Presidenza del vicepresidente Venturino
FAZIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Alloro, Forzese, Milazzo
Giuseppe, Raia, Panarello, Cascio Salvatore e Lantieri hanno
chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità
N. 1066 - Notizie in merito alla gestione del servizio di raccolta
rifiuti a Termini Imerese (PA).
Firmatari:Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio
- Con nota prot. n. 29307/IN.16 del 18/06/2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.
N. 1085 - Chiarimenti circa l'applicazione dell'art. 45 della
legge regionale n. 11 del 2010 in ordine al piano di rientro degli
oneri derivanti dalla gestione integrata dei rifiuti.
Firmatari:Alongi Pietro
- Con nota prot. n. 30707/IN.16 del 26 giugno 2013, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Grasso e Cordaro.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea .
E' stato già distribuito, come potete notare, sui banchi
l'allegato all'ordine del giorno della seduta, allegato n. 1, con
le interrogazioni. Essendo molte le interrogazioni, l'Assessore mi
ha comunicato una lista di interrogazioni pronte già per l'Aula.
Ve le comunico così li seguite nell'ordine: numeri 52 , 77, 153,
156, 171, 193, 203, 206 e 232.
Si passa all'interrogazione numero 52, a firma dell'onorevole
Digiacomo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 77, dell'onorevole Assenza,
Interventi urgenti per l'esercizio dell'attività della pesca
nella provincia di Palermo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore e per le attività
produttive, premesso che:
le avverse condizioni meteorologiche il 9 dicembre 2012 hanno
provocato la caduta in mare di 12 TIR che si trovavano a bordo
della nave della Compagnia di navigazione Grimaldi;
l'affondamento dei predetti mezzi crea situazioni di pericolo
alla navigazione e all'esercizio dell'attività della pesca nel
tratto di mare interessato;
a causa dell'affondamento si è determinato l'impigliamento degli
attrezzi della pesca a strascico e palangari di fondi nei mezzi
affondati;
considerato che:
tale situazione determina l'impossibilità dell'esercizio
dell'attività della pesca, comparto produttivo già fortemente
compromesso da una gravissima crisi economica, a causa dei mezzi
semisommersi;
quindi le flotte di Palermo, ed in particolare quelle di
Porticello, non possono esercitare la propria attività;
le attività delle imprese della pesca della provincia di Palermo,
e di Porticello in particolare, costituiscono una delle più
importanti attività economiche della nostra regione;
ritenuto che:
occorre fare fronte a tale grave situazione per evitare ulteriori
pregiudizi all'intera area economica della zona;
occorre altresì intervenire per ripristinare le condizioni di
sicurezza della navigazione nel tratto di mare interessato
dall'affondamento dei predetti TIR;
per sapere:
se non ritengano opportuno adottare provvedimenti:
per garantire l'esercizio dell'attività della pesca alle
imprese ittiche della provincia di Palermo ed a quelle di
Porticello in particolare; per garantire le condizioni di
sicurezza della navigazione; per garantire un immediato intervento
in favore delle imprese della Pesca di Porticello;
gli atti o i provvedimenti che il Governo della Regione intenda
adottare al fine di rimuovere le condizioni di pericolo derivante
dai mezzi semisommersi e per consentire il regolare esercizio
dell'attività della pesca nel tratto di mare interessato
dall'affondamento.» (77)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che è in congedo per oggi l'onorevole
Vinciullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. In riferimento all'interrogazione in oggetto,
attraverso la quale si richiedono notizie in merito alle
problematiche conseguenti all'affondamento di Tir stivati a bordo
della nave traghetto Grimaldi e su eventuali provvedimenti per
garantire interventi a favore delle imprese operanti nel settore
della pesca nel territorio di Porticello, si rappresenta che il
Dipartimento degli interventi per la pesca, subito interessato
dall'assessore Cartabellotta, che all'epoca rivestiva il ruolo, ha
partecipato, in data 11 gennaio 2013, ad un incontro tenutosi
presso il Comune di S. Flavia, cui erano presenti rappresentanti
della Capitaneria di porto competente per territorio, della
Grimaldi Compagnia di Navigazione, dell'ARPA Sicilia nonché
rappresentanti della locale marineria.
Così come hanno avuto modo di chiarire nel corso dell'incontro i
rappresentanti del Dipartimento degli interventi per la Pesca, il
richiesto intervento ai sensi dell'articolo 1 della legge
regionale 33/98 interventi straordinari per calamità non può
trovare applicazione, non rientrando la fattispecie dell'evento
tra quelle prevista dalla normativa richiamata.
Pur tuttavia, i rappresentanti del Dipartimento degli interventi
per la pesca hanno ritenuto di dovere manifestare interesse per le
eventuali operazioni di rimozione dei Tir affondati che
rappresentano, ancora ad oggi, la vera causa di interdizione al
possibile sfruttamento di un'ampia area popolata dalla risorsa
gambero.
I rappresentanti della Capitaneria di Porto, in conclusione
dell'incontro, hanno assunto l'impegno a mettere in atto, in tempi
brevi, ogni utile procedura tendente a rimuovere gli ostacoli per
la completa fruizione dell'area da parte della locale marineria.
L'assessorato restava in attesa, alla data della risposta
scritta, per il tramite del Dipartimento degli interventi per la
Pesca, di ulteriori comunicazioni in merito da parte della
Capitaneria di Porto, assicurando successivamente ogni ulteriore
necessario ed utile intervento. Allo stato gli uffici non hanno
comunicato aggiornamenti rispetto alla risposta scritta che era
stata depositata.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Assenza per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
ASSENZA. Signor Presidente, rispondere l'1 ottobre 2014 ad una
interrogazione depositata il 27 dicembre 2012, capisco che non è
responsabilità dell'attuale assessore, pur tuttavia significa in
pratica avere disatteso quello che era un atto parlamentare
importante, secondo me, ma credo secondo tutti i deputati, quale
era quello di un intervento sollecito per una vicenda che
all'epoca ha allarmato.
Quindi, non posso che assolutamente dichiararmi insoddisfatto
anche perché poi nella sostanza si prende atto di avere solo
partecipato ad una conferenza di servizio, ma di non avere
adottato nessuna misura al riguardo.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che è in congedo per oggi l'onorevole
Tancredi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 153 Interventi
in favore della marineria di Mazara del Vallo , a firma degli
onorevoli Musumeci, Ruggirello, Currenti, Formica e Ioppolo.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 156 Interventi in favore
dell'agricoltura colpita dalla siccità , a firma degli onorevoli
Ioppolo, Musumeci, Currenti, Formica, Ruggirello.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 171, a firma degli onorevoli
Vinciullo, Assenza, Falcone Iniziative per attivare le procedure
di declaratore dello stato di calamità naturale nella Sicilia sud
orientale .
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per le risorse agricole ed alimentari,
premesso che violente grandinate si sono abbattute sulle colture
protette e sugli agrumeti della Sicilia sud-orientale;
preso atto che dette grandinate rischiano di portare al collasso
numerose aziende agricole già fortemente colpite dalla crisi che
da anni si abbatte sul settore primario;
considerato che occorre attivare le procedure di declaratoria
dello stato di calamità naturale che si è abbattuta sulla Sicilia
sud-orientale;
per sapere se non ritengano utile, indispensabile e necessario
chiedere all'Ispettorato Regionale dell'Agricoltura di procedere
ad una quantificazione certa dei danni subiti dalle aziende
agricole in modo da attivare tutte le procedure necessarie per
tutelare quanti abbiano subìto i danni causati dalla grandinata.»
(171)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Con la suddetta interrogazione, indirizzata
all'assessore pro tempore, l'onorevole interrogante chiedeva
notizie in merito alle iniziative atte a declamare lo stato di
calamità nelle zone del nostro territorio regionale colpite dagli
eventi climatici sfavorevoli avvenuto il 15 gennaio 2013, eventi
che hanno provocato danni alle produzioni vegetali in generale e o
alle strutture aziendali.
A seguito delle segnalazioni pervenute da parte di diverse
amministrazioni comunali, il servizio III del dipartimento ha
provveduto immediatamente a richiedere agli ispettorati
provinciali competenti territorialmente di procedere alla
quantificazione dei danni cagionati dalla violenta grandinata
finalizzata a verificare l'eventuale esistenza dei presupposti
previsti dalla vigente normativa al fine di attivare le procedure
declaratorie dello stato di calamità.
Nello specifico sono stati interessati gli ispettorati
provinciali di Siracusa, Catania e Caltanissetta.
Tanto premesso si rappresenta che per poter attivare gli
interventi compensativi finalizzati alla ripresa dell'attività
produttiva, previsti dall'art. 5 del decreto legislativo n. 102
del 2004, risulta indispensabile che la percentuale del danno
subìto debba superare la soglia del 30% della normale produzione
calcolata mediante una procedura stabilita dai competenti servizi
della Commissione europea, così come previsto dal regolamento
della Comunità europea n. 1857 del 2006.
Inoltre, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 5, comma 4,
del sopra richiamato decreto legislativo n. 102/2004 vengono
escluse dalle agevolazioni previste dal medesimo articolo i danni
alle produzione e alle strutture assicurabili secondo quanto
disposto dal vigente piano assicurativo agricolo nazionale.
Tutto ciò comporta la necessità di considerare sia le produzioni
che le strutture potenzialmente assicurabili come non danneggiate
fin dal momento della fase di accertamento dei danni, a meno che
nel mercato assicurativo non esistano polizze a copertura
dell'evento interessato.
La circolare n. 1, del 19 gennaio 2006, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana n. 6, del 3 febbraio 2006,
recante le disposizioni applicative del decreto legislativo n.
102/2004, prevede che laddove ne ricorrano i presupposti le
Regioni, attuata la procedura di delimitazione del territorio
colpito e di accertamento dei danni conseguenti, deliberino entro
il termine perentorio di 60 giorni dalla cessazione dell'evento
dannoso, nonché tenendo conto della natura dell'evento e dei
danni, l'individuazione delle provvidenze da concedere fra quelle
previste dall'articolo 5 e la relativa richiesta di spesa.
Il suddetto termine potrà essere prorogato di ulteriori 30 giorni
in presenza di eccezionali e motivate difficoltà accertate dalla
giunta regionale.
Per invocare la declaratoria ministeriale dello stato di
calamità, oltre che il rispetto della tempistica e dei presupposti
previsti dalla normativa di settore, risulta necessario provvedere
alla procedura di delimitazione territoriale effettuata dai
competenti ispettorati provinciali e, successivamente, inoltrata
al servizio III del dipartimento che cura gli aspetti
consequenziali, sempre che ricorrano tutte le condizioni sopra
specificate.
Alla data in cui è stata depositata la risposta scritta, gli
ispettorati territorialmente interessati alla problematica,
rappresentata nell'atto ispettivo, non avevano ritenuto di
trasmettere le rispettive proposte di limitazione territoriale
propedeutiche all'attivazione degli eventuali atti consequenziali.
Rispetto alla data di deposito della risposta scritta va accertato
che comunque i tempi concessi per la deliberazione di cui alla
circolare n. 1 del 19 gennaio 2006, sono decorsi senza che sia
stato emesso il provvedimento relativo.
PRESIDENTE . Ha facoltà di parlare l'onorevole Assenza per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, potrei riportarmi
pedissequamente all'intervento di poco fa perché, anche in questo
caso, si tratta di una interrogazione del 18 gennaio 2013. Anche in
questo caso, il comportamento dell'attuale Assessore, assolutamente
esente da qualsiasi responsabilità a riguardo, però è giusto dirlo
e debbo purtroppo rilevare che anche in questo caso non abbiamo
nemmeno avuto la possibilità di sapere se gli uffici preposti hanno
eseguito gli accertamenti del caso e se quella percentuale del 30
per cento di produzione compromessa, come gli agricoltori
interessati all'epoca avevano segnalato, fosse stata segnalata o
meno. Da qui ne consegue la mia insoddisfazione sulla risposta.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che è in congedo per la seduta odierna
l'onorevole Malafarina.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende lo svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
Rubrica Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 193 Iniziative a
sostegno della zootecnia siciliana e degli allevatori del comparto
lattiero-caseario , degli onorevoli Vinciullo e Falcone. Per
assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 203 Interventi finalizzati alla
salvaguardia del territorio del patrimonio boschivo , degli
onorevoli Ioppolo, Musumeci, Currenti, Formica e Ruggirello.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che appare ormai inderogabile un
intervento legislativo organico finalizzato alla salvaguardia del
territorio e del patrimonio boschivo, forestale ed ambientale
dell'Isola, anche dopo i recenti devastanti disastri nel Messinese;
tenuto conto che il disegno di legge d'iniziativa popolare sul
riordino del comparto forestale, presentato il 19 marzo 2012, può
costituire una valida base di discussione e di confronto, anche
perchè attribuisce nuove competenze a quelle stabilite dalla legge
regionale n. 14 del 2006 e prevede l'utilizzo del personale già in
organico, a vario titolo, all'Azienda e all'Ispettorato forestale,
che verrebbe per intero assunto a tempo indeterminato, col
risultato che la Regione metterebbe a profitto consolidate
competenze a fronte di una spesa ridotta;
considerato che il predetto disegno di legge, promosso dai
cittadini, è già stato esitato nella scorsa Legislatura dalle
Commissioni parlamentari Attività produttive e Territorio e
ambiente, e che, in questa legislatura, è stato recuperato il 10
gennaio per disposizione del Presidente dell'Ars;
per sapere:
quale posizione intenda assumere il Governo in relazione al
disegno di legge di iniziativa popolare sul 'Riordino della
legislazione ed acquisizione di nuove competenze nell'ambito del
comparto agro-forestale-ambientale. Modifiche ed integrazioni della
legge regionale 14 aprile 2006 n.14';
se ritengano di dover proporre soluzioni alternative, comunque
finalizzate a far fronte alla duplice emergenza legata sia al
dissesto idrogeologico del territorio, alla tutela del patrimonio
boschivo, forestale ed ambientale della Sicilia e sia all'annoso ed
insoluto rapporto con i lavoratori forestali stagionali». (203)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
REALE, assessore per l'Agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Con l'interrogazione n. 203 del 24 gennaio 2013,
indirizzata all'Assessore pro-tempore, gli onorevoli interroganti
chiedono notizie in merito a interventi finalizzati alla
salvaguardia del territorio e del patrimonio boschivo e per sapere,
in particolare, se è intendimento del Governo assumere quale valida
base di discussione e confronto il disegno di legge di iniziativa
popolare Riordino della legislazione e acquisizione di nuove
competenze nell'ambito del comparto agro-forestale e ambientale.
Modifiche ed integrazioni della legge regionale 14 aprile 2006, n.
14 , presentato il 19 marzo 2012 ed esitato per l'Aula dalla IV
Commissione legislativa nella scorsa legislatura e su disposizione
del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana novato
all'attenzione della legislatura in corso.
In ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione, si
rappresenta che gli uffici di diretta collaborazione dello
scrivente, il Dipartimento aziende regionali e foreste demaniali,
stanno attualmente predisponendo una proposta di disegno di legge
da sottoporre all'apprezzamento della Giunta di Governo e
successivamente all'Assemblea regionale siciliana che, pur tenendo
conto delle linee fondamentali, è di parte apprezzabile
dell'articolato del decreto di iniziativa popolare richiamato
nell'interrogazione cui si risponde, presente in considerazione
della sopravvenuta emergenza legata al dissesto idrogeologico del
territorio, alla tutela del patrimonio boschivo, forestale ed
ambientale, nonché alle difficoltà di carattere finanziario ed
ulteriori integrazioni.
Rispetto alla data di deposito della risposta scritta, può dirsi
che in questo momento il disegno di legge fu poi esitato
dall'Assessorato, sottoposto all'apprezzamento della Giunta e
dovrebbe trovarsi nelle competenti Commissioni legislative.
PRESIDENTE. L'onorevole Ruggirello si ritiene soddisfatto della
risposta?
RUGGIRELLO. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 206 Interventi per
favorire la razionalizzazione e l'unificazione degli enti regionali
preposti alla ricerca e all'assistenza tecnica del comparto
zootecnico , degli onorevoli Vinciullo, Assenza e Falcone.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, all'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro e all'Assessore per l'economia, premesso che:
l'Associazione Regionale Allevatori della Sicilia opera da 60 anni
e svolge, per conto della U.E., dello Stato e della Regione
siciliana, vari progetti articolati e complessi sotto forma di
programmi a favore del comparto zootecnico;
l'Associazione Regionale Allevatori della Sicilia, alle cui
dipendenze operano 156 lavoratori (tecnici agronomi, veterinari,
agrotecnici, periti agrari ed amministrativi), si articola in un
ufficio regionale, nove uffici provinciali e venti recapiti zonali,
coprendo così tutto il territorio regionale;
preso atto che l'attività svolta dall'Associazione Regionale
Allevatori della Sicilia per conto del Ministero delle Politiche
Agricole e dell'Assessorato delle Risorse Agricole Alimentari della
Regione siciliana è la seguente:
tenuta dei libri genealogici, registri anagrafici e controlli
funzionali;
consulenza tecnica, miglioramento qualità latte e formaggi,
servizio controllo impianti di mungitura, fiere e manifestazioni
zootecniche; premi miglioramento zootecnico, Regolamenti U.E.;
qualità latte (Regolamento CE 73/2009 art. 68); marcatura bestiame
(L.R. 33/97 art. 57); anagrafe bestiame (D.M. 31.01.2002 art. 14);
incenerimento carcasse (L.R. 20/2010); divulgazione della
fecondazione artificiale (L. 30/1991); affidamento tori per
stazione di monta pubblica; programma di miglioramento genetico
Scrapie ovini; tipicizzazione formaggi e carni (riconoscimento DOP
e Consorzi di tutela); organizzazione di produttori (ex
associazioni di produttori); etichettatura carne bovina Eti-Aia;
tracciabilità e sicurezza alimentare dei prodotti zootecnici
(adesione disciplinare Italia-Alleva); formazione allevatori e
tecnici, anagrafe equidi;
tenuto conto che sono circa 4000 gli allevamenti zootecnici
siciliani aderenti all'ARAS con un patrimonio di circa 100.000
bovini, 600.000 ovi-caprini, 25.000 suini, oltre 15.000 equidi, per
un fatturato accertato di oltre 250 milioni di euro;
visto che:
con legge regionale n. 12 del 1989, art. 6, la Regione siciliana
si impegna alla copertura finanziaria ed alla vigilanza sui vari
progetti svolti dall'ARAS;
con legge regionale n. 39 del 1997, art. 57, la Regione siciliana
si avvale dell'ARAS per l'attuazione e l'avvio delle attività di
identificazione del bestiame e l'assistenza tecnica agli allevatori
siciliani;
con legge regionale n. 20 del 2010 la Regione siciliana affida
all'ARAS l'incenerimento delle carcasse animali;
con legge regionale n. 33 del 1996, con l'art. 15 veniva previsto
l'accorpamento delle funzioni, del personale, delle sedi e delle
attrezzature dell'Associazione Regionale Allevatori della Sicilia
all'Istituto Sperimentale Zootecnico Sicilia;
considerato che:
l'Associazione Regionale Allevatori della Sicilia è riconosciuta
come Ente partecipato e vigilato della Regione siciliana, così come
si evince dalla legge regionale n. 20 del 2010 sull'incenerimento
delle carcasse animali;
l'attività zootecnica della Sicilia viene supportata dalle Facoltà
di Agraria di Palermo e Catania, Facoltà di Medicina Veterinaria di
Messina, dall'Istituto Sperimentale Zootecnico della Sicilia,
dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale;
pertanto, sulla base delle superiori considerazioni e alla luce
dell'approvazione da parte dell'Assemblea Regionale della legge
regionale n. 12 del 1989 e della legge regionale n. 33 del 1996
(art. 15);
per sapere:
quali misure intendano adottare per snellire e rendere più
razionale l'assistenza agli allevatori siciliani;
se abbiano intendimento di unificare gli enti siciliani del
comparto agricolo che si occupano di ricerca scientifica ed
assistenza tecnica nel comparto zootecnico: Associazione Regionale
Allevatori Sicilia (assistenza tecnica, certificazioni
delle produzioni per accedere alle misure regionali, P.O.R.,
P.S.R.) ed Istituto Zootecnico Sperimentale della Sicilia (ricerca
scientifica), creando così un unico soggetto che si occupi del
comparto zootecnico, eliminando sprechi e ottimizzando e
migliorando i servizi agli allevatori della Sicilia». (206)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
REALE, assessore per l'Agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Con l'interrogazione n. 206 del 25 gennaio 2013,
indirizzata all'assessore pro-tempore, l'onorevole interrogante ha
chiesto notizie in merito agli interventi per favorire la
razionalizzazione e l'unificazione degli enti regionali preposti
alla ricerca e assistenza del comparto zootecnico.
In ordine all'argomento oggetto di interrogazione, il dirigente
generale del Dipartimento interventi strutturali cui hanno
demandato la competenza, ha rappresentato che l'associazione
regionale Allevatori della Sicilia, in sigla ARAS, non è un ente
partecipato e/o sottoposto a tutela e vigilanza della Regione
siciliana, ma una persona giuridica privata legalmente costituita
il 3 marzo 1950 e riconosciuta con decreto del Presidente della
Regione n. 94/A del 27 maggio 1952, dotato di propri organi di
amministrazione e di controllo tra cui componenti, relativamente a
quest'ultimo, lo Statuto ne prevede uno con funzioni di Presidente
designato dall'Assessore regionale delle risorse agricole e
alimentari.
Sull'ente in questione, da parte dell'Amministrazione regionale,
non viene esercitata una tutela e/o vigilanza, bensì un controllo
specifico sull'utilizzo dei fondi che vengono erogati per la
realizzazione di attività previste da diverse normative regionali e
statali.
L'amministrazione regionale, infatti, circoscrive la propria sfera
di controllo all'ambito di attuazione della legge regionale 18
maggio 1996, n. 33, che nel modificare la legge regionale 5 giugno
1989, n. 12, ha previsto, per lo svolgimento delle attività di
selezione del bestiame, per la tenuta dei libri genealogici, per i
controlli funzionali e l'assistenza tecnica agronomico-veterinaria,
che l'Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia possa
stipulare apposite convenzioni con l'Associazione Regionale
Allevatori della Sicilia, da sottoporre all'approvazione
dell'Assessore regionale delle risorse agricole e alimentari; ed in
egual guisa, all'ambito di attuazione della legge regionale 5
ottobre 2010, n. 20, che nel modificare la legge regionale 9 marzo
2005, n. 3, ha previsto, per la gestione delle operazioni di
eliminazione delle carcasse di animali di varie specie, morti in
allevamento o abbandonati, che la stessa possa essere svolta
dall'ARAS, previa stipula di apposita convenzione con l'assessorato
regionale delle risorse agricole ed alimentari, sentito
l'assessorato regionale della salute.
Ciò, di fatto, esclude qualunque possibilità, per evidenti motivi
di natura giuridica, che nell'ambito del processo di fusione e/o
incorporazione dell'Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia
e dell'Istituto di incremento ippico di Catania, avviato con
l'approvazione della delibera n. 4 dell'8 gennaio 2013, la Giunta
di Governo, su proposta dello scrivente, in applicazione
dell'articolo 24, della legge regionale n. 10/1999, possa essere
ricompresa l'ARAS.
Rispetto alla data in cui è stata depositata la risposta scritta
all'interrogazione, è aggiornato il nome dell'assessorato regionale
che non è più Risorse agricole ed alimentari , ma Agricoltura,
sviluppo rurale e pesca mediterranea .
Vi è da dire che l'ARAS è stato commissariato dall'Associazione
italiana degli allevatori, che è l'ente che ne esercita la
vigilanza sopra l'associazione regionale allevatori della Sicilia,
che, attualmente, quindi, è condotta non da un consiglio di
amministrazione, ma da un commissario nominato dall'AIA.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Assenza, per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
ASSENZA. Signor Presidente, l'Assessore ha relazionato in merito a
qual è l attuale situazione e, in effetti, la problematica
dell'ARAS, poi, ricorre ad ogni finanziaria e, solo in extremis,
siamo riusciti ad assicurare il minimo vitale di sopravvivenza per
questa associazione benemerita che è un ente, comunque, controllato
dalla Regione.
Quello che vorremmo sapere, e speriamo che nei prossimi giorni, o
quanto meno mesi, ma entro breve tempo, finalmente, si faccia
chiarezza al riguardo é qual è il progetto di questo Governo in
ordine alla riorganizzazione complessiva degli enti a supporto
degli allevatori e della zootecnia siciliana, che costituiscono,
anche in periodo di assoluta crisi, quale quella attuale, una
delle risorse sulle quali puntare per cercare di riscattarci.
In questo senso, mi permetto sollecitare l'Assessore per
l'agricoltura, al più presto, a concretizzare quale sia questa
intenzione governativa al riguardo, se effettivamente si deve
passare tutti sotto l'egida dell'Istituto zootecnico regionale, se
vi sia qualche altra soluzione, ma cerchiamo di fare uscire da
questa situazione di assoluta incertezza sia i dipendenti dell'ARAS
sia, soprattutto, le aziende zootecniche siciliane che aspettano
lumi al riguardo.
Conseguentemente, non posso, assolutamente, dichiararmi
soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 232 Interventi in
favore delle aziende agricole siciliane , degli onorevoli Musumeci,
Ruggirello, Currenti, Formica e Ioppolo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore regionale per le
risorse agricole e alimentari, premesso che l'agricoltura, in
Sicilia, è sempre stata uno dei cardini dell'intera economia
regionale, con migliaia di operatori e centinaia di aziende
impegnate giornalmente nella coltivazione e produzione di prodotti
di altissima qualità;
considerato che:
il settore agricolo siciliano sta attraversando uno dei periodi
più devastanti degli ultimi anni;
i dati sull'annata agraria, pubblicati dalla Confederazione
Italiana Agricoltori, sono impressionanti: se, per un verso, la
produzione agricola è in calo del 2% causando un ribasso dei prezzi
all'origine del 3-4%, con una riduzione degli investimenti del 3,5%
ed una contrazione del 6-7% dei redditi dei produttori, di contro,
i costi di produzione sono in aumento di un buon 4-5%;
come se tale realtà non fosse già altamente drammatica, a tutto
questo si deve aggiungere l'aumento costante degli oneri
contributivi e burocratici che mettono definitivamente in ginocchio
l'intero settore agricolo;
appare evidente che tale situazione, senza nessun intervento
economico da parte delle Istituzioni, porta inesorabilmente al
collasso dell'intero settore agricolo, con gravi e pesanti
ripercussioni sull'intero sistema sociale e lavorativo dell'intera
Isola;
ritenuto che è dovere della Regione promuovere, in maniera
congrua, misure ed incentivi atti a tutelare i lavoratori e le
aziende agricole siciliane perché, senza agricoltura, la Sicilia
sarebbe destinata al crollo economico con ripercussioni
inimmaginabili;
per sapere:
quali iniziative, immediate e straordinarie, intendano adottare al
fine di assicurare continuità ad un settore, come quello agricolo,
strategico per l'intera economia siciliana;
se non ritengano improcrastinabile dichiarare lo stato di calamità
per l'intero settore agricolo siciliano». (232)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
REALE, assessore per l'agricoltura, per lo sviluppo rurale e per
la pesca mediterranea. Con l'interrogazione n. 232 del 29 gennaio
2013, indirizzata all'assessore pro tempore, l'onorevole
interrogante chiedeva notizie in merito agli interventi in favore
delle aziende agricole siciliane.
In ordine all'argomento, oggetto dell'interrogazione, il dirigente
generale del Dipartimento Interventi strutturali cui è demandata la
competenza, ha rappresentato che il decreto legislativo 29 marzo
2004, n. 102, nel testo modificato dal decreto legislativo 18
aprile 2008 n. 82, prevede l'istituzione di un Fondo di Solidarietà
Nazionale, avente lo scopo di promuovere principalmente interventi
di prevenzione per far fronte ai danni alle produzioni agricole e
zootecniche, alle strutture aziendali, agli impianti produttivi ed
alle infrastrutture agricole, nelle zone colpite da calamità
naturali o eventi eccezionali.
Per le finalità sopra menzionate il Fondo di Solidarietà Nazionale
interviene con diverse tipologie di intervento e precisamente:
1) mediante interventi compensativi esclusivamente nel caso di
danni a produzioni, strutture e impianti produttivi non inseriti
nel Piano assicurativo agricolo annuale, finalizzati a favorire la
ripresa economica e produttiva delle imprese agricole danneggiate
da eventi calamitosi, nonché da avverse condizioni atmosferiche,
prevista dagli orientamenti comunitari;
2) mediante misure volte ad incentivare la stipula di contratti
assicurativi ed in particolare attraverso la concessione di un
contributo fino all'80 per cento del costo dei premi per contratti
assicurativi che prevedono un risarcimento qualora il danno sia
superiore al 30% della produzione;
3) mediante interventi di ripristino delle infrastrutture connesse
all'attività agricola, tra cui quelle irrigue, compatibilmente con
le esigenze primarie delle imprese agricole.
Dall'applicazione della normativa nazionale ne consegue che non
risulta possibile indennizzare gli imprenditori agricoli o i
lavoratori, mediante la corresponsione di contributi, in assenza di
una declaratoria che, nella fattispecie, viene riconosciuta
soltanto nei casi di avversità, paragonabili alla calamità, che nel
caso in specie risulta cagionata da una congiuntura sfavorevole dal
punto di vista economico e non causata da condizioni naturali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ruggirello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
RUGGIRELLO. Mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 335 Interventi a
difesa dei produttori di limoni , a firma dell'onorevole Vinciullo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
D'ASERO. Signor Presidente, anche se è a firma dell'onorevole
Vinciullo, sicuramente è un caso che interessa il territorio di
Catania.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, si procede in base al Regolamento,
con risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 347 Notizie sull'erogazione degli
stipendi ai lavoratori forestali , a firma dell'onorevole Falcone.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa alle interrogazione n. 426 Notizie sull'esito
dell'ordine del giorno n. 717, approvato dall'Assemblea regionale
siciliana in data 13 giugno 2012, avente ad oggetto l'accordo UE-
Marocco in tema di sgravi doganali , a firma dell'onorevole
Vinciullo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 451 Interventi finalizzati alla
rimozione delle ceneri e lapilli vulcanici nella fascia etnea , a
firma dell'onorevole Raia.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 530 Iniziative a tutela della
produzione siracusana di patate novelle a rischio di fenomeni
speculativi per la commercializzazione di tuberi di provenienza
nordafricana , a firma dell'onorevole Vinciullo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 565 notizie sull'importanza
illegale di pomodoro cinese a danno dei produttori siciliani del
comparto , a firma dell'onorevole Vinciullo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 576 Notizie sulla mancata
attuazione dell'articolo 11, comma 2, della legge regionale n. 25
del 2011 concernente la lotta alla fitopatia CTV degli agrumi , a
firma dell'onorevole Vinciullo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Interrogazione n. 673 Chiarimenti circa la mancata formulazione
della graduatoria dei progetti di cooperazione di cui alla misura
421 del PSR Sicilia , a firma dell'onorevole Ferrandelli.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 793, a firma degli onorevoli
Ruggirello, Sammartino, Sudano, Leanza, Lentini e Nicotra,
Chiarimenti in merito al parere negativo espresso dal Direttore
della riserva naturale orientata Zingaro in ordine alla richiesta
di rinnovo di concessioni .
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
l'art. 8 del Regolamento della riserva naturale orientata
'Zingaro', pubblicato sulla GURS n. 34 il 6/08/1988, stabilisce che
la gestione del centro-visita e dei servizi di assistenza turistico-
culturale può essere affidata dall'ente gestore, previo nulla osta
dell'Assessorato Territorio e Ambiente, sentito il Consiglio
regionale per la protezione del patrimonio naturale, ad
associazioni naturalistiche o a cooperative che abbiano, tra le
finalità statutarie, lo svolgimento di tali attività;
considerato che:
il legislatore regionale interviene, con apposita modifica,
sull'articolo 21 della l.r. n. 98 del 6 maggio 1981, inserendo
l'art.21/bis - Servizi per il pubblico nelle riserve, in cui:
al comma 1, si legittima, all'interno delle riserve,
l'istituzione di servizi di assistenza, di ricettività e di
ospitalità per il pubblico, tra cui servizi di parcheggio per auto,
moto e camper e servizi di caffetteria, di ristorazione e di
guardaroba;
al comma 3, si chiarisce che 'l'assessorato regionale per il
territorio e l'ambiente, sentiti i gestori delle Riserve, individua
con decreto, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della norma e,
per gli anni seguenti, entro il 30 gennaio di ogni anno, le aree ed
i manufatti da affidare per la gestione dei servizi suddetti, i
canoni e le modalità di affidamento ed i criteri di valutazione
comparativa dei progetti, di cui al comma 4, nonché le eventuali
forme di cofinanziamento a valere su fondi regionali, nazionali e
comunitari';
al comma 4, si autorizza l'assessorato per il territorio e
l'ambiente, ad emanare uno o più bandi di gara, per l'erogazione di
servizi aggiuntivi al pubblico a pagamento, all'interno delle
Riserve naturali;
rilevato che:
l'Assessore regionale per le risorse agricole e alimentari non
ha, ad oggi, emanato alcun decreto per individuare le aree ed i
manufatti da affidare in gestione;
l'Assessore regionale per le risorse agricole e alimentari, lo
scorso 3/4/2013, ha trasmesso una direttiva al Dipartimento
generale Foreste Demaniali, in merito all'affidamento della
gestione dei servizi di fruizione nelle riserve naturali, in cui si
invita a sollecitare gli Uffici periferici a diramare le opportune
disposizioni, al fine di garantire la continuità dei servizi di
assistenza, ricettività ed ospitalità, già affidati nella
precedente stagione, all'interno delle riserve naturali gestite,
mediante il rinnovo delle varie autorizzazioni e/o concessioni
stagionali rilasciate, ove richiesto;
tenuto conto che a seguito di predetta direttiva, sono state
presentate due istanze dalla ditta cooperativa 'La Giummara', con
sede a Castellammare del Golfo, per il rinnovo della concessione
sul suolo demaniale della riserva, per la collocazione di due
chioschi destinati alla vendita di gadget, nonché al rinnovo
dell'autorizzazione all'esercizio di due parcheggi stagionali, in
C.da Mazzo di Sciacca, su area privata, e sita in area marginale
alla Riserva, a cui il Direttore della Riserva medesima ha espresso
parere negativo;
per sapere come il Governo regionale intenda procedere in merito
alle istanze presentate, nel rispetto della normativa vigente e,
altresì, quali siano le motivazioni riconducibili alle due istanze
medesime con mancato rinnovo delle concessioni.» (793)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Con la suddetta interrogazione, l'onorevole
interrogante chiedeva chiarimenti in merito al parere negativo
espresso dal Direttore della Riserva naturale orientata Zingaro
in ordine alla richiesta di rinnovo di concessioni.
In ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione e richiamando
quanto rappresentato in proposito dal Dipartimento preposto e cioè
il Direttore della Riserva, si rappresenta quanto segue.
Le attività legate esclusivamente alla fruizione delle aree
protette andrebbero previste dagli strumenti pianificatori delle
stesse nelle zone B , previste ai sensi dell'ultimo comma
dell'articolo 7 della Legge regionale 98/81 e successive
modificazioni ed integrazioni.
La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro è costituita soltanto
dalla zona A) e priva della zona di pre-riserva o zona B).
Qualora esistesse la zona B) ci si dovrebbe attenere che in tale
area vanno previste iniziative idonee a promuovere la
valorizzazione delle risorse locali, con particolare riguardo alle
attività artigianali, silvo-pastorali, zootecniche e alla
lavorazione dei relativi prodotti, nonché le attività ricreative,
turistiche e sportive.
In ogni caso, si evidenzia quanto disposto dalla legge regionale
n. 26, articolo 11 e 21 bis, nonché gli obblighi in materia di
appalti pubblici e quanto contenuto nelle delibere di Giunta n.
451, del 30 novembre 2012, e n. 5, dell'8 gennaio 2013, che fanno
obbligo all'Amministrazione di emanare bandi pubblici dandone
massima diffusione e trasparenza per la determinazione degli
affidamenti dei servizi, escludendo tassativamente le modalità di
affidamento diretto ai singoli soggetti richiedenti.
Si rappresenta che tra i compiti istituzionali della gestione
della riserva, riveste un'importanza notevole l'attività di
conservazione dei coltivi tradizionali e delle attività artigianali
praticate storicamente nell'area protetta, come previsto dal piano
di zonizzazione di massima e dal regolamento concernente le
modalità d'uso e l'elenco dei divieti relativi alla Riserva
Naturale Orientata dello Zingaro, giusto decreto dell'Assessore per
il territorio e l'ambiente del 9 maggio 1988, n. 647.
I prodotti artigianali realizzati all'interno dell'area protetta,
vengono concessi ai fruitori della riserva presso due strutture
adibite a tale scopo e gestiti direttamente dalla Direzione della
Riserva dello Zingaro, utilizzando la manodopera specializzata dei
lavoratori forestali qualificati.
La concessione di tali prodotti partecipa, insieme all'erogazione
dei ticket d'ingresso, alle attività ed alla concessione
giornaliera dei bivacchi ad incrementare le entrate del bilancio
regionale.
In ultimo, si rileva che sull'attività in oggetto, sono
intervenute negli ultimi tempi delle disposizioni normative e
regolamentari, quali ad esempio la legge regionale n. 26 del 2012,
tendenti ad ottenere degli introiti per le casse regionali dai
servizi offerti per il pubblico nelle riserve naturali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ruggirello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
RUGGIRELLO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 954 Notizie sull'ARAS
(associazione regionale allevatori di Sicilia) , a firma
dell'onorevole Vinciullo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1537 Interventi utili a prevenire
in Sicilia la diffusione della xylella fastidiosa, batterio
patogeno , a firma dell'onorevole Vinciullo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1541, a firma dell'onorevole
D'Asero, Interventi finalizzati alla divulgazione della lettera
di garanzia G-CARD destinata all'agevolazione del credito per le
imprese agricole in Sicilia.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea, premesso che:
l'art. 17 del Decreto Legislativo 29 marzo 2004, n. 102
attribuisce all'Istituto di servizi per il mercato agricolo
alimentare (ISMEA) il compito di effettuare interventi di garanzia,
controgaranzia e cogaranzia al fine di favorire l'accesso al
mercato del credito da parte delle imprese agricole; a norma del
comma 5, è stato approvato, con Decisione della Commissione Europea
C(2006)643 dell'8 giugno 2006, il regime relativo al rilascio di
garanzie;
in data 20/11/2005, veniva sottoscritta una convenzione tra
l'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste e l'ISMEA
per favorire l'accesso al credito da parte delle imprese agricole
del territorio siciliano e il conseguente Protocollo d'intesa
stipulato in Roma, in data 14/07/2011, tra la Regione siciliana -
Assessorato delle risorse agricole ed alimentari - Dipartimento
Interventi Strutturali per l'Agricoltura e l'ISMEA per
l'attivazione, appunto, dello strumento della Lettera di Garanzia,
denominata G-CARD;
considerato che a seguito della firma del protocollo di cui
sopra, la Regione siciliana si impegnava ad avviare sul territorio
ogni valida iniziativa per la diffusione della conoscenza della G-
CARD;
accertato che:
la Lettera di Garanzia denominata G-Card è un pre-impegno da
parte della SGFA (società di scopo dell'ISMEA che gestisce il Fondo
di garanzia in agricoltura) a garantire (fino al 70% o 80% per i
giovani agricoltori) un finanziamento bancario in favore di un
imprenditore agricolo il cui importo massimo è di euro 250.000,00;
sono tantissime le aziende che dalla loro costituzione hanno
aderito a questo strumento che purtroppo, ad oggi, non risulta
assolutamente conosciuto dalle banche che operano in Sicilia;
considerato che la G-CARD è uno strumento concepito per
l'agevolazione del credito, azione assolutamente necessaria in
Sicilia;
per sapere se non ritengano opportuno:
avviare ogni iniziativa necessaria alla divulgazione presso gli
operatori bancari e presso le aziende agricole della lettera di
Garanzia denominata G-CARD, finalizzata a favorire l'accesso al
mercato del credito da parte delle imprese agricole;
verificare con l'ABI e la Banca d'Italia i motivi per i quali
questo importante strumento di garanzia servizio delle piccole
imprese agricole sia stato sino ad oggi ignorato nonostante la sua
straordinaria valenza.» (1541)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la
risposta.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Do lettura della nota che mi è pervenuta dagli Uffici
a firma del Dirigente generale Barresi e che faccio mia nel suo
contenuto.
Con l'entrata in vigore del Decreto legislativo 29 marzo 2004, n.
102, il legislatore nazionale ha operato una profonda innovazione
nel campo del sostegno pubblico per l'accesso al credito da parte
delle imprese agricole.
Infatti, l'articolo 17 di tale decreto ha previsto che l'ISMEA può
concedere garanzie dirette a fronte di finanziamenti bancari a
medio e lungo termine in favore delle imprese agricole e della
pesca.
La garanzia diretta ISMEA, approvata come regime di non aiuto, con
decisione della Commissione europea n. 643 dell'8 marzo 2006,
assume una valenza particolare ai fini del rispetto delle regole di
Basilea 2, ponderazione zero, ai fini del patrimonio di vigilanza.
Inoltre, ad ulteriore rafforzamento del valore della garanzia
diretta ISMEA, va sottolineato che a fronte degli impegni di ISMEA
SGFA è prevista una garanzia di ultima istanza, da parte dello
Stato, che interverrà in caso di incapacità del garante di
adempiere ad obbligazioni derivanti dall'attività di garanzia.
Per il rilascio di garanzie dirette in favore delle imprese
agricole siciliane è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra
l'Assessorato regionale all'agricoltura e alle foreste e ISMEA.
A tale scopo è stato costituito, nell'ambito del fondo ISMEA, un
fondo segregato da utilizzare esclusivamente per le imprese
siciliani pari a sei milioni di euro, di cui tre milioni destinati
alle imprese vitivinicole e tre milioni a tutte le atre imprese.
Con decreto dirigenziale n. 2589, del 3 agosto 2011, è stato
approvato il protocollo d'intesa G-Card tra Regione siciliana e
ISMEA per l'attività relativa al rilascio in favore delle imprese
agricole della lettera di garanzia denominata G-Card.
La lettera di garanzia denominata G-Card è un preimpegno da parte
dell'SGFA a garantire fino al 70 per cento o 80 per cento per i
giovani agricoltori un finanziamento bancario in favore di un
imprenditore agricolo.
L'importo massimo del finanziamento garantito dalla G-Card è di
250 mila euro.
La G-Card si basa sul principio di tenere svincolati i dati
economici delle imprese da quelle relative al finanziamento e
quindi valutarli preliminarmente al fine di esprimere un primo
livello di rischiosità e, di conseguenza, un primo livello di costo
di garanzia. Tale costo di garanzia è poi aggiustato dalle altre
informazioni legate invece al tipo di operazioni da garantire. I
vantaggi della G-Card sono i seguenti:
1) Distinzione delle due fasi istruttorie. L'imprenditore non deve
più legare la richiesta di una garanzia a un finanziamento, ma può
ottenere un'apertura di garanzia teorica già parzialmente istruita
da ISMEA prima di recarsi in banca per la richiesta di
finanziamento.
2) Conoscenza del prodotto. L'imprenditore non rischia di non
accedere alla garanzia, perché la banca non conosce il prodotto o
le modalità di accesso. E' lui stesso che, presentando la G-Card
ottenuta nei sei mesi precedenti consente alla banca di conoscere
l'opportunità in essere.
3) Trasparenza di condizioni. Una volta ottenuta la G-Card,
l'imprenditore conosce il costo minimo e massimo della garanzia,
con una divergenza che è attualmente del 20%, a seconda degli anni
di durata dell'eventuale finanziamento. Prima di recarsi in banca
quindi già conosce la commissione che gli verrebbe eventualmente
richiesta in caso di rilascio della garanzia.
4) Tempestività. La risposta alla richiesta di G-Card è automatica,
con conferma entro pochi giorni. Da quel momento l'impresa ha sei
mesi di tempo per individuare la banca che gli praticherà le
migliori condizioni per la concessione del finanziamento di cui
necessita.
Sulla G-Card si è basata l'intesa stipulata il 16 febbraio 2012
tra Regione, banche ed assicurazioni, al fine di facilitare
l'esecuzione degli investimenti da parte dei giovani agricoltori
ammessi alla misura 112 del P.S.R. Sicilia 2007/2013. L'assistenza
della G-Card, in uno con l'emissione del decreto di concessione
dell'aiuto per la misura 112 del P.S.R. Sicilia 2007/2013, doveva
creare le basi per un esame delle pratiche più agevole e immediato
da parte del sistema bancario per le seguenti condizioni: potere
finanziare con capitali a ponderazione 0 per Basilea?, presenza di
una garanzia fondante integrativa rispetto ad una reale,
certificazione di un soggetto terzo (SGFA) che concede la garanzia
come da suo ordinamento, nella consapevolezza degli andamenti di
mercato, utilizzando uno strumento business-plan , che garantisce
il sistema bancario.
Da parte delle assicurazioni per le seguenti condizioni:
l'attivazione degli anticipi di contributi attraverso fideiussione
assicurativa in assenza dell'intervento del soggetto bancario
diventa insostenibile, salvo casi di notoria presenza di capitali
del giovane imprenditore, addirittura si può sostenere che il
rilascio della G-Card può essere assimilato ad una sorta di
disponibilità bancaria generica.
Da parte della Regione per le seguenti condizioni: in deroga delle
disposizioni attuali, imporre al giovane beneficiario, nel caso
richieda anticipo contributivo o finanziamento bancario ai
soggetti convenzionati, l'accensione di un conto corrente di
servizio dedicato al progetto di spesa annesso e l'immediata
indicazione della banca su cui appoggiare il contributo
dell'assicurazione prescelta, e di informare questi soggetti per
iniziare l'istruttoria.
Tutte queste iniziative intraprese dalla Regione hanno trovato
scarso riscontro da parte delle banche, le cui motivazioni sono da
ricercare tra: il costo della commissione di garanzia troppo alto,
che comporta un notevole aggravio degli oneri del finanziamento
bancario, la stretta creditizia che ha portato ad una drastica
riduzione dell'offerta di credito da parte delle banche. Su
quest'ultimo aspetto si riportano, di seguito, le considerazioni
dell'osservatorio sul credito agrario di ISMEA, inserite in un
report apposito, riferito all'ultimo quinquennio.
Nel periodo 2007/2012 il credito agrario ha subito un'erosione
media annua di 3 punti percentuali, che sintetizza un andamento
dapprima crescente e quindi negativo a partire dal 2011, questo è
il risultato che emerge dall'analisi dei dati di fonte SGFA
sull'erogazioni bancarie concesse agli operatori agricoli. Tale
evoluzione evidenzia che anche il settore primario ha sofferto del
credit crunch che ha colpito l'Italia a partire dalla fine del
2011, come segnalato dal governatore della Banca d'Italia agli
inizi del 2012.
La stretta creditizia di fatto si stagna in un più ampio e
complesso scenario economico-finanziario, caratterizzato da una
profonda crisi di sistema di difficile soluzione. Cambiano, di
conseguenza, le esigenze finanziarie delle imprese agricole e il
loro fabbisogno di finanziamento esterno. Infatti, se nel periodo
osservato, il credito agrario risulta complessivamente in
flessione per singole componenti, presenta andamenti divergenti:
in crescita la linea di credito di breve periodo, in flessione
quello di medio, pressoché stazionarie quelle di lungo periodo.
Il credito di breve periodo è aumentato perché è cresciuta
l'esigenza di finanziare l'attività ordinaria dell'impresa a
detrimento delle iniziative di investimento. L'analisi territoriale
dei dati mostra poi che dal 2007 al 2012 la flessione del credito
agrario è stata esclusivamente determinata dalle forti contrazioni
avutesi al settore primario, nello stesso periodo, hanno
complessivamente, registrato una crescita. Tali dinamiche
contrapposte, in un contesto nazionale complessivamente negativo
hanno fatto sì che l'importanza relativa delle aree del Nord si
accrescesse a discapito di quelle delle regioni del Centro-Sud.
Rispetto alla data in cui venne depositata la nota, della quale ho
dato lettura, si sono svolti, anche, una serie di incontri
divulgativi, uno per ogni provincia della Regione siciliana, con il
coinvolgimento delle S.O.T.O., Servizi Operativi di assistenza
Tecnica dell'assessorato e delle Organizzazioni di categoria degli
imprenditori interessati, per cercare di svolgere, in modo quanto
più capillare possibile, la necessaria attività divulgativa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole D'Asero per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, il
motivo della interrogazione, che è stata da me presentata, è legato
proprio al significato, in questo particolare momento, di quello
che può essere il principio del polmone, cosiddetto, finanziario in
un momento in cui le aziende muoiono, e particolarmente quelle del
mondo agricolo: la possibilità di utilizzare uno strumento che, di
fatto, esiste ma che, ad oggi, non ha dato risultati diventa
motivo, a mio avviso, di preoccupazione, di impegno e, quindi, di
sollecitazione anche al Governo e anche all'assessore con la sua
sensibilità di carattere professionale.
Il problema qual è, assessore? Che è vero quella che è la
relazione che lei ha letto testé, in cui si evidenziano una serie
di passaggi burocratici ma, mi creda, meramente burocratici perché
il principio secondo il quale nasce questa società finanziaria del
Ministero dell'agricoltura, con cui la Regione si raccorda e,
attraverso questo tipo di iniziativa, viene istituita questa card,
cioè questa possibilità di avere una garanzia di 250 mila euro per
ognuno che ottiene questo documento di carattere finanziario e che,
poi nella sostanza, dopo averlo ricevuto un'azienda pensa e quindi
l'iter burocratico l'assessorato lo ha portato avanti, in porto,
però nella sostanza l'azienda dopo aver ricevuto questa specifica
card si reca presso le banche - con cui sarebbe poi da capire quale
convenzione è stata stipulata - e nella sostanza in Sicilia ancora
la disponibilità da parte delle banche non c'è stata.
Quindi, caro Assessore, nella sostanza siamo in presenza di uno
strumento che ha avuto completato il percorso, che dal punto di
vista burocratico si è definito ma che, nella sostanza, io le
chiedo di fare un'indagine per vedere, in Sicilia, quali sono stati
i casi, atteso che l'assessorato ha già nei decreti ha un suo
registro, quindi ha un suo numero di decreti, che può andare a
verificare chiedendo alle aziende se hanno ottenuto il cosiddetto
affidamento nella misura di 250 mila euro con garanzia da parte
della card quindi della parte della SFT del Ministero
dell'agricoltura. Sostanzialmente, ad oggi non c'è un'azienda che
ha ottenuto un risultato con questa card.
Allora, io dico che c'è bisogno di promuovere una iniziativa, che
le banche che operano sul territorio e che hanno, come dire, anche
per altri versi delle convenzioni con la Regione, che in questo
debbano essere adempienti, devono attivarsi e dare una risposta
perché questo è il modo di fare credito serio e di aiutare le
aziende siciliane. Diversamente, noi abbiamo riempito, lastricato
la strada di buoni propositi ma, nella sostanza, non abbiamo
ottenuto un risultato.
Quindi, io chiedo anche alla Presidenza dell'Assemblea, e sono
sicuro della sensibilità dell'Assessore per l'agricoltura, ma che,
evidentemente, anche noi come Assemblea regionale dobbiamo farci
parte dirigente e ottenere, da questo tipo di intervento, un
riscontro concreto per capire, anche, quali altre possibilità
dobbiamo mettere in movimento perché, a questo punto alla rabbia,
dovuta alla crisi complessiva del comparto dell'agricoltura, che
c'è si aggiunge anche una reazione per questo tipo di inadempienza
che può anche suonare come una provocazione, quindi, come un fatto
negativo a cui noi dobbiamo capire quale risposta e quale
intervento definire.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, si ritiene soddisfatto della
risposta dell'assessore?
D'ASERO. No, momentaneamente insoddisfatto, in attesa di avere da
parte dell'assessore un ulteriore riscontro, per capire realmente
cosa è stato fatto e cosa si potrebbe fare alla luce dei risultati
che, purtroppo, sulla nostra Sicilia non ci sono.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1798 Iniziative
urgenti per tutelare la produzione delle arance rosse di Sicilia ,
a firma dell'onorevole Vinciullo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Sospendo l'Aula per 3 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.06, è ripresa alle ore 17.13)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge voto ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto della Regione siciliana recante
Disposizioni in tema di impignorabilità della prima casa e dei
beni mobili e immobili strumentali all'esercizio di imprese, arti e
professioni e di riforma del sistema di riscossione esattoriale .
(nn. 663-596-771/A)
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede col seguito della discussione del disegno di legge
"Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione siciliana recante Disposizioni in tema di
impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
riforma del sistema di riscossione esattoriale" (nn. 663-596-
771/A), posto al numero 1).
Onorevoli colleghi, in sede di coordinamento del testo, ai sensi
dell'articolo 117, sono stati presentati due emendamenti: il 117.1
e il 117.2, credo già distribuiti.
Invito i deputati componenti della Commissione a prendere posto
al banco assegnato.
Si passa all'emendamento 117.1.
Ieri all'articolo 6 avevamo cambiato esattoriale' con e/o
giudiziario', per cui si è ritenuto opportuno faro lo stesso
all'articolo 2, dopo la parola esattoriale' sono aggiunte le
parole e/o giudiziario', per dare più senso al testo.
Pongo in votazione l'emendamento 117.1.
Il parere del Governo?
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 117.1. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2 all'articolo 9, il periodo da Il
Ministero dell'economia, di concerto' sino alla fine è sostituito
dal seguente comma: Per le finalità di cui al comma 3 bis art. 85
DPR 602/1973, il Ministero dell'economia, sino alla fine'.
Si tratta di un emendamento tecnico all'articolo 9. Il periodo da
Il ministro dell'economia di concerto con quello del Welfare,
entro quaranta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge', va posto al di fuori dell'articolo 85 del DPR
602/1973 e collocato in un comma separato, il comma 2, riferito
all'entrata in vigore della legge che si va ad approvare oggi.
Quindi, è un tecnicismo che gli uffici hanno ritenuto opportuno
apportare e correggere questo articolo.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'Aula terrà seduta mercoledì 8 ottobre, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - COMUNICAZIONI
II - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto della Regione siciliana recante Disposizioni
in tema di impignorabilità della prima casa e dei beni
mobili e immobili strumentali all'esercizio di
imprese, arti e professioni e di riforma del sistema
di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-771/A)
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
2) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
3) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
528/A)
Relatore: on. Anselmo
4) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436
Relatore: on. Cracolici
V - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 300 - Impegno del Governo della Regione in ordine al
diniego di autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonché alla revoca di quelle
già rilasciate.
(6 maggio 2014)
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA - ZITO
N. 312 - Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia.
(4 giugno 2014)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
- PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
ANSELMO - GERMANA'
VII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
RAGUSA - CIRONE
VIII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
IX - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
La seduta è tolta alle ore 17.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Allegato 1:
Risposte scritte ad interrogazioni
ALONGI. «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'economia, all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità, all'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica, all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso
che:
ai sensi della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, e successive
modifiche e integrazioni, ed in particolare dell'art. 19, comma 2
bis, il Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti è
autorizzato ad anticipare risorse finanziarie ai Comuni per la
copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata
dei rifiuti;
la legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, ed in particolare l'art.
45 disciplina le modalità di intervento della Regione siciliana per
il ripianamento dei debiti dei Comuni della Sicilia derivanti
dall'espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti;
considerato che l'accordo programmatico tra la Ragioneria Generale
della Regione siciliana, il Dipartimento regionale dell'Acqua e dei
Rifiuti, l'Autorità d'ambito ATO PA5 Ecologia e Ambiente, i Comuni
di Caccamo e Cefalù, siglato nel marzo 2013, ha previsto che il
Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti 'provvederà ad
emettere provvedimento di impegno e liquidazione a valere sulle
risorse del capitolo 243311 in favore di ogni Comune la cui
richiesta di anticipazione è stata valutata ammissibile e per cui è
stato approvato il piano di rientro';
visto che ancora oggi il Dipartimento considerato non ha emesso
alcun provvedimento in favore dei comuni di Caccamo e Cefalù che, a
loro volta, si erano impegnati a trasferire all'ATO la somma
ricevuta nel più breve tempo possibile e, comunque, non oltre il
termine di giorni 10 dalla data effettiva dì accreditamento e di
disponibilità dell'anticipazione stessa;
per sapere se non ritengano opportuno, alla luce della gravissima
situazione nella quale si continuano a trovare l'ATO PA5 Ecologia e
Ambiente e conseguentemente i comuni dell'area:
avviare, e con speditezza, il pagamento della prima rata di
anticipazione richiesta che si sarebbe dovuta erogare entro il 30
aprile 2013;
istituire un gruppo di monitoraggio costante di tutte le
operazioni finanziarie legate all'accordo programmatico riguardante
sia l'area di pertinenza dell'ATO PA5 Ecologia e Ambiente,
stipulato nel marzo 2013, sia per tutti gli accordi stipulati con
le altre società d'ambito ed i rispettivi Comuni».(1085)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
RISPOSTA. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1085
dell'onorevole Pietro Aloni, relativa a quanto in oggetto, dagli
elementi forniti dal Dirigente Regionale del Dipartimento Regionale
dell'Acqua e dei Rifiuti si rappresenta quanto segue:
-L'articolo 19 della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, e ss.mm.
e ii., e, in particolare, i comma 2 bis e 2 ter, introdotti
dall'art. 11, comma 64, della legge regionale 9 maggio 2012 n. 26
hanno affidato all'Assessorato regionale dell'Acqua e dei Rifiuti
le funzioni di coordinamento delle procedure di liquidazione delle
preesistenti società e consorzi d'ambito, disciplinando le modalità
per il ricorso alle anticipazioni di cui al predetto art. 45 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 che stabilisce le modalità di
intervento della Regione siciliana per il ripianamento dei debiti
dei Comuni della Sicilia derivanti dall'espletamento del servizio
di gestione integrata dei rifiuti autorizzando lo stesso
Dipartimento ad anticipare risorse finanziarie ai Comuni per la
copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata
dei rifiuti;
-La circolare 10 nvembre 2012, n. 2, pubblicata nella G.U.R.S. n.
50 del 23 novembre 2012, con la quale il Dipartimento regionale
dell'Acqua e dei Rifiuti, nell'esercizio dei poteri di
coordinamento affidati ai sensi dell'articolo 19, comma 2 bis della
l.r. n. 9/2010, ha disciplinato le procedure connesse alle
richieste dei Comuni di anticipazione di risorse finanziarie
finalizzate all'estinzione dei debiti relativi all'espletamento del
servizio di gestione integrata dei rifiuti.
-Il Comune di Caccamo, con delibera del Consiglio comunale n. 62
del 18 dicembre 2012, ha richiesto l'anticipazione della somma di
euro 2.376.173,19 per debiti derivanti dal servizio di gestione
integrata dei rifiuti nei confronti dell'ATO PA 5 Ecologia e
Ambiente S.p.A. in liquidazione maturati alla data del 30 giugno
2012 ed ha approvato un piano di riento per pari importo con
rimborso previsto in 10 annualità con rata di euro 237.617,32
ciascuna. Ilo Collegio dei Liquidatori dell'ATO, con verbale del
31/12/2012, ha asseverato che la somma di euro 2.376.173,19
corrisponde al debito residuo del Comune di Caccamo al 30/06/2012
nei confronti della stessa ATO PA 5 Ecologia e Ambiente S.p.A. in
liquidazione.
-Il Comune di Cefalù, con delibera del Consiglio comunale n. 118
del 27 dicembre 2012, ha richiesto l'anticipazione della somma di
euro 4.158.667,54 per debiti derivanti dal servizio di gestione
integrata dei rifiuti nei confronti dell'ATO PA 5 Ecologia e
Ambiente S.p.A. in liquidazione maturati alla data del 31 ottobre
2012 e ha approvato un piano di rientro per pari importo con
rimborso previsto in 20 anni con rate di euro 207.933,38 al lordo
di una precedente anticipazione di cassa erogata dalla Regione
Siciliana per un ammontare di euro 1.458.300,44. Pertanto,
l'anticipazione erogabile è pari alla differenza dei due importi
che ammonta ad euro 2.700.367,10. Il Collegio dei Liquidatori , con
verbale del 31/12/2012, ha asseverato che la somma di euro
2.700.367,10 corrisponde al debito residuo del Comune di Cefalù al
31/10/2012 nei confronti della stessa ATO PA 5 Ecologia e Ambiente
S.p.A. in liquidazione.
-Il Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti, esitate
favorevolmente le richieste dei Comuni di Caccamo e di Cefalù -
anche se quest'ultima subordinata alla rimodulazione del piano di
rientro su base decennale, ha trasmesso - con nota n.4350, del
05/02/2013 - alla Ragioneria Generale l'istruttoria per l'emissione
dei decreti con i quali si approvano i piani di rientro.
-In data 7 marzo 2013, è stato sottoscritto l'Accordo di programma
tra il Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti, il
liquidatore dell'ATO e, tra gli altri, i Sindaci dei Comuni di
Caccano e Cefalù, vistato dal Ragioniere Generale, con il quale si
regolano gli impegni e le attività di ciascuno dei sottoscrittori
ed in particolare con il quale il Dipartimento si è impegnato ad
erogare ai Comuni l'importo richiesto in cinque annualità, a titolo
di anticipazione di cassa.
-Nel trasmettere i decreti di approvazione dei piani di rientro, il
Ragioniere Generale ha condizionato l'erogazione della somma
all'attestazione dell'inesistenza di procedure di dissesto o di pre-
dissesto .
- Con nota n. 6202 del 13/06/2013, prot. N. 24451 del 14706/2013,
la Corte dei Conti ha confermato che i Consigli Comunali di Caccamo
e di Cefalù, hanno presentato piano di riequilibrio finanziario ai
sensi dell'art. 243 bis del T.U.E.L.;
-Con nota prot. 34824 del 10/09/2013, il Dipartimento ha
sollecitato al Ragioniere Generale ed al Servizio XXV un incontro
per la risoluzione del problema e in data 10 e 16 ottobre 2013, lo
stesso Servizio XXV ha convocato un tavolo tecnico finalizzato
all'esame della problematica che ad oggi non ha ancora avuto esito
positivo.
Il Dipartimento, quindi, alla data odierna, per quanto sopra
esposto, non ha emesso il decreto di pagamento delle somme di cui
all'accordo di programma per nessuno di quei Comuni, e quindi, per
quelli di Caccamo e di Cefalù che pur avendo presentato richiesta
di anticipazione, esitata positivamente, abbiano deliberato piano
di riequilibrio finanziario ai sensi dell'art. 243 bis dello stesso
T.U.E.L. non ancora approvato dalle autorità competenti per il
Comune di Caccamo e approvato dalla Corte dei Conti in data
08/05/2014 per il Comune di Cefalù e per il quale si attende
trasmissione documentazione.
Per quanto riguarda le iniziative chieste dall'Onorevole
Interrogante in ordine alle competenze istituzionale degli
Assessori Regionali per le Autonomie Locali, per il Territorio ed
Ambiente, per l'Economia, invitati a fornire elementi utili alla
trattazione, si riferisce che, al oggi, non è pervenuto alcun
elemento di sintesi.
Tanto in risposta all'atto parlamentare in oggetto.
L'ASSESSORE
Dr. Salvatore Calleri
VINCIULLO. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'energia e i servizi di pubblica utilità, premesso che la
questione legata alla raccolta e alla gestione del servizio dei
rifiuti sta determinando un problema per l'igiene pubblica mettendo
a rischio l'intera cittadinanza di Termini Imerese;
la raccolta dei cumuli di rifiuti che nei giorni scorsi hanno
invaso le vie cittadine è avvenuta mediante l'ausilio delle gru;
considerato che la questione determina danni alla salute pubblica
e inefficienza di un servizio di pubblica utilità;
ritenuto che:
la Regione deve indicare con chiarezza e precisione le modalità di
gestione dei rifiuti, atteso che la normativa vigente appare
lacunosa e non organizzata;
si possono creare turbative dell'ordine pubblico;
per sapere se non ritengano opportuno, alla luce delle superiori
considerazioni:
intervenire in ordine alla questione della gestione del servizio
di gestione dei rifiuti a Termini Imerese;
adottare provvedimenti in merito alla regolamentazione del
servizio della gestione del ciclo integrato dei rifiuti in
Sicilia». (1066)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
RISPOSTA. - «Con riferimento all'atto ispettivo parlamentare n.
1066 dell'onorevole Vincenzo Vinciullo, specificato in oggetto, per
il quale lo scrivente è stato delegato a curarne la trattazione,
con riferimento alla relazione fornita dal Commissario
Straordinario dell'Ambitp PA 5 al Dirigente Generale del
Dipartimento dell'Acqua e dei Rifiuti, si rappresenta che:
Ecologia e Ambiente S.p.A. opera nell'ambito PA 5, costituito dai
comuni di Aliminusa, Cacciamo, Campofelice di Roccella,
Castelbuono, Cefalù, Cerda, Collegano, Gratteri, Isnello, Lascari,
Montemaggiore Belsito, Pollina Sciara, Scillato, Termini Imprese e
Trabia ed interessa una popolazione residente complessiva di circa
105.000 abitanti.
Il comune Capofila è il comune di Termini Imprese che, superando i
26.000 abitanti, è il comune più popoloso dell'intero Ambito.
Nel territorio dei comuni costieri, accanto ai centri urbani, sono
presenti nuclei abitativi che si sono costituiti verso la costa e
che comportano un'accentuata presenza di popolazione fluttuante nel
periodo estivo, festivo e nei fine settimana.
Trattandosi in effetti di Comuni il cui territorio è prospiciente
il mare, si ha una forte incidenza della consistenza della
popolazione tra il periodo invernale e quello estivo.
I mesi di maggiore problematica sono i mesi di luglio e agosto,
con punte di popolazione che superano il doppio della popolazione
residente. Con riferimento al periodo cui si riferisce
l'interrogazione, i problemi legati alla stagionalità, sono stati
acuiti dalla grave crisi di liquidità che, determinando ritardo nel
pagamento degli stipendi (con conseguente disagio da parte) e
ritardo nei pagamenti dei fornitori con rallentamento delle
manutenzioni e, in alcuni casi, temporanea sospensione
dell'erogazione del carburante, ha causato evidenti gravi
ripercussioni sul regolare svolgimento del servizio.
La società in ogni caso si è attivata per risolvere nel più breve
tempo possibile le emergenze e, ad oggi, svolge il servizio al
meglio delle proprie capacità».
Tanto in risposta all'atto parlamentare
L'ASSESSORE
Dr. Salvatore Calleri
Allegato 2:
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE VOTO AI SENSI DELL'ARTICOLO 18 DELLO STATUTO
DELLA REGIONE SICILIANA RECANTE DISPOSIZIONI IN TEMA DI
IMPIGNORABILITà DELLA PRIMA CASA E DEI BENI MOBILI E IMMOBILI
STRUMENTALI ALL'ESERCIZIO DI IMPRESE, ARTI E PROFESSIONI E DI
RIFORMA DEL SISTEMA DI RISCOSSIONE ESATTORIALE . (NN. 663-596-
771/A)
Emendamenti presentati ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno:
Emendamento 117.1
All'articolo 2, dopo la parola esattoriale , sono aggiunte e/o
giudiziario .
Emendamento 117.2
All'articolo 9 il periodo da Il Ministero dell'economia, di
concerto sino alla fine è sostituito dal seguente comma:
2. Per le finalità di cui al comma 3 bis, articolo 85 D.P.R.
602/1973, il Ministero dell'economia, di concerto , sino alla fine.