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Resoconto d'Aula della Seduta n. 178 di giovedì 31 luglio 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che del  verbale  della
  seduta precedente verrà data lettura nella seduta successiva.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole Mangiacavallo  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

    Rendiconto generale della Regione per il 2013'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Discussione del disegno di legge n. 799/A  Approvazione del
     rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario
                                2013 .

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  primo punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  del  disegno  di  legge  n.  799/A   Approvazione  del
  rendiconto  generale  della  Regione  per  l'esercizio  finanziario
  2013 .
   Invito l'Assessore Agnello ad illustrare il disegno di legge.

   AGNELLO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, chi ha partecipato alla Conferenza dei Capigruppo sa bene
  che,  per  un  mero  errore  materiale  degli  Uffici,  si  è  reso
  necessario  provvedere ad una nuova riapprovazione del  Rendiconto.
  In  realtà  però  non cambia nulla di sostanziale, è  soltanto  una
  questione formale.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Avverto   che  da  questo  momento  decorre  il  termine   fissato
  dall'articolo  112,  comma  5,  del  Regolamento  interno  per   la
  presentazione degli emendamenti.

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura.
   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  A.1: «E' abrogata la delibera legislativa approvata dall'ARS il  23
  luglio  2014,  recante  Approvazione del rendiconto generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2013'».
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FORMICA. Va da sé che noi siamo contrari

   PRESIDENTE.  Onorevole  Formica,  se  voi  siete  contrari   verrà
  certificato  dalla  votazione  elettronica.  Invito  i  deputati  a
  prendere posto.

    Rendiconto generale della Regione per il 2013'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «
                           Approvazione del
     rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario
                             2013» (799/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge « Approvazione del rendiconto generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2013» (799/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  75
   Maggioranza         38
   Favorevoli          49
   Contrari            23

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  collegi,  mi sento in dovere di  ringraziare  tutti   i
  Capigruppo  indistintamente, per l'apporto che hanno  dato  per  il
  prosieguo  dei  lavori  d'Aula, lo dico veramente  perché  ne  sono
  convinto,  perché  il  senso  di responsabilità  ha  fatto  si  che
  approvassimo questo rendiconto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino

       Seguito dell'esame del disegno di legge "Assestamento del
  bilancio della Regione per l'anno finanziario 2014 - Variazioni al
    bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
  finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014,
   n. 5, 'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
                     Legge di stabilità regionale.
                     Disposizioni varie'" (782/A)

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Io vorrei ribadire
  quello  che  ho  già  detto in Conferenza dei  Capigruppo.  Ancora,
  malgrado  sembri  che tutto stia proseguendo  bene,  ci  sono  vari
  incidenti su questo percorso della finanziaria che stiamo  cercando
  di approvare.
   Allora,  poiché l'opposizione, la minoranza, ha dato un contributo
  non indifferente affinché questa norma potesse essere approvata nel
  più    breve   tempo   possibile,   dando   anche   l'assenso    al
  contingentamento dei tempi e non solo, chiediamo che il Governo  ci
  dica  se sull'articolo 27 ritiene di insistere integralmente, o  di
  rinunciare ad alcune norme che noi riteniamo possano andare a  quel
  fondo di cui alla legge 16 approvato nell'agosto scorso, che poi  è
  il  128 che riguarda la ex tabella H, così da sfoltire un attimo un
  articolo  che  può  diventare ostacolo alla prosecuzione  regolare,
  normale, ordinata dei lavori, già troppo accidentati.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, la tabella H è stata frantumata con questa manovra, anche
  perché  rispetto  alle modifiche relative all'anno  precedente,  le
  uniche  novità  si riferiscono alle associazioni  con  problemi  di
  disagio   sensoriale,  in  particolare  mi  riferisco  all'istituto
  ciechi, all'istituto Brail, all'istituto Keller ed alle istituzioni
  dei sordomuti.
   Tutti  quanti  abbiamo  più volte eccepito sul  fatto  di  mettere
  questi  enti  nel calderone generale della tabella H anche  perché,
  siccome sono istituzioni scolastiche, tra l'altro inesistenti nella
  scuola  pubblica, le uniche in questo settore, non si  capisce  che
  bando dovremmo fare? Il bando relativo a chi? Si tratta, quindi, di
  riconoscere  una  esclusività e persino la strumentalità  da  parte
  della Regione perché questi servizi normalmente li dovrebbe fornire
  direttamente lo Stato.
   Da  anni  in  Sicilia questo si è quindi fatto con un rapporto  di
  tipo  convenzionale  con  questi enti, poi improvvisamente  andò  a
  finire  nel  calderone della tabella H, per finire  nel  meccanismo
  generale.  Per  cui,  su questi, abbiamo pensato  di  proporre  una
  eccezione,  anche  in considerazione del lavoro ciclico  che  fanno
  questi   enti.  Non  si  tratta,  cioè,  di  iniziative  che   sono
  subordinate  al  riconoscimento del contributo, perché  una  scuola
  deve  iniziare  il 15 settembre e finire a giugno. Non  è  che  può
  aspettare i riferimenti relativi alla questione del rilascio  della
  concessione del contributo.
   Gli  altri  due  enti sono di tipo sociale, e anche loro  svolgono
  un'attività  continua  e persino necessaria  nella  fase  di  crisi
  attuale,  e  sono  i due bandi riconosciuti per  legge.  In  questa
  situazione, credo che nessuno può negare la strumentalità  rispetto
  ad  una  politica sociale della Regione in un momento di difficoltà
  enorme  e,  quindi,  riconoscerla ed evitare  l'interruzione  della
  grande   attività   che   fanno   questi   enti,   perché   diventa
  pregiudizievole anche dal punto di vista sociale.
   Poi  sono  stati inseriti gli istituti teologici,  per  le  stesse
  motivazioni,  perché scuole. Non è che le previsioni relative  alla
  scuole cambiano di anno in anno, sono legate alle iscrizioni  degli
  alunni  che ci sembrano quasi sempre identici. In ogni caso  devono
  fare  sempre  la  domanda e si potrà verificare la congruità  della
  spesa,  come deve fare il Governo. Ma ci sono altri enti  teologici
  oltre  a questi tre in Sicilia che potrebbero partecipare al bando?
  Anche   qui,  quindi,  c'è  la  caratteristica  della  scuola,   la
  caratteristica  della  tipicità e,  quindi,  della  continuità  del
  servizio, la caratteristica anche di un servizio che non può essere
  subordinato al rilascio.
   Si  potrebbe obiettare, ma perché concedere un contributo ad enti,
  tutto  sommato,  anche  se teologici, privati?  A  questa  domanda,
  rispondo  con  un'altra  domanda: perché la  Kore  di  Enna  non  è
  privata?  A qualcuno gli salta in mente di non finanziare la  Kore?
  Il  buono  scuola non viene dato forse per l'istruzione privata?  A
  qualcuno salta in mente di toglierlo?
   Ci  sono  nell'ambito  della istruzione  una  serie  di  enti  che
  rientrano  normalmente in attività continua, necessaria, che  hanno
  un particolare valore sociale e culturale. Questa è l'impostazione.
  Poi  ci  sono  quattro enti su cui si è aperta  la  discussione  in
  Conferenza  dei  Capigruppo  che  sono  il  Cerisdi,  il  Whitaker,
  l'autodromo  di  Pergusa,  su  cui  sono  state  sollevate   alcune
  questioni,  e  il Coppem. È chiaro che se pretendiamo  di  togliere
  tutte  le  associazioni  sociali noi non ci  stiamo.  Però,  se  il
  riferimento  dovesse  essere  specificamente  ad  alcuni  enti  non
  considerati indispensabili e strumentali per la Regione, noi  siamo
  disponibili anche a discutere.
   Voglio precisa che l'articolo 27 riguarda una manovra di circa 132
  milioni di euro, che l'entità di queste contribuzioni extra sono in
  totale  di un milione, che non sconfortano l'entità della  manovra.
  Fra  l'altro, il Whitaker svolge un'attività continua  e  costante,
  apre  365 giorni l'anno. Il Coppem è un ente internazionale in cui,
  addirittura,  il  Presidente dovrebbe essere  il  Presidente  della
  Regione. Io non mi sono mai insediato, nominerò un delegato, ma non
  mi  andrò a impelagare in un'attività di gestione di questo tipo  o
  di  qualsiasi altro tipo. Per quanto riguarda il CERISDI, ogni anno
  è   stato   sempre   il  Parlamento  a  inserirlo   con   specifico
  finanziamento. Pergusa è l'unico autodromo che c'è in Sicilia,  per
  cui non si capisce perché dovrebbe partecipare a un bando.
   Se questi ultimi elementi dovessero essere sufficienti a pensare a
  un  accordo  generale sull'articolo e ritirare gli emendamenti,  da
  parte  di  tutti,  io credo che potrebbe essere  una  soluzione  di
  mediazione  accettabile. Però, se questo, dopo  questa  mediazione,
  dovesse  mantenere  in  vita le decine e decine  di  emendamenti  è
  chiaro  che non avremmo concluso nulla. È quello che si sente  dire
  il  Governo  tenendo  però fermo che noi  gli  enti  necessari  che
  svolgono  attività ciclica non intendiamo assolutamente  toglierli,
  perché creeremmo solo difficoltà a istituzioni riconosciute da anni
  dalla Regione siciliana, che hanno un valore persino emblematico; e
  mi riferisco ai ciechi, mi riferisco alle scuole, ai sordomuti che,
  assolutamente, noi non permetteremo che entrino di nuovo nel  bando
  della Tabella H.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  si  era
  detto  che di Tabella H non se ne sarebbe parlato più. Io oggi,  in
  un momento così delicato e di spending review, non ho presentato un
  subemendamento soppressivo solo perché ritengo che ci  sono  alcune
  finalità,  mi  riferisco ai ciechi, mi riferisco ai disabili,  alle
  scuole,  al  rifinanziamento dei parchi e quindi  il  trasferimento
  delle  somme  per  gli stipendi dei parchi che  avete  inserito  in
  questa  legge.  Ma  vanno eliminati alcuni  articoli  e  chiedo  al
  Governo  di  fare un emendamento soppressivo perché non ci  possono
  essere  né due Sicilie né alcune manifestazioni, perché è offensivo
  anche per quest'Aula, signor Presidente.
   Facciamo chiarezza, visto che lei ha fatto questo elenco, la prego
  di  fare  l'elenco su quello che si ritiene utile e  indispensabile
  per  categorie e soggetti che vanno finanziati e togliamo tutto  il
  resto,  perché  altrimenti diventa veramente  difficile  andare  ad
  approvare anche la norma.
   Signor Presidente, leggo all'articolo 37  All'articolo 6, comma 7,
  della  legge  regionale 28 gennaio 2014 dopo le parole    ..'  sono
  aggiunte  le  seguenti  nonché la norma di 400  mila  euro  per  le
  finalità  di cui al comma 2 dell'articolo 38 della legge regionale,
  mi spiegate che cosa è?
   E  siccome  i minuti sono pochi, facciamo l'elenco di  quelle  che
  sono  le  necessità e poi continuiamo, perché non è giusto,  non  è
  corretto, perché se ci sono delle manifestazioni, se ci sono  degli
  appuntamenti  che  vanno  finanziati  e  che  deve  essere  merito,
  riconoscimento  per  la Sicilia che vanno finanziati,  l'Aula  deve
  sapere quali sono.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, noi stiamo
  parlando  continuamente e costantemente della cosiddetta Tabella  H
  che equivale più o meno a 10-12 milioni di euro, 15 milioni di euro
  compreso  il  bando,  non arriva a più di tanto,  poi  c'è  131-135
  milioni di euro dell'allegato 1.
   Nell'Allegato  1,  vorrei ricordare ai colleghi parlamentari,  c'è
  l'ERSU,  per esempio, l'Istituto di incremento ippico,  ci  sono  i
  teatri, tutte quelle attività dove ci sono livelli occupazionali da
  garantire;  l'Allegato 1 è la parte pubblica, se mi consentite,  di
  tutti  questi  interventi, guardando questo  tomo  dell'Allegato  1
  viene fatta una strage, signor Presidente.
   E  allora io chiedo ai colleghi parlamentari, al Governo e a  lei,
  signor  Presidente,  di ritirare - a partire ovviamente  da  noi  -
  tutti  gli  emendamenti inerenti all'Allegato 1 in  modo  tale  che
  sulle  altre  materie  l'Aula può anche  discutere,  si  può  anche
  dividere  se  vuole,  ma  non  faremmo  un  danno  irrevocabile   e
  assolutamente  non più recuperabile a strutture  che  di  fatto  in
  qualche  modo  garantiscono  pubblici  servizi  e  attività   molto
  importanti per la nostra Terra.
   Quindi,   signor  Presidente,  se  passa  questo   messaggio,   ci
  piacerebbe che ci fosse un grande senso di responsabilità, togliere
  tutti  gli  emendamenti inerenti l'Allegato 1  e  poi,  ovviamente,
  sappiamo perfettamente che, per esempio, i ciechi, i sordi sono una
  parte  fondamentale  della crescita civile, sociale,  culturale  ed
  economica della nostra Terra e ognuno potrà esprimersi sulle  altre
  cose sapendo che ci sono delle priorità che io ho indicato.
   Faccio un appello sin dall'inizio di mettere fuori dall'Allegato 1
  tutti gli emendamenti.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi accogliamo - e
  parlo  a  nome  anche  dei  colleghi amici  Falcone,  Formica,  dei
  presidenti  dei  gruppi  parlamentari  del  Centro  destra   -   la
  sollecitazione  del  collega  Leanza  e  per  ulteriore  senso   di
  responsabilità  ritiriamo tutti gli emendamenti  all'allegato  1  e
  siamo pronti a votarlo con l'emendamento eventuale che mi pare  sia
  stato  già indicato dalla Commissione che ci vede d'accordo, perché
  anche  in  questo  caso riguarda un emendamento di spending  review
  rispetto al quale noi ci troviamo in linea.

   PRESIDENTE. Riguarda la riduzione dell'1,5 per cento.
   Scusate, sono dinnanzi ad una proposta procedurale, adesso  do  la
  parola pure a lei onorevole Ciancio.
   Per  intenderci,  per  chiarezza  con  l'Aula,  si  può  fare  una
  votazione  per  emendamenti separati. Può essere che  superiamo  il
  problema,  Presidente,   considerando  che  c'è  un  capogruppo  di
  maggioranza e un capogruppo di opposizione che sembrano condividere
  un percorso, voglio spiegare all'Aula intera cosa intendiamo  fare,
  evitiamo di ingarbugliare ulteriormente le procedure.
   L'articolo  27, comma 1:  Le autorizzazioni di spesa previste  per
  l'anno  2014, nell'allegato 1, rifinanziamenti interventi di  spesa
  di  cui  all'articolo 8, comma 1, della legge regionale  11  giugno
  2014,  n. 13, sono incrementate da quelle previste dall'allegato  1
  della    presente    legge    per    l'importo    complessivo    di
  centocinquantamilatrecentoquindicimila migliaia di euro .
   E'  stato presentato  l'emendamento della Commissione, ma  era  di
  intesa con il Governo, di ridurre di un ulteriore 1,5 per cento che
  fa richiamo all'allegato 1.
   Quindi,   dopo   che   approviamo  questo  articolo,   approveremo
  l'allegato 1.
   Se voi leggete l'allegato 1, non c'entra niente per intenderci con
  la  cosiddetta tabella H, riguarda gli stipendi, mette in sicurezza
  sostanzialmente i conti.
   Quindi,  se noi procediamo in tal senso, intanto votiamo il  comma
  1,  ritiriamo tutti gli articoli, votiamo l'allegato  1  e  poi  si
  continua  a discutere singolarmente sulle singole fattispecie,  ivi
  compreso  il  comma  36  al  quale  faceva riferimento  l'onorevole
  Grasso, alla quale voleva rispondere il presidente Crocetta.
   Questa  è  una  proposta che proviene da due capigruppo.  Darò  la
  parola  a  tutti, ma su questa proposta. Vediamo di  intenderci  su
  questa proposta.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, grazie  per
  avermi  dato la parola, vorrei che il Presidente della  Regione  mi
  ascoltasse un attimo.
   Ho  ascoltato la proposta che proviene dall'opposizione  e  prima,
  eventualmente,  di  condividerla  volevo  sapere  l'opinione    del
  Governo   per   quanto  riguarda  gli  emendamenti   sui   consorzi
  universitari, tenuto conto che mi pare di capire che il  Presidente
  della  Regione  è  molto  legato  agli  aspetti  culturali,  avendo
  insistito   per  il  finanziamento  di  alcune  scuole,  cosiddette
  cattoliche,  e  se ovviamente nel prosieguo intende attenzionare  i
  consorzi universitari.
   Mi    spiego  meglio.  Già  il  Governo,  rispetto  alla  proposta
  originaria,  ha incrementato la dotazione ai consorzi universitari,
  ma  non  ha  raggiunto quello che effettivamente è stato attribuito
  l'anno  scorso e, soprattutto, quello che era stato indicato  nella
  originaria finanziaria poi oggetto di impugnativa.
   Desidero  sapere dalla voce della rappresentante del  Governo,  se
  nell'ambito   del   prosieguo   dell'anno,   laddove   i   Consorzi
  universitari   dovessero   dimostrare   difficoltà   di   carattere
  economico,  se  obiettivamente ci sarà l'attenzione  da  parte  del
  Governo  di  intervenire, dal punto di vista prettamente economico,
  per  risollevare e possibilmente evitare la chiusura  dei  Consorzi
  universitari.
   Mi  riferisco  ai Consorzi universitari che non sono semplicemente
  solo  quello  di  Trapani,  ma  bensì anche  quello  di  Agrigento,
  Caltanissetta; perché la Kore così come lui ha evidenziato  appunto
  nella   Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi   parlamentari   è
  finanziata a se stante con una legge ad hoc.
   La domanda è: poiché le somme sono insufficienti, c'è l'intenzione
  da parte del Governo di intervenire per eventualmente rimpinguare i
  finanziamenti  al  fine  di  evitare  la  chiusura   dei   Consorzi
  universitari? La domanda è questa, aspetto una risposta,  viceversa
  non sono d'accordo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, nei confronti dei Consorzi universitari si sta agendo  in
  due   modi:  uno  è  il  riconoscimento  delle  somme  che  avevano
  precedentemente  e,  quindi, non è stato  fatto  alcun  taglio  nei
  confronti; due incrementando le  somme a favore delle province  che
  per priorità devono dare.

   FONTANA. c'è un taglio.

   CROCETTA. Non è vero che abbiamo fatto un taglio, come ve lo  devo
  dire,   si  è  ragionato diecimila volte in Commissione, il  taglio
  del 3% è lineare per tutto il Bilancio.  30%? Ma quando mai, adesso
  lo verifichiamo con gli Uffici, noi abbiamo discusso in Commissione
  e abbiamo verificato esattamente.
   Dicevo,  abbiamo  incrementato  pure  le  somme  a  favore   delle
  province,  quindi, i Consorzi universitari non hanno alcun  taglio.
  Poi se dobbiamo verificare tecnicamente andiamo a vedere quello che
  è stato erogato l'anno scorso e quello che è previsto quest'anno.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  per
  capire  come  dobbiamo procedere: la proposta in  sostanza  che  ha
  fatto anche l'onorevole Cordaro - e che vede tutto il Centro Destra
  d'accordo - era quella di votare per parti separate e far diventare
  2  articoli,  cioè  l'articolo  27  e  il  primo  comma  con  tutto
  l'allegato 1 - mettiamo in sicurezza un attimino tutto, soprattutto
  parliamo di stipendi, non sono eventi e così via, tranne qualcosa -
  e  poi votiamo tutto l'articolo 27 dal secondo comma sino al  38  e
  così  se ci sono da fare emendamenti, se ci sono da fare riduzione,
  da ridurre qualcosa la possiamo fare.
   Per  quanto  ci  riguarda,   sul primo comma  che  diventerà  così
  facendo, così votando per parti separate un articolo autonomo,  noi
  ritiriamo tutto gli emendamenti.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  ribadisco  ancora  una  volta, perché ho guardato  tra  l'altro  le
  carte,  che  c'è  stato un taglio sui Consorzi  universitari  e  il
  capitolo 37. 37.18, lo controlli: da 4 milioni e 8 siamo scesi a  3
  milioni e 7, quindi, sono stati tolti 1 milione e 2 centomila euro.
   La  prego,  anche  perché  già i nostri Consorzi  sono  in  grande
  difficoltà  e, quindi, io senza voler togliere nulla ad  altri,  ma
  ritengo che l'offerta formativa nei territori e nelle periferie sia
  assolutamente  indispensabile, noi abbiamo fatto  anni  e  anni  di
  grande  sacrifici  per potere mantenere questi corsi  universitari,
  adesso  nella nostra provincia sono stati già tagliati 6  corsi  di
  studio per cui siamo rimasti

   SCILABRA, assessore all'Istruzione e formazione professione. Non è
  vero.

   FONTANA.   E'  vero, assessore, lo deve dire a me?  Non  credo  lo
  debba  dire a me perché so bene come stanno le cose, è lei che  non
  le conosce.
   Sono  stati  tagliati 6 corsi di laurea negli ultimi 4  anni,  non
  possiamo ancora continuare con questi tagli anche perché il  nostro
  Consorzio è un consorzio con  5 mila studenti, non si scherza,  era
  uno  dei  Consorzi  più frequentati della Sicilia  e  non  solo,  e
  giudicato  a  livello nazionale da una società  che  ha  fatto  uno
  studio   su   tutti   i  Consorzi  ed  era  il  miglior   consorzio
  universitario dell'Italia meridionale.
   Per  cui  abbiamo  questa  eccellenza,  cerchiamo  di  mantenerla,
  facciamo qualche sacrificio, io non le chiedo nulla, le chiedo solo
  di  poter  mantenere il contributo dell'anno passato per  i  nostri
  consorzi universitari.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione,  assessori,  a chiarimento di quello  che  è  successo  in
  Commissione,  quel famoso emendamento, per il quale c'è  stata  una
  approfondita discussione di un'ora e mezzo, credo che non ci  si  è
  compresi, poi alla fine non è stato traslato nella tabella, quindi,
  è  rimasta  la  voce  del  capitolo, di cui faceva  riferimento  il
  collega  Fontana,  3  milioni 660, non è stato  trasferito,  quindi
  glielo sottopongo affinché lei possa verificare se è così.

   CROCETTA. Non è stato trasferito.

   DI MAURO. Infatti non è stato fatto.

   PRESIDENTE. Per chiarire, quindi è fuori dalla tabella 1?

   DI MAURO. Si, è fuori, non è mai stato nella tabella, si tratta di
  un  capitolo  dell'Assessorato  Pubblica  Istruzione  e  Formazione
  37.37.18 che lo scorso anno aveva 4.850.

   PRESIDENTE. Io gradirei sentire il parere di qualcuno  del  gruppo
  del  Movimento Cinque Stelle in ordine alla proposta  che  è  stata
  formulata  da  più  capi gruppo, che sembrerebbe condivisa,  e  poi
  specificata  dall'onorevole Falcone, quella  di  approvare  intanto
  l'articolo 27, solo il primo comma, e approvare la tabella 1, se si
  tratta di integrare con quello che dice l'onorevole Fontana che poi
  il  Presidente Crocetta sembrava d'accordo, ma ci stiamo  riferendo
  solo  alla tabella 1 e poi di seguito procediamo con tutto il resto
  e si entrerà in un ragionamento praticamente particolare, approvare
  o meno i singoli articoli e i singoli stanziamenti.
   Quindi, mi interessa comprendere la posizione del Movimento Cinque
  Stelle, se stiamo così faremmo 2 articoli, il 27 e tabella 1,  dove
  sono  inserite  tutte  le questioni imprescindibili  dove  non  c'è
  grande discrezionalità e nel 27 bis) rientrerebbe tutto l'altro.

   CIACCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a   proposito  di
  questo eventuale 27 bis), come abbiamo proposto anche in Conferenza
  dei  Capigruppo, siamo per mantenere l'emendamento che  era  uscito
  dalla  Commissione  di  merito, che fondamentalmente  ha  soppresso
  tutti  quei  commi che recavano il nome e il cognome dell'ente,  ad
  esclusione  dell'Unione Italiana Ciechi, Stamperia  Braille,  Helen
  Keller, Sordomuti e anche il Banco Alimentare, riconoscendoli  come
  effettive  emergenze,   e  sopprimere tutti  gli  altri  in  quanto
  possono tranquillamente partecipare al bando.
   Questa  è  la  proposta che è uscita anche responsabilmente  dalla
  Quinta   Commissione che si è resa conto che per  l'ennesima  volta
  non si poteva fare il gioco del  tu si, tu no .

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono iscritti  a  parlare:  l'onorevole
  D'Agostino,  Lentini, Oddo, Ferrandelli, Gianni,  Grimaldi,  Greco,
  Ragusa e Di Mauro come capo gruppo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino.

   D'AGOSTINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  sull'allegato  1  credo  che non ci siano  difficoltà,  poi  magari
  parlerà il Capogruppo e dirà cosa intende fare sulla questione,  se
  si ritirano tutti gli emendamenti e quelle vengono individuate come
  emergenze  particolare, non credo ci siano problemi, ma  credo  sia
  giusto  mettersi d'accordo anche su come ragioneremo  sull'articolo
  27.
   Perché  vorrei dire al Presidente della Regione che  ho  ascoltato
  l'elenco succinto che lui ha fatto e, ovviamente, in questo  elenco
  c'erano  sia  interventi previsti nell'allegato 1,  che  interventi
  previsti  nell'articolo 27, purtroppo non  credo  che  tutti  siano
  interventi  sostenuti da leggi che gli consentono di  avere  questa
  forza all'interno della proposta.
   Non  contesto  questo  elenco, dico solo che,  richiamandomi  agli
  stessi  principi che il Presidente ha in qualche modo  esplicitato,
  cioè  l'esclusività, la peculiarità, la continuità  dell'azione  da
  parte di questi enti, credo che ci siano delle enormi lacune, delle
  gravi dimenticanze.
   Visto  che il principio era quello di utilizzare il bando e adesso
  si  sta  tornando  indietro,  credo che,  quando  saremo  sul  tema
  dell'articolo 27, io non rinuncerò assolutamente a difendere un mio
  emendamento  ed  una  mia proposta che credo   valida,  importante,
  interessante  e di assoluto valore, tanto quanto alcuni  interventi
  che in questo momento sono stati proposti.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini.
   Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che  questo
  Parlamento  ormai  dibatte su questa famosa Tabella   H   ormai  da
  tantissimi  anni  e  questo Parlamento ha già iniziato  a  tagliare
  diverse voci.
   Le  voci  più importanti, che sono state dette un po' da tutti,  e
  che  condividiamo,  ad  iniziare dall'Unione  Ciechi,  ad  iniziare
  dall'Helen Keller, dal Braille, i sordomuti, le associazioni che si
  occupano  dei malati terminali, del banco alimentare, ecco,  questi
  sono i teatri che sono anch'essi importanti per l'intera Isola.
   Noi  ogni  anno  riproponiamo sempre un articolo relativo  ad  una
  Tabella, oggi chiamata  I , domani Allegato, poi la chiamiamo  L  o
   Y , ma se invece le inserissimo dentro il libro del bilancio, dove
  ogni  anno  il  Governo propone tutto quello  di  cui  necessitano,
  secondo  il  Governo, inserendole nelle Rubriche, il Parlamento,  i
  deputati,  ognuno  nelle  proprie  Commissioni,  si  aprirebbe   un
  dibattito  che  poi sicuramente porterebbe ad una decisione   e  da
  questa   ci  vedremmo  in  Aula, e non ci sarebbe  più  bisogno  di
  allarmarci o di litigare. Questa è una cosa molto elementare.

               Presidenza del Vice Presidente Venturino

   Questa  Tabella la dobbiamo chiudere, ormai - lei  ha  detto  bene
  Presidente  della Regione - lei ha detto  ma l'Unione  Ciechi  deve
  andare a bando con chi? ,  ma per che cosa? .
   Se,  ad esempio, in questo bilancio gli diamo 3 milioni e 900 mila
  euro,  quando il fabbisogno è di 5 milioni ed 800 mila euro, quando
  questi  signori, quando questi fratelli, devono tagliare gli  studi
  per  i  ragazzi, per i bambini, che già vivono le loro  difficoltà,
  qual è la responsabilità di un Parlamento? E' quella di iniziare  a
  lavorare  per le priorità e le priorità devono andare in  bilancio,
  non  possono andare sicuramente in una Tabella ed in un Allegato  a
  parte.
   Il  Governo  nella prossima presentazione di bilancio,  quindi  ad
  ottobre,  ogni  anno  nel mese di ottobre, inserisce  queste  voci,
  questi  capitoli di priorità, li inserisce nel bilancio e  da  quel
  momento  parte  un  dibattito nelle Commissioni dove  interagiscono
  discussioni, partite e tutto quello che vogliamo, fino a quando  si
  arriva in Parlamento e si approva.
   Oggi è una cosa infernale, arrivare come sempre a notte fonda  per
  chiudere  una  Tabella  che sicuramente ci ha  sempre  mortificato,
  sicuramente non porterà un bel risultato.
   Noi  dobbiamo fare a bandi e a questi ci penseranno gli  assessori
  con  la  loro  delega, quella che vorranno mettere  a  disposizione
  della  comunità,  ma quelli che sono i servizi fondamentali  devono
  rimanere la priorità dentro il bilancio.
   I  capitoli da quel bilancio non si toccano, è inutile  portare  e
  proporre ogni anno cose che non funzionano.

   PRERSIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Oddo.  Ne  ha
  facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, io le ho mandato un messaggino  qualche
  settimana  fa,  il  messaggino che le ho mandato si  riferiva  alla
  Biblioteca  Fardelliana di Trapani, una istituzione che ha un  paio
  di  centinaia di anni, maggiore di anzianità rispetto al Cerisdi  e
  altri carrozzoni che conosco benissimo.
   Il  fatto che siano  nello statuto, previsto dal Presidente  della
  Regione,  non  è che faccia non titolo particolare,  perché  queste
  strutture le conosciamo.
   La  Biblioteca Fardelliana che ha un paio di secoli di  storia  in
  più di queste strutture è a partecipazione pubblica, il Sindaco  di
  Trapani ha ammainato la bandiera della Regione dal Municipio  della
  città di Trapani.
   Io  non sono un estimatore del sindaco della città di Trapani, che
  è  amico  dell'onorevole Fazio che l'ha proposto, e quindi  non  ne
  sono  un estimatore, sono un estimatore di un pezzo di storia della
  cultura della mia provincia in particolare e  non vorrei che questa
  struttura  cadesse  sotto le macerie dell'ex  provincia  regionale,
  perché  lei  sicuramente dopo il mio messaggio ha  parlato  con  il
  commissario  Ingoia,  il quale ha successivamente,  consultato,  ha
  detto  che non ha una lira o un euro e per quanto riguarda  lui  la
  Biblioteca  Fardelliana  dopo due secoli di  storia  può  benissimo
  chiudere,   perché  l'ex  provincia  non  ha  i  soldi  per   farla
  funzionare.
   Io  sono  pronto a ritirare gli emendamenti che ho presentato  con
  altri deputati, però credo che se questo Governo deve passare  alla
  storia della mia città per aver abolito un'istituzione culturale di
  due  secoli,  che  magari  non è presieduta  dal  Presidente  della
  Regione  pro-tempore, così come gli istituti  di  altri  carrozzoni
  regionali  creati  dopo,  io  credo che  questo  sia  profondamente
  ingiusto.
   Io  le  chiedo, in qualche modo, di trovare una soluzione a questo
  problema,  le chiedo e credo di farlo a nome di altri colleghi,  in
  questa  biblioteca  hanno  studiato,  chi  studiava,  non   so   se
  l'onorevole  Ruggirello andava in altre biblioteche, io  ci  andavo
  con altri giovani della città, io credo che non possiamo ascriverci
  alla chiusura di un pezzo di storia della cultura di questa città e
  non  possiamo consentire che nel municipio di un capoluogo  di  una
  provincia  venga  ammainata  la bandiera  della  Regione  siciliana
  perché la Regione non riesce a dire una parola su un tema di questo
  tipo.
   Se  non  lo  posso dire in questa sede non so in  che  sede  possa
  dirlo,  so  gli  accordi dei capigruppo, so  che  avete  deciso  di
  ritirare  gli  emendamenti, ma rispetto a  questa  che  non  è  una
  richiesta   da  tabella  H  nel senso che  io  mi  onoro  di  avere
  presentato un emendamento di questo tipo, io  chiedo che il Governo
  mi  dia una risposta, altrimenti io l'emendamento non lo ritiro,  o
  me  lo voto da solo, qui non c'entra né la destra né la sinistra né
  la  maggioranza né l'opposizione, è un rispetto  al nostro ruolo in
  questa istituzione.
   Io  voglio  sapere rispetto all'istituzione che ha due  secoli  di
  vita  se questo Governo trova 200 mila euro per consentire che dopo
  200 anni passiamo a 201 anni, e l'anno prossimo si vedrà.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROPCETTA, Presidente della Regione. Io voglio capire   una  cosa,
  quante sono le biblioteche in Sicilia, vivono tutte nell'oro oppure
  sono biblioteche comunali, provinciali.
   Stiamo    decidendo   la   regionalizzazione   della    Biblioteca
  Fardelliana,  allora  perchè non facciamo la  biblioteca  di  Gela,
  quella  di  Alcamo,  quella  di  Catania,  non  sto  sottovalutando
  l'importanza.
   Voglio   rappresentare  che  come  indicazioni   specifiche,   nei
  confronti  di  questa  provincia di Trapani  che  si  lamenta,  noi
  abbiamo  comprato  le  azioni dell'aeroporto  dell'ex  provincia  e
  abbiamo impedito che fallisse l'aeroporto di Trapani.
   Naturalmente, la provincia di Trapani è stata sgravata di  qualche
  costo  milionario.  Poi nelle riserve che ci sono  a  favore  delle
  province, sempre di Trapani, c'è l'istituto  Il luglio musicale  di
  Trapani. L'istituzione è importante, perché no
   Certo che Ingroia non ha i soldi perché ancora non sono stati dati
  i  soldi alle province, appena Ingroia avrà i soldi, che sono stati
  incrementati per le province, finanzierà la biblioteca Fardelliana,
  però  non  è  che  Trapani  è una esigenza infinita  di  visibilità
  politica.
   Io avrei capito un emendamento oppure fate una legge istitutiva  e
  non  si  può  fare in Finanziaria una legge istitutiva; questo  può
  avere  senso  e  delle  ragioni per cui la  Biblioteca  Fardelliana
  diventerebbe  biblioteca regionale, poi vediamo  come  difendere  i
  dipendenti,  come la Regione li può assumere, tutta  una  serie  di
  questioni  legali che non sono di poco conto e che forse peggiorano
  il problema.
   La  provincia di Trapani avrà i soldi, però finiamola di  stampare
  emendamenti specifici;  avrei gradito che mi si dicesse  istituiamo
  un fondo per il sostegno delle biblioteche di importanza  storica ,
  sicuramente  non  ci  sarà solo quella   di  Trapani,  ce  ne  sarà
  qualcun'altra  in Sicilia, siccome i soldi ce li ha  la  provincia,
  dopo  questa  Finanziaria, noi raccomandiamo al  Commissario  della
  provincia  di Trapani, di operare  il contributo, poi  non  capisco
  cosa sia cambiato nel bilancio del comune di Trapani, visto che non
  vi   è   stato  un  centesimo  per  dare  contributi  sempre   alla
  Fardelliana.
   E'  troppo facile scaricare tutti i costi alla Regione, ma  quando
  si  è chiamati ad amministrare non si fa; io sono stato sindaco, mi
  pregio  nel  mandato  che ho esercitato da sindaco,  di  non  avere
  chiesto  mai un capitolo specifico per la mia città e mi pregio  di
  non farlo ancora da presidente della Regione.
   Il  senso  della  responsabilità alla fine  di  ogni  ragionamento
  anacronistico è meglio che ce lo mettiamo in testa tutti.

   PRESIDENTE.  Presidente della Regione, la pregherei piuttosto  che
  rispondere  ad  ogni  singolo intervento,   magari  prende  nota  e
  facciamo un intervento finale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Ferrandelli. Ne ha facoltà.

   FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie, signor
  Presidente,   semplicemente  per  rivendicare  la   giustezza   dei
  ragionamenti  che sono stati fatti fino ad ora, non soltanto  degli
  enti strumentali, ma credo che sia indecoroso, ogni anno, assistere
  alla  questua  dell'uno  o  dell'altro  deputato  per  cercare  dei
  finanziamenti  per  enti culturali e per associazioni  benefiche  e
  credo  che ognuno di noi abbia presentato degli emendamenti, ce  ne
  sono  alcuni  di  particolare rilevanza, per  esempio,  quello  che
  vogliono rifinanziare le fasce per la musica, piuttosto che per  il
  teatro, ma noi riteniamo  siamo portatori di una unica proposta che
  non  è soltanto quella della votazione della legge istitutiva,  per
  il  quale   esiste  un  disegno  di  legge  del  quale  sono  anche
  firmatario,  proposto  dall'onorevole  Maggio  e  da  altri,    per
  regolamentare quelli che sono i contributi agli enti  culturali,  e
  abbiamo  anche presentato un emendamento in questa Finanziaria  per
  chiedere  il  semplice recepimento, anche in Sicilia, della  famosa
  legge  Veltroni che premette, che fa finire il mercato delle vacche
  e  che attribuisce agli istituti culturali  i soldi in relazione  a
  quelle   che   sono   le   attività  connesse,   il   borderò,   lo
  sbigliettamento, la mole del personale, il numero di  attività,  la
  quadratura   dei   bilanci   regionale   e   di   apertura   perché
  obiettivamente  assistere a questo suk ogni anno è   vergognoso  e,
  quindi, sono d'accordo con lei Presidente,  perché mi verrebbe  fin
  troppo  facile  proporre  il  Centro  Padre  Nostro  piuttosto  che
  l'Istituto Don Calabria o altre istituzioni. Ma così non ne usciamo
  più
   Credo  che  questo  Parlamento riuscirà  ad  essere  dignitoso  ed
  assolvere  la  propria  funzione quando  regolamenterà  con  regole
  chiare  e  certe  tutto  questo. Anch'io  ho  vicinanza  ad  alcune
  istituzioni  piuttosto  che  ad altre  -  in  termini  di  simpatia
  s'intende, in termini di riconoscimento del lavoro -, ma non  posso
  pensare  che sia la mia permanenza all'interno di questo Parlamento
  e  la mia forza politica a poter portare avanti delle attività  nel
  territorio che devono essere disciplinate diversamente.
   Pertanto chiedo all'Aula di regolamentarsi secondo quelli che sono
  questi  criteri,  ad esempio il rifinanziamento delle  fasce  della
  cultura piuttosto che della musica, e credo che sia già un criterio
  all'interno  del quale tutti quanti stanno, come recepimento  della
  legge  Veltroni,  per  poi  passare,  subito  dopo,  ai  lavori  di
  settembre con le leggi istitutive.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  francamente  rimango  allibito. Questa continua  sceneggiata  sulla
  Tabella H mi pare che ormai sia diventata inconcepibile e mi  rende
  abbastanza  perplesso. Quando vede che vengono finanziati  istituti
  di  ogni ordine e grado - scuole, musei, estati leondinesi,  estati
  trapanesi  -  e  si concede ad un Istituto come quello  di  Scienze
  Criminali  Internazionali di Siracusa, che ogni anno vede  migliaia
  di persone che vengono da tutto il mondo, che ha fatto centinaia di
  conferenze, che ci sono decine e decine di pubblicazioni  in  tutte
  le  lingue, che è il consulente permanente dell'ONU e del Consiglio
  d'Europa, che ha quindi la funzione di corsi post universitari, che
  ha  una  legge apposita, la legge n. 53 del 1975, che  è  il  fiore
  all'occhiello  della  cultura generale e giuridica  internazionale,
  soltanto 18 mia euro a fronte di un impegno che vede la presenza di
  migliaia  di persone e, quindi, non solo cultura ma anche  turismo,
  rimango   perplesso.   E  ritengo  che  sia   ingiustificabile   ed
  ingiustificato votare questo articolo.
   Avevo  presentato l'emendamento in Commissione Cultura,  come  lei
  ricorderà,  signor  Presidente, un  emendamento  che  purtroppo  la
  tagliola  della II Commissione ha messo da parte senza guardare  da
  dove  arrivano  gli  emendamenti, ma solo a  chi  appartenevano.  E
  questa  è la cosa veramente da eliminare, ed ha ragione l'onorevole
  Ferrandelli.
   E'   la  ventesima  edizione  di  una  finanziaria  che  ormai   è
  insopportabile in tutti i sensi, continuiamo a parlare di Tabella H
  e  nel  frattempo si continuano ad erogare milioni  di  euro  senza
  ragione  e  senza  motivo, mettendo da parte enti  importanti,  che
  hanno una funzione importante come l'Istituto di Scienze Criminali.
   L'Istituto di Scienze Criminali Internazionali ha sede a Siracusa,
  ha  sede a Parigi ed ha sede anche a Chicago in America: è un  ente
  internazionale per cui 18 mila euro sono uno schiaffo alla cultura,
  al turismo e a tutto il resto.
   Io  presenterò  un  subemendamento, onorevole Dina,  e  le  chiedo
  gentilmente di apprezzarlo favorevolmente come lei sa fare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  ho  ascoltato
  poco  fa l'invito del Presidente della Regione siciliana a tutti  i
  deputati di ritirare gli emendamenti che abbiamo presentato,  e  ha
  fatto un'analisi, diciamo abbastanza sintetica, di quelli che  sono
  gli  articoli  importanti da votare e, se siamo tutti d'accordo  su
  questi articoli, rinviare tutti gli altri emendamenti.
   Presidente, io qui ho degli emendamenti che sono stati  presentati
  per  la riduzione di alcune voci che riguardano l'articolo 26. Però
  le voglio elencare, anche io in maniera sommaria, quali sono questi
  emendamenti all'articolo 27 e cosa ci accingiamo ad approvare.
   Il  comma  2,  da  742  mila euro alla fiera del  Mediterraneo  di
  Palermo, il comma 4 da 393 mila euro ai consorzi agrari. Il comma 5
  dà  esattamente 11 milioni 750 mila euro solo di contributi a delle
  fondazioni  e  associazioni. Il comma 7, 8 e  9  che  riguardano  i
  ciechi  e  sordomuti, e questi sono sacrosanti.  Il  Presidente  ha
  dichiarato che non devono stare in questa Tabella. Ma io mi  chiedo
  in  due  anni perché non li abbiamo estrapolati visto che  c'è  una
  legge.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  scusate,  non  possiamo  andare
  avanti. Ci sono tanti iscritti a parlare nonostante la riunione che
  abbiamo  fatto  in  Conferenza dei Capigruppo. Se  però  blocchiamo
  anche  il  Governo non ci muoviamo più nemmeno per  la  Pasqua  del
  prossimo anno.

   RINALDI. Stavo dicendo che il Presidente ha sottolineato  che  non
  devono essere inseriti dentro questa Tabella. Ma perché non abbiamo
  utilizzato la legge che già c'è in favore dei ciechi e sordomuti, e
  quel capitolo che c'è anche previsto nel bilancio.
   Quindi era doveroso fare questa legge per i sordomuti e ciechi, ma
  la  legge già esiste e bastava prendere i capitoli nel bilancio  di
  riferimento ed inserire le somme, così da estrapolarle  ogni  volta
  da  questo tira e molla nella Tabella H. L'abbiamo sollecitata  più
  volte.
   E  allora  il Presidente venga qui in Aula a dirci che non  devono
  essere  inseriti.  Bastava che lui lo facesse.  Non  avremmo  avuto
  questo  problema. Ma proseguo negli altri comma. Al comma  10,  che
  riguarda  il  consorzio dei comuni dei beni confiscati alla  mafia,
  abbiamo  messo  252  mila euro. Il comma 11, invece  riguarda  sono
  quelli della ricerca all'università e contributi del CNR, e abbiamo
  messo  altri 225 mila euro. Per le spese di contributi universitari
  sono  previsti  143  mila euro. Per il pareggio di  bilancio  delle
  aziende  sanitarie,  abbiamo messo un milione.  Al  comma  14,  che
  riguarda  il  nucleo del patrimonio, sono altri 72  mila  euro.  Il
  fondo  di riserva per le imposte, vado avanti per non dirli  tutti,
  il  potenziamento  sportivo,  mettiamo  1  milione  e  mezzo  senza
  specificare  per che cosa. Poi abbiamo i servizi della  Sas  e  poi
  abbiamo  pieno diritto di rifiuti regionali dove mettiamo altri  60
  mila  euro.  Il comma 24 è per le persone scomparse e  mettiamo  10
  mila euro, il 25, sacrosanto per carità, è il banco alimentare,  il
  26,  27 e 28 gli istituti ideologici, quello di Catania, Palermo  e
  Messina.  Con la differenza che per quello di Palermo, ci sono  198
  mila euro, Catania 142 e Messina 67 mila euro.
   Poi  abbiamo i commi 29, 30, 31 e 32, che citano delle  leggi  che
  risalgono  addirittura  al  vecchio  Assessorato  culturale   della
  Pubblica  Istruzione, che non esiste più. Ma i capitoli che  invece
  sono    finanziati   riguardano   l'Assessorato   alla    Famiglia,
  l'Assessorato al Turismo e l'Assessorato ai Beni culturali,  quindi
  una  dizione completamente errata rispetto ai capitoli che  vengono
  finanziati.
   Uno  per  l'Ente sordomuti, e va bene, per le attività musicali  e
  concertistiche diamo 495 mila euro, per le associazioni bandistiche
  diamo 45 mila euro, per la Fondazione Whitaker di Palermo diamo 400
  mila euro.
   Poi  abbiamo  il Coppem, il Coni di Palermo, dove diamo  altri  60
  mila  euro, i contratti di servizi, il Contrasto per la prevenzione
  di  genere,  a  cui  diamo 100 mila euro, i  trasporti  pubblici  e
  locali,  e  poi  abbiamo  i  commi 36 e 37,  sui  quali  mi  voglio
  soffermare. Il 36, al primo comma, riguarda le province,  e  poi  i
  servizi  socio  assistenziali  a favore  dei  disabili,  nonché  il
  diritto allo studio.
   Non  capisco che cosa c'entri poi nello stesso comma inserire  una
  assegnazione  per l'esercizio 2014 di 150 mila euro a favore  della
  provincia  di  Trapani da destinare a cose che non c'entrano  nulla
  con questo articolo.
   IL  comma  37,  che  parla dell'articolo 6  comma  7  della  legge
  regionale  29  del  2005, riguarda l'equilibrio  del  bilancio  dei
  Comuni, e poi aggiunge di dare 400 mila euro per le finalità di cui
  al comma 2 dell'articolo 38.
   Bene  questo  comma  2 dell'articolo 38 della legge  regionale  18
  maggio, a parte che prevede un finanziamento alle aziende soggiorno
  e  turismo  che  non  esistono  più da  anni,  finanzia  contributi
  turistici,  finanzia  ad  Agrigento, a Sciacca,  ad  Acireale  e  a
  Termini Imerese, i carnevali.
   Per carità, posso accogliere la richiesta fatta dal Presidente  di
  ritirare tutti gli emendamenti, ma io ne ho presentato uno solo,  e
  la  prego di andare a leggerlo. L'emendamento da me presentato,  il
  27.11,  chiede  150 mila euro per le associazioni per  la  sclerosi
  multipla,  per  una  associazione che era nel bilancio  che  l'anno
  scorso  è  stato tolto, e dato soltanto 70 mila euro.  Ora,  signor
  Presidente,  se  lei  ufficialmente mi dice che questo  emendamento
  sulla  associazione della sclerosi multipla, va  ritirato  e  vanno
  sostenuti gli emendamenti che finanziano il carnevale di  tutte  le
  città che ho detto, compreso il Mandorlo in fiore di Agrigento,  io
  sono d'accordo. Ma abbia il coraggio di dirlo ufficialmente qui  in
  Aula.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sembrerebbe che i carnevali sono diventati una  attività
  criminale,  ed  invece sono una delle attività di maggiore  ritorno
  economico  per  le città che le coinvolgono, che appartengono  alla
  cultura secolare di queste città, che creano un indotto artigianale
  permanente  legato  alla costruzione dei carri  e  quindi  ci  sono
  botteghe di artigiani, lavoro, tradizioni e mestieri.
   Siccome viviamo davvero in tempi bui, direbbe Bertolt Brecht, dove
  sembra che siamo tutti accecati dalla questione della spese,  senza
  entrare  nel merito della qualificazione della spesa, noi  dobbiamo
  fare quelle spese che producono ricchezza, questa spesa è una spesa
  di  incremento  turistico, è una spesa che  ha  per  l'economia  di
  questi territori, ritorni incredibili e spese che sono state sempre
  strutturate  nel  bilancio della Regione senza  entrare  mai  nella
  Tabella H, in quanto riconoscimento specifico di attività culturali
  e  promozionali  dei  territori. Non c'è ne sono  altri  che  hanno
  questa valenza storica.
   Scusate, ma se uno deve programmare il carnevale, o Taormina  Arte
  o  la  stagione dell'INDA, può farlo all'ultimo secondo? No, si  va
  alla borsa del turismo, solo così diventa ricchezza.
   Quindi è un intervento a sostegno economico, ma non è che è dato a
  favore  di  associazioni. Erano interventi, in questo  caso  ad  ex
  aziende  turismo,  ma  le aziende turismo  non  sono  passate  alla
  Regione?  Quindi  direttamente deve finanziare  la  Regione  queste
  attività e lo fa attraverso i comuni, evitando la gestione  di  una
  spesa di cui non avrebbe nessuna conoscenza e fa queste riserve,  a
  carico dei comuni, per queste attività.
   Supponiamo di fare il bando. Siccome il carnevale non si svolge ad
  agosto ma a febbraio - anche se ad agosto a Scoglitti c'è la  festa
  del  Re Cucco, e ce ne sono tante altre, conosco bene la Sicilia  -
  almeno  quelli a cui ci riferiamo, ditemi a quale bando  potrebbero
  partecipare  questi  carnevali, visto che il bilancio  storicamente
  prima di aprile non si è mai approvato.
   Dopo  di  che,  il  bando non si fa per iniziative  già  avvenute,
  quindi  questi non potrebbero mai prendere i contributi,  né  poter
  partecipare ai contributi perché parteciperebbero ad un  bando  che
  ovviamente  non si può più riferire per l'attività futura,  né  per
  quella passata.
   In  considerazione di questo il legislatore, in modo lungimirante,
  ha  previsto  negli anni passati un riconoscimento  specifico,  con
  legge  specifica al fine di non escludere queste città,  che  fanno
  grandi   attività   promozionali   del   turismo   della   Sicilia,
  preventivamente dal contributo, quindi questa è una norma contro.
   La  follia  della  Tabella H. Se voi non  ricordate  cosa  era  la
  Tabella   H,   non  ci  posso  fare  nulla.  Tutti  questi   citati
  dall'onorevole  Rinaldi hanno sempre avuto  un  riconoscimento,  le
  uniche  novità  che  ci  sarebbero sono il Consorzio  universitario
  sportivo, che è una scuola. Ed è uno, non è che sono centomila, per
  cui   bisogna   fare  un  bando,  è  istruzione  e  sono   stipendi
  stabilizzati.  Se  poi vogliamo evitare che anche gli  universitari
  siciliani   non  possano  partecipare  nemmeno  alle   competizioni
  sportive  nazionali che fanno tra università in nome di una  follia
  oscurantista, a questo punto, perché una cosa è avere abolito dalla
  Tabella  H  i contributi ad associazioni che erano ben altra  cosa,
  anche di deputati singoli, un'altra cosa invece è volere sterminare
  la  tipicità siciliana, la cultura siciliana e le cose che hanno un
  senso  sociale. Questa è follia oscurantista, non è trasparenza,  è
  follia oscurantista di un legislatore che non si vuole prendere più
  le responsabilità.
   Chiudendo  il  discorso, ha ragione l'onorevole  Di  Mauro  e  gli
  onorevoli  Fontana  e  Fazio che sono intervenuti  sulla  questione
  universitaria; l'emendamento della Commissione, per  un  errore,  è
  andato  fra  gli  aggiuntivi ed io ero  convinto  che  fosse  stato
  recepito  già  nel  testo,  per  cui  il  Governo  sta  presentando
  l'emendamento  di finanziamento. E' stato un errore  tecnico  anche
  quello  sul Teatro Massimo, che ha una spesa storicizzata. Però  mi
  consentirete, salvo delle direttive generali, non è che posso  fare
  il ragioniere contabile? Io ero convinto che fosse stato inserito e
  mi  scuso,  anzi  vi  ringrazio per la  precisazione.  Quindi  quei
  capitoli vengono incrementati.
   Altra  cosa che mi sembra importante è quella del Teatro  Massimo,
  che  è  finito negli emendamenti aggiuntivi, però siccome il Teatro
  Massimo    ha    riconosciuto   dallo   Stato   un    credito    in
  compartecipazione, la spesa è storicizzata e se viene a mancare  la
  parte  di  compartecipazione  da  parte  della  Regione,  perde  un
  finanziamento di 15 milioni di euro e fallisce. Non mi  sembra  che
  una delle maggiori istituzionali culturali europee possa fallire.
   Per  il  resto gli altri problemi sono risolti, ed io propongo  di
  evitare di impinguare altri capitoli di spesa. Se poi vogliamo dire
  che il problema della Tabella H sono gli Istituti teologici, chissà
  per  quali  ragioni,  per quali motivi, questi contributi  sono  in
  relazione  all'importo che ci viene richiesto, e per legge  non  si
  può  dare  più  di  quanto  si richiede. Tra  le  altre  cose  sono
  quantizzati  in  relazione  al  numero  degli  alunni   che   hanno
  rispettivamente Palermo, Messina e Catania, e mi sembra un criterio
  perfettamente  razionale; se poi la provincia  di  Messina  ha  una
  crisi di vocazione, pur essendoci spinti in questa protezioni delle
  istituzioni  religiose, non possiamo fare opera di  apostolato.  La
  Presidenza della Regione si augura che si incrementino, per cui  in
  futuro sarà anche incrementato il capitolo.
   Lasciamo  le  cose  così  e  non complichiamole;  all'Istituto  di
  Criminologia  l'anno  scorso  non gli  abbiamo  potuto  erogare  il
  contributo  per  il  semplice  motivo  che  non  sono  riusciti   a
  fatturare, a certificare la spesa e quindi l'ultimo pensiero che ci
  passa  è di inserirlo specificatamente come fonte di finanziamento,
  visto  che  non  siamo  stati  nelle  condizione  di   erogarli  il
  contributo dello scorso anno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  Colleghi  vi  ricordo  che  i  tempi  sono
  contingentati, per cui cercate di rispettarli perché  allo  scadere
  di  questi tempi, come deciso in Conferenza dei Capigruppo potranno
  parlare  soltanto i Capigruppo per cinque minuti. Invito  anche  il
  Presidente della Regione ad intervenire alla fine degli interventi,
  altrimenti dilatiamo la discussione e non ne usciamo più.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.

   CIMINO,  Signor Presidente, onorevoli colleghi, gradirei  fare  un
  po' di chiarezza perché in quest'Aula, e non solo in quest'Aula, si
  parla  facilmente  di Tabella H senza secondo me  sapere  di  fatto
  cos'è e cosa negli anni ha finanziato.
   Voglio  ribadire  che l'unico vero danno della Tabella  H,  signor
  Presidente,  è che il Commissario dello Stato un anno ha  approvato
  la  Tabella H senza alcuna impugnativa, l'anno successivo la stessa
  identica  Tabella H è stata impugnata, e probabilmente  non  perché
  sono  mancate  le fonti normative, ma perché si è  fatto  tanto  di
  straparlare  di  Tabella H senza capirne né le  finalità,  né  cosa
  finanziava.
   Se  la  Tabella  H, finanziava, come testé ha detto il  Presidente
  della  Regione, alcune associazioni di singoli deputati,  era  bene
  cassare quelle associazioni dei singoli deputati.
   Ma  cassare,  invece, il finanziamento a favore della   Fondazione
  Leonardo  Sciascia  di Racalmuto, o il finanziamento a  favore  del
   Centro  studi  Luigi Pirandello  di Agrigento, o  il finanziamento
  per  la   Withaker ,  o  il finanziamento per  l' Istituto  Florio-
  Salamone  dei sordomuti, o il finanziamento per l'Unione Ciechi,  o
  tante di quelle iniziative che erano presenti in Tabella H, forse è
  stato  un  grosso errore. E' stato un pessimo errore, da parte  del
  Governo,  non  avere impugnato quel provvedimento  del  Commissario
  dello Stato che ha cassato, in modo irrituale, la Tabella H.
   Ma vi dico di più  L'unico, vero, danno di quel provvedimento era,
  probabilmente,  che  negli anni l'Assemblea  Regionale  riusciva  a
  trovare, in modo forse anche confuso, un equilibrio sui territori e
  sulle  iniziative da finanziare. Tant'è che è strano che in Tabella
  H  veniva finanziato il  Dramma antico  di Siracusa, o il  Festival
  TAO Arte  e, nello stesso tempo, veniva finanziato il  Mandorlo  in
  fiore   di  Agrigento.  Venivano finanziate  altre  iniziative  nei
  singoli territori.
   Così  come  veniva finanziata la problematica dei malati terminali
  oncologici,  e  veniva finanziata, anche, la sclerosi  multipla,  e
  venivano  finanziate anche, come attualmente leggo in  Tabella,  le
  problematiche concernenti la talassemia.
   L'unico  vero dramma, in negatività, della Tabella H, a mio  dire,
  era  che si trattava di un provvedimento  omnibus  e che, di fatto,
  portava  al finanziamento iniziative culturali, iniziative  sociali
  ed  iniziative,  anche,  di  carattere  economico  come  iniziative
  dell'ISAS e del Centro studi anche sulla programmazione economica.
   Oggi io ritengo che sia importante che il Presidente della Regione
  ed  il  Governo,  possano attivare degli accordi di  programma  per
  materia,  per  fare  in  modo  che  non  vi  sia  un  provvedimento
  generalizzato  e che, di fatto, pone la guerra tra i talassemici  o
  tra  i  malati  oncologici, tra chi usa il  metodo Di  Bella ;  con
  l'onorevole Milazzo abbiamo avuto anche delle riunioni per il costo
  elevato che soggetti devono subire per potersi curare, rispetto  ad
  iniziative, che oggi hanno poco senso.
   Il  Governo deve poter dividere le singole materie, attivare degli
  accordi di programma nel settore del turismo, nel settore dei  beni
  culturali,  nel settore della solidarietà e proporre  all'Aula  dei
  provvedimenti  che trovino un giusto equilibrio in Sicilia.  Non  è
  possibile che esistono figli di un Dio minore, cittadini di serie A
  e cittadini di serie B. Purtroppo, il vero dramma di questa Tabella
  H è stato soltanto il tema di un provvedimento generalizzato.
   Ma che ben venga quella Tabella H che dava, invece, finalità serie
  ad  istituzioni importanti che, purtroppo, oggi sono state messe in
  ginocchio.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei
  iniziare  dando un consiglio all'onorevole Rinaldi. Questo progetto
  su  questa associazione che si occupa di questo grave handicap,  se
  lo  faccia finanziare dal Presidente dell'Assemblea con i fondi che
  ha  per  finanziare queste iniziative. Lei, che  è  all'Ufficio  di
  Presidenza,  si  faccia finanziare questi 157 mila euro  da  questo
  fondo.

   RINALDI. Lei è un buffone

   GRECO GIOVANNI. E' lei il buffone

   PRESIDENTE.   Onorevole  Greco,  la  prego  di   rivolgersi   alla
  Presidenza.

   GRECO GIOVANNI. Ha usato dei termini degni di lui e di quello  che
  ha rappresentato in questa Assemblea.

   PRESIDENTE.  La prego di rivolgersi alla Presidenza.  Continui  il
  suo intervento, onorevole Greco.

   GRECO  Giovanni.  E  ringrazi  il suo handicap  perché  altrimenti
  l'avrei preso pure a ceffoni.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, non le permetto di parlare in  questo
  modo  Sospendo l'Aula per due minuti.

      (La seduta sospesa alle ore 20.31 è ripresa alle ore 20.33)

   Onorevole Greco, prima di darle la parola, la prego gentilmente di
  formalizzare le sue scuse all'onorevole Rinaldi, altrimenti non  la
  lascio proseguire.

   GRECO  Giovanni.  Onorevole  Rinaldi, in  precedenza,  durante  un
  intervento fatto da altri colleghi che l'avevano offeso,  ho  avuto
  la capacità di chiederle scusa.
   Nella mia foga può darsi che abbia usato termini molto pesanti. Le
  chiedo  scusa.  Però, se lei effettivamente accetta  queste  scuse,
  deve entrare e stringermi la mano.
   Proseguo nel frattempo il mio intervento.
   Presidente  Crocetta,  nel mio intervento precedente  le  chiedevo
  delle  garanzie  per quanto riguarda i finanziamenti  che  diamo  a
  tutte  queste  società che devono rispettare tutto quello  che  noi
  stiamo  cercando  di  fare rispettare e mi riferisco  alla  spendig
  review.
   Lo  sa  perché? In un documento che ho avuto da un assessorato  ho
  visto che al Teatro Stabile di Catania le spese del personale  sono
  circa  14  milioni. E' lesa maestà andare a vedere quali  sono  gli
  stipendi  pagati  da questa struttura a cui noi diamo  un  notevole
  contributo?.
   Quindi,  Presidente Crocetta, è bene che questi contributi vengano
  razionalizzati  anche con tutti i provvedimenti di spending  review
  che noi abbiamo fatto per tutta la Regione.
   Per   quanto   riguarda   la  riduzione   della   percentuale   di
  finanziamento  dei  tre Istituti dei ciechi, chiedo  al  Presidente
  Crocetta che, in via eccezionale, possa vedere se può essere questo
  capitolo rimpinguato. Faremmo sicuramente una cosa buona e giusta.
   Per  quanto  riguarda  i  Carnevali,  assessore  Stancheris,  deve
  ricordare  al  nostro Presidente che prima venivano finanziati  con
  progetti  direttamente promossi. Ecco perché  loro  non  erano  mai
  messi  nella  Tabella  H,  perché l'assessorato  di  competenza  li
  finanziava mediante questi progetti.
   Quindi, onorevole Crocetta, per quanto riguarda queste somme messe
  in  tabella H, per quanto riguarda il carnevale di Termini Imerese,
  pur  condividendo che sono delle iniziative importanti, vediamo  se
  queste  somme possono essere stornate all'Unione Italiana Ciechi  e
  con  un  progetto direttamente promosso, possiamo finanziare queste
  iniziative.
   Concordo con l'analisi fatta dall'onorevole Leanza e quindi subito
  ritiro   tutti  gli  emendamenti  soppressivi  presenti  in  questo
  articolo 27.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho da chiederle una
  cortesia,  Presidente: ho bisogno di interloquire con il Presidente
  perché  è  una  cosa  che riguarda la nostra provincia  quindi  se,
  cortesemente lo si può richiamare oppure intervengo dopo quando c'è
  il Presidente.

   PRESIDENTE.  Se  per  lei  va  bene, la faccio  intervenire  dopo,
  appena rientrerà il Presidente.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Cirone. Ne ha facoltà.

   CIRONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   brevemente,
  prendendo  appenda  due  minuti del tempo  rimasto  al  Gruppo  del
  Partito  Democratico. Voglio segnalare che la rinuncia che è  stata
  chiesta ad alcuni emendamenti presenti nell'allegato 1, per  quanto
  mi  riguarda vorrei segnalare che non è accoglibile, nel senso,  in
  particolare,  per  un emendamento che riguarda l'Agenzia  regionale
  protezione  e ambiente; in questo emendamento abbiamo chiesto  come
  Commissione, quindi con l'apporto del Presidente della Commissione,
  Trizzino e dei componenti della Commissione , un impinguamento e lo
  abbiamo  chiesto conoscendo bene la situazione di queste  strutture
  fondamentali per il nostro territorio, per la tutela ambientale.
   Si occupano di qualità dell'aria, si occupano di qualità del suolo
  e  vivono  una  condizione estremamente grama,  perché  mancano  di
  personale, mancano di attrezzature.
   Solo  qualche  giorno  fa, per esempio, a  Melilli  è  caduta  una
  pioggia  che  è  stata definita,  marrone', una pioggia  che  si  è
  peraltro appiccicata al terreno, alle verande, alle passatoie senza
  riuscire ad essere rimossa. E' stata immediatamente invitata l'Arpa
  a  farsene carico, ma l'Arpa di Siracusa ha dovuto ammettere di non
  avere  la  strumentazione idonea, sicché è stato mandato a  Catania
  per l'esame.
   Questo è un semplice esempio di come, strutture così fondamentali,
  debbano essere potenziate.
   L'emendamento  lo  ripropongo in questa sede, cogliendo  anche  il
  lavoro  positivo che in Commissione IV è stato fatto, e  quindi  la
  coralità  dell'impegno  della Commissione IV,  con  un  emendamento
  aggiuntivo di 10 mila euro.
   L'altra   questione  riguarda  la  necessità,   secondo   me,   di
  implementare il comma 5 dell'articolo 27 che è una articolo che non
  ci fa uscire bene, secondo me, nel giudizio dell'opinione pubblica,
  perché  è un articolo che ripropone, sotto varie forme, una  brutta
  rappresentazione  di  questa Regione che si  era  sintetizzata  nel
  profilo della tanto deprecata tabella H.
   In  questo  articolo,  però, il comma 5  parla  di  un  bando  che
  recupera un'importante iniziativa che il Presidente Crocetta  aveva
  già  messo in atto l'anno scorso, un bando attraverso il  quale  le
  più   importanti  istituzioni  culturali  del  nostro   territorio,
  presentando  le loro credenziali, potevano, appunto,  accreditarsi.
  Questo  riconsentirebbe, se noi lo implementassimo,  di  soddisfare
  molte  richieste  che,  invece, potranno  essere,  haimè,  dovranno
  essere con la pochezza delle risorse previste, essere invece eluse.
   L'ultima questione riguarda il comma 18 dell'articolo 27.  Capisco
  che  il collega, onorevole Cordaro, non ha voglia di ascoltarmi  ma
  io  finisco  subito, chiedo scusa. L'ultima questione  riguarda  il
  comma  18,  che  è  indirizzato ed ha avuto parere  positivo  dalla
  Commissione di merito ed anche da parte dell'assessore Bruno che se
  n'è occupato, dell'emergenza umanitaria per quanto attiene i comuni
  che  sono  sottoposti a frequenti, quotidiani,  ed  anche  notturni
  sbarchi dei migranti. Lì vi è un sostegno economico che, davvero, è
  estremamente ridotto ma che è significativo dell'attenzione che  la
  Regione può avere nei confronti di questi comuni.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  se  non
  fosse per il fatto che questo è un argomento terribilmente serio mi
  verrebbe un po' da riderci su e da scherzarci su perché io  non  ho
  mai votato, a parte nel dicembre del 2012, le finanziarie di questo
  governo.  Però non voglio seguire più la linea di questi  maledetti
  grillini', ma voglio cominciare a votare la finanziaria.
   Ho  presentato un emendamento per finanziare la  Sagra della cozza
  iblea   per  50.000,00 euro. Posso garantire che  la   Sagra  della
  cozza iblea  è una sagra ottima perché l'organizza mia moglie ed il
  prodotto  è  ottimo  perché i fornitori sono  tutti  miei  parenti.
  Quindi, sulla qualità,  non mi posso lamentare.
   Scusate  mi  è arrivato un messaggio: l'onorevole Zafarana  vuole,
  invece,  finanziata la  Sagra della vongola dei  Nebrodi .  Casomai
  50.000,00 euro: preparo un subemendamento dove, invece di 50.000,00
  euro,  facciamo  40.000,00  euro per l'uno  e  10.000,00  euro  per
  l'altra.
   Anzi  la   Sagra  della cozza iblea  la fanno sotto  casa  mia  e,
  spesso, quando passano in processione mi fanno pure l'inchino sotto
  casa, quindi è una cosa che va fatta perché io devo tornare a  casa
  vincitore.
   Ora, signor Presidente, io voglio votare questa finanziaria e  per
  farla votare a tutti gli altri anche questo emendamento va inserito
  insieme ai ciechi, insieme ai sordi, così nessuno ha il coraggio di
  votare  contro i ciechi, eccetera, e quindi questa cosa può  andare
  avanti.  E' una cosa fattibile, già l'ho vista, perché già  abbiamo
  visto  come  in  Commissione Bilancio è passato  l'emendamento  per
  finanziare il  Luglio trapanese  che sarà finanziato ad  agosto  e,
  quindi, anche la cozza degli iblei potrà essere finanziata.
   Lo sa cosa è la cosa che mi sconcerta di più, a parte gli scherzi,
  caro  Presidente qual è? Che si parla sempre di  buttare il bambino
  con l'acqua sporca', ma non si dice che viene utilizzato il bambino
  come scudo per questi giochetti politici per avere un voto di qua e
  di  là.  E la cosa che mi da più fastidio, io ho parlato con alcuni
  dei ciechi che sono venuti, ad esempio a parlare con noi, e gli  ho
  detto   che,  secondo  me,  non  dovrebbero  manifestare  oggi   ma
  dovrebbero   manifestare   all'indomani   dell'approvazione   della
  finanziaria per farsi togliere definitivamente da questo giochetto,
  per  non  farsi usare così da questi giochi di potere che avvengono
  sempre  di  notte in camera caritatis, però questo non avviene  mai
  perché fa comodo a molti di voi utilizzare questo metodo.
   Quello che invece non si capisce è che noi dobbiamo cominciare  ad
  utilizzare questi soldi non per finanziare amici, parenti,  cognati
  in  via  diretta  o  in  via  indiretta ma  dobbiamo  cominciare  a
  sfruttare,  a  rilanciare lo sviluppo in questa  terra,  il  lavoro
  privato perché quello che non si capisce è che se il privato  vuole
  e  lavora, ha i soldi può anche finanziare delle iniziative e  fare
  delle donazioni.
   Le  donazioni del privato possono essere scaricate e quindi  anche
  delle  agevolazioni  ai fini fiscali ma ancora noi  dobbiamo  avere
  questi  beceri giochetti di potere. Purtroppo, non si  capisce,  il
  nostro  Presidente non lo capisce perché forse è schiavo  del  voto
  dell'ultimo  secondo per riuscire a farsi votare questa finanziaria
  e continuare a campare.
   E  il  bello  è che il Presidente ha detto  dobbiamo  fare  queste
  spese  che  producono ricchezza , però, le spese  per  lo  sviluppo
  chissà quando le faremo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto  non  posso
  che  ringraziare vivamente il Governo per la marcia indietro  e  la
  giustizia  che  in  qualche modo ha fatto  per  quanto  riguarda  i
  consorzi universitari. Prendo atto che il Presidente della  Regione
  si  era  sbagliato e che, effettivamente, le cifre  che  lui  aveva
  indicato non risultavano poi corrispondenti alla realtà.
   Mi  fa  piacere avere ascoltato che il pressing da parte di alcuni
  deputati  è andato a buon fine e che, quindi, gli emendamenti  sono
  stati recepiti nel momento in cui il Governo li ha fatti propri,  e
  lo ringrazio.
   Per  quanto riguarda, invece, gli altri interventi non  posso  non
  evidenziare che forse alcune informazione, di cui è in possesso  il
  Presidente,  non corrispondono alla realtà. Mi fa piacere  che  c'è
  l'assessore  Patrizia  Valenti  che  eventualmente  non  potrà  che
  confermare.
   Mi  piace  ricordare,  a  scanso di equivoci,  che  la  Biblioteca
  Fardelliana è un'istituzione i cui soci erano il Comune di  Trapani
  e la Provincia regionale di Trapani.
   Spiace evidenziare come il venir meno della Provincia regionale di
  Trapani  ha  fatto  venir  meno  uno  dei  soci  connotanti   della
  Biblioteca  Fardelliana determinando la sua chiusura.  Qui  non  si
  tratta,  onorevole  Ferrandelli, di  chiedere  alcuna  questua,  si
  chiede  semplicemente  e  solamente di  paralizzare  una  serie  di
  effetti  negativi  che sono stati determinati con  la  soppressione
  delle Province e segnatamente della Provincia regionale di Trapani.
   Qui  non  abbiamo chiesto una lira in più di quanto effettivamente
  veniva attribuito tramite le Province regionali a questi enti.
   Spiace  evidenziare che il Presidente della Regione  sembra  avere
  fatto una cortesia ai trapanesi nel momento in cui ha acquisito  le
  azioni  dell'Airgest. Preme ricordare che, però, questo è il frutto
  e  la  conseguenza delle soppresse Province regionali. Anche l'Ente
  Luglio musicale era connotato dalla Provincia regionale ed anche lo
  stesso Luglio musicale ne sta subendo le conseguenze.
   Qui non c'è un emendamento dove si chiede una lira in più rispetto
  a  quello  che  effettivamente  era  stato  attribuito  tramite  le
  Province  regionali  e  per  quello che  mi  riguarda,  continuo  a
  ripetere,  non  è  una  questua  ma semplicemente  è  solamente  il
  ripristinare  quella  giustizia. Se è  vero  come  è  vero  che  in
  quest'Aula  il Presidente della Regione, perché io sono  stato  uno
  che  ha  approvato  anche l'abolizione della  Provincia  regionale,
  fidandomi  di  quello  che è stato detto,  nessuna  conseguenza  ne
  sarebbe  derivata  nei  confronti del territorio  dall'approvazione
  della soppressione delle Province regionali.
   Così  non  è stato e per quanto riguarda la Biblioteca Fardelliana
  ed  i  consorzi  universitari addirittura, assessore  Valenti,  lei
  ricorderà  bene, quest'Aula ha approvato un ordine del giorno  dove
  imponeva, impegnava il Governo regionale a revocare il recesso  dal
  Luglio musicale, Biblioteca Fardelliana e consorzi universitari, vi
  risulta  che i Commissari da voi nominati hanno dato adempimento  a
  quanto si era impegnato il Governo a realizzare ed attuare?
   Lo trovo del tutto allucinante questo atteggiamento. Qui non è mia
  abitudine  chiedere questue e non è neanche mia abitudine  chiedere
  prebende.  Voglio semplicemente e solamente che venga  ripristinata
  quella   situazione  antecedente  all'eliminazione  delle  province
  regionali.
   Questa  è  giustizia  Se questo non viene compreso,  mi  dispiace;
  perché,  se il presidente Crocetta è riuscito a convincermi  quella
  volta,  non  ci  sarà  più nessun'altra volta perché  non  mi  farò
  convincere affatto. Credo che già siamo sul punto buono  perché  ho
  presentato un emendamento nel quale non chiedo un centesimo in più,
  chiedo   semplicemente  e  solamente  che  le  somme  assegnate   e
  distribuite  alle  province,  e  segnatamente  alla  provincia   di
  Trapani,  vengano  utilizzate  prioritariamente  per  revocare   il
  recesso e, quindi, connotare la Biblioteca Fardelliana  della somma
  di  250  mila  euro,  nonché il Luglio musicale,  ripristinando  la
  situazione  antecedente all'eliminazione della provincia  regionale
  di Trapani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Maggio.  Ne  ha
  facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero  che  questa
  sia  l'ultima  volta  che  questo Parlamento  o  i  parlamenti  che
  verranno  si troveranno ad affrontare questioni di questo  tipo  in
  assenza di regole. Mi spiego meglio. Sono perché si ritirino  tutti
  gli  emendamenti, si approvi l'allegato 1 e, poi,  si  parli  delle
  altre  cose, ma parleremo delle altre cose, secondo me,  anche  lì,
  con  un rischio, quello che, ancora una volta, le leggi di settore,
  che  dovrebbero  essere il fondamento di queste partite,  non  sono
  state   approvate,   per  cui  chiudiamo  la  vicenda.   Approviamo
  l'allegato 1, parlando delle cose successivamente io dico  che  sia
  meglio  definire il tutto dicendo che ciò che resta deve  andare  a
  bando. Credo che l'impegno del Presidente e del Governo tutto debba
  essere questo.
   Chiusa  questa vicenda, tutto ciò che deve andare dentro le  leggi
  di  settore dovrà andare dentro le leggi di settore. Tutto ciò  che
  stiamo finanziando adesso attraverso l'articolo 27, se diventa  una
  di  quelle  spese che sono le spese necessarie, non potrà  mai  più
  rientrare  in un calderone equivoco, che porta poi tutti  quanti  a
  proporre  una  serie infinita di emendamenti che non fanno  bene  a
  nessuno  e  che,  soprattutto,  sviliscono  molte  volte  enti   ed
  associazioni o altri soggetti che meritano di essere finanziati.
   Anche  qui  dico questa vicenda speriamo che si chiuda  e  che  ci
  serva  da  esempio  a  tutti quanti per potere rimettere  dentro  i
  binari corretti quanto deve essere finanziato secondo criteri certi
  e  non più portando tutti quanti all'arrembaggio e, soprattutto, ad
  essere l'un contro l'altro armato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   presidente
  Crocetta,  approfitto di questa circostanza perché avevo presentato
  un   emendamento   in   II  Commissione  riguardante   i   consorzi
  universitari  per implementare il fondo, so che il  Governo  lo  ha
  fatto, e ho apprezzato molto questo vostro intervento come Governo,
  così  come  ho  apprezzato  il  suo  intervento  che  riguarda   la
  condivisione dell'Unione italiana ciechi e tutto quello di cui  lei
  ha  parlato  poc'anzi. Ho chiesto la sua presenza,  perché  lei  ha
  nominato  un  commissario dell'ex provincia di Ragusa, oggi  libero
  consorzio,  che  in  modo   ostile' non condivide  l'esistenza  del
  consorzio universitario. Lei mi ha promesso che avrebbe chiamato il
  commissario da lei nominato.
   L'ha  chiamato, ha fatto bene a chiamarlo e sarebbe opportuno  che
  lei  lo  facesse alla presenza della deputazione iblea  perché  noi
  ufficialmente, caro Presidente, ci siamo schierati  in  difesa  del
  nostro territorio perché non è opportuno che un commissario da  lei
  nominato,  da  noi  condiviso, in quanto facente  parte  di  questa
  maggioranza,   non   condivida  la  continuazione   del   consorzio
  universitario ragusano perché ci sono mille modi per  risolvere  un
  problema.  Uno è stato quello che voi, in modo intelligente,  avete
  incrementato il fondo per i consorzi universitari ma io ritengo che
  il commissario da lei nominato doveva farsi carico insieme a noi di
  risolvere la questione non prendendo posizioni in modo ostinato nei
  confronti del consorzio universitario.
   Tenga  presente  che  si è incontrato con  i  sindacati,  con  noi
  deputati,  con me una volta in modo informale, si è incontrato  con
  il  sindaco  di Ragusa e non si è riusciti a trovare una  soluzione
  ottimale  affinché  il consorzio universitario  di  Ragusa  potesse
  continuare  la sua attività di formazione, Presidente, noi  abbiamo
  fatto  di  tutto  per  salvare  il consorzio  universitario  perché
  l'allora  rettore Recca ci ha aiutati moltissimo  e  abbiamo  fatto
  squadra.
   La  stessa squadra in cui io chiedo a lei di fare parte perché noi
  abbiamo bisogno di questo consorzio universitario per questa nostra
  piccola  provincia perché tenga presente che lì ci sono 35 famiglie
  che  vivono intorno al consorzio universitario e 1.500 famiglie che
  hanno iscritto i propri figli.
   Sarebbe  deprimente  che i nostri giovani  ragusani  tornassero  a
  frequentare l'Università di Catania, non per Catania ma per  quello
  che comporterebbe sotto il profilo dell'impegno della  spesa per le
  famiglie.
   Pertanto,   Presidente,  per  favore,  mi  ascolti,  ufficialmente
  davanti ai miei colleghi, davanti al Governo, davanti al Presidente
  dell'Assemblea  che  lei convochi il commissario  straordinario  di
  Ragusa  insieme  alla  deputazione iblea.  Ritengo  questo  impegno
  formale a cui dovrà dare una risposta.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Lei ha già parlato, quando arriva il suo turno la farò
  intervenire. Cortesemente, si allontani dallo scranno.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Signor   Presidente,  signori   assessori,   onorevoli
  colleghi,  è stucchevole oggi assistere ad una giornata  certamente
  difficile   che  segnerà  questa  legislatura  ed  è   ancora   più
  stucchevole vedere, da questo pulpito, avvicendarsi esponenti della
  maggioranza  di  questo  Governo richiedere  normative  di  settore
  organiche  quando  loro  stessi  sono  i  primi  che  annientano  e
  devastano qualunque tentativo di dare una ragione e un filo  logico
  a quello che sta accadendo in queste ore, in questo Parlamento.
   Lo  dico  perché  su molte questioni che abbiamo  affrontato,  che
  stiamo  affrontando  e  che  affronteremo  non  può  essere  negato
  certamente  lo  sforzo di comprensione e di azione che  il  Governo
  Crocetta  cerca,  in una situazione difficile, di  portare  avanti,
  caro Presidente Crocetta, chiedo due minuti della sua attenzione.
   Le  dico questo, presidente Crocetta, perché chi frequenta  e  chi
  rappresenta   il   popolo  siciliano  sa  che   queste   ore   sono
  difficilissime,   sono   intricate  e  richiedono   un   senso   di
  responsabilità ancor maggiore che lei certamente sta interprettando
  al massimo dei suoi sforzi.

            (Assume la Presidenza il Presidente Ardizzone)

   Chiedo  però  che sia anche questo Parlamento, nell'interezza  dei
  suoi componenti, ad interpretare questo sforzo che vedete non è uno
  sforzo  indirizzato vero una parte politica ma uno sforzo che  vale
  per la dignità e la storia di questo glorioso Parlamento.
   Presidente  vede noi siamo qui in questo sala gloriosa  di  questo
  Parlamento anche a ricordarci che il momento appunto è difficile  e
  che  richiede  grande impegno, grande sforzo, grande  vigore  e  un
  appello  che  le rivolgo da deputato ma da cittadino siciliano.  Ci
  sono  questioni  che  gruppi  politici  e  parlamentari  di  questo
  Parlamento non vogliono affrontare inconsapevoli della situazione e
  non coscienti del futuro che ci aspetta.
   Le  chiedo  Presidente, con il vigore a cui  ci  ha  abituati,  di
  tranciare  una  volta per tutto pratiche e costumi  che  ci  stanno
  trascinando  verso l'abisso. Vede Presidente, non è più accettabile
  che  in  questa  Aula,  per ripicche e per rappresaglie  politiche,
  saltino   investimenti  per  milioni  di  euro,  quando  ancora   -
  riesumando la cosiddetta Tabella H che non esiste più, e che le  va
  dato  merito  di  avere  abolito - si cerca sotto  altre  forme  di
  inserire enti, entini, amici o altro. Non è più possibile.
   Le chiedo di tranciare questo nodo, il  nodo di gordio', lo tranci
  con  vigore e forza perché sono gli stessi che prima criticano  gli
  investimenti  poi parlano di perimetri morali, dopo chiedono  leggi
  organiche,  ancora  dopo inseriscono enti che  da  decenni  non  si
  capisce  cosa  fanno  e  di quali servizi si occupino.  Tra  questi
  volevo  semplicemente  ricordarne uno - che non  cito  per  dignità
  degli operatori che rispetto - ma che ha sedi di rappresentanze  al
  Cairo, Rabat, a Instabul a Eilat in Palestina, perchè si occupa  di
  Euro mediterraneo e poi guarda caso, a Poznan in Polonia, dato  che
  anche la Polonia è bagnata dal Mar Mediterraneo.
   Ecco  qual è il  nodo di gordio' che lei Presidente deve tranciare
  una volta per tutte.
   La  invito  davvero  ad  essere trascinante davvero  verso  questo
  Parlamento. Non se ne può più di essere a traino di questi giornali
  che  cercano  di  infangare in tutti i modi di tutta  la  politica,
  quella  buona e quella meno buona. Ecco perché le dico francamente,
  Presidente  della  Regione, con il suo  Governo,  l'invito  che  le
  rivolgo  è  quello di riunirsi di evitare la lenta morte di  questo
  articolo  27,  di  dare  una direttiva, di  scegliere  con  i  suoi
  assessori  tecnicamente quello che deve stare in questo articolo  e
  quello che deve essere tolto una volta per tutte.
   Invito  i  miei  colleghi a ritirare tutti  gli  emendamenti,  non
  perché  vi  sia  qualcosa inserito che mi sta a cuore  o  meno,  ma
  perché davvero e un momento di una gravità assoluta dove ognuno  di
  noi è chiamato, verso la propria coscienza innanzitutto, ma verso i
  cittadini  siciliani, a dare risposte concrete e a finirla  con  il
  clima politico che purtroppo non esiste più.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Anselmo.  Ne  ha
  facoltà.

   ANSELMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo  bisogno
  dall'assessore  Stancheris  un  chiarimento  sull'Allegato  1,   in
  particolare sui finanziamenti agli stabili di prosa.
   Se  lei si ricorda, signor Presidente, un paio di sedute fa  avevo
  fatto  presente  che  l'interrogazione a  risposta  scritta  da  me
  presentata  sullo  Stabile di Palermo, e trasmessa  dal  Presidente
  della Regione Crocetta, ad oggi non aveva avuto risposta nonostante
  il  Regolamento  dell'Ars imponga la risposta ad una interrogazione
  scritta entro quindici giorni.
   Questo  mi mette in seria difficoltà nel capire questi numeri.  Io
  sono  palermitana, quindi dovrei essere contenta, però lei sa  bene
  il  mio  interessamento per i teatri tutti e anche per le leggi  di
  settori,  gli stabili hanno anche delle leggi di settore a  livello
  nazionale.
   Noi  abbiamo  sentito  in  Commissione  bilancio  l'audizione  del
  direttore dello Stabile, al quale ho fatto presente le stesse  cose
  che  ho  messo nell'interrogazione, il quale non mi ha saputo  dare
  una risposta.
   Sono d'accordo per i tagli, però se si deve usare la bilancia  per
  il  taglio  agli  Stabili,  il peso deve  essere  lo  stesso  e  mi
  riferisco  al fatto che deve essere lo stesso sia per  Palermo  che
  per   Catania.  Quindi,  vedere  lo  Stabile  di  Catania  che   ha
  regolarmente i bilanci pubblicati, penalizzato più dello Stabile di
  Palermo  dove  i  bilanci non sono pubblicati, non si  riescono  ad
  avere,  non  si  riesce  a capire quale è la situazione  di  questo
  teatro, sui contratti fatti, sulle stagioni fatte, non è possibile.
  Lei sa meglio di me, ed infatti la sua proposta iniziale era in tal
  senso,  che  per tutelare i lavoratori non c'è bisogno della  cifra
  che  c'è qua, c'è bisogno di qualcosa in meno. Quindi vorrei capire
  la  notte  della  Commissione Bilancio dove io non  c'ero,  ma  ero
  magistralmente rappresentata dai miei colleghi di gruppo, che  cosa
  è  successo. Questa somma in più che è stata messa al Biondo, visto
  e considerato che la priorità in questo momento per me è tutelare i
  lavoratori  e  consentire a questi Stabili di avviare  la  stagione
  altrimenti  non  possono lavorare e non abbiamo fatto  niente,  che
  cosa  è  successo.  Io  ho  bisogno  di  questo  chiarimento,   poi
  sicuramente avrò tutti i dettagli nella risposta all'interrogazione
  scritta.
   Mi  riaggancio  a  quanto  detto  dal  Presidente  Crocetta  sulle
  peculiarità di alcune scuole ed è sempre una cosa che lo  riguarda.
  Noi abbiamo un'altra scuola particolare, che lei conosce benissimo,
  che è la Scuola del Cinema, la sezione distaccata di Palermo, che è
  l'unica  da Roma in giù. Abbiamo la fortuna di avere questa  scuola
  che   sforna  dei  diplomati  altamente  qualificati,  lei  lo   sa
  benissimo.   Se  dobbiamo  essere  sulla  linea  di  quanto   detto
  giustamente dal Presidente Crocetta di andare a valorizzare  quelle
  che  sono  delle  istituzioni  particolari  che  sono  anche  delle
  eccellenze,  lei  sa  meglio  di me che  questo  capitolo  è  stato
  pesantemente penalizzato. Non vi vuole moltissimo in più, un  unico
  emendamento presentato all'allegato 1, quindi chiedo a lei e  anche
  all'assessore Agnello di valutare questo emendamento.
   Un'ultima  cosa.  Sull'articolo 27 i  tagli  che  ci  sono  stati,
  assessore  Stancheris,  vanno  a penalizzare  sempre  le  leggi  di
  settore  del  teatro  e della musica. Lei è la paladina  in  questo
  momento all'interno della giunta di queste leggi di settore. Io  mi
  sono  ritrovata nel fascicolo degli emendamenti del Governo e della
  Commissione dei tagli, va bene l'1,5 per cento su tutto  l'allegato
  1  e  poi  qualche comma è stato colpito dalla riduzione  e  quello
  della  legge  del  settore del teatro. Li abbiamo  già  penalizzati
  abbastanza    rispetto   all'anno   scorso,   non    penalizziamoli
  ulteriormente.
   Tra l'altro lei avrà visto nel fascicolo degli emendamenti che per
  rimpinguare  la  legge 25 ci sono emendamenti del mio  gruppo,  del
  movimento  cinque  stelle e del PD, quindi lo  sa  che  c'è  questa
  attenzione. Quindi valutiamo questi emendamenti sulla  legge  25  e
  sullo Stabile se mi riesce a dare delle spiegazioni.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, faccio presente che ci sono  oltre
  dieci  iscritti  a  parlare.  Intanto,  consentitemi  di  fare  una
  brevissima riflessione, più che una riflessione una comunicazione.
   Ho  saputo  dell'increscioso episodio che è successo poc'anzi,  mi
  riferisco  all'onorevole Greco Giovanni, ovviamente in  quest'Aula.
  Di  questo  ringrazio  i  parlamentari tutti,  di  ogni  Gruppo,  i
  capigruppo  che  mi hanno sollecitato l'intervento  corale,  perché
  certi  atteggiamenti e certi oltraggi non sono ammissibili  in  una
  istituzione,  ma  anche  all'interno  del  più  scalcinato  bar  di
  periferia. Lo voglio dire con la massima chiarezza.
   A parte la solidarietà all'onorevole Rinaldi, ma non è solo questo
  il  mio compito, invito gli assistenti parlamentari ad estrarre  la
  scheda  dell'onorevole Giovanni Greco e ad impedirgli,  almeno  per
  stasera,  di entrare in questa onorata Assemblea. Per il futuro  mi
  riserverò.

   CROCETTA, presidente della Regione. Anche a nome mio.

   PRESIDENTE. Grazie, non avevo dubbi, parlavo pure penso  per  nome
  suo,  lei  fa parte di questo Parlamento. Questa sera, a  parte  il
  comportamento censurabile, è impedito all'onorevole Giovanni  Greco
  di  entrare  in quest'Aula e quindi gli assistenti parlamenti  sono
  invitati a dare esecuzione a questo provvedimento. Non sono esclusi
  ulteriori  provvedimenti che mi sono consentiti dal  Regolamento  e
  che prevedono sanzioni ancora più gravi.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  assessori,  onorevoli colleghi, abbiamo tre minuti a  disposizione,
  quindi  chiedo  scusa se sarò costretto a utilizzare qualche  altro
  minuto.
   Io  con  la  solita  schiettezza voglio dire al  Presidente  della
  Regione, mentre io sono suo avversario politico, ed è noto  questo,
  e  lei è mio avversario politico, io ho paura che lei sia nemico di
  se  stesso,  e  gli è lo dico con la lealtà che ho sempre  adottato
  quando mi sono rivolto a lei.
   Lei  non  è  riuscito, nonostante gli impegni assunti nella  su  e
  nella  mia  campagna elettorale nell'autunno del 2012, a  liberarsi
  dalla gabbia della ex Tabella H. E' una sua sconfitta politica ma è
  la  sconfitta  morale del Parlamento, è la sconfitta  morale  della
  gente  per bene che credeva e  crede nella sua rivoluzione e quello
  che  più  mi  amareggia  è il fatto che lei in  questa  deplorevole
  prassi   della  sequela di richieste clientelari  della  Tabella  H
  abbia  anche  quest'anno, anche in questi giorni, anche  in  queste
  ore, ripetuto essere coinvolti tutti i Gruppi parlamentari.
   Ho   i   ritagli  di  stampa  che  riportano  una  sua   specifica
  dichiarazione. Presidente, io desidero dirle ufficialmente,  e  non
  sono  eroe civile per dire questo, non mi occupo degli altri gruppi
  e  non entro nelle case altrui, ma il gruppo Lista Musumeci non  ha
  presentato alcuna richiesta da inserire nella Tabella H, ed  io  la
  prego  di  sconfessarmi se a lei risultasse il contrario. Non  dico
  con questo che voglio essere moralista rispetto agli altri gruppi o
  ad  altri  colleghi,  dico questo perché noi  non  condividiamo  il
  metodo  e lo abbiamo detto nel 2012 nella prima finanziaria, perché
  l'avere  inserito  in  questo elenco gli  interventi  utili  e  gli
  interventi  inutili,  crea inevitabilmente  equivoco  e  imbarazzo.
  Certo  che sono interventi utili, opportuni e sacrosanti e  qui  in
  tribuna  sono stati richiamati da alcuni colleghi, ma  nel  sociale
  non  possiamo  mettere  in  dubbio  l'utilità  della  funzione  che
  svolgono  gli  istituti per i non vedenti, o per gli audiolesi,   o
  per  il  telefono  arcobaleno,  o per  il  gruppo  dei  carabinieri
  preposti alla tutela del lavoro, e faccio solo qualche esempio.  Ma
  chi  potrebbe mai contestare l'utilità di interventi da parte della
  Regione  a  sostegno  di queste istituzioni? O nella  cultura,  per
  esempio, la biblioteca Fardelliana, un monumento internazionale per
  la  dovizia  di raccolte, per la tradizione che rappresenta  e  non
  soltanto nel territorio trapanese. O l'Istituto Gramsci, che  opera
  in  un'area culturale mille miglia lontana dalla mia. Ma chi ha  un
  minimo  di  buon senso non può disconoscere che l'Istituto  Gramsci
  che,  da oltre 40 anni svolge una funzione di servizio alla cultura
  europea  di  grande valore, per l'archivio, archivi  personali  che
  raccoglie,   per  l'emeroteca,  per  una  serie  di   pubblicazioni
  diventate   rare;  o  l'ISPE,  l'istituto  di  Studi  Politici   ed
  Economici, fondato dallo storico Pippo Tricoli; o i teatri  stabili
  e lirici.
   Faccio soltanto alcuni esempi però, Presidente della Regione,  lei
  non   può   consentire,   indirettamente,  che   l'inserimento   di
  istituzioni  di  così alto valore sociale, economico  e  culturale,
  possano fare da paravento ad iniziative, assolutamente, disarmanti,
  assolutamente  improduttive, assolutamente avulse da ogni  processo
  di crescita, anche, a carattere locale.
   Ecco  perché  io, stasera, a nome del mio Gruppo  mi  permetto  di
  rinnovare   l'invito,  che  noi  abbiamo  già  fatto  nella   prima
  finanziaria. Presidente, la Tabella H deve essere cancellata  dalla
  memoria  di questa Assemblea. Sia il Governo a decidere a chi  dare
  gli  interventi  finanziari  Il Governo  assuma  questa  iniziativa
  attraverso  un  bando pubblico, attraverso una selezione  oggettiva
  delle   varie   istituzioni.  Perché  barattare,  il   tutto,   col
  Parlamento? E non serve neanche al Parlamento tutto questo,  perché
  appare come una sorta di bettola di malaffare e così non è
   Bisogna  tenere  alto  il  prestigio di  questo  Parlamento,  ecco
  perché, signor Presidente dell'Assemblea -  concludo e la ringrazio
  per la clemenza -, noi voteremo contro questa scandalosa norma che,
  ogni  anno, puntualmente, si ripropone, di fatto, suonando a offesa
  della  dignità del Parlamento e, se mi consente, a sconfitta  della
  sua  battaglia morale, discussa e discutibile, ma della quale,  per
  molti versi e per tante volte, io le ho dato, pubblicamente, atto.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Tamajo.  Ne  ha
  facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi io direi che,  ogni
  anno,  assistiamo  a questa, la chiamo io, farsa.  Questo  scranno,
  ogni  anno,  anzi in ogni finanziaria, diventa il luogo  dove  ogni
  deputato,  dove ogni collega, vuol dimostrare la sua  moralità,  il
  suo  grande  senso  di responsabilità, la sua grande  etica,  e  la
  tendenza, soprattutto, a quello che io chiamo il contenimento della
  spesa.
   Scusate, io ho ascoltato tutti, con grande attenzione. C'è chi  ha
  fatto  valutazioni  sul  merito dello stanziamento  a  questo  o  a
  quell'ente.  Ci sono stati colleghi che hanno fatto valutazioni  in
  merito  alla validità ed alla professionalità di qualche ente.  C'è
  stato,  anche,  qualche altro collega che ha fatto una  valutazione
  cioè   diamo  i  soldi  ai  ciechi, ai  sordomuti,  a  questo  o  a
  quell'ente e mettiamo poi tutto a bando .
   Così  corriamo,  ancora, il rischio che, per esempio,  coloro  che
  gestiscono  il Banco alimentare stiano altri mesi senza soldi,  che
  il  CERISDI  mandi  tutti  i lavoratori a casa,  che  il  personale
  comandato venga escluso completamente dagli assessorati, per cui si
  assisterebbe  ad  uno  shock,  ad  un  blocco  totale  dei   lavori
  all'interno  di  alcuni dipartimenti. Mi riferisco al  dipartimento
  sanità, al dipartimento energia. Quindi, la distruzione totale.
   Allora,  signor  Presidente,  io  non  voglio  fare  assolutamente
  demagogia  e non voglio fare populismo, però le chiedo se  dobbiamo
  continuare a trattare questo articolo con questa ridicola richiesta
  da   parte   di  deputati  che  vogliono  salvaguardare  questo   o
  quell'ente, di quella provincia o di quell'altra provincia. Portare
  soldi verso una parte o verso un'altra.
   Occorre  dimostrare da questo scranno di fare delle battaglie  per
  questa città, per quell'ente o per quella provincia stessa.
   Signor  Presidente, vado controtendenza perché oggi ho  paura  che
  noi  non  ce  ne  usciamo più da questa vicenda e ci blocchiamo  su
  questa finanziaria, su questo articolo 27.
   Votiamo la tabella così come è. Io penso che il lavoro fatto dalla
  Commissione  sia  un  lavoro  fatto in  maniera  seria,  altrimenti
  buttiamo tutto quello che ha fatto la Commissione in questi giorni.
   Votiamo  tutto  così come è. Estrapoliamo qualche emendamento  che
  sia   di   vitale  importanza  per  qualche  ente  e,  soprattutto,
  concludiamo, signor Presidente, altrimenti corriamo il  rischio  di
  non uscire più da questo guado.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  intervengo  per  ricordare quella che è una delle attività  che  ha
  fatto negli ultimi tempi la Commissione Ambiente. Però prima vorrei
  fare una considerazione.
   E'  vero  quello  che  dice il Presidente Crocetta.  E'  avvilente
  dovere  ancora parlare di queste cose, così come è avvilente dovere
  ancora  ritrovare  la  Tabella H, o quello che  è,  all'interno  di
  questa  finanziaria.  Così  come  è  altrettanto  avvilente  dovere
  trovare alcuni enti pubblici all'interno di associazioni, o tra  le
  associazioni,  o sagre di Paese, o carnevali, o robe varie,  perché
  all'interno di questa Tabella ci sono organismi pubblici  che  sono
  nati   addirittura  da  referendum  nazionali,  come  per   esempio
  l'Agenzia per l'Ambiente.
   Forse  qualcuno  dimentica che l'Agenzia per  l'Ambiente  nasce  a
  seguito  di un referendum del 1993, all'interno del quale alle  ASP
  fu sottratto l'aspetto ambientale e poi in Sicilia questi Istituti,
  queste  Agenzie, trovarono fondamento in una legge che fu approvata
  tre legislature fa, la legge n. 6 del 2001.
   E'  paradossale trovare l'Agenzia per l'Ambiente,  che  è  l'unico
  organo deputato al controllo ambientale, magari qualche collega non
  lo  sa  ma  è così, è l'unico organo pubblico dotato del potere  di
  controllo   ambientale  in  senso  ampio  su  tutto  il  territorio
  nazionale,  perché  le ARPA sono regionali e rispondono  a  livello
  nazionale o ad un organo centrale che è quello di Roma.
   Io  mi chiedo: ma non è avvilente dovere parlare dell'Agenzia  per
  l'Ambiente nello stesso contesto in cui si parla di carnevali.  Non
  è  avvilente dovere parlare dell'inquinamento che subisce la  città
  di  Siracusa  o  la città di Gela o Milazzo nello  stesso  identico
  contesto  all'interno  del quale si parla di  cose  che  non  hanno
  assolutamente nessun elemento ambientale.
   All'interno  di  questa  tabella è stata  inserita  anche  l'ARPA.
  Aldilà  del fatto giuridico in sé, secondo me istituti come  questi
  non  dovrebbero  trovare  luogo  all'interno  di  questo  tipo   di
  strumenti,  la  cosa  più  importante dovrebbe  essere  estrapolare
  organi come questi, e non soltanto questo perché, all'interno della
  Tabella abbiamo trovato pure i parchi e le riserve, noi ci vantiamo
  che  siamo la prima Regione d'Italia ad avere fatto la legge-quadro
  sulle  aree  protette  e  poi siamo la  prima  Regione  d'Italia  a
  bistrattarle.
   La  prima  cosa  che bisognerebbe fare è dare valore  giuridico  e
  valore  morale a questi organi estrapolandoli dalla tabella  H.  La
  seconda  cosa  da fare sarebbe dare il valore, dare  gli  strumenti
  finanziari per potere fare sopravvivere queste Agenzie.
   In  questo  momento  la dotazione finanziaria  dell'ARPA  è  stata
  dimezzata  della  metà,  secondo quanto previsto  dall'articolo  90
  della  legge istitutiva. Cioè, in questo momento l'ARPA  sopravvive
  con una dotazione che è pari alla metà.
   Secondo  quanto  riferito  dal  direttore  generale  dell'Agenzia,
  questa  dotazione  economica serve soltanto a pagare  il  personale
  quindi,   materialmente,  l'Agenzia  per  l'Ambiente  non   ha   la
  possibilità di effettuare i controlli.
   Il  direttore generale dell'ARPA ha rappresentato queste  evidenze
  sia  in  Commissione  Ambiente  che  in  Commissione  Bilancio.  Il
  Presidente  Dina,  tra l'altro, ha affermato l'esigenza  di  dovere
  riqualificare e riquantificare questo capitolo, così come  è  stato
  rappresentato   dalla  Commissione  Ambiente.   Precedentemente   è
  intervenuta  l'onorevole Cirone, che ha spiegato  bene  quelle  che
  sono le criticità che sono emerse all'interno di queste audizioni.
   Ricordo,  per  chi  magari  non lo sapesse,  che  all'interno  dei
  controlli  ambientali che fa l'Arpa, ci sono quelli sugli  impianti
  di  depurazione. Nel documento che è stato portato  in  Commissione
  ambiente,  abbiamo potuto conoscere che dei 703 controlli  previsti
  per  legge  dagli  impianti di depurazione  esistenti  in  Sicilia,
  soltanto il 32 per cento è stato fatto. Magari qualcuno non sa  che
  la Sicilia è sotto procedura di infrazione proprio per il controllo
  delle acque reflue.
   La procedura d'inflazione comporta delle spese ingenti. Noi invece
  di  chiudere la procedura di inflazione la alimentiamo,  diminuendo
  il capitolo a favore dell'Arpa.
   La  stessa  identica  cosa è chiamata a  fare  l'Arpa  per  quanto
  riguarda  gli  impianti con emissione in atmosfera, il  trattamento
  dei rifiuti, la bonifica dei siti contaminati, ecc.
   Tutte  cose  marginali fondamentalmente per  questa  Regione,  che
  diciamo  non  ha un problema ambientale, per cui sono assolutamente
  trascurabili.
   A  questo punto la Commissione, a firma di tutti i componenti,  ha
  sottoscritto  degli  emendamenti correttivi  che  chiaramente  sono
  passati  all'unanimità e che sono stati reinseriti  in  Aula  nella
  finanziaria che stiamo adesso discutendo.
   Non  voglio  andare  contro quella che  è  la  linea  che  si  sta
  sviluppando  all'interno  di  questo dibattito,  però  volevo  fare
  soltanto  presente la necessità di mantenere in vita un organo  che
  non è un ente privato ma è un organo previsto per legge.

  PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

  BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ero  imposto
  di  non  prendere la parola in questo articolo ma alcune  allusioni
  dei  colleghi sull'autorevolezza e sulla storia dei teatri catanesi
  me lo impongono.
   Vorrei  ricordare che, sia per quanto riguarda il Bellini  che  lo
  Stabile,  i  soldi previsti sono quelli necessari, strettamente  al
  pagamento  degli  stipendi e a differenza  di  altri  teatri  della
  Regione  siciliana,  tutti  meritevoli di  tutela  e  rispetto,  il
  Bellini   è   l'unico   Ente   autonomo  regionale   istituito   da
  quest'Assembla,  collegio dell'85 e che non  accede  ai  fondi  del
  flusso  previsti  dal  Ministero, quindi  è  interamente  a  carico
  dell'Assemblea che, nel corso degli anni ne ha sempre consentito il
  funzionamento e la grande tradizione.
   Ne  approfitto,  a  proposito di cultura  e  beni  culturali,  per
  preannunciare la presentazione di un ordine del giorno, il n.  359,
  che  fa  seguito  ad un altro ordine del giorno,  il  n.  220,  già
  accettato  come raccomandazione dal Presidente della  Regione,  per
  consentire  lo  scorrimento delle graduatorie  dell'asse  6  misura
  3143,  che fanno riferimento alla terza finestra. Credo che  in  un
  momento  come  questo, in cui bisogna garantire  la  possibilità  e
  l'economizzazione  della spesa, il fatto che ci sono  dei  progetti
  cantierabili   che   non   riescono   a   partire   deve    imporre
  all'Amministrazione di fare scorrere le graduatorie e utilizzare  i
  fondi comunitari.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Picciolo.  Ne  ha
  facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
   PICCIOLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    grazie
  Presidente,  Presidente della Regione, devo fare una considerazione
  di  carattere  generale, sento parlare di tabella H e  non  capisco
  quale sia questa tabella H di cui parliamo.
   Forse  è un termine che viene dal passato perché qui di tabella  H
  non c'è nulla. Ritengo che una valutazione, concreta, opportuna  da
  parte di quest'Aula debba essere fatto.
   Intanto il mio Gruppo non ha presentato nessun emendamento, perché
  non  abbiamo  nessun  ente,  nessuna associazione  da  proporre  in
  alternativa  ad altre associazioni, questo come criterio  generale,
  ma  in  particolare  non  vi  è dubbio  che,  comunque,  tantissime
  associazioni, mi viene in mente la Fondazione Falcone,  Borsellino,
  Pio  La  Torre,  l'Istituto  Gramsci, meriterebbero  un  contributo
  specifico da parte di questo Parlamento.
   Sono  istituzioni  al di sopra e al di fuori di ogni  sospetto  ma
  rischiamo per via della recente sentenza della Corte Costituzionale
  che  l'anno scorso ha portato il Commissario ad impugnare le  somme
  destinate  senza  un apposito bando, rischiamo  di  vanificare  gli
  sforzi di questo Parlamento.
   Allora, con diligenza, devo dire, questa volta il Presidente della
  Regione,  il Presidente Dina, hanno predisposto nell'articolo  oggi
  27  bis), non più 27, al comma 5 dell'articolo, hanno appostato  10
  milioni  di  euro di somme da destinare a bandi; bandi  cui  queste
  associazioni  in  tempi  brevi,  in  tempi  certi,  con   procedure
  trasparenti,  con  procedure  chiare,  destinandoli  con   finalità
  chiare, con controlli chiari, potranno partecipare, quindi, sono 10
  milioni  di euro cui questi enti morali di alto livello, fondazioni
  di cui ho parlato prima, potranno partecipare con nuovi criteri.
   Pertanto,  parlare di tabella H oggi è fare un salto nel  passato,
  non ci sono più i riscontri obiettivi, oggettivi. Noi cerchiamo  di
  buttarci  alle spalle questo passato, ma, purtroppo, a volte,  come
  dice  bene  il  Presidente Ardizzone quando parla  dell'Istituzione
  Parlamento, siamo noi stessi a farci del male, recuperando  termini
  che  sono superati dalla storia e dai fatti che sono oggi sotto gli
  occhi di tutti.
   Bene  la divisione tra una prima parte, questo 27, questo 27  bis,
  che  può  essere, diciamo così, un eccesso di zelo  per  porre  una
  parte  della spesa destinata ad enti, a teatri, al riparo  da  ogni
  possibile  eventuale impugnativa, ma  ritengo che,  con  il  lavoro
  oggettivo onesto, che sarà fatto, con dei bandi specifici,  nessuno
  possa più trovare tranne gli auspici negativi da poter rivangare il
  passato.
   D'altro  canto,  io  non  faccio parte della  Commissione,  ma  ho
  guardato  gli atti qui in Aula, parliamo di Cerisdi, di Coppem,  di
  Istituto  teologico,  di Banco alimentari,  di  ciechi,  di  sordi,
  sordomuti,  tutti  enti  previsti per  legge,  per  l'autodromo  di
  Pergusa,  per  carità,  lontano dal  mio  collegio,  ma  è  l'unico
  autodromo  presente in Sicilia, cioè non credo  che  queste  spese,
  questi impegni, possano scandalizzare nessuno.
   Noi  dovremmo  cercare  di  guardare oltre,  cercare  di  superare
  questi concetti maggioranza-opposizione quando ci sono istituzioni,
  enti e criteri nuovi.
   Io  sono  stato  sempre critico col Governo quando questi   andava
  criticato,  ma, in questo caso, sia la Commissione che  il  Governo
  hanno  fatto  un lavoro splendido che, secondo me, è davvero  super
  partes.
   Quindi, io credo e chiedo a questa Aula di mostrare saggezza e  di
  evitare  il dividerci su queste banalità e di guardare ai  problemi
  che  veramente ci chiedono i siciliani di risolvere  e  di  esitare
  entro  la  serata,  signor  Presidente,  entro  la  nottata  questa
  Finanziaria  perché non ci possiamo più permettere di dire  domani,
  la  Sicilia vuole oggi, non vuole più domani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Leanza.  Ne  ha
  facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente, prego un po' di  attenzione,  sia  al
  Presidente  della  Regione che al Presidente dell'Assemblea,  anche
  perché  hanno  parlato molti colleghi deputati, da parte  di  tanti
  gruppi, anche tanti deputati nuovi.
   Sono  convinto che però molti non hanno letto le carte, non  hanno
  letto  le famose tabelle H del 2006, del 2007, del 2008, del  2009,
  del  2010,  del 2011, del 2012. Non hanno letto il cambiamento,  il
  cambiamento culturale che c'è stato.
   Io vorrei invitare questi signori, amici ed onorevoli colleghi, ad
  individuare un ente, non 10.000, un ente cosiddetto  inutile ,  sia
  nell'allegato 1, se volete ve li leggo io, sia nella cosiddetta non
  tabella  H,  l'atto  aggiuntivo, ex tabella H,  per  vedere  e  per
  capire, realmente, di cosa stiamo parlando.
   Vorrei  capire  se i 3 milioni e 200 mila euro del reddito  minimo
  nella  tabella  H  fanno  parte  di questo.   Vorrei  semplicemente
  spiegare  al  Presidente  Musumeci, sempre  mio  presidente,  o  al
  giovane deputato che ha parlato poco fa, se - leggendo le tabelle -
  l'ERSU non debba essere finanziato, se il teatro Massimo Bellini  .

   MUSUMECI. E la quantità chi la decide?

   LEANZA. Ma c'è un Governo e un'Assemblea

   MUSUMECI. E allora faccia tutto il Governo non l'Assemblea

   LEANZA.   Ma   infatti  l'ha  presentata  il  Governo,  Presidente
  Musumeci,  le Commissioni l'hanno approvata, quelle di merito e per
  la  copertura  la  Commissione Bilancio, però  vorrei  entrare  nel
  merito delle questioni.
   Le  borse  di  studio degli specializzandi, che fa le  buttiamo  a
  mare? Le spese per l'università,  non le facciamo? Le spese per  lo
  sport,  molto  poco  rispetto a prima, cosa facciamo?  L'ARPA  nove
  milioni e 800 mila euro, certo è poco, ma è qua dentro.
   Io  vi  invito, e questa è una sfida che mi piacerebbe affrontare,
  soprattutto con coloro che in qualche modo ogni giorno ci  ripetono
  queste cose, ogni secondo ci ripetono, ad individuare un ente  che,
  dal  punto  di  vista etico morale, possa essere  discutibile,  che
  magari  non  tocchi, giorno dopo giorno, momento dopo  momento,  la
  realtà, quello che succede nella società.
   Vi  chiediamo  di  fare  questo di  non parlare  in  generale.  Vi
  chiediamo specifiche nella Tabella H, che non è più tale  dal 2  al
  trentottesimo.
   Cosa facciamo  non diamo il contributo agli allevatori? Un milione
  e  900  mila  euro. Non glielo diamo ai consorzi agrari?  393  mila
  euro. Stipendi, solo stipendi.
   Tutti chiedono trasparenza, ma tutti hanno preso i soldi del fondo
  destinato  al  finanziamento dei contributi a favore  dei  soggetti
  destinatari di un sostegno economico, tutti da qua. Se vedete, ogni
  loro singolo emendamento è preso da qua.

   MUSUMECI. Tutti chi?

   LEANZA. Non tutti, la maggior parte dei deputati, le  chiedo scusa
  non c'è il suo emendamento.
   Cosa  vuol  dire  questo? Prima chiediamo i bandi,  il  Presidente
  della  Regione mette i soldi per i bandi, però gli togliamo i soldi
  per  fare  i  bandi, poi farà un bando, non lo so con  quale  cifra
  eccetera, anche noi lo abbiamo fatto.
   Spese  per  il servizio di manutenzione delle rete di rimodulaggio
  ( ..)  349  mila euro, contributo annuo all'Unione Italiana  Ciechi
  1.543,  contributo  all'Helen Keller,  contributo  alla  stamperia,
  contributo ai consorzi di comuni che sorgono esclusivamente da beni
  confiscati alla mafia.
   Continuiamo, contributi per il finanziamento dell'università 225.

   CORDARO. Ma è l'allegato 1.

   LEANZA. No, no, Sto arrivando, onorevole Cordaro, sto arrivando.
   Assegnazione   all'università  per  spese  inerenti   all'attività
  sportiva  universitaria, rimborso all'Azienda Sanitaria ospedaliera
  per i comandati nella sanità, spese per il funzionamento del nucleo
  di  tutela patrimonio artistico dell'arma dei carabinieri  72  mila
  euro, ne servirebbero 700 mila euro, quando ero assessore io.
   Fondo di riserve per le spese impreviste 400 mila euro, spese  per
  la  liquidazione  e  la ricapitalizzazione  di  enti  e  società  a
  partecipazione regionale 1.396 euro.
   Contributi  per  gli  interventi previsti  dall'articolo  6  legge
  regionale 5 dicembre, ad eccezione di quelle previste dal comma del
  medesimo articolo.
   Contributo  al  comune di Lampedusa. Fondo speciale  destinato  al
  potenziamento di attività sportive isolane; contributo alle società
  sportive  professionistiche  e semi professionistiche;  trattamento
  economico  a personale comandato. Somma da erogare, ecco qua  altro
  dramma al Centro Cerisdi 380 mila euro.
   Contributo  a  favore della fondazione Banco alimentare,  c'è  una
  fame  in giro spaventosa e grazie ai volontari, al Banco alimentare
  e alle opere di carità tutto questo viene garantito.
   Contributo  a  favore del Banco delle Opere di Carità,  contributo
  annuo  alla  facoltà biologica, che poi il Banco alimentare  è  300
  mila euro e 200 mila euro il Banco delle opere di carità.
   Contributo allo Studio Teologico San Paolo 142 mila euro, alla San
  Tommaso  67  mila. Contributo guarda caso ai sordo  muti  523  mila
  euro,   ci   dovremmo  vergognare.  Contributo  alle   associazioni
  bandistiche 45 mila euro complessivamente. Ci dobbiamo vergognare.
   Contributo alla Fondazione Whitaker: 400 mila euro; contributo  al
  COPPEM:  300  mila  euro;  contributo al  Comitato  regionale  CONI
  Sicilia,  al  CONI:  60  mila euro. Spese per  l'istituzione  e  la
  gestione diretta di cantieri di servizio in favore di comuni  della
  provincia  di  Enna e Caltanissetta: 3 milioni  e  200  mila  euro;
  reddito  minimo, somma da versare al Fondo regionale per  le  parti
  civili  nei processi contro la mafia: 100 mila euro. Per  finire  i
  famosi  carnevali: 400 mila euro, stiamo parlando della  Sagra  del
  mandorlo  in  fiore,  del carnevale di Sciacca,  del  carnevale  di
  Acireale e del carnevale di Termini Imerese.
   Signori   miei, questa è la tabella H di cui ci si deve vergognare
  questo  Parlamento, questa maggioranza, la Commissione e il  signor
  Presidente  della  Regione  Ed allora io  sono  onorato  di  votare
  questa tabella H.
   Per quanto riguarda l'allegato 1, ve li comincio a dire ad uno  ad
  uno, se volete. Prendiamo quelli più importanti per cifre.
   Spese  di  prima assistenza per pronto intervento in occasione  di
  pubblica  calamità: 790 mila euro; interventi di  prima  assistenza
  per fronteggiare eventi calamitosi ed eventi atmosferici: 1 milione
  333 mila euro; spese per interventi di protezione civile per quelli
  connessi  ad emergenze infrastrutturali: 870 mila euro;  spese  per
  conferimento  di  incarichi  a  tempo  determinato  in  materia  di
  programmazione:  12 mila euro; somme destinate  alla  gestione  del
  fondo  regionale  ( ) modificato: 7 milioni di euro  (sarà  qualche
  somma molto importante); somme destinate all'attuazione della legge
  ( )  :  5  mila 386 euro. Ve ne dico altre così per finire. Abbiamo
  l'Ersu,  abbiamo  il Teatro Massimo di Palermo, abbiamo  il  Teatro
  Bellini  di Catania, abbiamo il Teatro Biondo, abbiamo l'Inda,  c'è
  dentro tutto.
   Trovate qualcosa che non va

   CROCETTA, presidente della Regione. Non c'è nessun ente impugnato

   MUSUMECI.  Fate le leggi di settore

   LEANZA. Presidente Musumeci, se una colpa ha questo Governo  è  di
  non  aver  finanziato le leggi di  settore che, se mi consente  noi
  abbiamo  fatto.   C'è una legge sul teatro, che tutta  l'Italia  ci
  invidia,  c'è una legge sul cinema che tutta l'Italia ci invidia  e
  siccome  sono  purtroppo  massacrati,  costantemente,  non  l'hanno
  finanziata. C'è la legge sulla famiglia che ci invidiano.
   Allora  su queste cose dobbiamo parlare, ma  vi prego non torniamo
  più,  trovateci  gli  enti fotografia,  diteci se  gli  osservatori
  astronomici, se l'Ersu, se l'Irsap, che vi posso dire, se le  Ipab,
  una  parte di quelli che lavorano, sono enti fotografie,  vi  prego
  ditecelo  che  noi chiediamo scusa e vi diciamo immediatamente  che
  avete  ragione, ma per cortesia leggetevi le carte,  entriamo   nel
  merito  delle  carte, diciamo ciò che non va.  Qua  mancano  alcune
  cose.
   Il  Brass  Group,  abbiamo  fatto una legge,  ci  deve  essere  il
  coraggio  di  metterle alcune cose, ci sono alcuni enti  importanti
  strumentali  della Regione che non ci sono. Al limite c'è  qualcosa
  in  più  che  manca, ma, rispetto a quello che c'è, noi  li  stiamo
  togliendo.
   Abbiamo  tagliato i ciechi, al banco alimentare, abbiamo  tagliato
  per  fare la spending review un po' a tutto, tutto quello che resta
  o è stipendi dove non c'è più discrezionalità.
   Vi  chiedo, da vecchio parlamentare, dove magari avrà avuto  tante
  colpe,  andatevi  a  leggere tutto quello  del  passato,  andate  a
  prenderlo  ad  uno  ad uno, sono disponibile, ma qua  trovatemi  la
  fotografia  e,  se c'è una fotografia, sono onorato di  aver  fatto
  questa fotografia

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto, desidero
  ringraziare il Gruppo del Movimento 5 Stelle che mi ha  ceduto  una
  parte  del  tempo che gli era destinato e, quindi, vi  do  atto  di
  questo  sentire  democratico  che  mi  consente  di  articolare  un
  intervento  in  maniera più compiuta rispetto a  quello  che  avrei
  potuto fare e mi fa specie che l'onorevole Leanza, che per primo ha
  fatto richiesta, una richiesta accolta dall'opposizione di ritirare
  tutti  gli  emendamenti, ha finito per fare l'elenco  di  tutte  le
  cose,   forse  nella  speranza  che  tutti  poi  cercano  lui   per
  ringraziarlo.
   Questo  non è così, lei mi rassicura e di questo la ringrazio,  ma
  il paradosso che abbiamo vissuto in queste 3 ore, quando pareva che
  vi  fosse un accordo sull'allegato 1 è che, al di là di quello  che
  il  Presidente  Crocetta dice, abbiamo assistito all'intervento  di
  tutti  i  deputati dell'opposizione, ciascuno dei quali,  dal  loro
  punto  di  vista  legittimamente, ha rivendicato la  bontà  di  una
  iniziativa,  di  una associazione, di un ente o, comunque,  di  una
  istituzione che a loro parere era stata lesa negli interessi e  nel
  finanziamento.
   Da parte dell'opposizione, ancora una volta non è venuta pressoché
  una  parola,  nessuno  vi  ha chiesto manca  questo  piuttosto  che
  quell'altro.
   Allora  io  chiedo  al  Presidente  della  Regione  e  al  Governo
  liberateci  Liberateci  E' da 3 ore che ci spiegate che cosa  manca
  nella tabella H, ex tabella H, nell'allegato 1.
   Vi abbiamo dato disponibilità a mettere in sicurezza le cose serie
  per  la  Sicilia, ma  che ragionamento è? E' veramente qualcosa  di
  insulso e per giunta gridate, ma  che gridate.
   Allora,  lei  ha  detto bene, l'Inda, lei ha fatto tutto  l'elenco
  perché  dice ora il Brass group no. Chi l'ha deciso che  è  l'unica
  istituzione  di  produzione musicale dell'Italia  meridionale  deve
  restare fuori.
   Ha  parlato  di ricerca, Presidente della Regione, ma  perché  non
  vengono  finanziati i consorzi di ricerca in agricoltura.  Voi  non
  volete  la  ricerca  in  agricoltura, ma  in  Sicilia  si  vive  di
  agricoltura, si vive di turismo, ma  di che state parlando.
   Ci  venite  a  fare la morale, qua c'è un'opposizione  che  vi  da
  disponibilità,  hanno parlato tutti, non lo faccio l'elenco  e  non
  dichiariamo  niente. Io quello che avevo da dire ve l'ho  detto  in
  conferenza  dei capigruppo e l'ho detto in esclusivo interesse  dei
  siciliani.
   L'onorevole  Leanza  che  si è definito  vecchio,  io  dico  anche
  abbastanza sobrio deputato, credo abbia capito, mi interessa di più
  se  ha  capito  il Governo, lo  scopriremo spero  presto  e  da  li
  adotteremo le nostre decisioni.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  mio  è  un
  intervento  più come vice presidente vicario della Commissione  che
  come esponente del nuovo Centro Destra.
   Perché  lo  faccio?  Perché veda, oggi  abbiamo  assistito  ad  un
  rituale  da  parte  di tutti, soprattutto, dei deputati  della  sua
  maggioranza  che  non  hanno fatto altro  che  parlare  in  maniera
  inappropriata.  improprio del lavoro che  la  Commissione  Bilancio
  avrebbe fatto e che avrebbe portato oggettivamente a reintegrare la
  tabella   H   presso  la  Regione  Sicilia.  Questo  Presidente   è
  inaccettabile   E' inaccettabile che lo facciano i  suoi  deputati,
  soprattutto,  perché  la  Commissione Bilancio  ha  vigilato  e  ha
  impedito che ciò accadesse.
   Vede, quando qualcuno parla di qualche gruppo che è rimasto fuori,
  questo  gruppo è rimasto fuori perché non rispondeva a dei  criteri
  che  come  Commissione Bilancio e, soprattutto, le  commissioni  di
  merito  si sono date e, alle decisioni delle commissioni di merito,
  la Commissione Bilancio si è strettamente attenuta.
   Prima  cosa importante: tabella H), ma devo ricordare  ai   vecchi
  deputati,  quando  nella scorsa legislatura io sono  arrivato  qui,
  quante  erano le associazioni che facevano parte della tabella  H)?
  Erano  più  di  100. Oggi non è rimasta nemmeno una.  Nemmeno  una.
  Perché  quando  qualcuno  parla dell'istituto  San  Paolo  o  della
  Pontificia   Università  biologica  di  Palermo   o   dell'Istituto
  biologico San Tommaso di Messina, ma lo sapete che sono Università?
  E  di  conseguenza essendo università pubbliche, così come  abbiamo
  fatto con la Kore e così come abbiamo con le altre università della
  Sicilia, anche a queste tre università toccava un contributo. Avete
  visto  la  differenza abissale che c'è tra quello  che  diamo  alle
  università  statali e quello che diamo a queste tre università  che
  sono anche esso il vanto della Sicilia.
   Ho  sentito  parlare in maniera inappropriato  del  buono  scuola,
  dicendo che il buono scuola viene dato alle scuole private, nessuna
  scuola  privata  avrà  un  centesimo, sia  chiaro,  nessuna  scuola
  privata, i contributi andranno innanzitutto alle famiglie, ma  alle
  famiglie i cui figli frequentano solo scuole pubbliche che poi  per
  essere chiaro sono scuole pubbliche statali e non statali.
   Non  ci  sarà  nessuna differenza perché nel bando che l'assessore
  farà verranno rispettati sia coloro che vanno nelle scuole statali,
  che  quelli  che  vanno  nelle scuole non  statali,  sempre  scuole
  pubbliche chiaro
   Poi  per  essere chiari l'incremento ittico di Catania,  tutte  le
  varie  associazioni alle quali  abbiamo dato contributi  e  che  si
  tratta solo ed esclusivamente di pagare il personale, voi pensavate
  che  l'ARAS poteva rimanere fuori da questo ragionamento? Perché  i
  dipendenti dell'ARAS dovevano rimanere fuori quando tutti gli altri
  hanno avuto il contributo dovuto.
     L'  ERSU, perché vedete l'allegato 1, ma lo sapete cos'è  ve  lo
  siete  mai chiesto cos'è l'allegato? Sono contributi che  si  danno
  agli  enti  vicino ai deputati o l'allegato dove  si  finanzia,  ad
  esempio,  tutte le associazioni vittime della mafia,  dove  pensate
  che  li dobbiamo mettere coloro i quali, in questi anni, sono stati
  vittime della mafia? In un altro conto? E i malati talassemici  che
  hanno diritto alla pensione mensile dove li dovevamo mettere?  E  i
  malati  del Morbo di Hansen che anche loro per legge hanno  diritto
  ad un contributo.
   Questi  sono  tutti  nell'allegato A,  perché  solo  qui  potevamo
  finanziare;  sono voci previste dalla legge. Vedete  i  44  milioni
  destinati  ai  consorzi  di bonifica, dove li  prendiamo?  Dove  li
  troviamo?  Pensate  che  i  consorzi di bonifica  sono  tabella  H?
  Pensate che sono dipendenti a noi vicini, sono gente che sono state
  assunte  30 anni fa, 20 anni fa e che hanno maturato il diritto  ad
  essere pagati anche loro a fine mese, come lo siamo noi.
   Per  cortesia, smettiamola di dire queste stupidaggini,  cerchiamo
  di  chiamare le cose con i propri nomi, perché vedete la  gente  ci
  sta  osservando, la gente ci sta guardando e tutti sono giunti alla
  conclusione  che  continuiamo a portare avanti un  sistema  malato,
  cosa  che non è assolutamente vero, perché abbiamo tagliato  tutto,
  abbiamo cercato di stabilire criterio oggettivi.
     Vedete anziché continuare a parlare di questa famigerata Tabella
  H,  fate  i  nomi,  li tirate fuori queste associazioni  vicino  ai
  politici, perché vedete veniamo delegittimati tutti e se ciò  fosse
  vero avreste ragioni ad accusarci, ma ciò non è assolutamente vero,
  siamo noi stessi che ci delegittimiamo agli occhi delle persone che
  ci guardano.
   Non  è  come vent'anni fa che nessuno sentiva e nessuno  guardava.
  Oggi  ci  sono  migliaia  di  siciliani  che  sono  attaccati  alla
  televisione e guardano ciò che diciamo, chiamiamo le cose con  nome
  e cognome ed evitiamo di infangarci a vicenda.
   Vedete potremmo continuare all'infinito, pensate che il contributo
  all'Arma  dei  carabinieri  è  un  contributo  da  tabella  H,   un
  contributo che si può caricare qualche deputato  Pensate che l'Arma
  dei carabinieri appartiene ad una forza politica? Ad un partito?  O
  l'Arma  dei  carabinieri è al di sopra delle parti  Allora,  perché
  continuiamo a parlare di cose che non sono assolutamente vero
   Oppure  i  15  milioni  dati all'ERSU per  favorire  gli  studenti
  universitari, pensate che saranno tutti i nostri figli, i figli  di
  quelli che stiamo qui dentro, che frequenteranno l'università o  ci
  sono  migliaia di figli di siciliani poveri che solo così  potranno
  continuare ad andare all'università.
   Inoltre,  Presidente  c'è  un impegno importante  per  i  consorzi
  universitari  che  dobbiamo  mantenere,  perché  anche  li  abbiamo
  l'obbligo di assicurare la frequenza ai ragazzi; le somme destinati
  al  Ciapi, pensate che i lavoratori del Ciapi - somme fra le  altre
  cose di molto inferiori a quelli necessari - del Ciapi di Priolo  e
  di  Palermo, non sono lavoratori come tutti gli altri? E  in  quale
  elenco sono stati messi? Sono nella tabella H che non esiste o sono
  nell'allegato A?
   Per  essere  chiari, cari colleghi, per evitare  di  continuare  a
  parlare,  di continuare a dire cose non esatte, abbiamo e  dobbiamo
  acquisire  l'abitudine  di chiamare le cose  col  nome  e  cognome,
  altrimenti la delegittimazione continuerà e quando usciremo  fuori,
  anche  se non  abbiamo fatto nulla, la gente penserà che siamo  dei
  malfattori, ma ha senso continuare a delegittimarci in questo modo?
  Ha  senso  continuare a diffondere e a seminare il  discredito  nei
  nostri confronti?
   Se  ciò fosse vero avreste ragione, però vi prego, il prossimo che
  parla  faccia nomi e cognomi, indichi l'associazione e  vi  ricordo
  che  l'associazione  Vita  Nascente non esiste,  è  una  legge  che
  difende tutti i bambini poveri, è il cosiddetto bonus bebè.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   MAURO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,    vorrei
  intervenire  perché credo che bisogna sfatare questo  concetto  che
  spesso  viene tirato in ballo a proposito della legge 11,  articolo
  128, i famosi 11 milioni 750, perché se è vero che il Governo della
  Regione  fa un bando e procede con un bando pubblico e la selezione
  delle  istanze,  non è possibile che le istanze che si  aggiudicano
  questa ripartizione di risorse siano sempre le stesse.
   Delle  due l'una: o questo è un bando sul serio e non è  un  bando
  fotografia, e conseguentemente il Governo deve assumere  la  scelta
  attraverso legge e individuare le associazioni, gli enti, i teatri,
  quelli che ritiene ovviamente meritevoli di attenzione legislativa,
  oppure dovremmo pensare che il bando è una finzione.
   Siccome io credo che il bando, invece, è qualcosa di importante  e
  significativo che mette in condizione il Governo di potere decidere
  ogni  volta, di anno in anno, le scelte che deve fare, ritengo  che
  la scelta che ha fatto il Governo è una scelta giusta.
   Da  un  lato,  le  priorità indicate con  legge,  dall'altro,  una
  riserva che si pone, con questo comma 2, che è una riserva che sarà
  valutata caso per caso e anno per anno.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica per i cinque
  minuti  di capigruppo perché il tempo a disposizione del suo gruppo
  è abbondantemente oltrepassato.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  la  Presidenza
  aveva  suggerito un modo corretto di affrontare il problema  legato
  all'articolo 27.
   Noi  condividiamo il metodo che è stato proposto dalla  Presidenza
  che era quello, intanto, di mettere in sicurezza il pagamento degli
  stipendi.
   Noi  siamo in presenza della terza edizione di una Finanziaria che
  è nata male ed è cresciuta anche peggio, con interventi limitati ad
  un  mese,  ad  un  mese e mezzo di stipendi e con questa  inferiore
  proposta  che  ha zoppicato fin dall'inizio e inciampata  anche  in
  qualche  procedura non corretta e precipitosamente è  stata  dovuta
  ricoverare in una riunione di Giunta improvvisa per cercare di dare
  ossigeno ad un malato che sembrava terminale.
   Chi vi parla non si scandalizza per il fatto che ci sono una serie
  di  iniziative che la Commissione  Bilancio  e il Governo intendono
  promuovere, non perché chi vi parla abbia avuto in passato  nè  ora
  enti  da promuovere, perché chi vi parla,  pur essendo qui dal 1996
  e  pur  avendo  avuto la possibilità di promuovere, appoggiare,  di
  proporre,  di  suggerire il finanziamento di questo  o  quell'altro
  ente  ha  ritenuto di non doverlo fare mai; però, chi  vi  parla  è
  stato  uno  che  ha anche votato anche in Commissione,  quando  c'è
  stato,  o in Aula facendo parte di una maggioranza, i provvedimenti
  che  venivano portati al voto dalla maggioranza, anche  se  qualche
  volta, in grande e fragoroso dissenso.
   Qui  non si contesta il singolo provvedimento in  favore di questo
  o  di  quell'ente, qui si contesta il predicare bene e il razzolare
  male  E' un metodo che viene contestato, perché nel momento in  cui
  si  è  deciso  che i contributi dovevano passare da un  momento  di
  chiarezza  che  potesse fare apparire oltre che essere  trasparente
  ciò  che si faceva,  bene  Quella dichiarazione che si è fatto urbi
  et  orbi  doveva essere messa in pratica; non è stato così   E  nel
  momento in cui non si è proceduto a mettere in pratica cioè che  si
  era con grande impegno, con grande profusione di mezzi  a detta  di
  tutti gli organi di stampa e poi non lo si fa è ovvio che anche  le
  cose  giuste appaiono sbagliate. Qui non contestiamo che  si  possa
  finanziare   questo   o   quell'altro  istituto   meritevole;   qui
  contestiamo  il metodo che è stato sbagliato e che stride  con  ciò
  che il Presidente e questo Governo hanno sempre denunciato.
   Noi non vogliamo fare le verginelle  Non vogliamo assumere i panni
  di  coloro  i  quali si meravigliano oggi di ciò che  non  si  sono
  meravigliati ieri. Qui contestiamo il fatto che questo  Governo  ha
  detto sempre che ci sarebbe stata trasparenza ,che determinati enti
  potevano essere  più finanziati e poi assistiamo ad enti che  prima
  era  stato detto che non potevano essere finanziati e che ora  sono
  finanziati  più di quanto lo erano prima e che il bando  non  viene
  attivato. Allora, c'è qualcosa che non va.
   Noi  chiediamo solo trasparenza e coerenza con ciò  che  si  dice.
  Alle  parole devono seguire i fatti; ciò non è accaduto ed è quello
  che noi contestiamo.

   PRESIENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Zafarana.  Ne  ha
  facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, il Presidente Crocetta? Mi piacerebbe
  che fosse in Aula. Parliamo poco noi, ma quando parliamo magari  se
  lo si può eventualmente chiamare. Grazie.
   C'è  un problema genetico in tutto questo discorso che è, appunto,
  il metodo che qui il mazziere, com'è ovvio è il Presidente e il suo
  Governo.  Però,  ha  mischiato due mazzi  di  carte:  le  carte  da
  briscola e carte francesi.
   Ora,  il  Movimento  5  Stelle  all'interno  delle  Commissioni  e
  all'interno  di  un processo istituzionale ha fatto  di  tutto  per
  cercare di differenziare questa confusione, tra due mazze di  carte
  che  cosa  sono  completamente distinte e  separate  del  resto  la
  litania  dell'onorevole Leanza prima che ci  ha  dato  il  modo  di
  potere  vedere  tutto  ciò che è presente   all'interno  di  questo
  articolo  27, ci ha dato modo, appunto, di poter renderci conto  di
  quello  che  c'è:  tutto e il contrario di  tutto   E  ci  sono  le
  associazioni, e ci sono gli enti utili, e ci sono le  necessità.  E
  noi non possiamo, però, nella nebulosa della confusione votare.
   Votare,  che cosa? Chi voti? Poi, parliamoci chiaramente:  è  vero
  che ci sono le situazioni di sofferenza, ci sono i servizi sociali,
  non resi dal pubblico, che, invece, offrono associazioni privati di
  cui  si  è, lungamente, parlato a tutti coloro che, appunto, vivono
  in  condizioni  di fragilità. Ma ci sono anche le associazioni  che
  hanno riferimenti a nomi e cognomi, e che, una volta acquisiti, per
  esempio,  400  mila  euro sono comodi perché si  organizza  un  bel
   bandino ,  si fa il  progettino  interno, si fa lavorare  qualcuno
  e,  poi,  alla fin fine del processo tutto questo si trasforma  in?
  Consenso elettorale, voti
   Il  Movimento 5 Stelle, all'interno di questo Palazzo, all'interno
  di  questo  Parlamento, ha provato, in tutti i  modi,  per  esempio
  nella Commissione V, e chiedo al Presidente Greco, di dire anche la
  sua,  a  ergersi  a  spingere il legno  del  governo  della  nostra
  Commissione,  per  quanto riguarda sospingere, appunto,  e  a  dire
  quanto  è  stato  fatto,  perché eravamo usciti  con  un'intenzione
  comune,  condivisa. Cioè, appunto, quella di valutare le necessità,
  le  urgenze - perché all'interno di un processo di governo che  non
  ha  una  prospettiva, che è farraginoso, sotto  tutti  i  punti  di
  vista, che non vuole proporre alcuna riforma, che sembra adeguarsi,
  pienamente,  alla lentezza nazionale dell'assenza di  progetto  per
  gli  italiani, e quindi, qui, per i siciliani - noi avevamo provato
  a  dire,  le  esigenze, le criticità, le sofferenze alle  quali  il
  sociale  pubblico non può sopperire, bene, chiudiamo  un  occhio  e
  andiamo  avanti.  Però,  mettiamo ordine  E l'ordine  c'era  stato.
  L'ordine come si dà? Con criterio, con metodo e con trasparenza.
   Abbiamo l'articolo 128 della legge 11 del 2010, che fa in modo che
  ci sia la partecipazione a bando.
   Signori miei, il concetto di base è che tutto, nel mondo fuori  da
  qua  dentro  dove nessuno è garantito, procede per  bando,  che  ci
  piaccia o non ci piaccia. E non ci sono privilegiati, e non ci sono
  figli di nessuno.
   L'anno   scorso,   questa  stessa  Aula,  con  la   partecipazione
  democratica di tutti, anche del Movimento 5 Stelle - quindi non  si
  dica  qui  che facciamo populismo, che siamo sempre contrari  -  ha
  votato  la legge 16 del 2013, appunto, che fa in modo che si  abbia
  una   procedura  trasparente,  che  si  valuti,  per  esempio,   la
  presentazione   di   bilanci,   la   produzione   scientifica,   la
  divulgazione.
   Vogliamo,  finalmente,  fare qualcosa di serio?  Ecco,  la  nostra
  proposta è scritta su carta: emendamenti soppressivi di ciò che non
  riteniamo utile, e, invece, concentrazione delle risorse economiche
  al comma 5 e a tutto quello che non intendiamo sopprimere.
   E'  scritta, è presentata, l'atto c'è  Confrontiamoci e cominciamo
  a  separare  i  mazzi  di  carte, perché, nella  confusione,  nella
  nebulosa,  anche,  delle  parole  mediaticamente  posizionate   dal
  Presidente  Crocetta, le parole sono  scuola ,  enti meritevoli   .
  Ma  meritevoli di che? Chi lo ha detto? In base a che cosa?  Quando
  si  parla  di  scuola, di anno scolastico che deve iniziare  il  15
  settembre. Ma anno scolastico di che cosa? Di quale associazione?
   Parliamoci chiaramente  Qua, la fuffa, le bugie non ce le  beviamo
  più   Cortesemente,  questa è la situazione a  cui  siamo  arrivati
  perché  forse c'è una Commissione V che non è riuscita ad  imporsi,
  ma  c'è, anche, una Commissione II che ha fatto in modo che,  nella
  confusione, rimanesse sempre tutto in gioco un discrimine, un  fine
  non si è inteso darlo e adesso noi non ci stiamo più
   Il gioco è così: la nostra proposta l'abbiamo fatta. Adesso sta  a
  voi  farvi  un  esame  di  coscienza  e  votare  con  coerenza   e,
  soprattutto,  a individuare, per quanto possibile, una  maggioranza
  se ce l'avete. Nel senso che, chiaramente, non riuscendo ad operare
  in  modo condiviso e non parlando tra di voi, a un certo punto,  si
  deve  accettare  il  do ut des , tu mi dai questo e  allora  do  il
  votino,  di qua e di là. Basta  I siciliani, e io ricordo che  sono
  una cittadina siciliana dentro le istituzioni, si sono stancati

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, credo che al di là della  correttezza del
  dibattito  che anche questa sera si è svolto, tuttavia un dibattito
  sull'allegato 1 e sull'articolo 27, da molti, a torto, ribattezzato
  tabella H, sia diventato piuttosto stucchevole.
   Mi  è  sembrato una recita a soggetto, un gioco delle  parti  dove
  ognuno  ha provato a parlare ad un mondo che fuori da questa  Aula,
  probabilmente, fatica a seguirci e a comprendere. Ha parlato ad  un
  mondo  che ha difficoltà a capire di cosa stiamo parlando,  di  che
  cosa ci stiamo occupando in una condizione di difficoltà estrema in
  cui versa la società siciliana.
   Allora,  io  prima  di  parlare  di  questo  articolo  finale,  in
  pochissimi minuti dico semplicemente che in questa manovra che, per
  quanto  ci  sarà consentito, come Gruppo parlamentare  del  Partito
  Democratico  non consentiremo che venga svilita da polemiche  fuori
  da ogni logica e ingiustificate.
   Questa  è  la manovra che avvia un percorso senza ritorno rispetto
  all'equilibrio  e alla correttezza dei conti. E'  una  manovra  che
  pone  in sicurezza l'equilibrio del bilancio e il bilancio. E'  una
  manovra  che  in una condizione di difficoltà estrema ereditata  da
  anni  passati sta riuscendo a fare in modo che la Regione siciliana
  abbia un suo profilo di dignità come istituzione.
   E,   certamente,  questo  è  il  merito  più  grande   di   questo
  provvedimento  a partire da quell'articolo 3 di cui  nessuno  parla
  come se fosse un mero adempimento tecnico che ci sta consentendo di
  mettere  davvero  in  equilibrio il bilancio  e  di  cominciare  ad
  eliminare  tutte  quelle  scorie,  le  voglio  chiamare  così,  del
  bilancio  che  oggi  mettono  in  difficoltà,  davvero,  i   nostri
  equilibri contabili e mettono in difficoltà maggioranza e  Governo,
  e  vorrei  dire anche opposizione, sulla possibilità di seguire  un
  percorso  di sviluppo per questa Regione che è stata posta  in  una
  condizione di difficoltà finanziaria estrema.
   Quindi,  è una manovra positiva, una manovra corretta, una manovra
  che  adempie  anche alle indicazioni, l'ho detto e lo ribadisco  da
  questa  tribuna,  alle  indicazioni che ci provengono  anche  dalla
  sezione  di controllo della Corte dei conti a proposito dei residui
  attivi,   assessore  Agnello, che mette un punto  fermo  anche  sul
  fondo  residui  attivi  che  a partire da  questa  manovra  è  reso
  indisponibile  e  che  davvero e in concreto consentirà  in  questo
  esercizio  di  cancellare i residui attivi da questo  bilancio  per
  rendere  questo  bilancio  più leggero e,  soprattutto,  Presidente
  Crocetta, più trasparente.
   Questa  è  la  manovra che noi abbiamo immaginato, la manovra  che
  abbiamo concepito e per la quale abbiamo impiegato queste settimane
  estive.  Non  certamente la manovra che deve essere svilita  da  un
  dibattito  stucchevole e, certamente, senza contenuto sull'allegato
  1 e sulla tabella H.
   Lo  sa chiunque in quest'Aula e fuori da quest'Aula che l'allegato
  1  è  l'allegato che serve per fare funzionare la Regione. Lo hanno
  detto  in  tanti,  io lo ribadisco forse con più  sobrietà  ma  con
  altrettanta determinazione. Senza l'allegato 1 la Regione siciliana
  non può funzionare. Dall'ERSU a tutte le altre iniziative e tutti i
  meccanismi   istituzionali  che  non  potrebbero  esistere   senza,
  appunto, questi finanziamenti.
   Poi  il  Governo, il Presidente della Regione, si sono assunti  la
  responsabilità  di  fare  alcune  proposte,  proposte   serie   che
  certamente come ha ammesso più volte il Presidente della Regione, e
  come  sono  certo perché così è stato nel dibattito in  Commissione
  Bilancio alla presenza del Presidente e del Governo, così in questa
  Aula,  certamente  dobbiamo e vogliamo fare di più  e,  certamente,
  sono sicuro che faremo di più.
   Noi  daremo  il  nostro  contributo, se il Parlamento  riterrà  di
  approvare  questa proposta, a delle iniziative che  certamente  non
  possono   essere  disattese  da  questa  Aula.  Mi   riferisco   in
  particolare  all'Istituto dei Ciechi, mi riferisco  alla  stamperia
  Braille,  al  Centro  Helen  Keller,  mi  riferisco  ai  sordi,  mi
  riferisco  a  tutto ciò che in maniera indifferibile, inderogabile,
  questo Parlamento non può far finta che non esiste.
   Mi  riferisco  anche  a  ciò  che  il  Governo  ha  indicato  come
  necessario  per  poter  sostenere un  percorso  di  credibilità  ad
  istituzioni  culturali  che  in questa Regione  sono  assolutamente
  indispensabili.
   Dicevo che si può e si deve fare di più Presidente, lo diceva  lei
  nei  suoi ripetuti interventi in quest'Aula, certamente sono  grato
  al  Governo per la sensibilità mostrata questa sera nell'impinguare
  il  capito  che  riguarda i consorzi universitari, di  questo  sono
  grato  e  ringrazio  a  nome  del Gruppo parlamentare  del  Partito
  Democratico,   questa  sensibilità  speciale  del   Governo   nella
  direzione  di  istituzioni che sono davvero importanti  in  diverse
  province.  Credo,  Presidente, che  va  fatta  qualcosa  di  più  a
  proposito dei liberi consorzi, delle ex province regionali.
   E'  un  problema nuovo, è un problema che si pone, non  certamente
  per  responsabilità della Regione ma per la situazione  finanziaria
  che  ci  impone  una  spending review a  volte  rigorosa,  a  volte
  eccessiva  ma  anche  per  i  tagli  pesanti  che  lo  Stato,   già
  nell'esercizio scorso, ha imposto  alle ex province. Un  taglio  di
  oltre  110  milioni  circa da parte dello Stato  alle  ex  province
  regionali, oggi liberi consorzi.
   Pongo  un problema. L'ho posto in Commissione e lo pongo  a  testa
  alta  perché, io credo che questo sia un problema, che deve  essere
  assunto come un problema di tutti.
   C'è  la  necessità  Presidente  di  un'integrazione,  quando  sarà
  possibile, nelle misure in cui il Governo lo riterrà di integrare i
  finanziamenti delle province regionali, non soltanto per  garantire
  il  normale  e corretto funzionamento delle istituzioni dei  liberi
  consorzi  di  Comuni  che  andranno  ad  essere  riformati  in  via
  definitiva   tra   qualche  settimana,  alla   ripresa   certamente
  dell'attività  parlamentare, ma anche perché, le ex province,  oggi
  liberi   consorzi,   sostenevano  tantissime  attività   culturali,
  educative, scientifiche, che oggi in qualche modo abbisognano di un
  progetto strategico da parte della Regione.
   Sono  d'accordo  con il Presidente. La Regione siciliana  non  può
  caricarsi,  perché non le compete e non ne avrebbe le  forze  e  la
  capacità  di  caricarsi di tutte le insufficienze  che  la  finanza
  impone  dal livello nazionale al livello locale, ma certamente  non
  possiamo  consentire che istituzioni cultuali importanti, sostenute
  dalle  province,  debbano andare a finire la loro esperienza,  dopo
  magari oltre un secolo di esperienza.
   Alla  stesa  maniera  dico grazie al Governo  per  aver  avuto  la
  sensibilità e la lungimiranza strategica di salvare per esempio, la
  società di gestione dell'aeroporto di Trapani-Birgi, acquistando le
  quote che la provincia regionale, coque, non avrebbe potuto in ogni
  caso ricapitalizzare, perché vietato dalla legge dello Stato.
   Quindi, accanto a tanto, che è di positivo c'è in questa manovra e
  bisogna,  nel  più breve tempo possibile, porre rimedio  ad  alcune
  insufficienze  che potrebbero mettere davvero in grave  difficoltà,
  istituzioni e enti territoriali, come appunto le province.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  brevemente.  Io voglio rispondere  subito  per  chiarire
  all'onorevole  Musumeci.   Non ho mai detto  che  c'era  stata  una
  trattativa tra i Gruppi, né un accordo tra i Gruppi. Ho  detto  che
  il  lavoro per coloro che hanno partecipato in Commissione è  stato
  pressoché   unitario.  C'è  stata  un'astensione  o   qualcosa   di
  specifico dei grillini su qualche argomento, poi per il resto si  è
  proceduto in modo unitario.
   Venire poi qui a dire:   ma siccome io nella Commissione 1, 2,  3,
  5, 7, avevo detto  . Allora, questa è la manovra finanziaria, non è
  una  legge  qualsiasi. La Commissione che dà il parere  definitivo,
  anche  rispetto  al lavoro delle altre Commissioni,  è  quella  del
  Bilancio, perché in relazione a quello che possono avere  fatto  le
  singole  Commissioni  di  merito, possono  avere  fatto  un  lavoro
  egregio, ma siccome poi bisogna fare quadrare i conti, così come su
  altre  questioni le Commissioni di merito sono quelle specifiche  e
  competenti.
   Quindi,  o si dice che, praticamente, si capovolge il senso  della
  legge oppure è un rivendicazionismo che non ha senso. Perché se noi
  andiamo  a  vedere  i risultati delle singole Commissioni  sono  in
  contrasto  persino tra di loro su alcune questioni.  Qualcuno  deve
  pur  fare  questa  sintesi.  Non è che perché  io  appartengo  alla
  Commissione dove credo di avere raggiunto la maggioranza poi  posso
  imporre questo alla Commissione, dove ci sono i rappresentanti  del
  proprio gruppo politico, tutti quanti.
   Lista  Musumeci,  per scelta, non ha partecipato ai  lavori  della
  Commissione   Bilancio   quindi,  giustamente,  dicono:   noi   non
  abbiamo  partecipato a niente  . E questo va detto per amore  della
  verità.  E  sempre per amore della verità non è che si  può  venire
  reciprocamente   ad   intervenire   dicendo:    ah    Guardati   la
  maggioranza ; ah   guardati l'opposizione   Perché  non  è  che  la
  verità  la  si  ha  semplicemente per  essere  parte  del  Governo,
  dell'opposizione, della maggioranza. La verità è oggettiva.
   Avete  parlato  per  ore della tabella H. Qui ci  sono  38  commi.
  Diceva   bene   l'onorevole   Leanza  che   le   associazioni   che
  appartenevano  alla tabella H erano circa 100. Di  quei  100  della
  famosa  ex  tabella H, qui ce ne sono credo 8 e  sono:  quelli  del
  disagio   sensoriale,   ciechi,   sordi,;tra   l'altro   a   queste
  associazioni, nell'articolo 128, proprio per cercare  di  risolvere
  in  modo  prioritario, per renderci conto della questione,  abbiamo
  dato persino una priorità, dicendo: prima si finanziano questi enti
  e poi si finanzieranno gli altri.
   Quindi,  già  il legislatore ha dato una priorità nell'ambito  del
  bando  con la finanziaria dell'anno scorso. Ora, questo legislatore
  può cambiare idea? Perché la materia è questa  Perché una cosa è il
  clientelismo, un'altra cosa è l'idea strutturale che  si  ha  della
  società  e dell'organizzazione della società. Perché il legislatore
  è  l'architetto  della società. Riteniamo che queste  cose  debbano
  andare a bando o no? La posizione del Governo è che queste cose non
  debbano  andare  a  bando  perché degna di tutela  specifica.  Cosa
  c'entra la tabella H, il clientelismo, la vecchia spesa.
   Andiamo  avanti.  Il  Governo ritiene che gli  istituti  teologici
  siano  degni di tutela. L'università, per esempio, teologica che  è
  finanziata  di  meno  è  un  centro di  cultura  mediterranea  dove
  confluiscono tutte le attività delle grandi religioni mediterranee,
  Messina, ma lo fa anche Palermo, lo fa anche Catania, come elementi
  del dialogo.
   Noi  siamo  interessati a questo? Non lo so. Probabilmente,  nella
  Russia comunista non li avrebbero mai finanziati, ma siccome questo
  Governo  è filo clericale, benissimo  Ci volete accusare di questo
  Bene    Questa  è  la  nostra  linea:sostenere  quelle   iniziative
  culturali.  Anche  le  istituzioni  religiose,  se  fossero   anche
  evangeliche o musulmane le sosterremmo con la stessa forza.  Giusto
  per  capire  perché  non  è  vero che la  sensibilità  religiosa  o
  l'espressione e la cultura religiosa non fanno parte delle cose  da
  tutelare.
   Fatto specificamente la Chiesa cattolica ha pure un riconoscimento
  costituzionale   con  il  riconoscimento  dell'articolo   28,   per
  intenderci  con  estrema  chiarezza,  la  convenzione  famosa,   la
  convenzione fra Stato e Chiesa. Anche se non ci fosse, non dico  il
  buon  senso, ma la cultura religiosa fa parte di millenni di questa
  società, fa parte della storia di millenni. La vogliamo mettere  in
  discussione? Bene  Il legislatore lo può fare, ma non ci accusi  di
  Tabella  H  o  di  qualche altra cosa. Ci  accusi  di  una  visione
  culturale  in  cui  noi riconosciamo queste cose degne  di  tutela,
  privilegiate e di non farle entrare nel calderone.
   I  banchi alimentari potrebbero andare a contribuzione? Certo  che
  possono andare a contribuzione. Però, noi vogliamo riconoscere  una
  tutela  specifica in una fase di disagio sociale che è eccessivo  e
  in  cui  spesso la Regione non ha enti propri che si  occupano  del
  banco   alimentare  quindi  diventano  strumentali  alla   politica
  sociale, per essere chiari, della politica di emergenza.
   Poi,  ci  sono gli istituti: il Whitaker, il Cerisdi e il  Coppem.
  Perché  li  avete messi? Per il semplice motivo che siamo  soci  di
  questi  istituti.  Non  sono  associazioni  private.  Dopodichè  il
  problema  non è mettere in discussione il finanziamento. Li  volete
  abolire?  Aboliamoli   Presentate  un  emendamento  soppressivo  di
  questi  enti,  ma  così come abbiamo fatto, per esempio,  sull'ente
  porto o sul MAAS. Lì avete fatto un emendamento inutile, ve lo dico
  con  estrema  sincerità, perché quando saranno falliti  la  Regione
  dovrà  pagarvi  quei  soldi  con gli  interessi  e  con  i  decreti
  ingiuntivi  dei creditori, in quanto noi massimi per il MAAS  unico
  socio  e  per quanto riguarda l'ente porto credo siamo  all'80  per
  cento;  quindi, non è che avete risparmiato quei soldi e non glieli
  avete  dati.  Avete  fatto  un  atto di irresponsabilità  rinviando
  sostanzialmente  ad  una regolazione contabile che  verrà  risolta,
  potrà  essere risolta dal giudice fallimentare, di cui  noi  saremo
  costretti a pagare i creditori.
   Ho   la   sensazione  che  non  si  distingua  tra  contributo   e
  trasferimento. E' vero che i contributi sono trasferimenti, ma sono
  trasferimenti discrezionali.
   I  trasferimenti dovuti agli enti sono obbligatori perché  se  non
  gli trasferiamo le risorse comunque pagheremo quelle cose.
   Il  CNR.  Siccome  qui si mette in discussione  l'Istituto  che  è
  l'Osservatorio  della Regione siciliana per osservare  i  movimenti
  dell'Etna  e  fare  prevenzione  rispetto  alla  vulcanologia,   ai
  terremoti,  eccetera, è Tabella H? Siccome è una serata  che  sento
  questa discussione,  probabilmente qualcuno ha fatto confusione tra
  la  Tabella  H  dei contributi e invece quelle che  sono  le  spese
  dovute  ad  enti strumentali. Perché tutti questi enti  sono  stati
  creati  negli  anni alla Regione siciliana. Perché la  vulcanologia
  noi la dovevamo incardinare, per esempio, in un assessorato o in un
  ente  autonomo? Ma perché lo Stato cosa fa? Tutti gli Stati,  tutte
  le  Regioni   Solo che nel furore cieco di vedere ogni cosa  grigia
  alla  fine  bisogna chiedersi se non si è ciechi, se si vede  tutto
  dello  stesso colore. Differenziate. Qui sono trentotto emendamenti
  e  su ognuno non c'è il nome e cognome. La tabella H è, invece,  un
  altro affare. Era  l'affare in cui associazioni che persino avevano
  sedi anche aleatorie prendevano dei contributi e li prendevano  non
  sulla  base  di  una stima, di una ricerca, di una valutazione  dei
  costi,  ma  sulla  base  di  quello che autonomamente  decideva  il
  Parlamento   frutto  di  una  mediazione  politica   che   era   il
  maxiemendamento finale. Qui non c'è  nulla di tutto questo  C'è  un
  lavoro  istruttorio fatto dal Governo, che è basato  sugli  affitti
  che  pagano  questi,  sulle attività, sugli stipendi  che  prendono
  questi, sull'attività che svolgono. Allora, la questione non  è  di
  non  finanziarli.  Ritenete  che  l'Istituto  di  vulcanologia  non
  esista.  Cancellatelo. Dopo di che quando il giudice  mi  arresterà
  perché  io  non  ho fatto il monitoraggio della protezione  civile,
  dirò  che  è  stato  un  parlamento di incoscienti  a  causarne  la
  responsabilità.  Non  finanziarlo è  la  stessa  cosa,  perché  noi
  abbiamo delle responsabilità.
   Non   ho   detto   scellerato'  al  Parlamento  perché  lo  reputo
  improbabile questo, è un paradosso, Presidente, e chiedo  scusa  se
  eventualmente...   Non   ho  detto  il  Parlamento,   un   astratto
  parlamento.
   Quindi,  le altre cose sono gli Ersu, è stato citato. I contributi
  per le associazioni sportive? Ma abbiamo abolito il calcio di serie
  A  Questa è una rivoluzione, non diamo i contributi alle squadre di
  serie A mentre li diamo a quelle degli sport minori. Ma quelli  già
  vengono  sottoposti  a  bandi,  i contributi  per  le  associazioni
  bandistiche.  Hanno una legge specifica con un bando specifico.  50
  mila euro per tutte le bande della Sicilia. Per carità, volete fare
  scomparire  anche  la  cultura della banda del  piccolo  paese?  Ma
  fatelo  pure   Ma  volete  cancellare la  società  siciliana  e  le
  istituzioni siciliane. Quindi, dite le cose sulle quali  non  siete
  d'accordo.
   Io  ho  fatto pure una proposta: quali di queste cose che facevano
  parte della tabella H, e sono otto enti, non volete finanziare?  Il
  Governo li toglie  Però, non usate più la parola  tabella H' perché
  quelle  sono spese obbligatorie di trasferimento per funzionamento,
  che è un'altra cosa.
   Per  la prossima finanziaria invito l'ufficio di ragioneria di non
  citare  più  la  parola  contributi  laddove parla di trasferimenti
  per  enti strumentali perché questo può ingenerare equivoco.  Però,
  siccome  è  chiarito  che  si  tratta  di  trasferimenti   per   il
  funzionamento per enti istituiti dalla Regione, non è che lo  Stato
  istituisce il CNR e non gli trasferisce i soldi. L'università opera
  in autonomia, è chiaro che si chiamano  contributi all'università ,
  ma  in  realtà sono trasferimenti per il funzionamento. I  consorzi
  universitari   privati  sono  degni  di   tutela?   Questo   è   il
  ragionamento,  non  riconoscere o non  riconoscere  il  contributo.
  Significa: noi possiamo fare un'opera di semplificazione?  Ritenete
  che  qualcuno  fra  questi  enti alcuni  non  debbano  ricevere  il
  contributo? Allora, abbiate il coraggio di presentare l'emendamento
  soppressivo. O noi nel Cerisdi  ci stiamo o non ci stiamo.  Se  non
  ci  dobbiamo  stare,  se  non dobbiamo dare il  contributo,  allora
  dobbiamo  contestualmente metterlo in liquidazione,  sopprimerlo  e
  pagare i debiti

   FALCONE. Ma non è automatico, Presidente?

   CROCETTA,  presidente della Regione. No, non è automatico  il  non
  finanziamento. Chiedo scusa, perché questi sono istituti con legge.
  Onorevole Falcone, mi sembra normale.

   FALCONE. Io mi rimetto alla sua volontà.

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  Onorevole  Falcone,   sono
  istituiti  con legge. Non è il contributo che è dato per legge.  Ci
  sono  enti, associazioni che hanno avuto riconosciuto per legge  il
  contributo,  ma  questi  sono  stati  enti  creati  dalla   Regione
  siciliana,  istituiti  dalla  Regione  siciliana  ed  è  una   cosa
  completamente diversa, di cui la Regione siciliana è  socio.  Bene,
  li  dobbiamo fare fallire? No. Allora si abbia il coraggio di dire:
  il COPPEM non serve, lo mettiamo in liquidazione.
   Poi  ci  sono  enti che io veramente avrei inserito,  erano  nella
  proposta del Governo: la Fondazione Falcone, la Fondazione  Pio  La
  Torre, l'Istituto Gramsci, l'Istituto Sturzo, siccome poi questo in
  Commissione   aveva  allargato  all'infinito  le  associazioni   da
  finanziare,  il Governo ha fatto un sacrificio non proponendo  cose
  che invece andavano proposte; della fondazione, per intenderci, del
  COPPEM  fa  parte  il  Presidente dell'ARS e  il  Presidente  della
  Regione.
   Se  noi lo dobbiamo finanziare dovete aggregarlo, non potete  dire
  non   finanziamo,  perché  poi  io  sono  pronto  a   togliere   il
  finanziamento per essere chiaro, non sono affari miei perché io non
  ragiono con dietrologie ma ragione sulla validità di iniziativa. La
  fondazione Sturzo è chiaro che fa riferimento al mondo cattolico  e
  a  certi partiti anche del mondo cattolico che sono vicini a quella
  cosa,  così come la fondazione Pio La Torre da chi può essere nata?
  Ma servono o non servono?
   Oppure  dobbiamo  criminalizzare  la  politica  in  quanto   tale?
  Dobbiamo  criminalizzare la mala politica laddove svolge  un  ruolo
  clientelare ma cose che servono, l'istituto Gramsci, ha detto  bene
  il  Presidente Musumeci, svolge da 40 anni un'attività  e  noi,  in
  nome  di  una  ipocrisia di un legislatore che non ha il  coraggio,
  abbiamo  dovuto ritirare in Commissione una serie di  finanziamenti
  che noi ritenevamo indispensabili per la vita sociale.
   Io sinceramente quello che chiedo è questo: di non buttare l'acqua
  sporca col bambino, di capire che dietro ogni ente c'è la storia di
  decine,  centinaia di famiglie che vivono, lavorano, c'è la  storia
  culturale  di  questa  regione, c'è la  storia  sociale  di  questa
  regione. Quindi non confondiamo le cose.
   Dei  cento  enti della tabella H ne sono rimasti otto. Ne  abbiamo
  aboliti  .82  e  vi voglio ricordare che quando io  non  ho  votato
  quella tabella H qui i critici di questa tabella H sono quelli  che
  invece la votavano, egregiamente negli anni.
   Quindi, ora io non voglio fare nessuna accusa a nessuno perché non
  è  questo  il  tema. Il legislatore può cambiare  idea,  accorgersi
  degli  errori,  avere  messo  nella tabella   H  scuole,  organismi
  strumentali  della Regione in compartecipazione, enti  universitari
  eccetera,  è  stato un errore del passato perché attraverso  questi
  enti passavano i contributi ad altre associazioni inutili.
   Abbiamo  avuto  il  coraggio di fare  delle  scelte  e  noi  siamo
  orgogliosi.  Non  ci  vergogniamo come  qualcuno  ha  detto  perché
  abbiamo  fatto una moralizzazione della vita politica  siciliana  e
  anche  fatto  la  moralizzazione della  spesa  e  ci  assumiamo  il
  coraggio  di  dire:  queste  cose sono importanti.  Non  le  volete
  votare.  Siccome si vota ad uno ad uno, decidete quello che  volete
  fare.  Dopo  dovrete  fare la legge di soppressione,  perché  avere
  questo coraggio...

   PRESIDENTE.   Grazie,  Presidente.  Bene,  il   dibattito   doveva
  semplificare  rispetto  ad  una  impostazione  che  ci  siamo  dati
  all'inizio. Non lo so se è questo quello che è successo.
   Eravamo partiti da un presupposto che c'era quasi - ritengo -  una
  condivisione  per  cui,  senza  intervenire,  basta  un  cenno  per
  comprendere se possiamo così andare avanti, nel senso di  approvare
  l'articolo 27 comma 1 e quindi...

   FALCONE. No, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Quindi, non è più così. Basta ho compreso  che  non  è
  più così. Iniziamo a votare.

   FALCONE.  C'è  un problema: noi avevamo dato il nostro  assenso  a
  certe condizioni...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, dobbiamo essere  onesti  fino  in
  fondo e a lei l'onestà non manca. Ho il dovere di dirle questo: qua
  non c'entra niente il Governo, è un discorso d'Aula. Il Governo  ha
  fatto  il suo intervento come è giusto fare. E' un discorso  d'Aula
  che  riguarda  tutti i gruppi. C'eravamo detti, sulla  base,  erano
  presenti  l'onorevole  Leanza ma anche l'onorevole  Cordaro,  prego
  l'onorevole Leanza di non allontanarsi. All'inizio si era detto  di
  approvare  -  e questa era la proposta che era uscita  fuori  -  il
  comma  1  e  quindi l'allegato 1 invitando tutti  al  ritiro  degli
  emendamenti. Lei stesso aveva parlato eventualmente di un  27  bis.
  Quindi  si iniziava a votare singolarmente. Perché questo  tipo  di
  ragionamento?  Perché  l'allegato 1  obiettivamente  finanzia  gran
  parte  degli stipendi, di questo si tratta. Iniziando la  votazione
  non  si  sa obiettivamente cosa possa succedere anche eventualmente
  con scrutinio segreto.
   Se  c'è  questa impostazione, nel senso che tutti i capigruppo  si
  erano  espressi almeno con riferimento al comma 1 di  ritirare  gli
  emendamenti  all'allegato 1, possiamo andare avanti in  tal  senso.
  Vorrei comprenderlo.

   LEANZA. Noi ritiriamo tutto.

   PRESIDENTE. Poi il discorso sul 27 bis come lo ha chiamato lei...

   FALCONE.  Dichiaro  di  ritirare tutti gli  emendamenti  di  Forza
  Italia.

   PRESIDENTE: L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 27, comma 1.
   C'è  chiaramente  l'emendamento del  Governo,  di  intesa  con  la
  Commissione, in ordine alla riduzione della spesa.
   Proceduralmente,  onorevole  Falcone  mi  segua,  perché  dobbiamo
  essere  corretti, con riferimento alla Presidenza:  in  effetti  il
  primo emendamento riguarda la soppressione dell'intero articolo 27,
  io  così non lo posso trattare perché abbiamo deciso di trattare il
  comma 1. E' ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'emendamento del governo e della commissione
   riduzione della spesa' 27.138.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Io chiamerò uno per uno gli emendamenti allegati.
   Si  passa  all'emendamento  27.115 degli  onorevoli  Ruggirello  e
  Sammartino.

   RUGGIRELLO Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  27.117  degli  onorevoli  Lentini   e
  Ruggirello.
   E' ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Stiamo  trattando il comma 1, abbiamo già approvato  l'emendamento
  dei   tagli,   sono  stati  ritirati  gli  emendamenti  soppressivi
  all'articolo 27 complessivamente e al comma 1 soppressivo.
   Sono  stati  ritirati gli emendamenti al comma 1 limitatamente  al
  comma  1, quelli a firma Ruggirello, Forza Italia ha dichiarato  di
  ritirare tutti gli emendamenti al comma 1.
   Poi gli emendamenti all'allegato - fascicolo giallo - da ritenersi
  tutti ritirati.
   Il  Governo,  probabilmente  sulla  base  della  discussione,  gli
  emendamenti  sono  tutti  ritirati. Se  c'è  qualcuno  che  intende
  confermare lo dica, è inutile che li chiami uno per uno.
   All'allegato  1,  probabilmente frutto della  discussione,  almeno
  ricordo  l'intervento dell'onorevole Fontana e Fazio se  non  erro,
  con  riferimento  ai consorzi universitari, c'è un emendamento  del
  Governo ALL.1.62 che invito gli assistenti a distribuire. E'  stato
  a  seguito dell'intervento dell'onorevole Fontana che era  nato  un
  disguido, poi è intervenuto l'onorevole Di Mauro.
   Abbiamo l'emendamento del Governo, l'unico emendamento del Governo
  che riguarda un aumento per la Fondazione Teatro Massimo di Palermo
  e  la previsione dei contributi ai consorzi universitari costituiti
  in  ambito  provinciale  della  provincia  regionale  siciliana  di
  riferimento e da altri enti pubblici e privati.

   FORMICA. Vorrei chiarimenti sulla copertura.

   PRESIDENTE.  La  copertura  dell'emendamento  è  assicurata  dalle
  risorse rinvenienti nell'ambito della manovra.

   FALCONE. Li prendiamo dall'articolo relativo all'Interporto?

   PRESIDENTE. E' stata una eccezione pertinente, onorevoli Formica e
  Falcone. Corretto. Dobbiamo dare la copertura a questo emendamento.
   Assessore  Agnello, chiariscono gli uffici che la  copertura  deve
  essere  data  nell'articolo 32, è chiaro che  è  nell'ambito  della
  manovra  complessiva,  di  questo si  tratta.  Quando  si  tratterà
  dell'articolo   32  dovrà  essere  data  copertura,   lo   dichiara
  l'assessore Agnello, non sono io a dichiararlo.

   FORMICA.  E se nell'ambito dell'articolo 32 non c'è copertura  che
  succede?

   PRESIDENTE.  Se  non c'è la copertura della legge che  viene  data
  alla fine non si può dare l'approvazione finale, onorevole Formica.
  La  copertura  verrà data nell'ambito della manovra  e  quindi  con
  l'articolo 32 di riferimento.
   Pongo  in votazione l'emendamento ALL.1.62. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Pongo  in  votazione l'allegato 1, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Pongo in votazione il comma 1 dell'articolo 27, come emendato. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Il comma 1 dell'articolo 27 viene numerato come articolo 27 da
  solo, gli emendamenti successivi da questo momento vengono numerati
  come 27 bis.
   Sospendo la seduta per due minuti per comprendere come continuare.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.51, è ripresa alle ore 23.26)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si riprende dall'articolo 27. Io continuerò a chiamare
  l'articolo 27 bis nuovo, però, lascerò fermi i numeri dei commi per
  ovvie ragioni di comprensione.
   Si  passa al comma 2 dell'articolo 27. Presidente Dina se può dire
  velocemente all'Aula di cosa si tratta.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Riguarda l'Ente Fiera retto dalla Resais.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.13, a
  firma degli onorevoli D'Asero, Alongi, Cascio F., Fontana, Germanà,
  Lo  Sciuto  e Vinciullo. Questo emendamento prevede la soppressione
  del comma 2.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione il comma 2. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 3. Presidente Dina, chiariamo di cosa si tratta.

   DINA  presidente  della  Commissione e  relatore  di  maggioranza.
  Riguarda l'Associazione allevatori ARAS.

   PRESIDENTE.   Perfetto.   Comunico   che   è   stato    presentato
  l'emendamento  27.14,  a  firma degli  onorevoli  D'Asero,  Alongi,
  Cascio F., Fontana, Germanà, Lo Sciuto e Vinciullo, che prevede  la
  soppressione del comma 3.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.16, a firma degli
  onorevoli Assenza, Falcone, Figuccia, Milazzo G., Papale e Savona.

   FALCONE.  Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  No.  Non ho capito. Questo degli  onorevoli  Assenza,
  Falcone ed altri. Lo dobbiamo mantenere, allora lo dobbiamo votare.
  C'è un aumento del capitolo.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDETNE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.

                          (non è  approvato)

   Si passa all'emendamento 27.6 dell'onorevole Alloro ed altri.

   ALLORO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento  27.17 a firma dell'onorevole Assenza ed
  altri.
   Onorevole Dina il 27.17 di cosa si tratta?

   DINA,  presidente della Commissione. Un aumento sull'ARAS. Preleva
  dal 215704. Parere non favorevole.

   CIMINO. Dobbiamo dire da dove li prendono questi soldi.

   AGNELLO,   assessore  per  l'economia.  La  copertura  su   questo
  emendamento è sui fondi globali e non c'è sufficienza copertura.

   PRESIDENTE. Viene dichiarato inammissibile.
   Si passa all'emendamento 27.19.
   Assessore Agnello la stessa questione.

   AGNELLO,  assessore  per  l'economia. E' identico  al  precedente,
  anche qui è sui fondi globali.

   PRESIDENTE. Viene dichiarato inammissibile.
   Pongo in votazione il comma 3.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 4 - Consorzi agrari.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.15  a
  firma dell'onorevole Alongi ed altri.

   ALONGI. Chiedo il voto segreto.

   PRESIDENTE   C'è  una  richiesta di voto  segreto,  vediamo  se  è
  appoggiata.

        (La   richiesta  risulta  non   appoggiata  a  termini   di
      Regolamento)

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato l'emendamento   27.78
  a firma dell'onorevole Falcone ed altri.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. L o pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone si può avvicinare alla Presidenza?
   Chiariamo  quello  che stiamo votando, perché c'eravamo  dati  una
  linea. Considerato che mi è arrivato un emendamento del Governo, il
  27.140,  che  prevede  una  riduzione, così  come  gli  emendamenti
  dell'onorevole Falcone,  e visto che abbiamo dato parere negativo a
  quello  dell'onorevole Falcone. Qua è un ragionamento di procedure.
  Siccome sono di identico contenuto a quelle dell'onorevole Falcone,
  non  capisco perché dobbiamo bocciare quelli dell'onorevole Falcone
  ed approvare questi del Governo.

   DINA,   presidente  della  Commissione.  Per  ogni  singolo  comma
  troverai delle riduzioni del Governo che vanno votate e siamo tutti
  d'accordo  per votarle. Meno 93 questo del Governo ed è  un  taglio
  che è concordato.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  dobbiamo  anche
  capirci. Parliamo dei consorzi agrari. Un ente in liquidazione  che
  non  ha nemmeno dipendenti, ma ha molte consulenze esterne, se  poi
  voi  ritenete  che lo dobbiamo mantenere, mettiamoci altri  7  mila
  euro e arriviamo a 400 mila euro.
   Io  avevo proposto un emendamento che riduceva al 50 per cento per
  consentire  che alcune cose che questi enti fanno li  continuino  a
  fare, senza fare porcherie però. Se poi voi li volete bocciare,  il
  Governo  li vuole bocciare, non so cosa sia cambiato rispetto  agli
  anni passati.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 27.140 del  Governo.
  Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Dichiaro  decaduto l'emendamento 27.71 dell'onorevole  Falcone  ed
  altri.
   Pongo in votazione il comma 4, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 5.

   DINA,  presidente  della  Commissione.  Riguarda  la  tabella   H.
  L'intero. Che va a bando.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 27.18 a firma dell'onorevole
  Alongi ed altri.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 27.142 del Governo che lo riduce.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 27.130 dell'onorevole Di Giacinto.

   DI GIACINTO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Dichiaro precluso l'emendamento  27.72.

   FALCONE. Non è vero.

   PRESIDENTE. Abbiamo approvato quello del Governo quindi il  suo  è
  precluso.

   FALCONE. Dobbiamo adottare il sistema del canguro come al Senato?

   PRESIDENTE.  Dobbiamo  fare il canguro del Senato?  Abbiamo  altri
  animali qua.  L'emendamento 27.72 è assorbito.
   Pongo  in  votazione  il  comma 5,  così  com'è  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa al comma 6 - spese e del servizio di manutenzione  della
  rete di monitoraggio meteo idropluviometrico.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.20 a
  firma degli onorevoli Alongi ed altri.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 27.145 del Governo di riduzione.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. E' un obbligo della protezione
  civile  e rientra nell'intesa fra la Regione e la protezione civile
  nazionale,  per  cui  se non viene attivato noi praticamente  siamo
  omissivi in materia di protezione civile.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 27.145 del Governo  e  della
  Commissione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi,

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  il  comma sei, così com'è  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 7 - contributo per l'Unione Italiana ciechi.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.21  a
  firma degli onorevoli Alongi ed altri.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  In  questo  emendamento non abbiamo  riduzione,  anzi
  abbiamo una richiesta di aumento.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE: Ne ha facoltà, brevemente, onorevole Falcone.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  vorrei  dire  che  stiamo  parlando
  dell'Unione ciechi, ci sono vari emendamenti da più parti politiche
  che aumentano questo capitolo.
   Vorrei  ricordare che questo capitolo, ben due  anni  fa,  era  di
  2.500  mila  euro, siamo arrivati a 1 milione 543, a me è  piaciuto
  quello,  non  lo condivido mai, ma quello che ha detto  l'onorevole
  Lentini, stasera,  mi è piaciuto.
   Cosa  ha detto: ai ciechi è possibile che togliamo i soldi. Allora
  tutto   il   Parlamento,  stasera,  si  scarichi   finalmente   una
  responsabilità seria, riproponiamo lo stanziamento di due anni  fa,
  quello che avevamo detto.
   Siccome  ci  sono tutti emendamenti del Governo, dall'opposizione,
  di  tutti,  io  direi  che  potremmo  anche  approvare  in  maniera
  istituzionale  l'emendamento  della  Commissione   che   porta   lo
  stanziamento  a  2  mila  e 200 migliaia  di  euro,  che  è  quello
  dell'onorevole Dina, su questo Forza Italia è d'accordo e su questo
  chiediamo che si proceda.

   PRESIDENTE.  Comunico  che è stato presentato  l'emendamento  27.1
  dell'onorevole Dina.

   DINA,  presidente della Commissione. Bisogna vedere se il  Governo
  da copertura per questo emendamento.

   CROCETTA,   Presidente   della   Regione.   Noi   abbiamo    fatto
  l'istruttoria e i bandi, l'anno scorso, delle spese  e  i  capitoli
  che  noi proponiamo riteniamo che siano congrui, poi se questo  non
  dovesse  essere  in fase di assestamento di bilancio,  in  fase  di
  presentazione del progetto verificheremo, però insomma non è che il
  fatto  che prima gli davamo 2 milioni e mezzo di euro, senza  avere
  verificato la spesa sia un vanto, perché noi vogliamo difendere  il
  disagio  sociale, ma riteniamo che l'Unione ciechi, come tutti  gli
  altri  associazione  di  cittadini, sia  soggetto  alle  regole  di
  congruità ai quali sono sottoposti tutti i cittadini italiani.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  ricordare
  all'onorevole  Falcone,  che fa parte della  minoranza,  e  facendo
  parte  della minoranza, questo contributo, fino ad oggi, è arrivato
  qua  ad  1  milione  700 mila euro, grazie ad  una  proposta  della
  maggioranza.
   Viene,    assolutamente,   facile,   facendo   ottima   demagogia,
  convincerci tutti quanti di andare a votare un emendamento  per  il
  quale,  per quanto ci riguarda o per quanto riguarda ogni  deputato
  qua dentro, non può che essere d'accordo.
   Dobbiamo,  però, ricordarci che la coperta è corta e che  non  c'è
  più   Allora,  decidiamoci una volta tanto. Decidiamoci  una  volta
  tanto

   FALCONE. Ci sono consulenze nei consorzi e te lo dimostrerò

   LEANZA.  Consulenze  non  ce ne sono  Non  ci  sono.  E,  poi,  lo
  dimostrerai. A me non dimostri nulla. Non si prendono così i  voti,
  amico mio. Non si prendono così.

   FALCONE. A me non hanno votato, a differenza tua.

   LEANZA.  E  hanno fatto bene. Se non ti hanno votato, hanno  fatto
  bene,  ma  perché c'è la lealtà di fondo, perché si dice sempre  la
  verità, perché si dice sempre la verità
   Siccome,  qui,  bisogna decidere, con senso di responsabilità,  il
  lavoro  della  Commissione  votata dal tuo partito,  all'unanimità.
  Quale  partito? Sconfessa il tuo partito in Commissione,  ha votato
  questo tipo di ragionamento. Ora, è facilissimo dirlo,  è stato  il
  tuo partito che  in Commissione ha votato in questo modo.

   FALCONE. Lo avete imposto

   LEANZA.  Non  è  così. Per quanto ci riguarda, sono  assolutamente
  convinto  che,  quello che dice il Governo, è  il  massimo  che  si
  poteva fare. Se c'è qualcosa da fare in più, con grande piacere.
   Per  quanto  mi  riguarda,  sono  convinto  che  è  un'istituzione
  prestigiosa,  importante, seria e su questo non ci  sono  dubbi  e,
  allora, il massimo possibile.

   PRESIDENTE. Siamo all'emendamento della Commissione.

   DINA, Presidente della Commissione. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'emendamento 27.1 è ritirato.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  chiedo  scusa,
  Presidente, se ho alzato i toni nei confronti del collega Leanza.
   Voglio  dire, però, una cosa  in maniera molto seria,  poi  non  è
  demagogia, cerchiamo di confrontarci, insieme, su un tema.
   Quest'anno  che  è  trascorso, abbiamo fatto un bando,  Presidente
  Crocetta,  lo  voglio dire a lei in maniera molto semplice,  questo
  bando,  lei sa, che è stato un fallimento perché se chiede a  tutti
  gli  enti,  che  hanno  partecipato -  scusami  Vinciullo,  ascolti
  Presidente,  io  sto  facendo un ragionamento  perché  l'Aula  deve
  aiutare  a crescere, Picciolo per favore, un attimo - volevo  dire,
  Presidente, che quel bando è stato un fallimento perché,  ad  oggi,
  ad  esempio, una per tutti, l'Unione italiana ciechi, ma posso dire
  tutti  gli  altri destinatari di provvidenze, secondo la  legge  16
  deve  ancora percepire, almeno, il 50 per cento e molti  di  questi
  enti  non hanno percepito un euro  Ma quando ho detto aderiamo alla
  proposta  Dina  non lo dicevo perché voglio mettermi una  stelletta
  io.
   Ascoltami,  Leanza. Se, poi, voi dite  non ci  sono  tutti  questi
  soldi ,  ma  uno  sforzo in più ve lo avevamo  chiesto,  anche,  in
  Commissione, non si può rispondere che  è stato il tuo  partito  in
  Commissione , perché in Commissione avete detto  o bere o affogare
  e  non  è giusto, onorevole Leanza, non è giusto  Poi, voi,  potete
  fare  tutto  quello che ritenete opportuno, avete i  numeri,  siete
  maggioranza.
   Io  dico, soltanto una cosa, che oggi siamo qua a discutere  anche
  di alcuni enti per i quali l'anno scorso li abbiamo costretti in un
  bando, perché l'anno scorso gli dicevamo che era un errore.
   Quest'anno  noi  gli  stiamo dicendo, in maniera  sommessa,  senza
  arroganza,  senza  chissà  quale  strumentalizzazione,  gli  stiamo
  dicendo:   C'è stato un errore . Aiutiamoli
    Su altre questioni noi facciamo un passo indietro come lo abbiamo
  fatto. Siamo stati noi a dire  stralciamo il comma 1  perché poteva
  succedere  tutto e il contrario di tutto. Siamo stati  noi  a  dire
  ritiriamo tutti gli emendamenti soppressivi del primo, del secondo,
  del  terzo  comma, ma quando arriviamo al comma delle consulenze  -
  onorevole Leanza - non riguarderanno te, d'accordo, però lo  voglio
  dire,  è  possibile  che non troviamo un momento  di  sintesi  come
  opposizione perché magari pensiamo che l'opposizione ne può  trarre
  qualche beneficio.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. L'Unione  ciechi  non  è  più
  nella  ex  tabella  H, è nel bando perché l'ha voluto  il  Governo.
  Cominciamo a stabilire i criteri.
   La  proposta  originaria era più bassa e in  Commissione  Bilancio
  abbiamo lavorato per aumentarla. Dopodiché domande semplici.
   Lei, onorevole Falcone, è in grado di dire qual è la congruità  di
  questa  spesa? Perché siccome è un Consorzio universitario  che  ha
  qualche migliaio di alunni non li prende questi soldi?
   Vorremmo  capire, allora, quanti sono gli alunni, quanti sono  gli
  insegnanti. Poi se l'Unione ciechi, per esempio, vuole assumere 300
  amministrativi, lo faccia, ma  a proprie spese.
   Dall'analisi di congruità che noi abbiamo fatto, queste somme sono
  più  che sufficienti anche perché abbiamo potuto verificare  con  i
  bandi.
   Il  fatto  che  si  appartenga al disagio  sociale  o  al  disagio
  sensoriale  non  esime queste categorie dall'obbligo  corretto  del
  rispetto  della  legge,  della congruità  della  spesa  senza  fare
  nessuna  demagogia perché a questo punto noi potremmo proporre  tre
  milioni, poi c'è l'onorevole Leanza che ne propone quattro milioni,
  poi arriva l'onorevole Lombardo cinque milioni.
   Analizziamo la congruità della spesa e, fra l'altro, mi dicono gli
  uffici che la copertura indicata in questo emendamento è irregolare
  per cui l'emendamento tecnicamente sarebbe inammissibile.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'emendamento  27.1,  a   firma
  dell'onorevole  Dina,  è  stato ritirato. L'emendamento   27.73,  a
  firma  dell'onorevole  Falcone,  è inammissibile  per  mancanza  di
  copertura.  L'emendamento 27.76, a firma dell'onorevole  Falcone  è
  inammissibile  perché trova copertura al comma  5 che  abbiamo  già
  approvato.

   FALCONE. Si prende dal comma 5.

   PRESIDENTE. Il comma 5 lo abbiamo già votato.
   L'emendamento 27.74 è inammissibile.
   Pongo  in  votazione  il  comma   7,  senza  emendamenti.  Chi   è
  favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 8 - istituzione  Helen Keller.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.22, a
  firma dell'onorevole Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento 27.132,  a  firma
  dell'onorevole Dina.

   DINA, Presidente della Commissione.  Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Non ci sono quindi emendamenti. Pongo in votazione il comma 8.
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 9 - Stamperia Braille.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.23 dell'onorevole
  D'Asero ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento  27.133  a  firma
  dell'onorevole Dina.

   DINA, Presidente della Commissione.  Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto
   Dichiaro   inammissibile   gli   emendamenti   27.77    e    27.75
  dell'onorevole Falcone.
   Pongo  in  votazione il comma 9. Chi è favorevole rimanga  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  comma 10 - Contributo da destinare ai consorzi  dei
  comuni  che  si  occupano  esclusivamente della  gestione  e  della
  valorizzazione dei beni confiscati.
   Comunico  che  è  stato  presentato l'emendamento  27.24  a  firma
  dell'onorevole Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 27.146 a firma  del
  Governo.
   Pongo  in votazione il comma 10. Chi è favorevole rimanga  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  comma  11 -  contributo per il funzionamento  delle
  università,   degli   istituti  universitari,   degli   osservatori
  astronomici, astrofisica, geofisici e vulcanologi.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.25  a
  firma dell'onorevole Alongi e altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.114.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.148 del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il comma 11, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  comma 12 - assegnazione alle università  per  spese
  attinenti  attività  sportive e universitarie e relativi  impianti,
  nonché  per  il  funzionamento dei comitati  che  sovrintendono  ad
  attività sportive.

   DINA,  presidente  della Commissione. Si  tratta  del  Cus  a  cui
  destiniamo 143 mila.

   PRESIDENTE. Non ci sono emendamenti di riduzione. Comunico  che  è
  stato   presentato  l'emendamento   27.26  a  firma  dell'onorevole
  Alongi.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione il comma 11, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa al comma 13 -

   DINA. Presidente della Commissione. Illustro il comma 13.
   Riguarda  i  comandati  della sanità e disponiamo  in  favore  dei
  comandati della sanità 1.020, già ridottissimo.

   PRESIDENTE.  Gli  onorevoli  Alongi  e  Sammartino  ritirano   gli
  emendamenti 27.27 e 27.131.
   Pongo in votazione il comma 13.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa al comma 14.

   DINA. Presidente della Commissione. Illustro il comma 14.
   Riguarda  spese  per il funzionamento e di tutela  del  nucleo  di
  patrimonio artistico dell'Arma dei Carabinieri, (72 mila euro).

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Alongi ritira gli  emendamenti  27.28  e
  27.29.
   Pongo in votazione il comma 14.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa al comma 15.

   DINA. Presidente della Commissione. Illustro il comma 15.
   Riguarda fondo di riserva per le spese impreviste (400 mila euro).

   PRESIDENTE. L'onorevoli Falcone ritira l'emendamento 27.70.?

   FALCONE. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Spieghiamo all'Aula di cosa si  tratta  perché  viene
  mantenuto.

   CROCETTA, Presidente della Regione.  L'emendamento 27.70  riguarda
  fondi immobilizzati per spese eccezionali non previste. Per esempio
  crolla  un  palazzo a Palermo -  Catania fa una buona  manutenzione
  degli  immobili  e del centro storico, ha impedito  che  cadesse  -
  automaticamente  se occorre per questi imprevisti  un  capitolo  di
  spesa  adeguato,  serve per questo. Di norma non viene  utilizzato,
  anche  perché se viene utilizzato in modo anomalo si va in  galera;
  normalmente  lo hanno a disposizione tutti i comuni e i  sindaci  a
  disposizione e credo che un comune medio in genere dispone  di  400
  mila euro.

   FORMICA. A Gela ne avevi di più.

   CROCETTA, Presidente della Regione, Sicuramente e a fine  anno  si
  conteggiavano,  salvo  il  verificarsi  di  una   frana   per   cui
  adoperarli, ma questo è normale che ci debba essere.

   PRESIDENTE. Lo mantiene onorevole Falcone?

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione il comma 15. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. SI passa al comma 16. Presidente Dina?

   DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  C'è
  qui  un  taglio che riguarda i fondi che sono erogati a  favore  di
  Sicilia  riscossione  per entrare in possesso,  ratealmente,  delle
  quote  che  vengono detenute all'interno di Sicilia riscossione  da
  parte  dell'Agenzia delle entrate. Sicilia riscossione acquista  le
  quote azionarie dell'Agenzia delle entrate detenute all'interno  di
  Sicilia riscossione.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, mantiene l'emendamento o lo ritira?

   FALCONE. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

   AGNELLO. Assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.   Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole   alla
  soppressione si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento di riduzione   27.150.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento così come  modificato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   C'è  un emendamento tecnico, il 27.150, al comma 16: inserire dopo
  azioni  l'avverbio   già ,  del Governo.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Pongo  in  votazione  il  comma 16 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Si passa al comma 17. Cosa riguarda, onorevole Dina?

     DINA,   presidente della Commissione e relatore di  maggioranza.
  Forse, sono i teatri privati.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, questo comma riguarda il finanziamento
  del  bando  che si rivolge alle associazioni teatrali di  tutta  la
  Sicilia.
   Allora,  signor  Presidente, lo stanziamento  che  c'è  in  questo
  momento in questo capitolo è ridicolo  E' una elemosina che si  sta
  facendo al mondo della cultura siciliana, sia per quanto riguarda i
  teatri, sia per quanto riguarda la musica.
   L'assessore, non so per quali motivi, ma non è stata  presente  in
  Commissione, non è stata in grado di difendere quelle poche risorse
  che  c'erano. Perché noi ci abbiamo provato e non ci siamo riusciti
  e, questo, sia in Commissione V che II, signor Presidente.
   Queste  risorse  non sono sufficienti a coprire il  fabbisogno  di
  tutta  la  Sicilia, perché vi ricordo che queste sono le  leggi  di
  settore che è quello di cui abbiamo parlato prima, quello di cui ha
  parlato prima, per esempio, l'onorevole Maggio, sono quello che  ci
  toglie  dall'imbarazzo della tabella H, del decidere a chi  dare  i
  soldi e a chi non dare i soldi.
   Ripeto:  questi  operatori culturali che fanno impresa  sana,  che
  danno posti di lavoro in Sicilia con la cultura stanno agonizzando,
  signor  Presidente. Stanno agonizzando  E noi in questo modo stiamo
  dando  una  elemosina  a  quella che  dovrebbe  essere  il  settore
  trainante della Sicilia.
   Quindi, noi pure avevamo trovato la copertura nel comma 5,  signor
  Presidente, ma a mia memoria, anche se siamo qui da poco, ma  nelle
  altre finanziarie avevamo trovato la copertura finanziaria in commi
  approvati precedentemente. Del resto, l'Assemblea è sovrana e, così
  come  ha  votato  il comma 5, può votare anche un  emendamento  che
  trova una copertura nel comma 5.
     Quindi, io le chiedo, signor Presidente, di mettere in votazione
  questo  articolo e, del resto, quando abbiamo fatto, le faccio  una
  domanda, il taglio generalizzato lo abbiamo fatto anche sul comma 5
  o  no? Quindi, abbiamo modificato il comma 5 dopo averlo votato  e,
  quindi, possiamo votare anche questo. E' una domanda. Però,  non  è
  un capriccio.
   Qui,  veramente,  rischiamo  Presidente, scusi, io  ho  53  minuti
  quindi  mi  lasci  parlare  L'unica cosa che dico: certi  operatori
  stanno  morendo,  io non voglio essere complice della  morte  delle
  poche aziende sane che ci sono in Sicilia.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Il Governo aveva tentato  già
  in  Commissione di incrementare questo capitolo, dopodichè  c'erano
  problemi di quadratura.
   Siccome io ritengo che era già valutazione del Governo che non  si
  fa scavalcare su questo da nessuno, vogliono morire; veramente, qua
  con  queste  discussioni gli unici che moriamo  siamo  noi,  perché
  voglio  dire, sinceramente abusare non è questione. Ci  sono  delle
  questioni  che  appartengono  alla  cultura  generale  del   popolo
  siciliano e quindi anche di questo Parlamento.
   Ritengo  che  il Governo in considerazione di qualche  emendamento
  bocciato  possa trovare la copertura finanziaria nell'ambito  della
  manovra di circa 250 mila euro di incremento che, credo, potrebbero
  essere sufficienti. Al comma 5 c'è copertura, onorevole, perché già
  è  stato  votato  il comma 5, quindi è il Governo che  presenta  un
  emendamento per tutti 250 mila euro.

   PRESIDENTE.  Scusate, per evitare confusioni. Se  si  preleva  dal
  comma  5  sarebbe inammissibile, ma il Movimento  5  Stelle  ne  ha
  presentati  due  di  emendamenti: uno che preleva  dal  comma  5  e
  quell'altro  che  preleva dal Cerisdi per essere chiari.  Per  cui,
  quello che preleva dal Cerisdi in atto ha copertura.
   Proceduralmente,  siccome  è presentato  pure  un  emendamento  di
  riduzione,  se  dovessimo votare l'emendamento di riduzione  che  è
  quello  più  lontano, non sarebbero più ammissibili gli emendamenti
  in  aumento. Quindi, occorre intendersi sulla procedura da adottare
  ed a tal fine sospendo due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 00.07,è ripresa alle ore 00. 14)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  dire  che
  ritiro  il  mio emendamento, apprezzando lo sforzo del Governo  non
  soltanto  di  ritirare  l'emendamento che  proponeva  un  ulteriore
  taglio  su  questo capitolo, ma anzi con l'impegno dell'emendamento
  che  aspettiamo per impinguarlo di 250 mila euro, come ha detto  il
  presidente Crocetta.

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRANDELLI. Signor Presidente, annunciamo il ritiro,  consapevoli
  che  non  sarebbe  mai passato; anzi, apprezziamo  la  volontà  del
  Presidente di incrementare il fondo di 250 mila euro.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  poco  fa,  ma  è
  notorio  che  stimo  l'onorevole Falcone,  ma  lo  stesso  è  stato
  accusato  di una presunta demagogia in favore dell'Unione  italiana
  ciechi  perché  avrebbe  voluto utilizzare  altre  risorse  per  le
  categorie svantaggiate.
   Concettualmente io apprezzo lo sforzo dell'onorevole  Ciancio  che
  cerca  di valorizzare un segmento della cultura siciliana  che  per
  ora  stenta;  però,  il  Governo deve  dire  qual  è  la  copertura
  finanziaria  perché  la  copertura finanziaria  la  troviamo  dalle
  risorse  che  si  sono liberate in Aula. Io tra  il  sostegno  alla
  cultura e le categorie svantaggiate preferisco le seconde. A questo
  punto  dobbiamo essere chiari: o le risorse che sono state liberate
  vengono  utilizzate, vengono accantonate dal Governo e deciderà  il
  Governo  come utilizzarle oppure  stasera qua diventa un far  west
  Ognuno  è  libero  di fare propri gli emendamenti degli  altri  per
  sostenerli.
   Quindi,  il  Governo dica qual è la copertura. Se la  copertura  è
  compensativa  con  altri  interventi  della  tabella  che   vengono
  decurtati  nulla  quaestio;  se la copertura  come  vedo  in  altri
  emendamenti  del  Governo  viene trovata  dalle  risorse  che  sono
  liberate  io  sono pronto ad intervenire punto su  punto  per  fare
  chiarezza. Con 60 minuti di tempo possiamo fare una nobile  nottata
  di discussioni

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, io ritengo che l'emendamento proposto
  dall'onorevole  Ciancio  è molto meritevole  di  attenzione,  anche
  perché  rispetto alle dichiarazioni che il Presidente  Crocetta  ha
  fatto riguardo alla cultura e alle radici di enti e di bande  e  di
  cultura  paesana  anche di piccoli centri che erano  meritevoli  di
  essere incentivati, andrebbero in contrasto assoluto con il diniego
  alla  richiesta  fatta  dall'onorevole  Ciancio  che  peraltro   si
  riferisce ad una legge di sistema.
   Quindi, secondo me è stata una grande disattenzione del Governo  e
  della  Commissione  a non accorgersi di questa  mancanza,  assoluta
  mancanza  di  prospettiva  ed  è  doveroso  da  parte  del  Governo
  accogliere  questo  emendamento e ritengo che l'emendamento  di  40
  mila  euro  per  le  bande musicali sia assolutamente  ridicolo  ed
  insufficiente.  40  mila euro per tutta la Sicilia  e  che  per  lo
  stesso principio si dovrebbe portare almeno a 150 mila euro.
   Ritengo  che  se il Governo ha una coerenza con ciò  che  dice  un
  minuto  prima dovrebbe operare in questo senso per non  apparire  e
  parlare a vanvera.

   PRESIDENTE.  Siamo  al comma 17. E' ritirato l'emendamento  27.152
  riduttivo  della  spesa  ed  è  stato  presentato  dal  Governo  un
  emendamento  che  prevede  un  aumento  della  spesa,  il  27  GOV:
   All'articolo 27, comma 17 la cifra 855 è sostituita con 1.105 .
   Lo  ha  presentato  il Governo in aumento. Se  il  Governo  lo  ha
  presentato, la copertura la darà il Governo nel momento in cui  noi
  approviamo l'articolo 32.

   CIANCIO Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, vorrei presentare
  un subemendamento all'emendamento del Governo per recuperare quella
  somma che avevo preso dal Cerisdi.
   Se mi da il tempo materiale di preparare l'emendamento. Poi l'Aula
  sarà libera di votarla come vuole.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Ciancio mi comunica  che  si  può  andare
  avanti con l'emendamento del Governo.
   Allora,  si  può  andare avanti con l'emendamento governativo.  La
  copertura  finanziaria la darà il Governo perché è  un  emendamento
  governativo in aumento.
   Pongo in votazione l'emendamento 27 GOV.

   FALCONE.  Non lo accettiamo  Il Governo la copertura la deve  dare
  ora
   Il  Presidente  dell'Assemblea è garante  delle  procedure    Equo
  trattamento per tutti

   PRESIDENTE.  No  su  questo stia tranquillo  Io sono  equidistante
  rispetto  al  Governo, rispetto a lei, rispetto al  mio  partito  e
  rispetto a tutti
   Così   come   già  successo,  la  copertura  la  dà   il   Governo
  sull'articolo 32 al quale si rinvia. Eventualmente, lei poi boccia,
  se non è convinto, l'articolo 32.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 27 GOV. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il comma 17  come emendato. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 18. Di cosa si tratta, onorevole Dina?

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Al
  fine  di  fronteggiare l'emergenza umanitarie connesse allo  sbarco
  dei  migranti  nei  territori dei Comuni  di  Lampedusa,  Pozzallo,
  Augusta, Porto Palo, Capo Passero e Porto Empedocle.

   PRESIDENTE.  sono  ritirati gli emendamenti soppressivi   27.34  e
  27.35.
   C'è un emendamento del Movimento 5 Stelle. Intendono illustrare?.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor   Presidente,   condividendo   nella   sostanza
  l'intervento, comunque i due emendamenti il 27.110 e il 27.109 sono
  finalizzati  ad  estendere la possibilità ai Comuni  nei  quali  si
  verifica   non  soltanto  lo  sbarco,  ma  anche  si  verifica   lo
  spostamento chiaramente di questi nostri fratelli che vengono dalle
  terre  come sappiamo con difficoltà, pertanto non soltanto  l'isola
  di  Lampedusa,  Porto Empedocle, Pozzallo, hanno situazioni  a  cui
  devono  porre  rimedio e che devono fronteggiare ma ci  sono  anche
  altri comuni.
   Pertanto, onde rispondere all'esigenza di velocità di risposta  ai
  comuni,  noi  abbiamo  presentato  due  formulazioni  che  pertanto
  vengono proposte all'Aula. Una nella quale indichiamo il fatto  che
  entro  30 giorni l'assessorato, dopo emanazione di regolamento  che
  contiene i criteri per l'erogazione del contributo e a questo tutti
  i  comuni possono fare richiesta circostanziata, oppure un  secondo
  emendamento  al  comma  18, nel quale dopo  le  parole   interventi
  infrastrutturali'   inseriamo   per  i  comuni  non   espressamente
  indicati  chiamati  a  fronteggiare le emergenze  umanitarie  sopra
  descritte  è  istituito un fondo al fine di  potere  creare  minore
  intralcio  possibile  a  questo tipo di  intervento'  che,  ripeto,
  condividiamo  non solo per qualche comune, ma per  tutti  i  comuni
  della  Sicilia  per  i  quali sia valutata  la  possibilità  di  un
  intervento. E qua si intende scuole, luoghi che hanno dato alloggio
  e  che  daranno  sicuramente, purtroppo,  nel  futuro,  alloggio  e
  sostegno a chi arriva in Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, l'emendamento da lei presentato ha
  un  contenuto lodevole. Però, penso che lo spirito con il  quale  è
  stato  esitato  quell'emendamento era di  provvedere  all'emergenza
  immediata.  Da  quello che mi risulta si parlava di  Lampedusa.  Ci
  sono  delle  emergenze  effettivamente  immediate.  Le  cifre   non
  bastano.
   Io  penso che sia opportuno, l'abbiamo detto più volte, affrontare
  in  una  sessione  apposita  tutta la questione  che  riguarda  gli
  sbarchi,  in qualunque tipo di città in Sicilia perché è molto  più
  ampio.
   Io   la   inviterei  a  ritirare  questo  emendamento  perché   se
  allarghiamo  questo  ragionamento  le  somme  sono  quelle   là   a
  disposizione,  sono solamente somme simboliche che arriverebbero  a
  Lampedusa, a Porto Empedocle. Vedo che c'è un altro emendamento  di
  altrettanta  valenza da parte dell'onorevole  Fazio  sul  quale  si
  potrà  determinare l'Aula, però fare un ragionamento complessivo  a
  tutte  le città in cui ci sono gli sbarchi, siccome tutte le  città
  della Sicilia sono state interessate o saranno interessate.
   Più volte ci siamo ripromessi di aprire in quest'Aula un dibattito
  sulla  questione come accogliere i nostri immigrati,  perché  è  un
  problema più generale. Credo che non siano somme sufficienti perché
  dovrebbe essere l'Unione Europea, lo Stato in generale. Se possiamo
  spostare questo dibattito nella prima seduta utile che sarà proprio
  alla  ripresa della pausa estiva per fare effettivamente una  legge
  che possa venire incontro a queste esigenze.
   Presidente  Crocetta, io gradirei sapere cosa ne pensa l'onorevole
  Zafarana.  Non bastano le cifre.

   ZAFARANA. Sentiamo il Presidente Crocetta.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,   presidente  della  Regione.  Per  essere  chiari,   la
  questione  dell'immigrazione non è una materia che deve  affrontare
  la  Regione  siciliana in termini economici, perché  questo  spetta
  allo Stato e spetta all'Europa.
   Gli  strumenti  di protezione civile ci sono e sono indicati.  Noi
  abbiamo  fatto riferimento a una emergenza che dura da vent'anni  a
  Lampedusa,   per  cui  bisognerebbe  moltiplicare   per   20   quel
  contributo,  non  avendo  mai  avuto  quest'isola  nessun   ristoro
  rispetto a una politica che crea disagio, e ai comuni che oggi sono
  più  interessati  agli  sbarchi  che  in  gran  parte  sono  comuni
  turistici  che  ricevono un danno in termini di prenotazioni  e  di
  disdette acclarato e accertato.
   La  natura  emergenziale dell'intervento mal si  concilia  con  il
  bando  perché  quando  si  fanno i bandi partecipa  mezza  Sicilia,
  dopodichè  occorrerà  tempo  per le  pratiche.  Poi  assistiamo  ai
  ricorsi  e  quindi forse daremo questi soldi ai Comuni praticamente
  saranno perfettamente inutili.
   Noi  vogliamo  permettere a questi comuni di  cercare  di  avviare
  delle  politiche  anche  di promozione turistica,  noi  non  stiamo
  specificando  la destinazione né sono destinata per  l'accoglienza,
  sono destinati a questi comuni a forma di contributo che la Regione
  dà  per  la  situazione economica di perdita oggettiva  che  hanno,
  stop.  Quando faremo la legge sull'immigrazione ci possiamo mettere
  tutto quello che vogliamo, però, siccome ci vorrà qualche mese  per
  farla, se va bene, per i ritmi che abbiamo, passerà un altro  anno,
  nel frattempo noi vorremmo intervenire  sull'emergenza.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  informare  l'Aula  e  il  Presidente della  Regione  che  ritiriamo
  l'emendamento 27.110, ma lo informiamo contestualmente  che,  visto
  che  non  si vogliono mettere i criteri per un problema di rapidità
  nell'erogazione  delle  somme, allora il  gruppo  parlamentare  del
  Movimento  Cinque  Stelle si occuperà di fare  il  controllo  sulla
  trasparenza,   quindi,  comunichi  ai  sindaci  delle   città   che
  riceveranno  le  somme  che saranno oggetto di un accurato  accesso
  agli atti su come spenderanno tutte le somme.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  prende atto del ritiro  dell'emendamento
  27.110. Si passa all'emendamento 27.1 bis dell'onorevole Fazio.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, io la ringrazio  per  avermi  dato  la
  parola,   ancora  una  volta  viene  confermata  la  disparità   di
  trattamento che francamente il Governo sta operando nel momento  in
  cui ha proposto questo intervento perché ci sono comuni di serie  A
  e comuni di serie B.
   Il  Presidente  ha  specificato che trattasi di  un  intervento  a
  favore  di  comuni turistici, bene, Trapani forse non è  un  comune
  turistico?  Addirittura  è dichiarato.  Qual  è  il  criterio?  Gli
  sbarchi?  Sappia  che ogni settimana al porto di  Trapani  sbarcano
  centinaia  di  immigrati che sono stati imbarcati presso  le  navi,
  questo  per  sua informazione, ma allora le faccio questa  domanda:
  perché devono essere considerati di serie A o di serie B? Perché ad
  alcuni francamente viene dato questo vantaggio ed altri no?
   Non  posso  non evidenziare, peraltro, che due comuni sono  saliti
  sulla  carrozza   in commissione Bilancio, in seconda  commissione.
  Allora,  qual è il criterio che, il qualche modo, viene utilizzato,
  peraltro  non  sono  io  responsabile,  Presidente,  è  lei  che  è
  responsabile  nei  confronti  dei  cittadini  che,  a  mio  avviso,
  dovrebbero essere uguali non possono esserci cittadini di serie A e
  cittadini  di  serie  B, allora, motivo per cui dovrà  giustificare
  eventualmente  ai cittadini trapanasi perché non  sono  in  qualche
  modo annoverati nell'ambito, appunto, dei benefici previsti.

   CROCETTA, presidente della Regione E' un problema di abitanti.

   FAZIO. Non è un problema di 70 mila abitanti o di 50 mila abitanti
  o  di  20  mila  abitanti, c'è solamente un criterio  oggettivo  da
  individuare per evitare disparità di trattamento dal punto di vista
  prettamente concreto. Nessuno le dice sostanzialmente che  lei  non
  deve intervenire, qualcuno vagamente le consiglia di utilizzare dei
  criteri  oggettivi, quelli che lei ha indicato  non  sono   criteri
  oggettivi  perchè  determina sotto l'aspetto prettamente  materiale
  una  disparità che è sotto gli occhi di tutti ed è lei che ne  deve
  rispondere  al  di là, ovviamente, del fatto che non  ho  nulla  in
  contrario.
   Se  l'intervento  fosse finalizzato all'Isola di  Lampedusa  sarei
  stato il primo a sottoscriverlo ma    nel momento in cui si estendo
  gli  interventi  non riesco a capire per quale  motivo  alcuni  che
  hanno i requisiti da lei stesso indicati devono essere esclusi.

   PRESIDENTE. Siccome l'onorevole Fazio mantiene l'emendamento  27.1
  bis, lo pongo in votazione.

   FORMICA.  All'emendamento  Fazio presento  un  subemendamento  per
  inserire Messina.

   VINCIULLO: Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Scusate, onorevoli colleghi, dobbiamo andare  avanti.
  Onorevole  Vinciullo,  prego,  assolutamente  no.  Ci  sono   altri
  deputati  che,  come lei, hanno lo stesso diritto. Dobbiamo  andare
  avanti,  ancora abbiamo altri 30 emendamenti da approvare.  Allora,
  l'onorevole Fazio lo mantiene. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Col parere contrario del Governo e della Commissione,
  lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 27.119 a firma Ruggirello e Sammartino.
  E' ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 27.101 a firma Gucciardi e Milazzo.  E'
  ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
     Si  passa  all'emendamento 27.109 a firma Zafarana ed altri.  E'
  ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  il  comma  18,  senza  emendamenti.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 19, cosa riguarda onorevole Dina?

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Si
  riferisce   al  potenziamento  delle  attività  sportive   isolane.
  Dovrebbe essere quello del CONI, mi pare.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  27.36  soppressivo  degli
  onorevoli D'Asero, Alongi ed altri.

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE: L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 27.60 degli onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  preannuncio  la
  presentazione di un subemendamento di 500 mila euro in più  per  lo
  sport siciliano che è, veramente, depauperato.
   Vorrei  ricordare  che, l'anno scorso, ci fu  un  impegno  che  il
  Presidente Crocetta e l'assessore Stancheris presero in quest'Aula.
   L'anno  scorso  abbiamo  dato appena 700 mila  euro,  mettendo  in
  ginocchio  lo  sport in Sicilia. Quest'anno c'è stato  un  incontro
  degli  stati  generali. A Sergio D'Antoni avete  garantito  che  ci
  sarebbe stata un'attenzione particolare. Io dico, così come abbiamo
  utilizzato l'articolo 32, il mio subemendamento è di 500 mila  euro
  che attingerà dall'articolo 32.
   Lo sto presentando.

   PRESIDENTE.  Dovrebbe  dare copertura, comunque,  il  Governo,  di
  questo  si  tratta. Per verità, eravamo presenti io  e  l'assessore
  Stancheris. Assessore Stancheris, eravamo presenti e c'erano  altri
  deputati - il collega Cordaro - e, sostanzialmente, si era  parlato
  della  cifra  di  un milione e mezzo di euro che  viene  mantenuta.
  Però, siamo d'accordo, se ci sono le risorse, di aumentarla.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  sostenere
  il  principio  -  è anche un invito al Governo - che  sul  problema
  dello  sport,  sostanzialmente, è stata,  a  mio  avviso  in  senso
  obiettivo,  riscontrata  una, forse, scarsa  attenzione.  Mi  rendo
  conto del problema delle risorse, mi rendo conto del problema della
   coperta  corta',  però  io  ritengo  che  un  segnale,  in  questa
  direzione,  vada  dato.  E,  quindi,  un'integrazione,  Presidente,
  dobbiamo cercare, con uno sforzo, di realizzarla.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Se avevano 700  mila  euro  e
  adesso sono un milione e mezzo

   PRESIDENTE. Il Governo ritiene di dare copertura sull'articolo 32?

   AGNELLO, assessore all'economia. No.

   PRESIDENTE. Allora, è inammissibile. Pongo in votazione  il  comma
  19  che  non ha emendamenti. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 20. Di cosa si tratta?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Riguarda le società di serie A e di serie B ma non si capisce se  è
  calcio o sono altre attività sportive.

   PRESIDENTE. Cosa riguarda?

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Le
  squadre  di  serie  A  e  di serie B, però  non  è  specificata  la
  tipologia dell'attività sportiva.
   Vi  leggo  l'articolo.  20. All'articolo 21, comma 2, della  legge
  regionale  17  maggio  1984, n. 31, dopo le  parole   di  serie  A
  aggiungere le parole  e di serie B .
   Verifichiamo con l'assessore.

   STANCHERIS,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Confermo  che  sono  attività sportive in cui  si  è  inserita  con
  l'emendamento anche la serie B, quindi la serie A e la serie  B  di
  tutti gli sport. Sono la serie A e la serie B di tutte le categorie
  sportive.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Compreso il calcio? 180 mila euro.

   STANCHERIS,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Escluso il calcio.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   assessore
  Stancheris, intervengo perché questo emendamento mi lascia  qualche
  perplessità.  Ho  visto  che il Presidente parlava  di  squadre  di
  calcio

   CROCETTA,  presidente della Regione. Solo il  calcio  di  serie  A
  viene escluso. Quindi gli altri sono inclusi.

   GIANNI. Bene. Quindi parliamo anche del basket, signor Presidente?

   CROCETTA, presidente della Regione. No.

   GIANNI.  Io  ho  un problema. Intervengo perché se lei  in  questo
  articolo  potesse intervenire con un finanziamento, la  squadra  di
  basket   femminile   non  può  iscriversi.  Stiamo   perdendo   una
  tradizione.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo  è
  una  estensione del comma successivo. Quindi, o noi  aumentiamo  la
  dotazione  organica  delle  risorse economiche  oppure  attualmente
  estendere anche alla serie B perché noi stiamo inserendo alla legge
  n.  31  del  1984  anche  la serie B. Parliamo  di  tutte:  società
  sportive     professionistiche,    semi     professionistiche     e
  dilettantistiche.
   Quindi,  attualmente significa dividere una mollichina per  tutti.
  Quindi, o mettiamo le risorse o lo togliamo.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo sull'emendamento  27.120  degli
  onorevoli Ciaccio ed altri, soppressivo del comma 20?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.   Con  il  parere  contrario  del  Governo   e   della
  Commissione,  pongo  in  votazione  l'emendamento  soppressivo  del
  Movimento  Cinque Stelle. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Vengono assorbiti gli altri emendamenti soppressivi del comma 20.
   Pongo in votazione il comma 20. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 21. Di cosa si tratta, onorevole Dina?

   DINA. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  21.
  Per   la   concessione   di   contributi  alle   società   sportive
  professionistiche,    semiprofessionistiche   e    dilettantistiche
  partecipanti  a campionati nazionali di serie A e di serie  B,  già
  previsti  dal  comma  2 dell'articolo 21 della legge  regionale  17
  maggio 1984, n. 31, è autorizzata per l'esercizio finanziario  2014
  la  spesa  di  180  migliaia  di euro (UPB  13.2.1.3.3  -  capitolo
  473710) .

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.38 degli onorevoli D'Asero
  ed altri.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione il comma 21.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 22. Cosa riguarda?

   DINA.  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Riguarda il dipartimento energia: 60 mila euro.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  soppressivo  27.67  degli
  onorevoli Falcone ed altri.

   FIGUCCIA. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento soppressivo 27.39 degli onorevoli D'Asero
  ed altri.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione il comma 22.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa al comma 23. Cosa riguarda.

   DINA.  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Riguarda il CERISDI. C'è una riduzione.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  soppressivo  27.40  degli
  onorevoli D'Asero ed altri.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  soppressivo  27.122  degli  onorevoli
  Ciaccio ed altri.

   CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 27.122.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  spiegare un po' tutti i nostri emendamenti soppressivi, così rimane
  a verbale.
   Noi  avevamo fatto nostri o meglio nostro, l'emendamento  della  V
  Commissione  Lavoro, che, per quanto in quest'Aula ho  sentito  che
  era più o meno di pertinenza, però, ci è sembrato opportuno partire
  da  quel  ragionamento, quindi, vi è tutta una serie di emendamenti
  soppressivi,   quindi,   non   siamo   entrati   nel   merito    ma
  nell'impostazione.
   Quindi,  tutta una serie di emendamenti soppressivi  e  spostavamo
  queste  stesse  risorse all'interno del comma 5, cercando  di  dare
  l'opportunità   a  tutti  gli  enti,  in  maniera  indistinta,   di
  partecipare a un bando.
   Infatti,  non  vorrei che qualcuno strumentalizzasse la  questione
  come  se fossimo contro il Cerisdi. No, noi abbiamo seguito  questo
  orientamento, di sopprimere tutta una serie di articoli, recuperare
  le  somme, metterle al comma 5, per dare la possibilità a tutti  di
  partecipare a un bando.
   Quindi,  continuiamo con questa logica... La commissione bilancio,
  la  quinta  commissione, la seconda nella quale  abbiamo  sostenuto
  questo modus operandi e lo stiamo riportando anche in Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA.  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contraria a maggioranza.

   PRESIDENTE.   Con  il  parere  contrario  del  Governo   e   della
  Commissione, pongo in votazione il comma 22.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico  che  è stato presentato l'emendamento riduttivo  27.154,
  del Governo e della Commissione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione il comma 23, come emendato.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa al comma 24. Onorevole Dina, cosa riguarda?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Intervento  al fine di rafforzare gli organi preposti alla  ricerca
  delle persone scomparse nel territorio siciliano. Sono 10.000 euro.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dina,  può  ripetere  con  chiarezza  cosa
  riguarda questo comma 24?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Parliamo di strutture della Questura per l'addestramento di cani da
  ricerca delle persone scomparse.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  soppressivo  27.42  degli
  onorevoli D'Asero ed altri.

   ALONGI. Ritiro l'emendamento 27.42.

   RINALDI. Vi è un emendamento a mia firma: il 27.11.

   PRESIDENTE.  L'emendamento  27.11 recita:   Il  comma  24  è  così
  modificato:  Alla fine del comma 24 aggiungere le seguenti  parole:
   Per  le  finalità dell'art. 88 della legge regionale  10  dicembre
  2001,  n. 21 e successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata,
  per l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 150 migliaia di euro'
   Non lo possiamo votare alla fine, però lo votiamo come comma a sé.
   Si passa al comma 25. Cosa riguarda?

   DINA. presidente Commissione e relatore di maggioranza. Fondazione
  Banco alimentare, 300 mila euro. Banco per le opere di carità,  200
  mila euro.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento soppressivo  27.43  a  firma
  D'Asero ed altri.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 27.112 a firma Leanza ed altri è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   LENTINI. Non si può arrivare a tanto

    (La seduta,  sospesa alle ore 00.53, è ripresa alle ore 00.57)

   La seduta è ripresa.

   LENTINI.  L'emendamento relativo al Banco alimentare a  mia  firma
  voglio che sia messo in votazione e voi - escluso me - lo bocciate

   PRESIDENTE.  Onorevole Lentini, l'emendamento così come  formulato
  trova copertura nel comma 5 per cui formalmente è inammissibile.

   LENTINI. E noi lo portiamo al 32 come abbiamo fatto con gli altri.
  Ci mettiamo 100 mila euro al 32.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  riportando  un
  momento  di  serenità  all'Aula,  condivido  la  preoccupazione   e
  l'allarme del collega Lentini. Onorevole Lentini, condivido la  sua
  preoccupazione e va spiegato un dato che probabilmente sfugge ad un
  pezzo  di  Aula, ma qui l'assessore alla famiglia, che  è  profondo
  conoscitore  della  materia,  ne  abbiamo  parlato  più  volte,  il
  contributo che viene dato oggi ai due Banchi alimentari,  che  sono
  due  diversi  e  separati, uno ammonta a trecento  mila  euro,  uno
  ammonta a duecentomila euro.
   Voglio ricordare che, negli anni passati, sto parlando negli  anni
  passati,  in una posizione economica migliore di questa,  il  Banco
  alimentare complessivamente riceveva oltre le 750 mila euro.
   Quindi,  è  un taglio abbondante, la preoccupazione scaturisce  da
  questo.  Invito  il  Governo, al di là dell'emendamento,  se  è  un
  emendamento  inammissibile, credo che il  Governo  possa  fare  suo
  l'invito  da  parte di un pezzo di parlamentari e di Aula  affinché
  trovi  una  risorsa di almeno cento mila euro perché credo  che  su
  questo  tema  -  ho già parlato con l'assessore  più  volte  -  non
  possiamo  fare un centimetro indietro a differenza di  tante  altre
  cose  che abbiamo discusso stasera qui e non voglio entrarci,  anzi
  non  sono voluto intervenire per evitare equivoci, dietro la  porta
  del  Banco  alimentare mensilmente rimangono a  secco  migliaia  di
  famiglie, non decine.
   Rimangono a secco, vanno a casa a mani vuote migliaia di famiglie.
  Questo non ce lo possiamo permettere. E' la verità

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, formalmente  l'onorevole  Lentini
  sta   presentando   un   emendamento.  Il  Governo   da   copertura
  all'articolo 32?

   FORMICA.   Chiedo   di  parlare  perché  vorrei   un   chiarimento
  dall'onorevole Dina.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere al
  Governo o alla Commissione quali sono i costi che sostiene il Banco
  alimentare.  Se  il Banco alimentare sostiene dei costi,  è  giusto
  dare  più  soldi,  se il Banco alimentare non sostiene  dei  costi,
  sottrarre  risorse  a chi sta morendo di fame perché  non  ha  come
  arrivare, non alla fine del mese ma a mezzogiorno per comprarsi  il
  cibo, sarebbe vergognoso. Mi si dia una risposta.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due di minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 01.02, riprende alle ore 01.04)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Assessore Agnello, c'è la copertura all'articolo 32?

   AGNELLO, assessore per l'economia. No, non c'è.

   PRESIDENTE. L'emendamento è inammissibile.
   Pongo in votazione il comma 25. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 26. Onorevole Dina, di cosa si tratta?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Riguarda la Pontificia facoltà teologica di Palermo.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  27.44,  a  firma   degli
  onorevoli D'Asero ed altri.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 27.121, a firma degli onorevoli  Ciaccio
  ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 27.58, a firma degli onorevoli Cirone ed
  altri.

   CIRONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione il comma 26. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 27. Onorevole Dina, di cosa si tratta?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Riguarda la teologica San Paolo di Catania.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  27.45,  a  firma   degli
  onorevoli D'Asero ed altri.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 27.100, a firma degli onorevoli  Ciaccio
  ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 27.57, a firma degli onorevoli  Raia  e
  Gucciardi.

   RAIA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione il comma 27. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 28. Onorevole Dina, di cosa si tratta?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Riguarda la facoltà teologica San Tommaso di Messina.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  27.46,  a  firma   degli
  onorevoli D'Asero ed altri.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 27.108, a firma degli onorevoli  Ciaccio
  ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione il comma 28. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 29. Onorevole Dina, di cosa si tratta?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Riguarda l'Ente nazionale protezione assistenza dei sordomuti.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  27.48,  a  firma   degli
  onorevoli D'Asero ed altri.
   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 27.61, a firma degli onorevoli Falcone ed
  altri.
   E' inammissibile.
   Pongo in votazione il comma 29. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 30. Onorevole Dina, di cosa si tratta?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Riguarda   associazioni  concertistiche  di  interesse   regionale,
  provinciale e locale.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  presentato
  un emendamento che faceva riferimento come copertura al comma 5 ma,
  visto che è stato ritenuto inammissibile, ne ho presentato un altro
  che trova la copertura al comma 33. Chiedo che il Governo trovi una
  copertura  altrimenti  sarò costretta a chiedere il voto palese  su
  questo emendamento.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   CIANCIO.  Chiedo  che  la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 27.161

   PRSIDENTE.   Essendo   la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per  scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento 27.161.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
  nominale:

   Presenti e votanti  64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          26
   Contrari            37
   Astenuti            01

                           (Non è approvato)

   Quindi, l'emendamento non ha copertura, onorevole Ciancio.
   Pongo in votazione il comma 30. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 31. Onorevole Dina, di cosa si tratta?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Riguarda associazioni bandistiche.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  27.49,  a  firma   degli
  onorevoli D'Asero ed altri.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  avevo
  chiesto  poco  fa  in  coerenza  con  quanto  aveva  dichiarato  il
  presidente   Crocetta   sulla  valorizzazione   anche   di   queste
  espressioni culturali dei paesi, ovvero le bande musicali, che sono
  una  ricchezza del nostro territorio. Prego il Governo di aumentare
  il   finanziamento  per  queste  bande  almeno  a  centomila  euro,
  quarantacinque   mila  è  ridicolo,  quindi   con   l'articolo   32
  aumentarlo,  per non smentirvi voi stessi, rispetto a  ciò  che  il
  presidente Crocetta, in persona, ha dichiarato appena dieci  minuti
  fa.  Assessore, avrà l'autonomia di cinquantamila euro per  la  mia
  richiesta.

   AGNELLO. Ma il Banco alimentare

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il comma 31. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 32. Onorevole Dina, di cosa si tratta?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Riguarda la Fondazione Whitaker.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  27.68,  a  firma   degli
  onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  credo
  che  il mio emendamento servirebbe a portare giustizia, però prendo
  atto   di  ciò  che  ha  detto  il  presidente  Crocetta,  con   la
  consapevolezza - spero di no - che questi commi non possono trovare
  accoglimento  rispetto a un processo di equo trattamento,  per  cui
  rischiano,  secondo me, di essere tutti impugnati. Io sulla  scorta
  di  questo,  e di non volere accanirmi su alcune realtà  che,  poi,
  altri vogliono difendere, puntando il dito su altre, ritiro il  mio
  emendamento, ma penso che, purtroppo, non avrà sorte o vita lunga.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 27.107, a firma degli onorevoli  Ciaccio
  ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 27.50 è assorbito. Si passa all'emendamento  27.134,
  a firma dell'onorevole Dina.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione il comma 32. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 33. Onorevole Dina, di cosa si tratta?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Riguarda il Coppem.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  27.69,  a  firma   degli
  onorevoli Falcone ed altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 27.106, a firma degli onorevoli  Ciaccio
  ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore all'economia. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 27.106

   PRSIDENTE.   Essendo   la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per  scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento 27.106.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
  nominale:

   Presenti e votanti  60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          34
   Contrari            26
   Astenuti            00

                            (E' approvato)

        Il comma è soppresso.
   Si passa al comma 34. Onorevole Dina, cosa riguarda?

   DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Al
  comma  34  ci sono tre capitoli. Contributo Comitato regionale  del
  CONI  per  60  mila  euro. Spese per la gestione  dei  cantieri  di
  servizio  reddito  di inserimento per 3 milioni  e  200.  Somme  da
  versare al Fondo regionale per la parte civile nei processi  contro
  la mafia 100 mila euro.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  27.52,  a  firma   degli
  onorevoli D'Asero, Alongi ed altri.

   ALONGI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  vorrei  porre   l'attenzione   di
  quest'Aula e lo dico anche al Governo sull'emendamento del Governo,
  credo  il 27.157. Questo emendamento che è una riduzione di  spesa,
  sostanzialmente, sta sottraendo 200 mila euro al reddito minimo  di
  inserimento.
   Io avevo preparato e presentato un ulteriore subemendamento.
   L'assessore  Bruno  conosce bene la materia  e  i  tre  milioni  e
  duecento mila euro sono insufficienti per arrivare a fine anno. Ciò
  nonostante abbiamo tolto altri duecento mila euro.
   Io  ho  un subemendamento che avevo presentato sottraendo le somme
  dall'autodromo  di  Pergusa,  però  sono  pronto  a  modificare   e
  ripresentare un ulteriore subemendamento attingendo le  somme  dal,
  purtroppo, defunto Coppem.
   Io l'avevo ritirato.

   FORMICA. Non toccare le somme all'autodromo di Pergusa

   FALCONE.  Non  voglio più toccare le somme, come dice  l'onorevole
  Formica, all'autodromo di Pergusa ma chiedo al Governo un  atto  di
  buona  volontà  e  non togliamo così i soldi  a  chi  se  la  passa
  veramente male.
   Una  questione  che fra l'altro non riguarda la mia  provincia  ma
  Enna e Caltanissetta.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, votando l'emendamento di  riduzione
  del Governo

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.   Signor  Presidente,  questi  tre  milioni  di  euro   si
  aggiungono a quelli che già erano stati stanziati prima.
   Abbiamo    avuto   un   incontro   con   il   dirigente   generale
  dell'Assessorato al lavoro, con il Governo e con una rappresentanza
  di  sindaci che ci avevano, in qualche modo, rassicurato che questi
  tre  milioni bastavano anche perché, a partire da settembre - penso
  che  l'assessore  Bruno  ci  possa  dare  maggiori  chiarimenti   -
  attraverso  la  PAC  si  possono  ulteriormente  finanziare  queste
  risorse.
   Sono convinto che bastino.
   L'emendamento del Governo si motiva per trovare i sette milioni di
  euro  per  cercare di dare la copertura all'intero  impianto  della
  finanziaria.
   Non  stiamo togliendo nulla di straordinario. Avevano chiesto  tre
  milioni di euro e tre milioni stiamo dando.
   Ritengo  che sia una somma che basti e se dovesse servire  la  PAC
  che l'Assessore Bruno e la dottoressa Corsello hanno garantito.

   FORMICA. E' così.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Se proceduralmente bisogna votare prima l'emendamento del
  Governo,  atteso  che  c'è un ulteriore subemendamento,  chiedo  al
  Governo   di   ritirare  il  suo  emendamento  e  dare  possibilità
  all'emendamento Falcone di essere votato.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Non è possibile.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  a  firma   della
  Commissione  e del  Governo. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sono preclusi gli altri.
   Pongo  in  votazione  il  comma 34,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al comma 35. Onorevole Dina, cosa riguarda?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Riguarda l'aggiornamento del Piano regionale dei trasporti: 300.000
  euro.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  27.53,  a  firma   degli
  onorevoli D'Asero ed altri.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 27.62, a firma degli onorevoli Falcone ed
  altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che è stato presentato un emendamento del Governo. Invito
  l'Assessore ad illustrarlo.

   TORRISI, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Preleviamo
  parte  di  questa somma - senza ulteriore spesa - che ci serve  per
  pagare,  così come previsto dalla legge, i lavori della Commissione
  per  i  lavori  pubblici. Non vengono pagati dal  2009,  ed  è  una
  previsione normativa.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  27.158.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico   che  è  stato  presentato  un  emendamento,   a   firma
  dell'onorevole Fazio, che ha trovato apprezzamento, a  maggioranza,
  nelle  due Commissioni, che non comporta spesa - almeno formalmente
  -  e  riguarda  il servizio di funivia dei comuni  di  Erice  e  di
  Taormina.

   FAZIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Lo  chiarisco.  La legge 14 giugno 1983,  numero  68  così
  recita:  i trasporti pubblici locali ammessi ai contributi  di  cui
  al  precedente  articolo 4 sono, nell'ambito del  territorio  della
  Regione siciliana, i seguenti: comma 1, comma 2, comma 3,  comma 4,
  gli impianti di funivia dei comuni di Erice e di Taormina.
   Questa   normativa,  approvata  nel  1983,  non  ha  mai   trovato
  attuazione  in  dipendenza  del fatto che  è  necessario  approvare
  questo  emendamento predisposto dall'Assessorato. In dipendenza  di
  questo  aspetto il Comune di Erice, e segnatamente la  funivia  che
  appartiene  al 50 per cento al comune di Erice e al 50  per  cento,
  ovviamente,  alla  Regione  siciliana,  non  ha  mai  ricevuto   il
  contributo relativo.
   Non  si tratta di ulteriore altra somma, perché alcuna somma viene
  integrata, in quanto il capitolo trova già preciso riferimento ed è
  indicato.
   La  Commissione l'ha esitato all'unanimità in termini positivi. Ha
  fatto tutta la trafila ed è arrivato, ovviamente, l'emendamento.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Giusto  per  capire  di  cosa
  stiamo parlando.

   FAZIO. E' un emendamento che non comporta spesa.

   CROCETTA, presidente della Regione. Non mi convince. Lo vedo molto
  sospetto.

   FAZIO. No le giuro di no. Non sono una persona falsa, guardi.  Non
  sono una persona falsa, mi ascolti.
   La  legge  14 giugno 1983, numero 68 così recita testualmente:   i
  trasporti  pubblici  locali  ammessi  ai  contributi  di   cui   al
  precedente articolo 4 sono, nell'ambito della Regione siciliana,  i
  seguenti:  comma  1, comma 2, comma 3,  comma 4,  gli  impianti  di
  funivia dei comuni di Erice e di Taormina.
   La  funivia  di  Erice  non  ha  mai  ricevuto  il  contributo  in
  dipendenza   del   fatto   che  è  necessaria   l'approvazione   di
  quell'emendamento predisposto dallo stesso Assessorato.
   Non  comporta  spesa.  La Commissione di merito  lo  ha  approvato
  all'unanimità.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Perché ci sono cose  che  non
  approvano le Commissioni?

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli   Ruggirello  e  Turano
  appongono la firma all'emendamento.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.    Signor   Presidente,   non   intervengo   nel    merito
  dell'emendamento   dell'onorevole  Fazio  che,  sicuramente,   sarà
  sostenuto  da  tutti  i  colleghi trapanasi,  però  intervengo  sul
  metodo.
   Io leggo su questo emendamento la scrittura A3, quindi ritengo che
  sia un emendamento aggiuntivo.
   Lei  ieri  sera ad un emendamento aggiuntivo del Governo ha  detto
  che sarebbe stato trattato unitamente a tutti gli altri emendamenti
  aggiuntivi. Quindi, in questa fase, la pregherei di voler  chiarire
  qual  è  la  posizione della Presidenza rispetto  agli  emendamenti
  aggiuntivi, perché vi sono altri emendamenti aggiuntivi  presentati
  dal  sottoscritto e da altri parlamentari regionali, che è bene che
  vengano trattati. E ieri sera, questa Presidenza, ad un emendamento
  a   firma  del  presidente  Crocetta,  ha  dichiarato  che  era  un
  emendamento  aggiuntivo  e lo ha rimandato alla  trattazione  degli
  aggiuntivi.

   PRESIDENTE. Sono pronto a darle i giusti e dovuti chiarimenti.
   Avevo  detto  all'onorevole Fazio che non era  possibile  trattare
  l'emendamento, perché era tra gli aggiuntivi, che non  era  passato
  dalla Commissione di merito e dalla Commissione Bilancio.
   L'onorevole  Fazio  mi ha dimostrato - e ho  interloquito  con  il
  presidente Trizzino, che prego di intervenire - che già era passato
  dalla  Commissione di merito e che la Commissione Bilancio lo aveva
  trattato.  Cos'era successo? Perché, in altre parole,  finisce  tra
  gli  aggiuntivi?  Questo  emendamento  era  nel  gruppone  che   la
  Commissione  Bilancio  aveva  reso  tutti  con  parere  favorevole,
  essendo a notte inoltrata. Per cui, formalmente, l'emendamento  era
  passato in entrambe le Commissioni.
   Prego,  onorevole  Trizzino, le do la  parola  per  confermare  se
  questo emendamento è passato nella sua Commissione di merito.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Non è stato trattato.  Non  è
  vero. Non è passato in Commissione Bilancio.

   TRIZZINO. Sì, signor Presidente, confermo. Era tra gli emendamenti
  che  sono stati analizzati e per i quali è stato reso parere  nella
  Commissione di merito.

   MILAZZO Giuseppe. Da noi non è passato.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, ci dobbiamo intendere.  In  nottata
  in  Commissione Bilancio, senza accusa alcuna, c'era un faldone  di
  emendamenti  e ha dato a tutti il parere favorevole e  li  ha  resi
  ammissibili. Essendo passato

   CROCETTA, presidente della Regione. Ma non l'ha trattato. Non  era
  tra quelli.

   PRESIDENTE. Come non c'era

   DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.  Era
  tra quelli stralciati

   PRESIDENTE. No  Non è tra quelli stralciati
   Onorevole Fazio, mi sostiene l'onorevole Milazzo che non è  andato
  in II Commissione.
   No.  No.  E'  proprio per dare risposta a lei,  onorevole  Cimino.
  Perché  prima  di  ammetterlo  io ho chiesto  al  presidente  della
  Commissione di merito se era passato dalla Commissione di merito  e
  mi confermavano che era passato pure dalla II Commissione.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, insisto. Ho chiesto appositamente. Mi  è
  stato  detto  che non era stato esaminato e che quindi, ovviamente,
  non  trovava  ostacoli. Nel momento in cui, peraltro, non  comporta
  spesa,  cioè  non  c'è  una  somma aggiuntiva  da  spendere  né  da
  impegnare.

   PRESIDENTE. Allora no, lo dico subito, se voi pensate  che  questo
  possa   essere  un  espediente  per  ammettere  altri   emendamenti
  aggiuntivi  invito l'onorevole Fazio a ritirarlo,  ma   formalmente
  questo  emendamento rispetto agli altri è passato dalla Commissione
  di  merito  e  dalla Commissione Bilancio e questo è  il  risultato
  della Commissione di merito.
   Pertanto,  invito l'onorevole Fazio a ritirarlo.

   FALCONE. Chiedo l'accantonamento.

   FAZIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi   solo   per
  sottolineare  che  per  mero  errore  questo  emendamento,  da   me
  presentato  insieme  all'onorevole Dina, già  approvato  due  volte
  nella finanziaria precedente

   PRESIDENTE. Siano in possesso di questa Presidenza dopo  quanto  è
  avvenuto.

   GIANNI.  Signor  Presidente, mi scusi, lei  ha  stralciato  questo
  emendamento immaginando che questo emendamento dovesse andare  alla
  V  Commissione invece si tratta di un emendamento che  va  alla  II
  Commissione dove è stato apprezzato.

   PRESIDENTE. Va bene, ne prendiamo atto.

   GIANNI. Che vuol dire ne prendiamo atto?

   PRESIDENTE.   Prendiamo  atto  delle  sue  dichiarazioni,   quando
  arriverà il momento lo tratteremo.
   Pongo in votazione il comma 35. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa al comma 36.

   DINA, presidente della Commissione. Signor Presidente il comma  36
  riguarda  i  finanziamenti alle province, però dobbiamo  aggiustare
  qualcosa anche nel testo.
   In  merito al problema dell'onorevole Gianni, bisogna poi tornarci
  perché  si tratta di un problema serio, perché di competenza  della
  Commissione Bilancio.

   GIANNI. Tra l'altro serve a fare introitare risorse al Governo.

   DINA,  presidente  della  Commissione.  Bisogna  vedere  se  è  di
  competenza esclusiva nostra.

   PRESIDENTE.  No,  questo  già l'ho deciso,  non  si  trattano  più
  emendamenti.
   Onorevole Gianni la invito ad accomodarsi.

   DINA,  presidente della Commissione. Sugli aggiuntivi ci  torniamo
  successivamente.

   GIANNI. Signor Presidente, non può continuare a fare quello che le
  pare, perché non siamo qui a perdere tempo.

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per cinque minuti.

      (L'aula, sospesa alle ore 01.33, è ripresa alle ore 01.46)

   PRESIDENTE. Si passa al comma 36. Comunico che è stato  presentato
  l'emendamento 27.54  a firma degli onorevoli Alongi e altri.

   ALONGI. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 27.2 a firma  dell'onorevole  Fazio.  È
  senza copertura, onorevole Fazio.

   FAZIO.  Non  è necessaria la copertura finanziaria. E'  lo  stesso
  metodo utilizzato dal Governo nella sua formulazione.  Se lei legge
  bene le assicuro che non è necessaria alcuna copertura.

   PRESIDENTE. Onorevole Fazio lei sta parlando delle somme destinate
  alla Provincia.

   FAZIO.  Non  l'ho  detto io, lo stesso metodo  del  Governo  nella
  formulazione. Peraltro, utilizzando la proposta del Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Fazio, gli uffici continuano a sostenere che
  non  c'è  copertura finanziaria, c'è una maggiore  spesa  perché  è
  previsto un incremento. Lei destina l'incremento,  bisogna dare  la
  copertura finanziaria all'incremento.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Credo  che sia stato abbastanza chiaro un aspetto  che  mi
  sembra fondamentale. Le somme che vengono assegnate alla Provincia,
  per  le   somme assegnate alla Provincia regionale di Trapani,  150
  mila euro devono essere utilizzate per  Luglio musicale  e 250 mila
  euro  per  la   Biblioteca Fardelliana . Non viene richiesto  alcun
  incremento,  sono le somme che vengono assegnate alle province  che
  hanno  un  vincolo  di  destinazione  a  favore  della   Biblioteca
  Fardelliana  e del  Luglio musicale .
   Non  c'è  alcun incremento perché i 7.650 migliaia di euro vengono
  distribuiti a tutte le province, le somme destinate alla  Provincia
  regionale  di Trapani hanno una priorità per essere utilizzate  150
  migliaia  di  euro a favore del  Luglio musicale , e  questa  è  la
  proposta del Governo, io ho solo integrato la proposta introducendo
  che queste somme attribuite alla Provincia di Trapani, 250 migliaia
  di  euro  devono essere utilizzate per la  Biblioteca Fardelliana ,
  peraltro ascoltando un suggerimento del Presidente della Regione.
   Così mi è stato detto, perché non poteva ricevere il finanziamento
  in  maniera  del tutto autonoma, ripristinando la stessa situazione
  antecedente di quando esistevano le Province regionali.

   PRESIDENTE. Indipendentemente da come è scritto l'emendamento, che
  non  è di facile lettura, perché il ragionamento complessivo è  che
  il  Governo avrebbe operato un incremento in favore della Provincia
  di Trapani di 7.650 migliaia di euro.

   TURANO.  Non  è così purtroppo  Sono fondi destinati  a  tutte  le
  province.

   PRESIDENTE. C'è un incremento complessivo per tutte le province di
  7.650 migliaia di euro e lei, da questo incremento complessivo, che
  riguarda  tutte le province, onorevole Fazio, ritiene  di  fare  un
  emendamento, cosa che ha fatto, operando una riserva a favore della
   Biblioteca Fardelliana .

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, nella riscrittura tecnica che farà  le
  volevo  suggerire di evitare di commettere un errore: la  Provincia
  di  Trapani non c'è più, c'è il libero consorzio di Trapani, se noi
  lo continuiamo a chiamare Provincia, commettiamo uno svarione.
   La  richiesta  che io avanzo è quella di individuare  una  risorsa
  aggiuntiva  in favore del libero consorzio di Trapani da  destinare
  alla   Biblioteca  Fardelliana  perché  pensare  di  utilizzare  il
  plafond ..

   PRESIDENTE. Scusate, stiamo entrando troppo nel dettaglio, ci sono
  diversi emendamenti che prevedono delle riserve a favore di  questo
  o  quel  Comune. Guardate che fino adesso abbiamo cercato di tenere
  una linea e non so se dobbiamo ancora continuare .

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Ora c'è l'assalto alle  somme  destinate  alle
  Province ..

   TURANO. È il testo del Governo, onorevole Milazzo ..

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Dopo  aver sentito   otto  ore  di  interventi
  moralisti,   partirà  l'assalto per le  province.  Queste  cose  le
  stanno facendo alla fine.
   Spero  che  il Presidente della Regione non si presti a  cose  del
  genere perché le somme servono per il funzionamento delle province.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, mi stanno arrivando numerosissimi
  emendamenti che prelevano a destra e a manca. Se si apre una maglia
  si  apre  per tutti, lo capisco, per altro abbiamo pure  difficoltà
  anche sul percorso da intraprendere.

   TURANO. Signor Presidente, non ho terminato il mio intervento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Mi  ero fermato perché il Presidente della Regione  aveva
  chiamato  l'onorevole Gucciardi e l'onorevole Fazio. Vorrei  sapere
  quali  sono  le  decisioni  del  Governo,  perché  sono  favorevole
  all'approvazione  di  una  risorsa  aggiuntiva  da  destinare  alla
  Biblioteca Fardelliana  .

   CROCETTA,   Presidente  della  Regione.   Non  è   aggiuntiva,   è
  all'interno delle risorse.

   TURANO.  Presidente solo un attimo. Ho il dovere di  rappresentare
  che  un  organo  come un libero consorzio non ha bisogno  di  avere
  fondi a destinazione vincolata, sarà il Commissario..
   Presidente,  quando io intervengo per difendere il mio territorio,
  lei deve essere orgoglioso

   CROCETTA,  Presidente  della Regione. Sono gli  stessi  soldi  che
  toccano alla provincia di Trapani.

   TURANO.  Perfetto,  con  questa  rassicurazione  io  mi  considero
  soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, io stesso vi invito a  riflettere
  su  un emendamento successivo, il  27.82, presentato dall'onorevole
  Falcone,   ed   eventualmente  raccoglierlo  perché  si   riferisce
  sostanzialmente alle destinazioni per le province.
   Saranno  le  stesse  province senza alcuna  riserva  da  parte  di
  quest'Aula,  perché  obiettivamente  c'è  un'invadenza   da   parte
  dell'Aula e non pensiamo che si supererà lo scoglio del Commissario
  dello Stato.
   Ormai  c'è tanta di quella esperienza che ci porta a dire che  non
  supereremo  lo  scoglio, per cui sappiamo che siamo tutti  stanchi,
  probabilmente per la stanchezza siamo pure portati a dire  si   per
  la  fretta di andarcene, però questi errori, obiettivamente, non li
  possiamo  fare.  Se  poi il Governo ritiene di  finanziare  Trapani
  piuttosto che un'altra provincia si trova un capitolo apposito,  ma
  trasferire  le  somme  alle province per poi fare  la  destinazione
  vincolata mi sembra eccessivo.
   Possiamo  togliere le riserve? Ma scusate questo è  quello  che  è
  successo  alla fine perché io mi rendo conto, debbo  dare  atto  al
  Presidente  della Commissione, che quando si arriva in nottata  poi
  alla fine si è costretti ad inserire tutti questi emendamenti.
   Vi  prego di riportare un po' di equilibrio in queste cose. Su  un
  fondo   destinato   alle  province  non  posso  fare   le   singole
  destinazioni.  Al  fine di evitare di dichiarare inammissibili  gli
  emendamenti che hanno riserve particolari, approviamo l'emendamento
  dell'onorevole Falcone. Ma che modo di procedere è? Pensate che  se
  alla  fine  mettiamo assieme diverse soluzioni  abbiamo  risolto  i
  problemi della Sicilia? Io non capisco

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io  non
  condivido  la  proposta della Presidenza per un ragionamento  molto
  semplice.  Innanzitutto, io ritengo che il lavoro della Commissione
   Bilancio   sia  stato  chiuso non tanto  per  una  stanchezza,  ma
  perché,  di  fatto, si è trovata una sintesi di un  percorso  e  di
  un'azione che in quella sede si è portata avanti.
   Ora, guardare i singoli articoli può dare fastidio, però nel tempo
  stesso  la  manovra  deve essere vista nel  suo  complesso,  perché
  quell'articolo  che  riguarda le risorse per le  province  con,  ad
  esempio,  200  omila euro per l'istituto Toscanini di  Ribera,  con
  quel  tipo  di riserva, nasceva da un ragionamento complessivo,  ed
  oggi  muoversi a zig-zag, che per alcune situazioni che  riguardano
  le   situazioni  teatrali  palermitane  le  risorse  ci  sono,  per
  l'istituto  musicale Toscanini di Ribera le risorse non  ci  devono
  essere,  così non ci si può muovere, perché quest'Aula deve  potere
  avere  un  percorso,  un progetto, una finalità  unica,  perché  si
  tratta di siciliani come quelli di Palermo e di Ribera.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, è chiaro che pensare e ipotizzare riserve - vorrei essere
  ascoltato  - è una questione che crea qualche problema,  perché  in
  qualche  modo  si limita una parte delle risorse e gli  si  dà  una
  destinazione vincolata. Non è un incremento di risorse.
   Però,  c'è un aspetto. Qui sono state poste alcune questioni.  Tra
  l'altro, ho visto il dibattito che c'è da settimane sulla provincia
  di  Trapani,  e  la questione della biblioteca Fardelliana  ha  una
  centralità  nel dibattito culturale di quella Provincia importante.
  Quindi,  se a un certo punto le delegazioni parlamentari - mi  pare
  tutte - di quella Provincia ravvisano di dare un orientamento,  per
  creare, all'interno dei fondi che spettano, una particolare  tutela
  a  un'istituzione  specifica,  io penso  che  il  Parlamento  possa
  decidere.  Poi,  se  tout-court dobbiamo ogni  volta  rimettere  in
  discussione   tutto  per  forza,  se  questo  crea   dei   problemi
  all'onorevole Falcone, non so, siccome l'onorevole Musumeci, quando
  ho  parlato  della biblioteca Fardelliana, mi ha additato  come  un
  tiranno  contro la cultura. Vorrei capire quale dovrebbe essere  la
  linea  d'azione  che mi viene richiesta nel settore della  cultura.
  Mettetevi  d'accordo  anche  sull'impostazione  culturale  che  voi
  avete.  Prima  per  tutta la serata il fatto  che  il  Governo  non
  finanziava   la   biblioteca  Fardelliana  era  un  crimine.   Poi,
  improvvisamente   quando  dimostra  una  disponibilità   a   volere
  risolvere  il  problema  il crimine diventa  la  disponibilità.  Ci
  dobbiamo capire.

   FALCONE.  Non  penso  che lei ha letto un emendamento  soppressivo
  contro la biblioteca Fardelliana

   CROCETTA,  presidente  della Regione. No, ma  se  lei,  scusi,  fa
  quell'emendamento,  tutti gli altri diventano inammissibili  perché
  sopprime tutte le riserve. Ma la riserva per Ragusa Iblea che costa
  5 milioni di euro perché non l'avete abolita quest'anno?

   PRESIDENTE. Onorevole Crocetta, il ragionamento è un po' di natura
  diversa. Il fatto che si sia sbagliato in passato, perché tutti noi
  ogni volta contestiamo le riserve che ci siano state.
   Se  bisogna  finanziare  la biblioteca Fardelliana  di  Trapani  e
  l'Istituto   musicale  Toscanini  di  Ribera  si  costituisce,   si
  istituisce una norma apposita per finanziare questo senza andare ad
  escamotage particolari perché a seguire ce ne saranno tanti  altri.
  Mi arriveranno i sub emendamenti per una riserva di legge in favore
  del  teatro di Pace del Mela della provincia di Messina  tanto  per
  dirne una.
   Siccome   con   la   massima  chiarezza,   anche  per   rispondere
  all'onorevole Cimino, perché merita risposta, il discorso  che  poi
  in  II  Commissione   sia  fatto  un  ragionamento,  io  ne  prendo
  assolutamente  atto; ma questa è l'Aula perché  in  II  Commissione
  partecipano  15 persone e gli diamo atto, il fatto che siano  stati
  inseriti  degli  emendamenti non significa  sostanzialmente  che  i
  principi di carattere generale siano stati rispettati, per  cui  io
  non  voglio  arrivare ad una dichiarazione di inammissibilità.  Non
  l'ho  fatto  fino  adesso  su  tutti gli  emendamenti,  li  abbiamo
  stralciati, li abbiamo rinviati in Commissione e quant'altro.
   Vi  sto dicendo che mi stanno arrivando numerosissimi emendamenti,
  noi  non  ne  usciamo  più. Piuttosto sarò costretto  a  dichiarare
  inammissibili tutti gli emendamenti che non mi convincono nella mia
  piena   autonomia  certamente  non  discrezionalità  perché  questa
  facoltà me la da il Regolamento.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor presidente, ritengo che noi ancora  una  volta  ci
  stiamo  facendo del male, in qualche modo vogliamo commissariare  i
  Commissari.  E  l'operazione di  cui  è questa. Penso  che  sia  il
  momento dell'autorevolezza politica.
   Il  Presidente  della  Regione ha detto che un'intera  delegazione
  della  provincia  di  Trapani chiede la  biblioteca  Fardelliana  e
  luglio musicale. Benissimo, il Presidente della Regione con la  sua
  autorevolezza nomina una legge perché in questa legge  non  si  può
  fare  perché poi qualcuno deve spiegare non a me che c'è  il  Liceo
  musicale Bellini di Catania che la provincia non finanzia, che  non
  finanzia la Regione. E' un Liceo musicale riconosciuto in tutto  il
  mondo,  e  vorrei spiegare per quale motivo io non debba  difendere
  quello.  C'è Enzo Bianco giustamente come dice l'onorevole  Forzese
  che garantisce per tutti.
   Io dico questo, il ragionamento che sta facendo lei, Presidente  e
  lo  dico  al  Presidente Crocetta. Sto facendo un ragionamento  non
  un'accusa.  Dalla Commissione è uscito un solo di  cui   o  due  di
   cui . Dopodichè non sono usciti altri. Adesso, ovviamente, come  è
  naturale, ogni provincia mette un di  cui  ma nella migliore  delle
  ipotesi  perché poi i parlamentari come Catania, Palermo e  Messina
  ne   metteranno  18  di   cui .  Questo  non  può  essere.  Siccome
  l'autorevolezza  del  Presidente  della  Regione  di  garantire   i
  parlamentari della provincia di Trapani su una cosa sacrosanta  che
  è  la biblioteca Fardelliana che già percepiva, ne abbiamo discusso
  a  lungo  anche  con l'onorevole Ruggirello, 250  mila  euro  dalla
  vecchia provincia.
   Il  luglio musicale  che era una parte essenziale, non è un luglio
  musicale  qualsiasi,  è  un  luglio musicale  serio.  Io  ho  fatto
  l'assessore  per  i  beni  culturali e  so  perfettamente  di  cosa
  parliamo.  Sarà,  allora,  compito  del  Presidente  della  Regione
  assieme ai parlamentari della provincia incontrarsi col Commissario
  e  ragionare, ragionare liberamente, ragionare indicando seriamente
  quali  sono  alcune  priorità. Poi, sarà il Commissario  nella  sua
  autonomia  a dover decidere.
   Siccome  non  voglio  commissariare i  Commissari  perché  sarebbe
  qualcosa  di assolutamente improvvido - e lo faremo con  un  ordine
  del giorno - che in questi casi dove le cosiddette vecchie province
  o  i  liberi  consorzi stanno utilizzando, Presidente Crocetta,  la
  cultura  come  l'ultima  cosa a cui pensare  perché  si  pensa  che
  chiudere  il  liceo musicale o non dare i soldi alla  biblioteca  è
  l'ultima cosa, perché inopportuno. Con la cultura non si mangia
   Non  è  così.  E'  giusto  che ci sia  un  incontro  con  i  nuovi
  commissari, soprattutto con quello di Trapani, perché è strano  che
  tutti  i parlamentari si sono ritrovati ed è giusto che venga  dato
  loro ascolto e poi si va avanti.
   Si  vada  avanti con un disegno organico in cui i famosi  di  cui'
  della   Tabella    H'  li  avevamo  fatto  scomparire,   Presidente
  Ardizzone,  non rispristianiamoli  Sono stati tutti  impugnati  dal
  Commissario dello Stato

   PRESIDENTE.  Durante questo dibattito, che è  stato  proficuo,  mi
  sono giunti due emendamenti.
   Un sub emendamento, a firma dell'onorevole Ciaccio, che prevede la
  soppressione  da  di  cui  150 a Ribera, contestualmente  un  altro
  emendamento  del Governo che prevede un aumento di stanziamento  in
  favore delle province.
   Questa può essere la soluzione più idonea perché significa che, di
  fatto, c'è la destinazione.
   Si  provvederà  poi sul piano politico, con i commissari,  con  la
  Regione  siciliana - anche a seguito del dibattito  che  c'è  stato
  oggi - perché c'è una chiara indicazione.
   Si  invitano i colleghi che hanno presentato questi emendamenti  a
  fare  degli appositi ordini del giorno, dando per scontato che  c'è
  stato  un  aumento apposito, e siamo nella strada giusta e corretta
  da un punto di vista procedurale e di logica.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente, potrei essere anche  d'accordo  alla
  proposta  da lei avanzata, a condizione che le risorse che  vengono
  destinate   ai  liberi  consorzi  siano  vincolate  agli  istituti,
  rispettivamente  a  quello  di Trapani e all'istituto  musicale  di
  Ribera.
   Noi  che  viviamo nel territorio e conosciamo le cose, ci rendiamo
  conto che ci sono gravissime difficoltà.
   I  liberi  consorzi  non  hanno risorse  per  potere  garantire  i
  trasferimenti  agli  istituti musicali e  non  riescono  neppure  a
  pagare gli stipendi ai maestri di musica.
   La   inviterei,   Presidente,  se  fosse   possibile,   a   votare
  l'articolato così com'è perché non vedo il motivo per cui oggi  non
  siamo  in  condizione di votare questo articolo che è stato  deciso
  dal  Governo, approvato dalla Commissione, e siamo qui a  discutere
  su questi emendamenti se sono ammissibili o meno.
   Credo  che questa sia una decisione che il Governo aveva approvato
  e che la Commissione ha regolarmente votato.
   Non  capisco perché ci sono tutte queste discussioni. Inoltre,  mi
  pare  che l'onorevole Falcone abbia già dichiarato disponibilità  a
  ritirare l'emendamento.
   Non capisco perché bisogna insistere proprio per questo, del resto
  si  sono fatte altre eccezioni - e capisco anche che utilizzare  le
  riserve  rappresenti una forzatura ma siccome è una  procedura  che
  questo Parlamento ha già adottato, non vedo perché non dobbiamo far
  passare.
   Del  resto siamo alla fine, siamo agli ultimi due commi e  abbiamo
  completato l'articolo 27.
   Presidente, la inviterei a votare l'articolo così com'è e, in  sub
  ordine,  a  stanziare delle somme che vadano ai liberi consorzi  ma
  che  siano vincolate, in maniera specifica, per quanto riguarda  il
  libero  consorzio  di  Agrigento, che siano vincolate  all'istituto
  musicale  Toscanini' di Ribera.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Presidente, ritengo che in quest'Aula qualcuno giochi  al
  rilancio  e  si  diverta  a penalizzare qualche  territorio,  sulla
  scorta  della  ripicca nei confronti di qualche  collega  -  faccio
  questa premessa.
   Condivido  quanto  dice, Presidente, però  il  trasferimento  alle
  province,   limitato  alle  stesse  e  condizionato  a  determinate
  finalità  aveva  una sua logica, un suo filo conduttore.  Però,  io
  anche  comprendo  e non voglio fare polemica stasera.  Faccio  però
  soltanto due considerazioni, anche di ordine politico.
   L'anno  scorso  ci  fu  un problema nei confronti  dei  cosiddetti
   doposcuolisti'  di  Catania e io chiesi formalmente  all'assessore
  Valenti che un nostro ordine del giorno, se approvato, desse  luogo
  ad  una  direttiva  specifica  e  precisa.  Cosa  che,  devo  dire,
  puntualmente e con grande rispetto delle regole l'assessore Valenti
  attuò.
   E  vi  devo  dire  che sulla scorta di quella  direttiva  data  ai
  Commissari abbiamo raggiunto l'obiettivo.
   E'  chiaro che quello che abbiamo fatto - lo voglio dire  a  tutti
  qua  in  Aula, non per appesantire e aggravare il ragionamento,  ma
  per  una riflessione comune - ovvero cambiare il nomen iuris di  un
  ente,  come  dicevo  al  collega  Cancelleri,  non  ha  risolto  il
  problema, non ha comporta tagli di spesa; ha comportato forse tagli
  di  servizi. Ma, di fatto, tutti stasera siamo consapevoli  che  le
  due  leggi  che  abbiamo  fatto sulle Province  non  hanno  ridotto
  alcunché. Anzi  Hanno fatto più confusione e hanno contribuito oggi
  a portarci a questo stato di cose.
   Fatte  queste  premesse, che sentivo necessario riferire,  in  una
  riflessione che ci deve accomunare tutti, io sono pronto da un lato
  a  ritirare  - già l'ho detto - i miei due emendamenti soppressivi,
  perché  non  vorrei  che  venissero visti come  attacco  all'uno  o
  all'altro  collega; me ne guarderei bene e non  è  nel  mio  stile;
  quindi già preannuncio il ritiro.
   Per quanto riguarda certo vi devo dire che io avevo un emendamento
  che  riguarda il servizio venatorio a Caltanissetta che non  è  una
  mia  provincia.  E'  un emendamento che abbiamo condiviso  tutti  i
  partiti:   dall'onorevole   Arancio,   dall'onorevole   Cancelleri,
  all'onorevole  Federico,  cioè tutti indistintamente  di  tutte  le
  forze  politiche. E l'ha fatto, proprio per evitare  che  ci  fosse
  speculazione,  un deputato che in quel territorio  non  può  essere
  votato  e  in  quel territorio non ha rappresentanza partitica,  in
  quest'Aula, se non per colleghi di altre province.
   Per  cui era questo lo spirito, non era voler aggravare. Certo  se
  poi  arriva qualche altro collega che vede che c'è un treno  a  cui
  legarsi,  come  se  fosse  una  diligenza  a  cui  aggrapparsi,  da
  assaltare,  questo  mi  dispiace  e  ve  lo  devo  dire  con  tutta
  sincerità.
   Ciononostante  io mi vorrei un attimo consultare con  i  colleghi,
  perché se ci fosse questo impegno da parte dell'assessore Valenti a
  dire  -  fermo  restando che gli altri emendamenti  io  li  ho  già
  ritirati  - per quanto riguarda il servizio di vigilanza venatoria,
  che  è  un servizio che viene svolto da vent'anni dall'ex provincia
  di  Caltanissetta se c'è un impegno che l'assessore Valenti  prende
  stasera  e  dice  su un ordine del giorno che noi ci  impegniamo  a
  presentare,  l'assessore  medesimo  fa  una  direttiva  e  dica  al
  Commissario della disciolta provincia di Caltanissetta  guarda  che
  è  stato indirizzo dell'Aula procedere a destinare 400.000 euro del
  budget che noi ti stiamo assegnando come quota indistinta

   FEDERICO. Ma non è possibile  La provincia di Caltanissetta  ha  4
  milioni  di  buco,  per cui non potrà mai utilizzarli  per  quello
  Diciamo le cose come stanno

   FALCONE. A questo punto, siccome l'emendamento non è mio, ma  l'ho
  firmato  io  per  una  questione di cortesia,  io  chiedo  -  se  è
  possibile - limitiamo a queste tre, massimo quattro cose, che  sono
  poi  delle riserve legittime, previste, che abbiamo fatto col  buon
  senso di tutti i colleghi di evitare altri assalti alla diligenza.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.   Signor   Presidente,  onestamente   io   non   condivido
  l'impostazione  che lei sta dando a questo comma e sarò  libera  di
  non  condividerla,  perché  ritengo che  dopo  circa  un  mese  che
  lavoriamo  e in cui la Commissione ha fatto il suo lavoro,  lei  ha
  avuto  tanto  tempo per valutare il disegno di legge finale  che  è
  stato  approvato in Commissione. Non capisco come mai, dopo  cinque
  giorni  che  siamo in Aula all'una e mezza di notte, non  si  renda
  conto che

   PRESIDENTE. Onorevole Sudano, sta sbagliando proprio indirizzo  Si
  confronti col suo capogruppo

   SUDANO.  Mi  deve, però, poter fare esprimere il  mio  pensiero  e
  ritengo  che  lei  non può decidere la riserva che  si  possa  fare
  all'interno di un articolo.

   PRESIDENTE.  Certo  che può esprimere il suo  pensiero,  onorevole
  Sudano,  ma io posso deciderlo  Io posso deciderlo  La riserva  non
  si può fare

   SUDANO. Non lo condivido perché è stato fatto sempre in tutti  gli
  articoli. Lei ha sempre permesso di fare le riserve

   PRESIDENTE.  Io  ho  sempre permesso?  Ma  lei  che  sta  dicendo,
  onorevole Sudano?

   SUDANO.  Tra  l'altro, voglio aggiungere che siamo in  un  momento
  dove  i  liberi  consorzi tutti sappiamo che sono commissariati  e,
  quindi,  proprio  di  politica non ce n'è  e  nel  momento  in  cui
  quest'Aula  sta  facendo  delle  scelte  politiche  provincia   per
  provincia mi sembra scorretto non valutare quelle che sono state le
  esigenze dei singoli territori.

   RUGGIRELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUGGIRELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  pensavo che ci fosse il Presidente Crocetta perché l'intervento  di
  inserire la riserva nella riserva e, quindi, non è un soldo in  più
  preso è stata per l'ennesima volta una proposta del Governo, perché
  io  ricordo anche nella finanziaria bis un'altra riserva che mi era
  stata  data  al Comune di Trapani su altri fondi che non  sono  mai
  avvenuti e che non c'è stata mai una lira devolta al Comune che  si
  trova in uno stato di agitazione avendo aumentato tutte le tasse.
   Ci  dobbiamo  parlare chiaro. Siccome il Presidente Crocetta  ogni
  volta  dice  io  le  parole e gli impegni li mantengo,  noi  stiamo
  parlando  di  un testo che esce dal Governo, non esce sponsorizzato
  dal  singolo  individuo e parliamo e i miei  colleghi  hanno  anche
  fatto  chiarezza,  parliamo  di episodi dove  l'allora  commissario
  Pellos  ha  messo  in  liquidazione  la  presenza  della  provincia
  all'interno  di enti del 1800, non di ieri. L'ente Luglio  musicale
  di  Trapani  è  il secondo, ce ne sono due in Sicilia  di  enti  di
  tradizione siciliana assieme al Teatro di Bellini di Catania.
   Vorrei  capire  perché il Teatro Bellini di  Catania  prende  otto
  milioni  di  euro nell'arco di due anni e il Trapani deve  prendere
  500 mila euro. La proporzione qual è?
     E allora, se una torta che non c'è, non ci deve essere una lira,
  bene,  ci raccordiamo che non c'è una lira. Ma quello che fa capire
  il  Presidente Crocetta - tutto Trapani, tutto Trapani   -  Trapani
  fin'ora  è  stata  derubata delle azioni di un  aeroporto  Airgest,
  valutato  costo  zero,  chiaro?  Su  questo  io  non  voglio   fare
  discussioni.
   Abbiamo  ritirato  gli  emendamenti  sugli  sbarchi  che  arrivano
  migliaia  oltre  ai  centri  a Milo che ci  sono  degli  immigrati,
  abbiamo ritirato il nome di Trapani, abbiamo accettato altri Comuni
  non  hanno  questi  sbarchi  tipo  Porto  Palo  e  gli  altri,  ora
  l'esagerazione  è arrivata al massimo. Io non sono uno  che  parla,
  sto  abbastanza  in  silenzio,  però  voglio  chiarezza  su  questa
  posizione.
   Noi non stiamo chiedendo niente in più alle altre province, stiamo
  chiedendo  che vengano dati gli stessi soldi che aveva la provincia
  regionale di Trapani in quota all'ente luglio musicale e  in  quota
  alla  biblioteca Fardelliana, perché la biblioteca  Fardelliana  ha
  chiuso  con un utile di novantamila euro, quindi non sono  enti  in
  dissesto,  enti  che  stanno morendo, sono enti  che  hanno  sempre
  mantenuto un proprio budget fra comune e provincia quindi  non  c'è
  né  l'associazione di turno né la furberia di qualche  parlamentare
  che  vuole  acquisire qualche risultato se non quello del rispetto,
  rispetto che fin'ora non c'è stato per quella provincia.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo  io
  volevo  fare  un ragionamento proprio sul comma di carattere,  però
  generale  ovviamente, non mi voglio addentrare sulle  particolarità
  poi  delle  singole riserve, non mi interessa e fondamentalmente  e
  personalmente  sono anche d'accordo con lei quando ritiene  di  non
  volerle accettare.
   Lo stanziamento però per le province e questo faccio una domanda e
  spero  di avere una risposta in tempo reale dall'assessore Valenti,
  lo   stanziamento  per  le  province  allo  stato  attuale   è   di
  settemilioni  seicentocinquantamila. Però si  sono  liberate  delle
  somme  stasera, perché con l'abrogazione dell'articolo che riguarda
  gli interporti e il MAAS si sono liberati dieci milioni circa.
   Ora,  probabilmente erano anche suscettibili ad un taglio  lineare
  che  avevate imposto e comunque una somma cospicua. Questo  darebbe
  chiaramente alle province la possibilità di espletare i servizi che
  fino  ad oggi sono stati in capo a loro e che continuano ad  essere
  che sono i trasporti disabili, la manutenzione delle strade e tutta
  una serie di altre cose.
   Fra  l'altro  so  che lei ha avuto un incontro con il  Commissario
  Sirico,  che  è uno dei rappresentanti, uno dei 9 Commissari  delle
  Province  siciliane  e,  chiaramente, le ha  già  rappresentato  le
  impossibilità di continuare ad andare avanti. Si parla  addirittura
  che  con  uno  stanziamento dei soli 7 milioni e 600 mila  ci  sono
  anche  rischi per la possibilità di continuare a pagare i  semplici
  stipendi  dei  dipendenti delle Province stesse. Ora vorrei  capire
  questo rischio è reale e lei lo ha confermato? E se si, ritiene  di
  potere  prendere  quelle  somme e portarle  all'interno  di  questo
  capitolo?

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Grazie  Presidente.  Desideravo  partire  innanzitutto
  dall'emendamento 27.86 a firma Gucciardi, Milazzo che,  affrontando
  il problema in termini non di campanile ma in termini generali come
  è corretto che si faccia in una legge che abbia le caratteristiche,
  appunto, della generalità e dell'astrattezza, ho posto un problema,
  peraltro  già in interventi precedenti, ed nella stessa Commissione
  Bilancio, un problema nuovo che è nato proprio, dicevo qualche  ora
  fa  da  questa tribuna, sta di fatto che le ex Province  regionali,
  oggi   liberi  Consorzi,  si  sono  trovati  ad  avere  un   taglio
  pesantissimo di oltre 100 milioni, ribadisco da parte dello  Stato,
  oltre  ovviamente  le difficoltà finanziarie della  Regione  che  è
  intervenuta  a  tagliare ulteriormente le risorse  a  favore  delle
  Province.
   Quindi,  i  problemi  che  riguardano le istituzioni  a  carattere
  culturale,   scientifico   ed   educativo,   non   possono   essere
  contrabbandate  come  una  questione di  campanile  perché  sarebbe
  veramente  triste  e  miope  che  un  Parlamento  del  livello  del
  Parlamento  regionale  siciliano, possa  commettere  un  errore  di
  questo  tipo, sottovalutando questioni, liquidandole come questioni
  che riguardano semplicemente gli interessi di una Provincia.
   Onde evitare questo, proprio perché stiamo approvando una legge, e
  il  rischio  di  costruire leggi-provvedimento che  possano  essere
  attenzionate  dal Commissario dello Stato, onorevole Ruggirello,  e
  quindi  non  farci raggiungere l'obiettivo, mi avevano posto,  come
  dire,  nella  condizione  di studiare la vicenda  e  trattare  alla
  stessa  maniera tutte le Province, i  liberi Consorzi  oggi,  della
  nostra Regione.
   Per  cui,  sin  dalla Commissione  Bilancio ,  noi  chiediamo,  io
  chiedo   che  venga  rimpinguato  adeguatamente  il  capitolo   dei
  trasferimenti ai liberi Consorzi di Comuni, rispetto  ai  quali  ci
  accingiamo ad andare a completare una riforma che vorrei non  fosse
  la  riforma  del  nulla a questo punto perché le  attività  che  le
  Province  svolgevano  in  direzione  delle  Istituzioni  culturali,
  scientifiche ed educative, viva Dio, sono, erano e sono  iniziative
  ed  attività  importanti e qualificanti per le  ex  Province,  oggi
  liberi  Consorzi,  e  non  possono essere considerate  il  vezzo  o
  l'egoismo  campanilistico di un gruppo di deputati che vanno,  come
  dire, a difendere interessi del proprio territorio.
   Mi  stupisco  perché  non  posso  assolutamente  immaginare  altri
  colleghi  che hanno parlato prima di me, si riferivano per  esempio
  alla Provincia di Agrigento, non possono pensare che le ex Province
  di questa Regione, rispetto ad Agrigento e a Trapani non abbiano  o
  non  avessero partecipazioni in Istituzioni culturali, non avessero
  interessi  di  Istituzioni  educative  e  scientifiche.  E  allora,
  siccome  noi non possiamo far sì che la nostra riforma,  ripeto  la
  riforma  del  nulla,  le Province o i liberi Consorzi  che  dir  si
  voglia,  ancora,  hanno  difficoltà  enormi,  stanno  mettendo   in
  difficoltà i Comuni per gli Enti pubblici.
   Vorrei ricordare, lo ricordava prima di me l'onorevole Ruggirello,
  che  il  luglio musicale è riconosciuto con decreto del  Presidente
  della Repubblica e mi dispiace che si faccia ironia su queste  cose
  e  inviterei  i  colleghi  a verificare e valutare  quali  sono  le
  Istituzioni  culturali,  scientifiche ed  educative  delle  proprie
  rispettive  Province  e  difenderle  in  questa  sede,  e  che   la
  biblioteca Fardelliana di Trapani, non è una libera Associazione di
  volontari  che  si  passano il tempo nel dopo  lavoro,  è  un  Ente
  pubblico  a partecipazione totale pubblica del Comune di Trapani  e
  del   libero  Consorzio  di  Trapani,  con  diciassette  dipendenti
  pubblici  che  hanno  gli  stessi diritti  di  tutti  i  dipendenti
  pubblici di questa nostra Regione.
   Siccome le ironie fatte su questo tema mi hanno infastidito e sono
  offensive  per  il livello ed il lavoro di queste  istituzioni,  io
  credo che vada fatta giustizia e per questo, nonostante l'ora e  vi
  chiedo scusa, vanno dette queste cose, perché rendono giustizia  di
  illazioni  che  riguardano  la  voglia  di  campanile  di   qualche
  deputato.
   Tornando  al  merito,  assessore Valenti, in sede  di  Commissione
  Bilancio,  ad  una mia precisa richiesta rispetto al  finanziamento
  originario  di  7  milioni e 650 mila euro, a prescindere  da  dove
  devono essere destinate e a che cosa devono essere destinate queste
  somme, lei mi ha risposto che non saranno sufficienti, da qui al 31
  dicembre,  per  coprire gli stipendi. Altro che  fardelliana   e
  luglio  musicale   o  Toscanini  di Ribera, servirebbero  somme  di
  almeno più del doppio, rispetto a quelle previste.
   Io mi rendo conto che le difficoltà di questa manovra ci impongono
  delle prudenze, chiamiamole così.
   Per  questa  ragione, nell'emendamento 27.86,  proprio  a  riprova
  della  buona  fede  di  chi  vi parla, avevo  proposto  esattamente
  l'impinguamento  che ha proposto il Governo questa  sera,  portando
  con  l'emendamento  27.Gov.  quater a  9  milioni  150  mila  euro,
  l'impinguamento.  Se leggete il 27.86, presentato  parecchi  giorni
  fa,  io portavo l'impinguamento, esattamente, a 9 milioni 150  mila
  euro.
   Oggi il Presidente dell'Assemblea pone un problema diverso, quello
  di  correre il rischio che il Commissario dello Stato, individuando
  in  queste   di cui  una legge  provvedimento  impugni e ci  faccia
  raggiungere  esattamente l'obiettivo opposto,  che  ognuno  di  noi
  vorrebbe raggiungere.
   Signor  Presidente, vorrei leggere testualmente il mio emendamento
  27.86,  se  può  essere  un contributo:  Le assegnazione  di  parte
  corrente alle province sono destinate, prioritariamente, oltre  che
  alla finalità già prevista dall'articolo 7, comma 2 della legge  31
  gennaio  2014,  n.  5 , recito testualmente la legge  già  vigente,
   anche  al  funzionamento delle scuole provinciali  e  musicali   e
  aggiungo   ed  alle istituzioni a carattere culturale,  scientifico
  già finanziate dalle province regionali .
   Io  ho grande fiducia negli ordini del giorno, ma mi consentite di
  dire  che  ho  più  fiducia in una norma di legge. Quindi,  intanto
  mettiamo  la  possibilità che il commissario o  i  commissari,  gli
  amministratori  in carica, possano avere una priorità,  aggiungendo
  la  priorità alle istituzioni culturali, scientifiche ed educative.
  Poi, l'accompagneremo con un ordine del giorno, con la buona fede e
  l'impegno  serio  del Governo, del Presidente e  dell'assessore  al
  ramo.
   Ovviamente, in questo senso, va aggiunto che non posso non  essere
  d'accordo  ad un sub emendamento che, a questo punto, chiedo  venga
  fatto  all'emendamento che ho presentato io, che elimini le  parole
   di cui .
   Se  la  costruzione è questa, e cioè che noi, alla  priorità  alle
  scuole  musicali,  aggiungiamo  il   prioritariamente ,  ovviamente
  lasciato  anche  alla discrezionalità e alle esigenze  del  singolo
  commissario,  rispetto alle istituzioni culturali  scientifiche  ed
  educative  e cassando il  di cui , che eliminerebbe il problema  di
  cui abbiamo parlato e su cui non voglio parlare, fermo restando che
  questo  Parlamento,  da  qui al 31 dicembre,  dovrà  tornare  sulla
  materia dei liberi consorzi, alloa può funzionare.
   Mi  riferisco ai trasferimenti, perché così ci dice il Governo  e,
  da  quello  che  vedo  questa  sera, credo  che  raggiungeremmo  un
  obiettivo  nobilissimo e daremo la possibilità a delle istituzioni,
  enti pubblici, e ribadisco enti pubblici, di sopravvivere e di  non
  distruggere  la  rete culturale che nella nostra  Regione  ha  dato
  lustro ai territori e, certamente, non soltanto al territorio della
  provincia di Trapani.

   PRESIDENTE.  Onorevole Gucciardi, se non ho capito male,  partendo
  dal  suo  emendamento  27.86, lei propone  di  fare  una  norma  di
  carattere  generale  che  riguarda le scuole,  facendo  saltare  il
  riferimento specifico, incrementando di fatto il capitolo  con  una
  una destinazione particolare che è la finalità culturale.
   Questa ipotesi, a mio avviso, potrebbe realisticamente salvare  il
  percorso. La invito a riscrivere l'emendamento in tal senso, perché
  probabilmente  potrebbe  essere la  soluzione  che  fa  un  po'  il
  compendio tra quello che era scritto da lei e quello che  ha  detto
  l'onorevole  Ciaccio. Tra l'altro, la copertura finanziaria  è  già
  garantita  dal  Governo  che ha presentato un  emendamento  in  tal
  senso, quindi potremmo salvare la priorità degli enti culturali.
   Onorevoli colleghi, leggo il testo dell'emendamento:  il comma  36
  è  così  sostituito:  36. Le assegnazioni di  parte  corrente  alle
  province  sono destinate prioritariamente, oltre che alla  finalità
  già  prevista  dall'articolo 7, comma 2 della  legge  regionale  31
  gennaio  2014,  n. 5, anche al funzionamento delle scuole  musicali
  provinciali  e alle istituzioni a carattere culturale e scientifico
  già  finanziate dalle province regionali , ed aggiungiamo anche  la
  vigilanza  venatoria, che veniva esercitata attraverso  le  società
  che dipendevano dalle province.
   Quindi  abbiamo incrementato, di fatto, il capitolo e gli  abbiamo
  dato le priorità.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  in  Commissione
  Bilancio  l'assessore Valenti ha specificato che queste  somme  non
  sarebbero  bastate  per pagare i dipendenti delle  province  e  che
  avremmo fatto un assestamento successivo.
   Io  vorrei  fare  una proposta: dato che tutte le  province  hanno
  potuto  inserire i loro teatri, se era possibile,  per  salvare  le
  somme  e  non  fare impugnare questo articolo, prevedere  un  comma
  specifico  per  questi  enti, e se poi  dovesse  essere  impugnato,
  almeno salveremmo il teatro di Trapani.

   PRESIDENTE.  Onorevole Sudano, di fatti è saltato il  riferimento,
  lei  è  venuta  proprio a quello che dicevo io con  la  riserva  di
  legge.  Così  può  passare, in quel modo  si  rischiava  di  essere
  impugnato.
   Si passa all'emendamento 27.2, dell'onorevole Fazio.

   FAZIO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa agli emendamenti 27.82 e 27.83, dell'onorevole Falcone.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 27.105, dell'onorevole Ciaccio.

   CIACCIO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 27.86, dell'onorevole Gucciardi.
   Comunico   che  è  stato  presentato  il  subemendamento  27.86.1:
  «All'emendamento 27.86 sopprimere dalle parole  di cui  alle parole
   presente  legge  e dopo le parole  Provincia regionale  aggiungere
  le parole  nonché per il servizio di vigilanza venatoria ».
   Onorevoli  colleghi,  così abbiamo fatto una  norma  di  carattere
  generale  che riguarda tutte le province ed ha previsto un  aumento
  delle somme e, in ordine proprio all'aumento delle somme, avendo il
  Governo  già presentato un emendamento in tal senso, vuol dire  che
  c'è la copertura finanziaria. Me lo conferma assessore Agnello?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Si, glielo confermo.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   pongo   in   votazione    il
  subemendamento  27.86.1.  Chi  è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  27.86,  così  come
  modificato  dal  subemendamento 27.86.1.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti sino al 27.64 sono assorbiti.
   Si   passa   all'emendamento  soppressivo  27.55,   dell'onorevole
  D'Asero.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  soppressivo  27.104,  dell'onorevole
  Ciaccio,

   ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 27.104.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 27.104.
   Chiarisco   il  significato  del  voto:  chi  è  favorevole   alla
  soppressione del comma 37 vota verde; chi è contrario  vota  rosso,
  chi si astiene vota bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          32
   Contrari            24

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  soppressivo  27.56,   dell'onorevole
  D'Asero.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  soppressivo  27.103,  dell'onorevole
  Ciaccio,

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 27.103.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 27.103.
   Chiarisco   il  significato  del  voto:  chi  è  favorevole   alla
  soppressione del comma 38 vota verde; chi è contrario  vota  rosso,
  chi si astiene vota bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          36
   Contrari            24

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, gli altri emendamenti sono tutti aggiuntivi e,
  se  date  uno  sguardo, mirano a ripristinare alcune postazioni  di
  bilancio: Istituto Gramsci, Società Siciliana per la Storia Patria,
  Centro di accoglienza Padre Nostro, ecc.
   Io  sono  dell'avviso  di  dichiararli  inammissibili,  per  ovvie
  ragioni.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei parlare un
  attimo  dell'emendamento che istituisce gli  ecomusei  in  Sicilia,
  perché è un emendamento che non comporta spesa ma porta incassi per
  la Regione. Faceva parte del testo della finanziaria, nell'articolo
  57, ed era stato stralciato perché, essendo di competenza esclusiva
  della  II  Commissione,  per errore, dopo  che  la  II  Commissione
  l'aveva apprezzato, è tornato alla Commissione di merito.
   Ripeto,  siccome è un emendamento che porta risorse alla  Regione,
  non  credo  che l'Aula abbia necessità di opposizione, perché  anzi
  produce  incassi. Credo che il Presidente Dina voglia spendersi  in
  tal senso.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, voglio essere chiaro, per  evitare
  equivoci.  Vi  sono numerosissimi emendamenti aggiuntivi,  sia  del
  Governo  che  dei  singoli  parlamentari.  Per  una  questione   di
  procedura,  senza fare alcuna sospensione, arriveremmo  comunque  a
  domani  mattina.  Io non ho nessuna difficoltà ad ammettere  questo
  emendamento,  considerato  che non comporta  nuove  spese,  ma  non
  vorrei  che fosse l'espediente usato per costringermi ad  ammettere
  anche tutti gli altri emendamenti.

   MARZIANO.  Se questa viene considerata un'eccezione e  non  se  ne
  ammettono altri, allora va bene

   PRESIDENTE. Infatti, se voi mi autorizzate questa come  eccezione,
  considerato  che  non è una nuova spesa, lo approviamo  e  dichiaro
  inammissibili tutti gli altri emendamenti aggiuntivi.
   Se,  invece,  pensate  che, avendo permesso questa  eccezione,  ne
  potrò accettare altre, non sono assolutamente d'accordo.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 02.53, è ripresa alle ore 03.17)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, Uffici hanno effettuato  un  esame
  sugli emendamenti aggiunti all'articolo 27.
   Dichiaro  inammissibili  gli  emendamenti  27.92,  27.91,   27.93,
  27.113, 27.126, 27.128, 27.137, 27.81, 27.04, 27.07, 27.09, 27.136,
  27.59, 27.79, 27.127, 27.11, 27.30, 27.94, 27.96.
   Risulta precluso l'emendamento 27.114
   L'unico emendamento ammissibile è l'emendamento 27.98, che  tratta
  di  spese per il trattamento accessorio del personale con qualifica
  diversa  da  quella dirigenziale in servizio presso gli  Uffici  di
  diretta  collaborazione  del  Presidente  della  Regione  e   degli
  Assessori regionali, gli Uffici di Gabinetto per intenderci.
   Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?
   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente della commissione e relatore di maggioranza.  Si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. All'emendamento 27.98 appongono la firma gli onorevoli
  Ferrandelli,  Cimino, Alongi, Tamajo, Milazzo, Gianni,  Alloro,  Lo
  Giudice, Picciolo, Dina e Di Giacinto.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, siamo tutti stanchi e dovete pure considerare
  che  è  da  stamattina  che sono qua. Eventualmente  sospendiamo  e
  riprendiamo domani. Io non ho nessuna difficoltà.
   E'  una  questione di carattere generale che ho  detto  e  non  ho
  nessuna  difficoltà  ad  ammettere  il  suo  emendamento  onorevole
  Gianni,  non  perché è stato ammesso quell'emendamento,  ammettiamo
  tutti  gli  altri.  Questo non lo consento. Tutti  gli  altri  sono
  inammissibili.

   GIANNI. Questo non è un emendamento aggiuntivo.

   PRESIDENTE.  E'  stato  stralciato  insieme  a  tanti  altri.  Non
  insista. La competenza era solo ed esclusiva della II Commissione.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CIANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  precisare che il mio Gruppo era contrario all'emendamento  che
  abbiamo testè approvato perché, da solo, con tutto il rispetto  per
  il Brass Group, praticamente prende quasi quanto le associazioni di
  tutta la Sicilia.

   PRESIDENTE. Si dà atto che il Movimento Cinque Stelle dichiara  di
  essere contrario all'emendamento testè approvato.
   Onorevoli  colleghi,  Governo, proprio per  non  arrivare  fino  a
  domani  mattina, penso che gli Uffici siano già pronti per lavorare
  sulla   copertura  finanziaria  che  dovrà  essere  approvata   con
  l'articolo  32.  Ci  affidiamo a lei, assessore  Agnello,  per  non
  rinviare di un giorno.
   Onorevoli colleghi, ricordo a me stesso, non ad altri, che noi non
  stiamo approvando la finanziaria, stiamo approvando una manovra  di
  assestamento di bilancio.
   Si riprende l'esame dell'articolo 30, in precedenza accantonato.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  D'Asero,   un
  emendamento soppressivo dell'intero articolo

   D'ASERO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nonostante  l'ora
  tarda,  l'articolo  30 è un articolo che merita  attenzione  e  che
  merita  di  essere  soppresso, atteso che sono  stato  definito  un
  presentatore  di  emendamenti  soppressivi  poi  in  larga   misura
  ritirati   su  questo  invece  c'è,  signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi la necessità di essere convinti nel fare una battaglia per
  sopprimere l'articolo 30.
   Le  realtà del nostro territorio siciliano, afflitto da una  serie
  di  difficoltà, vede in questa fragilità delle imprese,  in  questa
  fragilità della situazione socio - economica che abbiamo, gli  enti
  che   hanno   dei  fondi  specifici  e  che  riguardano   la   loro
  caratterizzazione. Fra questi c'è l'IRCAC, così come  l'IRFIS  così
  come la CRIAS.
   Volere  sopprimere  o  volere utilizzare i  fondi  caratterizzanti
  degli  enti  per altre iniziative significa, di fatto,  distruggere
  questa  realtà che - attenzione, cari colleghi - è oggi una  grande
  possibilità  di  impegno per quei comparti che in  questi  istituti
  trovano  un  riferimento sicuro. La cooperazione  con  l'IRCAC,  le
  imprese   artigiane  e  commerciali  con  la  CRIAS,   le   imprese
  industriali  e  anche  le  attività di  carattere  finanziario  con
  l'IRFIS.
   Io  ritengo  che  sia un'azione criminis, cari amici  anche  della
  Commissione Bilancio, come avete potuto consentire questo  scempio?
  Utilizzare  venticinque milioni di euro che è il  fondo  che  tiene
  viva  l'IRCAC, poterli destinare per altre finalità che trovano  lo
  spazio  di  un  esercizio,  e  quindi di  un  momento,  per  essere
  totalmente utilizzati, significa veramente non avere valutato  fino
  in fondo quello che è il senso di questa reale azione.
   Io  ritengo  che  in  questo caso sia necessario  che  il  Governo
  intervenga,  prenda atto di questa ,orse non del tutto meditata,  e
  possa  consentire  col  proprio  voto  favorevole  la  soppressione
  dell'articolo e quindi il mantenimento del fondo speciale che è  il
  fondo IRCAC, che era il fondo caratterizzante per le attività delle
  imprese cooperative.
   Atteso  che  in  questa  fase di crisi  generale  il  mondo  della
  cooperazione,  particolarmente  per  quella  parte  di  cooperativa
  sociale,  di  cooperative,  è in questo  momento  di  disastro  per
  l'attività   delle   imprese  con  un  calo  anche   conseguenziale
  dell'occupazione, il settore che ha un incremento  dell'occupazione
  del 7,1 per cento. Questo significa avere una grande possibilità di
  difendere questo fondo dell'IRCAC, quindi far sì che si permanga in
  questa  condizione. E ogni altra azione è veramente, cari colleghi,
  un'azione  criminis. Cerchiamo di intervenire e di  fermare  questo
  tipo di azione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intervenire
  sull'articolo 30 per riaffermare, da un lato, le ragioni di  coloro
  che  fanno  impresa  in Sicilia e, dall'altro lato,  per  dire  che
  questo  articolo 30 va contro una logica di sviluppo, di  crescita,
  di  sostegno  alle  attività produttive verso, invece,  una  logica
  dell'assistenzialismo. Una logica che toglie a  chi  può  immettere
  nel  mercato un circolo virtuoso per potere procedere,  invece,  ad
  una elargizione a pioggia di contribuzione o di assistenzialismo in
  maniera indifferenziata ed indiscriminata.
   Tra  l'altro,  questo  articolo sconta  già  di  una  censura  del
  Commissario   dello   Stato   che  nella  precedente   Finanziaria,
  all'articolo  24 della precedente norma della manovra correttiva  e
  legge  di stabilità, veniva impugnata perché, sul quantum e sull'an
  delle  risorse che dovrebbero essere liberate, non vi era  certezza
  perché dalla relazione tecnica che era stata presentata non vi  era
  una  quantificazione reale né, tantomeno, vi era  la  certezza  del
  disimpegno di queste somme che si vorrebbero liberare a  fronte  di
  impegni che ancora, a tutt'oggi, persistono.
   Io  qua  non  mi  soffermerò sulle centinaia di  emails  che  sono
  arrivate   e  che  hanno  intasato  le  nostre  caselle  di   posta
  elettronica  e,  in questo senso, proprio perché  vi  è  stata  una
  chiara  richiesta  da tutto il mondo produttivo,  cooperativistico,
  del  terzo settore e mutualistico, credo che oggi non serva,  e  lo
  voglio  dire  al  Presidente Crocetta, ma anche all'assessore  alle
  attività  produttive  che non vedo e che stasera  doveva  venire  a
  sostenere  e  difendere un articolo che va nella direzione  opposta
  rispetto al sostegno ed alla difesa di quella Sicilia che produce.
   Lo dico perché, ancorché il Governo abbia mandato un nucleo di tre
  persone nella qualità di ispettori, dalla relazione che hanno fatto
  non   è  emersa  la  disponibilità  reale  rispetto  ai  disimpegni
  effettivi che si potrebbero realizzare rispetto alle somme che oggi
  vengono sottratte a questo Istituto di credito.
   Per queste considerazioni noi manteniamo l'emendamento soppressivo
  e  chiediamo,  fin da subito, il voto segreto perché nella  libertà
  della  scelta  e della discrezionalità della segretezza  dell'urna,
  quest'Aula non possa apportare i  cervelli all'ammasso ,  ma  possa
  avere  un  sussulto di orgoglio e dire, contro il mondo produttivo,
  che  quest'Aula vuole difendere il principio che chi  investe,  chi
  produce e chi si scommette personalmente deve essere difeso.
   Per  cui  chiediamo al Governo di ritirare questa norma, viceversa
  chiederemo   il  voto  segreto e invitiamo  l'intero  Parlamento  a
  sostenere l'emendamento soppressivo.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  avere  una
  spiegazione  da parte dell'Assessore all'economia e dal  Presidente
  Crocetta circa l'ultimo capoverso dell'articolo 13, il quale recita
  che  queste  risorse servono per le garanzie occupazionali  di  cui
  all'articolo 13, comma 2.
   Posto  che l'articolo 13 non ha un comma 2, semmai dovrebbe essere
  articolo  12,  voglio dire all'Aula che se questo articolo  dovesse
  essere cassato noi non diamo la copertura ai forestali, immagino, o
  ai consorzi di bonifica.
   Bisogna  chiarire  cos'è l'articolo 13, comma 2 o  l'articolo  12?
  Cioè perché si prendono questi soldi e dove vanno questi soldi.

   PRESIDENTE.  Se ci sono dei rilievi si scrivano  Si  formalizzino,
  si faccia riferimento all'articolo 117.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, da un controllo effettuato - e  dei  miei
  controlli  si  deve  fidare - l'IRCAC ha a disposizione,  cash,  15
  milioni di euro, questi 25 milioni di euro non ci sono e andiamo  a
  rischio impugnativa.
   Sono  favorevole  a votarlo, ma so  che c'è una disponibilità  che
  non  va  oltre i 15 milioni di euro, da deputato mi sono informato,
  ho  fatto una ricerca visto che rientra nelle mie competenze,  sono
  15 milioni di euro.
   Quindi,  la invito a presentare un sub emendamento al  comma  6  e
  poi,  Presidente, riguardo alla cancellazione di tutti coloro delle
  cooperative  che  entro  i  due  anni dobbiamo  azzerare,  dobbiamo
  chiudere  con  i  contenziosi, io ho proposto  un  emendamento,  il
  30.22, nel quale dico che sono escluse, dal predetto disimpegno, le
  somme  destinate a procedimenti pendenti alla data  della  presente
  legge.
   Questo  significa  che diamo la possibilità  a  queste  pochissime
  cooperative,  che  hanno questo contenzioso aperto,  saranno  circa
  tre,  quattro, di continuare questo percorso e, quindi, nel vedersi
  aggiudicare questo benedetto finanziamento affinché possano portare
  a compimento il loro progetto innovativo.
   L'altro  emendamento,  è sempre il 30.22.  II  parte,  che  chiede
  praticamente  la  sospensione del comma 4, se non  viene  approvato
  questo qui.
   Inoltre,   la  norma  secondo me eccede la  competenza  regionale,
  violando  il limite dell'ordinamento civile, perché è di competenza
  dello  Stato,  ex articolo 117 della Costituzione, quando  c'è  una
  concessione  di  un  finanziamento, non può essere  tolto  d'emblèe
  all'ultimo momento.

   PRESIDENTE.  Inviterei  i  deputati a  prendere  posto,  lasciando
  libero il banco del Governo. Siamo in una fase delicatissima  e  si
  rischiano  di  fare  errori,  poi per  dare  ragione  all'onorevole
  Zafarana  quando afferma che non bisogna lavorare di notte,  perché
  ci  sono loro che vigilano. Vigiliamo tutti quanti. Invito tutti  a
  prendere posto.
   E'  stata  evidenziata  molto bene la questione,  che  sia  chiara
  all'Aula:   se  si  dovesse  approvare  l'emendamento   soppressivo
  dell'articolo  30, verrebbe meno la fonte di finanziamento  che  dà
  copertura ai forestali.
   Siccome  è  stato  fatto questo gioco ad incastro  tra  norme,  ne
  abbiamo  approvata una che rinvia ad un'altra; noi siamo  obbligati
  in  questa  fase,  altrimenti dovremmo rivedere tutta  la  manovra.
  Dovrebbe prevalere, in questo momento, un po' di buon senso.

   FALCONE. Dichiari  inammissibili i nostri emendamenti.

   PRESIDENTE.  In  questo  momento  dovrei  dichiarare,  per  questo
  sistema  d'incastro, inammissibili questi emendamenti, sto  ponendo
  la questione all'Aula.
   Prendo atto che lei contesta la dichiarazione di ammissibilità.
   Dichiaro  inammissibili gli emendamenti 30.1, 30.16, 30.19,  30.4,
  30.6, 30.8, 30.7.

   BARBAGALLO.   Chiedo  di  parlare  per  illustrare   l'emendamento
  governativo 30.20.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  facendo  seguito agli interventi degli onorevoli Cimino e  Lentini,
  chiedo  al  Governo  di  insistere sull'emendamento  30.20,  perché
  consente  di superare alcune incertezze sul comma 1, perché  questo
  pone  il  tema di autotutela dell'atto senza considerare il profilo
  dei requisiti previsti dalla legge, cioè l'illegittimità originaria
  dell'atto  e  l'assenza  di  presupposti  consolidati  in  tema  al
  destinatario.
   Il  Governo legittimamente ha posto queste problematiche, che sono
  risolte  dal  30.20.  Oltre  al 30.20 è opportuno  che  il  Governo
  insista   anche   sull'altro  emendamento,  quello  relativo   alla
  soppressione del comma 4.
   Su    questi   due   emendamenti   governativi   la   formulazione
  dell'articolo 30 sarebbe perfetta.

   PRESIDENTE.  Il Governo mi conferma che l'approvazione  di  questo
  emendamento non inciderà su quello già approvato, sull'articolo 12?

   AGNELLO, assessore per l'economia. E' così.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, vice presidente della Commissione. Favorevole.

   D'ASERO. L'emendamento soppressivo 30.1 a mia firma?

   PRESIDENTE.  L'ho dichiarato inammissibile onorevole  D'Asero.  La
  ringrazio    della    discussione    soprattutto    dell'intervento
  dell'onorevole Cimino perché se non fosse stato per la  discussione
  approfondita,  probabilmente,  vista  l'ora  tarda,  avremmo  fatto
  qualche strafalcione. La sto ringraziando veramente.

   D'ASERO.  Ritengo  che  è  del tutto  innaturale  il  percorso  di
  quest'Aula. L'Aula si deve pronunciare.

   PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, lei lo può ritenere innaturale, per
  carità,   però  l'Aula già si è pronunciata e ha dato copertura  ai
  forestali attingendo ai fondi dell'articolo 30.
   Scusate  lo dico io e faccio una riflessione. Siccome le  somme  a
  favore  dei forestali dovrebbero essere immediatamente impegnabili,
  liquidi,   con   questo  articolo  non  vorrei   che   gli   Uffici
  posticipassero  di  trenta  giorni  perché  è  una  verifica  e  il
  successivo disimpegno. Non so se rendo l'idea.

   CRACOLICI. Anche il primo comma è così.

   PRESIDENTE. Sono d'accordo però dobbiamo sapere quello che andiamo
  a votare.
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, vice presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 30.20. I Parte a  firma  del
  Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Sono  preclusi  gli emendamenti  30.14,  30.2,  30.3,
  30.22.
   Si  passa all'emendamento 30.20 II Parte a firma del Governo.   Il
  comma 2 è soppresso .
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, vice presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Il comma 3 è soppresso. Il Parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia.. Contrario
   Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, vice presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 30.20 III Parte a  firma  del
  Governo. prevede la soppressione del comma 4.
    Il parere della Commissione?

   VINCIULLO, vice presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 30.20 III Parte, che
  è  di  identico contenuto del 30.22 a firma dell'onorevole Lentini.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Dichiaro inammissibile gli emendamenti 30.25,  30.12,
  il 30.13, il 30.5,  30.17, 30.18, 30.23, 30.24, 30.21.
   Dichiaro  decaduto  l'emendamento 30.15 a firma dell'onorevole  Di
  Mauro per assenza del firmatario.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo, 30 così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
   Comunico  che è  contrario il PID, Forza Italia, Lista Musumeci  e
  Nuovo Centro destra.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  45, precedentemente  accantonato.  Questo
  articolo  è  stato  introdotto in bilancio,  è  stato  reso  parere
  favorevole dalla III Commissione e lo abbiamo lasciato.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, ho commesso un errore la volta  scorsa
  quando  è  stato  votato un emendamento a mia  firma   e  ringrazio
  l'onorevole Cancelleri che me lo ha fatto notare.
   Il mio emendamento era estensivo e non restrittivo. Si trattava di
  un  emendamento  che  riguardava una vecchia  formulazione,  perché
  precedentemente il termine era del 31 dicembre 2014,  l'emendamento
  estendeva di dodici mesi nella convinzione che fosse il 31 dicembre
  2014 e non 2015.
   Chiedo agli uffici se si può eliminare e lasciare il comma 2, così
  come prevede la sospensione al 31 dicembre 2015, non so se si possa
  fare con un emendamento ex articolo 117, rappresenta un mero errore
  materiale.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   se   l'Aula   è   d'accordo,
  l'emendamento 45.3.I parte si intende non approvato.
   L'onorevole  Rinaldi,  la scorsa volta, per un  errore  materiale,
  aveva  perorato l'emendamento che prevedeva il prolungamento  della
  proroga  di  dodici  mesi. In realtà nel comma successivo  era  già
  prevista una data ancora superiore rispetto al 2015.
   La  volontà  del  proponente  l'emendamento  era  quella  di  dare
  un'ampia proroga.
   Stiamo prendendo atto che si trattava di un errore.
   Pertanto l'emendamento 45.3.I parte si intende non approvato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico   che  sono ritirati gli  emendamenti  45.3.II  parte,  a
  firma  dell'onorevole Rinaldi, gli emendamenti  45.1,  45.4,  45.5,
  45.6,  45.7, 45.8, 45.9, 45.10, 45.2, 45.11, 45.12, 45.14, 45.15  a
  firma dell'onorevole D'Asero.
   L'Assemblea ne prende atto.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, sebbene in linea  di  principio  noi
  siamo   favorevoli   a  questo  articolo,  a  mio   avviso,   però,
  necessiterebbe  che gli Uffici finanziari e il Ragioniere  generale
  facessero  una  relazione  tecnica per  trovare  e  specificare  la
  puntuale copertura finanziaria.
   Questa  norma,  così  com'è  articolata,  rischia  di  avere   una
  copertura finanziaria incerta. E' giusto che io lo dica a chi ne  è
  stato promotore. Siccome i fondi che utilizza non sono puntualmente
  individuati e quantificati, rischiamo. Solo questo voglio dire.
   Quindi,  se magari il Governo vuole un attimo fare una riflessione
  aggiuntiva su questo, bene; viceversa  andiamo avanti.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sull'argomento
  abbiamo presentato un ordine del giorno, perché io ritengo  che  ci
  sia  anche  da  integrare  a questo ragionamento  il  Fondo  morosi
  incolpevoli.
   Come è noto a tutti voi, una norma nazionale consente, ai sensi di
  una  norma  che  dà una ripartizione per anno, con l'individuazione
  anche  di  un  capitolo,  perché è un  fondo  che  viene  in  parte
  finanziato dallo Stato e integrato o, comunque, anticipato da parte
  della  Regione, una misura a sostegno e di assistenza alle famiglie
  meno  abbienti che sono oggetto di sfratti per morosità e,  quindi,
  nella   condizione  di  disagio  economico  da  non  poter   pagare
  sostanzialmente  l'affitto  e,  quindi,  subiscono  lo  sfratto  e,
  pertanto, sono in stato di bisogno.
   In  questo  articolo,  ritengo, signor Presidente, che,  anche  in
  fase  applicativa, possa essere considerata questa opportunità,  in
  modo  da  utilizzare anche i fondi nazionali che vengono in  questo
  senso destinati per questo tipo di iniziative.

   PRESIDENTE.  Dopo questi rilievi, mi rivolgo al Governo,  possiamo
  passare alla votazione finale dell'articolo 45?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Si.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 45, così come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   passiamo   all'articolo   42
  sull'abrogazione e modifiche di norme.
   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  42.4  a  firma
  dell'onorevole D'Asero. Lo ritira?

   D'ASERO. Non lo ritiro e chiedo il voto segreto.

   PRESIDENTE.   Vuole  spiegarne  il  motivo,  perché  generalmente,
  onorevole D'Asero, quello sull'abrogazione e modifica di norme è un
  articolo che, di norma, serve a integrare e modificare questioni di
  carattere tecnico.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che se il
  Governo,  l'assessore Agnello spiegasse questo articolo l'onorevole
  D'Asero avrebbe un'aggiuntiva riflessione e, quindi, potrebbe anche
  ripensare  a quella che è la sua posizione un po' troppo  radicale,
  forse.

   D'ASERO. Li ritiro.

   PRESIDENTE.  Ritirati tutti i soppressivi. L'Assemblea  ne  prende
  atto.
   Si  passa  all'emendamento  42.12 del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sono pervenuti da parte della Commissione  tre
  emendamenti.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor presidente, onorevoli colleghi, Governo, delle due
  l'una: o qua troviamo un momento e ci fermiamo e riflettiamo oppure
  emendamenti  che hanno sanatorie di personale noi non  ne  possiamo
  accettare.
   Allora, io lo voglio dire in maniera molto sincera, ci fermiamo un
  attimo, signor Presidente, tutti abbiamo magari da correggere degli
  errori  legislativi che nel passato sono stati fatti; però, se  qua
  con la scusa di mettere un piccolo emendamento si inseriscono delle
  nuove  cose,  io  non sono contrario, ma purché sia un  trattamento
  equo.  Allora,  fermiamoci  un  attimo  e  restiamo  disponibili  a
  confrontarci.

   D'ASERO.  Anche  queste,  signor Presidente,  comportano  maggiori
  spese, mi dispiace che lei queste li ammetta

   LEANZA. Signor Presidente vorrei semplicemente capire cosa  stiamo
  votando  nel senso che uno l'ho capito che è quello degli  ecomusei
  ma gli altri due non sono riuscito a capirlo. Se vengono illustrati
  perché vorremmo capire quello che votiamo, anche se sono le 4.00 di
  mattina, ma lo vorremmo capire.

   D'ASERO.  Ora  non  esageriamo e cerchiamo di avere  un  senso  di
  rispetto

   CRACOLICI.   Abbiamo   dato   parere   negativo   in   Commissione
  all'emendamento 27GOV.BIS e adesso rientra qua

   PRESIDENTE. E'in trattazione questi: sono il 42.14, 42.15 e 42.16.
  Io  non  ho  distribuito niente, se me lo fa  vedere.  Almeno  l'ha
  passato  prima  dalla  Presidenza? .scusate non  so  che  cosa  sta
  succedendo,  questo  è inammissibile perché non  è  pervenuto  alla
  Presidenza.  42.15  onorevole Gucciardi.  Questo  è  arrivato  alla
  Presidenza. Non è passato dalla Commissione?

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Questo sì. Presidente Dina, questo è  stato  approvato
  dalla  Commissione, il 42.15. Era nel testo ed io credo, non doveva
  essere  stralciato, è un emendamento che avrebbe dovuto  presentare
  il  Governo  perché una correzione o un errore che ha fatto  questo
  Parlamento  nella  legge  di  riforma  del  precariato,  ecco   per
  intenderci, escludendo una sola categoria di precari che sarebbero,
  per  capirci,  i  precari dell'ex fondo nazionale, che  sono  stati
  prorogati  da  questo  Parlamento per anni, anni  e  anni.  E'  una
  dimenticanza  del  Parlamento. I lavoratori  stanno  già  svolgendo
  attività  dal  primo gennaio. I Sindaci qualche  mese  fa  si  sono
  recati  presso il Dipartimento e hanno avuto questa amara sorpresa.
  Io   credo   che   questo  emendamento  per  altro  firmato   anche
  dall'onorevole  Di  Mauro,  rende  un  atto  di  giustizia  a   dei
  lavoratori per un errore commesso dal Governo e dal Parlamento.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Credo  che  in linea di principio, quello  che  sostiene
  l'onorevole   Gucciardi,   possa   essere   anche   meritevole   di
  apprezzamento però allo stesso modo le discrepanze che  lamenta  il
  collega,  devono  anche  trovare ed essere estese  a  tutte  quelle
  discrepanze  per  cercare di agevolare perché il legislatore  possa
  aiutare a semplificare l'attività di chi amministra e di chi  viene
  in  territorio siciliano. Io mi sono permesso Presidente  Ardizzone
  di  presentare  un  sub-emendamento all'emendamento  Gucciardi  che
  sostituisce  le  parole all'articolo 30, sempre,  della  legge  che
  abbiamo fatto la finanziaria scorsa, la legge 5, le parole  possono
  essere  prorogate   con  vengono prorogate . Perché?  In  tutta  la
  Sicilia  c'è  il comune più piccolo della provincia di Catania,  il
  comune  di  Milo, in cui il segretario comunale si è  convinto  che
  prorogare  i  contrattisti  sia  danno  erariale  perché   ritiene,
  assessore  Valenti,  che l'assessorato alle  autonomia  locali  non
  trasferirà i fondi.
   A  nulla  è  valso  che  i  suoi validi  funzionari  abbiamo  data
  rassicurazione  chiara   apertis  verbis   ,  al  sindaco   ed   al
  segretario comunale, per cui ancora tutto è bloccato.
   Con    questa    norma   aiutiamo   ulteriormente   il    sindaco,
  l'amministrazione  ed  il segretario comunale  a  dire  che  poiché
  vengono  prorogati  é  l'assemblea che  me  lo  sta  chiedendo  io,
  puntualmente, do seguito ad un deliberato dell'assemblea.
   Perché  dico questo, signor presidente? Perché ho voluto  spiegare
  che  questioni delicate e se vogliamo, che creano delle difficoltà,
  come quelle presentate dall'onorevole Gucciardi, ce ne sono altre.
   Riflettiamoci un attimo e le mettiamo tutte insieme e sulle stesse
  troviamo comunità di intenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, le sue iniziative sono  lodevoli,
  però  debbo dichiarare inammissibile la prosecuzione e mi dispiace.
  L'avevo resa ammissibile, però realisticamente, apriamo una  maglia
  a sub emendamenti e non credo sia corretto a quest'ora.

   DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Come
  subemendamenti ce n'è uno solo.

   GUCCIARDI. Su questo argomento vorrei sentire il Governo.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  sì,  in  effetti,  è  vero  quello  che   dice
  l'onorevole Gucciardi. Sono lavoratori che sono stati prorogati con
  successive leggi, la 13 del 2009, la 11 del 2010, la 4 del  2013  e
  poi,  per  un vero errore materiale, quando abbiamo fatto la  legge
  sui  precari,  il  famoso articolo 30 della legge  2013,  per  mera
  dimenticanza sono rimasti fuori. Peraltro, questa loro posizione  è
  già  stata  apprezzata  sia  nella commissione  seconda  che  nella
  commissione quinta.
   Effettivamente,  significa  ripristinare  quella   che   era   una
  condizione  che  doveva essere già regolamentata, sin  dal  momento
  dell'entrata in vigore della legge del 2013.
   Oggettivamente  è  così. Si tratta di una  dimenticanza  e  di  un
  errore tecnico, a fronte di un processo che già il parlamento,  con
  successive  leggi, aveva già codificato perché  sono  a  tutti  gli
  effetti  degli LSU, però nel momento in cui è stata fatta la  norma
  sui precari, non è stato messo riferimento a questo, come bacino di
  riferimento  per  i precari che potevano essere inseriti  nell'albo
  unico. Sono stati messi alcuni riferimenti, ma questo è sfuggito e,
  quindi, sono rimasti fuori.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  presidente,  posso  dire,  con  più  precisione
  dell'assessore, cosa è successo? E' una cosa molto delicata. Signor
  presidente, io a lei faccio una pregiudiziale. O tutto o nulla
   Mi  sono preso una norma. Tutti abbiamo un telefonino, andiamo  su
  google,  quando non abbiamo i riferimenti normativi e facciamo  una
  piccola cronistoria di quello che è successo.

   GUCCIARDI.   Forza  Italia  avrà  mandato  a  casa  questi   cento
  lavoratori .

   FALCONE. Non l vogliamo mandare a casa, così come il PD penso  che
  non  voglia mandare a casa otto poveri disgraziati che lavorano  al
  Comune  di  Milo  e  siccome c'è un funzionario  che  nonostante  i
  funzionari  della Regione abbiamo detto  guardate che  i  soldi  vi
  arrivano e vi arrivano forse anche più dell'anno scorso  si  ostina
  a non contrattualizzarlo. È l'unico Comune
   Volete raccontato cosa è successo? Allora ve lo racconto tutto io.
  Articolo  13, Presidente Ardizzone. Lei ricorderà nel 2009  facemmo
  una norma in materia di politiche del lavoro. Vi ricordate i famosi
  due  milioni  e  mezzo, colleghi della scorsa  legislatura,  quando
  demmo  due  milioni e mezzo per il sostegno delle politiche  attive
  del lavoro, creando nuovo precariato? Di quello stiamo parlando, di
  quel precariato stiamo parlando, se la dobbiamo dire tutta
   Presidente  Ardizzone,  fu  un  deputato,  specificatamente,   che
  propose  quella  norma  sulla quale allora ci  fu  qualche  mal  di
  pancia,  ma alla fine passò. Si creò un nuovo bacino di precariato,
  da  quel  momento  ce  lo  siamo trasportati.  Ora  c'è  stata  una
  soluzione di continuità e lo stiamo recuperando. Se recuperiamo una
  cosa  dobbiamo dare giustizia a tutti  Io non sono contro  nessuno,
  però  esigo  rispetto che molte volte ha ragione Nino D'Asero,  non
  viene   assegnato   e  non  c'è  reciprocità   nel   rispetto   che
  l'opposizione dà alla maggioranza. E questo mi dispiace.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Ho detto al collega Falcone che il problema  che  pone
  per   gli  otto  di  Milo  non  può  essere  apportato  in  termini
  legislativi.

   PRESIDENTE. Così è, avanti. Perché non si può dire per  legge  che
  vengono prorogati, occorrono le condizioni di base per prorogare.

   PANARELLO.  Dopodiché,  collega  Falcone,  guarda  che  il   fondo
  nazionale è una cosa che nasce venti anni fa

                 (Interruzione dell'onorevole Ioppolo)

   Io  sto  dicendo che legislativamente la questione di Milo non  si
  può  risolvere ed è del tutto evidente perché se non  puoi  mettere
  nella  norma che il segretario comunale che si rifiuta di  lo  devi
  fare per forza. Ma di che parliamo?
   Detto questo, per carità, ha ragione il Presidente, alle 5.00  del
  mattino non possiamo aprire una discussione di questo genere se non
  siamo d'accordo. Resta il fatto però, collega Falcone, che lei  non
  può  dire  che  queste  persone di cui all'emendamento  sono  state
  create  nel 2009, perché questo è falso. Questo è falso. Perché  il
  fondo  nazionale  è  stato  costituito  molto  prima  e  se  questi
  lavoratori  discendono dal fondo nazionale sono LSU  da  molto  più
  tempo di tanti contrattisti che abbiamo contrattualizzato e coperto
  con  la  legge.  Di questo si tratta. Dopodiché, il  Parlamento  in
  ragione  del  problema che il collega Falcone ha su  Milo  non  può
  legiferare, per carità, non lo faccia, ma non si dicano falsità.

   PANEPINTO.  Una  Commissione si ricorda che è una legge  sbagliata
  alle 5.00 del mattino?

   PRESIDENTE.   No,    basta   onorevole  Panepinto,   quale   altro
  emendamento?
   Dichiaro inammissibili tutti gli emendamenti.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 42, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FALCONE.  vorrei  sapere  cosa abbiamo sanato.  Abbiamo  sanato  i
  comuni che non hanno presentato le istanze regolarmente  Stasera lo
  dobbiamo  dire  perché  le regole valgono  e  intermittenza  e  non
  vogliamo  sfruculiare  ma qua nessuno è scemo

   PRESIDENTE.  Si  passa all'articolo 76 «Variazione  al  quadro  di
  previsione  dei  cassa  del  bilancio  della  Regione»,  precedente
  accantonato.
   C'è  un  emendamento  soppressivo dell'onorevole  D'Asero.  Poiché
  l'articolo   non   si   può   sopprimere   dichiaro   l'emendamento
  inammissibile.
   Pongo  in votazione l'articolo 76. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario di alzi.

                            (E' approvato)

         Si  passa  all'articolo  1   Variazioni  allo  stato  di
     previsione   dell'entrata  del  bilancio   della   Regione ,
     precedentemente accantonato.

   FALCONE. L'onorevole Cracolici ha detto di stare attenti a mandare
  i numeri corretti al Commissario dello Stato .

   CRACOLICI. L'onorevole Falcone ha ragione

   PRESIDENTE. Questo lo darei per scontato.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario di alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'articolo 2. Distribuisco le quattro modifiche e  non
  il  fascicolo,  perché  tutti gli altri  sono  inammissibili;  solo
  quelli ammissibili.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  volevo
  dei  chiarimenti riguardo all'emendamento TAB.B.14, che prevede  di
  finanziare tre capitoli, di cui due mi risultano per memoria ed uno
  addirittura bocciato in Commissione  Bilancio .
   Voglio  capire se dobbiamo giocare e che intenzioni ha il Governo,
  perché  rifinanziare  qualche  cosa  che  in  Commissione  è  stato
  bocciato  mi  sembra assurdo, soprattutto alle  4.30  del  mattino.
  Pertanto, ne chiedo il ritiro.

   PRESIDENTE. Questo dovrebbe chiederlo al Governo; gli Uffici hanno
  evidenziato quello che lei diceva, però formalmente l'emendamento è
  ammissibile   perché  c'è  la copertura  finanziaria.  Se  è  stato
  bocciato   in  Commissione  non  significa  che  non   può   essere
  ripresentato in Aula, e il Governo in Aula lo sosterrà.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  stiamo
  parlando  di  argomenti  di  un certo  rilievo.  Per  esempio,  con
  l'emendamento TAB.B.8 stiamo togliendo soldi all'AST, tanto cara al
  Presidente  Crocetta, alla quale qualche mese fa  volevamo  mettere
  anche  le ali, quando dovevamo sopperire alla Wind-jet. E' successo
  questo:  l'anno  scorso mettevamo le ali, quest'anno  stiamo  dando
  colpi  alle  gambe, tranciamo le gambe, tagliamo le  ruote,  e  gli
  togliamo 8 milioni 467mila euro.
   La  richiesta  che  fa Forza Italia è quella  di  ritirare  tutto,
  dichiarandolo  inammissibile, perché non  sono  più,  a  quest'ora,
  norme igieniche.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,  mi
  giunge  questo emendamento - mi ricordo solo i numeri,  non  vorrei
  sbagliarmi  -  il capitolo 505901 dove vengono appostati  620  mila
  euro,  lo  stesso  capitolo  che abbiamo  trattato  in  Commissione
   Bilancio  a proposito del pagamento di tutte le quote non  versate
  e  già prescritte fin dal 1999 ad una serie di associazioni sanità.
  E  poi il capitolo 242526, dove vengono appostati 250 mila euro,  è
  lo  stesso capitolo che abbiamo trattato in Commissione  Bilancio ,
  dove vengono finanziati gli enti che prendono i soldi grazie a  una
  graduatoria.

   AGNELLO,  assessore  per  l'economia.  Dichiaro  di  ritirare  gli
  emendamenti TAB.B.14 e TAB.B.8.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento TAB.B.10 è dichiarato decaduto.
   Si passa all'emendamento 2.2, dei deputati Questori.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sostenendo  questo
  emendamento  c'è  anche  un ulteriore richiesta  che  rivolgo  alla
  Presidenza, e cioè quella di rigettare ogni richiesta del Comune di
  Palermo  per  sottrarre la nostra zona destinata  a  parcheggio  ad
  altri usi, perché ciò comporterebbe un disagio notevole per tutti i
  dipendenti  di  questa Assemblea, per tutti i  parlamentari  e  per
  tutti coloro che frequentano questo Palazzo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, le perdono  queste  dichiarazioni
  perché siamo alle 5.00 del mattino. Ho dato io l'autorizzazione  al
  Comune  di Palermo a liberare questa piazza dalle auto, perché  fin
  quando  ci  sono  le auto questo Palazzo non verrà dichiarato  sito
  dell'Unesco.
   Parliamo   di  privilegi  ed  abbiamo  il  problema  che   bisogna
  necessariamente parcheggiare?
   Ripeto,  questo  Palazzo  non  viene dichiarato  sito  dell'Unesco
  perché  il parcheggio, per cui correttamente il Comune di  Palermo,
  d'intesa  con  l'Assemblea  Regionale  Siciliana,  ha  chiesto   di
  pedonalizzare  l'area  circostante perché  verranno  gli  ispettori
  dell'Unesco.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CORDARO. Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2 con l'allegata  Tabella.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  sospendo brevemente la  seduta  al  fine  di
  rivedere  le  coperture finanziarie, i affidandoci e fidandoci  del
  Governo.

     (La seduta, sospesa alle ore 04.40, è ripresa alle ore 04.54)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, alla luce dei  provvedimenti  che
  quest'Aula ha testé adottato, è stato formulato l'articolo  32  che
  riguarda la copertura finanziaria.
   E'  in distribuzione il testo preparato dal Governo, e chiaramente
  non  si  presentano emendamenti che riguardano aspetti di carattere
  tecnico.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   memore   di
  un'antica  relazione  di  minoranza di una  Finanziaria  trascorsa,
  tutto  sommato  è  chiaro che le coperture finanziarie  le  abbiamo
  riviste ed hanno avuto degli aggiustamenti.
   Vorrei fare soltanto qualche considerazione che rimanga anche agli
  atti  perché  noi,  con questo articolo 32, sostanzialmente  stiamo
  utilizzando  quest'anno il minore disavanzo che  avremo  utilizzato
  l'anno  prossimo.  Stiamo  ulteriormente  anticipando  al  2014   i
  risparmi del piano di rientro, ma con un problema però, che  stiamo
  utilizzando per intero quel famoso plafond dei 300 milioni di  euro
  circa,  anticipandoli  con  quel  sofismo  contabile  che   ci   ha
  contestato  la  Corte  dei Conti. Quelle  che  sono  le  somme  che
  accerteremo  nel prosieguo e che potremo utilizzare in  termini  di
  competenza   di  cassa,  le  stiamo  utilizzando  in   termini   di
  competenza, anticipandoli.
   E poi ci sono due problemi che sono, a mio avviso, i più seri.
   Primo,   al   comma  6  stiamo  incrementando  gli  accantonamenti
  dell'anno 2015 che passano da poco più di 979 milioni a un miliardo
  e  112  milioni, con un maggiore aggravio delle spese a carico  del
  bilancio di circa 133 milioni; e abbiamo tolto 55 milioni di  somme
  cash ai comuni, e stiamo facendo ricorso al mercato finanziario.
   Io,  personalmente, non lo avrei fatto assessore, e glielo  voglio
  dire.   Io   avrei   riutilizzato,  in   attesa   di   un'ulteriore
  rinegoziazione  con  lo  Stato, il  Fondo  per  lo  Sviluppo  e  la
  Coesione,  dove noi abbiamo ancora a disposizione alcune  centinaia
  di  milioni  di  euro  che non spenderemo  nel  2014,  ma  potevamo
  utilizzarli  con  una  tecnica di accantonamento  in  questa  fase,
  potendoli  liberare  l'anno prossimo, o con la  rinegoziazione  nei
  confronti  dello Stato o, diversamente, facendo l'anno prossimo  un
  mutuo, ricorrendo al mercato finanziario.
   Quest'anno  stiamo, invece, ulteriormente caricando  di  ulteriori
  mutui  il bilancio della Regione, quando la Corte dei Conti  ci  ha
  invitati  a  non  fare  più ricorso al mercato  finanziario  e,  al
  contempo, stiamo congelando delle somme che sono in conto capitale,
  somme  extraregionali che potremmo ben accantonare, poiché  non  le
  utilizzeremo quest'anno.
   Paradossalmente, e la voglio dire tutta, abbiamo le somme del  PAC
  destinate  a vari settori, il cui rischio è la loro inutilizzazione
  al  di  fuori  dell'Assessorato per l'istruzione  e  la  formazione
  professionale;  li  stiamo  utilizzando  anche  nel  settore  delle
  infrastrutture,  per impiantistica. Il rischio è  che  noi  non  li
  spenderemo e che lo Stato se li riprenderà.
   Potremmo,  allora, impegnarli temporaneamente  in  attesa  di  una
  nuova rinegoziazione per scongelarli successivamente con un mutuo.
   Assessore,  io  non sto contestando, sto facendo  delle  ulteriori
  considerazioni  contabili e finanziarie che,  magari,  possono  non
  essere condivise.
   Voi  avete  fatto  una scelta, e mi rendo conto che  avete  dovuto
  affrontare  ed intraprendere una strada molto stretta, siamo  tutti
  bravi  a  trovare delle soluzioni; le mie proposte  potevano  anche
  essere delle soluzioni possibili.
   Ciononostante il Governo si è preso questa responsabilità e noi ne
  prendiamo atto.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO,   assessore  per  l'economia.  Onorevole   Falcone,   lei
  giustamente  dice che avrebbero potuto esserci altre soluzioni,  ma
  noi riteniamo che questa sia stata la migliore soluzione possibile.
   In  più questa soluzione ha dei vantaggi importanti che ci portano
  ancora  più velocemente a quello che la Corte dei Conti ci  ha  più
  volte  chiesto, perché noi stiamo incrementando quel  famoso  fondo
  per l'abbattimento dei residui attivi portandolo, già da adesso, ad
  una  cifra  di 232 milioni rispetto ai 210 circa che c'erano  nella
  precedente  scrittura  dell'articolo 32. In più  stiamo  aumentando
  l'ammontare  delle regolazioni contabili portandole  da  90  a  132
  milioni di euro.
   Questo noi riteniamo sia una garanzia superiore.
   In  più siamo convinti di riuscire, come lei sa bene, a recuperare
  altri  100 milioni dal riaccertamento dei residui attivi e, quindi,
  arrivare  ad  una cifra di quasi 332 milioni di euro di  fondo  per
  l'abbattimento  dei residui attivi che, grazie a questa  legge  che
  stiamo approvando, andranno, al 31 dicembre, direttamente a ridurre
  l'importo,  e  quindi  non andranno in perenzione  e  non  dovranno
  essere  rimpinguati  il  prossimo anno ma andranno  direttamente  a
  ridurre i residui.
   Pertanto, noi riteniamo che questa riclassifica degli importi  sia
  la  soluzione  migliore  che potevamo trovare.  Inoltre  anche  sul
  ricorso  al finanziamento pubblico posso dire che non ha  ulteriori
  costi,  perché abbiamo avuto anche un minore costo rispetto al  ddl
  pagamenti  e  quindi,  di fatto, il maggior costo  apparente  viene
  riassorbito da quel minor costo che noi siamo riusciti ad  ottenere
  con  una  negoziazione di un mutuo vantaggioso.  Quindi,  anche  da
  questo  punto  di  vista, il costo del mutuo verrà  riassorbito  da
  quello  che c'era nella manovra precedente. Riteniamo, infine,  che
  l'impianto  di  questo  articolo così  come  è  costituito  sia  un
  impianto più garantista per questa manovra.

   PRESIDENTE.  Passiamo  alla  votazione  dell'emendamento  32R  del
  Governo, di riscrittura dell'interno articolo 32.
   Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  abbiamo l'ultimo articolo,  quello  relativo
  alla  pubblicazione  della legge. Articolo 77,  Norma  finale :  la
  presente  legge  sarà  pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale  della
  Regione  siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della  sua
  pubblicazione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di  osservarla  e
  di farla osservare come legge della Regione.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sono stati presentati numerosissimi ordini del
  giorno,  e  non  li possiamo trattare in questa seduta.  Uno  -  mi
  dispiace  per l'onorevole Cordaro - è inammissibile perché  rientra
  in una materia non di competenza dell'Assemblea ed è il numero 339.
  Per  quanto  riguarda  gli altri, gli Uffici  non  hanno  avuto  la
  possibilità  di  esaminarli. Io farei una proposta  perché  non  mi
  sento  in  questo momento di andare dal Presidente della Regione  e
  dire:   li accetti come raccomandazioni . Ci sono ordini del giorno
  impegnativi,  ad  esempio  dove si dice  che  il  Governatore  deve
  rinunciare  al contenzioso Stato-Regioni, per cui non è  questo  il
  momento per trattare gli ordini del giorno.
   Poiché  l'Aula  si deve comunque aggiornare nel  mese  di  agosto,
  quindi  giorno 11, lunedì, per una seduta di prassi, per  eventuale
  autorizzazione a promulgare la legge senza le parti  impugnate,  io
  rinvierei la discussione e l'approvazione in quella sede.

   MILAZZO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori, così come lo ha
  fatto con altri deputati di andare in deroga al Regolamento

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, se lei pensa di ottenere  risultati
  con  questo  tono non ottiene nulla  La invito a stare seduto   Gli
  ordini del giorno non si discutono
   L'onorevole Ferrandelli, l'onorevole Tamajo e l'onorevole Milazzo,
  in  una  maniera  più composta - se l'onorevole Milazzo  mi  faceva
  completare  il  ragionamento - mi hanno posto una  problematica  di
  carattere generale, che è quella della vicenda degli ex-pip, per  i
  quali c'è l'esigenza, per ovvie ragioni, di approvare oggi l'ordine
  del giorno.
   Per  cui,  io  porrei all'attenzione del Governo quest'ordine  del
  giorno e quello dell'ENI.
   Gli altri verranno trasmessi al Governo per un esame.
   Preciso  comunque  che gli ordini del giorno non  si  discuteranno
  nemmeno  nella seduta di giorno 11 agosto, bensì verranno posti  in
  votazione senza discussione.

   CIACCIO. Il Movimento Cinque Stelle appone la firma all'ordine del
  giorno.

   CORDARO. Appongo la mia firma agli ordini del giorno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, forse non sono  stato  abbastanza
  chiaro.
   Ci  sono  oltre  100 ordini del giorno e siccome in  questi  casi,
  sostanzialmente, o si accettano come raccomandazione o si  rinviano
  alla seduta successiva, avendo già in programma di convocare l'Aula
  per  lunedì  11  agosto p.v., li tratteremo in quella  seduta,  nel
  corso della quale, però, non verrà aperta alcune discussione.
   Su  questi  due  ordini del giorno particolarmente urgenti  prendo
  atto della volontà dell'Aula intera di apporre la firma.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sugli  ex-pip  il  parere  del  Governo  rimane   sempre
  identico, non cambia a secondo gli ordini del giorno.
   Voglio essere sincero. Qui ci sono indicati una serie di reati,  e
  su  questi  reati non se ne parla. C'è da considerare che  ci  sono
  alcuni  aspetti tecnici legati alla gestione dell'interdizione  dai
  pubblici uffici. C'è un problema pratico, non è vero che il Governo
  ha voluto utilizzare una serie di lavoratori. Il tentativo di porli
  nella  collocazione di aree esterne alla Regione, ospedali o altro,
  ma  anche di darli al Comune, è fallito proprio perché diversi enti
  si  rifiutano  di  volere alcuni soggetti,  per  cui  noi  possiamo
  prendere come raccomandazione di trattare tutta questa vicenda  con
  la  necessaria  attenzione,  tenendo conto  che  si  tratta  di  un
  sussidio  e  non  di un vero contratto di lavoro, e  che  per  tale
  motivo è sottoposto ad altre normative.
   Tra   l'altro,   sinceramente,  lo  sforzo  che   stiamo   facendo
  attualmente  è  di  vedere come collocare, in presenza  persino  di
  dinieghi  che ci sono arrivati dal personale, , quindi, giusto  per
  informarvi.
   Per  quanto riguarda l'ENI, non ho avuto modo di leggere il  testo
  dell'ordine   del   giorno,  pertanto  vorrei   che   qualcuno   lo
  sintetizzasse, giusto per capire qual è il mandato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   MARZIANO. Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente  della
  Regione,  abbiamo  presentato l'ordine del  giorno  perché  era  un
  impegno  assunto con il sindacato dei lavoratori e con la città  di
  Gela. Nell'ordine del giorno si chiede al Governo di supportare con
  la sua presenza tutta l'attività legata al confronto con l'ENI, per
  evitare  che ci siano solo le proposte di avviare ipotesi di  green
  economy, invece di riavviare la raffineria e mantenere gli  impegni
  assunti un anno fa nel rapporto col Governo regionale.
   E' un ordine del giorno che da forza all'azione del Governo per la
  ripresa dell'attività produttiva.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, il Governo ha preso posizione a favore di tutte  le  aree
  industriali  dell'ENI, da Milazzo a Priolo a  Gela.  Ha  tenuto  la
  linea molto dura, d'intesa anche col sindacato nazionale oltre  che
  regionale, sia con le categorie che con quelle confederali.
   Personalmente,  sono  stato  molto contento  ieri,  quando  mi  ha
  chiamato  la  Camusso  per dire che l'ipotesi  di  lavoro  che  noi
  avevamo  fatto cominciava ad avanzare nell'accordo e  quindi  c'era
  anche  questa  condivisione da parte del sindacato nazionale  della
  linea assunta dal Governo.
   Vi  voglio ringraziare per la condivisione perché, se fino ad oggi
  questi disegni dell'ENI non sono passati, lo si deve anche al ruolo
  forte assunto da tutti noi, ed io quando dico Regione intendo tutti
  noi,  per difendere la tutela dell'ambiente, gli impegni di lavoro,
  un'industria che sia eco sostenibile, economicamente sostenibile.
   Questi  sono gli impegni che abbiamo assunto partendo dalla difesa
  dell'occupazione  dei  posti  attuali. Non  possiamo  assolutamente
  transigere su questo. Ieri il segnale è stato che l'ENI ha fatto un
  po'  marcia indietro dicendo che rispetta già gli impegni dell'anno
  scorso dei 700 milioni di investimento che migliorano sia l'aspetto
  dell'emissione che quello di tutela ambientale, ma anche di rendere
  più produttivo lo stabilimento.
   E'  una  partita di lunga durata, però in questa partita di  lunga
  durata  noi  ci  metteremo tutta l'azione e tutto l'impegno  perché
  assolutamente  la  Regione siciliana non venga  trattata  come  una
  colonia,  spremuta  al solito da interessi che  oggi  sono  persino
  inspiegabili,   perché  oggi  si  chiude  tutta   l'industria   del
  Mezzogiorno mentre si mantiene quella del Nord del Paese. Questa  è
  chiaramente  un'offesa per la Regione siciliana, al  modo  di  come
  viene  considerata dall'industria nazionale per cui su questo anche
  io terrò sistematicamente informato il Parlamento di ogni sviluppo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di passare  alla  votazione
  finale del disegno di legge, preannuncio che dobbiamo anche fare la
  votazione  finale del disegno di legge sui testimoni di  giustizia.
  Siccome  è  una  cosa  velocissima vi  prego  di  non  allontanarvi
  dall'Aula.
   Comunico  che, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno,
  è stato presentato l'emendamento 117.A di riscrittura dell'articolo
  3.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.1.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.3.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.5 .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.2.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                            (E' approvato)

   testimoni di giustizia'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Discussione del disegno di legge 478/A  Benefici in favore dei
                       testimoni di giustizia .

     PRESIDENTE.  Si passa al disegno di legge n. 478/A  Benefici  in
   favore dei testimoni di giustizia .

   TAMAJO. Gli ordini del giorno sono stati votati?
   PRESIDENTE.  Il  Presidente della Regione  li  ha  accettati  come
  raccomandazione,   Sono   stati   discussi   e    accettati    come
  raccomandazione.
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                Art. 1.
             Benefici in favore dei testimoni di giustizia

   1.  I  benefici di cui ai commi 1 ed 1 bis dell'articolo  4  della
  legge regionale 13 settembre 1999, n. 20 e successive modifiche  ed
  integrazioni  sono  estesi in favore dei soli soggetti  qualificati
  come  testimoni di giustizia, ai sensi del decreto legge 15 gennaio
  1991, n. 8, convertito con modificazioni dalla legge 15 marzo 1991,
  n.  82  e  successive modificazioni, purché abbiano reso la propria
  testimonianza in procedimenti penali per reati di mafia incardinati
  presso  autorità  giudiziarie aventi sede in  Sicilia  e  che,  per
  effetto  delle  dichiarazioni  rese  nel  procedimento  penale,  si
  trovino in gravi difficoltà economiche.

   2.  Ai fini dell'applicazione dei benefici di cui al comma 1,  per
  testimoni  di  giustizia  si  intendono  i  soggetti  che  assumono
  rispetto al fatto o ai fatti delittuosi in ordine ai quali  rendono
  le  dichiarazioni esclusivamente la qualità di persona  offesa  dal
  reato, ovvero di persona informata sui fatti o di testimone, purché
  nei   loro   confronti  non  sia  stata  disposta  una  misura   di
  prevenzione,   ovvero  non  sia  in  corso   un   procedimento   di
  applicazione  della  stessa, ai sensi  del  decreto  legislativo  6
  settembre 2011, n. 159.

   3.  Le dichiarazioni predette devono avere carattere di intrinseca
  attendibilità,  devono  altresì avere  carattere  di  novità  o  di
  completezza  o  per  altri  elementi devono  apparire  di  notevole
  importanza  per lo sviluppo delle indagini o ai fini  del  giudizio
  ovvero   per  le  attività  di  investigazione  sulle  connotazioni
  strutturali,   le  dotazioni  di  armi,  esplosivi   o   beni,   le
  articolazioni  e  i  collegamenti interni  o  internazionali  delle
  organizzazioni criminali di tipo mafioso.

   4.  L'inattendibilità accertata giudizialmente delle dichiarazioni
  rese   nel  procedimento  penale  costituisce  causa  di  decadenza
  immediata dai benefici concessi ai sensi della presente legge.

   5.  Per  la  concessione  dei benefici  della  presente  legge  si
  applicano  le  procedure  individuate  dalla  legge  regionale   13
  settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni.

   6.  La  presente legge si applica anche nei confronti dei soggetti
  già  riconosciuti,  alla data di entrata in  vigore  della  stessa,
  quali  testimoni di giustizia ai sensi del decreto legge 15 gennaio
  1991, n. 8, convertito con modificazioni dalla legge 15 marzo 1991,
  n. 82 e successive modificazioni.

   Comunico  che è  stato presentato l'emendamento 1.1, a  firma  del
  Governo  che  recita   Dopo  le parole   successive  modificazioni'
  aggiungere  ovvero in favore del rispettivo figlio' .
   Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                Art. 2.
                           Norme finanziarie

   1.  A  decorrere  dall'anno 2014 è istituito  nel  bilancio  della
  Regione  un  apposito  fondo destinato alle assunzioni  autorizzate
  dalla presente legge con una dotazione di 120 migliaia di euro  per
  l'anno  2014.  Per gli anni 2015 e 2016 il fondo è quantificato  in
  380 migliaia di euro annui.

   2. Per far fronte agli oneri previsti dal comma 1, per l'anno 2014
  è  autorizzata la spesa di 120 migliaia di euro, cui si  fa  fronte
  con  parte  delle disponibilità del capitolo 215704. Per  gli  anni
  2015  e  2016  gli  oneri  relativi trovano  riscontro  nell'U.P.B.
  4.2.1.5.2 , capitolo 215704.

   3.  A  decorrere dall'anno 2017 i maggiori oneri, valutati in  380
  migliaia  di  euro annui, trovano riscontro nella  riduzione  della
  spesa derivante dalle disposizioni di cui al comma 10 dell'articolo
  1  della  legge  regionale 29 dicembre 2008,  n.  25  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   4.  I benefici previsti dalla presente legge trovano applicazione,
  per ciascun anno, nei limiti degli stanziamenti autorizzati.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 2.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                Art. 3.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata sulla  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 2.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  dovrebbe   meglio   chiarire   il
  significato dell'emendamento approvato prima, il senso delle parole
   il rispettivo figlio .

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, i testimoni di giustizia, lei che è
  avvocato penalista, sa bene chi sono. Siccome ci sono dei testimoni
  di giustizia che non possono rientrare in Sicilia, perché mettono a
  rischio  la  loro  vita e hanno cambiato pure identità,  rimarranno
  fuori.
   Considerato  che  questo  tipo di assunzioni  può  farle  solo  la
  Regione siciliana, il beneficio è in favore di un figlio.

   ASSENZA. E si chiama rispettivo figlio, signor Presidente?

   PRESIDENTE. Gli uffici daranno la giusta lettura.

   variazioni al bilancio per il 2014 e manovra correttiva

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
                                 2014.
  Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
                           finanziario 2014
        e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
       Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
      Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie.  (782/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge  Assestamento del bilancio della Regione  per
  l'anno finanziario 2014. Variazioni al bilancio di previsione della
  Regione  per  l'esercizio finanziario 2014 e modifiche  alla  legge
  regionale  28  gennaio  2014, n. 5  Disposizioni  programmatiche  e
  correttive   per  l'anno  2014.  Legge  di  stabilità   regionale'.
  Disposizioni varie.  (782/A).
   Indico la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Risultato della votazione.

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.

   Presenti e votanti   ..64
   Maggioranza   .. 33
   Favorevoli     ..42
   Contrari      ..21
   Astenuti      ..1

                            (E' approvato)

   'benefici in favore dei testimoni di giustizia'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
        Benefici in favore dei testimoni di giustizia.  (478/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge   Benefici  in  favore  dei  testimoni   di
  giustizia.  (478/A)
   Indico la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione.

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.

   Presenti e votanti   ..62
   Maggioranza   .. 32
   Favorevoli     ..62

   patologia del cavo orale'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Disegno di legge  Norme per la prevenzione delle patologie del
                          cavo orale  (475/A)

   PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge  Norme per la prevenzione
  delle patologie del cavo orale  (475/A).
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'articolo 1. Non ci sono emendamenti.  Ne
  do lettura.

                                Art. 1.
    Promozione dell'erogazione delle prestazioni di igiene del cavo
                                 orale

   1.  Per la promozione e diffusione della prevenzione o della  cura
  precoce  di specifiche malattie del cavo orale, la Regione assicura
  l'erogazione  delle  relative prestazioni nell'ambito  del  Sistema
  sanitario regionale.

   2.   Le  Aziende  sanitarie  provinciali,  su  base  distrettuale,
  adottano  tutti  gli  atti gestionali e di programmazione  volti  a
  garantire l'erogazione delle prestazioni di prevenzione primaria  e
  secondaria,  di  prevenzione delle complicanze  orali  correlate  a
  patologie  sistemiche e cura precoce delle malattie del cavo  orale
  riconosciute  nell'ambito  dei  livelli  essenziali  di  assistenza
  attraverso  l'inserimento  della  figura  professionale   sanitaria
  dell'igienista dentale.

   3.  Per  le  finalità  di  cui  ai commi  precedenti,  le  Aziende
  sanitarie  provinciali  sono autorizzate a  rimodulare  le  proprie
  piante  organiche e ad espletare i relativi concorsi pubblici,  nel
  rispetto dei tetti di spesa e dei vincoli normativi fissati per  le
  assunzioni   del  personale,  inserendo  la  figura  dell'igienista
  dentale   quale  operatore  sanitario,  in  possesso  del   diploma
  universitario  abilitante, in grado di assicurare la prevenzione  e
  cura delle affezioni orodentali su prescrizione degli odontoiatri e
  dei   medici   chirurghi,  responsabili  di  servizio,  autorizzati
  all'esercizio dell'odontoiatria come disciplinato dal  Decreto  del
  Ministro della sanità n. 137 del 15 marzo 1999.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Non ci sono emendamenti. Ne do lettura.

                                Art. 2.
   Prestazioni concernenti la prevenzione e la cura di affezioni del
                              cavo orale

   1.    Nell'ambito  del  Sistema  sanitario  regionale  l'igienista
  dentale abilitato:

   a)  svolge attività di educazione sanitaria dentale e partecipa  a
  progetti di prevenzione primaria;

   b)    collabora   alla   compilazione   della   cartella   clinica
  odontostomatologica  e  provvede alla  raccolta  dei  dati  tecnico
  statistici;

   c)  effettua l'ablazione del tartaro e la levigatura delle  radici
  dentali nonché l'applicazione topica dei vari mezzi profilattici;

   d) provvede all'istruzione sulle varie metodiche d'igiene orale  e
  sull'uso   dei  mezzi  diagnostici  idonei  a  evidenziare   placca
  batterica  e  patina  dentale motivando  l'esigenza  dei  controlli
  clinici periodici;

   e)  indica  le regole di un'alimentazione razionale ai fini  della
  tutela della salute dentale.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Non ci sono emendamenti. Ne do lettura.

                                Art. 3.
                              Linee guida

   1. L'igienista dentale abilitato che eroga le relative prestazioni
  nell'ambito  del  Sistema  sanitario  regionale,  si  attiene  alle
  indicazioni  scientifiche e terapeutiche  contenute  nelle  vigenti
  Linee  guida  nazionali emanate dal Ministero della Salute  per  la
  promozione  della  salute  orale e la prevenzione  delle  patologie
  orali  in età evolutiva ed in età adulta nonché negli individui  in
  età  evolutiva  che  devono  essere sottoposti  a  chemioterapia  o
  radioterapia.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Non ci sono emendamenti. Ne do lettura.

                                Art. 4.
                         Copertura finanziaria

   1.  Agli  oneri  derivanti dall'applicazione della presente  legge
  relativi  alle  assunzioni  degli  igienisti  dentali,  le  Aziende
  sanitarie  provinciali provvedono, senza nuovi o maggiori  oneri  a
  carico  dei  propri bilanci, mediante rimodulazione  dei  posti  in
  pianta   organica  conseguente  alla  soppressione  di  figure   di
  operatori   sanitari   equiparabili  e  con   equivalenti   livelli
  salariali, nel rispetto dei tetti di spesa e dei vincoli  normativi
  fissati per le assunzioni del personale.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Non ci sono emendamenti. Ne do lettura.

                                Art. 5.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della  Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno  successivo
  alla sua pubblicazione.

   2.  È  fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e di  farla
  osservare come legge della Regione.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   patologia del cavo orale'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale  (475/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione finale per
  scrutinio  nominale del disegno di legge  Norme per la  prevenzione
  delle patologie del cavo orale  (475/A).
   Indico la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione.

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.

   Presenti e votanti   ..45
   Maggioranza   .. 23
   Favorevoli     ..44
   Astenuti      ..1

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a lunedì, 11 agosto 2014,
  alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   - Comunicazioni

                   La seduta è tolta alle ore 05.40

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

                       DISEGNO DI LEGGE N. 782/A

    Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
                                 2014.
  Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
                           finanziario 2014
         e modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5
       Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
          Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie.

                               TITOLO I
      Ripianamento del disavanzo 2013 e accantonamenti tributari

                                Art. 1.
         Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del
                        bilancio della Regione.

         1.  Nello  stato di previsione dell'entrata del bilancio
     della   Regione  per  l'esercizio  finanziario   2014   sono
     introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella  A'.

                                Art. 2.
          Variazioni allo stato di previsione della spesa del
                        bilancio della Regione

         1.  Nello  stato di previsione della spesa del  bilancio
     della   Regione  per  l'esercizio  finanziario   2014   sono
     introdotte  le  variazioni di cui all'annessa  tabella   B',
     comprensive di quelle discendenti dai successivi articoli.

                                Art. 3.
                    Ripianamento del disavanzo 2013

         l.  Il  disavanzo finanziario di gestione dell'esercizio
     2013  determinato per i fondi regionali in 463.769  migliaia
     di  euro,  è riassorbito nel biennio 2014-2015 nella  misura
     di  231.885  migliaia di euro per l'anno 2014 e  di  231.884
     migliaia  di  euro  per l'anno 2015. Conseguentemente,  sono
     rideterminati  per il medesimo biennio gli  importi  di  cui
     all'articolo  4,  comma 1, della legge  regionale  7  agosto
     2013, n. 13.

         2. Le risorse di cui al comma l, quantificate in 111.615
     migliaia di euro per l'anno 2014 e 111.616 migliaia di  euro
     per  l'anno 2015 sono destinati ad incrementare il fondo  di
     cui all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.
     11 (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215727).

         3.   Per  l'anno  2014  l'ammontare  del  fondo  di  cui
     all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.  11
     (UPB  4.2.1.5.99  -  capitolo  215727)  è  quantificato   in
     211.115  migliaia di euro, comprensivo delle somme derivanti
     dall'applicazione del comma 2.

         4.  All'articolo  4,  comma 5 della legge  regionale  28
     gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni  è
     soppresso l'ultimo periodo.

         5. Le entrate erariali spettanti alla Regione versate in
     conto  residui, a decorrere dall'esercizio finanziario 2014,
     sono  portate ad incremento del fondo di cui all'articolo  5
     della  legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 (UPB 4.2.1.5.99
     capitolo 215727).

         6.   L'Amministrazione  regionale  è  autorizzata,   per
     l'esercizio  finanziario 2014, ad eliminare  dal  conto  del
     Bilancio  2014  crediti annullati ai sensi dell'articolo  1,
     comma 527, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, nelle  more
     dell'emanazione  da  parte  del  Ministero  dell'Economia  e
     delle     Finanze     del    relativo    provvedimento     e
     dell'introduzione nell'ordinamento contabile  della  Regione
     delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n.  118
     del  2011 e successive modifiche ed integrazioni, in  misura
     corrispondente  all'importo  iscritto  nel  fondo   di   cui
     all'articolo 5 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.  11
     sulla  scorta dei dati forniti dall'agente della riscossione
     entro   il  31  ottobre  2014  per  anno,  provincia,  capo,
     capitolo ed articolo.

                                Art. 4.
                       Accantonamenti tributari

         1. All'articolo 4 della legge regionale 28 gennaio 2014,
     n. 5 sono apportate le seguenti modifiche:

         a) al comma l dopo le parole  legge 27 dicembre 2013, n.
     147   sono aggiunte le parole  come modificato dall'articolo
     46,  comma  3,  del  decreto legge 24 aprile  2014,  n.  66,
     convertito con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014,  n.
     89 ,  la  cifra   1.053.769 migliaia di euro   è  sostituita
     dalla cifra  1.142.162 migliaia di euro ;

         b)  al  comma  2,  lettera  a)  la  cifra   641.475    è
     sostituita dalla cifra  508.300 ;

         c)  al  comma 2, lettera b) il periodo  400  milioni  di
     euro  annui   è sostituito da  80.608 migliaia di  euro  per
     l'anno  2014 e 400.000 milioni di euro annui per il  biennio
     2015-2016 ;

         d)  al  comma  2  dopo la lettera b)  sono  aggiunte  le
     seguenti lettere:

         e)  b.1)  quanto a 553.254 migliaia di euro  per  l'anno
     2014  mediante  utilizzo di parte delle somme  dovute  dallo
     Stato  derivanti  dalla restituzione delle riserve  erariali
     di  spettanza regionale a seguito della sentenza della Corte
     Costituzionale n. 241 del 4 ottobre 2012;

         f)  al comma 2 lettera c) il periodo  12.294 migliaia di
     euro per l'anno 2014 e  è soppresso.

         2.  In conseguenza delle disposizioni di cui al presente
     articolo l'Allegato 2 di cui all'articolo 4, comma 3,  della
     legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è soppresso.

                                Art. 5.
        Recepimento di norme nazionali e integrazione schemi di
                               bilancio

         1.  A  decorrere  dall'1  gennaio  2015,  sono  recepite
     nell'ordinamento  contabile della  Regione  le  disposizioni
     contenute  nel  Titolo  I e III del decreto  legislativo  23
     giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.

         2.   Nelle   more   dell'introduzione   nell'ordinamento
     regionale delle disposizioni contenute nel titolo  I  e  III
     del  decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
     modifiche  ed  integrazioni, ed al fine di  omogeneizzare  e
     rendere  confrontabili  i  dati di  bilancio  con  le  altre
     regioni,   per  l'esercizio  finanziario  2014  le   entrate
     tributarie  sono  contabilizzate  al  netto  degli   importi
     relativi  alla restituzione e rimborsi di tasse  ed  imposte
     dirette  ed  indirette sugli affari e relative  addizionali.
     Al  fine  di dare evidenza alle operazioni effettuate  dalla
     competente  struttura  di gestione  al  Rendiconto  generale
     della  Regione per l'esercizio finanziario 2014  è  allegato
     un  prospetto  analitico contenente  i  dati  relativi  alle
     somme  compensate  a titolo di restituzione  e  rimborsi  di
     tasse  ed  imposte  dirette  ed  indirette  sugli  affari  e
     relative addizionali.

         3.  Per  la definizione delle procedure informatiche  ed
     amministrative  connesse all'attuazione  delle  disposizioni
     del  comma 1 è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 100
     migliaia di euro.

         4.   Per   consentire  il  rispetto  del   termine   del
     recepimento  nell'ordinamento regionale di  quanto  disposto
     al  comma 1, è autorizzata per le finalità dell'articolo 16,
     comma  7, della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10,  per
     l'anno 2014, un'ulteriore spesa di 80 migliaia di euro  (UPB
     7.2.1.1.1,  capitolo  212008) da  utilizzare  anche  per  il
     personale  che  svolge attività nel settore  informativo  ai
     fini  del  recepimento  delle  disposizioni  contenute   nel
     decreto  legislativo  23 giugno 2011, n.  118  e  successive
     modifiche ed integrazioni.

         5.  Agli  oneri  previsti ai commi 3 e  4  del  presente
     articolo,  si  provvede mediante riduzione  di  parte  delle
     disponibilità    dell'UPB   4.2.1.5.2,   capitolo    215704,
     accantonamento 1001.

                               TITOLO II
                  Misure di contenimento della spesa

                                Art. 6.
         Soppressione Comitati, Commissioni, Consigli, Collegi
          operanti all'interno dell'amministrazione regionale

         l.  In  attuazione  dei principi di  contenimento  della
     spesa  pubblica, i Comitati, le Commissioni, i  Consigli,  i
     Collegi    comunque    denominati    operanti    all'interno
     dell'Amministrazione  regionale,  la   cui   istituzione   è
     prevista   da   leggi,   regolamenti,   decreti   o    altro
     provvedimento,  verranno soppressi secondo le  procedure  di
     cui ai successivi commi 2, 3 e 4.

         2.  La  Giunta regionale, entro il termine di 15  giorni
     dalla  data  di entrata in vigore della presente legge,  con
     propria  deliberazione, indica i criteri e le  modalità  per
     l'individuazione     degli    organismi     ritenuti     non
     indispensabili.

         3. Entro il termine improrogabile di ulteriori 15 giorni
     dall'adozione  della  deliberazione  di  cui  al  precedente
     comma,   ciascun   Assessore   regionale   trasmette    alla
     Segreteria  generale  della  Presidenza  della  Regione   un
     elenco  ricognitivo completo degli organi collegiali di  cui
     al  comma  1, prevedendo contestualmente, all'individuazione
     degli organismi per i quali si propone la soppressione o  la
     riduzione o eliminazione dei relativi costi.

         4.  Entro  il termine di 30 giorni dal compimento  degli
     adempimenti  di cui al comma 3, la Giunta regionale  approva
     e   trasmette  all'Assemblea  regionale  siciliana  apposito
     disegno   di   legge   organico  sulla  soppressione   degli
     organismi  ritenuti  non  indispensabili  e  delle  relative
     norme istitutive.

                                Art. 7.
          Trattamenti integrativi di previdenza e quiescenza

         1.  A  decorrere dalla data di entrata in  vigore  della
     presente   legge  è  fatto  divieto,  per  l'Amministrazione
     regionale   e   per  gli  enti  e  gli  organismi   di   cui
     all'articolo l della legge regionale 30 aprile 1991,  n.  10
     e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  nonché  per  le
     società  a  partecipazione  totale  o  maggioritaria   della
     Regione,  di erogare trattamenti di previdenza e  quiescenza
     integrativi,  fatta eccezione per quelli  in  godimento,  in
     assenza  di  una  espressa previsione legislativa  regionale
     e/o  statale  che  ne definisca l'ambito di applicazione,  i
     presupposti, l'entità e la relativa copertura a  carico  dei
     rispettivi bilanci.

                                Art. 8.
                Norme di risparmi nel settore sanitario

         1.  Per le finalità dell'articolo 8 del decreto legge 24
     aprile  2014,  n.  66,  convertito con  modificazioni  dalla
     legge  23 giugno 2014, n. 89 e dell'articolo 13 della  legge
     regionale 11 giugno 2014, n. 13, per l'anno 2014 la  Regione
     è  autorizzata a ridurre dell'importo di 25.000 migliaia  di
     euro,  il  finanziamento  della compartecipazione  regionale
     agli  obiettivi  del Piano Sanitario nazionale  rispetto  ai
     criteri  ordinariamente previsti in sede di intesa ai  sensi
     dell'articolo l, comma 34, della legge 23 dicembre 1996,  n.
     662.

         2.  Per  quanto  disposto al comma 1, ed al  fine  della
     salvaguardia  dell'equilibrio  di  bilancio  sanitario,  per
     l'anno  2014  gli enti del settore sanitario, in  attuazione
     dell'articolo 8 del decreto legge 24 aprile 2014,  n.  66  e
     dell'articolo  13 della legge regionale 11 giugno  2014,  n.
     13,   sono  tenuti  a  conseguire  risparmi  di  spesa   non
     inferiori all'importo di cui al comma l.

         3.  Per  l'anno 2015, fermo restando quanto disposto  al
     comma  80  dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009,  n.
     191,  e  successive  modifiche ed integrazioni,  il  gettito
     derivante  dalle  maggiorazioni  dell'aliquota  dell'imposta
     regionale   sulle  attività  produttive  e  dell'addizionale
     regionale   all'IRPEF  deve  garantire,   sino   all'importo
     massimo  di  25.000  migliaia di  euro,  il  ripristino  del
     finanziamento   della   compartecipazione   regionale   agli
     obiettivi  del Piano Sanitario nazionale, relativo  all'anno
     2014,  qualora venga accertato un minore risparmio di  spesa
     di cui al comma precedente.

         4. La misura dell'eventuale minore risparmio di spesa di
     cui al comma 3 è accertata dai competenti Tavoli tecnici  di
     cui  agli articoli 9 e 12 dell'Intesa 23 marzo 2005, sancita
     dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,  le
     regioni   e  le  province  autonome  di  Trento  e  Bolzano,
     pubblicata  nel  supplemento ordinario n. 83  alla  Gazzetta
     Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005.

                                Art. 9.
                     Integrazione socio-sanitaria

         1.  In  attuazione  di quanto disposto dall'articolo  2,
     comma  3, lettera f), della legge regionale 14 aprile  2009,
     n.  5, la Regione rende appropriata ed omogenea in tutto  il
     territorio  regionale l'erogazione delle prestazioni  socio-
     sanitarie  rientranti nei livelli essenziali di  assistenza,
     di  cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
     29  novembre  2001, allegato l. C  Area integrazione  socio-
     sanitaria  e successive modifiche ed integrazioni.

         2. Il finanziamento delle prestazioni di cui al comma  1
     grava  in  quota parte sul Fondo sanitario regionale  nonché
     su  eventuali  altre  fonti  di  finanziamento  regionali  e
     comunitarie  e  sugli  eventuali  co-obbligati  per   legge,
     secondo  i criteri di compartecipazione definiti dal Decreto
     del  Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001,
     allegato   1.   C   Area  integrazione  socio-sanitaria    e
     successive modifiche ed integrazioni.

         3.  Per  le  finalità  di cui al comma  l,  con  decreto
     interassessoriale, da adottarsi entro 120 giorni dalla  data
     di  entrata  in  vigore della presente legge, previo  parere
     delle    competenti   Commissioni   legislative   e    della
     Commissione  bilancio  dell'Assemblea  regionale  siciliana,
     l'Assessore regionale per la salute e l'Assessore  regionale
     per   la  famiglia,  le  politiche  sociali  ed  il  lavoro,
     disciplinano  le modalità per la definizione di  un  sistema
     unico   di   accreditamento   dei   soggetti   che   erogano
     prestazioni   socio-sanitarie,   la   determinazione   delle
     risorse  da  corrispondere  rispettivamente  per  la   quota
     sanitaria  e  per  la quota socio-assistenziale,  nonché  le
     modalità di monitoraggio e controllo delle strutture.

                              TITOLO III
                   Finanziamento interventi di spesa

                               Art. 10.
                            Ricovero minori

         l.   Per  il  finanziamento  degli  interventi  di   cui
     all'articolo  9,  comma 4, della legge regionale  14  maggio
     2009,  n.  6  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  è
     autorizzata,  per l'anno 2014, la spesa di  12.800  migliaia
     di euro (UPB 6.2.1.3.1. - cap. 183337).

                               Art. 11.
                Comunità alloggio per disabili psichici

         l.  Per  la gestione dei rapporti, anche in convenzione,
     con  le  comunità  alloggio per i disabili psichici  di  cui
     all'articolo  76,  comma 4, della legge regionale  26  marzo
     2002,  n.  2  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  è
     autorizzata,  per l'anno 2014, la spesa di  14.400  migliaia
     di euro (UPB 6.2.1.3.1. - cap. 182519).

                               Art. 12.
      Riorganizzazione delle risorse umane nel settore forestale
                                e della
                       prevenzione degli incendi

         l.  Per  le  finalità di cui all'articolo 3 della  legge
     regionale  11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata,  per  l'anno
     2014,   l'ulteriore  spesa  nel  limite  massimo  di  78.225
     migliaia di euro (UPB 10.5.1.3.2. - capitoli 156604).

         2.  Per l'attuazione di progetti, coerenti con il  comma
     18  dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003, n.  350  e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  finalizzati   alla
     costruzione  e  manutenzione  straordinaria  di   opere   ed
     impianti  del  demanio e del patrimonio  pubblico  forestale
     nonché  per  la ricostituzione ed il recupero del patrimonio
     pubblico   boschivo   è   autorizzata   per   l'anno   2014,
     l'ulteriore  spesa nel limite massimo di 25.000 migliaia  di
     euro  (UPB 10.5.2.6.1. - cap. 554201). All'onere di  cui  al
     presente  comma si provvede mediante utilizzo delle  risorse
     di cui all'articolo 30 della presente legge.

         3. All'articolo 43 della legge regionale 14 aprile 2006,
     n. 14, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

          6 bis. Gli uffici periferici del Dipartimento regionale
     del   lavoro   e   delle   politiche  sociali   adottano   i
     provvedimenti   di   decadenza  dai  contingenti   e   dalla
     graduatoria  unica  distrettuale,  nonché  la  cancellazione
     dall'elenco   speciale   regionale   istituito   ai    sensi
     dell'articolo  45 ter della legge regionale 6  aprile  1996,
     n.  16  dei lavoratori forestali al verificarsi dei seguenti
     eventi:

         a)  ingiustificata  rinuncia ad una congrua  offerta  di
     lavoro come definita dalle vigenti disposizioni di legge  in
     materia di perdita dello stato di disoccupazione;

         b) assunzione a tempo indeterminato;

         c) volontaria fuoriuscita.

         I  lavoratori  forestali  inseriti  nel  contingente  ad
     esaurimento  di cui al comma 7 dell'articolo 44 della  legge
     regionale  14  aprile 2006, n. 14 che non effettuano  le  78
     giornate  lavorative  ai  fini  previdenziali  non   possono
     essere  sostituiti.  Dal computo delle  giornate  di  lavoro
     determinato   in   base  al  fabbisogno  distrettuale   sono
     detratte  le giornate corrispondenti ai turni non effettuati
     a  causa  della impossibilità di sostituzione del lavoratore
     non avviato. .

         4.    Le   prestazioni   relative   alla   progettazione
     preliminare,  definitiva ed esecutiva nonché alla  direzione
     dei   lavori   ed   agli  incarichi  di  supporto   tecnico-
     amministrativo   per   le  attività  di   forestazione,   di
     sistemazione  idraulico-forestale ed idraulico-agraria  sono
     espletate     esclusivamente    da     personale     interno
     dell'Amministrazione    regionale.    In    ragione    della
     omnicomprensività  del  relativo trattamento  economico,  al
     personale  con  qualifica dirigenziale  non  possono  essere
     corrisposte somme in base alle disposizioni di cui ai  commi
     5  e  6  dell'articolo 92 del decreto legislativo 12  aprile
     2006, n. 163.

         4   bis.  Le  disposizioni  di  cui  ai  commi  5  e   6
     dell'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.
     163    si   applicano   altresì   a   tutto   il   personale
     dell'amministrazione  regionale  e   degli   enti   di   cui
     all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2010, n. 10.

         5.  Per  il  triennio 2014-2016 trovano applicazione  le
     disposizioni   dell'articolo  8,  comma   1,   della   legge
     regionale  29 dicembre 2010, n. 24 e dell'articolo  1  della
     legge  regionale  29  dicembre 2008,  n.  25  anche  per  le
     attività   di   forestazione,  di  sistemazione   idraulico-
     forestale   ed   idraulico-agraria,   con   esclusione   del
     personale    già   utilmente   inserito   nelle   rispettive
     graduatorie.

         6.  Nel  rispetto  del principio di  contenimento  della
     spesa ed al fine di consentire la salvaguardia, a titolo  di
     solidarietà  delle fasce deboli, i lavoratori forestali  che
     percepiscono un reddito rilevabile dal Mod. ISEE,  dell'anno
     di  riferimento, superiore a 50.000 euro, non effettueranno,
     per  il  triennio  2014-2016, le giornate  attribuite  dalla
     fascia   di  appartenenza.  Sono  esclusi,  ai  fini   della
     rilevazione   ISEE,   i  redditi  provenienti   dai   nuclei
     familiari  di  origine  qualora con  essi  conviventi  nella
     qualità  di  single  o famiglie di cui  uno  dei  componenti
     appartenente  al nucleo originario. I posti  resisi  vacanti
     in  virtù  della sospensione, non potranno essere  ricoperti
     in  quanto al variare della situazione reddituale  si  potrà
     rientrare nelle graduatorie.

         7.  A decorrere dall'1 gennaio 2014, l'indennità mensile
     pensionabile di cui all'articolo 1 della legge regionale  27
     febbraio   2007,  n.  4  è  corrisposta  esclusivamente   al
     personale  del Comando del Corpo forestale della Regione  in
     servizio  effettivo presso il dipartimento, con funzioni  di
     polizia giudiziaria.

         8.  Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale  15
     giugno  1998,  n.  11,  dopo  le parole   con  qualifica  di
     assistente  tecnico forestale e di agente tecnico forestale
     aggiungere   le   seguenti    ,   che   svolgono    entrambi
     esclusivamente funzioni di polizia giudiziaria.

                               Art. 13.
               Norme in materia di consorzi di bonifica

         1. Per le finalità di cui all'articolo 4, comma 3, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014, l'ulteriore spesa nel limite massimo di  5.000
     migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo 147320).

                               Art. 14.
       Norme per la manutenzione del territorio e del paesaggio
                                rurale

         1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 5 della  legge
     regionale  11 giugno 2014, n. 13 è autorizzata,  per  l'anno
     2014, la spesa di 3.000 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.99  -
     capitolo 147326).

                               Art. 15.
      Disposizioni concernenti il personale dell'Ente acquedotti
                               siciliani

         1. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 1, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014,  l'ulteriore spesa di 5.913 migliaia  di  euro
     (UPB 4.2.1.3.99).

         2. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 2, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di  133
     migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - cap. 147325).

         3. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 3, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014, l'ulteriore spesa nella misura massima di  713
     migliaia di euro (UPB 2.2.1.3.7 - cap. 343315).

         4. Per le finalità di cui all'articolo 6, comma 4, della
     legge  regionale  11 giugno 2014, n. 13, è autorizzata,  per
     l'anno  2014,  l'ulteriore spesa  nella  misura  massima  di
     1.868 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - cap. 373347).

                               Art. 16.
                       Gestione impianti idrici

         1.  Per  le  finalità dell'articolo 46, comma  l,  della
     legge  regionale  15 maggio 2013, n. 9, è  autorizzata,  per
     l'esercizio  finanziario 2014, l'ulteriore  spesa  di  7.000
     migliaia di euro (UPB 5.2.l.3.99 - cap. 242543).

         2. Nelle more dell'approvazione della legge regionale di
     cui  al  comma  5  dell'articolo 1 della legge  regionale  9
     gennaio  2013, n. 2, negli ambiti territoriali  ottimali  in
     cui  il  gestore del servizio idrico integrato non  è  stato
     individuato  o  è  fallito, i comuni,  in  forma  singola  o
     associata, possono gestire il suddetto servizio.

         3.  I comuni appartenenti agli ambiti di cui al comma 2,
     in  forma  singola  o associata, nella  fase  di  start  up,
     possono utilizzare il personale già in servizio.

                               Art. 17.
                   Convenzione Agenzia delle Entrate

         1.  La  Regione,  al  fine  di velocizzare  i  tempi  di
     riscossione  delle tasse automobilistiche, può  affidare  la
     riscossione  delle  medesime tasse, oltre  che  ai  soggetti
     autorizzati  ai  sensi delle vigenti disposizioni,  anche  a
     Riscossione Sicilia S.p.A., agente della riscossione per  le
     province  siciliane  ai sensi dell'articolo  2  della  legge
     regionale   22   dicembre   2005   n.   19.   A   tal   fine
     l'Amministrazione  finanziaria regionale può  stipulare  con
     l'Agenzia  delle  Entrate e con Riscossione  Sicilia  S.p.a.
     apposita  convenzione  per  disciplinare  modalità  e  tempi
     dell'invio delle comunicazioni ai contribuenti (c.d.  avvisi
     bonari),  la  trasmissione  dei  flussi  informativi  e   il
     rimborso delle spese sostenute.

         2.  Per la riscossione dei pagamenti a fronte dell'invio
     delle  comunicazioni  di cui al comma 1 Riscossione  Sicilia
     S.p.A. è remunerata con un aggio sulle somme riscosse  dalla
     stessa  società,  pari al 60 per cento dell'aggio  spettante
     sulla  riscossione  ai sensi dell'articolo  17  del  decreto
     legislativo 13 aprile 1999 n. 112, e successive modifiche  e
     integrazioni;  in  caso di mancato pagamento  da  parte  dei
     contribuenti  e/o di riscossione presso gli  altri  soggetti
     autorizzati,  a  Riscossione Sicilia S.p.A. spetta  il  solo
     rimborso    del   costo   sostenuto   per   l'invio    delle
     comunicazioni  il  cui ammontare sarà stabilito  nell'ambito
     della convenzione di cui al comma 1.

         3.  Al  fine  di corrispondere il rimborso  delle  spese
     all'Agenzia  delle  Entrate è autorizzata  per  il  triennio
     2014-2016  la  spesa annua di 130 migliaia di  euro  al  cui
     onere  si provvede, per gli anni 2015 e 2016, a valere sulle
     disponibilità  dell'UPB  4.2.1.5.2  -  capitolo   215704   -
     accantonamento 1001.

                               Art. 18.
              Fondi regolazioni contabili e Fondi Globali

         l.   I   Fondi  per  l'effettuazione  delle  regolazioni
     contabili   delle  compensazioni  fiscali  sui  tributi   di
     spettanza  regionale, riscossi con le  modalità  di  cui  al
     decreto  legislativo 9 luglio 1997, n. 241, (UPB  4.3.1.5.4,
     capitolo  219202  -  UPB  4.3.1.5.4, capitolo  219205)  sono
     incrementati   per  l'anno  2014  dell'importo   di   90.000
     migliaia  di  euro, per l'anno 2015 dell'importo  di  72.006
     migliaia  di euro e per l'anno 2016 dell'importo di  117.912
     migliaia di euro.

         2. Il Fondo di cui all'articolo 48, comma l, della legge
     regionale  28  gennaio  2014, n. 5  (UPB  4.2.1.5.2  -  cap.
     215704  -  accantonamento 1002) è incrementato  dell'importo
     di 500 migliaia di euro.

                               Art. 19.
                          Società Interporti

         1.  La  Regione è autorizzata a sottoscrivere  l'aumento
     del  capitale  sociale  della Società  Interporti  Siciliani
     S.p.A.,  società di scopo finalizzata alla realizzazione  di
     infrastrutture  sul  territorio  della  Regione   siciliana,
     nella misura complessiva di 8.500 migliaia di euro.

         2.  Per  le finalità del presente articolo è autorizzata
     la  spesa  di 2.500 migliaia di euro per l'anno  2014  e  di
     3.000  migliaia di euro annui per ciascuno degli anni  2015-
     2016.

         3.  Agli oneri derivanti dalle disposizioni del presente
     articolo  per  gli  anni 2015 e 2016 si  provvede  a  valere
     sulle  disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704  -
     accantonamento 1001.

         4.  La  Regione è autorizzata a procedere al  versamento
     dei    contributi   consortili,   secondo   le    previsioni
     statutarie,   della  propria  partecipata  strategica   MAAS
     S.C.p.A.  che, per l'anno 2014, sono quantificati  in  1.500
     migliaia  di  euro cui si provvede mediante riduzione  della
     spesa autorizzata dall'articolo 22 della presente legge.

                               Art. 20.
         Misure di fuoriuscita lavoratori inseriti nell'elenco
          di cui all'articolo 34 della legge regionale 5/2014

         l.  All'articolo  34  della legge regionale  28  gennaio
     2014, n. 5 dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti commi:

          3 bis. Nel rispetto della vigente normativa comunitaria
     l'Assessorato  regionale  della  famiglia,  delle  politiche
     sociali e del lavoro è autorizzato a concedere ai datori  di
     lavoro  di cui all'articolo 38 della legge regionale  agosto
     2009,   n.   9   che   procedono  all'assunzione   a   tempo
     indeterminato dei lavoratori di cui al presente articolo  in
     possesso  dei  requisiti  previsti  dall'articolo  36  della
     citata  legge  regionale n. 9/2009, gli  incentivi  previsti
     dagli  articoli  37,  38,  39  e  40  della  medesima  legge
     regionale 9/2009.

         3   ter.   Il   Dipartimento   regionale   del   lavoro,
     dell'impiego,   dell'orientamento,  dei  servizi   e   delle
     attività  formative, al fine di favorire la fuoriuscita  dal
     bacino  di  appartenenza dei lavoratori inseriti nell'elenco
     di  cui  all'articolo  34 della legge regionale  31  gennaio
     2014,  n.  5  è  autorizzato  a  concedere,  a  coloro   che
     presentano  istanza entro il 30 settembre 2014 e nei  limiti
     dello  stanziamento di cui al comma successivo, un  importo,
     una  tantum,  pari  a  25.000,00  a  titolo  di  borsa  auto
     impiego.

         3 quater. La borsa di auto impiego di cui al comma 3 ter
     viene  concessa sulla base di apposita graduatoria elaborata
     tenendo conto dei criteri di seguito elencati:

         a) maggiore carico familiare;

         b) a parità minore reddito derivante dal modello ISEE;

         c) ad ulteriore parità minore età anagrafica.

         3  quinquies. Per le finalità di cui al comma  3  ter  è
     autorizzata per gli anni 2015/2016 la spesa annua di  10.000
     migliaia  di  euro. Al relativo onere si provvede  a  valere
     sulle  disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704  -
     accantonamento 1001. .

                               Art. 21.
        Esami per l'iscrizione agli albi per l'esercizio delle
                        professioni turistiche

         1.  Dopo  l'articolo  7 della legge regionale  3  maggio
     2004, n. 8 è inserito il seguente articolo:

          Art.  7 bis - Contributi per spese di organizzazione  -
     l.  A  carico  di  coloro che richiedono  di  accedere  alle
     verifiche  previste  per l'accesso alle professioni  di  cui
     alla  presente legge, è previsto un contributo non superiore
     ad   euro  150,00  per  le  spese  da  sostenersi  da  parte
     dell'Amministrazione per le attività di verifica.

         2.  La misura del contributo è determinata con i decreti
     che  approvano i relativi avvisi pubblici di indizione delle
     verifiche. .

         2.  Per le finalità di cui agli articoli 2, 3, 4, 6 e  7
     della  legge  regionale 3 maggio 2004, n. 8  è  autorizzata,
     per  l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 100  migliaia
     di euro.

                               Art. 22.
         Misure per contrastare le condizioni di povertà e di
                          esclusione sociale

         1.  Per  le finalità di cui agli articoli 53 e  seguenti
     del  capo  II del Titolo V della legge regionale  12  maggio
     2010,  n.  11, è autorizzata, per l'anno 2014, la  spesa  di
     17.700 migliaia di euro.

         2.  Per  le  finalità  di cui al comma  1  sono  altresì
     destinate le somme derivanti:

         a) dall'avanzo relativo a fondi regionali a destinazione
     non  vincolata  del  Fondo Siciliano per l'assistenza  e  la
     collocazione  dei  lavoratori  disoccupati,  non  utilizzato
     alla  data  di  entrata in vigore della presente  legge,  ad
     eccezione dell'importo di cui all'articolo 25;

         b)   dalle   entrate  derivanti  dall'attuazione   delle
     disposizioni di cui all'articolo 23;

         c) dai risparmi di spesa derivanti dall'attuazione delle
     disposizioni di cui all'articolo 24;

         d)  dalla  riprogrammazione delle  risorse  relative  ad
     assegnazioni extraregionali;

         3.  La  spesa  autorizzata dai commi 1 e 2 è  destinata,
     nella   misura   del  50  per  cento,  alle  assunzioni   di
     lavoratori  svantaggiati, molto svantaggiati o disabili  con
     età  superiore  ad anni 34 e per il restante  50  per  cento
     alle    assunzioni   di   lavoratori   svantaggiati,   molto
     svantaggiati o disabili con età inferiore ad anni 34 .

         4. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
     apportare  al bilancio della Regione le variazioni derivanti
     dall'attuazione del presente articolo.

                               Art. 23.
                       Contributo di solidarietà

         1.  A  decorrere  dall'entrata in vigore della  presente
     legge,  e  fino al 31 dicembre 2016, nella Regione siciliana
     il  contributo  di  solidarietà introdotto dall'articolo  1,
     comma   486,  della  legge  27  dicembre  2013,  n.  147   e
     successive   modifiche  ed  integrazioni,  è  dovuto   nelle
     aliquote aggiuntive rispettivamente del 4 per cento,  del  5
     per cento e del 6 per cento rispetto a quelle ivi previste.

         2.  Per  i trattamenti pensionistici superiori a  cinque
     volte  il trattamento pensionistico minimo INPS è dovuto  un
     contributo di solidarietà regionale pari:

         a)  al  4  per  cento della parte eccedente il  predetto
     importo  lordo annuo fino all'importo lordo annuo  di  sette
     volte il trattamento minimo INPS;

         b)  al  5  per  cento della parte eccedente il  predetto
     ultimo  importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo  di
     dieci volte il trattamento minimo INPS;

         c)  al  6,5 per cento della parte eccedente il  predetto
     ultimo  importo lordo annuo fino all'importo lordo annuo  di
     quattordici volte il trattamento minimo INPS.

         3.  I  risparmi  derivanti dalle misure di  contenimento
     della spesa adottate sulla base
       dei  principi  di cui al comma precedente applicati  anche
     agli  enti  ed  organismi della Regione  siciliana  che  non
     soggiacciono   all'obbligo  dei  versamenti  alle   gestioni
     previdenziali  obbligatorie di cui  al  citato  articolo  1,
     comma  486 della legge n. 147 del 2013, nonché all'Assemblea
     regionale  siciliana,  anche  in  riferimento  ai   vitalizi
     previsti  per coloro che hanno ricoperto funzioni  pubbliche
     elettive,  sono  versate  all'entrata  del  bilancio   della
     Regione   per   essere  destinate  al  finanziamento   delle
     iniziative previste dall'articolo 22 della presente legge.

         4. Le somme trattenute dalle amministrazioni regionali e
     quelli  di  cui  al  comma  precedente  per  effetto   delle
     applicazioni  delle  disposizioni  di  cui  al   comma   486
     dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.  147,  sono
     versate,  a  decorrere dall'1 gennaio 2014, all'entrata  del
     bilancio    della   Regione   per   essere   destinate    al
     finanziamento  delle  iniziative previste  dall'articolo  25
     della presente legge.

                               Art. 24.
          Riduzione della dotazione organica e pensionamenti
                              anticipati

         1.   In   coerenza  con  i  principi   e   le   finalità
     dell'articolo  2  del decreto legge 6 luglio  2012,  n.  95,
     convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto  2012,  n.
     135,  vigono  per  il periodo 2014-2017,  per  il  personale
     dell'Amministrazione  regionale, i  requisiti  anagrafici  e
     contributivi  per l'accesso al trattamento pensionistico  in
     base  alla  disciplina vigente prima dell'entrata in  vigore
     dell'articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n.  201,
     convertito  con modificazioni dalla legge 22 dicembre  2011,
     n. 214.

         2.  Nelle  more  della rivisitazione e  riorganizzazione
     dell'Amministrazione  regionale, la dotazione  organica  del
     personale  di  cui all'articolo 5 della legge  regionale  15
     maggio  2000, n. 10 e all'articolo 51, comma 2, della  legge
     regionale  12 maggio 2010, n. 11, nonché degli enti  di  cui
     all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10,
     è  ridotta  in numero pari ai soggetti che vengono collocati
     in  quiescenza  in attuazione delle dotazioni  organiche  di
     cui al precedente comma 1.

         3.   Alla  rideterminazione  delle  dotazioni  organiche
     ridotte  ai sensi del superiore comma 2, si procede  tramite
     decreto  del  Presidente  della  Regione  siciliana,  previa
     delibera  della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
     regionale  per  le autonomie locali e la funzione  pubblica,
     da  adottarsi  entro e non oltre 120 giorni  dalla  data  di
     entrata in vigore della presente legge.

         4. Al comma 6, dell'articolo 9, della legge regionale 15
     maggio  2000, n. 10 sono soppresse le parole  di consulenza,
     studio e ricerca .

         5.   Nelle  more  della  riorganizzazione  dell'apparato
     burocratico regionale, entro tre mesi dalla data di  entrata
     in  vigore della presente legge e con le procedure  previste
     dall'articolo 11 della legge regionale 3 dicembre  2003,  n.
     20,  le strutture di dimensione intermedia, denominate  aree
     e  servizi,  ed unità operative di base, di cui all'articolo
     4  della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, sono ridotte
     del 30%.

         6.  L'articolo 20 della legge regionale 15 giugno  1988,
     n. 11, è sostituito dal seguente:

          1.  I  dipendenti dell'amministrazione  regionale,  con
     almeno    otto    anni   di   servizio   utile    ai    fini
     dell'attribuzione dell'indennità di buonuscita  o  del  TFR,
     possono   chiedere   l'anticipazione   dell'erogazione   del
     trattamento loro spettante.

         2.    Le    anticipazioni   concedibili   non   potranno
     complessivamente    superare    il    70%     dell'ammontare
     dell'indennità  di  buonuscita o del TFR cui  il  dipendente
     avrebbe  diritto  nel  caso di cessazione  del  rapporto  di
     lavoro alla data della richiesta.

         3.   Le   richieste  di  anticipazione  potranno  essere
     avanzate   con  riferimento  ad  una  sola  delle   seguenti
     prioritarie motivazioni:

         a)  spese  sanitarie per il dipendente e per i familiari
     fiscalmente a carico;

         b)  spese per studi universitari e post universitari per
     i figli;

         c) acquisto della prima casa per il dipendente;

         d)  acquisto  della  prima casa per i figli  dell'avente
     diritto.

         4.  L'anticipazione viene detratta, a tutti gli effetti,
     dall'ammontare  dell'indennità  di  buonuscita  o  del   TFR
     spettante per la cessazione del rapporto di lavoro.

         5.  Le richieste saranno soddisfatte sino ad esaurimento
     dello  stanziamento  di  bilancio previsto  per  l'esercizio
     finanziari odi riferimento.

         6.  Con  apposito regolamento da emanarsi,  a  cura  del
     Dipartimento  regionale  della  funzione  pubblica   e   del
     personale, di concerto con il Fondo pensioni Sicilia,  entro
     60  giorni dalla pubblicazione della presente legge, saranno
     individuate le modalità ed i criteri per la concessione  dei
     benefici di cui al presente articolo. .

                               Art. 25.
       Lavoratori della ex Pirelli di Villafranca e di Siracusa

         1. Per le finalità previste dal comma 2 dell'articolo 34
     della  legge  regionale 18 maggio 1996, n. 33 è autorizzata,
     per  l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 235  migliaia
     di  euro,  cui si provvede a valere sulle disponibilità  del
     Fondo  siciliano  per  l'assistenza ed il  collocamento  dei
     lavoratori disoccupati.

                               Art. 26.
                    Definizione accordo transattivo

         1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 24,  comma  9,
     della  legge  regionale 25 maggio 1995, n. 45 è autorizzata,
     per  l'esercizio finanziario 2014, la spesa  complessiva  di
     2.650 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.1 - capitolo 147305).

                               Art. 27.
              Finanziamento ulteriori interventi di spesa

         1.  Le autorizzazioni di spesa previste per l'anno  2014
     nell'Allegato 1 - Rifinanziamento interventi di spesa  -  di
     cui  all'articolo  8,  comma 1,  della  legge  regionale  11
     giugno  2014,  n.  13, sono incrementate da quelle  previste
     dall'Allegato   1  della  presente  legge,   per   l'importo
     complessivo di 150.315 migliaia di euro.

         2.  Per le finalità di cui all'articolo 11, commi  99  e
     100,   della  legge  regionale  9  maggio  2012,  n.  26   e
     successive  modifiche ed integrazioni,  è  autorizzata,  per
     l'anno 2014, l'ulteriore spesa di 742 migliaia di euro  (UPB
     2.2.1.1.2 - capitolo 342534).

         3.  Per  le finalità di cui all'articolo 54 della  legge
     regionale  15  maggio 2013, n. 9 e successive  modifiche  ed
     integrazioni  è  autorizzata, per l'anno  2014,  l'ulteriore
     spesa  di  1.900 migliaia di euro (UPB 10.2.1.3.2 - capitolo
     144111).

         4.  Per  le  finalità di cui all'articolo 20, comma  26,
     della   legge  regionale  22  dicembre  2005,   n.   19,   è
     autorizzata  per  l'anno  2014  l'ulteriore  spesa  di   393
     migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 - capitolo 148102).

         5.  Per le finalità di cui all'articolo 128 della  legge
     regionale  12  maggio 2010, n. 11 e successive modifiche  ed
     integrazioni  è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa  di
     11.750  migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.99 - capitolo 215734).
     Le  procedure  per l'assegnazione delle risorse  di  cui  al
     presente    comma    sono   definite   entro    60    giorni
     dall'approvazione della presente legge.

         6.  Per  le  finalità di cui all'articolo 73,  comma  1,
     della  legge  regionale 15 maggio 2013, n.  9  e  successive
     modifiche  ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno  2014,
     la  spesa di 349 migliaia di euro (UPB 5.2.1.3.99 - capitolo
     243308).

         7.  Per  le  finalità  di cui alla  legge  regionale  31
     dicembre  1964 n. 34 e successive modifiche ed  integrazioni
     è  autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 1.543  migliaia
     di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183701).

         8.  Per le finalità di cui agli articoli 1, 2 e 8  della
     legge  regionale 30 aprile 2001, n. 4 e successive modifiche
     ed  integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa
     di 600 migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.3 - capitolo 183715).

         9.  Per  le  finalità di cui all'articolo 2 della  legge
     regionale  30  dicembre 1980, n. 152 e successive  modifiche
     ed  integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa
     di   1.700  migliaia  di  euro  (UPB  9.2.1.3.3  -  capitolo
     373711).

         10.  Per le finalità di cui all'articolo 17 della  legge
     regionale  15  maggio 2013, n. 9 e successive  modifiche  ed
     integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa  di
     252 migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.5 - capitolo 191309).

         11.  Per l'erogazione di contributi per il funzionamento
     delle   università,   degli  istituti  universitari,   degli
     osservatori    astronomici,   astrofisici,   geofisici,    e
     vulcanologici  di cui all'articolo 73, comma 6  della  legge
     regionale  15 maggio 2013, n. 9, è autorizzata,  per  l'anno
     2014,  la  spesa  di 225 migliaia di euro (UPB  9.2.1.3.5  -
     capitolo 373307).

         12.  Per  le  assegnazioni  alle  università  per  spese
     inerenti  l'attività sportiva universitaria e per i relativi
     impianti,  di  cui  all'articolo 73, comma  6,  della  legge
     regionale  15  maggio 2013, n. 9 e successive  modifiche  ed
     integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2014,  la  spesa  di
     143 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - capitolo 373313).

         13.   Per  le  finalità  dell'articolo  1  della   legge
     regionale  5 novembre 2004, n. 15 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  è  autorizzatala spesa di 1.020  migliaia  di
     euro per l'anno 2014 (UPB 11.2.1.1.1 - capitolo 412016).

         14.  Per  le finalità di cui all'articolo 73,  comma  2,
     della  legge  regionale 15 maggio 2013, n.  9  e  successive
     modifiche  ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno  2014,
     la  spesa  di 72 migliaia di euro (UPB 3.2.1.3.3 -  capitolo
     376576).

         15.  Il  fondo previsto dall'articolo 28 della legge  31
     dicembre   2009,   n.   196   e  successive   modifiche   ed
     integrazioni  è incrementato, per l'anno 2014,  della  somma
     di 400 migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.1 - capitolo 215702).

         16.  La  dotazione  finanziaria della  UPB  4.2.1.3.3  -
     capitolo  215724 è incrementata per l'anno 2014 dell'importo
     complessivo  di  1.397  migliaia  di  euro,  di  cui   1.074
     migliaia  di  euro  per consentire il pagamento  rateale  in
     favore  dell'Agenzia delle Entrate per l'acquisizione  delle
     azioni  detenute  dalla  stessa  nella  Società  Riscossione
     Sicilia S.p.A.

         17. La spesa autorizzata dall'articolo 48, comma 6 della
     legge  regionale 28 gennaio 2014, n. 5 (tab. G) è incrementa
     per  l'anno 2014 dell'importo di 855 migliaia di  euro  (UPB
     13.2.1.3.5 - capitolo 378118).

         18.  Al  fine  di  fronteggiare le emergenze  umanitarie
     connesse  allo sbarco di migranti nei territori  dei  Comuni
     di  Lampedusa, Pozzallo, Augusta, Porto Palo di Capo Passero
     e   Porto   Empedocle   è   autorizzata,   per   l'esercizio
     finanziario 2014, la spesa complessiva di 3.250 migliaia  di
     euro,  di  cui  in  favore  del comune  di  Lampedusa  1.500
     migliaia  di  euro,  in  favore del comune  di  Augusta  500
     migliaia  di  euro,  in favore del comune  di  Pozzallo  500
     migliaia  di  euro, in favore del Comune di Porto  Empedocle
     500  migliaia di euro ed in favore del comune di Porto  Palo
     di  Capo  Passero 250 migliaia di euro. Le somme di  cui  al
     presente  comma  sono utilizzate dai citati  comuni  per  la
     realizzazione  di  interventi  finalizzati  a  favorire   il
     rilancio   dei  comuni,  la  gestione  corrente  nonché   la
     riqualificazione     urbanistica    e     gli     interventi
     infrastrutturali (UPB 3.3.1.3.2 - cap. 191314).

         19.  Per le finalità di cui all'articolo 12 della  legge
     regionale   16   maggio  1978,  n.  8  è   autorizzata   per
     l'esercizio  finanziario 2014 la spesa di 1.500 migliaia  di
     euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473709).

         20.  All'articolo 21, comma 2, della legge regionale  17
     maggio  1984, n. 31, dopo le parole  di serie A   aggiungere
     le parole  e di serie B .

         21.  Per  la  concessione  di  contributi  alle  società
     sportive    professionistiche,    semiprofessionistiche    e
     dilettantistiche  partecipanti  a  campionati  nazionali  di
     serie   A   e  di  serie  B,  già  previsti  dal   comma   2
     dell'articolo  21 della legge regionale 17 maggio  1984,  n.
     31,  è autorizzata per l'esercizio finanziario 2014 la spesa
     di 180 migliaia di euro (UPB 13.2.1.3.3 - capitolo 473710).

         22.  Per le finalità di cui all'articolo 47 della  legge
     regionale   12   maggio  2010,  n.  11  è  autorizzata   per
     l'esercizio  finanziario 2014 la spesa  di  60  migliaia  di
     euro (UPB 5.2.1.1.1 - capitolo 242022).

         23.  Per  le finalità di cui all'articolo 14,  comma  2,
     lett.  c)  della legge regionale 15 maggio  1991,  n.  27  è
     autorizzata  per l'esercizio finanziario 2014  la  spesa  di
     380 migliaia di euro (UPB 1.2.1.3.2 - capitolo 105703).

         24. Per le finalità di cui all'articolo 1 della legge 14
     novembre   2012,   n.   203   e  successive   modifiche   ed
     integrazioni,  al  fine di rafforzare  gli  organi  preposti
     alla   ricerca   delle  persone  scomparse  nel   territorio
     siciliano, è autorizzata, per l'esercizio finanziario  2014,
     la spesa di 10 migliaia di euro.

         25.   Per  le  finalità  dell'articolo  97  della  legge
     regionale  26  marzo  2002, n. 2 e successive  modifiche  ed
     integrazioni,  per il riconoscimento delle funzioni  sociali
     svolte per la lotta alla povertà e al fine di consentire  la
     somministrazione di generi alimentari e di  prima  necessità
     in  favore  di enti ed organizzazioni direttamente impegnati
     nell'assisstenza   verso  categorie   sociali   maggiormente
     marginalizzate  o  verso altre forme di povertà  esterna,  è
     autorizzata  la  spesa di 500 migliaia di  euro  per  l'anno
     2014  (UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183728), di cui 300 migliaia
     di euro in favore della Fondazione banco alimentare Onlus  e
     200  migliaia  di euro in favore del Banco opere  di  carità
     (UPB 6.2.1.2.3 - capitolo 183797).

         26.  Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
     di  promozione  culturale  della  stessa,  da  svolgere  nel
     territorio  della  Regione,  per le  finalità  dell'articolo
     107,  comma 1, della legge regionale26 marzo 2002, n.  2,  e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata  la
     spesa  di  198  migliaia  di  euro  per  l'anno  2014   (UPB
     3.2.1.3.7 - capitolo 377714).

         27.  Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
     di   promozione  culturale  della  stessa  da  svolgere  nel
     territorio  della  Regione,  per le  finalità  dell'articolo
     107, comma 4, della legge regionale 26 marzo 2002, n.  2   e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata  la
     spesa  di  142  migliaia  di  euro  per  l'anno  2014   (UPB
     3.2.1.3.7 - capitolo 377747).

         28.  Per garantire il sostegno dell'attività scientifica
     di   promozione  culturale  della  stessa  da  svolgere  nel
     territorio  della  Regione,  per le  finalità  dell'articolo
     107, comma 2, della legge regionale 26 marzo 2002, n.  2   e
     successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  autorizzata  la
     spesa  di 67 migliaia di euro per l'anno 2014 (UPB 3.2.1.3.7
     - capitolo 377750).

         29.  Per  le finalità della legge regionale 25  novembre
     1975,  n.  72   e  successive modifiche ed  integrazioni,  è
     autorizzata  la  spesa di 523 migliaia di  euro  per  l'anno
     2014 (UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183704).

         30.   Per  le  finalità  dell'articolo  5  della   legge
     regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  è  autorizzata la spesa di  495  migliaia  di
     euro per l'anno 2014 (UPB 13.2.1.3.7 - capitolo 473733).

         31.   Per  le  finalità  dell'articolo  6  della   legge
     regionale 10 dicembre 1985, n. 44 e successive modifiche  ed
     integrazioni, è autorizzata la spesa di 45 migliaia di  euro
     per l'anno 2014 (UPB 13.2.1.3.7 - cap. 377723).

         32.   Per  le  finalità  dell'articolo  1  della   legge
     regionale  5  marzo  1979, n. 14 e successive  modifiche  ed
     integrazioni,  è  autorizzata la spesa di  400  migliaia  di
     euro per l'anno 2014 (UPB 3.2.1.3.3 - capitolo 377735).

         33.  Per le finalità di cui al comma 3 dell'articolo 195
     della  legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e  successive
     modifiche  ed  integrazioni è autorizzata,  per  l'esercizio
     finanziario  2014,  la spesa di 300 migliaia  di  euro  (UPB
     1.2.1.3.1    -   capitolo   104523)   per   l'attività    di
     coordinamento    svolta   a   supporto    degli    organismi
     internazionali tesi a favorire lo sviluppo del  partenariato
     euro mediterraneo prevista.

         34.  All'articolo  48, comma 6, tabella  G  della  legge
     regionale  28  gennaio  2014, n. 5 è apportata  la  seguente
     modifica:

        L.R. n. 11/2010, art. 100  UPB         capitolo      +60
                                 13.2.1.3.3  473309
        L.R. n. 5/2005 e L.R.  n.  UPB         capitolo     +3.2
      5/2014, art. 35             6.3.2.6.2   712402           00
        L.R. n. 3/2012, art. 7     UPB         capitolo     +100
                                 6.2.1.3.1   183786

         35.   Per   l'aggiornamento  del  Piano  Regionale   dei
     Trasporti,  previsto dalla legge regionale 14  giugno  1983,
     n.   68,  e  successive  modifiche  e  integrazioni,  e  per
     l'espletamento  delle procedure necessarie alla  Valutazione
     Ambientale  Strategica, da espletare ai  sensi  del  decreto
     legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche  e
     integrazioni, che costituisce condizione indispensabile  per
     la  programmazione  e  utilizzazione dei  fondi  strutturali
     2014-2020  nel  settore  dei trasporti,  è  autorizzata  per
     l'anno 2014 la spesa di 300 migliaia di euro.

         36. Le assegnazioni di parte corrente alle province sono
     destinate  prioritariamente, oltre  che  alle  finalità  già
     previste dall'articolo 7, comma 2, della legge regionale  31
     gennaio  2014,  n.  5, anche al funzionamento  delle  scuole
     musicali   provinciali.   Le  assegnazioni   medesime   sono
     incrementate,  per l'esercizio finanziario  2014,  di  7.650
     migliaia,  di  cui  150  migliaia di euro  in  favore  della
     Provincia  di Trapani da destinare all'Ente luglio  musicale
     trapanese  per le finalità istituzionali e 200  migliaia  di
     euro in favore dell'Istituto musicale Toscanini di Ribera.

         37.  All'articolo 6, comma 7, della legge  regionale  28
     gennaio  2014, n. 5, dopo le parole  capitolo  117305   sono
     aggiunte le seguenti parole:  nonché la somma di 400 per  le
     finalità  di  cui al comma 2 dell'articolo  38  della  legge
     regionale  18  maggio 1996, n. 33 e successive modifiche  ed
     integrazioni.

         38.  Per le finalità connesse alle attività motoristiche
     e  per  i  fini istituzionali propri dell'Ente autodromo  di
     Pergusa,  è  autorizzata, per l'anno 2014, la spesa  di  250
     migliaia di euro.

                               Art. 28.
          Fondo di rotazione per gli interventi straordinari
                               (R.I.S.)

         l.  Al fine di fare fronte allo stato di grave crisi del
     settore e di pervenire al risanamento delle gestioni  ed  al
     rilancio   delle   attività  degli  enti,   associazioni   e
     fondazioni  a partecipazione pubblica, gli Enti:  Teatro  di
     Sicilia  Stabile di Catania, Ente Autonomo regionale  Teatro
     Massimo    Vincenzo  Bellini'  di  Catania,  Ente   Autonomo
     regionale     Teatro   Vittorio   Emanuele'   di    Messina,
     Associazione   Teatro   Stabile   di   Palermo,   Fondazione
     Orchestra sinfonica siciliana, Fondazione Teatro Massimo  di
     Palermo,  Fondazione Teatro Pirandello Valle dei  Templi  di
     Agrigento,   Istituto  nazionale  del   dramma   antico   di
     Siracusa,  Orestiadi,  Ente  luglio  musicale  trapanese   e
     Fondazione  The Brass group', che non possano far fronte  ai
     debiti certi ed esigibili da parte dei terzi, presentano  un
     piano  di  risanamento che intervenga su tutte  le  voci  di
     bilancio    strutturalmente   non   compatibili    con    la
     inderogabile   necessità   di   assicurare   gli   equilibri
     strutturali  del  bilancio  stesso,  sia  sotto  il  profilo
     patrimoniale   che  economico-finanziario,   entro   i   tre
     successivi  esercizi  finanziari. I  contenuti  inderogabili
     del piano sono:

         a)  la  rinegoziazione  e  ristrutturazione  del  debito
     dell'Ente  che  preveda  uno stralcio  del  valore  nominale
     complessivo  del  debito  esistente  al  31  dicembre  2013,
     comprensivo  degli  interessi  maturati  e  degli  eventuali
     interessi  di  mora, nella misura sufficiente ad  assicurare
     la   sostenibilità  del  piano  di  risanamento  nonché  gli
     equilibri  strutturali del bilancio, sia  sotto  il  profilo
     patrimoniale sia sotto il profilo economico-finanziario;

         b) l'indicazione della contribuzione a carico degli enti
     diversi  dalla  Regione  siciliana  titolari  di  quote   di
     partecipazione;

         c) la razionalizzazione del personale artistico, tecnico
     e amministrativo;

         d) il divieto di ricorrere a nuovo indebitamento, per il
     triennio  di  riferimento, salvo il ricorso ai finanziamenti
     di cui al presente articolo;

         e)   nel   caso   del  ricorso  a  tali   finanziamenti,
     l'indicazione   dell'entità   nella   misura    strettamente
     necessaria  a  rendere sostenibile il piano  di  risanamento
     nonché  le  misure  di copertura adeguate ad  assicurare  il
     rimborso del finanziamento;

         f)  l'individuazione  di soluzioni  idonee  a  riportare
     l'ente,  entro  i tre esercizi finanziari successivi,  nelle
     condizioni  di  attivo patrimoniale e almeno  di  equilibrio
     del conto economico;

         g)  la rivisitazione dei contratti integrativi aziendali
     in  vigore,  di  concerto con le parti sindacali,  che  deve
     risultare  compatibile  con i vincoli  finanziari  stabiliti
     dal Piano.

         2.  Per le finalità di cui al comma 1 è istituito presso
     IRFIS-FinSicilia  S.p.A.  un  fondo  rotativo   a   gestione
     separata,  a  valere sulle risorse libere dei  fondi  a  sua
     disposizione, con dotazione pari a 15.000 migliaia di euro.

         3.  L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. eroga agli enti di cui  al
     comma  l,  a fronte della presentazione del piano,  prestiti
     per  una  durata massima di quindici anni a tasso  agevolato
     per   le   finalità  indicate  dal  piano   di   risanamento
     presentato ai sensi del comma 1.

                               Art. 29.
                  Contratti di filiera e di distretto

         l. Al fine di favorire lo sviluppo rurale ed un'armonica
     integrazione  tra  politiche  economiche  e  politiche   del
     territorio  siciliano, in considerazione che il Decreto  del
     Ministero  delle Politiche Agricole Alimentari  e  Forestali
     22  novembre  2007  relativo  a  Condizioni  di  accesso  ai
     finanziamenti  del  fondo  rotativo  per  il  sostegno  alle
     imprese   e   agli   investimenti   in   ricerca    prevede,
     all'articolo  9,  comma 2, lettera  b),  che  le  Regioni  e
     Province  autonome  possono disporre il  cofinanziamento  di
     specifiche  iniziative  dei  contratti  di  filiera   o   di
     distretto,  l'Assessorato regionale dell'agricoltura,  dello
     sviluppo  rurale e della pesca mediterranea è autorizzato  a
     disporre  il  cofinanziamento nella forma di  contributo  in
     conto  capitale,  ad  integrazione  degli  incentivi  recati
     dalla   norma  nazionale,  per  il  sostegno  di  specifiche
     iniziative che si realizzano sul territorio regionale.

         2.  Il  contributo  in  conto  capitale  concesso  dalla
     regione  di cui al comma 1 non può superare il 25 per  cento
     degli  investimenti ammissibili di cui alle tabelle l  A,  2
     A,  4 A e il 50 per cento degli investimenti ammissibili  di
     cui  alle  tabelle 3 A e 5 A dell'allegato A al decreto  del
     Ministero  delle Politiche Agricole Alimentari  e  Forestali
     21  aprile 2008, come modificato dal decreto ministeriale 17
     febbraio  2009  che fissa le spese ammissibili  e  i  limiti
     agli  investimenti ai sensi dell'articolo 4,  comma  2,  del
     decreto  22  novembre 2007. L'ammontare  del  contributo  in
     conto  capitale  non può in nessun caso risultare  superiore
     alla  somma  dei due finanziamenti (agevolato e  ordinario),
     per  gli investimenti ammissibili di cui alle tabelle l A  e
     2  A  dell'allegato A al decreto 17 febbraio 2009. La  somma
     del   contributo   in  conto  capitale,  del   finanziamento
     agevolato  e  del  finanziamento ordinario  non  può  essere
     superiore all'importo degli investimenti ammissibili.

         3.   La  Giunta  regionale  con  apposita  deliberazione
     stabilirà  le  modalità e i criteri per la  concessione  del
     cofinanziamento regionale.

         4.  L'intervento regionale è concesso conformemente alla
     decisione  della Commissione europea relativa  all'aiuto  di
     Stato n. N379/2008/Italia.

         5.  Per  le  finalità  di cui al  presente  articolo  si
     provvede  con  le  risorse  discendenti  dalle  assegnazioni
     della  legge  30 giugno 1998, n. 208 e successive  modifiche
     ed  integrazioni e dall'Accordo di programma quadro Sviluppo
     Locale  attribuite alla Regione (UPB 10.2.2.6.55 -  capitolo
     542055).

                               Art. 30.
                   Impiego fondi IRCAC inutilizzati

         1.  Al fine di rendere disponibili le somme impegnate  e
     non  utilizzate nel Fondo Unico a Gestione Separata  gestito
     dall'IRCAC, attinenti alla legge regionale n.37/1978 e  s.m.
     e  i.,  lo stesso dovrà procedere entro trenta giorni  dalla
     data    di    pubblicazione   della   presente   legge    e,
     successivamente, entro il 31 gennaio di ogni  anno,  ad  una
     verifica  dei  crediti  a  medio  termine  e  di  esercizio,
     deliberati ai sensi della citata legge regionale  18  agosto
     1978,   n.   37  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,
     disimpegnando  dal  citato  Fondo,  le  somme  relative   ai
     predetti crediti concessi e non erogati da oltre due anni  e
     i  relativi  provvedimenti concessivi,  adottati  dall'IRCAC
     e/o dalla Regione, si intendono revocati.

         2.  Le somme disimpegnate ai sensi del precedente comma,
     rientrano   nella   dotazione  del  Fondo   Unico   di   cui
     all'articolo 63 della legge regionale 7 marzo  1997,  n.  6,
     costituito  presso  l  'IRCAC  e  saranno  utilizzate  dallo
     stesso   per   l'attività  ai  sensi  della  propria   legge
     istitutiva  e/o  di altre leggi speciali  la  cui  dotazione
     finanziaria  faccia riferimento al Fondo  Unico  a  Gestione
     Separata gestito dall' Istituto.

         3.  L'IRCAC  pubblicherà sul proprio sito internet,  con
     valore  di  notifica  per  le  cooperative  interessate,  la
     delibera     contenente    l'elenco    dei     finanziamenti
     disimpegnati.

         4.  Le  somme  trattenute  sul fondo  unificato  gestito
     dall'IRCAC, ai sensi di quanto previsto dal comma  5  quater
     dell'art 22 della legge regionale 1 settembre 1993,  n.  25,
     come  modificato dall'articolo 65 delle legge  regionale  28
     dicembre  2004, n. 17, non utilizzate alla data  di  entrata
     in   vigore   della  presente  legge  sono  disimpegnate   e
     confluiscono nel fondo unico di cui all' art 63 della  legge
     regionale  7  marzo 1997, n. 6 ed utilizzate ai sensi  della
     legge  regionale  7  febbraio 1963,  n.  12  e  della  legge
     regionale 23 maggio 1991, n. 36.

         5.  Gli interessi maturati sulle somme relative al fondo
     unico  a  gestione separata, costituito presso  l'IRCAC,  ai
     sensi  dell'articolo 63 della legge regionale 7 marzo  1997,
     n.    6,    e    successive   modifiche   ed   integrazioni,
     costituiscono,  a decorrere dal corrente anno,  integrazioni
     del fondo.

         6.  Le somme disimpegnate ai sensi del comma l, al netto
     di   eventuali  commissioni  spettanti  all'IRCAC   per   la
     gestione  dei  medesimi, restano nella dotazione  del  Fondo
     unico  di cui all'articolo 63 della legge regionale 7  marzo
     1997,  n. 6, gestito dall'IRCAC per essere destinate a nuove
     iniziative   in   materia  di  sviluppo  e  occupazione,   a
     carattere   innovativo,  nel  settore   della   cooperazione
     mutualistica  del  terzo  settore e  delle  cooperative  che
     gestiscono aziende agricole e terreni confiscati alla  mafia
     e   alle  attività  previste  dal  Fondo  unico  a  gestione
     separata   gestito   dall'Istituto,  fatta   eccezione   per
     l'importo  di  25.000 migliaia di euro che è versato,  entro
     trenta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore   della
     presente legge, in entrata al bilancio regionale per  essere
     destinato  agli interventi previsti dall'articolo 13,  comma
     2 della presente legge garanzie occupazionali.

                               Art. 31.
               Nuove iniziative per favorire lo sviluppo

         1.  L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. è autorizzato a  destinare
     25  milioni  di euro di disponibilità liquide, pari  all'8,6
     per cento circa della dotazione patrimoniale complessiva  al
     13  giugno 2014 del fondo di cui ali'articolo 61 della legge
     regionale 28 dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche  ed
     integrazioni,  a  capitale  sociale  interamente   posseduto
     dalla  Regione,  nel rispetto della normativa  di  vigilanza
     della Banca d'Italia.

         2.  L'IRFIS-FinSicilia S.p.A. è autorizzato a  destinare
     ulteriori 30 milioni di euro di disponibilità liquide,  pari
     al   10,4  per  cento  circa  della  dotazione  patrimoniale
     complessiva  al 13 giugno 2014 del fondo di cui all'articolo
     61  della  legge  regionale  28  dicembre  2004,  n.  17   e
     successive modifiche ed integrazioni, a patrimonio  proprio,
     da  utilizzare  per la copertura quale garanzia  diretta  di
     operazioni  di provvista finanziaria da attivare  presso  la
     BEI  ed altri istituti nazionali ed internazionali pubblici,
     da  destinare  alla concessione di credito  a  favore  delle
     imprese  operanti  in  Sicilia,  a  fronte  di  progetti  di
     investimento e di sviluppo.

                               Art. 32.
                         Copertura finanziaria

         l.  Per  l'esercizio finanziario 2014, quota  parte  del
     gettito    derivante   dalla   maggiorazione   dell'aliquota
     dell'Imposta   regionale   sulle   attività   produttive   e
     dell'addizionale  regionale all'Imposta  sul  reddito  delle
     persone  fisiche (IRPEF) di cui all'articolo 1,  comma  174,
     della  legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive modifiche
     ed  integrazioni,  è  destinata ai  sensi  dell'articolo  2,
     comma  80, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e successive
     modifiche   ed  integrazioni,  in  aggiunta  alle   finalità
     previste  dal comma 12 dell'articolo 3 della legge regionale
     28  gennaio 2014, n. 5, sino all'importo di 31.715  migliaia
     di    euro,   al   finanziamento   della   compartecipazione
     regionale, di cui all'articolo 1, comma 830, della legge  27
     dicembre  2006, n. 296, della spesa sanitaria relativa  alla
     quota  indistinta  delle disponibilità  finanziarie  per  il
     Servizio   Sanitario  nazionale,  quale  servizio   pubblico
     essenziale.

         2.  Ai maggiori oneri derivanti dalle autorizzazioni  di
     spesa  di  cui  agli articoli della presente legge,  pari  a
     566.830  migliaia di euro per l'anno 2014, 196.752  migliaia
     di  euro  per  l'anno 2015 e 131.042 migliaia  di  euro  per
     l'anno  2016, esclusi gli oneri previsti dall'articolo  4  e
     dall'articolo 12, comma 2, si provvede:

         a)  per l'importo di 362.093 migliaia di euro per l'anno
     2014,  di  72.006  migliaia di euro per  l'anno  2015  e  di
     117.912  migliaia di euro per l'anno 2016, mediante utilizzo
     delle  risorse  iscritte  in  bilancio,  che  si  sono  rese
     disponibili  a seguito della non operatività delle  relative
     previsioni  di  spesa  in  conseguenza  all'impugnativa  del
     Commissario  dello  Stato  per la  Regione  Siciliana  della
     legge  regionale  28 gennaio 2014 n, 5 ed  a  seguito  delle
     disposizioni  dell'  articolo 4  della  presente  legge  che
     sopprime l'Allegato 2 di cui all'articolo 4, comma 3,  della
     legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5;

         b)  per  l'importo di 31.715 migliaia di euro per l'anno
     2014  mediante  utilizzo delle risorse  regionali  derivanti
     dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma l;

         c)  per  l'importo di 25.000 migliaia di euro per l'anno
     2014   mediante   riduzione   della   spesa   relativa    al
     finanziamento   della   compartecipazione   regionale   agli
     obiettivi  del Piano Sanitario nazionale di cui all'articolo
     9  della  presente legge. Fermo restando quanto previsto  al
     successivo comma 3;

         d)  per l'importo di 111.615 migliaia di euro per l'anno
     2014  e di 111.616 migliaia di euro per l'anno 2015 mediante
     riduzione    dell'   autorizzazione   di   spesa    prevista
     dall'articolo  2,  comma 3 della legge regionale  15  maggio
     2013,  n.  9  e  successive modifiche  ed  integrazioni,  in
     relazione  alle disposizioni dell'articolo 3 della  presente
     legge;

         e)  per  l'importo di 2.000 migliaia di euro per  l'anno
     2014  mediante utilizzo delle risorse iscritte in  bilancio,
     che   si   sono  rese  disponibili  a  seguito   della   non
     operatività   delle   relative  previsioni   di   spesa   in
     conseguenza all'impugnativa del Commissario dello Stato  per
     la  Regione  Siciliana della legge regionale 11 giugno  2014
     n. 13;

         f)  per l'importo di 12.294 migliaia di euro l'anno 2014
     mediante  utilizzo  delle risorse  di  cui  all'articolo  4,
     comma 2, lett. c) della legge regionale 28 gennaio 2014,  n.
     5,  in relazione alla diversa copertura finanziaria prevista
     disposizioni dell'articolo 4 della presente legge;

         g)  per  l'importo  di 8.343 migliaia di  euro  mediante
     utilizzo   di  parte  del  risparmio  di  spesa  conseguente
     all'accertamento  del  risultato di  gestione  del  servizio
     sanitario regionale per l'anno 2013;

         h)  per  l'importo di 13.320 migliaia di  euro  mediante
     riduzione,  pari  all'1,5  per  cento,  delle  disponibilità
     delle   autorizzazioni  di  spesa  iscritte,  tra  le  spese
     correnti, e discendenti dalle leggi regionali n. 5, 6  e  13
     del  2014  limitatamente ai fondi regionali, con  esclusione
     delle  categorie 1, 9, 10, 11, 12 (fondi di riserva e  fondi
     speciali),  dei  capitoli relativi a  imposte  e  tasse,  di
     quelli  relativi  a spese per la sicurezza,  per  liti,  per
     accertamenti  sanitari,  nonché dei capitoli  connessi  alla
     spesa  sanitaria. L'importo delle riduzioni è  indicato  per
     ciascuna  autorizzazione  di  spesa  nell'Allegato  A  della
     presente legge;

         i) per l'importo di 180 migliaia di euro per l'anno 2014
     e  di 13.130 migliaia di euro per ciascuno degli anni 2014 e
     2015  mediante riduzione di pari importo delle disponibilità
     dell'UPB  4.2.1.5.2 - capitolo 215704 - accantonamento  1001
     del bilancio della Regione per il triennio 2014-2016.

                               Titolo IV
                          Disposizioni varie

                               Art. 33.
                Soppressione e liquidazione dell'IRIDAS

         l.   L'Istituto   regionale   per   l'integrazione   dei
     diversamente  abili di Sicilia (IRIDAS) di cui  all'articolo
     48  della  legge  regionale del 14  maggio  2009,  n.  6,  è
     soppresso alla data di pubblicazione della presente legge.

         2.  Il  Presidente della Regione siciliana, su  proposta
     dell'Assessore  regionale per l'istruzione e  la  formazione
     professionale,  nomina un commissario  liquidatore  ai  fini
     degli adempimenti connessi.

         3.  Ai dipendenti dell'Ente si applicano le procedure di
     mobilità  nei  limiti  e  secondo le modalità  previste  dal
     comma  563 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013,  n.
     147.

                               Art. 34.
                          Società partecipate

         l.  E'istituito presso l'Ufficio speciale delle  società
     in   liquidazione  l'albo  dei  dipendenti  delle   medesime
     società   in   liquidazione   a   totale   o   maggioritaria
     partecipazione regionale.

         2.  Nel  suddetto  albo devono essere iscritti  tutti  i
     dipendenti attualmente in servizio con contratto  di  lavoro
     subordinato  a  tempo  indeterminato presso  le  società  in
     liquidazione, assunti prima del 31 dicembre 2009.

         3.   Saranno  esclusi  dall'albo  i  dipendenti  non  in
     possesso  dei superiori requisiti soggettivi, nonché  quelli
     assunti in violazione alle vigenti disposizioni regionali  e
     statali  in materia di reclutamento di personale  e  divieti
     di assunzioni.

         4.  Le  società di cui al comma 1 dell'articolo 20 della
     legge   regionale  12  maggio  2010,  n.  11  e   successive
     modifiche   ed   integrazioni,  per  sopperire   ai   propri
     fabbisogni  di personale, come scaturenti dai  contratti  di
     servizio  stipulati con gli enti soci committenti,  dovranno
     attingere  all'albo  del personale di cui  al  comma  1  nel
     rispetto  dell'analisi del fabbisogno e della  sostenibilità
     finanziaria.

         5.  Ai  fini  di  cui  al  comma  4,  entro  il  termine
     perentorio  di  60  giorni  dalla entrata  in  vigore  della
     presente   legge,  le  società  a  totale  o   maggioritaria
     partecipazione   della   Regione   di   cui   al   comma   1
     dell'articolo  20 delle legge regionale 12 maggio  2010,  n.
     11,  trasmettono  all'Ufficio  speciale  delle  società   in
     liquidazione  e  alla  Ragioneria  Generale  della   Regione
     un'integrazione  al piano previsto dall'articolo  20,  comma
     2,  della  legge  regionale  12 maggio  2010,  n.  11con  la
     individuazione  del  numero dei soggetti inserito  nell'albo
     di  cui  al comma 1 che, in base ai rispettivi fabbisogni  e
     nei   limiti   finanziari  previsti  nei   propri   bilanci,
     intendono  assumere. La predisposizione dei  predetti  piani
     deve  essere  effettuata  nel  rispetto  dei  limiti  e  dei
     vincoli finanziari previsti dalla vigente legislazione.

         6. Al personale assunto sarà riconosciuto il trattamento
     giuridico  ed  economico previsto dal  contratto  collettivo
     applicato,  nel  rispetto dei limiti di cui all'articolo  31
     della legge regionale 6/1997.

         7. Al personale di cui al comma 1, in servizio alla data
     di  cui  al  comma  2, non assegnato o trasferito  ad  altre
     società  con le modalità di cui al comma 5, si applicano  le
     procedure  di  mobilità  nei limiti e  secondo  le  modalità
     previste  dal  comma  563 dell'articolo  1  della  legge  27
     dicembre 2013, n. 147.

         8. Restano ferme le disposizioni normative in materia di
     limitazione   e  riduzione  dei  trattamenti  giuridici   ed
     economici  del  personale di tutte le  società  a  totale  o
     maggioritaria  partecipazione  della  Regione,   nonché   le
     direttive  a  tal uopo in precedenza adottate  dalla  Giunta
     regionale  di governo con propria deliberazione  nell'ambito
     delle  misure  di cosiddetta spending review,  ed  i  limiti
     imposti  dall'articolo  31 della  legge  regionale  7  marzo
     1997,  n.  6.  Resta, altresì, fermo il divieto assoluto  di
     riconoscere  qualunque eventuale differenza tra il  maturato
     economico,  a  qualunque titolo, in godimento  del  suddetto
     personale  e il trattamento economico spettante al personale
     regionale.

         9. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della
     presente  legge gli organi di amministrazione delle  società
     che non hanno già provveduto a quanto previsto dal comma  8,
     adottano,  a pena di decadenza, le necessarie iniziative  ed
     atti   per   l'eliminazione  dei  trattamenti  difformi   ed
     illegittimi con contestuale recupero degli indebiti.

         10.  E'consentita  per la copertura  dei  posti  vacanti
     nelle dotazioni organiche, l'attivazione delle procedure  di
     mobilità  volontaria fra le società a totale o maggioritaria
     partecipazione  della  regione siciliana  nel  rispetto  del
     piano  dei  servizi e del personale di cui all'articolo  23,
     comma 2, della legge regionale 28 gennaio2014, n. 5.

         11.  E'  abrogato il comma 6 quinquies dell'articolo  20
     della  legge regionale 12 maggio 2010 n. 11, come introdotto
     dall'articolo 23 della legge regionale 28 gennaio  2014,  n.
     5.

         12. Al comma 6 bis della legge regionale 12 maggio 2010,
     n.  11  e  successive  modifiche ed  integrazioni,  dopo  le
     parole   a totale partecipazione pubblica  sono aggiunte  le
     parole  ad esclusione della SEUS SCpA .

                               Art. 35.
           Pensionamenti personale delle società partecipate

         1.  In  attuazione  delle politiche di  riduzione  della
     spesa   regionale,  nel  termine  perentorio  di  30  giorni
     dall'approvazione della presente legge, è  fatto  obbligo  a
     tutte  le  società  a  totale partecipazione  della  regione
     siciliana di individuare le anzianità contributive di  tutti
     i   lavoratori   in   organico,  richiedendo   eventualmente
     apposita certificazione agli enti previdenziali competenti.

         2. E' fatto espressamente divieto alle società di cui al
     comma  l di autorizzare trattenimenti in servizio per coloro
     che  hanno  raggiunto  i requisiti anagrafici  previsti  dal
     vigente  C.C.R.L. 2002/2005 della Regione siciliana e  degli
     enti  di cui all'articolo 1 della legge regionale 15  maggio
     2000, n. 10.

         3.  Le  società  dovranno  risolvere  unilateralmente  i
     rapporti  di lavoro del personale che ha raggiunto i  limiti
     di  permanenza in servizio di cui al comma 2, sempre  che  i
     soggetti abbiano acquisito il requisito contributivo  minimo
     previsto   dall'attuale   normativa   per   fruire   di   un
     trattamento pensionistico

         4.  Al  personale in organico presso le società a totale
     partecipazione  della  regione  siciliana  sono  estese   le
     previsioni  normative  in materia di  pensionamenti  di  cui
     all'art. 1 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90.

         5.  A  far data dall'approvazione della presente  legge,
     tutti  coloro  che  hanno maturato i requisiti  contributivi
     e/o anagrafici, sono collocati in quiescenza.

                               Art. 36.
            Qualifiche intermedie nelle società partecipate

         1. Nelle società partecipate e sottoposte al controllo e
     vigilanza  della Regione siciliana a totale o  maggioritaria
     partecipazione  azionaria  pubblica,  costituite  dopo   l'1
     gennaio  2009,  che  siano  sprovviste  di  copertura  nelle
     qualifiche  intermedie, ancorché individuate  nelle  proprie
     piante    organiche,    di    inquadramento    nei     ruoli
     gerarchicamente  funzionali alle  esigenze  organizzative  e
     abbiano  il rapporto di lavoro disciplinato da contratti  di
     diritto  privato, non costituisce nuova assunzione ai  sensi
     della   normativa  vigente  in  materia  di   blocco   delle
     assunzioni,  il  ricorso, mediante  procedure  selettive,  a
     personale  interno  alle  dipendenze  della  stessa  società
     partecipata per la copertura di tali posti.

         2.  Agli oneri finanziari derivanti dall'attuazione  del
     comma  precedente, si provvede con le risorse proprie  delle
     società  partecipate  senza alcuna  variazione  di  spesa  a
     carico del bilancio della Regione.

                               Art. 37.
                          Riscossione Sicilia

         1. Per le finalità e il rispetto delle condizioni di cui
     al  decreto  legislativo 13 aprile 1999, n. 112 e successive
     modifiche ed integrazioni, nonché degli articoli  16,  18  e
     20  della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive
     modifiche ed integrazioni, nonché dell'articolo 23, comma  2
     e  seguenti della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, non
     si   applicano   alla  società  partecipata  dalla   Regione
     dell'area  strategica servizi di riscossione dei tributi  di
     cui  all'articolo  23,  comma  1,  lettera  D)  della  legge
     regionale 28 gennaio 2014, n.5

         2.   La   presente   disposizione  non  comporta   oneri
     aggiuntivi per il bilancio della Regione.

                               Art. 38.
         Abolizione licenza trebbiatura e sgranatura meccanica

         1.  Per  l'esercizio  dell'attività  di  trebbiatura   e
     sgranatura  meccanica  dei cereali  e  delle  leguminose  da
     granella, di cui al Regio decreto legge 23 aprile  1942,  n.
     433  ed  al  Decreto  legislativo luogotenenziale  3  luglio
     1944, n. 152, non è richiesta alcuna licenza.

                               Art. 39.
            Norme in materia di trasparenza e di pubblicità
                     dell'attività amministrativa

         1.  Le  somme  autorizzate dall'articolo 55 della  legge
     regionale  15  maggio 2013, n. 9 ed impegnate nell'esercizio
     2013   possono  essere  riprogrammate  nell'anno  2014   per
     l'espletamento   delle  funzioni  di   informazione   e   di
     comunicazione previste dal medesimo articolo 55.

         2.  Le  società  a totale o maggioritaria partecipazione
     della  Regione  pubblicano  i  bilanci,  per  estratto,  sui
     quotidiani  regionali aventi maggiore diffusione  in  numero
     di  20  copie  nella Regione e su quotidiani  nazionali  con
     redazione  in Sicilia, ed integralmente nei rispettivi  siti
     istituzionali.

         3. Le disposizioni di cui al primo comma dell'articolo 6
     della  legge 25 febbraio 1987, n. 67 e successive  modifiche
     ed   integrazioni,   trovano  applicazione  nell'ordinamento
     regionale.   All'inosservanza  della  presente  norma   sono
     obbligati  la Regione, i consorzi di liberi comuni,le  città
     metropolitane,  i consorzi tra gli enti locali,  le  aziende
     del   settore  sanitario  nonché  le  società  a  totale   e
     maggioritaria  partecipazione della  Regione  e  degli  enti
     locali.

         4.  All'articolo  4  comma 6 della  legge  regionale  12
     luglio 2011, n. 12, è anteposto il seguente:
          06.  Fermo  restando quanto stabilito  al  comma  6  in
     quanto  compatibile,  i soggetti di  cui  al  comma  5  sono
     tenuti  a rendere noto i dati di cui alle lettere  a)  e  b)
     del  medesimo comma 5, mediante pubblicazione per  estratto,
     a  scelta  della  stazione appaltante, su due  quotidiani  a
     diffusione   nazionale,   su  due   quotidiani   a   maggior
     diffusione  locale del luogo ove si eseguono i lavori  e  su
     un  periodico a diffusione regionale. Le testate di  cui  al
     precedente  alinea  devono possedere i  seguenti  requisiti,
     alla data di entrata in vigore della presente legge:

         a)  non  meno di cinque giornalisti iscritti al relativo
     albo  professionale (sezione professionisti) tenuto ai sensi
     della  legge 20 febbraio 1963, n. 69, assunti con  contratto
     a tempo indeterminato;
         b)    attestazione   di   regolarità   contributiva    e
     previdenziale ai fini INPGI e CASAGIT;
         c)  non  meno  di tre anni di ininterrotta pubblicazione
     con   diffusione  regionale,  con  vendita  in  edicola  sul
     territorio regionale;
         d) attestazione di copie vendute, certificata a norma di
     legge. .

         5. Al comma 5, dell'articolo 4, della legge regionale n.
     12/2011, dopo la parola  forniture  sono inserite le  parole
      l'autorizzazione,    anche    tacita,    di     subappalti,
     l'approvazione di perizie di variante .

         6.  Al comma 6 dell'articolo 4 della legge regionale  n.
     12/2011,  dopo le parole  ribassi d'asta  sono  aggiunte  le
     parole   e sulla quota del fondo posto a disposizione  delle
     stazioni  appaltanti  per le spese di  pubblicità  ai  sensi
     dell'art.   178,  comma  l,  lettera  o  del   Decreto   del
     Presidente   della  Repubblica  n.  207/2010.   La   mancata
     comunicazione di tali dati è sanzionata secondo le  modalità
     e  nella  misura fissata alla lettera b) del comma  5  della
     presente legge .

                               Art. 40.
        Norme in materia di contributo alle spese di viaggio e
                               soggiorno
             degli assistiti residenti nelle isole minori

         l.  I  benefici previsti dalla legge regionale 13 agosto
     1979,  n. 202 e successive modificazioni ed integrazioni  si
     applicano  agli  assistiti  residenti  nelle  isole   Eolie,
     Egadi,  Pelagie,  Ustica e Pantelleria  anche  nei  casi  di
     ricorso  a luoghi di cura pubblici e privati, accreditati  e
     contrattualizzati  con  il  SSN,  ubicati   nel   territorio
     regionale,  qualora la necessità del ricorso a  tali  luoghi
     di  cura  sia  stata  preventivamente  riconosciuta  con  le
     modalità  previste dagli articoli 14 ter,  14  quater  e  14
     quinquies  della  legge 3 giugno 1975, n.  27  e  successive
     modifiche ed integrazioni.

                               Art. 41.
       Adeguamento normativo in materia di regolamentazione  de
                               minimis

         l.  Il  rinvio  al  regolamento (CE) n. 1998/2006  della
     Commissione  del  15 dicembre 2006 relativo all'applicazione
     degli  articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza
     minore  pubblicato  nella GUUE L379 del  28  dicembre  2006,
     previsto  nelle  norme di seguito indicate, va  riferito  al
     regolamento  (UE)  n.  1407/2013 della  Commissione  del  18
     dicembre  2013 relativo all'applicazione degli articoli  107
     e  108  del  trattato sul funzionamento dell'Unione  Europea
     agli  aiuti  de minimis  pubblicato nella GUUE L352  del  24
     dicembre 2013:

         a)  articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
     6,  come  modificato  dagli articoli 19  e  20  della  legge
     regionale  26 febbraio 2010, n. 3, e dall'articolo  5  della
     legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;

         b)  articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
     6,  come modificato dall'articolo 9 della legge regionale 29
     dicembre  2009, n. 13, dal comma 11 dell'articolo  80  della
     legge  regionale  12 maggio 2010, n. 11, e  dall'articolo  6
     della legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;

         c)  articolo 18 della legge regionale 14 maggio 2009, n.
     6,  come  sostituito dall'articolo l0 della legge  regionale
     29  dicembre  2009, n. 13, e come modificato  dal  comma  12
     dell'articolo  80 della legge regionale 12 maggio  2010,  n.
     11,  e  dall'articolo  3 della legge regionale  24  novembre
     2011, n. 25;

         d)  lettera h nonies del comma l dell'articolo  4  della
     legge  regionale  22 dicembre 2005, n. 19,  come  introdotta
     dal  comma  27  dell'articolo 80 della  legge  regionale  12
     maggio 2010, n. 11;

         e) articolo 7 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25;

         f)  articolo 10 della legge regionale 24 novembre  2011,
     n. 25;

         g)  articolo 15 della legge regionale 24 novembre  2011,
     n. 25;

         h)  articolo 31 della legge regionale 24 novembre  2011,
     n. 25.

         2.  Il  rinvio  al  regolamento (CE) n. 1535/2007  della
     Commissione  del  15 dicembre 2006 relativo all'applicazione
     degli  articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza
     minore  pubblicato  nella GUUE L379 del  28  dicembre  2006,
     previsto  nelle  norme di seguito indicate, va  riferito  al
     regolamento  (UE)  n.  1408/2013 della  Commissione  del  18
     dicembre  2013 relativo all'applicazione degli articoli  107
     e  108  del  trattato sul funzionamento dell'Unione  Europea
     agli  aiuti   de  minimis  nel settore  agricolo  pubblicato
     nella GUUE L352 del 24 dicembre 2013.

         -  articolo 16 della legge regionale 14 maggio 2009,  n.
     6,  come  modificato  dagli articoli 19  e  20  della  legge
     regionale  26 febbraio 2010, n. 3, e dall'articolo  5  della
     legge regionale 24 novembre 2011, n. 25;

         -  articolo 17 della legge regionale 14 maggio 2009,  n.
     6,  come modificato dall'articolo 9 della legge regionale 29
     dicembre  2010,  n.  11,  e  dall'articolo  6  della   legge
     regionale 24 novembre 2011, n. 25;

         -  articolo 18 della legge regionale 14 maggio 2009,  n.
     6,  come  sostituito dall'articolo l0 della legge  regionale
     29  dicembre  2009, n. 13, e come modificato  dal  comma  12
     dell'articolo  80 della legge regionale 12 maggio  2010,  n.
     11,  e  dall'articolo  3 della legge regionale  24  novembre
     2011, n. 25;

         -  comma  8  dell'articolo 80 della legge  regionale  12
     maggio   2010,   n.   11  come  sostituito   dal   comma   5
     dell'articolo 28 della legge regionale 24 novembre 2011,  n.
     25;

         -  articolo 7 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25;

         - articolo 13 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25;

         - articolo 15 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25;

         - articolo 31 della legge regionale 24 novembre 2011, n.
     25.

                               Art. 42.
                   Abrogazione e modifiche di norme

         1. All'articolo 1 della legge regionale 9 dicembre 2013,
     n.  23  è  aggiunto il seguente comma:  1 bis. Il Ragioniere
     generale   è   autorizzato  ad  effettuare   le   variazioni
     compensative di bilancio tra i capitoli di cui al  comma  1,
     in  relazione all'effettivo costo dei servizi da  effettuare
     in  favore dell'Amministrazione regionale o degli  enti  del
     settore  sanitario sulla base delle convenzioni di servizio,
     su richiesta dei competenti dipartimenti regionali.'.

         2.  Al comma l0 dell'articolo 6 della legge regionale n.
     5  del 2014 le parole  entro novanta giorni dall'entrata  in
     vigore  della  presente legge  sono sostituite dalle  parole
      entro il 30 settembre 2014 .

         3.  Sono  abrogati i commi 6 e 7 dell'articolo 12  della
     legge   regionale  14  giugno  1983,  n.  68  e   successive
     modifiche ed integrazioni.

         4.  E'abrogato il comma 6 dell'articolo 56  della  legge
     regionale  26  marzo  2002, n. 2 e successive  modifiche  ed
     integrazioni.

                               Art. 43.
        Proroga di termini per la realizzazione di programmi di
                  edilizia agevolata e convenzionata

         1. I termini di cui al comma 78, dell'articolo 11, della
     legge  regionale  9  maggio 2012, n. 26,  per  l'inizio  dei
     lavori  da  parte delle cooperative edilizie inserite  nella
     graduatorie di definizione dei bandi redatti ai sensi  delle
     leggi  5  agosto 1978, n. 457 e 11 marzo 1988,  n.  67  sono
     prorogati al 31 dicembre 2015.

         2. I termini di cui al comma 79, dell'articolo 11, della
     legge  regionale  9  maggio 2012, n. 26,  per  l'inizio  dei
     lavori da parte delle imprese inserite nelle graduatorie  di
     definizione dei bandi redatti ai sensi delle leggi 5  agosto
     1978,  n.  457 e 11 marzo 1988, n. 67 sono prorogati  al  31
     dicembre 2015.

         3.  All'articolo 47, comma 17, della legge regionale  28
     gennaio  2014,  n. 5 le parole  30 giugno  2014   e   dall'1
     luglio  2014   sono rispettivamente sostituite dalle  parole
      31 dicembre 2015.  e  dall'1 gennaio 2016. .

         4.  I  soggetti che realizzino programmi costruttivi  di
     edilizia     residenziale    pubblica    possono    accedere
     all'utilizzo  di  fondi ex Gescal per  la  realizzazione  di
     opere   di   urbanizzazione  inerenti  le  aree  circostanti
     inserite   nei   piani  triennali  delle   opere   pubbliche
     comunali.

         5.  All'articolo 33, comma 1, della legge  regionale  14
     maggio  2009,  n.  6, dopo le parole  ad  uso  residenziale
     aggiungere  le  parole   o  ad uso non  residenziale  purché
     ricompresi  in  unità immobiliari o complessi immobiliari  a
     prevalente uso residenziale. . I lavori di cui all'art.  33,
     comma  1,  della  legge  regionale 14  maggio  2009,  n.  6,
     possono  essere ultimati entro 36 mesi dalla data di inizio,
     rimanendo a carico del mutuatario gli interessi che  gravano
     per  il  tempo superiore ai 24 mesi stabiliti  per  il  pre-
     ammortamento.  Alla fine del comma 1 della  legge  regionale
     14  maggio 2009, n. 6, aggiungere le parole  per le finalità
     del  presente comma, si utilizzano le somme residue  di  cui
     al  comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale 14 maggio
     2009, n. 6 .

         6.  Il termine per la realizzazione degli interventi  di
     cui  alla  legge regionale 23 marzo 2010, n. 6, è  prorogato
     ad ogni effetto al 31 dicembre 2015.

                               Art. 44.
        Disposizioni in materia di finanziamento alle piccole e
                             medie imprese
                             (STRALCIATO)

                               Art. 45.
         Interventi per il sostegno al pagamento delle rate di
                          mutuo e di affitto

         1.  Al fine di consentire il superamento dello stato  di
     crisi  finanziaria delle cooperative siciliane con proprietà
     divisa  ed  indivisa, dovuto a problemi di ordine  economico
     connessi  alla  grave  crisi  economica  ed  ai  conseguenti
     riflessi  sullo  stato occupazionale dei  soci,  è  sospeso,
     senza  alcun  onere  aggiuntivo,  il  pagamento  delle  rate
     scadute  e  non pagate alla data di entrata in vigore  della
     presente  legge,  nonché di quello in scadenza  fino  al  31
     luglio   2014   relative  a  mutui  concessi   dall'Istituto
     regionale per il credito alla cooperazione (IRCAC) ai  sensi
     della  legge  regionale 5 dicembre 1977, n. 95 e  successive
     modifiche ed integrazioni.

         2. La sospensione opera fino al 31 dicembre 2015.

         3.  Il  pagamento delle rate sospese avverrà in coda  al
     piano  di ammortamento che viene prolungato di un numero  di
     rate  pari  a  quelle scadute e con la medesima  periodicità
     prevista  originariamente con contratto da  stipulare  senza
     obbligo della forma pubblica.

         4.   Le  istanze  di  sospensione  dei  pagamenti  delle
     cooperative  edilizie a proprietà indivisa  dovranno  essere
     avanzate  dal Presidente o dall'Organi munito dei poteri  di
     rappresentanza  legale  senza necessità  di  una  preventiva
     deliberazione  dell'Assemblea dei  soci,  con  l'indicazione
     nominativa  dei soci che intendono fruire della  sospensione
     stessa,   quelle   delle  cooperative  a  proprietà   divisa
     individualmente   da   ciascun   socio.   La   presentazione
     dell'istanza    sospende    i    pagamenti    con    riserva
     dell'accertamento del diritto.

         5.  Sono altresì sospesi gli eventuali interessi di mora
     già  maturati  sulle  rate sospese che verranno  corrisposti
     successivamente  e contestualmente al pagamento  della  rata
     cui si riferiscono.

         6.  La  sospensione trova applicazione anche in presenza
     di   azioni  esecutive  escluse  le  procedure  concorsuali,
     avvita   per   il   recupero  delle   rate   oggetto   della
     sospensione,  a  condizione che la cooperativa  o  il  socio
     provvedano  entro sei mesi al pagamento delle  spese  legali
     connesse.  Su  tale  pagamento  devono  essere  concesse,  a
     richiesta,  rateizzazione  di durate  non  superiore  a  sei
     mesi.

         7.  Allo scopo di fornire la copertura finanziaria  agli
     interventi  disposti  dal  presente  articolo,  senza  alcun
     onere  diretto  per la Regione, il comma 2 bis dell'articolo
     12   della  legge  regionale  30  marzo  1998,  n.  5,  come
     modificato dall'articolo 55 della legge regionale 27  aprile
     1999, n. 10 è sostituito dal seguente:

          2. bis. Al predetto Istituto è riconosciuto altresì  un
     compenso  pari al 30 per cento rapportato all'ammontare  dei
     crediti  in sofferenza effettivamente recuperati  nel  corso
     dell'esercizio  con  esclusione dei  recuperi  ottenuti  nei
     confronti  della  Regione  a fronte  di  fidejussioni  dalla
     stessa prestate. .

         8.  Al  fine di salvaguardare il Fondo di esercizio  dei
     finanziamenti  alle  cooperative, la previsione  di  cui  al
     comma  2  dell'articolo 12 della legge  regionale  30  marzo
     1998,  n.  5,  come modificato dall'articolo 55 della  legge
     regionale  27  aprile 1999, n. 10, deve  essere  intesa  nel
     senso  che  la commissione dell'1,50% deve essere  calcolata
     esclusivamente  sul  valore della  sorte  capitale  e  degli
     interessi  corrispettivi dei crediti  con  esclusione  degli
     interessi moratori.

         9.  La commissione prevista al comma 2 dell'articolo  12
     della  legge regionale 30 marzo 1998, n. 5, come  modificato
     dall'articolo  55 della legge regionale 27 aprile  1999,  n.
     10,  non  può  in ogni caso essere superiore alla  copertura
     delle spese di funzionamento dell'IRCAC.

         10.  Le  economie realizzate in tal senso devono  essere
     contabilizzate  all'interno  del  Fondo  di  esercizio   dei
     finanziamenti    alle   cooperative   in    uno    specifico
     accantonamento   a  destinazione  vincolata   iscritto   nel
     bilancio del Fondo stesso.

         11.  Le  disposizioni di cui ai precedenti commi  devono
     trovare  applicazione a far data dall'esercizio  finanziario
     2014.

                               Art. 46.
        Svolgimento attività commerciali nelle aree ex consorzi
                                  ASI
                             (STRALCIATO)

                               Art. 47.
          Norme di interpretazione autentica dell'articolo 19
              della legge regionale 12 gennaio 2012, n. 8

         1.  Entro  180  giorni dalla data di entrata  in  vigore
     della  presente  legge.  gli  assegnatari  di  rustici   e/o
     capannoni  e/o  immobili  industriali  comunque  denominati,
     possono fare istanza al competente  Consorzio per l'area  di
     sviluppo   industriale  in  liquidazione-gestione   separata
     IRSAP  per l'acquisto dell'immobile assegnato. Il prezzo  di
     vendita,  versato  in favore della liquidazione.  è  pari  a
     quello  della  perizia di stima effettuata dalla  competente
     Agenzia  del  Territorio, decurtato degli  eventuali  canoni
     effettivamente  versati  dall'assegnatario  in  favore   del
     soppresso consorzio.

         2.   Con   la  stessa  istanza  con  cui  l'assegnatario
     manifesta,   ai  sensi  del  presente  comma,   la   propria
     intenzione di voler acquistare l'immobile, l'istante  indica
     il  termine  entro cui intende procedere al  versamento  del
     saldo  dovuto  per il perfezionamento della stessa  vendita;
     detto  termine  non  può comunque superare  il  31  dicembre
     2015.  Trascorso  il termine suddetto l'assegnatario  decade
     dalla  possibilità  di  esercitare  il  diritto  di  cui  al
     presente  comma.  Per le finalità di cui al presente  comma,
     l'IRSAP  può  stipulare  accordi  e  convenzioni  con   enti
     nazionali  e  regionali sia pubblici che privati  competenti
     in  materia  di  medio  credito  e  finanza  agevolata  come
     previsto  dall'articolo 2, comma 2, lettera i)  della  legge
     regionale 12 gennaio 2012, n. 8.

                               Art. 48.
         Modifica di norme in materia di estrazione giacimenti
                           minerari di cava

         1.  L'articolo 12 della legge regionale 15 maggio  2013,
     n. 9, è così sostituito:

          Art. 12. Attività di estrazione giacimenti minerari  di
     cava.  -  1.  A  decorrere dalla data di entrata  in  vigore
     della  presente legge, gli esercenti di cave sono  tenuti  a
     versare un canone annuo di produzione commisurato alla  area
     coltivabile  ed  ai volumi autorizzati come  definiti  nelle
     autorizzazioni all'esercizio delle attività estrattive.

         2.  Detto canone è commisurato alla superficie dell'area
     ed  ai  volumi  autorizzati  della  cava.  Esso  è  ottenuto
     sommando  gli  importi riportati in tabella,  corrispondenti
     agli scaglioni di superficie e volumi autorizzati:

                     Superficie espressa in ettaro
   Sup =   2 < Sup =   5 < Sup =    10 < Sup =    20 < Sup =   Sup >
     2         5           10           20            50        50
                4.000        6.500         7.500       10.000
    2.000                                                      13.000

               Volumi espressi in migliaia di metri cubi
  Vol. =     100 <     500 < Vol.     1000 <        2000 <      Vol.
    100   Vol. = 500     = 1000     Vol. = 2000   Vol. = 5000 > 5000
                3.500        6.000         8.000       10.000
    1.500                                                      13.000

         3.  In caso di sospensione dei lavori di coltivazione ai
     sensi  dell'articolo  24 della legge  regionale  9  dicembre
     1980,  n.  127  e, successive modifiche ed integrazioni,  la
     quota  dei  canoni  relativa ai  volumi  estratti  per  tale
     periodo   non  sarà  dovuto.  Eventuali  periodi   inferiori
     all'anno solare saranno calcolati per dodicesimi.

         4.  I  canoni di produzione sono dovuti per  il  60%  al
     Comune interessato e per il 40% alla Regione.

         5. Qualora siano interessati più Comuni la quota del 60%
     è  ripartita sulla base della superficie dell'area  di  cava
     approvata ricadente in ciascun Comune.

         6. L'importo dovuto è corrisposto entro il mese di marzo
     successivo  all'anno  di  riferimento.  Gli  esercenti  sono
     tenuti  ad  inviare  al Dipartimento regionale  dell'energia
     dell'Assessorato  regionale dell'energia e  dei  servizi  di
     pubblica   utilità,  copia  della  quietanza   dell'avvenuto
     pagamento entro il mese di aprile.

         7.  Le tariffe sono aggiornate ogni due anni sulla  base
     dell'indice ISTAT.

         8.  I  canoni destinati ai Comuni sono finalizzati  alla
     realizzazione   di  opere  di  recupero  e  riqualificazione
     ambientale con priorità alle attività di scavo abusive.

         9.   I   canoni   destinati  alla  Regione   in   favore
     dell'Assessorato  regionale dell'energia e  dei  servizi  di
     pubblica  utilità, saranno destinati a sostenere le attività
     di  studi e ricerche di settore, di monitoraggio e vigilanza
     del   settore  estrattivo,  nonché  il  potenziamento  delle
     risorse  umane  assegnate all'Assessorato  per  l'incremento
     dell'attività   di   sorveglianza,   controllo    e    lotta
     all'abusivismo in campo estrattivo.

         10.  Il  ritardato pagamento delle somme dovute comporta
     l'applicazione degli interessi legali.

         11.  Il mancato versamento del canone di cui al presente
     articolo,   entro  i  termini  ivi  previsti,  comporta   la
     maggiorazione del versamento stesso in misura pari al:

         a)  10  per  cento, qualora il versamento sia effettuato
     entro   centottanta  giorni  dalla  data  di  scadenza   dei
     suddetti termini;

         b)  30  per  cento, qualora il versamento sia effettuato
     oltre  i centottanta giorni ma entro l'anno di scadenza  dei
     suddetti termini.

         12. Il pagamento alla Regione deve essere effettuato  in
     un'unica  rata,  sul capitolo di entrata del bilancio  della
     Regione  siciliana 1815, Capo 16, così denominato   Proventi
     derivanti   da  canoni  di  produzione  per  l'attività   di
     estrazione  da  giacimenti minerari di cava ,  Rubrica  3  -
     Dipartimento   regionale  energia,   Titolo   1,   aggregato
     economico 4, Capo 16 e dovrà avvenire:

         a)   mediante  versamento  in  conto  corrente  bancario
     intestato  a   Regione  siciliana, Via  Notarbartolo,  17  -
     Banca  Unicredit Spa, Via Campolo, 65 - 90145 Palermo ,  sul
     capitolo  di entrata 1815  Proventi derivanti da  canoni  di
     produzione   per  l'attività  di  estrazione  di  giacimenti
     minerari di cava  - Capo 16;

         b)  versamento  in conto corrente bancario  intestato  a
      Regione  siciliana, Via Notarbartolo, 17 - Banca  Unicredit
     Spa,  Via  Campolo,  65 - 90145 Palermo ,  sul  capitolo  di
     entrata  1815   Proventi derivanti da canoni  di  produzione
     per  l'attività  di  estrazione di  giacimenti  minerari  di
     cava   - Capo 16. Dovrà essere indicato il nome e il cognome
     o   la   ragione  sociale  del  soggetto  versante  (impresa
     esercente l'attività estrattiva).
         Nella causale di versamento dovranno essere indicati:  i
     dati   identificativi  del  versante,  la  motivazione   del
     versamento,  il canone, l'anno di riferimento,  la  località
     della   cava  e  gli  estremi  dell'autorizzazione,   nonché
     l'indicazione   che   l'importo   deve   essere    acquisito
     all'entrata del bilancio della Regione siciliana,  capo  16,
     Dipartimento   regionale   energia,   capitolo   1815   così
     denominato   Proventi derivanti da canoni di produzione  per
     l'attività di estrazione da giacimenti minerari di cava . .

                               Art. 49.
        Disciplina di attività cinofile all'interno di parchi e
                                riserve
                             (STRALCIATO)

                               Art. 50.
                Fondi di gestione faunistico-venatoria
                             (STRALCIATO)

                               Art. 51.
       Disposizioni in materia di vincolo di destinazione delle
                        aziende agrituristiche
                             (STRALCIATO)

                               Art. 52.
       Disposizioni in materia di riconoscimento di associazioni
                               venatorie
                             (STRALCIATO)

                               Art. 53.
                    Definizione interventi edilizi
                             (STRALCIATO)

                               Art. 54.
          Differimento di termini per recupero abitativo dei
                              sottotetti
                             (STRALCIATO)

                               Art. 55.
           Modifiche di norme in materia di edilizia sociale
                             (STRALCIATO)

                               Art. 56.
      Abrogazione di norma in materia di affidamento provvisorio
             servizi comunali di trasporto pubblico locale

         1.  E'  abrogato il comma 1 dell'articolo 47 della legge
     regionale  28  gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche  ed
     integrazioni.

                               Art. 57.
                       Ticket ingresso ecomusei
                             (STRALCIATO)

                               Art. 58.
            Misure a sostegno dei contratti di solidarietà
          e degli accordi sindacali tra imprese e lavoratori
                             (STRALCIATO)

                               Art. 59.
                     Parità di accesso ai servizi
                             (STRALCIATO)

                               Art. 60.
       Disposizioni finanziarie in materia di personale precario
                           degli enti locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 61.
        Modifica di norma in materia di personale precario enti
                                locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 62.
          Disposizioni in materia di personale utilizzato in
                              convenzione
                dalle aziende ospedaliere universitarie
                             (STRALCIATO)

                               Art. 63.
        Disposizioni di contenimento della spesa in materia di
                         locazioni di immobili
                             (STRALCIATO)

                               Art. 64.
          Disposizioni in materia di recesso dai contratti di
                               locazione
                             (STRALCIATO)

                               Art. 65.
         Istituzione dell'Albo dei segretari degli enti locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 66.
          Norme in materia di personale degli uffici speciali
                    dell'amministrazione regionale

                             (STRALCIATO)

                               Art. 67.
      Abrogazione di norma in materia di costituzione e adesione
                          ai liberi consorzi
                             (STRALCIATO)

                               Art. 68.
        Disposizioni in materia di formazione ed aggiornamento
                    del personale degli enti locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 69.
          Differimento di termini di graduatorie di concorsi
          negli enti locali e nell'Amministrazione regionale
                             (STRALCIATO)

                               Art. 70.
        Modifiche di norme in materia di riserve in favore dei
                                comuni
        per il rimborso di spese per la gestione di asili nido
                             (STRALCIATO)

                               Art. 71.
         Sostegno finanziario alle associazioni di enti locali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 72.
           Assegnazione temporanea personale regionale alle
                       amministrazioni comunali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 73.
          Abrogazione clausola di salvaguardia in materia di
                        incarichi dirigenziali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 74.
            Modifiche di norme in materia di pensionamento
             del personale degli enti economici regionali
                             (STRALCIATO)

                               Art. 75.
           Norme in materia di organizzazione amministrativa
             di enti vigilati e partecipati dalla Regione
                             (STRALCIATO)

                               Art. 76.
       Variazioni al Quadro di previsione di cassa del bilancio
                             della Regione

         1.  Al  quadro  di previsione di cassa, per  l'esercizio
     finanziario 2014, sono apportate le seguenti variazioni:

   ENTRATA
   Fondo iniziale di cassa                                 -
                                                  35.515.166
                                                         ,88

   SPESA
   ASSESSORATO ECONOMIA
   BILANCIO E TESORO - RAGIONERIA GENERALE  DELLA
  REGIONE
   Fondo  per  l'integrazione delle dotazioni  di
  cassa
   Capitolo 21571 - Interventi regionali                   -
                                                  35.515.166
                                                         ,88
                               Art. 77.
                             Norma finale

         1.  La  presente  legge sarà pubblicata  nella  Gazzetta
     ufficiale  della Regione siciliana ed entrerà in  vigore  il
     giorno stesso della sua pubblicazione.

         2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
     farla osservare come legge della Regione.