Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per la salute, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:
N. 902 - Chiarimenti sull'esito della procedura aperta per la
somministrazione del servizio di ristorazione presso l'ASP di
Siracusa.
Firmatari: Foti Angela; Zafarana Valentina; Ciancio Gianina;
Palmeri Valentina; Zito Stefano; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio; La Rocca Claudia; Trizzino
Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Tancredi
Sergio; Ferreri Vanessa (Con nota prot. 24381/IN.16 del 21 maggio
2014 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale
per la salute. - Con nota prot. n. 3037 del 24 giugno 2014
l'Assessore regionale per le attività produttive ha eccepito la
propria incompetenza).
N. 1147 - Presunte irregolarità sul nuovo poliambulatorio di
Palazzolo Acreide (ASP 8 di Siracusa).
Firmatari:Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1597 - Chiarimenti sull'operatività dello S.Pre.S.A.L.
dell'A.S.P. di Siracusa - distretto sanitario di Noto (SR).
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina (Con nota prot. n. 37668/IN.16 del 5 agosto 2014 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per la salute).
N. 1702 - Misure in merito al trattamento dei malati di TBC in
Sicilia.
Firmatari:Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zito Stefano
N. 1772 - Annullamento in autotutela della deliberazione del
Commissario straordinario dell'ASP 7 di Ragusa avente per oggetto
l'accertamento di presunte criticità della rete laboratoristica di
diagnostica.
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 1802 - Misure di vigilanza e controllo sulla sanità catanese
atte a contrastare l'uso improprio delle risorse.
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1941 - Provvedimenti urgenti per la verifica dei casi di
tubercolosi sospetta nel territorio siracusano.
Firmatari:Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina
(Con nota prot. n. 26450/IN.16 del 3 giugno 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute).
N. 1949 - Chiarimenti in merito all'organizzazione delle Unità
Operative per l'educazione e la promozione della salute.
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano (Con nota prot. n. 36242/IN.16 del 29 luglio 2014 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per la salute).
N. 1968 - Prevenzione della diffusione del virus Ebola in Sicilia.
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina
(Con nota prot. n. 36000/IN.16 del 28 luglio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute).
N. 1969 - Chiarimenti in merito alla distribuzione diretta dei
farmaci (PHT) avuto riguardo ai conseguenti profili di costo per la
collettività regionale.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Foti
Angela; La Rocca Claudia.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Interventi in favore delle produzioni audiovisive seriali con
carattere ciclico e continuativo (n. 813).
di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(on. Crocetta) su proposta dell'Assessore per il turismo, sport e
spettacolo (Michela Stancheris) in data 23 settembre 2014.
- Norme sul sistema regionale di istruzione e formazione
professionale (n. 814).
di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(on. Crocetta) su proposta dell'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale (Nella Scilabra) in data 23 settembre
2014.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Comunicazioni del Presidente della Regione sull'attuale situazione
politica regionale
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione sull'attuale situazione
politica regionale.
Invito il Presidente della Regione a dare le comunicazioni che
ritiene opportune.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io non so quanto riuscirò a stare in piedi, e non lo dico
in senso politico, ma in questo caso fisico
PRESIDENTE. In questo caso è autorizzato ad intervenire da seduto.
CROCETTA, presidente della Regione. La ringrazio, ma fin quando
potrò resterò in piedi, credo che l'Aula non pretenderà l'esito
della risonanza magnetica, ma siccome la forma è importante e il
protocollo ci obbliga a stare in piedi cercherò, nei limiti della
resistenza fisica, a tenere in piedi il mio discorso.
Oggi sono stato chiamato, su richiesta dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari nell'ultima Conferenza - e devo dire che è stata una
conferenza molto positiva che ha cercato di focalizzare gli aspetti
più urgenti delle questioni siciliane e del modo come affrontarle -
a riferire attorno al tema che ha riguardato, questa estate, la
vicenda del 'Piano giovani' e altre più recenti vicende che hanno
riguardato la composizione del Governo.
Io ritengo sia poca cosa ridurre una discussione attorno a vicende
che ritengo meramente amministrative, tenendo presente che qui
siamo in Parlamento e, quindi, il massimo consesso che si ha
all'interno della Regione siciliana, il Parlamento più antico
d'Europa.
Credo sia, invece, maturo affrontare il tema più ampio di quale
situazione politica abbiamo in Sicilia, qual è la situazione
economica, qual è la situazione sociale, come usciamo dalle vicende
storiche, persino, che ci trasciniamo e con quali prospettive le
affrontiamo e quali percorsi comuni, ma non necessariamente
comuni, ci diamo per confrontarci con lealtà, con sincerità, a
volte con spirito alto e persino privi di pregiudizi. Laddove per
pregiudizio non intendo il pregiudizio così come viene comunemente
inteso e cioè il fatto di avere delle riserve su qualcosa o su
qualcuno, ma lo intendo nel senso etimologico del termine, di un
giudizio espresso prima e che non c'è alcuna realtà che possa
modificarlo perché quello è il giudizio, al di là della verifica
concreta dei fatti.
Credo che tutti quanti dobbiamo liberarci di questo metodo e
pensare che la realtà sia il divenire, che le cose cambiano, che ci
sono comportamenti che, a volte, riescono a smentire le nostre
teorizzazioni e noi, che siamo tutti quanti osservatori politici,
non possiamo non rimarcare e notare il mutamento della realtà.
Se non si percepisce questo, allora la storia si inchioda, si
inchiodano le dinamiche, si inchioda persino la possibilità stessa
del cambiamento.
Io vorrei partire da una considerazione generale che sento spesso
dire essere al centro del dibattito politico siciliano, anche
giornalistico, non potrebbe essere diversamente: la crisi della
Sicilia.
Se guardiamo alla crisi della Sicilia come ad un fatto isolato, io
non credo che andremo lontano.
Se noi pensiamo che la crisi della Sicilia si possa richiudere
nelle responsabilità degli ultimi governi, anche di quelli
precedenti, per essere chiaro, perché sarebbe persino semplicistico
cercare di attribuire la responsabilità a un mio predecessore, ai
miei ultimi predecessori, non mi appartiene, questa disonestà
intellettuale non mi appartiene, non mi appartiene la
semplificazione e la reductio ad unum delle responsabilità, quella
è una filosofia medievale che cercava di concentrare la
responsabilità di ogni cosa su uno, per cui la crisi di oggi
sarebbe la crisi di Lombardo, poi sarebbe la crisi di Cuffaro.
Penso che ci siano ragionamenti più complessivi che stiano
cambiando il mondo e l'Europa.
Se noi non analizziamo quello che sta accadendo in Europa con
l'aprirsi dei mercati dell'est, prima europeo, con la concorrenza
che in quei mercati dell'est si è strutturata nei confronti degli
altri paesi europei, dal punto di vista del costo della manodopera,
della possibilità di delocalizzazione in quei territori. La crisi
Fiat in Sicilia non scoppia perché c'è una crisi del sistema
produttivo siciliano, ma è scoppiata perché alla Fiat conviene
produrre in Polonia perché paga un operaio trecento euro, mentre a
Termini Imerese costa tremila euro. Quale sarebbe stata la
soluzione?
Potremmo dire benissimo il Governo Lombardo non ha fatto
sufficientemente oppure il Governo italiano non ha ostacolato. No,
ci sono ragioni strutturali che se l'Europa non affronta e non
affronta in termini di sostegno alle economia più deboli, le
regioni del sud Europa saranno completamente travolte dalle
politiche europee e insieme all'apertura dei mercati dell'est, la
concorrenza che viene dall'est asiatico, la perdita di influenza
italiana, e quindi siciliana in modo particolare, perché quei
mercati sono i mercati più prossimi a quelli della Sicilia legati
alle cosiddette rivoluzioni arabe, che rivoluzioni lo sono fino a
un certo punto, se si fa forse un ragionamento diverso rispetto
alla rivoluzione tunisina laddove il processo è più profondo e
legato ad aspetti più laici rispetto ad altri paesi arabi.
Però noi eravamo il secondo paese esportatore in Tunisia e
cominciamo a non esserlo più; eravamo il primo paese esportatore in
Libia per volume d'affari, non solo esportatore, ma anche di import
ed export e non lo siamo più; eravamo il primo paese esportatore in
Egitto e non lo siamo più, e dentro c'è una questione che riveste
tutto il tessuto produttivo italiano, investe la politica italiana,
ma investe anche la politica europea e investe anche la politica
delle grandi potenze al mondo che, rispetto alle rivoluzioni, non
sempre hanno assunto il tema della difesa delle libertà civili e
democratiche, ma hanno affrontato con realismo, invece, i temi
degli interessi economici per cui la no fly zone, la guerra in
Libia, più che un sostegno alla rivoluzione, è stata invece la
guerra delle compagnie petrolifere francesi e inglesi per scalzare
ENI in Libia ed ha acquistato significati completamente diversi.
Ora, pensare che tutto questo non influisca nell'economia
siciliana e che questo sia senza ripercussioni è un errore di fondo
nel quale noi ci troviamo, a volte, ad operare le nostre analisi;
l'apertura dei mercati nel Nord-Africa, la possibilità, l'accordo
Eu-Marocco che ha aperto il mercato europeo agli esportatori
marocchini per l'esport di prodotti agricoli indiscriminati e come
contropartita in questi paesi, come il Marocco, noi possiamo
esportare prodotti della tecnologia.
Questo è un accordo fatto a dimensione della Germania, della
Francia, dell'Olanda, del nord Italia e penalizza l'agricoltura
del Sud e della Sicilia, e il tema della crisi agricola del
Mezzogiorno e della Sicilia per molti versi è legata a
quest'aspetto.
Io personalmente, come deputato europeo, ho votato sia contro le
fly zone in Libia - lo feci insieme a Cofferati - e fui fra i sei
parlamentari italiani di tutti i partiti politici che votarono
contro l'accordo Eu-Marocco, guardando con particolare interesse
alla tutela dei prodotti siciliani, ritenendo quell'accordo non
condivisibile sul piano del principio, perché noi dobbiamo
innescare una solidarietà internazionale rispetto a questi Paesi,
ma non si può fare un accordo di solidarietà con paesi poveri,
penalizzando i paesi poveri dell'Europa, il sud dell'Europa, perché
quell'accordo lo ha pagato la Sicilia, lo paga la Spagna, la
Grecia, le economie fragili del sud dell'Europa.
Certo, se dicessi un po' di insulti nei confronti dei dirigenti
della formazione, probabilmente il ragionamento diventerebbe più
appetitoso, ma non mi impelagherò in questi discorsi.
La politica deflattiva adottata dall'Europa, i limiti dei patti di
stabilità non cristallizzano la situazione economica europea alla
stato esistente?
Ma lo stato esistente può andare bene alla Germania, può andare
bene all'Olanda, ai Paesi Scandinavi, ma sicuramente non va bene ai
Paesi del sud Europa, non va bene alle regioni povere dell'Europa,
perché significa cristallizzare la storia, cristallizzare
l'economia.
Quando oggi l'Europa dice, per esempio, che noi non possiamo fare
spese infrastrutturali nel campo autostradale, nel campo della
portualità, dice che lo sviluppo economico infrastrutturale della
Sicilia, così come di altre Regioni che hanno un gap
infrastrutturale, debba avvenire con risorse proprie, con risorse
degli Stati nazionali, con risorse delle Regioni, ma negli altri
Paesi europei forse queste infrastrutture non sono state realizzate
con i contributi europei?
Allora si vuole tentare di fissare la storia, la politica che
difende l'euro e il valore nominale dell'euro, difende il valore di
cambio tra l'euro e il dollaro e penalizza le economie più deboli.
Il Premier Renzi ha molto ben capito tutto questo e ha cominciato
anche una vertenzialità su questi temi; però la politica nazionale,
a sua volta, le contraddizioni che lo Stato nazionale ha nei
confronti dell'Europa le scarica nel sistema delle Regioni, per cui
a catena nel sistema dei Comuni, a catena ci sono i tagli e i
trasferimenti alle Regioni, ci sono limiti nei patti di stabilità
delle regioni che diventano pesantissimi e che impediscono poi la
dinamicità economica.
Voglio esprimere con chiarezza che una politica rivolta
esclusivamente alla protezione dell'euro è una politica depressiva
perché porta deflazione, porta licenziamenti, porta chiusura
produttiva, porta cioè a mancato sviluppo dell'economia, ad avvio,
sostanzialmente, di politiche nuove che possano cercare di
invertire le tendenze economiche e sono tanti gli osservatori
economici internazionali che dicono tutto questo, che denunciano
tutto questo.
Gli Stati Uniti, per esempio, hanno dato una risposta diversa alla
crisi, hanno finanziato, hanno defiscalizzato completamente gli
insediamenti produttivi che si svolgono nei cinque Stati con
problemi economici degli Stati Uniti.
Una politica del genere, in Europa, non si attua e non si attua
neppure da parte dei governi nazionali che oggi sempre più
scaricano ai livelli delle regioni, degli enti locali, i problemi
legati alla vicenda economica nazionale ed internazionale e
rispetto a queste questioni, anche lì, quando mi vengono a trovare
le imprese, mi dicono che hanno bisogno di interventi sul piano
fiscale, vogliono ridotte le tasse, vogliono politiche di incentivi
e fiscali, politiche incentivanti che noi abbiamo anche provato ad
inserire nelle nostre finanziarie e che sono state sistematicamente
impugnate dal Commissario dello Stato perché la politica fiscale
non può essere decisa a livello regionale, ma viene decisa a
livello nazionale, così è la legge, dimenticando poi che la legge
dovrebbe anche considerare la specificità del nostro Statuto.
Molto spesso si dice che le regioni devono farcela da sola e noi
siamo una Regione pronta a farcela da sola, se semplicemente ci
dessero l'autonomia impositiva e fiscale prevista dallo Statuto, se
semplicemente ci dessero fino in fondo la possibilità di tassare
veramente tutti coloro che operano, così come ha previsto
quell'accordo sull'articolo 37, che prevede una gradualità, troppo
lenta per essere efficace, per cui diventa davvero facile scaricare
il conflitto esclusivamente sulle regioni. Guardate che oggi, molto
spesso, il tema degli sprechi delle regioni torna ad essere al
centro del dibattito politico nazionale. Abolire le regioni Come
se il sistema nazionale fosse un sistema totalmente integro; come
se il sistema nazionale non fosse fatto di partecipate inutili e
dannose; come se il sistema nazionale non fosse fatto di
assistenze tecniche ai ministeri, configurati da decenni; come se
il sistema nazionale non fosse con dirigenti che te li trovi da
trent'anni, in qualsiasi carica hai, a dirigere sempre i
dipartimenti, per cui la discontinuità politica in Sicilia che
dovrebbe avvenire non attraverso la nomina di assessori, ma
attraverso il taglio di teste ai burocrati, come se noi potessimo
operare al di fuori delle leggi.
Quando Lombardo provò a mettere tutti i dirigenti esterni, ci fu
la rivolta del Palazzo e ci fu anche la rivolta della politica
rispetto a questi temi.
Io sono fra coloro che ritengono che nello spoil system ogni
Presidente, ogni Governo dovrebbe avere la possibilità di creare
uno staff di propria fiducia, per rispondere poi politicamente
delle cose che fa, perché se macchina burocratica e macchina
politica marciano su basi separate, è chiaro che la coerenza delle
relazioni non può esserci. Capite bene, però, che c'è il sistema
del rispetto delle leggi e c'è soprattutto il tema della volontà di
fare rispettare queste leggi.
Il sistema politico non è sul modello americano che consente tutto
questo, è un sistema che dà garanzie. Fra le leggi della Regione
siciliana giudicate, tra l'altro, negative dal recente giudizio
della Corte dei Conti a sezione riunite, c'è una legge che dà
garanzia ai direttori generali di mantenere le posizioni, di avere
l'indennità di posizione anche quando non sono più direttori
generali.
Quante volte abbiamo tentato di abolire e sistematicamente è
saltata fra una Commissione e l'altra? Noi riteniamo che su questo
ragionamento si devono fare delle riflessioni, perché oggi al
Governo c'è Crocetta, ma domani ci saranno altri.
Pensare di esasperare un conflitto tra burocrazia e poteri
politici utilizzando a fisarmonica questo tema sicuramente non
stabilisce quel primato della politica, che dovrebbe essere alla
base del Governo e degli atti del Parlamento.
Credo che su questo si debba fare una riflessione profonda. Però,
guardate, c'è un tema che spesso ci fa arrabbiare: è il fatto che
in questo Parlamento, questo Governo, in questi anni, su fatti
importanti si è fatto persino più del Parlamento e del Governo
nazionale in termini di sprechi. Poi vai in televisione e ti dicono
che le pensioni dei parlamentari dell'ARS, il fondo pensioni od
ogni parlamentare costa non so quanto, dimenticando che questo è il
più antico Parlamento, a livello regionale, che esiste in Italia e
che quindi ci troviamo i pensionati dal 1946 in poi che incidono
sul costo pro-capite dei parlamentari; dimenticando i tagli che
abbiamo fatto ai dirigenti, dimenticando i tagli che abbiamo fatto
ai costi della politica, le riduzioni che sono state operate, per
cui è come se l'ombra del passato dovesse infangare
sistematicamente la Sicilia e qualsiasi cosa noi facciamo non serve
a modificare un pregiudizio, quel famoso pregiudizio di cui parlavo
prima.
Primo atto, quando si è insediato questo Governo, è stata la
riduzione del 20 per cento dell'indennità di funzione ai dirigenti,
l'abbiamo fatto a livello amministrativo.
Una settimana fa vengo intervistato da una televisione nazionale:
"avete i dirigenti più pagati d'Italia". Veramente abbiamo i
dirigenti meno pagati ormai delle regioni italiane perché in media
il tetto in Lombardia è di 240 mila euro, in Lazio è di 230 mila
euro, in Campania è di 200 mila euro, in Sicilia è stato messo a
160 mila euro a livello della Regione e a livello del Parlamento a
240 mila euro.
Tema su cui non voglio entrare perché attiene all'autonomia del
Parlamento, ma credo che una politica di omogeneità anche sulla
questione del trattamento dei redditi dei dirigenti sicuramente ci
potrebbe portare ad una razionalizzazione ed evitare anche livelli
di contrapposizione.
Bene, dentro all'immagine della Sicilia, quindi, pesano tutte le
questione del passato.
Pesa sicuramente il fatto che noi abbiamo avuto due presidenti
della Regione con le note vicende giudiziarie sulle quali non
voglio entrare perché questo tema appartiene alla Magistratura e
solo alla Magistratura e non può essere strumentalizzato per
ragioni politiche. Pesa a volte anche la eccessiva conflittualità
che si esprime sistematicamente nei confronti del Presidente in
carica, del Governo in carica, perché guardate che Lombardo aveva
avuto la maggioranza di 61 deputati, e non sono pochi, usciti dalle
elezioni, eppure non ha governato un solo giorno in pace e il
dibattito attorno al tema del governo Lombardo aveva lacerato tutte
le forze politiche siciliane.
Come oggi io credo non ci sia pace anche all'interno delle forze
politiche siciliane, io penso che in pochi in questo Parlamento,
più che nel Parlamento, a livello dei loro partiti possano dire che
esistono gruppi politici omogenei e compatti in ogni partito, dalla
destra alla sinistra; ci sono divisioni, posizioni diverse,
contrapposizioni che sicuramente non giovano al confronto
politico.
A me piacerebbe molto che queste divisioni restassero fuori
dell'Aula, piacerebbe molto che queste divisioni non pesassero nel
rapporto fra i partiti e il Governo. Però, sinceramente, a volte io
ritengo, ora al di là di qualche scherzo di dozzina che posso fare
io nel presentare una lista così di segnalazione che mantengo
persino con un tono di sobrietà e ci faccio pure una risata, però
non ritenete che la denuncia per voto di scambio del Presidente
della Regione per avere nominato un assessore, perché questo
potrebbe favorire una sensibilità politica piuttosto che un altro,
sia un atto eccessivo, soprattutto quando non è provato e quando
questo Presidente è totalmente estraneo a queste logiche e non si
presterebbe e non si presterà mai a ragionamenti che possano
favorire?
Seriamente si pensa che al Governo regionale, al presidente della
Regione può importare più di tanto delle elezioni su nove elezioni,
su nove seggi della provincia di Siracusa?
Questo potrà essere il tema delle singole liste, delle varie
correnti, anche perché non è che cambi molto nell'assetto fatto da
alcuni dei parlamentari in carico, compreso lo stesso che ha fatto
l'esposto, la denuncia, non solo mi sono pure simpatici, infatti
non ho fatto la controquerela unicamente perché ritengo che i
rapporti di amicizia e di simpatia, persino di fiducia politica,
non possano arrivare a questo punto, ritenete veramente che questo
Presidente si vada ad impelagare in tutto questo? Il Presidente ha
un problema, quello di una maggioranza che sostenga il Governo,
quello di una politica che sostenga l'azione delle riforme e su
questo tema è ovvio che sia costretto a discutere con chi dice che
il Governo lo sostiene.
Se qualcuno si tira fuori dal Governo, e lo fa sin dal primo
giorno che il Governo è insediato, non è che poi si può accusare il
Presidente di non tenere conto dell'area politica. Cosa devo fare,
salvo dare una disponibilità al confronto e alla composizione, cosa
posso fare di più?
Le opposizioni potrebbero obiettare "non hai maggioranza
parlamentare, te ne vai a casa".
Io vi assicuro che non ho nessuna intenzione di andare a casa
perché qualcuno dice, anche all'interno della mia coalizione, che
prima o pio mi stufo. Vi assicuro che sono provato alle più grandi
sofferenze e ho una percezione del dolore molto lenta; con un osso
spaccato continuo a stare in piedi e a lavorare perché ho un
livello di resistenza al dolore che è inimmaginabile.
Qualcuno in siciliano potrebbe fare qualche battutina, ma non
sarebbe molto elegante in Parlamento, in privato riservo di farla
agli amici. Ma, guardate, io non ho alcuna posizione personale da
difendere né mi sono candidato per farmi autolinee di trasporti,
per esempio, alberghi, accedere ai fondi europei e via dicendo,
fatti che appartengono alla storia della Sicilia. Grazie a Dio non
ho imprese, non ho interessi e non ho assolutamente alcun interesse
personale e vorrei, quando non sarò più Presidente della Regione,
usare le parole del Don Chisciotte, di Cervantes, che dice siccome
esco da qui nudo per come sono entrato, vuol dire che forse abbiamo
governato come dei santi.
Sicuramente i santi non esistono in politica e io non mi considero
tale, però vorrei cercare di governare come un santo e vorrei che
lo facessimo tutti insieme e vorrei che sulla Sicilia non
incombessero le ombre del passato, per cui i toni, lo stile, non
possono sistematicamente arrivare ad infangare, a tentare di
sconvolgere e di capovolgere la realtà.
Non possiamo continuamente assistere alla realtà della finzione
pirandelliana come se non avessimo fatto nulla, come se fossimo
persino un Governo di delinquenti.
Qualcuno ha detto pure pubblicamente che io avevo dei
comportamenti mafiosi.
Al di là della verità, se veramente chi pensava questo non lo
pensava, ma è legittimo usare questi toni nei confronti del
Presidente eletto, al di là di Rosario Crocetta? È legittimo? È
rispettoso delle istituzioni? È rispettoso della normale dialettica
politica? È accettabile nella serenità di un confronto? Per cui i
miei scherzetti in dozzina sono poca cosa rispetto a questi annunci
continui di esposti, di denunce, di querele, di insinuazioni, di
diffamazioni sistematiche, che sembrano caratterizzare con
particolare impegno la vita di qualcuno.
Io credo che noi dobbiamo trovare le ragioni stesse del fare
politica.
Io posso essere non simpatico a tanti, tanti altri non ci sono e
la Regione siciliana in questo momento è candidata ad avere un
numero incredibile di candidati alla Presidenza della Regione.
Ovviamente ci sono questi candidati nelle opposizioni, ed è
normale; un po' meno normale è che ci siano candidati della
coalizione che lo annunciano già da sei mesi, da un anno, da un
anno e mezzo, perché la lotta per la successione - come si dice - è
un fatto lecito, ognuno ha le proprie ambizioni, esiste il
confronto elettorale.
Io, finora, non ho annunciato di mettermi da parte né per adesso e
nemmeno per il futuro, su questo ognuno può fare tutti i conti che
vuole, ma permettetemi anche che io, come diceva Sant'Agostino,
pensi che prima caritas incipit a me, che non è narcisismo, ma è
assolutamente un tema di legittima difesa.
Ci sono sindaci, per esempio, che scalciano continuamente perché
incapaci di dare risposte alle loro città e al calo di consenso
incredibile e lanciano continuamente il tema di commissariamento
della Regione, dell'Assemblea, del Parlamento, perché così pensano
di avere scorciatoie a candidature. Sappiano che io sono abituato a
confrontarmi in un regime di lealtà e rispetto, e credo che tutti
quanti hanno il dovere, se si sta in una coalizione, di stare
dentro un percorso.
Ci sono candidati speranzosi, presidenti di Commissione, paladini
persino della legalità quando questo Presidente è illegale, - non
mi riferisco alla Commissione Antimafia, onorevole Musumeci, che
sarebbe normale - mi riferisco anche a commissari del fuoco amico,
per carità tutto legittimo, ci si confronti con i partiti, ci si
confronti con l'opinione pubblica.
Dentro questo sistema esiste un progetto di democrazia, il resto
sono tutte situazioni arbitrarie e personali. Ora, si dà il caso
che una mia posizione personale è la posizione di un Presidente
eletto dai cittadini, mentre le posizioni personali di chi non ha
passato questa verifica personale, rimangono solo personali.
Possono dispiacere le mie, ma sono le posizioni legittime di un
Presidente eletto da cittadini che, in uno Stato democratico, viene
prima di tutto riconosciuto dall'opposizione, a maggior ragione
dalla maggioranza. E a volte, i toni irriguardosi di una parte
della maggioranza non hanno coinvolto le opposizioni nella stessa
misura, che si sono limitate a fare denunce politiche, mentre sul
piano personale mi rimane l'amarezza, lo sconforto, gli attacchi
personali, a volte sconsiderati, come si dice, "parenti serpenti" e
"fratelli coltelli".
Ma è normale che lo scontro tra amici sia molto più forte e più
esasperato di quello che si può avere tra avversari, però io non
considero nessuno come nemico, non ho nemici, non ho antipatie
personali, vorrei cercare semplicemente insieme a voi di governare,
e di farlo bene.
Ora andiamo ai temi profondi della questione.
Abbiamo visto le considerazioni più generali attorno al PIL,
attorno all'economia, una Regione che non faceva passi da tre anni,
come dovrebbe sviluppare il PIL?
Improvvisamente arriva il Presidente della Regione nuovo, che dal
primo giorno è responsabile - perché io sono responsabile almeno da
gennaio del 2013 della situazione di sfascio della Sicilia - e
abbiamo fatto un Governo inadeguato, che non dovevo rimpastare, e
il tema più diffuso non è stato quello delle riforme, ma il
continuo rimpasto, il tema degli accordi politici.
Si dice del Presidente della Regione che è uno inaffidabile, che è
uno che non rispetta gli accordi. Ma io gli accordi politici li
rispetto tutti, altri tipi di accordi sinceramente non ne conosco,
non mi sono stati proposti; quindi non capisco a quali accordi ci
riferiamo, visto che non ne abbiamo parlato mai, ma il programma
elettorale lo stiamo portando tutto avanti, ed è il patto fatto con
i siciliani, e con i partiti alleati.
Qualcuno mi può rimproverare che non siamo andati avanti in
termini di progetti di riforma, in termini di proposte, in termini
di modalità di azione del Governo; non mi pare che nessuno faccia
riferimento al patto originario. A volte sento battutine, ma io do
l'importanza che hanno le battute, sicuramente non possiamo
disperderci anche in base ai sentimenti personali, per carità,
fanno parte della vita quotidiana. Però, sinceramente, una cosa è
questa, altra cosa invece è la sistematica azione di
legittimazione, di semplificazione e di impedimento dell'azione di
Governo, perché io non permetterò che mi si faccia consumare e
bloccare dalla logica del "tanto peggio, tanto meglio".
Nessuno pensi che creando contrapposizioni e divisioni si possa
bloccare l'azione del mio Governo, perché io vado dritto su questa
strada, chiedo a tutti un confronto nel rispetto delle posizioni
politiche, nel rispetto che c'è una coalizione di Governo che è
quella che è uscita dalle elezioni, e col sistema di alleanze che
sono nate, in un confronto serio e leale per le posizioni, perché
in un sistema democratico tutti devono contribuire alla situazione
politica.
Le riforme si fanno insieme, soprattutto quelle istituzionali, e
insieme si va avanti nei processi democratici, insieme si tenta di
uscire dalla situazione grave che abbiamo in Sicilia.
Io qui mi pongo alcune domande, ritenete che se non fosse stato
eletto questo Presidente, oggi la formazione professionale, invece
di costare 480 milioni di euro l'anno, costerebbe come adesso 150
milioni? Ne siete convinti? Io penso che chi ne dovesse essere
convinto mente, forse inconsciamente, persino a se stesso. Vi
sembra poco risparmiare 330 milioni di euro l'anno nella situazione
di profonda crisi della società siciliana e della crisi del sistema
finanziario siciliano e del bilancio siciliano? Naturalmente non
abbiamo fatto nulla, che abbiamo fatto? Io penso che se avessimo
fatto solo questo già avremmo fatto atto di coraggio che nessun
altro ha fatto prima, per tanti motivi, perché c'era la parte del
sistema politico che era dentro quel sistema di formazione.
A volte ci sono forti contraddizioni, i formatori in carica al
sistema formativo, ufficialmente, quando abbiamo fatto le
verifiche, sono risultati 8.500.
Ritenete che molti Governi abbiano il coraggio di dire: "4000
saltano perché non hanno diritto, perché sono stati assunti in
divieto di assunzione"? Ritenente che sia possibile?
Ritenete, per esempio, che se non ci fosse stato questo Presidente
sarebbero saltate alcune gare delle ASP, cito per tutte quella di
360 milioni di euro per l'assicurazione, quando nell'ultimo
decennio si sono spesi 8 milioni di euro l'anno, ci sarebbe stato
qualcuno che si sarebbe preso questa briga e questa responsabilità?
Naturalmente diventiamo illegali perché è intervenuta la legge sui
pensionamenti dei manager. Ecco, io ritengo che se non l'avessimo
adottata avrei commesso un abuso, e siccome nell'abuso la
percezione psicologica del reato è fondamentale, io non posso fare
un atto in cui sono convinto che c'è abuso. Normalmente una
questione del genere non si fa con le accuse di illegalità, perché
se uno li avesse voluti ostacolare questi manager bastava che non
li nominassimo, era nostra facoltà, e ci avrebbero fatto una causa
perché non li sceglievamo? L'Università aveva dato una terna di
nomi e sceglievamo il secondo invece di scegliere il primo, è nelle
nostre facoltà di legge? Quindi perché non lo dovevamo fare, perchè
dovevamo punirli dopo che era intervenuta le legge? Qual è il
profilo psicologico che si può dare?
Lì soltanto la paranoia può giustificare un atteggiamento del
genere o la voglia di screditare comunque, oppure avere scelto di
essere contro il Presidente sempre e comunque.
Questo si è un atteggiamento politico, ma a nessuno è consentito
di valicare e di portare sic et simpliciter ogni convinto politico
come se fosse una vicenda di magistratura, perché se questo è il
tema si autorizzerebbe questo Presidente a fare altrettanto.
Non è che si può fare una sfida di questo tipo pensando che il
dibattito politico diventa un dibattito giudiziario, e io debba
farmi querelare per voto di scambio, farmi querelare per avere
fatto addirittura pressioni all'Ufficio legislativo e legale. Ma
chi li conosce, giusto per essere chiari? Mentre alcuni di voi
hanno conoscenze dentro la macchina burocratica decennale, io -
grazie a Dio - non li conosco, alcuni dirigenti non so nemmeno che
faccia hanno.
Io guardo atti e faccio scelte su questi atti.
Posso anche sbagliare, come tutti quanti possiamo sbagliare.
Ho inteso quella vicenda come un possibile reato in capo al
Presidente della Regione e all'Assessore per la salute. Ho il
dovere di preservare l'istituzione che rappresento.
Gli interessati ritengono di avere ragione, facciano ricorso al
TAR. Se il TAR darà ragione, vuol dire che saranno ripristinati
nella loro funzione; ma non si può, rispetto ad un'interpretazione
legale che ognuno di noi può vedere in modo più o meno elastico
quando si rappresenta una parte.
Io non rappresento nessuna parte, anche perché raccomandazioni non
ne ho fatte, non ho segnalazioni di amici. Se io raccomando
qualcuno, mi cambia qualcosa in termini di spostamento elettorale?
Capite bene che la vicenda della elezione del Presidente della
Regione ha caratteristiche un po' diverse rispetto a quella dei
singoli deputati.
Io non posso che guardare al progetto generale, e in questo
progetto generale guardare alla garanzia di tutti, persino delle
minoranze. Persino delle minoranze, che non possono andare dal
dirigente, da un manager di un ospedale o di una azienda
ospedaliera e pensare che quello sia bieca espressione di una forza
politica. Non possono Così come all'interno della stessa
maggioranza.
Ma veramente voi pensate che noi possiamo reggere con una sanità
siciliana in cui i manager - mi dicono - che ricevono almeno tre
telefonate al giorno per raccomandazioni?
(voci dall'Aula: i nomi, i nomi)
CROCETTA, presidente della Regione voi siete bravissimi.
Probabilmente i manager non mi dicono i nomi. Io faccio giudizi
politici, se poi voi volete scambiare quest'Aula per un'aula di
tribunale fate quello che ritenete opportuno perché ce n'è anche
per voi. Perché voglio vedere chi non lo ha fatto nei gruppi
politici.
(brusio in Aula)
CROCETTA, presidente della Regione vuol dire che non facciamo
nessuna denuncia, perché il vostro spirito integralista vuol dire
questo: a voi quello che non piace è che sono più radicale di voi
stessi. Perché le denunce che riesco a fare io, voi non ne avete
fatta manco una. Vi sentite scavalcati, non ci posso fare niente.
Avete perso le elezioni ed è giusto che accettiate il risultato
elettorale.
Non avete vinto. Accettate democraticamente la sconfitta come
tutti gli altri e che c'è un Presidente della Regione che, su
parecchi aspetti, vi scavalca. Andiamo avanti .
CANCELLERI. Signor Presidente dell'Assemblea, io pretendo delle
scuse.
CROCETTA, presidente della Regione. Io sono liberissimo di fare i
nomi oppure me lo deve ordinare lei? Perché lei è più bravo Li
faccia lei i nomi. Quali nomi avete fatto? Quali denunce avete
fatto? Quale illegalità avete denunziato? Un solo nome che avete
denunciato? Salvo fare mozioni sul Segretario generale, non mi pare
che vi siete contraddistinti in una cosa particolare.
Lo capite bene che alla Corte dei Conti c'è mezza Regione?
Queste azioni sono previste dalle leggi e nessuno di noi si può
sostituire alle leggi
Le sanzioni sono previste dalle leggi e il tema rispetto alla
condanna della Corte dei Conti è la restituzione del debito. E' li
che si salva. Se poi c'è dolo, scatta il meccanismo penale.
Significa che dolo non c'era e, quindi, non si possono confondere
le acque rispetto alle responsabilità, come se qualsiasi vicenda,
anche quella più strettamente amministrativa, acquisti
necessariamente le caratteristiche del reato penale.
Su questo discorso cominciamo ad introdurre ragionamenti nuovi.
Ritenete seriamente che il sistema Giacchetto sarebbe stato
interrotto senza l'azione di questo Governo? Ritenete che passare
dal 18,1 per cento al 41,67 per cento della spesa europea sia stato
poco? Il 18,1 per cento in cinque anni e 41,67 per cento per un
anno? Io non metto in discussione; saremmo, forse, un pessimo
Governo, a giudicare da qualcuno. I risultati, però, ci vedrebbero
diversamente.
Quando abbiamo fatto il piano delle rotazioni del personale, noi
che eravamo i giustizialisti, quelli che punivano tutti, eccetera.
No, noi abbiamo fatto semplicemente l'azione che nella pubblica
Amministrazione viene richiesta persino per legge e che in qualche
modo ha consentito, per esempio, all'assessorato del territorio e
ambiente, che aveva 3 mila e 500 autorizzazioni inevase, da tre
anni, di autorizzarne tremila in un anno. E' poco?
Questi sono i fatti, sono i dati. E sono dati verificabili e che
metteranno in piedi un sistema economico, così come metterà in
piedi un sistema economico per il raggiungimento della spesa
europea.
Noi non possiamo pensare che, come si dice, "tutto va bene, madama
la marchesa.
Io non sono tra coloro che pensano che l'azione del Governo sia
magnifica, eccellente, priva di critiche. Ritengo che non si possa
non partire dal processo di discontinuità che questo Governo ha
fatto. Una discontinuità non sempre sostenuta anche da chi, nel
Parlamento, questa discontinuità la invoca e che, invece, a volte
prova a saltare il fosso, con atteggiamenti anche discontinui nei
modi del politichese, di chi si è candidato per spezzare ogni
logica politica e politicante e, invece, fa la politica di
appartenenza ad ogni costo.
Nel discorso del mio primo giorno io ho detto: "bene, qui c'è un
Presidente della Regione che vuole dialogare con tutti, non ha una
maggioranza parlamentare ed è chiaro che questa maggioranza
parlamentare non si può trovare né con inciuci né con ribaltoni, ma
si trova sugli atti e sui fatti concreti". Io non propongo nessun
patto e nessun accordo. Nessuno si aspetti da me capitolazioni o
cambi di casacca. Io appartengo alla storia e prima di ogni cosa,
questa storia me la difendo. Me la difendo perché mi è cara, perché
è la mia identità. Io non posso sconvolgere la mia identità.
Appartengo alla storia politica precisa di sinistra, del centro-
sinistra e mi dispiace quando qualcuno contesta che io ce l'abbia,
e che lo contesti magari qualcuno del mio partito.
Così come riconosco loro questa storia, credo che sarebbe giusto
che riconoscessero la mia. Probabilmente con modalità e ragioni
diverse, probabilmente con modi di essere che fanno parte anche di
un ragionamento diverso. Nessuno mi può dire che io politicamente
oggi la pensi diversamente da quarant'anni fa. In questo c'è una
costanza. Ci potrebbe essere persino una costanza nell'errore.
Però, se mi permettete, ognuno vuole sbagliare con la propria
testa.
Io ho fatto un accordo politico con una coalizione, ho fatto un
patto elettorale e politico e nessuno mi può chiedere qualcosa di
diverso da quel patto. Quindi non riesco a capire. E quel patto si
rispetta. Abbiamo detto competenze, professionalità e questo
dobbiamo cercare di valorizzare.
Poi c'è il tema caro che questa persona non ha le caratteristiche,
ma appartiene ad una valutazione globale. Una cosa è entrare nel
merito, un'altra cosa è entrare continuamente nel metodo.
Il merito si discute sempre perché forze politiche alleate non
possono non discutere il merito, ma se forze politiche alleate
discutono continuamente del metodo, per cui se il Presidente della
Regione debba avere notificati gli assessori che si decidono nella
direzione di partito, questo metodo non lo accetterò mai. L'ho
detto prima delle elezioni, l'ho detto durante la campagna
elettorale, l'ho detto nell'accordo e lo dirò sempre.
Prima i partiti, saggiamente, facevano diversamente: si
incontravano, concordavano i nomi, poi li proponevano e tutto era
fatto e non entrava nel dibattito esterno.
Oggi questo rigore, questo riserbo è sparito. Cioè, non è che si
vuole avere dei rappresentanti in Giunta di questa o di quella
sensibilità politica, no Si vuole la capitolazione formale del
ruolo, non di questo Presidente, del ruolo previsto dalla legge nei
confronti del Presidente, e io questo non lo posso accettare perché
non difendo la mia posizione personale, ma difendo un principio,
che è il principio di autonomia del Presidente eletto dal popolo
che non può prendere decisioni che siano extra istituzionali.
Anche il Parlamento entra in questo gioco, perché capisco non
vorrei sfuggire al dibattito, c'è stato un tema che ha attraversato
la formazione quest'estate, a proposito del click day, ora nessuno
stamattina si aspetti da me che io entri nel ragionamento delle
tesi sostenute dal direttore generale per contraddirle, perché
sinceramente non sarei istituzionale. Fra l'altro, ho letto ieri
sul giornale che si sarebbe aperto un fascicolo su questo tema alla
Procura della Repubblica, e noi rispettiamo il lavoro dei
magistrati, anche quando non ci piacciono personalmente, perché la
magistratura si rispetta sempre, si rispetta la sua autonomia e si
rispetta il principio di indipendenza.
C'è una vicenda invece più tecnica che è legata al fallimento del
click day. Proceduralmente l'impostazione metodologica fatta in
Sicilia per le selezioni del 'Piano giovani' è la stessa adottata
su suggerimento del finanziatore, cioè il Ministero che prevedeva
proprio questa modalità, come stanno facendo tutte le altre Regioni
italiane.
Qualcuno potrebbe dire che si poteva fare attraverso l'Ufficio del
lavoro, centomila persone selezionate dagli uffici del lavoro, fra
quattro, cinque anni daremo le risposte ai giovani che andranno in
tirocinio dimenticando che oggi è l'emergenza. Ed è su queste basi
che il Ministero del Lavoro parla di un mezzo immediato ed efficace
che possa consentire di evitare le indagini burocratiche, come se
poi il metro degli Uffici provinciali del lavoro non fosse un modo
anche sensibile di valutazione personale delle questioni più
oggettive e più anonime. E quindi evitano sicuramente una selezione
nominativa, perché qui si selezionano curriculum in azienda e non
nomi. E' chiaro che le risposte dovrebbero essere più complesse.
Una cosa su cui voglio rassicurare è che il Piano giovani
continua, noi già siamo in condizione di pubblicare il nuovo bando
e il nuovo Segretario generale vuole conoscere il parere
dell'Avvocatura dello Stato e valutare tutte le cose legali.
Abbiamo anche composto la Commissione di indagine su questo tema,
però io pongo alla vostra valutazione una cosa: l'operato di un
assessore non può essere valutato su una singola questione da un
Governo o da una Amministrazione, quantunque poteva sembrare in
quel momento devastante.
Oggi i giovani sanno benissimo che la prima selezione è stata
riconosciuta valida a tutti, come l'hanno studiata da Sicilia e-
Servizi, il programma è andato bene, per la prossima selezione è
questione di giorni e parte il bando, poi ci saranno tutte le
questioni amministrative legate.
Mi consentirete di avere una certa perplessità sugli affidamenti
effettuati anche dal direttore generale, perché io sicuramente non
voglio sostituirmi ai magistrati, né fare il Pm, perché tutto
possono eccepire i nostri direttori salvo il fatto che questo
Presidente abbia mai consigliato una procedura amministrativa o
un'altra, una ditta o un'altra, un nome o un altro, o suggerito
un'assunzione.
Qualcuno dei miei nipoti è uno di quelli che vuole fare causa alla
Regione perché non ha potuto accedere il 4 agosto al computer con
il click day, mica è stato assunto dalle società di formazione o di
assistenza tecnica o era fra i raccomandati. E quando mi hanno
detto che cercavano lavoro, gli ho risposto di partecipare al click
day come tutti gli altri giovani siciliani.
Allora è su questo che ci deve essere anche lo stile politico.
Non mi pare che siano emerse responsabilità di altro tipo.
Io vi chiedo serenità rispetto alle valutazioni che la
magistratura potrà fare e rispetto pure all'azione della
Commissione, che non sia influenzata anche perché crocifiggere un
funzionario - perchè in questi casi è molto semplice - non
appartiene al mio stile. Ma non posso consentire che un giovane
assessore che ha sfidato i poteri forti di questa Sicilia, che ha
avuto il coraggio di fare azioni che nessuno ha fatto in questi
anni, sia il primo assessore alla formazione di questa storia della
Sicilia che riceve una mozione di sfiducia. Io non credo che
sarebbe una valutazione obiettiva di questo Parlamento, e non
sarebbe una valutazione obiettiva perché sappiamo benissimo che i
problemi del presente sono problemi che vengono dal passato.
Oggi abbiamo la legge sulla formazione, ed è una base per
cominciare; vogliamo continuare con le polemiche oppure diciamo
tutti quanti di migliorare quella legge?
Guardate, la questione non è, io aderisco o non aderisco al
Governo, anche all'interno del nostro partito, del mio partito. Per
carità, si possono avere posizioni diverse, linee politiche
diverse, non è che queste non siano legittime, è più conveniente
stare all'opposizione o stare al Governo. Però il tema che si pone
è: "Può un partito stare all'opposizione, quando ha il Presidente
iscritto al proprio partito?" Allora, o io non sono più di quel
partito, oppure io faccio l'opposizione a me stesso, oppure che so,
che dovrei fare? Qual è la conclusione politica? Certo non può
essere il contrasto permanente e strutturato, né tanto meno io so
come sia stato interpretato questo documento dei renziani.
A me era stato detto che loro vogliono la discussione complessiva
sulle commissioni, sulle cose, eccetera, di cui a me non interessa
assolutamente nulla.
Se i renziani, però, pensano che nella discussione si mettono con
l'area di Cuperlo, per cui quello che non poteva passare prima come
criterio, passa soltanto perché due correnti si mettono d'accordo,
allora non conoscono, neanche loro, questo Presidente.
Io ho posto un problema di metodo, non di merito. Nessuno discute
la legittimità della rappresentanza politica, secondo le
sensibilità dei partiti, e persino interne al partito.
Ma è inaccettabile il metodo, che una direzione si riunisca e
deliberi che quelli sono gli assessori, altrimenti siamo fuori dal
Governo. Io questo non lo posso accettare, perché tutto sono
disposto a perdere fuorché l'onore e la dignità del ruolo. Non mi
pare che esistano altri precedenti in Italia in tal senso, neppure
nei comuni più piccoli dell'Isola.
Nessuno ha vietato il confronto. Nessuno ha detto che non ci
doveva essere.
Esistono metodi diversi, e il metodo non è previsto dalla legge, e
c'è un Presidente che quel metodo non lo vuole, e l'ha concordato
diversamente anche in campagna elettorale, non è che l'ha detto
adesso, credo pertanto che ragione vorrebbe che si faccia qualche
ragionamento sul metodo. Perché nel 2014 vogliamo fare il primato
del partito sulle istituzioni? O il primato del partito sui
sindacati, la cinghia di trasmissione, è questo il messaggio
culturale che lanciamo nel 2015?
Su questo, guardate, ci sono differenze culturali che, non è che
ci separano con alcuni da adesso, ci separano da decenni. E' come
se improvvisamente qualcuno volesse cambiare me, persino,
geneticamente. Io non posso cambiare Mi sono presentato con queste
caratteristiche alle elezioni, se non vado bene, se farò male i
cittadini mi bocceranno, se farò bene mi premieranno.
Sicuramente non posso essere messo in discussione da chi le
elezioni, voglio dire, ha contribuito a vincerle, ma non le ha
vinte personalmente. Le abbiamo vinte tutti insieme e insieme
governiamo.
Andiamo avanti. Ritengo, però, che la profondità della crisi
siciliana sia di ben altro spessore.
Se noi la riconducessimo solo alle questioni tiranniche di partito
e agli scherzetti di dozzina che ci si possono fare all'interno di
un partito, diremmo poca cosa. Diciamoci la verità. E' fisiologico
che si cerchi, soprattutto nelle prime fasi di un'esperienza di
Governo, di carburare il senso di una coalizione, il senso del modo
di agire collettivo, le intese collettive. E queste non
necessariamente, sempre, hanno aspetti giudiziari, aspetti legati
alla questione morale; qualche volta, sono semplicemente differenze
politiche. Si abbia il coraggio di citarle e di non trasformarle in
altro, perché se, poi, questo Presidente da questi attacchi si
difende, mi pare che nessuno possa dire che non abbia il diritto.
Bene, ritengo che noi abbiamo ereditato un sistema che ha il
doppio dei dirigenti che dovrebbe avere. I dirigenti ottimali alla
Regione sono mille, ma dovrebbero essere 800, ci costano un po' di
decine di milioni di euro l'anno no? E' legittimo o no, visto che
non li possiamo licenziare e non vogliamo licenziarli, che le
posizioni dirigenziali tipiche abbiano un loro ufficio, una
posizione, che siano 800 e non 1600, e cioè che l'indennità di
posizione a questi dirigenti non venga tolta perché, secondo la
Corte dei Conti, non abbiamo niente da fare? E' legittimo o no?
Visto che 40 hanno l'indennità per studio, e quindi sarebbero
1200, è così difficile ridurre l'indennità di posizione di 300? A
me sembra una piccola riforma. Ma non sono diverse decine di
milioni di euro. Nelle partecipate, poi, di consulenti, di cose non
ce ne sono più. Quando vengo in Aula mi dicono il sistema delle
partecipate e delle consulenze, ma ormai una sola ne ha e il
massimo che può prendere che sono, duemila euro al mese?
Per esempio alla SERIT, che hanno speso diciotto milioni di euro
per una singola consulenza legale in dieci anni. Il nome è molto
semplice perché è reperibile dagli atti, abbiamo fatto anche uno
studio sulle partecipate, e non mi pare l'Istituzione in cui io
debba mettere al patibolo nomi, cognomi e trasformare un dibattito
politico in dibattito personale. I nomi sono noti e sono ben
individuabili. Non ci sono più queste realtà. Non ci sono più
Esistono ancora carrozzoni di partecipate, ma non ci sono più
queste realtà di sprechi.
Ormai l'ufficio di liquidazione delle partecipate sta lavorando e
in pochissimo tempo, entro l'anno, alcune saranno finalmente
chiuse, veramente e non per scherzo.
Vogliamo rivedere qual era la situazione data delle assunzioni in
periodi di illegittimità.
Una Regione che ha 25 mila forestali, con una spesa di 400 mila
euro all'anno che nel 2012 venivano pagati con un mutuo. Se noi
avessimo accettato questa logica del mutuo di 400 mila euro ogni
anno, la Regione già sarebbe fallita, perché sarebbero 400 il primo
anno più 380 mila il secondo anno, più 360 mila il terzo anno,
eccetera, perché bisogna pagare le rate dei mutui e pagarne altre.
E' stato interrotto questo sistema? Bene, ma se noi parliamo di
riforma della forestale facciamo male? Se diciamo che fosse venuto
il caso che tutti quelli che hanno oltre un certo reddito, in un
momento di solidarietà, possono essere non chiamati un anno, perché
questo attiene le politiche di bilancio, quale crimine facciamo?
Quale attacco facciamo ai lavoratori?
Ma dove mandiamo i più deboli come dice la Costituzione
all'articolo 3, secondo comma? Cosa facciamo dei redditi con quei
tagli di 50 mila euro più 200 mila euro all'anno.
E no, è la natura del rapporto di lavoro dipendente che si
sconvolge. Ma chi glielo toglieva questo rapporto di lavoro
dipendente. Avevamo detto di licenziarli? Avevamo detto di fare un
contratto di solidarietà per cercare di dire: tu che guadagni 100
mila euro l'anno, e magari hai un ristorante abusivamente intestato
alla moglie che invece è tuo, perché devi essere chiamato a fare 50
ore, quando possiamo chiamare un povero disgraziato senza soldi a
casa ma allora è così che si innesca la solidarietà.
Ritenete che senza questo disgraziato di Presidente la Social
Trinacria sarebbe stata sciolta e 112 mafiosi, che erano pure in
carcere, si prendevano lo stipendio non sarebbero ancora li a
percepire i soldi della Social Trinacria?
Ritengo, quindi, che al di la ogni considerazione, certo tutto
questo crea dei problemi, perché non è facile, perché esistono le
contraddizioni interne al popolo e capisco anche che ci possa
essere la fibrillazione dei partiti perché non possiamo
destrutturare il sistema.
Ma io vorrei chiedervi in questi mesi di Governo, quali lavoratori
sono stati licenziati.
Alla formazione, fra gli articolisti, nelle partecipate, gli unici
che hanno perduto il lavoro sono stati alcuni ex Pip per ragioni
legati a reati commessi ed alcuni con redditi incompatibili con le
misure di sostegno al reddito, e non perché qualche gruppo politico
ha proposto questo tema delle misure di controllo del reddito, ma è
il senso stesso della legislazione nazionale che dice che il
sostegno al reddito è stato fatto nei confronti di bisognosi. Mi
sorprendo come avvenissero prima
Pensate che 110 mafiosi licenziati, alcuni capi clan delle
consorterie di Palermo che si riunivano, i gota mafiosi di Cosa
Nostra avvenissero all'interno della Social Trinacria sia poca
cosa? E' talmente poca cosa che i deputati e gli assessori non
possono uscire dall'Aula perché devono chiamare la polizia ogni
volta che discutiamo questo tema. E' talmente poca caso che quando
ho posto questo tema mi sono trovato una raffica di molotov al
Palazzo e le sparatorie in Piazza del Parlamento.
Allora noi dobbiamo cominciare a fissare il senso comune della
difesa delle istituzioni, noi abbiamo bisogno di difendere queste
istituzioni tenendo presente che il lavoro difficile si fa anche
insieme, perché queste misure richiedono anche contraddizioni che
vanno superate. Non ci sono più soldi e non perché questo
scellerato di Crocetta che li ha spesi, perché nei nostri bilanci,
nel 2013, abbiamo avuto un avanzo di amministrazione che non si è
prodotto per il semplice motivo che va a copertura del debito
precedente. Noi ci troviamo i debiti del passato, che io non
attribuisco a nessun Governo ma attribuisco ad un sistema per
assumere. Partecipate su partecipate, ogni leggina, ogni
finanziaria, per assumere un altro gruppo, anche quest'anno c'era
la ex Pirelli, e non ci può essere più, o c'è un sistema che
governa globalmente ed ha capito che sono venuti meno interessi di
parte, corporativi, oppure noi andiamo a sbattere tutti ed insieme
a noi tutta la Sicilia.
Non è che c'è un Governo, un Parlamento o un sistema siciliano che
si salva, noi dobbiamo applicare questa fase della storia come una
fase di transizione e come tutte le fasi di transizione si porta un
po' del passato e non riesce ancora a consolidare il futuro perché
ci sono le resistenze del passato, e vi dico anche qualche
incomprensione rispetto alla comprensione di questo Presidente.
Non è avvenuto, però pensate che se qualcuno mi viene a proporre
una nomina di un soprintendente abbasso la testa e sopporto?
Pensate veramente che io non possa soffrire per questo?
Io vi chiederei soltanto di esonerarmi da tutte queste questioni,
perché non è il mio carattere, perché non ce la faccio, perché
anche dopo che ho abbassato la testa, appena vado a casa, penso
cose 'schifose' di chi me le ha proposte, anche se è un quadro
politico di eccellenza, anche se è il migliore politico. Non posso
avere nessuna cosa su questo, è più forte di me, non ci posso fare
nulla.
Quindi non è questione che manchi la parola, non mi interessa. Io
ho proposto mai cose del genere? Qualcuno può dire di avere avuto
segnalazioni del genere da parte mia? Qualche dirigente può dire di
averle avute? No Forse sbaglio, non so.
Forse la politica si dovrebbe occupare anche di questo perché
punta al consenso, ma io non riesco ad occuparmi di questo. Lo
posso confessare pubblicamente? Posso chiedere a tutti quanti di
risparmiarmi questo martirio? Ve lo posso chiedere per favore? A me
non me ne frega niente di chi va in un Gabinetto e di chi non ci
va. Io non li conosco i membri del Gabinetto dei miei assessori e
alcuni, vi dico la verità, non mi interessa neppure conoscerli.
Sono anche persone lodevoli, ma io che c'entro con tutto questo, e
perché io dovrei occuparmi di questo? O considerare il fatto che
magari se un Assessore non abbia tenuto un impegno in tal senso,
sia un problema del Governo?
La sfida che propongo è una sfida alta. Senza questa sfida alta io
non credo che voi sareste soddisfatti e non sarei soddisfatto
neanche io. Ed apprezzo anche i toni critici di chi pone la
politica come tema perché non posso non farlo, ho molto rispetto
del parere degli altri ed anche della coscienza del limite di
ciascuno. Si chiamano partiti proprio perché sono espressione di
parte. Ognuno ha la propria identità, ed è normale, fa parte del
gioco democratico. Però non si può non tenere conto che anche il
Presidente è parte. È super partes sotto alcuni aspetti ma anche
parte.
Ha una sua visione, un suo modo di essere. Se questo modo di
essere fosse stato annunciato dopo le elezioni, ci saremmo trovati
di fronte ad un personaggio camaleontico che aveva detto alcune
cose e poi voleva farne altre. Ma io voglio fare esattamente quello
che ho detto in campagna elettorale, quello per cui mi si conosce.
Se facciamo questo, io credo che il rapporto col Governo diventi
pacifico, diventi importante. E non vanno bene gli assessori, ma si
valuti attentamente se un assessore va bene o non va bene. Non è
che io posso accettare che ogni volta non vanno bene. E che non
vanno bene dal gennaio del 2013, quando non avevano avuto manco un
mese di lavoro e che il tema diventi sempre quello e che ogni
rimpasto c'è sempre qualcuno che non è d'accordo.
È inaccettabile, perché un sistema trova una sintesi, ma la trova
dentro di esso. Ogni partito deve trovare la ragione nel proprio
interno. Io non posso essere messo in queste contraddizioni. Non mi
riferisco al Partito Democratico, per essere chiaro, perché rimane
sempre il mio partito e ritengo che prima o poi noi dobbiamo
affrontare la discussione interna al partito, chiara e finale su
questi ragionamenti. Io credo, però, che nessuno possa pensare di
strumentalizzare il Presidente, per questo o quel conflitto o per
questa o quella competizione, o per questa o quella lotta interna.
Io non voglio farlo. Lo posso fare in termini politici, ma non con
altri strumenti, per essere chiari. Non appartiene a me il gioco
degli incarichi, non mi appartiene come logica. Io penso che gli
incarichi attengano alla sfera amministrativa, non ci trovo niente
di strano che la politica possa ritenere un nome più valido di un
altro, ma questo non mi pare che sia né un crimine, né una cosa che
non ci stia. Anche voi siete espressione del Governo della Regione,
però una cosa è fare diventare tutto sistematicamente una questione
solo di appartenenza, un'altra cosa è dire di valorizzare le
migliori professionalità e non discriminare nessuno politicamente.
Allora questo è un linguaggio altro.
Noi abbiamo presentato da mesi una serie di proposte di crescita,
prima fra tutte quella della semplificazione amministrativa. Ci
sono alcune parti che mi sembrano bellissime, altre che sono
discutibili, però se non incardiniamo mai la discussione, non
ritenete che il sistema burocratico debba riformarsi, e che questa
sia persino la responsabilità? E' proponibile che esistono altre
richieste a volte di autorizzazione, di un parere, per anni, per
mesi. E' proponibile che in Sicilia si possa costruire in tutte le
coste siciliane, ogni privato abusivamente, e qualsiasi
insediamento produttivo non lo si può fare, perché si è
ambientalisti, contro ogni attività produttiva e invece non lo si
diventa quando bisogna costruirsi una propria casa?
E Siracusa docet, e non mi riferisco all'assessore Sgarlata, che
la casa ce l'aveva già prima della Legge Galasso in quella zona, ce
l'aveva la madre, sulla piscina non entro perché è una bagnarola,
una vaschetta, uno di questi giorni andrò io stesso a vedere se la
possiamo rimuovere subito, così a mano, opera precaria. E su questo
tema dobbiamo introdurre il principio di responsabilità, o anche
meno condivido la logica degli scandali, ve lo dico con molta
sincerità.
Noi su qualche altra cosa potremmo avere sbagliato, su qualche
nomina, ma io voglio capire quale responsabilità ha il Governo se
fai una nomina ad una persona che fa una dichiarazione incompleta.
E visto che la legge prevede l'accertamento dei requisiti subito
dopo la nomina, dal punto di vista tecnico prevede questo, quale
violazione sarebbe avvenuta.
Cioè noi dovremmo prevedere non una causa di inconferibilità
evidente, ma il fatto che un dirigente non ci faccia la
dichiarazione di possesso di una quota societaria, una cosa, che
basterebbe dichiarare perché probabilmente non prevede una
possibile incompatibilità per fare parte di quella azienda, no? E
non lo fa. Noi lo dovremmo prevedere in anticipo sennò siamo dei
criminali, oppure io posso e debbo essere così lungimirante da
prevedere che domani un mio Assessore non possa combinare una
fesseria? Oppure che il Governo non possa sbagliare l'impostazione,
un atto. Guardate, il tema qui è diverso, che nessuno di noi ne i
partiti, ne le istituzioni, ne i Parlamenti, possano in anticipo
accertare le responsabilità. Però ci deve essere una logica, che se
qualcuno sbaglia, paghi e non ci può essere sconto per nessuno.
Per quanto riguarda la vicenda della piscina dell'Assessore
Sgarlata, io non so sinceramente se abbia violato la leggi o non le
abbia violate, però non mi piace, lo dico con estrema sincerità. Io
da Assessore all'Ambiente non me la sarei fatta la piscina a 150
metri dal mare, sia pure precaria. Sarei andato in bicicletta
all'Assessorato, e mi dispiace che non ci posso andare io, a parte
le condizioni fisiche del momento voglio dire, l'età che avanza
eccetera, ma diciamo che la bicicletta blindata ancora non esiste
per cui sostanzialmente io invidio la libertà di coloro che
potrebbero andare su un autobus, su un treno. Il mio sogno è
prendere un treno, salire sull'autobus, e non capisco tutti quelli
che rinunciano, non capisco quelli che non rinunciano a questi
privilegi, al di la se la legge gli consenta o meno, non lo
capisco, e quindi mi aspetto uno stile sobrio, che è fatto di
opportunità, io la piscina non me la sarei fatta manco a 5000 metri
dal mare, non a 150 metri, perché in un periodo di crisi, in cui la
gente sta male, il potere deve essere sobrio, e necessita allora la
sobrietà dei comportamenti.
Questo ha determinato la ragione di una sfiducia, che è tutta
politica, le responsabilità non attiene a me valutarle, però sul
piano politico in quel momento per me è finito il rapporto di
fiducia con l'Assessore.
Ritengo che oggi ci possano essere i temi per un confronto ampio
in Parlamento e nessun parli di inciucio perché non lo vogliono
né la destra né il sottoscritto. Qui nessuno si vuole fare zito ,
manca la materia del contendere.
Però io credo che noi abbiamo il dovere di fare una valutazione
più generale sulle cose. Per esempio, abbiamo esitato - e lo sa
bene l'onorevole Cracolici - una legge anti discriminazione che in
qualche modo inserisce anche la questione della legittimità delle
coppie di fatto rispetto alla tutela di alcuni interessi. E' stata
valutata dalla Commissione Bilancio ed è stata valutata
positivamente anche dalla Commissione Affari Istituzionali,
rientrava nelle leggi stralcio, stralciate dalla Finanziaria come
articoli aggiuntivi e non capisco perché non la possiamo scrutinare
subito in Parlamento. E' poca cosa, non attiene ai diritti delle
persone e per tutto ciò che attiene ai diritti individuali della
persona è grande cosa, perché elimina discriminazione, ed allora
portiamola immediatamente, facciamolo questo atto civile. In
Conferenza dei Capi gruppo ho parlato di una legge sulla
semplificazione amministrativa, sulla riforma della burocrazia.
Ritenete che noi, di fronte al fatto che la Corte dei Conti ha
deciso che abbiamo 2.000 persone in più, non dobbiamo fare qualcosa
per i pre-pensionamenti? Se però noi vogliamo che questi vadano pre-
pensionati con la pensione aggiuntiva, lì non siamo d'accordo,
perchè il tema non è tra chi non vuole i pre-pensionamenti e chi li
vuole ma di chi vuole che il pre-pensionamento ci costa più che
mantenerli in servizio e chi, come il Governo, vuole che costi
meno. Pensioni aggiuntive non ne devono esistere più, perché fare
pagare i regionali come gli statali è una norma semplicemente di
diritto, invece ufficialmente vengono pagati come gli statali, però
poi hanno le pensioni aggiuntive.
Dovete decidere, o inseguiamo i consensi, oppure salviamo la
Sicilia. E se permettete inseguiamo il consenso che è l'adesione
della pubblica opinione siciliana, perché noi non scontenteremo
1000 persone ma 10 milioni di persone che si aspettano innovazione,
risparmio di un centinaio di milioni di euro, e non ci sono i
soldi. Il tema è questo e quindi o noi abbiamo il coraggio di
tagliare tutto ciò che va tagliato o non ne usciamo, non ne esce la
Sicilia, non siamo più in grado di garantire nulla e quindi bisogna
cominciare a pensare alle cose.
Il Testo Unico sulle Attività produttive esaminato in Commissione,
lo possiamo esaminare come legge che semplifica le autorizzazioni.
Non è utile che le pratiche sul commercio possano essere snellite?
Quanto tempo ci vuole per avere un'autorizzazione? Se contribuisce
allo sviluppo dell'economia, allora portiamolo in Parlamento. In
quanto tempo potremmo fare queste riforme? In pochissimo tempo, se
si accetta un metodo democratico, il lavoro di emendamenti dovrebbe
avvenire esclusivamente in Commissione. Nel Parlamento europeo non
esistono gli emendamenti dell'Aula, perchè i gruppi politici
trovano sintesi nel lavoro in Commissione e nel lavoro dei Gruppi,
nei confronti dei Gruppi. Non può essere l'emendamento infinito ed
il dibattito infinito, noi dobbiamo trovare le ragioni e questo non
significa accusare il Parlamento di nulla, siamo tutti che
ereditiamo questo sistema, ed è un sistema del passato. Ma siamo in
grado di fare anche noi una riforma che attiene le modalità del
Regolamento d'Aula, che lo semplifichi e possa incrementare la
produttività? Il testo sull'acqua. Anche quello, mi dicono, che c'è
un parere della Ragioneria che deve essere ancora dato e io
assicuro che verrà reso subito; ma anche quello è un tema che
dobbiamo portare subito nella dinamica parlamentare.
Il testo sui rifiuti. La legge sul diritto allo studio,
considerato che la Regione siciliana non ce l'ha una legge sul
diritto allo studio. E noi questo disegno di legge l'abbiamo
presentato che riguarda i ragazzi e le ragazze di Sicilia.
La nuova legge sulla formazione. A proposito, è stato chiesto
all'Assessore che mandasse il formato word alla Commissione così
la si modifica direttamente. Sarebbe interessante capire se la
modifica deve svuotare il senso della legge che è quello di
chiudere con un rapporto scellerato con gli enti per valorizzare
invece e difendere il personale. Abbiamo messo una clausola dove
gli enti sono omissivi e i lavoratori in danno si possono pagare i
lavoratori a parte direttamente dalla Regione, lo si mette nei
bandi. E questo incomincia anche lì a togliere una serie di
fibrillazioni che abbiamo avuto nell'ultimo anno dentro la
formazione, dove spesso non abbiamo potuto pagare i lavoratori
perché c'era una vertenza, perché c'era un arresto, perché c'era
una vertenza legale, c'era una inadempienza. Se fosse stata fatta
questa legge, i bandi fossero stati pubblicati in questo modo, oggi
non avremmo la sofferenza di un esercito di formatori.
La legge sulle aree protette, che abbiamo già emendato rispetto a
iniziative del Parlamento.
Le varie norme stralcio.
La discussione che dobbiamo fare sistematica sui fondi europei,
eccetera.
La legge sui liberi consorzi dei comuni e le città metropolitane.
Ci potete dire che non ve la mandiamo. Noi venerdì ce l'abbiamo
pronta e siamo in condizioni di pre-discutere con le forze di
maggioranza prima e poi di opposizione, gli indirizzi di questa
legge e poi mandarla alle Commissioni competenti. Vorremmo fare
anche questo lavoro.
Quello che io voglio proporre è un lavoro costante e continuo.
Questo non significa eliminare il diritto di critica, il diritto di
opposizione. Non significa fare assolutamente un patto scellerato
con qualcuno, non significa volere privilegiare questo o
quell'altro: significa semplicemente fare un lavoro. Poi alcuni
potrebbero dire: bene, caro Presidente, è l'ora che te ne vai a
casa, che ce ne andiamo tutti quanti a casa . Questa cosa non è
nella mia disponibilità, perché i siciliani mi hanno eletto per
governare e quindi non è nella mia disponibilità. Non lo è neanche
quando passo giornate dure. Quando ogni giorno è una occasione di
attacco e di polemica. Quando le cose positive non vengono
apprezzate e magari se non piace una cosa c'è sistematicamente un
attacco. E se si fa una cosa invece di vedere il 90 per cento
positivo si vede il 10 per cento negativo.
Noi vorremmo confrontarci. E' tardi? Io non credo E non credo che
questo Parlamento voglia passare alla storia come il Parlamento che
aveva una occasione di riformare un sistema e non l'abbia fatto.
Così come non ci vuole passare questo Governo.
Noi sappiamo benissimo che con atti amministrativi si può arrivare
a fare cose importanti. Le abbiamo già fatte. Però, questo lavoro
se non si consolida in leggi, in regolamenti, in principi di
responsabilità, chi paga in Sicilia se una autorizzazione non viene
mai pronunciata, né sì né no? Nessuno
E' accettabile tutto questo? E' accettabile che un cittadino
faccia una domanda e la prima volta gli si dice che non va bene
questo, poi la seconda volta gli si dice che ha fatto bene quello
ma male l'altro? E' proponibile pensare ad una legge che dice che i
rilievi gli uffici li fanno una sola volta e basta e che il patto
del principio di responsabilità decade nei confronti del dirigente
che ha omesso i rilievi? Perché dietro quello si nasconde la
corruzione, le tangenti, l'acquisto dei placet e l'illegale dei
placet. Le tangenti e la corruzione sono emerse in questi mesi e
nessuno è rimasto a quel posto, così come noi riteniamo che bisogna
fare.
Questo richiede un confronto, un'atmosfera più serena e
probabilmente un confronto più leale.
Noi siamo pronti a farlo. Questo Presidente è pronto a mettersi in
discussione, laddove si ritenga che su alcune cose possa avere
fatto degli errori, però - ripeto - sono disponibile a cedere
tutto fuorché alla dignità del ruolo che difendo, l'autonomia della
Sicilia, la dignità della Regione siciliana, la difesa di questo
Statuto, la difesa del ruolo e delle prerogative di legge che dà
questo ruolo. Su questo non sono disponibile a cedere perché farei
un'ignominia di fronte alla storia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devo comunicare che, in ordine ai
minuti assegnati ad ogni Gruppo, questa Presidenza si è riservata,
in forza dei poteri conferiti dal Regolamento, articolo 7, commi 2
e 3 e articolo 103, comma 5 del Regolamento interno, di modulare i
tempi, ai fini del buon andamento dei lavori. E' chiaro che i
capigruppo non verranno conteggiati nei minuti a disposizione di
ogni Gruppo stesso:
TEMPO TOTALE SPETTANTE A CIASCUN GRUPPO
PD 35 min. e 18 sec.
M5S 28 min. e 36 sec.
ART. 4 23 min. e 18 sec.
UDC 22 min.
NCD 19 min. e 18 sec.
FI 18 min.
PDS-MPA 16 min. e 36 sec.
DEM. RIF. 16 min. e 36 sec.
Lista Crocetta 16 min. e 36 sec.
GS-PID 14 min.
Lista Musumeci 14 min.
MISTO 15 min. e 18 sec.
Totale: (240 minuti circa)
Chiaramente, questa Presidenza darà la possibilità, ove ci fosse
ulteriore esigenza di sviluppare il dibattito, di continuare. I
capigruppo non rientrano in questo tipo di conteggio.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, io ho ascoltato con attenzione questo lungo,
appassionato per certi versi, discorso e l'intervento della Regione
siciliana. Mi sono anche sforzato di comprendere quale fosse il
filo conduttore, il filo di Arianna che dovesse portare il Governo
della Regione siciliana fuori dalle secche, in un momento
particolarmente delicato per questa Sicilia. Un momento in cui i
cittadini sono assolutamente delusi e sfiduciati, in cui le imprese
chiudono, imprese anche significative, come l'Averna, che
licenziano decine e decine di lavoratori, in un contesto che
andrebbe affrontato con determinazione, con cognizione di causa,
con strategia di crescita e di sviluppo.
Invece, abbiamo ascoltato un intervento a 360 gradi, in cui si è
parlato di tutto di più e del niente.
Presidenza del Vicepresidente Venturino
Signor Presidente, forse mi chiedono i colleghi di rinviare.
Io posso continuare, ovvero possiamo
PRESIDENTE. Prego, continui il suo intervento.
FALCONE. Dicevo, era il caso che si affrontasse con grande
determinazione e incisività un momento e un contesto politico
sociale molto deteriorato, molto difficile, molto indebolito.
E invece ci troviamo in una condizione surreale, in una condizione
in cui ci sono assessori silurati, ci sono assessori che fanno
nuovo ingresso, ci sono dirigenti generali che vengono nominati,
licenziati, trasferiti; una burocrazia che è molto delusa,
demotivata, una burocrazia che è anche maltrattata e in
corrispondenza a questa burocrazia ci troviamo di fronte pochi,
solo pochi imprenditori, coraggiosi, io dico, che vorrebbero
costruire in questa Sicilia, che vorrebbero investire in questa
Sicilia e invece sono costretti ad andare via, altrove.
Una profonda confusione che diviene certezza. Una profonda
confusione in uno scenario abbastanza compromesso, abbastanza
complesso, abbastanza deteriorato.
Noi pensavamo di ascoltare certamente qualcosa di nuovo, una
strategia di sviluppo dopo due anni per questa Regione, per questa
Sicilia che affonda giorno per giorno. Una Sicilia in cui i morsi
della crisi si sentono fortemente, una crisi che non dà segnali di
cedimento, una crisi che non dà segnali di resa, una crisi che oggi
attanaglia fortemente e inesorabilmente il tessuto nostro, il
tessuto industriale, il tessuto artigianale, il tessuto agricolo,
per continuare poi con quello culturale, turistico, socio-economico
in generale che diventa sempre più compromesso, sempre più fragile.
La Sicilia e i siciliani si aspettavano un Governo della
rivoluzione, si aspettavano il Governo del cambiamento, della
rottura chiara, netta senza alcun tentennamento. E il presidente
Crocetta lo diceva, lo sbandierava nei talk show, lo sbandierava
quando lo studio di Giletti era la sua bandiera, la bandiera di una
rotta che veniva messa là e doveva significare cambiamento, doveva
significare il cambiamento, se vogliamo, dalle Partecipate.
Lei ha parlato della dismissione delle Partecipate, di
cambiamento, di riorganizzazione delle Province, per ridurre i
costi e rendere efficienti i servizi. E ancora, l'ambiente, le
politiche ambientali: dovevamo razionalizzare le politiche
ambientali cercando di riciclare, di riutilizzare il rifiuto
riuscendo anche ad innovare le discariche che dovevano essere
tecnologicamente avanzate con dei costi sostenibili.
E la riorganizzazione poi, la valorizzazione con le garanzie
occupazionali del mondo della formazione professionale, ottomila
persone, ottomila famiglie che aspettavano un nuovo input, un nuovo
segnale per poter finalmente uscire da quelle secche di stanchezza,
da quel mondo che abbiamo detto, un mondo malato, un mondo che deve
essere riformato.
Ma come lo vogliamo riformare questo mondo? Certo, tutto ciò
assieme alla promozione degli eventi, alla promozione dei nostri
tesori, dei nostri beni storici, paesaggistici, ambientali,
archeologici; il tutto legato ad un turismo, ad un bel turismo di
qualità, ad un turismo che riuscisse a creare un marchio, un brand
made in Sicily, un turismo che doveva diventare ambasciatore nel
mondo di un nostro straordinario mondo che è la Sicilia.
E, invece, tutto rimane là. Erano queste le cose su cui il
presidente Crocetta giocava la sua credibilità, su cui il
presidente Crocetta avrebbe dovuto tracciare la sua prospettiva.
Era una battaglia facile? Assolutamente no Ma era una battaglia
possibile, era una battaglia certamente faticosa, ma altrettanto
entusiasmante.
Invece, sono passati due anni da quando il Presidente Crocetta si
è insediato, con alcuni ultimi assessori rimasti, ma è passato un
anno circa da quando, insieme ai colleghi del Movimento Cinque
Stelle e ai colleghi della Lista Musumeci, abbiamo deciso di
sottoscrivere una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente
Crocetta e della sua azione di governo. Certo, ci dissero: "Non vi
fate illusioni, non è una partita semplice, è una battaglia senza
speranza".
Qualcuno, addirittura, venne a sussurrarmi sulla inopportunità
della mia sottoscrizione a quel documento, a cosa serviva quel
documento? Quel documento voleva rappresentare che ancor più che
dai banchi dell'opposizione c'è ancora chi ha a cuore le sorti
della Sicilia, così massacrata, così vilipesa. E noi avevano il
dovere di esercitare con fermezza una funzione di controllo e di
impulso.
Era l'impulso che volevamo dare a una situazione stagnante e lo
volevamo fare senza sconti, alla luce del sole, perché volevamo
dimostrare che questo centro-destra - ma, devo dire, in questo
senso anche il Movimento Cinque Stelle - è contro le politiche del
malgoverno ma pure contro l'inettitudine e l'inefficienza di cui
questo Governo brilla.
Era comunque un modo per stimolare il Presidente Crocetta, per
mettere un po' di pepe sulla coda, niente più Ma quello era il
periodo in cui i primi assessori andavano via, andava via Zichichi,
poi Battiato e coloro che cedevano il passo non senza sbattere la
porta.
Ad un certo punto ci siamo accorti che erano lo scienziato e
l'artista e sembra addirittura normale che il loro abbandono
potesse essere anche giustificato.
Ma cosa volete che potessero fare o cosa volete che noi comuni
mortali potessimo pretendere da questi due signori, che si
occupassero delle cose mortali, umili, delle modeste sofferenze
terrene?
Loro volavano alto e la mozione non passò, ma al contempo e
contemporaneamente a poco a poco iniziavano ad uscire di scena
anche gli altri assessori: il giudice Marino, l'uomo di legge e
della legalità; poi ancora l'economista Luca Bianchi, che da Roma
venne chiamato e a Roma lo abbiamo rimandato; e ancora ci fu il
momento della raffinata Ester Bonafede, una donna colta della
Palermo bene ed ancora il direttore generale Cartabellotta, forse
l'unico vero tecnico e profondo conoscitore dell'agricoltura e,
perché no, la sindacalista Lo Bello che veniva direttamente
assegnata e segnalata dalla CGIL - meno male che adesso l'abbiamo
recuperata in altro ruolo - e poi ancora c'erano altri, il
messinese Bartolotta addirittura arrivava ad essere considerato
imbarazzante per il suo dante causa, il Presidente Crocetta.
E per finire l'architetto 'megafonino' Sgarlata, che inciampava,
che scivolava sulla sua propria piscina e quindi cadeva.
Quando, qualche giorno fa, abbiamo visto il Presidente Crocetta
con la stampella, abbiamo pensato addirittura che gli fosse
capitato lo stesso destino. Ci siamo rallegrati col Presidente
Crocetta perché ciò non era accaduto, ma è chiaro che tutta questa
disamina ci fa vedere come è stato un continuo rimpasto, un
continuo rimpastare, un continuo cambiamento di assessori, un
andirivieni di assessori, un perenne movimento. E noi là, a cercare
di capire. Ma non era facile capire i nomi, i cognomi, perché c'è
una certa celerità in questa capacità di cambiamento, e degli
assessori così come dei direttori generali. E allora, un Governo
che è lacerato, in un rapporto difficile con i partiti di
maggioranza, con reciproche e vicendevoli accuse che arrivano
addirittura alle offese personali.
Questo, oggi, è ciò a cui siamo stati chiamati ad assistere.
Da qui, il tentativo di lanciare un patto per le riforme che, al
netto della dicitura politichese, non è altro che un indecoroso
inciucio vestito bene, con un abito che, potremmo anche dire,
nasconde indecorosi accordi, che sono stati consumati cinque anni
or sono dal Partito Democratico quando volle cambiare il voto
popolare, facendo il cosiddetto 'ribaltone'.
E' la legge del contrappasso, l'onorevole Cracolici deve capire.
Ma le Scritture dicono "Non fare agli altri quello che non vuoi
venga fatto a te". E noi diciamo all'onorevole Cracolici, anche se,
assieme ad altri, avete consumato un reato, politicamente parlando,
noi non risponderemo con la stessa moneta. Noi siamo e rimaniamo
fortemente all'opposizione, alternativi a questo Governo.
Stia tranquillo, onorevole Cracolici. Il centrodestra è questo,
pazienza, che ci volete fare Ma riteniamo che questo Governo sia
al capolinea.
Questo è il Governo, caro giovane assessore, della disperazione
E' un Governo che avrebbe dovuto rompere con il passato, e invece,
assessore Scilabra, avete reclutato tutti, tutti i migliori pezzi
dell'argenteria cuffariana e lombardiana, ad iniziare dal
segretario generale di questa Regione siciliana, per continuare con
i 2/3 dell'architrave della struttura del governo Crocetta ed
ancora, via via, da tutti i componenti degli uffici di gabinetto,
uomini, donne ed altro, impegnati tutti, queste tre categorie, nel
rimarcare, in maniera plastica, le antiche vestigia del passato
che viene, che ritorna con prepotenza, che ritorna con arroganza,
con la buona pace di tutti coloro che oggi aspiravano ad un
cambiamento.
Quanti giovani, quante persone E allora "lasciate ogni speranza
voi che entrate ". E' questa la frase emblematica che viene
sussurrata alle orecchie dei giovani deputati, e ce ne sono tanti,
ma anche a chi ha, diciamo così, qualche anno di maggiore
esperienza in questa Sala.
E lo fa, il custode del passato, lo fa il geloso sorvegliante del
passato: è l'onorevole Leanza. Attento tessitore, oculato
raccoglitore di quei poveri deputati che sono smarriti e che
dobbiamo ricondurre sulla retta via, Presidente Venturino. Dobbiamo
condurre questi poveri deputati sulla retta via, la via di
Crocetta L'onorevole Leanza: assessore del presidente Cuffaro,
vicepresidente e poi ancora presidente facente funzioni. E' l'uomo
del passato sempre eterno, l'uomo del passato che riesce a
traccheggiare qua e là. E allora, anche col presidente Lombardo,
ricordo, fece il capogruppo, l'assessore. Questa è la rivoluzione?
Questa è la rottura col passato?
I giovani, assessore Scilabra, i giovani che chiedono una rottura
col passato, netta, decisa, determinata E allora, il presidente
Crocetta pensando i giovani ha chiamato lei, l'ha chiamata, e lei
che ama parlare alla sua generazione, si è inventata - ha detto -
salvo poi a riconoscere che era una cosa del passato, il piano
giovani che doveva rappresentare la panacea alla situazione o alla
disoccupazione giovanile e che doveva dare con 500 euro mensili
per appena sei mesi, tremila euro in tutto, la soluzione ai mali
della Sicilia.
Ma arrivava forse da una città, da questa Palermo, dove migliaia e
migliaia di cittadini sono stati massacrati dalla FIAT e dove
qualche giorno fa il presidente Renzi è andato, nella doppia veste
non sappiamo se di becchino o di medico legale, a sottoscrivere il
certificato di avvenuto decesso di queste 2000 persone da quella
città forse è partito un ordine, una disposizione. Qualcuno dice:
io non sono un frequentatore . Allora è stato detto: fermati
assessore Scilabra, fermati presidente Crocetta, va bene il piano
giovani per tutti ma poi dobbiamo fare gli affidamenti diretti , e
così nasceva il primo affidamento da 5 milioni di euro, poi nasceva
il secondo affidamento da 2 milioni e 90 mila euro, poi il terzo
da un milione e 90 e ancora da 2 milioni di euro il quarto
affidamento diretto E questo a cosa serviva Lo hanno detto quelli
di Italia Lavoro sentiti in Commissione: dovevano fare, dicono, 59
assunzioni, ma invece erano appena qualche altro dice 300. Lascia
stare i 96 comunicatori amici di facebook che dovevano
rappresentare una comunicazione nei confronti di questo istituto.
Ed allora, andiamo avanti. Tutta una serie di pasticci questo
Governo Il presidente Crocetta ha detto: dobbiamo fare, dobbiamo
dismettere le partecipate . Vi ricordate Le partecipate, lo disse
da Giletti, onorevole Cancelleri, e le persone ci credevano. Oggi,
al presidente Crocetta non lo crede più nessuno. Non lo crede più
nessuno perché le partecipate sono tutte là con 300 milioni di
costi.
Il presidente Crocetta non è più creduto nemmeno dal suo amico
Klaus Davì che tanta notorietà gli ha dato. Il presidente Crocetta
è un uomo straordinario in questa Sicilia perché lui farà
arricchire persone letterati di centrodestra che, notoriamente lei
è un uomo di cultura presidente Musumeci, sono emarginati, sono
emarginati dal politicamente corretto, dalla critica del
politicamente corretto, dall'industria culturale di sinistra che
dice: Tu sei di destra e allora devi morire. Se tu sei di sinistra
puoi andare avanti . E allora ci rendiamo conto come, anzi,
Pietrangelo un minimo libricino che si chiama Buttanissima
Sicilia con quel piccolo libricino riesce addirittura a sfondare
ogni classifica vendendo oltre 150 mila copie in cui si parla del
presidente Crocetta come uomo in negativo di una Sicilia che poi
viene anche massacrata.
Due cose: richiesta formale alla Presidenza e comunicazione
sostanziale ai colleghi.
Richiesta formale, signor presidente: giorno 7 calendarizziamo la
mozione di censura al qui presente assessore Scilabra perché venga
trattata e votata.
Comunicazione sostanziale ai signori colleghi parlamentari: noi
oggi abbiamo pronta la mozione di sfiducia al presidente Crocetta
che già da oggi inizierà ad essere sottoscritta da tutto il
centrodestra. Iniziamo noi e chiederemo l'aiuto ai colleghi del
Movimento 5 stelle e poi la mettiamo la, qua farà la tua
nobilitate, diremo al partito democratico o a quella frangia che da
4 mesi, da 6 mesi, da un anno grida contro l'inefficienza,
l'inettitudine ed il mal governo vediamo se ce sono pronti a
sottoscriverla rappresentiamo tutti a casa al voto, ridiamo il voto
ai cittadini e ridiamo e liberiamo questa bella Sicilia che non può
e non merita questo mal governo così inefficiente e così inattivo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Malafarina, a questo punto visto che i tempi si
stanno dilatando la richiesta di sospensione non posso accettarla,
dobbiamo andare avanti perché nel frattempo il numero degli
iscritti è notevolmente aumentato.
E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io pensavo che
il dibattito di oggi non si fosse avvitato solo ed esclusivamente
su tratti dialettici che non affrontano i veri nodi della politica
siciliana e i veri nodi della politica in generale.
Qua mi sembra di assistere ad una scena surreale, delle persone
che devono andare avanti, ma che camminano all'indietro guardando
al passato.
Ci sono delle persone si che rinfacciano reciprocamente quello che
è stato, quello che poteva essere, gli insulti, facciamo gli
excursus su quelli che sono stati gli assessori, quali erano, quali
non erano, come se la Sicilia dovesse vivere sempre in una perenne
ricordo dei Gattopardi, come se questa buttanissima Sicilia , come
qualcuno si è fatto i soldi su questo argomento, fosse
l'interlocutore privilegiato dei siciliani.
Io penso che bisogna sciogliere i nodi della politica e i nodi
della politica sono quelli di individuare delle scelte, degli
strumenti contro una crisi che ormai da anni attanaglia non solo
la Sicilia, ma tutta l'Italia, una crisi profonda di sistema in cui
ha una grande responsabilità la politica e questa, che ha una
grande responsabilità nelle scelte del passato e, purtroppo, mi
sembra anche nelle scelte di oggi, continua a fare esattamente come
gli struzzi, a stare con la testa sotto la sabbia nascosta,
dimenticando quelle che sono le emergenze sociali, le emergenze
dello sviluppo, le emergenze dell'occupazione, le emergenze del
rispetto della cultura di impresa, la necessità di un
ammodernamento della vita burocratica e delle strutture.
Noi abbiamo la necessità di rimodernare complessivamente un
sistema Paese, un sistema Sicilia che ha divorato le risorse dei
siciliani e le risorse dell'Italia e ancora oggi stiamo a discutere
di dietrologia, di dietrologie politiche senza affrontare veramente
i temi essenziali: la riforma della pubblica amministrazione, la
riforma della burocrazia, la questione morale in politica perché è
una questione che bisogna sollevare con forza e su cui non ci si
può nascondere dietro un dito.
Notizie di questi giorni sono estremamente antipatiche, ancora una
volta abbiamo un deputato sul banco degli imputati per
frequentazioni non particolarmente raccomandabili e, forse, da
evitarsi, ma facciamo finta che non sia successo niente.
La politica non ha una questione morale, la politica non deve
risolvere i nodi strutturali, la politica si può impegnare in
questi dibattiti inutili, qua sul banco degli imputati c'è tutta la
politica, io non ho fatto politica, sono stato un semplice
cittadino, un rappresentante dello Stato e ho guardato alla
politica sempre con occhio critico.
Ho guardato alla politica con l'occhio di quel cittadino che dice
ma che stanno facendo, che discussioni mi raccontano, quali
problemi risolvono e oggi qua ci ritroviamo a dibattere solo ed
esclusivamente di quali problemi dobbiamo andare a risolvere senza
che però si facciano le proposte concrete per risolvere i
problemi.
Io vorrei semplicemente ricordare che da un anno è depositato un
disegno di legge sulla semplificazione amministrativa che accerta
le responsabilità dei burocrati, i ritardi della burocrazia e il
sacrificio della democrazia nei confronti dei cittadini, perché
questi oggi non vivono in uno Stato democratico, perché uno Stato
democratico è quello dove ci sono regole certe e sicure per tutti
quanti e non rimessi all'arbitrio del burocrate di turno che
stoppa, che ferma, che impedisce.
Nel civilissimo e lontano Veneto, nello sviluppato Veneto,
quattromila aziende sono andate via, sono emigrate in Bosnia,
perché in Bosnia in una settimana è possibile aprire un'impresa e
ci sono i finanziamenti dello Stato, ci sono le certezze di
ottenere quei finanziamenti.
In Italia e in Sicilia non si ha nessuna certezza, non si ha
neanche la certezza di non vedersi, dall'oggi al domani, cambiate
le regole delle leggi.
Io non voglio nessuna rivoluzione, non amo le rivoluzioni, io sono
quello che vorrebbe una normalissima quotidianità di certezze dove
le regole siano chiare, condivise e, soprattutto, rispettate da
tutti quanti, dove non c'è bisogno di prove di legalità per dire
che si rispetta la legge e dove si abbia la dignità e il coraggio
di dire che la legge non si rispetta, anche se nella mia vita mi
sono battuto per trenta e passa anni per cercare di fare rispettare
la legge, la migliore testimonianza, anche perché tra i banchi
del Governo vedo un Assessore, a mala pena, giusto per avere un
minimo di presenza.
Era stata lanciata l'idea, all'inizio di questa legislatura, di un
modello Sicilia, un modello che voleva recuperare le forze nuove di
questa Assemblea.
Forse l'onorevole Cancelleri ricorderà degli incontri pressoché
carbonari che abbiamo avuto - anche lei onorevole Venturino -
sull'autostrada Catania - Palermo, però non c'è stata la capacità
di recuperare la protesta e trasformarla in proposta, non c'è stata
quella capacità.
La protesta è rimasta protesta senza nessuna proposta di
alternativa, si è preferita una torre d'avorio dove non si sono
ottenuti risultati.
Per questo io ho rivolto un invito alle forze intelligenti, spero
intelligenti, della destra perché la destra - onorevole Falcone -
ha tante responsabilità in questa azione politica quante quelle del
PD, di un PD che è lacerato e che non è capace di una cultura di
Governo, preferendo continuare su un sistema ormai antiquato, un
sistema che sta portando la Sicilia allo sfascio e per questo io
avrei voluto sentire oggi un discorso differente, avrei voluto
sentire il discorso di persone responsabili che, nell'interesse dei
siciliani, si fossero assegnate un termine per fare insieme le
riforme strutturali nell'interesse della Sicilia, alcuni argomenti
come la semplificazione amministrativa, come lo sviluppo
dell'agricoltura, come lo sviluppo del turismo, come il trattamento
dei rifiuti su cui confrontarci per poi decidere che cosa fare.
Dobbiamo creare un patrimonio di regole condivise e che
appartengono a tutti quanti, non possiamo solo ed esclusivamente
pensare che cambiare un Presidente della Regione possa risolvere il
problema.
Il problema rimane così esattamente com'è e così esattamente com'è
si ripresenterà domani e dopodomani se non c'è la capacità della
politica di innovare, di cambiare.
Le riforme ce le chiede l'Europa, ma le riforme ce le chiedono
soprattutto tutti quei cittadini che oggi stanno andando via dalla
Sicilia, a cominciare dai miei figli che si sono stancati di
lottare quotidianamente contro una burocrazia che frena, che
ostacola, che impedisce, dove non ci sono prospettive per la
crescita e per lo sviluppo.
Allora, tutte le forze politiche di questo Parlamento si
mettessero davanti allo specchio e dicessero a se stessi, ma
soprattutto ai siciliani che cosa vogliono fare del futuro della
Sicilia E' indispensabile, è necessario ed è un imperativo morale
a cui questo Parlamento non si può e non si deve sottrarre.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Se non c'è il Presidente della Regione in Aula non
intervengo. Sospenda
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(la seduta, sospesa alle ore 14:41, è ripresa alle ore 14.54)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governatore sta per arrivare.
Ha un problema ad un ginocchio e tra un po' sarà in Aula. Sono
presenti, comunque, gli assessori per cui possiamo proseguire.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei voluto e
mantengo il principio che ispira il mio intervento, guardare in
viso il mio interlocutore da avversario, leale e fiero quale sono
e sarò di questo Presidente della Regione e di questo Governo, se
il problema è fisico, me ne rammarico, ma quello che dico resterà.
Il mio approccio non può che rimarcare quanto è stato già
affermato da chi mi ha preceduto, dall'onorevole Falcone, però io
ritengo assolutamente necessario, in rapida sintesi, partire
dall'estate del 2012, quando l'UDC siciliana ed il Partito
Democratico dell'onorevole Cracolici, attraverso una decisione
della sua direzione, quella stessa direzione che oggi il presidente
Crocetta non riconosce se gli dai gli assessori, ma che riconobbe
quando lo scelse candidato presidente, l'UDC siciliana ed il PD
dell'onorevole Cracolici lo candidarono alla carica più alta della
nostra Regione, appunto, quella di Governatore.
Nell'ottobre del 2012 Crocetta vinse le elezioni ed anche su
questo non c'è tema di smentita, vinse le elezioni grazie al
divario che con il candidato Presidente del centro destra si
registrò nella città di Messina, città dell'ex segretario regionale
del PD, Franco Antonio Genovese, per me e per la Costituzione
italiana innocente fino a prova del contrario che, certamente votò,
anche questo senza tema di smentita, per il candidato alla
presidenza del PD, e cioè del suo partito, Rosario Crocetta.
Ciononostante, Crocetta non ebbe la maggioranza d'Aula, non la
ebbe perché vinse con il 14 per cento del voto reale che era quel
32 per cento del 47 per cento dei siciliani che si recarono al
voto, quindi, Crocetta diventò presidente con il 14 per cento del
voto reale dell'elettorato siciliano e non ebbe la maggioranza
d'Aula.
In buona sostanza, il progetto Crocetta già alla data del 4
dicembre 2012, data del nostro insediamento, nasceva morto.
Di fronte ad un dato oggettivo qual era il dato numerico, invece,
che prenderne atto e fare un'apertura, già allora, a questo
Parlamento, manifestando tutte le difficoltà della sua maggioranza
che andavano a sintetizzarsi con i disastri che, in Sicilia, via
via emergevano, il Presidente, invece, che fare allora, nel
dicembre del 2012, un appello a tutte le forze presenti in
Parlamento, non avendo la maggioranza, iniziò un'indegna campagna
acquisti, nonostante questo, però, il presidente Crocetta diventò,
almeno per un periodo, un grande fenomeno politico e mediatico.
Era presente spesso nei più importanti talk show; era presente
spesso da Giletti, dove partorì la riforma della Provincia; era
presente spesso a Servizio pubblico su Italia 1; era un fenomeno
credibile, via via, però la sua parabola discendente è iniziata e
non soltanto perché egli si andava affermando come collaudato
gaffer e cioè protagonista di gaffe anche di una certa portata,
non tanto e non solo perché scambiava l'AST per una compagnia
aerea, non tanto e non solo perché scambiava il Brass group con
Tinto Brass.
Magari, ancor più seriamente, rispetto ad un interlocutore in una
trasmissione di servizio pubblico che lo incalzava, il presidente
Crocetta, additandolo, gli disse: lo so perché lei mi incalza,
perché sto per licenziare sua figlia da una delle società
partecipate della Regione siciliana .
Allorché questo soggetto si girò pensando che parlasse con qualche
altro e quando si accorse che parlava con lui gli disse: guardi
che io ho un figlio ed ha tre anni. Non so di cosa lei stia
parlando .
Il Presidente annaspò, e questa immagine di gaffe cominciò ad
alimentarsi, ma non fu questo il tema vero dei mesi che seguirono
al fenomeno politico-mediatico che si affermava, quanto soprattutto
i suoi bluff, che man mano si affermarono, i suoi spot che si
affermarono sempre più rapidamente in flop ed in buona sostanza il
nulla. Esempi? Quanti ne volete.
La legge antiparentopoli, ridotta ad un articolo per carità
cristiana, oppure la legge sui liberi consorzi che ancor stiamo
attendendo, o ancora i trasferimenti, le transumanze di massa da un
assessorato ad un altro, o un assessore cacciato per essere
nominato dopo due giorni vicepresidente, così che fosse che per
diventare vicepresidenti bisogna prima essere cacciati. Mi
riferisco evidentemente all'assessore Valenti. Una grande
confusione
Il presidente Crocetta scompariva dai talk show, ma quello che è
più grave, la Sicilia scompariva dall'agenda del Governo nazionale,
con buona pace di un Presidente del Governo, di un Capo del Governo
nazionale dello stesso partito del presidente Crocetta
Ed allora cominciava ad emergere in maniera plateale, clamorosa,
tutta la sua ineguatezza, tutta l'inadeguatezza del suo esecutivo.
Rispetto a questa cosa l'opposizione di centro destra, in maniera
responsabile, ha cercato di dare un contributo nell'esclusivo
interesse dei siciliani senza contropartita alcuna. Noi il
presidente Crocetta lo abbiamo aiutato, sin dal disegno di legge
della doppia preferenza di genere, tanto osteggiato da grande parte
della sua maggioranza, che ritenevamo e riteniamo insieme al
collega Musumeci un fatto di civiltà. Lo abbiamo aiutato sul
disegno di legge salva imprese , perché riteniamo la ripartenza
dell'economia fondamentale per la Sicilia. Lo abbiamo aiutato al
netto delle faide interne al PD sulla legge che destinava quaranta
milioni di euro a Riscossione Sicilia per pagare i tanti fornitori
siciliani in attesa dei soldi. Lo abbiamo aiutato in circa due anni
in qualcosa come circa 5 finanziarie, con senso di responsabilità,
pur nella netta contrapposizione dell'opposizione. Lo abbiamo
perfino aiutato sul voto nell'ultima finanziaria sugli interporti,
perché ritenevamo di non dover buttare, come era invece voluto da
quella parte del PD, l'acqua sporca ed il bambino', ritenevamo e
riteniamo la società Interporti un volano di sviluppo e nonostante
questo l'articolo sulla società Interporti è stato bocciato.
Però il presidente Crocetta, ecco perché l'avrei voluto qui, non
ha capito.
Il presidente Crocetta non capisce, si rifiuta di capire perché ha
deciso di correre da solo verso il baratro, dimenticando che il
baratro verso il quale corre, gentili Assessori, è il baratro della
Sicilia. E' il disastro della Sicilia.
Lei ha preferito, Presidente, ammantarsi di leggi che non ci sono:
la riforma delle province - un aborto - non c'è; la riforma della
formazione, migliaia e migliaia di giovani, di padri di famiglia in
mezzo a una strada; la riforma della burocrazia non c'è, le imprese
scappano perché fra i quindici giorni dell'Andalusia per dare
un'autorizzazione e di due anni della Sicilia - se va bene, se non
ci sono tangenti - a parità di condizioni è meglio l'Andalusia.
Il Presidente Crocetta ha preferito mettersi accanto dirigenti
generali, per la quasi totalità incapaci, che ci stanno portando a
perdere i fondi europei che era l'unica speranza che ci restava.
Ha preferito mettersi accanto degli assessori che io ho definito e
torno a definire persone perbene ma assolutamente inadeguati in un
momento storico come questo, ma che avevano una utilità per lui non
dovevano fargli ombra, giovane assessore al territorio.
Ha preferito tutto questo, non ha detto e non ha fatto una cosa
per il lavoro, né per il lavoro precario, né per quello a tempo
indeterminato, non ha detto e non ha fatto una cosa per lo sviluppo
della Sicilia e ce lo dicono tutti gli indicatori economici.
In ragione di questo il 17 ottobre del 2013 abbiamo convintamente
votato come centrodestra, dopo appena un anno dalla sua elezione,
la mozione di sfiducia al Presidente della Regione.
Quella mozione ha avuto 31 voti favorevoli e 46 contrari, i nostri
voti c'erano tutti, perché in quel momento quella era
l'opposizione. Ma quella mozione - ed è questo che conta oggi - è
stata bocciata perché il Partito del Presidente, il Partito
Democratico, ha votato contro quella mozione.
Ebbene, la mozione fu respinta ma evidentemente non era tutto,
perché il tempo si sarebbe incaricato da li a poco - e quindi
dall'ottobre del 2013 ad oggi - di dimostrare tutto il resto.
Il Presidente Crocetta è stato smentito da tutto e da tutti - ho
fatto qualche accenno nel merito, vi risparmierò il resto perché
certamente lo ha toccato il collega Falcone e non vorrei invadere
il campo del collega Musumeci - quando dico da tutto e da tutti e
mi riferisco ai tutti dico che è stato capace di farsi smentire
anche da Nichi Vendola, cioè da un uomo che ha la stessa comunanza
politica il quale ha affermato, in maniera didascalica, che
Crocetta sul tema della omosessualità è fuorviante.
E' riuscito a farsi smentire anche da una donna prestigiosa del
suo Governo, l'Assessore Borsellino, la quale per riferimento al
processo di piazza alla Sgarlata si è sottratta dicendo che non
condivideva quei metodi.
E' riuscito a farsi smentire, soprattutto, da quei partiti l'UDC e
il PD che lo avevano scelto e che lo avevano incoronato Presidente
della Regione.
E' riuscito a farsi smentire da quell'UDC al quale ribaltando
l'appello noi chiediamo se non sia il tempo di resettare tutto e
tornare a parlare da questa parte, così come da tempo state facendo
a Roma, per tornare a parlare il linguaggio della serietà e delle
cose da fare, perché fino ad oggi voi siete corresponsabili.
E' riuscito ad essere smentito soprattutto, dicevo, dal PD, dal
suo Partito. Ebbene, oggi il PD ha un obbligo morale prima che
politico: riuscirà ad essere consequenziale? Raciti, che non ho il
piacere di conoscere ma che a differenza del Presidente Crocetta so
chi è, ha il dovere di essere consequenziale. Quando Raciti dice:
Tolgo l'appoggio al Governo è semplicemente ridicolo se non è
consequenziale
E non parlo per slogan: Raciti è stato eletto il siciliano più
in da un noto blog. Sapete perché è stato eletto il siciliano
della settimana? Perché ha parlato contro Crocetta. Ed oggi, in
Sicilia, basta parlare contro Crocetta per diventare il siciliano
della settimana.
Ebbene, Raciti, che evidentemente - ripeto, non lo conosco, non è
un fatto personale - ci tiene a restare nel ridicolo, appena
qualche ora dopo, ha pensato bene di convocare i tre segretari
confederali dei tre maggiori sindacati, per essere mandato a quel
paese e quindi ritornare nel ridicolo. Se la poteva evitare
Sapete perché Raciti è stato mandato a quel paese? Perché il PD è
la causa principale del disastro siciliano. E non lo dice Cordaro,
ma lo dice Bernava, segretario della CISL. Sapete perché è stato
mandato a quel paese, Raciti? Perché nel PD si dibatte solo di
poltrone e di rimpasto. E non lo dice Cordaro, ma lo dice Pagliaro,
segretario confederale della CGIL. Vi evito i giudizi dei
commercianti e degli agricoltori,perché li conoscete meglio di me.
Il mio collega Ferrandelli interviene e, con un giudizio sommo,
parla di un partito delegittimato. Ma scusate, in che partito è
Ferrandelli? Ha cambiato partito?
PD ridicolo. PD causa del disastro. E non perché lo dice Cordaro
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la invito a concludere, i tempi
sono stati contingentati in un certo modo.
CORDARO. Signor Presidente, il Presidente Ardizzone ha stabilito
in Conferenza dei Capigruppo, ed in sua assenza, ieri sera, che i
Capigruppo non hanno limitazioni di tempo. L'ha già fatto
l'onorevole Falcone, sommessamente glielo ricordo.
PRESIDENTE. Rileggo quello che ha letto prima il Presidente: In
relazione allo svolgimento del dibattito politico, la Presidenza si
riserva, in forza dei poteri conferiti dal Regolamento, di modulare
i tempi, come sopra ripartiti, al fine del buon andamento dei
lavori . Avendolo già fatto con l'onorevole Falcone, lo faccio
anche con lei. Prego, onorevole Cordaro, continui il suo
intervento.
CORDARO. Dicevo, PD ridicolo. PD causa del disastro.
Evidentemente, queste parole all'onorevole Venturino fanno male. Ma
che si fa? Che è quello che più conta.
Io il rimedio ce l'ho e lo propongo. Il PD ha due strade
obbligate, cari colleghi, l'una è alternativa all'altra. La prima è
andare ora al Governo e la seconda è proporre la sfiducia.
Se va al Governo, lo deve fare con i suoi uomini più importanti,
lo deve fare con Cracolici, con Gucciardi, con Lupo, con quelli che
avete scelto Crocetta, altro che Villari e Salerno Anche loro non
li conosco, ma sono pannicelli caldi .
Sareste, ancora una volta, politicamente ridicoli. E d'altronde,
poniamo caso che, secondo il gioco di Crocetta - non dimenticatelo
signori assessori e siciliani, penultimo Presidente nella scala di
gradimento di tutti i governatori italiani, ha solo dietro il
Molise, che conta quanti abitanti, forse, fa la provincia di
Siracusa -, Crocetta non vi vuole. Crocetta vi disprezza. Avete una
sola strada La strada della sfiducia, perché Crocetta,
quotidianamente, è venuto qui a dirvi che non potete fare parte del
suo Governo.
La gente di Sicilia, annientata da Crocetta, chiede al
centrodestra di presentare la sfiducia. Noi alla gente di Sicilia
facciamo un ragionamento semplice. Il centrodestra, oggi, in
Assemblea regionale conta 26 deputati, il Movimento Cinque Stelle
ne conta 14. Per ovvie ragioni, obiettive, numeriche, con 40 voti
la sfiducia non si vota.
Io sono dubbioso, perché ritengo che noi non possiamo fare la
seconda volta un piacere a Crocetta.
Noi dobbiamo, invece, invitare coloro che oggi vengono disprezzati
dal presidente Crocetta quasi quotidianamente, e mi riferisco al
suo partito di riferimento, il PD, a scrivere la mozione di
sfiducia, perché noi l'abbiamo già presentata e voi l'avete
bocciata. Ora tocca a voi, secondo me, se volete riacquistare in
dignità politica, perché quella personale - viva a Dio - ce l'avete
e la mantenete.
Crocetta, quotidianamente, vi ha dimostrato cosa pensa di voi, non
di voi personalmente ma di voi politicamente. Avete una sola
strada: toglietegli l'appoggio, ma soprattutto firmate la sfiducia.
Salviamo il salvabile, il destino della Sicilia viene prima e vale
molto di più del destino di ciascuno di noi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
l'onorevole Cordaro che risolve il tutto con una battuta, ma
diciamo che non fa il Presidente della Regione e quindi non nomina
e non revoca gli assessori. Ad oggi la legge prevede che c'è il
Presidente della Regione, quindi anche i suoi desideri o i suoi
paradossi rimangono nell'alveo della propaganda politica, che ci
sta.
Mi rendo conto che questa situazione ha fatto rinascere persino i
morti politicamente e mi riferisco ad un centro destra che era
abbastanza agonizzante e che in Sicilia ha trovato nuova verve da
questa situazione drammatica. E dico drammatica perché stamattina,
venendo qua, nel bar che frequento normalmente, in tanti mi hanno
fermato dicendo: onorevole, oggi vi divertirete . Devo dire con
grande onestà che io non mi diverto, sono molto avvilito da una
discussione che ,anche dopo avere ascoltato il Presidente,
considero una discussione tra sordi.
Si continua a parlare di assessori. Credo che più semplicemente
alcuni di noi vorrebbero parlare di una svolta, perché solo i
ciechi non vedono la situazione di grave difficoltà in cui il
Governo di questa Regione è nel rapporto con la società siciliana.
Certo, la crisi non ha origine né a Palazzo d'Orleans né a Palazzo
dei Normanni, è una crisi più profonda che viene da lontano, che ha
origini generali, globali, nazionali, internazionali; la Tunisia,
l'Europa, l'Algeria, tutto quello che vogliamo. La domanda è una:
oggi i siciliani pensano che al Governo della Regione vi sia un
governo adeguato ai problemi che abbiamo?
Io penso che nei primi mesi dell'era Crocetta c'era una grande
speranza. Persino la caratteristica di questo Presidente, la sua -
se volete - sregolatezza, o poco conformismo con le regole
tradizionali della politica, aveva una sua fascinazione. Un
elemento di attrattiva anche nei confronti anche di elettori che
non l'avevano votato.
Dopo qualche mese, passata l'euforia, passata la luna di miele e
dopo anche che i primi passi hanno rappresentato qualche elemento
di contraddizione, il Presidente continua a ricordare, credo che si
riferisca a me, che già nel gennaio del 2013, per la verità nel
novembre del 2012, dopo qualche ora, anzi dopo qualche minuto,
quando nominò assessore ai beni culturali un noto intellettuale, ma
con tutto il rispetto mi pareva già allora abbastanza una scelta
più figlia di una idea estemporanea che non di una idea strutturale
di quella rivoluzione professata ma con grande difficoltà
praticata, feci un commento. Io lo ringrazio che ieri il Presidente
della Regione mi ha definito simpatico perché uso il web, anche se
l'altro ieri mi ha definito un uomo di odio, a seconda delle
giornate, fortunatamente le opinioni cambiano con una certa
rapidità.
Però io dissi allora: vediamo quanto dura questa scelta , e penso
di avere fatto una constatazione ovvia perché appariva evidente che
quella scelta sarebbe durata solo qualche mese.
E poi c'è stato il caso Battiato, c'è stato il tormento di una
fase complicata che via via si è determinata sino ad oggi dove, in
nome dell'idea che ha il Presidente del Governo della Regione, in
cui lui ha vinto e gli altri non si capisce bene cosa hanno fatto,
e quindi lui risponde al popolo siciliano con la sua idea di staff,
vorrei ricordare che mai staff è stato più precario di quello che
ha generato l'esperienza Crocetta dal novembre 2012 ad oggi, sono
passati 22 mesi, abbiamo sino ad oggi 21 assessori, un Governo
all'anno. Abbiamo avuto cinque Capi di Gabinetto che sono stati
sostituiti nella struttura di vertice del Presidente della Regione,
quindi quanto meno questa idea di staff neanche lo stesso
Presidente ne è convinto.
Ora consiglierei a tutti di ragionare di più affrontando i
problemi e non girando attorno ai problemi.
Io credo che molti di noi, io e altri colleghi abbiamo provato a
cercare di aprire gli occhi a questa gabbia dorata che è diventato
Palazzo d'Orleans, dove spesso si racconta una Sicilia che non c'è,
si racconta una Sicilia di grandi consensi, di felicità, di gente
che ti chiede l'autografo, c'è una Sicilia che ha una grande
simpatia.
Alcuni di noi frequentano un'altra Sicilia ed è la Sicilia che
abbiamo conosciuto in questi mesi e che abbiamo visto in campagna
elettorale, le ultime elezioni europee, dove addirittura il
Presidente della Regione ha cercato di fare un referendum sul suo
Governo candidando un assessore di cui mi lega anche una grande
simpatia personale, ed un referendum che chi l'ha voluto lo ha
perso.
E malgrado ciò, non ci si rende conto che il problema non era
certo la Stancheris, ma il problema, come diceva giustamente
Crocetta, si scrive Stancheris e si legge Crocetta, forse gli ha
fatto danno alla Stancheris questa affermazione. Ma lo dico non per
banalizzare o per buttarla in propaganda, per dire che c'è una
situazione di malessere e questo malessere che c'era, che maturava,
ad un certo punto si è pensato di risolverlo dando vita al Crocetta
bis.
Il 10 o 11 aprile, cinque mesi fa c'è stata un'improvvisa
accelerata, bisogna subito fare il Governo perché la Sicilia
brucia, in realtà la Sicilia che brucia era che bisognava fare le
liste per le elezioni europee e quindi i Governi dovevano essere
servili a una ipotesi di campagna elettorale.
E chi di noi disse: dove andate con questo modello? Qual è l'idea
che state trasmettendo alla Sicilia? Si è liquidato come un fatto
di poltrone, che schifo, vergogna. Mi chiedono le poltrone,
nascondendo che cosa? Il caos che già c'era e che in questi cinque
mesi si è aggravato, la vicenda del Piano giovani, chi governa, chi
amministra, ma certo che ci possono essere incidenti, ci
mancherebbe. Ma quando c'è una situazione politica serena,
tranquilla, l'incidente si liquida come incidente, si chiede scusa
e si va avanti. Invece no
C'è stato l'incidente? C'è chi voleva sabotare, operare per
tentare di impedire l'azione di Governo? Immediatamente, tutti
contro tutti, clima di veleni a tal punto che abbiamo assistito ad
una delle pagine, a me non era mai capitato, dove Assessore e
Dirigente se ne sono sono dette di cotte e di crude e dove non
sappiamo come andrà a finire. In una condizione in cui la crisi la
si affronta pensando di risolverla col ginocchio. E, tra l'altro,
mi pare che il Presidente della Regione ha pure un problema al
ginocchio, per poi diventare una sorta di condizione veramente
umiliante e avvilente.
I giudizi politici si trasformano in giudizi personali, odio,
bigliettini che vengono raccontati come l'ultima delle infamie. Ma
io dico ai miei colleghi che qui la situazione rischia di diventare
patologia del problema. Se la normale attività di Presidente di
Commissione che pone - come può capitare a chiunque di noi, essendo
rappresentanti del popolo, al pari del Presidente della Regione,
con differenti responsabilità - di indicare, di segnalare, di porre
questioni che riguardano categorie, singole persone, rispetto a
diritti più o meno violati o che possono essere percepiti come
diritti violati, si raccontano - e poi si dice qui scherzetti, ho
sentito la parola scherzetti, ma siamo a Carnevale? - il fatto che
in conferenza stampa si racconta di un deputato e si fa vedere e
non vedere un foglio, come se fosse l'ultimo degli atti di un
criminale che chissà cosa stava cercando di chiedere o determinare.
O sulla vicenda di Siracusa, che anche qui si banalizza, voto di
scambio addirittura, non si racconta che qualche ora prima, alla
stessa persona che oggi si accusa, gli si è detto che non avrebbe
nominato mai quella persona perché si capiscono le conseguenze
politiche che quella nomina avrebbe. Ed allora, la doppia morale
non può funzionare. La politica ha bisogno di serietà. Poi si può
sbagliare, andare a sbattere la faccia al muro, ma la serietà è di
rigore.
Non può esserci questo atteggiamento che sta facendo sbandare
tutto e tutti con una situazione in cui siamo in mano, in questo
momento, al racconto dei bravi di manzoniana memoria, che in giro
per il web infangano le persone e cercano di raccontare le opinioni
politiche con elementi di giudizio morale.
Io sono in queste ore un criminale di guerra su una vicenda che
riguarda 15 euro di mimose. Neanche la magistratura me l'ha mai
contestato. Me ne frego di questi scagnozzi di periferia, ma
intendo dire che c'è un livello di degrado in cui quando la
politica diventa dossieraggio, veleno, la piscina, se si fa o non
si fa ma il mandare ai giornali la relazione degli ispettori,
inviati dall'Assessorato ai Beni Culturali, proprio per far
scoppiare il caso sulla stampa, e poi giustificare il fatto che
l'Assessore deve essere rimosso.
Nessuno è nato ieri, siamo tutti persone che abbiamo fatto 18
anni, anche i più giovani, da qualche anno. E quindi l'idea che c'è
una realtà, e se ne racconta un'altra, come dire, è uno sport che
non ha dove andare.
E allora il punto vero è che la Regione è in catalessi e le
riforme spesso si adombrano come grande soluzione, c'è chi
addirittura - un mio compagno di partito - per giustificare il
Governo bis ha stabilito il crono programma, la scadenza, dieci
giorni erano stati dati, credo che neanche alle cameriere - con
tutto rispetto per le cameriere - si danno dieci giorni, perché
credo che il tempo di preavviso sia di quindici giorni, ma gli si è
rotto l'orologio, perché questi dieci giorni nel frattempo sono
diventati cinque mesi di somministrazione di veleni.
I funzionari che scappano dagli Assessorati: oggi leggevo la
Sicilia di Catania credo, dove all'Assessorato al Bilancio -
l'Assessore al Bilancio è andato via - non si trovano più i
dirigenti che vogliono dirigere alcuni servizi, da oggi è andato
via il dottore Lupo, che ha rescisso il contratto, avrà avuto le
sue motivazioni, non voglio farne un fatto politico, ma voglio dire
possibile che non ci rendiamo conto che stiamo andando dritti
dritti verso il baratro?
I manager della sanità: è da oltre un anno, e forse due, che
alcune Asp non hanno dirigenti nominati. I tre di Catania sono
quelli noti anche per queste ultimi vicende, ma anche ad Enna.
Acqua e rifiuti: venerdì riceverò assieme al collega Trizzino,
alcuni sindaci del catanese che ci hanno raccontato l a situazione
in cui vivono, il dramma, fanno la raccolta differenziata ma non
sanno dove portare l'umido che raccolgono, perchè non ci sono gli
impianto di compostaggio, e quindi la riportano in discarica.
Ma lo voglio dire non perché la colpa ora è di Crocetta, o
dell'Assessore all'Energia - che vorremmo avere un po' più
presente, diciamo sui problemi siciliani - insomma potrei
continuare, e allora di cosa stiamo parlando di uomini, di poltrone
o stiamo parlando di una radicale svolta che ha bisogno questo
Governo, urgente.
Io mi sarei aspettato oggi che il Presidente della Regione, che ho
visto ha fatto una bella marcia indietro rispetto al tema delle
larghe intese, insomma questa Assemblea di oggi era annunciata come
la seduta della svolta, che è tipica della Sicilia e del
sicilianismo che conosciamo, in fondo la terra del Gattopardo,
quindi ci mancherebbe che non c'è ad un certo punto della nostra
vita il tentativo di cambiare tutto per non cambiare nulla.
Però ho visto che il Presidente su questo terreno si è tenuto
molto prudente, forse perché ha ricevuto qualche imbarazzo da parte
di alcuni colleghi del centro destra, e qualche imbarazzo di alcuni
colleghi che sostengono questo Governo.
Ma allora come si fa questa svolta, è in grado Crocetta di
immaginare un Governo autorevole per la Sicilia, non con Zichici
con tutto il rispetto, ci mancherebbe l'autorevolezza della
persona, ma con l'idea di autorevolezza da trasmettere ai
siciliani, se non è in grado è meglio chiuderla qui, io lo
ribadisco non c'è nessuna finzione in me, o questa esperienza
serve, e serviva a cambiare la Sicilia, o io nel baratro con
Crocetta non ci vado.
Certo, avrò la responsabilità di aver contribuito a scegliere
Crocetta come Presidente della Regione, non il mio PD, il PD è
veramente diretto da altri colleghi parlamentari, ma io ho fatto la
mia parte e non mi nascondo nelle mie scelte, però non penso di
potere pagare quella scelta al punto di dovermi suicidare. Ecco,
credo che siamo a questo punto della storia, non ci possono essere
tergiversamenti e lo ribadisco per l'ennesima volta: Crocetta si
tenga pure le poltrone, cuperliani o non cuperliani, noi lavoriamo
e cerchiamo di cambiare le cose perché siamo convinti che così non
va, ci convinca Crocetta del contrario e siamo pronti a farci
convincere, perché siamo uomini, ed a proposito dell'odio e
dell'amore, io personalmente, in vita mia, non ho mai odiato
nessuno. Ma certamente una cosa la amo, quello che amo è la
Sicilia, e la amo più di Crocetta, con tutto il rispetto per le
persone, ma prima di tutto viene la mia terra e le persone per le
quali ho dato la mia storia politica al servizio.
Crocetta rivendica la sua storia politica, ed anche io, anche noi
rivendichiamo la nostra storia politica, fatta di onorabilità, di
rigore e di onestà, e non fatta da tentativi di buttare le persone,
come troppo spesso il Presidente della Regione ama fare.
PRESIDENTE. A scanso di equivoci ricordo che i minuti per il PD in
totale sono 35 e 18 secondi, per cui l'onorevole Cracolici ha forse
esagerato e ha tolto tempo ai propri colleghi.
CRACOLICI. Mi vuole fare una multa?
PRESIDENTE. Io multe non ne faccio, ho soltanto ricordato, per una
questione di correttezza, quali i sono i tempi che abbiamo
contingentato. Non ci sono da fare battute ironiche, sto
semplicemente ricordando ai colleghi come abbiamo stabilito di
procedere con i lavori d'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io non
voglio ripercorrere gli interventi che, in maniera esauriente, i
colleghi che mi hanno preceduto hanno evidenziato circa il percorso
difficile che stiamo constatando in questa nostra realtà della
Regione siciliana, sotto il profilo della gestione politico-
amministrativa, quindi di un Governo che, di fatto, evidenzia in
ogni circostanza una serie di lacune, di difficoltà e di
superficialità.
Mi permetto solo di evidenziare che il Presidente aveva avviato un
suo ragionamento partendo da macro sistemi, dalla crisi generale e
da una serie di fattori che sono obiettivi, ma poi alla sostanza ha
riportato il dibattito in quelli che invece sono i fattori reali
che vive la Sicilia, cioè un dramma in seguito ad una serie di
mancate risposte che, di fatto, il Governo, cosiddetto della
svolta , aveva anticipato ed in cui tutti noi forse in parte
avevamo anche sperato, creduto e - perché no - anche nel ruolo di
opposizione, abbiamo sempre cercato di dimostrare che l'opposizione
responsabile non vuole essere solo un momento di critica ed un
momento distruttivo, ma vuole essere anche un momento di
contributo. Come Nuovo Centro Destra abbiamo evidenziato che siamo
all'opposizione, siamo stati e restiamo all'opposizione e questo
non significa non poter ragionare di quelli che sono i problemi e
le emergenze della Sicilia.
Il Governatore, a mio avviso, ha sostanzialmente dimenticato il
ruolo che la legge gli assegna, il Governatore, in seguito
all'elezione diretta ha dei forti poteri che sono, a mio avviso,
giustificati da una azione concreta che il Governo dovrebbe
determinare, o dovrebbe riuscire a portare avanti e quindi il
senso, la ratio della norma vuole essere quella di definire un
percorso forte, un percorso che abbia una capacità di incidere e
quindi di portare a soluzione le emergenze.
Ma, ahimè Noi invece abbiamo assistito ad un costante momento di
diatriba fra il Governatore e il maggiore partito che è il PD che
lo ha visto impegnato nell'accordo elettorale. Come il collega
Cordaro che mi ha preceduto diceva, anche l'UDC sicuramente ha, in
questa direzione, una fase di riflessione da avviare o forse di che
pentirsene. Perché nella sostanza quanto il problema del Governo
che deve essere impersonato dal Governatore si trasforma in un
momento di scontro con gli alleati dello stesso Governo che hanno
visto il programma elettorale comune e quindi l'impegno perché
l'elezione diretta e quindi i cittadini hanno operato una scelta
pur se minoritaria, pur se con il 47 per cento dei votanti, pur se
con tutte le condizioni che sono note a tutti, è chiaro che questo
momento di scontro di fatto ha determinato una continua altalena
sullo scontro per le poltrone, sullo scontro per la primogenitura,
sullo scontro per la determinazione di una forte leadership
politica nell'ambito dello stesso centro sinistra.
In questo, di fatto, noi prendiamo pure atto di quelle che sono le
dichiarazioni che il Presidente ha fatto, cioè che il principio del
metodo e del merito è un fatto che attiene al suo rapporto con gli
alleati. Però i siciliani, la Sicilia, aspetta le risposte. E
perché no, sul piano delle risposte e sugli annunci, c'è forse una
novità su quello che è sul tappeto che determina una emergenza e
che citerò dopo, perché innanzitutto vorrei citare quelle che sono
alcune norme che avrebbero sicuramente dato una possibilità di
crescita alla Sicilia.
Forse abbiamo dimenticato - e su questo c'era una risposta - che
il Piano regionale dell'energia doveva essere uno degli elementi su
cui doveva probabilmente fondarsi la nostra possibilità di
crescita? Forse abbiamo dimenticato che sono sul tappeto due temi
che aspettano un intervento normativo, e quindi un'azione di
Governo, su quello che è anche il tema della gestione dei rifiuti,
della gestione dell'acqua? Forse abbiamo dimenticato che sul tema
delle infrastrutture, sul fondo sviluppo, c'è bisogno di una
interlocuzione di un Governo autorevole con lo Stato perché
diversamente noi restiamo sempre più marginali e quindi sempre più
tagliati fuori da quelle che sono le ripartizioni e, perché no,
anche la fase di gestione che probabilmente porterà su tutti il
problema del piano di azione ad un momento di gestione
commissariale?
Forse noi abbiamo dimenticato che c'era una grande attenzione sul
tema delle partecipate dalla burocrazia. Sento ancora parlare di
quella che deve essere la riforma della burocrazia, il problema che
la burocrazia uccide più della mafia, quella burocrazia negativa
perché noi vogliamo invece dare risposta a quella parte di
dirigenti, di burocrati che, in maniera seria, portano avanti la
loro azione e che vengono - così come nella politica - confusi in
un grande momento di accusa generalizzata.
Ma esiste per questo una legge, la n. 5 del 2011, che è stata
sotto tutti gli auspici portata avanti da questa Assemblea perché
determinasse un momento di svolta. Io chiedo: perché non ci
preoccupiamo di capire qual è la fase di applicazione? E su questo
voglio anche aggiungere al Governatore, agli Assessori, ma vi siete
probabilmente forse fermati per un momento a riflettere che su
tutti questi temi ci sono una serie continua, costante di mozioni,
di interpellanze, di interrogazioni? Ma è giusto signor
Governatore, signori Assessori, che non c'è mai una risposta a
questo atto istituzionale parlamentare che vuole essere un momento
di stimolo, di contributo alla soluzione dei problemi? E che invece
c'è un sonoro silenzio. Su circa cento interrogazioni, non ho
ottenuto una risposta.
E' giusto chiedere, signor Presidente signor Segretario Generale,
un'azione di stimolo e verifica su quella che è l'azione
istituzionale che il Parlamento deve portare avanti nei confronti
del Governo? E' giusto pensare che sul tema della rete ospedaliera,
continua ad esserci questo momento altalenante, dove ancora oggi,
aspettiamo di capire come deve essere definito il percorso? E'
giusto chiedersi perché, sul problema finanziario, siamo arrivati
quest'anno alla finanziaria ter, quindi una scarsa possibilità di
programmazione?
Non voglio, poi, pensare ad un'azione di governo che dovrebbe
portare avanti il credito, l'agricoltura, il turismo. Ma forse
questa dovrebbe essere, anche, un'azione del Parlamento, che ha
cercato di fare con le azioni che al Parlamento sono assegnate e
sulle quali non c'è alcuna risposta.
Io mi permetto di far presente che, ad esempio, sui Fondi
comunitari, su questa grande attesa e su questa grande svolta sul
PON 2007/2013 c'è stato, in quest'ultima fase, un tentativo di
recupero ma che, nella sostanza, siamo ancora dietro.
C'è, però, un 2014/2020 che potrebbe essere un momento di grande
programmazione, un momento di grande sviluppo, un momento di grande
proposta politica che ancora non c'è.
Io non voglio accusare, in senso negativo, il Governo sui temi
centrali che sono sotto gli occhi di tutti e che sono stati
evidenziati nel dibattito dai colleghi che mi hanno preceduto.
Parlo della formazione, parlo dell'aspetto finanziario degli enti
locali, dove esistono dei problemi seri e dove c'è bisogno di
un'azione di indirizzo su quello che è il tema dei precari, su
quelli che sono gli indirizzi della Ragioneria generale dello
Stato, su quello che è il rapporto costo-servizio e sui quali,
questo Governo, latita.
C'è un problema reale che riguarda un diverso modo di utilizzo di
tutta la spesa strutturata, la forestazione, la bonifica, la
formazione. Questi sono gli argomenti sui quali dobbiamo pensare di
avere una grande attenzione. Su questi argomenti e su alcuni di
questi argomenti io chiedo e dico che, quando c'è stata
un'iniziativa che ha tentato di destrutturare il sistema, con i
suoi momenti di negatività e dove c'era il marchio, il marchio è
stato colpito, non è venuto mai meno, da parte nostra, il sostegno
reale.
Oggi c'è bisogno di ricostruire. Oggi c'è bisogno di capire quale
deve essere un'azione che dobbiamo portare avanti e non può
bastare, signor Presidente, quel suo passaggio in cui dice che è
provato dalle sofferenze e che vorrebbe governare come un santo.
Questo potrebbe essere l'auspicio perché possa farci riprendere da
questo momento di grande e grave crisi e di letargo che abbiamo,
però poi va dimostrato con i fatti, altrimenti anche i santi si
ribellerebbero della citazione.
Io dico che va preso atto di questo stato di blocco e di grave
fallimento del Governo.
Di quale programma vogliamo parlare, colleghi ed amici?
Dico al governatore che bisogna essere più puntuali. Non si può
generare un momento di grande negatività che tende a delegittimare
tutto e tutte le istituzioni. C'è bisogno di focalizzare, di
indicare e di denunziare. C'è bisogno, anche, di salvaguardare la
parte positiva. Diversamente, ci ritroveremo su una barca che è
affondata senza neanche accorgercene.
Allora, il rischio è di andare a sbattere. Sicuramente, quando si
parla di sfide, io dico che le sfide sono alte, che le sfide sono
importanti, perché possono determinare momenti di cambiamento.
I momenti di cambiamento devono portare risposte per le soluzioni
dei problemi perché attraverso le risposte cresce la speranza.
Attraverso questo percorso si riprende la fiducia.
I cittadini cominciano a vedere un futuro. Diversamente così come
da questo quadro a tinte fosche che noi stessi dipingiamo non c'è
un futuro, ritengo che invece c'è grande necessità di presa di
coscienza per dire come questo momento difficile e questa emergenza
possa essere, perché no, motivo di riflessione.
Il dibattito che è stato portato avanti evidenzia una grande
preoccupazione e questo è un fatto di maturità da parte di
quest'Assemblea.
Allora, al di là di tutto dico che c'è bisogno oggi di una grande
svolta, una grande svolta che se non mutano le condizioni può
venire sicuramente dal dibattito che possa portare alla definizione
della legge elettorale e poi, se non ci sono altre condizioni, il
Presidente deve prendere atto che a questo punto l'unica strada
resta quella del voto a cui i siciliani potranno sicuramente dare
una risposta, mi auguro, in maniera diversa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, che non c'è.
Il mio più che un intervento è un appello, anzi una preghiera.
Non so se ha notato, ma durante la partita a Risiko che lei sta
giocando con la sua maggioranza, la mia Commissione ha avuto
l'onore di conoscere - li devo leggere perché sono tanti - tre
assessori per l'ambiente, due assessori per l'energia, due
assessori per il turismo, due assessori per le infrastrutture, due
assessori per l'agricoltura ed ancora il secondo anno di
legislatura non si è concluso.
Allora vengo al dunque, Presidente che non c'è, può lasciarci un
assessore il tempo necessario a finire una legge? Non dico tutta la
legislatura, ma anche sei mesi, il tempo strettamente necessario a
farne anche una.
Mi rendo conto che lei ha la necessità di assecondare i delicati,
o forse è meglio dire gli inconsistenti e labili rapporti con la
sua maggioranza, ma mi creda, ai cittadini di queste cose non
importa nulla. Ai cittadini, del nome, del colore, o tanto meno
della residenza di un assessore, non interessa proprio niente.
I cittadini, se devono assistere ad uno spettacolo, se ne vanno a
teatro, non devono accendere la televisione e guardare le vicende
da telenovela del suo Governo. Lei invece ci sta abituando a vedere
componenti della Giunta avvicendarsi da un ramo ad un altro e a
pseudo scandali come l'ultimo che è avvenuto che nemmeno il
peggiore degli sceneggiatori avrebbe mai il coraggio di mettere in
scena.
Lei ci deve dire come la mia Commissione e i colleghi della mia
Commissione che, responsabilmente stanno portando avanti delle
riforme, possono portarle avanti se ogni sei mesi devono rispondere
ad un assessore nuovo?
Non so se ha avuto il tempo di notare, tra un cambio ed un altro
di assessori, quello che è successo sulla legge del servizio
idrico. E questa è soltanto una delle tante ipotesi che le posso
portare.
Signor Presidente, lei vuole fare delle riforme. Ebbene, adesso le
dico le riforme che la mia Commissione e i colleghi della mia
Commissione, quando parlo di colleghi, non parlo dei colleghi del
Movimento cinque stelle, ma i colleghi di tutta la Commissione, di
tutti i colori politici, che stanno portando avanti, quelli di cui
lei parlava poco fa. La legge di riforma delle aree protette che le
ricordo, Presidente, magari non lo sa, non è governativa, è
parlamentare.
La legge di riforma del Governo del territorio, la legge di
riforma del testo unico in materia di edilizia quella che si
aspetta da trentacinque anni, anche questa è parlamentare; la legge
sui centri storici e la legge contro l'inquinamento atmosferico,
questa è l'unica legge governativa che doveva uscire dall'ultimo
assessore per l'ambiente e sono certo che verrà ripresa dal nuovo
assessore per l'ambiente.
Vede, sono queste le riforme che lei avrebbe dovuto fare. Perché
la rivoluzione di cui lei parla, non si fa giocando con le
poltrone, ma cercando, dico cercando almeno di salvare la vita,
concedetemelo, anche la dignità dei siciliani che per adesso è
martoriata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, un
profondo sentimento di tristezza prende il sopravvento sul mio
stato d'animo dopo aver ascoltato il Presidente della Regione. Un
sentimento di tristezza e di smarrimento, non riesco a provare
emozioni dopo aver ascoltato quello che ha detto il Governatore
Crocetta partendo dalla Siria, passando dal Marocco per arrivare ad
un'abusiva piscina sulle coste siracusane. Un intervento che la
stampa, la pubblica opinione, l'Aula attendeva per le novità che
avrebbe dovuto esprimere ed invece è stata la stanca ripetizione di
cose già dette.
Siamo passati dal chiasso, dalle trombe della marcia trionfale
dell'Aida delle prime settimane di questa legislatura, alle note
meste e basse di un mortorio che sembra volere preannunciare la
fine anticipata di questa legislatura.
C'è stato un grande assente finora nel dibattito, ma soprattutto
nell'intervento del Governatore e della politica. Io non so se il
Presidente Crocetta ci fa o ci è , certamente un attento
osservatore dei comportamenti umani non farebbe più richiamo alla
politica ma pretenderebbe il soccorso della neuropsichiatria
applicata alla politica. E lo dico con grande rispetto per l'uomo,
ma con assenza assoluta di rispetto verso una persona che continua
a prendersi gioco delle istituzioni.
Ed io non glielo consento, Presidente, non lo consento io, non lo
consente il mio Gruppo parlamentare, credo di poter dire che non lo
consentono i colleghi dello schieramento del centrodestra.
Ma Crocetta non è la causa, sarebbe un errore puntare tutto sul
Presidente della Regione. Crocetta è il risultato di un'operazione
elettorale portata avanti al tavolo del grande capitale in questa
Regione con il soccorso di tanti, anche di attori impensabili.
Crocetta non è il frutto di un consenso spontaneo e libero, che
c'è stato e soltanto marginalmente, è il frutto di un risultato che
ha visto assieme i partiti del centrosinistra, liste raffazzonate
all'ultimo momento, sindacati autonomi e di partito, apparati,
strutture, grande imprese con dovizia di capitale e tanti, tanti,
tanti Genovese.
Tanti, tanti, tanti onorevole Genovese; tanti, tanti, tanti
personaggi che sanno che il consenso in Sicilia lo si può cercare
porta per porta, o parlando al cuore della gente nelle piazze, ma
lo si può anche sollecitare con una telefonata quando il consenso è
strutturato, e quindi drogato, e quindi falso, e quindi fragile,
perché lo si ottiene attraverso l'arma del ricatto. Questo è il
frutto di una operazione che si chiama Crocetta .
Egli è stato abile nella strategia mediatica ed altrettanto abile
nella ignobile mistificazione che ha saputo accreditare.
Ma Crocetta non è al suo posto per avere vinto un concorso, non è
li perché calato dal cielo per virtù dello Spirito Santo - perché
se così fosse Presidente io mi dichiarerei ateo - Crocetta è il
personaggio sbagliato nel momento sbagliato
Le responsabilità dei governi degli ultimi venti anni in Sicilia
si dividono dall'una e dall'altra parte.
Nella seconda Repubblica il centrodestra, complessivamente, ha
governato otto anni e mezzo, complessivamente in tutta la seconda
Repubblica, otto anni e mezzo; tutto il resto è Governo di
centrosinistra. Prima ancora, nella prima Repubblica era Governo di
centrosinistra.
Dico questo perché la latitanza del Governo è stata grave, è
evidente e sotto gli occhi di tutti Ma in questo panorama sempre
più squallido, in questo deserto delle idee non è soltanto la
latitanza del Governo che emerge di fronte a noi, è anche l'assenza
di una politica di governo della sinistra.
Qui sta il problema, qui il nocciolo Sarebbe un errore puntare
tutto contro Crocetta. E' il fallimento della sinistra di governo
Innanzitutto, del Partito Democratico che governa la Sicilia da
cinque anni, cinque anni Non cinque mesi Ha governato tre anni
con Lombardo e due anni con Crocetta. Una sinistra che non sembra
in grado di aprire ai siciliani una visione del futuro, una visione
capace di suscitare partecipazione e speranze.
E' il naufragio della sinistra di governo, incapace di proporre
qualsiasi prospettiva politica che non può essere solo quella
stancamente ripetuta del quanti Assessori mi dai, Crocetta? ,
cuperliani, renziani, amici dell'uno, amici dell'altro.
Non è questo che serviva alla sinistra di Governo, ad un
Governatore comunista che, per la prima volta, viene eletto col
suffragio diretto, dopo il Governo Capodicasa che aveva nel suo
Governo l'Assessore Cuffaro all'agricoltura.
Il problema serio è che non si può andare in giro a dire: intanto
Crocetta è incapace e il giorno prima pretendere quattro Assessori
invece che due e di una corrente invece che di un'altra
Non si comprende bene cosa la sinistra, cosa il centrosinistra
proponga - o abbia proposto - in questi due anni per affrontare,
non dico risolvere, ma almeno affrontare i problemi più urgenti
dell'agenda politica nello scenario siciliano. Come affrontare la
crisi finanziaria; che lo sappia Crocetta, non si affronta a
Palermo ma si affronta a Roma andando lì, legandoci davanti a
Palazzo Chigi, andando lì e mobilitando tutti i parlamentari
nazionali, i Deputati, i Senatori di tutti i partiti, andando lì
tutti e novanta, mettendo sul tavolo l'efficacia degli articoli 36,
37 e 38 dello Statuto, aprendo un contenzioso col Governo di Renzi
Questo avrebbe dovuto fare un vero rivoluzionario senza
rivoluzione, qual è Crocetta
E invece, come sono stati affrontati i problemi della crescita e
dello sviluppo? E come è stato affrontato il problema del
precariato? E' come se avessimo voluto spegnere il fuoco buttando
benzina.
Non faremo macelleria sociale, non licenzieremo nessuno Vero è,
ma intanto migliaia di precari in Sicilia da quindici-diciotto mesi
non ricevono stipendio e come si vive in queste condizioni? Dicendo
di non licenziare nessuno?
Invece di distruggere e lasciare le macerie, il Governatore
avrebbe fatto bene a distruggere e a ricostruire avendo una
visione, una prospettiva, una ragione, un obiettivo, uno strumento
per raggiungere l'obiettivo stesso.
Un precariato del quale ci si è serviti in campagna elettorale per
dire: non faremo macelleria sociale e poi Crocetta di quel
precariato ha fatto il vampiro e con il sangue di quel precariato
si è fatto mercato nero in Sicilia in questi due anni Va detto
Tante le illusioni Tante
E la fiducia alle piccole e medie imprese come l'abbiamo
trasmessa, come l'abbiamo inculcata se c'è un tasso di mortalità
ogni giorno? In Sicilia è davvero pauroso rispetto alle nuove
imprese che nascono
E la sanità La sanità prigioniera delle contraddizioni di questo
Governo, della inefficienza di un assessore che avrebbe dovuto
cogliere l'occasione qualche mese fa per andarsene a casa Avrebbe
dovuto cogliere l'occasione per andarsene a casa invece che restare
al suo posto
Dalle incertezze di una programmazione che rischia di privare
vaste aree del territorio e la stravagante riforma delle Province
che ha lascito i sindaci da soli mentre le strade provinciali sono
chiuse al traffico, mentre le scuole superiori cadono a pezzi,
mentre nessuno più assicura i servizi di competenza della
Provincia, mentre non c'è programmazione turistica e culturale
Avete rispolverato una norma del '46 signori del centrodestra
Conservatori contro la proposta riformista che è l'elezione diretta
del presidente della provincia
Volevate risparmiare e avete moltiplicato i centri di costo con il
risultato che oggi, a tre giorni dalla scadenza, nessuno sa in
Sicilia che fine faranno le province. Governatore Crocetta, avete
creato un situazione di caos in tutte le strutture
dell'Amministrazione regionale.
E come fa Crocetta a non rendersi conto di essere un Presidente
isolato, isolato dai partiti, dai suoi stessi partiti Isolato dai
sindacati, isolato dalle organizzazioni di categoria, isolato
dagli Atenei, isolato dalla Chiesa, isolato dai centri che fanno
opinione in Sicilia perché è stato assolutamente incapace di
decidere
Un Presidente contestato da tutti E come reagisce Reagisce
puntando l'indice accusatore contro chi osa dissentire da lui
Tu sei mafioso Tu sei mafioso perché mi attacchi Tu soffri di
omofobia perché io sono un gay E' una favola a cui nessuno più
crede
Presidente Crocetta, lei non può usare la sua antimafia come
strumento per delegittimare gli avversari, per criminalizzarli, per
neutralizzarli, per tentare di mettere a tacere quelli che non la
pensano come lei Anche perché su questa strada rischia qualche
volta di sbagliare bersaglio il Governatore Crocetta Sulla strada
dell'accusa di mafia rischia di sbattere contro il muro. E può
anche farsi male, Presidente Crocetta
Non tutti quelli che non la pensano come lei sono mafiosi e che
hanno il coraggio di dirglielo La verità è che lei, Presidente
Crocetta, è un buono a nulla ma capace di tutto
Mi avvio alla conclusione. Il centrodestra è stato responsabile in
questi due anni. Abbiamo atteso in Aula le proposte. Abbiamo atteso
in Aula le riforme. Abbiamo atteso la rivoluzione ed è arrivata la
restaurazione nei metodi di nomina clientelare Abbiamo atteso i
giacobini e i sanculotti e sono arrivati i voltagabbana, sempre
pronti, armi e bagaglio, a passare dal centrodestra al
centrosinistra per potere rafforzare la ballerina maggioranza del
Presidente Crocetta
Cosa fare allora? E' una battaglia persa, Governatore Crocetta E'
una speranza fallita Lei dice: c'è da difendere le istituzioni e
fa finta di non rendersi conto che lei è già un problema nel
problema
Lei non può difendere le istituzioni, lei le ha oltraggiate con la
sua incapacità, con la sua inerzia, con la sua voglia di essere
protagonista con sullo sfondo soltanto il dramma e la disperazione
di un popolo.
Si può chiamare il piromane per spegnere l'incendio? Come possiamo
credere ad una disponibilità al dialogo sulle riforme con un
Presidente che ha ridotto al collasso, alla paralisi questa
Regione
La Sicilia vive la fase più drammatica del suo dopoguerra. C'è una
sofferenza economica e sociale inimmaginabile Troppe aspettative
sono state deluse e la mafia alza la testa, si riorganizza e crea
la strategia della tensione per suscitare paura nei magistrati. E'
di queste ore l'ennesima minaccia al procuratore Scarpinato al
quale va il mio, e credo di poterlo dire, il pensiero solidale di
tutta l'Assemblea.
E allora, signor Presidente, io mi permetto per un attimo, per
cinque secondi, di parlare in nome di una società civile, molta
della quale ha votato Crocetta, sia chiaro, che è stata e che si
sente umiliata e ignorata. Una società civile che non nutre più
speranze. Una società civile che si consola nell'astensione, nella
rinuncia a credere e nella rinuncia a sperare.
Il Presidente Crocetta deve interrompere questa lenta
decomposizione della Regione siciliana. I suoi errori hanno fatto
dimenticare quelli pur gravi dei suoi predecessori. Tolga il
disturbo Presidente Crocetta Tolga il disturbo Liberi veramente
la Sicilia dalla sua ingombrante presenza istituzionale; rassegni
le dimissioni con un atto di coraggio e non aspetti di vivere e
subire la umiliazione della mozione di sfiducia che questa
Assemblea, sono sicuro, senz'altro voterà.
L'onorevole Marco Falcone ha preannunciato una mozione di sfiducia
a nome del centrodestra. Vogliamo mettere alla prova il Partito
Democratico se avrà il coraggio, se avrà la consapevolezza, se avrà
la libertà stavolta di aggiungere il proprio voto al nostro, perché
questa Terra possa tornare a sperare, altrimenti il processo di
decomposizione della più alta istituzione del territorio sarà lento
ed inesorabile e noi a questo destino non vogliamo legare il nostro
nome e la nostra complicità.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questo mio
intervento farò meno riferimento alle analisi politiche; d'altra
parte l'intervento prima del mio, quello del Presidente Musumeci,
in maniera autorevole e puntuale ha già tracciato il percorso. Il
capogruppo Falcone anche lui ha fatto delle analisi puntuali,
quindi non mi rimane, signor Presidente, che, facendo riferimento
all'onorevole Presidente della Regione che è andato via, mi
dispiace sicuramente delle questioni di salute, ma accompagnandosi
da quella stampella adesso dovrà certamente comprendere quale
stampella all'interno di questo Parlamento dovrà cercare e trovare
per venire a sostegno di questa sua scomoda posizione.
Quindi, più che fare riferimento agli aspetti della politica che
attengono adesso il momento del Governo, mi sento invece, signor
Presidente, di dover dar voce a quella gente, a quella tanta gente
che in questi mesi ci vede andare nelle piazze, ci vede sostenere
un punto di vista e ci ha chiesto con forza di arrivare a quelle
determinazioni che prima il Presidente Falcone presentava, ovvero
quelle della sfiducia.
E' chi è quella gente, signor Presidente dell'Assemblea? Quella
gente è fatta di quei tanti dipendenti, forse non ancora
licenziati, ma che temono che questo possa accadere; quella gente
che da troppi mesi non prende gli stipendi. E tra quella gente c'è,
ad esempio, una categoria che è scivolata in una condizione di
confusione ovvero i dipendenti delle ex Province regionali,
dipendenti di quelli che saranno liberi consorzi dei comuni,
rispetto ai quali non c'è nessuna certezza, i dipendenti della
formazione professionale (oltre ottomila persone), la categoria
degli sportellisti (milleottocento), la categoria dei formatori
(oltre duemila), i primi appartenenti alla categoria del progetto
Spartacus, i secondi appartenenti alla categoria del progetto
Prometeo. Ma insieme a loro ci sono i 190 dipendenti con contratto
a tempo determinato che sono in attesa della riforma dei rifiuti,
una riforma che, ahimè, veniva annunciata e non trova alcun futuro,
alcuna prospettiva. E fra questi ci sono i dipendenti della PS che
sono in attesa di una riforma del sistema idrico, anche quella è
una riforma annunciata e mai arrivata.
E ancora i dipendenti dell'ATO rifiuti per quella riforma che
doveva avvenire con la SRR e che in realtà non ha mai trovato luce.
I dipendenti dei tanti call center, milioni di giovani, che
aspettavano un segnale da parte di questo governo regionale nei
confronti del governo nazionale, un intervento, una proposta perché
si potesse arrivare in loro aiuto.
I dipendenti dell'ESA, dipendenti che da tre mesi non ricevono gli
stipendi. I lavoratori PIP, anche quella è una categoria che è
stata denigrata, senza tener conto del fatto che quello che li
riguardava doveva essere un progetto di inclusione socio-
lavorativa, quei soggetti che erano entrati a far parte di un
bacino perché avevano determinate caratteristiche e che, proprio in
funzione di quelle caratteristiche, vengono mandati a casa o questo
quantomeno è quello che il Governo vorrebbe fare.
E i dipendenti del settore forestale, cinquantunisti,
settantottisti, centunisti, dipendenti che vengono mandati al
lavoro per fare prevenzione dei boschi e delle foreste ma che, di
fatto, vengono mandati a lavorare solo quando i boschi hanno già
preso fuoco, con buona pace di gare d'appalto fatte in favore degli
elicotteri che con i loro canadair, con i loro approvvigionamenti
in acqua andavano a spegnere i fuochi a suon di stanziamenti, di
bandi, di affidamenti fatti mentre i dipendenti rimanevano a casa.
E ancora i dipendenti dell'AST, quell'AST a cui Crocetta, ricordo,
voleva mettere le ali.
O ancora i dipendenti dell'ARAN. I dipendenti di istituti come
quello della Vite e del Vino a cui era stato promesso che sarebbero
rientrati tra le eccellenze dei prodotti siciliani da portare
all'estero.
E ancora i dipendenti precari dei comuni, di tutti i comuni della
Sicilia che dovevano entrare dal primo giorno in quel famoso bacino
ad esaurimento che non ha mai trovato prospettive e sviluppo.
E ancora i dipendenti degli ATO, e ancora i dipendenti dell'ex
Impresa del settore pianificazione e imprese, quei dipendenti che
si sono ritrovati a casa con un rischio di cinquanta mila
licenziamenti in nome di una esternalizzazione che avrebbe dovuto
produrre dei risparmi e che invece deve ingrassare la spesa
pubblica delle Partecipate, quelle partecipate che costano oltre
trecento milioni di euro con una sovrapposizione tra la certezza di
una spesa pubblica mal fatta e la certezza, invece, dei risparmi e
dell'efficienza che avrebbero prodotto le imprese siciliane, quelle
stesse imprese che si vedono sacrificate per lasciare spazio alle
Partecipate.
Partecipate che dovevano chiudere, che dovevano essere unificate,
ma rispetto alle quali non è accaduto nulla. Per non parlare,
Presidente Crocetta poi, dei cumuli di immondizia che sovrastano da
una parte all'altra le nostre città: dalle strade periferiche, fino
a quelle residenziali, rendendo le nostre città avvolte da una
nauseabonda e maleodorante atmosfera, simbolo concreto di una
Regione che ormai affonda nel suo stesso disagio, Presidente
Crocetta. Con buona pace ancora una volta qui, per la riforma dei
rifiuti. E poi per tarlare, oltre che i dipendenti, anche di chi
dipendente vorrebbe diventarlo, un provvedimento solo, a favore
Presidente Crocetta del mondo delle imprese, del mondo della
piccola e media impresa, del mondo dell'industria, a favore dei
giovani, quegli stessi giovani che si sono visti beffare in quella
giornata del clik day.
Centomila giovani a cui, non soltanto, si nega una prospettiva e
un lavoro ma si nega anche la possibilità di continuare a sperare.
Vede Presidente, mentre lei è alla ricerca di una sua stampella,
noi siamo qui per dirle in maniera chiara, decisa, senza
tentennamenti, con buona pace anche di quella parte, di stampa che
ha voluto a tutti i costi intravedere un'alleanza tra questo
Governo e il corpo di opposizione, siamo qui per dire che noi siamo
e rimaniamo all'opposizione, lo ha detto prima il mio Capo Gruppo,
il Presidente Falcone: noi abbiamo annunciato una mozione di
sfiducia, rispetto alla quale andremo avanti, non soltanto fino ad
arrivare al numero 46 di quest'Aula, ma attraverso gesti pratici,
concreti.
Noi nelle prossime settimane, Presidente Crocetta lei questo deve
saperlo, scenderemo nelle piazze, con i nostri banchetti, con i
nostri gazebo, fino all'ultimo paese della Sicilia, fino al paese
più lontano, lo faremo in maniera chiara, determinata e saranno i
siciliani, perché questa è la realtà con la quale lei deve fare i
conti, saranno i siciliani a dirlo, che non c'è prospettiva per
questo Governo.
Lei ha già fatto un discorso come se fosse a due settimane
dall'insediamento, come se alcuni disegni di legge, alcune riforme
potessero ancora trovare luce e prospettiva. No Presidente
Crocetta, le due settimane sono passate da tempo, siamo a circa due
anni. E' tempo di fare bilanci, che hanno fatto i siciliani,
Presidente Crocetta e lei deve andare a casa insieme a questo
Parlamento.
Forza Italia, la mozione di sfiducia l'ha presentata, la
continuerà a sostenere nelle piazze e saranno i siciliani a
decidere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
questo intervento con molta attenzione perché era stato annunciato
come lo sblocco di una situazione politica, come un divenire che
avrebbe certamente risolto le questioni politiche che sono
all'ordine del giorno di questo Governo ma anche di questa
Assembla.
Ho avuto modo di assistere a un monologo di cento minuti del
Presidente Crocetta, in cui partendo da ragioni e da spiegazioni di
illustrazione di politica nazionale e internazionale sul tema
finanziario, ha sciorinato una serie di valutazioni che, per la
gran parte dei cento minuti, non hanno riguardato la specificità
degli argomenti da trattare se non una rapida e finale elencazione,
senza illustrare all'Assemblea che ne ha il diritto: i punti
cardine della rivoluzione che il Presidente Crocetta vuole portare
avanti.
Dico questo, facendo qualche cenno, perché parlare di disegni di
legge in un luogo così qualificato, in un Aula così importante e
che è la depositaria di quella che è la volontà del popolo
siciliano senza illustrarne i contenuti, senza spiegare quali
possono essere gli atti rivoluzionari, rischieremmo di ripetere gli
incontri tenuti dinnanzi a Giletti, dove con annunci clamorosi,
comunicava al popolo italiano che la Sicilia sarebbe stata la
prima regione d'Italia che eliminava le province, senza a tutt'oggi
raggiungere l'obiettivo di fare che cosa delle province, delle
funzioni, delle competenze, dei dipendenti, dei beni immobili e di
quant'altra prerogativa in atto nelle province regionali.
Sul tema finanziario. Il Presidente ha lanciato accuse precise
alla politica nazionale e, perché no, lo dicevo poco fa, anche alla
politica che il Governo in questo momento, la Comunità europea,
tenendo conto che noi abbiamo certamente le nostre responsabilità.
Vero è che abbiamo dovuto subire imposizioni dal Governo
nazionale, come, a proposito, ecco la riduzione dei trasferimenti,
per tre anni per circa tre miliardi, ma è anche vero che questo
governo, questo presidente, è stato costretto dal capo del PD e
cioè dall'attuale presidente del Consiglio a rinunciare agli
effetti positivi dei ricorsi che abbiamo presentato alla Corte
costituzionale e a recepire senza una trattativa tutto ciò che
riguarda la questione del Federalismo perchè altrimenti non avrebbe
lo Stato allargato i bordoni del patto di stabilità.
Questo lo dico perché bisogna essere leali con i siciliani,
bisogna essere leali con il parlamento, perché se c'era un atto
forte da compiere da parte del presidente della Regione, deve
essere certamente quello di fronteggiare il governo nazionale,
illustrare le ragioni che scaturiscono dallo Statuto della Regione
siciliana, che certamente costituisce parte integrante della
Costituzione, e andare avanti sull'onda del ricorso e sulla
trattativa di quello che è il Federalismo, perché il primo
certamente avrebbe garantito, come è stato per il ricorso che è
stato approvato dalla Corte dei conti, risorse importanti che non
potevano altrimenti, ecco, lo posso dire, rinunciate rispetto al
mancato trasferimento da parte dello Stato e, fra l'altro, devo
aggiungere anche la questione del Federalismo che ci imporrà regole
nuove a proposito del 1 ottobre che sarà la data in cui, secondo
le nostre regole, dovrà essere approvato dalla Giunta di Governo; è
il 24 di settembre e non mi risulta che si discuta di bilancio.
Io dico questo perché, siccome sento sempre parlare di legalità,
di rispetto, delle regole, credo che sia cosa buona e giusta
attivarsi perché si possa fare questo benedetto bilancio tenendo
conto di queste nuove regole, tenendo conto che il bilancio della
Regione siciliana dovrà inserire nell'ambito di questo strumento
finanziario anche le questioni relative alle società che pur
ridotte hanno una massa finanziaria di debiti importante. Non è
colpa di Crocetta. Siamo pienamente d'accordo, ma questa è la
realtà e su questo, come ha detto il Presidente, bisogna
confrontarsi.
Allora, credo che se avessimo voluto oggi svolgere una seduta, un
incontro tra maggioranza e opposizione, tra governo e parlamento,
avremmo certamente non voluto assistere a questo monologo del
presidente contro un partito della maggioranza e più
specificamente, il suo partito, e degli altri partiti che
compongono la maggioranza non c'è cenno. Non ho ben compreso perché
non sono autorizzato a fare una interpretazione se il rapporto è
buono o non è buono, mi riferisco ovviamente all'UDC e
all'Articolo 4. Dagli interventi che faranno i colleghi di questi
due partiti certamente ne potrò capire di più.
Lei ha detto con chiarezza: io mi sono candidato da solo, ho
imposto la mia candidatura, il PD mi ha subìto, ho il mio programma
e vado avanti . Questo è il dato politico che oggi il Presidente
della Regione ci ha detto con molta chiarezza. Io non subisco
diktat da nessuno, non subisco indicazioni da parte della direzione
regionale del PD perché non accetto di perdere il mio onore . E'
una frase, cari colleghi, molto significativa. Vuol dire che c'è
una valutazione del Presidente della Regione a cui sono state
chieste cose sottobanco che non può accettare. Ha aggiunto non
posso mutar geneticamente la mia storia politica . Cosa cela il
Presidente? Qual è la ragione di questo irrigidimento del
Presidente della Regione? Cosa gli ha chiesto di strano - non
voglio usare altri aggettivi - il Segretario regionale del Partito
Democratico, cioè l'onorevole Raciti, che nel corso di un incontro
in sede di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha
indicato come quel signore che mi ha dato delle indicazioni
attraverso la stampa'?
Credo che se, da un lato, il Presidente della Regione ha mostrato
questa rigidità e ha detto che in buona sostanza non accetta
indicazioni di uomini, non vuole la contestazione in ordine alle
scelte, ma auspica soltanto un ragionamento in ordine alle riforme
che deve fare e che lui stesso non spiega, non illustra quali sono
i punti cardine di queste riforme che vuole portare avanti, perché
non basta indicare il tipo, bisogna dire con chiarezza quali sono i
punti specifici di questi disegni di legge, io credo che ci
troviamo dinnanzi ad un empasse totale.
L'incontro di oggi non sortirà a nulla, una passerella fatta da
ciascuno di noi, non c'è un voto, non c'è un pronunciamento, il
Presidente della Regione se ne va, non so perché non vuole essere
presente, al di là delle ragioni di salute, certamente, poteva
stare, parte della seduta, seduto ad ascoltare ed implica una serie
di meriti che sono ascritti al suo Governo.
Abbiamo risparmiato nella formazione professionale trecento
milioni di euro. Io ricordo, Presidente della Regione attuale, che
già nel 2011, il governo Lombardo aveva eliminato dal bilancio la
somma di 252 milioni e 184 mila che erano le spese a valere sul
bilancio ordinario per far fronte alla cosiddetta copertura della
legge 24/1977.
Vero è che la formazione professionale, l'Assessore, il suo ex
dirigente hanno assunto delle posizioni forti, ma è anche vero che
a proposito della formazione professionale attendiamo, da tanto
tempo, un disegno di legge che pare sia stato esitato dalla Giunta,
ma è anche vero che ci sono persone che attendono lo stipendio da
diciassette mesi e che a tutt'oggi non hanno un riscontro concreto
di quelle che sono le aspettative.
Sulla sanità, vorrei ricordare al Presidente che, con circolare
del 12 novembre 2012, in considerazione delle scelte politiche del
Governo nazionale in ordine alla riduzione di spesa, si era
comunicato a tutti i Direttori generali di sospendere i concorsi e
di fare in modo che solo dopo l'approvazione dei posti letto si
potesse procedere ai concorsi.
Una scelta giusta in sintonia con i parametri finanziari dello
Stato, ma che vede a tutt'oggi nessuna conclusione di questo
processo di natura tecnica, amministrativa, politica, perché
chiaramente, Presidente, lo dico chiaramente, si attendeva
l'insediamento dei nuovi Direttori generali della sanità.
E' inutile girarci attorno, qui lo schema è preciso: si vuole
governare dalla posizione centrale di Palazzo d'Orleans il mondo
degli enti locali, attraverso i commissariamenti, il mondo della
sanità e tutto ciò che è possibile attraverso una serie di
commissariamenti che hanno un'unica indicazione, non un partito,
non una maggioranza, non un Governo, ma una persona, che è la
persona del Presidente e a proposito delle assicurazioni, veda che
il Presidente della Regione ha invocato come un'attività che ha
compiuto nel segno della legalità e, soprattutto, del risparmio.
Sono due termini che io non obbietto e per i quali non ho mai
detto alcuna parola perché non volevo entrare nelle fasi che
riguardano la cosiddetta gestione.
Prima questione: la legalità. Il Governo già dalle passate
legislature aveva imposto di dare copertura con un'assicurazione a
tutti gli incidenti che avvengono nel sistema della sanità, perché,
vedete, lasciare libera senza copertura finanziaria una struttura
sanitaria, sia che sia azienda o Asp, si rischia di incappare in
cause di risarcimento danni che possono essere economicamente
straordinarie.
Per quanto mi riguarda, in atto, con le notizie che sono a mio
possesso - io sono Capogruppo, non mi sospenda, mi faccia finire -
nessuno ha diritto di non dare copertura finanziaria, perché si
rischia di mandare in difficoltà finanziaria le strutture
sanitarie.
Il Governo ha il diritto di sospendere una gara, se poi chi
sospende la gara crea le condizioni di una turbativa d'asta, questo
dovrà essere stabilito dalle sedi opportune, da chi è competente ad
esaminare queste carte, perché certamente il Presidente ha portato
le carte all'autorità giudiziaria; attendiamo notizie dall'autorità
giudiziaria, se ci sono danni, violazioni in termini di una gara
aperta e se la scelta politica che ha fatto il Governo di non dare
copertura a tutti i professionisti che lavorano nella sanità, e che
forse non commettono errore, è una cosa giusta.
Il Presidente della Regione ritiene che questo debba essere fatto.
Ha dato poi, a un certo punto di questo percorso, un'indicazione e
giustamente chi era direttore generale a presiedere questa gara, o
quantomeno a presiedere nel senso di direzione generale, ha
giustamente sospeso.
Relativamente ai manager, di cui poc'anzi ho sollecitato, se
qualcuno lo ha sollecitato a commettere abusi e falsi, perché vede
la legge parla chiaro, se una persona non ha sottoscritto il
contratto prima della scadenza dei 65 anni, non può essere
nominato, quindi, sostenere una cosa diversa ovviamente è una
violazione, una violazione nell'atto in sé stesso che contiene gli
estremi di un falso e di un abuso.
Il Presidente lo dica chi lo ha sollecitato, faccia i nomi, ma
non perché abbiamo il gusto di portare le carte alla Procura,
personalmente non gliele ho portate, ma considerata l'attività
incessante che il Presidente ha compiuto all'insegna della legalità
e dell'autonomia che lui vuole avere, all'insegna del fatto che non
accetta assolutamente imposizioni da parte di nessuno - e credo che
in questo senso sia opera del PD - lo dica con chiarezza, perché
veda, noi non possiamo essere coloro i quali qui continuano ad
assistere a questo balletto tra lei e il PD, perché è un balletto
indecente e indecoroso, lei è un iscritto del partito, questo suo
partito lo attacca continuamente e addirittura prepara la
successione alla sua persona quando ancora mancano due anni e
mezzo, ciò vuole dire che lei non ha fatto i nomi, ma i nomi sono
chiari - Orlando, Bianco Leanza, credo qualche altro - queste sono
persone che tramano contro di lei, e lei, essendo un iscritto del
partito, in tutto questo è, me lo consenta di dire, un danno nei
confronti della Sicilia.
Lei ha citato un famoso detto siciliano, parenti serpenti e
fratelli coltelli ; sono epiteti che mai in questo Parlamento sono
stati pronunciati e autorizzati.
Presidente, lei non riesce a soddisfare le esigenze del PD nella
parte che viene sollecitata a proposito di nomine degli assessori,
per scelte che ovviamente lei ha voluto compiere in autonomia, ma
tenga conto di una cosa, che questa storia non potrà continuare a
lungo, questa storia non può essere l'epicentro di un dibattito
politico stancante e inutile che dovrà, prima o poi, porsi una
fine.
Cosa voglio dirle, signor Presidente, le voglio dire di tirare
dritto per la sua strada o scegliere di deporre le armi e scaricare
questa crisi sul suo partito e, come abbiamo detto nel documento i
Capigruppo del centrodestra, affrontare alcune questioni che sono
praticamente emergenze e che riguardano la necessità che questo
Parlamento si affretti sul piano legislativo e poi andare al voto,
oppure lei rompe col suo partito e si presenta qui dicendo Io ho
un Governo mio personale, mi offro al Parlamento per un serio
dibattito per affrontare i problemi ; perché su quest'argomento
delle cose da fare, signor Presidente, voglio farle due esempi: uno
è quello dei rifiuti.
Un mio amico, che è vicesindaco di un paese ha ricevuto una
telefonata da un dirigente del Gabinetto all'Assessorato dell'acqua
e dei rifiuti per discutere sul tema dei rifiuti. Questo signore,
il cui nome inizia con la P., ha avuto l'incontro con il
vicesindaco e dopo il colloquio, qualche giorno dopo, l'ho
incontrato in città e gli ho detto: qual è la tua impressione
rispetto a questo dibattito - premetto che il signore che ha
incontrato il vicesindaco non è siciliano - mi risponde: non
conosce la legge e ti posso dire che è zero' , ciò significa che
un Dirigente del Gabinetto del Governo convoca amministratori degli
enti locali non conoscendo la legge e non essendo in grado di fare
un confronto Siamo al ridicolo
Perché, invece, di assumere iniziativa politica, l'Assessore e il
Governo danno un immagine, ai nostri amministratori locali, di
soggetti sbandati, di un Governo allo sbando la cui proroga scadrà
il 30 settembre prossimo e gli amministratori non sanno che cosa
fare: se fare un gara d'appalto, se continuare in proroga, ma la
proroga di una società che è in liquidazione, caro avvocato
deputato collega Ioppolo, mi chiedo: è possibile? E' possibile
continuare a lavorare? Non c'è una risposta da parte del Governo su
un argomento così importante.
E sull'acqua ci siamo confrontati. Ho la vaga sensazione che il PD
si voglia immolare solo esclusivamente sulla questione ideologica,
però le voglio dire ancora un'altra cosa: lei non può andare a
Sciacca a sostenere che i sindaci che hanno ceduto le redini hanno
sbagliato e questo Assessore va in Commissione e sostiene invece
che va applicato l'articolo 7 dell'ultimo decreto legge n. 133 il
cosiddetto sblocca Italia che consente, invece, di procedere
secondo quella che è stata, sino ad oggi, la legislazione nazionale
ed europea che pone fine a tutti gli equivoci.
Due persone dello stesso Governo, di cui uno è il titolare e
l'altro è il suo uomo designato in una struttura, che è quella
dell'acqua e dell'energia, che dicono una cosa diversa rispetto
all'altro.
Allora, o noi assumiamo una scelta e corriamo prima del 30
settembre oppure il Presidente ha sciolto il nodo dell'acqua.
Cari colleghi il nodo è sciolto, si nomina un Commissario, giorno
30 si insedia, sblocca il miliardo e quattrocento, il Presidente
farà buona figura con il popolo siciliano dicendo che lui non
c'entra niente e la colpa sarà del Parlamento che non ha approvato
il disegno di legge.
Credo non sia una cosa corretta, che non sia giusto. Credo che il
Presidente avrebbe dovuto, a tutti quanti, indicare la via maestra
dei disegni di legge che ha anche annunciato in questo Parlamento
perché questi potesse pronunciarsi, potesse discuterne, potesse
dire la propria, fermo restando ovviamente le delusioni che possono
insorgere tra maggioranza ed opposizione, ma le assicuro che
l'interesse di tutti quanti in quest'Aula è produrre leggi positive
ed importanti per la Sicilia.
Ho l'impressione che questa Sicilia si voglia soltanto
amministrarla e gestirla e non compiere attività legislativa.
Noi, che siamo del centro destra, in un documento, abbiamo detto
che vorremmo andare per la nostra strada. Al Presidente
dell'Assemblea chiedo il rispetto del Regolamento interno dell'ARS.
Ci sono disegni di leggi che giacciono nelle Commissioni da mesi
Il Presidente avochi alle sue competenze, li mandi in Aula e ci
confronteremo in Aula Per il resto non siamo in condizioni di
dirimere la partita che ha il Presidente della Regione con il
Partito Democratico e con tutti gli altri affiliati perché
purtroppo rispetto a questo siamo impotenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è tale la
confusione che regna in quest'Aula, in questa legislatura e per la
verità non solo in questa legislatura, che è difficile anche avere
la visione di un sogno.
Devo dire che il Presidente Crocetta, ho preso qualche appunto dal
suo discorso eccezionale, non mi ha dato la grande indicazione
circa la scelta del sogno univoco perché ha iniziato con questa
frase percorsi comuni, ma non necessariamente comuni'.
La prima frase percorsi comuni, ma non necessariamente comuni ,
eccezionale, sublime, percorsi comuni, ma non necessariamente
comuni .
Ora, onorevoli colleghi, Presidente, lei capisce bene che cerca di
districarsi in questa legislatura difficile, paradossale e quando
ascolta indicazioni come questa la difficoltà aumenta, ma la
difficoltà aumenta perché ognuno di noi non ha riflettuto
abbastanza su come è iniziata questa legislatura.
In questa legislatura non c'è stato un vincitore delle elezioni,
ci sono state tre minoranze: una minoranza appena più grande delle
altre, ma è stata sempre minoranza.
Il tallone di Achille, di tutto ciò che è seguito dopo, parte da
qua: dalla pretesa di un Partito Democratico che, avendo perso le
elezioni, ha preteso fin dall'inizio imporre ad un governatore
eletto direttamente dal popolo che attraverso la legge, sbagliata,
ma è una legge tanto è che è una legge perché dà un vincitore, non
ha una maggioranza e si vuole imporre a questo governatore una
scelta obbligata di assessori che servono ad occupare poltrone e ad
assecondare prebende.
A che titolo il Partito Democratico, con il suo 13,01%, perché
questo è il risultato elettorale che ha ottenuto alle regionali,
13,01%, pretende di imporre i suoi uomini a occupare tutte le
poltrone dello scibile umano.
Da lì parte tutto, da lì parte l'inganno di un Presidente che
tutto vuole fare tranne che governare, di un Presidente che tutto
vuole fare tranne che occuparsi dei problemi reali della Sicilia,
di un Presidente che ha fatto qui di un discorso di oltre un'ora e
20 minuti per denunciare le pressioni costanti che riceve
giornalmente da parte della sua maggioranza e da parte del suo
partito per ottenere raccomandazioni, per ottenere prebende, per
ottenere sgabelli, per ottenere posti di sottogoverno e addirittura
di Governo.
Allora, la grande bugia che si è propinata ai siciliani finora è
da analizzare alla luce di queste considerazioni, di fronte ad un
Presidente che rivendica l'autonomia del Presidente eletto e,
quindi, la possibilità dello spoil system, è quello che ha detto
Crocetta, di fronte ad un Presidente che si sente attaccabile e
attacca chi nel suo partito addirittura lo denuncia in Procura per
voti di scambio, si riferiva certamente a un componente del PD,
del siracusano forse, si riferiva forse all'onorevole Marciano che
è di Siracusa e che ha minacciato di denunciare per voto di
scambio, uno pensa e riflette che poteva riferirsi a questo.
Di fronte al fatto che, in Aula, il Presidente ribadisce che non
ha interessi personali da difendere non nelle autolinee, non negli
alberghi, né sui fondi europei, lascio intendere Presidente che
buona parte del suo partito o della sua maggioranza o della
maggioranza che lo sostiene, invece, hanno interessi di questo tipo
e vogliono occupare il potere, anche le seggiole, perché vogliono
accaparrarsi condizioni di favore, vogliono mettere le mani sui
fondi europei, vogliono mettere le mani sulle prebende della
Regione.
Di fronte ad un Presidente che denuncia in Aula che si assiste ad
una proliferazione dei candidati e non certamente da parte
dell'opposizione, che sarebbe legittimo, parole del Presidente, ma
da parte della sua maggioranza, si riferiva a chi? A Cracolici? A
Leanza? A esponenti della sua maggioranza
Di fronte ad un Presidente che denuncia che ci sono alcuni sindaci
falliti che non sono in grado di dare risposta alle proprie città e
che, invece, si vogliono candidare presidenti, si riferiva ad
Orlando? A Bianco?
Di fronte ad un Presidente che utilizza l'espressione parenti-
serpenti' - lo diceva prima l'onorevole Di Mauro - di fronte ad un
Presidente che dice apertamente che mentre l'opposizione ha fatto
finora il suo dovere e che fa un attacco politico alla politica
fallimentare di questo Governo, si è in presenza invece della
maggioranza - se ancora si può chiamare tale - che invece attacca
per le poltrone.
Di fronte ad un Presidente che denuncia il malaffare nelle ASI, le
pressioni sulle ricevute sulle nomine. Dice di ricevere migliaia di
telefonate al giorno per raccomandazioni nella sanità.
Di fronte ad un Presidente che denuncia che la discontinuità da
lui rappresentata non è stata assecondata dalla maggioranza e dal
suo partito.
Di fronte ad un Presidente che dice se un partito può stare
all'opposizione quando esprime il Presidente della Regione.
Di fronte ad un Presidente che dice che sia inaccettabile che un
partito riunisca la direzione per deliberare il nome degli
Assessori.
Di fronte ad un Presidente che dice di denunciare il partito che,
con giochetti vari, cerca di impedire il cambiamento.
Di fronte a tutto questo perché continuare a prenderci in giro?
Che Crocetta non voglia, non sia in grado di governare, lo abbiamo
capito, quello che ancora non abbiamo capito e che non hanno capito
milioni e milioni di siciliani è il ruolo del PD e di questa pseudo
maggioranza.
Quello che non hanno capito gli ottomila della formazione, mandati
allo sbando, mandati al macero, i ventisettemila forestali che
attendono lo stipendio e attendono di completare le giornate che
non completeranno, quello che non hanno capito gli operatori della
sanità, quello che non hanno capito i giovani disoccupati, quello
che non hanno capito tutti i siciliani è a che gioco gioca il
Partito Democratico?
Che significa che un partito che ha perso le elezioni, che non ha
la maggioranza, che pretende le poltrone e che poi si trincera
dietro un possibile voto ad una mozione di censura alla Scilabra
che sa bene che non ha nessun diniego di carattere giuridico-
amministrativo e magari non dice nulla sugli altri undici
assessori. Perché?
Perché la mozione sulla Scilabra per la questione del click day e
non c'è invece la mozione sugli altri undici assessori Gli altri
undici assessori hanno adempiuto in pieno il loro mandato? Hanno
brillato per essersi messi in luce, per efficienza, capacità,
amministrativa, risoluzione di problemi? Forse non c'è il problema
dei rifiuti in Sicilia? Forse la sanità va a gonfie vele? Forse il
turismo ha incrementato in questi anni il numero di visitatori?
Forse il lavoro è alla portata di mano di tutti i siciliani? Per
non parlare delle infrastrutture Per non parlare dei beni
culturali
Allora perché trincerarsi dietro la vergogna di una mozione di
censura con il solo scopo di non rischiare di dovere andare a casa
e sottoporsi al vaglio degli elettori e cercare di liberare un
posto in Giunta per ottenere quell'altra poltrona e - l'altra
vergogna - quella di far trapelare come se ci dovesse essere un
inciucio possibile tra maggioranza e opposizione sulla base della
vicepresidenza dell'ARS, ma stiamo scherzando
La vicepresidenza dell'ARS tocca all'opposizione oppure dobbiamo
dedurre che siccome sono affamati di poltrone sarebbero anche
capaci di prendersi quello strapuntino, anche lo strapuntino della
vicepresidenza, affamati come sono di poltrone Che relazione c'è
tra le due cose? La verità è che siamo in presenza di un PD che non
ha mai dimenticato quella frase bellissima partito di lotta e di
governo Quanti di voi ricordano questa frase
MARZIANO. Cossutta ha scritto un libro.
FORMICA. Quindi, partito di lotta e di governo , è stato il
grande vessillo, la grande bugia di questo PD che ancora insiste
nel cercare di ammantare di valenza politica un fallimento che è da
ascrivere solo a questo PD che, di fronte ad un Presidente della
Regione, che manifestamente, lo ha detto oggi in Aula, non è
interessato a governare, non ha nessun interesse da difendere, non
vuole farlo, non vuole essere interessato agli sgabelli, alle
poltroncine, ai sottogoverni, bene, di fronte al Presidente della
Regione che è in queste condizioni, anziché pensare a farlo
governare o a presentare una mozione di sfiducia nei confronti del
Governatore, si guarda bene dal farlo, cerca l'aiuto
dell'opposizione per fare passare una mozione di censura.
Voglio ricordare a tutto il Parlamento che nella passata
legislatura abbiamo già votato una mozione di censura che è passata
nei confronti dell'assessore Russo. Conseguenze zero Meno di zero
Forse il PD non potendo avere da parte di Crocetta le prebende che
cerca, cerca in tutti i modi di coinvolgere il Parlamento, non per
risolvere i problemi dei siciliani, non per dare lavoro a chi non
ce l'ha, non per risolvere il problema del disastro province, ma
semplicemente per cercare attraverso qualche poltroncina in più di
fare la quadra, come dice il buon Bossi, di cercare la quadra
all'interno della quale andare a fare accomodare qualche suo
esponente.
Questa è la drammaticità del momento che viviamo. Allora si
presenti la mozione di sfiducia a Crocetta se se ne ha il coraggio
e ognuno si prenda la responsabilità di fronte ai siciliani di
votarla perché non è a scrutinio segreto, ma è con voto palese e
bisogna, davanti ai siciliani, denunciare un sì o un no. La si
finisca di ricattare un Presidente eletto, soprattutto nella
condizione di essere stata una infima minoranza rispetto ai partiti
che si sono presentati, e da quell'infima minoranza, anche alla
luce delle ultime elezioni europee che per il PD sono state un
disastro in Sicilia. Perché voglio ricordare che, mentre nel resto
d'Italia il PD ha preso il 40,8%, quasi il 41%, in Sicilia si è
fermato al 32% ma se togliamo l'apporto di Articolo 4, del Megafono
e dei DRS non ha preso neanche il 15%. Questa è la verità
Ed allora, o si ha il coraggio vero e reale di presentare una
mozione di sfiducia, altrimenti i giochetti ormai i siciliani li
hanno compresi, li hanno compresi appieno e per il PD il tempo dei
giochetti e di fare il partito di Governo e di lotta è finito. Quel
tempo è finito da tempo e nessuno si fa prendere più in giro, né
tanto meno ritengo che il Presidente Crocetta vi voglia mettere
nella condizione di tirarlo per la giacchetta. O si dimette o
presentate la mozione di sfiducia, ma finitela, finitela con i
diversivi, con le mozioni di censura, con l'attaccare questo o
quell'altro dei dodici assessori che ci sono, perché io ritengo che
rispetto all'operato di ogni singolo assessorato, i miei colleghi
hanno fatto un elenco delle disgrazie che viviamo tutti i giorni,
non c'è un assessore che si salva.
Allora abbiano il coraggio di presentare una mozione di sfiducia,
altrimenti si cospargano il capo di cenere davanti ai siciliani per
aver scelto il Presidente Crocetta.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Marziano,
Leanza, Fazio, Gullo e Lentini.
Onorevole Marziano, ha facoltà di parlare.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel corso del suo
lungo e anche un poco estenuante per tutti noi discorso il
Presidente Crocetta si è chiesto se non fosse eccessivo, se non sia
eccessiva una denuncia per voto di scambio e turbativa elettorale
per avere nominato un assessore al territorio e all'ambiente
esponente del PD del Comune di Rosolini dove, a meno di una diversa
decisione del CGA nell'udienza di domani, il cinque ottobre si
dovrebbero svolgere le elezioni. E ha detto: ma figuriamoci se io
mi infilo in queste vicende . Non mi posso interessare delle
questioni che riguardano una situazione locale, un deputato locale,
diciamo banalità di poco momento. Ed invece devo dire al Presidente
Crocetta che i suoi atti, le sue scelte, vanno in direzione
assolutamente opposta.
Vedete, la nomina dell'assessore Gerratana, giovane democratico
delle mia provincia al quale in altra occasione e in altro momento
avrei augurato buon lavoro, mi sarei messo a disposizione al
servizio del territorio, l'avrei considerata un arricchimento
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Marziano. Invito il deputato
questore onorevole Ruggirello ad intervenire in quanto l'onorevole
Turano dovrebbe mettere la giacca altrimenti si accomoda fuori.
MARZIANO. Ripeto, una nomina che in altra occasione tutti i
democratici della provincia di Siracusa avremmo salutato con grande
soddisfazione. Gli stessi cittadini della zona sud avrebbero visto
come un arricchimento, un collegamento fra un'area importante della
provincia ed il Governo regionale, in questo caso è invece il
frutto di un patto scellerato, consumato nelle stanze della
Presidenza della Regione. Un patto scellerato che prevede lo
svuotamento elettorale del partito del Presidente perché il
candidato più autorevole di quella lista deve non farsi votare,
quindi lo svuotamento della lista del Presidente Crocetta, Il
Megafono. L'attribuzione, il sostegno invece al Partito
Democratico, ad un candidato che in questo caso è il mio, non dico
competitore o concorrente, perché si è competitori o concorrenti
quando si usano mezzi leciti, quando si usano mezzi illeciti e
illegittimi si è avversari.
Quindi, svuotare il Megafono, riempire il Partito Democratico
attraverso il voto al mio avversario primo dei non eletti nella
lista del PD ed in questo modo ottenere un risultato, togliersi dal
giro due deputati sgraditi, uno perché l'onorevole Coltraro non
sarebbe più in sintonia col Presidente Crocetta e l'altro perché,
come marchio di infamia, avrebbe quello di essere cuperliano.
Quando ho annunciato la presentazione dell'esposto per verificare
se ci siano le condizioni, se si possa ravvisare il voto di scambio
e la turbativa elettorale, mi ponevo il problema di come dimostrare
questa cosa, cioè di come supportarla con dati di fatto. Parlando
con il mio legale mi ha detto che non abbiamo più bisogno di
supportare nulla perché per supportare questa mia tesi basta
riportare gli articoli di giornale che hanno seguito la nomina
dell'assessore Gerratana.
Leggo testualmente quello che afferma l'avvocato Giuca, candidato
nella lista del Megafono che adesso non si deve votare per fare
votare il mio avversario nella lista del PD. Una nomina avvenuta
grazie al sostegno del deputato nazionale Davide Faraone, del
sindaco Giancarlo Garozzo di Siracusa e del primo dei non eletti
alle elezioni regionali Giovanni Cafeo. E Giuca li ringrazia. Sono
stati leali e da parte mia sono impegnato a dare una mano a Cafeo
alle prossime elezioni regionali, a lealtà si risponde con lealtà.
Ed è per questo che già mi sono attivato in questo senso. Avevo
detto che è uno svarione' dell'avvocato Giuca che dice queste cose
e mi evita di dovere dimostrare la cosa al giudice ed invece,
all'indomani, in occasione della presentazione ai democratici del
nuovo assessore, si torna sulla cosa. Presente tra il pubblico,
infatti, Giuca ha chiamato ad intervenire Giovanni Cafeo, il
renziano che adesso si contende il seggio all'ARS con Bruno
Marziano. Vi risparmio i contenuti di questa cosa, cioè che alla
presentazione del neo assessore c'è uno dei candidati, tanto per
dimostrare che questa nomina, oltre ad essere l'ultimo atto di
ostilità nei confronti di una componente politica che ha sostenuto
il Presidente Crocetta lealmente alle elezioni, anche il risultato,
vedete Faraone, il sindaco Garozzo, Cafeo, tutta gente che non
avrebbe titolo ad intervenire nelle vicende. Si potrebbe dire una
nomina di partito.
Ma vedete, la segretaria del partito ha protestato per non essere
stata assolutamente informata. Quindi non è una nomina di partito,
è il frutto dell'assedio di un pezzo del partito nei confronti del
Presidente Crocetta. Quel cerchio tragico che lo sta portando alla
condizione in cui siamo oggi. Quale era infatti la ragione di
questa sostituzione fulminea? Chiudere ogni spazio al dialogo con
il suo partito, dare una ulteriore dimostrazione di ostilità ad una
componente di più della metà del gruppo parlamentare del PD,
rinnegare e stracciare una decisione degli organismi dirigenti del
Partito Democratico.
Non si domandi allora il Presidente la ragione del mancato
sostegno al suo Governo da parte di alcuni di noi. Anche se vorrei
ricordare che il Presidente ha citato il Testo Unico delle Attività
produttive, a dimostrazione di come si può essere istituzionali e
fare le battaglie politiche.
Quel testo, che consta 230 articoli, è stato approvato nella mia
Commissione in tempo record, e non penso che ci sia nella storia di
questa Assemblea, un esempio di questo tipo. Un disegno di legge
governativo, approvato in tempo record in una Commissione
legislativa, con un'azione di concertazione, di ricerca del
consenso, di confronto, mai verificatisi prima.
Così come, lo devo dire al merito dei due assessori
all'agricoltura con cui ho avuto modo di interloquire; non c'è atto
del Governo che serva a risolvere problemi degli agricoltori che la
Commissione non abbia portato avanti.
Non è solo un problema di calo drammatico di popolarità del
Presidente Crocetta, è un giudizio che ormai investe fasce varie di
popolazioni, e non mi voglio unire al coro di quelli che parlano
del fallimento del clik day, che c'è stato, ed è stato un
fallimento planetario.
Dico che quando ci siamo presentati alle elezioni con il
Presidente Crocetta, abbiamo detto riforme senza macelleria
sociale. Voglio capire che cos'è essere intervenuti in un settore
ed avere determinato diecimila famiglie sul lastrico. Se è questa
la riforma, non è quella per la quale ci eravamo presentati alle
elezioni.
Non c'è bisogno di un Governo regionale per fare una riforma che
decide di azzerare un intero settore. Come si fa ad imputare
all'informatica il flop planetario di quel piano giovani in cui i
giovani siciliani, avevano riposto tante speranze.
Concludo perché non voglio prendere molto altro tempo dei
colleghi, ma li invito a considerare che c'era anche un fatto
personale in questa vicenda; basta con il vertiginoso ricambio di
assessori, per ragione sempre diverse, Crocetta bis, Crocetta ter.
Penso che possiamo ancora non tradire la fiducia che i siciliani
hanno riposto nei nostri confronti, solo se il Presidente Crocetta
decida di avviare un nuovo inizio, di formare un Governo che abbia
il supporto dell'Aula, che affronti veramente le riforme e, a
partire dalla sua maggioranza, chieda il sostegno delle altre forze
dell'Aula
Solo così non sarebbe tradimento e ricerca o conduzione del
Governo, giorno per giorno, ed una fine ingloriosa che non
tarderebbe a venire.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non ci sono osservazioni, direi
di chiudere le iscrizioni. Si è iscritto a parlare anche
l'onorevole Greco.
E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che non
ci sia il Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, onorevole
Ardizzone, perché volevo lamentare l'assenza del Presidente della
Regione ad un dibattito in cui il protagonista principale era il
Governo.
Se non sbagli l'ordine del giorno recava: Comunicazioni del
Presidente della Regione.
Si tratta di una forma politica importante, come quella che
presiede il Parlamento della Regione, e mi sembrava opportuno che,
con tutte le difficoltà del momento, almeno avesse avuto il buon
gusto di ascoltare, perché ritengo che in questo momento, questa
era una grande occasione politica per poter chiarire tantissime
cose.
Ed è un'occasione perduta, sarà un dibattito in cui ognuno dirà
quello che pensa, ma è un'occasione perduta perché poteva essere
una grande occasione di chiarimento, di riflessione, di svolta, di
scambio, di convincerci anche delle tante cose giuste che ha detto
nel suo intervento il Presidente o anche se possibile, di indicare
qualche strada nuova, che nell'intervento del Presidente della
Regione manca.
Ne manca più di una strada nuova, ma certamente mancano tanti temi
che ovviamente, non ha potuto dire.
Una grande occasione perduta e mi dispiace tantissimo e in
quest'occasione perduta il Presidente un po' di spunti importanti
li ha dati.
Il Presidente ha detto: vorrei governare in pace'. Io sono
convinto, mi auguro, spero, ho sperato dal primo giorno del suo
insediamento che questo Presidente della Regione potesse governare
in pace, perché un presidente della Regione ha l'obbligo di
governare in pace, ha l'obbligo di cercare le soluzioni migliori,
le soluzioni migliori per litigare con il Parlamento, con le forze
sociali. Io sono convinto che molto spesso il Presidente della
Regione si lascia andare forse un po' più alla polemica che il suo
ruolo istituzionale, in qualche modo, gli impone. Io sono convinto
che anche questo è un grande errore, un errore grande quanto una
casa.
Vorrei fare una domanda e peccato che lui non c'è, anche se ci
sono gli assessori. Vorrei dire proprio al Presidente della Regione
che la lite continua, ma a chi giova? A cosa serve? A chi serve una
lite continua? Sono convinto che non serva al Presidente della
Regione perché, come dice lui, ha voglia di governare in pace.
Perché un padre di famiglia ha bisogno di stare in famiglia in
pace, di governare la sua famiglia in pace. Un sindaco sa quanto
sia importante governare in piena sintonia ed in piena armonia.
L'armonia e l'equilibrio sono valori fondamentali per amministrare
bene la cosa pubblica con tutte le rotture che un presidente come
questo può fare, rotture strutturali, di discontinuità, però
l'armonia e l'equilibrio sono valori essenziali.
Allora, a chi serve questo? Non serve al Presidente della Regione,
non serve alla Sicilia, non serve ai siciliani. Vuoi vedere che a
qualcuno serve? Ai suoi cortigiani, signor Presidente, cari
colleghi. A qualche cortigiana che magari, ogni tanto, ha piacere
di dire al Presidente della Regione tu sei il migliore e quel
Parlamento di maledetti non ti vuole fare governare'. O magari gli
dice: guarda, tu sei il migliore, ma quelli alla fine hanno
vinto . Forse serve a loro. Ma certamente non serve al Presidente
della Regione, e mi dispiace che un Presidente di una intelligenza
particolare come è quella che ha il Presidente Crocetta non capisca
questo.
Forse serve a tutti quei parlamentari della cosiddetta maggioranza
che, non mettendo mai piede in Aula e votando quando c'è da votare,
magari come franchi tiratori, sono i preferiti del Presidente della
Regione. Sono quelli che magari il Presidente della Regione ascolta
perché gli diranno che qualcuno sta parlando male di lui in un
corridoio, o che qualcun altro sta facendo chissà che cosa.
Forse, quando dicevo di un'occasione perduta, è un'occasione
perduta perché oggi il Presidente della Regione ci ha chiesto di
parlare di politica ed io accetto la sfida della politica. Solo
della politica. Non chiederemo nulla al Presidente della Regione.
Gli chiediamo solo una grande sfida sulla politica, sul cambiamento
di questa terra ed allora io su questo sono assolutamente convinto
che questa è un'occasione perduta. Perché sarebbe stato molto
importante farci una chiacchierata. Quante volte voi avete
ascoltato qualcuno che dice che bisogna fare le riforme, le
riforme, le riforme e ci siamo ritrovati che il Presidente della
Regione ci ha indicato sei riforme di cui tre di iniziativa
parlamentare e tre di iniziativa governativa.
Presidente della Regione, in questo Parlamento ci sono 900 disegni
di legge assolutamente innovativi, assolutamente importanti che
possono cambiare la Sicilia, ma non è con questi disegni di legge,
con questi piccoli sei disegni di legge, importanti per carità, che
si cambia la Sicilia. Quanti amici vicino al Presidente della
Regione parlano costantemente di riforme?
Io mi aspettavo una grande svolta sulla green economy, qualcosa
importante su base larga, sui giovani in maniera particolare. Mi
aspettavo un cambio incredibile con sei, otto, dieci disegni di
leggi, con un articolato importante in cui finalmente questo
Parlamento si confrontasse.
Ed invece no Presidente della Regione, non sono questi soltanto i
disegni di legge che noi dovremmo accelerare. Il testo sulle
attività produttive, lo ha detto l'onorevole Marziano, è già pronto
nonostante abbia circa 220 articoli.
Abbiamo auspicato che il diritto allo studio arrivasse in
Parlamento e diamo atto all'Assessore che l'ha presentato. Io l'ho
presentato nel 2012, uno dei primi miei disegni di legge, sono
felice che c'è il diritto allo studio, sono felice che c'è
finalmente, dopo venti mesi, una legge sulla formazione, sulla
nuova formazione.
Poi magari il Presidente della Regione ci spiegherà anche perché
ci sono voluti venti mesi, va benissimo venti mesi, però va bene la
lotta alla burocrazia, ma c'è l'Assessore Valenti, la legge n. 5,
quella della dott.ssa Chinnici, la dobbiamo migliorare, dobbiamo
capire qual è l'intoppo, dobbiamo fare una legge nuova. Allora, non
penso che ci sia bisogno di stravolgere chissà che cosa, già la
legge n. 5 individua le responsabilità di chi sbaglia, i tempi, e
non so cosa dobbiamo ancora burocratizzare, però va benissimo. E'
un emendamento.
Ma tutto questo attiene alla politica, e mi avrebbe fatto
enormemente piacere se in questo dibattito ci fosse stato anche il
Presidente della Regione, anche relativamente alla sua replica, ad
ascoltare chi in qualche modo, da tanto tempo, cerca di dire cose
importanti per quanto riguarda il cambiamento della Sicilia, quello
vero.
Il Presidente della Regione ha detto delle cose vere: con lui c'è
stata una lotta agli sprechi senza se e senza ma, straordinaria,
eccellente; c'è stato un risanamento, l'avvio di un risanamento dei
conti della Regione incredibile, con tagli da parte dello Stato
senza precedenti e che questo Governo e questo Parlamento hanno
fatto. E' vero, la spesa dei Fondi europei è aumentata più del
doppio con questo Governo, in soli due anni, molto di più del
doppio. Però vorrei ricordare anche questo al Presidente della
Regione: se qualcuno si insediasse il primo gennaio del 2015, le
assicuro che il 2015 spenderebbe quasi quattro anni, perché quando
si fa la rendicontazione dei Fondi europei, ovviamente gli ultimi
anni sono quelli dove si certifica di più. Però va dato atto al
Presidente della Regione che ha fatto un grande lavoro in questo
senso ed in tanti altri campi.
Ed allora, perché fare un dibattito monco, perché non utilizzare
questa grande occasione per ricompattare non la sua maggioranza,
per ricompattare gli uomini della sua maggioranza, su un ideale, su
un progetto importante che non può essere solo ciò che dice il
Presidente della Regione e che si riferisce anche al programma
elettorale. Io penso che c'era bisogno oggi di andare in una
direzione diversa, in cui il Presidente della Regione avviava,
accettava un forte dibattito con quest'Aula, un vero dibattito con
quest'Aula. Non doveva dare per scontato che tanto alla fine chi
parlerà di più, chi meno, contro il Governo, perché già c'è il
preconcetto, ma senza preconcetti, come diceva lui, a vremmo
accettato tantissimo questo suo modo di fare.
Il Presidente oggi ha fatto anche un ottimo intervento su tanti
punti, io lo condivido su tantissimi punti. Ed allora vorrei
semplicemente invitare il Presidente della Regione a riflettere, si
prenda una pausa di riflessione, utilizzi questo dibattito, non le
cose che ha detto l'onorevole Falcone, sempre le solite, perché è
abituato a parlare ed è abituato a perdere, sempre perde
l'onorevole Falcone, perché fa parte di un partito, Forza Italia,
ed ha purtroppo questa sorta di psicosi, di sudditanza psicologica
rispetto a chi è più forte di lui, a chi forse è più bravo di lui,
a chi comunque, in qualche modo, senza avere padrini e padroni, ha
fatto la sua strada ed ha questo problema.
Noi abbiamo reclutato dieci persone, loro che sono un grande
partito nazionale - sono sei persone - hanno reclutato altre
persone. La nostra colpa è che noi siamo credibili e che lui non è
credibile; non è credibile perché non è credibile il progetto di
Forza Italia; non è credibile perché lui non è credibile per il
semplice fatto che non ha mai aggregato una persona, non sa cosa
sia la parola dedizione, e poi viene qui a parlare e parla, parla,
parla. Sono felice, onorevole Falcone, di essere diverso da lei,
felicissimo. Sono onorato di avere fatto l'Assessore per la
pubblica istruzione nel biennio 2006-2008, ai beni culturali di
questa Regione, e che in quel periodo sono stati finanziati oltre
un miliardo di euro per rimettere in sesto i nostri enti culturali.
In quel periodo si parlava dell'industria del cinema, in quel
periodo la pubblica istruzione era la buona scuola della Sicilia,
era un esempio a livello nazionale, in quel periodo sono state
fatte tantissime di quelle cose che lei sogna, e sono pronto a
sfidarla in qualunque dibattito pubblico.
La stessa cosa vale nel 2009, e vorrei ricordare all'Assessore al
lavoro i cantieri scuola, con 37 mila persone che hanno ricevuto e
che hanno fatto 1700 opere vere, e la gente che nella stragrande
maggioranza ha lavorato. Il piano della povertà, la grande
battaglia sulla stabilizzazione, non di quelli che scompaiono
adesso, che sono per la stabilizzazione dei precari, neanche sanno
chi sono i precari, non ci hanno mai dormito a Roma con i precari,
non sono mai andati nelle strade con i precari, non si sono mai
confusi con i precari, non sanno chi sono i loro figli, e ci
parlano di precari, precari degli enti locali.
Oggi fa moda parlare di precari, e questi parlano dei precari, e
poi i voti non li prendono, perché la gente capisce ed alle europee
vota noi, il nostro candidato, 94 mila voti ed un partito fuori
casa, il loro candidato che doveva mangiarsi il mondo prende 60
mila voti. E c'è una differenza. Noi li abbiamo presi solo con
Giuffrida. Né padrino né padrone, una proposta politica chiara, in
tutte le nove province, con la dignità di ogni deputato che ha
cercato i voti. Una persona per bene, una persona capace e per un
progetto politico.
E parlano di precari, di lavoro, ma non sono mai andati in una
vertenza. Lo sanno cos'è la Cesame? Lo sanno cos'è la vertenza
della Milmex? Lo sanno che cos'è la vertenza di quegli sventurati
che oggi sono sul teatro Massimo Bellini? Lo sanno che il
sottoscritto ha presentato sei disegni di legge e non è stata mai
impugnata una virgola dal Commissario dello Stato sul cinema, sul
teatro Massimo Bellini, e su tantissime cose? Non lo sanno, però
parlano di lavoro, non sanno cosa sia la vertenza, ed anche il
Presidente della Regione si è dimenticato nel suo intervento, le
tantissime vertenze non chiuse. Il grande dramma del mondo del
lavoro è quello là, bisognava partire da questo, Presidente della
Regione: povertà, lotta all'esclusione sociale e lotta alla
disoccupazione.
Io mi aspettavo un intervento in questa direzione che ci diceva:
Onorevoli colleghi, dateci una mano, metteteci in condizione di
fare una battaglia importante, facciamo in maniera tale che la
Sicilia diventi un esempio . Questo avrei voluto ascoltare dal
Presidente della Regione, e mi dispiace che questo non sia
avvenuto. Il Presidente della Regione sostiene che ogni tanto gli
blocchiamo l'azione di governo, ma nessuno può bloccare l'azione di
governo.
Io non penso che ci sono stati Assessori che abbiano bloccato
l'azione di governo. Una cosa è l'azione legislativa, ed abbiamo
approvato, io solo assieme agli altri 9 deputati dell'Articolo 4,
tutte e 10 le proposte che il Presidente della Regione ci ha
avanzato nelle ultime tre finanziarie, di tutte le leggi, in ogni
momento.
In Giunta non mi risulta che il nostro Assessore abbia fatto le
barricate o abbia fatto chissà quali cose per bloccare l'attività
amministrativa. La verità è una sola: come movimento Articolo 4
abbiamo la coscienza a posto e vogliamo parlare di politica.
Vogliamo parlare di politica col Presidente della Regione, col PD e
con gli altri partiti, ma vogliamo parlare di sviluppo, di
un'attenzione particolare che dobbiamo mettere, perché in questo
momento, è vero che tutto passa dalle crisi mondiali, europee e
nazionali, e che si riversa in Sicilia in maniera drammatica, ma in
Sicilia abbiamo una drammaticità senza fine, una drammaticità
impressionante. Ed allora ho dato atto al Presidente della Regione
che ha fatto delle cose importanti.
Adesso c'è la seconda fase, e la seconda fase è quella di
costruire insieme, se è possibile. Costruire insieme e non nominare
insieme. Fare un percorso importante. Mi sarei aspettato non che si
parlasse dei manager, ma avrei avuto piacere che si parlasse di
rete ospedaliera, perché quello che decideremo nei prossimi giorni
in Commissione Sanità non sarà altro che la sanità dei prossimi
vent'anni.
Concludo con un appello rivolto al Presidente della Regione. Il
Movimento Articolo 4 c'è ed accetta una sfida, la sfida della
politica. Mi piacerebbe che lei recuperasse rapporti anche dentro
questo Parlamento con personalità importanti e con partiti
importanti. Vorrei rilevare soltanto un fatto: le divisioni dei
partiti non convengono al Presidente della Regione, lo ha detto
prima anche lui. I Presidenti della Regione è vero che vengono
eletti a suffragio universale, e quindi eletti dal popolo, ma senza
quei partiti che fanno gli apparentamenti, senza quei deputati
eletti, senza quei candidati non eletti, molto spesso non si fanno
i Presidenti della Regione. Questi infatti restano a casa, e quando
quelle persone non sono leali come siamo stati noi, la stragrande
maggioranza sono rimaste a casa perché votavano per altri e non
certamente per lui.
Noi al Presidente Crocetta l'abbiamo votato, lo abbiamo sostenuto
e vogliamo continuare a sostenerlo, però deve aiutarci anche lui,
deve convincerci a sostenerlo insieme alla sua Giunta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intendo
ovviamente ripetermi con gli interventi e soprattutto sul contenuto
dei richiami che i colleghi hanno fatto, sia di quelli che, in
qualche modo, hanno esternato l'opposizione nei confronti del
Governo Crocetta, sia di quelli che sicuramente l'hanno sostenuto
ed intendono sostenerlo.
Ho fatto semplicemente e solamente una considerazione: se gli
interventi di coloro i quali hanno sostenuto ed intendono sostenere
il Governo Crocetta sono di questo contenuto, credo che il Governo
Crocetta non abbia ancora molta strada da poter fare. Se oggi,
invece di essere qui nella sede dell'Assemblea, ci fossimo trovati
in un'Aula di un istituto scolastico ed il compito sarebbe stato
quello di svolgere un tema che avrebbe avuto il titolo Che
programma il Governo intende portare avanti? , sicuramente alla
correzione del componimento del Presidente Crocetta il risultato
dell'insegnante sarebbe n.c. , ossia Non Classificato. E questo
perché gli argomenti da lui trattati, molti dei quali sicuramente
erano fuori tema, dimostrano ancora una volta, a mio avviso, che
invece di affrontare il tema, il dibattito, il confronto ha cercato
in tutti i modi di schivarlo, e prova ne è, a conferma di ciò, la
sua assenza in Aula.
Sarebbe stato sicuramente molto più costruttivo confrontarsi su
alcuni temi fondamentali piuttosto che dispensarci alcune lezioni,
forse del tutto inadeguate, su alcuni argomenti e su alcuni temi
per poi in qualche modo lasciare l'Aula. Voglio credere che le sue
condizioni fisiche non gli hanno consentito di permanere, me lo
auguro e lo spero, in caso contrario sarebbe stato ed è
effettivamente abbastanza grave.
Non posso non esprimere il mio giudizio estremamente negativo.
Negativo perché lo dicono i numeri, lo dicono i fatti. Ma di quali
risultati si parla? Quali sono i risultati positivi che sono stati
conseguiti in tutti questi due anni?
E' vero, il Presidente ha rinunciato a tantissime situazioni e
credo che l'unica cosa che va a suo merito o a suo vantaggio sia
proprio questo. Rispetto al passato, un atteggiamento che rispetto
alla moralizzazione delle istituzioni completamente diverso.
Ma oltre a ciò, dove sono finite le riforme che lui aveva promesso
a tutti i siciliani? Dove è stata e dove è la svolta che lui aveva
auspicato in campagna elettorale e che ha consentito a lui e ai
partiti che sicuramente lo appoggiavano di potere in qualche modo
vincere le elezioni?
Ebbene, di tutte queste premesse è rimasto solo un ricordo. Che
dire, della situazione in cui ci troviamo per quanto riguarda
ovviamente i rifiuti, i precari, la sanità, forse il Presidente non
sa che è molte imprese stanno fallendo, stanno chiudendo i battenti
perché ancora non riescono a farsi pagare dalla Regione. Forse il
Presidente non sa che la situazione di inutilità che si aggrava
sempre di più è tale da determinare sicuramente anche il mancato
pagamento degli stipendi dei dipendenti. Eppure questo argomento,
questo tema non è trattato. Oggi mi sarei aspettato un intervento
incentrato su questo, sui programmi che si intendono portare
avanti, su come intervenire per evitare che la Sicilia affondi
sempre di più come sta affondando. Invece, appreso e toccato con
mano la irresponsabilità diffusa, in primis da parte del Presidente
della Regione, e poi nell'ambito di quei partiti e di quelle
persone che compongono quei partiti, o quella parte di partiti, che
forse si sono sentiti di averlo sostenuto in campagna elettorale, o
comunque hanno trovato una posizione diversa rispetto a quella che
erano convinti di trovare e poi di condividere.
Allora, io credo che al popolo siciliano non importa un fico secco
delle liti che il PD ha al proprio interno o con il Presidente
Crocetta. Non interessa affatto le beghe interne, ma vuole sapere
come potere risolvere il problema dei siciliani. Il problema non
viene risolto nell'ambito appunto dei dibattiti sterili quale è
quello odierno, senza alcun modo di capire ed individuare quali
sono i percorsi futuri che necessariamente devono essere
intrapresi.
A me non piace pensare e guardare al passato. Il passato deve
servire per esperienza, per evitare che nel futuro si possa
commettere lo stesso errore di chi ci ha preceduto. Invece così non
è. Cosa da oggi i siciliani devono pensare, e cosa dobbiamo
aspettarci se non un enorme preoccupazione diffusa sul fatto che
non vi è la maggioranza, non c'è un Governo e il Presidente, con il
maggior partito che lo sostiene non riesce a trovare sicuramente la
quadra.
Io lo spero, me lo auguro anzi, lo auspico, che non sia un
problema di poltrone, ne sono convinto. Conosco alcuni componenti e
credo veramente che non sia un problema di poltrone, ma credo che
coerenza e correttezza vorrebbe che il Presidente parlasse in
termini più chiari, non solo all'Assemblea, ma anche e soprattutto
ai siciliani. Come intende andare avanti laddove non riesca a
trovare una maggioranza che lo sostenga, che lo supporti e che
condivida le iniziative da lui poste in essere.
Come intende superare tutta una serie di problemi che sono sotto
agli occhi di tutti e che sono soprattutto sulle spalle dei
siciliani?
Non posso non contestare anche alcuni interventi che mi sono
sembrati ridicoli quando ho ascoltato che il Presidente sarebbe
intervenuto, per quanto riguarda la legge o il disegno di legge del
settore idrico, per far sì che effettivamente ci sia il sostegno
finanziario.
Presidente, è un anno che la legge è stata approvata dalla
Commissione e che giace e non c'è Conferenza dei Capigruppo dove
lei non ne abbia parlato o dove noi non ne abbiamo parlato.
C'è una novità che, probabilmente, lei non conosce - e mi dispiace
- la novità consiste nel fatto che il suo Assessore ha chiesto una
rivisitazione del testo esitato dalla Commissione e che ha già
chiesto che la Commissione si ripronunciasse ancora una volta.
Presidente, com'è possibile che la mano destra non sa cosa fa la
mano sinistra? E' inaccettabile Quella legge non può andare avanti
così com'è Ci sono state delle direttive ben precise di rivederla.
Non basta, non è sufficiente dargli il supporto finanziario tant'è
vero che in Commissione - se va a vedere - all'ordine del giorno
c'è l'esame del disegno di legge sul settore idrico.
Auspico che questa situazione, che è una situazione, per certi
versi, tutta interna ad un partito, non abbia delle refluenze così
gravi come effettivamente le sta avendo nell'ambito della
funzionalità dell'istituzione Regione.
Mi dispiace Presidente, tocco con mano, purtroppo, una paralisi
diffusa, una inerzia che è inaccettabile ed inconcepibile quando in
questo momento tutti dovrebbero fare il proprio dovere perché la
situazione è talmente grave che non è consentito a nessuno
anteporre il bene primario dei cittadini siciliani rispetto anche
al bene primario del partito cui si appartiene.
Non è possibile, non è accettabile riempirsi la bocca nei
confronti della collettività e della cittadinanza che, una volta
eletto, una volta rappresentante del popolo, l'unico interesse che
si va a perseguire sia l'interesse pubblico, quando nei fatti
invece lo si abbandona per strada per perseguire altri interessi.
Credo che in questi mesi, in questi anni, anche oggi lo abbiamo
toccato con mano, e credo lo abbiano appreso, ancora una volta, i
siciliani, sempre più stanchi di vedere la classe politica e stufi
di questa politica.
Come potergli dare torto? Come dargli torto quando arrivano,
Presidente - e so che le arrivano - tantissime lettere di gente che
ha enormi difficoltà a sfamare i propri figli, a campare la propria
famiglia e vedere tanta perdita di tempo piuttosto che occuparsi
dei problemi vitali dei siciliani e cercare in qualche modo di dare
delle risposte.
Mi auguro che risolva al più presto i problemi di natura politica
ed elettorale, in caso contrario, Presidente, non sia
irresponsabile, non sia così cocciuto, non fa un bene ai siciliani,
prenda - nell'ipotesi che non dovesse superare i problemi e i
limiti che i partiti o alcuni soggetti le pongono - rassegni le
dimissioni e faccia in modo che i siciliani tornino al voto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vullo. Ne ha
facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato diffidato
dai miei colleghi onorevoli Panepinto e Ferrandelli ad intervenire
per non più un minuto e trenta secondi. Dobbiamo dividerci i minuti
restanti. Avendo a disposizione così poco tempo cercherò di essere
telegrafico.
Presidente Crocetta, le dico le cose che oggi non mi sono
piaciute. Non mi è piaciuto il fatto della piscina, non mi è
piaciuto il fatto dei Gabinetti e delle raccomandazioni, non mi
sono piaciute alcune cose che lei ha detto e non mi sono piaciute
neanche le osservazioni fatte, perché lei sa meglio di me quello
che succede con i giornali. Lei sa che noi, come gruppo del PD,
facciamo capo al nostro Segretario nazionale, che è anche
Presidente del Consiglio. Noi le siamo stati vicini in questi mesi,
e lo saremo ancora.
Io non capisco come mai alcuni si lamentano di quello che succede
dentro il PD senza valutare una cosa importante, la cosa più
essenziale, e lei che ha una storia sicuramente importante non lo
fa, ed è quello che il PD è l'unico partito che esiste in Italia
oggi, nel bene e nel male. Si riunisce un organismo importante qual
è quello del Comitato regionale e del Comitato esecutivo, si
discute dentro il partito, si prendono delle decisioni e poi queste
decisioni, molte volte, si mettono in atto. Signor Presidente, lei
deve fare in modo che si torni alle ragioni della politica. In
molti stiamo valutando se questi benedetti sette o otto mila euro
valgano la nostra dignità. Molti di noi, io appartengo a questa
schiera, pensano che non ci interessano questi sette o otto mila
euro. A noi interessano i siciliani, ci interessa che questo
Governo vada avanti, e per andare avanti lei, signor Presidente
della Regione, deve ritornare alle ragioni della politica. Non sto
parlando con una persona che non ha fatto mai politica. Lei è nato
nel sociale, nel mondo della politica, ha fatto politica fin da
ragazzo. Tutto il resto lo metta da parte e torni alle ragioni
della politica. Solo con le ragioni della politica noi possiamo
dare a questa Regione uno sviluppo che è poi quello che si
aspettano i cittadini. Se cominciamo a parlare di tante altre cose
facciamo autogol.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
ringraziare il mio amico Leanza che ha detto tante cose vere, ma mi
ha derubato di qualche minuto. Questo è un confronto al quale
voglio partecipare per portare un contributo e per darle dei
consigli.
In questi due anni ho potuto constatare che in diversi ambiti,
nell'intero territorio del palermitano, tante voci si sono
susseguite parlando male del Presidente e del suo Governo. Ho già
detto e ribadisco ancora che a volte, signor Presidente della
Regione, la colpa non è solo del Governo, non è solo del
Presidente, ma di tutti coloro che non sono capaci di coadiuvare un
determinato percorso e renderlo virtuoso con il beneplacito dei
partiti che compongono questa maggioranza.
Signor Presidente della Regione, lei ha sbagliato tante volte,
spesso ci confondiamo con i nostri pseudo amici pensando che
qualche amico possa aiutare. E invece no La politica è fatta di
partiti, di movimenti, di associazioni, di persone. Non è il
Parlamento, non è lei, non siamo noi che dobbiamo sfiduciarla o
dobbiamo sfiduciarci, ma saranno i siciliani a sfiduciare noi tutti
per intero, perché veda all'esterno non si legge il Governo lavora
male, all'esterno si legge che la politica e i politici di questo
Parlamento e di questo Governo non sono capaci di iniziare un
percorso virtuoso.
Lei ha iniziato benissimo quando ha ridotto a macerie, e ha fatto
bene, tanti enti e tante cose che hanno distrutto veramente la base
virtuosa dei siciliani, che è il lavoro. Tante persone oneste si
sono fidate di noi votandoci, e tante persone oneste sicuramente
aspettano da noi, dopo due anni, un risultato, si aspettano che
inizi un percorso di rinascita e che inizi finalmente una procedura
che non debba essere solo di denunce, ma deve essere un percorso
volto al confronto con questo Parlamento. Perché questo Parlamento
in questi due anni è stato vicino, tutto, a volte criticando, ma
sicuramente abbiamo portato a compimento tante di quelle cose,
tanti di quei progetti che lei ha voluto che si portassero avanti a
iniziare dalle province. Siamo partiti i primi e arriveremo gli
ultimi, mi auguro di no. A questo punto forse bisogna accettare la
legge Delrio che va a mettere insieme le province regionali
italiane.
Vede onorevole Presidente, lei ha accanto tanti millantatori. Il
palazzo dove lei opera è il palazzo dove io lavoro, ma non verrò
più fino a quando in quel palazzo non rinasce la vera politica,
quella che io credo lei sia capace di portare avanti, ma deve
ascoltare meno i tanti millantatori che lo hanno distratto da
quella che era la prima linea, da quel percorso che era un percorso
virtuoso.
Noi abbiamo commesso diversi errori, a iniziare dal non dare ai
banchi alimentari, perché lei non lo sa, ma sicuramente in tante
riunioni dove lei ha partecipato, erano presenti tanti poveri in
attesa di un misero sacchetto. La gente inoccupata, la gente
disoccupata si aspetta una risposta, e le risposte non possono
arrivare da persone che la consigliano male.
Quando ella vorrà, sono disponibile ad un colloquio, ma ad un
colloquio costruttivo, perché sicuramente io non ho niente da
chiederle. A fronte di quanto possa pensare qualche amministratore
che il Deputato non può andare a dare indicazioni, o dare dei
consigli nelle amministrazioni, questa è la cosa più errata di
questo mondo, perché il Deputato eletto dal popolo ha il dovere, ha
il dovere sacro santo di andare negli uffici e controllare il
lavoro.
C'è stato l'assessore precedente dell'Assessorato della sanità
pubblica che ha emanato una circolare vietando ai Deputati di
andare negli uffici ad informarsi su alcune pratiche. Questa è una
cosa vergognosa. Io lo farò sempre. Guai se c'è qualcuno si mette
davanti a me ostacolando il mio lavoro. Questo è il mio lavoro e lo
faccio con onestà, senza chiedere a nessuno di fare le cose
sbagliate.
Onorevole Presidente io le do alcuni consigli. Oltre le riforme,
oltre tutto quello che si deve fare che deve portare sicuramente a
compimento questo nostro progetto di vita che deve avere la nuova
Regione siciliana, i dipendenti regionali devono essere difesi,
signori del Governo li dovete coinvolgere, perché tantissimi di
loro sono bravi, non è possibile che devono sempre piangere le
conseguenze degli altri e di tutti. Questo è sbagliato.
Concludo perché penso di avere detto tutto e mi sono spiegato
benissimo per quella che è la politica che lei da oggi deve portare
avanti, perché se lei vuole che noi continuiamo ad essere i suoi
seguaci, un movimento che ha dato l'anima per due anni in questo
Governo, se lei vuole che noi andiamo avanti con lei, a prescindere
dalle decisioni, se questo non avverrà, se la gente all'esterno
leggerà l'indirizzo diverso che è quello che va alla distruzione,
io non ci sto più.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, il Movimento Cinque Stelle non ci sta a vergare
insieme a voi un'altra pagina triste, vacua, desolante di questa
storia di Sicilia. Il Movimento Cinque Stelle non si mischierà alle
vostre promesse che, giorno dopo giorno, cambiano nelle rassegne
stampa, come anche quelle portate oggi dall'onorevole Cracolici che
ha fatto una attenta rassegna stampa, cambia di giorno in giorno e
gli impegni non vengono mai mantenuti.
I siciliani sono stanchi di chi ha finora contrabbandato ideali,
rivoluzioni, ricatti, anatemi, annunci. Qui siamo tutti bravi, in
particolare lei, Presidente Crocetta, nell'iniziare qualcosa,
nell'intraprendere qualcosa, nel dire qualcosa, ma anche da parte
del suo frammentato partito è venuta fuori la richiesta di avere la
capacità, la competenza di fare e portare a termine i progetti, le
idee. Abbia una idea, la prego Ci dica cosa vuole fare Almeno
avremo qualcosa da contestare, su cui ragionare. Non saremo
d'accordo e non ci metteremo dalla parte di chi l'aiuterà a fare
ancora della politica il nuovo delle verità smussate, abbozzate,
relative, ogni giorno modificabili.
Da qualche parte si dice: oggi siamo d'accordo per un patto dalle
riforme trasparente, trasparente e vacuo come una bolla di sapone.
O ancora, ci vuole l'inizio di una stagione diversa, dice qualcuno
del PD. Ma l'anno è finito e le quattro stagioni le abbiamo fatte
tutte. Cos'è che porta a prendere ulteriormente coscienza e a
definire come concluso questo percorso? Vogliamo parlare, anche a
livello di informazione che tutti i cittadini siciliani hanno delle
150 nomine in 600 giorni? Vogliamo parlare del silenzio colpevole
rispetto a uno sblocca Italia che vedremo incombere su di noi e che
vede spirtusare' la nostra Sicilia? Vogliamo ancora dire delle tre
finanziarie in un anno ? Di una finanziaria quater che forse
attendiamo perché le cose non sono a posto, perché le entrare non
ce le sappiamo giostrare, ricavare, ci vuole la capacità cui facevo
riferimento prima, di gestire tutto questo, di amministrare e le
partecipate, i fondi europei, si è già detto oggi tutto, non vorrei
ulteriormente stancare i siciliani.
Le aziende, non quelle che dovrebbero venire, ma scappano, se ne
vanno, anche le poche che c'erano, mentre, per esempio, alcune
rimangono nel meridione d'Italia, ma dalla Sicilia decidono di
andar via.
Non parliamo dei beni culturali. Ho passato personalmente
un'estate ad andare in giro per i nostri siti archeologici e
questa Sicilia colpevolmente la facciamo rimanere sotto lo zimbello
di tutta la narrativa e la saggistica, chi più ne ha più ne metta,
con dati assolutamente certificati, si permette di dire, ed è la
verità, che non siamo neanche capaci di fare pagare un Caravaggio,
che non siamo neanche capaci di fare uno sbigliettamento adeguato e
li ho visti io i siti e potremmo parlare di Himera, di Selinunte e
non entriamo nel merito della questione perché porterebbe via non
una giornata, ma una settimana intera, se non di più.
Non parliamo della formazione, non parliamo del precariato, non
parliamo di terna, Presidente, per rimarcare quanto anche la
volontà di questo Governo espressa in altro contesto, in altro
momento di provvedere ad un elettrificazione, sì, implementazione
del sistema di elettrificazione della Sicilia, ma nel rispetto
dell'ambiente e nel rispetto della salute dei cittadini siciliani.
Avevamo votato una cosa qua dentro, una mozione, un impegno
all'unanimità e questo è soltanto uno degli impegni non mantenuti.
Fuori i siciliani gridano vendetta. Lei non c'è mai stato nel paese
della parrucche, ma c'è una persona morta ogni nucleo familiare,
dal punto di vista salutare e Terna conclude i suoi lavori in ZPS
e in Sic e non credo che questo lei non lo sappia e ne do
informazione all'attuale nuovo assessore all'ambiente in modo tale
che hai visto mai
Non parliamo del mutuo da un miliardo, non parliamo della rinuncia
del contenzioso con lo Stato, non parliamo ancora del fatto che
abbiamo passato la fine della nostra estate, tra schizzi d'acqua in
piscina, purtroppo questo si è detto, però il suo segretario
generale, Presidente, rimane sempre là dopo un bel danno erariale
causato e abbondante direi.
Presidente, anche in questa occasione dopo che in Conferenza
Capigruppo per ben due volte questa nostra mozione scritta deve
approfondire la questione perché la buona amministrazione ci
teniamo noi più di altri qui dentro, le chiedo di farsi portavoce,
di fare il vicepresidente le chiedo di calendarizzare questa
mozione fra le altre, perché se ne discuta, perché mi pare che a
discutere realmente nel merito delle questioni e non a evitare i
problemi, perché non si sa mai, ci siamo soltanto noi.
Parliamo ancora del Clik day ma ne abbiamo parlato
abbondantemente; Presidente, qualsiasi cosa tocca, purtroppo,
provoca sofferenza nei cittadini siciliani.
Vogliamo parlare della sanità o anche ulteriormente dei dati
dell'Agenas, i quali appunto riferiscono che il grado di mortalità
nel decorso post operatorio raggiunge il 40 per cento in Sicilia?
Presidente, liberi la Sicilia, lasci il suo ostaggio Quale altro
ricatto dovranno subire i nostri cittadini siciliani?
Bene, abbiamo sentito oggi che l'onorevole Falcone ha annunciato
l'estensione di un documento di sfiducia al Presidente della
Regione. Apprendiamo assolutamente con piacere questa decisone, ne
prendiamo atto, ma siccome non ci fidiamo e non ci fidiamo di
quest'Aula perché nel momento in cui si dice la verità ai
cittadini e quando si vota si o si vota no e questa è soltanto una
questione di comprensione e di impegno morale nei confronti delle
persone che ogni giorno incontriamo almeno noi li incontriamo, li
ascoltiamo e sentiamo tutti i problemi che le persone fuori
soffrono, dalle scuole che cadono, alla sanità, alle strade, alle
infrastrutture che mancano e tanto alto ancora, ai centri per
l'alzheimer che chiudono.
Allora, noi non ci possiamo fermare a questo, perché in questo
momento 18 firme su 46 voti non cambieranno la storia della
Sicilia. Oggi, noi annunciamo il fatto che i cittadini con noi
hanno già scritto la mozione di sfiducia popolare a lei, presidente
- deve mollare l'osso Forse, non ci siamo capiti - e gliela
presenteremo a compimento dei due anni di questo triste inganno che
lei finora ha perpetrato. Sa cosa diceva Platone, perché a volte
andare un po' indietro e ripescare i grandi padri della filosofia,
diceva che se all'agire politico non si dà un fine che lo
trascenda, se le sue leggi non si identificano con la vita buona
dei cittadini in generale, non c'è politica e non c'è democrazia.
Presidente, lei con i siciliani non ha più niente a che spartire
PRESIDENTE. Lei ha detto bene, io faccio il vicepresidente,
allora, chi fa il capogruppo dovrebbe fare il capogruppo e in
Conferenza dei capigruppo fare calendarizzare, così come da
Regolamento, le mozioni che devono essere trattate in Aula. Giusto
per fare un po' di chiarezza, perché capisco che la confusione
regna sovrana.
E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevole presidente della Regione,
tornato in Aula, signori del Governo, onorevoli colleghi, oggi
abbiamo assistito ad un dibattito che io mi permetto di definire
surreale e che alla fine mi ha convinto di una cosa.
E' vero che il governo Crocetta, a memoria d'uomo, è il peggiore
che la Sicilia possa avere avuto, ma è altrettanto vero e forse
ancora più vero che la maggioranza che lo sostiene è una
maggioranza raccogliticcia, vergognosa che si rinfaccia
responsabilità l'uno con l'altro.
Il dibattito dei signori che sostengono questo Governo si è
articolato in questi termini: Crocetta non ti fidare di quello
Interviene l'altro: Crocetta non ti fidare dell'altro Crocetta non
ti fidare del cerchio magico o del cerchio tragico Crocetta non ti
fidare dei consiglieri che tieni accanto a te nel Palazzo Perché
Togli quello che mi ci metto io Togli quello che lo sostituisco io
o i miei amici
Abbiamo assistito ad un discorso di uno che oggi è diventato quasi
un buon samaritano. Quell'onorevole Leanza che a termine del suo
peregrinare per la politica italiana, cambiando più Gruppi di
quanto magari posso averne avuto durante le elezioni, oggi ha
approdato ad un Gruppo raccogliticcio, fatto di fuoriusciti - mi
scusino i colleghi, nulla di personale, ma dal punto di vista
politico è così - formatosi solo in quest'Aula attraverso intrighi
di palazzo per rafforzare una posizione che dalle urna elettorali
non è assolutamente passata.
Quando si parla di disprezzo della gente per la politica, non è
solo per l'incapacità della politica, non è solo per gli scandali
che, purtroppo, molte volte imbrigliano alcuni politici, non tutti,
perché poi non è giusto fare di tutta l'erba un fascio, ma è
proprio per questo perché si disprezza assolutamente il voto
elettorale, perché non si ha vergogna di presentarsi con una
effigie e l'indomani trasferirsi allo schieramento opposto
Questo causa il disprezzo. Perché di questo oggi parliamo. Di gran
parte dell'opinione pubblica nei confronti della politica e non è
un disprezzo, cari amici consiglieri, soltanto nei confronti di chi
governa che, essendo più in alto, assume anche spesso il ruolo di
parafulmine, ma è un disprezzo generalizzato ed è un disprezzo al
quale questa Aula non si deve fare coinvolgere.
Il senso di dignità che noi chiediamo al Presidente Crocetta lo
dobbiamo avere per primi ciascuno di noi. E quando l'onorevole
Falcone che, mi scusi onorevole Leanza, lei oggi non aveva neanche
diritto di nominare. Si sciacqui la bocca prima di parlare di
persone che hanno fatto della coerenza politica lavoro e ragione di
vita, e non sono passati da uno schieramento all'altro per coerenza
elettorale Poi vedremo il suo Articolo Quattro quando andrà alle
votazioni col suo simbolo e non sotto l'effige di un partito grande
e nazionale, sotto la guida di Renzi, come il PD, quanti voti
raccoglierà Poi ci rivedremo in quest'Aula Ma non si faccia forte
di argomenti che non sono assolutamente i suoi, caro onorevole
Leanza
Allora, dicevo, la dignità dobbiamo riacquistarla in questo, la
dignità che ci riguarda, che riguarda ciascuno di noi. Se c'è la
mozione di sfiducia, non possiamo trincerarci sugli articoli dei
giornali, non possiamo sparare a zero nelle televisioni, dobbiamo
lanciare delle battutine e poi al momento del voto si dice:
ragioni superiori, ragioni dell'interesse della Sicilia ; poi
quando dobbiamo salvare e governare la nostra sedia ci sono delle
ragioni della salvaguardia della Sicilia, dicono oggi che è
necessario staccare la spina, ma staccarla ora, non c'è un minuto
oltre da perdere Non ci sono ragioni per continuare un'esperienza
che purtroppo è fallimentare ed è sotto gli occhi di tutti.
Forse, alcuni miei colleghi hanno ragione nel dire che il
Presidente Crocetta forse è attorniato da una cerchia di cortigiani
che gli nasconde la verità, ma mi creda, io non ho nulla di
personale contro di lei, anche se dal punto di vista politico non
condivido nulla della sua azione. Mi creda, oggi il suo Governo non
è considerato un bene per la Sicilia e per i siciliani. Allora,
siccome io sono convinto che lei sia sincero, nel suo atteggiamento
di amore verso questa nostra Terra, ne tragga le logiche
conseguenze. Lei è un uomo coraggioso, io di questo gliene devo
dare atto, il coraggio si misura anche nel momento in cui si dice:
forse ho sbagliato, ho sbagliato per colpa mia, ho sbagliato molto
per le alleanze oscure che mi circondavano, ho sbagliato per il
tipo di campagna elettorale , perché purtroppo questa è la realtà,
dal responso elettorale non è uscita una maggioranza, seria, non è
uscita una maggioranza valida e si è dovuto ricorrere volta per
volta ai voti formatisi in Parlamento.
Il mio voto, Presidente - di questo può esserne sicuro - lei non
lo ha avuto mai e non lo avrà da qui alla fine della legislatura.
Per fatto personale
SUDANO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è tutto il giorno
che sento gli interventi dei miei colleghi che non fanno altro che
parlare dell'Articolo Quattro e dei mercenari che ci sono
nell'Articolo Quattro. Credo che sia arrivato il momento di dare
una risposta perché io non mi sento una mercenaria e sfido chiunque
a dire che io sia una mercenaria, primo fra tutti il Presidente
della Regione in quest'Aula può dire se io sono andata mai da lui a
chiedere qualcosa.
Questo centro destra che parla tanto, che parla della loro
coerenza a me fa ridere. Perché io me ne sono andata dal centro
destra proprio perché voi, con un gioco di palazzo vi siete
riuniti, facendo finta e dimenticando quello che è stato il passato
del centro destra. Avete fatto le battaglie al governo Lombardo, ve
ne siete andati all'opposizione, l'onorevole Falcone faceva finta
di fare l'opposizione, perché qua non si dimentica nessuno che
l'onorevole Falcone era vicino al sindaco Stancanelli, amico di
Raffaele Lombardo. Quindi smettiamola di dire bugie e di dire che
qua siamo i mercenari, io non lo consento di essere chiamata
mercenaria , sono una persona che fa politica, ho trentotto anni,
non ho gestito mai nulla, sono alla prima elezione e quindi tutti
questi con esperienza della politica, come l'onorevole Musumeci,
l'onorevole Formica, l'onorevole Musumeci che faceva la battaglia a
Stancanelli e poi lo ha appoggiato nella sindacatura, o che poi si
è candidato nel 2009 alle europee con Lombardo, smettiamola
Lezioni qui non ne prendiamo da nessuno Che sia chiaro Io non
sono qui a fare la mercenaria, ho creduto in un progetto, abbiamo
fatto le elezioni a Catania ed abbiamo preso l'undici per cento,
caro collega Assenza, e quindi siamo andati davanti ai nostri
elettori. Ora smettetela e ognuno faccia un esame di coscienza. Il
Nuovo Centro Destra sta a Roma con la sinistra e qui sta
all'opposizione, il Movimento per l'Autonomia votava Crocetta ed
ora smettetela
LEANZA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, facciamo parlare l'onorevole
Ferrandelli che è iscritto a parlare, poi le concederò la parola
per trenta secondi.
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
Regione
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ferrandelli. Ne ha
facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, è
la mia prima legislatura, sono fortunato, rispetto i miei colleghi
del PD e i tanti del centrosinistra che sono seduti su questi
scranni, tanto non hanno mai avuto la possibilità di decidere e
incidere nel Governo della Regione, nel Governo della Nazione. Io
sì, faccio parte di un partito che oggi ha ruoli di Governo e di
responsabilità. C'è in Sicilia un Presidente del PD, a Roma un
Premier del PD, in Europa siamo la prima forza del partito
socialdemocratico, alle europee abbiamo avuto numeri mai visti.
Siamo dentro una stagione di grandi opportunità, possiamo con le
nostre mani cambiare le cose e non possiamo sprecare questa grande
occasione. Se non usciamo dal guado, se non ripariamo il
cortocircuito tra Governo e PD, Governo e società, non c'è scampo.
Perderà Crocetta, perderà il PD, perderà Matteo Renzi, e la Sicilia
perderà un'opportunità storica, e noi la possibilità di poter dire
di essere riusciti a cambiare la Sicilia. Noi chi? Noi PD, noi
Crocetta, noi Matteo Renzi, noi siciliani onesti, noi tutti
dobbiamo presentarci tra mille giorni, perché mancano mille giorni
alla fine della legislatura, con mille piccole grandi cose che sono
cambiate in questa nostra Terra.
Allora, costruiamo insieme un motivo per guardare avanti,
Presidente Crocetta, un programma dai mille giorni, un programma
che trova un intero PD impegnato qui in Aula e che lo difende nelle
piazze siciliane per mille giorni, un programma dei mille giorni,
un programma sblocca-Sicilia, che trovi la sponda del Governo
nazionale e il consenso dei siciliani, un programma che unisca
discontinuità, quella che lei ha dato con coraggio in questi primi
due anni, alla qualità amministrativa, la decisione alla
condivisione, i progetti agli uomini che possono incarnarli perché
hanno la competenza, l'onestà e la passione per poterli attuare, e
non perché uomini o donne di quella o quell'altra corrente o
partito.
La svolta siciliana riparte da una ritrovata serenità, dal
ritrovare le ragioni di uno stare insieme, quelle della campagna
elettorale del 2012. Lo chiedo a lei, Presidente, l'ho chiesto
qualche giorno fa al segretario Raciti, lo chiedo ai miei colleghi
parlamentari, da parte mia, da parte di tanti di noi, giovani e
meno giovani, che credono alla spinta innovativa di Renzi, c'è la
voglia di andare avanti, uniti per fare meglio e di più.
Sì, dobbiamo essere uniti per essere più forti, per resistere a
quei sistemi clientelari e mafiosi a cui lei si oppone
quotidianamente. Le ragioni dell'unità sono quelle che hanno spinto
alcuni di noi a chiedere a tutti di fare un passo indietro, abbiamo
parlato di azzeramento, di resettaggio, sì di un reset, un passo
indietro, a partire dai compagni che si rivedono nell'area
culturale che fa riferimento al Premier Renzi e che hanno ruoli di
governo e di partito, per dimostrare che noi la voglia di essere
utili alla Sicilia l'abbiamo, e se noi per un passo indietro, che
può essere utile, lo facciamo, perché alle poltrone preferiamo la
Sicilia, e un appello, un'ultima chiamata di responsabilità: mille
giorni davanti, mille cose da fare, possiamo scendere in campo, in
questi mille giorni, in questo secondo tempo, stupendo tutti,
vincendo la nostra sfida ed evitando autogol. Non abbiamo
alternative, tempi supplementari non ce ne saranno.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Per fatto personale
LEANZA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, volevo
rispondere un attimo alla coerenza dell'onorevole Assenza, volevo
fargli notare, se guarda il gruppo di Forza Italia, che qualche
mercenario c'è, e non sono mercenari, è gente che ha cambiato
idea, anche lei era di Alleanza Nazionale. Riguardo al dato
elettorale, onorevole Assenza, lei è stato già battuto, lei e i
suoi amici, alle europee. Noi in provincia di Ragusa non abbiamo
deputati forti come lei, ma abbiamo preso 4800 voti, lei forse
qualche migliaio, c'è una differenza, che noi ci siamo nel
territorio, lei nel territorio c'è per parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, abbiamo parlato del livello della
conversazione, lei ha parlato di politica, non mi sembra che questo
sia il modo di fare politica in Aula.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
Regione
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, so
che è stato concesso al gruppo PD qualche minuto aggiuntivo, la
ringrazio per questo.
Se debbo racchiudere in una parola il dibattito di oggi, posso
pensare solo alla tristezza perché in qualche maniera desideravo,
rispetto a ciò che è stato costruito nelle ore scorse, un
atteggiamento tale che riponesse i problemi del Governo e della
Sicilia al centro di questo dibattito.
Purtroppo, non è avvenuto perché alla fine abbiamo sentito
elencare alcuni problemi. Ho sentito il Presidente della Questura
dei forestali parlare come se il problema fossero solo i trecento
milioni, peraltro ne mancano cinquanta e rischiamo di non fare
completare loro quel turno previsto per legge.
Immaginavo che parlassimo di un titolo grande del Giornale di
Sicilia, Assessore Callari, che era cinque miliardi per i patti
per i sindaci, per l'energia che produce lavoro , ne ha parlato
ieri il Presidente del Consiglio Matteo Renzi in occasione della
conferenza mondiale sul clima.
Immaginavo che parlassimo di infrastrutture e che l'Assessore
Torrisi, che ci ha lavorato, ci dicesse subito, per voce del
Presidente della Regione, che l'accordo di programma verrà firmato
nelle prossime ore.
Immaginavo che mettessimo al centro la questione edilizia. Io
vengo da una provincia dove l'azienda Italcementi ha chiuso.
L'Assessore per i beni culturali scriveva proprio qualche giorno fa
che il piano paesaggistico della provincia di Agrigento non può
essere sospeso perché non ci sono né le condizioni amministrative,
né le condizioni di una sospensione temporanea e neanche una meno
di autotutela.
Lei, probabilmente in assoluta buona fede, non si renderà conto
che si sta bloccando per intero tutta l'attività di un'intera
provincia che vive di turismo e può vivere di turismo o di attività
che sono connesse al piano paesaggistico.
Mi aspettavo che si mettesse in campo un ragionamento - e lo dico
al vicepresidente della Regione - sui liberi consorzi non abbiamo
nulla, fra tre giorni scadrà il termine e quella grande riforma che
doveva cambiare l'architettura di questa Regione, liberandola da
una serie di pesi inutili amministrativi calasse in questo nuovo
assetto dei liberi consorzi e dei comuni.
Assessore,i lei lo sa che abbiamo i comuni che non possono
chiudere i bilanci? Siamo ancora in fase di ripartizione. Abbiamo
una situazione per la quale, oltre alla tristezza che provo oggi,
provo necessariamente un'idea della sofferenza che questo popolo
siciliano prova, dei più deboli e di quelli che stanno cercando di
capire e avevano scommesso su questo Governo.
Ricordo al mio presidente Crocetta in uno dei comizi fatti
assieme: na nuci na in un saccu scrusci . Il centrodestra, che
oggi attacca il PD, qualche giorno fa pensava sostanzialmente di
fare una nuova maggioranza con il Presidente Crocetta. Forse, un
eccesso di pudore? Forse, non sono tornati i conti? Forse, c'è
qualcosa? In realtà, non accade quello che era stato pensato in
qualche studio di architetti della politica costruite una nuova
maggioranza che vedesse il centrodestra in diretto collegamento con
il Governo.
Il Presidente Crocetta usava una parola nel suo intervento
sobrietà . Presidente, lei ritiene che essendo il Presidente del
diciassettesimo Stato europeo può sempre recuperare nell'intervento
finale cioè la sobrietà riportando una vicenda che ha dello
squallido attaccando l'ex Assessore regionale per i beni culturali
e dell'identità siciliana, Sgarlata, per una piscina peraltro
fatta costruire da lei e da lei inviata, sempre da lei nominata, da
lei fatta dimettere
Noi abbiamo bisogno della credibilità, carissimo Presidente Io
sono in una provincia dove mi difendo perché so che - non lo dice
lei ovviamente - i suoi amici dicono che troverò tutte le porte
chiuse.
Presidente, io provengo come lei dal Partito Comunista, battevo le
mani ad Enrico Berlinguer, per cui trovare le porte chiuse nel
sistema di potere agrigentino mi può fare stare solo bene con la
mia coscienza.
Presidente, io in una vicenda di qualche tempo fa in cui si
parlava degli interporti del Maas dissi che non c'è una morale che
ha un perimetro variabile; lei dopo un lungo dibattito con la
lealtà mia che ero in quella Commissione Bilancio e in tutte le
finanziarie che abbiamo fatto, una lealtà che è fatta di quella di
stare qua e votare anche quando non si è convinti e abbiamo votato
sempre tagli, abbiamo dato una mano sostanzialmente a risanare, a
migliorare un'eredità che lei ha ricevuto, pessima. Vorrei farle
una domanda, Presidente: ma lei tra conferenze stampa e litigare
con i suoi Assessori, licenziandoli e riassumendoli sotto altri
titoli, quando trova il tempo per governare?
Io appartengo ad una tradizione, mi sento un maresciallo maggiore,
non aspiro a nulla, potrò trovare tutte le porte chiuse che vorrà,
ma sappia una cosa, Presidente, quando io chiedo di conoscere
perché il dirigente a cui aveva dato due direzioni scrive nella sua
relazione che il suo giovane Assessore quante assunzioni avrebbe
fatto con 2 milioni e 800 mila euro? Non è un attacco alla persona.
Per me può tenersi la Giunta da ora fino alla prossima legislatura.
Io ho sempre detto, difendendo questa straordinaria occasione che
era il Governo Crocetta, che dovevamo affrontare i problemi della
Sicilia nella logica di una rivoluzione fatta secondo principi di
Tanino Dolci. La rivoluzione è cambiare se stessi, la rivoluzione
la si fa con quella sobrietà che lei ha richiamato tante volte,
caro Presidente.
Quindi, io voglio dire, la lealtà l'ha avuta in ogni sua parte e
siete entrati qua pensando di fare una nuova maggioranza e non
l'avete fatta, non ne conosco le ragioni quindi inviterei il
centrodestra a non attaccare il PD che vive un momento difficile,
un momento di confronto, di conflittualità, di divisione; però, è
chiaro che sono i partiti il luogo dove si chiude e si costruisce
le linee politiche anche dei Governi ad elezione diretta.
Per cui, concludo dicendo questo, Presidente Crocetta, io sono
convinto di una cosa. Il pessimismo della Regione, la maledizione
della Sicilia mi fa pensare che questa legislatura sarà una
legislatura triste, dura ma voglio ragionare con la speranza che
avevano quei siciliani che ci battevano le mani quando proponevamo
lei a Presidente della Regione, e tutto è nelle sue mani.
Lei deve cogliere esattamente quello che quelli che non gli dicono
sempre che è bravo, hanno detto oggi, ci sono i problemi e c'è
questo Parlamento che vuole affrontarli e risolverli, c'è il suo
partito che non cerca assessori, io non penso a questo,. E' chiaro,
caro Presidente, che deve lei valutare se le persone
rispettabilissime che sono nel suo Governo sono nelle condizioni di
sostenere una battaglia campale che è quella di cambiare la
Sicilia. Decida lei. Tutto è nelle sue mani, Presidente Crocetta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maggio. Ne ha
facoltà.
Ricordo agli onorevoli colleghi del Partito democratico che il
tempo è già scaduto, quindi diamo la concessione perché non voglio
soffocare il dibattito, ma vi prego di essere quanto più sintetici
possibili.
MAGGIO. Signor Presidente, io cercherò nei pochi minuti che sono
rimasti di sintetizzare quelli che sono i sentimenti attraverso i
quali oggi il mio essere parlamentare all'interno di quest'Aula ha
vissuto. Ma sono, io credo, gli stessi sentimenti che molti fuori
da quest'Aula oggi hanno condiviso. Perché si pensava che il
dibattito di oggi potesse volare alto sui problemi che stanno qui
fuori, alto per fare in modo che lo scoramento dei tanti
lavoratori, dei tanti cittadini, ma anche delle organizzazioni
sindacali, delle imprese di quanti vogliono ancora credere
fortemente nel ruolo positivo della politica.
Quale politica ci dobbiamo chiedere e per chi. Per chi siamo qui,
per chi stiamo svolgendo il nostro ruolo. Quindi molte speranze che
pensa ancora una volta, se non troviamo la strada giusta saranno
deluse, anche oggi, bisogna davvero pensare ad una svolta. Bisogna
pensare ad una svolta anche per chi oggi si aspettava qualcosa di
diverso pur pensando che questa differenza, questa svolta che ha
chiesto forse non arriverà più e che molto spesso ci ha gridato e
ci ha detto basta. Nonostante ci ha gridato e ci ha detto basta ha
sperato e continua a sperare.
Allora a questi tanti, e sono molti purtroppo nella nostra
Regione, io mi voglio rivolgere, a questi tanti che vivono quasi in
una condizione di nuova schiavitù. Una nuova schiavitù alla quale
altri Governi, altre politiche, altre scelte nel passato devono
purtroppo la loro condizione nella quale li hanno cacciati, parlo
di tanti disoccupati, dei tanti lavoratori che continuano a perdere
il lavoro, parlo dei precari, parlo dei tanti giovani che non
vogliono abbandonare questa Sicilia.
Non era opportuno, quindi, oggi, di fronte a queste speranze,
illusioni, disillusioni, tenere il dibattito quasi ad un livello
personale.
Non era opportuno - lo dico anche ai colleghi dell'opposizione -
strumentalizzare e scaricare responsabilità all'interno di un
partito che, a pieno titolo, deve stare dentro la maggioranza, ad
un partito o ad una parte di questo partito che così come alla fine
è stato individuato non è quello che cercava le poltrone. Le
poltrone all'interno di questo Governo, in questo momento, scottano
e scottano per la gravità dei problemi che bisogna risolvere.
Inoltre, voglio rispondere a chi, da parte dell'opposizione,
continua a dire che se il PD non ci sta presenti la mozione di
sfiducia, la presentino la mozione di sfiducia ed ognuno si
accollerà la propria responsabilità.
Il PD ha sperato fino all'ultimo di cambiare l'indirizzo di questo
Governo, con grande responsabilità politica, con grande senso di
responsabilità politica quale deve essere quello di un partito che
sta nella maggioranza, ma all'interno del rispetto dei propri
ruoli, di partito, di maggioranza, di Presidente della Regione e di
presenze all'interno del Governo.
Mi dispiace, mi rammarica molto che non si sia ancora oggi
riuscito a trovare il bandolo della matassa, in questa Regione, in
una Regione in cui i castelli di carta, che qualcun altro ha
costruito nel passato, oggi stanno cadendo, uno dietro l'altro e
cadono proprio nel momento in cui tutte le congiunture, dal punto
di vista economico, anche le scelte sofferte che vengono da parte
del Governo nazionale, ricadono come massi, come macigni su questa
Regione. Pertanto, c'è bisogno di trovarla questa via d'uscita
perché niente ci aiuta.
Tutte le evenienze sono negative, noi dobbiamo farlo e dobbiamo
non permettere ad altri che hanno creato questa condizione e che
oggi vengono qui a reclamare la risoluzione di quei problemi che
molto spesso hanno costruito.
Se per tutti davvero, così come è stato dichiarato, la priorità
consiste nel dare un futuro alla Sicilia e ai siciliani, se abbiamo
davvero questo obiettivo che mi ha fatto compiere una scelta in cui
credo ancora fortemente e che mi ha fatto resistere fino ad oggi,
allora mettiamocela tutta se possibile; se è vero che c'è ancora
una possibilità di raggiungere questo obiettivo condiviso.
C'è questa possibilità? Non è bello fallire dal punto di vista
personale, credo che questo valga per tutti, ma credo che questo
sia ancora più pesante sulla coscienza di chi fa politica non
essere riusciti a lasciare un segno positivo e noi rischiamo
questo Sarebbe bello fare rinascere questa Sicilia.
Non facciamo più leva su tante questioni che poi sono quelle che
ci hanno diviso e, soprattutto, non criminalizziamo alcune
condizioni che sono quelle che altri hanno costruito. Non
criminalizziamo tanti lavoratori, non possiamo ad ogni piè sospinto
tornare sulla posizione dei forestali.
Abbiamo la capacità finalmente di fare la riforma? Allora credo
che tutti ci stanno, gli attori sindacali, la politica, i
lavoratori.
Abbiamo la capacità di risolvere i problemi dei precari? Ce la
dobbiamo mettere tutta, ma ce la dobbiamo mettere tutta senza
creare quel caos, quelle difficoltà in cui tanti lavoratori stanno
pagando un prezzo che non appartiene alle loro responsabilità.
Facciamo davvero pulizia, ma essendo capaci di dare una svolta
un'azione che faccia leva sulle tante cose che questa Sicilia ha e
che ancora oggi rimangono inalterate.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Anselmo. Ne ha
facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il momento storico
che sta attraversando la società italiana tutta e la società
siciliana in particolare è molto delicato.
E' un momento pericoloso sotto il profilo della serenità di tutte
le componenti della nostra collettività. I fatti che lo hanno
determinato sono a tutti noti e quotidianamente eventi drammatici
lo richiamano all'attenzione di coloro, come noi, ai quali i
cittadini hanno delegato l'esercizio della loro sovranità. Una
delega pregna di attese e di aspettative alle quali ognuno di noi è
chiamato a dare risposte convincenti e credibili, evitando di
elargire favole irrealizzabili in relazione anche alla dignità
istituzionale del ruolo che sono stati chiamati a ricoprire.
Fuori da quest'Aula i cittadini hanno bisogni, hanno speranze che
più volte e per troppo tempo sono state ignorante e disattese. Non
è più il tempo del rinvio, ma non è più neanche il tempo di
particolarismi egoistici, delle battaglie di principio o pseudo
ideologiche.
Non credo che all'interno di questo consesso ci sia alcuno che non
sia guidato nella sua azione quotidiana dal fine di risolvere i
problemi della collettività e da quello di presentare delle
proposte credibili, delle proposte attuabili e, soprattutto,
concrete, da realizzare velocemente perché i nostri cittadini non
possono più aspettare.
E' giunto il momento di fare un salto di qualità nella nostra
opera quotidiana, di volare alto, oltre gli ostacoli di tornaconti
personali o di parte. E' arrivato il momento di buttare il cuore
oltre l'ostacolo per affrontare concretamente i bisogni della
collettività.
E' questo che i nostri cittadini ci chiedono: risolvete i nostri
problemi, aiutateci a non affondare nel bisogno. Non possiamo
restare sordi a questa richiesta.
Sotto questo profilo, la volontà degli elettori è stata chiara nel
premiare un progetto ed un interprete. Il progetto è quello alla
base dell'accordo di maggioranza che ha portato all'elezione del
nostro Presidente, Rosario Crocetta. Accanto a questo progetto, a
questo accordo di maggioranza, si sono via via aggregate altre
forze politiche che si sono create dentro e fuori quest'Aula.
La volontà della maggioranza, lo ricordo prima di tutto a me
stessa, è uno dei cardini principali sui quali si basa il
costituzionalismo moderno contemporaneo senza però nel contempo non
tenere conto dei diritti delle minoranze che vanno, comunque,
tutelati e tenuti in considerazione.
Questa è la moderna democrazia, signori Il resto è puro
velleitarismo ed egoismo di singolo o di parti, finalizzato solo ad
una effimera soddisfazione personale e non a soddisfare i bisogni
di tutta la collettività anche di quelli che non ci hanno votato,
anche di quelli che si sono astenuti o che hanno votato contro.
Signor Presidente della Regione, Assessore Scilabra, Assessore
Stancheris, mi rivolgo a voi perché con voi ho condiviso anche
parte della campagna elettorale e, quindi, voi sapete che io fin
dall'inizio ho condiviso il progetto del Presidente e sono sempre
stata guidata da principi etici di coerenza giuridica che talvolta
si sono mal conciliati con profili di politica di basso profilo,
scusando il gioco di parole, e spesso questo mi ha portato a volte
al centro di attacchi e di polemiche, ma io sono certa di quello
che ho fatto e sono certa della mia coerenza.
Per me, per quello che ho studiato, la politica è servizio e non
mera gestione di potere e credo che quest'ottica è da tutti
condivisa o almeno così spero.
Se così stanno le cose non ci resta che in questo grave momento
rimboccarci tutti le maniche, superare le diatribe e gli scontri di
steccato per contribuire al raggiungimento dei fini che ho appena
evidenziato, collaborando alla realizzazione del programma
delineato dal nostro Presidente.
Una battuta d'arresto ulteriore non solo non sarà proficua, ma
sarà foriera soltanto di tristi prospettive.
Ad oggi la piazza ci dice che l'abbiamo delusa, non possiamo
negarlo, non togliamo neanche la speranza per un avvenire migliore
di quello che ad oggi i nostri concittadini hanno dovuto
quotidianamente affrontare, portati taluni dalla disperazione a
compiere dei gesti estremi.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino. Ne ha
facoltà. A seguire l'onorevole Cimino.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
vedete, penso che oggi si stia scrivendo una delle giornate più
tristi di questo parlamento.
Mi rendo conto che la politica, ormai chiamiamola della terza
repubblica, della fine della seconda, si contraddistingue per i
veleni e per i pozzi avvelenati, ma soprattutto per la bassezza di
alcuni autorevoli colleghi che stimo per la loro vita
professionale, ma che dopo oggi penso non abbiano capito più qual è
il loro percorso.
Mi riferisco a certe opposizioni, se così le possiamo chiamare,
che del Governo ne hanno fatto un mestiere, che del Governo ne
hanno fatto una prebenda nei confronti dei tanti slogan che hanno
decantato nelle loro campagne elettorali e, soprattutto, delle
tante illusioni che quotidianamente continuano a riservare ai
nostri siciliani promettendo un Governo diverso, promettendo un
nuovo Presidente della Regione, forse la rialzata di un capo di un
centro destra che ha sbagliato le elezioni regionali del 2012, che
si è fatta abbindolare dalle strategie dell'ex Presidente della
Regione e che oggi ne condivide un percorso politico nella speranza
di ritrovare, forse, il loro percorso.
Avete fatto tante legislature, io sono alla mia prima legislatura,
forte di un consenso che mi ha eletto, forte dell'ascolto
quotidiano dei cittadini siciliani e mi permetto di darvi un
suggerimento, con l'umiltà di un ragazzo di trent'anni, mi permetto
di dire avete fallito.
Avete fallito nel costruire nell'ultimo ventennio un sistema
siciliano sorretto da piccole beghe di potere che oggi, venendo
meno, hanno fatto scaturire in voi, e qui mi appello a tutti, alla
maggioranza, all'opposizione, al Partito Democratico come a Forza
Italia, il peggio della politica siciliana.
Il peggio della politica siciliana oggi è stato interpretato in
quest'Aula che, invece, doveva cercare un momento di risoluzione e
di riassestamento dopo un'estate forse fin troppo calda, dopo tanti
errori commessi anche dal Presidente della Regione, ma forse oggi
doveva essere il momento della riconciliazione.
Allora la responsabilità non può essere additata al Presidente
della Regione, la responsabilità non può essere del Partito
Democratico o soltanto del Partito Democratico, del nostro
piuttosto che di altri movimenti.
La responsabilità è di un ceto politico inadeguato a cavalcare il
momento storico che viviamo; un momento storico che vede - e lo
diceva il Presidente della Regione - nella crisi dei mercati
europei e nazionali il peggiore dei suoi momenti, ma la Sicilia in
questo non è pronta, la Sicilia con noi sta perdendo l'ulteriore
treno che forse ci doveva condurre fuori da alcune logiche. Quali
logiche? Le logiche che hanno contraddistinto il nostro passato.
Io ho apprezzato Governi, anche negli ultimi ventenni, che hanno
cercato comunque di fare qualcosa per la Sicilia.
Io non sono d'accordo con l'onorevole Presidente quando dice: non
si può fare consenso con questa politica.
Noi riusciamo a fare consenso, onorevole Presidente della Regione,
se facciamo una sana politica che lasci qualcosa di tangibile ai
siciliani. Il consenso non è paura, il consenso non è
necessariamente clientela, il consenso è voler dire di saper
lavorare per un progetto per questa Terra e, soprattutto, per la
speranza delle nostre generazioni.
Questo attendismo non serve, questo attendismo logora e ci logora
tutti, forze politiche, sindacati, lavoratori, logorerà tutto il
sistema regionale e logorerà anche quei pochi e ultimi burocrati di
questa Regione che forse con un po' di impegno non vedono più oltre
alla loro carriera, ma vedranno, spero e presto, un
prepensionamento.
Noi ci siamo ridotti a nominare dirigenti generali ad interim
ovunque, ci siamo ridotti ad avere quattro-cinque direttori
generali quando la Regione siciliana ne paga 1800 per concorsi
fatti forse un ventennio fa, ma ci siamo ridotti a questo perché
non si crede più che una buona burocrazia, insieme ad una sana
politica, possano lavorare.
Il male dell'economia siciliana siamo anche noi. Qui sento parlare
di leggi di sviluppo, di microcredito, di microimpresa, le
opposizioni sono brave a parlare insieme al Movimento Cinque Stelle
di quello che si dovrebbe fare, non ho visto una sola proposta
normativa in questi ultimi due anni.
Neanch'io ho fatto proposte normative con impegno di spesa perché
mi rendo conto che le casse della Regione sono profondamente in
rosso, in crisi, ma allora la responsabilità ce la dobbiamo dare un
po' tutti, a partire da alcuni dirigenti che non ho difeso come
sempre nel lavoro delle commissioni.
Assessore Calleri, con molto piacere le rivolgo la parola oggi in
quest'Aula, sono venuto a sapere purtroppo di alcune grandi
inefficienze che il suo assessorato, da poco da lei gestito, ha
commesso negli ultimi anni, stiamo perdendo oltre due miliardi di
euro sui fondi strutturali sul sistema delle acque in Sicilia,
questo perché nessun dirigente della Regione, direttore generale ha
fatto un piano idrografico. Eppure siamo un'isola circondata dal
mare, con un unico piano idrografico. Non siamo come gli Appennini,
la Campania, il Molise che ne hanno tanti.
Questo lei lo dovrebbe sapere, viene dal nord Italia, è condizione
ex ante per accedere ai fondi strutturali 14-20. Voglio risposte su
questo, altrimenti devo iniziare a pensare che il business
dell'acqua in Sicilia, con una riforma che sta ritornando nelle
commissioni, si impantana perché in Sicilia non si faccia mai il
sistema di depurazione delle acque o un sistema di riammodernamento
del sistema idrico integrato.
All'assessore Valenti vorrei rivolgere un grido d'appello che
vorrei condividere tra opposizione e maggioranza, abbiamo fallito
con la riforma delle province, ci deridono tutti i sindaci, dai
sistemi maggioritari ai sistemi proporzionali, dai piccoli ai
grandi comuni, applichiamo il decreto Delrio, applichiamolo per
favore.
Diamo certezza a un sistema regionale che vede in una linea
nazionale comunque un qualcosa di certo. Non inventiamo riforme che
non siamo stati capaci quest'anno di fare. Lo chiedo a lei da
assessore agli enti locali, ma lo chiedo anche al Presidente della
Regione. Non siamo stati capaci, ammettiamolo, ma diamo certezza
alle istituzioni siciliane che la politica è capace di rintravedere
una strada.
Purtroppo non vedo l'assessore Borsellino e me ne dispiaccio. La
rete ospedaliera, è un anno che si parla di rete ospedaliera e non
vorrei che venga rifatta in base ai primari, in base alle tessere
dei partiti come negli ultimi decenni si è fatto, ci vuole una rete
ospedaliera in Sicilia per sbloccare i concorsi e ridare
occupazione e garantire un servizio, ci vuole per migliorare il
sistema qualitativo sanitario che oggi, come diceva l'onorevole
Zafarana, vede il 40 per cento le cause post-mortem negli ospedali
siciliani.
Dobbiamo creare un sistema efficiente e all'avanguardia per
accogliere anche le grandi richieste dei bacini dell'euro-
mediterraneo e dell'euro-zona. Dobbiamo essere capaci di poter
attrarre gli investimenti in questa, scusatemi se utilizzo un
termine non mio, buttanissima Sicilia'.
Siamo stati sbattuti su riviste e giornali e blog quotidianamente
per l'incapacità di una generazione politica che non ammette le sue
responsabilità. Oggi cerchiamo di ripartire. Questo è un appello
che faccio tirando il capo a tanti colleghi autorevoli di questa
Aula: cerchiamo di ripartire dalle riforme certe e cerchiamo di
ripartire con la sana politica.
La sana politica, purtroppo, vede anche nei partiti importanti una
sana, a volte meno sana, dialettica e vedrà sicuramente il
Presidente della Regione essere di nuovo da guida per una
maggioranza che vuole andare avanti.
Alle opposizioni dico parlate tanto di mozioni di censura o di
mozioni di sfiducia. Sarei curioso di capire chi è oggi
l'alternativa del popolo del centro destra e vorrei capire quale
guerra alla successione si dovrà innescare e con quale clima
avvelenato si dovrà portare questa Terra alle elezioni.
Andare a votare non serve a nulla e lo sappiamo tutti e sappiamo
anche tutti che la prossima volta saremo 70 e dico saremo perché
molti di noi non ci saranno più in quest'Aula e voi lo sapete
benissimo.
Non illudiamoci del voto anticipato, non fate demagogia, fortunati
del sistema momentaneo e mi rivolgo ai Cinque Stelle che vi vede
entrare in queste istituzioni e fortunati di un sistema elettorale
sbagliato che vede gente senza consenso all'interno del listino che
sorregge il sistema elettorale, siccome sappiamo che alla fine a
casa non andremo - e lo sappiamo tutti in coscienza, onorevole
D'Asero e onorevoli della minoranza - lavoriamo almeno insieme a un
patto per le riforme che non è fare un ribaltone del Governo, ma è
scrivere un'agenda dove il Governo della Regione, Governo a volte
inadeguato, con il quale confrontare la politica di quest'Aula, a
cospetto della Presidenza della Regione.
Penso che un punto di incontro si troverà, penso che la Sicilia
una speranza la potrà avere con le sane riforme, ne ho elencate
qualcuno, per uscire dall'empasse momentaneo, voluto da chi da
questo Governo ha sperimentato da oggi, guardando al passato
alchimie per cercare nuovo percorsi.
E' presto per parlare di guerre di successioni o di alternanza al
Governo Crocetta, è presto per dire agli elettori di ritornare alle
urne, neanche troppo tardi per rassegnare la speranza dentro
quest'Aula e arrenderci in maniera biega a un'incapacità di tutti
che deve essere responsabilità prima nostra e poi di questo Governo
per cercare di fare uscire la Sicilia dalla palude e ricostruire
una credibilità a livello del Governo nazionale senza attaccare gli
interlocutori che, oggi, devono essere nel governo romano e nel
governo che ha sede a Bruxelles, nel Parlamento europeo, gli unici
nostri interlocutori per far ripartire il motore di Sicilia.
Penso che capacità in quest'Aula ce ne sono tante, esperienza ce
n'è da vendere e sicuramente qualcosa di buono in questo grigio,
come l'ho descritto io, passato, si sarà fatto, non tutto è da
buttare, ma dobbiamo ripartire dalla politica, questo clima del
sospetto e del veleno avvelenerà tutti, uomini del consenso e non,
avvelenerà i grandi uomini del Partito Democratico e porterà
purtroppo e io prevedo a uno sfascio definitivo di una Terra che
non si potrà rialzare e allora solo noi possiamo impedire questo.
Faccio un appello accorato a tutta l'Aula, uniamoci e scriviamo un
patto per le riforme, proponiamo al Governo penso che ci sarà
l'apertura anche culturale di affrontare il momento di crisi e al
Presidente della Regione dico che se deve rivedere qualche
assessore lo faccia, non ci tenga nell'attendismo inutile.
Al Partito Democratico sono sicuro, dopo gli interventi di oggi,
che non è più una questione di poltrone come qualche giornalista ha
voluto fare pensare, ma è diventato forse più uno scontro personale
e allora mettiamo da parte i rancori, rivediamo la squadra di
Governo se ve ne sarà necessità e questo il Presidente della
Regione dovrà fare un'analisi attenta dei suoi singoli assessori e
ripartiamo dalle riforme, così tutti assieme possiamo portare la
Sicilia su un modello migliore. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come portavoce
del movimento per le riforme intervengo anche a nome del Capo
Gruppo, onorevole Picciolo, e dei colleghi che aderiscono al
movimento, la situazione della nostra Regione, sicuramente, è una
situazione molto grave e il dibattito di questa sera ne è l'esempio
delle difficoltà di dialogo e delle difficoltà anche per creare le
condizioni di una via comune per lo sviluppo e anche per la
proposta politica di questa nostra Regione.
Ritengo che è finito il periodo della improvvisazione, il periodo
del noviziato, dobbiamo riuscire a creare le condizioni perché si
possa lavorare per il bene di questa Terra con la giusta
competenza, con il raccordo vero con le Commissioni parlamentari e
soprattutto anche con la forza di poter contare maggiormente a
Roma.
Un Governo nazionale che deve attenzionare le emergenze della
nostra Sicilia invitando il Premier di questo nostro Paese
direttamente a Palazzo d'Orleans per affrontare le tematiche
difficili di una regione obiettivo 1) che è la Regione capofila tra
le regioni del Mezzogiorno e che non può essere lasciata sola ad
affrontare le tematiche occupazionali, le tematiche dello sviluppo
industriale, le tematiche che riguardano anche i problemi dei paesi
rivieraschi alla Sicilia.
A me pare che la litigiosità di quest'Aula indebolisce
notevolmente la Sicilia nelle interlocuzioni politiche a livello
nazionale ed europeo, creando le condizioni di una maggiore
difficoltà nel percorso che ci si vuole dare.
Ad esempio, io non capisco come mai il Governo non abbia attivato
tutte le battaglie necessarie per far sì che le leggi voto, votate
da questa Assemblea all'unanimità, abbiano un esito favorevole
dalla maggioranza del Governo nazionale.
Non capisco come mai un tema così serio come quello di abolire la
parte dello Statuto della Regione siciliana, che impone a questa
Terra di versare le imposte di produzione nei conti dello Stato
rispetto al bilancio della Regione, non veda il Governo della
Regione in prima linea a difendere gli interessi di questa nostra
Sicilia.
Così come anche è assurdo pensare che a Malta vi siano dei casinò,
che in Sicilia vi siano vi siano diverse sedi dove si gioca on line
e una legge voto fortemente voluta da questa Assemblea per aprire
dei casinò a Taormina ed in Sicilia non venga minimamente trattata
dal Parlamento nazionale.
Sono tematiche forse che qualcuno può pensare c'entrano poco col
dibattito siciliano, ma io ritengo, onorevoli colleghi, che la
debolezza, la litigiosità di quest'Aula indebolisca notevolmente la
voce dei siciliani che arriva a Roma e che hanno necessità di
andare a Roma non con il cappello in mano, ma con la forza delle
proprie idee, con la forza delle proprie responsabilità.
Noi come Movimento del PDR non abbiamo paura delle elezioni e
siamo pronti ad affrontare anche l'esito elettorale, ma ritengo che
oggi più che mai è necessaria l'azione di responsabilità di chi è
al Governo e di chi sostiene questo Governo. L'azione di
responsabilità di chi ha vinto le elezioni e di chi ha scelto di
stare in maggioranza perché consapevole che il percorso passato di
una lega Nord che ha avuto un gran potere nelle politiche del
Mezzogiorno, questo Governo oggi, il Governo Crocetta con il
Governo Renzi può finalmente far parlare di Sud e può finalmente
far parlare di Sicilia.
Le riforme noi vogliamo farle, ma le riforme non devono essere
fatte soltanto per creare le condizioni di andare sui giornali
perché si anticipino le riforme nazionali. Le riforme devono essere
fatte per creare le condizioni di sviluppo di questa Terra.
Apprezzo l'intervento dell'onorevole Sammartino, capogruppo
dell'Articolo 4, che condivide la linea tracciata dalla nostra
riunione di gruppo, di recepire la legge Delrio per quanto concerne
il tema delle Province. Ma è necessario poter puntare anche più in
alto. Ad esempio, che fine hanno fatto gli accordi di programma dei
Fondi europei del 2001, sono ancora oggi congelati e non vengono
dati nei nostri territori? Così come è assurdo ed è impensabile,
onorevole Presidente, onorevoli colleghi, parlare di bilancio della
Regione siciliana, senza parlare di programmazione economica e di
Fondi comunitari. E' necessario che l'Assessore Agnello, che è
l'Assessore al Bilancio, possa anche occuparsi di programmazione
comunitaria.
Noi abbiamo un cassetto vuoto, che è il cassetto della spesa
corrente dei fondi regionali ed abbiamo un cassetto pieno, che è il
cassetto della nuova politica comunitaria dei Fondi 2014-2020, con
gli arretrati dei fondi ancora spesi, che non possono essere
trattati a macchia di leopardo o singolarmente, ma devono trovare
una giusta interazione tra i fondi del bilancio regionale ed i
Fondi europei e non è neanche corretto intervenire dicendo che
bisogna chiudere le società partecipate, gli enti vigilati, più che
chiudere bisogna pensare a come rendere queste strutture
produttive, come rendere queste strutture al servizio di questa
nostra terra. Vi sono strutture nell'ambito del mondo
dell'agricoltura, che sono interessanti, che sono importanti, i
centri di ricerca ad esempio, così come anche le diverse società
partecipate, non sono e non devono essere rappresentate come
semplici carrozzoni, perché quelle società possono rappresentare
leve di sviluppo e anche di entrata nel bilancio della Regione
siciliana.
Io ritengo, onorevole Presidente, che questo Governo abbia la
necessità non solo di avere una giusta stabilità, ma di avere anche
la nostra fiducia perché ormai è stato superato il periodo del
noviziato e bisogna creare le condizioni perché si agisca con
coraggio e con urgenza per dare forza ad una terra martoriata, ad
una terra difficile, una terra che merita di essere amata e
servita, sebbene è difficile e contraddittoria. Per questo noi
chiediamo che si ritorni alla politica, che si ritorni all'etica
della politica e non si parli più del passato. Io sono orgoglioso
di essere stato Assessore dei governi passati. I governi passati
hanno vissuto una contestualizzazione di un periodo storico, ma io
direi che da oggi dobbiamo cominciare a pensare ed a parlare anche
del futuro di questa nostra Regione. Si è fatto tanto per eliminare
le macerie del passato, ma ai siciliani bisogna anche poter
garantire un giusto futuro ed un giusto risveglio rispetto alla
tristezza di questi giorni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
onestamente ho ascoltato con attenzione tutti i centodieci minuti
dell'intervento del Presidente Crocetta e, lo dico a mo' di
battuta, penso che meriti davvero il premio Oscar per il miglior
film mai realizzato. Perché ha parlato di tutta una serie di eventi
che in realtà in Sicilia non si sono mai realizzati. Noi siamo una
regione a statuto speciale; si è dibattuto in questi giorni del
fatto che il Presidente della Regione sia anche il capo della
polizia, ma non pensavo che fosse anche il capo delle procure in
Sicilia, visto che spaccia per propri tutti i risultati che la
magistratura, fino a questo momento, può vantarsi di avere ottenuto
in merito a tutto quello che nel passato la politica ha compiuto e
che oggi costituisce in tanti settori oggetto di indagini.
Oggi io credo che questo dibattito sia davvero il canto del
cigno dei partiti, perché la sfiducia che questo Governo oggi
matura attraverso tutti gli interventi, non solo dell'opposizione
ma anche della maggioranza, è frutto di un sistema fallimentare che
è arrivato alla fine, che è arrivato al capolinea, e penso che
tutti gli onorevoli esponenti dei partiti se ne debbano fare una
ragione e ridare spazio e voce ai cittadini, perché questa Sicilia,
che è sotto embargo da parte del Governo nazionale, è ostaggio di
un Governo che è assolutamente incapace di ogni tipo di
programmazione e di ogni tipo di prospettiva per la nostra Isola.
In questi giorni, signor Presidente, sto leggendo un libro che ha
scritto un mio amico che si chiama Alfio Caruso, che riguarda il
Piano Marshall e la Sicilia, parliamo ovviamente di eventi accaduti
subito dopo la seconda guerra mondiale, e una cosa mi ha colpito di
quel libro è che il primo Presidente della Regione siciliana,
Giuseppe Alessi, pretese ed ottenne di contrattare il Piano
Marshall direttamente con gli americani. Il primo cittadino
siciliano dell'epoca riuscì a contrattare tutte quelle fonti di
investimento che dovevano essere effettuate per il rilancio della
Sicilia direttamente con gli americani. Noi oggi possiamo vantarci
invece di un Presidente che in maniera codarda rinuncia a tutti i
ricorsi che abbiamo presentato nei confronti delle leggi dello
Stato, rinunciando automaticamente a quattro miliardi di euro
(secondo le stime). Lascio a voi la riflessione sulle differenze
tra Presidente della Regione di un tempo e Presidente della Regione
di oggi.
Questo io non credo che possa, in un modo o nell'altro, dirci
orgogliosi di essere rappresentati da questo Presidente, così come
questa giornata rappresenta non solo la fine dei partiti, ma anche
la sconfitta della politica, quando un partito come il PD pretende
di portare dentro quest'Aula i propri conflitti interni, discutendo
appunto non di sviluppo o di futuro ma dei loro conflitti e delle
loro questioni personali, mi viene in mente quella battuta del film
di Nanni Moretti in cui il giornalista cattivo chiedeva a Michele
Apicella quante anime il partito comunista avesse, io chiedo loro
quante anime hanno, e in che modo intendono onorare l'impegno con i
propri elettori, e siccome sono convinto che il loro impegno non
potrà essere onorato, allora dico, e mi dispiace che non sia qui
l'onorevole Falcone: Dove si deve firmare per la mozione di
sfiducia? , perché io e tutto il Gruppo del quale faccio parte
siamo disponibili fin d'ora, uscendo da quest'Aula, a firmare
questa mozione di sfiducia, ma ribadisco quello che ha detto il mio
capogruppo, noi comunque di voi non ci fidiamo, e chiederemo ai
siciliani nelle piazze di sfiduciare questo Governo, questa
maggioranza e questo sistema politico che sta portando la Sicilia
al collasso. Si è parlato di Sblocca-Italia e via dicendo, ma
siamo certi che questo provvedimento produca tutti questi effetti
positivi nei confronti della Sicilia? Noi non lo riteniamo affatto,
eppure questo Governo non si muove e continua ad essere
praticamente inerme. Allora noi avremmo voluto che stasera il
Presidente della Regione ci dicesse chiaramente che questa Regione
va dichiarata in stato di crisi, perché è vero che ha fatto
licenziamenti, ma non paga 8000 formatori, non paga i dipendenti
della forestale, non paga nessuno, oggi si parla addirittura di una
mancanza di liquidità, pur essendo scritte le somme in bilancio.
Avremmo voluto sentire parlare di reddito di cittadinanza, perché è
l'unica cosa che forse si dovrebbe e potrebbe fare per consentire
ai siciliani di fare la spesa, e per consentire a chi poi verrà
dopo di fare un reset di quello che, nella buona sostanza, va
fatto, sia per quanto concerne la burocrazia e tutti i settori di
questa martellata Sicilia. Io credo che lo spettacolo sia giunto al
termine, e noi non intendiamo continuare a far pagare il biglietto
di questo spettacolo ai siciliani, liberateci dalle vostre
presenze, perché non consentiremo a nessuno di affondare la nostra
Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha
facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, oggi è
stata scritta una pagina mortificante per la nostra Sicilia per la
perdurante assenza del Presidente della Regione al dibattito. Siamo
novanta rappresentanti del popolo siciliano, troverei corretto che
questi rappresentanti venissero ascoltati ed invece la presenza del
Presidente è stata alquanto alternante. Mortificante perché è
emersa tutta la drammaticità, l'inconsistenza, l'incapacità,
l'impalpabilità del Governo del Presidente Crocetta. Attributi che
si traducono in sofferenza e difficoltà quotidiane per il popolo
siciliano. Mortificante per la confessione dell'onorevole
Sammartino che ha candidamente ammesso che questo Parlamento
passando da novanta a settanta rappresentanti non avrà mai il
coraggio, anche a fronte di una gestione disastrosa della cosa
pubblica, di sfiduciare il Presidente della Regione. Mortificante
perché da due anni assistiamo al festival delle parole, iniziando
proprio da quella legge che in questi giorni doveva diventare
esecutiva, doveva diventare una vera riforma per la nostra Regione
cioè quella delle province. Ed invece siamo ancora al silenzio,
ancora aspettiamo che nessuno parli di recepire il disegno di legge
Delrio che è un mostro giuridico, invece invitiamo il Governo a
farci sapere cosa intende fare realmente con la riforma delle
province e parliamo di acqua. I lavoratori dell'APS (Acque Potabili
Siciliane S.p.A) oggi sono venuti a manifestare sotto il nostro
Palazzo; i comuni della provincia di Palermo sono senz'acqua. Il
Governo che cosa fa? Nulla Eppure sono mesi che questo problema si
protrae, ormai dobbiamo sempre non agli ultimi minuti, ma ai tempi
supplementari, ai calci di rigore.
Parliamo di rifiuti: giorno trenta settembre scadono gli ATO, i
comuni non sanno cosa fare, lo ha detto il Presidente Cracolici che
audiremo in I Commissione i rappresentanti sindaci dei comuni del
catanese in difficoltà. Ma questi problemi ce li hanno tutti i
comuni siciliani e cosa fa il Governo? Ha un piano? Ha una
soluzione? Ha qualcosa? Nulla Il silenzio Le parole, due anni di
parole. Oggi poi, peraltro, non ho visto nessuno, nemmeno la
maggioranza stracciarsi le vesti per difendere questo Governo. A
parte poche difese d'ufficio, di facciata, il Presidente Crocetta
si è rivelato un uomo solo, un uomo che sogna di prendere il treno.
I siciliani sognano un lavoro, sognano di potere mangiare. Non
possiamo più parlare di crisi economica di fronte alle difficoltà
dei siciliani, dobbiamo parlare di crisi sociale, e una crisi
sociale non si risolve né con le parole, né con le beghe interne di
vari partiti per questioni di prebende e di poltrone. Quindi quello
che noi chiediamo al Presidente Crocetta è di fare un regalo ai
siciliani: faccia vivere loro un sogno, si dimetta Così finalmente
potrà andare a prendere il treno che sogna di prendere e i
siciliani potranno avere un futuro migliore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo ai pochi
che hanno resistito a questo tour de force, abbiamo cominciato in
tarda mattinata adesso voglio essere rapida. Innanzitutto
nell'intervento iniziale del Presidente ci sono alcuni passaggi che
mi hanno colpito come quando ha parlato di rispetto delle
Istituzioni e mi sono ricordata di ieri, quando il disegno di legge
sull'impignorabilità della prima casa che è da mesi messo lì in
calendario nel nostro ordine del giorno è saltato perché per un
difetto di comunicazione non c'era nessuno da parte del Governo.
Sull'uscita dell'onorevole collega quando disse che il seguente
disegno di legge non andava discusso perché era un doppione, un
copiato forse, non ci siamo capiti, mi sembra che gli agricoltori
continuano a soffrire, che quelle case continuano ad andare
all'asta, che continuano ancora alcuni disperati a darsi fuoco ed
il fatto che il Governo non era presente è davvero umiliante per le
Istituzioni e per il dovere che abbiamo nei confronti di queste
persone di dare risposte.
C'è stato un passaggio sui 1600 dirigenti e non è che vogliamo
tornare sempre li ma è possibile che su 1600 dirigenti ci debbano
essere gli innominabili; non li nominiamo, quelli esterni con un
aggravio della spesa. Si parla di dignità e di rispetto delle
istituzioni, persone che la Corte di Conti ha ritenuto responsabili
di danni che rimangono li al fianco di questo Presidente come lo
sono stati degli altri due Presidenti che l'onorevole Crocetta non
ha voluto nominare per non andare a dire quali problemi hanno con
la giustizia, presunti assodati.
Noi ci chiediamo perché si tira in ballo l'argomento be non ne
voglio parlare' però poi ne parla, del perché un assessore è stato
fatto fuori. Ma non perché noi ci affezioniamo ad un assessore
rispetto ad un altro. Sono tutti benvenuti però come ha detto
l'onorevole Trizzino, ci sono difficoltà nel fare delle leggi, che
non è il ghiribizzo di volere caricare un disegno di legge, spesso
sono necessità di adeguarci alla normativa europea per sfuggire
alle infrazioni e rischiamo anche nel caso dell'acqua, piano
paesaggistico, piano dell'aria di ricadere sempre in quel vulnus.
Ogni volta con un assessore dobbiamo avere un rapporto,
conoscerci, chiarire quali sono gli argomenti più urgenti, cosa si
è detto e cosa si deve fare e si deve ricominciare. Un po quello
che i cittadini affrontano anche nei comuni. Rispetto delle
istituzioni. Io mi chiedo con questa congiuntura positiva del PD al
Governo, in Europa, qui bello carico con la maggioranza non si
riesca a dare continuità a quello che questo Parlamento eletto dai
cittadini vota.
Ci sono delle mozioni che sono state buttate nel cestino. Parlo
anche di quelle delle trivellazioni nella valle del Belice. Mi
chiedo come sia possibile che nello sblocca Italia si parla di
velocizzare le trivellazioni quando qui si è votato per bloccarle,
quando l'Europa ci chiede di decarbonizzare le nostri fonti di
energie. Non è il ghiribizzo degli ambientalisti, perché noi
abbiamo un indirizzo di sviluppo economico diverso. Come facciamo a
parlare di petrolio quando la direzione da intraprendere è un'altra
e abbiamo degli obblighi. Questo Governo che doveva avere la via
libera, una corsia preferenziale con il Governo nazionale e con
l'Europa, mi pare che non stia dando servizio ai siciliani e ai
loro bisogni bensì solo unicamente essere presente sulle pagine dei
giornali.
Vorrei dire al Presidente che forse in quest'anno, perché dobbiamo
anche avere un po di memoria storica, è stato un più impegnato
attraverso lo strumento del Megafono questa creatura l'anno scorso
a fargli le scarpe al PD con lo strumento che lui è il Presidente,
lui nomina negli enti i vari trombati e quindi crea reti di potere
finchè il PD non l'ha tirato dalle orecchie e gli ha ricordato di
doversi fare la tessera del PD,e quindi non poteva creare un
soggetto alternativo, anche se a livello poi di vari comuni si è
presentato in opposizione al PD. Forse è stato impegnato più a fare
questo che non a fare il Presidente, ma vorrei dire che lo sapevamo
che era molto dura.
Quando abbiamo partecipato alle elezioni regionali, anche noi
avevamo rispetto e abbiamo capito da subito, prima di iniziare,
quali difficoltà immense si dovevano andare ad affrontare e in che
condizioni era ed è la Sicilia anche a causa di alcuni dinosauri
che ancora siedono in questo Parlamento e da cui non accettiamo né
che ci venga detto che dobbiamo assumerci le responsabilità del
passato. Non siamo noi i colpevoli di quello che è successo e lo
possiamo dire a testa alta.
Qualcuno ha detto che, quindi non lo comprendiamo nel difficile
ruolo di sollevare la Sicilia, c'è la burocrazia, ha ereditato una
situazione disastrosa, siamo d'accordo e noi siamo stati
disponibili e costruttivi fin dal primo momento a costo di passare
anche come quelli che facevano da stampella. Ma non era così. Lo
abbiamo sempre detto, nel merito dei provvedimenti noi sosterremo
qualsiasi Governo basta che si faccia il bene della Sicilia. I
provvedimenti, qualcuno dice che non li abbiamo proposti, oggi
abbiamo assistito a dei teatrini veramente sconcertanti densi di
messaggi che non ci interessa andare a sviscerare.
Qualcuno ha detto che noi parliamo, parliamo e non facciamo nulla
per le imprese e nulla per le occupazioni. Intanto vi ricordo che
nell'ultima finanziaria siamo stati noi con dei nostri emendamenti
approvati, a chiedere di rifinanziare tre norme sull'occupazione e
speriamo che gli Assessorati si diano una mossa con i decreti
altrimenti i soldi rimarranno virtuali.
Per le microimprese noi non solo abbiamo fatto la nostra legge,
abbiamo creato un fondo, ci abbiamo messo dei soldi, fondo a cui
nessuno dei presenti ha partecipato. Vogliamo, però darvi la bella
notizia. Ci sono tanti italiani che stanno versando sul fondo del
microcredito siciliano la somma di 80 euro ricevuta, ogni mese, dal
vostro Governo e la versano lì perché lo ritengono strumento utile,
adatto per le piccole iniziative imprenditoriali. Lezioni quindi
non ne prendiamo da nessuno. C'è una schizofrenia
Non si capisce questo Governo nazionale con lo Sblocca Italia'
cosa voglia fare, va totalmente in contrasto con quello che è
l'indirizzo, con quello di cui hanno bisogno i siciliani.
Forse il Presidente non si è accorto che riusciamo a spendere
tutto, forse, perché ci hanno diminuito il capitale da spendere ed
è questa la risposta che dobbiamo darci.
Bisogna andare calmi perché chi si loda si imbroda', Presidente.
Bisogna avere modestia ed ammettere che si fanno degli errori
politici, strategici nel non fare le scelte giuste al momento
giusto e non credersi sempre nel salotto di Giletti.
Questo è un Parlamento, non siamo qui a farneticare e a dire
slogan.
Tutto questo aggrava e mette nel silenzio, la maggioranza,
infatti, in quanto tale ha più spazio sui giornali, occupa
l'informazione continuamente con i balletti di poltrone,
maggioranze, accuse, nomine, piscine ecc. e non si parla dei
problemi dei siciliani - ce ne sono tanti - ma uno in particolare
che ci sta a cuore, anche per la provincia di Siracusa - mi rivolgo
all'Assessore che deve attenzionare una questione che non trova
spazio sui media perché molto occupati col gossip politico.
Ad Augusta ogni 28 del mese, Don Palmiro, prete di una parrocchia,
si permette di leggere nomi di persone che non ci sono più. Mi è
venuta in mente questa cosa quando il Presidente, durante uno dei
suoi intimistici sfoghi, in una cosa che non c'entrava niente, ha
affermato che avrebbe piacere ad avere dei figli.
In quella circostanza ho pensato a chi i figli non li potrà avere,
ha rinunciato ad averli, a chi sono morti a causa dell'inquinamento
provocato dall'industria, a causa della mancanza dei controlli
sull'ambiente e dei risvolti sulla salute, a causa di un'industria
spregiudicata.
Vorremmo tornare a parlare di questi argomenti, del piano
dell'aria.
Il suo predecessore aveva un appuntamento con le associazioni per
parlare del piano dell'aria, del piano di prevenzione della tutela
dell'ambiente e della salute e ce l'avevano anche con l'Assessore
precedente.
Noi non ci affezioniamo a nessuno, ma si cerchi di andare avanti
in modo concreto, analizzando i problemi, di battere e levare,
analizzarli e andare avanti perché in questo delirio quelle che
soffrono sono le famiglie.
Invito tutti i deputati ad andare alla messa di Don Palmiro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
Onorevole Zafarana, le ricordo che il suo intervento non si è
svolto in qualità di Capogruppo perché a me non risulta come
Capogruppo, forse alla stampa. Il Capogruppo sta per prendere
adesso la parola.
CANCELLERI. Signor Presidente, l'onorevole Zafarana è il
Capogruppo politico. Ringrazio il Presidente per avermi concesso la
parola, gli Assessori per la cortesia a restare in Aula e i pochi
colleghi rimasti ad ascoltare gli ultimi interventi.
Ho ascoltato con estremo interesse, e in questo esercizio c'è
stata molta difficoltà, il Presidente della Regione, onorevole
Crocetta, ed ho ascoltato con molto interesse gli interventi di
tutti gli altri colleghi. Devo dire che quello che mi ha colpito di
più è stato l'intervento dell'onorevole Musumeci che si è detto
triste delle parole pronunciate dal Presidente Crocetta. Non sono
d'accordo con quella definizione perché a me invece quelle parole
spaventano ed anche parecchio.
Le voglio raccontare un aneddoto. Durante la campagna elettorale
delle elezioni regionali del 2012, l'allora sindaco di
Caltanissetta fece rifare la piazza. Questo progetto si chiamava
la grande piazza , fondi comunitari, milioni di euro. Fu una
grande opera che chiuse il centro storico per parecchi mesi, ci
furono lamentele di tantissimi commercianti, alcuni chiusero
l'attività, in quel periodo si verificò anche un lutto, un
commerciante si tolse la vita proprio perché non si lavorava più.
Al primo acquazzone quella piazza si allagò completamente, diventò
una piscina. Perché le racconto questo? Perché quel giorno ho
generato un pensiero, ho capito che mi fanno paura, ne ho timore e
li combatterò, quelli che entrano in politica per fare il
malaffare, ma quelli che veramente mi fanno molta paura sono gli
incapaci
Per questo oggi ho provato terrore nel sentire le parole di questo
Presidente della Regione, perché è un incapace amministrativo,
politico. Non parlo di livello umano. Questa cosa mi ha talmente
stordito che non provo sentimenti di tristezza, di rabbia nei
confronti di questa persona ma sono disarmato. Il Presidente
Trizzino ha derubricato tutte le persone che si sono succedute
nella sua Commissione, tre assessori per l'ambiente, due per il
turismo, due per le infrastrutture. E' un Governo che cambia un
assessore al mese. Questa cosa dà il metro di una azione di Governo
senza programmazione. Questo giudizio è lampante.
Ormai non siamo noi, all'interno di quest'Aula, a doverlo dire.
Sono le manifestazioni di piazza che avvengono fuori, giornalmente,
sono le persone che incontriamo nell'esercizio della nostra vita
quotidiana, dal panettiere, dal fruttivendolo o semplicemente dalla
persona che incontriamo per prendere una tazzina di caffè al bar e
le parole sono sempre queste, e le dicono a me e probabilmente,
Presidente Venturino, le dicono anche a lei e sono dette in
siciliano a chistu quando u mannamu a casa ? Lo dicono a tutti. E'
chiaro che non ci dobbiamo fare prendere dalla pancia delle
persone che stanno fuori.
Come Parlamento dovremmo cercare di costruire un'azione di Governo
seria, rivolta a dare una mano a chi ha vinto le elezioni,
prendendo seicentodiciasettimila voti ed è diventato, giustamente,
il Presidente della Regione. Io non contesto quel risultato
Nessuno credo che oggi lo abbia fatto. Però mi interrogò sulla
possibilità che questi seicentodiciasettimila voti diano il diritto
ad una persona di terrorizzarci, nel mio caso, o di rattristarci,
come nel caso del Presidente Musumeci, per cento minuti, tempi
regolamentari di un recupero, era quasi una partita di calcio, dire
tutto quello cha voluto e poi con una grandissima maleducazione,
mancanza di educazione, uscire fuori da quest'Aula e non ascoltare
le repliche degli intervenuti. Oggi eravamo venuti per venire a
sentire, ma soprattutto per venire a dire quello che volevamo
pronunciare nei confronti di un'azione di Governo. E invece cosa si
fa? Si prende e si va via perché è più semplice, è più facile E
non mi basta E non mi basta prendermela con gli assessori perché
gli assessori non sono le persone a cui mi voglio rivolgere in
questo caso. Me la devo prendere con chi fa le scelte e le scelte
le fa lui, il Presidente della Regione.
Parlava di sobrietà nelle scelte, ha fatto un grande discorso
sulla sobrietà. Lui ha fatto le denuncie, senza di lui non avremmo
scoperto questo e quello e quindi la sobrietà ha maturato delle
scelte. Ho scritto qualche esempio l'assessore con piscina ,
l'assessore al click day , l'assessore geografico mandato per
nome e conto di chi visto che viene scelto in un momento in cui ci
sono le elezioni nella zona, poi magari sarà anche competente non
lo metto in dubbio, non lo conosco ancora. Però mi viene da
pensare.
E poi mi sento prendere una difesa d'ufficio sul Segretario
Generale, dott.ssa Monterosso, che è stata condannata per danno
erariale a risarcire un milione e trecento mila euro alla Regione
siciliana, e dico: un assessore con piscina viene giustamente
tirato fuori, licenziato, perché ha commesso in qualche modo
qualcosa che non andava, è un illecito, è una cosa di cui
vergognarsi, mi sta bene, benissimo. Però allo stesso modo e con la
stessa cattiveria e soprattutto con lo stesso giudizio, un peso e
una misura, si sarebbe dovuti agire nei confronti di chi, con
un'azione di Governo del clic day, ha provocato un fallimento di
questa maggioranza, perché lo è. Ed allora sarebbe dovuta anche lei
andare via da questo Governo, oppure la Monterosso non doveva in
qualche modo essere ancora mantenuta dopo la condanna della Corte
dei Conti.
Invece no e in quei due casi vengono fatte le promozioni.
Oggi abbiamo assistito ad una difesa d'ufficio per l'assessore
Scilabra, perché è una ragazza giovane che sta sfidando il
malaffare e tutto il resto, sì, ma io voglio anche vedere, non solo
chi sfida il malaffare ma chi lo fa con competenza ed oltre a
distruggere deve anche costruire, se no ci ritroveremo una Regione
pulita ma in macerie, ed è questo quello che sta avvenendo.
E lo stesso caso della Monterosso che le viene dato un premio,
viene anche lei nominata nel Consiglio di amministrazione di una
società che fa parte della Regione.
Questo è un mondo al contrario. E' il mondo a contrario di chi si
proclama paladino della legalità dell'antimafia e poi però, quando
accanto a sé qualcuno viene colpito da un provvedimento, allora ci
chiudiamo gli occhi e diciamo che non abbiamo visto nulla. E questo
non si può fare, questo non mi piace, questo è ingiusto. Io lo devo
attaccare, è ovvio, è nella mia possibilità e lo faccio.
E ha detto però una verità in quel passaggio il Presidente della
Regione, perché ha detto che noi non conosciamo la Corte dei Conti.
E lì ha ragione, è vero. Perché siamo uno dei pochi gruppi di
questa legislatura che nell'ultimo passaggio alla Corte dei Conti è
uscito pulito per quanto riguarda l'amministrazione dei soldi dei
Gruppi parlamentari. Quindi è vero, non conosciamo la Corte dei
Conti perché fortunatamente non ci abbiamo a che fare. E questa è
una grande fortuna. Quindi quello che per lui era un attacco nei
nostri confronti, per me invece è uno dei più grandi complimenti
che ci ha potuto fare e lo prendo con grande felicità al di là poi
delle cadute di stile che qualche sgherro di seconda fila ci ha
voluto tributare oggi da questo scranno, ma quelle sono cose che
capitano, è una normale dialettica politica e io la accetto anche.
La mozione di sfiducia annunciata dall'onorevole Falcone invece.
Io non ci credo più che quest'Aula sia in grado di autodeterminare
il suo scioglimento, cioè di mandarsi a casa come nel gergo
cittadino ormai viene detto. Non ci credo perché troppe volte ho
visto fare questi giochetti sotto banco dove si era tutti d'accordo
e poi alla fine però qualcuno mancava, il tesserino non funziona,
io ero assente perché non mi avete chiamato ci vogliono
quarantasei voti Presidente Venturino, lei ormai è un veterano di
quest'Aula, ha anche un'ottima conduzione quando le viene data la
possibilità di condurre i lavori d'Aula e ovviamente capisce bene
che anche noi abbiamo capito come funziona, cioè i trucchi che
stanno dietro. E quei quarantasei voti non ci saranno di nuovo, non
ci saranno di nuovo perché questa mozione di sfiducia che nasce qua
dentro e muore qui dentro non avrà i quarantasei voti perché le
opposizioni non sono pronte per andare a votare perché sanno che
perderanno quelle elezioni, perché il centro destra è inconsistente
al livello politico nello scenario dei cittadini a livello
regionale. E il centro sinistra si sta presentando con una azione
di governo fallimentare e ovviamente questa cosa agevola noi,
agevola noi in maniera incredibile e nessuno oggi andrà al voto in
questa situazione, tanto meno noi potremmo permettercelo di votarla
da soli visto che siamo quattordici e ci manca un bel po' di
Deputati per fare questa cosa.
E allora visto che non si deve risolvere, diceva bene l'onorevole
Cappello noi la firmiamo la mozione di sfiducia proposta
dall'onorevole Falcone. Ne abbiamo ovviamente già scritta una come
aveva detto il Capogruppo Zafarana, ne abbiamo già scritta uno
assieme con i cittadini. Non ci innamoriamo degli atti, non ci
innamoriamo delle primogeniture degli atti, chi l'ha scritta prima,
chi l'ha scritta dopo. La leggeremo, se il collega ce lo permetterà
integreremo alcune parti qualora lui le abbia omesse o dimenticate
e diventerà anche nostra, ma in ogni caso la firmeremo. O se lui
deciderà firmerà la nostra, non cambierà nulla, ma quello che
stasera voglio dire in quest'Aula è che noi abbiamo bisogno della
fermezza dei cittadini ed è per questo che il 26 di ottobre il
Movimento Cinque Stelle lancia lo sfiducia day' dove scenderemo in
piazza, insieme ad artisti, e a tutte le persone di buona volontà
che si sono veramente rotte le scatole' di questo Governo e di
questa azione governativa per raccogliere le firme e metterle a
corredo di quelle che saranno le firme parlamentari minime per
potere presentare questa mozione di sfiducia. E sarà lì il primo
passaggio perché finalmente chiameremo i cittadini a raccolta
attorno ad un provvedimento che vuole dire basta ad una azione di
governo fallimentare e che invece vuole dare l'avvio ad una nuova
speranza.
Perché non è morta la Sicilia,Presidente Venturino, non è morta.
La Sicilia ha ancora grandi possibilità. Lei è una persona dello
spettacolo e sa quanta bellezza artistica, naturalistica ci sia in
quest'Isola e quanta poca ne sfruttiamo. Oggi eravamo venuti qui in
Aula perché il Presidente Crocetta, lo ha fatto in maniera
maldestra, avrebbe dovuto richiamare le forze politiche a sé
dicendo ricompattiamoci attorno a un minimo di programmazione, a
qualcosa che rilanci la nostra terra. Lo ha fatto in maniera molto
maldestra e secondo me in questo momento sta accusando il colpo
perché non erano neanche le sue capacità linguistiche quelle di
oggi. Ma io ho un messaggio per il Presidente Crocetta. Il tempo è
scaduto. Perché troppe volte abbiamo proposto a questo esecutivo di
collaborare su provvedimenti che potessero accelerare lo sviluppo
economico di questa terra. Fino all'ultima finanziaria, ci sono
testimoni sia i giornali che anche quest'Aula, e alcuni di questi
assessori con i quali abbiamo potuto collaborare.
Se li ricorda i titoli dei giornali? Erano otto proposte che
abbiamo dato al Governo e che abbiamo portato all'interno della
finanziaria. Cosa si muove dopo? Non si muove mai nulla Questo
Governo non vuole fare mai nulla, è estremamente auto referenziato,
composto da un Presidente che deve obbligatoriamente e per forza
fare la primadonna che non lascia spazio agli altri. E' un leader,
è talmente carismatico che offusca tutti gli altri. Non va bene in
questo modo perché non ha la maggioranza, perché ha un partito che
lo sostiene, il Partito Democratico che è estremamente frammentato
e che oggi gioca il ruolo incredibile sia di maggioranza che di
opposizione e quindi non si può permettere di fare il leader
carismatico che offusca gli altri. Deve dare ascolto e deve dare
ascolto soprattutto a una forza politica che non fa telefonate ai
manager della sanità come diceva lui e io di questo chiederò le
scuse pubblicamente sia nella prossima seduta quando ci degnerà
della sua presenza ed anche a mezzo dei giornali, perché questa
cosa non me la ingoio. Troppo volte ha sbagliato a parlare e troppe
volte noi non gli abbiamo chiesto nulla. Questa volta lo dovrà fare
e lo dovrà fare pubblicamente.
Il tempo è scaduto Presidente Crocetta, guardo la sua sedia e lei
non c'è e le ripeto che l'unica cosa che può fare è uscire da
questa stanza, ricordarsi di spegnere la luce così diamo anche un
segnale di risparmio energetico e andare via in punta di piedi
perché la Sicilia ha bisogno di un governo vero e non può più
perder tempo con chi invece della Sicilia non ha capito
assolutamente nulla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'è bisogno che
attiva il tempo perché cercherò di essere telegrafico e lo faccio
perché nutro profondo rispetto per le persone che si sono fermate
ad ascoltare questo dibattito e lo faccio per evidenziare con
disappunto una assenza, quella del Presidente della Regione, che
onestamente oggi è ingiustificabile. Lo dico perché vorrei
rassegnare al Vicepresidente un messaggio.
Quando il Presidente della Regione sarà in Aula per riferire sarò
sempre al mio posto ad ascoltare le sue comunicazioni per una
questione di rispetto, rispetto dell'uomo, rispetto della carica.
Oggi è stato un dibattito importante, un dibattito parlamentare, un
dibattito che se lo vogliamo leggere in positivo, ha avuto un
grande assente, ed è stata la politica io sono ottimista per natura
e sono leale sempre,
Lo dico perché oggi ho la fortuna di rappresentare un Gruppo
parlamentare che vuole rappresentare il Presidente della Regione
nella sua lealtà, lo dico perché noi non abbiamo costruito un
avventura per una passeggiata al mare, abbiamo costruito un
progetto politico, un progetto appunto, politico.
Non abbiamo fatto un accordo sottobanco, abbiamo costruito un
progetto politico che noi vogliamo sia rispettato e manifestiamo
tutta la nostra disponibilità al rispetto di come dobbiamo
governare un percorso, appunto, politico.
Faccio un esempio, il Gruppo parlamentare non è un articolazione
del partito e noi con questo partito abbiamo costruito un'alleanza
e l'abbiamo costruita con il PD impersonando Rosario Crocetta,
l'interprete, l'interprete del ruolo di Presidente della Regione e
di garante di quell'alleanza.
Oggi qualche collega, devo dire legittimamente, di altro
schieramento - e parlo degli amici del centro destra - hanno
evidenziato come forse in maniera inopportuna abbiamo trascinato
qua dentro un dibattito che non era un dibattito politico e che in
ultimo, mi sforzo di fare diventare di nuovo politico; non facendo
filosofia o l'elenco o il decalogo delle cose che servono.
Oggi bisogna dire come stanno le cose e le cose sono che la
maggioranza traballa, altri direbbero una cosa diversa, ma io cerco
le soluzioni, cerco le soluzioni perché so distinguere le leggi che
hanno un carattere istituzionale dove un accordo deve pure essere
ricercato con tutte le forze politiche dalle leggi che hanno una
matrice politica che vanno condivise con la maggioranza politica.
Perché se qualcuno pensa di cambiare cavallo lo può fare, ma lo
deve dire apertamente, davanti a tutti, davanti ai siciliani. Noi
siamo invece per ricercare la maggioranza politica che ha
determinato l'elezione del Presidente della Regione, e non è una
questione numerica, di deputati che ci sono, come non ci sono, che
danno la maggioranza e in Aula no.
E' una questione di rispetto anche del Parlamento che non è una
stampella, dobbiamo essere chiari, noi oggi abbiamo fatto un
dibattito, dove tutto sommato un pò per la mia esperienza un po'
per l'autorevolezza di altri colleghi che mi hanno preceduto, anche
per la loro grande esperienza con qualche sbavatura dove nessuno ha
cercato la soluzione.
Ma l'appello lo faccio io al Presidente della Regione Noi
dobbiamo cercare di trovare la soluzione e la dobbiamo cercare con
tutti i partiti della maggioranza e segnatamente con il primo
partito della maggioranza, e io spero che il Capo Gruppo Gucciardi,
capisca che è necessario riportare sul crinale del buon Governo un
ragionamento politico con le forze politiche, il che non significa
ingessare l'azione di Governo, anzi, l'esatto contrario. Sono
rimasto da solo oggi, perché il dibattito si è dilungato perché per
certi versi è stato in alcuni punti sterile, perché ahimè, non mi è
mai capitato che l'interlocutore si assentasse per tutto questo
tempo.
Non è un rimprovero, però le cose ce le dobbiamo dire in faccia,
devo uscire da qua, sapendo come la pensano i colleghi degli altri
partiti e come la pensano i colleghi del mio schieramento politico
dissentono e lo dicono pubblicamente perché cerco le ragioni dello
stare assieme e per stare assieme ci vuole una corresponsabilità da
parte di tutti. Quindi, riuniamo la maggioranza e facciamo l'elenco
delle cose che servono intanto. E le cose che servono sono quelle
che ci siamo detti, ma non basta dirle, bisogna farle. E oggi
aggiungo che, per essere credibili, dobbiamo indicare i tempi entro
i quali queste cose che abbiamo deciso si fanno.
Allora, questo è il ragionamento che faccio. Io non voglio fare
patti con nessuno. Voglio soltanto che si rispettino i patti che
abbiamo fatto. Noi garantiamo al Governo assoluta lealtà, ma ci
rendiamo conto che questa situazione diventa scivolosa, e noi ne
vogliamo uscire. Ne vogliamo uscire a testa alta facendo le cose
che servono alle persone e per fare queste serve la politica. E
oggi, ahimè, per il 90 per cento delle cose che abbiamo sentito, la
politica era la grande assente. E questo può capitare. Spesso
capita in campagna elettorale, può capitare in un comizio
qualunque, può capire nelle diatribe, nelle segreterie o nelle
discussioni che ci sono all'interno di un gruppo o di un partito.
Non può capitare in Parlamento. No, qua non può capitare. Allora,
raccogliendo le disponibilità che da tutti sono state evidenziate,
chiedo al Presidente di riunire subito la sua maggioranza per
permettere a questa maggioranza di ritrovare la quadra e chi mi
conosce sa che io non ho né posti da chiedere né cose da
rivendicare. Ma cerco esclusivamente un obiettivo su cui costruire
una alleanza che, secondo me, oggi ha un valore politico
importantissimo che non può e non deve essere disperso. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
volevo ricordare al collega Cancelleri che anche il gruppo
parlamentare del Megafono non è stato richiamato dalla Corte dei
conti per cui siamo in due in quest'Aula a non conoscere la Corte
dei Conti.
Poche battute, Presidente, di natura politica.
Il presidente Rosario Crocetta viene candidato ed eletto nel 2012
con idee rivoluzionarie persino superiori a quello del M5S ed in
quel momento ha trovato ampio consenso dell'elettorato siciliano
tant'è che la sua elezione può essere definita epocale visto che
il primo presidente, dopo la legge che introduce l'elezione diretta
del presidente della Regione, ad essere eletto quale presidente di
centro sinistra in una Regione che prima era sempre stata governata
dal Centro destra.
Qualcuno oggi ha parlato del 14 per cento. Io ricordo, a chi ha
parlato di quel 14 per cento, che gli altri candidati non hanno
preso neanche quel 14 per cento per cui il presidente è pienamente
legittimato a governare questa Regione.
Un uomo, il Presidente, che non è stato mai prigioniero dei
partiti e che ha fatto della lotta alla legalità il principale
obiettivo della sua vita, non solo politica. Difficile viene
poterlo ingabbiare in regole e schemi partitici. Anzi. Quindi chi
ha sostenuto sin dal primo giorno questo Presidente doveva sapere
bene di ritrovarsi davanti un politico che non accettava e non
accetta compromessi. Sin dalle prime fasi del suo insediamento il
Presidente Crocetta ha lavorato per eliminare sprechi e combattere
la corruzione all'interno della macchina amministrativa regionale
senza mai guardare in faccia nessuno né amici né nemici.
Questo Governo deve essere il Governo delle riforme, dobbiamo
aprire la stagione delle riforme, con quella che ritengo principale
e prioritaria della semplificazione amministrativa, per snellire la
pubblica amministrazione, seguita dalla riforma dell'acqua. Ricordo
che in questo momento la provincia di Palermo ha un grosso problema
di emergenza, che è già stato richiamato da altri deputati. Poi la
definizione della riforma sull'abolizione delle Province e sugli
ATO Rifiuti.
Ritengo che tali riforme vadano condivise tra tutte le forze
politiche, sia di maggioranza che di opposizione. Nessuno può
tirarsi indietro rispetto alle riforme, che servono esclusivamente
nell'interesse dei siciliani. Però nessun inciucio' politico con
altre forze politiche che non fanno parte della maggioranza che
sostiene il Governo Crocetta, anzi un richiamo all'unità delle
forze politiche che sostengono questo Governo e soprattutto
all'unione dentro il Partito Democratico.
Non voglio entrare nelle vicende interne ed entrare a gamba tesa
nel dibattito interno al Partito Democratico, ma una rapida e
definitiva soluzione politica affinché si possa amministrare
assieme con maggiore serenità, ritengo che vada trovata e vada
trovata al più presto. Credo che i litigi non servano a nessuno di
noi, ma soprattutto non servono a risolvere i problemi dei
cittadini siciliani. Non credo che questo Governo abbia intenzione
di cercare maggioranze alternative, né con inciuci', né con
ribaltoni. Il Presidente ha fatto un accordo politico, un patto
elettorale con alcune forze politiche ed è il patto su cui deve
continuare questa maggioranza all'interno di quest'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, nell'ultimo intervento cercherò di far sintesi
rispetto a tutto ciò che ho ascoltato, rispettosamente, sia
condividendo tante cose che ho ascoltato, sia dissentendo da tante
cose.
Certamente stiamo vivendo una fase difficile, una crisi generale,
economica, sociale, delle economie dell'occidente - e con questo
non intendo ragionare per sottrarmi al dibattito di oggi - una
crisi che credo non abbia precedenti dal secondo dopoguerra ad
oggi, una crisi che richiederebbe uno sforzo di governo,
istituzionale e parlamentare che, senza pasticci ed alleanze
innaturali, coinvolga ogni livello istituzionale, coinvolga le
forze politiche e parlamentari nel loro complesso per consentire
con uno sforzo davvero generoso nei confronti del popolo siciliano,
per consentire un'azione di cambiamento vera, di risanamento, di
riforma pur, come dicevo prima, nel rispetto dei ruoli tra
maggioranza ed opposizione.
Quindi, fermo restando un no' dovuto per principio etico e
politico a larghe intese, io credo che sia necessario,
indispensabile, un dialogo costante con l'intero Parlamento della
Regione e questa è una fase che, vi confesso, vivo con grande
preoccupazione, una preoccupazione che non è soltanto politica, ma
è una preoccupazione che si estende anche a livello esistenziale di
un cittadino che in questo momento storico temporaneamente svolge
la funzione di deputato al Parlamento della sua Regione. Vivo
questa fase con preoccupazione, con il senso di responsabilità di
chi è consapevole che anche dalle proprie scelte, dal proprio
piccolo contributo, dalla propria azione politica, dipendono i
destini di diversi milioni di siciliani, e invece ormai tutti, o
quasi tutti, subiamo e forse inconsapevolmente alimentiamo ogni
giorno una interminabile, sterile e quasi sempre dannosa telenovela
comunicativa, a cui oggi sembra essersi ridotta la politica. Tutti
come se fossimo ignari che la rappresentanza non si giochi oggi in
rincorse polemiche a maggioranze virtuali quanto piuttosto si
giochi sulla propria capacità di proposta.
Oggi, signor Presidente e onorevoli colleghi, non basta più il
potere, la sua gestione o la rincorsa verso la conquista del
consenso per ottenere il potere, per vincere la gestione dei
governi, non servono rimpasti o altro, oggi occorre più che mai la
politica per pensare e disegnare il futuro di questa nostra terra,
non è più sufficiente gestire o pensare di conquistare il governo,
occorre inventare, occorre un grande geniale sforzo di fantasia,
avere una vera visione del futuro, questo è richiesto alle forze
politiche e parlamentari, invece il dibattito politico ha ormai
quasi sempre una connotazione fuorviante e direi quasi minimalista
di un dibattito ridotto solo a dibattito odi potere, così è visto
all'esterno di questo Palazzo, non un'idea strategica di futuro,
non un progetto, ma solo una rincorsa quasi cieca verso la
conquista del consenso o di un governo che deve venire, così
l'impegno per conquistare il consenso attraverso quella che avevo
definita poc'anzi la telenovela comunicativa polemica infinita ha
ormai sostituito purtroppo, ha ormai sostituito e lo sottolineo,
l'impegno per una grande politica, ed oggi una grande politica non
si misura sulla capacità, dicevo, di conquistare il consenso, di
inseguire mediaticamente l'elettore, che proprio per questo ogni
giorno si allontana di più dalla politica, ma si conquista
piuttosto, si misura dalla capacità di offrire ai cittadini un
itinerario credibile, ai cittadini disorientati con la capacità di
offrire un itinerario creativo di vere riforme politiche e sociali.
Certo, occorre, come tanti hanno detto in questo lunghissimo
dibattito, e come è stato anche votato dalla direzione del mio
partito un azione di rafforzamento del governo attraverso
innanzitutto una maggiore coesione della coalizione di governo e
una maggiore incisività nella gestione del governo stesso che
aggredisca i problemi del lavoro, dei giovani, delle imprese, di
chi un lavoro l'ha perso, delle famiglie che vivono una crisi di
reddito davvero forse senza precedenti. Occorre uno sforzo
sinergico dell'intero Parlamento, con il coinvolgimento, è stato
detto e lo condivido e lo sottolineo, il coinvolgimento
indispensabile delle forze sociali, pur senza, ribadisco,
confusione di ruoli tra maggioranza e opposizione, l'elezione a
suffragio universale diretto del Presidente della Regione non
richiede, come per il livello nazionale, quindi è inutile fare
confusione su questo, larghe intese, richiede semplicemente grande
senso di responsabilità di tutte le forze politiche e parlamentari
rappresentate, e quindi la necessità attraverso questo metodo di
una grande nuova stagione di riforme, indispensabili per la
prospettiva ed il futuro della Sicilia. Molto è stato fatto in
questi ventidue mesi di legislatura, molto è stato fatto sia dal
Governo che dal Parlamento e tanto - ricordava il Presidente della
Regione - c'è ancora da fare.
Occorre certamente proseguire nell'azione di risanamento e
ristrutturazione del bilancio che meritoriamente dal Governo e
Parlamento è stato portato avanti in questi mesi. Occorre definire
con urgenza e tempestivamente nel rapporto con lo Stato in
Conferenza Stato-Regioni la vicenda dei limiti del patto di
stabilità che soffoca la spesa e che rischia davvero di metterci in
difficoltà abbattendo ulteriormente i redditi delle famiglie e
aggravando la già di per sé grave situazione recessiva della nostra
Regione.
E' urgente definire la programmazione comunitaria 2014/2020 che
noi riteniamo via maestra per una nuova fase economica e sociale
della nostra Regione. Occorre un accelerazione su una stagione
intensa di riforme, da quella definitiva delle cosiddette ex
province da scrivere con lo sguardo rivolto a ciò che sta accadendo
a Roma; a quella dell'acqua pubblica; dalla riforma della
formazione professionale a quella sulla semplificazione
amministrativa; dalla disciplina della cooperazione allo sviluppo e
alla solidarietà internazionale di cui mi pare che nessuno più oggi
parli, come se il dramma dell'immigrazione e quello che si vivrà
per i prossimi decenni fosse scomparso; alla riforma per il diritto
allo studio; alla riforma del sistema turistico regionale sistema
produttivo regionale che il suo testo unico è in discussione in III
Commissione legislativa.
Il Presidente della Regione, nel suo intervento, fra le tante cose
dette ha sottolineato testualmente dicendo mi piacerebbe che le
divisioni non pesassero in quest'Aula, che le divisioni non
pesassero nei rapporti tra Governo e Parlamento . Per far questo
credo che occorra una nuova fase politica e parlamentare, occorra
che tutti insieme, Governo e Parlamento, si scriva un nuovo metodo
istituzionale di rapporto tra Governo e Parlamento, che apra una
fase diversa nei rapporti fra le forze politiche e parlamentari e
fra esse ed il Governo. La Sicilia rischia il baratro, mentre la
politica - e tutti noi vorrei ricordare prima di tutto a me stesso
che rappresentiamo la politica, rimane avvitata su se stessa in una
polemica interminabile, sterile e fuori da questo Palazzo
incomprensibile. Concludo dicendo: facciamo presto Cito
semplicemente uno dei padri dell'europeismo moderno Jean Monnet che
diceva che subito dopo aver stabilito dove andare bisogna andarci e
bisogna far presto. Facciamo presto o tutti quanti, come qualche
altra volta da questa tribuna mi è capitato di dire, Parlamento,
Governo, forze politiche probabilmente perderemo la legittimazione
morale a rappresentare la Sicilia ai siciliani.
ZAFARANA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, volevo comunicare a lei e all'Aula
che, avendo noi ascoltato oggi tutto il dipanarsi e il maturare
anche del dibattito nell'assenza del Presidente Crocetta, in questo
momento il Gruppo Movimento Cinque Stelle lascerà l'Aula perché il
rispetto non dato in prima istanza non può essere richiesto qualora
ci sia una replica.
(I deputati appartenenti al Gruppo Movimento Cinque Stelle escono
dall'Aula)
PRESIDENTE. Non essendoci altri iscritti a parlare, ha facoltà di
parlare il Presidente della Regione per la replica.
CROCETTA, Presidente della Regione.. Siccome tutti i parlamentari,
ad uno ad uno del Movimento 5 Stelle, sono stati presenti in Aula
per tutto il tempo, non si percepisce che il Presidente è uno e che
il Governo invece è stato presente per tutto il tempo rappresentato
da me e dagli Assessori.
Ho seguito il dibattito in preda a dolori persino atroci, credo
che in altri tempi qualcuno avrebbe anche proposto un rinvio
dell'Aula per queste ragioni. Ognuno sceglie il modo di fare
politica.
Io voglio fare due considerazioni, una che riguarda il dibattito
che attraversa questa Sicilia che si dibatte sempre fra
conservatorismo e velleitarismo. Il conservatorismo di chi non
vuole cambiare nulla e velleitarismo di chi, pensando che tutto
possa cambiare in un giorno e tutto si possa fare in un giorno,
finisce per diventare di fatto conservatore perché poi non cambia
assolutamente nulla.
Io vorrei capire, per esempio, dagli amici grillini qual è la
proposta di legge che loro abbiano presentato e che non sia stata
accolta dal Governo. Quale grande dibattito sul cambiamento che
loro hanno proposto che non sia stato accolta. Mi pare che su
alcune questioni il loro radicalismo abbia invece finito per
impedire il processo di riforme della Sicilia. Vedi la questione
sul referendum legata ai liberi consorzi dei comuni che ha impedito
di fatto, ha creato l'ostacolo di fatto alle aggregazioni di
comuni. E' già difficile raggiungere il 50 per cento ormai in
Sicilia rispetto a elezioni normali, figurarsi nelle elezioni
referendarie Evidentemente, questa era una proposta di
conservazione mascherata per democraticismo.
Io ho notato anche nel dibattito un tema che era quello della
politica, il tema dell'accordo politico, il tema della questione
politica. Ma qual è la questione politica. Io la vorrei capire
tutta qual è la questione politica. Perché la questione politica è
la questione delle riforme del cambiamento oppure non è nessuna
questione politica, è altro. E l'altro tutte le forze politiche che
sono intervenute hanno escluso che possa essere il tema, così come
lo esclude il Presidente della Regione lo può escludere l'intero
Governo quindi discutiamo delle questioni politiche.
Non mi pare che ci sia un grande dibattito. Non vorrei contraddire
nessuno ed entrare nel merito di alcune questioni, però mi pare che
quando si parla probabilmente qualcuno ha ravvisato l'omissione di
alcuni tema dentro questa Aula. Omissione di temi che concernevano
cosa? Per esempio il piano sanitario.
Il piano sanitario è pronto. Non mi sembra che sia un tema
proporlo al dibattito d'Aula quando attendiamo il parere del
Governo, però è pronto. Vi assicuro che nel nuovo piano sanitario
non ci sono le chiusure degli ospedali come prevedeva il precedente
Governo o le chiusure a tappeto dei punti nascita come prevedeva il
precedente Governo.
Abbiamo salvato i punti nascita dei luoghi più in difficoltà della
Sicilia e abbiamo elaborato una proposta che è unica e innovativa
in Italia che è quella degli ospedali riuniti che permetterà ai
piccoli ospedali di non essere dei luoghi di assistenza tout-court
e basta, ma invece centri specializzati di alta medicina che si
articolano in territori diffusi senza dipendere sul piano sanitario
regionale dalle grandi aree metropolitane. Questo è un fatto.
Risparmio nella sanità, risparmio nei farmaci, la nuova scelta dei
manager.
In tutti i ragionamenti che ho visto o anche la questione che
riguarda alcune cose sono incardinate tutte nella programmazione
europea, non mi sembrava che fosse il tema del dibattito d'Aula di
oggi, visto che l'avevamo presentata e abbiamo parlato della larga
banda e di altre questioni sulle quali sono destinati grandi fondi.
Ci sono tutti i ragionamenti per iniziare un nuovo percorso.
Ognuno poi farà le proprie valutazioni, ma non mi pare che
rispetto all'azione di Governo degli ultimi due anni siano
intervenute critiche particolari.
Si è detto che il Governo ha fatto un buon lavoro, che sul piano
della legalità e della moralizzazione della vita pubblica ha fatto
un grande lavoro - vi sembra poco in questa Sicilia?
In una Sicilia in cui gli ultimi due Presidenti della Regione se
ne sono dovuti andare per problemi di mafia, mi pare che sia la
quaestio disputandi, la prima scelta da fare.
Questa è la base di qualsiasi altro ragionamento che vogliamo
fare.
Se pensiamo che da questo non ne discenda nulla e che questo sia
privo di conseguenze, credo che si faccia un errore profondo.
La mozione di sfiducia è stata presentata l'anno scorso e c'era
una ripetizione ossessiva di un Governo che non faceva nulla, di un
Presidente della Regione che non faceva nulla.
Nel frattempo, avevamo rivoluzionato la macchina amministrativa
con provvedimenti amministrativi, con le rotazioni dei dirigenti,
la riduzione del salario accessorio dei dirigenti stessi, avevamo
messo in moto un sistema completamente fermo e che oggi potrebbe
cominciare a dare segni di sofferenza e che potrebbe anche non
collaborare più, perché se ogni momento si mette in discussione
l'Assessore di quel dipartimento, di quell'Assessorato è evidente
che i dirigenti vadano per i fatti loro.
Quando bisogna fare le scelte, si fanno e si fanno subito. Non si
possono dare i legittimi vantaggi a chi invece vuole bloccare il
sistema. Non si possono dare i legittimi vantaggi a una Destra che
in Sicilia non esiste più e che cerca di aggrapparsi a temi che non
hanno senso.
In questo contesto c'è da ritrovare, innanzitutto, il senso della
coalizione.
Veramente si ritiene che il problema di mancanza di accordo con
una parte della coalizione o di qualche forza politica sia una
scelta del Presidente.
Se questo lo si ritiene, credo che difficilmente lo si possa
provare nei fatti, nelle scelte, nelle prove di dialogo, nei lunghi
mesi di trattative che hanno portato a nulla.
Mi sono sentito ripetere di andare in direzione, convocare,
decidere come se il Presidente fosse l'esecutore testamentario
delle scelte del partito leader.
Io ho una visione diversa del mio partito, una visione diversa
dell'agire politico, una visione diversa del mio ruolo.
Con questa visione ci si vuole confrontare? Allora ci deve essere
reciprocità, rispetto reciproco, c'è rispetto reciproco, tenendo
conto che rappresento un nuovo partito, ma tenendo conto che sono
il Presidente della Regione. Rispetto a questo, chiedo rispetto, lo
stesso rispetto che io concedo normalmente ad ogni singolo
parlamentare. Lo stesso, non pretendo un rispetto in più. Rispetto
il Parlamento nelle sue prerogative, nei suoi atti di indirizzo,
nelle scelte, nei suoi ruoli, rispetto la competenza.
Ho partecipato democraticamente all'elezione del mio segretario di
partito, gli ho dato la fiducia anche se dall'indomani ha
cominciato a dire che il Presidente doveva eseguire i suoi ordini -
anche nei colloqui privati non siamo andati oltre un ragionamento
del tipo Presidente, così non vai da nessuna parte - questi sono
gli ultimatum e questi mi sono trovati.
Penso che il dibattito politico di un partito debba rimanere
all'interno e non all'esterno, probabilmente sono abituato ad una
certa maniera, ma così non è stato e quindi mi si conceda la
liceità delle esternazioni con la stessa forza con la quale la
fanno gli altri.
Mi auguro che possa avvenire una ricomposizione nei temi, negli
argomenti, che trovino delle ragioni comuni. Per me il progetto di
rivoluzione è un progetto che va avanti. Capisco le ragioni per la
quali una destra inesistente tenta di riproporsi continuamente con
temi e argomenti. Capisco bene che il velleitarismo grillino possa
portare a comportamenti ed atteggiamenti che non portano da nessuna
parte. Prima di tutto credo che abbiamo il dovere di governare, poi
si possono fare tutte le scelte. Siamo qui.
Mi piace molto un salmo che dice: eccomi, io sono pronto . Io
sono sempre pronto. Nessuno pensi che la sfida elettorale mi
spaventi, nessuno pensi che ci spaventiamo come coalizione di
centro sinistra al confronto e allo scontro elettorale. Dovranno
spiegare altri perché rispetto ad altri governi siano stati così
teneri e ne abbiano prolungato fino in fondo l'agonia.
C'è un Presidente della Regione che ha posto come base il
risanamento del bilancio e l'ha cominciato a fare. Certo, non siano
usciti dai problemi finanziari della Regione ma sicuramente ne
saremmo usciti se non li avessimo trovati. Sicuramente la nostra
azione sarebbe stata diversa se i fondi della Regione fossero stati
destinati allo sviluppo e alla solidarietà piuttosto che al
risanamento degli sprechi degli altri. Vedo il balbettio: i beni
culturali sono in preda alle questioni più pressappochiste,
eccetera, eccetera . Veramente i beni culturali erano in mano a
società private che non pagavano i biglietti alla Regione.
Nel 2012 sono stati dieci milioni di euro gli incassi dei beni
culturali. Con questo Presidente, che non ha fatto nulla, ci sono
stati trenta milioni di euro di incassi. Venti milioni vi sembrano
pochi? A me veramente sembrano tantissimi E potrebbero essere
anche di più. Certo, dobbiamo fare la riforma. Se però non si
fossero messi a turno i custodi perché qualcuno li deve sempre
difendere, perché i turni nella pubblica Amministrazione non ci
possono essere, perché tutti devono lavorare dal lunedì al venerdì
e avere il sabato e la domenica liberi. Sì, ma compatibile con la
funzione di custode. Noi dobbiamo difendere le corporazioni Non un
sistema complessivo
Allora, abbiamo il coraggio di fare queste scelte? Abbiamo il
coraggio di dire ai custodi che si fanno i turni pomeridiani e
quelli mattutini e si apre dalle otto del mattino alle dieci di
sera? E che in estate si può aprire a partire dalle diciassette e
si lavora di notte? Perché i turisti non vanno a visitare i musei
di giorno? Siamo in grado di proporre accordi sindacali di questo
tipo? O il sistema cambia pensando che ogni volta non ci sono i
venticinque, i quindici da tutelare, i cinquanta della società che
gestiva i beni culturali che devono essere assunti alla Regione e
che dobbiamo mantenere la privatizzazione e il sistema della
biglietteria anche quando non serve? Lo dobbiamo mantenere quando
abbiamo 3.500 operai della Resais assunti a questo scopo?
Sicuramente non lo abbiamo creato noi questo sistema. Sicuramente
altri hanno ben altre responsabilità
Allora, per il Partito Democratico si pone prima di tutto la
sfida. La sfida di avere la coscienza che con questo sistema non
c'entra per nulla e se permettete io divento il difensore
principale di questo Partito quando altri che hanno condiviso ben
altre responsabilità in questa Regione hanno le responsabilità
storiche. Però, il PD non faccia l'errore storico di attribuirsi
anche una parte della responsabilità semplicemente per ragioni di
polemica interna di attribuirle al suo Presidente. Non mi pare che
questo sistema l'abbiamo creato noi. E non mi pare che non abbiamo
dato l'accelerazione per la destrutturazione di questo sistema. E'
poca cosa la destrutturazione di questo sistema
Veramente ci aveva provato anche Lombardo e mi pare che le
reazioni non è che siano state così morbide da parte di questo
sistema, perché se noi vogliamo essere sinceri fino in fondo un
tentativo di destrutturazione è avvenuto, Lombardo poi paga il suo
passato, non paradossalmente il suo presente. Paradossalmente ha
pagato il problema dei rapporti con la mafia che è l'unica fase
della sua vita probabilmente che aveva cominciato a fare la lotta
alla mafia.
E allora i ragionamenti diventano tutti lì una serie di note.
Le province. Sinceramente qui io posso sentirmi dire che noi
dovremmo imitare il modello- nazione che dice la legge Delrio che
praticamente mantiene le province così come sono, perché questo
aggiusta tutte le logiche del sistema eccetera eccetera, cambiando
soltanto le modalità di elezione e allora l'orgoglio del nostro
Statuto, dei Liberi Consorzi di Comuni.
Ci vogliamo confrontare con un sistema di democrazia vera e reale
e avere la capacità di fare una profonda riforma del sistema?
Partendo anche dalla province, dando alle province la competenza
sulla formazione, dando alle province la competenza sui piani
regolatori, invece di starci tre anni, quattro anni, cinque anni,
fare le corse alla Regione per piani regolatori che non si
approvano mai, trasferire una serie di funzioni che sono di
programmazione, di controllo a capo di questi Consorzi che possono
essere esercitati attraverso il meccanismo della democrazia
diretta, attraverso le elezioni dei singoli sindaci. Questa è una
scommessa, è la scommessa che sappiamo fare, sappiamo ereditare,
sappiamo pensare.
Veramente pensiamo seriamente che il tema di tutte le questioni
delicate di questa Regione sia io? Se dovessi essere io, io non ho
nessuna difficoltà, qualcuno mi dica con coraggio che io sono
l'artefice di queste malefatte, di questi guasti, ma non mi pare
che nessuno ha avuto il coraggio di dire questo.
Mi sono sentito dire quattro balbettii grillini: noi vogliamo
accendere la speranza . Va bene, portatela in Aula questa speranza,
con progetti di riforma, con leggi. Mi dicono sette, otto mesi per
fare tre finanziarie, beh, come se queste tre finanziarie non
fossero il frutto e la conseguenza dei buchi di bilancio del 2011,
del 2012, di decenni di bilanci in passivo, di una spesa eccessiva
rispetto alle nostre possibilità.
La Corte dei Conti dice che noi abbiamo duemilacinquecento
dipendenti in più. Mica li ha assunti Rosario Crocetta. Né diventa
proponibile pensare che noi possiamo licenziarli.
Allora dobbiamo fare i conti con le risorse. Come pensate di
risolvere i problemi di bilancio senza toccare nulla? E' un tema.
Si vogliono le elezioni anticipate? Le si facciano. Pensate che
cambia molto nello scenario parlamentare? Forse i numeri darebbero
un esito plebiscitario per qualsiasi forza politica o per qualsiasi
coalizione politica? A meno che non si pensi, cioè voglio dire, che
uno faccia una alleanza che vada da settori in cui i grillino
facciano perché è facile oggi che l'onorevole Cancelleri stia con
l'onorevole Musumeci, oggi, o con l'onorevole Falcone, ma domani
saranno concorrenti e saranno concorrenti spietati ed è facile che
oggi ognuno pensi di candidarsi, magari tutti pensano di candidarsi
e ognuno promette all'altro la candidatura, ma domani quando ci
sarà da scegliere non sarà così.
Perché opporsi è molto semplice. Costruire invece diventa molto
difficile. Allora noi pensiamo di costruire. Io non credo di essere
di impedimento a nulla. Sono un Presidente che presenta un suo
bilancio di cose, di leggi, di riforme proposte, credo che queste
riforme vadano approvate, trovo medioevale l'atteggiamento di chi
dice che non ci confrontiamo sulle riforme, perché un centrodestra
che rifiuta il dialogo delle riforme è un centrodestra che tradisce
prima di tutto il proprio elettorato, perché i cittadini non ci
hanno eletto per fare la guerra continua, per fare gli scontri
continui e le accuse continue, ci hanno eletti per fare un
confronto democratico nei rispettivi ruoli e di cercare di fare
leggi. Non si verrà premiati perché si sono bloccate tante leggi,
si verrà premiati per le leggi che si sono fatte fare, anche dal
punto di vista elettorale.
Nessuno pensi che si possa trarre vantaggio dalle disgrazie altrui
perché la storia ci ha insegnato che dalle disgrazie altrui non ci
guadagna nessuno. Sono pronto al dialogo e al confronto, non sono
disponibile che vengano strumentalizzati i dibattiti all'interno
del mio partito, i rapporti fra me e il mio partito riguardano solo
me e il mio partito che consentitemi, con orgoglio, ritengo che sia
uno dei partiti migliori nel panorama politico siciliano e
nazionale.
Poi possiamo avere le nostre difficoltà di linguaggio, le nostre
storie diverse, le nostre differenziazioni però questo non può
farci dimenticare il senso della prospettiva generale che è fatta
di una proposta di cambiamento.
Io sono pronto alla battaglia. La sfida è politica? Bene Se è
politica facciamola sui contenuti, sulle scelte che facciamo, sulle
cose importanti e dove la parola data o l'impegno dato non può
essere la promessa di un manager o di qualche altra, che escludo
che sia avvenuta.
Però, e lo dico come paradosso delle cose da evitare, io ritengo
che dobbiamo ragionare sui grandi temi, sui grandi temi c'è tutta
la volontà, possiamo ragionare delle composizioni di Governo, ma
non le possiamo ragionare ogni mese, ogni trimestre, ogni semestre
e, soprattutto, quando si viene chiamati e c'è un presidente che
dice dammi i nomi, chi non li dà non può accusare questo Presidente
di non averli chiesti, perché su questo poi si può rappresentare
all'interno dei partiti, all'interno del partito un dibattito
diverso, ma le cose vi assicuro che non sono andate così.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 30
settembre 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Elezione di un vicepresidente dell'Assemblea
III - Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica: Infrastrutture e mobilità
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto della Regione siciliana recante Disposizioni in tema d
impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
riforma del sistema di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-
771/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciaccio
2) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
3) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
4) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
528/A)
Relatore: on. Anselmo
5) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436
Relatore: on. Cracolici
V - Discussione delle mozioni:
N. 300 - Impegno del Governo della Regione in ordine al
diniego di autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonché alla revoca di quelle
già rilasciate.
(6 maggio 2014)
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA - ZITO
N. 312 - Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia.
(4 giugno 2014)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
- PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
VI - Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
ANSELMO - GERMANA'
VII - Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
RAGUSA - CIRONE
VIII - Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
IX - Seguito della discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
La seduta è tolta alle ore 20.28
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Salute»
FOTI-ZAFARANA-CIANCIO-PALMERI-ZITO-CAPPELLO-CANCELLERI-CIACCIO-LA
ROCCA-TRIZZINO-MANGIACAVALLO-SIRAGUSA-TANCREDI-FERRERI. - «Al
Presidente della Regione, all'Assessore per le attività produttive,
all'Assessore per l'economia e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che l'ASP di Siracusa ha
indetto con procedura n. 27/2011 gara d'appalto per la
somministrazione, per sette anni, del servizio di ristorazione
ospedaliera ed extraospedaliera presso la stessa Azienda sanitaria;
ad oggi, non si è giunti ad alcun risultato sulla procedura che
pertanto rimane aperta, non essendo stato affidato l'appalto in
oggetto;
per sapere se esistano oggettivi e documentabili ostacoli che
abbiano impedito di pervenire a naturale conclusione della
procedura aperta nel 2011 o se si intenda procedere quanto prima ad
assegnazione dell'incarico a seguito di detta procedura». (902)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione citata in oggetto,
pervenuta a questo Ufficio in data 21 maggio 2014 con delega
attribuita dall'Area II della Segreteria Generale con prot. 24381,
con la quale sono stati chiesti chiarimenti sull'esito della
procedura aperta per la somministrazione del servizio di
ristorazione presso l'ASP di Siracusa, si fornisce la relazione
prot. 58846 del 22 luglio 2014 resa dal competente Servizio 3 -
U.O.B. 3.2 "Acquisti in ambito sanitario e sistemi informativi
aziendali", sulla base delle informazioni assunte dall'Azienda».
L'assessore
dott.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili sul sito:
www.ars.sicilia.it)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
- LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
TANCREDI - ZAFARANA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
con deliberazione del 25 febbraio 2011 n. 149, l'Azienda Sanitaria
Provinciale di Siracusa ha avviato una procedura per la locazione e
l'acquisto di un immobile da adibire a Poliambulatorio/PTA presso
il comune di Palazzolo Acreide, con termine di consegna fissato al
30 giugno 2012;
la procedura si è conclusa, con la deliberazione del 17 gennaio
2012, numero 34, che ha preferito, fra le offerte avanzate, quella
relativa all'immobile in corso di edificazione in Via Colleorbo/Via
Madonna delle Grazie, per un canone di 145.000 l'anno ed un prezzo
di vendita di 2.300.00,00 euro;
la scelta è però contraria alle più elementari ragioni di
interesse pubblico, connesse all'idoneità dell'immobile ed in
relazione agli elevati costi da sostenere per la futura locazione
od acquisto. Infatti, pare che l'immobile è irregolare sotto il
profilo urbanistico/edilizio. Il Comune ha autorizzato il cambio di
destinazione d'uso dell'edificio in costruzione, da Uffici ad uso
Poliambulatorio;
considerato che:
l'edificio in questione, tuttavia, ricade in zona residenziale C
sottozona C2 edilizia rada del Piano regolatore vigente approvato
con Decreto regionale del 10 agosto 2009 numero 865/DRU pubblicato
sulla GURS numero 42 dell'11 settembre 2009, mentre i servizi
sanitari compresa la realizzazione di edifici per ospedali ,
cliniche, sanatori, eccetera sono dal suddetto piano previsti
unicamente e specificatamente nella zona F sottozona F5;
l'articolo 9 del Regolamento edilizio, subordina e rinvia alcune
limitate e differenti destinazioni da quella residenziale (fra le
quali non è comunque compresa quella sanitaria), solo in sede di
piano particolareggiato, ed allo stato non risulta sia stato
adottato;
in secondo luogo, quanto alla tipologia edilizia, volume
edificabile, altezze e numero dei piani, l'edificio supera i
parametri urbanistici del piano regolatore ed in particolare viola
l'articolo 20 delle norme tecniche di attuazione e gli articoli 3,
72, 73, 74 del citato regolamento edilizio;
il citato articolo 20 impone infatti per la sottozona C2:
- tipologia edilizia di ville isolate od a schiera, mentre nella
specie si pretende di realizzare un edificio;
- densità fondiaria di mc/mq 0,50, mentre nella specie i volumi da
edificare sono almeno per tre volte superiori;
- numero massimo di piani pari ad 1 mentre nella specie l'edificio
consta di ben 4 elevazioni;
si potrebbe presumere che i volumi e piani semi-interrati, ai
sensi degli articoli 72 e 73 del regolamento edilizio, non
rileverebbero ai fini del rispetto dei parametri di zona;
l'edificio nella sua interezza comprensiva dei volumi ed
semiinterrati, si eleva totalmente dal piano stradale (Via
Colleorbo) ed è stato preceduto da una sostanziale alterazione del
piano di campagna e da opere di sbancamento;
si sottolinea inoltre, l'irrazionalità o meglio la scelleratezza
della scelta di destinare il presidio sanitario in un immobile semi-
interrato e cioé chiuso su tre lati, non riuscendosi sotto tale
profilo a comprendere come sia stato possibile giudicarlo idoneo
sotto il profilo igienico - sanitario e per la sua conformità agli
standard strutturali che le strutture sanitarie devono possedere;
più in particolare, i locali allocati al terzo piano semi-interrato
non rispondono ai requisiti di legge vigenti in tema di altezza dal
pavimento non inferiore a 3mt; non sono state, inoltre, previste
sale di attesa adeguate, bensì corridoi privi di illuminazione
naturale;
si fa notare che la procedura seguita per la scelta dell'immobile
appare infine altrettanto irregolare, infatti, l'Azienda non poteva
preferire l'acquisto da terzi in luogo dell'esproprio e
realizzazione del Presidio mediante le ordinarie procedure di
appalto, se non sulla base di motivate ragioni di risparmio, che
non sembrano siano state indicate e che gli esiti mettono
certamente in discussione;
per il prezzo di 2.500.00,00 euro, si acquisterebbe un immobile
chiuso su tre lati, privo di requisiti di conformità edilizia e
sanitari, ubicato in una zona di Palazzolo Acreide, non idonea a
recepire simili strutture;
se avesse seguito l'ordinaria procedura di appalto, l'Azienda si
sarebbe progettata da sé l'edificio, lo avrebbe realizzato su area
oggetto di esproprio e quindi ad un prezzo certamente inferiore e
comunque scelta sulla base di criteri anch'essi autonomamente
predeterminati;
per sapere se non ritenga di accertare la fondatezza di quanto
denunciato nella premessa e, in caso di riscontro certo, sospendere
in via d'urgenza gli atti della procedura e provvedere
all'immediata revoca degli stessi atti». (1147)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione citata in oggetto,
relativa a presunte irregolarità sul nuovo poliambulatorio di
Palazzolo Acreide (SR), si fornisce la relazione prot. 62875 del 6
agosto 2014, resa dal Servizio 3 del Dipartimento per la
pianificazione strategica, sulla base delle informazioni assunte
dall'ASP di Siracusa con prot. 19600 del 27 giugno 2014, che si
allega».
L'assessore
dott.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili sul sito:
www.ars.sicilia.it)
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
- LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
TANCREDI - ZAFARANA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per la salute, premesso che:
l'interrogazione trae spunto da alcune anomalie segnalate riguardo
lo S.Pre.S.A.L. dell'A.S.P. di Siracusa - Distretto sanitario di
Noto;
le A.S.P. hanno, tra le altre, anche la funzione di effettuare
controlli in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro (ex D.Lgs
81/08);
all'interno delle A.S.P. sono incardinati i cd. Uffici
S.Pre.S.A.L., che assurgono al ruolo di struttura territoriale
operativa per garantire la tutela dei lavoratori nell'ambito della
sicurezza e dell'igiene sul lavoro;
il piano regionale straordinario per la sicurezza in edilizia e in
agricoltura 2010-2012 ha previsto il potenziamento degli
S.Pre.S.A.L.;
con la circolare n. 1274 del 04/08/10, pubblicata sulla GURS del
4/02/11, l'Assessorato della salute emanava "le linee di indirizzo
per la dotazione organica dell'area dipartimentale 'Tutela della
salute' e della sicurezza nei luoghi di lavoro del dipartimento di
prevenzione delle AA.SS.PP.";
considerato che:
da anni è presente nell'A.S.P di Siracusa, distretto di Noto (ex
U.S.L n. 25), il servizio di medicina del lavoro con uffici a Noto
e a Pachino, con tre medici in organico, due a Noto e uno a
Pachino, i quali, senza la collaborazione di alcun addetto
amministrativo, hanno espletato il servizio operando in tutti i
settori pertinenti lo S.Pre.S.A.L;
tutto ciò ha contribuito notevolmente al raggiungimento degli
obbiettivi del servizio stesso;
su tale servizio, l'ASP di Siracusa ha anche investito risorse
finanziarie al fine di potenziare formazione e capacità tecnico-
professionali dei medici ai fini degli obiettivi che lo
S.Pre.S.A.L. si prefigge;
tutto questo ha comportato un aumento dell'attività di
prevenzione, monitoraggio e controllo nel territorio distrettuale
oltre che un incremento delle entrate erariali;
rilevato che:
la direzione generale dell'ASP di Siracusa, nell'ambito della
rotazione degli incarichi dei dirigenti medici, pare abbia
sottratto allo S.Pre.S.A.L. dell'ASP di Siracusa - Distretto di
Noto, n. 2 Dirigenti Medici;
tale riduzione del personale ha inciso inevitabilmente sullo
smaltimento del carico di lavoro dell'ufficio S.Pre.S.A.L. -
distretto di Noto, precludendo il rispetto dei termini ex art. 21
D.Lgs. 758/94;
per sapere:
quali ragioni abbiano condotto l'ASP di Siracusa ad una scelta
operativa di tal genere, azzerando, di fatto, l'efficacia
dell'azione dello S.Pre.S.A.L. nei territori del distretto di Noto
e Pachino;
come si intenda articolare il personale medico assegnato allo
S.Pre.S.A.L., per garantire l'effettiva applicazione delle linee di
indirizzo fissate dall'Assessorato regionale della salute con la
predetta Circolare n. 1274/2010;
se e in che termini da tale operato sia derivato un danno erariale
a seguito della mancata osservanza dei termini previsti dall'art.
21 D.Lgs. 758/94». (1597)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in
oggetto con la quale sono stati chiesti chiarimenti
sull'operatività dello S.Pre.S.A.L. dell'ASP di Siracusa -
Distretto di Noto, si fornisce la relazione prot. 58823 del 22
luglio 2014, resa dal competente Servizio 3 del Dipartimento per le
attività sanitarie di questo Assessorato, con allegata relazione
prot. 19599 del 27 giugno 2014 della stessa Azienda».
L'assessore
dott.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili sul sito:
www.ars.sicilia.it)
ZAFARANA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO- PALMERI - SIRAGUSA - TANCREDI -
TRIZZINO - ZITO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
è possibile che, nei gruppi di migranti che arrivano sul
territorio della Regione, possano giungere anche persone affette da
tubercolosi;
qualora tali soggetti presentino i sintomi indicativi di TBC, essi
sono ricoverati in ospedale per il trattamento medico limitatamente
al tempo necessario per rendere la malattia non contagiosa e quindi
dimessi, con la prescrizione di sottoporsi a periodici controlli
presso gli ex-dispensari per almeno nove mesi; per questi casi è,
inoltre, obbligatoria la denuncia di malattia infettiva a cui segue
una indagine epidemiologica al fine di individuare tutti quei
soggetti che, a vario titolo (migranti, volontari, forze
dell'ordine, personale sanitario, ecc.), sono venuti a contatto con
il caso indice, al fine di sottoporli ai dovuti controlli come da
linee guida;
nel caso dei soggetti cui viene riscontrata una positività alla
intradermo di Mantoux anche con malattia non in fase attiva (Rx del
torace negativa) viene prescritta terapia con isoniazide con
controlli periodici presso gli ex dispensari antitubercolari per
una durata di almeno sei mesi;
va ricordato che quanto sopra detto è demandato al grado di
responsabilità ed al senso civico di ogni persona, tenuto conto che
nessuna normativa obbliga le persone a curarsi o a sottoporsi a
controlli periodici e che se la terapia è assunta con costanza si
ottiene la completa guarigione;
considerato che:
i migranti non godono di assistenza del SSN e, quindi, devono
acquistare i farmaci e pagare le prestazioni diagnostiche di
laboratorio e strumentali;
l'INPS, sino a qualche anno fa, erogava un assegno mensile della
durata di due anni per i cittadini italiani, al fine di favorire la
prosecuzione della terapia (i farmaci antitubercolari sono
mutuabili);
non vi è invece alcuna certezza in ordine alla assunzione della
terapia specifica per i soggetti risultati positivi alla TBC che di
fatto non viene assunta dalla stragrande maggioranza dei migranti;
ritenuto che:
sussiste un concreto e serio rischio di una incontrollata
diffusione della TBC nei territori in cui gli sbarchi di migranti
avvengono con particolare frequenza;
gli sforzi profusi per il controllo della TBC nei soggetti che
arrivano sul territorio sono privi di efficacia se si considera che
tali soggetti non sono certamente in grado di acquistare poi i
farmaci o di pagare i dovuti controlli periodici rendendo inutili
le enormi spese affrontate per il loro controllo.
per sapere:
quali misure ritengano di adottare per rendere efficace il
controllo della malattia tubercolare nella Regione e se non
ritengano opportuno avviare, con i mezzi a disposizione,
l'assistenza nonché sovvenzioni economiche, se necessario, per
l'assunzione della terapia da parte di quei soggetti riscontrati
positivi alla TBC, impossibilitati di fatto a curarsi, per il
periodo necessario fino alla loro guarigione». (1702)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta . - «In riscontro all'interrogazione con la quale sono
state richieste misure in merito al trattamento dei malati di TBC
in Sicilia, si rappresenta quanto segue.
La Regione siciliana, e segnatamente l'Assessorato regionale
della salute, ha sempre avuto attenzione alle problematiche
relative alla malattia tubercolare, anche in coerenza con le
direttive a circolari del Ministero della Salute, avendo difatti
istituito, presso il Dipartimento per le attività sanitarie ed
Osservatorio epidemiologico - Servizio 1 Igiene pubblica - con
decreto dirigenziale n. 860 del 18 maggio 2011, la Commissione
regionale multidisciplinare per la revisione delle Linee guida per
la prevenzione ed il controllo della tubercolosi .
Inoltre, con decreto dirigenziale n. 493 del 15 marzo 2012, è
stato individuato un laboratorio di riferimento regionale di III
livello, finanziato con progetto CCM, stipulando un contratto di
collaborazione fra questo Assessorato ed il Dipartimento di Scienze
della Promozione della Salute dell'Università di Palermo, in linea
con le direttive ministeriali che espressamente prevedono che le
attività di supporto di una rete efficiente di laboratori e di un
laboratorio di riferimento regionale, in grado di contribuire al
miglioramento della qualità delle attività diagnostiche e di
sorveglianza, soprattutto nel campo dell'epidemiologia molecolare e
dei test di resistenza ai farmaci di prima e di seconda linea .
In ordine alle specifiche richieste contenute nell'atto ispettivo,
per quanto attiene il paventato rischio di incontrollata diffusione
della TBC nei territori in cui gli sbarchi dei migranti avvengono
con maggiore frequenza, il competente Servizio 1 Igiene pubblica
ha rappresentato che, in ottemperanza alle direttive ministeriali
ed assessoriali, il triade predisposto allo sbarco e la
sorveglianza sindromica adottata presso i Centri di accoglienza
consentono di individuare e trattare correttamente e
tempestivamente eventuali casi indice ed i rispettivi contatti.
Si precisa in ultimo che per i cittadini italiani ed i soggetti
extracomunitari con regolare permesso di soggiorno e/o irregolare,
la diagnostica medica e strumentale, eventuali ricoveri, i farmaci
e tutto quanto necessita per i casi sospetti e/o affetti da
patologia tubercolare, sono a totale carico del Servizio Sanitario
Regionale.»
L'assessore
dott.ssa Lucia Borsellino
ASSENZA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che con la deliberazione del commissario
straordinario n. 2515 del 27.12.2013, pubblicata il 29.12.2013,
l'Azienda sanitaria provinciale di Ragusa emanava apposita
deliberazione avente per oggetto: 'Individuazione zone carenti per
strutture accreditate di diagnostica di laboratorio';
considerato che:
con detta deliberazione, lo stesso Commissario Straordinario, al
fine di accertare eventuali zone carenti di strutture accreditate
per la branca di diagnostica di laboratorio, ha adottato
(applicandolo impropriamente alla fattispecie) come criterio di
individuazione il rapporto tra la popolazione e le strutture e da
tale accertamento ha ritenuto ravvisare carenza di strutture nei
comuni di Ragusa, Modica, Vittoria. Pertanto, ha proposto Avviso
Pubblico per consentirne la copertura mediante trasferimento, in
dette zone, anche di strutture accreditate presso altre Aziende
provinciali; sempre il commissario straordinario ha condizionato la
esecutività della deliberazione alla preventiva autorizzazione
dell'Assessorato regionale della salute e, pertanto, ha disposto
l'immediata trasmissione completa dei relativi allegati;
ritenuto che:
la delibera citata è illegittima in quanto affetta da
evidentissimi vizi stante che, adottata in eccesso di potere e con
motivazione contraddittoria ed inadeguata, é in palese violazione e
inottemperanza alle disposizioni di cui al D.A. 2674 del 18.11.2009
e relativo Allegato 1 che, al riguardo, recitano: 'Nei comuni andrà
ricercato il più elevato rapporto volumi di prestazioni/anno
possibile: .... Comune con popolazione inferiore a 100.000
abitanti: 100.000 prestazioni annue' e, continua, 'La nuova
caratterizzazione organizzativa è finalizzata ai seguenti obiettivi
:
1) economia di scala con conseguente ottimizzazione nell'uso delle
risorse umane e tecnologiche;
2) raggiungimento delle soglie critiche per rendere 'cost-
effective' l'inserimento di tecnologie ad alta produttività;
3) aumento delle competenze e dell'esperienza, correlate
all'aumento di attività';
Il D.A. prevede che 'Sulla base degli specifici scenari
individuati in sede locale dovrà esser prevista la possibilità di
creare diverse aree di specializzazione per definiti set di test
che, in base alla concentrazione delle competenze professionali e
dotazioni tecnologiche, riescano ad operare a bassi costi e ad
elevati livelli qualitativi';
altro parametro da tenere in conto è quello della capacità
operativa massima delle strutture come appresso indicato:
'Per ciascuna struttura, inoltre, dovrà essere determinato un
coefficiente di implementazione della Capacità Operativa Massima da
individuare, sulla scorta del grado di automazione posseduto dalla
struttura e indipendentemente dal livello di prestazioni
effettivamente erogato';
ritenuto inoltre che:
la deliberazione è ancor più illegittima in quanto confliggente
con il Programma di riorganizzazione e rimodulazione delle
strutture accreditate avendo il provvedimento sopra citato
espressamente fissato, tra gli altri, i seguenti principi cardine:
'La razionalizzazione della rete dei laboratori privati deve tener
conto dell'offerta complessiva esistente anche di quanto erogato
dal pubblico nello stesso ambito territoriale (...). La
modulazione, pertanto, dovrà essere attuata in funzione degli
specifici scenari provinciali, che dovranno tener conto sia della
presenza e della tipologia di offerta dei laboratori pubblici e
privati che delle complessità organizzative legate a particolari
situazioni orografiche e al fine di garantire efficienza economica
in termini di ottimale uso delle risorse e flessibilità
organizzativa';
la deliberazione è palesemente contrastante con quanto in
precedenza enunciato dall'Ente con nota prot. 5577 del 12.11.2010
indirizzata al competente Assessorato regionale, nonché incoerente
rispetto alle conclusioni cui sarebbe pervenuta la Commissione
Congruità (espressamente incaricata dallo stesso Commissario
Straordinario di accertare eventuali zone carenti) e dai cui
verbali pare che risulti evidenziata l'insussistenza nel territorio
provinciale di criticità nel rapporto popolazione/prestazioni;
accertato che il presupposto dal quale muoveva l'Assessorato
'evidenziare il surplus di soggetti erogatori' era quello di
favorire le aggregazioni e, quindi, ridurre il numero delle
strutture accreditate operanti in ciascun territorio e che la
Delibera in premessa, paradossalmente, perviene a risultati
opposti, sottesa, com'è, a favorire un incremento del numero dei
laboratori operanti in provincia a seguito del trasferimento, nelle
zone erroneamente ritenute carenti, di strutture accreditate presso
altre Aziende provinciali;
per sapere se non ritengano opportuno, accertati gli evidenti
profili di illegittimità, ed alla luce del fatto che la Delibera
sia in assoluta contraddizione rispetto al Programma di riordino
della rete laboratoristica elaborato dalla Regione il cui punto
cardine è, come evidenziato, l'aggregazione dei laboratori,
precipuamente indirizzata allo scopo di ridurre il numero di
strutture accreditate ed operanti in ogni circoscritta area
territoriale:
annullare in autotutela la deliberazione Commissario straordinario
dell'ASP 7-Ragusa n. 2515 del 27.12.2013, pubblicata il 29.12.2013
e palesemente illegittima;
verificare i parametri utilizzati dagli uffici dell'ASP 7 di
Ragusa che abbiano indotto il Commissario straordinario alla
emanazione di tale provvedimento;
assumere provvedimenti conseguenti nel caso di accertate
violazioni». (1772)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione sopra richiamata
"Annullamento in autotutela della deliberazione del Commissario
straordinario dell'ASP di Ragusa avente per oggetto l'accertamento
di presunte criticità della rete laboratoristica di diagnostica",
si fornisce la relazione prot. 62655 del 6 agosto 2014, resa dal
Servizio 8 del Dipartimento per la pianificazione strategica,
contenente le informazioni assunte dalla citata Azienda».
L'assessore
dott.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili sul sito:
www.ars.sicilia.it)
FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-FERRERI-LA ROCCA-MANGIACAVALLO-
TRIZZINO-CIANCIO-PALMERI-SIRAGUSA-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO. - «Al
Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per la salute, premesso che:
la l.r. 14 aprile 2009, n. 5, recante le norme per il riordino del
Servizio sanitario regionale, attribuisce alla Regione siciliana
l'esercizio di funzioni di programmazione, di indirizzo, di
coordinamento, di controllo delle Aziende del Servizio Sanitario
Regionale, degli enti del settore e di tutti i soggetti, pubblici e
privati, che svolgono attività sanitarie e socio-assistenziali di
rilievo sanitario ed a cui compete l'attuazione degli obiettivi
definiti nella programmazione sanitaria regionale;
la l.r. 4/2003, prevedendo una forma di vigilanza che si coniuga
con la programmazione strategica, traccia un percorso programmatico
imposto agli enti vigilati e alle loro figure apicali (di indirizzo
politico amministrativo, e di responsabilità amministrativo-
gestionale), che dovrà necessariamente risultare coerente con la
più ampia programmazione regionale contenuta nel DPEF, nella legge
finanziaria, nel bilancio regionale, nel patto di stabilità
regionale, al fine di realizzare complessivamente gli obiettivi di
razionalizzazione delle risorse proprie della Regione ed un più
efficiente ed efficace raggiungimento dei fini istituzionali degli
enti;
atteso che nell'ipotesi di mancato raggiungimento degli obiettivi
da parte dell'ente, l'Assessore competente, previa delibera di
Giunta, procede allo scioglimento o alla rimozione degli organi di
amministrazione responsabili dell'inadempimento;
considerato che i magistrati della Corte dei Conti hanno spesso
manifestato preoccupazione circa la spesa sanitaria siciliana,
atteso il debito totale che supera già i cinque miliardi di euro;
rilevato che:
l'ottemperanza agli obblighi di trasparenza imposta alle pubbliche
amministrazioni e l'entrata in vigore delle sanzioni previste per
chi ometta le pubblicazioni di delibere e incarichi ha messo in
risalto una gestione incoerente, incontrollata e ingiustificabile
delle spese da parte dei dirigenti degli ospedali catanesi;
le spese dell'Ospedale Cannizzaro di Catania, solo in un mese,
ammontano a diverse decine di migliaia di euro e comprendono:
affidamenti a personale a contratto, oltre la dotazione di pianta
organica e malgrado il divieto di effettuare nuove assunzioni;
incarichi a professionisti esterni; incarichi ad avvocati esterni,
malgrado la presenza di un Ufficio Legale interno; concorsi banditi
malgrado il divieto dell'assessorato della salute;
tutto ciò accade nonostante la presenza dell'Organismo
Indipendente di Valutazione (OIV), individuato dalla legge come uno
dei soggetti che concorre a costituire il sistema di misurazione e
valutazione delle amministrazioni pubbliche;
membro del collegio di Presidenza dell'OIV è il dott. Antonino
Lazzara, già Commissario straordinario dell'Azienda ospedaliera
Policlinico di Catania che ricopre due cariche in evidente
conflitto di interessi;
gli incarichi conferiti dal dott. Sirna, dell'ASP di Catania,
ammontano a milioni di euro ed alcuni risultano incomprensibili
come quelli, ad esempio, attribuiti a dottori agronomi per un
ammontare di un centinaio di migliaia di euro;
gli acquisti all'Azienda Policlinico, nella sezione 'delibere a
contrarre con procedura negoziata', effettuati quasi esclusivamente
dalle stesse ditte e senza gara, riguardanti anche presidi di uso
comune, ammontano a milioni di euro e riguardano prodotti sempre
privi di 'convenzione Consip', sistema che consentirebbe la
congruità dei prezzi nella contrattazione con la P.A.;
considerato che:
la classe dirigente delle suddette strutture sanitarie è di
evidente appartenenza politica e che tale situazione di fatto,
denunciata più volte dal M5S, porta a una gestione malsana della
spesa pubblica, che vede nella Sanità un mero serbatoio di voti e
di denaro, utilizzato per scopi che nulla hanno a che vedere con il
sacro dovere di proteggere la salute e gli interessi del cittadino;
a causa di un tale sperpero di denaro pubblico, si assiste poi
all'impossibilità di effettuare esami, accertamenti ed erogare
medicinali salvavita, che costringe il cittadino, come più volte
c'è stato segnalato, a rivolgersi ad altre Aziende sanitarie di
altre Regioni;
per sapere se il Governo non ritenga di rendere attivi ed efficaci
tutti i poteri di Controllo e di Vigilanza che gli competono, con
lo scopo di dare un taglio netto alla cattiva gestione delle
risorse economiche disponibili, riconsegnandole allo scopo
fondamentale e primario di tutela del diritto alla salute del
popolo siciliano». (1802)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n. 1802
con la quale si chiedono chiarimenti sulla gestione delle risorse
finanziarie assegnate alle Aziende sanitarie della provincia di
Catania, si forniscono le relazioni rese dall'Azienda Sanitaria
Provinciale (prot. 65754 dell'11/06/2014), dall'A.O.U. Policlinico
- Vittorio Emanuele (prot. 24300 del 16/06/2014) e dall'A.O.
Cannizzaro (prot. 16118 del 13/06/2014), pervenute a questo Ufficio
con nota prot. 62733 del 6 agosto 2014 del Dipartimento per la
pianificazione strategica.
Si precisa che con nota prot. 62288 del 4 agosto 2014 l'ARNAS
Garibaldi è stata sollecitata a riscontrare».
L'assessore
dott.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili sul sito:
www.ars.sicilia.it)
ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LA ROCCA-
MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA. - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per la salute, premesso
che:
nel luglio del 2013, lo scrivente presentava un'interpellanza in
cui chiedeva l'immediato ripristino, su tutto il territorio
siracusano, degli esami previsti ma non espletati dall'ASP 8 di
Siracusa per la verifica dei casi di tubercolosi sospetta,
riferendosi in particolare agli esami colturale, tipizzazione ed
antibiogramma;
per tali motivi, in data 26/09/2013 si invitava in audizione
presso la Commissione servizi sociali e sanitari dell'ARS il
direttore sanitario dell'ASP 8 di Siracusa, Anselmo Madeddu, ed il
commissario straordinario della medesima ASP, Mario Zappia, al fine
di riferire sui fatti sopra esposti;
vista la nota N. 30148/PG del 4 settembre 2013 emessa dalla
direzione generale dell'ASP 8 di Siracusa recante la firma
congiunta dei predetti Madeddu e Zappia con la quale, attraverso
ampia citazione delle linee guida ministeriali e dei protocolli
sanitari vigenti, si etichettavano le argomentazioni esposte dallo
scrivente in merito alla non corretta gestione della tubercolosi
nel territorio siracusano come 'radicalmente e clamorosamente
infondate , rimarcando al contempo che gli esami colturale ed
antibiogramma non rientrano nella semplice verifica dei casi di TBC
sospetta';
verificato che il documento ministeriale 'aggiornamento delle
raccomandazioni per le attività di controllo della tubercolosi',
menzionato nella nota N. 30148/PG 4 della direzione generale
dell'ASP 8 di Siracusa, diversamente riporta nel punto H 1.8 che
'nei pazienti nei quali si sospetti TB respiratoria deve essere
condotta la raccolta di 3 espettorati per la ricerca di BAAR (esame
microscopico e colturale con antibiogramma)';
sebbene il documento ministeriale di cui sopra fosse auto-
esplicativo, lo scrivente ha proceduto ad un'ulteriore verifica
tramite uno degli esperti che, per conto del Ministero, ha
contribuito alla stesura dei suddetti protocolli sanitari, il quale
ha rimarcato che 'colturale ed antibiogramma rientrano SEMPRE nella
verifica dei casi di tubercolosi sospetta';
visto che dal verbale dell'audizione del 26 settembre 2013 presso
la Commissione sanità, si evince che il direttore sanitario Anselmo
Madeddu ha affermato: 'l'ASP aretusea effettua i controlli sulla
tubercolosi nel pieno rispetto della normativa vigente e dei
protocolli sanitari previsti', ed ancora, 'il reparto di malattie
infettive dell'Umberto I di Siracusa effettua corretti rilievi
analitici e diagnostici in materia di tubercolosi in stretta
collaborazione con il Policlinico di Catania'. In tal modo, il
Madeddu rendeva nota l'esistenza di una convenzione con il
Policlinico stesso, 'non essendo Siracusa dotata di un laboratorio
d'analisi sufficientemente attrezzato';
su sollecitazione dello scrivente, con nota n. 44099 del 30
ottobre 2013 il rapp.te legale del Policlinico Vittorio Emanuele di
Catania rispondeva che non risulta alcuna convenzione con l'ASP di
Siracusa relativa all'esecuzione di esami microbiologici
dell'espettorato e di altri materiali biologici istologici per la
ricerca di bacilli acido alcool resistenti all'esame microscopico
diretto, micobatteri tubercolari mediante esame colturale su
terreno solido o liquido, tipizzazione dei batteri . Mentre a
seguito della richiesta da parte dello scrivente di chiarimenti in
ordine ai campioni non in regime di convenzione inviati negli
ultimi anni dall'ASP di Siracusa ed agli esami richiesti per la
diagnosi dei casi di tubercolosi, con nota N. 3659 del 27 gennaio
2014 lo stesso rapp.te legale rispondeva che 'per nessuno dei
campioni pervenuti è stata richiesta l'effettuazione eventuale di
saggi di sensibilità antibiotica (antibiogramma)'. Inoltre, dalla
lettura della tabella allegata risultava che non erano mai stati
richiesti gli esami colturale e tipizzazione;
appurato che:
dai documenti indicati e dai comportamenti tenuti non è dato
riscontrare la correttezza metodologica della procedura seguita
dall'ASP 8 di Siracusa per la diagnosi e la terapia dei casi di
tubercolosi, così come richiesto dai protocolli sanitari vigenti;
secondo quanto appreso dal dr. Claudio Piersimoni, esperto in
materia, nonché responsabile della diagnostica di laboratorio
dell'intera regione Marche: 'non si può ad oggi prescindere
dall'esame colturale per la diagnosi e la terapia dei casi di
tubercolosi', né è concepibile non espletare il conseguente
antibiogramma;
emerso che:
dai dati forniti dal Policlinico, l'ASP di Siracusa inoltra a
Catania anche i campioni biologici per l'effettuazione
dell'esame batterioscopico, il quale tuttavia può essere eseguito
nel Laboratorio analisi dell'ospedale Umberto I di Siracusa che
possiede le necessarie attrezzature e competenze, sprecando così
risorse ed allungando inutilmente i tempi della diagnosi della
malattia tubercolare;
la U.O.C. Patologia Clinica dell'ASP 8 di Siracusa, da alcuni
anni, possiede anche apparecchiature basate su una tecnologia
innovativa per eseguire l'esame colturale e l'antibiogramma del
bacillo tubercolare, senza che le stesse siano mai state utilizzate
o entrate in funzione;
tale tecnologia (coltura su terreno liquido) consente di ottenere
il risultato dell'esame colturale in 15 giorni anziché i 40
necessari nel caso in cui i campioni venissero spediti al
Policlinico di Catania;
considerato che: la direzione generale dell'ASP 8 di Siracusa,
nelle persone del dr. Anselmo Madeddu e del dr. Mario Zappia
sembrerebbero non conoscere i protocolli sanitari in vigore per la
diagnosi e la corretta terapia dei casi di tubercolosi, rilasciando
presso le sedi istituzionali dichiarazioni in netto contrasto con
la realtà della gestione della malattia nel territorio siracusano;
per sapere:
se non si ritenga doveroso, dopo il precedente sollecito dello
scrivente, per l'ennesima volta, vigilare con maggiore attenzione
e, se necessario, intimare all'ASP 8 l'immediato ripristino, su
tutto il territorio siracusano, degli esami colturale,
antibiogramma e tipizzazione previsti ma non espletati per la
verifica e la diagnosi dei casi di tubercolosi;
se non ritengano di considerare e valutare i fatti accaduti, le
negligenze, le dichiarazioni in probabile contrasto con la realtà
ed i comportamenti assunti nella vicenda dall'attuale Direttore
sanitario Anselmo Madeddu e dal Commissario straordinario Mario
Zappia dell'ASP 8 di Siracusa, prima dell'eventuale attribuzione
del ruolo di Direttore generale in una delle Aziende sanitarie e/o
ospedaliere della Regione siciliana». (1941)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in
oggetto, con la quale sono stati chiesti provvedimenti urgenti per
la verifica dei casi di tubercolosi sospetta nel territorio
siracusano, si fornisce la relazione prot. 19725 del 30 giugno 2014
resa dall'ASP di Siracusa su richiesta della scrivente
Amministrazione.
Si ritiene utile inoltre allegare il documento esitato in data 28
maggio 2014 dalla Commissione regionale per la revisione ed
attuazione delle Linee guida per la sorveglianza ed il controllo
della tubercolosi».
L'assessore
dott.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili sul sito:
www.ars.sicilia.it)
CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LA ROCCA-
MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO. -
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
la legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009, sulle 'Norme per il
riordino del Servizio Sanitario Regionale', ha integrato e
modificato in modo significativo l'organizzazione e la finalità dei
servizi sanitari della regione, intervenendo con misure di
contenimento della spesa sanitaria e di riqualificazione
dell'offerta sanitaria anche attraverso la prevenzione e
l'educazione alla salute;
si è ritenuto, infatti, di strategica importanza per il sistema
sanitario regionale investire in programmi di educazione e
promozione della salute, intendendoli quali vere e proprie manovre
di economia sanitaria, in quanto azioni di provata efficacia,
capaci di contenere il numero sia di ricoveri che di prestazioni
ambulatoriali;
considerato che all'epoca dell'emanazione della citata l.r. n. 5
del 14 aprile 2009, le Unità Operative di Educazione alla Salute
presso le Aziende Sanitarie, preposte all'attuazione di programmi
di educazione sanitaria e di promozione della salute, risentivano
di alcune disomogeneità organizzative, l'Assessorato della Salute
ha ritenuto necessario rivedere la disciplina delle Unità Operative
de quibus da ultimo con il Decreto n. 300 del 20 febbraio 2012
recante 'approvazione delle Linee guida per la organizzazione delle
unità operative per l'educazione e la promozione della salute ed
attivazione dei piani aziendali per l'educazione e la promozione
della salute', al fine di razionalizzare e rendere omogenei i
livelli organizzativi e le funzioni svolte;
tenuto conto che:
il Decreto dell'Assessore per la salute n. 300 del 20 febbraio
2012 nel riassetto delle competenze, ha previsto, tra le diverse
funzioni, che è compito delle Unità Operative per l'Educazione alla
Salute predisporre il Piano aziendale per l'Educazione alla Salute
e la Promozione della Salute, anche sulla base dell'apporto
specifico delle Unità Operative distrettuali ed ospedaliere;
il Decreto dell'Assessore per la salute n. 1772 del 23 settembre
2013 recante 'Linee di indirizzo sulla prevenzione e controllo del
tabagismo della Regione siciliana, per il triennio 2013-2015' fissa
peculiari competenze per le UU.OO. di Educazione e Promozione della
Salute attraverso il potenziamento di programmi di prevenzione del
fumo;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 327 del 26 settembre
2013 recante 'Piano straordinario di interventi sanitari nelle aree
a rischio ambientale della Sicilia - Apprezzamento' indica
l'esigenza di perseguire il rafforzamento di campagne di promozione
della salute attraverso interventi di prevenzione primaria e
secondaria;
il Decreto dell'Assessore per la salute n. 1778 del 30 dicembre
2013 e s.m.i., recante 'Approvazione del progetto Formazione,
Educazione e Dieta (F.E.D.) nella Regione siciliana - Indirizzi di
attuazione' prevede che le Unità Operative di educazione e
promozione della salute presso le aziende sanitarie, nell'attuare
programmi di educazione sanitaria, siano chiamate anche a
promuovere l'educazione alimentare;
tenuto conto, altresì, che:
il Decreto dell'Assessore per la salute n. 300 del 20 febbraio
2012 è stato emanato per superare le disomogeneità organizzative e
per ricondurre i servizi offerti dalle Unità Operative di
educazione e promozione della salute ad una pianificazione unitaria
di sistema sia dell'assetto organizzativo che delle funzioni
svolte;
per disposizione del Decreto dell'Assessore per la salute n. 300
del 20 febbraio 2012 deve essere prevista un'adeguata ed opportuna
dotazione organica oltre a locali idonei ed attrezzature adeguate
per l'espletamento dei compiti e delle attività di educazione alla
salute;
appreso che:
le Unità Operative di educazione e promozione della salute non
sono dotate di attrezzature/risorse umane tali da poter svolgere le
numerose funzioni di prevenzione e di promozione della salute sul
territorio regionale attribuite dagli atti summenzionati;
le attrezzature/risorse umane impiegate presso le Unità Operative
di educazione e promozione della salute, infatti, sono inferiori
rispetto alle dotazioni minime di personale ed attrezzature
previste dal Decreto dell'Assessore per la salute n. 300 del 20
febbraio 2012 per assicurare le attività di base;
considerato che:
a causa della carenze di attrezzature/risorse umane, permane
l'esigenza di superare le disomogeneità organizzative segnalate dal
Decreto dell'Assessore per la salute n. 300 del 20 febbraio 2012;
le disomogeneità organizzative sono aggravate dalla centralità
delle funzioni attribuite, anche recentemente con gli atti citati,
alle Unità Operative di educazione e promozione della salute;
per sapere se:
le indicazioni, in termini di funzioni, di modelli organizzativi,
di assegnazione di risorse ancorché minime (umane, strumentali) di
cui al Decreto dell'Assessore per la salute n. 300 del 20 febbraio
2012 vengono osservate dalle Direzioni Generali delle Aziende
Sanitarie Regionali;
ritengano che le disomogeneità, cui fa espresso riferimento il
Decreto dell'Assessore per la salute n. 300 del 20 febbraio 2012,
possano considerarsi superate;
le problematiche esposte siano conosciute e corrispondono al vero
e se l'attuale 'sistema' delle Unità Operative di educazione e
promozione della salute si ritenga adeguato alle funzioni
attribuite nel passato ed agli adempimenti che derivano dagli atti
di indirizzo citati;
non ritengano opportuno avviare una attenta ricognizione
finalizzata all'adozione di provvedimenti che rendano le Unità
Operative di che trattasi in grado di far fronte alle funzioni
attribuite». (1949)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n. 1949
con la quale sono stati chiesti chiarimenti in merito
all'organizzazione delle Unità Operative per l'educazione e la
promozione della salute, si fornisce la relazione prot. 47166 del
10 giugno 2014, resa dal competente Servizio 2 "Promozione della
salute" del Dipartimento per le attività sanitarie ed Osservatorio
epidemiologico, precisando che gli accertamenti ispettivi cui fa
riferimento la predetta nota sono stati predisposti e verranno
avviati nel mese di settembre».
L'assessore
dott.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili sul sito:
www.ars.sicilia.it)
ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LA ROCCA-
MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA.- «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per la salute, premesso
che:
il 9 aprile 2014, il Corriere della Sera, con un articolo on-line
dal titolo Ebola, codice rosso negli aeroporti europei, 118 vittime
in Africa, parla di una epidemia di ebola in atto in Africa.
http://www.corriere.it/salute/14 aprile 09/ebola-codice-rosso-
aeroporti-europei-118-vittime-africa-1b9- 2521e-bfba-11e3-a6b2-
109f6a781e55.shtml;
in alcune parti dell'articolo si legge: "Sale a 118 il conto dei
morti per Ebola nell'epidemia attualmente in corso in Africa. E
scatta il codice rosso negli aeroporti europei. E' la prima volta
che accade da quando, 40 anni fa, questo virus ha fatto un triplo
salto di specie e, dopo i pipistrelli (probabilissimi 'untori'
iniziali, anche se l'ipotesi bioterrorismo è stata ventilata) e le
scimmie, ha cominciato a uccidere l'uomo. L'Organizzazione mondiale
della Sanità (Oms) stavolta è allarmata sul serio. Il ceppo
attualmente attivo in Guinea e in altri Paesi africani confinanti è
più 'cattivo' di quelli che hanno causato epidemie negli anni
scorsi: da una letalità di sette su dieci colpiti, si è passati a
nove su dieci"";
considerato che:
il presidente dei microbiologi clinici italiani, Pierangelo
Clerici, ha affermato: 'Purtroppo questa volta il virus non si è
fermato ai villaggi rurali, ma ha iniziato a diffondersi in un
grande centro urbano dove vivono due milioni di persone e si tratta
del ceppo più aggressivo (ceppo Zaire). L'isolamento dei casi non
basta, è fondamentale tracciare la catena di trasmissione. Tutti i
contatti dei pazienti che potrebbero essere stati contagiati
dovrebbero essere monitorati e isolati al primo segno
dell'infezione'. E avverte: 'L'Italia non ha voli diretti con le
capitali dei Paesi attualmente coinvolti dall'epidemia; se da una
parte è positivo, dall'altra è un fattore di difficoltà poiché
passeggeri infetti potrebbero arrivare dagli scali europei. Sarebbe
bene, quindi, che anche l'Italia iniziasse ad attivare misure di
attenzione negli aeroporti e nei centri di prima accoglienza. La
rete dei laboratori di microbiologia clinica in Italia comprende
alcuni centri di riferimento con strutture di alto isolamento e
capacità tecniche di diagnosticare tali patologie';
non esiste cura, l'isolamento e l'attesa di una auto-guarigione
sono le uniche armi disponibili. L'attuale esplosione di focolai in
Guinea e Liberia è tra le più difficili mai affrontate e potrebbe
proseguire ancora per 3-4 mesi, dichiara il vice direttore generale
dell'Oms Keiji Fukuda. L'epidemia in Guinea, inoltre, sta generando
per la prima volta il timore che il virus possa varcare i confini
continentali e avviare il suo diffondersi anche in Europa. In circa
40 anni dalla sua scoperta, contagi circoscritti a piccoli focolai
in Africa centrale hanno colpito, complessivamente, un migliaio di
persone in aree rurali. La novità, estremamente negativa, è il suo
arrivo nelle città. In grandi e popolose metropoli, come la
capitale della Guinea e altri centri abitati di Sierra Leone,
Liberia, Senegal. Dove è difficile isolare gli infettati e dove il
virus può espandersi a macchia d'olio. Così il numero dei possibili
contagi sale in modo esponenziale: milioni le persone a rischio;
anche altre testate giornalistiche hanno trattato il caso come: Il
Fatto Quotidiano: Virus Ebola, aumentano i decessi in Africa. Ora
l'epidemia spaventa l'Europa
(http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/09/virus-ebola-aumentano-i-
decessi-in-africa-occidentale-ora-- lepidemia-spaventa-
leuropa/944515/);
Repubblica: Ebola, in Guinea già 100 morti e scatta l'allarme in
cinque aeroporti europei
(http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/201-
4/04/08/news/ebola in guinea gi 100 morti e scatta - l allarme in
cinque aeroporti europei-83092052/);
rilevato che:
l'ebola è un virus appartenente alla famiglia Filoviridae
estremamente aggressivo per l'uomo, che causa una febbre
emorragica. Il primo ceppo di tale virus fu scoperto nel 1976,
nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire). Finora sono
stati isolati quattro ceppi del virus, di cui tre letali per
l'uomo;
il virus si diffonde tra coloro che sono entrati in contatto con
il sangue e i fluidi corporei di soggetti infetti. Considerati
l'alto tasso di letalità, la rapidità del decesso, la
localizzazione geografica delle infezioni, il potenziale
epidemiologico tuttavia è considerato di basso livello;
nel 2005, tre specie di pipistrelli sono state identificate come
portatrici del virus ma, non mostrando i sintomi, non sono state
ritenute ospiti naturali, o riserve virali;
la febbre emorragica dell'ebola è potenzialmente mortale e
comprende una gamma di sintomi quali febbre, vomito, diarrea,
dolore o malessere generalizzato e a volte emorragia interna ed
esterna;
il tasso di mortalità è estremamente alto, variabile dal 50
all'89% secondo il ceppo virale, e un trattamento tramite vaccino
non è tuttora disponibile. La causa della morte è solitamente
dovuta a shock ipovolemico o sindrome da disfunzione d'organo
multipla;
potenzialmente il virus potrebbe essere utilizzato come arma
biologica: come agente di bioterrorismo, il virus è classificato di
categoria A. La sua efficacia come agente di guerra biologica
tuttavia è compromessa proprio dall'elevata mortalità e dal livello
di contagio: un'epidemia tipica potrebbe diffondersi attraverso un
piccolo villaggio o ospedale, contagiando l'intera comunità senza
poter trovare altri ospiti potenziali, morendo quindi prima di
raggiungere una comunità più ampia;
visto che:
come si può leggere nel sito
http://voxnews.info/2014/04/11/allarme-ebola-in-ita- lia-con-
sbarchi-arrivo-inevitabile-la-circolare-segreta-del-ministero/ il
Ministero della Sanità ha comunicato, con una circolare del 4
aprile, l'attivazione di misure di vigilanza e sorveglianza nei
punti di ingresso internazionali in Italia. Per la prima volta, dal
1970 ad oggi, la nota dell'allarme è stata trasmessa oltre che
all'Enac, alla Farnesina, a tutte le regioni ed alla Croce Rossa ,
anche al Ministero della Difesa. Occorre considerare che nonostante
le misure preventive attuate dal Ministero della Salute negli
aeroporti, esiste la minaccia dei numerosissimi sbarchi via mare di
clandestini che sfuggono ai controlli;
tale circostanza é aggravata dai molti clandestini africani: nel
documento del Dipartimento generale per la prevenzione si fa cenno
alla necessità di controllare gli arrivi 'diretti e indiretti': un
chiaro riferimento all'onda di clandestini che proprio in queste
ore sta assalendo le coste italiane;
considerato che:
la Sicilia è da sempre terra di sbarchi continui, anche in pieno
inverno, di immigrati che provengono da tutte le parte dell'Africa;
lo scorso anno nel mese di agosto, solo nella provincia di
Siracusa, ci sono stati circa 9.000 sbarchi;
molti dei centri di prima accoglienza si trovano nella provincia
aretusea;
per sapere se non ritengano opportuno:
informare gli scriventi su quali misure cautelative e preventive,
sia per gli operatori che per gli immigrati, stiano istituendo
nelle aree maggiormente soggette a sbarchi;
informare le ASP di riferimento, gli enti locali e le forze
dell'ordine sui dati di contagio fornendo tutti i mezzi di
protezione individuale (dpi) agli operatori direttamente a contatto
con i soggetti a rischio». (1968)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n. 1968,
avente per oggetto la prevenzione della diffusione del virus Ebola
in Sicilia, si fornisce la relazione prot. 53014 del 30 giugno
2014, resa dal competente Servizio 1 "Igiene pubblica" che
evidenzia le azioni poste in essere da questa Regione, in
applicazione dei dettami del Ministero della Salute».
L'assessore
dott.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili sul sito:
www.ars.sicilia.it)
ZITO - CANCELLERI - PALMERI - SIRAGUSA - ZAFARANA - CAPPELLO -
TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
come noto, la spesa farmaceutica in Sicilia continua ad essere un
argomento che suscita notevoli preoccupazioni, richiedendo un
costante impegno del Governo nella attenta analisi dei relativi
costi e alla costante applicazione di eventuali misure di
contenimento;
sulla spesa farmaceutica incidono anche i costi della
distribuzione diretta (DD), della distribuzione per conto (DPC) e
della distribuzione convenzionata;
la distribuzione diretta è intesa come la dispensazione, per il
tramite delle strutture sanitarie, di medicinali ad assistiti per
la somministrazione al proprio domicilio; la distribuzione per
conto, invece, consiste nel ritiro dei medicinali presso le
farmacie private che forniscono essenzialmente un servizio di
dispensazione del medicinale precedentemente acquistato
dall'azienda sanitaria; mentre, infine, la distribuzione
convenzionata consente al paziente di ritirare i medicinali nelle
farmacie al pubblico con la ricetta SSN redatta dal proprio medico
curante;
il Prontuario della distribuzione diretta nasce per la presa in
carico e la continuità assistenziale ospedale-territorio,
contenente l'elenco dei farmaci a distribuzione diretta da parte
delle strutture pubbliche, ed ha come obiettivo quello di garantire
un equilibrio nella logica distributiva complessiva dei farmaci, in
un assetto di miglioramento sanitario capace di contemperare anche
il governo della spesa farmaceutica;
a livello nazionale, quanto alla modalità distributiva, vengono a
delinearsi 3 ambiti della terapia: l'Area H della terapia intensiva
esclusivamente ospedaliera, il cui strumento è il prontuario
ospedaliero; l'area H-T della presa in carico e della continuità
terapeutica, il cui strumento è il Prontuario PHT; l'area T della
cronicità e delle terapie a breve termine, con prescrizioni da
parte dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta
tramite il prontuario farmaceutico nazionale;
la distribuzione dei PHT ha una diversa articolazione regionale;
considerato che:
il Decreto del Ministero della Salute del 31.07.07 ha istituito la
Banca Dati centrale per la raccolta delle prestazioni farmaceutiche
effettuate in distribuzione diretta a carico delle Regioni e
Province autonome. Le prestazioni farmaceutiche oggetto di
rilevazione riguardano tutti i medicinali erogati a carico del SSN
al paziente per il consumo presso il proprio domicilio, alternative
alla tradizionale acquisizione degli stessi presso le farmacie
aperte al pubblico, nonchè i medicinali erogati direttamente dalle
strutture sanitarie. Nello specifico, vengono rilevate tutte le
prestazioni farmaceutiche erogate al paziente all'atto della
dimissione da ricovero o a seguito di visita specialistica, ai
pazienti cronici soggetti a piani terapeutici o presi in carico
dalle strutture, ai pazienti in assistenza domiciliare,
residenziale o semiresidenziale, nonché i farmaci erogati dalle
farmacie pubbliche e private per conto delle aziende sanitarie;
l'art. 5 del D.L. n. 159 del 2007, convertito con modificazioni
dalla legge n. 222 del 2007, ha introdotto alcune modifiche,
rafforzando la natura di strumento di controllo della spesa
farmaceutica del citato decreto 31 luglio 2007. In relazione a tali
modifiche, con il Decreto del Ministro della Salute del 13 novembre
del 2008 si è proceduto alla modifica del decreto 31 luglio 2007.
Le modifiche riguardano:
a) attraverso la trasmissione dei dati oggetto del flusso
informativo Distribuzione diretta o per conto al Nuovo Sistema
Informativo Sanitario (NSIS), le Regioni e Province autonome
assolvono anche gli obblighi informativi nei confronti degli altri
soggetti indicati dall'art. 5, comma 1, della legge 29 novembre
2007, n. 222 (modifica art. 3, comma 6, decreto 31 luglio 2007);
b) la possibilità, per ciascuna Regione e Provincia autonoma, di
accedere anche ai dati delle altre regioni e province autonome
(modifica art. 5, comma 2, decreto 31 luglio 2007);
c) l'identificazione dei medicinali non dotati di codice di
autorizzazione all'immissione in commercio in Italia (AIC)
attraverso la codifica Anatomical Therapeutic Chemical (ATC) al
maggior livello di dettaglio disponibile, al fine di consentire di
disporre di informazioni confrontabili anche per i medicinali
esteri, le formule officinali, le formule magistrali e i gas
medicinali non dotati di AIC (si veda Disciplinare tecnico:
premessa e tracciati fase 2 e fase 3);
d) la possibilità, per alcune tipologie di strutture (RSA e altre
strutture residenziali e semiresidenziali, SERT e Istituti
penitenziari, Centri di salute mentale), di inviare nella fase 3
dati aggregati;
l'art. 5 del decreto legge n. 159 del 2007, convertito con
modificazioni nella legge 29 novembre 2007, n. 222, a fronte della
mancanza di dati sulla distribuzione diretta da parte delle Regioni
e Province autonome, ha previsto l'utilizzo dei dati riferiti ai
valori economici per le forniture direttamente a carico delle
strutture del SSN dei medicinali rilevati nell'ambito del flusso
informativo Tracciabilità del farmaco quale stima dei dati
mancanti. La disponibilità di informazioni sulle quantità di
medicinali dispensate in distribuzione diretta o per conto e sul
relativo valore economico permette di soddisfare, con un unico
flusso informativo le esigenze di monitoraggio dei consumi e della
spesa farmaceutica a carico del SSN e di tracciabilità dei
medicinali nell'ambito della distribuzione finale;
visto che:
nella seduta n. 55 del 17.10.13, l'Assessore per la salute ha
evidenziato come anche i canali distributivi incidano sui costi
complessivi farmaceutici;
l'Assessore ha affermato che la distribuzione diretta
consentirebbe uno sconto elevato (50%) per l'acquisto centralizzato
ma, tuttavia, non viene assicurata una omogenea distribuzione
territoriale;
lo stesso Assessore ha fatto presente delle intervenute
segnalazioni della Corte dei Conti sui PHT: non è più ammissibile -
si legge nel verbale di audizione del 17.10.13 - proseguire con una
distribuzione in regime convenzionale, per cui si impone una
revisione del modello distributivo, dando priorità a quello in nome
e per conto che consente di ottenere maggiori economie di spesa;
nella stessa seduta, l'Assessore ha riferito di avere individuato
un modello distributivo in nome e per conto che consente di
ottenere un risparmio di spesa pari a 15 milioni di euro annui;
modello condiviso, dalle aziende sanitarie pubbliche;
si riferisce, inoltre, che l'incidenza relativa agli oneri per la
distribuzione deve tener conto anche del costo di 4,5 euro a
confezione;
l'Assessore ha preannunciato che '...il nuovo modello distributivo
consentirà di diffondere a tappeto il primo ciclo terapeutico in
tutte le aziende sanitarie anche nei giorni festivi. In Assessorato
è stata attivata una commissione per le soluzioni di eventuali
difficoltà e specifiche esigenze territoriali relativamente alla
diagnostica e all'appropriatezza. Un'altra commissione è stata
istituita in Assessorato per la valutazione (costi/benefici)
dell'utilità dei nuovi farmaci. Un'altra commissione è altresì
incaricata di valutare l'introduzione di nuovi farmaci nel
prontuario terapeutico. Tutte le misure adottate dal Governo
consentiranno nel triennio 2013-2015 di ottenere complessivamente
un risparmio di spesa stimato in circa 133 milioni di euro senza
disagi all'utenza...il sistema dei costi standard darà un aiuto
alla Regione circa i prezzi di riferimento valevoli a livello
nazionale per la spesa farmaceutica mentre per i device non si
dispone ancora di un nomenclatore condiviso...occorre incentivare
in Sicilia l'utilizzo di farmaci equivalenti e bio similari
indipendentemente dal confronto con i farmaci griffati talvolta
indotto dalle questioni relative alla presenza di eccipienti...';
considerato che:
dalle rilevazioni OSMED non sembrano univoche le deduzioni intorno
al risparmio di spesa tra distribuzione diretta e distribuzione per
conto;
a livello nazionale, le rilevazioni OSMED (anno 2012) stimano per
la dispensazione dei farmaci del PHT tramite distribuzione diretta,
in milioni di euro, 3.951, mentre per la distribuzione per conto,
911,17;
per la Sicilia, 333,47 per la distribuzione diretta;
nelle altre regioni le rilevazioni attestano, in linea generale,
un risparmio di spesa attraverso la distribuzione per conto;
considerato ancora che:
si evince, anche da diversi giornali on line, come non vi sia una
oggettiva, univoca ed automatica corrispondenza tra distribuzione
per conto o distribuzione diretta e risparmio di spesa;
secondo un articolo del Dr. Alessandro Fornaro del 4.10.12, da una
ricerca del CREF, le regioni potrebbero ottenere risparmi fino al
30% se le strutture ospedaliere abbandonassero la distribuzione
diretta. In particolare, si legge, la distribuzione in farmacia,
oltre a facilitare i cittadini, garantisce un migliore monitoraggio
della spesa pubblica, comportando un risparmio immediato e diretto
per le aziende sanitarie. La ricerca è stata condotta nella zona di
Trieste dalla Fondazione CREF (Centro ricerche economia e
formazione): '...I risultati non lasciano molto all'immaginazione:
nel caso della distribuzione diretta, il costo medio per confezione
è di 20,02 euro, mentre con la distribuzione per conto, cioè
attraverso le farmacie territoriali, scende a 14,14 euro. Sono
stati presi in esame il costo dei farmaci, ma anche quello del
personale, dei locali, delle attrezzature utilizzate nelle due
diverse modalità distributive. La ricerca ha quantificato i
possibili effetti di una transizione totale dalla formula
distributiva diretta ad una distribuzione per conto da parte delle
farmacie, considerando anche quella quota di farmaci PHT
distribuita attraverso questo canale con le regole economiche della
convenzione...'. Nell'articolo, si evidenziano anche le perplessità
avanzate dal Presidente della SIFO: '... Il presidente Sifo è anche
scettico rispetto alla metodologia con la quale è stata condotta la
ricerca: una sola Asl rispetto alle oltre 140 esistenti in Italia
non sarebbe rappresentativa. Inoltre...i costi sono stati valutati
con criteri discutibili e per la Dpc (Distribuzione in nome e Per
Conto) non sono stati valutati neppure quelli relativi ai costi di
gestione che, comunque le Regioni devono sostenere, insieme al
costo del farmaco e alla retribuzione da destinare alla farmacia
privata e al deposito...'.
(http://www.utifar.it/index.php?id=59&itemid=318);
una valutazione di costo, frutto della collaborazione tra i
farmacisti ospedalieri SIFO ed economisti esperti nel settore
farmaceutico, è stata condotta all'interno dell'Ospedale Molinette
di Torino. Lo studio, si legge in un altro on line (16.05.13), ha
messo in luce come la distribuzione dei farmaci che il paziente
dovrà utilizzare presso il proprio domicilio costa di meno se fatta
direttamente in ospedale (distribuzione diretta). E' quanto è
emerso durante l'evento dal titolo La dispensazione al farmaco in
ospedale e territorio: il valore aggiunto del farmacista
organizzato dalla sezione regionale SIFO Piemonte-Valle d'Aosta.
L'analisi ha riguardato i costi della distribuzione diretta (DD) e,
contemporaneamente, si è proceduto ad una stima del costo che si
sarebbe avuto se fossero stati adottati altri sistemi di
distribuzione. Per alcune categorie di medicinali, si è
evidenziato, può essere utilizzata anche la Distribuzione per Conto
(DPC), che consiste nel ritiro dei medicinali presso le farmacie
private che forniscono essenzialmente un servizio di dispensazione
del medicinale precedentemente acquistato dalla azienda sanitaria.
Lo studio sarebbe stato condotto dal Dr. Claudio Jommi, professore
associato presso l'Università del Piemonte Orientale e Responsabile
dell'Osservatorio Farmaci del Cergas Bocconi: nella DD e nella DPC
il costo del farmaco si assume sia lo stesso, perché in entrambi i
casi l'acquisto avviene da parte di un Ente pubblico (l'ospedale o
un'azienda sanitaria), per cui con la ricerca si è voluto
evidenziare il mero costo della distribuzione. L'analisi si è
basata sulla raccolta di dati aziendali strutturati e ha
evidenziato come il costo organizzativo della DD per confezione
distribuita ha un valore decisamente inferiore a quello della DPC,
anche considerando la quota fissa prevista per ogni confezione
dispensata dal farmacista risultante dall'accordo regionale. La
distribuzione in regime convenzionale avrebbe avuto un costo medio
per confezione decisamente più elevato. La DD sarebbe quindi la
soluzione distributiva più conveniente considerando anche che essa
viene effettuata da personale ospedaliero altamente qualificato, in
grado di fornire al paziente tutta una serie di consigli sulla
modalità migliore per assumere i farmaci a un costo però inferiore
rispetto alla distribuzione per conto (DPC) e decisamente inferiore
rispetto alla distribuzione in convenzione. Questi dati non possono
però essere automaticamente traslati alla la realtà nazionale,
dovendo tener presenti le variabilità regionali legislative e
quelle dei costi dei sistemi distributivi
(http://www.pharmastar.it/index.html?cat=7&id=11280);
all'interno dell'articolo si riportano le considerazioni della
Dr.sss Annarosa Racca, Presidente di Federfarma: la ricerca '...fa
emergere con assoluta chiarezza come la distribuzione diretta dei
farmaci abbia dei costi aggiuntivi rispetto al puro e semplice
costo di acquisto. Tali costi aggiuntivi sono stati finora
sottovalutati. La loro quantificazione permette, invece, di
valutare l'effettivo impatto economico della distribuzione diretta
e di dimostrare come la distribuzione dei farmaci attraverso le
farmacie costituisca per le Regioni e per il Ssn un'opportunità di
risparmio e razionalizzazione e avvantaggi i cittadini grazie a un
più agevole accesso al farmaco..'.
(http://www.sanita.ilsole24ore.com/art/lavoro-e-professione/2012-09-
14/farmaci-distribuzione-conto-conviene-163441.php?uuid=Ab60EadG);
si descrivono in articoli più recenti (1.02.14 e 6.02.14) le spese
della distribuzione diretta e per conto. All'interno del Rapporto
sull'impiego dei medicinali in Italia (OsMed), oltre ad essere
descritte la spesa ed i volumi dei medicinali complessivamente
acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche, sono contenuti
riferimenti specifici sui medicinali dispensati ai pazienti
attraverso la distribuzione diretta e per conto e i dati relativi
alla spesa per i medicinali somministrati nell'ambito
dell'assistenza ospedaliera. La spesa per i medicinali acquistati
dalle strutture sanitarie pubbliche è in leggera crescita rispetto
al 2012 e si attesta a quota 6,1 miliardi di euro, con una media di
102,4 euro pro capite (+3,3% rispetto all'anno precedente), mentre
i consumi fanno registrare una flessione (148,2 dosi giornaliere
ogni 1.000 abitanti pro capite) del 20, 3% rispetto allo stesso
periodo del 2012. Nell'anno appena trascorso,tutte le Regioni hanno
adottato la distribuzione diretta, mentre Abruzzo e Sicilia sono le
uniche a non aver utilizzato la distribuzione per conto. La spesa
per i medicinali erogati in distribuzione diretta e per conto è
risultata complessivamente pari a 3,5 miliardi di euro, costituita
per l'80,2% dalla distribuzione diretta in senso stretto e dal
19,8% dalla distribuzione per conto. Emergono delle sostanziali
differenze tra le diverse realtà regionali, alcune Regioni
ricorrono infatti in modo esteso alla distribuzione diretta (Emilia
Romagna, Sardegna e Lombardia) mentre altre, per motivi di
carattere organizzativo-strutturale, utilizzano meno questo canale
alternativo (Molise, Calabria e Lazio). La spesa per i medicinali
erogati esclusivamente in ambito ospedaliero è stata pari 1,9
miliardi e le Regioni che hanno registrato la maggior spesa, in
valore assoluto, sono state Lombardia (222,5 milioni di euro),
Toscana (201,4 milioni) e Veneto (189 milioni); nel Lazio la spesa
ammonta a 107,1 milioni di euro; i valori minimi sono stati
registrati in Valle d'Aosta, Molise e Trento
(http://www.pharmastar.it/index.html?cat=2&i-d=13821;
http://www.quotidianosanita.it/scienza-
efarmaci/articolo.php?approfondimento id=3157);
considerato che:
con nota 18.07.11, la SIFO - Sezione regionale Sicilia ha
comunicato un risparmio di spesa, per l'anno 2010, pari a 95,25
milioni di euro attraverso la dispensazione diretta dei farmaci del
PHT misura A 1.2 del Piano di Rientro. I farmaci dispensati
direttamente sono costati alle ASP (che acquistano con sconto medio
del 40%) 144.milioni di euro, con un risparmio di ben 97 milioni di
euro sul prezzo che avrebbero dovuto pagare (241 milioni di euro)
in regime convenzionale alle farmacie private: 1.709.466 i pezzi
dispensati (confezioni) nel 2010; 70 i farmacisti co.co.pro.
assunti per l'attività di dispensazione dei farmaci del PHT; 25.000
euro circa il costo medio di un contratto; 1.750.000,00 euro la
spesa complessiva dei 70 farmacisti co.co.pro.; 1,02 euro
l'investimento del costo a confezione ottenuto spalmando il costo
dei 70 farmacisti co.co.pro. sul totale delle confezioni
dispensate;
altri dati forniti in Commissione ci dicono che i farmacisti con
contratto co.co.pro. sono 110 in tutta la Sicilia con 40.000 euro
di reddito l'anno per un costo totale di 4.400.000 euro;
secondo la predetta nota, sarebbero ulteriori i vantaggi della
dispensazione diretta del PHT oltre a quello economico:
monitoraggio e registrazione dei singoli pazienti e dei loro piani
terapeutici con trasmissione mensile in assessorato dei dati quali-
quantitativi tramite file H (creazione di una cartella terapeutica
del paziente); conoscenza e verifica delle patologie e conseguente
appropriatezza prescrittiva; fidelizzazione dei pazienti e rapporto
diretto con le uu.oo prescrittrici; ottimizzazione terapie per
rapporto virtuoso tra uu.oo prescrittrici-farmacia ospedaliera/ssn-
paziente; acquisti ottimizzati e calibrati per singolo paziente;
assenza ticket;
pertanto, si è chiesto all'Assessore di estendere la distribuzione
diretta dei farmaci ancora in regime convenzionale alle farmacie
private e facenti parte del PHT;
la SIFO - Sezione regionale Sicilia, inoltre, ha preso atto di una
robabile richiesta dei farmacisti privati di avere affidata (fermo
restando che l'acquisto verrebbe effettuato sempre dalle Aziende
Sanitarie) con cessione del contratto, la dispensazione dei farmaci
del PHT: ...Vorrebbero riconosciuto 6,25 euro a confezione per loro
e 2, 10 euro a confezione per i grossisti. Riteniamo poco probabile
tale evenienza considerato che se applichiamo tali benefit per
ESEMPIO alle 789.993 confezioni di farmaci ancora in convenzionata
risulterebbe che ai farmacisti privati verrebbero riconosciuti
4.937.562,00 euro ed ai grossisti 1.579.986 euro (considerato che
alle farmacie ospedaliere/SS vengono consegnati in loco dalle
Aziende Farmaceutiche Produttrici e non dai Grossisti, senza
aggravio di spesa) per un totale di 6.517.548 (4937562 + 1579986 )
e cioè 5.711.756 euro in più rispetto agli 805.792,86 euro della
distribuzione diretta effettuata direttamente con i farmacisti
cocopro. Nota Bene con 5.711.756 euro si potrebbero assumere
ulteriori 228 farmacisti a contratto co.co.pro. oltre agli
ipotizzati 32 per un totale di 260...';
visto che:
risulta una interrogazione rivolta dal deputato on. Panepinto
all'Assessore per la salute, avente ad oggetto 'Notizie circa
l'Accordo per la distribuzione dei farmaci inclusi nel PHT
sottoscritto con Federfarma Sicilia', recante il n. 1518 (XVI
Legislatura);
considerato che:
con nota 9.12.13, rivolta anche all'Assessorato della salute, il
Sindacato Nazionale Farmacisti Dirigenti del SSN - Segreteria
regionale Sicilia ha espresso il proprio parere tecnico in merito
alla decisione che i farmaci appartenenti al prontuario ospedale
territorio (PHT) non saranno più erogati in forma diretta dalle
Asp, ma distribuiti esclusivamente attraverso le farmacie aperte al
pubblico. La Si.Na.F.O. ha deliberato un proprio orientamento
ufficiale: '...ritiene necessario continuare il percorso di
razionalizzazione della spesa relativa ai medicinali del PHT,
iniziato - secondo il piano di rientro 2007/2009 - con la
distribuzione diretta attraverso le farmacie ospedaliere e i
servizi farmaceutici territoriali delle Asp, i quali si sono
contraddistinti per avere offerto al cittadino un servizio di
elevata qualità professionale a costi del tutto contenuti,
estendendo alla restante quota parte di farmaci PHT rimasta in
regime convenzionale ed implementando il numero dei farmacisti
dedicati al Servizio...Avverte...che qualora, la scelta politica
già presa con l'Accordo (il riferimento è all'Accordo siglato tra
l'Assessorato della Salute e Federfarma Sicilia), dovesse essere
ratificata e quindi passare alla attuazione pratica per realizzare
comunque la c.d. DPC, senza la giusta previsione di risorse
aggiuntive per i Servizi Farmaceutici ed una oculata programmazione
ed integrazione dei processi interconnessi alla gestione del PHT,
trascurando questi aspetti che noi riteniamo fondamentali, ben
presto si evidenzierebbe un marcato vulnus, incanalando questa
forma di distribuzione (DPC), in un percorso, oltremodo,
fallimentare e deleterio per tutto il sistema
visto che:
l'Assessore per la salute ha approvato (GURS 31.01.14) l'accordo
per la distribuzione dei farmaci di cui al PHT intervenuto con
Federfarma Sicilia, nonché il disciplinare tecnico relativo alle
modalità attuative, costituendo un tavolo tecnico per la verifica
dell'attuazione e la gestione dell'accordo medesimo;
l'accordo prevede che i distributori intermedi, quale collegamento
tra Aziende sanitarie provinciali e Farmacie, garantiranno la piena
efficacia della distribuzione per conto attraverso un supporto
logistico e gestionale informatico, nel rispetto delle norme di
buona distribuzione. A tal fine, si prevede che i farmaci
concedibili con onere a carico del S.S.N. a base dei principi
attivi (e relative indicazioni) inclusi nel PHT, per i quali è
prevista la duplice via di distribuzione, ad esclusione di quelli
relativi al primo ciclo di terapia immediatamente successivo alle
dimissioni dal ricovero ospedaliero, saranno acquistati dalle
Aziende sanitarie provinciali (ASP) e dispensati esclusivamente
attraverso le farmacie aperte al pubblico (DPC), che saranno
rifornite dai distributori intermedi presenti sul territorio, ad
eccezione di talune tipologie di farmaci puntualmente individuati;
la distribuzione per conto riveste carattere sperimentale e
pertanto sarà soggetta alla prima valutazione entro il 30 giugno
2014, e successivamente con cadenza semestrale fino alla scadenza;
i farmaci, i cui principi attivi saranno inclusi nel PHT
successivamente, saranno dispensati esclusivamente dalle farmacie
aperte al pubblico, nel rispetto della normativa regionale, secondo
le modalità previste dall'accordo, mentre i farmaci che dovessero
essere esclusi dal PHT, passeranno nel canale distributivo
convenzionale;
il compenso a fronte degli oneri a carico (farmacie +
distribuzione intermedia) deve essere calcolato in quota fissa, IVA
esclusa, nella misura di euro 4,50 per confezione dispensata,
incrementata di euro 2,30 per le farmacie rurali sussidiate a
fatturato ridotto, inferiore a 387.342. La liquidazione di tali
somme avverrà nei tempi e nelle modalità previsti dal disciplinare
tecnico a fronte di invio alle Aziende sanitarie del 'flusso della
distribuzione per conto', secondo il tracciato relativo alle
prestazioni effettuate, al consueto invio dei dati e di regolare
fattura per gli oneri sopra indicati gravati dell'aliquota IVA
vigente;
ai fini della puntuale applicazione dell'accordo, Federfarma si
impegna a rendere disponibile una piattaforma informatica dedicata
alla distribuzione per conto idonea alla gestione dei flussi
informativi ministeriali, ed a produrre un unico flusso comprensivo
dell'erogato di tutte le farmacie per singola provincia;
il disciplinare tecnico stabilisce le modalità di acquisto,
approvvigionamento, distribuzione, dispensazione e
contabilizzazione dei farmaci inclusi nel PHT secondo quanto
stabilito dall'accordo tra l'Assessorato regionale della salute e
Federfarma Sicilia;
in particolare, le ASP si impegnano:
a) ad acquistare i farmaci oggetto dell'accordo, nel rispetto di
quanto aggiudicato nella gara regionale, richiedendo la consegna
presso i distributori intermedi autorizzati, in quantitativi
congrui a garantire il servizio. La consegna presso i magazzini dei
distributori avverrà in una prima fase (quattro mesi dall'effettivo
avvio) in base alle quote di mercato provinciali di ciascun
distributore intermedio;
b) richiedere alle aziende fornitrici che le confezioni acquistate
siano dotate di fustella adesiva a lettura ottica annullata con la
dicitura Confezione ospedaliera al fine di renderle facilmente
distinguibili dalle altre confezioni presenti nel circuito
distributivo;
c) predisporre controlli presso i depositi individuati dall'ASP a
riforniti);
d) rimborsare alle farmacie 3,40 a pezzo + IVA, incrementato di
2,30 per le farmacie rurali sussidiate a fatturato ridotto,
inferiore a 387.342, entro 60 giorni dalla consegna della fattura;
e) rimborsare ai distributori intermedi 1,10 a pezzo + IVA entro
60 giorni dal termine ultimo di presentazione della fattura;
i distributori si impegnano a:
a) custodire in conto deposito presso i propri magazzini, in spazi
dedicati ed in modo esclusivo i medicinali consegnati per conto
delle ASP, nel rispetto dei criteri generali di buona
conservazione, e con particolare attenzione alla scadenza dei
farmaci in deposito;
b) garantire il controllo della merce in arrivo e curare che le
confezioni siano dotate di fustella a lettura ottica annullata con
la dicitura 'confezione ospedaliera': l'eventuale non conformità
deve essere comunicata dal deposito all'ASP entro 3 giorni dalla
ricezione della merce;
c) controllare la corrispondenza tra ordine e bolla al fine di
verificare la conformità per quantità e qualità della merce
ricevuta rispetto a quella ordinata, provvedendo successivamente a
restituire la bolla in originale, debitamente timbrata e
controfirmata, all'ASP con cadenza settimanale;
d) consegnare all'ASP di appartenenza, entro il giorno 10 del mese
successivo a quello di riferimento, la fattura emessa per gli oneri
di dispensazione riferita alle consegne del mese precedente e
comprensiva di eventuali conguagli;
le farmacie si impegnano a:
a) richiedere i farmaci prescritti nell'esatta quantità necessaria
alla spedizione delle ricette presentate;
b) controllare che le prescrizioni dei farmaci in parola siano
complete degli elementi previsti dalla vigente normativa nazionale
e regionale;
c) apporre sulla ricetta le fustelle ottiche presenti sulle
confezioni degli stessi e consegnare i farmaci all'utente,
incassando l'eventuale quota a carico dell'assistito sulla base
della vigente normativa in materia di partecipazione alla spesa e
di esenzione;
d) consegnare all'ASP di appartenenza, entro i tempi previsti
dalla vigente normativa per le altre impegnative del SSN, le
ricette relative alle prescrizioni dei farmaci PHT oggetto
dell'accordo in mazzette separate, evidenziate ed in confezioni
diverse; la fattura emessa per gli oneri di dispensazione indicati
nell'accordo, comprensiva del dettaglio delle quote di
compartecipazione; un tabulato riportante le quantità erogate
distinte per singolo prodotto e l'ammontare delle quote di
compartecipazione incassate che verranno considerate quale acconto
ricevuto sull'ammontare complessivo della fattura;
si tiene a sottolineare che la distribuzione per conto (DPC)
poterà un buon servizio per le persone anziane;
per sapere:
tenuto conto dei dati economici riportati e preso atto del
carattere sperimentale della regolamentazione della distribuzione
per conto in Sicilia, quali vantaggi, economici e non, si
prospettino in termini di risparmio di spesa a fronte del nuovo
sistema di dispensazione e come mai si sia deciso di passare da una
DD ad una totale, e non parziale, DPC;
come si intenda monitorare l'impatto del nuovo sistema di
dispensazione sotto il profilo della efficienza e qualità del
servizio;
quali sistemi si intendano adottare per prevenire eventuali
fenomeni corruttivi e, in genere, di natura illecita che potrebbero
trovare, nel sistema nella dispensazione per alcuni farmaci,
terreno fertile;
quali sarebbero i dati oggettivi che abbiano portato ad escludere
il mantenimento della distribuzione diretta anche in quelle aziende
sanitarie provinciali che avevano raggiunto una DD del 100%, in
quanto, in tali aziende la DPC avrà probabilmente un costo
aggiuntivo che graverà appunto anno sui bilanci aziendale della
Regione». (1969)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione specificata in
oggetto con la quale si chiedono chiarimenti in merito alla
distribuzione diretta dei farmaci PHT, avuto riguardo ai
conseguenti profili di costo, si fornisce la relazione prot. 53161
dell'1 luglio 2014 resa dal competente Servizio 7 del Dipartimento
per la pianificazione strategica di questo Assessorato».
L'assessore
dott.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili sul sito:
www.ars.sicilia.it)