovendo  seguire  il  ragionamento dell'onorevole  Leanza  dovremmo
  indicare importi massimo di

   LEANZA. No, no  Importi anche bassi

   DI  MAURO. Inviterei il Governo a mettere un tetto massimo. Non  è
  possibile  che  abbiamo  amministratori di società  importanti  che
  guadagnano  grosse cifre, questa è legge - onorevole  Leanza  -  ha
  detto bene, facciamo il sorteggio.
   Finalmente  una norma che il Governo propone corretta  e  di  buon
  senso, di legalità e trasparenza.

   PRESIDENTE.  Questo  del  sorteggio  sulla  scelta  dei   revisori
  rappresenta   un  altro  problema,  la  questione  dell'importo   è
  un'altra.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Il Governo  si  attiene  alla
  valutazione dell'Aula e al voto dell'Aula, con molto rispetto.  Non
  mi posso permettere di fare uno scontro politico su cifre come 12 o
  15 mila euro per i revisori.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo che questo
  argomento è stato dibattuto in Commissione alla presenza il dottore
  Pisciotta,  il  quale  ha  riferito  che  i  revisori  percepiscono
  un'indennità in funzione a dove operano, quindi, si deduce che  non
  si tratta di un contributo pari a tutte le società.
   Volevo  chiedere all'Assessore se ciò è vero e se conferma  questa
  situazione,  perché se non è uguale per tutti si pone un  problema,
  andando a  mettere un tetto uguale per tutti. Se invece non è  così
  è giusto ridurre.

   SUDANO. E' così.

   CIACCIO.  Vedo  che dalla Commissione all'Aula è cambiato,  chiedo
  effettivamente  come venga calcolato il contributo per  i  revisori
  dei conti.
   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono assolutamente
  d'accordo   con  la  filosofia  dell'onorevole  Di   Mauro,   però,
  Presidente  Crocetta, il Governo non deve aprire una  polemica  sui
  dodicimila  euro, perché è giusto che il Governo guardi  ad  altro,
  però  il Governo ce lo deve dire se vuole che i revisori dei  conti
  delle società partecipate vengano pagati oppure no.
   Mi rendo conto che probabilmente quella dell'onorevole Di Mauro  è
  una  provocazione,  più che un'idea reale, perché  se  noi  davvero
  immaginiamo  che i revisori dei conti debbano essere  pagati  mille
  euro lordi al mese, allora diciamo che dobbiamo mandarci quelli che
  hanno  già  due, tre incarichi, quelli che stanno nelle segreterie,
  quelli  che hanno altre prebende, perché certamente non ci potranno
  andare  professionisti prestigiosi in grado di andare a controllare
  i bilanci delle società partecipate.
   Se  vogliamo  che  la Sicilia vada sempre più  verso  il  baratro,
  continuiamo  a  farci del male. Mille euro al mese, bravi,  vediamo
  chi  la  spara  più  grossa, colleghi, vi  prego.  Dodicimila  euro
  all'anno è una provocazione, onorevole Di Mauro, io l'accetto, solo
  con lei per la spending review.
   Ho  qualche  perplessità a pensare che ci  sia  un  professionista
  serio  che abbia ancora voglia di iscriversi all'albo dei  revisori
  dei conti.
   Evidente, se vogliamo anche immaginare un percorso di primati, tra
  i primati di questa legislatura, iscriveremo anche l'estinzione dei
  revisori dei conti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di Mauro, io la invito  al  ritiro  perché
  nascerebbero  dei problemi. Poi entriamo nell'ambito  di  dinamiche
  particolari che riguardano peraltro i professionisti, voler imporre
  a  dei  professionisti  un  tetto, quando  ci  sono  dei  parametri
  previsti dalle tariffe professionali.

   DI  MAURO. Non voglio entrare in polemica con il Governo, né tanto
  meno da parte mia ci possa essere domani una nota stampa per cui di
  fronte  ad  una proposta così forte il Governo ha detto  no  e  c'è
  l'articolo magari che spunta su qualsiasi giornale siciliano.
   Il Governo ha stabilito insieme al Parlamento un tetto massimo per
  gli amministratori a società partecipate. Vuole farsi promotore  il
  Governo  di  un  tetto massimo per quanto riguarda i  revisori  dei
  conti?  Credo  che sia una cosa legittima rispetto  alla  quale  il
  Governo stabilisca l'importo.
   E'  chiaro che se l'amministratore percepisce cinquantamila  euro,
  non   possono   esserci   revisori  che  percepiscono   altrettante
  cinquantamila euro.
   Il  tetto massimo va fatto in ordine alla tipologia di quelli  che
  sono  i  compensi degli amministratori. Una gradualità deve esserci
  nelle cose.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO,   assessore  per  l'economia.  Onorevole  Di  Mauro,   le
  garantisco   che   l'attuale  legge  prevede  già   un   tetto   di
  venticinquemila euro. Ogni partecipata poi ha un'assemblea dei soci
  che di volta in volta definisce il compenso del collegio sindacale.

   DI MAURO. Cinquanta, sessantamila euro.??

   AGNELLO,  assessore per l'economia. Non mi risulta. C'è una  legge
  che  prevede il tetto di venticinque. Non mi risulta che  ci  siano
  questi compensi.
   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, nel confermare  che
  per  quelle che sono le mie conoscenze, i miei ricordi, c'è già una
  legge  che disciplina i compensi dei revisori per tetti e  in  base
  all'importanza delle società o degli enti sottoposti a controllo  e
  vigilanza, ricordo anch'io che il compenso massimo spettante ad  un
  presidente   del   collegio  dei  sindaci  non   può   superare   i
  venticinquemila  euro,  ma  vorrei  far  notare  che  l'emendamento
  sostanzialmente  equipara  il  trattamento  economico  di  tutti  i
  revisori, a prescindere dall'importanza della società dove operano,
  ottenendo un effetto contrario.
   Voglio  dire che la stragrande maggioranza dei revisori dei  conti
  della  Regione  negli  enti controllati sottoposti  a  controllo  e
  vigilanza, oggi percepiscono meno di dodicimila euro, quindi è  una
  norma iniqua perché applica lo stesso trattamento economico a chi è
  revisore  magari di un consorzio di bonifica in liquidazione,  così
  come  al presidente del collegio dei sindaci dell'IRFIS che  svolge
  un'attività molto più importante.
   Quindi  non  ottiene l'effetto del risparmio, che capisco  volesse
  essere la logica dell'emendamento dell'onorevole DI Mauro, equipara
  tutti,  ma  sostanzialmente con trattamenti economici  che  a  quel
  punto  diventano  iniqui, perché non sono  equiparabili  figure  di
  presidenti  e  revisori come società quale l'IRFIS con  società  ed
  enti  di  minore importanze comprese le scuole. Faccio un  esempio,
  dove  ovviamente percepiscono credo non più di 5 mila euro, 3  mila
  euro,  a quel punto noi dovremmo pagare tutti a 12 mila euro.  Cioè
  comporta un aumento di spesa. Se comporta un aumento di spesa credo
  sia inammissibile.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facolta.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  indubbiamente dal dibattito che fa scaturire questo emendamento  ci
  sono  due questioni, una che è sotto gli occhi di tutti che il tema
  va  posto e l'onorevole Di Mauro ovviamente nella ristrettezza  dei
  tempi  ha  presentato  questo emendamento.  È  ovvio  che  andrebbe
  articolato  in  altri termini, valutando la responsabilità  che  il
  revisore dei conti va a ricoprire in base alla società dove  svolge
  il  proprio  ruolo. L'emendamento, così come è scritto esercita  un
  taglio  orizzontale senza fare distinzione. Ecco  perché  inviterei
  l'onorevole  Di Mauro a porre il tema con una apposita  norma,  che
  passi  magari dalla Commissione competente, perché è un tema  serio
  ma, certamente, oggi siamo chiamati a fare altro.

   DI MAURO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 34.25.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 34.30 e 34.25 sono ritirati.
   L'assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento 34.3.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  brevemente perché con l'ausilio degli Uffici potrei ritirarlo se lo
  riteniamo assorbito dal già approvato emendamento 34.24.
   PRESIDENTE. Gli Uffici mi confermano.
   L'Assemblea prende atto del ritiro.
   L'emendamento 34.1 è ritirato
   Si passa all'emendamento 34.2 dell'onorevole Clemente.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che questo
  emendamento  fosse  posto  in votazione, anche  perché  serve  come
  spartiacque  rispetto alla interlocuzione della  legge  11  del  12
  maggio  2010 che giustamente pone un vincolo alle progressioni  dal
  1   gennaio  2010. Con questo emendamento vorrei  chiarire  che  la
  legge  non  può  interferire  con quanto  deliberato  entro  il  31
  dicembre  2009,  cosa  che  molte aziende  invece  stanno  facendo.
  Chiedo,  pertanto, che venga messo ai voti, perché  lo  ritengo  un
  chiarimento importante.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento  34  Gov,
  aggiunto ora dal Governo, che però andrebbe spiegato.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Il Governo lo ritira.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 34  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo 35, introdotto dalla Commissione bilancio.
  Sarebbe   di   pertinenza  della  I  Commissione.  Io   magari   lo
  estrapolerei.  Lei  è d'accordo a trattarlo, ma siccome  c'erano  i
  principi di generalità e astrattezza ai quali faceva richiamo.

   CRACOLICI.  Non  si  può applicare, non si può  nemmeno  discutere
  perché gestisce pensioni INPS.

   PRESIDENTE.  L'articolo  35  è stralciato  ed  è  inviato  alla  I
  Commissione.
   Si  passa  all'articolo 36 introdotto dalla Commissione  Bilancio.
  Pure  questo è stralciato ed inviato alla I Commissione.  Si  passa
  all'articolo 37. E' stato introdotto dalla Commissione  bilancio  e
  comunque  è  di competenza della II Commissione, quindi può  essere
  trattato.
   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  Commissione
  bilancio  è  uscito  un  articolo diverso da  quello  che  è  stato
  scritto,  per mero errore di trascrizione è saltata una  parte  che
  viene,  in buona sostanza, riportata nell'emendamento 37.1  che  ho
  presentato,  che  è  il  testo integrale  riscritto  come  è  stato
  approvato in Commissione, e nell'emendamento 37.7 del Governo.
   Chi  ha  scritto l'emendamento 37.7, evidentemente, si  è  accorto
  dell'errore,  e  pensavamo - così come sarebbe  stato  normale  che
  accadesse  -  che in fase di trascrizione gli Uffici  correggessero
  l'errore.
   Ribadisco, trattasi di errore materiale, hanno ragione i  colleghi
  che  dicono  che  senza  quella parte  è  monco,  ma  di  fatto  la
  Commissione  bilancio,  per rendere onore ai  colleghi,  ha  invece
  approvato un articolo che era assolutamente intelligibile.

   PRESIDENTE.  Grazie per il chiarimento onorevole Cordaro,  bisogna
  quindi  leggere  l'articolo 37 integrato  con  l'emendamento  37.7,
  perché si è trattato di un errore materiale.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   avevo
  presentato  l'emendamento  37.2  soppressivo  perché  dal  contesto
  sicuramente c'era un altro significato.
   Alla luce dei chiarimenti e dell'emendamento correttivo che dà una
  ratio all'articolo, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 37.6.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 37.5.

   RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 37.8.

   CIACCIO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 37.3.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  siccome nel fascicolo c'è  stato  un  errore
  materiale, diamo per letto l'articolo 37 che è nel testo base  come
  è  stato esitato dalla Commissione e sono, in questo caso, ritirati
  tutti  gli  emendamenti.  Il testo ufficiale  che  io  leggo  è  di
  identico   contenuto   all'emendamento  presentato   dall'onorevole
  Cordaro.
   Siccome  quello  che  conta è il risultato  ringrazio  l'onorevole
  Cordaro per avere evidenziato che c'era questo errore materiale. Il
  testo esitato dalla Commissione è di identico, analogo contenuto al
  37.1.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  37.1.   Il   parere   della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 37.9, a firma degli onorevoli Ciaccio  e
  altri.

   CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  in
  Commissione  abbiamo  seguito un percorso all'ex  articolo  35  che
  parlava  di partecipate abbiamo soppresso il comma 11 che prevedeva
  l'esclusione di 4 partecipate dalla spending review, proprio perché
  nella  situazione  economico-finanziario in  cui,  attualmente,  ci
  troviamo non era sicuramente il caso.
   Successivamente, spunta un articolo che parla solo di  riscossione
  che,  capiamo bene la situazione in cui attualmente si  trova,  che
  alcune  figure  è giusto che prendano il posto di altre,  però,  se
  lasciamo  l'articolo  20, cioè eliminiamo dalla  possibilità  della
  spending review il CDA ed il Presidente.
   Ora  se  già avevamo fatto un ragionamento, dobbiamo continuare  a
  farlo,  quindi,  per  quanto riguarda  gli  articoli  16  e  18  la
  possibilità  di avanzamento all'interno è giusta e,  quindi,  siamo
  favorevoli,  però, proprio in linea di principio  il  Presidente  e
  tutto  il  CDA  non dovrebbe essere escluso dalla spending  review,
  cioè  non capiamo perché rispetto alle altre partecipate questa,  e
  ripeto  soltanto CDA e Presidente, non parliamo di tutto  il  resto
  dell'organico, quindi, l'articolo 20 secondo noi va soppresso.

   MILAZZO GIUSEPPE. Non c'entra niente il CDA

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 37.9. Il  parere  del
  Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 37.4, a firma degli onorevoli D'Asero ed
  altri.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 37.10, a firma degli onorevoli Formica ed
  altri.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, mi sento
  di  condividere  questo emendamento anche come segnale  al  Governo
  perché, in questo momento, stiamo assistendo alla chiusura di tanti
  sportelli della Serit e di Riscossione Sicilia  in città importanti
  soprattutto  per  quanto riguarda la popolazione, creando  notevoli
  disagi.
   Abbiamo  chiesto  lumi  anche a Riscossione  Sicilia  e  ci  hanno
  assicurato  che gli utenti non avranno disagi perché  se  i  Comuni
  collaboreranno, in qualche modo, rispetto ad una riunione  che  c'è
  stata  con  l'ANCI,  sono  disponibili a  continuare  mettendo  gli
  sportelli nei Comuni.
   Però,   un  servizio  così  importante  che  interessa  tantissime
  persone,  forse  è  il  caso di, se non in  presenza  di  eccessivi
  sprechi  o  di eccessivi costi, e che senza sprechi, lasciarlo  nei
  Comuni  come  era  previsto prima. Quindi,  valutiamo  attentamente
  questo emendamento, quanto meno che ci sia un impegno del Governo a
  far  sì che queste chiusure non avvengano in maniera così repentina
  ed intempestiva per la popolazione.

   PRESIDENTE.  Gli  onorevoli Fontana, Grasso,  Cascio  Salvatore  e
  Sudano  dichiarano  di  apporre la propria  firma  all'emendamento.
  L'Assemblea ne prende atto.

   FORMICA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è ben accetta,  e
  questo è a testimonianza che è un emendamento che cerca di porre un
  argine  ad  una condotta che è, a dir poco, incomprensibile,  oltre
  che autolesionista, perché si nega un servizio.
   Se  lei pensa che in città come Messina e Palermo sarà uguale,  ad
  Agrigento  sarà  la  stessa cosa, vengono eliminate  una  Provincia
  lunga 200 chilometri quasi, ci sarà un solo sportello, Messina. Non
  aggiungo altro.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, votare è giusto,
  ma  vorrei che l'Assessore per l'economia ed il Governo, su  questa
  vicenda
   Vedete, il problema non è che si chiude uno sportello e si  creano
  problemi  ai  dipendenti, io mi pongo il problema della collega  La
  Rocca,  che  firma  con me anche l'emendamento, con  tutta  l'Aula:
  avremo  gente  che  da Montevago si dovrà recare ad  Agrigento  per
  andare  a  pagare od a richiedere un estratto, per quanto  riguarda
  Riscossione Sicilia.
   Quanto  ad  oggi,  un  atteggiamento probabilmente  dettato  dalla
  necessità  di razionalizzare i costi, ma laddove ci sono  sportelli
  che  sono  a  costo  zero,  vale a dire,  non  pagano  affitti,  lo
  stipendio  dei dipendenti lo pagano comunque, non pagano  missioni,
  non  pagano  gli  esperti,  mi  sembra  un  atto  di  angheria  nei
  confronti, non del dipendente, ma nei confronti dei cittadini.  Per
  cui,  non  capisco perché la politica che, solitamente, è insultata
  perché  non risolve i problemi, ebbene, ritengo che già  per  avere
  pensato  alla norma sia il segno dell'impotenza di poter  discutere
  in un tavolo normale con chi ha di fatto ristrutturato, anticipando
  la chiusura degli sportelli, come quello di Sciacca, di Caltagirone
  ed altri.
   Assessore,  approviamo una norma che è il segnale  dell'impotenza,
  onorevole  Leanza.  Non vorrei che qualcuno dicesse  che  la  norma
  stessa  non è in grado di bloccare il piano sostanziale industriale
  che  non  porterà  alcun beneficio, ma semplicemente  aumenterà  il
  numero  di  persone che non solo dovranno pagare,  ma  prendere  un
  pullman, una macchina, cercare un parcheggio, perdere una giornata.
  Insomma cose banali, cose che rientrano nell'ordinario buon senso.
   E'  stato chiesto con un ordine del giorno, ma possibile  che  non
  siamo  in  grado di risolvere un problema che è a costo  zero  solo
  nell'idea di un  giacobinismo  ormai folle di fare spending  review
  anche quando non si risparmia nulla?
   Assessore,  su  questo la prego, prenda il coraggio  a  due  mani,
  oltre  ad assicurare noi, chiami la dottoressa Di Salvo, le imponga
  di tenere aperti sportelli a costo zero, se è in grado di farlo

   AGNELLO,  assessore per l'economia. Onorevole  Panepinto,  mi  era
  stata già posta questa questione

   PANEPINTO. Ma quella continua a minacciare i dipendenti

   AGNELLO,  assessore per l'economia. Poi, diamo il  parere,  ma  mi
  sembra giusto rispondere alla domanda, no?
   Io  ho  già  fatto questo passaggio, e la società Riscossione  sta
  operando  in  funzione  di  un  piano  industriale  che   è   stato
  regolarmente   approvato  dall'Assemblea.   Tuttavia,   Riscossione
  Sicilia,  si  è impegnata a garantire un servizio di  sportelli  in
  tutti   quei  Comuni  in  cui  i  sindaci  si  sono  già   mostrati
  disponibili,  in cui i Comuni si sono mostrati disponibili  a  dare
  quelle  stanze  per  garantire quel servizio  che  giustamente  lei
  diceva,  cioè  per  evitare al cittadino la  scomodità  di  doversi
  spostare  da  una  città all'altra per pagare,  per  giunta,  delle
  imposte.
   A  fronte di questo, Riscossione Sicilia ha garantito che manterrà
  in vita uno sportello che opererà due, se è il caso anche tre volte
  a  settimana. Questo è l'impegno della società per venire  incontro
  alle  esigenze  della  cittadinanza  e,  nello  stesso  tempo,  per
  rispettare  il  piano  industriale che, come  sapete,  ha  previsto
  all'interno  della società una fortissima riduzione del  personale,
  la  quale opera su tutto il territorio regionale con minori risorse
  e deve, necessariamente, riorganizzarsi, anche perché è una società
  che,  come sapete, ha dei costi importanti e che deve essere tenuta
  in vita con una logica di spending review, quindi, la società vuole
  garantire  la riscossione, evitare disagi ai cittadini, con  questi
  sportelli  che resteranno aperti due giorni a settimana  invece  di
  cinque.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Come mai Riscossione Sicilia è
  l'unico   gabelliere   al mondo che è in  passivo?  Può  essere  in
  passivo  una  società  che riscuote tasse? In Sicilia  siamo  stati
  bravi  pure a fare questo. C'è una società che organizza  un  piano
  industriale, questo lo deve fare pure per legge, lo deve  fare  per
  non  incorrere in reati, in responsabilità contabili rispetto  alla
  Corte dei Conti. Non è che l'amministratore, poi, possiamo dare  in
  testa all'amministratore di turno, se qualcuno di voi si trovasse a
  fare  in quel momento l'amministratore farebbe ovviamente le stesse
  considerazioni.  La  politica guarda  con  altre  osservazioni.  Io
  personalmente ho parlato con il Presidente della società,  che  non
  ha alcuna intenzione di chiudere sportelli.

   FORMICA. Li ha già chiusi.

   CROCETTA.  Laddove c'è una disponibilità dei Comuni  semplicemente
  ad  offrire  i  locali. La società dice, il mio  piano  industriale
  prevede questo, siccome non credo sia una grande difficoltà  per  i
  Comuni  reperire questi locali, però questo consente di operare  in
  una  sorta di corresponsabilità, poi, se volete dire, come la penso
  nettamente,  la norma non riduce alcun limite. L'emendamento  37.10
  recita:    Ogni  rimodulazione  degli  uffici  e  degli   sportelli
  decentrati è subordinata alla fissazione degli obiettivi strategici
  previsti dall'ordinamento di settore. , ed è esattamente quello che
  stanno  facendo.  Se  vogliamo trasmettere il  messaggio,  che  sia
  chiaro, questa norma, onorevole Panepinto, non dice esattamente ciò
  che dice lei.

   FORMICA. Ma non potrebbe dirlo

   CROCETTA. Diventa una norma che, sostanzialmente, già c'è, e che è
  così,  quindi  non  è  che  modifica il piano  industriale,  semmai
  presenterei  un  ordine  del giorno finale nel  quale  direi,  come
  Assemblea  regionale siciliana, cerchiamo, nella  rimodulazione  di
  questi servizi, di razionalizzare senza creare eccessivi problemi -
  era  una  questione  postami  anche dall'onorevole  Panepinto  -  e
  trovare soluzioni alternative prima di arrivare alla chiusura.
   Sinceramente, questo è quello che stanno facendo, eh   No,  voglio
  dire,  quello che stanno facendo è questo, quindi la votazione  non
  raggiunge

   FORMICA. Votiamo, darà un aiuto al Governo nell'interlocuzione

   MILAZZO Giuseppe. Presidente, il clima è sereno

   CROCETTA, presidente della Regione. Ma io, infatti, sto dicendo né
  leva  né  metti, giusto per capirci. Nel senso che,  però,  il  mio
  intendimento non è di presentare degli amministratori virtuosi, che
  stanno  facendo  un  grande lavoro, come dei  forcaioli  impazziti,
  perché non è così.

   RAIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  penso  una
  cosa  che su Riscossione bisognerebbe aprire un capitolo serio  per
  una  semplice  ragione  che  questa società  partecipata,  come  la
  vogliamo chiamare la chiamiamo, non ha alcuna importanza, credo che
  negli  anni  abbia abusato, secondo me, di alcune cose,  di  alcuni
  incarichi;  ci  sono stati incarichi a non finire, probabilmente  è
  uno  dei  motivi  di  debiti  di questa società,  no?  Migliaia  di
  incarichi  sono  stati  dati  a  tanti  professionisti,  anche  per
  sciocchezze.
   Probabilmente,  fare veramente chiarezza rispetto ad  alcune  cose
  che  sono  accadute  nel passato non penso che  sarebbe  sbagliato,
  visto che siamo in un momento di ristrettezze e di spending review,
  per evitare che, poi, le conseguenze di tutto questo vengano pagate
  dai lavoratori, da un lato e dagli utenti dall'altro.
   Allora, penso semplicemente questo, che sì, si può approvare anche
  un  ordine del giorno, non è questo il tema, ma il tema è uno solo,
  non  possiamo come Regione siciliana, come Assemblea regionale  che
  laddove ci sono condizioni per cui i territori, le comunità mettono
  a  disposizione  locali  gratuiti verso  questo  servizio,  noi  li
  chiudiamo perché abbiamo deciso di chiuderli.
   Ora,  l'efficienza di un servizio si ha in due  modi:  in  maniera
  tale  che la riscossione avvenga nel territorio e, quindi, la gente
  possa  andare  a pagare e dall'altro lato si ha se si  mette  nelle
  condizioni il singolo lavoratore di lavorare nel migliore dei modi.
   Allora,  penso  una  cosa,  visto che presentiamo  un  ordine  del
  giorno,  penso che si debba inserire questo anche, cioè che laddove
  ci   sono   locali  a  disposizione  e  laddove  ci  sono  distanze
  chilometriche non indifferenti, l'apertura degli sportelli dovrebbe
  essere  mantenuta  per  più  giorni  la  settimana,  perché  non  è
  possibile che, è vero che il presidente della Riscossione ha  detto
  che  forse  si  aprirà una volta la settimana nei territori,  ma  è
  anche  vero  che  questo non è supportato da  alcuna  delibera  del
  consiglio di amministrazione, né per un giorno, né per due  giorni,
  né  per tre giorni, quindi, causando anche una sorta di caos perché
  dal  16  agosto, così come anche dal 15 di settembre saranno chiusi
  tutti  gli  sportelli in  Sicilia, sia quelli che sono vicini,  sia
  quelli che sono lontani dalla città di provenienza.
   Allora, penso una cosa, che bisogna sì razionalizzare da un  lato,
  ma  dall'altro lato bisogna mettere le persone nelle condizioni  di
  lavorare in maniera tranquilla, altrimenti non riusciremo lo stesso
  ad  avere  un  risultato positivo per quello che vorremmo  fare  in
  questo  momento.  Non lo riusciremo a fare, certamente,  perché  se
  allontani la riscossione dai Comuni, certamente, i cittadini già si
  sentono  in  una  condizione di non dover  pagare,  figuriamoci  se
  devono andare a Catania, piuttosto che ad Agrigento, piuttosto  che
  a Palermo. Quindi, penso che alcune limitazioni vadano inserite, ma
  soprattutto vanno inserite delle garanzie per chi lavora in  questo
  settore.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   il
  dibattito  d'Aula  ci  conferma  che  avevamo  visto  bene  qualche
  settimana  fa, quando abbiamo presentato la mozione che stasera  si
  evoca  e  che  è  già  agli atti e che è la numero  326.  L'abbiamo
  presentata la settimana scorsa, porta diverse firme di colleghi, al
  di là del mio Gruppo di appartenenza, del Gruppo Lista Musumeci,  e
  quando  abbiamo  posto il problema in quest'Aula, alla  fine  della
  seduta  di  mercoledì scorso, mi sarei aspettato, Presidente  della
  Regione,  che  lei  assumesse una posizione a difesa  della  città,
  delle  città, dei cittadini, degli utenti fruitori, non una  difesa
  d'ufficio,  invece,  da parte sua nei confronti  del  Consiglio  di
  Amministrazione,  di  chi assume decisioni  che  dall'alto  vengono
  calate,  invece, sui cittadini i quali, da un giorno all'altro,  si
  sentiranno privati e saranno privati di un servizio che  è  pensato
  ed  organizzato per venire incontro alle loro esigenze e  non  alle
  esigenze  di una società che, giova ricordare, è una società  quasi
  interamente   partecipata   dalla   Regione   siciliana,    quindi,
  sostanzialmente,  una  società pubblica anche  se  sotto  forma  di
  società per azione.
   Questa  norma  non  solo non è vero che è del  tutto  ininfluente,
  anche se prego gli Uffici di prender nota della presentazione di un
  subemendamento,  in  questo  momento,  che  aggiunge   la   dizione
   garantendo  la  fruibilità anche nelle sedi decentrate ,  così  lo
  rendiamo  un  po'  meno generico, ma qui Assessori  il  problema  è
  diverso,  il  problema  è  che l'operatività  della  decisione  del
  Consiglio di Amministrazione decorre per alcune sedi già dal  primo
  di agosto, cioè da domani mattina, quando questa norma non sarà per
  forza di cose, per tempi tecnici, ancora operativa.
   L'appello  è,  quindi,  al  Governo  perché  comunque  blocchi   e
  paralizzi  qualunque  tipo di iniziativa e  di  intervento  in  tal
  senso. Presidente della Regione, in ultimo, non è nemmeno del tutto
  vero ciò che le sarebbe stato riferito dal Presidente del Consiglio
  di Amministrazione con riferimento agli Uffici che sono in città  i
  cui  Comuni, le cui amministrazioni comunali forniscono già da  due
  anni,  come  la città di Caltagirone, la sede per gli Uffici  della
  Riscossione  Sicilia,  quindi, non  si  tratta  per  alcune  città,
  almeno,  ma so che c'è una deliberazione del Comune di Sciacca,  in
  tal  senso,  di qualcosa che deve ancora immaginarsi o deve  ancora
  avvenire,  si  tratta  di una realtà già esistente.  Se,  poi,  una
  società  come  Riscossione Sicilia, per  togliere  un  servizio  ai
  cittadini  si fa scudo dietro qualche centinaio di euro di  pigione
  al  mese  da  pagare  per  mantenere gli uffici,  mi  pare  che  il
  controllo  e  la vigilanza del Governo regionale sulla società  non
  sia  del  tutto adeguato e che meriti, invece, di essere  aumentato
  nella sua dose e nella sua capacità di rappresentare i territori  e
  non la società.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che  la
  politica  ogni  tanto, anzi troppo spesso, ultimamente,  usando  la
  parola  inglese  che  usano tutti, quella  della  spending  review,
  cerchi   di   nascondere  delle  cose  più  importanti.   Condivido
  l'intervento del collega Ioppolo e sottoscrivo l'ordine del  giorno
  ed anche l'emendamento.
   In  questo momento mi viene in mente - ma il mio intervento era un
  altro, dirò alla fine quale era il senso - per esempio il comune di
  Termini Imprese, il quale vive un periodo di grave drammaticità con
  chiusura  di  FIAT ed i problemi relativi e verrà chiusa  anche  la
  sede,  credo, di Termini Imerese, almeno questo è quello che  si  è
  ventilato in questi giorni.
   Assessore,  le  lancio  una  richiesta  alla  quale  spero   possa
  rispondere  non per iscritto ma in Aula, ufficialmente: considerato
  che  vogliamo fare risparmiare Serit ed i siciliani, per  rimettere
  in  ordine i bilanci, mi risulta che la piattaforma informatica cui
  attinge  Serit, oggi, abbia un costo di 20 milioni  di  euro  circa
  annui per l'aggiornamento complessivo; non so se ciò è vero.

   FORMICA. E' scandaloso

   ALONGI.    Perdonatemi,   faccio   il   deputato,    non    faccio
  l'amministratore perché il fatto che la Sicilia, a  differenza  del
  resto  d'Italia,  per la piattaforma informatica non  attinga  alla
  piattaforma  di  Equitalia,  alla  piattaforma  di  inserimento  di
  Equitalia,  ha un costo complessivo che oscilli tra i  18  e  i  20
  milioni di euro.
   Se è così, credo sia importante.

   MUSUMECI. Siamo tutti sbigottiti

   ALONGI. Io non sono sbigottito  Se è così - e sono sicuro che  non
  è  così - ma se è così gradirei conoscere quali prospettive ci sono
  per questa struttura, in modo da pensare ad uniformare Serit su  un
  sistema  complessivo nazionale perché se, poi, la nostra  autonomia
  deve  soltanto  servire, probabilmente, a prebende  o  incarico  ad
  altro,  preferisco  far  parte dell'Italia  e  fare  risparmiare  i
  siciliani.
   Questo è il mio intervento, spero non provocatorio, però, riuscire
  a  sapere  il costo complessivo del sistema informatico  di  Serit,
  oggi,  a  quanto ammonta, chi lo gestisce, quando è stato rinnovato
  l'ultima  volta, potrebbe essere un elemento utile,  importante  da
  fare conoscere a quest'Aula.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel dibattito che
  si  sta  sviluppando in Aula, mi sembra chiaro che  stiamo  andando
  incontro  alla negazione di un principio che, più volte, da  lei  è
  stato richiamato.
   Quel principio di sussidiarietà orizzontale che mette il cittadino
  al   centro  rispetto  allo  Stato,  quel  principio  che  vorrebbe
  garantire  l'erogazione dei servizi nei territori,  quel  principio
  che è a tutela ed a garanzia dei diritti dei cittadini che non solo
  vengono vessati spesso da uno Stato che mette le mani loro in tasca
  ma, in più, evidentemente, si ritrovano beffati due volte.
   Immaginiamo  questo cittadino che, nella provincia di  Palermo,  a
  Termini,  come  nella  provincia di Messina, in  un  altro  piccolo
  comune, si ritrova a dovere pagare i tributi e si trova costretto a
  cambiare  sede, si trova costretto a girovagare per il  territorio,
  magari di un'altra provincia.
   Allora,  è  chiaro,  Presidente, che la chiusura  degli  sportelli
  Serit  arrecherebbe un danno enorme. E' chiaro  che  questa  misura
  che,   in   qualche   modo,  andava  ragionata   perché   è   vero,
  probabilmente  questi  sportelli generano un costo  eccessivo,  una
  perdita di un milione e mezzo al mese, sono quegli stessi sportelli
  che  richiedono  un  intervento da parte del  Governo  ma  che  non
  possono vedere negate le tutele, i diritti dei cittadini.
   Per    questo   credo   che    questo   emendamento,    introdotto
  dall'onorevole Formica e sottoscritto da  noi del gruppo  di  Forza
  Italia,  non  solo  sia  un buon emendamento,  ma  un  emendamento,
  Presidente,   che   il   Governo  dovrebbe   far   proprio   perché
  fondamentalmente chiediamo un piano strategico che faccia prevalere
  alla  logica  della  razionalizzazione  alla  spending  review   un
  atteggiamento responsabile nei confronti dei cittadini proprio  per
  garantire che venga posto in essere quel principio di sussidiarietà
  cui  facevamo  riferimento, proprio per fare  in  modo  che  questi
  sportelli  siano  delle  antenne sensibili  nel  territorio  e  per
  garantire che la razionalizzazione effettivamente avvenga,  ma  nel
  rispetto dei diritti dei cittadini.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato un sub emendamento  a
  firma degli onorevoli Formica, Ioppolo e Musumeci, che recita così:
   garantendo la fruibilità delle sedi decentrate'.
   Lo do per letto.

   LEANZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  soltanto   per
  qualche chiarimento.
   Ho   contattato   personalmente  il   Presidente   del   Consiglio
  d'amministrazione  e  non ho trovato questa indisponibilità  a  non
  fare gli sportelli decentrati. Quello che mi poneva era un problema
  di  esubero  di  personale  che non veniva  utilizzato  dalla  sede
  centrale,  mentre  nelle sedi periferiche non aveva  moltissimo  da
  fare.
   Quindi di fatto, l'ultima chiacchierata che ci siamo fatti è stata
  di  una  disponibilità  ad  aprire, da parte  dei  comuni,  ad  una
  sinergia  e ad una collaborazione reale.
   Sono  convinto che forse era meglio l'ordine del giorno per  poter
  ragionare e discutere, ma se dovesse restare questo emendamento per
  me va benissimo, non ci sono presupposti.
   Per quanto riguarda le questioni poste dall'onorevole Alongi penso
  che  si  riferisse  alla gestione, non alla piattaforma  perché  la
  gestione  ovviamente  essendo autonoma, sono  ventimilioni  in  più
  rispetto  ad una gestione coordinata con lo Stato, però  devo  dire
  che  abbiamo  trovato  una disponibilità a discutere,  a  ragionare
  seriamente  per  cui  mi  sembrava opportuno discutere,  ovviamente
  dobbiamo  evitare che le sedi decentrate chiudano  per  gli  utenti
  soprattutto per gli utenti, perché è giusto che sia così.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento 37.10.1.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Raia, La Rocca  Ruvolo,  Lo
  Giudice, Cappello, Ciaccio, Palmeri, Fontana appongono la firma  al
  sub emendamento.
   Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in   votazione l'emendamento 37.10, così come sub emendato.
  Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 37, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si  passa all'articolo 38.

   DINA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione.  Le  volevo  ricordare  che
  l'articolo  36,  stralciato,  non  è  di  competenza  della   Prima
  commissione, bensì della Sesta Commissione che già lo aveva esitato
  favorevolmente  e la Commissione bilancio approvato favorevolmente,
  riguarda la SEUS.

   PRESIDENTE.  Scusate,  nell'articolo  36  si  parla   della   SEUS
  espressamente?

   DINA, Presidente della Commissione. Sì.

   PRESIDENTE.  Lo  può  leggere?  Lei  lo  deve  leggere  se  si  fa
  riferimento alla SEUS.

   DINA, presidente della Commissione. Lo specifichiamo.

   PRESIDENTE. Non ritorno su questo argomento, dove c'è scritto  che
  si  parla della SEUS. Si parla di società partecipate e, quindi,  è
  di   competenza della Prima Commissione. Non so cosa sia  successo;
  né  in  Sesta Commissione né in Seconda Commissione perché  c'erano
  parlamentari   presenti   e  comunque  l'articolo   è   stato   già
  stralciato.
   Onorevole  Dina, l'articolo 36 è stato  già stralciato, forse  non
  mi sono spiegato, onorevole Sammartino, se voi mi dite che si parla
  della  SEUS  in  quell'articolo, è un fatto chiaro perché  non  c'è
  riferimento alcuno alla SEUS. Le leggi debbono essere chiare

   DINA,  presidente  della  Commissione. Se  è  un  fatto  grave  lo
  chiariamo.

   PRESIDENTE. Ho detto  chiaro' non grave.

   DINA, Presidente della Commissione. Le posso assicurare

   PRESIDENTE. Non mi può assicurare niente.

   DINA, presidente della Commissione. Questo dibattito, se prendiamo
  il resoconto riguarda la SEUS.

   PRESIDENTE.  In  commissione  Siccome le norme sono  di  carattere
  generale

   DINA, presidente della Commissione. Signor Presidente, lo possiamo
  modificare

   VINCIULLO. Si parla di società costituite dopo  l'1  gennaio 2009,
  l'unica che è stata costituita è la SEUS.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la prego, questo articolo è stato
  già  stralciato. Se noi ritorniamo sulle decisioni  già  prese  non
  andiamo  da nessuna parte. Io non sto entrando nel merito,  andiamo
  avanti.
   Si passa all'articolo 38.
   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  38.1  a  firma
  dell'onorevole D'asero.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  38.2  a  firma
  dell'onorevole Lupo.

   LUPO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 38. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo 39. All'articolo 39,  al  comma  2  si  fa
  riferimento, sicuramente c'è una svista  aventi maggiore diffusione
  in  numero  di venti'. Non si capisce cosa significa l'inosservanza
  della  presente legge. Non era una allucinazione quella  che  avevo
  avuto.
   Per   rendere   omogeneo,  scusate,  senza   fare   forzature   al
  Regolamento, perché io vorrei capire cosa significa il numero   20,
  per  rendere  omogeneo il II comma con il IV comma  che  mi  sembra
  scritto  in maniera certamente più leggibile e fa riferimento  alla
  legge, l'inosservanza diventa osservanza, e questo è chiaro.
   Le  società a totale o maggioritaria partecipazione, sto  leggendo
  il  II  comma,  pubblica  nei bilanci per estratto  sui  quotidiani
  regionali  aventi maggiore diffusione, il numero  di  enti  non  ha
  ragione di esistere.
   Scusate,  sicuramente si trattava di un errore  materiale,  di  un
  refuso.  Lo  rendiamo omogeneo se siamo d'accordo con il  comma  IV
  dove  si  parla  su due quotidiani a diffusione nazionale,  su  due
  quotidiani  a  maggiore  diffusione  locale,  del  luogo   stazione
  appaltante,  ove si esegue nei lavori su un periodico a  diffusione
  regionale . Rendiamo omogenei il II e IV comma.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente, il dottore Pisciotta  ci  spiegò  con
  carte  alla  mano  che  c'era stato un  refuso  e,  quindi,  andava
  superato, era una cosa che andava superata.

   PRESIDENTE.  Si, ma allora se siamo d'accordo che va  bene  il  IV
  comma, perché ho capito che siamo d'accordo.

   CRACOLICI. No, non siamo d'accordo. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Non  siamo d'accordo neanche  sul  IV  comma.  Ne  ha
  facoltà. Lei ha presentato un emendamento di una certa valenza  che
  riguarda la pubblicazione.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, io ho presentato  gli  emendamenti
  perché  la  Commissione si era espressa in  questo  articolo  e  la
  Commissione Bilancio legittimamente ha fatto un'altra scelta,  però
  non  ha  saputo dare, mi permetto d dire al mio amico Dina, non  ha
  saputo dare coerenza alle norme.
   Il  secondo  comma riguarda le società partecipate dalla  Regione,
  consentitemi,  non c'entra nulla con il quarto comma  che  riguarda
  gli appalti e riguarda i quotidiani a diffusione nazionale.
   Ora io già considero oggetto di una possibile discussione il fatto
  che le società regionali debbano pubblicare  i bilanci sui giornali
  mentre  le  società private no, ma  che li debbano  pubblicare  sui
  quotidiani  nazionali mi pare quanto meno uno spreco non secondario
  di risorse pubbliche.
   Ecco perché il comma 2  non si può connettere col 4  perché il  4
  riguarda  i  ribassi di gara, le variazioni in corso d'opera,  cioè
  una  norma di trasparenza sulla materia degli appalti. Il comma   2
  riguarda i bilanci delle società partecipate della Regione,  quindi
  le due cose non c'entrano nulla.
   In  più:  il  comma 3   non è un refuso  Noi stiamo recependo  una
  legge,  dopo  30  anni,  stabilendo che non si  applica  agli  enti
  pubblici regionali. Allora fatemi capire, o non recepiamo la legge,
  o  che  si  dica  recepiamo una legge però non si applica  né  alla
  Regione  né  ai  comuni  né  ai liberi  consorzi  né  alle  aziende
  sanitarie, ma  insomma  Che modo è di scrivere le leggi
   Ecco  Presidente, vuole un consiglio da parte mia? Visto che siamo
  stanchi,  si dia al Governo 7-8 ore per studiare meglio questi  due
  commi e domani trattiamo l'articolo 39.

   PRESIDENTE. Io accetto il suo consiglio perché se mi dice che  non
  è un refuso all'inosservanza della presente norma, però scusate non
  ci sono più, obiettivamente, le condizioni per andare avanti.
   Onorevoli colleghi, stante l'ora l'Aula è rinviata a  domani, alle
  ore  10,00,  è  autorizzata la IV Commissione a tenere l'audizione,
  chiaramente, raccomandando tempio brevissimi.
   Avevamo  previsto  di iniziare alle ore 9.00,  Presidente  Dina  e
  Governo, siccome in apertura di seduta, alla ripresa dei lavori  si
  è  determinata,  nel  riscrivere  l'articolo  32  d'intesa  con  la
  Commissione,  mi auguro che domani alle 10 ci possa  essere  questa
  ipotesi   di  riscrittura  e  questa  riduzione  delle   somme   se
  all'articolo  27 o lineare come proponeva il Governo,  che  ci  sia
  un'intesa almeno fra la Commissione e il Governo stesso.
   La  seduta è sospesa e riprenderà oggi, 30 luglio 2014,  alle  ore
  10.00.

   (La  seduta, sospesa alle ore 23.47 del 29 luglio 2014, è  ripresa
  alle ore 10.50 di mercoledì 30 luglio 2014)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   Invito i componenti la II Commissione a prendere posto.
   Onorevoli  colleghi,  si  riprende con l'esame  dell'art.  39  che
  riguarda    Norme  in  materia  di  trasparenza  e  di   pubblicità
  dell'attività amministrativa', accantonato ieri.
   Erano  state  sollevate  questioni di  incongruenze  o  di  errori
  materiali soprattutto al comma 2. Il Governo si era preso l'impegno
  -  e  l'ha  fatto  - di scrivere un emendamento chiarificatore  che
  viene   in  questo  momento  depositato.  E'  l'emendamento  39.16,
  modificativo dei commi 2 e 3. Adesso verrà distribuito.
   Questo  emendamento corregge la parola  all'inosservanza'  con  la
  parola   osservanza',  ed  il  refuso  relativo  a    quelle  venti
  copie',   e quindi limita la diffusione per estratto correttamente,
  a  mio avviso, ad almeno due quotidiani a livello regionale,  a  un
  periodico  la  cui  diffusione sia  certificata per  legge,  poteva
  essere il minimo questo.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, ma le sembra  normale  che  si
  vada  avanti  nei  lavori senza la presenza  del  presidente  della
  Commissione? Io sono qua dalle ore 10.00.

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, noi ci siamo dati appuntamento  alle
  ore  10.00. La Commissione comunque è qua. Sono le ore 10.50. Siamo
  abbondantemente fuori.
   Non  si può accusare la Presidenza sul mancato rispetto dei tempi.
  La Commissione mi sembra presente in gran numero.

   GRECO Giovanni. Manca anche l'onorevole Vinciullo.

   DI GIACINTO, vicepresidente della commissione. Io sono qua.

   FORMICA. Il Governo ha depositato una ipotesi di riscrittura sulle
  coperture? L'Aula nell'attesa si impantana.

   PRESIDENTE.  Cominciamo  a trattare gli argomenti.  Poi  sentiremo
  l'assessore  Agnello; chiaramente una riflessione  è  stata  fatta,
  così come ci siamo detti.
     Io  so che il Governo ha lavorato, d'intesa con gli uffici della
  Ragioneria della Regione siciliana e quindi ci sarà una ipotesi  di
  lavoro.  Intanto distribuiamo e andiamo avanti laddove non ci  sono
  problemi.
      Onorevoli  colleghi, l'emendamento correttivo del  Governo,  il
  39.16 -   chiamiamolo così., forse è un termine improprio -   lo  è
  rispetto ad alcune incongruenze presenti al comma 2.

   MILAZZO Giuseppe. La Commissione è in possesso dell'emendamento.

   PRESIDENTE.   Mi  fa  piacere,  mi  sembra  corretto   perché   fa
  riferimento alla certificazione per legge e va nel senso auspicato,
  penso,  dall'onorevole Cracolici che evidenziava perché  pubblicare
  su  giornali nazionali quando abbiamo l'interesse a pubblicare  sui
  giornali   regionali.   O  meglio  non  hanno   interesse,   penso,
  all'esterno a conoscere.
   Procediamo,   con  gli  emendamenti  più  lontani  al   testo,   i
  soppressivi.  Il  39.1,  a firma degli onorevoli  D'Asero,  Alongi,
  Cascio F., Fontana, Germanà, Lo Sciuto e Vinciullo,.

     L'onorevole D'Asero non è presente. Onorevole Alongi lo mantiene
  o lo ritira?

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea  ne  prende  atto.   Emendamento   39.12
  dell'onorevole Ciaccio e dei deputati del Movimento Cinque  Stelle.
  Onorevole Ciaccio lo ritira o lo mantiene?

   CIACCIO. Lo mantengo.

                        Sull'ordine dei lavori

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, visto che ancora non siamo in
  votazione, volevo comunicare che ieri sera col presidente  Dina  si
  discuteva  di  un ulteriore presentazione di emendamenti  da  parte
  della Commissione. Chiedo se  si poteva accantonare questo articolo
  e   quindi  non  procedere  alla  votazione  e   passare,   quindi,
  all'articolo successivo.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che  l'onorevole Forzese  ha chiesto  congedo
  per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 782/A.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo lei mi  chiede  sostanzialmente  di
  attendere,  forse  è  opportuno dare  la  parola  all'assessore  per
  l'economia per riferire all'Aula quale potrebbe essere il  percorso,
  alla  luce  delle considerazioni che il Governo -  e  in  particolar
  modo il Presidente della Regione -  ha svolto ieri sulle esigenze di
  rivedere  l'articolo che dà la copertura finanziaria. Ieri c'eravamo
  lasciati  con  l'intento di rivedere in qualche punto la  manovra  e
  comunque il Governo avrebbe fatto una proposta. Assessore Agnello ha
  facoltà di intervenire.

   AGNELLO,  assessore  per l'economia. Signor  Presidente,  come  ha
  comunicato  ieri il Presidente della Regione nella nottata  abbiamo
  proceduto  ad  una  riscrittura dell'articolo 32. Il  problema  che
  ieri  è  stato  definito in un ammontare pari a circa  66  milioni,
  viene  risolto  dal Governo con un ricorso a finanziamento  esterno
  per  un  ammantare  di circa 55 milioni e questo comporterebbe  una
  riduzione  delle  spese non più a 66 milioni ma ad  un  importo  di
  circa  7  milioni  e mezzo, quindi, questo comporterebbe,  rispetto
  alla manovra che c'è adesso in discussione, un ulteriore taglio  di
  7  milioni, pari a circa il 10 per cento sugli articoli che  ancora
  dobbiamo andare a discutere.
   Sul  capitolo  dei  forestali questo taglio sarebbe  sensibilmente
  inferiore  e  sarebbe pari a circa un  milione e  mezzo  e,  tenuto
  conto  che, come discusso in Commissione  Bilancio , la  spesa  sui
  forestali è stata ampiamente raggiunta rispetto allo storico  degli
  anni precedenti, riteniamo che non comporti alcun problema.
   Ovviamente,  la  riscrittura fatta con  gli  Uffici  comporta  una
  maggiore  garanzia da parte del Governo e anche  per  l'Aula  sulla
  copertura   dell'articolo  32  ed  in  particolare  il   comma   A.
  Ovviamente,  vi  sarà, quanto prima, data e fornita  e  sarà  anche
  oggetto di illustrazione dettagliata.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, pur non  avendo  assistito
  alla  relazione dell'Assessore, ritengo che ci sia  una  scelta  da
  porre in essere, nel senso che sulla presunta mancata copertura  di
  circa  7  milioni bisogna capire come muoversi e, quindi, fare  una
  scelta di fondo e di campo.
   Pertanto,  ritengo  che la scelta di fondo  su  come  procedere  a
  razionalizzare  questa carenza possa essere fatta  antecedentemente
  al  voto  di  alcuni articoli che, poi, non potrebbero  essere  più
  decurtati.  Per cui, invito il Governo, se lo ritiene, di  chiedere
  una  sospensione per definire questo quadro, di modo  che,  andando
  avanti,  poi, sugli articoli, escluso il 27 con le sue peculiarità,
  non  ci  dovessimo trovare nell'impossibilità di procedere a  tagli
  sugli articoli che abbiamo votato.
   Per  cui, chiederei la sospensione per definire questo aspetto  di
  modo  che  la  scelta fatta la si potrà applicare anche  su  quegli
  articoli che, man mano

   GRECO GIOVANNI. Lo accantoniamo.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Io
  sto  vedendo  un problema di ordine generale; è una scelta  che  va
  fatta  prima del voto dei singoli articoli. Una sospensione  di  un
  quarto  d'ora  per poi riprendere. Se lo ritiene,  l'Assessore  può
  proporlo.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  scusate,   difatti   c'è   un
  ragionamento che, fino ad un certo punto, può essere seguito.  Ieri
  ci eravamo lasciati con l'impegno di approvare gli articoli che non
  avevano  spesa  e, quindi, stavamo andando avanti su questo  senso.
  Poi, è chiaro che un momento di interlocuzione occorre. Quindi,  si
  era ripartiti proprio dall'articolo 39.
   C'era  una  richiesta di voto segreto fatta dall'onorevole  Greco;
  c'è  stato  un intervento su un emendamento soppressivo  presentato
  dall'onorevole  Ciaccio, un intervento dell'onorevole  Milazzo  che
  riteneva che fosse opportuno che si sentisse la Commissione proprio
  su questo articolo 39, di questo si tratta.
   Per  cui,  l'idea di andare avanti, laddove non ci sono  problemi,
  decideremo in corso d'opera. Stiamo riprendendo da dove ci  eravamo
  lasciati  ieri sera perché c'erano una serie di incongruenze  ma  -
  ritengo - che siano state riparate con l'emendamento del Governo e,
  quindi,  tutto  sommato,  l'Aula è pronta per  proseguire  nel  suo
  lavoro. E' chiaro che, laddove ci sono interventi di spesa, occorre
  questa indicazione.

   AGNELLO, assessore per l'eonomia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  onorevole  Dina, l'ipotesi di  lavoro  del  Governo  sul
  taglio  è  evidentemente lineare, quindi, su tutti i  capitoli  che
  dobbiamo  discutere  arriverà questo 10  per  cento,  non  possiamo
  entrare  nuovamente  in una Commissione che aprirebbe  discussioni,
  quindi,  il  taglio sarà lineare. Su quei capitoli in cui  possiamo
  prendere  degli  ammontari  superiori  perché  non  danneggiano  lo
  faremo, appunto io ho detto un milione e mezzo sui forestali,  però
  sugli  altri  l'ipotesi  era  di fare dei  subemendamenti  con  una
  riduzione del 10 per cento.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor   Presidente,  Assessore,  onorevoli   colleghi,   io   sono
  consapevole  che  questo  è  un metodo  che  potrebbe  anche  esser
  adottato,  però  si  corre  il rischio di tagliare  anche  stipendi
  laddove questi non possono essere tagliati. Per cui, io ritengo che
  andare avanti sugli articoli che non comportano spese è cosa  buona
  e giusta.
   Prima  di procedere all'esame degli articoli che comportano  spese
  occorre  una  pausa  per rideterminarci sulla scelta  da  fare  tra
  Governo e Commissione per approfondimenti.

   RINALDI. Chiedo riparlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, intervengo per capire  il  metodo  su
  come  stiamo  procedendo. Stiamo tornado in Commissione   Bilancio
  per  valutare  i  tagli  dei 7 milioni che   ci  saranno  sui  vari
  articoli?
   Io  prima di ritornare in Aula vorrei avere la chiarezza  di  dove
  vengono  tagliati  i  7  milioni,  quali  sono  gli  articoli   che
  toglieremo questa spesa e quali invece saranno coperti con il mutuo
  -  da  quello che leggo sui giornali - dei 40 milioni, per  evitare
  che  ci  siano  delle  norme  che  sono  state  già  approvate   in
  Commissione  di  merito  e che poi vengono diminuite  o  stralciate
  rispetto a questa diminuzione. Quindi, vorrei prima di riprendere i
  lavori, avere un quadro chiaro anche per i deputati.

   PRESIDENTE.   L'intervento  dell'onorevole   Rinaldi   mi   sembra
  abbastanza  corretto. Mi serve pure per precisare alcune questioni.
  La   manovra,   chiaramente,  non  può  ritornare  in  Commissione,
  onorevole  Rinaldi,  per  ovvie  ragioni,  però  è  chiaro  che   è
  un'interlocuzione con la Commissione che deve dare il parere  e  il
  Governo è più che necessaria.
   Il Governo ha poc'anzi ribadito un concetto che bisogna recuperare
  7  milioni  di spesa - a parte l'altro tipo di manovra  a  cui  lei
  faceva  riferimento - prelevando dalle somme tra le spese che  sono
  state  già  evidenziate e non so se, addirittura, tra articoli  già
  approvati ed aveva proposto un taglio lineare; di questo si tratta.
   L'onorevole  Dina,  correttamente,  dice  che  prima   di   potere
  esprimere un giudizio vuole comprendere dove andiamo a tagliare. Mi
  sembra  corretto.  Per cui, non vorrei che alla  fine  si  tocchino
  stipendi. Pertanto, quale era, sostanzialmente, il percorso  d'Aula
  che  era  stato  immaginato? Continuiamo  ad  andare  avanti  sugli
  articoli  che non hanno obbligo di spesa, ci fermiamo  un  momento.
  Chiaramente,  non  è  la II Commissione in via  formale  ad  essere
  riunita, ma la Commissione d'intesa con il Governo farà la proposta
  e  siccome  dovrà  esprimere  un giudizio  di  volta  in  volta  la
  Commissione  sul  singolo articolo dovrà  dire  se  è  d'accordo  o
  contrario. Di questo si tratta.
   Andiamo  avanti  sull'articolo 39. Onorevole  Greco,  mantiene  la
  richiesta   di   voto  segreto?  E'  in  discussione  l'emendamento
  soppressivo.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, se non ho capito male,  e  noi
  abbiamo  lavorato  bene,  tutti gli articoli  che  hanno  spesa  li
  dovremmo accantonare, questo è uno di quelli.
   Io  non  lo  so  perché lei insiste a farlo, io sono convinto  che
  questo  articolo  lo  approveremo, ma lo dobbiamo  approvare  e  lo
  dobbiamo  trattare  come tutti gli altri che  abbiamo  accantonato.
  Ecco  perché  le  avevo chiesto la votazione  segreta,  perché  lei
  voleva andare avanti come un trattore e io l'ho bloccato.
   Ritiro  la  richiesta di votazione segreta, però abbiamo  ottenuto
  un'altra ulteriore discussione.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, è un articolo senza spesa.

   GRECO GIOVANNI. Onorevole Dina, è un articolo senza spesa? Se  non
  c'è spesa le chiedo scusa e possiamo andare avanti.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 39.12. Il parere  del
  Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contraria a maggioranza.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per appello nominale.

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 39.12

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 39.12.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            43

   L'Assemblea non è in numero legale.
   Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà fra un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.11, è ripresa alle ore 12.33)

   PRESIDENTE. La seduta  è ripresa.

                                Congedo

   PRESIDENTE.    Ha   chiesto   congedo   per   oggi     l'onorevole
  Mangiacavallo.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 782/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo nella fase della votazione
  dell'emendamento  39.12  soppressivo  dell'articolo  39.  Onorevole
  Ciaccio insiste nella richiesta di appello nominale?

   CIACCIO.   Chiedo  che   l'emendamento  39.12  venga  votato   per
  scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Voto segreto,  addirittura? Onorevoli colleghi, invito
  tutti   a  prendere  posto.  C'è  una  richiesta  di  voto  segreto
  sull'emendamento  39.12.
   C'è  una richiesta di voto segreto formulata dal Movimento  cinque
  stelle in ordine alla soppressione dell'articolo 39.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 39.12.

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento indìco la votazione.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.

   Ricordo  che il parere del Governo era già contrario ed  era  stato
  espresso   la  volta  precedente.  La  Commissione  è  contraria   a
  maggioranza.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           61
   Votanti             61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          18
   Contrari            43

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 39.2. Onorevole Alongi lo ritira?

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  39.14  degli  onorevoli  Cracolici   e
  Gucciardi. Lo leggo:  E' fatto obbligo pubblicare nel sito Internet
  della   Regione  siciliana  per  esteso,  compresi  gli   eventuali
  allegati, entro le successive 48 ore dall'approvazione .
   Onorevole   Cracolici  siccome  lei  lo  ha  scritto,   credo   il
  ragionamento   è   condivisibile,  se  possiamo  estendere   queste
  quarantotto  ore ad un termine più ampio in modo tale  da  dare  la
  possibilità di pubblicazione,  un termine di otto giorni.
   Onorevoli  colleghi  ai  fini  della semplificazione,  l'onorevole
  Cracolici  propone di fare obbligo di pubblicare nel sito  Internet
  della   Regione  siciliana  per  esteso,  compresi  gli   eventuali
  allegati,  entro dieci giorni dall'approvazione. Forse è  opportuno
  presentare i submendamenti , non possiamo litigare su otto,  dieci,
  dodici giorni. Quarantotto ore però è un termine troppo breve.
   Possiamo andare su dieci giorni?
   Onorevole Cordaro, deve pensare quando sarà lei assessore.
   Facciamo  le cose in regola. Si accettano subemendamenti. Comunico
  che  l'onorevole Cracolici ha presentato il subemendamento 39.14.1.
  La proposta dell'onorevole Cracolici è da leggere  dieci giorni'.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO,  assessore  per l'economia. Volevo precisare  che  questo
  subemendamento così come è scritto non può essere accettato  perché
  la nullità è un vizio genetico dell'atto e non può essere applicata
  come   sanzione.   La   sanzione  dovrebbe   essere,   al   limite,
  l'inefficacia, per cui la nullità ad una delibera di Giunta non può
  andare; l'inefficacia sì.
   Quando viene sanata diventa efficace.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  suggerirei  ai
  colleghi di evitare di aprire un dibattito culturale.
   Mi  consenta  l'Assessore  ed anche il  suggeritore:  un  atto  si
  completa di varie fasi, c'è l'approvazione e c'è la pubblicazione.
   La  sua  efficacia può essere immediatamente operativa al  momento
  della approvazione. Ci sono atti, per i quali, la efficacia è  data
  dalla  pubblicazione.  Vorrei dire una  cosa,  tra  l'altro,  sulla
  materia  non  stiamo inventando nulla di nuovo,  per  una  semplice
  ragione che già la Giunta, l'obbligo di pubblicare gli atti ce l'ha
  già;  la  differenza  che  questo  atto  produce  e  che  introduce
  l'obbligo dell'atto per intero.
   Oggi,  la  delibera  di Giunta è pubblicata  solo  per  titolo  e,
  quindi,  suggerirei ai colleghi o pseudo colleghi,  assessore,  nel
  senso  che  non sono parlamentari, di evitare di fare  bizantinismi
  giuridici.
   In  questo caso, il principio è sanzionatorio; se non pubblichi un
  atto  non è valido, quindi è nullo, perché non può esserci un  atto
  che  non si pubblica,  secondo il principio della trasparenza della
  Pubblica Amministrazione.
   Ripeto,  in atto la Giunta già pubblica le delibere ma le pubblica
  per titolo, qui si introduce il principio  per esteso' compreso gli
  eventuali allegati; nulla di più e nulla di meno.
   La  novità - consentitemi - che forse non si è colta, che è invece
  sull'ultimo comma relativo alle determine dirigenziali,  lì  rimane
  il  principio che va pubblicata entro 48 ore perché, anche lì,  non
  vorrei  che  casi  come  quello che abbiamo  appreso  dai  giornali
  attraverso la vicenda dell'Assessorato al Territorio ed ambiente, i
  siciliani  debbano scoprirlo solo dopo che succedono i  fatti.  Gli
  atti di questa Regione devono essere trasparenti, quindi pubblicati
  nei siti.
   Evitiamo di inventarci cose particolari e vediamo di fare cose che
  funzionano.
   Quindi,  la delibera di Giunta va bene i 10 giorni perché  c'è  un
  tempo  di  arricchimento, ma sugli altri atti l'immediatezza,  così
  come  i decreti assessoriali, nel momento in cui vanno in Gazzetta,
  si  chiede  semplicemente  che vanno contemporaneamente  nel  sito,
  quindi nulla di più e nulla di meno,  ma la efficacia degli atti ci
  deve  essere,  perché se non c'è una sanzione  a  questa  procedura
  rischiamo  di  non  aver  creato la norma, quindi,  la  sanzione  è
  necessaria.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo  per  dare  un
  minimo e modesto contributo.
   Le affermazioni dell'Assessore sono parzialmente infondate.
   Le  spiego  subito  perché: richiamando  una  serie  di  principi,
  ovviamente,  di carattere amministrativo: l'efficacia è  l'idoneità
  dell'atto a produrre effetti.
   Qui,  invece,  si  chiede  ben altro,  si  chiede  come  requisito
  essenziale dell'atto, quindi fa parte dell'elemento della struttura
  dell'atto. La efficacia è sempre comunque conseguente alla nullità;
  non so se sono stato chiaro?
   Qui,  si  chiede,  invece, un elemento, come  elemento  essenziale
  dell'atto amministrativo,  cioè improduttivo di effetti Peraltro la
  nullità - mi ascolti - c'è una differenza sostanziale in dipendenza
  del fatto che può farsi valere in ogni stato e grado di giudizio  e
  in   ogni   tempo;    invece  l'inefficacia  rientra   nell'ipotesi
  eventualmente  di  annullabilità,  perché  astrattamente  l'atto  è
  idoneo  a  produrre  effetti,  qui invece  no,   perché  si  chiede
  all'inizio   che   l'elemento  della  pubblicazione  sia   elemento
  indispensabile,   assoluto,   come  elemento   centrale   dell'atto
  amministrativo,   motivo  per  cui  ancora   più   forte   rispetto
  all'inefficacia che riguarda gli effetti giuridici  dell'atto,  qui
  invece,  addirittura  non  è  potenzialmente  produttivo  di  alcun
  effetto se non viene pubblicato. E' una cosa completamente diversa.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Onorevole Fazio il punto che lei ha sollevato è molto
  importante.
   Io  provo, da parte del Governo, a dare una lettura di quello  che
  sta accadendo ma anche una lettura che preservi tutti, e  cerchi di
  dare una giusta soluzione.
   La disquisizione giuridica proverei a farla anch'io: la nullità di
  un  atto  è  un vizio genetico dell'atto, quindi se un  atto  nasce
  viziato non produce effetti.

   FAZIO.   Io  non  entro  nel  merito,  ho  fatto  una  discussione
  giuridica.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea.   La   sanzione  della   nullità   per   la   mancata
  pubblicazione  significa un fatto successivo e   un  atto  perfetto
  diventa  nullo e questo giuridicamente è una sanzione che  non  può
  essere  applica all'atto, mentre i fatti successivi alla formazione
  dell'atto  hanno come sanzioni figure giuridiche diverse,   tra  le
  quali,  in  particolare, l'inefficacia:  diviene inefficace,  nasce
  perfetto e diviene inefficace.
   Quello  che  lei  dice  è  correttissimo,  perché  un  aspetto  di
  pubblicità  potrebbe fare parte dell'atto in sé,  però  se  così  è
  quell'atto  per dieci giorni non avrà nessun effetto e  quindi  noi
  per  dieci giorni avremo le delibere di Giunta bloccate nella  loro
  efficacia:  le  costituzioni di parte civile del  giorno  dopo,  le
  dichiarazioni  di emergenza per i forestali ed è  qualche  cosa  di
  estremamente preoccupante.
   La  sanzione corretta è l'inefficacia sopravvenuta, cioè se  entro
  dieci  giorni  non  viene  pubblicato diviene  inefficace  e  viene
  paralizzato quel provvedimento.

   PRESIDENTE.  Nel  suo intervento l'assessore Reale  dice  che  non
  entra nella questione se pubblicare o meno, dice pubblichiamo, però
  alla nullità sostituisce l'inefficacia.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, Governo,  onorevoli  colleghi,  ho
  l'impressione   che   stiamo  perdendo   di   vista   l'emendamento
  dell'onorevole Cracolici.
   Per   evitare   ciò   preannuncio  che  sto  per   presentare   un
  subemendamento  all'emendamento Cracolici con  cui  chiedo  che  il
  secondo  comma  venga sostituito dal seguente periodo:    L'atto  è
  nullo  se  non  viene  pubblicato nei termini previsti  dall'ultimo
  comma. .
   Il  problema  non  è  se  l'atto  debba   essere  precipitosamente
  elaborato, chiaramente ci sono atti di urgenza, poi mi immagino che
  qualunque  organo collegiale, come la Giunta regionale di  Governo,
  ha  atti  propedeutici  e  preparatori,  per  cui  il  problema   è
  introdurre  il  concetto  di  nullità  in  atti  che  non   vengono
  pubblicati  sul  sito,  integralmente, ed è  una  questione  di  un
  procedimento  che  si  completa con la parte finale  relativa  alla
  trasparenza. Tenendo conto anche di un'altra cosa che non è di poco
  conto,  e  credo che stia nelle ragioni per cui si  è,  come  dire,
  animata   l'Assemblea:   in  mezzo  ad  un  dispositivo,  un   atto
  deliberativo  o  un  atto  dirigenziale, ci  stanno  una  somma  di
  interessi  legittimi  che  trovano  tutela  solo  nella  conoscenza
  immediata  nell'atto  dovendo  dare  ovviamente  certezza,  che  la
  pubblicazione  in  Gazzetta  Ufficiale  oggi  non  consente  quella
  comunicazione erga omnes, generale, che oggi invece avviene con  la
  celerità e la velocità.
   Quindi, signor Presidente, io presento questo subemendamento  dove
  si  introduce la nullità dell'atto se non pubblicato integralmente,
  così  come  all'Organo  collegiale,  così  come  degli  altri  atti
  richiamati nell'emendamento.
   Sostanzialmente,  il procedimento è nullo e non produce  efficacia
  per  la mancata pubblicazione, non per la fretta di pubblicare, poi
  è  chiaro  che  l'atto basta mutuare quello che è  nell'ordinamento
  degli  Enti locali, servono 10 giorni di tempo, un tempo utile  per
  ammannire, completare e collazionare tutti gli allegati.
   Il  problema  è introdurre l'obbligatorietà della pubblicazione  e
  poi,  assessore  Reale,  lei mi insegna  una  cosa,  che  qualunque
  comando  senza  sanzione è una norma di principio, quindi  dovremmo
  varare una norma di sostanza.
   L'efficacia  va  dimostrata e giudicata da un soggetto  terzo.  La
  nullità è immediata, lei mi insegna, e comunque segue l'atto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo,  così
  come   fatto,  presentato  un  subemendamento  con  cui  chiediamo,
  appunto, cinque giorni, ma fermo restando il concetto generale, noi
  oggi   affrontiamo   un  tema  importante,   la   tanta   paventata
  trasparenza, che poi nei fatti diventa motivo di uno scontro fra  i
  singoli  deputati  o  i Capigruppo quando alla Segreteria  generale
  chiedono  gli  atti  e  c'è bisogno di una  procedura  burocratica,
  sostanzialmente  attraverso questo nuovo momento che  noi  vogliamo
  introdurre,  di  fatto  rendiamo più concreta  una  possibilità  di
  trasparenza.
   Fermo  restando  che  nessuno vuole creare momenti  di  confusione
  ulteriore  e  nessuno vuole creare momenti, come dire, sottili  per
  inficiare  gli  atti,  che  invece hanno  un  preciso  percorso  da
  realizzare ed effettuare.
   L'atto  viene  prodotto  -   non entriamo  nel  merito  di  quanto
  l'avvocato assessore Reale ha voluto evidenziare nel dibattito  col
  professore    onorevole    Fazio,   su   cui   chiaramente    negli
  approfondimenti  ci riconosciamo, avendo anche  il  buon  senso  di
  capire  che  c'è materia piuttosto complicata, noi diciamo  che  il
  principio  è:   se non c'è questo momento nei tempi da  rispettare,
  sostanzialmente l'atto non produce gli effetti ; il senso è  questo
  quindi  non vogliamo andare né nel merito della genesi, del momento
  in  cui  nasce l'atto e quindi inficiarne la possibilità in  quello
  stato,  né  voler dire che intendiamo complicare il percorso  dello
  stesso atto.
   Noi   vogliamo  evidenziare  un  principio  che  è  quello   della
  trasparenza degli atti amministrativi che vengono da parte di tutti
  evidenziati, diventino un fatto reale e concreto. Attraverso questa
  procedura  noi  riteniamo, e attraverso la sanzione, riteniamo  che
  non  producendo  gli  effetti, l'atto  sostanzialmente  decade.  E,
  quindi, i termini dei tempi sono questi, fermo restando che  se  un
  atto richiede un'urgenza è entro i cinque giorni, nulla vieta,  che
  può   essere   prodotto  prima  e  quindi  rispettare   i   termini
  dell'urgenza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO. Signor  Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  lungi
  da  me  dal voler fare una lezione, un ripasso di diritto  privato,
  tanto  meno  al  collega  Assessore Avvocato  Reale,  e  però  egli
  certamente  ha  ben  chiara la differenza fra  il  principio  della
  nullità  e quello dell'annullabilità. Cioè il principio di un  atto
  nato morto e quindi, ex tunc, e del principio di un atto che invece
  essendo  annullabile lo diventa da ora e non dal momento della  sua
  origine.
   Ma   il   principio   in  questo  caso,  onorevoli   colleghi,   è
  assolutamente  generale.  Quando  una  legge  diventa  valida   nel
  territorio   regionale?   Quando  viene   promulgata   e,   quindi,
  pubblicata
   Allora,  il tema che noi, oggi, stiamo affrontando è un tema  che,
  sono  convinto,  se  fosse  presente il  Presidente  della  Regione
  farebbe  suo.  Perché  il  Presidente  della  trasparenza  e  della
  legalità  non  potrebbe, certamente, che essere  d'accordo  con  un
  principio, come questo.
   Sono  convinto  che  tutti sposeranno il principio,  tanto  più  i
  colleghi Cracolici e Gucciardi, che hanno posto, correttamente,  il
  problema, mi sfugge il senso della retromarcia ma magari,  che  so,
  ci  avranno  riflettuto,  ma da quarantotto  ore  a  dieci   giorni
  diventa  un   pannicello caldo   ed è la ragione per la  quale  noi
  introduciamo un principio di buon senso.
   E  allora,  l'atto  acquisisce validità, e  quindi  acquisisce  la
  possibilità  di  essere applicato, soltanto dal momento  della  sua
  pubblicazione.  L'atto non esiste all'interno del  corpo  normativo
  regionale, così come qualsiasi altro atto normativo.
   Allora,  il  tema  è:  vogliamo,  davvero,  dare  un  segnale   di
  trasparenza  da  parte  di questo Governo  e  da  parte  di  questo
  Parlamento, soprattutto nei fatti?
   Io  lascerei  impregiudicato tutto l'articolo, o meglio  tutto  il
  subemendamento, però, per un fatto di buon senso -  noi  siamo  una
  ventina  di deputati, assolutamente appartenenti a tutti  i  gruppi
  parlamentari  che  abbiamo  firmato il subemendamento  39.14.1.4  -
  potremmo, al di là dei dieci  giorni che, ripeto, ci pare una mezza
  presa in giro, intervenire sul primo comma, e solo sul primo comma,
  modificando  il  termine di quarantotto ore in un termine,  ripeto,
  che è di buon senso:  cinque giorni.
   Tutto   il   resto,   per  quanto  ci  riguarda,   deve   restare,
  assolutamente, impregiudicato altrimenti diventa un fatto  politico
  e saranno costretti a dire all'esterno che questo Governo non vuole
  la  trasparenza  dei  suoi atti. Siccome questo,  nonostante  tutto
  quanto  sia  accaduto  fino  ad oggi, noi  non  vogliamo  pensarlo,
  invitiamo  il Governo ad esprimere parere favorevole sul 39.14.1.4,
  perché ci pare che, in medio stat virtus, il Governo approvi questo
  subemendamento   ma,   certamente,  la  non   pubblicazione   nelle
  quarantotto  ore dalla data di emissione, termine perentorio  -  mi
  riferisco  all'ultimo  comma  del  subemendamento  a  firma   degli
  onorevoli  Cracolici, Gucciardi - è ragione di nullità dell'atto.
   Questo così, per quanto ci riguarda, deve rimanere,  e quindi  noi
  insistiamo   perché  il  sub  emendamento  e  l'emendamento,   così
  subemendato, vengano posti ai voti ed approvati dall'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI. Rinuncio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi brevemente,  io  ho
  sottoscritto  l'emendamento  insieme  ai  colleghi  proprio  perché
  ritengo   che   cinque  giorni  dall'emanazione   dell'atto   siano
  sufficienti.  Volevo  porre  al  Governo,  all'Aula  ed  anche   ai
  colleghi,   una   riflessione,  invece,  sulla  nullità   dell'atto
  deliberativo. Io ritengo, e lo dico in maniera molto sommessa,  che
  forse  è  eccessivo  che  noi incidiamo sulla  nullità,  perché  la
  nullità  non  afferisce alla pubblicazione  L'atto non  pubblicato,
  non  produce  effetti  ma  non è nullo. L'atto  si  perfezione  nel
  momento  in  cui  viene emanato. A noi che cosa interessa?  A  noi,
  intendo  siciliani,  a  noi  che  abbiamo  anche  la  necessità  di
  impugnare,  o di verificare quell'atto. Interessa che  gli  effetti
  dell'efficacia decorrano dalla pubblicazione.
   Quindi,  non credo che noi possiamo incidere con un emendamento  a
  mutuare  o  a  modificare  quello che è  previsto  dall'ordinamento
  giuridico  in  materia di atti amministrativi.  Cioè,  io  sindaco,
  giunta   municipale,  nel  momento  in  cui  emano  una   delibera,
  quell'atto   lo  perfeziono,  è  valido  non  produce  effetti   se
  quell'atto non viene pubblicato.
   Gli  enti  locali  che  cosa  hanno?  Hanno  una  sanzione  perché
  l'assessore  che  è qui presente se non vengono  inviati  gli  atti
  entro   determinati   tempi  hanno  un  minore   trasferimento   di
  contributo, di risorse. Forse, sarebbe il caso che ragionassimo  in
  termini di sanzioni nel momento in cui non viene pubblicato.  Però,
  forse va rivista quella parte di  entro cinque giorni , non produce
  effetti  fino  alla  pubblicazione. Per cui, se io  cittadino  devo
  proporre  il  ricorso avverso un atto di una delibera  so  che  gli
  effetti  mi  decorrono dalla pubblicazione, ma non posso  dire  che
  quell'atto  non  esiste se io non lo  pubblico, perché  onestamente
  ritengo che non sia così.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, l'intervento  dell'onorevole
  Grasso,   secondo   me,   è  puntuale.   Va   aggiunta   solo   una
  preoccupazione,  che  l'Aula nello spingersi  oltre  trasforma  una
  norma  utile ad una norma che paralizza ogni cosa, perché da  norma
  di trasparenza rischia di trasformarsi con emendamenti.
   l'Aula  vive di emozioni, signor Presidente. Poco fa se non  fosse
  venuto  meno  il  numero  legale, non  ci  sarebbero  tutti  questi
  emendamenti  e  già  avremmo  votato solo  con  la  correzione  del
  Governo, l'articolo 39. E' la mia mancanza di esperienza che mi  fa
  anche  capire e conoscere l'Aula ed è una cosa strana. Tutto ad  un
  tratto  l'Aula si lancia in proposte che si spingono,  secondo  me,
  molto oltre quello che è lo spirito della norma.
   Ed  allora, io certamente valuterò per quanto mi riguarda un punto
  di  vista personale con assoluta serenità gli emendamenti. Però, io
  raccomanderei ai colleghi di non trasformare questa  norma  in  una
  norma  che  serve  solo a fare diventare atti,  in  questo  caso  i
  bilanci,  una  sorta  di  operazione trasparenza  in  un'operazione
  paralizziamo  ogni cosa perché poi le amministrazioni  in  generale
  saranno  sommerse  perché  è un'arma a doppio  taglio  questa.  Poi
  saranno  sommerse  da coloro i quali proporranno di  bloccare  ogni
  cosa  perché  poi  ci sarà la cultura del sospetto  su  ogni  cosa,
  perché noi sappiano che i bilanci poi, alla fine, sono degli schemi
  molto  tecnici  che  si presteranno per coloro  che  non  li  sanno
  certamente  leggere  a sospetti e a cacce alle streghe,  quindi  ci
  sarà   poi   un   effetto   boomerang.  Quindi,  io   raccomanderei
  all'Assemblea molta attenzione. Con umiltà.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo d'accordo
  con  l'emendamento  che  introduce questo tipo  di  sanzione,  così
  chiamiamola, della nullità dell'atto e sulla tempistica  anche  dei
  cinque  giorni, anche perché ci sembra che sulla base del   decreto
  legislativo n. 33 del 2013 sulla trasparenza la Sicilia è stata più
  volte ripresa perché nell'ultimo passaggio, sui 67 indicatori, solo
  29  sono  risultati positivi e chiaramente fra i 67  indicatori  ci
  sono  anche quelli della pubblicazione degli atti e tutto il resto.
  Anche perché proprio il decreto legislativo n. 33 prevede tutta una
  serie di articoli che riguardano la pubblicazione degli atti.
   Quindi,   a   margine  di  questo  ragionamento,  è   ovvio   che,
  probabilmente, dobbiamo insistere con maggiore forza perché  non  è
  ingessare  l'azione della pubblica amministrazione,  come  sostiene
  l'onorevole  Milazzo,  ma è dare invece un  senso  alla  burocrazia
  regionale  di rispetto dei cittadini che devono, invece,  usufruire
  delle  leggi  che  vengono fatte o delle pubblicazioni  che  devono
  avvenire all'interno del sito.
   E,  soprattutto,  visto  che l'articolo  parla  di  finanziare  in
  qualche   modo,  di  utilizzare  le  somme  che  dalla   precedente
  finanziaria erano stati stanziati 2 milioni di euro circa o la loro
  rimanenza  a  favore della pubblicazione degli atti  sui  giornali,
  annuncio  che presenterò un ordine del giorno nel quale  impegniamo
  il Governo ad attivare anche le forme sui siti internet, visto che,
  appunto,  il Ministro Magellano della Pubblica amministrazione,  ha
  decretato che la Sicilia al momento è l'ultima regione d'Italia  in
  fatto  di  corrispondenza sul decreto legislativo n. 83 e,  quindi,
  sulla trasparenza.

   PRESIDENTE.  Ha è iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare  una
  considerazione  di  ordine  politico.  Fermo  restando  il   valore
  dell'emendamento   che,   certamente,   va   nell'indirizzo   della
  trasparenza,  della  comunicazione,  della  legalità,  per  la  mia
  esperienza di Giunta, c'è un aspetto di natura politica  che  è  il
  lavorio  che  si fa da parte del Presidente con gli  Assessori  per
  l'adozione  di  una  delibera  di  Giunta.  E  c'è  poi   l'aspetto
  amministrativo che riguarda la Segreteria generale.  Quello  che  è
  proprio  in  se  stesso l'aspetto tecnico della  pubblicazione  che
  certamente non può essere curato dal Presidente, dal Vicepresidente
  o da un Assessore, va ad intaccare la sfera dei ruoli di quelli che
  sono  della  Segreteria generale rispetto alla quale,  caricare  un
  impegno  così  forte  e  così  consistenti  in  termini  temporali,
  ovviamente, può creare qualche difficoltà.
   La  rimetto  come riflessione questa al Parlamento perché  le  due
  cose,  politica e attività dell'Amministrazione, devono  essere  in
  sintonia.

   PRESIDENTE.  Ha è iscritto a parlare l'onorevole Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente  al
  Governo  volevo sottolineare un po' le scelte che hanno  indotto  a
  questo  nostro subemendamento 39.14.1.4 che sono, signor Assessore,
  nella  direzione  di  voler in maniera anche rispettosa  e  serena,
  distinguere tra quelle che sono le delibere di Giunta rispetto alle
  quali  fissiamo  il  termine di cinque giorni e  invece  i  decreti
  dirigenziali.
   Noi,  ovviamente,  ringraziamo il buon senso e  la  buona  volontà
  espressa  dalle  forze politiche di maggioranza  in  testa  il  PD.
  Chiaramente,  ci  preoccupiamo rispetto a  questo  passo  indietro.
  Crediamo  che  sia  venuto a mancare qualcosa nel  dialogo  con  il
  Governo,  ma, non di meno, vogliamo ulteriormente tendere una  mano
  alla loro offerta e alla loro proposta sottolineando però, con buon
  senso,  che  chiaramente una cosa sono le delibere di Giunta  altra
  cosa  sono i decreti dirigenziali. Questo nella consapevolezza  che
  le  delibere di Giunta come atto giuridico espresso da un  Collegio
  vanno  tenute  in  una diversa considerazione. Sia questo  rispetto
  alla  pluralità  di  persone  che vengono  coinvolte,  diversamente
  rispetto a quanto avviene con il decreto dirigenziale, sia rispetto
  al  valore  e alla responsabilità che chiaramente un atto  politico
  come  la  delibera di Giunta ha, e che in quanto atto  politico  va
  tutelato e cautelato.
   Questo  da  parte  del Gruppo di Forza Italia non con  riferimento
  soltanto a quel principio della trasparenza e del palazzo di  vetro
  che  tante volte - forse in maniera non dico impropria ma  talvolta
  eccessivamente  caricata - è stata sostenuta  in  questi  mesi  dal
  Governo  ma  rispetto invece a quel principio  che  abbiamo  citato
  anche   ieri   di  sussidarietà  orizzontale  e,  soprattutto,   di
  accessibilità agli atti da parte dei cittadini. Quindi inviterei il
  Governo a valutare questo sub emendamento tenuto conto che tiene in
  giusta considerazione il valore degli atti politici.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  sono
  soddisfatto  che  l'emendamento presentato dal Partito  democratico
  abbia   prodotto  una  discussione  ed  un  dibattito   all'interno
  dell'Assemblea. Quando si tratta di trasparenza e dell'affermazione
  del  principio  di  legalità nella sua  accezione  più  generale  è
  sempre, certamente, un fatto positivo.
   Però,  credo che non possa trasformarsi un atto, che deve comunque
  non  impedire il normale fluire della Pubblica amministrazione, del
  procedimento  amministrativo, in una gara a chi più di  altri  vuol
  costruire procedure di trasparenza, in questo caso nei rapporti con
  gli organi di governo della Regione siciliana.
   E  mi  sembra del tutto stucchevole, peraltro, il dibattito  sulla
  nullità  o  sull'annullabilità ed in specie sugli effetti giuridici
  della nullità che, in questo caso, opererebbe ex legge, quindi, non
  provocherebbe  le  problematiche e  le  preoccupazioni  che  alcuni
  colleghi hanno esposto.
   Peraltro, volevo dire che potrebbe risolvere nel senso di  un  più
  che  il legislatore può dire in questo caso, ma non sarebbe neppure
  sufficiente, l'emendamento presentato dall'onorevole Panepinto e da
  chi  vi  parla, per cui l'atto non pubblicato nei termini  previsti
  dalla legge è nullo e non produce alcuna efficacia.
   Dico  che  sarebbe del tutto inutile, perché - per chi mastica  un
  po' di diritto - la differenza principale fra l'annullabilità e  la
  nullità ci hanno insegnato nelle aule dell'università è esattamente
  l'efficacia:  mentre  l'efficacia dell'atto  annullabile  opera  ex
  nunc,   nel   momento   in   cui   con  provvedimento   costitutivo
  dell'autorità  giudiziaria  viene  dichiarata  l'annullabilità   il
  provvedimento nullo opera ex tunc, nel senso che la sua inefficacia
  opera nel momento in cui è stato posto in essere inutilmente.
   Allora,  rispetto  a  tutto  questo, io credo  che  l'approvazione
  dell'emendamento 14.1.6, che precisa esattamente quello che  già  è
  un principio generale dell'ordinamento giuridico, può contribuire a
  dare  serenità  e  ad  assicurare che non ci saranno  assolutamente
  contenziosi, perché avendo - se il Parlamento riterrà - individuato
  un  percorso di nullità ex legge, di diritto la nullità opererà  ex
  tunc  e,  quindi, non ci sarà il problema o i problemi  che  alcuni
  colleghi hanno paventato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi  addentro
  su un terreno di disquisizioni giuridiche, di confronti su tesi che
  possono  più o meno affascinare o appassionare, c'è una consolidata
  giurisprudenza  di  diritto  amministrativo  sull'efficacia  o   la
  nullità  circa  la  pubblicazione degli atti da  parte  degli  enti
  pubblici.
   E   sulla   trasparenza  vorrei  soltanto  dire  -   a   proposito
  dell'emendamento presentato e oggetto di valutazione - che  il  mio
  Gruppo  è concorde sull'opportunità di fissare in cinque giorni  la
  data  entro  la  quale deve avvenire la pubblicazione  degli  atti,
  nella consapevolezza che molti atti vengono deliberati soltanto  in
  bozza e bisogna ragionevolmente dare il tempo agli uffici perché lo
  spirito  portante  dell'atto stesso possa essere  tradotto  in  una
  forma giuridicamente, e dal punto di vista lessicale, accettabile.
   Colgo l'occasione, invece, signor Presidente, per richiamare lei e
  l'attenzione  del  Governo  regionale sul  tema  della  trasparenza
  soltanto  in  un  minuto  (abbiamo  in  tutto  diciotto  minuti   a
  disposizione).
   Io  credo  che  quest'Assemblea debba  aprirlo  un  confronto  col
  Governo  perché, al di là degli atti del Governo  regionale  ,   la
  inosservanza  del  decreto legislativo n. 33  del  2013  in  questi
  Palazzi della Regione è un fatto pressoché ricorrente. E non  è  un
  caso  che  proprio  un  vicino collaboratore del  Presidente  della
  Regione, il Capo di Gabinetto, abbia pubblicato un profilo come  la
  legge   prevede  assolutamente  privo  di  notizie  e  di  elementi
  essenziali. Ha dovuto correggere questa dizione, che io  mi  auguro
  non  dolosa,  soltanto  dopo uno specifico  richiamo  da  parte  di
  soggetti esterni.
   In  molti  uffici  la  trasparenza  rimane  soltanto  un  tema  di
  confronto  e  di  discussione ed, invece, la gente  ha  il  diritto
  all'accessibilità per potere operare fino in fondo l'esercizio  del
  controllo.  Ecco  perché, mi chiedo, e chiedo al  Governo,  analoga
  norma  non potrebbe essere adottata per tutte le società sottoposte
  al  controllo  della  Regione? Analoga norma  non  potrebbe  essere
  adottata  per i consorzi, per le partecipate, per gli  enti  locali
  che invece operano in assenza di qualunque potere sanzionatorio?
   Credo,  signor assessore Agnello, signor assessore Reale e signora
  Vicepresidente,  che  il Governo dovrebbe  porsi  il  problema  del
  rispetto  delle norme sulla trasparenza in centro e nelle strutture
  periferiche  se vogliamo evitare che la degenerazione morale  della
  quale abbiamo notizia proprio in questi giorni, possa diventare una
  malattia contaminante per tutta la pubblica amministrazione.
   Questo  è  un  segnale  positivo che noi  apprezziamo  soprattutto
  perché  viene  dal partito del Governatore. Vorremmo augurarci  che
  anche il Governatore assumesse consapevolmente la responsabilità di
  fare  della trasparenza un metodo, imponendolo anche alle strutture
  non direttamente sottoposte ad un controllo quotidiano da parte del
  Governo   stesso   e  vorrei  che  nei  confronti   del   direttore
  responsabile,  che  è  poi  colui  che  deve  vigilare  sull'esatto
  rispetto  della norma, si operasse almeno da parte del  Governo  un
  richiamo   formale   e   sostanziale   perché   molto   spesso   la
  responsabilità che viene attribuita all'organo politico è e  ricade
  del  tutto sulle responsabilità dirigenziali, distrazioni e qualche
  volta  connivenze  com'è  accaduto di recente  all'assessorato  dei
  trasporti dove assieme alla responsabilità di un dirigente che  non
  ha  fedelmente  dichiarato  uno  status  di  incompatibilità  e  di
  conflitti di interesse si è registrato l'avallo, e vorrei non fosse
  così,  ma  temo  la compiacenza del direttore del dipartimento.  Su
  questo,  naturalmente, stiamo esperendo le necessarie indagini,  ma
  invito   il  Governo  ad  operare  perché,  alla  luce  di   questo
  emendamento che può essere un fatto occasionale, e mi auguro non lo
  sia,  si  possa  finalmente  porre  al  centro  dell'attenzione  la
  questione  trasparenza, partendo innanzitutto  dai  dirigenti,  dai
  capi  dipartimento, cioè dalle figure preposte al rispetto rigoroso
  delle norme previste dal decreto legislativo n. 33.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'appassionato
  dibattito che sta allungando anche i tempi dell'esame di una norma,
  ma  soprattutto  della  finanziaria per la  quale  dovremmo  invece
  stringere   i   tempi,  è  sicuramente  indice  dell'interesse   di
  quest'Aula  a che gli atti abbiano una loro pubblicità e  una  loro
  trasparenza. E' sicuramente una esigenza avvertita che  attualmente
  è garantita dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
   Io   penso  che  dovremmo  modernizzare  gli  attuali  sistemi  di
  pubblicità, prevedendo non solo una pubblicazione cartacea ma, come
  esattamente  detto  nell'emendamento del  Partito  Democratico,  la
  pubblicazione  sui siti internet dove oggi è assolutamente  agevole
  entrare, consultarli e soprattutto avere una memoria storica che  è
  difficilmente attuabile in altre circostanze.
   Non   voglio  entrare  sul  dibattito  nullità,  annullabilità   e
  quant'altro  ma  sicuramente una sanzione per l'inosservanza  della
  norma è determinante e importante.
   Credo che si possa trovare una ipotesi di mediazione nel ridurre o
  nell'aumentare  i  tempi dalle 48 ore previste  ai  cinque  giorni,
  anche  perché  spesso gli atti possono essere  adottati  in  giorni
  festivi, prefestivi, che comunque possono creare delle difficoltà e
  accogliere l'ipotesi dell'emendamento dell'onorevole Panepinto  che
  dovrebbe sanare alcune perplessità.
   Andiamo avanti velocemente per il resto, garantendo quello  che  è
  uno  scopo  essenziale di questo Governo che è la  trasparenza  dei
  propri  atti e l'indirizzo. Io ho sentito parlare qualche  deputato
  di  marcia  indietro  rispetto a quello  che  si  stava  facendo  e
  addirittura  qualcun  altro  di una cultura  del  sospetto  laddove
  dovessero essere pubblicati gli atti.
   Quello  che noi chiediamo sicuramente è quello che viene garantito
  dall'articolo 39, è la trasparenza e la pubblicità degli atti, cosa
  per   cui  quest'Aula  è  assolutamente  d'accordo,  troviamo   una
  mediazione nei cinque giorni e nell'ipotesi di Panepinto e  andiamo
  oltre.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  dopo   ampio
  dibattito anche con l'ausilio degli uffici saremmo arrivati ed è la
  soluzione  che  vorrei  comunicare  all'Aula,  anche  grazie   agli
  interventi  dei costituzionalisti che abbiamo l'onore di  avere  in
  quest'Aula, come il Professore Fazio, la Professoressa Anselmo,  la
  categoria giuridica da utilizzare per fare una norma che non  possa
  essere  dichiarata  nulla  al  vaglio  di  costituzionalità  è   la
  inefficacia.  Quindi, la proposta che io faccio - e credo  che  sia
  una  proposta  di buon senso oltre che giuridicamente  valida  -  è
  quella  di sostituire al secondo comma e all'ultimo comma la parola
   nullità'  con  la parola  inefficacia' che è il termine  giuridico
  corretto.
   Io   quindi  inviterei  tutti  i  colleghi  a  ritirare  tutti   i
  subemendamenti,  fermi  restando  quelli  ovviamente  relativi   al
  termine  e  credo che poi resti quello di cinque giorni  perché  ho
  sentito   gli  interventi  dell'onorevole  Musumeci,  del   collega
  Cancelleri e di tutti gli altri capigruppo, mi pare che questa  sia
  l'indicazione.
   Quindi,  siamo  su  questo tema da oltre un'ora,  abbiamo  qualche
  altra  cosetta  da fare a occhio e croce, inviterei i  colleghi  ad
  accelerare  i  lavori  perché ci aspettano anche  delle  prove  non
  certamente facili.

   PRESIDENTE.  Penso che sia una proposta, obiettivamente,  di  buon
  senso. Il dibattito è stato abbastanza appassionato. Se non ci sono
  altri  interventi, aspetterei il ritiro dei subemendamenti o  degli
  emendamenti. Se lei formalizza onorevole Cordaro un subemendamento,
  sostituire  la  parola   nullità'  con  'inefficacia',  poniamo  in
  votazione  prima  il  suo subemendamento e quindi  lei  era  sui  5
  giorni.
   Io  ho  un  emendamento dell'onorevole Gucciardi che parla  di  10
  giorni,  quindi  è  l'emendamento più lontano  dalle  48  ore.  Se,
  onorevole   Gucciardi,  lei  ritira  l'emendamento  di  10   giorni
  sostanzialmente  a  seguito  del  dibattito  e  anche   a   seguito
  dell'intervento  dell'onorevole Malafarina,  c'è  un'intesa  sui  5
  giorni   e   anche   inefficacia ,  approviamo  questo  emendamento
  presentato  dall'onorevole Cordaro sul quale possiamo essere  tutti
  d'accordo  e andiamo avanti, quindi decadono tutti gli altri.

   GUCCIARDI. Se è finito il dibattito lo ritiro.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  presidente, non volevo intervenire  perché  sono
  d'accordo  che gli argomenti della finanziaria che ancora attendono
  l'Aula sono assolutamente importanti e forse anche più di quello di
  cui  ci  stiamo occupando. Avendo, però, sentito tutti gli illustri
  interventi  dei  colleghi, credo che un minimo  di  chiarezza  deve
  essere  fatta.  L'inefficacia non è una categoria giuridica,  è  la
  conseguenza che opera o ex nunc  o ex tunc a seconda che si  tratta
  di atto nullo o atto annullabile.
   Dire  che l'atto è inefficace è la conseguenza di un atto nullo  o
  annullabile.  Non   può  dirsi  così  semplicemente  che  l'atto  è
  inefficace,  ma  inefficace perché? L'atto  è  nullo  e  come  sono
  convinto   perché  la  pubblicazione  è  condizione  di  perfezione
  dell'atto  che  diventa valido nel momento in cui viene  pubblicato
  perché prima è  . Tandem non ?.. oppure non vi è altra strada.
   Introdurre,    quindi,   come   atto   normativo   la    categoria
  dell'inefficacia  senza  che  vi  sia  il  presupposto  di   questa
  inefficacia,  credo che sia ..?..  Scusate  non volevo  intervenire
  ma alcune cose vanno chiarite.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, tutti gli  interventi  hanno  un
  fondamento  giuridico  importante perché  si  può  dire  tutto,  il
  contrario di tutto, dipende dal punto di vista dal quale si parte e
  dove   si   vuole  arrivare.  Dico,  obiettivamente,   ha   ragione
  l'onorevole  Assenza; ha ragione l'onorevole Fazio,  abbiamo  tutti
  ragione  anche  gli  assessori.  Il discorso  è,  scusate  dobbiamo
  trovare   una  soluzione,  che  noi  stiamo,  in  questo   momento,
  legiferando e ci dobbiamo rendere conto da legislatori anche  sulla
  base  della  nostra esperienza di amministratori, mi sia consentito
  dire,   che   mettere   dei  termini  troppo   stringenti   diventa
  problematico per il procedimento amministrativo.
   Si  può  dire che è inefficace; si può dire che è nullo;  possiamo
  discutere quanto vogliamo ma, ripeto, noi in questo momento  stiamo
  legiferando  e  stiamo  dettando una  regola  alla  quale  si  deve
  adeguare  il Governo, non stiamo cambiando l'ordinamento  giuridico
  né  abbiamo  la  presunzione  di cambiare  l'ordinamento  giuridico
  generale.
   Pensavo che ci fosse stato, comunque, un accordo sulla base  degli
  interventi   sull'emendamento  che  presenterà  o   ha   presentato
  l'onorevole Cordaro.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  presidente, non vorrei riaccendere  ovviamente  la
  polemica,  però mi spiace, francamente, aver ascoltato alcune  cose
  che secondo me sono parzialmente imprecise.
   La  prima  cosa che bisogna in qualche modo verificare è:  può  il
  governatore  regionale individuare una fattispecie di  nullità  non
  prevista dalla legge statale? Prima domanda.
   Seconda  domanda:  l'atto  è  nullo quando  manca  degli  elementi
  essenziali.
   La  legge  numero  241 del 1990 e la legge del  2005  individuano,
  nell'ambito degli elementi essenziali, alcune fattispecie tipiche.
   Nell'ipotesi che andiamo ad esaminare, l'atto è perfetto,  valido,
  ma  improduttivo  di  effetti,  motivo  per  cui  ritengo  sia  più
  opportuno introdurre la fattispecie dell'inefficacia giuridica  che
  l'ipotesi   della  nullità,  in  dipendenza  del  fatto   che,   il
  legislatore  regionale, non può introdurre ex novo fattispecie  non
  previste dalla legge statale di nullità dell'atto amministrativo.
   Quindi,  poiché  attiene  alla  fase  successiva  dell'integrativa
  dell'efficacia  non può non introdursi come sanzione  l'inefficacia
  dell'atto.
   Peraltro  - consentitemi -, dal punto di vista dell'utilità  della
  collettività  nulla toglie perché l'atto inefficacie è improduttivo
  di  produrre  effetti  giuridici, quindi,  non  incide  nell'ambito
  della   sua  posizione  poiché  non  è,  ovviamente,  ostativo   ad
  impugnarlo  ed  a farlo valere in giudizio la mancata,  ovviamente,
  pubblicazione che determina l'inefficacia dell'atto.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dicevano i latini:
   mala tempora currunt .
   Io,  tutte  queste passerelle di avvocati - che poi tra  le  altre
  cose  qualche  amico c'è - che sviscerano questa loro sapienza  nel
  distinguere su alcune parole, se va così o va colì o se sono 48 ore
  o se devono essere 72 ore.
   Proporrei  ai  colleghi di mettere in votazione chi  è  stato  più
  bravo  degli  avvocati  perché, vedete,  la  cosa  che  conta,  più
  importante,  è che fuori aspettano maledettamente che  noi  votiamo
  finalmente  questa  finanziaria, noi siamo stanchi  e,  quindi,  ci
  vogliamo  godere  qualche giornata, ma se  dobbiamo  andare  ancora
  avanti a chi è più bravo, a chi la dice più buona, sono un semplice
  ragioniere,  faccio i conti immediati, all'esterno la  pentola  non
  bolle, quindi, le chiacchiere sono inutili o sono 48 ore o votiamo,
  5 giorni, l'importante è che ce ne andiamo.

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stato  presentato   l'emendamento
  39.14.1.9, a firma dell'onorevole Cordaro, per il quale sembra  che
  ci sia una certa condivisione: la parola  nullità', ove ricorra,  è
  sostituita  da   inefficacie' e le parole  le successive  48  ore',
  sono sostituite da  i successivi 5 giorni' .
   Onorevole  Gucciardi, ritira l'emendamento che prevede  10  giorni
  perché ha fatto un emendamento unico e, quindi, mi farebbe decadere
  a seguire tutti gli altri.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, su  ciò  che  è
  stato  detto  e  discusso  e, peraltro,  ho  ascoltato  per  ultimo
  l'intervento  dell'onorevole Assenza che, essendo  notoriamente  di
  costruzioni   politiche  molto  diverse  dalle  mie,  ha   espresso
  esattamente  l'opinione  che chi ha imparato  qualcosa  nelle  aule
  universitarie non dovrebbe mai dimenticare.
   L'inefficacia, continuo a ritenere - e non credo che  sia  oggetto
  di   mediazione   politica  e,  quindi  ,mi   affido   ai   tecnici
  dell'Assemblea - non sia una categoria a parte ma è  una  categoria
  conseguente   a   quelli   che  sono  i   vizi   tipici   dell'atto
  amministrativo che sono la nullità e l'annullabilità.
   Ho  ripetuto  e  ribadisco che l'annullabilità  va  dichiarata  e,
  quindi  opera  ex nunc  nel momento in cui è dichiarata ed  ha  una
  serie  di  motivazioni che la determinano; la  nullità,  in  questo
  caso, un Parlamento, il legislatore la farebbe operare  ex lege  di
  diritto  e,  quindi,  con efficacia  ex tunc .  Quindi,  ribadisco,
  tutt'al   più   per  chiarirci  potremmo  aggiungere   alla   norma
  l'emendamento  39.14.1.6,  a  firma  degli  onorevoli  Panepinto  e
  Gucciardi,  ad abundantiam , che l'atto non pubblicato nei  termini
  previsti dall'ultimo comma è nullo e non produce alcuna efficacia.
   Tuttavia,  ripeto,  siccome non credo che  si  possa  trattare  di
  materia  soggetta a mediazione politica, mi affido  ai  tecnici  e,
  quindi, ciò che scriveranno i tecnici dell'Assemblea sarà,  da  me,
  assolutamente  condiviso, fermo restando  che  l'obiettivo  che  si
  voleva  raggiungere  è assolutamente chiaro e condiviso,  peraltro,
  credo, dall'intero Parlamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se c'è accordo ci affidiamo  agli
  uffici  dell'Assemblea,  perché entriamo  in  categorie  giuridiche
  sulle quali c'è stata molta disquisizione e rischiamo di commettere
  errori.
   C'era un'ulteriore proposta di un collega avvocato di inserire  il
  termine  cessa di avere efficacia .

   CRACOLICI. La Giunta sappia che l'atto va contro di loro

     PRESIDENTE. Ma infatti abbiamo toccato il punto. Qua il discorso
  è che se in quei cinque giorni l'atto può avere efficacia o no meno
  con tutte le conseguenze. Per tradurlo in altri termini: se c'è  un
  atto di Giunta in forza del quale è stato sottoscritto, ad esempio,
  un   contratto  con  un  privato  ci  saranno  degli  effetti   tra
  l'Amministrazione  e quel privato, anche se poi l'atto  cesserà  di
  avere efficacia o comunque sarà nullo.

   GUCCIARDI.  L'atto  viene pubblicato in tempo reale.  E'  un  atto
  urgente.

   CRACOLICI. L'atto produce effetto dal momento della pubblicazione.

   PRESIDENTE.  Lasciamo gli emendamenti che sono  stati  presentati,
  dobbiamo uscire da questo ragionamento.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  capisco
  che  la  discussione è stata lunga, però, credo, che non  si  possa
  pensare che si annulla tutto ciò che è stato fatto e la Giunta deve
  ricostituirsi   e   rifare  gli  stessi  atti,  perché   questo   è
  aggravamento  del  procedimento. Quindi, credo,  che  bisogna  solo
  aggiungere che l'efficacia degli atti avviene con la pubblicazione,
  senza parlare di nullità e annullabilità.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'ultimo  intervento  è  stato,
  penso,   chiarificatore.   Onorevole  Lentini   come   può   vedere
  l'intervento degli avvocati a volte serve. Non voglio difendere  la
  categoria, perché parlando si arriva anche alla soluzione di ordine
  politico, perché la questione è politica non è tanto giuridica.
   Onorevole Cracolici, l'intervento dell'onorevole Sudano  forse  ha
  dato  la via d'uscita, potremmo in qualche modo scrivere che l'atto
  produce  effetti dalla sua pubblicazione e, comunque, non  oltre  5
  giorni  pena  la  nullità,  cioè, se la  Giunta  ha  l'interesse  a
  pubblicarlo, lo pubblica, se non ha interesse a pubblicarlo non  lo
  pubblica.
   Onorevole   Sudano  grazie,  avvocato  Sudano,   grazie.   Allora,
  onorevole Sudano, se vuole sottoscrivere questo emendamento  l'atto
  produce  effetti dalla sua pubblicazione e, comunque, non  oltre  5
  giorni  pena  la sua nullità . Quindi, se la Giunta ha interesse  a
  pubblicarlo, lo pubblica subito.

   CORDARO. Giuridicamente questa è la peggiore delle soluzioni.

   PRESIDENTE. Scusate, se tu non lo pubblichi, se non è efficace, tu
  lo  puoi  pubblicare dopo 200 giorni, non vuol dire. No.  Onorevoli
  colleghi, sospendo l'Aula per 5 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.42, è ripresa alle ore 13.48)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  per  chiarezza,   sono   stati
  presentati  numerosi subemendamenti. Siccome siamo  a  metà  strada
  della  finanziaria,  se  introduciamo  il  sistema  emendamenti   e
  subemendamenti non andiamo avanti.
   Per  cui,  approvato  uno  decadono tutti  gli  atri.  Non  entro,
  neanche, nel merito perché ce ne sono alcuni che non sono, proprio,
  attinenti con l'emendamento. Possiamo discutere 48 ore, 5 giorni ma
  tutto il resto
   Allora  è:   L'atto  produce effetti dalla sua  pubblicazione  che
  deve, comunque, avvenire entro 5 giorni pena la nullità .
   Significa che se il Governo ha urgenza di pubblicare, lo  pubblica
  seduta stante, finita la Giunta lo pubblica, in corso di giunta  lo
  pubblica.  Anche una costituzione di parte civile,  come  ha  detto
  l'assessore Reale.
   L'onorevole  Gucciardi  dichiara  di  apporre  la  propria   firma
  Gucciardi. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole  Alongi, stiamo introducendo materia  un  poco  difforme
  rispetto  all'emendamento. Se siamo a metà finanziaria è  questione
  di impostazione.
   Nelle  vecchie finanziarie era ammissibile, ora - dico - mi faccia
  attenere   rigidamente   alla  questione   degli   emendamenti.   I
  subemendamenti  devono  essere  strettamente  attinenti   con   gli
  emendamenti.  Non  sto  dicendo che  non  lo  siano  in  esclusiva.
  Siccome,   però,  l'emendamento  si  riferiva  ad  un  procedimento
  amministrativo  attinente  alla  Regione  siciliana,  lei  mi   sta
  allargando il raggio d'azione che riguarda i comuni, gli  enti,  le
  società partecipate e quant'altro.
   Per  cui, può esserci anche un altro deputato che, legittimamente,
  introduce  altri  argomenti.  Per  cui  non  lo  voglio  dichiarare
  inammissibile perché ha una sua valenza.
   So di che cosa si tratta, è un fatto procedurale.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, soltanto  un  minuto  di  attenzione.
  Comprendo la sua preoccupazione che è legittima.
   Signor Presidente, stiano approvando una norma in finanziaria  che
  è  importante, quella della trasparenza degli atti, ci  mancherebbe
  altro   Aggiungo  che  sui  temi della  trasparenza  nell'interesse
  dell'ente,  dei soldi pubblici, non si perde mai tempo.  Questo  il
  mio  primo  pensiero. Questo lo dico per chi, probabilmente,  pensa
  che  sia  una  perdita di tempo. Ma aggiungo a questo:  oltre  alla
  Regione  che  deve  pubblicare  gli  atti  entro  cinque  giorni  -
  decideremo  adesso  come votare la norma -  credo  che  ci  sia  un
  aspetto  importante  e, poi, signor Presidente  concludo  e  ritiro
  l'emendamento  (non  è  quello  il problema),  ma  voglio  lasciare
  traccia  nel  mio  intervento perché avevo  già  predisposto  prima
  ancora di questo emendamento un ordine del giorno.
   Allora,  a  questo punto dichiaro di ritirare anche  l'ordine  del
  giorno, però con i miei colleghi di Gruppo presenterò un disegno di
  legge   perché  ritengo  che  i  comuni,  gli  enti,   le   società
  partecipate, i consorzi che svolgono attività con risorse pubbliche
  devono attuare la massima trasparenza.
   Questi enti che ricevono risorse pubbliche devono pubblicare, alla
  stessa  maniera,  come  avviene per la Regione  gli  atti,  con  la
  massima  trasparenza e celerità. E aggiungo a  questo  che  bisogna
  inserire  anche  una  clausola: che la mancata  pubblicazione  deve
  produrre  anche  un effetto e ritengo che l'effetto drastico  debba
  essere  quello  della revoca del finanziamento.  Aggiungo  un'altra
  cosa  importante  che forse sfugge: esistono dei  segmenti  attorno
  alla  politica, che la pubblica amministrazione, i funzionari della
  politica, i politici passano e i funzionari restano. Credo  che  su
  questo  campo  si  debba  fare  fino  in  fondo  una  battaglia  di
  trasparenza e di correttezza e anche l'ultimo ente che è  fatto  di
  una  sola  persona che gestisce anche mille euro deve dare  massima
  pubblicazione  delle risorse pubbliche che vengono  utilizzate.  Su
  questo non mi fermerò assolutamente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, su questo proposito  siamo  tutti
  d'accordo.  E'  stato  proprio l'onorevole  Musumeci  a  richiamare
  l'attenzione  della  compatibilità ed integrazione  con  una  legge
  nazionale,  che è il decreto legislativo numero 33.  Quindi,  penso
  che  possa essere questa materia della quale quest'Aula può e  deve
  occuparsi, magari facendo un testo unico, elaborando tutto ciò  che
  vogliamo; non possiamo andare a spizzichi e bocconi, rischiando  di
  fare danno.
   Per  cui,  la  ringrazio  del suo buon senso  nell'avere  ritirato
  l'emendamento e magari trasformandolo in ordine del giorno.

   DIGIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACINTO. Signor Presidente, vorrei dire al collega Alongi   che
  i  comuni e le unioni dei comuni hanno già questo obbligo; hanno un
  obbligo semplice.
   Il   segretario   comunale,  ogni  tre   mesi,   deve   comunicare
  all'Assessorato  degli enti locali la pubblicazione  dei  documenti
  all'albo  del comune pena il non trasferimento della trimestralità.
  Quindi, lei vuole doppiare ciò che già c'è, per cui, con un po'  di
  buon  senso  questa  è una cosa che non andava  neanche  presentata
  perché già i comuni hanno questo obbligo ed è ben preciso.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esiste il  decreto
  numero 33 del 2013 che è entrato in vigore già da quest'anno, l'1
  gennaio  2014, che obbliga la Regione, gli Enti locali, i Consorzi,
  le  Unioni dei comuni, le Province e quant'altro, a pubblicare  sui
  siti  immediatamente tutti gli atti deliberativi, a pena  anche  di
  sanzioni previste dall'articolo 47 del decreto legge numero 33.
   Quindi,  è  già  una  norma statale nel decreto anticorruzione  in
  vigore  dall'1   gennaio  2014. E' stata superata  anche  la  norma
  dell'invio all'Assessorato enti locali. Ed è il decreto  numero  33
  del 2013, in vigore da quest'anno.
   L'unica  possibilità  è data per le Regioni  a  Statuto  speciale,
  quindi,  per la Regione, di darsi autonoma disposizione rispetto  a
  quella. Per gli Enti locali vale quello ed è già in vigore.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  39.14.1,  a  firma
  dell'onorevole Cracolici, così come subemendato.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 39.16 presentato dal Governo del  quale
  abbiamo discusso tantissimo, quello che riscrive sostanzialmente  i
  commi 2 e 3.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti relativi ai commi 2 e 3 sono dichiarati decaduti.
   Si  passa  agli  emendamenti 39.10 e 39.11, a firma dell'onorevole
  Rinaldi.

   RINALDI. Dichiaro di ritirarli.

   PREISDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  agli  emendamenti 39.5, 39.6  e  39.7,  a  firma  degli
  onorevoli D'Asero ed altri.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarli.

   PREISDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  39.15,   a  firma  degli   onorevoli
  Sammartino e Leanza.

   SAMMARTINO. Dichiaro di ritirarlo.

   PREISDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  basteranno
  pochi  minuti,  anche un minuto soltanto per ribadire  a  nome  del
  Gruppo  parlamentare Lista Musumeci e riprendendo  l'intervento  di
  poco   fa   dell'onorevole  Musumeci,  un  concetto  che  riteniamo
  fondamentale, basilare, rilevantissimo e che merita di essere,  per
  un  istante, ripreso, cioè il valore della trasparenza  negli  atti
  amministrativi,  soprattutto  quelli  che  hanno  a  fondamento  la
  rendicontazione, la previsione, degli impegni di spesa. L'esigenza,
  la necessità della pubblicità è certamente sinonimo di trasparenza.
  Dicevo  per i bilanci, così come per le gare di appalto finalizzate
  all'acquisizione di beni e di servizi. La pubblicità,  in  fin  dei
  conti,  è conoscenza e, la conoscenza non può che essere assicurata
  dai periodici, dai quotidiani, dalle pubblicazioni, dai giornali.
   Semmai,  riteniamo - e in questo senso continueremo a lavorare  -,
  perché   la  platea  dei  soggetti  sottoposti  all'obbligo   della
  pubblicità  si  allarghi sempre di più, fino alle società  comunque
  partecipate, in qualunque misura partecipate dalla Regione ed anche
  dagli altri enti pubblici.
   Così  come la pubblicità non può non essere conosciuta anche dagli
  enti  territoriali e non territoriali, dagli enti economici  e  non
  economici.  Si tratta in fin dei conti, di ripristinare  in  questa
  nostra Terra di Sicilia un rapporto assolutamente corretto tra  chi
  amministra, tra chi governa, tra chi gestisce il pubblico denaro ed
  i  cittadini  che  hanno diritto a conoscere come  questa  attività
  viene svolta.
   E  l'attività  non può che essere assicurata in una  regione  come
  quella  siciliana  dai  quotidiani, dai giornali  dai  periodici  a
  maggiore diffusione nella Regione siciliana.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  il
  Movimento  Cinque  Stelle  della trasparenza ha  fatto  la  propria
  ragione d'essere e quando ha proposto l'emendamento soppressivo che
  quest'Aula - ovviamente - non ha votato, non lo ha proposto  perché
  contro  la trasparenza ma perché assolutamente contro ad un governo
  che  vuole semplicemente accreditarsi con la stampa, ad un  governo
  che pretende di accollare spese infinite alle società partecipate e
  ad una serie di soggetti già obbligati per legge, così come è stato
  ricordato   da  autorevoli  esponenti  della  minoranza   e   della
  maggioranza, a pubblicare tutto in maniera trasparente mediante  le
  gazzette  on line. Ed è per questo che, infatti, abbiamo apprezzato
  moltissimo  l'emendamento dell'onorevole Cracolici  e  del  Partito
  democratico, che abbiamo votato convintamente.
   Tuttavia,  non  essendo  riuscito ad  apportare  alcun  correttivo
  all'articolo 39, noi ovviamente voteremo contro.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 39, come emendato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                    (E' approvato)

                        Sull'ordine dei lavori

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Commissione, intervengo sull'articolo 36. Vorrei ricordare,  signor
  Presidente, che è consuetudine di un popolo intelligente commentare
  dopo  aver ascoltato, perché se si commenta prima di aver ascoltato
  non si capisce cosa si commenta.
   L'articolo  36,  che recita  Qualifiche intermedie  nelle  società
  partecipate   ha  avuto  una vicenda che  tenderei  a  rettificare,
  Presidente.
   E'  partito  come facoltà e possibilità per l'azienda  partecipata
  Seus  118  a poter procedere attraverso concorsi pubblici, concorso
  pubblico  interno,  a  redigere posizioni intermedie,  perché  come
  tutti sanno nell'azienda partecipata Seus c'è un direttore generale
  e 3.500 autisti soccorritori.
   Non  so,  probabilmente  sarà  stato  un  errore  degli  uffici  o
  quant'altro,  questa norma, invece, ha preso le dimensioni  di  una
  norma di carattere generale.
   Per  quanto riguarda il problema della partecipata Seus 118 questo
  è  un emendamento uscito dalla VI Commissione con parere favorevole
  all'unanimità, è stato fatto proprio dalla II Commissione che lo ha
  adottato e poi nella trasformazione in articolo della Finanziaria è
  parsa   una  norma  di  carattere  generale  rivolta  a  tutte   le
  partecipate  dal  2009. Si è trattato di un  errore  materiale.  Le
  chiedo,  quindi, chiedo al Presidente della Commissione, chiedo  al
  Presidente dell'Assemblea, di correggere questo errore tecnico  che
  è  accaduto e di dare all'articolo stesso la connotazione che aveva
  originariamente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo questo intervento, abbastanza
  chiarificatore su quello che è successo e che, quindi,  dà  ragione
  agli  uffici,  non  al  sottoscritto della  Presidenza,  nell'avere
  rinviato,  nell'avere stralciato quella norma perché era una  norma
  di carattere generale. Devo dire che, ora, leggendola attentamente,
  non  entrando  nel merito, comprendo anche alcuni  emendamenti,  ad
  esempio,   quello  dell'onorevole  Cancelleri,  che  prevedono   la
  soppressione di una data, quando bloccava al 2009.
   Non  si comprendeva, effettivamente, il senso perché era una norma
  di  carattere troppo generale e, quindi, è stata rimandata indietro
  perché  non  era passata dalle Commissioni di merito, ritenendo  il
  sottoscritto  che si trattasse, correttamente a mio avviso,  perché
  ce   n'era  un'altra  analoga  della  I  Commissione...   Mi   dice
  l'onorevole  Digiacomo, quale presidente della Commissione  -  però
  devo  dare  atto che ieri l'ha evidenziato il presidente  della  II
  Commissione insieme ad alcuni deputati - che in effetti si trattava
  specificatamente della Seus.
   Pertanto, io non ho difficoltà, con l'autorizzazione dell'Aula,  a
  richiamarla  e portarla in discussione, eventualmente  metterla  in
  votazione, ripeto, con l'autorizzazione dell'Aula, a condizione che
  vengano  chiamate le cose con il loro nome e cognome  e  che  venga
  sostituito,  quindi  dando  atto della soppressione,  eventualmente
  approvando sottoforma di subemendamento, l'emendamento proposto dal
  Movimento  5 Stelle che sopprime, quindi, il richiamo  a  far  data
  da   dicendo   la Seus . E, quindi, consapevolmente  quest'Aula  sa
  cosa sta votando. Solo questo per la massima chiarezza.
   Se  non  ci  sono  osservazioni  in  contrario,  quindi,  richiamo
  all'ordine  del giorno, possiamo dire, della Finanziaria l'articolo
  36,  mettendolo in discussione con la dicitura che si tratta  della
  Seus, espressamente.
   Se l'Aula  mi autorizza e se non ci sono osservazioni in contrario
  può  essere già messo in discussione l'articolo 36, spero, per  una
  pronta votazione.
   Invito,  allora, chi lo ritiene opportuno, eventualmente anche  lo
  stesso onorevole Digiacomo, il presidente della Commissione, a fare
  un  subemendamento e sostituire  costituite dopo il dodici  con  la
  Seus , espressamente e, quindi, salterebbe tutta l'altra

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Se
  gli uffici lo predispongono, lo firmiamo.

   PRESIDENTE.   Nella società Seus . Mentre gli uffici lo  preparano
  sospendo la seduta per qualche minuto.
     (La seduta, sospesa alle ore 14.08, è ripresa alle ore 14.18)

   La seduta è ripresa.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 782/A

   PRESIDENTE.  E' stato presentato, come da intesa, l'emendamento  a
  firma  della  Commissione: «Al comma 1 sostituire le parole   della
  società  partecipata' con le seguenti:  nella  società  partecipata
  Seus S.p.A.' e cassare le parole da  sottoposta' fino a  2009'».
   Pongo in votazione l'emendamento 36.8. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 36, come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, abbiamo solo due articoli, se siamo d'accordo,
  e poi sospendiamo. Ritengo che non abbiano particolare complessità.
   Si passa all'articolo 40. Ne do lettura.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento 40.1 degli onorevoli
  D'Asero,  Alongi, Cascio Francesco, Fontana, Germanà  Lo  Sciuto  e
  Vinciullo.

   VINCIULLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 40. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 41. Ne do lettura.

   D'ASERO. Ritiro gli emendamento 41.1, 41.3 e 41.4.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 41.6, a firma del Governo.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea.  Signor Presidente, signori deputati,  si  tratta  di
  questo,  la  normativa  comunitaria è stata modificata  per  quanto
  riguarda il regolamento di concessione dei contributi de minimis.
   Nell'emendamento parliamo solamente di regole applicative, quindi,
  sostituiamo il regolamento comunitario del 2013 a quello precedente
  del 2007, abbiamo necessità di richiamare le regole applicative.
   Per  quanto riguarda il testo integrale, invece, dall'articolo  41
  sono richiamate tutte le norme che consentivano il de minimis con i
  vecchi   regolamenti   comunitari  sostituendole   con   il   nuovo
  regolamento  comunitario  che,  peraltro,  è  più  favorevole  alle
  imprese  perché, mentre prima si potevano dare nel  triennio  7.500
  euro in de minimis ora, il nuovo regolamento, ne consente 15 mila.

   PRESIDENTE.  Pongo il votazione l'emendamento 41.6,  a  firma  del
  Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 41, come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è sospesa fino alle ore 15.30,  per
  riprendere, spero puntualmente.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.21, è ripresa alle ore 15.53)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'articolo 42 è
  accantonato.
   Si passa all'articolo 43.
   Si passa all'emendamento soppressivo 43.1

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento soppressivo 43.9

   CIACCIO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 43.10 dell'onorevole Di Mauro.
   Comunico che all'emendamento 43.10 è stato presentato dal  Governo
  il   subemendamento  43.10.1:   sostituire  la  parola   2006'  con
   2000' .

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  presentato
  questo emendamento perché, pur comprendendo l'interesse del Governo
  a  tenere  viva una prospettiva di lavoro rispetto a un  tema  così
  complesso    come    quello   dell'edilizia,    volevo    segnalare
  all'assessore,  tuttavia, una questione di natura  tecnica  ed  una
  questione  di  natura  più squisitamente attinente  al  tema  delle
  cooperative.
   La  prima  questione  è  la  seguente. Signor  assessore,  con  la
  finanziaria  del  2013, abbiamo stornato le  risorse  che  facevano
  riferimento alle due leggi regionali per andare a coprire spese che
  riguardavano l'Amministrazione regionale. Ed avevamo dato copertura
  a  queste  due  graduatorie  con la  legge  n.  457/1987.  Non  so,
  pertanto,  se  c'è  da  fare una modifica  di  natura  tecnica  per
  consentire che la norma non possa essere impugnata.
   La seconda questione è molto più politica.
   Lei   come  saprà,  assessore,  del  resto  appartiene  al   mondo
  produttivo,  non  è  assolutamente possibile che  ci  siano  ancora
  finanziamenti da tanti anni  bloccati.
   Io  credo che in questa graduatoria ci siano cooperative che da 30
  anni hanno avuto copertura finanziaria e ancora attendono di essere
  realizzate.
   E' come se dicessi io che all'età di 28 anni ho ritenuto opportuno
  iscrivermi  in  una cooperativa, e oggi che oggi  che  ho  58  anni
  ancora attendo la realizzazione di questo immobile.
   Quindi,  delle due l'una, o si tratta di una serie di  cooperative
  che  sono  praticamente fantasma o si tratta  praticamente  di  una
  gestione molto superficiale che nel tempo i governi, tutti  quanti,
  hanno  compiuto  in assoluta buonafede ritenendo che  fosse  quella
  l'occasione  dell'anno  buono perché le  cooperative  si  potessero
  realizzare.
   Allora io ho presentato un emendamento per cercare di cominciare a
  mettere un punto fermo e ho indicato il 2006.
   Lei  sta presentando un emendamento che ritorna indietro al  2010,
  vuol dire che ci sono istanze di cooperative finanziate da 14 anni.
   Io  non conosco lo stato dell'arte di queste graduatorie,  se  lei
  però,  assessore, assicura che c'è un iter avviato già  per  quanto
  riguarda   diverse  cooperative  che  in  quell'anno   sono   state
  finanziate e che finalmente hanno trovato l'area perché, non so  se
  lei ricorda, questo Parlamento ha approvato un'attività legislativa
  che indirizza le cooperative a realizzare gli  immobili laddove c'è
  o  un'area praticamente nel centro storico o un'area Peep o un'area
  edificabile.
   Se lei assicura che questa  data è più attinente al territorio,  è
  più   attinente   alle   pratiche  che  sono   per   ora   giacenti
  all'assessorato e che entro quest'anno questo iter sarà completato,
  da parte mia nessun rilievo.
   Io  lo  apprezzo  perché lei evidentemente avrà  fatto  un'attenta
  valutazione, però, la invito a guardare  ed assicurare tutta la sua
  attenzione a questo mondo delle imprese perché, se da un  lato  c'è
  disoccupazione,  dall'altro lato noi non  possiamo  tenere  risorse
  bloccate  in favore di chi non si sa, di presidenti che  gestiscono
  risorse non credo in maniera trasparente.

   DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, io facevo un'altra considerazione   e  l'avevo
  detto poco fa all'assessore.
   Se  noi  definiamo  una  annualità, 2000 o  2006,  per  quanto  mi
  riguarda  non  ha importanza, ma per quelle cooperative  che  hanno
  avviato  la procedura  e ancora non l'hanno definita, che facciamo?
  Le  escludiamo  soltanto perché sono del 1999 e non  rientrano  nel
  2000?  O altrimenti dobbiamo mettere nell'articolo che  sono  fatti
  salvi coloro i quali hanno avviato le procedure con i comuni o  con
  l'assessorato .

   TORRISI, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TORRISI,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, onorevole Di Mauro,   noi  abbiamo
  indicato una data, visto che gli uffici mi hanno assicurato che  ci
  sono  comunque  progetti precedenti rispetto al 2006  e  visto  che
  naturalmente  ci  piacerebbe essere anche  verosimili  rispetto  al
  fatto che un quindicennio possa coprire attività di cooperative che
  debbono non solo iniziare ma anche concludersi per evitare  che  la
  cosa sia - non me ne voglia nessuno - farsesca e che quindi le cose
  arrivino a conclusione, onde evitare di bloccare l'edilizia  in  un
  momento  particolarmente delicato, sia dal  punto  di  vista  delle
  imprese che da quello sociale, riteniamo utile, come  Governo, fare
  questa proroga.
   Il  2000  credo  che  sia verosimilmente un quindicennio  più  che
  sufficiente per essere anche credibili.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervento
  sulla  struttura complessiva della norma che trovo condivisibile  e
  le  rassicurazioni  dell'assessore mi convincono,  anche  perché  i
  fondi  relativi alla 457 sono dei fondi di copertura esclusivamente
  nazionale  e  che  quindi rischierebbero di essere  definitivamente
  compromessi in mancanza di questa proroga.
   Mi  convince anche il quarto comma perché può essere un  modo  per
  impiegare  i fondi ex GESCAL che sono nel dimenticatoio da  diversi
  anni  e  io spero, assessore, che il quarto comma dia luogo  a  dei
  bandi di finanziamento  particolarmente organizzati in modo che  si
  possano assicurare non soltanto dei criteri ponderali e dei  metodi
  particolarmente  trasparenti,  nell'ottica  anche  riformista   del
  Governo regionale, ma che possano servire veramente a riqualificare
  una serie di aree che ricadono all'interno del nostro territorio.
   Io  sono  un  po'  più critico sul comma V che è  quello  relativo
  all'utilizzo  dei fondi della legge n. 6 del 2009  che  sono  stati
  fino  adesso utilizzati per recuperare gli edifici all'interno  dei
  centri storici.
   Noi oggi stiamo cambiando questa impostazione non riservandoli più
  agli  edifici a scopo residenziale, quindi, questi fondi negli anni
  sono  stati  utilizzati  per recuperare le  abitazioni  di  privati
  cittadini, ma con la locuzione prevalentemente residenziale.
   Io  credo  e  spero che l'assessorato sarà particolarmente  vigile
  affinché venga rispettata l'iscrizione prevalente perché il rischio
  che poi si vadano a ristrutturare attività produttive per intero  o
  centri  commerciali finirebbe per travisare quello che è  lo  scopo
  fondamentale della norma; è una norma che negli anni in Sicilia  ha
  consentito  a tanti edifici, che ricadevano nei centri  storici  ed
  erano particolarmente degradati, di rivivere.
   Io  credo  che  dovremmo  perseguire  in  questo  obiettivo  della
  rifunzionalizzazione   e   della   ristrutturazione   di    edifici
  residenziali che si stanno sempre più degradando e per far rivivere
  i nostri centri storici.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei  pregare
  l'assessore, se è possibile, di fare un'ulteriore verifica  perché,
  così come diceva il mio amico, onorevole Di Giacinto, esistono  dei
  finanziamenti  -  e io ne ho la certezza per quel che  riguarda  la
  provincia  di  Messina - che risalgono addirittura  al  1996,  cioè
  cooperative  che sono state ammesse al finanziamento  che  hanno  i
  soldi  bloccati  perché il comune non ha dato, così come  richiesto
  dalla legge n. 167, l'area per poter costruire gli alloggi.
   In  passato è stata fatta anche la deroga ed erano stati  reperiti
  anche dei terreni in area agricola che poi erano stati anche questi
  concessi  per  la  costruzione di alloggi, ma dopo  quell'ulteriore
  proroga dei terreni agricoli, con la 167 nei vari comuni ormai  non
  ci  sono  più  aree  ricadenti in tale zona, per cui  sono  rimasti
  bloccati  nel senso che sono stati ammessi al finanziamento,  hanno
  avuto  il finanziamento nel 1996 e 1999, se vuole le faccio pure  i
  nomi  delle  cooperative di Messina, che è la  realtà  che  conosco
  meglio, però, sono rimasti bloccati.
   Quindi, credo che l'intervento non vada fatto sulla data, cioè  io
  escluderei la data ma verificherei, se posso permettermi, di vedere
  quelli  che  già  hanno ottenuto il finanziamento e  non  farglielo
  perdere  e  tentare di sbloccare con i comuni, invece, laddove  c'è
  anche   l'istanza  per  avere  in  concessione  il   terreno,   per
  sburocratizzare  la pratica e dare in concessione il  terreno  alle
  cooperative che hanno fatto richiesta già nel 1999.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dal 2001 sono in
  questa  Aula e dal 2001 ad ogni finanziaria si prorogano  le  norme
  sulle cooperative edilizie.
   Io  la considero una grande vergogna, al di là dell'ipocrisia  che
  vedo  qui  girare  tra  date, non date.  Io  voterò  contro  questo
  articolo, voterò contro l'emendamento presentato dal Governo.
   Lo  considero  una vergogna per una semplice ragione,  non  si  fa
  chiarezza  su  un  dato: le cooperative non sono state  ammesse  al
  finanziamento   e   qualcuno  gli  ha  negato   il   diritto   alla
  realizzazione, c'è stata una scissione, onorevole Rinaldi è  da  20
  anni   che  ci  dividiamo  su  questo,  lei  lo  sa,  non  facciamo
  discussioni,  fra  me  e lei ci sono punti di  vista  profondamente
  diversi.
   Le  cooperative sono state ammesse al finanziamento  su  un  bando
  prima  nazionale e poi regionale scisso dal fabbisogno  dei  Comuni
  che  non  hanno mai - non perché c'era un Comune cattivo -   perché
  hanno  valutato che nel proprio territorio non ci fosse  fabbisogno
  di nuova costruzione.
   A  un  certo  punto questa Assemblea, nel corso della  legislatura
  scorsa,  ha  previsto che, piuttosto che continuare  a  far  finta,
  perché  io  sarò  curioso,  ma  lo farò  dopo  questa  finanziaria,
  chiederò  all'Assessore  e ai suoi uffici  di  farmi  sapere  negli
  ultimi  cinque  anni  - facciamo così - quanti  provvedimenti  sono
  stati autorizzati in forza delle proroghe che abbiamo fatto.
   Io  sono  sicuro si contano sulle dita di due mani, non di  più  -
  dita di due mani - e non perché c'è qualcuno cattivo, semplicemente
  perché  le  aree  i  Comuni non intendono metterle  a  disposizione
  perché  molti  hanno pensato che le cooperative erano lo  strumento
  per  aggirare  gli  strumenti  urbanistici,  perché  attraverso  la
  realizzazione in verde agricolo, si potesse realizzare ciò che  nei
  Comuni  non  veniva  programmato nelle aree  cosiddette  di   nuova
  edificazione .
   Addirittura  con  questa  norma si fa anche  un'altra  operazione,
  anche  qui,  so  chi  l'ha ispirata e posso anche  condividerne  la
  ragione,  ma  si  prende  quella legge -  consentitemi  un  po'  di
  narcisismo - quella legge che è stata voluta da chi come  me  si  è
  battuto nella scorsa legislatura, addirittura intervenendo per  ben
  due volte, la legge sui  centri storici , che non è solo sui centri
  storici, centri storici e aree   A , cioè le aree ad alta intensità
  edilizia,  dove tutti i cittadini siciliani che vogliono realizzare
  un   intervento  di  manutenzione  e  di  ristrutturazione  possono
  beneficiare di un mutuo fino a trecento mila euro a tasso zero, una
  legge  che  secondo me, ha avuto una grande efficacia, seppur  poco
  pubblicizzata,  quindi con il paradosso che c'è una  norma  che  ha
  ancora  dei  residui non perché non ci sia il fabbisogno  di  nuova
  manutenzione  ma  per  la ragione che molti non  sanno  che  esiste
  questa legge.
   Ora  questa  legge  si estende non solo alle ristrutturazioni  con
  finalità  di  residenza, ma anche alle attività  non  residenziali,
  quindi botteghe commerciali e di ogni tipo.
   Io sono dell'avviso che per fare questa cosa primo: bisognerà fare
  un  nuovo  bando,   nessuno  si illuda  che  c'è  qualcuno  che  fa
  conoscere  a  qualche  altro che c'è questo strumento  senza  bando
  pubblico.
     Per  fare  un  nuovo  bando ci vogliono le  risorse,  Assessore,
  stabiliamo quanto ci mettiamo e dopo di ché discutiamo se aprire  o
  non  aprire. Ma che cosa si vuole fare, aprire senza bando?  Allora
  io  ho  l'impressione  che chi  ha scritto il complesso  di  questa
  norma  non sta facendo, come dire, non si sta rendendo conto  della
  complessità della questione e anche della delicatezza.
   Il  Governo dice che dal 2000 ci sono pratiche che non sono  state
  esitate  - scusate - noi abbiamo fatto norme che hanno riavviato  i
  bandi. Che stiamo facendo? Stiamo bypassando un bando?
   Quelli  che  abbiamo  riavviato non  valgono  più?  Con  la  legge
  finanziaria  del  2010 avevamo messo un punto. Stiamo  tornando  al
  2000?
     Io  credo  che  sia  una  norma - come  dire  -  che  o  è  poco
  approfondita ed è stata poco approfondita sul piano degli  effetti,
  ho la sensazione che stiamo tornando al passato a un passato che un
  certo  punto  questa  Regione aveva deciso di  metterci  un  punto,
  sapendo  tra  l'altro, che con questa norma difficilmente  qualcuno
  troverà  soluzione  perché,  onorevole  Rinaldi,  non  si  può  più
  costruire in verde agricolo...

   RINALDI . Io non ho detto questo  Non mi metta in bocca parole che
  non ho detto

   CRACOLICI... per capirci, allora se l'idea è che qualcuno immagina
  che  la  Regione  nomina dei Commissari ad acta, per  modificare  i
  piani urbanistici comunali, è finita quell'epoca...

   SUDANO: Perché non fate la legge?

   CRACOLICI.  Allora, da questo punto di vista,  o  si  affronta  la
  graduatoria  e  si capisce quali sono le ragioni  per  cui  non  si
  attivano  le  procedure nuove costruttive e ci si  concentra  sulla
  ristrutturazione, oppure noi continuiamo a fare finta di affrontare
  il  problema  dell'edilizia, non affrontando né la ristrutturazione
  né la nuova edificazione. Io voterò contro questo emendamento.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Per fatto personale?

   RINALDI. Per un chiarimento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per chiarire,  io
  non  ho toccato la legge del mio amico Cracolici, quello del centro
  storico,  non  ho  neanche minimamente parlato del centro  storico,
  sono favorevole, ho condiviso la legge, anzi c'era un finanziamento
  di 12 milioni quando l'abbiamo istituita e chiedo al Governo se può
  metterne altri 30 non 12.
   Parlavo  delle cooperative che non c'entrano nulla con  il  centro
  storico,  ribadisco,  la  mia  attenzione  su  questo  articolo   è
  purtroppo,  così come prevede l'iter burocratico della  concessione
  del contributo, ma è vincolato alla concessione da parte del comune
  di competenza del terreno che allora, con la legge, rientrava nelle
  cosiddette  aree  167, cioè erano quelle aree  previste  dal  piano
  regolatore che dovevano essere assegnate alle cooperative.
   Ci  sono  alcune  cooperative che avevano fatto  la  richiesta  di
  essere  ammesse  al  finanziamento e  contemporaneamente  avere  in
  concessione  l'area  167 dal proprio comune  di  competenza,  hanno
  ottenuto   il  finanziamento  ma  non  hanno  ottenuto  l'area   in
  concessione  e, quindi, sono rimasti bloccati per 12 anni.  Quindi,
  quello  che bisogna sbloccare non è il finanziamento che  ancora  è
  salvo,  tranne  se non lo vogliamo, ma sboccare la  concessione  da
  parte  del  comune delle aree destinate nelle cosiddette aree  167,
  che  adesso  non  ci sono più e che avevano, così  come  mi  diceva
  l'onorevole Cracolici, in maniera strumentale utilizzate  anche  le
  aree  agricole  -  e  io  sono  contrario  ad  utilizzare  le  aree
  cosiddette   verde  agricolo'  -  ma  trovare  delle  aree  o   una
  sistemazione per le cooperative che hanno ottenuto il finanziamento
  e  che non hanno avuto in concessione il terreno, questo credo  che
  sia  un  problema del quale l'assessore si deve fare  carico  e  in
  qualche modo risolvere.
   Ripeto  non  è  un problema di finanziamento ma è un  problema  di
  concessione dell'area.

   PRESIDENTE.  Scusi,  onorevole Rinaldi, per chiarimento,  dal  suo
  intervento  si evince che lei non porrebbe neanche il termine  alla
  fine.

   RINALDI. No.

   PRESIDENTE. Quindi, è antecedente al 2000?

   RINALDI.  No, perché ci sono cooperative antecedenti al  2000,  ci
  sono  delle richieste. Per questo chiedevo all'Assessore se  poteva
  verificare, se sono bloccate perché non hanno ottenuto il terreno.

   PRESIDENTE. Dobbiamo discutere prima se mettere o meno il  termine
  e  quindi se bocciare formalmente o meno il subemendamento e quindi
  l'emendamento.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono qui dal 2006 e
  ascolto sempre il mio collega Cracolici che su questa questione non
  la  pensa come me perché io sono per la proroga per diversi motivi,
  ma io penso anche un'altra cosa che su questo argomento non bisogna
  dividersi  perché  le proroghe servono perché  i  comuni  non  sono
  pronti  ad assegnare le aree, e se noi non facessimo stasera questa
  proroga  faremmo un torto a tante famiglie che aspettano  di  avere
  una  casa,  e  questo  è il primo aspetto. Il secondo  aspetto  poi
  riguarda  la  fase occupazionale e quindi il lavoro,  facciamo  una
  scelta  di  campo, facciamo una scelta politica, se  da  una  parte
  vogliosa  tutti occupazione e se vogliamo sviluppo  e  se  vogliamo
  crescita non mi pare che l'approccio sia quello positivo e ottimale
  per raggiungere l'obiettivo che va verso questa considerazione.
   Per  quanto riguarda, invece, la legge dei centri storici, io dico
  che  non  solo  è  stata  pubblicizzata  bene,  conosco  tantissimi
  soggetti  che  hanno usufruito di questa attività legislativa,  per
  cui  io  ritengo che non bisogna porre limite alle domande giacenti
  presso l'assessorato e dare la possibilità a tutti i cittadini  che
  hanno  avuto  la forza e il coraggio di organizzarsi in cooperative
  per farsi un alloggio.
   Non è responsabilità né dell'Assessore né dell'Assemblea regionale
  se  i comuni, o qualche comune in Sicilia o forse tanti comuni, non
  sono stati pronti  ad assegnare le aree. Per quanto mi riguarda - e
  per  quanto  ci  riguarda come Gruppo - noi votiamo  favorevolmente
  alla proroga per questo articolo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE, Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  d'accordo
  con  questo  emendamento e in più volevo aggiungere  due  cose.  La
  prima  è  che  ritiro l'emendamento 43.2 e poi, da parte  mia,  c'è
  stata  una  dimenticanza nel punto 6 della legge perchè non  indico
  l'articolo  della  proroga  della legge  sulla  casa.  Lo  dico  al
  Governo: è l'art. 6 della legge n. 6 del 2010. Sono prorogati  solo
  i  termini.  Per chiarezza, in quanto manca l'indicazione   art.  6
  della  legge  n.  6 . Se il Governo lo presenta, è la  proroga  dei
  termini della legge sulla casa.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore
  Torrisi,  il   comma  4 di questo articolo pone,  secondo  me,  una
  questione molto seria. L'utilizzo di fondi ex Gescal per interventi
  di  urbanizzazione  primaria  e  secondaria  per  realizzazione  di
  edilizia privata.
   Ho  presentato  un emendamento soppressivo, signor  Assessore,  ma
  gradirei che lei lo valutasse perché di fatto si vogliono ipotecare
  somme. Non entro nella complessità dell'articolo.
   Ritengo  che  le cooperative non hanno realizzato gli alloggi  non
  solo  per mancanza di suolo ma anche e soprattutto perché le banche
  non si sono sentite coperte dalla Regione nell'erogare il mutuo.
   Non  entro nella questione perché è chiaro che in una città grande
  come  Palermo ha un senso una cooperativa edilizia e in  un  centro
  medio  ne  ha  un altro. Magari mi augurerei che si  declinasse  il
  tutto  con la possibilità di recupero di pezzi di centri storici  o
  fatiscenti e pericolosi.
   Però intervengo, signor Presidente Ardizzone, perché gradirei  che
  lei  valutasse questo comma 4 perché chi lo ha pensato o l'ha fatto
  con  un eccesso di superficialità o con un eccesso di intelligenza,
  non  so trovare il giusto bilanciamento, in quanto, di fatto, va  a
  ipotecare  risorse ex Gescal che vanno utilizzate per riqualificare
  aree  di  proprietà comunale e quindi, in questo caso, sottrarremmo
  l'obbligo per chi realizza queste opere di o monetizzare i costi di
  urbanizzazione   ovvero  realizzare  le  opere  di   urbanizzazione
  secondaria.
   Per cui, signor Presidente, credo che lei dovrebbe, secondo il mio
  modestissimo punto di vista, dichiarare inammissibile questo  comma
  4 e comunque ho presentato un subemendamento soppressivo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  c'è  l'emendamento  soppressivo
  dell'onorevole D'Asero, per cui lo manteniamo?
   L'onorevole  Di Mauro ha precisato che si tratta di proroga  della
  legge sulla casa.
   E'   stato  scritto  un  emendamento  per  precisazione.   Quindi,
  intendiamo superato l'emendamento 43.10. Onorevole Di Mauro, ritira
  l'emendamento?
   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Essendo  stato  ritirato,
  decade  in automatico l'emendamento del governo che l'aveva portato
  dal 2006 al 2000. Poi lei ha presentato un altro emendamento.

   DI MAURO. E' un'altra cosa.

   PRESIDENTE. Lei vuole che sia posto in votazione.

   CRACOLICI. Questo è nel titolo?

   PRESIDENTE.  Non  può  andare  nel  titolo.  E'  stato  fatto   un
  emendamento  apposito per dire da quando si applica. Sarà  in  coda
  all'articolo stesso.
   Pongo in votazione l'emendamento 43.10.2 del Governo..

   CRACOLICI. Comunque si voti, dichiaro il mio voto contrario.

   PRESIDENTE. Qualunque sia il sistema di voto l'onorevole Cracolici
  dichiara di essere contrario. Tranne con il voto segreto perché non
  si può dichiarare.
   Il parere della commissione?

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.
                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento   43.3,   Il  comma  1  è  soppresso ,
  dell'onorevole D'Asero, Alongi e  altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  43.4.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  43.5.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  43.6, già discusso dall'onorevole Panepinto.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente,  io  credo  che  il  Governo   debba
  chiarire, così come diceva, se questi soggetti possono essere anche
  privati.
   Sarebbe  un  assurdo perché i privati usufruiscono  dei  fondi  ex
  GESCAL per le opere di urbanizzazione.
   Qui  si  fanno norme improvvisate. In ogni finanziaria ci troviamo
  con  norme  che hanno ricadute enormi sulla questione  anche  degli
  enti locali, dei piani regolatori e di altro.
   Non  si  può  andare  così, a dire che i  soggetti  anche  privati
  possono usufruire dei fondi ex GESCAL. E' un assurdo questo
   Stiamo scherzando? Queste non sono norme che si improvvisano.
   Signor  Presidente, anche lei, credo debba considerare  il  fatto,
  sul  comma 4 c'è una questione molto delicata: noi diamo  fondi  ex
  GESCAL  e  ci  sono i Comuni che aspettano ancora dalla finanziaria
  del 2012, dove abbiamo approvato le caratteristiche di questi fondi
  e abbiamo detto dove dovevano essere impegnati.
   Una sola somma non è stata ancora spesa
   Ora,   con   questo  marchingegno,  consentiamo  ai  privati   che
  costruiscono  e  che  fanno anch'essi speculazione  con  l'edilizia
  economica e popolare e con le cooperative di usufruire dei Fondi ex
  Gescal.  Io  credo che stiamo arrivando all'assurdo  ed  invito  il
  Governo ed il Presidente dell'Assemblea a tenerne conto, altrimenti
  siamo favorevoli a votare la soppressione totale.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE .Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  me  ne
  voglia  il mio amico onorevole Laccoto, ma secondo me il punto  che
  dovrebbe  chiarire  il Governo e più un altro. A prescindere  dalla
  titolarità di chi fa la richiesta di finanziamento, che può  essere
  la  cooperativa edilizia o una impresa privata che  ha  diritto  al
  programma  costruttivo, il punto è che con questi  Fondi,  peraltro
  molti  ancora oggi sono inutilizzati e sono finiti nei residui  dei
  bilanci  regionali, si possono realizzare esclusivamente  opere  di
  urbanizzazione  comunali, e che quindi fanno parte  del  patrimonio
  pubblico.
   Quindi  non restano al privato opere di urbanizzazione,  sarebbero
  strade  pubbliche illuminazioni, verde pubblico attrezzato.  Se  la
  risposta  dell'assessore è in questo senso, io  non  credo  che  ci
  possano  essere dubbi sull'utilizzo dei Fondi destinati alle  opere
  di  urbanizzazione  pubbliche, anche a richiesta  di  privati,  che
  potrebbero urbanizzare delle aree o migliorare delle aree degradate
  all'interno dei centri storici.
   Ricordo pure che alcuni interventi di edilizia economia e popolare
  sono  proprio  rivolti ai piani di recupero o al recupero  di  aree
  degradate  all'interno  dei centri urbani e  credo  che  sia  stata
  questa la ratio della norma che ha sostenuto il Governo.

   RINALDI, chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per chiarire,
  così come diceva giustamente l'onorevole Barbagallo, che l'articolo
  in   questione   parla   di  programmi  costruttivi   di   evidenza
  residenziale  pubblica. E' chiaro che la costruzione  la  può  fare
  pure  un  privato,  ma  è  legata  alle  norme  che  prevedono   la
  costruzione  con  dei requisiti previsti dalla legge,  per  cui  le
  cooperative  che  aderiscono  ed  utilizzano  anche  delle  risorse
  pubbliche,  utilizzano finanziamenti della Regione, che  interviene
  sul tasso degli interessi, prima la copertura ulteriore era del  4%
  ed ora ad un tasso ancora inferiore.
   Ma  parliamo  sempre di residenza pubblica ed anche  la  richiesta
  della  concessione del terreno rientra in una concessione pubblica,
  quindi  anche  se  la  costruisce  il  privato,  quei  Fondi   sono
  esclusivamente destinati alle opere di urbanizzazione e non possono
  essere  destinate per opere diverse. Quindi non capisco perché  non
  devono  essere  utilizzati  per  questa  costruzione  di  residenza
  pubblica.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiedere
  all'assessore e soprattutto rappresentare ai colleghi  parlamentari
  che,  al di là della finalità di questo articolo, mi pare che Fondi
  per  l'edilizia pubblica c'è ne siano molto pochi  ed  i  Fondi  ed
  Gescal  concorrano  in  un  contesto di questo  genere  in  maniera
  significativa.
   Vorrei  che  l'assessore spiegasse se come io  penso  i  Fondi  ed
  Gescal  devono  avere  una  finalità e  devono  essere  programmati
  d'intesa con i Comuni, come si può giustificare una norma di questo
  genere, che prescinde da qualunque ragionamento programmatorio.
   Domani facciamo un altro articolo, un altro comma ed utilizziamo i
  Fondi  ed Gescal, ma vorrei capire dal punto di vista delle  scelte
  di  edilizia  pubblica  la Regione che cosa programma  e  che  cosa
  decide assieme ai comuni.
   La  seconda cosa che vorrei dire all'Assessore, signor Presidente,
  è che da almeno dieci anni proroghiamo questa norma.
   Sarebbe  utile  sapere,  ai  fini della trasparenza  del  processo
  legislativo,  nel  corso di queste proroghe quanta  edilizia  si  è
  realizzata  e  quali sono i comuni che non riescono a dare  terreni
  alle  cooperative  che  li  hanno richiesti.  Perché  se  facessimo
  questo,  sarebbe  anche logico ragionare sui fatti  e  non  su  una
  ipotesi  che  nessuno  sa  in che modo e  in  che  tempi  sarà  mai
  realizzata.
   E'  il  contrario di una programmazione di interventi di  edilizia
  popolare sulla base di una domanda certa ed effettiva e soprattutto
  verificare  i comuni che sono interessati, perché nonostante  dieci
  proroghe  non  hanno mai trovato la possibilità di  onorare  questo
  impegno con le cooperative edilizie, perché altrimenti noi facciamo
  leggi che non hanno nessuna ricaduta.
   Sono leggi la cui efficacia nessuno è mai in grado di valutare  ed
  ognuno  di  noi  parla  di lavoro, di case  popolari  o  peggio  di
  speculazione perché non c'è nessun dato a supporto di queste  norme
  di  proroga  che, ripeto, facciamo incessantemente  da  dieci  anni
  senza  sapere quali risultati comportano e soprattutto dove sono  i
  punti  di  difficoltà,  perché parliamo  di  cose  che  sono  state
  finanziate  dieci  o quindici anni fa, e quindi  sono  localizzate.
  Dovremmo sapere perché il Comune di Messina non dà le aree,  se  le
  può dare o non le può dare, e questo è il tema, altrimenti - ripeto
  - facciamo norme che non hanno nessuna ricaduta.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  a  mio
  avviso dobbiamo capire se i comma 4 dell'articolo 43 è stato voluto
  in  questa  maniera per consentire ai privati di realizzare  quelle
  opere di urbanizzazione che sono necessarie per il completamento, o
  quanto  meno per la lottizzazione e quant'altro, e quindi sottrarre
  a  quella che era la destinazione originaria dei Fondi ed Gescal, o
  invece se sono Fondi che possono essere utilizzati dai Comuni.
   Mi spiego meglio. In questa maniera possono essere utilizzati solo
  dai  privati, non dai Comuni, ma i privati dovrebbero prevedere nel
  piano  economico,  già  nel  momento  in  cui  hanno  ottenuto  una
  concessione  di  area,  un'area C, quelle opere  di  urbanizzazione
  all'interno  delle  somme viste perché noi sottraiamo  i  Fondi  ex
  Gescal  se si decide che debbano essere utilizzati dai privati,  ma
  viene  privato  l'ente,  il  comune,  perché  tali  Fondi  venivano
  utilizzati anche dai comuni per il mantenimento di strade e  per  i
  servizi. Noi così li distraiamo ai Comuni e consentiamo che vengano
  utilizzati solo dai privati.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  questi
  Fondi  debbano  essere sbloccati per dare ossigeno nuovamente  alle
  imprese  e voglio che si legga attentamente l'articolo, perché  non
  parla  delle opere di urbanizzazione delle costruzioni del privato,
  ma  parla delle aree circostanti inserite nei punti triennali delle
  opere  pubbliche comunali. Che cosa significa? Significa che se  io
  ho  un  terreno  in  concessione e devo  fare  una  costruzione,  e
  nell'area circostante del comune non mi arrivano le opere  primarie
  di urbanizzazione, utilizzo questi fondi per realizzarle, ma non li
  utilizzo per la mia costruzione perché per quella pago gli oneri di
  urbanizzazione e la Bucalossi per costruire.
   Sono due cose diverse che non vanno confuse.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, credo
  che  la  norma, se qualcuno l'ha scritta, è per far sì  che  questi
  fondi,  che  sono  destinati  ai  comuni  hanno  una  loro  precisa
  destinazione - l'acronimo GESCAL dice da solo tutto, e non  capisco
  perché dovremmo utilizzare risorse per interventi di costruzione di
  edilizia privata, i quali privati hanno l'obbligo, o di monetizzare
  o  di  realizzare le cosiddette urbanizzazioni primarie,  che  sono
  rete   fognante,  rete  idrica,  parcheggi.  Interventi  che   sono
  obbligatori nella realizzazione di n. X vani.
   Mi  farebbe piacere che il Governo, senza che si esponga troppo su
  questa  cosa, potesse dire qualcosa, perché queste somme, peraltro,
  si  immaginavano  dei  bandi che sono stati ormai  da  alcuni  anni
  annunciati e non arrivano mai.
   Signor Presidente, credo che - non voglio entrare assolutamente in
  polemica con i colleghi che, in buona fede, sostengono più che  una
  teoria,  una  impostazione diversa dalla mia -il  Governo  dovrebbe
  essere  contrario all'emendamento sul quarto comma, e possibilmente
  gli Uffici della Presidenza dovrebbero dichiararlo inammissibile.
   Qualora  dovesse  essere  votato  rappresenterebbe  un  precedente
  gravissimo. Cioè utilizzo di risorse pubbliche a fini privati.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, l'emendamento è stato predisposto
  dal  Governo, quindi approvato in Giunta, interamente dal  Governo,
  mandato alla IV Commissione e passato anche in II Commissione.  Non
  credo che ci siano difficoltà in ordine alla ammissibilità o meno.
   Poi  dal  dibattito è emerso che ci sono posizioni  differenziate,
  diversi  modi  di  vedere. Non credo che ci sia  una  utilizzazione
  diversa di fondi rispetto a quello che prevede la legge. Siamo  qua
  per dare la giusta destinazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  siccome  questo  comma non c'entra nulla con  le  proroghe,  voglio
  porre una questione.
   La mia domanda è una. Questa norma, che è teoricamente generale ed
  astratta,  si riferisce ai comuni dove possono essere  fatte  anche
  dai privati le opere di urbanizzazione secondaria di contesto anche
  primario. Ma con quali risorse?.
   I  comuni  hanno  avuto un piano di riparto dei Fondi  ex  Gescal?
  Perché  non mi risulta che ci sia un piano di riparto dei Fondi  ex
  Gescal.  Perché i Fondi ex Gescal sono stati ripartiti secondo  dei
  piani  - veniva citato da qualcuno, credo da Rinaldi - da piani  di
  recupero  che sono stati approvati, ne conosco alcuni per la  città
  di Palermo che riguarda lo Zen, Borgo Nuovo e che riguarda piani di
  intervento e di recupero con i fondi ex Gescal.
   Poi,  abbiamo  fatto la legge sull'housing sociale,  dove  abbiamo
  finalizzato  quei fondi cosiddetti misteriosi, perché  i  Fondi  ex
  Gescal   sono   uno  dei  misteri  irrisolti  di  questa   Regione,
  sull'housing sociale. Oggi con quali soldi e con quale criterio  il
  comune di Canicattì avrà le risorse per fare quell'intervento e  il
  comune di Bivona no? C'è stato un riparto? C'è stato un bando?
   Non  vorrei che si facessero norme la cui astrattezza poi le rende
  assolutamente inapplicabili. Non c'è alcuna corrispondenza  tra  la
  norma e la possibilità che la norma abbia attuazione.
   Ecco  perché insisto ed è necessario sapere i Comuni queste  opere
  di  urbanizzazione, che dovrebbero essere già contenute  nei  piani
  triennali, quindi ad iniziativa pubblica, ancorché siano fatte  dai
  privati, visto che i Fondi ex Gescal non sono stati trasferiti,  se
  non  per  piani di recupero specifici, con quali risorse dovrebbero
  fare questi interventi.
   Credo  che  ci sia una grande confusione, o almeno così mi  sembra
  per come è scritta la norma.

   PRESIDENTE. Assessore Reale, attendiamo tutti una sua indicazione,
  un chiarimento, per quello che è possibile.

   REALE, assessore per l'agricoltura, dello sviluppo rurale e  della
  pesca  mediterranea. Signor Presidente, per quanto ci  riguarda  mi
  sembra  chiaro  che  le  cooperative, utilizzando  soldi  pubblici,
  vadano  a  fare opere di riqualificazione e quindi sposerei  quanto
  detto,   così   come   da  tanti,  in  particolare   dall'onorevole
  Barbagallo.
   Naturalmente,  poi,  sta all'Assemblea, che è  sovrana,  scegliere
  sul  da farsi. Abbiamo valutato di utilizzare questa strada, perché
  essendo  soldi delle cooperative, e pertanto soldi pubblici,  fanno
  interventi che restano al pubblico.

   PRESIDENTE. Il Governo, quindi, insiste su questa norma e ha  dato
  una spiegazione.
   Si  passa dunque alla votazione dell'emendamento 43.6, soppressivo
  del comma 4 dell'articolo 43.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.   Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole   alla
  soppressione si alzi.

                            (E' approvato)

   Il comma 4 è pertanto soppresso.
   Si passa all'emendamento 43.7, dell'onorevole Alongi.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 43.2, dell'onorevole Di Mauro.
   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sul comma 5.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  vorrei  trovare  una  soluzione:
  siccome  la norma riguarda i centri storici e le zone A, e parliamo
  di  edilizia  residenziale, per essere estesa a  coloro  che  fanno
  attività diversa dall'attività residenziale, occorre che il Governo
  faccia  un  subemendamento  inserendo   previo  bando  pubblico  di
  remissione , perché non è possibile immaginare che si modifichino i
  criteri e si utilizzi il vecchio sistema.
   O si fa un nuovo bando, accessibile a tutti, e quindi su questo si
  danno  criteri  generali,  secondo me non  saranno  sufficienti  le
  risorse,  oppure nessuno può pensare che dopo una legge  che  aveva
  una  disciplina, adesso si modifica e si accede non si  capisce  in
  base a quale procedura.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, stiamo andando  oltre  i  limiti
  regolamentari,  c'è un invito rivolto dall'onorevole  Cracolici  al
  Governo.  Se  il  Governo ritiene di accoglierlo  bene,  altrimenti
  ognuno  non può alzarsi e presentare emendamenti e sub emendamenti,
  perché così non andiamo più avanti.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.51, è ripresa alle ore 16.54)

   La seduta è ripresa.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ora
  ricominceremo tutto da capo con questo emendamento.
   Quindi  potrà  anche accadere, con questa norma,  che  l'esercizio
  commerciale  comprensivo nella palazzina  che  non  era  collegato,
  quindi   alle  agevolazioni,  noi  con  questa  norma  lo  facciamo
  rientrare però, con questo sub emendamento gli diciamo:  ricomincia
  da capo perché ci sarà il nuovo bando .
   Signor  Presidente, ma qual è lo spirito vero di questa norma  che
  si  inserisce  in una finanziaria, parliamoci chiaro, poteva  anche
  essere  stralciata e seguire un percorso a parte. Noi lo  inseriamo
  in finanziaria per avere un canale preferenziale rispetto a persone
  che non possono più attendere, ma così facendo allunghiamo di nuovo
  i termini.
   Io sono assolutamente contrario.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, dopo il dibattito che
  si  è svolto in Aula e dopo l'indicazione dell'onorevole Cracolici,
  l'emendamento 43.12, a firma del Governo che recita: Dopo le parole
   prevalente uso residenziale  aggiungere  previo bando pubblico .
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 43.8 al quale  è  stato  presentato  un
  emendamento soppressivo a firma dell'onorevole Di Mauro.

   DI MAURO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 43.11, dell'onorevole D'Asero. Il parere
  del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 43.

   FIGUCCIA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 43

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  43.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            73
   Votanti             71
   Maggioranza         36
   Favorevoli          58
   Contrari            13
                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  45,  questo  è  uno  di  quegli  articoli
  introdotto  in Commissione Bilancio con il parere favorevole  della
  III Commissione.
   Si passa all'emendamento 45.1, onorevole Alongi lo ritira?

   ALONGI . Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 45.4, onorevole Alongi lo ritira?

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  45.3 dell'onorevole Rinaldi.

   RINALDI. Lo mantengo

   PRESIDENTE. Emendamento 45.3 al comma 1 dopo le parole  è sospesa
  aggiungere le seguenti parole  per un periodo di 12 mesi .
   Il   parere   del  Governo  sull'emendamento  45.3  dell'onorevole
  Rinaldi?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  45.3.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' Approvato)

   IOPPOLO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, sostanzialmente intervengo sull'ordine
  dei    lavori,   perché   ritengo   che   proceduralmente   l'esame
  dell'articolo  45  non  possa  essere affrontato  prima  dell'esame
  dell'articolo  30 del nostro disegno di legge che  è  assolutamente
  connesso  e preliminare, tanto preliminare che, se noi procedessimo
  così  come  abbiamo  iniziato  a fare, non  potremmo  assolutamente
  discutere  uno degli emendamenti più significativi, a mio giudizio,
  che  è stato presentato dagli onorevoli D'Asero ed Alongi che è  il
  45.2 , che fa esplicito riferimento al comma VI dell'articolo 30.
   Pertanto, dal punto di vista procedurale non è possibile esaminare
  l'articolo  45 se non prima si esamina e si delibera l'articolo 30.

   PRESIDENTE.  Sostanzialmente onorevole  Ioppolo,  lei  propone  di
  sospendere  prima  di  discutere l'articolo 30,  viceversa  sarebbe
  precluso  comunque la trattazione di questo emendamento non  avendo
  approvato  l'articolo  30,  mi  sembra  corretto  il  ragionamento,
  pertanto accantoniamo l'articolo 45.
   Giustamente,  mi  evidenziano gli uffici, quando  riprenderemo  la
  discussione  sull'art. 45, una volta approvato  l'articolo  30  che
  chiaramente  non obbliga l'approvazione dell'emendamento, ma è  per
  non pregiudicarne la trattazione.
   A   seguito   dell'approvazione  dell'emendamento   Rinaldi,   gli
  emendamenti   45.3  e  45.5  decadono  perché  era   previsto   una
  sospensione al 2015.
   Il comma 2 si deve intendere soppresso.
   Si  passa  all'articolo 47, introdotto dalla Commissione  Bilancio
  con il parere favorevole della Terza Commissione.

   MUSUMECI. Chiedo all'assessore Agnello di illustrarlo.

   PRESIDENTE.    Invito    l'assessore   Agnello    ad    illustrare
  l'emendamento.

   AGNELLO,   Assessore  per  l'economia.  Norma  di  interpretazione
  autentica,  è  una  norma  introdotta dalla  Commissione  Bilancio,
  quindi,   chiedo  al  Presidente  della  Commissione  Bilancio   di
  illustrarlo.

   PRESIDENTE. Invito il Presidente Dina ad illustrarlo.

   DINA,   Presidente  della  commissione.  E'  un  emendamento   già
  apprezzato  in  Terza  Commissione,  mi  pare  che  sia  stato   il
  Movimento Cinque Stelle a proporlo.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento è stato presentato direttamente in Terza Commissione ed
  è passato poi al vaglio della Commissione Bilancio, sostanzialmente
  fa un po' di chiarezza su quello che l'articolo 19 della legge n. 8
  dell'Istituto regionale dello sviluppo e l'attività produttive, per
  quanto  riguarda  la  vendita dei capannoni e dei  rustici,  perché
  proprio  in una comunicazione che l'IRSAP fa alla Regione si  legge
  c'è   una  difficoltà  di interpretazione sulle caratteristiche  di
  vendita.
   Con  questa norma di interpretazione autentica diamo un tempo, che
  è  sino  al 31 dicembre 2015, come diritto di prelazione a  chi  in
  questo  momento  si  trova  all'interno  di  questi  rustici   come
  imprenditore in affitto ed ha la possibilità di comprarlo al prezzo
  che  viene  stabilito  dall'ente preposto  a  stabilire  il  prezzo
  proprio del capannone, decurtato degli oneri di affitto pagati fino
  a quel momento.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  io ritorno, anche in questa occasione, ad esprimere  le
  mie   perplessità   circa  la  possibilità  di   approvare   questo
  emendamento se non togliamo la frase  dopo che sono state tolte  le
  somme che sono già state pagate mediante affitto .
   Mi  sembra strano che si possa procedere in questo senso, per  cui
  va  bene il modo di periziare, va bene che vi siano dei paletti ben
  precisi in maniera tale che l'IRSAP non vada al di là di quelle che
  sono  i propri compiti e non si possono fare due pesi e due misure,
  ma  sottrarre dal prezzo di vendita gli affitti fino ad esso pagato
  mi  sembrerebbe eccessivo, anche perché potremmo correre il rischio
  che  qualche bene costi meno degli affitti pagati negli  ultimi  30
  anni   e  in  questo  caso  cosa  si  fa:  restituiamo  una   parte
  dell'affitto?
   Questo   mi  sembra  eccessivo  e  di  conseguenza  concordo   con
  l'emendamento presentato dall'onorevole Falcone per togliere questa
  parte finale.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   si   passa   all'emendamento
  soppressivo  47.1 a firma dell'onorevole D'Asero, Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento   soppressivo   n.   47.2   a   firma
  dell'onorevole Rinaldi.

   RINALDI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questa  norma
  stiamo  dando la possibilità di acquisire e, quindi, di  acquistare
  per  coloro che detengono, con un canone di locazione, un  immobile
  che  ricade dentro l'area industriale, detraendo e defalcando tutte
  le quote che finora sono state pagate in conto affitto.
   Non  so  se questa norma si può approvare perché escludiamo  tutti
  quelli  che potevano avere interesse ad acquistare questo  immobile
  dentro  l'area industriale, non diamo la possibilità di  acquistare
  a   coloro   che   vogliono  intraprendere  anche  una   iniziativa
  industriale,  qualsiasi attività commerciale dentro  l'area  perché
  così  li assegniamo in maniera definitiva soltanto a coloro che  in
  questo momento pagano un canone di locazione.
   Si  può  emettere un bando pubblico con diritto di prelazione  per
  coloro  che  hanno  in questo momento il diritto in  quanto  pagano
  l'affitto,  ma  darlo  in proprietà senza  che  ciò  passi  da  una
  evidenza  pubblica mi lascia perplesso  Si deve fare  una  evidenza
  pubblica con diritto di prelazione.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  una precisazione all'intervento dell'onorevole Rinaldi.
   Attualmente  i contratti di locazione dei capannoni ex  ASI,  oggi
  IRSAP,  prevedono  che  gli  affittuari,  nel  canone  mensile  che
  versano,  defalcano  dal  valore  totale  dell'immobile   per   una
  possibilità di acquisto.
   L'emendamento   e   l'articolato  che   oggi   stiamo   valutando,
  condivisibile insieme al Movimento 5 Stelle, prevede un diritto  di
  prelazione per quei contraenti che oggi già hanno versato all'IRSAP
  le  quote mensili della locazione e che vanno defalcate se decidono
  di  acquistarlo  dall'importo totale così  come  oggi  i  contratti
  vigenti di locazione prefiggono.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che
  questa parte debba essere stralciata perché inammissibile.
   Quello  che si prevede in questa parte dell'articolo è  una  norma
  che già esiste, per esempio, per l'Istituto Autonomo Case Popolari.
  Nei  bandi di assegnazione delle case popolari, laddove è  prevista
  questa  possibilità per l'utente e cioè il riscatto dell'abitazione
  defalcando  le  rate  del canone mensile che l'utente  ha  versato.
  Tutto  ciò  è  perfettamente compatibile tanto è vero che  non  c'è
  bisogno di fare una nuova norma.
   Se  nel  caso in specie i bandi, le acquisizioni, gli  affitti  di
  questi  capannoni da parte degli utenti sono stati fatti in base  a
  dei  bandi che non prevedevano questa facoltà è chiaro che ci vuole
  una  legge,  ma  è  una  norma che sarà certamente  cassata  perché
  essendo  il  bando legge speciale  non può essere superato  da  una
  norma, se invece il bando lo prevedeva non si capisce perché c'è la
  norma.
   Quindi, prego gli Uffici di verificare perché questa parte secondo
  me è sicuramente inammissibile.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  47.2   a   firma
  dell'onorevole Rinaldi.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   DINA, presidente della commissione. Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  47.2  soppressivo
  dell'intero articolo 47, a firma dell'onorevole Rinaldi.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 47.4 a firma dell'onorevole  Alongi  ed
  altri. Riguarda la soppressione del comma 1.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 47.3 a firma dell'onorevole Falcone.
   Sospendo un minuto la seduta.

    (La seduta,  sospesa alle ore 17.17, è ripresa alle ore 17.18)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 47.3 a firma Falcone.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea  ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 47.5 a firma dell'onorevole  Alongi  ed
  altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   E' stato presentato l'emendamento 47.6 a firma della Commissione.
   Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 47, nel testo risultante.

   CRACOLICI. Dichiaro la mia astensione.

   PRESIDENTE. Si vota per alzata e seduta. Lei, comunque, è astenuto
  ed anche l'onorevole Fazio.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 47.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  48. Questo è uno  di  quegli  emendamenti
  aggiuntivi  che  non è stato stralciato e per  il  quale  la  Terza
  Commissione  ha reso parere favorevole. Dichiaro che c'è  un  altro
  emendamento  che  riguarda  la Prima Commissione  che  ha  espresso
  parere  favorevole;  erano  tra gli  aggiuntivi  che  io,  per  una
  questione  di  merito  della  commissione,  avevo  stralciato,   la
  Commissione   è   stata  così  diligente  ed  ha  espresso   parere
  favorevole, riguarda le modifiche di norme in materia di riserva in
  favore dei Comuni per il rimborso di spese per la gestione di asili
  nido.
   Quindi,  lo  ammetto, gli darò il numero relativo all'articolo  di
  riferimento che era stato stralciato.
   Siamo all'articolo 48  Modifiche di norme in materia di estrazione
  giacimenti minerarie di cava'.
   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  48.3  a  firma
  dell'onorevole Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo  ritiro.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 48.17  a
  firma dell'onorevole Ciaccio ed altri.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   lo   volevo
  spiegato,  perché  questa è la dimostrazione di quello  che  dicevo
  inizialmente nella discussione generale.
   Questo  non  è un articolo, questo è un intero disegno  di  legge,
  capisco  tutte  le difficoltà che hanno i cavatori  e  che  qualche
  collega  ha  sposato la causa, però secondo noi  doveva  essere  un
  disegno di legge organico.
   Quindi,  se viene realmente incontro alle esigenze - e per  questo
  chiedo  una  spiegazione  anche da parte  del  Governo  -  potremmo
  ritirare  l'emendamento  soppressivo, viceversa  gradiremmo,  visto
  che sono undici commi, che diventasse un disegno di legge organico.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'osservazione
  che  ha fatto l'onorevole Ciaccio è pertinente, peraltro io so  già
  che  il  Governo ha predisposto una relazione tecnica  da  allegare
  all'articolo  proprio per motivare l'equilibrio  finanziario  della
  norma che non prevede ulteriore spesa, tanto è vero che è una norma
  alla quale non è stata data copertura perché non è necessaria.
   Qual  è  il  problema rispetto a questa norma? E' la  modalità  di
  calcolo della tariffa che deve introitare la Regione siciliana.
   Vi  ricorderete che la norma vigente, l'articolo 12 della legge  9
  del  2013, prevede un riferimento sul calcolo tariffario  a  quello
  che sono i volumi estratti, lo diciamo in soldoni.
   Questo meccanismo di calcolo della tariffa ha determinato un  dato
  oggettivo e inconfutabile che la  Regione siciliana, peraltro  come
  si legge nel decreto assessoriali, nei provvedimenti della Regione,
  che  dovrebbero e dovevano attivare i meccanismi di riscossione del
  tributo, ha difficoltà enormi a calcolare il tributo stesso.
   Vi  faccio un esempio per tutti. Dovendo calcolare il tributo  sul
  volume  estratto  e non avendo la Regione siciliana  una  struttura
  adeguata  ad andare a verificare la esattezza e la correttezza  dei
  volumi  estratti,  si  sono  affidati  nella  norma  di  attuazione
  addirittura,    faccio   un   esempio   che   vale    per    tutti,
  all'autocertificazione  da  parte  dell'imprenditore,  ponendo   in
  questo  modo  un  rischio  enorme: quello  di  andare  incontro  ad
  autocertificazioni  non corrispondenti esattamente  al  vero  e  al
  rischio  anche  per  l'imprenditore, che  commette  un  errore  nel
  calcolo del volume estratto, di vedersi revocare l'autorizzazione.
   Considerato  che  non è possibile, perché non ci sono  le  ragioni
  politiche  e  dico  anche le risorse per poter sostenere  un  onere
  finanziario  di  favore  rispetto  a  questi  imprenditori,  si   è
  modificato,  in  questa  norma,  il  meccanismo  di  calcolo  della
  tariffa, nel senso che invece dei volumi estratti, tu leggi già  al
  comma 1 e al comma 2, ci si riferisce alla superficie dell'area  ed
  ai  volumi  autorizzati  della cava, cioè dei  dati  oggettivi  che
  ovviamente sono estremamente onerosi per l'imprenditore perché  non
  risparmia  alcunché, però in questo modo si raggiunge  innanzitutto
  un  effetto importante che è quello della certezza dei dati  perché
  l'imprenditore  non  deve più certificare,  la  certezza  del  dato
  riferito alla superficie dell'area e ai volumi autorizzati è certa,
  perché è contenuta nel decreto di autorizzazione e la somma con  il
  calcolo  fatto  sulla relazione tecnica che sarà allegata  peraltro
  alla norma.
   Se il Parlamento riterrà di approvarla, prevede un introito per la
  Regione  assolutamente pari a quella che è attualmente  la  tariffa
  vigente con l'articolo 12 della legge n. 9 del 2013.
   La  Regione, in questo modo, riuscirà ad incassare con certezza le
  somme  che  sono  dovute  e  che  sono  pari  alle  somme  previste
  dall'articolo  12  della legge n. 9 del 2013, senza  spesa  per  la
  Regione, perché diventa un meccanismo automatico, il calcolo  e  il
  versamento  da  parte  dell'imprenditore della  cava  alla  Regione
  siciliana.
   Il  vantaggio per l'imprenditore è, intanto, una non assunzione di
  responsabilità rispetto ai volumi estratti che potrebbero dar luogo
  a  contenzioso  tra  imprenditore e Regione  siciliana,  mentre  in
  questo   modo   ci   sono   dati  oggettivi,  incontrovertibili   e
  inconfutabili, in quel modo, l'autocertificazione ci rendiamo tutti
  come  sia  assolutamente,  portata a  regime,  peraltro  perché  la
  Regione  siciliana  non  è assolutamente  attrezzata  ad  andare  a
  verificare la veridicità di quanto dichiarato sui volumi estratti.
     Capirete  una  verifica  a  valle rispetto  alla  dichiarazione,
  all'autocertificazione diventa pressoché impossibile negli  anni  a
  venire, ma l'imprenditore guadagna il fatto che non ha più la spesa
  dei  consulenti, di tutti coloro, ingegneri, tecnici, eccetera, che
  devono  essere  dedicati  a  questo tipo  di  verifica  dei  volumi
  estratti  e,  quindi,  un peso, un onere amministrativo  di  natura
  finanziaria che evidentemente si alleggerisce perché il  meccanismo
  di   calcolo,  il  meccanismo  di  pagamento  diventa  semplice  ed
  elementare.
   Quindi,  certezza  di  introito da parte della  Regione  siciliana
  sulle  tariffe  imposte, certezza delle tariffe perché  queste   si
  riferiscono   a   dati   oggettivi  che  non   sono   assolutamente
  modificabili e sono incontrovertibili e soprattutto non c'è  nessun
  favore  che  non sia quello della semplificazione dei procedimenti,
  quindi,  un  risparmio dettato semplicemente da  un  alleggerimento
  burocratico rispetto all'imprenditore che  risparmierebbe  soltanto
  questo,   evidentemente va a tutto vantaggio di quelle che sono  le
  procedure di riscossione da parte della Regione siciliana.
   La  norma non è stata riproposta in maniera pedissequa come  nella
  scorsa  tornata  Finanziaria  perché  evidentemente  lì  c'era   un
  problema  di implicazione di copertura, la norma è stata riproposta
  con identico carico fiscale tariffario a carico degli imprenditori,
  ma  con  questo  meccanismo di semplificazione che  costituisce  un
  vantaggio certo per la Regione siciliana, un vantaggio certo per la
  serietà  e  la  trasparenza del procedimento  amministrativo  e  un
  piccolo  vantaggio  anche per l'imprenditore  che  avrà  un  carico
  amministrativo  e  tecnico  inferiore per  il  calcolo  dei  volumi
  estratti  considerato che si deve riferire soltanto per il  calcolo
  di   quanto  dovuto  ogni  anno  all'autorizzazione,  quindi,  alla
  superficie, ai volumi autorizzati.
   Nella   norma   sono   dettagliati  persino  gli   interessi   che
  eventualmente devono essere pagati in caso di ritardato  pagamento.
  E'  stato volutamente costruito in questo modo per evitare  che  ci
  sia  qualunque dubbio che possa dare un'interpretazione della norma
  diversa da quella che ho provato a spiegare per larga sintesi.
   Rispetto  a questo annuncio che è stato presentato dagli onorevoli
  Papale  ed  altri  un  emendamento, signor  Presidente,  a  seguire
  esattamente  il  48.4, che condivido perché rende  più  agevole  il
  meccanismo di riscossione delle somme di cui parlavo.
   Sullo sviluppo della discussione sull'articolo e degli emendamenti
  relativi all'articolo mi esprimerò anche in questo senso.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sarebbe  quasi
  inutile    intervenire   dopo   la   esaustiva   relazione    fatta
  dall'onorevole  Gucciardi. Ma voglio soltanto aggiungere,  ad  onor
  del  vero,  un  fatto  che  secondo me è  molto  rilevante,  ovvero
  apprezzare positivamente il comportamento diligente di quasi  tutti
  i  cavatori siciliani e, segnatamente, di Confindustria  Trapani  e
  Sicilia, che hanno capito come lo sforzo di pagare di più  era  uno
  sforzo indispensabile in questo momento.
   Perché  dico questo? Perché a voler fare la genesi io  continuo  a
  considerare  iniqua  questa  tassa. Ma a  fronte  della  precedente
  impugnativa  del Commissario dello Stato questi imprenditori  hanno
  capito che non c'era nulla da fare se non adeguarsi.
   L'adeguamento,  però, non lo possiamo costruire su  una  ulteriore
  tassa  o su un ulteriore balzello che erano le regole, le relazioni
  che  la  Regione  chiedeva.  Avendo stabilito,  con  delle  tabelle
  allegate  all'articolato, che si paga in relazione alla  superficie
  della cava ed al volume autorizzato, abbiamo trasformato l'introito
  di  quella  tassa incerta secondo la vecchia disposizione,  in  una
  tassa  certa  della  Regione  ed  in  una  tassa  certa  anche  per
  l'imprenditore che la deve pagare.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo l'intervento
  del mio Presidente di Gruppo avrei poco da dire se non tenere conto
  dell'osservazione che ha fatto il collega Ciaccio.
   Si  tratta di una vera e propria modifica della legge. In effetti,
  però,  l'aumento  della  tariffa fu inserito  in  una  norma  della
  finanziaria.  In  III Commissione si è svolta  l'audizione  che  ha
  visto  partecipe e d'accordo il Governo su una rimodulazione  delle
  tariffe,  ma  si  è  dovuto  ricorrere all'emendamento  alla  legge
  finanziaria perché nel frattempo sono entrate in vigore  le  regole
  decise con la finanziaria precedente.
   Allora, per non mettere in imbarazzo gli uffici che non riuscivano
  a  determinare  le  modalità con cui pagare la tariffa  decisa  con
  quelle modalità, si è fatto ricorso allo strumento con cui si erano
  aumentate le tariffe.
   Quindi,  è  pensabile che si possa intervenire  organicamente  con
  legge,  ma  intanto  questo emendamento si rendeva  necessario  per
  sospendere  l'attuazione dell'articolo contenuto nella  finanziaria
  precedente.
   Devo dire, peraltro, che la stessa audizione si è svolta pure  con
  le  società  di produzione delle acque minerali. Non  si  è  potuto
  procedere  all'elaborazione dell'emendamento ma il rischio  che  si
  sta  verificando  è  quello di una fuoriuscita  dal  sistema  delle
  società   siciliane  per  cui  noi  pensiamo  di  sottoporre   alla
  Commissione per il dibattito di merito anche la situazione che si è
  determinata per le dodici società di acque minerali a seguito delle
  decisioni assunte con la precedente finanziaria.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo sia
  un atto di giustizia a tutti gli effetti.
   Mi piace ricordare a questa Aula quanto dibattuto fu il disegno di
  legge  che  ha introdotto il canone nei confronti ovviamente  della
  estrazione  da  parte  delle cave. Non posso  ignorare,  non  posso
  dimenticare anche lo scontro che si ebbe nel momento in cui  veniva
  evidenziato  che,  quanto  innovato dalla  legge,  risultava  nella
  realtà  estremamente penalizzante e peraltro quasi  impossibile  ad
  eseguirlo dal punto di vista prettamente materiale.
   E  sinceramente,  a  distanza  di  tempo,  quello  che  era  stato
  evidenziato  nell'ambito di quel dibattito poi  si  è  riscontrato,
  appunto, nella realtà.
   Gli  uffici non sono stati in grado di dare applicazione  concreta
  alla  fattispecie astratta contenuta appunto all'articolo 12  della
  legge  del  2013,  e  quindi  si  è fatta  una  sostanziale  marcia
  indietro.
   Preme  ricordare comunque, a scanso di equivoci, che  anche  nella
  precedente finanziaria si era intervenuti al riguardo e che, bene o
  male,  la  norma  approvata  dall'Aula  era  stata  impugnata   dal
  Commissario dello Stato proprio perché il Governo allora, forse per
  la  fretta  con  la quale è abituato ad intervenire nell'ambito  di
  argomenti  così spinosi e delicati, si era dimenticato di  allegare
  la relazione tecnica e soprattutto la relazione economica.
   Il  Commissario  dello  Stato evidenziò  che  non  si  riusciva  a
  comprendere, nell'ambito dell'intervento normativo, quali sarebbero
  stati   i  risvolti  di  natura  economica  in  capo  alla  Regione
  siciliana.
   Mi  auguro  e  spero che, nell'ambito di questa proposta,  che  mi
  sembra  più  coerente  e soprattutto più equa,  tenuto  conto  che,
  almeno  dalle  informazioni  che io ho  assunto,  nulla  cambi  nei
  confronti degli introiti che potrà conseguire la Regione siciliana,
  ma  sicuramente  è  un  metodo trasparente e soprattutto  sicuro  e
  certo.
   Mi  auguro,  pertanto,  che  il  Governo  corredi  e  doti  questo
  emendamento  di  una relazione tecnica esaustiva,  per  evitare  di
  ripetere la stessa situazione che si è verificata precedentemente.
   Per  quanto  riguarda  gli  aspetti  del  merito,  non  posso  non
  condividerli,  essendo  uno  tra  quelli,  insieme   a   tantissimi
  colleghi,   che   ha   evidenziato   sin   da   subito   l'iniquità
  dell'intervento normativo, ma forse nella fase iniziale si era alla
  ricerca,  a tutti i costi e nei confronti di tutti, di risorse  per
  potere in qualche modo, poi, metterle in entrata.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  noi  già
  nel  2013  eravamo stati contrari alla riformulazione  del  Governo
  nella ridefinizione dei canoni sull'attività estrattiva, sul volume
  estrattivo e sulla differenziazione di materiale estratto a  carico
  ed  in  capo agli operatori del settore. Ed eravamo stati  contrari
  per due ordini di motivi.
   Intanto, non dava una certezza di entrate, per i problemi che sono
  stati testè esplicitati, cioè nella difficoltà di verifica da parte
  degli   stessi   funzionari.  Ed  eravamo  stati  contrari   perché
  l'aggravamento   e   l'appesantimento  degli  oneri   sull'attività
  estrattiva  comportava  una falcidia notevole,  in  un  momento  di
  crisi,  agli  stessi  operatori  del  settore,  in  un  momento  di
  congiuntura  economica che l'attività edilizia,  ed  in  genere  il
  mercato, stava vivendo.
   Siamo  stati tra i promotori, coi colleghi Papale, Assenza e tanti
  altri,  di questa norma, condividendola assieme agli operatori  del
  settore  e  la  Confindustria; lo voglio dire  all'Aula  ed  a  chi
  magari, come il collega Ciaccio, ha manifestato delle perplessità.
   Questa  norma,  da un lato, semplifica il sistema  di  imposizione
  perché guardiamo alla superficie, guardiamo ai volumi autorizzati e
  non  ad altro, non dobbiamo fare verifiche, e dall'altro lato diamo
  anche  la  certezza  dell'entrata, perché se andiamo  a  verificare
  negli  anni  precedenti  l'entrata che era stata  preventivata,  ci
  accorgeremmo che nell'accertamento, questa entrata in bilancio  non
  la  troveremmo,  cioè  nel bilancio consuntivo.  Ed,  allora,  ecco
  perché è giusto superare con una norma di sistema la questione  che
  stiamo trattando.
   C'è qualche perplessità, signor Presidente, e preannuncio anche un
  subemendamento  ai commi 7 ed 8, sui quali ci sono due  emendamenti
  dell'onorevole    D'Asero   che   sopprimono   la    finalizzazione
  dell'introito,  cioè  i  comuni devono  finalizzare  l'introito  al
  recupero dell'attività, alla riqualificazione ambientale e anche al
  recupero  delle attività di scavo abusive, così come l'assessorato,
  invece,  deve  finalizzare questi introiti  al  monitoraggio,  alla
  verifica   e  anche,  se  vogliamo,  agli  studi  e  all'incremento
  dell'attività di sorveglianza con le risorse umane.
   Io credo che, in un momento di grande difficoltà, noi non dobbiamo
  vincolare  la  Regione  con i Comuni, non  li  possiamo  vincolare,
  quindi    sarebbe   magari   opportuno   inserire    un    avverbio
  prioritariamente.
   Noi   prioritariamente,  onorevole  Fazio,  diamo  un   indirizzo,
  lasciando poi la discrezionalità sia ai comuni che alla Regione.
   Altra  questione  è l'ultimo comma dell'articolo  12  della  legge
  regionale 15 maggio 2013, n.9.
   Noi  stiamo abrogando sostanzialmente l'intero articolo 12, ma c'è
  un  problema. Le tasse, quando una cava insiste su due  comuni,  su
  territori che riguardano due comuni, a chi li diamo?
   Allora  dobbiamo  anche verificare quando una  cava,  ad  esempio,
  risiede  su  più comuni, dobbiamo quota parte definire  che  questi
  proventi  li  diamo  in  quota parte ai  comuni  in  cui  insistono
  quest'attività.
   In  questo  senso, allora, preannuncio, d'accordo con  l'onorevole
  Papale,   il   ritiro  dell'emendamento  48.2.  Signor  Presidente,
  insistiamo però sull'emendamento 48.4 che consente una dilazione in
  tre  rate,  veniamo  incontro così come lo abbiamo  fatto  per  gli
  operatori,  i  titolari di capannoni per le  aree  industriali,  lo
  vogliamo  fare anche per questi operatori in un momento  di  grande
  crisi del mercato e di congiuntura economica. Annuncio, quindi,  la
  presentazione  di  un  sub  emendamento che  va  a  sostituire  gli
  emendamenti  soppressivi 48.12 e 48.13, che  anzichè  sopprimere  i
  commi,     come    vuole    l'onorevole    D'Asero,    finalizziamo
  prioritariamente i proventi.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   questo   a
  testimonianza  che  quest'Assemblea  e  questo  Governo,   insieme,
  concertando   e   confrontandosi   oggi   risolvono   un   problema
  importantissimo  per io proprietari delle cave, ma soprattutto  per
  l'indotto che gira intorno alle cave.
   Quindi  come  far  passare  l'idea  che  una  volta  tanto  questa
  disperata  politica  ha  avuto un incontro,  perché  in  una  delle
  finanziarie  è  stata fatta una scelta sbagliata nei  confronti  di
  questi soggetti, per cui come l'incontro sostenuto tra l'Assemblea,
  il  Governo e Confindustria, è importante sottolineare il ruolo  di
  Confindustria  in questa storia che ha difeso con  grande  stile  e
  metodo l'appartenenza dei proprietari di cava, sostenendo audizioni
  in  Terza Commissione, sostenendo incontri con la deputazione iblea
  e  affrontando  la  circostanza con un metodo che  deve  essere  il
  metodo  per  far  si  che  tutti  i  problemi  che  riguardano  gli
  imprenditori vadano risolti.
   Ma  è  altrettanto  importante sottolineare il metodo  con  cui  i
  soggetti   politici   hanno  risolto  in  modo  definitivo   questa
  questione, che può essere presa ad esempio per continuare in questo
  modo, con questo Governo e con questa Assemblea, non perdendo tempo
  inutile per circostanze che magari poco interessano sia i siciliani
  che altri soggetti.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con   questo
  articolo  che  in pratica ricalca quasi pedissequamente  il  nostro
  emendamento, ed è questa la ragione per cui giustamente l'onorevole
  Falcone ha preannunciato il ritiro dell'emendamento 48.2, di cui io
  sono primo firmatario, si pone finalmente fine ad una stortura  che
  durante  i  lavori  della  finanziaria dell'anno  scorso  ci  siamo
  preoccupati  di denunziare fin dall'inizio, avendo scontri,  invero
  anche  abbastanza  pesanti,  con  l'allora  assessore  al  bilancio
  Bianchi.
   I  fatti,  purtroppo,  ci  hanno dato  ragione,  come  spesso  sta
  accadendo  in  questa  legislatura, perché è facile  prevedere  che
  quando  si  interviene  a  cuor  leggero  con  delle  manovre  poco
  studiate, più di impatto demagogico e populistico che non legate ad
  esigenze concrete, si va necessariamente a sbattere contro un muro.
   E' questo il caso dell'articolo 12 della legge regionale 13 maggio
  2013,  che oggi fortunatamente cerchiamo di modificare, ed è  vero,
  come  rileva  il  collega  Ciaccio, che  si  tratta  di  una  norma
  organica,  ma  io  ritengo che ogni norma che debba  risolvere  dei
  problemi  deve  essere necessariamente organica, perché  altrimenti
  rischiamo di fare delle norme assolutamente estemporanee,  che  non
  tengono conto delle realtà  sulle quali si viene ad incidere.
   Con quel famigerato articolo si era di fatto messa in pericolo  la
  stessa  sopravvivenza  dell'attività  estrattiva  in  Sicilia.   Si
  introducevano  dei canoni assurdi, che tra l'altro non  era  facile
  calcolare   perché  si  era  arzigogolato  un  metodo  di   calcolo
  assolutamente  ingiusto  e  non  corrispondente  a  nessuna   legge
  economica reale.
   Con  questa  previsione  invece abbiamo  un  metodo  assolutamente
  certo, sicuro e che permetterà comunque degli introiti alla Regione
  Sicilia, cosa che non era avvenuta con quella precedente, se è vero
  com'è vero che lo stesso assessorato regionale era intervenuto  per
  sospendere   la  riscossione  di  quei  canoni  che   peraltro   si
  evidenziava assolutamente inattuabile.
   Speriamo,  quindi,  che l'Assemblea, attraverso l'approvazione  di
  questo articolo 48, con il subemendamento 48.4 a nostra firma,  che
  non  fa  altro che dilazionare in tre rate il pagamento del canone,
  specificando anche le modalità con cui ciò deve avvenire, si  ponga
  finalmente  fine  a questa stortura e si ritiri la  fiducia  ad  un
  settore  che, in un momento particolarmente delicato per l'economia
  siciliana, rischiava veramente di andare al tracollo definitivo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 48.17,  soppressivo
  dell'intero  articolo  48, dell'onorevole Ciaccio  e  l'emendamento
  48.19, di identico contenuto.
   Il parere del Governo.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Comunico  che  l'emendamento 48.2 è ritirato,  come  preannunziato
  dall'onorevole Falcone.
   L'Assemblea ne prende atto.

   ALONGI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti dal 42.5 al 42.16.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  annuncio   la
  presentazione   di   un   emendamento  che  prevede   l'inserimento
  dell'avverbio  prioritariamente .

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato  dalla  Commissione
  l'emendamento 48.20.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, il comma 6 viene sostituito dall'emendamento 48.4,  e  il
  Governo potrebbe anche essere favorevole alla sua soppressione.  Il
  48.4   a   firma   dell'onorevole  Falcone  già  ha   una   diversa
  distribuzione dei pagamenti.
   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.51, è ripresa alle ore 17.53)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che l'emendamento  48.20
  della Commissione è ritirato.
   L'Assemblea  ne prende atto. Si passa all'emendamento 48.21  degli
  onorevoli   Falcone  e  Gucciardi,  già  annunciato  e   illustrato
  dall'onorevole Falcone, che dice  prioritariamente .
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario si alzi; chi  è
  favorevole resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  48.4,  già  illustrato  dall'onorevole
  Assenza.
   Chiedono  di  apporre  la firma all'emendamento  48.4  l'onorevole
  Gucciardi, l'onorevole Turano e l'onorevole Fazio.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 48.4. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)
   Pongo in votazione l'articolo 48 così come è stato emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 56. Ne do lettura.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  spiegato
  questo emendamento perché cinque mesi fa siamo venuti in Aula ed il
  Governo  ci spiegò l'importanza di questo emendamento, da approvare
  a tutti i costi, perché era una questione che salvava l'AST, era un
  emendamento  che necessitava assolutamente ed oggi, a  distanza  di
  cinque  mesi,  il  Governo presenta un emendamento nella  direzione
  diametralmente opposta.
   Allora,  delle due l'una: o ha sbagliato sei mesi fa  ed  oggi  il
  Governo  sta correggendo un proprio errore o, diversamente, Governo
  sta  sbagliando stasera nel riproporre l'abrogazione di  una  norma
  che  il  Governo  stesso aveva introdotto non più  di  cinque  mesi
  addietro.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta in attesa del ritorno in
  Aula dell'Assessore Torrisi.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore 18.02)

   La seduta è ripresa.
   L'onorevole Falcone aveva chiesto spiegazioni al Governo in ordine
  al significato dell'articolo 56 che riguarda l'abrogazione di norme
  in  materia  di  affidamento  provvisorio  servizi  comunali  e  di
  trasporto pubblico locale.

   TORRISI, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TORRISI,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli deputati, abbiamo chiesto questa abrogazione,
  tornando sostanzialmente indietro, perché abbiamo avuto soltanto un
  problema   di  aggravio  di  procedure  e  costi  e  non   variando
  assolutamente  la  cosa  perché resta in  capo  ai  comuni  avevamo
  problemi  di  natura  contabile. Preferiamo quindi  che  adesso  si
  ritorni alla gestione attraverso i comuni.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 56.1 a firma degli  onorevoli
  D'Asero,  Alongi, Cascio Francesco ed altri. Onorevole  Cascio.  Lo
  ritira?

   CASCIO Francesco. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti presentati sono  tutti  soppressivi,
  quindi, pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 56.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo  56  è  mantenuto.  Gli  articoli  da  57  a  69   sono
  stralciati.
   Si passa all'articolo 70. Ne do lettura.
   Si passa all'emendamento 70.1 della Commissione.
   Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 76 lo tratteremo alla fine.
   Onorevoli  colleghi, facciamo il punto della situazione. Rimangono
  da  votare gli articoli 1 e 2 che si votano alla fine, 7,  12,  16,
  18, 19, 20, 22, 23, 25, 26, 27, 30, 32, 45 e 76.
   Invito  la  commissione  a  darmi indicazioni  su  quali  articoli
  possiamo approvare, nei quali ci siano minori difficoltà.
   Eravamo  rimasti  in  ordine alla riduzione della  spesa.  Abbiamo
  accantonato  gli articoli che riguardavano la spesa. Si  è  trovata
  un'intesa  con  il Governo e possiamo andare avanti.  Mi  dia  lei,
  onorevole Dina, un'indicazione.

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, la commissione ha preso  in
  considerazione gli orientamento del Governo al fine  di  addivenire
  ad  un  taglio  di sette milioni sugli articoli che ancora  dovremo
  affrontare.
   Possiamo  affrontare sin da subito l'articolo 7, signor Presidente
  e  poi  andiamo  avanti  e le dirò man mano  cosa  fare.  Se  sugli
  articoli  che affronteremo intervengono tagli, dobbiamo distribuire
  questi  emendamenti  che  lei si ritrova.  Man  mano,  per  singolo
  articolo  distribuiamo l'emendamento di tagli di spesa e su  quello
  ragioniamo.

   LEANZA. Sono tutti di minori entrate.

   PRESIDENTE.  Il  Governo mi chiede di posticipare  la  trattazione
  dell'articolo 7.
   Dove non ci sono problemi possiamo andare avanti.
   Siccome  era  la  commissione,  di  intesa  con  il  Governo,   in
  particolare  modo con l'assessore per l'economia  che  doveva  dare
  indicazione  a  questa Aula dove tagliare, per essere  chiari,  per
  recuperare questi sette milioni di euro.
   E' stato presentato un blocco di emendamenti.
   Dovevamo  iniziare  con  l'articolo 7, il  Governo  stesso  mi  ha
  chiesto sull'articolo 7 di soprassedere e di andare oltre.
   Si passa all'articolo 12.

   DINA,  presidente della commissione e relatore di maggioranza.  Vi
  sono gli emendamenti  12.43 e 12.44 di identico contenuto.
   Quindi, dobbiamo decidere Presidente se cominciare, visto  che  al
  primo comma abbiamo già l'impegno di spesa, di votare l'emendamento
  12.43 o il 12.44 che è la stessa cosa.

   PRESIDENTE. Votiamo nell'ordine. Siamo all'articolo 12.
   Prima iniziamo con gli emendamenti sorpresivi dell'articolo 12.
   Si passa al 12.2 a firma degli onorevoli Fontana, D'Asero, Alongi.
  Vengono mantenuti o ritirati?


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   CLEMENTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

   CLEMENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  fare  una
  proposta sull'articolo 12 i commi 1 e 2 riguardano stipendi, mentre
  il  3,  il  4  e  i successivi riguardano altre cose che  non  sono
  passate  dalla Commissione. Quindi chiedo se, in linea con ciò  che
  ci  siamo  detti,  fosse possibile estrapolare gli  altri  commi  e
  quindi rinviarli ad altra discussione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Clemente, io mi sono fidato  obiettivamente
  del  lavoro  fatto  delle Commissioni, se noi  entriamo  in  questo
  circuito  non  ne  usciamo perché siamo nella fase  più  complessa.
  Eventualmente li sopprimiamo, se ci sono emendamenti soppressivi si
  sopprimono,  ma  stralciarli,  perché?  Sono  passati  o  non  sono
  passati, vista la confusione che è stata generata.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 782/A

   PRESIDENTE. Onorevole Cascio, mantiene l'emendamento 12.2?

   CASCIO Francesco. lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Cascio, ritira anche l'emendamento 12.8?

   CASCIO Francesco. lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Abbiamo  un'idea  sul  modo  di procedere:  andiamo  avanti  con  i
  soppressivi.

   PRESIDENTE   Lei,  onorevole  Clemente,  proponeva  di  sopprimere
  quali?.

   CLEMENTE. 1 e 2 tutti gli altri soppressi.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  si votano i soppressivi,  se  siamo  tutti
  d'accordo.
   Ci  sono  gli  emendamenti, onorevole Dina, mi segua,  siamo  agli
  emendamenti  del  Governo  e della commissione  che  riguardano  la
  sostituzione sostanzialmente del comma 1: il 12.43.
   Lo ha presentato la Commissione di intesa con il Governo, quindi è
  favorevole, riduttivo di spesa.
   Pongo in votazione il 12.43 con il parere favorevole del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 12.44 è identico al 12.43.
   Il  12.27  è  precluso,  il  12.9 è  ritirato,  onorevole  Cascio.
  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 12.34. L'onorevole Falcone è assente. Lo
  mantiene l'onorevole Figuccia.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della Commissione e relatore  di  maggioranza..
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  12.34.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   C'era  la proposta di approvare gli emendamenti soppressivi 12.10,
  a  firma  degli  onorevoli D'Asero ed altri, 12.11, a  firma  degli
  onorevoli   D'Asero   ed   altri.   Sostanzialmente,   sono   tutti
  soppressivi.
   Se  c'è   bisogno  di sospendere, sospendo la seduta  per  qualche
  minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 18,16, è ripresa alle ore 18.19)

   La seduta è ripresa.
   Assessore Reale, per quanto riguarda l'articolo 12 cosa facciamo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea.  Signor  Presidente, le  chiedo  di  accantonarlo  in
  quanto sarebbe necessaria la presenza del Presidente Crocetta.

   PRESIDENTE. Accantoniamo momentaneamente anche l'articolo 12.
   Si passa all'articolo 16.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Ritengo  che l'emendamento 16.11 presenta un errore. Dobbiamo  fare
  l'emendamento 16.10 perché in diminuzione da 7 milioni a 6  milioni
  e mezzo. Mentre nell'altro c'è un errore in aumento.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 16.11 viene ritirato dalla Commissione.
  Lascia in vita l'emendamento 16.10.
   Dell'articolo 16 discutiamo prima gli emendamenti soppressivi.  Ci
  sono due emendamenti soppressivi a firma dell'onorevole Alongi.

   ALONGI. Li ritiro.

   PRESIDENTE.  Ritira  sia il 16.6 che il 16.8. L'emendamento  16.10
  della Commissione?

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevamo  seguito
  io  per  il  centrodestra e  l'onorevole Panepinto per  il  Centro-
  sinistra  questo disegno di legge. Aspettiamo che ci sia  pure  lui
  perché è giusto che ci sia un ragionamento che sia improntato  alla
  massima informazione. Magari si passa all'articolo 17 così  poi  ci
  ritorneremo.

   PRESIDENTE.  L'articolo 16 è accantonato. E' arrivato  l'onorevole
  Panepinto.
   Riprendiamo dall'articolo 16. Abbiamo un solo emendamento:  quello
  della Commissione.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare  una
  informativa all'Assemblea perché su questo disegno di legge ci  sia
  da parte di tutti la consapevolezza del percorso che dobbiamo fare.
   Con legge n. 2 del 2013 abbiamo approvato le norme transitorie per
  la  regolarizzazione del servizio integrato e avevamo  indicato  al
  comma  5  che con successiva legge regionale da emanarsi entro  sei
  mesi  dalla  data  di  entrata in vigore della  presente  legge  le
  funzioni dell'Autorità  eccetera.
   Avevamo  cioè  stabilito  con legge della  Regione  siciliana  che
  l'affidamento di questa normativa fosse per sei mesi per evitare di
  incappare in ricorsi del Commissario dello Stato.
   Per  quanto riguarda poi tutto il tema del decreto legislativo  n.
  152,  ricordo  che  ci  sono  tutta una  serie  di  parametri  che,
  ovviamente, sono fisici, non sono parametri di altro tenore e  sono
  giustamente elencati nell'articolo 147 del decreto legislativo  che
  tratta l'argomento del servizio idrico integrato e stabilisce  poi,
  successivamente,  all'articolo  150  quali  sono  le  modalità   di
  affidamento.
   Io,  allora,  mi  sono permesso, non ho presentato,  però,  ho  un
  emendamento,  non  so  se  il Governo ritiene  di  farlo  suo,  per
  aggiungere  al  primo  comma   dopo  possono  gestire  il  suddetto
  servizio'  per un periodo non superiore a sei mesi , perché  o  noi
  facciamo  una  norma che non venga impugnata dal Commissario  dello
  Stato  o rischiamo di trovarci, domani, con un'impugnativa.  Questo
  lo  dico  perché,  se poi non siamo in grado di  realizzare  quanto
  tutti  quanti  attendiamo,  è chiaro che  dobbiamo  trovarci  nella
  condizione di avere un appiglio.
   Noi, quindi, avevamo una norma che è stata elaborata nel 2013,  il
  primo   mese  del  2013.  Aveva  validità  per  sei  mesi,  abbiamo
  continuato  con questa norma a sostenere un percorso per  circa  20
  mesi,  o  noi  affrontiamo questo argomento  dobbiamo,  certamente,
  stabilire una sorta di norma che consenta una proroga ma che  abbia
  un   tempo   limitato.  Se  noi  facciamo  una   norma   sine   die
  dell'affidamento  ai comuni, è una cosa completamente  diversa  che
  rischia di incorrere nell'impugnativa del Commissario dello Stato.
   Questo  lo dico per informazione del Parlamento, perché credo  che
  tutti quanti abbiamo interesse a risolvere il problema di Palermo e
  degli altri comuni.
   Relativamente  al  terzo  comma,  rimetto,  alla  valutazione  del
  Governo,  la  norma  perché,  ovviamente,  qui  fa  riferimento  al
  personale utilizzato in servizio. E' un termine generico  che  vuol
  dire,   in buona sostanza, chi in questo momento lavora, da  domani
  dovrà assumere un rapporto, comunque, non più immediato dalla ditta
  ma con il comune con tutto quello che ne consegue.
   Questo  lo  rimetto, comunque, alla valutazione  complessiva.  Per
  quanto  riguarda  il primo comma, suggerisco,  al  Governo  o  alla
  Commissione, di presentare un emendamento perché questa norma abbia
  validità di sei mesi. Qualora, il Governo dovesse andare avanti con
  quello  che è scritto qui, è chiaro che incorreremmo tutti  in  una
  possibile impugnativa.
   Ricordo  al  Parlamento  che  è  già  stato  esaminato,  dalla  IV
  commissione, il disegno di legge complessivo che riguarda  il  tema
  dell'acqua,  che ci è imposto adesso dall'abrogazione dell'articolo
  148  del decreto legislativo n. 152, perché, proprio all'uopo,  c'è
  tutta  un'attività che la Regione deve fare, come suo compito,  per
  quanto  riguarda  tutte  le  attività  connesse  all'esercizio  del
  servizio.
   Questo  dovevo, per illustrare al Parlamento e per potere assumere
  le giuste determinazioni.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, perché  nasce
  questo emendamento? Questo emendamento nasce perché c'è un problema
  per quanto riguarda 52 comuni del palermitano.
   Come tutti sappiamo, l'APS è stata dichiarata fallita. Fino ad  un
  mese  fa, quindici giorni fa, l'ex  provincia regionale di  Palermo
  aveva   avviato  una  procedura  di  gara;  la  società,  che   era
  aggiudicataria,  ha rinunciato di fare il servizio.  Per  cui,  che
  cosa è successo? Fortunatamente, un'ordinanza ha salvato fino al 31
  ottobre 2014, l'erogazione del servizio idrico integrato in  questi
  52  comuni, che sono 500 mila abitanti, per cui che cosa  si  vuole
  fare con questa norma?
   Dare  la  possibilità ai comuni, singoli o associati, di  superare
  questa  fase così delicata, tant'è vero che noi parliamo di  ambiti
  che sono falliti o che non si sono mai costituiti, non parliamo  di
  altri ambiti.
   Mi  sembra  che la stessa cosa sia stata fatta su Siracusa,  e  ha
  funzionato, quindi, valutiamo l'opportunità di mettere dei termini,
  ma non credo che ci possano, poi, essere società che partecipano ad
  una  gara  d'appalto, semplicemente, per sei mesi.  Mi  sembra  che
  nessuno parteciperebbe ad una gara per sei mesi.
   Se stabiliamo il termine di sei mesi, le gare possono essere fatte
  per sei mesi.

   GRASSO: Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente onorevoli colleghi,  rispetto a  questo
  articolo, all'articolo 16, la gestione degli impianti idrici, io ho
  delle  perplessità  sulla  formulazione  dell'articolo  soprattutto
  nella  parte  in  cui  si  dice che i comuni  in  forma  singola  o
  associata possono gestire il suddetto servizio.
   Non possiamo dimenticarci che vige la norma comunitaria per cui il
  servizio  idrico integrato non può essere gestito direttamente  dai
  comuni.
   Oggi  qual è il problema, riguarda quei comuni che hanno  dato  il
  servizio  in  gestione ai privati e dove c'era  un  soggetto  terzo
  questo è fallito.
   Quindi,  nelle  more  oggi che cosa mancano?  Mancano  le  risorse
  affinché  il  soggetto commissariale, perché  il  Presidente  della
  provincia  , lì dove il soggetto non è stato individuato,  gestisce
  il servizio.
   Quindi  se  questo  servizio, oggi,  in  virtù  di  una  ordinanza
  commissariale che consente la gestione del servizio vengono erogate
  le risorse al comune, ci troveremmo che il comune ha le risorse che
  non   può  utilizzare  perché  non  può  gestire  il  servizio   e,
  sostanzialmente, il servizio si blocca.
   Quindi  forse  è  bene  che si faccia, a mio modesto  avviso,  una
  riflessione  e  cioè si stralci  la parte che stabilisce  che:    i
  comuni  in  forma singola o associata possono gestire il  servizio'
  perché  questo lo si potrà fare nell'attesa che venga   emanata  la
  legge  e  si trasferiscono le somme al commissario che in atto  sta
  gestendo il servizio, perché abbiamo avuto il caso dei rifiuti.
   Noi  abbiamo detto  in forma singola o associata' ma la  legge  ha
  previsto  la  costituzione delle S.R.R. . e poi  i  comuni  possano
  gestire non direttamente ma In-house.
   Quindi, voglio dire,  qui oggi ci troveremmo, forse, di fronte  ad
  una impugnativa dello Stato.

   PRESIDENTE. La parola all'assessore per l'energia e i  servizi  di
  pubblica utilità.

   CALLARI,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Questo  articolo  16 per come è stato formulato  è  al  momento  la
  migliore formulazione possibile per uscire da questa situazione.
   Ovviamente  è  una  situazione  di  stallo  in  attesa  che  venga
  approvata  la  norma  -  che  per il momento  è  ferma  -   su  cui
  l'assessorato  di  concerto  con  molti  parlamentari   e  con   la
  Commissione  competente  ha riattivato il  lavoro  sulla  normativa
  giacente,   perché ce n'è bisogno in modo rapido, anche  prima  dei
  sei  mesi,  che  però  io lo prendo come impegno  politico  che  lo
  dobbiamo  fare  anche prima dei sei mesi, ma non  l'aggiungerei  in
  un'ulteriore norma all'interno di un emendamento perché la dovrebbe
  firmare il governatore che in questo momento ancora non c'è.
   Io  preferirei lasciarla così con un impegno politico che va fatto
  in  fretta,  va  fatto anche prima dei sei mesi , secondo  me  alla
  riapertura dopo il periodo estivo dobbiamo mettere mano sulla norma
  sull'acqua,  perché  se  no passeremo sempre  da  una  emergenza  a
  un'altra  emergenza col rischio di centinaia di  posti  di  lavoro,
  perché  si  rischiano  di  perdere, e  con  enormi  disagi  per  il
  cittadino.   Dobbiamo  andare  in  modo  organico  a  una   riforma
  strutturale.
   Poi ci sono altri emendamenti che non so se verranno presentati  o
  meno a cui il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi vi comunico che  sull'articolo  16
  ci  sono  iscritti  a  parlare  gli  onorevoli  Panepinto,  Gianni,
  Falcone,  Figuccia, Alongi, Palmeri, Siracusa, Sudano, Ferrandelli,
  Maggio, Milazzo, Vinciullo, Assenza e  Tamajo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  solo
  chiedere,  posto  chi il Governo i dubbi non ce li  ha  fugati.  Il
  combinato  disposto tra il  comma 2,  che prevede una proroga  sine
  die  oltre  i 6 mesi e la possibilità di utilizzo del personale  da
  parte dei comuni senza che ci sia il limite dei 6 mesi, superando i
  6  mesi  chiedo  a  lei Presidente, cosa succede? Sono  assunti  ai
  comuni?

   PRESIDENTE.  Lei  è entrato nel merito non ha parlato  sull'ordine
  dei lavori.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà..

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  mi  atterrò
  all'ordine  dei lavori realmente. Avrei da dire su questo  articolo
  16 ma non lo faccio.
   Io  credo,  Presidente, siamo alle 18.30, dobbiamo trattare  circa
  altri  17-18  articoli quelli che sono del  testo,   al  di  là  di
  qualche  articolo  che  stiamo  valutando,  ci  sono  articoli  che
  imporranno  all'Aula di fare delle riflessioni  che  non  dureranno
  qualche  minuto  o una singola ora, ma forse anche  più  ore  e  mi
  riferisco ad alcuni articoli prima di tutto l'articolo 27.
   Io  vorrei  capire,  anche, se è il caso anche  di  sospendere  un
  attimo  l'Aula  e  di convocare una Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  è  la  proposta  che  fa  Forza  Italia,  di
  sfoltire gli articoli che dobbiamo trattare, di individuare 4, 5, 6
  articoli massimo e arrivare entro domani all'approvazione di questa
  finanziaria,  perché  per l'andamento dei  lavori,   e  se  è  vero
  Presidente,  che  noi  questa  sera dobbiamo  chiudere  alle  20.00
  secondo  me  noi  domani sera, domani notte non  chiuderemo  questa
  finanziaria,  perché se è altrettanto vero che è arrivata  un'altra
  mazzetta  di emendamenti che non c'erano prima al testo;   lasciamo
  stare questo ulteriore mazzetto di emendamenti, ma considerato  che
  dobbiamo  andare  a  discutere 17 articoli del testo  io  chiedo  a
  questa Presidenza qual è la volontà, come vogliamo procedere?

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  intervengo
  sulle  modalità  di prosecuzione di questa seduta  che  rischia  di
  prenderci più per stanchezza o per esaurimento nervoso pre-estivo.
   Io  semplicemente  ribadisco che prendo atto sul  contingentamento
  dei  tempi.  Dopo  di  che  se noi su questa  norma  che  di  fatto
  rischiamo  di trasferire il dibattito sul disegno di  legge  in  IV
  Commissione   a  cui  rinvia la legge  3  del  2013,  io  direi  di
  approvare  la  norma  così  com'è,  come  diceva  l'assessore,  sul
  personale ci sono due opzioni,  a tutela dei comuni che si  usa  il
  termine   possono , a tutela dei lavoratori, i 203  dell'APS,   che
  rimangono dentro l'opzione  possibile  per gli enti locali',  però,
  signor  Presidente dobbiamo ricordarci che questa è  una  norma  di
   emergenza   suppletiva'.  Cosa significa   emergenza  suppletiva'?
  Significa   che  fatta  una  gara, una società   Onda  blu',   Onda
  verde',  non so come si chiama, ha partecipato alla gara e poi  non
  si  è  mai aggiudicata per  la prosecuzione del servizio,  per  cui
  chiudiamo la partita in questa maniera.
   Rispetto   alle  preoccupazioni  dei  colleghi,  sui   tempi   per
  l'approvazione  della norma, le dichiarazioni  dell'Assessore  sono
  rassicuranti,  cioè  a  dire il Governo  così  come  la  Presidenza
  dell'Assemblea   vogliono  giocare,  immediatamente,   la   partita
  all'apertura  dei  lavori per approvare un testo organico  su  cui,
  comunque, peserà quello che è successo a Siracusa, a Palermo e così
  via dicendo.
   Se  ci  avventuriamo  in  una  discussione  infinita  mettiamo  in
  difficoltà  questo Parlamento che non approva la finanziaria  e  al
  tempo stesso rischia di stravolgere ancora di più un disegno che va
  costruito.
     Assessore Callari solo una domanda,   non è  una richiesta,  lei
  ritiene  -  perché con i sette milioni al primo comma finanziamo  i
  dissalatori - che oggi noi possiamo immaginare - è una domanda  che
  le  faccio - che non ci sia nessuna risorsa  nella fase di start-up
  per  consentire  l'avvio delle gestioni dirette o associate  tra  i
  comuni?  Io  non ho emendamenti in tal senso, magari potremmo  fare
  che  i sette milioni senza alterare, sei vanno all'articolo di  cui
  si  parla nel primo comma,  e un milione lo utilizziamo per la fase
  di  start-up,  considerato quindi che non tocchiamo e  non  abbiamo
  bisogno  di  altre risorse, dopo di che sarà lei  a  decidere  come
  potere  erogare  questa somma di un milione. Nel  senso  che  posto
  l'equilibrio complessivo di bilancio se anziché sette diventano sei
  quelli   destinati  alle  finalità  dei  dissalatori,   uno   viene
  destinato  alla  fase di start-up per la gestione dei  cinquantadue
  Comuni di APS, valuti lei Assessore.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 782/A

   PRESIDENTE,  C'era   un  richiamo  all'ordine  dei  lavori  e   il
  ragionamento  si  è ampliato. Noi ci siamo lasciati  col  dire  che
  stasera  avremmo  dovuto  esitare tutti  gli  emendamenti  che  non
  comportavano problemi, tra i quali questo articolo 16.
   Sapendo  che  c'è  una  difficoltà, l'aveva evidenziato  al  primo
  intervento l'onorevole Di Mauro, che è quello della temporaneità  o
  meno,  anche l'onorevole Formica, di questa norma, perché  c'è  una
  normativa comunitaria, e tutto quello che è stato detto è vero.
   Se ci sono questi presupposti che tutti noi condividiamo è inutile
  che  io  abbia dodici  iscritti  a parlare, noi non ne usciamo  più
  dal  ragionamento, per cui io lo spirito dell'onorevole  Panepinto,
  ci   ha  dato  questa  rassicurazione  senza  aggiungere  ulteriori
  emendamenti,   l'Assessore Callari dice  va bene,  andiamo  avanti,
  però  cerchiamo  di blindare in qualche modo la  norma:   c'era  la
  proposta di aggiungere le parole  entro sei mesi' e questo  ha   un
  significato,   altrimenti  la  norma  verrà  sicuramente   cassata.
  Onorevoli colleghi,  se c'è una normativa comunitaria che impedisce
  di assegnare

   PANEPINTO. Non è così.
   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto lei ha troppe certezze, ora basta,
  c'è  una  normativa  comunitaria,  questa  Presidenza  sta  venendo
  incontro alle esigenze del territorio attraverso gli emendamenti  e
  gli articoli.
   Ci siamo detti di andare avanti, c'è un problema prima di Siracusa
  e  ora  del  palermitano,  tutti noi ci  rendiamo  conto,  dobbiamo
  rendere   però  una  norma  che  possa  passare  dal   vaglio   del
  Commissario dello Stato in maniera indolore, diciamo così.
     C'era  l'emendamento dell'onorevole Di Mauro, poniamo il termine
  di  sei  mesi, ma non era un capriccio, era per dire che   c'è  una
  soluzione  di  emergenza,  d'urgenza e  l'Assemblea  si  determina,
  onorevole  Panepinto, entro sei mesi ad approvare la legge,  perché
  gli  uffici  mi confermano che in questi termini la norma  non  può
  assolutamente  andare,  poi  se  dobbiamo  fare  finta  di  niente,
  facciamo finta di niente.
   Però siamo d'accordo o no ad approvare l'articolo 16? Questo è  il
  punto.

   GIANNI. Ci sono dei problemi che noi vogliamo evidenziare

   PRESIDENTE. Onorevole Gianni, il ragionamento è che questa norma è
  passata nella commissione di merito e nella II Commissione, per cui
  o noi diamo atto del  lavoro fatto dalle commissioni o diversamente
  pensiamo che novanta  parlamentari si possono mettere a disquisire,
  così  come  è  stato  stamattina, sull'articolo  39,  su  tutte  le
  questioni, non ci siamo assolutamente.

   GIANNI. Questo si chiama Parlamento perché ci consente di parlare,
  e dare qualche suggerimento utile.

   PRESIDENTE. Il suggerimento utile io gliel'ho dato.

   GIANNI.  Sono io che lo devo dare a lei.

   PRESIDENTE.  Comunque lei e il suo Gruppo ha a disposizione  tanti
  minuti,  facciamo  scorrere il tempo e non  ci  sono  assolutamente
  problemi.

   PRESIDENTE.  Le  ricordo che non sta intervenendo sull'ordine  dei
  lavori ma sulla norma.

   GIANNI.  Va bene, signor Presidente, grazie signor Presidente.  Io
  volevo  dire  solo tre cose e sarò rapido. La sentenza della  Corte
  Costituzionale,  la   n.  320 del 25 novembre  2011  ha  dichiarato
  illegittima  la possibilità che gli enti locali possano  costituire
  società   patrimoniali   d'ambito   mediante   conferimento   delle
  proprietà,  che  sono  le reti. L'indirizzo dettato  dalla  vigente
  normativa impediscono una nuova gestione privata dell'acqua, io non
  parlo  signor  Presidente  se non mi ascolta,   lei  poi  bloccherà
  questi minuti che scorrono,  è giusto? Io voglio parlare con lei

   PRESIDENTE. Vada avanti.

   GIANNI. Che cosa ho detto fino ad ora?

   PRESIDENTE. Vada avanti.

   GIANNI. Lei non  sa cosa ho detto. Non mi ascolta.

   PRESIDENTE. Vada Avanti.

   GIANNI.  Noi  stiano portando avanti una normativa che  non  tiene
  conto  di  tre cose almeno. La prima  è che, a parte il Regolamento
  comunitario,  i  comuni non possono assumere persone,  non  possono
  prendere  in  gestione persone perché c'è il  Patto  di  stabilità,
  quindi  niente assunzione di personale, gli indirizzi della vigente
  normativa non prevedono che si possa nuovamente tornare a  gestione
  privata  degli  acquedotti, la terza che  la  Corte  Costituzionale
  impedisce di fare società particolari. L'unico modo perché  l'acqua
  pubblica sia gestita  in modo pubblico è che si faccia una  società
  di  scopo  fra  comuni in modo che le persone, a  Siracusa  158,  a
  Palermo  non so quanti, e nelle altre province, non si  sa  quante,
  anziché andare a casa possano trovare un posto di lavoro.
     Allora  signor Presidente avevo preparato un emendamento  che  -
  l'Assessore  è  molto  attento, lo  devo  ringraziare  per  la  sua
  attenzione -  prevede  che ci sia la possibilità di fare società di
  scopo  per  consentire a tutte queste persone,   che  negli  ultimi
  vent'anni  hanno lavorato nelle società che hanno gestito  le  reti
  idriche,   di  poter tornare a lavorare,  e siccome  dietro  questo
  giochetto  c'è quella possibilità che qualcuno pensa di  tornare  a
  fare  le società private, io chiedo a lei e al Parlamento di  porre
  attenzione  su   quello che diciamo ormai da  troppo  tempo:  acqua
  pubblica- servizio pubblico.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, Signori Assessori, onorevoli colleghi,
  io  comprendo  l'emergenza,  vorrei esprimere  le  mie  perplessità
  riguardo  la gestione diretta dei comuni,  c'è in atto  in  effetti
  come diceva l'onorevole Gianni, e condivido pienamente, un processo
  di  privatizzazione, in atto, allarmante. In provincia di  Siracusa
  abbiamo  Siracusa,  Solarino  ed  Augusta,    ci  sono  già   delle
  manifestazioni  di  interesse alle gare, cinque  manifestazioni  di
  interesse:  tre  italiani, un inglese e uno  spagnolo.  Per  quanto
  riguarda  Siracusa  abbiamo un bando con  una  concessione  per  un
  valore  di 13 milioni e 527 mila euro per la durata di un anno  con
  la possibilità di prorogare per altri due anni,  massimo.
   Stessa  cosa  sta  succedendo nell'ambito di  Palermo  1'  dove  i
  comuni, praticamente, hanno dichiarato la loro impossibilità già da
  diversi mesi di gestire in autonomia il servizio idrico integrato e
  hanno espresso tutte le loro perplessità proprio per i motivi detti
  proprio ora dall'onorevole Gianni  perché hanno sforato il Patto di
  stabilità  e  non possono assumere, quindi fra l'altro ci troveremo
  un  problema di disoccupazione, duecentodue famiglie rimarranno  in
  mezzo la strada, quindi creeremo pure questi problemi;  però io non
  volevo  affrontare la tematica in questo momento,  ma  vorrei  dire
  soprattutto   che  stiamo  andando  incontro  ad  un  problema   di
  privatizzazione.
   Avevo presentato un emendamento che non trovo tra gli emendamenti.
  Aggiungeva  un  comma ed era numerato, numerato  16.9.  Invito  gli
  Uffici a recuperare l'emendamento e di rimetterlo al suo posto,  io
  vorrei   leggerlo.   Proprio  per  evitare   questo   processo   di
  privatizzazione  dove  i  comuni parlano di  acqua  pubblica  ma  è
  semplicemente una foglia di fico perché si cela una privatizzazione
  di  fatto.  L'emendamento riportava:  E' fatto divieto  ai  singoli
  comuni  di  espletare gare di appalto per l'affidamento ai  privati
  della  gestione degli impianti del servizio idrico. Eventuali utili
  scaturenti   dal  servizio idrico integrato comunale  non  potranno
  essere  stornati  su  altri  capitoli  del  bilancio  comunale   ma
  utilizzati esclusivamente per gli investimenti del servizio  idrico
  integrato .  Questo a vantaggio dell'acqua pubblica ma  soprattutto
  per  ripercorrere la possibilità  per questi comuni  -  qualora  si
  applicasse  questa norma della gestione diretta  - di andare  verso
  un  consorzio  che è l'obiettivo dei comuni stessi  che  in  questi
  giorni  parlano  proprio di consorziarsi e di  gestire  insieme  il
  servizio idrico integrato.

   PRESIDENTE. Onorevole Palmeri gli Uffici mi riferiscono che lei ha
  presentato questo emendamento classificato come. 16.9, questo fa il
  paio  con  il  ragionamento  che si sta  svolgendo  in  quest'Aula.
  L'emendamento  16.9 affronta la problematica da un punto  di  vista
  generale, e lei ha letto  si fa divieto ai comuni di espletare gare
  etc , che è diverso dal contenuto della norma che  doveva risolvere
  un problema specifico per un tempo limitato. Questo è il punto.
   E' stato considerato dagli Uffici, correttamente, come emendamento
  aggiuntivo,  per cui in finanziaria la II Commissione ha  ritenuto,
  sua sponte, sembrerebbe, di introdurre questo articolo.
     Gradirei sapere la posizione del Presidente della IV Commissione
  su  tutta  questa  vicenda, vorrei sapere se  c'è  stato  dibattito
  all'interno  della  IV  Commissione e  se  è  stato  sviluppato  un
  ragionamento con riferimento a questo problema specifico che  è  di
  Palermo,  che  è  imminente, altrimenti verrà  stralciato  e  verrà
  trattato in un disegno di legge organico insieme alla norma  a  cui
  fa riferimento l'onorevole Palmeri.

   TRIZZINO, presidente della IV Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO,  presidente  della  IV Commissione.  Signor  Presidente,
  innanzitutto un aspetto procedurale. La IV Commissione  ha  fornito
  il  parere limitatamente al comma 1 perché soltanto il comma 1  era
  presente quando il testo è stato portato in Commissione. I commi  2
  e   3  sono  stati  aggiunti  in  Commissione   Bilancio'.  Seconda
  precisazione.

   PRESIDENTE.  Mi  scusi Presidente Trizzino. Questo  mi  spiazza  e
  siamo al punto di prima.

   MILAZZO. E' lo stesso di Siracusa.

            (Vive Proteste dell'onorevole Milazzo Giuseppe)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta,   sospesa alle ore 18.53, è ripresa alle ore 18.55)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, su questo argomento sarò io non a  stralciare
  ma a chiedere l'accantonamento, per ovvie ragioni.
   L'assessore Calleri  conosce il problema, insieme soprattutto alla
  deputazione  palermitana, perché è anche compito della  deputazione
  rappresentare   le  esigenze  del  territorio  che   si   conoscono
  direttamente  però dobbiamo limitare questa questione  all'esigenza
  provvisoria, imminente.
   Io  invito  l'assessore  Calleri a riscrivere  questo  emendamento
  rendendolo  compatibile  con le esigenze della  temporaneità  della
  questione,  perché  ci sono delle questioni di carattere  giuridico
  che  diventano  insormontabili  che  riguardano  la  procedura   di
  affidamento.
   Ci  sono delle direttive comunitarie che devono essere rispettate,
  per  cui  su  questo dobbiamo limitare la questione. Mi rendo  pure
  conto  che in II Commissione si è evidenziato, prendendo lo  spunto
  dal  primo  comma,  ne sono stati aggiunti altri due che  non  sono
  passati dalla Commissione di merito.
   Un  problema  c'è,  esiste  ed è imminente  ed  il  compito  della
  politica è quello di risolverlo. Punto
   E'  inutile che ci sono venti richieste di intervento. Altrimenti,
  devo dare ragione all'onorevole Palmeri che ha posto un problema di
  carattere  generale,  perché non gli viene affrontata la  questione
  di carattere generale,  che faceva divieto di fare gare.
   Invito,  pertanto, la Commissione insieme col Governo, di  trovare
  una  soluzione  sulla base di quello che ci siamo detti.  Ho  venti
  iscritti  a  palare  onorevole Milazzo. Quando mi  viene  fatto  un
  rilievo  e  mi  si  dice   che non è passato dalla  commissione  di
  merito, io ne devo prendere atto.

   FIGUCCIA.  Io su un emendamento

   PRESIDENTE.   Non  concedo  la  parola,  siamo   ancora   a   metà
  finanziaria,  onorevole Figuccia, se lei pensa su  un  emendamento,
  ne abbiamo venti di articoli.
   Probabilmente,   il   tema   viene   toccato   correttamente   con
  l'emendamento che risulterebbe formalmente ritirato, il 16.6.

   ALONGI. Ma chi lo ha ritirato?

   PRESIDENTE.  Se mettiamo in dubbio che è stato ritirato.  Lei  era
  assente, qualcuno lo ha ritirato.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  La
  Commissione  ha  affrontato  un'emergenza,  sollecitata  anche  dal
  Governo che ha condiviso questa impostazione. Se dobbiamo ragionare
  come  migliorare questo testo e renderlo concreto, possiamo perdere
  altri  cinque  o dieci minuti, eEvitando tremila interventi,  sulla
  proposta del Presidente Ardizzone.
   Se ci attardiamo con interventi e con posizioni ideologiche non si
  va   avanti.  C'è  un'emergenza  che  si  chiama  Palermo.  Se   la
  circoscriviamo su Palermo. Lo scriviamo meglio.

   PRESIDENTE.  Io  richiamerei  l'attenzione  sull'emendamento  16.6
  presentato  a prima firma Alongi,  che tocca il punto e  chiama  le
  cose  con  nome  e  cognome:  Onde evitare un  potenziale  disastro
  ambientale, nonché l'interruzione di pubblico servizio, si  assegna
  la  somma di euro - era prevista una somma maggiore?  a valere  sul
  capitolo di bilancio, all'autorità d'ambito territoriale 1 Palermo,
  per  la  gestione straordinaria ed emergenziale del servizio idrico
  integrato .
   Tocca  un problema specifico. Se ci atteniamo al problema  singolo
  che è uscito fuori dalla II Commissione, possiamo andare avanti, ma
  se  noi   apriamo un dibattito con venti parlamentari su  tutte  le
  questioni  di carattere generale non ci siamo più, io mi  trovo  in
  difficoltà dal punto di vista regolamentare.

   DINA,  presidente  della commissione. Si però la  cornice  diventa
  indispensabile.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io  gradirei  che
  l'assessore al ramo mi possa ascoltare.

   PRESIDENTE. Assessore Calleri è richiesta la sua attenzione.
   Onorevole Cimino, prego.

   CIMINO. Signor Presidente,  gradirei, considerato l'intervento che
  ha   fatto   l'assessore  Calleri,  riprendendo   l'argomento   che
  riguardava  soprattutto il secondo e terzo comma, su  una  attività
  concernete  la  gestione degli impianti idrici a 360  gradi,  avere
  dall'assessore al ramo, prima che si vota anche questo articolo, un
  chiarimento su come il Governo ritiene di agire rispetto  al  primo
  comma, posto che qui oggi, giustamente, si parla dell'emergenza  di
  Palermo  e  di  Siracusa,  però  nel  primo  comma,  nelle  passate
  finanziarie,  abbiamo  affrontato l'emergenza  dei  dissalatori  di
  Porto Empedocle e di Gela.
   Quindi,  chiedo  al  Governo  e  all'assessore,  considerato   che
  l'articolo  16  chiaramente parla di gestione di  impianti  idrici,
  visto che la passata Finanziaria aveva esitato un articolo che dava
  la  possibilità  di mantenere in stand by il dissalatore  di  Porto
  Empedocle  e  Gela  con  il  relativo  personale,  considerato  che
  quell'articolo   era  stato  impugnato  e  nella  impugnativa   del
  Commissario  dello  Stato vi era enunciato la  possibilità  che  il
  Governo,  per  via amministrativa, provvedesse a mantenere  in  uso
  quei  dissalatori,  con  le relative competenze  e  professionalità
  negli anni acquisiti, oggi, con queste risorse, noi dobbiamo capire
  -  e  per questo gradirei che l'assessore su questo argomento possa
  relazionare all'Assemblea - sul tema dei dissalatori di Gela  e  di
  Porto  Empedocle, se il Governo sta pensando di regalarli, come  di
  fatto sta facendo, a Sicilia Acque, mettendo il personale non  solo
  in  mobilità,  ma chiudendogli qualsiasi prospettiva occupazionale;
  se  il Governo ritiene assimilare quel personale  all'articolo  25,
  che  riguarda  i  lavoratori dell'ex Pirelli, o se quei  lavoratori
  sono figli di serie B o figli di un dio minore che non devono avere
  nessuna  prospettiva, con il rischio che se tra sei mesi nuovamente
  vi  è  l'emergenza idrica ad Agrigento, a Porto Empedocle e a Gela,
  qualcuno  vorrà magari rifare un dissalatore che di fatto  è  stato
  già  regalato a Sicilia Acque con il relativo personale che è stato
  abbandonato  e,  probabilmente, si pensa di  fare  ulteriori  nuovi
  assunzioni.
   Siccome  si  parla  di  emergenza e si  parla  di  gestione  degli
  impianti idrici, c'è l'emergenza Palermo, c'è l'emergenza Siracusa,
  ma  c'è  anche  l'emergenza Porto Empedocle e Gela che,  purtroppo,
  questo Governo è stato notevolmente ondivago perché ad oggi non  ha
  dato  alcuna risposta su questo personale e sugli obiettivi che  si
  vuole   portare   avanti  per  questi  impianti  di   dissalazione;
  soprattutto,  mi  viene  ribadito  che  da  qualche  giorno  questi
  impianti sono pronti per essere smantellati, impianti che  ad  oggi
  funzionano, impianti che hanno dato una certa serenità in tempi  di
  emergenza  idrica,  non vorrei che tra sei mesi qualcuno  pensa  di
  fare nuovi dissalatori in quelle aree.
   Spero che queste aree vengano bonificate e spero allo stesso tempo
  che  quel  personale, finendo la mobilità, possa avere  gli  stessi
  diritti di chi, come tanto tempo fa i lavoratori della Spatafora  o
  altri,  ha  avuto ad esempio il percorso della Resais, ma  percorsi
  che  deve  poter  garantire  il Governo  e  siccome  il  Presidente
  dell'Assemblea, in modo molto lucido, ha pensato ad una sospensione
  dei   lavori  su  questo  tema,  su  questo  articolo,  spero   che
  l'assessore al ramo ci possa relazionare anche su questo  argomento
  e  sono  ben contento che è arrivato il presidente Crocetta, perché
  il presidente Crocetta dell'emergenza idrica dell'agrigentino e del
  nisseno è pienamente a conoscenza e, probabilmente, sui dissalatori
  e sui lavoratori di Porta Empedocle e di Gela, potrà dire qualcosa.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  alcuni
  dati  tecnici  e  anche  storici. Due Finanziarie  fa  noi  abbiamo
  approvato una norma, non impugnata dal Commissario dello Stato, che
  conferma ciò che è scritto nell'articolo 16, comma 3, e cioè che  i
  comuni  in forma singola o associata, in emergenza, possono gestire
  il   servizio ,  ma  il  principio  di  quest'articolo  che  vorrei
  precisare  all'Aula  non è scritto dalla II  Commissione  o  da  un
  deputato;  i rappresentante dei cinquantadue comuni della provincia
  di Palermo, insieme al Presidente della Regione, dopo un confronto,
  avrebbero voluto questo emendamento.
   Si  richiama  tutto  al 152 e al 154, signor Presidente,  per  non
  citare  solo norme a scanso di equivoci, li cita, ma non li sa:  il
  152  fa divieto di gestire direttamente il servizio idrico, il  154
  fa  divieto di assunzioni, ma già l'articolo è in ossequio a queste
  norme  ed   ancora  su  Siracusa, ancora la scorsa  volta,  abbiamo
  approvato una norma che non determinava un tempo entro il  quale  i
  comuni dovevano poi farsi un altro percorso, non capisco perché  su
  Palermo oggi si deve stabilire un periodo di sei mesi.
   Presidente  Ardizzone, perché il periodo dei sei  mesi  fa  danno,
  glielo dico io: il soggetto che per conto dei comuni, non i comuni,
  chi   vuole  fare  passare  il  messaggio  che  saranno  i   comuni
  direttamente  o  non  lo  ha capito o è  in  mala  fede,  i  comuni
  individueranno il gestore.
   Il  gestore,  signor Presidente, se noi stabiliamo la clausola  di
  sei mesi, non se lo prenderà mai questo fardello, che è in perdita,
  che  necessita di investimenti per il ripristino della rete idrica,
  che necessita del recupero del residuo attivo ovvero delle bollette
  non pagate.
   Presidente Ardizzone, capisco che non interessa i deputati,  ma  è
  questo  il  cuore della norma: il  soggetto che deve farsi  carico;
  non  ce  ne  vogliono  soldi, ci vuole la  norma  che  metta  nelle
  condizioni  questi comuni di rendere questo servizio  appetibile  a
  una società che verrà e si prenderà, in questo momento di start up,
  le  difficoltà,  lo  sottolineo, dei  residui  attivi,  cioè  delle
  bollette  non  pagate. Anche in questo caso qualcuno ha  detto   si
  aumenteranno le bollette . Le bollette le stabilisce il garante per
  l'energia, non le potranno cambiare i comuni.
   Per  cui  dico: siccome è una norma che si lega con un filo  molto
  sottile  tra  la  Regione e il territorio,  io  dico  all'Assemblea
   perché  assumerci  responsabilità  di  snaturare  una  norma?   Lo
  capisco, forse la Commissione Territorio poteva essere chiamata  ad
  esprimersi anche sui due commi, ma  se la norma è condivisa tra  il
  Governo  della  Regione  e il territorio - vivaddio  -  ogni  tanto
  l'Assemblea   può  evitare di fare danni e lasciare  la  parola  al
  territorio  che  vuole  questa norma, non è un  emendamento  di  un
  deputato.
   Questo  è  il punto signor Presidente. Ecco perché io  dico:  buon
  senso  e  riflettere,  in   ossequio anche  al  267  che  parla  di
  cooperazione tra i comuni. Ci sono tutte queste normative che  sono
  a favore dei principi stabiliti dal comma 3.
   Ecco perché noi non ci dobbiamo assolutamente intromettere a gamba
  tesa  perché  faremmo  danno, oltretutto la  norma  inizia  con  la
  dicitura   nelle more , quindi, non è vero che è una cosa  a  tempo
  indeterminato,  si  coglie nella norma il  principio  che  si  deve
  superare la fase di emergenza, ma  ripeto, signor Presidente, ed ho
  concluso:  il   cuore  della  norma  è  -   e  glielo  dico  signor
  Presidente  perché  i colleghi non lo colgono  questo  passaggio  -
  rendere appetibile al soggetto che può farsi carico di questo  peso
  morto  la  possibilità di venire, andare in  perdita  e  nel  tempo
  recuperare e nei sei mesi non c'è questo tempo.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ferrandelli.  Ne  ha
  facoltà.

   FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  sarò
  telegrafico  perché  condividiamo  in  parte,  tutti   quanti,   le
  preoccupazioni e le motivazioni che ci portano a questo dibattito.
   Io  pongo  l'attenzione su un emendamento che abbiamo  presentato,
  non  perché siamo affezionati all'emendamento, che sarebbe il 16.5,
  anzi  riteniamo che già l'articolato, l'articolo 16, possa  già  di
  per  sé  ritenere le caratteristiche affinché venga trattato questo
  tema,  ma  noi vogliamo che l'Aula e la Commissione,  che  è  anche
  deputata  a  trovare una soluzione, ponga il tema forte e  centrale
  del tema dei lavoratori.
   Noi  abbiamo  un  bacino  di lavoratori che  dobbiamo  tutelare  e
  dobbiamo  evitare  di vedere accadere quello che sta  accadendo  in
  altri ambiti sulla vicenda dei rifiuti per cui si danno chiaramente
  affidamenti diretti o si danno in gestione servizi assumendo  nuovo
  personale,  non tutelando coloro che negli anni l'aveva servito.
   Per cui invitiamo la Commissione e l'Aula, nelle formule migliori,
  e  a  questo  va agganciato anche un sub emendamento  che  è  stato
  presentato  a firma dell'onorevole Gianni e al quale ho apposto  la
  firma,   che  indica  eventualmente  nella  società  di  scopo   la
  possibilità di aggirare quelle che possono essere le difficoltà e i
  vincoli   normativi  per  potere  garantire  un  futuro  a   questi
  lavoratori.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ferrandelli, forse non riesco  a  spiegarmi
  bene,  lei  ha  fatto riferimento ad un emendamento che  -  ha  già
  preannunciato  -  chiederà che venga discusso in  Aula  e   che  fa
  riferimento al personale che eventualmente entra nel merito.
   Non è un modo di andare avanti questo, entriamo in meccanismi, non
  solo   regolamentari,  che  complicano  i  passaggi   e    dobbiamo
  rendercene conto.
   Noi ci eravamo affidati alla Commissione e al Governo per inserire
  quelle norme molto rigorose. Lei amplia il ragionamento, non  metto
  assolutamente in discussione la valenza dell'articolo però

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  inviterei
  il  Parlamento  a  ritirare tutti gli emendamenti  a  questa  norma
  perché è una norma secca che è sul modello di Siracusa e, quindi, è
  passata  già a precedenti verifiche da parte del Commissario  dello
  Stato  e che ha consentito di fare tutte quelle cose che in  realtà
  si   auspicano   di  fare  nella  gestione  concreta   con   questo
  emendamento,  perché  voglio  rappresentare  che  i  comuni   della
  provincia  di  Siracusa concretamente hanno fatto  operazioni  che,
  attraverso  l'unione, eccetera, hanno anche  a  fare  assunzioni  o
  meno.
   In  ogni  caso,  non si può mettere in una legge regionale  che  i
  comuni  sono obbligati ad assumere, questo va gestito su  un  piano
  amministrativo,  creando i presupposti, come si  è  fatto  fino  ad
  adesso,  quando con l'ATO abbiamo fatto il rilievo,  l'affitto  del
  ramo   d'azienda  dell'APS,  sostanzialmente,  si  è  fatta  questa
  operazione e la si sta facendo fino al 31 ottobre 2014.
   I  comuni  hanno le possibilità, noi dobbiamo cominciare,  d'altra
  parte  credo  che tra un po' dovremo discutere anche della  riforma
  dell'acqua.
   Stiamo facendo una norma emergenziale per sbloccare una situazione
  e  per  evitare che andiamo  a richiesta di proroghe  di  ordinanze
  della Prefettura, che la può fare una volta, la può fare due volte,
  ma non credo che, poi, avendoci dato un tempo così congruo, quattro
  mesi,  la  prossima  volta, qualcuno gli  potrà  chiedere  di  fare
  un'ordinanza, gliel'abbiamo chiesta, l'ho sollecitata.
   Anche  il Tribunale, non è che potrà continuare a tenere in  piedi
  questa  società fallita ancora un'altra volta in assenza di inerzia
  da  parte degli enti  interessati. Solo che non si capiva bene  chi
  doveva  prendere  questa  iniziativa,  perché  l'ATO  scaricava  ai
  comuni,  i  comuni  scaricavano  all'ATO,  tutti,  a  loro   volta,
  scaricavano  alla  Regione,  che  in  questa  vicenda  non  c'entra
  affatto, abbiamo concordato un percorso con i sindaci che  ci hanno
  detto:  Bene, concedeteci un'altra proroga e fateci la legge che ci
  consenta di organizzarci.
   Questi  comuni  stanno già lavorando per unirsi  ed  organizzarsi,
  quindi, a questo punto, perché cercare di creare difficoltà, quando
  c'è  un  percorso  concordato? Hanno partecipato a questi  incontri
  anche     diversi    deputati,   sia    della    maggioranza    che
  dell'opposizione,  hanno  sollecitato, hanno  visto  com'è  andata.
  Loro,  effettivamente, se ne sono andati contenti perché, onorevole
  Dina,  li  abbiamo  ricevuti,  tra l'altro,  anche  in  Commissione
  Bilancio, alcuni rappresentanti di questi comuni.
   Acceleriamo  questa cosa, sinceramente, e permettiamo  che  questi
  possano incardinare una società di scopo, un consorzio, un qualcosa
  perché la  legge permette tutto, non è che vieta una sola cosa? No,
  permette  tutto.  E' affidata, però,  alla gestione  ai  comuni  la
  responsabilità di tutta questa partita.
   Ritiriamo  tutti  gli emendamenti, procediamo  all'approvazione  e
  sblocchiamo la situazione dell'ATO di Palermo.

   FERRANDELLI.  L'emendamento  16.5  è  trasformato  in  ordine  del
  giorno.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, sarò telegrafico, intervengo solo per
  dire  che è vero, il Presidente della Regione l'ha ribadito  prima,
  questo  è  un  articolo che è stato scritto con ampia condivisione.
  Finalmente,  dopo giorni, non me ne abbia a male  alcuno,  ma  dopo
  giorni che parliamo di alcuni aspetti, talvolta meno, talvolta  più
  importanti, siamo arrivati ad una questione che riguarda  tutto  il
  Parlamento.
   Sono  certo  che anche su altri articoli, signor Presidente  della
  Regione,  quando  c'è  capacità di sintesi, quando  c'è  voglia  di
  andare  incontro alle istanze, in questo caso, di tanti  dipendenti
  che, in questo modo, troveranno occasione di tutela, ribadisco  che
  questo  non sarà l'ultimo momento, signor Presidente della Regione,
  in  cui riusciremo a fare quadrato su questa cosa, ci saranno altri
  articoli, per esempio l'articolo 20 e qualche altro a seguire.
   E'  chiaro  che, in questo modo, nelle more, noi consentiamo  agli
  ambiti  territoriali di potere fare un lavoro, c'è tutto  il  tempo
  per  arrivare al risultato e poter garantire che non si faccia quel
  disastro ambientale, cui si faceva riferimento, e la possibilità di
  potere garantire i livelli occupazionali.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.   Signor  Presidente,   fra  l'altro,  l'intervento   del
  Presidente  della  Regione  mi  ha dato,   anche,  uno  spunto  per
  intervenire  nel  merito e credo che ha ragione  quando  dice   con
  norma  non  è  possibile assumere le persone però ci  sono  le  vie
  amministrative per trovare le condizioni.
   A  tal  proposito, credo nel comma I, considerato  che  in  questi
  sette  milioni rientra il problema di Gela, di Agrigento e di Porta
  Empedocle   per  lo  smontaggio  dei  dissalatori  per  rimontarli,
  probabilmente,  nelle  isole, allora io le chiedo,  Presidente,  di
  trovare  una  soluzione per il  personale che ha   lavorato  presso
  questi  dissalatori,  una soluzione che sia la società di scopo  o,
  comunque, che ci possa essere una strada.

   CROCETTA, Presidente della Regione. C'è l'emendamento?

   FONTANA.   No,  l'emendamento  non  l'abbiamo,  ma   lo   possiamo
  immediatamente preparare.
   Quindi,  prepariamo un emendamento che possa anche salvare  questo
  personale,  noi  è  il  terzo anno che  con  l'onorevole  Cimino  e
  l'onorevole  Firetto torniamo su questo argomento e io  non  vorrei
  fare  la  guerra dei poveri, per altre società è stato  fatto,  non
  capisco  perché questa cosa non si possa fare per i  lavoratori  di
  Porta Empedocle e di Gela.
   Presidente, io le chiedo anche per costoro di potere di  preparare
  un  emendamento,  un  sub emendamento; il commissario  dello  Stato
  l'aveva  bocciato,  ma  noi lo possiamo  ripresentare  o   comunque
  trovare  una  via  alternativa. Credo che il  personale  sia  anche
  disponibile  a  trasferirsi presso le isole per  potere  continuare
  l'attività lavorativa.
   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, io ne approfitto perché è presente  il
  Presidente  Crocetta  perché è corretto che  oggi  venga  detta  la
  verità, perché quando la politica non ci dice alcune verità prima o
  poi va a sbattere e siccome ottobre è alle porte, il 30 di ottobre,
  noi  rischiamo   che  poi il 30 ottobre andiamo a  sbattere,  anche
  perché in quelle riunioni fatto con i 52 sindaci, che lei ha fatto,
  c'erano molti deputati, Presidente Crocetta, lei è stato chiaro  ed
  esplicito, se la memoria non mi inganna.
   Il  Presidente Crocetta ricorderà che in quella riunione, che  lei
  ha fatto insieme con i rappresentati dei sindaci e alcuni deputati,
  disse  chiaramente   questa è l'ultima proroga al  30  di  ottobre'
  giustamente,  aggiungo,  ci mancherebbe altro,  poi  organizzatevi,
  organizziamoci  e  troviamo insieme un percorso affinché  si  trovi
  soluzione.
   Assessore  Calleri,  perché Onda Energia,  voglio  fare  un  passo
  indietro  perché è importante, questo lo dobbiamo ai 200 lavoratori
  e  ai  500  mila  abitanti della provincia di Palermo  che  vengono
  gestiti   dal  servizio  di  APS  ad  oggi,  perché  Onda   Energia
  aggiudicataria  di un appalto rinuncia all'appalto nel  momento  in
  cui sta per sottoscriverla. Domanda.
   Risposta:  Onda Energia rinuncia a quell'appalto perché primo,  il
  tribunale  di Palermo trasferiva dieci reti idriche a 10 comuni  in
  gestione   singola,   quindi,  necessitavano  le   reti;   secondo,
  probabilmente - onorevole Vinciullo lo so che non la interessa,  ma
  è molto importante quello che sto dicendo, e delicato -  il sistema
  complessivo  delle reti e dei depuratori scritti in quei  progetti,
  in quel capitolato probabilmente non sono sovrapponibili e vere con
  quelle della realtà attuale.
   Quindi,  caro Presidente, lei concorderà sicuramente, è perchè  mi
  sono preoccupato e  mi preoccupo di questo problema drammatico  dei
  200 lavoratori, dei 52 sindaci e dei 500 mila abitanti, le ho fatto
  una nota, che le ho inviato il 17 luglio e la voglio ribadire, dove
  le  chiedo,  e  glielo  chiedo formalmente oggi  qui  in  Aula,  la
  costituzione di un tavolo tecnico dove il 30 di ottobre ci siano  i
  rappresentanti dei sindaci, un rappresentante della  Prefettura  di
  Palermo,  un  rappresentante  della  provincia  di  Palermo  e   le
  organizzazioni  sindacali,  affinché insieme  su  questo  tema  che
  riguarda  APS  su  Palermo che ha luci e ombre, ripeto  ha  luci  e
  ombre, più ombre che luci, è importante che insieme individuiamo un
  percorso per dare risposte certe.
   Io  sono  convinto  che lei accoglierà questo  nostro  invito,  io
  accolgo  il  suo  e  le dico che l'emendamento 16.6,  ringrazio  il
  Presidente   Ardizzone   che  aveva  puntualmente   affermato   che
  l'emendamento probabilmente poteva essere idoneo, adatto  a  questo
  ragionamento, lo ritiro, lo faccio diventare un ordine  del  giorno
  se  può essere utile, affinché si arrivi a soluzione immediata  del
  problema.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Siragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   SIRAGUSA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  l'emergenza  che si è creata a Palermo con APS è un momento  grave,
  un  momento che mette a rischio l'approvvigionamento idrico di  500
  mila  persone, il posto di lavoro di 200 famiglie e mette  anche  a
  rischio la responsabilità penale di 52 sindaci.
   Noi non possiamo permetterci di lasciare questi sindaci da soli  e
  in  questa  ottica l'articolo che è stato proposto  appare  l'unica
  alternativa immediatamente percorribile.
   Sono anche io personalmente d'accordo, ritiro gli emendamenti   al
  voto  dell'articolo  così  per com'è,  però  dobbiamo  smettere  di
  prenderci in giro.
   In  realtà l'unica soluzione, l'unico percorso, come accennava  il
  collega  Alongi, è l'approvazione della legge che in questo momento
  è ferma in Commissione Bilancio.
   Il problema è politico, anche qua bisogna dire le cose come stanno
  e  non  prenderci in giro, soltanto lei, Presidente,  può  prendere
  questa  patata  bollente in mano e al nostro  rientro  a  settembre
  affrontare,   insieme   all'assessore,  questo   nodo   e   portare
  velocemente  all'approvazione in Aula di questa legge in  modo  che
  poi,  si  ad  ottobre, non dobbiamo più porci ulteriori problemi  e
  abbiamo  già la legge  che regolamenta tutto il servizio idrico  in
  Sicilia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sono  iscritti  a  parlare  gli
  onorevoli  Sudano,  Maggio,  Milazzo, Vinciullo,  Assenza,  Tamajo,
  Trizzino e Barbagallo.
   Tamajo e Lupo rinunciano.
   E' iscritto a  parlare l'onorevole Sudano. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo  questo
  articolo, come è stato detto, ha creato un po' di agitazione perché
  ovviamente questo è un tema che è stato approfondito per tanti mesi
  in  Commissione  Territorio e, quindi, avendo  lavorato  per  tanto
  tempo  onestamente  poi concludere il tutto   con  soltanto  alcuni
  commi  forse  ha  fatto  si che si rovinasse  anche  l'impegno  che
  avevamo messo su questo tema.
   Proprio  perché  però  in Commissione Bilancio  avevamo  condiviso
  l'emergenza che si vive a Palermo e che, quindi, vivono i comuni di
  Palermo,  abbiamo ritenuto di superare il fatto che la  Commissione
  aveva  esitato  una legge che, tra l'altro, credo  che  velocemente
  dopo  l'estate  debba  arrivare in  Aula,  anche  perché  ci  siamo
  confrontati, ripeto, su tanti temi e questo comma stride  su  tante
  normative e, quindi, la non convinzione era questa.
   Però capendo l'emergenza che vive Palermo o avendo scritto che  si
  riferisce  soltanto a situazioni di società fallite e avendo  messo
  un termine, siamo convinti che in questo modo non sarà impugnato  e
  potrà passare il vaglio del Commissario dello Stato.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maggio.

   MAGGIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  credo  che  il
  dibattito su questa norma ci debba essere da stimolo per cercare di
  accelerare,  nel  più  breve tempo possibile la  definizione  della
  legge  perché, se fossimo riusciti a farlo, non ci saremmo  trovati
  in questa condizione.
   Quindi l'approvazione di questa norma, con il ritiro di tutti  gli
  emendamenti, credo che sia proprio l'unica soluzione per dare  idea
  di quella che sia una soluzione che vuole affrontare esclusivamente
  l'emergenza, che non vuole porre termini. Io invito chi continua  a
  sostenere  che  bisogna dire che l'approvazione  della  legge  deve
  essere  fatta  entro sei mesi a ritirarlo, perché va  benissimo  la
  stesura dell'articolo che dice  nelle more dell'approvazione  della
  legge'.  Solo  così  possiamo traghettare questa  fase  ma  aprendo
  immediatamente il percorso della legge sui servizi idrico-integrato
  per  ridare  sicurezza  sia  ai cittadini  rispetto  alla  funzione
  dell'acqua  pubblica sia ai lavoratori cercando,  e  nel  frattempo
  accelerando  i tempi, di non disperdere purtroppo tanti  lavoratori
  che,  dalla  gestione  dissennata  che  qualcuno  ha  operato,  ora
  rischiano anche di perdere la loro occupazione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi continuano a giungermi emendamenti.
  Io  eviterei,  in questo momento, di aggravare il procedimento  già
  abbastanza  complesso,  altrimenti  siamo  veramente  costretti   a
  sospendere i lavori.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  assessori, quando il  27  dicembre  del  2012
  abbiamo  approvato la legge che dava la possibilità  ai  cosiddetti
  comuni   ribelli   di  continuare a gestire  il  servizio,  avevamo
  assunto  impegno  formale entro il 30 giugno del 2013  che  avremmo
  approvato la legge.
   Ciò non è stato possibile e, di conseguenza, quando è accaduto  il
  fallimento,  come  ricordava poco fa il Presidente  della  Regione,
  dell'Ato  della  provincia di Siracusa, si è  pensato  di  fare  un
  disegno  di  legge approvato all'unanimità da tutti i  deputati  di
  questa  Assemblea  per  gestire l'emergenza Siracusa.  Però  vorrei
  ricordare che le leggi sono sempre generali ed universali e  quella
  legge  non  riguarda solo la città di Siracusa o  la  provincia  di
  Siracusa  riguarda,  lo dico soprattutto ai  colleghi  di  Palermo,
  tutte  quelle  realtà che si vengono a trovare nelle condizioni  in
  cui si è venuta a trovare la provincia di Siracusa, tra cui è stato
  il  turno della provincia di Siracusa, adesso di Palermo, di qui  a
  qualche   settimana  possibilmente  sarà  il  turno   di   un'altra
  provincia.  Per  cui quella legge mantiene tutta la  sua  efficacia
  perché quella legge non è una legge rivolta alla città di Siracusa,
  è  una  legge  rivolta  a  tutti  quegli  ATO  che  hanno  dato  in
  concessione  la gestione del servizio, la società è fallita  e,  di
  conseguenza,  ci troviamo di fronte alla necessità,  perché  è  una
  incombenza, di gestire l'emergenza acqua.
   Come  ricordavano, quindi, i colleghi che mi hanno preceduto,  noi
  abbiamo  due  necessità, una immediata, e credo  che  possa  essere
  risolta facendo ricorso all'emendamento dell'onorevole Alongi,  che
  possiamo anche sub emendare e risolvere immediatamente il problema.
   E  poi  c'è un problema generale: cioè quello di approvare al  più
  presto  questo disegno di legge che è fermo in Commissione Bilancio
  e  che  però l'assessore ha detto voler riprendere, e che  dobbiamo
  riprendere al più presto possibile.
   Noi abbiamo un doppio problema: quello di vedere se il Parlamento,
  di  qui al 5 ottobre può rimanere aperto nonostante le elezioni  in
  provincia  di  Siracusa,  perché nel  caso  in  cui  si  applicasse
  l'impossibilità  di tenere aperto questo Parlamento  è  chiaro  che
  questo problema lo possiamo affrontare solo ed esclusivamente  dopo
  il 10 ottobre. Se, invece, noi avessimo la possibilità giuridica di
  tenere  aperto questo Parlamento, assessore, deve essere  l'impegno
  della  sua  vita, cioè lei, quando ritorniamo in questa  Assemblea,
  deve  necessariamente costringere il Presidente Trizzino a lavorare
  notte  e  giorno  affinché il testo possa arrivare  in  Commissione
  Bilancio e possa essere approvato, altrimenti, veda, è impazzita la
  provincia  di Siracusa, stanno impazzendo in provincia di  Palermo,
  con  tutto ciò che comporta, e di qui a qualche settimana impazzirà
  qualche altra provincia e nel giro del mese di ottobre saranno  sei
  o sette le province coinvolte.
   Non   possiamo  rimanere  senza  avere  una  legge  che   affronti
  l'emergenza  legata sia al servizio idrico si anche  al  personale,
  perché  il  personale  è chiaro che è stato assunto,  non  sappiamo
  come, non sappiamo quali sono stati i metodi, però questo personale
  lavora,  lo  sappiamo ampiamente e lo abbiamo anche contestato,  in
  provincia di Siracusa, però oramai i lavoratori sono li e  dobbiamo
  necessariamente tutelare il servizio e tutelare coloro i  quali  in
  questi   anni  sono  stati  assunti  e  hanno  svolto  il  servizio
  importante, e se noi li licenziassimo, all'interno dei  comuni  non
  c'e nessuno in grado di svolgere questa attività.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di intervenire il  Presidente  della  IV
  Commissione, onorevole Trizzino, che è stato chiamato in causa.

   TRIZZINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  ricordo  all'onorevole Vinciullo ed ai colleghi  della  Commissione
  Ambiente,   che   ha   esitato   il   disegno   di   legge    sulla
  ripubblicizzazione del servizio idrico 13 mesi fa e 13 mesi fa l'ha
  trasmesso  alla Commissione Bilancio, quindi sei noi  non  avessimo
  discusso  del disegno di legge n. 460 non ci troveremmo  a  parlare
  della   seconda  proroga,  ad  un  sistema  transitorio,  la  prima
  l'abbiamo  fatto  con Siracusa ora lo stiamo facendo  con  Palermo.
  Sarebbe  stato più utile discutere in questo periodo di  una  norma
  che   tra   l'altro   contiene   i  principi   fondamentali   della
  ripubblicizzazione dl servizio idrico perché, permettetemi andare a
  cercare  i  principi che poi sono stati sanciti dal referendum  del
  2011  in  una  norma  transitoria è assolutamente  fuori  luogo,  i
  principi  sul  servizio idrico, cioè sulla pubblicità del  servizio
  idrico sulla gestione pubblica si trovano in quel disegno di  legge
  e  non  di certo in questo articolo che stiamo votando, che ricordo
  rimane una norma transitoria ed in quanto tale non serve a chiarire
  nulla.  L'unica cosa che può chiarire è una situazione di  dissesto
  che  chiaramente  è causata dal fatto che questo Parlamento  da  13
  mesi  aspetta,  ripeto,  un  disegno di legge  che  la  Commissione
  Ambiente  ha  esitato e sul quale disegno di legge ha lavorato  per
  quasi un anno. Per cui l'auspicio che faccio al Presidente della II
  Commissione ed al Presidente dell'Assemblea è quello di trattare  a
  settembre, dopo la sospensione estiva, questo disegno dei legge per
  chiudere una volta e per sempre questa situazione.

   CALLERI,  assessore  per  l'energia  e  il  servizio  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALLERI,  assessore  per  l'energia  e  il  servizio  di  pubblica
  utilità.  Signor Presidente, onorevoli deputati, volevo intervenire
  sui  dissalatori riguardanti le Isole Minori ma so che vi siete già
  sentiti  quindi  la risposta è già stata data dal  Presidente.  Per
  quanto riguarda l'emendamento in questione, d'accordissimo,  è  una
  norma  emergenziale  e dobbiamo risolvere la situazione  in  questo
  momento.
   Dal  dibattito  di oggi si evince la volontà, e  questo  una  cosa
  molto  positiva  perché si stanno gettando  le  basi  per  arrivare
  rapidamente  finalmente  alla nuova legge sull'acqua;  se  noi  non
  affrontiamo bene la questione, cambiandola in alcuni punti,  perché
  nel  frattempo la legge del Lazio è stata impugnata e noi  dobbiamo
  fare  tesoro  di quello che è successo nelle altri parti  d'Italia,
  non otteniamo nulla. Mi rendo conto che è una cosa prioritaria,  ed
  io  da  quando  sono  stato nominato, 90  giorni  fa,  ho  messo  a
  disposizione una parte del mio ufficio, che ha già incontrato quasi
  tutti  gli  esponenti dei gruppi, anche oggi sindaci  di  Agrigento
  sono venuti a trovarmi e sto coinvolgendo il Movimento per l'acqua,
  parlamentari che fanno parte anche del Movimento 5 stelle, che sono
  presenti in quest'Aula, parlamentari del PD, di tutti i gruppi  che
  mi hanno cercato, incontreremo tutti, e tutti i gruppi che mi hanno
  cercato sono stati ricevuti.
   Dobbiamo cogliere però l'occasione per entro ottobre o novembre al
  più tardi avere l'approvazione della legge.
   Quindi dobbiamo cogliere l'attimo facendo tesoro di quello  che  è
  successo nelle altri parti.

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per  riferire  a
  quest'Aula  che  la  Commissione Bilancio non dà  copertura,  è  il
  Governo  che  dà copertura ed è stato investito del problema  circa
  sei mesi fa con note formalmente trasmesse e siamo in attesa che il
  governo dia copertura al disegno di legge sull'acqua.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  se  non  ho   compreso   male,
  l'Assessore Callari ha fatto un invito a ritirare gli emendamenti e
  quindi  a  votare  l'articolo  così  come  è  stato  esitato.  Devo
  comunicare  che  durante  la  discussione  mi  sono  giunti   altri
  emendamenti  che  ampliano  il  ragionamento   che  sono  tra   gli
  aggiuntivi.  Se  ne  ammetto  uno deve ammetterli  tutti.  Dobbiamo
  essere chiari sul percorso.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente  della  Regione.  Onorevoli  colleghi,   noi
  abbiamo presentato un solo emendamento aggiuntivo che riguardava la
  questione  sollevata da quasi tutti i gruppi parlamentari  relativa
  al  problema del dissalatore di Porto Empedocle e di gela. Dopo  di
  che  rispetto  ad  un emendamento congiuntamente iscritto  mi  sono
  permesso  di condividere questo emendamento insieme ai parlamentari
  che  l'hanno   Credo  che siano quasi tutti  i  parlamentari  della
  provincia di Agrigento.  Se questo dovesse diventare una difficoltà
  noi  non possiamo che contribuire a ritirarlo. Se riconosciamo però
  che  questo  emendamento  possa  essere  ammesso  e  gli  altri  li
  ritiriamo è un altro ragionamento.

   PRESIDENTE.  Presidente della Regione, il  problema  è  molto  più
  ampio.  L'onorevole  Palmeri  lo  ha  sollevato  per  prima  e   ha
  evidenziato   che  c'era un emendamento di carattere  aggiuntivo  e
  l'ho dovuto escludere perché era proprio tra gli aggiuntivi. Se  se
  ne ammette uno, proceduralmente, non posso non ammettere gli altri.
  E'  una  questione  di  procedure.  C'è  già  stata  una  forzatura
  regolamentare nell'ampliare da uno a tre commi. Ci siamo resi conto
  che   c'era   un  problema  emergenziale,  anche  con  l'intervento
  dell'onorevole  Trizzino  stiamo  venendo  incontro  tutti  ma  non
  possiamo  ampliare il ragionamento. Per questo avevo detto evitiamo
  di  intervenire  avendo fatto anche delle dichiarazioni  abbastanza
  chiare l'Assessore e il Governo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  difficile
  evitare  di  intervenire quando si è costretti ad ascoltare  alcune
  argomentazioni  anche  da  parte del  Governo.  Questo  art.  16  è
  emblematico  perché rivela il fallimento totale della  politica  di
  questo  Governo  anche in materia di gestione idrica.  Noi  abbiamo
  affrontato  il  problema in Commissione Territorio e  ambiente  per
  circa  un  anno.  Siamo stati costretti ad assistere  agli  scontri
  epocali  che  si  sono  svolti nell'ambito  della  Commissione  tra
  l'onorevole Panepinto e l'Assessore dell'epoca, dott. Marino, siamo
  arrivati alla fine all'approvazione di un testo che pur presentando
  alcune  contraddizioni frutto di queste incomprensioni  all'interno
  della  stessa maggioranza, aveva comunque una certa sua  linearità.
  E'  stata trasferita alla Commissione Bilancio dove giace, non  per
  colpa  della Commissione Bilancio perché il Presidente Dina è stato
  chiarissimo, ma perché il Governo ancora non ha fatto  pervenire  i
  necessari  chiarimenti  soprattutto  in  tema  di  copertura,  devo
  assistere  oggi  alle dichiarazioni del nuovo  assessore  che  dice
   stiamo  esaminando  il  provvedimento e abbiamo  incontrato  anche
  singoli deputati . Signor Presidente, mi faccia capire a cosa serve
  allora il lavoro in Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assenza si  sono  completati  i  minuti  a
  disposizione  del Gruppo di Forza Italia. Abbiamo  contingentato  i
  tempi  in  conferenza dei capigruppo. E' chiaro che ogni gruppo  si
  doveva   disciplinare  ed  era  chiaro  che  si  sarebbe  arrivato,
  comunque, a questo tipo di determinazione.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor   presidente,   onorevoli   colleghi,    sarò
  telegrafico  perché,  secondo  me,  l'evoluzione  degli  interventi
  sull'articolo  16  ha  rischiato  di  travolgere   quello   che   è
  l'argomento  assorbente dell'articolo che è il  tema  del  servizio
  idrico.
   Altri aspetti come quello dei lavoratori, in questa vicenda,  sono
  secondari.
   A me è parso di capire che l'emendamento 16.13 è un emendamento su
  cui  il  governo  non  insiste più ed è una cosa  opportuna  perché
  inserire un limite temporale rischia di pregiudicare la scelta  che
  gli  enti  locali saranno costretti a fare, in un termine di  tempo
  così breve e quindi rischia di creare ulteriori problemi.
   Annuncio, quindi, il mio voto favorevole.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   presidente,  signor  presidente  della   Regione,
  onorevoli colleghi, l'articolo 16, così come formulato, vada bene e
  lo dico subito.
   Lo  è  per le seguenti ragioni. E' chiaro ed evidente a tutti  che
  serve,  prima  possibile,  una legge di  riforma  dell'acqua  verso
  l'acqua  pubblica  e  questo è già stato detto  ed  è  un  elemento
  richiamato nella norma.
   La  norma  ha,  quindi,  un  carattere  di  transitorietà.  Ha  un
  carattere di temporaneità.
   Ci  auguriamo  anche  breve,  nelle more,  come  viene  precisato,
  dell'approvazione della legge regionale di riforma del  settore,  a
  una  applicazione  circoscritta a casi di emergenza,  laddove  sono
  intervenuti  dei fallimenti, laddove il servizio non  è  mai  stato
  affidato.
   Prende  atto,  quindi,  di  una condizione  emergenziale  che  non
  possiamo non considerare, non affrontare e non risolvere in  questa
  sede.
   Complessivamente,  credo  che la norma presentata  dal  governo  è
  adeguata ad affrontare questo momento emergenziale.
   Certamente,  con  l'obiettivo  di  garantire  la  continuità   del
  servizio  idrico integrato, con l'obiettivo di garantire, anche  la
  tutela dei lavoratori.
   E'  chiaro,  ultime due cose e concludo, che in questa nuova  fase
  transitoria  che si avvia, i comuni non possono essere lasciati  da
  soli  perché potrebbero ritrovarsi, nel giro di qualche  settimana,
  ad  affrontare  situazioni  che  non  sono  in  questo  momento  in
  condizione di affrontare da soli.
   La  vicinanza  e  l'attenzione del Governo regionale,  rispetto  a
  queste amministrazioni comunali, sono certo che non verrà meno.
   Per   ultimo,  credo  che  alcuni  emendamenti,  cito  tra   tutti
  l'emendamento  16.7,  a  firma  del  presidente  della  commissione
  bilancio,  onorevole  Dina, sia un emendamento  degno  di  assoluta
  attenzione,  però  credo  che  la cosa  migliore  sarebbe  lasciare
  l'articolo 16 esattamente così com'è e, magari, trasformare  alcuni
  emendamenti che pure riguardano questioni significative  in  ordine
  del  giorno che potranno essere approvati a chiusura di seduta, per
  velocizzare  e per dare anche la possibilità all'Aula di  esprimere
  un indirizzo nei confronti del Governo

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.

   SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
  puntualizzare che quanto recita l'articolo 16 non è  altro  che  la
  fotografia di quello che è successo da dicembre ad oggi.
   Certamente,  come  qualcuno  ha  detto,  questo  Governo  non   ha
  responsabilità  su quello che è successo in passato,  dal  2003  al
  2012  quando si è insediato, perché i problemi nascono proprio  con
  gli  ambiti territoriali e ottimali per la gestione dell'acqua. Per
  cui  se a dicembre è stato fatto un passaggio fondamentale, che era
  quello  che  bloccava i Comuni che non avevano consegnato  le  reti
  dove  erano stati già appaltato il relativo servizio, oggi si rende
  necessario  intervenire per quelle altre aree così  come  ha  detto
  Milazzo  e  tutti gli altri deputati della provincia di  Palermo  e
  Agrigento soprattutto per evitare e mettere e allineare il  sistema
  ed aspettare quella che è la norma generale.
   Per  quanto  riguarda assessore la norma, veda noi  abbiamo  speso
  circa  un anno come diceva il presidente ad elaborare questa norma,
  con  molti  si,  molti  no, e molti punti interrogativi.  Rivediamo
  riprendiamo questa norma, lei lo ha detto anzitempo e a specificato
  che  l'impegno suo perché ha due gatte da pelare, non  indifferenti
  che  sono  l'acqua e i rifiuti in Sicilia, con questi due gatte  da
  pelare  c'è ne avrà per qualche anno forse, ma tutto sommato queste
  sono  emergenze  occupazionali, problemi di salute, ambientali.  Io
  riterrei opportuno e ritengo che anche a nome del gruppo posso fare
  questa   dichiarazione,  di  lasciare  invariato   quello   che   è
  l'articolato  proposto dal governo che non altro la  fotografia  di
  quello  che è successo da dicembre ad oggi, e impegnarci il governo
  lo  ha  manifestato nell'impegno di portare la legge organica sulla
  gestione  dell'acqua  nel più breve tempo possibile  nella  ripresa
  postuma  a  quella  del  fermo  che  avremo  nei  prossimi  giorni,
  augurandoci che il ritiro di tutti gli emendamenti possa  agevolare
  e  accelerale, vedete mettere tempi molti limitati dei sei mesi  se
  poi  noi  non riusciamo e i sindaci, le amministrazioni che debbono
  avere i sindacati perché ci sono problemi importanti da superare  e
  ritengo  che  mettendo questo altro limite non  faremmo  altro  che
  creare   e   fare  alzare  la  febbre  proprio  nella  gestione   e
  nell'affidamento che si deve fare in tempi molti stretti e in tempi
  molto corti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si  possono  intendere  ritirati
  tutti gli emendamenti aggiuntivi.
   Onorevole Gianni, ritira l'emendamento 16.12?

   GIANNI. dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si intendo ritirati anche tutti gli emendamenti del fascicolo.
   L'emendamento  16.7  della Commissione si intende  trasformato  in
  ordine del giorno.

   CIMINO. E l'emendamento del Governo?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cimino,  è  già  stato  ritirato.   Si   è
  evidenziato come ci sono tutta una serie di emendamenti  aggiuntivi
  e,  nelle more della discussione, erano arrivati tutta una serie di
  emendamenti  tra  i  quali anche questo relativo  a  Gela  e  Porto
  Empedocle.
   Il  Presidente della Regione, correttamente, aveva evidenziato che
  era  uno degli emendamenti che era stato sollecitato; se c'era  una
  condivisione   si   poteva  andare  avanti,  se  c'erano   problemi
  procedurali   che   bloccavano  il   percorso,   perché   ci   sono
  correttamente altri emendamenti, si poteva considerare ritirato.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.

        CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  riguardo
  l'emendamento firmato dal Presidente della Regione, che riguarda  i
  dissalatori  di Porto Empedocle e di Gela, le ipotesi sono  due:  o
  questo   emendamento,  essendo  tra  gli  aggiuntivi,  diventa   un
  emendamento del Governo e quindi essendo un emendamento del Governo
  si  può  discutere,  oppure se il Governo lo ritiene  lo  trattiamo
  insieme agli altri aggiuntivi.
  Se  il  Governo lo ritira non lo possiamo trattare nemmeno tra  gli
  aggiuntivi.

   PRESIDENTE. Questo era già tra gli aggiuntivi.

   CIMINO. Allora vorrà dire che i parlamentari lo presenteranno, non
  è più emendamento del Governo.

   PRESIDENTE.  Il  Governo  l'ha  annunciato,  l'ha  fatto  suo,  ma
  formalmente non l'ha presentato.
   Non aggraviamo il procedimento, onorevole Cimino, ci siamo intesi.
   Non  mettiamo in difficoltà, né questa Presidenza, né il  Governo.
  Non  possiamo estrapolare gli emendamenti aggiuntivi che  non  sono
  passati dalle commissioni e inserirli in questo contesto.

   CIMINO.  Veramente  questo emendamento è  passato  pure  dall'Aula
  altre volte.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'emendamento
  16.10 della Commissione.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 16, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  18 e agli emendamenti  18.5  e  18.6,  di
  identico contenuto.
   Il Governo spieghi questa soppressione del comma 1.

   AGNELLO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  signori
  deputati, le regolazioni contabili che erano previste nel  comma  1
  sono  state ritrattate e riscritte nel comma 32, per cui in  questo
  articolo  non  hanno più ragione di esistere. E  nella  riscrittura
  dell'articolo  32  abbiamo  previsto  un  nuovo  ammontare  per  le
  regolazioni contabili.

   PRESIDENTE. Allora, l'emendamento 18.1 è ritirato.
   Pongo in votazione l'emendamento 18.2, che è di identico contenuto
  di  quello appena illustrato dal Governo, che sarebbe il 18.7,  che
  riguarda la soppressione del comma 1.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo,  pongo  in
  votazione   congiuntamente  l'emendamento  18.2  e  18.7.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 18.3 è ritirato.  L'Assemblea ne prende atto.
   Passiamo  all'emendamento 18.5, che riguarda  la  questione  della
  riduzione finanziaria.
   Con  il parere favorevole del Governo e della Commissione, che  lo
  hanno  presentato,  lo pongo in votazione. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 18, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Passiamo all'articolo 20.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 20.
   All'articolo 20 non ci sono emendamenti di riduzione della  spesa.
  Ci sono solo gli emendamenti del fascicolo.
   Onorevole D'Asero ritira l'emendamento 20.1 soppressivo? In questo
  momento  è  la  Commissione  che mi sta indicando  quali  sono  gli
  articoli che non costituiscono problema. Andiamo avanti così.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Greco, ritira l'emendamento 20.5? L'onorevole Greco  non
  c'è. L'emendamento è decaduto.
   Passiamo all'emendamento 20.7 a firma dell'onorevole Cancelleri ed
  altri.

   FOTI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è abbastanza chiaro e
  non  vorrei che nella velocità quest'emendamento venisse  liquidato
  così.  Noi  vorremmo che queste norme che agevolano la  fuoriuscita
  tengano  conto del fatto che non dovrebbero usufruirne persone  che
  nell'arco  dei 24 mesi successivi, quindi, del biennio  successivo,
  vanno  automaticamente in pensione. Proprio per evitare che qualche
  furbo  pensi  di fuoriuscire dal bacino subito prima di  andare  in
  pensione  e  quindi usufruisca di questo contributo della  Regione.
  Tutto qui.

   PRESIDENTE. E' chiaro, lo ha esplicitato.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole della  Commissione  e  del
  Governo, lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Passiamo all'emendamento 20.9, dell'onorevole Milazzo Giuseppe  ed
  altri.

   MILAZZO   Giuseppe.  Lo  mantengo  perché  è  un  perfezionamento:
  richiama una norma di questo Parlamento che è in vigore.

   CROCETTA, presidente della Regione. Possiamo almeno spiegarlo?

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente il punto è che l'articolo  43,
  comma  2 non dice altro che chi si  rendesse responsabile di  reati
  contro   la  persona  o  la  Pubblica  Amministrazione,   è   fuori
  dall'elenco, quindi, in automatismo non facciamo altro che ribadire
  quelle disposizioni anche per coloro che volessero fare istanza  di
  questo contributo per la fuoriuscita dall'elenco.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 20.3. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa alla discussione dell'emendamento 20.4.

   RINALDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Non  vi sono emendamenti di riduzione della spesa presentati dalla
  Commissione a questo articolo.
   Pongo  in votazione l'articolo 20, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevole Dina, con quale articolo procediamo?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Procediamo con l'articolo 22..

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 22.
   E'  stato presentato un emendamento di riduzione della spesa.   Si
  passa alla discussione degli emendamenti all'articolo 22.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 22.1, 22.2, 22.3,  a
  mia firma.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  22.8, dell'onorevole Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  con
  questo  emendamento soppressivo consentiamo di svincolare le  somme
  del  fondo  nazionale di solidarietà. Abbiamo circa  5  milioni  di
  euro,   e  da  due  anni  diciamo,  da  quando  è  iniziata  questa
  legislatura,  di poter utilizzare quel fondo e sbloccare  circa  50
  cantieri  per gli enti di culto; perché questa sarebbe  una  misura
  con  la  quale  riusciremmo ad attivare un servizio importante  per
  tante  chiese che aspettano, e daremo anche lavoro vero, non con  i
  cantieri di servizio che non sono mai partiti, ma con i cantieri di
  lavoro,  per un numero importante di lavoratori: circa 750 persone.
  Significherebbe  attivare  una procedura  di  sostegno  vero  a  un
  reddito con fondi che abbiamo e sono inutilizzati.

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  Perché  dobbiamo  sottrarre
  soldi a questo fondo?

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 22.8. Il  parere  del
  Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

   FALCONE.  Chiedo  che  la votazione dell'emendamento  avvenga  per
  scrutinio segreto

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 22.8

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termine   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 22.8.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            63
   Votanti             62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          21
   Contrari            41
   Astenuti            0

                       (L'Assemblea non approva)

   Si passa all'emendamento 22.4 degli onorevoli D'Asero. Alongi  ed
  altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
  22.5 degli onorevoli D'Asero, Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
  22.7 degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  chiedevo  al
  Governo questo: magari non abbiamo soppresso la lettera A del comma
  di   cui   parliamo  però  siccome  è  aggiuntivo  mettiamo  questo
  emendamento.  Cioè all'interno delle risorse che  abbiamo  in  quel
  fondo  possiamo  attivare dei cantieri di lavoro per  gli  enti  di
  culto,  sarebbe  cosa  buona e giusta,  perché  è  una  misura  che
  contrasta  la  povertà, è una misura di sostegno al reddito  questa
  non  è  contro,  quindi,  io  invito  il  Governo,  come  dire,   a
  rifletterci e a poter trovare una soluzione in tal senso.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  l'ultima proposta fatta da Falcone non danneggia né intacca  nessun
  tipo  di  prelievo da quel fondo da parte del Governo  per  coprire
  altre spese. Essendo un fondo che si autoalimenta, Presidente,  con
  le   risorse   che   arrivano  dalle  verifiche  fatte   e   quindi
  dall'eliminazione o conferma di vecchi cantieri, in aggiunta -  sta
  dicendo  - con quell'emendamento, se residuano somme, oltre  quelle
  che il Governo sta utilizzando, le somme che residuano possono dare
  corso  a finanziamento di cantieri di lavoro che eventualmente  gli
  enti  di  culto  possono presentare in base solo alla disponibilità
  residua,  quindi  non c'è un problema di finanziamento,  questo  lo
  volevo dire anche al governatore.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  anch'io  volevo  intervenire sull'emendamento 22.7 dicendo  che  il
  Gruppo  parlamentare  del  PDL, cioè del  Nuovo  Centro  Destra,  è
  favorevole   all'approvazione   di   questo   emendamento.   Perché
  Presidente?  Intanto  si tratta di somme che noi  non  utilizziamo,
  sono  accantonate  da  anni,  sono messe  da  parte  e  ad  oggi  -
  nonostante vari tentativi che abbiamo fatto - non è stato possibile
  utilizzare queste somme. Più volte ne abbiamo parlato anche con  il
  capogruppo del Megafono, l'onorevole Di Giacinto, e anche lui si  è
  trovato favorevole sulla possibilità di utilizzarli.
   Questo articolo cosa dice? Misure per contrastare le condizioni di
  povertà  e  di  esclusione  sociale,  Chi  lavoreranno  in   questi
  cantieri?  Soltanto  coloro i quali sono  poveri,  coloro  i  quali
  possono dimostrare di essere disoccupati, coloro i quali sono stati
  esclusi e che quindi avrebbero la possibilità, attraverso un lavoro
  che  durerà qualche mese, di potersi inserire in maniera attiva nel
  mondo  lavorativo,  cioè non sarà gente che  percepirà  un  salario
  giornaliero  senza fare nulla, è gente che percepirà uno  stipendio
  per  alcune settimane, e lavorerà. Credo che sia un modo nobile per
  impegnare  somme  della  Regione che  altrimenti  rimarrebbero  non
  utilizzate.
   A  noi  va  bene l'emendamento presentato dall'onorevole  Falcone,
  soltanto  dobbiamo cassare l'ultima parte, dove dice  per gli  enti
  di  culto  che  alla data della pubblicazione della presente  legge
  abbiano  fatto richiesta . No, questo non lo possiamo fare,  perché
  se  la  legge la approviamo oggi, da oggi tutti gli enti di  culto,
  cioè  tutte le chiese, possono fare richiesta per accedere a questi
  finanziamenti  che  riguardano  l'utilizzo  -  ripeto  -  di  gente
  disperata che è in cerca di lavoro. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie a lei.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  c'è  da  fare
  assolutamente un minimo di chiarezza proprio su quest'articolo  22,
  perché il titolo  Misure per contrastare le condizioni di povertà e
  di  esclusione sociale  si riferisce in realtà ad un articolato che
  era  arrivato in Commissione «Bilancio», e che prevedeva una misura
  di  sostegno trimestrale, data praticamente a soggetti  che  erano,
  che  versavano in condizioni di povertà, che venivano  riconosciuti
  direttamente dai comuni.
   Ecco  quell'impianto normativo è stato completamente  smontato,  e
  tutte le risorse economiche finanziarie sono state dirottate invece
  a  dare  un  aiuto  economico alle imprese  che  assumono  soggetti
  svantaggiati,   molto   svantaggiati  o  disabili,   previsti   dal
  regolamento  comunitario,  e  quindi identificati  dal  regolamento
  comunitario  numero 800, e va proprio a dare dei soldi 333,00  euro
  per i soggetti maschili, 470,00 euro circa, invece, per le donne.
   Fra  l'altro  al  comma 3 viene introdotto  anche  un  sistema  di
  ripartizione  di  queste somme che sono il 50 %  per  soggetti  che
  hanno meno di 34 anni, ed il 50% per i soggetti sopra i 34 anni.
   Quindi, cari colleghi, stiamo parlando di lavoro reale all'interno
  delle  imprese, cioè non è più un assegno di solidarietà  come  era
  nato  all'inizio,  e  mi sembra qualcosa di  veramente  diverso  da
  quello  che fino a ora ho sentito negli interventi precedenti,  per
  cui  io ritengo a nome del gruppo del Movimento Cinque Stelle,  che
  non  appoggiamo,  ovviamente, ed anzi invitiamo chi  ha  presentato
  l'emendamento  22.7  a ritirarlo, perché la  ratio  della  norma  è
  completamente diversa, cioè qui si sta parlando di un aiuto proprio
  alle  imprese  sul territorio che assumono a tempo indeterminato  i
  soggetti con determinate caratteristiche.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
  dire che, per quanto riguarda il nostro gruppo, siamo d'accordo con
  quanto  detto  poco  fa  dall'onorevole  Cancelleri,  pensiamo   di
  supportare questa norma così come è scritta.
   Per  altre cose, penso che ci sia tempo in altri momenti, ma  oggi
  concentriamoci su questa opportunità, perché è un'opportunità  che,
  in  qualche modo, cerchiamo di dare, a chi veramente opportunità ne
  ha veramente poche.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che  questo
  sia  un  articolo particolarmente importante della  nostra  manovra
  correttiva, perché darà una risposta concreta al mondo del  lavoro,
  rifinanziando il credito d'imposta per l'occupazione, già  previsto
  -  la cosiddetta  legge Prodi' - che poi abbiamo anche sperimentato
  direi   virtuosamente  con  una  legge  fatta  anche  all'Assemblea
  Regionale   Siciliana  che,  come  veniva  ricordato,  prevede   un
  incentivo, un contributo per i datori di lavoro che assumono uomini
  o  donne,  svantaggiati o molto svantaggiati secondo  le  categorie
  previste dal regolamento 800, quindi è davvero un aiuto, una spinta
  per la ripresa dell'occupazione.
   Credo  che dobbiamo mantenere questo impianto, l'impianto  di  una
  norma  che  vuole parlare di lavoro produttivo, di  lavoro  vero  e
  credo  anche  sia  il modo migliore di rispondere  alla  gravissima
  emergenza  occupazionale che è un'emergenza sociale che, purtroppo,
  determina  poi una condizione di povertà anche grave  nella  nostra
  Isola.
   E' un aiuto anche per le imprese, sicuramente è un incentivo anche
  all'emersione  dal lavoro nero, è un aiuto per la  regolarizzazione
  dei rapporti di lavoro, credo che sia una norma di cui non dobbiamo
  modificare l'impianto.
   Ho ascoltato l'intervento dell'onorevole Falcone, probabilmente  è
  possibile prevedere uno stanziamento, io dico, parziale a carico di
  quanto previsto dalla lettera a), ma indicando anche il  quanto'  e
  senza  stravolgere  il senso dell'articolo che, appunto,  parla  di
  lavoro e di lavoro produttivo.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  pensavo  che  si
  recuperasse  in  altri  articoli, mai e poi mai  avrei  pensato  di
  recuperare  proprio  all'articolo 22   Misure  per  contrastare  le
  condizioni  di  povertà  Boh  Comunque pensavo,  al  contrario,  di
  implementare questo articolo.
   Presidente,  oggi ad una precisa domanda che mi viene  rivolta  da
  persone   che   vivono   in  difficoltà,  mi   dicono:   ma   come,
  all'extracomunitario che arriva con la piccola barchetta nei nostri
  territori gli concediamo attraverso Mare Nostrum 57 euro a  persona
  al  giorno e noi abbiamo persone che ci chiedono 20 euro al  giorno
  per la sopravvivenza, è una cosa assurda
   Pensavo che questo benedetto articolo potesse essere implementato,
  non  è pensabile una cosa del genere. Ci sono delle imprese che  si
  possono  impegnare  sotto  questo aspetto  e  diamo  alle  persone,
  finalmente,  un po' di dignità, invece noi andiamo  a  detrarre,  a
  togliere delle risorse inutili, a mio avviso.
   Quindi,  questa  è una bella responsabilità che ci  assumiamo  nei
  confronti   di   tanti  cittadini,  dei  nostri  concittadini   che
  aspettano, che vedevano e che finalmente leggevano nell'articolo 22
  una piccola speranza,  noi gliela abbiamo tolta.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   CASCIO Salvatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
  ci  sia  un  equivoco di fondo e in questo equivoco è caduto  anche
  l'onorevole  Falcone,  perché è sbagliato il titolo  dell'articolo,
   Misure   per  contrastare le condizioni di povertà  hanno  indotto
  l'onorevole Falcone a pensare ai cantieri di lavoro dei  luoghi  di
  culto.  In effetti il titolo più preciso sarebbe quello di   Azioni
  per  promuovere  l'occupazione , perché il testo  dell'articolo  si
  riferisce  esattamente a questo, non a  Misure  per contrastare  le
  condizioni di povertà .
   Tanto è vero che la legge n. 11 prevede una serie di misure e  qui
  non  si  fa  altro  che costituire  un fondo che  è  il  fondo  per
  sviluppare e agevolare l'occupazione.
   Quindi,  sono favorevole all'articolo così per come è e non  penso
  che  noi  abbiamo fatto qualcosa contro i luoghi di culto  che  non
  c'entrano proprio niente con questo articolo.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  ritengo  che
  l'articolo  22  sia  molto importante che  anche  qualifica  questa
  finanziaria  perché ha nella sua ratio la possibilità di  aprire  a
  nuove assunzioni perché, di fatto, leggendo la norma richiamata nel
  primo capoverso, all'articolo 53, il beneficio va a quei datori  di
  lavoro  che  fanno nuove assunzioni nelle proprie  aziende  tenendo
  conto di questo tipo di personale, con queste caratteristiche.
   Emendare   questo  articolo  credo  che  sia  un  errore   perché,
  richiamando la legge, è bene che la cornice sia la legge 11  a  cui
  si   rifà,  di  fatto,  il  primo  comma  dell'articolo   22,   non
  sostituendolo  perché  se  no  rischiamo  che  possa  diventare  di
  difficile applicazione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cimino. Non ci sono altri iscritti a
  parlare. Onorevole Falcone, mantiene l'emendamento?

   FALCONE. Dichiaro di mantenere l'emendamento.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 22.7.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  22.7,  col  parere
  contrario  del  Governo e della Commissione. Chi  è  favorevole  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 22.9 della Commissione, riduttivo  della
  spesa. Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  resti
  seduto.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 22.11 del Governo. Un emendamento tecnico
   All'articolo 22 è soppressa la lettera c)'.
   Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole
   .
   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 22  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo  22
  testé  approvato, il principio secondo il quale le risorse  vengono
  utilizzate  per  dare  una  risposta alla   povertà'  fornendo  uno
  strumento tramite l'occupazione, perché trova spunto, e questo è un
  fatto  positivo, l'emendamento soppressivo da noi presentato voleva
  evidenziare  questo aspetto. Cioè noi abbiamo una legge  cosiddetta
   sul  bonus  occupazione' che è la legge n. 9 del 2010.  Su  questa
  legge  che  poi  ha  avuto anche delle risorse a valere  sui  fondi
  comunitari 2007-2013 - Asse II, FSE, piano occupabilità, di  fatto,
  in  parte,  queste  risorse  sono  ancora  utilizzabili  in  questa
  direzione.
   Quindi,  lo spirito è di utilizzare le risorse ancora disponibili,
  anziché  dare un'assistenza incrementando il concetto di assistenza
  con  precariato, con scarsa possibilità di occupazione, il senso  è
  che chi vuole utilizzare queste risorse attraverso l'occupazione dà
  una risposta ai bisogni attraverso un reddito minimo che non è dato
  a  gratis,  ma  viene da una attività che vuole favorire  l'impegno
  attraverso un momento di produttività.
   Il  senso,  invece,  secondo  il quale  un  fondo  a  destinazione
  specifica  a  valere  sui cantiere di lavoro che  trova,  onorevole
  Falcone,  una  diversa  fonte di risorse  finanziarie,  perché  qua
  attingiamo  all'articolo 53 della legge n. 9 del  2010,  invece,  i
  fondi  per  i  cantieri di lavoro sono specifica destinazione  che,
  comunque,  possono  concorrere a rendere produttiva  l'occupazione,
  quindi,  assistere il lavoratore, dare una risposta in  termini  di
  sussidio,  però, attraverso il cosiddetto  momento  di  occupazione
  produttiva'.  Quindi,  i  due momenti si  integrano,  evidentemente
  attraverso due fondi finanziari differenti.
   Pertanto,  i  cantieri  di  lavoro  devono  trovare  un   percorso
  parallelo che, a mio avviso, va comunque,  assessore per il  lavoro
  e  la  formazione, attivato perché attraverso questi fondi,  questi
  cantieri di lavoro potremmo dare una risposta anche ai bisogni  del
  patrimonio, che è quello degli oratori, quello dei fondi  di  culto
  che  sicuramente meritano un attenzione e, al di dà del pregiudizio
  ideologico,  ritengo  che queste sono delle  iniziative  che  vanno
  seguite e assecondate.
   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 25.1 dell'onorevole D'Asero.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 25.2 dell'onorevole Ciaccio.

   CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo noi questo
  articolo verrà sicuramente impugnato, come è stato impugnato per la
  Bumex  nelle  altre finanziarie, perché sono dei  finanziamenti  di
  tipo  diretto,  per quanto lavoratori impeccabili  di  una  società
  privata  che  ha  lavorato e ha dato tantissimo.  Però,  anche  per
  questo,  non possiamo fare una differenziazione; allora lì mettiamo
  ex lavoratori Fiat e chiunque ha avuto una difficoltà.
   Secondo  noi,  anche per onestà ed evitare di dire sempre  che  il
  Commissario  dello  stato  impugna le  leggi  e  non  prenderci  la
  responsabilità, dobbiamo essere anche con questi lavoratori  onesti
  e dire le cose come stanno.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  in
  questi  giorni non ho parlato però è anche vero che le affermazioni
  del  mio  collega  non rispondono assolutamente al  vero  perché  i
  lavoratori  ex Pirelli di Villafranca di Messina e di Siracusa  non
  fanno  parte  del  bacino  dei  privati  ma  sono  destinatari   di
  provvidenze  economiche  previste già  nel  1996  dall'articolo  34
  secondo comma della legge regionale n. 33 del 1996 e quindi sono  a
  tutti  gli  effetti  lavoratori socialmente utili  come  tutti  gli
  altri. Adesso signor Presidente le lascerò la relazione per evitare
  che  succeda  quello  che  è successo la volta  scorsa,  perché  il
  Commissario  dello  Stato non ha impugnato il provvedimento  perché
  questi  lavoratori non erano destinatari di risorse previste  dalla
  legge  ma  perché  l'Ufficio  dell'Assessorato  ha  dimenticato  di
  inviare  una  nota che rispondesse a quelli che erano i chiarimenti
  richiesti dal Commissario dello Stato.
   Il  Commissario dello Stato voleva sapere 3 cose: quali  erano  le
  norme  che  vi erano a sostegno di questi lavoratori;  se  era  mai
  stato  coinvolto  l'Ufficio  legislativo  e  legale  della  Regione
  Sicilia; chi erano i lavoratori e quanto percepiva ognuno di  loro.
  Bene,  io  sto lasciando le norme di legge che sono alla  base  dei
  diritti  che  questi  lavoratori hanno in questi  anni,  il  parere
  dell'Ufficio  legislativo e legale della Regione Siciliana  n.  140
  del  2002, in cui l'Ufficio legislativo della Regione riconosce  il
  diritto dei lavoratori dell'ex Pirelli di Villafranca di Messina  e
  di   Siracusa   di  essere  trattati  come  gli  altri   lavoratori
  socialmente  utili, e insieme a questi sto consegnando  quello  che
  aveva  chiesto  il Commissario dello Stato, cioè  un  prospetto  di
  integrazione che riguardava l'anno 2014 in maniera che si chiarisse
  chi erano, quanto percepivano e quale era la somma finale. La somma
  finale si aggira sui 235.000,00 euro, esattamente, 234.947,16  euro
  che vengono poi presi dal fondo siciliano, un fondo che si alimenta
  solo per questi lavoratori.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  qui  si  tratta
  anche di una emergenza e credo che sia anche un fatto di giustizia.
   Si  è assistito poco fa ad un problema che era ben più grosso,  su
  cui  poi  noi  non abbiamo sollevato obiezioni, che era  quello  di
  Palermo,  riguardante  alcune vicende  delle  reti  idriche  e  dei
  lavoratori. Qui si tratta, come ha spiegato l'onorevole  Vinciullo,
  di  una  occasione che viene data a coloro che a tutti gli  effetti
  non sono lavoratori.
   Io  credo che sia anche giusta mantenere l'articolo, e tra l'altro
  la vicenda può essere chiusa con poco. Credo che sia anche un fatto
  di  perequazione e di giustizia nei confronti anche dei lavoratori,
  anch'essi  hanno famiglia e non hanno la possibilità di  vivere  in
  una  zona,  tra  l'altro depressa dal punto di vista  economico  ed
  occupazionale ed in cui vi sono grossi problemi.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è paradossale  che
  l'emendamento sia proprio l'onorevole Ciaccio, che si è dato  molto
  da  fare riguardo all'articolo 16, sponsorizzando una vicenda  che,
  certamente, sarà bocciata dal Commissario dello Stato,  perché  non
  ha nessun supporto giuridico e noi, d'accordo con chi e con quanti,
  in  questa  Aula,  si  prodigano per cercare  di  evitare  che  dei
  lavoratori  possano perdere il proprio lavoro, ci siamo fermati  ad
  una piccola puntualizzazione.
   Ma  di  fronte  ai  lavoratori  ex Pirelli  di  Villafranca  e  di
  Siracusa,  che  hanno alle spalle dei provvedimenti  di  legge  ben
  precisi  e  dopo  quanto  asserito  dall'onorevole  Vinciullo,  che
  brillantemente ha anche spiegato il motivo della bocciatura, voglio
  invitare  l'onorevole Ciaccio ed i componenti del Movimento  Cinque
  Stelle  a  ritirare questo emendamento perché, secondo me,  mai  un
  emendamento  di questa portata che riguarda lavoratori  del  bacino
  LSU,  comunque  lavoratori assistiti, è stato tanto  supportato  da
  provvedimenti di legge come questo.

   RAIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco  che  questa
  Regione, questa Assemblea è a volte molto incoerente perché  tratta
  i  cittadini siciliani a  come ci viene prima : una volta li tratta
  da  ex lavoratori, una volta li tratta da lavoratori tutelati,  una
  volta  dice  che sono disoccupati, una volta dice che  non  bisogna
  farli rientrare in alcuna legge perché questi sono un po' cosi,
   Premetto  che  non  ho nulla in contrario per quelle  persone  che
  perdono  il  posto di lavoro e si cerca di dare una  risposta  come
  Regione  Siciliana, ma dico una cosa, carissimi colleghi, carissimo
  Presidente:  o  diamo  una risposta generale  a  tutti  quelli  che
  perdono  il posto di lavoro, oppure qui stiamo giocando, e lo  dico
  con grande onestà.
   Per  esempio,  qui  c'è l'onorevole Leanza  che  sa  benissimo  la
  situazione, che quando era assessore al Comune di Catania  trattava
  del  problema della Cesame, dell'Itim, del Marketing sub, gente che
  ha  perso  il posto di lavoro nel momento in cui a Catania venivano
  licenziati  migliaia  di persone e che per questo  dovevano  essere
  ricollocati in qualche modo.
   Bene   Per  alcuni  di  questi, come dire ex ASI,  chiamiamoli  in
  questa  categoria, la dott.ssa Corsello più volte mi ha  detto  che
  non  rientrano in questa fattispecie. Stiamo parlando di gente  che
  aveva  professionalità, di gente che aveva un curriculum  di  tutto
  rispetto. Ora non capisco, gente che è da 20 anni disoccupata e che
  ancora  oggi ci trasciniamo, per esempio a Catania, che ancora  non
  hanno  trovato  risposte, come quelli della ex Cesame  ad  esempio,
  dell'ex  Tim,  ma  ce ne sono tanti altri. Stiamo  parlando  di  un
  ventennio di disgrazie.
   Se  ci  devono essere i furbetti che ricollocano magari  20  o  30
  lavoratori, io posso essere anche d'accordo, ma non ci sto, per  il
  semplice fatto che non tutti sono trattati allo stesso modo. Quindi
  io penso che questo articolo debba essere soppresso.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  essendo   l'emendamento   25.2
  soppressivo  dell'articolo 25, pongo in votazione  il  mantenimento
  dell'articolo.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, Assessore regionale per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Mi
  rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Chi è a favorevole al mantenimento dell'articolo resta
  seduto, chi è contrario all'articolo si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 26.

   FACONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, in  via  del  tutto  eccezionale,
  perché  il  suo  Gruppo parlamentare ha già consumato  il  tempo  a
  disposizione.  Lei fa parte di un gruppo dove c'è un  deputato  che
  parla moltissimo, che è l'onorevole Milazzo

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  soltanto  per
  segnalare  all'Aula circa l'inopportunità di questo  articolo,  che
  tratta  accordi transattivi senza dire di quali accordi transattivi
  si parla. Richiama un articolo che riguarda i soppressi consorzi di
  bonifica,  vogliamo dare soldi ma non sappiamo a chi  e  per  quale
  accordo transattivo.

   DINA,  Presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, l'emendamento è stato riscritto in  Commissione
  dove  abbiamo  acquisito  da  parte  dell'Assessore  l'elenco   dei
  destinatari.  Abbiamo  preso la norma astratta  che  comprende  una
  platea ben definita.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e  riprenderà
  domani 31 luglio 2014, alle ore 10.00.

   (La seduta, sospesa alle ore 20.45, del 30 luglio 2014, è ripresa
                   alle ore10.47 del 31 luglio 2014)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.
   Onorevoli  colleghi,  riassumo per l'Aula gli  articoli  che  sono
  ancora da esaminare gli articoli  1, 2, 7, 12, 19, 23, 26, 27,  30,
  32, 42 e 45.
   Si passa all'articolo 26, precedentemente accantonato.
   C'erano  due  emendamenti  che  erano  stati  ritirati  ed   erano
  soppressivi, uno a firma dell'onorevole D'Asero e, l'altro, a firma
  dell'onorevole Sammartino.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7, precedentemente accantonato.
   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  7.1  a   firma
  dell'onorevole Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -emendamento 7.3 a firma dell'onorevole Gucciardi ed altri;
  -emendamento 7.6 a firma dell'onorevole Cracolici.

   Sospendo l'Aula per un minuto

    (La seduta,  sospesa alle ore 10.53, è ripresa alle ore 10.54)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, la Commissione che presiedo,  quando
  ha   esaminato   questo   articolo,  aveva  posto   due   obiezioni
  sostanziali.
   La  prima  che  i  diritti di chi è già in pensione  sono  diritti
  quesiti  per  i  quali esistono sentenze ad iosa  che  non  possono
  essere  oggetto  di  legislazione post  che  mette  in  discussione
  l'esercizio  del  diritto  alla  pensione;  la  seconda   questione
  riguarda, invece, chi è ancora in servizio.
   Voglio ribadire che molti enti sottoposti a vigilanza e controllo,
  secondo le disposizioni previste dalla legge 10, hanno in forza  di
  quella  legge  l'obbligo di applicare il contratto  dei  dipendenti
  regionali.
   Il  contratto  è  una tipologia che non si può applicare  solo  in
  parte:  o si modifica l'insieme anche per i dipendenti regionali  o
  non si può dire si applica il contratto dei regionali tranne con il
  metodo di calcolo delle pensioni.
   Ora proporrei una soluzione visto che ricevo diverse necessità che
  mi  vengono poste anche dall'Aula: di ritirare il soppressivo e  di
  prevedere, con un sub emendamento al testo l'incidentale,  dopo  la
  parola   di  erogare trattamenti di previdenza,  di  quiescenza  ed
  integrativi  leggo qui  fatte eccezione per quelli in  godimento  e
  per  i  rapporti  già contrattualmente avviati  alla  data  del  31
  dicembre 1991 .
   Perché  mi  si dice che in alcuni enti la natura della  previdenza
  integrativa  è stata disciplinata con l'istituzione di un  apposito
  fondo,  al quale hanno concorso i dipendenti di ruolo, per cui  nel
  momento  in cui hanno partecipato ad un fondo integrativo  non  gli
  puoi  dire  no oggi non vale più , perché sarebbe anche quello  una
  violazione di un principio.

   PRESIDENTE. C'è un emendamento di riscrittura del Governo, per cui
  bisogna capire a quale  facciamo riferimento.

   CRACOLICI. Il Governo ha riscritto il testo, ripristinando  quello
  che in Commissione è stato cambiato, quindi, per quanto mi riguarda
  io  faccio il sub emendamento al testo dell'Aula, non a quello  del
  Governo,   che  considero  tra  l'altro,  mi  consenta   di   dire,
  illegittimo.

   PRESIDENTE. Ma il Governo eventualmente ritira la riscrittura?

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  intanto  mi pare ancora una volta inusuale il fatto che il  Governo
  in  Commissione  Bilancio  abbia dato  parere  favorevole  affinché
  venisse  tolto  il  termine  compreso  e venisse  inserito   faccia
  eccezione per quelli già in godimento , ma  al di là di ciò  vorrei
  ricordare che la decisione del Governo venne presa anche  in  virtù
  di  una  sentenza  del  tribunale di Enna del  12  luglio,  che  ho
  prodotto  in  Commissione Bilancio, con la quale ancora  una  volta
  l'Irsap  veniva  condannata  non solo a riconoscere  ai  lavoratori
  quello  che  avevano  già maturato, perché  sui  diritti  acquisiti
  nessuno  credo possa più dubitare, ma veniva condannata  persino  a
  pagare  le spese per l'avvocato del lavoratore, in questo caso  del
  pensionato,  oltre  a  pagare le spese per l'avvocato  che  l'IRSAP
  aveva avuto modo di nominare.
   Se  noi  vogliamo  dissanguarci pagando lo  stesso  i  lavoratori,
  pagando  l'avvocato  del lavoratore ed in più  nominando  un  terzo
  avvocato  in  questa  vicenda facciamolo pure,  intasiamo  tutti  i
  tribunali  della  Sicilia,  altrimenti  io  sarei  dell'avviso  che
  siccome   pacta  sunt  servanda  sarebbe il  caso  che  il  Governo
  ritirasse  l'emendamento  7.5,  perché  così  eravamo  rimasti   in
  Commissione, perché in questo modo si è votato, in questo modo si è
  espresso all'unanimità la Commissione Bilancio e si era trovata una
  soluzione  che  era  rispondente a quella che era  la  volontà  dei
  giudici a cui si erano rivolti tutti i lavoratori.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, intervengo per sollecitare il Governo a
  ritirare  l'emendamento così evitiamo che la  Corte  dei  conti  un
  giorno  possa  chiedere  che qualcuno paghi  le  spese  cui  si  va
  incontro.
   Come  diceva l'onorevole Cracolici prima, ci sono delle  cose  che
  non  possono essere modificate, le pensioni spettano ai dipendenti.
  Mi  pare  ovvio  che  in questa dell'ASI ci sia  stato  un  errore,
  probabilmente da parte dell'Assessore o da chi ha fatto la legge in
  quel tempo, non aveva pensato a questo settore delle pensioni.
   Capisco  che dobbiamo risparmiare, capisco la spending review,  ma
  certamente non si può fare sulla pelle dei lavoratori.
   L'invito  al  Governo è pressante e chiedo, signor Presidente,  di
  apporre  la mia firma all'emendamento 7.2, a firma degli  onorevoli
  Alloro ed altri, perché ritengo che questo, obiettivamente, sani un
  momento  di difficoltà che la Regione ha creato a questi dipendenti
  e  facendo in modo che possano avere subito gli stipendi che  ormai
  aspettano da tanti mesi.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, mi associo agli interventi  dei
  colleghi   intervenuti  prima  e  chiedo  che  il  Governo   ritiri
  l'emendamento.
   Mi  rivolgo  al  Governo dicendo che quando si  fanno  accordi  in
  Commissione   Bilancio   vanno rispettati.  Presentare  emendamenti
  dopo  un  accordo  -  secondo  me -  non  è  di  buon  auspicio  di
  collaborazione. Non so perché il Governo dopo avere fatto l'accordo
  in Commissione abbia ripresentato questo emendamento.
   Credo   che  in  Aula  ci  sia  unanimità  sul  ritiro  di  questo
  emendamento.  Chiedo di apporre la firma sia al  subemendamento,  a
  firma  dell'onorevole Cracolici, sia all'emendamento 7.2,  a  firma
  degli onorevoli Alloro ed altri.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Picciolo  ha  chiesto  di
  apporre la propria firma all'emendamento 7.2.
   L'Assemblea ne prende atto.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, credo sia abbastanza chiaro il senso
  di  come chiarire questa vicenda relativa alle pensioni integrative
  e  la necessità di impedire che, con una norma frettolosa, si possa
  creare  una lesione grave a diritti quesiti da parte di lavoratori,
  in questo caso, in quiescenza.
   Considerato  che  da  troppo tempo questo  problema  si  perpetua,
  soprattutto  per alcune categorie  - mi riferisco ai lavoratori  in
  quiescenza ex ASI, oggi IRSAP - è assolutamente necessario  mettere
  ordine  in  una  materia così delicata e complessa che  rischia  di
  produrre  lesioni  a  diritti, sacrosanti, di  lavoratori  e  delle
  relative famiglie.
   Ritiro l'emendamento soppressivo, a mia firma, aggiungendo che  va
  approvato, a mio avviso, pertanto lo sottoscrivo, il subemendamento
  presentato e annunciato prima dall'onorevole Cracolici;  chiedo  di
  apporre la firma all'emendamento 7.2 e invito il Governo, assessore
  Agnello,  a  ritirare  l'emendamento di  riscrittura  del  Governo,
  altrimenti  non riusciamo a chiudere una norma che abbia  un  senso
  giuridico compiuto.
   Credo  che se il Parlamento chiude - nel senso annunciato - questa
  norma,  rendiamo un atto di giustizia ai lavoratori che sono  stati
  lesi e impediamo, evitiamo che altri lavoratori possano essere lesi
  da una norma che, certamente, non può intaccare i diritti quesiti.

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Raia ha chiesto di apporre la
  propria firma al subemendamento, a firma dell'onorevole Cracolici e
  all'emendamento 7.2, a firma degli onorevoli Alloro ed altri.
   L'Assemblea ne prende atto.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente,  la  terza  Commissione  nella  sua
  interezza e nella sua unanimità aveva condizionato, ha condizionato
  il  parere positivo che ha reso proprio alla modifica dell'articolo
  7  -  allora  articolo  8, adesso è diventato  articolo  7  -  alla
  modifica  che  è  riportata  nel testo  del  fascicolo,  cioè  alla
  sostituzione  della parola  comprese  con la parola   ad  eccezione
  di .
   Avevamo condizionato il nostro parere favorevole perché ritenevamo
  che mantenere il testo originario avrebbe determinato un vulnus  di
  tipo  giuridico  nei  confronti  di alcune  categorie  di  persone.
  Inoltre,  Presidente,  non  so  per  quale  arcana  procedura,   ma
  l'emendamento   7.2  è  un  emendamento  che  è  stato   concepito,
  costruito, pensato e approvato in terza Commissione.
   Io   non   posso  che  ringraziare  i  colleghi  Alloro,  Arancio,
  Barbagallo,  Panepinto e Oddo per averlo salvato  perché,  dopo  la
  mancata   approvazione   in   seconda   Commissione,   lo   avevamo
  ripresentato  come emendamento quando ci sono tornati  i  documenti
  dalla  seconda  Commissione. Quindi, personalmente  non  posso  che
  apporre  la  mia  firma all'emendamento 7.2, ma  per  rispetto  dei
  componenti  della  terza Commissione chiedo che  venga  apposta  la
  firma  di  tutti  i  componenti della  terza  Commissione  che  non
  risultano  firmatari, perché altrimenti si sentirebbero in  qualche
  modo deprivati.
   Voglio  perdere solo un minuto per spiegare la ragione  di  questo
  emendamento. In pratica, i lavoratori ex IRSAP si trovano  da  mesi
  senza  pensione,  alcuni senza la pensione in  modo  totale,  altri
  senza  l'integrazione, perché nella legge di riforma delle ASI  non
  fu  previsto  che  l'IRSAP  avesse  come  onore  anche  quello  del
  pagamento delle pensioni di questi lavoratori.
   Noi  abbiamo  finora  sopperito con un ordine  del  giorno  e  una
  risoluzione approvata in Commissione, ma c'è bisogno di  completare
  quel  percorso  legislativo;  cosa fa l'emendamento?  L'emendamento
  dice:   nelle  more che si portino avanti le gestioni liquidatorie,
  le  pensioni  vengono  pagate dalla gestione liquidatoria;  se  non
  hanno  liquidità, l'IRSAP può anticipare e, quando verranno  chiuse
  le gestioni liquidatorie, questo onore passa in capo all'IRSAP . In
  questo  modo  completiamo la legge di riforma delle ASI  che  aveva
  questo vuoto legislativo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, chiarisco che  si  tratta  di  un
  emendamento  presentato dall'onorevole Cracolici  perché  al  testo
  uscito    fuori    dalla   Commissione,   non   un   subemendamento
  all'emendamento di riscrittura del Governo.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor   Presidente,   un   intervento   essenziale   e
  assolutamente  breve per rivolgere anche a nome  del  Gruppo  Lista
  Musumeci un pressante invito al Governo a ritirare quell'articolo e
  a  ripristinare elementi di giustizia sostanziale nei confronti  di
  quanti,  dal  mese di novembre del 2012, sono privati o dell'intero
  trattamento pensionistico o della parte integrativa.
   Aggiungo, Signor Assessore, che per conoscenza diretta ho  notizie
  che  almeno  tre Uffici giudiziari siciliani, e cioè i giudici  del
  lavoro  di  Catania, di Gela e di Caltagirone, hanno già accolto  i
  ricorsi  dei  lavoratori con gli inevitabili  aggravi  di  spesa  a
  carico dell'IRSAP.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor   Presidente,  io  ho   apprezzato   notevolmente
  l'intervento del collega Gucciardi che pone su questo argomento una
  certa  riflessione,  perché parlando di una materia  così  delicata
  riguardante i trattamenti pensionistici bisogna anche tener  conto,
  ad  esempio,  del tema delle società regionali e delle  società  in
  liquidazione.
   Voglio  ricordare  il dibattito e le audizioni che si sono  svolte
  in   Commissione   Bilancio   concernenti  i  lavoratori  dell'Ente
  acquedotto  siciliano. Spero che il Governo possa, in questa  sede,
  assumere  un  impegno  per poter presentare  un  disegno  di  legge
  organico in materia pensionistica che possa anche allacciarsi  alla
  riforma  che  il  Ministro Madia sta cercando di  porre  a  livello
  nazionale.  Anche  in  tema di prepensionamenti,  ad  esempio,  con
  l'articolo  che  è stato stralciato  e riportato in II  Commissione
  ritengo  che  bisogna  fare  una  seria  riflessione  perché  è  un
  argomento molto attuale che non può cadere nel dimenticatoio
   In  questo senso il sottoscritto ha presentato un disegno di legge
  che  può  dare  la  possibilità  all'Amministrazione  regionale  di
  aggiornare anche le proprie professionalità con soggetti  che  sono
  più  attenti alle problematiche, ad esempio, concernenti la materia
  dell'internazionalizzazione, la conoscenza delle  lingue   e,  allo
  stesso  tempo,  valorizzare nuove competenze  che,  sia  a  livello
  europeo  che  a  livello nazionale, si sta cercando di  coinvolgere
  all'interno della burocrazia.
   Penso  che  il Governo debba assumere un impegno serio  su  questo
  argomento poiché l'argomento pensionistico non può essere  trattato
  con  un  singolo emendamento da Commissione o da Finanziaria  ma  è
  necessario, oggi più che mai, un disegno di legge organico in linea
  con  il disegno di legge del Governo nazionale che possa dare  alla
  nostra  Amministrazione  regionale sia  uno  svecchiamento  che  la
  possibilità di fare chiarezza sul sistema pensionistico.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  in  Commissione
   Bilancio   si  era  manifestata qualche  difficoltà  nel  recepire
  l'ancoraggio  dei fondi costituiti a qualsiasi norma o regolamento.
  Insieme  ad altri parlamentari avevamo chiesto al Governo  di  fare
  chiarezza affinchè questo diritto, che deve essere esigibile per  i
  lavoratori   che  hanno sostenuto una naturale trattenuta  al  loro
  stipendio, fosse finalmente suffragato con chiarezza dalla norma.
   Per cui, chiedo al Governo di ritirare l'emendamento perché non  è
  quello  che  noi  abbiamo  chiesto.  Avevamo  chiesto  che  facesse
  chiarezza  e  inserire  immediatamente la  norma  e  il  successivo
  regolamento che ne deve derivare, a quella norma perché  altrimenti
  i  lavoratori  si potrebbero trovare domani senza un  sostegno  dal
  punto di vista legislativo.
   L'emendamento del Governo denuncia in maniera palese l'assenza  di
  una  norma altrimenti non si capisce perché tutti i lavoratori  che
  hanno  dal  '91,  come tanti altri, aderito alla possibilità  della
  pensione  integrativa possa venire, in assenza di norma, negato  un
  diritto.  Quindi, c'è una contraddizione in termini che il  Governo
  deve sciogliere immediatamente con il ritiro di quell'emendamento.
   Sostengo  il  subemendamento presentato  dall'onorevole  Cracolici
  perché  al '91 tutti quelli che hanno aderito non possono  trovarsi
  in  difficoltà  e con una pensione dimezzata. Ritengo  che  sia  il
  momento di fare chiarezza.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ringrazio   i
  colleghi per avere voluto apporre la firma a questo emendamento.
   Si  tratta  di una vicenda che ci trasciniamo da diverso  tempo  e
  avevo  presentato  un emendamento in tal senso anche  nella  scorsa
  finanziaria.
   In  Commissione  è stato fatto un gran lavoro, ma questo  problema
  non  si  è riusciti, fino ad ora, a risolvere. Io mi chiedo,  però,
  per  quale motivo, perché, rispetto anche ad un parere che  l'IRSAP
  aveva richiesto all'Ufficio legislativo e legale, lo stesso Ufficio
  legislativo  e  legale  aveva risposto che  l'interpretazione  data
  dall'IRSAP  era  un'interpretazione che sarebbe  stata  foriera  di
  impugnative.  E così puntualmente è stato. Giustamente,  diceva  il
  collega  Ioppolo,  si  sono formati ormai  giudicati  in  tutte  le
  province:  è  della settimana scorsa un'altra sentenza del  Giudice
  del lavoro di Enna su un ricorso del dipendente Bizzini.
   Per  cui,  mi  chiedo se queste cose saranno anche  portatrici  di
  qualche responsabilità  Responsabilità dovute non solo a quella che
  è  la  governance  dell'ente, ma dovute  anche  al  fatto  che,  in
  contrasto  a  quanto prevedeva la legge, non abbiamo notizia  delle
  liquidazioni   dei  consorzi  ASI.  La  legge  prevedeva   che   le
  liquidazioni  dovevano  definirsi entro 180  giorni;  sono  passati
  ormai anni e non abbiamo notizia delle liquidazioni.
   Io  ho  presentato a questo proposito un emendamento aggiuntivo  -
  non  so  se  poi  verrà trattato - in cui chiedo  che  la  gestione
  liquidatoria passi dalle ASI all'Assessorato, perché solo in questo
  modo  noi  risolveremo  due problemi: velocizzare  il  processo  di
  liquidazione delle ASI, utilizzando il personale dell'IRSAP e avere
  le  cause  gestite dall'Avvocatura dello Stato e,  quindi,  con  un
  risparmio di circa due milioni di euro, perché di questo si tratta.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  io
  comunico di apporre la firma su questo emendamento 7.9; comunicando
  anche  il  ritiro dell'emendamento a mia firma 7.2, perché  ritengo
  che  si  fa giustizia rispetto a un argomento che, secondo me,  era
  stato  trattato molto molto leggermente prima di arrivare in  Aula.
  Per  cui, ritengo che questo faccia giustizia rispetto alle persone
  che in atto hanno questo diritto e noi non possiamo togliere questo
  diritto a nessuno.
   Per  cui,  ripeto,  appongo la mia firma e spero  che  il  Governo
  ritiri l'emendamento di riscrittura.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole Ruggirello  e  l'onorevole
  Sudano appongono la loro firma ai due emendamenti.
   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Francesco Cascio,  Coltraro
  e Nicotra hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

         Riprende la discussione del disegno di legge n. 728/A

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, io credo che l'emendamento 7.2 e il
  subemendamento    presentato   dall'onorevole   Cracolici,    hanno
  un'origine  che parte nei mesi scorsi dalle audizioni  che  abbiamo
  fatto  in  terza Commissione, dal lavoro che è stato  svolto  dalla
  Commissione e che è stato ben riepilogato dal Presidente Marziano.
   Credo  che  è  stato  fatto un pasticcio.  Addirittura,  le  prime
  comunicazioni   anziché   essere   fatte   con   un   provvedimento
  amministrativo, sono state fatte con una semplice lettera. Si  sono
  creati dei contenziosi. Dei pareri non sono arrivati nei tempi.
   Credo che l'Assemblea dovrebbe essere messa in condizione di  fare
  gli  interventi  normativi per tempo e non  sanare  questioni  come
  questa,    che   sono   state   create   dall'inefficienza    delle
  Amministrazioni.
   Quindi,  da  un  lato, prendiamo atto che il  lavoro  della  terza
  Commissione ha trovato la sintesi giusta in Aula; però, dall'altro,
  c'è  l'amarezza  perché se l'amministrazione fosse più  attenta  si
  eviterebbero spesso un sacco di problemi come questo.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.

   CASCIO  SALVATORE.  Signor presidente,  prendo  la  parola  perché
  pensiamo, come Articolo 4, che questa materia doveva essere non  in
  una  finanziaria, ma doveva essere trattata a parte e ci voleva  un
  disegno di legge apposito.
   Purtroppo,  così  non è stato. Con tutto ciò noi pensiamo  che  la
  prima  scrittura  del  Governo sia  quella  importante  e,  quindi,
  invitiamo anche noi il Governo a ritirare l'emendamento e apponiamo
  la  firma,  come  Articolo 4, all'emendamento Alloro.  Dico  questo
  perché  non  penso  che sia necessario un andare ultra  petita  per
  quanto  riguarda la riscrittura del Governo e penso che già  quella
  prima impostazione potrebbe bastare.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, si era svolta una discussione in sede
  di  Commissione   Bilancio  per trovare una  soluzione  e  cioè  la
  soluzione  di  fatta eccezione rispetto a coloro  i  quali  avevano
  questo diritto in godimento.
   Lo  dicevo  in relazione al fatto che nel 1991 i dipendenti  erano
  stati   invitati  ad  optare  tra  il  mantenimento   del   vecchio
  trattamento  oppure  riuscire  ad avviare  un  percorso  di  natura
  diverso.
   C'è,  per  esempio, un Istituto in cui su 38 dipendenti, 26  hanno
  optato  per  un  certo  trattamento che oggi consente  loro  questa
  doppia  indennità  in  un Fondo di risorse che  loro  stessi  hanno
  versato,  mi  risulta, all'INA assicurazione che poi li  ha  a  sua
  volta versati alla regione.
   Se   con   quell'emendamento  che  ho  presentato  in  Commissione
   Bilancio  avevamo risolto il diritto di chi godeva, c'è una  forte
  preoccupazione  da parte di tutto il Parlamento, almeno  lo  credo,
  per  coloro  i  quali  ancora in servizio  hanno  optato  per  quel
  trattamento. E con riferimento a quanto indicato, per esempio, ieri
  dal  Presidente  della Regione, devo ricordare al Governo  che  per
  quanto riguarda il Regolamento dell'Istituto  Vite e Vini  è  stato
  adottato  con legge del 1952 e a tal proposito - questo per  essere
  molto  franchi, molto chiari - all'articolo 10 era indicato che  lo
  stato  giuridico  ed  il trattamento economico del  personale,  ivi
  compreso  quello  del direttore, sono disciplinati dal  Regolamento
  organico  che  sarà deliberato dal Consiglio di amministrazione  ai
  sensi dell'articolo 4 della legge istitutiva. A sua volta, poi,  fu
  adottato con delibera di Giunta questo Regolamento.
   La  delibera  di Giunta, quindi, non è un atto voluto dal  Governo
  per   favorire  un  percorso.  L'atto  di  Giunta  è  la   naturale
  conseguenza  di  un provvedimento amministrativo che  scaturiva  in
  virtù di una norma di legge.
   Qui, allora, noi dobbiamo essere molto chiari con i cittadini  che
  li  abbiamo  invitati nel tempo ad optare e che adesso  sembrerebbe
  che  il Governo nel tentativo di volere  in clima per ltro in linea
  generale corretto di spending review di recuperare risorse vorrebbe
  applicare  una  norma che avrebbe un efficacia  retroattiva  e  che
  andrebbe a danno rispetto a chi ha, comunque, versato le risorse.
   Allora,  inviterei  il  Governo  a ritirare  l'emendamento  7.5  e
  comunque,  in quello che abbiamo provato in Commissione,  a  tenere
  conto  che  i  diritti maturati dei soggetti che  ancora  non  sono
  andati  in  pensione vanno salvaguardati avendo  versato  i  propri
  risparmi  in  un  Fondo assicurativo che a sua volta  poi  è  stato
  trasferito alla Regione.
   Ci  troveremmo in un caso singolare in cui la Regione stranamente,
  in genere generosa, altruista rispetto ai siciliani si appropria di
  risorse dei propri dipendenti.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, vorrei che  gli  uffici  tenessero
  conto  di quello che sto dicendo. Mi riferisco al fatto che  quando
  l'articolo  7  fa  riferimento  ai  trattamenti  di  previdenza   e
  quiescenza integrativi - vorrei che mi ascoltaste - è da intendersi
  integrativi  o  sostitutivi perché, com'è noto, il  trattamento  di
  quiescenza  c'è  integrativo se complementare a  quello  del  fondo
  INPS,  o  sostitutivo laddove, ancor non maturato il requisito  dal
  punto  di  vista  del  fondo INPS, lo eroga  l'ente  in  forza  del
  contratto  applicato al proprio dipendente ed equiparato  a  quello
  regionale.
   Quindi, vorrei che fosse chiaro che l'integrativo è riferito anche
  al  sostituivo.  Se non fosse così chiaro, formalizziamolo  con  un
  subemendamento.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Cracolici,   lo   formalizzi   con    un
  subemendamento.
   Intanto,  il  Governo  ritira l'emendamento  7.5  o  lo  mantiene?
  Assessore,  per  andare avanti nel prosieguo  dei  lavori,  se  c'è
  questa  intesa di massima dopo gli interventi da parte di  tutti  i
  colleghi  parlamentari,  c'è  l'esigenza  procedurale  del   ritiro
  dell'emendamento 7.5.

   VALENTI, assessore per l'autonomia locale la funzione pubblica. Il
  Governo  ritira l'emendamento 7.5 ritornando al testo dell'articolo
  approvato in Commissione.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Giacinto lei ritira il suo?

   DI GIACINTO. Sì.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'onorevole  Micciché  non è presente in Aula.  Pertanto,  il  suo
  subemendamento decade.
   Pongo  in votazione il subemendamento all'emendamento 7.9,  quello
  formalizzato dopo l'intervento dall'onorevole Cracolici. Il  parere
  del Governo?

   VALENTI, assessore per l'autonomia locale la funzione pubblica. Il
  Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. L'onorevole Maggio sottoscrive tutti i subemendamenti,
  anche   l'onorevole  Ioppolo,  l'onorevole  Arancio  e  l'onorevole
  Cappello.
    Pongo in votazione il subemendamento 7.10. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 7.9.  Il  Governo  si  rimette
  all'Aula  e  la  Commissione è favorevole.  Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 7.2. Il  parere  del
  Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 7, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, già  ieri  avevo
  chiesto  alla  Presidenza di approfondire - e  lo  chiedo  stavolta
  pregiudizialmente  -,  riguardo ai commi  -  mi  rivolgo  anche  al
  presidente della Commissione Bilancio di cui faccio parte -  dal  3
  in poi che non sono passati dalle Commissioni di merito.
   Prego,  quindi,  la Presidenza di fare un approfondimento  in  tal
  senso.

   PRESIDENTE.  Quali sono? Onorevoli colleghi, l'onorevole  Clemente
  sta  facendo  un  intervento propedeutico al proseguo  dei  lavori,
  almeno in ordine a questo articolo.

   CLEMENTE. I commi dal 3 in poi, 3 compreso.

   PRESIDENTE.   Questi  emendamenti  sarebbero  stati  aggiunti   in
  Commissioni Bilancio senza passare dalle Commissioni di merito.

   CLEMENTE.  Visto  il metodo che ci siamo dati, signor  Presidente,
  ritengo sia giusto verificare.

   PRESIDENTE. Vorrei sentire i Presidenti di Commissione, su questo,
  anche l'onorevole Trizzino, più volte chiamato in causa.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, la ringrazio per questa  opportunità.
  Vorrei  attirare  l'attenzione  dell'Aula,  dell'Assessore  e   del
  Governo sui commi 7 e 8 dell'articolo 12.
   Il comma 7, sostanzialmente, parla di indennità pensionabile

   PRESIDENTE.  In apertura, l'onorevole Clemente, nella  discussione
  su  questo  articolo, mi ha evidenziato che, per quanto riguarda  i
  commi  1 e 2 sono passati dalla Commissione di merito ed erano  nel
  testo base.
   Tutti  gli  altri  a  seguire sono stati inseriti  in  Commissione
  Bilancio.
   Se decidiamo un percorso di stralcio, il problema si risolve.
   Forse, anche, il Governo era di questa idea, non ho compreso bene.
  Sta intervenendo, però l'onorevole Ragusa sulla questione.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevole Dina, mi fanno  capire  -  e
  chiedo  conferma   -  che  il comma 7  e  il  comma  8  sono  stati
  stralciati; in tal caso il mio intervento finisce qui. Qualora  non
  avessi conferma dello stralcio dei comma 7 e 8,  continuerò il  mio
  intervento. Chiedo conferma rispetto a questa cosa.

   PRESIDENTE. Chiariamo questo aspetto. Onorevole colleghi,  diventa
  fondamentale  questo passaggio. Gradirei sapere su questo  cosa  ne
  pensa  la  II Commissione affinché non sia la Presidenza  a  dovere
  stralciare e cosa ne pensa il Governo.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a chiarimento  di
  quelle che sono le norme di competenza della Commissione Territorio
  ed Ambiente che sono passate al vaglio della IV Commissione.
   L'articolo  era  numerato 13, quindi non 12 ed i commi  che  hanno
  avuto  parere dalla Commissione sono soltanto il I ed il II.  Tutti
  gli   altri   sono  stati  aggiunti  successivamente,  quindi,   la
  Commissione non si è potuta esprimere in merito.

   PRESIDENTE. L'onorevole Clemente, quindi, ha ragione su questo.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea.  Come  ho anticipato ieri, i commi  1  e  2  sono  di
  competenza   dell'Assessorato  all'agricoltura,  mentre   i   commi
  aggiuntivi  non  sono  competenza dell'Assessorato  all'agricoltura
  perché  il  corpo  forestale  è  alle  dipendenze  dell'Assessorato
  territorio ed ambiente.
   Ieri, infatti, avevamo convenuto che, per la trattazione di questo
  aspetto,  sarebbe stato presente il presidente Crocetta. Presidente
  lei ricorderà, quindi, non so essere più specifico.

   PRESIDENTE. Va bene, ho compreso, ora vedo io.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   quello   che   viene
  rappresentato  risponde a realtà, nel senso che i commi  successivi
  al II sono stati aggiunti in Commissione.
   La  sensazione che avevamo avuto è che quella aggiuntiva fosse una
  norma di carattere finanziario ma, a guardarla bene, forse ci  sono
  più momenti organizzativi che finanziari.

   PRESIDENTE.   Allora,  dopo  avere  sentito  gli  interventi   dei
  colleghi, rimangono nel testo, all'articolo 12 i commi 1 e 2, dal 3
  in  poi,  onorevole  Clemente lei mi conferma e  mi  confermano  il
  Presidente della Commissione e il
   presidente   Trizzino,   vengono  stralciati   ed   inviati,   per
  competenza,   alla   IV  Commissione,  compresi  gli   emendamenti,
  chiaramente, di riferimento a tutto il resto.
   L'Assemblea ne prende atto.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, quindi, ci  stiamo
  dando, che poi è la regola, questo metodo che varrà per tutto? Ciò,
  in modo tale che non ci siano, perché c'è stato un lungo dibattito,
  se  lei  si ricorda, anche in Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari,  rispetto  ad alcuni commi,  presente  il  Presidente
  della   Regione,  quindi,  significa  che,  anche  gli  emendamenti
  aggiuntivi del Governo, anche presentati in Aula o presentati,  che
  non passano dalla Commissione

   RAGUSA. Onorevole Leanza, la smetta, non può diventare un criterio
  questa cosa

   PRESIDENTE. Va bene, questa me la vedo io.
   Onorevoli  colleghi, l'impostazione dell'onorevole Leanza,  da  un
  punto di vista procedurale, è corretta.
   L'impostazione  dell'onorevole  Leanza,  da  un  punto  di   vista
  procedurale,  è  più che corretta; è chiaro che  si  esaminerà,  di
  volta  in volta, mi sono rimesso all'Aula, l'Aula ha preso atto  di
  questa decisione e decidiamo di volta in volta.
   Si  passa all'articolo 12. Già si era votata la parte finanziaria,
  sostanzialmente che riduceva. Pertanto, lo pongo in votazione, così
  come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E approvato)

   Si passa all'articolo 19.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Presidente,  proseguiamo con l'articolo 23 dove c'è la  riscrittura
  del Governo, sul contributo di solidarietà.

   PRESIDENTE.  Facciamo  prima l'articolo  23.  Andiamo  per  ordine
  numerico o invertiamo?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Sull'articolo 23 andiamo più celeri.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  su   indicazione   della   II
  Commissione, si passa all'articolo 23.

   GRASSO. Presidente, non mi ha fatto parlare.

   PRESIDENTE. Io non l'ho fatta parlare, onorevole Grasso,  per  non
  bruciarle il tempo su articoli che, francamente, possono comportare
  una  discussione complessa, perché lei sa che il tempo  è  limitato
  per ogni Gruppo.
   Si passa all'articolo 23.
   Assessore  Valenti  vuole rispiegare all'Aula  la  riscrittura  di
  questo articolo 23.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  La riscrittura dell'articolo 23 prevede l'innalzamento della soglia
  con  esclusione dal contributo di solidarietà di tutte le  pensioni
  che  arrivano  fino  alla  fascia  di  50  mila  euro.  Quindi,  il
  contributo  di  solidarietà  nella  percentuale  in  cui  l'avevamo
  immaginato  inizia a decorrere dalla fascia tra 50 e 55  mila  euro
  annui,  con  un  contributo di solidarietà del 6,50 per  cento.  La
  successiva   fascia da 55 a 65 mila euro avrà un contributo  del  7
  per  cento, da 65 a 78 mila euro del 7,50 per cento, da 78 mila   a
  91  mila euro dell'8 per cento, da 91 mila a 130 mila euro  del  10
  per  cento e, per quanto riguarda la fascia da 130 mila a 195  mila
  euro  del  17  per cento. Abbiamo anche previsto, ma come  sappiamo
  ormai  le  pensioni le abbiamo ridotte tutte al tetto di  160  mila
  euro, in ogni caso, esiste un'ulteriore fascia da 195 mila euro  in
  su  con  un  contributo  del  24 per  cento  che,  praticamente,  è
  inesistente perché appunto c'è stata la riduzione a 160  mila.
   In questo modo, il contributo viene fatto per fasce, per cui resta
  sempre salvo anche per le pensioni più alte il primo scaglione fino
  a  50  mila euro - fino a 50 mila euro, quindi,  tutte le  pensioni
  sono  esenti  -  e, poi, i contributi vanno via via  calcolati  per
  fasce di appartenenza.
   In questo modo, stimiamo un risparmio di circa due milioni e mezzo
  ogni  anno  su  un totale di 16 mila pensioni che sono  quelle  che
  interessano il Fondo pensioni.
   Abbiamo  anche  specificato  che si  tratta  esclusivamente  delle
  pensioni  erogate  dal  Fondo  pensioni  regionale  perché  appunto
  dall'interlocuzione con il Commissario dello Stato era  emerso  che
  c'era un minimo di ambiguità nella dizione della prima formulazione
  dell'emendamento  e,  quindi,  in  questo  modo,  abbiamo  definito
  chiaramente l'ambito, sono esclusivamente quelle erogate dal  Fondo
  pensioni, con questo meccanismo scalare.
   Avevamo  presentato  -  non  so se la stanno  distribuendo  -  una
  tabella che esplica pure queste fasce che ho detto; in sintesi, per
  parlare con numeri alla mano, coloro i quali ricadono nella  fascia
  da 50 a 55 mila euro verseranno un contributo di solidarietà pari a
  351  euro lordi l'anno, per la fascia successiva il contributo sarà
  di  1.000 euro l'anno, per la fascia successiva ancora di 2.000  e,
  così via di seguito, in maniera progressiva.
   Quindi,  arriviamo  da  un minimo di 351  euro  di  contributo  di
  solidarietà ad un massimo di 6.900 euro lorde per la fascia  da  91
  mila  a  130 mila, mentre per quelle successive 12 mila euro  lorde
  l'anno.
   Questo è il meccanismo che permette, appunto, in ogni caso, di non
  intaccare la fascia da zero a 50 mila.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito  che
  il  Governo nel leggere la modifica, la riscrittura, ha parlato  di
  una  ipotesi  assolutamente teorica ma che è  molto  pericolosa  se
  fosse  contenuta,  cioè di prevedere un'ulteriore  fascia  sopra  i
  160.000 euro.
   Suggerisco  al Governo di fissare il tetto, anche del  contributo,
  solo sulle pensioni fino a 160.000 euro, perché se scriviamo in una
  legge  che  prevediamo una fascia superiore, è come se ammettessimo
  che  ci  potrebbe essere una deroga al limite fissato dalla  legge,
  quindi, per noi il limite di 160.000 euro è invalicabile e, quindi,
  discipliniamo  con  il  contributo  di  solidarietà  anche   quella
  fattispecie,   ma   non   superiore,  perché   non   può   esistere
  nell'ordinamento la fattispecie di un contributo superiore.
   Ripeto perché questo darebbe adito ai ricorrenti di dire anche  lo
  stesso   legislatore   ha  inteso  disciplinare   una   fattispecie
  prevedendo  possibilità di deroga. Quindi,  credo  che  il  Governo
  debba cancellare tutto ciò che è oltre 160.000 euro.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  In  linea di massima sono d'accordo con l'onorevole Cracolici, però
  l'avevamo inserita proprio perché appunto, come lo stesso onorevole
  ha  detto, ci sono dei ricorsi in atto, per cui ci siamo  posti  il
  problema   di   cosa  potrebbe  succedere  con  il  contributo   di
  solidarietà se per caso i ricorrenti vincessero questo ricorso.  E'
  chiaro  che per noi la legge blocca le pensioni a 160.000  euro  e,
  quindi,  sono  quelle. L'aver previsto l'aliquota  per  l'eventuale
  fascia  superiore è soltanto in via cautelativa  nel  caso  in  cui
  questi   ricorsi  dovessero,  al  contrario  di   quello   che   ci
  auspichiamo, aver risultato positivo.

   CRACOLICI. Non lo dobbiamo prevedere

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  D'accordo,  non c'è alcun problema. Allora, ci fermiamo per  quanto
  riguarda  la  fascia  da  130.000 a  160.000,  e  dopodiché  se  ci
  dovessero essere dei ricorsi che vanno avanti vediamo un po',  poi,
  come correggerli.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor   Presidente, onorevoli colleghi,  ringrazio  il
  Governo,  intanto, per aver recepito l'invito ad elevare la  soglia
  di  contribuzione  di solidarietà a 50.000 euro, anche  se  avremmo
  gradito  maggiore  coraggio e maggiore incisività  sulle  categorie
  medio-alte  dei  pensionati perché, è ovvio, che  il  numero  delle
  pensioni   su   cui  applicare  il  contributo  di  solidarietà   è
  inversamente  proporzionale alla contribuzione che la  gente  paga,
  per  cui  sopra  i  130.000 euro la platea dei  paganti  si  riduce
  enormemente.  Quindi,  avrei  gradito  dal  Governo  una   maggiore
  aliquota  sulle  pensioni medio-alte perché,  ovviamente,  dobbiamo
  distinguerci  con  una  politica di  rigore  regionale  maggiore  e
  finirla  con  questi  privilegi delle classi alti  e  delle  famose
  pensioni d'oro. Questo è molto importante Assessore, dobbiamo  dare
  segnali diversi all'esterno, in controtendenza: la Corte dei  Conti
  ci  raccomanda  questo, il Governo nazionale ci raccomanda  questo,
  riduciamo  il  numero del personale, questo è  un  ingrato  compito
  affidato  a  lei,  ma  lei lo deve seguire con  maggiore  forza  ed
  incisività perché, alla fine, abbiamo fatto questo ambaradan per  2
  milioni e 500 mila euro, voglio dire un  pannicello caldo .

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  intanto
  resto dell'idea che questo prelievo ai pensionati non si deve fare,
  per  la  motivazione  che,  già,  ho anticipato  nella  discussione
  generale: prima di chiedere contributi di solidarietà ai pensionati
  sono  del  parere  che occorra eliminare tutti  i  privilegi  della
  politica. E mi ripeto, è chiaro che questo messaggio vale anche per
  il  Consiglio di Presidenza, che con premura ha approvato subito le
  variazioni  che  hanno effettuato alla Camera ed al  Senato,  però,
  Presidente, queste ritenute che facciamo all'ufficio di  quiescenza
  o  ai pensionati dell'ARS, quindi, anche a noi, vorrei sapere se ha
  previsto  un capitolo per utilizzare queste spese, così come  hanno
  fatto  in  altre Regioni, ad esempio, la Lombardia,  dove  tutti  i
  contributi  derivanti  da  tagli alla politica,  dalla  diminuzione
  della  spesa,  sono  stati  utilizzati  per  borse  di  studio   da
  destinarsi a laureati in vari settori.
   Ho  presentato  un subemendamento in cui alzo la  quota,  salvando
  altri  930 pensionati e vi dico che il risparmio si potrebbe  avere
  eliminando  qualche  Tabella  H' a cui il Presidente  non  è  tanto
  attaccato.
   Dovrebbe, pertanto, aiutarmi ad eliminare qualche contributo dalla
  Tabella   H'  e  ad alzare la soglia di prelievo per  i  pensionati
  della Regione siciliana.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, Assessori, credo che  dall'articolo  23
  occorre togliere ogni riferimento alla legge numero 147 del 2013  e
  credo che, sicuramente, debba essere cassato il comma 1.
   Noi  non  possiamo,  infatti, con legge  della  Regione  siciliana
  modificare  una  legge  nazionale in  materia  di  previdenza  che,
  ovviamente, si applica anche in Sicilia.
   Neppure   laddove   si   prevede  per   le   fattispecie   normate
  dall'articolo  1, comma 486, della legge 27 dicembre  2013,  numero
  147,  di  cui  al  comma 1 dell'articolo 23, un inasprimento  delle
  aliquote percentuali che determina un contributo di solidarietà per
  le  cosiddette   pensioni  d'oro' perché  queste  misure  sono  già
  stabilite dalla normativa nazionale.
   Non  abbiamo competenza per modificare una normativa nazionale  in
  materia di previdenza.
   Suggerirei,   al   Governo   e  agli   uffici   della   Presidenza
  dell'Assemblea, di fare una verifica in tal senso e di  cassare  il
  comma  1  dell'articolo 23 così come suggerirei di eliminare  anche
  dal comma 3 ogni riferimento alla normativa nazionale, di mantenere
  soltanto  il comma 2 così come riformulato dal Governo  e,  quindi,
  applicando  queste  aliquote a partire da 50  mila  euro  in  su  e
  specificando  che  questo  trattamento  si  riferisce  soltanto  ai
  pensionati della Regione siciliana.
   Se eliminiamo il comma 1 dobbiamo meglio precisarlo nel comma 2.
   Presidente, spero mi abbia ascoltato perché sollevo un problema di
  incostituzionalità del comma 1 dell'articolo 23 perché -  ribadisco
  -  non  possiamo  con legge regionale modificare  una  norma  dello
  Stato.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, torno su questo articolo per esprimere
  la  mia  contrarietà, non perché qualcuno possa dire  che  dobbiamo
  risparmiare.
   Credo  che  gli  sprechi ed i risparmi vadano ricercati  in  altri
  settori  della  Pubblica amministrazione laddove  serve  recuperare
  risorse e destinarle per altro.
   Torno  a  dire - perché desidero che resti agli atti e  registrato
  questo mio intervento - che, a mio avviso, questa norma, con questo
  articolo  è  incostituzionale perché  in  contrasto  con  la  norma
  nazionale e, ripeto, il Governo nazionale se volessimo tagliare,  e
  vogliamo  tagliare,  stipendi d'oro, pensioni d'oro,  non  possiamo
  incidere  sui  redditi o sulle pensioni di 50 mila euro  che,  poi,
  sono  pensioni  lorde e che costituiscono il lavoro,  i  versamenti
  contributivi di una persona che ha maturato un sacrosanto  diritto,
  non  abbiamo  titoli  e  non abbiamo neanche l'arroganza  per  fare
  questo.
   Recuperiamo  somme,  oltretutto fra tutte le altre  considerazioni
  c'è anche pendente un ricorso sollevato dalla Corte costituzionale,
  sollevato dal Presidente della Regione, perché la fretta di andare,
  oggi,  in maniera demagogica ad approvare un articolo che,  ripeto,
  non  serve  perché  questo  articolo serve  a  finanziarie  l'altro
  articolo  che è quello che prevede il contributo ai redditi  bassi,
  il  lavoro,  la sostituzione del credito di imposta e non  possiamo
  incidere  su materie tributarie, quindi le somme che si risparmiano
  verranno  accantonate  nel  Fondo pensioni  perché  l'articolo  che
  abbiamo  approvato  ieri è un articolo che resterà  inapplicato  e,
  poi, vediamo, così come i cantieri di servizio, sempre a consuntivo
  questi risultati.
   Quindi,  invito  il  Governo, la Commissione ed  anche  l'Aula  ad
  accantonare  questo  articolo,  ad aspettare  l'esito  della  Corte
  Costituzionale  e poi procedere, eventualmente, ma  successivamente
  perché   sostanzialmente  il  risparmio  di  spesa   lo   otterremo
  eliminando;  invece  di  rifinanziare Enti che  non  servono,  ESA,
  Consorzi di bonifica e quant'altro, cerchiamo di eliminarli là,  di
  trovarle là le risorse.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.   Signor   Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  sicuramente  la  nuova  tabella  è più  chiara  rispetto  a  quella
  precedente.  Vorrei  chiedere  soltanto,  siccome  il  mio   Gruppo
  parlamentare ha fatto, neanche un anno fa, la richiesta di  accesso
  agli  atti per chiedere il numero dei pensionati, e ad esempio,  un
  dato  che  ci  risulta, è che ci sono 16 persone  che  superano  la
  soglia  di  200  mila euro. Quindi, chiedo soltanto  di  verificare
  perché   nella   nuova  tabella,  ad  esempio,  per   la   Regione,
  attualmente, non risultano pensionati che superano i 200 mila euro,
  dico  la  soglia, io ho 16 persone che superano i 200 mila euro  di
  pensione.  E  anche  un po' sul numero dei pensionati,  secondo  le
  fasce, ripeto, secondo una richiesta di accesso agli atti, i numeri
  sono diversi.
   Noi   rimaniamo,   comunque,  favorevoli  perché  abbiamo   sempre
  sostenuto  che  era necessario questo contributo,  però,  come  già
  sostenuto anche in Commissione Bilancio non si può fare un prelievo
  delle  pensioni per una copertura che sia terza. Sosteniamo che  ci
  sono forti dubbi e perplessità perché questo prelievo doveva andare
  a  coprire lo stesso impianto, quindi, pensioni minime che dovevano
  essere sollevate, in linea anche un po' con la sentenza della Corte
  Costituzionale. Quindi, chiedo di verificare i numeri e soprattutto
  se  è  possibile  destinare  ad  altro  questo  prelievo  e  questa
  copertura.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, preliminarmente vorrei dirle  che  ho
  notato  che c'è una dichiarazione di affetto nei suoi confronti  da
  parte  dell'onorevole  Greco perché le ha fatto  una  richiesta  di
  aiuto. Mi fa piacere presidente Ardizzone.

   GRECO. Veramente mi riferivo ai pensionati

   FORMICA. Onorevole Greco, stavo parlando in suo favore. Dopodiché,
  Presidente,  voglio  fare notare, anch'io concordo  col  fatto  che
  secondo  me  l'intervento  sulle  pensioni  è  incostituzionale   e
  soprattutto è incoerente laddove per recuperare qualche spicciolo e
  soprattutto per non intaccare le prebende previste nella Tabella H,
  si  continua  a  penalizzare, a rubare i soldi in tasca  a  chi  ha
  versato i contributi.
   Detto  ciò,  Presidente, vorrei intanto dichiarare che  il  nostro
  Gruppo  prende  atto del fatto che la battaglia  che  ieri  avevamo
  fatto  presentando l'emendamento 7.5.1 che sopprimeva la lettera  A
  del  comma 2 che, appunto, prevedeva un prelievo sui redditi  molto
  bassi,  prendo atto del fatto che il Governo, nella riformulazione,
  ha  accolto  quanto noi sostenevamo e cioè di esentare, almeno,  le
  pensioni  minime, le pensioni che testimoniano un reddito veramente
  minimo,  dal  prelievo  di questo contributo,  fermo  restando  che
  secondo  noi questo articolo dovrebbe essere bocciato e  stralciato
  e  il  Presidente Crocetta e il suo Governo che predicano sempre  e
  continuamente  contro  le  varie   manciugghie   dovrebbero  essere
  coerenti  con  la  predica che fanno da anni, e  non  continuare  a
  lasciare intatte le prebende ingiustificate,  mentre invece mettono
  le mani in tasca ai pensionati ledendo un diritto costituzionale.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  prendo  atto  ed
  accolgo  con  favore  il fatto che il Governo,  alzando  le  fasce,
  finalmente garantisca il ceto medio che è quello che deve essere il
  punto di forza della nostra società.
   Prendo  atto  anche del riconoscimento da parte delle  opposizioni
  rispetto  a questa nuova posizione del Governo, ma voglio  ribadire
  il  fatto che questa non è lotta agli sprechi, questi sono  diritti
  acquisiti, è semplicemente un contributo di solidarietà di  chi  ha
  qualcosa  in  più  rispetto a chi ha qualcosa in meno.  Non  stiamo
  parlando  di  modelli  vecchi, per esempio  i  cantieri  scuola,  i
  cantieri di lavoro, che dopo tre mesi finiscono, saranno interventi
  importanti ma spot.
   Ci  auguriamo che se trecento, quattrocento, disabili o  trecento,
  quattrocento  ragazzi  sotto  i  trentacinque  anni   e   duecento,
  duecentocinquanta persone sopra i trentacinque anni  potessero,  in
  qualche  modo,  raggiungere una attività  duratura  nel  tempo,  se
  questo  potesse avvenire anche con questo contributo di solidarietà
  noi ne saremmo felici.
   Quando si parla di contributo di solidarietà si parla di questo, è
  temporaneo  e  momentaneo. Un contributo verso  chi  ha  difficoltà
  oggettive.
   Condivido  la  nuova proposta del Governo che lascia  fuori  circa
  quindicimila pensionati della Regione che sono il ceto medio,  cioè
  quella  parte  a  cui  anche un prelievo di  quindici,  venti  euro
  mensili  poteva creare delle difficoltà,   e sono convinto  che  le
  altre fasce possono contribuire,  e lo faranno, anche se non con il
  sorriso, per una causa giusta.
   La  lotta  agli  sprechi va fatta, va continuata e  se  in  questo
  Parlamento,  nelle prossime ore, avrà bisogno di individuare  forme
  ulteriori  di lotta agli sprechi, ai privilegi, ecc. per quanto  ci
  riguarda appoggeremo questa battaglia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, anch'io volevo dare  forza  a  questa
  proposta  che  fa  il  Governo in particolare l'assessore  Valenti,
  alzando  il tetto, è vero che è un patto di solidarietà ma è  anche
  vero che andremmo a incidere  su una fascia come dire debole perché
  gli  stati  economici e finanziari attestano che la povertà  avanza
  sempre  di  più ciò sta a dimostrare che la sensibilità  di  questo
  Governo  nell'aver compreso che la fascia iniziale viene  cambiata,
  tuttavia  ritengo  che  se  c'è  spazio  di  poter  agire  rispetto
  all'emendamento 23.19.1 con cui io concordo perché bisogna  pensare
  che molti pensionati vivono in affitto e questo ha un costo, e oggi
  la  disoccupazione giovanile ricade sulle famiglie  dato  che  oggi
  tantissimi  giovani  disoccupati sono  sostenuti  da  famiglie  che
  vivono di  sola pensione.
   Ecco  perché  io  penso che l'emendamento 23.19.1,  che   alza  la
  soglia   da  50.000  a  55.000  euro,  potrebbe  essere  preso   in
  considerazione.
   Per  cui  io  ritengo  che il nostro Gruppo  porta  avanti  questa
  necessità nel confermare questo emendamento, che non so neanche  da
  chi  sia  firmato,  ma  che tuttavia va verso  la  direzione  della
  comprensione di chi, oggi, vive in uno stato di debolezza, che oggi
  sono i pensionati.
   Non  dimentichiamo anche che le varie trattenute  vanno  a  pesare
  sulle famiglie e, quindi, sul nostro futuro sociale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, credo che la nuova formulazione, che
  ha  tenuto conto anche delle sollecitazioni venute dal gruppo PD e,
  segnatamente,  dall'intervento  di ieri  dell'onorevole  Cracolici,
  renda  più equo l'intervento che il Governo propone come contributo
  di solidarietà e consenta di chiedere a soggetti che hanno, diciamo
  così,  un  reddito  dignitoso  di contribuire,  temporaneamente,  a
  questa misura.
   Io  rispetto  le  opinioni  dei colleghi dell'opposizione  che  la
  pensano  diversamente, però mi sembra fuori luogo che  per  esempio
  l'onorevole Formica metta assieme la critica, legittima,  a  questo
  provvedimento,  con  il  riferimento a  presunte  prebende  che  ci
  sarebbero nella finanziaria

   FORMICA. Ah, non ce ne sono?

   GRECO  GIOVANNI. Ci sono  Ci sono venti  tabelle H, che era  stata
  eliminata

   PANARELLO...presunte  prebende, anche perché l'onorevole  Formica,
  che  è un deputato di lungo corso e a lungo tempo è stato esponente
  di spicco delle maggioranze del passato, oltre che uomo di Governo,
  ha  concorso  a  determinare quegli obbrobri che,  finalmente,  nel
  corso degli ultimi anni sono stati ridotti. Il danno che si è fatto
  con  quelle misure - per esempio sulla famigerata Tabella H - è  un
  danno,  come  dire, non solo economico, perché si sono messi  sullo
  stesso  piano  interventi  clientelari con  misure  di  sostegno  a
  istituzioni culturali, a enti, ad associazioni che sono  certamente
  ancora meritevoli di un sostegno da parte del Governo.
   Fatte  le debite proporzioni, è la stessa cosa che si è fatta  nel
  campo della formazione. Perché avere fatto diventare questo settore
  ipertrofico  per  motivi  clientelari ha messo  in  discussione  la
  missione  importante che, ancora, la formazione ha  in  Sicilia  e,
  soprattutto,  il  futuro  di tante persone  qualificate  che  hanno
  operato  bene  in  questo campo e che, proprio per quella  politica
  sciagurata, oggi vedono a rischio il proprio futuro.

   FOTI. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti.  Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, mi rivolgo  all'Aula,  e  anche  a  lei
  chiaramente, dicendo che noi sosteniamo questo articolo.
   Già da tempo diciamo di porre una lente di ingrandimento su queste
  pensioni che sono diritti maturati ma  in un momento di crisi  così
  forte,  di  sofferenza, in cui le pensioni,quelle dei poveri,  sono
  davvero la metà della metà della metà,  quelle che stiamo andando a
  toccare -  qui si parla di pensioni che partono da quindici, sedici
  volte   la  pensione  minima  -  e  dire   che  stiamo  andando   a
  sacrificare,  a  toccare  il  sacrificio  delle  persone  è   molto
  relativo.
   Tra   l'altro  questo  contributo  non  è  neppure   vita  natural
  durante', è sperando che ci siano delle entrate che provengano  più
  dalle   attività   produttive,   imprenditoriali,   artigianali   e
  turistiche di questo territorio.
   Ma  signori,  se  non facciamo leva sulla solidarietà,  in  questo
  momento di crisi, finisce tutto. La solidarietà in questo momento è
  fondamentale  e  invito  i miei colleghi,  semmai  vogliono  essere
  solidali  anche loro, a contribuire come facciamo noi, ad  esempio,
  decurtando  parte  del  nostro  stipendio  in  maniera  del   tutto
  spontanea.  Quando  ci  sono  persone che  soffrono  nella  società
  civile,  tocca  a  chi  è  che  ha una posizione,  leggermente  più
  privilegiata, ottenuta con dei diritti, contribuire con solidarietà
  e, quindi, siamo favorevoli a questo contributo specialmente adesso
  che è stato calcolato in maniera corretta.

   GRECO  GIOVANNI. Toccando i diritti di quei lavoratori  che  hanno
  pagato quei contributi per avere quelle pensioni.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Obbrobrio non è un insulto.

   FORMICA. L'interpretazione autentica gliela faccio fare.

   PRESIDENTE.   L'autentica   la   fa   direttamente   chi   fa   la
  dichiarazione, quindi l'onorevole che ha usato questo vocabolo.

   FORMICA.  Signor Presidente, spero che quando non parlo  il  tempo
  non venga decurtato.

   PRESIDENTE.  Non viene decurtato perché interviene  per  un  fatto
  personale.

     FORMICA.  Voglio  ricordare  all'onorevole  Panarello  solo  due
  questioni semplici. Vero è che grazie agli elettori, che nel  tempo
  lo  hanno consentito, ho fatto parte, spesso, delle maggioranze che
  hanno  governato  questo Parlamento, e vero è che  ho  fatto  parte
  anche del Governo e mi onoro di aver fatto parte di un Governo  che
  ha operato molto, ma molto, a favore dei siciliani.
   Fermo  restando che il soggetto pur avendone titolo, sono qua   da
  venti  anni, non ha nessun ente in Tabella H.
     Premesso  questo,  voglio dire dal punto di vista  politico  che
  quando  quei  governi, è vero, hanno contribuito  ad  allargare  la
  spesa,  non  tagliavano  i  soldi ai pensionati  e  non  toglievano
  risorse ai poveri. Quindi, è un Governo questo che non solo non  ti
  taglia  le prebende e le varie tabelle H ma, addirittura, taglia  i
  soldi  ai  pensionati,  eliminando anche i diritti quesiti,  questo
  solo per precisazione

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ci  sono  tutta  una  serie  di
  emendamenti. Un altro mi è stato annunciato, quindi diamo tempo per
  la scrittura.
   Onorevoli colleghi guardate che in alcuni interventi, che  non  li
  cito  adesso,  è  stato fatto un richiamo abbastanza  esplicito  ai
  problemi che questa norma comporta. Su una cosa noi dobbiamo essere
  chiari in quest'Aula. Ieri abbiamo avuto modo di rappresentarci  il
  problema  con  i  capi  gruppo, con alcuni colleghi,  la  norma  fa
  riferimento  ad  una  legge  nazionale che  è  stata  correttamente
  impugnata  dal  Presidente della Regione perché la legge  nazionale
  prevede  che  il  contributo di solidarietà affluisca  nelle  casse
  dello Stato.
   Ripeto:  il  Presidente della Regione correttamente ha  presentato
  ricorso  dinnanzi alla Corte Costituzionale, che  è  pendente.  Se,
  malauguratamente, la Corte Costituzionale dovesse dare  torto  alla
  Regione siciliana questi fondi anche nel loro aumento rischiano  di
  finire nelle casse statali.
   Scusate  dobbiamo essere chiari su questo  Io non  vorrei  che  si
  lavorasse  per  il  Re  di Prussia, per essere  chiari.  Quanto  al
  riferimento  all'ARS,  è da qualche giorno  che,  praticamente,  ci
  confrontiamo  anche con le altre Regioni, leggo sul Corriere  della
  Sera,  e  la  stampa  nazionale se li  difende:   Finalmente  hanno
  applicato il contributo di solidarietà al Consiglio regionale della
  Lombardia   Finalmente. L'hanno applicato da ieri.
   Noi  il contributo di solidarietà come parlamentari che godono del
  vitalizio già è stato introdotto da almeno due anni, proprio perché
  si è agganciati al Senato.
   Questo  va  chiarito  e  questo messaggio  ancora  non  è  passato
  all'esterno   perché   nelle  more  la  Corte  Costituzionale   era
  intervenuta  a dichiarare illegittimo il contributo di  solidarietà
  sulle altre, chiamiamole, tra virgolette, categorie.

   GRASSO. I magistrati.

   PRESIDENTE.  Anche i magistrati, medici, su tutti, su  tutti.  Era
  intervenuta per dichiararlo incostituzionale. L'Assemblea regionale
  siciliana già da diversi anni applica il contributo di solidarietà.
  L'Assemblea  regionale  siciliana  lo  ha  applicato    e   qualche
  chiarimento  è stato chiesto da qualche collega parlamentare,  dove
  finiscano  questi  soldi? I soldi sono, momentaneamente,  congelati
  nel  bilancio dell'Assemblea regionale siciliana per non  rischiare
  di  doverli  devolvere  allo  Stato  italiano.  Questo  è  il  dato
  fondamentale, perché non li posso destinare diversamente.
   Se  la legge mi dice che debbono andare allo Stato, andranno  allo
  Stato.  Su  questo non c'è assolutamente dubbio, senza alcuna  vena
  polemica.
   Siccome  sempre  sul  Corriere della Sera si fa  riferimento  alla
   sprecona' Sicilia, la  sprecona' Sicilia paga circa trecentotrenta
  assegni vitalizi. Ma la sprecona Sicilia ha uno Statuto che gli  ha
  permesso,  grazie  a  quella data, 1947, di  avere  parlamentari  e
  quindi anche parlamentari che godono della pensione dal 1947 in poi
  e non dagli anni  70.
   E  quindi  ci  dovremmo tutti chiedere, ma come fa la  Sicilia  ad
  avere  trecentotrenta  pensionati  e  la  Lombardia  duecentoventi?
  Quando  entra  in  vigore  la  Regione  ordinaria  a  distanza   di
  trent'anni.   Lezione  di  morale non ne  accettiamo  da  parte  di
  nessuno.

                    (applausi dai banchi di destra)

   Perché si continua a prendere come modello la Sicilia. E' un  vero
  modello,  è un vero modello di contenimento della spesa, perché  lo
  dico  a gran voce, non quello che faremo, quello che abbiamo fatto.
  Abbiamo  risparmiato  nel  corso di questa  legislatura  settantuno
  milioni  di  euro con provvedimenti adottati all'unanimità,  voglio
  ribadire,   all'unanimità, dal Consiglio di Presidenza che  fino  a
  prova contraria è rappresentativo dell'intero Parlamento.
   Questo mi era doveroso precisarlo.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco la prego di attendere, il Governo  sta
  riscrivendo l'emendamento.
   Gli   Uffici   mi  chiedono  una  sospensione  per  scrivere   gli
  emendamenti. Sospendo la seduta per due minuti.

    (La seduta,  sospesa alle ore 12.18, è ripresa alle ore 12.47)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non possiamo  andare  avanti  con
  questo ritmo aspettando riscrittura di emendamenti.
   Abbiamo  lavorato abbastanza in Commissione, altrimenti  veramente
  andiamo  oltre la nottata di oggi, arriveremo a domani, dopodomani,
  non so a quando. Dobbiamo rispettare i tempi.
   Pertanto,   accantoniamo  momentaneamente  l'articolo   23   nella
  speranza  che il Governo riscriva, così come ci ha chiesto,  questo
  articolo.
   Si passa all'articolo 19.
   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 19.4 dell'onorevole
  Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevole Greco, in ordine. Ritira o mantiene?

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento  19.7  a
  firma dell'onorevole Panepinto ed altri.

   PANEPINTO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.   C'è   una  richiesta  di  voto  segreto   da   parte
  dell'onorevole Ciaccio.

   PANEPINTO.  Chiedo  di  parlare per illustrare  le  ragioni  della
  soppressione.

   PRESIDENTE..  Onorevoli  colleghi, comunico  che  il  Movimento  5
  Stelle  ha  già  preannunciato la richiesta del voto  segreto.  Per
  altro c'è un altro emendamento soppressivo a firma del Movimento  5
  Stelle.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Panepinto.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  riportare  in quest'Aula una lunga discussione avuta in Commissione
  Bilancio, sostituivo l'onorevole Cracolici in Commissione Bilancio,
  e  avevo  chiesto  per  questo articolo  un  approfondimento  e  un
  accantonamento,  tanto  è   vero  che  in  nottata  il   Presidente
  dell'Interporti è venuto a spiegare di che cosa si trattava.
   Nutro  profonde perplessità su due elementi, sul fatto che  questo
  Governo prova a razionalizzare  costi e spese e poi ci ritroviamo a
  dovere  dare in tre anni, nel bilancio pluriennale, otto milioni  e
  mezzo di euro e un milione e mezzo al MAAS.
   Rappresento  a  quest'Aula due fatti. La prima è  che  la  Società
  Interporti,  e  mi  stranizza  che debba  essere  una  società  che
  diventa  stazione appaltante,  perché ci è stato spiegato  con  una
  relazione  che  è anche  stazione appaltante e in un  momento  come
  questo  ciò  dovrebbe  far riflettere senza mettere  in  dubbio  la
  trasparenza  della  società stessa che però  riporta  duemilioni  e
  passa di perdite di esercizio.
   Mi  aspetterei,  Assessore  Agnello,  che  il  Governo  su  questo
  trovasse, come ha fatto su altri articoli, la determinazione  e  la
  prudenza di ritirare questa norma. Perché dico di ritirarla? Perché
  comunque noi una quarta manovra di assestamento la dobbiamo fare.
   Si  approfondisca con le società delle partecipate e con l'Ufficio
  legale  quali sono esattamente  le condizioni finanziarie di questa
  società. Dopo di che oggi, prudenzialmente, anche perché il Governo
  così  come  il  Parlamento,  nel varare  questa  Finanziaria,  deve
  contrarre  delle spese e ad oggi come faceva  super  chuck   stiamo
  togliendo  ai  poveri  per  dare ai  ricchi,   così  titolava  Live
  Sicilia,   accantonerei questa norma sul  MAAS  per  la  quale   un
  servizio  della  Regione  firma  una  relazione  dove  dice  che  è
  scandaloso  rifinanziare il MAAS che pagava e continua a  pagare  i
  revisori dei conti a duecentosettantamila euro.
   Pertanto,    invito  il  Governo,  prudenzialmente,   a   ritirare
  l'emendamento   nella   sua  interezza  e   avere   una   relazione
  approfondita sull'Interporto per sapere se può continuare ad essere
  stazione appaltante e se può ricevere in un triennio ottomilioni  e
  mezzo.
   Stiamo  togliendo  ai poveri, diceva qualche giornale  stamattina,
  non  vorrei far lavorare come  super chuck , togliere ai poveri per
  dare ai ricchi.
   Invito  quindi  il  Governo, prima del voto  segreto,  a  ritirare
  questa norma nella sua complessità.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Panepinto, per  un  fatto  procedurale  il
  Governo  non può ritirare norme,  eventualmente ne può chiedere  la
  soppressione e l'Aula si pronuncia.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  comunicare  che  appongo  la mai firma all'emendamento  soppressivo
  dell'onorevole  Panepinto,  in linea con  lo  spirito  che  lui  ha
  illustrato da questo pulpito.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, questo articolo riguarda due questioni diverse e due enti
  completamente  diversi:  una   è la questione  dell'Interporto   di
  Termini Imerese,  Palermo, e uno quello di Catania.
   Ci sono centottantamilioni di euro pronti per gli investimenti. La
  Regione  partecipa all'ente con una compartecipazione e se facciamo
  fallire l'Interporto, per intenderci, salta tutto l'investimento.
   Quindi,  non è che stiamo facciamo chissà quale novità   Perché  i
  fondi  dal  CIPE non sono stati attribuiti  alla Regione,  ma  sono
  stati attribuiti all'Interporto.
   Voi  ritenete che nell'attuale fase economica e politica del Paese
  il  CIPE ci darebbe i soldi? Quindi, faremmo saltare un progetto in
  cui  siamo  già in gara, per non versare in tre anni  8  milioni  e
  mezzo di euro, che attengono alla gestione dell'Interporto.
   Sul MAAS: c'è bisogno di questo ente, si o no? Credo che ce ne sia
  bisogno,  altrimenti  avremmo  dovuto  eliminarlo  fra  le  società
  strategiche,  ma   non  inserire  il finanziamento  necessario  per
  evitare il fallimento mi sembra proprio una follia.
   Dopodiché,  se  ci  sono problemi di controlli gestionali,  non  è
  questa la sede, quella Finanziaria, per affrontarli, ma quella  più
  gestionale che va a verificare effettivamente se ci sono sprechi  o
  se  ci  sono  cose  da  fare,  ma  io credo  che  sarebbe  un  atto
  irresponsabile abolire l'articolo.

   PRESIDENTE. Grazie Presidente Crocetta.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  in  Seconda
  Commissione,  proprio  durante  la sessione  di  bilancio,  abbiamo
  ascoltato  il  Presidente  della società  Interporti  e   ci  siamo
  proprio  interrogati  sulla possibilità di votare  positivamente  o
  negativamente su questo articolo.
   Non  voglio  ripetere  le  parole  dell'onorevole  Panepinto  che,
  chiaramente,  sottoscrivo  in pieno, ma  voglio  aggiungere  invece
  qualcosa rispetto a quello che lui ha detto.
   Il dato che mi ha impressionato maggiormente è stato questo: delle
  cinque  strutture che devono essere realizzate dalla società  degli
  Interporti,  solo una al momento è già completa ed è un  parcheggio
  per  tir  che  si  trova  nella zona del  catanese.  Il  prezzo  di
  realizzazione di questo parcheggio è - da relazione del  Presidente
  della  società  Interporti - di 6 milioni di  euro  abbondanti.  E'
  stata  data in appalto al consorzio AIAS per 15 anni a 36.000  euro
  l'anno.
   Ora  io  non  sono molto pratico con i numeri e con la matematica,
  però  le  calcolatrici mi vengono in aiuto e ho fatto una  semplice
  divisione:  ho  diviso 6 milioni di euro, il costo del  parcheggio,
  per 36.000 euro e  ho scoperto che per entrare in attivo la Regione
  siciliana dovrà aspettare 168 anni.
   Già  a  me  questo basta per dire che, chiaramente, la gestione  è
  poco capace, poco attenta e che, quindi, ovviamente, il nostro voto
  sarà per sopprimere questo articolo e non dare i soldi alla società
  Interporti.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in   Commissione
  abbiamo avuto modo di parlare col presidente Albanese e, di  fatto,
  quest'ultimo  ha  risposto  a ogni singola  domanda  da  parte  dei
  Commissari  e soprattutto dei colleghi del Movimento Cinque Stelle,
  penso  in maniera abbastanza esauriente, anzi dico esaurientemente,
  perché ha dimostrato, con i numeri, che in questa gestione ci  sono
  stati assolutamente dei risparmi, non ci sono sprechi, c'è un piano
  industriale e si va verso un rilancio di questa attività.
   Vorrei  ribadire  che  noi  abbiamo due  grandi  opere,  chiuderle
  significa   mantenere  due  cattedrali  nel  deserto   per   essere
  l'ennesimo assoluto spreco nei confronti della Sicilia.
   Paradossalmente,  con  un'operazione  di  chiusura  rischiamo   di
  mantenere due infrastrutture determinanti per la crescita economica
  della   nostra  Terra  e,  invece,  con  la  chiusura  rischieremmo
  praticamente  di  non  dare  nessuna  opportunità  a  due   settori
  fondamentali:    allo    sviluppo    intermodale    e    certamente
  all'agricoltura.
   Se  ci  sono problemi di carattere amministrativo così come diceva
  poco fa anche l'onorevole Panepinto rispetto ad elementi esagerati,
  per  esempio nella struttura se un revisore dei conti guadagna  270
  mila  euro  mi verrebbe volentieri, se è come dice l'onorevole,  di
  ritornare  all'emendamento Di Mauro che io ho bloccato e che  grida
  vendetta.
   Penso  che per via amministrativa, dove la Regione può tutelare  e
  può,  in qualche modo, intervenire in questi eventuali sprechi,  si
  può  fare molto, ma buttare l'acqua con tutto il bambino mi sembra,
  assolutamente, esagerato.
   Rispetto  all'atra  vicenda  di cui parlava  poco  fa  l'onorevole
  Cancellieri, come se fosse caduto dalle nuvole di punto in  bianco,
  è  chiaro che quello che ha detto:  fatta così sembra assolutamente
  un'assurdità , si dimentica Cancellieri che il presidente  Albanese
  gli  ha  detto  che  per cinque volte è andata  deserta  perché  in
  qualche  modo  era  intervenuta la mafia, perché  in  qualche  modo
  qualcuno  stava evitando che si potesse fare un regolare contratto.
  Lo  ha detto Cancellieri, lo ha detto, ha detto questo; scusate  lo
  ha detto Albanese.
   Alla  fine,  quindi, se è andata in questo modo, non  so  noi  non
  entriamo  nella gestione, però in qualche modo il presidente  della
  Società  ha  detto:   guardate che è  andata  deserta,  le  abbiamo
  tentate  tutte, le abbiamo fatte tutte . Il problema è  questo,  il
  problema  è  rilanciare,  avvicinare  la  Sicilia  con  le   grandi
  infrastrutture   perché  questa  terra   ha   bisogno   di   grandi
  infrastrutture.
   Qua  siamo  proprio  nella  parte finale.  A  me  può  interessare
  assolutamente  nulla  o poco, non mi interessa  strutturalmente  né
  dell'Interporto  né  del  MAAS; non  sono  andato  né  nell'una  né
  nell'altra struttura, non le conosco fisicamente, però ritengo  che
  un'operazione di questo genere in cui si butta l'acqua  sporca  con
  tutto  il  bambino  mi  sembra,  assolutamente,  un'operazione   di
  incoscienza.  Poi,  ogni  partito,  ogni  movimento,  ogni  singolo
  parlamentare  decida  quello  che ritiene  opportuno.  Lo  dico  in
  maniera  molto  serena. Però noi abbiamo ascoltato,  io  non  c'ero
  quindi non posso dire, ciò che ha detto Albanese, mi auguro che sia
  registrato  presidente  Dina, sono delle argomentazioni  importanti
  vedo  anche  la  voglia di uscire da questo momento di  difficoltà,
  ritengo  che non possono essere 8 milioni di euro a bloccare  tutto
  questo  processo di due grandi infrastrutture che sono, in  qualche
  modo, proprietà della Regione.
   Ritengo che dal punto di vista amministrativo vadano fatti tutti i
  controlli, lotte agli sprechi, intervenire, commissari, fare quello
  che si ritiene opportuno, ma cerchiamo assolutamente di non buttare
  -  lo  ripeto  - una grande opportunità di dotarci  di   due  opere
  importanti: una pari e funzionante quella del MAAS anche se con  le
  difficoltà  che  illustrava poco fa l'onorevole  Panepinto  che  ha
  letto  ovviamente la relazione e che, quindi, sono  difficoltà  che
  l'Assessorato  o  la Presidenza della Regione sicuramente  potranno
  superare;  l'altro è il trasporto intermodale che, certamente,  può
  dare un grosso contributo alla nostra Terra.
   Due  grandi infrastrutture, una si occupa di agricoltura,  una  si
  occupa  di  trasporti, che rendono questa Terra meno vulnerabile  e
  certamente  più forte dal punto di vista del futuro e di  eventuali
  investimenti.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor presidente, vorrei sapere quanto tempo mi spetta.

   PRESIDENTE. Tre minuti.

   CORDARO.   Evidentemente,  ci  sarà  stato  qualcuno  che   si   è
  addormentato al microfono e certamente non sono stato io.
   Allora,  in trenta secondi per dire che io ed il mio Gruppo  siamo
  contrari  all'emendamento  del  Movimento  cinque  Stelle  e  siamo
  favorevoli  all'articolo  19  per le ragioni  che  sono  state  già
  espresse e perché riteniamo che questo metodo di procedere, che può
  riguardare  esclusivamente un modus che vuole  portare  la  Sicilia
  all'annientamento,  non  ci può coinvolgere,  non  soltanto  perché
  siamo  opposizione responsabile, ma perché dobbiamo avere  presente
  che  ci  candidiamo  a diventare alle prossime  elezioni  forza  di
  Governo e quando, probabilmente, lo saremo è il caso che ripartiamo
  da  quello che di buono ancora c'è. Credo che fra queste cose buone
  c'è la società Interporti.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo   ho
  pochissimi  secondi a disposizione quindi tendo ad economizzare  il
  tempo, anche in omaggio ai miei colleghi del Gruppo. Solo per  dire
  che  in  questa vicenda dell'Interporto vanno distinti  la  società
  dall'obiettivo infrastrutturale.
   Naturalmente, io sono perfettamente d'accordo sulla  necessità  di
  dotare l'isola di infrastrutture che consentano la intermodalità  e
  che  avvicinino  sempre più la Sicilia ai grandi mercati  del  nord
  Italia e dell'Europa.
   Sulla società credo che permangano alcune zone d'ombra sulle quali
  il Governo ha il diritto e il dovere di fare luce.
   Ed  allora,  io  mi  permetterei di sospendere  ogni  attività  di
  finanziamento  e di avviare un tavolo fra il Governo regionale,  il
  Ministero  delle  Infrastrutture e gli enti locali interessati  per
  verificare seriamente, anche alla luce delle denunce che sono state
  rese  in  Commissione  per  tentativi di  condizionamento  mafioso,
  perché  si  verifichi la corretta gestione della società S.p.A.  in
  questi  ultimi  anni  e si faccia il punto sul crono-programma  per
  capire  se  e  in  che  modo  le strutture  che  rientravano  negli
  obiettivi  istituzionali per cui è nata la società non siano  stati
  ancora alcune avviate altre completate.
   Diverso è il discorso per il mercato agroalimentare di Catania che
  opera da qualche anno pur fra mille obiettive difficoltà e anche in
  questo  senso  io mi augurerei da parte del Governo  un  minimo  di
  attenzione,  perché  tutte  le  società  partecipate  del  capitale
  pubblico  io  credo che debbano essere sottoposte  ad  un  serio  e
  corretto monitoraggio da parte del Governo regionale.

   BARBAGALLO. Chiedo di paralare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  sarò
  telegrafico  perché  i minuti iniziano a ridursi  per  testimoniare
  l'importanza  della società Interporti che nel corso degli  anni  è
  stata protagonista di una serie di ragionamenti. Anche dal punto di
  vista  urbanistico nel catanese si è pensato all'ampliamento,  allo
  scambio  intermodale  e, quindi, questi sforzi,  che  sono  costati
  tanti e tanti sacrifici, oggi non possono essere vanificati.
   Analogo  ragionamento vale per il MAAS dove la  Regione  siciliana
  negli ultimi anni ha investito e bisogna - credo - continuare su un
  percorso   serio,  autorevole  per  rifunzionalizzare  queste   due
  partecipate.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, per essere
  molto chiari qua bisogna fare una scelta di campo: o siamo per  una
  Sicilia  che  vuole  crescere  e  quindi  infrastrutture  e  quindi
  interporti perché servono, servono per i collegamenti, servono  per
  far crescere la nostra Terra.
   Allora,  siccome da più parti vengono sollevate alcune difficoltà,
  se  la  società, se il consiglio di amministrazione  ha  nella  sua
  organizzazione  dei revisori che prendono 270 mila  euro  l'anno  è
  giusto  che la Regione Sicilia, che questo Governo chieda una  fase
  ispettiva, perché non è possibile che da una parte noi togliamo  ai
  pensionati, non è possibile che si parte per ridurre le spese e non
  è  più  comprensibile, dopo che abbiamo fatto l'abbassamento  degli
  emolumenti all'interno dell'Assemblea con un tetto massimo  di  240
  mila  euro,  non  è possibile quanto asserito dal mio  collega,  se
  corrispondesse  alla  verità, è un fatto gravissimo.  Io  chiedo  a
  questo  Governo  che  si faccia chiarezza, nell'interesse  generale
  della Sicilia.
   Cosa  diversa  è  il MAAS. Il MAAS è il punto di  riferimento  per
  l'agricoltura  siciliana  perché,  con  tantissimi  sforzi,  questa
  Terra,  questa  Sicilia  si è dotata di  una  struttura  pronta  ad
  accogliere   la  produzione  siciliana,  facendone  il   punto   di
  riferimento del commercio nazionale.
   Se  qualcuno non lo sapesse, dovrebbe anche conoscere la storia di
  questa  struttura. Tanti commercianti nazionali vengono  a  Catania
  presso  il  MAAS  per  comprare i prodotti che si  producono  nella
  nostra Sicilia.
   Se  ancora una volta, bisogna ascoltare la voce di coloro che  non
  vogliono  crescere  e  che non vogliono svilupparsi,  questo  è  un
  prezzo  che io, personalmente ed il mio Gruppo, non ci sentiamo  di
  pagare  e  siamo, anzi, per l'autostrada che oggi è  finanziata  da
  Rosolini  a  Modica,  che possa continuare  con  l'8-9,  che  possa
  arrivare a Gela.
   Questa  è  la  vera scommessa che questa terra si deve  intestare.
  Siamo  per gli aeroporti e abbiamo lavorato per fare aprire Comiso.
  Va  dato atto a questo Governo che ha lavorato e che si è impegnato
  e  che  noi sosteniamo come comparto di maggioranza e che  vogliamo
  andare avanti.
   Per  tutto  questo,  e  ringrazio il Governo per  aver  presentato
  l'articolo 19, che io ed il mio Gruppo voteremo.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Ringrazi l'onorevole  Cordaro  che  è
  stato  in  grado  di accaparrarsi un po' di minuti da  parte  degli
  altri Gruppi.

   CIMINO.  Signor  presidente,  l'onorevole  Cordaro  è  intervenuto
  sostenendo la bontà della prima parte dell'articolo. Io mi permetto
  di  sostenere la bontà della seconda parte, soprattutto quella  che
  riguarda i mercati agro-alimentari.
   Da  Assessore  per la cooperazione di quel Governo regionale,  nel
  2001, abbiamo fatto delle battaglie importanti e serie, insieme con
  l'Assemblea regionale siciliana, per attivare un finanziamento  del
  Ministero delle Attività produttive.
   Era  un  finanziamento del Governo nazionale. Quella  realtà  deve
  potere  essere non soltanto una realtà della Sicilia orientale,  ma
  spero  possa  dare  anche risposte alla Sicilia occidentale  perché
  quei mercati agro-alimentari rappresentano un'importante azione  di
  sviluppo   del   nostro   territorio,   soprattutto   nel   settore
  dell'agricoltura, ma perché no? Nel tema delle attività  produttive
  in generale.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  ci   tenevo   a
  sottolineare,  visto  che  durante il dibattito  si  è  evidenziato
  quanto,  ormai,  ci  stia  stretta questa situazione,  in  cui  gli
  innumerevoli enti, partecipate, consorzi che la nostra Regione  ha,
  si  continua  a  dire che ci sono sprechi, soldi che vengono  messi
  dall'Assemblea  regionale,  quindi, dai  contribuenti  che  vengono
  spesi in maniera ignobile.
   A  proposito,  il  mio Gruppo ha preparato un  ordine  del  giorno
  sull'argomento con cui chiediamo di dare mandato agli uffici  della
  Pubblica  Amministrazione  regionale  perché  accertino  tutte   le
  responsabilità  da parte di questi amministratori o  di  commissari
  liquidatori  delle  partecipate  che,  con  la  loro  mala  gestio,
  colposa,  non voglio dire, addirittura, volontaria, hanno creato  e
  continuano  a  creare  un gravissimo danno, non  solo  all'immagine
  della  Sicilia,  ma  un  danno  erariale  e  affinché  si  provveda
  urgentemente ad operarsi per fare delle azioni di responsabilità.
   In  Commissione   Bilancio , quando ci  furono  portate  le  varie
  relazioni,  a proposito di quella del MAAS, ricordo quella  firmata
  dall'Ufficio  partecipate dell'Assessorato del  Bilancio,  noi  non
  credevamo  a  noi stessi quando leggevamo su questa  relazione,  su
  questa partecipata, sugli stipendi, su come venivano spesi i soldi,
  sulla  mancata  chiarezza che, ad oggi, viene fatta su  quella  che
  deve  essere,  siamo d'accordo, una struttura a supporto  logistico
  dello sviluppo agricolo, del commercio dei prodotti agricoli.
   Quindi,   per chi lo volesse sottoscrivere, è arrivato il  momento
  che  si metta fine alla parola  mala gestione  delle partecipate  e
  degli Enti della Regione.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
  io  ho sentito diversi interventi dei colleghi precedenti dove  non
  so  se,  volontariamente o maliziosamente,  vogliono  fare  passare
  sempre che la colpa è del Movimento 5 Stelle.
   Allora,  io  voglio ribadire un aspetto. Noi siamo a favore  dello
  sviluppo, noi siamo a favore dell'agricoltura e dei comparti, senza
   se   e  senza  ma  e voglio ricordare al collega che è intervenuto
  dicendo,  anche  perché  l'emendamento di soppressione  che  stiamo
  discutendo   è   dell'onorevole  Panepinto  dove,   comunque,   noi
  sottoscriviamo,  quindi non c'è bisogno sempre di  sottolineare  il
  Movimento 5 Stelle.
   Fermo  restando questo, sono contento, anche che la responsabilità
  gli  è  venuta in questa legislatura, perché ricordo che il partito
  ha sostenuto il vecchio Governo ed ha fatto questi danni.
   Noi  interveniamo  nello specifico perché la discussione  che  c'è
  stata  in  Commissione  ha  portato  anche  alla  lettura  di   una
  relazione,  anzi, di una doppia relazione: una per quanto  riguarda
  le  infrastrutture  ed una per quanto riguarda  il  MAAS.  Entrambe
  sostengono che già stanno provvedendo a denunciare agli  organi  di
  competenza la situazione e, quindi, noi, che cosa facciamo ad oggi?
  Finanziamo  qualcosa che, probabilmente, se non  quasi  certamente,
  avrà dei riscontri di tipo giudiziario?
   Non  solo.  Se dobbiamo essere responsabili qua abbiamo istituito,
  in  Commissione   Bilancio  - il Presidente può  confermare  -  una
  sottocommissione  sulle Partecipate e il ragionamento  responsabile
  va  fatto  in  toto,  non solo perché qua abbiamo  i   padrini   di
  qualche partecipata.
   Allora,  facciamo un ragionamento sano sulle Partecipate anche  in
  linea di quanto detto dalla Corte dei conti e vediamo se è giusto o
  non  è giusto, quali sono le effettive necessità delle Partecipate,
  perché questo finanziamento non è per le Partecipate, sono per  dei
  debiti fuori bilancio di una mala gestio della Partecipata.
   Quindi,  se  era per la infrastruttura che ben venga  Noi  avremmo
  finanziato  il doppio, ma andare a pagare le colpe di altri  questo
  Parlamento non può più permetterselo
   Quindi,  noi,  ad  oggi, condividiamo l'intervento  dell'onorevole
  Panepinto;  stiamo dando delle risorse chiedendo  dei  sacrifici  a
  tutti  i  siciliani per delle cose che, forse, è  necessario  porre
  l'attenzione  prima di esprimerci. E voglio anche  sottolineare  un
  aspetto  detto  dall'onorevole Leanza: è  vero  che  il  presidente
  Albanese  ha  citato  delle pressioni di tipo mafioso,  che  invito
  anche  il presidente Nello Musumeci a convocarlo perché, se è così,
  è   giusto  che  la  Commissione  Antimafia  ne  prenda  atto   ed,
  eventualmente,  intervenga, però non si  riferiva  a  quanto  detto
  dall'onorevole Cancelleri, perché quello ha allungato dei tempi.
   L'importo vergognoso di 36 mila euro, al quale abbiamo dato quello
  spiazzo,  l'ha scelto, è stato l'unico che si è presentato,  ma  la
  Regione l'ha accettato, non solo, parlando col Consorzio che se l'è
  aggiudicato, probabilmente, chiederà la riduzione, forse andremo in
  attivo tra 200 anni, non 167
   Allora,   invito  il  Governo  o  a  sopprimerlo  e,  in   maniera
  responsabile,  tutti assieme, apriamo un tavolo, confrontiamoci  su
  tutte  le  partecipate  senza  padrini  e senza  soluzione  alcuna,
  perché questo non è sopportabile da questo Parlamento

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,  c'era
  l'onorevole  Leanza che prima aveva parlato di non buttare  insieme
  il bambino con l'acqua sporca.
   Io   credo   che,   onestamente,  accusare   questo   Governo   di
  disattenzione rispetto al controllo delle partecipate mi sembra  un
  eccesso  verbale che non trova, poi, riscontro nella realtà  perché
  da  quando  c'è la nuova gestione all'ente porto Albanese  i  costi
  sono fortemente diminuiti, la società è rientrata nel sistema delle
  perdite  e ha lavorato concretamente. E questo l'ha spiegato  molto
  bene  con  una  relazione  di  40  pagine,  che  vi  consiglio   di
  approfondire.  Dopodiché  ci sono i debiti  del  passato  che  sono
  sanabili  nella  misura in cui il progetto ormai ente  porto  è  in
  arrivo  ed è in gara. Sulla gestione del passato quello che  doveva
  fare  il Governo l'ha fatto: ha cambiato il management, a meno  che
  non  pretendete  che  noi  gli andiamo a tagliare  direttamente  la
  testa: non ci possiamo sostituire né ai fuggiaschi della Bastiglia,
  né  tanto  meno  alle  competenze che spettano agli  altri  organi.
  Abbiamo rinnovato la struttura, questa struttura ha le idee  chiare
  sta procedendo.
   Sul  MAA.S  mi  si dice che ci sono altri problemi. La  domanda  è
  doppia:  o si ritiene il MAA.S inutile e lo si mette tra le società
  da  liquidare immediatamente oppure noi dobbiamo consentire oggi in
  fase  di  bilancio  di  evitare  il fallimento  della  società  per
  intervenire  dopo in materia di controllo, perché è  troppo  facile
  ragionare  così all'improvviso, non è che è con un voto d'Aula  che
  decidiamo la buona gestione delle cose
   Oggi,  questo  è  il  discorso. Anzi, io  vi  invito  a  fare  una
  considerazione:  di  subordinare - aggiungerei un  emendamento  del
  Governo - di subordinare la verifica, la erogazione dei contributi,
  subordinare alla presentazione dei piani industriali che consentono
  di  recuperare  perdite, di tagliare i costi ed  evitare  ulteriori
  indebitamenti.
   Questo  significa che noi non compiliamo una delega in bianco,  ma
  diamo  la possibilità a questo management, laddove va cambiato,  va
  cambiato,  perché non ci sono partecipate che appartengono a Gruppi
  politici  -  parliamoci  chiaro - chiunque può  averle  realizzate,
  perché  se  ora ogni cosa che fa un Governo  I Governi agiscono  in
  quanto  Governi,  non agiscono in quanto partiti. Dopodiché se  c'è
  un problema più generale di revisione del management eccetera, però
  sicuramente  stabiliamo.  Però, decidere  oggi  il  fallimento  del
  MAA.S, perché di questo si tratta, e decidere per l'interporto, poi
  per  l'interporto  le  conseguenze sarebbero  catastrofiche  perché
  perdiamo il finanziamento dovremmo andare dal Governo, al CIPE  per
  andare  a  spiegare  che  ci  debbono  ridare  i   soldi  non   più
  all'interporto  ma  alla Regione che deve  rifare  di  nuovo  tutta
  l'operazione   Se li prendono a Roma ed è chiusa la  vicenda   Cioè
  mentre,  finalmente, abbiamo taciuto in anni di  mala  gestio,  dal
  momento in cui c'è un management che finalmente comincia a fare una
  buona  gestione  però  si  trascina  i  debiti  del  passato,   noi
  interveniamo in modo negativo.
   Il  Presidente  Albanese è una persona rispettabile,  non  conosco
  quello  del  MAA.S  sinceramente, per  cui  non  ne  posso  neanche
  parlare,  neanche so il nome per intenderci, per dire  quanto  sono
  affezionato  poi  a  queste  logiche che  sembrano  prevalenti  nei
  ragionamenti.
   La politica non si fa con lo stomaco, si fa con la testa  Possiamo
  dire  ai cittadini di Catania e di Termini Imerese che salta l'ente
  porto e che saltano gli investimenti già in gara? Questo è il tema
  Perché  mentre  le conseguenze sul MAAS sarebbero,  alla  fine,  il
  licenziamento di questi lavoratori, poca cosa  Visto  che  si  sono
  fatti emendamenti per salvare altri  Bene, poca cosa, non è un tema
  che  mi  appassiona  Ma quello dell'investimento di 180 milioni  di
  euro, se permettete, mi appassiona
   Quindi, o siamo in condizione di esprimere un voto favorevole o mi
  appello  all'Aula per chiedere di trattare successivamente. Allora,
  votiamolo  con  questa  subordinata,  con  questo  emendamento  del
  Governo  che  condiziona l'effettiva erogazione alla  presentazione
  del piano industriale di recupero dei costi con questa clausola che
  sto proponendo?
   Onorevole  Venturino non la sento, non è che non voglio accogliere
  la sua proposta

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Signor  Presidente,  il  problema  che  io  condivido,
  perché è tutto giusto quello che ha detto l'onorevole Leanza:  oggi
  noi non possiamo bloccare la possibilità di uno sviluppo eccetera,.
  E'  giusto, però, anche quello che dice il Movimento Cinque Stelle,
  quello  che diceva l'onorevole Panepinto e cioè che c'è  stata  una
  cattivissima gestione di questa operazione.
   Allora,  in  previsione  di  questo, la presentazione  non  basta,
  bisognerebbe  aggiungere anche qualcos'altro,  anche  una  verifica
  costante   per   il  raggiungimento  degli  obiettivi,   perché   a
  presentarlo un progetto ci vuole poco.

   CROCETTA. Quello fa parte dei compiti d'istituto della Regione.

   VENTURINO. Andiamolo a precisare anche in questo.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.   Signor  Presidente,  la  mia  richiesta  è   quella   di
  accantonare questo articolo per un semplice motivo: ero presente in
  Commissione  Bilancio  la sera in cui più di una volta, dopo  avere
  letto la relazione che accompagnava il finanziamento del MAAS,  che
  ha aperto orizzonti che hanno bisogno di essere chiariti in maniera
  più esplicita, ho chiesto io stessa ripetutamente al Presidente  di
  scorporare quell'articolo, e non è stato fatto.
   Io  sono  stata una di quelli che ha votato contro in  Commissione
   Bilancio ,  però  siccome non voglio che  si  vendano  l'idea  che
  qualcuno  vuole bloccare lo sviluppo, che vuole bloccare  le  opere
  pubbliche,  che vuole bloccare tutto ciò che serve a questa  nostra
  Sicilia, chiedo l'accantonamento dell'articolo, perché si possa nel
  frattempo  rivisitare,  si possano dare i finanziamenti  reali  che
  servono  alle imprese, si possa finalmente mettere punto in  questa
  nostra  Regione che è una vicenda che, purtroppo, viene  richiamata
  da tutti e che puntualmente torna a bomba.
   Non  è possibile che qualsiasi iniziativa inerente opere pubbliche
  ed altre attività abbia sempre dentro un ricarico rispetto al costo
  che non è più sostenibile, più sopportabile
   Credo  che  questa vicenda si innesti dentro un tema che  è  molto
  caro  al  nostro  Presidente  della Regione,  che  è  quello  della
  trasparenza e della legalità.
   Per  questo vi chiedo di accantonare l'articolo, di rivisitare  il
  tutto,  di  leggere  bene  quella  relazione  che  accompagnava  il
  finanziamento  del MAAS, sapendo che la somma che  viene  stanziato
  per  il  MAAS è solo una piccola parte di quelli che sono i  debiti
  accumulati  nel tempo e che non risolvono probabilmente i  problemi
  del MAAS.

   CORDARO.  Continuiamo ad accantonare? E' da lunedì che siamo  qui
  Siamo a giovedì

   PRESIDENTE.  No, non accantoniamo niente, infatti io  il  discorso
  non  l'ho  compreso bene: era accantonamento definitivo, nel  senso
  che  non  lo trattiamo in questa finanziaria oppure lo mandiamo  in
  Commissione? Onorevole Maggio, chiarisca. Lei ha fatto  un  appello
  al Presidente dell'accantonamento

   MAGGIO. Non trattarlo in questo disegno di legge.

   PRESIDENTE. Quindi, non accantonarlo per trattarlo più tardi..  Ho
  compreso il senso.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO,  assessore  per  l'economia.  Onorevole  Maggio,   volevo
  precisare una cosa: la correttezza e la trasparenza del Governo  su
  queste  vicende - compresa la relazione che avete citato - dimostra
  l'attenzione  che,  in questo momento, l'Assessorato  all'economia,
  che  ha  la vigilanza su queste strutture, sta ponendo, tant'è  che
  ciascuno di voi è venuto a conoscenza di tante informazioni proprio
  dall'Assessorato all'economia che vigila su queste società.
   Questo  per rassicurare tutti che sul passato, evidentemente,  non
  solo  è  in  corso  un'attenta  vigilanza  ma  sarà  preoccupazione
  dell'Assessorato  all'economia e del  Dipartimento  che  vigila  su
  queste società fare tutta la chiarezza possibile ed immaginabile.
   L'attenzione da parte del Governo su queste società è completa  ed
  è nostra preoccupazione fare piena luce sulla gestione del passato.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO.   Signor  Presidente,  le  rassicurazioni   datemi   dal
  presidente  Crocetta  - che formalizzerà con questo  subemendamento
  che  ha  annunciato  - di un rigoroso controllo di  queste  società
  partecipate che, da sempre, hanno rappresentato il cancro di questa
  Regione, l'intervento dell'Assessore Agnello, dell'onorevole Leanza
  che hanno spiegato l'importanza politica ed economica che ha questa
  infrastruttura  per  la  Sicilia, mi inducono  a  rivedere  la  mia
  posizione di contrarietà su questo emendamento, con coerenza perché
  soltanto gli stolti non tornano indietro.
   Se   rappresenta  un  fatto  politico  fondamentale,  un   impegno
  economico che vede il Governo vincolato anche al reperimento  delle
  somme da parte di Roma e del Fondo sociale europeo non saremo né io
  né il mio Gruppo a fare mancare l'apporto a questa maggioranza.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Presidente
  della  Regione,  sull'argomento mi sembra che l'Aula  condivida  la
  necessità  di garantire gli investimenti futuri per lo sviluppo  di
  territori per dotare la Sicilia di importantissime infrastrutture.
   Contestualmente si avverte l'esigenza diffusa di avere certezze su
  ciò  che  è  stato il passato e sulla trasparenza, cosa che  questo
  Governo applica in modo intransigente e chiaro.
   Credo che per entrambe le situazioni ci siano le condivisioni  sia
  in un senso che in un altro.
   Sviluppo e trasparenza rappresentano esigenze ineludibili.
   Mi  sento di far proprio, far mio, quanto affermato dall'onorevole
  Maggio  anche  nella considerazione del fatto che,  ormai,  mancano
  pochi mesi ad un ulteriore prossima finanziaria per la quale si può
  dare un prospetto delle esigenze effettive delle due società.
   Ritengo  che  sia  una  proposta saggia  e  penso  che  sia  anche
  praticabile.

   FALCONE. Presidente, ritiriamolo.

   CROCETTA,  Presidente  della Regione. Noi  perdiamo  180  milioni,
  dopodiché vi assumete la responsabilità di fare fallire una  città.
  Ho presentato un emendamento che risolve il problema.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, non c'è cosa peggiore nella vita quando
  si  butta  l'acqua sporca con tutto il bambino. Onorevoli colleghi,
  Presidente, capisco che il tempo scorre

   PRESIDENTE. L'abbiamo fermato.

   ALONGI.  Vedo che c'è un'Assemblea quindi mi fermo. Riportiamo  un
  po' di ordine in Aula Presidente? Grazie.
   Dicevo, Presidente, non c'è cosa peggiore quando la politica butta
  l'acqua  sporca con tutto il bambino. La vicenda dell'Interporto  è
  una  vicenda particolarmente importante e delicata e, aggiungo, che
  su  Termini  Imprese, in modo particolare, che vive un  momento  di
  grande  drammaticità in questo minuto, dove già Fiat  ha  lasciato,
  dove  l'indotto  è sofferente, un ulteriore colpo ed  un  ulteriore
  rallentamento,  perché  sarebbe  questo,  alla  fine,  il  segnale,
  rallentamento,  con  la  soppressione, col  voto  contro  a  questo
  emendamento, metterebbe ancora di più in ginocchio la speranza, non
  l'economia, la speranza di un'area come quella di Termini Imerese.
   Noi  dobbiamo lanciare, oggi, invece, segnali che in questa  Terra
  stiamo realizzando infrastrutture, stiamo realizzando strutture  in
  una  realtà  che può diventare anche turistica, aggiungo  Assessore
  Stancheris  e,  quindi,  credo che sia  importante  non  commettere
  l'errore drammatico che per colpa di una incapacità politica  nella
  gestione del bene pubblico, come è successo probabilmente  fino  ad
  oggi, perdiamo questa opportunità.
   Quindi,  mi pronuncio per un voto favorevole, per quanto  riguarda
  questo  emendamento,  con  un impegno  da  parte  del  Governo.  Il
  Presidente  Crocetta  convochi i vertici di Interporto,  si  faccia
  relazionare ed apriamo uno squarcio importante
   Ho capito che non gliene frega niente a nessuno.

   PRESIDENTE. Un momento. Prego, onorevole Alongi.

   ALONGI.  Il Presidente Crocetta assuma un impegno di convocare,  e
  questo  credo  lo  possano  fare anche i miei  colleghi  in  alcune
  Commissioni  importanti,  così da  avere  un  resoconto  e  chi  ha
  sbagliato paghi, ma non passiamo far pagare ai cittadini per errore
  di inerzia o di incapacità politica.
   Onorevole  Ciaccio, ho detto il mio pensiero, credo che non  debba
  per  forza pensarla come te. Mi convince un aspetto importante,  le
  risorse  che  sono lì importanti che vanno spese. Il fatto  che  la
  pensi  diversamente  non  significa  che  sia  antidemocratico.  La
  democrazia  è  fatta di pensieri spesso contrapposti ma  che,  alla
  fine, si confrontano.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Figuccia, con un po' di calma
  facciamo tutto. Non ho capito tutta questa sua tensione

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, era solo per sottolineare una  cosa,
  dico il mio Gruppo parlamentare, nel rispetto dell'accordo preso  e
  delle istituzioni e del Regolamento, ha avuto contingentati i tempi
  e  non  abbiamo potuto più parlare. Adesso, con lo stesso approccio
  del   rispetto   istituzionale,  a   me   arriva   un   emendamento
  sull'Interporto, firmato da Rosario. Ma chi è Rosario,  Presidente?
  Rosario,  Saro  il  magnifico,  Saro  il  penalizzato,  Saro   chi,
  Presidente?

   PRESIDENTE.   Basta,  onorevole  Figuccia.   Avendo   firmato   il
  presidente Crocetta solo col nome e non con il cognome,  ha  voluto
  dire  che  c'è  grande sintonia fra il Governo  ed  il  Parlamento.
  Mettiamola così. No, c'è la firma  E' il presidente Crocetta che me
  lo ha consegnato direttamente. Va bene, andiamo avanti.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  spesso  in  quest'Aula assistiamo al teatro della  politica  poiché
  vediamo dei colleghi salire sul pulpito e tirarsi i capelli.

   PRESIDENTE.  Onorevole colleghi, un po' di calma.  Onorevole  Dina
  SRosario   è  da intendersi come  Rosario Crocetta .  Non  ci  sono
  dubbi.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor Presidente, inviti  il  Presidente  della
  Regione a tornare al suo posto quando parlano i colleghi.

   PRESIDENTE. Onorevole Crocetta, prenda posto per favore.

   SUDANO.  Signor  Presidente,  dicevo  che  sempre  più  spesso  in
  quest'Aula  assistiamo  al teatrino della  politica  dove  ci  sono
  colleghi  che  si scandalizzano perché vengono date delle  somme  a
  dagli enti di grande importanza e sviluppo del nostro territorio  e
  sono  gli stessi che, poi, fanno le battaglie all'articolo  27  per
  enti inutili dove vogliono inserite delle somme e non credo che  in
  quegli enti non ci siano stati sperperi.
   E',  quindi,  ovvio che il Governo verificherà  tutto  ciò  che  è
  successo nel passato ma non si può pensare di uccidere il MAAS  che
  è  una  struttura  che  è costata miliardi  perché  c'è  stato  uno
  sperpero nel passato.
   Quindi,  da  oggi  in poi una gestione fatta in  modo  oculato  ma
  smettiamola di nasconderci dietro un dito e dire che in  quest'ente
  c'è  stata  una  brutta  gestione e negli altri  enti  invece,  che
  saranno  nell'articolo 27 ci divertiremo, c'è  stata  una  gestione
  perfetta.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione, intervengo non per eccesso di protagonismo ma perché penso
  che  la  rappresentazione  che si vuole fare  dell'emendamento  sia
  assolutamente sbagliata, più una sceneggiatura di Pietro  Germi  su
  chi  vuole salvare la Sicilia, sulla modernità, e su chi invece  la
  vetustà della politica.
   Con  i  dieci  milioni  di euro, gli otto  milioni  e  mezzo,  non
  finanziamo  le  opere  dell'Interporto  che  sono  fondamentali  ed
  importanti, con gli otto milioni e mezzo, in tre anni, rifinanziamo
  le  perdite  gestionali che superano i due  milioni  di  euro.  Qui
  nessuno  vuole  dire  che  non bisogna fare  degli  Interporti.  La
  modernità del collega Ragusa, a cui voglio bene, porteremo la  luce
  anche di notte per fare lavorare i disoccupati, collega Ragusa   Il
  problema  è  la falsità di una rappresentazione, di una realtà  che
  rifinanzia   un  debito  di esercizio per il  MAAS  che  ha  dodici
  milioni di euro, con la CM della costruzione e con l'Interporto che
  ha  prodotto, fino ad ora, milioni di disavanzo nell'esercizio. Per
  cui  facciamo  l'Interporto, facciamo funzionare  il  MAAS,  ma  il
  problema presidente Crocetta è che il perimetro della morale non si
  sposta  a giornate  Non dobbiamo fare pagare a quelli che verranno
  E  quelli che ci sono e quelli che si sono stati  Poi Presidente mi
  attengo  a  quanto ha dichiarato il Presidente della Direzione  del
  mio  Partito  in Commissione Bilancio, l'onorevole Lupo,  non  sono
  votabili  questi due commi. Lei faccia come vuole. C'è la richiesta
  dell'onorevole  Maggio che mi pare di buon senso, e  dell'onorevole
  Malafarina.  Insistere  su questo significa spostare  il  perimetro
  della morale

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono d'accordo
  sulla  soppressione dell'emendamento proposto dal collega Panepinto
  ma  sono  d'accordo con quello che ha detto. Un'opera  non  si  può
  fermare solo perché qualcuno ha rubato.
   Se  qualcuno ha rubato la Regione siciliana, o prima o dopo,  deve
  pagare  i  debiti,  perché di fronte a terzi  i  debiti  si  devono
  pagare.
   Ma  c'è un'altra cosa. Paghiamo i debiti e se qualcuno deve andare
  in  galera,  se qualcuno ha sbagliato, paghi e vada in  galera.  Ma
  quest'opera  e  le  cose  più importanti  di  quest'opera,  che  il
  Presidente ha citato, sono due e sono fondamentali.
   Noi  abbiamo  un  investimento di circa 180 milioni  di  euro  che
  questo territorio non può sicuramente disperdere.
   La  seconda  cosa:  c'è  un commissario che si  chiama  Alessandro
  Albanese  che, sono d'accordo con lei, in questi giorni, in  questi
  mesi  e  in  questi  anni, ha recuperato, in tantissimi  modi,  per
  cercare  di  portare  finalmente a vedere  con  un  occhio  diverso
  quest'Isola  e ci ha aiutato ad abbattere veramente i costi.  Oggi,
  ha pure recuperato
   Questi,  sicuramente,  sono debiti che  andremo  a  pagare  perché
  qualcuno li ha commessi. Ma colui, coloro i quali li hanno commessi
  pagheranno, pagheranno con la giustizia
   Non  si può interrompere un'opera prioritaria, un investimento per
  questo  territorio. A parte questo, di quale investimento si parla?
  Si parla di pochissimi investimenti. Se disperdiamo, se ci fermiamo
  davanti a queste cose, veramente possiamo dire che tutte le imprese
  sono  mafiose,  che tutte le partecipate sono mafiose   E,  allora,
  chiudiamo  la Regione siciliana e diamo ragione a qualcuno  che  la
  vuole   commissariare.  Assolutamente  no,  carissimo   Presidente,
  carissimo Governo e carissimi colleghi.
   Siamo  qua ad autoresponsabilizzarci, punto per punto, per  andare
  avanti e creare vero sviluppo.
   E se queste persone hanno sbagliato che paghino pure, Presidente.

   LO SCIUTO. Chiedo di parlare.

   PREIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  SCIUTO.  Signor  Presidente, ritengo che,  in  questo  momento
  stiamo, discutendo di una cosa importante.
   Tutti sappiamo cos'è l'Interporto e cosa significa l'Interporto in
  Sicilia:  lo  scambio commerciale con l'estero. Stiamo parlando  di
  una cosa importantissima
   Per   ora,  le  nostre  merci  che  arrivano  in  Sicilia,  quando
  provengono  da fuori, arrivano o a Napoli o a Gioia Tauro.  Quindi,
  questo  cosa  significa?  Significa che i nostri  commercianti,  le
  nostre  imprese  hanno più spese rispetto ad altri,  perché  devono
  portare le merci in altri posti.
   Quindi,  stiamo  discutendo  di una cosa  importante.  E,  allora,
  volevo  chiedere  al Presidente della Regione o all'Assessore  cosa
  significa  se  non  facciamo il finanziamento di queste  somme  nei
  confronti  della  società Interporti Sicilia?  Che  la  società  va
  incontro al fallimento e, quindi, noi perdiamo i finanziamenti  che
  dovevano  arrivare?  O questa pianificazione  si  può  fare  in  un
  secondo  tempo? Ciò che voglio capire è: nel momento in cui andiamo
  a  finanziare gli 8 milioni di euro mettiamo in salvataggio  quella
  società, e se non ci sono questi fondi va in fallimento e,  quindi,
  mettiamo in discussione il finanziamento?
   Penso  che  anche i colleghi vogliano capire questo. Perché,  cari
  colleghi,  stiamo  parlando  di una  cosa  importantissima  per  la
  Sicilia.  Nel momento in cui non diamo il finanziamento e  portiamo
  al  fallimento  facciamo un danno alla nostra economia,  ai  nostri
  imprenditori  e  a  tutta la struttura socio-economica  del  nostro
  territorio.
   Quindi, signor Assessore, le chiedo di darmi questa risposta.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI  Signor Presidente, Presidente della Regione, devo  dire
  che questa vicenda si sta caricando di significati che vanno ben al
  di  là del merito della questione oppure si sta caricando di chissà
  quale significato politico.
   Il  punto  è uno: ci sono due società della Regione, Interporti  e
  MAAS,  che con questa proposta vengono ripatrimonializzata l'una  e
  all'altra vengono dati dei contributi consortili, per il MAAS,  per
  un importo di un milione e mezzo di euro e l'altra per otto milioni
  e mezzo nel triennio.
   Stabiliamo,  intanto, un principio: ricordiamo  che  quando  diamo
  soldi  ad una società costituita ai sensi del Codice Civile  vigono
  norme che riguardano i regimi di aiuto e, quindi, verificare se  la
  patrimonializzazione  altro  non sia che  una  forma  indiretta  di
  finanziamento  tesa,  in  qualche modo,  a  sovvertire  regole  che
  possono essere sottoposte a procedure di infrazione.
   Dico  ciò perché nella fattispecie - inviterei il Presidente della
  Regione  a  fare egli stesso un approfondimento -, mi riferisco  ad
  Interporti,  in  particolare,  è  una  questione  che   in   questo
  Parlamento più volte è tornata ed è entrata in un tentativo di dare
  un  contributo che aveva come scopo che cosa? Non l'efficacia della
  società  nel fare gli appalti, perché in questo caso una società  è
  solo una stazione appaltante di un finanziamento attraverso il CIPE
  dello   Stato,  per  cui  la  società  Interporto  fa  da  stazione
  appaltante,  affida  a  terzi il lavoro e poi garantisce,  verifica
  tutte le attività di collaudo relative.
   Questa società costituita, credo, oltre dieci anni fa, se ad  oggi
  ha prodotto ben poco sul piano delle sue  mission  e fa parte anche
  di  una visione di quella Regione S.p.A, di quel modello di Regione
  che  si  andava  esternalizzando  a  pezzi,  ebbene,  inviterei  il
  Presidente  a  non  caricarsi troppo del  passato;  giustamente  la
  continuità  amministrativa è un grande tema  ma  guai  a  caricarci
  anche  cose delle quali, probabilmente, lei mai avrebbe fatto  oggi
  una  società  per  gestire un'attività che  può  benissimo  gestire
  l'Amministrazione regionale o i soggetti interessati a partire  dai
  comuni.
   L'idea   di  questa  Società  Interporti,  probabilmente,  qualche
  ripensamento  dovrebbe produrlo. Ma detto ciò, stiamo  parlando  di
  ripatrimonializzare una società che ha prodotto, forse, 10  milioni
  di  euro  di  perdite a fronte di un'attività  che,  come  è  stato
  ricordato,  ha  riguardato la realizzazione di  un  parcheggio  nel
  corso di questi anni.
   Signor  Presidente,  sarei un po' più cauto  e  valuterei  con  la
  necessaria  attenzione  le modalità con le  quali  non  impedire  i
  lavori pubblici, il lavoro, lo scambio commerciale ma come impedire
  che  questa  Regione attraverso scatole cinesi di esternalizzazioni
  più  o  meno fasulle, perché poi quando c'è da pagare, paga  sempre
   Pantalone    e    Pantalone   è  l'erario  pubblico.   Forse,   il
  suggerimento che veniva fatto dalla collega Maggio non è sbagliato.
   Poi sul MAAS devo dire, signor Presidente, mettetevi d'accordo  Se
  c'è  una  relazione dell'Assessorato all'economia che  esercita  la
  vigilanza,  che pone seri interrogativi sulle modalità di  gestione
  della  società,  forse,  prima di dare un  euro,  sarei  molto  più
  attento   a   verificare  che  quelle  cose  che  l'amministrazione
  regionale che esercita la vigilanza dichiara e che ha dichiarato in
  Commissione.
   Lo  dico  perché invito i colleghi a non innamorarsi troppo  delle
  opposte tifoserie, parliamo di cose delicate per le quali è  sempre
  opportuna la prudenza se non conosciamo fino in fondo le questioni.
   Ecco  perché  anch'io faccio propria l'idea di accantonare  questo
  articolo,  in  questo momento, al fine di fare  un  approfondimento
  effettivo  sulle  modalità con le quali:   a)  sostenere  eventuali
  perdite   non   contravvenendo  alle  regole  sulle  procedure   di
  finanziamenti che violano i principi di concorrenza; b)  sul  MAAS,
  perché  è  una vecchia vicenda il MAAS, Presidente, troppo  vecchia
  anche  quella, è una vecchissima vicenda, per la quale starei anche
  lì  molto  attento,  fermo  restando che  nessuno  vuole  sfasciare
  economia,  lavoro,  la  produzione  ma  relativamente  ai   mercati
  agroalimentari di questa Regione è una vicenda che risale alla metà
  degli anni '90.
   Quindi, sono dell'avviso che questa vicenda, in questa manovra  di
  variazione  di bilancio, non abbia alcuna ragione di starci,  visto
  che  dovevamo  affrontare una variazione di bilancio per  garantire
  gli stipendi degli ultimi sei mesi in questa Amministrazione.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  mi
  rivolgo al presidente Crocetta per fare un excursus breve di queste
  due società.
   Gli  uomini di questo Parlamento e del passato Parlamento  avevano
  ritenuto di ridurre le società da trentatre a undici, indicando con
  una   legge   apposita,  l'articolo  20  della  legge  numero   11,
  l'essenzialità   di   undici  società  che  sono   state   ritenute
  strategiche e per le quali la Regione siciliana ed il Parlamento ha
  puntato in un'azione di servizio e di sviluppo.
   Alcune  di  queste  società  svolgono un'attività  prettamente  di
  servizio.  Due di queste società sono società che sono  indirizzate
  verso  lo  sviluppo e paradossalmente, presidente  Crocetta,  siamo
  nella fase in cui a Catania i lavori sono stati ultimati ed occorre
  la  società  per  la gestione di questo benedetto Interporto  ed  a
  Termini  Imerese  a breve inizieranno i lavori di un  finanziamento
  che,  finalmente,  completerà le opere e  riusciremo  ad  avere  in
  Sicilia,  la tanto agognata Sicilia che spesso viene indicata  come
  piattaforma logistica, ma con due interporti in due punti  cruciali
  che  sono Termini Imerese e Catania, e la società del MAAS  che  le
  comunico, Presidente, che è in attivo da due anni. Questo  lo  dico
  perché il MAAS ha cominciato la sua attività.
   Perché  le  società  prima  erano  in  perdita?  Per  una  ragione
  semplice,  perché  avere costituito nel tempo,  come  faceva  cenno
  poc'anzi l'onorevole Cracolici, vent'anni fa, una società  che  non
  aveva  niente  da gestire neppure un appalto, fu un  grande  errore
  storico.  Oggi, il discorso è al contrario, oggi, serve la  società
  per  gestire  il  MAAS  e  l'Interporto  di  Catania  e  mi  auguro
  successivamente l'Interporto di Termini Imerese.
   La relazione che fa la dottoressa Signorino è una relazione datata
  per  la  quale  credo  che, già, la direzione  del  bilancio  abbia
  attivato  l'azione  di  responsabilità verso quegli  amministratori
  perché  gli attuali, oltre ad essere in bonus la società,  cioè  in
  attivo,  i componenti del Consiglio di amministrazione, Presidente,
  in questo momento, percepiscono il Presidente quarantamila euro,  i
  componenti  quattordicimila euro l'anno -  parlo  di  cifre  lorde,
  presidente  Crocetta - e, i revisori dei conti, quattordicimila  il
  Presidente e undicimila i componenti.
   Come  vedete  ci  troviamo  dinnanzi  ai  limiti  che  sono  stati
  stabiliti da questo Parlamento, molto al di sotto e, in più,  credo
  che sia corretto che queste società possano lavorare.
   L'idea che, oggi, il Parlamento per nodi che non attengono né alla
  morale,  Presidente,  ma  attengono alla  politica,  all'evoluzione
  politica  per  cui ieri si era d'accordo per la società  strategica
  MAAS Interporti, oggi, non si è d'accordo, ma sono nodi politici di
  cui  non  mi  meraviglio,  sono comuni  rispetto  ad  un  dibattito
  politico  ma,  oggi, siamo legati alla produttività di  queste  due
  strutture che può essere data soltanto da una società che già c'è e
  che conosce i meccanismi.
   Se  torniamo  indietro  quando,  invece,  dobbiamo  andare  avanti
  ripetiamo  gli  errori che spesso si fanno in Sicilia  a  proposito
  delle società.
   La copertura di queste perdite attiene agli anni in cui la società
  non  doveva  esserci.  Oggi,  invece, abbiamo  strutture  che  sono
  essenziali alla produttività di questa Sicilia.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  devo  dire  che
  l'intervento dell'onorevole Di Mauro, nel merito, ha già confermato
  quello  che  era l'intendimento e, quindi, non ritorno  sul  merito
  della  questione,  che è stato analizzato in maniera  assolutamente
  sintetica, ma altrettanto concreta, da chi mi ha preceduto.
   Io, però, signor Presidente della Regione, sono preoccupato perché
  temo  che  le vicende interne al PD si stiano riversando su  questa
  Aula   in  un  momento  così  delicato,  soprattutto  quando  sento
  l'onorevole Panepinto parlare di abbassamento dell'asticella  della
  morale su un tema come l'articolo 19.
   Quando  sento intervenire l'onorevole Cracolici, che negli  scorsi
  cinque  anni, quando era nella maggioranza con Lombardo,  non  l'ho
  mai sentito intervenire su questo tema, mi preoccupo.
   Signor  Presidente, le vicende interne al PD devono restare  fuori
  da  quest'Aula.  Se  i miei colleghi, attraverso queste  dinamiche,
  vogliono  imporre un rimpasto, sono affari loro. Ai  siciliani  non
  importa. Dobbiamo affrontare i temi reali e dobbiamo votare.
   E'  da  quattro  giorni che accantoniamo. Ma  quanto  deve  essere
  responsabile questa opposizione? Fino a quando?
   Allora,  signor  Presidente, vada avanti.  I  siciliani  aspettano
  risposte.  Noi  siamo per tutte quelle risposte che andranno  verso
  l'interesse esclusivo generale dei siciliani, per votarle.
   Non  siamo d'accordo a fare i convitati di pietra, rispetto a temi
  che  non ci interessano e che sono tutti interni al partito che  si
  chiama  democratico .

   AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  intervengo solo per fornire la precisazione che  mi  era
  stata chiesta. In realtà, questi otto milioni, non servono solo  ed
  esclusivamente per gli aspetti gestionali della società, ma servono
  anche per la compartecipazione ai finanziamenti che la società deve
  porre in essere per ultimare le sue opere.
   Inoltre,  i  debiti,  di cui si parlava, non sono  debiti,  ma  in
  realtà  sono  ripianamenti di un capitale che è stato  eroso  negli
  ultimi  dieci  anni, proprio perché la società non  ha  un'attività
  gestionale.
   Non  si  tratta  di  debiti, ma di perdite e  tecnicamente  ha  un
  significato  differente e servono per ripianare l'attività  di  una
  società che non ha avuto attività gestionale, ma ha, semplicemente,
  realizzato delle opere.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, intervengo per
  chiarire il significato che per l'agricoltura ha il MAAS.
   Voglio premettere che l'articolo 19 parla di contributo consortile
  come  da Statuto, quindi, non si parla di contributi nel senso  del
  quale siamo a parlare, e cioè contributi volontari.
   Qui,  la  Regione,  come ente che partecipa alla  proprietà  della
  società, ha degli obblighi ben precisi e questi obblighi sono degli
  adempimenti che deve rispettare.
   Questa  somma,  quindi, è il pagamento di  un  debito.  Non  è  un
  contributo volontario o a fondo perduto.
   Questo  spiega perché, il regime di aiuto comunitario,  non  viene
  assolutamente intaccato, cosi come chiedeva l'onorevole Cracolici.
   Vorrei rappresentare, anche, che attualmente il MAAS, che è  stato
  pensato  come piattaforma dell'internazionalizzazione  di  tutti  i
  prodotti agricoli e ittici siciliani, costituisce il mercato ittico
  ed   il   mercato  agro-alimentare  della  città  di  Catania.   E'
  perfettamente costruito, realizzato ed operativo. Non è un'opera da
  costruire,  ma  è  un'opera nella quale il  mercato  ittico  ed  il
  mercato agro-alimentare, quotidianamente, vengono esercitati.
   Volevo  rappresentare, altresì, al Parlamento, perché credo  possa
  essere rilevante che, nel momento in cui dovesse fallire la società
  e  dovesse, quindi, essere perduto il patrimonio immobiliare -  per
  questo  dico  che  è  già  costruito - si avrebbe  una  perdita  di
  parecchi   miliardi,   che  andrebbe  a  detrimento   dell'economia
  regionale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'emendamento
  soppressivo 19.7, a firma dell'onorevole Panepinto.
   Pongo in votazione l'emendamento 19.7
   C'è una richiesta che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 19.7

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 19.7.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  69
   Maggioranza         35
   Favorevoli          41
   Contrari            28

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi si riprende l'esame dell'articolo 23.
   Comunico  che  è  stato  presentato dal Governo  l'emendamento  di
  riscrittura 7.5 II parte R.
   Invito il Governo ad illustrarlo.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, l'emendamento di riscrittura
  ha  semplificato il testo dell' emendamento 7.5, in maniera tale da
  snellirlo,  evitare  il riferimento alla legge nazionale,  ancorché
  qualcuno  potesse  interpretarlo  come  una  modifica  della  legge
  nazionale.  Lo  abbiamo  reso  il più semplice  possibile,  il  più
  lineare   possibile   in   maniera  tale  da   essere,   facilmente
  comprensibile.
   Il  meccanismo è quello che vi ho illustrato prima, cioè  partiamo
  dalle  pensioni  al  di sopra dei 50 mila euro per  fasce  con  dei
  contributi  progressivi  che portano a  un  contributo  in  termini
  numerici che vanno dai 351 euro all'anno lordi fino a 6.900 euro.
   Per  quanto  riguarda poi il problema che aveva posto  l'onorevole
  Cracolici, in realtà il testo dell'emendamento fa riferimento  alle
  pensioni  genericamente superiori a 91.251 euro, quindi la  tabella
  chiaramente non fa parte del testo della legge, che già si limita a
  parlare delle pensioni al di sopra delle 91.000 euro.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   abbiamo   gli   emendamenti
  soppressivi  e a seguire l'emendamento di riscrittura del  Governo.
  E'  chiaro  che  se viene approvato quest'ultimo  decade  tutto  il
  resto.
   Pongo  in  votazione gli emendamenti 23.1 ed il 23.16 di  identico
  contenuto, interamente soppressivi dell'articolo.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sto  leggendo
  l'emendamento di riscrittura e presumo che vi sia un  mero  errore;
  non  vorrei  prendere  una  cantonata però  ho  una  preoccupazione
  rilevante.  Se  non  capisco  male,  nell'ultima  soglia  dove   si
  determina  un contributo dell'8 per cento della parte eccedente  il
  precedente importo e fino all'importo di 91.000 euro, cioè  per  le
  pensioni d'oro, cioè per le pensioni che superano un certo livello,
  non c'è nessun contributo di solidarietà.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Turano,  c'è  stato  un  dibattito,  è  la
  questione  che  già lo Stato applica il contributo di  solidarietà,
  per cui il Governo ha aggiunto un ulteriore contributo.

   TURANO. Fino all'importo di 91.000 euro?

   PRESIDENTE.  Certo,  perché  già  si  applica  il  contributo   di
  solidarietà.  I siciliani stanno concorrendo con un  contributo  di
  solidarietà, è stato tutto questo il dibattito che si è svolto.
   Si passa alla votazione degli emendamenti soppressivi.

   FORMICA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

           (La richiesta non risulta appoggiata a termini di
                             Regolamento)

   Li pongo in votazione. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è a favore resti seduto; chi è contrario si alzi.

                         (Non sono approvati)

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor   Presidente,   preannuncio   la   presentazione    di    un
  subemendamento della Commissione all'emendamento di riscrittura del
  Governo.
   Questo  subemendamento riguarda i lavoratori  andati  in  pensione
  antecedentemente   al   2000   che  presentano   una   forbice   di
  divaricazione,   rispetto  ai  pari  grado   andati   in   pensione
  successivamente, di circa il 50 per cento.

   PRESIDENTE. Onorevole Dina, si sta entrando in una normativa fatta
  troppo  di dettaglio. Non vorrei mettere in difficoltà gli  Uffici,
  il Governo e andare a discriminare prima e dopo. Già ci troviamo in
  fase di avanzata votazione.

   DINA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  un
  chiarimento  dal Governo in ordine all'emendamento di  riscrittura.
  Il  comma  1  dell'articolo,  che il Governo  ha  cassato,  era  in
  riferimento  alla  normativa nazionale e,  oltre  alle  percentuali
  nazionali,   si  andava  ad  implementare  con  delle   percentuali
  regionali.  Adesso rimane in piedi solamente il comma  2,  e  viene
  detto che ci sono delle aliquote che vanno dal 6,50 per cento  fino
  all'8 per cento.
   Ci  fermiamo  a  91 mila euro perché, alla domanda  dell'onorevole
  Turano, è stato risposto che poi interviene la normativa nazionale.
  La  normativa nazionale, da quella somma in poi, interviene con  un
  prelievo  del  6  per  cento.  Quindi,  chi  percepisce   di   meno
  contribuisce  di  più mentre chi percepisce di più contribuisce  di
  meno.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Il comma  1  non  può  essere
  tolto, si tratta di un mero errore materiale.

   CANCELLERI. Ma il comma 1 è soppresso.

   PRESIDENTE. Il Governo mi dice che bisogna ripristinare  il  comma
  1, presenterà, pertanto, un emendamento di riscrittura.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  d'accordo
  sull'emendamento di riscrittura del Governo. C'è però  un  problema
  che vorrei porre all'esame dell'Aula.
   Possiamo  disciplinare tutto, ma non possiamo fare una  norma  che
  non disciplini noi stessi.
   Se  introduciamo  il  principio  di  un  contributo,  lo  si  deve
  applicare  a  tutti quanti gravano sul bilancio della  Regione,  in
  forma   diretta   e   indiretta,  compresa  l'Assemblea   regionale
  siciliana.
   Non posso uscire da quest'Aula, dopo avere messo il contributo  di
  solidarietà agli ex dipendenti regionali, e non averlo  messo  agli
  ex deputati.

   PRESIDENTE. C'è già.

   CRACOLICI.  Tra 50 e 90 mila euro non c'è, signor Presidente.  C'è
  quello nazionale.
   Siccome  ho  condiviso  - e non condivido  invece  come  ha  fatto
  rilevare  poc'anzi - l'ulteriore contributo sopra i 90  mila  euro,
  perché incostituzionale, mentre sotto i 90 mila euro, visto che  lo
  stiamo  disciplinando  da  50 a 90, non  posso  accettare  che  noi
  votiamo  questa norma per tutti quelli che hanno la pensione  dalla
  Regione,  tranne  che  per  gli ex deputati  e  gli  ex  dipendenti
  dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.  Gli  ex  deputati già ce l'hanno da  anni,  onorevole
  Cracolici.
   Il   contributo  di  solidarietà  è  rimasto  per  i  parlamentari
  nazionali e regionali.
   Gli unici consiglieri regionali in Italia che, da anni, pagano  il
  contributo  di  solidarietà sono i consiglieri  regionali,  diciamo
  così, della Sicilia.

   CRACOLICI. Signor Presidente, ma stiamo parlando dei pensionati

   PRESIDENTE. Si, onorevole Cracolici, dei pensionati parlamentari.

   CRACOLICI. Signor Presidente, ritengo che sia un fatto  di  tenuta
  della  nostra  credibilità  che noi approviamo  una  norma  che  si
  applichi innanzitutto a noi stessi.

   PRESIDENTE. Allora la dichiaro immediatamente inammissibile.
   Questo sarà lo spot che domani uscirà sulla stampa . Ribadisco che
  se c'è un Parlamento che ha applicato il contributo di solidarietà,
  è quello siciliano. Ci siamo incartati prima da 240 a 160 mila euro
  per  voler massacrare noi stessi e l'immagine di questo Parlamento.
  Ma adesso basta

   CRACOLICI. Anche per queste aliquote?

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, o i tetti sono alti e le pensioni
  sono da favola o non sono da favola, perché si dice che qua ci sono
  stipendi  e  pensioni  da  favola  e  lei  mi  dice  che  ci  sono,
  sostanzialmente, degli stipendi bassi. Anche nel ricorso presentato
  dal  Presidente  Crocetta c'è una riserva di  regolamento  in  base
  all'art.  4.  Eventualmente, dopo che noi approviamo questa  norma,
  lei  presenta  un ordine del giorno e può invitare il Consiglio  di
  Presidenza ad adeguarlo.

   CRACOLICI. Perfetto.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.29, è ripresa alle ore 14.34)

   La seduta è ripresa.
   E' stato presentato un subemendamento di ulteriore riscrittura.
   Il  testo  base rimane sempre l'emendamento 7.5 già nel fascicolo.
  Ci sono due subemendamenti.
   FORMICA.  Quindi, nel caso in cui venga bocciato l'emendamento  di
  riscrittura?

   PRESIDENTE. Rimane il 23.
   Per  precisazione,  se  a  scrutinio segreto  dovesse  non  essere
  accettata   dall'Aula   la  riscrittura   si   ritorna   al   testo
  dell'articolo 23 e si prosegue.

   FALCONE. Signor Presidente, può dire al Governo di spiegarlo?

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  Valenti   per
  illustrare il subemendamento di riscrittura. .

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor   Presidente,  signori  deputati,  sì,  in  effetti  abbiamo
  ripristinato il comma 1, perché il contributo che è previsto  nelle
  fasce  più  elevate,  che è aggiuntivo rispetto  al  contributo  di
  solidarietà  oggi  già detratto in base alla  legge  nazionale,  in
  effetti,  è  contenuto nel comma 1. Quindi lo abbiamo  ripristinato
  mettendo   semplicemente  la  specifica  che  non  è  semplicemente
   Regione   siciliana ,  ma   Fondo  pensioni   ed   Enti   di   cui
  all'articolo 1 della legge regionale 10/2000 .
   Questo  è  l'elemento  che  ci  ha portato  a  ricondurre   perché
  obiettivamente  l'osservazione dell'onorevole  Turano  era  giusta:
  facendo saltare il comma 1 erano saltate le aliquote aggiuntive che
  sono indicate in tabella.
   Come Governo noi portiamo avanti quest'indicazione ovvero il fatto
  di  avere  un'aliquota  maggiore anche  nelle  fasce  più  elevate,
  rispetto  a  quello  che  è il contributo di  solidarietà;  quindi,
  abbiamo  ripristinato nel testo quello che nella tabella è spiegato
  coi  numeri,  in  modo  tale da riportarlo a una  progressione  che
  aumenta maggiormente  Abbiamo ripristinato il testo secondo  quanto
  c'è in tabella, cioè sono aliquote progressive.

   LEANZA.  Purché  il  Governo sia convinto che  lo  bocciamo.  Sono
  cambiate le regole del gioco  Si era raggiunta una intesa sul testo
  e le regole del gioco o sono di un tipo o sono di un altro tipo

   CRACOLICI. Presento io un emendamento.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente,  Assessore,  onorevoli  colleghi,  mi
  dispiace  che  non sia presente il Presidente della Regione.  Però,
  vorrei  dire all'assessore Valenti che qua si gioca su  un  tavolo.
  Quando   poi  si  raggiunge  un'intesa,  l'intesa  va  generalmente
  rispettata.
   Allora,  avevamo detto in maniera chiara e inequivocabile -  anche
  rispetto,  per  esempio, a una perplessità che il  collega  Turano,
  essendo  arrivato  dopo,  aveva posto;  anche  rispetto  ad  alcune
  questione  che aveva affrontato l'onorevole Cancelleri  e  rispetto
  all'iniziativa  dell'onorevole Cracolici -  che  noi  non  potevamo
  tassare  lo  stesso siciliano due volte: una volta lo Stato  e  una
  volta la Regione.
   Siccome noi siamo su questa linea, se lei permane su questa  linea
  noi presenteremo un subemendamento e approveremo il subemendamento,
  dopodiché,  ripristinata  la linea iniziale,  voteremo  quello  del
  Governo.
   Io voglio capire se voi ci costringete a votarvi contro o se è una
  volontà,  se  è una caratteristica, se vi piace che la maggioranza,
  almeno quella presente, non quella assente, almeno quella visibile,
  continui a sostenervi o se c'è un altro tipo di strategia. Ditecelo
  così ci adeguiamo e, poi,  ognuno prende le decisioni che vuole.

   FORMICA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'incedere  del
  Governo  su tutta la manovra, ma in particolare su questo articolo,
  è  incomprensibile.  E'  la chiara dimostrazione  di  ciò  che  sta
  avvenendo  questa mattina; non solo non sanno di  cosa  parlano  ma
  neppure sono coscienti delle cose che scrivono.
   Avevamo  stabilito,  con certezza, che non  possiamo  togliere  ai
  poveri  per  dare ai ricchi, né possiamo chiedere ai pensionati  un
  contributo che poi arriva a due milioni di euro e mantenere intatti
  gli sprechi per almeno 100 milioni, le cosiddette  manciugghie . E'
  una  follia   Cioè  non tagliamo la tabella  H,  non  tagliamo  gli
  sprechi,  non  tagliamo le prebende e chiediamo ai  pensionati  che
  hanno  versato  i loro contributi di versare ancora  un  obolo  per
  mantenere i privilegi e gli sprechi. Tutto ciò è inammissibile   E'
  inaudito   Il contributo si può chiedere soprattutto alle  pensioni
  più  elevate  qualora il Governo non lo utilizzi per aumentare  gli
  sprechi e per continuare con le  manciugghie .
   Questo  articolo  deve  essere  cassato,  lo  si  affronti   nella
  complessiva riforma delle pensioni. Non si può continuare  come  si
  sta continuando.

   PICCIOLO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi spiace  dovere
  reintervenire   su  questo   sub  sub  sub  sub   emendamento   ma,
  veramente,  ci sono poche idee e anche confuse. Devo  dire  che  la
  linea  esposta  dall'onorevole Leanza è la linea della  maggioranza
  che sostiene il Governo.
   Noi  abbiamo  bisogno di avere chiarezza, non possiamo  tassare  i
  siciliani   due   volte  o  in  maniera  differenziata   gravandoli
  ulteriormente   rispetto  al  Governo  nazionale.   E'   una   cosa
  impossibile   Se  non  si riesce a trovare una  quadra,  assessore,
  ritirate  l'articolo  e prevalga la linea di  Formica.  Primum  non
  nocere, deinde adiuvare, è chiaro.

   FORMICA.  Signor Presidente, o lei lo stralcia, come da  richiesta
  unanime, oppure sospenda perché così non possiamo continuare.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome la materia
  è  molto delicata, devo dire la verità, a me dispiace, anche se  in
  linea di principio sono d'accordo su questo articolo, però, è tutto
  il  metodo  che si sta utilizzando che non funziona e sta  mettendo
  nel  pantano questa Assemblea. Sta mettendo nel pantano per  quanto
  siete  voi della maggioranza che attaccate il Governo, chiaramente,
  a  noi  dispiace  perché abbiamo manifestato grande responsabilità.
  Stiamo fermi, i problemi vengono da voi, non sicuramente da noi.
   Allora,  così  come  il presidente Cracolici ha  chiesto  che  per
  l'altro   articolo,  che  riguardava  i  dipendenti,  tornasse   in
  commissione,  anche  questo  riportiamolo  in  commissione.   Diamo
  omogeneità nei trattamenti anche procedurali.
   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CORDARO. Signor Presidente, devo dire che resto abbastanza stupito
  dall'atteggiamento dell'onorevole Leanza che rispetto,  che  stimo,
  ma che non comprendo perché l'onorevole Leanza interviene chiedendo
  al  Governo  di spiegargli quante volte vogliono che la maggioranza
  gli voti contro e poi spiega a noi che facciamo demagogia.
   Vorrei  capire  a che gioco state giocando, perché noi  il  nostro
  gioco  lo stiamo facendo in maniera trasparente e limpida,  facendo
  del nostro ruolo di opposizione responsabile un vademecum che ci ha
  visto votare favorevolmente tutte le norme che erano nell'esclusivo
  interesse dei siciliani e opponendoci a forzature e, come le chiama
  il  mio  amico  Formica, a manciugghie  che non possono  essere  di
  questo  tempo, che non dovevano essere del tempo precedente e  che,
  certamente, non potranno essere del tempo futuro.
   Allora,  signor Presidente, io chiedo formalmente, per le  ragioni
  che  sono state espresse dal collega Falcone, che lei metta ai voti
  il  ritorno in Commissione per le ragioni di merito che sono  state
  espresse  in maniera lineare da chi mi ha preceduto, che lei  ponga
  ai  voti  il  ritorno in Commissione dell'articolo 23 perché  venga
  trattato  unitariamente  in  una vera,  seria,  coerente,  completa
  riforma delle pensioni e non attraverso forzature che vi porteranno
  a  sbattere - e questo sarebbe poco male - ma che temiamo portino a
  sbattere la Sicilia.

   PRESIDENTE.  Allora, siamo dinnanzi ad un bivio.  Formalmente  c'è
  una  proposta  di  rinvio in Commissione.  La  proposta  di  rinvio
  dovrebbe  riguardare un'intera legge. Qua noi votiamo eventualmente
  lo stralcio, cioè di stralciare l'articolo.

   LEANZA. Noi siamo contrari.

   PRESIDENTE. C'è la  proposta dell'onorevole Cordaro e Falcone.

   LEANZA. Chiedo di parlare sulla proposta.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  sono   per
  continuare,   perché   è   una  norma   finanziaria   che   c'entra
  assolutamente  poco  in un disegno organico, come  diceva  poco  fa
  l'onorevole Cordaro.
   Quindi,   le   nostre   perplessità   rispetto   all'atteggiamento
  altalenante del Governo su questa materia non incidono sulla  bontà
  dell'iniziativa.  Noi  siamo  assolutamente  convinti  che   questo
  contributo  di  solidarietà  vada  dato  e  vada  dato  in   questa
  finanziaria, perché stiamo parlando di finanziaria, stiamo parlando
  di  bilancio e mi sembra assolutamente corretto che noi continuiamo
  a  votare  e l'articolo 23 possa essere votato in quanto una  parte
  importante dell'intero impianto della finanziaria.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi  siamo  anche
  per   votare  l'articolo,  quindi  siamo  contrari  al  rinvio   in
  Commissione.
   Siccome  ho  l'impressione che tutti questi  subemendamenti  siano
  stati  presentati per confondere ancora di più la situazione  e  le
  acque,  chiedo  quindi che vengano ritirati tutti i  subemendamenti
  ritenuti  inammissibili  e  si  votino  quelli  che  ci  sono   nel
  fascicolo. Questa è la nostra proposta.

   PRESIDENTE.  Io ho un problema che mi evidenziano  gli  uffici  in
  questo   momento.   Mi  ricollego  all'ultimo  intervento,   quello
  dell'onorevole  Ciancio, abbastanza corretto, che  mi  permette  di
  affermare che su questo articolo, sicuramente in buona fede,  si  è
  creata    molta   confusione   con   emendamenti,   subemendamenti,
  subemendamenti dei subemendamenti e non si può assolutamente andare
  avanti,  e  a  me dispiace dover evidenziare che queste  difficoltà
  nascono proprio dal Governo. Questo ce lo dobbiamo dire

   CORDARO.  Salvo  evidenziare che non c'è  un  solo  subemendamento
  dell'opposizione

   PRESIDENTE.   perché  all'esterno non può  uscire  l'immagine  che
  l'Assemblea sia contro il contributo di solidarietà, lo voglio dire
  con la massima chiarezza.
   Per  cui io, arrivato a questo punto, sospendo l'Aula per un  ora,
  fino alle ore 16.00. Alle ore 16.00 si riprende puntuali.
   C'è  un'altra valutazione da fare in ordine all'eventuale stralcio
  di  questo articolo perché c'è un problema di copertura che è stata
  data con questa presunta entrata.
   Sono  delle valutazioni che il Governo deve fare. Deve mettere  in
  condizione l'ARS di poter legiferare in maniera adeguata.
   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.51, è ripresa alle ore 16.24)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli colleghi, in attesa del governo, sospendo, nuovamente la
  seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.25, è ripresa alle ore 17.05)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ricordo che  avevamo  sospeso  la
  seduta  durante l'esame dell'art. 23. Comunico che  il  Governo  ha
  presentato   un  emendamento  di  riscrittura  sul  contributo   di
  solidarietà che sta per essere distribuito.

   VALENTI,  assessore  per  le autonomie  locali  e  della  funzione
  pubblica. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 7.5 Gov.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VALENTI,  assessore  per  le autonomie  locali  e  della  funzione
  pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, abbiamo rivisto un
  po'  tutto il testo dell'articolo, tenendo conto di alcune esigenze
  che  ci  sono  state rappresentate dai diversi Gruppi parlamentari,
  per  cui, fermo restando che i redditi al di sopra dei 91 mila euro
  restano  a  questo  punto  con  il contributo  di  solidarietà  già
  previsto  dalla norma nazionale - quindi non vengono toccati  dalla
  nostra   norma   -  vengono  istituite  due  fasce,   proprio   per
  semplificare,    con   contributi   proporzionalmente    inferiori,
  percentualmente inferiori.
   Viene  così  prevista un'unica fascia da 50 mila euro  a  65  mila
  euro,  in cui il contributo di solidarietà previsto è del  5%,  una
  seconda fascia per la parte eccedente, quindi sopra i 65 mila euro,
  fino  a  91  mila  euro, con un contributo di solidarietà  pari  al
  5,50%,  per  cui noi avremo, il meccanismo che è quello dell'IRPEF.
  L'applicazione  va quindi per fasce: chi ha un reddito  pari  a  65
  mila  euro  avrà  soltanto questo 5%, nella  fascia  però  soltanto
  applicata  da 50 mila a 65 mila, quindi la prima fascia fino  a  50
  mila  resta  esente, la seconda fascia è quella  5,50%,  e  poi  si
  applica invece la norma nazionale.
   I  risparmi vengono per quanto riguarda i trattamenti erogati  dal
  Fondo  pensioni della Regione siciliana e poi vengono  versati  nel
  bilancio della Regione per il finanziamento dell'art. 22 così  come
  avevamo detto. Questo semplifica tutto il meccanismo, lascia  salva
  quella  che  è  l'applicazione della norma nazionale per  le  fasce
  sopra  i 91 mila euro, istituisce semplicemente due fasce più basse
  con delle aliquote inferiori.

                        Sull'ordine dei lavori

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  vedo
  che  stiamo cominciando come se nulla fosse. Io ritengo che sarebbe
  utile,  visto l'andamento dei lavori, e quello che è accaduto,  che
  si  facesse  una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  prima  di iniziare, per dare certezza su ciò che si può fare e  ciò
  che invece non si può fare.
   E  comunque per sapere, viste anche le esigenze da lei manifestate
  circa  la  utilizzabilità di questa Sala, anche dopo e i tempi  che
  abbiamo  stabilito, per vedere quali sono i percorsi dal  punto  di
  vista normativo e gli strumenti più idonei per arrivare rapidamente
  a  chiudere  questa  fase  alquanto turbolenta  di  questo  momento
  governativo e legislativo.

   PRESIDENTE. Era già nelle mie intenzioni indire una Conferenza dei
  Capi  gruppo  subito dopo l'approvazione o meno,  dipende  da  cosa
  deciderà  l'Aula,  dell'articolo 23, essendosi  concluso  e  avendo
  sviluppato per ore un dibattito sul contributo di solidarietà.
   Eravamo   rimasti  su  un  eventuale  richiesta   di   rinvio   in
  Commissione,  ma  adesso  c'è  l'emendamento  di  riscrittura   del
  Governo.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  tra  le  varie
  richieste che ho presentato in merito all'articolo 23 ho omesso  di
  richiamarla  ad  un percorso che, secondo me, lei era  obbligato  a
  fare e cioè, avendo stralciato l'articolo 24 con la motivazione che
  sarebbe  stato utile, giusto e corretto, essendo materia complessa,
  di  essere  oggetto di un provvedimento di legge  a  se  stante  in
  Commissione, io penso che lei sarebbe quasi obbligato ad  accorpare
  l'articolo  23  all'articolo  24,  perché  altrimenti  saremmo   in
  presenza di una scelta strabica, non si può scegliere per una parte
  l'approfondimento e per un'altra parte si continua nella confusione
  generale,  dando  incertezza delle varie proposte  che  sono  state
  presentate.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei merita una risposta, l'articolo
  24  è  materia ordinamentale  riduzione della dotazione organica  e
  pensionamenti   anticipati   mentre   l'articolo   23   è   materia
  finanziaria.
   Si passa all'emendamento 7.5 Gov che è già stato illustrato.

   FALCONE.  C'è  una  richiesta  di  votazione  per  il  rinvio   in
  Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, l'ho già detto io  che  c'era  una
  richiesta  di rinvio in Commissione, alla luce dell'emendamento  di
  riscrittura  del  Governo, che dovrebbe fare la  sintesi  di  tutto
  quello  che si è detto, potrebbe essere superata, anche perché  nei
  vostri  interventi  tutti avete mostrato di  essere  a  favore  del
  contributo di solidarietà.

   FORMICA.  Insisto  affinché l'Aula si pronunci  per  rinviarla  in
  Commissione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo già sentito un deputato  a
  favore  e  uno contro la proposta. Ricordo che avevo precisato  che
  anche questa è una procedura particolare, qua non si sta votando il
  rinvio  in Commissione di un'intera legge, noi stiamo operando  uno
  stralcio,  mi sto rimettendo all'Aula. e di conseguenza ci  sarebbe
  il rinvio in Commissione.
   Pongo in votazione lo stralcio dell'articolo 23.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 7.5.GOV.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.5 GOV

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, avendo ben compreso  il  percorso
  che  si  intende avviare, chiarisco che, se viene approvato  questo
  emendamento,  si  chiude la discussione sull'articolo  23.  Se  non
  dovesse essere approvato, si continua ad andare avanti. Questo  per
  evitare,  poi, equivoci che facciano pensare ad eventuali forzature
  da parte della Presidenza.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 7.5.GOV.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  69
   Maggioranza         35
   Favorevoli          55
   Contrari            14

                            (E' approvato)

   FORMICA. Togliamo ai poveri, per dare ai ricchi  Bravo, bravo

   PRESIDENTE.   Si   è   chiusa  di  fatto   la   discussione,   con
  l'approvazione  finale  dell'emendamento  7.5.GOV  di   riscrittura
  definitiva, quindi tutti gli altri emendamenti sono decaduti.
   Così  come  convenuto, sospendo l'Aula per mezz'ora e  convoco  la
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari,  possibilmente
  limitata ai Capigruppo.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.18, è ripresa alle ore 18.50)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per questioni procedurali  che  il
  Governo  spiegherà da qui a poco, vi è l'esigenza  di  chiudere  la
  seduta in atto per riaprirla con un nuovo ordine del giorno da  qui
  a pochi minuti.
   Pertanto,  la  seduta è rinviata ad oggi, giovedì 31 luglio  2014,
  alle ore 19.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  I   - Comunicazioni
  II   - Discussione dei disegni di legge:

             1)  -  Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
                 l'esercizio finanziario 2013 . (n. 799/A)

               Relatore: on. Dina

             2)  -  Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
                 finanziario 2014 - Variazioni al bilancio di previsione della
                 Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche
                 legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5,  Disposizioni programmat
                 e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità  regionale.
                 Disposizioni varie' . (n. 782/A)  (Seguito)

               Relatore di maggioranza: on. Dina

               Relatore di minoranza: on. Vinciullo

             3)  -  Benefici in favore dei testimoni di giustizia . (n. 478/A)
                 (Seguito)

               Relatore:  on. Cappello

             4)  -  Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
                 Statuto della Regione siciliana recante  Disposizioni in tema d
                 impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
                 strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
                 riforma del sistema di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-
                 771/A)

               Relatore: on. Ciaccio

             5)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
                 (n. 475/A) (Seguito)

               Relatore: on. Picciolo

             6)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

             7)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
                 Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
                 dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
                 siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
                 della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
                 libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             8)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
                 Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
                 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             9)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
                 elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
                 Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436

               Relatore: on. Savona

  III   -  Discussione unificata delle mozioni:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonché alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                     PALMERI  - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI  -
                     CIACCIO  -  CIANCIO  - ZAFARANA  -  FERRERI  -
                     MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -  FOTI  -
                     LA ROCCA- ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                     FOTI  -  CANCELLERI  - CAPPELLO  -  CIACCIO  -
                     CIANCIO  -  FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                     -  PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI  -
                     ZAFARANA - ZITO

  IV   - Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio  2013)

                     GIANNI  -  CORDARO - MICCICHE'  -  CLEMENTE  -
                     ANSELMO - GERMANA'

  V   - Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile  2014)

                     GIANNI  -  VENTURINO  - CIMINO  -  MARZIANO  -
                     RAGUSA - CIRONE

  VI   - Discussione della mozione:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  VII   -  Seguito della discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

                   La seduta è tolta alle ore 18.52

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO
                       DISEGNO DI LEGGE N. 782/A

    Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
                                 2014.
  Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
                           finanziario 2014
         e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
       Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
          Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie.

                               TITOLO I
      Ripianamento del disavanzo 2013 e accantonamenti tributari

                                Art. 1.
         Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del
                        bilancio della Regione.

         1.  Nello  stato di previsione dell'entrata del bilancio
     della   Regione  per  l'esercizio  finanziario   2014   sono
     introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella  A'.

                                Art. 2.
          Variazioni allo stato di previsione della spesa del
                        bilancio della Regione

         1.  Nello  stato di previsione della spesa del  bilancio
     della   Regione  per  l'esercizio  finanziario   2014   sono
     introdotte  le  variazioni di cui all'annessa  tabella   B',
     comprensive di quelle discendenti dai successivi articoli.

                                Art. 3.
                    Ripianamento del disavanzo 2013

         l.  Il  disavanzo finanziario di gestione dell'esercizio
     2013  determinato per i fondi regionali in 463.769  migliaia
     di  euro,  è riassorbito nel biennio 2014-2015 nella  misura
     di  231.885  migliaia di euro per l'anno 2014 e  di  231.884
     migliaia  di  euro  per l'anno 2015. Conseguentemente,  sono
     rideterminati  per il medesimo biennio gli  importi  di  cui
     all'articolo  4,  comma 1, della legge  regionale  7  agosto
     2013, n. 13.

         2. Le risorse di cui al comma l, quantificate in 111.615
     migliaia di euro per l'anno 2014 e 111.616 migliaia di  euro
     per  l'anno 2015 sono destinati ad incrementare il fondo  di
     cui all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.
     11 (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215727).

         3.   Per  l'anno  2014  l'ammontare  del  fondo  di  cui
     all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.  11
     (UPB  4.2.1.5.99  -  capitolo  215727)  è  quantificato   in
     211.115  migliaia di euro, comprensivo delle somme derivanti
     dall'applicazione del comma 2.

         4.  All'articolo  4,  comma 5 della legge  regionale  28
     gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni  è
     soppresso l'ultimo periodo.

         5. Le entrate erariali spettanti alla Regione versate in
     conto  residui, a decorrere dall'esercizio finanziario 2014,
     sono  portate ad incremento del fondo di cui all'articolo  5
     della  legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 (UPB 4.2.1.5.99
     capitolo 215727).

         6.   L'Amministrazione  regionale  è  autorizzata,   per
     l'esercizio  finanziario 2014, ad eliminare  dal  conto  del
     Bilancio  2014  crediti annullati ai sensi dell'articolo  1,
     comma 527, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, nelle  more
     dell'emanazione  da  parte  del  Ministero  dell'Economia  e
     delle     Finanze     del    relativo    provvedimento     e
     dell'introduzione nell'ordinamento contabile  della  Regione
     delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n.  118
     del  2011 e successive modifiche ed integrazioni, in  misura
     corrispondente  all'importo  iscritto  nel  fondo   di   cui
     all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.  11
     sulla  scorta dei dati forniti dall'agente della riscossione
     entro   il  31  ottobre  2014  per  anno,  provincia,  capo,
     capitolo ed articolo.

                                Art. 4.
                       Accantonamenti tributari

         1. All'articolo 4 della legge regionale 28 gennaio 2014,
     n. 5 sono apportate le seguenti modifiche:

         a) al comma l dopo le parole  legge 27 dicembre 2013, n.
     147   sono aggiunte le parole  come modificato dall'articolo
     46,  comma  3,  del  decreto legge 24 aprile  2014,  n.  66,
     convertito con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014,  n.
     89 ,  la  cifra   1.053.769 migliaia di euro   è  sostituita
     dalla cifra  1.142.162 migliaia di euro ;

         b)  al  comma  2,  lettera  a)  la  cifra   641.475    è
     sostituita dalla cifra  508.300 ;

         c)  al  comma 2, lettera b) il periodo  400  milioni  di
     euro  annui   è sostituito da  80.608 migliaia di  euro  per
     l'anno  2014 e 400.000 milioni di euro annui per il  biennio
     2015-2016 ;

         d)  al  comma  2  dopo la lettera b)  sono  aggiunte  le
     seguenti lettere:

         e)  b.1)  quanto a 553.254 migliaia di euro  per  l'anno
     2014  mediante  utilizzo di parte delle somme  dovute  dallo
     Stato  derivanti  dalla restituzione delle riserve  erariali
     di  spettanza regionale a seguito della sentenza della Corte
     Costituzionale n. 241 del 4 ottobre 2012;

         f)  al comma 2 lettera c) il periodo  12.294 migliaia di
     euro per l'anno 2014 e  è soppresso.

         2.  In conseguenza delle disposizioni di cui al presente
     articolo l'Allegato 2 di cui all'articolo 4, comma 3,  della
     legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è soppresso.

                                Art. 5.
        Recepimento di norme nazionali e integrazione schemi di
                               bilancio

         1.  A  decorrere  dall'1  gennaio  2015,  sono  recepite
     nell'ordinamento  contabile della  Regione  le  disposizioni
     contenute  nel  Titolo  I e III del decreto  legislativo  23
     giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.

         2.   Nelle   more   dell'introduzione   nell'ordinamento
     regionale delle disposizioni contenute nel titolo  I  e  III
     del  decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
     modifiche  ed  integrazioni, ed al fine di  omogeneizzare  e
     rendere  confrontabili  i  dati di  bilancio  con  le  altre
     regioni,   per  l'esercizio  finanziario  2014  le   entrate
     tributarie  sono  contabilizzate  al  netto  degli   importi
     relativi  alla restituzione e rimborsi di tasse  ed  imposte
     dirette  ed  indirette sugli affari e relative  addizionali.
     Al  fine  di dare evidenza alle operazioni effettuate  dalla
     competente  struttura  di gestione  al  Rendiconto  generale
     della  Regione per l'esercizio finanziario 2014  è  allegato
     un  prospetto  analitico contenente  i  dati  relativi  alle
     somme  compensate  a titolo di restituzione  e  rimborsi  di
     tasse  ed  imposte  dirette  ed  indirette  sugli  affari  e
     relative addizionali.

         3.  Per  la definizione delle procedure informatiche  ed
     amministrative  connesse all'attuazione  delle  disposizioni
     del  comma 1 è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 100
     migliaia di euro.

         4.   Per   consentire  il  rispetto  del   termine   del
     recepimento  nell'ordinamento regionale di  quanto  disposto
     al  comma 1, è autorizzata per le finalità dell'articolo 16,
     comma  7, della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10,  per
     l'anno 2014, un'ulteriore spesa di 80 migliaia di euro  (UPB
     7.2.1.1.1,  capitolo  212008) da  utilizzare  anche  per  il
     personale  che  svolge attività nel settore  informativo  ai
     fini  del  recepimento  delle  disposizioni  contenute   nel
     decreto  legislativo  23 giugno 2011, n.  118  e  successive
     modifiche ed integrazioni.

         5.  Agli  oneri  previsti ai commi 3 e  4  del  presente
     articolo,  si  provvede mediante riduzione  di  parte  delle
     disponibilità    dell'UPB   4.2.1.5.2,   capitolo    215704,
     accantonamento 1001.

                               TITOLO II
                  Misure di contenimento della spesa

                                Art. 6.
         Soppressione Comitati, Commissioni, Consigli, Collegi
          operanti all'interno dell'amministrazione regionale

         l.  In  attuazione  dei principi di  contenimento  della
     spesa  pubblica, i Comitati, le Commissioni, i  Consigli,  i
     Collegi    comunque    denominati    operanti    all'interno
     dell'Amministrazione  regionale,  la   cui   istituzione   è
     prevista   da   leggi,   regolamenti,   decreti   o    altro
     provvedimento,  verranno soppressi secondo le  procedure  di
     cui ai successivi commi 2, 3 e 4.

         2.  La  Giunta regionale, entro il termine di 15  giorni
     dalla  data  di entrata in vigore della presente legge,  con
     propria  deliberazione, indica i criteri e le  modalità  per
     l'individuazione     degli    organismi     ritenuti     non
     indispensabili.
         3. Entro il termine improrogabile di ulteriori 15 giorni
     dall'adozione  della  deliberazione  di  cui  al  precedente
     comma,   ciascun   Assessore   regionale   trasmette    alla
     Segreteria  generale  della  Presidenza  della  Regione   un
     elenco  ricognitivo completo degli organi collegiali di  cui
     al  comma  1, prevedendo contestualmente, all'individuazione
     degli organismi per i quali si propone la soppressione o  la
     riduzione o eliminazione dei relativi costi.

         4.  Entro  il termine di 30 giorni dal compimento  degli
     adempimenti  di cui al comma 3, la Giunta regionale  approva
     e   trasmette  all'Assemblea  regionale  siciliana  apposito
     disegno   di   legge   organico  sulla  soppressione   degli
     organismi  ritenuti  non  indispensabili  e  delle  relative
     norme istitutive.

                                Art. 7.
          Trattamenti integrativi di previdenza e quiescenza

         1.  A  decorrere dalla data di entrata in  vigore  della
     presente   legge  è  fatto  divieto,  per  l'Amministrazione
     regionale   e   per  gli  enti  e  gli  organismi   di   cui
     all'articolo l della legge regionale 30 aprile 1991,  n.  10
     e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  nonché  per  le
     società  a  partecipazione  totale  o  maggioritaria   della
     Regione,  di erogare trattamenti di previdenza e  quiescenza
     integrativi,  fatta eccezione per quelli  in  godimento,  in
     assenza  di  una  espressa previsione legislativa  regionale
     e/o  statale  che  ne definisca l'ambito di applicazione,  i
     presupposti, l'entità e la relativa copertura a  carico  dei
     rispettivi bilanci.

                                Art. 8.
                Norme di risparmi nel settore sanitario

         1.  Per le finalità dell'articolo 8 del decreto legge 24
     aprile  2014,  n.  66,  convertito con  modificazioni  dalla
     legge  23 giugno 2014, n. 89 e dell'articolo 13 della  legge
     regionale 11 giugno 2014, n. 13, per l'anno 2014 la  Regione
     è  autorizzata a ridurre dell'importo di 25.000 migliaia  di
     euro,  il  finanziamento  della compartecipazione  regionale
     agli  obiettivi  del Piano Sanitario nazionale  rispetto  ai
     criteri  ordinariamente previsti in sede di intesa ai  sensi
     dell'articolo l, comma 34, della legge 23 dicembre 1996,  n.
     662.

         2.  Per  quanto  disposto al comma 1, ed al  fine  della
     salvaguardia  dell'equilibrio  di  bilancio  sanitario,  per
     l'anno  2014  gli enti del settore sanitario, in  attuazione
     dell'articolo 8 del decreto legge 24 aprile 2014,  n.  66  e
     dell'articolo  13 della legge regionale 11 giugno  2014,  n.
     13,   sono  tenuti  a  conseguire  risparmi  di  spesa   non
     inferiori all'importo di cui al comma l.

         3.  Per  l'anno 2015, fermo restando quanto disposto  al
     comma  80  dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009,  n.
     191,  e  successive  modifiche ed integrazioni,  il  gettito
     derivante  dalle  maggiorazioni  dell'aliquota  dell'imposta
     regionale   sulle  attività  produttive  e  dell'addizionale
     regionale   all'IRPEF  deve  garantire,   sino   all'importo
     massimo  di  25.000  migliaia di  euro,  il  ripristino  del
     finanziamento   della   compartecipazione   regionale   agli
     obiettivi  del Piano Sanitario nazionale, relativo  all'anno
     2014,  qualora venga accertato un minore risparmio di  spesa
     di cui al comma precedente.

         4. La misura dell'eventuale minore risparmio di spesa di
     cui al comma 3 è accertata dai competenti Tavoli tecnici  di
     cui  agli articoli 9 e 12 dell'Intesa 23 marzo 2005, sancita
     dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,  le
     regioni   e  le  province  autonome  di  Trento  e  Bolzano,
     pubblicata  nel  supplemento ordinario n. 83  alla  Gazzetta
     Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005.

                                Art. 9.
                     Integrazione socio-sanitaria

         1.  In  attuazione  di quanto disposto dall'articolo  2,
     comma  3, lettera f), della legge regionale 14 aprile  2009,
     n.  5, la Regione rende appropriata ed omogenea in tutto  il
     territorio  regionale l'erogazione delle prestazioni  socio-
     sanitarie  rientranti nei livelli essenziali di  assistenza,
     di  cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
     29  novembre  2001, allegato l. C  Area integrazione  socio-
     sanitaria  e successive modifiche ed integrazioni.

         2. Il finanziamento delle prestazioni di cui al comma  1
     grava  in  quota parte sul Fondo sanitario regionale  nonché
     su  eventuali  altre  fonti  di  finanziamento  regionali  e
     comunitarie  e  sugli  eventuali  co-obbligati  per   legge,
     secondo  i criteri di compartecipazione definiti dal Decreto
     del  Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001,
     allegato   1.   C   Area  integrazione  socio-sanitaria    e
     successive modifiche ed integrazioni.

         3.  Per  le  finalità  di cui al comma  l,  con  decreto
     interassessoriale, da adottarsi entro 120 giorni dalla  data
     di  entrata  in  vigore della presente legge, previo  parere
     delle    competenti   Commissioni   legislative   e    della
     Commissione  bilancio  dell'Assemblea  regionale  siciliana,
     l'Assessore regionale per la salute e l'Assessore  regionale
     per   la  famiglia,  le  politiche  sociali  ed  il  lavoro,
     disciplinano  le modalità per la definizione di  un  sistema
     unico   di   accreditamento   dei   soggetti   che   erogano
     prestazioni   socio-sanitarie,   la   determinazione   delle
     risorse  da  corrispondere  rispettivamente  per  la   quota
     sanitaria  e  per  la quota socio-assistenziale,  nonché  le
     modalità di monitoraggio e controllo delle strutture.

                              TITOLO III
                   Finanziamento interventi di spesa

                               Art. 10.
                            Ricovero minori

         l.   Per  il  finanziamento  degli  interventi  di   cui
     all'articolo  9,  comma 4, della legge regionale  14  maggio
     2009,  n.  6  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  è
     autorizzata,  per l'anno 2014, la spesa di  12.800  migliaia
     di euro (UPB 6.2.1.3.1. - cap. 183337).

                               Art. 11.
                Comunità alloggio per disabili psichici

         l.  Per  la gestione dei rapporti, anche in convenzione,
     con  le  comunità  alloggio per i disabili psichici  di  cui
     all'articolo  76,  comma 4, della legge regionale  26  marzo
     2002,  n.  2  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  è
     autorizzata,  per l'anno 2014, la spesa di  14.400  migliaia
     di euro (UPB 6.2.1.3.1. - cap. 182519).

                               Art. 12.
      Riorganizzazione delle risorse umane nel settore forestale
                                e della
                       prevenzione degli incendi

         l.  Per  le  finalità di cui all'articolo 3 della  legge
     regionale  11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata,  per  l'anno
     2014,   l'ulteriore  spesa  nel  limite  massimo  di  78.225
     migliaia di euro (UPB 10.5.1.3.2. - capitoli 156604).

         2.  Per l'attuazione di progetti, coerenti con il  comma
     18  dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003, n.  350  e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  finalizzati   alla
     costruzione  e  manutenzione  straordinaria  di   opere   ed
     impianti  del  demanio e del patrimonio  pubblico  forestale
     nonché  per  la ricostituzione ed il recupero del patrimonio
     pubblico   boschivo   è   autorizzata   per   l'anno   2014,
     l'ulteriore  spesa nel limite massimo di 25.000 migliaia  di
     euro  (UPB 10.5.2.6.1. - cap. 554201). All'onere di  cui  al
     presente  comma si provvede mediante utilizzo delle  risorse
     di cui all'articolo 30 della presente legge.

         3. All'articolo 43 della legge regionale 14 aprile 2006,
     n. 14, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

          6 bis. Gli uffici periferici del Dipartimento regionale
     del   lavoro   e   delle   politiche  sociali   adottano   i
     provvedimenti   di   decadenza  dai  contingenti   e   dalla
     graduatoria  unica  distrettuale,  nonché  la  cancellazione
     dall'elenco   speciale   regionale   istituito   ai    sensi
     dell'articolo  45 ter della legge regionale 6  aprile  1996,
     n.  16  dei lavoratori forestali al verificarsi dei seguenti
     eventi:

         a)  ingiustificata  rinuncia ad una congrua  offerta  di
     lavoro come definita dalle vigenti disposizioni di legge  in
     materia di perdita dello stato di disoccupazione;

         b) assunzione a tempo indeterminato;

         c) volontaria fuoriuscita.

         I  lavoratori  forestali  inseriti  nel  contingente  ad
     esaurimento  di cui al comma 7 dell'articolo 44 della  legge
     regionale  14  aprile 2006, n. 14 che non effettuano  le  78
     giornate  lavorative  ai  fini  previdenziali  non   possono
     essere  sostituiti.  Dal computo delle  giornate  di  lavoro
     determinato   in   base  al  fabbisogno  distrettuale   sono
     detratte  le giornate corrispondenti ai turni non effettuati
     a  causa  della impossibilità di sostituzione del lavoratore
     non avviato. .

         4.    Le   prestazioni   relative   alla   progettazione
     preliminare,  definitiva ed esecutiva nonché alla  direzione
     dei   lavori   ed   agli  incarichi  di  supporto   tecnico-
     amministrativo   per   le  attività  di   forestazione,   di
     sistemazione  idraulico-forestale ed idraulico-agraria  sono
     espletate     esclusivamente    da     personale     interno
     dell'Amministrazione    regionale.    In    ragione    della
     omnicomprensività  del  relativo trattamento  economico,  al
     personale  con  qualifica dirigenziale  non  possono  essere
     corrisposte somme in base alle disposizioni di cui ai  commi
     5  e  6  dell'articolo 92 del decreto legislativo 12  aprile
     2006, n. 163.

         4   bis.  Le  disposizioni  di  cui  ai  commi  5  e   6
     dell'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.
     163    si   applicano   altresì   a   tutto   il   personale
     dell'amministrazione  regionale  e   degli   enti   di   cui
     all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2010, n. 10.

         5.  Per  il  triennio 2014-2016 trovano applicazione  le
     disposizioni   dell'articolo  8,  comma   1,   della   legge
     regionale  29 dicembre 2010, n. 24 e dell'articolo  1  della
     legge  regionale  29  dicembre 2008,  n.  25  anche  per  le
     attività   di   forestazione,  di  sistemazione   idraulico-
     forestale   ed   idraulico-agraria,   con   esclusione   del
     personale    già   utilmente   inserito   nelle   rispettive
     graduatorie.

         6.  Nel  rispetto  del principio di  contenimento  della
     spesa ed al fine di consentire la salvaguardia, a titolo  di
     solidarietà  delle fasce deboli, i lavoratori forestali  che
     percepiscono un reddito rilevabile dal Mod. ISEE,  dell'anno
     di  riferimento, superiore a 50.000 euro, non effettueranno,
     per  il  triennio  2014-2016, le giornate  attribuite  dalla
     fascia   di  appartenenza.  Sono  esclusi,  ai  fini   della
     rilevazione   ISEE,   i  redditi  provenienti   dai   nuclei
     familiari  di  origine  qualora con  essi  conviventi  nella
     qualità  di  single  o famiglie di cui  uno  dei  componenti
     appartenente  al nucleo originario. I posti  resisi  vacanti
     in  virtù  della sospensione, non potranno essere  ricoperti
     in  quanto al variare della situazione reddituale  si  potrà
     rientrare nelle graduatorie.

         7.  A decorrere dall'1 gennaio 2014, l'indennità mensile
     pensionabile di cui all'articolo 1 della legge regionale  27
     febbraio   2007,  n.  4  è  corrisposta  esclusivamente   al
     personale  del Comando del Corpo forestale della Regione  in
     servizio  effettivo presso il dipartimento, con funzioni  di
     polizia giudiziaria.

         8.  Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale  15
     giugno  1998,  n.  11,  dopo  le parole   con  qualifica  di
     assistente  tecnico forestale e di agente tecnico forestale
     aggiungere   le   seguenti    ,   che   svolgono    entrambi
     esclusivamente funzioni di polizia giudiziaria.

                               Art. 13.
               Norme in materia di consorzi di bonifica

         1. Per le finalità di cui all'articolo 4, comma 3, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014, l'ulteriore spesa nel limite massimo di  5.000
     migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo 147320).

                               Art. 14.
       Norme per la manutenzione del territorio e del paesaggio
                                rurale

         1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 5 della  legge
     regionale  11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata,  per  l'anno
     2014, la spesa di 3.000 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.99  -
     capitolo 147326).

                               Art. 15.
      Disposizioni concernenti il personale dell'Ente acquedotti
                               siciliani

         1. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 1, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014,  l'ulteriore spesa di 5.913 migliaia  di  euro
     (UPB 4.2.1.3.99).

         2. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 2, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di  133
     migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - cap. 147325).

         3. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 3, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di  713
     migliaia di euro (UPB 2.2.1.3.7 - cap. 343315).

         4. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 4, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014,  l'ulteriore spesa  nella  misura  massima  di
     1.868 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - cap. 373347).

                               Art. 16.
                       Gestione impianti idrici

         1.  Per  le  finalità dell'articolo 46, comma  l,  della
     legge  regionale  15 maggio 2013, n. 9, è  autorizzata,  per
     l'esercizio  finanziario 2014, l'ulteriore  spesa  di  7.000
     migliaia di euro (UPB 5.2.l.3.99 - cap. 242543).

         2. Nelle more dell'approvazione della legge regionale di
     cui  al  comma  5  dell'articolo 1 della legge  regionale  9
     gennaio  2013, n. 2, negli ambiti territoriali  ottimali  in
     cui  il  gestore del servizio idrico integrato non  è  stato
     individuato  o  è  fallito, i comuni,  in  forma  singola  o
     associata, possono gestire il suddetto servizio.

         3.  I comuni appartenenti agli ambiti di cui al comma 2,
     in  forma  singola  o associata, nella  fase  di  start  up,
     possono utilizzare il personale già in servizio.

                               Art. 17.
                   Convenzione Agenzia delle Entrate

         1.  La  Regione,  al  fine  di velocizzare  i  tempi  di
     riscossione  delle tasse automobilistiche, può  affidare  la
     riscossione  delle  medesime tasse, oltre  che  ai  soggetti
     autorizzati  ai  sensi delle vigenti disposizioni,  anche  a
     Riscossione Sicilia S.p.A., agente della riscossione per  le
     province  siciliane  ai sensi dell'articolo  2  della  legge
     regionale   22   dicembre   2005   n.   19.   A   tal   fine
     l'Amministrazione  finanziaria regionale può  stipulare  con
     l'Agenzia  delle  Entrate e con Riscossione  Sicilia  S.p.a.
     apposita  convenzione  per  disciplinare  modalità  e  tempi
     dell'invio delle comunicazioni ai contribuenti (c.d.  avvisi
     bonari),  la  trasmissione  dei  flussi  informativi  e   il
     rimborso delle spese sostenute.

         2.  Per la riscossione dei pagamenti a fronte dell'invio
     delle  comunicazioni  di cui al comma 1 Riscossione  Sicilia
     S.p.A. è remunerata con un aggio sulle somme riscosse  dalla
     stessa  società,  pari al 60 per cento dell'aggio  spettante
     sulla  riscossione  ai sensi dell'articolo  17  del  decreto
     legislativo 13 aprile 1999 n. 112, e successive modifiche  e
     integrazioni;  in  caso di mancato pagamento  da  parte  dei
     contribuenti  e/o di riscossione presso gli  altri  soggetti
     autorizzati,  a  Riscossione Sicilia S.p.A. spetta  il  solo
     rimborso    del   costo   sostenuto   per   l'invio    delle
     comunicazioni  il  cui ammontare sarà stabilito  nell'ambito
     della convenzione di cui al comma 1.

         3.  Al  fine  di corrispondere il rimborso  delle  spese
     all'Agenzia  delle  Entrate è autorizzata  per  il  triennio
     2014-2016  la  spesa annua di 130 migliaia di  euro  al  cui
     onere  si provvede, per gli anni 2015 e 2016, a valere sulle
     disponibilità  dell'UPB  4.2.1.5.2  -  capitolo   215704   -
     accantonamento 1001.

                               Art. 18.
              Fondi regolazioni contabili e Fondi Globali

         l.   I   Fondi  per  l'effettuazione  delle  regolazioni
     contabili   delle  compensazioni  fiscali  sui  tributi   di
     spettanza  regionale, riscossi con le  modalità  di  cui  al
     decreto  legislativo 9 luglio 1997, n. 241, (UPB  4.3.1.5.4,
     capitolo  219202  -  UPB  4.3.1.5.4, capitolo  219205)  sono
     incrementati   per  l'anno  2014  dell'importo   di   90.000
     migliaia  di  euro, per l'anno 2015 dell'importo  di  72.006
     migliaia  di euro e per l'anno 2016 dell'importo di  117.912
     migliaia di euro.

         2. Il Fondo di cui all'articolo 48, comma l, della legge
     regionale  28  gennaio  2014, n. 5  (UPB  4.2.1.5.2  -  cap.
     215704  -  accantonamento 1002) è incrementato  dell'importo
     di 500 migliaia di euro.

                               Art. 19.
                          Società Interporti

         1.  La  Regione è autorizzata a sottoscrivere  l'aumento
     del  capitale  sociale  della Società  Interporti  Siciliani
     S.p.A.,  società di scopo finalizzata alla realizzazione  di
     infrastrutture  sul  territorio  della  Regione   siciliana,
     nella misura complessiva di 8.500 migliaia di euro.

         2.  Per  le finalità del presente articolo è autorizzata
     la  spesa  di 2.500 migliaia di euro per l'anno  2014  e  di
     3.000  migliaia di euro annui per ciascuno degli anni  2015-
     2016.

         3.  Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente
     articolo  per  gli  anni 2015 e 2016 si  provvede  a  valere
     sulle  disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704  -
     accantonamento 1001.

         4.  La  Regione è autorizzata a procedere al  versamento
     dei    contributi   consortili,   secondo   le    previsioni
     statutarie,   della  propria  partecipata  strategica   MAAS
     S.C.p.A.  che, per l'anno 2014, sono quantificati  in  1.500
     migliaia  di  euro cui si provvede mediante riduzione  della
     spesa autorizzata dall'articolo 22 della presente legge.

                               Art. 20.
         Misure di fuoriuscita lavoratori inseriti nell'elenco
          di cui all'articolo 34 della legge regionale 5/2014
         l.  All'articolo  34  della legge regionale  28  gennaio
     2014, n. 5 dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti commi:

          3 bis. Nel rispetto della vigente normativa comunitaria
     l'Assessorato  regionale  della  famiglia,  delle  politiche
     sociali e del lavoro è autorizzato a concedere ai datori  di
     lavoro  di cui all'articolo 38 della legge regionale  agosto
     2009,   n.   9   che   procedono  all'assunzione   a   tempo
     indeterminato dei lavoratori di cui al presente articolo  in
     possesso  dei  requisiti  previsti  dall'articolo  36  della
     citata  legge  regionale n. 9/2009, gli  incentivi  previsti
     dagli  articoli  37,  38,  39  e  40  della  medesima  legge
     regionale 9/2009.

         3   ter.   Il   Dipartimento   regionale   del   lavoro,
     dell'impiego,   dell'orientamento,  dei  servizi   e   delle
     attività  formative, al fine di favorire la fuoriuscita  dal
     bacino  di  appartenenza dei lavoratori inseriti nell'elenco
     di  cui  all'articolo  34 della legge regionale  31  gennaio
     2014,  n.  5  è  autorizzato  a  concedere,  a  coloro   che
     presentano  istanza entro il 30 settembre 2014 e nei  limiti
     dello  stanziamento di cui al comma successivo, un  importo,
     una  tantum,  pari  a  25.000,00  a  titolo  di  borsa  auto
     impiego.

         3 quater. La borsa di auto impiego di cui al comma 3 ter
     viene  concessa sulla base di apposita graduatoria elaborata
     tenendo conto dei criteri di seguito elencati:

         a) maggiore carico familiare;

         b) a parità minore reddito derivante dal modello ISEE;

         c) ad ulteriore parità minore età anagrafica.

         3  quinquies. Per le finalità di cui al comma  3  ter  è
     autorizzata per gli anni 2015/2016 la spesa annua di  10.000
     migliaia  di  euro. Al relativo onere si provvede  a  valere
     sulle  disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704  -
     accantonamento 1001. .

                               Art. 21.
        Esami per l'iscrizione agli albi per l'esercizio delle
                        professioni turistiche

         1.  Dopo  l'articolo  7 della legge regionale  3  maggio
     2004, n. 8 è inserito il seguente articolo:

          Art.  7 bis - Contributi per spese di organizzazione  -
     l.  A  carico  di  coloro che richiedono  di  accedere  alle
     verifiche  previste  per l'accesso alle professioni  di  cui
     alla  presente legge, è previsto un contributo non superiore
     ad   euro  150,00  per  le  spese  da  sostenersi  da  parte
     dell'Amministrazione per le attività di verifica.

         2.  La misura del contributo è determinata con i decreti
     che  approvano i relativi avvisi pubblici di indizione delle
     verifiche. .

         2.  Per le finalità di cui agli articoli 2, 3, 4, 6 e  7
     della  legge  regionale 3 maggio 2004, n. 8  è  autorizzata,
     per  l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 100  migliaia
     di euro.

                               Art. 22.
         Misure per contrastare le condizioni di povertà e di
                          esclusione sociale

         1.  Per  le finalità di cui agli articoli 53 e  seguenti
     del  capo  II del Titolo V della legge regionale  12  maggio
     2010,  n.  11, è autorizzata, per l'anno 2014, la  spesa  di
     17.700 migliaia di euro.

         2.  Per  le  finalità  di cui al comma  1  sono  altresì
     destinate le somme derivanti:

         a) dall'avanzo relativo a fondi regionali a destinazione
     non  vincolata  del  Fondo Siciliano per l'assistenza  e  la
     collocazione  dei  lavoratori  disoccupati,  non  utilizzato
     alla  data  di  entrata in vigore della presente  legge,  ad
     eccezione dell'importo di cui all'articolo 25;

         b)   dalle   entrate  derivanti  dall'attuazione   delle
     disposizioni di cui all'articolo 23;

         c) dai risparmi di spesa derivanti dall'attuazione delle
     disposizioni di cui all'articolo 24;

         d)  dalla  riprogrammazione delle  risorse  relative  ad
     assegnazioni extraregionali;

         3.  La  spesa  autorizzata dai commi 1 e 2 è  destinata,
     nella   misura   del  50  per  cento,  alle  assunzioni   di
     lavoratori  svantaggiati, molto svantaggiati o disabili  con
     età  superiore  ad anni 34 e per il restante  50  per  cento
     alle    assunzioni   di   lavoratori   svantaggiati,   molto
     svantaggiati o disabili con età inferiore ad anni 34 .

         4. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
     apportare  al bilancio della Regione le variazioni derivanti
     dall'attuazione del presente articolo.

                               Art. 23.
                       Contributo di solidarietà

         1.  A  decorrere  dall'entrata in vigore della  presente
     legge,  e  fino al 31 dicembre 2016, nella Regione siciliana
     il  contributo  di  solidarietà introdotto dall'articolo  1,
     comma   486,  della  legge  27  dicembre  2013,  n.  147   e
     successive   modifiche  ed  integrazioni,  è  dovuto   nelle
     aliquote aggiuntive rispettivamente del 4 per cento,  del  5
     per cento e del 6 per cento rispetto a quelle ivi previste.

         2.  Per  i trattamenti pensionistici superiori a  cinque
     volte  il trattamento pensionistico minimo INPS è dovuto  un
     contributo di solidarietà regionale pari:

         a)  al  4  per  cento della parte eccedente il  predetto
     importo  lordo annuo fino all'importo lordo annuo  di  sette
     volte il trattamento minimo INPS;

         b)  al  5  per  cento della parte eccedente il  predetto
     ultimo  importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo  di
     dieci volte il trattamento minimo INPS;

         c)  al  6,5 per cento della parte eccedente il  predetto
     ultimo  importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo  di
     quattordici volte il trattamento minimo INPS.
         3.  I  risparmi  derivanti dalle misure di  contenimento
     della spesa adottate sulla base
       dei  principi  di cui al comma precedente applicati  anche
     agli  enti  ed  organismi della Regione  siciliana  che  non
     soggiacciono   all'obbligo  dei  versamenti  alle   gestioni
     previdenziali  obbligatorie di cui  al  citato  articolo  1,
     comma  486 della legge n. 147 del 2013, nonché all'Assemblea
     regionale  siciliana,  anche  in  riferimento  ai   vitalizi
     previsti  per coloro che hanno ricoperto funzioni  pubbliche
     elettive,  sono  versate  all'entrata  del  bilancio   della
     Regione   per   essere  destinate  al  finanziamento   delle
     iniziative previste dall'articolo 22 della presente legge.

         4. Le somme trattenute dalle amministrazioni regionali e
     quelli  di  cui  al  comma  precedente  per  effetto   delle
     applicazioni  delle  disposizioni  di  cui  al   comma   486
     dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.  147,  sono
     versate,  a  decorrere dall'1 gennaio 2014, all'entrata  del
     bilancio    della   Regione   per   essere   destinate    al
     finanziamento  delle  iniziative previste  dall'articolo  25
     della presente legge.

                               Art. 24.
          Riduzione della dotazione organica e pensionamenti
                              anticipati

         1.   In   coerenza  con  i  principi   e   le   finalità
     dell'articolo  2  del decreto legge 6 luglio  2012,  n.  95,
     convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto  2012,  n.
     135,  vigono  per  il periodo 2014-2017,  per  il  personale
     dell'Amministrazione  regionale, i  requisiti  anagrafici  e
     contributivi  per l'accesso al trattamento pensionistico  in
     base  alla  disciplina vigente prima dell'entrata in  vigore
     dell'articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n.  201,
     convertito  con modificazioni dalla legge 22 dicembre  2011,
     n. 214.

         2.  Nelle  more  della rivisitazione e  riorganizzazione
     dell'Amministrazione  regionale, la dotazione  organica  del
     personale  di  cui all'articolo 5 della legge  regionale  15
     maggio  2000, n. 10 e all'articolo 51, comma 2, della  legge
     regionale  12 maggio 2010, n. 11, nonché degli enti  di  cui
     all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10,
     è  ridotta  in numero pari ai soggetti che vengono collocati
     in  quiescenza  in attuazione delle dotazioni  organiche  di
     cui al precedente comma 1.

         3.   Alla  rideterminazione  delle  dotazioni  organiche
     ridotte  ai sensi del superiore comma 2, si procede  tramite
     decreto  del  Presidente  della  Regione  siciliana,  previa
     delibera  della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
     regionale  per  le autonomie locali e la funzione  pubblica,
     da  adottarsi  entro e non oltre 120 giorni  dalla  data  di
     entrata in vigore della presente legge.

         4. Al comma 6, dell'articolo 9, della legge regionale 15
     maggio  2000, n. 10 sono soppresse le parole  di consulenza,
     studio e ricerca .

         5.   Nelle  more  della  riorganizzazione  dell'apparato
     burocratico regionale, entro tre mesi dalla data di  entrata
     in  vigore della presente legge e con le procedure  previste
     dall'articolo 11 della legge regionale 3 dicembre  2003,  n.
     20,  le strutture di dimensione intermedia, denominate  aree
     e  servizi,  ed unità operative di base, di cui all'articolo
     4  della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, sono ridotte
     del 30%.

         6.  L'articolo 20 della legge regionale 15 giugno  1988,
     n. 11, è sostituito dal seguente:
          1.  I  dipendenti dell'amministrazione  regionale,  con
     almeno    otto    anni   di   servizio   utile    ai    fini
     dell'attribuzione dell'indennità di buonuscita  o  del  TFR,
     possono   chiedere   l'anticipazione   dell'erogazione   del
     trattamento loro spettante.

         2.    Le    anticipazioni   concedibili   non   potranno
     complessivamente    superare    il    70%     dell'ammontare
     dell'indennità  di  buonuscita o del TFR cui  il  dipendente
     avrebbe  diritto  nel  caso di cessazione  del  rapporto  di
     lavoro alla data della richiesta.

         3.   Le   richieste  di  anticipazione  potranno  essere
     avanzate   con  riferimento  ad  una  sola  delle   seguenti
     prioritarie motivazioni:

         a)  spese  sanitarie per il dipendente e per i familiari
     fiscalmente a carico;

         b)  spese per studi universitari e post universitari per
     i figli;

         c) acquisto della prima casa per il dipendente;

         d)  acquisto  della  prima casa per i figli  dell'avente
     diritto.

         4.  L'anticipazione viene detratta, a tutti gli effetti,
     dall'ammontare  dell'indennità  di  buonuscita  o  del   TFR
     spettante per la cessazione del rapporto di lavoro.

         5.  Le richieste saranno soddisfatte sino ad esaurimento
     dello  stanziamento  di  bilancio previsto  per  l'esercizio
     finanziari odi riferimento.

         6.  Con  apposito regolamento da emanarsi,  a  cura  del
     Dipartimento  regionale  della  funzione  pubblica   e   del
     personale, di concerto con il Fondo pensioni Sicilia,  entro
     60  giorni dalla pubblicazione della presente legge, saranno
     individuate le modalità ed i criteri per la concessione  dei
     benefici di cui al presente articolo. .

                               Art. 25.
       Lavoratori della ex Pirelli di Villafranca e di Siracusa

         1. Per le finalità previste dal comma 2 dell'articolo 34
     della  legge  regionale 18 maggio 1996, n. 33 è autorizzata,
     per  l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 235  migliaia
     di  euro,  cui si provvede a valere sulle disponibilità  del
     Fondo  siciliano  per  l'assistenza ed il  collocamento  dei
     lavoratori disoccupati.

                               Art. 26.
                    Definizione accordo transattivo

         1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 24,  comma  9,
     della  legge  regionale 25 maggio 1995, n. 45 è autorizzata,
     per  l'esercizio finanziario 2014, la spesa  complessiva  di
     2.650 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo 147305).

                               Art. 27.
              Finanziamento ulteriori interventi di spesa

         1.  Le autorizzazioni di spesa previste per l'anno  2014
     nell'Allegato 1 - Rifinanziamento interventi di spesa  -  di
     cui  all'articolo  8,  comma 1,  della  legge  regionale  11
     giugno  2014,  n.  13, sono incrementate da quelle  previste
     dall'Allegato   1  della  presente  legge,   per   l'importo
     complessivo di 150.315 migliaia di euro.

         2.  Per le finalità di cui all'articolo 11, commi  99  e
     100,   della  legge  regionale  9  maggio  2012,  n.  26   e
     successive  modifiche ed integrazioni,  è  autorizzata,  per
     l'anno 2014, l'ulteriore spesa di 742 migliaia di euro  (UPB
     2.2.1.1.2 - capitolo 342534).

         3.  Per  le finalità di cui all'articolo 54 della  legge
     regionale  15  maggio 2013, n. 9 e successive  modifiche  ed
     integrazioni  è  autorizzata, per l'anno  2014,  l'ulteriore
     spesa  di  1.900 migliaia di euro (UPB 10.2.1.3.2 - capitolo
     144111).

         4.  Per  le  finalità di cui all'articolo 20, comma  26,
     della   legge  regionale  22  dicembre  2005,   n.   19,   è
     autorizzata  per  l'anno  2014  l'ulteriore  spesa  di   393
     migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - capitolo 148102).

         5.  Per le finalità di cui all'articolo 128 della  legge
     regionale  12  maggio 2010, n. 11 e successive modifiche  ed
     integrazioni  è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa  di
     11.750  migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215734).
     Le  procedure  per l'assegnazione delle risorse  di  cui  al
     presente    comma    sono   definite   entro    60    giorni
     dall'approvazione della presente legge.

         6.  Per  le  finalità di cui all'articolo 73,  comma  1,
     della  legge  regionale 15 maggio 2013, n.  9  e  successive
     modifiche  ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno  2014,
     la  spesa di 349 migliaia di euro (UPB 5.2.1.3.99 - capitolo
     243308).

         7.  Per  le  finalità  di cui alla  legge  regionale  31
     dicembre  1964 n. 34 e successive modifiche ed  integrazioni
     è  autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 1.543  migliaia
     di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183701).

         8.  Per le finalità di cui agli articoli 1, 2 e 8  della
     legge  regionale 30 aprile 2001, n. 4 e successive modifiche
     ed  integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa
     di 600 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183715).

         9.  Per  le  finalità di cui all'articolo 2 della  legge
     regionale  30  dicembre 1980, n. 152 e successive  modifiche
     ed  integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa
     di   1.700  migliaia  di  euro  (UPB  9.2.1.3.3  -  capitolo
     373711).

         10.  Per le finalità di cui all'articolo 17 della  legge
     regionale  15  maggio 2013, n. 9 e successive  modifiche  ed
     integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa  di
     252 migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.5 - capitolo 191309).

         11.  Per l'erogazione di contributi per il funzionamento
     delle   università,   degli  istituti  universitari,   degli
     osservatori    astronomici,   astrofisici,   geofisici,    e
     vulcanologici  di cui all'articolo 73, comma 6  della  legge
     regionale  15 maggio 2013, n. 9, è autorizzata,  per  l'anno
     2014,  la  spesa  di 225 migliaia di euro (UPB  9.2.1.3.5  -
     capitolo 373307).

         12.  Per  le  assegnazioni  alle  università  per  spese
     inerenti  l'attività sportiva universitaria e per i relativi
     impianti,  di  cui  all'articolo 73, comma  6,  della  legge
     regionale  15  maggio 2013, n. 9 e successive  modifiche  ed
     integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa  di
     143 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - capitolo 373313).

         13.   Per  le  finalità  dell'articolo  1  della   legge
     regionale  5 novembre 2004, n. 15 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  è  autorizzatala spesa di 1.020  migliaia  di
     euro per l'anno 2014 (UPB 11.2.1.1.1 - capitolo 412016).

         14.  Per  le finalità di cui all'articolo 73,  comma  2,
     della  legge  regionale 15 maggio 2013, n.  9  e  successive
     modifiche  ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno  2014,
     la  spesa  di 72 migliaia di euro (UPB 3.2.1.3.3 -  capitolo
     376576).

         15.  Il  fondo previsto dall'articolo 28 della legge  31
     dicembre   2009,   n.   196   e  successive   modifiche   ed
     integrazioni  è incrementato, per l'anno 2014,  della  somma
     di 400 migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.1 - capitolo 215702).

         16.  La  dotazione  finanziaria della  UPB  4.2.1.3.3  -
     capitolo  215724 è incrementata per l'anno 2014 dell'importo
     complessivo  di  1.397  migliaia  di  euro,  di  cui   1.074
     migliaia  di  euro  per consentire il pagamento  rateale  in
     favore  dell'Agenzia delle Entrate per l'acquisizione  delle
     azioni  detenute  dalla  stessa  nella  Società  Riscossione
     Sicilia S.p.A.

         17. La spesa autorizzata dall'articolo 48, comma 6 della
     legge  regionale 28 gennaio 2014, n. 5 (tab. G) è incrementa
     per  l'anno 2014 dell'importo di 855 migliaia di  euro  (UPB
     13.2.1.3.5 - capitolo 378118).

         18.  Al  fine  di  fronteggiare le emergenze  umanitarie
     connesse  allo sbarco di migranti nei territori  dei  Comuni
     di  Lampedusa, Pozzallo, Augusta, Porto Palo di Capo Passero
     e   Porto   Empedocle   è   autorizzata,   per   l'esercizio
     finanziario 2014, la spesa complessiva di 3.250 migliaia  di
     euro,  di  cui  in  favore  del comune  di  Lampedusa  1.500
     migliaia  di  euro,  in  favore del comune  di  Augusta  500
     migliaia  di  euro,  in favore del comune  di  Pozzallo  500
     migliaia  di  euro, in favore del Comune di Porto  Empedocle
     500  migliaia di euro ed in favore del comune di Porto  Palo
     di  Capo  Passero 250 migliaia di euro. Le somme di  cui  al
     presente  comma  sono utilizzate dai citati  comuni  per  la
     realizzazione  di  interventi  finalizzati  a  favorire   il
     rilancio   dei  comuni,  la  gestione  corrente  nonché   la
     riqualificazione     urbanistica    e     gli     interventi
     infrastrutturali (UPB 3.3.1.3.2 - cap. 191314).

         19.  Per le finalità di cui all'articolo 12 della  legge
     regionale   16   maggio  1978,  n.  8  è   autorizzata   per
     l'esercizio  finanziario 2014 la spesa di 1.500 migliaia  di
     euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473709).

         20.  All'articolo 21, comma 2, della legge regionale  17
     maggio  1984, n. 31, dopo le parole  di serie A   aggiungere
     le parole  e di serie B .

         21.  Per  la  concessione  di  contributi  alle  società
     sportive    professionistiche,    semiprofessionistiche    e
     dilettantistiche  partecipanti  a  campionati  nazionali  di
     serie   A   e  di  serie  B,  già  previsti  dal   comma   2
     dell'articolo  21 della legge regionale 17 maggio  1984,  n.
     31,  è autorizzata per l'esercizio finanziario 2014 la spesa
     di 180 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473710).

         22.  Per le finalità di cui all'articolo 47 della  legge
     regionale   12   maggio  2010,  n.  11  è  autorizzata   per
     l'esercizio  finanziario 2014 la spesa  di  60  migliaia  di
     euro (UPB 5.2.1.1.1 - capitolo 242022).

         23.  Per  le finalità di cui all'articolo 14,  comma  2,
     lett.  c)  della legge regionale 15 maggio  1991,  n.  27  è
     autorizzata  per l'esercizio finanziario 2014  la  spesa  di
     380 migliaia di euro (UPB 1.2.1.3.2 - capitolo 105703).

         24. Per le finalità di cui all'articolo 1 della legge 14
     novembre   2012,   n.   203   e  successive   modifiche   ed
     integrazioni,  al  fine di rafforzare  gli  organi  preposti
     alla   ricerca   delle  persone  scomparse  nel   territorio
     siciliano, è autorizzata, per l'esercizio finanziario  2014,
     la spesa di 10 migliaia di euro.

         25.   Per  le  finalit��  dell'articolo  97  della  legge
     regionale  26  marzo  2002, n. 2 e successive  modifiche  ed
     integrazioni,  per il riconoscimento delle funzioni  sociali
     svolte per la lotta alla povertà e al fine di consentire  la
     somministrazione di generi alimentari e di  prima  necessità
     in  favore  di enti ed organizzazioni direttamente impegnati
     nell'assisstenza   verso  categorie   sociali   maggiormente
     marginalizzate  o  verso altre forme di povertà  esterna,  è
     autorizzata  la  spesa di 500 migliaia di  euro  per  l'anno
     2014  (UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183728), di cui 300 migliaia
     di euro in favore della Fondazione banco alimentare Onlus  e
     200  migliaia  di euro in favore del Banco opere  di  carità
     (UPB 6.2.1.2.3 - capitolo 183797).

         26.  Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
     di  promozione  culturale  della  stessa,  da  svolgere  nel
     territorio  della  Regione,  per le  finalità  dell'articolo
     107,  comma 1, della legge regionale26 marzo 2002, n.  2,  e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata  la
     spesa  di  198  migliaia  di  euro  per  l'anno  2014   (UPB
     3.2.1.3.7 - capitolo 377714).

         27.  Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
     di   promozione  culturale  della  stessa  da  svolgere  nel
     territorio  della  Regione,  per le  finalità  dell'articolo
     107, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002, n.  2   e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata  la
     spesa  di  142  migliaia  di  euro  per  l'anno  2014   (UPB
     3.2.1.3.7 - capitolo 377747).

         28.  Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
     di   promozione  culturale  della  stessa  da  svolgere  nel
     territorio  della  Regione,  per le  finalità  dell'articolo
     107, comma 2, della legge regionale 26 marzo 2002, n.  2   e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata  la
     spesa  di 67 migliaia di euro per l'anno 2014 (UPB 3.2.1.3.7
     - capitolo 377750).

         29.  Per  le finalità della legge regionale 25  novembre
     1975,  n.  72   e  successive modifiche ed  integrazioni,  è
     autorizzata  la  spesa di 523 migliaia di  euro  per  l'anno
     2014 (UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183704).

         30.   Per  le  finalità  dell'articolo  5  della   legge
     regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  è  autorizzata la spesa di  495  migliaia  di
     euro per l'anno 2014 (UPB 13.2.1.3.7 - capitolo 473733).

         31.   Per  le  finalità  dell'articolo  6  della   legge
     regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modifiche  ed
     integrazioni, è autorizzata la spesa di 45 migliaia di  euro
     per l'anno 2014 (UPB 13.2.1.3.7 - cap. 377723).

         32.   Per  le  finalità  dell'articolo  1  della   legge
     regionale  5  marzo  1979, n. 14 e successive  modifiche  ed
     integrazioni,  è  autorizzata la spesa di  400  migliaia  di
     euro per l'anno 2014 (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo 377735).

         33.  Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 195
     della  legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e  successive
     modifiche  ed  integrazioni è autorizzata,  per  l'esercizio
     finanziario  2014,  la spesa di 300 migliaia  di  euro  (UPB
     1.2.1.3.1    -   capitolo   104523)   per   l'attività    di
     coordinamento    svolta   a   supporto    degli    organismi
     internazionali tesi a favorire lo sviluppo del  partenariato
     euro mediterraneo prevista.

         34.  All'articolo  48, comma 6, tabella  G  della  legge
     regionale  28  gennaio  2014, n. 5 è apportata  la  seguente
     modifica:

        L.R. n. 11/2010, art. 100  UPB         capitolo      +60
                                 13.2.1.3.3  473309
        L.R. n. 5/2005 e L.R.  n.  UPB         capitolo     +3.2
      5/2014, art. 35             6.3.2.6.2   712402           00
        L.R. n. 3/2012, art. 7     UPB         capitolo     +100
                                 6.2.1.3.1   183786

         35.   Per   l'aggiornamento  del  Piano  Regionale   dei
     Trasporti,  previsto dalla legge regionale 14  giugno  1983,
     n.   68,  e  successive  modifiche  e  integrazioni,  e  per
     l'espletamento  delle procedure necessarie alla  Valutazione
     Ambientale  Strategica, da espletare ai  sensi  del  decreto
     legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche  e
     integrazioni, che costituisce condizione indispensabile  per
     la  programmazione  e  utilizzazione dei  fondi  strutturali
     2014-2020  nel  settore  dei trasporti,  è  autorizzata  per
     l'anno 2014 la spesa di 300 migliaia di euro.

         36. Le assegnazioni di parte corrente alle province sono
     destinate  prioritariamente, oltre  che  alle  finalità  già
     previste dall'articolo 7, comma 2, della legge regionale  31
     gennaio  2014,  n.  5, anche al funzionamento  delle  scuole
     musicali   provinciali.   Le  assegnazioni   medesime   sono
     incrementate,  per l'esercizio finanziario  2014,  di  7.650
     migliaia,  di  cui  150  migliaia di euro  in  favore  della
     Provincia  di Trapani da destinare all'Ente luglio  musicale
     trapanese  per le finalità istituzionali e 200  migliaia  di
     euro in favore dell'Istituto musicale Toscanini di Ribera.

         37.  All'articolo 6, comma 7, della legge  regionale  28
     gennaio  2014, n. 5, dopo le parole  capitolo  117305   sono
     aggiunte le seguenti parole:  nonché la somma di 400 per  le
     finalità  di  cui al comma 2 dell'articolo  38  della  legge
     regionale  18  maggio 1996, n. 33 e successive modifiche  ed
     integrazioni.

         38.  Per le finalità connesse alle attività motoristiche
     e  per  i  fini istituzionali propri dell'Ente autodromo  di
     Pergusa,  è  autorizzata, per l'anno 2014, la spesa  di  250
     migliaia di euro.

                               Art. 28.
          Fondo di rotazione per gli interventi straordinari
                               (R.I.S.)

         l.  Al fine di fare fronte allo stato di grave crisi del
     settore e di pervenire al risanamento delle gestioni  ed  al
     rilancio   delle   attività  degli  enti,   associazioni   e
     fondazioni  a partecipazione pubblica, gli Enti:  Teatro  di
     Sicilia  Stabile di Catania, Ente Autonomo regionale  Teatro
     Massimo    Vincenzo  Bellini'  di  Catania,  Ente   Autonomo
     regionale     Teatro   Vittorio   Emanuele'   di    Messina,
     Associazione   Teatro   Stabile   di   Palermo,   Fondazione
     Orchestra sinfonica siciliana, Fondazione Teatro Massimo  di
     Palermo,  Fondazione Teatro Pirandello Valle dei  Templi  di
     Agrigento,   Istituto  nazionale  del   dramma   antico   di
     Siracusa,  Orestiadi,  Ente  luglio  musicale  trapanese   e
     Fondazione  The Brass group', che non possano far fronte  ai
     debiti certi ed esigibili da parte dei terzi, presentano  un
     piano  di  risanamento che intervenga su tutte  le  voci  di
     bilancio    strutturalmente   non   compatibili    con    la
     inderogabile   necessità   di   assicurare   gli   equilibri
     strutturali  del  bilancio  stesso,  sia  sotto  il  profilo
     patrimoniale   che  economico-finanziario,   entro   i   tre
     successivi  esercizi  finanziari. I  contenuti  inderogabili
     del piano sono:

         a)  la  rinegoziazione  e  ristrutturazione  del  debito
     dell'Ente  che  preveda  uno stralcio  del  valore  nominale
     complessivo  del  debito  esistente  al  31  dicembre  2013,
     comprensivo  degli  interessi  maturati  e  degli  eventuali
     interessi  di  mora, nella misura sufficiente ad  assicurare
     la   sostenibilità  del  piano  di  risanamento  nonché  gli
     equilibri  strutturali del bilancio, sia  sotto  il  profilo
     patrimoniale sia sotto il profilo economico-finanziario;

         b) l'indicazione della contribuzione a carico degli enti
     diversi  dalla  Regione  siciliana  titolari  di  quote   di
     partecipazione;

         c) la razionalizzazione del personale artistico, tecnico
     e amministrativo;

         d) il divieto di ricorrere a nuovo indebitamento, per il
     triennio  di  riferimento, salvo il ricorso ai finanziamenti
     di cui al presente articolo;

         e)   nel   caso   del  ricorso  a  tali   finanziamenti,
     l'indicazione   dell'entità   nella   misura    strettamente
     necessaria  a  rendere sostenibile il piano  di  risanamento
     nonché  le  misure  di copertura adeguate ad  assicurare  il
     rimborso del finanziamento;

         f)  l'individuazione  di soluzioni  idonee  a  riportare
     l'ente,  entro  i tre esercizi finanziari successivi,  nelle
     condizioni  di  attivo patrimoniale e almeno  di  equilibrio
     del conto economico;

         g)  la rivisitazione dei contratti integrativi aziendali
     in  vigore,  di  concerto con le parti sindacali,  che  deve
     risultare  compatibile  con i vincoli  finanziari  stabiliti
     dal Piano.

         2.  Per le finalità di cui al comma 1 è istituito presso
     IRFIS-FinSicilia  S.p.A.  un  fondo  rotativo   a   gestione
     separata,  a  valere sulle risorse libere dei  fondi  a  sua
     disposizione, con dotazione pari a 15.000 migliaia di euro.

         3.  L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. eroga agli enti di cui  al
     comma  l,  a fronte della presentazione del piano,  prestiti
     per  una  durata massima di quindici anni a tasso  agevolato
     per   le   finalità  indicate  dal  piano   di   risanamento
     presentato ai sensi del comma 1.

                               Art. 29.
                  Contratti di filiera e di distretto

         l. Al fine di favorire lo sviluppo rurale ed un'armonica
     integrazione  tra  politiche  economiche  e  politiche   del
     territorio  siciliano, in considerazione che il Decreto  del
     Ministero  delle Politiche Agricole Alimentari  e  Forestali
     22  novembre  2007  relativo  a  Condizioni  di  accesso  ai
     finanziamenti  del  fondo  rotativo  per  il  sostegno  alle
     imprese   e   agli   investimenti   in   ricerca    prevede,
     all'articolo  9,  comma 2, lettera  b),  che  le  Regioni  e
     Province  autonome  possono disporre il  cofinanziamento  di
     specifiche  iniziative  dei  contratti  di  filiera   o   di
     distretto,  l'Assessorato regionale dell'agricoltura,  dello
     sviluppo  rurale e della pesca mediterranea è autorizzato  a
     disporre  il  cofinanziamento nella forma di  contributo  in
     conto  capitale,  ad  integrazione  degli  incentivi  recati
     dalla   norma  nazionale,  per  il  sostegno  di  specifiche
     iniziative che si realizzano sul territorio regionale.

         2.  Il  contributo  in  conto  capitale  concesso  dalla
     regione  di cui al comma 1 non può superare il 25 per  cento
     degli  investimenti ammissibili di cui alle tabelle l  A,  2
     A,  4 A e il 50 per cento degli investimenti ammissibili  di
     cui  alle  tabelle 3 A e 5 A dell'allegato A al decreto  del
     Ministero  delle Politiche Agricole Alimentari  e  Forestali
     21  aprile 2008, come modificato dal decreto ministeriale 17
     febbraio  2009  che fissa le spese ammissibili  e  i  limiti
     agli  investimenti ai sensi dell'articolo 4,  comma  2,  del
     decreto  22  novembre 2007. L'ammontare  del  contributo  in
     conto  capitale  non può in nessun caso risultare  superiore
     alla  somma  dei due finanziamenti (agevolato e  ordinario),
     per  gli investimenti ammissibili di cui alle tabelle l A  e
     2  A  dell'allegato A al decreto 17 febbraio 2009. La  somma
     del   contributo   in  conto  capitale,  del   finanziamento
     agevolato  e  del  finanziamento ordinario  non  può  essere
     superiore all'importo degli investimenti ammissibili.

         3.   La  Giunta  regionale  con  apposita  deliberazione
     stabilirà  le  modalità e i criteri per la  concessione  del
     cofinanziamento regionale.

         4.  L'intervento regionale è concesso conformemente alla
     decisione  della Commissione europea relativa  all'aiuto  di
     Stato n. N379/2008/Italia.

         5.  Per  le  finalità  di cui al  presente  articolo  si
     provvede  con  le  risorse  discendenti  dalle  assegnazioni
     della  legge  30 giugno 1998, n. 208 e successive  modifiche
     ed  integrazioni e dall'Accordo di programma quadro Sviluppo
     Locale  attribuite alla Regione (UPB 10.2.2.6.55 -  capitolo
     542055).

                               Art. 30.
                   Impiego fondi IRCAC inutilizzati

         1.  Al fine di rendere disponibili le somme impegnate  e
     non  utilizzate nel Fondo Unico a Gestione Separata  gestito
     dall'IRCAC, attinenti alla legge regionale n.37/1978 e  s.m.
     e  i.,  lo stesso dovrà procedere entro trenta giorni  dalla
     data    di    pubblicazione   della   presente   legge    e,
     successivamente, entro il 31 gennaio di ogni  anno,  ad  una
     verifica  dei  crediti  a  medio  termine  e  di  esercizio,
     deliberati ai sensi della citata legge regionale  18  agosto
     1978,   n.   37  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,
     disimpegnando  dal  citato  Fondo,  le  somme  relative   ai
     predetti crediti concessi e non erogati da oltre due anni  e
     i  relativi  provvedimenti concessivi,  adottati  dall'IRCAC
     e/o dalla Regione, si intendono revocati.

         2.  Le somme disimpegnate ai sensi del precedente comma,
     rientrano   nella   dotazione  del  Fondo   Unico   di   cui
     all'articolo 63 della legge regionale 7 marzo  1997,  n.  6,
     costituito  presso  l  'IRCAC  e  saranno  utilizzate  dallo
     stesso   per   l'attività  ai  sensi  della  propria   legge
     istitutiva  e/o  di altre leggi speciali  la  cui  dotazione
     finanziaria  faccia riferimento al Fondo  Unico  a  Gestione
     Separata gestito dall' Istituto.

         3.  L'IRCAC  pubblicherà sul proprio sito internet,  con
     valore  di  notifica  per  le  cooperative  interessate,  la
     delibera     contenente    l'elenco    dei     finanziamenti
     disimpegnati.

         4.  Le  somme  trattenute  sul fondo  unificato  gestito
     dall'IRCAC, ai sensi di quanto previsto dal comma  5  quater
     dell'art 22 della legge regionale 1 settembre 1993,  n.  25,
     come  modificato dall'articolo 65 delle legge  regionale  28
     dicembre  2004, n. 17, non utilizzate alla data  di  entrata
     in   vigore   della  presente  legge  sono  disimpegnate   e
     confluiscono nel fondo unico di cui all' art 63 della  legge
     regionale  7  marzo 1997, n. 6 ed utilizzate ai sensi  della
     legge  regionale  7  febbraio 1963,  n.  12  e  della  legge
     regionale 23 maggio 1991, n. 36.

         5.  Gli interessi maturati sulle somme relative al fondo
     unico  a  gestione separata, costituito presso  l'IRCAC,  ai
     sensi  dell'articolo 63 della legge regionale 7 marzo  1997,
     n.    6,    e    successive   modifiche   ed   integrazioni,
     costituiscono,  a decorrere dal corrente anno,  integrazioni
     del fondo.

         6.  Le somme disimpegnate ai sensi del comma l, al netto
     di   eventuali  commissioni  spettanti  all'IRCAC   per   la
     gestione  dei  medesimi, restano nella dotazione  del  Fondo
     unico  di cui all'articolo 63 della legge regionale 7  marzo
     1997,  n. 6, gestito dall'IRCAC per essere destinate a nuove
     iniziative   in   materia  di  sviluppo  e  occupazione,   a
     carattere   innovativo,  nel  settore   della   cooperazione
     mutualistica  del  terzo  settore e  delle  cooperative  che
     gestiscono aziende agricole e terreni confiscati alla  mafia
     e   alle  attività  previste  dal  Fondo  unico  a  gestione
     separata   gestito   dall'Istituto,  fatta   eccezione   per
     l'importo  di  25.000 migliaia di euro che è versato,  entro
     trenta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore   della
     presente legge, in entrata al bilancio regionale per  essere
     destinato  agli interventi previsti dall'articolo 13,  comma
     2 della presente legge garanzie occupazionali.

                               Art. 31.
               Nuove iniziative per favorire lo sviluppo

         1.  L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. è autorizzato a  destinare
     25  milioni  di euro di disponibilità liquide, pari  all'8,6
     per cento circa della dotazione patrimoniale complessiva  al
     13  giugno 2014 del fondo di cui ali'articolo 61 della legge
     regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  a  capitale  sociale  interamente   posseduto
     dalla  Regione,  nel rispetto della normativa  di  vigilanza
     della Banca d'Italia.

         2.  L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. è autorizzato a  destinare
     ulteriori 30 milioni di euro di disponibilità liquide,  pari
     al   10,4  per  cento  circa  della  dotazione  patrimoniale
     complessiva  al 13 giugno 2014 del fondo di cui all'articolo
     61  della  legge  regionale  28  dicembre  2004,  n.  17   e
     successive modifiche ed integrazioni, a patrimonio  proprio,
     da  utilizzare  per la copertura quale garanzia  diretta  di
     operazioni  di provvista finanziaria da attivare  presso  la
     BEI  ed altri istituti nazionali ed internazionali pubblici,
     da  destinare  alla concessione di credito  a  favore  delle
     imprese  operanti  in  Sicilia,  a  fronte  di  progetti  di
     investimento e di sviluppo.

                               Art. 32.
                         Copertura finanziaria

         l.  Per  l'esercizio finanziario 2014, quota  parte  del
     gettito    derivante   dalla   maggiorazione   dell'aliquota
     dell'Imposta   regionale   sulle   attività   produttive   e
     dell'addizionale  regionale all'Imposta  sul  reddito  delle
     persone  fisiche (IRPEF) di cui all'articolo 1,  comma  174,
     della  legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive modifiche
     ed  integrazioni,  è  destinata ai  sensi  dell'articolo  2,
     comma  80, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e successive
     modifiche   ed  integrazioni,  in  aggiunta  alle   finalità
     previste  dal comma 12 dell'articolo 3 della legge regionale
     28  gennaio 2014, n. 5, sino all'importo di 31.715  migliaia
     di    euro,   al   finanziamento   della   compartecipazione
     regionale, di cui all'articolo 1, comma 830, della legge  27
     dicembre  2006, n. 296, della spesa sanitaria relativa  alla
     quota  indistinta  delle disponibilità  finanziarie  per  il
     Servizio   Sanitario  nazionale,  quale  servizio   pubblico
     essenziale.

         2.  Ai maggiori oneri derivanti dalle autorizzazioni  di
     spesa  di  cui  agli articoli della presente legge,  pari  a
     566.830  migliaia di euro per l'anno 2014, 196.752  migliaia
     di  euro  per  l'anno 2015 e 131.042 migliaia  di  euro  per
     l'anno  2016, esclusi gli oneri previsti dall'articolo  4  e
     dall'articolo 12, comma 2, si provvede:

         a)  per l'importo di 362.093 migliaia di euro per l'anno
     2014,  di  72.006  migliaia di euro per  l'anno  2015  e  di
     117.912  migliaia di euro per l'anno 2016, mediante utilizzo
     delle  risorse  iscritte  in  bilancio,  che  si  sono  rese
     disponibili  a seguito della non operatività delle  relative
     previsioni  di  spesa  in  conseguenza  all'impugnativa  del
     Commissario  dello  Stato  per la  Regione  Siciliana  della
     legge  regionale  28 gennaio 2014 n, 5 ed  a  seguito  delle
     disposizioni  dell'  articolo 4  della  presente  legge  che
     sopprime l'Allegato 2 di cui all'articolo 4, comma 3,  della
     legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5;

         b)  per  l'importo di 31.715 migliaia di euro per l'anno
     2014  mediante  utilizzo delle risorse  regionali  derivanti
     dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma l;

         c)  per  l'importo di 25.000 migliaia di euro per l'anno
     2014   mediante   riduzione   della   spesa   relativa    al
     finanziamento   della   compartecipazione   regionale   agli
     obiettivi  del Piano Sanitario nazionale di cui all'articolo
     9  della  presente legge. Fermo restando quanto previsto  al
     successivo comma 3;

         d)  per l'importo di 111.615 migliaia di euro per l'anno
     2014  e di 111.616 migliaia di euro per l'anno 2015 mediante
     riduzione    dell'   autorizzazione   di   spesa    prevista
     dall'articolo  2,  comma 3 della legge regionale  15  maggio
     2013,  n.  9  e  successive modifiche  ed  integrazioni,  in
     relazione  alle disposizioni dell'articolo 3 della  presente
     legge;

         e)  per  l'importo di 2.000 migliaia di euro per  l'anno
     2014  mediante utilizzo delle risorse iscritte in  bilancio,
     che   si   sono  rese  disponibili  a  seguito   della   non
     operatività   delle   relative  previsioni   di   spesa   in
     conseguenza all'impugnativa del Commissario dello Stato  per
     la  Regione  Siciliana della legge regionale 11 giugno  2014
     n. 13;

         f)  per l'importo di 12.294 migliaia di euro l'anno 2014
     mediante  utilizzo  delle risorse  di  cui  all'articolo  4,
     comma 2, lett. c) della legge regionale 28 gennaio 2014,  n.
     5,  in relazione alla diversa copertura finanziaria prevista
     disposizioni dell'articolo 4 della presente legge;

         g)  per  l'importo  di 8.343 migliaia di  euro  mediante
     utilizzo   di  parte  del  risparmio  di  spesa  conseguente
     all'accertamento  del  risultato di  gestione  del  servizio
     sanitario regionale per l'anno 2013;

         h)  per  l'importo di 13.320 migliaia di  euro  mediante
     riduzione,  pari  all'1,5  per  cento,  delle  disponibilità
     delle   autorizzazioni  di  spesa  iscritte,  tra  le  spese
     correnti, e discendenti dalle leggi regionali n. 5, 6  e  13
     del  2014  limitatamente ai fondi regionali, con  esclusione
     delle  categorie 1, 9, 10, 11, 12 (fondi di riserva e  fondi
     speciali),  dei  capitoli relativi a  imposte  e  tasse,  di
     quelli  relativi  a spese per la sicurezza,  per  liti,  per
     accertamenti  sanitari,  nonché dei capitoli  connessi  alla
     spesa  sanitaria. L'importo delle riduzioni è  indicato  per
     ciascuna  autorizzazione  di  spesa  nell'Allegato  A  della
     presente legge;

         i) per l'importo di 180 migliaia di euro per l'anno 2014
     e  di 13.130 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2014 e
     2015  mediante riduzione di pari importo delle disponibilità
     dell'UPB  4.2.1.5.2 - capitolo 215704 - accantonamento  1001
     del bilancio della Regione per il triennio 2014-2016.

                               Titolo IV
                          Disposizioni varie

                               Art. 33.
                Soppressione e liquidazione dell'IRIDAS

         l.   L'Istituto   regionale   per   l'integrazione   dei
     diversamente  abili di Sicilia (IRIDAS) di cui  all'articolo
     48  della  legge  regionale del 14  maggio  2009,  n.  6,  è
     soppresso alla data di pubblicazione della presente legge.

         2.  Il  Presidente della Regione siciliana, su  proposta
     dell'Assessore  regionale per l'istruzione e  la  formazione
     professionale,  nomina un commissario  liquidatore  ai  fini
     degli adempimenti connessi.

         3.  Ai dipendenti dell'Ente si applicano le procedure di
     mobilità  nei  limiti  e  secondo le modalità  previste  dal
     comma  563 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013,  n.
     147.

                               Art. 34.
                          Società partecipate

         l.  E'istituito presso l'Ufficio speciale delle  società
     in   liquidazione  l'albo  dei  dipendenti  delle   medesime
     società   in   liquidazione   a   totale   o   maggioritaria
     partecipazione regionale.

         2.  Nel  suddetto  albo devono essere iscritti  tutti  i
     dipendenti attualmente in servizio con contratto  di  lavoro
     subordinato  a  tempo  indeterminato presso  le  società  in
     liquidazione, assunti prima del 31 dicembre 2009.

         3.   Saranno  esclusi  dall'albo  i  dipendenti  non  in
     possesso  dei superiori requisiti soggettivi, nonché  quelli
     assunti in violazione alle vigenti disposizioni regionali  e
     statali  in materia di reclutamento di personale  e  divieti
     di assunzioni.

         4.  Le  società di cui al comma 1 dell'articolo 20 della
     legge   regionale  12  maggio  2010,  n.  11  e   successive
     modifiche   ed   integrazioni,  per  sopperire   ai   propri
     fabbisogni  di personale, come scaturenti dai  contratti  di
     servizio  stipulati con gli enti soci committenti,  dovranno
     attingere  all'albo  del personale di cui  al  comma  1  nel
     rispetto  dell'analisi del fabbisogno e della  sostenibilità
     finanziaria.

         5.  Ai  fini  di  cui  al  comma  4,  entro  il  termine
     perentorio  di  60  giorni  dalla entrata  in  vigore  della
     presente   legge,  le  società  a  totale  o   maggioritaria
     partecipazione   della   Regione   di   cui   al   comma   1
     dell'articolo  20 delle legge regionale 12 maggio  2010,  n.
     11,  trasmettono  all'Ufficio  speciale  delle  società   in
     liquidazione  e  alla  Ragioneria  Generale  della   Regione
     un'integrazione  al piano previsto dall'articolo  20,  comma
     2,  della  legge  regionale  12 maggio  2010,  n.  11con  la
     individuazione  del  numero dei soggetti inserito  nell'albo
     di  cui  al comma 1 che, in base ai rispettivi fabbisogni  e
     nei   limiti   finanziari  previsti  nei   propri   bilanci,
     intendono  assumere. La predisposizione dei  predetti  piani
     deve  essere  effettuata  nel  rispetto  dei  limiti  e  dei
     vincoli finanziari previsti dalla vigente legislazione.

         6. Al personale assunto sarà riconosciuto il trattamento
     giuridico  ed  economico previsto dal  contratto  collettivo
     applicato,  nel  rispetto dei limiti di cui all'articolo  31
     della legge regionale 6/1997.

         7. Al personale di cui al comma 1, in servizio alla data
     di  cui  al  comma  2, non assegnato o trasferito  ad  altre
     società  con le modalità di cui al comma 5, si applicano  le
     procedure  di  mobilità  nei limiti e  secondo  le  modalità
     previste  dal  comma  563 dell'articolo  1  della  legge  27
     dicembre 2013, n. 147.

         8. Restano ferme le disposizioni normative in materia di
     limitazione   e  riduzione  dei  trattamenti  giuridici   ed
     economici  del  personale di tutte le  società  a  totale  o
     maggioritaria  partecipazione  della  Regione,   nonché   le
     direttive  a  tal uopo in precedenza adottate  dalla  Giunta
     regionale  di governo con propria deliberazione  nell'ambito
     delle  misure  di cosiddetta spending review,  ed  i  limiti
     imposti  dall'articolo  31 della  legge  regionale  7  marzo
     1997,  n.  6.  Resta, altresì, fermo il divieto assoluto  di
     riconoscere  qualunque eventuale differenza tra il  maturato
     economico,  a  qualunque titolo, in godimento  del  suddetto
     personale  e il trattamento economico spettante al personale
     regionale.

         9. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della
     presente  legge gli organi di amministrazione delle  società
     che non hanno già provveduto a quanto previsto dal comma  8,
     adottano,  a pena di decadenza, le necessarie iniziative  ed
     atti   per   l'eliminazione  dei  trattamenti  difformi   ed
     illegittimi con contestuale recupero degli indebiti.

         10.  E'consentita  per la copertura  dei  posti  vacanti
     nelle dotazioni organiche, l'attivazione delle procedure  di
     mobilità  volontaria fra le società a totale o maggioritaria
     partecipazione  della  regione siciliana  nel  rispetto  del
     piano  dei  servizi e del personale di cui all'articolo  23,
     comma 2, della legge regionale 28 gennaio2014, n. 5.

         11.  E'  abrogato il comma 6 quinquies dell'articolo  20
     della  legge regionale 12 maggio 2010 n. 11, come introdotto
     dall'articolo 23 della legge regionale 28 gennaio  2014,  n.
     5.

         12. Al comma 6 bis della legge regionale 12 maggio 2010,
     n.  11  e  successive  modifiche ed  integrazioni,  dopo  le
     parole   a totale partecipazione pubblica  sono aggiunte  le
     parole  ad esclusione della SEUS SCpA .

                               Art. 35.
           Pensionamenti personale delle società partecipate

         1.  In  attuazione  delle politiche di  riduzione  della
     spesa   regionale,  nel  termine  perentorio  di  30  giorni
     dall'approvazione della presente legge, è  fatto  obbligo  a
     tutte  le  società  a  totale partecipazione  della  regione
     siciliana di individuare le anzianità contributive di  tutti
     i   lavoratori   in   organico,  richiedendo   eventualmente
     apposita certificazione agli enti previdenziali competenti.

         2. E' fatto espressamente divieto alle società di cui al
     comma  l di autorizzare trattenimenti in servizio per coloro
     che  hanno  raggiunto  i requisiti anagrafici  previsti  dal
     vigente  C.C.R.L. 2002/2005 della Regione siciliana e  degli
     enti  di cui all'articolo 1 della legge regionale 15  maggio
     2000, n. 10.

         3.  Le  società  dovranno  risolvere  unilateralmente  i
     rapporti  di lavoro del personale che ha raggiunto i  limiti
     di  permanenza in servizio di cui al comma 2, sempre  che  i
     soggetti abbiano acquisito il requisito contributivo  minimo
     previsto   dall'attuale   normativa   per   fruire   di   un
     trattamento pensionistico

         4.  Al  personale in organico presso le società a totale
     partecipazione  della  regione  siciliana  sono  estese   le
     previsioni  normative  in materia di  pensionamenti  di  cui
     all'art. 1 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90.

         5.  A  far data dall'approvazione della presente  legge,
     tutti  coloro  che  hanno maturato i requisiti  contributivi
     e/o anagrafici, sono collocati in quiescenza.

                               Art. 36.
            Qualifiche intermedie nelle società partecipate

         1. Nelle società partecipate e sottoposte al controllo e
     vigilanza  della Regione siciliana a totale o  maggioritaria
     partecipazione  azionaria  pubblica,  costituite  dopo   l'1
     gennaio  2009,  che  siano  sprovviste  di  copertura  nelle
     qualifiche  intermedie, ancorché individuate  nelle  proprie
     piante    organiche,    di    inquadramento    nei     ruoli
     gerarchicamente  funzionali alle  esigenze  organizzative  e
     abbiano  il rapporto di lavoro disciplinato da contratti  di
     diritto  privato, non costituisce nuova assunzione ai  sensi
     della   normativa  vigente  in  materia  di   blocco   delle
     assunzioni,  il  ricorso, mediante  procedure  selettive,  a
     personale  interno  alle  dipendenze  della  stessa  società
     partecipata per la copertura di tali posti.

         2.  Agli oneri finanziari derivanti dall'attuazione  del
     comma  precedente, si provvede con le risorse proprie  delle
     società  partecipate  senza alcuna  variazione  di  spesa  a
     carico del bilancio della Regione.

                               Art. 37.
                          Riscossione Sicilia

         1. Per le finalità e il rispetto delle condizioni di cui
     al  decreto  legislativo 13 aprile 1999, n. 112 e successive
     modifiche ed integrazioni, nonché degli articoli  16,  18  e
     20  della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive
     modifiche ed integrazioni, nonché dell'articolo 23, comma  2
     e  seguenti della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, non
     si   applicano   alla  società  partecipata  dalla   Regione
     dell'area  strategica servizi di riscossione dei tributi  di
     cui  all'articolo  23,  comma  1,  lettera  D)  della  legge
     regionale 28 gennaio 2014, n.5

         2.   La   presente   disposizione  non  comporta   oneri
     aggiuntivi per il bilancio della Regione.

                               Art. 38.
         Abolizione licenza trebbiatura e sgranatura meccanica

         1.  Per  l'esercizio  dell'attività  di  trebbiatura   e
     sgranatura  meccanica  dei cereali  e  delle  leguminose  da
     granella, di cui al Regio decreto legge 23 aprile  1942,  n.
     433  ed  al  Decreto  legislativo luogotenenziale  3  luglio
     1944, n. 152, non è richiesta alcuna licenza.

                               Art. 39.
            Norme in materia di trasparenza e di pubblicità
                     dell'attività amministrativa

         1.  Le  somme  autorizzate dall'articolo 55 della  legge
     regionale  15  maggio 2013, n. 9 ed impegnate nell'esercizio
     2013   possono  essere  riprogrammate  nell'anno  2014   per
     l'espletamento   delle  funzioni  di   informazione   e   di
     comunicazione previste dal medesimo articolo 55.

         2.  Le  società  a totale o maggioritaria partecipazione
     della  Regione  pubblicano  i  bilanci,  per  estratto,  sui
     quotidiani  regionali aventi maggiore diffusione  in  numero
     di  20  copie  nella Regione e su quotidiani  nazionali  con
     redazione  in Sicilia, ed integralmente nei rispettivi  siti
     istituzionali.

         3. Le disposizioni di cui al primo comma dell'articolo 6
     della  legge 25 febbraio 1987, n. 67 e successive  modifiche
     ed   integrazioni,   trovano  applicazione  nell'ordinamento
     regionale.   All'inosservanza  della  presente  norma   sono
     obbligati  la Regione, i consorzi di liberi comuni,le  città
     metropolitane,  i consorzi tra gli enti locali,  le  aziende
     del   settore  sanitario  nonché  le  società  a  totale   e
     maggioritaria  partecipazione della  Regione  e  degli  enti
     locali.

         4.  All'articolo  4  comma 6 della  legge  regionale  12
     luglio 2011, n. 12, è anteposto il seguente:
          06.  Fermo  restando quanto stabilito  al  comma  6  in
     quanto  compatibile,  i soggetti di  cui  al  comma  5  sono
     tenuti  a rendere noto i dati di cui alle lettere  a)  e  b)
     del  medesimo comma 5, mediante pubblicazione per  estratto,
     a  scelta  della  stazione appaltante, su due  quotidiani  a
     diffusione   nazionale,   su  due   quotidiani   a   maggior
     diffusione  locale del luogo ove si eseguono i lavori  e  su
     un  periodico a diffusione regionale. Le testate di  cui  al
     precedente  alinea  devono possedere i  seguenti  requisiti,
     alla data di entrata in vigore della presente legge:

         a)  non  meno di cinque giornalisti iscritti al relativo
     albo  professionale (sezione professionisti) tenuto ai sensi
     della  legge 20 febbraio 1963, n. 69, assunti con  contratto
     a tempo indeterminato;
         b)    attestazione   di   regolarità   contributiva    e
     previdenziale ai fini INPGI e CASAGIT;
         c)  non  meno  di tre anni di ininterrotta pubblicazione
     con   diffusione  regionale,  con  vendita  in  edicola  sul
     territorio regionale;
         d) attestazione di copie vendute, certificata a norma di
     legge. .

         5. Al comma 5, dell'articolo 4, della legge regionale n.
     12/2011, dopo la parola  forniture  sono inserite le  parole
      l'autorizzazione,    anche    tacita,    di     subappalti,
     l'approvazione di perizie di variante .

         6.  Al comma 6 dell'articolo 4 della legge regionale  n.
     12/2011,  dopo le parole  ribassi d'asta  sono  aggiunte  le
     parole   e sulla quota del fondo posto a disposizione  delle
     stazioni  appaltanti  per le spese di  pubblicità  ai  sensi
     dell'art.   178,  comma  l,  lettera  o  del   Decreto   del
     Presidente   della  Repubblica  n.  207/2010.   La   mancata
     comunicazione di tali dati è sanzionata secondo le  modalità
     e  nella  misura fissata alla lettera b) del comma  5  della
     presente legge .

                               Art. 40.
        Norme in materia di contributo alle spese di viaggio e
                               soggiorno
             degli assistiti residenti nelle isole minori

         l.  I  benefici previsti dalla legge regionale 13 agosto
     1979,  n. 202 e successive modificazioni ed integrazioni  si
     applicano  agli  assistiti  residenti  nelle  isole   Eolie,
     Egadi,  Pelagie,  Ustica e Pantelleria  anche  nei  casi  di
     ricorso  a luoghi di cura pubblici e privati, accreditati  e
     contrattualizzati  con  il  SSN,  ubicati   nel   territorio
     regionale,  qualora la necessità del ricorso a  tali  luoghi
     di  cura  sia  stata  preventivamente  riconosciuta  con  le
     modalità  previste dagli articoli 14 ter,  14  quater  e  14
     quinquies  della  legge 3 giugno 1975, n.  27  e  successive
     modifiche ed integrazioni.

                               Art. 41.
       Adeguamento normativo in materia di regolamentazione  de
                               minimis

         l.  Il  rinvio  al  regolamento (CE) n. 1998/2006  della
     Commissione  del  15 dicembre 2006 relativo all'applicazione
     degli  articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza
     minore  pubblicato  nella GUUE L379 del  28  dicembre  2006,
     previsto  nelle  norme di seguito indicate, va  riferito  al
     regolamento  (UE)  n.  1407/2013 della  Commissione  del  18
     dicembre  2013 relativo all'applicazione degli articoli  107
     e  108  del  trattato sul funzionamento dell'Unione  Europea
     agli  aiuti  de minimis  pubblicato nella GUUE L352  del  24
     dicembre 2013:

         a)  articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
     6,  come  modificato  dagli articoli 19  e  20  della  legge
     regionale  26 febbraio 2010, n. 3, e dall'articolo  5  della
     legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;

         b)  articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
     6,  come modificato dall'articolo 9 della legge regionale 29
     dicembre  2009, n. 13, dal comma 11 dell'articolo  80  della
     legge  regionale  12 maggio 2010, n. 11, e  dall'articolo  6
     della legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;

         c)  articolo 18 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
     6,  come  sostituito dall'articolo l0 della legge  regionale
     29  dicembre  2009, n. 13, e come modificato  dal  comma  12
     dell'articolo  80 della legge regionale 12 maggio  2010,  n.
     11,  e  dall'articolo  3 della legge regionale  24  novembre
     2011, n. 25;

         d)  lettera h nonies del comma l dell'articolo  4  della
     legge  regionale  22 dicembre 2005, n. 19,  come  introdotta
     dal  comma  27  dell'articolo 80 della  legge  regionale  12
     maggio 2010, n. 11;

         e) articolo 7 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25;

         f)  articolo 10 della legge regionale 24 novembre  2011,
     n. 25;

         g)  articolo 15 della legge regionale 24 novembre  2011,
     n. 25;

         h)  articolo 31 della legge regionale 24 novembre  2011,
     n. 25.

         2.  Il  rinvio  al  regolamento (CE) n. 1535/2007  della
     Commissione  del  15 dicembre 2006 relativo all'applicazione
     degli  articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza
     minore  pubblicato  nella GUUE L379 del  28  dicembre  2006,
     previsto  nelle  norme di seguito indicate, va  riferito  al
     regolamento  (UE)  n.  1408/2013 della  Commissione  del  18
     dicembre  2013 relativo all'applicazione degli articoli  107
     e  108  del  trattato sul funzionamento dell'Unione  Europea
     agli  aiuti   de  minimis  nel settore  agricolo  pubblicato
     nella GUUE L352 del 24 dicembre 2013.

         -  articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009,  n.
     6,  come  modificato  dagli articoli 19  e  20  della  legge
     regionale  26 febbraio 2010, n. 3, e dall'articolo  5  della
     legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;

         -  articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009,  n.
     6,  come modificato dall'articolo 9 della legge regionale 29
     dicembre  2010,  n.  11,  e  dall'articolo  6  della   legge
     regionale 24 novembre 2011, n. 25;

         -  articolo 18 della legge regionale 14 maggio 2009,  n.
     6,  come  sostituito dall'articolo l0 della legge  regionale
     29  dicembre  2009, n. 13, e come modificato  dal  comma  12
     dell'articolo  80 della legge regionale 12 maggio  2010,  n.
     11,  e  dall'articolo  3 della legge regionale  24  novembre
     2011, n. 25;

         -  comma  8  dell'articolo 80 della legge  regionale  12
     maggio   2010,   n.   11  come  sostituito   dal   comma   5
     dell'articolo 28 della legge regionale 24 novembre 2011,  n.
     25;

         -  articolo 7 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25;

         - articolo 13 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25;

         - articolo 15 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25;

         - articolo 31 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25.

                               Art. 42.
                   Abrogazione e modifiche di norme

         1. All'articolo 1 della legge regionale 9 dicembre 2013,
     n.  23  è  aggiunto il seguente comma:  1 bis. Il Ragioniere
     generale   è   autorizzato  ad  effettuare   le   variazioni
     compensative di bilancio tra i capitoli di cui al  comma  1,
     in  relazione all'effettivo costo dei servizi da  effettuare
     in  favore dell'Amministrazione regionale o degli  enti  del
     settore  sanitario sulla base delle convenzioni di servizio,
     su richiesta dei competenti dipartimenti regionali.'.

         2.  Al comma l0 dell'articolo 6 della legge regionale n.
     5  del 2014 le parole  entro novanta giorni dall'entrata  in
     vigore  della  presente legge  sono sostituite dalle  parole
      entro il 30 settembre 2014 .

         3.  Sono  abrogati i commi 6 e 7 dell'articolo 12  della
     legge   regionale  14  giugno  1983,  n.  68  e   successive
     modifiche ed integrazioni.

         4.  E'abrogato il comma 6 dell'articolo 56  della  legge
     regionale  26  marzo  2002, n. 2 e successive  modifiche  ed
     integrazioni.

                               Art. 43.
        Proroga di termini per la realizzazione di programmi di
                  edilizia agevolata e convenzionata

         1. I termini di cui al comma 78, dell'articolo 11, della
     legge  regionale  9  maggio 2012, n. 26,  per  l'inizio  dei
     lavori  da  parte delle cooperative edilizie inserite  nella
     graduatorie di definizione dei bandi redatti ai sensi  delle
     leggi  5  agosto 1978, n. 457 e 11 marzo 1988,  n.  67  sono
     prorogati al 31 dicembre 2015.

         2. I termini di cui al comma 79, dell'articolo 11, della
     legge  regionale  9  maggio 2012, n. 26,  per  l'inizio  dei
     lavori da parte delle imprese inserite nelle graduatorie  di
     definizione dei bandi redatti ai sensi delle leggi 5  agosto
     1978,  n.  457 e 11 marzo 1988, n. 67 sono prorogati  al  31
     dicembre 2015.

         3.  All'articolo 47, comma 17, della legge regionale  28
     gennaio  2014,  n. 5 le parole  30 giugno  2014   e   dall'1
     luglio  2014   sono rispettivamente sostituite dalle  parole
      31 dicembre 2015.  e  dall'1 gennaio 2016. .

         4.  I  soggetti che realizzino programmi costruttivi  di
     edilizia     residenziale    pubblica    possono    accedere
     all'utilizzo  di  fondi ex Gescal per  la  realizzazione  di
     opere   di   urbanizzazione  inerenti  le  aree  circostanti
     inserite   nei   piani  triennali  delle   opere   pubbliche
     comunali.

         5.  All'articolo 33, comma 1, della legge  regionale  14
     maggio  2009,  n.  6, dopo le parole  ad  uso  residenziale
     aggiungere  le  parole   o  ad uso non  residenziale  purché
     ricompresi  in  unità immobiliari o complessi immobiliari  a
     prevalente uso residenziale. . I lavori di cui all'art.  33,
     comma  1,  della  legge  regionale 14  maggio  2009,  n.  6,
     possono  essere ultimati entro 36 mesi dalla data di inizio,
     rimanendo a carico del mutuatario gli interessi che  gravano
     per  il  tempo superiore ai 24 mesi stabiliti  per  il  pre-
     ammortamento.  Alla fine del comma 1 della  legge  regionale
     14  maggio 2009, n. 6, aggiungere le parole  per le finalità
     del  presente comma, si utilizzano le somme residue  di  cui
     al  comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale 14 maggio
     2009, n. 6 .

         6.  Il termine per la realizzazione degli interventi  di
     cui  alla  legge regionale 23 marzo 2010, n. 6, è  prorogato
     ad ogni effetto al 31 dicembre 2015.

                               Art. 44.
        Disposizioni in materia di finanziamento alle piccole e
                             medie imprese
                             (STRALCIATO)

                               Art. 45.
         Interventi per il sostegno al pagamento delle rate di
                          mutuo e di affitto

         1.  Al fine di consentire il superamento dello stato  di
     crisi  finanziaria delle cooperative siciliane con proprietà
     divisa  ed  indivisa, dovuto a problemi di ordine  economico
     connessi  alla  grave  crisi  economica  ed  ai  conseguenti
     riflessi  sullo  stato occupazionale dei  soci,  è  sospeso,
     senza  alcun  onere  aggiuntivo,  il  pagamento  delle  rate
     scadute  e  non pagate alla data di entrata in vigore  della
     presente  legge,  nonché di quello in scadenza  fino  al  31
     luglio   2014   relative  a  mutui  concessi   dall'Istituto
     regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC) ai  sensi
     della  legge  regionale 5 dicembre 1977, n. 95 e  successive
     modifiche ed integrazioni.

         2. La sospensione opera fino al 31 dicembre 2015.

         3.  Il  pagamento delle rate sospese avverrà in coda  al
     piano  di ammortamento che viene prolungato di un numero  di
     rate  pari  a  quelle scadute e con la medesima  periodicità
     prevista  originariamente con contratto da  stipulare  senza
     obbligo della forma pubblica.

         4.   Le  istanze  di  sospensione  dei  pagamenti  delle
     cooperative  edilizie a proprietà indivisa  dovranno  essere
     avanzate  dal Presidente o dall'Organi munito dei poteri  di
     rappresentanza  legale  senza necessità  di  una  preventiva
     deliberazione  dell'Assemblea dei  soci,  con  l'indicazione
     nominativa  dei soci che intendono fruire della  sospensione
     stessa,   quelle   delle  cooperative  a  proprietà   divisa
     individualmente   da   ciascun   socio.   La   presentazione
     dell'istanza    sospende    i    pagamenti    con    riserva
     dell'accertamento del diritto.

         5.  Sono altresì sospesi gli eventuali interessi di mora
     già  maturati  sulle  rate sospese che verranno  corrisposti
     successivamente  e contestualmente al pagamento  della  rata
     cui si riferiscono.

         6.  La  sospensione trova applicazione anche in presenza
     di   azioni  esecutive  escluse  le  procedure  concorsuali,
     avvita   per   il   recupero  delle   rate   oggetto   della
     sospensione,  a  condizione che la cooperativa  o  il  socio
     provvedano  entro sei mesi al pagamento delle  spese  legali
     connesse.  Su  tale  pagamento  devono  essere  concesse,  a
     richiesta,  rateizzazione  di durate  non  superiore  a  sei
     mesi.

         7.  Allo scopo di fornire la copertura finanziaria  agli
     interventi  disposti  dal  presente  articolo,  senza  alcun
     onere  diretto  per la Regione, il comma 2 bis dell'articolo
     12   della  legge  regionale  30  marzo  1998,  n.  5,  come
     modificato dall'articolo 55 della legge regionale 27  aprile
     1999, n. 10 è sostituito dal seguente:

          2. bis. Al predetto Istituto è riconosciuto altresì  un
     compenso  pari al 30 per cento rapportato all'ammontare  dei
     crediti  in sofferenza effettivamente recuperati  nel  corso
     dell'esercizio  con  esclusione dei  recuperi  ottenuti  nei
     confronti  della  Regione  a fronte  di  fidejussioni  dalla
     stessa prestate. .

         8.  Al  fine di salvaguardare il Fondo di esercizio  dei
     finanziamenti  alle  cooperative, la previsione  di  cui  al
     comma  2  dell'articolo 12 della legge  regionale  30  marzo
     1998,  n.  5,  come modificato dall'articolo 55 della  legge
     regionale  27  aprile 1999, n. 10, deve  essere  intesa  nel
     senso  che  la commissione dell'1,50% deve essere  calcolata
     esclusivamente  sul  valore della  sorte  capitale  e  degli
     interessi  corrispettivi dei crediti  con  esclusione  degli
     interessi moratori.

         9.  La commissione prevista al comma 2 dell'articolo  12
     della  legge regionale 30 marzo 1998, n. 5, come  modificato
     dall'articolo  55 della legge regionale 27 aprile  1999,  n.
     10,  non  può  in ogni caso essere superiore alla  copertura
     delle spese di funzionamento dell'IRCAC.

         10.  Le  economie realizzate in tal senso devono  essere
     contabilizzate  all'interno  del  Fondo  di  esercizio   dei
     finanziamenti    alle   cooperative   in    uno    specifico
     accantonamento   a  destinazione  vincolata   iscritto   nel
     bilancio del Fondo stesso.

         11.  Le  disposizioni di cui ai precedenti commi  devono
     trovare  applicazione a far data dall'esercizio  finanziario
     2014.

                               Art. 46.
        Svolgimento attività commerciali nelle aree ex consorzi
                                  ASI
                             (STRALCIATO)
                               Art. 47.
          Norme di interpretazione autentica dell'articolo 19
              della legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8

         1.  Entro  180  giorni dalla data di entrata  in  vigore
     della  presente  legge.  gli  assegnatari  di  rustici   e/o
     capannoni  e/o  immobili  industriali  comunque  denominati,
     possono fare istanza al competente  Consorzio per l'area  di
     sviluppo   industriale  in  liquidazione-gestione   separata
     IRSAP  per l'acquisto dell'immobile assegnato. Il prezzo  di
     vendita,  versato  in favore della liquidazione.  è  pari  a
     quello  della  perizia di stima effettuata dalla  competente
     Agenzia  del  Territorio, decurtato degli  eventuali  canoni
     effettivamente  versati  dall'assegnatario  in  favore   del
     soppresso consorzio.

         2.   Con   la  stessa  istanza  con  cui  l'assegnatario
     manifesta,   ai  sensi  del  presente  comma,   la   propria
     intenzione di voler acquistare l'immobile, l'istante  indica
     il  termine  entro cui intende procedere al  versamento  del
     saldo  dovuto  per il perfezionamento della stessa  vendita;
     detto  termine  non  può comunque superare  il  31  dicembre
     2015.  Trascorso  il termine suddetto l'assegnatario  decade
     dalla  possibilità  di  esercitare  il  diritto  di  cui  al
     presente  comma.  Per le finalità di cui al presente  comma,
     l'IRSAP  può  stipulare  accordi  e  convenzioni  con   enti
     nazionali  e  regionali sia pubblici che privati  competenti
     in  materia  di  medio  credito  e  finanza  agevolata  come
     previsto  dall'articolo 2, comma 2, lettera i)  della  legge
     regionale 12 gennaio 2012, n. 8.

                               Art. 48.
         Modifica di norme in materia di estrazione giacimenti
                           minerari di cava

         1.  L'articolo 12 della legge regionale 15 maggio  2013,
     n. 9, è così sostituito:

          Art. 12. Attività di estrazione giacimenti minerari  di
     cava.  -  1.  A  decorrere dalla data di entrata  in  vigore
     della  presente legge, gli esercenti di cave sono  tenuti  a
     versare un canone annuo di produzione commisurato alla  area
     coltivabile  ed  ai volumi autorizzati come  definiti  nelle
     autorizzazioni all'esercizio delle attività estrattive.

         2.  Detto canone è commisurato alla superficie dell'area
     ed  ai  volumi  autorizzati  della  cava.  Esso  è  ottenuto
     sommando  gli  importi riportati in tabella,  corrispondenti
     agli scaglioni di superficie e volumi autorizzati:

                     Superficie espressa in ettaro
   Sup =   2 < Sup =   5 < Sup =    10 < Sup =    20 < Sup =   Sup >
     2         5           10           20            50        50
                4.000        6.500         7.500       10.000
    2.000                                                      13.000

               Volumi espressi in migliaia di metri cubi
  Vol. =     100 <     500 < Vol.     1000 <        2000 <      Vol.
    100   Vol. = 500     = 1000     Vol. = 2000   Vol. = 5000 > 5000
                3.500        6.000         8.000       10.000
    1.500                                                      13.000

         3.  In caso di sospensione dei lavori di coltivazione ai
     sensi  dell'articolo  24 della legge  regionale  9  dicembre
     1980,  n.  127  e, successive modifiche ed integrazioni,  la
     quota  dei  canoni  relativa ai  volumi  estratti  per  tale
     periodo   non  sarà  dovuto.  Eventuali  periodi   inferiori
     all'anno solare saranno calcolati per dodicesimi.

         4.  I  canoni di produzione sono dovuti per  il  60%  al
     Comune interessato e per il 40% alla Regione.

         5. Qualora siano interessati più Comuni la quota del 60%
     è  ripartita sulla base della superficie dell'area  di  cava
     approvata ricadente in ciascun Comune.

         6. L'importo dovuto è corrisposto entro il mese di marzo
     successivo  all'anno  di  riferimento.  Gli  esercenti  sono
     tenuti  ad  inviare  al Dipartimento regionale  dell'energia
     dell'Assessorato  regionale dell'energia e  dei  servizi  di
     pubblica   utilità,  copia  della  quietanza   dell'avvenuto
     pagamento entro il mese di aprile.

         7.  Le tariffe sono aggiornate ogni due anni sulla  base
     dell'indice ISTAT.

         8.  I  canoni destinati ai Comuni sono finalizzati  alla
     realizzazione   di  opere  di  recupero  e  riqualificazione
     ambientale con priorità alle attività di scavo abusive.

         9.   I   canoni   destinati  alla  Regione   in   favore
     dell'Assessorato  regionale dell'energia e  dei  servizi  di
     pubblica  utilità, saranno destinati a sostenere le attività
     di  studi e ricerche di settore, di monitoraggio e vigilanza
     del   settore  estrattivo,  nonché  il  potenziamento  delle
     risorse  umane  assegnate all'Assessorato  per  l'incremento
     dell'attività   di   sorveglianza,   controllo    e    lotta
     all'abusivismo in campo estrattivo.

         10.  Il  ritardato pagamento delle somme dovute comporta
     l'applicazione degli interessi legali.

         11.  Il mancato versamento del canone di cui al presente
     articolo,   entro  i  termini  ivi  previsti,  comporta   la
     maggiorazione del versamento stesso in misura pari al:

         a)  10  per  cento, qualora il versamento sia effettuato
     entro   centottanta  giorni  dalla  data  di  scadenza   dei
     suddetti termini;

         b)  30  per  cento, qualora il versamento sia effettuato
     oltre  i centottanta giorni ma entro l'anno di scadenza  dei
     suddetti termini.

         12. Il pagamento alla Regione deve essere effettuato  in
     un'unica  rata,  sul capitolo di entrata del bilancio  della
     Regione  siciliana 1815, Capo 16, così denominato   Proventi
     derivanti   da  canoni  di  produzione  per  l'attività   di
     estrazione  da  giacimenti minerari di cava ,  Rubrica  3  -
     Dipartimento   regionale  energia,   Titolo   1,   aggregato
     economico 4, Capo 16 e dovrà avvenire:

         a)   mediante  versamento  in  conto  corrente  bancario
     intestato  a   Regione  siciliana, Via  Notarbartolo,  17  -
     Banca  Unicredit Spa, Via Campolo, 65 - 90145 Palermo ,  sul
     capitolo  di entrata 1815  Proventi derivanti da  canoni  di
     produzione   per  l'attività  di  estrazione  di  giacimenti
     minerari di cava  - Capo 16;

         b)  versamento  in conto corrente bancario  intestato  a
      Regione  siciliana, Via Notarbartolo, 17 - Banca  Unicredit
     Spa,  Via  Campolo,  65 - 90145 Palermo ,  sul  capitolo  di
     entrata  1815   Proventi derivanti da canoni  di  produzione
     per  l'attività  di  estrazione di  giacimenti  minerari  di
     cava   - Capo 16. Dovrà essere indicato il nome e il cognome
     o   la   ragione  sociale  del  soggetto  versante  (impresa
     esercente l'attività estrattiva).
         Nella causale di versamento dovranno essere indicati:  i
     dati   identificativi  del  versante,  la  motivazione   del
     versamento,  il canone, l'anno di riferimento,  la  località
     della   cava  e  gli  estremi  dell'autorizzazione,   nonché
     l'indicazione   che   l'importo   deve   essere    acquisito
     all'entrata del bilancio della Regione siciliana,  capo  16,
     Dipartimento   regionale   energia,   capitolo   1815   così
     denominato   Proventi derivanti da canoni di produzione  per
     l'attività di estrazione da giacimenti minerari di cava . .

                               Art. 49.
        Disciplina di attività cinofile all'interno di parchi e
                                riserve
                             (STRALCIATO)

                               Art. 50.
                Fondi di gestione faunistico-venatoria
                             (STRALCIATO)

                               Art. 51.
       Disposizioni in materia di vincolo di destinazione delle
                        aziende agrituristiche
                             (STRALCIATO)

                               Art. 52.
       Disposizioni in materia di riconoscimento di associazioni
                               venatorie
                             (STRALCIATO)

                               Art. 53.
                    Definizione interventi edilizi
                             (STRALCIATO)

                               Art. 54.
          Differimento di termini per recupero abitativo dei
                              sottotetti
                             (STRALCIATO)

                               Art. 55.
           Modifiche di norme in materia di edilizia sociale
                             (STRALCIATO)

                               Art. 56.
      Abrogazione di norma in materia di affidamento provvisorio
             servizi comunali di trasporto pubblico locale

         1.  E'  abrogato il comma 1 dell'articolo 47 della legge
     regionale  28  gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche  ed
     integrazioni.

                               Art. 57.
                       Ticket ingresso ecomusei
                             (STRALCIATO)

                               Art. 58.
            Misure a sostegno dei contratti di solidarietà
          e degli accordi sindacali tra imprese e lavoratori
                             (STRALCIATO)

                               Art. 59.
                     Parità di accesso ai servizi
                             (STRALCIATO)

                               Art. 60.
       Disposizioni finanziarie in materia di personale precario
                           degli enti locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 61.
        Modifica di norma in materia di personale precario enti
                                locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 62.
          Disposizioni in materia di personale utilizzato in
                              convenzione
                dalle aziende ospedaliere universitarie
                             (STRALCIATO)

                               Art. 63.
        Disposizioni di contenimento della spesa in materia di
                         locazioni di immobili
                             (STRALCIATO)

                               Art. 64.
          Disposizioni in materia di recesso dai contratti di
                               locazione
                             (STRALCIATO)

                               Art. 65.
         Istituzione dell'Albo dei segretari degli enti locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 66.
          Norme in materia di personale degli uffici speciali
                    dell'amministrazione regionale

                             (STRALCIATO)

                               Art. 67.
      Abrogazione di norma in materia di costituzione e adesione
                          ai liberi consorzi
                             (STRALCIATO)

                               Art. 68.
        Disposizioni in materia di formazione ed aggiornamento
                    del personale degli enti locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 69.
          Differimento di termini di graduatorie di concorsi
          negli enti locali e nell'Amministrazione regionale
                             (STRALCIATO)

                               Art. 70.
        Modifiche di norme in materia di riserve in favore dei
                                comuni
        per il rimborso di spese per la gestione di asili nido
                             (STRALCIATO)

                               Art. 71.
         Sostegno finanziario alle associazioni di enti locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 72.
           Assegnazione temporanea personale regionale alle
                       amministrazioni comunali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 73.
          Abrogazione clausola di salvaguardia in materia di
                        incarichi dirigenziali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 74.
            Modifiche di norme in materia di pensionamento
             del personale degli enti economici regionali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 75.
           Norme in materia di organizzazione amministrativa
             di enti vigilati e partecipati dalla Regione
                             (STRALCIATO)

                               Art. 76.
       Variazioni al Quadro di previsione di cassa del bilancio
                             della Regione

         1.  Al  quadro  di previsione di cassa, per  l'esercizio
     finanziario 2014, sono apportate le seguenti variazioni:

   ENTRATA
   Fondo iniziale di cassa                                 -
                                                  35.515.166
                                                         ,88

   SPESA
   ASSESSORATO ECONOMIA
   BILANCIO E TESORO - RAGIONERIA GENERALE  DELLA
  REGIONE
   Fondo  per  l'integrazione delle dotazioni  di
  cassa
   Capitolo 21571 - Interventi regionali                   -
                                                  35.515.166
                                                         ,88
                               Art. 77.
                             Norma finale

         1.  La  presente  legge sarà pubblicata  nella  Gazzetta
     ufficiale  della Regione siciliana ed entrerà in  vigore  il
     giorno stesso della sua pubblicazione.

         2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
     farla osservare come legge della Regione.