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Resoconto d'Aula della Seduta n. 18 di martedì 29 gennaio 2013
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   Presidenza del presidente Ardizzone


   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli Barbagallo  e  D'Agostino
  sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
                               di legge
                      alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati  alle
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Introduzione  di  criteri  di  sostenibilità  ambientale  negli
  acquisti della pubblica amministrazione. (n. 173)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  23  gennaio  2013  e
  inviato il 24 gennaio 2013.
   PARERE IV.

   - Interventi per l'immigrazione. (n. 174)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  23  gennaio  2013  e
  inviato il 24 gennaio 2013.
   PARERE V e VI.

   - Istituzione del sistema regionale di servizio civile. (n. 178)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  23  gennaio  2013  e
  inviato il 24 gennaio 2013.

   - Sistema educativo integrato per la prima infanzia. (n. 179)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  23  gennaio  2013  e
  inviato il 24 gennaio 2013.
   PARERE VI e V.

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante  Norme
  per  l'apertura  di una casa da gioco nel comune di Taormina'.  (n.
  180)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  23  gennaio  2013  e
  inviato il 24 gennaio 2013.
   PARERE III e IV.

   -   Riordino   delle  istituzioni  pubbliche   di   assistenza   e
  beneficenza. (n. 181).
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  23  gennaio  2013  e
  inviato il 24 gennaio 2013.
   -  Nuove competenze delle province regionali. Modifiche alla legge
  regionale 6 marzo 1986, n. 9. (n. 183)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  23  gennaio  2013  e
  inviato il 24 gennaio 2013.

   -  Nuove  norme  in  materia di elezioni dell'Assemblea  regionale
  siciliana e del Presidente della Regione siciliana. (n. 186)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  25  gennaio  2013  e
  inviato il 29 gennaio 2013.

   -  Interventi per la realizzazione e la diffusione dei servizi  di
  accesso Wi-Fi (Wireless Fidelity) gratuiti ed aperti. (n. 187)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  28  gennaio  2013  e
  inviato il 29 gennaio 2013.

   -  Istituzione dell'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati,
  disposizioni    sulla   trasparenza   patrimoniale/associativa    e
  sull'informazione. (n. 190)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  28  gennaio  2013  e
  inviato il 29 gennaio 2013.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Istituzione del  marchio etico' regionale per le  imprese.  (n.
  184)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  25  gennaio  2013  e
  inviato il 29 gennaio 2013.
   PARERE V.

   -   Disciplina  e  valorizzazione  delle   Denominazioni  comunali
  (De.Co.)'. (n. 185)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  25  gennaio  2013  e
  inviato il 29 gennaio 2013.
   PARERE I.

   - Norme a favore della cooperazione sociale. (n. 188)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  28  gennaio  2013  e
  inviato il 29 gennaio 2013.
   PARERE VI.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Protezione catodica degli acquedotti. (n. 182)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  23  gennaio  2013  e
  inviato il 24 gennaio 2013.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Interventi a favore della diffusione della musica classica. (n.
  176)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  23  gennaio  2013  e
  inviato il 24 gennaio 2013.

   - Norme e interventi per l'attuazione del diritto allo studio e la
  libera scelta educativa. (n. 177).
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  23  gennaio  2013  e
  inviato il 24 gennaio 2013.

   -  Disposizioni per favorire la prosecuzione nell'utilizzazione in
  attività  socialmente  utili dei soggetti  destinatari  del  regime
  transitorio. (n. 189)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  28  gennaio  2013  e
  inviato il 29 gennaio 2013.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
   -  Istituzione  del sistema integrato dei servizi sociali  per  la
  promozione  del  benessere delle persone, delle  famiglie  e  delle
  comunità nella regione siciliana.(n. 175)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  23  gennaio  2013  e
  inviato il 24 gennaio 2013.
   PARERE I.

         Comunicazione relativa al disegno di legge numero 153

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 0001173 del 24 gennaio
  2013  dell'onorevole Vinciullo, il disegno di legge n. 153   Regime
  transitorio  per il nuovo assetto delle province , annunziato  come
  presentato   dall'onorevole  Scoma,  è  da  intendersi   presentato
  dall'onorevole Vinciullo.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  l'onorevole  Nino Germanà,  con nota prot. n.  000860/SG.LEG.PG
  del 18 gennaio 2013, ha chiesto di apporre la firma al  disegno  di
  legge n. 65  Iniziative a sostegno della pesca siciliana ;

   -  gli  onorevoli  Luca Sammartino e Giuseppe Sorbello,  con  nota
  prot.  n.  000857/SG.LEG.PG del 18 gennaio 2013, hanno  chiesto  di
  apporre  la  firma  al disegno di legge n. 133   Nuovo  ordinamento
  delle    province   regionali.   Disposizioni   sul   decentramento
  amministrativo  e  di funzioni e sull'ordinamento  delle  autonomie
  locali in Sicilia ;

   -  l'onorevole Girolamo Turano, con nota prot. n. 000858/SG.LEG.PG
  del  18 gennaio 2013, ha chiesto di apporre la firma al disegno  di
  legge  n.  149   Riordino e contenimento della spesa dei  comuni  e
  delle province regionali ;

   l'onorevole Vincenzo Vinciullo, con nota prot. n. 000859/SG.LEG.PG
  del 18 gennaio 2013, ha chiesto di apporre la firma al  disegno  di
  legge n. 4  Cittadinanza di genere .

         Comunicazione di deliberazioni della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute le  deliberazioni  della
  Giunta regionale n. 497 del 28 dicembre 2012 relativa a:  P.O. FESR
  Sicilia  2007-2013 - Decisione CE n. C (2012) 8405 del 15  novembre
  2012  - Adozione definitiva  e n. 500 del 28 dicembre 2012 relativa
  a:   U.E.  Fondi  strutturali 2007/2013 - Notifica della  decisione
  della  Commissione  europea  C (2012) 8683  del  27  novembre  2012
  recante  modifica  della  decisione C (2007)  6722  che  adotta  il
  programma operativo per l'intervento comunitario del Fondo  sociale
  europeo   ai   fini  dell'obiettivo   Convergenza'  nella   Regione
  siciliana - Approvazione .

   Le  predette delibere sono state trasmesse, ai sensi dell'articolo
  50  comma  3  della legge regionale n. 9/2009, alla II  Commissione
  legislativa   e  alla  Commissione  per  l'esame  delle   questioni
  concernenti l'attività dell'Unione Europea.

   Copie  delle  stesse   sono  disponibili  presso  l'archivio   del
  Servizio Commissioni.

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la  Commissione  legislativa   Servizi
  sociali e sanitari (VI), nella seduta n. 7 del 24 gennaio 2013,  ha
  approvato le seguenti risoluzioni:

   -   Puntuale adempimento delle prerogative e competenze  della  VI
  Commissione . (n. 1/VI);

   -   Attuazione  tempestiva dell'art. 76, comma 12, della  l.r.  n.
  2/2002 . (n. 2/VI)

   -   Sospensione  delle procedure di mobilità interprovinciale  del
  personale del S.U.E.S. 118 . (n. 3/VI).

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  171  -  Iniziative per attivare le procedure  di  declaratoria
  dello stato di calamità naturali nella Sicilia sud-orientale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatari:   Vinciullo  Vincenzo;  Pogliese  Salvatore   Domenico;
  Assenza Giorgio; Caputo Salvino; Falcone Marco

   N. 172 - Provvedimenti urgenti per la grave emergenza inquinamento
  che interessa le coste delle Isole Egadi.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  Lo  Sciuto  Giovanni;  Figuccia  Vincenzo;  Di   Mauro
  Giovanni;  Lombardo  Salvatore Federico; Greco  Giovanni;  Picciolo
  Giuseppe; Fiorenza Cataldo; Federico Giuseppe

   N.  175  -  Notizie  in  merito agli  interventi  urgenti  per  la
  mitigazione  del rischio idrogeologico e per la messa in  sicurezza
  degli   immobili  anche   d'interesse  storico,  architettonico   e
  religioso della collina di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Firetto Calogero

   N.  177  -  Notizie  circa  la presunta  prosecuzione  dei  lavori
  concernenti il MUOS in contrada Ulmo di Niscemi (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; La Rocca Claudia; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;  Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  178  -  Notizie  sullo  stato di  aggiornamento  dell'anagrafe
  dell'edilizia scolastica e sulla sicurezza delle strutture  adibite
  a sedi scolastiche presenti nel territorio della Regione.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Trizzino  Giampiero;  Troisi  Sergio; Venturino  Antonio;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  179  -  Iniziative  urgenti per la revoca  dell'autorizzazione
  regionale alla ricerca di idrocarburi nella Valle del Belice.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Turano Girolamo

   N.  182  -  Notizie in merito all'indagine avviata sui  contributi
  erogati  per  lo sviluppo imprenditoriale in terreni  di  proprietà
  della criminalità organizzata.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  183  -  Chiarimenti  circa  la  gravissima  contaminazione  da
  idrocarburi dei pozzi a Città Giardino - Melilli (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  184  -  Provvedimenti urgenti a favore  dei  lavoratori  della
  società 'Novamusa'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico

   N.  185  -  Indagine conoscitiva sulle recenti notizie sull'IRFIS-
  FinSicilia in merito a presunte anomalie nella gestione.
    Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  186  -  Ripresa  dei lavori per la realizzazione  della  nuova
  caserma del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico

   N.  188  -  Interventi  per  il  ripristino  delle  condizioni  di
  normalità  nel  territorio dei comuni della  zona  tirrenica  della
  provincia  di Messina colpiti dagli eventi calamitosi del  novembre
  2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N. 180 - Notizie in merito alle presunte irregolarità urbanistiche
  ed  ai  ritardi nell'applicazione del 'Codice Vigna' al  Comune  di
  Monreale (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Caputo  Salvino;  Assenza Giorgio;  Fontana  Vincenzo;
  Falcone Marco; D'Asero Antonino; Vinciullo Vincenzo

   N.  190  -  Notizie  sulla  gestione economica  dell'ospedale  San
  Raffaele - Giglio di Cefalù (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Salute
   Firmatario: Caputo Salvino

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno inviate al  Governo  e
  alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  173  - Chiarimenti circa i lavori di adeguamento dell'impianto
  di depurazione di Fondo Verde nell'area di Sferracavallo (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N. 174 - Provvedimenti finalizzati al pagamento dei contributi per
  l'abbattimento delle barriere architettoniche di cui alla  legge  9
  gennaio 1989, n. 13, per le annualità dal 2009.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N.  176 - Notizie in merito ai criteri adottati dal Governo per le
  nomine ai vertici delle aziende sanitarie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cordaro Salvatore; Cascio Salvatore; Fontana Vincenzo

   N.  181  -  Notizie in merito alle condizioni di  sicurezza  della
  strada statale Palermo-Sciacca.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  187  -  Adozione  delle norme di attuazione  finalizzate  alla
  promozione della lingua dei segni italiana (LIS).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari:   Ciaccio   Giorgio;  Siragusa  Salvatore;   Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;   Ferreri
  Vanessa;  Foti  Angela;  La  Rocca Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri  Valentina;  Trizzino Giampiero; Troisi  Sergio;  Venturino
  Antonio; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  189  -  Chiarimenti  circa alcune  disposizioni  normative  in
  materia di agriturismo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatari:  Ciancio Gianina;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;  Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  7  - Sospensione del procedimento per il rilascio del permesso
  di ricerca 'Masseria Frisella' nella Valle del Belice.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:   Milazzo   Antonella  Maria;   Gucciardi   Baldassare;
  Ferrandelli Fabrizio.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   -  numero  19  Provvedimenti urgenti per il precariato siciliano ,
  degli  onorevoli  Caputo Salvino; Assenza Giorgio;  Falcone  Marco;
  Germanà  Antonino  Salvatore; D'Asero Antonino,  presentata  il  22
  gennaio 2013;

   -   numero  21   Revoca  dei  permessi  legati  alla  ricerca   di
  idrocarburi nell'ambito del territorio della Val di Noto e dei siti
  Unesco  siciliani ,  degli onorevoli Pogliese  Salvatore  Domenico;
  Anselmo  Alice;  Assenza  Giorgio; Caputo Salvino;  Falcone  Marco;
  Fontana Vincenzo; Raia Concetta; Vinciullo Vincenzo, presentata  il
  23 gennaio 2013;
   -   numero  22   Interventi  urgenti  per  assicurare  il   sereno
  funzionamento  del  Centro  di recupero della  fauna  selvatica  di
  Ficuzza  (PA)  e  del Centro di recupero della  fauna  selvatica  e
  tartarughe marine di Comiso (RG) , degli onorevoli Assenza Giorgio;
  Caputo  Salvino;  Germanà  Antonino Salvatore;  Pogliese  Salvatore
  Domenico, presentata il 23 gennaio 2013;

   -  numero  23   Riapertura dello stabilimento ex FIAT  di  Termini
  Imerese  (PA) ,  degli onorevoli Caputo Salvino;  Assenza  Giorgio;
  Germanà   Antonino  Salvatore; Falcone  Marco;  Pogliese  Salvatore
  Domenico, presentata il 24 gennaio 2013;

   -  numero  24   Ripristino dell'equipaggio di autista-soccorritore
  nei  PTE  (Presidi territoriali di emergenza) , degli onorevoli  Lo
  Sciuto  Giovanni;  Figuccia Vincenzo; Lombardo Salvatore  Federico;
  Picciolo Giuseppe, presentata il 28 gennaio 2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

               Comunicazione di ritiro di interpellanza

   PRESIDENTE.  Comunico che, con email inviata il 21  gennaio  2013,
  acquisita  dalla  Segreteria generale il 22 gennaio  successivo,  e
  protocollata  al  n. 1177/AULAPG del 24 gennaio  2013,  l'onorevole
  Mangiacavallo  ha  ritirato, anche a nome  degli  altri  firmatari,
  l'interpellanza n. 4, dallo stesso deputato presentata in  data  14
  gennaio 2013.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Ardizzone


   Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  riunitasi  il  29  gennaio  2013  sotto   la
  presidenza   del   Presidente  dell'Assemblea,  presenti   i   Vice
  Presidenti dell'Ars, ha rideterminato, all'unanimità,  il  seguente
  programma-calendario  dei  lavori fino  all'avvio  effettivo  della
  sessione di bilancio.

   AULA
   L'Assemblea terrà seduta nelle seguenti date:
   -29  gennaio 2013, per il seguito della discussione del DPEF e  la
      votazione del relativo ordine del giorno;
  -30 gennaio2013 (ore 16,00), per la discussione sull'istituzione
  della Commissione parlamentare regionale Antimafia;
  -31 gennaio 2013 (ore 10,00), per la discussione unificata delle
  mozioni sulle trivellazioni in terraferma (Valle del Belice) e off-
  shore;
  -6 febbraio 2013 (ore16,00) e 7 febbraio 2013 (ore 10,00), per lo
  svolgimento di attività ispettiva;
  -28 febbraio 2013, per la discussione delle mozioni n. 9
  (Rigassificatore LNG di Porto Empedocle) e n. 10 (Elettrodotto
  Valle del Mela).

   COMMISSIONI (priorità per l'Aula)
   La  I  Commissione legislativa permanente darà priorità  all'esame
  del  disegno di legge di riforma delle province, la cui trattazione
  dovrà concludersi entro e non oltre mercoledì 6 marzo 2013, data in
  cui  il suddetto disegno di legge sarà comunque iscritto all'ordine
  del  giorno dell'Assemblea, anche in applicazione dell'art. 68  bis
  del Regolamento interno dell'ARS.


   Presidenza del presidente Ardizzone


               Commemorazione delle vittime della Shoah

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   proseguire   oltre
  nell'ordine  del giorno, permettetemi di volgere il  pensiero  alle
  vittime della Shoah.
   Due giorni fa si è celebrata la giornata della memoria, in ricordo
  delle vittime della Shoah.
   Trovo  doveroso  soffermare la nostra attenzione  sul  ricordo  di
  quell'immane  tragedia  ma,  ancora di più,  rivolgermi  da  questo
  scranno  prestigioso ai nostri giovani, alle ragazze ed ai  ragazzi
  della nostra regione.
   Anche  la Sicilia pagò il suo caro prezzo ed è per questa  ragione
  che il nostro imperativo, oggi, a decenni di distanza, è quello  di
  non  minimizzare  quanto  accaduto, di coltivare  con  costanza  la
  memoria dell'olocausto per preservarla dalla violenza di chi  nega,
  o  peggio  ancora, minimizza la portata di quei tragici eventi.  La
  Sicilia è sempre stata terra di incontro e fusione feconda  tra  le
  diverse  culture, terra di scambio e di dialogo, ed è  studiando  e
  dialogando che si spuntano le armi dei rigurgiti antisemiti.
   Conoscendo la storia si sconfiggono i vecchi e nuovi estremismi  e
  non  posso  non rifarmi con gratitudine al pensiero del  Presidente
  della  Repubblica  che  proprio oggi ci ha fatto  arrivare  alto  e
  chiaro il suo monito.
   Non  possiamo lasciare spazio all'oblio o campo aperto all'odio  e
  al  razzismo,  purtroppo  nella nostra società  non  mancano  né  i
  segnali, né gli episodi inquietanti.
   Per  questa ragione la guardia della politica deve restare  sempre
  alta.
   Vorrei   chiudere  questa  mia  brevissima  riflessione  con   una
  citazione di Elie Wiesel  che spero ci spronerà ancora di  più  nel
  nostro sforzo di politici del dialogo.
    Prendi posizione - diceva Wiesel - la neutralità favorisce sempre
  l'oppressore,  non  la  vittima. Il silenzio incoraggia  sempre  il
  torturatore, non il torturato .
   Vi  invito  ad  osservare un minuto di silenzio e di raccoglimento
  nel ricordo delle vittime della Shoah.

     (Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)

   Presidenza del presidente Ardizzone


       Seguito della discussione del Documento di programmazione
              economico-finanziaria per gli anni 2013-2017

   PRESIDENTE.  Si  passa al II punto all'ordine del giorno:  Seguito
  della   discussione  del  Documento  di  programmazione  economico-
  finanziaria per gli anni 2013-2017.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che si  era  chiusa  la  discussione
  generale e si era passati alle   dichiarazioni di voto da parte  di
  ogni componente per Gruppo.

   E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  sull'argomento  importante quale è il Documento  di  programmazione
  economico e finanziaria che a mio avviso non può essere un  momento
  prettamente burocratico ma deve essere, invece, un momento  in  cui
  questa  Assemblea  deve  potersi confrontare  con  chi  propone  un
  documento,  cioè il Governo che, di fatto, come la  stessa  analisi
  della  sua  essenza, trattasi di un documento che deve  vedere  una
  programmazione sia economica che finanziaria.
   Se  mi consente l'assessore,  anche nel dargli un saluto, visto la
  sua  presenza in quest'Aula e per me è il primo momento in cui  sto
  potendo    incontrarmi   con   l'assessore,   vorrei   dire    che,
  probabilmente,  dall'assessore tecnico ci si aspettava  altro,  nel
  senso che non può limitarsi  a una descrizione del documento da  un
  punto   di   vista   meramente  burocratico  e   finanziario,   pur
  condividendo  che  esso  debba  trattare  quello  che   è   la   il
  riposizionamento dell'aspetto finanziario, quindi dei conti, di ciò
  che è la parte essenziale che il documento prevede.
   Però deve, così come il principio ispiratore della norma definisce
  che  questo  documento deve anche riguardare  e  deve  definire  il
  quadro   macro-economico  tendenziale  e  programmatico  di   medio
  periodo,  cioè, rispondere alle finalità di coordinare  gli  organi
  istituzionali  ma  di  determinare gli  obiettivi  macro-economici,
  anche  con riferimento agli aspetti territoriali, quindi, il  senso
  dell'intervento nel territorio, con particolare riguardo  a  quelli
  che  sono gli aspetti relativi al reddito e all'occupazione e anche
  al riequilibrio dei conti pubblici.
   Quindi,  un  documento che deve avere una sua articolazione  sotto
  due aspetti.
   Pertanto,   signor   assessore,   pur   nel   condividere   quella
  impostazione che riguarda la parte finanziaria, come anche dal  suo
  intervento ebbe a sottolineare più un principio, quasi a richiamare
  i  parlamentari al momento in cui è stata espressa in quest'Aula la
  necessità  di approfondire anche quella parte che, sostanzialmente,
  manca in questo documento, quella della programmazione, sicuramente
  in un momento in cui siamo alla fase iniziale della legislatura.
   Gli elementi caratterizzanti, l'inizio di legislatura, l'esercizio
  provvisorio che di fatto consente di poter determinare  un  momento
  di  respiro,  la  necessità anche di affrontare in  questo  momento
  socio-economico  particolare  un  argomento  del  genere  con   una
  formulazione, con un impegno, con una articolazione, con una svolta
  innovativa che, probabilmente, da questo documento ci si  aspettava
  e da questo assessore ci si aspettava.
   Io  dico  che  sicuramente andava guardata la parte relativa  agli
  interventi di spesa strutturata, della spesa fissa, di questa parte
  che  la Regione siciliana nella sua realtà determina un momento  di
  forte vincolo nella spesa del bilancio sulla parte che riguarda  il
  costo  del personale, il costo di servizi, sulla parte che riguarda
  la  riqualificazione  della  spesa che io  ritengo  necessaria  per
  interventi  che servono a razionalizzare, perché no, la  burocrazia
  nel suo complesso.
   E, successivamente, vedo anche che c'è bisogno di un'inversione di
  tendenza,  che non può essere solo sotto un momento di clamori,  ma
  sotto  un  momento  obiettivo, serio, preciso con  criterio  e  con
  modelli,   che   è   quello   della    rivoluzione    dell'apparato
  burocratico, di cui in questi giorni ne vediamo alcuni aspetti  che
  qui ritengo vadano ricondotti, queste iniziative, al percorso serio
  e  razionale di un modello attraverso criteri, attraverso principi,
  attraverso un reale momento di impegno in questa direzione.
   E  poi, se mi consentite un'analisi sulla spesa strutturata, ma su
  quella  che  è  una parte di spesa consistente del  bilancio  della
  Regione siciliana, la parte della Sanità -  ho il piacere di vedere
  presente  l'assessore per la salute -  c'è da evidenziare  un  dato
  importante,  il  Piano  di  rientro  ha  previsto  una   serie   di
  interventi;  dal  2008  ad oggi, siamo in  presenza  di  una  spesa
  sanitaria  che,  nella sostanza, come sistema sanitario  regionale,
  cresce di cento milioni l'anno con un dato che riguarda il 2011 che
  è di ben 542 milioni in più rispetto all'anno precedente.
   Sono  dati  forniti dalla Corte dei Conti, su cui  ritengo  questa
  Assemblea debba fare degli approfondimenti e sulle quali spese deve
  capire  se,  da  una parte, abbiamo proceduto ad una  riduzione  di
  spesa   per  razionalizzazione  come  mai  il  totale  della  spesa
  complessiva cresca.
   Questo è un interrogativo su cui vorremmo avere una risposta.
   Per  non  parlare di quello che è il problema del personale  degli
  enti locali.
   Quindi,  un  modello che anche in questa direzione va  affrontato,
  per non parlare di un capitolo a parte che deve essere quello degli
  interventi  per  lo sviluppo - interventi per lo sviluppo  con  una
  piccola   e  media  impresa  che  vive  una  reale  difficoltà   -,
  infrastrutture e utilizzo diverso e in modo più razionale dei fondi
  comunitari.
   Per  non  parlare di quello che può essere il momento  di  ripresa
  attraverso  l'utilizzo, al meglio, del nostro patrimonio:  turismo,
  beni  culturali e ambiente in una formula nuova integrata, che veda
  la  possibilità di dare un'offerta turistica di livello medio  alto
  che  possa  creare quella reale motivazione e appetibilità  che  il
  mercato richiede.
   Per  non  parlare  poi  dell'agricoltura. Abbiamo  avuto  modo  in
  Commissione  Attività produttive di ascoltare  l'assessore  per  le
  risorse  agricole e alimentari, dove probabilmente anche qua  primi
  passi  cominciano  a  muoversi, ma dove  va  meglio  articolato  un
  momento  che  preveda un'agricoltura di qualità e un  riordino  del
  settore nel suo complesso.
   Ma  cosa  dire  dell'assenza totale sulla  politica  del  credito,
  assessore?
   Fermo  restando  che  l'Osservatorio  del  credito  della  Regione
  siciliana  ci  dice  che abbiamo un credito  che  costa  due  punti
  percentuali in più rispetto alla media nazionale, con una  maggiore
  consistenza  nelle  garanzie  da  fornire,  con  un  rapporto   che
  sicuramente deve essere riformulato con un aspetto  deviante    che
  le banche oggi realizzano in Sicilia. Come voi sapete, l'operazione
  di  raccolta fondi deve seguire all'operazione di impiego fondi per
  imprese e famiglie.
   Oggi  le  banche  hanno  un  momento di  disattenzione  in  questa
  direzione, quindi un tavolo, probabilmente istituzionale, che possa
  ricondurre,  attraverso una nostra azione, la Banca d'Italia  e  il
  Ministero dell'economia ad un intervento in questo settore.
   Concludo  dicendovi: cosa dire anche sulle politiche del  credito,
  di  un fondo di garanzia che la Regione deve pensare di promuovere,
  perché  possa  intervenire  in  questo  momento  di  difficoltà   e
  rappresentare   un   sostegno  che   consenta   alle   società   di
  sopravvivere.
   Concludo  realmente  dicendo che questa Assemblea  si  è  occupata
  nella  precedente legislatura di un fatto importante  che  riguarda
  l'IRFIS,  istituto  regionale, ultimo  baluardo  di  banca  che  la
  Regione siciliana aveva e che di fatto, per una serie di iniziative
  ancora  oggi misteriose e strane, è stato trasformato da  banca  in
  società  finanziaria. Oggi è sotto i riflettori per  una  serie  di
  interventi,  però ritengo che in questo senso, sulla  politica  del
  credito,  il  problema di un ritorno all'impegno per una  banca  in
  Sicilia diventa un altro argomento importante su cui soffermarci.
   Questo  ed altri argomenti, assessore, pensavamo fossero  per  voi
  per il governo e per noi, motivo di un ulteriore approfondimento  e
  di  una  grande capacità di svolta da determinare attraverso questo
  Documento. Dobbiamo denunziare che questi aspetti risultano assenti
  e  questo é uno dei motivi, assieme ad altre considerazioni, che ci
  porterà  a non poter condividere e, quindi, a non approvare  questo
  Documento che avete presentato.

   PRESIDENTE. Onorevole Scoma, la Presidenza concede dieci minuti  a
  Gruppo,   indipendentemente   dal  numero   degli   interventi,   a
  completamento di quello detto dall'onorevole D'Asero.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Caputo, lei è intervenuto abbondantemente.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Scoma.

   SCOMA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  abbiamo
  ascoltato l'onorevole D'Asero che aveva preparato l'intervento,  ma
  io,  a  nome  di  tutto  il  Gruppo  parlamentare,  intervengo  per
  esprimere la posizione che terremo nella votazione che si terrà  da
  qui a qualche minuto.
   Ma  prima  vorrei  esprimere alcune legittime  considerazioni.  Il
  Documento  posto alla nostra attenzione mi sembra così strutturato,
  assessore, sessantuno pagine, tra le quali due pagine di  premessa,
  cinque  pagine  sui  dati  macro-economici dell'economia  siciliana
  della  crisi,  trentasette pagine di illustrazione di  dati  macro-
  economici  nazionali,  descrizione  delle  politiche  nazionali  di
  spending review, consistenza del debito della Regione,  e la nostra
  classificazione   che  le  agenzie  di  rating   ci   hanno   dato;
  riprogrammazione  dei fondi europei, avviata e  conclusa,  come  si
  legge  a  pagina diciotto del documento di programmazione,   e  dal
  quale ella prende sempre le distanze.
   Quattordici  pagine  di  tabelle  che  riassumono  i  dati  macro-
  economici  prima accennati, sono i dati recentemente ascoltati  dal
  Centro Studi della Banca d'Italia ad un recentissimo convegno sulla
  situazione   economica  della  Sicilia,   e  a   tutti,   peraltro,
  abbastanza noti.
   Prima  pagina,   con il titolo  Prime linee strategiche'   in  cui
  leggiamo  occupazione giovanile di qualità, interventi nel prossimo
  e  futuro  DPEF. Obiettivi di carattere anticongiunturale, priorità
  che la Regione sosterrà nei prossimi impegni istituzionali'.
   Assessore,  quali  obiettivi, quali sono le  misure  concrete?  Il
  rafforzamento  e  il  completamento delle reti  infrastrutturali  e
  logistiche, la Sicilia al centro del Mediterraneo?
   Ma  vorrei  ricordare a questo Governo che il  suo  partito  e  la
  maggioranza che lo sostiene ha appena votato un'inefficace  mozione
  sul  ponte  dello  Stretto  che la dice lunga  sul  rispetto  degli
  accordi  internazionali  derivanti  dalla  collocazione  geografica
  della Sicilia.
   Lo stesso Governo nelle premesse del DPEF, a pagina quattro, terzo
  periodo, afferma che non è questo il DPEF del Governo, quello  vero
  sarà quello del prossimo anno.
   Testualmente si scrive:   Le prime linee guida saranno esplicitate
  ed   articolate   nel   dettaglio  del  successivo   Documento   di
  programmazione  economico e finanziaria che rappresenterà  il  vero
  primo  documento di programmazione per l'intera legislatura in  cui
  alla  luce  degli  approfondimenti analitici  e  dei  mutamenti  di
  scenario  oltre che dei primi effetti delle politiche  dell'attuale
  Governo,  sarà  riproposto e sviluppato nell'intero arco  temporale
  2013 - 2017'.
   Allora,  mi  chiedo, Assessore, questa seduta di oggi a  che  cosa
  serve?
   Onorevoli  colleghi, siamo qui a discutere per  stessa  ammissione
  del Governo, del nulla.
   Siamo  qui a recitare una parte obbligatoria, siamo qui, forse,  a
  definire una pratica burocratica.
   Francamente,  signor  Assessore,  ci  aspettavamo   di   più.   Ci
  aspettavamo  per  esempio che per le tre gravi emergenze  siciliane
  che  emergono  dai dati macro-economici riportati dal Documento  di
  programmazione,  e cioè quelle del settore delle costruzioni che ha
  avuto  un  crollo  del  7,1 per cento, nell'ultimo  anno,  con  una
  perdita  di migliaia di ore lavorate, e con conseguente perdita  di
  centinaia di posti di lavoro; quella dell'agricoltura che ha subito
  anch'essa   un   tracollo   sostanziale;   quella   delle   energie
  rinnovabili,  per  la  quale  occorre  affrettarsi  a   raggiungere
  l'obiettivo europeo che ci vede molto lontani dal traguardo.
   Ci  auguriamo che possano essere presi impegni veramente concreti.
  Tre  temi  importanti  che  se, da un  lato,  ci  vedono  in  grave
  difficoltà,  dall'altro, possono recitare una parte importante  per
  l'avvio   di   una   nuova  azione  assieme  agli   altri   settori
  dell'economia che sono tendenti alla vera rinascita della Sicilia.
   Sulle  costruzioni,  settore forse più colpito,  assessore,  avrei
  voluto  che oggi fosse presente l'onorevole Presidente e, colleghi,
  vorrei  riportarvi  alla scorsa legislatura, quando  quest'Aula  si
  occupò  dell'attuazione della normativa nazionale per  il  rilancio
  del  settore edile che demandava alle Regioni la legge applicativa.
  Qui  si  decise, forse, di punire i siciliani che avevano costruito
  anche una veranda regolarmente sanata e con concessione edilizia in
  concessione  ottenuta,  quindi  perfettamente  in  regola,   e   il
  risultato  è  sotto gli occhi di tutti: la legge  non  sortì  alcun
  effetto  perché,  in  Sicilia,  non  esiste  casa  che  non   abbia
  utilizzato  le sanatorie edilizie per riparare anche ad un  piccolo
  abuso.
   Ci  pensi, assessore, ma lo dica anche al suo Presidente; qui  non
  si   tratta   di   coprire  i  soliti  furbi,  ma   di   consentire
  l'applicazione  di  una norma della quale hanno  goduto  tutti  gli
  italiani,  e  non  solo  i siciliani, e che  avrebbe  l'effetto  di
  azzerare questo terribile decremento percentuale di quasi 8  punti,
  aiutando tanti piccoli artigiani a riprendere con fiducia  la  loro
  occupazione.
   In soldoni, una riforma a costo zero.
   E   che   dire  dell'agricoltura?  Occorre  incentivare  i  nostri
  prodotti,  far  diventare  efficace la  normativa  del  prodotto  a
  chilometro zero. Siamo stanchi di vedere in tutti i nostri super ed
  ipermercati,  patate, cipolle, arance francesi che, a  loro  volta,
  vengono importate dal Marocco e dalla Tunisia. Una proposta sensata
  e  per  la quale annuncio che presenterò, come Gruppo parlamentare,
  un disegno di legge, che già è allo studio dei nostri uffici ma che
  deve  certamente  essere accompagnato da misure  straordinarie  che
  riavvicinino  i  giovani  all'agricoltura,  al  fine   di   rendere
  appetibile,  utilizzando quella parte del piano di  azione  per  la
  coesione,  che  risponde  al  nome di Pac,  strumenti  diretti  per
  imprese e lavoro.
   Che  dire  della politica energetica? Tutti, in quest'Aula,  hanno
  più  volte  manifestato a gran voce, ed anche lei  assessore  e  il
  Presidente  della Regione, nelle sue dichiarazioni  programmatiche,
  di volere dare impulso alle energie rinnovabili.
   Ora,   mi   consenta   di  dire  che,  come  quelle   affermazioni
  sessantottine  sulla  pace  del Mondo, tutti  siamo  d'accordo,  ma
  nessuno  dice  come  vuole ottenere il risultato.  Non  pretendiamo
  certamente  di  essere  i depositari della verità,  ma  abbiamo  la
  nostra  di  ricetta che vogliamo confrontare con  il  Governo.  Una
  ricetta  che  prevede,  innanzitutto, la  salvaguardia  del  nostro
  territorio con la istituzione dei Distretti energetici. Un no secco
  ad  un indiscriminato fiorire di impianti in ogni dove ma luoghi in
  accordo con i Comuni, ove istallarli.
   E  che dire dell'errata applicazione del principio di filiera? Del
  principio  del  Peirce,  a suo tempo, poi,  definito  inapplicabile
  perché  illegittimo dallo stesso estensore ed utilizzato  solo  per
  scavalcare i turni di attesa e favorire qualche azienda produttrice
  di   pannelli   in  dispregio  di  ogni  normativa  europea   sulla
  concorrenza.
   Assessore,  onorevole  Presidente  della  Regione,  più  volte   è
  intervenuto coraggiosamente, voglio dargliene atto, ma mi riferisco
  ovviamente  al  Presidente Crocetta, sulla burocrazia  regionale  e
  sulla  necessità di una rivoluzione dell'approccio che  deve  avere
  con l'utenza.
   Sappia   che  su  questo  tema  la  seguiremo  sempre,  ma  questo
  Documento,  Presidente  Crocetta, non fa  cenno  alcuno  ad  azioni
  concrete in attuazione della legislazione vigente, finalizzata alla
  necessità  più  impellente, la formazione  continua  del  personale
  regionale,  che  ci  consenta  di  raggiungere  obiettivi  come  il
  rispetto  dei  tempi  di  legge previsti dalle  norme  regionali  e
  nazionali per il rilascio delle autorizzazioni.
   Il  vero timore dello sviluppo della Sicilia è il mancato rispetto
  dei  termini  da  parte della pubblica Amministrazione,  nonostante
  tutte  le  leggi approvate nel tempo, sino all'ultima della  scorsa
  legislatura, lo abbiano più volte ricordato.
   Basterebbe  semplicemente  che  le  norme  che  questo  Parlamento
  produce non venissero considerate solo una raccomandazione  per  il
  Governo e per la burocrazia della Regione.
   Concludo, assessore, con un principio che ebbi a dire in occasione
  delle dichiarazioni programmatiche e che, spero, possa essere stato
  letto  anche  dal  suo  Presidente:  il  Gruppo  parlamentare  PDL,
  coerentemente, è e rimane all'opposizione di questo Governo, perché
  così hanno voluto i nostri elettori, ribadendo ancora una volta che
  la   nostra   non   sarà  mai  un'opposizione  di   principio,   ma
  un'opposizione nuova, matura, democratica e responsabile,  che  non
  le   farà  mancare  il  sostegno  sui  provvedimenti  condivisi   e
  condivisibili,  ma  che  sarà  altrettanto  dura  ed  irremovibile,
  adottando  tutti gli strumenti che il Regolamento interno  consente
  ad una minoranza, quando i suoi provvedimenti non ci convinceranno.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire  in  ordine  al Documento di programmazione  economico-
  finanziaria   che,  come  peraltro  è  affermato  nella   relazione
  introduttiva, è testualmente scritto che trattasi di  un  documento
  per cui il Governo non è stato in grado di approntare adeguatamente
  e fa cenno ad un rinvio al prossimo anno.
   Questo la dice lunga sulla valenza di questo documento e su quelle
  che  sono  le proposte in ordine alle linee programmatiche  che  il
  Governo intende portare avanti.
   Si  ripete un po' la storia delle dichiarazioni programmatiche del
  Presidente della Regione, quando in Aula si è limitato a leggere il
  programma   comunicato   in   campagna  elettorale,   invitando   i
  parlamentari  a  coniugare adeguatamente i verbi e oggi  ripete  la
  stessa scena, presentando un documento che, di fatto, non esiste.
   La  cosa che più ci meraviglia - lo hanno detto altri colleghi, ma
  tengo  a ribadirlo - è che, se, da un lato, il Governo ha proposto,
  contro  il  parere di parecchi di noi, un esercizio provvisorio  di
  quattro mesi, non si riesce a comprendere quale sia stata la fretta
  di  presentare  questo documento che non da un  adeguato  indirizzo
  della prossima attività che il Governo intenderà assumere.
   C'è  soltanto  qualche accenno che, in ordine a quello  che  è  il
  carico  fiscale  e  cioè  che il Governo assume  l'impegno  di  non
  aumentare  il sistema di tassazione, né di fare ricorso a  capitale
  di debito.
   Il  Governo  si  impegna,  secondo questo documento,  a  garantire
  livelli di equità sociale.
   Per  il resto, mi permetto di sottolineare, che il Governo fa  una
  elencazione di quelle che sono state le problematiche, negli ultimi
  anni, a proposito dell'agricoltura, dell'industria, del terziario.
   Una  sorta di cronaca, una sorta di elenco di quelle che  sono  le
  problematiche  che, in questi anni, hanno aggredito questi  settori
  delle  attività economiche; proseguendo in questo ragionamento,  fa
  alcune  considerazioni  rispetto alla sanità.  Conferma  quanto  di
  buono  era stato fatto in precedenza; intende proseguire su  questo
  versante  e  si  fa carico, ovviamente, di adeguare  il  cosiddetto
  Piano  operativo regionale, che è il famoso decreto del 30 dicembre
  2010, a quelli che sono i provvedimenti adottati da Balduzzi.
   Da  una conferma, quindi, di quanto di buono era stato fatto nella
  precedente legislatura e intende continuare su questa strada.
   Siamo contenti, signor Presidente, assessore, signori del Governo,
  perché  tante volte, in quest'Aula, ci sono stati scontri in ordine
  a  quello  che è il tema della sanità, prendiamo atto, invece,  che
  quanto  si  è fatto in passato è assolutamente positivo  e  che  il
  Governo  intende proseguire su questo indirizzo, ferme restando  le
  modifiche che dovrà adottare in ordine alla spesa.
   Relativamente alla politica fiscale, c'è un cenno che sta tanto di
  elencazione  che,  spesso, si fa quando si  parla  di  autonomia  e
  quando si parla di rivendicazione di natura fiscale, di quelli  che
  sono gli articoli 36 e 37 dello Statuto e non c'è alcun accenno, mi
  permetto di dire, a quelle che potrebbero essere le iniziative che,
  altre  volte, il Presidente della Regione, nel corso di interviste,
  di  conferenze stampa, di comizi, ha annunciato, come se avesse già
  intrapreso  contatti con Roma; e la qualcosa credo sia  francamente
  impossibile, se non altro perché, in questo momento,  a  Roma,  non
  c'è alcun Governo.
   L'ultimo argomento che tratta è la questione dell'indebitamento  e
  mi  fa  piacere che questo Documento riprenda, di pari passo, tutte
  le   argomentazioni   che,   in  una   delle   ultime   sedute   di
  quest'Assemblea,  sono  state  esplicitate  dall'allora  Presidente
  della  Regione, in cui, al di là di quello che il Governo nazionale
  aveva  lasciato  intendere, cioè una sorta di  default  in  cui  la
  Regione, a breve, rischiava di trovarsi, non solo conferma  i  dati
  che  sono  stati elencati in quella giornata, in cui c'è  stato  un
  confronto  tra  Governo  e Parlamento, in  ordine  alla  situazione
  debitoria  della Regione siciliana, ma mi permetto di  sottolineare
  quanto   testualmente  afferma  nel  documento,   considerato   che
  l'importo  complessivo delle quote di ammortamento per  capitale  e
  interesse  dei  mutui  e  delle altre  forme  di  indebitamento  in
  scadenza  nei  servizi 2012, 2013, 2014, 2015, non  supera  il  25%
  dell'ammontare complessivo delle entrate tributarie non  vincolante
  della  Regione e che le relative quote di ammortamento  sono  state
  previste  nei  perimetri dipartimenti capitali  di  spesa,  risulta
  rispettato il limite all'indebitamento sopra indicato.
   Cosa  vuol dire questo? Vuol dire che anche un Governo diverso  da
  quello precedente riconosce che non c'è una situazione pesante  sul
  piano  finanziario e che quanto argomentato, alla vigilia di questa
  elezione,  era  soltanto un patto strumentale,  un  patto  politico
  volto  a delegittimare l'azione politica di chi ha governato  prima
  questa Regione.
   Se  mi  permettete, signor Presidente, assessore, credo che questo
  Documento,  per le cose che ho detto poc'anzi, non  dica  nulla  di
  particolare, vorrei quasi dire di trovarci dinnanzi a un  Documento
  di  programmazione economico- finanziaria che tale non è,  per  cui
  noi  del  Partito  dei  Siciliani -  MPA  ci  troveremmo  anche  in
  difficoltà  a considerare l'ipotesi di un ordine del giorno  su  un
  documento  che,  di fatto, non esiste perché, rispetto  alle  linee
  programmatiche che in esso sono enunciate come linee  di  carattere
  generale,  di fatto, mi permetto di dirle, assessore,  che  l'unica
  cosa  con certezza che lei ha tenuto ad evidenziare è che le  poste
  indicate   in   bilancio,  attraverso  una   riduzione   di   spesa
  considerevole  di circa 900 milioni di euro, sono un'operazione  di
  pulizia, un'operazione che porterà a verità di bilancio.
   Sono  preoccupato  perché  credo che le obbligazioni  assunte  dal
  bilancio,  fermo  restando  la riduzione  di  contratti  che  state
  avviando,  fermo  restando  la  riduzione  anche  dei  compensi  ai
  dirigenti, che si è annunciata, sono piccole cose rispetto  ad  una
  preoccupazione che, mi permetto di sottolinearle, è quella, dovendo
  la  Regione garantire le obbligazioni assunte, di non trovarci,  da
  qui  a  qualche  anno, con una serie di debiti fuori bilancio,  che
  difficilmente potremmo giustificare.
   Lei  sa  meglio  di me che una norma che abbiamo approvato  a  suo
  tempo  prevede  la  responsabilità dei  dirigenti  dei  servizi  e,
  quindi,  del  Direttore Generale, in ordine alle indicazioni  delle
  poste in bilancio. Cosa voglio dire?
   Voglio  dire  che  ogni  posta  in bilancio  ha  necessità  di  un
  riconoscimento da parte di chi è preposto al servizio che la  posta
  è esatta, che la posta è corretta, che la posta è conforme a quelle
  che sono le esigenze delle obbligazioni. Credo che, difficilmente -
  non  ho  dato  uno  sguardo al bilancio perché, come  lei  sa,  non
  abbiamo ancora tenuto una riunione, mi pare oltremodo difficile che
  possiamo  trovarci dinnanzi a una opportunità di questo tipo,  cioè
  una riduzione così considerevole del bilancio.
   La  cosa che più anche io tengo a sottolineare, assessore,  è  che
  non  si parla assolutamente di un processo di privatizzazione,  non
  si  parla di una esperienza che, secondo me, è  importante,  che  è
  stata  fatta  a proposito delle terme di Sciacca e delle  terme  di
  Acireale, che per cinquant'anni hanno generato debiti e che mai  si
  era  pensato  di  affidare  la  gestione  all'esterno,  a  soggetti
  competenti  che  fanno questo mestiere, perché giammai  la  Regione
  sarà in grado di gestirle positivamente.
   Non  si  fa cenno alla necessità di sciogliere enti per  i  quali,
  nella  scorsa  legislatura,  avevamo tentato,  ma  non  vi  eravamo
  riusciti,  e  per il quale scioglimento di enti, le comunico,  caro
  Assessore,  che  noi  del  Partito  dei  Siciliani  -  MPA   saremo
  certamente  d'accordo,  perché  li riteniamo  ormai  superati,  non
  rispondenti a quelli che sono gli stessi scopi sociali degli enti e
  riteniamo  che,  in un momento di magra,  non possono  esserci  più
  carrozzoni di questo tipo.
   Siamo  preoccupati di tutti questi movimenti che ci sono in ordine
  al  personale,  perché credo che sia più giusto e  più  equo  avere
  riguardo  per il personale che lavora alla Regione, fermo  restando
  che,  se  c'è qualcuno di costoro che ha comportamenti non  consoni
  alla  lealtà  nei confronti dell'Amministrazione e del  Governo,  è
  giusto  che  si  assumano provvedimenti. Sparare  nel  mucchio  non
  ritengo  che  sia  una  cosa  giusta;  fare  spostamenti  di  massa
  significa  colpire tutti coloro i quali lavorano in un  determinato
  settore.  E  non credo che sia una cosa che, a nostro  parere,  sia
  vantaggiosa né per l'immagine della Regione né per i dipendenti  né
  per chi, in questo momento, governa.
   Ripigliare un discorso di un servizio, di una direzione, punto e a
  capo, vuol dire creare ulteriori disfunzioni, vuol dire non avere a
  mente  le  difficoltà che in questa Regione  ci  sono  state  e  ci
  saranno.
   Un'ultima cosa: credo che, da parte del Governo, occorra -  me  lo
  lasci  dire  - un'azione di responsabilità e soprattutto  verso  il
  Parlamento perché, al di là delle posizioni politiche, credo che il
  Parlamento  potrà  trovare  certamente  una  collaborazione  ed  un
  apprezzamento  per le cose utili che questo Governo  potrà  portare
  all'attenzione del Parlamento.


   Presidenza del presidente Ardizzone


       Saluto ai docenti ed agli studenti dell'Istituto tecnico
                   Gioacchino Russo  di Paternò (CT)

   PRESIDENTE.. Onorevoli colleghi, porgo un saluto, a nome di  tutta
  l'Assemblea,  ai  docenti  ed agli studenti  dell'Istituto  tecnico
   Gioacchino  Russo  di Paternò (CT), che sono tra  il  pubblico  ed
  assistono ai lavori di quest'Aula.

   Presidenza del presidente Ardizzone


        Riprende il seguito della discussione del Documento di
      programmazione economico-finanziaria per gli anni 2013-2017

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  intervengo  per esprimere quale sarà la dichiarazione di  voto  del
  Gruppo   parlamentare  del  Cantiere  Popolare  sul  Documento   di
  programmazione economico-finanziaria.
   Ho   ascoltato,  con  grande  attenzione,  nella  scorsa   seduta,
  l'assessore  Bianchi; ho avuto modo di leggere  il  Documento;  non
  sono un tecnico, però, ho avuto la possibilità di confrontarmi  con
  i  tecnici  del  Gruppo.  Ho avuto così  modo  di  apprezzare  che,
  rispetto  ai  Documenti di programmazione economico-finanziaria  e,
  poi,  alle  finanziarie successive, che ne ricalcavano  in  qualche
  modo  i  tratti  che  alcune voci, palesemente  false,  sono  state
  espunte e questo per me è motivo di soddisfazione.
   Credo  che  non  si  potrà mai più tornare a  parlare  di  qualche
  centinaio   di  milioni  di  euro  per  valorizzazioni  immobiliari
  inesistenti  né  di altre centinaia di milioni di  euro  legati  ad
  entrate  tributarie, a maggiori entrate fiscali,  che  poi,  in  un
  momento  di recessione economica, non avevano neanche lo spazio  di
  una notte per diventare realtà e restavano il sogno di pochi.
   Ma,  Assessore, mi sono poi dovuto confrontare con i dati crudi  e
  anche  con  la  parte  discorsiva del Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria  che ritengo, quanto meno  per  ricalcare  il
  giudizio  del  presidente della Commissione Bilancio, un  documento
  insufficiente, non solo e non tanto perché mi è sembrato, in alcune
  sue  parti, una mera elencazione dei dati ISTAT sulla flessione del
  PIL,  ma  perché  credo che, con riferimento ad alcune  voci  sulle
  quali la Sicilia si attende risposte importanti e, in qualche caso,
  anche  definitive,  questo  documento risulta  essere  quanto  meno
  deficitario.
   Che  ci sia ancora una contrazione economica che sia frutto, anche
  nel  nostro  territorio,  di  una  congiuntura  internazionale  che
  determina  obiettive situazioni di crisi, questo è sotto gli  occhi
  di  tutti.  Non  avevamo bisogno di leggere un DPEF per  rendercene
  conto. Rispetto, però, alla recessione nazionale ed internazionale,
  che  continua ad essere purtroppo un fatto assolutamente importante
  e  decisivo  per alcune economie come la nostra, credo che  qualche
  parola in più, sotto il profilo delle soluzioni da proporre, questo
  documento avrebbe dovuto dirci.
   Mi  riferisco  soprattutto a temi per noi esiziali o  fondamentali
  come  quello  dell'agricoltura, per  la  quale,  invece,  si  parla
  soltanto  di  una  riduzione delle esportazioni, ad  eccezione  del
  settore  vitivinicolo;  mi riferisco ad una  presa  d'atto  di  una
  ulteriore   fase  flessiva  legata  al  settore  del  terziario   e
  dell'industria; mi riferisco all'assoluta mancanza  di  riferimento
  all'unico strumento normativo che, negli ultimi anni, ha preso vita
  in  questa  Assemblea  regionale, ossia la  legge  sugli  incentivi
  all'imprenditoria giovanile e femminile mai finanziata, alla quale,
  in  questo  DPEF,  non  si  fa alcun riferimento  e  che  inviterei
  l'assessore  Bianchi  ad  andare  a  studiare  e,  magari,  se   ci
  riusciamo,  tutti  insieme,  nella prossima  finanziaria,  anche  a
  finanziare.
   Rispetto  a queste cose, non vedendo e non scorgendo, ad  esempio,
  nessuna traccia di programmazione, né economica né finanziaria, che
  guardi  anche alla riforma strutturale del credito, né una  parola,
  ad  esempio,  su  un  altro tema fondamentale, qual  è  quello  dei
  forestali,  che aspettano risposte che possano essere  più  o  meno
  definitive,   credo  che il nostro giudizio  non  possa  essere  un
  giudizio positivo.
   Non  può  esserlo  anche perché abbiamo guardato e  continuiamo  a
  guardare  con grande attenzione a quanto compie questo  Governo.  I
  primi  passi,  però, assessore Bianchi, non ci sono sembrati  passi
  sicuri.  Hanno, invece, dato la sensazione, a mio parere, di  passi
  che, a volte, avevano nell'improvvisazione la loro linea guida.
   Mi   riferisco,   ovviamente,  alla  vicenda  dell'interpretazione
  autentica   di   una  norma  che  non  esisteva,  con   riferimento
  all'impugnativa del Commissario dello Stato; mi riferisco ad alcuni
  annunci del Presidente Crocetta, ai quali guardiamo con attenzione,
  ma  che riteniamo di difficile se non di impossibile attuazione. Ad
  esempio,  quando si dice che i precari verranno inviati  presso  le
  imprese private, imprese che aspettano più di cento milioni di euro
  di credito dalla Regione che, nella passata gestione, ha ritenuto a
  torto o a ragione di pagare i forestali piuttosto che altri, ma non
  ha pagato gli imprenditori ai quali noi vorremmo anche adesso, dopo
  che  questi soggetti in un momento,  questa volta sì a ragione,  di
  congiuntura negativa internazionale, non gli paghiamo i  crediti  e
  per  giunta  gli  chiediamo  di stabilizzare  i  precari.  O  sulla
  chiusura delle partecipate, auspicabile se questo serve a eliminare
  quei  carrozzoni, e non tutti sono carrozzoni, perché temo, spesso,
  le  generalizzazioni che da questo Governo sono venute e presto, da
  qui  a  qualche  secondo,  entrerò nel  merito  di  qualche  altra.
  Eliminazione  delle società partecipate per fare  in  modo  poi  di
  internalizzare il personale. E come si fa?
   Siccome  l'ho  sentito annunziare al Presidente  Crocetta,  vorrei
  capire  come  si fa, perché a me non risulta che questo,  oggi,  si
  possa  fare, tranne a prevedere strumenti normativi che ancora  non
  sono nel nostro sistema legislativo.
   Assessore, non si dice niente neanche sulla formazione.
   Non  si  dice niente su come supplire a quella mancanza  di  venti
  milioni,  almeno  così pare, che mancano dal rifinanziamento  della
  legge  24,  circa  i fondi europei con i quali, ad oggi,  onorevole
  Falcone, sono stati finanziati i fondi della formazione. E circa la
  formazione, ho seguito con molto interesse quanto è accaduto  nelle
  scorse settimane e ho predicato prudenza al Governatore, non perché
  a  me  piacciano le battaglie di retroguardia, ma perché non vorrei
  che, ancora una volta, le soluzioni fossero peggiori dei mali.
   Noi  al Governatore Crocetta chiediamo più coraggio; chiediamo più
  coraggio  perché generalizzare finisce per essere una  ricetta  che
  non coglie nel segno.
   Diceva  qualcuno  prima  di me - credo, si trattasse  di  Leonardo
  Sciascia  - che, quando tutto è mafia, niente è mafia; se  tutto  è
  corruzione,  il rischio è che nulla sia corruzione; se diciamo  che
  la mafia è nelle Istituzioni, dobbiamo dire di chi stiamo parlando.
   Se diciamo, infatti, che nelle Istituzioni c'è odore di mafia - io
  direi, facendo un'incidentale, che sarebbe il caso di cominciare  a
  dire che c'è puzza di mafia, perché odore di mafia è una frase  che
  mi  suona  sbagliata anche sotto il profilo dell'unione  delle  due
  parole  e dei due termini - se diciamo che c'è odore, o puzza  come
  dico io, di mafia, dobbiamo fare nomi e cognomi.
   E,  allora, queste cose, nelle prossime settimane, pretendiamo  di
  ottenerle  dal  Presidente Crocetta e dal suo  Governo,  sia  nella
  formazione  sia  in tutti i settori dove, se ciò è  vero  e  se  il
  Presidente  ne  ha  notizia,  malauguratamente,  dovessero  esserci
  infiltrazioni mafiose.
   Per  tornare al tema e per andare alla conclusione, assessore, lei
  ci  ha  pronosticato, per il 2013, una riduzione,  una  fuoriuscita
  dalla stagnazione e una riduzione dal -0,5 al -0,1.
   Ci  ha pure detto che, nel 2014, raggiungeremo il dato positivo in
  relazione  a  un dato numerico, se non ricordo male, del  +1,1  per
  cento.
   Allora, rispetto a queste cose, non potremo che compiacerci, ma ho
  usato  il verbo futuro perché, oggi, abbiamo soltanto una serie  di
   se . E abbiamo una serie di  se  perché sappiamo bene anche,  come
  lei ha detto nella scorsa seduta, che, se non riusciamo ad ottenere
  una  sorta  di  revisione sostanziale del Patto  di  stabilità,  le
  nostre speranze resteranno pie e non diventeranno mai certezze,  né
  dati di sviluppo reali ed obiettivi per la nostra Terra.
   E   siccome  il  DPEF  è  un  disegno  di  legge  ed  è   comunque
  un'indicazione  che finisce per avere una valenza più  formale  che
  sostanziale,  ma sicuramente una valenza simbolica, questa  sera  -
  come  deputati  del  Cantiere Popolare - daremo un  voto  politico,
  nell'augurio che le cose che lei ci ha detto - soprattutto  per  la
  prospettiva più immediata, perché 2013-2014 rappresentano il medio-
  breve  termine - possano avverarsi. Ad oggi, noi le eleggiamo  come
  speranze  e, quindi, il nostro è un voto politico che non  può  che
  essere contrario. Buon lavoro e in bocca al lupo alla Sicilia.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  quest'anno  il  DPEF sconta almeno tre elementi che occorre  tenere
  presente per capire i fattori caratterizzanti del nuovo processo di
  programmazione, che il nuovo Governo ha ritenuto di dover impostare
  subito  dopo  la  sua  elezione. Tutti questi elementi  sono  stati
  correttamente  esposti dal Governo nel documento  e,  per  sintesi,
  vorrei evidenziarli.
   Il  Governo dice  un nuovo documento si imposta dunque per diversi
  ordini  di ragioni e, in particolare, da un lato, sotto il  profilo
  economico-finanziario per le esigenze di aggiornamento  del  quadro
  macroeconomico e della finanza pubblica regionale, dall'altro,  sul
  piano   squisitamente  politico,  per  recepire  le   prime   linee
  strategiche  che  l'attuale  esecutivo  vuole  perseguire  per   il
  rilancio dello sviluppo economico e sociale della Sicilia.
   Pertanto,  il  Documento  di programmazione  economica  2013-2015,
  approvato nel luglio scorso dal Governo uscente, è stato oggetto di
  una profonda revisione come premessa all'elaborazione della manovra
  finanziaria e della legge di bilancio.
   I  processi di revisione, rilancio e accelerazione delle politiche
  di sviluppo, descritti nelle pagine che seguono, insieme ai margini
  di  manovra  da  realizzare, attraverso  il  processo  indicato  di
  riassetto della finanza pubblica regionale, consentono di tracciare
  alcune  prime  linee  guida  strategiche  per  una  prospettiva  di
  sviluppo  per  la Sicilia, che saranno esplicitate, articolate  nel
  dettaglio  nel  successivo  Documento di programmazione  economica-
  finanziaria.
   Pertanto,  correttamente  e  con assoluta  trasparenza,  l'attuale
  impostazione  politica e programmatica del Governo,  considerati  i
  tempi  del  proprio  insediamento, ha  previsto,  da  un  lato,  di
  revisionare  il  vecchio  Documento  di  programmazione  economica-
  finanziaria  del precedente Governo, evidenziando il lavoro  subito
  avviato  di  revisione  critica delle modalità  di  spesa  e  delle
  risorse   impiegate,  dall'altro  ha  immediatamente   inserito   e
  tratteggiato  programmi  ed  azioni volte  a  definire,  nel  breve
  periodo,  interventi di carattere anticongiunturale,  è  uno  degli
  aspetti  fondamentali, da attuarsi attraverso investimenti pubblici
  e strumenti diretti per l'impresa ed il lavoro.
   Infatti,  uno dei problemi più evidenti in questa fase di gestione
  è  rappresentato  dalla  ricerca che dobbiamo  effettuare  per  poi
  attuarne le misure del miglior mix composito di rigore, crescita ed
  equità, signor assessore, ciò di cui  ha bisogno oggi la Sicilia.
   Il  sostanziale ristagno dell'economia siciliana e,  naturalmente,
  dell'intera  economia  nazionale  ed  europea  provoca  disaggio  e
  preoccupazione  ed  emerge,  così  come  evidenziato  dal  Governo,
  l'estrema  necessità  di  un'attività di investimento  in  funzione
  anticiclica   e,   quindi,  l'obiettivo  di   promuovere   efficaci
  interventi in tale direzione, ossia con le cosiddette politiche  di
  coesione   economica,  sociale  e  territoriale  ed   è   qui   che
  registriamo una prima questione nodale.
   Negli  ultimi anni, la cornice programmatica per tali politiche  è
  stata disegnata dal QSN 2007/20113, che è stato finanziato non solo
  con  fondi  strutturali dell'Unione Europea, ma anche  con  risorse
  nazionali   aggiuntive,  provenienti  dal   fondo   per   le   aree
  sottoutilizzate, i famosi FAS - se tutti quanti ricordiamo  -  oggi
  Fondo per lo sviluppo e l'occupazione.
   Orbene,  poiché  negli anni scorsi si è, non solo  registrata  una
  grave difficoltà di spesa e programmazione a livello regionale, che
  è  stato  il  punto forse più negativo, più disastroso del  vecchio
  governo,  ma  altresì,  per  le  note  vicende  finanziarie,  si  è
  consumato a livello nazionale una pesante azione di restrizione che
  ha ridimensionato gli impegni della politica regionale e nazionale,
  riducendo  drasticamente l'apporto della componente nazionale  alla
  realizzazione  del disegno complessivo di sviluppo  e,  quindi,  di
  fatto,  si  sono  amplificati i fattori  di  ristagno  economico  e
  sociale  con un gravissimo crollo degli investimenti pubblici;  una
  crisi senza precedenti.
   Il  Governo,  nel suo Documento, ha centrato il tema ponendo  alla
  base  del  proprio ragionamento questo concetto: senza una  ripresa
  del processo di accumulazione, capace di rilanciare lo sviluppo, la
  Regione   continuerà,  inevitabilmente,  il  suo   avvitamento   di
  recessione  e  crisi finanziaria e, nonostante,  tutti  gli  sforzi
  possibili  per una politica di bilancio rigorosa che  consenta  una
  riduzione della spesa corrente, nel rispetto dei vincoli del  patto
  di  stabilità  interno, l'equilibrio di bilancio  sarebbe  comunque
  compromesso dall'andamento dell'economia reale.
   E',  pertanto, urgente non solo auspicare un cambio di  rotta  nel
  considerare la spesa per gli investimenti nel patto di stabilità  e
  crescita  europea, ma il risanamento della finanza  pubblica  dovrà
  necessariamente  avvalersi di una particolare attenzione  da  parte
  dello Stato e del nuovo Governo nazionale.
   Nel  contesto  recessivo, le manovre nazionali degli  ultimi  anni
  hanno  comportato,  secondo le stime Svimez, un effetto  depressivo
  sul PIL del 2012 del 1,1 per cento.
   Servono  quindi  politiche di rigore, di  riqualificazione  mirata
  della   spesa,   basta   tagli  lineari,   signor   assessore,    o
  ragionieristici, servono misure in grado di accrescere gli  effetti
  redistributivi e servono miglioramenti quantitativi  e  qualitativi
  dell'offerta pubblica nei servizi e nella copertura del  fabbisogno
  sociale in Sicilia.
   Il   nuovo   Governo,  con  il  rinnovato  slancio  e   la   nuova
  autorevolezza,   bene   ha   fatto,   caro   assessore,   a   porre
  immediatamente  la  centralità delle  risorse  per  lo  sviluppo  e
  adottando,  il  10  dicembre 2012, il documento  Indirizzi  per  la
  riprogrammazione del POR FESR 2007-2013  e l'adesione al  Piano  di
  azione  e coesione, d'intesa con il governo Monti, incardinando  le
  risorse recuperate in tre programmi collaterali e sinergici.
   La  tendenza  di  breve periodo della finanza  pubblica  regionale
  riflette la crisi recessiva in atto, nonché le annose condizioni di
  interi   settori  della  spesa  pubblica:  la  spesa  relativa   ai
  forestali,    al   trasporto   pubblico,   all'informatica,    alla
  compartecipazione alla spesa sanitaria, difficile da comprimere  e,
  contemporaneamente,  sul  lato delle  entrate,  l'impossibilità  di
  acquisire  risorse aggiuntive in grado di sostenere le spese  e  la
  legislazione vigente.
   La  visione negativa di tutti i saldi differenziali dell'andamento
  tendenziale della finanza regionale, per i prossimi tre  anni,  non
  può  che  infonderci  quella  giusta dose  di  energie  e  fermezza
  nell'affrontare  una sfida che sembra impossibile  per  raggiungere
  gli  obiettivi  per  questa  nuova legislatura  di  rilancio  e  di
  crescita nel rigore e nell'equità dell'offerta pubblica.
   Ridiscutere con lo Stato un patto di riequilibrio finanziario,  al
  di  là  di patti e vincoli che rischiano di svuotare le leve  della
  spesa pubblica, finalizzate alla crescita e al rilancio produttivo,
  con  un  occhio  attento agli sprechi e alle spese  improduttive  o
  peggio   clientelari,  ma  con  la  consapevolezza  che   occorrono
  strategie  per cogliere le sfide che sono di fronte a questa  nuova
  legislatura.
   Bisogna partire da qua, assessore Bianchi, un  nuovo patto con  lo
  Stato, un patto vero, serio, forte autorevole che consenta a questa
  Terra finalmente di vedere la fine di un incubo, la fine del tunnel
  perché  certamente senza questo patto non riusciremo ad  uscire  da
  questo momento di profonda crisi.
   Per  quanto  ci  riguarda, il Gruppo parlamentare UDC  ha  firmato
  l'ordine  del  giorno col quale si entra molto  nel  dettaglio.  Il
  fatto   che  il  Governo,  l'assessorato,  ha  tratteggiato  questo
  Documento  di programmazione economica-finanziaria su macro-aree  è
  di grande rilievo e dimostra grande serietà.
   Il  Governo  non ha voluto fare il libro dei sogni né  tanto  meno
  utilizzare il Documento di programmazione economica-finanziaria per
  fare  propaganda. Ha  voluto discutere seriamente, porre in  essere
  alcuni   cambiamenti  nel  vecchio  Documento   di   programmazione
  economico-finanziaria  e  tratteggiarne  dei  nuovi,   riservandosi
  seriamente   di  operare  col  nuovo  Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria la nuova linea programmatica del Governo  per
  i prossimi quattro anni.
   L'UDC  ci sarà, c'è stasera con il voto favorevole e ci sarà anche
  in  futuro  nella  misura in cui questo Governo  proseguirà  questa
  strada intrapresa di rigore, di equità e anche di crescita.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signor  assessore,
  credo  che  finalmente questa sera verrà definito il  percorso  del
  Documento di programmazione economica-finanziaria che, come è stato
  evidenziato  dagli interventi che mi hanno preceduto, non  può  che
  confermare, per certi versi, quella carenza che è stata evidenziata
  sin dalle prime battute.
   Non  è mia abitudine puntare il dito sulla piaga né fare ulteriore
  polemica,  più  di quanta effettivamente ne è stata fatta,  ma  non
  posso  non  ribadire, in questa sede, che un'intera Commissione  e,
  quindi,  non  un  gruppo  politico, non ha potuto  fornire  il  suo
  contributo  ai  sensi  della  normativa  del  Regolamento  interno,
  formulando le osservazioni e le proposte integrative, in dipendenza
  dal  fatto  che  nessuno  si è degnato di  chiarire  quale  sia  il
  percorso che il Governo intende attuare nell'ambito del triennio e,
  segnatamente,  forse la parte più importante, per il 2013.
   E'   vero   che  questo  Governo  ha  avuto  pochissimo  tempo   a
  disposizione  per  elaborare un Documento che  sia  esaustivo,  che
  affronti  i  tanti  temi e i tanti problemi che  sono  presenti  in
  questo   territorio  e  che  fornisca,  anche  se  non  in  maniera
  dettagliata,  quali  sono gli obiettivi, almeno quelli  prioritari,
  che  intende seguire. Alla lacuna che era stata evidenziata,  a mio
  avviso  macroscopica, ha tentato di colmare  l'intervento da  parte
  dell'assessore all'economia.
   Nonostante  il  suo  impegno, credo che comunque  rimangono  delle
  carenze  estremamente importanti e fondamentali  e  il  Governo  ha
  letteralmente   sottovalutato   questo   Documento   rendendolo   o
  considerandolo semplicemente e solamente un adempimento  di  natura
  formale  in  quanto previsto  dalla legge, ma poi nel contenuto  ha
  poca importanza.
   Non  posso  dimenticare l'intervento fatto dall'assessore  che  ha
  chiarito un concetto fondamentale quando, nell'ambito del Documento
  di  programmazione economico-finanziaria, il Governo  indica  quali
  sono  gli  obiettivi che intende proseguire,  ha ammesso,  a  denti
  stretti,  che  quel  Documento  non era  altro,  in  sostanza,  che
  un'elencazione  di dati e cifre e che mancava la  parte  cosiddetta
  descrittiva.
   Eppure,   si  tratta di un Documento di programmazione  economico-
  finanziaria che impone a colui il quale lo redige e lo formula  non
  solo  di  assolvere all'adempimento di indicare cifre,  numeri,  ma
  anche  quello  di  descrivere quali siano  i  percorsi  e  quali  i
  programmi  da  parte  del  Governo, altrimenti  che   Documento  di
  programmazione economico-finanziaria può essere
   E' come se - per fare un esempio, ma a mio avviso non è per niente
  peregrino   -   prendessimo  un  provvedimento   amministrativo   e
  leggessimo solo ed esclusivamente la parte  dispositiva,  omettendo
  la  parte  della motivazione.  Come fai a comprendere se  la  parte
  dispositiva,  in  questo  caso  la  parte  economica,  può   essere
  condivisa  se  non  è  evidenziata  la  parte  motiva  che  ci   fa
  comprendere quale sia  il processo logico di  alcune considerazioni
  per fissare gli interventi di natura economica?
   Eppure  si  è tentato, anche con l'intervento che mi ha preceduto,
  di giustificare e lo condivido.
   Ma  non sono d'accordo sul fatto che il Governo forse doveva  dare
  una  maggiore possibilità non solo ai componenti della Commissione,
  ma  anche  a  tutta  l'Aula  di assolvere  al  compito,  cosiddetto
  contributivo, di un miglioramento del documento.
   Non  posso  non  osservare, signor Presidente, che nessuno  ci  ha
  risposto, cari colleghi della Commissione, alla carenza che  subito
  è  saltata agli occhi quando abbiamo evidenziato che il Governo  in
  questo  Documento  non ha indicato un euro per  quanto  riguarda  i
  porti  turistici  e  ci   facciamo una domanda  se  ciò  significa,
  implicitamente o per deduzione, che il Governo, per quanto riguarda
  il turismo, e, segnatamente, per quanto riguarda gli interventi sui
  porti, non intende intervenire, che la situazione economica è  tale
  da  non  acconsentire un'attenzione su questo comparto,  su  questo
  settore  che,  a mio avviso, invece necessita di un  intervento  di
  sviluppo,  anche  perché l'economia di questo  territorio  si  basa
  proprio sul turismo. Ma su questo argomento, su questa materia,  la
  Commissione non avuto alcuna informazione.
   Cosa dire poi del cosiddetto rischio idrogeologico che una collega
  ha  opportunamente  evidenziato, non è indicato e mi chiedo a  cosa
  sia  servita l'esperienza e la storia di questo territorio,  quando
  abbiamo   toccato   con   mano,  addirittura   stamattina,   signor
  Presidente,  quanto vulnerabile sia il nostro territorio  e  quanto
  necessiti,  invece,  di  interventi  adeguati,  anche  a  carattere
  preventivo,  per  evitare le tragedie che ancora  richiamiamo  alla
  nostra memoria, molte delle quali hanno scosso l'opinione pubblica,
  non solo siciliana, ma addirittura nazionale.
   Mi  auguro, e lo dico con convinzione, che il Governo abbia  avuto
  pochissimo  tempo  a  disposizione.  Sono  stato  attento,   questo
  Documento  è  stato  depositato il 12 dicembre,  le  elezioni  sono
  avvenute  ad  ottobre  ed  è  fin  troppo  comprensibile  che   gli
  assessori,  in  appena  un  mese  e  mezzo,  non  hanno  avuto   la
  possibilità  di approfondire alcuni temi fondamentali,  per  capire
  quali  materie, quali settori, andavano attenzionati e quali  altri
  potevano essere considerati di secondaria importanza.
   Non   giustifico,  perché  i  termini,  mi  spiace  dirlo,  signor
  Presidente,  da  lei  condivisi,  di  un'accelerazione  del   tutto
  ingiustificata, così come è stata evidenziata negli interventi  che
  mi  hanno  preceduto, non consentono di dare quell'apporto,  a  mio
  avviso estremamente importante.
   Auspico   che   per   il  prossimo  anno  non  venga   considerato
  semplicemente  ed essenzialmente  un atto formale, ma  che  sia  un
  atto esaustivo, completo, poiché questo tale non può considerarsi.
   Non  posso, pertanto, che annunciare, non perché non lo condivida,
  ma  non  condivido  soprattutto in quanto questo  Documento  poteva
  essere redatto in termini completamente diversi, mentre risulta  ed
  è  confermato ed è evidente la sua genericità, la sua precarietà  e
  la sua totale insufficienza.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Poiché
  l'onorevole non è presente in Aula, decade dall'iscrizione.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  nel
  Documento  di programmazione economica-finanziaria che ci  è  stato
  proposto  e   sottoposto alla nostra attenzione, è inutile  che  mi
  dilunghi  nel ricalcare quelle che sono state fino ad ora  la  mole
  degli interventi, ci sono delle mancanze evidenziate anche da parte
  nostra.
   Si  parla  ad esempio di industria, ma manca una previsione  degli
  impianti  per la differenziata, non si prevedono delle royalty  per
  le  aziende petrolifere ed anche per la crisi del settore edile non
  viene   proposta   come  soluzione  a  questa,   ad   esempio,   la
  riqualificazione dei centri storici.
   Per quanto riguarda il terziario, si dà ampio risalto al fatto che
  sia  diminuita  la  mole  delle gare di  appalto,  ma  è  cresciuto
  l'importo  medio  delle  stesse; questo,  chiaramente,  esclude  la
  partecipazione delle piccole imprese.
   Per  quanto riguarda il fondo di sviluppo e coesione, ad  esempio,
  soltanto  centomila  euro  vengono destinate  alla  linea  ferrata,
  invece,  noi  avremmo auspicato un maggiore risalto dei  fondi  per
  destinarli  alle opere stradali e, quindi, viene ancora  una  volta
  dato grande appannaggio al trasporto su gomma.
   C'è  un acquisto di un immobile per il centro di protezione civile
  di  18  milioni  di euro, che va chiaramente in controtendenza  con
  quelle  che sono le dichiarazioni del Governo che sostiene  che  si
  sta dismettendo il patrimonio regionale, quindi non si capisce bene
  a cosa si stia riferendo.
   E  poi si parla di infrastrutture a supporto della legalità per  6
  milioni  di euro e a 86 milioni per gli  Attrattori culturali ,  ci
  piacerebbe   anche   capire  quali,  visto  che   sono   una   mole
  considerevole   di   soldi,  ma,  potrei   continuare   con   delle
  osservazioni  per  quanto  riguarda il  lavoro,  l'agricoltura,  la
  sanità, però non voglio appunto ricalcare quelle che sono state già
  le linee dei miei colleghi.
   Volevo  invece ricordare, soprattutto a me stesso, che l'Assemblea
  regionale  siciliana è l'organo legislativo di  questa  Regione,  è
  l'organo  al quale è demandato il potere di fare le leggi, l'organo
  alla cui sovranità è demandata anche la potestà di approvare questo
  Documento programmatico.
   E'  la  diretta  volontà  del popolo siciliano  che  si  manifesta
  attraverso gli atti che oggi stiamo espletando ed  è la volontà del
  popolo  siciliano cui questo Governo, il suo Presidente, tutti  gli
  Assessori,  hanno non la facoltà, ma l'obbligo di  ottemperarvi  in
  modo  univoco  e  senza  perplessità  o  tentennamenti.  Purtroppo,
  dobbiamo registrare che così non è e non è stato ed, invero, quando
  apprendiamo  che da Niscemi ben due torri sono già state  innalzate
  nonostante la tanto pubblicizzata sospensione dei lavori annunciata
  dal  Presidente  della  Regione, a seguito di  una  mozione  votata
  all'unanimità  da  questo  Parlamento, è  palese,  lapalissiano  ed
  evidente  come  questo  Parlamento sia stato  spogliato  della  sua
  sovranità.
   E'  chiaro come pure i lavori dell'elettrodotto di Pace  del  Mela
  continuino,  nonostante  le  legittime  proteste  di  migliaia   di
  cittadini e nonostante la presentazione di una mozione che  abbiamo
  chiesto vanamente che venisse trattata con urgenza.
   Mi  chiedo,  ci chiediamo, che cosa dovremmo votare se  il  nostro
  voto non ha valore? Che cosa dovremmo votare se poi il Governo  non
  è  in  grado di dare risposte concrete ai cittadini ora, subito,  e
  non  domani?  Che  cosa  dovremmo votare se  il  massimo  risultato
  prodotto dal Governo è solo un timido, garbato invito rivolto  agli
  americani,  rivolto al gruppo Terna e in seguito a chicchessia,  ad
  una sospensione cui ovviamente non hanno né daranno mai seguito?
   Noi,  prima di essere deputati, siamo innanzitutto cittadini e  da
  cittadini  pretendiamo  risposte  serie  ad  azioni  concrete.  Per
  questi  motivi, se il Governo è stato solo capace di  invitare  gli
  americani, noi oggi diffidiamo il Presidente della Regione  a  dare
  immediata  esecuzione a quanto stabilito con la mozione votata  dal
  Parlamento siciliano e cioè l'immediata sospensione dei lavori  con
  effetto  immediato  e  lo stesso atteggiamento  ci  aspettiamo  nei
  confronti di Terna per il tracciato di Pace del Mela.
   Pertanto,  ma  lo  dico  col massimo rispetto  delle  cariche  che
  ricoprite,  signor  Presidente,  assessori  e  onorevoli  colleghi,
  questo  Documento programmatico, fateci il favore,  votatevelo  voi
  perché  il  Gruppo  parlamentare del  Movimento  Cinque  Stelle  si
  astiene ed esce dall'Aula. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente,   signor   assessore,   onorevoli
  deputati,  è  un rito stanco quello che l'Assemblea sta  osservando
  anche  quest'anno. Mi sono dilettato a prendere visione degli  atti
  parlamentari degli anni passati, degli ultimi anni per cogliere  un
  elemento   di   novità  nel  dibattito  legato  al   Documento   di
  programmazione economico-finanziaria.
   E'  stata una delusione perché anche in quella occasione ho  colto
  la stessa svogliatezza, la stessa distrazione, la stessa stanchezza
  che  colgo  in  questo  contesto, signor Presidente.  Se  fossi  un
  neofita di aule parlamentari direi  che delusione  .
   Ognuno  di noi immagina l'Assemblea regionale, per quello  che  la
  tradizione  e  la storia ci ha consegnato, un'area nella  quale  il
  confronto  e  la  passione politica si svolgono su  un  terreno  di
  rispetto delle regole e con reciproco rispetto per la dignità e per
  i ruoli di ognuno.
   Invece  no, signor Presidente, persino il dibattito sul  Documento
  di  programmazione  economico-finanziaria è una delusione.  E'  una
  delusione  per  la  mancanza di novità. E'  una  delusione  per  la
  mancanza di interesse. E' una delusione perché è un atto più dovuto
  che  sentito. E' una delusione perché è un atto ripetitivo ed è una
  delusione  perché  quest'anno dal  Governo  della  rivoluzione   ci
  saremmo aspettati un elemento di novità e invece no
   Assessore Borsellino, lei è l'unica superstite che rappresenta  il
  Governo. Le chiedo la cortesia, se mai le fosse possibile,  di  far
  finta di dedicarmi qualche minuto di attenzione, altrimenti il rito
  stanco  del  quale  io parlo si accentua e si arricchisce  di  toni
  ancora  cupi  per la sua distrazione, oltre quella di  buona  parte
  dell'Aula.

   CASCIO FRANCESCO. Chiamiamo l'assessore all'economia.

   MUSUMECI.  Non  serve,  onorevole Cascio Francesco,  è  tutta  una
  finzione, persino questo dibattito è una finzione. Se vuole il  mio
  parere io credo che neanche il presidente Crocetta abbia letto  una
  sola  pagina  di  questo  documento.  E'  una  finzione   E'  tutto
  ripetitivo   Lei pensi che finora nessun deputato della maggioranza
  è intervenuto  Desolante  Opprimente  Disarmante
   La  parola  d'ordine è  ma lassali parlari, ma ci ssu  cose  cchiù
  importanti. Ma lassali parlari. Noi abbiamo il dovere di  stare  in
  silenzio  e  poi  uno,  il  capogruppo del partito  di  maggioranza
  relativa, parla per tutti .
   Ecco perché io mi aspettavo dall'assessore Bianchi un elemento  di
  novità,  innanzitutto perché si dice essere un assessore tecnico  e
  poi perché nel corso del precedente dibattito, la settimana scorsa,
  lo  stesso  assessore  Bianchi  aveva  chiarito,   di  fronte  alle
  reiterate  osservazioni  dei colleghi del  centro  destra,  che  in
  definitiva il Documento di programmazione economico-finanziaria non
  è  un elenco di dati e di interventi analitici, quasi con l'aria di
  chi  ne  capisce  della materia, ecco, come volere  bacchettarvi  e
  dire:  ma voi volevate che specificassimo in analitico l'intervento
  per   quel   museo   o  per  quel  Comune  o  per  quella   piccola
  infrastruttura?
   L'assessore  Bianchi dice che il DPEF è un quadro  della  coerenza
  economica-finanziaria,  è la compatibilità,  ci  spiegava  -  senza
  molta  fatica  debbo  dire -, tra il quadro  macro-economico  ed  i
  singoli  obiettivi. Non vi aspettate dati analitici,  non  servono,
  noi ci occupiamo di altre cose.
   Personalmente,  ho  ascoltato la lezione  dell'assessore  Bianchi,
  perché   sono   abituato   ad  accostarmi  spesso   al   sacramento
  dell'ascolto - la Politica non deve avere la presunzione di  sapere
  tutto  di  tutto,  e  soprattutto io che non sono  sufficientemente
  attrezzato   in  materia  -,  ma  se  il  DPEF,  ho  fatto   questo
  ragionamento  assessore Bianchi, altro non è, in  sintesi,  che  la
  compatibilità  tra  il  contesto di  macro-economia  nel  quale  in
  Sicilia,  nel Mezzogiorno, in Italia e in Europa siamo chiamati  ad
  operare ed i singoli obiettivi del Governo, non le pare di cogliere
  una contraddizione in questi due elementi, in queste due citazioni,
  a  pagina  45,  dove si dice da un lato che il contesto  di  macro-
  economia  impone concentrarsi su precise priorità e  poi  si  dice,
  nella  stessa pagina, di non volere rinunciare ad una strategia  di
  ampio respiro, che è quella indicata da presidente Crocetta nel suo
  programma  elettorale, illustrato o letto,  anche  quello  con  mal
  volontà e con grande sofferenza, all'interno di quest'Aula?
   E,  allora, delle due l'una, Assessore, mi faccia capire, dato che
  non  ho  sufficiente preparazione in materia economico-finanziaria.
  Per  un'analisi politica di questo Documento dobbiamo  concentrarci
  su  precise priorità, quindi presumo tre, quattro, cinque, o su  un
  quadro  di  ampio  respiro, che ne prevede dieci, quindici,  venti,
  tante  quante  ne ha indicate il Presidente della Regione  nel  suo
  intervento   svogliato,  distratto,  disordinato  e,   aggiungerei,
  irriguardoso nei confronti del Parlamento?
     Si  legge  nel documento:  Noi dobbiamo rientrare  dal  debito ;
  serve  quindi  rigore nella gestione dei conti pubblici,  serve  un
  nuovo  assetto di impegni di spesa e di pagamenti per  superare  la
  costante  e continua emergenza della liquidità e, infine, serve  la
  verifica dell'efficacia dell'attività di riscossione.
   Bene,  ho  il diritto di chiedermi, da deputato della opposizione,
  come  vuol  fare  questo Governo a coniugare il  risanamento  e  lo
  sviluppo? Ho il diritto di chiedere come vuol fare questo Governo a
  coniugare la politica del rigore e la politica della crescita?
   Credetemi, non sono riuscito ad individuarlo nella seconda e terza
  parte  del documento, perché sull'analisi macro-economica tanto  di
  cappello, è la stessa analisi che chi si diletta a leggere qualcosa
  in giro può assolutamente maturare e condividere.
   Vorrei  capire, se per il governo Crocetta il risanamento  è  solo
  diminuzione della capacità di spesa e, quindi, la marcia verso  una
  prospettiva   recessiva,   o   significa   anche   puntare    sugli
  investimenti? E su quali investimenti?
   E   i  fondi  europei  per  questo  Governo  sono  fondi,  risorse
  aggiuntive o risorse sostitutive?
   Non  ho  colto  questa  analisi  nel Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria che, invece, è tutto e il contrario di tutto,
  esattamente  in  coerenza con la condotta schizofrenica  di  questo
  governo Crocetta. E' un documento che indica la patologia,  ma  non
  sa indicare la terapia. Ecco, perché appare fragile.
   Parlavo  di  schizofrenia.  I fondi di  programmazione,  assessore
  Bianchi, dice il presidente Crocetta, leggo testualmente:  Dobbiamo
  fare  della concertazione sociale e della programmazione dal  basso
  il  metodo di lavoro insostituibile col quale promuovere le  azioni
  da  svolgere  e assumere in maniera condivisa le decisioni .  Sante
  parole,  aggiungerei  io   Ah, bello,  redigere  la  programmazione
  partendo  dal  basso, quindi, coinvolgendo gli  attori  pubblici  e
  privati,   aprendo  un  ampio  tavolo  di  confronto,  quindi,   le
  categorie,   il   mondo   del  lavoro  e  della   produzione,    il
  volontariato, i soggetti attivi, quindi le Università.
   E,  poi,  lo  stesso giorno, in questa stessa Aula, il  presidente
  Crocetta ci fa sapere:  Abbiamo chiuso la programmazione dei  fondi
  europei  per  il biennio 2013-2014 e sono 6 miliardi  di  euro  che
  entrano  immediatamente in programmazione . Ma come? Se  ha  appena
  detto  di  volere  fare  la programmazione dal  basso?   Con  quale
  coraggio  il Presidente della Regione può dire di avere  chiuso  la
  programmazione?  I  vecchi  metodi e la rivoluzione   Ah,  già,  la
  rivoluzione è la mobilità coatta dei dipendenti, dimenticavo
   Il  trasferimento di oltre 150 dipendenti, che non abbiamo  capito
  bene se essere una normale, benché rara, rotazione di dipendenti  o
  se  essere  una sorta di epurazione per le colpe morali  di  quegli
  stessi dipendenti.
   Se  fosse  stato un presidente di centro-destra, avremmo visto  lo
  sciopero  generale, la CGIL mobilitata a difesa dei lavoratori,  le
  organizzazioni  sindacali, la paralisi  dei  servizi  attivi  della
  Regione. Ma è il presidente Crocetta, è il Messia, la CGIL non  può
  compromettere l'immagine di un Presidente della Regione che non  ha
  avuto il coraggio, signor Presidente dell'Assemblea, di dire se  si
  tratta  di  rotazione o se si tratta di punizione  Se si tratta  di
  rotazione,  va  programmata  e  non  si  determinano  vuoti   nelle
  strutture della pubblica Amministrazione, e invece ci sono,  se  si
  tratta  di  epurazione, occorre fare nomi e cognomi, perché  questa
  ignobile cultura del sospetto che vuole colpire in alto ed in basso
  finisce  col  contaminare anche migliaia di  dipendenti  che  hanno
  fatto e continuano a fare, ad ogni livello, il proprio dovere.

                              (Applausi)

   Ecco  perché non riusciamo a capire quale sia la ratio  di  questo
  provvedimento.   Inutile chiederlo ai sindacati, inutile  chiederlo
  ai  dirigenti  che sono rimasti al loro posto, perché  in  campagna
  elettorale  avevano un solo tipo di fac-simile in tasca e  sapevano
  come comportarsi
   E, intanto, chi ci va di mezzo è il lavoratore precario, assessore
  Borsellino.  Per  esempio, i 45 co.co.co.,  tutti  laureati,  hanno
  superato  una prova, sono stati utilizzati per adempimenti  formali
  di  straordinaria importanza, che hanno prodotto effetti  notevoli,
  robusti,  vigorosi nella pubblica Amministrazione ed un gettito  di
  due-tre milioni l'anno nelle casse della Regione.
   Ebbene,  nessuno  ne  parla più; nessuno in quell'Assessorato  nel
  quale si è voluto colpire, non si è capito chi e perché e, intanto,
  ci  sono  tremila pratiche ferme e stranamente le tremila  pratiche
  ferme, arretrate, sono quelle dei 45 lavoratori co.co.co. che hanno
  fatto  il  proprio  dovere  finora e  che  sono  stati  chiamati  a
  rendicontare  del  lavoro rimasto incompiuto,  visto  che  il  loro
  contratto  è  scaduto e quest'Assemblea non ha voluto discutere  un
  disegno  di  legge  che  avrebbe prorogato, senza  ulteriori  oneri
  aggiuntivi,  il loro rapporto di collaborazione per  consentire  di
  evadere le pratiche che potevano essere evase.
   Ma  trova  facile  gioco il Presidente della Regione  a  dire  che
  l'Assessorato  Territorio e Ambiente, bisognava pagare  e  ci  sono
  migliaia  di  arretrati  Ma perché, Crocetta non lo sapeva  che  si
  paga  in  molti  Assessorati  della Regione?  Non  lo  sapeva?  Non
  potrebbe chiederlo all'interno della sua maggioranza come si  fa  a
  pagare?  Lo  sapeva e non lo ha fatto, ha preferito abbandonare  45
  lavoratori  che hanno fatto bene e correttamente il proprio  lavoro
  mentre il Direttore generale fa sapere che quel contratto non  sarà
  più prorogato.
   Signor  Presidente,  signori Assessori, colleghi  deputati,  basta
  andare nelle Commissioni per rendersi conto del disagio che si vive
  in questo Governo. Il Governo va alla Commissione Bilancio e non ha
  argomenti,  va  alla  Commissione Cultura e non  ha  argomenti.  E'
  desolante,  imbarazzante,  di fronte ad alcuni  Assessori  che  non
  sanno  cosa  dire  a precise domande e quesiti posti  dai  deputati
  Commissari   E'  un  Governo che brancola nel  buio   Non  esistono
  indicazioni programmatiche, la mano destra non sa quello che fa  la
  mano  sinistra,  alcuni Assessori non hanno  mai  messo  piede  nel
  proprio  ufficio,  le pratiche sono arretrate e  accumulate  giorno
  dopo giorno. Questa cultura di caccia alle streghe sta paralizzando
  tutto,  un solo atto del Governo non è stato varato, e qui  nessuno
  apre bocca. Vergogna
   C'è  la cultura del complesso di inferiorità e siccome nessuno  mi
  può  spiegare come si fa l'antimafia, nessuno, mi permetto di  dire
  che questo stato di cose, signor Presidente dell'Assemblea, non può
  andare  avanti. Le Commissioni non possono lavorare, non arriva  un
  atto dal Governo, non è possibile
   Lei  non può non prenderne atto ed io faccio pubblica denuncia  di
  questo  stato  di  cose. Basta con la politica degli  show,  basta
  Siamo  in  campagna elettorale, capisco, ma  est modus in rebus   ,
  c'è  un  limite in ogni cosa  Finirà questa luna di  miele  per  il
  Presidente Crocetta, finirà, certo. E una volta che finirà capiremo
  quale sarà il fatturato di questo Governo.
   Per  queste  ragioni  il  Documento di  programmazione  economico-
  finanziaria,  che è lo specchio fedele di un Governo che  non  c'è,
  non  può non meritare il nostro convinto voto contrario.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel ribadire quanto
  già   affermato  nel  mio  intervento  della  volta  scorsa  e  nel
  preannunciare  una  dichiarazione di  voto  sicuramente  contraria,
  torno   a   segnalare  alcune  preoccupazioni  relative  a  mancate
  indicazioni e ad aspetti lacunosi del Documento finanziario.
   Siamo  in un momento, e lo sappiamo tutti, di una crisi epocale  e
  ci  saremmo  aspettati  anche solo un segnale  che  potesse  essere
  rivolto  alle  fasce  più  deboli, ai  comuni,  al  precariato,  ai
  forestali, alle imprese, a tutti coloro i quali, in questo momento,
  aspettano una risposta e una risposta immediata.
   Invece,  il Documento, purtroppo, si presenta come una elencazione
  di dati e ciò che a me di più preoccupa sono i tagli alle spese, ma
  non si capisce quale spesa viene tagliata ed in quali settori viene
  tagliata;  non  si  capisce quali sono quegli  interventi  che  non
  verranno  più eliminati e non si capisce quali sorti o quali  tagli
  verranno  adottati  nei  confronti  dei  Comuni,  che  già   vivono
  situazioni di disagio.
   E,  ancora,  si  lamenta scarsa attenzione verso i servizi  socio-
  assistenziali.
   Non   ci   sono   assolutamente  indicazioni  circa  lo   sviluppo
  imprenditoriale, produttivo del terziario.
   E,   inoltre,  la  spesa  sanitaria.  La  spesa  sanitaria  cresce
  inevitabilmente  ogni  giorno  e non c'è  una  programmazione,  una
  riprogrammazione  ed un piano sanitario che possa offrire  maggiori
  servizi e minori spese.
   Ecco,  è auspicabile, io spero che questo Governo possa dare,  nei
  prossimi  mesi  -  me  lo  auguro  e  lo  auguro  alla  Sicilia   -
  un'indicazione di ripresa perché non è più assolutamente possibile,
  ed  è  improcrastinabile che si vada avanti, che si navighi a vista
  così come si è fatto in questi mesi.
   E   voglio   ancora  tornare  sul  corretto  utilizzo  dei   Fondi
  comunitari. Sono stati ridimensionati, sono state tagliate le somme
  per quanto riguarda il turismo, soprattutto delle imprese.
   Giacciono  migliaia di domande che aspettano risposte  e,  invece,
  sono stati tagliati i fondi.
   Ecco,   il  programma  operativo  FESR  2007-2013  ha  subìto   un
  ridimensionamento che non è possibile, perché ricordiamo le  uniche
  risorse che l'Italia, che la Sicilia può impiegare oggi sono quelle
  comunitarie. Se queste risorse non vengono impiegate correttamente,
  abbiamo  preso in giro i siciliani perché questa Sicilia non  potrà
  ripartire.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.
   Comunico che è stato presentato un ordine del giorno condiviso dal
  Governo,  il numero 10 - che è stato distribuito o sta  per  essere
  distribuito  -,  che  porta  la firma  degli  onorevoli  Gucciardi,
  Anselmo, Malafarina e Leanza.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  il
  quadro  che  emerge  dalla lettura del Documento di  programmazione
  economico-finanziaria  2013-2017  descrive,  realisticamente,   una
  Regione  in  estrema  difficoltà,  soffocata  da  un  debito   oggi
  insopportabile,  avvitata  in  una  recessione  ed  in  una   crisi
  finanziaria probabilmente senza precedenti.
   Ciò  che  questo  Governo  fa nel DPEF è un'analisi  attenta,  che
  sottolinea  la  crisi  di lunga durata che investe,  da  ben  oltre
  cinque anni la Sicilia, in una spirale di arretramento economico  e
  sociale,  che  negli  anni il Governo stesso teme  stia  diventando
  strutturale e non più congiunturale come qualche anno fa.
   Altro  elemento  correttamente rilevato dal Governo  è  il  crollo
  della  domanda interna, drammaticamente attribuibile  alla  pesante
  flessione  dei  consumi, ascrivibile alla contrazione  dei  redditi
  delle famiglie e dei livelli occupazionali. E l'ulteriore e pesante
  flessione del prodotto interno lordo della Sicilia è un'inevitabile
  risultante.
   E  se a ciò si aggiunge il crollo degli investimenti pubblici  per
  la  fortissima contrazione della spesa in questa direzione,  appare
  chiaro come le pur indispensabili ed efficaci politiche di spending
  review,  di  revisione della spesa, non siano di per sé sufficienti
  al riequilibrio del bilancio regionale. Anzi, senza nuove politiche
  di  investimenti  e  di sviluppo saranno vanificati  -  osserva  il
  Governo   -   gli   sforzi   dei  tagli  e   della   revisione   di
  riqualificazione della spesa corrente, l'equilibrio di bilancio non
  sarebbe  conseguibile  a  causa proprio  del  disastroso  andamento
  dell'economia reale e si assisterebbe ad ulteriori arretramenti dei
  consumi, dei redditi delle famiglie e dei livelli occupazionali.
   A  ciò si aggiunga ancora la necessità di riacquistare credibilità
  nei  confronti  dello  Stato, una credibilità perduta  negli  anni,
  indispensabile  perché  lo  stesso  ci  sia  d'aiuto  nel  percorso
  virtuoso,  difficile e accidentato, che la Regione  è  obbligata  a
  seguire  nell'aggiustamento strutturale della  finanza  pubblica  e
  dell'economia siciliana.
   Mi  sia consentito in merito un inciso che riguarda i rapporti tra
  la nostra autonomia speciale e lo Stato.
   Noi  abbiamo  certamente  il  dovere di  essere  coerenti  con  le
  politiche  di rigore dello Stato, di perseguire il riequilibrio  di
  bilancio, di essere rigorosi nella gestione dei conti della Regione
  e  di  essere  complessivamente virtuosi nel Governo della  Regione
  stessa.  Ma  lo  Stato  non ci concederà nulla  se  rispetterà  gli
  impegni  di  investire risorse in Sicilia, di attuare  la  politica
  perequativa a favore delle regioni più deboli; avrà rispettato,  in
  questo  caso  solo rispettato, parzialmente, signor  Presidente,  i
  patti statutari per troppi anni disattesi.
   Signor   Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   credo   che
  adempiere  ai  nostri doveri, perseguire un percorso  virtuoso,  ci
  renderà  certamente  credibili  e  ci  darà  la  legittimazione  di
  chiedere   allo   Stato   di  rispettare  la   nostra   specialità,
  riconoscendoci ciò che lo Statuto ci dà il diritto di avere.
   Noi  faremo  tutta intera la nostra parte e la dobbiamo  fare  con
  rigore,  ma  non  dovremo più subire l'autonomia  e  la  specialità
  negata, non dovremo più consentire il dispregio del nostro Statuto,
  non  dovremo  più consentire un controllo dello Stato che  straripa
  troppo  spesso rispetto ai paletti posti dall'ordinamento giuridico
  e costituzionale.
   Ritornando  al  Documento, correttamente  dunque,  il  Governo  si
  propone  l'esigenza di un ulteriore, corposo intervento  correttivo
  della  Finanza  pubblica per fermare innanzitutto il consolidamento
  di  un  deficit di parte corrente, ormai, non più sostenibile,  sia
  per   l'impossibilità   oggettiva   di   ricorrere   ad   ulteriore
  indebitamento
   Signor Presidente qualcuno si lamentava della distrazione che  c'è
  nell'Aula, credo che sarebbe più corretto ascoltare fino  in  fondo
  il dibattito. Grazie.
   Dicevo,  signor Presidente,  il consolidamento di  un  deficit  di
  parte  corrente, ormai non più sostenibile, sia per l'impossibilità
  oggettiva    di   ricorrere   ad   ulteriore   indebitamento    già
  abbondantemente oltre il limite di guardia, sia perché  si  profila
  insuperabile il principio del pareggio di bilancio che, fra qualche
  tempo,  sarà  anche obbligo costituzionale; sia per l'impossibilità
  di  riequilibrare  il bilancio, almeno nel breve  periodo,  con  le
  entrate  correnti  a  causa,  appunto, del  difficilissimo  momento
  economico  che  rende  non  seriamente  ipotizzabile  un  immediato
  aumento del gettito tributario.
   Appare, dunque, inevitabile che la gestione della finanza pubblica
  appesantita da una fase recessiva, a mio avvio pericolosissima,  si
  diriga  verso  una  politica  di  tagli,  di  contenimento   e   di
  contrazione  della  spesa,  ma si orienti  anche  e  soprattutto  a
  riqualificare  la spesa stessa, ad una revisione strutturale  della
  medesima affinché si ottimizzi ogni risorsa.
   Molto  importante,  signor Presidente, in questo  contesto  appare
  anche  la  nuova  adesione  della Regione  al  patto  di  stabilità
  verticale,  opportunità ancora concessa dalla  legge  di  stabilità
  dello  Stato del 2013. Ciò consentirà di ridurre ulteriormente  gli
  oneri  a favore di un concreto aumento della spesa per investimenti
  dei  Comuni, con l'obiettivo di un importante, ulteriore  riduzione
  del debito pubblico.
   Condivisibile  è,  dunque,  la  strategia,  signor  Assessore,  di
  liberare  risorse  attraverso il riequilibrio e  il  riorientamento
  della spesa senza tagli lineari quanto piuttosto rendendo selettivi
  gli stessi.
   Avanti dunque con il contenimento della spesa corrente a favore di
  quello   in   conto   capitale,  alla  riduzione   dei   costi   di
  funzionamento,  all'efficienza  ed efficacia  delle  entrare,  alla
  revisione  complessiva dei meccanismi di spesa, alla riduzione  dei
  costi del personale, alla revisione dei canoni, delle tariffe,  dei
  procedimenti di riscossione, al riordino delle società partecipate,
  alla  razionalizzazione dei consumi attraverso  anche  le  centrali
  uniche  per  gli acquisti, a ciò bisogna aggiungere - e  questo  lo
  sottolineo - una lotta senza quartiere a corruzione e ritardi nella
  pubblica  amministrazione, la reale semplificazione  e  trasparenza
  dei    procedimenti    amministrativi,   rendendo    effettivamente
  impermeabile  la  pubblica  amministrazione  alla  corruzione,   al
  malaffare, nonché alle infiltrazioni criminali e mafiose.
   Dicevo  prima  che  la  fase recessiva è  in  atto,  la  flessione
  ulteriore  del  PIL,  la variazione negativa  dell'occupazione,  la
  riduzione  del  reddito delle famiglie, la caduta di fiducia  delle
  imprese,  la contrazione dei flussi di risorse pubbliche  destinate
  agli   investimenti,   la  conseguente  contrazione   del   sistema
  produttivo  regionale dall'agricoltura all'industria,  ai  servizi,
  richiedono  politiche di investimento, sia in funzione  anticiclica
  sia per il perseguimento di obiettivi strategici di sviluppo.
   Tutto  ciò  è contenuto nel Documento di programmazione economico-
  finanziaria  e  la soluzione proposta dal Governo è di  andare  con
  nettezza  verso  l'attuazione di politiche di  coesione  economico-
  sociale  e  territoriale,  in coerenza  con  le  linee  dell'Unione
  Europea,  finanziate  con i fondi strutturali  dell'Unione  Europea
  nonché con le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione.
   E,  a questo riguardo, dobbiamo ricordare che i patti di azione  e
  coesione  che  sono contenuti in questo Documento di programmazione
  economico-finanziaria non potevano essere concordati  con  la  base
  perché  sono stati il frutto di una riprogrammazione dei fondi  non
  spesi  e  quindi dei ritardi degli anni passati rispetto  a  questo
  problema.
   Infatti,  nelle  tabelle allegate al Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria, individuiamo le specifiche dei tre piani, di
  quei  piani  che hanno consentito, come correttamente ha  detto  in
  quest'Aula  l'assessore Bianchi, di non perdere risorse  attraverso
  il   disimpegno   automatico   per   i   ritardi   della   Pubblica
  amministrazione regionale.
   I   tre   piani,  sia  quello  di  salvaguardia  degli  interventi
  significativi del P.O. FESR 2007-2013 dove sono previsti interventi
  dalle  infrastrutture ai rifiuti, dall'energia  ai  trasporti,  dai
  beni culturali al turismo, sia il Piano che prevede altre azioni  a
  gestione  regionale, dall'agenda digitale allo start-up  del  patto
  dei sindaci sull'energia.
   A  proposito,  signor assessore, proprio oggi  a  Cefalù  è  stata
  presentata la prima Agenzia per l'energia che vede insieme i comuni
  di  quell'area e comuni della provincia di Trapani, nonché soggetti
  importanti  per portare a compimento ed a buon fine  il  patto  dei
  sindaci  sull'energia, dall'edilizia scolastica alle infrastrutture
  dei  trasporti,  ad  interventi  sul dissesto  idrogeologico,  sia,
  infine,  il  piano che prevede strumenti per impresa e lavoro,  che
  contiene  interventi a tutela dell'occupazione e  dell'attività  di
  impresa, dal credito di imposta per gli investimenti e per occupati
  e  svantaggiati,  alle politiche attive del lavoro  collegate  agli
  ammortizzatori sociali in deroga.
   Se si riuscirà, signor assessore, a realizzare le azioni di questi
  piani  di  azione e di coesione che, voglio ricordare, sono  frutto
  della  riprogrammazione dei fondi e quelli del Fondo di sviluppo  e
  coesione  ammontanti ad oltre sette miliardi di euro, immagino  che
  si  raggiungerebbe l'obiettivo non solo in funzione anticiclica  ma
  anche,  come  azione strategica vera e propria, di  rilancio  dello
  sviluppo  per  stoppare il pericolo recessivo galoppante  anche  di
  questo periodo e spingere per aumentare l'occupazione, i redditi e,
  quindi,  i  consumi attraverso investimenti che  diano  respiro  al
  sistema  produttivo  imprenditoriale  con  il  conseguente  aumento
  virtuoso delle entrate tributarie.
   Mi  sembra lungimirante, signor assessore, la piattaforma  da  lei
  proposta,  dal  Governo  proposta su  cui  rilanciare  la  Sicilia;
  occorre, però, in questi mesi, vigilare, essere attenti affinché si
  comincino  a realizzare davvero tutte le azioni previste in  questi
  piani  di  azione  e coesione e dallo stesso Fondo  di  sviluppo  e
  coesione.
   La  Sicilia,  assessore, non potrà permettersi  di  perdere  anche
  questa   straordinaria  opportunità  che  deriva   peraltro,   come
  ricordavo,  da  una  riprogrammazione derivante dai  ritardi  della
  spesa.
   E   nell'immediato,  signor  assessore,  come  è  stato   peraltro
  sottolineato,  di  recente,  anche dal ministro  per  la  coesione,
  Barca,  se è vero che l'Unione Europea ha chiuso, di fatto, con  il
  credito  di  imposta  per le imprese, è altrettanto  vero  che  sia
  possibile   ancora  un  percorso  sul  credito   di   imposta   per
  l'occupazione per aiutare, in questo momento difficilissimo, chi di
  più  soffre  per la crisi e cioè le donne e gli uomini espulsi  dal
  mercato  del  lavoro, a quaranta o cinquant'anni o più e  investire
  sui giovani su cui occorre, appunto, investire tanto e subito.
   Signor  assessore, avanti così. Lei ha già introdotto,  in  questo
  Documento  di  programmazione economico-finanziaria, un  metodo  di
  chiarezza,  un metodo duro quanto si vuole ma che ci  dà  certezza,
  seppure  ancora  in  un contesto macro-economico,  ci  dà  certezza
  dicevo,  sullo  stato  dei  conti, dell'economia  e  della  finanza
  regionale.
   Un'operazione verità, assessore, indispensabile, che  fa  onore  a
  lei e al Governo.
   Poi,  però, dopo l'analisi e le importanti ipotesi di investimento
  occorrono tempestive azioni concrete, occorre come dicevo spingere,
  sostenere,  vigilare,  lavorare  senza  sosta,  attrezzare,  anche,
  culturalmente  i dipartimenti regionali, a sostenere un'impresa  di
  governo  che  appare titanica, ma io credo sia  l'unica  che  potrà
  consentirci  di uscire dal disastro di un arretramento economico  e
  sociale davvero pericoloso.
   La Sicilia ce la può fare, possiamo farcela, signori assessori, ma
  adesso  è  chiaro a tutti che se non si realizzerà il  progetto  di
  governo del Presidente Crocetta il futuro sarà molto più incerto  e
  tanta  prospettiva svanirà, sciaguratamente, e in maniera colpevole
  per la classe dirigente siciliana.
   Un occhio ai conti, dunque, e un occhio a famiglie e imprese. E se
  è vera, come è vera, la teoria comunitaria per il Mezzogiorno e più
  precisamente per le regioni in ritardo di sviluppo come  è  appunto
  la Sicilia e cioè che occorre superare un deficit di cittadinanza e
  occorre  superare un deficit di attività produttiva  è  altrettanto
  vero  che  ciò  sarà  possibile solo  investendo  in  legalità,  in
  sicurezza  personale e delle imprese, in giustizia, in  istruzione,
  in   qualità  dell'acqua  e  dell'aria,  rete  digitale,  in   cura
  dell'infanzia  e degli anziani, nonché, attraverso  la  mobilità  e
  l'innovazione,  la ricerca e la promozione della  competitività  di
  piccole  e  medie  imprese, dal settore agricolo,  alla  pesca,  ai
  servizi, al turismo.
   Innovazione  e  mobilità  dunque,  assessore.  Due  obiettivi  che
  l'Europa  2020 pone come irrinunciabili pietre miliari, innovazione
  con  il  suo  contenuto  di conoscenza, di avanzamento  tecnologico
  scientifico  e complessivamente di qualità della vita anche  per  i
  soggetti fragili.
   La mobilità che deve contenere la opportunità per i nostri giovani
  di  vivere esperienze e acquisire conoscenze anche fuori dal nostro
  Paese e dalla nostra regione.
   La opportunità di valorizzare e trasformare in veicolo di sviluppo
  i rapporti transfrontalieri specie con i Paesi del Nord Africa dopo
  la loro evoluzione democratica.
   La  opportunità anche per gli immigrati affinché si  trasformi  la
  loro  accoglienza,  l'accoglienza degli stranieri,  in  opportunità
  anche per noi.
   Come dicevamo il DPEF è un documento molto puntuale nell'analisi e
  chiaro negli obiettivi di finanza pubblica.
   La  Sicilia è dunque ad una svolta. Il Documento in esame  ne   ha
  messo  in  evidenza le carenze strutturali antiche e meno  antiche.
  Per   superare  queste  carenze  occorre,  oltre  a  quanto   prima
  evidenziato,  assessore,  Governo,  mi  preme  ribadire,  riportare
  all'interno  della Pubblica Amministrazione il concetto  di  tempo,
  occorre  cioè  non soltanto le cose dette ma anche la  tempestività
  delle  scelte  e  delle azioni per trasformare  il  nostro  sistema
  economico,  per  allineare  sin da  ora  la  nostra  economia  alla
  strategia europea del 2020, per una  crescita intelligente  basata,
  come   dicevo  su  innovazione  e  conoscenza,  per  una   crescita
  sostenibile  più  verde, più efficiente, più competitiva,  per  una
  crescita   inclusiva   basata  su  maggiore  coesione   sociale   e
  territoriale come l'Unione Europea indica e detta.
   Anche   questo   emerge  da  questo  Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria  ed  emerge anche l'esigenza  di  avere  come
  riferimento uno dei metodi più importanti dettati appunto da Europa
  2020,  e cioè l'efficienza sotto il profilo delle risorse.
   Assessore, anche questo è un merito, quello che emerge  da  questo
  DPEF  quando il Governo dimostra di aver ripensato la politica  del
  patrimonio  della  Regione capovolgendo le perdenti  politiche  del
  passato. Emerge quando ripensa alla politica informatica anche  nel
  riscrivere  la propria agenda digitale, emerge quando ripensa  alle
  politiche   dei  trasporti  in  particolare  di  quello  marittimo,
  specificità importantissima della nostra isola.
   Anche da queste politiche deriveranno risparmi e un percorso serio
  di sviluppo.
   In  questo DPEF, assessore, e concludo, tutto ciò, seppure qualche
  volta in embrione, mi sembra sia pienamente contenuto. Mi sembra ci
  sia  già  il  seme  di  una svolta, che dovrà  essere  innanzitutto
  culturale prima ancora che politica e istituzionale.
   I siciliani ci stanno osservando. Deluderli significherebbe, a mio
  avviso,  spezzare  irrimediabilmente  quel  filo  che  vede  sempre
  saldamente legare le istituzioni al proprio popolo.
   Io  penso  che ciò in Sicilia, oggi, non accadrà e per  questo,  a
  nome  del  Gruppo parlamentare del Partito Democratico, esprimo  il
  mio, il nostro giudizio positivo sul  Documento in discussione.


   Presidenza del presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
  diversi ordini del giorno:

   -  l'ordine  del  giorno n. 10  Approvazione del DPEF  2013 - 2017,
  dagli  onorevoli  Gucciardi, Anselmo,  Malafarina  e  Leanza,   che
  sembra essere condiviso dal Governo;
   -  l'ordine  del  giorno n. 11  Approvazione del DPEF 2013 - 2017,
  dagli onorevoli Falcone, D'Asero, Scoma, Caputo, Germanà, ed altri,
  che sembra essere anche in sintonia con l'ordine del giorno n. 10.

   Comunico,  altresì,   che all'ordine del giorno  n.  10   è  stato
  presentato  un  emendamento, a firma degli  onorevoli  Panepinto  e
  Firetto.
   Si passa alla votazione.

   CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

       Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento
                aggiuntivo all'ordine del giorno numero 10

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta appoggiata  a
  termini  di  Regolamento dagli onorevoli Caputo, Cascio  Salvatore,
  Cordaro, Germanà, Ioppolo, Scoma e Sudano, indìco la votazione  per
  scrutinio palese nominale dell'emendamento aggiuntivo a firma degli
  onorevoli Panepinto e Firetto.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti      44

   L'Assemblea non è in numero legale.

   Sospendo,  pertanto,  la  seduta  avvertendo  che  riprenderà  tra
  un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.39, è ripresa  alle ore 19.48)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Alloro e  Turano  sono  in
  congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Presidenza del presidente Ardizzone


       Seguito della discussione del Documento di programmazione
             economico-finanziaria per gli anni 2013/2017

   PRESIDENTE.   Si   riprende  con  la  votazione   dell'emendamento
  aggiuntivo all'ordine del giorno numero 10.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                Richiesta di verifica del numero legale

   FAZIO. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,  dagli  onorevoli Arancio,  Fontana,  Formica,  Greco,
  Pogliese,  Ruggirello  e Sudano, invito gli  onorevoli  deputati  a
  registrare la loro presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

    Presenti     43

    L'Assemblea non è in numero legale.

   Onorevoli  colleghi, informo che l'assessore per  l'economia  sarà
  impegnato  domani  in  un  incontro  a  Roma  col  ministro  Barca.
  Pertanto,  nella  seduta di domani, l'Aula si occuperà  solo  della
  discussione sull'istituzione della Commissione Antimafia, rinviando
  a giovedì mattina la votazione degli ordini del giorno nn. 10 e 11,
  relativi al DPEF.
   La  seduta  è, pertanto, rinviata a domani, mercoledì  30  gennaio
  2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II  -  Comunicazioni  del Presidente in ordine  alla  costituzione
  della  Commissione  parlamentare  di  inchiesta  e  vigilanza   sul
  fenomeno della mafia in Sicilia

                   La seduta è tolta alle ore 19.58

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli