Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che del verbale della
seduta precedente verrà data lettura nella seduta successiva.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Mangiacavallo ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Rendiconto generale della Regione per il 2013'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge n. 799/A Approvazione del
rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario
2013 .
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge n. 799/A Approvazione del
rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario
2013 .
Invito l'Assessore Agnello ad illustrare il disegno di legge.
AGNELLO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, chi ha partecipato alla Conferenza dei Capigruppo sa bene
che, per un mero errore materiale degli Uffici, si è reso
necessario provvedere ad una nuova riapprovazione del Rendiconto.
In realtà però non cambia nulla di sostanziale, è soltanto una
questione formale.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che da questo momento decorre il termine fissato
dall'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno per la
presentazione degli emendamenti.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
A.1: «E' abrogata la delibera legislativa approvata dall'ARS il 23
luglio 2014, recante Approvazione del rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2013'».
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
FORMICA. Va da sé che noi siamo contrari
PRESIDENTE. Onorevole Formica, se voi siete contrari verrà
certificato dalla votazione elettronica. Invito i deputati a
prendere posto.
Rendiconto generale della Regione per il 2013'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «
Approvazione del
rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario
2013» (799/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge « Approvazione del rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2013» (799/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 75
Maggioranza 38
Favorevoli 49
Contrari 23
(L'Assemblea approva)
Onorevoli collegi, mi sento in dovere di ringraziare tutti i
Capigruppo indistintamente, per l'apporto che hanno dato per il
prosieguo dei lavori d'Aula, lo dico veramente perché ne sono
convinto, perché il senso di responsabilità ha fatto si che
approvassimo questo rendiconto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito dell'esame del disegno di legge "Assestamento del
bilancio della Regione per l'anno finanziario 2014 - Variazioni al
bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5, 'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale.
Disposizioni varie'" (782/A)
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Io vorrei ribadire
quello che ho già detto in Conferenza dei Capigruppo. Ancora,
malgrado sembri che tutto stia proseguendo bene, ci sono vari
incidenti su questo percorso della finanziaria che stiamo cercando
di approvare.
Allora, poiché l'opposizione, la minoranza, ha dato un contributo
non indifferente affinché questa norma potesse essere approvata nel
più breve tempo possibile, dando anche l'assenso al
contingentamento dei tempi e non solo, chiediamo che il Governo ci
dica se sull'articolo 27 ritiene di insistere integralmente, o di
rinunciare ad alcune norme che noi riteniamo possano andare a quel
fondo di cui alla legge 16 approvato nell'agosto scorso, che poi è
il 128 che riguarda la ex tabella H, così da sfoltire un attimo un
articolo che può diventare ostacolo alla prosecuzione regolare,
normale, ordinata dei lavori, già troppo accidentati.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, la tabella H è stata frantumata con questa manovra, anche
perché rispetto alle modifiche relative all'anno precedente, le
uniche novità si riferiscono alle associazioni con problemi di
disagio sensoriale, in particolare mi riferisco all'istituto
ciechi, all'istituto Brail, all'istituto Keller ed alle istituzioni
dei sordomuti.
Tutti quanti abbiamo più volte eccepito sul fatto di mettere
questi enti nel calderone generale della tabella H anche perché,
siccome sono istituzioni scolastiche, tra l'altro inesistenti nella
scuola pubblica, le uniche in questo settore, non si capisce che
bando dovremmo fare? Il bando relativo a chi? Si tratta, quindi, di
riconoscere una esclusività e persino la strumentalità da parte
della Regione perché questi servizi normalmente li dovrebbe fornire
direttamente lo Stato.
Da anni in Sicilia questo si è quindi fatto con un rapporto di
tipo convenzionale con questi enti, poi improvvisamente andò a
finire nel calderone della tabella H, per finire nel meccanismo
generale. Per cui, su questi, abbiamo pensato di proporre una
eccezione, anche in considerazione del lavoro ciclico che fanno
questi enti. Non si tratta, cioè, di iniziative che sono
subordinate al riconoscimento del contributo, perché una scuola
deve iniziare il 15 settembre e finire a giugno. Non è che può
aspettare i riferimenti relativi alla questione del rilascio della
concessione del contributo.
Gli altri due enti sono di tipo sociale, e anche loro svolgono
un'attività continua e persino necessaria nella fase di crisi
attuale, e sono i due bandi riconosciuti per legge. In questa
situazione, credo che nessuno può negare la strumentalità rispetto
ad una politica sociale della Regione in un momento di difficoltà
enorme e, quindi, riconoscerla ed evitare l'interruzione della
grande attività che fanno questi enti, perché diventa
pregiudizievole anche dal punto di vista sociale.
Poi sono stati inseriti gli istituti teologici, per le stesse
motivazioni, perché scuole. Non è che le previsioni relative alla
scuole cambiano di anno in anno, sono legate alle iscrizioni degli
alunni che ci sembrano quasi sempre identici. In ogni caso devono
fare sempre la domanda e si potrà verificare la congruità della
spesa, come deve fare il Governo. Ma ci sono altri enti teologici
oltre a questi tre in Sicilia che potrebbero partecipare al bando?
Anche qui, quindi, c'è la caratteristica della scuola, la
caratteristica della tipicità e, quindi, della continuità del
servizio, la caratteristica anche di un servizio che non può essere
subordinato al rilascio.
Si potrebbe obiettare, ma perché concedere un contributo ad enti,
tutto sommato, anche se teologici, privati? A questa domanda,
rispondo con un'altra domanda: perché la Kore di Enna non è
privata? A qualcuno gli salta in mente di non finanziare la Kore?
Il buono scuola non viene dato forse per l'istruzione privata? A
qualcuno salta in mente di toglierlo?
Ci sono nell'ambito della istruzione una serie di enti che
rientrano normalmente in attività continua, necessaria, che hanno
un particolare valore sociale e culturale. Questa è l'impostazione.
Poi ci sono quattro enti su cui si è aperta la discussione in
Conferenza dei Capigruppo che sono il Cerisdi, il Whitaker,
l'autodromo di Pergusa, su cui sono state sollevate alcune
questioni, e il Coppem. È chiaro che se pretendiamo di togliere
tutte le associazioni sociali noi non ci stiamo. Però, se il
riferimento dovesse essere specificamente ad alcuni enti non
considerati indispensabili e strumentali per la Regione, noi siamo
disponibili anche a discutere.
Voglio precisa che l'articolo 27 riguarda una manovra di circa 132
milioni di euro, che l'entità di queste contribuzioni extra sono in
totale di un milione, che non sconfortano l'entità della manovra.
Fra l'altro, il Whitaker svolge un'attività continua e costante,
apre 365 giorni l'anno. Il Coppem è un ente internazionale in cui,
addirittura, il Presidente dovrebbe essere il Presidente della
Regione. Io non mi sono mai insediato, nominerò un delegato, ma non
mi andrò a impelagare in un'attività di gestione di questo tipo o
di qualsiasi altro tipo. Per quanto riguarda il CERISDI, ogni anno
è stato sempre il Parlamento a inserirlo con specifico
finanziamento. Pergusa è l'unico autodromo che c'è in Sicilia, per
cui non si capisce perché dovrebbe partecipare a un bando.
Se questi ultimi elementi dovessero essere sufficienti a pensare a
un accordo generale sull'articolo e ritirare gli emendamenti, da
parte di tutti, io credo che potrebbe essere una soluzione di
mediazione accettabile. Però, se questo, dopo questa mediazione,
dovesse mantenere in vita le decine e decine di emendamenti è
chiaro che non avremmo concluso nulla. È quello che si sente dire
il Governo tenendo però fermo che noi gli enti necessari che
svolgono attività ciclica non intendiamo assolutamente toglierli,
perché creeremmo solo difficoltà a istituzioni riconosciute da anni
dalla Regione siciliana, che hanno un valore persino emblematico; e
mi riferisco ai ciechi, mi riferisco alle scuole, ai sordomuti che,
assolutamente, noi non permetteremo che entrino di nuovo nel bando
della Tabella H.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, si era
detto che di Tabella H non se ne sarebbe parlato più. Io oggi, in
un momento così delicato e di spending review, non ho presentato un
subemendamento soppressivo solo perché ritengo che ci sono alcune
finalità, mi riferisco ai ciechi, mi riferisco ai disabili, alle
scuole, al rifinanziamento dei parchi e quindi il trasferimento
delle somme per gli stipendi dei parchi che avete inserito in
questa legge. Ma vanno eliminati alcuni articoli e chiedo al
Governo di fare un emendamento soppressivo perché non ci possono
essere né due Sicilie né alcune manifestazioni, perché è offensivo
anche per quest'Aula, signor Presidente.
Facciamo chiarezza, visto che lei ha fatto questo elenco, la prego
di fare l'elenco su quello che si ritiene utile e indispensabile
per categorie e soggetti che vanno finanziati e togliamo tutto il
resto, perché altrimenti diventa veramente difficile andare ad
approvare anche la norma.
Signor Presidente, leggo all'articolo 37 All'articolo 6, comma 7,
della legge regionale 28 gennaio 2014 dopo le parole ..' sono
aggiunte le seguenti nonché la norma di 400 mila euro per le
finalità di cui al comma 2 dell'articolo 38 della legge regionale,
mi spiegate che cosa è?
E siccome i minuti sono pochi, facciamo l'elenco di quelle che
sono le necessità e poi continuiamo, perché non è giusto, non è
corretto, perché se ci sono delle manifestazioni, se ci sono degli
appuntamenti che vanno finanziati e che deve essere merito,
riconoscimento per la Sicilia che vanno finanziati, l'Aula deve
sapere quali sono.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, noi stiamo
parlando continuamente e costantemente della cosiddetta Tabella H
che equivale più o meno a 10-12 milioni di euro, 15 milioni di euro
compreso il bando, non arriva a più di tanto, poi c'è 131-135
milioni di euro dell'allegato 1.
Nell'Allegato 1, vorrei ricordare ai colleghi parlamentari, c'è
l'ERSU, per esempio, l'Istituto di incremento ippico, ci sono i
teatri, tutte quelle attività dove ci sono livelli occupazionali da
garantire; l'Allegato 1 è la parte pubblica, se mi consentite, di
tutti questi interventi, guardando questo tomo dell'Allegato 1
viene fatta una strage, signor Presidente.
E allora io chiedo ai colleghi parlamentari, al Governo e a lei,
signor Presidente, di ritirare - a partire ovviamente da noi -
tutti gli emendamenti inerenti all'Allegato 1 in modo tale che
sulle altre materie l'Aula può anche discutere, si può anche
dividere se vuole, ma non faremmo un danno irrevocabile e
assolutamente non più recuperabile a strutture che di fatto in
qualche modo garantiscono pubblici servizi e attività molto
importanti per la nostra Terra.
Quindi, signor Presidente, se passa questo messaggio, ci
piacerebbe che ci fosse un grande senso di responsabilità, togliere
tutti gli emendamenti inerenti l'Allegato 1 e poi, ovviamente,
sappiamo perfettamente che, per esempio, i ciechi, i sordi sono una
parte fondamentale della crescita civile, sociale, culturale ed
economica della nostra Terra e ognuno potrà esprimersi sulle altre
cose sapendo che ci sono delle priorità che io ho indicato.
Faccio un appello sin dall'inizio di mettere fuori dall'Allegato 1
tutti gli emendamenti.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi accogliamo - e
parlo a nome anche dei colleghi amici Falcone, Formica, dei
presidenti dei gruppi parlamentari del Centro destra - la
sollecitazione del collega Leanza e per ulteriore senso di
responsabilità ritiriamo tutti gli emendamenti all'allegato 1 e
siamo pronti a votarlo con l'emendamento eventuale che mi pare sia
stato già indicato dalla Commissione che ci vede d'accordo, perché
anche in questo caso riguarda un emendamento di spending review
rispetto al quale noi ci troviamo in linea.
PRESIDENTE. Riguarda la riduzione dell'1,5 per cento.
Scusate, sono dinnanzi ad una proposta procedurale, adesso do la
parola pure a lei onorevole Ciancio.
Per intenderci, per chiarezza con l'Aula, si può fare una
votazione per emendamenti separati. Può essere che superiamo il
problema, Presidente, considerando che c'è un capogruppo di
maggioranza e un capogruppo di opposizione che sembrano condividere
un percorso, voglio spiegare all'Aula intera cosa intendiamo fare,
evitiamo di ingarbugliare ulteriormente le procedure.
L'articolo 27, comma 1: Le autorizzazioni di spesa previste per
l'anno 2014, nell'allegato 1, rifinanziamenti interventi di spesa
di cui all'articolo 8, comma 1, della legge regionale 11 giugno
2014, n. 13, sono incrementate da quelle previste dall'allegato 1
della presente legge per l'importo complessivo di
centocinquantamilatrecentoquindicimila migliaia di euro .
E' stato presentato l'emendamento della Commissione, ma era di
intesa con il Governo, di ridurre di un ulteriore 1,5 per cento che
fa richiamo all'allegato 1.
Quindi, dopo che approviamo questo articolo, approveremo
l'allegato 1.
Se voi leggete l'allegato 1, non c'entra niente per intenderci con
la cosiddetta tabella H, riguarda gli stipendi, mette in sicurezza
sostanzialmente i conti.
Quindi, se noi procediamo in tal senso, intanto votiamo il comma
1, ritiriamo tutti gli articoli, votiamo l'allegato 1 e poi si
continua a discutere singolarmente sulle singole fattispecie, ivi
compreso il comma 36 al quale faceva riferimento l'onorevole
Grasso, alla quale voleva rispondere il presidente Crocetta.
Questa è una proposta che proviene da due capigruppo. Darò la
parola a tutti, ma su questa proposta. Vediamo di intenderci su
questa proposta.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, grazie per
avermi dato la parola, vorrei che il Presidente della Regione mi
ascoltasse un attimo.
Ho ascoltato la proposta che proviene dall'opposizione e prima,
eventualmente, di condividerla volevo sapere l'opinione del
Governo per quanto riguarda gli emendamenti sui consorzi
universitari, tenuto conto che mi pare di capire che il Presidente
della Regione è molto legato agli aspetti culturali, avendo
insistito per il finanziamento di alcune scuole, cosiddette
cattoliche, e se ovviamente nel prosieguo intende attenzionare i
consorzi universitari.
Mi spiego meglio. Già il Governo, rispetto alla proposta
originaria, ha incrementato la dotazione ai consorzi universitari,
ma non ha raggiunto quello che effettivamente è stato attribuito
l'anno scorso e, soprattutto, quello che era stato indicato nella
originaria finanziaria poi oggetto di impugnativa.
Desidero sapere dalla voce della rappresentante del Governo, se
nell'ambito del prosieguo dell'anno, laddove i Consorzi
universitari dovessero dimostrare difficoltà di carattere
economico, se obiettivamente ci sarà l'attenzione da parte del
Governo di intervenire, dal punto di vista prettamente economico,
per risollevare e possibilmente evitare la chiusura dei Consorzi
universitari.
Mi riferisco ai Consorzi universitari che non sono semplicemente
solo quello di Trapani, ma bensì anche quello di Agrigento,
Caltanissetta; perché la Kore così come lui ha evidenziato appunto
nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è
finanziata a se stante con una legge ad hoc.
La domanda è: poiché le somme sono insufficienti, c'è l'intenzione
da parte del Governo di intervenire per eventualmente rimpinguare i
finanziamenti al fine di evitare la chiusura dei Consorzi
universitari? La domanda è questa, aspetto una risposta, viceversa
non sono d'accordo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, nei confronti dei Consorzi universitari si sta agendo in
due modi: uno è il riconoscimento delle somme che avevano
precedentemente e, quindi, non è stato fatto alcun taglio nei
confronti; due incrementando le somme a favore delle province che
per priorità devono dare.
FONTANA. c'è un taglio.
CROCETTA. Non è vero che abbiamo fatto un taglio, come ve lo devo
dire, si è ragionato diecimila volte in Commissione, il taglio
del 3% è lineare per tutto il Bilancio. 30%? Ma quando mai, adesso
lo verifichiamo con gli Uffici, noi abbiamo discusso in Commissione
e abbiamo verificato esattamente.
Dicevo, abbiamo incrementato pure le somme a favore delle
province, quindi, i Consorzi universitari non hanno alcun taglio.
Poi se dobbiamo verificare tecnicamente andiamo a vedere quello che
è stato erogato l'anno scorso e quello che è previsto quest'anno.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, per
capire come dobbiamo procedere: la proposta in sostanza che ha
fatto anche l'onorevole Cordaro - e che vede tutto il Centro Destra
d'accordo - era quella di votare per parti separate e far diventare
2 articoli, cioè l'articolo 27 e il primo comma con tutto
l'allegato 1 - mettiamo in sicurezza un attimino tutto, soprattutto
parliamo di stipendi, non sono eventi e così via, tranne qualcosa -
e poi votiamo tutto l'articolo 27 dal secondo comma sino al 38 e
così se ci sono da fare emendamenti, se ci sono da fare riduzione,
da ridurre qualcosa la possiamo fare.
Per quanto ci riguarda, sul primo comma che diventerà così
facendo, così votando per parti separate un articolo autonomo, noi
ritiriamo tutto gli emendamenti.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
ribadisco ancora una volta, perché ho guardato tra l'altro le
carte, che c'è stato un taglio sui Consorzi universitari e il
capitolo 37. 37.18, lo controlli: da 4 milioni e 8 siamo scesi a 3
milioni e 7, quindi, sono stati tolti 1 milione e 2 centomila euro.
La prego, anche perché già i nostri Consorzi sono in grande
difficoltà e, quindi, io senza voler togliere nulla ad altri, ma
ritengo che l'offerta formativa nei territori e nelle periferie sia
assolutamente indispensabile, noi abbiamo fatto anni e anni di
grande sacrifici per potere mantenere questi corsi universitari,
adesso nella nostra provincia sono stati già tagliati 6 corsi di
studio per cui siamo rimasti
SCILABRA, assessore all'Istruzione e formazione professione. Non è
vero.
FONTANA. E' vero, assessore, lo deve dire a me? Non credo lo
debba dire a me perché so bene come stanno le cose, è lei che non
le conosce.
Sono stati tagliati 6 corsi di laurea negli ultimi 4 anni, non
possiamo ancora continuare con questi tagli anche perché il nostro
Consorzio è un consorzio con 5 mila studenti, non si scherza, era
uno dei Consorzi più frequentati della Sicilia e non solo, e
giudicato a livello nazionale da una società che ha fatto uno
studio su tutti i Consorzi ed era il miglior consorzio
universitario dell'Italia meridionale.
Per cui abbiamo questa eccellenza, cerchiamo di mantenerla,
facciamo qualche sacrificio, io non le chiedo nulla, le chiedo solo
di poter mantenere il contributo dell'anno passato per i nostri
consorzi universitari.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, assessori, a chiarimento di quello che è successo in
Commissione, quel famoso emendamento, per il quale c'è stata una
approfondita discussione di un'ora e mezzo, credo che non ci si è
compresi, poi alla fine non è stato traslato nella tabella, quindi,
è rimasta la voce del capitolo, di cui faceva riferimento il
collega Fontana, 3 milioni 660, non è stato trasferito, quindi
glielo sottopongo affinché lei possa verificare se è così.
CROCETTA. Non è stato trasferito.
DI MAURO. Infatti non è stato fatto.
PRESIDENTE. Per chiarire, quindi è fuori dalla tabella 1?
DI MAURO. Si, è fuori, non è mai stato nella tabella, si tratta di
un capitolo dell'Assessorato Pubblica Istruzione e Formazione
37.37.18 che lo scorso anno aveva 4.850.
PRESIDENTE. Io gradirei sentire il parere di qualcuno del gruppo
del Movimento Cinque Stelle in ordine alla proposta che è stata
formulata da più capi gruppo, che sembrerebbe condivisa, e poi
specificata dall'onorevole Falcone, quella di approvare intanto
l'articolo 27, solo il primo comma, e approvare la tabella 1, se si
tratta di integrare con quello che dice l'onorevole Fontana che poi
il Presidente Crocetta sembrava d'accordo, ma ci stiamo riferendo
solo alla tabella 1 e poi di seguito procediamo con tutto il resto
e si entrerà in un ragionamento praticamente particolare, approvare
o meno i singoli articoli e i singoli stanziamenti.
Quindi, mi interessa comprendere la posizione del Movimento Cinque
Stelle, se stiamo così faremmo 2 articoli, il 27 e tabella 1, dove
sono inserite tutte le questioni imprescindibili dove non c'è
grande discrezionalità e nel 27 bis) rientrerebbe tutto l'altro.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito di
questo eventuale 27 bis), come abbiamo proposto anche in Conferenza
dei Capigruppo, siamo per mantenere l'emendamento che era uscito
dalla Commissione di merito, che fondamentalmente ha soppresso
tutti quei commi che recavano il nome e il cognome dell'ente, ad
esclusione dell'Unione Italiana Ciechi, Stamperia Braille, Helen
Keller, Sordomuti e anche il Banco Alimentare, riconoscendoli come
effettive emergenze, e sopprimere tutti gli altri in quanto
possono tranquillamente partecipare al bando.
Questa è la proposta che è uscita anche responsabilmente dalla
Quinta Commissione che si è resa conto che per l'ennesima volta
non si poteva fare il gioco del tu si, tu no .
PRESIDENTE. Comunico che sono iscritti a parlare: l'onorevole
D'Agostino, Lentini, Oddo, Ferrandelli, Gianni, Grimaldi, Greco,
Ragusa e Di Mauro come capo gruppo.
E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
sull'allegato 1 credo che non ci siano difficoltà, poi magari
parlerà il Capogruppo e dirà cosa intende fare sulla questione, se
si ritirano tutti gli emendamenti e quelle vengono individuate come
emergenze particolare, non credo ci siano problemi, ma credo sia
giusto mettersi d'accordo anche su come ragioneremo sull'articolo
27.
Perché vorrei dire al Presidente della Regione che ho ascoltato
l'elenco succinto che lui ha fatto e, ovviamente, in questo elenco
c'erano sia interventi previsti nell'allegato 1, che interventi
previsti nell'articolo 27, purtroppo non credo che tutti siano
interventi sostenuti da leggi che gli consentono di avere questa
forza all'interno della proposta.
Non contesto questo elenco, dico solo che, richiamandomi agli
stessi principi che il Presidente ha in qualche modo esplicitato,
cioè l'esclusività, la peculiarità, la continuità dell'azione da
parte di questi enti, credo che ci siano delle enormi lacune, delle
gravi dimenticanze.
Visto che il principio era quello di utilizzare il bando e adesso
si sta tornando indietro, credo che, quando saremo sul tema
dell'articolo 27, io non rinuncerò assolutamente a difendere un mio
emendamento ed una mia proposta che credo valida, importante,
interessante e di assoluto valore, tanto quanto alcuni interventi
che in questo momento sono stati proposti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini.
Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che questo
Parlamento ormai dibatte su questa famosa Tabella H ormai da
tantissimi anni e questo Parlamento ha già iniziato a tagliare
diverse voci.
Le voci più importanti, che sono state dette un po' da tutti, e
che condividiamo, ad iniziare dall'Unione Ciechi, ad iniziare
dall'Helen Keller, dal Braille, i sordomuti, le associazioni che si
occupano dei malati terminali, del banco alimentare, ecco, questi
sono i teatri che sono anch'essi importanti per l'intera Isola.
Noi ogni anno riproponiamo sempre un articolo relativo ad una
Tabella, oggi chiamata I , domani Allegato, poi la chiamiamo L o
Y , ma se invece le inserissimo dentro il libro del bilancio, dove
ogni anno il Governo propone tutto quello di cui necessitano,
secondo il Governo, inserendole nelle Rubriche, il Parlamento, i
deputati, ognuno nelle proprie Commissioni, si aprirebbe un
dibattito che poi sicuramente porterebbe ad una decisione e da
questa ci vedremmo in Aula, e non ci sarebbe più bisogno di
allarmarci o di litigare. Questa è una cosa molto elementare.
Presidenza del Vice Presidente Venturino
Questa Tabella la dobbiamo chiudere, ormai - lei ha detto bene
Presidente della Regione - lei ha detto ma l'Unione Ciechi deve
andare a bando con chi? , ma per che cosa? .
Se, ad esempio, in questo bilancio gli diamo 3 milioni e 900 mila
euro, quando il fabbisogno è di 5 milioni ed 800 mila euro, quando
questi signori, quando questi fratelli, devono tagliare gli studi
per i ragazzi, per i bambini, che già vivono le loro difficoltà,
qual è la responsabilità di un Parlamento? E' quella di iniziare a
lavorare per le priorità e le priorità devono andare in bilancio,
non possono andare sicuramente in una Tabella ed in un Allegato a
parte.
Il Governo nella prossima presentazione di bilancio, quindi ad
ottobre, ogni anno nel mese di ottobre, inserisce queste voci,
questi capitoli di priorità, li inserisce nel bilancio e da quel
momento parte un dibattito nelle Commissioni dove interagiscono
discussioni, partite e tutto quello che vogliamo, fino a quando si
arriva in Parlamento e si approva.
Oggi è una cosa infernale, arrivare come sempre a notte fonda per
chiudere una Tabella che sicuramente ci ha sempre mortificato,
sicuramente non porterà un bel risultato.
Noi dobbiamo fare a bandi e a questi ci penseranno gli assessori
con la loro delega, quella che vorranno mettere a disposizione
della comunità, ma quelli che sono i servizi fondamentali devono
rimanere la priorità dentro il bilancio.
I capitoli da quel bilancio non si toccano, è inutile portare e
proporre ogni anno cose che non funzionano.
PRERSIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha
facoltà.
ODDO. Signor Presidente, io le ho mandato un messaggino qualche
settimana fa, il messaggino che le ho mandato si riferiva alla
Biblioteca Fardelliana di Trapani, una istituzione che ha un paio
di centinaia di anni, maggiore di anzianità rispetto al Cerisdi e
altri carrozzoni che conosco benissimo.
Il fatto che siano nello statuto, previsto dal Presidente della
Regione, non è che faccia non titolo particolare, perché queste
strutture le conosciamo.
La Biblioteca Fardelliana che ha un paio di secoli di storia in
più di queste strutture è a partecipazione pubblica, il Sindaco di
Trapani ha ammainato la bandiera della Regione dal Municipio della
città di Trapani.
Io non sono un estimatore del sindaco della città di Trapani, che
è amico dell'onorevole Fazio che l'ha proposto, e quindi non ne
sono un estimatore, sono un estimatore di un pezzo di storia della
cultura della mia provincia in particolare e non vorrei che questa
struttura cadesse sotto le macerie dell'ex provincia regionale,
perché lei sicuramente dopo il mio messaggio ha parlato con il
commissario Ingoia, il quale ha successivamente, consultato, ha
detto che non ha una lira o un euro e per quanto riguarda lui la
Biblioteca Fardelliana dopo due secoli di storia può benissimo
chiudere, perché l'ex provincia non ha i soldi per farla
funzionare.
Io sono pronto a ritirare gli emendamenti che ho presentato con
altri deputati, però credo che se questo Governo deve passare alla
storia della mia città per aver abolito un'istituzione culturale di
due secoli, che magari non è presieduta dal Presidente della
Regione pro-tempore, così come gli istituti di altri carrozzoni
regionali creati dopo, io credo che questo sia profondamente
ingiusto.
Io le chiedo, in qualche modo, di trovare una soluzione a questo
problema, le chiedo e credo di farlo a nome di altri colleghi, in
questa biblioteca hanno studiato, chi studiava, non so se
l'onorevole Ruggirello andava in altre biblioteche, io ci andavo
con altri giovani della città, io credo che non possiamo ascriverci
alla chiusura di un pezzo di storia della cultura di questa città e
non possiamo consentire che nel municipio di un capoluogo di una
provincia venga ammainata la bandiera della Regione siciliana
perché la Regione non riesce a dire una parola su un tema di questo
tipo.
Se non lo posso dire in questa sede non so in che sede possa
dirlo, so gli accordi dei capigruppo, so che avete deciso di
ritirare gli emendamenti, ma rispetto a questa che non è una
richiesta da tabella H nel senso che io mi onoro di avere
presentato un emendamento di questo tipo, io chiedo che il Governo
mi dia una risposta, altrimenti io l'emendamento non lo ritiro, o
me lo voto da solo, qui non c'entra né la destra né la sinistra né
la maggioranza né l'opposizione, è un rispetto al nostro ruolo in
questa istituzione.
Io voglio sapere rispetto all'istituzione che ha due secoli di
vita se questo Governo trova 200 mila euro per consentire che dopo
200 anni passiamo a 201 anni, e l'anno prossimo si vedrà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROPCETTA, Presidente della Regione. Io voglio capire una cosa,
quante sono le biblioteche in Sicilia, vivono tutte nell'oro oppure
sono biblioteche comunali, provinciali.
Stiamo decidendo la regionalizzazione della Biblioteca
Fardelliana, allora perchè non facciamo la biblioteca di Gela,
quella di Alcamo, quella di Catania, non sto sottovalutando
l'importanza.
Voglio rappresentare che come indicazioni specifiche, nei
confronti di questa provincia di Trapani che si lamenta, noi
abbiamo comprato le azioni dell'aeroporto dell'ex provincia e
abbiamo impedito che fallisse l'aeroporto di Trapani.
Naturalmente, la provincia di Trapani è stata sgravata di qualche
costo milionario. Poi nelle riserve che ci sono a favore delle
province, sempre di Trapani, c'è l'istituto Il luglio musicale di
Trapani. L'istituzione è importante, perché no
Certo che Ingroia non ha i soldi perché ancora non sono stati dati
i soldi alle province, appena Ingroia avrà i soldi, che sono stati
incrementati per le province, finanzierà la biblioteca Fardelliana,
però non è che Trapani è una esigenza infinita di visibilità
politica.
Io avrei capito un emendamento oppure fate una legge istitutiva e
non si può fare in Finanziaria una legge istitutiva; questo può
avere senso e delle ragioni per cui la Biblioteca Fardelliana
diventerebbe biblioteca regionale, poi vediamo come difendere i
dipendenti, come la Regione li può assumere, tutta una serie di
questioni legali che non sono di poco conto e che forse peggiorano
il problema.
La provincia di Trapani avrà i soldi, però finiamola di stampare
emendamenti specifici; avrei gradito che mi si dicesse istituiamo
un fondo per il sostegno delle biblioteche di importanza storica ,
sicuramente non ci sarà solo quella di Trapani, ce ne sarà
qualcun'altra in Sicilia, siccome i soldi ce li ha la provincia,
dopo questa Finanziaria, noi raccomandiamo al Commissario della
provincia di Trapani, di operare il contributo, poi non capisco
cosa sia cambiato nel bilancio del comune di Trapani, visto che non
vi è stato un centesimo per dare contributi sempre alla
Fardelliana.
E' troppo facile scaricare tutti i costi alla Regione, ma quando
si è chiamati ad amministrare non si fa; io sono stato sindaco, mi
pregio nel mandato che ho esercitato da sindaco, di non avere
chiesto mai un capitolo specifico per la mia città e mi pregio di
non farlo ancora da presidente della Regione.
Il senso della responsabilità alla fine di ogni ragionamento
anacronistico è meglio che ce lo mettiamo in testa tutti.
PRESIDENTE. Presidente della Regione, la pregherei piuttosto che
rispondere ad ogni singolo intervento, magari prende nota e
facciamo un intervento finale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ferrandelli. Ne ha facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie, signor
Presidente, semplicemente per rivendicare la giustezza dei
ragionamenti che sono stati fatti fino ad ora, non soltanto degli
enti strumentali, ma credo che sia indecoroso, ogni anno, assistere
alla questua dell'uno o dell'altro deputato per cercare dei
finanziamenti per enti culturali e per associazioni benefiche e
credo che ognuno di noi abbia presentato degli emendamenti, ce ne
sono alcuni di particolare rilevanza, per esempio, quello che
vogliono rifinanziare le fasce per la musica, piuttosto che per il
teatro, ma noi riteniamo siamo portatori di una unica proposta che
non è soltanto quella della votazione della legge istitutiva, per
il quale esiste un disegno di legge del quale sono anche
firmatario, proposto dall'onorevole Maggio e da altri, per
regolamentare quelli che sono i contributi agli enti culturali, e
abbiamo anche presentato un emendamento in questa Finanziaria per
chiedere il semplice recepimento, anche in Sicilia, della famosa
legge Veltroni che premette, che fa finire il mercato delle vacche
e che attribuisce agli istituti culturali i soldi in relazione a
quelle che sono le attività connesse, il borderò, lo
sbigliettamento, la mole del personale, il numero di attività, la
quadratura dei bilanci regionale e di apertura perché
obiettivamente assistere a questo suk ogni anno è vergognoso e,
quindi, sono d'accordo con lei Presidente, perché mi verrebbe fin
troppo facile proporre il Centro Padre Nostro piuttosto che
l'Istituto Don Calabria o altre istituzioni. Ma così non ne usciamo
più
Credo che questo Parlamento riuscirà ad essere dignitoso ed
assolvere la propria funzione quando regolamenterà con regole
chiare e certe tutto questo. Anch'io ho vicinanza ad alcune
istituzioni piuttosto che ad altre - in termini di simpatia
s'intende, in termini di riconoscimento del lavoro -, ma non posso
pensare che sia la mia permanenza all'interno di questo Parlamento
e la mia forza politica a poter portare avanti delle attività nel
territorio che devono essere disciplinate diversamente.
Pertanto chiedo all'Aula di regolamentarsi secondo quelli che sono
questi criteri, ad esempio il rifinanziamento delle fasce della
cultura piuttosto che della musica, e credo che sia già un criterio
all'interno del quale tutti quanti stanno, come recepimento della
legge Veltroni, per poi passare, subito dopo, ai lavori di
settembre con le leggi istitutive.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
francamente rimango allibito. Questa continua sceneggiata sulla
Tabella H mi pare che ormai sia diventata inconcepibile e mi rende
abbastanza perplesso. Quando vede che vengono finanziati istituti
di ogni ordine e grado - scuole, musei, estati leondinesi, estati
trapanesi - e si concede ad un Istituto come quello di Scienze
Criminali Internazionali di Siracusa, che ogni anno vede migliaia
di persone che vengono da tutto il mondo, che ha fatto centinaia di
conferenze, che ci sono decine e decine di pubblicazioni in tutte
le lingue, che è il consulente permanente dell'ONU e del Consiglio
d'Europa, che ha quindi la funzione di corsi post universitari, che
ha una legge apposita, la legge n. 53 del 1975, che è il fiore
all'occhiello della cultura generale e giuridica internazionale,
soltanto 18 mia euro a fronte di un impegno che vede la presenza di
migliaia di persone e, quindi, non solo cultura ma anche turismo,
rimango perplesso. E ritengo che sia ingiustificabile ed
ingiustificato votare questo articolo.
Avevo presentato l'emendamento in Commissione Cultura, come lei
ricorderà, signor Presidente, un emendamento che purtroppo la
tagliola della II Commissione ha messo da parte senza guardare da
dove arrivano gli emendamenti, ma solo a chi appartenevano. E
questa è la cosa veramente da eliminare, ed ha ragione l'onorevole
Ferrandelli.
E' la ventesima edizione di una finanziaria che ormai è
insopportabile in tutti i sensi, continuiamo a parlare di Tabella H
e nel frattempo si continuano ad erogare milioni di euro senza
ragione e senza motivo, mettendo da parte enti importanti, che
hanno una funzione importante come l'Istituto di Scienze Criminali.
L'Istituto di Scienze Criminali Internazionali ha sede a Siracusa,
ha sede a Parigi ed ha sede anche a Chicago in America: è un ente
internazionale per cui 18 mila euro sono uno schiaffo alla cultura,
al turismo e a tutto il resto.
Io presenterò un subemendamento, onorevole Dina, e le chiedo
gentilmente di apprezzarlo favorevolmente come lei sa fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho ascoltato
poco fa l'invito del Presidente della Regione siciliana a tutti i
deputati di ritirare gli emendamenti che abbiamo presentato, e ha
fatto un'analisi, diciamo abbastanza sintetica, di quelli che sono
gli articoli importanti da votare e, se siamo tutti d'accordo su
questi articoli, rinviare tutti gli altri emendamenti.
Presidente, io qui ho degli emendamenti che sono stati presentati
per la riduzione di alcune voci che riguardano l'articolo 26. Però
le voglio elencare, anche io in maniera sommaria, quali sono questi
emendamenti all'articolo 27 e cosa ci accingiamo ad approvare.
Il comma 2, da 742 mila euro alla fiera del Mediterraneo di
Palermo, il comma 4 da 393 mila euro ai consorzi agrari. Il comma 5
dà esattamente 11 milioni 750 mila euro solo di contributi a delle
fondazioni e associazioni. Il comma 7, 8 e 9 che riguardano i
ciechi e sordomuti, e questi sono sacrosanti. Il Presidente ha
dichiarato che non devono stare in questa Tabella. Ma io mi chiedo
in due anni perché non li abbiamo estrapolati visto che c'è una
legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, non possiamo andare
avanti. Ci sono tanti iscritti a parlare nonostante la riunione che
abbiamo fatto in Conferenza dei Capigruppo. Se però blocchiamo
anche il Governo non ci muoviamo più nemmeno per la Pasqua del
prossimo anno.
RINALDI. Stavo dicendo che il Presidente ha sottolineato che non
devono essere inseriti dentro questa Tabella. Ma perché non abbiamo
utilizzato la legge che già c'è in favore dei ciechi e sordomuti, e
quel capitolo che c'è anche previsto nel bilancio.
Quindi era doveroso fare questa legge per i sordomuti e ciechi, ma
la legge già esiste e bastava prendere i capitoli nel bilancio di
riferimento ed inserire le somme, così da estrapolarle ogni volta
da questo tira e molla nella Tabella H. L'abbiamo sollecitata più
volte.
E allora il Presidente venga qui in Aula a dirci che non devono
essere inseriti. Bastava che lui lo facesse. Non avremmo avuto
questo problema. Ma proseguo negli altri comma. Al comma 10, che
riguarda il consorzio dei comuni dei beni confiscati alla mafia,
abbiamo messo 252 mila euro. Il comma 11, invece riguarda sono
quelli della ricerca all'università e contributi del CNR, e abbiamo
messo altri 225 mila euro. Per le spese di contributi universitari
sono previsti 143 mila euro. Per il pareggio di bilancio delle
aziende sanitarie, abbiamo messo un milione. Al comma 14, che
riguarda il nucleo del patrimonio, sono altri 72 mila euro. Il
fondo di riserva per le imposte, vado avanti per non dirli tutti,
il potenziamento sportivo, mettiamo 1 milione e mezzo senza
specificare per che cosa. Poi abbiamo i servizi della Sas e poi
abbiamo pieno diritto di rifiuti regionali dove mettiamo altri 60
mila euro. Il comma 24 è per le persone scomparse e mettiamo 10
mila euro, il 25, sacrosanto per carità, è il banco alimentare, il
26, 27 e 28 gli istituti ideologici, quello di Catania, Palermo e
Messina. Con la differenza che per quello di Palermo, ci sono 198
mila euro, Catania 142 e Messina 67 mila euro.
Poi abbiamo i commi 29, 30, 31 e 32, che citano delle leggi che
risalgono addirittura al vecchio Assessorato culturale della
Pubblica Istruzione, che non esiste più. Ma i capitoli che invece
sono finanziati riguardano l'Assessorato alla Famiglia,
l'Assessorato al Turismo e l'Assessorato ai Beni culturali, quindi
una dizione completamente errata rispetto ai capitoli che vengono
finanziati.
Uno per l'Ente sordomuti, e va bene, per le attività musicali e
concertistiche diamo 495 mila euro, per le associazioni bandistiche
diamo 45 mila euro, per la Fondazione Whitaker di Palermo diamo 400
mila euro.
Poi abbiamo il Coppem, il Coni di Palermo, dove diamo altri 60
mila euro, i contratti di servizi, il Contrasto per la prevenzione
di genere, a cui diamo 100 mila euro, i trasporti pubblici e
locali, e poi abbiamo i commi 36 e 37, sui quali mi voglio
soffermare. Il 36, al primo comma, riguarda le province, e poi i
servizi socio assistenziali a favore dei disabili, nonché il
diritto allo studio.
Non capisco che cosa c'entri poi nello stesso comma inserire una
assegnazione per l'esercizio 2014 di 150 mila euro a favore della
provincia di Trapani da destinare a cose che non c'entrano nulla
con questo articolo.
IL comma 37, che parla dell'articolo 6 comma 7 della legge
regionale 29 del 2005, riguarda l'equilibrio del bilancio dei
Comuni, e poi aggiunge di dare 400 mila euro per le finalità di cui
al comma 2 dell'articolo 38.
Bene questo comma 2 dell'articolo 38 della legge regionale 18
maggio, a parte che prevede un finanziamento alle aziende soggiorno
e turismo che non esistono più da anni, finanzia contributi
turistici, finanzia ad Agrigento, a Sciacca, ad Acireale e a
Termini Imerese, i carnevali.
Per carità, posso accogliere la richiesta fatta dal Presidente di
ritirare tutti gli emendamenti, ma io ne ho presentato uno solo, e
la prego di andare a leggerlo. L'emendamento da me presentato, il
27.11, chiede 150 mila euro per le associazioni per la sclerosi
multipla, per una associazione che era nel bilancio che l'anno
scorso è stato tolto, e dato soltanto 70 mila euro. Ora, signor
Presidente, se lei ufficialmente mi dice che questo emendamento
sulla associazione della sclerosi multipla, va ritirato e vanno
sostenuti gli emendamenti che finanziano il carnevale di tutte le
città che ho detto, compreso il Mandorlo in fiore di Agrigento, io
sono d'accordo. Ma abbia il coraggio di dirlo ufficialmente qui in
Aula.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sembrerebbe che i carnevali sono diventati una attività
criminale, ed invece sono una delle attività di maggiore ritorno
economico per le città che le coinvolgono, che appartengono alla
cultura secolare di queste città, che creano un indotto artigianale
permanente legato alla costruzione dei carri e quindi ci sono
botteghe di artigiani, lavoro, tradizioni e mestieri.
Siccome viviamo davvero in tempi bui, direbbe Bertolt Brecht, dove
sembra che siamo tutti accecati dalla questione della spese, senza
entrare nel merito della qualificazione della spesa, noi dobbiamo
fare quelle spese che producono ricchezza, questa spesa è una spesa
di incremento turistico, è una spesa che ha per l'economia di
questi territori, ritorni incredibili e spese che sono state sempre
strutturate nel bilancio della Regione senza entrare mai nella
Tabella H, in quanto riconoscimento specifico di attività culturali
e promozionali dei territori. Non c'è ne sono altri che hanno
questa valenza storica.
Scusate, ma se uno deve programmare il carnevale, o Taormina Arte
o la stagione dell'INDA, può farlo all'ultimo secondo? No, si va
alla borsa del turismo, solo così diventa ricchezza.
Quindi è un intervento a sostegno economico, ma non è che è dato a
favore di associazioni. Erano interventi, in questo caso ad ex
aziende turismo, ma le aziende turismo non sono passate alla
Regione? Quindi direttamente deve finanziare la Regione queste
attività e lo fa attraverso i comuni, evitando la gestione di una
spesa di cui non avrebbe nessuna conoscenza e fa queste riserve, a
carico dei comuni, per queste attività.
Supponiamo di fare il bando. Siccome il carnevale non si svolge ad
agosto ma a febbraio - anche se ad agosto a Scoglitti c'è la festa
del Re Cucco, e ce ne sono tante altre, conosco bene la Sicilia -
almeno quelli a cui ci riferiamo, ditemi a quale bando potrebbero
partecipare questi carnevali, visto che il bilancio storicamente
prima di aprile non si è mai approvato.
Dopo di che, il bando non si fa per iniziative già avvenute,
quindi questi non potrebbero mai prendere i contributi, né poter
partecipare ai contributi perché parteciperebbero ad un bando che
ovviamente non si può più riferire per l'attività futura, né per
quella passata.
In considerazione di questo il legislatore, in modo lungimirante,
ha previsto negli anni passati un riconoscimento specifico, con
legge specifica al fine di non escludere queste città, che fanno
grandi attività promozionali del turismo della Sicilia,
preventivamente dal contributo, quindi questa è una norma contro.
La follia della Tabella H. Se voi non ricordate cosa era la
Tabella H, non ci posso fare nulla. Tutti questi citati
dall'onorevole Rinaldi hanno sempre avuto un riconoscimento, le
uniche novità che ci sarebbero sono il Consorzio universitario
sportivo, che è una scuola. Ed è uno, non è che sono centomila, per
cui bisogna fare un bando, è istruzione e sono stipendi
stabilizzati. Se poi vogliamo evitare che anche gli universitari
siciliani non possano partecipare nemmeno alle competizioni
sportive nazionali che fanno tra università in nome di una follia
oscurantista, a questo punto, perché una cosa è avere abolito dalla
Tabella H i contributi ad associazioni che erano ben altra cosa,
anche di deputati singoli, un'altra cosa invece è volere sterminare
la tipicità siciliana, la cultura siciliana e le cose che hanno un
senso sociale. Questa è follia oscurantista, non è trasparenza, è
follia oscurantista di un legislatore che non si vuole prendere più
le responsabilità.
Chiudendo il discorso, ha ragione l'onorevole Di Mauro e gli
onorevoli Fontana e Fazio che sono intervenuti sulla questione
universitaria; l'emendamento della Commissione, per un errore, è
andato fra gli aggiuntivi ed io ero convinto che fosse stato
recepito già nel testo, per cui il Governo sta presentando
l'emendamento di finanziamento. E' stato un errore tecnico anche
quello sul Teatro Massimo, che ha una spesa storicizzata. Però mi
consentirete, salvo delle direttive generali, non è che posso fare
il ragioniere contabile? Io ero convinto che fosse stato inserito e
mi scuso, anzi vi ringrazio per la precisazione. Quindi quei
capitoli vengono incrementati.
Altra cosa che mi sembra importante è quella del Teatro Massimo,
che è finito negli emendamenti aggiuntivi, però siccome il Teatro
Massimo ha riconosciuto dallo Stato un credito in
compartecipazione, la spesa è storicizzata e se viene a mancare la
parte di compartecipazione da parte della Regione, perde un
finanziamento di 15 milioni di euro e fallisce. Non mi sembra che
una delle maggiori istituzionali culturali europee possa fallire.
Per il resto gli altri problemi sono risolti, ed io propongo di
evitare di impinguare altri capitoli di spesa. Se poi vogliamo dire
che il problema della Tabella H sono gli Istituti teologici, chissà
per quali ragioni, per quali motivi, questi contributi sono in
relazione all'importo che ci viene richiesto, e per legge non si
può dare più di quanto si richiede. Tra le altre cose sono
quantizzati in relazione al numero degli alunni che hanno
rispettivamente Palermo, Messina e Catania, e mi sembra un criterio
perfettamente razionale; se poi la provincia di Messina ha una
crisi di vocazione, pur essendoci spinti in questa protezioni delle
istituzioni religiose, non possiamo fare opera di apostolato. La
Presidenza della Regione si augura che si incrementino, per cui in
futuro sarà anche incrementato il capitolo.
Lasciamo le cose così e non complichiamole; all'Istituto di
Criminologia l'anno scorso non gli abbiamo potuto erogare il
contributo per il semplice motivo che non sono riusciti a
fatturare, a certificare la spesa e quindi l'ultimo pensiero che ci
passa è di inserirlo specificatamente come fonte di finanziamento,
visto che non siamo stati nelle condizione di erogarli il
contributo dello scorso anno.
PRESIDENTE. Onorevoli Colleghi vi ricordo che i tempi sono
contingentati, per cui cercate di rispettarli perché allo scadere
di questi tempi, come deciso in Conferenza dei Capigruppo potranno
parlare soltanto i Capigruppo per cinque minuti. Invito anche il
Presidente della Regione ad intervenire alla fine degli interventi,
altrimenti dilatiamo la discussione e non ne usciamo più.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.
CIMINO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, gradirei fare un
po' di chiarezza perché in quest'Aula, e non solo in quest'Aula, si
parla facilmente di Tabella H senza secondo me sapere di fatto
cos'è e cosa negli anni ha finanziato.
Voglio ribadire che l'unico vero danno della Tabella H, signor
Presidente, è che il Commissario dello Stato un anno ha approvato
la Tabella H senza alcuna impugnativa, l'anno successivo la stessa
identica Tabella H è stata impugnata, e probabilmente non perché
sono mancate le fonti normative, ma perché si è fatto tanto di
straparlare di Tabella H senza capirne né le finalità, né cosa
finanziava.
Se la Tabella H, finanziava, come testé ha detto il Presidente
della Regione, alcune associazioni di singoli deputati, era bene
cassare quelle associazioni dei singoli deputati.
Ma cassare, invece, il finanziamento a favore della Fondazione
Leonardo Sciascia di Racalmuto, o il finanziamento a favore del
Centro studi Luigi Pirandello di Agrigento, o il finanziamento
per la Withaker , o il finanziamento per l' Istituto Florio-
Salamone dei sordomuti, o il finanziamento per l'Unione Ciechi, o
tante di quelle iniziative che erano presenti in Tabella H, forse è
stato un grosso errore. E' stato un pessimo errore, da parte del
Governo, non avere impugnato quel provvedimento del Commissario
dello Stato che ha cassato, in modo irrituale, la Tabella H.
Ma vi dico di più L'unico, vero, danno di quel provvedimento era,
probabilmente, che negli anni l'Assemblea Regionale riusciva a
trovare, in modo forse anche confuso, un equilibrio sui territori e
sulle iniziative da finanziare. Tant'è che è strano che in Tabella
H veniva finanziato il Dramma antico di Siracusa, o il Festival
TAO Arte e, nello stesso tempo, veniva finanziato il Mandorlo in
fiore di Agrigento. Venivano finanziate altre iniziative nei
singoli territori.
Così come veniva finanziata la problematica dei malati terminali
oncologici, e veniva finanziata, anche, la sclerosi multipla, e
venivano finanziate anche, come attualmente leggo in Tabella, le
problematiche concernenti la talassemia.
L'unico vero dramma, in negatività, della Tabella H, a mio dire,
era che si trattava di un provvedimento omnibus e che, di fatto,
portava al finanziamento iniziative culturali, iniziative sociali
ed iniziative, anche, di carattere economico come iniziative
dell'ISAS e del Centro studi anche sulla programmazione economica.
Oggi io ritengo che sia importante che il Presidente della Regione
ed il Governo, possano attivare degli accordi di programma per
materia, per fare in modo che non vi sia un provvedimento
generalizzato e che, di fatto, pone la guerra tra i talassemici o
tra i malati oncologici, tra chi usa il metodo Di Bella ; con
l'onorevole Milazzo abbiamo avuto anche delle riunioni per il costo
elevato che soggetti devono subire per potersi curare, rispetto ad
iniziative, che oggi hanno poco senso.
Il Governo deve poter dividere le singole materie, attivare degli
accordi di programma nel settore del turismo, nel settore dei beni
culturali, nel settore della solidarietà e proporre all'Aula dei
provvedimenti che trovino un giusto equilibrio in Sicilia. Non è
possibile che esistono figli di un Dio minore, cittadini di serie A
e cittadini di serie B. Purtroppo, il vero dramma di questa Tabella
H è stato soltanto il tema di un provvedimento generalizzato.
Ma che ben venga quella Tabella H che dava, invece, finalità serie
ad istituzioni importanti che, purtroppo, oggi sono state messe in
ginocchio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
iniziare dando un consiglio all'onorevole Rinaldi. Questo progetto
su questa associazione che si occupa di questo grave handicap, se
lo faccia finanziare dal Presidente dell'Assemblea con i fondi che
ha per finanziare queste iniziative. Lei, che è all'Ufficio di
Presidenza, si faccia finanziare questi 157 mila euro da questo
fondo.
RINALDI. Lei è un buffone
GRECO GIOVANNI. E' lei il buffone
PRESIDENTE. Onorevole Greco, la prego di rivolgersi alla
Presidenza.
GRECO GIOVANNI. Ha usato dei termini degni di lui e di quello che
ha rappresentato in questa Assemblea.
PRESIDENTE. La prego di rivolgersi alla Presidenza. Continui il
suo intervento, onorevole Greco.
GRECO Giovanni. E ringrazi il suo handicap perché altrimenti
l'avrei preso pure a ceffoni.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Greco, non le permetto di parlare in questo
modo Sospendo l'Aula per due minuti.
(La seduta sospesa alle ore 20.31 è ripresa alle ore 20.33)
Onorevole Greco, prima di darle la parola, la prego gentilmente di
formalizzare le sue scuse all'onorevole Rinaldi, altrimenti non la
lascio proseguire.
GRECO Giovanni. Onorevole Rinaldi, in precedenza, durante un
intervento fatto da altri colleghi che l'avevano offeso, ho avuto
la capacità di chiederle scusa.
Nella mia foga può darsi che abbia usato termini molto pesanti. Le
chiedo scusa. Però, se lei effettivamente accetta queste scuse,
deve entrare e stringermi la mano.
Proseguo nel frattempo il mio intervento.
Presidente Crocetta, nel mio intervento precedente le chiedevo
delle garanzie per quanto riguarda i finanziamenti che diamo a
tutte queste società che devono rispettare tutto quello che noi
stiamo cercando di fare rispettare e mi riferisco alla spendig
review.
Lo sa perché? In un documento che ho avuto da un assessorato ho
visto che al Teatro Stabile di Catania le spese del personale sono
circa 14 milioni. E' lesa maestà andare a vedere quali sono gli
stipendi pagati da questa struttura a cui noi diamo un notevole
contributo?.
Quindi, Presidente Crocetta, è bene che questi contributi vengano
razionalizzati anche con tutti i provvedimenti di spending review
che noi abbiamo fatto per tutta la Regione.
Per quanto riguarda la riduzione della percentuale di
finanziamento dei tre Istituti dei ciechi, chiedo al Presidente
Crocetta che, in via eccezionale, possa vedere se può essere questo
capitolo rimpinguato. Faremmo sicuramente una cosa buona e giusta.
Per quanto riguarda i Carnevali, assessore Stancheris, deve
ricordare al nostro Presidente che prima venivano finanziati con
progetti direttamente promossi. Ecco perché loro non erano mai
messi nella Tabella H, perché l'assessorato di competenza li
finanziava mediante questi progetti.
Quindi, onorevole Crocetta, per quanto riguarda queste somme messe
in tabella H, per quanto riguarda il carnevale di Termini Imerese,
pur condividendo che sono delle iniziative importanti, vediamo se
queste somme possono essere stornate all'Unione Italiana Ciechi e
con un progetto direttamente promosso, possiamo finanziare queste
iniziative.
Concordo con l'analisi fatta dall'onorevole Leanza e quindi subito
ritiro tutti gli emendamenti soppressivi presenti in questo
articolo 27.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho da chiederle una
cortesia, Presidente: ho bisogno di interloquire con il Presidente
perché è una cosa che riguarda la nostra provincia quindi se,
cortesemente lo si può richiamare oppure intervengo dopo quando c'è
il Presidente.
PRESIDENTE. Se per lei va bene, la faccio intervenire dopo,
appena rientrerà il Presidente.
E' iscritta a parlare l'onorevole Cirone. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente,
prendendo appenda due minuti del tempo rimasto al Gruppo del
Partito Democratico. Voglio segnalare che la rinuncia che è stata
chiesta ad alcuni emendamenti presenti nell'allegato 1, per quanto
mi riguarda vorrei segnalare che non è accoglibile, nel senso, in
particolare, per un emendamento che riguarda l'Agenzia regionale
protezione e ambiente; in questo emendamento abbiamo chiesto come
Commissione, quindi con l'apporto del Presidente della Commissione,
Trizzino e dei componenti della Commissione , un impinguamento e lo
abbiamo chiesto conoscendo bene la situazione di queste strutture
fondamentali per il nostro territorio, per la tutela ambientale.
Si occupano di qualità dell'aria, si occupano di qualità del suolo
e vivono una condizione estremamente grama, perché mancano di
personale, mancano di attrezzature.
Solo qualche giorno fa, per esempio, a Melilli è caduta una
pioggia che è stata definita, marrone', una pioggia che si è
peraltro appiccicata al terreno, alle verande, alle passatoie senza
riuscire ad essere rimossa. E' stata immediatamente invitata l'Arpa
a farsene carico, ma l'Arpa di Siracusa ha dovuto ammettere di non
avere la strumentazione idonea, sicché è stato mandato a Catania
per l'esame.
Questo è un semplice esempio di come, strutture così fondamentali,
debbano essere potenziate.
L'emendamento lo ripropongo in questa sede, cogliendo anche il
lavoro positivo che in Commissione IV è stato fatto, e quindi la
coralità dell'impegno della Commissione IV, con un emendamento
aggiuntivo di 10 mila euro.
L'altra questione riguarda la necessità, secondo me, di
implementare il comma 5 dell'articolo 27 che è una articolo che non
ci fa uscire bene, secondo me, nel giudizio dell'opinione pubblica,
perché è un articolo che ripropone, sotto varie forme, una brutta
rappresentazione di questa Regione che si era sintetizzata nel
profilo della tanto deprecata tabella H.
In questo articolo, però, il comma 5 parla di un bando che
recupera un'importante iniziativa che il Presidente Crocetta aveva
già messo in atto l'anno scorso, un bando attraverso il quale le
più importanti istituzioni culturali del nostro territorio,
presentando le loro credenziali, potevano, appunto, accreditarsi.
Questo riconsentirebbe, se noi lo implementassimo, di soddisfare
molte richieste che, invece, potranno essere, haimè, dovranno
essere con la pochezza delle risorse previste, essere invece eluse.
L'ultima questione riguarda il comma 18 dell'articolo 27. Capisco
che il collega, onorevole Cordaro, non ha voglia di ascoltarmi ma
io finisco subito, chiedo scusa. L'ultima questione riguarda il
comma 18, che è indirizzato ed ha avuto parere positivo dalla
Commissione di merito ed anche da parte dell'assessore Bruno che se
n'è occupato, dell'emergenza umanitaria per quanto attiene i comuni
che sono sottoposti a frequenti, quotidiani, ed anche notturni
sbarchi dei migranti. Lì vi è un sostegno economico che, davvero, è
estremamente ridotto ma che è significativo dell'attenzione che la
Regione può avere nei confronti di questi comuni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, se non
fosse per il fatto che questo è un argomento terribilmente serio mi
verrebbe un po' da riderci su e da scherzarci su perché io non ho
mai votato, a parte nel dicembre del 2012, le finanziarie di questo
governo. Però non voglio seguire più la linea di questi maledetti
grillini', ma voglio cominciare a votare la finanziaria.
Ho presentato un emendamento per finanziare la Sagra della cozza
iblea per 50.000,00 euro. Posso garantire che la Sagra della
cozza iblea è una sagra ottima perché l'organizza mia moglie ed il
prodotto è ottimo perché i fornitori sono tutti miei parenti.
Quindi, sulla qualità, non mi posso lamentare.
Scusate mi è arrivato un messaggio: l'onorevole Zafarana vuole,
invece, finanziata la Sagra della vongola dei Nebrodi . Casomai
50.000,00 euro: preparo un subemendamento dove, invece di 50.000,00
euro, facciamo 40.000,00 euro per l'uno e 10.000,00 euro per
l'altra.
Anzi la Sagra della cozza iblea la fanno sotto casa mia e,
spesso, quando passano in processione mi fanno pure l'inchino sotto
casa, quindi è una cosa che va fatta perché io devo tornare a casa
vincitore.
Ora, signor Presidente, io voglio votare questa finanziaria e per
farla votare a tutti gli altri anche questo emendamento va inserito
insieme ai ciechi, insieme ai sordi, così nessuno ha il coraggio di
votare contro i ciechi, eccetera, e quindi questa cosa può andare
avanti. E' una cosa fattibile, già l'ho vista, perché già abbiamo
visto come in Commissione Bilancio è passato l'emendamento per
finanziare il Luglio trapanese che sarà finanziato ad agosto e,
quindi, anche la cozza degli iblei potrà essere finanziata.
Lo sa cosa è la cosa che mi sconcerta di più, a parte gli scherzi,
caro Presidente qual è? Che si parla sempre di buttare il bambino
con l'acqua sporca', ma non si dice che viene utilizzato il bambino
come scudo per questi giochetti politici per avere un voto di qua e
di là. E la cosa che mi da più fastidio, io ho parlato con alcuni
dei ciechi che sono venuti, ad esempio a parlare con noi, e gli ho
detto che, secondo me, non dovrebbero manifestare oggi ma
dovrebbero manifestare all'indomani dell'approvazione della
finanziaria per farsi togliere definitivamente da questo giochetto,
per non farsi usare così da questi giochi di potere che avvengono
sempre di notte in camera caritatis, però questo non avviene mai
perché fa comodo a molti di voi utilizzare questo metodo.
Quello che invece non si capisce è che noi dobbiamo cominciare ad
utilizzare questi soldi non per finanziare amici, parenti, cognati
in via diretta o in via indiretta ma dobbiamo cominciare a
sfruttare, a rilanciare lo sviluppo in questa terra, il lavoro
privato perché quello che non si capisce è che se il privato vuole
e lavora, ha i soldi può anche finanziare delle iniziative e fare
delle donazioni.
Le donazioni del privato possono essere scaricate e quindi anche
delle agevolazioni ai fini fiscali ma ancora noi dobbiamo avere
questi beceri giochetti di potere. Purtroppo, non si capisce, il
nostro Presidente non lo capisce perché forse è schiavo del voto
dell'ultimo secondo per riuscire a farsi votare questa finanziaria
e continuare a campare.
E il bello è che il Presidente ha detto dobbiamo fare queste
spese che producono ricchezza , però, le spese per lo sviluppo
chissà quando le faremo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto non posso
che ringraziare vivamente il Governo per la marcia indietro e la
giustizia che in qualche modo ha fatto per quanto riguarda i
consorzi universitari. Prendo atto che il Presidente della Regione
si era sbagliato e che, effettivamente, le cifre che lui aveva
indicato non risultavano poi corrispondenti alla realtà.
Mi fa piacere avere ascoltato che il pressing da parte di alcuni
deputati è andato a buon fine e che, quindi, gli emendamenti sono
stati recepiti nel momento in cui il Governo li ha fatti propri, e
lo ringrazio.
Per quanto riguarda, invece, gli altri interventi non posso non
evidenziare che forse alcune informazione, di cui è in possesso il
Presidente, non corrispondono alla realtà. Mi fa piacere che c'è
l'assessore Patrizia Valenti che eventualmente non potrà che
confermare.
Mi piace ricordare, a scanso di equivoci, che la Biblioteca
Fardelliana è un'istituzione i cui soci erano il Comune di Trapani
e la Provincia regionale di Trapani.
Spiace evidenziare come il venir meno della Provincia regionale di
Trapani ha fatto venir meno uno dei soci connotanti della
Biblioteca Fardelliana determinando la sua chiusura. Qui non si
tratta, onorevole Ferrandelli, di chiedere alcuna questua, si
chiede semplicemente e solamente di paralizzare una serie di
effetti negativi che sono stati determinati con la soppressione
delle Province e segnatamente della Provincia regionale di Trapani.
Qui non abbiamo chiesto una lira in più di quanto effettivamente
veniva attribuito tramite le Province regionali a questi enti.
Spiace evidenziare che il Presidente della Regione sembra avere
fatto una cortesia ai trapanesi nel momento in cui ha acquisito le
azioni dell'Airgest. Preme ricordare che, però, questo è il frutto
e la conseguenza delle soppresse Province regionali. Anche l'Ente
Luglio musicale era connotato dalla Provincia regionale ed anche lo
stesso Luglio musicale ne sta subendo le conseguenze.
Qui non c'è un emendamento dove si chiede una lira in più rispetto
a quello che effettivamente era stato attribuito tramite le
Province regionali e per quello che mi riguarda, continuo a
ripetere, non è una questua ma semplicemente è solamente il
ripristinare quella giustizia. Se è vero come è vero che in
quest'Aula il Presidente della Regione, perché io sono stato uno
che ha approvato anche l'abolizione della Provincia regionale,
fidandomi di quello che è stato detto, nessuna conseguenza ne
sarebbe derivata nei confronti del territorio dall'approvazione
della soppressione delle Province regionali.
Così non è stato e per quanto riguarda la Biblioteca Fardelliana
ed i consorzi universitari addirittura, assessore Valenti, lei
ricorderà bene, quest'Aula ha approvato un ordine del giorno dove
imponeva, impegnava il Governo regionale a revocare il recesso dal
Luglio musicale, Biblioteca Fardelliana e consorzi universitari, vi
risulta che i Commissari da voi nominati hanno dato adempimento a
quanto si era impegnato il Governo a realizzare ed attuare?
Lo trovo del tutto allucinante questo atteggiamento. Qui non è mia
abitudine chiedere questue e non è neanche mia abitudine chiedere
prebende. Voglio semplicemente e solamente che venga ripristinata
quella situazione antecedente all'eliminazione delle province
regionali.
Questa è giustizia Se questo non viene compreso, mi dispiace;
perché, se il presidente Crocetta è riuscito a convincermi quella
volta, non ci sarà più nessun'altra volta perché non mi farò
convincere affatto. Credo che già siamo sul punto buono perché ho
presentato un emendamento nel quale non chiedo un centesimo in più,
chiedo semplicemente e solamente che le somme assegnate e
distribuite alle province, e segnatamente alla provincia di
Trapani, vengano utilizzate prioritariamente per revocare il
recesso e, quindi, connotare la Biblioteca Fardelliana della somma
di 250 mila euro, nonché il Luglio musicale, ripristinando la
situazione antecedente all'eliminazione della provincia regionale
di Trapani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maggio. Ne ha
facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero che questa
sia l'ultima volta che questo Parlamento o i parlamenti che
verranno si troveranno ad affrontare questioni di questo tipo in
assenza di regole. Mi spiego meglio. Sono perché si ritirino tutti
gli emendamenti, si approvi l'allegato 1 e, poi, si parli delle
altre cose, ma parleremo delle altre cose, secondo me, anche lì,
con un rischio, quello che, ancora una volta, le leggi di settore,
che dovrebbero essere il fondamento di queste partite, non sono
state approvate, per cui chiudiamo la vicenda. Approviamo
l'allegato 1, parlando delle cose successivamente io dico che sia
meglio definire il tutto dicendo che ciò che resta deve andare a
bando. Credo che l'impegno del Presidente e del Governo tutto debba
essere questo.
Chiusa questa vicenda, tutto ciò che deve andare dentro le leggi
di settore dovrà andare dentro le leggi di settore. Tutto ciò che
stiamo finanziando adesso attraverso l'articolo 27, se diventa una
di quelle spese che sono le spese necessarie, non potrà mai più
rientrare in un calderone equivoco, che porta poi tutti quanti a
proporre una serie infinita di emendamenti che non fanno bene a
nessuno e che, soprattutto, sviliscono molte volte enti ed
associazioni o altri soggetti che meritano di essere finanziati.
Anche qui dico questa vicenda speriamo che si chiuda e che ci
serva da esempio a tutti quanti per potere rimettere dentro i
binari corretti quanto deve essere finanziato secondo criteri certi
e non più portando tutti quanti all'arrembaggio e, soprattutto, ad
essere l'un contro l'altro armato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
Crocetta, approfitto di questa circostanza perché avevo presentato
un emendamento in II Commissione riguardante i consorzi
universitari per implementare il fondo, so che il Governo lo ha
fatto, e ho apprezzato molto questo vostro intervento come Governo,
così come ho apprezzato il suo intervento che riguarda la
condivisione dell'Unione italiana ciechi e tutto quello di cui lei
ha parlato poc'anzi. Ho chiesto la sua presenza, perché lei ha
nominato un commissario dell'ex provincia di Ragusa, oggi libero
consorzio, che in modo ostile' non condivide l'esistenza del
consorzio universitario. Lei mi ha promesso che avrebbe chiamato il
commissario da lei nominato.
L'ha chiamato, ha fatto bene a chiamarlo e sarebbe opportuno che
lei lo facesse alla presenza della deputazione iblea perché noi
ufficialmente, caro Presidente, ci siamo schierati in difesa del
nostro territorio perché non è opportuno che un commissario da lei
nominato, da noi condiviso, in quanto facente parte di questa
maggioranza, non condivida la continuazione del consorzio
universitario ragusano perché ci sono mille modi per risolvere un
problema. Uno è stato quello che voi, in modo intelligente, avete
incrementato il fondo per i consorzi universitari ma io ritengo che
il commissario da lei nominato doveva farsi carico insieme a noi di
risolvere la questione non prendendo posizioni in modo ostinato nei
confronti del consorzio universitario.
Tenga presente che si è incontrato con i sindacati, con noi
deputati, con me una volta in modo informale, si è incontrato con
il sindaco di Ragusa e non si è riusciti a trovare una soluzione
ottimale affinché il consorzio universitario di Ragusa potesse
continuare la sua attività di formazione, Presidente, noi abbiamo
fatto di tutto per salvare il consorzio universitario perché
l'allora rettore Recca ci ha aiutati moltissimo e abbiamo fatto
squadra.
La stessa squadra in cui io chiedo a lei di fare parte perché noi
abbiamo bisogno di questo consorzio universitario per questa nostra
piccola provincia perché tenga presente che lì ci sono 35 famiglie
che vivono intorno al consorzio universitario e 1.500 famiglie che
hanno iscritto i propri figli.
Sarebbe deprimente che i nostri giovani ragusani tornassero a
frequentare l'Università di Catania, non per Catania ma per quello
che comporterebbe sotto il profilo dell'impegno della spesa per le
famiglie.
Pertanto, Presidente, per favore, mi ascolti, ufficialmente
davanti ai miei colleghi, davanti al Governo, davanti al Presidente
dell'Assemblea che lei convochi il commissario straordinario di
Ragusa insieme alla deputazione iblea. Ritengo questo impegno
formale a cui dovrà dare una risposta.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Lei ha già parlato, quando arriva il suo turno la farò
intervenire. Cortesemente, si allontani dallo scranno.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, è stucchevole oggi assistere ad una giornata certamente
difficile che segnerà questa legislatura ed è ancora più
stucchevole vedere, da questo pulpito, avvicendarsi esponenti della
maggioranza di questo Governo richiedere normative di settore
organiche quando loro stessi sono i primi che annientano e
devastano qualunque tentativo di dare una ragione e un filo logico
a quello che sta accadendo in queste ore, in questo Parlamento.
Lo dico perché su molte questioni che abbiamo affrontato, che
stiamo affrontando e che affronteremo non può essere negato
certamente lo sforzo di comprensione e di azione che il Governo
Crocetta cerca, in una situazione difficile, di portare avanti,
caro Presidente Crocetta, chiedo due minuti della sua attenzione.
Le dico questo, presidente Crocetta, perché chi frequenta e chi
rappresenta il popolo siciliano sa che queste ore sono
difficilissime, sono intricate e richiedono un senso di
responsabilità ancor maggiore che lei certamente sta interprettando
al massimo dei suoi sforzi.
(Assume la Presidenza il Presidente Ardizzone)
Chiedo però che sia anche questo Parlamento, nell'interezza dei
suoi componenti, ad interpretare questo sforzo che vedete non è uno
sforzo indirizzato vero una parte politica ma uno sforzo che vale
per la dignità e la storia di questo glorioso Parlamento.
Presidente vede noi siamo qui in questo sala gloriosa di questo
Parlamento anche a ricordarci che il momento appunto è difficile e
che richiede grande impegno, grande sforzo, grande vigore e un
appello che le rivolgo da deputato ma da cittadino siciliano. Ci
sono questioni che gruppi politici e parlamentari di questo
Parlamento non vogliono affrontare inconsapevoli della situazione e
non coscienti del futuro che ci aspetta.
Le chiedo Presidente, con il vigore a cui ci ha abituati, di
tranciare una volta per tutto pratiche e costumi che ci stanno
trascinando verso l'abisso. Vede Presidente, non è più accettabile
che in questa Aula, per ripicche e per rappresaglie politiche,
saltino investimenti per milioni di euro, quando ancora -
riesumando la cosiddetta Tabella H che non esiste più, e che le va
dato merito di avere abolito - si cerca sotto altre forme di
inserire enti, entini, amici o altro. Non è più possibile.
Le chiedo di tranciare questo nodo, il nodo di gordio', lo tranci
con vigore e forza perché sono gli stessi che prima criticano gli
investimenti poi parlano di perimetri morali, dopo chiedono leggi
organiche, ancora dopo inseriscono enti che da decenni non si
capisce cosa fanno e di quali servizi si occupino. Tra questi
volevo semplicemente ricordarne uno - che non cito per dignità
degli operatori che rispetto - ma che ha sedi di rappresentanze al
Cairo, Rabat, a Instabul a Eilat in Palestina, perchè si occupa di
Euro mediterraneo e poi guarda caso, a Poznan in Polonia, dato che
anche la Polonia è bagnata dal Mar Mediterraneo.
Ecco qual è il nodo di gordio' che lei Presidente deve tranciare
una volta per tutte.
La invito davvero ad essere trascinante davvero verso questo
Parlamento. Non se ne può più di essere a traino di questi giornali
che cercano di infangare in tutti i modi di tutta la politica,
quella buona e quella meno buona. Ecco perché le dico francamente,
Presidente della Regione, con il suo Governo, l'invito che le
rivolgo è quello di riunirsi di evitare la lenta morte di questo
articolo 27, di dare una direttiva, di scegliere con i suoi
assessori tecnicamente quello che deve stare in questo articolo e
quello che deve essere tolto una volta per tutte.
Invito i miei colleghi a ritirare tutti gli emendamenti, non
perché vi sia qualcosa inserito che mi sta a cuore o meno, ma
perché davvero e un momento di una gravità assoluta dove ognuno di
noi è chiamato, verso la propria coscienza innanzitutto, ma verso i
cittadini siciliani, a dare risposte concrete e a finirla con il
clima politico che purtroppo non esiste più.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Anselmo. Ne ha
facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo bisogno
dall'assessore Stancheris un chiarimento sull'Allegato 1, in
particolare sui finanziamenti agli stabili di prosa.
Se lei si ricorda, signor Presidente, un paio di sedute fa avevo
fatto presente che l'interrogazione a risposta scritta da me
presentata sullo Stabile di Palermo, e trasmessa dal Presidente
della Regione Crocetta, ad oggi non aveva avuto risposta nonostante
il Regolamento dell'Ars imponga la risposta ad una interrogazione
scritta entro quindici giorni.
Questo mi mette in seria difficoltà nel capire questi numeri. Io
sono palermitana, quindi dovrei essere contenta, però lei sa bene
il mio interessamento per i teatri tutti e anche per le leggi di
settori, gli stabili hanno anche delle leggi di settore a livello
nazionale.
Noi abbiamo sentito in Commissione bilancio l'audizione del
direttore dello Stabile, al quale ho fatto presente le stesse cose
che ho messo nell'interrogazione, il quale non mi ha saputo dare
una risposta.
Sono d'accordo per i tagli, però se si deve usare la bilancia per
il taglio agli Stabili, il peso deve essere lo stesso e mi
riferisco al fatto che deve essere lo stesso sia per Palermo che
per Catania. Quindi, vedere lo Stabile di Catania che ha
regolarmente i bilanci pubblicati, penalizzato più dello Stabile di
Palermo dove i bilanci non sono pubblicati, non si riescono ad
avere, non si riesce a capire quale è la situazione di questo
teatro, sui contratti fatti, sulle stagioni fatte, non è possibile.
Lei sa meglio di me, ed infatti la sua proposta iniziale era in tal
senso, che per tutelare i lavoratori non c'è bisogno della cifra
che c'è qua, c'è bisogno di qualcosa in meno. Quindi vorrei capire
la notte della Commissione Bilancio dove io non c'ero, ma ero
magistralmente rappresentata dai miei colleghi di gruppo, che cosa
è successo. Questa somma in più che è stata messa al Biondo, visto
e considerato che la priorità in questo momento per me è tutelare i
lavoratori e consentire a questi Stabili di avviare la stagione
altrimenti non possono lavorare e non abbiamo fatto niente, che
cosa è successo. Io ho bisogno di questo chiarimento, poi
sicuramente avrò tutti i dettagli nella risposta all'interrogazione
scritta.
Mi riaggancio a quanto detto dal Presidente Crocetta sulle
peculiarità di alcune scuole ed è sempre una cosa che lo riguarda.
Noi abbiamo un'altra scuola particolare, che lei conosce benissimo,
che è la Scuola del Cinema, la sezione distaccata di Palermo, che è
l'unica da Roma in giù. Abbiamo la fortuna di avere questa scuola
che sforna dei diplomati altamente qualificati, lei lo sa
benissimo. Se dobbiamo essere sulla linea di quanto detto
giustamente dal Presidente Crocetta di andare a valorizzare quelle
che sono delle istituzioni particolari che sono anche delle
eccellenze, lei sa meglio di me che questo capitolo è stato
pesantemente penalizzato. Non vi vuole moltissimo in più, un unico
emendamento presentato all'allegato 1, quindi chiedo a lei e anche
all'assessore Agnello di valutare questo emendamento.
Un'ultima cosa. Sull'articolo 27 i tagli che ci sono stati,
assessore Stancheris, vanno a penalizzare sempre le leggi di
settore del teatro e della musica. Lei è la paladina in questo
momento all'interno della giunta di queste leggi di settore. Io mi
sono ritrovata nel fascicolo degli emendamenti del Governo e della
Commissione dei tagli, va bene l'1,5 per cento su tutto l'allegato
1 e poi qualche comma è stato colpito dalla riduzione e quello
della legge del settore del teatro. Li abbiamo già penalizzati
abbastanza rispetto all'anno scorso, non penalizziamoli
ulteriormente.
Tra l'altro lei avrà visto nel fascicolo degli emendamenti che per
rimpinguare la legge 25 ci sono emendamenti del mio gruppo, del
movimento cinque stelle e del PD, quindi lo sa che c'è questa
attenzione. Quindi valutiamo questi emendamenti sulla legge 25 e
sullo Stabile se mi riesce a dare delle spiegazioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, faccio presente che ci sono oltre
dieci iscritti a parlare. Intanto, consentitemi di fare una
brevissima riflessione, più che una riflessione una comunicazione.
Ho saputo dell'increscioso episodio che è successo poc'anzi, mi
riferisco all'onorevole Greco Giovanni, ovviamente in quest'Aula.
Di questo ringrazio i parlamentari tutti, di ogni Gruppo, i
capigruppo che mi hanno sollecitato l'intervento corale, perché
certi atteggiamenti e certi oltraggi non sono ammissibili in una
istituzione, ma anche all'interno del più scalcinato bar di
periferia. Lo voglio dire con la massima chiarezza.
A parte la solidarietà all'onorevole Rinaldi, ma non è solo questo
il mio compito, invito gli assistenti parlamentari ad estrarre la
scheda dell'onorevole Giovanni Greco e ad impedirgli, almeno per
stasera, di entrare in questa onorata Assemblea. Per il futuro mi
riserverò.
CROCETTA, presidente della Regione. Anche a nome mio.
PRESIDENTE. Grazie, non avevo dubbi, parlavo pure penso per nome
suo, lei fa parte di questo Parlamento. Questa sera, a parte il
comportamento censurabile, è impedito all'onorevole Giovanni Greco
di entrare in quest'Aula e quindi gli assistenti parlamenti sono
invitati a dare esecuzione a questo provvedimento. Non sono esclusi
ulteriori provvedimenti che mi sono consentiti dal Regolamento e
che prevedono sanzioni ancora più gravi.
E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, abbiamo tre minuti a disposizione,
quindi chiedo scusa se sarò costretto a utilizzare qualche altro
minuto.
Io con la solita schiettezza voglio dire al Presidente della
Regione, mentre io sono suo avversario politico, ed è noto questo,
e lei è mio avversario politico, io ho paura che lei sia nemico di
se stesso, e gli è lo dico con la lealtà che ho sempre adottato
quando mi sono rivolto a lei.
Lei non è riuscito, nonostante gli impegni assunti nella su e
nella mia campagna elettorale nell'autunno del 2012, a liberarsi
dalla gabbia della ex Tabella H. E' una sua sconfitta politica ma è
la sconfitta morale del Parlamento, è la sconfitta morale della
gente per bene che credeva e crede nella sua rivoluzione e quello
che più mi amareggia è il fatto che lei in questa deplorevole
prassi della sequela di richieste clientelari della Tabella H
abbia anche quest'anno, anche in questi giorni, anche in queste
ore, ripetuto essere coinvolti tutti i Gruppi parlamentari.
Ho i ritagli di stampa che riportano una sua specifica
dichiarazione. Presidente, io desidero dirle ufficialmente, e non
sono eroe civile per dire questo, non mi occupo degli altri gruppi
e non entro nelle case altrui, ma il gruppo Lista Musumeci non ha
presentato alcuna richiesta da inserire nella Tabella H, ed io la
prego di sconfessarmi se a lei risultasse il contrario. Non dico
con questo che voglio essere moralista rispetto agli altri gruppi o
ad altri colleghi, dico questo perché noi non condividiamo il
metodo e lo abbiamo detto nel 2012 nella prima finanziaria, perché
l'avere inserito in questo elenco gli interventi utili e gli
interventi inutili, crea inevitabilmente equivoco e imbarazzo.
Certo che sono interventi utili, opportuni e sacrosanti e qui in
tribuna sono stati richiamati da alcuni colleghi, ma nel sociale
non possiamo mettere in dubbio l'utilità della funzione che
svolgono gli istituti per i non vedenti, o per gli audiolesi, o
per il telefono arcobaleno, o per il gruppo dei carabinieri
preposti alla tutela del lavoro, e faccio solo qualche esempio. Ma
chi potrebbe mai contestare l'utilità di interventi da parte della
Regione a sostegno di queste istituzioni? O nella cultura, per
esempio, la biblioteca Fardelliana, un monumento internazionale per
la dovizia di raccolte, per la tradizione che rappresenta e non
soltanto nel territorio trapanese. O l'Istituto Gramsci, che opera
in un'area culturale mille miglia lontana dalla mia. Ma chi ha un
minimo di buon senso non può disconoscere che l'Istituto Gramsci
che, da oltre 40 anni svolge una funzione di servizio alla cultura
europea di grande valore, per l'archivio, archivi personali che
raccoglie, per l'emeroteca, per una serie di pubblicazioni
diventate rare; o l'ISPE, l'istituto di Studi Politici ed
Economici, fondato dallo storico Pippo Tricoli; o i teatri stabili
e lirici.
Faccio soltanto alcuni esempi però, Presidente della Regione, lei
non può consentire, indirettamente, che l'inserimento di
istituzioni di così alto valore sociale, economico e culturale,
possano fare da paravento ad iniziative, assolutamente, disarmanti,
assolutamente improduttive, assolutamente avulse da ogni processo
di crescita, anche, a carattere locale.
Ecco perché io, stasera, a nome del mio Gruppo mi permetto di
rinnovare l'invito, che noi abbiamo già fatto nella prima
finanziaria. Presidente, la Tabella H deve essere cancellata dalla
memoria di questa Assemblea. Sia il Governo a decidere a chi dare
gli interventi finanziari Il Governo assuma questa iniziativa
attraverso un bando pubblico, attraverso una selezione oggettiva
delle varie istituzioni. Perché barattare, il tutto, col
Parlamento? E non serve neanche al Parlamento tutto questo, perché
appare come una sorta di bettola di malaffare e così non è
Bisogna tenere alto il prestigio di questo Parlamento, ecco
perché, signor Presidente dell'Assemblea - concludo e la ringrazio
per la clemenza -, noi voteremo contro questa scandalosa norma che,
ogni anno, puntualmente, si ripropone, di fatto, suonando a offesa
della dignità del Parlamento e, se mi consente, a sconfitta della
sua battaglia morale, discussa e discutibile, ma della quale, per
molti versi e per tante volte, io le ho dato, pubblicamente, atto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha
facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io direi che, ogni
anno, assistiamo a questa, la chiamo io, farsa. Questo scranno,
ogni anno, anzi in ogni finanziaria, diventa il luogo dove ogni
deputato, dove ogni collega, vuol dimostrare la sua moralità, il
suo grande senso di responsabilità, la sua grande etica, e la
tendenza, soprattutto, a quello che io chiamo il contenimento della
spesa.
Scusate, io ho ascoltato tutti, con grande attenzione. C'è chi ha
fatto valutazioni sul merito dello stanziamento a questo o a
quell'ente. Ci sono stati colleghi che hanno fatto valutazioni in
merito alla validità ed alla professionalità di qualche ente. C'è
stato, anche, qualche altro collega che ha fatto una valutazione
cioè diamo i soldi ai ciechi, ai sordomuti, a questo o a
quell'ente e mettiamo poi tutto a bando .
Così corriamo, ancora, il rischio che, per esempio, coloro che
gestiscono il Banco alimentare stiano altri mesi senza soldi, che
il CERISDI mandi tutti i lavoratori a casa, che il personale
comandato venga escluso completamente dagli assessorati, per cui si
assisterebbe ad uno shock, ad un blocco totale dei lavori
all'interno di alcuni dipartimenti. Mi riferisco al dipartimento
sanità, al dipartimento energia. Quindi, la distruzione totale.
Allora, signor Presidente, io non voglio fare assolutamente
demagogia e non voglio fare populismo, però le chiedo se dobbiamo
continuare a trattare questo articolo con questa ridicola richiesta
da parte di deputati che vogliono salvaguardare questo o
quell'ente, di quella provincia o di quell'altra provincia. Portare
soldi verso una parte o verso un'altra.
Occorre dimostrare da questo scranno di fare delle battaglie per
questa città, per quell'ente o per quella provincia stessa.
Signor Presidente, vado controtendenza perché oggi ho paura che
noi non ce ne usciamo più da questa vicenda e ci blocchiamo su
questa finanziaria, su questo articolo 27.
Votiamo la tabella così come è. Io penso che il lavoro fatto dalla
Commissione sia un lavoro fatto in maniera seria, altrimenti
buttiamo tutto quello che ha fatto la Commissione in questi giorni.
Votiamo tutto così come è. Estrapoliamo qualche emendamento che
sia di vitale importanza per qualche ente e, soprattutto,
concludiamo, signor Presidente, altrimenti corriamo il rischio di
non uscire più da questo guado.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo per ricordare quella che è una delle attività che ha
fatto negli ultimi tempi la Commissione Ambiente. Però prima vorrei
fare una considerazione.
E' vero quello che dice il Presidente Crocetta. E' avvilente
dovere ancora parlare di queste cose, così come è avvilente dovere
ancora ritrovare la Tabella H, o quello che è, all'interno di
questa finanziaria. Così come è altrettanto avvilente dovere
trovare alcuni enti pubblici all'interno di associazioni, o tra le
associazioni, o sagre di Paese, o carnevali, o robe varie, perché
all'interno di questa Tabella ci sono organismi pubblici che sono
nati addirittura da referendum nazionali, come per esempio
l'Agenzia per l'Ambiente.
Forse qualcuno dimentica che l'Agenzia per l'Ambiente nasce a
seguito di un referendum del 1993, all'interno del quale alle ASP
fu sottratto l'aspetto ambientale e poi in Sicilia questi Istituti,
queste Agenzie, trovarono fondamento in una legge che fu approvata
tre legislature fa, la legge n. 6 del 2001.
E' paradossale trovare l'Agenzia per l'Ambiente, che è l'unico
organo deputato al controllo ambientale, magari qualche collega non
lo sa ma è così, è l'unico organo pubblico dotato del potere di
controllo ambientale in senso ampio su tutto il territorio
nazionale, perché le ARPA sono regionali e rispondono a livello
nazionale o ad un organo centrale che è quello di Roma.
Io mi chiedo: ma non è avvilente dovere parlare dell'Agenzia per
l'Ambiente nello stesso contesto in cui si parla di carnevali. Non
è avvilente dovere parlare dell'inquinamento che subisce la città
di Siracusa o la città di Gela o Milazzo nello stesso identico
contesto all'interno del quale si parla di cose che non hanno
assolutamente nessun elemento ambientale.
All'interno di questa tabella è stata inserita anche l'ARPA.
Aldilà del fatto giuridico in sé, secondo me istituti come questi
non dovrebbero trovare luogo all'interno di questo tipo di
strumenti, la cosa più importante dovrebbe essere estrapolare
organi come questi, e non soltanto questo perché, all'interno della
Tabella abbiamo trovato pure i parchi e le riserve, noi ci vantiamo
che siamo la prima Regione d'Italia ad avere fatto la legge-quadro
sulle aree protette e poi siamo la prima Regione d'Italia a
bistrattarle.
La prima cosa che bisognerebbe fare è dare valore giuridico e
valore morale a questi organi estrapolandoli dalla tabella H. La
seconda cosa da fare sarebbe dare il valore, dare gli strumenti
finanziari per potere fare sopravvivere queste Agenzie.
In questo momento la dotazione finanziaria dell'ARPA è stata
dimezzata della metà, secondo quanto previsto dall'articolo 90
della legge istitutiva. Cioè, in questo momento l'ARPA sopravvive
con una dotazione che è pari alla metà.
Secondo quanto riferito dal direttore generale dell'Agenzia,
questa dotazione economica serve soltanto a pagare il personale
quindi, materialmente, l'Agenzia per l'Ambiente non ha la
possibilità di effettuare i controlli.
Il direttore generale dell'ARPA ha rappresentato queste evidenze
sia in Commissione Ambiente che in Commissione Bilancio. Il
Presidente Dina, tra l'altro, ha affermato l'esigenza di dovere
riqualificare e riquantificare questo capitolo, così come è stato
rappresentato dalla Commissione Ambiente. Precedentemente è
intervenuta l'onorevole Cirone, che ha spiegato bene quelle che
sono le criticità che sono emerse all'interno di queste audizioni.
Ricordo, per chi magari non lo sapesse, che all'interno dei
controlli ambientali che fa l'Arpa, ci sono quelli sugli impianti
di depurazione. Nel documento che è stato portato in Commissione
ambiente, abbiamo potuto conoscere che dei 703 controlli previsti
per legge dagli impianti di depurazione esistenti in Sicilia,
soltanto il 32 per cento è stato fatto. Magari qualcuno non sa che
la Sicilia è sotto procedura di infrazione proprio per il controllo
delle acque reflue.
La procedura d'inflazione comporta delle spese ingenti. Noi invece
di chiudere la procedura di inflazione la alimentiamo, diminuendo
il capitolo a favore dell'Arpa.
La stessa identica cosa è chiamata a fare l'Arpa per quanto
riguarda gli impianti con emissione in atmosfera, il trattamento
dei rifiuti, la bonifica dei siti contaminati, ecc.
Tutte cose marginali fondamentalmente per questa Regione, che
diciamo non ha un problema ambientale, per cui sono assolutamente
trascurabili.
A questo punto la Commissione, a firma di tutti i componenti, ha
sottoscritto degli emendamenti correttivi che chiaramente sono
passati all'unanimità e che sono stati reinseriti in Aula nella
finanziaria che stiamo adesso discutendo.
Non voglio andare contro quella che è la linea che si sta
sviluppando all'interno di questo dibattito, però volevo fare
soltanto presente la necessità di mantenere in vita un organo che
non è un ente privato ma è un organo previsto per legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ero imposto
di non prendere la parola in questo articolo ma alcune allusioni
dei colleghi sull'autorevolezza e sulla storia dei teatri catanesi
me lo impongono.
Vorrei ricordare che, sia per quanto riguarda il Bellini che lo
Stabile, i soldi previsti sono quelli necessari, strettamente al
pagamento degli stipendi e a differenza di altri teatri della
Regione siciliana, tutti meritevoli di tutela e rispetto, il
Bellini è l'unico Ente autonomo regionale istituito da
quest'Assembla, collegio dell'85 e che non accede ai fondi del
flusso previsti dal Ministero, quindi è interamente a carico
dell'Assemblea che, nel corso degli anni ne ha sempre consentito il
funzionamento e la grande tradizione.
Ne approfitto, a proposito di cultura e beni culturali, per
preannunciare la presentazione di un ordine del giorno, il n. 359,
che fa seguito ad un altro ordine del giorno, il n. 220, già
accettato come raccomandazione dal Presidente della Regione, per
consentire lo scorrimento delle graduatorie dell'asse 6 misura
3143, che fanno riferimento alla terza finestra. Credo che in un
momento come questo, in cui bisogna garantire la possibilità e
l'economizzazione della spesa, il fatto che ci sono dei progetti
cantierabili che non riescono a partire deve imporre
all'Amministrazione di fare scorrere le graduatorie e utilizzare i
fondi comunitari.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Picciolo. Ne ha
facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie
Presidente, Presidente della Regione, devo fare una considerazione
di carattere generale, sento parlare di tabella H e non capisco
quale sia questa tabella H di cui parliamo.
Forse è un termine che viene dal passato perché qui di tabella H
non c'è nulla. Ritengo che una valutazione, concreta, opportuna da
parte di quest'Aula debba essere fatto.
Intanto il mio Gruppo non ha presentato nessun emendamento, perché
non abbiamo nessun ente, nessuna associazione da proporre in
alternativa ad altre associazioni, questo come criterio generale,
ma in particolare non vi è dubbio che, comunque, tantissime
associazioni, mi viene in mente la Fondazione Falcone, Borsellino,
Pio La Torre, l'Istituto Gramsci, meriterebbero un contributo
specifico da parte di questo Parlamento.
Sono istituzioni al di sopra e al di fuori di ogni sospetto ma
rischiamo per via della recente sentenza della Corte Costituzionale
che l'anno scorso ha portato il Commissario ad impugnare le somme
destinate senza un apposito bando, rischiamo di vanificare gli
sforzi di questo Parlamento.
Allora, con diligenza, devo dire, questa volta il Presidente della
Regione, il Presidente Dina, hanno predisposto nell'articolo oggi
27 bis), non più 27, al comma 5 dell'articolo, hanno appostato 10
milioni di euro di somme da destinare a bandi; bandi cui queste
associazioni in tempi brevi, in tempi certi, con procedure
trasparenti, con procedure chiare, destinandoli con finalità
chiare, con controlli chiari, potranno partecipare, quindi, sono 10
milioni di euro cui questi enti morali di alto livello, fondazioni
di cui ho parlato prima, potranno partecipare con nuovi criteri.
Pertanto, parlare di tabella H oggi è fare un salto nel passato,
non ci sono più i riscontri obiettivi, oggettivi. Noi cerchiamo di
buttarci alle spalle questo passato, ma, purtroppo, a volte, come
dice bene il Presidente Ardizzone quando parla dell'Istituzione
Parlamento, siamo noi stessi a farci del male, recuperando termini
che sono superati dalla storia e dai fatti che sono oggi sotto gli
occhi di tutti.
Bene la divisione tra una prima parte, questo 27, questo 27 bis,
che può essere, diciamo così, un eccesso di zelo per porre una
parte della spesa destinata ad enti, a teatri, al riparo da ogni
possibile eventuale impugnativa, ma ritengo che, con il lavoro
oggettivo onesto, che sarà fatto, con dei bandi specifici, nessuno
possa più trovare tranne gli auspici negativi da poter rivangare il
passato.
D'altro canto, io non faccio parte della Commissione, ma ho
guardato gli atti qui in Aula, parliamo di Cerisdi, di Coppem, di
Istituto teologico, di Banco alimentari, di ciechi, di sordi,
sordomuti, tutti enti previsti per legge, per l'autodromo di
Pergusa, per carità, lontano dal mio collegio, ma è l'unico
autodromo presente in Sicilia, cioè non credo che queste spese,
questi impegni, possano scandalizzare nessuno.
Noi dovremmo cercare di guardare oltre, cercare di superare
questi concetti maggioranza-opposizione quando ci sono istituzioni,
enti e criteri nuovi.
Io sono stato sempre critico col Governo quando questi andava
criticato, ma, in questo caso, sia la Commissione che il Governo
hanno fatto un lavoro splendido che, secondo me, è davvero super
partes.
Quindi, io credo e chiedo a questa Aula di mostrare saggezza e di
evitare il dividerci su queste banalità e di guardare ai problemi
che veramente ci chiedono i siciliani di risolvere e di esitare
entro la serata, signor Presidente, entro la nottata questa
Finanziaria perché non ci possiamo più permettere di dire domani,
la Sicilia vuole oggi, non vuole più domani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza. Ne ha
facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, prego un po' di attenzione, sia al
Presidente della Regione che al Presidente dell'Assemblea, anche
perché hanno parlato molti colleghi deputati, da parte di tanti
gruppi, anche tanti deputati nuovi.
Sono convinto che però molti non hanno letto le carte, non hanno
letto le famose tabelle H del 2006, del 2007, del 2008, del 2009,
del 2010, del 2011, del 2012. Non hanno letto il cambiamento, il
cambiamento culturale che c'è stato.
Io vorrei invitare questi signori, amici ed onorevoli colleghi, ad
individuare un ente, non 10.000, un ente cosiddetto inutile , sia
nell'allegato 1, se volete ve li leggo io, sia nella cosiddetta non
tabella H, l'atto aggiuntivo, ex tabella H, per vedere e per
capire, realmente, di cosa stiamo parlando.
Vorrei capire se i 3 milioni e 200 mila euro del reddito minimo
nella tabella H fanno parte di questo. Vorrei semplicemente
spiegare al Presidente Musumeci, sempre mio presidente, o al
giovane deputato che ha parlato poco fa, se - leggendo le tabelle -
l'ERSU non debba essere finanziato, se il teatro Massimo Bellini .
MUSUMECI. E la quantità chi la decide?
LEANZA. Ma c'è un Governo e un'Assemblea
MUSUMECI. E allora faccia tutto il Governo non l'Assemblea
LEANZA. Ma infatti l'ha presentata il Governo, Presidente
Musumeci, le Commissioni l'hanno approvata, quelle di merito e per
la copertura la Commissione Bilancio, però vorrei entrare nel
merito delle questioni.
Le borse di studio degli specializzandi, che fa le buttiamo a
mare? Le spese per l'università, non le facciamo? Le spese per lo
sport, molto poco rispetto a prima, cosa facciamo? L'ARPA nove
milioni e 800 mila euro, certo è poco, ma è qua dentro.
Io vi invito, e questa è una sfida che mi piacerebbe affrontare,
soprattutto con coloro che in qualche modo ogni giorno ci ripetono
queste cose, ogni secondo ci ripetono, ad individuare un ente che,
dal punto di vista etico morale, possa essere discutibile, che
magari non tocchi, giorno dopo giorno, momento dopo momento, la
realtà, quello che succede nella società.
Vi chiediamo di fare questo di non parlare in generale. Vi
chiediamo specifiche nella Tabella H, che non è più tale dal 2 al
trentottesimo.
Cosa facciamo non diamo il contributo agli allevatori? Un milione
e 900 mila euro. Non glielo diamo ai consorzi agrari? 393 mila
euro. Stipendi, solo stipendi.
Tutti chiedono trasparenza, ma tutti hanno preso i soldi del fondo
destinato al finanziamento dei contributi a favore dei soggetti
destinatari di un sostegno economico, tutti da qua. Se vedete, ogni
loro singolo emendamento è preso da qua.
MUSUMECI. Tutti chi?
LEANZA. Non tutti, la maggior parte dei deputati, le chiedo scusa
non c'è il suo emendamento.
Cosa vuol dire questo? Prima chiediamo i bandi, il Presidente
della Regione mette i soldi per i bandi, però gli togliamo i soldi
per fare i bandi, poi farà un bando, non lo so con quale cifra
eccetera, anche noi lo abbiamo fatto.
Spese per il servizio di manutenzione delle rete di rimodulaggio
( ..) 349 mila euro, contributo annuo all'Unione Italiana Ciechi
1.543, contributo all'Helen Keller, contributo alla stamperia,
contributo ai consorzi di comuni che sorgono esclusivamente da beni
confiscati alla mafia.
Continuiamo, contributi per il finanziamento dell'università 225.
CORDARO. Ma è l'allegato 1.
LEANZA. No, no, Sto arrivando, onorevole Cordaro, sto arrivando.
Assegnazione all'università per spese inerenti all'attività
sportiva universitaria, rimborso all'Azienda Sanitaria ospedaliera
per i comandati nella sanità, spese per il funzionamento del nucleo
di tutela patrimonio artistico dell'arma dei carabinieri 72 mila
euro, ne servirebbero 700 mila euro, quando ero assessore io.
Fondo di riserve per le spese impreviste 400 mila euro, spese per
la liquidazione e la ricapitalizzazione di enti e società a
partecipazione regionale 1.396 euro.
Contributi per gli interventi previsti dall'articolo 6 legge
regionale 5 dicembre, ad eccezione di quelle previste dal comma del
medesimo articolo.
Contributo al comune di Lampedusa. Fondo speciale destinato al
potenziamento di attività sportive isolane; contributo alle società
sportive professionistiche e semi professionistiche; trattamento
economico a personale comandato. Somma da erogare, ecco qua altro
dramma al Centro Cerisdi 380 mila euro.
Contributo a favore della fondazione Banco alimentare, c'è una
fame in giro spaventosa e grazie ai volontari, al Banco alimentare
e alle opere di carità tutto questo viene garantito.
Contributo a favore del Banco delle Opere di Carità, contributo
annuo alla facoltà biologica, che poi il Banco alimentare è 300
mila euro e 200 mila euro il Banco delle opere di carità.
Contributo allo Studio Teologico San Paolo 142 mila euro, alla San
Tommaso 67 mila. Contributo guarda caso ai sordo muti 523 mila
euro, ci dovremmo vergognare. Contributo alle associazioni
bandistiche 45 mila euro complessivamente. Ci dobbiamo vergognare.
Contributo alla Fondazione Whitaker: 400 mila euro; contributo al
COPPEM: 300 mila euro; contributo al Comitato regionale CONI
Sicilia, al CONI: 60 mila euro. Spese per l'istituzione e la
gestione diretta di cantieri di servizio in favore di comuni della
provincia di Enna e Caltanissetta: 3 milioni e 200 mila euro;
reddito minimo, somma da versare al Fondo regionale per le parti
civili nei processi contro la mafia: 100 mila euro. Per finire i
famosi carnevali: 400 mila euro, stiamo parlando della Sagra del
mandorlo in fiore, del carnevale di Sciacca, del carnevale di
Acireale e del carnevale di Termini Imerese.
Signori miei, questa è la tabella H di cui ci si deve vergognare
questo Parlamento, questa maggioranza, la Commissione e il signor
Presidente della Regione Ed allora io sono onorato di votare
questa tabella H.
Per quanto riguarda l'allegato 1, ve li comincio a dire ad uno ad
uno, se volete. Prendiamo quelli più importanti per cifre.
Spese di prima assistenza per pronto intervento in occasione di
pubblica calamità: 790 mila euro; interventi di prima assistenza
per fronteggiare eventi calamitosi ed eventi atmosferici: 1 milione
333 mila euro; spese per interventi di protezione civile per quelli
connessi ad emergenze infrastrutturali: 870 mila euro; spese per
conferimento di incarichi a tempo determinato in materia di
programmazione: 12 mila euro; somme destinate alla gestione del
fondo regionale ( ) modificato: 7 milioni di euro (sarà qualche
somma molto importante); somme destinate all'attuazione della legge
( ) : 5 mila 386 euro. Ve ne dico altre così per finire. Abbiamo
l'Ersu, abbiamo il Teatro Massimo di Palermo, abbiamo il Teatro
Bellini di Catania, abbiamo il Teatro Biondo, abbiamo l'Inda, c'è
dentro tutto.
Trovate qualcosa che non va
CROCETTA, presidente della Regione. Non c'è nessun ente impugnato
MUSUMECI. Fate le leggi di settore
LEANZA. Presidente Musumeci, se una colpa ha questo Governo è di
non aver finanziato le leggi di settore che, se mi consente noi
abbiamo fatto. C'è una legge sul teatro, che tutta l'Italia ci
invidia, c'è una legge sul cinema che tutta l'Italia ci invidia e
siccome sono purtroppo massacrati, costantemente, non l'hanno
finanziata. C'è la legge sulla famiglia che ci invidiano.
Allora su queste cose dobbiamo parlare, ma vi prego non torniamo
più, trovateci gli enti fotografia, diteci se gli osservatori
astronomici, se l'Ersu, se l'Irsap, che vi posso dire, se le Ipab,
una parte di quelli che lavorano, sono enti fotografie, vi prego
ditecelo che noi chiediamo scusa e vi diciamo immediatamente che
avete ragione, ma per cortesia leggetevi le carte, entriamo nel
merito delle carte, diciamo ciò che non va. Qua mancano alcune
cose.
Il Brass Group, abbiamo fatto una legge, ci deve essere il
coraggio di metterle alcune cose, ci sono alcuni enti importanti
strumentali della Regione che non ci sono. Al limite c'è qualcosa
in più che manca, ma, rispetto a quello che c'è, noi li stiamo
togliendo.
Abbiamo tagliato i ciechi, al banco alimentare, abbiamo tagliato
per fare la spending review un po' a tutto, tutto quello che resta
o è stipendi dove non c'è più discrezionalità.
Vi chiedo, da vecchio parlamentare, dove magari avrà avuto tante
colpe, andatevi a leggere tutto quello del passato, andate a
prenderlo ad uno ad uno, sono disponibile, ma qua trovatemi la
fotografia e, se c'è una fotografia, sono onorato di aver fatto
questa fotografia
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, desidero
ringraziare il Gruppo del Movimento 5 Stelle che mi ha ceduto una
parte del tempo che gli era destinato e, quindi, vi do atto di
questo sentire democratico che mi consente di articolare un
intervento in maniera più compiuta rispetto a quello che avrei
potuto fare e mi fa specie che l'onorevole Leanza, che per primo ha
fatto richiesta, una richiesta accolta dall'opposizione di ritirare
tutti gli emendamenti, ha finito per fare l'elenco di tutte le
cose, forse nella speranza che tutti poi cercano lui per
ringraziarlo.
Questo non è così, lei mi rassicura e di questo la ringrazio, ma
il paradosso che abbiamo vissuto in queste 3 ore, quando pareva che
vi fosse un accordo sull'allegato 1 è che, al di là di quello che
il Presidente Crocetta dice, abbiamo assistito all'intervento di
tutti i deputati dell'opposizione, ciascuno dei quali, dal loro
punto di vista legittimamente, ha rivendicato la bontà di una
iniziativa, di una associazione, di un ente o, comunque, di una
istituzione che a loro parere era stata lesa negli interessi e nel
finanziamento.
Da parte dell'opposizione, ancora una volta non è venuta pressoché
una parola, nessuno vi ha chiesto manca questo piuttosto che
quell'altro.
Allora io chiedo al Presidente della Regione e al Governo
liberateci Liberateci E' da 3 ore che ci spiegate che cosa manca
nella tabella H, ex tabella H, nell'allegato 1.
Vi abbiamo dato disponibilità a mettere in sicurezza le cose serie
per la Sicilia, ma che ragionamento è? E' veramente qualcosa di
insulso e per giunta gridate, ma che gridate.
Allora, lei ha detto bene, l'Inda, lei ha fatto tutto l'elenco
perché dice ora il Brass group no. Chi l'ha deciso che è l'unica
istituzione di produzione musicale dell'Italia meridionale deve
restare fuori.
Ha parlato di ricerca, Presidente della Regione, ma perché non
vengono finanziati i consorzi di ricerca in agricoltura. Voi non
volete la ricerca in agricoltura, ma in Sicilia si vive di
agricoltura, si vive di turismo, ma di che state parlando.
Ci venite a fare la morale, qua c'è un'opposizione che vi da
disponibilità, hanno parlato tutti, non lo faccio l'elenco e non
dichiariamo niente. Io quello che avevo da dire ve l'ho detto in
conferenza dei capigruppo e l'ho detto in esclusivo interesse dei
siciliani.
L'onorevole Leanza che si è definito vecchio, io dico anche
abbastanza sobrio deputato, credo abbia capito, mi interessa di più
se ha capito il Governo, lo scopriremo spero presto e da li
adotteremo le nostre decisioni.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio è un
intervento più come vice presidente vicario della Commissione che
come esponente del nuovo Centro Destra.
Perché lo faccio? Perché veda, oggi abbiamo assistito ad un
rituale da parte di tutti, soprattutto, dei deputati della sua
maggioranza che non hanno fatto altro che parlare in maniera
inappropriata. improprio del lavoro che la Commissione Bilancio
avrebbe fatto e che avrebbe portato oggettivamente a reintegrare la
tabella H presso la Regione Sicilia. Questo Presidente è
inaccettabile E' inaccettabile che lo facciano i suoi deputati,
soprattutto, perché la Commissione Bilancio ha vigilato e ha
impedito che ciò accadesse.
Vede, quando qualcuno parla di qualche gruppo che è rimasto fuori,
questo gruppo è rimasto fuori perché non rispondeva a dei criteri
che come Commissione Bilancio e, soprattutto, le commissioni di
merito si sono date e, alle decisioni delle commissioni di merito,
la Commissione Bilancio si è strettamente attenuta.
Prima cosa importante: tabella H), ma devo ricordare ai vecchi
deputati, quando nella scorsa legislatura io sono arrivato qui,
quante erano le associazioni che facevano parte della tabella H)?
Erano più di 100. Oggi non è rimasta nemmeno una. Nemmeno una.
Perché quando qualcuno parla dell'istituto San Paolo o della
Pontificia Università biologica di Palermo o dell'Istituto
biologico San Tommaso di Messina, ma lo sapete che sono Università?
E di conseguenza essendo università pubbliche, così come abbiamo
fatto con la Kore e così come abbiamo con le altre università della
Sicilia, anche a queste tre università toccava un contributo. Avete
visto la differenza abissale che c'è tra quello che diamo alle
università statali e quello che diamo a queste tre università che
sono anche esso il vanto della Sicilia.
Ho sentito parlare in maniera inappropriato del buono scuola,
dicendo che il buono scuola viene dato alle scuole private, nessuna
scuola privata avrà un centesimo, sia chiaro, nessuna scuola
privata, i contributi andranno innanzitutto alle famiglie, ma alle
famiglie i cui figli frequentano solo scuole pubbliche che poi per
essere chiaro sono scuole pubbliche statali e non statali.
Non ci sarà nessuna differenza perché nel bando che l'assessore
farà verranno rispettati sia coloro che vanno nelle scuole statali,
che quelli che vanno nelle scuole non statali, sempre scuole
pubbliche chiaro
Poi per essere chiari l'incremento ittico di Catania, tutte le
varie associazioni alle quali abbiamo dato contributi e che si
tratta solo ed esclusivamente di pagare il personale, voi pensavate
che l'ARAS poteva rimanere fuori da questo ragionamento? Perché i
dipendenti dell'ARAS dovevano rimanere fuori quando tutti gli altri
hanno avuto il contributo dovuto.
L' ERSU, perché vedete l'allegato 1, ma lo sapete cos'è ve lo
siete mai chiesto cos'è l'allegato? Sono contributi che si danno
agli enti vicino ai deputati o l'allegato dove si finanzia, ad
esempio, tutte le associazioni vittime della mafia, dove pensate
che li dobbiamo mettere coloro i quali, in questi anni, sono stati
vittime della mafia? In un altro conto? E i malati talassemici che
hanno diritto alla pensione mensile dove li dovevamo mettere? E i
malati del Morbo di Hansen che anche loro per legge hanno diritto
ad un contributo.
Questi sono tutti nell'allegato A, perché solo qui potevamo
finanziare; sono voci previste dalla legge. Vedete i 44 milioni
destinati ai consorzi di bonifica, dove li prendiamo? Dove li
troviamo? Pensate che i consorzi di bonifica sono tabella H?
Pensate che sono dipendenti a noi vicini, sono gente che sono state
assunte 30 anni fa, 20 anni fa e che hanno maturato il diritto ad
essere pagati anche loro a fine mese, come lo siamo noi.
Per cortesia, smettiamola di dire queste stupidaggini, cerchiamo
di chiamare le cose con i propri nomi, perché vedete la gente ci
sta osservando, la gente ci sta guardando e tutti sono giunti alla
conclusione che continuiamo a portare avanti un sistema malato,
cosa che non è assolutamente vero, perché abbiamo tagliato tutto,
abbiamo cercato di stabilire criterio oggettivi.
Vedete anziché continuare a parlare di questa famigerata Tabella
H, fate i nomi, li tirate fuori queste associazioni vicino ai
politici, perché vedete veniamo delegittimati tutti e se ciò fosse
vero avreste ragioni ad accusarci, ma ciò non è assolutamente vero,
siamo noi stessi che ci delegittimiamo agli occhi delle persone che
ci guardano.
Non è come vent'anni fa che nessuno sentiva e nessuno guardava.
Oggi ci sono migliaia di siciliani che sono attaccati alla
televisione e guardano ciò che diciamo, chiamiamo le cose con nome
e cognome ed evitiamo di infangarci a vicenda.
Vedete potremmo continuare all'infinito, pensate che il contributo
all'Arma dei carabinieri è un contributo da tabella H, un
contributo che si può caricare qualche deputato Pensate che l'Arma
dei carabinieri appartiene ad una forza politica? Ad un partito? O
l'Arma dei carabinieri è al di sopra delle parti Allora, perché
continuiamo a parlare di cose che non sono assolutamente vero
Oppure i 15 milioni dati all'ERSU per favorire gli studenti
universitari, pensate che saranno tutti i nostri figli, i figli di
quelli che stiamo qui dentro, che frequenteranno l'università o ci
sono migliaia di figli di siciliani poveri che solo così potranno
continuare ad andare all'università.
Inoltre, Presidente c'è un impegno importante per i consorzi
universitari che dobbiamo mantenere, perché anche li abbiamo
l'obbligo di assicurare la frequenza ai ragazzi; le somme destinati
al Ciapi, pensate che i lavoratori del Ciapi - somme fra le altre
cose di molto inferiori a quelli necessari - del Ciapi di Priolo e
di Palermo, non sono lavoratori come tutti gli altri? E in quale
elenco sono stati messi? Sono nella tabella H che non esiste o sono
nell'allegato A?
Per essere chiari, cari colleghi, per evitare di continuare a
parlare, di continuare a dire cose non esatte, abbiamo e dobbiamo
acquisire l'abitudine di chiamare le cose col nome e cognome,
altrimenti la delegittimazione continuerà e quando usciremo fuori,
anche se non abbiamo fatto nulla, la gente penserà che siamo dei
malfattori, ma ha senso continuare a delegittimarci in questo modo?
Ha senso continuare a diffondere e a seminare il discredito nei
nostri confronti?
Se ciò fosse vero avreste ragione, però vi prego, il prossimo che
parla faccia nomi e cognomi, indichi l'associazione e vi ricordo
che l'associazione Vita Nascente non esiste, è una legge che
difende tutti i bambini poveri, è il cosiddetto bonus bebè.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
intervenire perché credo che bisogna sfatare questo concetto che
spesso viene tirato in ballo a proposito della legge 11, articolo
128, i famosi 11 milioni 750, perché se è vero che il Governo della
Regione fa un bando e procede con un bando pubblico e la selezione
delle istanze, non è possibile che le istanze che si aggiudicano
questa ripartizione di risorse siano sempre le stesse.
Delle due l'una: o questo è un bando sul serio e non è un bando
fotografia, e conseguentemente il Governo deve assumere la scelta
attraverso legge e individuare le associazioni, gli enti, i teatri,
quelli che ritiene ovviamente meritevoli di attenzione legislativa,
oppure dovremmo pensare che il bando è una finzione.
Siccome io credo che il bando, invece, è qualcosa di importante e
significativo che mette in condizione il Governo di potere decidere
ogni volta, di anno in anno, le scelte che deve fare, ritengo che
la scelta che ha fatto il Governo è una scelta giusta.
Da un lato, le priorità indicate con legge, dall'altro, una
riserva che si pone, con questo comma 2, che è una riserva che sarà
valutata caso per caso e anno per anno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica per i cinque
minuti di capigruppo perché il tempo a disposizione del suo gruppo
è abbondantemente oltrepassato.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Presidenza
aveva suggerito un modo corretto di affrontare il problema legato
all'articolo 27.
Noi condividiamo il metodo che è stato proposto dalla Presidenza
che era quello, intanto, di mettere in sicurezza il pagamento degli
stipendi.
Noi siamo in presenza della terza edizione di una Finanziaria che
è nata male ed è cresciuta anche peggio, con interventi limitati ad
un mese, ad un mese e mezzo di stipendi e con questa inferiore
proposta che ha zoppicato fin dall'inizio e inciampata anche in
qualche procedura non corretta e precipitosamente è stata dovuta
ricoverare in una riunione di Giunta improvvisa per cercare di dare
ossigeno ad un malato che sembrava terminale.
Chi vi parla non si scandalizza per il fatto che ci sono una serie
di iniziative che la Commissione Bilancio e il Governo intendono
promuovere, non perché chi vi parla abbia avuto in passato nè ora
enti da promuovere, perché chi vi parla, pur essendo qui dal 1996
e pur avendo avuto la possibilità di promuovere, appoggiare, di
proporre, di suggerire il finanziamento di questo o quell'altro
ente ha ritenuto di non doverlo fare mai; però, chi vi parla è
stato uno che ha anche votato anche in Commissione, quando c'è
stato, o in Aula facendo parte di una maggioranza, i provvedimenti
che venivano portati al voto dalla maggioranza, anche se qualche
volta, in grande e fragoroso dissenso.
Qui non si contesta il singolo provvedimento in favore di questo
o di quell'ente, qui si contesta il predicare bene e il razzolare
male E' un metodo che viene contestato, perché nel momento in cui
si è deciso che i contributi dovevano passare da un momento di
chiarezza che potesse fare apparire oltre che essere trasparente
ciò che si faceva, bene Quella dichiarazione che si è fatto urbi
et orbi doveva essere messa in pratica; non è stato così E nel
momento in cui non si è proceduto a mettere in pratica cioè che si
era con grande impegno, con grande profusione di mezzi a detta di
tutti gli organi di stampa e poi non lo si fa è ovvio che anche le
cose giuste appaiono sbagliate. Qui non contestiamo che si possa
finanziare questo o quell'altro istituto meritevole; qui
contestiamo il metodo che è stato sbagliato e che stride con ciò
che il Presidente e questo Governo hanno sempre denunciato.
Noi non vogliamo fare le verginelle Non vogliamo assumere i panni
di coloro i quali si meravigliano oggi di ciò che non si sono
meravigliati ieri. Qui contestiamo il fatto che questo Governo ha
detto sempre che ci sarebbe stata trasparenza ,che determinati enti
potevano essere più finanziati e poi assistiamo ad enti che prima
era stato detto che non potevano essere finanziati e che ora sono
finanziati più di quanto lo erano prima e che il bando non viene
attivato. Allora, c'è qualcosa che non va.
Noi chiediamo solo trasparenza e coerenza con ciò che si dice.
Alle parole devono seguire i fatti; ciò non è accaduto ed è quello
che noi contestiamo.
PRESIENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, il Presidente Crocetta? Mi piacerebbe
che fosse in Aula. Parliamo poco noi, ma quando parliamo magari se
lo si può eventualmente chiamare. Grazie.
C'è un problema genetico in tutto questo discorso che è, appunto,
il metodo che qui il mazziere, com'è ovvio è il Presidente e il suo
Governo. Però, ha mischiato due mazzi di carte: le carte da
briscola e carte francesi.
Ora, il Movimento 5 Stelle all'interno delle Commissioni e
all'interno di un processo istituzionale ha fatto di tutto per
cercare di differenziare questa confusione, tra due mazze di carte
che cosa sono completamente distinte e separate del resto la
litania dell'onorevole Leanza prima che ci ha dato il modo di
potere vedere tutto ciò che è presente all'interno di questo
articolo 27, ci ha dato modo, appunto, di poter renderci conto di
quello che c'è: tutto e il contrario di tutto E ci sono le
associazioni, e ci sono gli enti utili, e ci sono le necessità. E
noi non possiamo, però, nella nebulosa della confusione votare.
Votare, che cosa? Chi voti? Poi, parliamoci chiaramente: è vero
che ci sono le situazioni di sofferenza, ci sono i servizi sociali,
non resi dal pubblico, che, invece, offrono associazioni privati di
cui si è, lungamente, parlato a tutti coloro che, appunto, vivono
in condizioni di fragilità. Ma ci sono anche le associazioni che
hanno riferimenti a nomi e cognomi, e che, una volta acquisiti, per
esempio, 400 mila euro sono comodi perché si organizza un bel
bandino , si fa il progettino interno, si fa lavorare qualcuno
e, poi, alla fin fine del processo tutto questo si trasforma in?
Consenso elettorale, voti
Il Movimento 5 Stelle, all'interno di questo Palazzo, all'interno
di questo Parlamento, ha provato, in tutti i modi, per esempio
nella Commissione V, e chiedo al Presidente Greco, di dire anche la
sua, a ergersi a spingere il legno del governo della nostra
Commissione, per quanto riguarda sospingere, appunto, e a dire
quanto è stato fatto, perché eravamo usciti con un'intenzione
comune, condivisa. Cioè, appunto, quella di valutare le necessità,
le urgenze - perché all'interno di un processo di governo che non
ha una prospettiva, che è farraginoso, sotto tutti i punti di
vista, che non vuole proporre alcuna riforma, che sembra adeguarsi,
pienamente, alla lentezza nazionale dell'assenza di progetto per
gli italiani, e quindi, qui, per i siciliani - noi avevamo provato
a dire, le esigenze, le criticità, le sofferenze alle quali il
sociale pubblico non può sopperire, bene, chiudiamo un occhio e
andiamo avanti. Però, mettiamo ordine E l'ordine c'era stato.
L'ordine come si dà? Con criterio, con metodo e con trasparenza.
Abbiamo l'articolo 128 della legge 11 del 2010, che fa in modo che
ci sia la partecipazione a bando.
Signori miei, il concetto di base è che tutto, nel mondo fuori da
qua dentro dove nessuno è garantito, procede per bando, che ci
piaccia o non ci piaccia. E non ci sono privilegiati, e non ci sono
figli di nessuno.
L'anno scorso, questa stessa Aula, con la partecipazione
democratica di tutti, anche del Movimento 5 Stelle - quindi non si
dica qui che facciamo populismo, che siamo sempre contrari - ha
votato la legge 16 del 2013, appunto, che fa in modo che si abbia
una procedura trasparente, che si valuti, per esempio, la
presentazione di bilanci, la produzione scientifica, la
divulgazione.
Vogliamo, finalmente, fare qualcosa di serio? Ecco, la nostra
proposta è scritta su carta: emendamenti soppressivi di ciò che non
riteniamo utile, e, invece, concentrazione delle risorse economiche
al comma 5 e a tutto quello che non intendiamo sopprimere.
E' scritta, è presentata, l'atto c'è Confrontiamoci e cominciamo
a separare i mazzi di carte, perché, nella confusione, nella
nebulosa, anche, delle parole mediaticamente posizionate dal
Presidente Crocetta, le parole sono scuola , enti meritevoli .
Ma meritevoli di che? Chi lo ha detto? In base a che cosa? Quando
si parla di scuola, di anno scolastico che deve iniziare il 15
settembre. Ma anno scolastico di che cosa? Di quale associazione?
Parliamoci chiaramente Qua, la fuffa, le bugie non ce le beviamo
più Cortesemente, questa è la situazione a cui siamo arrivati
perché forse c'è una Commissione V che non è riuscita ad imporsi,
ma c'è, anche, una Commissione II che ha fatto in modo che, nella
confusione, rimanesse sempre tutto in gioco un discrimine, un fine
non si è inteso darlo e adesso noi non ci stiamo più
Il gioco è così: la nostra proposta l'abbiamo fatta. Adesso sta a
voi farvi un esame di coscienza e votare con coerenza e,
soprattutto, a individuare, per quanto possibile, una maggioranza
se ce l'avete. Nel senso che, chiaramente, non riuscendo ad operare
in modo condiviso e non parlando tra di voi, a un certo punto, si
deve accettare il do ut des , tu mi dai questo e allora do il
votino, di qua e di là. Basta I siciliani, e io ricordo che sono
una cittadina siciliana dentro le istituzioni, si sono stancati
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, credo che al di là della correttezza del
dibattito che anche questa sera si è svolto, tuttavia un dibattito
sull'allegato 1 e sull'articolo 27, da molti, a torto, ribattezzato
tabella H, sia diventato piuttosto stucchevole.
Mi è sembrato una recita a soggetto, un gioco delle parti dove
ognuno ha provato a parlare ad un mondo che fuori da questa Aula,
probabilmente, fatica a seguirci e a comprendere. Ha parlato ad un
mondo che ha difficoltà a capire di cosa stiamo parlando, di che
cosa ci stiamo occupando in una condizione di difficoltà estrema in
cui versa la società siciliana.
Allora, io prima di parlare di questo articolo finale, in
pochissimi minuti dico semplicemente che in questa manovra che, per
quanto ci sarà consentito, come Gruppo parlamentare del Partito
Democratico non consentiremo che venga svilita da polemiche fuori
da ogni logica e ingiustificate.
Questa è la manovra che avvia un percorso senza ritorno rispetto
all'equilibrio e alla correttezza dei conti. E' una manovra che
pone in sicurezza l'equilibrio del bilancio e il bilancio. E' una
manovra che in una condizione di difficoltà estrema ereditata da
anni passati sta riuscendo a fare in modo che la Regione siciliana
abbia un suo profilo di dignità come istituzione.
E, certamente, questo è il merito più grande di questo
provvedimento a partire da quell'articolo 3 di cui nessuno parla
come se fosse un mero adempimento tecnico che ci sta consentendo di
mettere davvero in equilibrio il bilancio e di cominciare ad
eliminare tutte quelle scorie, le voglio chiamare così, del
bilancio che oggi mettono in difficoltà, davvero, i nostri
equilibri contabili e mettono in difficoltà maggioranza e Governo,
e vorrei dire anche opposizione, sulla possibilità di seguire un
percorso di sviluppo per questa Regione che è stata posta in una
condizione di difficoltà finanziaria estrema.
Quindi, è una manovra positiva, una manovra corretta, una manovra
che adempie anche alle indicazioni, l'ho detto e lo ribadisco da
questa tribuna, alle indicazioni che ci provengono anche dalla
sezione di controllo della Corte dei conti a proposito dei residui
attivi, assessore Agnello, che mette un punto fermo anche sul
fondo residui attivi che a partire da questa manovra è reso
indisponibile e che davvero e in concreto consentirà in questo
esercizio di cancellare i residui attivi da questo bilancio per
rendere questo bilancio più leggero e, soprattutto, Presidente
Crocetta, più trasparente.
Questa è la manovra che noi abbiamo immaginato, la manovra che
abbiamo concepito e per la quale abbiamo impiegato queste settimane
estive. Non certamente la manovra che deve essere svilita da un
dibattito stucchevole e, certamente, senza contenuto sull'allegato
1 e sulla tabella H.
Lo sa chiunque in quest'Aula e fuori da quest'Aula che l'allegato
1 è l'allegato che serve per fare funzionare la Regione. Lo hanno
detto in tanti, io lo ribadisco forse con più sobrietà ma con
altrettanta determinazione. Senza l'allegato 1 la Regione siciliana
non può funzionare. Dall'ERSU a tutte le altre iniziative e tutti i
meccanismi istituzionali che non potrebbero esistere senza,
appunto, questi finanziamenti.
Poi il Governo, il Presidente della Regione, si sono assunti la
responsabilità di fare alcune proposte, proposte serie che
certamente come ha ammesso più volte il Presidente della Regione, e
come sono certo perché così è stato nel dibattito in Commissione
Bilancio alla presenza del Presidente e del Governo, così in questa
Aula, certamente dobbiamo e vogliamo fare di più e, certamente,
sono sicuro che faremo di più.
Noi daremo il nostro contributo, se il Parlamento riterrà di
approvare questa proposta, a delle iniziative che certamente non
possono essere disattese da questa Aula. Mi riferisco in
particolare all'Istituto dei Ciechi, mi riferisco alla stamperia
Braille, al Centro Helen Keller, mi riferisco ai sordi, mi
riferisco a tutto ciò che in maniera indifferibile, inderogabile,
questo Parlamento non può far finta che non esiste.
Mi riferisco anche a ciò che il Governo ha indicato come
necessario per poter sostenere un percorso di credibilità ad
istituzioni culturali che in questa Regione sono assolutamente
indispensabili.
Dicevo che si può e si deve fare di più Presidente, lo diceva lei
nei suoi ripetuti interventi in quest'Aula, certamente sono grato
al Governo per la sensibilità mostrata questa sera nell'impinguare
il capito che riguarda i consorzi universitari, di questo sono
grato e ringrazio a nome del Gruppo parlamentare del Partito
Democratico, questa sensibilità speciale del Governo nella
direzione di istituzioni che sono davvero importanti in diverse
province. Credo, Presidente, che va fatta qualcosa di più a
proposito dei liberi consorzi, delle ex province regionali.
E' un problema nuovo, è un problema che si pone, non certamente
per responsabilità della Regione ma per la situazione finanziaria
che ci impone una spending review a volte rigorosa, a volte
eccessiva ma anche per i tagli pesanti che lo Stato, già
nell'esercizio scorso, ha imposto alle ex province. Un taglio di
oltre 110 milioni circa da parte dello Stato alle ex province
regionali, oggi liberi consorzi.
Pongo un problema. L'ho posto in Commissione e lo pongo a testa
alta perché, io credo che questo sia un problema, che deve essere
assunto come un problema di tutti.
C'è la necessità Presidente di un'integrazione, quando sarà
possibile, nelle misure in cui il Governo lo riterrà di integrare i
finanziamenti delle province regionali, non soltanto per garantire
il normale e corretto funzionamento delle istituzioni dei liberi
consorzi di Comuni che andranno ad essere riformati in via
definitiva tra qualche settimana, alla ripresa certamente
dell'attività parlamentare, ma anche perché, le ex province, oggi
liberi consorzi, sostenevano tantissime attività culturali,
educative, scientifiche, che oggi in qualche modo abbisognano di un
progetto strategico da parte della Regione.
Sono d'accordo con il Presidente. La Regione siciliana non può
caricarsi, perché non le compete e non ne avrebbe le forze e la
capacità di caricarsi di tutte le insufficienze che la finanza
impone dal livello nazionale al livello locale, ma certamente non
possiamo consentire che istituzioni cultuali importanti, sostenute
dalle province, debbano andare a finire la loro esperienza, dopo
magari oltre un secolo di esperienza.
Alla stesa maniera dico grazie al Governo per aver avuto la
sensibilità e la lungimiranza strategica di salvare per esempio, la
società di gestione dell'aeroporto di Trapani-Birgi, acquistando le
quote che la provincia regionale, coque, non avrebbe potuto in ogni
caso ricapitalizzare, perché vietato dalla legge dello Stato.
Quindi, accanto a tanto, che è di positivo c'è in questa manovra e
bisogna, nel più breve tempo possibile, porre rimedio ad alcune
insufficienze che potrebbero mettere davvero in grave difficoltà,
istituzioni e enti territoriali, come appunto le province.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, brevemente. Io voglio rispondere subito per chiarire
all'onorevole Musumeci. Non ho mai detto che c'era stata una
trattativa tra i Gruppi, né un accordo tra i Gruppi. Ho detto che
il lavoro per coloro che hanno partecipato in Commissione è stato
pressoché unitario. C'è stata un'astensione o qualcosa di
specifico dei grillini su qualche argomento, poi per il resto si è
proceduto in modo unitario.
Venire poi qui a dire: ma siccome io nella Commissione 1, 2, 3,
5, 7, avevo detto . Allora, questa è la manovra finanziaria, non è
una legge qualsiasi. La Commissione che dà il parere definitivo,
anche rispetto al lavoro delle altre Commissioni, è quella del
Bilancio, perché in relazione a quello che possono avere fatto le
singole Commissioni di merito, possono avere fatto un lavoro
egregio, ma siccome poi bisogna fare quadrare i conti, così come su
altre questioni le Commissioni di merito sono quelle specifiche e
competenti.
Quindi, o si dice che, praticamente, si capovolge il senso della
legge oppure è un rivendicazionismo che non ha senso. Perché se noi
andiamo a vedere i risultati delle singole Commissioni sono in
contrasto persino tra di loro su alcune questioni. Qualcuno deve
pur fare questa sintesi. Non è che perché io appartengo alla
Commissione dove credo di avere raggiunto la maggioranza poi posso
imporre questo alla Commissione, dove ci sono i rappresentanti del
proprio gruppo politico, tutti quanti.
Lista Musumeci, per scelta, non ha partecipato ai lavori della
Commissione Bilancio quindi, giustamente, dicono: noi non
abbiamo partecipato a niente . E questo va detto per amore della
verità. E sempre per amore della verità non è che si può venire
reciprocamente ad intervenire dicendo: ah Guardati la
maggioranza ; ah guardati l'opposizione Perché non è che la
verità la si ha semplicemente per essere parte del Governo,
dell'opposizione, della maggioranza. La verità è oggettiva.
Avete parlato per ore della tabella H. Qui ci sono 38 commi.
Diceva bene l'onorevole Leanza che le associazioni che
appartenevano alla tabella H erano circa 100. Di quei 100 della
famosa ex tabella H, qui ce ne sono credo 8 e sono: quelli del
disagio sensoriale, ciechi, sordi,;tra l'altro a queste
associazioni, nell'articolo 128, proprio per cercare di risolvere
in modo prioritario, per renderci conto della questione, abbiamo
dato persino una priorità, dicendo: prima si finanziano questi enti
e poi si finanzieranno gli altri.
Quindi, già il legislatore ha dato una priorità nell'ambito del
bando con la finanziaria dell'anno scorso. Ora, questo legislatore
può cambiare idea? Perché la materia è questa Perché una cosa è il
clientelismo, un'altra cosa è l'idea strutturale che si ha della
società e dell'organizzazione della società. Perché il legislatore
è l'architetto della società. Riteniamo che queste cose debbano
andare a bando o no? La posizione del Governo è che queste cose non
debbano andare a bando perché degna di tutela specifica. Cosa
c'entra la tabella H, il clientelismo, la vecchia spesa.
Andiamo avanti. Il Governo ritiene che gli istituti teologici
siano degni di tutela. L'università, per esempio, teologica che è
finanziata di meno è un centro di cultura mediterranea dove
confluiscono tutte le attività delle grandi religioni mediterranee,
Messina, ma lo fa anche Palermo, lo fa anche Catania, come elementi
del dialogo.
Noi siamo interessati a questo? Non lo so. Probabilmente, nella
Russia comunista non li avrebbero mai finanziati, ma siccome questo
Governo è filo clericale, benissimo Ci volete accusare di questo
Bene Questa è la nostra linea:sostenere quelle iniziative
culturali. Anche le istituzioni religiose, se fossero anche
evangeliche o musulmane le sosterremmo con la stessa forza. Giusto
per capire perché non è vero che la sensibilità religiosa o
l'espressione e la cultura religiosa non fanno parte delle cose da
tutelare.
Fatto specificamente la Chiesa cattolica ha pure un riconoscimento
costituzionale con il riconoscimento dell'articolo 28, per
intenderci con estrema chiarezza, la convenzione famosa, la
convenzione fra Stato e Chiesa. Anche se non ci fosse, non dico il
buon senso, ma la cultura religiosa fa parte di millenni di questa
società, fa parte della storia di millenni. La vogliamo mettere in
discussione? Bene Il legislatore lo può fare, ma non ci accusi di
Tabella H o di qualche altra cosa. Ci accusi di una visione
culturale in cui noi riconosciamo queste cose degne di tutela,
privilegiate e di non farle entrare nel calderone.
I banchi alimentari potrebbero andare a contribuzione? Certo che
possono andare a contribuzione. Però, noi vogliamo riconoscere una
tutela specifica in una fase di disagio sociale che è eccessivo e
in cui spesso la Regione non ha enti propri che si occupano del
banco alimentare quindi diventano strumentali alla politica
sociale, per essere chiari, della politica di emergenza.
Poi, ci sono gli istituti: il Whitaker, il Cerisdi e il Coppem.
Perché li avete messi? Per il semplice motivo che siamo soci di
questi istituti. Non sono associazioni private. Dopodichè il
problema non è mettere in discussione il finanziamento. Li volete
abolire? Aboliamoli Presentate un emendamento soppressivo di
questi enti, ma così come abbiamo fatto, per esempio, sull'ente
porto o sul MAAS. Lì avete fatto un emendamento inutile, ve lo dico
con estrema sincerità, perché quando saranno falliti la Regione
dovrà pagarvi quei soldi con gli interessi e con i decreti
ingiuntivi dei creditori, in quanto noi massimi per il MAAS unico
socio e per quanto riguarda l'ente porto credo siamo all'80 per
cento; quindi, non è che avete risparmiato quei soldi e non glieli
avete dati. Avete fatto un atto di irresponsabilità rinviando
sostanzialmente ad una regolazione contabile che verrà risolta,
potrà essere risolta dal giudice fallimentare, di cui noi saremo
costretti a pagare i creditori.
Ho la sensazione che non si distingua tra contributo e
trasferimento. E' vero che i contributi sono trasferimenti, ma sono
trasferimenti discrezionali.
I trasferimenti dovuti agli enti sono obbligatori perché se non
gli trasferiamo le risorse comunque pagheremo quelle cose.
Il CNR. Siccome qui si mette in discussione l'Istituto che è
l'Osservatorio della Regione siciliana per osservare i movimenti
dell'Etna e fare prevenzione rispetto alla vulcanologia, ai
terremoti, eccetera, è Tabella H? Siccome è una serata che sento
questa discussione, probabilmente qualcuno ha fatto confusione tra
la Tabella H dei contributi e invece quelle che sono le spese
dovute ad enti strumentali. Perché tutti questi enti sono stati
creati negli anni alla Regione siciliana. Perché la vulcanologia
noi la dovevamo incardinare, per esempio, in un assessorato o in un
ente autonomo? Ma perché lo Stato cosa fa? Tutti gli Stati, tutte
le Regioni Solo che nel furore cieco di vedere ogni cosa grigia
alla fine bisogna chiedersi se non si è ciechi, se si vede tutto
dello stesso colore. Differenziate. Qui sono trentotto emendamenti
e su ognuno non c'è il nome e cognome. La tabella H è, invece, un
altro affare. Era l'affare in cui associazioni che persino avevano
sedi anche aleatorie prendevano dei contributi e li prendevano non
sulla base di una stima, di una ricerca, di una valutazione dei
costi, ma sulla base di quello che autonomamente decideva il
Parlamento frutto di una mediazione politica che era il
maxiemendamento finale. Qui non c'è nulla di tutto questo C'è un
lavoro istruttorio fatto dal Governo, che è basato sugli affitti
che pagano questi, sulle attività, sugli stipendi che prendono
questi, sull'attività che svolgono. Allora, la questione non è di
non finanziarli. Ritenete che l'Istituto di vulcanologia non
esista. Cancellatelo. Dopo di che quando il giudice mi arresterà
perché io non ho fatto il monitoraggio della protezione civile,
dirò che è stato un parlamento di incoscienti a causarne la
responsabilità. Non finanziarlo è la stessa cosa, perché noi
abbiamo delle responsabilità.
Non ho detto scellerato' al Parlamento perché lo reputo
improbabile questo, è un paradosso, Presidente, e chiedo scusa se
eventualmente... Non ho detto il Parlamento, un astratto
parlamento.
Quindi, le altre cose sono gli Ersu, è stato citato. I contributi
per le associazioni sportive? Ma abbiamo abolito il calcio di serie
A Questa è una rivoluzione, non diamo i contributi alle squadre di
serie A mentre li diamo a quelle degli sport minori. Ma quelli già
vengono sottoposti a bandi, i contributi per le associazioni
bandistiche. Hanno una legge specifica con un bando specifico. 50
mila euro per tutte le bande della Sicilia. Per carità, volete fare
scomparire anche la cultura della banda del piccolo paese? Ma
fatelo pure Ma volete cancellare la società siciliana e le
istituzioni siciliane. Quindi, dite le cose sulle quali non siete
d'accordo.
Io ho fatto pure una proposta: quali di queste cose che facevano
parte della tabella H, e sono otto enti, non volete finanziare? Il
Governo li toglie Però, non usate più la parola tabella H' perché
quelle sono spese obbligatorie di trasferimento per funzionamento,
che è un'altra cosa.
Per la prossima finanziaria invito l'ufficio di ragioneria di non
citare più la parola contributi laddove parla di trasferimenti
per enti strumentali perché questo può ingenerare equivoco. Però,
siccome è chiarito che si tratta di trasferimenti per il
funzionamento per enti istituiti dalla Regione, non è che lo Stato
istituisce il CNR e non gli trasferisce i soldi. L'università opera
in autonomia, è chiaro che si chiamano contributi all'università ,
ma in realtà sono trasferimenti per il funzionamento. I consorzi
universitari privati sono degni di tutela? Questo è il
ragionamento, non riconoscere o non riconoscere il contributo.
Significa: noi possiamo fare un'opera di semplificazione? Ritenete
che qualcuno fra questi enti alcuni non debbano ricevere il
contributo? Allora, abbiate il coraggio di presentare l'emendamento
soppressivo. O noi nel Cerisdi ci stiamo o non ci stiamo. Se non
ci dobbiamo stare, se non dobbiamo dare il contributo, allora
dobbiamo contestualmente metterlo in liquidazione, sopprimerlo e
pagare i debiti
FALCONE. Ma non è automatico, Presidente?
CROCETTA, presidente della Regione. No, non è automatico il non
finanziamento. Chiedo scusa, perché questi sono istituti con legge.
Onorevole Falcone, mi sembra normale.
FALCONE. Io mi rimetto alla sua volontà.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Falcone, sono
istituiti con legge. Non è il contributo che è dato per legge. Ci
sono enti, associazioni che hanno avuto riconosciuto per legge il
contributo, ma questi sono stati enti creati dalla Regione
siciliana, istituiti dalla Regione siciliana ed è una cosa
completamente diversa, di cui la Regione siciliana è socio. Bene,
li dobbiamo fare fallire? No. Allora si abbia il coraggio di dire:
il COPPEM non serve, lo mettiamo in liquidazione.
Poi ci sono enti che io veramente avrei inserito, erano nella
proposta del Governo: la Fondazione Falcone, la Fondazione Pio La
Torre, l'Istituto Gramsci, l'Istituto Sturzo, siccome poi questo in
Commissione aveva allargato all'infinito le associazioni da
finanziare, il Governo ha fatto un sacrificio non proponendo cose
che invece andavano proposte; della fondazione, per intenderci, del
COPPEM fa parte il Presidente dell'ARS e il Presidente della
Regione.
Se noi lo dobbiamo finanziare dovete aggregarlo, non potete dire
non finanziamo, perché poi io sono pronto a togliere il
finanziamento per essere chiaro, non sono affari miei perché io non
ragiono con dietrologie ma ragione sulla validità di iniziativa. La
fondazione Sturzo è chiaro che fa riferimento al mondo cattolico e
a certi partiti anche del mondo cattolico che sono vicini a quella
cosa, così come la fondazione Pio La Torre da chi può essere nata?
Ma servono o non servono?
Oppure dobbiamo criminalizzare la politica in quanto tale?
Dobbiamo criminalizzare la mala politica laddove svolge un ruolo
clientelare ma cose che servono, l'istituto Gramsci, ha detto bene
il Presidente Musumeci, svolge da 40 anni un'attività e noi, in
nome di una ipocrisia di un legislatore che non ha il coraggio,
abbiamo dovuto ritirare in Commissione una serie di finanziamenti
che noi ritenevamo indispensabili per la vita sociale.
Io sinceramente quello che chiedo è questo: di non buttare l'acqua
sporca col bambino, di capire che dietro ogni ente c'è la storia di
decine, centinaia di famiglie che vivono, lavorano, c'è la storia
culturale di questa regione, c'è la storia sociale di questa
regione. Quindi non confondiamo le cose.
Dei cento enti della tabella H ne sono rimasti otto. Ne abbiamo
aboliti .82 e vi voglio ricordare che quando io non ho votato
quella tabella H qui i critici di questa tabella H sono quelli che
invece la votavano, egregiamente negli anni.
Quindi, ora io non voglio fare nessuna accusa a nessuno perché non
è questo il tema. Il legislatore può cambiare idea, accorgersi
degli errori, avere messo nella tabella H scuole, organismi
strumentali della Regione in compartecipazione, enti universitari
eccetera, è stato un errore del passato perché attraverso questi
enti passavano i contributi ad altre associazioni inutili.
Abbiamo avuto il coraggio di fare delle scelte e noi siamo
orgogliosi. Non ci vergogniamo come qualcuno ha detto perché
abbiamo fatto una moralizzazione della vita politica siciliana e
anche fatto la moralizzazione della spesa e ci assumiamo il
coraggio di dire: queste cose sono importanti. Non le volete
votare. Siccome si vota ad uno ad uno, decidete quello che volete
fare. Dopo dovrete fare la legge di soppressione, perché avere
questo coraggio...
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Bene, il dibattito doveva
semplificare rispetto ad una impostazione che ci siamo dati
all'inizio. Non lo so se è questo quello che è successo.
Eravamo partiti da un presupposto che c'era quasi - ritengo - una
condivisione per cui, senza intervenire, basta un cenno per
comprendere se possiamo così andare avanti, nel senso di approvare
l'articolo 27 comma 1 e quindi...
FALCONE. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. Quindi, non è più così. Basta ho compreso che non è
più così. Iniziamo a votare.
FALCONE. C'è un problema: noi avevamo dato il nostro assenso a
certe condizioni...
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, dobbiamo essere onesti fino in
fondo e a lei l'onestà non manca. Ho il dovere di dirle questo: qua
non c'entra niente il Governo, è un discorso d'Aula. Il Governo ha
fatto il suo intervento come è giusto fare. E' un discorso d'Aula
che riguarda tutti i gruppi. C'eravamo detti, sulla base, erano
presenti l'onorevole Leanza ma anche l'onorevole Cordaro, prego
l'onorevole Leanza di non allontanarsi. All'inizio si era detto di
approvare - e questa era la proposta che era uscita fuori - il
comma 1 e quindi l'allegato 1 invitando tutti al ritiro degli
emendamenti. Lei stesso aveva parlato eventualmente di un 27 bis.
Quindi si iniziava a votare singolarmente. Perché questo tipo di
ragionamento? Perché l'allegato 1 obiettivamente finanzia gran
parte degli stipendi, di questo si tratta. Iniziando la votazione
non si sa obiettivamente cosa possa succedere anche eventualmente
con scrutinio segreto.
Se c'è questa impostazione, nel senso che tutti i capigruppo si
erano espressi almeno con riferimento al comma 1 di ritirare gli
emendamenti all'allegato 1, possiamo andare avanti in tal senso.
Vorrei comprenderlo.
LEANZA. Noi ritiriamo tutto.
PRESIDENTE. Poi il discorso sul 27 bis come lo ha chiamato lei...
FALCONE. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti di Forza
Italia.
PRESIDENTE: L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 27, comma 1.
C'è chiaramente l'emendamento del Governo, di intesa con la
Commissione, in ordine alla riduzione della spesa.
Proceduralmente, onorevole Falcone mi segua, perché dobbiamo
essere corretti, con riferimento alla Presidenza: in effetti il
primo emendamento riguarda la soppressione dell'intero articolo 27,
io così non lo posso trattare perché abbiamo deciso di trattare il
comma 1. E' ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento del governo e della commissione
riduzione della spesa' 27.138.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Io chiamerò uno per uno gli emendamenti allegati.
Si passa all'emendamento 27.115 degli onorevoli Ruggirello e
Sammartino.
RUGGIRELLO Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.117 degli onorevoli Lentini e
Ruggirello.
E' ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Stiamo trattando il comma 1, abbiamo già approvato l'emendamento
dei tagli, sono stati ritirati gli emendamenti soppressivi
all'articolo 27 complessivamente e al comma 1 soppressivo.
Sono stati ritirati gli emendamenti al comma 1 limitatamente al
comma 1, quelli a firma Ruggirello, Forza Italia ha dichiarato di
ritirare tutti gli emendamenti al comma 1.
Poi gli emendamenti all'allegato - fascicolo giallo - da ritenersi
tutti ritirati.
Il Governo, probabilmente sulla base della discussione, gli
emendamenti sono tutti ritirati. Se c'è qualcuno che intende
confermare lo dica, è inutile che li chiami uno per uno.
All'allegato 1, probabilmente frutto della discussione, almeno
ricordo l'intervento dell'onorevole Fontana e Fazio se non erro,
con riferimento ai consorzi universitari, c'è un emendamento del
Governo ALL.1.62 che invito gli assistenti a distribuire. E' stato
a seguito dell'intervento dell'onorevole Fontana che era nato un
disguido, poi è intervenuto l'onorevole Di Mauro.
Abbiamo l'emendamento del Governo, l'unico emendamento del Governo
che riguarda un aumento per la Fondazione Teatro Massimo di Palermo
e la previsione dei contributi ai consorzi universitari costituiti
in ambito provinciale della provincia regionale siciliana di
riferimento e da altri enti pubblici e privati.
FORMICA. Vorrei chiarimenti sulla copertura.
PRESIDENTE. La copertura dell'emendamento è assicurata dalle
risorse rinvenienti nell'ambito della manovra.
FALCONE. Li prendiamo dall'articolo relativo all'Interporto?
PRESIDENTE. E' stata una eccezione pertinente, onorevoli Formica e
Falcone. Corretto. Dobbiamo dare la copertura a questo emendamento.
Assessore Agnello, chiariscono gli uffici che la copertura deve
essere data nell'articolo 32, è chiaro che è nell'ambito della
manovra complessiva, di questo si tratta. Quando si tratterà
dell'articolo 32 dovrà essere data copertura, lo dichiara
l'assessore Agnello, non sono io a dichiararlo.
FORMICA. E se nell'ambito dell'articolo 32 non c'è copertura che
succede?
PRESIDENTE. Se non c'è la copertura della legge che viene data
alla fine non si può dare l'approvazione finale, onorevole Formica.
La copertura verrà data nell'ambito della manovra e quindi con
l'articolo 32 di riferimento.
Pongo in votazione l'emendamento ALL.1.62. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'allegato 1, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il comma 1 dell'articolo 27, come emendato. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il comma 1 dell'articolo 27 viene numerato come articolo 27 da
solo, gli emendamenti successivi da questo momento vengono numerati
come 27 bis.
Sospendo la seduta per due minuti per comprendere come continuare.
(La seduta, sospesa alle ore 20.51, è ripresa alle ore 23.26)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si riprende dall'articolo 27. Io continuerò a chiamare
l'articolo 27 bis nuovo, però, lascerò fermi i numeri dei commi per
ovvie ragioni di comprensione.
Si passa al comma 2 dell'articolo 27. Presidente Dina se può dire
velocemente all'Aula di cosa si tratta.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda l'Ente Fiera retto dalla Resais.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.13, a
firma degli onorevoli D'Asero, Alongi, Cascio F., Fontana, Germanà,
Lo Sciuto e Vinciullo. Questo emendamento prevede la soppressione
del comma 2.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il comma 2. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 3. Presidente Dina, chiariamo di cosa si tratta.
DINA presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda l'Associazione allevatori ARAS.
PRESIDENTE. Perfetto. Comunico che è stato presentato
l'emendamento 27.14, a firma degli onorevoli D'Asero, Alongi,
Cascio F., Fontana, Germanà, Lo Sciuto e Vinciullo, che prevede la
soppressione del comma 3.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.16, a firma degli
onorevoli Assenza, Falcone, Figuccia, Milazzo G., Papale e Savona.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. No. Non ho capito. Questo degli onorevoli Assenza,
Falcone ed altri. Lo dobbiamo mantenere, allora lo dobbiamo votare.
C'è un aumento del capitolo.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDETNE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
(non è approvato)
Si passa all'emendamento 27.6 dell'onorevole Alloro ed altri.
ALLORO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.17 a firma dell'onorevole Assenza ed
altri.
Onorevole Dina il 27.17 di cosa si tratta?
DINA, presidente della Commissione. Un aumento sull'ARAS. Preleva
dal 215704. Parere non favorevole.
CIMINO. Dobbiamo dire da dove li prendono questi soldi.
AGNELLO, assessore per l'economia. La copertura su questo
emendamento è sui fondi globali e non c'è sufficienza copertura.
PRESIDENTE. Viene dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 27.19.
Assessore Agnello la stessa questione.
AGNELLO, assessore per l'economia. E' identico al precedente,
anche qui è sui fondi globali.
PRESIDENTE. Viene dichiarato inammissibile.
Pongo in votazione il comma 3.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 4 - Consorzi agrari.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.15 a
firma dell'onorevole Alongi ed altri.
ALONGI. Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE C'è una richiesta di voto segreto, vediamo se è
appoggiata.
(La richiesta risulta non appoggiata a termini di
Regolamento)
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.78
a firma dell'onorevole Falcone ed altri.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. L o pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevole Falcone si può avvicinare alla Presidenza?
Chiariamo quello che stiamo votando, perché c'eravamo dati una
linea. Considerato che mi è arrivato un emendamento del Governo, il
27.140, che prevede una riduzione, così come gli emendamenti
dell'onorevole Falcone, e visto che abbiamo dato parere negativo a
quello dell'onorevole Falcone. Qua è un ragionamento di procedure.
Siccome sono di identico contenuto a quelle dell'onorevole Falcone,
non capisco perché dobbiamo bocciare quelli dell'onorevole Falcone
ed approvare questi del Governo.
DINA, presidente della Commissione. Per ogni singolo comma
troverai delle riduzioni del Governo che vanno votate e siamo tutti
d'accordo per votarle. Meno 93 questo del Governo ed è un taglio
che è concordato.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dobbiamo anche
capirci. Parliamo dei consorzi agrari. Un ente in liquidazione che
non ha nemmeno dipendenti, ma ha molte consulenze esterne, se poi
voi ritenete che lo dobbiamo mantenere, mettiamoci altri 7 mila
euro e arriviamo a 400 mila euro.
Io avevo proposto un emendamento che riduceva al 50 per cento per
consentire che alcune cose che questi enti fanno li continuino a
fare, senza fare porcherie però. Se poi voi li volete bocciare, il
Governo li vuole bocciare, non so cosa sia cambiato rispetto agli
anni passati.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.140 del Governo.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro decaduto l'emendamento 27.71 dell'onorevole Falcone ed
altri.
Pongo in votazione il comma 4, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 5.
DINA, presidente della Commissione. Riguarda la tabella H.
L'intero. Che va a bando.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.18 a firma dell'onorevole
Alongi ed altri.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.142 del Governo che lo riduce.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 27.130 dell'onorevole Di Giacinto.
DI GIACINTO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Dichiaro precluso l'emendamento 27.72.
FALCONE. Non è vero.
PRESIDENTE. Abbiamo approvato quello del Governo quindi il suo è
precluso.
FALCONE. Dobbiamo adottare il sistema del canguro come al Senato?
PRESIDENTE. Dobbiamo fare il canguro del Senato? Abbiamo altri
animali qua. L'emendamento 27.72 è assorbito.
Pongo in votazione il comma 5, così com'è emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 6 - spese e del servizio di manutenzione della
rete di monitoraggio meteo idropluviometrico.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.20 a
firma degli onorevoli Alongi ed altri.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.145 del Governo di riduzione.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. E' un obbligo della protezione
civile e rientra nell'intesa fra la Regione e la protezione civile
nazionale, per cui se non viene attivato noi praticamente siamo
omissivi in materia di protezione civile.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.145 del Governo e della
Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi,
(E' approvato)
Pongo in votazione il comma sei, così com'è emendato. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 7 - contributo per l'Unione Italiana ciechi.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.21 a
firma degli onorevoli Alongi ed altri.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. In questo emendamento non abbiamo riduzione, anzi
abbiamo una richiesta di aumento.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE: Ne ha facoltà, brevemente, onorevole Falcone.
FALCONE. Signor Presidente, vorrei dire che stiamo parlando
dell'Unione ciechi, ci sono vari emendamenti da più parti politiche
che aumentano questo capitolo.
Vorrei ricordare che questo capitolo, ben due anni fa, era di
2.500 mila euro, siamo arrivati a 1 milione 543, a me è piaciuto
quello, non lo condivido mai, ma quello che ha detto l'onorevole
Lentini, stasera, mi è piaciuto.
Cosa ha detto: ai ciechi è possibile che togliamo i soldi. Allora
tutto il Parlamento, stasera, si scarichi finalmente una
responsabilità seria, riproponiamo lo stanziamento di due anni fa,
quello che avevamo detto.
Siccome ci sono tutti emendamenti del Governo, dall'opposizione,
di tutti, io direi che potremmo anche approvare in maniera
istituzionale l'emendamento della Commissione che porta lo
stanziamento a 2 mila e 200 migliaia di euro, che è quello
dell'onorevole Dina, su questo Forza Italia è d'accordo e su questo
chiediamo che si proceda.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.1
dell'onorevole Dina.
DINA, presidente della Commissione. Bisogna vedere se il Governo
da copertura per questo emendamento.
CROCETTA, Presidente della Regione. Noi abbiamo fatto
l'istruttoria e i bandi, l'anno scorso, delle spese e i capitoli
che noi proponiamo riteniamo che siano congrui, poi se questo non
dovesse essere in fase di assestamento di bilancio, in fase di
presentazione del progetto verificheremo, però insomma non è che il
fatto che prima gli davamo 2 milioni e mezzo di euro, senza avere
verificato la spesa sia un vanto, perché noi vogliamo difendere il
disagio sociale, ma riteniamo che l'Unione ciechi, come tutti gli
altri associazione di cittadini, sia soggetto alle regole di
congruità ai quali sono sottoposti tutti i cittadini italiani.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare
all'onorevole Falcone, che fa parte della minoranza, e facendo
parte della minoranza, questo contributo, fino ad oggi, è arrivato
qua ad 1 milione 700 mila euro, grazie ad una proposta della
maggioranza.
Viene, assolutamente, facile, facendo ottima demagogia,
convincerci tutti quanti di andare a votare un emendamento per il
quale, per quanto ci riguarda o per quanto riguarda ogni deputato
qua dentro, non può che essere d'accordo.
Dobbiamo, però, ricordarci che la coperta è corta e che non c'è
più Allora, decidiamoci una volta tanto. Decidiamoci una volta
tanto
FALCONE. Ci sono consulenze nei consorzi e te lo dimostrerò
LEANZA. Consulenze non ce ne sono Non ci sono. E, poi, lo
dimostrerai. A me non dimostri nulla. Non si prendono così i voti,
amico mio. Non si prendono così.
FALCONE. A me non hanno votato, a differenza tua.
LEANZA. E hanno fatto bene. Se non ti hanno votato, hanno fatto
bene, ma perché c'è la lealtà di fondo, perché si dice sempre la
verità, perché si dice sempre la verità
Siccome, qui, bisogna decidere, con senso di responsabilità, il
lavoro della Commissione votata dal tuo partito, all'unanimità.
Quale partito? Sconfessa il tuo partito in Commissione, ha votato
questo tipo di ragionamento. Ora, è facilissimo dirlo, è stato il
tuo partito che in Commissione ha votato in questo modo.
FALCONE. Lo avete imposto
LEANZA. Non è così. Per quanto ci riguarda, sono assolutamente
convinto che, quello che dice il Governo, è il massimo che si
poteva fare. Se c'è qualcosa da fare in più, con grande piacere.
Per quanto mi riguarda, sono convinto che è un'istituzione
prestigiosa, importante, seria e su questo non ci sono dubbi e,
allora, il massimo possibile.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento della Commissione.
DINA, Presidente della Commissione. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 27.1 è ritirato.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo scusa,
Presidente, se ho alzato i toni nei confronti del collega Leanza.
Voglio dire, però, una cosa in maniera molto seria, poi non è
demagogia, cerchiamo di confrontarci, insieme, su un tema.
Quest'anno che è trascorso, abbiamo fatto un bando, Presidente
Crocetta, lo voglio dire a lei in maniera molto semplice, questo
bando, lei sa, che è stato un fallimento perché se chiede a tutti
gli enti, che hanno partecipato - scusami Vinciullo, ascolti
Presidente, io sto facendo un ragionamento perché l'Aula deve
aiutare a crescere, Picciolo per favore, un attimo - volevo dire,
Presidente, che quel bando è stato un fallimento perché, ad oggi,
ad esempio, una per tutti, l'Unione italiana ciechi, ma posso dire
tutti gli altri destinatari di provvidenze, secondo la legge 16
deve ancora percepire, almeno, il 50 per cento e molti di questi
enti non hanno percepito un euro Ma quando ho detto aderiamo alla
proposta Dina non lo dicevo perché voglio mettermi una stelletta
io.
Ascoltami, Leanza. Se, poi, voi dite non ci sono tutti questi
soldi , ma uno sforzo in più ve lo avevamo chiesto, anche, in
Commissione, non si può rispondere che è stato il tuo partito in
Commissione , perché in Commissione avete detto o bere o affogare
e non è giusto, onorevole Leanza, non è giusto Poi, voi, potete
fare tutto quello che ritenete opportuno, avete i numeri, siete
maggioranza.
Io dico, soltanto una cosa, che oggi siamo qua a discutere anche
di alcuni enti per i quali l'anno scorso li abbiamo costretti in un
bando, perché l'anno scorso gli dicevamo che era un errore.
Quest'anno noi gli stiamo dicendo, in maniera sommessa, senza
arroganza, senza chissà quale strumentalizzazione, gli stiamo
dicendo: C'è stato un errore . Aiutiamoli
Su altre questioni noi facciamo un passo indietro come lo abbiamo
fatto. Siamo stati noi a dire stralciamo il comma 1 perché poteva
succedere tutto e il contrario di tutto. Siamo stati noi a dire
ritiriamo tutti gli emendamenti soppressivi del primo, del secondo,
del terzo comma, ma quando arriviamo al comma delle consulenze -
onorevole Leanza - non riguarderanno te, d'accordo, però lo voglio
dire, è possibile che non troviamo un momento di sintesi come
opposizione perché magari pensiamo che l'opposizione ne può trarre
qualche beneficio.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. L'Unione ciechi non è più
nella ex tabella H, è nel bando perché l'ha voluto il Governo.
Cominciamo a stabilire i criteri.
La proposta originaria era più bassa e in Commissione Bilancio
abbiamo lavorato per aumentarla. Dopodiché domande semplici.
Lei, onorevole Falcone, è in grado di dire qual è la congruità di
questa spesa? Perché siccome è un Consorzio universitario che ha
qualche migliaio di alunni non li prende questi soldi?
Vorremmo capire, allora, quanti sono gli alunni, quanti sono gli
insegnanti. Poi se l'Unione ciechi, per esempio, vuole assumere 300
amministrativi, lo faccia, ma a proprie spese.
Dall'analisi di congruità che noi abbiamo fatto, queste somme sono
più che sufficienti anche perché abbiamo potuto verificare con i
bandi.
Il fatto che si appartenga al disagio sociale o al disagio
sensoriale non esime queste categorie dall'obbligo corretto del
rispetto della legge, della congruità della spesa senza fare
nessuna demagogia perché a questo punto noi potremmo proporre tre
milioni, poi c'è l'onorevole Leanza che ne propone quattro milioni,
poi arriva l'onorevole Lombardo cinque milioni.
Analizziamo la congruità della spesa e, fra l'altro, mi dicono gli
uffici che la copertura indicata in questo emendamento è irregolare
per cui l'emendamento tecnicamente sarebbe inammissibile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento 27.1, a firma
dell'onorevole Dina, è stato ritirato. L'emendamento 27.73, a
firma dell'onorevole Falcone, è inammissibile per mancanza di
copertura. L'emendamento 27.76, a firma dell'onorevole Falcone è
inammissibile perché trova copertura al comma 5 che abbiamo già
approvato.
FALCONE. Si prende dal comma 5.
PRESIDENTE. Il comma 5 lo abbiamo già votato.
L'emendamento 27.74 è inammissibile.
Pongo in votazione il comma 7, senza emendamenti. Chi è
favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 8 - istituzione Helen Keller.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.22, a
firma dell'onorevole Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.132, a firma
dell'onorevole Dina.
DINA, Presidente della Commissione. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Non ci sono quindi emendamenti. Pongo in votazione il comma 8.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 9 - Stamperia Braille.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.23 dell'onorevole
D'Asero ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.133 a firma
dell'onorevole Dina.
DINA, Presidente della Commissione. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto
Dichiaro inammissibile gli emendamenti 27.77 e 27.75
dell'onorevole Falcone.
Pongo in votazione il comma 9. Chi è favorevole rimanga seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 10 - Contributo da destinare ai consorzi dei
comuni che si occupano esclusivamente della gestione e della
valorizzazione dei beni confiscati.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.24 a firma
dell'onorevole Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.146 a firma del
Governo.
Pongo in votazione il comma 10. Chi è favorevole rimanga seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 11 - contributo per il funzionamento delle
università, degli istituti universitari, degli osservatori
astronomici, astrofisica, geofisici e vulcanologi.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.25 a
firma dell'onorevole Alongi e altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.114.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.148 del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione il comma 11, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 12 - assegnazione alle università per spese
attinenti attività sportive e universitarie e relativi impianti,
nonché per il funzionamento dei comitati che sovrintendono ad
attività sportive.
DINA, presidente della Commissione. Si tratta del Cus a cui
destiniamo 143 mila.
PRESIDENTE. Non ci sono emendamenti di riduzione. Comunico che è
stato presentato l'emendamento 27.26 a firma dell'onorevole
Alongi.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il comma 11, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa al comma 13 -
DINA. Presidente della Commissione. Illustro il comma 13.
Riguarda i comandati della sanità e disponiamo in favore dei
comandati della sanità 1.020, già ridottissimo.
PRESIDENTE. Gli onorevoli Alongi e Sammartino ritirano gli
emendamenti 27.27 e 27.131.
Pongo in votazione il comma 13.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa al comma 14.
DINA. Presidente della Commissione. Illustro il comma 14.
Riguarda spese per il funzionamento e di tutela del nucleo di
patrimonio artistico dell'Arma dei Carabinieri, (72 mila euro).
PRESIDENTE. L'onorevole Alongi ritira gli emendamenti 27.28 e
27.29.
Pongo in votazione il comma 14.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa al comma 15.
DINA. Presidente della Commissione. Illustro il comma 15.
Riguarda fondo di riserva per le spese impreviste (400 mila euro).
PRESIDENTE. L'onorevoli Falcone ritira l'emendamento 27.70.?
FALCONE. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Spieghiamo all'Aula di cosa si tratta perché viene
mantenuto.
CROCETTA, Presidente della Regione. L'emendamento 27.70 riguarda
fondi immobilizzati per spese eccezionali non previste. Per esempio
crolla un palazzo a Palermo - Catania fa una buona manutenzione
degli immobili e del centro storico, ha impedito che cadesse -
automaticamente se occorre per questi imprevisti un capitolo di
spesa adeguato, serve per questo. Di norma non viene utilizzato,
anche perché se viene utilizzato in modo anomalo si va in galera;
normalmente lo hanno a disposizione tutti i comuni e i sindaci a
disposizione e credo che un comune medio in genere dispone di 400
mila euro.
FORMICA. A Gela ne avevi di più.
CROCETTA, Presidente della Regione, Sicuramente e a fine anno si
conteggiavano, salvo il verificarsi di una frana per cui
adoperarli, ma questo è normale che ci debba essere.
PRESIDENTE. Lo mantiene onorevole Falcone?
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il comma 15. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. SI passa al comma 16. Presidente Dina?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. C'è
qui un taglio che riguarda i fondi che sono erogati a favore di
Sicilia riscossione per entrare in possesso, ratealmente, delle
quote che vengono detenute all'interno di Sicilia riscossione da
parte dell'Agenzia delle entrate. Sicilia riscossione acquista le
quote azionarie dell'Agenzia delle entrate detenute all'interno di
Sicilia riscossione.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, mantiene l'emendamento o lo ritira?
FALCONE. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
AGNELLO. Assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole alla
soppressione si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento di riduzione 27.150. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento così come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
C'è un emendamento tecnico, il 27.150, al comma 16: inserire dopo
azioni l'avverbio già , del Governo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il comma 16 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 17. Cosa riguarda, onorevole Dina?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Forse, sono i teatri privati.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, questo comma riguarda il finanziamento
del bando che si rivolge alle associazioni teatrali di tutta la
Sicilia.
Allora, signor Presidente, lo stanziamento che c'è in questo
momento in questo capitolo è ridicolo E' una elemosina che si sta
facendo al mondo della cultura siciliana, sia per quanto riguarda i
teatri, sia per quanto riguarda la musica.
L'assessore, non so per quali motivi, ma non è stata presente in
Commissione, non è stata in grado di difendere quelle poche risorse
che c'erano. Perché noi ci abbiamo provato e non ci siamo riusciti
e, questo, sia in Commissione V che II, signor Presidente.
Queste risorse non sono sufficienti a coprire il fabbisogno di
tutta la Sicilia, perché vi ricordo che queste sono le leggi di
settore che è quello di cui abbiamo parlato prima, quello di cui ha
parlato prima, per esempio, l'onorevole Maggio, sono quello che ci
toglie dall'imbarazzo della tabella H, del decidere a chi dare i
soldi e a chi non dare i soldi.
Ripeto: questi operatori culturali che fanno impresa sana, che
danno posti di lavoro in Sicilia con la cultura stanno agonizzando,
signor Presidente. Stanno agonizzando E noi in questo modo stiamo
dando una elemosina a quella che dovrebbe essere il settore
trainante della Sicilia.
Quindi, noi pure avevamo trovato la copertura nel comma 5, signor
Presidente, ma a mia memoria, anche se siamo qui da poco, ma nelle
altre finanziarie avevamo trovato la copertura finanziaria in commi
approvati precedentemente. Del resto, l'Assemblea è sovrana e, così
come ha votato il comma 5, può votare anche un emendamento che
trova una copertura nel comma 5.
Quindi, io le chiedo, signor Presidente, di mettere in votazione
questo articolo e, del resto, quando abbiamo fatto, le faccio una
domanda, il taglio generalizzato lo abbiamo fatto anche sul comma 5
o no? Quindi, abbiamo modificato il comma 5 dopo averlo votato e,
quindi, possiamo votare anche questo. E' una domanda. Però, non è
un capriccio.
Qui, veramente, rischiamo Presidente, scusi, io ho 53 minuti
quindi mi lasci parlare L'unica cosa che dico: certi operatori
stanno morendo, io non voglio essere complice della morte delle
poche aziende sane che ci sono in Sicilia.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Il Governo aveva tentato già
in Commissione di incrementare questo capitolo, dopodichè c'erano
problemi di quadratura.
Siccome io ritengo che era già valutazione del Governo che non si
fa scavalcare su questo da nessuno, vogliono morire; veramente, qua
con queste discussioni gli unici che moriamo siamo noi, perché
voglio dire, sinceramente abusare non è questione. Ci sono delle
questioni che appartengono alla cultura generale del popolo
siciliano e quindi anche di questo Parlamento.
Ritengo che il Governo in considerazione di qualche emendamento
bocciato possa trovare la copertura finanziaria nell'ambito della
manovra di circa 250 mila euro di incremento che, credo, potrebbero
essere sufficienti. Al comma 5 c'è copertura, onorevole, perché già
è stato votato il comma 5, quindi è il Governo che presenta un
emendamento per tutti 250 mila euro.
PRESIDENTE. Scusate, per evitare confusioni. Se si preleva dal
comma 5 sarebbe inammissibile, ma il Movimento 5 Stelle ne ha
presentati due di emendamenti: uno che preleva dal comma 5 e
quell'altro che preleva dal Cerisdi per essere chiari. Per cui,
quello che preleva dal Cerisdi in atto ha copertura.
Proceduralmente, siccome è presentato pure un emendamento di
riduzione, se dovessimo votare l'emendamento di riduzione che è
quello più lontano, non sarebbero più ammissibili gli emendamenti
in aumento. Quindi, occorre intendersi sulla procedura da adottare
ed a tal fine sospendo due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 00.07,è ripresa alle ore 00. 14)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire che
ritiro il mio emendamento, apprezzando lo sforzo del Governo non
soltanto di ritirare l'emendamento che proponeva un ulteriore
taglio su questo capitolo, ma anzi con l'impegno dell'emendamento
che aspettiamo per impinguarlo di 250 mila euro, come ha detto il
presidente Crocetta.
FERRANDELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, annunciamo il ritiro, consapevoli
che non sarebbe mai passato; anzi, apprezziamo la volontà del
Presidente di incrementare il fondo di 250 mila euro.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa, ma è
notorio che stimo l'onorevole Falcone, ma lo stesso è stato
accusato di una presunta demagogia in favore dell'Unione italiana
ciechi perché avrebbe voluto utilizzare altre risorse per le
categorie svantaggiate.
Concettualmente io apprezzo lo sforzo dell'onorevole Ciancio che
cerca di valorizzare un segmento della cultura siciliana che per
ora stenta; però, il Governo deve dire qual è la copertura
finanziaria perché la copertura finanziaria la troviamo dalle
risorse che si sono liberate in Aula. Io tra il sostegno alla
cultura e le categorie svantaggiate preferisco le seconde. A questo
punto dobbiamo essere chiari: o le risorse che sono state liberate
vengono utilizzate, vengono accantonate dal Governo e deciderà il
Governo come utilizzarle oppure stasera qua diventa un far west
Ognuno è libero di fare propri gli emendamenti degli altri per
sostenerli.
Quindi, il Governo dica qual è la copertura. Se la copertura è
compensativa con altri interventi della tabella che vengono
decurtati nulla quaestio; se la copertura come vedo in altri
emendamenti del Governo viene trovata dalle risorse che sono
liberate io sono pronto ad intervenire punto su punto per fare
chiarezza. Con 60 minuti di tempo possiamo fare una nobile nottata
di discussioni
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, io ritengo che l'emendamento proposto
dall'onorevole Ciancio è molto meritevole di attenzione, anche
perché rispetto alle dichiarazioni che il Presidente Crocetta ha
fatto riguardo alla cultura e alle radici di enti e di bande e di
cultura paesana anche di piccoli centri che erano meritevoli di
essere incentivati, andrebbero in contrasto assoluto con il diniego
alla richiesta fatta dall'onorevole Ciancio che peraltro si
riferisce ad una legge di sistema.
Quindi, secondo me è stata una grande disattenzione del Governo e
della Commissione a non accorgersi di questa mancanza, assoluta
mancanza di prospettiva ed è doveroso da parte del Governo
accogliere questo emendamento e ritengo che l'emendamento di 40
mila euro per le bande musicali sia assolutamente ridicolo ed
insufficiente. 40 mila euro per tutta la Sicilia e che per lo
stesso principio si dovrebbe portare almeno a 150 mila euro.
Ritengo che se il Governo ha una coerenza con ciò che dice un
minuto prima dovrebbe operare in questo senso per non apparire e
parlare a vanvera.
PRESIDENTE. Siamo al comma 17. E' ritirato l'emendamento 27.152
riduttivo della spesa ed è stato presentato dal Governo un
emendamento che prevede un aumento della spesa, il 27 GOV:
All'articolo 27, comma 17 la cifra 855 è sostituita con 1.105 .
Lo ha presentato il Governo in aumento. Se il Governo lo ha
presentato, la copertura la darà il Governo nel momento in cui noi
approviamo l'articolo 32.
CIANCIO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor presidente, onorevoli colleghi, vorrei presentare
un subemendamento all'emendamento del Governo per recuperare quella
somma che avevo preso dal Cerisdi.
Se mi da il tempo materiale di preparare l'emendamento. Poi l'Aula
sarà libera di votarla come vuole.
PRESIDENTE. L'onorevole Ciancio mi comunica che si può andare
avanti con l'emendamento del Governo.
Allora, si può andare avanti con l'emendamento governativo. La
copertura finanziaria la darà il Governo perché è un emendamento
governativo in aumento.
Pongo in votazione l'emendamento 27 GOV.
FALCONE. Non lo accettiamo Il Governo la copertura la deve dare
ora
Il Presidente dell'Assemblea è garante delle procedure Equo
trattamento per tutti
PRESIDENTE. No su questo stia tranquillo Io sono equidistante
rispetto al Governo, rispetto a lei, rispetto al mio partito e
rispetto a tutti
Così come già successo, la copertura la dà il Governo
sull'articolo 32 al quale si rinvia. Eventualmente, lei poi boccia,
se non è convinto, l'articolo 32.
Pongo in votazione l'emendamento 27 GOV. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il comma 17 come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 18. Di cosa si tratta, onorevole Dina?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Al
fine di fronteggiare l'emergenza umanitarie connesse allo sbarco
dei migranti nei territori dei Comuni di Lampedusa, Pozzallo,
Augusta, Porto Palo, Capo Passero e Porto Empedocle.
PRESIDENTE. sono ritirati gli emendamenti soppressivi 27.34 e
27.35.
C'è un emendamento del Movimento 5 Stelle. Intendono illustrare?.
ZAFARANA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, condividendo nella sostanza
l'intervento, comunque i due emendamenti il 27.110 e il 27.109 sono
finalizzati ad estendere la possibilità ai Comuni nei quali si
verifica non soltanto lo sbarco, ma anche si verifica lo
spostamento chiaramente di questi nostri fratelli che vengono dalle
terre come sappiamo con difficoltà, pertanto non soltanto l'isola
di Lampedusa, Porto Empedocle, Pozzallo, hanno situazioni a cui
devono porre rimedio e che devono fronteggiare ma ci sono anche
altri comuni.
Pertanto, onde rispondere all'esigenza di velocità di risposta ai
comuni, noi abbiamo presentato due formulazioni che pertanto
vengono proposte all'Aula. Una nella quale indichiamo il fatto che
entro 30 giorni l'assessorato, dopo emanazione di regolamento che
contiene i criteri per l'erogazione del contributo e a questo tutti
i comuni possono fare richiesta circostanziata, oppure un secondo
emendamento al comma 18, nel quale dopo le parole interventi
infrastrutturali' inseriamo per i comuni non espressamente
indicati chiamati a fronteggiare le emergenze umanitarie sopra
descritte è istituito un fondo al fine di potere creare minore
intralcio possibile a questo tipo di intervento' che, ripeto,
condividiamo non solo per qualche comune, ma per tutti i comuni
della Sicilia per i quali sia valutata la possibilità di un
intervento. E qua si intende scuole, luoghi che hanno dato alloggio
e che daranno sicuramente, purtroppo, nel futuro, alloggio e
sostegno a chi arriva in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, l'emendamento da lei presentato ha
un contenuto lodevole. Però, penso che lo spirito con il quale è
stato esitato quell'emendamento era di provvedere all'emergenza
immediata. Da quello che mi risulta si parlava di Lampedusa. Ci
sono delle emergenze effettivamente immediate. Le cifre non
bastano.
Io penso che sia opportuno, l'abbiamo detto più volte, affrontare
in una sessione apposita tutta la questione che riguarda gli
sbarchi, in qualunque tipo di città in Sicilia perché è molto più
ampio.
Io la inviterei a ritirare questo emendamento perché se
allarghiamo questo ragionamento le somme sono quelle là a
disposizione, sono solamente somme simboliche che arriverebbero a
Lampedusa, a Porto Empedocle. Vedo che c'è un altro emendamento di
altrettanta valenza da parte dell'onorevole Fazio sul quale si
potrà determinare l'Aula, però fare un ragionamento complessivo a
tutte le città in cui ci sono gli sbarchi, siccome tutte le città
della Sicilia sono state interessate o saranno interessate.
Più volte ci siamo ripromessi di aprire in quest'Aula un dibattito
sulla questione come accogliere i nostri immigrati, perché è un
problema più generale. Credo che non siano somme sufficienti perché
dovrebbe essere l'Unione Europea, lo Stato in generale. Se possiamo
spostare questo dibattito nella prima seduta utile che sarà proprio
alla ripresa della pausa estiva per fare effettivamente una legge
che possa venire incontro a queste esigenze.
Presidente Crocetta, io gradirei sapere cosa ne pensa l'onorevole
Zafarana. Non bastano le cifre.
ZAFARANA. Sentiamo il Presidente Crocetta.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Per essere chiari, la
questione dell'immigrazione non è una materia che deve affrontare
la Regione siciliana in termini economici, perché questo spetta
allo Stato e spetta all'Europa.
Gli strumenti di protezione civile ci sono e sono indicati. Noi
abbiamo fatto riferimento a una emergenza che dura da vent'anni a
Lampedusa, per cui bisognerebbe moltiplicare per 20 quel
contributo, non avendo mai avuto quest'isola nessun ristoro
rispetto a una politica che crea disagio, e ai comuni che oggi sono
più interessati agli sbarchi che in gran parte sono comuni
turistici che ricevono un danno in termini di prenotazioni e di
disdette acclarato e accertato.
La natura emergenziale dell'intervento mal si concilia con il
bando perché quando si fanno i bandi partecipa mezza Sicilia,
dopodichè occorrerà tempo per le pratiche. Poi assistiamo ai
ricorsi e quindi forse daremo questi soldi ai Comuni praticamente
saranno perfettamente inutili.
Noi vogliamo permettere a questi comuni di cercare di avviare
delle politiche anche di promozione turistica, noi non stiamo
specificando la destinazione né sono destinata per l'accoglienza,
sono destinati a questi comuni a forma di contributo che la Regione
dà per la situazione economica di perdita oggettiva che hanno,
stop. Quando faremo la legge sull'immigrazione ci possiamo mettere
tutto quello che vogliamo, però, siccome ci vorrà qualche mese per
farla, se va bene, per i ritmi che abbiamo, passerà un altro anno,
nel frattempo noi vorremmo intervenire sull'emergenza.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
informare l'Aula e il Presidente della Regione che ritiriamo
l'emendamento 27.110, ma lo informiamo contestualmente che, visto
che non si vogliono mettere i criteri per un problema di rapidità
nell'erogazione delle somme, allora il gruppo parlamentare del
Movimento Cinque Stelle si occuperà di fare il controllo sulla
trasparenza, quindi, comunichi ai sindaci delle città che
riceveranno le somme che saranno oggetto di un accurato accesso
agli atti su come spenderanno tutte le somme.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro dell'emendamento
27.110. Si passa all'emendamento 27.1 bis dell'onorevole Fazio.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, io la ringrazio per avermi dato la
parola, ancora una volta viene confermata la disparità di
trattamento che francamente il Governo sta operando nel momento in
cui ha proposto questo intervento perché ci sono comuni di serie A
e comuni di serie B.
Il Presidente ha specificato che trattasi di un intervento a
favore di comuni turistici, bene, Trapani forse non è un comune
turistico? Addirittura è dichiarato. Qual è il criterio? Gli
sbarchi? Sappia che ogni settimana al porto di Trapani sbarcano
centinaia di immigrati che sono stati imbarcati presso le navi,
questo per sua informazione, ma allora le faccio questa domanda:
perché devono essere considerati di serie A o di serie B? Perché ad
alcuni francamente viene dato questo vantaggio ed altri no?
Non posso non evidenziare, peraltro, che due comuni sono saliti
sulla carrozza in commissione Bilancio, in seconda commissione.
Allora, qual è il criterio che, il qualche modo, viene utilizzato,
peraltro non sono io responsabile, Presidente, è lei che è
responsabile nei confronti dei cittadini che, a mio avviso,
dovrebbero essere uguali non possono esserci cittadini di serie A e
cittadini di serie B, allora, motivo per cui dovrà giustificare
eventualmente ai cittadini trapanasi perché non sono in qualche
modo annoverati nell'ambito, appunto, dei benefici previsti.
CROCETTA, presidente della Regione E' un problema di abitanti.
FAZIO. Non è un problema di 70 mila abitanti o di 50 mila abitanti
o di 20 mila abitanti, c'è solamente un criterio oggettivo da
individuare per evitare disparità di trattamento dal punto di vista
prettamente concreto. Nessuno le dice sostanzialmente che lei non
deve intervenire, qualcuno vagamente le consiglia di utilizzare dei
criteri oggettivi, quelli che lei ha indicato non sono criteri
oggettivi perchè determina sotto l'aspetto prettamente materiale
una disparità che è sotto gli occhi di tutti ed è lei che ne deve
rispondere al di là, ovviamente, del fatto che non ho nulla in
contrario.
Se l'intervento fosse finalizzato all'Isola di Lampedusa sarei
stato il primo a sottoscriverlo ma nel momento in cui si estendo
gli interventi non riesco a capire per quale motivo alcuni che
hanno i requisiti da lei stesso indicati devono essere esclusi.
PRESIDENTE. Siccome l'onorevole Fazio mantiene l'emendamento 27.1
bis, lo pongo in votazione.
FORMICA. All'emendamento Fazio presento un subemendamento per
inserire Messina.
VINCIULLO: Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, dobbiamo andare avanti.
Onorevole Vinciullo, prego, assolutamente no. Ci sono altri
deputati che, come lei, hanno lo stesso diritto. Dobbiamo andare
avanti, ancora abbiamo altri 30 emendamenti da approvare. Allora,
l'onorevole Fazio lo mantiene. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Col parere contrario del Governo e della Commissione,
lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 27.119 a firma Ruggirello e Sammartino.
E' ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.101 a firma Gucciardi e Milazzo. E'
ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.109 a firma Zafarana ed altri. E'
ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il comma 18, senza emendamenti. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 19, cosa riguarda onorevole Dina?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Si
riferisce al potenziamento delle attività sportive isolane.
Dovrebbe essere quello del CONI, mi pare.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.36 soppressivo degli
onorevoli D'Asero, Alongi ed altri.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE: L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.60 degli onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preannuncio la
presentazione di un subemendamento di 500 mila euro in più per lo
sport siciliano che è, veramente, depauperato.
Vorrei ricordare che, l'anno scorso, ci fu un impegno che il
Presidente Crocetta e l'assessore Stancheris presero in quest'Aula.
L'anno scorso abbiamo dato appena 700 mila euro, mettendo in
ginocchio lo sport in Sicilia. Quest'anno c'è stato un incontro
degli stati generali. A Sergio D'Antoni avete garantito che ci
sarebbe stata un'attenzione particolare. Io dico, così come abbiamo
utilizzato l'articolo 32, il mio subemendamento è di 500 mila euro
che attingerà dall'articolo 32.
Lo sto presentando.
PRESIDENTE. Dovrebbe dare copertura, comunque, il Governo, di
questo si tratta. Per verità, eravamo presenti io e l'assessore
Stancheris. Assessore Stancheris, eravamo presenti e c'erano altri
deputati - il collega Cordaro - e, sostanzialmente, si era parlato
della cifra di un milione e mezzo di euro che viene mantenuta.
Però, siamo d'accordo, se ci sono le risorse, di aumentarla.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo sostenere
il principio - è anche un invito al Governo - che sul problema
dello sport, sostanzialmente, è stata, a mio avviso in senso
obiettivo, riscontrata una, forse, scarsa attenzione. Mi rendo
conto del problema delle risorse, mi rendo conto del problema della
coperta corta', però io ritengo che un segnale, in questa
direzione, vada dato. E, quindi, un'integrazione, Presidente,
dobbiamo cercare, con uno sforzo, di realizzarla.
CROCETTA, presidente della Regione. Se avevano 700 mila euro e
adesso sono un milione e mezzo
PRESIDENTE. Il Governo ritiene di dare copertura sull'articolo 32?
AGNELLO, assessore all'economia. No.
PRESIDENTE. Allora, è inammissibile. Pongo in votazione il comma
19 che non ha emendamenti. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 20. Di cosa si tratta?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda le società di serie A e di serie B ma non si capisce se è
calcio o sono altre attività sportive.
PRESIDENTE. Cosa riguarda?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Le
squadre di serie A e di serie B, però non è specificata la
tipologia dell'attività sportiva.
Vi leggo l'articolo. 20. All'articolo 21, comma 2, della legge
regionale 17 maggio 1984, n. 31, dopo le parole di serie A
aggiungere le parole e di serie B .
Verifichiamo con l'assessore.
STANCHERIS, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Confermo che sono attività sportive in cui si è inserita con
l'emendamento anche la serie B, quindi la serie A e la serie B di
tutti gli sport. Sono la serie A e la serie B di tutte le categorie
sportive.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Compreso il calcio? 180 mila euro.
STANCHERIS, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Escluso il calcio.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Stancheris, intervengo perché questo emendamento mi lascia qualche
perplessità. Ho visto che il Presidente parlava di squadre di
calcio
CROCETTA, presidente della Regione. Solo il calcio di serie A
viene escluso. Quindi gli altri sono inclusi.
GIANNI. Bene. Quindi parliamo anche del basket, signor Presidente?
CROCETTA, presidente della Regione. No.
GIANNI. Io ho un problema. Intervengo perché se lei in questo
articolo potesse intervenire con un finanziamento, la squadra di
basket femminile non può iscriversi. Stiamo perdendo una
tradizione.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo è
una estensione del comma successivo. Quindi, o noi aumentiamo la
dotazione organica delle risorse economiche oppure attualmente
estendere anche alla serie B perché noi stiamo inserendo alla legge
n. 31 del 1984 anche la serie B. Parliamo di tutte: società
sportive professionistiche, semi professionistiche e
dilettantistiche.
Quindi, attualmente significa dividere una mollichina per tutti.
Quindi, o mettiamo le risorse o lo togliamo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 27.120 degli
onorevoli Ciaccio ed altri, soppressivo del comma 20?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento soppressivo del
Movimento Cinque Stelle. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Vengono assorbiti gli altri emendamenti soppressivi del comma 20.
Pongo in votazione il comma 20. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 21. Di cosa si tratta, onorevole Dina?
DINA. presidente della Commissione e relatore di maggioranza. 21.
Per la concessione di contributi alle società sportive
professionistiche, semiprofessionistiche e dilettantistiche
partecipanti a campionati nazionali di serie A e di serie B, già
previsti dal comma 2 dell'articolo 21 della legge regionale 17
maggio 1984, n. 31, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2014
la spesa di 180 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo
473710) .
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.38 degli onorevoli D'Asero
ed altri.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il comma 21.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 22. Cosa riguarda?
DINA. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda il dipartimento energia: 60 mila euro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo 27.67 degli
onorevoli Falcone ed altri.
FIGUCCIA. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo 27.39 degli onorevoli D'Asero
ed altri.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il comma 22.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa al comma 23. Cosa riguarda.
DINA. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda il CERISDI. C'è una riduzione.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo 27.40 degli
onorevoli D'Asero ed altri.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo 27.122 degli onorevoli
Ciaccio ed altri.
CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 27.122.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
spiegare un po' tutti i nostri emendamenti soppressivi, così rimane
a verbale.
Noi avevamo fatto nostri o meglio nostro, l'emendamento della V
Commissione Lavoro, che, per quanto in quest'Aula ho sentito che
era più o meno di pertinenza, però, ci è sembrato opportuno partire
da quel ragionamento, quindi, vi è tutta una serie di emendamenti
soppressivi, quindi, non siamo entrati nel merito ma
nell'impostazione.
Quindi, tutta una serie di emendamenti soppressivi e spostavamo
queste stesse risorse all'interno del comma 5, cercando di dare
l'opportunità a tutti gli enti, in maniera indistinta, di
partecipare a un bando.
Infatti, non vorrei che qualcuno strumentalizzasse la questione
come se fossimo contro il Cerisdi. No, noi abbiamo seguito questo
orientamento, di sopprimere tutta una serie di articoli, recuperare
le somme, metterle al comma 5, per dare la possibilità a tutti di
partecipare a un bando.
Quindi, continuiamo con questa logica... La commissione bilancio,
la quinta commissione, la seconda nella quale abbiamo sostenuto
questo modus operandi e lo stiamo riportando anche in Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contraria a maggioranza.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
Commissione, pongo in votazione il comma 22.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento riduttivo 27.154,
del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Pongo in votazione il comma 23, come emendato.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa al comma 24. Onorevole Dina, cosa riguarda?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Intervento al fine di rafforzare gli organi preposti alla ricerca
delle persone scomparse nel territorio siciliano. Sono 10.000 euro.
PRESIDENTE. Onorevole Dina, può ripetere con chiarezza cosa
riguarda questo comma 24?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Parliamo di strutture della Questura per l'addestramento di cani da
ricerca delle persone scomparse.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo 27.42 degli
onorevoli D'Asero ed altri.
ALONGI. Ritiro l'emendamento 27.42.
RINALDI. Vi è un emendamento a mia firma: il 27.11.
PRESIDENTE. L'emendamento 27.11 recita: Il comma 24 è così
modificato: Alla fine del comma 24 aggiungere le seguenti parole:
Per le finalità dell'art. 88 della legge regionale 10 dicembre
2001, n. 21 e successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 150 migliaia di euro'
Non lo possiamo votare alla fine, però lo votiamo come comma a sé.
Si passa al comma 25. Cosa riguarda?
DINA. presidente Commissione e relatore di maggioranza. Fondazione
Banco alimentare, 300 mila euro. Banco per le opere di carità, 200
mila euro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo 27.43 a firma
D'Asero ed altri.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 27.112 a firma Leanza ed altri è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
LENTINI. Non si può arrivare a tanto
(La seduta, sospesa alle ore 00.53, è ripresa alle ore 00.57)
La seduta è ripresa.
LENTINI. L'emendamento relativo al Banco alimentare a mia firma
voglio che sia messo in votazione e voi - escluso me - lo bocciate
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, l'emendamento così come formulato
trova copertura nel comma 5 per cui formalmente è inammissibile.
LENTINI. E noi lo portiamo al 32 come abbiamo fatto con gli altri.
Ci mettiamo 100 mila euro al 32.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riportando un
momento di serenità all'Aula, condivido la preoccupazione e
l'allarme del collega Lentini. Onorevole Lentini, condivido la sua
preoccupazione e va spiegato un dato che probabilmente sfugge ad un
pezzo di Aula, ma qui l'assessore alla famiglia, che è profondo
conoscitore della materia, ne abbiamo parlato più volte, il
contributo che viene dato oggi ai due Banchi alimentari, che sono
due diversi e separati, uno ammonta a trecento mila euro, uno
ammonta a duecentomila euro.
Voglio ricordare che, negli anni passati, sto parlando negli anni
passati, in una posizione economica migliore di questa, il Banco
alimentare complessivamente riceveva oltre le 750 mila euro.
Quindi, è un taglio abbondante, la preoccupazione scaturisce da
questo. Invito il Governo, al di là dell'emendamento, se è un
emendamento inammissibile, credo che il Governo possa fare suo
l'invito da parte di un pezzo di parlamentari e di Aula affinché
trovi una risorsa di almeno cento mila euro perché credo che su
questo tema - ho già parlato con l'assessore più volte - non
possiamo fare un centimetro indietro a differenza di tante altre
cose che abbiamo discusso stasera qui e non voglio entrarci, anzi
non sono voluto intervenire per evitare equivoci, dietro la porta
del Banco alimentare mensilmente rimangono a secco migliaia di
famiglie, non decine.
Rimangono a secco, vanno a casa a mani vuote migliaia di famiglie.
Questo non ce lo possiamo permettere. E' la verità
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, formalmente l'onorevole Lentini
sta presentando un emendamento. Il Governo da copertura
all'articolo 32?
FORMICA. Chiedo di parlare perché vorrei un chiarimento
dall'onorevole Dina.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere al
Governo o alla Commissione quali sono i costi che sostiene il Banco
alimentare. Se il Banco alimentare sostiene dei costi, è giusto
dare più soldi, se il Banco alimentare non sostiene dei costi,
sottrarre risorse a chi sta morendo di fame perché non ha come
arrivare, non alla fine del mese ma a mezzogiorno per comprarsi il
cibo, sarebbe vergognoso. Mi si dia una risposta.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due di minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 01.02, riprende alle ore 01.04)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Assessore Agnello, c'è la copertura all'articolo 32?
AGNELLO, assessore per l'economia. No, non c'è.
PRESIDENTE. L'emendamento è inammissibile.
Pongo in votazione il comma 25. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 26. Onorevole Dina, di cosa si tratta?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda la Pontificia facoltà teologica di Palermo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.44, a firma degli
onorevoli D'Asero ed altri.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.121, a firma degli onorevoli Ciaccio
ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 27.58, a firma degli onorevoli Cirone ed
altri.
CIRONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il comma 26. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 27. Onorevole Dina, di cosa si tratta?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda la teologica San Paolo di Catania.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.45, a firma degli
onorevoli D'Asero ed altri.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.100, a firma degli onorevoli Ciaccio
ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 27.57, a firma degli onorevoli Raia e
Gucciardi.
RAIA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il comma 27. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 28. Onorevole Dina, di cosa si tratta?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda la facoltà teologica San Tommaso di Messina.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.46, a firma degli
onorevoli D'Asero ed altri.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.108, a firma degli onorevoli Ciaccio
ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione il comma 28. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 29. Onorevole Dina, di cosa si tratta?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda l'Ente nazionale protezione assistenza dei sordomuti.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.48, a firma degli
onorevoli D'Asero ed altri.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.61, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri.
E' inammissibile.
Pongo in votazione il comma 29. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 30. Onorevole Dina, di cosa si tratta?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda associazioni concertistiche di interesse regionale,
provinciale e locale.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo presentato
un emendamento che faceva riferimento come copertura al comma 5 ma,
visto che è stato ritenuto inammissibile, ne ho presentato un altro
che trova la copertura al comma 33. Chiedo che il Governo trovi una
copertura altrimenti sarò costretta a chiedere il voto palese su
questo emendamento.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 27.161
PRSIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 27.161.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale:
Presenti e votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 26
Contrari 37
Astenuti 01
(Non è approvato)
Quindi, l'emendamento non ha copertura, onorevole Ciancio.
Pongo in votazione il comma 30. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 31. Onorevole Dina, di cosa si tratta?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda associazioni bandistiche.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.49, a firma degli
onorevoli D'Asero ed altri.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, avevo
chiesto poco fa in coerenza con quanto aveva dichiarato il
presidente Crocetta sulla valorizzazione anche di queste
espressioni culturali dei paesi, ovvero le bande musicali, che sono
una ricchezza del nostro territorio. Prego il Governo di aumentare
il finanziamento per queste bande almeno a centomila euro,
quarantacinque mila è ridicolo, quindi con l'articolo 32
aumentarlo, per non smentirvi voi stessi, rispetto a ciò che il
presidente Crocetta, in persona, ha dichiarato appena dieci minuti
fa. Assessore, avrà l'autonomia di cinquantamila euro per la mia
richiesta.
AGNELLO. Ma il Banco alimentare
PRESIDENTE. Pongo in votazione il comma 31. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 32. Onorevole Dina, di cosa si tratta?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda la Fondazione Whitaker.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.68, a firma degli
onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, credo
che il mio emendamento servirebbe a portare giustizia, però prendo
atto di ciò che ha detto il presidente Crocetta, con la
consapevolezza - spero di no - che questi commi non possono trovare
accoglimento rispetto a un processo di equo trattamento, per cui
rischiano, secondo me, di essere tutti impugnati. Io sulla scorta
di questo, e di non volere accanirmi su alcune realtà che, poi,
altri vogliono difendere, puntando il dito su altre, ritiro il mio
emendamento, ma penso che, purtroppo, non avrà sorte o vita lunga.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.107, a firma degli onorevoli Ciaccio
ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 27.50 è assorbito. Si passa all'emendamento 27.134,
a firma dell'onorevole Dina.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il comma 32. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 33. Onorevole Dina, di cosa si tratta?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda il Coppem.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.69, a firma degli
onorevoli Falcone ed altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.106, a firma degli onorevoli Ciaccio
ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore all'economia. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 27.106
PRSIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 27.106.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 34
Contrari 26
Astenuti 00
(E' approvato)
Il comma è soppresso.
Si passa al comma 34. Onorevole Dina, cosa riguarda?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Al
comma 34 ci sono tre capitoli. Contributo Comitato regionale del
CONI per 60 mila euro. Spese per la gestione dei cantieri di
servizio reddito di inserimento per 3 milioni e 200. Somme da
versare al Fondo regionale per la parte civile nei processi contro
la mafia 100 mila euro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.52, a firma degli
onorevoli D'Asero, Alongi ed altri.
ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, vorrei porre l'attenzione di
quest'Aula e lo dico anche al Governo sull'emendamento del Governo,
credo il 27.157. Questo emendamento che è una riduzione di spesa,
sostanzialmente, sta sottraendo 200 mila euro al reddito minimo di
inserimento.
Io avevo preparato e presentato un ulteriore subemendamento.
L'assessore Bruno conosce bene la materia e i tre milioni e
duecento mila euro sono insufficienti per arrivare a fine anno. Ciò
nonostante abbiamo tolto altri duecento mila euro.
Io ho un subemendamento che avevo presentato sottraendo le somme
dall'autodromo di Pergusa, però sono pronto a modificare e
ripresentare un ulteriore subemendamento attingendo le somme dal,
purtroppo, defunto Coppem.
Io l'avevo ritirato.
FORMICA. Non toccare le somme all'autodromo di Pergusa
FALCONE. Non voglio più toccare le somme, come dice l'onorevole
Formica, all'autodromo di Pergusa ma chiedo al Governo un atto di
buona volontà e non togliamo così i soldi a chi se la passa
veramente male.
Una questione che fra l'altro non riguarda la mia provincia ma
Enna e Caltanissetta.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, votando l'emendamento di riduzione
del Governo
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, questi tre milioni di euro si
aggiungono a quelli che già erano stati stanziati prima.
Abbiamo avuto un incontro con il dirigente generale
dell'Assessorato al lavoro, con il Governo e con una rappresentanza
di sindaci che ci avevano, in qualche modo, rassicurato che questi
tre milioni bastavano anche perché, a partire da settembre - penso
che l'assessore Bruno ci possa dare maggiori chiarimenti -
attraverso la PAC si possono ulteriormente finanziare queste
risorse.
Sono convinto che bastino.
L'emendamento del Governo si motiva per trovare i sette milioni di
euro per cercare di dare la copertura all'intero impianto della
finanziaria.
Non stiamo togliendo nulla di straordinario. Avevano chiesto tre
milioni di euro e tre milioni stiamo dando.
Ritengo che sia una somma che basti e se dovesse servire la PAC
che l'Assessore Bruno e la dottoressa Corsello hanno garantito.
FORMICA. E' così.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Se proceduralmente bisogna votare prima l'emendamento del
Governo, atteso che c'è un ulteriore subemendamento, chiedo al
Governo di ritirare il suo emendamento e dare possibilità
all'emendamento Falcone di essere votato.
AGNELLO, assessore per l'economia. Non è possibile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento a firma della
Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Sono preclusi gli altri.
Pongo in votazione il comma 34, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 35. Onorevole Dina, cosa riguarda?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Riguarda l'aggiornamento del Piano regionale dei trasporti: 300.000
euro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.53, a firma degli
onorevoli D'Asero ed altri.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.62, a firma degli onorevoli Falcone ed
altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato un emendamento del Governo. Invito
l'Assessore ad illustrarlo.
TORRISI, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Preleviamo
parte di questa somma - senza ulteriore spesa - che ci serve per
pagare, così come previsto dalla legge, i lavori della Commissione
per i lavori pubblici. Non vengono pagati dal 2009, ed è una
previsione normativa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.158. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato un emendamento, a firma
dell'onorevole Fazio, che ha trovato apprezzamento, a maggioranza,
nelle due Commissioni, che non comporta spesa - almeno formalmente
- e riguarda il servizio di funivia dei comuni di Erice e di
Taormina.
FAZIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Lo chiarisco. La legge 14 giugno 1983, numero 68 così
recita: i trasporti pubblici locali ammessi ai contributi di cui
al precedente articolo 4 sono, nell'ambito del territorio della
Regione siciliana, i seguenti: comma 1, comma 2, comma 3, comma 4,
gli impianti di funivia dei comuni di Erice e di Taormina.
Questa normativa, approvata nel 1983, non ha mai trovato
attuazione in dipendenza del fatto che è necessario approvare
questo emendamento predisposto dall'Assessorato. In dipendenza di
questo aspetto il Comune di Erice, e segnatamente la funivia che
appartiene al 50 per cento al comune di Erice e al 50 per cento,
ovviamente, alla Regione siciliana, non ha mai ricevuto il
contributo relativo.
Non si tratta di ulteriore altra somma, perché alcuna somma viene
integrata, in quanto il capitolo trova già preciso riferimento ed è
indicato.
La Commissione l'ha esitato all'unanimità in termini positivi. Ha
fatto tutta la trafila ed è arrivato, ovviamente, l'emendamento.
CROCETTA, presidente della Regione. Giusto per capire di cosa
stiamo parlando.
FAZIO. E' un emendamento che non comporta spesa.
CROCETTA, presidente della Regione. Non mi convince. Lo vedo molto
sospetto.
FAZIO. No le giuro di no. Non sono una persona falsa, guardi. Non
sono una persona falsa, mi ascolti.
La legge 14 giugno 1983, numero 68 così recita testualmente: i
trasporti pubblici locali ammessi ai contributi di cui al
precedente articolo 4 sono, nell'ambito della Regione siciliana, i
seguenti: comma 1, comma 2, comma 3, comma 4, gli impianti di
funivia dei comuni di Erice e di Taormina.
La funivia di Erice non ha mai ricevuto il contributo in
dipendenza del fatto che è necessaria l'approvazione di
quell'emendamento predisposto dallo stesso Assessorato.
Non comporta spesa. La Commissione di merito lo ha approvato
all'unanimità.
CROCETTA, presidente della Regione. Perché ci sono cose che non
approvano le Commissioni?
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ruggirello e Turano
appongono la firma all'emendamento.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, non intervengo nel merito
dell'emendamento dell'onorevole Fazio che, sicuramente, sarà
sostenuto da tutti i colleghi trapanasi, però intervengo sul
metodo.
Io leggo su questo emendamento la scrittura A3, quindi ritengo che
sia un emendamento aggiuntivo.
Lei ieri sera ad un emendamento aggiuntivo del Governo ha detto
che sarebbe stato trattato unitamente a tutti gli altri emendamenti
aggiuntivi. Quindi, in questa fase, la pregherei di voler chiarire
qual è la posizione della Presidenza rispetto agli emendamenti
aggiuntivi, perché vi sono altri emendamenti aggiuntivi presentati
dal sottoscritto e da altri parlamentari regionali, che è bene che
vengano trattati. E ieri sera, questa Presidenza, ad un emendamento
a firma del presidente Crocetta, ha dichiarato che era un
emendamento aggiuntivo e lo ha rimandato alla trattazione degli
aggiuntivi.
PRESIDENTE. Sono pronto a darle i giusti e dovuti chiarimenti.
Avevo detto all'onorevole Fazio che non era possibile trattare
l'emendamento, perché era tra gli aggiuntivi, che non era passato
dalla Commissione di merito e dalla Commissione Bilancio.
L'onorevole Fazio mi ha dimostrato - e ho interloquito con il
presidente Trizzino, che prego di intervenire - che già era passato
dalla Commissione di merito e che la Commissione Bilancio lo aveva
trattato. Cos'era successo? Perché, in altre parole, finisce tra
gli aggiuntivi? Questo emendamento era nel gruppone che la
Commissione Bilancio aveva reso tutti con parere favorevole,
essendo a notte inoltrata. Per cui, formalmente, l'emendamento era
passato in entrambe le Commissioni.
Prego, onorevole Trizzino, le do la parola per confermare se
questo emendamento è passato nella sua Commissione di merito.
CROCETTA, presidente della Regione. Non è stato trattato. Non è
vero. Non è passato in Commissione Bilancio.
TRIZZINO. Sì, signor Presidente, confermo. Era tra gli emendamenti
che sono stati analizzati e per i quali è stato reso parere nella
Commissione di merito.
MILAZZO Giuseppe. Da noi non è passato.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, ci dobbiamo intendere. In nottata
in Commissione Bilancio, senza accusa alcuna, c'era un faldone di
emendamenti e ha dato a tutti il parere favorevole e li ha resi
ammissibili. Essendo passato
CROCETTA, presidente della Regione. Ma non l'ha trattato. Non era
tra quelli.
PRESIDENTE. Come non c'era
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Era
tra quelli stralciati
PRESIDENTE. No Non è tra quelli stralciati
Onorevole Fazio, mi sostiene l'onorevole Milazzo che non è andato
in II Commissione.
No. No. E' proprio per dare risposta a lei, onorevole Cimino.
Perché prima di ammetterlo io ho chiesto al presidente della
Commissione di merito se era passato dalla Commissione di merito e
mi confermavano che era passato pure dalla II Commissione.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, insisto. Ho chiesto appositamente. Mi è
stato detto che non era stato esaminato e che quindi, ovviamente,
non trovava ostacoli. Nel momento in cui, peraltro, non comporta
spesa, cioè non c'è una somma aggiuntiva da spendere né da
impegnare.
PRESIDENTE. Allora no, lo dico subito, se voi pensate che questo
possa essere un espediente per ammettere altri emendamenti
aggiuntivi invito l'onorevole Fazio a ritirarlo, ma formalmente
questo emendamento rispetto agli altri è passato dalla Commissione
di merito e dalla Commissione Bilancio e questo è il risultato
della Commissione di merito.
Pertanto, invito l'onorevole Fazio a ritirarlo.
FALCONE. Chiedo l'accantonamento.
FAZIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi solo per
sottolineare che per mero errore questo emendamento, da me
presentato insieme all'onorevole Dina, già approvato due volte
nella finanziaria precedente
PRESIDENTE. Siano in possesso di questa Presidenza dopo quanto è
avvenuto.
GIANNI. Signor Presidente, mi scusi, lei ha stralciato questo
emendamento immaginando che questo emendamento dovesse andare alla
V Commissione invece si tratta di un emendamento che va alla II
Commissione dove è stato apprezzato.
PRESIDENTE. Va bene, ne prendiamo atto.
GIANNI. Che vuol dire ne prendiamo atto?
PRESIDENTE. Prendiamo atto delle sue dichiarazioni, quando
arriverà il momento lo tratteremo.
Pongo in votazione il comma 35. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa al comma 36.
DINA, presidente della Commissione. Signor Presidente il comma 36
riguarda i finanziamenti alle province, però dobbiamo aggiustare
qualcosa anche nel testo.
In merito al problema dell'onorevole Gianni, bisogna poi tornarci
perché si tratta di un problema serio, perché di competenza della
Commissione Bilancio.
GIANNI. Tra l'altro serve a fare introitare risorse al Governo.
DINA, presidente della Commissione. Bisogna vedere se è di
competenza esclusiva nostra.
PRESIDENTE. No, questo già l'ho deciso, non si trattano più
emendamenti.
Onorevole Gianni la invito ad accomodarsi.
DINA, presidente della Commissione. Sugli aggiuntivi ci torniamo
successivamente.
GIANNI. Signor Presidente, non può continuare a fare quello che le
pare, perché non siamo qui a perdere tempo.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per cinque minuti.
(L'aula, sospesa alle ore 01.33, è ripresa alle ore 01.46)
PRESIDENTE. Si passa al comma 36. Comunico che è stato presentato
l'emendamento 27.54 a firma degli onorevoli Alongi e altri.
ALONGI. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.2 a firma dell'onorevole Fazio. È
senza copertura, onorevole Fazio.
FAZIO. Non è necessaria la copertura finanziaria. E' lo stesso
metodo utilizzato dal Governo nella sua formulazione. Se lei legge
bene le assicuro che non è necessaria alcuna copertura.
PRESIDENTE. Onorevole Fazio lei sta parlando delle somme destinate
alla Provincia.
FAZIO. Non l'ho detto io, lo stesso metodo del Governo nella
formulazione. Peraltro, utilizzando la proposta del Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Fazio, gli uffici continuano a sostenere che
non c'è copertura finanziaria, c'è una maggiore spesa perché è
previsto un incremento. Lei destina l'incremento, bisogna dare la
copertura finanziaria all'incremento.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Credo che sia stato abbastanza chiaro un aspetto che mi
sembra fondamentale. Le somme che vengono assegnate alla Provincia,
per le somme assegnate alla Provincia regionale di Trapani, 150
mila euro devono essere utilizzate per Luglio musicale e 250 mila
euro per la Biblioteca Fardelliana . Non viene richiesto alcun
incremento, sono le somme che vengono assegnate alle province che
hanno un vincolo di destinazione a favore della Biblioteca
Fardelliana e del Luglio musicale .
Non c'è alcun incremento perché i 7.650 migliaia di euro vengono
distribuiti a tutte le province, le somme destinate alla Provincia
regionale di Trapani hanno una priorità per essere utilizzate 150
migliaia di euro a favore del Luglio musicale , e questa è la
proposta del Governo, io ho solo integrato la proposta introducendo
che queste somme attribuite alla Provincia di Trapani, 250 migliaia
di euro devono essere utilizzate per la Biblioteca Fardelliana ,
peraltro ascoltando un suggerimento del Presidente della Regione.
Così mi è stato detto, perché non poteva ricevere il finanziamento
in maniera del tutto autonoma, ripristinando la stessa situazione
antecedente di quando esistevano le Province regionali.
PRESIDENTE. Indipendentemente da come è scritto l'emendamento, che
non è di facile lettura, perché il ragionamento complessivo è che
il Governo avrebbe operato un incremento in favore della Provincia
di Trapani di 7.650 migliaia di euro.
TURANO. Non è così purtroppo Sono fondi destinati a tutte le
province.
PRESIDENTE. C'è un incremento complessivo per tutte le province di
7.650 migliaia di euro e lei, da questo incremento complessivo, che
riguarda tutte le province, onorevole Fazio, ritiene di fare un
emendamento, cosa che ha fatto, operando una riserva a favore della
Biblioteca Fardelliana .
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, nella riscrittura tecnica che farà le
volevo suggerire di evitare di commettere un errore: la Provincia
di Trapani non c'è più, c'è il libero consorzio di Trapani, se noi
lo continuiamo a chiamare Provincia, commettiamo uno svarione.
La richiesta che io avanzo è quella di individuare una risorsa
aggiuntiva in favore del libero consorzio di Trapani da destinare
alla Biblioteca Fardelliana perché pensare di utilizzare il
plafond ..
PRESIDENTE. Scusate, stiamo entrando troppo nel dettaglio, ci sono
diversi emendamenti che prevedono delle riserve a favore di questo
o quel Comune. Guardate che fino adesso abbiamo cercato di tenere
una linea e non so se dobbiamo ancora continuare .
MILAZZO GIUSEPPE. Ora c'è l'assalto alle somme destinate alle
Province ..
TURANO. È il testo del Governo, onorevole Milazzo ..
MILAZZO GIUSEPPE. Dopo aver sentito otto ore di interventi
moralisti, partirà l'assalto per le province. Queste cose le
stanno facendo alla fine.
Spero che il Presidente della Regione non si presti a cose del
genere perché le somme servono per il funzionamento delle province.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi stanno arrivando numerosissimi
emendamenti che prelevano a destra e a manca. Se si apre una maglia
si apre per tutti, lo capisco, per altro abbiamo pure difficoltà
anche sul percorso da intraprendere.
TURANO. Signor Presidente, non ho terminato il mio intervento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Mi ero fermato perché il Presidente della Regione aveva
chiamato l'onorevole Gucciardi e l'onorevole Fazio. Vorrei sapere
quali sono le decisioni del Governo, perché sono favorevole
all'approvazione di una risorsa aggiuntiva da destinare alla
Biblioteca Fardelliana .
CROCETTA, Presidente della Regione. Non è aggiuntiva, è
all'interno delle risorse.
TURANO. Presidente solo un attimo. Ho il dovere di rappresentare
che un organo come un libero consorzio non ha bisogno di avere
fondi a destinazione vincolata, sarà il Commissario..
Presidente, quando io intervengo per difendere il mio territorio,
lei deve essere orgoglioso
CROCETTA, Presidente della Regione. Sono gli stessi soldi che
toccano alla provincia di Trapani.
TURANO. Perfetto, con questa rassicurazione io mi considero
soddisfatto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io stesso vi invito a riflettere
su un emendamento successivo, il 27.82, presentato dall'onorevole
Falcone, ed eventualmente raccoglierlo perché si riferisce
sostanzialmente alle destinazioni per le province.
Saranno le stesse province senza alcuna riserva da parte di
quest'Aula, perché obiettivamente c'è un'invadenza da parte
dell'Aula e non pensiamo che si supererà lo scoglio del Commissario
dello Stato.
Ormai c'è tanta di quella esperienza che ci porta a dire che non
supereremo lo scoglio, per cui sappiamo che siamo tutti stanchi,
probabilmente per la stanchezza siamo pure portati a dire si per
la fretta di andarcene, però questi errori, obiettivamente, non li
possiamo fare. Se poi il Governo ritiene di finanziare Trapani
piuttosto che un'altra provincia si trova un capitolo apposito, ma
trasferire le somme alle province per poi fare la destinazione
vincolata mi sembra eccessivo.
Possiamo togliere le riserve? Ma scusate questo è quello che è
successo alla fine perché io mi rendo conto, debbo dare atto al
Presidente della Commissione, che quando si arriva in nottata poi
alla fine si è costretti ad inserire tutti questi emendamenti.
Vi prego di riportare un po' di equilibrio in queste cose. Su un
fondo destinato alle province non posso fare le singole
destinazioni. Al fine di evitare di dichiarare inammissibili gli
emendamenti che hanno riserve particolari, approviamo l'emendamento
dell'onorevole Falcone. Ma che modo di procedere è? Pensate che se
alla fine mettiamo assieme diverse soluzioni abbiamo risolto i
problemi della Sicilia? Io non capisco
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io non
condivido la proposta della Presidenza per un ragionamento molto
semplice. Innanzitutto, io ritengo che il lavoro della Commissione
Bilancio sia stato chiuso non tanto per una stanchezza, ma
perché, di fatto, si è trovata una sintesi di un percorso e di
un'azione che in quella sede si è portata avanti.
Ora, guardare i singoli articoli può dare fastidio, però nel tempo
stesso la manovra deve essere vista nel suo complesso, perché
quell'articolo che riguarda le risorse per le province con, ad
esempio, 200 omila euro per l'istituto Toscanini di Ribera, con
quel tipo di riserva, nasceva da un ragionamento complessivo, ed
oggi muoversi a zig-zag, che per alcune situazioni che riguardano
le situazioni teatrali palermitane le risorse ci sono, per
l'istituto musicale Toscanini di Ribera le risorse non ci devono
essere, così non ci si può muovere, perché quest'Aula deve potere
avere un percorso, un progetto, una finalità unica, perché si
tratta di siciliani come quelli di Palermo e di Ribera.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, è chiaro che pensare e ipotizzare riserve - vorrei essere
ascoltato - è una questione che crea qualche problema, perché in
qualche modo si limita una parte delle risorse e gli si dà una
destinazione vincolata. Non è un incremento di risorse.
Però, c'è un aspetto. Qui sono state poste alcune questioni. Tra
l'altro, ho visto il dibattito che c'è da settimane sulla provincia
di Trapani, e la questione della biblioteca Fardelliana ha una
centralità nel dibattito culturale di quella Provincia importante.
Quindi, se a un certo punto le delegazioni parlamentari - mi pare
tutte - di quella Provincia ravvisano di dare un orientamento, per
creare, all'interno dei fondi che spettano, una particolare tutela
a un'istituzione specifica, io penso che il Parlamento possa
decidere. Poi, se tout-court dobbiamo ogni volta rimettere in
discussione tutto per forza, se questo crea dei problemi
all'onorevole Falcone, non so, siccome l'onorevole Musumeci, quando
ho parlato della biblioteca Fardelliana, mi ha additato come un
tiranno contro la cultura. Vorrei capire quale dovrebbe essere la
linea d'azione che mi viene richiesta nel settore della cultura.
Mettetevi d'accordo anche sull'impostazione culturale che voi
avete. Prima per tutta la serata il fatto che il Governo non
finanziava la biblioteca Fardelliana era un crimine. Poi,
improvvisamente quando dimostra una disponibilità a volere
risolvere il problema il crimine diventa la disponibilità. Ci
dobbiamo capire.
FALCONE. Non penso che lei ha letto un emendamento soppressivo
contro la biblioteca Fardelliana
CROCETTA, presidente della Regione. No, ma se lei, scusi, fa
quell'emendamento, tutti gli altri diventano inammissibili perché
sopprime tutte le riserve. Ma la riserva per Ragusa Iblea che costa
5 milioni di euro perché non l'avete abolita quest'anno?
PRESIDENTE. Onorevole Crocetta, il ragionamento è un po' di natura
diversa. Il fatto che si sia sbagliato in passato, perché tutti noi
ogni volta contestiamo le riserve che ci siano state.
Se bisogna finanziare la biblioteca Fardelliana di Trapani e
l'Istituto musicale Toscanini di Ribera si costituisce, si
istituisce una norma apposita per finanziare questo senza andare ad
escamotage particolari perché a seguire ce ne saranno tanti altri.
Mi arriveranno i sub emendamenti per una riserva di legge in favore
del teatro di Pace del Mela della provincia di Messina tanto per
dirne una.
Siccome con la massima chiarezza, anche per rispondere
all'onorevole Cimino, perché merita risposta, il discorso che poi
in II Commissione sia fatto un ragionamento, io ne prendo
assolutamente atto; ma questa è l'Aula perché in II Commissione
partecipano 15 persone e gli diamo atto, il fatto che siano stati
inseriti degli emendamenti non significa sostanzialmente che i
principi di carattere generale siano stati rispettati, per cui io
non voglio arrivare ad una dichiarazione di inammissibilità. Non
l'ho fatto fino adesso su tutti gli emendamenti, li abbiamo
stralciati, li abbiamo rinviati in Commissione e quant'altro.
Vi sto dicendo che mi stanno arrivando numerosissimi emendamenti,
noi non ne usciamo più. Piuttosto sarò costretto a dichiarare
inammissibili tutti gli emendamenti che non mi convincono nella mia
piena autonomia certamente non discrezionalità perché questa
facoltà me la da il Regolamento.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor presidente, ritengo che noi ancora una volta ci
stiamo facendo del male, in qualche modo vogliamo commissariare i
Commissari. E l'operazione di cui è questa. Penso che sia il
momento dell'autorevolezza politica.
Il Presidente della Regione ha detto che un'intera delegazione
della provincia di Trapani chiede la biblioteca Fardelliana e
luglio musicale. Benissimo, il Presidente della Regione con la sua
autorevolezza nomina una legge perché in questa legge non si può
fare perché poi qualcuno deve spiegare non a me che c'è il Liceo
musicale Bellini di Catania che la provincia non finanzia, che non
finanzia la Regione. E' un Liceo musicale riconosciuto in tutto il
mondo, e vorrei spiegare per quale motivo io non debba difendere
quello. C'è Enzo Bianco giustamente come dice l'onorevole Forzese
che garantisce per tutti.
Io dico questo, il ragionamento che sta facendo lei, Presidente e
lo dico al Presidente Crocetta. Sto facendo un ragionamento non
un'accusa. Dalla Commissione è uscito un solo di cui o due di
cui . Dopodichè non sono usciti altri. Adesso, ovviamente, come è
naturale, ogni provincia mette un di cui ma nella migliore delle
ipotesi perché poi i parlamentari come Catania, Palermo e Messina
ne metteranno 18 di cui . Questo non può essere. Siccome
l'autorevolezza del Presidente della Regione di garantire i
parlamentari della provincia di Trapani su una cosa sacrosanta che
è la biblioteca Fardelliana che già percepiva, ne abbiamo discusso
a lungo anche con l'onorevole Ruggirello, 250 mila euro dalla
vecchia provincia.
Il luglio musicale che era una parte essenziale, non è un luglio
musicale qualsiasi, è un luglio musicale serio. Io ho fatto
l'assessore per i beni culturali e so perfettamente di cosa
parliamo. Sarà, allora, compito del Presidente della Regione
assieme ai parlamentari della provincia incontrarsi col Commissario
e ragionare, ragionare liberamente, ragionare indicando seriamente
quali sono alcune priorità. Poi, sarà il Commissario nella sua
autonomia a dover decidere.
Siccome non voglio commissariare i Commissari perché sarebbe
qualcosa di assolutamente improvvido - e lo faremo con un ordine
del giorno - che in questi casi dove le cosiddette vecchie province
o i liberi consorzi stanno utilizzando, Presidente Crocetta, la
cultura come l'ultima cosa a cui pensare perché si pensa che
chiudere il liceo musicale o non dare i soldi alla biblioteca è
l'ultima cosa, perché inopportuno. Con la cultura non si mangia
Non è così. E' giusto che ci sia un incontro con i nuovi
commissari, soprattutto con quello di Trapani, perché è strano che
tutti i parlamentari si sono ritrovati ed è giusto che venga dato
loro ascolto e poi si va avanti.
Si vada avanti con un disegno organico in cui i famosi di cui'
della Tabella H' li avevamo fatto scomparire, Presidente
Ardizzone, non rispristianiamoli Sono stati tutti impugnati dal
Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Durante questo dibattito, che è stato proficuo, mi
sono giunti due emendamenti.
Un sub emendamento, a firma dell'onorevole Ciaccio, che prevede la
soppressione da di cui 150 a Ribera, contestualmente un altro
emendamento del Governo che prevede un aumento di stanziamento in
favore delle province.
Questa può essere la soluzione più idonea perché significa che, di
fatto, c'è la destinazione.
Si provvederà poi sul piano politico, con i commissari, con la
Regione siciliana - anche a seguito del dibattito che c'è stato
oggi - perché c'è una chiara indicazione.
Si invitano i colleghi che hanno presentato questi emendamenti a
fare degli appositi ordini del giorno, dando per scontato che c'è
stato un aumento apposito, e siamo nella strada giusta e corretta
da un punto di vista procedurale e di logica.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, potrei essere anche d'accordo alla
proposta da lei avanzata, a condizione che le risorse che vengono
destinate ai liberi consorzi siano vincolate agli istituti,
rispettivamente a quello di Trapani e all'istituto musicale di
Ribera.
Noi che viviamo nel territorio e conosciamo le cose, ci rendiamo
conto che ci sono gravissime difficoltà.
I liberi consorzi non hanno risorse per potere garantire i
trasferimenti agli istituti musicali e non riescono neppure a
pagare gli stipendi ai maestri di musica.
La inviterei, Presidente, se fosse possibile, a votare
l'articolato così com'è perché non vedo il motivo per cui oggi non
siamo in condizione di votare questo articolo che è stato deciso
dal Governo, approvato dalla Commissione, e siamo qui a discutere
su questi emendamenti se sono ammissibili o meno.
Credo che questa sia una decisione che il Governo aveva approvato
e che la Commissione ha regolarmente votato.
Non capisco perché ci sono tutte queste discussioni. Inoltre, mi
pare che l'onorevole Falcone abbia già dichiarato disponibilità a
ritirare l'emendamento.
Non capisco perché bisogna insistere proprio per questo, del resto
si sono fatte altre eccezioni - e capisco anche che utilizzare le
riserve rappresenti una forzatura ma siccome è una procedura che
questo Parlamento ha già adottato, non vedo perché non dobbiamo far
passare.
Del resto siamo alla fine, siamo agli ultimi due commi e abbiamo
completato l'articolo 27.
Presidente, la inviterei a votare l'articolo così com'è e, in sub
ordine, a stanziare delle somme che vadano ai liberi consorzi ma
che siano vincolate, in maniera specifica, per quanto riguarda il
libero consorzio di Agrigento, che siano vincolate all'istituto
musicale Toscanini' di Ribera.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Presidente, ritengo che in quest'Aula qualcuno giochi al
rilancio e si diverta a penalizzare qualche territorio, sulla
scorta della ripicca nei confronti di qualche collega - faccio
questa premessa.
Condivido quanto dice, Presidente, però il trasferimento alle
province, limitato alle stesse e condizionato a determinate
finalità aveva una sua logica, un suo filo conduttore. Però, io
anche comprendo e non voglio fare polemica stasera. Faccio però
soltanto due considerazioni, anche di ordine politico.
L'anno scorso ci fu un problema nei confronti dei cosiddetti
doposcuolisti' di Catania e io chiesi formalmente all'assessore
Valenti che un nostro ordine del giorno, se approvato, desse luogo
ad una direttiva specifica e precisa. Cosa che, devo dire,
puntualmente e con grande rispetto delle regole l'assessore Valenti
attuò.
E vi devo dire che sulla scorta di quella direttiva data ai
Commissari abbiamo raggiunto l'obiettivo.
E' chiaro che quello che abbiamo fatto - lo voglio dire a tutti
qua in Aula, non per appesantire e aggravare il ragionamento, ma
per una riflessione comune - ovvero cambiare il nomen iuris di un
ente, come dicevo al collega Cancelleri, non ha risolto il
problema, non ha comporta tagli di spesa; ha comportato forse tagli
di servizi. Ma, di fatto, tutti stasera siamo consapevoli che le
due leggi che abbiamo fatto sulle Province non hanno ridotto
alcunché. Anzi Hanno fatto più confusione e hanno contribuito oggi
a portarci a questo stato di cose.
Fatte queste premesse, che sentivo necessario riferire, in una
riflessione che ci deve accomunare tutti, io sono pronto da un lato
a ritirare - già l'ho detto - i miei due emendamenti soppressivi,
perché non vorrei che venissero visti come attacco all'uno o
all'altro collega; me ne guarderei bene e non è nel mio stile;
quindi già preannuncio il ritiro.
Per quanto riguarda certo vi devo dire che io avevo un emendamento
che riguarda il servizio venatorio a Caltanissetta che non è una
mia provincia. E' un emendamento che abbiamo condiviso tutti i
partiti: dall'onorevole Arancio, dall'onorevole Cancelleri,
all'onorevole Federico, cioè tutti indistintamente di tutte le
forze politiche. E l'ha fatto, proprio per evitare che ci fosse
speculazione, un deputato che in quel territorio non può essere
votato e in quel territorio non ha rappresentanza partitica, in
quest'Aula, se non per colleghi di altre province.
Per cui era questo lo spirito, non era voler aggravare. Certo se
poi arriva qualche altro collega che vede che c'è un treno a cui
legarsi, come se fosse una diligenza a cui aggrapparsi, da
assaltare, questo mi dispiace e ve lo devo dire con tutta
sincerità.
Ciononostante io mi vorrei un attimo consultare con i colleghi,
perché se ci fosse questo impegno da parte dell'assessore Valenti a
dire - fermo restando che gli altri emendamenti io li ho già
ritirati - per quanto riguarda il servizio di vigilanza venatoria,
che è un servizio che viene svolto da vent'anni dall'ex provincia
di Caltanissetta se c'è un impegno che l'assessore Valenti prende
stasera e dice su un ordine del giorno che noi ci impegniamo a
presentare, l'assessore medesimo fa una direttiva e dica al
Commissario della disciolta provincia di Caltanissetta guarda che
è stato indirizzo dell'Aula procedere a destinare 400.000 euro del
budget che noi ti stiamo assegnando come quota indistinta
FEDERICO. Ma non è possibile La provincia di Caltanissetta ha 4
milioni di buco, per cui non potrà mai utilizzarli per quello
Diciamo le cose come stanno
FALCONE. A questo punto, siccome l'emendamento non è mio, ma l'ho
firmato io per una questione di cortesia, io chiedo - se è
possibile - limitiamo a queste tre, massimo quattro cose, che sono
poi delle riserve legittime, previste, che abbiamo fatto col buon
senso di tutti i colleghi di evitare altri assalti alla diligenza.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onestamente io non condivido
l'impostazione che lei sta dando a questo comma e sarò libera di
non condividerla, perché ritengo che dopo circa un mese che
lavoriamo e in cui la Commissione ha fatto il suo lavoro, lei ha
avuto tanto tempo per valutare il disegno di legge finale che è
stato approvato in Commissione. Non capisco come mai, dopo cinque
giorni che siamo in Aula all'una e mezza di notte, non si renda
conto che
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, sta sbagliando proprio indirizzo Si
confronti col suo capogruppo
SUDANO. Mi deve, però, poter fare esprimere il mio pensiero e
ritengo che lei non può decidere la riserva che si possa fare
all'interno di un articolo.
PRESIDENTE. Certo che può esprimere il suo pensiero, onorevole
Sudano, ma io posso deciderlo Io posso deciderlo La riserva non
si può fare
SUDANO. Non lo condivido perché è stato fatto sempre in tutti gli
articoli. Lei ha sempre permesso di fare le riserve
PRESIDENTE. Io ho sempre permesso? Ma lei che sta dicendo,
onorevole Sudano?
SUDANO. Tra l'altro, voglio aggiungere che siamo in un momento
dove i liberi consorzi tutti sappiamo che sono commissariati e,
quindi, proprio di politica non ce n'è e nel momento in cui
quest'Aula sta facendo delle scelte politiche provincia per
provincia mi sembra scorretto non valutare quelle che sono state le
esigenze dei singoli territori.
RUGGIRELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUGGIRELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
pensavo che ci fosse il Presidente Crocetta perché l'intervento di
inserire la riserva nella riserva e, quindi, non è un soldo in più
preso è stata per l'ennesima volta una proposta del Governo, perché
io ricordo anche nella finanziaria bis un'altra riserva che mi era
stata data al Comune di Trapani su altri fondi che non sono mai
avvenuti e che non c'è stata mai una lira devolta al Comune che si
trova in uno stato di agitazione avendo aumentato tutte le tasse.
Ci dobbiamo parlare chiaro. Siccome il Presidente Crocetta ogni
volta dice io le parole e gli impegni li mantengo, noi stiamo
parlando di un testo che esce dal Governo, non esce sponsorizzato
dal singolo individuo e parliamo e i miei colleghi hanno anche
fatto chiarezza, parliamo di episodi dove l'allora commissario
Pellos ha messo in liquidazione la presenza della provincia
all'interno di enti del 1800, non di ieri. L'ente Luglio musicale
di Trapani è il secondo, ce ne sono due in Sicilia di enti di
tradizione siciliana assieme al Teatro di Bellini di Catania.
Vorrei capire perché il Teatro Bellini di Catania prende otto
milioni di euro nell'arco di due anni e il Trapani deve prendere
500 mila euro. La proporzione qual è?
E allora, se una torta che non c'è, non ci deve essere una lira,
bene, ci raccordiamo che non c'è una lira. Ma quello che fa capire
il Presidente Crocetta - tutto Trapani, tutto Trapani - Trapani
fin'ora è stata derubata delle azioni di un aeroporto Airgest,
valutato costo zero, chiaro? Su questo io non voglio fare
discussioni.
Abbiamo ritirato gli emendamenti sugli sbarchi che arrivano
migliaia oltre ai centri a Milo che ci sono degli immigrati,
abbiamo ritirato il nome di Trapani, abbiamo accettato altri Comuni
non hanno questi sbarchi tipo Porto Palo e gli altri, ora
l'esagerazione è arrivata al massimo. Io non sono uno che parla,
sto abbastanza in silenzio, però voglio chiarezza su questa
posizione.
Noi non stiamo chiedendo niente in più alle altre province, stiamo
chiedendo che vengano dati gli stessi soldi che aveva la provincia
regionale di Trapani in quota all'ente luglio musicale e in quota
alla biblioteca Fardelliana, perché la biblioteca Fardelliana ha
chiuso con un utile di novantamila euro, quindi non sono enti in
dissesto, enti che stanno morendo, sono enti che hanno sempre
mantenuto un proprio budget fra comune e provincia quindi non c'è
né l'associazione di turno né la furberia di qualche parlamentare
che vuole acquisire qualche risultato se non quello del rispetto,
rispetto che fin'ora non c'è stato per quella provincia.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo io
volevo fare un ragionamento proprio sul comma di carattere, però
generale ovviamente, non mi voglio addentrare sulle particolarità
poi delle singole riserve, non mi interessa e fondamentalmente e
personalmente sono anche d'accordo con lei quando ritiene di non
volerle accettare.
Lo stanziamento però per le province e questo faccio una domanda e
spero di avere una risposta in tempo reale dall'assessore Valenti,
lo stanziamento per le province allo stato attuale è di
settemilioni seicentocinquantamila. Però si sono liberate delle
somme stasera, perché con l'abrogazione dell'articolo che riguarda
gli interporti e il MAAS si sono liberati dieci milioni circa.
Ora, probabilmente erano anche suscettibili ad un taglio lineare
che avevate imposto e comunque una somma cospicua. Questo darebbe
chiaramente alle province la possibilità di espletare i servizi che
fino ad oggi sono stati in capo a loro e che continuano ad essere
che sono i trasporti disabili, la manutenzione delle strade e tutta
una serie di altre cose.
Fra l'altro so che lei ha avuto un incontro con il Commissario
Sirico, che è uno dei rappresentanti, uno dei 9 Commissari delle
Province siciliane e, chiaramente, le ha già rappresentato le
impossibilità di continuare ad andare avanti. Si parla addirittura
che con uno stanziamento dei soli 7 milioni e 600 mila ci sono
anche rischi per la possibilità di continuare a pagare i semplici
stipendi dei dipendenti delle Province stesse. Ora vorrei capire
questo rischio è reale e lei lo ha confermato? E se si, ritiene di
potere prendere quelle somme e portarle all'interno di questo
capitolo?
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Grazie Presidente. Desideravo partire innanzitutto
dall'emendamento 27.86 a firma Gucciardi, Milazzo che, affrontando
il problema in termini non di campanile ma in termini generali come
è corretto che si faccia in una legge che abbia le caratteristiche,
appunto, della generalità e dell'astrattezza, ho posto un problema,
peraltro già in interventi precedenti, ed nella stessa Commissione
Bilancio, un problema nuovo che è nato proprio, dicevo qualche ora
fa da questa tribuna, sta di fatto che le ex Province regionali,
oggi liberi Consorzi, si sono trovati ad avere un taglio
pesantissimo di oltre 100 milioni, ribadisco da parte dello Stato,
oltre ovviamente le difficoltà finanziarie della Regione che è
intervenuta a tagliare ulteriormente le risorse a favore delle
Province.
Quindi, i problemi che riguardano le istituzioni a carattere
culturale, scientifico ed educativo, non possono essere
contrabbandate come una questione di campanile perché sarebbe
veramente triste e miope che un Parlamento del livello del
Parlamento regionale siciliano, possa commettere un errore di
questo tipo, sottovalutando questioni, liquidandole come questioni
che riguardano semplicemente gli interessi di una Provincia.
Onde evitare questo, proprio perché stiamo approvando una legge, e
il rischio di costruire leggi-provvedimento che possano essere
attenzionate dal Commissario dello Stato, onorevole Ruggirello, e
quindi non farci raggiungere l'obiettivo, mi avevano posto, come
dire, nella condizione di studiare la vicenda e trattare alla
stessa maniera tutte le Province, i liberi Consorzi oggi, della
nostra Regione.
Per cui, sin dalla Commissione Bilancio , noi chiediamo, io
chiedo che venga rimpinguato adeguatamente il capitolo dei
trasferimenti ai liberi Consorzi di Comuni, rispetto ai quali ci
accingiamo ad andare a completare una riforma che vorrei non fosse
la riforma del nulla a questo punto perché le attività che le
Province svolgevano in direzione delle Istituzioni culturali,
scientifiche ed educative, viva Dio, sono, erano e sono iniziative
ed attività importanti e qualificanti per le ex Province, oggi
liberi Consorzi, e non possono essere considerate il vezzo o
l'egoismo campanilistico di un gruppo di deputati che vanno, come
dire, a difendere interessi del proprio territorio.
Mi stupisco perché non posso assolutamente immaginare altri
colleghi che hanno parlato prima di me, si riferivano per esempio
alla Provincia di Agrigento, non possono pensare che le ex Province
di questa Regione, rispetto ad Agrigento e a Trapani non abbiano o
non avessero partecipazioni in Istituzioni culturali, non avessero
interessi di Istituzioni educative e scientifiche. E allora,
siccome noi non possiamo far sì che la nostra riforma, ripeto la
riforma del nulla, le Province o i liberi Consorzi che dir si
voglia, ancora, hanno difficoltà enormi, stanno mettendo in
difficoltà i Comuni per gli Enti pubblici.
Vorrei ricordare, lo ricordava prima di me l'onorevole Ruggirello,
che il luglio musicale è riconosciuto con decreto del Presidente
della Repubblica e mi dispiace che si faccia ironia su queste cose
e inviterei i colleghi a verificare e valutare quali sono le
Istituzioni culturali, scientifiche ed educative delle proprie
rispettive Province e difenderle in questa sede, e che la
biblioteca Fardelliana di Trapani, non è una libera Associazione di
volontari che si passano il tempo nel dopo lavoro, è un Ente
pubblico a partecipazione totale pubblica del Comune di Trapani e
del libero Consorzio di Trapani, con diciassette dipendenti
pubblici che hanno gli stessi diritti di tutti i dipendenti
pubblici di questa nostra Regione.
Siccome le ironie fatte su questo tema mi hanno infastidito e sono
offensive per il livello ed il lavoro di queste istituzioni, io
credo che vada fatta giustizia e per questo, nonostante l'ora e vi
chiedo scusa, vanno dette queste cose, perché rendono giustizia di
illazioni che riguardano la voglia di campanile di qualche
deputato.
Tornando al merito, assessore Valenti, in sede di Commissione
Bilancio, ad una mia precisa richiesta rispetto al finanziamento
originario di 7 milioni e 650 mila euro, a prescindere da dove
devono essere destinate e a che cosa devono essere destinate queste
somme, lei mi ha risposto che non saranno sufficienti, da qui al 31
dicembre, per coprire gli stipendi. Altro che fardelliana e
luglio musicale o Toscanini di Ribera, servirebbero somme di
almeno più del doppio, rispetto a quelle previste.
Io mi rendo conto che le difficoltà di questa manovra ci impongono
delle prudenze, chiamiamole così.
Per questa ragione, nell'emendamento 27.86, proprio a riprova
della buona fede di chi vi parla, avevo proposto esattamente
l'impinguamento che ha proposto il Governo questa sera, portando
con l'emendamento 27.Gov. quater a 9 milioni 150 mila euro,
l'impinguamento. Se leggete il 27.86, presentato parecchi giorni
fa, io portavo l'impinguamento, esattamente, a 9 milioni 150 mila
euro.
Oggi il Presidente dell'Assemblea pone un problema diverso, quello
di correre il rischio che il Commissario dello Stato, individuando
in queste di cui una legge provvedimento impugni e ci faccia
raggiungere esattamente l'obiettivo opposto, che ognuno di noi
vorrebbe raggiungere.
Signor Presidente, vorrei leggere testualmente il mio emendamento
27.86, se può essere un contributo: Le assegnazione di parte
corrente alle province sono destinate, prioritariamente, oltre che
alla finalità già prevista dall'articolo 7, comma 2 della legge 31
gennaio 2014, n. 5 , recito testualmente la legge già vigente,
anche al funzionamento delle scuole provinciali e musicali e
aggiungo ed alle istituzioni a carattere culturale, scientifico
già finanziate dalle province regionali .
Io ho grande fiducia negli ordini del giorno, ma mi consentite di
dire che ho più fiducia in una norma di legge. Quindi, intanto
mettiamo la possibilità che il commissario o i commissari, gli
amministratori in carica, possano avere una priorità, aggiungendo
la priorità alle istituzioni culturali, scientifiche ed educative.
Poi, l'accompagneremo con un ordine del giorno, con la buona fede e
l'impegno serio del Governo, del Presidente e dell'assessore al
ramo.
Ovviamente, in questo senso, va aggiunto che non posso non essere
d'accordo ad un sub emendamento che, a questo punto, chiedo venga
fatto all'emendamento che ho presentato io, che elimini le parole
di cui .
Se la costruzione è questa, e cioè che noi, alla priorità alle
scuole musicali, aggiungiamo il prioritariamente , ovviamente
lasciato anche alla discrezionalità e alle esigenze del singolo
commissario, rispetto alle istituzioni culturali scientifiche ed
educative e cassando il di cui , che eliminerebbe il problema di
cui abbiamo parlato e su cui non voglio parlare, fermo restando che
questo Parlamento, da qui al 31 dicembre, dovrà tornare sulla
materia dei liberi consorzi, alloa può funzionare.
Mi riferisco ai trasferimenti, perché così ci dice il Governo e,
da quello che vedo questa sera, credo che raggiungeremmo un
obiettivo nobilissimo e daremo la possibilità a delle istituzioni,
enti pubblici, e ribadisco enti pubblici, di sopravvivere e di non
distruggere la rete culturale che nella nostra Regione ha dato
lustro ai territori e, certamente, non soltanto al territorio della
provincia di Trapani.
PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, se non ho capito male, partendo
dal suo emendamento 27.86, lei propone di fare una norma di
carattere generale che riguarda le scuole, facendo saltare il
riferimento specifico, incrementando di fatto il capitolo con una
una destinazione particolare che è la finalità culturale.
Questa ipotesi, a mio avviso, potrebbe realisticamente salvare il
percorso. La invito a riscrivere l'emendamento in tal senso, perché
probabilmente potrebbe essere la soluzione che fa un po' il
compendio tra quello che era scritto da lei e quello che ha detto
l'onorevole Ciaccio. Tra l'altro, la copertura finanziaria è già
garantita dal Governo che ha presentato un emendamento in tal
senso, quindi potremmo salvare la priorità degli enti culturali.
Onorevoli colleghi, leggo il testo dell'emendamento: il comma 36
è così sostituito: 36. Le assegnazioni di parte corrente alle
province sono destinate prioritariamente, oltre che alla finalità
già prevista dall'articolo 7, comma 2 della legge regionale 31
gennaio 2014, n. 5, anche al funzionamento delle scuole musicali
provinciali e alle istituzioni a carattere culturale e scientifico
già finanziate dalle province regionali , ed aggiungiamo anche la
vigilanza venatoria, che veniva esercitata attraverso le società
che dipendevano dalle province.
Quindi abbiamo incrementato, di fatto, il capitolo e gli abbiamo
dato le priorità.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione
Bilancio l'assessore Valenti ha specificato che queste somme non
sarebbero bastate per pagare i dipendenti delle province e che
avremmo fatto un assestamento successivo.
Io vorrei fare una proposta: dato che tutte le province hanno
potuto inserire i loro teatri, se era possibile, per salvare le
somme e non fare impugnare questo articolo, prevedere un comma
specifico per questi enti, e se poi dovesse essere impugnato,
almeno salveremmo il teatro di Trapani.
PRESIDENTE. Onorevole Sudano, di fatti è saltato il riferimento,
lei è venuta proprio a quello che dicevo io con la riserva di
legge. Così può passare, in quel modo si rischiava di essere
impugnato.
Si passa all'emendamento 27.2, dell'onorevole Fazio.
FAZIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 27.82 e 27.83, dell'onorevole Falcone.
FALCONE. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.105, dell'onorevole Ciaccio.
CIACCIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 27.86, dell'onorevole Gucciardi.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 27.86.1:
«All'emendamento 27.86 sopprimere dalle parole di cui alle parole
presente legge e dopo le parole Provincia regionale aggiungere
le parole nonché per il servizio di vigilanza venatoria ».
Onorevoli colleghi, così abbiamo fatto una norma di carattere
generale che riguarda tutte le province ed ha previsto un aumento
delle somme e, in ordine proprio all'aumento delle somme, avendo il
Governo già presentato un emendamento in tal senso, vuol dire che
c'è la copertura finanziaria. Me lo conferma assessore Agnello?
AGNELLO, assessore per l'economia. Si, glielo confermo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione il
subemendamento 27.86.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.86, così come
modificato dal subemendamento 27.86.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti sino al 27.64 sono assorbiti.
Si passa all'emendamento soppressivo 27.55, dell'onorevole
D'Asero.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo 27.104, dell'onorevole
Ciaccio,
ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 27.104.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 27.104.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole alla
soppressione del comma 37 vota verde; chi è contrario vota rosso,
chi si astiene vota bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 32
Contrari 24
(E' approvato)
Si passa all'emendamento soppressivo 27.56, dell'onorevole
D'Asero.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento soppressivo 27.103, dell'onorevole
Ciaccio,
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 27.103.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 27.103.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole alla
soppressione del comma 38 vota verde; chi è contrario vota rosso,
chi si astiene vota bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 36
Contrari 24
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, gli altri emendamenti sono tutti aggiuntivi e,
se date uno sguardo, mirano a ripristinare alcune postazioni di
bilancio: Istituto Gramsci, Società Siciliana per la Storia Patria,
Centro di accoglienza Padre Nostro, ecc.
Io sono dell'avviso di dichiararli inammissibili, per ovvie
ragioni.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei parlare un
attimo dell'emendamento che istituisce gli ecomusei in Sicilia,
perché è un emendamento che non comporta spesa ma porta incassi per
la Regione. Faceva parte del testo della finanziaria, nell'articolo
57, ed era stato stralciato perché, essendo di competenza esclusiva
della II Commissione, per errore, dopo che la II Commissione
l'aveva apprezzato, è tornato alla Commissione di merito.
Ripeto, siccome è un emendamento che porta risorse alla Regione,
non credo che l'Aula abbia necessità di opposizione, perché anzi
produce incassi. Credo che il Presidente Dina voglia spendersi in
tal senso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, voglio essere chiaro, per evitare
equivoci. Vi sono numerosissimi emendamenti aggiuntivi, sia del
Governo che dei singoli parlamentari. Per una questione di
procedura, senza fare alcuna sospensione, arriveremmo comunque a
domani mattina. Io non ho nessuna difficoltà ad ammettere questo
emendamento, considerato che non comporta nuove spese, ma non
vorrei che fosse l'espediente usato per costringermi ad ammettere
anche tutti gli altri emendamenti.
MARZIANO. Se questa viene considerata un'eccezione e non se ne
ammettono altri, allora va bene
PRESIDENTE. Infatti, se voi mi autorizzate questa come eccezione,
considerato che non è una nuova spesa, lo approviamo e dichiaro
inammissibili tutti gli altri emendamenti aggiuntivi.
Se, invece, pensate che, avendo permesso questa eccezione, ne
potrò accettare altre, non sono assolutamente d'accordo.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 02.53, è ripresa alle ore 03.17)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Uffici hanno effettuato un esame
sugli emendamenti aggiunti all'articolo 27.
Dichiaro inammissibili gli emendamenti 27.92, 27.91, 27.93,
27.113, 27.126, 27.128, 27.137, 27.81, 27.04, 27.07, 27.09, 27.136,
27.59, 27.79, 27.127, 27.11, 27.30, 27.94, 27.96.
Risulta precluso l'emendamento 27.114
L'unico emendamento ammissibile è l'emendamento 27.98, che tratta
di spese per il trattamento accessorio del personale con qualifica
diversa da quella dirigenziale in servizio presso gli Uffici di
diretta collaborazione del Presidente della Regione e degli
Assessori regionali, gli Uffici di Gabinetto per intenderci.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza. Si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. All'emendamento 27.98 appongono la firma gli onorevoli
Ferrandelli, Cimino, Alongi, Tamajo, Milazzo, Gianni, Alloro, Lo
Giudice, Picciolo, Dina e Di Giacinto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, siamo tutti stanchi e dovete pure considerare
che è da stamattina che sono qua. Eventualmente sospendiamo e
riprendiamo domani. Io non ho nessuna difficoltà.
E' una questione di carattere generale che ho detto e non ho
nessuna difficoltà ad ammettere il suo emendamento onorevole
Gianni, non perché è stato ammesso quell'emendamento, ammettiamo
tutti gli altri. Questo non lo consento. Tutti gli altri sono
inammissibili.
GIANNI. Questo non è un emendamento aggiuntivo.
PRESIDENTE. E' stato stralciato insieme a tanti altri. Non
insista. La competenza era solo ed esclusiva della II Commissione.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per precisare che il mio Gruppo era contrario all'emendamento che
abbiamo testè approvato perché, da solo, con tutto il rispetto per
il Brass Group, praticamente prende quasi quanto le associazioni di
tutta la Sicilia.
PRESIDENTE. Si dà atto che il Movimento Cinque Stelle dichiara di
essere contrario all'emendamento testè approvato.
Onorevoli colleghi, Governo, proprio per non arrivare fino a
domani mattina, penso che gli Uffici siano già pronti per lavorare
sulla copertura finanziaria che dovrà essere approvata con
l'articolo 32. Ci affidiamo a lei, assessore Agnello, per non
rinviare di un giorno.
Onorevoli colleghi, ricordo a me stesso, non ad altri, che noi non
stiamo approvando la finanziaria, stiamo approvando una manovra di
assestamento di bilancio.
Si riprende l'esame dell'articolo 30, in precedenza accantonato.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole D'Asero, un
emendamento soppressivo dell'intero articolo
D'ASERO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nonostante l'ora
tarda, l'articolo 30 è un articolo che merita attenzione e che
merita di essere soppresso, atteso che sono stato definito un
presentatore di emendamenti soppressivi poi in larga misura
ritirati su questo invece c'è, signor Presidente, onorevoli
colleghi la necessità di essere convinti nel fare una battaglia per
sopprimere l'articolo 30.
Le realtà del nostro territorio siciliano, afflitto da una serie
di difficoltà, vede in questa fragilità delle imprese, in questa
fragilità della situazione socio - economica che abbiamo, gli enti
che hanno dei fondi specifici e che riguardano la loro
caratterizzazione. Fra questi c'è l'IRCAC, così come l'IRFIS così
come la CRIAS.
Volere sopprimere o volere utilizzare i fondi caratterizzanti
degli enti per altre iniziative significa, di fatto, distruggere
questa realtà che - attenzione, cari colleghi - è oggi una grande
possibilità di impegno per quei comparti che in questi istituti
trovano un riferimento sicuro. La cooperazione con l'IRCAC, le
imprese artigiane e commerciali con la CRIAS, le imprese
industriali e anche le attività di carattere finanziario con
l'IRFIS.
Io ritengo che sia un'azione criminis, cari amici anche della
Commissione Bilancio, come avete potuto consentire questo scempio?
Utilizzare venticinque milioni di euro che è il fondo che tiene
viva l'IRCAC, poterli destinare per altre finalità che trovano lo
spazio di un esercizio, e quindi di un momento, per essere
totalmente utilizzati, significa veramente non avere valutato fino
in fondo quello che è il senso di questa reale azione.
Io ritengo che in questo caso sia necessario che il Governo
intervenga, prenda atto di questa ,orse non del tutto meditata, e
possa consentire col proprio voto favorevole la soppressione
dell'articolo e quindi il mantenimento del fondo speciale che è il
fondo IRCAC, che era il fondo caratterizzante per le attività delle
imprese cooperative.
Atteso che in questa fase di crisi generale il mondo della
cooperazione, particolarmente per quella parte di cooperativa
sociale, di cooperative, è in questo momento di disastro per
l'attività delle imprese con un calo anche conseguenziale
dell'occupazione, il settore che ha un incremento dell'occupazione
del 7,1 per cento. Questo significa avere una grande possibilità di
difendere questo fondo dell'IRCAC, quindi far sì che si permanga in
questa condizione. E ogni altra azione è veramente, cari colleghi,
un'azione criminis. Cerchiamo di intervenire e di fermare questo
tipo di azione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intervenire
sull'articolo 30 per riaffermare, da un lato, le ragioni di coloro
che fanno impresa in Sicilia e, dall'altro lato, per dire che
questo articolo 30 va contro una logica di sviluppo, di crescita,
di sostegno alle attività produttive verso, invece, una logica
dell'assistenzialismo. Una logica che toglie a chi può immettere
nel mercato un circolo virtuoso per potere procedere, invece, ad
una elargizione a pioggia di contribuzione o di assistenzialismo in
maniera indifferenziata ed indiscriminata.
Tra l'altro, questo articolo sconta già di una censura del
Commissario dello Stato che nella precedente Finanziaria,
all'articolo 24 della precedente norma della manovra correttiva e
legge di stabilità, veniva impugnata perché, sul quantum e sull'an
delle risorse che dovrebbero essere liberate, non vi era certezza
perché dalla relazione tecnica che era stata presentata non vi era
una quantificazione reale né, tantomeno, vi era la certezza del
disimpegno di queste somme che si vorrebbero liberare a fronte di
impegni che ancora, a tutt'oggi, persistono.
Io qua non mi soffermerò sulle centinaia di emails che sono
arrivate e che hanno intasato le nostre caselle di posta
elettronica e, in questo senso, proprio perché vi è stata una
chiara richiesta da tutto il mondo produttivo, cooperativistico,
del terzo settore e mutualistico, credo che oggi non serva, e lo
voglio dire al Presidente Crocetta, ma anche all'assessore alle
attività produttive che non vedo e che stasera doveva venire a
sostenere e difendere un articolo che va nella direzione opposta
rispetto al sostegno ed alla difesa di quella Sicilia che produce.
Lo dico perché, ancorché il Governo abbia mandato un nucleo di tre
persone nella qualità di ispettori, dalla relazione che hanno fatto
non è emersa la disponibilità reale rispetto ai disimpegni
effettivi che si potrebbero realizzare rispetto alle somme che oggi
vengono sottratte a questo Istituto di credito.
Per queste considerazioni noi manteniamo l'emendamento soppressivo
e chiediamo, fin da subito, il voto segreto perché nella libertà
della scelta e della discrezionalità della segretezza dell'urna,
quest'Aula non possa apportare i cervelli all'ammasso , ma possa
avere un sussulto di orgoglio e dire, contro il mondo produttivo,
che quest'Aula vuole difendere il principio che chi investe, chi
produce e chi si scommette personalmente deve essere difeso.
Per cui chiediamo al Governo di ritirare questa norma, viceversa
chiederemo il voto segreto e invitiamo l'intero Parlamento a
sostenere l'emendamento soppressivo.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei avere una
spiegazione da parte dell'Assessore all'economia e dal Presidente
Crocetta circa l'ultimo capoverso dell'articolo 13, il quale recita
che queste risorse servono per le garanzie occupazionali di cui
all'articolo 13, comma 2.
Posto che l'articolo 13 non ha un comma 2, semmai dovrebbe essere
articolo 12, voglio dire all'Aula che se questo articolo dovesse
essere cassato noi non diamo la copertura ai forestali, immagino, o
ai consorzi di bonifica.
Bisogna chiarire cos'è l'articolo 13, comma 2 o l'articolo 12?
Cioè perché si prendono questi soldi e dove vanno questi soldi.
PRESIDENTE. Se ci sono dei rilievi si scrivano Si formalizzino,
si faccia riferimento all'articolo 117.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, da un controllo effettuato - e dei miei
controlli si deve fidare - l'IRCAC ha a disposizione, cash, 15
milioni di euro, questi 25 milioni di euro non ci sono e andiamo a
rischio impugnativa.
Sono favorevole a votarlo, ma so che c'è una disponibilità che
non va oltre i 15 milioni di euro, da deputato mi sono informato,
ho fatto una ricerca visto che rientra nelle mie competenze, sono
15 milioni di euro.
Quindi, la invito a presentare un sub emendamento al comma 6 e
poi, Presidente, riguardo alla cancellazione di tutti coloro delle
cooperative che entro i due anni dobbiamo azzerare, dobbiamo
chiudere con i contenziosi, io ho proposto un emendamento, il
30.22, nel quale dico che sono escluse, dal predetto disimpegno, le
somme destinate a procedimenti pendenti alla data della presente
legge.
Questo significa che diamo la possibilità a queste pochissime
cooperative, che hanno questo contenzioso aperto, saranno circa
tre, quattro, di continuare questo percorso e, quindi, nel vedersi
aggiudicare questo benedetto finanziamento affinché possano portare
a compimento il loro progetto innovativo.
L'altro emendamento, è sempre il 30.22. II parte, che chiede
praticamente la sospensione del comma 4, se non viene approvato
questo qui.
Inoltre, la norma secondo me eccede la competenza regionale,
violando il limite dell'ordinamento civile, perché è di competenza
dello Stato, ex articolo 117 della Costituzione, quando c'è una
concessione di un finanziamento, non può essere tolto d'emblèe
all'ultimo momento.
PRESIDENTE. Inviterei i deputati a prendere posto, lasciando
libero il banco del Governo. Siamo in una fase delicatissima e si
rischiano di fare errori, poi per dare ragione all'onorevole
Zafarana quando afferma che non bisogna lavorare di notte, perché
ci sono loro che vigilano. Vigiliamo tutti quanti. Invito tutti a
prendere posto.
E' stata evidenziata molto bene la questione, che sia chiara
all'Aula: se si dovesse approvare l'emendamento soppressivo
dell'articolo 30, verrebbe meno la fonte di finanziamento che dà
copertura ai forestali.
Siccome è stato fatto questo gioco ad incastro tra norme, ne
abbiamo approvata una che rinvia ad un'altra; noi siamo obbligati
in questa fase, altrimenti dovremmo rivedere tutta la manovra.
Dovrebbe prevalere, in questo momento, un po' di buon senso.
FALCONE. Dichiari inammissibili i nostri emendamenti.
PRESIDENTE. In questo momento dovrei dichiarare, per questo
sistema d'incastro, inammissibili questi emendamenti, sto ponendo
la questione all'Aula.
Prendo atto che lei contesta la dichiarazione di ammissibilità.
Dichiaro inammissibili gli emendamenti 30.1, 30.16, 30.19, 30.4,
30.6, 30.8, 30.7.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento
governativo 30.20.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
facendo seguito agli interventi degli onorevoli Cimino e Lentini,
chiedo al Governo di insistere sull'emendamento 30.20, perché
consente di superare alcune incertezze sul comma 1, perché questo
pone il tema di autotutela dell'atto senza considerare il profilo
dei requisiti previsti dalla legge, cioè l'illegittimità originaria
dell'atto e l'assenza di presupposti consolidati in tema al
destinatario.
Il Governo legittimamente ha posto queste problematiche, che sono
risolte dal 30.20. Oltre al 30.20 è opportuno che il Governo
insista anche sull'altro emendamento, quello relativo alla
soppressione del comma 4.
Su questi due emendamenti governativi la formulazione
dell'articolo 30 sarebbe perfetta.
PRESIDENTE. Il Governo mi conferma che l'approvazione di questo
emendamento non inciderà su quello già approvato, sull'articolo 12?
AGNELLO, assessore per l'economia. E' così.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vice presidente della Commissione. Favorevole.
D'ASERO. L'emendamento soppressivo 30.1 a mia firma?
PRESIDENTE. L'ho dichiarato inammissibile onorevole D'Asero. La
ringrazio della discussione soprattutto dell'intervento
dell'onorevole Cimino perché se non fosse stato per la discussione
approfondita, probabilmente, vista l'ora tarda, avremmo fatto
qualche strafalcione. La sto ringraziando veramente.
D'ASERO. Ritengo che è del tutto innaturale il percorso di
quest'Aula. L'Aula si deve pronunciare.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, lei lo può ritenere innaturale, per
carità, però l'Aula già si è pronunciata e ha dato copertura ai
forestali attingendo ai fondi dell'articolo 30.
Scusate lo dico io e faccio una riflessione. Siccome le somme a
favore dei forestali dovrebbero essere immediatamente impegnabili,
liquidi, con questo articolo non vorrei che gli Uffici
posticipassero di trenta giorni perché è una verifica e il
successivo disimpegno. Non so se rendo l'idea.
CRACOLICI. Anche il primo comma è così.
PRESIDENTE. Sono d'accordo però dobbiamo sapere quello che andiamo
a votare.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vice presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 30.20. I Parte a firma del
Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Sono preclusi gli emendamenti 30.14, 30.2, 30.3,
30.22.
Si passa all'emendamento 30.20 II Parte a firma del Governo. Il
comma 2 è soppresso .
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vice presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Il comma 3 è soppresso. Il Parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia.. Contrario
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 30.20 III Parte a firma del
Governo. prevede la soppressione del comma 4.
Il parere della Commissione?
VINCIULLO, vice presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 30.20 III Parte, che
è di identico contenuto del 30.22 a firma dell'onorevole Lentini.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Dichiaro inammissibile gli emendamenti 30.25, 30.12,
il 30.13, il 30.5, 30.17, 30.18, 30.23, 30.24, 30.21.
Dichiaro decaduto l'emendamento 30.15 a firma dell'onorevole Di
Mauro per assenza del firmatario.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo, 30 così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
Comunico che è contrario il PID, Forza Italia, Lista Musumeci e
Nuovo Centro destra.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 45, precedentemente accantonato. Questo
articolo è stato introdotto in bilancio, è stato reso parere
favorevole dalla III Commissione e lo abbiamo lasciato.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, ho commesso un errore la volta scorsa
quando è stato votato un emendamento a mia firma e ringrazio
l'onorevole Cancelleri che me lo ha fatto notare.
Il mio emendamento era estensivo e non restrittivo. Si trattava di
un emendamento che riguardava una vecchia formulazione, perché
precedentemente il termine era del 31 dicembre 2014, l'emendamento
estendeva di dodici mesi nella convinzione che fosse il 31 dicembre
2014 e non 2015.
Chiedo agli uffici se si può eliminare e lasciare il comma 2, così
come prevede la sospensione al 31 dicembre 2015, non so se si possa
fare con un emendamento ex articolo 117, rappresenta un mero errore
materiale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se l'Aula è d'accordo,
l'emendamento 45.3.I parte si intende non approvato.
L'onorevole Rinaldi, la scorsa volta, per un errore materiale,
aveva perorato l'emendamento che prevedeva il prolungamento della
proroga di dodici mesi. In realtà nel comma successivo era già
prevista una data ancora superiore rispetto al 2015.
La volontà del proponente l'emendamento era quella di dare
un'ampia proroga.
Stiamo prendendo atto che si trattava di un errore.
Pertanto l'emendamento 45.3.I parte si intende non approvato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che sono ritirati gli emendamenti 45.3.II parte, a
firma dell'onorevole Rinaldi, gli emendamenti 45.1, 45.4, 45.5,
45.6, 45.7, 45.8, 45.9, 45.10, 45.2, 45.11, 45.12, 45.14, 45.15 a
firma dell'onorevole D'Asero.
L'Assemblea ne prende atto.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, sebbene in linea di principio noi
siamo favorevoli a questo articolo, a mio avviso, però,
necessiterebbe che gli Uffici finanziari e il Ragioniere generale
facessero una relazione tecnica per trovare e specificare la
puntuale copertura finanziaria.
Questa norma, così com'è articolata, rischia di avere una
copertura finanziaria incerta. E' giusto che io lo dica a chi ne è
stato promotore. Siccome i fondi che utilizza non sono puntualmente
individuati e quantificati, rischiamo. Solo questo voglio dire.
Quindi, se magari il Governo vuole un attimo fare una riflessione
aggiuntiva su questo, bene; viceversa andiamo avanti.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'argomento
abbiamo presentato un ordine del giorno, perché io ritengo che ci
sia anche da integrare a questo ragionamento il Fondo morosi
incolpevoli.
Come è noto a tutti voi, una norma nazionale consente, ai sensi di
una norma che dà una ripartizione per anno, con l'individuazione
anche di un capitolo, perché è un fondo che viene in parte
finanziato dallo Stato e integrato o, comunque, anticipato da parte
della Regione, una misura a sostegno e di assistenza alle famiglie
meno abbienti che sono oggetto di sfratti per morosità e, quindi,
nella condizione di disagio economico da non poter pagare
sostanzialmente l'affitto e, quindi, subiscono lo sfratto e,
pertanto, sono in stato di bisogno.
In questo articolo, ritengo, signor Presidente, che, anche in
fase applicativa, possa essere considerata questa opportunità, in
modo da utilizzare anche i fondi nazionali che vengono in questo
senso destinati per questo tipo di iniziative.
PRESIDENTE. Dopo questi rilievi, mi rivolgo al Governo, possiamo
passare alla votazione finale dell'articolo 45?
AGNELLO, assessore per l'economia. Si.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 45, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passiamo all'articolo 42
sull'abrogazione e modifiche di norme.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 42.4 a firma
dell'onorevole D'Asero. Lo ritira?
D'ASERO. Non lo ritiro e chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Vuole spiegarne il motivo, perché generalmente,
onorevole D'Asero, quello sull'abrogazione e modifica di norme è un
articolo che, di norma, serve a integrare e modificare questioni di
carattere tecnico.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che se il
Governo, l'assessore Agnello spiegasse questo articolo l'onorevole
D'Asero avrebbe un'aggiuntiva riflessione e, quindi, potrebbe anche
ripensare a quella che è la sua posizione un po' troppo radicale,
forse.
D'ASERO. Li ritiro.
PRESIDENTE. Ritirati tutti i soppressivi. L'Assemblea ne prende
atto.
Si passa all'emendamento 42.12 del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sono pervenuti da parte della Commissione tre
emendamenti.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor presidente, onorevoli colleghi, Governo, delle due
l'una: o qua troviamo un momento e ci fermiamo e riflettiamo oppure
emendamenti che hanno sanatorie di personale noi non ne possiamo
accettare.
Allora, io lo voglio dire in maniera molto sincera, ci fermiamo un
attimo, signor Presidente, tutti abbiamo magari da correggere degli
errori legislativi che nel passato sono stati fatti; però, se qua
con la scusa di mettere un piccolo emendamento si inseriscono delle
nuove cose, io non sono contrario, ma purché sia un trattamento
equo. Allora, fermiamoci un attimo e restiamo disponibili a
confrontarci.
D'ASERO. Anche queste, signor Presidente, comportano maggiori
spese, mi dispiace che lei queste li ammetta
LEANZA. Signor Presidente vorrei semplicemente capire cosa stiamo
votando nel senso che uno l'ho capito che è quello degli ecomusei
ma gli altri due non sono riuscito a capirlo. Se vengono illustrati
perché vorremmo capire quello che votiamo, anche se sono le 4.00 di
mattina, ma lo vorremmo capire.
D'ASERO. Ora non esageriamo e cerchiamo di avere un senso di
rispetto
CRACOLICI. Abbiamo dato parere negativo in Commissione
all'emendamento 27GOV.BIS e adesso rientra qua
PRESIDENTE. E'in trattazione questi: sono il 42.14, 42.15 e 42.16.
Io non ho distribuito niente, se me lo fa vedere. Almeno l'ha
passato prima dalla Presidenza? .scusate non so che cosa sta
succedendo, questo è inammissibile perché non è pervenuto alla
Presidenza. 42.15 onorevole Gucciardi. Questo è arrivato alla
Presidenza. Non è passato dalla Commissione?
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Questo sì. Presidente Dina, questo è stato approvato
dalla Commissione, il 42.15. Era nel testo ed io credo, non doveva
essere stralciato, è un emendamento che avrebbe dovuto presentare
il Governo perché una correzione o un errore che ha fatto questo
Parlamento nella legge di riforma del precariato, ecco per
intenderci, escludendo una sola categoria di precari che sarebbero,
per capirci, i precari dell'ex fondo nazionale, che sono stati
prorogati da questo Parlamento per anni, anni e anni. E' una
dimenticanza del Parlamento. I lavoratori stanno già svolgendo
attività dal primo gennaio. I Sindaci qualche mese fa si sono
recati presso il Dipartimento e hanno avuto questa amara sorpresa.
Io credo che questo emendamento per altro firmato anche
dall'onorevole Di Mauro, rende un atto di giustizia a dei
lavoratori per un errore commesso dal Governo e dal Parlamento.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Credo che in linea di principio, quello che sostiene
l'onorevole Gucciardi, possa essere anche meritevole di
apprezzamento però allo stesso modo le discrepanze che lamenta il
collega, devono anche trovare ed essere estese a tutte quelle
discrepanze per cercare di agevolare perché il legislatore possa
aiutare a semplificare l'attività di chi amministra e di chi viene
in territorio siciliano. Io mi sono permesso Presidente Ardizzone
di presentare un sub-emendamento all'emendamento Gucciardi che
sostituisce le parole all'articolo 30, sempre, della legge che
abbiamo fatto la finanziaria scorsa, la legge 5, le parole possono
essere prorogate con vengono prorogate . Perché? In tutta la
Sicilia c'è il comune più piccolo della provincia di Catania, il
comune di Milo, in cui il segretario comunale si è convinto che
prorogare i contrattisti sia danno erariale perché ritiene,
assessore Valenti, che l'assessorato alle autonomia locali non
trasferirà i fondi.
A nulla è valso che i suoi validi funzionari abbiamo data
rassicurazione chiara apertis verbis , al sindaco ed al
segretario comunale, per cui ancora tutto è bloccato.
Con questa norma aiutiamo ulteriormente il sindaco,
l'amministrazione ed il segretario comunale a dire che poiché
vengono prorogati é l'assemblea che me lo sta chiedendo io,
puntualmente, do seguito ad un deliberato dell'assemblea.
Perché dico questo, signor presidente? Perché ho voluto spiegare
che questioni delicate e se vogliamo, che creano delle difficoltà,
come quelle presentate dall'onorevole Gucciardi, ce ne sono altre.
Riflettiamoci un attimo e le mettiamo tutte insieme e sulle stesse
troviamo comunità di intenti.
PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, le sue iniziative sono lodevoli,
però debbo dichiarare inammissibile la prosecuzione e mi dispiace.
L'avevo resa ammissibile, però realisticamente, apriamo una maglia
a sub emendamenti e non credo sia corretto a quest'ora.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Come
subemendamenti ce n'è uno solo.
GUCCIARDI. Su questo argomento vorrei sentire il Governo.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, sì, in effetti, è vero quello che dice
l'onorevole Gucciardi. Sono lavoratori che sono stati prorogati con
successive leggi, la 13 del 2009, la 11 del 2010, la 4 del 2013 e
poi, per un vero errore materiale, quando abbiamo fatto la legge
sui precari, il famoso articolo 30 della legge 2013, per mera
dimenticanza sono rimasti fuori. Peraltro, questa loro posizione è
già stata apprezzata sia nella commissione seconda che nella
commissione quinta.
Effettivamente, significa ripristinare quella che era una
condizione che doveva essere già regolamentata, sin dal momento
dell'entrata in vigore della legge del 2013.
Oggettivamente è così. Si tratta di una dimenticanza e di un
errore tecnico, a fronte di un processo che già il parlamento, con
successive leggi, aveva già codificato perché sono a tutti gli
effetti degli LSU, però nel momento in cui è stata fatta la norma
sui precari, non è stato messo riferimento a questo, come bacino di
riferimento per i precari che potevano essere inseriti nell'albo
unico. Sono stati messi alcuni riferimenti, ma questo è sfuggito e,
quindi, sono rimasti fuori.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor presidente, posso dire, con più precisione
dell'assessore, cosa è successo? E' una cosa molto delicata. Signor
presidente, io a lei faccio una pregiudiziale. O tutto o nulla
Mi sono preso una norma. Tutti abbiamo un telefonino, andiamo su
google, quando non abbiamo i riferimenti normativi e facciamo una
piccola cronistoria di quello che è successo.
GUCCIARDI. Forza Italia avrà mandato a casa questi cento
lavoratori .
FALCONE. Non l vogliamo mandare a casa, così come il PD penso che
non voglia mandare a casa otto poveri disgraziati che lavorano al
Comune di Milo e siccome c'è un funzionario che nonostante i
funzionari della Regione abbiamo detto guardate che i soldi vi
arrivano e vi arrivano forse anche più dell'anno scorso si ostina
a non contrattualizzarlo. È l'unico Comune
Volete raccontato cosa è successo? Allora ve lo racconto tutto io.
Articolo 13, Presidente Ardizzone. Lei ricorderà nel 2009 facemmo
una norma in materia di politiche del lavoro. Vi ricordate i famosi
due milioni e mezzo, colleghi della scorsa legislatura, quando
demmo due milioni e mezzo per il sostegno delle politiche attive
del lavoro, creando nuovo precariato? Di quello stiamo parlando, di
quel precariato stiamo parlando, se la dobbiamo dire tutta
Presidente Ardizzone, fu un deputato, specificatamente, che
propose quella norma sulla quale allora ci fu qualche mal di
pancia, ma alla fine passò. Si creò un nuovo bacino di precariato,
da quel momento ce lo siamo trasportati. Ora c'è stata una
soluzione di continuità e lo stiamo recuperando. Se recuperiamo una
cosa dobbiamo dare giustizia a tutti Io non sono contro nessuno,
però esigo rispetto che molte volte ha ragione Nino D'Asero, non
viene assegnato e non c'è reciprocità nel rispetto che
l'opposizione dà alla maggioranza. E questo mi dispiace.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Ho detto al collega Falcone che il problema che pone
per gli otto di Milo non può essere apportato in termini
legislativi.
PRESIDENTE. Così è, avanti. Perché non si può dire per legge che
vengono prorogati, occorrono le condizioni di base per prorogare.
PANARELLO. Dopodiché, collega Falcone, guarda che il fondo
nazionale è una cosa che nasce venti anni fa
(Interruzione dell'onorevole Ioppolo)
Io sto dicendo che legislativamente la questione di Milo non si
può risolvere ed è del tutto evidente perché se non puoi mettere
nella norma che il segretario comunale che si rifiuta di lo devi
fare per forza. Ma di che parliamo?
Detto questo, per carità, ha ragione il Presidente, alle 5.00 del
mattino non possiamo aprire una discussione di questo genere se non
siamo d'accordo. Resta il fatto però, collega Falcone, che lei non
può dire che queste persone di cui all'emendamento sono state
create nel 2009, perché questo è falso. Questo è falso. Perché il
fondo nazionale è stato costituito molto prima e se questi
lavoratori discendono dal fondo nazionale sono LSU da molto più
tempo di tanti contrattisti che abbiamo contrattualizzato e coperto
con la legge. Di questo si tratta. Dopodiché, il Parlamento in
ragione del problema che il collega Falcone ha su Milo non può
legiferare, per carità, non lo faccia, ma non si dicano falsità.
PANEPINTO. Una Commissione si ricorda che è una legge sbagliata
alle 5.00 del mattino?
PRESIDENTE. No, basta onorevole Panepinto, quale altro
emendamento?
Dichiaro inammissibili tutti gli emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 42, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FALCONE. vorrei sapere cosa abbiamo sanato. Abbiamo sanato i
comuni che non hanno presentato le istanze regolarmente Stasera lo
dobbiamo dire perché le regole valgono e intermittenza e non
vogliamo sfruculiare ma qua nessuno è scemo
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 76 «Variazione al quadro di
previsione dei cassa del bilancio della Regione», precedente
accantonato.
C'è un emendamento soppressivo dell'onorevole D'Asero. Poiché
l'articolo non si può sopprimere dichiaro l'emendamento
inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 76. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario di alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1 Variazioni allo stato di
previsione dell'entrata del bilancio della Regione ,
precedentemente accantonato.
FALCONE. L'onorevole Cracolici ha detto di stare attenti a mandare
i numeri corretti al Commissario dello Stato .
CRACOLICI. L'onorevole Falcone ha ragione
PRESIDENTE. Questo lo darei per scontato.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario di alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Distribuisco le quattro modifiche e non
il fascicolo, perché tutti gli altri sono inammissibili; solo
quelli ammissibili.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
dei chiarimenti riguardo all'emendamento TAB.B.14, che prevede di
finanziare tre capitoli, di cui due mi risultano per memoria ed uno
addirittura bocciato in Commissione Bilancio .
Voglio capire se dobbiamo giocare e che intenzioni ha il Governo,
perché rifinanziare qualche cosa che in Commissione è stato
bocciato mi sembra assurdo, soprattutto alle 4.30 del mattino.
Pertanto, ne chiedo il ritiro.
PRESIDENTE. Questo dovrebbe chiederlo al Governo; gli Uffici hanno
evidenziato quello che lei diceva, però formalmente l'emendamento è
ammissibile perché c'è la copertura finanziaria. Se è stato
bocciato in Commissione non significa che non può essere
ripresentato in Aula, e il Governo in Aula lo sosterrà.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, stiamo
parlando di argomenti di un certo rilievo. Per esempio, con
l'emendamento TAB.B.8 stiamo togliendo soldi all'AST, tanto cara al
Presidente Crocetta, alla quale qualche mese fa volevamo mettere
anche le ali, quando dovevamo sopperire alla Wind-jet. E' successo
questo: l'anno scorso mettevamo le ali, quest'anno stiamo dando
colpi alle gambe, tranciamo le gambe, tagliamo le ruote, e gli
togliamo 8 milioni 467mila euro.
La richiesta che fa Forza Italia è quella di ritirare tutto,
dichiarandolo inammissibile, perché non sono più, a quest'ora,
norme igieniche.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, mi
giunge questo emendamento - mi ricordo solo i numeri, non vorrei
sbagliarmi - il capitolo 505901 dove vengono appostati 620 mila
euro, lo stesso capitolo che abbiamo trattato in Commissione
Bilancio a proposito del pagamento di tutte le quote non versate
e già prescritte fin dal 1999 ad una serie di associazioni sanità.
E poi il capitolo 242526, dove vengono appostati 250 mila euro, è
lo stesso capitolo che abbiamo trattato in Commissione Bilancio ,
dove vengono finanziati gli enti che prendono i soldi grazie a una
graduatoria.
AGNELLO, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirare gli
emendamenti TAB.B.14 e TAB.B.8.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento TAB.B.10 è dichiarato decaduto.
Si passa all'emendamento 2.2, dei deputati Questori.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sostenendo questo
emendamento c'è anche un ulteriore richiesta che rivolgo alla
Presidenza, e cioè quella di rigettare ogni richiesta del Comune di
Palermo per sottrarre la nostra zona destinata a parcheggio ad
altri usi, perché ciò comporterebbe un disagio notevole per tutti i
dipendenti di questa Assemblea, per tutti i parlamentari e per
tutti coloro che frequentano questo Palazzo.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, le perdono queste dichiarazioni
perché siamo alle 5.00 del mattino. Ho dato io l'autorizzazione al
Comune di Palermo a liberare questa piazza dalle auto, perché fin
quando ci sono le auto questo Palazzo non verrà dichiarato sito
dell'Unesco.
Parliamo di privilegi ed abbiamo il problema che bisogna
necessariamente parcheggiare?
Ripeto, questo Palazzo non viene dichiarato sito dell'Unesco
perché il parcheggio, per cui correttamente il Comune di Palermo,
d'intesa con l'Assemblea Regionale Siciliana, ha chiesto di
pedonalizzare l'area circostante perché verranno gli ispettori
dell'Unesco.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CORDARO. Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 2 con l'allegata Tabella. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta al fine di
rivedere le coperture finanziarie, i affidandoci e fidandoci del
Governo.
(La seduta, sospesa alle ore 04.40, è ripresa alle ore 04.54)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, alla luce dei provvedimenti che
quest'Aula ha testé adottato, è stato formulato l'articolo 32 che
riguarda la copertura finanziaria.
E' in distribuzione il testo preparato dal Governo, e chiaramente
non si presentano emendamenti che riguardano aspetti di carattere
tecnico.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, memore di
un'antica relazione di minoranza di una Finanziaria trascorsa,
tutto sommato è chiaro che le coperture finanziarie le abbiamo
riviste ed hanno avuto degli aggiustamenti.
Vorrei fare soltanto qualche considerazione che rimanga anche agli
atti perché noi, con questo articolo 32, sostanzialmente stiamo
utilizzando quest'anno il minore disavanzo che avremo utilizzato
l'anno prossimo. Stiamo ulteriormente anticipando al 2014 i
risparmi del piano di rientro, ma con un problema però, che stiamo
utilizzando per intero quel famoso plafond dei 300 milioni di euro
circa, anticipandoli con quel sofismo contabile che ci ha
contestato la Corte dei Conti. Quelle che sono le somme che
accerteremo nel prosieguo e che potremo utilizzare in termini di
competenza di cassa, le stiamo utilizzando in termini di
competenza, anticipandoli.
E poi ci sono due problemi che sono, a mio avviso, i più seri.
Primo, al comma 6 stiamo incrementando gli accantonamenti
dell'anno 2015 che passano da poco più di 979 milioni a un miliardo
e 112 milioni, con un maggiore aggravio delle spese a carico del
bilancio di circa 133 milioni; e abbiamo tolto 55 milioni di somme
cash ai comuni, e stiamo facendo ricorso al mercato finanziario.
Io, personalmente, non lo avrei fatto assessore, e glielo voglio
dire. Io avrei riutilizzato, in attesa di un'ulteriore
rinegoziazione con lo Stato, il Fondo per lo Sviluppo e la
Coesione, dove noi abbiamo ancora a disposizione alcune centinaia
di milioni di euro che non spenderemo nel 2014, ma potevamo
utilizzarli con una tecnica di accantonamento in questa fase,
potendoli liberare l'anno prossimo, o con la rinegoziazione nei
confronti dello Stato o, diversamente, facendo l'anno prossimo un
mutuo, ricorrendo al mercato finanziario.
Quest'anno stiamo, invece, ulteriormente caricando di ulteriori
mutui il bilancio della Regione, quando la Corte dei Conti ci ha
invitati a non fare più ricorso al mercato finanziario e, al
contempo, stiamo congelando delle somme che sono in conto capitale,
somme extraregionali che potremmo ben accantonare, poiché non le
utilizzeremo quest'anno.
Paradossalmente, e la voglio dire tutta, abbiamo le somme del PAC
destinate a vari settori, il cui rischio è la loro inutilizzazione
al di fuori dell'Assessorato per l'istruzione e la formazione
professionale; li stiamo utilizzando anche nel settore delle
infrastrutture, per impiantistica. Il rischio è che noi non li
spenderemo e che lo Stato se li riprenderà.
Potremmo, allora, impegnarli temporaneamente in attesa di una
nuova rinegoziazione per scongelarli successivamente con un mutuo.
Assessore, io non sto contestando, sto facendo delle ulteriori
considerazioni contabili e finanziarie che, magari, possono non
essere condivise.
Voi avete fatto una scelta, e mi rendo conto che avete dovuto
affrontare ed intraprendere una strada molto stretta, siamo tutti
bravi a trovare delle soluzioni; le mie proposte potevano anche
essere delle soluzioni possibili.
Ciononostante il Governo si è preso questa responsabilità e noi ne
prendiamo atto.
AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Onorevole Falcone, lei
giustamente dice che avrebbero potuto esserci altre soluzioni, ma
noi riteniamo che questa sia stata la migliore soluzione possibile.
In più questa soluzione ha dei vantaggi importanti che ci portano
ancora più velocemente a quello che la Corte dei Conti ci ha più
volte chiesto, perché noi stiamo incrementando quel famoso fondo
per l'abbattimento dei residui attivi portandolo, già da adesso, ad
una cifra di 232 milioni rispetto ai 210 circa che c'erano nella
precedente scrittura dell'articolo 32. In più stiamo aumentando
l'ammontare delle regolazioni contabili portandole da 90 a 132
milioni di euro.
Questo noi riteniamo sia una garanzia superiore.
In più siamo convinti di riuscire, come lei sa bene, a recuperare
altri 100 milioni dal riaccertamento dei residui attivi e, quindi,
arrivare ad una cifra di quasi 332 milioni di euro di fondo per
l'abbattimento dei residui attivi che, grazie a questa legge che
stiamo approvando, andranno, al 31 dicembre, direttamente a ridurre
l'importo, e quindi non andranno in perenzione e non dovranno
essere rimpinguati il prossimo anno ma andranno direttamente a
ridurre i residui.
Pertanto, noi riteniamo che questa riclassifica degli importi sia
la soluzione migliore che potevamo trovare. Inoltre anche sul
ricorso al finanziamento pubblico posso dire che non ha ulteriori
costi, perché abbiamo avuto anche un minore costo rispetto al ddl
pagamenti e quindi, di fatto, il maggior costo apparente viene
riassorbito da quel minor costo che noi siamo riusciti ad ottenere
con una negoziazione di un mutuo vantaggioso. Quindi, anche da
questo punto di vista, il costo del mutuo verrà riassorbito da
quello che c'era nella manovra precedente. Riteniamo, infine, che
l'impianto di questo articolo così come è costituito sia un
impianto più garantista per questa manovra.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 32R del
Governo, di riscrittura dell'interno articolo 32.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, abbiamo l'ultimo articolo, quello relativo
alla pubblicazione della legge. Articolo 77, Norma finale : la
presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
di farla osservare come legge della Regione.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sono stati presentati numerosissimi ordini del
giorno, e non li possiamo trattare in questa seduta. Uno - mi
dispiace per l'onorevole Cordaro - è inammissibile perché rientra
in una materia non di competenza dell'Assemblea ed è il numero 339.
Per quanto riguarda gli altri, gli Uffici non hanno avuto la
possibilità di esaminarli. Io farei una proposta perché non mi
sento in questo momento di andare dal Presidente della Regione e
dire: li accetti come raccomandazioni . Ci sono ordini del giorno
impegnativi, ad esempio dove si dice che il Governatore deve
rinunciare al contenzioso Stato-Regioni, per cui non è questo il
momento per trattare gli ordini del giorno.
Poiché l'Aula si deve comunque aggiornare nel mese di agosto,
quindi giorno 11, lunedì, per una seduta di prassi, per eventuale
autorizzazione a promulgare la legge senza le parti impugnate, io
rinvierei la discussione e l'approvazione in quella sede.
MILAZZO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori, così come lo ha
fatto con altri deputati di andare in deroga al Regolamento
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, se lei pensa di ottenere risultati
con questo tono non ottiene nulla La invito a stare seduto Gli
ordini del giorno non si discutono
L'onorevole Ferrandelli, l'onorevole Tamajo e l'onorevole Milazzo,
in una maniera più composta - se l'onorevole Milazzo mi faceva
completare il ragionamento - mi hanno posto una problematica di
carattere generale, che è quella della vicenda degli ex-pip, per i
quali c'è l'esigenza, per ovvie ragioni, di approvare oggi l'ordine
del giorno.
Per cui, io porrei all'attenzione del Governo quest'ordine del
giorno e quello dell'ENI.
Gli altri verranno trasmessi al Governo per un esame.
Preciso comunque che gli ordini del giorno non si discuteranno
nemmeno nella seduta di giorno 11 agosto, bensì verranno posti in
votazione senza discussione.
CIACCIO. Il Movimento Cinque Stelle appone la firma all'ordine del
giorno.
CORDARO. Appongo la mia firma agli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, forse non sono stato abbastanza
chiaro.
Ci sono oltre 100 ordini del giorno e siccome in questi casi,
sostanzialmente, o si accettano come raccomandazione o si rinviano
alla seduta successiva, avendo già in programma di convocare l'Aula
per lunedì 11 agosto p.v., li tratteremo in quella seduta, nel
corso della quale, però, non verrà aperta alcune discussione.
Su questi due ordini del giorno particolarmente urgenti prendo
atto della volontà dell'Aula intera di apporre la firma.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sugli ex-pip il parere del Governo rimane sempre
identico, non cambia a secondo gli ordini del giorno.
Voglio essere sincero. Qui ci sono indicati una serie di reati, e
su questi reati non se ne parla. C'è da considerare che ci sono
alcuni aspetti tecnici legati alla gestione dell'interdizione dai
pubblici uffici. C'è un problema pratico, non è vero che il Governo
ha voluto utilizzare una serie di lavoratori. Il tentativo di porli
nella collocazione di aree esterne alla Regione, ospedali o altro,
ma anche di darli al Comune, è fallito proprio perché diversi enti
si rifiutano di volere alcuni soggetti, per cui noi possiamo
prendere come raccomandazione di trattare tutta questa vicenda con
la necessaria attenzione, tenendo conto che si tratta di un
sussidio e non di un vero contratto di lavoro, e che per tale
motivo è sottoposto ad altre normative.
Tra l'altro, sinceramente, lo sforzo che stiamo facendo
attualmente è di vedere come collocare, in presenza persino di
dinieghi che ci sono arrivati dal personale, , quindi, giusto per
informarvi.
Per quanto riguarda l'ENI, non ho avuto modo di leggere il testo
dell'ordine del giorno, pertanto vorrei che qualcuno lo
sintetizzasse, giusto per capire qual è il mandato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
MARZIANO. Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente della
Regione, abbiamo presentato l'ordine del giorno perché era un
impegno assunto con il sindacato dei lavoratori e con la città di
Gela. Nell'ordine del giorno si chiede al Governo di supportare con
la sua presenza tutta l'attività legata al confronto con l'ENI, per
evitare che ci siano solo le proposte di avviare ipotesi di green
economy, invece di riavviare la raffineria e mantenere gli impegni
assunti un anno fa nel rapporto col Governo regionale.
E' un ordine del giorno che da forza all'azione del Governo per la
ripresa dell'attività produttiva.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il Governo ha preso posizione a favore di tutte le aree
industriali dell'ENI, da Milazzo a Priolo a Gela. Ha tenuto la
linea molto dura, d'intesa anche col sindacato nazionale oltre che
regionale, sia con le categorie che con quelle confederali.
Personalmente, sono stato molto contento ieri, quando mi ha
chiamato la Camusso per dire che l'ipotesi di lavoro che noi
avevamo fatto cominciava ad avanzare nell'accordo e quindi c'era
anche questa condivisione da parte del sindacato nazionale della
linea assunta dal Governo.
Vi voglio ringraziare per la condivisione perché, se fino ad oggi
questi disegni dell'ENI non sono passati, lo si deve anche al ruolo
forte assunto da tutti noi, ed io quando dico Regione intendo tutti
noi, per difendere la tutela dell'ambiente, gli impegni di lavoro,
un'industria che sia eco sostenibile, economicamente sostenibile.
Questi sono gli impegni che abbiamo assunto partendo dalla difesa
dell'occupazione dei posti attuali. Non possiamo assolutamente
transigere su questo. Ieri il segnale è stato che l'ENI ha fatto un
po' marcia indietro dicendo che rispetta già gli impegni dell'anno
scorso dei 700 milioni di investimento che migliorano sia l'aspetto
dell'emissione che quello di tutela ambientale, ma anche di rendere
più produttivo lo stabilimento.
E' una partita di lunga durata, però in questa partita di lunga
durata noi ci metteremo tutta l'azione e tutto l'impegno perché
assolutamente la Regione siciliana non venga trattata come una
colonia, spremuta al solito da interessi che oggi sono persino
inspiegabili, perché oggi si chiude tutta l'industria del
Mezzogiorno mentre si mantiene quella del Nord del Paese. Questa è
chiaramente un'offesa per la Regione siciliana, al modo di come
viene considerata dall'industria nazionale per cui su questo anche
io terrò sistematicamente informato il Parlamento di ogni sviluppo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di passare alla votazione
finale del disegno di legge, preannuncio che dobbiamo anche fare la
votazione finale del disegno di legge sui testimoni di giustizia.
Siccome è una cosa velocissima vi prego di non allontanarvi
dall'Aula.
Comunico che, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno,
è stato presentato l'emendamento 117.A di riscrittura dell'articolo
3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.5 .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(E' approvato)
testimoni di giustizia'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge 478/A Benefici in favore dei
testimoni di giustizia .
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge n. 478/A Benefici in
favore dei testimoni di giustizia .
TAMAJO. Gli ordini del giorno sono stati votati?
PRESIDENTE. Il Presidente della Regione li ha accettati come
raccomandazione, Sono stati discussi e accettati come
raccomandazione.
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Benefici in favore dei testimoni di giustizia
1. I benefici di cui ai commi 1 ed 1 bis dell'articolo 4 della
legge regionale 13 settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed
integrazioni sono estesi in favore dei soli soggetti qualificati
come testimoni di giustizia, ai sensi del decreto legge 15 gennaio
1991, n. 8, convertito con modificazioni dalla legge 15 marzo 1991,
n. 82 e successive modificazioni, purché abbiano reso la propria
testimonianza in procedimenti penali per reati di mafia incardinati
presso autorità giudiziarie aventi sede in Sicilia e che, per
effetto delle dichiarazioni rese nel procedimento penale, si
trovino in gravi difficoltà economiche.
2. Ai fini dell'applicazione dei benefici di cui al comma 1, per
testimoni di giustizia si intendono i soggetti che assumono
rispetto al fatto o ai fatti delittuosi in ordine ai quali rendono
le dichiarazioni esclusivamente la qualità di persona offesa dal
reato, ovvero di persona informata sui fatti o di testimone, purché
nei loro confronti non sia stata disposta una misura di
prevenzione, ovvero non sia in corso un procedimento di
applicazione della stessa, ai sensi del decreto legislativo 6
settembre 2011, n. 159.
3. Le dichiarazioni predette devono avere carattere di intrinseca
attendibilità, devono altresì avere carattere di novità o di
completezza o per altri elementi devono apparire di notevole
importanza per lo sviluppo delle indagini o ai fini del giudizio
ovvero per le attività di investigazione sulle connotazioni
strutturali, le dotazioni di armi, esplosivi o beni, le
articolazioni e i collegamenti interni o internazionali delle
organizzazioni criminali di tipo mafioso.
4. L'inattendibilità accertata giudizialmente delle dichiarazioni
rese nel procedimento penale costituisce causa di decadenza
immediata dai benefici concessi ai sensi della presente legge.
5. Per la concessione dei benefici della presente legge si
applicano le procedure individuate dalla legge regionale 13
settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni.
6. La presente legge si applica anche nei confronti dei soggetti
già riconosciuti, alla data di entrata in vigore della stessa,
quali testimoni di giustizia ai sensi del decreto legge 15 gennaio
1991, n. 8, convertito con modificazioni dalla legge 15 marzo 1991,
n. 82 e successive modificazioni.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1, a firma del
Governo che recita Dopo le parole successive modificazioni'
aggiungere ovvero in favore del rispettivo figlio' .
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Norme finanziarie
1. A decorrere dall'anno 2014 è istituito nel bilancio della
Regione un apposito fondo destinato alle assunzioni autorizzate
dalla presente legge con una dotazione di 120 migliaia di euro per
l'anno 2014. Per gli anni 2015 e 2016 il fondo è quantificato in
380 migliaia di euro annui.
2. Per far fronte agli oneri previsti dal comma 1, per l'anno 2014
è autorizzata la spesa di 120 migliaia di euro, cui si fa fronte
con parte delle disponibilità del capitolo 215704. Per gli anni
2015 e 2016 gli oneri relativi trovano riscontro nell'U.P.B.
4.2.1.5.2 , capitolo 215704.
3. A decorrere dall'anno 2017 i maggiori oneri, valutati in 380
migliaia di euro annui, trovano riscontro nella riduzione della
spesa derivante dalle disposizioni di cui al comma 10 dell'articolo
1 della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25 e successive
modifiche ed integrazioni.
4. I benefici previsti dalla presente legge trovano applicazione,
per ciascun anno, nei limiti degli stanziamenti autorizzati.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
ASSENZA. Signor Presidente, dovrebbe meglio chiarire il
significato dell'emendamento approvato prima, il senso delle parole
il rispettivo figlio .
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, i testimoni di giustizia, lei che è
avvocato penalista, sa bene chi sono. Siccome ci sono dei testimoni
di giustizia che non possono rientrare in Sicilia, perché mettono a
rischio la loro vita e hanno cambiato pure identità, rimarranno
fuori.
Considerato che questo tipo di assunzioni può farle solo la
Regione siciliana, il beneficio è in favore di un figlio.
ASSENZA. E si chiama rispettivo figlio, signor Presidente?
PRESIDENTE. Gli uffici daranno la giusta lettura.
variazioni al bilancio per il 2014 e manovra correttiva
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2014.
Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2014
e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie. (782/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Assestamento del bilancio della Regione per
l'anno finanziario 2014. Variazioni al bilancio di previsione della
Regione per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale'.
Disposizioni varie. (782/A).
Indico la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.
Presenti e votanti ..64
Maggioranza .. 33
Favorevoli ..42
Contrari ..21
Astenuti ..1
(E' approvato)
'benefici in favore dei testimoni di giustizia'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Benefici in favore dei testimoni di giustizia. (478/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Benefici in favore dei testimoni di
giustizia. (478/A)
Indico la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.
Presenti e votanti ..62
Maggioranza .. 32
Favorevoli ..62
patologia del cavo orale'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Disegno di legge Norme per la prevenzione delle patologie del
cavo orale (475/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge Norme per la prevenzione
delle patologie del cavo orale (475/A).
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Non ci sono emendamenti. Ne
do lettura.
Art. 1.
Promozione dell'erogazione delle prestazioni di igiene del cavo
orale
1. Per la promozione e diffusione della prevenzione o della cura
precoce di specifiche malattie del cavo orale, la Regione assicura
l'erogazione delle relative prestazioni nell'ambito del Sistema
sanitario regionale.
2. Le Aziende sanitarie provinciali, su base distrettuale,
adottano tutti gli atti gestionali e di programmazione volti a
garantire l'erogazione delle prestazioni di prevenzione primaria e
secondaria, di prevenzione delle complicanze orali correlate a
patologie sistemiche e cura precoce delle malattie del cavo orale
riconosciute nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza
attraverso l'inserimento della figura professionale sanitaria
dell'igienista dentale.
3. Per le finalità di cui ai commi precedenti, le Aziende
sanitarie provinciali sono autorizzate a rimodulare le proprie
piante organiche e ad espletare i relativi concorsi pubblici, nel
rispetto dei tetti di spesa e dei vincoli normativi fissati per le
assunzioni del personale, inserendo la figura dell'igienista
dentale quale operatore sanitario, in possesso del diploma
universitario abilitante, in grado di assicurare la prevenzione e
cura delle affezioni orodentali su prescrizione degli odontoiatri e
dei medici chirurghi, responsabili di servizio, autorizzati
all'esercizio dell'odontoiatria come disciplinato dal Decreto del
Ministro della sanità n. 137 del 15 marzo 1999.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Non ci sono emendamenti. Ne do lettura.
Art. 2.
Prestazioni concernenti la prevenzione e la cura di affezioni del
cavo orale
1. Nell'ambito del Sistema sanitario regionale l'igienista
dentale abilitato:
a) svolge attività di educazione sanitaria dentale e partecipa a
progetti di prevenzione primaria;
b) collabora alla compilazione della cartella clinica
odontostomatologica e provvede alla raccolta dei dati tecnico
statistici;
c) effettua l'ablazione del tartaro e la levigatura delle radici
dentali nonché l'applicazione topica dei vari mezzi profilattici;
d) provvede all'istruzione sulle varie metodiche d'igiene orale e
sull'uso dei mezzi diagnostici idonei a evidenziare placca
batterica e patina dentale motivando l'esigenza dei controlli
clinici periodici;
e) indica le regole di un'alimentazione razionale ai fini della
tutela della salute dentale.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Non ci sono emendamenti. Ne do lettura.
Art. 3.
Linee guida
1. L'igienista dentale abilitato che eroga le relative prestazioni
nell'ambito del Sistema sanitario regionale, si attiene alle
indicazioni scientifiche e terapeutiche contenute nelle vigenti
Linee guida nazionali emanate dal Ministero della Salute per la
promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie
orali in età evolutiva ed in età adulta nonché negli individui in
età evolutiva che devono essere sottoposti a chemioterapia o
radioterapia.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Non ci sono emendamenti. Ne do lettura.
Art. 4.
Copertura finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge
relativi alle assunzioni degli igienisti dentali, le Aziende
sanitarie provinciali provvedono, senza nuovi o maggiori oneri a
carico dei propri bilanci, mediante rimodulazione dei posti in
pianta organica conseguente alla soppressione di figure di
operatori sanitari equiparabili e con equivalenti livelli
salariali, nel rispetto dei tetti di spesa e dei vincoli normativi
fissati per le assunzioni del personale.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Non ci sono emendamenti. Ne do lettura.
Art. 5.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
alla sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
patologia del cavo orale'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale (475/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione finale per
scrutinio nominale del disegno di legge Norme per la prevenzione
delle patologie del cavo orale (475/A).
Indico la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.
Presenti e votanti ..45
Maggioranza .. 23
Favorevoli ..44
Astenuti ..1
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a lunedì, 11 agosto 2014,
alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
- Comunicazioni
La seduta è tolta alle ore 05.40
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
DISEGNO DI LEGGE N. 782/A
Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2014.
Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2014
e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie.
TITOLO I
Ripianamento del disavanzo 2013 e accantonamenti tributari
Art. 1.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del
bilancio della Regione.
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 2014 sono
introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella A'.
Art. 2.
Variazioni allo stato di previsione della spesa del
bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 2014 sono
introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella B',
comprensive di quelle discendenti dai successivi articoli.
Art. 3.
Ripianamento del disavanzo 2013
l. Il disavanzo finanziario di gestione dell'esercizio
2013 determinato per i fondi regionali in 463.769 migliaia
di euro, è riassorbito nel biennio 2014-2015 nella misura
di 231.885 migliaia di euro per l'anno 2014 e di 231.884
migliaia di euro per l'anno 2015. Conseguentemente, sono
rideterminati per il medesimo biennio gli importi di cui
all'articolo 4, comma 1, della legge regionale 7 agosto
2013, n. 13.
2. Le risorse di cui al comma l, quantificate in 111.615
migliaia di euro per l'anno 2014 e 111.616 migliaia di euro
per l'anno 2015 sono destinati ad incrementare il fondo di
cui all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11 (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215727).
3. Per l'anno 2014 l'ammontare del fondo di cui
all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11
(UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215727) è quantificato in
211.115 migliaia di euro, comprensivo delle somme derivanti
dall'applicazione del comma 2.
4. All'articolo 4, comma 5 della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni è
soppresso l'ultimo periodo.
5. Le entrate erariali spettanti alla Regione versate in
conto residui, a decorrere dall'esercizio finanziario 2014,
sono portate ad incremento del fondo di cui all'articolo 5
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 (UPB 4.2.1.5.99
capitolo 215727).
6. L'Amministrazione regionale è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2014, ad eliminare dal conto del
Bilancio 2014 crediti annullati ai sensi dell'articolo 1,
comma 527, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, nelle more
dell'emanazione da parte del Ministero dell'Economia e
delle Finanze del relativo provvedimento e
dell'introduzione nell'ordinamento contabile della Regione
delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 118
del 2011 e successive modifiche ed integrazioni, in misura
corrispondente all'importo iscritto nel fondo di cui
all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11
sulla scorta dei dati forniti dall'agente della riscossione
entro il 31 ottobre 2014 per anno, provincia, capo,
capitolo ed articolo.
Art. 4.
Accantonamenti tributari
1. All'articolo 4 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5 sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma l dopo le parole legge 27 dicembre 2013, n.
147 sono aggiunte le parole come modificato dall'articolo
46, comma 3, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66,
convertito con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014, n.
89 , la cifra 1.053.769 migliaia di euro è sostituita
dalla cifra 1.142.162 migliaia di euro ;
b) al comma 2, lettera a) la cifra 641.475 è
sostituita dalla cifra 508.300 ;
c) al comma 2, lettera b) il periodo 400 milioni di
euro annui è sostituito da 80.608 migliaia di euro per
l'anno 2014 e 400.000 milioni di euro annui per il biennio
2015-2016 ;
d) al comma 2 dopo la lettera b) sono aggiunte le
seguenti lettere:
e) b.1) quanto a 553.254 migliaia di euro per l'anno
2014 mediante utilizzo di parte delle somme dovute dallo
Stato derivanti dalla restituzione delle riserve erariali
di spettanza regionale a seguito della sentenza della Corte
Costituzionale n. 241 del 4 ottobre 2012;
f) al comma 2 lettera c) il periodo 12.294 migliaia di
euro per l'anno 2014 e è soppresso.
2. In conseguenza delle disposizioni di cui al presente
articolo l'Allegato 2 di cui all'articolo 4, comma 3, della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è soppresso.
Art. 5.
Recepimento di norme nazionali e integrazione schemi di
bilancio
1. A decorrere dall'1 gennaio 2015, sono recepite
nell'ordinamento contabile della Regione le disposizioni
contenute nel Titolo I e III del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Nelle more dell'introduzione nell'ordinamento
regionale delle disposizioni contenute nel titolo I e III
del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni, ed al fine di omogeneizzare e
rendere confrontabili i dati di bilancio con le altre
regioni, per l'esercizio finanziario 2014 le entrate
tributarie sono contabilizzate al netto degli importi
relativi alla restituzione e rimborsi di tasse ed imposte
dirette ed indirette sugli affari e relative addizionali.
Al fine di dare evidenza alle operazioni effettuate dalla
competente struttura di gestione al Rendiconto generale
della Regione per l'esercizio finanziario 2014 è allegato
un prospetto analitico contenente i dati relativi alle
somme compensate a titolo di restituzione e rimborsi di
tasse ed imposte dirette ed indirette sugli affari e
relative addizionali.
3. Per la definizione delle procedure informatiche ed
amministrative connesse all'attuazione delle disposizioni
del comma 1 è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 100
migliaia di euro.
4. Per consentire il rispetto del termine del
recepimento nell'ordinamento regionale di quanto disposto
al comma 1, è autorizzata per le finalità dell'articolo 16,
comma 7, della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, per
l'anno 2014, un'ulteriore spesa di 80 migliaia di euro (UPB
7.2.1.1.1, capitolo 212008) da utilizzare anche per il
personale che svolge attività nel settore informativo ai
fini del recepimento delle disposizioni contenute nel
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni.
5. Agli oneri previsti ai commi 3 e 4 del presente
articolo, si provvede mediante riduzione di parte delle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704,
accantonamento 1001.
TITOLO II
Misure di contenimento della spesa
Art. 6.
Soppressione Comitati, Commissioni, Consigli, Collegi
operanti all'interno dell'amministrazione regionale
l. In attuazione dei principi di contenimento della
spesa pubblica, i Comitati, le Commissioni, i Consigli, i
Collegi comunque denominati operanti all'interno
dell'Amministrazione regionale, la cui istituzione è
prevista da leggi, regolamenti, decreti o altro
provvedimento, verranno soppressi secondo le procedure di
cui ai successivi commi 2, 3 e 4.
2. La Giunta regionale, entro il termine di 15 giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, con
propria deliberazione, indica i criteri e le modalità per
l'individuazione degli organismi ritenuti non
indispensabili.
3. Entro il termine improrogabile di ulteriori 15 giorni
dall'adozione della deliberazione di cui al precedente
comma, ciascun Assessore regionale trasmette alla
Segreteria generale della Presidenza della Regione un
elenco ricognitivo completo degli organi collegiali di cui
al comma 1, prevedendo contestualmente, all'individuazione
degli organismi per i quali si propone la soppressione o la
riduzione o eliminazione dei relativi costi.
4. Entro il termine di 30 giorni dal compimento degli
adempimenti di cui al comma 3, la Giunta regionale approva
e trasmette all'Assemblea regionale siciliana apposito
disegno di legge organico sulla soppressione degli
organismi ritenuti non indispensabili e delle relative
norme istitutive.
Art. 7.
Trattamenti integrativi di previdenza e quiescenza
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge è fatto divieto, per l'Amministrazione
regionale e per gli enti e gli organismi di cui
all'articolo l della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10
e successive modifiche ed integrazioni, nonché per le
società a partecipazione totale o maggioritaria della
Regione, di erogare trattamenti di previdenza e quiescenza
integrativi, fatta eccezione per quelli in godimento, in
assenza di una espressa previsione legislativa regionale
e/o statale che ne definisca l'ambito di applicazione, i
presupposti, l'entità e la relativa copertura a carico dei
rispettivi bilanci.
Art. 8.
Norme di risparmi nel settore sanitario
1. Per le finalità dell'articolo 8 del decreto legge 24
aprile 2014, n. 66, convertito con modificazioni dalla
legge 23 giugno 2014, n. 89 e dell'articolo 13 della legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13, per l'anno 2014 la Regione
è autorizzata a ridurre dell'importo di 25.000 migliaia di
euro, il finanziamento della compartecipazione regionale
agli obiettivi del Piano Sanitario nazionale rispetto ai
criteri ordinariamente previsti in sede di intesa ai sensi
dell'articolo l, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n.
662.
2. Per quanto disposto al comma 1, ed al fine della
salvaguardia dell'equilibrio di bilancio sanitario, per
l'anno 2014 gli enti del settore sanitario, in attuazione
dell'articolo 8 del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 e
dell'articolo 13 della legge regionale 11 giugno 2014, n.
13, sono tenuti a conseguire risparmi di spesa non
inferiori all'importo di cui al comma l.
3. Per l'anno 2015, fermo restando quanto disposto al
comma 80 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n.
191, e successive modifiche ed integrazioni, il gettito
derivante dalle maggiorazioni dell'aliquota dell'imposta
regionale sulle attività produttive e dell'addizionale
regionale all'IRPEF deve garantire, sino all'importo
massimo di 25.000 migliaia di euro, il ripristino del
finanziamento della compartecipazione regionale agli
obiettivi del Piano Sanitario nazionale, relativo all'anno
2014, qualora venga accertato un minore risparmio di spesa
di cui al comma precedente.
4. La misura dell'eventuale minore risparmio di spesa di
cui al comma 3 è accertata dai competenti Tavoli tecnici di
cui agli articoli 9 e 12 dell'Intesa 23 marzo 2005, sancita
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano,
pubblicata nel supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta
Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005.
Art. 9.
Integrazione socio-sanitaria
1. In attuazione di quanto disposto dall'articolo 2,
comma 3, lettera f), della legge regionale 14 aprile 2009,
n. 5, la Regione rende appropriata ed omogenea in tutto il
territorio regionale l'erogazione delle prestazioni socio-
sanitarie rientranti nei livelli essenziali di assistenza,
di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
29 novembre 2001, allegato l. C Area integrazione socio-
sanitaria e successive modifiche ed integrazioni.
2. Il finanziamento delle prestazioni di cui al comma 1
grava in quota parte sul Fondo sanitario regionale nonché
su eventuali altre fonti di finanziamento regionali e
comunitarie e sugli eventuali co-obbligati per legge,
secondo i criteri di compartecipazione definiti dal Decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001,
allegato 1. C Area integrazione socio-sanitaria e
successive modifiche ed integrazioni.
3. Per le finalità di cui al comma l, con decreto
interassessoriale, da adottarsi entro 120 giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, previo parere
delle competenti Commissioni legislative e della
Commissione bilancio dell'Assemblea regionale siciliana,
l'Assessore regionale per la salute e l'Assessore regionale
per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro,
disciplinano le modalità per la definizione di un sistema
unico di accreditamento dei soggetti che erogano
prestazioni socio-sanitarie, la determinazione delle
risorse da corrispondere rispettivamente per la quota
sanitaria e per la quota socio-assistenziale, nonché le
modalità di monitoraggio e controllo delle strutture.
TITOLO III
Finanziamento interventi di spesa
Art. 10.
Ricovero minori
l. Per il finanziamento degli interventi di cui
all'articolo 9, comma 4, della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 12.800 migliaia
di euro (UPB 6.2.1.3.1. - cap. 183337).
Art. 11.
Comunità alloggio per disabili psichici
l. Per la gestione dei rapporti, anche in convenzione,
con le comunità alloggio per i disabili psichici di cui
all'articolo 76, comma 4, della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 14.400 migliaia
di euro (UPB 6.2.1.3.1. - cap. 182519).
Art. 12.
Riorganizzazione delle risorse umane nel settore forestale
e della
prevenzione degli incendi
l. Per le finalità di cui all'articolo 3 della legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata, per l'anno
2014, l'ulteriore spesa nel limite massimo di 78.225
migliaia di euro (UPB 10.5.1.3.2. - capitoli 156604).
2. Per l'attuazione di progetti, coerenti con il comma
18 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e
successive modifiche ed integrazioni, finalizzati alla
costruzione e manutenzione straordinaria di opere ed
impianti del demanio e del patrimonio pubblico forestale
nonché per la ricostituzione ed il recupero del patrimonio
pubblico boschivo è autorizzata per l'anno 2014,
l'ulteriore spesa nel limite massimo di 25.000 migliaia di
euro (UPB 10.5.2.6.1. - cap. 554201). All'onere di cui al
presente comma si provvede mediante utilizzo delle risorse
di cui all'articolo 30 della presente legge.
3. All'articolo 43 della legge regionale 14 aprile 2006,
n. 14, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
6 bis. Gli uffici periferici del Dipartimento regionale
del lavoro e delle politiche sociali adottano i
provvedimenti di decadenza dai contingenti e dalla
graduatoria unica distrettuale, nonché la cancellazione
dall'elenco speciale regionale istituito ai sensi
dell'articolo 45 ter della legge regionale 6 aprile 1996,
n. 16 dei lavoratori forestali al verificarsi dei seguenti
eventi:
a) ingiustificata rinuncia ad una congrua offerta di
lavoro come definita dalle vigenti disposizioni di legge in
materia di perdita dello stato di disoccupazione;
b) assunzione a tempo indeterminato;
c) volontaria fuoriuscita.
I lavoratori forestali inseriti nel contingente ad
esaurimento di cui al comma 7 dell'articolo 44 della legge
regionale 14 aprile 2006, n. 14 che non effettuano le 78
giornate lavorative ai fini previdenziali non possono
essere sostituiti. Dal computo delle giornate di lavoro
determinato in base al fabbisogno distrettuale sono
detratte le giornate corrispondenti ai turni non effettuati
a causa della impossibilità di sostituzione del lavoratore
non avviato. .
4. Le prestazioni relative alla progettazione
preliminare, definitiva ed esecutiva nonché alla direzione
dei lavori ed agli incarichi di supporto tecnico-
amministrativo per le attività di forestazione, di
sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-agraria sono
espletate esclusivamente da personale interno
dell'Amministrazione regionale. In ragione della
omnicomprensività del relativo trattamento economico, al
personale con qualifica dirigenziale non possono essere
corrisposte somme in base alle disposizioni di cui ai commi
5 e 6 dell'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163.
4 bis. Le disposizioni di cui ai commi 5 e 6
dell'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163 si applicano altresì a tutto il personale
dell'amministrazione regionale e degli enti di cui
all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2010, n. 10.
5. Per il triennio 2014-2016 trovano applicazione le
disposizioni dell'articolo 8, comma 1, della legge
regionale 29 dicembre 2010, n. 24 e dell'articolo 1 della
legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25 anche per le
attività di forestazione, di sistemazione idraulico-
forestale ed idraulico-agraria, con esclusione del
personale già utilmente inserito nelle rispettive
graduatorie.
6. Nel rispetto del principio di contenimento della
spesa ed al fine di consentire la salvaguardia, a titolo di
solidarietà delle fasce deboli, i lavoratori forestali che
percepiscono un reddito rilevabile dal Mod. ISEE, dell'anno
di riferimento, superiore a 50.000 euro, non effettueranno,
per il triennio 2014-2016, le giornate attribuite dalla
fascia di appartenenza. Sono esclusi, ai fini della
rilevazione ISEE, i redditi provenienti dai nuclei
familiari di origine qualora con essi conviventi nella
qualità di single o famiglie di cui uno dei componenti
appartenente al nucleo originario. I posti resisi vacanti
in virtù della sospensione, non potranno essere ricoperti
in quanto al variare della situazione reddituale si potrà
rientrare nelle graduatorie.
7. A decorrere dall'1 gennaio 2014, l'indennità mensile
pensionabile di cui all'articolo 1 della legge regionale 27
febbraio 2007, n. 4 è corrisposta esclusivamente al
personale del Comando del Corpo forestale della Regione in
servizio effettivo presso il dipartimento, con funzioni di
polizia giudiziaria.
8. Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 15
giugno 1998, n. 11, dopo le parole con qualifica di
assistente tecnico forestale e di agente tecnico forestale
aggiungere le seguenti , che svolgono entrambi
esclusivamente funzioni di polizia giudiziaria.
Art. 13.
Norme in materia di consorzi di bonifica
1. Per le finalità di cui all'articolo 4, comma 3, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa nel limite massimo di 5.000
migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo 147320).
Art. 14.
Norme per la manutenzione del territorio e del paesaggio
rurale
1. Per le finalità di cui all'articolo 5 della legge
regionale 11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata, per l'anno
2014, la spesa di 3.000 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.99 -
capitolo 147326).
Art. 15.
Disposizioni concernenti il personale dell'Ente acquedotti
siciliani
1. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 1, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa di 5.913 migliaia di euro
(UPB 4.2.1.3.99).
2. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 2, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di 133
migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - cap. 147325).
3. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 3, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di 713
migliaia di euro (UPB 2.2.1.3.7 - cap. 343315).
4. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 4, della
legge regionale 11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di
1.868 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - cap. 373347).
Art. 16.
Gestione impianti idrici
1. Per le finalità dell'articolo 46, comma l, della
legge regionale 15 maggio 2013, n. 9, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2014, l'ulteriore spesa di 7.000
migliaia di euro (UPB 5.2.l.3.99 - cap. 242543).
2. Nelle more dell'approvazione della legge regionale di
cui al comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 9
gennaio 2013, n. 2, negli ambiti territoriali ottimali in
cui il gestore del servizio idrico integrato non è stato
individuato o è fallito, i comuni, in forma singola o
associata, possono gestire il suddetto servizio.
3. I comuni appartenenti agli ambiti di cui al comma 2,
in forma singola o associata, nella fase di start up,
possono utilizzare il personale già in servizio.
Art. 17.
Convenzione Agenzia delle Entrate
1. La Regione, al fine di velocizzare i tempi di
riscossione delle tasse automobilistiche, può affidare la
riscossione delle medesime tasse, oltre che ai soggetti
autorizzati ai sensi delle vigenti disposizioni, anche a
Riscossione Sicilia S.p.A., agente della riscossione per le
province siciliane ai sensi dell'articolo 2 della legge
regionale 22 dicembre 2005 n. 19. A tal fine
l'Amministrazione finanziaria regionale può stipulare con
l'Agenzia delle Entrate e con Riscossione Sicilia S.p.a.
apposita convenzione per disciplinare modalità e tempi
dell'invio delle comunicazioni ai contribuenti (c.d. avvisi
bonari), la trasmissione dei flussi informativi e il
rimborso delle spese sostenute.
2. Per la riscossione dei pagamenti a fronte dell'invio
delle comunicazioni di cui al comma 1 Riscossione Sicilia
S.p.A. è remunerata con un aggio sulle somme riscosse dalla
stessa società, pari al 60 per cento dell'aggio spettante
sulla riscossione ai sensi dell'articolo 17 del decreto
legislativo 13 aprile 1999 n. 112, e successive modifiche e
integrazioni; in caso di mancato pagamento da parte dei
contribuenti e/o di riscossione presso gli altri soggetti
autorizzati, a Riscossione Sicilia S.p.A. spetta il solo
rimborso del costo sostenuto per l'invio delle
comunicazioni il cui ammontare sarà stabilito nell'ambito
della convenzione di cui al comma 1.
3. Al fine di corrispondere il rimborso delle spese
all'Agenzia delle Entrate è autorizzata per il triennio
2014-2016 la spesa annua di 130 migliaia di euro al cui
onere si provvede, per gli anni 2015 e 2016, a valere sulle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 -
accantonamento 1001.
Art. 18.
Fondi regolazioni contabili e Fondi Globali
l. I Fondi per l'effettuazione delle regolazioni
contabili delle compensazioni fiscali sui tributi di
spettanza regionale, riscossi con le modalità di cui al
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, (UPB 4.3.1.5.4,
capitolo 219202 - UPB 4.3.1.5.4, capitolo 219205) sono
incrementati per l'anno 2014 dell'importo di 90.000
migliaia di euro, per l'anno 2015 dell'importo di 72.006
migliaia di euro e per l'anno 2016 dell'importo di 117.912
migliaia di euro.
2. Il Fondo di cui all'articolo 48, comma l, della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 (UPB 4.2.1.5.2 - cap.
215704 - accantonamento 1002) è incrementato dell'importo
di 500 migliaia di euro.
Art. 19.
Società Interporti
1. La Regione è autorizzata a sottoscrivere l'aumento
del capitale sociale della Società Interporti Siciliani
S.p.A., società di scopo finalizzata alla realizzazione di
infrastrutture sul territorio della Regione siciliana,
nella misura complessiva di 8.500 migliaia di euro.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata
la spesa di 2.500 migliaia di euro per l'anno 2014 e di
3.000 migliaia di euro annui per ciascuno degli anni 2015-
2016.
3. Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente
articolo per gli anni 2015 e 2016 si provvede a valere
sulle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 -
accantonamento 1001.
4. La Regione è autorizzata a procedere al versamento
dei contributi consortili, secondo le previsioni
statutarie, della propria partecipata strategica MAAS
S.C.p.A. che, per l'anno 2014, sono quantificati in 1.500
migliaia di euro cui si provvede mediante riduzione della
spesa autorizzata dall'articolo 22 della presente legge.
Art. 20.
Misure di fuoriuscita lavoratori inseriti nell'elenco
di cui all'articolo 34 della legge regionale 5/2014
l. All'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti commi:
3 bis. Nel rispetto della vigente normativa comunitaria
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e del lavoro è autorizzato a concedere ai datori di
lavoro di cui all'articolo 38 della legge regionale agosto
2009, n. 9 che procedono all'assunzione a tempo
indeterminato dei lavoratori di cui al presente articolo in
possesso dei requisiti previsti dall'articolo 36 della
citata legge regionale n. 9/2009, gli incentivi previsti
dagli articoli 37, 38, 39 e 40 della medesima legge
regionale 9/2009.
3 ter. Il Dipartimento regionale del lavoro,
dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e delle
attività formative, al fine di favorire la fuoriuscita dal
bacino di appartenenza dei lavoratori inseriti nell'elenco
di cui all'articolo 34 della legge regionale 31 gennaio
2014, n. 5 è autorizzato a concedere, a coloro che
presentano istanza entro il 30 settembre 2014 e nei limiti
dello stanziamento di cui al comma successivo, un importo,
una tantum, pari a 25.000,00 a titolo di borsa auto
impiego.
3 quater. La borsa di auto impiego di cui al comma 3 ter
viene concessa sulla base di apposita graduatoria elaborata
tenendo conto dei criteri di seguito elencati:
a) maggiore carico familiare;
b) a parità minore reddito derivante dal modello ISEE;
c) ad ulteriore parità minore età anagrafica.
3 quinquies. Per le finalità di cui al comma 3 ter è
autorizzata per gli anni 2015/2016 la spesa annua di 10.000
migliaia di euro. Al relativo onere si provvede a valere
sulle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 -
accantonamento 1001. .
Art. 21.
Esami per l'iscrizione agli albi per l'esercizio delle
professioni turistiche
1. Dopo l'articolo 7 della legge regionale 3 maggio
2004, n. 8 è inserito il seguente articolo:
Art. 7 bis - Contributi per spese di organizzazione -
l. A carico di coloro che richiedono di accedere alle
verifiche previste per l'accesso alle professioni di cui
alla presente legge, è previsto un contributo non superiore
ad euro 150,00 per le spese da sostenersi da parte
dell'Amministrazione per le attività di verifica.
2. La misura del contributo è determinata con i decreti
che approvano i relativi avvisi pubblici di indizione delle
verifiche. .
2. Per le finalità di cui agli articoli 2, 3, 4, 6 e 7
della legge regionale 3 maggio 2004, n. 8 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 100 migliaia
di euro.
Art. 22.
Misure per contrastare le condizioni di povertà e di
esclusione sociale
1. Per le finalità di cui agli articoli 53 e seguenti
del capo II del Titolo V della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
17.700 migliaia di euro.
2. Per le finalità di cui al comma 1 sono altresì
destinate le somme derivanti:
a) dall'avanzo relativo a fondi regionali a destinazione
non vincolata del Fondo Siciliano per l'assistenza e la
collocazione dei lavoratori disoccupati, non utilizzato
alla data di entrata in vigore della presente legge, ad
eccezione dell'importo di cui all'articolo 25;
b) dalle entrate derivanti dall'attuazione delle
disposizioni di cui all'articolo 23;
c) dai risparmi di spesa derivanti dall'attuazione delle
disposizioni di cui all'articolo 24;
d) dalla riprogrammazione delle risorse relative ad
assegnazioni extraregionali;
3. La spesa autorizzata dai commi 1 e 2 è destinata,
nella misura del 50 per cento, alle assunzioni di
lavoratori svantaggiati, molto svantaggiati o disabili con
età superiore ad anni 34 e per il restante 50 per cento
alle assunzioni di lavoratori svantaggiati, molto
svantaggiati o disabili con età inferiore ad anni 34 .
4. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
apportare al bilancio della Regione le variazioni derivanti
dall'attuazione del presente articolo.
Art. 23.
Contributo di solidarietà
1. A decorrere dall'entrata in vigore della presente
legge, e fino al 31 dicembre 2016, nella Regione siciliana
il contributo di solidarietà introdotto dall'articolo 1,
comma 486, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 e
successive modifiche ed integrazioni, è dovuto nelle
aliquote aggiuntive rispettivamente del 4 per cento, del 5
per cento e del 6 per cento rispetto a quelle ivi previste.
2. Per i trattamenti pensionistici superiori a cinque
volte il trattamento pensionistico minimo INPS è dovuto un
contributo di solidarietà regionale pari:
a) al 4 per cento della parte eccedente il predetto
importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo di sette
volte il trattamento minimo INPS;
b) al 5 per cento della parte eccedente il predetto
ultimo importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo di
dieci volte il trattamento minimo INPS;
c) al 6,5 per cento della parte eccedente il predetto
ultimo importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo di
quattordici volte il trattamento minimo INPS.
3. I risparmi derivanti dalle misure di contenimento
della spesa adottate sulla base
dei principi di cui al comma precedente applicati anche
agli enti ed organismi della Regione siciliana che non
soggiacciono all'obbligo dei versamenti alle gestioni
previdenziali obbligatorie di cui al citato articolo 1,
comma 486 della legge n. 147 del 2013, nonché all'Assemblea
regionale siciliana, anche in riferimento ai vitalizi
previsti per coloro che hanno ricoperto funzioni pubbliche
elettive, sono versate all'entrata del bilancio della
Regione per essere destinate al finanziamento delle
iniziative previste dall'articolo 22 della presente legge.
4. Le somme trattenute dalle amministrazioni regionali e
quelli di cui al comma precedente per effetto delle
applicazioni delle disposizioni di cui al comma 486
dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono
versate, a decorrere dall'1 gennaio 2014, all'entrata del
bilancio della Regione per essere destinate al
finanziamento delle iniziative previste dall'articolo 25
della presente legge.
Art. 24.
Riduzione della dotazione organica e pensionamenti
anticipati
1. In coerenza con i principi e le finalità
dell'articolo 2 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95,
convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n.
135, vigono per il periodo 2014-2017, per il personale
dell'Amministrazione regionale, i requisiti anagrafici e
contributivi per l'accesso al trattamento pensionistico in
base alla disciplina vigente prima dell'entrata in vigore
dell'articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214.
2. Nelle more della rivisitazione e riorganizzazione
dell'Amministrazione regionale, la dotazione organica del
personale di cui all'articolo 5 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 e all'articolo 51, comma 2, della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11, nonché degli enti di cui
all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,
è ridotta in numero pari ai soggetti che vengono collocati
in quiescenza in attuazione delle dotazioni organiche di
cui al precedente comma 1.
3. Alla rideterminazione delle dotazioni organiche
ridotte ai sensi del superiore comma 2, si procede tramite
decreto del Presidente della Regione siciliana, previa
delibera della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica,
da adottarsi entro e non oltre 120 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
4. Al comma 6, dell'articolo 9, della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 sono soppresse le parole di consulenza,
studio e ricerca .
5. Nelle more della riorganizzazione dell'apparato
burocratico regionale, entro tre mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge e con le procedure previste
dall'articolo 11 della legge regionale 3 dicembre 2003, n.
20, le strutture di dimensione intermedia, denominate aree
e servizi, ed unità operative di base, di cui all'articolo
4 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, sono ridotte
del 30%.
6. L'articolo 20 della legge regionale 15 giugno 1988,
n. 11, è sostituito dal seguente:
1. I dipendenti dell'amministrazione regionale, con
almeno otto anni di servizio utile ai fini
dell'attribuzione dell'indennità di buonuscita o del TFR,
possono chiedere l'anticipazione dell'erogazione del
trattamento loro spettante.
2. Le anticipazioni concedibili non potranno
complessivamente superare il 70% dell'ammontare
dell'indennità di buonuscita o del TFR cui il dipendente
avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto di
lavoro alla data della richiesta.
3. Le richieste di anticipazione potranno essere
avanzate con riferimento ad una sola delle seguenti
prioritarie motivazioni:
a) spese sanitarie per il dipendente e per i familiari
fiscalmente a carico;
b) spese per studi universitari e post universitari per
i figli;
c) acquisto della prima casa per il dipendente;
d) acquisto della prima casa per i figli dell'avente
diritto.
4. L'anticipazione viene detratta, a tutti gli effetti,
dall'ammontare dell'indennità di buonuscita o del TFR
spettante per la cessazione del rapporto di lavoro.
5. Le richieste saranno soddisfatte sino ad esaurimento
dello stanziamento di bilancio previsto per l'esercizio
finanziari odi riferimento.
6. Con apposito regolamento da emanarsi, a cura del
Dipartimento regionale della funzione pubblica e del
personale, di concerto con il Fondo pensioni Sicilia, entro
60 giorni dalla pubblicazione della presente legge, saranno
individuate le modalità ed i criteri per la concessione dei
benefici di cui al presente articolo. .
Art. 25.
Lavoratori della ex Pirelli di Villafranca e di Siracusa
1. Per le finalità previste dal comma 2 dell'articolo 34
della legge regionale 18 maggio 1996, n. 33 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 235 migliaia
di euro, cui si provvede a valere sulle disponibilità del
Fondo siciliano per l'assistenza ed il collocamento dei
lavoratori disoccupati.
Art. 26.
Definizione accordo transattivo
1. Per le finalità di cui all'articolo 24, comma 9,
della legge regionale 25 maggio 1995, n. 45 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2014, la spesa complessiva di
2.650 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo 147305).
Art. 27.
Finanziamento ulteriori interventi di spesa
1. Le autorizzazioni di spesa previste per l'anno 2014
nell'Allegato 1 - Rifinanziamento interventi di spesa - di
cui all'articolo 8, comma 1, della legge regionale 11
giugno 2014, n. 13, sono incrementate da quelle previste
dall'Allegato 1 della presente legge, per l'importo
complessivo di 150.315 migliaia di euro.
2. Per le finalità di cui all'articolo 11, commi 99 e
100, della legge regionale 9 maggio 2012, n. 26 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per
l'anno 2014, l'ulteriore spesa di 742 migliaia di euro (UPB
2.2.1.1.2 - capitolo 342534).
3. Per le finalità di cui all'articolo 54 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata, per l'anno 2014, l'ulteriore
spesa di 1.900 migliaia di euro (UPB 10.2.1.3.2 - capitolo
144111).
4. Per le finalità di cui all'articolo 20, comma 26,
della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, è
autorizzata per l'anno 2014 l'ulteriore spesa di 393
migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - capitolo 148102).
5. Per le finalità di cui all'articolo 128 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
11.750 migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215734).
Le procedure per l'assegnazione delle risorse di cui al
presente comma sono definite entro 60 giorni
dall'approvazione della presente legge.
6. Per le finalità di cui all'articolo 73, comma 1,
della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,
la spesa di 349 migliaia di euro (UPB 5.2.1.3.99 - capitolo
243308).
7. Per le finalità di cui alla legge regionale 31
dicembre 1964 n. 34 e successive modifiche ed integrazioni
è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 1.543 migliaia
di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183701).
8. Per le finalità di cui agli articoli 1, 2 e 8 della
legge regionale 30 aprile 2001, n. 4 e successive modifiche
ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa
di 600 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183715).
9. Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge
regionale 30 dicembre 1980, n. 152 e successive modifiche
ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa
di 1.700 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.3 - capitolo
373711).
10. Per le finalità di cui all'articolo 17 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
252 migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.5 - capitolo 191309).
11. Per l'erogazione di contributi per il funzionamento
delle università, degli istituti universitari, degli
osservatori astronomici, astrofisici, geofisici, e
vulcanologici di cui all'articolo 73, comma 6 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9, è autorizzata, per l'anno
2014, la spesa di 225 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 -
capitolo 373307).
12. Per le assegnazioni alle università per spese
inerenti l'attività sportiva universitaria e per i relativi
impianti, di cui all'articolo 73, comma 6, della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di
143 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - capitolo 373313).
13. Per le finalità dell'articolo 1 della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzatala spesa di 1.020 migliaia di
euro per l'anno 2014 (UPB 11.2.1.1.1 - capitolo 412016).
14. Per le finalità di cui all'articolo 73, comma 2,
della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 e successive
modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,
la spesa di 72 migliaia di euro (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo
376576).
15. Il fondo previsto dall'articolo 28 della legge 31
dicembre 2009, n. 196 e successive modifiche ed
integrazioni è incrementato, per l'anno 2014, della somma
di 400 migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.1 - capitolo 215702).
16. La dotazione finanziaria della UPB 4.2.1.3.3 -
capitolo 215724 è incrementata per l'anno 2014 dell'importo
complessivo di 1.397 migliaia di euro, di cui 1.074
migliaia di euro per consentire il pagamento rateale in
favore dell'Agenzia delle Entrate per l'acquisizione delle
azioni detenute dalla stessa nella Società Riscossione
Sicilia S.p.A.
17. La spesa autorizzata dall'articolo 48, comma 6 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 (tab. G) è incrementa
per l'anno 2014 dell'importo di 855 migliaia di euro (UPB
13.2.1.3.5 - capitolo 378118).
18. Al fine di fronteggiare le emergenze umanitarie
connesse allo sbarco di migranti nei territori dei Comuni
di Lampedusa, Pozzallo, Augusta, Porto Palo di Capo Passero
e Porto Empedocle è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2014, la spesa complessiva di 3.250 migliaia di
euro, di cui in favore del comune di Lampedusa 1.500
migliaia di euro, in favore del comune di Augusta 500
migliaia di euro, in favore del comune di Pozzallo 500
migliaia di euro, in favore del Comune di Porto Empedocle
500 migliaia di euro ed in favore del comune di Porto Palo
di Capo Passero 250 migliaia di euro. Le somme di cui al
presente comma sono utilizzate dai citati comuni per la
realizzazione di interventi finalizzati a favorire il
rilancio dei comuni, la gestione corrente nonché la
riqualificazione urbanistica e gli interventi
infrastrutturali (UPB 3.3.1.3.2 - cap. 191314).
19. Per le finalità di cui all'articolo 12 della legge
regionale 16 maggio 1978, n. 8 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2014 la spesa di 1.500 migliaia di
euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473709).
20. All'articolo 21, comma 2, della legge regionale 17
maggio 1984, n. 31, dopo le parole di serie A aggiungere
le parole e di serie B .
21. Per la concessione di contributi alle società
sportive professionistiche, semiprofessionistiche e
dilettantistiche partecipanti a campionati nazionali di
serie A e di serie B, già previsti dal comma 2
dell'articolo 21 della legge regionale 17 maggio 1984, n.
31, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2014 la spesa
di 180 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473710).
22. Per le finalità di cui all'articolo 47 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2014 la spesa di 60 migliaia di
euro (UPB 5.2.1.1.1 - capitolo 242022).
23. Per le finalità di cui all'articolo 14, comma 2,
lett. c) della legge regionale 15 maggio 1991, n. 27 è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2014 la spesa di
380 migliaia di euro (UPB 1.2.1.3.2 - capitolo 105703).
24. Per le finalità di cui all'articolo 1 della legge 14
novembre 2012, n. 203 e successive modifiche ed
integrazioni, al fine di rafforzare gli organi preposti
alla ricerca delle persone scomparse nel territorio
siciliano, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2014,
la spesa di 10 migliaia di euro.
25. Per le finalità dell'articolo 97 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni, per il riconoscimento delle funzioni sociali
svolte per la lotta alla povertà e al fine di consentire la
somministrazione di generi alimentari e di prima necessità
in favore di enti ed organizzazioni direttamente impegnati
nell'assisstenza verso categorie sociali maggiormente
marginalizzate o verso altre forme di povertà esterna, è
autorizzata la spesa di 500 migliaia di euro per l'anno
2014 (UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183728), di cui 300 migliaia
di euro in favore della Fondazione banco alimentare Onlus e
200 migliaia di euro in favore del Banco opere di carità
(UPB 6.2.1.2.3 - capitolo 183797).
26. Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
di promozione culturale della stessa, da svolgere nel
territorio della Regione, per le finalità dell'articolo
107, comma 1, della legge regionale26 marzo 2002, n. 2, e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata la
spesa di 198 migliaia di euro per l'anno 2014 (UPB
3.2.1.3.7 - capitolo 377714).
27. Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
di promozione culturale della stessa da svolgere nel
territorio della Regione, per le finalità dell'articolo
107, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata la
spesa di 142 migliaia di euro per l'anno 2014 (UPB
3.2.1.3.7 - capitolo 377747).
28. Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
di promozione culturale della stessa da svolgere nel
territorio della Regione, per le finalità dell'articolo
107, comma 2, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata la
spesa di 67 migliaia di euro per l'anno 2014 (UPB 3.2.1.3.7
- capitolo 377750).
29. Per le finalità della legge regionale 25 novembre
1975, n. 72 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata la spesa di 523 migliaia di euro per l'anno
2014 (UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183704).
30. Per le finalità dell'articolo 5 della legge
regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata la spesa di 495 migliaia di
euro per l'anno 2014 (UPB 13.2.1.3.7 - capitolo 473733).
31. Per le finalità dell'articolo 6 della legge
regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata la spesa di 45 migliaia di euro
per l'anno 2014 (UPB 13.2.1.3.7 - cap. 377723).
32. Per le finalità dell'articolo 1 della legge
regionale 5 marzo 1979, n. 14 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata la spesa di 400 migliaia di
euro per l'anno 2014 (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo 377735).
33. Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 195
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche ed integrazioni è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2014, la spesa di 300 migliaia di euro (UPB
1.2.1.3.1 - capitolo 104523) per l'attività di
coordinamento svolta a supporto degli organismi
internazionali tesi a favorire lo sviluppo del partenariato
euro mediterraneo prevista.
34. All'articolo 48, comma 6, tabella G della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è apportata la seguente
modifica:
L.R. n. 11/2010, art. 100 UPB capitolo +60
13.2.1.3.3 473309
L.R. n. 5/2005 e L.R. n. UPB capitolo +3.2
5/2014, art. 35 6.3.2.6.2 712402 00
L.R. n. 3/2012, art. 7 UPB capitolo +100
6.2.1.3.1 183786
35. Per l'aggiornamento del Piano Regionale dei
Trasporti, previsto dalla legge regionale 14 giugno 1983,
n. 68, e successive modifiche e integrazioni, e per
l'espletamento delle procedure necessarie alla Valutazione
Ambientale Strategica, da espletare ai sensi del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche e
integrazioni, che costituisce condizione indispensabile per
la programmazione e utilizzazione dei fondi strutturali
2014-2020 nel settore dei trasporti, è autorizzata per
l'anno 2014 la spesa di 300 migliaia di euro.
36. Le assegnazioni di parte corrente alle province sono
destinate prioritariamente, oltre che alle finalità già
previste dall'articolo 7, comma 2, della legge regionale 31
gennaio 2014, n. 5, anche al funzionamento delle scuole
musicali provinciali. Le assegnazioni medesime sono
incrementate, per l'esercizio finanziario 2014, di 7.650
migliaia, di cui 150 migliaia di euro in favore della
Provincia di Trapani da destinare all'Ente luglio musicale
trapanese per le finalità istituzionali e 200 migliaia di
euro in favore dell'Istituto musicale Toscanini di Ribera.
37. All'articolo 6, comma 7, della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5, dopo le parole capitolo 117305 sono
aggiunte le seguenti parole: nonché la somma di 400 per le
finalità di cui al comma 2 dell'articolo 38 della legge
regionale 18 maggio 1996, n. 33 e successive modifiche ed
integrazioni.
38. Per le finalità connesse alle attività motoristiche
e per i fini istituzionali propri dell'Ente autodromo di
Pergusa, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 250
migliaia di euro.
Art. 28.
Fondo di rotazione per gli interventi straordinari
(R.I.S.)
l. Al fine di fare fronte allo stato di grave crisi del
settore e di pervenire al risanamento delle gestioni ed al
rilancio delle attività degli enti, associazioni e
fondazioni a partecipazione pubblica, gli Enti: Teatro di
Sicilia Stabile di Catania, Ente Autonomo regionale Teatro
Massimo Vincenzo Bellini' di Catania, Ente Autonomo
regionale Teatro Vittorio Emanuele' di Messina,
Associazione Teatro Stabile di Palermo, Fondazione
Orchestra sinfonica siciliana, Fondazione Teatro Massimo di
Palermo, Fondazione Teatro Pirandello Valle dei Templi di
Agrigento, Istituto nazionale del dramma antico di
Siracusa, Orestiadi, Ente luglio musicale trapanese e
Fondazione The Brass group', che non possano far fronte ai
debiti certi ed esigibili da parte dei terzi, presentano un
piano di risanamento che intervenga su tutte le voci di
bilancio strutturalmente non compatibili con la
inderogabile necessità di assicurare gli equilibri
strutturali del bilancio stesso, sia sotto il profilo
patrimoniale che economico-finanziario, entro i tre
successivi esercizi finanziari. I contenuti inderogabili
del piano sono:
a) la rinegoziazione e ristrutturazione del debito
dell'Ente che preveda uno stralcio del valore nominale
complessivo del debito esistente al 31 dicembre 2013,
comprensivo degli interessi maturati e degli eventuali
interessi di mora, nella misura sufficiente ad assicurare
la sostenibilità del piano di risanamento nonché gli
equilibri strutturali del bilancio, sia sotto il profilo
patrimoniale sia sotto il profilo economico-finanziario;
b) l'indicazione della contribuzione a carico degli enti
diversi dalla Regione siciliana titolari di quote di
partecipazione;
c) la razionalizzazione del personale artistico, tecnico
e amministrativo;
d) il divieto di ricorrere a nuovo indebitamento, per il
triennio di riferimento, salvo il ricorso ai finanziamenti
di cui al presente articolo;
e) nel caso del ricorso a tali finanziamenti,
l'indicazione dell'entità nella misura strettamente
necessaria a rendere sostenibile il piano di risanamento
nonché le misure di copertura adeguate ad assicurare il
rimborso del finanziamento;
f) l'individuazione di soluzioni idonee a riportare
l'ente, entro i tre esercizi finanziari successivi, nelle
condizioni di attivo patrimoniale e almeno di equilibrio
del conto economico;
g) la rivisitazione dei contratti integrativi aziendali
in vigore, di concerto con le parti sindacali, che deve
risultare compatibile con i vincoli finanziari stabiliti
dal Piano.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è istituito presso
IRFIS-FinSicilia S.p.A. un fondo rotativo a gestione
separata, a valere sulle risorse libere dei fondi a sua
disposizione, con dotazione pari a 15.000 migliaia di euro.
3. L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. eroga agli enti di cui al
comma l, a fronte della presentazione del piano, prestiti
per una durata massima di quindici anni a tasso agevolato
per le finalità indicate dal piano di risanamento
presentato ai sensi del comma 1.
Art. 29.
Contratti di filiera e di distretto
l. Al fine di favorire lo sviluppo rurale ed un'armonica
integrazione tra politiche economiche e politiche del
territorio siciliano, in considerazione che il Decreto del
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
22 novembre 2007 relativo a Condizioni di accesso ai
finanziamenti del fondo rotativo per il sostegno alle
imprese e agli investimenti in ricerca prevede,
all'articolo 9, comma 2, lettera b), che le Regioni e
Province autonome possono disporre il cofinanziamento di
specifiche iniziative dei contratti di filiera o di
distretto, l'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello
sviluppo rurale e della pesca mediterranea è autorizzato a
disporre il cofinanziamento nella forma di contributo in
conto capitale, ad integrazione degli incentivi recati
dalla norma nazionale, per il sostegno di specifiche
iniziative che si realizzano sul territorio regionale.
2. Il contributo in conto capitale concesso dalla
regione di cui al comma 1 non può superare il 25 per cento
degli investimenti ammissibili di cui alle tabelle l A, 2
A, 4 A e il 50 per cento degli investimenti ammissibili di
cui alle tabelle 3 A e 5 A dell'allegato A al decreto del
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
21 aprile 2008, come modificato dal decreto ministeriale 17
febbraio 2009 che fissa le spese ammissibili e i limiti
agli investimenti ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del
decreto 22 novembre 2007. L'ammontare del contributo in
conto capitale non può in nessun caso risultare superiore
alla somma dei due finanziamenti (agevolato e ordinario),
per gli investimenti ammissibili di cui alle tabelle l A e
2 A dell'allegato A al decreto 17 febbraio 2009. La somma
del contributo in conto capitale, del finanziamento
agevolato e del finanziamento ordinario non può essere
superiore all'importo degli investimenti ammissibili.
3. La Giunta regionale con apposita deliberazione
stabilirà le modalità e i criteri per la concessione del
cofinanziamento regionale.
4. L'intervento regionale è concesso conformemente alla
decisione della Commissione europea relativa all'aiuto di
Stato n. N379/2008/Italia.
5. Per le finalità di cui al presente articolo si
provvede con le risorse discendenti dalle assegnazioni
della legge 30 giugno 1998, n. 208 e successive modifiche
ed integrazioni e dall'Accordo di programma quadro Sviluppo
Locale attribuite alla Regione (UPB 10.2.2.6.55 - capitolo
542055).
Art. 30.
Impiego fondi IRCAC inutilizzati
1. Al fine di rendere disponibili le somme impegnate e
non utilizzate nel Fondo Unico a Gestione Separata gestito
dall'IRCAC, attinenti alla legge regionale n.37/1978 e s.m.
e i., lo stesso dovrà procedere entro trenta giorni dalla
data di pubblicazione della presente legge e,
successivamente, entro il 31 gennaio di ogni anno, ad una
verifica dei crediti a medio termine e di esercizio,
deliberati ai sensi della citata legge regionale 18 agosto
1978, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni,
disimpegnando dal citato Fondo, le somme relative ai
predetti crediti concessi e non erogati da oltre due anni e
i relativi provvedimenti concessivi, adottati dall'IRCAC
e/o dalla Regione, si intendono revocati.
2. Le somme disimpegnate ai sensi del precedente comma,
rientrano nella dotazione del Fondo Unico di cui
all'articolo 63 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6,
costituito presso l 'IRCAC e saranno utilizzate dallo
stesso per l'attività ai sensi della propria legge
istitutiva e/o di altre leggi speciali la cui dotazione
finanziaria faccia riferimento al Fondo Unico a Gestione
Separata gestito dall' Istituto.
3. L'IRCAC pubblicherà sul proprio sito internet, con
valore di notifica per le cooperative interessate, la
delibera contenente l'elenco dei finanziamenti
disimpegnati.
4. Le somme trattenute sul fondo unificato gestito
dall'IRCAC, ai sensi di quanto previsto dal comma 5 quater
dell'art 22 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
come modificato dall'articolo 65 delle legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, non utilizzate alla data di entrata
in vigore della presente legge sono disimpegnate e
confluiscono nel fondo unico di cui all' art 63 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6 ed utilizzate ai sensi della
legge regionale 7 febbraio 1963, n. 12 e della legge
regionale 23 maggio 1991, n. 36.
5. Gli interessi maturati sulle somme relative al fondo
unico a gestione separata, costituito presso l'IRCAC, ai
sensi dell'articolo 63 della legge regionale 7 marzo 1997,
n. 6, e successive modifiche ed integrazioni,
costituiscono, a decorrere dal corrente anno, integrazioni
del fondo.
6. Le somme disimpegnate ai sensi del comma l, al netto
di eventuali commissioni spettanti all'IRCAC per la
gestione dei medesimi, restano nella dotazione del Fondo
unico di cui all'articolo 63 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6, gestito dall'IRCAC per essere destinate a nuove
iniziative in materia di sviluppo e occupazione, a
carattere innovativo, nel settore della cooperazione
mutualistica del terzo settore e delle cooperative che
gestiscono aziende agricole e terreni confiscati alla mafia
e alle attività previste dal Fondo unico a gestione
separata gestito dall'Istituto, fatta eccezione per
l'importo di 25.000 migliaia di euro che è versato, entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, in entrata al bilancio regionale per essere
destinato agli interventi previsti dall'articolo 13, comma
2 della presente legge garanzie occupazionali.
Art. 31.
Nuove iniziative per favorire lo sviluppo
1. L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. è autorizzato a destinare
25 milioni di euro di disponibilità liquide, pari all'8,6
per cento circa della dotazione patrimoniale complessiva al
13 giugno 2014 del fondo di cui ali'articolo 61 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed
integrazioni, a capitale sociale interamente posseduto
dalla Regione, nel rispetto della normativa di vigilanza
della Banca d'Italia.
2. L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. è autorizzato a destinare
ulteriori 30 milioni di euro di disponibilità liquide, pari
al 10,4 per cento circa della dotazione patrimoniale
complessiva al 13 giugno 2014 del fondo di cui all'articolo
61 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e
successive modifiche ed integrazioni, a patrimonio proprio,
da utilizzare per la copertura quale garanzia diretta di
operazioni di provvista finanziaria da attivare presso la
BEI ed altri istituti nazionali ed internazionali pubblici,
da destinare alla concessione di credito a favore delle
imprese operanti in Sicilia, a fronte di progetti di
investimento e di sviluppo.
Art. 32.
Copertura finanziaria
l. Per l'esercizio finanziario 2014, quota parte del
gettito derivante dalla maggiorazione dell'aliquota
dell'Imposta regionale sulle attività produttive e
dell'addizionale regionale all'Imposta sul reddito delle
persone fisiche (IRPEF) di cui all'articolo 1, comma 174,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive modifiche
ed integrazioni, è destinata ai sensi dell'articolo 2,
comma 80, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e successive
modifiche ed integrazioni, in aggiunta alle finalità
previste dal comma 12 dell'articolo 3 della legge regionale
28 gennaio 2014, n. 5, sino all'importo di 31.715 migliaia
di euro, al finanziamento della compartecipazione
regionale, di cui all'articolo 1, comma 830, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, della spesa sanitaria relativa alla
quota indistinta delle disponibilità finanziarie per il
Servizio Sanitario nazionale, quale servizio pubblico
essenziale.
2. Ai maggiori oneri derivanti dalle autorizzazioni di
spesa di cui agli articoli della presente legge, pari a
566.830 migliaia di euro per l'anno 2014, 196.752 migliaia
di euro per l'anno 2015 e 131.042 migliaia di euro per
l'anno 2016, esclusi gli oneri previsti dall'articolo 4 e
dall'articolo 12, comma 2, si provvede:
a) per l'importo di 362.093 migliaia di euro per l'anno
2014, di 72.006 migliaia di euro per l'anno 2015 e di
117.912 migliaia di euro per l'anno 2016, mediante utilizzo
delle risorse iscritte in bilancio, che si sono rese
disponibili a seguito della non operatività delle relative
previsioni di spesa in conseguenza all'impugnativa del
Commissario dello Stato per la Regione Siciliana della
legge regionale 28 gennaio 2014 n, 5 ed a seguito delle
disposizioni dell' articolo 4 della presente legge che
sopprime l'Allegato 2 di cui all'articolo 4, comma 3, della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5;
b) per l'importo di 31.715 migliaia di euro per l'anno
2014 mediante utilizzo delle risorse regionali derivanti
dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma l;
c) per l'importo di 25.000 migliaia di euro per l'anno
2014 mediante riduzione della spesa relativa al
finanziamento della compartecipazione regionale agli
obiettivi del Piano Sanitario nazionale di cui all'articolo
9 della presente legge. Fermo restando quanto previsto al
successivo comma 3;
d) per l'importo di 111.615 migliaia di euro per l'anno
2014 e di 111.616 migliaia di euro per l'anno 2015 mediante
riduzione dell' autorizzazione di spesa prevista
dall'articolo 2, comma 3 della legge regionale 15 maggio
2013, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, in
relazione alle disposizioni dell'articolo 3 della presente
legge;
e) per l'importo di 2.000 migliaia di euro per l'anno
2014 mediante utilizzo delle risorse iscritte in bilancio,
che si sono rese disponibili a seguito della non
operatività delle relative previsioni di spesa in
conseguenza all'impugnativa del Commissario dello Stato per
la Regione Siciliana della legge regionale 11 giugno 2014
n. 13;
f) per l'importo di 12.294 migliaia di euro l'anno 2014
mediante utilizzo delle risorse di cui all'articolo 4,
comma 2, lett. c) della legge regionale 28 gennaio 2014, n.
5, in relazione alla diversa copertura finanziaria prevista
disposizioni dell'articolo 4 della presente legge;
g) per l'importo di 8.343 migliaia di euro mediante
utilizzo di parte del risparmio di spesa conseguente
all'accertamento del risultato di gestione del servizio
sanitario regionale per l'anno 2013;
h) per l'importo di 13.320 migliaia di euro mediante
riduzione, pari all'1,5 per cento, delle disponibilità
delle autorizzazioni di spesa iscritte, tra le spese
correnti, e discendenti dalle leggi regionali n. 5, 6 e 13
del 2014 limitatamente ai fondi regionali, con esclusione
delle categorie 1, 9, 10, 11, 12 (fondi di riserva e fondi
speciali), dei capitoli relativi a imposte e tasse, di
quelli relativi a spese per la sicurezza, per liti, per
accertamenti sanitari, nonché dei capitoli connessi alla
spesa sanitaria. L'importo delle riduzioni è indicato per
ciascuna autorizzazione di spesa nell'Allegato A della
presente legge;
i) per l'importo di 180 migliaia di euro per l'anno 2014
e di 13.130 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2014 e
2015 mediante riduzione di pari importo delle disponibilità
dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 - accantonamento 1001
del bilancio della Regione per il triennio 2014-2016.
Titolo IV
Disposizioni varie
Art. 33.
Soppressione e liquidazione dell'IRIDAS
l. L'Istituto regionale per l'integrazione dei
diversamente abili di Sicilia (IRIDAS) di cui all'articolo
48 della legge regionale del 14 maggio 2009, n. 6, è
soppresso alla data di pubblicazione della presente legge.
2. Il Presidente della Regione siciliana, su proposta
dell'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale, nomina un commissario liquidatore ai fini
degli adempimenti connessi.
3. Ai dipendenti dell'Ente si applicano le procedure di
mobilità nei limiti e secondo le modalità previste dal
comma 563 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.
147.
Art. 34.
Società partecipate
l. E'istituito presso l'Ufficio speciale delle società
in liquidazione l'albo dei dipendenti delle medesime
società in liquidazione a totale o maggioritaria
partecipazione regionale.
2. Nel suddetto albo devono essere iscritti tutti i
dipendenti attualmente in servizio con contratto di lavoro
subordinato a tempo indeterminato presso le società in
liquidazione, assunti prima del 31 dicembre 2009.
3. Saranno esclusi dall'albo i dipendenti non in
possesso dei superiori requisiti soggettivi, nonché quelli
assunti in violazione alle vigenti disposizioni regionali e
statali in materia di reclutamento di personale e divieti
di assunzioni.
4. Le società di cui al comma 1 dell'articolo 20 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive
modifiche ed integrazioni, per sopperire ai propri
fabbisogni di personale, come scaturenti dai contratti di
servizio stipulati con gli enti soci committenti, dovranno
attingere all'albo del personale di cui al comma 1 nel
rispetto dell'analisi del fabbisogno e della sostenibilità
finanziaria.
5. Ai fini di cui al comma 4, entro il termine
perentorio di 60 giorni dalla entrata in vigore della
presente legge, le società a totale o maggioritaria
partecipazione della Regione di cui al comma 1
dell'articolo 20 delle legge regionale 12 maggio 2010, n.
11, trasmettono all'Ufficio speciale delle società in
liquidazione e alla Ragioneria Generale della Regione
un'integrazione al piano previsto dall'articolo 20, comma
2, della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11con la
individuazione del numero dei soggetti inserito nell'albo
di cui al comma 1 che, in base ai rispettivi fabbisogni e
nei limiti finanziari previsti nei propri bilanci,
intendono assumere. La predisposizione dei predetti piani
deve essere effettuata nel rispetto dei limiti e dei
vincoli finanziari previsti dalla vigente legislazione.
6. Al personale assunto sarà riconosciuto il trattamento
giuridico ed economico previsto dal contratto collettivo
applicato, nel rispetto dei limiti di cui all'articolo 31
della legge regionale 6/1997.
7. Al personale di cui al comma 1, in servizio alla data
di cui al comma 2, non assegnato o trasferito ad altre
società con le modalità di cui al comma 5, si applicano le
procedure di mobilità nei limiti e secondo le modalità
previste dal comma 563 dell'articolo 1 della legge 27
dicembre 2013, n. 147.
8. Restano ferme le disposizioni normative in materia di
limitazione e riduzione dei trattamenti giuridici ed
economici del personale di tutte le società a totale o
maggioritaria partecipazione della Regione, nonché le
direttive a tal uopo in precedenza adottate dalla Giunta
regionale di governo con propria deliberazione nell'ambito
delle misure di cosiddetta spending review, ed i limiti
imposti dall'articolo 31 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6. Resta, altresì, fermo il divieto assoluto di
riconoscere qualunque eventuale differenza tra il maturato
economico, a qualunque titolo, in godimento del suddetto
personale e il trattamento economico spettante al personale
regionale.
9. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge gli organi di amministrazione delle società
che non hanno già provveduto a quanto previsto dal comma 8,
adottano, a pena di decadenza, le necessarie iniziative ed
atti per l'eliminazione dei trattamenti difformi ed
illegittimi con contestuale recupero degli indebiti.
10. E'consentita per la copertura dei posti vacanti
nelle dotazioni organiche, l'attivazione delle procedure di
mobilità volontaria fra le società a totale o maggioritaria
partecipazione della regione siciliana nel rispetto del
piano dei servizi e del personale di cui all'articolo 23,
comma 2, della legge regionale 28 gennaio2014, n. 5.
11. E' abrogato il comma 6 quinquies dell'articolo 20
della legge regionale 12 maggio 2010 n. 11, come introdotto
dall'articolo 23 della legge regionale 28 gennaio 2014, n.
5.
12. Al comma 6 bis della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le
parole a totale partecipazione pubblica sono aggiunte le
parole ad esclusione della SEUS SCpA .
Art. 35.
Pensionamenti personale delle società partecipate
1. In attuazione delle politiche di riduzione della
spesa regionale, nel termine perentorio di 30 giorni
dall'approvazione della presente legge, è fatto obbligo a
tutte le società a totale partecipazione della regione
siciliana di individuare le anzianità contributive di tutti
i lavoratori in organico, richiedendo eventualmente
apposita certificazione agli enti previdenziali competenti.
2. E' fatto espressamente divieto alle società di cui al
comma l di autorizzare trattenimenti in servizio per coloro
che hanno raggiunto i requisiti anagrafici previsti dal
vigente C.C.R.L. 2002/2005 della Regione siciliana e degli
enti di cui all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10.
3. Le società dovranno risolvere unilateralmente i
rapporti di lavoro del personale che ha raggiunto i limiti
di permanenza in servizio di cui al comma 2, sempre che i
soggetti abbiano acquisito il requisito contributivo minimo
previsto dall'attuale normativa per fruire di un
trattamento pensionistico
4. Al personale in organico presso le società a totale
partecipazione della regione siciliana sono estese le
previsioni normative in materia di pensionamenti di cui
all'art. 1 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90.
5. A far data dall'approvazione della presente legge,
tutti coloro che hanno maturato i requisiti contributivi
e/o anagrafici, sono collocati in quiescenza.
Art. 36.
Qualifiche intermedie nelle società partecipate
1. Nelle società partecipate e sottoposte al controllo e
vigilanza della Regione siciliana a totale o maggioritaria
partecipazione azionaria pubblica, costituite dopo l'1
gennaio 2009, che siano sprovviste di copertura nelle
qualifiche intermedie, ancorché individuate nelle proprie
piante organiche, di inquadramento nei ruoli
gerarchicamente funzionali alle esigenze organizzative e
abbiano il rapporto di lavoro disciplinato da contratti di
diritto privato, non costituisce nuova assunzione ai sensi
della normativa vigente in materia di blocco delle
assunzioni, il ricorso, mediante procedure selettive, a
personale interno alle dipendenze della stessa società
partecipata per la copertura di tali posti.
2. Agli oneri finanziari derivanti dall'attuazione del
comma precedente, si provvede con le risorse proprie delle
società partecipate senza alcuna variazione di spesa a
carico del bilancio della Regione.
Art. 37.
Riscossione Sicilia
1. Per le finalità e il rispetto delle condizioni di cui
al decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 e successive
modifiche ed integrazioni, nonché degli articoli 16, 18 e
20 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive
modifiche ed integrazioni, nonché dell'articolo 23, comma 2
e seguenti della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, non
si applicano alla società partecipata dalla Regione
dell'area strategica servizi di riscossione dei tributi di
cui all'articolo 23, comma 1, lettera D) della legge
regionale 28 gennaio 2014, n.5
2. La presente disposizione non comporta oneri
aggiuntivi per il bilancio della Regione.
Art. 38.
Abolizione licenza trebbiatura e sgranatura meccanica
1. Per l'esercizio dell'attività di trebbiatura e
sgranatura meccanica dei cereali e delle leguminose da
granella, di cui al Regio decreto legge 23 aprile 1942, n.
433 ed al Decreto legislativo luogotenenziale 3 luglio
1944, n. 152, non è richiesta alcuna licenza.
Art. 39.
Norme in materia di trasparenza e di pubblicità
dell'attività amministrativa
1. Le somme autorizzate dall'articolo 55 della legge
regionale 15 maggio 2013, n. 9 ed impegnate nell'esercizio
2013 possono essere riprogrammate nell'anno 2014 per
l'espletamento delle funzioni di informazione e di
comunicazione previste dal medesimo articolo 55.
2. Le società a totale o maggioritaria partecipazione
della Regione pubblicano i bilanci, per estratto, sui
quotidiani regionali aventi maggiore diffusione in numero
di 20 copie nella Regione e su quotidiani nazionali con
redazione in Sicilia, ed integralmente nei rispettivi siti
istituzionali.
3. Le disposizioni di cui al primo comma dell'articolo 6
della legge 25 febbraio 1987, n. 67 e successive modifiche
ed integrazioni, trovano applicazione nell'ordinamento
regionale. All'inosservanza della presente norma sono
obbligati la Regione, i consorzi di liberi comuni,le città
metropolitane, i consorzi tra gli enti locali, le aziende
del settore sanitario nonché le società a totale e
maggioritaria partecipazione della Regione e degli enti
locali.
4. All'articolo 4 comma 6 della legge regionale 12
luglio 2011, n. 12, è anteposto il seguente:
06. Fermo restando quanto stabilito al comma 6 in
quanto compatibile, i soggetti di cui al comma 5 sono
tenuti a rendere noto i dati di cui alle lettere a) e b)
del medesimo comma 5, mediante pubblicazione per estratto,
a scelta della stazione appaltante, su due quotidiani a
diffusione nazionale, su due quotidiani a maggior
diffusione locale del luogo ove si eseguono i lavori e su
un periodico a diffusione regionale. Le testate di cui al
precedente alinea devono possedere i seguenti requisiti,
alla data di entrata in vigore della presente legge:
a) non meno di cinque giornalisti iscritti al relativo
albo professionale (sezione professionisti) tenuto ai sensi
della legge 20 febbraio 1963, n. 69, assunti con contratto
a tempo indeterminato;
b) attestazione di regolarità contributiva e
previdenziale ai fini INPGI e CASAGIT;
c) non meno di tre anni di ininterrotta pubblicazione
con diffusione regionale, con vendita in edicola sul
territorio regionale;
d) attestazione di copie vendute, certificata a norma di
legge. .
5. Al comma 5, dell'articolo 4, della legge regionale n.
12/2011, dopo la parola forniture sono inserite le parole
l'autorizzazione, anche tacita, di subappalti,
l'approvazione di perizie di variante .
6. Al comma 6 dell'articolo 4 della legge regionale n.
12/2011, dopo le parole ribassi d'asta sono aggiunte le
parole e sulla quota del fondo posto a disposizione delle
stazioni appaltanti per le spese di pubblicità ai sensi
dell'art. 178, comma l, lettera o del Decreto del
Presidente della Repubblica n. 207/2010. La mancata
comunicazione di tali dati è sanzionata secondo le modalità
e nella misura fissata alla lettera b) del comma 5 della
presente legge .
Art. 40.
Norme in materia di contributo alle spese di viaggio e
soggiorno
degli assistiti residenti nelle isole minori
l. I benefici previsti dalla legge regionale 13 agosto
1979, n. 202 e successive modificazioni ed integrazioni si
applicano agli assistiti residenti nelle isole Eolie,
Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria anche nei casi di
ricorso a luoghi di cura pubblici e privati, accreditati e
contrattualizzati con il SSN, ubicati nel territorio
regionale, qualora la necessità del ricorso a tali luoghi
di cura sia stata preventivamente riconosciuta con le
modalità previste dagli articoli 14 ter, 14 quater e 14
quinquies della legge 3 giugno 1975, n. 27 e successive
modifiche ed integrazioni.
Art. 41.
Adeguamento normativo in materia di regolamentazione de
minimis
l. Il rinvio al regolamento (CE) n. 1998/2006 della
Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all'applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza
minore pubblicato nella GUUE L379 del 28 dicembre 2006,
previsto nelle norme di seguito indicate, va riferito al
regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18
dicembre 2013 relativo all'applicazione degli articoli 107
e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea
agli aiuti de minimis pubblicato nella GUUE L352 del 24
dicembre 2013:
a) articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come modificato dagli articoli 19 e 20 della legge
regionale 26 febbraio 2010, n. 3, e dall'articolo 5 della
legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;
b) articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come modificato dall'articolo 9 della legge regionale 29
dicembre 2009, n. 13, dal comma 11 dell'articolo 80 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, e dall'articolo 6
della legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;
c) articolo 18 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come sostituito dall'articolo l0 della legge regionale
29 dicembre 2009, n. 13, e come modificato dal comma 12
dell'articolo 80 della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11, e dall'articolo 3 della legge regionale 24 novembre
2011, n. 25;
d) lettera h nonies del comma l dell'articolo 4 della
legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, come introdotta
dal comma 27 dell'articolo 80 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11;
e) articolo 7 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
f) articolo 10 della legge regionale 24 novembre 2011,
n. 25;
g) articolo 15 della legge regionale 24 novembre 2011,
n. 25;
h) articolo 31 della legge regionale 24 novembre 2011,
n. 25.
2. Il rinvio al regolamento (CE) n. 1535/2007 della
Commissione del 15 dicembre 2006 relativo all'applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza
minore pubblicato nella GUUE L379 del 28 dicembre 2006,
previsto nelle norme di seguito indicate, va riferito al
regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione del 18
dicembre 2013 relativo all'applicazione degli articoli 107
e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea
agli aiuti de minimis nel settore agricolo pubblicato
nella GUUE L352 del 24 dicembre 2013.
- articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come modificato dagli articoli 19 e 20 della legge
regionale 26 febbraio 2010, n. 3, e dall'articolo 5 della
legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;
- articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come modificato dall'articolo 9 della legge regionale 29
dicembre 2010, n. 11, e dall'articolo 6 della legge
regionale 24 novembre 2011, n. 25;
- articolo 18 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
6, come sostituito dall'articolo l0 della legge regionale
29 dicembre 2009, n. 13, e come modificato dal comma 12
dell'articolo 80 della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11, e dall'articolo 3 della legge regionale 24 novembre
2011, n. 25;
- comma 8 dell'articolo 80 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 come sostituito dal comma 5
dell'articolo 28 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
- articolo 7 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
- articolo 13 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
- articolo 15 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25;
- articolo 31 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
25.
Art. 42.
Abrogazione e modifiche di norme
1. All'articolo 1 della legge regionale 9 dicembre 2013,
n. 23 è aggiunto il seguente comma: 1 bis. Il Ragioniere
generale è autorizzato ad effettuare le variazioni
compensative di bilancio tra i capitoli di cui al comma 1,
in relazione all'effettivo costo dei servizi da effettuare
in favore dell'Amministrazione regionale o degli enti del
settore sanitario sulla base delle convenzioni di servizio,
su richiesta dei competenti dipartimenti regionali.'.
2. Al comma l0 dell'articolo 6 della legge regionale n.
5 del 2014 le parole entro novanta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge sono sostituite dalle parole
entro il 30 settembre 2014 .
3. Sono abrogati i commi 6 e 7 dell'articolo 12 della
legge regionale 14 giugno 1983, n. 68 e successive
modifiche ed integrazioni.
4. E'abrogato il comma 6 dell'articolo 56 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni.
Art. 43.
Proroga di termini per la realizzazione di programmi di
edilizia agevolata e convenzionata
1. I termini di cui al comma 78, dell'articolo 11, della
legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, per l'inizio dei
lavori da parte delle cooperative edilizie inserite nella
graduatorie di definizione dei bandi redatti ai sensi delle
leggi 5 agosto 1978, n. 457 e 11 marzo 1988, n. 67 sono
prorogati al 31 dicembre 2015.
2. I termini di cui al comma 79, dell'articolo 11, della
legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, per l'inizio dei
lavori da parte delle imprese inserite nelle graduatorie di
definizione dei bandi redatti ai sensi delle leggi 5 agosto
1978, n. 457 e 11 marzo 1988, n. 67 sono prorogati al 31
dicembre 2015.
3. All'articolo 47, comma 17, della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 le parole 30 giugno 2014 e dall'1
luglio 2014 sono rispettivamente sostituite dalle parole
31 dicembre 2015. e dall'1 gennaio 2016. .
4. I soggetti che realizzino programmi costruttivi di
edilizia residenziale pubblica possono accedere
all'utilizzo di fondi ex Gescal per la realizzazione di
opere di urbanizzazione inerenti le aree circostanti
inserite nei piani triennali delle opere pubbliche
comunali.
5. All'articolo 33, comma 1, della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6, dopo le parole ad uso residenziale
aggiungere le parole o ad uso non residenziale purché
ricompresi in unità immobiliari o complessi immobiliari a
prevalente uso residenziale. . I lavori di cui all'art. 33,
comma 1, della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6,
possono essere ultimati entro 36 mesi dalla data di inizio,
rimanendo a carico del mutuatario gli interessi che gravano
per il tempo superiore ai 24 mesi stabiliti per il pre-
ammortamento. Alla fine del comma 1 della legge regionale
14 maggio 2009, n. 6, aggiungere le parole per le finalità
del presente comma, si utilizzano le somme residue di cui
al comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6 .
6. Il termine per la realizzazione degli interventi di
cui alla legge regionale 23 marzo 2010, n. 6, è prorogato
ad ogni effetto al 31 dicembre 2015.
Art. 44.
Disposizioni in materia di finanziamento alle piccole e
medie imprese
(STRALCIATO)
Art. 45.
Interventi per il sostegno al pagamento delle rate di
mutuo e di affitto
1. Al fine di consentire il superamento dello stato di
crisi finanziaria delle cooperative siciliane con proprietà
divisa ed indivisa, dovuto a problemi di ordine economico
connessi alla grave crisi economica ed ai conseguenti
riflessi sullo stato occupazionale dei soci, è sospeso,
senza alcun onere aggiuntivo, il pagamento delle rate
scadute e non pagate alla data di entrata in vigore della
presente legge, nonché di quello in scadenza fino al 31
luglio 2014 relative a mutui concessi dall'Istituto
regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC) ai sensi
della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 95 e successive
modifiche ed integrazioni.
2. La sospensione opera fino al 31 dicembre 2015.
3. Il pagamento delle rate sospese avverrà in coda al
piano di ammortamento che viene prolungato di un numero di
rate pari a quelle scadute e con la medesima periodicità
prevista originariamente con contratto da stipulare senza
obbligo della forma pubblica.
4. Le istanze di sospensione dei pagamenti delle
cooperative edilizie a proprietà indivisa dovranno essere
avanzate dal Presidente o dall'Organi munito dei poteri di
rappresentanza legale senza necessità di una preventiva
deliberazione dell'Assemblea dei soci, con l'indicazione
nominativa dei soci che intendono fruire della sospensione
stessa, quelle delle cooperative a proprietà divisa
individualmente da ciascun socio. La presentazione
dell'istanza sospende i pagamenti con riserva
dell'accertamento del diritto.
5. Sono altresì sospesi gli eventuali interessi di mora
già maturati sulle rate sospese che verranno corrisposti
successivamente e contestualmente al pagamento della rata
cui si riferiscono.
6. La sospensione trova applicazione anche in presenza
di azioni esecutive escluse le procedure concorsuali,
avvita per il recupero delle rate oggetto della
sospensione, a condizione che la cooperativa o il socio
provvedano entro sei mesi al pagamento delle spese legali
connesse. Su tale pagamento devono essere concesse, a
richiesta, rateizzazione di durate non superiore a sei
mesi.
7. Allo scopo di fornire la copertura finanziaria agli
interventi disposti dal presente articolo, senza alcun
onere diretto per la Regione, il comma 2 bis dell'articolo
12 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5, come
modificato dall'articolo 55 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10 è sostituito dal seguente:
2. bis. Al predetto Istituto è riconosciuto altresì un
compenso pari al 30 per cento rapportato all'ammontare dei
crediti in sofferenza effettivamente recuperati nel corso
dell'esercizio con esclusione dei recuperi ottenuti nei
confronti della Regione a fronte di fidejussioni dalla
stessa prestate. .
8. Al fine di salvaguardare il Fondo di esercizio dei
finanziamenti alle cooperative, la previsione di cui al
comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale 30 marzo
1998, n. 5, come modificato dall'articolo 55 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, deve essere intesa nel
senso che la commissione dell'1,50% deve essere calcolata
esclusivamente sul valore della sorte capitale e degli
interessi corrispettivi dei crediti con esclusione degli
interessi moratori.
9. La commissione prevista al comma 2 dell'articolo 12
della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5, come modificato
dall'articolo 55 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10, non può in ogni caso essere superiore alla copertura
delle spese di funzionamento dell'IRCAC.
10. Le economie realizzate in tal senso devono essere
contabilizzate all'interno del Fondo di esercizio dei
finanziamenti alle cooperative in uno specifico
accantonamento a destinazione vincolata iscritto nel
bilancio del Fondo stesso.
11. Le disposizioni di cui ai precedenti commi devono
trovare applicazione a far data dall'esercizio finanziario
2014.
Art. 46.
Svolgimento attività commerciali nelle aree ex consorzi
ASI
(STRALCIATO)
Art. 47.
Norme di interpretazione autentica dell'articolo 19
della legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8
1. Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge. gli assegnatari di rustici e/o
capannoni e/o immobili industriali comunque denominati,
possono fare istanza al competente Consorzio per l'area di
sviluppo industriale in liquidazione-gestione separata
IRSAP per l'acquisto dell'immobile assegnato. Il prezzo di
vendita, versato in favore della liquidazione. è pari a
quello della perizia di stima effettuata dalla competente
Agenzia del Territorio, decurtato degli eventuali canoni
effettivamente versati dall'assegnatario in favore del
soppresso consorzio.
2. Con la stessa istanza con cui l'assegnatario
manifesta, ai sensi del presente comma, la propria
intenzione di voler acquistare l'immobile, l'istante indica
il termine entro cui intende procedere al versamento del
saldo dovuto per il perfezionamento della stessa vendita;
detto termine non può comunque superare il 31 dicembre
2015. Trascorso il termine suddetto l'assegnatario decade
dalla possibilità di esercitare il diritto di cui al
presente comma. Per le finalità di cui al presente comma,
l'IRSAP può stipulare accordi e convenzioni con enti
nazionali e regionali sia pubblici che privati competenti
in materia di medio credito e finanza agevolata come
previsto dall'articolo 2, comma 2, lettera i) della legge
regionale 12 gennaio 2012, n. 8.
Art. 48.
Modifica di norme in materia di estrazione giacimenti
minerari di cava
1. L'articolo 12 della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9, è così sostituito:
Art. 12. Attività di estrazione giacimenti minerari di
cava. - 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore
della presente legge, gli esercenti di cave sono tenuti a
versare un canone annuo di produzione commisurato alla area
coltivabile ed ai volumi autorizzati come definiti nelle
autorizzazioni all'esercizio delle attività estrattive.
2. Detto canone è commisurato alla superficie dell'area
ed ai volumi autorizzati della cava. Esso è ottenuto
sommando gli importi riportati in tabella, corrispondenti
agli scaglioni di superficie e volumi autorizzati:
Superficie espressa in ettaro
Sup = 2 < Sup = 5 < Sup = 10 < Sup = 20 < Sup = Sup >
2 5 10 20 50 50
4.000 6.500 7.500 10.000
2.000 13.000
Volumi espressi in migliaia di metri cubi
Vol. = 100 < 500 < Vol. 1000 < 2000 < Vol.
100 Vol. = 500 = 1000 Vol. = 2000 Vol. = 5000 > 5000
3.500 6.000 8.000 10.000
1.500 13.000
3. In caso di sospensione dei lavori di coltivazione ai
sensi dell'articolo 24 della legge regionale 9 dicembre
1980, n. 127 e, successive modifiche ed integrazioni, la
quota dei canoni relativa ai volumi estratti per tale
periodo non sarà dovuto. Eventuali periodi inferiori
all'anno solare saranno calcolati per dodicesimi.
4. I canoni di produzione sono dovuti per il 60% al
Comune interessato e per il 40% alla Regione.
5. Qualora siano interessati più Comuni la quota del 60%
è ripartita sulla base della superficie dell'area di cava
approvata ricadente in ciascun Comune.
6. L'importo dovuto è corrisposto entro il mese di marzo
successivo all'anno di riferimento. Gli esercenti sono
tenuti ad inviare al Dipartimento regionale dell'energia
dell'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di
pubblica utilità, copia della quietanza dell'avvenuto
pagamento entro il mese di aprile.
7. Le tariffe sono aggiornate ogni due anni sulla base
dell'indice ISTAT.
8. I canoni destinati ai Comuni sono finalizzati alla
realizzazione di opere di recupero e riqualificazione
ambientale con priorità alle attività di scavo abusive.
9. I canoni destinati alla Regione in favore
dell'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di
pubblica utilità, saranno destinati a sostenere le attività
di studi e ricerche di settore, di monitoraggio e vigilanza
del settore estrattivo, nonché il potenziamento delle
risorse umane assegnate all'Assessorato per l'incremento
dell'attività di sorveglianza, controllo e lotta
all'abusivismo in campo estrattivo.
10. Il ritardato pagamento delle somme dovute comporta
l'applicazione degli interessi legali.
11. Il mancato versamento del canone di cui al presente
articolo, entro i termini ivi previsti, comporta la
maggiorazione del versamento stesso in misura pari al:
a) 10 per cento, qualora il versamento sia effettuato
entro centottanta giorni dalla data di scadenza dei
suddetti termini;
b) 30 per cento, qualora il versamento sia effettuato
oltre i centottanta giorni ma entro l'anno di scadenza dei
suddetti termini.
12. Il pagamento alla Regione deve essere effettuato in
un'unica rata, sul capitolo di entrata del bilancio della
Regione siciliana 1815, Capo 16, così denominato Proventi
derivanti da canoni di produzione per l'attività di
estrazione da giacimenti minerari di cava , Rubrica 3 -
Dipartimento regionale energia, Titolo 1, aggregato
economico 4, Capo 16 e dovrà avvenire:
a) mediante versamento in conto corrente bancario
intestato a Regione siciliana, Via Notarbartolo, 17 -
Banca Unicredit Spa, Via Campolo, 65 - 90145 Palermo , sul
capitolo di entrata 1815 Proventi derivanti da canoni di
produzione per l'attività di estrazione di giacimenti
minerari di cava - Capo 16;
b) versamento in conto corrente bancario intestato a
Regione siciliana, Via Notarbartolo, 17 - Banca Unicredit
Spa, Via Campolo, 65 - 90145 Palermo , sul capitolo di
entrata 1815 Proventi derivanti da canoni di produzione
per l'attività di estrazione di giacimenti minerari di
cava - Capo 16. Dovrà essere indicato il nome e il cognome
o la ragione sociale del soggetto versante (impresa
esercente l'attività estrattiva).
Nella causale di versamento dovranno essere indicati: i
dati identificativi del versante, la motivazione del
versamento, il canone, l'anno di riferimento, la località
della cava e gli estremi dell'autorizzazione, nonché
l'indicazione che l'importo deve essere acquisito
all'entrata del bilancio della Regione siciliana, capo 16,
Dipartimento regionale energia, capitolo 1815 così
denominato Proventi derivanti da canoni di produzione per
l'attività di estrazione da giacimenti minerari di cava . .
Art. 49.
Disciplina di attività cinofile all'interno di parchi e
riserve
(STRALCIATO)
Art. 50.
Fondi di gestione faunistico-venatoria
(STRALCIATO)
Art. 51.
Disposizioni in materia di vincolo di destinazione delle
aziende agrituristiche
(STRALCIATO)
Art. 52.
Disposizioni in materia di riconoscimento di associazioni
venatorie
(STRALCIATO)
Art. 53.
Definizione interventi edilizi
(STRALCIATO)
Art. 54.
Differimento di termini per recupero abitativo dei
sottotetti
(STRALCIATO)
Art. 55.
Modifiche di norme in materia di edilizia sociale
(STRALCIATO)
Art. 56.
Abrogazione di norma in materia di affidamento provvisorio
servizi comunali di trasporto pubblico locale
1. E' abrogato il comma 1 dell'articolo 47 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni.
Art. 57.
Ticket ingresso ecomusei
(STRALCIATO)
Art. 58.
Misure a sostegno dei contratti di solidarietà
e degli accordi sindacali tra imprese e lavoratori
(STRALCIATO)
Art. 59.
Parità di accesso ai servizi
(STRALCIATO)
Art. 60.
Disposizioni finanziarie in materia di personale precario
degli enti locali
(STRALCIATO)
Art. 61.
Modifica di norma in materia di personale precario enti
locali
(STRALCIATO)
Art. 62.
Disposizioni in materia di personale utilizzato in
convenzione
dalle aziende ospedaliere universitarie
(STRALCIATO)
Art. 63.
Disposizioni di contenimento della spesa in materia di
locazioni di immobili
(STRALCIATO)
Art. 64.
Disposizioni in materia di recesso dai contratti di
locazione
(STRALCIATO)
Art. 65.
Istituzione dell'Albo dei segretari degli enti locali
(STRALCIATO)
Art. 66.
Norme in materia di personale degli uffici speciali
dell'amministrazione regionale
(STRALCIATO)
Art. 67.
Abrogazione di norma in materia di costituzione e adesione
ai liberi consorzi
(STRALCIATO)
Art. 68.
Disposizioni in materia di formazione ed aggiornamento
del personale degli enti locali
(STRALCIATO)
Art. 69.
Differimento di termini di graduatorie di concorsi
negli enti locali e nell'Amministrazione regionale
(STRALCIATO)
Art. 70.
Modifiche di norme in materia di riserve in favore dei
comuni
per il rimborso di spese per la gestione di asili nido
(STRALCIATO)
Art. 71.
Sostegno finanziario alle associazioni di enti locali
(STRALCIATO)
Art. 72.
Assegnazione temporanea personale regionale alle
amministrazioni comunali
(STRALCIATO)
Art. 73.
Abrogazione clausola di salvaguardia in materia di
incarichi dirigenziali
(STRALCIATO)
Art. 74.
Modifiche di norme in materia di pensionamento
del personale degli enti economici regionali
(STRALCIATO)
Art. 75.
Norme in materia di organizzazione amministrativa
di enti vigilati e partecipati dalla Regione
(STRALCIATO)
Art. 76.
Variazioni al Quadro di previsione di cassa del bilancio
della Regione
1. Al quadro di previsione di cassa, per l'esercizio
finanziario 2014, sono apportate le seguenti variazioni:
ENTRATA
Fondo iniziale di cassa -
35.515.166
,88
SPESA
ASSESSORATO ECONOMIA
BILANCIO E TESORO - RAGIONERIA GENERALE DELLA
REGIONE
Fondo per l'integrazione delle dotazioni di
cassa
Capitolo 21571 - Interventi regionali -
35.515.166
,88
Art. 77.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno stesso della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.