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Resoconto d'Aula della Seduta n. 183 di mercoledì 24 settembre 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intendono
  approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per la salute, le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:

   N.  902  -  Chiarimenti sull'esito della procedura aperta  per  la
  somministrazione  del  servizio di  ristorazione  presso  l'ASP  di
  Siracusa.
   Firmatari:  Foti  Angela;  Zafarana  Valentina;  Ciancio  Gianina;
  Palmeri  Valentina;  Zito Stefano; Cappello  Francesco;  Cancelleri
  Giovanni   Carlo;  Ciaccio  Giorgio;  La  Rocca  Claudia;  Trizzino
  Giampiero;  Mangiacavallo  Matteo;  Siragusa  Salvatore;   Tancredi
  Sergio;  Ferreri Vanessa (Con nota prot. 24381/IN.16 del 21  maggio
  2014  il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale
  per  la  salute.  -  Con  nota prot. n. 3037  del  24  giugno  2014
  l'Assessore  regionale per le attività produttive  ha  eccepito  la
  propria incompetenza).

   N.  1147  -  Presunte  irregolarità sul nuovo  poliambulatorio  di
  Palazzolo Acreide (ASP 8 di Siracusa).
   Firmatari:Zito   Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.   1597   -   Chiarimenti  sull'operatività  dello  S.Pre.S.A.L.
  dell'A.S.P. di Siracusa - distretto sanitario di Noto (SR).
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina  (Con  nota prot. n. 37668/IN.16 del  5  agosto  2014  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per la salute).

   N.  1702  - Misure in merito al trattamento dei malati di  TBC  in
  Sicilia.
   Firmatari:Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa Salvatore;
   Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zito Stefano

   N.  1772  -  Annullamento  in autotutela della  deliberazione  del
  Commissario  straordinario dell'ASP 7 di Ragusa avente per  oggetto
  l'accertamento di presunte criticità della rete laboratoristica  di
  diagnostica.
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N.  1802  - Misure di vigilanza e controllo sulla sanità  catanese
  atte a contrastare l'uso improprio delle risorse.
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio; Ferreri Vanessa;  La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1941  -  Provvedimenti urgenti per la  verifica  dei  casi  di
  tubercolosi sospetta nel territorio siracusano.

   Firmatari:Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana  Valentina
  (Con  nota  prot.  n. 26450/IN.16 del 3 giugno 2014  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute).

   N.  1949  -  Chiarimenti in merito all'organizzazione delle  Unità
  Operative per l'educazione e la promozione della salute.
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito  Stefano (Con nota prot. n. 36242/IN.16 del 29 luglio 2014  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per la salute).

   N. 1968 - Prevenzione della diffusione del virus Ebola in Sicilia.
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana  Valentina
  (Con  nota  prot. n. 36000/IN.16 del 28 luglio 2014  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la salute).

   N.  1969  -  Chiarimenti in merito alla distribuzione diretta  dei
  farmaci (PHT) avuto riguardo ai conseguenti profili di costo per la
  collettività regionale.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Zafarana  Valentina;   Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri  Vanessa;  Mangiacavallo Matteo; Trizzino  Giampiero;  Foti
  Angela; La Rocca Claudia.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Interventi in favore delle produzioni audiovisive  seriali  con
  carattere ciclico e continuativo (n. 813).
   di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (on.  Crocetta) su proposta dell'Assessore per il turismo, sport  e
  spettacolo (Michela Stancheris) in data 23 settembre 2014.
   -   Norme   sul  sistema  regionale  di  istruzione  e  formazione
  professionale (n. 814).
   di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (on.  Crocetta)  su proposta dell'Assessore per l'istruzione  e  la
  formazione  professionale (Nella Scilabra)  in  data  23  settembre
  2014.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


  Comunicazioni del Presidente della Regione sull'attuale situazione
                          politica regionale

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  terzo  punto  all'ordine  del  giorno:
  Comunicazioni del Presidente della Regione sull'attuale  situazione
  politica regionale.
   Invito  il  Presidente della Regione a dare le  comunicazioni  che
  ritiene opportune.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, io non so quanto riuscirò a stare in piedi, e non lo dico
  in senso politico, ma in questo caso fisico

   PRESIDENTE. In questo caso è autorizzato ad intervenire da seduto.

   CROCETTA,  presidente della Regione. La ringrazio, ma  fin  quando
  potrò  resterò  in  piedi, credo che l'Aula non pretenderà  l'esito
  della  risonanza magnetica, ma siccome la forma è importante  e  il
  protocollo ci obbliga a stare in piedi  cercherò, nei limiti  della
  resistenza fisica, a tenere in piedi il mio discorso.
   Oggi  sono stato chiamato, su richiesta dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari nell'ultima Conferenza - e devo dire che è  stata  una
  conferenza molto positiva che ha cercato di focalizzare gli aspetti
  più urgenti delle questioni siciliane e del modo come affrontarle -
  a  riferire  attorno al tema che ha riguardato, questa  estate,  la
  vicenda  del 'Piano giovani' e altre più recenti vicende che  hanno
  riguardato la composizione del Governo.
   Io ritengo sia poca cosa ridurre una discussione attorno a vicende
  che  ritengo  meramente  amministrative, tenendo presente  che  qui
  siamo  in  Parlamento  e, quindi, il massimo  consesso  che  si  ha
  all'interno  della  Regione siciliana,  il  Parlamento  più  antico
  d'Europa.
   Credo  sia, invece, maturo affrontare il tema più ampio  di  quale
  situazione  politica  abbiamo  in Sicilia,  qual  è  la  situazione
  economica, qual è la situazione sociale, come usciamo dalle vicende
  storiche,  persino, che ci trasciniamo e con quali  prospettive  le
  affrontiamo   e  quali  percorsi  comuni,  ma  non  necessariamente
  comuni,  ci  diamo  per confrontarci con lealtà, con  sincerità,  a
  volte  con spirito alto e persino privi di pregiudizi. Laddove  per
  pregiudizio  non intendo il pregiudizio così come viene comunemente
  inteso  e  cioè il fatto di  avere delle riserve su qualcosa  o  su
  qualcuno,  ma lo intendo nel senso etimologico del termine,  di  un
  giudizio  espresso  prima  e che non c'è alcuna  realtà  che  possa
  modificarlo  perché quello è il giudizio, al di là  della  verifica
  concreta dei fatti.
   Credo  che  tutti  quanti dobbiamo liberarci di  questo  metodo  e
  pensare che la realtà sia il divenire, che le cose cambiano, che ci
  sono  comportamenti  che, a volte, riescono a  smentire  le  nostre
  teorizzazioni  e noi, che siamo tutti quanti osservatori  politici,
  non  possiamo non rimarcare e notare il mutamento della realtà.
   Se  non  si  percepisce questo, allora la storia si  inchioda,  si
  inchiodano le dinamiche, si inchioda persino la possibilità  stessa
  del cambiamento.
   Io  vorrei partire da una considerazione generale che sento spesso
  dire  essere  al  centro  del dibattito politico  siciliano,  anche
  giornalistico,  non potrebbe essere diversamente:  la  crisi  della
  Sicilia.
   Se guardiamo alla crisi della Sicilia come ad un fatto isolato, io
  non credo che andremo lontano.
   Se  noi  pensiamo  che la crisi della Sicilia si possa  richiudere
  nelle   responsabilità  degli  ultimi  governi,  anche  di   quelli
  precedenti, per essere chiaro, perché sarebbe persino semplicistico
  cercare  di attribuire la responsabilità a un mio predecessore,  ai
  miei  ultimi  predecessori,  non mi  appartiene,  questa  disonestà
  intellettuale   non   mi   appartiene,   non   mi   appartiene   la
  semplificazione e la reductio ad unum delle responsabilità,  quella
  è   una   filosofia  medievale  che  cercava  di   concentrare   la
  responsabilità  di  ogni cosa su uno, per  cui  la  crisi  di  oggi
  sarebbe la crisi di Lombardo, poi sarebbe la crisi di Cuffaro.
   Penso  che  ci  siano  ragionamenti  più  complessivi  che  stiano
  cambiando il mondo e l'Europa.
   Se  noi  non  analizziamo quello che sta accadendo in  Europa  con
  l'aprirsi  dei mercati dell'est, prima europeo, con la  concorrenza
  che  in quei mercati dell'est si è strutturata nei confronti  degli
  altri paesi europei, dal punto di vista del costo della manodopera,
  della  possibilità di delocalizzazione in quei territori. La  crisi
  Fiat  in  Sicilia  non  scoppia perché c'è una  crisi  del  sistema
  produttivo  siciliano,  ma è scoppiata perché  alla  Fiat  conviene
  produrre in Polonia perché paga un operaio trecento euro, mentre  a
  Termini  Imerese  costa  tremila  euro.  Quale  sarebbe  stata   la
  soluzione?
   Potremmo   dire  benissimo  il  Governo  Lombardo  non  ha   fatto
  sufficientemente oppure il Governo italiano non ha ostacolato.  No,
  ci  sono  ragioni strutturali che se l'Europa non  affronta  e  non
  affronta  in  termini  di  sostegno alle economia  più  deboli,  le
  regioni  del  sud  Europa  saranno  completamente  travolte   dalle
  politiche  europee e insieme all'apertura dei mercati dell'est,  la
  concorrenza  che viene dall'est asiatico, la perdita  di  influenza
  italiana,  e  quindi  siciliana in modo  particolare,  perché  quei
  mercati  sono i mercati più prossimi a quelli della Sicilia  legati
  alle  cosiddette rivoluzioni arabe, che rivoluzioni lo sono fino  a
  un  certo  punto,  se si fa forse un ragionamento diverso  rispetto
  alla  rivoluzione  tunisina laddove il processo è  più  profondo  e
  legato ad aspetti più laici rispetto ad altri paesi arabi.
   Però  noi  eravamo  il  secondo paese  esportatore  in  Tunisia  e
  cominciamo a non esserlo più; eravamo il primo paese esportatore in
  Libia per volume d'affari, non solo esportatore, ma anche di import
  ed export e non lo siamo più; eravamo il primo paese esportatore in
  Egitto  e non lo siamo più, e dentro c'è una questione che  riveste
  tutto il tessuto produttivo italiano, investe la politica italiana,
  ma  investe  anche la politica europea e investe anche la  politica
  delle  grandi potenze al mondo che, rispetto alle rivoluzioni,  non
  sempre  hanno assunto il tema della difesa delle libertà  civili  e
  democratiche,  ma  hanno affrontato con realismo,  invece,  i  temi
  degli  interessi  economici per cui la no fly zone,  la  guerra  in
  Libia,  più  che  un sostegno alla rivoluzione, è stata  invece  la
  guerra  delle compagnie petrolifere francesi e inglesi per scalzare
  ENI in Libia ed ha acquistato significati completamente diversi.
   Ora,   pensare   che  tutto  questo  non  influisca  nell'economia
  siciliana e che questo sia senza ripercussioni è un errore di fondo
  nel  quale noi ci troviamo, a volte, ad operare le nostre  analisi;
  l'apertura  dei mercati nel Nord-Africa, la possibilità,  l'accordo
  Eu-Marocco  che  ha  aperto  il mercato  europeo  agli  esportatori
  marocchini per l'esport di prodotti agricoli indiscriminati e  come
  contropartita  in  questi  paesi, come  il  Marocco,  noi  possiamo
  esportare prodotti della tecnologia.
   Questo  è  un  accordo  fatto a dimensione della  Germania,  della
  Francia,  dell'Olanda,  del nord Italia  e penalizza  l'agricoltura
  del  Sud  e  della  Sicilia,  e il tema della  crisi  agricola  del
  Mezzogiorno   e  della  Sicilia  per  molti  versi   è   legata   a
  quest'aspetto.
   Io  personalmente, come deputato europeo, ho votato sia contro  le
  fly  zone in Libia - lo feci insieme a Cofferati - e fui fra i  sei
  parlamentari  italiani  di tutti i partiti  politici  che  votarono
  contro  l'accordo  Eu-Marocco, guardando con particolare  interesse
  alla  tutela  dei  prodotti siciliani, ritenendo quell'accordo  non
  condivisibile  sul  piano  del  principio,  perché   noi   dobbiamo
  innescare  una solidarietà internazionale rispetto a questi  Paesi,
  ma  non  si  può  fare un accordo di solidarietà con paesi  poveri,
  penalizzando i paesi poveri dell'Europa, il sud dell'Europa, perché
  quell'accordo  lo  ha  pagato la Sicilia, lo  paga  la  Spagna,  la
  Grecia, le economie fragili del sud dell'Europa.
   Certo,  se  dicessi un po' di insulti nei confronti dei  dirigenti
  della  formazione, probabilmente il ragionamento  diventerebbe  più
  appetitoso, ma non mi impelagherò in questi discorsi.
   La politica deflattiva adottata dall'Europa, i limiti dei patti di
  stabilità  non cristallizzano la situazione economica europea  alla
  stato esistente?
   Ma  lo  stato esistente può andare bene alla Germania, può  andare
  bene all'Olanda, ai Paesi Scandinavi, ma sicuramente non va bene ai
  Paesi  del sud Europa, non va bene alle regioni povere dell'Europa,
  perché   significa   cristallizzare   la   storia,   cristallizzare
  l'economia.
   Quando oggi l'Europa dice, per esempio, che noi non possiamo  fare
  spese  infrastrutturali  nel campo autostradale,  nel  campo  della
  portualità,  dice che lo sviluppo economico infrastrutturale  della
  Sicilia,   così   come  di  altre  Regioni   che   hanno   un   gap
  infrastrutturale, debba avvenire con risorse proprie,  con  risorse
  degli  Stati nazionali, con risorse delle Regioni, ma  negli  altri
  Paesi europei forse queste infrastrutture non sono state realizzate
  con i contributi europei?
   Allora  si  vuole  tentare di fissare la storia, la  politica  che
  difende l'euro e il valore nominale dell'euro, difende il valore di
  cambio tra l'euro e il dollaro e penalizza le economie più deboli.
   Il  Premier Renzi ha molto ben capito tutto questo e ha cominciato
  anche una vertenzialità su questi temi; però la politica nazionale,
  a  sua  volta,  le  contraddizioni che lo Stato  nazionale  ha  nei
  confronti dell'Europa le scarica nel sistema delle Regioni, per cui
  a  catena  nel sistema dei Comuni, a catena ci sono  i  tagli  e  i
  trasferimenti alle Regioni, ci sono limiti nei patti  di  stabilità
  delle  regioni che diventano pesantissimi e che impediscono poi  la
  dinamicità economica.
   Voglio   esprimere   con  chiarezza  che  una   politica   rivolta
  esclusivamente alla protezione dell'euro è una politica  depressiva
  perché   porta  deflazione,  porta  licenziamenti,  porta  chiusura
  produttiva, porta cioè a mancato sviluppo dell'economia, ad  avvio,
  sostanzialmente,  di  politiche  nuove  che  possano   cercare   di
  invertire  le  tendenze  economiche e sono  tanti  gli  osservatori
  economici  internazionali che dicono tutto questo,  che  denunciano
  tutto questo.
   Gli Stati Uniti, per esempio, hanno dato una risposta diversa alla
  crisi,  hanno  finanziato, hanno defiscalizzato  completamente  gli
  insediamenti  produttivi  che  si svolgono  nei  cinque  Stati  con
  problemi economici degli Stati Uniti.
   Una  politica del genere, in Europa, non si attua e non  si  attua
  neppure  da  parte  dei  governi  nazionali  che  oggi  sempre  più
  scaricano  ai livelli delle regioni, degli enti locali, i  problemi
  legati  alla  vicenda  economica  nazionale  ed  internazionale   e
  rispetto a queste questioni, anche lì, quando mi vengono a  trovare
  le  imprese, mi  dicono  che hanno bisogno di interventi sul  piano
  fiscale, vogliono ridotte le tasse, vogliono politiche di incentivi
  e  fiscali, politiche incentivanti che noi abbiamo anche provato ad
  inserire nelle nostre finanziarie e che sono state sistematicamente
  impugnate  dal  Commissario dello Stato perché la politica  fiscale
  non  può  essere  decisa a livello regionale,  ma  viene  decisa  a
  livello  nazionale, così è la legge, dimenticando poi che la  legge
  dovrebbe anche considerare  la specificità del nostro Statuto.
   Molto  spesso si dice che le regioni devono farcela da sola e  noi
  siamo  una  Regione pronta a farcela da sola, se  semplicemente  ci
  dessero l'autonomia impositiva e fiscale prevista dallo Statuto, se
  semplicemente  ci dessero fino in fondo la possibilità  di  tassare
  veramente   tutti  coloro  che  operano,  così  come  ha   previsto
  quell'accordo sull'articolo 37, che prevede una gradualità,  troppo
  lenta per essere efficace, per cui diventa davvero facile scaricare
  il conflitto esclusivamente sulle regioni. Guardate che oggi, molto
  spesso,  il  tema degli sprechi delle regioni torna  ad  essere  al
  centro  del dibattito politico nazionale. Abolire le regioni   Come
  se  il sistema nazionale fosse un sistema totalmente integro;  come
  se  il  sistema nazionale non fosse fatto di partecipate inutili  e
  dannose;   come  se  il  sistema  nazionale  non  fosse  fatto   di
  assistenze tecniche ai ministeri, configurati da decenni;  come  se
  il  sistema  nazionale non fosse con dirigenti che te li  trovi  da
  trent'anni,   in  qualsiasi  carica  hai,  a  dirigere   sempre   i
  dipartimenti,  per  cui la discontinuità politica  in  Sicilia  che
  dovrebbe  avvenire  non  attraverso  la  nomina  di  assessori,  ma
  attraverso  il taglio di teste ai burocrati, come se noi  potessimo
  operare al di fuori delle leggi.
   Quando Lombardo provò a mettere tutti i dirigenti esterni,  ci  fu
  la  rivolta  del  Palazzo e ci fu anche la rivolta  della  politica
  rispetto a questi temi.
   Io  sono  fra  coloro che ritengono che nello  spoil  system  ogni
  Presidente,  ogni Governo dovrebbe avere la possibilità  di  creare
  uno  staff  di  propria fiducia, per rispondere  poi  politicamente
  delle  cose  che  fa,  perché se macchina  burocratica  e  macchina
  politica marciano su basi separate, è chiaro che la coerenza  delle
  relazioni  non può esserci. Capite bene, però, che c'è  il  sistema
  del rispetto delle leggi e c'è soprattutto il tema della volontà di
  fare rispettare queste leggi.
   Il sistema politico non è sul modello americano che consente tutto
  questo,  è  un sistema che dà garanzie. Fra le leggi della  Regione
  siciliana  giudicate,  tra l'altro, negative dal  recente  giudizio
  della  Corte  dei  Conti a sezione riunite, c'è una  legge  che  dà
  garanzia ai direttori generali di mantenere le posizioni, di  avere
  l'indennità  di  posizione  anche quando  non  sono  più  direttori
  generali.
   Quante  volte  abbiamo  tentato di abolire  e  sistematicamente  è
  saltata fra una Commissione e l'altra? Noi riteniamo che su  questo
  ragionamento  si  devono  fare delle riflessioni,  perché  oggi  al
  Governo c'è Crocetta, ma domani ci saranno altri.
   Pensare  di  esasperare  un  conflitto  tra  burocrazia  e  poteri
  politici  utilizzando  a fisarmonica questo  tema  sicuramente  non
  stabilisce  quel primato della politica, che dovrebbe  essere  alla
  base del Governo e degli atti del Parlamento.
   Credo  che su questo si debba fare una riflessione profonda. Però,
  guardate,  c'è un tema che spesso ci fa arrabbiare: è il fatto  che
  in  questo  Parlamento, questo Governo, in questi  anni,  su  fatti
  importanti  si  è fatto persino più del Parlamento  e  del  Governo
  nazionale in termini di sprechi. Poi vai in televisione e ti dicono
  che  le  pensioni dei parlamentari dell'ARS, il fondo  pensioni  od
  ogni parlamentare costa non so quanto, dimenticando che questo è il
  più antico Parlamento, a livello regionale, che esiste in Italia  e
  che  quindi ci troviamo i pensionati  dal 1946 in poi che  incidono
  sul  costo  pro-capite dei parlamentari; dimenticando i  tagli  che
  abbiamo fatto ai dirigenti, dimenticando i tagli che abbiamo  fatto
  ai  costi della politica, le riduzioni che sono state operate,  per
  cui   è   come   se   l'ombra   del   passato   dovesse   infangare
  sistematicamente la Sicilia e qualsiasi cosa noi facciamo non serve
  a modificare un pregiudizio, quel famoso pregiudizio di cui parlavo
  prima.
   Primo  atto,  quando  si è insediato questo Governo,  è  stata  la
  riduzione del 20 per cento dell'indennità di funzione ai dirigenti,
  l'abbiamo fatto a livello amministrativo.
   Una  settimana fa vengo intervistato da una televisione nazionale:
  "avete  i  dirigenti  più  pagati d'Italia".  Veramente  abbiamo  i
  dirigenti meno pagati ormai delle regioni italiane perché in  media
  il  tetto  in Lombardia è di 240 mila euro, in Lazio è di 230  mila
  euro,  in Campania è di 200 mila euro, in Sicilia è stato  messo  a
  160 mila euro a livello della Regione e a livello del Parlamento  a
  240 mila euro.
   Tema  su  cui non voglio entrare perché attiene all'autonomia  del
  Parlamento,  ma  credo che una politica di omogeneità  anche  sulla
  questione del trattamento dei redditi dei dirigenti sicuramente  ci
  potrebbe portare ad una razionalizzazione ed evitare anche  livelli
  di contrapposizione.
   Bene,  dentro all'immagine della Sicilia, quindi, pesano tutte  le
  questione del passato.
   Pesa  sicuramente  il fatto che noi abbiamo avuto  due  presidenti
  della  Regione  con  le note vicende giudiziarie  sulle  quali  non
  voglio  entrare  perché questo tema appartiene alla Magistratura  e
  solo  alla  Magistratura  e  non può  essere  strumentalizzato  per
  ragioni  politiche. Pesa a volte anche la eccessiva  conflittualità
  che  si  esprime sistematicamente nei confronti del  Presidente  in
  carica,  del Governo in carica, perché guardate che Lombardo  aveva
  avuto la maggioranza di 61 deputati, e non sono pochi, usciti dalle
  elezioni,  eppure  non ha governato un solo giorno  in  pace  e  il
  dibattito attorno al tema del governo Lombardo aveva lacerato tutte
  le forze politiche siciliane.
   Come  oggi io credo non ci sia pace anche all'interno delle  forze
  politiche  siciliane, io penso che in pochi in  questo  Parlamento,
  più che nel Parlamento, a livello dei loro partiti possano dire che
  esistono gruppi politici omogenei e compatti in ogni partito, dalla
  destra   alla  sinistra;  ci  sono  divisioni,  posizioni  diverse,
  contrapposizioni   che  sicuramente  non   giovano   al   confronto
  politico.
   A  me  piacerebbe  molto  che  queste divisioni  restassero  fuori
  dell'Aula, piacerebbe molto che queste divisioni non pesassero  nel
  rapporto fra i partiti e il Governo. Però, sinceramente, a volte io
  ritengo, ora al di là di qualche scherzo di dozzina che posso  fare
  io  nel  presentare  una  lista così di segnalazione  che  mantengo
  persino  con un tono di sobrietà e ci faccio pure una risata,  però
  non  ritenete  che la denuncia per voto di scambio  del  Presidente
  della  Regione  per  avere  nominato un  assessore,  perché  questo
  potrebbe favorire una sensibilità politica piuttosto che un  altro,
  sia  un  atto eccessivo, soprattutto quando non è provato e  quando
  questo  Presidente è totalmente estraneo a queste logiche e non  si
  presterebbe  e  non  si  presterà mai a  ragionamenti  che  possano
  favorire?
   Seriamente si pensa che al Governo regionale, al presidente  della
  Regione può importare più di tanto delle elezioni su nove elezioni,
  su nove seggi  della provincia di Siracusa?
   Questo  potrà  essere  il tema delle singole  liste,  delle  varie
  correnti, anche perché non è che cambi molto nell'assetto fatto  da
  alcuni dei parlamentari in carico, compreso lo stesso che ha  fatto
  l'esposto,  la  denuncia, non solo mi sono pure simpatici,  infatti
  non  ho  fatto  la controquerela unicamente perché  ritengo  che  i
  rapporti  di  amicizia e di simpatia, persino di fiducia  politica,
  non  possano arrivare a questo punto, ritenete veramente che questo
  Presidente si vada ad impelagare in tutto questo? Il Presidente  ha
  un  problema,  quello di una maggioranza che sostenga  il  Governo,
  quello  di  una politica che sostenga l'azione delle riforme  e  su
  questo tema è ovvio che sia costretto a discutere con chi dice  che
  il Governo lo sostiene.
   Se  qualcuno  si  tira fuori dal Governo, e lo fa  sin  dal  primo
  giorno che il Governo è insediato, non è che poi si può accusare il
  Presidente di non tenere conto dell'area politica. Cosa devo  fare,
  salvo dare una disponibilità al confronto e alla composizione, cosa
  posso fare di più?
   Le   opposizioni   potrebbero  obiettare  "non   hai   maggioranza
  parlamentare, te ne vai a casa".
   Io  vi  assicuro che non ho nessuna intenzione di  andare  a  casa
  perché  qualcuno dice, anche all'interno della mia coalizione,  che
  prima  o pio mi stufo. Vi assicuro che sono provato alle più grandi
  sofferenze e ho una percezione del dolore molto lenta; con un  osso
  spaccato  continuo  a  stare in piedi e a  lavorare  perché  ho  un
  livello di resistenza al dolore che è inimmaginabile.
   Qualcuno  in  siciliano potrebbe fare qualche  battutina,  ma  non
  sarebbe  molto elegante in Parlamento, in privato riservo di  farla
  agli  amici. Ma, guardate, io non ho alcuna posizione personale  da
  difendere  né  mi sono candidato per farmi autolinee di  trasporti,
  per  esempio,  alberghi, accedere ai fondi europei e  via  dicendo,
  fatti che appartengono alla storia della Sicilia. Grazie a Dio  non
  ho imprese, non ho interessi e non ho assolutamente alcun interesse
  personale  e vorrei, quando non sarò più Presidente della  Regione,
  usare  le parole del Don Chisciotte, di Cervantes, che dice siccome
  esco da qui nudo per come sono entrato, vuol dire che forse abbiamo
  governato come dei santi.
   Sicuramente i santi non esistono in politica e io non mi considero
  tale,  però vorrei cercare di governare come un santo e vorrei  che
  lo   facessimo  tutti  insieme  e  vorrei  che  sulla  Sicilia  non
  incombessero  le ombre del passato, per cui i toni, lo  stile,  non
  possono  sistematicamente  arrivare  ad  infangare,  a  tentare  di
  sconvolgere e di capovolgere la realtà.
   Non  possiamo  continuamente assistere alla realtà della  finzione
  pirandelliana  come se non avessimo fatto nulla,  come  se  fossimo
  persino un Governo di delinquenti.
   Qualcuno   ha   detto  pure  pubblicamente  che   io   avevo   dei
  comportamenti mafiosi.
   Al  di  là  della verità, se veramente chi pensava questo  non  lo
  pensava,  ma  è  legittimo  usare questi  toni  nei  confronti  del
  Presidente  eletto, al di là di Rosario Crocetta?  È  legittimo?  È
  rispettoso delle istituzioni? È rispettoso della normale dialettica
  politica? È accettabile nella serenità di un confronto? Per  cui  i
  miei scherzetti in dozzina sono poca cosa rispetto a questi annunci
  continui  di  esposti, di denunce, di querele, di insinuazioni,  di
  diffamazioni   sistematiche,   che  sembrano   caratterizzare   con
  particolare impegno la vita di qualcuno.
   Io  credo  che  noi dobbiamo trovare le ragioni  stesse  del  fare
  politica.
   Io  posso essere non simpatico a tanti, tanti altri non ci sono  e
  la  Regione  siciliana in questo momento è candidata  ad  avere  un
  numero  incredibile  di  candidati alla Presidenza  della  Regione.
  Ovviamente  ci  sono  questi  candidati  nelle  opposizioni,  ed  è
  normale;  un  po'  meno  normale è che  ci  siano  candidati  della
  coalizione  che lo annunciano già da sei mesi, da un  anno,  da  un
  anno e mezzo, perché la lotta per la successione - come si dice - è
  un  fatto  lecito,  ognuno  ha  le  proprie  ambizioni,  esiste  il
  confronto elettorale.
   Io, finora, non ho annunciato di mettermi da parte né per adesso e
  nemmeno per il futuro, su questo ognuno può fare tutti i conti  che
  vuole,  ma  permettetemi anche che io, come  diceva  Sant'Agostino,
  pensi  che prima caritas incipit a me, che non è narcisismo,  ma  è
  assolutamente un tema di legittima difesa.
   Ci  sono sindaci, per esempio, che scalciano continuamente  perché
  incapaci  di  dare risposte alle loro città e al calo  di  consenso
  incredibile  e  lanciano continuamente il tema di  commissariamento
  della  Regione, dell'Assemblea, del Parlamento, perché così pensano
  di avere scorciatoie a candidature. Sappiano che io sono abituato a
  confrontarmi in un regime di lealtà e rispetto, e credo  che  tutti
  quanti  hanno  il  dovere, se si sta in una  coalizione,  di  stare
  dentro un percorso.
   Ci  sono candidati speranzosi, presidenti di Commissione, paladini
  persino della legalità quando questo Presidente è illegale,  -  non
  mi  riferisco  alla Commissione Antimafia, onorevole Musumeci,  che
  sarebbe normale - mi riferisco anche a commissari del fuoco  amico,
  per  carità tutto legittimo, ci si confronti con i partiti,  ci  si
  confronti con l'opinione pubblica.
   Dentro  questo sistema esiste un progetto di democrazia, il  resto
  sono  tutte situazioni arbitrarie e personali. Ora, si dà  il  caso
  che  una  mia  posizione personale è la posizione di un  Presidente
  eletto  dai cittadini, mentre le posizioni personali di chi non  ha
  passato   questa  verifica  personale,  rimangono  solo  personali.
  Possono  dispiacere le mie, ma sono le posizioni  legittime  di  un
  Presidente eletto da cittadini che, in uno Stato democratico, viene
  prima  di  tutto  riconosciuto dall'opposizione, a maggior  ragione
  dalla  maggioranza.  E a volte, i toni irriguardosi  di  una  parte
  della  maggioranza non hanno coinvolto le opposizioni nella  stessa
  misura,  che si sono limitate a fare denunce politiche, mentre  sul
  piano  personale mi rimane l'amarezza, lo sconforto,  gli  attacchi
  personali, a volte sconsiderati, come si dice, "parenti serpenti" e
  "fratelli coltelli".
   Ma  è  normale che lo scontro tra amici sia molto più forte e  più
  esasperato  di quello che si può avere tra avversari, però  io  non
  considero  nessuno  come nemico, non ho nemici,  non  ho  antipatie
  personali, vorrei cercare semplicemente insieme a voi di governare,
  e di farlo bene.
   Ora andiamo ai temi profondi della questione.
   Abbiamo  visto  le  considerazioni più generali  attorno  al  PIL,
  attorno all'economia, una Regione che non faceva passi da tre anni,
  come dovrebbe sviluppare il PIL?
   Improvvisamente arriva il Presidente della Regione nuovo, che  dal
  primo giorno è responsabile - perché io sono responsabile almeno da
  gennaio  del  2013 della situazione di sfascio della  Sicilia  -  e
  abbiamo  fatto un Governo inadeguato, che non dovevo rimpastare,  e
  il  tema  più  diffuso  non è stato quello  delle  riforme,  ma  il
  continuo rimpasto, il tema degli accordi politici.
   Si dice del Presidente della Regione che è uno inaffidabile, che è
  uno  che  non  rispetta gli accordi. Ma io gli accordi politici  li
  rispetto  tutti, altri tipi di accordi sinceramente non ne conosco,
  non  mi sono stati proposti; quindi non capisco a quali accordi  ci
  riferiamo,  visto che non ne abbiamo parlato mai, ma  il  programma
  elettorale lo stiamo portando tutto avanti, ed è il patto fatto con
  i siciliani, e con i partiti alleati.
   Qualcuno  mi  può  rimproverare che non  siamo  andati  avanti  in
  termini  di progetti di riforma, in termini di proposte, in termini
  di  modalità di azione del Governo; non mi pare che nessuno  faccia
  riferimento al patto originario. A volte sento battutine, ma io  do
  l'importanza  che  hanno  le  battute,  sicuramente  non   possiamo
  disperderci  anche  in  base ai sentimenti personali,  per  carità,
  fanno  parte della vita quotidiana. Però, sinceramente, una cosa  è
  questa,   altra   cosa   invece  è   la   sistematica   azione   di
  legittimazione, di semplificazione e di impedimento dell'azione  di
  Governo,  perché  io  non permetterò che mi si faccia  consumare  e
  bloccare dalla logica del "tanto peggio, tanto meglio".
   Nessuno  pensi che creando contrapposizioni e divisioni  si  possa
  bloccare l'azione del mio Governo, perché io vado dritto su  questa
  strada,  chiedo  a tutti un confronto nel rispetto delle  posizioni
  politiche,  nel rispetto che c'è una coalizione di  Governo  che  è
  quella  che è uscita dalle elezioni, e col sistema di alleanze  che
  sono  nate, in un confronto serio e leale per le posizioni,  perché
  in  un sistema democratico tutti devono contribuire alla situazione
  politica.
   Le  riforme si fanno insieme, soprattutto quelle istituzionali,  e
  insieme si va avanti nei processi democratici, insieme si tenta  di
  uscire dalla situazione grave che abbiamo in Sicilia.
   Io  qui  mi pongo alcune domande, ritenete che se non fosse  stato
  eletto  questo Presidente, oggi la formazione professionale, invece
  di  costare 480 milioni di euro l'anno, costerebbe come adesso  150
  milioni?  Ne  siete  convinti? Io penso che chi ne  dovesse  essere
  convinto  mente,  forse inconsciamente, persino  a  se  stesso.  Vi
  sembra poco risparmiare 330 milioni di euro l'anno nella situazione
  di profonda crisi della società siciliana e della crisi del sistema
  finanziario  siciliano e del bilancio siciliano?  Naturalmente  non
  abbiamo  fatto nulla, che abbiamo fatto? Io penso che  se  avessimo
  fatto  solo  questo già avremmo fatto atto di coraggio  che  nessun
  altro  ha fatto prima, per tanti motivi, perché c'era la parte  del
  sistema politico che era dentro quel sistema di formazione.
   A  volte  ci sono forti contraddizioni, i formatori in  carica  al
  sistema   formativo,  ufficialmente,  quando   abbiamo   fatto   le
  verifiche, sono risultati 8.500.
   Ritenete  che  molti Governi abbiano il coraggio  di  dire:  "4000
  saltano  perché  non hanno diritto, perché sono  stati  assunti  in
  divieto di assunzione"? Ritenente che sia possibile?
   Ritenete, per esempio, che se non ci fosse stato questo Presidente
  sarebbero  saltate alcune gare delle ASP, cito per tutte quella  di
  360   milioni  di  euro  per  l'assicurazione,  quando  nell'ultimo
  decennio  si sono spesi 8 milioni di euro l'anno, ci sarebbe  stato
  qualcuno che si sarebbe preso questa briga e questa responsabilità?
   Naturalmente diventiamo illegali perché è intervenuta la legge sui
  pensionamenti  dei manager. Ecco, io ritengo che se non  l'avessimo
  adottata   avrei  commesso  un  abuso,  e  siccome  nell'abuso   la
  percezione psicologica del reato è fondamentale, io non posso  fare
  un  atto  in  cui  sono  convinto che c'è  abuso.  Normalmente  una
  questione del genere non si fa con le accuse di illegalità,  perché
  se  uno li avesse voluti ostacolare questi manager bastava che  non
  li  nominassimo, era nostra facoltà, e ci avrebbero fatto una causa
  perché  non  li sceglievamo? L'Università aveva dato una  terna  di
  nomi e sceglievamo il secondo invece di scegliere il primo, è nelle
  nostre facoltà di legge? Quindi perché non lo dovevamo fare, perchè
  dovevamo  punirli  dopo che era intervenuta le  legge?  Qual  è  il
  profilo psicologico che si può dare?
   Lì  soltanto  la  paranoia può giustificare un  atteggiamento  del
  genere  o la voglia di screditare comunque, oppure avere scelto  di
  essere contro il Presidente sempre e comunque.
   Questo  si  è un atteggiamento politico, ma a nessuno è consentito
  di  valicare e di portare sic et simpliciter ogni convinto politico
  come  se fosse una vicenda di magistratura, perché se questo  è  il
  tema si autorizzerebbe questo Presidente a fare altrettanto.
   Non  è  che si può fare una sfida di questo tipo pensando  che  il
  dibattito  politico diventa un dibattito giudiziario,  e  io  debba
  farmi  querelare  per  voto di scambio, farmi querelare  per  avere
  fatto  addirittura pressioni all'Ufficio legislativo e  legale.  Ma
  chi  li  conosce, giusto per essere chiari? Mentre  alcuni  di  voi
  hanno  conoscenze dentro la macchina burocratica  decennale,  io  -
  grazie a Dio - non li conosco, alcuni dirigenti non so nemmeno  che
  faccia hanno.
   Io guardo atti e faccio scelte su questi atti.
   Posso anche sbagliare, come tutti quanti possiamo sbagliare.
   Ho  inteso  quella  vicenda come un possibile  reato  in  capo  al
  Presidente  della  Regione e all'Assessore per  la  salute.  Ho  il
  dovere di preservare l'istituzione che rappresento.
   Gli  interessati ritengono di avere ragione, facciano  ricorso  al
  TAR.  Se  il  TAR darà ragione, vuol dire che saranno  ripristinati
  nella  loro funzione; ma non si può, rispetto ad un'interpretazione
  legale  che  ognuno di noi può vedere in modo più o  meno  elastico
  quando si rappresenta una parte.
   Io non rappresento nessuna parte, anche perché raccomandazioni non
  ne  ho  fatte,  non  ho  segnalazioni di amici.  Se  io  raccomando
  qualcuno,  mi cambia qualcosa in termini di spostamento elettorale?
  Capite  bene  che  la vicenda della elezione del  Presidente  della
  Regione  ha  caratteristiche un po' diverse rispetto a  quella  dei
  singoli deputati.
   Io  non  posso  che  guardare al progetto generale,  e  in  questo
  progetto  generale guardare alla garanzia di tutti,  persino  delle
  minoranze.  Persino  delle minoranze, che non  possono  andare  dal
  dirigente,  da  un  manager  di  un  ospedale  o  di  una   azienda
  ospedaliera e pensare che quello sia bieca espressione di una forza
  politica.   Non  possono   Così  come  all'interno   della   stessa
  maggioranza.
   Ma  veramente voi pensate che noi possiamo reggere con una  sanità
  siciliana  in cui i manager - mi dicono - che ricevono  almeno  tre
  telefonate al giorno per raccomandazioni?

                   (voci dall'Aula: i nomi, i nomi)

   CROCETTA,   presidente   della  Regione  voi   siete   bravissimi.
  Probabilmente  i  manager non mi dicono i nomi. Io  faccio  giudizi
  politici,  se  poi voi volete scambiare quest'Aula per  un'aula  di
  tribunale  fate quello che ritenete opportuno perché ce  n'è  anche
  per  voi.  Perché  voglio vedere chi non lo  ha  fatto  nei  gruppi
  politici.

                           (brusio in Aula)

   CROCETTA,  presidente  della Regione vuol dire  che  non  facciamo
  nessuna  denuncia, perché il vostro spirito integralista vuol  dire
  questo: a voi quello che non piace è che sono più radicale  di  voi
  stessi.  Perché le denunce che riesco a fare io, voi non  ne  avete
  fatta  manco una. Vi sentite scavalcati, non ci posso fare  niente.
  Avete  perso  le elezioni ed è giusto che accettiate  il  risultato
  elettorale.
   Non  avete  vinto.  Accettate democraticamente la  sconfitta  come
  tutti  gli  altri  e che c'è un Presidente della  Regione  che,  su
  parecchi aspetti, vi scavalca. Andiamo avanti  .

   CANCELLERI.  Signor Presidente dell'Assemblea, io  pretendo  delle
  scuse.

   CROCETTA, presidente della Regione. Io sono liberissimo di fare  i
  nomi  oppure  me lo deve ordinare lei? Perché lei è più  bravo   Li
  faccia  lei  i  nomi. Quali nomi avete fatto? Quali  denunce  avete
  fatto?  Quale illegalità avete denunziato? Un solo nome  che  avete
  denunciato? Salvo fare mozioni sul Segretario generale, non mi pare
  che vi siete contraddistinti in una cosa particolare.
   Lo capite bene che alla Corte dei Conti c'è mezza Regione?
   Queste  azioni sono previste dalle leggi e nessuno di noi  si  può
  sostituire alle leggi
   Le  sanzioni  sono  previste dalle leggi e il tema  rispetto  alla
  condanna della Corte dei Conti è la restituzione del debito. E'  li
  che si salva. Se poi c'è dolo, scatta il meccanismo penale.
   Significa  che dolo non c'era e, quindi, non si possono confondere
  le  acque  rispetto alle responsabilità, come se qualsiasi vicenda,
  anche    quella    più   strettamente   amministrativa,    acquisti
  necessariamente le caratteristiche del reato penale.
   Su  questo  discorso cominciamo ad introdurre ragionamenti  nuovi.
  Ritenete  seriamente  che  il  sistema  Giacchetto  sarebbe   stato
  interrotto  senza l'azione di questo Governo? Ritenete che  passare
  dal 18,1 per cento al 41,67 per cento della spesa europea sia stato
  poco?  Il  18,1 per cento in cinque anni e 41,67 per cento  per  un
  anno?  Io  non  metto in discussione; saremmo,  forse,  un  pessimo
  Governo,  a giudicare da qualcuno. I risultati, però, ci vedrebbero
  diversamente.
   Quando  abbiamo fatto il piano delle rotazioni del personale,  noi
  che  eravamo i giustizialisti, quelli che punivano tutti, eccetera.
  No,  noi  abbiamo fatto semplicemente l'azione che  nella  pubblica
  Amministrazione viene richiesta persino per legge e che in  qualche
  modo  ha consentito, per esempio, all'assessorato del territorio  e
  ambiente,  che  aveva 3 mila e 500 autorizzazioni inevase,  da  tre
  anni, di autorizzarne tremila in un anno. E' poco?
   Questi sono i fatti, sono i dati. E sono dati verificabili  e  che
  metteranno  in  piedi un sistema economico, così  come  metterà  in
  piedi  un  sistema  economico  per il  raggiungimento  della  spesa
  europea.
   Noi non possiamo pensare che, come si dice, "tutto va bene, madama
  la marchesa.
   Io  non  sono tra coloro che pensano che l'azione del Governo  sia
  magnifica, eccellente, priva di critiche. Ritengo che non si  possa
  non  partire  dal processo di discontinuità che questo  Governo  ha
  fatto.  Una  discontinuità non sempre sostenuta anche da  chi,  nel
  Parlamento, questa discontinuità la invoca e che, invece,  a  volte
  prova  a saltare il fosso, con atteggiamenti anche discontinui  nei
  modi  del  politichese,  di chi si è candidato  per  spezzare  ogni
  logica  politica  e  politicante  e,  invece,  fa  la  politica  di
  appartenenza ad ogni costo.
   Nel  discorso del mio primo giorno io ho detto: "bene, qui c'è  un
  Presidente della Regione che vuole dialogare con tutti, non ha  una
  maggioranza   parlamentare  ed  è  chiaro  che  questa  maggioranza
  parlamentare non si può trovare né con inciuci né con ribaltoni, ma
  si  trova sugli atti e sui fatti concreti". Io non propongo  nessun
  patto  e  nessun accordo. Nessuno si aspetti da me capitolazioni  o
  cambi  di casacca. Io appartengo alla storia e prima di ogni  cosa,
  questa storia me la difendo. Me la difendo perché mi è cara, perché
  è  la  mia  identità.  Io non posso sconvolgere  la  mia  identità.
  Appartengo  alla storia politica precisa di sinistra,  del  centro-
  sinistra  e mi dispiace quando qualcuno contesta che io ce l'abbia,
  e che lo contesti magari qualcuno del mio partito.
   Così  come riconosco loro questa storia, credo che sarebbe  giusto
  che  riconoscessero  la mia. Probabilmente con modalità  e  ragioni
  diverse, probabilmente con modi di essere che fanno parte anche  di
  un  ragionamento diverso. Nessuno mi può dire che io  politicamente
  oggi  la  pensi diversamente da quarant'anni fa. In questo c'è  una
  costanza.  Ci  potrebbe  essere persino una  costanza  nell'errore.
  Però,  se  mi  permettete, ognuno vuole sbagliare  con  la  propria
  testa.
   Io  ho  fatto un accordo politico con una coalizione, ho fatto  un
  patto  elettorale e politico e nessuno mi può chiedere qualcosa  di
  diverso da quel patto. Quindi non riesco a capire. E quel patto  si
  rispetta.  Abbiamo  detto  competenze,  professionalità  e   questo
  dobbiamo cercare di valorizzare.
   Poi c'è il tema caro che questa persona non ha le caratteristiche,
  ma  appartiene ad una valutazione globale. Una cosa è  entrare  nel
  merito, un'altra cosa è entrare continuamente nel metodo.
   Il  merito  si discute sempre perché forze politiche  alleate  non
  possono  non  discutere  il merito, ma se forze  politiche  alleate
  discutono continuamente del metodo, per cui se il Presidente  della
  Regione debba avere notificati gli assessori che si decidono  nella
  direzione  di  partito, questo metodo non lo  accetterò  mai.  L'ho
  detto   prima  delle  elezioni,  l'ho  detto  durante  la  campagna
  elettorale, l'ho detto nell'accordo e lo dirò sempre.
   Prima   i   partiti,   saggiamente,  facevano   diversamente:   si
  incontravano, concordavano i nomi, poi li proponevano e  tutto  era
  fatto e non entrava nel dibattito esterno.
   Oggi  questo rigore, questo riserbo è sparito. Cioè, non è che  si
  vuole  avere  dei rappresentanti in Giunta di questa  o  di  quella
  sensibilità  politica,  no  Si vuole la capitolazione  formale  del
  ruolo, non di questo Presidente, del ruolo previsto dalla legge nei
  confronti del Presidente, e io questo non lo posso accettare perché
  non  difendo  la mia posizione personale, ma difendo un  principio,
  che  è  il principio di autonomia del Presidente eletto dal  popolo
  che non può prendere decisioni che siano extra istituzionali.
   Anche  il  Parlamento entra in questo gioco,  perché  capisco  non
  vorrei sfuggire al dibattito, c'è stato un tema che ha attraversato
  la  formazione quest'estate, a proposito del click day, ora nessuno
  stamattina  si  aspetti da me che io entri nel  ragionamento  delle
  tesi  sostenute  dal  direttore generale per  contraddirle,  perché
  sinceramente  non sarei istituzionale. Fra l'altro, ho  letto  ieri
  sul giornale che si sarebbe aperto un fascicolo su questo tema alla
  Procura   della  Repubblica,  e  noi  rispettiamo  il  lavoro   dei
  magistrati, anche quando non ci piacciono personalmente, perché  la
  magistratura si rispetta sempre, si rispetta la sua autonomia e  si
  rispetta il principio di indipendenza.
   C'è  una vicenda invece più tecnica che è legata al fallimento del
  click  day.  Proceduralmente l'impostazione metodologica  fatta  in
  Sicilia  per le selezioni del 'Piano giovani' è la stessa  adottata
  su  suggerimento del finanziatore, cioè il Ministero che  prevedeva
  proprio questa modalità, come stanno facendo tutte le altre Regioni
  italiane.
   Qualcuno potrebbe dire che si poteva fare attraverso l'Ufficio del
  lavoro, centomila persone selezionate dagli uffici del lavoro,  fra
  quattro, cinque anni daremo le risposte ai giovani che andranno  in
  tirocinio dimenticando che oggi è l'emergenza. Ed è su queste  basi
  che il Ministero del Lavoro parla di un mezzo immediato ed efficace
  che  possa consentire di evitare le indagini burocratiche, come  se
  poi  il metro degli Uffici provinciali del lavoro non fosse un modo
  anche  sensibile  di  valutazione  personale  delle  questioni  più
  oggettive e più anonime. E quindi evitano sicuramente una selezione
  nominativa, perché qui si selezionano curriculum in azienda  e  non
  nomi. E' chiaro che le risposte dovrebbero essere più complesse.
   Una  cosa  su  cui  voglio  rassicurare è  che  il  Piano  giovani
  continua, noi già siamo in condizione di pubblicare il nuovo  bando
  e   il   nuovo  Segretario  generale  vuole  conoscere  il   parere
  dell'Avvocatura dello Stato e valutare tutte le cose legali.
   Abbiamo anche composto la Commissione di indagine su questo  tema,
  però  io  pongo alla vostra valutazione una cosa: l'operato  di  un
  assessore  non può essere valutato su una singola questione  da  un
  Governo  o  da una Amministrazione, quantunque poteva  sembrare  in
  quel momento devastante.
   Oggi  i  giovani  sanno benissimo che la prima selezione  è  stata
  riconosciuta  valida a tutti, come l'hanno studiata da  Sicilia  e-
  Servizi,  il  programma è andato bene, per la prossima selezione  è
  questione  di  giorni  e parte il bando, poi ci  saranno  tutte  le
  questioni amministrative legate.
   Mi  consentirete di avere una certa perplessità sugli  affidamenti
  effettuati anche dal direttore generale, perché io sicuramente  non
  voglio  sostituirmi  ai magistrati, né fare  il  Pm,  perché  tutto
  possono  eccepire  i  nostri direttori salvo il  fatto  che  questo
  Presidente  abbia  mai consigliato una procedura  amministrativa  o
  un'altra,  una  ditta o un'altra, un nome o un altro,  o  suggerito
  un'assunzione.
   Qualcuno dei miei nipoti è uno di quelli che vuole fare causa alla
  Regione  perché non ha potuto accedere il 4 agosto al computer  con
  il click day, mica è stato assunto dalle società di formazione o di
  assistenza  tecnica o era fra i raccomandati.  E  quando  mi  hanno
  detto che cercavano lavoro, gli ho risposto di partecipare al click
  day come tutti gli altri giovani siciliani.
   Allora è su questo che ci deve essere anche lo stile politico.
   Non mi pare che siano emerse responsabilità di altro tipo.
   Io   vi   chiedo  serenità  rispetto  alle  valutazioni   che   la
  magistratura   potrà   fare  e  rispetto  pure   all'azione   della
  Commissione,  che non sia influenzata anche perché crocifiggere  un
  funzionario  -  perchè  in  questi casi  è  molto  semplice  -  non
  appartiene  al  mio stile. Ma non posso consentire che  un  giovane
  assessore che ha sfidato i poteri forti di questa Sicilia,  che  ha
  avuto  il  coraggio di fare azioni che nessuno ha fatto  in  questi
  anni, sia il primo assessore alla formazione di questa storia della
  Sicilia  che  riceve  una mozione di sfiducia.  Io  non  credo  che
  sarebbe  una  valutazione  obiettiva di questo  Parlamento,  e  non
  sarebbe una valutazione obiettiva perché sappiamo benissimo  che  i
  problemi del presente sono problemi che vengono dal passato.
   Oggi  abbiamo  la  legge  sulla formazione,  ed  è  una  base  per
  cominciare;  vogliamo  continuare con le polemiche  oppure  diciamo
  tutti quanti di migliorare quella legge?
   Guardate,  la  questione  non è, io aderisco  o  non  aderisco  al
  Governo, anche all'interno del nostro partito, del mio partito. Per
  carità,   si  possono  avere  posizioni  diverse,  linee  politiche
  diverse,  non  è che queste non siano legittime, è più  conveniente
  stare all'opposizione o stare al Governo. Però il tema che si  pone
  è:  "Può  un partito stare all'opposizione, quando ha il Presidente
  iscritto  al  proprio partito?" Allora, o io non sono più  di  quel
  partito, oppure io faccio l'opposizione a me stesso, oppure che so,
  che  dovrei  fare? Qual è la conclusione politica?  Certo  non  può
  essere il contrasto permanente e strutturato, né tanto meno  io  so
  come sia stato interpretato questo documento dei renziani.
   A  me era stato detto che loro vogliono la discussione complessiva
  sulle  commissioni, sulle cose, eccetera, di cui a me non interessa
  assolutamente nulla.
   Se  i renziani, però, pensano che nella discussione si mettono con
  l'area di Cuperlo, per cui quello che non poteva passare prima come
  criterio,  passa soltanto perché due correnti si mettono d'accordo,
  allora non conoscono, neanche loro, questo Presidente.
   Io  ho posto un problema di metodo, non di merito. Nessuno discute
  la   legittimità   della   rappresentanza  politica,   secondo   le
  sensibilità dei partiti, e persino interne al partito.
   Ma  è  inaccettabile il metodo, che una direzione  si  riunisca  e
  deliberi che quelli sono gli assessori, altrimenti siamo fuori  dal
  Governo.  Io  questo  non  lo posso accettare,  perché  tutto  sono
  disposto a perdere fuorché l'onore e la dignità del ruolo.  Non  mi
  pare  che esistano altri precedenti in Italia in tal senso, neppure
  nei comuni più piccoli dell'Isola.
   Nessuno  ha  vietato il confronto. Nessuno ha  detto  che  non  ci
  doveva essere.
   Esistono metodi diversi, e il metodo non è previsto dalla legge, e
  c'è  un  Presidente che quel metodo non lo vuole, e l'ha concordato
  diversamente  anche in campagna elettorale, non è  che  l'ha  detto
  adesso,  credo pertanto che ragione vorrebbe che si faccia  qualche
  ragionamento sul metodo. Perché nel 2014 vogliamo fare  il  primato
  del  partito  sulle  istituzioni? O  il  primato  del  partito  sui
  sindacati,  la  cinghia  di trasmissione,  è  questo  il  messaggio
  culturale che lanciamo nel 2015?
   Su  questo, guardate, ci sono differenze culturali che, non è  che
  ci  separano con alcuni da adesso, ci separano da decenni. E'  come
  se   improvvisamente   qualcuno  volesse  cambiare   me,   persino,
  geneticamente. Io non posso cambiare  Mi sono presentato con queste
  caratteristiche alle elezioni, se non vado bene,  se  farò  male  i
  cittadini mi bocceranno, se farò bene mi premieranno.
   Sicuramente  non  posso  essere messo in  discussione  da  chi  le
  elezioni,  voglio dire, ha contribuito a vincerle,  ma  non  le  ha
  vinte  personalmente.  Le  abbiamo vinte tutti  insieme  e  insieme
  governiamo.
   Andiamo  avanti.  Ritengo,  però, che la  profondità  della  crisi
  siciliana sia di ben altro spessore.
   Se noi la riconducessimo solo alle questioni tiranniche di partito
  e  agli scherzetti di dozzina che ci si possono fare all'interno di
  un  partito, diremmo poca cosa. Diciamoci la verità. E' fisiologico
  che  si  cerchi,  soprattutto nelle prime fasi di un'esperienza  di
  Governo, di carburare il senso di una coalizione, il senso del modo
  di   agire   collettivo,  le  intese  collettive.  E   queste   non
  necessariamente, sempre, hanno aspetti giudiziari,  aspetti  legati
  alla questione morale; qualche volta, sono semplicemente differenze
  politiche. Si abbia il coraggio di citarle e di non trasformarle in
  altro,  perché  se,  poi, questo Presidente da questi  attacchi  si
  difende, mi pare che nessuno possa dire che non abbia il diritto.
   Bene,  ritengo  che noi abbiamo ereditato un sistema   che  ha  il
  doppio dei dirigenti che dovrebbe avere. I dirigenti ottimali  alla
  Regione sono mille, ma dovrebbero essere 800, ci costano un po'  di
  decine di milioni di euro l'anno no? E' legittimo o no,  visto  che
  non  li  possiamo  licenziare e non vogliamo  licenziarli,  che  le
  posizioni  dirigenziali  tipiche  abbiano  un  loro  ufficio,   una
  posizione,  che  siano 800 e non 1600, e cioè  che  l'indennità  di
  posizione  a  questi dirigenti non venga tolta perché,  secondo  la
  Corte dei Conti, non abbiamo niente da fare? E' legittimo o no?
   Visto  che  40  hanno l'indennità per studio, e  quindi  sarebbero
  1200,  è così difficile ridurre l'indennità di posizione di 300?  A
  me  sembra  una  piccola  riforma. Ma non sono  diverse  decine  di
  milioni di euro. Nelle partecipate, poi, di consulenti, di cose non
  ce  ne  sono  più. Quando vengo in Aula mi dicono il sistema  delle
  partecipate  e  delle consulenze, ma ormai una  sola  ne  ha  e  il
  massimo che può prendere che sono, duemila euro al mese?
   Per  esempio alla SERIT, che hanno speso diciotto milioni di  euro
  per  una  singola consulenza legale in dieci anni. Il nome è  molto
  semplice  perché è reperibile dagli atti, abbiamo fatto  anche  uno
  studio  sulle partecipate, e non mi pare l'Istituzione  in  cui  io
  debba  mettere al patibolo nomi, cognomi e trasformare un dibattito
  politico  in  dibattito personale. I nomi  sono  noti  e  sono  ben
  individuabili.  Non ci sono più queste realtà.  Non  ci  sono  più
  Esistono  ancora  carrozzoni di partecipate, ma  non  ci  sono  più
  queste realtà di sprechi.
   Ormai l'ufficio di liquidazione delle partecipate sta lavorando  e
  in  pochissimo  tempo,  entro  l'anno,  alcune  saranno  finalmente
  chiuse, veramente e non per scherzo.
   Vogliamo rivedere qual era la situazione data delle assunzioni  in
  periodi di illegittimità.
   Una  Regione che ha 25 mila forestali, con una spesa di  400  mila
  euro  all'anno  che nel 2012 venivano pagati con un mutuo.  Se  noi
  avessimo  accettato questa logica del mutuo di 400 mila  euro  ogni
  anno, la Regione già sarebbe fallita, perché sarebbero 400 il primo
  anno  più  380  mila il secondo anno, più 360 mila il  terzo  anno,
  eccetera, perché bisogna pagare le rate dei mutui e pagarne altre.
   E'  stato  interrotto questo sistema? Bene, ma se noi parliamo  di
  riforma della forestale facciamo male? Se diciamo che fosse  venuto
  il  caso che tutti quelli che hanno oltre un certo reddito,  in  un
  momento di solidarietà, possono essere non chiamati un anno, perché
  questo  attiene  le politiche di bilancio, quale crimine  facciamo?
  Quale attacco facciamo ai lavoratori?
   Ma   dove   mandiamo  i  più  deboli  come  dice  la  Costituzione
  all'articolo 3, secondo comma? Cosa facciamo dei redditi  con  quei
  tagli di 50 mila euro più 200 mila euro all'anno.
   E  no,  è  la  natura  del rapporto di lavoro  dipendente  che  si
  sconvolge.  Ma  chi  glielo  toglieva  questo  rapporto  di  lavoro
  dipendente. Avevamo detto di licenziarli? Avevamo detto di fare  un
  contratto di solidarietà per cercare di dire:  tu che guadagni  100
  mila euro l'anno, e magari hai un ristorante abusivamente intestato
  alla moglie che invece è tuo, perché devi essere chiamato a fare 50
  ore,  quando possiamo chiamare un povero disgraziato senza soldi  a
  casa  ma allora è così che si innesca la solidarietà.
   Ritenete  che  senza  questo disgraziato di Presidente  la  Social
  Trinacria  sarebbe stata sciolta e 112 mafiosi, che erano  pure  in
  carcere,  si  prendevano lo stipendio non  sarebbero  ancora  li  a
  percepire i soldi della Social Trinacria?
   Ritengo,  quindi,  che al di la ogni considerazione,  certo  tutto
  questo  crea dei problemi, perché non è facile, perché esistono  le
  contraddizioni  interne  al popolo e capisco  anche  che  ci  possa
  essere   la   fibrillazione  dei  partiti   perché   non   possiamo
  destrutturare il sistema.
   Ma io vorrei chiedervi in questi mesi di Governo, quali lavoratori
  sono stati licenziati.
   Alla formazione, fra gli articolisti, nelle partecipate, gli unici
  che  hanno  perduto il lavoro sono stati alcuni ex Pip per  ragioni
  legati a reati commessi ed alcuni con redditi incompatibili con  le
  misure di sostegno al reddito, e non perché qualche gruppo politico
  ha proposto questo tema delle misure di controllo del reddito, ma è
  il  senso  stesso  della legislazione nazionale  che  dice  che  il
  sostegno  al  reddito è stato fatto nei confronti di bisognosi.  Mi
  sorprendo come avvenissero prima
   Pensate  che  110  mafiosi  licenziati,  alcuni  capi  clan  delle
  consorterie  di  Palermo che si riunivano, i gota mafiosi  di  Cosa
  Nostra  avvenissero  all'interno della Social  Trinacria  sia  poca
  cosa?  E'  talmente  poca cosa che i deputati e gli  assessori  non
  possono  uscire  dall'Aula perché devono chiamare la  polizia  ogni
  volta  che discutiamo questo tema. E' talmente poca caso che quando
  ho  posto  questo tema mi sono trovato una raffica  di  molotov  al
  Palazzo e le sparatorie in Piazza del Parlamento.
   Allora  noi  dobbiamo cominciare a  fissare il senso comune  della
  difesa  delle istituzioni, noi abbiamo bisogno di difendere  queste
  istituzioni  tenendo presente che il lavoro difficile si  fa  anche
  insieme,  perché queste misure richiedono anche contraddizioni  che
  vanno  superate.  Non  ci  sono  più  soldi  e  non  perché  questo
  scellerato di Crocetta che li ha spesi, perché nei nostri  bilanci,
  nel  2013, abbiamo avuto un avanzo di amministrazione che non si  è
  prodotto  per  il  semplice motivo che va a  copertura  del  debito
  precedente.  Noi  ci  troviamo i debiti del  passato,  che  io  non
  attribuisco  a  nessun Governo ma attribuisco  ad  un  sistema  per
  assumere.   Partecipate   su  partecipate,   ogni   leggina,   ogni
  finanziaria,  per assumere un altro gruppo, anche quest'anno  c'era
  la  ex  Pirelli,  e  non ci può essere più, o c'è  un  sistema  che
  governa globalmente ed ha capito che sono venuti meno interessi  di
  parte,  corporativi, oppure noi andiamo a sbattere tutti ed insieme
  a noi tutta la Sicilia.
   Non è che c'è un Governo, un Parlamento o un sistema siciliano che
  si salva, noi dobbiamo applicare questa fase della storia  come una
  fase di transizione e come tutte le fasi di transizione si porta un
  po'  del passato e non riesce ancora a consolidare il futuro perché
  ci  sono  le  resistenze  del passato,  e  vi  dico  anche  qualche
  incomprensione rispetto alla comprensione di questo Presidente.
   Non  è  avvenuto, però pensate che se qualcuno mi viene a proporre
  una  nomina  di  un  soprintendente abbasso la  testa  e  sopporto?
  Pensate veramente che io non possa soffrire per questo?
   Io  vi chiederei soltanto di esonerarmi da tutte queste questioni,
  perché  non  è  il mio carattere, perché non ce la  faccio,  perché
  anche  dopo  che ho abbassato la testa, appena vado a  casa,  penso
  cose  'schifose' di chi me le ha proposte, anche  se  è  un  quadro
  politico di eccellenza, anche se è il migliore politico. Non  posso
  avere nessuna cosa su questo, è più forte di me, non ci posso  fare
  nulla.
   Quindi non è questione che manchi la parola, non mi interessa.  Io
  ho  proposto mai cose del genere? Qualcuno può dire di avere  avuto
  segnalazioni del genere da parte mia? Qualche dirigente può dire di
  averle avute? No  Forse sbaglio, non so.
   Forse  la  politica si dovrebbe occupare anche  di  questo  perché
  punta  al  consenso, ma io non riesco ad occuparmi  di  questo.  Lo
  posso  confessare pubblicamente? Posso chiedere a tutti  quanti  di
  risparmiarmi questo martirio? Ve lo posso chiedere per favore? A me
  non  me  ne frega niente di chi va in un Gabinetto e di chi non  ci
  va.  Io non li conosco i membri del Gabinetto dei miei assessori  e
  alcuni,  vi  dico  la verità, non mi interessa neppure  conoscerli.
  Sono anche persone lodevoli, ma io che c'entro con tutto questo,  e
  perché  io  dovrei occuparmi di questo? O considerare il fatto  che
  magari  se  un Assessore non abbia tenuto un impegno in tal  senso,
  sia un problema del Governo?
   La sfida che propongo è una sfida alta. Senza questa sfida alta io
  non  credo  che  voi  sareste soddisfatti e non  sarei  soddisfatto
  neanche  io.  Ed  apprezzo anche i toni  critici  di  chi  pone  la
  politica  come  tema perché non posso non farlo, ho molto  rispetto
  del  parere  degli  altri ed anche della coscienza  del  limite  di
  ciascuno.  Si  chiamano partiti proprio perché sono espressione  di
  parte.  Ognuno ha la propria identità, ed è normale, fa  parte  del
  gioco  democratico. Però non si può non tenere conto che  anche  il
  Presidente  è parte. È super partes sotto alcuni aspetti  ma  anche
  parte.
   Ha  una  sua  visione, un suo modo di essere. Se  questo  modo  di
  essere  fosse stato annunciato dopo le elezioni, ci saremmo trovati
  di  fronte  ad  un personaggio camaleontico che aveva detto  alcune
  cose e poi voleva farne altre. Ma io voglio fare esattamente quello
  che ho detto in campagna elettorale, quello per cui mi si conosce.
   Se  facciamo questo, io credo che il rapporto col Governo  diventi
  pacifico, diventi importante. E non vanno bene gli assessori, ma si
  valuti  attentamente se un assessore va bene o non va bene.  Non  è
  che  io  posso accettare che ogni volta non vanno bene. E  che  non
  vanno bene dal gennaio del 2013, quando non avevano avuto manco  un
  mese  di  lavoro  e che il tema diventi sempre quello  e  che  ogni
  rimpasto c'è sempre qualcuno che non è d'accordo.
   È  inaccettabile, perché un sistema trova una sintesi, ma la trova
  dentro  di  esso. Ogni partito deve trovare la ragione nel  proprio
  interno. Io non posso essere messo in queste contraddizioni. Non mi
  riferisco al Partito Democratico, per essere chiaro, perché  rimane
  sempre  il  mio  partito e ritengo che prima  o  poi  noi  dobbiamo
  affrontare  la discussione interna al partito, chiara e  finale  su
  questi  ragionamenti. Io credo, però, che nessuno possa pensare  di
  strumentalizzare il Presidente, per questo o quel conflitto  o  per
  questa o quella competizione, o per questa o quella lotta interna.
   Io non voglio farlo. Lo posso fare in termini politici, ma non con
  altri  strumenti, per essere chiari. Non appartiene a me  il  gioco
  degli  incarichi, non mi appartiene come logica. Io penso  che  gli
  incarichi attengano alla sfera amministrativa, non ci trovo  niente
  di  strano che la politica possa ritenere un nome più valido di  un
  altro, ma questo non mi pare che sia né un crimine, né una cosa che
  non ci stia. Anche voi siete espressione del Governo della Regione,
  però una cosa è fare diventare tutto sistematicamente una questione
  solo  di  appartenenza,  un'altra cosa è  dire  di  valorizzare  le
  migliori professionalità e non discriminare nessuno politicamente.
   Allora questo è un linguaggio altro.
   Noi  abbiamo presentato da mesi una serie di proposte di crescita,
  prima  fra  tutte  quella della semplificazione amministrativa.  Ci
  sono  alcune  parti  che  mi sembrano bellissime,  altre  che  sono
  discutibili,  però  se  non incardiniamo mai  la  discussione,  non
  ritenete che il sistema burocratico debba riformarsi, e che  questa
  sia  persino  la responsabilità? E' proponibile che esistono  altre
  richieste  a volte di autorizzazione, di un parere, per  anni,  per
  mesi. E' proponibile che in Sicilia si possa costruire in tutte  le
  coste   siciliane,   ogni   privato   abusivamente,   e   qualsiasi
  insediamento  produttivo  non  lo  si  può  fare,   perché   si   è
  ambientalisti, contro ogni attività produttiva e invece non  lo  si
  diventa quando bisogna costruirsi una propria casa?
   E  Siracusa docet, e non mi riferisco all'assessore Sgarlata,  che
  la casa ce l'aveva già prima della Legge Galasso in quella zona, ce
  l'aveva  la  madre, sulla piscina non entro perché è una bagnarola,
  una vaschetta, uno di questi giorni andrò io stesso a vedere se  la
  possiamo rimuovere subito, così a mano, opera precaria. E su questo
  tema  dobbiamo introdurre il principio di responsabilità,  o  anche
  meno  condivido  la  logica degli scandali, ve lo  dico  con  molta
  sincerità.
   Noi  su  qualche altra cosa potremmo avere sbagliato,  su  qualche
  nomina,  ma io voglio capire quale responsabilità ha il Governo  se
  fai  una nomina ad una persona che fa una dichiarazione incompleta.
  E  visto  che la legge prevede l'accertamento dei requisiti  subito
  dopo  la  nomina, dal punto di vista tecnico prevede questo,  quale
  violazione sarebbe avvenuta.
   Cioè  noi  dovremmo  prevedere non una  causa  di  inconferibilità
  evidente,   ma  il  fatto  che  un  dirigente  non  ci  faccia   la
  dichiarazione  di possesso di una quota societaria, una  cosa,  che
  basterebbe   dichiarare  perché  probabilmente  non   prevede   una
  possibile incompatibilità per fare parte di quella azienda,  no?  E
  non  lo  fa. Noi lo dovremmo prevedere in anticipo sennò siamo  dei
  criminali,  oppure  io  posso e debbo essere così  lungimirante  da
  prevedere  che  domani  un mio Assessore non  possa  combinare  una
  fesseria? Oppure che il Governo non possa sbagliare l'impostazione,
  un  atto. Guardate, il tema qui è diverso, che nessuno di noi ne  i
  partiti,  ne  le istituzioni, ne i Parlamenti, possano in  anticipo
  accertare le responsabilità. Però ci deve essere una logica, che se
  qualcuno sbaglia, paghi e non ci può essere sconto per nessuno.
   Per  quanto  riguarda  la  vicenda  della  piscina  dell'Assessore
  Sgarlata, io non so sinceramente se abbia violato la leggi o non le
  abbia violate, però non mi piace, lo dico con estrema sincerità. Io
  da  Assessore all'Ambiente non me la sarei fatta la piscina  a  150
  metri  dal  mare,  sia  pure precaria. Sarei andato  in  bicicletta
  all'Assessorato, e mi dispiace che non ci posso andare io, a  parte
  le  condizioni  fisiche del momento voglio dire, l'età  che  avanza
  eccetera,  ma diciamo che la bicicletta blindata ancora non  esiste
  per  cui  sostanzialmente  io invidio  la  libertà  di  coloro  che
  potrebbero  andare  su  un autobus, su un treno.  Il  mio  sogno  è
  prendere un treno, salire sull'autobus, e non capisco tutti  quelli
  che  rinunciano,  non  capisco quelli che non rinunciano  a  questi
  privilegi,  al  di  la  se la legge gli consenta  o  meno,  non  lo
  capisco,  e  quindi mi aspetto uno stile sobrio,  che  è  fatto  di
  opportunità, io la piscina non me la sarei fatta manco a 5000 metri
  dal mare, non a 150 metri, perché in un periodo di crisi, in cui la
  gente sta male, il potere deve essere sobrio, e necessita allora la
  sobrietà dei comportamenti.
   Questo  ha  determinato la ragione di una sfiducia,  che  è  tutta
  politica,  le responsabilità non attiene a me valutarle,  però  sul
  piano  politico  in  quel momento per me è finito  il  rapporto  di
  fiducia con l'Assessore.
   Ritengo  che oggi ci possano essere i temi per un confronto  ampio
  in  Parlamento e nessun parli di  inciucio  perché non lo  vogliono
  né  la destra né il sottoscritto. Qui nessuno si vuole fare  zito ,
  manca la materia del contendere.
   Però  io  credo che noi abbiamo il dovere di fare una  valutazione
  più  generale sulle cose. Per esempio, abbiamo esitato -  e  lo  sa
  bene l'onorevole Cracolici - una legge anti discriminazione che  in
  qualche  modo inserisce anche la questione della legittimità  delle
  coppie di fatto rispetto alla tutela di alcuni interessi. E'  stata
  valutata   dalla   Commissione  Bilancio  ed   è   stata   valutata
  positivamente   anche   dalla  Commissione  Affari   Istituzionali,
  rientrava  nelle leggi stralcio, stralciate dalla Finanziaria  come
  articoli aggiuntivi e non capisco perché non la possiamo scrutinare
  subito  in  Parlamento. E' poca cosa, non attiene ai diritti  delle
  persone  e  per tutto ciò che attiene ai diritti individuali  della
  persona  è  grande cosa, perché elimina discriminazione, ed  allora
  portiamola  immediatamente,  facciamolo  questo  atto  civile.   In
  Conferenza   dei  Capi  gruppo  ho  parlato  di  una  legge   sulla
  semplificazione  amministrativa, sulla  riforma  della  burocrazia.
  Ritenete  che  noi, di fronte al fatto che la Corte  dei  Conti  ha
  deciso che abbiamo 2.000 persone in più, non dobbiamo fare qualcosa
  per i pre-pensionamenti? Se però noi vogliamo che questi vadano pre-
  pensionati  con  la  pensione aggiuntiva, lì non  siamo  d'accordo,
  perchè il tema non è tra chi non vuole i pre-pensionamenti e chi li
  vuole  ma  di chi vuole che il pre-pensionamento ci costa  più  che
  mantenerli  in  servizio e chi, come il Governo,  vuole  che  costi
  meno.  Pensioni aggiuntive non ne devono esistere più, perché  fare
  pagare  i  regionali come gli statali è una norma semplicemente  di
  diritto, invece ufficialmente vengono pagati come gli statali, però
  poi hanno le pensioni aggiuntive.
   Dovete  decidere,  o  inseguiamo i consensi,  oppure  salviamo  la
  Sicilia.  E  se permettete inseguiamo il consenso che è  l'adesione
  della  pubblica  opinione siciliana, perché noi  non  scontenteremo
  1000 persone ma 10 milioni di persone che si aspettano innovazione,
  risparmio  di  un centinaio di milioni di euro, e  non  ci  sono  i
  soldi.  Il  tema  è questo e quindi o noi abbiamo  il  coraggio  di
  tagliare tutto ciò che va tagliato o non ne usciamo, non ne esce la
  Sicilia, non siamo più in grado di garantire nulla e quindi bisogna
  cominciare a pensare alle cose.
   Il Testo Unico sulle Attività produttive esaminato in Commissione,
  lo  possiamo esaminare come legge che semplifica le autorizzazioni.
  Non  è utile che le pratiche sul commercio possano essere snellite?
  Quanto  tempo ci vuole per avere un'autorizzazione? Se contribuisce
  allo  sviluppo  dell'economia, allora portiamolo in Parlamento.  In
  quanto tempo potremmo fare queste riforme? In pochissimo tempo,  se
  si accetta un metodo democratico, il lavoro di emendamenti dovrebbe
  avvenire esclusivamente in Commissione. Nel Parlamento europeo  non
  esistono  gli  emendamenti  dell'Aula,  perchè  i  gruppi  politici
  trovano  sintesi nel lavoro in Commissione e nel lavoro dei Gruppi,
  nei confronti dei Gruppi. Non può essere l'emendamento infinito  ed
  il dibattito infinito, noi dobbiamo trovare le ragioni e questo non
  significa  accusare  il  Parlamento  di  nulla,  siamo  tutti   che
  ereditiamo questo sistema, ed è un sistema del passato. Ma siamo in
  grado  di  fare anche noi una riforma che attiene le  modalità  del
  Regolamento  d'Aula,  che lo semplifichi e  possa  incrementare  la
  produttività? Il testo sull'acqua. Anche quello, mi dicono, che c'è
  un  parere  della  Ragioneria che deve  essere  ancora  dato  e  io
  assicuro  che  verrà reso subito; ma anche quello  è  un  tema  che
  dobbiamo portare subito nella dinamica parlamentare.
   Il   testo  sui  rifiuti.  La  legge  sul  diritto  allo   studio,
  considerato  che  la Regione siciliana non ce l'ha  una  legge  sul
  diritto  allo  studio.  E  noi questo disegno  di  legge  l'abbiamo
  presentato che riguarda i ragazzi e le ragazze di Sicilia.
   La  nuova  legge  sulla formazione. A proposito, è  stato  chiesto
  all'Assessore  che mandasse  il formato word alla Commissione  così
  la  si  modifica direttamente. Sarebbe interessante  capire  se  la
  modifica  deve  svuotare  il senso della  legge  che  è  quello  di
  chiudere  con  un rapporto scellerato con gli enti per  valorizzare
  invece  e  difendere il personale. Abbiamo messo una clausola  dove
  gli enti sono omissivi e i lavoratori in danno  si possono pagare i
  lavoratori  a  parte direttamente dalla Regione, lo  si  mette  nei
  bandi.  E  questo  incomincia anche lì  a  togliere  una  serie  di
  fibrillazioni  che  abbiamo  avuto  nell'ultimo  anno   dentro   la
  formazione,  dove  spesso non abbiamo potuto  pagare  i  lavoratori
  perché  c'era  una vertenza, perché c'era un arresto, perché  c'era
  una  vertenza legale, c'era una inadempienza. Se fosse stata  fatta
  questa legge, i bandi fossero stati pubblicati in questo modo, oggi
  non avremmo la sofferenza di un esercito di formatori.
   La legge sulle aree protette, che abbiamo già emendato rispetto  a
  iniziative del Parlamento.
   Le varie norme stralcio.
   La  discussione  che dobbiamo fare sistematica sui fondi  europei,
  eccetera.
   La  legge sui liberi consorzi dei comuni e le città metropolitane.
  Ci  potete  dire che non ve la mandiamo. Noi venerdì  ce  l'abbiamo
  pronta  e   siamo in condizioni di pre-discutere con  le  forze  di
  maggioranza  prima  e poi di opposizione, gli indirizzi  di  questa
  legge  e  poi  mandarla alle Commissioni competenti. Vorremmo  fare
  anche questo lavoro.
   Quello  che  io voglio proporre è un lavoro costante  e  continuo.
  Questo non significa eliminare il diritto di critica, il diritto di
  opposizione.  Non significa fare assolutamente un patto  scellerato
  con   qualcuno,   non  significa  volere  privilegiare   questo   o
  quell'altro:  significa semplicemente fare un  lavoro.  Poi  alcuni
  potrebbero dire:  bene, caro Presidente, è l'ora che te  ne  vai  a
  casa,  che ce ne andiamo tutti quanti a casa  . Questa cosa  non  è
  nella  mia  disponibilità, perché i siciliani mi hanno  eletto  per
  governare e quindi non è nella mia disponibilità.  Non lo è neanche
  quando  passo giornate dure. Quando ogni giorno è una occasione  di
  attacco  e  di  polemica.  Quando  le  cose  positive  non  vengono
  apprezzate  e magari se non piace una cosa c'è sistematicamente  un
  attacco.  E  se  si fa una cosa invece di vedere il  90  per  cento
  positivo si vede il 10 per cento negativo.
   Noi vorremmo confrontarci. E' tardi? Io non credo  E non credo che
  questo Parlamento voglia passare alla storia come il Parlamento che
  aveva  una  occasione di riformare un sistema e non l'abbia  fatto.
  Così come non ci vuole passare questo Governo.
   Noi sappiamo benissimo che con atti amministrativi si può arrivare
  a  fare  cose importanti. Le abbiamo già fatte. Però, questo lavoro
  se  non  si  consolida  in leggi, in regolamenti,  in  principi  di
  responsabilità, chi paga in Sicilia se una autorizzazione non viene
  mai pronunciata, né sì né no? Nessuno
   E'  accettabile  tutto  questo? E' accettabile  che  un  cittadino
  faccia  una  domanda e la prima volta gli si dice che non  va  bene
  questo,  poi la seconda volta gli si dice che ha fatto bene  quello
  ma male l'altro? E' proponibile pensare ad una legge che dice che i
  rilievi  gli uffici li fanno una sola volta e basta e che il  patto
  del  principio di responsabilità decade nei confronti del dirigente
  che  ha  omesso  i  rilievi? Perché dietro quello  si  nasconde  la
  corruzione,  le  tangenti,  l'acquisto dei placet e l'illegale  dei
  placet.  Le tangenti e la corruzione sono emerse in questi  mesi  e
  nessuno è rimasto a quel posto, così come noi riteniamo che bisogna
  fare.
   Questo   richiede  un  confronto,  un'atmosfera   più   serena   e
  probabilmente un confronto più leale.
   Noi siamo pronti a farlo. Questo Presidente è pronto a mettersi in
  discussione,  laddove  si ritenga che su alcune  cose  possa  avere
  fatto  degli  errori,  però  - ripeto - sono disponibile  a  cedere
  tutto fuorché alla dignità del ruolo che difendo, l'autonomia della
  Sicilia,  la dignità della Regione siciliana, la difesa  di  questo
  Statuto,  la difesa del ruolo e delle prerogative di legge  che  dà
  questo ruolo. Su questo non sono disponibile a cedere perché  farei
  un'ignominia di fronte alla storia.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, devo comunicare che, in ordine  ai
  minuti  assegnati ad ogni Gruppo, questa Presidenza si è riservata,
  in forza dei poteri conferiti dal Regolamento, articolo 7, commi  2
  e  3 e articolo 103, comma 5 del Regolamento interno, di modulare i
  tempi,  ai  fini  del buon andamento dei lavori. E'  chiaro  che  i
  capigruppo  non  verranno conteggiati nei minuti a disposizione  di
  ogni Gruppo stesso:

     TEMPO TOTALE SPETTANTE A  CIASCUN  GRUPPO
     PD                         35 min. e 18 sec.
     M5S                          28 min. e 36 sec.
     ART. 4                     23 min. e 18 sec.
     UDC                        22 min.
     NCD                        19 min. e 18 sec.
     FI                         18 min.
     PDS-MPA                       16 min. e 36 sec.
     DEM. RIF.                     16 min. e 36 sec.
     Lista Crocetta                 16 min. e 36 sec.
     GS-PID                     14 min.
     Lista Musumeci                14 min.
     MISTO                      15 min. e 18 sec.
     Totale:                    (240 minuti circa)
   Chiaramente, questa Presidenza darà la possibilità, ove  ci  fosse
  ulteriore  esigenza di sviluppare il dibattito,  di  continuare.  I
  capigruppo non rientrano in questo tipo di conteggio.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, io ho ascoltato con attenzione  questo  lungo,
  appassionato per certi versi, discorso e l'intervento della Regione
  siciliana.  Mi  sono anche sforzato di comprendere quale  fosse  il
  filo  conduttore, il filo di Arianna che dovesse portare il Governo
  della   Regione  siciliana  fuori  dalle  secche,  in  un   momento
  particolarmente delicato per questa Sicilia. Un momento  in  cui  i
  cittadini sono assolutamente delusi e sfiduciati, in cui le imprese
  chiudono,   imprese  anche  significative,  come   l'Averna,    che
  licenziano  decine  e  decine di lavoratori,  in  un  contesto  che
  andrebbe  affrontato con determinazione, con cognizione  di  causa,
  con  strategia di crescita e di sviluppo.
   Invece, abbiamo ascoltato un intervento a 360 gradi, in cui  si  è
  parlato di tutto di più e del niente.

                Presidenza del Vicepresidente Venturino

   Signor Presidente, forse mi chiedono i colleghi di rinviare.
   Io posso continuare, ovvero possiamo

   PRESIDENTE. Prego, continui il suo intervento.

   FALCONE.  Dicevo,  era  il  caso che  si  affrontasse  con  grande
  determinazione  e  incisività un momento  e  un  contesto  politico
  sociale molto deteriorato, molto difficile, molto  indebolito.
   E invece ci troviamo in una condizione surreale, in una condizione
  in  cui  ci  sono assessori silurati, ci sono assessori  che  fanno
  nuovo  ingresso,  ci sono dirigenti generali che vengono  nominati,
  licenziati,   trasferiti;  una  burocrazia  che  è  molto   delusa,
  demotivata,   una   burocrazia  che  è  anche  maltrattata   e   in
  corrispondenza  a  questa burocrazia ci troviamo di  fronte  pochi,
  solo  pochi  imprenditori,  coraggiosi,  io  dico,  che  vorrebbero
  costruire  in  questa Sicilia, che vorrebbero investire  in  questa
  Sicilia e invece sono costretti ad andare via, altrove.
   Una   profonda  confusione  che  diviene  certezza.  Una  profonda
  confusione  in  uno  scenario  abbastanza  compromesso,  abbastanza
  complesso, abbastanza deteriorato.
   Noi  pensavamo  di  ascoltare certamente qualcosa  di  nuovo,  una
  strategia di sviluppo dopo due anni per questa Regione, per  questa
  Sicilia  che affonda giorno per giorno. Una Sicilia in cui i  morsi
  della crisi si sentono fortemente, una crisi che non dà segnali  di
  cedimento, una crisi che non dà segnali di resa, una crisi che oggi
  attanaglia  fortemente  e inesorabilmente  il  tessuto  nostro,  il
  tessuto  industriale, il tessuto artigianale, il tessuto  agricolo,
  per continuare poi con quello culturale, turistico, socio-economico
  in generale che diventa sempre più compromesso, sempre più fragile.
   La   Sicilia  e  i  siciliani  si  aspettavano  un  Governo  della
  rivoluzione,  si  aspettavano  il Governo  del  cambiamento,  della
  rottura  chiara, netta senza alcun tentennamento. E  il  presidente
  Crocetta  lo  diceva, lo sbandierava nei talk show, lo  sbandierava
  quando lo studio di Giletti era la sua bandiera, la bandiera di una
  rotta  che veniva messa là e doveva significare cambiamento, doveva
  significare il cambiamento, se vogliamo, dalle Partecipate.
   Lei   ha   parlato   della  dismissione  delle   Partecipate,   di
  cambiamento,  di  riorganizzazione delle Province,  per  ridurre  i
  costi  e  rendere  efficienti i servizi. E ancora,  l'ambiente,  le
  politiche   ambientali:   dovevamo  razionalizzare   le   politiche
  ambientali  cercando  di  riciclare,  di  riutilizzare  il  rifiuto
  riuscendo  anche  ad  innovare le discariche  che  dovevano  essere
  tecnologicamente avanzate con dei costi sostenibili.
   E  la  riorganizzazione  poi, la valorizzazione  con  le  garanzie
  occupazionali  del  mondo della formazione professionale,  ottomila
  persone, ottomila famiglie che aspettavano un nuovo input, un nuovo
  segnale per poter finalmente uscire da quelle secche di stanchezza,
  da quel mondo che abbiamo detto, un mondo malato, un mondo che deve
  essere riformato.
   Ma  come  lo  vogliamo riformare questo mondo?  Certo,  tutto  ciò
  assieme  alla promozione degli eventi, alla promozione  dei  nostri
  tesori,   dei   nostri  beni  storici,  paesaggistici,  ambientali,
  archeologici; il tutto legato ad un turismo, ad un bel  turismo  di
  qualità, ad un turismo che riuscisse a creare un marchio, un  brand
  made  in  Sicily, un turismo che doveva diventare ambasciatore  nel
  mondo di un nostro straordinario mondo che è la Sicilia.
   E,  invece,  tutto  rimane là. Erano queste  le  cose  su  cui  il
  presidente  Crocetta  giocava  la  sua  credibilità,  su   cui   il
  presidente Crocetta avrebbe dovuto tracciare la sua prospettiva.
   Era  una  battaglia facile? Assolutamente no  Ma era una battaglia
  possibile,  era  una battaglia certamente faticosa, ma  altrettanto
  entusiasmante.
   Invece, sono passati due anni da quando il Presidente Crocetta  si
  è  insediato, con alcuni ultimi assessori rimasti, ma è passato  un
  anno  circa  da  quando, insieme ai colleghi del  Movimento  Cinque
  Stelle  e  ai  colleghi  della Lista Musumeci,  abbiamo  deciso  di
  sottoscrivere una mozione di sfiducia nei confronti del  Presidente
  Crocetta e della sua azione di governo. Certo, ci dissero: "Non  vi
  fate  illusioni, non è una partita semplice, è una battaglia  senza
  speranza".
   Qualcuno,  addirittura,  venne a sussurrarmi  sulla  inopportunità
  della  mia  sottoscrizione a quel documento, a  cosa  serviva  quel
  documento?  Quel documento voleva rappresentare che ancor  più  che
  dai  banchi  dell'opposizione c'è ancora chi ha a  cuore  le  sorti
  della  Sicilia,  così massacrata, così vilipesa. E noi  avevano  il
  dovere  di esercitare con fermezza una funzione di controllo  e  di
  impulso.
   Era  l'impulso che volevamo dare a una situazione stagnante  e  lo
  volevamo  fare  senza sconti, alla luce del sole,  perché  volevamo
  dimostrare  che  questo centro-destra - ma, devo  dire,  in  questo
  senso anche il Movimento Cinque Stelle - è contro le politiche  del
  malgoverno  ma pure contro l'inettitudine e l'inefficienza  di  cui
  questo Governo brilla.
   Era  comunque  un modo per stimolare il Presidente  Crocetta,  per
  mettere  un  po' di pepe sulla coda, niente più  Ma quello  era  il
  periodo in cui i primi assessori andavano via, andava via Zichichi,
  poi  Battiato e coloro che cedevano il passo non senza sbattere  la
  porta.
   Ad  un  certo  punto ci siamo accorti che erano  lo  scienziato  e
  l'artista  e  sembra  addirittura normale  che  il  loro  abbandono
  potesse essere anche giustificato.
   Ma  cosa  volete che potessero fare o cosa volete che  noi  comuni
  mortali  potessimo  pretendere  da  questi  due  signori,  che   si
  occupassero  delle  cose mortali, umili, delle  modeste  sofferenze
  terrene?
   Loro  volavano  alto  e la mozione non passò,  ma  al  contempo  e
  contemporaneamente  a poco a poco iniziavano  ad  uscire  di  scena
  anche  gli  altri assessori: il giudice Marino, l'uomo di  legge  e
  della  legalità; poi ancora l'economista Luca Bianchi, che da  Roma
  venne  chiamato e a Roma lo abbiamo rimandato; e ancora  ci  fu  il
  momento  della  raffinata Ester Bonafede,  una  donna  colta  della
  Palermo  bene ed ancora il direttore generale Cartabellotta,  forse
  l'unico  vero  tecnico e profondo conoscitore  dell'agricoltura  e,
  perché  no,  la  sindacalista  Lo  Bello  che  veniva  direttamente
  assegnata  e segnalata dalla CGIL - meno male che adesso  l'abbiamo
  recuperata  in  altro  ruolo  -  e poi  ancora  c'erano  altri,  il
  messinese  Bartolotta  addirittura arrivava ad  essere  considerato
  imbarazzante per il suo dante causa, il Presidente Crocetta.
   E per finire l'architetto  'megafonino' Sgarlata,  che inciampava,
  che scivolava sulla sua propria piscina e quindi cadeva.
   Quando,  qualche  giorno fa, abbiamo visto il Presidente  Crocetta
  con  la  stampella,  abbiamo  pensato  addirittura  che  gli  fosse
  capitato  lo  stesso  destino. Ci siamo rallegrati  col  Presidente
  Crocetta perché ciò non era accaduto, ma è chiaro che tutta  questa
  disamina  ci  fa  vedere  come è stato  un  continuo  rimpasto,  un
  continuo  rimpastare,  un  continuo cambiamento  di  assessori,  un
  andirivieni di assessori, un perenne movimento. E noi là, a cercare
  di  capire. Ma non era facile capire i nomi, i cognomi, perché  c'è
  una  certa  celerità  in questa capacità di  cambiamento,  e  degli
  assessori  così come dei direttori generali. E allora,  un  Governo
  che  è  lacerato,  in  un  rapporto  difficile  con  i  partiti  di
  maggioranza,  con  reciproche  e vicendevoli  accuse  che  arrivano
  addirittura alle offese personali.
   Questo, oggi,  è ciò a cui siamo stati chiamati ad assistere.
   Da  qui, il tentativo di lanciare un patto per le riforme che,  al
  netto  della  dicitura politichese, non è altro che  un  indecoroso
  inciucio  vestito  bene,  con un abito che,  potremmo  anche  dire,
  nasconde  indecorosi accordi, che sono stati consumati cinque  anni
  or  sono  dal  Partito Democratico quando volle  cambiare  il  voto
  popolare, facendo il cosiddetto 'ribaltone'.
   E'  la  legge del contrappasso, l'onorevole Cracolici deve capire.
  Ma  le  Scritture dicono "Non fare agli altri quello che  non  vuoi
  venga fatto a te". E noi diciamo all'onorevole Cracolici, anche se,
  assieme ad altri, avete consumato un reato, politicamente parlando,
  noi  non  risponderemo con la stessa moneta. Noi siamo e  rimaniamo
  fortemente all'opposizione, alternativi a questo Governo.
   Stia  tranquillo, onorevole Cracolici. Il centrodestra  è  questo,
  pazienza,  che ci volete fare  Ma riteniamo che questo Governo  sia
  al capolinea.
   Questo  è  il Governo, caro giovane assessore, della disperazione
  E'  un Governo che avrebbe dovuto rompere con il passato, e invece,
  assessore  Scilabra, avete reclutato tutti, tutti i migliori  pezzi
  dell'argenteria   cuffariana  e  lombardiana,   ad   iniziare   dal
  segretario generale di questa Regione siciliana, per continuare con
  i  2/3  dell'architrave  della struttura del  governo  Crocetta  ed
  ancora,  via via, da tutti i componenti degli uffici di  gabinetto,
  uomini, donne ed altro, impegnati tutti, queste tre categorie,  nel
  rimarcare,   in maniera plastica, le antiche vestigia  del  passato
  che  viene,  che ritorna con prepotenza, che ritorna con arroganza,
  con  la  buona  pace  di  tutti coloro che oggi  aspiravano  ad  un
  cambiamento.
   Quanti  giovani, quante persone  E allora "lasciate ogni  speranza
  voi  che  entrate ".  E'  questa la  frase  emblematica  che  viene
  sussurrata alle orecchie dei giovani deputati, e ce ne sono  tanti,
  ma  anche  a  chi  ha,  diciamo  così,  qualche  anno  di  maggiore
  esperienza in questa Sala.
   E  lo fa, il custode del passato, lo fa il geloso sorvegliante del
  passato:   è   l'onorevole  Leanza.  Attento   tessitore,   oculato
  raccoglitore  di  quei  poveri deputati che  sono  smarriti  e  che
  dobbiamo ricondurre sulla retta via, Presidente Venturino. Dobbiamo
  condurre  questi  poveri  deputati  sulla  retta  via,  la  via  di
  Crocetta   L'onorevole  Leanza: assessore del  presidente  Cuffaro,
  vicepresidente e poi ancora presidente facente funzioni. E'  l'uomo
  del  passato  sempre  eterno,  l'uomo  del  passato  che  riesce  a
  traccheggiare  qua  e là. E allora, anche col presidente  Lombardo,
  ricordo,  fece il capogruppo, l'assessore. Questa è la rivoluzione?
  Questa è la rottura col passato?
   I  giovani, assessore Scilabra, i giovani che chiedono una rottura
  col  passato, netta, decisa, determinata   E allora, il  presidente
  Crocetta pensando i giovani ha chiamato lei, l'ha chiamata,  e  lei
  che  ama parlare alla sua generazione, si è inventata - ha detto  -
  salvo  poi  a  riconoscere che era una cosa del passato,  il  piano
  giovani che doveva rappresentare la panacea alla situazione o  alla
  disoccupazione  giovanile e  che doveva dare con 500  euro  mensili
  per  appena sei mesi, tremila euro in tutto, la soluzione  ai  mali
  della Sicilia.
   Ma arrivava forse da una città, da questa Palermo, dove migliaia e
  migliaia  di  cittadini sono stati massacrati  dalla  FIAT  e  dove
  qualche giorno fa il presidente Renzi è andato, nella doppia  veste
  non sappiamo se di becchino o di medico legale, a sottoscrivere  il
  certificato  di avvenuto decesso di queste 2000 persone  da  quella
  città  forse è partito un ordine, una disposizione. Qualcuno  dice:
   io  non  sono  un frequentatore  . Allora è stato detto:   fermati
  assessore Scilabra, fermati presidente Crocetta,   va bene il piano
  giovani per tutti ma poi dobbiamo fare gli affidamenti diretti ,  e
  così nasceva il primo affidamento da 5 milioni di euro, poi nasceva
  il  secondo affidamento da 2 milioni e  90 mila euro, poi il  terzo
  da  un  milione  e  90  e ancora da 2 milioni  di  euro  il  quarto
  affidamento diretto  E questo a cosa serviva  Lo hanno detto quelli
  di  Italia Lavoro sentiti in Commissione: dovevano fare, dicono, 59
  assunzioni,  ma invece erano appena qualche altro dice 300.  Lascia
  stare   i   96   comunicatori  amici  di  facebook   che   dovevano
  rappresentare una comunicazione nei confronti di questo istituto.
   Ed  allora,  andiamo  avanti. Tutta una serie di  pasticci  questo
  Governo   Il presidente Crocetta ha detto:  dobbiamo fare, dobbiamo
  dismettere le partecipate  . Vi ricordate  Le partecipate, lo disse
  da  Giletti, onorevole Cancelleri, e le persone ci credevano. Oggi,
  al  presidente Crocetta non lo crede più nessuno. Non lo crede  più
  nessuno  perché  le partecipate sono tutte là con  300  milioni  di
  costi.
   Il  presidente  Crocetta non è più creduto nemmeno dal  suo  amico
  Klaus  Davì che tanta notorietà gli ha dato. Il presidente Crocetta
  è   un  uomo  straordinario  in  questa  Sicilia  perché  lui  farà
  arricchire persone letterati di centrodestra che, notoriamente  lei
  è  un  uomo  di cultura presidente Musumeci, sono emarginati,  sono
  emarginati   dal   politicamente  corretto,   dalla   critica   del
  politicamente  corretto, dall'industria culturale di  sinistra  che
  dice:  Tu sei di destra e allora devi morire. Se tu sei di sinistra
  puoi  andare  avanti  .  E  allora ci rendiamo  conto  come,  anzi,
  Pietrangelo   un  minimo  libricino  che  si  chiama   Buttanissima
  Sicilia   con quel piccolo libricino riesce addirittura a  sfondare
  ogni  classifica vendendo oltre 150 mila copie in cui si parla  del
  presidente  Crocetta come uomo in negativo di una Sicilia  che  poi
  viene anche massacrata.
   Due  cose:  richiesta  formale  alla  Presidenza  e  comunicazione
  sostanziale ai colleghi.
   Richiesta formale, signor presidente: giorno 7 calendarizziamo  la
  mozione di censura al qui presente assessore Scilabra perché  venga
  trattata e votata.
   Comunicazione  sostanziale ai signori colleghi  parlamentari:  noi
  oggi  abbiamo pronta la mozione di sfiducia al presidente  Crocetta
  che  già  da  oggi  inizierà  ad essere sottoscritta  da  tutto  il
  centrodestra.  Iniziamo noi e chiederemo l'aiuto  ai  colleghi  del
  Movimento  5  stelle  e  poi  la  mettiamo  la,  qua  farà  la  tua
  nobilitate, diremo al partito democratico o a quella frangia che da
  4  mesi,  da  6  mesi,  da  un  anno grida  contro  l'inefficienza,
  l'inettitudine  ed  il mal governo vediamo  se  ce  sono  pronti  a
  sottoscriverla rappresentiamo tutti a casa al voto, ridiamo il voto
  ai cittadini e ridiamo e liberiamo questa bella Sicilia che non può
  e non merita questo mal governo così inefficiente e così inattivo.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   dare   la   parola
  all'onorevole  Malafarina, a questo punto  visto  che  i  tempi  si
  stanno  dilatando la richiesta di sospensione non posso accettarla,
  dobbiamo  andare  avanti  perché  nel  frattempo  il  numero  degli
  iscritti è notevolmente aumentato.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io pensavo  che
  il  dibattito  di oggi non si fosse avvitato solo ed esclusivamente
  su  tratti dialettici che non affrontano i veri nodi della politica
  siciliana e i veri nodi della politica in generale.
   Qua  mi  sembra di assistere ad una scena surreale, delle  persone
  che  devono andare avanti, ma che camminano all'indietro  guardando
  al passato.
   Ci sono delle persone si che rinfacciano reciprocamente quello che
  è  stato,  quello  che  poteva essere, gli  insulti,  facciamo  gli
  excursus su quelli che sono stati gli assessori, quali erano, quali
  non erano, come se la Sicilia  dovesse vivere sempre in una perenne
  ricordo dei Gattopardi, come se questa  buttanissima Sicilia , come
  qualcuno   si   è  fatto  i  soldi  su  questo  argomento,    fosse
  l'interlocutore privilegiato dei siciliani.
   Io  penso  che bisogna sciogliere i nodi della politica e  i  nodi
  della  politica  sono  quelli di individuare  delle  scelte,  degli
  strumenti contro una crisi che ormai da anni attanaglia   non  solo
  la Sicilia, ma tutta l'Italia, una crisi profonda di sistema in cui
  ha  una  grande responsabilità la politica e  questa,  che  ha  una
  grande  responsabilità nelle scelte del passato  e,  purtroppo,  mi
  sembra anche nelle scelte di oggi, continua a fare esattamente come
  gli  struzzi,  a  stare  con  la testa sotto  la  sabbia  nascosta,
  dimenticando  quelle  che sono le emergenze sociali,  le  emergenze
  dello  sviluppo,  le emergenze dell'occupazione, le  emergenze  del
  rispetto   della   cultura  di  impresa,   la   necessità   di   un
  ammodernamento della vita burocratica e delle strutture.
   Noi  abbiamo  la  necessità  di  rimodernare  complessivamente  un
  sistema  Paese, un sistema Sicilia che ha divorato le  risorse  dei
  siciliani e le risorse dell'Italia e ancora oggi stiamo a discutere
  di dietrologia, di dietrologie politiche senza affrontare veramente
  i  temi  essenziali: la riforma della pubblica amministrazione,  la
  riforma della burocrazia, la questione morale in politica perché  è
  una  questione che bisogna sollevare con forza e su cui non  ci  si
  può nascondere dietro un dito.
   Notizie di questi giorni sono estremamente antipatiche, ancora una
  volta   abbiamo   un   deputato  sul  banco  degli   imputati   per
  frequentazioni  non  particolarmente raccomandabili  e,  forse,  da
  evitarsi, ma facciamo finta che non sia successo niente.
   La  politica  non  ha una questione morale, la politica  non  deve
  risolvere  i  nodi  strutturali, la politica si  può  impegnare  in
  questi dibattiti inutili, qua sul banco degli imputati c'è tutta la
  politica,  io  non  ho  fatto  politica,  sono  stato  un  semplice
  cittadino,  un  rappresentante  dello  Stato  e  ho  guardato  alla
  politica sempre con occhio critico.
   Ho  guardato alla politica con l'occhio di quel cittadino che dice
   ma  che  stanno  facendo,  che discussioni  mi  raccontano,  quali
  problemi  risolvono  e oggi qua ci ritroviamo a dibattere  solo  ed
  esclusivamente di quali problemi dobbiamo andare a risolvere  senza
  che  però  si  facciano  le  proposte  concrete   per  risolvere  i
  problemi.
   Io  vorrei semplicemente ricordare che da un anno è depositato  un
  disegno  di legge sulla semplificazione amministrativa che  accerta
  le  responsabilità dei burocrati, i ritardi della burocrazia  e  il
  sacrificio  della  democrazia nei confronti dei  cittadini,  perché
  questi  oggi non vivono in uno Stato democratico, perché uno  Stato
  democratico è quello dove ci sono regole certe e sicure  per  tutti
  quanti  e  non  rimessi  all'arbitrio del burocrate  di  turno  che
  stoppa, che ferma, che impedisce.
   Nel   civilissimo  e  lontano  Veneto,  nello  sviluppato  Veneto,
  quattromila  aziende  sono  andate via, sono  emigrate  in  Bosnia,
  perché  in Bosnia in una settimana è possibile aprire un'impresa  e
  ci  sono  i  finanziamenti dello Stato,  ci  sono  le  certezze  di
  ottenere quei finanziamenti.
   In  Italia  e  in Sicilia non si ha nessuna certezza,  non  si  ha
  neanche  la certezza di non vedersi, dall'oggi al domani,  cambiate
  le regole delle leggi.
   Io non voglio nessuna rivoluzione, non amo le rivoluzioni, io sono
  quello che vorrebbe una normalissima quotidianità di certezze  dove
  le  regole  siano chiare, condivise e, soprattutto,  rispettate  da
  tutti  quanti, dove non c'è bisogno di prove di legalità  per  dire
  che  si  rispetta la legge e dove si abbia la dignità e il coraggio
  di  dire  che la legge non si rispetta, anche se nella mia vita  mi
  sono battuto per trenta e passa anni per cercare di fare rispettare
  la  legge, la  migliore testimonianza,  anche perché tra  i  banchi
  del  Governo  vedo un Assessore, a mala pena, giusto per  avere  un
  minimo di presenza.
   Era stata lanciata l'idea, all'inizio di questa legislatura, di un
  modello Sicilia, un modello che voleva recuperare le forze nuove di
  questa Assemblea.
   Forse  l'onorevole  Cancelleri ricorderà degli incontri  pressoché
  carbonari  che  abbiamo  avuto - anche lei  onorevole  Venturino  -
  sull'autostrada Catania - Palermo, però non c'è stata  la  capacità
  di recuperare la protesta e trasformarla in proposta, non c'è stata
  quella capacità.
   La   protesta  è  rimasta  protesta  senza  nessuna  proposta   di
  alternativa,  si è preferita una torre d'avorio dove  non  si  sono
  ottenuti risultati.
   Per  questo io ho rivolto un invito alle forze intelligenti, spero
  intelligenti, della destra perché la destra - onorevole  Falcone  -
  ha tante responsabilità in questa azione politica quante quelle del
  PD, di  un PD  che è lacerato e che non è capace di una cultura  di
  Governo,  preferendo continuare su un sistema ormai  antiquato,  un
  sistema  che sta portando la Sicilia allo sfascio e  per questo  io
  avrei  voluto  sentire  oggi un discorso differente,  avrei  voluto
  sentire il discorso di persone responsabili che, nell'interesse dei
  siciliani,  si  fossero assegnate un termine per fare   insieme  le
  riforme  strutturali nell'interesse della Sicilia, alcuni argomenti
  come   la   semplificazione  amministrativa,   come   lo   sviluppo
  dell'agricoltura, come lo sviluppo del turismo, come il trattamento
  dei rifiuti su cui confrontarci per poi decidere che cosa fare.
   Dobbiamo   creare  un  patrimonio  di  regole  condivise   e   che
  appartengono  a  tutti quanti, non possiamo solo ed  esclusivamente
  pensare che cambiare un Presidente della Regione possa risolvere il
  problema.
   Il problema rimane così esattamente com'è e così esattamente com'è
  si  ripresenterà domani e dopodomani se non c'è la  capacità  della
  politica di innovare, di cambiare.
   Le  riforme  ce le chiede l'Europa, ma le riforme ce  le  chiedono
  soprattutto tutti quei cittadini che oggi stanno andando via  dalla
  Sicilia,  a  cominciare  dai miei figli che  si  sono  stancati  di
  lottare  quotidianamente  contro  una  burocrazia  che  frena,  che
  ostacola,  che  impedisce,  dove non ci  sono  prospettive  per  la
  crescita e per lo sviluppo.
   Allora,   tutte  le  forze  politiche  di  questo  Parlamento   si
  mettessero  davanti  allo  specchio e dicessero  a  se  stessi,  ma
  soprattutto  ai siciliani che cosa vogliono fare del  futuro  della
  Sicilia  E' indispensabile, è necessario ed  è un imperativo morale
  a cui questo Parlamento non si può e non si deve sottrarre.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Se  non  c'è  il Presidente della Regione  in  Aula  non
  intervengo. Sospenda

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa  per cinque minuti.

    (la seduta,  sospesa alle ore 14:41, è ripresa alle ore 14.54)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il Governatore sta per  arrivare.
  Ha  un  problema ad un ginocchio e tra un po' sarà  in  Aula.  Sono
  presenti, comunque, gli assessori per cui possiamo proseguire.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  avrei  voluto  e
  mantengo  il  principio che ispira il mio intervento,  guardare  in
  viso  il mio interlocutore da avversario,  leale e fiero quale sono
  e  sarò di questo Presidente della Regione e di questo Governo,  se
  il problema è fisico, me ne rammarico, ma  quello che dico resterà.
   Il  mio  approccio  non  può  che rimarcare  quanto  è  stato  già
  affermato da chi mi ha preceduto, dall'onorevole Falcone,  però  io
  ritengo   assolutamente  necessario,  in  rapida  sintesi,  partire
  dall'estate  del  2012,  quando  l'UDC  siciliana  ed  il   Partito
  Democratico  dell'onorevole  Cracolici,  attraverso  una  decisione
  della sua direzione, quella stessa direzione che oggi il presidente
  Crocetta  non riconosce se gli dai gli assessori, ma che  riconobbe
  quando  lo scelse candidato presidente, l'UDC siciliana  ed  il  PD
  dell'onorevole Cracolici lo candidarono alla carica più alta  della
  nostra Regione, appunto, quella di Governatore.
   Nell'ottobre  del  2012 Crocetta vinse le  elezioni  ed  anche  su
  questo  non  c'è  tema  di smentita, vinse le  elezioni  grazie  al
  divario  che  con  il  candidato Presidente del  centro  destra  si
  registrò nella città di Messina, città dell'ex segretario regionale
  del  PD,  Franco  Antonio Genovese, per me e  per  la  Costituzione
  italiana innocente fino a prova del contrario che, certamente votò,
  anche  questo  senza  tema  di  smentita,  per  il  candidato  alla
  presidenza del PD, e cioè del suo partito, Rosario Crocetta.
   Ciononostante,  Crocetta non ebbe la maggioranza  d'Aula,  non  la
  ebbe  perché vinse con il 14 per cento del voto reale che era  quel
  32  per  cento  del 47 per cento dei siciliani che si  recarono  al
  voto,  quindi, Crocetta diventò presidente con il 14 per cento  del
  voto  reale  dell'elettorato siciliano e non  ebbe  la  maggioranza
  d'Aula.
   In  buona  sostanza,  il progetto Crocetta già  alla  data  del  4
  dicembre 2012, data del nostro insediamento, nasceva morto.
   Di  fronte ad un dato oggettivo qual era il dato numerico, invece,
  che  prenderne  atto  e  fare un'apertura,  già  allora,  a  questo
  Parlamento,  manifestando tutte le difficoltà della sua maggioranza
  che  andavano  a sintetizzarsi con i disastri che, in Sicilia,  via
  via  emergevano,  il  Presidente,  invece,  che  fare  allora,  nel
  dicembre  del  2012,  un  appello a  tutte  le  forze  presenti  in
  Parlamento,  non avendo la maggioranza, iniziò un'indegna  campagna
  acquisti, nonostante questo, però, il presidente Crocetta  diventò,
  almeno per un periodo, un grande fenomeno politico e mediatico.
   Era  presente  spesso nei più importanti talk show;  era  presente
  spesso  da  Giletti, dove partorì la riforma della  Provincia;  era
  presente  spesso a  Servizio pubblico  su Italia 1; era un fenomeno
  credibile,  via via, però la sua parabola discendente è iniziata  e
  non  soltanto  perché  egli  si andava affermando  come  collaudato
   gaffer   e cioè protagonista di gaffe anche di una certa  portata,
  non  tanto  e  non  solo perché scambiava l'AST per  una  compagnia
  aerea,  non  tanto e non solo perché scambiava il Brass  group  con
  Tinto Brass.
   Magari, ancor più seriamente, rispetto ad un interlocutore in  una
  trasmissione  di servizio pubblico che lo incalzava, il  presidente
  Crocetta,  additandolo, gli disse:  lo so perché  lei  mi  incalza,
  perché   sto  per  licenziare  sua  figlia  da  una  delle  società
  partecipate della Regione siciliana .
   Allorché questo soggetto si girò pensando che parlasse con qualche
  altro  e  quando si accorse che parlava con lui gli disse:   guardi
  che  io  ho  un  figlio ed ha tre anni. Non so  di  cosa  lei  stia
  parlando .
   Il  Presidente  annaspò, e questa immagine di  gaffe  cominciò  ad
  alimentarsi,  ma non fu questo il tema vero dei mesi che  seguirono
  al fenomeno politico-mediatico che si affermava, quanto soprattutto
  i  suoi  bluff,  che man mano si affermarono, i suoi  spot  che  si
  affermarono sempre più rapidamente in flop ed in buona sostanza  il
  nulla. Esempi? Quanti ne volete.
   La  legge  antiparentopoli,  ridotta ad  un  articolo  per  carità
  cristiana,  oppure la legge sui liberi consorzi  che  ancor  stiamo
  attendendo, o ancora i trasferimenti, le transumanze di massa da un
  assessorato  ad  un  altro,  o  un assessore  cacciato  per  essere
  nominato  dopo  due giorni vicepresidente, così che fosse  che  per
  diventare   vicepresidenti  bisogna  prima  essere   cacciati.   Mi
  riferisco   evidentemente   all'assessore   Valenti.   Una   grande
  confusione
   Il  presidente Crocetta scompariva dai talk show, ma quello che  è
  più grave, la Sicilia scompariva dall'agenda del Governo nazionale,
  con buona pace di un Presidente del Governo, di un Capo del Governo
  nazionale dello stesso partito del presidente Crocetta
   Ed  allora  cominciava ad emergere in maniera plateale, clamorosa,
  tutta  la sua ineguatezza, tutta l'inadeguatezza del suo esecutivo.
  Rispetto  a questa cosa l'opposizione di centro destra, in  maniera
  responsabile,  ha  cercato  di  dare un  contributo  nell'esclusivo
  interesse  dei  siciliani  senza  contropartita  alcuna.   Noi   il
  presidente  Crocetta lo abbiamo aiutato, sin dal disegno  di  legge
  della doppia preferenza di genere, tanto osteggiato da grande parte
  della  sua  maggioranza,  che ritenevamo  e  riteniamo  insieme  al
  collega  Musumeci  un  fatto di civiltà.  Lo  abbiamo  aiutato  sul
  disegno  di  legge  salva imprese , perché riteniamo la  ripartenza
  dell'economia  fondamentale per la Sicilia. Lo abbiamo  aiutato  al
  netto  delle faide interne al PD sulla legge che destinava quaranta
  milioni  di euro a Riscossione Sicilia per pagare i tanti fornitori
  siciliani in attesa dei soldi. Lo abbiamo aiutato in circa due anni
  in  qualcosa come circa 5 finanziarie, con senso di responsabilità,
  pur  nella  netta  contrapposizione  dell'opposizione.  Lo  abbiamo
  perfino  aiutato sul voto nell'ultima finanziaria sugli interporti,
  perché  ritenevamo di non dover buttare, come era invece voluto  da
  quella  parte del PD,  l'acqua sporca ed il bambino', ritenevamo  e
  riteniamo  la società Interporti un volano di sviluppo e nonostante
  questo l'articolo sulla società Interporti è stato bocciato.
   Però  il presidente Crocetta, ecco perché l'avrei voluto qui,  non
  ha capito.
   Il presidente Crocetta non capisce, si rifiuta di capire perché ha
  deciso  di  correre da solo verso il baratro, dimenticando  che  il
  baratro verso il quale corre, gentili Assessori, è il baratro della
  Sicilia. E' il disastro della Sicilia.
   Lei ha preferito, Presidente, ammantarsi di leggi che non ci sono:
  la  riforma delle province - un aborto - non c'è; la riforma  della
  formazione, migliaia e migliaia di giovani, di padri di famiglia in
  mezzo a una strada; la riforma della burocrazia non c'è, le imprese
  scappano  perché  fra  i  quindici giorni dell'Andalusia  per  dare
  un'autorizzazione e di due anni della Sicilia - se va bene, se  non
  ci sono tangenti - a parità di condizioni è meglio l'Andalusia.
   Il  Presidente  Crocetta ha preferito mettersi  accanto  dirigenti
  generali, per la quasi totalità incapaci, che ci stanno portando  a
  perdere i fondi europei che era l'unica speranza che ci restava.
   Ha preferito mettersi accanto degli assessori che io ho definito e
  torno a definire persone perbene ma assolutamente inadeguati in  un
  momento storico come questo, ma che avevano una utilità per lui non
  dovevano fargli ombra, giovane assessore al territorio.
   Ha  preferito tutto questo, non ha detto e non ha fatto  una  cosa
  per  il  lavoro, né per il lavoro precario, né per quello  a  tempo
  indeterminato, non ha detto e non ha fatto una cosa per lo sviluppo
  della Sicilia e ce lo dicono tutti gli indicatori economici.
   In  ragione di questo il 17 ottobre del 2013 abbiamo convintamente
  votato  come centrodestra, dopo appena un anno dalla sua  elezione,
  la mozione di sfiducia al Presidente della Regione.
   Quella mozione ha avuto 31 voti favorevoli e 46 contrari, i nostri
  voti   c'erano   tutti,   perché  in  quel   momento   quella   era
  l'opposizione. Ma quella mozione - ed è questo che conta oggi  -  è
  stata  bocciata  perché  il  Partito  del  Presidente,  il  Partito
  Democratico, ha votato contro quella mozione.
   Ebbene,  la  mozione fu respinta ma evidentemente non  era  tutto,
  perché  il  tempo  si sarebbe incaricato da li a poco  -  e  quindi
  dall'ottobre del 2013 ad oggi - di dimostrare tutto il resto.
   Il  Presidente Crocetta è stato smentito da tutto e da tutti -  ho
  fatto  qualche accenno nel merito, vi risparmierò il  resto  perché
  certamente  lo ha toccato il collega Falcone e non vorrei  invadere
  il  campo del collega Musumeci - quando dico da tutto e da tutti  e
  mi  riferisco  ai tutti dico che è stato capace di  farsi  smentire
  anche da Nichi Vendola, cioè  da un uomo che ha la stessa comunanza
  politica  il  quale  ha  affermato,  in  maniera  didascalica,  che
  Crocetta sul tema della omosessualità è fuorviante.
   E'  riuscito  a farsi smentire anche da una donna prestigiosa  del
  suo  Governo,  l'Assessore Borsellino, la quale per riferimento  al
  processo  di  piazza alla Sgarlata si è sottratta dicendo  che  non
  condivideva quei metodi.
   E' riuscito a farsi smentire, soprattutto, da quei partiti l'UDC e
  il  PD che lo avevano scelto e che lo avevano incoronato Presidente
  della Regione.
   E'  riuscito  a  farsi smentire da quell'UDC al  quale  ribaltando
  l'appello  noi chiediamo se non sia il tempo di resettare  tutto  e
  tornare a parlare da questa parte, così come da tempo state facendo
  a  Roma, per tornare a parlare il linguaggio della serietà e  delle
  cose da fare, perché fino ad oggi voi siete corresponsabili.
   E'  riuscito ad essere smentito soprattutto, dicevo, dal  PD,  dal
  suo  Partito.  Ebbene, oggi il PD ha un obbligo  morale  prima  che
  politico: riuscirà ad essere consequenziale? Raciti, che non ho  il
  piacere di conoscere ma che a differenza del Presidente Crocetta so
  chi  è, ha il dovere di essere consequenziale. Quando Raciti  dice:
   Tolgo  l'appoggio al Governo  è semplicemente ridicolo  se  non  è
  consequenziale
   E  non  parlo  per slogan: Raciti è stato eletto il siciliano  più
   in   da  un  noto blog. Sapete perché è stato eletto il  siciliano
  della  settimana? Perché ha parlato contro Crocetta.  Ed  oggi,  in
  Sicilia,  basta parlare contro Crocetta per diventare il  siciliano
  della settimana.
   Ebbene, Raciti, che evidentemente - ripeto, non lo conosco, non  è
  un  fatto  personale  -  ci tiene a restare  nel  ridicolo,  appena
  qualche  ora  dopo, ha pensato bene di convocare  i  tre  segretari
  confederali dei tre maggiori sindacati, per essere mandato  a  quel
  paese e quindi ritornare nel ridicolo. Se la poteva evitare
   Sapete perché Raciti è stato mandato a quel paese? Perché il PD  è
  la  causa principale del disastro siciliano. E non lo dice Cordaro,
  ma  lo  dice Bernava, segretario della CISL. Sapete perché è  stato
  mandato  a  quel  paese, Raciti? Perché nel PD si dibatte  solo  di
  poltrone e di rimpasto. E non lo dice Cordaro, ma lo dice Pagliaro,
  segretario   confederale  della  CGIL.  Vi  evito  i  giudizi   dei
  commercianti e degli agricoltori,perché li conoscete meglio di me.
   Il  mio  collega Ferrandelli interviene e, con un giudizio  sommo,
  parla  di  un partito delegittimato. Ma scusate, in che  partito  è
  Ferrandelli? Ha cambiato partito?
   PD ridicolo. PD causa del disastro. E non perché lo dice Cordaro

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, la invito a  concludere,  i  tempi
  sono stati contingentati in un certo modo.

   CORDARO.  Signor Presidente, il Presidente Ardizzone ha  stabilito
  in  Conferenza dei Capigruppo, ed in sua assenza, ieri sera, che  i
  Capigruppo  non  hanno  limitazioni  di  tempo.  L'ha   già   fatto
  l'onorevole Falcone, sommessamente glielo ricordo.

   PRESIDENTE.  Rileggo quello che ha letto prima il Presidente:   In
  relazione allo svolgimento del dibattito politico, la Presidenza si
  riserva, in forza dei poteri conferiti dal Regolamento, di modulare
  i  tempi,  come  sopra ripartiti, al fine del  buon  andamento  dei
  lavori .  Avendolo  già fatto con l'onorevole  Falcone,  lo  faccio
  anche   con  lei.  Prego,  onorevole  Cordaro,  continui   il   suo
  intervento.

   CORDARO.   Dicevo,   PD   ridicolo.   PD   causa   del   disastro.
  Evidentemente, queste parole all'onorevole Venturino fanno male. Ma
  che si fa? Che è quello che più conta.
   Io  il  rimedio  ce  l'ho  e lo propongo.  Il  PD  ha  due  strade
  obbligate, cari colleghi, l'una è alternativa all'altra. La prima è
  andare ora al Governo e la seconda è proporre la sfiducia.
   Se  va  al Governo, lo deve fare con i suoi uomini più importanti,
  lo deve fare con Cracolici, con Gucciardi, con Lupo, con quelli che
  avete scelto Crocetta, altro che Villari e Salerno  Anche loro  non
  li conosco, ma sono  pannicelli caldi .
   Sareste,  ancora una volta, politicamente ridicoli. E  d'altronde,
  poniamo  caso che, secondo il gioco di Crocetta - non dimenticatelo
  signori assessori e siciliani, penultimo Presidente nella scala  di
  gradimento  di  tutti i governatori italiani,  ha  solo  dietro  il
  Molise,  che  conta  quanti abitanti, forse,  fa  la  provincia  di
  Siracusa -, Crocetta non vi vuole. Crocetta vi disprezza. Avete una
  sola   strada    La   strada  della  sfiducia,   perché   Crocetta,
  quotidianamente, è venuto qui a dirvi che non potete fare parte del
  suo Governo.
   La   gente   di  Sicilia,  annientata  da  Crocetta,   chiede   al
  centrodestra di presentare la sfiducia. Noi alla gente  di  Sicilia
  facciamo  un  ragionamento  semplice.  Il  centrodestra,  oggi,  in
  Assemblea  regionale conta 26 deputati, il Movimento Cinque  Stelle
  ne  conta 14. Per ovvie ragioni, obiettive, numeriche, con 40  voti
  la sfiducia non si vota.
   Io  sono  dubbioso, perché ritengo che noi non  possiamo  fare  la
  seconda volta un piacere a Crocetta.
   Noi dobbiamo, invece, invitare coloro che oggi vengono disprezzati
  dal  presidente Crocetta quasi quotidianamente, e mi  riferisco  al
  suo  partito  di  riferimento, il PD,  a  scrivere  la  mozione  di
  sfiducia,  perché  noi  l'abbiamo  già  presentata  e  voi  l'avete
  bocciata.  Ora  tocca a voi, secondo me, se volete riacquistare  in
  dignità politica, perché quella personale - viva a Dio - ce l'avete
  e la mantenete.
   Crocetta, quotidianamente, vi ha dimostrato cosa pensa di voi, non
  di  voi  personalmente  ma  di voi politicamente.  Avete  una  sola
  strada: toglietegli l'appoggio, ma soprattutto firmate la sfiducia.
  Salviamo il salvabile, il destino della Sicilia viene prima e  vale
  molto di più del destino di ciascuno di noi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  ascoltato
  l'onorevole  Cordaro  che  risolve il tutto  con  una  battuta,  ma
  diciamo che non fa il Presidente della Regione e quindi non  nomina
  e  non  revoca gli assessori. Ad oggi la legge prevede che  c'è  il
  Presidente  della Regione, quindi anche i suoi desideri  o  i  suoi
  paradossi  rimangono nell'alveo della propaganda politica,  che  ci
  sta.
   Mi rendo conto che questa situazione ha fatto rinascere persino  i
  morti  politicamente  e mi riferisco ad un centro  destra  che  era
  abbastanza agonizzante e che in Sicilia ha trovato nuova  verve  da
  questa  situazione drammatica. E dico drammatica perché stamattina,
  venendo  qua, nel bar che frequento normalmente, in tanti mi  hanno
  fermato  dicendo:  onorevole, oggi vi divertirete  . Devo dire  con
  grande  onestà  che io non mi diverto, sono molto avvilito  da  una
  discussione   che  ,anche  dopo  avere  ascoltato  il   Presidente,
  considero una discussione tra sordi.
   Si  continua  a  parlare di assessori. Credo che più semplicemente
  alcuni  di  noi  vorrebbero parlare di una svolta,  perché  solo  i
  ciechi  non  vedono  la situazione di grave difficoltà  in  cui  il
  Governo  di questa Regione è nel rapporto con la società siciliana.
  Certo,  la crisi non ha origine né a Palazzo d'Orleans né a Palazzo
  dei Normanni, è una crisi più profonda che viene da lontano, che ha
  origini  generali, globali, nazionali, internazionali; la  Tunisia,
  l'Europa, l'Algeria, tutto quello che vogliamo. La domanda  è  una:
  oggi  i  siciliani pensano che al Governo della Regione vi  sia  un
  governo adeguato ai problemi che abbiamo?
   Io  penso  che nei primi mesi dell'era Crocetta c'era  una  grande
  speranza. Persino la caratteristica di questo Presidente, la sua  -
  se  volete  -  sregolatezza,  o  poco  conformismo  con  le  regole
  tradizionali  della  politica,  aveva  una  sua  fascinazione.   Un
  elemento  di  attrattiva anche nei confronti anche di elettori  che
  non l'avevano votato.
   Dopo  qualche mese, passata l'euforia, passata la luna di miele  e
  dopo  anche che i primi passi hanno rappresentato qualche  elemento
  di contraddizione, il Presidente continua a ricordare, credo che si
  riferisca  a  me, che già nel gennaio del 2013, per la  verità  nel
  novembre  del  2012,  dopo qualche ora, anzi dopo  qualche  minuto,
  quando nominò assessore ai beni culturali un noto intellettuale, ma
  con  tutto  il rispetto mi pareva già allora abbastanza una  scelta
  più figlia di una idea estemporanea che non di una idea strutturale
  di   quella   rivoluzione  professata  ma  con  grande   difficoltà
  praticata, feci un commento. Io lo ringrazio che ieri il Presidente
  della Regione mi ha definito simpatico perché uso il web, anche  se
  l'altro  ieri  mi  ha  definito un uomo di odio,  a  seconda  delle
  giornate,  fortunatamente  le  opinioni  cambiano  con  una   certa
  rapidità.
   Però io dissi allora:  vediamo quanto dura questa scelta , e penso
  di avere fatto una constatazione ovvia perché appariva evidente che
  quella scelta sarebbe durata solo qualche mese.
   E  poi  c'è stato il caso Battiato, c'è stato il tormento  di  una
  fase complicata che via via si è determinata sino ad oggi dove,  in
  nome  dell'idea che ha il Presidente del Governo della Regione,  in
  cui  lui ha vinto e gli altri non si capisce bene cosa hanno fatto,
  e quindi lui risponde al popolo siciliano con la sua idea di staff,
  vorrei  ricordare che mai staff è stato più precario di quello  che
  ha  generato l'esperienza Crocetta dal novembre 2012 ad oggi,  sono
  passati  22  mesi,  abbiamo sino ad oggi 21 assessori,  un  Governo
  all'anno.  Abbiamo avuto cinque Capi di Gabinetto  che  sono  stati
  sostituiti nella struttura di vertice del Presidente della Regione,
  quindi   quanto  meno  questa  idea  di  staff  neanche  lo  stesso
  Presidente ne è convinto.
   Ora  consiglierei  a  tutti  di ragionare  di  più  affrontando  i
  problemi e non girando attorno ai problemi.
   Io  credo che molti di noi, io e altri colleghi abbiamo provato  a
  cercare  di aprire gli occhi a questa gabbia dorata che è diventato
  Palazzo d'Orleans, dove spesso si racconta una Sicilia che non c'è,
  si  racconta una Sicilia di grandi consensi, di felicità, di  gente
  che  ti  chiede  l'autografo, c'è una Sicilia  che  ha  una  grande
  simpatia.
   Alcuni  di  noi frequentano un'altra Sicilia ed è la  Sicilia  che
  abbiamo  conosciuto in questi mesi e che abbiamo visto in  campagna
  elettorale,  le  ultime  elezioni  europee,  dove  addirittura   il
  Presidente della Regione ha cercato di fare un referendum  sul  suo
  Governo  candidando un assessore di cui mi lega  anche  una  grande
  simpatia  personale, ed un referendum che chi  l'ha  voluto  lo  ha
  perso.
   E  malgrado  ciò,  non ci si rende conto che il problema  non  era
  certo  la  Stancheris,  ma  il problema,  come  diceva  giustamente
  Crocetta,  si scrive Stancheris e si legge Crocetta, forse  gli  ha
  fatto danno alla Stancheris questa affermazione. Ma lo dico non per
  banalizzare  o  per buttarla in propaganda, per dire  che  c'è  una
  situazione di malessere e questo malessere che c'era, che maturava,
  ad un certo punto si è pensato di risolverlo dando vita al Crocetta
  bis.
   Il  10  o  11  aprile,  cinque  mesi fa  c'è  stata  un'improvvisa
  accelerata,  bisogna  subito  fare il  Governo  perché  la  Sicilia
  brucia,  in realtà la Sicilia che brucia era che bisognava fare  le
  liste  per  le elezioni europee e quindi i Governi dovevano  essere
  servili a una ipotesi di campagna elettorale.
   E  chi di noi disse: dove andate con questo modello? Qual è l'idea
  che  state trasmettendo alla Sicilia? Si è liquidato come un  fatto
  di  poltrone,  che  schifo,  vergogna.  Mi  chiedono  le  poltrone,
  nascondendo che cosa? Il caos che già c'era e che in questi  cinque
  mesi si è aggravato, la vicenda del Piano giovani, chi governa, chi
  amministra,   ma  certo  che  ci  possono  essere   incidenti,   ci
  mancherebbe.   Ma  quando  c'è  una  situazione  politica   serena,
  tranquilla, l'incidente si liquida come incidente, si chiede  scusa
  e si va avanti. Invece no
   C'è  stato  l'incidente?  C'è  chi voleva  sabotare,  operare  per
  tentare  di  impedire  l'azione di Governo?  Immediatamente,  tutti
  contro tutti, clima di veleni a tal punto che abbiamo assistito  ad
  una  delle  pagine,  a me non era mai capitato,  dove  Assessore  e
  Dirigente  se  ne sono sono dette di cotte e di crude  e  dove  non
  sappiamo come andrà a finire. In una condizione in cui la crisi  la
  si  affronta pensando di risolverla col ginocchio. E, tra  l'altro,
  mi  pare  che  il Presidente della Regione ha pure un  problema  al
  ginocchio,  per  poi  diventare una sorta di  condizione  veramente
  umiliante e avvilente.
   I  giudizi  politici  si trasformano in giudizi  personali,  odio,
  bigliettini che vengono raccontati come l'ultima delle infamie.  Ma
  io dico ai miei colleghi che qui la situazione rischia di diventare
  patologia  del  problema. Se la normale attività di  Presidente  di
  Commissione che pone - come può capitare a chiunque di noi, essendo
  rappresentanti  del popolo, al pari del Presidente  della  Regione,
  con differenti responsabilità - di indicare, di segnalare, di porre
  questioni  che  riguardano categorie, singole persone,  rispetto  a
  diritti  più  o  meno violati o che possono essere  percepiti  come
  diritti  violati, si raccontano - e poi si dice qui scherzetti,  ho
  sentito la parola scherzetti, ma siamo a Carnevale? - il fatto  che
  in  conferenza stampa si racconta di un deputato e si fa  vedere  e
  non  vedere  un  foglio, come se fosse l'ultimo degli  atti  di  un
  criminale che chissà cosa stava cercando di chiedere o determinare.
   O  sulla vicenda di Siracusa, che anche qui si banalizza, voto  di
  scambio  addirittura, non si racconta che qualche ora  prima,  alla
  stessa  persona che oggi si accusa, gli si è detto che non  avrebbe
  nominato  mai  quella  persona perché si capiscono  le  conseguenze
  politiche  che  quella nomina avrebbe. Ed allora, la doppia  morale
  non  può funzionare. La politica ha bisogno di serietà. Poi si  può
  sbagliare, andare a sbattere la faccia al muro, ma la serietà è  di
  rigore.
   Non  può  esserci  questo atteggiamento che sta  facendo  sbandare
  tutto  e  tutti con una situazione in cui siamo in mano, in  questo
  momento, al racconto dei bravi di manzoniana memoria, che  in  giro
  per il web infangano le persone e cercano di raccontare le opinioni
  politiche con elementi di giudizio morale.
   Io  sono  in queste ore un criminale di guerra su una vicenda  che
  riguarda  15  euro di mimose. Neanche la magistratura me  l'ha  mai
  contestato.  Me  ne  frego  di questi scagnozzi  di  periferia,  ma
  intendo  dire  che  c'è  un livello di degrado  in  cui  quando  la
  politica diventa dossieraggio, veleno, la piscina, se si fa  o  non
  si  fa  ma  il  mandare ai giornali la relazione  degli  ispettori,
  inviati  dall'Assessorato  ai  Beni  Culturali,  proprio  per   far
  scoppiare  il  caso sulla stampa, e poi giustificare il  fatto  che
  l'Assessore deve essere rimosso.
   Nessuno  è  nato  ieri, siamo tutti persone che abbiamo  fatto  18
  anni, anche i più giovani, da qualche anno. E quindi l'idea che c'è
  una  realtà, e se ne racconta un'altra, come dire, è uno sport  che
  non ha dove andare.
   E  allora  il  punto  vero è che la Regione è in  catalessi  e  le
  riforme  spesso  si  adombrano  come  grande  soluzione,  c'è   chi
  addirittura  -  un  mio compagno di partito - per  giustificare  il
  Governo  bis  ha  stabilito il crono programma, la scadenza,  dieci
  giorni  erano  stati dati, credo che neanche alle cameriere  -  con
  tutto  rispetto  per le cameriere - si danno dieci  giorni,  perché
  credo che il tempo di preavviso sia di quindici giorni, ma gli si è
  rotto  l'orologio,  perché questi dieci giorni nel  frattempo  sono
  diventati cinque mesi di somministrazione di veleni.
   I  funzionari  che  scappano dagli Assessorati:  oggi  leggevo  la
  Sicilia  di  Catania  credo,  dove all'Assessorato  al  Bilancio  -
  l'Assessore  al  Bilancio è andato via  -  non  si  trovano  più  i
  dirigenti  che vogliono dirigere alcuni servizi, da oggi  è  andato
  via  il  dottore Lupo, che ha rescisso il contratto, avrà avuto  le
  sue motivazioni, non voglio farne un fatto politico, ma voglio dire
  possibile  che  non  ci  rendiamo conto che stiamo  andando  dritti
  dritti verso il baratro?
   I  manager  della  sanità: è da oltre un anno, e  forse  due,  che
  alcune  Asp  non  hanno dirigenti nominati. I tre di  Catania  sono
  quelli noti anche per queste ultimi vicende, ma anche ad Enna.
   Acqua  e  rifiuti:  venerdì riceverò assieme al collega  Trizzino,
  alcuni  sindaci del catanese che ci hanno raccontato l a situazione
  in  cui  vivono, il dramma, fanno la raccolta differenziata ma  non
  sanno  dove portare l'umido che raccolgono, perchè non ci sono  gli
  impianto di compostaggio, e quindi la riportano in discarica.
   Ma  lo  voglio  dire  non perché la colpa ora  è  di  Crocetta,  o
  dell'Assessore  all'Energia  -  che  vorremmo  avere  un  po'   più
  presente,   diciamo  sui  problemi  siciliani  -   insomma   potrei
  continuare, e allora di cosa stiamo parlando di uomini, di poltrone
  o  stiamo  parlando  di una radicale svolta che ha  bisogno  questo
  Governo, urgente.
   Io mi sarei aspettato oggi che il Presidente della Regione, che ho
  visto  ha  fatto una bella marcia indietro rispetto al  tema  delle
  larghe intese, insomma questa Assemblea di oggi era annunciata come
  la   seduta  della  svolta,  che  è  tipica  della  Sicilia  e  del
  sicilianismo  che  conosciamo, in fondo la  terra  del  Gattopardo,
  quindi  ci  mancherebbe che non c'è ad un certo punto della  nostra
  vita il tentativo di cambiare tutto per non cambiare nulla.
   Però  ho  visto che il Presidente su questo terreno  si  è  tenuto
  molto prudente, forse perché ha ricevuto qualche imbarazzo da parte
  di alcuni colleghi del centro destra, e qualche imbarazzo di alcuni
  colleghi che sostengono questo Governo.
   Ma  allora  come  si  fa  questa svolta, è in  grado  Crocetta  di
  immaginare  un Governo autorevole per la Sicilia, non  con  Zichici
  con   tutto  il  rispetto,  ci  mancherebbe  l'autorevolezza  della
  persona,   ma  con  l'idea  di  autorevolezza  da  trasmettere   ai
  siciliani,  se  non  è  in  grado è meglio  chiuderla  qui,  io  lo
  ribadisco  non  c'è  nessuna finzione in me,  o  questa  esperienza
  serve,  e  serviva  a  cambiare la Sicilia, o io  nel  baratro  con
  Crocetta non ci vado.
   Certo,  avrò  la  responsabilità di aver contribuito  a  scegliere
  Crocetta  come Presidente della Regione, non il mio  PD,  il  PD  è
  veramente diretto da altri colleghi parlamentari, ma io ho fatto la
  mia  parte  e non mi nascondo nelle mie scelte, però non  penso  di
  potere  pagare  quella scelta al punto di dovermi suicidare.  Ecco,
  credo  che siamo a questo punto della storia, non ci possono essere
  tergiversamenti  e lo ribadisco per l'ennesima volta:  Crocetta  si
  tenga  pure le poltrone, cuperliani o non cuperliani, noi lavoriamo
  e  cerchiamo di cambiare le cose perché siamo convinti che così non
  va,  ci  convinca  Crocetta del contrario e siamo  pronti  a  farci
  convincere,  perché  siamo  uomini,  ed  a  proposito  dell'odio  e
  dell'amore,  io  personalmente, in vita  mia,  non  ho  mai  odiato
  nessuno.  Ma  certamente  una cosa la amo,  quello  che  amo  è  la
  Sicilia,  e  la amo più di Crocetta, con tutto il rispetto  per  le
  persone, ma prima di tutto viene la mia terra e le persone  per  le
  quali ho dato la mia storia politica al servizio.
   Crocetta rivendica la sua storia politica, ed anche io, anche  noi
  rivendichiamo  la nostra storia politica, fatta di onorabilità,  di
  rigore e di onestà, e non fatta da tentativi di buttare le persone,
  come troppo spesso il Presidente della Regione ama fare.

   PRESIDENTE. A scanso di equivoci ricordo che i minuti per il PD in
  totale sono 35 e 18 secondi, per cui l'onorevole Cracolici ha forse
  esagerato e ha tolto tempo ai propri colleghi.

   CRACOLICI. Mi vuole fare una multa?

   PRESIDENTE. Io multe non ne faccio, ho soltanto ricordato, per una
  questione  di  correttezza,  quali  i  sono  i  tempi  che  abbiamo
  contingentato.   Non  ci  sono  da  fare  battute   ironiche,   sto
  semplicemente  ricordando  ai colleghi come  abbiamo  stabilito  di
  procedere con i lavori d'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io  non
  voglio  ripercorrere gli interventi che, in maniera  esauriente,  i
  colleghi che mi hanno preceduto hanno evidenziato circa il percorso
  difficile  che  stiamo constatando in questa  nostra  realtà  della
  Regione  siciliana,  sotto  il  profilo  della  gestione  politico-
  amministrativa,  quindi di un Governo che, di fatto,  evidenzia  in
  ogni   circostanza  una  serie  di  lacune,  di  difficoltà  e   di
  superficialità.
   Mi permetto solo di evidenziare che il Presidente aveva avviato un
  suo ragionamento partendo da macro sistemi, dalla crisi generale  e
  da una serie di fattori che sono obiettivi, ma poi alla sostanza ha
  riportato  il  dibattito in quelli che invece sono i fattori  reali
  che  vive  la  Sicilia, cioè un dramma in seguito ad una  serie  di
  mancate  risposte  che,  di  fatto, il  Governo,  cosiddetto  della
   svolta ,  aveva  anticipato ed in cui tutti  noi  forse  in  parte
  avevamo  anche sperato, creduto e - perché no - anche nel ruolo  di
  opposizione, abbiamo sempre cercato di dimostrare che l'opposizione
  responsabile  non  vuole essere solo un momento di  critica  ed  un
  momento   distruttivo,  ma  vuole  essere  anche  un   momento   di
  contributo. Come Nuovo Centro Destra abbiamo evidenziato che  siamo
  all'opposizione,  siamo stati e restiamo all'opposizione  e  questo
  non  significa non poter ragionare di quelli che sono i problemi  e
  le emergenze della Sicilia.
   Il  Governatore, a mio avviso, ha sostanzialmente  dimenticato  il
  ruolo  che  la  legge  gli  assegna,  il  Governatore,  in  seguito
  all'elezione  diretta ha dei forti poteri che sono, a  mio  avviso,
  giustificati  da  una  azione  concreta  che  il  Governo  dovrebbe
  determinare,  o  dovrebbe riuscire a portare  avanti  e  quindi  il
  senso,  la  ratio della norma vuole essere quella  di  definire  un
  percorso  forte, un percorso che abbia una capacità di  incidere  e
  quindi di portare a soluzione le emergenze.
   Ma, ahimè  Noi invece abbiamo assistito ad un costante momento  di
  diatriba fra il Governatore e il maggiore partito che è il  PD  che
  lo  ha  visto  impegnato nell'accordo elettorale. Come  il  collega
  Cordaro che mi ha preceduto diceva, anche l'UDC sicuramente ha,  in
  questa direzione, una fase di riflessione da avviare o forse di che
  pentirsene.  Perché nella sostanza quanto il problema  del  Governo
  che  deve  essere  impersonato dal Governatore si trasforma  in  un
  momento  di scontro con gli alleati dello stesso Governo che  hanno
  visto  il  programma  elettorale comune e quindi  l'impegno  perché
  l'elezione  diretta e quindi i cittadini hanno operato  una  scelta
  pur se minoritaria, pur se con il 47 per cento dei votanti, pur  se
  con  tutte le condizioni che sono note a tutti, è chiaro che questo
  momento  di  scontro di fatto ha determinato una continua  altalena
  sullo  scontro per le poltrone, sullo scontro per la primogenitura,
  sullo  scontro  per  la  determinazione  di  una  forte  leadership
  politica nell'ambito dello stesso centro sinistra.
   In questo, di fatto, noi prendiamo pure atto di quelle che sono le
  dichiarazioni che il Presidente ha fatto, cioè che il principio del
  metodo e del merito è un fatto che attiene al suo rapporto con  gli
  alleati.  Però  i  siciliani, la Sicilia, aspetta  le  risposte.  E
  perché no, sul piano delle risposte e sugli annunci, c'è forse  una
  novità  su  quello che è sul tappeto che determina una emergenza  e
  che  citerò dopo, perché innanzitutto vorrei citare quelle che sono
  alcune  norme  che  avrebbero sicuramente dato una  possibilità  di
  crescita alla Sicilia.
   Forse  abbiamo dimenticato - e su questo c'era una risposta -  che
  il Piano regionale dell'energia doveva essere uno degli elementi su
  cui   doveva  probabilmente  fondarsi  la  nostra  possibilità   di
  crescita? Forse abbiamo dimenticato che sono sul tappeto  due  temi
  che  aspettano  un  intervento normativo,  e  quindi  un'azione  di
  Governo,  su quello che è anche il tema della gestione dei rifiuti,
  della  gestione dell'acqua? Forse abbiamo dimenticato che sul  tema
  delle  infrastrutture,  sul  fondo sviluppo,  c'è  bisogno  di  una
  interlocuzione  di  un  Governo  autorevole  con  lo  Stato  perché
  diversamente noi restiamo sempre più marginali e quindi sempre  più
  tagliati  fuori da quelle che sono le ripartizioni  e,  perché  no,
  anche  la  fase di gestione che probabilmente porterà su  tutti  il
  problema   del   piano  di  azione  ad  un  momento   di   gestione
  commissariale?
   Forse noi abbiamo dimenticato che c'era una grande attenzione  sul
  tema  delle  partecipate dalla burocrazia. Sento ancora parlare  di
  quella che deve essere la riforma della burocrazia, il problema che
  la  burocrazia  uccide più della mafia, quella burocrazia  negativa
  perché  noi  vogliamo  invece  dare  risposta  a  quella  parte  di
  dirigenti,  di burocrati che, in maniera seria, portano  avanti  la
  loro  azione e che vengono - così come nella politica - confusi  in
  un grande momento di accusa generalizzata.
   Ma  esiste  per questo una legge, la n. 5 del 2011,  che  è  stata
  sotto  tutti gli auspici portata avanti da questa Assemblea  perché
  determinasse  un  momento  di svolta.  Io  chiedo:  perché  non  ci
  preoccupiamo di capire qual è la fase di applicazione? E su  questo
  voglio anche aggiungere al Governatore, agli Assessori, ma vi siete
  probabilmente  forse  fermati per un momento a  riflettere  che  su
  tutti  questi temi ci sono una serie continua, costante di mozioni,
  di   interpellanze,   di  interrogazioni?  Ma   è   giusto   signor
  Governatore,  signori Assessori, che non c'è  mai  una  risposta  a
  questo  atto istituzionale parlamentare che vuole essere un momento
  di stimolo, di contributo alla soluzione dei problemi? E che invece
  c'è  un  sonoro  silenzio. Su circa cento  interrogazioni,  non  ho
  ottenuto una risposta.
   E'  giusto chiedere, signor Presidente signor Segretario Generale,
  un'azione   di  stimolo  e  verifica  su  quella  che  è   l'azione
  istituzionale  che il Parlamento deve portare avanti nei  confronti
  del Governo? E' giusto pensare che sul tema della rete ospedaliera,
  continua  ad esserci questo momento altalenante, dove ancora  oggi,
  aspettiamo  di  capire come deve essere definito  il  percorso?  E'
  giusto  chiedersi perché, sul problema finanziario, siamo  arrivati
  quest'anno  alla finanziaria ter, quindi una scarsa possibilità  di
  programmazione?
   Non  voglio,  poi,  pensare ad un'azione di governo  che  dovrebbe
  portare  avanti  il  credito, l'agricoltura, il turismo.  Ma  forse
  questa  dovrebbe  essere, anche, un'azione del Parlamento,  che  ha
  cercato  di  fare con le azioni che al Parlamento sono assegnate  e
  sulle quali non c'è alcuna risposta.
   Io  mi  permetto  di  far  presente che,  ad  esempio,  sui  Fondi
  comunitari, su questa grande attesa e su questa grande  svolta  sul
  PON  2007/2013  c'è stato, in quest'ultima fase,  un  tentativo  di
  recupero ma che, nella sostanza, siamo ancora dietro.
   C'è,  però, un 2014/2020 che potrebbe essere un momento di  grande
  programmazione, un momento di grande sviluppo, un momento di grande
  proposta politica che ancora non c'è.
   Io  non  voglio accusare, in senso negativo, il Governo  sui  temi
  centrali  che  sono  sotto gli occhi di  tutti  e  che  sono  stati
  evidenziati  nel  dibattito dai colleghi che  mi  hanno  preceduto.
  Parlo  della formazione, parlo dell'aspetto finanziario degli  enti
  locali,  dove  esistono dei problemi seri e  dove  c'è  bisogno  di
  un'azione  di  indirizzo su quello che è il tema  dei  precari,  su
  quelli  che  sono  gli  indirizzi della Ragioneria  generale  dello
  Stato,  su  quello che è il rapporto costo-servizio  e  sui  quali,
  questo Governo, latita.
   C'è un problema reale che riguarda un diverso modo di utilizzo  di
  tutta  la  spesa  strutturata,  la forestazione,  la  bonifica,  la
  formazione. Questi sono gli argomenti sui quali dobbiamo pensare di
  avere  una  grande attenzione. Su questi argomenti e su  alcuni  di
  questi   argomenti  io  chiedo  e  dico  che,  quando   c'è   stata
  un'iniziativa  che ha tentato di destrutturare il  sistema,  con  i
  suoi  momenti di negatività e dove c'era il marchio, il  marchio  è
  stato  colpito, non è venuto mai meno, da parte nostra, il sostegno
  reale.
   Oggi  c'è bisogno di ricostruire. Oggi c'è bisogno di capire quale
  deve  essere  un'azione  che dobbiamo  portare  avanti  e  non  può
  bastare,  signor Presidente, quel suo passaggio in cui dice  che  è
  provato  dalle sofferenze e che vorrebbe governare come  un  santo.
  Questo potrebbe essere l'auspicio perché possa farci riprendere  da
  questo  momento di grande e grave crisi e di letargo  che  abbiamo,
  però  poi  va dimostrato con i fatti, altrimenti anche i  santi  si
  ribellerebbero della citazione.
   Io  dico  che va preso atto di questo stato di blocco e  di  grave
  fallimento del Governo.
   Di quale programma vogliamo parlare, colleghi ed amici?
   Dico  al governatore che bisogna essere più puntuali. Non  si  può
  generare  un momento di grande negatività che tende a delegittimare
  tutto  e  tutte  le  istituzioni. C'è bisogno  di  focalizzare,  di
  indicare  e di denunziare. C'è bisogno, anche, di salvaguardare  la
  parte  positiva. Diversamente, ci ritroveremo su una  barca  che  è
  affondata senza neanche accorgercene.
   Allora, il rischio è di andare a sbattere. Sicuramente, quando  si
  parla  di sfide, io dico che le sfide sono alte, che le sfide  sono
  importanti, perché possono determinare momenti di cambiamento.
   I  momenti di cambiamento devono portare risposte per le soluzioni
  dei  problemi  perché  attraverso le risposte cresce  la  speranza.
  Attraverso questo percorso si riprende la fiducia.
   I  cittadini cominciano a vedere un futuro. Diversamente così come
  da  questo quadro a tinte fosche che noi stessi dipingiamo non  c'è
  un  futuro,  ritengo che invece c'è grande necessità  di  presa  di
  coscienza per dire come questo momento difficile e questa emergenza
  possa essere, perché no, motivo di riflessione.
   Il  dibattito  che  è  stato portato avanti evidenzia  una  grande
  preoccupazione  e  questo  è  un fatto  di  maturità  da  parte  di
  quest'Assemblea.
   Allora, al di là di tutto dico che c'è bisogno oggi di una  grande
  svolta,  una  grande  svolta che se non mutano  le  condizioni  può
  venire sicuramente dal dibattito che possa portare alla definizione
  della  legge elettorale e poi, se non ci sono altre condizioni,  il
  Presidente  deve  prendere atto che a questo punto  l'unica  strada
  resta  quella del voto a cui i siciliani potranno sicuramente  dare
  una risposta, mi auguro, in maniera diversa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione, che non c'è.
   Il mio più che un intervento è un appello, anzi una preghiera.
   Non  so  se ha notato, ma durante la partita a Risiko che lei  sta
  giocando  con  la  sua  maggioranza, la mia  Commissione  ha  avuto
  l'onore  di  conoscere - li devo leggere perché sono  tanti  -  tre
  assessori   per  l'ambiente,  due  assessori  per  l'energia,   due
  assessori per il turismo, due assessori per le infrastrutture,  due
  assessori   per  l'agricoltura  ed  ancora  il  secondo   anno   di
  legislatura non si è concluso.
   Allora  vengo al dunque, Presidente che non c'è, può lasciarci  un
  assessore il tempo necessario a finire una legge? Non dico tutta la
  legislatura, ma anche sei mesi, il tempo strettamente necessario  a
  farne anche una.
   Mi  rendo conto che lei ha la necessità di assecondare i delicati,
  o  forse è meglio dire gli inconsistenti e labili rapporti  con  la
  sua  maggioranza,  ma mi creda, ai cittadini  di  queste  cose  non
  importa  nulla. Ai cittadini, del nome, del colore,  o  tanto  meno
  della residenza di un assessore, non interessa proprio niente.
   I  cittadini, se devono assistere ad uno spettacolo, se ne vanno a
  teatro,  non devono accendere la televisione e guardare le  vicende
  da telenovela del suo Governo. Lei invece ci sta abituando a vedere
  componenti  della Giunta avvicendarsi da un ramo ad un  altro  e  a
  pseudo  scandali  come  l'ultimo che  è  avvenuto  che  nemmeno  il
  peggiore degli sceneggiatori avrebbe mai il coraggio di mettere  in
  scena.
   Lei  ci  deve dire come la mia Commissione e i colleghi della  mia
  Commissione  che,  responsabilmente stanno  portando  avanti  delle
  riforme, possono portarle avanti se ogni sei mesi devono rispondere
  ad un assessore nuovo?
   Non  so se ha avuto il tempo di notare, tra un cambio ed un  altro
  di  assessori,  quello  che  è successo sulla  legge  del  servizio
  idrico.  E questa è soltanto una delle tante ipotesi che  le  posso
  portare.
   Signor Presidente, lei vuole fare delle riforme. Ebbene, adesso le
  dico  le  riforme  che la mia Commissione e i  colleghi  della  mia
  Commissione,  quando parlo di colleghi, non parlo dei colleghi  del
  Movimento cinque stelle, ma i colleghi di tutta la Commissione,  di
  tutti i colori politici, che stanno portando avanti, quelli di  cui
  lei parlava poco fa. La legge di riforma delle aree protette che le
  ricordo,  Presidente,  magari  non lo  sa,  non  è  governativa,  è
  parlamentare.
   La  legge  di  riforma  del Governo del territorio,  la  legge  di
  riforma  del  testo  unico in materia di  edilizia  quella  che  si
  aspetta da trentacinque anni, anche questa è parlamentare; la legge
  sui  centri  storici e la legge contro l'inquinamento  atmosferico,
  questa  è  l'unica legge governativa che doveva uscire  dall'ultimo
  assessore  per l'ambiente e sono certo che verrà ripresa dal  nuovo
  assessore per l'ambiente.
   Vede,  sono queste le riforme che lei avrebbe dovuto fare.  Perché
  la  rivoluzione  di  cui  lei parla, non  si  fa  giocando  con  le
  poltrone,  ma  cercando, dico cercando almeno di salvare  la  vita,
  concedetemelo,  anche la dignità dei siciliani  che  per  adesso  è
  martoriata.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  un
  profondo  sentimento  di tristezza prende il  sopravvento  sul  mio
  stato  d'animo dopo aver ascoltato il Presidente della Regione.  Un
  sentimento  di  tristezza e di smarrimento, non  riesco  a  provare
  emozioni  dopo  aver ascoltato quello che ha detto  il  Governatore
  Crocetta partendo dalla Siria, passando dal Marocco per arrivare ad
  un'abusiva  piscina sulle coste siracusane. Un  intervento  che  la
  stampa,  la  pubblica opinione, l'Aula attendeva per le novità  che
  avrebbe dovuto esprimere ed invece è stata la stanca ripetizione di
  cose già dette.
   Siamo  passati  dal chiasso, dalle trombe della  marcia  trionfale
  dell'Aida  delle prime settimane di questa legislatura,  alle  note
  meste  e  basse  di un mortorio che sembra volere preannunciare  la
  fine anticipata di questa legislatura.
   C'è  stato  un grande assente finora nel dibattito, ma soprattutto
  nell'intervento del Governatore e della politica. Io non so  se  il
  Presidente  Crocetta   ci  fa  o  ci  è ,  certamente  un   attento
  osservatore  dei comportamenti umani non farebbe più richiamo  alla
  politica   ma  pretenderebbe  il  soccorso  della  neuropsichiatria
  applicata alla politica. E lo dico con grande rispetto per  l'uomo,
  ma  con assenza assoluta di rispetto verso una persona che continua
  a prendersi gioco delle istituzioni.
   Ed  io non glielo consento, Presidente, non lo consento io, non lo
  consente il mio Gruppo parlamentare, credo di poter dire che non lo
  consentono i colleghi dello schieramento del centrodestra.
   Ma  Crocetta non è la causa, sarebbe un errore puntare  tutto  sul
  Presidente  della Regione. Crocetta è il risultato di un'operazione
  elettorale portata avanti al tavolo del grande capitale  in  questa
  Regione con il soccorso di tanti, anche di attori impensabili.
   Crocetta  non è il frutto di un consenso spontaneo e  libero,  che
  c'è stato e soltanto marginalmente, è il frutto di un risultato che
  ha  visto  assieme i partiti del centrosinistra, liste raffazzonate
  all'ultimo  momento,  sindacati autonomi e  di  partito,  apparati,
  strutture,  grande imprese con dovizia di capitale e tanti,  tanti,
  tanti Genovese.
   Tanti,  tanti,  tanti  onorevole  Genovese;  tanti,  tanti,  tanti
  personaggi  che sanno che il consenso in Sicilia lo si può  cercare
  porta  per porta, o parlando al cuore della gente nelle piazze,  ma
  lo si può anche sollecitare con una telefonata quando il consenso è
  strutturato,  e  quindi drogato, e quindi falso, e quindi  fragile,
  perché  lo  si ottiene attraverso l'arma del ricatto. Questo  è  il
  frutto di una operazione che si chiama  Crocetta .
   Egli  è stato abile nella strategia mediatica ed altrettanto abile
  nella ignobile mistificazione che ha saputo accreditare.
   Ma Crocetta non è al suo posto per avere vinto un concorso, non  è
  li  perché calato dal cielo per virtù dello Spirito Santo -  perché
  se  così  fosse Presidente io mi dichiarerei ateo - Crocetta  è  il
  personaggio sbagliato nel momento sbagliato
   Le  responsabilità dei governi degli ultimi venti anni in  Sicilia
  si dividono dall'una e dall'altra parte.
   Nella  seconda  Repubblica il centrodestra,  complessivamente,  ha
  governato  otto anni e mezzo, complessivamente in tutta la  seconda
  Repubblica,  otto  anni  e  mezzo; tutto  il  resto  è  Governo  di
  centrosinistra. Prima ancora, nella prima Repubblica era Governo di
  centrosinistra.
   Dico  questo  perché la latitanza del Governo  è  stata  grave,  è
  evidente  e sotto gli occhi di tutti  Ma in questo panorama  sempre
  più  squallido,  in  questo deserto delle idee non  è  soltanto  la
  latitanza del Governo che emerge di fronte a noi, è anche l'assenza
  di una politica di governo della sinistra.
   Qui   sta  il problema, qui il nocciolo  Sarebbe un errore puntare
  tutto  contro Crocetta. E' il fallimento della sinistra di governo
  Innanzitutto,  del Partito Democratico che governa  la  Sicilia  da
  cinque  anni, cinque anni  Non cinque mesi  Ha  governato tre  anni
  con  Lombardo e due anni con Crocetta. Una sinistra che non  sembra
  in grado di aprire ai siciliani una visione del futuro, una visione
  capace di suscitare partecipazione e speranze.
   E'  il  naufragio della sinistra di governo, incapace di  proporre
  qualsiasi  prospettiva  politica che non  può  essere  solo  quella
  stancamente  ripetuta  del  quanti Assessori  mi  dai,  Crocetta? ,
  cuperliani, renziani, amici dell'uno, amici dell'altro.
   Non  è  questo  che  serviva  alla  sinistra  di  Governo,  ad  un
  Governatore  comunista che, per la prima volta,  viene  eletto  col
  suffragio  diretto, dopo il Governo Capodicasa che  aveva  nel  suo
  Governo l'Assessore Cuffaro all'agricoltura.
   Il problema serio è che non si può andare in giro a dire:  intanto
  Crocetta è incapace  e il giorno prima pretendere quattro Assessori
  invece che due e di una corrente invece che di un'altra
   Non  si  comprende  bene cosa la sinistra, cosa il  centrosinistra
  proponga  -  o abbia proposto - in questi due anni per  affrontare,
  non  dico  risolvere, ma almeno affrontare i problemi  più  urgenti
  dell'agenda  politica nello scenario siciliano. Come affrontare  la
  crisi  finanziaria;  che  lo sappia Crocetta,  non  si  affronta  a
  Palermo  ma  si  affronta a Roma andando lì,  legandoci  davanti  a
  Palazzo  Chigi,  andando  lì  e mobilitando  tutti  i  parlamentari
  nazionali,  i Deputati, i Senatori di tutti i partiti,  andando  lì
  tutti e novanta, mettendo sul tavolo l'efficacia degli articoli 36,
  37 e 38 dello Statuto, aprendo un contenzioso col Governo di Renzi
  Questo   avrebbe   dovuto   fare  un  vero   rivoluzionario   senza
  rivoluzione, qual è Crocetta
   E  invece, come sono stati affrontati i problemi della crescita  e
  dello  sviluppo?  E  come  è  stato  affrontato  il  problema   del
  precariato?  E' come se avessimo voluto spegnere il fuoco  buttando
  benzina.
   Non  faremo macelleria sociale, non licenzieremo nessuno  Vero  è,
  ma intanto migliaia di precari in Sicilia da quindici-diciotto mesi
  non ricevono stipendio e come si vive in queste condizioni? Dicendo
  di non licenziare nessuno?
   Invece  di  distruggere  e  lasciare le  macerie,  il  Governatore
  avrebbe  fatto  bene  a  distruggere e  a  ricostruire  avendo  una
  visione,  una prospettiva, una ragione, un obiettivo, uno strumento
  per raggiungere l'obiettivo stesso.
   Un precariato del quale ci si è serviti in campagna elettorale per
  dire:   non  faremo  macelleria sociale  e  poi  Crocetta  di  quel
  precariato  ha fatto il vampiro e con il sangue di quel  precariato
  si  è  fatto mercato nero in Sicilia in questi due anni  Va  detto
  Tante le illusioni  Tante
   E   la  fiducia  alle  piccole  e  medie  imprese  come  l'abbiamo
  trasmessa,  come l'abbiamo inculcata se c'è un tasso  di  mortalità
  ogni  giorno?  In  Sicilia è davvero pauroso  rispetto  alle  nuove
  imprese che nascono
   E  la sanità  La sanità prigioniera delle contraddizioni di questo
  Governo,  della  inefficienza di un assessore  che  avrebbe  dovuto
  cogliere l'occasione qualche mese fa per andarsene a casa   Avrebbe
  dovuto cogliere l'occasione per andarsene a casa invece che restare
  al suo posto
   Dalle  incertezze  di una programmazione che  rischia  di  privare
  vaste  aree del territorio e la stravagante riforma delle  Province
  che  ha lascito i sindaci da soli mentre le strade provinciali sono
  chiuse  al  traffico, mentre le scuole superiori  cadono  a  pezzi,
  mentre   nessuno  più  assicura  i  servizi  di  competenza   della
  Provincia, mentre non c'è programmazione turistica e culturale
   Avete  rispolverato  una norma del '46 signori  del  centrodestra
  Conservatori contro la proposta riformista che è l'elezione diretta
  del presidente della provincia
   Volevate risparmiare e avete moltiplicato i centri di costo con il
  risultato  che  oggi, a tre giorni dalla scadenza,  nessuno  sa  in
  Sicilia  che fine faranno le province. Governatore Crocetta,  avete
  creato    un   situazione   di   caos   in   tutte   le   strutture
  dell'Amministrazione regionale.
   E  come  fa  Crocetta a non rendersi conto di essere un Presidente
  isolato, isolato dai partiti, dai suoi stessi partiti  Isolato  dai
  sindacati,  isolato  dalle organizzazioni  di  categoria,   isolato
  dagli  Atenei, isolato dalla Chiesa, isolato dai centri  che  fanno
  opinione  in  Sicilia  perché  è stato  assolutamente  incapace  di
  decidere
   Un  Presidente  contestato  da tutti  E  come  reagisce   Reagisce
  puntando l'indice accusatore contro chi osa dissentire da lui
    Tu  sei mafioso  Tu sei mafioso perché mi attacchi  Tu soffri  di
  omofobia  perché io sono un gay    E' una favola a cui nessuno  più
  crede
   Presidente  Crocetta,  lei non può usare  la  sua  antimafia  come
  strumento per delegittimare gli avversari, per criminalizzarli, per
  neutralizzarli, per tentare di mettere a tacere quelli che  non  la
  pensano  come  lei  Anche perché su questa strada  rischia  qualche
  volta  di sbagliare bersaglio il Governatore Crocetta  Sulla strada
  dell'accusa  di  mafia rischia di sbattere contro il  muro.  E  può
  anche farsi male, Presidente Crocetta
   Non  tutti quelli che non la pensano come lei sono mafiosi  e  che
  hanno  il  coraggio di dirglielo  La verità è che  lei,  Presidente
  Crocetta, è un buono a nulla ma capace di tutto
   Mi avvio alla conclusione. Il centrodestra è stato responsabile in
  questi due anni. Abbiamo atteso in Aula le proposte. Abbiamo atteso
  in  Aula le riforme. Abbiamo atteso la rivoluzione ed è arrivata la
  restaurazione  nei metodi di nomina clientelare  Abbiamo  atteso  i
  giacobini  e  i  sanculotti e sono arrivati i voltagabbana,  sempre
  pronti,   armi   e   bagaglio,  a  passare  dal   centrodestra   al
  centrosinistra  per potere rafforzare la ballerina maggioranza  del
  Presidente Crocetta
   Cosa fare allora? E' una battaglia persa, Governatore Crocetta  E'
  una speranza fallita  Lei dice:  c'è da difendere le istituzioni  e
  fa  finta  di  non  rendersi conto che lei è già  un  problema  nel
  problema
   Lei non può difendere le istituzioni, lei le ha oltraggiate con la
  sua  incapacità,  con la sua inerzia, con la sua voglia  di  essere
  protagonista  con sullo sfondo soltanto il dramma e la disperazione
  di un popolo.
   Si può chiamare il piromane per spegnere l'incendio? Come possiamo
  credere  ad  una  disponibilità al dialogo  sulle  riforme  con  un
  Presidente  che  ha  ridotto  al  collasso,  alla  paralisi  questa
  Regione
   La Sicilia vive la fase più drammatica del suo dopoguerra. C'è una
  sofferenza  economica e sociale inimmaginabile  Troppe  aspettative
  sono  state deluse e la mafia alza la testa, si riorganizza e  crea
  la  strategia della tensione per suscitare paura nei magistrati. E'
  di  queste  ore  l'ennesima minaccia al procuratore  Scarpinato  al
  quale  va il mio, e credo di poterlo dire, il pensiero solidale  di
  tutta l'Assemblea.
   E  allora,  signor Presidente, io mi permetto per un  attimo,  per
  cinque  secondi,  di parlare in nome di una società  civile,  molta
  della  quale ha votato Crocetta, sia chiaro, che è stata e  che  si
  sente  umiliata e ignorata. Una società civile che  non  nutre  più
  speranze. Una società civile che si consola nell'astensione,  nella
  rinuncia a credere e nella rinuncia a sperare.
   Il    Presidente   Crocetta   deve   interrompere   questa   lenta
  decomposizione della Regione siciliana. I suoi errori  hanno  fatto
  dimenticare  quelli  pur  gravi dei  suoi  predecessori.  Tolga  il
  disturbo  Presidente Crocetta  Tolga il disturbo  Liberi  veramente
  la  Sicilia dalla sua ingombrante presenza istituzionale;  rassegni
  le  dimissioni con un atto di coraggio e non aspetti  di  vivere  e
  subire   la  umiliazione  della  mozione  di  sfiducia  che  questa
  Assemblea, sono sicuro, senz'altro voterà.
   L'onorevole Marco Falcone ha preannunciato una mozione di sfiducia
  a  nome  del  centrodestra. Vogliamo mettere alla prova il  Partito
  Democratico se avrà il coraggio, se avrà la consapevolezza, se avrà
  la libertà stavolta di aggiungere il proprio voto al nostro, perché
  questa  Terra  possa tornare a sperare, altrimenti il  processo  di
  decomposizione della più alta istituzione del territorio sarà lento
  ed inesorabile e noi a questo destino non vogliamo legare il nostro
  nome e la nostra complicità.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  questo  mio
  intervento  farò  meno riferimento alle analisi politiche;  d'altra
  parte  l'intervento prima del mio, quello del Presidente  Musumeci,
  in  maniera autorevole e puntuale ha già tracciato il percorso.  Il
  capogruppo  Falcone  anche  lui ha fatto  delle  analisi  puntuali,
  quindi  non  mi rimane, signor Presidente, che, facendo riferimento
  all'onorevole  Presidente  della  Regione  che  è  andato  via,  mi
  dispiace  sicuramente delle questioni di salute, ma accompagnandosi
  da  quella  stampella  adesso  dovrà certamente  comprendere  quale
  stampella all'interno di questo Parlamento dovrà cercare e  trovare
  per venire a sostegno di questa sua scomoda posizione.
   Quindi,  più che fare riferimento agli aspetti della politica  che
  attengono  adesso il momento del Governo, mi sento  invece,  signor
  Presidente, di dover dar voce a quella gente, a quella tanta  gente
  che  in  questi mesi ci vede andare nelle piazze, ci vede sostenere
  un  punto  di vista e ci ha chiesto con forza di arrivare a  quelle
  determinazioni  che prima il Presidente Falcone presentava,  ovvero
  quelle della sfiducia.
   E'  chi  è quella gente, signor Presidente dell'Assemblea?  Quella
  gente   è  fatta  di  quei  tanti  dipendenti,  forse  non   ancora
  licenziati,  ma che temono che questo possa accadere; quella  gente
  che da troppi mesi non prende gli stipendi. E tra quella gente c'è,
  ad  esempio,  una  categoria che è scivolata in una  condizione  di
  confusione   ovvero  i  dipendenti  delle  ex  Province  regionali,
  dipendenti  di  quelli  che  saranno liberi  consorzi  dei  comuni,
  rispetto  ai  quali  non c'è nessuna certezza, i  dipendenti  della
  formazione  professionale (oltre ottomila  persone),  la  categoria
  degli  sportellisti  (milleottocento), la categoria  dei  formatori
  (oltre  duemila), i primi appartenenti alla categoria del  progetto
  Spartacus,  i   secondi  appartenenti alla categoria  del  progetto
  Prometeo.  Ma insieme a loro ci sono i 190 dipendenti con contratto
  a  tempo  determinato che sono in attesa della riforma dei rifiuti,
  una riforma che, ahimè, veniva annunciata e non trova alcun futuro,
  alcuna prospettiva. E fra questi ci sono i dipendenti della PS  che
  sono  in  attesa di una riforma del sistema idrico, anche quella  è
  una riforma annunciata e mai arrivata.
   E  ancora  i  dipendenti dell'ATO rifiuti per quella  riforma  che
  doveva avvenire con la SRR e che in realtà non ha mai trovato luce.
   I  dipendenti  dei  tanti  call center, milioni  di  giovani,  che
  aspettavano  un  segnale da parte di questo governo  regionale  nei
  confronti del governo nazionale, un intervento, una proposta perché
  si potesse arrivare in loro aiuto.
   I dipendenti dell'ESA, dipendenti che da tre mesi non ricevono gli
  stipendi.  I  lavoratori PIP, anche quella è una  categoria  che  è
  stata  denigrata,  senza tener conto del fatto che  quello  che  li
  riguardava   doveva   essere  un  progetto  di  inclusione   socio-
  lavorativa,  quei  soggetti che erano entrati a  far  parte  di  un
  bacino perché avevano determinate caratteristiche e che, proprio in
  funzione di quelle caratteristiche, vengono mandati a casa o questo
  quantomeno è quello che il Governo vorrebbe fare.
   E   i   dipendenti    del   settore   forestale,   cinquantunisti,
  settantottisti,  centunisti,  dipendenti  che  vengono  mandati  al
  lavoro  per fare prevenzione dei boschi e delle foreste ma che,  di
  fatto,  vengono mandati a lavorare solo quando i boschi  hanno  già
  preso fuoco, con buona pace di gare d'appalto fatte in favore degli
  elicotteri  che  con i loro canadair, con i loro approvvigionamenti
  in  acqua  andavano a spegnere i fuochi a suon di stanziamenti,  di
  bandi, di affidamenti fatti mentre i dipendenti rimanevano a casa.
   E ancora i dipendenti dell'AST, quell'AST a cui Crocetta, ricordo,
  voleva mettere le ali.
   O  ancora  i  dipendenti dell'ARAN. I dipendenti di istituti  come
  quello della Vite e del Vino a cui era stato promesso che sarebbero
  rientrati  tra  le  eccellenze dei prodotti  siciliani  da  portare
  all'estero.
   E  ancora i dipendenti precari dei comuni, di tutti i comuni della
  Sicilia che dovevano entrare dal primo giorno in quel famoso bacino
  ad esaurimento che non ha mai trovato prospettive e sviluppo.
     E  ancora i dipendenti degli ATO, e ancora i dipendenti  dell'ex
  Impresa  del settore pianificazione e imprese, quei dipendenti  che
  si  sono  ritrovati  a  casa  con  un  rischio  di  cinquanta  mila
  licenziamenti  in nome di una esternalizzazione che avrebbe  dovuto
  produrre  dei  risparmi  e  che invece  deve  ingrassare  la  spesa
  pubblica  delle Partecipate, quelle partecipate che  costano  oltre
  trecento milioni di euro con una sovrapposizione tra la certezza di
  una spesa pubblica mal fatta e la certezza, invece, dei risparmi  e
  dell'efficienza che avrebbero prodotto le imprese siciliane, quelle
  stesse  imprese che si vedono sacrificate per lasciare spazio  alle
  Partecipate.
   Partecipate che dovevano chiudere, che dovevano essere  unificate,
  ma  rispetto  alle  quali non è accaduto nulla.  Per  non  parlare,
  Presidente Crocetta poi, dei cumuli di immondizia che sovrastano da
  una parte all'altra le nostre città: dalle strade periferiche, fino
  a  quelle  residenziali, rendendo le nostre città  avvolte  da  una
  nauseabonda  e  maleodorante atmosfera,  simbolo  concreto  di  una
  Regione  che  ormai  affonda  nel suo  stesso  disagio,  Presidente
  Crocetta.  Con buona pace ancora una volta qui, per la riforma  dei
  rifiuti.  E poi per tarlare, oltre che i dipendenti, anche  di  chi
  dipendente  vorrebbe diventarlo, un provvedimento  solo,  a  favore
  Presidente  Crocetta  del  mondo delle  imprese,  del  mondo  della
  piccola  e  media impresa, del mondo dell'industria, a  favore  dei
  giovani, quegli stessi giovani che si sono visti beffare in  quella
  giornata del clik day.
   Centomila  giovani a cui, non soltanto, si nega una prospettiva  e
  un lavoro ma si nega anche la possibilità di continuare a sperare.
   Vede  Presidente, mentre lei è alla ricerca di una sua  stampella,
  noi   siamo  qui  per  dirle  in  maniera  chiara,  decisa,   senza
  tentennamenti, con buona pace anche di quella parte, di stampa  che
  ha  voluto  a  tutti  i  costi intravedere un'alleanza  tra  questo
  Governo e il corpo di opposizione, siamo qui per dire che noi siamo
  e  rimaniamo all'opposizione, lo ha detto prima il mio Capo Gruppo,
  il  Presidente  Falcone:   noi abbiamo annunciato  una  mozione  di
  sfiducia, rispetto alla quale andremo avanti, non soltanto fino  ad
  arrivare  al numero 46 di quest'Aula, ma attraverso gesti  pratici,
  concreti.
   Noi  nelle prossime settimane, Presidente Crocetta lei questo deve
  saperlo,  scenderemo nelle piazze, con i nostri  banchetti,  con  i
  nostri  gazebo, fino all'ultimo paese della Sicilia, fino al  paese
  più  lontano, lo faremo in maniera chiara, determinata e saranno  i
  siciliani, perché questa è la realtà con la quale lei deve  fare  i
  conti,  saranno  i siciliani a dirlo, che non c'è  prospettiva  per
  questo Governo.
   Lei  ha  già  fatto  un  discorso come se fosse  a  due  settimane
  dall'insediamento, come se alcuni disegni di legge, alcune  riforme
  potessero   ancora  trovare  luce  e  prospettiva.  No   Presidente
  Crocetta, le due settimane sono passate da tempo, siamo a circa due
  anni.  E'  tempo  di  fare bilanci, che hanno  fatto  i  siciliani,
  Presidente  Crocetta  e  lei deve andare a casa  insieme  a  questo
  Parlamento.
   Forza   Italia,  la  mozione  di  sfiducia  l'ha  presentata,   la
  continuerà  a  sostenere  nelle piazze  e  saranno  i  siciliani  a
  decidere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  ascoltato
  questo  intervento con molta attenzione perché era stato annunciato
  come  lo  sblocco di una situazione politica, come un divenire  che
  avrebbe   certamente  risolto  le  questioni  politiche  che   sono
  all'ordine  del  giorno  di  questo  Governo  ma  anche  di  questa
  Assembla.
   Ho  avuto  modo  di  assistere a un monologo di cento  minuti  del
  Presidente Crocetta, in cui partendo da ragioni e da spiegazioni di
  illustrazione  di  politica  nazionale e  internazionale  sul  tema
  finanziario,  ha sciorinato una serie di valutazioni  che,  per  la
  gran  parte  dei cento minuti, non hanno riguardato la  specificità
  degli argomenti da trattare se non una rapida e finale elencazione,
  senza  illustrare  all'Assemblea che ne  ha  il  diritto:  i  punti
  cardine  della rivoluzione che il Presidente Crocetta vuole portare
  avanti.
   Dico  questo, facendo qualche cenno, perché parlare di disegni  di
  legge  in  un luogo così qualificato, in un Aula così importante  e
  che  è  la  depositaria  di  quella che è  la  volontà  del  popolo
  siciliano  senza  illustrarne  i contenuti,  senza  spiegare  quali
  possono essere gli atti rivoluzionari, rischieremmo di ripetere gli
  incontri  tenuti  dinnanzi a Giletti, dove con  annunci  clamorosi,
  comunicava  al  popolo italiano che la  Sicilia  sarebbe  stata  la
  prima regione d'Italia che eliminava le province, senza a tutt'oggi
  raggiungere  l'obiettivo  di fare che cosa  delle  province,  delle
  funzioni, delle competenze, dei dipendenti, dei beni immobili e  di
  quant'altra prerogativa in atto nelle province regionali.
   Sul  tema  finanziario. Il Presidente ha lanciato  accuse  precise
  alla politica nazionale e, perché no, lo dicevo poco fa, anche alla
  politica  che  il  Governo in questo momento, la Comunità  europea,
  tenendo conto che noi abbiamo certamente le nostre responsabilità.
   Vero   è   che  abbiamo  dovuto  subire  imposizioni  dal  Governo
  nazionale,  come, a proposito, ecco la riduzione dei trasferimenti,
  per  tre  anni per circa tre miliardi, ma è anche vero  che  questo
  governo,  questo presidente, è stato costretto dal capo  del  PD  e
  cioè  dall'attuale  presidente  del  Consiglio  a  rinunciare  agli
  effetti  positivi  dei  ricorsi che abbiamo presentato  alla  Corte
  costituzionale  e  a recepire senza una trattativa  tutto  ciò  che
  riguarda la questione del Federalismo perchè altrimenti non avrebbe
  lo Stato allargato i bordoni del patto di stabilità.
   Questo  lo  dico  perché  bisogna essere leali  con  i  siciliani,
  bisogna  essere leali con il parlamento,  perché se c'era  un  atto
  forte  da  compiere  da parte del presidente  della  Regione,  deve
  essere  certamente  quello di fronteggiare  il  governo  nazionale,
  illustrare le ragioni che scaturiscono dallo Statuto della  Regione
  siciliana,  che  certamente  costituisce  parte  integrante   della
  Costituzione,  e  andare  avanti  sull'onda  del  ricorso  e  sulla
  trattativa  di  quello  che  è  il  Federalismo,  perché  il  primo
  certamente  avrebbe garantito, come è stato per il  ricorso  che  è
  stato approvato dalla Corte dei conti, risorse  importanti che  non
  potevano  altrimenti, ecco, lo posso dire, rinunciate  rispetto  al
  mancato  trasferimento da parte dello Stato e,  fra  l'altro,  devo
  aggiungere anche la questione del Federalismo che ci imporrà regole
  nuove  a proposito del 1   ottobre che sarà la data in cui, secondo
  le nostre regole, dovrà essere approvato dalla Giunta di Governo; è
  il 24 di settembre e non mi risulta che si discuta di bilancio.
   Io  dico  questo perché, siccome sento sempre parlare di legalità,
  di  rispetto,  delle  regole, credo che sia  cosa  buona  e  giusta
  attivarsi  perché  si possa fare questo benedetto bilancio  tenendo
  conto  di queste nuove regole, tenendo conto che il bilancio  della
  Regione  siciliana dovrà inserire nell'ambito di  questo  strumento
  finanziario  anche  le  questioni relative  alle  società  che  pur
  ridotte  hanno  una massa finanziaria di debiti importante.  Non  è
  colpa  di  Crocetta. Siamo pienamente d'accordo,  ma  questa  è  la
  realtà   e  su  questo,  come  ha  detto  il  Presidente,   bisogna
  confrontarsi.
   Allora, credo che se avessimo voluto oggi svolgere una seduta,  un
  incontro  tra maggioranza e opposizione, tra governo e  parlamento,
  avremmo  certamente  non voluto assistere  a  questo  monologo  del
  presidente   contro   un   partito   della   maggioranza   e    più
  specificamente,  il  suo  partito,  e  degli  altri   partiti   che
  compongono la maggioranza non c'è cenno. Non ho ben compreso perché
  non  sono  autorizzato a fare una interpretazione se il rapporto  è
  buono   o   non  è  buono,  mi  riferisco  ovviamente   all'UDC   e
  all'Articolo 4. Dagli interventi che faranno i colleghi  di  questi
  due partiti certamente ne potrò capire di più.
   Lei  ha  detto con chiarezza:  io mi sono candidato  da  solo,  ho
  imposto la mia candidatura, il PD mi ha subìto, ho il mio programma
  e  vado  avanti  . Questo è il dato politico che oggi il Presidente
  della  Regione  ci ha detto con molta chiarezza.   Io  non  subisco
  diktat da nessuno, non subisco indicazioni da parte della direzione
  regionale  del PD perché non accetto di perdere il mio onore  .  E'
  una  frase, cari colleghi, molto significativa. Vuol dire  che  c'è
  una  valutazione  del Presidente della Regione  a  cui  sono  state
  chieste  cose  sottobanco che non può accettare. Ha  aggiunto   non
  posso  mutar  geneticamente la mia storia politica . Cosa  cela  il
  Presidente?   Qual  è  la  ragione  di  questo  irrigidimento   del
  Presidente  della  Regione? Cosa gli ha chiesto  di  strano  -  non
  voglio  usare altri aggettivi - il Segretario regionale del Partito
  Democratico, cioè l'onorevole Raciti, che nel corso di un  incontro
  in  sede  di  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  ha
  indicato  come   quel  signore che mi  ha  dato  delle  indicazioni
  attraverso la stampa'?
   Credo  che se, da un lato, il Presidente della Regione ha mostrato
  questa  rigidità  e  ha  detto che in buona  sostanza  non  accetta
  indicazioni  di uomini, non vuole la contestazione in  ordine  alle
  scelte,  ma auspica soltanto un ragionamento in ordine alle riforme
  che  deve fare e che lui stesso non spiega, non illustra quali sono
  i  punti cardine di queste riforme che vuole portare avanti, perché
  non basta indicare il tipo, bisogna dire con chiarezza quali sono i
  punti  specifici  di  questi disegni di  legge,  io  credo  che  ci
  troviamo dinnanzi ad un empasse totale.
   L'incontro  di oggi non sortirà a nulla, una passerella  fatta  da
  ciascuno  di  noi,  non c'è un voto, non c'è un pronunciamento,  il
  Presidente  della Regione se ne va, non so perché non vuole  essere
  presente,  al  di  là  delle ragioni di salute, certamente,  poteva
  stare, parte della seduta, seduto ad ascoltare ed implica una serie
  di meriti che sono ascritti al suo Governo.
   Abbiamo   risparmiato  nella  formazione  professionale   trecento
  milioni di euro. Io ricordo, Presidente della Regione attuale,  che
  già  nel 2011, il governo Lombardo aveva eliminato dal bilancio  la
  somma  di  252 milioni e 184 mila che erano le spese a  valere  sul
  bilancio  ordinario per far fronte alla cosiddetta copertura  della
  legge 24/1977.
     Vero  è che la formazione professionale, l'Assessore, il suo  ex
  dirigente hanno assunto delle posizioni forti, ma è anche vero  che
  a  proposito  della formazione professionale attendiamo,  da  tanto
  tempo, un disegno di legge che pare sia stato esitato dalla Giunta,
  ma  è anche vero che ci sono persone che attendono lo stipendio  da
  diciassette mesi e che a tutt'oggi non hanno un riscontro  concreto
  di quelle che sono le aspettative.
   Sulla  sanità,  vorrei ricordare al Presidente che, con  circolare
  del  12 novembre 2012, in considerazione delle scelte politiche del
  Governo  nazionale  in  ordine alla  riduzione  di  spesa,  si  era
  comunicato a tutti i Direttori generali di sospendere i concorsi  e
  di  fare  in modo che solo dopo l'approvazione dei posti  letto  si
  potesse procedere ai concorsi.
   Una  scelta  giusta in sintonia con i parametri  finanziari  dello
  Stato,  ma  che  vede  a  tutt'oggi nessuna conclusione  di  questo
  processo  di  natura  tecnica,  amministrativa,  politica,   perché
  chiaramente,   Presidente,  lo  dico  chiaramente,   si   attendeva
  l'insediamento dei nuovi Direttori generali della sanità.
   E'  inutile  girarci attorno, qui lo schema è  preciso:  si  vuole
  governare  dalla posizione centrale di Palazzo d'Orleans  il  mondo
  degli  enti  locali, attraverso i commissariamenti, il mondo  della
  sanità  e  tutto  ciò  che  è possibile  attraverso  una  serie  di
  commissariamenti che hanno un'unica indicazione,  non  un  partito,
  non  una  maggioranza, non un Governo, ma una  persona,  che  è  la
  persona del Presidente e  a proposito delle assicurazioni, veda che
  il  Presidente  della Regione ha invocato come un'attività  che  ha
  compiuto nel segno della legalità e, soprattutto, del risparmio.
   Sono  due  termini che io non obbietto e per i quali  non  ho  mai
  detto  alcuna  parola  perché non volevo  entrare  nelle  fasi  che
  riguardano la cosiddetta gestione.
   Prima  questione:  la  legalità.  Il  Governo  già  dalle  passate
  legislature aveva imposto di dare copertura con un'assicurazione  a
  tutti gli incidenti che avvengono nel sistema della sanità, perché,
  vedete,  lasciare libera senza copertura finanziaria una  struttura
  sanitaria,  sia che sia azienda o Asp, si rischia di  incappare  in
  cause  di  risarcimento  danni  che possono  essere  economicamente
  straordinarie.
   Per  quanto  mi riguarda, in atto, con le notizie che sono  a  mio
  possesso - io sono Capogruppo, non mi sospenda, mi faccia finire  -
  nessuno  ha  diritto di non dare copertura finanziaria,  perché  si
  rischia   di   mandare  in  difficoltà  finanziaria  le   strutture
  sanitarie.
   Il  Governo  ha  il  diritto di sospendere una gara,  se  poi  chi
  sospende la gara crea le condizioni di una turbativa d'asta, questo
  dovrà essere stabilito dalle sedi opportune, da chi è competente ad
  esaminare queste carte, perché certamente il Presidente ha  portato
  le carte all'autorità giudiziaria; attendiamo notizie dall'autorità
  giudiziaria, se ci sono danni, violazioni in termini  di  una  gara
  aperta e se la scelta  politica che ha fatto il Governo di non dare
  copertura a tutti i professionisti che lavorano nella sanità, e che
  forse non commettono errore, è una cosa giusta.
   Il Presidente della Regione ritiene che questo debba essere fatto.
  Ha dato poi, a un certo punto di questo percorso, un'indicazione  e
  giustamente chi era direttore generale a presiedere questa gara,  o
  quantomeno  a  presiedere  nel  senso  di  direzione  generale,  ha
  giustamente sospeso.
   Relativamente  ai  manager,  di cui poc'anzi  ho  sollecitato,  se
  qualcuno lo ha sollecitato a commettere abusi e falsi, perché  vede
  la  legge  parla  chiaro,  se una persona non  ha  sottoscritto  il
  contratto  prima  della  scadenza  dei  65  anni,  non  può  essere
  nominato,  quindi,  sostenere una cosa  diversa  ovviamente  è  una
  violazione, una violazione nell'atto in sé stesso che contiene  gli
  estremi di un falso e di un abuso.
   Il  Presidente lo dica chi  lo ha sollecitato, faccia i  nomi,  ma
  non  perché  abbiamo  il gusto di portare le  carte  alla  Procura,
  personalmente  non  gliele  ho portate, ma  considerata  l'attività
  incessante che il Presidente ha compiuto all'insegna della legalità
  e dell'autonomia che lui vuole avere, all'insegna del fatto che non
  accetta assolutamente imposizioni da parte di nessuno - e credo che
  in  questo  senso sia opera del PD - lo dica con chiarezza,  perché
  veda,  noi  non  possiamo essere coloro i quali qui  continuano  ad
  assistere  a questo balletto tra lei e il PD, perché è un  balletto
  indecente  e indecoroso, lei è un iscritto del partito, questo  suo
  partito   lo   attacca  continuamente  e  addirittura  prepara   la
  successione  alla  sua persona quando ancora mancano  due  anni   e
  mezzo,  ciò vuole dire che lei non ha fatto i nomi, ma i nomi  sono
  chiari - Orlando, Bianco Leanza, credo qualche altro - queste  sono
  persone  che tramano contro di lei, e lei, essendo un iscritto  del
  partito,  in tutto questo è, me lo consenta di dire, un  danno  nei
  confronti della Sicilia.
   Lei  ha  citato  un  famoso detto siciliano,  parenti  serpenti  e
  fratelli coltelli ; sono epiteti che mai in questo Parlamento  sono
  stati pronunciati e autorizzati.
   Presidente, lei non riesce a soddisfare le esigenze del  PD  nella
  parte  che viene sollecitata a proposito di nomine degli assessori,
  per  scelte che ovviamente lei ha voluto compiere in autonomia,  ma
  tenga  conto di una cosa, che questa storia non potrà continuare  a
  lungo,  questa  storia non può essere l'epicentro di  un  dibattito
  politico  stancante e inutile che dovrà, prima  o  poi,  porsi  una
  fine.
   Cosa   voglio dirle, signor Presidente,  le voglio dire di  tirare
  dritto per la sua strada o scegliere di deporre le armi e scaricare
  questa crisi sul suo partito e, come abbiamo detto nel documento  i
  Capigruppo del centrodestra, affrontare alcune questioni  che  sono
  praticamente  emergenze e che riguardano la  necessità  che  questo
  Parlamento si affretti sul piano legislativo e poi andare al  voto,
  oppure  lei rompe col suo partito e si presenta qui dicendo  Io  ho
  un  Governo  mio  personale, mi offro al Parlamento  per  un  serio
  dibattito  per  affrontare i problemi ; perché  su  quest'argomento
  delle cose da fare, signor Presidente, voglio farle due esempi: uno
  è quello dei rifiuti.
   Un  mio  amico,  che  è vicesindaco di un paese  ha  ricevuto  una
  telefonata da un dirigente del Gabinetto all'Assessorato dell'acqua
  e  dei  rifiuti per discutere sul tema dei rifiuti. Questo signore,
  il  cui  nome  inizia  con  la  P.,  ha  avuto  l'incontro  con  il
  vicesindaco  e  dopo  il  colloquio,  qualche  giorno  dopo,   l'ho
  incontrato  in  città e gli ho detto:  qual è  la  tua  impressione
  rispetto  a  questo  dibattito  - premetto che il  signore  che  ha
  incontrato  il  vicesindaco non è siciliano  -  mi  risponde:   non
  conosce  la legge e ti posso dire che è  zero' , ciò significa  che
  un Dirigente del Gabinetto del Governo convoca amministratori degli
  enti  locali non conoscendo la legge e non essendo in grado di fare
  un confronto  Siamo al ridicolo
   Perché, invece, di assumere iniziativa politica, l'Assessore e  il
  Governo  danno  un  immagine, ai nostri amministratori  locali,  di
  soggetti sbandati, di un Governo allo sbando la cui proroga  scadrà
  il  30  settembre prossimo e gli amministratori non sanno che  cosa
  fare:  se fare un gara d'appalto, se continuare in proroga,  ma  la
  proroga  di  una  società  che  è in  liquidazione,  caro  avvocato
  deputato  collega  Ioppolo, mi chiedo: è  possibile?  E'  possibile
  continuare a lavorare? Non c'è una risposta da parte del Governo su
  un argomento così importante.
   E sull'acqua ci siamo confrontati. Ho la vaga sensazione che il PD
  si  voglia immolare solo esclusivamente sulla questione ideologica,
  però  le  voglio dire ancora un'altra cosa: lei non  può  andare  a
  Sciacca a sostenere che i sindaci che hanno ceduto le redini  hanno
  sbagliato  e  questo Assessore va in Commissione e sostiene  invece
  che  va applicato l'articolo 7 dell'ultimo decreto legge n. 133  il
  cosiddetto   sblocca  Italia  che consente,  invece,  di  procedere
  secondo quella che è stata, sino ad oggi, la legislazione nazionale
  ed europea che pone fine a tutti gli equivoci.
   Due  persone  dello stesso Governo, di cui uno  è  il  titolare  e
  l'altro  è  il  suo uomo designato in una struttura, che  è  quella
  dell'acqua  e  dell'energia, che dicono una cosa  diversa  rispetto
  all'altro.
   Allora,  o  noi  assumiamo  una scelta e  corriamo  prima  del  30
  settembre oppure il Presidente ha sciolto il nodo dell'acqua.
   Cari  colleghi il nodo è sciolto, si nomina un Commissario, giorno
  30  si  insedia, sblocca il miliardo e quattrocento, il  Presidente
  farà  buona  figura  con il popolo siciliano dicendo  che  lui  non
  c'entra  niente e la colpa sarà del Parlamento che non ha approvato
  il disegno di legge.
   Credo non sia una cosa corretta, che non sia giusto. Credo che  il
  Presidente avrebbe dovuto, a tutti quanti, indicare la via  maestra
  dei  disegni di legge che ha anche annunciato in questo  Parlamento
  perché  questi  potesse pronunciarsi, potesse  discuterne,  potesse
  dire la propria, fermo restando ovviamente le delusioni che possono
  insorgere  tra  maggioranza ed opposizione,  ma   le  assicuro  che
  l'interesse di tutti quanti in quest'Aula è produrre leggi positive
  ed importanti per la Sicilia.
   Ho   l'impressione   che  questa  Sicilia   si   voglia   soltanto
  amministrarla e gestirla e non compiere attività legislativa.
   Noi,  che siamo del centro destra, in un documento, abbiamo  detto
  che   vorremmo   andare  per  la  nostra  strada.   Al   Presidente
  dell'Assemblea chiedo il rispetto del Regolamento interno dell'ARS.
  Ci  sono disegni di leggi che giacciono nelle Commissioni da  mesi
  Il  Presidente avochi alle sue competenze, li mandi in  Aula  e  ci
  confronteremo  in  Aula  Per il resto non siamo  in  condizioni  di
  dirimere  la  partita  che ha il Presidente della  Regione  con  il
  Partito  Democratico  e  con  tutti  gli  altri  affiliati   perché
  purtroppo rispetto a questo siamo impotenti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è   tale   la
  confusione che regna in quest'Aula, in questa legislatura e per  la
  verità non solo in questa legislatura, che è difficile anche  avere
  la visione di un sogno.
   Devo dire che il Presidente Crocetta, ho preso qualche appunto dal
  suo  discorso  eccezionale,  non mi ha dato la  grande  indicazione
  circa  la  scelta del sogno univoco perché ha iniziato  con  questa
  frase  percorsi comuni, ma non necessariamente comuni'.
   La  prima  frase  percorsi comuni, ma non necessariamente comuni ,
  eccezionale,  sublime,   percorsi comuni,  ma  non  necessariamente
  comuni .
   Ora, onorevoli colleghi, Presidente, lei capisce bene che cerca di
  districarsi in questa legislatura difficile, paradossale  e  quando
  ascolta  indicazioni  come  questa la difficoltà  aumenta,  ma   la
  difficoltà   aumenta  perché  ognuno  di  noi  non  ha   riflettuto
  abbastanza su come è iniziata questa legislatura.
   In  questa  legislatura non c'è stato un vincitore delle elezioni,
  ci sono state tre minoranze: una  minoranza appena più grande delle
  altre,  ma è stata sempre minoranza.
   Il  tallone di Achille, di tutto ciò che è seguito dopo, parte  da
  qua:  dalla pretesa di un Partito Democratico che, avendo perso  le
  elezioni,  ha  preteso fin dall'inizio imporre  ad  un  governatore
  eletto  direttamente dal popolo che attraverso la legge, sbagliata,
  ma  è una legge tanto è che è una legge perché dà un vincitore, non
  ha  una  maggioranza  e si vuole imporre a questo  governatore  una
  scelta obbligata di assessori che servono ad occupare poltrone e ad
  assecondare prebende.
   A  che  titolo  il Partito Democratico, con il suo 13,01%,  perché
  questo  è  il risultato elettorale che ha ottenuto alle  regionali,
  13,01%,  pretende  di  imporre i suoi uomini a  occupare  tutte  le
  poltrone dello scibile umano.
   Da  lì  parte  tutto, da lì parte l'inganno di un  Presidente  che
  tutto  vuole fare tranne che governare, di un Presidente che  tutto
  vuole  fare tranne che occuparsi dei problemi reali della  Sicilia,
  di un Presidente che ha fatto qui di un discorso di oltre un'ora  e
  20    minuti  per  denunciare  le  pressioni  costanti  che  riceve
  giornalmente  da  parte della sua maggioranza e da  parte  del  suo
  partito  per  ottenere raccomandazioni, per ottenere prebende,  per
  ottenere sgabelli, per ottenere posti di sottogoverno e addirittura
  di Governo.
   Allora,  la grande bugia che si è propinata ai siciliani finora  è
  da  analizzare alla luce di queste considerazioni, di fronte ad  un
  Presidente  che  rivendica  l'autonomia del  Presidente  eletto  e,
  quindi,  la possibilità dello spoil system, è quello che  ha  detto
  Crocetta,  di  fronte ad un Presidente che si sente  attaccabile  e
  attacca chi nel  suo partito addirittura lo denuncia in Procura per
  voti  di scambio,  si riferiva certamente a un componente del   PD,
  del  siracusano forse, si riferiva forse all'onorevole Marciano che
  è  di  Siracusa  e  che  ha minacciato di denunciare  per  voto  di
  scambio,  uno pensa e riflette che poteva riferirsi a questo.
   Di  fronte al fatto che, in Aula, il Presidente ribadisce che  non
  ha  interessi personali da difendere non nelle autolinee, non negli
  alberghi,  né  sui fondi europei,  lascio intendere Presidente  che
  buona  parte  del  suo  partito o della  sua  maggioranza  o  della
  maggioranza che lo sostiene, invece, hanno interessi di questo tipo
  e  vogliono occupare il potere, anche le seggiole,  perché vogliono
  accaparrarsi  condizioni di favore, vogliono mettere  le  mani  sui
  fondi  europei,  vogliono  mettere le  mani  sulle  prebende  della
  Regione.
   Di  fronte ad un Presidente che denuncia in Aula che si assiste ad
  una   proliferazione  dei  candidati  e  non  certamente  da  parte
  dell'opposizione, che sarebbe legittimo, parole del Presidente,  ma
  da  parte della sua maggioranza, si riferiva a chi? A Cracolici?  A
  Leanza? A esponenti della sua maggioranza
   Di fronte ad un Presidente che denuncia che ci sono alcuni sindaci
  falliti che non sono in grado di dare risposta alle proprie città e
  che,  invece,  si  vogliono candidare presidenti,  si  riferiva  ad
  Orlando? A Bianco?
   Di  fronte  ad un Presidente che utilizza l'espressione   parenti-
  serpenti' - lo diceva prima l'onorevole Di Mauro - di fronte ad  un
  Presidente che dice apertamente che mentre l'opposizione  ha  fatto
  finora  il  suo  dovere e che fa un attacco politico alla  politica
  fallimentare  di  questo  Governo, si è in  presenza  invece  della
  maggioranza  - se ancora si può chiamare tale - che invece  attacca
  per le poltrone.
   Di fronte ad un Presidente che denuncia il malaffare nelle ASI, le
  pressioni sulle ricevute sulle nomine. Dice di ricevere migliaia di
  telefonate al giorno per raccomandazioni nella sanità.
   Di  fronte  ad un Presidente che denuncia che la discontinuità  da
  lui  rappresentata non è stata assecondata dalla maggioranza e  dal
  suo partito.
   Di  fronte  ad  un  Presidente che dice se un  partito  può  stare
  all'opposizione quando esprime il Presidente della Regione.
   Di  fronte ad un Presidente che dice che sia inaccettabile che  un
  partito  riunisca  la  direzione  per  deliberare  il  nome   degli
  Assessori.
   Di  fronte ad un Presidente che dice di denunciare il partito che,
  con giochetti vari, cerca di impedire il cambiamento.
   Di  fronte a tutto questo perché continuare a prenderci  in  giro?
  Che  Crocetta non voglia, non sia in grado di governare, lo abbiamo
  capito, quello che ancora non abbiamo capito e che non hanno capito
  milioni e milioni di siciliani è il ruolo del PD e di questa pseudo
  maggioranza.
   Quello che non hanno capito gli ottomila della formazione, mandati
  allo  sbando,  mandati  al macero, i ventisettemila  forestali  che
  attendono  lo  stipendio e attendono di completare le giornate  che
  non  completeranno, quello che non hanno capito gli operatori della
  sanità,  quello che non hanno capito i giovani disoccupati,  quello
  che  non  hanno  capito tutti i siciliani è a che  gioco  gioca  il
  Partito Democratico?
   Che significa che un partito che ha perso le elezioni, che non  ha
  la  maggioranza,  che pretende le poltrone e che  poi  si  trincera
  dietro  un  possibile voto ad una mozione di censura alla  Scilabra
  che  sa  bene  che  non  ha nessun diniego di carattere  giuridico-
  amministrativo  e  magari  non  dice  nulla  sugli   altri   undici
  assessori. Perché?
   Perché la mozione sulla Scilabra per la questione del click day  e
  non  c'è invece la mozione sugli altri undici assessori  Gli  altri
  undici  assessori hanno adempiuto in pieno il loro  mandato?  Hanno
  brillato  per  essersi  messi in luce,  per  efficienza,  capacità,
  amministrativa, risoluzione di problemi? Forse non c'è il  problema
  dei rifiuti in Sicilia? Forse la sanità va a gonfie vele? Forse  il
  turismo  ha  incrementato in questi anni il numero  di  visitatori?
  Forse  il  lavoro è alla portata di mano di tutti i siciliani?  Per
  non   parlare  delle  infrastrutture   Per  non  parlare  dei  beni
  culturali
   Allora  perché  trincerarsi dietro la vergogna di una  mozione  di
  censura con il solo scopo di non rischiare di dovere andare a  casa
  e  sottoporsi  al vaglio degli elettori e cercare  di  liberare  un
  posto  in  Giunta per ottenere quell'altra poltrona  e  -   l'altra
  vergogna  -  quella di far trapelare come se ci dovesse  essere  un
  inciucio  possibile tra maggioranza e opposizione sulla base  della
  vicepresidenza dell'ARS, ma  stiamo scherzando
   La  vicepresidenza dell'ARS tocca all'opposizione oppure  dobbiamo
  dedurre  che  siccome  sono  affamati di poltrone  sarebbero  anche
  capaci di prendersi quello strapuntino, anche lo strapuntino  della
  vicepresidenza, affamati come sono di poltrone  Che  relazione  c'è
  tra le due cose? La verità è che siamo in presenza di un PD che non
  ha  mai dimenticato quella frase bellissima  partito di lotta e  di
  governo   Quanti di voi ricordano questa frase

   MARZIANO. Cossutta ha scritto un libro.

   FORMICA.  Quindi,   partito di lotta e di  governo ,  è  stato  il
  grande  vessillo, la grande bugia di questo PD che  ancora  insiste
  nel cercare di ammantare di valenza politica un fallimento che è da
  ascrivere  solo  a questo PD che, di fronte ad un Presidente  della
  Regione,  che  manifestamente, lo ha detto  oggi  in  Aula,  non  è
  interessato a governare, non ha nessun interesse da difendere,  non
  vuole  farlo,  non  vuole essere interessato  agli  sgabelli,  alle
  poltroncine,  ai sottogoverni, bene, di fronte al Presidente  della
  Regione  che  è  in  queste  condizioni, anziché  pensare  a  farlo
  governare o a presentare una mozione di sfiducia nei confronti  del
  Governatore,   si   guarda   bene   dal   farlo,   cerca    l'aiuto
  dell'opposizione per fare passare una mozione di censura.
   Voglio   ricordare  a  tutto  il  Parlamento  che  nella   passata
  legislatura abbiamo già votato una mozione di censura che è passata
  nei confronti dell'assessore Russo. Conseguenze zero  Meno di zero
   Forse il PD non potendo avere da parte di Crocetta le prebende che
  cerca, cerca in tutti i modi di coinvolgere il Parlamento, non  per
  risolvere i problemi dei siciliani, non per dare lavoro a  chi  non
  ce  l'ha,  non per risolvere il problema del disastro province,  ma
  semplicemente per cercare attraverso qualche poltroncina in più  di
  fare  la  quadra,  come dice il buon Bossi, di  cercare  la  quadra
  all'interno  della  quale  andare a  fare  accomodare  qualche  suo
  esponente.
   Questa  è  la  drammaticità del momento  che  viviamo.  Allora  si
  presenti  la mozione di sfiducia a Crocetta se se ne ha il coraggio
  e  ognuno  si  prenda la responsabilità di fronte ai  siciliani  di
  votarla  perché non è a scrutinio segreto, ma è con voto  palese  e
  bisogna,  davanti ai siciliani, denunciare un sì o  un  no.  La  si
  finisca  di  ricattare  un  Presidente  eletto,  soprattutto  nella
  condizione di essere stata una infima minoranza rispetto ai partiti
  che  si  sono presentati, e da quell'infima minoranza,  anche  alla
  luce  delle  ultime elezioni europee che per il PD  sono  state  un
  disastro in Sicilia. Perché voglio ricordare che, mentre nel  resto
  d'Italia  il  PD ha preso il 40,8%, quasi il 41%, in Sicilia  si  è
  fermato al 32% ma se togliamo l'apporto di Articolo 4, del Megafono
  e dei DRS non ha preso neanche il 15%. Questa è la verità
   Ed  allora,  o  si ha il coraggio vero e reale di  presentare  una
  mozione  di  sfiducia, altrimenti i giochetti ormai i siciliani  li
  hanno compresi, li hanno compresi appieno e per il PD il tempo  dei
  giochetti e di fare il partito di Governo e di lotta è finito. Quel
  tempo  è  finito da tempo e nessuno si fa prendere più in giro,  né
  tanto  meno  ritengo che il Presidente Crocetta vi  voglia  mettere
  nella  condizione  di tirarlo per la giacchetta.  O  si  dimette  o
  presentate  la  mozione di sfiducia, ma finitela,  finitela  con  i
  diversivi,  con  le  mozioni di censura, con l'attaccare  questo  o
  quell'altro dei dodici assessori che ci sono, perché io ritengo che
  rispetto  all'operato di ogni singolo assessorato, i miei  colleghi
  hanno  fatto un elenco delle disgrazie che viviamo tutti i  giorni,
  non c'è un assessore che si salva.
   Allora  abbiano il coraggio di presentare una mozione di sfiducia,
  altrimenti si cospargano il capo di cenere davanti ai siciliani per
  aver scelto il Presidente Crocetta.

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti  a  parlare  gli  onorevoli  Marziano,
  Leanza, Fazio, Gullo e Lentini.
   Onorevole Marziano, ha facoltà di parlare.

   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel corso del suo
  lungo  e  anche  un  poco  estenuante per  tutti  noi  discorso  il
  Presidente Crocetta si è chiesto se non fosse eccessivo, se non sia
  eccessiva  una denuncia per voto di scambio e turbativa  elettorale
  per  avere  nominato  un  assessore al  territorio  e  all'ambiente
  esponente del PD del Comune di Rosolini dove, a meno di una diversa
  decisione  del  CGA  nell'udienza di domani, il cinque  ottobre  si
  dovrebbero svolgere le elezioni. E ha detto:  ma figuriamoci se  io
  mi  infilo  in  queste  vicende . Non mi  posso  interessare  delle
  questioni che riguardano una situazione locale, un deputato locale,
  diciamo banalità di poco momento. Ed invece devo dire al Presidente
  Crocetta  che  i  suoi  atti,  le sue scelte,  vanno  in  direzione
  assolutamente opposta.
   Vedete,  la  nomina dell'assessore Gerratana, giovane  democratico
  delle  mia provincia al quale in altra occasione e in altro momento
  avrei  augurato  buon  lavoro, mi sarei  messo  a  disposizione  al
  servizio del territorio, l'avrei considerata un arricchimento

   PRESIDENTE.  Mi  scusi,  onorevole Marziano.  Invito  il  deputato
  questore  onorevole Ruggirello ad intervenire in quanto l'onorevole
  Turano dovrebbe mettere la giacca altrimenti si accomoda fuori.

   MARZIANO.  Ripeto,  una  nomina che in  altra  occasione  tutti  i
  democratici della provincia di Siracusa avremmo salutato con grande
  soddisfazione. Gli stessi cittadini della zona sud avrebbero  visto
  come un arricchimento, un collegamento fra un'area importante della
  provincia  ed  il  Governo regionale, in questo caso  è  invece  il
  frutto  di  un  patto  scellerato,  consumato  nelle  stanze  della
  Presidenza  della  Regione.  Un patto  scellerato  che  prevede  lo
  svuotamento  elettorale  del  partito  del  Presidente  perché   il
  candidato  più  autorevole di quella lista deve non  farsi  votare,
  quindi  lo  svuotamento  della lista del  Presidente  Crocetta,  Il
  Megafono.   L'attribuzione,   il   sostegno   invece   al   Partito
  Democratico, ad un candidato che in questo caso è il mio, non  dico
  competitore  o  concorrente, perché si è competitori o  concorrenti
  quando  si  usano  mezzi leciti, quando si usano mezzi  illeciti  e
  illegittimi si è avversari.
   Quindi,  svuotare  il  Megafono, riempire il  Partito  Democratico
  attraverso  il  voto al mio avversario primo dei non  eletti  nella
  lista del PD ed in questo modo ottenere un risultato, togliersi dal
  giro  due  deputati sgraditi, uno perché l'onorevole  Coltraro  non
  sarebbe  più in sintonia col Presidente Crocetta e l'altro  perché,
  come marchio di infamia, avrebbe quello di essere cuperliano.
   Quando  ho annunciato la presentazione dell'esposto per verificare
  se ci siano le condizioni, se si possa ravvisare il voto di scambio
  e la turbativa elettorale, mi ponevo il problema di come dimostrare
  questa  cosa, cioè di come supportarla con dati di fatto.  Parlando
  con  il  mio  legale  mi ha detto che non abbiamo  più  bisogno  di
  supportare  nulla  perché  per supportare  questa  mia  tesi  basta
  riportare  gli  articoli di giornale che hanno  seguito  la  nomina
  dell'assessore Gerratana.
   Leggo  testualmente quello che afferma l'avvocato Giuca, candidato
  nella  lista  del Megafono che adesso non si deve votare  per  fare
  votare  il  mio avversario nella lista del PD. Una nomina  avvenuta
  grazie  al  sostegno  del deputato nazionale  Davide  Faraone,  del
  sindaco  Giancarlo Garozzo di Siracusa e del primo dei  non  eletti
  alle  elezioni regionali Giovanni Cafeo. E Giuca li ringrazia. Sono
  stati  leali e da parte mia sono impegnato a dare una mano a  Cafeo
  alle  prossime elezioni regionali, a lealtà si risponde con lealtà.
  Ed  è  per  questo che già mi sono attivato in questo senso.  Avevo
  detto che è uno  svarione' dell'avvocato Giuca che dice queste cose
  e  mi  evita  di  dovere dimostrare la cosa al giudice  ed  invece,
  all'indomani,  in occasione della presentazione ai democratici  del
  nuovo  assessore,  si torna sulla cosa. Presente tra  il  pubblico,
  infatti,  Giuca  ha  chiamato  ad intervenire  Giovanni  Cafeo,  il
  renziano  che  adesso  si  contende il  seggio  all'ARS  con  Bruno
  Marziano.  Vi risparmio i contenuti di questa cosa, cioè  che  alla
  presentazione  del neo assessore c'è uno dei candidati,  tanto  per
  dimostrare  che  questa nomina, oltre ad essere  l'ultimo  atto  di
  ostilità  nei confronti di una componente politica che ha sostenuto
  il Presidente Crocetta lealmente alle elezioni, anche il risultato,
  vedete  Faraone,  il sindaco Garozzo, Cafeo, tutta  gente  che  non
  avrebbe  titolo ad intervenire nelle vicende. Si potrebbe dire  una
  nomina di partito.
   Ma  vedete, la segretaria del partito ha protestato per non essere
  stata  assolutamente informata. Quindi non è una nomina di partito,
  è  il frutto dell'assedio di un pezzo del partito nei confronti del
  Presidente Crocetta. Quel cerchio tragico che lo sta portando  alla
  condizione  in  cui  siamo oggi. Quale era infatti  la  ragione  di
  questa  sostituzione fulminea? Chiudere ogni spazio al dialogo  con
  il suo partito, dare una ulteriore dimostrazione di ostilità ad una
  componente  di  più  della  metà del gruppo  parlamentare  del  PD,
  rinnegare e stracciare una decisione degli organismi dirigenti  del
  Partito Democratico.
   Non  si  domandi  allora  il Presidente  la  ragione  del  mancato
  sostegno al suo Governo da parte di alcuni di noi. Anche se  vorrei
  ricordare che il Presidente ha citato il Testo Unico delle Attività
  produttive,  a dimostrazione di come si può essere istituzionali  e
  fare le battaglie politiche.
   Quel  testo, che consta 230 articoli, è stato approvato nella  mia
  Commissione in tempo record, e non penso che ci sia nella storia di
  questa  Assemblea, un esempio di questo tipo. Un disegno  di  legge
  governativo,   approvato  in  tempo  record  in   una   Commissione
  legislativa,  con  un'azione  di  concertazione,  di  ricerca   del
  consenso, di confronto, mai verificatisi prima.
   Così   come,   lo   devo  dire  al  merito   dei   due   assessori
  all'agricoltura con cui ho avuto modo di interloquire; non c'è atto
  del Governo che serva a risolvere problemi degli agricoltori che la
  Commissione non abbia portato avanti.
   Non  è  solo  un  problema di calo drammatico  di  popolarità  del
  Presidente Crocetta, è un giudizio che ormai investe fasce varie di
  popolazioni,  e non mi voglio unire al coro di quelli  che  parlano
  del  fallimento  del  clik  day, che  c'è  stato,  ed  è  stato  un
  fallimento planetario.
   Dico  che  quando  ci  siamo  presentati  alle  elezioni  con   il
  Presidente   Crocetta,  abbiamo  detto  riforme  senza   macelleria
  sociale.  Voglio capire che cos'è essere intervenuti in un  settore
  ed  avere determinato diecimila famiglie sul lastrico. Se è  questa
  la  riforma,  non è quella per la quale ci eravamo presentati  alle
  elezioni.
   Non  c'è bisogno di un Governo regionale per fare una riforma  che
  decide  di  azzerare  un intero settore. Come  si  fa  ad  imputare
  all'informatica il flop planetario di quel piano giovani in  cui  i
  giovani siciliani, avevano riposto tante speranze.
   Concludo  perché  non  voglio  prendere  molto  altro  tempo   dei
  colleghi,  ma  li  invito a considerare che c'era  anche  un  fatto
  personale  in questa vicenda; basta con il vertiginoso ricambio  di
  assessori, per ragione sempre diverse, Crocetta bis, Crocetta ter.
   Penso  che  possiamo ancora non tradire la fiducia che i siciliani
  hanno  riposto nei nostri confronti, solo se il Presidente Crocetta
  decida di avviare un nuovo inizio, di formare un Governo che  abbia
  il  supporto  dell'Aula, che affronti veramente  le  riforme  e,  a
  partire dalla sua maggioranza, chieda il sostegno delle altre forze
  dell'Aula
   Solo  così  non  sarebbe  tradimento e ricerca  o  conduzione  del
  Governo,  giorno  per  giorno,  ed  una  fine  ingloriosa  che  non
  tarderebbe a venire.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non ci sono osservazioni, direi
  di   chiudere  le  iscrizioni.  Si  è  iscritto  a  parlare   anche
  l'onorevole Greco.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza. Ne ha facoltà.

   LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che non
  ci  sia il Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, onorevole
  Ardizzone,  perché volevo lamentare l'assenza del Presidente  della
  Regione  ad un dibattito in cui il protagonista principale  era  il
  Governo.
   Se  non  sbagli  l'ordine  del giorno  recava:  Comunicazioni  del
  Presidente della Regione.
   Si  tratta  di  una  forma politica importante,  come  quella  che
  presiede il Parlamento della Regione, e mi sembrava opportuno  che,
  con  tutte le difficoltà del momento, almeno avesse avuto  il  buon
  gusto  di  ascoltare, perché ritengo che in questo momento,  questa
  era  una  grande  occasione politica per poter chiarire  tantissime
  cose.
   Ed  è  un'occasione perduta, sarà un dibattito in cui ognuno  dirà
  quello  che  pensa, ma è un'occasione perduta perché poteva  essere
  una grande occasione di chiarimento, di riflessione, di svolta,  di
  scambio, di convincerci anche delle tante cose giuste che ha  detto
  nel  suo intervento il Presidente o anche se possibile, di indicare
  qualche  strada  nuova, che nell'intervento  del  Presidente  della
  Regione manca.
   Ne manca più di una strada nuova, ma certamente mancano tanti temi
  che ovviamente, non ha potuto dire.
   Una  grande  occasione  perduta e  mi  dispiace  tantissimo  e  in
  quest'occasione  perduta il Presidente un po' di spunti  importanti
  li ha dati.
   Il  Presidente  ha  detto:  vorrei governare  in  pace'.  Io  sono
  convinto,  mi  auguro, spero, ho sperato dal primo giorno  del  suo
  insediamento che questo Presidente della Regione potesse  governare
  in  pace,  perché  un  presidente della  Regione  ha  l'obbligo  di
  governare  in pace, ha l'obbligo di cercare le soluzioni  migliori,
  le  soluzioni migliori per litigare con il Parlamento, con le forze
  sociali.  Io  sono  convinto che molto spesso il  Presidente  della
  Regione si lascia andare forse un po' più alla polemica che il  suo
  ruolo  istituzionale, in qualche modo, gli impone. Io sono convinto
  che  anche  questo è un grande errore, un errore grande quanto  una
  casa.
   Vorrei  fare  una domanda e peccato che lui non c'è, anche  se  ci
  sono gli assessori. Vorrei dire proprio al Presidente della Regione
  che la lite continua, ma a chi giova? A cosa serve? A chi serve una
  lite  continua?  Sono  convinto che non serva al  Presidente  della
  Regione  perché,  come dice lui, ha voglia di  governare  in  pace.
  Perché  un  padre di famiglia ha bisogno di stare  in  famiglia  in
  pace,  di  governare la sua famiglia in pace. Un sindaco sa  quanto
  sia  importante  governare in piena sintonia ed in  piena  armonia.
  L'armonia  e l'equilibrio sono valori fondamentali per amministrare
  bene  la cosa pubblica con tutte le rotture che un presidente  come
  questo  può  fare,  rotture  strutturali,  di  discontinuità,  però
  l'armonia e l'equilibrio sono valori essenziali.
   Allora, a chi serve questo? Non serve al Presidente della Regione,
  non  serve alla Sicilia, non serve ai siciliani. Vuoi vedere che  a
  qualcuno  serve?  Ai  suoi  cortigiani,  signor  Presidente,   cari
  colleghi.  A qualche cortigiana che magari, ogni tanto, ha  piacere
  di  dire  al  Presidente della Regione  tu sei il migliore  e  quel
  Parlamento di maledetti non ti vuole fare governare'. O magari  gli
  dice:   guarda,  tu  sei  il migliore, ma quelli  alla  fine  hanno
  vinto .  Forse serve a loro. Ma certamente non serve al  Presidente
  della  Regione, e mi dispiace che un Presidente di una intelligenza
  particolare come è quella che ha il Presidente Crocetta non capisca
  questo.
   Forse serve a tutti quei parlamentari della cosiddetta maggioranza
  che, non mettendo mai piede in Aula e votando quando c'è da votare,
  magari come franchi tiratori, sono i preferiti del Presidente della
  Regione. Sono quelli che magari il Presidente della Regione ascolta
  perché  gli  diranno che qualcuno sta parlando male di  lui  in  un
  corridoio, o che qualcun altro sta facendo chissà che cosa.
   Forse,  quando  dicevo  di  un'occasione perduta,  è  un'occasione
  perduta  perché oggi il Presidente della Regione ci ha  chiesto  di
  parlare  di  politica ed io accetto la sfida della  politica.  Solo
  della  politica. Non chiederemo nulla al Presidente della  Regione.
  Gli chiediamo solo una grande sfida sulla politica, sul cambiamento
  di  questa terra ed allora io su questo sono assolutamente convinto
  che  questa  è  un'occasione perduta. Perché  sarebbe  stato  molto
  importante  farci  una  chiacchierata.  Quante  volte   voi   avete
  ascoltato  qualcuno  che  dice  che bisogna  fare  le  riforme,  le
  riforme,  le  riforme e ci siamo ritrovati che il Presidente  della
  Regione  ci  ha  indicato  sei riforme di  cui  tre  di  iniziativa
  parlamentare e tre di iniziativa governativa.
   Presidente della Regione, in questo Parlamento ci sono 900 disegni
  di  legge  assolutamente innovativi, assolutamente  importanti  che
  possono cambiare la Sicilia, ma non è con questi disegni di  legge,
  con questi piccoli sei disegni di legge, importanti per carità, che
  si  cambia  la  Sicilia. Quanti amici vicino  al  Presidente  della
  Regione parlano costantemente di riforme?
   Io  mi  aspettavo una grande svolta sulla green economy,  qualcosa
  importante  su  base larga, sui giovani in maniera particolare.  Mi
  aspettavo  un  cambio incredibile con sei, otto, dieci  disegni  di
  leggi,  con  un  articolato  importante in  cui  finalmente  questo
  Parlamento si confrontasse.
   Ed invece no  Presidente della Regione, non sono questi soltanto i
  disegni  di  legge  che  noi dovremmo accelerare.  Il  testo  sulle
  attività produttive, lo ha detto l'onorevole Marziano, è già pronto
  nonostante abbia circa 220 articoli.
   Abbiamo  auspicato  che  il  diritto  allo  studio  arrivasse   in
  Parlamento e diamo atto all'Assessore che l'ha presentato. Io  l'ho
  presentato  nel  2012, uno dei primi miei disegni  di  legge,  sono
  felice  che  c'è  il  diritto  allo studio,  sono  felice  che  c'è
  finalmente,  dopo  venti  mesi, una legge sulla  formazione,  sulla
  nuova formazione.
   Poi  magari il Presidente della Regione ci spiegherà anche  perché
  ci sono voluti venti mesi, va benissimo venti mesi, però va bene la
  lotta  alla burocrazia, ma c'è l'Assessore Valenti, la legge n.  5,
  quella  della  dott.ssa Chinnici, la dobbiamo migliorare,  dobbiamo
  capire qual è l'intoppo, dobbiamo fare una legge nuova. Allora, non
  penso  che  ci sia bisogno di stravolgere chissà che cosa,  già  la
  legge  n. 5 individua le responsabilità di chi sbaglia, i tempi,  e
  non  so cosa dobbiamo ancora burocratizzare, però va benissimo.  E'
  un emendamento.
   Ma  tutto  questo  attiene  alla  politica,  e  mi  avrebbe  fatto
  enormemente piacere se in questo dibattito ci fosse stato anche  il
  Presidente della Regione, anche relativamente alla sua replica,  ad
  ascoltare  chi in qualche modo, da tanto tempo, cerca di dire  cose
  importanti per quanto riguarda il cambiamento della Sicilia, quello
  vero.
   Il  Presidente della Regione ha detto delle cose vere: con lui c'è
  stata  una  lotta agli sprechi senza se e senza ma,  straordinaria,
  eccellente; c'è stato un risanamento, l'avvio di un risanamento dei
  conti  della  Regione incredibile, con tagli da parte  dello  Stato
  senza  precedenti  e che questo Governo e questo  Parlamento  hanno
  fatto.  E'  vero,  la spesa dei Fondi europei è aumentata  più  del
  doppio  con  questo Governo, in soli due anni,  molto  di  più  del
  doppio.  Però  vorrei  ricordare anche questo al  Presidente  della
  Regione:  se qualcuno si insediasse il primo gennaio del  2015,  le
  assicuro che il 2015 spenderebbe quasi quattro anni, perché  quando
  si  fa  la rendicontazione dei Fondi europei, ovviamente gli ultimi
  anni  sono  quelli dove si certifica di più. Però va dato  atto  al
  Presidente  della Regione che ha fatto un grande lavoro  in  questo
  senso ed in tanti altri campi.
   Ed  allora,  perché fare un dibattito monco, perché non utilizzare
  questa  grande  occasione per ricompattare non la sua  maggioranza,
  per ricompattare gli uomini della sua maggioranza, su un ideale, su
  un  progetto  importante che non può essere solo ciò  che  dice  il
  Presidente  della  Regione e che si riferisce  anche  al  programma
  elettorale.  Io  penso  che c'era bisogno oggi  di  andare  in  una
  direzione  diversa,  in  cui il Presidente della  Regione  avviava,
  accettava un forte dibattito con quest'Aula, un vero dibattito  con
  quest'Aula.  Non doveva dare per scontato che tanto alla  fine  chi
  parlerà  di  più, chi meno, contro il Governo, perché  già  c'è  il
  preconcetto,  ma  senza  preconcetti, come  diceva  lui,  a  vremmo
  accettato tantissimo questo suo modo di fare.
   Il  Presidente oggi ha fatto anche un ottimo intervento  su  tanti
  punti,  io  lo  condivido  su tantissimi punti.  Ed  allora  vorrei
  semplicemente invitare il Presidente della Regione a riflettere, si
  prenda una pausa di riflessione, utilizzi questo dibattito, non  le
  cose  che ha detto l'onorevole Falcone, sempre le solite, perché  è
  abituato   a  parlare  ed  è  abituato  a  perdere,  sempre   perde
  l'onorevole  Falcone, perché fa parte di un partito, Forza  Italia,
  ed  ha purtroppo questa sorta di psicosi, di sudditanza psicologica
  rispetto a chi è più forte di lui, a chi forse è più bravo di  lui,
  a  chi comunque, in qualche modo, senza avere padrini e padroni, ha
  fatto la sua strada ed ha questo problema.
   Noi  abbiamo  reclutato dieci persone, loro  che  sono  un  grande
  partito  nazionale  -  sono sei persone  -  hanno  reclutato  altre
  persone. La nostra colpa è che noi siamo credibili e che lui non  è
  credibile;  non è credibile perché non è credibile il  progetto  di
  Forza  Italia;  non è credibile perché lui non è credibile  per  il
  semplice  fatto che non ha mai aggregato una persona, non  sa  cosa
  sia  la parola dedizione, e poi viene qui a parlare e parla, parla,
  parla.  Sono felice, onorevole Falcone, di essere diverso  da  lei,
  felicissimo.  Sono  onorato  di  avere  fatto  l'Assessore  per  la
  pubblica  istruzione nel biennio 2006-2008, ai  beni  culturali  di
  questa  Regione, e che in quel periodo sono stati finanziati  oltre
  un miliardo di euro per rimettere in sesto i nostri enti culturali.
  In  quel  periodo  si parlava dell'industria del  cinema,  in  quel
  periodo  la pubblica istruzione era la buona scuola della  Sicilia,
  era  un  esempio  a livello nazionale, in quel periodo  sono  state
  fatte  tantissime di quelle cose che lei sogna,  e  sono  pronto  a
  sfidarla in qualunque dibattito pubblico.
   La  stessa cosa vale nel 2009, e vorrei ricordare all'Assessore al
  lavoro i cantieri scuola, con 37 mila persone che hanno ricevuto  e
  che  hanno  fatto 1700 opere vere, e la gente che nella  stragrande
  maggioranza  ha  lavorato.  Il  piano  della  povertà,  la   grande
  battaglia  sulla  stabilizzazione, non  di  quelli  che  scompaiono
  adesso, che sono per la stabilizzazione dei precari, neanche  sanno
  chi  sono i precari, non ci hanno mai dormito a Roma con i precari,
  non  sono  mai andati nelle strade con i precari, non si  sono  mai
  confusi  con  i  precari, non sanno chi sono i  loro  figli,  e  ci
  parlano di precari, precari degli enti locali.
   Oggi  fa moda parlare di precari, e questi parlano dei precari,  e
  poi i voti non li prendono, perché la gente capisce ed alle europee
  vota  noi,  il  nostro candidato, 94 mila voti ed un partito  fuori
  casa,  il  loro candidato che doveva mangiarsi il mondo  prende  60
  mila  voti.  E  c'è una differenza. Noi li abbiamo presi  solo  con
  Giuffrida. Né padrino né padrone, una proposta politica chiara,  in
  tutte  le  nove  province, con la dignità di ogni deputato  che  ha
  cercato i voti. Una persona per bene, una persona capace e  per  un
  progetto politico.
   E  parlano  di precari, di lavoro, ma non sono mai andati  in  una
  vertenza.  Lo  sanno cos'è la Cesame? Lo sanno  cos'è  la  vertenza
  della  Milmex? Lo sanno che cos'è la vertenza di quegli  sventurati
  che  oggi  sono  sul  teatro  Massimo  Bellini?  Lo  sanno  che  il
  sottoscritto ha presentato sei disegni di legge e non è  stata  mai
  impugnata  una virgola dal Commissario dello Stato sul cinema,  sul
  teatro  Massimo Bellini, e su tantissime cose? Non lo  sanno,  però
  parlano  di  lavoro, non sanno cosa sia la vertenza,  ed  anche  il
  Presidente  della Regione si è dimenticato nel suo  intervento,  le
  tantissime  vertenze  non chiuse. Il grande dramma  del  mondo  del
  lavoro  è quello là, bisognava partire da questo, Presidente  della
  Regione:  povertà,  lotta  all'esclusione  sociale  e  lotta   alla
  disoccupazione.
   Io  mi  aspettavo un intervento in questa direzione che ci diceva:
   Onorevoli  colleghi, dateci una mano, metteteci in  condizione  di
  fare  una  battaglia importante, facciamo in maniera  tale  che  la
  Sicilia  diventi  un  esempio . Questo avrei voluto  ascoltare  dal
  Presidente  della  Regione,  e  mi  dispiace  che  questo  non  sia
  avvenuto.  Il Presidente della Regione sostiene che ogni tanto  gli
  blocchiamo l'azione di governo, ma nessuno può bloccare l'azione di
  governo.
   Io  non  penso  che  ci sono stati Assessori che abbiano  bloccato
  l'azione  di governo. Una cosa è l'azione legislativa,  ed  abbiamo
  approvato,  io solo assieme agli altri 9 deputati dell'Articolo  4,
  tutte  e  10  le  proposte che il Presidente della  Regione  ci  ha
  avanzato nelle ultime tre finanziarie, di tutte le leggi,  in  ogni
  momento.
   In  Giunta non mi risulta che il nostro Assessore abbia  fatto  le
  barricate  o abbia fatto chissà quali cose per bloccare  l'attività
  amministrativa.  La  verità è una sola: come movimento  Articolo  4
  abbiamo  la  coscienza  a  posto e vogliamo  parlare  di  politica.
  Vogliamo parlare di politica col Presidente della Regione, col PD e
  con  gli  altri  partiti,  ma  vogliamo  parlare  di  sviluppo,  di
  un'attenzione  particolare che dobbiamo mettere, perché  in  questo
  momento,  è  vero che tutto passa dalle crisi mondiali,  europee  e
  nazionali, e che si riversa in Sicilia in maniera drammatica, ma in
  Sicilia  abbiamo  una  drammaticità senza  fine,  una  drammaticità
  impressionante. Ed allora ho dato atto al Presidente della  Regione
  che ha fatto delle cose importanti.
   Adesso  c'è  la  seconda  fase, e la  seconda  fase  è  quella  di
  costruire insieme, se è possibile. Costruire insieme e non nominare
  insieme. Fare un percorso importante. Mi sarei aspettato non che si
  parlasse  dei  manager, ma avrei avuto piacere che si  parlasse  di
  rete  ospedaliera, perché quello che decideremo nei prossimi giorni
  in  Commissione  Sanità non sarà altro che la sanità  dei  prossimi
  vent'anni.
   Concludo  con un appello rivolto al Presidente della  Regione.  Il
  Movimento  Articolo  4  c'è ed accetta una sfida,  la  sfida  della
  politica.  Mi piacerebbe che lei recuperasse rapporti anche  dentro
  questo   Parlamento  con  personalità  importanti  e  con   partiti
  importanti.  Vorrei rilevare soltanto un fatto:  le  divisioni  dei
  partiti  non  convengono al Presidente della Regione, lo  ha  detto
  prima  anche  lui.  I Presidenti della Regione è vero  che  vengono
  eletti a suffragio universale, e quindi eletti dal popolo, ma senza
  quei  partiti  che  fanno gli apparentamenti, senza  quei  deputati
  eletti, senza quei candidati non eletti, molto spesso non si  fanno
  i Presidenti della Regione. Questi infatti restano a casa, e quando
  quelle  persone non sono leali come siamo stati noi, la  stragrande
  maggioranza  sono rimaste a casa perché votavano per  altri  e  non
  certamente per lui.
   Noi  al Presidente Crocetta l'abbiamo votato, lo abbiamo sostenuto
  e  vogliamo continuare a sostenerlo, però deve aiutarci anche  lui,
  deve convincerci a sostenerlo insieme alla sua Giunta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   intendo
  ovviamente ripetermi con gli interventi e soprattutto sul contenuto
  dei  richiami  che i colleghi hanno fatto, sia di  quelli  che,  in
  qualche  modo,  hanno  esternato l'opposizione  nei  confronti  del
  Governo  Crocetta, sia di quelli che sicuramente l'hanno  sostenuto
  ed intendono sostenerlo.
   Ho  fatto  semplicemente  e solamente una considerazione:  se  gli
  interventi di coloro i quali hanno sostenuto ed intendono sostenere
  il  Governo Crocetta sono di questo contenuto, credo che il Governo
  Crocetta  non  abbia ancora molta strada da poter  fare.  Se  oggi,
  invece  di essere qui nella sede dell'Assemblea, ci fossimo trovati
  in  un'Aula  di un istituto scolastico ed il compito sarebbe  stato
  quello  di  svolgere  un  tema che avrebbe  avuto  il  titolo   Che
  programma  il  Governo intende portare avanti? ,  sicuramente  alla
  correzione  del componimento del Presidente Crocetta  il  risultato
  dell'insegnante  sarebbe  n.c. , ossia Non Classificato.  E  questo
  perché  gli  argomenti da lui trattati, molti dei quali sicuramente
  erano  fuori  tema, dimostrano ancora una volta, a mio avviso,  che
  invece di affrontare il tema, il dibattito, il confronto ha cercato
  in  tutti i modi di schivarlo, e prova ne è, a conferma di ciò,  la
  sua assenza in Aula.
   Sarebbe  stato  sicuramente molto più costruttivo confrontarsi  su
  alcuni  temi fondamentali piuttosto che dispensarci alcune lezioni,
  forse  del  tutto inadeguate, su alcuni argomenti e su alcuni  temi
  per  poi in qualche modo lasciare l'Aula. Voglio credere che le sue
  condizioni  fisiche non gli hanno consentito di  permanere,  me  lo
  auguro  e  lo  spero,  in  caso  contrario  sarebbe  stato   ed   è
  effettivamente abbastanza grave.
   Non  posso  non  esprimere il mio giudizio estremamente  negativo.
  Negativo perché lo dicono i numeri, lo dicono i fatti. Ma di  quali
  risultati si parla? Quali sono i risultati positivi che sono  stati
  conseguiti in tutti questi due anni?
   E'  vero,  il  Presidente ha rinunciato a tantissime situazioni  e
  credo  che  l'unica cosa che va a suo merito o a suo vantaggio  sia
  proprio  questo. Rispetto al passato, un atteggiamento che rispetto
  alla moralizzazione delle istituzioni completamente diverso.
   Ma oltre a ciò, dove sono finite le riforme che lui aveva promesso
  a  tutti i siciliani? Dove è stata e dove è la svolta che lui aveva
  auspicato  in campagna elettorale e che ha consentito a  lui  e  ai
  partiti  che sicuramente lo appoggiavano di potere in qualche  modo
  vincere le elezioni?
   Ebbene,  di  tutte queste premesse è rimasto solo un ricordo.  Che
  dire,  della  situazione  in cui ci troviamo  per  quanto  riguarda
  ovviamente i rifiuti, i precari, la sanità, forse il Presidente non
  sa che è molte imprese stanno fallendo, stanno chiudendo i battenti
  perché  ancora non riescono a farsi pagare dalla Regione. Forse  il
  Presidente  non  sa che la situazione di inutilità che  si  aggrava
  sempre  di  più è tale da determinare sicuramente anche il  mancato
  pagamento  degli stipendi dei dipendenti. Eppure questo  argomento,
  questo  tema non è trattato. Oggi mi sarei aspettato un  intervento
  incentrato  su  questo,  sui programmi  che  si  intendono  portare
  avanti,  su  come  intervenire per evitare che la  Sicilia  affondi
  sempre  di  più come sta affondando. Invece, appreso e toccato  con
  mano la irresponsabilità diffusa, in primis da parte del Presidente
  della  Regione,  e  poi nell'ambito di quei  partiti  e  di  quelle
  persone che compongono quei partiti, o quella parte di partiti, che
  forse si sono sentiti di averlo sostenuto in campagna elettorale, o
  comunque hanno trovato una posizione diversa rispetto a quella  che
  erano convinti di trovare e poi di condividere.
   Allora, io credo che al popolo siciliano non importa un fico secco
  delle  liti  che  il PD ha al proprio interno o con  il  Presidente
  Crocetta.  Non interessa affatto le beghe interne, ma vuole  sapere
  come  potere  risolvere il problema dei siciliani. Il problema  non
  viene  risolto  nell'ambito appunto dei dibattiti sterili  quale  è
  quello  odierno,  senza alcun modo di capire ed  individuare  quali
  sono   i   percorsi  futuri  che  necessariamente   devono   essere
  intrapresi.
   A  me  non  piace pensare e guardare al passato. Il  passato  deve
  servire  per  esperienza,  per evitare  che  nel  futuro  si  possa
  commettere lo stesso errore di chi ci ha preceduto. Invece così non
  è.  Cosa  da  oggi  i  siciliani devono pensare,  e  cosa  dobbiamo
  aspettarci  se non un enorme preoccupazione diffusa sul  fatto  che
  non vi è la maggioranza, non c'è un Governo e il Presidente, con il
  maggior partito che lo sostiene non riesce a trovare sicuramente la
  quadra.
   Io  lo  spero,  me  lo auguro anzi, lo auspico,  che  non  sia  un
  problema di poltrone, ne sono convinto. Conosco alcuni componenti e
  credo  veramente che non sia un problema di poltrone, ma credo  che
  coerenza  e  correttezza  vorrebbe che il  Presidente  parlasse  in
  termini  più chiari, non solo all'Assemblea, ma anche e soprattutto
  ai  siciliani.  Come  intende andare avanti laddove  non  riesca  a
  trovare  una  maggioranza che lo sostenga, che lo  supporti  e  che
  condivida le iniziative da lui poste in essere.
   Come  intende superare tutta una serie di problemi che sono  sotto
  agli  occhi  di  tutti  e  che sono soprattutto  sulle  spalle  dei
  siciliani?
   Non  posso  non  contestare anche alcuni interventi  che  mi  sono
  sembrati  ridicoli  quando ho ascoltato che il  Presidente  sarebbe
  intervenuto, per quanto riguarda la legge o il disegno di legge del
  settore  idrico, per far sì che effettivamente ci sia  il  sostegno
  finanziario.
   Presidente,  è  un  anno  che la legge  è  stata  approvata  dalla
  Commissione  e  che giace e non c'è Conferenza dei Capigruppo  dove
  lei non ne abbia parlato o dove noi non ne abbiamo parlato.
   C'è una novità che, probabilmente, lei non conosce - e mi dispiace
  -  la novità consiste nel fatto che il suo Assessore ha chiesto una
  rivisitazione  del testo esitato dalla Commissione  e  che  ha  già
  chiesto che la Commissione si ripronunciasse ancora una volta.
   Presidente, com'è possibile che la mano destra non sa cosa  fa  la
  mano sinistra? E' inaccettabile  Quella legge non può andare avanti
  così com'è  Ci sono state delle direttive ben precise di rivederla.
   Non basta, non è sufficiente dargli il supporto finanziario tant'è
  vero  che  in Commissione - se va a vedere - all'ordine del  giorno
  c'è l'esame del disegno di legge sul settore idrico.
   Auspico  che  questa situazione, che è una situazione,  per  certi
  versi, tutta interna ad un partito, non abbia delle refluenze  così
  gravi   come   effettivamente  le  sta  avendo  nell'ambito   della
  funzionalità dell'istituzione Regione.
   Mi  dispiace  Presidente, tocco con mano, purtroppo, una  paralisi
  diffusa, una inerzia che è inaccettabile ed inconcepibile quando in
  questo  momento tutti dovrebbero fare il proprio dovere  perché  la
  situazione  è  talmente  grave  che  non  è  consentito  a  nessuno
  anteporre  il bene primario dei cittadini siciliani rispetto  anche
  al bene primario del partito cui si appartiene.
   Non  è  possibile,  non  è  accettabile  riempirsi  la  bocca  nei
  confronti  della collettività e della cittadinanza che,  una  volta
  eletto, una volta rappresentante del popolo, l'unico interesse  che
  si  va  a  perseguire sia l'interesse pubblico,  quando  nei  fatti
  invece lo si abbandona per strada per perseguire altri interessi.
   Credo  che  in questi mesi, in questi anni, anche oggi lo  abbiamo
  toccato  con mano, e credo lo abbiano appreso, ancora una volta,  i
  siciliani, sempre più stanchi di vedere la classe politica e  stufi
  di questa politica.
   Come  potergli  dare  torto? Come dargli  torto  quando  arrivano,
  Presidente - e so che le arrivano - tantissime lettere di gente che
  ha enormi difficoltà a sfamare i propri figli, a campare la propria
  famiglia  e  vedere tanta perdita di tempo piuttosto che  occuparsi
  dei problemi vitali dei siciliani e cercare in qualche modo di dare
  delle risposte.
   Mi  auguro che risolva al più presto i problemi di natura politica
  ed   elettorale,   in   caso   contrario,   Presidente,   non   sia
  irresponsabile, non sia così cocciuto, non fa un bene ai siciliani,
  prenda  -  nell'ipotesi che non dovesse superare  i  problemi  e  i
  limiti  che  i partiti o alcuni soggetti le pongono -  rassegni  le
  dimissioni e faccia in modo che i siciliani tornino al voto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Vullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato diffidato
  dai  miei colleghi onorevoli Panepinto e Ferrandelli ad intervenire
  per non più un minuto e trenta secondi. Dobbiamo dividerci i minuti
  restanti. Avendo a disposizione così poco tempo cercherò di  essere
  telegrafico.
   Presidente  Crocetta,  le  dico le  cose  che  oggi  non  mi  sono
  piaciute.  Non  mi  è piaciuto il fatto della  piscina,  non  mi  è
  piaciuto  il  fatto dei Gabinetti e delle raccomandazioni,  non  mi
  sono  piaciute alcune cose che lei ha detto e non mi sono  piaciute
  neanche  le osservazioni fatte, perché lei sa meglio di  me  quello
  che  succede  con i giornali. Lei sa che noi, come gruppo  del  PD,
  facciamo  capo  al  nostro  Segretario  nazionale,  che   è   anche
  Presidente del Consiglio. Noi le siamo stati vicini in questi mesi,
  e lo saremo ancora.
   Io  non capisco come mai alcuni si lamentano di quello che succede
  dentro  il  PD  senza  valutare una cosa importante,  la  cosa  più
  essenziale, e lei che ha una storia sicuramente importante  non  lo
  fa,  ed  è quello che il PD è l'unico partito che esiste in  Italia
  oggi, nel bene e nel male. Si riunisce un organismo importante qual
  è  quello  del  Comitato  regionale e del  Comitato  esecutivo,  si
  discute dentro il partito, si prendono delle decisioni e poi queste
  decisioni, molte volte, si mettono in atto. Signor Presidente,  lei
  deve  fare  in  modo che si torni alle ragioni della  politica.  In
  molti  stiamo valutando se questi benedetti sette o otto mila  euro
  valgano  la  nostra dignità. Molti di noi, io appartengo  a  questa
  schiera,  pensano che non ci interessano questi sette o  otto  mila
  euro.  A  noi  interessano  i siciliani, ci  interessa  che  questo
  Governo  vada  avanti, e per andare avanti lei,  signor  Presidente
  della Regione, deve ritornare alle ragioni della politica. Non  sto
  parlando con una persona che non ha fatto mai politica. Lei è  nato
  nel  sociale,  nel mondo della politica, ha fatto politica  fin  da
  ragazzo.  Tutto  il  resto lo metta da parte e torni  alle  ragioni
  della  politica.  Solo con le ragioni della politica  noi  possiamo
  dare  a  questa  Regione  uno sviluppo che  è  poi  quello  che  si
  aspettano i cittadini. Se cominciamo a parlare di tante altre  cose
  facciamo autogol.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  ringraziare il mio amico Leanza che ha detto tante cose vere, ma mi
  ha  derubato  di  qualche minuto. Questo è un  confronto  al  quale
  voglio  partecipare  per  portare un contributo  e  per  darle  dei
  consigli.
   In  questi  due  anni ho potuto constatare che in diversi  ambiti,
  nell'intero  territorio  del  palermitano,  tante  voci   si   sono
  susseguite parlando male del Presidente e del suo Governo.  Ho  già
  detto  e  ribadisco  ancora che a volte,  signor  Presidente  della
  Regione,  la  colpa  non  è  solo  del  Governo,  non  è  solo  del
  Presidente, ma di tutti coloro che non sono capaci di coadiuvare un
  determinato  percorso e renderlo virtuoso con  il  beneplacito  dei
  partiti che compongono questa maggioranza.
   Signor  Presidente  della Regione, lei ha sbagliato  tante  volte,
  spesso  ci  confondiamo  con  i nostri pseudo  amici  pensando  che
  qualche  amico possa aiutare. E invece no  La politica è  fatta  di
  partiti,  di  movimenti, di associazioni,  di  persone.  Non  è  il
  Parlamento,  non  è lei, non siamo noi che dobbiamo  sfiduciarla  o
  dobbiamo sfiduciarci, ma saranno i siciliani a sfiduciare noi tutti
  per  intero, perché veda all'esterno non si legge il Governo lavora
  male,  all'esterno si legge che la politica e i politici di  questo
  Parlamento  e  di  questo Governo non sono capaci  di  iniziare  un
  percorso virtuoso.
   Lei  ha iniziato benissimo quando ha ridotto a macerie, e ha fatto
  bene, tanti enti e tante cose che hanno distrutto veramente la base
  virtuosa  dei siciliani, che è il lavoro. Tante persone  oneste  si
  sono  fidate  di noi votandoci, e tante persone oneste  sicuramente
  aspettano  da  noi, dopo due anni, un risultato, si  aspettano  che
  inizi un percorso di rinascita e che inizi finalmente una procedura
  che  non  debba essere solo di denunce, ma deve essere un  percorso
  volto  al confronto con questo Parlamento. Perché questo Parlamento
  in  questi  due anni è stato vicino, tutto, a volte criticando,  ma
  sicuramente  abbiamo  portato a compimento tante  di  quelle  cose,
  tanti di quei progetti che lei ha voluto che si portassero avanti a
  iniziare  dalle  province. Siamo partiti i primi e  arriveremo  gli
  ultimi, mi auguro di no. A questo punto forse bisogna accettare  la
  legge  Delrio  che  va  a  mettere insieme  le  province  regionali
  italiane.
   Vede  onorevole Presidente, lei ha accanto tanti millantatori.  Il
  palazzo  dove lei opera è il palazzo dove io lavoro, ma  non  verrò
  più  fino  a  quando in quel palazzo non rinasce la vera  politica,
  quella  che  io  credo lei sia capace di portare  avanti,  ma  deve
  ascoltare  meno  i  tanti millantatori che lo  hanno  distratto  da
  quella che era la prima linea, da quel percorso che era un percorso
  virtuoso.
   Noi  abbiamo commesso diversi errori, a iniziare dal non  dare  ai
  banchi  alimentari, perché lei non lo sa, ma sicuramente  in  tante
  riunioni  dove lei ha partecipato, erano presenti tanti  poveri  in
  attesa  di  un  misero  sacchetto. La gente  inoccupata,  la  gente
  disoccupata  si  aspetta una risposta, e le  risposte  non  possono
  arrivare da persone che la consigliano male.
   Quando  ella  vorrà, sono disponibile ad un colloquio,  ma  ad  un
  colloquio  costruttivo, perché sicuramente  io  non  ho  niente  da
  chiederle.  A fronte di quanto possa pensare qualche amministratore
  che  il  Deputato  non può andare a dare indicazioni,  o  dare  dei
  consigli  nelle  amministrazioni, questa è la cosa  più  errata  di
  questo mondo, perché il Deputato eletto dal popolo ha il dovere, ha
  il  dovere  sacro  santo di andare negli uffici  e  controllare  il
  lavoro.
   C'è  stato  l'assessore precedente dell'Assessorato  della  sanità
  pubblica  che  ha  emanato una circolare vietando  ai  Deputati  di
  andare negli uffici ad informarsi su alcune pratiche. Questa è  una
  cosa  vergognosa. Io lo farò sempre. Guai se c'è qualcuno si  mette
  davanti a me ostacolando il mio lavoro. Questo è il mio lavoro e lo
  faccio  con  onestà,  senza chiedere a  nessuno  di  fare  le  cose
  sbagliate.
   Onorevole  Presidente io le do alcuni consigli. Oltre le  riforme,
  oltre tutto quello che si deve fare che deve portare sicuramente  a
  compimento questo nostro progetto di vita che deve avere  la  nuova
  Regione  siciliana,  i dipendenti regionali devono  essere  difesi,
  signori  del  Governo li dovete coinvolgere, perché  tantissimi  di
  loro  sono  bravi,  non è possibile che devono sempre  piangere  le
  conseguenze degli altri e di tutti. Questo è sbagliato.
   Concludo  perché  penso di avere detto tutto e  mi  sono  spiegato
  benissimo per quella che è la politica che lei da oggi deve portare
  avanti,  perché se lei vuole che noi continuiamo ad essere  i  suoi
  seguaci,  un movimento che ha dato l'anima per due anni  in  questo
  Governo, se lei vuole che noi andiamo avanti con lei, a prescindere
  dalle  decisioni,  se questo non avverrà, se la  gente  all'esterno
  leggerà  l'indirizzo diverso che è quello che va alla  distruzione,
  io non ci sto più.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Zafarana.  Ne  ha
  facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, il Movimento Cinque Stelle non ci sta a vergare
  insieme  a  voi un'altra pagina triste, vacua, desolante di  questa
  storia di Sicilia. Il Movimento Cinque Stelle non si mischierà alle
  vostre  promesse che, giorno dopo giorno, cambiano  nelle  rassegne
  stampa, come anche quelle portate oggi dall'onorevole Cracolici che
  ha fatto una attenta rassegna stampa, cambia di giorno in giorno  e
  gli impegni non vengono mai mantenuti.
   I  siciliani sono stanchi di chi ha finora contrabbandato  ideali,
  rivoluzioni, ricatti, anatemi, annunci. Qui siamo tutti  bravi,  in
  particolare  lei,  Presidente  Crocetta,  nell'iniziare   qualcosa,
  nell'intraprendere qualcosa, nel dire qualcosa, ma anche  da  parte
  del suo frammentato partito è venuta fuori la richiesta di avere la
  capacità, la competenza di fare e portare a termine i progetti,  le
  idee.  Abbia  una idea, la prego  Ci dica cosa vuole  fare   Almeno
  avremo  qualcosa  da  contestare,  su  cui  ragionare.  Non  saremo
  d'accordo  e non ci metteremo dalla parte di chi l'aiuterà  a  fare
  ancora  della  politica il nuovo delle verità smussate,  abbozzate,
  relative, ogni giorno modificabili.
   Da  qualche parte si dice: oggi siamo d'accordo per un patto dalle
  riforme  trasparente, trasparente e vacuo come una bolla di sapone.
  O  ancora, ci vuole l'inizio di una stagione diversa, dice qualcuno
  del  PD. Ma l'anno è finito e le quattro stagioni le abbiamo  fatte
  tutte.  Cos'è  che  porta a prendere ulteriormente  coscienza  e  a
  definire come concluso questo percorso? Vogliamo parlare,  anche  a
  livello di informazione che tutti i cittadini siciliani hanno delle
  150  nomine in 600 giorni? Vogliamo parlare del silenzio  colpevole
  rispetto a uno sblocca Italia che vedremo incombere su di noi e che
  vede  spirtusare' la nostra Sicilia? Vogliamo ancora dire delle tre
  finanziarie  in  un  anno  ? Di una finanziaria  quater  che  forse
  attendiamo  perché le cose non sono a posto, perché le entrare  non
  ce le sappiamo giostrare, ricavare, ci vuole la capacità cui facevo
  riferimento  prima, di gestire tutto questo, di amministrare  e  le
  partecipate, i fondi europei, si è già detto oggi tutto, non vorrei
  ulteriormente stancare i siciliani.
   Le  aziende, non quelle che dovrebbero venire, ma scappano, se  ne
  vanno,  anche  le  poche che c'erano, mentre, per  esempio,  alcune
  rimangono  nel  meridione d'Italia, ma dalla  Sicilia  decidono  di
  andar via.
   Non   parliamo   dei  beni  culturali.  Ho  passato  personalmente
  un'estate  ad  andare  in giro per  i nostri  siti  archeologici  e
  questa Sicilia colpevolmente la facciamo rimanere sotto lo zimbello
  di  tutta la narrativa e la saggistica, chi più ne ha più ne metta,
  con  dati assolutamente certificati, si permette di dire, ed  è  la
  verità,  che non siamo neanche capaci di fare pagare un Caravaggio,
  che non siamo neanche capaci di fare uno sbigliettamento adeguato e
  li ho visti io i siti e potremmo parlare di Himera, di Selinunte  e
  non  entriamo nel merito della questione perché porterebbe via  non
  una giornata, ma una settimana intera, se non di più.
   Non  parliamo  della formazione, non parliamo del precariato,  non
  parliamo  di  terna,  Presidente, per  rimarcare  quanto  anche  la
  volontà  di  questo  Governo espressa in altro contesto,  in  altro
  momento  di  provvedere ad un elettrificazione, sì, implementazione
  del  sistema  di  elettrificazione della Sicilia, ma  nel  rispetto
  dell'ambiente e nel rispetto della salute dei cittadini  siciliani.
  Avevamo  votato  una  cosa  qua dentro,  una  mozione,  un  impegno
  all'unanimità e questo è soltanto uno degli impegni non  mantenuti.
  Fuori i siciliani gridano vendetta. Lei non c'è mai stato nel paese
  della  parrucche,  ma c'è una persona morta ogni nucleo  familiare,
  dal  punto di vista salutare  e Terna conclude i suoi lavori in ZPS
  e  in  Sic  e  non  credo che questo lei non  lo  sappia  e  ne  do
  informazione all'attuale nuovo assessore all'ambiente in modo  tale
  che hai visto mai
   Non parliamo del mutuo da un miliardo, non parliamo della rinuncia
  del  contenzioso con lo Stato, non  parliamo ancora del  fatto  che
  abbiamo passato la fine della nostra estate, tra schizzi d'acqua in
  piscina,  purtroppo  questo  si è detto,  però  il  suo  segretario
  generale,  Presidente, rimane sempre là dopo un bel danno  erariale
  causato e abbondante direi.
   Presidente,  anche  in  questa occasione dopo  che  in  Conferenza
  Capigruppo  per  ben due volte questa nostra mozione  scritta  deve
  approfondire  la  questione  perché  la  buona  amministrazione  ci
  teniamo  noi più di altri qui dentro, le chiedo di farsi portavoce,
  di  fare  il  vicepresidente  le chiedo  di  calendarizzare  questa
  mozione  fra le altre, perché se ne discuta, perché mi pare  che  a
  discutere  realmente nel merito delle questioni e non a  evitare  i
  problemi, perché non si sa mai, ci siamo soltanto noi.
   Parliamo   ancora   del   Clik   day   ma   ne   abbiamo   parlato
  abbondantemente;  Presidente,  qualsiasi  cosa  tocca,   purtroppo,
  provoca sofferenza nei cittadini siciliani.
   Vogliamo  parlare  della  sanità o anche  ulteriormente  dei  dati
  dell'Agenas, i quali appunto riferiscono che il grado di  mortalità
  nel decorso post operatorio raggiunge il 40 per cento in Sicilia?
   Presidente, liberi la Sicilia, lasci il suo ostaggio  Quale  altro
  ricatto dovranno subire i nostri cittadini siciliani?
   Bene,  abbiamo sentito oggi che l'onorevole Falcone ha  annunciato
  l'estensione  di  un  documento  di sfiducia  al  Presidente  della
  Regione. Apprendiamo assolutamente con piacere questa decisone,  ne
  prendiamo  atto,  ma siccome non ci fidiamo e  non  ci  fidiamo  di
  quest'Aula  perché   nel  momento in  cui  si  dice  la  verità  ai
  cittadini e quando si vota si o si vota no e questa è soltanto  una
  questione  di comprensione e di impegno morale nei confronti  delle
  persone  che ogni giorno incontriamo almeno noi li incontriamo,  li
  ascoltiamo  e  sentiamo  tutti  i problemi  che  le  persone  fuori
  soffrono,  dalle scuole che cadono, alla sanità, alle strade,  alle
  infrastrutture  che  mancano e tanto alto  ancora,  ai  centri  per
  l'alzheimer che chiudono.
   Allora,  noi  non ci possiamo fermare a questo, perché  in  questo
  momento  18  firme  su  46 voti non cambieranno   la  storia  della
  Sicilia.  Oggi,  noi  annunciamo il fatto che i cittadini  con  noi
  hanno già scritto la mozione di sfiducia popolare a lei, presidente
  -  deve  mollare  l'osso  Forse, non ci siamo capiti   -  e  gliela
  presenteremo a compimento dei due anni di questo triste inganno che
  lei  finora ha perpetrato. Sa cosa diceva Platone, perché  a  volte
  andare  un po' indietro e ripescare i grandi padri della filosofia,
  diceva  che  se  all'agire  politico non  si  dà  un  fine  che  lo
  trascenda,  se le sue leggi non si identificano con la  vita  buona
  dei cittadini in generale, non c'è politica e non c'è democrazia.
   Presidente, lei con i siciliani non ha più niente a che spartire

   PRESIDENTE.  Lei  ha  detto  bene, io  faccio  il  vicepresidente,
  allora,  chi  fa  il capogruppo dovrebbe fare il  capogruppo  e  in
  Conferenza  dei  capigruppo  fare  calendarizzare,  così  come   da
  Regolamento, le mozioni che devono essere trattate in Aula.  Giusto
  per  fare  un  po' di chiarezza, perché capisco che  la  confusione
  regna sovrana.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevole presidente  della  Regione,
  tornato  in  Aula,  signori del Governo, onorevoli  colleghi,  oggi
  abbiamo  assistito ad un dibattito che io mi permetto  di  definire
  surreale e che alla fine mi ha convinto di una cosa.
   E'  vero  che il governo Crocetta, a memoria d'uomo, è il peggiore
  che  la   Sicilia possa avere avuto, ma è altrettanto vero e  forse
  ancora  più  vero  che  la  maggioranza  che  lo  sostiene  è   una
  maggioranza    raccogliticcia,   vergognosa   che   si    rinfaccia
  responsabilità l'uno con l'altro.
   Il  dibattito  dei  signori che sostengono  questo  Governo  si  è
  articolato  in  questi termini: Crocetta non ti fidare  di  quello
  Interviene l'altro: Crocetta non ti fidare dell'altro  Crocetta non
  ti fidare del cerchio magico o del cerchio tragico  Crocetta non ti
  fidare  dei consiglieri che tieni accanto a te nel Palazzo  Perché
  Togli quello che mi ci metto io  Togli quello che lo sostituisco io
  o i miei amici
   Abbiamo assistito ad un discorso di uno che oggi è diventato quasi
  un  buon  samaritano. Quell'onorevole Leanza che a termine del  suo
  peregrinare  per  la  politica italiana, cambiando  più  Gruppi  di
  quanto  magari  posso  averne avuto durante le  elezioni,  oggi  ha
  approdato  ad un Gruppo raccogliticcio, fatto di fuoriusciti  -  mi
  scusino  i  colleghi, nulla di personale, ma  dal  punto  di  vista
  politico  è così - formatosi solo in quest'Aula attraverso intrighi
  di  palazzo  per rafforzare una posizione che dalle urna elettorali
  non è assolutamente passata.
   Quando  si parla di disprezzo della gente per la politica,  non  è
  solo  per  l'incapacità della politica, non è solo per gli scandali
  che, purtroppo, molte volte imbrigliano alcuni politici, non tutti,
  perché  poi  non  è giusto fare di tutta l'erba  un  fascio,  ma  è
  proprio  per  questo  perché  si disprezza  assolutamente  il  voto
  elettorale,  perché  non  si ha vergogna  di  presentarsi  con  una
  effigie e l'indomani trasferirsi allo schieramento opposto
   Questo causa il disprezzo. Perché di questo oggi parliamo. Di gran
  parte  dell'opinione pubblica nei confronti della politica e non  è
  un disprezzo, cari amici consiglieri, soltanto nei confronti di chi
  governa  che, essendo più in alto, assume anche spesso il ruolo  di
  parafulmine,  ma è un disprezzo generalizzato ed è un disprezzo  al
  quale questa Aula non si deve fare coinvolgere.
   Il  senso  di dignità che noi chiediamo al Presidente Crocetta  lo
  dobbiamo  avere  per  primi ciascuno di noi. E  quando  l'onorevole
  Falcone  che, mi scusi onorevole Leanza, lei oggi non aveva neanche
  diritto  di  nominare. Si sciacqui la bocca  prima  di  parlare  di
  persone che hanno fatto della coerenza politica lavoro e ragione di
  vita, e non sono passati da uno schieramento all'altro per coerenza
  elettorale  Poi vedremo il suo Articolo Quattro quando  andrà  alle
  votazioni col suo simbolo e non sotto l'effige di un partito grande
  e  nazionale,  sotto  la guida di Renzi, come il  PD,  quanti  voti
  raccoglierà  Poi ci rivedremo in quest'Aula  Ma non si faccia forte
  di  argomenti  che  non sono assolutamente i suoi,  caro  onorevole
  Leanza
   Allora,  dicevo, la dignità dobbiamo riacquistarla in  questo,  la
  dignità  che ci riguarda, che riguarda ciascuno di noi. Se  c'è  la
  mozione  di  sfiducia, non possiamo trincerarci sugli articoli  dei
  giornali,  non possiamo sparare a zero nelle televisioni,  dobbiamo
  lanciare  delle  battutine  e poi al  momento  del  voto  si  dice:
   ragioni  superiori,  ragioni dell'interesse  della  Sicilia ;  poi
  quando  dobbiamo salvare e governare la nostra sedia ci sono  delle
  ragioni  della  salvaguardia  della  Sicilia,  dicono  oggi  che  è
  necessario staccare la spina, ma staccarla ora, non c'è  un  minuto
  oltre  da perdere  Non ci sono ragioni per continuare un'esperienza
  che purtroppo è fallimentare ed è sotto gli occhi di tutti.
   Forse,  alcuni  miei  colleghi  hanno  ragione  nel  dire  che  il
  Presidente Crocetta forse è attorniato da una cerchia di cortigiani
  che  gli  nasconde  la verità, ma mi creda,  io  non  ho  nulla  di
  personale  contro di lei, anche se dal punto di vista politico  non
  condivido nulla della sua azione. Mi creda, oggi il suo Governo non
  è  considerato  un  bene per la Sicilia e per i siciliani.  Allora,
  siccome io sono convinto che lei sia sincero, nel suo atteggiamento
  di   amore  verso  questa  nostra  Terra,  ne  tragga  le   logiche
  conseguenze.  Lei  è un uomo coraggioso, io di questo  gliene  devo
  dare  atto, il coraggio si misura anche nel momento in cui si dice:
   forse ho sbagliato, ho sbagliato per colpa mia, ho sbagliato molto
  per  le  alleanze oscure che mi circondavano, ho sbagliato  per  il
  tipo  di campagna elettorale , perché purtroppo questa è la realtà,
  dal responso elettorale non è uscita una maggioranza, seria, non  è
  uscita  una  maggioranza valida e si è dovuto ricorrere  volta  per
  volta ai voti formatisi in Parlamento.
   Il  mio voto, Presidente - di questo può esserne sicuro - lei  non
  lo ha avuto mai e non lo avrà da qui alla fine della legislatura.

                          Per fatto personale

   SUDANO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è tutto il  giorno
  che  sento gli interventi dei miei colleghi che non fanno altro che
  parlare   dell'Articolo  Quattro  e  dei  mercenari  che  ci   sono
  nell'Articolo  Quattro. Credo che sia arrivato il momento  di  dare
  una risposta perché io non mi sento una mercenaria e sfido chiunque
  a  dire  che  io sia una mercenaria, primo fra tutti il  Presidente
  della Regione in quest'Aula può dire se io sono andata mai da lui a
  chiedere qualcosa.
   Questo  centro  destra  che  parla tanto,  che  parla  della  loro
  coerenza  a  me fa ridere. Perché io me ne sono andata  dal  centro
  destra  proprio  perché  voi, con un  gioco  di  palazzo  vi  siete
  riuniti, facendo finta e dimenticando quello che è stato il passato
  del centro destra. Avete fatto le battaglie al governo Lombardo, ve
  ne  siete andati all'opposizione, l'onorevole Falcone faceva  finta
  di  fare  l'opposizione, perché qua non si  dimentica  nessuno  che
  l'onorevole  Falcone  era vicino al sindaco Stancanelli,  amico  di
  Raffaele  Lombardo. Quindi smettiamola di dire bugie e di dire  che
  qua  siamo  i  mercenari,  io non lo consento  di  essere  chiamata
   mercenaria , sono una persona che fa politica, ho trentotto  anni,
  non  ho gestito mai nulla, sono alla prima elezione e quindi  tutti
  questi  con  esperienza della politica, come l'onorevole  Musumeci,
  l'onorevole Formica, l'onorevole Musumeci che faceva la battaglia a
  Stancanelli e poi lo ha appoggiato nella sindacatura, o che poi  si
  è  candidato  nel  2009  alle  europee con  Lombardo,  smettiamola
  Lezioni  qui  non ne prendiamo da nessuno  Che sia chiaro   Io  non
  sono  qui a fare la mercenaria, ho creduto in un progetto,  abbiamo
  fatto  le  elezioni a Catania ed abbiamo preso l'undici per  cento,
  caro  collega  Assenza,  e quindi siamo andati  davanti  ai  nostri
  elettori. Ora smettetela e ognuno faccia un esame di coscienza.  Il
  Nuovo  Centro  Destra  sta  a  Roma  con  la  sinistra  e  qui  sta
  all'opposizione,  il Movimento per l'Autonomia votava  Crocetta  ed
  ora smettetela

   LEANZA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Leanza,  facciamo   parlare   l'onorevole
  Ferrandelli  che è iscritto a parlare, poi le concederò  la  parola
  per trenta secondi.

    Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
                                Regione

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ferrandelli.  Ne  ha
  facoltà.

   FERRANDELLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  è
  la  mia prima legislatura, sono fortunato, rispetto i miei colleghi
  del  PD  e   i tanti del centrosinistra che sono seduti  su  questi
  scranni,  tanto non hanno mai avuto la possibilità  di  decidere  e
  incidere  nel Governo della Regione, nel Governo della Nazione.  Io
  sì,  faccio parte di un partito che oggi ha ruoli di Governo  e  di
  responsabilità.  C'è in Sicilia un Presidente del  PD,  a  Roma  un
  Premier  del  PD,  in  Europa  siamo la  prima  forza  del  partito
  socialdemocratico, alle europee abbiamo avuto numeri mai visti.
   Siamo  dentro una stagione di grandi opportunità, possiamo con  le
  nostre  mani cambiare le cose e non possiamo sprecare questa grande
  occasione.   Se  non  usciamo  dal  guado,  se  non  ripariamo   il
  cortocircuito tra Governo e PD, Governo e società, non c'è  scampo.
  Perderà Crocetta, perderà il PD, perderà Matteo Renzi, e la Sicilia
  perderà un'opportunità storica, e noi la possibilità di poter  dire
  di  essere  riusciti a cambiare la Sicilia. Noi chi?  Noi  PD,  noi
  Crocetta,  noi  Matteo  Renzi,  noi  siciliani  onesti,  noi  tutti
  dobbiamo presentarci tra mille giorni, perché mancano mille  giorni
  alla fine della legislatura, con mille piccole grandi cose che sono
  cambiate in questa nostra Terra.
   Allora,   costruiamo  insieme  un  motivo  per  guardare   avanti,
  Presidente  Crocetta, un programma dai mille giorni,  un  programma
  che trova un intero PD impegnato qui in Aula e che lo difende nelle
  piazze  siciliane per mille giorni, un programma dei mille  giorni,
  un  programma  sblocca-Sicilia, che trovi  la  sponda  del  Governo
  nazionale  e  il  consenso dei siciliani, un programma  che  unisca
  discontinuità, quella che lei ha dato con coraggio in questi  primi
  due   anni,   alla   qualità  amministrativa,  la  decisione   alla
  condivisione, i progetti agli uomini che possono incarnarli  perché
  hanno la competenza, l'onestà e la passione per poterli attuare,  e
  non  perché  uomini  o  donne di quella o  quell'altra  corrente  o
  partito.
   La  svolta  siciliana  riparte  da  una  ritrovata  serenità,  dal
  ritrovare  le  ragioni di uno stare insieme, quelle della  campagna
  elettorale  del  2012.  Lo chiedo a lei, Presidente,  l'ho  chiesto
  qualche  giorno fa al segretario Raciti, lo chiedo ai miei colleghi
  parlamentari,  da parte mia, da parte di tanti di  noi,  giovani  e
  meno  giovani, che credono alla spinta innovativa di Renzi, c'è  la
  voglia di andare avanti, uniti per fare meglio e di più.
   Sì,  dobbiamo essere uniti per essere più forti, per  resistere  a
  quei   sistemi   clientelari  e  mafiosi  a  cui  lei   si   oppone
  quotidianamente. Le ragioni dell'unità sono quelle che hanno spinto
  alcuni di noi a chiedere a tutti di fare un passo indietro, abbiamo
  parlato  di azzeramento, di resettaggio, sì di un reset,  un  passo
  indietro,   a  partire  dai  compagni  che  si  rivedono  nell'area
  culturale che fa riferimento al Premier Renzi e che hanno ruoli  di
  governo  e  di partito, per dimostrare che noi la voglia di  essere
  utili  alla Sicilia l'abbiamo, e se noi per un passo indietro,  che
  può  essere utile, lo facciamo, perché alle poltrone preferiamo  la
  Sicilia, e un appello, un'ultima chiamata di responsabilità:  mille
  giorni davanti, mille cose da fare, possiamo scendere in campo,  in
  questi  mille  giorni,  in questo secondo  tempo,  stupendo  tutti,
  vincendo   la  nostra  sfida  ed  evitando  autogol.  Non   abbiamo
  alternative, tempi supplementari non ce ne saranno.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                          Per fatto personale

   LEANZA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  volevo
  rispondere  un attimo alla coerenza dell'onorevole Assenza,  volevo
  fargli  notare,  se guarda il gruppo di Forza Italia,  che  qualche
   mercenario   c'è, e non sono mercenari, è gente  che  ha  cambiato
  idea,  anche  lei  era  di  Alleanza Nazionale.  Riguardo  al  dato
  elettorale,  onorevole Assenza, lei è stato già battuto,  lei  e  i
  suoi  amici,  alle europee. Noi in provincia di Ragusa non  abbiamo
  deputati   forti  come lei, ma abbiamo preso 4800 voti,  lei  forse
  qualche  migliaio,  c'è  una  differenza,  che  noi  ci  siamo  nel
  territorio, lei nel territorio c'è per parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Leanza, abbiamo parlato del  livello  della
  conversazione, lei ha parlato di politica, non mi sembra che questo
  sia il modo di fare politica in Aula.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
                                Regione

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  so
  che  è  stato  concesso al gruppo PD qualche minuto aggiuntivo,  la
  ringrazio per questo.
   Se  debbo  racchiudere in una parola il dibattito di  oggi,  posso
  pensare  solo alla tristezza perché in qualche maniera  desideravo,
  rispetto  a  ciò  che  è  stato  costruito  nelle  ore  scorse,  un
  atteggiamento  tale che riponesse i problemi del  Governo  e  della
  Sicilia al centro di questo dibattito.
   Purtroppo,  non  è  avvenuto  perché  alla  fine  abbiamo  sentito
  elencare  alcuni problemi. Ho sentito il Presidente della  Questura
  dei  forestali parlare come se il problema fossero solo i  trecento
  milioni,  peraltro  ne mancano cinquanta e rischiamo  di  non  fare
  completare loro quel turno previsto per legge.
   Immaginavo  che  parlassimo di un titolo grande  del  Giornale  di
  Sicilia,  Assessore Callari, che era  cinque miliardi per  i  patti
  per  i  sindaci, per l'energia che produce lavoro , ne  ha  parlato
  ieri  il  Presidente del Consiglio Matteo Renzi in occasione  della
  conferenza mondiale sul clima.
   Immaginavo  che  parlassimo di infrastrutture  e  che  l'Assessore
  Torrisi,  che  ci  ha  lavorato, ci dicesse subito,  per  voce  del
  Presidente della Regione, che l'accordo di programma verrà  firmato
  nelle prossime ore.
   Immaginavo  che  mettessimo al centro la  questione  edilizia.  Io
  vengo  da  una  provincia  dove l'azienda  Italcementi  ha  chiuso.
  L'Assessore per i beni culturali scriveva proprio qualche giorno fa
  che  il  piano paesaggistico della provincia di Agrigento  non  può
  essere  sospeso perché non ci sono né le condizioni amministrative,
  né  le condizioni di una sospensione temporanea e neanche una  meno
  di autotutela.
   Lei,  probabilmente in assoluta buona fede, non si  renderà  conto
  che  si  sta  bloccando  per intero tutta l'attività  di  un'intera
  provincia che vive di turismo e può vivere di turismo o di attività
  che sono connesse al piano paesaggistico.
   Mi  aspettavo che si mettesse in campo un ragionamento - e lo dico
  al  vicepresidente della Regione - sui liberi consorzi non  abbiamo
  nulla, fra tre giorni scadrà il termine e quella grande riforma che
  doveva  cambiare l'architettura di questa Regione,  liberandola  da
  una  serie  di pesi inutili amministrativi calasse in questo  nuovo
  assetto dei liberi consorzi e dei comuni.
   Assessore,i  lei  lo  sa  che abbiamo i  comuni  che  non  possono
  chiudere  i bilanci? Siamo ancora in fase di ripartizione.  Abbiamo
  una  situazione per la quale, oltre alla tristezza che provo  oggi,
  provo  necessariamente un'idea della sofferenza che  questo  popolo
  siciliano prova, dei più deboli e di quelli che stanno cercando  di
  capire e avevano scommesso su questo Governo.
   Ricordo  al  mio  presidente Crocetta  in  uno  dei  comizi  fatti
  assieme:   na nuci na in un saccu  scrusci  . Il centrodestra,  che
  oggi  attacca  il PD, qualche giorno fa pensava sostanzialmente  di
  fare  una  nuova maggioranza con il Presidente Crocetta. Forse,  un
  eccesso  di  pudore? Forse, non sono tornati i  conti?  Forse,  c'è
  qualcosa?  In  realtà, non accade quello che era stato  pensato  in
  qualche  studio  di architetti della politica costruite  una  nuova
  maggioranza che vedesse il centrodestra in diretto collegamento con
  il Governo.
   Il  Presidente  Crocetta  usava  una  parola  nel  suo  intervento
   sobrietà .  Presidente, lei ritiene che essendo il Presidente  del
  diciassettesimo Stato europeo può sempre recuperare nell'intervento
  finale  cioè  la  sobrietà  riportando una  vicenda  che  ha  dello
  squallido  attaccando l'ex Assessore regionale per i beni culturali
  e  dell'identità  siciliana, Sgarlata,  per  una  piscina  peraltro
  fatta costruire da lei e da lei inviata, sempre da lei nominata, da
  lei fatta dimettere
   Noi  abbiamo  bisogno della credibilità, carissimo Presidente   Io
  sono  in una provincia dove mi difendo perché so che - non lo  dice
  lei  ovviamente  - i suoi amici dicono che troverò tutte  le  porte
  chiuse.
   Presidente, io provengo come lei dal Partito Comunista, battevo le
  mani  ad  Enrico  Berlinguer, per cui trovare le porte  chiuse  nel
  sistema  di potere agrigentino mi può fare stare solo bene  con  la
  mia coscienza.
   Presidente,  io  in  una vicenda di qualche tempo  fa  in  cui  si
  parlava degli interporti del Maas dissi che non c'è una morale  che
  ha  un  perimetro  variabile; lei dopo un lungo  dibattito  con  la
  lealtà  mia che ero in quella Commissione  Bilancio  e in tutte  le
  finanziarie che abbiamo fatto, una lealtà che è fatta di quella  di
  stare  qua e votare anche quando non si è convinti e abbiamo votato
  sempre  tagli, abbiamo dato una mano sostanzialmente a risanare,  a
  migliorare  un'eredità che lei ha ricevuto, pessima.  Vorrei  farle
  una  domanda, Presidente: ma lei tra conferenze stampa  e  litigare
  con  i  suoi  Assessori, licenziandoli e riassumendoli sotto  altri
  titoli, quando trova il tempo per governare?
   Io appartengo ad una tradizione, mi sento un maresciallo maggiore,
  non  aspiro a nulla, potrò trovare tutte le porte chiuse che vorrà,
  ma  sappia  una  cosa,  Presidente, quando io chiedo  di  conoscere
  perché il dirigente a cui aveva dato due direzioni scrive nella sua
  relazione  che  il suo giovane Assessore quante assunzioni  avrebbe
  fatto con 2 milioni e 800 mila euro? Non è un attacco alla persona.
  Per me può tenersi la Giunta da ora fino alla prossima legislatura.
  Io  ho sempre detto, difendendo questa straordinaria occasione  che
  era  il Governo Crocetta, che dovevamo affrontare i problemi  della
  Sicilia nella logica di una  rivoluzione fatta secondo principi  di
  Tanino  Dolci. La rivoluzione è cambiare se stessi, la  rivoluzione
  la  si  fa con quella sobrietà che lei ha  richiamato tante  volte,
  caro Presidente.
   Quindi,  io voglio dire, la lealtà l'ha avuta in ogni sua parte  e
  siete  entrati  qua  pensando di fare una nuova maggioranza  e  non
  l'avete  fatta,  non  ne conosco le ragioni  quindi  inviterei   il
  centrodestra a non attaccare  il PD che vive un momento  difficile,
  un  momento di confronto, di conflittualità, di divisione; però,  è
  chiaro  che sono i partiti il luogo dove si  chiude e si costruisce
  le linee  politiche anche dei Governi ad elezione diretta.
   Per  cui,  concludo dicendo questo, Presidente Crocetta,  io  sono
  convinto  di  una cosa. Il pessimismo della Regione, la maledizione
  della  Sicilia  mi  fa  pensare  che questa  legislatura  sarà  una
  legislatura  triste, dura ma voglio ragionare con la  speranza  che
  avevano  quei siciliani che ci battevano le mani quando proponevamo
  lei a Presidente della Regione, e tutto è nelle sue mani.
   Lei deve cogliere esattamente quello che quelli che non gli dicono
  sempre  che  è  bravo, hanno detto oggi, ci sono i problemi  e  c'è
  questo   Parlamento che vuole affrontarli e risolverli, c'è il  suo
  partito che non cerca assessori, io non penso a questo,. E' chiaro,
  caro   Presidente,   che   deve  lei   valutare   se   le   persone
  rispettabilissime che sono nel suo Governo sono nelle condizioni di
  sostenere  una  battaglia  campale che  è  quella  di  cambiare  la
  Sicilia. Decida lei. Tutto è nelle sue mani, Presidente Crocetta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Maggio.  Ne  ha
  facoltà.
   Ricordo  agli  onorevoli colleghi del Partito democratico  che  il
  tempo  è già scaduto, quindi diamo la concessione perché non voglio
  soffocare  il dibattito, ma vi prego di essere quanto più sintetici
  possibili.

   MAGGIO.  Signor Presidente, io cercherò nei pochi minuti che  sono
  rimasti  di sintetizzare quelli che sono i sentimenti attraverso  i
  quali oggi il mio essere parlamentare all'interno di quest'Aula  ha
  vissuto.  Ma sono, io credo, gli stessi sentimenti che molti  fuori
  da  quest'Aula  oggi  hanno condiviso. Perché  si  pensava  che  il
  dibattito  di oggi potesse volare alto sui problemi che stanno  qui
  fuori,  alto  per  fare  in  modo  che  lo  scoramento  dei   tanti
  lavoratori,  dei  tanti  cittadini, ma anche  delle  organizzazioni
  sindacali,   delle  imprese  di  quanti  vogliono  ancora   credere
  fortemente nel ruolo positivo della politica.
   Quale politica ci dobbiamo chiedere e per chi. Per chi siamo  qui,
  per chi stiamo svolgendo il nostro ruolo. Quindi molte speranze che
  pensa  ancora  una volta, se non troviamo la strada giusta  saranno
  deluse,  anche oggi, bisogna davvero pensare ad una svolta. Bisogna
  pensare  ad una svolta anche per chi oggi si aspettava qualcosa  di
  diverso  pur pensando che questa differenza, questa svolta  che  ha
  chiesto  forse non arriverà più e che molto spesso ci ha gridato  e
  ci  ha detto basta. Nonostante ci ha gridato e ci ha detto basta ha
  sperato e continua a sperare.
   Allora  a  questi  tanti,  e  sono molti  purtroppo  nella  nostra
  Regione, io mi voglio rivolgere, a questi tanti che vivono quasi in
  una  condizione di nuova schiavitù. Una nuova schiavitù alla  quale
  altri  Governi,  altre politiche, altre scelte nel  passato  devono
  purtroppo  la loro condizione nella quale li hanno cacciati,  parlo
  di tanti disoccupati, dei tanti lavoratori che continuano a perdere
  il  lavoro,  parlo  dei precari, parlo dei tanti  giovani  che  non
  vogliono abbandonare questa Sicilia.
   Non  era  opportuno,  quindi, oggi, di fronte a  queste  speranze,
  illusioni,  disillusioni, tenere il dibattito quasi ad  un  livello
  personale.
   Non  era opportuno - lo dico anche ai colleghi dell'opposizione  -
  strumentalizzare  e  scaricare  responsabilità  all'interno  di  un
  partito  che, a pieno titolo, deve stare dentro la maggioranza,  ad
  un partito o ad una parte di questo partito che così come alla fine
  è  stato  individuato  non  è quello che cercava  le  poltrone.  Le
  poltrone all'interno di questo Governo, in questo momento, scottano
  e scottano per la gravità dei problemi che bisogna risolvere.
   Inoltre,  voglio  rispondere  a chi,  da  parte  dell'opposizione,
  continua  a  dire che se il PD non ci sta presenti  la  mozione  di
  sfiducia,  la   presentino  la mozione di  sfiducia  ed  ognuno  si
  accollerà la propria responsabilità.
   Il PD ha sperato fino all'ultimo di cambiare l'indirizzo di questo
  Governo,  con grande responsabilità politica, con grande  senso  di
  responsabilità politica quale deve essere quello di un partito  che
  sta  nella  maggioranza,  ma all'interno del  rispetto  dei  propri
  ruoli, di partito, di maggioranza, di Presidente della Regione e di
  presenze all'interno del Governo.
   Mi  dispiace,  mi  rammarica molto che  non  si  sia  ancora  oggi
  riuscito a trovare il bandolo della matassa, in questa Regione,  in
  una  Regione  in  cui  i castelli di carta, che  qualcun  altro  ha
  costruito  nel passato, oggi stanno cadendo, uno dietro  l'altro  e
  cadono  proprio nel momento in cui tutte le congiunture, dal  punto
  di  vista economico, anche le scelte sofferte che vengono da  parte
  del  Governo nazionale, ricadono come massi, come macigni su questa
  Regione.  Pertanto,  c'è bisogno di trovarla  questa  via  d'uscita
  perché niente ci aiuta.
   Tutte  le  evenienze sono negative, noi dobbiamo farlo e  dobbiamo
  non  permettere ad altri che hanno creato questa condizione  e  che
  oggi  vengono  qui a reclamare la risoluzione di quei problemi  che
  molto spesso hanno costruito.
     Se  per tutti davvero, così come è stato dichiarato, la priorità
  consiste nel dare un futuro alla Sicilia e ai siciliani, se abbiamo
  davvero questo obiettivo che mi ha fatto compiere una scelta in cui
  credo  ancora fortemente e che mi ha fatto resistere fino ad  oggi,
  allora  mettiamocela tutta se possibile; se è vero che  c'è  ancora
  una possibilità di raggiungere questo obiettivo condiviso.
   C'è  questa  possibilità? Non è bello fallire dal punto  di  vista
  personale,  credo che questo valga per tutti, ma credo  che  questo
  sia  ancora  più  pesante sulla coscienza di chi  fa  politica  non
  essere  riusciti  a  lasciare un segno  positivo  e  noi  rischiamo
  questo  Sarebbe bello fare rinascere questa Sicilia.
   Non  facciamo più leva su tante questioni che poi sono quelle  che
  ci   hanno  diviso  e,  soprattutto,  non  criminalizziamo   alcune
  condizioni   che  sono  quelle  che  altri  hanno  costruito.   Non
  criminalizziamo tanti lavoratori, non possiamo ad ogni piè sospinto
  tornare sulla posizione dei forestali.
   Abbiamo  la  capacità finalmente di fare la riforma? Allora  credo
  che  tutti  ci  stanno,  gli  attori  sindacali,  la  politica,   i
  lavoratori.
   Abbiamo  la  capacità di risolvere i problemi dei precari?  Ce  la
  dobbiamo  mettere  tutta,  ma ce la dobbiamo  mettere  tutta  senza
  creare  quel caos, quelle difficoltà in cui tanti lavoratori stanno
  pagando un prezzo che non appartiene alle loro responsabilità.
   Facciamo  davvero pulizia, ma essendo capaci di  dare  una  svolta
  un'azione che faccia leva sulle tante cose che questa Sicilia ha  e
  che ancora oggi rimangono inalterate.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Anselmo.  Ne  ha
  facoltà.

   ANSELMO.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il momento  storico
  che  sta  attraversando  la società italiana  tutta  e  la  società
  siciliana in particolare è molto delicato.
   E'  un momento pericoloso sotto il profilo della serenità di tutte
  le  componenti  della nostra collettività. I  fatti  che  lo  hanno
  determinato  sono a tutti noti e quotidianamente eventi  drammatici
  lo  richiamano  all'attenzione di coloro,  come  noi,  ai  quali  i
  cittadini  hanno  delegato l'esercizio della  loro  sovranità.  Una
  delega pregna di attese e di aspettative alle quali ognuno di noi è
  chiamato  a  dare  risposte convincenti e  credibili,  evitando  di
  elargire  favole  irrealizzabili in relazione  anche  alla  dignità
  istituzionale del ruolo che sono stati chiamati a ricoprire.
   Fuori da quest'Aula i cittadini hanno bisogni, hanno speranze  che
  più  volte e per troppo tempo sono state ignorante e disattese. Non
  è  più  il  tempo  del  rinvio, ma non è più neanche  il  tempo  di
  particolarismi  egoistici, delle battaglie di principio   o  pseudo
  ideologiche.
   Non credo che all'interno di questo consesso ci sia alcuno che non
  sia  guidato  nella sua azione quotidiana dal fine di  risolvere  i
  problemi  della  collettività  e  da  quello  di  presentare  delle
  proposte   credibili,  delle  proposte  attuabili  e,  soprattutto,
  concrete,  da realizzare velocemente perché i nostri cittadini  non
  possono più aspettare.
   E'  giunto  il  momento di fare un salto di qualità  nella  nostra
  opera quotidiana, di volare alto, oltre gli ostacoli  di tornaconti
  personali  o di parte. E' arrivato il momento di buttare  il  cuore
  oltre  l'ostacolo  per  affrontare concretamente  i  bisogni  della
  collettività.
   E'  questo che i nostri cittadini ci chiedono: risolvete i  nostri
  problemi,  aiutateci  a  non affondare nel  bisogno.  Non  possiamo
  restare sordi a questa richiesta.
   Sotto questo profilo, la volontà degli elettori è stata chiara nel
  premiare  un  progetto ed un interprete. Il progetto è quello  alla
  base  dell'accordo di maggioranza che ha portato  all'elezione  del
  nostro  Presidente, Rosario Crocetta. Accanto a questo progetto,  a
  questo  accordo  di  maggioranza, si sono via via  aggregate  altre
  forze politiche che si sono create dentro e fuori quest'Aula.
   La  volontà  della maggioranza, lo ricordo prima  di  tutto  a  me
  stessa,  è  uno  dei  cardini  principali  sui  quali  si  basa  il
  costituzionalismo moderno contemporaneo senza però nel contempo non
  tenere  conto  dei  diritti delle minoranze  che  vanno,  comunque,
  tutelati e tenuti in considerazione.
   Questa  è  la  moderna  democrazia,  signori   Il  resto  è   puro
  velleitarismo ed egoismo di singolo o di parti, finalizzato solo ad
  una  effimera soddisfazione personale e non a soddisfare i  bisogni
  di  tutta la collettività anche di quelli che non ci hanno  votato,
  anche di quelli che si sono astenuti o che hanno votato contro.
   Signor  Presidente  della Regione, Assessore  Scilabra,  Assessore
  Stancheris,  mi  rivolgo a voi perché con voi  ho  condiviso  anche
  parte  della campagna elettorale e, quindi, voi sapete che  io  fin
  dall'inizio  ho condiviso il progetto del Presidente e sono  sempre
  stata  guidata da principi etici di coerenza giuridica che talvolta
  si  sono  mal conciliati con profili di politica di basso  profilo,
  scusando il gioco di parole, e spesso questo mi ha portato a  volte
  al  centro  di attacchi e di polemiche, ma io sono certa di  quello
  che ho fatto e sono certa della mia coerenza.
   Per  me, per quello che ho studiato, la politica è servizio e  non
  mera  gestione  di  potere  e  credo che quest'ottica  è  da  tutti
  condivisa o almeno così spero.
   Se  così  stanno le cose non ci resta che in questo grave  momento
  rimboccarci tutti le maniche, superare le diatribe e gli scontri di
  steccato  per contribuire al raggiungimento dei fini che ho  appena
  evidenziato,   collaborando   alla  realizzazione   del   programma
  delineato dal nostro Presidente.
   Una  battuta  d'arresto ulteriore non solo non sarà  proficua,  ma
  sarà foriera soltanto di tristi prospettive.
   Ad  oggi  la  piazza  ci dice che l'abbiamo delusa,  non  possiamo
  negarlo,  non togliamo neanche la speranza per un avvenire migliore
  di   quello  che  ad  oggi  i  nostri  concittadini  hanno   dovuto
  quotidianamente  affrontare, portati taluni  dalla  disperazione  a
  compiere dei gesti estremi.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino.  Ne  ha
  facoltà. A seguire l'onorevole Cimino.

   SAMMARTINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  vedete,  penso  che oggi si stia scrivendo una delle  giornate  più
  tristi di questo parlamento.
   Mi  rendo  conto  che la politica, ormai chiamiamola  della  terza
  repubblica,  della  fine della seconda, si contraddistingue  per  i
  veleni e per i pozzi avvelenati, ma soprattutto per la bassezza  di
  alcuni   autorevoli   colleghi  che  stimo   per   la   loro   vita
  professionale, ma che dopo oggi penso non abbiano capito più qual è
  il loro percorso.
   Mi  riferisco  a certe opposizioni, se così le possiamo  chiamare,
  che  del  Governo ne hanno fatto un mestiere, che  del  Governo  ne
  hanno  fatto una prebenda nei confronti dei tanti slogan che  hanno
  decantato  nelle  loro  campagne elettorali e,  soprattutto,  delle
  tante  illusioni  che  quotidianamente continuano  a  riservare  ai
  nostri  siciliani  promettendo un Governo diverso,  promettendo  un
  nuovo Presidente della Regione, forse la rialzata di un capo di  un
  centro destra che ha sbagliato le elezioni regionali del 2012,  che
  si  è  fatta  abbindolare dalle strategie dell'ex Presidente  della
  Regione e che oggi ne condivide un percorso politico nella speranza
  di ritrovare, forse, il loro percorso.
   Avete fatto tante legislature, io sono alla mia prima legislatura,
  forte   di  un  consenso  che  mi  ha  eletto,  forte  dell'ascolto
  quotidiano  dei  cittadini siciliani e  mi  permetto  di  darvi  un
  suggerimento, con l'umiltà di un ragazzo di trent'anni, mi permetto
  di dire avete fallito.
   Avete  fallito  nel  costruire nell'ultimo  ventennio  un  sistema
  siciliano  sorretto da piccole beghe di potere  che  oggi,  venendo
  meno, hanno fatto scaturire in voi, e qui mi appello a tutti,  alla
  maggioranza, all'opposizione, al Partito Democratico come  a  Forza
  Italia, il peggio della politica siciliana.
   Il  peggio  della politica siciliana oggi è stato interpretato  in
  quest'Aula che, invece, doveva cercare un momento di risoluzione  e
  di riassestamento dopo un'estate forse fin troppo calda, dopo tanti
  errori  commessi anche dal Presidente della Regione, ma forse  oggi
  doveva essere il momento della riconciliazione.
     Allora  la  responsabilità non può essere additata al Presidente
  della  Regione,  la  responsabilità  non  può  essere  del  Partito
  Democratico  o  soltanto  del  Partito  Democratico,   del   nostro
  piuttosto che di altri movimenti.
   La  responsabilità è di un ceto politico inadeguato a cavalcare il
  momento storico che viviamo; un  momento storico che vede  -  e  lo
  diceva  il  Presidente  della Regione -  nella  crisi  dei  mercati
  europei e nazionali il peggiore dei suoi momenti, ma la Sicilia  in
  questo  non  è pronta, la Sicilia con noi sta perdendo  l'ulteriore
  treno  che forse ci doveva condurre fuori da alcune logiche.  Quali
  logiche? Le logiche che hanno contraddistinto il nostro passato.
   Io  ho  apprezzato Governi, anche negli ultimi ventenni, che hanno
  cercato comunque di fare qualcosa per la Sicilia.
   Io  non sono d'accordo con l'onorevole Presidente quando dice: non
  si può fare consenso con questa politica.
   Noi riusciamo a fare consenso, onorevole Presidente della Regione,
  se  facciamo  una sana politica che lasci qualcosa di tangibile  ai
  siciliani.   Il   consenso  non  è  paura,  il   consenso   non   è
  necessariamente  clientela,  il consenso  è  voler  dire  di  saper
  lavorare  per un progetto per questa Terra e, soprattutto,  per  la
  speranza delle nostre generazioni.
   Questo  attendismo non serve, questo attendismo logora e ci logora
  tutti,  forze politiche, sindacati, lavoratori, logorerà  tutto  il
  sistema regionale e logorerà anche quei pochi e ultimi burocrati di
  questa Regione che forse con un po' di impegno non vedono più oltre
  alla   loro   carriera,   ma   vedranno,   spero   e   presto,   un
  prepensionamento.
   Noi  ci  siamo  ridotti a nominare dirigenti generali  ad  interim
  ovunque,   ci  siamo  ridotti  ad  avere  quattro-cinque  direttori
  generali  quando  la Regione siciliana ne paga  1800  per  concorsi
  fatti  forse  un ventennio fa, ma ci siamo ridotti a questo  perché
  non  si  crede più che una buona burocrazia, insieme  ad  una  sana
  politica, possano lavorare.
   Il male dell'economia siciliana siamo anche noi. Qui sento parlare
  di   leggi  di  sviluppo,  di  microcredito,  di  microimpresa,  le
  opposizioni sono brave a parlare insieme al Movimento Cinque Stelle
  di  quello  che  si dovrebbe fare, non ho visto una  sola  proposta
  normativa in questi ultimi due anni.
   Neanch'io ho fatto proposte normative con impegno di spesa  perché
  mi  rendo  conto  che le casse della Regione sono profondamente  in
  rosso, in crisi, ma allora la responsabilità ce la dobbiamo dare un
  po'  tutti,  a partire da alcuni dirigenti che non ho  difeso  come
  sempre nel lavoro delle commissioni.
   Assessore Calleri, con molto piacere le rivolgo la parola oggi  in
  quest'Aula,  sono  venuto  a  sapere  purtroppo  di  alcune  grandi
  inefficienze  che il suo assessorato, da poco da  lei  gestito,  ha
  commesso  negli ultimi anni, stiamo perdendo oltre due miliardi  di
  euro  sui  fondi  strutturali sul sistema delle acque  in  Sicilia,
  questo perché nessun dirigente della Regione, direttore generale ha
  fatto  un  piano idrografico. Eppure siamo un'isola circondata  dal
  mare, con un unico piano idrografico. Non siamo come gli Appennini,
  la Campania, il Molise che ne hanno tanti.
   Questo lei lo dovrebbe sapere, viene dal nord Italia, è condizione
  ex ante per accedere ai fondi strutturali 14-20. Voglio risposte su
  questo,   altrimenti  devo  iniziare  a  pensare  che  il  business
  dell'acqua  in  Sicilia, con una riforma che sta  ritornando  nelle
  commissioni,  si impantana perché in Sicilia non si faccia  mai  il
  sistema di depurazione delle acque o un sistema di riammodernamento
  del sistema idrico integrato.
   All'assessore  Valenti  vorrei rivolgere un  grido  d'appello  che
  vorrei  condividere tra opposizione e maggioranza, abbiamo  fallito
  con  la  riforma delle province, ci deridono tutti i  sindaci,  dai
  sistemi  maggioritari  ai  sistemi proporzionali,  dai  piccoli  ai
  grandi  comuni,  applichiamo il decreto Delrio,  applichiamolo  per
  favore.
   Diamo  certezza  a  un sistema regionale che  vede  in  una  linea
  nazionale comunque un qualcosa di certo. Non inventiamo riforme che
  non  siamo  stati  capaci quest'anno di fare. Lo chiedo  a  lei  da
  assessore agli enti locali, ma lo chiedo anche al Presidente  della
  Regione.  Non  siamo stati capaci, ammettiamolo, ma diamo  certezza
  alle istituzioni siciliane che la politica è capace di rintravedere
  una strada.
   Purtroppo  non vedo l'assessore Borsellino e me ne dispiaccio.  La
  rete ospedaliera, è un anno che si parla di rete ospedaliera e  non
  vorrei  che venga rifatta in base ai primari, in base alle  tessere
  dei partiti come negli ultimi decenni si è fatto, ci vuole una rete
  ospedaliera   in  Sicilia  per  sbloccare  i  concorsi   e   ridare
  occupazione  e  garantire un servizio, ci vuole per  migliorare  il
  sistema  qualitativo  sanitario che oggi, come  diceva  l'onorevole
  Zafarana, vede il 40 per cento le cause post-mortem negli  ospedali
  siciliani.
   Dobbiamo  creare  un  sistema  efficiente  e  all'avanguardia  per
  accogliere   anche  le  grandi  richieste  dei  bacini   dell'euro-
  mediterraneo  e  dell'euro-zona. Dobbiamo essere  capaci  di  poter
  attrarre  gli  investimenti in questa,  scusatemi  se  utilizzo  un
  termine non mio,  buttanissima Sicilia'.
   Siamo  stati sbattuti su riviste e giornali e blog quotidianamente
  per l'incapacità di una generazione politica che non ammette le sue
  responsabilità. Oggi cerchiamo di ripartire. Questo  è  un  appello
  che  faccio tirando il capo a tanti colleghi autorevoli  di  questa
  Aula:  cerchiamo di ripartire dalle riforme certe  e  cerchiamo  di
  ripartire con la sana politica.
   La sana politica, purtroppo, vede anche nei partiti importanti una
  sana,  a  volte  meno  sana,  dialettica  e  vedrà  sicuramente  il
  Presidente  della  Regione  essere  di  nuovo  da  guida  per   una
  maggioranza che vuole andare avanti.
   Alle  opposizioni dico parlate tanto di mozioni di  censura  o  di
  mozioni   di  sfiducia.  Sarei  curioso  di  capire  chi   è   oggi
  l'alternativa  del popolo del centro destra e vorrei  capire  quale
  guerra  alla  successione  si dovrà innescare  e  con  quale  clima
  avvelenato si dovrà portare questa Terra alle elezioni.
   Andare  a  votare non serve a nulla e lo sappiamo tutti e sappiamo
  anche  tutti  che la prossima volta saremo 70 e dico saremo  perché
  molti  di  noi  non ci saranno più in quest'Aula e  voi  lo  sapete
  benissimo.
   Non illudiamoci del voto anticipato, non fate demagogia, fortunati
  del  sistema momentaneo e mi rivolgo ai Cinque Stelle che  vi  vede
  entrare  in queste istituzioni e fortunati di un sistema elettorale
  sbagliato che vede gente senza consenso all'interno del listino che
  sorregge  il sistema elettorale, siccome sappiamo che alla  fine  a
  casa  non  andremo  -  e lo sappiamo tutti in coscienza,  onorevole
  D'Asero e onorevoli della minoranza - lavoriamo almeno insieme a un
  patto per le riforme che non è fare un ribaltone del Governo, ma  è
  scrivere un'agenda dove il Governo della Regione, Governo  a  volte
  inadeguato,  con il quale confrontare la politica di quest'Aula,  a
  cospetto della Presidenza della Regione.
   Penso  che  un punto di incontro si troverà, penso che la  Sicilia
  una  speranza  la potrà avere con le sane riforme, ne  ho  elencate
  qualcuno,  per  uscire dall'empasse momentaneo, voluto  da  chi  da
  questo  Governo  ha  sperimentato da  oggi,  guardando  al  passato
  alchimie per cercare nuovo percorsi.
   E'  presto per parlare di guerre di successioni o di alternanza al
  Governo Crocetta, è presto per dire agli elettori di ritornare alle
  urne,  neanche  troppo  tardi  per rassegnare  la  speranza  dentro
  quest'Aula e arrenderci in maniera biega a un'incapacità  di  tutti
  che deve essere responsabilità prima nostra e poi di questo Governo
  per  cercare  di fare uscire la Sicilia dalla palude e  ricostruire
  una credibilità a livello del Governo nazionale senza attaccare gli
  interlocutori che,  oggi, devono essere nel governo  romano  e  nel
  governo che ha sede a Bruxelles, nel Parlamento europeo, gli  unici
  nostri interlocutori per far ripartire il motore di Sicilia.
   Penso  che capacità in quest'Aula ce ne sono tante, esperienza  ce
  n'è   da  vendere e sicuramente qualcosa di buono in questo grigio,
  come  l'ho  descritto io, passato, si sarà fatto, non  tutto  è  da
  buttare,  ma  dobbiamo ripartire dalla politica, questo  clima  del
  sospetto e del veleno avvelenerà tutti, uomini del consenso e  non,
  avvelenerà  i  grandi  uomini  del Partito  Democratico  e  porterà
  purtroppo  e io prevedo a uno sfascio definitivo di una  Terra  che
  non si potrà rialzare e allora solo noi possiamo impedire questo.
   Faccio un appello accorato a tutta l'Aula, uniamoci e scriviamo un
  patto  per  le  riforme, proponiamo al Governo penso  che  ci  sarà
  l'apertura anche culturale di affrontare il momento di crisi  e  al
  Presidente  della  Regione  dico  che  se  deve  rivedere   qualche
  assessore lo  faccia, non ci tenga nell'attendismo inutile.
   Al  Partito Democratico sono sicuro, dopo gli interventi di  oggi,
  che non è più una questione di poltrone come qualche giornalista ha
  voluto fare pensare, ma è diventato forse più uno scontro personale
  e  allora  mettiamo  da parte i rancori, rivediamo  la  squadra  di
  Governo  se  ve  ne  sarà necessità  e questo il  Presidente  della
  Regione dovrà fare un'analisi attenta dei suoi singoli assessori  e
  ripartiamo  dalle riforme, così tutti assieme possiamo  portare  la
  Sicilia su un modello migliore. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  come  portavoce
  del  movimento  per le riforme intervengo anche  a  nome  del  Capo
  Gruppo,  onorevole  Picciolo,  e dei  colleghi  che  aderiscono  al
  movimento, la situazione della nostra Regione, sicuramente,  è  una
  situazione molto grave e il dibattito di questa sera ne è l'esempio
  delle difficoltà di dialogo e delle difficoltà anche per creare  le
  condizioni  di  una  via  comune per lo sviluppo  e  anche  per  la
  proposta politica di questa nostra Regione.
   Ritengo  che è finito il periodo della improvvisazione, il periodo
  del  noviziato, dobbiamo riuscire a creare le condizioni perché  si
  possa   lavorare  per  il  bene  di  questa  Terra  con  la  giusta
  competenza, con il raccordo vero con le Commissioni parlamentari  e
  soprattutto  anche  con  la forza di poter contare  maggiormente  a
  Roma.
   Un  Governo  nazionale che deve attenzionare  le  emergenze  della
  nostra  Sicilia  invitando  il  Premier  di  questo  nostro   Paese
  direttamente  a  Palazzo  d'Orleans  per  affrontare  le  tematiche
  difficili di una regione obiettivo 1) che è la Regione capofila tra
  le  regioni del Mezzogiorno e che non può essere lasciata  sola  ad
  affrontare le tematiche occupazionali, le tematiche dello  sviluppo
  industriale, le tematiche che riguardano anche i problemi dei paesi
  rivieraschi alla Sicilia.
   A   me   pare   che  la  litigiosità  di  quest'Aula   indebolisce
  notevolmente  la Sicilia nelle interlocuzioni politiche  a  livello
  nazionale  ed  europeo,  creando  le  condizioni  di  una  maggiore
  difficoltà nel percorso che ci si vuole dare.
   Ad  esempio, io non capisco come mai il Governo non abbia attivato
  tutte  le battaglie necessarie per far sì che le leggi voto, votate
  da  questa  Assemblea  all'unanimità, abbiano un  esito  favorevole
  dalla maggioranza del Governo nazionale.
   Non capisco come mai un tema così serio come quello di abolire  la
  parte  dello Statuto della Regione siciliana, che impone  a  questa
  Terra  di  versare le imposte di produzione nei conti  dello  Stato
  rispetto  al  bilancio  della Regione, non veda  il  Governo  della
  Regione  in prima linea a difendere gli interessi di questa  nostra
  Sicilia.
   Così come anche è assurdo pensare che a Malta vi siano dei casinò,
  che in Sicilia vi siano vi siano diverse sedi dove si gioca on line
  e  una  legge voto fortemente voluta da questa Assemblea per aprire
  dei  casinò a Taormina ed in Sicilia non venga minimamente trattata
  dal Parlamento nazionale.
   Sono  tematiche forse che qualcuno può pensare c'entrano poco  col
  dibattito  siciliano,  ma io ritengo, onorevoli  colleghi,  che  la
  debolezza, la litigiosità di quest'Aula indebolisca notevolmente la
  voce  dei  siciliani  che arriva a Roma e che  hanno  necessità  di
  andare  a  Roma non con il cappello in mano, ma con la forza  delle
  proprie idee, con la forza delle proprie responsabilità.
   Noi  come  Movimento del PDR non abbiamo paura  delle  elezioni  e
  siamo pronti ad affrontare anche l'esito elettorale, ma ritengo che
  oggi  più che mai è necessaria l'azione di responsabilità di chi  è
  al   Governo  e  di  chi  sostiene  questo  Governo.  L'azione   di
  responsabilità di chi ha vinto le elezioni e di chi  ha  scelto  di
  stare in maggioranza perché consapevole che il percorso passato  di
  una  lega  Nord  che  ha avuto un gran potere nelle  politiche  del
  Mezzogiorno,  questo  Governo oggi,  il  Governo  Crocetta  con  il
  Governo  Renzi  può finalmente far parlare di Sud e può  finalmente
  far parlare di Sicilia.
   Le  riforme  noi vogliamo farle, ma  le riforme non devono  essere
  fatte  soltanto  per  creare le condizioni di andare  sui  giornali
  perché si anticipino le riforme nazionali. Le riforme devono essere
  fatte per creare le condizioni di sviluppo di questa Terra.
   Apprezzo   l'intervento   dell'onorevole  Sammartino,   capogruppo
  dell'Articolo  4,  che  condivide la linea tracciata  dalla  nostra
  riunione di gruppo, di recepire la legge Delrio per quanto concerne
  il  tema delle Province. Ma è necessario poter puntare anche più in
  alto. Ad esempio, che fine hanno fatto gli accordi di programma dei
  Fondi  europei del 2001, sono ancora oggi congelati e  non  vengono
  dati  nei  nostri territori? Così come è assurdo ed è  impensabile,
  onorevole Presidente, onorevoli colleghi, parlare di bilancio della
  Regione siciliana, senza parlare di programmazione economica  e  di
  Fondi  comunitari.  E' necessario che l'Assessore  Agnello,  che  è
  l'Assessore  al  Bilancio, possa anche occuparsi di  programmazione
  comunitaria.
   Noi  abbiamo  un  cassetto vuoto, che è il  cassetto  della  spesa
  corrente dei fondi regionali ed abbiamo un cassetto pieno, che è il
  cassetto della nuova politica comunitaria dei Fondi 2014-2020,  con
  gli  arretrati  dei  fondi ancora spesi,  che  non  possono  essere
  trattati  a macchia di leopardo o singolarmente, ma devono  trovare
  una  giusta  interazione tra i fondi del bilancio  regionale  ed  i
  Fondi  europei  e  non è neanche corretto intervenire  dicendo  che
  bisogna chiudere le società partecipate, gli enti vigilati, più che
  chiudere   bisogna   pensare  a  come  rendere   queste   strutture
  produttive,  come  rendere queste strutture al servizio  di  questa
  nostra   terra.   Vi   sono   strutture   nell'ambito   del   mondo
  dell'agricoltura,  che sono interessanti, che  sono  importanti,  i
  centri  di  ricerca ad esempio, così come anche le diverse  società
  partecipate,  non  sono  e  non devono  essere  rappresentate  come
  semplici  carrozzoni,  perché quelle società possono  rappresentare
  leve  di  sviluppo  e anche di entrata nel bilancio  della  Regione
  siciliana.
   Io  ritengo,  onorevole Presidente, che questo  Governo  abbia  la
  necessità non solo di avere una giusta stabilità, ma di avere anche
  la  nostra  fiducia perché ormai è stato superato  il  periodo  del
  noviziato  e  bisogna  creare le condizioni perché  si  agisca  con
  coraggio  e con urgenza per dare forza ad una terra martoriata,  ad
  una  terra  difficile,  una  terra che merita  di  essere  amata  e
  servita,  sebbene  è difficile e contraddittoria.  Per  questo  noi
  chiediamo  che  si ritorni alla politica, che si ritorni  all'etica
  della  politica e non si parli più del passato. Io sono  orgoglioso
  di  essere  stato Assessore dei governi passati. I governi  passati
  hanno vissuto una contestualizzazione di un periodo storico, ma  io
  direi  che da oggi dobbiamo cominciare a pensare ed a parlare anche
  del futuro di questa nostra Regione. Si è fatto tanto per eliminare
  le  macerie  del  passato,  ma  ai siciliani  bisogna  anche  poter
  garantire  un  giusto futuro ed un giusto risveglio  rispetto  alla
  tristezza di questi giorni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  io
  onestamente  ho ascoltato con attenzione tutti i centodieci  minuti
  dell'intervento  del  Presidente Crocetta  e,  lo  dico  a  mo'  di
  battuta,  penso che meriti davvero il premio Oscar per  il  miglior
  film mai realizzato. Perché ha parlato di tutta una serie di eventi
  che  in realtà in Sicilia non si sono mai realizzati. Noi siamo una
  regione  a  statuto speciale; si è dibattuto in questi  giorni  del
  fatto  che  il  Presidente della Regione sia anche  il  capo  della
  polizia,  ma non pensavo che fosse anche il capo delle  procure  in
  Sicilia,  visto  che spaccia per propri tutti i  risultati  che  la
  magistratura, fino a questo momento, può vantarsi di avere ottenuto
  in merito a tutto quello che nel passato la politica ha compiuto  e
  che oggi costituisce in tanti settori oggetto di indagini.
   Oggi  io  credo  che questo dibattito sia davvero  il   canto  del
  cigno   dei  partiti,  perché la sfiducia che questo  Governo  oggi
  matura  attraverso tutti gli interventi, non solo  dell'opposizione
  ma anche della maggioranza, è frutto di un sistema fallimentare che
  è  arrivato  alla fine, che è arrivato al capolinea,  e  penso  che
  tutti  gli onorevoli esponenti dei partiti se ne debbano  fare  una
  ragione e ridare spazio e voce ai cittadini, perché questa Sicilia,
  che  è sotto embargo da parte del Governo nazionale, è ostaggio  di
  un   Governo  che  è  assolutamente  incapace  di  ogni   tipo   di
  programmazione e di ogni tipo di prospettiva per la nostra Isola.
   In  questi giorni, signor Presidente, sto leggendo un libro che ha
  scritto  un  mio amico che si chiama Alfio Caruso, che riguarda  il
  Piano Marshall e la Sicilia, parliamo ovviamente di eventi accaduti
  subito dopo la seconda guerra mondiale, e una cosa mi ha colpito di
  quel  libro  è  che  il primo Presidente della  Regione  siciliana,
  Giuseppe  Alessi,  pretese  ed  ottenne  di  contrattare  il  Piano
  Marshall   direttamente  con  gli  americani.  Il  primo  cittadino
  siciliano  dell'epoca riuscì a contrattare tutte  quelle  fonti  di
  investimento  che dovevano essere effettuate per il rilancio  della
  Sicilia  direttamente con gli americani. Noi oggi possiamo vantarci
  invece  di un Presidente che in maniera codarda rinuncia a tutti  i
  ricorsi  che  abbiamo presentato nei confronti  delle  leggi  dello
  Stato,  rinunciando  automaticamente a  quattro  miliardi  di  euro
  (secondo  le  stime). Lascio a voi la riflessione sulle  differenze
  tra Presidente della Regione di un tempo e Presidente della Regione
  di oggi.
   Questo  io  non  credo che possa, in un modo o  nell'altro,  dirci
  orgogliosi di essere rappresentati da questo Presidente, così  come
  questa giornata rappresenta non solo la fine dei partiti, ma  anche
  la  sconfitta della politica, quando un partito come il PD pretende
  di portare dentro quest'Aula i propri conflitti interni, discutendo
  appunto  non di sviluppo o di futuro ma dei loro conflitti e  delle
  loro questioni personali, mi viene in mente quella battuta del film
  di Nanni Moretti in cui il giornalista  cattivo  chiedeva a Michele
  Apicella  quante anime il partito comunista avesse, io chiedo  loro
  quante anime hanno, e in che modo intendono onorare l'impegno con i
  propri  elettori, e siccome sono convinto che il loro  impegno  non
  potrà  essere onorato, allora dico, e mi dispiace che non  sia  qui
  l'onorevole  Falcone:   Dove si deve  firmare  per  la  mozione  di
  sfiducia? ,  perché  io e tutto il Gruppo del  quale  faccio  parte
  siamo  disponibili  fin  d'ora, uscendo da  quest'Aula,  a  firmare
  questa mozione di sfiducia, ma ribadisco quello che ha detto il mio
  capogruppo,  noi  comunque di voi non ci fidiamo, e  chiederemo  ai
  siciliani  nelle  piazze  di  sfiduciare  questo  Governo,   questa
  maggioranza e questo sistema politico che sta portando  la  Sicilia
  al  collasso.  Si è parlato di  Sblocca-Italia  e via  dicendo,  ma
  siamo  certi che questo provvedimento produca tutti questi  effetti
  positivi nei confronti della Sicilia? Noi non lo riteniamo affatto,
  eppure   questo  Governo  non  si  muove  e  continua   ad   essere
  praticamente  inerme.  Allora noi avremmo  voluto  che  stasera  il
  Presidente della Regione ci dicesse chiaramente che questa  Regione
  va  dichiarata  in  stato di crisi, perché  è  vero  che  ha  fatto
  licenziamenti,  ma non paga 8000 formatori, non paga  i  dipendenti
  della forestale, non paga nessuno, oggi si parla addirittura di una
  mancanza  di  liquidità, pur essendo scritte le somme in  bilancio.
  Avremmo voluto sentire parlare di reddito di cittadinanza, perché è
  l'unica  cosa che forse si dovrebbe e potrebbe fare per  consentire
  ai  siciliani  di fare la spesa, e per consentire a chi  poi  verrà
  dopo  di  fare  un  reset di quello che, nella buona  sostanza,  va
  fatto,  sia per quanto concerne la burocrazia e tutti i settori  di
  questa martellata Sicilia. Io credo che lo spettacolo sia giunto al
  termine,  e noi non intendiamo continuare a far pagare il biglietto
  di   questo  spettacolo  ai  siciliani,  liberateci  dalle   vostre
  presenze, perché non consentiremo a nessuno di affondare la  nostra
  Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Siragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  oggi  è
  stata scritta una pagina mortificante per la nostra Sicilia per  la
  perdurante assenza del Presidente della Regione al dibattito. Siamo
  novanta rappresentanti del popolo siciliano, troverei corretto  che
  questi rappresentanti venissero ascoltati ed invece la presenza del
  Presidente  è  stata  alquanto alternante.  Mortificante  perché  è
  emersa   tutta   la  drammaticità,  l'inconsistenza,  l'incapacità,
  l'impalpabilità del Governo del Presidente Crocetta. Attributi  che
  si  traducono in sofferenza e difficoltà quotidiane per  il  popolo
  siciliano.   Mortificante   per   la   confessione   dell'onorevole
  Sammartino  che  ha  candidamente  ammesso  che  questo  Parlamento
  passando  da  novanta a settanta rappresentanti  non  avrà  mai  il
  coraggio,  anche  a  fronte di una gestione disastrosa  della  cosa
  pubblica,  di  sfiduciare il Presidente della Regione. Mortificante
  perché  da  due anni assistiamo al festival delle parole, iniziando
  proprio  da  quella  legge  che in questi giorni  doveva  diventare
  esecutiva, doveva diventare una vera riforma per la nostra  Regione
  cioè  quella  delle province. Ed invece siamo ancora  al  silenzio,
  ancora aspettiamo che nessuno parli di recepire il disegno di legge
  Delrio  che  è un mostro giuridico, invece invitiamo il  Governo  a
  farci  sapere  cosa  intende fare realmente con  la  riforma  delle
  province e parliamo di acqua. I lavoratori dell'APS (Acque Potabili
  Siciliane  S.p.A) oggi sono venuti a manifestare  sotto  il  nostro
  Palazzo;  i  comuni della provincia di Palermo sono senz'acqua.  Il
  Governo che cosa fa? Nulla  Eppure sono mesi che questo problema si
  protrae, ormai dobbiamo sempre non agli ultimi minuti, ma ai  tempi
  supplementari, ai calci di rigore.
   Parliamo  di rifiuti: giorno trenta settembre scadono gli  ATO,  i
  comuni non sanno cosa fare, lo ha detto il Presidente Cracolici che
  audiremo  in I Commissione i rappresentanti sindaci dei comuni  del
  catanese  in  difficoltà. Ma questi problemi ce li  hanno  tutti  i
  comuni  siciliani  e  cosa  fa il Governo?  Ha  un  piano?  Ha  una
  soluzione? Ha qualcosa? Nulla  Il silenzio  Le parole, due anni  di
  parole.  Oggi  poi,  peraltro, non ho  visto  nessuno,  nemmeno  la
  maggioranza  stracciarsi le vesti per difendere questo  Governo.  A
  parte  poche difese d'ufficio, di facciata, il Presidente  Crocetta
  si è rivelato un uomo solo, un uomo che sogna di prendere il treno.
  I  siciliani  sognano  un lavoro, sognano di potere  mangiare.  Non
  possiamo  più parlare di crisi economica di fronte alle  difficoltà
  dei  siciliani,  dobbiamo parlare di crisi  sociale,  e  una  crisi
  sociale non si risolve né con le parole, né con le beghe interne di
  vari partiti per questioni di prebende e di poltrone. Quindi quello
  che  noi  chiediamo al Presidente Crocetta è di fare un  regalo  ai
  siciliani: faccia vivere loro un sogno, si dimetta  Così finalmente
  potrà  andare  a  prendere  il treno che  sogna  di  prendere  e  i
  siciliani potranno avere un futuro migliore.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo ai  pochi
  che  hanno resistito a questo tour de force, abbiamo cominciato  in
  tarda   mattinata   adesso  voglio  essere   rapida.   Innanzitutto
  nell'intervento iniziale del Presidente ci sono alcuni passaggi che
  mi   hanno  colpito  come  quando  ha  parlato  di  rispetto  delle
  Istituzioni e mi sono ricordata di ieri, quando il disegno di legge
  sull'impignorabilità della prima casa che è da  mesi  messo  lì  in
  calendario  nel nostro ordine del giorno è saltato  perché  per  un
  difetto di comunicazione non c'era nessuno da parte del Governo.
   Sull'uscita  dell'onorevole collega quando disse che  il  seguente
  disegno  di  legge non andava discusso perché era un  doppione,  un
  copiato  forse, non ci siamo capiti, mi sembra che gli  agricoltori
  continuano  a  soffrire,  che  quelle  case  continuano  ad  andare
  all'asta, che continuano ancora alcuni disperati a darsi  fuoco  ed
  il fatto che il Governo non era presente è davvero umiliante per le
  Istituzioni  e  per il dovere che abbiamo nei confronti  di  queste
  persone di dare risposte.
   C'è  stato  un  passaggio sui 1600 dirigenti e non è che  vogliamo
  tornare  sempre li ma è possibile che su 1600 dirigenti ci  debbano
  essere  gli innominabili; non li nominiamo, quelli esterni  con  un
  aggravio  della  spesa. Si parla di dignità  e  di  rispetto  delle
  istituzioni, persone che la Corte di Conti ha ritenuto responsabili
  di  danni che rimangono li al fianco di questo Presidente  come  lo
  sono stati degli altri due Presidenti che l'onorevole Crocetta  non
  ha  voluto nominare per non andare a dire quali problemi hanno  con
  la giustizia, presunti assodati.
   Noi  ci  chiediamo perché si tira in ballo l'argomento  be non  ne
  voglio parlare' però poi ne parla, del perché un assessore è  stato
  fatto  fuori.  Ma  non perché noi ci affezioniamo ad  un  assessore
  rispetto  ad  un  altro. Sono tutti benvenuti però  come  ha  detto
  l'onorevole Trizzino, ci sono difficoltà nel fare delle leggi,  che
  non  è il ghiribizzo di volere caricare un disegno di legge, spesso
  sono  necessità  di adeguarci alla normativa europea  per  sfuggire
  alle  infrazioni  e  rischiamo anche  nel  caso  dell'acqua,  piano
  paesaggistico, piano dell'aria di ricadere sempre in quel vulnus.
   Ogni   volta   con  un  assessore  dobbiamo  avere  un   rapporto,
  conoscerci, chiarire quali sono gli argomenti più urgenti, cosa  si
  è  detto  e cosa si deve fare e si deve ricominciare. Un po  quello
  che  i  cittadini  affrontano  anche  nei  comuni.  Rispetto  delle
  istituzioni. Io mi chiedo con questa congiuntura positiva del PD al
  Governo,  in  Europa, qui bello carico con la  maggioranza  non  si
  riesca a dare continuità a quello che questo Parlamento eletto  dai
  cittadini vota.
   Ci  sono  delle mozioni che sono state buttate nel cestino.  Parlo
  anche  di  quelle delle trivellazioni nella valle  del  Belice.  Mi
  chiedo  come  sia possibile che nello sblocca Italia  si  parla  di
  velocizzare le trivellazioni quando qui si è votato per  bloccarle,
  quando  l'Europa  ci chiede di decarbonizzare le  nostri  fonti  di
  energie.  Non  è  il  ghiribizzo degli  ambientalisti,  perché  noi
  abbiamo un indirizzo di sviluppo economico diverso. Come facciamo a
  parlare di petrolio quando la direzione da intraprendere è un'altra
  e  abbiamo degli obblighi. Questo Governo che doveva avere  la  via
  libera,  una  corsia preferenziale con il Governo nazionale  e  con
  l'Europa,  mi  pare che non stia dando servizio ai siciliani  e  ai
  loro bisogni bensì solo unicamente essere presente sulle pagine dei
  giornali.
   Vorrei dire al Presidente che forse in quest'anno, perché dobbiamo
  anche  avere  un  po di memoria storica, è stato un  più  impegnato
  attraverso lo strumento del Megafono questa creatura l'anno  scorso
  a  fargli le scarpe al PD con lo strumento che lui è il Presidente,
  lui  nomina negli enti i vari trombati e quindi crea reti di potere
  finchè  il PD non l'ha tirato dalle orecchie e gli ha ricordato  di
  doversi  fare  la  tessera del PD,e quindi  non  poteva  creare  un
  soggetto  alternativo, anche se a livello poi di vari comuni  si  è
  presentato in opposizione al PD. Forse è stato impegnato più a fare
  questo che non a fare il Presidente, ma vorrei dire che lo sapevamo
  che era molto dura.
   Quando  abbiamo  partecipato alle elezioni  regionali,  anche  noi
  avevamo  rispetto  e abbiamo capito da subito, prima  di  iniziare,
  quali difficoltà immense si dovevano andare ad affrontare e in  che
  condizioni  era  ed è la Sicilia anche a causa di alcuni  dinosauri
  che ancora siedono in questo Parlamento e da cui non accettiamo  né
  che  ci  venga  detto che dobbiamo assumerci le responsabilità  del
  passato.  Non siamo noi i colpevoli di quello che è successo  e  lo
  possiamo dire a testa alta.
   Qualcuno  ha  detto che, quindi non lo comprendiamo nel  difficile
  ruolo di sollevare la Sicilia, c'è la burocrazia, ha ereditato  una
  situazione   disastrosa,  siamo  d'accordo  e   noi   siamo   stati
  disponibili e costruttivi fin dal primo momento a costo di  passare
  anche  come quelli che facevano da stampella. Ma non era  così.  Lo
  abbiamo  sempre detto, nel merito dei provvedimenti noi  sosterremo
  qualsiasi  Governo  basta che si faccia il bene  della  Sicilia.  I
  provvedimenti,  qualcuno  dice che non li  abbiamo  proposti,  oggi
  abbiamo  assistito a dei teatrini veramente sconcertanti  densi  di
  messaggi che non ci interessa andare a sviscerare.
   Qualcuno ha detto che noi parliamo, parliamo e non facciamo  nulla
  per  le imprese e nulla per le occupazioni. Intanto vi ricordo  che
  nell'ultima  finanziaria siamo stati noi con dei nostri emendamenti
  approvati, a chiedere di rifinanziare tre norme sull'occupazione  e
  speriamo  che  gli  Assessorati si diano una mossa  con  i  decreti
  altrimenti i soldi rimarranno virtuali.
   Per  le  microimprese noi non solo abbiamo fatto la nostra  legge,
  abbiamo  creato un fondo, ci abbiamo messo dei soldi, fondo  a  cui
  nessuno dei presenti ha partecipato. Vogliamo, però darvi la  bella
  notizia.  Ci sono tanti italiani che stanno versando sul fondo  del
  microcredito siciliano la somma di 80 euro ricevuta, ogni mese, dal
  vostro Governo e la versano lì perché lo ritengono strumento utile,
  adatto  per  le piccole iniziative imprenditoriali. Lezioni  quindi
  non ne prendiamo da nessuno. C'è una schizofrenia
   Non  si  capisce questo Governo nazionale con lo  Sblocca  Italia'
  cosa  voglia  fare, va totalmente in contrasto  con  quello  che  è
  l'indirizzo, con quello di cui hanno bisogno i siciliani.
   Forse  il  Presidente  non si è accorto che riusciamo  a  spendere
  tutto, forse, perché ci hanno diminuito il capitale da spendere  ed
  è questa la risposta che dobbiamo darci.
   Bisogna andare calmi perché  chi si loda si imbroda', Presidente.
   Bisogna  avere  modestia ed ammettere che si  fanno  degli  errori
  politici,  strategici  nel  non fare le scelte  giuste  al  momento
  giusto e non credersi sempre nel salotto di Giletti.
   Questo  è  un  Parlamento, non siamo qui a farneticare  e  a  dire
  slogan.
   Tutto  questo  aggrava  e  mette  nel  silenzio,  la  maggioranza,
  infatti,  in  quanto  tale  ha  più  spazio  sui  giornali,  occupa
  l'informazione   continuamente  con   i   balletti   di   poltrone,
  maggioranze,  accuse,  nomine, piscine ecc.  e  non  si  parla  dei
  problemi  dei siciliani - ce ne sono tanti - ma uno in  particolare
  che ci sta a cuore, anche per la provincia di Siracusa - mi rivolgo
  all'Assessore  che deve attenzionare una questione  che  non  trova
  spazio sui media perché molto occupati col gossip politico.
   Ad Augusta ogni 28 del mese, Don Palmiro, prete di una parrocchia,
  si  permette di leggere nomi di persone che non ci sono più.  Mi  è
  venuta  in mente questa cosa quando il Presidente, durante uno  dei
  suoi  intimistici sfoghi, in una cosa che non c'entrava niente,  ha
  affermato che avrebbe piacere ad avere dei figli.
   In quella circostanza ho pensato a chi i figli non li potrà avere,
  ha rinunciato ad averli, a chi sono morti a causa dell'inquinamento
  provocato  dall'industria,  a causa della  mancanza  dei  controlli
  sull'ambiente e dei risvolti sulla salute, a causa di  un'industria
  spregiudicata.
   Vorremmo  tornare  a  parlare  di  questi  argomenti,  del   piano
  dell'aria.
   Il  suo predecessore aveva un appuntamento con le associazioni per
  parlare del piano dell'aria, del piano di prevenzione della  tutela
  dell'ambiente  e della salute e ce l'avevano anche con  l'Assessore
  precedente.
   Noi  non ci affezioniamo a nessuno, ma si cerchi di andare  avanti
  in  modo  concreto,  analizzando i problemi, di battere  e  levare,
  analizzarli  e  andare avanti perché in questo delirio  quelle  che
  soffrono sono le famiglie.
   Invito tutti i deputati ad andare alla messa di Don Palmiro.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevole  Zafarana,  le ricordo che il suo intervento  non  si  è
  svolto  in  qualità  di Capogruppo perché a  me  non  risulta  come
  Capogruppo,  forse  alla  stampa. Il Capogruppo  sta  per  prendere
  adesso la parola.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  l'onorevole   Zafarana   è   il
  Capogruppo politico. Ringrazio il Presidente per avermi concesso la
  parola,  gli Assessori per la cortesia a restare in Aula e i  pochi
  colleghi rimasti ad ascoltare gli ultimi interventi.
   Ho  ascoltato  con  estremo interesse, e in questo  esercizio  c'è
  stata  molta  difficoltà,  il Presidente della  Regione,  onorevole
  Crocetta,  ed  ho ascoltato con molto interesse gli  interventi  di
  tutti gli altri colleghi. Devo dire che quello che mi ha colpito di
  più  è  stato l'intervento dell'onorevole Musumeci che si  è  detto
   triste  delle parole pronunciate dal Presidente Crocetta. Non sono
  d'accordo  con quella definizione perché a me invece quelle  parole
   spaventano  ed anche parecchio.
   Le  voglio  raccontare un aneddoto. Durante la campagna elettorale
  delle   elezioni   regionali   del  2012,   l'allora   sindaco   di
  Caltanissetta  fece rifare la piazza. Questo progetto  si  chiamava
   la  grande  piazza , fondi comunitari, milioni  di  euro.  Fu  una
  grande  opera  che chiuse il centro storico per parecchi  mesi,  ci
  furono   lamentele  di  tantissimi  commercianti,  alcuni  chiusero
  l'attività,  in  quel  periodo  si  verificò  anche  un  lutto,  un
  commerciante  si tolse la vita proprio perché non si lavorava  più.
  Al  primo acquazzone quella piazza si allagò completamente, diventò
  una  piscina.  Perché  le racconto questo? Perché  quel  giorno  ho
  generato un pensiero, ho capito che mi fanno paura, ne ho timore  e
  li   combatterò,  quelli  che  entrano  in  politica  per  fare  il
  malaffare,  ma quelli che veramente mi fanno molta paura  sono  gli
  incapaci
   Per questo oggi ho provato terrore nel sentire le parole di questo
  Presidente  della  Regione,  perché è un  incapace  amministrativo,
  politico.  Non parlo di livello umano. Questa cosa mi  ha  talmente
  stordito  che  non  provo sentimenti di tristezza,  di  rabbia  nei
  confronti  di  questa  persona  ma sono  disarmato.  Il  Presidente
  Trizzino  ha  derubricato tutte le persone che  si  sono  succedute
  nella  sua  Commissione, tre assessori per l'ambiente, due  per  il
  turismo,  due  per le infrastrutture. E' un Governo che  cambia  un
  assessore al mese. Questa cosa dà il metro di una azione di Governo
  senza programmazione. Questo giudizio è lampante.
   Ormai  non  siamo noi, all'interno di quest'Aula, a doverlo  dire.
  Sono le manifestazioni di piazza che avvengono fuori, giornalmente,
  sono  le  persone che incontriamo nell'esercizio della nostra  vita
  quotidiana, dal panettiere, dal fruttivendolo o semplicemente dalla
  persona che incontriamo per prendere una tazzina di caffè al bar  e
  le  parole  sono  sempre queste, e le dicono a me e  probabilmente,
  Presidente  Venturino,  le dicono anche  a  lei  e  sono  dette  in
  siciliano  a chistu quando u mannamu a casa ? Lo dicono a tutti. E'
  chiaro  che  non  ci  dobbiamo fare prendere dalla   pancia   delle
  persone che stanno fuori.
   Come Parlamento dovremmo cercare di costruire un'azione di Governo
  seria,  rivolta  a  dare  una  mano a chi  ha  vinto  le  elezioni,
  prendendo  seicentodiciasettimila voti ed è diventato, giustamente,
  il  Presidente  della  Regione.  Io non  contesto  quel  risultato
  Nessuno  credo  che  oggi lo abbia fatto. Però mi  interrogò  sulla
  possibilità che questi seicentodiciasettimila voti diano il diritto
  ad  una  persona di terrorizzarci, nel mio caso, o di rattristarci,
  come  nel  caso  del Presidente Musumeci, per cento  minuti,  tempi
  regolamentari di un recupero, era quasi una partita di calcio, dire
  tutto  quello  cha voluto e poi con una grandissima  maleducazione,
  mancanza  di educazione, uscire fuori da quest'Aula e non ascoltare
  le  repliche  degli intervenuti. Oggi eravamo venuti per  venire  a
  sentire,  ma  soprattutto  per venire a dire  quello  che  volevamo
  pronunciare nei confronti di un'azione di Governo. E invece cosa si
  fa?  Si  prende e si va via perché è più semplice, è più facile   E
  non  mi  basta  E non mi basta prendermela con gli assessori perché
  gli  assessori  non  sono le persone a cui mi voglio  rivolgere  in
  questo  caso. Me la devo prendere con chi fa le scelte e le  scelte
  le fa lui, il Presidente della Regione.
   Parlava  di  sobrietà nelle scelte, ha fatto  un  grande  discorso
  sulla sobrietà.  Lui ha fatto le denuncie, senza di lui non avremmo
  scoperto  questo e quello  e quindi la sobrietà ha  maturato  delle
  scelte.  Ho  scritto  qualche  esempio  l'assessore  con  piscina ,
   l'assessore  al click day ,  l'assessore geografico   mandato  per
  nome e conto di chi visto che viene scelto in un momento in cui  ci
  sono  le elezioni nella zona, poi magari sarà anche competente  non
  lo  metto  in  dubbio,  non lo conosco ancora.  Però  mi  viene  da
  pensare.
   E  poi  mi  sento  prendere  una difesa d'ufficio  sul  Segretario
  Generale,  dott.ssa  Monterosso, che è stata condannata  per  danno
  erariale  a risarcire un milione e trecento mila euro alla  Regione
  siciliana,  e  dico:  un  assessore con piscina  viene  giustamente
  tirato  fuori,  licenziato,  perché ha  commesso  in  qualche  modo
  qualcosa  che  non  andava,  è  un illecito,  è  una  cosa  di  cui
  vergognarsi, mi sta bene, benissimo. Però allo stesso modo e con la
  stessa  cattiveria e soprattutto con lo stesso giudizio, un peso  e
  una  misura,  si  sarebbe dovuti agire nei confronti  di  chi,  con
  un'azione  di  Governo del clic day, ha provocato un fallimento  di
  questa maggioranza, perché lo è. Ed allora sarebbe dovuta anche lei
  andare  via da questo Governo, oppure la Monterosso non  doveva  in
  qualche  modo essere ancora mantenuta dopo la condanna della  Corte
  dei Conti.
   Invece no e in quei due casi vengono fatte le promozioni.
   Oggi  abbiamo  assistito ad una difesa d'ufficio  per  l'assessore
  Scilabra,  perché  è  una  ragazza  giovane  che  sta  sfidando  il
  malaffare e tutto il resto, sì, ma io voglio anche vedere, non solo
  chi  sfida  il  malaffare ma chi lo fa con competenza  ed  oltre  a
  distruggere deve anche costruire, se no ci ritroveremo una  Regione
  pulita ma in macerie, ed è questo quello che sta avvenendo.
   E  lo  stesso caso della Monterosso che le viene dato  un  premio,
  viene  anche lei nominata nel Consiglio di amministrazione  di  una
  società che fa parte della Regione.
   Questo è un mondo al contrario. E' il mondo a contrario di chi  si
  proclama paladino della legalità dell'antimafia e poi però,  quando
  accanto a sé qualcuno viene colpito da un provvedimento, allora  ci
  chiudiamo gli occhi e diciamo che non abbiamo visto nulla. E questo
  non si può fare, questo non mi piace, questo è ingiusto. Io lo devo
  attaccare, è ovvio, è nella mia possibilità e lo faccio.
   E  ha  detto però una verità in quel passaggio il Presidente della
  Regione, perché ha detto che noi non conosciamo la Corte dei Conti.
  E  lì  ha  ragione, è vero. Perché siamo uno dei  pochi  gruppi  di
  questa legislatura che nell'ultimo passaggio alla Corte dei Conti è
  uscito  pulito per quanto riguarda l'amministrazione dei soldi  dei
  Gruppi  parlamentari. Quindi è vero, non conosciamo  la  Corte  dei
  Conti  perché fortunatamente non ci abbiamo a che fare. E questa  è
  una  grande  fortuna. Quindi quello che per lui era un attacco  nei
  nostri  confronti,  per me invece è uno dei più grandi  complimenti
  che  ci ha potuto fare e lo prendo con grande felicità al di là poi
  delle  cadute di stile che qualche sgherro di seconda  fila  ci  ha
  voluto  tributare oggi da questo scranno, ma quelle sono  cose  che
  capitano, è una normale dialettica politica e io la accetto anche.
   La  mozione di sfiducia annunciata dall'onorevole Falcone  invece.
  Io  non ci credo più che quest'Aula sia in grado di autodeterminare
  il  suo  scioglimento,  cioè di mandarsi  a  casa  come  nel  gergo
  cittadino  ormai viene detto. Non ci credo perché troppe  volte  ho
  visto fare questi giochetti sotto banco dove si era tutti d'accordo
  e  poi  alla fine però qualcuno mancava, il tesserino non funziona,
  io   ero   assente  perché  non  mi  avete  chiamato   ci  vogliono
  quarantasei  voti Presidente Venturino, lei ormai è un veterano  di
  quest'Aula, ha anche un'ottima conduzione quando le viene  data  la
  possibilità  di condurre i lavori d'Aula e ovviamente capisce  bene
  che  anche  noi  abbiamo capito come funziona, cioè i  trucchi  che
  stanno dietro. E quei quarantasei voti non ci saranno di nuovo, non
  ci saranno di nuovo perché questa mozione di sfiducia che nasce qua
  dentro  e  muore qui dentro non avrà i quarantasei voti  perché  le
  opposizioni  non sono pronte per andare a votare perché  sanno  che
  perderanno quelle elezioni, perché il centro destra è inconsistente
  al   livello  politico  nello  scenario  dei  cittadini  a  livello
  regionale.  E il centro sinistra si sta presentando con una  azione
  di  governo  fallimentare  e ovviamente questa  cosa  agevola  noi,
  agevola noi in maniera incredibile e nessuno oggi andrà al voto  in
  questa situazione, tanto meno noi potremmo permettercelo di votarla
  da  soli  visto  che siamo quattordici e ci manca  un  bel  po'  di
  Deputati per fare questa cosa.
   E  allora visto che non si deve risolvere, diceva bene l'onorevole
  Cappello   noi   la  firmiamo  la  mozione  di  sfiducia   proposta
  dall'onorevole Falcone. Ne abbiamo ovviamente già scritta una  come
  aveva  detto  il  Capogruppo Zafarana, ne abbiamo già  scritta  uno
  assieme  con  i cittadini. Non ci innamoriamo degli  atti,  non  ci
  innamoriamo delle primogeniture degli atti, chi l'ha scritta prima,
  chi l'ha scritta dopo. La leggeremo, se il collega ce lo permetterà
  integreremo  alcune parti qualora lui le abbia omesse o dimenticate
  e  diventerà anche nostra, ma in ogni caso la firmeremo. O  se  lui
  deciderà  firmerà  la  nostra, non cambierà nulla,  ma  quello  che
  stasera  voglio dire in quest'Aula è che noi abbiamo bisogno  della
  fermezza  dei  cittadini ed è per questo che il 26  di  ottobre  il
  Movimento Cinque Stelle lancia lo  sfiducia day' dove scenderemo in
  piazza,  insieme ad artisti, e a tutte le persone di buona  volontà
  che  si  sono veramente  rotte le scatole' di questo Governo  e  di
  questa  azione governativa per raccogliere le firme  e  metterle  a
  corredo  di  quelle  che saranno le firme parlamentari  minime  per
  potere  presentare questa mozione di sfiducia. E sarà lì  il  primo
  passaggio  perché  finalmente chiameremo  i  cittadini  a  raccolta
  attorno  ad un provvedimento che vuole dire basta ad una azione  di
  governo  fallimentare e che invece vuole dare l'avvio ad una  nuova
  speranza.
   Perché  non è morta la Sicilia,Presidente Venturino, non è  morta.
  La  Sicilia  ha ancora grandi possibilità. Lei è una persona  dello
  spettacolo e sa quanta bellezza artistica, naturalistica ci sia  in
  quest'Isola e quanta poca ne sfruttiamo. Oggi eravamo venuti qui in
  Aula  perché  il  Presidente  Crocetta,  lo  ha  fatto  in  maniera
  maldestra,  avrebbe  dovuto richiamare  le  forze  politiche  a  sé
  dicendo  ricompattiamoci attorno a un minimo di  programmazione,  a
  qualcosa che rilanci la nostra terra. Lo ha fatto in maniera  molto
  maldestra  e  secondo me in questo momento sta accusando  il  colpo
  perché  non  erano neanche le sue capacità linguistiche  quelle  di
  oggi. Ma io ho un messaggio per il Presidente Crocetta. Il tempo  è
  scaduto. Perché troppe volte abbiamo proposto a questo esecutivo di
  collaborare  su provvedimenti che potessero accelerare lo  sviluppo
  economico  di  questa terra. Fino all'ultima finanziaria,  ci  sono
  testimoni  sia i giornali che anche quest'Aula, e alcuni di  questi
  assessori con i quali abbiamo potuto collaborare.
   Se  li  ricorda  i  titoli dei giornali? Erano otto  proposte  che
  abbiamo  dato  al  Governo e che abbiamo portato all'interno  della
  finanziaria.  Cosa  si muove dopo? Non si muove mai  nulla   Questo
  Governo non vuole fare mai nulla, è estremamente auto referenziato,
  composto  da un Presidente che deve obbligatoriamente e  per  forza
  fare  la primadonna che non lascia spazio agli altri. E' un leader,
  è  talmente carismatico che offusca tutti gli altri. Non va bene in
  questo modo perché non ha la maggioranza, perché ha un partito  che
  lo  sostiene, il Partito Democratico che è estremamente frammentato
  e  che  oggi gioca il ruolo incredibile sia di maggioranza  che  di
  opposizione  e  quindi  non si può permettere  di  fare  il  leader
  carismatico  che offusca gli altri. Deve dare ascolto e  deve  dare
  ascolto  soprattutto a una forza politica che non fa telefonate  ai
  manager  della  sanità come diceva lui e io di questo  chiederò  le
  scuse  pubblicamente sia nella prossima seduta  quando  ci  degnerà
  della  sua  presenza ed anche a mezzo dei giornali,  perché  questa
  cosa non me la ingoio. Troppo volte ha sbagliato a parlare e troppe
  volte noi non gli abbiamo chiesto nulla. Questa volta lo dovrà fare
  e lo dovrà fare pubblicamente.
   Il tempo è scaduto  Presidente Crocetta, guardo la sua sedia e lei
  non  c'è  e  le ripeto che l'unica cosa che può fare  è  uscire  da
  questa  stanza, ricordarsi di spegnere la luce così diamo anche  un
  segnale  di  risparmio energetico e andare via in  punta  di  piedi
  perché  la  Sicilia ha bisogno di un governo vero  e  non  può  più
  perder   tempo  con  chi  invece  della  Sicilia  non   ha   capito
  assolutamente nulla.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'è bisogno che
  attiva  il tempo perché cercherò di essere telegrafico e lo  faccio
  perché  nutro profondo rispetto per le persone che si sono  fermate
  ad  ascoltare  questo  dibattito e lo faccio  per  evidenziare  con
  disappunto  una assenza, quella del Presidente della  Regione,  che
  onestamente   oggi  è  ingiustificabile.  Lo  dico  perché   vorrei
  rassegnare al Vicepresidente un messaggio.
   Quando il Presidente della Regione sarà in Aula per riferire  sarò
  sempre  al  mio  posto  ad ascoltare le sue comunicazioni  per  una
  questione  di rispetto, rispetto dell'uomo, rispetto della  carica.
  Oggi è stato un dibattito importante, un dibattito parlamentare, un
  dibattito  che  se  lo vogliamo leggere in positivo,  ha  avuto  un
  grande assente, ed è stata la politica io sono ottimista per natura
  e sono leale sempre,
   Lo  dico  perché  oggi  ho la fortuna di rappresentare  un  Gruppo
  parlamentare  che vuole rappresentare il Presidente  della  Regione
  nella  sua  lealtà,  lo  dico perché noi non abbiamo  costruito  un
  avventura  per  una  passeggiata  al  mare,  abbiamo  costruito  un
  progetto politico, un progetto appunto, politico.
   Non  abbiamo  fatto  un accordo sottobanco, abbiamo  costruito  un
  progetto  politico che noi vogliamo sia rispettato  e  manifestiamo
  tutta   la  nostra  disponibilità  al  rispetto  di  come  dobbiamo
  governare un percorso, appunto, politico.
   Faccio  un  esempio, il Gruppo parlamentare non è un articolazione
  del  partito e noi con questo partito abbiamo costruito un'alleanza
  e  l'abbiamo  costruita  con il PD impersonando  Rosario  Crocetta,
  l'interprete, l'interprete del ruolo di Presidente della Regione  e
  di garante di quell'alleanza.
   Oggi   qualche  collega,  devo  dire  legittimamente,   di   altro
  schieramento  -  e  parlo degli amici del  centro  destra  -  hanno
  evidenziato  come  forse in maniera inopportuna abbiamo  trascinato
  qua dentro un dibattito che non era un dibattito politico e che  in
  ultimo,  mi sforzo di fare diventare di nuovo politico; non facendo
  filosofia o l'elenco o il decalogo delle cose che servono.
   Oggi  bisogna  dire  come stanno le cose e le  cose  sono  che  la
  maggioranza traballa, altri direbbero una cosa diversa, ma io cerco
  le soluzioni, cerco le soluzioni perché so distinguere le leggi che
  hanno  un carattere istituzionale dove un accordo deve pure  essere
  ricercato  con tutte le forze politiche dalle leggi che  hanno  una
  matrice politica che vanno condivise con la maggioranza politica.
   Perché  se qualcuno pensa di cambiare cavallo lo può fare,  ma  lo
  deve  dire apertamente, davanti a tutti, davanti ai siciliani.  Noi
  siamo   invece  per  ricercare  la  maggioranza  politica  che   ha
  determinato l'elezione del Presidente della Regione, e  non  è  una
  questione numerica, di deputati che ci sono, come non ci sono,  che
  danno la maggioranza e in Aula no.
   E'  una questione di rispetto anche del Parlamento che non  è  una
  stampella,  dobbiamo  essere chiari,  noi  oggi  abbiamo  fatto  un
  dibattito,  dove tutto sommato un pò per la mia esperienza  un  po'
  per l'autorevolezza di altri colleghi che mi hanno preceduto, anche
  per la loro grande esperienza con qualche sbavatura dove nessuno ha
  cercato la soluzione.
   Ma  l'appello  lo  faccio  io  al Presidente  della  Regione   Noi
  dobbiamo cercare di trovare la soluzione e la dobbiamo cercare  con
  tutti  i  partiti  della maggioranza e segnatamente  con  il  primo
  partito della maggioranza, e io spero che il Capo Gruppo Gucciardi,
  capisca che è necessario riportare sul crinale del buon Governo  un
  ragionamento politico con le forze politiche, il che non  significa
  ingessare  l'azione  di  Governo, anzi,  l'esatto  contrario.  Sono
  rimasto da solo oggi, perché il dibattito si è dilungato perché per
  certi versi è stato in alcuni punti sterile, perché ahimè, non mi è
  mai  capitato  che l'interlocutore si assentasse per  tutto  questo
  tempo.
   Non  è  un rimprovero, però le cose ce le dobbiamo dire in faccia,
  devo  uscire da qua, sapendo come la pensano i colleghi degli altri
  partiti  e come la pensano i colleghi del mio schieramento politico
  dissentono e lo dicono pubblicamente perché cerco le ragioni  dello
  stare assieme e per stare assieme ci vuole una corresponsabilità da
  parte di tutti. Quindi, riuniamo la maggioranza e facciamo l'elenco
  delle  cose che servono intanto. E le cose che servono sono  quelle
  che  ci  siamo  detti, ma non basta dirle, bisogna  farle.  E  oggi
  aggiungo che, per essere credibili, dobbiamo indicare i tempi entro
  i quali queste cose che abbiamo deciso si fanno.
   Allora,  questo è il ragionamento che faccio. Io non  voglio  fare
  patti  con  nessuno. Voglio soltanto che si rispettino i patti  che
  abbiamo  fatto. Noi garantiamo al Governo assoluta  lealtà,  ma  ci
  rendiamo  conto che questa situazione diventa scivolosa, e  noi  ne
  vogliamo  uscire. Ne vogliamo uscire a testa alta facendo  le  cose
  che  servono  alle persone e per fare queste serve la  politica.  E
  oggi, ahimè, per il 90 per cento delle cose che abbiamo sentito, la
  politica  era  la  grande assente. E questo  può  capitare.  Spesso
  capita   in  campagna  elettorale,  può  capitare  in  un   comizio
  qualunque,  può  capire nelle diatribe, nelle  segreterie  o  nelle
  discussioni  che ci sono all'interno di un gruppo o di un  partito.
  Non  può  capitare in Parlamento. No, qua non può capitare. Allora,
  raccogliendo  le disponibilità che da tutti sono state evidenziate,
  chiedo  al  Presidente  di riunire subito la  sua  maggioranza  per
  permettere  a questa maggioranza di ritrovare la quadra  e  chi  mi
  conosce  sa  che  io  non  ho  né posti  da  chiedere  né  cose  da
  rivendicare. Ma cerco esclusivamente un obiettivo su cui  costruire
  una   alleanza  che,  secondo  me,  oggi  ha  un  valore   politico
  importantissimo che non può e non deve essere disperso. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,
  volevo   ricordare  al  collega  Cancelleri  che  anche  il  gruppo
  parlamentare  del Megafono non è stato richiamato dalla  Corte  dei
  conti  per cui siamo in due in quest'Aula a non conoscere la  Corte
  dei Conti.
   Poche battute, Presidente, di natura politica.
   Il  presidente Rosario Crocetta viene candidato ed eletto nel 2012
  con  idee rivoluzionarie persino superiori a quello del M5S  ed  in
  quel  momento  ha trovato ampio consenso dell'elettorato  siciliano
  tant'è  che la sua elezione può essere definita epocale  visto  che
  il primo presidente, dopo la legge che introduce l'elezione diretta
  del presidente della Regione, ad essere eletto quale presidente  di
  centro sinistra in una Regione che prima era sempre stata governata
  dal Centro destra.
   Qualcuno  oggi ha parlato del 14 per cento. Io ricordo, a  chi  ha
  parlato  di  quel 14 per cento, che gli altri candidati  non  hanno
  preso  neanche quel 14 per cento per cui il presidente è pienamente
  legittimato a governare questa Regione.
   Un  uomo,  il  Presidente,  che non è stato  mai  prigioniero  dei
  partiti  e  che  ha fatto della lotta alla legalità  il  principale
  obiettivo  della  sua  vita,  non solo  politica.  Difficile  viene
  poterlo  ingabbiare in regole e schemi partitici. Anzi. Quindi  chi
  ha  sostenuto sin dal primo giorno questo Presidente doveva  sapere
  bene  di  ritrovarsi davanti un politico che non  accettava  e  non
  accetta  compromessi. Sin dalle prime fasi del suo insediamento  il
  Presidente  Crocetta ha lavorato per eliminare sprechi e combattere
  la  corruzione all'interno della macchina amministrativa  regionale
  senza mai guardare in  faccia nessuno né amici né nemici.
   Questo  Governo  deve  essere il Governo delle  riforme,  dobbiamo
  aprire la stagione delle riforme, con quella che ritengo principale
  e prioritaria della semplificazione amministrativa, per snellire la
  pubblica amministrazione, seguita dalla riforma dell'acqua. Ricordo
  che in questo momento la provincia di Palermo ha un grosso problema
  di  emergenza, che è già stato richiamato da altri deputati. Poi la
  definizione  della riforma sull'abolizione delle Province  e  sugli
  ATO Rifiuti.
   Ritengo  che  tali  riforme vadano condivise tra  tutte  le  forze
  politiche,  sia  di  maggioranza che di  opposizione.  Nessuno  può
  tirarsi  indietro rispetto alle riforme, che servono esclusivamente
  nell'interesse dei siciliani. Però nessun  inciucio'  politico  con
  altre  forze  politiche che non fanno parte della  maggioranza  che
  sostiene  il  Governo  Crocetta, anzi un richiamo  all'unità  delle
  forze   politiche  che  sostengono  questo  Governo  e  soprattutto
  all'unione dentro il Partito Democratico.
   Non  voglio entrare nelle vicende interne ed entrare a gamba  tesa
  nel  dibattito  interno al Partito Democratico,  ma  una  rapida  e
  definitiva   soluzione  politica  affinché  si  possa  amministrare
  assieme  con  maggiore serenità, ritengo che vada  trovata  e  vada
  trovata al più presto. Credo che i litigi non servano a nessuno  di
  noi,  ma  soprattutto  non  servono  a  risolvere  i  problemi  dei
  cittadini  siciliani. Non credo che questo Governo abbia intenzione
  di  cercare  maggioranze  alternative, né  con   inciuci',  né  con
  ribaltoni.  Il  Presidente ha fatto un accordo politico,  un  patto
  elettorale  con alcune forze politiche ed è il patto  su  cui  deve
  continuare questa maggioranza all'interno di quest'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli colleghi, nell'ultimo intervento cercherò di far  sintesi
  rispetto  a  tutto  ciò  che  ho  ascoltato,  rispettosamente,  sia
  condividendo tante cose che ho ascoltato, sia dissentendo da  tante
  cose.
   Certamente stiamo vivendo una fase difficile, una crisi  generale,
  economica,  sociale, delle economie dell'occidente - e  con  questo
  non  intendo  ragionare per sottrarmi al dibattito di  oggi  -  una
  crisi  che  credo  non abbia precedenti dal secondo  dopoguerra  ad
  oggi,   una   crisi  che  richiederebbe  uno  sforzo  di   governo,
  istituzionale  e  parlamentare  che,  senza  pasticci  ed  alleanze
  innaturali,  coinvolga  ogni  livello istituzionale,  coinvolga  le
  forze  politiche e parlamentari nel loro complesso  per  consentire
  con uno sforzo davvero generoso nei confronti del popolo siciliano,
  per  consentire  un'azione di cambiamento vera, di risanamento,  di
  riforma  pur,  come  dicevo  prima,  nel  rispetto  dei  ruoli  tra
  maggioranza ed opposizione.
   Quindi,  fermo  restando  un  no' dovuto  per  principio  etico  e
  politico   a   larghe   intese,  io  credo  che   sia   necessario,
  indispensabile,  un dialogo costante con l'intero Parlamento  della
  Regione  e  questa  è una fase che, vi confesso,  vivo  con  grande
  preoccupazione, una preoccupazione che non è soltanto politica,  ma
  è una preoccupazione che si estende anche a livello esistenziale di
  un  cittadino che in questo momento storico temporaneamente  svolge
  la  funzione  di  deputato al Parlamento della  sua  Regione.  Vivo
  questa  fase con preoccupazione, con il senso di responsabilità  di
  chi  è  consapevole  che anche dalle proprie  scelte,  dal  proprio
  piccolo  contributo,  dalla propria azione  politica,  dipendono  i
  destini  di diversi milioni di siciliani, e invece ormai  tutti,  o
  quasi  tutti,  subiamo e forse inconsapevolmente  alimentiamo  ogni
  giorno una interminabile, sterile e quasi sempre dannosa telenovela
  comunicativa, a cui oggi sembra essersi ridotta la politica.  Tutti
  come se fossimo ignari che la rappresentanza  non si giochi oggi in
  rincorse  polemiche  a  maggioranze virtuali  quanto  piuttosto  si
  giochi sulla propria capacità di proposta.
   Oggi,  signor  Presidente e onorevoli colleghi, non basta  più  il
  potere,  la  sua  gestione o la rincorsa verso   la  conquista  del
  consenso  per  ottenere  il potere, per  vincere  la  gestione  dei
  governi, non servono rimpasti o altro, oggi occorre più che mai  la
  politica per pensare e disegnare il futuro di questa  nostra terra,
  non  è più sufficiente gestire o pensare di conquistare il governo,
  occorre   inventare, occorre un grande geniale sforzo di  fantasia,
  avere  una  vera visione del futuro, questo è richiesto alle  forze
  politiche  e  parlamentari, invece il dibattito politico  ha  ormai
  quasi  sempre una connotazione fuorviante e direi quasi minimalista
  di  un dibattito ridotto solo  a dibattito odi potere, così è visto
  all'esterno  di questo Palazzo, non un'idea strategica  di  futuro,
  non  un  progetto,  ma  solo  una rincorsa  quasi  cieca  verso  la
  conquista  del  consenso  o di un governo  che  deve  venire,  così
  l'impegno  per conquistare il consenso attraverso quella che  avevo
  definita  poc'anzi la telenovela comunicativa polemica infinita  ha
  ormai  sostituito purtroppo, ha ormai sostituito e  lo  sottolineo,
  l'impegno per una grande politica, ed oggi una grande politica  non
  si  misura  sulla capacità, dicevo, di conquistare il consenso,  di
  inseguire   mediaticamente l'elettore, che proprio per questo  ogni
  giorno  si  allontana  di  più  dalla  politica,  ma  si  conquista
  piuttosto,  si  misura dalla capacità di offrire  ai  cittadini  un
  itinerario credibile, ai cittadini disorientati con la capacità  di
  offrire un itinerario creativo di vere riforme politiche e sociali.
   Certo,  occorre,  come  tanti hanno detto  in  questo  lunghissimo
  dibattito,  e  come  è stato anche votato dalla direzione  del  mio
  partito   un   azione  di  rafforzamento  del  governo   attraverso
  innanzitutto  una maggiore coesione della coalizione di  governo  e
  una  maggiore  incisività nella  gestione del  governo  stesso  che
  aggredisca  i problemi  del lavoro, dei giovani, delle imprese,  di
  chi  un  lavoro l'ha perso, delle famiglie che vivono una crisi  di
  reddito  davvero   forse  senza  precedenti.  Occorre  uno   sforzo
  sinergico  dell'intero Parlamento, con il coinvolgimento,  è  stato
  detto   e   lo   condivido  e  lo  sottolineo,  il   coinvolgimento
  indispensabile   delle   forze  sociali,  pur   senza,   ribadisco,
  confusione  di  ruoli tra maggioranza e opposizione,  l'elezione  a
  suffragio  universale   diretto del Presidente  della  Regione  non
  richiede,  come  per il livello nazionale, quindi  è  inutile  fare
  confusione su questo, larghe intese, richiede semplicemente  grande
  senso  di responsabilità di tutte le forze politiche e parlamentari
  rappresentate,  e quindi la necessità attraverso questo  metodo  di
  una  grande  nuova  stagione  di  riforme,  indispensabili  per  la
  prospettiva  ed  il futuro della Sicilia. Molto è  stato  fatto  in
  questi  ventidue mesi di legislatura, molto è stato fatto  sia  dal
  Governo che dal Parlamento e tanto - ricordava il Presidente  della
  Regione - c'è ancora da fare.
   Occorre   certamente  proseguire  nell'azione  di  risanamento   e
  ristrutturazione  del  bilancio che meritoriamente  dal  Governo  e
  Parlamento è stato portato avanti in questi mesi. Occorre  definire
  con  urgenza  e  tempestivamente  nel  rapporto  con  lo  Stato  in
  Conferenza  Stato-Regioni  la  vicenda  dei  limiti  del  patto  di
  stabilità che soffoca la spesa e che rischia davvero di metterci in
  difficoltà  abbattendo  ulteriormente i redditi  delle  famiglie  e
  aggravando la già di per sé grave situazione recessiva della nostra
  Regione.
   E'  urgente  definire la programmazione comunitaria 2014/2020  che
  noi  riteniamo via maestra per una nuova fase economica  e  sociale
  della  nostra  Regione. Occorre un accelerazione  su  una  stagione
  intensa  di  riforme,  da  quella definitiva  delle  cosiddette  ex
  province da scrivere con lo sguardo rivolto a ciò che sta accadendo
  a   Roma;  a  quella  dell'acqua  pubblica;  dalla  riforma   della
  formazione    professionale   a   quella   sulla    semplificazione
  amministrativa; dalla disciplina della cooperazione allo sviluppo e
  alla solidarietà internazionale di cui mi pare che nessuno più oggi
  parli,  come se il dramma dell'immigrazione e quello che  si  vivrà
  per i prossimi decenni fosse scomparso; alla riforma per il diritto
  allo  studio; alla riforma del sistema turistico regionale  sistema
  produttivo regionale che il suo testo unico è in discussione in III
  Commissione legislativa.
   Il Presidente della Regione, nel suo intervento, fra le tante cose
  dette  ha sottolineato testualmente dicendo  mi piacerebbe  che  le
  divisioni  non  pesassero  in  quest'Aula,  che  le  divisioni  non
  pesassero  nei rapporti tra Governo e Parlamento . Per  far  questo
  credo  che occorra una nuova fase politica e parlamentare,  occorra
  che  tutti insieme, Governo e Parlamento, si scriva un nuovo metodo
  istituzionale di rapporto tra Governo e Parlamento,  che  apra  una
  fase  diversa nei rapporti fra le forze politiche e parlamentari  e
  fra  esse  ed il Governo. La Sicilia rischia il baratro, mentre  la
  politica - e tutti noi  vorrei ricordare prima di tutto a me stesso
  che rappresentiamo la politica, rimane avvitata su se stessa in una
  polemica   interminabile,  sterile  e  fuori  da   questo   Palazzo
  incomprensibile.   Concludo   dicendo:   facciamo   presto     Cito
  semplicemente uno dei padri dell'europeismo moderno Jean Monnet che
  diceva che subito dopo aver stabilito dove andare bisogna andarci e
  bisogna  far  presto. Facciamo presto o tutti quanti, come  qualche
  altra  volta  da questa tribuna mi è capitato di dire,  Parlamento,
  Governo,  forze politiche probabilmente perderemo la legittimazione
  morale a rappresentare la Sicilia ai siciliani.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, volevo comunicare a lei  e  all'Aula
  che,  avendo  noi ascoltato oggi tutto il dipanarsi e  il  maturare
  anche del dibattito nell'assenza del Presidente Crocetta, in questo
  momento il Gruppo Movimento Cinque Stelle lascerà l'Aula perché  il
  rispetto non dato in prima istanza non può essere richiesto qualora
  ci sia una replica.

   (I deputati appartenenti al Gruppo Movimento Cinque Stelle escono
                              dall'Aula)

   PRESIDENTE. Non essendoci altri iscritti a parlare, ha facoltà  di
  parlare il Presidente della Regione per la replica.

   CROCETTA, Presidente della Regione.. Siccome tutti i parlamentari,
  ad  uno ad uno del Movimento 5 Stelle, sono stati presenti in  Aula
  per tutto il tempo, non si percepisce che il Presidente è uno e che
  il Governo invece è stato presente per tutto il tempo rappresentato
  da me e dagli Assessori.
   Ho  seguito  il dibattito in preda a dolori persino atroci,  credo
  che  in  altri  tempi  qualcuno avrebbe anche  proposto  un  rinvio
  dell'Aula  per  queste  ragioni. Ognuno sceglie  il  modo  di  fare
  politica.
   Io  voglio  fare due considerazioni, una che riguarda il dibattito
  che   attraversa   questa  Sicilia  che  si  dibatte   sempre   fra
  conservatorismo  e  velleitarismo. Il conservatorismo  di  chi  non
  vuole  cambiare  nulla e velleitarismo di chi, pensando  che  tutto
  possa  cambiare in un giorno e tutto si possa fare  in  un  giorno,
  finisce  per diventare di fatto conservatore perché poi non  cambia
  assolutamente nulla.
   Io  vorrei  capire, per esempio, dagli amici grillini  qual  è  la
  proposta  di legge che loro abbiano presentato e che non sia  stata
  accolta  dal  Governo. Quale grande dibattito sul  cambiamento  che
  loro  hanno  proposto che non sia stato accolta.  Mi  pare  che  su
  alcune  questioni  il  loro radicalismo  abbia  invece  finito  per
  impedire  il  processo di riforme della Sicilia. Vedi la  questione
  sul referendum legata ai liberi consorzi dei comuni che ha impedito
  di  fatto,  ha  creato  l'ostacolo di fatto  alle  aggregazioni  di
  comuni.  E'  già  difficile raggiungere il 50 per  cento  ormai  in
  Sicilia  rispetto  a  elezioni normali,  figurarsi  nelle  elezioni
  referendarie    Evidentemente,   questa   era   una   proposta   di
  conservazione mascherata per democraticismo.
   Io  ho  notato  anche nel dibattito un tema che era  quello  della
  politica,  il  tema dell'accordo politico, il tema della  questione
  politica.  Ma  qual è la questione politica. Io  la  vorrei  capire
  tutta qual è la questione politica. Perché la questione politica  è
  la  questione  delle riforme del cambiamento oppure non  è  nessuna
  questione politica, è altro. E l'altro tutte le forze politiche che
  sono  intervenute hanno escluso che possa essere il tema, così come
  lo  esclude  il Presidente della Regione lo può escludere  l'intero
  Governo quindi discutiamo delle questioni politiche.
   Non mi pare che ci sia un grande dibattito. Non vorrei contraddire
  nessuno ed entrare nel merito di alcune questioni, però mi pare che
  quando si parla probabilmente qualcuno ha ravvisato l'omissione  di
  alcuni  tema dentro questa Aula. Omissione di temi che concernevano
  cosa? Per esempio il piano sanitario.
   Il  piano  sanitario  è  pronto. Non mi sembra  che  sia  un  tema
  proporlo  al  dibattito  d'Aula quando  attendiamo  il  parere  del
  Governo,  però è pronto. Vi assicuro che nel nuovo piano  sanitario
  non ci sono le chiusure degli ospedali come prevedeva il precedente
  Governo o le chiusure a tappeto dei punti nascita come prevedeva il
  precedente Governo.
   Abbiamo salvato i punti nascita dei luoghi più in difficoltà della
  Sicilia  e  abbiamo elaborato una proposta che è unica e innovativa
  in  Italia  che  è quella degli ospedali riuniti che permetterà  ai
  piccoli  ospedali di non essere dei luoghi di assistenza tout-court
  e  basta,  ma invece centri specializzati di alta medicina  che  si
  articolano in territori diffusi senza dipendere sul piano sanitario
  regionale  dalle  grandi aree metropolitane.  Questo  è  un  fatto.
  Risparmio nella sanità, risparmio nei farmaci, la nuova scelta  dei
  manager.
   In  tutti  i  ragionamenti che ho visto o anche la  questione  che
  riguarda  alcune  cose sono incardinate tutte nella  programmazione
  europea, non mi sembrava che fosse il tema del dibattito d'Aula  di
  oggi,  visto che l'avevamo presentata e abbiamo parlato della larga
  banda e di altre questioni sulle quali sono destinati grandi fondi.
  Ci sono tutti i ragionamenti per iniziare un nuovo percorso.
   Ognuno  poi  farà  le  proprie valutazioni, ma  non  mi  pare  che
  rispetto  all'azione  di  Governo  degli  ultimi  due  anni   siano
  intervenute critiche particolari.
   Si  è  detto che il Governo ha fatto un buon lavoro, che sul piano
  della  legalità e della moralizzazione della vita pubblica ha fatto
  un grande lavoro - vi sembra poco in questa Sicilia?
   In  una Sicilia in cui gli ultimi due Presidenti della Regione  se
  ne  sono  dovuti andare per problemi di mafia, mi pare che  sia  la
  quaestio disputandi, la prima scelta da fare.
   Questa  è  la  base di qualsiasi altro ragionamento  che  vogliamo
  fare.
   Se  pensiamo che da questo non ne discenda nulla e che questo  sia
  privo di conseguenze, credo che si faccia un errore profondo.
   La  mozione di sfiducia è  stata presentata l'anno scorso e  c'era
  una ripetizione ossessiva di un Governo che non faceva nulla, di un
  Presidente della Regione che non faceva nulla.
   Nel  frattempo,  avevamo rivoluzionato la macchina  amministrativa
  con  provvedimenti amministrativi, con le rotazioni dei  dirigenti,
  la  riduzione del  salario accessorio dei dirigenti stessi, avevamo
  messo  in  moto un sistema completamente fermo e che oggi  potrebbe
  cominciare  a  dare  segni di sofferenza e che potrebbe  anche  non
  collaborare  più,  perché se ogni momento si mette  in  discussione
  l'Assessore di quel dipartimento, di quell'Assessorato  è  evidente
  che i dirigenti vadano per i fatti loro.
   Quando bisogna fare le scelte, si fanno e si fanno subito. Non  si
  possono  dare i legittimi vantaggi a chi invece vuole  bloccare  il
  sistema. Non si possono dare i legittimi vantaggi a una Destra  che
  in Sicilia non esiste più e che cerca di aggrapparsi a temi che non
  hanno senso.
   In  questo contesto c'è da ritrovare, innanzitutto, il senso della
  coalizione.
   Veramente  si ritiene che il problema di mancanza di  accordo  con
  una  parte  della  coalizione o di qualche forza politica  sia  una
  scelta del Presidente.
   Se  questo  lo  si ritiene, credo che difficilmente  lo  si  possa
  provare nei fatti, nelle scelte, nelle prove di dialogo, nei lunghi
  mesi di trattative che hanno portato a nulla.
   Mi  sono  sentito  ripetere  di andare  in  direzione,  convocare,
  decidere  come  se  il  Presidente fosse l'esecutore  testamentario
  delle scelte del partito leader.
   Io  ho  una  visione diversa del mio partito, una visione  diversa
  dell'agire politico, una visione diversa del mio ruolo.
   Con  questa visione ci si vuole confrontare? Allora ci deve essere
  reciprocità,  rispetto reciproco, c'è rispetto reciproco,   tenendo
  conto  che rappresento un nuovo partito, ma tenendo conto che  sono
  il Presidente della Regione. Rispetto a questo, chiedo rispetto, lo
  stesso   rispetto  che  io  concedo  normalmente  ad  ogni  singolo
  parlamentare. Lo stesso, non pretendo un rispetto in più.  Rispetto
  il  Parlamento  nelle sue prerogative, nei suoi atti di  indirizzo,
  nelle scelte, nei suoi ruoli, rispetto la competenza.
   Ho partecipato democraticamente all'elezione del mio segretario di
  partito,  gli  ho  dato  la  fiducia  anche  se  dall'indomani   ha
  cominciato a dire che il Presidente doveva eseguire i suoi ordini -
  anche  nei  colloqui privati non siamo andati oltre un ragionamento
  del tipo  Presidente, così non vai da nessuna parte   - questi sono
  gli ultimatum e questi mi sono trovati.
   Penso  che  il  dibattito  politico di un partito  debba  rimanere
  all'interno e non all'esterno, probabilmente sono abituato  ad  una
  certa  maniera,  ma  così non è stato e quindi  mi  si  conceda  la
  liceità  delle  esternazioni con la stessa forza con  la  quale  la
  fanno gli altri.
   Mi  auguro  che possa avvenire una ricomposizione nei temi,  negli
  argomenti, che trovino delle ragioni comuni. Per me il progetto  di
  rivoluzione è un progetto che va avanti. Capisco le ragioni per  la
  quali una destra inesistente tenta di riproporsi continuamente  con
  temi  e argomenti. Capisco bene che il velleitarismo grillino possa
  portare a comportamenti ed atteggiamenti che non portano da nessuna
  parte. Prima di tutto credo che abbiamo il dovere di governare, poi
  si possono fare tutte le scelte. Siamo qui.
   Mi  piace  molto un salmo che dice:  eccomi, io sono  pronto .  Io
  sono  sempre  pronto.  Nessuno pensi che  la  sfida  elettorale  mi
  spaventi,  nessuno  pensi  che ci spaventiamo  come  coalizione  di
  centro  sinistra  al confronto e allo scontro elettorale.  Dovranno
  spiegare  altri perché rispetto ad altri governi siano  stati  così
  teneri e ne abbiano prolungato fino in fondo l'agonia.
   C'è  un  Presidente  della  Regione che  ha  posto  come  base  il
  risanamento del bilancio e l'ha cominciato a fare. Certo, non siano
  usciti  dai  problemi finanziari della Regione  ma  sicuramente  ne
  saremmo  usciti se non li avessimo trovati. Sicuramente  la  nostra
  azione sarebbe stata diversa se i fondi della Regione fossero stati
  destinati  allo  sviluppo  e  alla  solidarietà  piuttosto  che  al
  risanamento  degli sprechi degli altri. Vedo il balbettio:  i  beni
  culturali   sono  in  preda  alle  questioni  più  pressappochiste,
  eccetera,  eccetera . Veramente i beni culturali erano  in  mano  a
  società private che non pagavano i biglietti alla Regione.
   Nel  2012  sono stati dieci milioni di euro gli incassi  dei  beni
  culturali. Con questo Presidente, che non ha fatto nulla,  ci  sono
  stati  trenta milioni di euro di incassi. Venti milioni vi sembrano
  pochi?  A  me  veramente sembrano tantissimi  E  potrebbero  essere
  anche  di  più.  Certo, dobbiamo fare la riforma. Se  però  non  si
  fossero  messi  a turno i custodi perché qualcuno  li  deve  sempre
  difendere,  perché  i turni nella pubblica Amministrazione  non  ci
  possono  essere, perché tutti devono lavorare dal lunedì al venerdì
  e  avere il sabato e la domenica liberi. Sì, ma compatibile con  la
  funzione di custode. Noi dobbiamo difendere le corporazioni  Non un
  sistema complessivo
   Allora,  abbiamo  il  coraggio di fare queste scelte?  Abbiamo  il
  coraggio  di  dire ai custodi che si  fanno i turni  pomeridiani  e
  quelli  mattutini e si apre dalle otto del mattino  alle  dieci  di
  sera?  E che in estate si può aprire a partire dalle diciassette  e
  si  lavora di notte? Perché i turisti non vanno a visitare i  musei
  di  giorno? Siamo in grado di proporre accordi sindacali di  questo
  tipo?  O  il sistema cambia pensando che ogni volta non ci  sono  i
  venticinque, i quindici da tutelare, i cinquanta della società  che
  gestiva  i beni culturali che devono essere assunti alla Regione  e
  che  dobbiamo  mantenere  la privatizzazione  e  il  sistema  della
  biglietteria  anche quando non serve? Lo dobbiamo mantenere  quando
  abbiamo   3.500  operai  della  Resais  assunti  a  questo   scopo?
  Sicuramente  non lo abbiamo creato noi questo sistema.  Sicuramente
  altri hanno ben altre responsabilità
   Allora,  per  il  Partito Democratico si pone prima  di  tutto  la
  sfida.  La  sfida di avere la coscienza che con questo sistema  non
  c'entra   per  nulla  e  se  permettete  io  divento  il  difensore
  principale  di questo Partito quando altri che hanno condiviso  ben
  altre  responsabilità  in  questa Regione hanno  le  responsabilità
  storiche.  Però, il PD non faccia l'errore storico  di  attribuirsi
  anche  una parte della responsabilità semplicemente per ragioni  di
  polemica interna di attribuirle al suo Presidente. Non mi pare  che
  questo  sistema l'abbiamo creato noi. E non mi pare che non abbiamo
  dato l'accelerazione per la destrutturazione di questo sistema.  E'
  poca cosa la destrutturazione di questo sistema
   Veramente  ci  aveva  provato anche Lombardo  e  mi  pare  che  le
  reazioni  non  è  che siano state così morbide da parte  di  questo
  sistema,  perché se noi vogliamo essere sinceri fino  in  fondo  un
  tentativo di destrutturazione è avvenuto, Lombardo poi paga il  suo
  passato,  non  paradossalmente il suo presente. Paradossalmente  ha
  pagato  il  problema dei rapporti con la mafia che è  l'unica  fase
  della  sua vita probabilmente che aveva cominciato a fare la  lotta
  alla mafia.
   E allora i ragionamenti diventano tutti lì una serie di note.
   Le  province.  Sinceramente qui io posso  sentirmi  dire  che  noi
  dovremmo  imitare il modello- nazione che dice la legge Delrio  che
  praticamente  mantiene le province così come  sono,  perché  questo
  aggiusta  tutte le logiche del sistema eccetera eccetera, cambiando
  soltanto  le  modalità di elezione e allora l'orgoglio  del  nostro
  Statuto, dei Liberi Consorzi di Comuni.
   Ci  vogliamo confrontare con un sistema di democrazia vera e reale
  e  avere  la  capacità  di fare una profonda riforma  del  sistema?
  Partendo  anche dalla province, dando alle province  la  competenza
  sulla  formazione,  dando  alle province la  competenza  sui  piani
  regolatori,  invece di starci tre anni, quattro anni, cinque  anni,
  fare  le  corse  alla  Regione  per piani  regolatori  che  non  si
  approvano  mai,  trasferire  una serie  di  funzioni  che  sono  di
  programmazione, di controllo a capo di questi Consorzi che  possono
  essere   esercitati  attraverso  il  meccanismo  della   democrazia
  diretta, attraverso le elezioni dei singoli sindaci. Questa  è  una
  scommessa,  è  la scommessa che sappiamo fare, sappiamo  ereditare,
  sappiamo pensare.
   Veramente  pensiamo seriamente che il tema di tutte  le  questioni
  delicate di questa Regione sia io? Se dovessi essere io, io non  ho
  nessuna  difficoltà,  qualcuno mi dica con  coraggio  che  io  sono
  l'artefice  di queste malefatte, di questi guasti, ma non  mi  pare
  che nessuno ha avuto il coraggio di dire questo.
   Mi  sono  sentito  dire quattro balbettii grillini:  noi  vogliamo
  accendere la speranza . Va bene, portatela in Aula questa speranza,
  con  progetti di riforma, con leggi. Mi dicono sette, otto mesi per
  fare  tre  finanziarie,  beh, come se queste  tre  finanziarie  non
  fossero il frutto e la conseguenza dei buchi di bilancio del  2011,
  del  2012, di decenni di bilanci in passivo, di una spesa eccessiva
  rispetto alle nostre possibilità.
   La  Corte  dei  Conti  dice  che  noi  abbiamo  duemilacinquecento
  dipendenti in più. Mica li ha assunti Rosario Crocetta. Né  diventa
  proponibile pensare che noi possiamo licenziarli.
   Allora  dobbiamo  fare  i conti con le risorse.  Come  pensate  di
  risolvere i problemi di bilancio senza toccare nulla? E' un tema.
   Si  vogliono  le elezioni anticipate? Le si facciano. Pensate  che
  cambia  molto nello scenario parlamentare? Forse i numeri darebbero
  un esito plebiscitario per qualsiasi forza politica o per qualsiasi
  coalizione politica? A meno che non si pensi, cioè voglio dire, che
  uno  faccia  una  alleanza che vada da settori in  cui  i  grillino
  facciano  perché è facile oggi che l'onorevole Cancelleri stia  con
  l'onorevole  Musumeci, oggi, o con l'onorevole Falcone,  ma  domani
  saranno concorrenti e saranno concorrenti spietati ed è facile  che
  oggi ognuno pensi di candidarsi, magari tutti pensano di candidarsi
  e  ognuno  promette all'altro la candidatura, ma domani  quando  ci
  sarà da scegliere non sarà così.
   Perché  opporsi è molto semplice. Costruire invece  diventa  molto
  difficile. Allora noi pensiamo di costruire. Io non credo di essere
  di  impedimento  a nulla. Sono un Presidente che  presenta  un  suo
  bilancio  di cose, di leggi, di riforme proposte, credo che  queste
  riforme vadano approvate, trovo medioevale l'atteggiamento  di  chi
  dice  che non ci confrontiamo sulle riforme, perché un centrodestra
  che rifiuta il dialogo delle riforme è un centrodestra che tradisce
  prima  di  tutto il proprio elettorato, perché i cittadini  non  ci
  hanno  eletto  per  fare la guerra continua, per fare  gli  scontri
  continui  e  le  accuse  continue, ci  hanno  eletti  per  fare  un
  confronto  democratico nei rispettivi ruoli e di  cercare  di  fare
  leggi.  Non si verrà premiati perché si sono bloccate tante  leggi,
  si  verrà  premiati per le leggi che si sono fatte fare, anche  dal
  punto di vista elettorale.
   Nessuno pensi che si possa trarre vantaggio dalle disgrazie altrui
  perché la storia ci ha insegnato che dalle disgrazie altrui non  ci
  guadagna  nessuno. Sono pronto al dialogo e al confronto, non  sono
  disponibile  che  vengano strumentalizzati i dibattiti  all'interno
  del mio partito, i rapporti fra me e il mio partito riguardano solo
  me e il mio partito che consentitemi, con orgoglio, ritengo che sia
  uno  dei  partiti  migliori  nel  panorama  politico  siciliano   e
  nazionale.
   Poi  possiamo avere le nostre difficoltà di linguaggio, le  nostre
  storie  diverse,  le nostre differenziazioni però  questo  non  può
  farci  dimenticare il senso della prospettiva generale che è  fatta
  di una proposta di cambiamento.
   Io  sono  pronto alla battaglia. La sfida è politica? Bene   Se  è
  politica facciamola sui contenuti, sulle scelte che facciamo, sulle
  cose  importanti  e dove la parola data o l'impegno  dato  non  può
  essere  la  promessa di un manager o di qualche altra, che  escludo
  che sia avvenuta.
   Però,  e  lo dico come paradosso delle cose da evitare, io ritengo
  che  dobbiamo ragionare sui grandi temi, sui grandi temi c'è  tutta
  la  volontà,  possiamo ragionare delle composizioni di Governo,  ma
  non  le possiamo ragionare ogni mese, ogni trimestre, ogni semestre
  e,  soprattutto, quando si viene chiamati e c'è un  presidente  che
  dice dammi i nomi, chi non li dà non può accusare questo Presidente
  di  non  averli  chiesti, perché su questo poi si può rappresentare
  all'interno  dei  partiti,  all'interno del  partito  un  dibattito
  diverso, ma le cose vi assicuro che non sono andate così.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 30
  settembre 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   II - Elezione di un vicepresidente dell'Assemblea

   III  -  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della
  rubrica:  Infrastrutture e mobilità

   IV - Discussione dei disegni di legge:

             1)  -  Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
                 Statuto della Regione siciliana recante  Disposizioni in tema d
                 impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
                 strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
                 riforma del sistema di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-
                 771/A) (Seguito)

               Relatore: on. Ciaccio

             2)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

             3)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
                 Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
                 dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
                 siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
                 della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
                 libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             4)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
                 Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
                 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             5)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
                 elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
                 Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436

               Relatore: on. Cracolici

   V  -  Discussione delle mozioni:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonché alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                     PALMERI  - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI  -
                     CIACCIO  -  CIANCIO  - ZAFARANA  -  FERRERI  -
                     MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -  FOTI  -
                     LA ROCCA - ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                     FOTI  -  CANCELLERI  - CAPPELLO  -  CIACCIO  -
                     CIANCIO  -  FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                     -  PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI  -
                     ZAFARANA - ZITO
   VI - Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     GIANNI  -  CORDARO - MICCICHE'  -  CLEMENTE  -
                     ANSELMO - GERMANA'
   VII - Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     GIANNI  -  VENTURINO  - CIMINO  -  MARZIANO  -
                     RAGUSA - CIRONE
   VIII - Discussione della mozione:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

   IX - Seguito della discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE
                   La seduta è tolta alle ore 20.28

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni
                           Rubrica «Salute»

   FOTI-ZAFARANA-CIANCIO-PALMERI-ZITO-CAPPELLO-CANCELLERI-CIACCIO-LA
  ROCCA-TRIZZINO-MANGIACAVALLO-SIRAGUSA-TANCREDI-FERRERI.    -    «Al
  Presidente della Regione, all'Assessore per le attività produttive,
  all'Assessore  per l'economia e all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali e il lavoro, premesso che l'ASP di  Siracusa  ha
  indetto   con   procedura  n.  27/2011  gara   d'appalto   per   la
  somministrazione,  per  sette anni, del  servizio  di  ristorazione
  ospedaliera ed extraospedaliera presso la stessa Azienda sanitaria;

   ad  oggi,  non si è giunti ad alcun risultato sulla procedura  che
  pertanto  rimane  aperta, non essendo stato affidato  l'appalto  in
  oggetto;

   per  sapere  se  esistano oggettivi e documentabili  ostacoli  che
  abbiano   impedito  di  pervenire  a  naturale  conclusione   della
  procedura aperta nel 2011 o se si intenda procedere quanto prima ad
  assegnazione dell'incarico a seguito di detta procedura». (902)

   Risposta.  -  «In riscontro all'interrogazione citata in  oggetto,
  pervenuta  a  questo  Ufficio in data 21  maggio  2014  con  delega
  attribuita dall'Area II della Segreteria Generale con prot.  24381,
  con  la  quale  sono  stati  chiesti chiarimenti  sull'esito  della
  procedura   aperta  per  la  somministrazione   del   servizio   di
  ristorazione  presso  l'ASP di Siracusa, si fornisce  la  relazione
  prot.  58846  del 22 luglio 2014 resa dal competente Servizio  3  -
  U.O.B.  3.2  "Acquisti  in ambito sanitario e  sistemi  informativi
  aziendali", sulla base delle informazioni assunte dall'Azienda».

   L'assessore
                                            dott.ssa Lucia Borsellino

   (Gli   allegati   alla   risposta  sono  disponibili   sul   sito:
  www.ars.sicilia.it)

   ZITO  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
  -  LA  ROCCA  -  MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA  -  TRIZZINO  -
  TANCREDI - ZAFARANA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   con deliberazione del 25 febbraio 2011 n. 149, l'Azienda Sanitaria
  Provinciale di Siracusa ha avviato una procedura per la locazione e
  l'acquisto  di un immobile da adibire a Poliambulatorio/PTA  presso
  il  comune di Palazzolo Acreide, con termine di consegna fissato al
  30 giugno 2012;

   la  procedura si è conclusa, con la deliberazione del  17  gennaio
  2012,  numero 34, che ha preferito, fra le offerte avanzate, quella
  relativa all'immobile in corso di edificazione in Via Colleorbo/Via
  Madonna delle Grazie, per un canone di 145.000 l'anno ed un  prezzo
  di vendita di 2.300.00,00 euro;

   la  scelta  è  però  contraria  alle  più  elementari  ragioni  di
  interesse  pubblico,  connesse  all'idoneità  dell'immobile  ed  in
  relazione  agli elevati costi da sostenere per la futura  locazione
  od  acquisto.  Infatti, pare che l'immobile è irregolare  sotto  il
  profilo urbanistico/edilizio. Il Comune ha autorizzato il cambio di
  destinazione d'uso dell'edificio in costruzione, da Uffici  ad  uso
  Poliambulatorio;

   considerato che:

   l'edificio  in questione, tuttavia, ricade in zona residenziale  C
  sottozona  C2 edilizia rada del Piano regolatore vigente  approvato
  con  Decreto regionale del 10 agosto 2009 numero 865/DRU pubblicato
  sulla  GURS  numero  42 dell'11 settembre 2009,  mentre  i  servizi
  sanitari  compresa  la  realizzazione di  edifici  per  ospedali  ,
  cliniche,  sanatori,  eccetera sono  dal  suddetto  piano  previsti
  unicamente e specificatamente nella zona F sottozona F5;

   l'articolo  9 del Regolamento edilizio, subordina e rinvia  alcune
  limitate e differenti destinazioni da quella residenziale  (fra  le
  quali  non è comunque compresa quella sanitaria), solo in  sede  di
  piano  particolareggiato,  ed  allo stato  non  risulta  sia  stato
  adottato;

   in   secondo   luogo,  quanto  alla  tipologia  edilizia,   volume
  edificabile,  altezze  e  numero dei  piani,  l'edificio  supera  i
  parametri urbanistici del piano regolatore ed in particolare  viola
  l'articolo 20 delle norme tecniche di attuazione e gli articoli  3,
  72, 73, 74 del citato regolamento edilizio;

   il citato articolo 20 impone infatti per la sottozona C2:

   -  tipologia edilizia di ville isolate od a schiera, mentre  nella
  specie si pretende di realizzare un edificio;

   - densità fondiaria di mc/mq 0,50, mentre nella specie i volumi da
  edificare sono almeno per tre volte superiori;

   - numero massimo di piani pari ad 1 mentre nella specie l'edificio
  consta di ben 4 elevazioni;

   si  potrebbe  presumere  che i volumi e piani  semi-interrati,  ai
  sensi  degli  articoli  72  e  73  del  regolamento  edilizio,  non
  rileverebbero ai fini del rispetto dei parametri di zona;

   l'edificio   nella  sua  interezza  comprensiva  dei   volumi   ed
  semiinterrati,  si  eleva  totalmente  dal  piano   stradale   (Via
  Colleorbo) ed è stato preceduto da una sostanziale alterazione  del
  piano di campagna e da opere di sbancamento;

   si  sottolinea  inoltre, l'irrazionalità o meglio la scelleratezza
  della scelta di destinare il presidio sanitario in un immobile semi-
  interrato  e  cioé chiuso su tre lati, non riuscendosi  sotto  tale
  profilo  a  comprendere come sia stato possibile giudicarlo  idoneo
  sotto il profilo igienico - sanitario e per la sua conformità  agli
  standard strutturali che le strutture sanitarie devono possedere;

  più in particolare, i locali allocati al terzo piano semi-interrato
  non rispondono ai requisiti di legge vigenti in tema di altezza dal
  pavimento  non  inferiore a 3mt; non sono state, inoltre,  previste
  sale  di  attesa  adeguate, bensì corridoi privi  di  illuminazione
  naturale;

   si  fa notare che la procedura seguita per la scelta dell'immobile
  appare infine altrettanto irregolare, infatti, l'Azienda non poteva
  preferire   l'acquisto   da  terzi  in   luogo   dell'esproprio   e
  realizzazione  del  Presidio mediante  le  ordinarie  procedure  di
  appalto,  se  non sulla base di motivate ragioni di risparmio,  che
  non   sembrano  siano  state  indicate  e  che  gli  esiti  mettono
  certamente in discussione;

   per  il   prezzo di 2.500.00,00 euro, si acquisterebbe un immobile
  chiuso  su  tre lati, privo di requisiti di conformità  edilizia  e
  sanitari,  ubicato in una zona di Palazzolo Acreide, non  idonea  a
  recepire simili strutture;

   se  avesse seguito l'ordinaria procedura di appalto, l'Azienda  si
  sarebbe progettata da sé l'edificio, lo avrebbe realizzato su  area
  oggetto  di esproprio e quindi ad un prezzo certamente inferiore  e
  comunque  scelta  sulla  base  di criteri  anch'essi  autonomamente
  predeterminati;

   per  sapere  se non ritenga di accertare la fondatezza  di  quanto
  denunciato nella premessa e, in caso di riscontro certo, sospendere
  in   via   d'urgenza   gli  atti  della  procedura   e   provvedere
  all'immediata revoca degli stessi atti». (1147)

   Risposta.  -  «In riscontro all'interrogazione citata in  oggetto,
  relativa  a  presunte  irregolarità sul  nuovo  poliambulatorio  di
  Palazzolo Acreide (SR),  si fornisce la relazione prot. 62875 del 6
  agosto   2014,  resa  dal  Servizio  3  del  Dipartimento  per   la
  pianificazione  strategica, sulla base delle  informazioni  assunte
  dall'ASP  di  Siracusa con prot. 19600 del 27 giugno 2014,  che  si
  allega».

   L'assessore
                                            dott.ssa Lucia Borsellino

   (Gli   allegati   alla   risposta  sono  disponibili   sul   sito:
  www.ars.sicilia.it)

   ZITO  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
  -  LA  ROCCA  -  MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA  -  TRIZZINO  -
  TANCREDI - ZAFARANA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per la salute, premesso che:

   l'interrogazione trae spunto da alcune anomalie segnalate riguardo
  lo  S.Pre.S.A.L. dell'A.S.P. di Siracusa - Distretto  sanitario  di
  Noto;

   le  A.S.P.  hanno, tra le altre, anche la funzione  di  effettuare
  controlli  in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro  (ex  D.Lgs
  81/08);

   all'interno   delle   A.S.P.  sono  incardinati   i   cd.   Uffici
  S.Pre.S.A.L.,  che  assurgono al ruolo  di  struttura  territoriale
  operativa per garantire la tutela dei lavoratori nell'ambito  della
  sicurezza e dell'igiene sul lavoro;

   il piano regionale straordinario per la sicurezza in edilizia e in
  agricoltura   2010-2012   ha  previsto   il   potenziamento   degli
  S.Pre.S.A.L.;

   con  la circolare n. 1274 del 04/08/10, pubblicata sulla GURS  del
  4/02/11,  l'Assessorato della salute emanava "le linee di indirizzo
  per  la  dotazione organica dell'area dipartimentale 'Tutela  della
  salute' e della sicurezza nei luoghi di lavoro del dipartimento  di
  prevenzione delle AA.SS.PP.";

   considerato che:

   da  anni è presente nell'A.S.P di Siracusa, distretto di Noto  (ex
  U.S.L n. 25), il servizio di medicina del lavoro con uffici a  Noto
  e  a  Pachino,  con tre medici in organico, due  a  Noto  e  uno  a
  Pachino,  i  quali,  senza  la  collaborazione  di  alcun   addetto
  amministrativo,  hanno espletato il servizio operando  in  tutti  i
  settori pertinenti lo S.Pre.S.A.L;
   tutto  ciò  ha  contribuito notevolmente al  raggiungimento  degli
  obbiettivi del servizio stesso;

   su  tale  servizio,  l'ASP di Siracusa ha anche investito  risorse
  finanziarie  al  fine di potenziare formazione e capacità  tecnico-
  professionali   dei  medici  ai  fini  degli   obiettivi   che   lo
  S.Pre.S.A.L. si prefigge;

   tutto   questo   ha   comportato  un  aumento   dell'attività   di
  prevenzione,  monitoraggio e controllo nel territorio  distrettuale
  oltre che un incremento delle entrate erariali;

   rilevato che:

   la  direzione  generale  dell'ASP di Siracusa,  nell'ambito  della
  rotazione   degli  incarichi  dei  dirigenti  medici,  pare   abbia
  sottratto  allo  S.Pre.S.A.L. dell'ASP di Siracusa -  Distretto  di
  Noto, n. 2 Dirigenti Medici;

   tale  riduzione  del  personale  ha inciso  inevitabilmente  sullo
  smaltimento  del  carico  di  lavoro  dell'ufficio  S.Pre.S.A.L.  -
  distretto di Noto, precludendo il rispetto dei termini ex  art.  21
  D.Lgs. 758/94;

   per sapere:

   quali  ragioni  abbiano condotto l'ASP di Siracusa ad  una  scelta
  operativa   di   tal  genere,  azzerando,  di  fatto,   l'efficacia
  dell'azione dello S.Pre.S.A.L. nei territori del distretto di  Noto
  e Pachino;

   come  si  intenda  articolare il personale medico  assegnato  allo
  S.Pre.S.A.L., per garantire l'effettiva applicazione delle linee di
  indirizzo  fissate dall'Assessorato regionale della salute  con  la
  predetta Circolare n. 1274/2010;

   se e in che termini da tale operato sia derivato un danno erariale
  a  seguito  della mancata osservanza dei termini previsti dall'art.
  21 D.Lgs. 758/94». (1597)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riscontro  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto    con    la   quale   sono   stati   chiesti   chiarimenti
  sull'operatività  dello  S.Pre.S.A.L.  dell'ASP   di   Siracusa   -
  Distretto  di  Noto, si fornisce la relazione prot.  58823  del  22
  luglio 2014, resa dal competente Servizio 3 del Dipartimento per le
  attività  sanitarie  di questo Assessorato, con allegata  relazione
  prot. 19599 del 27 giugno 2014 della stessa Azienda».

   L'assessore
                                            dott.ssa Lucia Borsellino

   (Gli   allegati   alla   risposta  sono  disponibili   sul   sito:
  www.ars.sicilia.it)

   ZAFARANA  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI  -  LA ROCCA - MANGIACAVALLO- PALMERI - SIRAGUSA - TANCREDI  -
  TRIZZINO - ZITO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   è   possibile  che,  nei  gruppi  di  migranti  che  arrivano  sul
  territorio della Regione, possano giungere anche persone affette da
  tubercolosi;

   qualora tali soggetti presentino i sintomi indicativi di TBC, essi
  sono ricoverati in ospedale per il trattamento medico limitatamente
  al tempo necessario per rendere la malattia non contagiosa e quindi
  dimessi,  con  la prescrizione di sottoporsi a periodici  controlli
  presso  gli ex-dispensari per almeno nove mesi; per questi casi  è,
  inoltre, obbligatoria la denuncia di malattia infettiva a cui segue
  una  indagine  epidemiologica al fine  di  individuare  tutti  quei
  soggetti   che,   a   vario  titolo  (migranti,  volontari,   forze
  dell'ordine, personale sanitario, ecc.), sono venuti a contatto con
  il  caso indice, al fine di sottoporli ai dovuti controlli come  da
  linee guida;

   nel  caso  dei soggetti cui viene riscontrata una positività  alla
  intradermo di Mantoux anche con malattia non in fase attiva (Rx del
  torace  negativa)  viene  prescritta  terapia  con  isoniazide  con
  controlli  periodici  presso gli ex dispensari antitubercolari  per
  una durata di almeno sei mesi;

   va  ricordato  che  quanto sopra detto è  demandato  al  grado  di
  responsabilità ed al senso civico di ogni persona, tenuto conto che
  nessuna  normativa obbliga le persone a curarsi o  a  sottoporsi  a
  controlli  periodici e che se la terapia è assunta con costanza  si
  ottiene la completa guarigione;

   considerato che:

   i  migranti  non  godono di assistenza del SSN e,  quindi,  devono
  acquistare  i  farmaci  e  pagare le  prestazioni  diagnostiche  di
  laboratorio e strumentali;

   l'INPS,  sino a qualche anno fa, erogava un assegno mensile  della
  durata di due anni per i cittadini italiani, al fine di favorire la
  prosecuzione   della   terapia  (i  farmaci  antitubercolari   sono
  mutuabili);

   non  vi  è invece alcuna certezza in ordine alla assunzione  della
  terapia specifica per i soggetti risultati positivi alla TBC che di
  fatto non viene assunta dalla stragrande maggioranza dei migranti;

   ritenuto che:

   sussiste   un  concreto  e  serio  rischio  di  una  incontrollata
  diffusione  della TBC nei territori in cui gli sbarchi di  migranti
  avvengono con particolare frequenza;

   gli  sforzi  profusi per il controllo della TBC nei  soggetti  che
  arrivano sul territorio sono privi di efficacia se si considera che
  tali  soggetti  non sono certamente in grado di  acquistare  poi  i
  farmaci  o di pagare i dovuti controlli periodici rendendo  inutili
  le enormi spese affrontate per il loro controllo.

   per sapere:

   quali  misure  ritengano  di  adottare  per  rendere  efficace  il
  controllo  della  malattia  tubercolare  nella  Regione  e  se  non
  ritengano   opportuno   avviare,  con  i  mezzi   a   disposizione,
  l'assistenza  nonché  sovvenzioni economiche,  se  necessario,  per
  l'assunzione  della  terapia da parte di quei soggetti  riscontrati
  positivi  alla  TBC, impossibilitati di fatto  a  curarsi,  per  il
  periodo necessario fino alla loro guarigione». (1702)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta  .  - «In riscontro all'interrogazione con la quale  sono
  state  richieste misure in merito al trattamento dei malati di  TBC
  in Sicilia, si rappresenta quanto segue.
     La  Regione  siciliana,  e segnatamente l'Assessorato  regionale
  della   salute,  ha  sempre  avuto  attenzione  alle  problematiche
  relative  alla  malattia  tubercolare, anche  in  coerenza  con  le
  direttive  a  circolari del Ministero della Salute, avendo  difatti
  istituito,  presso  il  Dipartimento per le attività  sanitarie  ed
  Osservatorio  epidemiologico - Servizio 1  Igiene pubblica   -  con
  decreto  dirigenziale  n. 860 del 18 maggio 2011,  la   Commissione
  regionale multidisciplinare per la revisione delle Linee guida  per
  la prevenzione ed il controllo della tubercolosi .
   Inoltre,  con  decreto dirigenziale n. 493 del 15  marzo  2012,  è
  stato  individuato un laboratorio di riferimento regionale  di  III
  livello,  finanziato con progetto CCM, stipulando un  contratto  di
  collaborazione fra questo Assessorato ed il Dipartimento di Scienze
  della  Promozione della Salute dell'Università di Palermo, in linea
  con  le direttive ministeriali che espressamente prevedono che   le
  attività di supporto di una rete efficiente di laboratori e  di  un
  laboratorio  di  riferimento regionale, in grado di contribuire  al
  miglioramento  della  qualità  delle  attività  diagnostiche  e  di
  sorveglianza, soprattutto nel campo dell'epidemiologia molecolare e
  dei test di resistenza ai farmaci di prima e di seconda linea .
   In ordine alle specifiche richieste contenute nell'atto ispettivo,
  per quanto attiene il paventato rischio di incontrollata diffusione
  della  TBC  nei territori in cui gli sbarchi dei migranti avvengono
  con  maggiore frequenza, il competente Servizio 1  Igiene pubblica
  ha  rappresentato che, in ottemperanza alle direttive  ministeriali
  ed   assessoriali,  il  triade  predisposto  allo   sbarco   e   la
  sorveglianza  sindromica adottata presso i  Centri  di  accoglienza
  consentono    di    individuare   e   trattare   correttamente    e
  tempestivamente eventuali casi indice ed i rispettivi contatti.
   Si  precisa  in ultimo che per i cittadini italiani ed i  soggetti
  extracomunitari con regolare permesso di soggiorno e/o  irregolare,
  la  diagnostica medica e strumentale, eventuali ricoveri, i farmaci
  e  tutto  quanto  necessita  per i casi  sospetti  e/o  affetti  da
  patologia  tubercolare, sono a totale carico del Servizio Sanitario
  Regionale.»

                                                      L'assessore
                                            dott.ssa Lucia Borsellino

   ASSENZA.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute,   premesso  che  con  la  deliberazione   del   commissario
  straordinario  n.  2515 del 27.12.2013, pubblicata  il  29.12.2013,
  l'Azienda   sanitaria  provinciale  di  Ragusa   emanava   apposita
  deliberazione avente per oggetto: 'Individuazione zone carenti  per
  strutture accreditate di diagnostica di laboratorio';

   considerato che:

   con  detta deliberazione, lo stesso Commissario Straordinario,  al
  fine  di  accertare eventuali zone carenti di strutture accreditate
  per   la   branca  di  diagnostica  di  laboratorio,  ha   adottato
  (applicandolo  impropriamente alla fattispecie)  come  criterio  di
  individuazione il rapporto tra la popolazione e le strutture  e  da
  tale  accertamento ha ritenuto ravvisare carenza di  strutture  nei
  comuni  di  Ragusa, Modica, Vittoria. Pertanto, ha proposto  Avviso
  Pubblico  per  consentirne la copertura mediante trasferimento,  in
  dette  zone,  anche di strutture accreditate presso  altre  Aziende
  provinciali; sempre il commissario straordinario ha condizionato la
  esecutività  della  deliberazione  alla  preventiva  autorizzazione
  dell'Assessorato  regionale della salute e, pertanto,  ha  disposto
  l'immediata trasmissione completa dei relativi allegati;

   ritenuto che:

   la   delibera   citata  è  illegittima  in   quanto   affetta   da
  evidentissimi vizi stante che, adottata in eccesso di potere e  con
  motivazione contraddittoria ed inadeguata, é in palese violazione e
  inottemperanza alle disposizioni di cui al D.A. 2674 del 18.11.2009
  e relativo Allegato 1 che, al riguardo, recitano: 'Nei comuni andrà
  ricercato  il  più  elevato  rapporto  volumi  di  prestazioni/anno
  possibile:  ....  Comune  con  popolazione  inferiore   a   100.000
  abitanti:  100.000  prestazioni  annue'  e,  continua,  'La   nuova
  caratterizzazione organizzativa è finalizzata ai seguenti obiettivi
  :

   1) economia di scala con conseguente ottimizzazione nell'uso delle
  risorse umane e tecnologiche;
   2)   raggiungimento  delle  soglie  critiche  per  rendere  'cost-
  effective' l'inserimento di tecnologie ad alta produttività;
   3)   aumento   delle   competenze  e  dell'esperienza,   correlate
  all'aumento di attività';
   Il   D.A.   prevede  che  'Sulla  base  degli  specifici   scenari
  individuati  in sede locale dovrà esser prevista la possibilità  di
  creare  diverse aree di specializzazione per definiti set  di  test
  che,  in base alla concentrazione delle competenze professionali  e
  dotazioni  tecnologiche, riescano ad operare a  bassi  costi  e  ad
  elevati livelli qualitativi';
   altro  parametro  da  tenere  in conto  è  quello  della  capacità
  operativa massima delle strutture come appresso indicato:

   'Per  ciascuna  struttura, inoltre, dovrà  essere  determinato  un
  coefficiente di implementazione della Capacità Operativa Massima da
  individuare, sulla scorta del grado di automazione posseduto  dalla
  struttura   e   indipendentemente  dal   livello   di   prestazioni
  effettivamente erogato';

   ritenuto inoltre che:

   la  deliberazione  è ancor più illegittima in quanto  confliggente
  con   il  Programma  di  riorganizzazione  e  rimodulazione   delle
  strutture   accreditate  avendo  il  provvedimento   sopra   citato
  espressamente fissato, tra gli altri, i seguenti principi  cardine:
  'La  razionalizzazione della rete dei laboratori privati deve tener
  conto  dell'offerta complessiva esistente anche di  quanto  erogato
  dal   pubblico   nello   stesso  ambito  territoriale   (...).   La
  modulazione,  pertanto,  dovrà essere  attuata  in  funzione  degli
  specifici  scenari provinciali, che dovranno tener conto sia  della
  presenza  e  della tipologia di offerta dei laboratori  pubblici  e
  privati  che  delle complessità organizzative legate a  particolari
  situazioni orografiche e al fine di garantire efficienza  economica
  in   termini   di   ottimale  uso  delle  risorse  e   flessibilità
  organizzativa';

   la   deliberazione  è  palesemente  contrastante  con  quanto   in
  precedenza  enunciato dall'Ente con nota prot. 5577 del  12.11.2010
  indirizzata al competente Assessorato regionale, nonché  incoerente
  rispetto  alle  conclusioni cui sarebbe  pervenuta  la  Commissione
  Congruità   (espressamente  incaricata  dallo  stesso   Commissario
  Straordinario  di  accertare eventuali  zone  carenti)  e  dai  cui
  verbali pare che risulti evidenziata l'insussistenza nel territorio
  provinciale di criticità nel rapporto popolazione/prestazioni;

   accertato  che  il  presupposto dal  quale  muoveva  l'Assessorato
  'evidenziare  il  surplus  di soggetti  erogatori'  era  quello  di
  favorire  le  aggregazioni  e,  quindi,  ridurre  il  numero  delle
  strutture  accreditate  operanti in ciascun  territorio  e  che  la
  Delibera   in  premessa,  paradossalmente,  perviene  a   risultati
  opposti,  sottesa, com'è, a favorire un incremento del  numero  dei
  laboratori operanti in provincia a seguito del trasferimento, nelle
  zone erroneamente ritenute carenti, di strutture accreditate presso
  altre Aziende provinciali;
   per  sapere  se  non ritengano opportuno, accertati  gli  evidenti
  profili  di  illegittimità, ed alla luce del fatto che la  Delibera
  sia  in  assoluta contraddizione rispetto al Programma di  riordino
  della  rete  laboratoristica elaborato dalla Regione il  cui  punto
  cardine   è,   come  evidenziato,  l'aggregazione  dei  laboratori,
  precipuamente  indirizzata  allo scopo  di  ridurre  il  numero  di
  strutture  accreditate  ed  operanti  in  ogni  circoscritta   area
  territoriale:

   annullare in autotutela la deliberazione Commissario straordinario
  dell'ASP  7-Ragusa n. 2515 del 27.12.2013, pubblicata il 29.12.2013
  e palesemente illegittima;

   verificare  i  parametri utilizzati dagli  uffici  dell'ASP  7  di
  Ragusa  che  abbiano  indotto  il  Commissario  straordinario  alla
  emanazione di tale provvedimento;

   assumere   provvedimenti  conseguenti  nel   caso   di   accertate
  violazioni». (1772)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riscontro all'interrogazione  sopra  richiamata
  "Annullamento  in  autotutela della deliberazione  del  Commissario
  straordinario  dell'ASP di Ragusa avente per oggetto l'accertamento
  di  presunte  criticità della rete laboratoristica di diagnostica",
  si  fornisce la relazione prot. 62655 del 6 agosto 2014,  resa  dal
  Servizio  8  del  Dipartimento  per la  pianificazione  strategica,
  contenente le informazioni assunte dalla citata Azienda».

   L'assessore
                                            dott.ssa Lucia Borsellino

   (Gli   allegati   alla   risposta  sono  disponibili   sul   sito:
  www.ars.sicilia.it)

   FOTI-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-FERRERI-LA   ROCCA-MANGIACAVALLO-
  TRIZZINO-CIANCIO-PALMERI-SIRAGUSA-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO.   -   «Al
  Presidente   della   Regione,  all'Assessore   per   l'economia   e
  all'Assessore per la salute, premesso che:

   la l.r. 14 aprile 2009, n. 5, recante le norme per il riordino del
  Servizio  sanitario regionale, attribuisce alla  Regione  siciliana
  l'esercizio  di  funzioni  di  programmazione,  di  indirizzo,   di
  coordinamento,  di  controllo delle Aziende del Servizio  Sanitario
  Regionale, degli enti del settore e di tutti i soggetti, pubblici e
  privati,  che svolgono attività sanitarie e socio-assistenziali  di
  rilievo  sanitario  ed a cui compete l'attuazione  degli  obiettivi
  definiti nella programmazione sanitaria regionale;

   la  l.r.  4/2003, prevedendo una forma di vigilanza che si coniuga
  con la programmazione strategica, traccia un percorso programmatico
  imposto agli enti vigilati e alle loro figure apicali (di indirizzo
  politico   amministrativo,  e  di  responsabilità   amministrativo-
  gestionale),  che dovrà necessariamente risultare coerente  con  la
  più  ampia programmazione regionale contenuta nel DPEF, nella legge
  finanziaria,  nel  bilancio  regionale,  nel  patto  di   stabilità
  regionale, al fine di realizzare complessivamente gli obiettivi  di
  razionalizzazione  delle risorse proprie della Regione  ed  un  più
  efficiente ed efficace raggiungimento dei fini istituzionali  degli
  enti;

   atteso  che nell'ipotesi di mancato raggiungimento degli obiettivi
  da  parte  dell'ente, l'Assessore competente,  previa  delibera  di
  Giunta, procede allo scioglimento o alla rimozione degli organi  di
  amministrazione responsabili dell'inadempimento;

   considerato  che i magistrati della Corte dei Conti  hanno  spesso
  manifestato  preoccupazione  circa la  spesa  sanitaria  siciliana,
  atteso il debito totale che supera già i cinque miliardi di euro;

   rilevato che:

   l'ottemperanza agli obblighi di trasparenza imposta alle pubbliche
  amministrazioni e l'entrata in vigore delle sanzioni  previste  per
  chi  ometta  le pubblicazioni di delibere e incarichi ha  messo  in
  risalto  una  gestione incoerente, incontrollata e ingiustificabile
  delle spese da parte dei dirigenti degli ospedali catanesi;

   le  spese  dell'Ospedale Cannizzaro di Catania, solo in  un  mese,
  ammontano  a  diverse  decine di migliaia di  euro  e  comprendono:
  affidamenti a personale a contratto, oltre la dotazione  di  pianta
  organica  e  malgrado  il divieto di effettuare  nuove  assunzioni;
  incarichi a professionisti esterni; incarichi ad avvocati  esterni,
  malgrado la presenza di un Ufficio Legale interno; concorsi banditi
  malgrado il divieto dell'assessorato della salute;

   tutto   ciò   accade   nonostante   la   presenza   dell'Organismo
  Indipendente di Valutazione (OIV), individuato dalla legge come uno
  dei soggetti che concorre a costituire il sistema di misurazione  e
  valutazione delle amministrazioni pubbliche;

   membro  del  collegio di Presidenza dell'OIV è il  dott.  Antonino
  Lazzara,  già  Commissario  straordinario dell'Azienda  ospedaliera
  Policlinico  di  Catania  che  ricopre  due  cariche  in   evidente
  conflitto di interessi;

   gli  incarichi  conferiti dal dott. Sirna,  dell'ASP  di  Catania,
  ammontano  a  milioni  di euro ed alcuni risultano  incomprensibili
  come  quelli,  ad  esempio, attribuiti a dottori  agronomi  per  un
  ammontare di un centinaio di migliaia di euro;

   gli  acquisti all'Azienda Policlinico, nella sezione  'delibere  a
  contrarre con procedura negoziata', effettuati quasi esclusivamente
  dalle  stesse ditte e senza gara, riguardanti anche presidi di  uso
  comune,  ammontano a milioni di euro e riguardano  prodotti  sempre
  privi  di  'convenzione  Consip',  sistema  che  consentirebbe   la
  congruità dei prezzi nella contrattazione con la P.A.;

   considerato che:

   la  classe  dirigente  delle suddette  strutture  sanitarie  è  di
  evidente  appartenenza  politica e che tale  situazione  di  fatto,
  denunciata  più volte dal M5S, porta a una gestione  malsana  della
  spesa  pubblica, che vede nella Sanità un mero serbatoio di voti  e
  di denaro, utilizzato per scopi che nulla hanno a che vedere con il
  sacro dovere di proteggere la salute e gli interessi del cittadino;

   a  causa  di  un tale sperpero di denaro pubblico, si assiste  poi
  all'impossibilità  di  effettuare esami,  accertamenti  ed  erogare
  medicinali  salvavita, che costringe il cittadino, come  più  volte
  c'è  stato  segnalato, a rivolgersi ad altre Aziende  sanitarie  di
  altre Regioni;

   per sapere se il Governo non ritenga di rendere attivi ed efficaci
  tutti  i poteri di Controllo e di Vigilanza che gli competono,  con
  lo  scopo  di  dare  un  taglio netto alla cattiva  gestione  delle
  risorse   economiche   disponibili,  riconsegnandole   allo   scopo
  fondamentale  e  primario  di tutela del diritto  alla  salute  del
  popolo siciliano». (1802)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n.  1802
  con  la  quale si chiedono chiarimenti sulla gestione delle risorse
  finanziarie  assegnate alle Aziende sanitarie  della  provincia  di
  Catania,  si  forniscono  le relazioni rese dall'Azienda  Sanitaria
  Provinciale  (prot. 65754 dell'11/06/2014), dall'A.O.U. Policlinico
  -  Vittorio  Emanuele  (prot.  24300 del  16/06/2014)  e  dall'A.O.
  Cannizzaro (prot. 16118 del 13/06/2014), pervenute a questo Ufficio
  con  nota  prot.  62733 del 6 agosto 2014 del Dipartimento  per  la
  pianificazione strategica.
   Si  precisa  che  con nota prot. 62288 del 4 agosto  2014  l'ARNAS
  Garibaldi è stata sollecitata a riscontrare».

   L'assessore
                                            dott.ssa Lucia Borsellino

   (Gli   allegati   alla   risposta  sono  disponibili   sul   sito:
  www.ars.sicilia.it)

   ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LA    ROCCA-
  MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA.  -   «Al
  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la salute,  premesso
  che:

   nel  luglio del 2013, lo scrivente presentava un'interpellanza  in
  cui   chiedeva  l'immediato  ripristino,  su  tutto  il  territorio
  siracusano,  degli esami previsti ma non espletati  dall'ASP  8  di
  Siracusa   per  la  verifica  dei  casi  di  tubercolosi  sospetta,
  riferendosi  in  particolare agli esami colturale, tipizzazione  ed
  antibiogramma;

   per  tali  motivi,  in  data 26/09/2013 si invitava  in  audizione
  presso  la  Commissione  servizi sociali  e  sanitari  dell'ARS  il
  direttore sanitario dell'ASP 8 di Siracusa, Anselmo Madeddu, ed  il
  commissario straordinario della medesima ASP, Mario Zappia, al fine
  di riferire sui fatti sopra esposti;

   vista  la  nota  N.  30148/PG del 4 settembre  2013  emessa  dalla
  direzione  generale  dell'ASP  8  di  Siracusa  recante  la   firma
  congiunta  dei  predetti Madeddu e Zappia con la quale,  attraverso
  ampia  citazione  delle linee guida ministeriali e  dei  protocolli
  sanitari vigenti, si etichettavano le argomentazioni esposte  dallo
  scrivente  in  merito alla non corretta gestione della  tubercolosi
  nel  territorio  siracusano  come  'radicalmente  e  clamorosamente
  infondate  ,  rimarcando  al contempo che gli  esami  colturale  ed
  antibiogramma non rientrano nella semplice verifica dei casi di TBC
  sospetta';

   verificato  che  il  documento ministeriale  'aggiornamento  delle
  raccomandazioni  per  le attività di controllo della  tubercolosi',
  menzionato  nella  nota  N.  30148/PG 4  della  direzione  generale
  dell'ASP  8 di Siracusa, diversamente riporta nel punto H  1.8  che
  'nei  pazienti  nei quali si sospetti TB respiratoria  deve  essere
  condotta la raccolta di 3 espettorati per la ricerca di BAAR (esame
  microscopico e colturale con antibiogramma)';

   sebbene  il  documento  ministeriale  di  cui  sopra  fosse  auto-
  esplicativo,  lo  scrivente ha proceduto ad  un'ulteriore  verifica
  tramite  uno  degli  esperti  che,  per  conto  del  Ministero,  ha
  contribuito alla stesura dei suddetti protocolli sanitari, il quale
  ha rimarcato che 'colturale ed antibiogramma rientrano SEMPRE nella
  verifica dei casi di tubercolosi sospetta';

   visto  che dal verbale dell'audizione del 26 settembre 2013 presso
  la Commissione sanità, si evince che il direttore sanitario Anselmo
  Madeddu  ha  affermato: 'l'ASP aretusea effettua i controlli  sulla
  tubercolosi  nel  pieno  rispetto della  normativa  vigente  e  dei
  protocolli  sanitari previsti', ed ancora, 'il reparto di  malattie
  infettive  dell'Umberto  I  di Siracusa effettua  corretti  rilievi
  analitici  e  diagnostici  in materia  di  tubercolosi  in  stretta
  collaborazione  con il Policlinico di Catania'.  In  tal  modo,  il
  Madeddu  rendeva  nota  l'esistenza  di  una  convenzione  con   il
  Policlinico  stesso, 'non essendo Siracusa dotata di un laboratorio
  d'analisi sufficientemente attrezzato';

   su  sollecitazione  dello scrivente, con  nota  n.  44099  del  30
  ottobre 2013 il rapp.te legale del Policlinico Vittorio Emanuele di
  Catania rispondeva che non risulta alcuna convenzione con l'ASP  di
  Siracusa    relativa   all'esecuzione   di   esami   microbiologici
  dell'espettorato e di altri materiali biologici istologici  per  la
  ricerca  di  bacilli acido alcool resistenti all'esame microscopico
  diretto,  micobatteri  tubercolari  mediante  esame  colturale   su
  terreno  solido  o  liquido, tipizzazione dei batteri  .  Mentre  a
  seguito della richiesta da parte dello scrivente di chiarimenti  in
  ordine  ai  campioni  non  in regime di convenzione  inviati  negli
  ultimi  anni  dall'ASP di Siracusa ed agli esami richiesti  per  la
  diagnosi  dei casi di tubercolosi, con nota N. 3659 del 27  gennaio
  2014  lo  stesso  rapp.te legale rispondeva che  'per  nessuno  dei
  campioni  pervenuti è stata richiesta l'effettuazione eventuale  di
  saggi  di sensibilità antibiotica (antibiogramma)'. Inoltre,  dalla
  lettura  della tabella allegata risultava che non erano  mai  stati
  richiesti gli esami colturale e tipizzazione;

   appurato che:

   dai  documenti  indicati e dai comportamenti  tenuti  non  è  dato
  riscontrare  la  correttezza metodologica della  procedura  seguita
  dall'ASP  8  di Siracusa per la diagnosi e la terapia dei  casi  di
  tubercolosi, così come richiesto dai protocolli sanitari vigenti;

   secondo  quanto  appreso  dal dr. Claudio Piersimoni,  esperto  in
  materia,  nonché  responsabile  della  diagnostica  di  laboratorio
  dell'intera  regione  Marche:  'non  si  può  ad  oggi  prescindere
  dall'esame  colturale  per la diagnosi e la  terapia  dei  casi  di
  tubercolosi',  né  è  concepibile  non  espletare  il   conseguente
  antibiogramma;

   emerso che:

   dai  dati  forniti  dal Policlinico, l'ASP di Siracusa  inoltra  a
  Catania   anche   i   campioni  biologici      per  l'effettuazione
  dell'esame  batterioscopico, il quale tuttavia può essere  eseguito
  nel  Laboratorio  analisi dell'ospedale Umberto I di  Siracusa  che
  possiede  le  necessarie attrezzature e competenze, sprecando  così
  risorse  ed  allungando inutilmente i tempi  della  diagnosi  della
  malattia tubercolare;

   la  U.O.C.  Patologia  Clinica dell'ASP 8 di Siracusa,  da  alcuni
  anni,  possiede  anche  apparecchiature basate  su  una  tecnologia
  innovativa  per  eseguire l'esame colturale e  l'antibiogramma  del
  bacillo tubercolare, senza che le stesse siano mai state utilizzate
  o entrate in funzione;

   tale  tecnologia (coltura su terreno liquido) consente di ottenere
  il  risultato  dell'esame  colturale in  15  giorni  anziché  i  40
  necessari  nel  caso  in  cui  i  campioni  venissero  spediti   al
  Policlinico di Catania;

   considerato  che: la direzione generale dell'ASP  8  di  Siracusa,
  nelle  persone  del  dr. Anselmo Madeddu e  del  dr.  Mario  Zappia
  sembrerebbero non conoscere i protocolli sanitari in vigore per  la
  diagnosi e la corretta terapia dei casi di tubercolosi, rilasciando
  presso  le sedi istituzionali dichiarazioni in netto contrasto  con
  la realtà della gestione della malattia nel territorio siracusano;

   per sapere:

   se  non  si  ritenga doveroso, dopo il precedente sollecito  dello
  scrivente,  per l'ennesima volta, vigilare con maggiore  attenzione
  e,  se  necessario, intimare all'ASP 8 l'immediato  ripristino,  su
  tutto    il   territorio   siracusano,   degli   esami   colturale,
  antibiogramma  e  tipizzazione previsti ma  non  espletati  per  la
  verifica e la diagnosi dei casi di tubercolosi;

   se  non  ritengano di considerare e valutare i fatti accaduti,  le
  negligenze, le dichiarazioni in probabile contrasto con  la  realtà
  ed  i  comportamenti  assunti nella vicenda dall'attuale  Direttore
  sanitario  Anselmo  Madeddu e dal Commissario  straordinario  Mario
  Zappia  dell'ASP  8 di Siracusa, prima dell'eventuale  attribuzione
  del  ruolo di Direttore generale in una delle Aziende sanitarie e/o
  ospedaliere della Regione siciliana». (1941)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riscontro  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto, con la quale sono stati chiesti  provvedimenti urgenti per
  la  verifica  dei  casi  di  tubercolosi  sospetta  nel  territorio
  siracusano, si fornisce la relazione prot. 19725 del 30 giugno 2014
  resa   dall'ASP   di   Siracusa   su  richiesta   della   scrivente
  Amministrazione.
   Si  ritiene utile inoltre allegare il documento esitato in data 28
  maggio  2014  dalla  Commissione  regionale  per  la  revisione  ed
  attuazione  delle Linee guida per la sorveglianza ed  il  controllo
  della tubercolosi».

   L'assessore
                                            dott.ssa Lucia Borsellino

   (Gli   allegati   alla   risposta  sono  disponibili   sul   sito:
  www.ars.sicilia.it)

   CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LA         ROCCA-
  MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA-ZITO.   -
  «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   la  legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009, sulle 'Norme  per  il
  riordino   del  Servizio  Sanitario  Regionale',  ha  integrato   e
  modificato in modo significativo l'organizzazione e la finalità dei
  servizi   sanitari  della  regione,  intervenendo  con  misure   di
  contenimento   della   spesa  sanitaria   e   di   riqualificazione
  dell'offerta   sanitaria   anche  attraverso   la   prevenzione   e
  l'educazione alla salute;

   si  è  ritenuto, infatti, di strategica importanza per il  sistema
  sanitario   regionale  investire  in  programmi  di  educazione   e
  promozione della salute, intendendoli quali vere e proprie  manovre
  di  economia  sanitaria,  in quanto azioni  di  provata  efficacia,
  capaci  di  contenere il numero sia di ricoveri che di  prestazioni
  ambulatoriali;
   considerato che all'epoca dell'emanazione della citata l.r.  n.  5
  del  14  aprile 2009, le Unità Operative di Educazione alla  Salute
  presso  le  Aziende Sanitarie, preposte all'attuazione di programmi
  di  educazione sanitaria e di promozione della salute,  risentivano
  di  alcune disomogeneità organizzative, l'Assessorato della  Salute
  ha ritenuto necessario rivedere la disciplina delle Unità Operative
  de  quibus  da  ultimo con il Decreto n. 300 del 20  febbraio  2012
  recante 'approvazione delle Linee guida per la organizzazione delle
  unità  operative per l'educazione e la promozione della  salute  ed
  attivazione  dei piani aziendali per l'educazione e  la  promozione
  della  salute',  al  fine di razionalizzare e  rendere  omogenei  i
  livelli organizzativi e le funzioni svolte;

   tenuto conto che:

   il  Decreto  dell'Assessore per la salute n. 300 del  20  febbraio
  2012  nel  riassetto delle competenze, ha previsto, tra le  diverse
  funzioni, che è compito delle Unità Operative per l'Educazione alla
  Salute  predisporre il Piano aziendale per l'Educazione alla Salute
  e  la  Promozione  della  Salute,  anche  sulla  base  dell'apporto
  specifico delle Unità Operative distrettuali ed ospedaliere;

   il  Decreto dell'Assessore per la salute n. 1772 del 23  settembre
  2013 recante 'Linee di indirizzo sulla prevenzione e controllo  del
  tabagismo della Regione siciliana, per il triennio 2013-2015' fissa
  peculiari competenze per le UU.OO. di Educazione e Promozione della
  Salute attraverso il potenziamento di programmi di prevenzione  del
  fumo;

   la  Deliberazione della Giunta regionale n. 327 del  26  settembre
  2013 recante 'Piano straordinario di interventi sanitari nelle aree
  a   rischio  ambientale  della  Sicilia  -  Apprezzamento'   indica
  l'esigenza di perseguire il rafforzamento di campagne di promozione
  della  salute  attraverso  interventi  di  prevenzione  primaria  e
  secondaria;

   il  Decreto  dell'Assessore per la salute n. 1778 del 30  dicembre
  2013  e  s.m.i.,  recante  'Approvazione del  progetto  Formazione,
  Educazione e Dieta (F.E.D.) nella Regione siciliana - Indirizzi  di
  attuazione'  prevede  che  le  Unità  Operative  di  educazione   e
  promozione  della salute presso le aziende sanitarie,  nell'attuare
  programmi   di  educazione  sanitaria,  siano  chiamate   anche   a
  promuovere l'educazione alimentare;

   tenuto conto, altresì, che:

   il  Decreto  dell'Assessore per la salute n. 300 del  20  febbraio
  2012 è stato emanato per superare le disomogeneità organizzative  e
  per   ricondurre  i  servizi  offerti  dalle  Unità  Operative   di
  educazione e promozione della salute ad una pianificazione unitaria
  di  sistema  sia  dell'assetto  organizzativo  che  delle  funzioni
  svolte;

   per  disposizione del Decreto dell'Assessore per la salute n.  300
  del  20 febbraio 2012 deve essere prevista un'adeguata ed opportuna
  dotazione  organica oltre a locali idonei ed attrezzature  adeguate
  per  l'espletamento dei compiti e delle attività di educazione alla
  salute;

   appreso che:

   le  Unità  Operative di educazione e promozione della  salute  non
  sono dotate di attrezzature/risorse umane tali da poter svolgere le
  numerose  funzioni di prevenzione e di promozione della salute  sul
  territorio regionale attribuite dagli atti summenzionati;

   le  attrezzature/risorse umane impiegate presso le Unità Operative
  di  educazione  e promozione della salute, infatti, sono  inferiori
  rispetto   alle  dotazioni  minime  di  personale  ed  attrezzature
  previste  dal Decreto dell'Assessore per la salute n.  300  del  20
  febbraio 2012 per assicurare le attività di base;

   considerato che:

   a  causa  della  carenze  di attrezzature/risorse  umane,  permane
  l'esigenza di superare le disomogeneità organizzative segnalate dal
  Decreto dell'Assessore per la salute n. 300 del 20 febbraio 2012;

   le  disomogeneità  organizzative sono aggravate  dalla  centralità
  delle  funzioni attribuite, anche recentemente con gli atti citati,
  alle Unità Operative di educazione e promozione della salute;

   per sapere se:

   le  indicazioni, in termini di funzioni, di modelli organizzativi,
  di  assegnazione di risorse ancorché minime (umane, strumentali) di
  cui  al Decreto dell'Assessore per la salute n. 300 del 20 febbraio
  2012  vengono  osservate  dalle Direzioni  Generali  delle  Aziende
  Sanitarie Regionali;

   ritengano  che  le disomogeneità, cui fa espresso  riferimento  il
  Decreto  dell'Assessore per la salute n. 300 del 20 febbraio  2012,
  possano considerarsi superate;

   le  problematiche esposte siano conosciute e corrispondono al vero
  e  se  l'attuale  'sistema' delle Unità Operative di  educazione  e
  promozione   della  salute  si  ritenga  adeguato   alle   funzioni
  attribuite nel passato ed agli adempimenti che derivano dagli  atti
  di indirizzo citati;

   non   ritengano   opportuno  avviare  una   attenta   ricognizione
  finalizzata  all'adozione di provvedimenti  che  rendano  le  Unità
  Operative  di  che  trattasi in grado di far fronte  alle  funzioni
  attribuite». (1949)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n.  1949
  con   la   quale   sono  stati  chiesti   chiarimenti   in   merito
  all'organizzazione  delle Unità Operative  per  l'educazione  e  la
  promozione della salute, si fornisce la relazione prot.  47166  del
  10  giugno  2014, resa dal competente Servizio 2 "Promozione  della
  salute"  del Dipartimento per le attività sanitarie ed Osservatorio
  epidemiologico,  precisando che gli accertamenti ispettivi  cui  fa
  riferimento  la  predetta nota sono stati  predisposti  e  verranno
  avviati nel mese di settembre».

   L'assessore
                                            dott.ssa Lucia Borsellino

   (Gli   allegati   alla   risposta  sono  disponibili   sul   sito:
  www.ars.sicilia.it)

   ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FERRERI-FOTI-LA    ROCCA-
  MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA.-     «Al
  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la salute,  premesso
  che:

   il  9 aprile 2014, il Corriere della Sera, con un articolo on-line
  dal titolo Ebola, codice rosso negli aeroporti europei, 118 vittime
  in  Africa,  parla  di una epidemia di ebola  in  atto  in  Africa.
  http://www.corriere.it/salute/14   aprile    09/ebola-codice-rosso-
  aeroporti-europei-118-vittime-africa-1b9-     2521e-bfba-11e3-a6b2-
  109f6a781e55.shtml;

   in  alcune parti dell'articolo si legge: "Sale a 118 il conto  dei
  morti  per  Ebola nell'epidemia attualmente in corso in  Africa.  E
  scatta  il codice rosso negli aeroporti europei. E' la prima  volta
  che  accade da quando, 40 anni fa, questo virus ha fatto un  triplo
  salto  di  specie  e,  dopo i pipistrelli (probabilissimi  'untori'
  iniziali, anche se l'ipotesi bioterrorismo è stata ventilata) e  le
  scimmie, ha cominciato a uccidere l'uomo. L'Organizzazione mondiale
  della  Sanità  (Oms)  stavolta  è allarmata  sul  serio.  Il  ceppo
  attualmente attivo in Guinea e in altri Paesi africani confinanti è
  più  'cattivo'  di  quelli che hanno causato  epidemie  negli  anni
  scorsi:  da una letalità di sette su dieci colpiti, si è passati  a
  nove su dieci"";

   considerato che:

   il   presidente  dei  microbiologi  clinici  italiani,  Pierangelo
  Clerici,  ha affermato: 'Purtroppo questa volta il virus non  si  è
  fermato  ai  villaggi rurali, ma ha iniziato a  diffondersi  in  un
  grande centro urbano dove vivono due milioni di persone e si tratta
  del  ceppo più aggressivo (ceppo Zaire). L'isolamento dei casi  non
  basta, è fondamentale tracciare la catena di trasmissione. Tutti  i
  contatti  dei  pazienti  che  potrebbero  essere  stati  contagiati
  dovrebbero   essere   monitorati   e   isolati   al   primo   segno
  dell'infezione'. E avverte: 'L'Italia non ha voli  diretti  con  le
  capitali dei Paesi attualmente coinvolti dall'epidemia; se  da  una
  parte  è  positivo,  dall'altra è un fattore di  difficoltà  poiché
  passeggeri infetti potrebbero arrivare dagli scali europei. Sarebbe
  bene,  quindi, che anche l'Italia iniziasse ad attivare  misure  di
  attenzione  negli aeroporti e nei centri di prima  accoglienza.  La
  rete  dei  laboratori di microbiologia clinica in Italia  comprende
  alcuni  centri  di riferimento con strutture di alto  isolamento  e
  capacità tecniche di diagnosticare tali patologie';

   non  esiste  cura, l'isolamento e l'attesa di una  auto-guarigione
  sono le uniche armi disponibili. L'attuale esplosione di focolai in
  Guinea  e  Liberia è tra le più difficili mai affrontate e potrebbe
  proseguire ancora per 3-4 mesi, dichiara il vice direttore generale
  dell'Oms Keiji Fukuda. L'epidemia in Guinea, inoltre, sta generando
  per  la  prima volta il timore che il virus possa varcare i confini
  continentali e avviare il suo diffondersi anche in Europa. In circa
  40  anni dalla sua scoperta, contagi circoscritti a piccoli focolai
  in  Africa centrale hanno colpito, complessivamente, un migliaio di
  persone in aree rurali. La novità, estremamente negativa, è il  suo
  arrivo  nelle  città.  In  grandi e  popolose  metropoli,  come  la
  capitale  della  Guinea  e altri centri abitati  di  Sierra  Leone,
  Liberia, Senegal. Dove è difficile isolare gli infettati e dove  il
  virus può espandersi a macchia d'olio. Così il numero dei possibili
  contagi sale in modo esponenziale: milioni le persone a rischio;

   anche altre testate giornalistiche hanno trattato il caso come: Il
  Fatto  Quotidiano: Virus Ebola, aumentano i decessi in Africa.  Ora
  l'epidemia                    spaventa                     l'Europa
  (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/09/virus-ebola-aumentano-i-
  decessi-in-africa-occidentale-ora--             lepidemia-spaventa-
  leuropa/944515/);

   Repubblica:  Ebola, in Guinea già 100 morti e scatta l'allarme  in
  cinque                       aeroporti                      europei
  (http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/201-
  4/04/08/news/ebola in guinea gi 100 morti e scatta - l  allarme  in
  cinque aeroporti europei-83092052/);

   rilevato che:

   l'ebola   è   un  virus  appartenente  alla  famiglia  Filoviridae
  estremamente   aggressivo  per  l'uomo,  che   causa   una   febbre
  emorragica.  Il  primo ceppo di tale virus fu  scoperto  nel  1976,
  nella  Repubblica  Democratica del Congo (ex  Zaire).  Finora  sono
  stati  isolati  quattro  ceppi del virus, di  cui  tre  letali  per
  l'uomo;

   il  virus si diffonde tra coloro che sono entrati in contatto  con
  il  sangue  e  i  fluidi corporei di soggetti infetti.  Considerati
  l'alto   tasso   di   letalità,  la  rapidità   del   decesso,   la
  localizzazione   geografica   delle   infezioni,   il    potenziale
  epidemiologico tuttavia è considerato di basso livello;

   nel  2005, tre specie di pipistrelli sono state identificate  come
  portatrici  del virus ma, non mostrando i sintomi, non  sono  state
  ritenute ospiti naturali, o riserve virali;

   la  febbre  emorragica  dell'ebola  è  potenzialmente  mortale   e
  comprende  una  gamma  di  sintomi quali febbre,  vomito,  diarrea,
  dolore  o  malessere generalizzato e a volte emorragia  interna  ed
  esterna;

   il  tasso  di  mortalità  è estremamente alto,  variabile  dal  50
  all'89%  secondo il ceppo virale, e un trattamento tramite  vaccino
  non  è  tuttora  disponibile. La causa della  morte  è  solitamente
  dovuta  a  shock  ipovolemico o sindrome  da  disfunzione  d'organo
  multipla;

   potenzialmente  il  virus  potrebbe essere  utilizzato  come  arma
  biologica: come agente di bioterrorismo, il virus è classificato di
  categoria  A.  La  sua  efficacia come agente di  guerra  biologica
  tuttavia è compromessa proprio dall'elevata mortalità e dal livello
  di  contagio: un'epidemia tipica potrebbe diffondersi attraverso un
  piccolo  villaggio o ospedale, contagiando l'intera comunità  senza
  poter  trovare  altri ospiti potenziali, morendo  quindi  prima  di
  raggiungere una comunità più ampia;

   visto che:

   come         si        può        leggere        nel          sito
  http://voxnews.info/2014/04/11/allarme-ebola-in-ita-       lia-con-
  sbarchi-arrivo-inevitabile-la-circolare-segreta-del-ministero/   il
  Ministero  della  Sanità ha comunicato, con  una  circolare  del  4
  aprile,  l'attivazione di misure di vigilanza  e  sorveglianza  nei
  punti di ingresso internazionali in Italia. Per la prima volta, dal
  1970  ad  oggi,  la nota dell'allarme è stata trasmessa  oltre  che
  all'Enac, alla Farnesina, a tutte le regioni ed alla Croce Rossa  ,
  anche al Ministero della Difesa. Occorre considerare che nonostante
  le  misure  preventive  attuate dal Ministero  della  Salute  negli
  aeroporti, esiste la minaccia dei numerosissimi sbarchi via mare di
  clandestini che sfuggono ai controlli;

   tale  circostanza é aggravata dai molti clandestini africani:  nel
  documento del Dipartimento generale per la prevenzione si fa  cenno
  alla necessità di controllare gli arrivi 'diretti e indiretti':  un
  chiaro  riferimento all'onda di clandestini che proprio  in  queste
  ore sta assalendo le coste italiane;

   considerato che:

   la  Sicilia è da sempre terra di sbarchi continui, anche in  pieno
  inverno, di immigrati che provengono da tutte le parte dell'Africa;

   lo  scorso  anno  nel  mese  di agosto, solo  nella  provincia  di
  Siracusa, ci sono stati circa 9.000 sbarchi;

   molti  dei  centri di prima accoglienza si trovano nella provincia
  aretusea;

   per sapere se non ritengano opportuno:

   informare  gli scriventi su quali misure cautelative e preventive,
  sia  per  gli  operatori che per gli immigrati,  stiano  istituendo
  nelle aree maggiormente soggette a sbarchi;

   informare  le  ASP  di riferimento, gli enti  locali  e  le  forze
  dell'ordine  sui  dati  di  contagio  fornendo  tutti  i  mezzi  di
  protezione individuale (dpi) agli operatori direttamente a contatto
  con i soggetti a rischio». (1968)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n. 1968,
  avente per oggetto la prevenzione della diffusione del virus  Ebola
  in  Sicilia,  si fornisce la relazione prot. 53014  del  30  giugno
  2014,  resa  dal  competente  Servizio  1  "Igiene  pubblica"   che
  evidenzia  le  azioni  poste  in  essere  da  questa  Regione,   in
  applicazione dei dettami del Ministero della Salute».

   L'assessore
                                            dott.ssa Lucia Borsellino

   (Gli   allegati   alla   risposta  sono  disponibili   sul   sito:
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   ZITO  -  CANCELLERI - PALMERI - SIRAGUSA - ZAFARANA -  CAPPELLO  -
  TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - TRIZZINO -
  FOTI - LA ROCCA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   come noto, la spesa farmaceutica in Sicilia continua ad essere  un
  argomento  che  suscita  notevoli  preoccupazioni,  richiedendo  un
  costante  impegno  del Governo nella attenta analisi  dei  relativi
  costi   e  alla  costante  applicazione  di  eventuali  misure   di
  contenimento;

   sulla   spesa   farmaceutica  incidono   anche   i   costi   della
  distribuzione diretta (DD), della distribuzione per conto  (DPC)  e
  della distribuzione convenzionata;

   la  distribuzione diretta è intesa come la dispensazione,  per  il
  tramite  delle strutture sanitarie, di medicinali ad assistiti  per
  la  somministrazione  al proprio domicilio;  la  distribuzione  per
  conto,  invece,  consiste  nel  ritiro  dei  medicinali  presso  le
  farmacie  private  che  forniscono essenzialmente  un  servizio  di
  dispensazione    del    medicinale    precedentemente    acquistato
  dall'azienda    sanitaria;   mentre,   infine,   la   distribuzione
  convenzionata  consente al paziente di ritirare i medicinali  nelle
  farmacie al pubblico con la ricetta SSN redatta dal proprio  medico
  curante;

   il  Prontuario della distribuzione diretta nasce per la  presa  in
  carico   e   la   continuità   assistenziale   ospedale-territorio,
  contenente  l'elenco dei farmaci a distribuzione diretta  da  parte
  delle strutture pubbliche, ed ha come obiettivo quello di garantire
  un equilibrio nella logica distributiva complessiva dei farmaci, in
  un  assetto di miglioramento sanitario capace di contemperare anche
  il governo della spesa farmaceutica;

   a  livello nazionale, quanto alla modalità distributiva, vengono a
  delinearsi 3 ambiti della terapia: l'Area H della terapia intensiva
  esclusivamente  ospedaliera,  il  cui  strumento  è  il  prontuario
  ospedaliero;  l'area H-T della presa in carico e  della  continuità
  terapeutica, il cui strumento è il Prontuario PHT; l'area  T  della
  cronicità  e  delle  terapie a breve termine, con  prescrizioni  da
  parte  dei medici di medicina generale e pediatri di libera  scelta
  tramite il prontuario farmaceutico nazionale;

   la distribuzione dei PHT ha una diversa articolazione regionale;

   considerato che:

   il Decreto del Ministero della Salute del 31.07.07 ha istituito la
  Banca Dati centrale per la raccolta delle prestazioni farmaceutiche
  effettuate  in  distribuzione diretta  a  carico  delle  Regioni  e
  Province   autonome.  Le  prestazioni  farmaceutiche   oggetto   di
  rilevazione riguardano tutti i medicinali erogati a carico del  SSN
  al paziente per il consumo presso il proprio domicilio, alternative
  alla  tradizionale  acquisizione degli stessi  presso  le  farmacie
  aperte al pubblico, nonchè i medicinali erogati direttamente  dalle
  strutture  sanitarie. Nello specifico, vengono  rilevate  tutte  le
  prestazioni  farmaceutiche  erogate  al  paziente  all'atto   della
  dimissione  da  ricovero  o a seguito di visita  specialistica,  ai
  pazienti  cronici soggetti a piani terapeutici o  presi  in  carico
  dalle   strutture,   ai   pazienti   in   assistenza   domiciliare,
  residenziale  o  semiresidenziale, nonché i farmaci  erogati  dalle
  farmacie pubbliche e private per conto delle aziende sanitarie;

   l'art.  5  del  D.L. n. 159 del 2007, convertito con modificazioni
  dalla  legge  n.  222  del  2007, ha introdotto  alcune  modifiche,
  rafforzando  la  natura  di  strumento  di  controllo  della  spesa
  farmaceutica del citato decreto 31 luglio 2007. In relazione a tali
  modifiche, con il Decreto del Ministro della Salute del 13 novembre
  del  2008 si è proceduto alla modifica del decreto 31 luglio  2007.
  Le modifiche riguardano:

   a)   attraverso  la  trasmissione  dei  dati  oggetto  del  flusso
  informativo  Distribuzione diretta o per  conto  al  Nuovo  Sistema
  Informativo  Sanitario  (NSIS),  le  Regioni  e  Province  autonome
  assolvono anche gli obblighi informativi nei confronti degli  altri
  soggetti  indicati  dall'art. 5, comma 1, della legge  29  novembre
  2007, n. 222 (modifica art. 3, comma 6, decreto 31 luglio 2007);
   b)  la possibilità, per ciascuna Regione e Provincia autonoma,  di
  accedere  anche  ai  dati delle altre regioni e  province  autonome
  (modifica art. 5, comma 2, decreto 31 luglio 2007);
   c)  l'identificazione  dei medicinali  non  dotati  di  codice  di
  autorizzazione   all'immissione  in  commercio  in   Italia   (AIC)
  attraverso  la  codifica Anatomical Therapeutic Chemical  (ATC)  al
  maggior livello di dettaglio disponibile, al fine di consentire  di
  disporre  di  informazioni confrontabili  anche  per  i  medicinali
  esteri,  le  formule  officinali, le formule  magistrali  e  i  gas
  medicinali  non  dotati  di  AIC  (si  veda  Disciplinare  tecnico:
  premessa e tracciati fase 2 e fase 3);
   d)  la possibilità, per alcune tipologie di strutture (RSA e altre
  strutture   residenziali  e  semiresidenziali,  SERT   e   Istituti
  penitenziari, Centri di salute mentale), di inviare  nella  fase  3
  dati aggregati;

   l'art.  5  del  decreto  legge n. 159  del  2007,  convertito  con
  modificazioni nella legge 29 novembre 2007, n. 222, a fronte  della
  mancanza di dati sulla distribuzione diretta da parte delle Regioni
  e  Province  autonome, ha previsto l'utilizzo dei dati riferiti  ai
  valori  economici  per  le forniture direttamente  a  carico  delle
  strutture  del SSN dei medicinali rilevati nell'ambito  del  flusso
  informativo  Tracciabilità  del  farmaco  quale  stima   dei   dati
  mancanti.  La  disponibilità  di  informazioni  sulle  quantità  di
  medicinali  dispensate in distribuzione diretta o per conto  e  sul
  relativo  valore  economico permette di soddisfare,  con  un  unico
  flusso informativo le esigenze di monitoraggio dei consumi e  della
  spesa  farmaceutica  a  carico  del  SSN  e  di  tracciabilità  dei
  medicinali nell'ambito della distribuzione finale;

   visto che:

   nella  seduta  n. 55 del 17.10.13, l'Assessore per  la  salute  ha
  evidenziato  come  anche i canali distributivi incidano  sui  costi
  complessivi farmaceutici;

   l'Assessore   ha   affermato   che   la   distribuzione    diretta
  consentirebbe uno sconto elevato (50%) per l'acquisto centralizzato
  ma,  tuttavia,  non  viene  assicurata una  omogenea  distribuzione
  territoriale;

   lo   stesso   Assessore  ha  fatto  presente   delle   intervenute
  segnalazioni della Corte dei Conti sui PHT: non è più ammissibile -
  si legge nel verbale di audizione del 17.10.13 - proseguire con una
  distribuzione  in  regime convenzionale,  per  cui  si  impone  una
  revisione del modello distributivo, dando priorità a quello in nome
  e per conto che consente di ottenere maggiori economie di spesa;

   nella  stessa seduta, l'Assessore ha riferito di avere individuato
  un  modello  distributivo  in nome e  per  conto  che  consente  di
  ottenere  un  risparmio di spesa pari a 15 milioni di  euro  annui;
  modello condiviso, dalle aziende sanitarie pubbliche;

   si  riferisce, inoltre, che l'incidenza relativa agli oneri per la
  distribuzione  deve  tener conto anche del  costo  di  4,5  euro  a
  confezione;

   l'Assessore ha preannunciato che '...il nuovo modello distributivo
  consentirà  di  diffondere a tappeto il primo ciclo terapeutico  in
  tutte le aziende sanitarie anche nei giorni festivi. In Assessorato
  è  stata  attivata  una commissione per le soluzioni  di  eventuali
  difficoltà  e  specifiche esigenze territoriali relativamente  alla
  diagnostica  e  all'appropriatezza. Un'altra  commissione  è  stata
  istituita   in  Assessorato  per  la  valutazione  (costi/benefici)
  dell'utilità  dei  nuovi farmaci. Un'altra  commissione  è  altresì
  incaricata   di  valutare  l'introduzione  di  nuovi  farmaci   nel
  prontuario  terapeutico.  Tutte  le  misure  adottate  dal  Governo
  consentiranno  nel triennio 2013-2015 di ottenere  complessivamente
  un  risparmio di spesa stimato in circa 133 milioni di  euro  senza
  disagi  all'utenza...il sistema dei costi standard  darà  un  aiuto
  alla  Regione  circa  i prezzi di riferimento  valevoli  a  livello
  nazionale  per  la spesa farmaceutica mentre per i  device  non  si
  dispone  ancora di un nomenclatore condiviso...occorre  incentivare
  in  Sicilia  l'utilizzo  di  farmaci  equivalenti  e  bio  similari
  indipendentemente  dal  confronto con i farmaci  griffati  talvolta
  indotto dalle questioni relative alla presenza di eccipienti...';

   considerato che:

   dalle rilevazioni OSMED non sembrano univoche le deduzioni intorno
  al risparmio di spesa tra distribuzione diretta e distribuzione per
  conto;

   a  livello nazionale, le rilevazioni OSMED (anno 2012) stimano per
  la dispensazione dei farmaci del PHT tramite distribuzione diretta,
  in  milioni di euro, 3.951, mentre per la distribuzione per  conto,
  911,17;

   per la Sicilia, 333,47 per la distribuzione diretta;

   nelle  altre regioni le rilevazioni attestano, in linea  generale,
  un risparmio di spesa attraverso la distribuzione per conto;

   considerato ancora che:

   si  evince, anche da diversi giornali on line, come non vi sia una
  oggettiva,  univoca ed automatica corrispondenza tra  distribuzione
  per conto o distribuzione diretta e risparmio di spesa;

   secondo un articolo del Dr. Alessandro Fornaro del 4.10.12, da una
  ricerca  del CREF, le regioni potrebbero ottenere risparmi fino  al
  30%  se  le  strutture ospedaliere abbandonassero la  distribuzione
  diretta.  In  particolare, si legge, la distribuzione in  farmacia,
  oltre a facilitare i cittadini, garantisce un migliore monitoraggio
  della  spesa pubblica, comportando un risparmio immediato e diretto
  per le aziende sanitarie. La ricerca è stata condotta nella zona di
  Trieste   dalla  Fondazione  CREF  (Centro  ricerche   economia   e
  formazione):  '...I risultati non lasciano molto all'immaginazione:
  nel caso della distribuzione diretta, il costo medio per confezione
  è  di  20,02  euro,  mentre con la distribuzione  per  conto,  cioè
  attraverso  le  farmacie territoriali, scende a  14,14  euro.  Sono
  stati  presi  in  esame il costo dei farmaci, ma anche  quello  del
  personale,  dei  locali, delle attrezzature  utilizzate  nelle  due
  diverse  modalità  distributive.  La  ricerca  ha  quantificato   i
  possibili   effetti  di  una  transizione  totale   dalla   formula
  distributiva diretta ad una distribuzione per conto da parte  delle
  farmacie,   considerando  anche  quella  quota   di   farmaci   PHT
  distribuita attraverso questo canale con le regole economiche della
  convenzione...'. Nell'articolo, si evidenziano anche le perplessità
  avanzate dal Presidente della SIFO: '... Il presidente Sifo è anche
  scettico rispetto alla metodologia con la quale è stata condotta la
  ricerca:  una sola Asl rispetto alle oltre 140 esistenti in  Italia
  non  sarebbe rappresentativa. Inoltre...i costi sono stati valutati
  con  criteri discutibili e per la Dpc (Distribuzione in nome e  Per
  Conto) non sono stati valutati neppure quelli relativi ai costi  di
  gestione  che,  comunque le Regioni devono  sostenere,  insieme  al
  costo  del  farmaco e alla retribuzione da destinare alla  farmacia
  privata              e             al                 deposito...'.
  (http://www.utifar.it/index.php?id=59&itemid=318);

   una  valutazione  di  costo,  frutto della  collaborazione  tra  i
  farmacisti  ospedalieri  SIFO  ed economisti  esperti  nel  settore
  farmaceutico, è stata condotta all'interno dell'Ospedale  Molinette
  di  Torino. Lo studio, si legge in un altro on line (16.05.13),  ha
  messo  in  luce come la distribuzione dei farmaci che  il  paziente
  dovrà utilizzare presso il proprio domicilio costa di meno se fatta
  direttamente  in  ospedale (distribuzione  diretta).  E'  quanto  è
  emerso  durante l'evento dal titolo La dispensazione al farmaco  in
  ospedale   e   territorio:  il  valore  aggiunto   del   farmacista
  organizzato  dalla  sezione regionale SIFO Piemonte-Valle  d'Aosta.
  L'analisi ha riguardato i costi della distribuzione diretta (DD) e,
  contemporaneamente, si è proceduto ad una stima del  costo  che  si
  sarebbe   avuto  se  fossero  stati  adottati  altri   sistemi   di
  distribuzione.   Per   alcune  categorie  di   medicinali,   si   è
  evidenziato, può essere utilizzata anche la Distribuzione per Conto
  (DPC),  che  consiste nel ritiro dei medicinali presso le  farmacie
  private  che forniscono essenzialmente un servizio di dispensazione
  del  medicinale precedentemente acquistato dalla azienda sanitaria.
  Lo  studio sarebbe stato condotto dal Dr. Claudio Jommi, professore
  associato presso l'Università del Piemonte Orientale e Responsabile
  dell'Osservatorio Farmaci del Cergas Bocconi: nella DD e nella  DPC
  il costo del farmaco si assume sia lo stesso, perché in entrambi  i
  casi l'acquisto avviene da parte di un Ente pubblico (l'ospedale  o
  un'azienda  sanitaria),  per  cui  con  la  ricerca  si  è   voluto
  evidenziare  il  mero  costo della distribuzione.  L'analisi  si  è
  basata   sulla  raccolta  di  dati  aziendali  strutturati   e   ha
  evidenziato  come  il costo organizzativo della DD  per  confezione
  distribuita ha un valore decisamente inferiore a quello della  DPC,
  anche  considerando  la quota fissa prevista  per  ogni  confezione
  dispensata  dal  farmacista risultante dall'accordo  regionale.  La
  distribuzione in regime convenzionale avrebbe avuto un costo  medio
  per  confezione  decisamente più elevato. La DD sarebbe  quindi  la
  soluzione distributiva più conveniente considerando anche che  essa
  viene effettuata da personale ospedaliero altamente qualificato, in
  grado  di  fornire  al paziente tutta una serie di  consigli  sulla
  modalità  migliore per assumere i farmaci a un costo però inferiore
  rispetto alla distribuzione per conto (DPC) e decisamente inferiore
  rispetto alla distribuzione in convenzione. Questi dati non possono
  però  essere  automaticamente traslati alla  la  realtà  nazionale,
  dovendo  tener  presenti  le variabilità  regionali  legislative  e
  quelle       dei      costi      dei      sistemi      distributivi
  (http://www.pharmastar.it/index.html?cat=7&id=11280);

   all'interno  dell'articolo si riportano  le  considerazioni  della
  Dr.sss  Annarosa Racca, Presidente di Federfarma: la ricerca '...fa
  emergere  con assoluta chiarezza come la distribuzione diretta  dei
  farmaci  abbia  dei costi aggiuntivi rispetto al  puro  e  semplice
  costo   di  acquisto.  Tali  costi  aggiuntivi  sono  stati  finora
  sottovalutati.  La  loro  quantificazione  permette,   invece,   di
  valutare l'effettivo impatto economico della distribuzione  diretta
  e  di  dimostrare come la distribuzione dei farmaci  attraverso  le
  farmacie costituisca per le Regioni e per il Ssn un'opportunità  di
  risparmio e razionalizzazione e avvantaggi i cittadini grazie a  un
  più          agevole         accesso         al         farmaco..'.
  (http://www.sanita.ilsole24ore.com/art/lavoro-e-professione/2012-09-
  14/farmaci-distribuzione-conto-conviene-163441.php?uuid=Ab60EadG);

   si descrivono in articoli più recenti (1.02.14 e 6.02.14) le spese
  della  distribuzione diretta e per conto. All'interno del  Rapporto
  sull'impiego  dei  medicinali in Italia (OsMed),  oltre  ad  essere
  descritte  la  spesa  ed  i volumi dei medicinali  complessivamente
  acquistati  dalle  strutture sanitarie  pubbliche,  sono  contenuti
  riferimenti   specifici  sui  medicinali  dispensati  ai   pazienti
  attraverso  la distribuzione diretta e per conto e i dati  relativi
  alla   spesa   per  i  medicinali  somministrati        nell'ambito
  dell'assistenza  ospedaliera. La spesa per i medicinali  acquistati
  dalle  strutture sanitarie pubbliche è in leggera crescita rispetto
  al 2012 e si attesta a quota 6,1 miliardi di euro, con una media di
  102,4  euro pro capite (+3,3% rispetto all'anno precedente), mentre
  i  consumi  fanno registrare una flessione (148,2 dosi  giornaliere
  ogni  1.000  abitanti pro capite) del 20, 3% rispetto  allo  stesso
  periodo del 2012. Nell'anno appena trascorso,tutte le Regioni hanno
  adottato la distribuzione diretta, mentre Abruzzo e Sicilia sono le
  uniche  a non aver utilizzato la distribuzione per conto. La  spesa
  per  i  medicinali erogati in distribuzione diretta e per  conto  è
  risultata  complessivamente pari a 3,5 miliardi di euro, costituita
  per  l'80,2%  dalla distribuzione diretta in senso  stretto  e  dal
  19,8%  dalla  distribuzione per conto. Emergono  delle  sostanziali
  differenze   tra  le  diverse  realtà  regionali,  alcune   Regioni
  ricorrono infatti in modo esteso alla distribuzione diretta (Emilia
  Romagna,  Sardegna  e  Lombardia)  mentre  altre,  per  motivi   di
  carattere organizzativo-strutturale, utilizzano meno questo  canale
  alternativo  (Molise, Calabria e Lazio). La spesa per i  medicinali
  erogati  esclusivamente  in ambito ospedaliero  è  stata  pari  1,9
  miliardi  e  le Regioni che hanno registrato la maggior  spesa,  in
  valore  assoluto,  sono state Lombardia (222,5  milioni  di  euro),
  Toscana (201,4 milioni) e Veneto (189 milioni); nel Lazio la  spesa
  ammonta  a  107,1  milioni  di euro; i  valori  minimi  sono  stati
  registrati     in     Valle    d'Aosta,     Molise     e     Trento
  (http://www.pharmastar.it/index.html?cat=2&i-d=13821;
   http://www.quotidianosanita.it/scienza-
  efarmaci/articolo.php?approfondimento id=3157);

   considerato che:

   con  nota  18.07.11,  la  SIFO  -  Sezione  regionale  Sicilia  ha
  comunicato  un risparmio di spesa, per l'anno 2010,  pari  a  95,25
  milioni di euro attraverso la dispensazione diretta dei farmaci del
  PHT  misura  A  1.2  del  Piano di Rientro.  I  farmaci  dispensati
  direttamente sono costati alle ASP (che acquistano con sconto medio
  del 40%) 144.milioni di euro, con un risparmio di ben 97 milioni di
  euro  sul prezzo che avrebbero dovuto pagare (241 milioni di  euro)
  in  regime convenzionale alle farmacie private: 1.709.466  i  pezzi
  dispensati  (confezioni)  nel  2010;  70  i  farmacisti  co.co.pro.
  assunti per l'attività di dispensazione dei farmaci del PHT; 25.000
  euro  circa  il costo medio di un contratto; 1.750.000,00  euro  la
  spesa   complessiva  dei  70  farmacisti  co.co.pro.;   1,02   euro
  l'investimento del costo a confezione ottenuto spalmando  il  costo
  dei   70   farmacisti  co.co.pro.  sul  totale   delle   confezioni
  dispensate;

   altri  dati forniti in Commissione ci dicono che i farmacisti  con
  contratto  co.co.pro. sono 110 in tutta la Sicilia con 40.000  euro
  di reddito l'anno per un costo totale di 4.400.000 euro;

   secondo  la  predetta nota, sarebbero ulteriori i  vantaggi  della
  dispensazione   diretta   del  PHT  oltre   a   quello   economico:
  monitoraggio e registrazione dei singoli pazienti e dei loro  piani
  terapeutici con trasmissione mensile in assessorato dei dati quali-
  quantitativi tramite file H (creazione di una cartella  terapeutica
  del  paziente); conoscenza e verifica delle patologie e conseguente
  appropriatezza prescrittiva; fidelizzazione dei pazienti e rapporto
  diretto  con  le  uu.oo prescrittrici; ottimizzazione  terapie  per
  rapporto virtuoso tra uu.oo  prescrittrici-farmacia ospedaliera/ssn-
  paziente;  acquisti ottimizzati e calibrati per  singolo  paziente;
  assenza ticket;

   pertanto, si è chiesto all'Assessore di estendere la distribuzione
  diretta  dei  farmaci ancora in regime convenzionale alle  farmacie
  private e facenti parte del PHT;

   la SIFO - Sezione regionale Sicilia, inoltre, ha preso atto di una
  robabile richiesta dei farmacisti privati di avere affidata  (fermo
  restando  che  l'acquisto verrebbe effettuato sempre dalle  Aziende
  Sanitarie) con cessione del contratto, la dispensazione dei farmaci
  del PHT: ...Vorrebbero riconosciuto 6,25 euro a confezione per loro
  e 2, 10 euro a confezione per i grossisti. Riteniamo poco probabile
  tale  evenienza  considerato che se applichiamo  tali  benefit  per
  ESEMPIO  alle 789.993 confezioni di farmaci ancora in convenzionata
  risulterebbe  che  ai  farmacisti privati  verrebbero  riconosciuti
  4.937.562,00  euro ed ai grossisti 1.579.986 euro (considerato  che
  alle  farmacie  ospedaliere/SS vengono  consegnati  in  loco  dalle
  Aziende  Farmaceutiche  Produttrici  e  non  dai  Grossisti,  senza
  aggravio di spesa) per un totale di 6.517.548 (4937562 + 1579986  )
  e  cioè  5.711.756 euro in più rispetto agli 805.792,86 euro  della
  distribuzione  diretta  effettuata direttamente  con  i  farmacisti
  cocopro.  Nota  Bene  con  5.711.756 euro  si  potrebbero  assumere
  ulteriori   228  farmacisti  a  contratto  co.co.pro.  oltre   agli
  ipotizzati 32 per un totale di 260...';

   visto che:

   risulta  una  interrogazione rivolta dal  deputato  on.  Panepinto
  all'Assessore  per  la  salute, avente ad  oggetto  'Notizie  circa
  l'Accordo  per  la  distribuzione  dei  farmaci  inclusi  nel   PHT
  sottoscritto  con  Federfarma Sicilia', recante  il  n.  1518  (XVI
  Legislatura);

   considerato che:

   con  nota 9.12.13, rivolta anche all'Assessorato della salute,  il
  Sindacato  Nazionale  Farmacisti Dirigenti  del  SSN  -  Segreteria
  regionale  Sicilia ha espresso il proprio parere tecnico in  merito
  alla  decisione  che i farmaci appartenenti al prontuario  ospedale
  territorio  (PHT)  non saranno più erogati in forma  diretta  dalle
  Asp, ma distribuiti esclusivamente attraverso le farmacie aperte al
  pubblico.  La  Si.Na.F.O.  ha deliberato  un  proprio  orientamento
  ufficiale:   '...ritiene  necessario  continuare  il  percorso   di
  razionalizzazione  della  spesa relativa  ai  medicinali  del  PHT,
  iniziato  -  secondo  il  piano  di  rientro  2007/2009  -  con  la
  distribuzione  diretta  attraverso  le  farmacie  ospedaliere  e  i
  servizi  farmaceutici  territoriali delle  Asp,  i  quali  si  sono
  contraddistinti  per  avere offerto al  cittadino  un  servizio  di
  elevata   qualità  professionale  a  costi  del  tutto   contenuti,
  estendendo  alla  restante quota parte di farmaci  PHT  rimasta  in
  regime convenzionale ed implementando il numero dei      farmacisti
  dedicati  al  Servizio...Avverte...che qualora, la scelta  politica
  già  presa con l'Accordo (il riferimento è all'Accordo siglato  tra
  l'Assessorato  della Salute e Federfarma Sicilia),  dovesse  essere
  ratificata  e quindi passare alla attuazione pratica per realizzare
  comunque  la  c.d.  DPC,  senza  la giusta  previsione  di  risorse
  aggiuntive per i Servizi Farmaceutici ed una oculata programmazione
  ed  integrazione dei processi interconnessi alla gestione del  PHT,
  trascurando  questi  aspetti  che noi riteniamo  fondamentali,  ben
  presto  si  evidenzierebbe  un marcato vulnus,  incanalando  questa
  forma   di   distribuzione  (DPC),  in  un   percorso,   oltremodo,
  fallimentare e deleterio per tutto il sistema

   visto che:

   l'Assessore  per la salute ha approvato (GURS 31.01.14)  l'accordo
  per  la  distribuzione dei farmaci di cui al  PHT  intervenuto  con
  Federfarma  Sicilia, nonché il disciplinare tecnico  relativo  alle
  modalità  attuative, costituendo un tavolo tecnico per la  verifica
  dell'attuazione e la gestione dell'accordo medesimo;

   l'accordo prevede che i distributori intermedi, quale collegamento
  tra Aziende sanitarie provinciali e Farmacie, garantiranno la piena
  efficacia  della  distribuzione per conto  attraverso  un  supporto
  logistico  e  gestionale informatico, nel rispetto delle  norme  di
  buona   distribuzione.  A  tal  fine,  si  prevede  che  i  farmaci
  concedibili  con  onere a carico del S.S.N.  a  base  dei  principi
  attivi  (e  relative indicazioni) inclusi nel PHT, per  i  quali  è
  prevista  la duplice via di distribuzione, ad esclusione di  quelli
  relativi  al primo ciclo di terapia immediatamente successivo  alle
  dimissioni  dal  ricovero  ospedaliero,  saranno  acquistati  dalle
  Aziende  sanitarie  provinciali (ASP) e  dispensati  esclusivamente
  attraverso  le  farmacie  aperte al  pubblico  (DPC),  che  saranno
  rifornite  dai  distributori intermedi presenti sul territorio,  ad
  eccezione di talune tipologie di farmaci puntualmente individuati;

   la  distribuzione  per  conto  riveste  carattere  sperimentale  e
  pertanto  sarà soggetta alla prima valutazione entro il  30  giugno
  2014, e successivamente con cadenza semestrale fino alla scadenza;

   i   farmaci,  i  cui  principi  attivi  saranno  inclusi  nel  PHT
  successivamente, saranno dispensati esclusivamente  dalle  farmacie
  aperte al pubblico, nel rispetto della normativa regionale, secondo
  le  modalità previste dall'accordo, mentre i farmaci che  dovessero
  essere   esclusi  dal  PHT,  passeranno  nel  canale   distributivo
  convenzionale;

   il   compenso   a  fronte  degli  oneri  a  carico   (farmacie   +
  distribuzione intermedia) deve essere calcolato in quota fissa, IVA
  esclusa,  nella  misura  di  euro 4,50 per  confezione  dispensata,
  incrementata  di  euro  2,30 per le farmacie  rurali  sussidiate  a
  fatturato  ridotto,  inferiore a 387.342. La liquidazione  di  tali
  somme  avverrà nei tempi e nelle modalità previsti dal disciplinare
  tecnico a fronte di invio alle Aziende sanitarie del 'flusso  della
  distribuzione  per  conto',  secondo  il  tracciato  relativo  alle
  prestazioni  effettuate, al consueto invio dei dati e  di  regolare
  fattura  per  gli  oneri sopra indicati gravati  dell'aliquota  IVA
  vigente;

   ai  fini  della puntuale applicazione dell'accordo, Federfarma  si
  impegna  a rendere disponibile una piattaforma informatica dedicata
  alla  distribuzione  per  conto idonea  alla  gestione  dei  flussi
  informativi ministeriali, ed a produrre un unico flusso comprensivo
  dell'erogato di tutte le farmacie per singola provincia;

   il  disciplinare  tecnico  stabilisce  le  modalità  di  acquisto,
  approvvigionamento,       distribuzione,      dispensazione       e
  contabilizzazione  dei  farmaci  inclusi  nel  PHT  secondo  quanto
  stabilito dall'accordo tra l'Assessorato regionale della  salute  e
  Federfarma Sicilia;

   in particolare, le ASP si impegnano:
   a)  ad acquistare i farmaci oggetto dell'accordo, nel rispetto  di
  quanto  aggiudicato nella gara regionale, richiedendo  la  consegna
  presso   i  distributori  intermedi  autorizzati,  in  quantitativi
  congrui a garantire il servizio. La consegna presso i magazzini dei
  distributori avverrà in una prima fase (quattro mesi dall'effettivo
  avvio)  in  base  alle  quote  di mercato  provinciali  di  ciascun
  distributore intermedio;
   b) richiedere alle aziende fornitrici che le confezioni acquistate
  siano dotate di fustella adesiva a lettura ottica annullata con  la
  dicitura  Confezione  ospedaliera al fine  di  renderle  facilmente
  distinguibili   dalle  altre  confezioni  presenti   nel   circuito
  distributivo;
   c) predisporre controlli presso i depositi individuati dall'ASP  a
  riforniti);
   d)  rimborsare  alle farmacie 3,40 a pezzo + IVA, incrementato  di
  2,30  per  le  farmacie  rurali  sussidiate  a  fatturato  ridotto,
  inferiore a 387.342, entro 60 giorni dalla consegna della fattura;
   e)  rimborsare ai distributori intermedi 1,10 a pezzo + IVA  entro
  60 giorni dal termine ultimo di presentazione della fattura;

   i distributori si impegnano a:
   a) custodire in conto deposito presso i propri magazzini, in spazi
  dedicati  ed  in modo esclusivo i medicinali consegnati  per  conto
  delle   ASP,   nel   rispetto  dei  criteri   generali   di   buona
  conservazione,  e  con  particolare attenzione  alla  scadenza  dei
  farmaci in deposito;
   b)  garantire il controllo della merce in arrivo e curare  che  le
  confezioni siano dotate di fustella a lettura ottica annullata  con
  la  dicitura  'confezione ospedaliera': l'eventuale non  conformità
  deve  essere  comunicata dal deposito all'ASP entro 3 giorni  dalla
  ricezione della merce;
   c)  controllare la corrispondenza tra ordine e bolla  al  fine  di
  verificare  la  conformità  per  quantità  e  qualità  della  merce
  ricevuta rispetto a quella ordinata, provvedendo successivamente  a
  restituire   la   bolla  in  originale,  debitamente   timbrata   e
  controfirmata, all'ASP con cadenza settimanale;
   d) consegnare all'ASP di appartenenza, entro il giorno 10 del mese
  successivo a quello di riferimento, la fattura emessa per gli oneri
  di  dispensazione  riferita alle consegne  del  mese  precedente  e
  comprensiva di eventuali conguagli;

   le farmacie si impegnano a:
   a) richiedere i farmaci prescritti nell'esatta quantità necessaria
  alla spedizione delle ricette presentate;
   b)  controllare  che le prescrizioni dei farmaci in  parola  siano
  complete  degli elementi previsti dalla vigente normativa nazionale
  e regionale;
   c)  apporre  sulla  ricetta  le fustelle  ottiche  presenti  sulle
  confezioni   degli  stessi  e  consegnare  i  farmaci   all'utente,
  incassando  l'eventuale  quota a carico dell'assistito  sulla  base
  della  vigente normativa in materia di partecipazione alla spesa  e
  di esenzione;
   d)  consegnare  all'ASP di appartenenza, entro  i  tempi  previsti
  dalla  vigente  normativa  per le altre  impegnative  del  SSN,  le
  ricette   relative  alle  prescrizioni  dei  farmaci  PHT   oggetto
  dell'accordo  in  mazzette separate, evidenziate ed  in  confezioni
  diverse;  la fattura emessa per gli oneri di dispensazione indicati
  nell'accordo,   comprensiva   del   dettaglio   delle   quote    di
  compartecipazione;  un  tabulato  riportante  le  quantità  erogate
  distinte  per  singolo  prodotto  e  l'ammontare  delle  quote   di
  compartecipazione incassate che verranno considerate quale  acconto
  ricevuto sull'ammontare complessivo della fattura;

   si  tiene  a  sottolineare che la distribuzione  per  conto  (DPC)
  poterà un buon servizio per le persone anziane;

   per sapere:

   tenuto  conto  dei  dati  economici riportati  e  preso  atto  del
  carattere  sperimentale della regolamentazione della  distribuzione
  per  conto  in  Sicilia,  quali  vantaggi,  economici  e  non,   si
  prospettino  in  termini di risparmio di spesa a fronte  del  nuovo
  sistema di dispensazione e come mai si sia deciso di passare da una
  DD ad una totale, e non parziale, DPC;

   come  si  intenda  monitorare  l'impatto  del  nuovo  sistema   di
  dispensazione  sotto  il  profilo della efficienza  e  qualità  del
  servizio;

   quali  sistemi  si  intendano  adottare  per  prevenire  eventuali
  fenomeni corruttivi e, in genere, di natura illecita che potrebbero
  trovare,  nel  sistema  nella  dispensazione  per  alcuni  farmaci,
  terreno fertile;

   quali  sarebbero i dati oggettivi che abbiano portato ad escludere
  il mantenimento della distribuzione diretta anche in quelle aziende
  sanitarie  provinciali che avevano raggiunto una DD  del  100%,  in
  quanto,  in  tali  aziende  la  DPC  avrà  probabilmente  un  costo
  aggiuntivo  che  graverà appunto anno sui bilanci  aziendale  della
  Regione». (1969)

   Risposta.  -  «In  riscontro  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto  con  la  quale  si  chiedono chiarimenti  in  merito  alla
  distribuzione   diretta  dei  farmaci  PHT,   avuto   riguardo   ai
  conseguenti profili di costo, si fornisce la relazione prot.  53161
  dell'1  luglio 2014 resa dal competente Servizio 7 del Dipartimento
  per la pianificazione strategica di questo Assessorato».

   L'assessore
                                            dott.ssa Lucia Borsellino

   (Gli   allegati   alla   risposta  sono  disponibili   sul   sito:
  www.ars.sicilia.it)