Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Propongo di dare per letti i processi verbali delle
sedute n. 177 e n. 178, in considerazione del fatto che sono
abbastanza corposi.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea ne prende atto e pertanto i
processi verbali si intendono approvati.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Vullo, Maggio, Figuccia,
Arancio, Anselmo, Cascio Salvatore, Lantieri, Nicotra, Leanza,
Lentini e Currenti hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione
recante l'Istituzione di un Nucleo investigativo speciale per gli
scomparsi (N.I.S.S.). (n. 796).
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cordaro in
data 30 luglio 2014.
- Norme in materia di contenimento dell'inquinamento luminoso e
di risparmio energetico. (n. 797).
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ferreri,
Trizzino, Zito, Cancelleri, Cappello, Ciancio, Ciaccio,
Mangiacavallo, Siragusa, Foti, La Rocca, Palmeri, Tancredi e
Zafarana in data 30 luglio 2014.
- Recepimento del Testo Unico in materia di Edilizia, D.P.R. 6
giugno 2001 n. 380. (n. 798).
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Ciaccio, La Rocca, Cappello, Ciancio, Mangiacavallo, Palmeri,
Ferreri, Cancelleri, Siragusa, Zito, Zafarana, Foti e Tancredi in
data 31 luglio 2014.
- Norme per il controllo e la prevenzione del randagismo. (n.
800)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Raia,
Barbagallo e Vullo in data 6 agosto 2014.
Annunzio di presentazione di disegno di legge e contestuale invio
alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato
alla Commissione:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Diritto allo studio. (n. 801)
di iniziativa governativa, presentato il 7 agosto 2014 e inviato
l'8 agosto 2014.
Comunicazione di richiesta di apposizione di firma a disegni di
legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Calogero Firetto, con nota
prot. n. 8023/SG.LEG.PG. del 28 luglio 2014, ha chiesto di apporre
la propria firma ai disegni di legge n. 739 "Sostegno ai pazienti
affetti da patologie causate dall'amianto" e n. 740 "Sanzioni per
la violazione degli obblighi derivanti dalle norme in materia di
tutela dai rischi correlati all'amianto".
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta e assegnata alla
competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta e assegnata
alla Commissione:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- P.O. FESR Sicilia 2007/2013. Schema di Accordo di Programma
Quadro Conciliazione tempi vita-lavoro' - Interventi di
potenziamento, adeguamento e miglioramento del servizio di nido
comunale in Sicilia. (n. 37/VI).
pervenuto in data 11 agosto 2014, inviato in data 11 agosto 2014.
Comunico, altresì, che ai sensi dell'articolo 70 bis del
Regolamento interno il termine per l'espressione del parere sulla
richiesta n. 37/VI, in scadenza il prossimo 26 agosto, stante
l'attuale periodo feriale, è prorogato sino al 15 settembre 2014.
Comunicazione di impugnativa del Commissario dello Stato di
deliberazioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la
Regione siciliana, con ricorso notificato il 9 agosto 2014, ha
impugnato le seguenti deliberazioni legislative:
- la deliberazione legislativa recante "Assestamento del bilancio
della Regione per l'anno finanziario 2014. Variazioni al bilancio
di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2014 e
modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 'Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità
regionale'. Disposizioni varie" (ddl. n. 782/A), approvata
dall'Assemblea l'1 agosto 2014, e precisamente:
- l'articolo 6, comma 2, per violazione degli articoli 117, comma
3 e 119, comma 2 della Costituzione;
- l'articolo 8, comma 1, limitatamente all'inciso "fatta
eccezione per quelli in godimento e per i rapporti
contrattualmente avviati alla data del 31 dicembre 1991", commi 2,
3 e 4, per violazione degli articoli 81 e 97 della Costituzione;
- l'articolo 17, commi 2 e 3 per violazione degli articoli 3,
51, 97 e 117 comma 2 lettera e) e s) della Costituzione;
- l'articolo 22, comma 3, per violazione degli articoli 3 e 53
della Costituzione e dell'articolo 36 dello Statuto Speciale;
- l'articolo 23, per violazione dell'articolo 81 della
Costituzione;
- l'articolo 47, per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
- gli articoli 48, 49, 50 e 51 per violazione degli articoli 3,
97 e 113 della Costituzione;
- l'articolo 60 per violazione dell'articolo 81 della
Costituzione;
- l'articolo 61, comma 2, per violazione dell'articolo 117, comma
2, lettera e) della Costituzione;
- l'articolo 62, per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
- l'articolo 63, comma 3, per violazione degli articoli 3, 81 e
97 della Costituzione;
- l'articolo 64, comma 2, limitatamente all'inciso "nonché i
lavoratori ai quali il diritto alla riammissione in servizio a
tempo indeterminato presso le società partecipate è stato disposto
come provvedimento giudiziale", commi 11 e 12, per
violazione degli articoli 3, 97 e 81 della Costituzione;
- l'articolo 65 per violazione degli articoli 97, 117, comma 3 e
119, comma 2 della Costituzione;
- l'articolo 68, commi 1 e 5 limitatamente all'inciso "è causa di
rimozione del dirigente responsabile del decreto", 6, 7, 8, 9 e 10
per violazione degli articoli 3, 81, 97 e 117, comma 2, lettera
e), della Costituzione;
- l'articolo 69 per violazione degli articoli 81 e 117, comma 3
della Costituzione e 17, comma 1 lettera c) dello Statuto
Speciale;
- l'articolo 73 per violazione dell'articolo 117, comma 1 della
Costituzione;
- l'articolo 74 per violazione dell'articolo 97 della
Costituzione;
- l'articolo 75 per violazione dell'articolo 81 della
Costituzione;
- la deliberazione legislativa recante "Benefici in favore dei
testimoni di giustizia" (ddl. n. 478/A), approvata dall'Assemblea
l'1 agosto 2014, e precisamente l'articolo 1, comma 1,
limitatamente all'inciso "ovvero in favore del rispettivo figlio"
per violazione dell'art. 3 della Costituzione;
- l'intera deliberazione legislativa recante "Norme per la
prevenzione delle patologie del cavo orale" (ddl. n. 475/A),
approvata dall'Assemblea l'1 agosto 2014.
Comunicazione relativa a decisione n. 212 del 9 luglio 2014 della
Corte Costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che la Corte Costituzionale, con decisione
n. 212 de1 9 luglio 2014, ha dichiarato l'illegittimità
costituzionale degli articoli 6, commi 1, e dell'articolo 28,
commi 1 e 2, della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 "Norme per
l'istituzione nella Regione siciliana di parchi e riserve
naturali", nella parte in cui stabiliscono forme di partecipazione
degli enti locali nel procedimento istitutivo delle aree naturali
protette regionali diverse da quelle previste dall'articolo 22
della legge 6 dicembre 1991, n. 394.
Ha inoltre dichiarato non fondata la questione di legittimità
costituzionale dell'articolo 3, comma 1, lettera e), della legge
regionale 6 maggio 1981, n. 98, sollevata in riferimento
all'articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.
Copia della predetta decisione è disponibile presso l'Archivio
delle Commissioni.
Comunicazione di trasmissione, da parte della Presidenza della
Regione, della 'Relazione sulla situazione economica della Regione
siciliana per l'anno 2013'
PRESIDENTE. Comunico che la Presidenza della Regione ha
trasmesso, in data 29 luglio 2014, la 'Relazione sulla situazione
economica della Regione siciliana per l'anno 2013'.
Comunico, altresì, che copia della sopracitata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
Comunicazione di dimissioni del Presidente del Gruppo
parlamentare UDC
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Firetto, ha rassegnato, in
data odierna, le proprie dimissioni da Presidente del Gruppo
parlamentare UDC e che le funzioni di Presidente saranno da oggi
svolte dall'onorevole Margherita La Rocca Ruvolo, in via
temporanea, in attesa che il gruppo stesso determini l'elezione del
nuovo Presidente.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Di Pasquale, Coltraro,
Oddo, Lo Sciuto, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri,
Mangiacavallo e Zito hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Come da prassi, sono stati distribuiti gli ordini del giorno che
autorizzano il Presidente della Regione a promulgare le leggi senza
le parti impugnate.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se posso avere
l'attenzione del Presidente della Regione rispetto al tema di oggi
in una giornata particolare, in un'Aula rimaneggiata per
consentirci lo svolgimento di questa seduta. Prima che il deputato
segretario la leggesse, ho letto la motivazione all'impugnativa del
Commissario dello Stato. Occupandomi, ormai da anni, della
questione dell'acqua ho letto le ragioni e devo dire che rimango
profondamente sorpreso e non sono qua ovviamente per mostrare
disappunto sulle ragioni dell'impugnativa da parte del Commissario
dello Stato, ma soprattutto per conoscere cosa intende fare il
Governo in ordine al fatto che il Commissario richiama l'articolo 3
bis del decreto legge n. 138 del 2012 e non c'è nessuna attenzione,
nessuna lettura sull'articolo successivo, l'articolo 4, che dice
esattamente cose diverse.
Così come - io sono sempre diffidente, lo sono anche su questa
impugnativa - quando si dice che si violano le norme sulle
disposizioni comunitarie e non se ne citano mai.
Ho sempre invitato i colleghi che l'hanno fatto a dire quali norme
del diritto comunitario verrebbero violate, ma anche qua, mutuando
esattamente un ragionamento che viene da qualche collega, che
giustamente la pensa diversamente da me, ma soprattutto mutuando i
ragionamenti di Federutility che è quel pezzo di Confindustria che
si occupa di acqua privata.
Ora, signor Presidente, siccome sul tema dell'acqua pubblica lei è
stato netto e chiaro sin dal primo momento della presentazione
della sua candidatura, e siccome questo Parlamento ha già
legiferato - peraltro, un Commissario dello Stato che qualche
settimana fa approva le norme su Siracusa e ora non approva quelle
sul fallimento di APS (Acque Potabili Siciliane), probabilmente non
leggendo l'articolo 4 del decreto legge n. 138 - mi chiedo se il
Governo, rispetto a tutta l'impugnativa complessivamente intenda
subire questo ennesimo affronto che, devo dire, è un affronto anche
ormai ai limiti del suscitare troppe perplessità perché si impugna
il Banco Alimentare e il contributo del Banco Alimentare e
possibilmente, alle stesse condizioni, non si tocca un altro
contributo. Non faccio esempi per non attirarmi inutili antipatie.
Ma siccome è in gioco la credibilità di questo Parlamento, perché
poi alla fine non credo che ci siano norme del Parlamento, norme di
alcuni deputati, norme di altri deputati e francamente questa
impugnativa, così com'è pensata, sull'acqua, nella quale -
ovviamente, sto facendo un ragionamento che ho sempre fatto - c'è
una quantità di interessi tale che mi sembra di avere esattamente
mutuato il ragionamento di chi ha difeso la privatizzazione della
gestione delle acque e lo fa non motivandola adeguatamente,
dimenticando, peraltro, che l'articolo 4 del decreto legge n. 138
dice di valutarne l'economicità e il fatto che il Parlamento e il
Governo decidano di sostituirsi sostanzialmente al fallimento di
un'esperienza di imprenditorialità che fallisce sulla gestione
dell'acqua, è segno di una attenzione che il Parlamento e il
Governo hanno. In tutto questo, signor Presidente, siccome attorno
all'acqua si gioca uno dei temi fondamentali, che è quello dei beni
comuni, della gestione dei bisogni quotidiani della gente, cosa
intende fare il Governo? Aggiungo una cosa e finisco, lo dico a
questo Parlamento, lo dico all'assessore, lo dico ai colleghi: è
chiaro che sul versante della disobbedienza a leggi che sono state
pensate per favorire categorie dentro un sistema di connessioni e
di connivenze, chiaramente ci sarà ancora chi non rispetta le norme
e non le farà applicare, va detto con chiarezza, per evitare il
rischio che qualcuno pensi che norme alla Berlusconi-Fitto possano
reggere rispetto a situazioni di crisi come questa, chiamando come
argomentazione violazione di una norma di diritto comunitario che
non avviene a Parigi, non avviene a Berlino, ma paradossalmente
avviene tutto in Sicilia.
Pertanto, Presidente Crocetta, le sarei grato se lei ci desse la
sua opinione, se intende impugnare innanzi alla Corte
Costituzionale questa decisione gravissima del Commissario dello
Stato perché mutua ragionamenti che ho sentito in quarta
Commissione e che ho sentito soprattutto da chi ha interessi più o
meno legittimi sul business dell'acqua.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, signori
deputati, ringrazio l'onorevole Panepinto per avere sollevato
questo problema, il Governo intende nell'immediato proporre una
norma fotocopia, tipo quella che si è fatta per Siracusa che,
essendo stata considerata ammissibile dal Commissario dello Stato,
ovviamente sarebbe estremamente difficile che, se realizzata per
Palermo, diventi improvvisamente incostituzionale. Questa può
essere una linea.
Se, poi, il Parlamento stamattina dovesse dirmi che noi dobbiamo
impugnare di fronte alla Corte Costituzionale, perché questa non è
ovviamente una decisione che può prendere il Governo da solo, per
le ripercussioni che questo ha, io non ho problemi ad applicare
l'indirizzo che il Parlamento mi darà.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza polemica,
nella notte dell'approvazione della finanziaria si è verificata una
stranezza che io pregherei lei, e attraverso lei i suoi uffici, per
farmi sapere a quale norma lei si è riferito per fare quello che ha
fatto.
Lei ha prima espunto un emendamento dicendo che doveva inviarlo
alla Commissione di merito e quell'emendamento invece era già
passato dalla Commissione di merito, la Commissione Bilancio; poi,
su richiesta di chiarimento da parte mia, lei lo ha reinserito e lo
ha mandato in Aula.
Dopo averlo mandato in Aula insieme ad altri tre emendamenti, lei,
inopinatamente a mio avviso, li ha dichiarati inammissibili, dopo
che erano stati distribuiti. Siccome non so a quale norma si sia
riferito, e capisco che il Presidente dell'Assemblea può fare tutto
quello che gli pare, mi sembra però un po' strano che lei, che è
una persona molto puntuale, abbia fatto un'azione del genere.
Con questa azione lei ha fatto perdere mesi di tempo per le cose
che andavano fatte, una di queste era il trasferimento
dall'assessore per l'energia, dal Dipartimento della Protezione
civile, delle risorse inerenti la legge sull'amianto.
Ora mi chiedo quali norme l'abbiano indotta a ritenere
inammissibili, dopo averli fatti distribuire in Aula, gli
emendamenti.
Per quanto riguarda il Commissario dello Stato, Presidente
Crocetta, è inutile che ci rivolgiamo alla Corte Costituzionale. Le
ricordo che già una volta un articolo da me fatto è stato impugnato
dal Commissario dello Stato e la Corte Costituzionale mi ha dato
ragione, ma non è cambiato nulla
Sul problema dei dipendenti del Parco dei Nebrodi, la Corte
Costituzionale ha dato ragione al mio emendamento che riguardava la
possibilità di richiedere la norma di chiarimento...
CROCETTA, presidente della Regione. Era stato pubblicato?
GIANNI. Sì, pubblicato e impugnato dal Commissario dello Stato.
La Corte Costituzionale ha dichiarato che avevo ragione io.
Siccome il Commissario dello Stato fa delle cose a mio avviso
anche abbastanza strane, per esempio l'impugnativa della norma che
riguarda i pensionati ex Consorzi ASI, perché sarebbe bastato che
il Commissario dello Stato avesse chiesto dei chiarimenti anziché
bocciarlo, e se lo avesse fatto sarebbe venuto a conoscenza delle
ordinanze emesse dai Tribunali di Gela, Caltanissetta ed Enna,
perché le pensioni non si toccano, e tra l'altro sono pensioni che
si fondano sui contributi dei lavoratori. A me pare strano che il
Commissario dello Stato abbia impugnato alcuni articoli, abbia
estrapolato una frase che è quella che faceva eccezione, perché per
quelli che avevano il godimento nei rapporti già contrattualmente
avviati alla data dell'1 dicembre 1991, l'ha estrapolato bocciando
tutto, mettendo in serie difficoltà anche il presente e il prossimo
avvenire di tutti quei pensionati che, nel tempo, hanno pagato i
contributi.
Signor Presidente, io le chiedo di farmi sapere, se è possibile,
come è stato indotto a questo errore: il primo, quello di avere
tolto l'emendamento che riguardava la possibilità di far pagare le
risorse ai fruitori degli ecomusei; secondo, Presidente della
Regione e Presidente dell'Assemblea, io chiedo un'attenzione su
questo dato perché potrebbe essere deleterio per il futuro dei
pensionati ASI.
E qui mi rivolgo al Presidente dell'Assemblea per chiedere di
estrapolare questo articolo e per vedere se sia possibile che il
Commissario dello Stato riveda la sua posizione, che certamente è
ancora una volta una posizione - voglio usare un termine delicato -
'equivoca'.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io
intervengo su questa vicenda dell'impugnativa, in particolare
sull'articolo 8, a cui ha fatto cenno prima l'onorevole Gianni.
Non ho grande esperienza parlamentare, però è accaduto un fatto
singolare: il Commissario dello Stato, oltre a cassare per un
difetto sostanziale di istruttoria, i commi 2, 3 e 4, ha cassato al
comma 1 un inciso che comporta l'integrale stravolgimento del senso
dell'articolo e un'interpretazione che va esattamente nel senso
opposto rispetto a quella che è stata la volontà del legislatore,
così come è stato approvato in Aula l'articolo, e ne comporta pure
il totale stravolgimento - e mi dispiace che oggi non ci sia il
presidente Marziano - rispetto ai lavori della terza Commissione e
mi sento di intervenire anche a nome di tutti i colleghi della
Commissione stessa. In sostanza, l'articolo 8 riguardava le
pensioni e i trattamenti di quiescenza dei pensionati IRSAP, ex
IRSAP, e di altre partecipate che erano state totalmente e
all'improvviso sospese da parte dell'Assessorato.
Per dirimere una serie di contenziosi che, comunque, erano già
stati definiti con sentenze, in particolare dai Tribunali di Gela,
Enna e Caltanissetta, abbiamo proceduto a fare delle audizioni e a
predisporre questo testo integrale dell'articolo.
L'impugnativa del Commissario dello Stato, quindi, non rientra più
nella categoria classica dell'ipotesi anche prevista dallo Statuto
e dalle normative di legge di cassazione di un articolo, ma evoca
un po' le sentenze additive della Corte Costituzionale, perché il
legislatore dice qualcosa in più, non che devono essere sospese le
pensioni in godimento ma che non devono essere più neanche
liquidate; quindi, questo comporta anche una indicazione specifica
nei confronti dei giudizi in corso.
Ne consegue che è stato invertito, come ho detto in premessa, il
dettato normativo dell'Assemblea e pertanto io le chiedo,
Presidente, e chiedo al Governo, ove ci siano le condizioni, anche
ai sensi del Regolamento interno, di non pubblicare per intero
l'articolo 8 perché se non lo pubblichiamo decidiamo di non
intervenire sulla questione, ma pubblicato così com'è con questa
indicazione che ha dato il Commissario dello Stato, è esattamente
opposta rispetto alla volontà dell'Assemblea e della Commissione.
CROCETTA, presidente della Regione. Bravo Il 'bravo' qui
ovviamente è un bravo deresponsabilizzante, perché siccome si
tratta di pagamento di pensioni, la responsabilità erariale a
carico di chi sarebbe? Se approvate una norma specifica sulla
responsabilità, non ci sono problemi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
pedissequamente mi attengo ad una richiesta di intervento
sull'ordine dei lavori, poiché oggi abbiamo, o avremmo in
discussione - il condizionale è d'obbligo - avremmo una mole di
ordini del giorno abbastanza consistenti sia nel numero che nella
qualità e nella consistenza dell'oggetto, per cui chiederei a
questa Presidenza, con l'accordo dei colleghi capigruppo, di
rinviare la trattazione degli ordini del giorno ad altra seduta
specifica, anche perché, dopo il lavoro che fa l'Assemblea e i
singoli parlamentari, accogliere tutti accolti questi ordini del
giorno come una mera raccomandazione mi sembra anche di
inflazionare il lavoro che tanti colleghi quotidianamente fanno in
questo Parlamento.
PRESIDENTE. Da parte di questa Presidenza non c'è alcuna
difficoltà.
Se l'Aula è d'accordo, credo che il Governo non possa avere
difficoltà ad accogliere una proposta del genere.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Il Governo condivide, anche
perché riteniamo che gli ordini del giorno siano numerosi. Da una
prima occhiata che ho dato alcuni sono in contraddizione perché
metterebbero fortemente in imbarazzo il Governo, per cui cerchiamo
di dare il tempo al Governo di esaminarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Li tratteremo alla ripresa
dei lavori.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, faccio
solo qualche breve considerazione. Si è enfatizzato forse troppo
all'inizio come se stessimo affrontando una finanziaria.
Ma non era una finanziaria, di fatto era un assestamento di
bilancio, un riordino dei conti tale da consentire il pagamento
degli stipendi, e questo è anche il motivo per cui l'Aula ha
dimostrato grande benevolenza nell'affrontare determinati articoli.
Però non posso non fare alcune considerazioni su quanto appena
ascoltato, per esempio a proposito dell'acqua o di alcuni articoli
che il Commissario dello Stato ha impugnato, perchè noi
dimentichiamo che durante il dibattito, proprio sull'acqua, avevamo
fatto notare che, così come erano prospettati i due commi, senza un
limite semestrale - perché l'avevamo detto, e il Presidente
Crocetta ricorderà quanto avevamo insistito - senza un limite
semestrale e l'utilizzo del personale da parte dei comuni, poteva
dare adito nel tempo ad ulteriori assunzioni. Quindi, era ovvio che
sarebbe stato bocciato.
Prima di accusare il Commissario dello Stato, così come sul Banco
Alimentare o su altri contributi, avevamo fatto notare che, quanto
meno, ci voleva una relazione dettagliata sui costi, sulle spese.
Quindi, prima di accusare il Commissario dello Stato facciamo anche
mea culpa e il Governo, per le cose che propone, e l'Assemblea, che
spesso propone emendamenti e aggiustamenti che sappiamo che magari
si presentano per avere un giorno o due giorni di gloria e che poi
vengono bocciati. Questo mi premeva dire e, comunque, l'invito al
Governo.
Noi, come Gruppo parlamentare 'Lista Musumeci' ci asteniamo perché
non vogliamo mettere a rischio gli stipendi dei siciliani che già
sono in grandissima sofferenza, ma invitiamo il Governo a lavorare
fin d'ora, fin da subito, seriamente, alla prossima finanziaria
che, anche alla luce di alcuni articoli bocciati - e mi riferisco a
quello sulla contabilità e la ricontrattazione col Governo
nazionale - tenga conto che non sarà facile da approvare e si
faccia dare da Roma ciò che Roma ci deve dare.
Non si perda in altre proposte che, magari, non hanno nessuna
incidenza sulla vita dei siciliani e abbia presente che la
situazione è talmente grave che, solo facendo forza e battendo
forte i pugni nei confronti del Governo centrale, si può continuare
a dare una speranza a questo popolo.
CORDARO. Siamo in condizione di votare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo di rinunciare a tutti gli
interventi.
Mi rendo perfettamente conto, bisogna solo prendere atto. Vediamo
gli ordini del giorno, che sono stati sottoscritti da tutti i
capigruppo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Annunzio di ordini del giorno e votazione
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
379 "Promulgazione, con l'omissione delle parti impugnate della
delibera legislativa recante 'Benefici in favore dei testimoni di
giustizia' (ddl. n. 478/A)", degli onorevoli Gucciardi, Di
Giacinto, Di Mauro, Formica, Malafarina, Fazio e Firetto.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 205 del
1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del suo potere di promulgazione, provocando la
caducazione di tutte le norme non promulgate;
CONSIDERATO che:
la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito che il
Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo da delibere legislative, ma
anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);
l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 178 del 31 luglio
- 1 agosto 2014, ha approvato il disegno di legge recante
'Benefici in favore dei testimoni di giustizia.' (n. 478/A);
la citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana con ricorso
alla Corte costituzionale, notificato al Presidente della Regione
in data 9 agosto 2014;
RITENUTO che occorra conciliare l'esigenza che la suddetta
delibera sia promulgata, sia pure parzialmente, dal Presidente
della Regione, con l'altra che discende dall'opportunità di
consentire alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme
censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la delibera
legislativa approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta n. 178 del 31 luglio - 1 agosto 2014, recante 'Benefici in
favore dei testimoni di giustizia' (n. 478/A)».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
380 "Promulgazione, con l'omissione delle parti impugnate e dei
connessi effetti finanziari e di bilancio, della delibera
legislativa recante 'Assestamento del bilancio della Regione per
l'anno finanziario 2014. Variazioni al bilancio di previsione della
Regione per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 'Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale'.
Disposizioni varie (ddl. n. 782/A)". Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 205 del
1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del suo potere di promulgazione, provocando la
caducazione di tutte le norme non promulgate;
CONSIDERATO che:
la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito che il
Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo da delibere legislative, ma
anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);
l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 178 del 31 luglio
- 1 agosto 2014, ha approvato il disegno di legge recante
'Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2014. Variazioni al bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5, 'Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2014. Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie.'
(ddl. n. 782/A);
la citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana con ricorso
alla Corte costituzionale, notificato al Presidente della Regione
in data 9 agosto 2014;
RITENUTO che occorra conciliare l'esigenza che la suddetta
delibera sia promulgata, sia pure parzialmente, dal Presidente
della Regione, con l'altra che discende dall'opportunità di
consentire alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme
censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate e dei connessi
effetti finanziari e di bilancio, la delibera legislativa approvata
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 178 del 31
luglio - 1 agosto 2014, recante 'Assestamento del bilancio della
Regione per l'anno finanziario 2014. Variazioni al bilancio di
previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2014 e
modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, 'Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità
regionale'. Disposizioni varie.' (ddl. n. 782/A)», degli onorevoli
Gucciardi, Di Giacinto, Di Mauro, Formica, Malafarina, Fazio e
Firetto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
FORMICA. Il Gruppo parlamentare 'Forza Italia' si astiene.
PRESIDENTE. Il centrodestra, sostanzialmente. L'Assemblea ne
prende atto.
Presidenza del Vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alongi. Ne ha
facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, sarò breve quanto basta per enunciare
tre temi particolarmente importanti. Io ringrazio il Presidente
Crocetta per la sua presenza in Aula, e l'assessore Calleri a cui
rivolgo un saluto.
PRESIDENTE. Obiettivamente, tutti questi interventi su un ordine
del giorno però è giusto che l'intervento di ciascuno venga
garantito. Prego, onorevole Alongi.
ALONGI. Presidente Crocetta, io sono fortemente preoccupato
quanto, sono sicuro, lei e quanto lo è l'assessore Calleri per
quanto riguarda la vicenda dell'ATO idrico di Palermo.
La bocciatura del Commissario dello Stato ci obbliga, e io auspico
che il Governo regionale faccia la sua parte, a convocare
urgentemente - lei lo ha detto, ma io aggiungo - in questa fase di
interregno, considerata la vicenda particolarmente delicata e molto
complessa, un tavolo, come le avevo già preannunciato nell'ordine
del giorno e in una lettera inviata a lei e anche all'assessore,
dove siano presenti rappresentanti della provincia di Palermo,
della prefettura di Palermo, dell'Assessorato, dei sindaci e delle
organizzazioni sindacali perché la vicenda, ripeto, è
particolarmente delicata e aggiungo che mette a serio rischio e
repentaglio la fornitura del servizio idrico, a partire dal 30
ottobre prossimo, per i cinquantadue comuni della provincia di
Palermo.
Assessore Calleri, l'altra volta in questa Aula, ed è registrato,
lei ha assunto un impegno per la vicenda che riguarda i lavoratori
COINRES, l'ATO rifiuti di Bagheria e Bolognetta.
Ad oggi non vedo né luci né ombre. Vedo il vuoto più totale.
Mi auguro e auspico che la vicenda che riguarda i rifiuti, e qui
poi mi rivolgo al Presidente Crocetta, venga presa a piene mani,
perché su questo ho la sensazione che si giochi una partita
particolarmente delicata, e spiego perché.
Presidente Crocetta, ci sono tre discariche pubbliche che sono in
fase di appalto per la realizzazione e la fruizione da parte dei
comuni, una a Gela, una a Enna, e una a Messina, mi sembra. Spero
che da parte sua non ci siano retromarce, ma ci sia anzi una
fortissima, ne sono sicuro, accelerazione. Non possiamo più giocare
con la pelle dei siciliani e la gestione del servizio dei rifiuti
in capo a discariche private mi preoccupa fortemente quanto
preoccupa lei.
Aggiungo a questo - e l'ho già detto in Commissione parlamentare
antimafia - che non è possibile che per la discarica di Bellolampo
ci siano lacci e laccioli e norme stringenti e per alcune
discariche tra quelle private lo stesso zelo, la stessa attenzione,
probabilmente, dico probabilmente, non c'è.
Allora bisogna stare molto attenti perché qui giochiamo con la
pelle degli utenti, giochiamo con la pelle del territorio, ma
giochiamo pure con la pelle dei lavoratori.
Assessore, sono sicuro che lei in quest'Aula possa prendere un
impegno oggi affinché i 180 lavoratori, mi auguro, nella
concessione di un bacino con le nascenti SRR possano essere
utilizzati. Sono maestranze che hanno lavorato per tanti anni in
queste discariche.
Per quanto riguarda il Banco Alimentare, presidente Crocetta,
vorrei darle un suggerimento, ma credo che l'assessore per la
famiglia non ne abbia bisogno e neanche la Giunta.
Noi abbiamo cercato di inserire il Banco Alimentare tra i fruitori
di contributi con una somma di cinquecentomila euro. Esiste un
fondo che lei conosce e che verrà ripartito nelle prossime
settimane, che è il Fondo nazionale delle politiche sociali, e
considerato che il Banco Alimentare è iscritto nell'articolo 97
della legge 2/2002, credo che si possa operare con un semplice
decreto - dico credo, attenzione, presidente Crocetta, se non è
così mi auguro e spero che lei trovi soluzioni diverse con
l'Assessorato in capo - altrimenti il rischio reale è che da
settembre quattrocentomila famiglie, piaccia o non piaccia, non
riceveranno più un servizio che ritengo utile, indispensabile e
inderogabile. Ho concluso.
Sulla vicenda delle discariche auspico che non si faccia un solo
centimetro indietro, ma che si facciano grossi passi avanti e che
si esca da un'emergenza perché l'emergenza in questa terra è sempre
servita solo ad un gruppo di potere per fare affari, probabilmente
affari importanti, sulla pelle dei cittadini.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, con piacere accolgo che lei assume
la presidenza dell'Assemblea, così non pensa che sia sempre contro
di lei.
Onorevoli colleghi, signor Presidente della Regione e assessori,
anch'io volevo intervenire prima su alcuni aspetti di questa
decisione assunta dal Commissario dello Stato che pur dobbiamo
rispettare, perché altrimenti non possiamo fare, ma che pongono
alcuni quesiti a cui, assessore Agnello, credo che debba rispondere
all'Aula, perché non riusciamo a capire se gli uffici non abbiano
trasmesso al Commissario dello Stato tutti gli incartamenti
necessari per potere dare risposte positive.
Prima vicenda: articolo 8. Il collega Gianni e poi anche
l'onorevole Barbagallo ricordavano la soppressione dell'inciso che
dava la possibilità ai lavoratori già in pensione di continuare a
utilizzare un diritto loro garantito dalla legge, diritto per il
quale, tra le altre cose, hanno già versato ampiamente, a partire
dal 31 dicembre del 1991, una parte integrativa del loro stipendio.
Bene, da quello che si legge - leggo quello che scrive il
Commissario dello Stato - sembra che al Commissario dello Stato non
siano arrivati i documenti necessari per poter avere un giudizio
diverso rispetto alla negazione di un diritto che deriva
dall'attività svolta. In modo particolare, io ricordo che sia in
Commissione Bilancio sia in quest'Aula, ho trasmesso la decisione
che era stata assunta dal Tribunale di Enna che, in maniera chiara,
stabiliva il motivo per il quale ai lavoratori spetta il
trattamento integrativo di pensione.
Ricordo che il Tribunale di Enna condannato l'IRSAP al
risarcimento dei lavoratori, ha condannato l'IRSAP a pagare persino
l'avvocato al lavoratore e poi l'IRSAP si è dovuto anche pagare il
proprio avvocato. Da quanto dice il Commissario dello Stato non
sembrerebbe che ciò emerga dalla relazione con la quale il
Commissario dello Stato ha deciso di impugnare l'articolo di fronte
alla Corte Costituzionale.
L'altra cosa che stride oggettivamente con quello che abbiamo
detto riguarda l'articolo 23.
Lei dirà che io sto sollevando il problema perché è un problema
che riguarda la mia città e che riguarda dei lavoratori, ma vorrei
ricordare ancora una volta che la norma che prevede la spesa di
duecentotrentacinque migliaia di euro in favore dei lavoratori
della ex Pirelli di Villafranca e di Siracusa è destinataria di
provvidenze economiche dal 1996 in poi. Cosa spiega il Commissario?
Spiega che: uno, non è stato in quanto in assenza di specifica
menzione nella relazione tecnica che indica i criteri per la
quantificazione degli oneri finanziari, e vorrei ricordare di avere
depositato in questa Assemblea una tabella in cui vi era nome e
cognome di tutti i lavoratori e quanto ognuno di loro percepiva,
quindi la quantificazione degli oneri finanziari c'era.
Secondo: la disponibilità attuale del Fondo siciliano per
l'assistenza, e questo credo fosse un attestato che doveva fare il
suo assessorato, anche perché sia in Commissione Bilancio sia qui
in Aula abbiamo ampiamente detto che sono 4 milioni di euro le
somme disponibili nel Fondo siciliano per l'assistenza.
Altra cosa: il Commissario dello Stato contesta il fatto che non
sarebbe stato indicato il collocamento dei lavoratori disoccupati,
ma io ricordo che sempre in quella relazione che ho consegnato vi
erano tutti questi dati, per cui le cose sono due: o gli uffici
dell'Assessorato non hanno provveduto a inviare risposta a queste
richieste o si sono perse per strada.
Ma rimane un problema gravissimo: i lavoratori hanno già percepito
lo stipendio del mese di gennaio e di febbraio perché continuano a
lavorare presso il Comune di Siracusa per trentasei ore a
settimana. La Regione, e finisco, ha già assegnato al Comune di
Siracusa le somme per pagare gli stipendi di gennaio e febbraio,
queste somme sono state pagate, i lavoratori continuano a lavorare
alle dipendenze del Comune; bisognerebbe capire perché il
Commissario dello Stato ha impugnato, dal momento che sembra
altrettanto chiaro che voi non avete inviato i documenti necessari
per fare sì che il Commissario dello Stato desse un parere diverso
rispetto a quello che ha dato.
Infine, volevo soffermarmi sugli articoli 48, 49, 50 e 51,
premesso che mi sembra strano che alla KORE il contributo sia stato
riconosciuto e alla Pontificia Università teologica di Palermo, che
ha lo stesso livello per quanto riguarda il rilascio di titoli di
studio sia di laurea che abilitanti, non sia stato concesso. Però,
anche qui emerge un fatto strano, cosa dice il Commissario dello
Stato?
"Dai lavori parlamentari non emerge un particolare esame e
valutazione delle posizioni dei vari enti ed istituzioni a cui il
legislatore ha inteso erogare i contributi", ma così non è stato
perché se vi ricordate c'è stato un ampio dibattito durante il
quale, fra le altre cose, io ho ampiamente dimostrato come
l'Istituto Pontificio teologico di Palermo e la sede dell'Istituto
teologico San Paolo di Catania e quello di Messina erano equiparati
ad Università e, di conseguenza, hanno gli stessi diritti che
abbiamo concesso ad altre università operanti nelle altre province
siciliane.
Pertanto, nel comunicare il mio voto di astensione, come credo
tutto quello del Nuovo Centro Destra, volevo invitare lei,
assessore, a predisporre immediatamente dei provvedimenti
legislativi che possano recuperare questi tre aspetti che
riguardano la finanziaria impugnata dal Commissario dello Stato
perché sembra emergere in maniera chiara che la decisione del
Commissario dello Stato non sia da ritenere fondata su motivazioni
di natura giuridica, di violazione della Carta Costituzionale,
quanto invece su una cattiva trasmissione dei documenti che
riguardano i diritti di soggetti a cui, da oggi, viene sottratto un
diritto che invece è riconosciuto dalla legge.
PRESIDENTE. Invito l'assessore Calleri a rispondere alle domande
poste.
CALLERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, per quanto riguarda le discariche l'assessorato
ha già quasi pronte, perché è in corso la gara, le tre discariche
pubbliche, quindi non solo non facciamo un passo indietro ma siamo
quelli che faranno nascere tre discariche pubbliche; tra l'altro,
come espresso precedentemente, la posizione del Governo è quella di
andare verso rifiuti zero e verso le piattaforme a chilometro zero,
perché così devono essere chiamate, e non discariche. Stiamo anche
adoperandoci per riattivare le cosiddette cattedrali nel deserto
perché, come dichiarato di recente ai mezzi di informazione e
attraverso la conferenza stampa il mese scorso, noi ci troviamo in
una situazione molto difficile e dobbiamo anche riattivare delle
cose, e sto per inviare delle ispezioni a breve, per capire come
mai sono stati spesi soldi pubblici per centri di compostaggio o
per favorire la differenziata e poi non sono state mai attivate
queste strutture perché queste cose sono successe in questa nostra
bellissima regione e dobbiamo capire perché sono successe.
Per quanto riguarda, poi, la situazione dei lavoratori dopo la
posizione assunta dal Commissario dello Stato sull'articolo 17 non
sono ottimista perché c'è per i comuni o per chi subentra il
rischio che non possano assumere, e di conseguenza sono a rischio
centinaia di posti di lavoro.
Per quanto riguarda poi - faccio un passo indietro - le
discariche, noi come assessorato e come Governo, abbiamo iniziato
il procedimento di chiusura di tre discariche, non
dimentichiamocelo mai. Pertanto, stiamo facendo anche di più di
quanto spesso si fa in questa materia.
Per quanto riguarda il caso dei lavoratori, sia il sottoscritto
che l'assessore Bruno, ce ne stiamo occupando, abbiamo preso a
cuore la situazione difficile di questi lavoratori, e loro lo
sanno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha
facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, mi rivolgo all'assessore Calleri perché
il Presidente della Regione è uscito, sull'impugnativa relativa
all'articolo 17, perché noi siamo stati in quarta Commissione per
più di quattro mesi, abbiamo costituito una sottocommissione e
avevamo approvato un disegno di legge che pensavamo di far arrivare
in Aula a settembre. Però, ritengo che alla luce di questa
impugnativa, dato che lo scontro in Commissione è stato proprio
sulla gestione dell'acqua da parte dei singoli Comuni, dato che
alcuni componenti, magari per motivi ideologici, ritengono che i
singoli Comuni debbano gestire l'acqua, e altri invece, che le
norme comunitarie e le norme nazionali non prevedano questa
possibilità, sia opportuno opporsi innanzi alla Corte
Costituzionale all'impugnativa del Commissario dello Stato.
Quindi chiedo, a nome del Gruppo parlamentare 'Articolo Quattro',
che il Presidente della Regione impugni l'articolo 17, così si farà
luce definitivamente su questo aspetto senza continuare a fare
battaglie ideologiche, se poi non sono supportate da normative.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, si è detto che l'impugnativa del
Commissario di Stato nei confronti dell'articolo 17 vada a favore
della privatizzazione, però non ci si preoccupa mai delle
privatizzazioni dei singoli Comuni.
Come ho detto in un intervento durante la finanziaria, non ci si è
preoccupati di un bando del Comune di Mezzojuso, o del Comune di
Siracusa, o del Comune di Solarino.
Se si deve parlare di privatizzazione, la privatizzazione vale
sempre e comunque, e non a convenienza, anche perché dietro la
privatizzazione dei singoli Comuni ci sono interessi di molti
politici.
Quindi, a questo punto, dico che non è più rinviabile un disegno
di legge urgente che guardi agli interessi di tutti i siciliani sul
servizio idrico, che eviti qualsiasi interruzione del servizio
idrico integrato, e quindi all'unitarietà del bacino idrogeografico
così come prescrivono le leggi, le direttive comunitarie e le leggi
nazionali.
Ma abbiamo anche il referendum, abbiamo anche la volontà dei
cittadini che si sono espressi attraverso referendum, che parlano
di acqua pubblica, quindi possiamo pensare al rispetto delle leggi,
all'unitarietà del bacino idrogeografico, e possiamo guardare
anche all'esigenza dei cittadini che vogliono l'acqua pubblica.
Abbiamo un urgente bisogno di approvare questa legge, di portarla
in Aula e di approvarla, anche per evitare che padri di famiglia,
come i lavoratori di APS e di Girgenti Acque, e di tante altre
ditte, perdano il posto di lavoro e per evitare che ci siano
interruzioni del servizio idrico integrato.
Sono stati impugnati degli articoli, quindi si saranno liberate
delle liquidità, allora pensiamo al servizio idrico integrato,
approviamo immediatamente questa legge e cerchiamo di impegnarci
non soltanto dal punto di vista legislativo, ma anche finanziario,
per arrivare fino all'approvazione della legge senza interruzione
del servizio idrico integrato a Palermo, ovunque evitando perdite
di posti di lavoro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, molto brevemente, io non mi unisco al
coro delle solite proteste nei confronti del Commissario dello
Stato. Molte delle osservazioni del Commissario dello Stato erano
state anticipate in quest'Aula da molti deputati, fra cui il
sottoscritto, per cui meravigliarsi poi di quello che accade mi
sembra una forzatura o volere ribaltare responsabilità che sono
essenzialmente del Governo, in parte dell'Assemblea, su altri,
credo che sia non esatto e non giusto.
Detto questo, io approfitto della presenza sia dell'assessore per
l'economia che dell'assessore Calleri per evidenziare un problema
che loro conoscono, forse più di me, che è quello dei canoni delle
cave. Una norma che, purtroppo, anche questa è caduta sotto le
scure del Commissario sul presupposto che non sarebbe stata
accompagnata da una relazione. Ma io mi ricordo che era stata
predisposta anche a corredo degli emendamenti presentati; per cui,
penso che il problema sia risolvibile, certo non in tempi
brevissimi. Voi sapete meglio di me che la norma approvata, tra
l'altro, non ha dato nessun risultato perché con quella norma si è
creata solo confusione e non si è riusciti a far incassare nemmeno
un euro alle casse regionali o alle casse comunali.
La norma che invece era stata approvata dall'Assemblea
all'unanimità prevedeva dei criteri di calcolo abbastanza semplici
e quasi automatici e avrebbe garantito un introito sicuro per la
Regione Sicilia; quindi, su questo ritengo che si debba ritornare
al più presto perché mettere in ginocchio ulteriormente un settore
nevralgico per l'economia dell'Isola, come quello dell'attività
estrattiva, sarebbe veramente pericolosissimo.
Detto questo, mi dispiace che il Presidente Ardizzone si sia
allontanato, ma con una punta di polemica volevo evidenziare che
sulla norma sui testimoni di giustizia, pur essendo le 6.00 di
mattina, mi ero permesso di intervenire per dire che era una norma
assolutamente generica e chiaramente illegittima. Il Presidente
Ardizzone mi ha quasi sbeffeggiato dicendo che era un problema di
sintassi.
Non era solo un problema di sintassi, anche di sintassi per la
verità, ma era un problema di illegittimità costituzionale perché
si introduceva un criterio assolutamente generico: quello di un
figlio, senza specificare la ragione per cui doveva essere il
figlio e non la moglie, in caso di soggetto non era figlio ma un
familiare come convivente, comunque giustificare il perché di una
scelta.
Io penso che da un legislatore ci si debba attendere maggiore
precisione e su questo invito tutti, me per primo, a porre maggiore
attenzione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cirone. Ne ha
facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, per restare un attimo sulla Finanziaria
e sull'impugnativa, vorrei qui ricordare che il Commissario dello
Stato è anche intervenuto per eliminare le norme a sostegno degli
abitanti delle nostre Isole ai quali era stata offerta una
solidarietà di tipo finanziario-economico per il raggiungimento
dell'Isola in funzione di cure sanitarie. Ma l'articolo è stato
impugnato, non è stato possibile dunque procedere. Una scelta
politica che era improntata a saggezza e che poteva colmare il
divario tra quelle popolazioni e i servizi sanitari della nostra
Regione.
Quindi, sono qui a riproporre, in forme evidentemente diverse,
un'attenzione verso le popolazioni di quelle isole in modo da
garantire quel bene prezioso riconosciuto che è la continuità
territoriale.
Detto questo, approfitto della presenza dell'assessore per i beni
culturali, a norma dell'articolo 83, per sollevare una questione
che mi ha particolarmente allarmato nei giorni scorsi concernente,
in particolare, un provvedimento amministrativo firmato dal
Direttore generale dell'Assessorato dei beni culturali riguardante
il riesame degli incarichi ai sovrintendenti delle Soprintendenze
siciliane; incarichi che erano stati conferiti nell'ottobre del
2013 e che avevano, quindi, consentito ai sovrintendenti di
continuare o di ricominciare un lavoro di tutela e di
valorizzazione dei nostri territori, che, invece, l'1 agosto sono
stati improvvisamente interrotti.
La questione ha suscitato e sta suscitando parecchie polemiche,
secondo me anche ricorsi, molti saranno vinti anche perchè nella
procedura vi sono sicuramente dei vuoti, delle scelte, dei
comportamenti che sono difficilmente comprensibili e difficilmente
giustificabili.
A me interessa sottolineare, al di là del fatto giuridico-
amministrativo che pure merita attenzione in senso stretto, lo dico
all'assessore, il dato politico che ha dato sulla nostra Regione.
Giudizi molto preoccupati da parte di intellettuali come Setis,
come Sgarbi, da parte di associazioni culturali e ambientaliste che
hanno visto messo in discussione il tema centrale per la nostra
Regione della tutela del nostro patrimonio archeologico, artistico,
storico e paesaggistico.
Penso che questo sia un tema di primaria grandezza al quale
bisogna presto e bene dare risposte, dando continuità
amministrativa alle Soprintendenze, mi riferisco in particolare
alla Soprintendenza di Siracusa che ha un vertice riconosciuto di
fama nazionale, è intervenuto persino il Presidente del Consiglio
dei beni culturali a sostenere, appunto, la sovrintendente, ma non
soltanto la sovrintendente, anche i suoi collaboratori e gli
uffici, visto che come provincia di Siracusa siamo in una
situazione particolarmente delicata, avendo a che fare con la
necessità di portare avanti, in tempi brevi, le decisioni che
attengono al piano paesistico, al piano regolatore generale, al
piano particolareggiato di Ortigia, la cosiddetta istituzione
definitiva della riserva della Pillirina e, comunque, la tutela di
un patrimonio archeologico che fa della mia provincia il caposaldo,
forse, dell'intera Nazione e sicuramente il caposaldo dell'offerta
culturale e turistica della nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
anche noi da una lettura dell'impugnativa siamo un po' perplessi su
alcune cose.
Come hanno sollevato la questione alcuni colleghi, non capiamo,
vorremmo che ci fosse chiarito cosa intende il Commissario quando
dice che la Ragioneria della Regione non ha trasmesso gli adeguati
chiarimenti per capire l'interpretazione, perché secondo noi alcuni
articoli non sono stati ben interpretati o sono stati interpretati
fin troppo bene, ma sul fatto che venga rilevato che manchino delle
relazioni vorremmo dei chiarimenti sulla vicenda.
Personalmente, non so, ho l'impressione che il Commissario abbia
avuto qualche svarione e non ho capito perché alcuni articoli sui
finanziamenti diretti siano stati impugnati ed altri che hanno un
nome e cognome non sono stati impugnati. Forse, la mia inesperienza
non mi fa comprendere bene quali siano questi meccanismi. Di certo,
voglio escludere che ci siano state pressioni di sorta per creare
un discrimine tra due cose che a me apparentemente sembrano uguali.
Per quanto riguarda una discussione che forse non è attinente
all'impugnativa, ma che più volte è stata sollevata, cioè quella
della gestione dei materiali post consumo - perché noi amiamo
chiamarli così - sollevata dall'onorevole Alongi, vorrei
sottolineare che, pur apprezzando la conferenza stampa del
Presidente e dell'assessore Calleri, in cui finalmente, con fare
deciso, sembrano voler andare a revisionare tutti gli atti
autorizzativi e capire fino a che punto la malavita si è spinta
all'interno degli Assessorati con la corruzione per ottenere
autorizzazioni e come sappiamo bene non dobbiamo più dire: aiutare
il malaffare
In Sicilia non è che sia una preoccupazione poca chiara, è stato
messo nero su bianco che la mafia, il malaffare, hanno gli artigli
ben piazzati su questo argomento; ma vorremmo che l'assessore e il
Presidente cominciassero non solo a parlare di discariche, perché
in un approccio 'rifiuti zero' la discarica ricordiamoci che è
l'ultima risorsa cui dobbiamo ricorrere e lo dobbiamo fare
comprendendo che ogni giorno c'è un maledetto sacchetto dei rifiuti
che esce da ogni casa delle famiglie dei siciliani e non dobbiamo
creare l'emergenza sanitaria, ma dobbiamo anche parlare di
politiche di riduzione, di riuso, e dobbiamo dare più che un
incoraggiamento, dobbiamo iniziare veramente a stare addosso ai
comuni perché sono loro, alcuni di loro, parecchi, che con la loro
inedia, con il loro aspettare, con il loro "tanto poi si farà ",
che stanno rallentando questo processo, e lo stesso avviene in
Regione.
L'assessore ha detto che gli iter autorizzativi per le tre
discariche pubbliche sono in gara.
A mio sapere per quella di Messina, ad esempio, la gara è scaduta
ad aprile e l'Assessorato delle infrastrutture non avrebbe ancora
nominato la Commissione che deve aprire le buste ed esaminare le
offerte per la realizzazione degli impianti di Messina.
Quindi, dobbiamo darci una mossa anche noi. Però siamo anche
preoccupati perché questi impianti prevedono dei trattamenti
meccanico-biologici per il trattamento del 'tal quale', cioè si
prevede ancora che la separazione avvenga non alla fonte, con il
'porta a porta', col coinvolgimento dei cittadini, ma che avvenga
con l'impiantistica e noi temiamo sempre che faccia capolino quella
parola 'incenerimento' e se ci fosse qui il Presidente gli direi
che un paio di domeniche fa ha parlato di termovalorizzatori di
nuovo qui in Sicilia, non ho capito bene in che senso.
Liberare delle somme vincolate per i termovalorizzatori, non ho
capito se per utilizzarle per cose migliori o ancora fare ritornare
questo incubo in Sicilia? Perché l'energia rinnovabile non sia
considerata quella che proviene dalla combustione dei rifiuti, ma
dal sole, dal mare; insomma energie rinnovabili serie, non quelle
che prevedono la combustione dei materiali e lo stesso, attenzione,
cerchiamo di non rilasciare autorizzazioni, di fare molta
attenzione sull'incenerimento delle biomasse, degli sfalci di
potatura provenienti dall'agricoltura. Anche lì ci sono degli
arraffoni che hanno visto l'affare, che vogliono avere contributi
per produrre energia dalla combustione delle biomasse, quando
invece noi sappiamo che i nostri territori hanno bisogno di
ammendanti per contrastare la desertificazione.
Noi vogliamo essere partecipi di questo processo e incoraggiamo
l'Assessorato e il Presidente, ma che non facciano lasciare dubbi o
ancora speranze a chi pensa di potersi nutrire come un parassita di
questa risorsa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, cercherò di attenermi al tema, alla
Finanziaria e all'impugnativa.
Sono state dette tante cose. Innanzitutto, vorrei qua sottolineare
che il Presidente Crocetta sbaglia quando ha attaccato nei giorni
scorsi pesantemente l'Assemblea regionale siciliana. Perché
sbaglia? E lo voglio dire a quei quattro amici che abbiamo qua, a
quei quattro colleghi ormai rimasti, perché è come se noi non
parlassimo di nulla Sbaglia perché il Presidente ritiene che
l'impalcatura della manovra ha tenuto e ha tenuto perché il
Presidente Crocetta o il Governo volevano quel tipo di impalcatura,
soprattutto finanziaria.
Vorrei ricordare in questa sede, sebbene siamo pochissimi i
presenti, che il Presidente Crocetta aveva varato, in data 20
giugno 2014, un disegno di legge completamente diverso per quanto
riguarda le coperture finanziarie. Se oggi avessimo acceduto a quel
disegno di legge, avremmo visto l'intera manovra finanziaria
impugnata, con una tragedia per tutto il comparto del sistema
pubblico allargato, per trentamila dipendenti che non avrebbero
ottenuto il loro stipendio.
E lo voglio dire per la stima che ho nei confronti dell'assessore
Agnello, a cui riconosco un impegno e una serietà professionale, lo
voglio dire in maniera molto franca.
Ma devo dire proprio per questa mia stessa lealtà, per il mio
personale impegno e dell'intero Gruppo 'Forza Italia' rivolto a
questa manovra, che è stato grazie a noi che già nella relazione
introduttiva avevamo detto che l'articolo 33 del precedente disegno
di legge, come il Governo aveva portato prima in Commissione e la
Commissione lo aveva poi trasmesso in Aula, non andava; infatti,
avevamo detto che gli stessi rilievi da parte del Commissario dello
Stato erano stati fatti in questo senso. E fortunatamente, lo
voglio dire alla Presidenza dell'Assemblea che per la prima volta
ho riscoperto - lo dico in maniera serena, ma anche con un pizzico
di apprezzamento - che il Presidente Crocetta ha finalmente visto
e potuto apprezzare il lavoro fatto dal Commissario dello Stato,
che non deve essere visto come un limite, ma come una difesa
Se non ci fossero stati quegli appunti e quel rapporto di sinergia
tra il Commissariato dello Stato e il Governo, oggi noi avremmo
visto una manovra finanziaria completamente impugnata. Altro che 21
articoli Altro che parti importanti della Finanziaria
E in questo senso Forza Italia ha chiesto come prioritario
l'obiettivo di messa in sicurezza dei conti. Avevamo invocato noi
la sentenza del 25 luglio 2014, precisamente la n. 224, che diceva
che ogni tipo di autorizzazione di spesa doveva avere una copertura
legislativa che prevedeva che ogni storno, ogni riduzione andava
fatta con provvedimento legislativo, che prevedeva l'obiettivo
primario come precetto sostanziale l'osservanza dell'articolo 81
della Costituzione.
Altra questione che abbiamo chiesto al Governo di valutare e
fortunatamente, oggi, siamo qui a poter dire che l'impianto regge,
ma regge per questo rapporto istituzionale di grande
collaborazione.
E' chiaro che se poi al Commissario dello Stato - e mi rivolgo ai
colleghi che sono intervenuti - non mandiamo le relazioni tecniche
e non l'abbiamo fatto, onorevole Vinciullo, sull'articolo che lei
ha richiamato, non l'abbiamo fatto, onorevole Assenza,
sull'articolo che lei ha richiamato sul piano delle cave, su tanti
altri articoli non l'abbiamo fatto, non possiamo poi invocare o
reclamare contro un organo che è di tutela, non è un organo che
limita il Parlamento siciliano.
Allora, in questo senso, assessore Agnello, i suoi uffici, ma
anche gli uffici degli altri Assessorati, come quello
dell'assessore Calleri, io chiamai il suo direttore generale sul
piano delle cave e dissi sull'articolo 75: "Ingegnere Lo Monaco,
manca la relazione tecnica ". Noi dobbiamo spiegare se con questo
nuovo articolato e questo nuovo sistema che passa dalla valutazione
quantitativa alla valutazione autorizzativa a priori non c'è
un'alterazione nelle entrate e nelle uscite; non è stato fatto
Con questa manovra abbiamo utilizzato tutte le risorse
disponibili. Voglio dirlo anche ai colleghi, da qui alla fine di
settembre, assessore Agnello, lei dovrà portare il DEF (Documento
Economico e Finanziario), che prima si chiamava DPEF. Ebbene, in
questo DEF e comunque nel bilancio di previsione mancheranno un
miliardo e 250 milioni all'appello per chiudere il bilancio di
previsione 2015. Queste cose nessuno le dice, ma le dobbiamo porre
sul tappeto perché quest'anno abbiamo coperto gli accantonamenti
tributari con 508 milioni di euro con il Fondo di Sviluppo e
Coesione e con 553 milioni di euro con quell'accordo del 5 giugno
2014; ma i 957 milioni prossimi, come li copriremo? Con
l'accantonamento che abbiamo fatto con i 400 milioni di euro, con
la previsione di un accantonamento? E gli altri 557 milioni come
faremo? E come faremo a coprire questa operazione di anticipazione
finanziaria?
Lo abbiamo fatto sull'utilizzo del minore disavanzo dei 111
milioni di euro, dal 2015 li abbiamo anticipati al 2014, ma lo
abbiamo fatto anche sul minore disavanzo del piano di rientro, dal
2015 abbiamo anticipato gli effetti finanziari al 2014 e cosa
facciamo l'anno prossimo per l'osservanza del comma 4 dell'articolo
1 della legge n. 11 del 2014?
Ai colleghi vorrei dire, sapete cosa abbiamo votato nel maggio
scorso?
Abbiamo votato una norma secondo cui tutti i risparmi del piano di
rientro per pari importo dovranno servire ad abbassare le
addizionali IRPEF e IRAP dal 2015 ai cittadini siciliani.
Io vorrei sapere come questo Governo riuscirà a soddisfare un
precetto legislativo Un precetto legislativo su cui tutti ci siamo
ritrovati e in cui noi abbiamo detto come Forza Italia, ma l'intero
centrodestra, che siamo pronti a dare un contributo a quel mutuo
finanziario di 953 milioni di euro ad una condizione: che
l'operazione finanziaria in vantaggio come diminuzione del
fabbisogno del piano di rientro venga utilizzata per pari importo
per ridurre le tasse ai cittadini siciliani.
Concludo, assessore Agnello, dicendo che noi siamo stati
assolutamente responsabili su molte norme. Alle 4.00 del mattina,
avevamo detto "assessore, Governo, fermatevi perché andrete a
sbattere" o perché mancava la copertura finanziaria o perché c'era
una volontà sfrenata di intervenire
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Falcone.
FALCONE. Signor Presidente, abbiamo tolto alle nostre famiglie per
l'impegno di venire qua e per onorare il nostro ruolo e poi ci
vediamo mortificati quando dobbiamo esprimere alcune considerazioni
che non sono fuori luogo, ma sono molto attinenti all'argomento di
cui stiamo trattando e che stiamo affrontando Ma ci ritorneremo,
presidente Venturino e Governo, nell'interezza di tre validi
assessori, ma che dovrebbero prendere contezza della situazione
difficile in cui oggi si trova questa nostra Sicilia e in cui tutti
dovremmo remare verso una stessa parte, non facendo speculazioni,
non attaccando questo Parlamento che è stato assolutamente
correttivo nei confronti di una manovra - me lo lasci dire,
assessore - che iniziava molto claudicante; alla fine abbiamo dato
una raddrizzata, abbiamo fatto un'ingessatura e l'abbiamo un po'
sistemata. Per cui nei mesi di settembre, ottobre, dovremo
riconfrontarci su questo argomento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
innanzitutto voglio salutare in questo caldo giorno di agosto il
nostro Segretario Generale che è nella sua veste ufficiale, lo vedo
con grande piacere e, quindi, gli faccio un augurio di buon lavoro
perché possa aprirsi anche una fase di ferma e positiva
collaborazione con l'Assemblea.
L'intervento articolato del collega che mi ha preceduto e che ha
toccato alcuni punti, anche sotto il profilo tecnico, sicuramente
sono importanti e, quindi, non entrerò in quegli aspetti, non
ripeterò le sue considerazioni. Però, alcune cose importanti,
secondo il mio punto di vista, tre essenzialmente.
Noi, come opposizione, come Nuovo Centro Destra, assessore e
colleghi, nella fase della discussione sulla Finanziaria ter,
abbiamo presentato una serie di emendamenti soppressivi e abbiamo
dichiarato nel corso del dibattito che quegli emendamenti avevano
un significato provocatorio, perché su alcuni temi c'era bisogno di
creare un momento di confronto diverso e di approfondimento, perché
non può esserci solo un momento di norma di assestamento di
bilancio che pensi come rincorrere le emergenze e senza creare
programmazione.
Noi abbiamo un argomento importante che riguarda la messa in
sicurezza dei conti, riguarda l'aspetto dell'equilibrio di
bilancio, riguarda essenzialmente una grande, a mio avviso,
problematica che sono le entrate tributarie, le previsioni di
entrata, al momento in cui, come tutti sappiamo, le entrate
tributarie poggiano sostanzialmente - quindi il collegamento con
l'addizionale IRPEF - su quelli che sono i redditi da lavoro e i
redditi d'impresa.
Ma se noi non aiutiamo l'impresa e, quindi, la parte realmente
produttiva, e non creiamo le condizioni perché l'impresa determini
un risultato positivo e quindi un reddito, come le entrate
tributarie devono poter continuare ad esistere, atteso che al
reddito d'impresa è collegato pure il reddito da lavoro, perché c'è
un lavoro che viene dalla pubblica amministrazione, c'è un lavoro
che viene dall'impresa sempre? Quindi, l'impresa come momento
essenziale, la microimpresa siciliana che, ancora, può continuare e
deve continuare a dare un risultato.
Noi amici, colleghi, Assemblea, assessori e Presidente, siamo in
una condizione preoccupante. Siamo consapevoli che riusciremo a
garantire gli stipendi se così continueremo a portare avanti la
nostra azione? Io ritengo che questo è il vero interrogativo,
perché se noi volessimo veramente approfondire l'argomento, ci
accorgeremmo che su questo tema c'é da aprire una nuova fase e
quindi non può esserci solo un momento di dibattito burocratico.
C'è un momento di preoccupazione seria che deve portare questo
Governo a capire come c'è bisogno di una fase di governo diversa,
di risposte, di programmazione; come c'è bisogno di combattere
realmente l'improvvisazione e questo modo di procedere in maniera
molto precaria.
C'è bisogno di riprendere una rotta che veda un obiettivo chiaro,
che è quello di capire quali sono i problemi reali, che è quello
che ha portato anche il Nuovo Centro Destra, assieme ad altre forze
politiche dell'opposizione, a dire che forse occorre un tavolo
delle riforme per capire come poter determinare un momento di
svolta. Diversamente, le nostre preoccupazioni crescono e mi auguro
che possa essere solo preoccupazione e non realtà dei fatti, perché
questo è il vero pericolo che oggi intendiamo scongiurare.
CALLERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALLERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, onorevoli deputati, rispondo molto velocemente.
Per quanto riguarda la questione che sta a cuore all'onorevole
Foti, il riferimento che ha fatto il governatore Crocetta è sui
fondi messi a garanzia in attesa di quella famosa causa iniziata
alcuni anni fa sui termovalorizzatori. Non c'è alcun cambiamento di
volontà politica, assolutamente no, né da parte del Governatore né
da parte mia perché, essendoci delle cause in corso, si hanno dei
fondi immobilizzati; tra l'altro, a breve si spera, ci sarà una
soluzione definitiva.
Per quanto riguarda il piano rifiuti, da settembre-ottobre si
potrà iniziare a ragionare ad integrazioni al piano di rifiuti che,
il 18 luglio, se non mi sbaglio (mi sembra che sia il 18 luglio) ha
avuto nel mese di luglio comunque, la Via Vas il vecchio piano di
rifiuti del 2012.
Toccare il piano dei rifiuti, prima che il vecchio ricevesse la
Via Vas, non si poteva, perché avrebbe potuto compromettere tutta
la procedura e, quindi, avremmo fatto peggio.
Per quanto riguarda le direzioni dell'Assessorato, le discariche
che chiamiamo piattaforme non sono comunque il futuro, ma devono
essere una situazione tampone per non andare in emergenza rifiuti,
tenuto conto che in questa Regione le emergenze rifiuti hanno fatto
sempre un grave danno, sono sempre state causate all'improvviso e
hanno favorito determinati investimenti nel settore, che non è
intenzione del Governo e dell'Assessorato assolutamente favorire,
tanto per essere chiari.
L'ho già dichiarato pubblicamente il mese scorso e c'è una mia
intervista che ha anche quantificato il danno che questo sistema ha
causato. Dopo di che dobbiamo andare avanti in questa situazione
con un nuovo piano di rifiuti che ci faccia arrivare a rifiuti
zero, e soprattutto a portare nei centri di compostaggio, nei
centri di raccolta - posso sbagliare il nome preciso, ma noi
dobbiamo fare la differenziata - meno rifiuti possibile e sempre di
più nelle piattaforme.
E per questo mi sto attivando, come dicevo prima, per risvegliare
e per riattivare le cosiddette cattedrali nel deserto. Ma vi do
anche una notizia, che iniziamo ad avere alcune zone in cui abbiamo
un eccesso di differenziata, e siccome poi ci mancano i punti, non
riusciamo a fare la differenziata perché dove ha funzionato non c'è
poi chi la riceve.
Quindi, adesso abbiamo anche questi tipi di problemi, e quasi sono
contento di averli
Per quanto riguarda le cave, senza voler entrare in polemica con
l'Assemblea, sia chiaro, perché rispetto chi è stato eletto,
ricordo che in Commissione avevo proposto una interpretazione
autentica che non ci avrebbe fatto arrivare a questo punto e che,
secondo me, poteva tagliare la testa al toro.
Siccome l'interpretazione autentica non è passata e non ne conosco
i motivi, si è arrivati poi in fretta e furia a fare un emendamento
che è stato presentato da alcuni parlamentari sia di maggioranza
che di opposizione, perché ho sentito che di questa materia se ne
sono occupati dal PD a Forza Italia, dopodiché si è arrivati a
questa situazione.
Ma la volontà politica del Governo e dell'Assessorato di aiutare
questo settore comunque c'è.
Vedremo alla riapertura dell'Aula cosa si può fare, semmai si può
tornare all'interpretazione autentica.
AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, intervengo solo per ricordare a me stesso e a tutti noi
che non ci può essere futuro per questa Terra se i conti della
Regione non sono chiari, veritieri e corretti, e tutti noi lo
sappiamo. E il Governo, con questo risultato, sta dimostrando di
avere il coraggio di andare in quella direzione.
Onorevole Falcone, lei sa benissimo lo sforzo che questo comporta,
però il Governo dimostra di non volersi tirare indietro su una
pesante eredità che ha preso nel momento in cui si è insediato,ma
alla quale non vuole sottrarsi. E' evidente che anche noi siamo
sicuramente preoccupati per il 2015, ma questa preoccupazione non è
tale da non metterci subito a lavorare in sinergia con l'Aula per
risolvere in maniera concreta, così come abbiamo fatto con questa
manovra di assestamento, anche questi problemi.
Per quanto riguarda le osservazioni dell'onorevole Vinciullo sulle
relazioni tecniche, posso garantire a tutti voi che il Governo ha
prontamente dato risposta durante tutta la settimana ed anche
precedentemente con una serie di relazioni tecniche chiaramente
esplicative e si è messo a disposizione del Commissario dello
Stato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
IOPPOLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, per la
verità pochi rimasti in Aula e questo mi dispiace, devo ritornare,
mio malgrado, su un argomento che ritenevo invece definitivamente
chiuso, assessore Agnello.
Abbiamo dedicato la giornata di oggi, undici di agosto, ma nessuno
se ne deve dolere, per discutere di norme impugnate dal Commissario
dello Stato.
Io invece mi permetto, signor Presidente, di impegnare qualche
minuto per discutere di una norma che nonostante molte 'cornacchie
di turno' prevedessero come soggetta ad impugnativa, non è stata
impugnata dal Commissario dello Stato e quindi si accinge fra pochi
giorni, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ad essere
legge della Regione siciliana e come tale da essere osservata e
rispettata da tutti qualunque ruolo, qualunque funzione, qualunque
posto questo chiunque rivesta.
Mi riferisco a quello che è diventato nella stesura finale
l'articolo 66 del disegno di legge 782/A, esattamente il secondo
comma dell'articolo 66, che riguarda la società partecipata
'Riscossione Sicilia S.p.A'.
Ritenevamo che dopo la seduta del 31 luglio - 1 agosto, quella
della approvazione alle sei del mattino della legge finanziaria
ter, o comunque dell'assestamento appena approvato dall'Assemblea
in quelle ore, ci si astenesse da parte di 'Riscossione Sicilia',
assessore Agnello, ad assumere iniziative che sembrano essere, e
probabilmente sono, in contrasto con la disposizione normativa che
- ripeto - da qui a qualche ora, da qui a qualche giorno, diventerà
legge della Regione siciliana.
E' notizia che mi è stata riferita, e che risulta credo a molti
deputati e probabilmente allo stesso Governo di riunioni, di
incontri con i Sindaci, con le amministrazioni, ma sostanzialmente
della manifestazione di una volontà pervicace ed illegittima - e mi
assumo la responsabilità di quel che dico da questo pulpito, da
questo podio - di continuare da parte di 'Riscossione Sicilia
S.p.A.' come se non fosse intervenuto il Parlamento dei siciliani,
il Parlamento siciliano di attuare questa sorta di controriforma
che prevede la chiusura degli sportelli decentrati e
polifunzionali, come se il legislatore in effetti venisse qui anche
l'undici di agosto sol perché non ha altro da fare nelle proprie
sedi e nelle proprie città. Non è così, assessore Agnello e lei lo
sa bene e ce lo insegna. Il Parlamento rivendica la paternità di
quella norma che è nata in Aula attraverso un emendamento e un sub
emendamento approvato all'unanimità, proposto dal Gruppo
parlamentare 'Lista Musumeci', ma che ben presto è diventato
patrimonio unanime di tutto il Parlamento siciliano.
E nessuno può arrogarsi il diritto di interpretare la norma contro
la volontà del legislatore.
Quando abbiamo approvato quella norma, il 30 di luglio, si approvò
con l'intendimento chiaro ed evidente che gli uffici non venissero
toccati e che rimanessero sul territorio esattamente come si
trovavano, con gli stessi giorni di apertura, perché ciò che è
fruibile è utilizzabile in lingua italiana, ciò che è fruibile è
utilizzabile e non si può utilizzare parzialmente per uno, due, o
tre giorni, si utilizza e si fruisce esattamente come si utilizzava
e si fruiva in precedenza e, se dovesse servire, è bene che tutti
lo sappiano, una norma di interpretazione autentica, il Parlamento
sarà pronto ad approvarla, ma nessuno interpreti la norma ad usum
delphini e a totale svantaggio di chi la norma la deve osservare e
rispettare e contro i fruitori che sono i siciliani. Quindi,
assessore Agnello, la prego ancora una volta di tentare, almeno
fino al ritorno a metà di settembre o quando vorrà lei e il
Governo, di bloccare qualunque iniziativa che apparirebbe comunque
illegittima e con assunzione di responsabilità che sono davvero
gravi.
Ultima osservazione. Mi viene riferito che ci sia da parte di
'Riscossione Sicilia' una sorta di accelerazione per risparmiare,
per la spending review, per fare economia.
Nessuna economia, perché l'interruzione del Parlamento unanime era
che tutto rimanesse esattamente com'era prima, soprattutto in
relazione a quegli uffici che hanno sede in città e che mettono a
disposizione o intendono mettere a disposizione i locali senza
gravare di un solo centesimo sulle casse, sul bilancio della
società partecipata, la quale società partecipata dovrebbe invece
giustificare come mai negli ultimi mesi si siano tenuti alcuni di
questi uffici in gravissime carenze logistiche e organizzative. Per
esempio, mi riferisco alla sospensione della linea telefonica che
alimentava il POS, per cui a 'Riscossione Sicilia' si può pagare
soltanto con denaro, senza ricorrere ad alcun rimedio per poi dire
che negli ultimi mesi gli incassi, ovviamente, sono diminuiti.
Certo sono diminuiti, se il POS non funziona non possono certamente
aumentare.
Assessore Agnello, parli con chi ha da parlare, intervenga con
l'autorità e l'autorevolezza del Governo regionale che, come lei
ben sa, possiede quasi esclusivamente le azioni di 'Riscossione
Sicilia', dia le giuste indicazione affinché si fermi una macchina
che, se continua a procedere, a camminare in questa direzione,
creerà soltanto disservizi e danni per la comunità siciliana.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
intervengo sulla stessa scia del collega Ioppolo. Noi abbiamo
votato una norma, ne abbiamo chiesto la fruibilità col
subemendamento, è passata all'unanimità, abbiamo aspettato oggi, e
non è stata impugnata dal Commissario dello Stato. Allora ci
chiediamo come mai 'Riscossione Sicilia' abbia chiuso già lo
sportello in provincia di Trapani non considerando assolutamente la
volontà del Parlamento e la preghiamo a che lei si adoperi perché
questo non avvenga.
Siamo disposti a ritornare in Aula per definire meglio il concetto
di fruibilità, perché fruibilità non può essere inteso come due
giorni la settimana, ma va inteso così come ad oggi è il calendario
degli uffici di 'Riscossione Sicilia' nelle zone decentrate.
Dopo l'intervento dell'onorevole Alongi, ho chiesto al Presidente
Musumeci di verificare se riteneva opportuno fare una verifica
accurata circa i costi che 'Riscossione Sicilia' sostiene per il
servizio di informatizzazione, perché 21 milioni di euro a noi è
sembrata una cifra stratosferica.
Seconda informazione che mi giunge: sembra che 'Riscossione
Sicilia' abbia chiesto ad una ditta esterna appaltante di
notificare le varie multe con un costo esorbitante.
Se utilizzasse il personale interno pagherebbe dai 30 ai 50
centesimi, ma ha appaltato ad una ditta esterna per pagare 3,50
euro a notifica. Allora, conclusione logica da 'buona madre di
famiglia': se tu hai del personale interno che puoi utilizzare per
notificare, perché chiedere o avere una ditta esterna pagando 3,50
euro, contro i 50 centesimi?
La conclusione del mio ragionamento, assessore, è questa: abbiamo
verificato che il risparmio nello spostare gli sportelli dalle zone
decentrate - nello specifico mi riferisco a Sciacca, portarlo a
Trapani o ad Agrigento - e lasciarlo lì, i costi sono invariati.
Soprattutto dopo l'invito e la disponibilità da parte del Comune di
Sciacca ad offrire dei locali in comodato d'uso in modo gratuito.
Forse 'Riscossione Sicilia' dovrebbe verificare, perché il
Presidente Crocetta nel suo intervento ha detto che è una delle
società in grosso deficit, da dove viene il deficit, chi lo crea
questo deficit; non certamente gli uffici periferici.
Abbiamo portato i dati, abbiamo portato le somme che introitano,
abbiamo detto quali sono i costi reali per il personale, per i 14
dipendenti nel caso di Sciacca.
Allora il mio - ed è l'invito che ha fatto prima il collega
Ioppolo - è di bloccare 'Riscossione Sicilia' in una operazione che
va oltre quella che è stata la volontà del Parlamento, oltre quella
che è stata l'impugnativa del Commissario dello Stato.
Questo è stato un articolo che non ha subìto nessun tipo di
penalizzazione, non è possibile che da qui al 15 settembre si
proceda alle chiusure di questi sportelli.
Questo è l'invito che le faccio, è un appello accorato, ma non è
più una questione personale, non si può scavalcare il Parlamento
che, come sosteneva prima il collega Ioppolo, all'unanimità ha
votato il subemendamento, all'unanimità
Allora, se vogliamo dire che qui perdiamo tempo, continuiamo a
farlo. All'esterno daremo ancora una volta la sensazione di un
braccio di ferro dell'uno contro l'altro, perché non si capisce
come mai 'Riscossione Sicilia' non abbia recepito quella che è
stata la volontà del Parlamento.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ritornare
un attimo sulla tornata elettorale che si terrà in provincia di
Siracusa il 5 ottobre del 2014.
Siccome ho visto parlare prima il Presidente Ardizzone, poi il
Presidente della Regione, poi credo anche lei, sul fatto che ha
accennato alla ripresa dei lavori a settembre, vorrei ricordare che
a settembre i lavori non potranno riprendere, sia chiaro, perché,
com'è noto a tutti, durante la campagna elettorale non si potrà
tenere Aula. Pertanto, sarebbe opportuno che la Presidenza si
organizzasse fin da adesso in maniera tale da verificare se vi sia
la necessità di convocare nuovamente l'Assemblea da qui al 20
agosto, perché dopo non si potrà più tenere seduta.
Ricordo che su questa vicenda, oltre a tutta una serie di
interlocuzioni fra i vari presidenti dell'Assemblea e il presidente
della Regione, ve n'è una famosissima che ha definitivamente
tranciato ogni possibilità che questa Assemblea possa tenere lavori
sedute da qui al 5 ottobre.
Siccome il 5 ottobre ci saranno le elezioni, poi ci sarà la
proclamazione degli eletti, poi di conseguenza il giuramento e
l'insediamento dei nuovi deputati, anche perché non cambieranno ma
saranno sempre gli stessi, è chiaro che da qui al 10 ottobre, nella
migliore ipotesi, l'Assemblea non potrà tenere sedute.
Però, signor Presidente, volevo porre alla sua attenzione la
questione, affinché si faccia portatore di quello che sto dicendo
presso l'assessore per le autonomie locali.
Si voterà il 5 ottobre, ad oggi noi non sappiamo ancora chi è il
corpo elettorale. Non sappiamo, in seguito a questa sentenza
innovatrice, nuova, rivoluzionaria, rispetto a tutto ciò che era
stato fino adesso, chi saranno coloro i quali andranno ad
esercitare il diritto di voto attivo, perché non lo ha chiarito il
CGA e non lo ha chiarito l'assessorato agli enti locali.
Ma voi sapete tutti che, entro 45 giorni dal giorno in cui si
voterà, abbiamo diritto ad avere le liste di coloro i quali
eserciteranno il diritto di voto. Sembrerebbe, leggendo la
sentenza, che questo diritto è riservato a coloro i quali hanno
partecipato al voto, "diritto a replicare il voto a coloro i quali
vi hanno già partecipato". Cioè, dovrebbero recarsi alle urne solo
coloro i quali si sono recati allora. E coloro i quali sono venuti
nel frattempo meno? Forse il CGA potrebbe parlare con il Padre
Eterno per far tornare in vita coloro che nel frattempo non ci sono
più?
Mi sembra esclusa questa ipotesi, e quindi la possibilità concreta
che abbiamo è che vada a votare solo chi ha già esercitato questo
diritto. Ma a noi candidati chi lo deve dire tutto questo?
Vorremmo sapere, e credo che la Presidenza debba farsi interprete
di questa necessità, chi sono gli elettori; vogliamo gli elenchi,
che è un nostro diritto.
Il TAR ha escluso categoricamente che vi sia stato uso di una
scheda fraudolenta.
Bene, i seggi potranno mai essere formati dagli stessi soggetti
che sono stati individuati da parte del CGA, benché la Procura ha
escluso tutto ciò come i potenziali autori dei brogli elettorali?
Per cui, l'altra cosa su cui attendiamo risposta è la composizione
dei seggi.
In ultimo, la nomina dei rappresentanti di lista.
Attendiamo ancora che l'assessore per le autonomie locali ci dica
per i partiti che sono stati sciolti e non sono più in vita come
dobbiamo fare a nominare i rappresentanti di lista, perché se con i
rappresentanti di lista il CGA ha ritenuto che vi fossero stati
sospetti di uso fraudolento della scheda ballerina, immaginiamo nel
caso in cui non vi saranno i rappresentanti di lista.
Quindi, l'Assessorato delle autonomie locali ci dovrebbe fare
sapere tutto ciò.
Ma la cosa ancora più grave, signor Presidente, sono le spese.
Entro quali limiti siamo chiamati a sostenere spese per stampare
facsimili, manifesti, attività pubbliche? Coloro i quali,
correttamente, hanno speso a suo tempo la somma che era stata
indicata come soglia massima, oggi cosa possono fare? Affrontare la
campagna elettorale a mani nude, senza facsimili, o l'Assessorato
delle autonomie locali ci autorizza a sforare il patto di stabilità
di noi candidati? Come dobbiamo fare, per essere chiari, la nomina
del mandatario? Dobbiamo rinominare il mandatario, e se ciò è vero,
è chiaro che c'è la possibilità di riaprire il conto e di
ricominciare a fare spese.
Signor Presidente, queste sono cose che possono sembrare banali ma
che riguardano la vita di tutti e 90 deputati perché con il
principio che si è instaurato a Siracusa, nulla esclude che nel
frattempo le schede siano state rubate a Catania e che da qui a
qualunque giorno si verrà a fare un ricorso per quanto riguarda
Catania o Trapani o Palermo. Quindi, dal momento che si è
inaugurata una strada nuova in cui l'onere della prova non è più in
capo a chi accusa ma è in capo a chi si difende, bene, è chiaro che
l'Assemblea deve tutelare e difendere tutti i cittadini che abbiamo
l'elettorato passivo, che siamo candidati, e per essere chiari su
200 quanti eravamo in provincia di Siracusa siamo rimasti in 4
perché nessun altro avrà interesse in questa campagna elettorale.
Per i 4 che siamo stati chiamati - nonostante la legge regionali
lo vieti, e non mi pare che il CGA sia contro, nel senso che anche
il CGA dovrebbe rispondere alle leggi statali e regionali così come
prevede la Costituzione - per la prima volta nella storia
repubblicana, a ripetere il voto per le regionali come dobbiamo
fare?
Il rischio concreto è che ognuno di noi cominci a violare la legge
e cominci o a farsi una campagna elettorale sfrenata in cui, se io
ce li ho spendo 200 mila euro, e nessuno mi può dire nulla, oppure
vogliamo sapere con esattezza fino ad ora se vi sono delle regole
certe a cui tutti ci dobbiamo attenere o se queste regole certe non
esistono e, quindi, è un far west in cui ognuno arriva e ritiene di
fare quello che è più giusto per lui - per essere chiaro, non dico
che è illegale o è illegittimo quello che viene fatto-, é più
giusto per lui dal momento che ad oggi, ripeto, a 50 giorni dalle
elezioni, l'assessorato delle autonomie locali non ha fatto avere
nessuna circolare esplicativa ai sindaci e continua a chiedere di
avere notizie. Ma noi abbiamo il diritto di sapere, 45 giorni
prima, chi sono gli elettori della nostra provincia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo, per avere condiviso con
noi le sue più che legittime preoccupazioni, ma è chiaro che io mi
auguro che l'assessore per tempo provveda a fornire le indicazioni
che giustamente lei sottolineava. C'è bisogno di sapere esattamente
che cosa accadrà da qui alle prossime elezioni.
Per quanto riguarda, invece, quello che in qualche modo aveva
preannunciato il Presidente, rimane come stabilito. Nel frattempo
vedremo con gli uffici di accertarci per sapere le decisioni da
prendere.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò più
contenuto dei cinque minuti necessari. Innanzitutto ho il piacere
di chiudere questa che è l'ultima seduta estiva di quest'Aula, un
qualcosa che posso dire è piacevole.
Da questo scranno ho visto che hanno parlato diversi colleghi su
problemi attuali ed importanti.
Uno di questi è sicuramente quello della Serit. Avevo avuto già
occasione di prendere la parola a difesa della funzionalità di
sportelli a servizio dei cittadini. Oggi con rammarico apprendo,
ancora una volta, anche se ne avevo già avuto sentore, che diversi
sportelli per il pagamento di contributi per i quali si dice che i
cittadini siano addirittura degli evasori - lo saranno sicuramente,
l'Italia è ricca di evasori - togliamo un servizio ai cittadini
invogliandoli, forse, anche a prendere il tempo necessario per
andare a pagare le tasse, che invece si dovrebbero pagare e non si
capisce il perché la Serit debba, ammesso che sia vero, andare a
spendere ventuno milioni di euro per dei servizi informatici per i
quali la Sicilia mantiene in piedi una partecipata della Regione,
oggetto di tanto contendere, e che è rimasta attuale ed in piedi
per la necessaria funzionalità dell'intero apparato amministrativo.
Mi auguro che il messaggio giunga all'assessore Agnello, che
purtroppo credo si sia dovuto allontanare per suoi problemi, e gli
chiedo di venire a riferire in Aula.
Mi associo alla richiesta dei colleghi sulla conduzione delle
spese di una partecipata della Regione. Noi non possiamo continuare
a far finta, allegramente, che ci sia una revisione della spesa da
una parte e invece funzionari che non assumono le responsabilità
nel contenimento della spesa continuano a spendere forse fin troppo
allegramente, tagliano servizi ai cittadini senza avere un
effettivo risparmio. Credo che i risparmi si possano individuare
altrove e questo introduce necessariamente anche la querelle che
c'è attualmente sul famoso Piano Giovani.
Purtroppo anche là abbiamo visto che è stato affidato un appalto
esterno per 250 mila euro circa, da notizie di stampa, e non è
stato affidato a Sicilia e-Servizi, saranno ben poca cosa 250.000
euro, però uno potrebbe dire in siciliano "ogni ficateddu ri
musca...". Sarebbe utile, quindi, e mi sentirei di dire che occorre
una diversa responsabilità da parte dei dirigenti della Regione che
partecipino tutti quanti unanimemente, consapevolmente ed
efficacemente, al contenimento della spesa, risparmiando là dove si
può e soprattutto là dove si deve, perché esistono dei servizi
regionali in grado di offrire i servizi, l'efficienza e la capacità
necessarie, non vedo il perché ricorrere a servizi esterni comprese
le famose notifiche ad euro 3,50 piuttosto che a 50 centesimi.
Ritengo utile che l'assessore Agnello adotti le sue decisioni,
fatte le sue verifiche e ce le faccia sapere; così come ritengo
utile che l'assessore Scilabra, fatte le opportune verifiche,
informi il Parlamento del perché di questa vicenda e di come si
sarebbe potuto risparmiare diversamente una cifra consistente.
Un'ultima cosa: nella penultima seduta di questa estate ho
presentato un ordine del giorno, secondo il quale l'assessore per
le infrastrutture avrebbe dovuto fare una ricognizione delle opere
pubbliche finanziate e ferme. Ritengo che sia una scommessa su cui
personalmente mi impegnerò, richiamando le responsabilità di tutti
quanti, perché alcuni giorni prima dell'1 agosto - il 27 o il 28
luglio - è saltata fuori una notizia secondo cui nella sola costa
tirrenica della Sicilia (zona di Milazzo, Barcellona e quant'altro)
sono ferme opere pubbliche per appena 58 milioni di euro.
58 milioni di euro per una piccola fascia della Sicilia.
Non vorrei che nell'intera Sicilia la cifra sia superiore di dieci
volte, il che significa centinaia di migliaia di posti di lavoro,
significa un impulso all'economia, significa ridare ossigeno alla
gente che non ha soldi e liberare finalmente la Sicilia da un
sistema di irresponsabilità burocratiche, contro cui mi batto da
sempre dicendo che bisogna semplificare.
Mi auguro che da settembre in poi si inauguri una nuova stagione
di responsabilità da parte della burocrazia, che finalmente capisca
che non si può ostacolare lo sviluppo e che finalmente capisca che
i soldi della Regione vanno adeguatamente risparmiati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro conclusa la corrente
sessione estiva dei lavori parlamentari.
Avverto che l'Aula sarà convocata martedì 16 settembre 2014, alle
ore 16.00, una volta completati i lavori di restauro di Sala
d'Ercole. Le Commissioni parlamentari, invece, sono autorizzate a
riunirsi a partire da lunedì 8 settembre 2014; qualora la scadenza
per l'espressione di pareri su atti del Governo da parte delle
Commissioni parlamentari cada durante il periodo di sospensione dei
lavori, il relativo termine è comunque differito al 15 settembre
2014, fermo restando che le stesse potranno essere convocate anche
durante la sospensione estiva per l'espressione dei suddetti
parere.
La seduta è rinviata a martedì, 16 settembre 2014, alle ore 16.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Elezione di un Vicepresidente dell'Assemblea
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto della Regione siciliana recante Disposizioni in tema d
impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
riforma del sistema di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-
771/A)
Relatore: on. Ciaccio
2) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
3) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
4) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
528/A)
Relatore: on. Anselmo
5) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436
Relatore: on. Savona
IV - Discussione unificata delle mozioni:
N. 300 - Impegno del Governo della Regione in ordine al
diniego di autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonché alla revoca di quelle
già rilasciate.
(6 maggio 2014)
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA - ZITO
N. 312 - Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia.
(4 giugno 2014)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
- PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
V - Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
ANSELMO - GERMANA'
VI - Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
RAGUSA - CIRONE
VII - Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
VIII - Seguito della discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
La seduta è tolta alle ore 14.04
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli