Presidenza del presidente Ardizzone
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Barbagallo e D'Agostino
sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Introduzione di criteri di sostenibilità ambientale negli
acquisti della pubblica amministrazione. (n. 173)
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 gennaio 2013 e
inviato il 24 gennaio 2013.
PARERE IV.
- Interventi per l'immigrazione. (n. 174)
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 gennaio 2013 e
inviato il 24 gennaio 2013.
PARERE V e VI.
- Istituzione del sistema regionale di servizio civile. (n. 178)
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 gennaio 2013 e
inviato il 24 gennaio 2013.
- Sistema educativo integrato per la prima infanzia. (n. 179)
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 gennaio 2013 e
inviato il 24 gennaio 2013.
PARERE VI e V.
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante Norme
per l'apertura di una casa da gioco nel comune di Taormina'. (n.
180)
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 gennaio 2013 e
inviato il 24 gennaio 2013.
PARERE III e IV.
- Riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e
beneficenza. (n. 181).
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 gennaio 2013 e
inviato il 24 gennaio 2013.
- Nuove competenze delle province regionali. Modifiche alla legge
regionale 6 marzo 1986, n. 9. (n. 183)
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 gennaio 2013 e
inviato il 24 gennaio 2013.
- Nuove norme in materia di elezioni dell'Assemblea regionale
siciliana e del Presidente della Regione siciliana. (n. 186)
di iniziativa parlamentare, presentato il 25 gennaio 2013 e
inviato il 29 gennaio 2013.
- Interventi per la realizzazione e la diffusione dei servizi di
accesso Wi-Fi (Wireless Fidelity) gratuiti ed aperti. (n. 187)
di iniziativa parlamentare, presentato il 28 gennaio 2013 e
inviato il 29 gennaio 2013.
- Istituzione dell'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati,
disposizioni sulla trasparenza patrimoniale/associativa e
sull'informazione. (n. 190)
di iniziativa parlamentare, presentato il 28 gennaio 2013 e
inviato il 29 gennaio 2013.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Istituzione del marchio etico' regionale per le imprese. (n.
184)
di iniziativa parlamentare, presentato il 25 gennaio 2013 e
inviato il 29 gennaio 2013.
PARERE V.
- Disciplina e valorizzazione delle Denominazioni comunali
(De.Co.)'. (n. 185)
di iniziativa parlamentare, presentato il 25 gennaio 2013 e
inviato il 29 gennaio 2013.
PARERE I.
- Norme a favore della cooperazione sociale. (n. 188)
di iniziativa parlamentare, presentato il 28 gennaio 2013 e
inviato il 29 gennaio 2013.
PARERE VI.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Protezione catodica degli acquedotti. (n. 182)
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 gennaio 2013 e
inviato il 24 gennaio 2013.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Interventi a favore della diffusione della musica classica. (n.
176)
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 gennaio 2013 e
inviato il 24 gennaio 2013.
- Norme e interventi per l'attuazione del diritto allo studio e la
libera scelta educativa. (n. 177).
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 gennaio 2013 e
inviato il 24 gennaio 2013.
- Disposizioni per favorire la prosecuzione nell'utilizzazione in
attività socialmente utili dei soggetti destinatari del regime
transitorio. (n. 189)
di iniziativa parlamentare, presentato il 28 gennaio 2013 e
inviato il 29 gennaio 2013.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Istituzione del sistema integrato dei servizi sociali per la
promozione del benessere delle persone, delle famiglie e delle
comunità nella regione siciliana.(n. 175)
di iniziativa parlamentare, presentato il 23 gennaio 2013 e
inviato il 24 gennaio 2013.
PARERE I.
Comunicazione relativa al disegno di legge numero 153
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 0001173 del 24 gennaio
2013 dell'onorevole Vinciullo, il disegno di legge n. 153 Regime
transitorio per il nuovo assetto delle province , annunziato come
presentato dall'onorevole Scoma, è da intendersi presentato
dall'onorevole Vinciullo.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Nino Germanà, con nota prot. n. 000860/SG.LEG.PG
del 18 gennaio 2013, ha chiesto di apporre la firma al disegno di
legge n. 65 Iniziative a sostegno della pesca siciliana ;
- gli onorevoli Luca Sammartino e Giuseppe Sorbello, con nota
prot. n. 000857/SG.LEG.PG del 18 gennaio 2013, hanno chiesto di
apporre la firma al disegno di legge n. 133 Nuovo ordinamento
delle province regionali. Disposizioni sul decentramento
amministrativo e di funzioni e sull'ordinamento delle autonomie
locali in Sicilia ;
- l'onorevole Girolamo Turano, con nota prot. n. 000858/SG.LEG.PG
del 18 gennaio 2013, ha chiesto di apporre la firma al disegno di
legge n. 149 Riordino e contenimento della spesa dei comuni e
delle province regionali ;
l'onorevole Vincenzo Vinciullo, con nota prot. n. 000859/SG.LEG.PG
del 18 gennaio 2013, ha chiesto di apporre la firma al disegno di
legge n. 4 Cittadinanza di genere .
Comunicazione di deliberazioni della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le deliberazioni della
Giunta regionale n. 497 del 28 dicembre 2012 relativa a: P.O. FESR
Sicilia 2007-2013 - Decisione CE n. C (2012) 8405 del 15 novembre
2012 - Adozione definitiva e n. 500 del 28 dicembre 2012 relativa
a: U.E. Fondi strutturali 2007/2013 - Notifica della decisione
della Commissione europea C (2012) 8683 del 27 novembre 2012
recante modifica della decisione C (2007) 6722 che adotta il
programma operativo per l'intervento comunitario del Fondo sociale
europeo ai fini dell'obiettivo Convergenza' nella Regione
siciliana - Approvazione .
Le predette delibere sono state trasmesse, ai sensi dell'articolo
50 comma 3 della legge regionale n. 9/2009, alla II Commissione
legislativa e alla Commissione per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione Europea.
Copie delle stesse sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Commissioni.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Servizi
sociali e sanitari (VI), nella seduta n. 7 del 24 gennaio 2013, ha
approvato le seguenti risoluzioni:
- Puntuale adempimento delle prerogative e competenze della VI
Commissione . (n. 1/VI);
- Attuazione tempestiva dell'art. 76, comma 12, della l.r. n.
2/2002 . (n. 2/VI)
- Sospensione delle procedure di mobilità interprovinciale del
personale del S.U.E.S. 118 . (n. 3/VI).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 171 - Iniziative per attivare le procedure di declaratoria
dello stato di calamità naturali nella Sicilia sud-orientale.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico;
Assenza Giorgio; Caputo Salvino; Falcone Marco
N. 172 - Provvedimenti urgenti per la grave emergenza inquinamento
che interessa le coste delle Isole Egadi.
- Presidente Regione
Firmatari: Lo Sciuto Giovanni; Figuccia Vincenzo; Di Mauro
Giovanni; Lombardo Salvatore Federico; Greco Giovanni; Picciolo
Giuseppe; Fiorenza Cataldo; Federico Giuseppe
N. 175 - Notizie in merito agli interventi urgenti per la
mitigazione del rischio idrogeologico e per la messa in sicurezza
degli immobili anche d'interesse storico, architettonico e
religioso della collina di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Firetto Calogero
N. 177 - Notizie circa la presunta prosecuzione dei lavori
concernenti il MUOS in contrada Ulmo di Niscemi (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; La Rocca Claudia; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 178 - Notizie sullo stato di aggiornamento dell'anagrafe
dell'edilizia scolastica e sulla sicurezza delle strutture adibite
a sedi scolastiche presenti nel territorio della Regione.
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Trizzino Giampiero; Troisi Sergio; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 179 - Iniziative urgenti per la revoca dell'autorizzazione
regionale alla ricerca di idrocarburi nella Valle del Belice.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Turano Girolamo
N. 182 - Notizie in merito all'indagine avviata sui contributi
erogati per lo sviluppo imprenditoriale in terreni di proprietà
della criminalità organizzata.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: Caputo Salvino
N. 183 - Chiarimenti circa la gravissima contaminazione da
idrocarburi dei pozzi a Città Giardino - Melilli (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 184 - Provvedimenti urgenti a favore dei lavoratori della
società 'Novamusa'.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 185 - Indagine conoscitiva sulle recenti notizie sull'IRFIS-
FinSicilia in merito a presunte anomalie nella gestione.
Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Falcone Marco
N. 186 - Ripresa dei lavori per la realizzazione della nuova
caserma del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico
N. 188 - Interventi per il ripristino delle condizioni di
normalità nel territorio dei comuni della zona tirrenica della
provincia di Messina colpiti dagli eventi calamitosi del novembre
2011.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 180 - Notizie in merito alle presunte irregolarità urbanistiche
ed ai ritardi nell'applicazione del 'Codice Vigna' al Comune di
Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Caputo Salvino; Assenza Giorgio; Fontana Vincenzo;
Falcone Marco; D'Asero Antonino; Vinciullo Vincenzo
N. 190 - Notizie sulla gestione economica dell'ospedale San
Raffaele - Giglio di Cefalù (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Salute
Firmatario: Caputo Salvino
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo e
alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 173 - Chiarimenti circa i lavori di adeguamento dell'impianto
di depurazione di Fondo Verde nell'area di Sferracavallo (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 174 - Provvedimenti finalizzati al pagamento dei contributi per
l'abbattimento delle barriere architettoniche di cui alla legge 9
gennaio 1989, n. 13, per le annualità dal 2009.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 176 - Notizie in merito ai criteri adottati dal Governo per le
nomine ai vertici delle aziende sanitarie.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cordaro Salvatore; Cascio Salvatore; Fontana Vincenzo
N. 181 - Notizie in merito alle condizioni di sicurezza della
strada statale Palermo-Sciacca.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Caputo Salvino
N. 187 - Adozione delle norme di attuazione finalizzate alla
promozione della lingua dei segni italiana (LIS).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio; Venturino
Antonio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 189 - Chiarimenti circa alcune disposizioni normative in
materia di agriturismo.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatari: Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 7 - Sospensione del procedimento per il rilascio del permesso
di ricerca 'Masseria Frisella' nella Valle del Belice.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Milazzo Antonella Maria; Gucciardi Baldassare;
Ferrandelli Fabrizio.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 19 Provvedimenti urgenti per il precariato siciliano ,
degli onorevoli Caputo Salvino; Assenza Giorgio; Falcone Marco;
Germanà Antonino Salvatore; D'Asero Antonino, presentata il 22
gennaio 2013;
- numero 21 Revoca dei permessi legati alla ricerca di
idrocarburi nell'ambito del territorio della Val di Noto e dei siti
Unesco siciliani , degli onorevoli Pogliese Salvatore Domenico;
Anselmo Alice; Assenza Giorgio; Caputo Salvino; Falcone Marco;
Fontana Vincenzo; Raia Concetta; Vinciullo Vincenzo, presentata il
23 gennaio 2013;
- numero 22 Interventi urgenti per assicurare il sereno
funzionamento del Centro di recupero della fauna selvatica di
Ficuzza (PA) e del Centro di recupero della fauna selvatica e
tartarughe marine di Comiso (RG) , degli onorevoli Assenza Giorgio;
Caputo Salvino; Germanà Antonino Salvatore; Pogliese Salvatore
Domenico, presentata il 23 gennaio 2013;
- numero 23 Riapertura dello stabilimento ex FIAT di Termini
Imerese (PA) , degli onorevoli Caputo Salvino; Assenza Giorgio;
Germanà Antonino Salvatore; Falcone Marco; Pogliese Salvatore
Domenico, presentata il 24 gennaio 2013;
- numero 24 Ripristino dell'equipaggio di autista-soccorritore
nei PTE (Presidi territoriali di emergenza) , degli onorevoli Lo
Sciuto Giovanni; Figuccia Vincenzo; Lombardo Salvatore Federico;
Picciolo Giuseppe, presentata il 28 gennaio 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che, con email inviata il 21 gennaio 2013,
acquisita dalla Segreteria generale il 22 gennaio successivo, e
protocollata al n. 1177/AULAPG del 24 gennaio 2013, l'onorevole
Mangiacavallo ha ritirato, anche a nome degli altri firmatari,
l'interpellanza n. 4, dallo stesso deputato presentata in data 14
gennaio 2013.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Ardizzone
Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, riunitasi il 29 gennaio 2013 sotto la
presidenza del Presidente dell'Assemblea, presenti i Vice
Presidenti dell'Ars, ha rideterminato, all'unanimità, il seguente
programma-calendario dei lavori fino all'avvio effettivo della
sessione di bilancio.
AULA
L'Assemblea terrà seduta nelle seguenti date:
-29 gennaio 2013, per il seguito della discussione del DPEF e la
votazione del relativo ordine del giorno;
-30 gennaio2013 (ore 16,00), per la discussione sull'istituzione
della Commissione parlamentare regionale Antimafia;
-31 gennaio 2013 (ore 10,00), per la discussione unificata delle
mozioni sulle trivellazioni in terraferma (Valle del Belice) e off-
shore;
-6 febbraio 2013 (ore16,00) e 7 febbraio 2013 (ore 10,00), per lo
svolgimento di attività ispettiva;
-28 febbraio 2013, per la discussione delle mozioni n. 9
(Rigassificatore LNG di Porto Empedocle) e n. 10 (Elettrodotto
Valle del Mela).
COMMISSIONI (priorità per l'Aula)
La I Commissione legislativa permanente darà priorità all'esame
del disegno di legge di riforma delle province, la cui trattazione
dovrà concludersi entro e non oltre mercoledì 6 marzo 2013, data in
cui il suddetto disegno di legge sarà comunque iscritto all'ordine
del giorno dell'Assemblea, anche in applicazione dell'art. 68 bis
del Regolamento interno dell'ARS.
Presidenza del presidente Ardizzone
Commemorazione delle vittime della Shoah
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di proseguire oltre
nell'ordine del giorno, permettetemi di volgere il pensiero alle
vittime della Shoah.
Due giorni fa si è celebrata la giornata della memoria, in ricordo
delle vittime della Shoah.
Trovo doveroso soffermare la nostra attenzione sul ricordo di
quell'immane tragedia ma, ancora di più, rivolgermi da questo
scranno prestigioso ai nostri giovani, alle ragazze ed ai ragazzi
della nostra regione.
Anche la Sicilia pagò il suo caro prezzo ed è per questa ragione
che il nostro imperativo, oggi, a decenni di distanza, è quello di
non minimizzare quanto accaduto, di coltivare con costanza la
memoria dell'olocausto per preservarla dalla violenza di chi nega,
o peggio ancora, minimizza la portata di quei tragici eventi. La
Sicilia è sempre stata terra di incontro e fusione feconda tra le
diverse culture, terra di scambio e di dialogo, ed è studiando e
dialogando che si spuntano le armi dei rigurgiti antisemiti.
Conoscendo la storia si sconfiggono i vecchi e nuovi estremismi e
non posso non rifarmi con gratitudine al pensiero del Presidente
della Repubblica che proprio oggi ci ha fatto arrivare alto e
chiaro il suo monito.
Non possiamo lasciare spazio all'oblio o campo aperto all'odio e
al razzismo, purtroppo nella nostra società non mancano né i
segnali, né gli episodi inquietanti.
Per questa ragione la guardia della politica deve restare sempre
alta.
Vorrei chiudere questa mia brevissima riflessione con una
citazione di Elie Wiesel che spero ci spronerà ancora di più nel
nostro sforzo di politici del dialogo.
Prendi posizione - diceva Wiesel - la neutralità favorisce sempre
l'oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il
torturatore, non il torturato .
Vi invito ad osservare un minuto di silenzio e di raccoglimento
nel ricordo delle vittime della Shoah.
(Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
Presidenza del presidente Ardizzone
Seguito della discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2013-2017
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Seguito
della discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2013-2017.
Onorevoli colleghi, ricordo che si era chiusa la discussione
generale e si era passati alle dichiarazioni di voto da parte di
ogni componente per Gruppo.
E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
sull'argomento importante quale è il Documento di programmazione
economico e finanziaria che a mio avviso non può essere un momento
prettamente burocratico ma deve essere, invece, un momento in cui
questa Assemblea deve potersi confrontare con chi propone un
documento, cioè il Governo che, di fatto, come la stessa analisi
della sua essenza, trattasi di un documento che deve vedere una
programmazione sia economica che finanziaria.
Se mi consente l'assessore, anche nel dargli un saluto, visto la
sua presenza in quest'Aula e per me è il primo momento in cui sto
potendo incontrarmi con l'assessore, vorrei dire che,
probabilmente, dall'assessore tecnico ci si aspettava altro, nel
senso che non può limitarsi a una descrizione del documento da un
punto di vista meramente burocratico e finanziario, pur
condividendo che esso debba trattare quello che è la il
riposizionamento dell'aspetto finanziario, quindi dei conti, di ciò
che è la parte essenziale che il documento prevede.
Però deve, così come il principio ispiratore della norma definisce
che questo documento deve anche riguardare e deve definire il
quadro macro-economico tendenziale e programmatico di medio
periodo, cioè, rispondere alle finalità di coordinare gli organi
istituzionali ma di determinare gli obiettivi macro-economici,
anche con riferimento agli aspetti territoriali, quindi, il senso
dell'intervento nel territorio, con particolare riguardo a quelli
che sono gli aspetti relativi al reddito e all'occupazione e anche
al riequilibrio dei conti pubblici.
Quindi, un documento che deve avere una sua articolazione sotto
due aspetti.
Pertanto, signor assessore, pur nel condividere quella
impostazione che riguarda la parte finanziaria, come anche dal suo
intervento ebbe a sottolineare più un principio, quasi a richiamare
i parlamentari al momento in cui è stata espressa in quest'Aula la
necessità di approfondire anche quella parte che, sostanzialmente,
manca in questo documento, quella della programmazione, sicuramente
in un momento in cui siamo alla fase iniziale della legislatura.
Gli elementi caratterizzanti, l'inizio di legislatura, l'esercizio
provvisorio che di fatto consente di poter determinare un momento
di respiro, la necessità anche di affrontare in questo momento
socio-economico particolare un argomento del genere con una
formulazione, con un impegno, con una articolazione, con una svolta
innovativa che, probabilmente, da questo documento ci si aspettava
e da questo assessore ci si aspettava.
Io dico che sicuramente andava guardata la parte relativa agli
interventi di spesa strutturata, della spesa fissa, di questa parte
che la Regione siciliana nella sua realtà determina un momento di
forte vincolo nella spesa del bilancio sulla parte che riguarda il
costo del personale, il costo di servizi, sulla parte che riguarda
la riqualificazione della spesa che io ritengo necessaria per
interventi che servono a razionalizzare, perché no, la burocrazia
nel suo complesso.
E, successivamente, vedo anche che c'è bisogno di un'inversione di
tendenza, che non può essere solo sotto un momento di clamori, ma
sotto un momento obiettivo, serio, preciso con criterio e con
modelli, che è quello della rivoluzione dell'apparato
burocratico, di cui in questi giorni ne vediamo alcuni aspetti che
qui ritengo vadano ricondotti, queste iniziative, al percorso serio
e razionale di un modello attraverso criteri, attraverso principi,
attraverso un reale momento di impegno in questa direzione.
E poi, se mi consentite un'analisi sulla spesa strutturata, ma su
quella che è una parte di spesa consistente del bilancio della
Regione siciliana, la parte della Sanità - ho il piacere di vedere
presente l'assessore per la salute - c'è da evidenziare un dato
importante, il Piano di rientro ha previsto una serie di
interventi; dal 2008 ad oggi, siamo in presenza di una spesa
sanitaria che, nella sostanza, come sistema sanitario regionale,
cresce di cento milioni l'anno con un dato che riguarda il 2011 che
è di ben 542 milioni in più rispetto all'anno precedente.
Sono dati forniti dalla Corte dei Conti, su cui ritengo questa
Assemblea debba fare degli approfondimenti e sulle quali spese deve
capire se, da una parte, abbiamo proceduto ad una riduzione di
spesa per razionalizzazione come mai il totale della spesa
complessiva cresca.
Questo è un interrogativo su cui vorremmo avere una risposta.
Per non parlare di quello che è il problema del personale degli
enti locali.
Quindi, un modello che anche in questa direzione va affrontato,
per non parlare di un capitolo a parte che deve essere quello degli
interventi per lo sviluppo - interventi per lo sviluppo con una
piccola e media impresa che vive una reale difficoltà -,
infrastrutture e utilizzo diverso e in modo più razionale dei fondi
comunitari.
Per non parlare di quello che può essere il momento di ripresa
attraverso l'utilizzo, al meglio, del nostro patrimonio: turismo,
beni culturali e ambiente in una formula nuova integrata, che veda
la possibilità di dare un'offerta turistica di livello medio alto
che possa creare quella reale motivazione e appetibilità che il
mercato richiede.
Per non parlare poi dell'agricoltura. Abbiamo avuto modo in
Commissione Attività produttive di ascoltare l'assessore per le
risorse agricole e alimentari, dove probabilmente anche qua primi
passi cominciano a muoversi, ma dove va meglio articolato un
momento che preveda un'agricoltura di qualità e un riordino del
settore nel suo complesso.
Ma cosa dire dell'assenza totale sulla politica del credito,
assessore?
Fermo restando che l'Osservatorio del credito della Regione
siciliana ci dice che abbiamo un credito che costa due punti
percentuali in più rispetto alla media nazionale, con una maggiore
consistenza nelle garanzie da fornire, con un rapporto che
sicuramente deve essere riformulato con un aspetto deviante che
le banche oggi realizzano in Sicilia. Come voi sapete, l'operazione
di raccolta fondi deve seguire all'operazione di impiego fondi per
imprese e famiglie.
Oggi le banche hanno un momento di disattenzione in questa
direzione, quindi un tavolo, probabilmente istituzionale, che possa
ricondurre, attraverso una nostra azione, la Banca d'Italia e il
Ministero dell'economia ad un intervento in questo settore.
Concludo dicendovi: cosa dire anche sulle politiche del credito,
di un fondo di garanzia che la Regione deve pensare di promuovere,
perché possa intervenire in questo momento di difficoltà e
rappresentare un sostegno che consenta alle società di
sopravvivere.
Concludo realmente dicendo che questa Assemblea si è occupata
nella precedente legislatura di un fatto importante che riguarda
l'IRFIS, istituto regionale, ultimo baluardo di banca che la
Regione siciliana aveva e che di fatto, per una serie di iniziative
ancora oggi misteriose e strane, è stato trasformato da banca in
società finanziaria. Oggi è sotto i riflettori per una serie di
interventi, però ritengo che in questo senso, sulla politica del
credito, il problema di un ritorno all'impegno per una banca in
Sicilia diventa un altro argomento importante su cui soffermarci.
Questo ed altri argomenti, assessore, pensavamo fossero per voi
per il governo e per noi, motivo di un ulteriore approfondimento e
di una grande capacità di svolta da determinare attraverso questo
Documento. Dobbiamo denunziare che questi aspetti risultano assenti
e questo é uno dei motivi, assieme ad altre considerazioni, che ci
porterà a non poter condividere e, quindi, a non approvare questo
Documento che avete presentato.
PRESIDENTE. Onorevole Scoma, la Presidenza concede dieci minuti a
Gruppo, indipendentemente dal numero degli interventi, a
completamento di quello detto dall'onorevole D'Asero.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, lei è intervenuto abbondantemente.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Scoma.
SCOMA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, abbiamo
ascoltato l'onorevole D'Asero che aveva preparato l'intervento, ma
io, a nome di tutto il Gruppo parlamentare, intervengo per
esprimere la posizione che terremo nella votazione che si terrà da
qui a qualche minuto.
Ma prima vorrei esprimere alcune legittime considerazioni. Il
Documento posto alla nostra attenzione mi sembra così strutturato,
assessore, sessantuno pagine, tra le quali due pagine di premessa,
cinque pagine sui dati macro-economici dell'economia siciliana
della crisi, trentasette pagine di illustrazione di dati macro-
economici nazionali, descrizione delle politiche nazionali di
spending review, consistenza del debito della Regione, e la nostra
classificazione che le agenzie di rating ci hanno dato;
riprogrammazione dei fondi europei, avviata e conclusa, come si
legge a pagina diciotto del documento di programmazione, e dal
quale ella prende sempre le distanze.
Quattordici pagine di tabelle che riassumono i dati macro-
economici prima accennati, sono i dati recentemente ascoltati dal
Centro Studi della Banca d'Italia ad un recentissimo convegno sulla
situazione economica della Sicilia, e a tutti, peraltro,
abbastanza noti.
Prima pagina, con il titolo Prime linee strategiche' in cui
leggiamo occupazione giovanile di qualità, interventi nel prossimo
e futuro DPEF. Obiettivi di carattere anticongiunturale, priorità
che la Regione sosterrà nei prossimi impegni istituzionali'.
Assessore, quali obiettivi, quali sono le misure concrete? Il
rafforzamento e il completamento delle reti infrastrutturali e
logistiche, la Sicilia al centro del Mediterraneo?
Ma vorrei ricordare a questo Governo che il suo partito e la
maggioranza che lo sostiene ha appena votato un'inefficace mozione
sul ponte dello Stretto che la dice lunga sul rispetto degli
accordi internazionali derivanti dalla collocazione geografica
della Sicilia.
Lo stesso Governo nelle premesse del DPEF, a pagina quattro, terzo
periodo, afferma che non è questo il DPEF del Governo, quello vero
sarà quello del prossimo anno.
Testualmente si scrive: Le prime linee guida saranno esplicitate
ed articolate nel dettaglio del successivo Documento di
programmazione economico e finanziaria che rappresenterà il vero
primo documento di programmazione per l'intera legislatura in cui
alla luce degli approfondimenti analitici e dei mutamenti di
scenario oltre che dei primi effetti delle politiche dell'attuale
Governo, sarà riproposto e sviluppato nell'intero arco temporale
2013 - 2017'.
Allora, mi chiedo, Assessore, questa seduta di oggi a che cosa
serve?
Onorevoli colleghi, siamo qui a discutere per stessa ammissione
del Governo, del nulla.
Siamo qui a recitare una parte obbligatoria, siamo qui, forse, a
definire una pratica burocratica.
Francamente, signor Assessore, ci aspettavamo di più. Ci
aspettavamo per esempio che per le tre gravi emergenze siciliane
che emergono dai dati macro-economici riportati dal Documento di
programmazione, e cioè quelle del settore delle costruzioni che ha
avuto un crollo del 7,1 per cento, nell'ultimo anno, con una
perdita di migliaia di ore lavorate, e con conseguente perdita di
centinaia di posti di lavoro; quella dell'agricoltura che ha subito
anch'essa un tracollo sostanziale; quella delle energie
rinnovabili, per la quale occorre affrettarsi a raggiungere
l'obiettivo europeo che ci vede molto lontani dal traguardo.
Ci auguriamo che possano essere presi impegni veramente concreti.
Tre temi importanti che se, da un lato, ci vedono in grave
difficoltà, dall'altro, possono recitare una parte importante per
l'avvio di una nuova azione assieme agli altri settori
dell'economia che sono tendenti alla vera rinascita della Sicilia.
Sulle costruzioni, settore forse più colpito, assessore, avrei
voluto che oggi fosse presente l'onorevole Presidente e, colleghi,
vorrei riportarvi alla scorsa legislatura, quando quest'Aula si
occupò dell'attuazione della normativa nazionale per il rilancio
del settore edile che demandava alle Regioni la legge applicativa.
Qui si decise, forse, di punire i siciliani che avevano costruito
anche una veranda regolarmente sanata e con concessione edilizia in
concessione ottenuta, quindi perfettamente in regola, e il
risultato è sotto gli occhi di tutti: la legge non sortì alcun
effetto perché, in Sicilia, non esiste casa che non abbia
utilizzato le sanatorie edilizie per riparare anche ad un piccolo
abuso.
Ci pensi, assessore, ma lo dica anche al suo Presidente; qui non
si tratta di coprire i soliti furbi, ma di consentire
l'applicazione di una norma della quale hanno goduto tutti gli
italiani, e non solo i siciliani, e che avrebbe l'effetto di
azzerare questo terribile decremento percentuale di quasi 8 punti,
aiutando tanti piccoli artigiani a riprendere con fiducia la loro
occupazione.
In soldoni, una riforma a costo zero.
E che dire dell'agricoltura? Occorre incentivare i nostri
prodotti, far diventare efficace la normativa del prodotto a
chilometro zero. Siamo stanchi di vedere in tutti i nostri super ed
ipermercati, patate, cipolle, arance francesi che, a loro volta,
vengono importate dal Marocco e dalla Tunisia. Una proposta sensata
e per la quale annuncio che presenterò, come Gruppo parlamentare,
un disegno di legge, che già è allo studio dei nostri uffici ma che
deve certamente essere accompagnato da misure straordinarie che
riavvicinino i giovani all'agricoltura, al fine di rendere
appetibile, utilizzando quella parte del piano di azione per la
coesione, che risponde al nome di Pac, strumenti diretti per
imprese e lavoro.
Che dire della politica energetica? Tutti, in quest'Aula, hanno
più volte manifestato a gran voce, ed anche lei assessore e il
Presidente della Regione, nelle sue dichiarazioni programmatiche,
di volere dare impulso alle energie rinnovabili.
Ora, mi consenta di dire che, come quelle affermazioni
sessantottine sulla pace del Mondo, tutti siamo d'accordo, ma
nessuno dice come vuole ottenere il risultato. Non pretendiamo
certamente di essere i depositari della verità, ma abbiamo la
nostra di ricetta che vogliamo confrontare con il Governo. Una
ricetta che prevede, innanzitutto, la salvaguardia del nostro
territorio con la istituzione dei Distretti energetici. Un no secco
ad un indiscriminato fiorire di impianti in ogni dove ma luoghi in
accordo con i Comuni, ove istallarli.
E che dire dell'errata applicazione del principio di filiera? Del
principio del Peirce, a suo tempo, poi, definito inapplicabile
perché illegittimo dallo stesso estensore ed utilizzato solo per
scavalcare i turni di attesa e favorire qualche azienda produttrice
di pannelli in dispregio di ogni normativa europea sulla
concorrenza.
Assessore, onorevole Presidente della Regione, più volte è
intervenuto coraggiosamente, voglio dargliene atto, ma mi riferisco
ovviamente al Presidente Crocetta, sulla burocrazia regionale e
sulla necessità di una rivoluzione dell'approccio che deve avere
con l'utenza.
Sappia che su questo tema la seguiremo sempre, ma questo
Documento, Presidente Crocetta, non fa cenno alcuno ad azioni
concrete in attuazione della legislazione vigente, finalizzata alla
necessità più impellente, la formazione continua del personale
regionale, che ci consenta di raggiungere obiettivi come il
rispetto dei tempi di legge previsti dalle norme regionali e
nazionali per il rilascio delle autorizzazioni.
Il vero timore dello sviluppo della Sicilia è il mancato rispetto
dei termini da parte della pubblica Amministrazione, nonostante
tutte le leggi approvate nel tempo, sino all'ultima della scorsa
legislatura, lo abbiano più volte ricordato.
Basterebbe semplicemente che le norme che questo Parlamento
produce non venissero considerate solo una raccomandazione per il
Governo e per la burocrazia della Regione.
Concludo, assessore, con un principio che ebbi a dire in occasione
delle dichiarazioni programmatiche e che, spero, possa essere stato
letto anche dal suo Presidente: il Gruppo parlamentare PDL,
coerentemente, è e rimane all'opposizione di questo Governo, perché
così hanno voluto i nostri elettori, ribadendo ancora una volta che
la nostra non sarà mai un'opposizione di principio, ma
un'opposizione nuova, matura, democratica e responsabile, che non
le farà mancare il sostegno sui provvedimenti condivisi e
condivisibili, ma che sarà altrettanto dura ed irremovibile,
adottando tutti gli strumenti che il Regolamento interno consente
ad una minoranza, quando i suoi provvedimenti non ci convinceranno.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire in ordine al Documento di programmazione economico-
finanziaria che, come peraltro è affermato nella relazione
introduttiva, è testualmente scritto che trattasi di un documento
per cui il Governo non è stato in grado di approntare adeguatamente
e fa cenno ad un rinvio al prossimo anno.
Questo la dice lunga sulla valenza di questo documento e su quelle
che sono le proposte in ordine alle linee programmatiche che il
Governo intende portare avanti.
Si ripete un po' la storia delle dichiarazioni programmatiche del
Presidente della Regione, quando in Aula si è limitato a leggere il
programma comunicato in campagna elettorale, invitando i
parlamentari a coniugare adeguatamente i verbi e oggi ripete la
stessa scena, presentando un documento che, di fatto, non esiste.
La cosa che più ci meraviglia - lo hanno detto altri colleghi, ma
tengo a ribadirlo - è che, se, da un lato, il Governo ha proposto,
contro il parere di parecchi di noi, un esercizio provvisorio di
quattro mesi, non si riesce a comprendere quale sia stata la fretta
di presentare questo documento che non da un adeguato indirizzo
della prossima attività che il Governo intenderà assumere.
C'è soltanto qualche accenno che, in ordine a quello che è il
carico fiscale e cioè che il Governo assume l'impegno di non
aumentare il sistema di tassazione, né di fare ricorso a capitale
di debito.
Il Governo si impegna, secondo questo documento, a garantire
livelli di equità sociale.
Per il resto, mi permetto di sottolineare, che il Governo fa una
elencazione di quelle che sono state le problematiche, negli ultimi
anni, a proposito dell'agricoltura, dell'industria, del terziario.
Una sorta di cronaca, una sorta di elenco di quelle che sono le
problematiche che, in questi anni, hanno aggredito questi settori
delle attività economiche; proseguendo in questo ragionamento, fa
alcune considerazioni rispetto alla sanità. Conferma quanto di
buono era stato fatto in precedenza; intende proseguire su questo
versante e si fa carico, ovviamente, di adeguare il cosiddetto
Piano operativo regionale, che è il famoso decreto del 30 dicembre
2010, a quelli che sono i provvedimenti adottati da Balduzzi.
Da una conferma, quindi, di quanto di buono era stato fatto nella
precedente legislatura e intende continuare su questa strada.
Siamo contenti, signor Presidente, assessore, signori del Governo,
perché tante volte, in quest'Aula, ci sono stati scontri in ordine
a quello che è il tema della sanità, prendiamo atto, invece, che
quanto si è fatto in passato è assolutamente positivo e che il
Governo intende proseguire su questo indirizzo, ferme restando le
modifiche che dovrà adottare in ordine alla spesa.
Relativamente alla politica fiscale, c'è un cenno che sta tanto di
elencazione che, spesso, si fa quando si parla di autonomia e
quando si parla di rivendicazione di natura fiscale, di quelli che
sono gli articoli 36 e 37 dello Statuto e non c'è alcun accenno, mi
permetto di dire, a quelle che potrebbero essere le iniziative che,
altre volte, il Presidente della Regione, nel corso di interviste,
di conferenze stampa, di comizi, ha annunciato, come se avesse già
intrapreso contatti con Roma; e la qualcosa credo sia francamente
impossibile, se non altro perché, in questo momento, a Roma, non
c'è alcun Governo.
L'ultimo argomento che tratta è la questione dell'indebitamento e
mi fa piacere che questo Documento riprenda, di pari passo, tutte
le argomentazioni che, in una delle ultime sedute di
quest'Assemblea, sono state esplicitate dall'allora Presidente
della Regione, in cui, al di là di quello che il Governo nazionale
aveva lasciato intendere, cioè una sorta di default in cui la
Regione, a breve, rischiava di trovarsi, non solo conferma i dati
che sono stati elencati in quella giornata, in cui c'è stato un
confronto tra Governo e Parlamento, in ordine alla situazione
debitoria della Regione siciliana, ma mi permetto di sottolineare
quanto testualmente afferma nel documento, considerato che
l'importo complessivo delle quote di ammortamento per capitale e
interesse dei mutui e delle altre forme di indebitamento in
scadenza nei servizi 2012, 2013, 2014, 2015, non supera il 25%
dell'ammontare complessivo delle entrate tributarie non vincolante
della Regione e che le relative quote di ammortamento sono state
previste nei perimetri dipartimenti capitali di spesa, risulta
rispettato il limite all'indebitamento sopra indicato.
Cosa vuol dire questo? Vuol dire che anche un Governo diverso da
quello precedente riconosce che non c'è una situazione pesante sul
piano finanziario e che quanto argomentato, alla vigilia di questa
elezione, era soltanto un patto strumentale, un patto politico
volto a delegittimare l'azione politica di chi ha governato prima
questa Regione.
Se mi permettete, signor Presidente, assessore, credo che questo
Documento, per le cose che ho detto poc'anzi, non dica nulla di
particolare, vorrei quasi dire di trovarci dinnanzi a un Documento
di programmazione economico- finanziaria che tale non è, per cui
noi del Partito dei Siciliani - MPA ci troveremmo anche in
difficoltà a considerare l'ipotesi di un ordine del giorno su un
documento che, di fatto, non esiste perché, rispetto alle linee
programmatiche che in esso sono enunciate come linee di carattere
generale, di fatto, mi permetto di dirle, assessore, che l'unica
cosa con certezza che lei ha tenuto ad evidenziare è che le poste
indicate in bilancio, attraverso una riduzione di spesa
considerevole di circa 900 milioni di euro, sono un'operazione di
pulizia, un'operazione che porterà a verità di bilancio.
Sono preoccupato perché credo che le obbligazioni assunte dal
bilancio, fermo restando la riduzione di contratti che state
avviando, fermo restando la riduzione anche dei compensi ai
dirigenti, che si è annunciata, sono piccole cose rispetto ad una
preoccupazione che, mi permetto di sottolinearle, è quella, dovendo
la Regione garantire le obbligazioni assunte, di non trovarci, da
qui a qualche anno, con una serie di debiti fuori bilancio, che
difficilmente potremmo giustificare.
Lei sa meglio di me che una norma che abbiamo approvato a suo
tempo prevede la responsabilità dei dirigenti dei servizi e,
quindi, del Direttore Generale, in ordine alle indicazioni delle
poste in bilancio. Cosa voglio dire?
Voglio dire che ogni posta in bilancio ha necessità di un
riconoscimento da parte di chi è preposto al servizio che la posta
è esatta, che la posta è corretta, che la posta è conforme a quelle
che sono le esigenze delle obbligazioni. Credo che, difficilmente -
non ho dato uno sguardo al bilancio perché, come lei sa, non
abbiamo ancora tenuto una riunione, mi pare oltremodo difficile che
possiamo trovarci dinnanzi a una opportunità di questo tipo, cioè
una riduzione così considerevole del bilancio.
La cosa che più anche io tengo a sottolineare, assessore, è che
non si parla assolutamente di un processo di privatizzazione, non
si parla di una esperienza che, secondo me, è importante, che è
stata fatta a proposito delle terme di Sciacca e delle terme di
Acireale, che per cinquant'anni hanno generato debiti e che mai si
era pensato di affidare la gestione all'esterno, a soggetti
competenti che fanno questo mestiere, perché giammai la Regione
sarà in grado di gestirle positivamente.
Non si fa cenno alla necessità di sciogliere enti per i quali,
nella scorsa legislatura, avevamo tentato, ma non vi eravamo
riusciti, e per il quale scioglimento di enti, le comunico, caro
Assessore, che noi del Partito dei Siciliani - MPA saremo
certamente d'accordo, perché li riteniamo ormai superati, non
rispondenti a quelli che sono gli stessi scopi sociali degli enti e
riteniamo che, in un momento di magra, non possono esserci più
carrozzoni di questo tipo.
Siamo preoccupati di tutti questi movimenti che ci sono in ordine
al personale, perché credo che sia più giusto e più equo avere
riguardo per il personale che lavora alla Regione, fermo restando
che, se c'è qualcuno di costoro che ha comportamenti non consoni
alla lealtà nei confronti dell'Amministrazione e del Governo, è
giusto che si assumano provvedimenti. Sparare nel mucchio non
ritengo che sia una cosa giusta; fare spostamenti di massa
significa colpire tutti coloro i quali lavorano in un determinato
settore. E non credo che sia una cosa che, a nostro parere, sia
vantaggiosa né per l'immagine della Regione né per i dipendenti né
per chi, in questo momento, governa.
Ripigliare un discorso di un servizio, di una direzione, punto e a
capo, vuol dire creare ulteriori disfunzioni, vuol dire non avere a
mente le difficoltà che in questa Regione ci sono state e ci
saranno.
Un'ultima cosa: credo che, da parte del Governo, occorra - me lo
lasci dire - un'azione di responsabilità e soprattutto verso il
Parlamento perché, al di là delle posizioni politiche, credo che il
Parlamento potrà trovare certamente una collaborazione ed un
apprezzamento per le cose utili che questo Governo potrà portare
all'attenzione del Parlamento.
Presidenza del presidente Ardizzone
Saluto ai docenti ed agli studenti dell'Istituto tecnico
Gioacchino Russo di Paternò (CT)
PRESIDENTE.. Onorevoli colleghi, porgo un saluto, a nome di tutta
l'Assemblea, ai docenti ed agli studenti dell'Istituto tecnico
Gioacchino Russo di Paternò (CT), che sono tra il pubblico ed
assistono ai lavori di quest'Aula.
Presidenza del presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del Documento di
programmazione economico-finanziaria per gli anni 2013-2017
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
intervengo per esprimere quale sarà la dichiarazione di voto del
Gruppo parlamentare del Cantiere Popolare sul Documento di
programmazione economico-finanziaria.
Ho ascoltato, con grande attenzione, nella scorsa seduta,
l'assessore Bianchi; ho avuto modo di leggere il Documento; non
sono un tecnico, però, ho avuto la possibilità di confrontarmi con
i tecnici del Gruppo. Ho avuto così modo di apprezzare che,
rispetto ai Documenti di programmazione economico-finanziaria e,
poi, alle finanziarie successive, che ne ricalcavano in qualche
modo i tratti che alcune voci, palesemente false, sono state
espunte e questo per me è motivo di soddisfazione.
Credo che non si potrà mai più tornare a parlare di qualche
centinaio di milioni di euro per valorizzazioni immobiliari
inesistenti né di altre centinaia di milioni di euro legati ad
entrate tributarie, a maggiori entrate fiscali, che poi, in un
momento di recessione economica, non avevano neanche lo spazio di
una notte per diventare realtà e restavano il sogno di pochi.
Ma, Assessore, mi sono poi dovuto confrontare con i dati crudi e
anche con la parte discorsiva del Documento di programmazione
economico-finanziaria che ritengo, quanto meno per ricalcare il
giudizio del presidente della Commissione Bilancio, un documento
insufficiente, non solo e non tanto perché mi è sembrato, in alcune
sue parti, una mera elencazione dei dati ISTAT sulla flessione del
PIL, ma perché credo che, con riferimento ad alcune voci sulle
quali la Sicilia si attende risposte importanti e, in qualche caso,
anche definitive, questo documento risulta essere quanto meno
deficitario.
Che ci sia ancora una contrazione economica che sia frutto, anche
nel nostro territorio, di una congiuntura internazionale che
determina obiettive situazioni di crisi, questo è sotto gli occhi
di tutti. Non avevamo bisogno di leggere un DPEF per rendercene
conto. Rispetto, però, alla recessione nazionale ed internazionale,
che continua ad essere purtroppo un fatto assolutamente importante
e decisivo per alcune economie come la nostra, credo che qualche
parola in più, sotto il profilo delle soluzioni da proporre, questo
documento avrebbe dovuto dirci.
Mi riferisco soprattutto a temi per noi esiziali o fondamentali
come quello dell'agricoltura, per la quale, invece, si parla
soltanto di una riduzione delle esportazioni, ad eccezione del
settore vitivinicolo; mi riferisco ad una presa d'atto di una
ulteriore fase flessiva legata al settore del terziario e
dell'industria; mi riferisco all'assoluta mancanza di riferimento
all'unico strumento normativo che, negli ultimi anni, ha preso vita
in questa Assemblea regionale, ossia la legge sugli incentivi
all'imprenditoria giovanile e femminile mai finanziata, alla quale,
in questo DPEF, non si fa alcun riferimento e che inviterei
l'assessore Bianchi ad andare a studiare e, magari, se ci
riusciamo, tutti insieme, nella prossima finanziaria, anche a
finanziare.
Rispetto a queste cose, non vedendo e non scorgendo, ad esempio,
nessuna traccia di programmazione, né economica né finanziaria, che
guardi anche alla riforma strutturale del credito, né una parola,
ad esempio, su un altro tema fondamentale, qual è quello dei
forestali, che aspettano risposte che possano essere più o meno
definitive, credo che il nostro giudizio non possa essere un
giudizio positivo.
Non può esserlo anche perché abbiamo guardato e continuiamo a
guardare con grande attenzione a quanto compie questo Governo. I
primi passi, però, assessore Bianchi, non ci sono sembrati passi
sicuri. Hanno, invece, dato la sensazione, a mio parere, di passi
che, a volte, avevano nell'improvvisazione la loro linea guida.
Mi riferisco, ovviamente, alla vicenda dell'interpretazione
autentica di una norma che non esisteva, con riferimento
all'impugnativa del Commissario dello Stato; mi riferisco ad alcuni
annunci del Presidente Crocetta, ai quali guardiamo con attenzione,
ma che riteniamo di difficile se non di impossibile attuazione. Ad
esempio, quando si dice che i precari verranno inviati presso le
imprese private, imprese che aspettano più di cento milioni di euro
di credito dalla Regione che, nella passata gestione, ha ritenuto a
torto o a ragione di pagare i forestali piuttosto che altri, ma non
ha pagato gli imprenditori ai quali noi vorremmo anche adesso, dopo
che questi soggetti in un momento, questa volta sì a ragione, di
congiuntura negativa internazionale, non gli paghiamo i crediti e
per giunta gli chiediamo di stabilizzare i precari. O sulla
chiusura delle partecipate, auspicabile se questo serve a eliminare
quei carrozzoni, e non tutti sono carrozzoni, perché temo, spesso,
le generalizzazioni che da questo Governo sono venute e presto, da
qui a qualche secondo, entrerò nel merito di qualche altra.
Eliminazione delle società partecipate per fare in modo poi di
internalizzare il personale. E come si fa?
Siccome l'ho sentito annunziare al Presidente Crocetta, vorrei
capire come si fa, perché a me non risulta che questo, oggi, si
possa fare, tranne a prevedere strumenti normativi che ancora non
sono nel nostro sistema legislativo.
Assessore, non si dice niente neanche sulla formazione.
Non si dice niente su come supplire a quella mancanza di venti
milioni, almeno così pare, che mancano dal rifinanziamento della
legge 24, circa i fondi europei con i quali, ad oggi, onorevole
Falcone, sono stati finanziati i fondi della formazione. E circa la
formazione, ho seguito con molto interesse quanto è accaduto nelle
scorse settimane e ho predicato prudenza al Governatore, non perché
a me piacciano le battaglie di retroguardia, ma perché non vorrei
che, ancora una volta, le soluzioni fossero peggiori dei mali.
Noi al Governatore Crocetta chiediamo più coraggio; chiediamo più
coraggio perché generalizzare finisce per essere una ricetta che
non coglie nel segno.
Diceva qualcuno prima di me - credo, si trattasse di Leonardo
Sciascia - che, quando tutto è mafia, niente è mafia; se tutto è
corruzione, il rischio è che nulla sia corruzione; se diciamo che
la mafia è nelle Istituzioni, dobbiamo dire di chi stiamo parlando.
Se diciamo, infatti, che nelle Istituzioni c'è odore di mafia - io
direi, facendo un'incidentale, che sarebbe il caso di cominciare a
dire che c'è puzza di mafia, perché odore di mafia è una frase che
mi suona sbagliata anche sotto il profilo dell'unione delle due
parole e dei due termini - se diciamo che c'è odore, o puzza come
dico io, di mafia, dobbiamo fare nomi e cognomi.
E, allora, queste cose, nelle prossime settimane, pretendiamo di
ottenerle dal Presidente Crocetta e dal suo Governo, sia nella
formazione sia in tutti i settori dove, se ciò è vero e se il
Presidente ne ha notizia, malauguratamente, dovessero esserci
infiltrazioni mafiose.
Per tornare al tema e per andare alla conclusione, assessore, lei
ci ha pronosticato, per il 2013, una riduzione, una fuoriuscita
dalla stagnazione e una riduzione dal -0,5 al -0,1.
Ci ha pure detto che, nel 2014, raggiungeremo il dato positivo in
relazione a un dato numerico, se non ricordo male, del +1,1 per
cento.
Allora, rispetto a queste cose, non potremo che compiacerci, ma ho
usato il verbo futuro perché, oggi, abbiamo soltanto una serie di
se . E abbiamo una serie di se perché sappiamo bene anche, come
lei ha detto nella scorsa seduta, che, se non riusciamo ad ottenere
una sorta di revisione sostanziale del Patto di stabilità, le
nostre speranze resteranno pie e non diventeranno mai certezze, né
dati di sviluppo reali ed obiettivi per la nostra Terra.
E siccome il DPEF è un disegno di legge ed è comunque
un'indicazione che finisce per avere una valenza più formale che
sostanziale, ma sicuramente una valenza simbolica, questa sera -
come deputati del Cantiere Popolare - daremo un voto politico,
nell'augurio che le cose che lei ci ha detto - soprattutto per la
prospettiva più immediata, perché 2013-2014 rappresentano il medio-
breve termine - possano avverarsi. Ad oggi, noi le eleggiamo come
speranze e, quindi, il nostro è un voto politico che non può che
essere contrario. Buon lavoro e in bocca al lupo alla Sicilia.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
quest'anno il DPEF sconta almeno tre elementi che occorre tenere
presente per capire i fattori caratterizzanti del nuovo processo di
programmazione, che il nuovo Governo ha ritenuto di dover impostare
subito dopo la sua elezione. Tutti questi elementi sono stati
correttamente esposti dal Governo nel documento e, per sintesi,
vorrei evidenziarli.
Il Governo dice un nuovo documento si imposta dunque per diversi
ordini di ragioni e, in particolare, da un lato, sotto il profilo
economico-finanziario per le esigenze di aggiornamento del quadro
macroeconomico e della finanza pubblica regionale, dall'altro, sul
piano squisitamente politico, per recepire le prime linee
strategiche che l'attuale esecutivo vuole perseguire per il
rilancio dello sviluppo economico e sociale della Sicilia.
Pertanto, il Documento di programmazione economica 2013-2015,
approvato nel luglio scorso dal Governo uscente, è stato oggetto di
una profonda revisione come premessa all'elaborazione della manovra
finanziaria e della legge di bilancio.
I processi di revisione, rilancio e accelerazione delle politiche
di sviluppo, descritti nelle pagine che seguono, insieme ai margini
di manovra da realizzare, attraverso il processo indicato di
riassetto della finanza pubblica regionale, consentono di tracciare
alcune prime linee guida strategiche per una prospettiva di
sviluppo per la Sicilia, che saranno esplicitate, articolate nel
dettaglio nel successivo Documento di programmazione economica-
finanziaria.
Pertanto, correttamente e con assoluta trasparenza, l'attuale
impostazione politica e programmatica del Governo, considerati i
tempi del proprio insediamento, ha previsto, da un lato, di
revisionare il vecchio Documento di programmazione economica-
finanziaria del precedente Governo, evidenziando il lavoro subito
avviato di revisione critica delle modalità di spesa e delle
risorse impiegate, dall'altro ha immediatamente inserito e
tratteggiato programmi ed azioni volte a definire, nel breve
periodo, interventi di carattere anticongiunturale, è uno degli
aspetti fondamentali, da attuarsi attraverso investimenti pubblici
e strumenti diretti per l'impresa ed il lavoro.
Infatti, uno dei problemi più evidenti in questa fase di gestione
è rappresentato dalla ricerca che dobbiamo effettuare per poi
attuarne le misure del miglior mix composito di rigore, crescita ed
equità, signor assessore, ciò di cui ha bisogno oggi la Sicilia.
Il sostanziale ristagno dell'economia siciliana e, naturalmente,
dell'intera economia nazionale ed europea provoca disaggio e
preoccupazione ed emerge, così come evidenziato dal Governo,
l'estrema necessità di un'attività di investimento in funzione
anticiclica e, quindi, l'obiettivo di promuovere efficaci
interventi in tale direzione, ossia con le cosiddette politiche di
coesione economica, sociale e territoriale ed è qui che
registriamo una prima questione nodale.
Negli ultimi anni, la cornice programmatica per tali politiche è
stata disegnata dal QSN 2007/20113, che è stato finanziato non solo
con fondi strutturali dell'Unione Europea, ma anche con risorse
nazionali aggiuntive, provenienti dal fondo per le aree
sottoutilizzate, i famosi FAS - se tutti quanti ricordiamo - oggi
Fondo per lo sviluppo e l'occupazione.
Orbene, poiché negli anni scorsi si è, non solo registrata una
grave difficoltà di spesa e programmazione a livello regionale, che
è stato il punto forse più negativo, più disastroso del vecchio
governo, ma altresì, per le note vicende finanziarie, si è
consumato a livello nazionale una pesante azione di restrizione che
ha ridimensionato gli impegni della politica regionale e nazionale,
riducendo drasticamente l'apporto della componente nazionale alla
realizzazione del disegno complessivo di sviluppo e, quindi, di
fatto, si sono amplificati i fattori di ristagno economico e
sociale con un gravissimo crollo degli investimenti pubblici; una
crisi senza precedenti.
Il Governo, nel suo Documento, ha centrato il tema ponendo alla
base del proprio ragionamento questo concetto: senza una ripresa
del processo di accumulazione, capace di rilanciare lo sviluppo, la
Regione continuerà, inevitabilmente, il suo avvitamento di
recessione e crisi finanziaria e, nonostante, tutti gli sforzi
possibili per una politica di bilancio rigorosa che consenta una
riduzione della spesa corrente, nel rispetto dei vincoli del patto
di stabilità interno, l'equilibrio di bilancio sarebbe comunque
compromesso dall'andamento dell'economia reale.
E', pertanto, urgente non solo auspicare un cambio di rotta nel
considerare la spesa per gli investimenti nel patto di stabilità e
crescita europea, ma il risanamento della finanza pubblica dovrà
necessariamente avvalersi di una particolare attenzione da parte
dello Stato e del nuovo Governo nazionale.
Nel contesto recessivo, le manovre nazionali degli ultimi anni
hanno comportato, secondo le stime Svimez, un effetto depressivo
sul PIL del 2012 del 1,1 per cento.
Servono quindi politiche di rigore, di riqualificazione mirata
della spesa, basta tagli lineari, signor assessore, o
ragionieristici, servono misure in grado di accrescere gli effetti
redistributivi e servono miglioramenti quantitativi e qualitativi
dell'offerta pubblica nei servizi e nella copertura del fabbisogno
sociale in Sicilia.
Il nuovo Governo, con il rinnovato slancio e la nuova
autorevolezza, bene ha fatto, caro assessore, a porre
immediatamente la centralità delle risorse per lo sviluppo e
adottando, il 10 dicembre 2012, il documento Indirizzi per la
riprogrammazione del POR FESR 2007-2013 e l'adesione al Piano di
azione e coesione, d'intesa con il governo Monti, incardinando le
risorse recuperate in tre programmi collaterali e sinergici.
La tendenza di breve periodo della finanza pubblica regionale
riflette la crisi recessiva in atto, nonché le annose condizioni di
interi settori della spesa pubblica: la spesa relativa ai
forestali, al trasporto pubblico, all'informatica, alla
compartecipazione alla spesa sanitaria, difficile da comprimere e,
contemporaneamente, sul lato delle entrate, l'impossibilità di
acquisire risorse aggiuntive in grado di sostenere le spese e la
legislazione vigente.
La visione negativa di tutti i saldi differenziali dell'andamento
tendenziale della finanza regionale, per i prossimi tre anni, non
può che infonderci quella giusta dose di energie e fermezza
nell'affrontare una sfida che sembra impossibile per raggiungere
gli obiettivi per questa nuova legislatura di rilancio e di
crescita nel rigore e nell'equità dell'offerta pubblica.
Ridiscutere con lo Stato un patto di riequilibrio finanziario, al
di là di patti e vincoli che rischiano di svuotare le leve della
spesa pubblica, finalizzate alla crescita e al rilancio produttivo,
con un occhio attento agli sprechi e alle spese improduttive o
peggio clientelari, ma con la consapevolezza che occorrono
strategie per cogliere le sfide che sono di fronte a questa nuova
legislatura.
Bisogna partire da qua, assessore Bianchi, un nuovo patto con lo
Stato, un patto vero, serio, forte autorevole che consenta a questa
Terra finalmente di vedere la fine di un incubo, la fine del tunnel
perché certamente senza questo patto non riusciremo ad uscire da
questo momento di profonda crisi.
Per quanto ci riguarda, il Gruppo parlamentare UDC ha firmato
l'ordine del giorno col quale si entra molto nel dettaglio. Il
fatto che il Governo, l'assessorato, ha tratteggiato questo
Documento di programmazione economica-finanziaria su macro-aree è
di grande rilievo e dimostra grande serietà.
Il Governo non ha voluto fare il libro dei sogni né tanto meno
utilizzare il Documento di programmazione economica-finanziaria per
fare propaganda. Ha voluto discutere seriamente, porre in essere
alcuni cambiamenti nel vecchio Documento di programmazione
economico-finanziaria e tratteggiarne dei nuovi, riservandosi
seriamente di operare col nuovo Documento di programmazione
economico-finanziaria la nuova linea programmatica del Governo per
i prossimi quattro anni.
L'UDC ci sarà, c'è stasera con il voto favorevole e ci sarà anche
in futuro nella misura in cui questo Governo proseguirà questa
strada intrapresa di rigore, di equità e anche di crescita.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
credo che finalmente questa sera verrà definito il percorso del
Documento di programmazione economica-finanziaria che, come è stato
evidenziato dagli interventi che mi hanno preceduto, non può che
confermare, per certi versi, quella carenza che è stata evidenziata
sin dalle prime battute.
Non è mia abitudine puntare il dito sulla piaga né fare ulteriore
polemica, più di quanta effettivamente ne è stata fatta, ma non
posso non ribadire, in questa sede, che un'intera Commissione e,
quindi, non un gruppo politico, non ha potuto fornire il suo
contributo ai sensi della normativa del Regolamento interno,
formulando le osservazioni e le proposte integrative, in dipendenza
dal fatto che nessuno si è degnato di chiarire quale sia il
percorso che il Governo intende attuare nell'ambito del triennio e,
segnatamente, forse la parte più importante, per il 2013.
E' vero che questo Governo ha avuto pochissimo tempo a
disposizione per elaborare un Documento che sia esaustivo, che
affronti i tanti temi e i tanti problemi che sono presenti in
questo territorio e che fornisca, anche se non in maniera
dettagliata, quali sono gli obiettivi, almeno quelli prioritari,
che intende seguire. Alla lacuna che era stata evidenziata, a mio
avviso macroscopica, ha tentato di colmare l'intervento da parte
dell'assessore all'economia.
Nonostante il suo impegno, credo che comunque rimangono delle
carenze estremamente importanti e fondamentali e il Governo ha
letteralmente sottovalutato questo Documento rendendolo o
considerandolo semplicemente e solamente un adempimento di natura
formale in quanto previsto dalla legge, ma poi nel contenuto ha
poca importanza.
Non posso dimenticare l'intervento fatto dall'assessore che ha
chiarito un concetto fondamentale quando, nell'ambito del Documento
di programmazione economico-finanziaria, il Governo indica quali
sono gli obiettivi che intende proseguire, ha ammesso, a denti
stretti, che quel Documento non era altro, in sostanza, che
un'elencazione di dati e cifre e che mancava la parte cosiddetta
descrittiva.
Eppure, si tratta di un Documento di programmazione economico-
finanziaria che impone a colui il quale lo redige e lo formula non
solo di assolvere all'adempimento di indicare cifre, numeri, ma
anche quello di descrivere quali siano i percorsi e quali i
programmi da parte del Governo, altrimenti che Documento di
programmazione economico-finanziaria può essere
E' come se - per fare un esempio, ma a mio avviso non è per niente
peregrino - prendessimo un provvedimento amministrativo e
leggessimo solo ed esclusivamente la parte dispositiva, omettendo
la parte della motivazione. Come fai a comprendere se la parte
dispositiva, in questo caso la parte economica, può essere
condivisa se non è evidenziata la parte motiva che ci fa
comprendere quale sia il processo logico di alcune considerazioni
per fissare gli interventi di natura economica?
Eppure si è tentato, anche con l'intervento che mi ha preceduto,
di giustificare e lo condivido.
Ma non sono d'accordo sul fatto che il Governo forse doveva dare
una maggiore possibilità non solo ai componenti della Commissione,
ma anche a tutta l'Aula di assolvere al compito, cosiddetto
contributivo, di un miglioramento del documento.
Non posso non osservare, signor Presidente, che nessuno ci ha
risposto, cari colleghi della Commissione, alla carenza che subito
è saltata agli occhi quando abbiamo evidenziato che il Governo in
questo Documento non ha indicato un euro per quanto riguarda i
porti turistici e ci facciamo una domanda se ciò significa,
implicitamente o per deduzione, che il Governo, per quanto riguarda
il turismo, e, segnatamente, per quanto riguarda gli interventi sui
porti, non intende intervenire, che la situazione economica è tale
da non acconsentire un'attenzione su questo comparto, su questo
settore che, a mio avviso, invece necessita di un intervento di
sviluppo, anche perché l'economia di questo territorio si basa
proprio sul turismo. Ma su questo argomento, su questa materia, la
Commissione non avuto alcuna informazione.
Cosa dire poi del cosiddetto rischio idrogeologico che una collega
ha opportunamente evidenziato, non è indicato e mi chiedo a cosa
sia servita l'esperienza e la storia di questo territorio, quando
abbiamo toccato con mano, addirittura stamattina, signor
Presidente, quanto vulnerabile sia il nostro territorio e quanto
necessiti, invece, di interventi adeguati, anche a carattere
preventivo, per evitare le tragedie che ancora richiamiamo alla
nostra memoria, molte delle quali hanno scosso l'opinione pubblica,
non solo siciliana, ma addirittura nazionale.
Mi auguro, e lo dico con convinzione, che il Governo abbia avuto
pochissimo tempo a disposizione. Sono stato attento, questo
Documento è stato depositato il 12 dicembre, le elezioni sono
avvenute ad ottobre ed è fin troppo comprensibile che gli
assessori, in appena un mese e mezzo, non hanno avuto la
possibilità di approfondire alcuni temi fondamentali, per capire
quali materie, quali settori, andavano attenzionati e quali altri
potevano essere considerati di secondaria importanza.
Non giustifico, perché i termini, mi spiace dirlo, signor
Presidente, da lei condivisi, di un'accelerazione del tutto
ingiustificata, così come è stata evidenziata negli interventi che
mi hanno preceduto, non consentono di dare quell'apporto, a mio
avviso estremamente importante.
Auspico che per il prossimo anno non venga considerato
semplicemente ed essenzialmente un atto formale, ma che sia un
atto esaustivo, completo, poiché questo tale non può considerarsi.
Non posso, pertanto, che annunciare, non perché non lo condivida,
ma non condivido soprattutto in quanto questo Documento poteva
essere redatto in termini completamente diversi, mentre risulta ed
è confermato ed è evidente la sua genericità, la sua precarietà e
la sua totale insufficienza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Poiché
l'onorevole non è presente in Aula, decade dall'iscrizione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, nel
Documento di programmazione economica-finanziaria che ci è stato
proposto e sottoposto alla nostra attenzione, è inutile che mi
dilunghi nel ricalcare quelle che sono state fino ad ora la mole
degli interventi, ci sono delle mancanze evidenziate anche da parte
nostra.
Si parla ad esempio di industria, ma manca una previsione degli
impianti per la differenziata, non si prevedono delle royalty per
le aziende petrolifere ed anche per la crisi del settore edile non
viene proposta come soluzione a questa, ad esempio, la
riqualificazione dei centri storici.
Per quanto riguarda il terziario, si dà ampio risalto al fatto che
sia diminuita la mole delle gare di appalto, ma è cresciuto
l'importo medio delle stesse; questo, chiaramente, esclude la
partecipazione delle piccole imprese.
Per quanto riguarda il fondo di sviluppo e coesione, ad esempio,
soltanto centomila euro vengono destinate alla linea ferrata,
invece, noi avremmo auspicato un maggiore risalto dei fondi per
destinarli alle opere stradali e, quindi, viene ancora una volta
dato grande appannaggio al trasporto su gomma.
C'è un acquisto di un immobile per il centro di protezione civile
di 18 milioni di euro, che va chiaramente in controtendenza con
quelle che sono le dichiarazioni del Governo che sostiene che si
sta dismettendo il patrimonio regionale, quindi non si capisce bene
a cosa si stia riferendo.
E poi si parla di infrastrutture a supporto della legalità per 6
milioni di euro e a 86 milioni per gli Attrattori culturali , ci
piacerebbe anche capire quali, visto che sono una mole
considerevole di soldi, ma, potrei continuare con delle
osservazioni per quanto riguarda il lavoro, l'agricoltura, la
sanità, però non voglio appunto ricalcare quelle che sono state già
le linee dei miei colleghi.
Volevo invece ricordare, soprattutto a me stesso, che l'Assemblea
regionale siciliana è l'organo legislativo di questa Regione, è
l'organo al quale è demandato il potere di fare le leggi, l'organo
alla cui sovranità è demandata anche la potestà di approvare questo
Documento programmatico.
E' la diretta volontà del popolo siciliano che si manifesta
attraverso gli atti che oggi stiamo espletando ed è la volontà del
popolo siciliano cui questo Governo, il suo Presidente, tutti gli
Assessori, hanno non la facoltà, ma l'obbligo di ottemperarvi in
modo univoco e senza perplessità o tentennamenti. Purtroppo,
dobbiamo registrare che così non è e non è stato ed, invero, quando
apprendiamo che da Niscemi ben due torri sono già state innalzate
nonostante la tanto pubblicizzata sospensione dei lavori annunciata
dal Presidente della Regione, a seguito di una mozione votata
all'unanimità da questo Parlamento, è palese, lapalissiano ed
evidente come questo Parlamento sia stato spogliato della sua
sovranità.
E' chiaro come pure i lavori dell'elettrodotto di Pace del Mela
continuino, nonostante le legittime proteste di migliaia di
cittadini e nonostante la presentazione di una mozione che abbiamo
chiesto vanamente che venisse trattata con urgenza.
Mi chiedo, ci chiediamo, che cosa dovremmo votare se il nostro
voto non ha valore? Che cosa dovremmo votare se poi il Governo non
è in grado di dare risposte concrete ai cittadini ora, subito, e
non domani? Che cosa dovremmo votare se il massimo risultato
prodotto dal Governo è solo un timido, garbato invito rivolto agli
americani, rivolto al gruppo Terna e in seguito a chicchessia, ad
una sospensione cui ovviamente non hanno né daranno mai seguito?
Noi, prima di essere deputati, siamo innanzitutto cittadini e da
cittadini pretendiamo risposte serie ad azioni concrete. Per
questi motivi, se il Governo è stato solo capace di invitare gli
americani, noi oggi diffidiamo il Presidente della Regione a dare
immediata esecuzione a quanto stabilito con la mozione votata dal
Parlamento siciliano e cioè l'immediata sospensione dei lavori con
effetto immediato e lo stesso atteggiamento ci aspettiamo nei
confronti di Terna per il tracciato di Pace del Mela.
Pertanto, ma lo dico col massimo rispetto delle cariche che
ricoprite, signor Presidente, assessori e onorevoli colleghi,
questo Documento programmatico, fateci il favore, votatevelo voi
perché il Gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle si
astiene ed esce dall'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli
deputati, è un rito stanco quello che l'Assemblea sta osservando
anche quest'anno. Mi sono dilettato a prendere visione degli atti
parlamentari degli anni passati, degli ultimi anni per cogliere un
elemento di novità nel dibattito legato al Documento di
programmazione economico-finanziaria.
E' stata una delusione perché anche in quella occasione ho colto
la stessa svogliatezza, la stessa distrazione, la stessa stanchezza
che colgo in questo contesto, signor Presidente. Se fossi un
neofita di aule parlamentari direi che delusione .
Ognuno di noi immagina l'Assemblea regionale, per quello che la
tradizione e la storia ci ha consegnato, un'area nella quale il
confronto e la passione politica si svolgono su un terreno di
rispetto delle regole e con reciproco rispetto per la dignità e per
i ruoli di ognuno.
Invece no, signor Presidente, persino il dibattito sul Documento
di programmazione economico-finanziaria è una delusione. E' una
delusione per la mancanza di novità. E' una delusione per la
mancanza di interesse. E' una delusione perché è un atto più dovuto
che sentito. E' una delusione perché è un atto ripetitivo ed è una
delusione perché quest'anno dal Governo della rivoluzione ci
saremmo aspettati un elemento di novità e invece no
Assessore Borsellino, lei è l'unica superstite che rappresenta il
Governo. Le chiedo la cortesia, se mai le fosse possibile, di far
finta di dedicarmi qualche minuto di attenzione, altrimenti il rito
stanco del quale io parlo si accentua e si arricchisce di toni
ancora cupi per la sua distrazione, oltre quella di buona parte
dell'Aula.
CASCIO FRANCESCO. Chiamiamo l'assessore all'economia.
MUSUMECI. Non serve, onorevole Cascio Francesco, è tutta una
finzione, persino questo dibattito è una finzione. Se vuole il mio
parere io credo che neanche il presidente Crocetta abbia letto una
sola pagina di questo documento. E' una finzione E' tutto
ripetitivo Lei pensi che finora nessun deputato della maggioranza
è intervenuto Desolante Opprimente Disarmante
La parola d'ordine è ma lassali parlari, ma ci ssu cose cchiù
importanti. Ma lassali parlari. Noi abbiamo il dovere di stare in
silenzio e poi uno, il capogruppo del partito di maggioranza
relativa, parla per tutti .
Ecco perché io mi aspettavo dall'assessore Bianchi un elemento di
novità, innanzitutto perché si dice essere un assessore tecnico e
poi perché nel corso del precedente dibattito, la settimana scorsa,
lo stesso assessore Bianchi aveva chiarito, di fronte alle
reiterate osservazioni dei colleghi del centro destra, che in
definitiva il Documento di programmazione economico-finanziaria non
è un elenco di dati e di interventi analitici, quasi con l'aria di
chi ne capisce della materia, ecco, come volere bacchettarvi e
dire: ma voi volevate che specificassimo in analitico l'intervento
per quel museo o per quel Comune o per quella piccola
infrastruttura?
L'assessore Bianchi dice che il DPEF è un quadro della coerenza
economica-finanziaria, è la compatibilità, ci spiegava - senza
molta fatica debbo dire -, tra il quadro macro-economico ed i
singoli obiettivi. Non vi aspettate dati analitici, non servono,
noi ci occupiamo di altre cose.
Personalmente, ho ascoltato la lezione dell'assessore Bianchi,
perché sono abituato ad accostarmi spesso al sacramento
dell'ascolto - la Politica non deve avere la presunzione di sapere
tutto di tutto, e soprattutto io che non sono sufficientemente
attrezzato in materia -, ma se il DPEF, ho fatto questo
ragionamento assessore Bianchi, altro non è, in sintesi, che la
compatibilità tra il contesto di macro-economia nel quale in
Sicilia, nel Mezzogiorno, in Italia e in Europa siamo chiamati ad
operare ed i singoli obiettivi del Governo, non le pare di cogliere
una contraddizione in questi due elementi, in queste due citazioni,
a pagina 45, dove si dice da un lato che il contesto di macro-
economia impone concentrarsi su precise priorità e poi si dice,
nella stessa pagina, di non volere rinunciare ad una strategia di
ampio respiro, che è quella indicata da presidente Crocetta nel suo
programma elettorale, illustrato o letto, anche quello con mal
volontà e con grande sofferenza, all'interno di quest'Aula?
E, allora, delle due l'una, Assessore, mi faccia capire, dato che
non ho sufficiente preparazione in materia economico-finanziaria.
Per un'analisi politica di questo Documento dobbiamo concentrarci
su precise priorità, quindi presumo tre, quattro, cinque, o su un
quadro di ampio respiro, che ne prevede dieci, quindici, venti,
tante quante ne ha indicate il Presidente della Regione nel suo
intervento svogliato, distratto, disordinato e, aggiungerei,
irriguardoso nei confronti del Parlamento?
Si legge nel documento: Noi dobbiamo rientrare dal debito ;
serve quindi rigore nella gestione dei conti pubblici, serve un
nuovo assetto di impegni di spesa e di pagamenti per superare la
costante e continua emergenza della liquidità e, infine, serve la
verifica dell'efficacia dell'attività di riscossione.
Bene, ho il diritto di chiedermi, da deputato della opposizione,
come vuol fare questo Governo a coniugare il risanamento e lo
sviluppo? Ho il diritto di chiedere come vuol fare questo Governo a
coniugare la politica del rigore e la politica della crescita?
Credetemi, non sono riuscito ad individuarlo nella seconda e terza
parte del documento, perché sull'analisi macro-economica tanto di
cappello, è la stessa analisi che chi si diletta a leggere qualcosa
in giro può assolutamente maturare e condividere.
Vorrei capire, se per il governo Crocetta il risanamento è solo
diminuzione della capacità di spesa e, quindi, la marcia verso una
prospettiva recessiva, o significa anche puntare sugli
investimenti? E su quali investimenti?
E i fondi europei per questo Governo sono fondi, risorse
aggiuntive o risorse sostitutive?
Non ho colto questa analisi nel Documento di programmazione
economico-finanziaria che, invece, è tutto e il contrario di tutto,
esattamente in coerenza con la condotta schizofrenica di questo
governo Crocetta. E' un documento che indica la patologia, ma non
sa indicare la terapia. Ecco, perché appare fragile.
Parlavo di schizofrenia. I fondi di programmazione, assessore
Bianchi, dice il presidente Crocetta, leggo testualmente: Dobbiamo
fare della concertazione sociale e della programmazione dal basso
il metodo di lavoro insostituibile col quale promuovere le azioni
da svolgere e assumere in maniera condivisa le decisioni . Sante
parole, aggiungerei io Ah, bello, redigere la programmazione
partendo dal basso, quindi, coinvolgendo gli attori pubblici e
privati, aprendo un ampio tavolo di confronto, quindi, le
categorie, il mondo del lavoro e della produzione, il
volontariato, i soggetti attivi, quindi le Università.
E, poi, lo stesso giorno, in questa stessa Aula, il presidente
Crocetta ci fa sapere: Abbiamo chiuso la programmazione dei fondi
europei per il biennio 2013-2014 e sono 6 miliardi di euro che
entrano immediatamente in programmazione . Ma come? Se ha appena
detto di volere fare la programmazione dal basso? Con quale
coraggio il Presidente della Regione può dire di avere chiuso la
programmazione? I vecchi metodi e la rivoluzione Ah, già, la
rivoluzione è la mobilità coatta dei dipendenti, dimenticavo
Il trasferimento di oltre 150 dipendenti, che non abbiamo capito
bene se essere una normale, benché rara, rotazione di dipendenti o
se essere una sorta di epurazione per le colpe morali di quegli
stessi dipendenti.
Se fosse stato un presidente di centro-destra, avremmo visto lo
sciopero generale, la CGIL mobilitata a difesa dei lavoratori, le
organizzazioni sindacali, la paralisi dei servizi attivi della
Regione. Ma è il presidente Crocetta, è il Messia, la CGIL non può
compromettere l'immagine di un Presidente della Regione che non ha
avuto il coraggio, signor Presidente dell'Assemblea, di dire se si
tratta di rotazione o se si tratta di punizione Se si tratta di
rotazione, va programmata e non si determinano vuoti nelle
strutture della pubblica Amministrazione, e invece ci sono, se si
tratta di epurazione, occorre fare nomi e cognomi, perché questa
ignobile cultura del sospetto che vuole colpire in alto ed in basso
finisce col contaminare anche migliaia di dipendenti che hanno
fatto e continuano a fare, ad ogni livello, il proprio dovere.
(Applausi)
Ecco perché non riusciamo a capire quale sia la ratio di questo
provvedimento. Inutile chiederlo ai sindacati, inutile chiederlo
ai dirigenti che sono rimasti al loro posto, perché in campagna
elettorale avevano un solo tipo di fac-simile in tasca e sapevano
come comportarsi
E, intanto, chi ci va di mezzo è il lavoratore precario, assessore
Borsellino. Per esempio, i 45 co.co.co., tutti laureati, hanno
superato una prova, sono stati utilizzati per adempimenti formali
di straordinaria importanza, che hanno prodotto effetti notevoli,
robusti, vigorosi nella pubblica Amministrazione ed un gettito di
due-tre milioni l'anno nelle casse della Regione.
Ebbene, nessuno ne parla più; nessuno in quell'Assessorato nel
quale si è voluto colpire, non si è capito chi e perché e, intanto,
ci sono tremila pratiche ferme e stranamente le tremila pratiche
ferme, arretrate, sono quelle dei 45 lavoratori co.co.co. che hanno
fatto il proprio dovere finora e che sono stati chiamati a
rendicontare del lavoro rimasto incompiuto, visto che il loro
contratto è scaduto e quest'Assemblea non ha voluto discutere un
disegno di legge che avrebbe prorogato, senza ulteriori oneri
aggiuntivi, il loro rapporto di collaborazione per consentire di
evadere le pratiche che potevano essere evase.
Ma trova facile gioco il Presidente della Regione a dire che
l'Assessorato Territorio e Ambiente, bisognava pagare e ci sono
migliaia di arretrati Ma perché, Crocetta non lo sapeva che si
paga in molti Assessorati della Regione? Non lo sapeva? Non
potrebbe chiederlo all'interno della sua maggioranza come si fa a
pagare? Lo sapeva e non lo ha fatto, ha preferito abbandonare 45
lavoratori che hanno fatto bene e correttamente il proprio lavoro
mentre il Direttore generale fa sapere che quel contratto non sarà
più prorogato.
Signor Presidente, signori Assessori, colleghi deputati, basta
andare nelle Commissioni per rendersi conto del disagio che si vive
in questo Governo. Il Governo va alla Commissione Bilancio e non ha
argomenti, va alla Commissione Cultura e non ha argomenti. E'
desolante, imbarazzante, di fronte ad alcuni Assessori che non
sanno cosa dire a precise domande e quesiti posti dai deputati
Commissari E' un Governo che brancola nel buio Non esistono
indicazioni programmatiche, la mano destra non sa quello che fa la
mano sinistra, alcuni Assessori non hanno mai messo piede nel
proprio ufficio, le pratiche sono arretrate e accumulate giorno
dopo giorno. Questa cultura di caccia alle streghe sta paralizzando
tutto, un solo atto del Governo non è stato varato, e qui nessuno
apre bocca. Vergogna
C'è la cultura del complesso di inferiorità e siccome nessuno mi
può spiegare come si fa l'antimafia, nessuno, mi permetto di dire
che questo stato di cose, signor Presidente dell'Assemblea, non può
andare avanti. Le Commissioni non possono lavorare, non arriva un
atto dal Governo, non è possibile
Lei non può non prenderne atto ed io faccio pubblica denuncia di
questo stato di cose. Basta con la politica degli show, basta
Siamo in campagna elettorale, capisco, ma est modus in rebus ,
c'è un limite in ogni cosa Finirà questa luna di miele per il
Presidente Crocetta, finirà, certo. E una volta che finirà capiremo
quale sarà il fatturato di questo Governo.
Per queste ragioni il Documento di programmazione economico-
finanziaria, che è lo specchio fedele di un Governo che non c'è,
non può non meritare il nostro convinto voto contrario.
(Applausi)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel ribadire quanto
già affermato nel mio intervento della volta scorsa e nel
preannunciare una dichiarazione di voto sicuramente contraria,
torno a segnalare alcune preoccupazioni relative a mancate
indicazioni e ad aspetti lacunosi del Documento finanziario.
Siamo in un momento, e lo sappiamo tutti, di una crisi epocale e
ci saremmo aspettati anche solo un segnale che potesse essere
rivolto alle fasce più deboli, ai comuni, al precariato, ai
forestali, alle imprese, a tutti coloro i quali, in questo momento,
aspettano una risposta e una risposta immediata.
Invece, il Documento, purtroppo, si presenta come una elencazione
di dati e ciò che a me di più preoccupa sono i tagli alle spese, ma
non si capisce quale spesa viene tagliata ed in quali settori viene
tagliata; non si capisce quali sono quegli interventi che non
verranno più eliminati e non si capisce quali sorti o quali tagli
verranno adottati nei confronti dei Comuni, che già vivono
situazioni di disagio.
E, ancora, si lamenta scarsa attenzione verso i servizi socio-
assistenziali.
Non ci sono assolutamente indicazioni circa lo sviluppo
imprenditoriale, produttivo del terziario.
E, inoltre, la spesa sanitaria. La spesa sanitaria cresce
inevitabilmente ogni giorno e non c'è una programmazione, una
riprogrammazione ed un piano sanitario che possa offrire maggiori
servizi e minori spese.
Ecco, è auspicabile, io spero che questo Governo possa dare, nei
prossimi mesi - me lo auguro e lo auguro alla Sicilia -
un'indicazione di ripresa perché non è più assolutamente possibile,
ed è improcrastinabile che si vada avanti, che si navighi a vista
così come si è fatto in questi mesi.
E voglio ancora tornare sul corretto utilizzo dei Fondi
comunitari. Sono stati ridimensionati, sono state tagliate le somme
per quanto riguarda il turismo, soprattutto delle imprese.
Giacciono migliaia di domande che aspettano risposte e, invece,
sono stati tagliati i fondi.
Ecco, il programma operativo FESR 2007-2013 ha subìto un
ridimensionamento che non è possibile, perché ricordiamo le uniche
risorse che l'Italia, che la Sicilia può impiegare oggi sono quelle
comunitarie. Se queste risorse non vengono impiegate correttamente,
abbiamo preso in giro i siciliani perché questa Sicilia non potrà
ripartire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
Comunico che è stato presentato un ordine del giorno condiviso dal
Governo, il numero 10 - che è stato distribuito o sta per essere
distribuito -, che porta la firma degli onorevoli Gucciardi,
Anselmo, Malafarina e Leanza.
GUCCIARDI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, il
quadro che emerge dalla lettura del Documento di programmazione
economico-finanziaria 2013-2017 descrive, realisticamente, una
Regione in estrema difficoltà, soffocata da un debito oggi
insopportabile, avvitata in una recessione ed in una crisi
finanziaria probabilmente senza precedenti.
Ciò che questo Governo fa nel DPEF è un'analisi attenta, che
sottolinea la crisi di lunga durata che investe, da ben oltre
cinque anni la Sicilia, in una spirale di arretramento economico e
sociale, che negli anni il Governo stesso teme stia diventando
strutturale e non più congiunturale come qualche anno fa.
Altro elemento correttamente rilevato dal Governo è il crollo
della domanda interna, drammaticamente attribuibile alla pesante
flessione dei consumi, ascrivibile alla contrazione dei redditi
delle famiglie e dei livelli occupazionali. E l'ulteriore e pesante
flessione del prodotto interno lordo della Sicilia è un'inevitabile
risultante.
E se a ciò si aggiunge il crollo degli investimenti pubblici per
la fortissima contrazione della spesa in questa direzione, appare
chiaro come le pur indispensabili ed efficaci politiche di spending
review, di revisione della spesa, non siano di per sé sufficienti
al riequilibrio del bilancio regionale. Anzi, senza nuove politiche
di investimenti e di sviluppo saranno vanificati - osserva il
Governo - gli sforzi dei tagli e della revisione di
riqualificazione della spesa corrente, l'equilibrio di bilancio non
sarebbe conseguibile a causa proprio del disastroso andamento
dell'economia reale e si assisterebbe ad ulteriori arretramenti dei
consumi, dei redditi delle famiglie e dei livelli occupazionali.
A ciò si aggiunga ancora la necessità di riacquistare credibilità
nei confronti dello Stato, una credibilità perduta negli anni,
indispensabile perché lo stesso ci sia d'aiuto nel percorso
virtuoso, difficile e accidentato, che la Regione è obbligata a
seguire nell'aggiustamento strutturale della finanza pubblica e
dell'economia siciliana.
Mi sia consentito in merito un inciso che riguarda i rapporti tra
la nostra autonomia speciale e lo Stato.
Noi abbiamo certamente il dovere di essere coerenti con le
politiche di rigore dello Stato, di perseguire il riequilibrio di
bilancio, di essere rigorosi nella gestione dei conti della Regione
e di essere complessivamente virtuosi nel Governo della Regione
stessa. Ma lo Stato non ci concederà nulla se rispetterà gli
impegni di investire risorse in Sicilia, di attuare la politica
perequativa a favore delle regioni più deboli; avrà rispettato, in
questo caso solo rispettato, parzialmente, signor Presidente, i
patti statutari per troppi anni disattesi.
Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo che
adempiere ai nostri doveri, perseguire un percorso virtuoso, ci
renderà certamente credibili e ci darà la legittimazione di
chiedere allo Stato di rispettare la nostra specialità,
riconoscendoci ciò che lo Statuto ci dà il diritto di avere.
Noi faremo tutta intera la nostra parte e la dobbiamo fare con
rigore, ma non dovremo più subire l'autonomia e la specialità
negata, non dovremo più consentire il dispregio del nostro Statuto,
non dovremo più consentire un controllo dello Stato che straripa
troppo spesso rispetto ai paletti posti dall'ordinamento giuridico
e costituzionale.
Ritornando al Documento, correttamente dunque, il Governo si
propone l'esigenza di un ulteriore, corposo intervento correttivo
della Finanza pubblica per fermare innanzitutto il consolidamento
di un deficit di parte corrente, ormai, non più sostenibile, sia
per l'impossibilità oggettiva di ricorrere ad ulteriore
indebitamento
Signor Presidente qualcuno si lamentava della distrazione che c'è
nell'Aula, credo che sarebbe più corretto ascoltare fino in fondo
il dibattito. Grazie.
Dicevo, signor Presidente, il consolidamento di un deficit di
parte corrente, ormai non più sostenibile, sia per l'impossibilità
oggettiva di ricorrere ad ulteriore indebitamento già
abbondantemente oltre il limite di guardia, sia perché si profila
insuperabile il principio del pareggio di bilancio che, fra qualche
tempo, sarà anche obbligo costituzionale; sia per l'impossibilità
di riequilibrare il bilancio, almeno nel breve periodo, con le
entrate correnti a causa, appunto, del difficilissimo momento
economico che rende non seriamente ipotizzabile un immediato
aumento del gettito tributario.
Appare, dunque, inevitabile che la gestione della finanza pubblica
appesantita da una fase recessiva, a mio avvio pericolosissima, si
diriga verso una politica di tagli, di contenimento e di
contrazione della spesa, ma si orienti anche e soprattutto a
riqualificare la spesa stessa, ad una revisione strutturale della
medesima affinché si ottimizzi ogni risorsa.
Molto importante, signor Presidente, in questo contesto appare
anche la nuova adesione della Regione al patto di stabilità
verticale, opportunità ancora concessa dalla legge di stabilità
dello Stato del 2013. Ciò consentirà di ridurre ulteriormente gli
oneri a favore di un concreto aumento della spesa per investimenti
dei Comuni, con l'obiettivo di un importante, ulteriore riduzione
del debito pubblico.
Condivisibile è, dunque, la strategia, signor Assessore, di
liberare risorse attraverso il riequilibrio e il riorientamento
della spesa senza tagli lineari quanto piuttosto rendendo selettivi
gli stessi.
Avanti dunque con il contenimento della spesa corrente a favore di
quello in conto capitale, alla riduzione dei costi di
funzionamento, all'efficienza ed efficacia delle entrare, alla
revisione complessiva dei meccanismi di spesa, alla riduzione dei
costi del personale, alla revisione dei canoni, delle tariffe, dei
procedimenti di riscossione, al riordino delle società partecipate,
alla razionalizzazione dei consumi attraverso anche le centrali
uniche per gli acquisti, a ciò bisogna aggiungere - e questo lo
sottolineo - una lotta senza quartiere a corruzione e ritardi nella
pubblica amministrazione, la reale semplificazione e trasparenza
dei procedimenti amministrativi, rendendo effettivamente
impermeabile la pubblica amministrazione alla corruzione, al
malaffare, nonché alle infiltrazioni criminali e mafiose.
Dicevo prima che la fase recessiva è in atto, la flessione
ulteriore del PIL, la variazione negativa dell'occupazione, la
riduzione del reddito delle famiglie, la caduta di fiducia delle
imprese, la contrazione dei flussi di risorse pubbliche destinate
agli investimenti, la conseguente contrazione del sistema
produttivo regionale dall'agricoltura all'industria, ai servizi,
richiedono politiche di investimento, sia in funzione anticiclica
sia per il perseguimento di obiettivi strategici di sviluppo.
Tutto ciò è contenuto nel Documento di programmazione economico-
finanziaria e la soluzione proposta dal Governo è di andare con
nettezza verso l'attuazione di politiche di coesione economico-
sociale e territoriale, in coerenza con le linee dell'Unione
Europea, finanziate con i fondi strutturali dell'Unione Europea
nonché con le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione.
E, a questo riguardo, dobbiamo ricordare che i patti di azione e
coesione che sono contenuti in questo Documento di programmazione
economico-finanziaria non potevano essere concordati con la base
perché sono stati il frutto di una riprogrammazione dei fondi non
spesi e quindi dei ritardi degli anni passati rispetto a questo
problema.
Infatti, nelle tabelle allegate al Documento di programmazione
economico-finanziaria, individuiamo le specifiche dei tre piani, di
quei piani che hanno consentito, come correttamente ha detto in
quest'Aula l'assessore Bianchi, di non perdere risorse attraverso
il disimpegno automatico per i ritardi della Pubblica
amministrazione regionale.
I tre piani, sia quello di salvaguardia degli interventi
significativi del P.O. FESR 2007-2013 dove sono previsti interventi
dalle infrastrutture ai rifiuti, dall'energia ai trasporti, dai
beni culturali al turismo, sia il Piano che prevede altre azioni a
gestione regionale, dall'agenda digitale allo start-up del patto
dei sindaci sull'energia.
A proposito, signor assessore, proprio oggi a Cefalù è stata
presentata la prima Agenzia per l'energia che vede insieme i comuni
di quell'area e comuni della provincia di Trapani, nonché soggetti
importanti per portare a compimento ed a buon fine il patto dei
sindaci sull'energia, dall'edilizia scolastica alle infrastrutture
dei trasporti, ad interventi sul dissesto idrogeologico, sia,
infine, il piano che prevede strumenti per impresa e lavoro, che
contiene interventi a tutela dell'occupazione e dell'attività di
impresa, dal credito di imposta per gli investimenti e per occupati
e svantaggiati, alle politiche attive del lavoro collegate agli
ammortizzatori sociali in deroga.
Se si riuscirà, signor assessore, a realizzare le azioni di questi
piani di azione e di coesione che, voglio ricordare, sono frutto
della riprogrammazione dei fondi e quelli del Fondo di sviluppo e
coesione ammontanti ad oltre sette miliardi di euro, immagino che
si raggiungerebbe l'obiettivo non solo in funzione anticiclica ma
anche, come azione strategica vera e propria, di rilancio dello
sviluppo per stoppare il pericolo recessivo galoppante anche di
questo periodo e spingere per aumentare l'occupazione, i redditi e,
quindi, i consumi attraverso investimenti che diano respiro al
sistema produttivo imprenditoriale con il conseguente aumento
virtuoso delle entrate tributarie.
Mi sembra lungimirante, signor assessore, la piattaforma da lei
proposta, dal Governo proposta su cui rilanciare la Sicilia;
occorre, però, in questi mesi, vigilare, essere attenti affinché si
comincino a realizzare davvero tutte le azioni previste in questi
piani di azione e coesione e dallo stesso Fondo di sviluppo e
coesione.
La Sicilia, assessore, non potrà permettersi di perdere anche
questa straordinaria opportunità che deriva peraltro, come
ricordavo, da una riprogrammazione derivante dai ritardi della
spesa.
E nell'immediato, signor assessore, come è stato peraltro
sottolineato, di recente, anche dal ministro per la coesione,
Barca, se è vero che l'Unione Europea ha chiuso, di fatto, con il
credito di imposta per le imprese, è altrettanto vero che sia
possibile ancora un percorso sul credito di imposta per
l'occupazione per aiutare, in questo momento difficilissimo, chi di
più soffre per la crisi e cioè le donne e gli uomini espulsi dal
mercato del lavoro, a quaranta o cinquant'anni o più e investire
sui giovani su cui occorre, appunto, investire tanto e subito.
Signor assessore, avanti così. Lei ha già introdotto, in questo
Documento di programmazione economico-finanziaria, un metodo di
chiarezza, un metodo duro quanto si vuole ma che ci dà certezza,
seppure ancora in un contesto macro-economico, ci dà certezza
dicevo, sullo stato dei conti, dell'economia e della finanza
regionale.
Un'operazione verità, assessore, indispensabile, che fa onore a
lei e al Governo.
Poi, però, dopo l'analisi e le importanti ipotesi di investimento
occorrono tempestive azioni concrete, occorre come dicevo spingere,
sostenere, vigilare, lavorare senza sosta, attrezzare, anche,
culturalmente i dipartimenti regionali, a sostenere un'impresa di
governo che appare titanica, ma io credo sia l'unica che potrà
consentirci di uscire dal disastro di un arretramento economico e
sociale davvero pericoloso.
La Sicilia ce la può fare, possiamo farcela, signori assessori, ma
adesso è chiaro a tutti che se non si realizzerà il progetto di
governo del Presidente Crocetta il futuro sarà molto più incerto e
tanta prospettiva svanirà, sciaguratamente, e in maniera colpevole
per la classe dirigente siciliana.
Un occhio ai conti, dunque, e un occhio a famiglie e imprese. E se
è vera, come è vera, la teoria comunitaria per il Mezzogiorno e più
precisamente per le regioni in ritardo di sviluppo come è appunto
la Sicilia e cioè che occorre superare un deficit di cittadinanza e
occorre superare un deficit di attività produttiva è altrettanto
vero che ciò sarà possibile solo investendo in legalità, in
sicurezza personale e delle imprese, in giustizia, in istruzione,
in qualità dell'acqua e dell'aria, rete digitale, in cura
dell'infanzia e degli anziani, nonché, attraverso la mobilità e
l'innovazione, la ricerca e la promozione della competitività di
piccole e medie imprese, dal settore agricolo, alla pesca, ai
servizi, al turismo.
Innovazione e mobilità dunque, assessore. Due obiettivi che
l'Europa 2020 pone come irrinunciabili pietre miliari, innovazione
con il suo contenuto di conoscenza, di avanzamento tecnologico
scientifico e complessivamente di qualità della vita anche per i
soggetti fragili.
La mobilità che deve contenere la opportunità per i nostri giovani
di vivere esperienze e acquisire conoscenze anche fuori dal nostro
Paese e dalla nostra regione.
La opportunità di valorizzare e trasformare in veicolo di sviluppo
i rapporti transfrontalieri specie con i Paesi del Nord Africa dopo
la loro evoluzione democratica.
La opportunità anche per gli immigrati affinché si trasformi la
loro accoglienza, l'accoglienza degli stranieri, in opportunità
anche per noi.
Come dicevamo il DPEF è un documento molto puntuale nell'analisi e
chiaro negli obiettivi di finanza pubblica.
La Sicilia è dunque ad una svolta. Il Documento in esame ne ha
messo in evidenza le carenze strutturali antiche e meno antiche.
Per superare queste carenze occorre, oltre a quanto prima
evidenziato, assessore, Governo, mi preme ribadire, riportare
all'interno della Pubblica Amministrazione il concetto di tempo,
occorre cioè non soltanto le cose dette ma anche la tempestività
delle scelte e delle azioni per trasformare il nostro sistema
economico, per allineare sin da ora la nostra economia alla
strategia europea del 2020, per una crescita intelligente basata,
come dicevo su innovazione e conoscenza, per una crescita
sostenibile più verde, più efficiente, più competitiva, per una
crescita inclusiva basata su maggiore coesione sociale e
territoriale come l'Unione Europea indica e detta.
Anche questo emerge da questo Documento di programmazione
economico-finanziaria ed emerge anche l'esigenza di avere come
riferimento uno dei metodi più importanti dettati appunto da Europa
2020, e cioè l'efficienza sotto il profilo delle risorse.
Assessore, anche questo è un merito, quello che emerge da questo
DPEF quando il Governo dimostra di aver ripensato la politica del
patrimonio della Regione capovolgendo le perdenti politiche del
passato. Emerge quando ripensa alla politica informatica anche nel
riscrivere la propria agenda digitale, emerge quando ripensa alle
politiche dei trasporti in particolare di quello marittimo,
specificità importantissima della nostra isola.
Anche da queste politiche deriveranno risparmi e un percorso serio
di sviluppo.
In questo DPEF, assessore, e concludo, tutto ciò, seppure qualche
volta in embrione, mi sembra sia pienamente contenuto. Mi sembra ci
sia già il seme di una svolta, che dovrà essere innanzitutto
culturale prima ancora che politica e istituzionale.
I siciliani ci stanno osservando. Deluderli significherebbe, a mio
avviso, spezzare irrimediabilmente quel filo che vede sempre
saldamente legare le istituzioni al proprio popolo.
Io penso che ciò in Sicilia, oggi, non accadrà e per questo, a
nome del Gruppo parlamentare del Partito Democratico, esprimo il
mio, il nostro giudizio positivo sul Documento in discussione.
Presidenza del presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
diversi ordini del giorno:
- l'ordine del giorno n. 10 Approvazione del DPEF 2013 - 2017,
dagli onorevoli Gucciardi, Anselmo, Malafarina e Leanza, che
sembra essere condiviso dal Governo;
- l'ordine del giorno n. 11 Approvazione del DPEF 2013 - 2017,
dagli onorevoli Falcone, D'Asero, Scoma, Caputo, Germanà, ed altri,
che sembra essere anche in sintonia con l'ordine del giorno n. 10.
Comunico, altresì, che all'ordine del giorno n. 10 è stato
presentato un emendamento, a firma degli onorevoli Panepinto e
Firetto.
Si passa alla votazione.
CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento
aggiuntivo all'ordine del giorno numero 10
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta appoggiata a
termini di Regolamento dagli onorevoli Caputo, Cascio Salvatore,
Cordaro, Germanà, Ioppolo, Scoma e Sudano, indìco la votazione per
scrutinio palese nominale dell'emendamento aggiuntivo a firma degli
onorevoli Panepinto e Firetto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 44
L'Assemblea non è in numero legale.
Sospendo, pertanto, la seduta avvertendo che riprenderà tra
un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 18.39, è ripresa alle ore 19.48)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Ardizzone
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Alloro e Turano sono in
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Ardizzone
Seguito della discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2013/2017
PRESIDENTE. Si riprende con la votazione dell'emendamento
aggiuntivo all'ordine del giorno numero 10.
Presidenza del presidente Ardizzone
Richiesta di verifica del numero legale
FAZIO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Arancio, Fontana, Formica, Greco,
Pogliese, Ruggirello e Sudano, invito gli onorevoli deputati a
registrare la loro presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 43
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, informo che l'assessore per l'economia sarà
impegnato domani in un incontro a Roma col ministro Barca.
Pertanto, nella seduta di domani, l'Aula si occuperà solo della
discussione sull'istituzione della Commissione Antimafia, rinviando
a giovedì mattina la votazione degli ordini del giorno nn. 10 e 11,
relativi al DPEF.
La seduta è, pertanto, rinviata a domani, mercoledì 30 gennaio
2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Comunicazioni del Presidente in ordine alla costituzione
della Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul
fenomeno della mafia in Sicilia
La seduta è tolta alle ore 19.58
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli