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Resoconto d'Aula della Seduta n. 179 di lunedì 11 agosto 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Propongo di dare per letti i processi  verbali  delle
  sedute  n.  177  e  n. 178, in considerazione del  fatto  che  sono
  abbastanza corposi.
   Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea ne prende atto e pertanto i
  processi verbali si intendono approvati.
   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Vullo,  Maggio,  Figuccia,
  Arancio,  Anselmo,  Cascio  Salvatore, Lantieri,  Nicotra,  Leanza,
  Lentini e Currenti hanno chiesto congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   -  Disegno  di  legge  voto  da sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica  ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto della  Regione
  recante l'Istituzione di un Nucleo investigativo speciale per  gli
  scomparsi (N.I.S.S.). (n. 796).
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cordaro  in
  data 30 luglio 2014.

   -  Norme in materia di contenimento dell'inquinamento luminoso  e
  di risparmio energetico. (n. 797).
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Ferreri,
  Trizzino,   Zito,   Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,    Ciaccio,
  Mangiacavallo,  Siragusa,  Foti, La  Rocca,  Palmeri,  Tancredi  e
  Zafarana in data 30 luglio 2014.

   -  Recepimento del Testo Unico in materia di Edilizia,  D.P.R.  6
  giugno 2001 n. 380. (n. 798).
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Trizzino,
  Ciaccio,  La  Rocca,  Cappello, Ciancio,  Mangiacavallo,  Palmeri,
  Ferreri, Cancelleri, Siragusa, Zito, Zafarana, Foti e Tancredi  in
  data 31 luglio 2014.

   -  Norme  per  il controllo e la prevenzione del randagismo.  (n.
  800)
   di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Raia,
  Barbagallo e Vullo in data 6 agosto 2014.

   Annunzio di presentazione di disegno di legge e contestuale invio
                      alla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico  il disegno di legge presentato  e  inviato
  alla Commissione:

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
   - Diritto allo studio. (n. 801)
   di  iniziativa governativa, presentato il 7 agosto 2014 e inviato
  l'8 agosto 2014.

    Comunicazione di richiesta di apposizione di firma a disegni di
                                 legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Calogero Firetto,  con  nota
  prot. n. 8023/SG.LEG.PG. del 28 luglio 2014, ha chiesto di apporre
  la  propria firma ai disegni di legge n. 739 "Sostegno ai pazienti
  affetti da patologie causate dall'amianto" e n. 740 "Sanzioni  per
  la  violazione degli obblighi derivanti dalle norme in materia  di
  tutela dai rischi correlati all'amianto".

    Comunicazione di richiesta di parere pervenuta e assegnata alla
                        competente Commissione

   PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta e assegnata
  alla Commissione:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  P.O.  FESR  Sicilia 2007/2013. Schema di Accordo di  Programma
  Quadro    Conciliazione  tempi  vita-lavoro'   -   Interventi   di
  potenziamento,  adeguamento e miglioramento del servizio  di  nido
  comunale in Sicilia. (n. 37/VI).
   pervenuto in data 11 agosto 2014, inviato in data 11 agosto 2014.
   Comunico,  altresì,  che  ai  sensi  dell'articolo  70  bis   del
  Regolamento interno il termine per l'espressione del parere  sulla
  richiesta  n.  37/VI, in scadenza il prossimo  26  agosto,  stante
  l'attuale periodo feriale, è prorogato sino al 15 settembre 2014.

      Comunicazione di impugnativa del Commissario dello Stato di
                       deliberazioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il Commissario  dello  Stato  per  la
  Regione  siciliana, con ricorso notificato il 9  agosto  2014,  ha
  impugnato le seguenti deliberazioni legislative:

   - la deliberazione legislativa recante "Assestamento del bilancio
  della  Regione per l'anno finanziario 2014. Variazioni al bilancio
  di  previsione  della Regione per l'esercizio finanziario  2014  e
  modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 'Disposizioni
  programmatiche  e correttive per l'anno 2014. Legge  di  stabilità
  regionale'.   Disposizioni  varie"  (ddl.  n.  782/A),   approvata
  dall'Assemblea  l'1  agosto 2014, e precisamente:
   - l'articolo 6, comma 2, per violazione degli articoli 117, comma
  3 e 119, comma 2 della Costituzione;
   -   l'articolo  8,  comma  1,  limitatamente  all'inciso   "fatta
  eccezione   per   quelli   in   godimento   e   per   i   rapporti
  contrattualmente avviati alla data del 31 dicembre 1991", commi 2,
  3 e 4, per violazione degli articoli 81 e 97 della Costituzione;
   -  l'articolo 17,  commi 2 e 3 per violazione degli  articoli  3,
  51, 97 e 117 comma 2 lettera e) e s) della Costituzione;
   -  l'articolo 22, comma 3, per violazione degli articoli 3  e  53
  della Costituzione e dell'articolo 36 dello Statuto Speciale;
   -   l'articolo   23,  per  violazione  dell'articolo   81   della
  Costituzione;
   -  l'articolo  47, per violazione degli articoli  3  e  97  della
  Costituzione;
   -  gli articoli 48, 49, 50 e 51 per violazione degli articoli  3,
  97 e 113 della Costituzione;
   -   l'articolo   60   per  violazione  dell'articolo   81   della
  Costituzione;
   - l'articolo 61, comma 2, per violazione dell'articolo 117, comma
  2, lettera e) della Costituzione;
   -  l'articolo  62, per violazione degli articoli  3  e  97  della
  Costituzione;
   -  l'articolo 63, comma 3, per violazione degli articoli 3, 81  e
  97 della Costituzione;
   -  l'articolo  64,  comma 2, limitatamente all'inciso  "nonché  i
  lavoratori  ai  quali il diritto alla riammissione in  servizio  a
  tempo indeterminato presso le società partecipate è stato disposto
  come    provvedimento   giudiziale",   commi   11   e   12,    per
  violazione  degli articoli 3, 97 e 81 della Costituzione;
   -  l'articolo 65 per violazione degli articoli 97, 117, comma 3 e
  119, comma 2 della Costituzione;
   - l'articolo 68, commi 1 e 5 limitatamente all'inciso "è causa di
  rimozione del dirigente responsabile del decreto", 6, 7, 8, 9 e 10
  per  violazione degli articoli 3, 81, 97 e 117, comma  2,  lettera
  e), della Costituzione;
   -  l'articolo 69 per violazione degli articoli 81 e 117, comma  3
  della  Costituzione   e  17,  comma 1  lettera  c)  dello  Statuto
  Speciale;
   -  l'articolo 73 per violazione dell'articolo 117, comma 1  della
  Costituzione;
   -   l'articolo   74   per  violazione  dell'articolo   97   della
  Costituzione;
   -   l'articolo   75   per  violazione  dell'articolo   81   della
  Costituzione;

   -  la  deliberazione legislativa recante "Benefici in favore  dei
  testimoni  di giustizia" (ddl. n. 478/A), approvata dall'Assemblea
  l'1      agosto  2014,  e  precisamente  l'articolo  1,  comma  1,
  limitatamente all'inciso "ovvero in favore del rispettivo  figlio"
  per violazione dell'art. 3 della Costituzione;

   -  l'intera  deliberazione  legislativa  recante  "Norme  per  la
  prevenzione  delle  patologie del cavo  orale"  (ddl.  n.  475/A),
  approvata dall'Assemblea  l'1  agosto 2014.

   Comunicazione relativa a decisione n. 212 del 9 luglio 2014 della
                         Corte Costituzionale

   PRESIDENTE.  Comunico che la Corte Costituzionale, con  decisione
  n.   212   de1   9  luglio  2014,  ha  dichiarato  l'illegittimità
  costituzionale  degli  articoli 6, commi 1,  e  dell'articolo  28,
  commi 1 e 2, della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 "Norme per
  l'istituzione  nella  Regione  siciliana  di  parchi   e   riserve
  naturali", nella parte in cui stabiliscono forme di partecipazione
  degli  enti locali nel procedimento istitutivo delle aree naturali
  protette  regionali  diverse da quelle previste  dall'articolo  22
  della legge 6 dicembre 1991, n. 394.
   Ha  inoltre  dichiarato non fondata la questione  di  legittimità
  costituzionale dell'articolo 3, comma 1, lettera e),  della  legge
  regionale   6   maggio  1981,  n.  98,  sollevata  in  riferimento
  all'articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.
   Copia  della  predetta decisione è disponibile presso  l'Archivio
  delle Commissioni.

    Comunicazione di trasmissione, da parte della Presidenza della
  Regione, della 'Relazione sulla situazione economica della Regione
                      siciliana per l'anno 2013'

   PRESIDENTE.   Comunico  che  la  Presidenza  della   Regione   ha
  trasmesso,  in data 29 luglio 2014, la 'Relazione sulla situazione
  economica della Regione siciliana per l'anno 2013'.
   Comunico,  altresì, che copia della sopracitata documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

         Comunicazione di dimissioni del Presidente del Gruppo
                           parlamentare UDC

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Firetto, ha  rassegnato,  in
  data  odierna,  le  proprie  dimissioni da  Presidente  del  Gruppo
  parlamentare  UDC e che le funzioni di Presidente saranno  da  oggi
  svolte   dall'onorevole  Margherita  La  Rocca   Ruvolo,   in   via
  temporanea, in attesa che il gruppo stesso determini l'elezione del
  nuovo Presidente.
   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Di  Pasquale,  Coltraro,
  Oddo,  Lo  Sciuto, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri,
  Mangiacavallo e Zito hanno chiesto congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Come  da prassi, sono stati distribuiti gli ordini del giorno  che
  autorizzano il Presidente della Regione a promulgare le leggi senza
  le parti impugnate.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, se posso  avere
  l'attenzione del Presidente della Regione rispetto al tema di  oggi
  in   una   giornata   particolare,  in  un'Aula  rimaneggiata   per
  consentirci lo svolgimento di questa seduta. Prima che il  deputato
  segretario la leggesse, ho letto la motivazione all'impugnativa del
  Commissario   dello  Stato.  Occupandomi,  ormai  da  anni,   della
  questione  dell'acqua ho letto le ragioni e devo dire  che  rimango
  profondamente  sorpreso  e  non sono qua  ovviamente  per  mostrare
  disappunto  sulle ragioni dell'impugnativa da parte del Commissario
  dello  Stato,  ma  soprattutto per conoscere cosa intende  fare  il
  Governo in ordine al fatto che il Commissario richiama l'articolo 3
  bis del decreto legge n. 138 del 2012 e non c'è nessuna attenzione,
  nessuna  lettura sull'articolo successivo, l'articolo 4,  che  dice
  esattamente cose diverse.
   Così  come  - io sono sempre diffidente, lo sono anche  su  questa
  impugnativa  -  quando  si  dice che  si  violano  le  norme  sulle
  disposizioni comunitarie e non se ne citano mai.
   Ho sempre invitato i colleghi che l'hanno fatto a dire quali norme
  del  diritto comunitario verrebbero violate, ma anche qua, mutuando
  esattamente  un  ragionamento che viene  da  qualche  collega,  che
  giustamente la pensa diversamente da me, ma soprattutto mutuando  i
  ragionamenti di Federutility che è quel pezzo di Confindustria  che
  si occupa di acqua privata.
   Ora, signor Presidente, siccome sul tema dell'acqua pubblica lei è
  stato  netto  e  chiaro sin dal primo momento  della  presentazione
  della   sua  candidatura,  e  siccome  questo  Parlamento  ha   già
  legiferato  -  peraltro,  un Commissario dello  Stato  che  qualche
  settimana fa approva le norme su Siracusa e ora non approva  quelle
  sul fallimento di APS (Acque Potabili Siciliane), probabilmente non
  leggendo  l'articolo 4 del decreto legge n. 138 - mi chiedo  se  il
  Governo,  rispetto  a tutta l'impugnativa complessivamente  intenda
  subire questo ennesimo affronto che, devo dire, è un affronto anche
  ormai  ai limiti del suscitare troppe perplessità perché si impugna
  il  Banco  Alimentare  e  il  contributo  del  Banco  Alimentare  e
  possibilmente,  alle  stesse condizioni,  non  si  tocca  un  altro
  contributo. Non faccio esempi per non attirarmi inutili  antipatie.
  Ma  siccome è in gioco la credibilità di questo Parlamento,  perché
  poi alla fine non credo che ci siano norme del Parlamento, norme di
  alcuni  deputati,  norme  di altri deputati  e  francamente  questa
  impugnativa,  così  com'è  pensata,  sull'acqua,  nella   quale   -
  ovviamente, sto facendo un ragionamento che ho sempre fatto  -  c'è
  una  quantità di interessi tale che mi sembra di avere  esattamente
  mutuato  il ragionamento di chi ha difeso la privatizzazione  della
  gestione  delle  acque  e  lo  fa  non  motivandola  adeguatamente,
  dimenticando, peraltro, che l'articolo 4 del decreto legge  n.  138
  dice  di valutarne l'economicità e il fatto che il Parlamento e  il
  Governo  decidano di sostituirsi sostanzialmente al  fallimento  di
  un'esperienza  di  imprenditorialità che  fallisce  sulla  gestione
  dell'acqua,  è  segno  di una attenzione che  il  Parlamento  e  il
  Governo  hanno. In tutto questo, signor Presidente, siccome attorno
  all'acqua si gioca uno dei temi fondamentali, che è quello dei beni
  comuni,  della  gestione dei bisogni quotidiani della  gente,  cosa
  intende  fare il Governo? Aggiungo una cosa e finisco,  lo  dico  a
  questo  Parlamento, lo dico all'assessore, lo dico ai  colleghi:  è
  chiaro che sul versante della disobbedienza a leggi che sono  state
  pensate  per favorire categorie dentro un sistema di connessioni  e
  di connivenze, chiaramente ci sarà ancora chi non rispetta le norme
  e  non  le  farà applicare, va detto con chiarezza, per evitare  il
  rischio  che qualcuno pensi che norme alla Berlusconi-Fitto possano
  reggere rispetto a situazioni di crisi come questa, chiamando  come
  argomentazione  violazione di una norma di diritto comunitario  che
  non  avviene  a  Parigi, non avviene a Berlino, ma  paradossalmente
  avviene tutto in Sicilia.
   Pertanto, Presidente Crocetta, le sarei grato se lei ci  desse  la
  sua   opinione,   se   intende   impugnare   innanzi   alla   Corte
  Costituzionale  questa decisione gravissima del  Commissario  dello
  Stato   perché  mutua  ragionamenti  che  ho  sentito   in   quarta
  Commissione e che ho sentito soprattutto da chi ha interessi più  o
  meno legittimi sul business dell'acqua.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Signor  Presidente,  signori
  deputati,  ringrazio  l'onorevole  Panepinto  per  avere  sollevato
  questo  problema,  il Governo intende nell'immediato  proporre  una
  norma  fotocopia,  tipo  quella che si è fatta  per  Siracusa  che,
  essendo stata considerata ammissibile dal Commissario dello  Stato,
  ovviamente  sarebbe estremamente difficile che, se  realizzata  per
  Palermo,  diventi  improvvisamente  incostituzionale.  Questa   può
  essere una linea.
   Se,  poi,  il Parlamento stamattina dovesse dirmi che noi dobbiamo
  impugnare di fronte alla Corte Costituzionale, perché questa non  è
  ovviamente una decisione che può prendere il Governo da  solo,  per
  le  ripercussioni  che questo ha, io non ho problemi  ad  applicare
  l'indirizzo che il Parlamento mi darà.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  senza  polemica,
  nella notte dell'approvazione della finanziaria si è verificata una
  stranezza che io pregherei lei, e attraverso lei i suoi uffici, per
  farmi sapere a quale norma lei si è riferito per fare quello che ha
  fatto.
   Lei  ha  prima espunto un emendamento dicendo che doveva  inviarlo
  alla  Commissione  di  merito e quell'emendamento  invece  era  già
  passato dalla Commissione di merito, la Commissione Bilancio;  poi,
  su richiesta di chiarimento da parte mia, lei lo ha reinserito e lo
  ha mandato in Aula.
   Dopo averlo mandato in Aula insieme ad altri tre emendamenti, lei,
  inopinatamente  a mio avviso, li ha dichiarati inammissibili,  dopo
  che  erano stati distribuiti. Siccome non so a quale norma  si  sia
  riferito, e capisco che il Presidente dell'Assemblea può fare tutto
  quello  che gli pare, mi sembra però un po' strano che lei,  che  è
  una persona molto puntuale, abbia fatto un'azione del genere.
   Con  questa azione lei ha fatto perdere mesi di tempo per le  cose
  che   andavano   fatte,   una  di  queste  era   il   trasferimento
  dall'assessore  per  l'energia, dal Dipartimento  della  Protezione
  civile, delle risorse inerenti la legge sull'amianto.
   Ora   mi   chiedo  quali  norme  l'abbiano  indotta   a   ritenere
  inammissibili,  dopo  averli  fatti  distribuire   in   Aula,   gli
  emendamenti.
   Per   quanto  riguarda  il  Commissario  dello  Stato,  Presidente
  Crocetta, è inutile che ci rivolgiamo alla Corte Costituzionale. Le
  ricordo che già una volta un articolo da me fatto è stato impugnato
  dal  Commissario dello Stato e la Corte Costituzionale mi  ha  dato
  ragione, ma non è cambiato nulla
   Sul  problema  dei  dipendenti del Parco  dei  Nebrodi,  la  Corte
  Costituzionale ha dato ragione al mio emendamento che riguardava la
  possibilità di richiedere la norma di chiarimento...

   CROCETTA, presidente della Regione. Era stato pubblicato?

   GIANNI. Sì, pubblicato e impugnato dal Commissario dello Stato.
   La Corte Costituzionale ha dichiarato che avevo ragione io.
   Siccome  il  Commissario dello Stato fa delle cose  a  mio  avviso
  anche abbastanza strane, per esempio l'impugnativa della norma  che
  riguarda  i pensionati ex Consorzi ASI, perché sarebbe bastato  che
  il  Commissario dello Stato avesse chiesto dei chiarimenti  anziché
  bocciarlo,  e se lo avesse fatto sarebbe venuto a conoscenza  delle
  ordinanze  emesse  dai  Tribunali di Gela, Caltanissetta  ed  Enna,
  perché le pensioni non si toccano, e tra l'altro sono pensioni  che
  si  fondano sui contributi dei lavoratori. A me pare strano che  il
  Commissario  dello  Stato abbia impugnato  alcuni  articoli,  abbia
  estrapolato una frase che è quella che faceva eccezione, perché per
  quelli  che  avevano il godimento nei rapporti già contrattualmente
  avviati  alla data dell'1 dicembre 1991, l'ha estrapolato bocciando
  tutto, mettendo in serie difficoltà anche il presente e il prossimo
  avvenire  di tutti quei pensionati che, nel tempo, hanno  pagato  i
  contributi.
   Signor  Presidente, io le chiedo di farmi sapere, se è  possibile,
  come  è  stato indotto a questo errore: il primo, quello  di  avere
  tolto l'emendamento che riguardava la possibilità di far pagare  le
  risorse  ai  fruitori  degli  ecomusei; secondo,  Presidente  della
  Regione  e  Presidente dell'Assemblea, io chiedo  un'attenzione  su
  questo  dato  perché potrebbe essere deleterio per  il  futuro  dei
  pensionati ASI.
   E  qui  mi  rivolgo al Presidente dell'Assemblea per  chiedere  di
  estrapolare  questo articolo e per vedere se sia possibile  che  il
  Commissario  dello Stato riveda la sua posizione, che certamente  è
  ancora una volta una posizione - voglio usare un termine delicato -
  'equivoca'.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anche   io
  intervengo  su  questa  vicenda  dell'impugnativa,  in  particolare
  sull'articolo 8,  a  cui ha fatto cenno prima l'onorevole Gianni.
   Non  ho  grande esperienza parlamentare, però è accaduto un  fatto
  singolare:  il  Commissario dello Stato, oltre  a  cassare  per  un
  difetto sostanziale di istruttoria, i commi 2, 3 e 4, ha cassato al
  comma 1 un inciso che comporta l'integrale stravolgimento del senso
  dell'articolo  e  un'interpretazione che va esattamente  nel  senso
  opposto  rispetto a quella che è stata la volontà del  legislatore,
  così  come è stato approvato in Aula l'articolo, e ne comporta pure
  il  totale  stravolgimento - e mi dispiace che oggi non ci  sia  il
  presidente Marziano - rispetto ai lavori della terza Commissione  e
  mi  sento  di  intervenire anche a nome di tutti i  colleghi  della
  Commissione  stessa.  In  sostanza,  l'articolo  8  riguardava   le
  pensioni  e  i trattamenti di quiescenza dei pensionati  IRSAP,  ex
  IRSAP,  e  di  altre  partecipate  che  erano  state  totalmente  e
  all'improvviso sospese da parte dell'Assessorato.
   Per  dirimere  una serie di contenziosi che, comunque,  erano  già
  stati  definiti con sentenze, in particolare dai Tribunali di Gela,
  Enna e Caltanissetta, abbiamo proceduto a fare delle audizioni e  a
  predisporre questo testo integrale dell'articolo.
   L'impugnativa del Commissario dello Stato, quindi, non rientra più
  nella  categoria classica dell'ipotesi anche prevista dallo Statuto
  e  dalle normative di legge di cassazione di un articolo, ma  evoca
  un  po' le sentenze additive della Corte Costituzionale, perché  il
  legislatore dice qualcosa in più, non che devono essere sospese  le
  pensioni  in  godimento  ma  che  non  devono  essere  più  neanche
  liquidate; quindi, questo comporta anche una indicazione  specifica
  nei confronti dei giudizi in corso.
   Ne  consegue che è stato invertito, come ho detto in premessa,  il
  dettato   normativo  dell'Assemblea  e  pertanto  io   le   chiedo,
  Presidente, e chiedo al Governo, ove ci siano le condizioni,  anche
  ai  sensi  del  Regolamento interno, di non pubblicare  per  intero
  l'articolo  8  perché  se  non  lo pubblichiamo  decidiamo  di  non
  intervenire  sulla questione, ma pubblicato così com'è  con  questa
  indicazione  che ha dato il Commissario dello Stato, è  esattamente
  opposta rispetto alla volontà dell'Assemblea e della Commissione.

   CROCETTA,   presidente  della  Regione.  Bravo   Il  'bravo'   qui
  ovviamente  è  un  bravo deresponsabilizzante,  perché  siccome  si
  tratta  di  pagamento  di  pensioni, la responsabilità  erariale  a
  carico  di  chi  sarebbe? Se approvate  una norma  specifica  sulla
  responsabilità, non ci sono problemi.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   io
  pedissequamente   mi  attengo  ad  una  richiesta   di   intervento
  sull'ordine  dei  lavori,  poiché  oggi  abbiamo,  o   avremmo   in
  discussione  - il condizionale è d'obbligo - avremmo  una  mole  di
  ordini  del giorno abbastanza consistenti sia nel numero che  nella
  qualità  e  nella  consistenza dell'oggetto, per  cui  chiederei  a
  questa  Presidenza,  con  l'accordo  dei  colleghi  capigruppo,  di
  rinviare  la  trattazione degli ordini del giorno ad  altra  seduta
  specifica,  anche  perché, dopo il lavoro che fa  l'Assemblea  e  i
  singoli  parlamentari, accogliere tutti accolti questi  ordini  del
  giorno   come   una  mera  raccomandazione  mi  sembra   anche   di
  inflazionare il lavoro che tanti colleghi quotidianamente fanno  in
  questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  Da  parte  di  questa  Presidenza  non   c'è   alcuna
  difficoltà.
   Se  l'Aula  è  d'accordo,  credo che il Governo  non  possa  avere
  difficoltà ad accogliere una proposta del genere.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Il Governo  condivide,  anche
  perché  riteniamo che gli ordini del giorno siano numerosi. Da  una
  prima  occhiata  che  ho dato alcuni sono in contraddizione  perché
  metterebbero fortemente in imbarazzo il Governo, per cui  cerchiamo
  di dare il tempo al Governo di esaminarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Li tratteremo alla ripresa
  dei lavori.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  faccio
  solo  qualche  breve considerazione. Si è enfatizzato forse  troppo
  all'inizio come se stessimo affrontando una finanziaria.
   Ma  non  era  una  finanziaria, di fatto era  un  assestamento  di
  bilancio,  un  riordino dei conti tale da consentire  il  pagamento
  degli  stipendi,  e  questo è anche il motivo  per  cui  l'Aula  ha
  dimostrato grande benevolenza nell'affrontare determinati articoli.
  Però  non  posso  non fare alcune considerazioni su  quanto  appena
  ascoltato, per esempio a proposito dell'acqua o di alcuni  articoli
  che   il   Commissario  dello  Stato  ha  impugnato,   perchè   noi
  dimentichiamo che durante il dibattito, proprio sull'acqua, avevamo
  fatto notare che, così come erano prospettati i due commi, senza un
  limite  semestrale  -  perché  l'avevamo  detto,  e  il  Presidente
  Crocetta  ricorderà  quanto avevamo insistito  -  senza  un  limite
  semestrale  e l'utilizzo del personale da parte dei comuni,  poteva
  dare adito nel tempo ad ulteriori assunzioni. Quindi, era ovvio che
  sarebbe stato bocciato.
   Prima  di accusare il Commissario dello Stato, così come sul Banco
  Alimentare o su altri contributi, avevamo fatto notare che,  quanto
  meno,  ci voleva una relazione dettagliata sui costi, sulle  spese.
  Quindi, prima di accusare il Commissario dello Stato facciamo anche
  mea culpa e il Governo, per le cose che propone, e l'Assemblea, che
  spesso  propone emendamenti e aggiustamenti che sappiamo che magari
  si  presentano per avere un giorno o due giorni di gloria e che poi
  vengono  bocciati. Questo mi premeva dire e, comunque, l'invito  al
  Governo.
   Noi, come Gruppo parlamentare 'Lista Musumeci' ci asteniamo perché
  non  vogliamo mettere a rischio gli stipendi dei siciliani che  già
  sono  in grandissima sofferenza, ma invitiamo il Governo a lavorare
  fin  d'ora,  fin  da subito, seriamente, alla prossima  finanziaria
  che, anche alla luce di alcuni articoli bocciati - e mi riferisco a
  quello   sulla  contabilità  e  la  ricontrattazione  col   Governo
  nazionale  -  tenga  conto che non sarà facile da  approvare  e  si
  faccia dare da Roma ciò che Roma ci deve dare.
   Non  si  perda  in altre proposte che, magari, non  hanno  nessuna
  incidenza  sulla  vita  dei  siciliani  e  abbia  presente  che  la
  situazione  è  talmente grave che, solo facendo  forza  e  battendo
  forte i pugni nei confronti del Governo centrale, si può continuare
  a dare una speranza a questo popolo.

   CORDARO. Siamo in condizione di votare.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiedo di rinunciare a  tutti  gli
  interventi.
   Mi  rendo perfettamente conto, bisogna solo prendere atto. Vediamo
  gli  ordini  del  giorno, che sono stati sottoscritti  da  tutti  i
  capigruppo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


               Annunzio di ordini del giorno e votazione

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
  379  "Promulgazione,  con l'omissione delle parti  impugnate  della
  delibera  legislativa recante 'Benefici in favore dei testimoni  di
  giustizia'   (ddl.  n.  478/A)",  degli  onorevoli  Gucciardi,   Di
  Giacinto, Di Mauro, Formica, Malafarina, Fazio e Firetto.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che la Corte costituzionale, con la sentenza n.  205  del
  1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
  legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza  la
  consumazione  del  suo  potere  di  promulgazione,  provocando   la
  caducazione di tutte le norme non promulgate;

   CONSIDERATO che:

   la  citata  giurisprudenza costituzionale  ha  consentito  che  il
  Presidente  della  Regione  sia  vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione  da esercitare, non solo da delibere legislative,  ma
  anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);

   l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 178 del 31 luglio
  -  1   agosto  2014,  ha  approvato il  disegno  di  legge  recante
  'Benefici in favore dei testimoni di giustizia.' (n. 478/A);

   la  citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
  dal  Commissario dello Stato per la Regione siciliana  con  ricorso
  alla  Corte costituzionale, notificato al Presidente della  Regione
  in data 9 agosto 2014;

   RITENUTO   che  occorra  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  delibera  sia  promulgata,  sia pure parzialmente,  dal  Presidente
  della  Regione,  con  l'altra  che  discende  dall'opportunità   di
  consentire  alla Corte costituzionale di pronunciarsi  sulle  norme
  censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la  delibera
  legislativa  approvata  dall'Assemblea  regionale  siciliana  nella
  seduta n. 178 del 31 luglio - 1  agosto 2014, recante 'Benefici  in
  favore dei testimoni di giustizia' (n. 478/A)».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;   chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
  380  "Promulgazione, con l'omissione delle parti  impugnate  e  dei
  connessi   effetti  finanziari  e  di  bilancio,   della   delibera
  legislativa  recante 'Assestamento del bilancio della  Regione  per
  l'anno finanziario 2014. Variazioni al bilancio di previsione della
  Regione  per  l'esercizio finanziario 2014 e modifiche  alla  legge
  regionale  28  gennaio  2014, n. 5 'Disposizioni  programmatiche  e
  correttive   per  l'anno  2014.  Legge  di  stabilità   regionale'.
  Disposizioni varie (ddl.  n. 782/A)". Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che la Corte costituzionale, con la sentenza n.  205  del
  1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
  legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza  la
  consumazione  del  suo  potere  di  promulgazione,  provocando   la
  caducazione di tutte le norme non promulgate;

   CONSIDERATO che:

   la  citata  giurisprudenza costituzionale  ha  consentito  che  il
  Presidente  della  Regione  sia  vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione  da esercitare, non solo da delibere legislative,  ma
  anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);

   l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 178 del 31 luglio
  -  1   agosto  2014,  ha  approvato il  disegno  di  legge  recante
  'Assestamento  del  bilancio della Regione per  l'anno  finanziario
  2014.  Variazioni  al  bilancio  di previsione  della  Regione  per
  l'esercizio  finanziario 2014 e modifiche alla legge  regionale  28
  gennaio  2014, n. 5, 'Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno  2014.  Legge di stabilità regionale'. Disposizioni  varie.'
  (ddl. n. 782/A);

   la  citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
  dal  Commissario dello Stato per la Regione siciliana  con  ricorso
  alla  Corte costituzionale, notificato al Presidente della  Regione
  in data 9 agosto 2014;

   RITENUTO   che  occorra  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  delibera  sia  promulgata,  sia pure parzialmente,  dal  Presidente
  della  Regione,  con  l'altra  che  discende  dall'opportunità   di
  consentire  alla Corte costituzionale di pronunciarsi  sulle  norme
  censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate e dei connessi
  effetti finanziari e di bilancio, la delibera legislativa approvata
  dall'Assemblea  regionale siciliana nella  seduta  n.  178  del  31
  luglio  - 1  agosto 2014, recante 'Assestamento del bilancio  della
  Regione  per  l'anno finanziario 2014. Variazioni  al  bilancio  di
  previsione  della  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2014   e
  modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, 'Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2014. Legge  di  stabilità
  regionale'. Disposizioni varie.' (ddl. n. 782/A)», degli  onorevoli
  Gucciardi,  Di  Giacinto, Di Mauro, Formica,  Malafarina,  Fazio  e
  Firetto.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;   chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FORMICA. Il Gruppo parlamentare 'Forza Italia' si astiene.

   PRESIDENTE.  Il  centrodestra,  sostanzialmente.   L'Assemblea  ne
  prende atto.

                Presidenza del Vicepresidente Venturino

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Alongi.  Ne  ha
  facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, sarò breve quanto basta per  enunciare
  tre  temi  particolarmente importanti. Io ringrazio  il  Presidente
  Crocetta per la sua presenza in Aula, e l'assessore Calleri  a  cui
  rivolgo un saluto.

   PRESIDENTE. Obiettivamente, tutti questi interventi su  un  ordine
  del  giorno   però  è  giusto che l'intervento  di  ciascuno  venga
  garantito. Prego, onorevole Alongi.

   ALONGI.   Presidente  Crocetta,  io  sono  fortemente  preoccupato
  quanto,  sono  sicuro,  lei e quanto lo è l'assessore  Calleri  per
  quanto riguarda la vicenda dell'ATO idrico di Palermo.
   La bocciatura del Commissario dello Stato ci obbliga, e io auspico
  che   il  Governo  regionale  faccia  la  sua  parte,  a  convocare
  urgentemente - lei lo ha detto, ma io aggiungo - in questa fase  di
  interregno, considerata la vicenda particolarmente delicata e molto
  complessa,  un tavolo, come le avevo già preannunciato  nell'ordine
  del  giorno  e  in una lettera inviata a lei e anche all'assessore,
  dove  siano  presenti  rappresentanti della provincia  di  Palermo,
  della  prefettura di Palermo, dell'Assessorato, dei sindaci e delle
  organizzazioni   sindacali   perché   la   vicenda,    ripeto,    è
  particolarmente  delicata e aggiungo che mette a  serio  rischio  e
  repentaglio  la  fornitura del servizio idrico, a  partire  dal  30
  ottobre  prossimo,  per i  cinquantadue comuni della  provincia  di
  Palermo.
   Assessore  Calleri, l'altra volta in questa Aula, ed è registrato,
  lei  ha assunto un impegno per la vicenda che riguarda i lavoratori
  COINRES, l'ATO rifiuti di Bagheria e Bolognetta.
   Ad oggi non vedo né luci né ombre. Vedo il vuoto più totale.
   Mi  auguro e auspico che la vicenda che riguarda i rifiuti, e  qui
  poi  mi  rivolgo al Presidente Crocetta, venga presa a piene  mani,
  perché  su  questo  ho  la sensazione che  si  giochi  una  partita
  particolarmente delicata, e spiego perché.
   Presidente Crocetta, ci sono tre discariche pubbliche che sono  in
  fase  di  appalto per la realizzazione e la fruizione da parte  dei
  comuni,  una a Gela, una a Enna, e una a Messina, mi sembra.  Spero
  che  da  parte  sua non ci siano retromarce, ma  ci  sia  anzi  una
  fortissima, ne sono sicuro, accelerazione. Non possiamo più giocare
  con  la  pelle dei siciliani e la gestione del servizio dei rifiuti
  in  capo  a  discariche  private  mi  preoccupa  fortemente  quanto
  preoccupa lei.
   Aggiungo  a  questo - e l'ho già detto in Commissione parlamentare
  antimafia  - che non è possibile che per la discarica di Bellolampo
  ci  siano  lacci  e  laccioli  e  norme  stringenti  e  per  alcune
  discariche tra quelle private lo stesso zelo, la stessa attenzione,
  probabilmente, dico probabilmente, non c'è.
   Allora  bisogna  stare molto attenti perché qui giochiamo  con  la
  pelle  degli  utenti,  giochiamo con la pelle  del  territorio,  ma
  giochiamo pure con la pelle dei lavoratori.
   Assessore,  sono  sicuro che lei in quest'Aula possa  prendere  un
  impegno   oggi   affinché  i  180  lavoratori,  mi  auguro,   nella
  concessione  di  un  bacino  con le  nascenti  SRR  possano  essere
  utilizzati.  Sono maestranze che hanno lavorato per tanti  anni  in
  queste discariche.
   Per  quanto  riguarda  il Banco Alimentare,  presidente  Crocetta,
  vorrei  darle  un  suggerimento, ma credo che  l'assessore  per  la
  famiglia non ne abbia bisogno e neanche la Giunta.
   Noi abbiamo cercato di inserire il Banco Alimentare tra i fruitori
  di  contributi  con una somma di cinquecentomila  euro.  Esiste  un
  fondo  che  lei  conosce  e  che  verrà  ripartito  nelle  prossime
  settimane,  che  è  il Fondo nazionale delle politiche  sociali,  e
  considerato  che  il Banco Alimentare è iscritto  nell'articolo  97
  della  legge  2/2002, credo che si possa operare  con  un  semplice
  decreto  - dico credo, attenzione, presidente Crocetta,  se  non  è
  così  mi  auguro  e  spero  che  lei trovi  soluzioni  diverse  con
  l'Assessorato  in  capo  - altrimenti il rischio  reale  è  che  da
  settembre  quattrocentomila famiglie, piaccia o  non  piaccia,  non
  riceveranno  più  un servizio che ritengo utile,  indispensabile  e
  inderogabile. Ho concluso.
   Sulla  vicenda delle discariche auspico che non si faccia un  solo
  centimetro indietro, ma che si facciano grossi passi avanti  e  che
  si esca da un'emergenza perché l'emergenza in questa terra è sempre
  servita solo ad  un gruppo di potere per fare affari, probabilmente
  affari importanti, sulla pelle dei cittadini.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, con piacere accolgo che lei  assume
  la presidenza dell'Assemblea, così non pensa che sia  sempre contro
  di  lei.
   Onorevoli  colleghi, signor Presidente della Regione e  assessori,
  anch'io  volevo  intervenire  prima su  alcuni  aspetti  di  questa
  decisione  assunta  dal Commissario dello Stato  che  pur  dobbiamo
  rispettare,  perché altrimenti non possiamo fare,  ma  che  pongono
  alcuni quesiti a cui, assessore Agnello, credo che debba rispondere
  all'Aula,  perché non riusciamo a capire se gli uffici non  abbiano
  trasmesso   al  Commissario  dello  Stato  tutti  gli  incartamenti
  necessari per potere dare risposte positive.
   Prima   vicenda:  articolo  8.  Il  collega  Gianni  e  poi  anche
  l'onorevole Barbagallo ricordavano la soppressione dell'inciso  che
  dava  la possibilità ai lavoratori già in pensione di continuare  a
  utilizzare  un diritto loro garantito dalla legge, diritto  per  il
  quale,  tra le altre cose, hanno già versato ampiamente, a  partire
  dal 31 dicembre del 1991, una parte integrativa del loro stipendio.
   Bene,  da  quello  che  si  legge - leggo  quello  che  scrive  il
  Commissario dello Stato - sembra che al Commissario dello Stato non
  siano  arrivati i documenti necessari per poter avere  un  giudizio
  diverso   rispetto  alla  negazione  di  un  diritto   che   deriva
  dall'attività svolta. In modo particolare, io ricordo  che  sia  in
  Commissione  Bilancio sia in quest'Aula, ho trasmesso la  decisione
  che era stata assunta dal Tribunale di Enna che, in maniera chiara,
  stabiliva   il  motivo  per  il  quale  ai  lavoratori  spetta   il
  trattamento integrativo di pensione.
   Ricordo   che   il  Tribunale  di  Enna  condannato   l'IRSAP   al
  risarcimento dei lavoratori, ha condannato l'IRSAP a pagare persino
  l'avvocato al lavoratore e poi l'IRSAP si è dovuto anche pagare  il
  proprio  avvocato. Da quanto dice il Commissario  dello  Stato  non
  sembrerebbe  che  ciò  emerga  dalla  relazione  con  la  quale  il
  Commissario dello Stato ha deciso di impugnare l'articolo di fronte
  alla Corte Costituzionale.
   L'altra  cosa  che  stride oggettivamente con quello  che  abbiamo
  detto riguarda l'articolo 23.
   Lei  dirà  che io sto sollevando il problema perché è un  problema
  che  riguarda la mia città e che riguarda dei lavoratori, ma vorrei
  ricordare  ancora una volta che la norma che prevede  la  spesa  di
  duecentotrentacinque  migliaia di euro  in  favore  dei  lavoratori
  della  ex  Pirelli di Villafranca e di Siracusa è  destinataria  di
  provvidenze economiche dal 1996 in poi. Cosa spiega il Commissario?
  Spiega  che:  uno,  non è stato in quanto in assenza  di  specifica
  menzione  nella  relazione tecnica che  indica  i  criteri  per  la
  quantificazione degli oneri finanziari, e vorrei ricordare di avere
  depositato  in questa Assemblea una tabella in cui vi  era  nome  e
  cognome  di  tutti i lavoratori e quanto ognuno di loro  percepiva,
  quindi la quantificazione degli oneri finanziari c'era.
   Secondo:   la  disponibilità  attuale  del  Fondo  siciliano   per
  l'assistenza, e questo credo fosse un attestato che doveva fare  il
  suo  assessorato, anche perché sia in Commissione Bilancio sia  qui
  in  Aula  abbiamo ampiamente detto che sono 4 milioni  di  euro  le
  somme disponibili nel Fondo siciliano per l'assistenza.
   Altra  cosa: il Commissario dello Stato contesta il fatto che  non
  sarebbe  stato indicato il collocamento dei lavoratori disoccupati,
  ma  io ricordo che sempre in quella relazione che ho consegnato  vi
  erano  tutti  questi dati, per cui le cose sono due: o  gli  uffici
  dell'Assessorato non hanno provveduto a inviare risposta  a  queste
  richieste o si sono perse per strada.
   Ma rimane un problema gravissimo: i lavoratori hanno già percepito
  lo stipendio del mese di gennaio e di febbraio perché continuano  a
  lavorare  presso  il  Comune  di  Siracusa  per  trentasei   ore  a
  settimana.  La Regione, e finisco, ha già assegnato  al  Comune  di
  Siracusa  le  somme per pagare gli stipendi di gennaio e  febbraio,
  queste  somme sono state pagate, i lavoratori continuano a lavorare
  alle   dipendenze  del  Comune;  bisognerebbe  capire   perché   il
  Commissario  dello  Stato  ha impugnato,  dal  momento  che  sembra
  altrettanto chiaro che voi non avete inviato i documenti  necessari
  per  fare sì che il Commissario dello Stato desse un parere diverso
  rispetto a quello che ha dato.
   Infine,  volevo  soffermarmi sugli  articoli  48,  49,  50  e  51,
  premesso che mi sembra strano che alla KORE il contributo sia stato
  riconosciuto e alla Pontificia Università teologica di Palermo, che
  ha  lo stesso livello per quanto riguarda il rilascio di titoli  di
  studio sia di laurea che abilitanti, non sia stato concesso.  Però,
  anche  qui  emerge un fatto strano, cosa dice il Commissario  dello
  Stato?
   "Dai  lavori  parlamentari  non  emerge  un  particolare  esame  e
  valutazione delle posizioni dei vari enti ed istituzioni a  cui  il
  legislatore  ha inteso erogare i contributi", ma così non  è  stato
  perché  se  vi  ricordate c'è stato un ampio dibattito  durante  il
  quale,  fra  le  altre  cose,  io  ho  ampiamente  dimostrato  come
  l'Istituto  Pontificio teologico di Palermo e la sede dell'Istituto
  teologico San Paolo di Catania e quello di Messina erano equiparati
  ad  Università  e,  di conseguenza, hanno gli  stessi  diritti  che
  abbiamo  concesso ad altre università operanti nelle altre province
  siciliane.
   Pertanto,  nel comunicare  il mio voto di astensione,  come  credo
  tutto  quello  del  Nuovo  Centro  Destra,  volevo  invitare   lei,
  assessore,   a   predisporre   immediatamente   dei   provvedimenti
  legislativi   che  possano  recuperare  questi  tre   aspetti   che
  riguardano  la  finanziaria impugnata dal Commissario  dello  Stato
  perché  sembra  emergere in maniera chiara  che  la  decisione  del
  Commissario  dello Stato non sia da ritenere fondata su motivazioni
  di  natura  giuridica,  di violazione della  Carta  Costituzionale,
  quanto  invece  su  una  cattiva  trasmissione  dei  documenti  che
  riguardano i diritti di soggetti a cui, da oggi, viene sottratto un
  diritto che invece è riconosciuto dalla legge.

   PRESIDENTE.  Invito l'assessore Calleri a rispondere alle  domande
  poste.

   CALLERI,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Signor  Presidente, per quanto riguarda le discariche l'assessorato
  ha  già  quasi pronte, perché è in corso la gara, le tre discariche
  pubbliche, quindi non solo non facciamo un passo indietro ma  siamo
  quelli  che faranno nascere tre discariche pubbliche; tra  l'altro,
  come espresso precedentemente, la posizione del Governo è quella di
  andare verso rifiuti zero e verso le piattaforme a chilometro zero,
  perché così devono essere chiamate, e non discariche. Stiamo  anche
  adoperandoci  per riattivare le cosiddette cattedrali  nel  deserto
  perché,  come  dichiarato  di recente ai mezzi  di  informazione  e
  attraverso la conferenza stampa il mese scorso, noi ci troviamo  in
  una  situazione  molto difficile e dobbiamo anche riattivare  delle
  cose,  e  sto per inviare delle ispezioni a breve, per capire  come
  mai  sono  stati spesi soldi pubblici per centri di compostaggio  o
  per  favorire  la differenziata e poi non sono state  mai  attivate
  queste  strutture perché queste cose sono successe in questa nostra
  bellissima regione e dobbiamo capire perché sono successe.
   Per  quanto  riguarda, poi, la situazione dei lavoratori  dopo  la
  posizione assunta dal Commissario dello Stato sull'articolo 17  non
  sono  ottimista  perché  c'è per i comuni o  per  chi  subentra  il
  rischio  che non possano assumere, e di conseguenza  sono a rischio
  centinaia di posti di lavoro.
   Per  quanto  riguarda  poi  -  faccio  un  passo  indietro  -   le
  discariche, noi come assessorato e come Governo, abbiamo   iniziato
  il    procedimento    di   chiusura   di   tre   discariche,    non
  dimentichiamocelo mai. Pertanto, stiamo facendo  anche  di  più  di
  quanto spesso si fa in questa materia.
   Per  quanto  riguarda il caso dei lavoratori, sia il  sottoscritto
  che  l'assessore  Bruno, ce ne stiamo occupando,  abbiamo  preso  a
  cuore  la  situazione  difficile di questi lavoratori,  e  loro  lo
  sanno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Sudano.  Ne  ha
  facoltà.

   SUDANO. Signor Presidente, mi rivolgo all'assessore Calleri perché
  il  Presidente  della  Regione è uscito, sull'impugnativa  relativa
  all'articolo  17, perché noi siamo stati in quarta Commissione  per
  più  di  quattro  mesi, abbiamo costituito una  sottocommissione  e
  avevamo approvato un disegno di legge che pensavamo di far arrivare
  in  Aula  a  settembre.  Però, ritengo  che  alla  luce  di  questa
  impugnativa,  dato che lo scontro in Commissione  è  stato  proprio
  sulla  gestione  dell'acqua da parte dei singoli Comuni,  dato  che
  alcuni  componenti, magari per motivi ideologici, ritengono  che  i
  singoli  Comuni  debbano gestire l'acqua, e altri  invece,  che  le
  norme  comunitarie  e  le  norme  nazionali  non  prevedano  questa
  possibilità,   sia   opportuno   opporsi   innanzi    alla    Corte
  Costituzionale all'impugnativa del Commissario dello Stato.
   Quindi  chiedo, a nome del Gruppo parlamentare 'Articolo Quattro',
  che il Presidente della Regione impugni l'articolo 17, così si farà
  luce  definitivamente  su questo aspetto senza  continuare  a  fare
  battaglie ideologiche, se poi non sono supportate da normative.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente,  si è detto  che  l'impugnativa  del
  Commissario di Stato nei confronti dell'articolo 17 vada  a  favore
  della   privatizzazione,  però  non  ci  si  preoccupa  mai   delle
  privatizzazioni dei singoli Comuni.
   Come ho detto in un intervento durante la finanziaria, non ci si è
  preoccupati  di un bando del Comune di Mezzojuso, o del  Comune  di
  Siracusa, o del Comune di Solarino.
   Se  si  deve  parlare di privatizzazione, la privatizzazione  vale
  sempre  e  comunque, e non a convenienza, anche  perché  dietro  la
  privatizzazione  dei  singoli Comuni ci  sono  interessi  di  molti
  politici.
   Quindi,  a questo punto, dico che non è più rinviabile un  disegno
  di legge urgente che guardi agli interessi di tutti i siciliani sul
  servizio  idrico,  che  eviti qualsiasi interruzione  del  servizio
  idrico integrato, e quindi all'unitarietà del bacino idrogeografico
  così come prescrivono le leggi, le direttive comunitarie e le leggi
  nazionali.
   Ma  abbiamo  anche  il referendum, abbiamo anche  la  volontà  dei
  cittadini  che si sono espressi attraverso referendum, che  parlano
  di acqua pubblica, quindi possiamo pensare al rispetto delle leggi,
  all'unitarietà  del   bacino idrogeografico,  e  possiamo  guardare
  anche all'esigenza dei cittadini che vogliono l'acqua pubblica.
   Abbiamo  un urgente bisogno di approvare questa legge, di portarla
  in  Aula  e di approvarla, anche per evitare che padri di famiglia,
  come  i  lavoratori di APS e di  Girgenti Acque, e di  tante  altre
  ditte,  perdano  il  posto di lavoro e per  evitare  che  ci  siano
  interruzioni del servizio idrico integrato.
   Sono  stati  impugnati degli articoli, quindi si saranno  liberate
  delle  liquidità,  allora  pensiamo al servizio  idrico  integrato,
  approviamo  immediatamente questa legge e cerchiamo  di  impegnarci
  non  soltanto dal punto di vista legislativo, ma anche finanziario,
  per  arrivare  fino all'approvazione della legge senza interruzione
  del  servizio idrico integrato a Palermo, ovunque evitando  perdite
  di posti di lavoro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, molto brevemente, io non mi unisco  al
  coro  delle  solite  proteste nei confronti del  Commissario  dello
  Stato.  Molte delle osservazioni del Commissario dello Stato  erano
  state  anticipate  in  quest'Aula da molti  deputati,  fra  cui  il
  sottoscritto,  per cui meravigliarsi poi di quello  che  accade  mi
  sembra  una  forzatura o volere ribaltare responsabilità  che  sono
  essenzialmente  del  Governo, in parte  dell'Assemblea,  su  altri,
  credo che sia non esatto e non giusto.
   Detto questo, io approfitto della presenza sia dell'assessore  per
  l'economia  che dell'assessore Calleri per evidenziare un  problema
  che  loro conoscono, forse più di me, che è quello dei canoni delle
  cave.  Una  norma  che, purtroppo, anche questa è caduta  sotto  le
  scure  del  Commissario  sul  presupposto  che  non  sarebbe  stata
  accompagnata  da  una  relazione. Ma io mi ricordo  che  era  stata
  predisposta anche a corredo degli emendamenti presentati; per  cui,
  penso   che  il  problema  sia  risolvibile,  certo  non  in  tempi
  brevissimi.  Voi  sapete meglio di me che la norma  approvata,  tra
  l'altro, non ha dato nessun risultato perché con quella norma si  è
  creata  solo confusione e non si è riusciti a far incassare nemmeno
  un euro alle casse regionali o alle casse comunali.
   La   norma   che   invece   era  stata  approvata   dall'Assemblea
  all'unanimità prevedeva dei criteri di calcolo abbastanza  semplici
  e  quasi automatici e avrebbe garantito un introito sicuro  per  la
  Regione  Sicilia; quindi, su questo ritengo che si debba  ritornare
  al  più presto perché mettere in ginocchio ulteriormente un settore
  nevralgico  per  l'economia dell'Isola, come  quello  dell'attività
  estrattiva, sarebbe veramente pericolosissimo.
   Detto  questo,  mi  dispiace che il Presidente  Ardizzone  si  sia
  allontanato,  ma  con una punta di polemica volevo evidenziare  che
  sulla  norma  sui testimoni di giustizia, pur essendo  le  6.00  di
  mattina, mi ero permesso di intervenire per dire che era una  norma
  assolutamente  generica  e chiaramente illegittima.  Il  Presidente
  Ardizzone  mi ha quasi sbeffeggiato dicendo che era un problema  di
  sintassi.
   Non  era  solo un problema di sintassi, anche di sintassi  per  la
  verità,  ma era un problema di illegittimità costituzionale  perché
  si  introduceva un criterio assolutamente generico:  quello  di  un
  figlio,  senza  specificare la ragione per  cui  doveva  essere  il
  figlio e non la moglie,  in caso di soggetto non era figlio  ma  un
  familiare come convivente, comunque giustificare il perché  di  una
  scelta.
   Io  penso  che  da  un legislatore ci si debba attendere  maggiore
  precisione e su questo invito tutti, me per primo, a porre maggiore
  attenzione.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Cirone.  Ne  ha
  facoltà.

   CIRONE. Signor Presidente, per restare un attimo sulla Finanziaria
  e  sull'impugnativa, vorrei qui ricordare che il Commissario  dello
  Stato  è anche intervenuto per eliminare le norme a sostegno  degli
  abitanti  delle  nostre  Isole  ai  quali  era  stata  offerta  una
  solidarietà  di  tipo finanziario-economico per  il  raggiungimento
  dell'Isola  in  funzione di cure sanitarie. Ma l'articolo  è  stato
  impugnato,  non  è  stato possibile dunque  procedere.  Una  scelta
  politica  che  era  improntata a saggezza e che poteva  colmare  il
  divario  tra  quelle popolazioni e i servizi sanitari della  nostra
  Regione.
   Quindi,  sono  qui  a riproporre, in forme evidentemente  diverse,
  un'attenzione  verso  le popolazioni di quelle  isole  in  modo  da
  garantire  quel  bene  prezioso riconosciuto che  è  la  continuità
  territoriale.
   Detto questo, approfitto della presenza dell'assessore per i  beni
  culturali,  a  norma dell'articolo 83, per sollevare una  questione
  che  mi ha particolarmente allarmato nei giorni scorsi concernente,
  in   particolare,  un  provvedimento  amministrativo  firmato   dal
  Direttore  generale dell'Assessorato dei beni culturali riguardante
  il  riesame  degli incarichi ai sovrintendenti delle Soprintendenze
  siciliane;  incarichi  che erano stati conferiti  nell'ottobre  del
  2013  e  che  avevano,  quindi,  consentito  ai  sovrintendenti  di
  continuare   o   di  ricominciare  un  lavoro  di   tutela   e   di
  valorizzazione dei nostri territori, che, invece,  l'1  agosto sono
  stati improvvisamente interrotti.
   La  questione  ha suscitato e sta suscitando parecchie  polemiche,
  secondo  me  anche ricorsi, molti saranno vinti anche perchè  nella
  procedura  vi  sono  sicuramente  dei  vuoti,  delle  scelte,   dei
  comportamenti  che sono difficilmente comprensibili e difficilmente
  giustificabili.
   A  me  interessa  sottolineare, al  di  là  del  fatto  giuridico-
  amministrativo che pure merita attenzione in senso stretto, lo dico
  all'assessore, il dato politico che ha dato sulla nostra Regione.
   Giudizi  molto preoccupati da parte di intellettuali  come  Setis,
  come Sgarbi, da parte di associazioni culturali e ambientaliste che
  hanno  visto  messo in discussione il tema centrale per  la  nostra
  Regione della tutela del nostro patrimonio archeologico, artistico,
  storico e paesaggistico.
   Penso  che  questo  sia  un tema di primaria  grandezza  al  quale
  bisogna   presto   e   bene   dare   risposte,   dando   continuità
  amministrativa  alle  Soprintendenze, mi riferisco  in  particolare
  alla  Soprintendenza di Siracusa che ha un vertice riconosciuto  di
  fama  nazionale, è intervenuto persino il Presidente del  Consiglio
  dei  beni culturali a sostenere, appunto, la sovrintendente, ma non
  soltanto  la  sovrintendente, anche  i  suoi  collaboratori  e  gli
  uffici,  visto  che  come  provincia  di  Siracusa  siamo  in   una
  situazione  particolarmente delicata, avendo  a  che  fare  con  la
  necessità  di  portare avanti, in tempi  brevi,  le  decisioni  che
  attengono  al  piano paesistico, al piano regolatore  generale,  al
  piano  particolareggiato  di  Ortigia,  la  cosiddetta  istituzione
  definitiva della riserva della Pillirina e, comunque, la tutela  di
  un patrimonio archeologico che fa della mia provincia il caposaldo,
  forse,  dell'intera Nazione e sicuramente il caposaldo dell'offerta
  culturale e turistica della nostra Regione.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  assessori,
  anche noi da una lettura dell'impugnativa siamo un po' perplessi su
  alcune cose.
   Come  hanno  sollevato la questione alcuni colleghi, non  capiamo,
  vorremmo  che ci fosse chiarito cosa intende il Commissario  quando
  dice  che la Ragioneria della Regione non ha trasmesso gli adeguati
  chiarimenti per capire l'interpretazione, perché secondo noi alcuni
  articoli  non sono stati ben interpretati o sono stati interpretati
  fin troppo bene, ma sul fatto che venga rilevato che manchino delle
  relazioni vorremmo dei chiarimenti sulla vicenda.
   Personalmente,  non so, ho l'impressione che il Commissario  abbia
  avuto  qualche svarione e non ho capito perché alcuni articoli  sui
  finanziamenti diretti siano stati impugnati ed altri che  hanno  un
  nome e cognome non sono stati impugnati. Forse, la mia inesperienza
  non mi fa comprendere bene quali siano questi meccanismi. Di certo,
  voglio  escludere che ci siano state pressioni di sorta per  creare
  un discrimine tra due cose che a me apparentemente sembrano uguali.
   Per  quanto  riguarda una discussione che forse  non  è  attinente
  all'impugnativa,  ma che più volte è stata sollevata,  cioè  quella
  della  gestione  dei  materiali post consumo -  perché  noi  amiamo
  chiamarli   così   -   sollevata  dall'onorevole   Alongi,   vorrei
  sottolineare  che,  pur  apprezzando  la  conferenza   stampa   del
  Presidente  e dell'assessore Calleri, in cui finalmente,  con  fare
  deciso,  sembrano  voler  andare  a  revisionare  tutti  gli   atti
  autorizzativi  e capire fino a che punto la malavita  si  è  spinta
  all'interno  degli  Assessorati  con  la  corruzione  per  ottenere
  autorizzazioni e come sappiamo bene non dobbiamo più dire:  aiutare
  il malaffare
   In  Sicilia non è che sia una preoccupazione poca chiara, è  stato
  messo  nero su bianco che la mafia, il malaffare, hanno gli artigli
  ben piazzati su questo argomento; ma vorremmo che l'assessore e  il
  Presidente  cominciassero non solo a parlare di discariche,  perché
  in  un  approccio  'rifiuti zero' la discarica ricordiamoci  che  è
  l'ultima  risorsa  cui  dobbiamo  ricorrere  e  lo  dobbiamo   fare
  comprendendo che ogni giorno c'è un maledetto sacchetto dei rifiuti
  che  esce  da ogni casa delle famiglie dei siciliani e non dobbiamo
  creare   l'emergenza  sanitaria,  ma  dobbiamo  anche  parlare   di
  politiche  di  riduzione,  di riuso, e dobbiamo  dare  più  che  un
  incoraggiamento,  dobbiamo iniziare veramente a  stare  addosso  ai
  comuni perché sono loro, alcuni di loro, parecchi, che con la  loro
  inedia,  con il loro aspettare, con il loro "tanto poi  si  farà ",
  che  stanno  rallentando questo processo, e lo  stesso  avviene  in
  Regione.
   L'assessore  ha  detto  che  gli iter  autorizzativi  per  le  tre
  discariche pubbliche sono in gara.
   A  mio sapere per quella di Messina, ad esempio, la gara è scaduta
  ad  aprile e l'Assessorato delle infrastrutture non avrebbe  ancora
  nominato  la  Commissione che deve aprire le buste ed esaminare  le
  offerte per la realizzazione degli impianti di Messina.
   Quindi,  dobbiamo  darci una mossa anche  noi.  Però  siamo  anche
  preoccupati   perché  questi  impianti  prevedono  dei  trattamenti
  meccanico-biologici  per il trattamento del 'tal  quale',  cioè  si
  prevede  ancora che la separazione avvenga non alla fonte,  con  il
  'porta  a porta', col coinvolgimento dei cittadini, ma che  avvenga
  con l'impiantistica e noi temiamo sempre che faccia capolino quella
  parola  'incenerimento' e se ci fosse qui il Presidente  gli  direi
  che  un  paio  di domeniche fa ha parlato di termovalorizzatori  di
  nuovo qui in Sicilia, non ho capito bene in che senso.
   Liberare  delle somme vincolate per i termovalorizzatori,  non  ho
  capito se per utilizzarle per cose migliori o ancora fare ritornare
  questo  incubo  in  Sicilia? Perché l'energia rinnovabile  non  sia
  considerata  quella che proviene dalla combustione dei rifiuti,  ma
  dal  sole, dal mare; insomma energie rinnovabili serie, non  quelle
  che prevedono la combustione dei materiali e lo stesso, attenzione,
  cerchiamo   di  non  rilasciare  autorizzazioni,  di   fare   molta
  attenzione  sull'incenerimento  delle  biomasse,  degli  sfalci  di
  potatura  provenienti  dall'agricoltura. Anche  lì  ci  sono  degli
  arraffoni  che hanno visto l'affare, che vogliono avere  contributi
  per  produrre  energia  dalla combustione  delle  biomasse,  quando
  invece  noi  sappiamo  che  i  nostri territori  hanno  bisogno  di
  ammendanti per contrastare la desertificazione.
   Noi  vogliamo  essere partecipi di questo processo e  incoraggiamo
  l'Assessorato e il Presidente, ma che non facciano lasciare dubbi o
  ancora speranze a chi pensa di potersi nutrire come un parassita di
  questa risorsa.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, cercherò di attenermi al  tema,  alla
  Finanziaria e all'impugnativa.
   Sono state dette tante cose. Innanzitutto, vorrei qua sottolineare
  che  il  Presidente Crocetta sbaglia quando ha attaccato nei giorni
  scorsi   pesantemente  l'Assemblea  regionale   siciliana.   Perché
  sbaglia? E lo voglio dire a quei quattro amici che abbiamo  qua,  a
  quei  quattro  colleghi ormai rimasti, perché è  come  se  noi  non
  parlassimo  di  nulla   Sbaglia perché il  Presidente  ritiene  che
  l'impalcatura  della  manovra  ha tenuto  e  ha  tenuto  perché  il
  Presidente Crocetta o il Governo volevano quel tipo di impalcatura,
  soprattutto finanziaria.
   Vorrei  ricordare  in  questa  sede, sebbene  siamo  pochissimi  i
  presenti,  che  il  Presidente Crocetta aveva varato,  in  data  20
  giugno  2014, un disegno di legge completamente diverso per  quanto
  riguarda le coperture finanziarie. Se oggi avessimo acceduto a quel
  disegno  di  legge,   avremmo  visto l'intera  manovra  finanziaria
  impugnata,  con  una  tragedia per tutto il  comparto  del  sistema
  pubblico  allargato, per trentamila dipendenti  che  non  avrebbero
  ottenuto il loro stipendio.
   E  lo voglio dire per la stima che ho nei confronti dell'assessore
  Agnello, a cui riconosco un impegno e una serietà professionale, lo
  voglio dire in maniera molto franca.
   Ma  devo  dire proprio per questa mia stessa lealtà,  per  il  mio
  personale  impegno  e dell'intero Gruppo 'Forza Italia'  rivolto  a
  questa  manovra,  che è stato grazie a noi che già nella  relazione
  introduttiva avevamo detto che l'articolo 33 del precedente disegno
  di  legge, come il Governo aveva portato prima in Commissione e  la
  Commissione  lo  aveva poi trasmesso in Aula, non andava;  infatti,
  avevamo detto che gli stessi rilievi da parte del Commissario dello
  Stato  erano  stati  fatti in questo senso.  E  fortunatamente,  lo
  voglio  dire alla Presidenza dell'Assemblea che per la prima  volta
  ho  riscoperto - lo dico in maniera serena, ma anche con un pizzico
  di apprezzamento  - che il Presidente Crocetta  ha finalmente visto
  e  potuto  apprezzare il lavoro fatto dal Commissario dello  Stato,
  che non deve essere visto come un limite, ma come una difesa
   Se non ci fossero stati quegli appunti e quel rapporto di sinergia
  tra  il  Commissariato dello Stato e il Governo, oggi  noi  avremmo
  visto una manovra finanziaria completamente impugnata. Altro che 21
  articoli  Altro che parti importanti della Finanziaria
   E  in  questo  senso  Forza  Italia ha  chiesto  come  prioritario
  l'obiettivo  di messa in sicurezza dei conti. Avevamo invocato  noi
  la  sentenza del 25 luglio 2014, precisamente la n. 224, che diceva
  che ogni tipo di autorizzazione di spesa doveva avere una copertura
  legislativa  che  prevedeva che ogni storno, ogni riduzione  andava
  fatta  con  provvedimento  legislativo, che  prevedeva  l'obiettivo
  primario  come  precetto sostanziale l'osservanza dell'articolo  81
  della Costituzione.
   Altra  questione  che  abbiamo chiesto al Governo  di  valutare  e
  fortunatamente, oggi, siamo qui a poter dire che l'impianto  regge,
  ma    regge   per   questo   rapporto   istituzionale   di   grande
  collaborazione.
   E'  chiaro che se poi al Commissario dello Stato - e mi rivolgo ai
  colleghi  che sono intervenuti - non mandiamo le relazioni tecniche
  e  non l'abbiamo fatto, onorevole Vinciullo, sull'articolo che  lei
  ha    richiamato,   non   l'abbiamo   fatto,   onorevole   Assenza,
  sull'articolo che lei ha richiamato sul piano delle cave, su  tanti
  altri  articoli  non l'abbiamo fatto, non possiamo poi  invocare  o
  reclamare  contro un organo che è di tutela, non è  un  organo  che
  limita il Parlamento siciliano.
   Allora,  in  questo senso, assessore Agnello, i  suoi  uffici,  ma
  anche   gli   uffici   degli   altri   Assessorati,   come   quello
  dell'assessore  Calleri, io chiamai il suo direttore  generale  sul
  piano  delle cave e dissi sull'articolo 75: "Ingegnere  Lo  Monaco,
  manca  la relazione tecnica ". Noi dobbiamo spiegare se con  questo
  nuovo articolato e questo nuovo sistema che passa dalla valutazione
  quantitativa  alla  valutazione  autorizzativa  a  priori  non  c'è
  un'alterazione nelle entrate e nelle uscite; non è stato fatto
   Con   questa   manovra  abbiamo  utilizzato   tutte   le   risorse
  disponibili.  Voglio dirlo anche ai colleghi, da qui alla  fine  di
  settembre,  assessore Agnello, lei dovrà portare il  DEF (Documento
  Economico  e Finanziario), che prima si chiamava DPEF.  Ebbene,  in
  questo  DEF  e  comunque nel bilancio di previsione mancheranno  un
  miliardo  e  250  milioni all'appello per chiudere il  bilancio  di
  previsione 2015. Queste cose nessuno le dice, ma le dobbiamo  porre
  sul  tappeto  perché quest'anno abbiamo coperto gli  accantonamenti
  tributari  con  508  milioni di euro con il  Fondo  di  Sviluppo  e
  Coesione  e con 553 milioni di euro con quell'accordo del 5  giugno
  2014;   ma   i  957  milioni  prossimi,  come  li  copriremo?   Con
  l'accantonamento che abbiamo fatto con i 400 milioni di  euro,  con
  la  previsione di un accantonamento? E gli altri 557  milioni  come
  faremo?  E come faremo a coprire questa operazione di anticipazione
  finanziaria?
   Lo  abbiamo  fatto  sull'utilizzo del  minore  disavanzo  dei  111
  milioni  di  euro, dal 2015 li abbiamo anticipati al  2014,  ma  lo
  abbiamo fatto anche sul minore disavanzo del piano di rientro,  dal
  2015  abbiamo  anticipato gli effetti finanziari  al  2014  e  cosa
  facciamo l'anno prossimo per l'osservanza del comma 4 dell'articolo
  1 della legge n. 11 del 2014?
   Ai  colleghi  vorrei dire, sapete cosa abbiamo votato  nel  maggio
  scorso?
   Abbiamo votato una norma secondo cui tutti i risparmi del piano di
  rientro   per  pari  importo  dovranno  servire  ad  abbassare   le
  addizionali IRPEF e IRAP dal 2015 ai cittadini siciliani.
   Io  vorrei  sapere come questo Governo riuscirà  a  soddisfare  un
  precetto legislativo  Un precetto legislativo su cui tutti ci siamo
  ritrovati e in cui noi abbiamo detto come Forza Italia, ma l'intero
  centrodestra, che siamo pronti a dare un contributo  a  quel  mutuo
  finanziario  di  953  milioni  di  euro  ad  una  condizione:   che
  l'operazione   finanziaria  in  vantaggio  come   diminuzione   del
  fabbisogno  del piano di rientro venga utilizzata per pari  importo
  per ridurre le tasse ai cittadini siciliani.
   Concludo,   assessore  Agnello,  dicendo  che  noi   siamo   stati
  assolutamente responsabili su molte norme. Alle 4.00  del  mattina,
  avevamo  detto  "assessore,  Governo, fermatevi  perché  andrete  a
  sbattere" o perché mancava la copertura finanziaria o perché  c'era
  una volontà sfrenata di intervenire

   PRESIDENTE. Concluda, onorevole Falcone.

   FALCONE. Signor Presidente, abbiamo tolto alle nostre famiglie per
  l'impegno  di  venire qua e per onorare il nostro ruolo  e  poi  ci
  vediamo mortificati quando dobbiamo esprimere alcune considerazioni
  che non sono fuori luogo, ma sono molto attinenti all'argomento  di
  cui  stiamo  trattando e che stiamo affrontando  Ma ci ritorneremo,
  presidente  Venturino  e  Governo,  nell'interezza  di  tre  validi
  assessori,  ma  che dovrebbero prendere contezza  della  situazione
  difficile in cui oggi si trova questa nostra Sicilia e in cui tutti
  dovremmo  remare verso una stessa parte, non facendo  speculazioni,
  non   attaccando  questo  Parlamento  che  è  stato   assolutamente
  correttivo  nei  confronti  di una manovra  -  me  lo  lasci  dire,
  assessore - che iniziava molto claudicante; alla fine abbiamo  dato
  una  raddrizzata, abbiamo fatto un'ingessatura e l'abbiamo  un  po'
  sistemata.  Per  cui  nei  mesi  di  settembre,  ottobre,   dovremo
  riconfrontarci su questo argomento.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  innanzitutto  voglio salutare in questo caldo giorno di  agosto  il
  nostro Segretario Generale che è nella sua veste ufficiale, lo vedo
  con  grande piacere e, quindi, gli faccio un augurio di buon lavoro
  perché   possa  aprirsi  anche  una  fase  di  ferma   e   positiva
  collaborazione con l'Assemblea.
   L'intervento articolato del collega che mi ha preceduto e  che  ha
  toccato  alcuni punti, anche sotto il profilo tecnico,  sicuramente
  sono  importanti  e,  quindi, non entrerò in  quegli  aspetti,  non
  ripeterò  le  sue  considerazioni. Però,  alcune  cose  importanti,
  secondo il mio punto di vista, tre essenzialmente.
   Noi,  come  opposizione,  come Nuovo Centro  Destra,  assessore  e
  colleghi,  nella  fase  della discussione  sulla  Finanziaria  ter,
  abbiamo  presentato una serie di emendamenti soppressivi e  abbiamo
  dichiarato  nel corso del dibattito che quegli emendamenti  avevano
  un significato provocatorio, perché su alcuni temi c'era bisogno di
  creare un momento di confronto diverso e di approfondimento, perché
  non  può  esserci  solo  un  momento di norma  di  assestamento  di
  bilancio  che  pensi come rincorrere le emergenze  e  senza  creare
  programmazione.
   Noi  abbiamo  un  argomento importante che riguarda  la  messa  in
  sicurezza   dei   conti,  riguarda  l'aspetto  dell'equilibrio   di
  bilancio,  riguarda  essenzialmente  una  grande,  a  mio   avviso,
  problematica  che  sono  le entrate tributarie,  le  previsioni  di
  entrata,  al  momento  in  cui, come  tutti  sappiamo,  le  entrate
  tributarie  poggiano sostanzialmente - quindi il  collegamento  con
  l'addizionale IRPEF - su quelli che sono i redditi da  lavoro  e  i
  redditi d'impresa.
   Ma  se  noi  non aiutiamo l'impresa e, quindi, la parte  realmente
  produttiva, e non creiamo le condizioni perché l'impresa  determini
  un  risultato  positivo  e  quindi  un  reddito,  come  le  entrate
  tributarie  devono  poter  continuare ad esistere,  atteso  che  al
  reddito d'impresa è collegato pure il reddito da lavoro, perché c'è
  un  lavoro che viene dalla pubblica amministrazione, c'è un  lavoro
  che  viene  dall'impresa  sempre? Quindi,  l'impresa  come  momento
  essenziale, la microimpresa siciliana che, ancora, può continuare e
  deve continuare a dare un risultato.
   Noi  amici, colleghi, Assemblea, assessori e Presidente, siamo  in
  una  condizione  preoccupante. Siamo consapevoli che  riusciremo  a
  garantire  gli  stipendi se così continueremo a portare  avanti  la
  nostra  azione?  Io  ritengo che questo è  il  vero  interrogativo,
  perché  se  noi  volessimo veramente approfondire  l'argomento,  ci
  accorgeremmo  che  su questo tema c'é da aprire una  nuova  fase  e
  quindi  non  può esserci solo un momento di dibattito  burocratico.
  C'è  un  momento  di preoccupazione seria che deve  portare  questo
  Governo  a capire come c'è bisogno di una fase di governo  diversa,
  di  risposte,  di  programmazione; come c'è bisogno  di  combattere
  realmente  l'improvvisazione e questo modo di procedere in  maniera
  molto precaria.
   C'è  bisogno di riprendere una rotta che veda un obiettivo chiaro,
  che  è  quello di capire quali sono i problemi reali, che è  quello
  che ha portato anche il Nuovo Centro Destra, assieme ad altre forze
  politiche  dell'opposizione, a dire che  forse  occorre  un  tavolo
  delle  riforme  per  capire come poter determinare  un  momento  di
  svolta. Diversamente, le nostre preoccupazioni crescono e mi auguro
  che possa essere solo preoccupazione e non realtà dei fatti, perché
  questo è il vero pericolo che oggi intendiamo scongiurare.

   CALLERI,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALLERI,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, rispondo molto velocemente.
   Per  quanto  riguarda  la questione che sta a cuore  all'onorevole
  Foti,  il  riferimento che ha fatto il governatore Crocetta  è  sui
  fondi  messi  a garanzia in attesa di quella famosa causa  iniziata
  alcuni anni fa sui termovalorizzatori. Non c'è alcun cambiamento di
  volontà politica, assolutamente no, né da parte del Governatore  né
  da  parte mia perché, essendoci delle cause in corso, si hanno  dei
  fondi  immobilizzati; tra l'altro, a breve si spera,  ci  sarà  una
  soluzione definitiva.
   Per  quanto  riguarda  il piano rifiuti, da  settembre-ottobre  si
  potrà iniziare a ragionare ad integrazioni al piano di rifiuti che,
  il 18 luglio, se non mi sbaglio (mi sembra che sia il 18 luglio) ha
  avuto  nel mese di luglio comunque, la Via Vas il vecchio piano  di
  rifiuti del 2012.
   Toccare  il  piano dei rifiuti, prima che il vecchio ricevesse  la
  Via  Vas, non si poteva, perché avrebbe potuto compromettere  tutta
  la procedura e, quindi, avremmo fatto peggio.
   Per  quanto  riguarda le direzioni dell'Assessorato, le discariche
  che  chiamiamo piattaforme non sono comunque il futuro,  ma  devono
  essere  una situazione tampone per non andare in emergenza rifiuti,
  tenuto conto che in questa Regione le emergenze rifiuti hanno fatto
  sempre  un grave danno, sono sempre state causate all'improvviso  e
  hanno  favorito  determinati investimenti nel settore,  che  non  è
  intenzione  del Governo e dell'Assessorato assolutamente  favorire,
  tanto per essere chiari.
   L'ho  già  dichiarato pubblicamente il mese scorso e c'è  una  mia
  intervista che ha anche quantificato il danno che questo sistema ha
  causato.  Dopo  di che dobbiamo andare avanti in questa  situazione
  con  un  nuovo  piano di rifiuti che ci faccia arrivare  a  rifiuti
  zero,  e  soprattutto  a portare nei centri  di  compostaggio,  nei
  centri  di  raccolta  -  posso sbagliare il nome  preciso,  ma  noi
  dobbiamo fare la differenziata - meno rifiuti possibile e sempre di
  più nelle piattaforme.
   E  per questo mi sto attivando, come dicevo prima, per risvegliare
  e  per  riattivare le cosiddette cattedrali nel deserto. Ma  vi  do
  anche una notizia, che iniziamo ad avere alcune zone in cui abbiamo
  un  eccesso di differenziata, e siccome poi ci mancano i punti, non
  riusciamo a fare la differenziata perché dove ha funzionato non c'è
  poi chi la riceve.
   Quindi, adesso abbiamo anche questi tipi di problemi, e quasi sono
  contento di averli
   Per  quanto riguarda le cave, senza voler entrare in polemica  con
  l'Assemblea,  sia  chiaro,  perché rispetto  chi  è  stato  eletto,
  ricordo  che  in  Commissione  avevo proposto  una  interpretazione
  autentica che non ci avrebbe fatto arrivare a questo punto  e  che,
  secondo me, poteva tagliare la testa al toro.
   Siccome l'interpretazione autentica non è passata e non ne conosco
  i motivi, si è arrivati poi in fretta e furia a fare un emendamento
  che  è  stato  presentato da alcuni parlamentari sia di maggioranza
  che  di opposizione, perché ho sentito che di questa materia se  ne
  sono  occupati  dal PD a Forza Italia, dopodiché si  è  arrivati  a
  questa situazione.
   Ma  la  volontà politica del Governo e dell'Assessorato di aiutare
  questo settore comunque c'è.
   Vedremo alla riapertura dell'Aula cosa si può fare, semmai si  può
  tornare all'interpretazione autentica.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  intervengo solo per ricordare a me stesso e a tutti  noi
  che  non  ci  può essere futuro per questa Terra se i  conti  della
  Regione  non  sono chiari, veritieri e corretti,  e  tutti  noi  lo
  sappiamo.  E  il Governo, con questo risultato, sta dimostrando  di
  avere il coraggio di andare in quella direzione.
   Onorevole Falcone, lei sa benissimo lo sforzo che questo comporta,
  però  il  Governo  dimostra di non volersi tirare indietro  su  una
  pesante  eredità che ha preso nel momento in cui si è  insediato,ma
  alla  quale  non vuole sottrarsi. E' evidente che anche  noi  siamo
  sicuramente preoccupati per il 2015, ma questa preoccupazione non è
  tale  da non metterci subito a lavorare in sinergia con l'Aula  per
  risolvere  in maniera concreta, così come abbiamo fatto con  questa
  manovra di assestamento, anche questi problemi.
   Per quanto riguarda le osservazioni dell'onorevole Vinciullo sulle
  relazioni  tecniche, posso garantire a tutti voi che il Governo  ha
  prontamente  dato  risposta durante tutta  la  settimana  ed  anche
  precedentemente  con  una serie di relazioni  tecniche  chiaramente
  esplicative  e  si  è  messo a disposizione del  Commissario  dello
  Stato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   IOPPOLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, per  la
  verità  pochi rimasti in Aula e questo mi dispiace, devo ritornare,
  mio  malgrado,  su un argomento che ritenevo invece definitivamente
  chiuso, assessore Agnello.
   Abbiamo dedicato la giornata di oggi, undici di agosto, ma nessuno
  se ne deve dolere, per discutere di norme impugnate dal Commissario
  dello Stato.
   Io  invece  mi  permetto, signor Presidente, di impegnare  qualche
  minuto  per discutere di una norma che nonostante molte 'cornacchie
  di  turno' prevedessero come soggetta ad impugnativa, non  è  stata
  impugnata dal Commissario dello Stato e quindi si accinge fra pochi
  giorni,  con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale,  ad  essere
  legge  della  Regione siciliana e come tale da essere  osservata  e
  rispettata da tutti qualunque ruolo, qualunque funzione,  qualunque
  posto questo chiunque rivesta.
   Mi  riferisco  a  quello  che  è diventato  nella  stesura  finale
  l'articolo  66 del disegno di legge 782/A, esattamente  il  secondo
  comma   dell'articolo  66,  che  riguarda  la  società  partecipata
  'Riscossione Sicilia S.p.A'.
   Ritenevamo  che  dopo la seduta del 31 luglio - 1  agosto,  quella
  della  approvazione  alle sei del mattino della  legge  finanziaria
  ter,  o  comunque dell'assestamento appena approvato dall'Assemblea
  in  quelle  ore, ci si astenesse da parte di 'Riscossione Sicilia',
  assessore  Agnello, ad assumere iniziative che sembrano  essere,  e
  probabilmente sono, in contrasto con la disposizione normativa  che
  - ripeto - da qui a qualche ora, da qui a qualche giorno, diventerà
  legge della Regione siciliana.
   E'  notizia che mi è stata riferita, e che risulta credo  a  molti
  deputati  e  probabilmente  allo stesso  Governo  di  riunioni,  di
  incontri  con i Sindaci, con le amministrazioni, ma sostanzialmente
  della manifestazione di una volontà pervicace ed illegittima - e mi
  assumo  la  responsabilità di quel che dico da questo  pulpito,  da
  questo  podio  -  di  continuare da parte di  'Riscossione  Sicilia
  S.p.A.'  come se non fosse intervenuto il Parlamento dei siciliani,
  il  Parlamento  siciliano di attuare questa sorta di  controriforma
  che   prevede   la   chiusura   degli   sportelli   decentrati    e
  polifunzionali, come se il legislatore in effetti venisse qui anche
  l'undici  di  agosto sol perché non ha altro da fare nelle  proprie
  sedi e nelle proprie città. Non è così, assessore Agnello e lei  lo
  sa  bene  e ce lo insegna. Il Parlamento rivendica la paternità  di
  quella norma che è nata in Aula attraverso un emendamento e un  sub
  emendamento   approvato   all'unanimità,   proposto   dal    Gruppo
  parlamentare  'Lista  Musumeci', ma  che  ben  presto  è  diventato
  patrimonio unanime di tutto il Parlamento siciliano.
   E nessuno può arrogarsi il diritto di interpretare la norma contro
  la volontà del legislatore.
   Quando abbiamo approvato quella norma, il 30 di luglio, si approvò
  con  l'intendimento chiaro ed evidente che gli uffici non venissero
  toccati  e  che  rimanessero  sul territorio  esattamente  come  si
  trovavano,  con  gli stessi giorni di apertura, perché  ciò  che  è
  fruibile  è  utilizzabile in lingua italiana, ciò che è fruibile  è
  utilizzabile e non si può utilizzare parzialmente per uno,  due,  o
  tre giorni, si utilizza e si fruisce esattamente come si utilizzava
  e  si  fruiva in precedenza e, se dovesse servire, è bene che tutti
  lo  sappiano, una norma di interpretazione autentica, il Parlamento
  sarà  pronto ad approvarla, ma nessuno interpreti la norma ad  usum
  delphini e a totale svantaggio di chi la norma la deve osservare  e
  rispettare  e  contro  i  fruitori che sono  i  siciliani.  Quindi,
  assessore  Agnello,  la prego ancora una volta di  tentare,  almeno
  fino  al  ritorno  a  metà di settembre o quando  vorrà  lei  e  il
  Governo,  di bloccare qualunque iniziativa che apparirebbe comunque
  illegittima  e  con assunzione di responsabilità che  sono  davvero
  gravi.
   Ultima  osservazione. Mi viene riferito che ci  sia  da  parte  di
  'Riscossione  Sicilia' una sorta di accelerazione per  risparmiare,
  per la spending review, per fare economia.
   Nessuna economia, perché l'interruzione del Parlamento unanime era
  che  tutto  rimanesse  esattamente com'era  prima,  soprattutto  in
  relazione  a quegli uffici che hanno sede in città e che mettono  a
  disposizione  o  intendono mettere a disposizione  i  locali  senza
  gravare  di  un  solo  centesimo sulle casse,  sul  bilancio  della
  società  partecipata, la quale società partecipata dovrebbe  invece
  giustificare come mai negli ultimi mesi si siano tenuti  alcuni  di
  questi uffici in gravissime carenze logistiche e organizzative. Per
  esempio,  mi riferisco alla sospensione della linea telefonica  che
  alimentava  il POS, per cui a 'Riscossione Sicilia' si  può  pagare
  soltanto con denaro, senza ricorrere ad alcun rimedio per poi  dire
  che  negli  ultimi  mesi gli incassi, ovviamente,  sono  diminuiti.
  Certo sono diminuiti, se il POS non funziona non possono certamente
  aumentare.
   Assessore  Agnello,  parli con chi ha da parlare,  intervenga  con
  l'autorità  e l'autorevolezza del Governo regionale che,  come  lei
  ben  sa,  possiede quasi esclusivamente le azioni  di  'Riscossione
  Sicilia', dia le giuste indicazione affinché si fermi una  macchina
  che,  se  continua  a procedere, a camminare in  questa  direzione,
  creerà soltanto disservizi e danni per la comunità siciliana.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
  intervengo  sulla  stessa  scia del collega  Ioppolo.  Noi  abbiamo
  votato   una   norma,   ne  abbiamo  chiesto  la   fruibilità   col
  subemendamento, è passata all'unanimità, abbiamo aspettato oggi,  e
  non  è  stata  impugnata  dal Commissario dello  Stato.  Allora  ci
  chiediamo  come  mai  'Riscossione Sicilia'  abbia  chiuso  già  lo
  sportello in provincia di Trapani non considerando assolutamente la
  volontà  del Parlamento e la preghiamo a che lei si adoperi  perché
  questo non avvenga.
   Siamo disposti a ritornare in Aula per definire meglio il concetto
  di  fruibilità,  perché fruibilità non può essere inteso  come  due
  giorni la settimana, ma va inteso così come ad oggi è il calendario
  degli uffici di 'Riscossione Sicilia' nelle zone decentrate.
   Dopo  l'intervento dell'onorevole Alongi, ho chiesto al Presidente
  Musumeci  di  verificare se riteneva opportuno  fare  una  verifica
  accurata  circa i costi che 'Riscossione Sicilia' sostiene  per  il
  servizio di informatizzazione, perché 21 milioni di euro  a  noi  è
  sembrata una cifra stratosferica.
   Seconda  informazione  che  mi  giunge:  sembra  che  'Riscossione
  Sicilia'   abbia  chiesto  ad  una  ditta  esterna  appaltante   di
  notificare le varie multe con un costo esorbitante.
   Se  utilizzasse  il  personale interno pagherebbe  dai  30  ai  50
  centesimi,  ma  ha appaltato ad una ditta esterna per  pagare  3,50
  euro  a  notifica. Allora, conclusione logica da  'buona  madre  di
  famiglia': se tu hai del personale interno che puoi utilizzare  per
  notificare, perché chiedere o avere una ditta esterna pagando  3,50
  euro, contro i 50 centesimi?
   La  conclusione del mio ragionamento, assessore, è questa: abbiamo
  verificato che il risparmio nello spostare gli sportelli dalle zone
  decentrate  -  nello specifico mi riferisco a Sciacca,  portarlo  a
  Trapani  o  ad Agrigento - e lasciarlo lì, i costi sono  invariati.
  Soprattutto dopo l'invito e la disponibilità da parte del Comune di
  Sciacca  ad offrire dei locali in comodato d'uso in modo  gratuito.
  Forse   'Riscossione  Sicilia'  dovrebbe  verificare,   perché   il
  Presidente  Crocetta nel suo intervento ha detto che  è  una  delle
  società  in grosso deficit, da dove viene il deficit, chi  lo  crea
  questo deficit; non certamente gli uffici periferici.
   Abbiamo  portato i dati, abbiamo portato le somme che  introitano,
  abbiamo detto quali sono i costi reali per il personale, per  i  14
  dipendenti nel caso di Sciacca.
   Allora  il  mio  -  ed è l'invito che ha fatto  prima  il  collega
  Ioppolo - è di bloccare 'Riscossione Sicilia' in una operazione che
  va oltre quella che è stata la volontà del Parlamento, oltre quella
  che è stata l'impugnativa del Commissario dello Stato.
   Questo  è  stato  un  articolo che non ha subìto  nessun  tipo  di
  penalizzazione,  non  è possibile che da qui  al  15  settembre  si
  proceda alle chiusure di questi sportelli.
   Questo è l'invito che le faccio, è un appello accorato, ma  non  è
  più  una  questione personale, non si può scavalcare il  Parlamento
  che,  come  sosteneva  prima il collega Ioppolo,  all'unanimità  ha
  votato il subemendamento, all'unanimità
   Allora,  se  vogliamo dire che qui perdiamo tempo,  continuiamo  a
  farlo.  All'esterno  daremo ancora una volta la  sensazione  di  un
  braccio  di  ferro dell'uno contro l'altro, perché non  si  capisce
  come  mai  'Riscossione Sicilia' non abbia recepito  quella  che  è
  stata la volontà del Parlamento.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ritornare
  un  attimo  sulla tornata elettorale che si terrà in  provincia  di
  Siracusa il 5 ottobre del 2014.
   Siccome  ho  visto parlare prima il Presidente Ardizzone,  poi  il
  Presidente  della Regione, poi credo anche lei, sul  fatto  che  ha
  accennato alla ripresa dei lavori a settembre, vorrei ricordare che
  a  settembre i lavori non potranno riprendere, sia chiaro,  perché,
  com'è  noto  a tutti, durante la campagna elettorale non  si  potrà
  tenere  Aula.  Pertanto, sarebbe opportuno  che  la  Presidenza  si
  organizzasse fin da adesso in maniera tale da verificare se vi  sia
  la  necessità  di convocare nuovamente l'Assemblea  da  qui  al  20
  agosto, perché dopo non si potrà più tenere seduta.
   Ricordo  che  su  questa  vicenda, oltre  a  tutta  una  serie  di
  interlocuzioni fra i vari presidenti dell'Assemblea e il presidente
  della  Regione,  ve  n'è  una famosissima  che  ha  definitivamente
  tranciato ogni possibilità che questa Assemblea possa tenere lavori
  sedute da qui al 5 ottobre.
   Siccome  il  5  ottobre ci saranno le elezioni,  poi  ci  sarà  la
  proclamazione  degli  eletti, poi di conseguenza  il  giuramento  e
  l'insediamento dei nuovi deputati, anche perché non cambieranno  ma
  saranno sempre gli stessi, è chiaro che da qui al 10 ottobre, nella
  migliore ipotesi, l'Assemblea non potrà tenere sedute.
   Però,  signor  Presidente, volevo porre  alla  sua  attenzione  la
  questione,  affinché si faccia portatore di quello che sto  dicendo
  presso l'assessore per le autonomie locali.
   Si  voterà il 5 ottobre, ad oggi noi non sappiamo ancora chi è  il
  corpo  elettorale.  Non  sappiamo, in  seguito  a  questa  sentenza
  innovatrice, nuova, rivoluzionaria, rispetto a tutto  ciò  che  era
  stato  fino  adesso,  chi  saranno  coloro  i  quali  andranno   ad
  esercitare il diritto di voto attivo, perché non lo ha chiarito  il
  CGA e non lo ha chiarito l'assessorato agli enti locali.
   Ma  voi  sapete tutti che, entro 45 giorni dal giorno  in  cui  si
  voterà,  abbiamo  diritto  ad avere le  liste  di  coloro  i  quali
  eserciteranno  il  diritto  di  voto.  Sembrerebbe,   leggendo   la
  sentenza,  che  questo diritto è riservato a coloro i  quali  hanno
  partecipato al voto, "diritto a replicare il voto a coloro i  quali
  vi  hanno già partecipato". Cioè, dovrebbero recarsi alle urne solo
  coloro  i quali si sono recati allora. E coloro i quali sono venuti
  nel  frattempo  meno? Forse il CGA potrebbe parlare  con  il  Padre
  Eterno per far tornare in vita coloro che nel frattempo non ci sono
  più?
   Mi sembra esclusa questa ipotesi, e quindi la possibilità concreta
  che  abbiamo è che vada a votare solo chi ha già esercitato  questo
  diritto. Ma a noi candidati chi lo deve dire tutto questo?
   Vorremmo  sapere, e credo che la Presidenza debba farsi interprete
  di  questa necessità, chi sono gli elettori; vogliamo gli  elenchi,
  che è un nostro diritto.
   Il  TAR  ha  escluso categoricamente che vi sia stato uso  di  una
  scheda fraudolenta.
   Bene,  i  seggi potranno mai essere formati dagli stessi  soggetti
  che  sono stati individuati da parte del CGA, benché la Procura  ha
  escluso tutto ciò come i potenziali autori dei brogli elettorali?
   Per cui, l'altra cosa su cui attendiamo risposta è la composizione
  dei seggi.
   In ultimo, la nomina dei rappresentanti di lista.
   Attendiamo ancora che l'assessore per le autonomie locali ci  dica
  per  i  partiti che sono stati sciolti e non sono più in vita  come
  dobbiamo fare a nominare i rappresentanti di lista, perché se con i
  rappresentanti  di lista il CGA ha ritenuto che  vi  fossero  stati
  sospetti di uso fraudolento della scheda ballerina, immaginiamo nel
  caso in cui non vi saranno i rappresentanti di lista.
   Quindi,  l'Assessorato  delle autonomie locali  ci  dovrebbe  fare
  sapere tutto ciò.
   Ma  la  cosa ancora più grave, signor Presidente, sono  le  spese.
  Entro  quali  limiti siamo chiamati a sostenere spese per  stampare
  facsimili,   manifesti,  attività  pubbliche?   Coloro   i   quali,
  correttamente,  hanno  speso a suo tempo la  somma  che  era  stata
  indicata come soglia massima, oggi cosa possono fare? Affrontare la
  campagna  elettorale a mani nude, senza facsimili, o  l'Assessorato
  delle autonomie locali ci autorizza a sforare il patto di stabilità
  di  noi candidati? Come dobbiamo fare, per essere chiari, la nomina
  del mandatario? Dobbiamo rinominare il mandatario, e se ciò è vero,
  è  chiaro  che  c'è  la  possibilità di  riaprire  il  conto  e  di
  ricominciare a fare spese.
   Signor Presidente, queste sono cose che possono sembrare banali ma
  che  riguardano  la  vita  di tutti e 90  deputati  perché  con  il
  principio  che  si è instaurato a Siracusa, nulla esclude  che  nel
  frattempo  le schede siano state rubate a Catania e che  da  qui  a
  qualunque  giorno  si verrà a fare un ricorso per  quanto  riguarda
  Catania  o  Trapani  o  Palermo.  Quindi,  dal  momento  che  si  è
  inaugurata una strada nuova in cui l'onere della prova non è più in
  capo a chi accusa ma è in capo a chi si difende, bene, è chiaro che
  l'Assemblea deve tutelare e difendere tutti i cittadini che abbiamo
  l'elettorato passivo, che siamo candidati, e per essere  chiari  su
  200  quanti  eravamo in provincia di Siracusa siamo  rimasti  in  4
  perché nessun altro avrà interesse in questa campagna elettorale.
   Per  i  4 che siamo stati chiamati - nonostante la legge regionali
  lo  vieti, e non mi pare che il CGA sia contro, nel senso che anche
  il CGA dovrebbe rispondere alle leggi statali e regionali così come
  prevede  la  Costituzione  -  per  la  prima  volta  nella   storia
  repubblicana,  a  ripetere il voto per le regionali  come  dobbiamo
  fare?
   Il rischio concreto è che ognuno di noi cominci a violare la legge
  e  cominci o a farsi una campagna elettorale sfrenata in cui, se io
  ce  li ho spendo 200 mila euro, e nessuno mi può dire nulla, oppure
  vogliamo  sapere con esattezza fino ad ora se vi sono delle  regole
  certe a cui tutti ci dobbiamo attenere o se queste regole certe non
  esistono e, quindi, è un far west in cui ognuno arriva e ritiene di
  fare  quello che è più giusto per lui - per essere chiaro, non dico
  che  è  illegale  o è illegittimo quello che viene  fatto-,  é  più
  giusto  per lui dal momento che ad oggi, ripeto, a 50 giorni  dalle
  elezioni,  l'assessorato delle autonomie locali non ha fatto  avere
  nessuna  circolare esplicativa ai sindaci e continua a chiedere  di
  avere  notizie.  Ma  noi abbiamo il diritto di  sapere,  45  giorni
  prima, chi sono gli elettori della nostra provincia.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Vinciullo, per avere condiviso  con
  noi le sue più che legittime preoccupazioni, ma è chiaro che io  mi
  auguro  che l'assessore per tempo provveda a fornire le indicazioni
  che giustamente lei sottolineava. C'è bisogno di sapere esattamente
  che cosa accadrà da qui alle prossime elezioni.
   Per  quanto  riguarda, invece, quello che in  qualche  modo  aveva
  preannunciato  il Presidente, rimane come stabilito. Nel  frattempo
  vedremo  con  gli uffici di accertarci per sapere le  decisioni  da
  prendere.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sarò   più
  contenuto  dei cinque minuti necessari. Innanzitutto ho il  piacere
  di  chiudere questa che è l'ultima seduta estiva di quest'Aula,  un
  qualcosa che posso dire è piacevole.
   Da  questo scranno ho visto che hanno parlato diversi colleghi  su
  problemi attuali ed importanti.
   Uno  di  questi è sicuramente quello della Serit. Avevo avuto  già
  occasione  di  prendere  la parola a difesa della  funzionalità  di
  sportelli  a  servizio dei cittadini. Oggi con rammarico  apprendo,
  ancora  una volta, anche se ne avevo già avuto sentore, che diversi
  sportelli per il pagamento di contributi per i quali si dice che  i
  cittadini siano addirittura degli evasori - lo saranno sicuramente,
  l'Italia  è  ricca di evasori - togliamo un servizio  ai  cittadini
  invogliandoli,  forse,  anche a prendere il  tempo  necessario  per
  andare a pagare le tasse, che invece si dovrebbero pagare e non  si
  capisce  il perché la Serit debba, ammesso che sia vero,  andare  a
  spendere ventuno milioni di euro per dei servizi informatici per  i
  quali  la  Sicilia mantiene in piedi una partecipata della Regione,
  oggetto  di tanto contendere, e che è rimasta attuale ed  in  piedi
  per la necessaria funzionalità dell'intero apparato amministrativo.
   Mi  auguro  che  il  messaggio giunga all'assessore  Agnello,  che
  purtroppo credo si sia dovuto allontanare per suoi problemi, e  gli
  chiedo di venire a riferire in Aula.
   Mi  associo  alla  richiesta dei colleghi sulla  conduzione  delle
  spese di una partecipata della Regione. Noi non possiamo continuare
  a  far finta, allegramente, che ci sia una revisione della spesa da
  una  parte  e  invece funzionari che non assumono le responsabilità
  nel contenimento della spesa continuano a spendere forse fin troppo
  allegramente,  tagliano  servizi  ai  cittadini  senza   avere   un
  effettivo  risparmio. Credo che i risparmi si  possano  individuare
  altrove  e  questo introduce necessariamente anche la querelle  che
  c'è attualmente sul famoso Piano Giovani.
   Purtroppo  anche là abbiamo visto che è stato affidato un  appalto
  esterno  per  250 mila euro circa, da notizie di stampa,  e  non  è
  stato  affidato a Sicilia e-Servizi, saranno ben poca cosa  250.000
  euro,  però  uno  potrebbe  dire in siciliano  "ogni  ficateddu  ri
  musca...". Sarebbe utile, quindi, e mi sentirei di dire che occorre
  una diversa responsabilità da parte dei dirigenti della Regione che
  partecipino   tutti   quanti   unanimemente,   consapevolmente   ed
  efficacemente, al contenimento della spesa, risparmiando là dove si
  può  e  soprattutto  là dove si deve, perché esistono  dei  servizi
  regionali in grado di offrire i servizi, l'efficienza e la capacità
  necessarie, non vedo il perché ricorrere a servizi esterni comprese
  le famose notifiche ad euro 3,50 piuttosto che a 50 centesimi.
   Ritengo  utile  che l'assessore Agnello adotti le  sue  decisioni,
  fatte  le  sue  verifiche e ce le faccia sapere; così come  ritengo
  utile  che  l'assessore  Scilabra, fatte  le  opportune  verifiche,
  informi  il  Parlamento del perché di questa vicenda e di  come  si
  sarebbe potuto risparmiare diversamente una cifra consistente.
   Un'ultima  cosa:  nella  penultima  seduta  di  questa  estate  ho
  presentato  un ordine del giorno, secondo il quale l'assessore  per
  le  infrastrutture avrebbe dovuto fare una ricognizione delle opere
  pubbliche finanziate e ferme. Ritengo che sia una scommessa su  cui
  personalmente mi impegnerò, richiamando le responsabilità di  tutti
  quanti,  perché alcuni giorni prima dell'1 agosto - il 27 o  il  28
  luglio  - è saltata fuori una notizia secondo cui nella sola  costa
  tirrenica della Sicilia (zona di Milazzo, Barcellona e quant'altro)
  sono ferme opere pubbliche per appena 58 milioni di euro.
   58 milioni di euro per una piccola fascia della Sicilia.
   Non vorrei che nell'intera Sicilia la cifra sia superiore di dieci
  volte,  il che significa centinaia di migliaia di posti di  lavoro,
  significa  un impulso all'economia, significa ridare ossigeno  alla
  gente  che  non  ha soldi e liberare finalmente la  Sicilia  da  un
  sistema  di irresponsabilità burocratiche, contro cui mi  batto  da
  sempre dicendo che bisogna semplificare.
   Mi  auguro che da settembre in poi si inauguri una nuova  stagione
  di responsabilità da parte della burocrazia, che finalmente capisca
  che  non si può ostacolare lo sviluppo e che finalmente capisca che
  i soldi della Regione vanno adeguatamente risparmiati.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro  conclusa  la  corrente
  sessione estiva dei lavori parlamentari.
   Avverto che l'Aula sarà convocata martedì 16 settembre 2014,  alle
  ore  16.00,  una  volta completati i lavori  di  restauro  di  Sala
  d'Ercole.  Le Commissioni parlamentari, invece, sono autorizzate  a
  riunirsi  a partire da lunedì 8 settembre 2014; qualora la scadenza
  per  l'espressione  di pareri su atti del Governo  da  parte  delle
  Commissioni parlamentari cada durante il periodo di sospensione dei
  lavori,  il  relativo termine è comunque differito al 15  settembre
  2014,  fermo restando che le stesse potranno essere convocate anche
  durante  la  sospensione  estiva  per  l'espressione  dei  suddetti
  parere.
   La seduta è rinviata a martedì, 16 settembre 2014, alle ore 16.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   II -  Elezione di un Vicepresidente dell'Assemblea

   III - Discussione dei disegni di legge:

             1)  -  Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
                 Statuto della Regione siciliana recante  Disposizioni in tema d
                 impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
                 strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
                 riforma del sistema di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-
                 771/A)

               Relatore: on. Ciaccio

             2)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

             3)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
                 Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
                 dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
                 siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
                 della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
                 libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             4)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
                 Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
                 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             5)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
                 elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
                 Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436

               Relatore: on. Savona

   IV - Discussione unificata delle mozioni:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonché alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                     PALMERI  - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI  -
                     CIACCIO  -  CIANCIO  - ZAFARANA  -  FERRERI  -
                     MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -  FOTI  -
                     LA ROCCA - ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                     FOTI  -  CANCELLERI  - CAPPELLO  -  CIACCIO  -
                     CIANCIO  -  FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                     -  PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI  -
                     ZAFARANA - ZITO
   V  -  Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     GIANNI  -  CORDARO - MICCICHE'  -  CLEMENTE  -
                     ANSELMO - GERMANA'
   VI  - Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     GIANNI  -  VENTURINO  - CIMINO  -  MARZIANO  -
                     RAGUSA - CIRONE
   VII - Discussione della mozione:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

   VIII - Seguito della discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

                   La seduta è tolta alle ore 14.04

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli