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Resoconto d'Aula della Seduta n. 185 di mercoledì 01 ottobre 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FAZIO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intendono
  approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Alloro,  Forzese,  Milazzo
  Giuseppe,  Raia,  Panarello,  Cascio  Salvatore  e  Lantieri  hanno
  chiesto congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di  pubblica
  utilità

   N. 1066 - Notizie in merito alla gestione del servizio di raccolta
  rifiuti a Termini Imerese (PA).
   Firmatari:Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio
   -  Con  nota  prot. n. 29307/IN.16 del 18/06/2014,  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.

   N.  1085  -  Chiarimenti circa l'applicazione dell'art.  45  della
  legge  regionale n. 11 del 2010 in ordine al piano di rientro degli
  oneri derivanti dalla gestione integrata dei rifiuti.
   Firmatari:Alongi Pietro
   -  Con nota prot. n. 30707/IN.16 del 26 giugno 2013, il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Grasso e Cordaro.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
           Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III punto  dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni  ed  interpellanze  della  rubrica
   Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea .
   E'   stato  già  distribuito,  come  potete  notare,  sui  banchi
  l'allegato all'ordine del giorno della seduta, allegato n. 1,  con
  le interrogazioni. Essendo molte le interrogazioni, l'Assessore mi
  ha  comunicato una lista di interrogazioni pronte già per  l'Aula.
  Ve  le comunico così li seguite  nell'ordine: numeri 52 , 77, 153,
  156,  171,  193,  203, 206 e 232.
   Si  passa  all'interrogazione  numero 52, a firma  dell'onorevole
  Digiacomo.
   Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  77,  dell'onorevole  Assenza,
   Interventi  urgenti  per  l'esercizio dell'attività  della  pesca
  nella provincia di Palermo.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore e per  le  attività
  produttive, premesso che:

   le  avverse  condizioni meteorologiche il 9 dicembre  2012  hanno
  provocato  la  caduta in mare di 12 TIR che si trovavano  a  bordo
  della nave della Compagnia di navigazione Grimaldi;

   l'affondamento  dei  predetti mezzi crea situazioni  di  pericolo
  alla  navigazione e all'esercizio dell'attività  della  pesca  nel
  tratto di mare interessato;

   a  causa dell'affondamento si è determinato l'impigliamento degli
  attrezzi  della pesca a strascico e palangari di fondi  nei  mezzi
  affondati;

   considerato che:

   tale    situazione   determina   l'impossibilità   dell'esercizio
  dell'attività  della  pesca, comparto  produttivo  già  fortemente
  compromesso da una gravissima crisi economica, a causa  dei  mezzi
  semisommersi;

   quindi  le  flotte  di  Palermo,  ed  in  particolare  quelle  di
  Porticello, non possono esercitare la propria attività;

   le attività delle imprese della pesca della provincia di Palermo,
  e  di  Porticello  in  particolare, costituiscono  una  delle  più
  importanti attività economiche della nostra regione;

   ritenuto che:

   occorre fare fronte a tale grave situazione per evitare ulteriori
  pregiudizi all'intera area economica della zona;

   occorre  altresì  intervenire per ripristinare le  condizioni  di
  sicurezza   della  navigazione  nel  tratto  di  mare  interessato
  dall'affondamento dei predetti TIR;

   per sapere:

   se     non    ritengano     opportuno     adottare provvedimenti:
  per      garantire     l'esercizio dell'attività della pesca  alle
  imprese  ittiche  della  provincia  di  Palermo  ed  a  quelle  di
  Porticello   in  particolare;  per  garantire  le  condizioni   di
  sicurezza della navigazione; per garantire un immediato intervento
  in favore delle imprese della Pesca di Porticello;

   gli  atti o i provvedimenti che il Governo della Regione  intenda
  adottare  al fine di rimuovere le condizioni di pericolo derivante
  dai  mezzi  semisommersi e per consentire  il  regolare  esercizio
  dell'attività   della  pesca  nel  tratto  di   mare   interessato
  dall'affondamento.» (77)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  in congedo  per  oggi  l'onorevole
  Vinciullo.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
           Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'assessore  per  fornire  la
  risposta.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.  In  riferimento  all'interrogazione   in   oggetto,
  attraverso   la  quale  si  richiedono  notizie  in  merito   alle
  problematiche conseguenti all'affondamento di Tir stivati a  bordo
  della  nave  traghetto Grimaldi e su eventuali  provvedimenti  per
  garantire  interventi a favore delle imprese operanti nel  settore
  della  pesca nel territorio di Porticello, si rappresenta  che  il
  Dipartimento  degli  interventi per la pesca,  subito  interessato
  dall'assessore Cartabellotta, che all'epoca rivestiva il ruolo, ha
  partecipato,  in  data  11 gennaio 2013, ad un  incontro  tenutosi
  presso  il  Comune di S. Flavia, cui erano presenti rappresentanti
  della  Capitaneria  di  porto  competente  per  territorio,  della
  Grimaldi  Compagnia  di  Navigazione,  dell'ARPA  Sicilia   nonché
  rappresentanti della locale marineria.
   Così come hanno avuto modo di chiarire nel corso dell'incontro  i
  rappresentanti del Dipartimento degli interventi per la Pesca,  il
  richiesto   intervento  ai  sensi  dell'articolo  1  della   legge
  regionale  33/98   interventi straordinari per calamità   non  può
  trovare  applicazione,  non rientrando la fattispecie  dell'evento
  tra quelle prevista dalla normativa richiamata.
   Pur  tuttavia, i rappresentanti del Dipartimento degli interventi
  per la pesca hanno ritenuto di dovere manifestare interesse per le
  eventuali   operazioni  di  rimozione  dei   Tir   affondati   che
  rappresentano,  ancora ad oggi, la vera causa di  interdizione  al
  possibile  sfruttamento  di un'ampia area popolata  dalla  risorsa
  gambero.
   I  rappresentanti  della  Capitaneria di  Porto,  in  conclusione
  dell'incontro, hanno assunto l'impegno a mettere in atto, in tempi
  brevi, ogni utile procedura tendente a rimuovere gli ostacoli  per
  la completa fruizione dell'area da parte della locale marineria.
   L'assessorato  restava  in  attesa,  alla  data  della   risposta
  scritta, per il tramite del Dipartimento degli interventi  per  la
  Pesca,  di  ulteriori  comunicazioni  in  merito  da  parte  della
  Capitaneria  di Porto, assicurando successivamente ogni  ulteriore
  necessario  ed utile intervento. Allo stato gli uffici  non  hanno
  comunicato  aggiornamenti rispetto alla risposta scritta  che  era
  stata depositata.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assenza   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   ASSENZA. Signor Presidente, rispondere  l'1  ottobre 2014 ad  una
  interrogazione depositata il 27 dicembre 2012, capisco che  non  è
  responsabilità dell'attuale assessore, pur tuttavia  significa  in
  pratica  avere  disatteso  quello che  era  un  atto  parlamentare
  importante,  secondo me, ma credo secondo tutti i deputati,  quale
  era  quello  di  un  intervento  sollecito  per  una  vicenda  che
  all'epoca ha allarmato.
   Quindi,  non  posso  che assolutamente dichiararmi  insoddisfatto
  anche  perché  poi  nella sostanza si prende atto  di  avere  solo
  partecipato  ad  una  conferenza di  servizio,  ma  di  non  avere
  adottato nessuna misura al riguardo.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  in congedo  per  oggi  l'onorevole
  Tancredi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
           Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero  153   Interventi
  in  favore  della marineria di Mazara del Vallo ,  a  firma  degli
  onorevoli Musumeci, Ruggirello, Currenti, Formica e Ioppolo.
   Per  assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di  risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  156   Interventi  in   favore
  dell'agricoltura colpita dalla siccità , a firma  degli  onorevoli
  Ioppolo, Musumeci, Currenti, Formica, Ruggirello.
   Per  assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di  risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 171,  a  firma  degli  onorevoli
  Vinciullo, Assenza, Falcone  Iniziative per attivare le  procedure
  di  declaratore dello stato di calamità naturale nella Sicilia sud
  orientale .
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente  e all'Assessore per le risorse agricole ed alimentari,
  premesso  che violente grandinate si sono abbattute sulle  colture
  protette e sugli agrumeti della Sicilia sud-orientale;

   preso  atto che dette grandinate rischiano di portare al collasso
  numerose  aziende agricole già fortemente colpite dalla crisi  che
  da anni si abbatte sul settore primario;

   considerato  che  occorre attivare le procedure  di  declaratoria
  dello  stato di calamità naturale che si è abbattuta sulla Sicilia
  sud-orientale;

   per  sapere  se non ritengano utile, indispensabile e  necessario
  chiedere  all'Ispettorato Regionale dell'Agricoltura di  procedere
  ad  una  quantificazione  certa dei  danni  subiti  dalle  aziende
  agricole  in  modo da attivare tutte le procedure  necessarie  per
  tutelare  quanti abbiano subìto i danni causati dalla grandinata.»
  (171)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea.   Con   la   suddetta  interrogazione,   indirizzata
  all'assessore  pro  tempore,  l'onorevole  interrogante   chiedeva
  notizie  in  merito alle iniziative atte a declamare lo  stato  di
  calamità nelle zone del nostro territorio regionale colpite  dagli
  eventi  climatici sfavorevoli avvenuto il 15 gennaio 2013,  eventi
  che hanno provocato danni alle produzioni vegetali in generale e o
  alle strutture aziendali.
   A  seguito  delle  segnalazioni pervenute  da  parte  di  diverse
  amministrazioni  comunali, il servizio  III  del  dipartimento  ha
  provveduto    immediatamente   a   richiedere   agli   ispettorati
  provinciali   competenti  territorialmente   di   procedere   alla
  quantificazione  dei  danni  cagionati dalla  violenta  grandinata
  finalizzata  a  verificare l'eventuale esistenza  dei  presupposti
  previsti  dalla vigente normativa al fine di attivare le procedure
  declaratorie dello stato di calamità.
   Nello   specifico   sono   stati  interessati   gli   ispettorati
  provinciali di Siracusa, Catania e Caltanissetta.
   Tanto  premesso  si  rappresenta  che   per  poter  attivare  gli
  interventi  compensativi  finalizzati alla  ripresa  dell'attività
  produttiva,  previsti dall'art. 5 del decreto legislativo  n.  102
  del  2004,  risulta  indispensabile che la percentuale  del  danno
  subìto  debba superare la soglia del 30% della normale  produzione
  calcolata mediante una procedura stabilita dai competenti  servizi
  della  Commissione  europea, così come  previsto  dal  regolamento
  della Comunità europea n. 1857 del 2006.
   Inoltre,  ai sensi di quanto disposto dall'articolo 5,  comma  4,
  del  sopra  richiamato  decreto legislativo  n.  102/2004  vengono
  escluse dalle agevolazioni previste dal medesimo articolo i  danni
  alle  produzione  e  alle  strutture assicurabili  secondo  quanto
  disposto dal vigente piano assicurativo agricolo nazionale.
   Tutto  ciò comporta la necessità di considerare sia le produzioni
  che  le strutture potenzialmente assicurabili come non danneggiate
  fin  dal momento della fase di accertamento dei danni, a meno  che
  nel   mercato  assicurativo  non  esistano  polizze  a   copertura
  dell'evento interessato.
   La circolare n. 1, del 19 gennaio 2006, pubblicato nella Gazzetta
  Ufficiale  della  Regione siciliana n. 6,  del  3  febbraio  2006,
  recante  le  disposizioni applicative del decreto  legislativo  n.
  102/2004,  prevede  che  laddove ne  ricorrano  i  presupposti  le
  Regioni,  attuata  la  procedura di delimitazione  del  territorio
  colpito e di accertamento dei danni conseguenti, deliberino  entro
  il  termine  perentorio di 60 giorni dalla cessazione  dell'evento
  dannoso,  nonché  tenendo  conto della natura  dell'evento  e  dei
  danni,  l'individuazione delle provvidenze da concedere fra quelle
  previste dall'articolo 5 e la relativa richiesta di spesa.
   Il suddetto termine potrà essere prorogato di ulteriori 30 giorni
  in  presenza di eccezionali e motivate difficoltà accertate  dalla
  giunta regionale.
   Per   invocare  la  declaratoria  ministeriale  dello  stato   di
  calamità, oltre che il rispetto della tempistica e dei presupposti
  previsti dalla normativa di settore, risulta necessario provvedere
  alla  procedura  di  delimitazione  territoriale  effettuata   dai
  competenti  ispettorati provinciali e, successivamente,  inoltrata
  al   servizio   III   del  dipartimento  che  cura   gli   aspetti
  consequenziali,  sempre che ricorrano tutte  le  condizioni  sopra
  specificate.
   Alla  data  in  cui è stata depositata la risposta  scritta,  gli
  ispettorati   territorialmente  interessati   alla   problematica,
  rappresentata  nell'atto  ispettivo,  non  avevano   ritenuto   di
  trasmettere  le  rispettive proposte di  limitazione  territoriale
  propedeutiche all'attivazione degli eventuali atti consequenziali.
   Rispetto alla data di deposito della risposta scritta va accertato
  che  comunque  i tempi concessi per la deliberazione  di  cui  alla
  circolare  n.  1 del 19 gennaio 2006, sono decorsi  senza  che  sia
  stato emesso il provvedimento relativo.

   PRESIDENTE  .  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assenza  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, potrei riportarmi
  pedissequamente all'intervento di poco fa perché, anche  in  questo
  caso, si tratta di una interrogazione del 18 gennaio 2013. Anche in
  questo caso, il comportamento dell'attuale Assessore, assolutamente
  esente da qualsiasi responsabilità a riguardo, però è giusto  dirlo
  e  debbo  purtroppo rilevare che anche in questo caso  non  abbiamo
  nemmeno avuto la possibilità di sapere se gli uffici preposti hanno
  eseguito gli accertamenti del caso e se quella percentuale  del  30
  per   cento   di  produzione  compromessa,  come  gli   agricoltori
  interessati  all'epoca avevano segnalato, fosse stata  segnalata  o
  meno. Da qui ne consegue la mia insoddisfazione sulla risposta.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è in congedo  per  la  seduta  odierna
  l'onorevole Malafarina.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Riprende lo svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
      Rubrica  Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  193   Iniziative  a
  sostegno  della zootecnia siciliana e degli allevatori del comparto
  lattiero-caseario ,  degli  onorevoli  Vinciullo  e  Falcone.   Per
  assenza   dall'Aula  dei  firmatari,  l'interrogazione  si  intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 203  Interventi finalizzati  alla
  salvaguardia   del  territorio  del  patrimonio  boschivo ,   degli
  onorevoli Ioppolo, Musumeci, Currenti, Formica e Ruggirello.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole  e  alimentari, premesso che appare ormai inderogabile  un
  intervento  legislativo organico finalizzato alla salvaguardia  del
  territorio  e  del  patrimonio boschivo,  forestale  ed  ambientale
  dell'Isola, anche dopo i recenti devastanti disastri nel Messinese;

   tenuto  conto  che il disegno di legge d'iniziativa  popolare  sul
  riordino  del comparto forestale, presentato il 19 marzo 2012,  può
  costituire  una  valida base di discussione e di  confronto,  anche
  perchè attribuisce nuove competenze a quelle stabilite dalla  legge
  regionale n. 14 del 2006 e prevede l'utilizzo del personale già  in
  organico,  a vario titolo, all'Azienda e all'Ispettorato forestale,
  che   verrebbe  per  intero  assunto  a  tempo  indeterminato,  col
  risultato   che  la  Regione  metterebbe  a  profitto   consolidate
  competenze a fronte di una spesa ridotta;

   considerato  che  il  predetto  disegno  di  legge,  promosso  dai
  cittadini,  è  già  stato  esitato nella scorsa  Legislatura  dalle
  Commissioni   parlamentari  Attività  produttive  e  Territorio   e
  ambiente,  e che, in questa legislatura, è stato recuperato  il  10
  gennaio per disposizione del Presidente dell'Ars;

   per sapere:

   quale  posizione  intenda  assumere il  Governo  in  relazione  al
  disegno  di  legge  di  iniziativa  popolare  sul  'Riordino  della
  legislazione  ed  acquisizione di nuove competenze nell'ambito  del
  comparto agro-forestale-ambientale. Modifiche ed integrazioni della
  legge regionale 14 aprile 2006 n.14';

   se  ritengano  di  dover proporre soluzioni alternative,  comunque
  finalizzate  a  far  fronte alla duplice emergenza  legata  sia  al
  dissesto  idrogeologico del territorio, alla tutela del  patrimonio
  boschivo, forestale ed ambientale della Sicilia e sia all'annoso ed
  insoluto rapporto con i lavoratori forestali stagionali». (203)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   REALE, assessore per l'Agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea.  Con  l'interrogazione n. 203 del  24  gennaio  2013,
  indirizzata  all'Assessore pro-tempore, gli onorevoli  interroganti
  chiedono   notizie   in  merito  a  interventi   finalizzati   alla
  salvaguardia del territorio e del patrimonio boschivo e per sapere,
  in particolare, se è intendimento del Governo assumere quale valida
  base  di  discussione e confronto il disegno di legge di iniziativa
  popolare   Riordino  della legislazione  e  acquisizione  di  nuove
  competenze  nell'ambito del comparto agro-forestale  e  ambientale.
  Modifiche ed integrazioni della legge regionale 14 aprile 2006,  n.
  14 ,  presentato  il 19 marzo 2012 ed esitato per l'Aula  dalla  IV
  Commissione  legislativa nella scorsa legislatura e su disposizione
  del    Presidente   dell'Assemblea   regionale   siciliana   novato
  all'attenzione della legislatura in corso.
   In    ordine   all'argomento   oggetto   dell'interrogazione,   si
  rappresenta   che  gli  uffici  di  diretta  collaborazione   dello
  scrivente,  il Dipartimento aziende regionali e foreste  demaniali,
  stanno  attualmente predisponendo una proposta di disegno di  legge
  da   sottoporre   all'apprezzamento  della  Giunta  di  Governo   e
  successivamente all'Assemblea regionale siciliana che, pur  tenendo
  conto   delle   linee   fondamentali,  è  di   parte   apprezzabile
  dell'articolato  del  decreto  di  iniziativa  popolare  richiamato
  nell'interrogazione  cui  si risponde, presente  in  considerazione
  della  sopravvenuta emergenza legata al dissesto idrogeologico  del
  territorio,  alla  tutela  del patrimonio  boschivo,  forestale  ed
  ambientale,  nonché  alle  difficoltà di carattere  finanziario  ed
  ulteriori integrazioni.
   Rispetto  alla data di deposito della risposta scritta, può  dirsi
  che   in  questo  momento  il  disegno  di  legge  fu  poi  esitato
  dall'Assessorato,  sottoposto  all'apprezzamento  della  Giunta   e
  dovrebbe trovarsi nelle competenti Commissioni legislative.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Ruggirello si ritiene  soddisfatto  della
  risposta?

   RUGGIRELLO. Sì, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 206   Interventi  per
  favorire la razionalizzazione e l'unificazione degli enti regionali
  preposti   alla  ricerca  e  all'assistenza  tecnica  del  comparto
  zootecnico  , degli onorevoli Vinciullo, Assenza e Falcone.
   Ne do lettura:

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  risorse
  agricole  e alimentari, all'Assessore per la famiglia, le politiche
  sociali e il lavoro e all'Assessore per l'economia, premesso che:

   l'Associazione Regionale Allevatori della Sicilia opera da 60 anni
  e  svolge,  per  conto  della U.E., dello  Stato  e  della  Regione
  siciliana,  vari  progetti articolati e complessi  sotto  forma  di
  programmi a favore del comparto zootecnico;

   l'Associazione  Regionale  Allevatori  della  Sicilia,  alle   cui
  dipendenze  operano  156 lavoratori (tecnici agronomi,  veterinari,
  agrotecnici,  periti agrari ed amministrativi), si articola  in  un
  ufficio regionale, nove uffici provinciali e venti recapiti zonali,
  coprendo così tutto il territorio regionale;

   preso  atto  che  l'attività  svolta  dall'Associazione  Regionale
  Allevatori  della Sicilia per conto del Ministero  delle  Politiche
  Agricole e dell'Assessorato delle Risorse Agricole Alimentari della
  Regione siciliana è la seguente:

   tenuta  dei  libri  genealogici, registri anagrafici  e  controlli
  funzionali;

   consulenza  tecnica,  miglioramento  qualità  latte  e   formaggi,
  servizio  controllo impianti di mungitura, fiere  e  manifestazioni
  zootecniche;  premi  miglioramento  zootecnico,  Regolamenti  U.E.;
  qualità  latte (Regolamento CE 73/2009 art. 68); marcatura bestiame
  (L.R. 33/97 art. 57); anagrafe bestiame (D.M. 31.01.2002 art.  14);
  incenerimento   carcasse   (L.R.   20/2010);   divulgazione   della
  fecondazione  artificiale  (L.  30/1991);  affidamento   tori   per
  stazione  di  monta  pubblica; programma di miglioramento  genetico
  Scrapie ovini; tipicizzazione formaggi e carni (riconoscimento  DOP
  e   Consorzi   di   tutela);  organizzazione  di   produttori   (ex
  associazioni  di  produttori); etichettatura carne bovina  Eti-Aia;
  tracciabilità  e  sicurezza  alimentare  dei  prodotti   zootecnici
  (adesione  disciplinare  Italia-Alleva);  formazione  allevatori  e
  tecnici, anagrafe equidi;

   tenuto  conto  che  sono  circa 4000  gli  allevamenti  zootecnici
  siciliani  aderenti  all'ARAS con un patrimonio  di  circa  100.000
  bovini, 600.000 ovi-caprini, 25.000 suini, oltre 15.000 equidi, per
  un fatturato accertato di oltre 250 milioni di euro;

   visto che:

   con  legge  regionale n. 12 del 1989, art. 6, la Regione siciliana
  si  impegna alla copertura finanziaria ed alla vigilanza  sui  vari
  progetti svolti dall'ARAS;

   con  legge regionale n. 39 del 1997, art. 57, la Regione siciliana
  si  avvale  dell'ARAS per l'attuazione e l'avvio delle attività  di
  identificazione del bestiame e l'assistenza tecnica agli allevatori
  siciliani;

   con  legge  regionale n. 20 del 2010 la Regione  siciliana  affida
  all'ARAS l'incenerimento delle carcasse animali;

   con  legge regionale n. 33 del 1996, con l'art. 15 veniva previsto
  l'accorpamento delle funzioni, del personale, delle  sedi  e  delle
  attrezzature  dell'Associazione Regionale Allevatori della  Sicilia
  all'Istituto Sperimentale Zootecnico Sicilia;

   considerato che:

   l'Associazione  Regionale Allevatori della Sicilia è  riconosciuta
  come Ente partecipato e vigilato della Regione siciliana, così come
  si  evince  dalla legge regionale n. 20 del 2010 sull'incenerimento
  delle carcasse animali;

   l'attività zootecnica della Sicilia viene supportata dalle Facoltà
  di Agraria di Palermo e Catania, Facoltà di Medicina Veterinaria di
  Messina,   dall'Istituto  Sperimentale  Zootecnico  della  Sicilia,
  dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale;

   pertanto,  sulla base delle superiori considerazioni e  alla  luce
  dell'approvazione  da  parte dell'Assemblea Regionale  della  legge
  regionale  n. 12 del 1989 e della legge regionale n.  33  del  1996
  (art. 15);

   per sapere:

   quali  misure  intendano  adottare  per  snellire  e  rendere  più
  razionale l'assistenza agli allevatori siciliani;

   se  abbiano  intendimento  di unificare  gli  enti  siciliani  del
  comparto  agricolo  che  si  occupano  di  ricerca  scientifica  ed
  assistenza tecnica nel comparto zootecnico: Associazione  Regionale
  Allevatori     Sicilia     (assistenza      tecnica, certificazioni
  delle  produzioni  per  accedere  alle  misure  regionali,  P.O.R.,
  P.S.R.)  ed Istituto Zootecnico Sperimentale della Sicilia (ricerca
  scientifica),  creando così un unico soggetto  che  si  occupi  del
  comparto   zootecnico,   eliminando  sprechi   e   ottimizzando   e
  migliorando i servizi agli allevatori della Sicilia». (206)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   REALE, assessore per l'Agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea.  Con  l'interrogazione n. 206 del  25  gennaio  2013,
  indirizzata all'assessore pro-tempore, l'onorevole interrogante  ha
  chiesto   notizie  in  merito  agli  interventi  per  favorire   la
  razionalizzazione  e l'unificazione degli enti  regionali  preposti
  alla ricerca e assistenza del comparto zootecnico.
   In  ordine  all'argomento oggetto di interrogazione, il  dirigente
  generale   del  Dipartimento  interventi  strutturali   cui   hanno
  demandato   la  competenza,  ha  rappresentato  che  l'associazione
  regionale  Allevatori della Sicilia, in sigla ARAS, non è  un  ente
  partecipato  e/o  sottoposto a tutela  e  vigilanza  della  Regione
  siciliana,  ma una persona giuridica privata legalmente  costituita
  il  3  marzo  1950 e riconosciuta con decreto del Presidente  della
  Regione  n.  94/A  del 27 maggio 1952, dotato di propri  organi  di
  amministrazione e di controllo tra cui componenti, relativamente  a
  quest'ultimo, lo Statuto ne prevede uno con funzioni di  Presidente
  designato   dall'Assessore  regionale  delle  risorse  agricole   e
  alimentari.
   Sull'ente  in questione, da parte dell'Amministrazione  regionale,
  non  viene  esercitata una tutela e/o vigilanza, bensì un controllo
  specifico  sull'utilizzo  dei fondi  che  vengono  erogati  per  la
  realizzazione di attività previste da diverse normative regionali e
  statali.
   L'amministrazione regionale, infatti, circoscrive la propria sfera
  di  controllo  all'ambito di attuazione della  legge  regionale  18
  maggio 1996, n. 33, che nel modificare la legge regionale  5 giugno
  1989,  n.  12,  ha previsto, per lo svolgimento delle  attività  di
  selezione del bestiame, per la tenuta dei libri genealogici, per  i
  controlli funzionali e l'assistenza tecnica agronomico-veterinaria,
  che   l'Istituto  sperimentale  zootecnico  per  la  Sicilia  possa
  stipulare   apposite   convenzioni  con  l'Associazione   Regionale
  Allevatori    della   Sicilia,   da   sottoporre   all'approvazione
  dell'Assessore regionale delle risorse agricole e alimentari; ed in
  egual  guisa,  all'ambito  di attuazione della  legge  regionale  5
  ottobre 2010, n. 20, che nel modificare la legge regionale 9  marzo
  2005,  n.  3,  ha  previsto, per la gestione  delle  operazioni  di
  eliminazione  delle carcasse di animali di varie specie,  morti  in
  allevamento  o  abbandonati,  che la  stessa  possa  essere  svolta
  dall'ARAS, previa stipula di apposita convenzione con l'assessorato
  regionale   delle   risorse   agricole   ed   alimentari,   sentito
  l'assessorato regionale della salute.
   Ciò,  di fatto, esclude qualunque possibilità, per evidenti motivi
  di  natura  giuridica, che nell'ambito del processo di fusione  e/o
  incorporazione dell'Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia
  e  dell'Istituto  di  incremento ippico  di  Catania,  avviato  con
  l'approvazione della delibera n. 4 dell'8 gennaio 2013,  la  Giunta
  di   Governo,   su   proposta  dello  scrivente,  in   applicazione
  dell'articolo  24, della legge regionale n. 10/1999,  possa  essere
  ricompresa l'ARAS.
   Rispetto  alla data in cui è stata depositata la risposta  scritta
  all'interrogazione, è aggiornato il nome dell'assessorato regionale
  che  non  è  più  Risorse agricole ed alimentari , ma  Agricoltura,
  sviluppo rurale e pesca mediterranea .
   Vi  è  da  dire che l'ARAS è stato commissariato dall'Associazione
  italiana  degli  allevatori,  che  è  l'ente  che  ne  esercita  la
  vigilanza sopra l'associazione regionale allevatori della  Sicilia,
  che,  attualmente,  quindi,  è condotta  non  da  un  consiglio  di
  amministrazione, ma da un commissario nominato dall'AIA.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assenza,   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   ASSENZA. Signor Presidente, l'Assessore ha relazionato in merito a
  qual   è  l attuale  situazione  e,  in  effetti,  la  problematica
  dell'ARAS,  poi, ricorre ad ogni finanziaria e, solo  in  extremis,
  siamo riusciti ad assicurare il minimo vitale di sopravvivenza  per
  questa associazione benemerita che è un ente, comunque, controllato
  dalla Regione.
   Quello che vorremmo sapere, e speriamo che nei prossimi giorni,  o
  quanto  meno  mesi,  ma  entro breve tempo, finalmente,  si  faccia
  chiarezza  al  riguardo é qual è il progetto di questo  Governo  in
  ordine  alla  riorganizzazione complessiva degli  enti  a  supporto
  degli  allevatori  e della zootecnia siciliana, che  costituiscono,
  anche  in  periodo  di assoluta crisi,  quale quella  attuale,  una
  delle risorse sulle quali puntare per cercare di riscattarci.
   In   questo   senso,  mi  permetto  sollecitare  l'Assessore   per
  l'agricoltura,  al  più presto, a concretizzare  quale  sia  questa
  intenzione  governativa   al riguardo, se  effettivamente  si  deve
  passare tutti sotto l'egida dell'Istituto zootecnico regionale,  se
  vi  sia  qualche  altra soluzione, ma cerchiamo di fare  uscire  da
  questa situazione di assoluta incertezza sia i dipendenti dell'ARAS
  sia,  soprattutto, le aziende zootecniche siciliane  che  aspettano
  lumi al riguardo.
   Conseguentemente,    non    posso,   assolutamente,    dichiararmi
  soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n.  232   Interventi  in
  favore delle aziende agricole siciliane , degli onorevoli Musumeci,
  Ruggirello, Currenti, Formica e Ioppolo.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  regionale  per  le
  risorse  agricole  e  alimentari, premesso  che  l'agricoltura,  in
  Sicilia,  è  sempre  stata  uno  dei cardini  dell'intera  economia
  regionale,  con  migliaia  di  operatori  e  centinaia  di  aziende
  impegnate giornalmente nella coltivazione e produzione di  prodotti
  di altissima qualità;

   considerato che:

   il  settore  agricolo siciliano sta attraversando uno dei  periodi
  più devastanti degli ultimi anni;

   i   dati  sull'annata  agraria,  pubblicati  dalla  Confederazione
  Italiana  Agricoltori, sono impressionanti: se, per  un  verso,  la
  produzione agricola è in calo del 2% causando un ribasso dei prezzi
  all'origine del 3-4%, con una riduzione degli investimenti del 3,5%
  ed  una contrazione del 6-7% dei redditi dei produttori, di contro,
  i costi di produzione sono in aumento di un buon 4-5%;

   come  se  tale realtà non fosse già altamente drammatica, a  tutto
  questo   si   deve  aggiungere  l'aumento  costante   degli   oneri
  contributivi e burocratici che mettono definitivamente in ginocchio
  l'intero settore agricolo;

   appare  evidente  che  tale situazione,  senza  nessun  intervento
  economico  da  parte  delle Istituzioni, porta  inesorabilmente  al
  collasso   dell'intero  settore  agricolo,  con  gravi  e   pesanti
  ripercussioni sull'intero sistema sociale e lavorativo  dell'intera
  Isola;

   ritenuto  che  è  dovere  della  Regione  promuovere,  in  maniera
  congrua,  misure  ed incentivi atti a tutelare i  lavoratori  e  le
  aziende  agricole siciliane perché, senza agricoltura,  la  Sicilia
  sarebbe   destinata   al   crollo   economico   con   ripercussioni
  inimmaginabili;

   per sapere:

   quali iniziative, immediate e straordinarie, intendano adottare al
  fine  di assicurare continuità ad un settore, come quello agricolo,
  strategico per l'intera economia siciliana;

   se non ritengano improcrastinabile dichiarare lo stato di calamità
  per l'intero settore agricolo siciliano». (232)

   Ha facoltà di parlare l'Assessore  per fornire la risposta.

   REALE, assessore per l'agricoltura, per lo sviluppo rurale  e  per
  la  pesca mediterranea. Con l'interrogazione n. 232 del 29  gennaio
  2013,    indirizzata   all'assessore   pro   tempore,   l'onorevole
  interrogante chiedeva notizie in merito agli interventi  in  favore
  delle aziende agricole siciliane.
   In ordine all'argomento, oggetto dell'interrogazione, il dirigente
  generale del Dipartimento Interventi strutturali cui è demandata la
  competenza,  ha rappresentato che il decreto legislativo  29  marzo
  2004,  n.  102,  nel  testo modificato dal decreto  legislativo  18
  aprile 2008 n. 82, prevede l'istituzione di un Fondo di Solidarietà
  Nazionale,  avente lo scopo di promuovere principalmente interventi
  di  prevenzione per far fronte ai danni alle produzioni agricole  e
  zootecniche, alle strutture aziendali, agli impianti produttivi  ed
  alle  infrastrutture  agricole,  nelle  zone  colpite  da  calamità
  naturali o eventi eccezionali.
   Per le finalità sopra menzionate il Fondo di Solidarietà Nazionale
  interviene con diverse tipologie di intervento e precisamente:
   1) mediante  interventi compensativi esclusivamente  nel  caso  di
       danni a produzioni, strutture e impianti produttivi non inseriti
       nel Piano assicurativo agricolo annuale, finalizzati a favorire la
       ripresa economica e produttiva delle imprese agricole danneggiate
       da eventi calamitosi, nonché da avverse condizioni atmosferiche,
       prevista dagli orientamenti comunitari;
  2) mediante misure volte ad incentivare la stipula di contratti
  assicurativi ed in particolare attraverso la concessione di un
  contributo fino all'80 per cento del costo dei premi per contratti
  assicurativi che prevedono un risarcimento qualora il danno sia
  superiore al 30% della produzione;
  3) mediante interventi di ripristino delle infrastrutture connesse
  all'attività agricola, tra cui quelle irrigue, compatibilmente con
  le esigenze primarie delle imprese agricole.
   Dall'applicazione della normativa nazionale ne  consegue  che  non
  risulta  possibile  indennizzare  gli  imprenditori  agricoli  o  i
  lavoratori, mediante la corresponsione di contributi, in assenza di
  una   declaratoria  che,  nella  fattispecie,  viene   riconosciuta
  soltanto nei casi di avversità, paragonabili alla calamità, che nel
  caso in specie risulta cagionata da una congiuntura sfavorevole dal
  punto di vista economico e non causata da condizioni naturali.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Ruggirello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   RUGGIRELLO. Mi ritengo soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  335   Interventi  a
  difesa dei produttori di limoni , a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, anche se è  a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo,  sicuramente è un caso che interessa  il  territorio  di
  Catania.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, si procede in base al Regolamento,
  con risposta scritta.

   Si  passa all'interrogazione n. 347  Notizie sull'erogazione degli
  stipendi ai lavoratori forestali  , a firma dell'onorevole Falcone.
   Per assenza dall'Aula del  firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa   alle   interrogazione  n.  426   Notizie   sull'esito
  dell'ordine  del giorno n. 717, approvato dall'Assemblea  regionale
  siciliana  in data 13 giugno 2012, avente ad oggetto l'accordo  UE-
  Marocco  in  tema  di  sgravi doganali  ,  a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo.
   Per assenza dall'Aula del  firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione  n. 451  Interventi finalizzati  alla
  rimozione  delle ceneri e lapilli vulcanici nella fascia etnea ,  a
  firma dell'onorevole Raia.
   Per assenza dall'Aula del  firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n.  530 Iniziative  a  tutela  della
  produzione  siracusana  di patate novelle  a  rischio  di  fenomeni
  speculativi  per  la commercializzazione di tuberi  di  provenienza
  nordafricana , a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Per assenza dall'Aula del  firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  n.   565   notizie  sull'importanza
  illegale  di  pomodoro cinese a danno dei produttori siciliani  del
  comparto , a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Per assenza dall'Aula del  firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  n.   576   Notizie  sulla  mancata
  attuazione dell'articolo 11, comma 2, della legge regionale  n.  25
  del  2011 concernente la lotta alla fitopatia CTV degli agrumi ,  a
  firma dell'onorevole Vinciullo.
   Per assenza dall'Aula del  firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Interrogazione  n. 673  Chiarimenti circa la mancata  formulazione
  della  graduatoria dei progetti di cooperazione di cui alla  misura
  421 del PSR Sicilia , a firma dell'onorevole Ferrandelli.
   Per assenza dall'Aula del  firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 793,  a  firma  degli  onorevoli
  Ruggirello,  Sammartino,  Sudano,  Leanza,  Lentini  e  Nicotra,
  Chiarimenti  in  merito al parere negativo espresso  dal  Direttore
  della riserva naturale orientata  Zingaro  in ordine alla richiesta
  di rinnovo di concessioni .
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   l'art.   8   del  Regolamento  della  riserva  naturale  orientata
  'Zingaro', pubblicato sulla GURS n. 34 il 6/08/1988, stabilisce che
  la gestione del centro-visita e dei servizi di assistenza turistico-
  culturale può essere affidata dall'ente gestore, previo nulla  osta
  dell'Assessorato  Territorio  e  Ambiente,  sentito  il   Consiglio
  regionale   per   la   protezione  del  patrimonio   naturale,   ad
  associazioni  naturalistiche o a cooperative che  abbiano,  tra  le
  finalità statutarie, lo svolgimento di tali attività;

   considerato che:

   il   legislatore  regionale  interviene,  con  apposita  modifica,
  sull'articolo  21  della  l.r. n. 98 del 6 maggio  1981,  inserendo
  l'art.21/bis - Servizi per il pubblico nelle riserve, in cui:

   al   comma   1,   si   legittima,   all'interno   delle   riserve,
  l'istituzione  di  servizi  di  assistenza,  di  ricettività  e  di
  ospitalità per il pubblico, tra cui servizi di parcheggio per auto,
  moto  e  camper  e  servizi di caffetteria, di  ristorazione  e  di
  guardaroba;

   al  comma  3,  si  chiarisce che 'l'assessorato regionale  per  il
  territorio e l'ambiente, sentiti i gestori delle Riserve, individua
  con decreto, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della norma  e,
  per gli anni seguenti, entro il 30 gennaio di ogni anno, le aree ed
  i  manufatti  da affidare per la gestione dei servizi  suddetti,  i
  canoni  e  le  modalità di affidamento ed i criteri di  valutazione
  comparativa  dei progetti, di cui al comma 4, nonché  le  eventuali
  forme  di cofinanziamento a valere su fondi regionali, nazionali  e
  comunitari';

   al  comma  4,  si  autorizza l'assessorato  per  il  territorio  e
  l'ambiente, ad emanare uno o più bandi di gara, per l'erogazione di
  servizi  aggiuntivi  al  pubblico a  pagamento,  all'interno  delle
  Riserve naturali;

   rilevato che:

   l'Assessore  regionale per le risorse agricole  e  alimentari  non
  ha,  ad  oggi, emanato alcun decreto per individuare le aree  ed  i
  manufatti da affidare in gestione;

   l'Assessore  regionale per le risorse agricole  e  alimentari,  lo
  scorso   3/4/2013,  ha  trasmesso  una  direttiva  al  Dipartimento
  generale   Foreste  Demaniali,  in  merito  all'affidamento   della
  gestione dei servizi di fruizione nelle riserve naturali, in cui si
  invita  a sollecitare gli Uffici periferici a diramare le opportune
  disposizioni,  al fine di garantire la continuità  dei  servizi  di
  assistenza,   ricettività  ed  ospitalità,   già   affidati   nella
  precedente  stagione, all'interno delle riserve  naturali  gestite,
  mediante  il  rinnovo  delle varie autorizzazioni  e/o  concessioni
  stagionali rilasciate, ove richiesto;

   tenuto  conto  che  a  seguito di predetta direttiva,  sono  state
  presentate  due istanze dalla ditta cooperativa 'La Giummara',  con
  sede  a  Castellammare del Golfo, per il rinnovo della  concessione
  sul  suolo  demaniale  della riserva, per la  collocazione  di  due
  chioschi  destinati  alla  vendita di  gadget,  nonché  al  rinnovo
  dell'autorizzazione all'esercizio di due parcheggi  stagionali,  in
  C.da  Mazzo  di Sciacca, su area privata, e sita in area  marginale
  alla Riserva, a cui il Direttore della Riserva medesima ha espresso
  parere negativo;

   per  sapere come il Governo regionale intenda procedere in  merito
  alle  istanze presentate, nel rispetto della normativa  vigente  e,
  altresì, quali siano le motivazioni riconducibili alle due  istanze
  medesime con mancato rinnovo delle concessioni.» (793)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'assessore  per  fornire  la
  risposta.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea.   Con   la   suddetta   interrogazione,   l'onorevole
  interrogante  chiedeva  chiarimenti in merito  al  parere  negativo
  espresso  dal Direttore della Riserva naturale orientata   Zingaro
  in ordine alla richiesta di rinnovo di concessioni.
   In  ordine all'argomento oggetto dell'interrogazione e richiamando
  quanto rappresentato in proposito dal Dipartimento preposto e  cioè
  il Direttore della Riserva, si rappresenta quanto segue.
   Le  attività  legate  esclusivamente  alla  fruizione  delle  aree
  protette  andrebbero  previste dagli strumenti pianificatori  delle
  stesse  nelle  zone   B ,  previste  ai  sensi  dell'ultimo   comma
  dell'articolo   7   della  Legge  regionale  98/81   e   successive
  modificazioni ed integrazioni.
   La  Riserva Naturale Orientata dello Zingaro è costituita soltanto
  dalla zona A) e priva della zona di pre-riserva o zona B).
   Qualora  esistesse la zona B) ci si dovrebbe attenere che in  tale
  area   vanno   previste   iniziative   idonee   a   promuovere   la
  valorizzazione delle risorse locali, con particolare riguardo  alle
  attività   artigianali,   silvo-pastorali,   zootecniche   e   alla
  lavorazione  dei relativi prodotti, nonché le attività  ricreative,
  turistiche e sportive.
   In  ogni  caso, si evidenzia quanto disposto dalla legge regionale
  n.  26,  articolo 11 e 21 bis, nonché gli obblighi  in  materia  di
  appalti  pubblici e quanto contenuto nelle delibere  di  Giunta  n.
  451,  del 30 novembre 2012, e n. 5, dell'8 gennaio 2013, che  fanno
  obbligo  all'Amministrazione  di  emanare  bandi  pubblici  dandone
  massima  diffusione  e  trasparenza  per  la  determinazione  degli
  affidamenti  dei servizi, escludendo tassativamente le modalità  di
  affidamento diretto ai singoli soggetti richiedenti.
   Si  rappresenta  che  tra i compiti istituzionali  della  gestione
  della   riserva,  riveste  un'importanza  notevole  l'attività   di
  conservazione dei coltivi tradizionali e delle attività artigianali
  praticate storicamente nell'area protetta, come previsto dal  piano
  di  zonizzazione  di  massima  e  dal  regolamento  concernente  le
  modalità  d'uso  e  l'elenco  dei  divieti  relativi  alla  Riserva
  Naturale Orientata dello Zingaro, giusto decreto dell'Assessore per
  il territorio e l'ambiente del 9 maggio 1988, n. 647.
   I  prodotti artigianali realizzati all'interno dell'area protetta,
  vengono  concessi  ai fruitori della riserva presso  due  strutture
  adibite  a tale scopo e gestiti direttamente dalla Direzione  della
  Riserva dello Zingaro, utilizzando la manodopera specializzata  dei
  lavoratori forestali qualificati.
   La  concessione di tali prodotti partecipa, insieme all'erogazione
  dei   ticket   d'ingresso,  alle  attività  ed   alla   concessione
  giornaliera  dei bivacchi ad incrementare le entrate  del  bilancio
  regionale.
   In   ultimo,   si  rileva  che  sull'attività  in  oggetto,   sono
  intervenute  negli  ultimi  tempi delle  disposizioni  normative  e
  regolamentari, quali ad esempio la legge regionale n. 26 del  2012,
  tendenti  ad  ottenere degli introiti per le  casse  regionali  dai
  servizi offerti per il pubblico nelle riserve naturali.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Ruggirello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   RUGGIRELLO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 954  Notizie  sull'ARAS
  (associazione   regionale  allevatori   di   Sicilia) ,   a   firma
  dell'onorevole Vinciullo.
   Per assenza dall'Aula del  firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione n. 1537  Interventi utili a prevenire
  in   Sicilia  la  diffusione  della  xylella  fastidiosa,  batterio
  patogeno , a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Per assenza dall'Aula del  firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  n.  1541,  a  firma  dell'onorevole
  D'Asero,   Interventi finalizzati alla divulgazione  della  lettera
  di   garanzia  G-CARD destinata all'agevolazione del credito per le
  imprese agricole in Sicilia.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore  per  l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la  pesca
  mediterranea, premesso che:

   l'art.   17  del  Decreto  Legislativo  29  marzo  2004,  n.   102
  attribuisce  all'Istituto  di  servizi  per  il  mercato   agricolo
  alimentare (ISMEA) il compito di effettuare interventi di garanzia,
  controgaranzia  e  cogaranzia  al fine  di  favorire  l'accesso  al
  mercato  del credito da parte delle imprese agricole; a  norma  del
  comma 5, è stato approvato, con Decisione della Commissione Europea
  C(2006)643  dell'8 giugno 2006, il regime relativo al  rilascio  di
  garanzie;

   in  data  20/11/2005,  veniva  sottoscritta  una  convenzione  tra
  l'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste e  l'ISMEA
  per  favorire l'accesso al credito da parte delle imprese  agricole
  del  territorio  siciliano  e  il conseguente  Protocollo  d'intesa
  stipulato  in Roma, in data 14/07/2011, tra la Regione siciliana  -
  Assessorato  delle  risorse agricole ed alimentari  -  Dipartimento
  Interventi   Strutturali   per   l'Agricoltura   e   l'ISMEA    per
  l'attivazione, appunto, dello strumento della Lettera di  Garanzia,
  denominata G-CARD;

   considerato  che  a  seguito della firma  del  protocollo  di  cui
  sopra,  la Regione siciliana si impegnava ad avviare sul territorio
  ogni valida iniziativa per la diffusione della conoscenza della  G-
  CARD;

   accertato che:

   la  Lettera  di  Garanzia denominata G-Card è  un  pre-impegno  da
  parte della SGFA (società di scopo dell'ISMEA che gestisce il Fondo
  di  garanzia in agricoltura) a garantire (fino al 70% o 80%  per  i
  giovani  agricoltori) un finanziamento bancario  in  favore  di  un
  imprenditore agricolo il cui importo massimo è di euro 250.000,00;

   sono  tantissime  le  aziende che dalla  loro  costituzione  hanno
  aderito  a  questo  strumento che purtroppo, ad oggi,  non  risulta
  assolutamente conosciuto dalle banche che operano in Sicilia;

   considerato   che  la  G-CARD  è  uno  strumento   concepito   per
  l'agevolazione  del  credito,  azione assolutamente  necessaria  in
  Sicilia;

   per sapere se non ritengano opportuno:

   avviare  ogni iniziativa necessaria alla divulgazione  presso  gli
  operatori  bancari e presso le aziende agricole  della  lettera  di
  Garanzia  denominata  G-CARD, finalizzata a favorire  l'accesso  al
  mercato del credito da parte delle imprese agricole;

   verificare  con  l'ABI e la Banca d'Italia i motivi  per  i  quali
  questo  importante  strumento di garanzia  servizio  delle  piccole
  imprese agricole sia stato sino ad oggi ignorato nonostante la  sua
  straordinaria valenza.» (1541)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'assessore  per  fornire  la
  risposta.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Do lettura della nota che mi è pervenuta dagli Uffici
  a  firma  del Dirigente generale Barresi e che faccio mia  nel  suo
  contenuto.
   Con l'entrata in vigore del Decreto legislativo 29 marzo 2004,  n.
  102,  il  legislatore nazionale ha operato una profonda innovazione
  nel  campo del sostegno pubblico per l'accesso al credito da  parte
  delle imprese agricole.
   Infatti, l'articolo 17 di tale decreto ha previsto che l'ISMEA può
  concedere  garanzie  dirette a fronte di  finanziamenti  bancari  a
  medio  e  lungo  termine in favore delle imprese agricole  e  della
  pesca.
   La garanzia diretta ISMEA, approvata come regime di non aiuto, con
  decisione  della  Commissione europea n.  643  dell'8  marzo  2006,
  assume una valenza particolare ai fini del rispetto delle regole di
  Basilea 2, ponderazione zero, ai fini del patrimonio di vigilanza.
   Inoltre,  ad  ulteriore  rafforzamento del valore  della  garanzia
  diretta ISMEA, va sottolineato che a fronte degli impegni di  ISMEA
  SGFA  è  prevista una garanzia di ultima istanza,  da  parte  dello
  Stato,  che  interverrà  in  caso  di  incapacità  del  garante  di
  adempiere ad obbligazioni derivanti dall'attività di garanzia.
   Per  il  rilascio  di  garanzie dirette in  favore  delle  imprese
  agricole siciliane è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra
  l'Assessorato regionale all'agricoltura e alle foreste e ISMEA.
   A  tale scopo è stato costituito, nell'ambito del fondo ISMEA,  un
  fondo   segregato  da  utilizzare  esclusivamente  per  le  imprese
  siciliani  pari a sei milioni di euro, di cui tre milioni destinati
  alle imprese vitivinicole e tre milioni a tutte le atre imprese.
   Con  decreto  dirigenziale n. 2589, del 3  agosto  2011,  è  stato
  approvato  il  protocollo d'intesa G-Card tra Regione  siciliana  e
  ISMEA  per l'attività relativa al rilascio in favore delle  imprese
  agricole della lettera di garanzia denominata G-Card.
   La  lettera di garanzia denominata G-Card è un preimpegno da parte
  dell'SGFA  a  garantire fino al 70 per cento o 80 per cento  per  i
  giovani  agricoltori  un finanziamento bancario  in  favore  di  un
  imprenditore agricolo.
   L'importo  massimo del finanziamento garantito dalla G-Card  è  di
  250 mila euro.
   La  G-Card  si  basa  sul principio di tenere  svincolati  i  dati
  economici   delle  imprese da quelle relative  al  finanziamento  e
  quindi  valutarli  preliminarmente al fine di  esprimere  un  primo
  livello di rischiosità e, di conseguenza, un primo livello di costo
  di  garanzia. Tale costo di garanzia è poi aggiustato  dalle  altre
  informazioni  legate invece al tipo di operazioni da  garantire.  I
  vantaggi della G-Card sono i seguenti:

   1) Distinzione delle due fasi istruttorie. L'imprenditore non deve
       più legare la richiesta di una garanzia a un finanziamento, ma può
       ottenere un'apertura di garanzia teorica già parzialmente istruita
       da  ISMEA  prima  di  recarsi in banca  per  la  richiesta  di
       finanziamento.

   2) Conoscenza  del  prodotto. L'imprenditore non  rischia  di  non
       accedere alla garanzia, perché la banca non conosce il prodotto o
       le modalità di accesso. E' lui stesso che, presentando la G-Card
       ottenuta nei sei mesi precedenti consente alla banca di conoscere
       l'opportunità in essere.

   3) Trasparenza  di  condizioni.  Una  volta  ottenuta  la  G-Card,
       l'imprenditore conosce il costo minimo e massimo della garanzia,
       con una divergenza che è attualmente del 20%, a seconda degli anni
       di durata dell'eventuale finanziamento. Prima di recarsi in banca
       quindi già conosce la commissione che gli verrebbe eventualmente
       richiesta in caso di rilascio della garanzia.

   4) Tempestività. La risposta alla richiesta di G-Card è automatica,
       con conferma entro pochi giorni. Da quel momento l'impresa ha sei
       mesi  di tempo per individuare la banca che gli praticherà  le
       migliori condizioni per la concessione del finanziamento di cui
       necessita.

   Sulla  G-Card  si è basata l'intesa stipulata il 16 febbraio  2012
   tra  Regione,  banche  ed assicurazioni,  al  fine  di  facilitare
   l'esecuzione  degli investimenti da parte dei giovani  agricoltori
   ammessi alla misura 112 del P.S.R. Sicilia 2007/2013. L'assistenza
   della  G-Card,  in uno con l'emissione del decreto di  concessione
   dell'aiuto per la misura 112 del P.S.R. Sicilia 2007/2013,  doveva
   creare le basi per un esame delle pratiche più agevole e immediato
   da  parte del sistema bancario per le seguenti condizioni:  potere
   finanziare con capitali a ponderazione 0 per Basilea?, presenza di
   una   garanzia  fondante  integrativa  rispetto  ad   una   reale,
   certificazione di un soggetto terzo (SGFA) che concede la garanzia
   come  da suo ordinamento, nella consapevolezza degli andamenti  di
   mercato, utilizzando uno strumento  business-plan , che garantisce
   il sistema bancario.
   Da   parte   delle  assicurazioni  per  le  seguenti   condizioni:
   l'attivazione degli anticipi di contributi attraverso fideiussione
   assicurativa  in  assenza dell'intervento  del  soggetto  bancario
   diventa  insostenibile, salvo casi di notoria presenza di capitali
   del  giovane  imprenditore, addirittura si può  sostenere  che  il
   rilascio  della  G-Card  può essere assimilato  ad  una  sorta  di
   disponibilità bancaria generica.
   Da parte della Regione per le seguenti condizioni: in deroga delle
   disposizioni  attuali, imporre al giovane beneficiario,  nel  caso
   richieda   anticipo  contributivo  o  finanziamento  bancario   ai
   soggetti  convenzionati,  l'accensione di  un  conto  corrente  di
   servizio  dedicato  al  progetto di spesa  annesso  e  l'immediata
   indicazione   della   banca  su  cui  appoggiare   il   contributo
   dell'assicurazione prescelta, e di informare questi  soggetti  per
   iniziare l'istruttoria.
   Tutte  queste  iniziative intraprese dalla Regione  hanno  trovato
   scarso riscontro da parte delle banche, le cui motivazioni sono da
   ricercare tra: il costo della commissione di garanzia troppo alto,
   che  comporta  un notevole aggravio degli oneri del  finanziamento
   bancario,  la  stretta creditizia che ha portato ad  una  drastica
   riduzione  dell'offerta  di  credito da  parte  delle  banche.  Su
   quest'ultimo  aspetto si riportano, di seguito, le  considerazioni
   dell'osservatorio  sul credito agrario di ISMEA,  inserite  in  un
   report apposito, riferito all'ultimo quinquennio.
   Nel  periodo  2007/2012 il credito agrario ha  subito  un'erosione
   media  annua  di 3 punti percentuali, che sintetizza un  andamento
   dapprima crescente e quindi negativo a partire dal 2011, questo  è
   il  risultato  che  emerge dall'analisi dei  dati  di  fonte  SGFA
   sull'erogazioni  bancarie concesse agli operatori  agricoli.  Tale
   evoluzione evidenzia che anche il settore primario ha sofferto del
    credit  crunch  che ha colpito l'Italia a partire dalla fine  del
   2011,  come  segnalato dal governatore della Banca  d'Italia  agli
   inizi del 2012.
   La  stretta  creditizia di fatto si stagna  in  un  più  ampio   e
   complesso  scenario economico-finanziario, caratterizzato  da  una
   profonda  crisi  di sistema di difficile soluzione.  Cambiano,  di
   conseguenza, le esigenze finanziarie delle imprese agricole  e  il
   loro fabbisogno di finanziamento  esterno. Infatti, se nel periodo
   osservato,   il   credito  agrario  risulta  complessivamente   in
   flessione  per singole componenti, presenta andamenti  divergenti:
   in  crescita  la linea di credito di breve periodo,  in  flessione
   quello di medio, pressoché stazionarie quelle di lungo periodo.
   Il  credito  di  breve  periodo  è aumentato  perché  è  cresciuta
  l'esigenza  di  finanziare  l'attività  ordinaria  dell'impresa   a
  detrimento delle iniziative di investimento. L'analisi territoriale
  dei  dati mostra poi che dal 2007 al 2012 la flessione del  credito
  agrario  è stata esclusivamente determinata dalle forti contrazioni
  avutesi   al   settore  primario,  nello  stesso   periodo,   hanno
  complessivamente,   registrato   una   crescita.   Tali   dinamiche
  contrapposte,  in  un contesto nazionale complessivamente  negativo
  hanno  fatto  sì che l'importanza relativa delle aree del  Nord  si
  accrescesse a discapito di quelle delle regioni del Centro-Sud.
   Rispetto alla data in cui venne depositata la nota, della quale ho
  dato  lettura,  si  sono  svolti,  anche,  una  serie  di  incontri
  divulgativi, uno per ogni provincia della Regione siciliana, con il
  coinvolgimento  delle  S.O.T.O., Servizi  Operativi  di  assistenza
  Tecnica dell'assessorato e delle Organizzazioni di categoria  degli
  imprenditori interessati, per cercare di svolgere, in  modo  quanto
  più capillare possibile, la necessaria attività divulgativa.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  D'Asero   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessore,  il
  motivo della interrogazione, che è stata da me presentata, è legato
  proprio  al significato, in questo particolare momento,  di  quello
  che può essere il principio del polmone, cosiddetto, finanziario in
  un  momento in cui le aziende muoiono, e particolarmente quelle del
  mondo agricolo: la possibilità di utilizzare uno strumento che,  di
  fatto,  esiste  ma  che,  ad oggi, non ha  dato  risultati  diventa
  motivo,  a mio avviso, di preoccupazione, di impegno e, quindi,  di
  sollecitazione anche al Governo e anche all'assessore  con  la  sua
  sensibilità di carattere professionale.
   Il  problema  qual  è,  assessore? Che è  vero  quella  che  è  la
  relazione  che lei ha letto testé, in cui si evidenziano una  serie
  di  passaggi burocratici ma, mi creda, meramente burocratici perché
  il  principio secondo il quale nasce questa società finanziaria del
  Ministero  dell'agricoltura, con cui  la  Regione  si  raccorda  e,
  attraverso questo tipo di iniziativa, viene istituita questa  card,
  cioè questa possibilità di avere una garanzia di 250 mila euro  per
  ognuno che ottiene questo documento di carattere finanziario e che,
  poi  nella sostanza, dopo averlo ricevuto un'azienda pensa e quindi
  l'iter  burocratico l'assessorato lo ha portato avanti,  in  porto,
  però  nella sostanza l'azienda dopo aver ricevuto questa  specifica
  card si reca presso le banche - con cui sarebbe poi da capire quale
  convenzione è stata stipulata -  e nella sostanza in Sicilia ancora
  la disponibilità da parte delle banche non c'è stata.
   Quindi,  caro Assessore, nella sostanza siamo in presenza  di  uno
  strumento  che ha avuto completato il percorso, che  dal  punto  di
  vista  burocratico  si  è definito ma che, nella  sostanza,  io  le
  chiedo di fare un'indagine per vedere, in Sicilia, quali sono stati
  i  casi,  atteso  che l'assessorato ha già nei decreti  ha  un  suo
  registro,  quindi  ha un suo numero di decreti, che  può  andare  a
  verificare  chiedendo alle aziende se hanno ottenuto il  cosiddetto
  affidamento  nella  misura di 250 mila euro con garanzia  da  parte
  della   card    quindi  della  parte  della  SFT    del   Ministero
  dell'agricoltura. Sostanzialmente, ad oggi non c'è  un'azienda  che
  ha ottenuto un risultato con questa card.
   Allora, io dico che c'è bisogno di promuovere una iniziativa,  che
  le  banche che operano sul territorio e che hanno, come dire, anche
  per  altri  versi delle convenzioni con la Regione, che  in  questo
  debbano  essere  adempienti, devono attivarsi e dare  una  risposta
  perché  questo  è  il modo di fare credito serio e  di  aiutare  le
  aziende  siciliane. Diversamente, noi abbiamo riempito,  lastricato
  la  strada  di  buoni  propositi ma, nella  sostanza,  non  abbiamo
  ottenuto un risultato.
   Quindi,  io  chiedo anche alla Presidenza dell'Assemblea,  e  sono
  sicuro della sensibilità dell'Assessore per l'agricoltura, ma  che,
  evidentemente,  anche noi come Assemblea regionale  dobbiamo  farci
  parte  dirigente  e  ottenere, da questo  tipo  di  intervento,  un
  riscontro  concreto  per  capire, anche,  quali  altre  possibilità
  dobbiamo  mettere in movimento perché, a questo punto alla  rabbia,
  dovuta  alla  crisi complessiva del comparto dell'agricoltura,  che
  c'è  si aggiunge anche una reazione per questo tipo di inadempienza
  che  può anche suonare come una provocazione, quindi, come un fatto
  negativo  a  cui  noi  dobbiamo  capire  quale  risposta  e   quale
  intervento definire.

   PRESIDENTE.  Onorevole  D'Asero,  si  ritiene  soddisfatto   della
  risposta dell'assessore?

   D'ASERO. No, momentaneamente insoddisfatto, in attesa di avere  da
  parte  dell'assessore un ulteriore riscontro, per capire  realmente
  cosa  è stato fatto e cosa si potrebbe fare alla luce dei risultati
  che, purtroppo, sulla nostra Sicilia non ci sono.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'interrogazione  n.  1798   Iniziative
  urgenti  per tutelare la produzione delle arance rosse di Sicilia ,
  a firma dell'onorevole Vinciullo.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Sospendo l'Aula per 3 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.06, è ripresa alle ore 17.13)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

     Seguito della discussione del disegno di legge voto ai sensi
    dell'articolo 18 dello Statuto della Regione siciliana recante
     Disposizioni in tema di impignorabilità della prima casa e dei
  beni mobili e immobili strumentali all'esercizio di imprese, arti e
   professioni e di riforma del sistema di riscossione esattoriale .
                          (nn. 663-596-771/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  col  seguito della discussione del disegno  di  legge
  "Disegno  di  legge voto ai sensi dell'articolo  18  dello  Statuto
  della   Regione  siciliana  recante   Disposizioni   in   tema   di
  impignorabilità  della  prima casa e dei  beni  mobili  e  immobili
  strumentali  all'esercizio di imprese,  arti  e  professioni  e  di
  riforma  del  sistema  di  riscossione esattoriale"  (nn.  663-596-
  771/A), posto al numero 1).
   Onorevoli colleghi, in sede di coordinamento del testo,  ai  sensi
  dell'articolo 117, sono stati presentati due emendamenti: il  117.1
  e il 117.2, credo già distribuiti.
   Invito  i  deputati componenti della Commissione a prendere  posto
  al banco assegnato.
   Si passa all'emendamento 117.1.
   Ieri  all'articolo  6  avevamo  cambiato   esattoriale'  con   e/o
  giudiziario',  per  cui  si  è ritenuto opportuno  faro  lo  stesso
  all'articolo  2,  dopo  la parola  esattoriale'  sono  aggiunte  le
  parole  e/o giudiziario', per dare più senso al testo.
   Pongo in votazione l'emendamento 117.1.
   Il parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  117.1.   Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 117.2  all'articolo 9, il periodo da  Il
  Ministero  dell'economia, di concerto' sino alla fine è  sostituito
  dal seguente comma:  Per le finalità di cui al comma 3 bis art.  85
  DPR 602/1973, il Ministero dell'economia, sino alla fine'.
   Si  tratta di un emendamento tecnico all'articolo 9. Il periodo da
   Il  ministro  dell'economia di concerto con  quello  del  Welfare,
  entro  quaranta  giorni  dalla data  di  entrata  in  vigore  della
  presente  legge',  va posto al di fuori dell'articolo  85  del  DPR
  602/1973  e  collocato in un comma separato, il comma  2,  riferito
  all'entrata in vigore della legge che si va ad approvare oggi.
   Quindi,  è  un tecnicismo che gli uffici hanno ritenuto  opportuno
  apportare e correggere questo articolo.
   Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, l'Aula terrà seduta mercoledì 8 ottobre,  alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                  I   - COMUNICAZIONI
  II   - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
  III   -  VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

            Disegno  di legge voto ai sensi dell'articolo 18  dello
             Statuto  della Regione siciliana recante  Disposizioni
             in tema di impignorabilità della prima casa e dei beni
             mobili   e   immobili  strumentali  all'esercizio   di
             imprese,  arti e professioni e di riforma del  sistema
             di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-771/A)

                  IV   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

             2)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
                 Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
                 dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
                 siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
                 della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
                 libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             3)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
                 Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
                 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             4)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
                 elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
                 Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436

               Relatore: on. Cracolici

                  V   - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonché alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                     PALMERI  - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI  -
                     CIACCIO  -  CIANCIO  - ZAFARANA  -  FERRERI  -
                     MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -  FOTI  -
                     LA ROCCA - ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                     FOTI  -  CANCELLERI  - CAPPELLO  -  CIACCIO  -
                     CIANCIO  -  FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                     -  PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI  -
                     ZAFARANA - ZITO

                  VI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     GIANNI  -  CORDARO - MICCICHE'  -  CLEMENTE  -
                     ANSELMO - GERMANA'

                  VII   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     GIANNI  -  VENTURINO  - CIMINO  -  MARZIANO  -
                     RAGUSA - CIRONE

                  VIII   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

                  IX   - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

                   La seduta è tolta alle ore 17.15

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore

                         dott. Mario Di Piazza

   Allegato 1:

                  Risposte scritte ad interrogazioni

   ALONGI.   «Al   Presidente   della  Regione,   all'Assessore   per
  l'economia,  all'Assessore per l'energia e i  servizi  di  pubblica
  utilità,  all'Assessore  per  le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica,  all'Assessore per il territorio e  l'ambiente,  premesso
  che:

   ai  sensi  della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, e successive
  modifiche e integrazioni, ed in particolare dell'art. 19,  comma  2
  bis,   il  Dipartimento  regionale  dell'Acqua  e  dei  Rifiuti   è
  autorizzato  ad  anticipare risorse finanziarie ai  Comuni  per  la
  copertura  dei  costi derivanti dal servizio di gestione  integrata
  dei rifiuti;

   la legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, ed in particolare l'art.
  45 disciplina le modalità di intervento della Regione siciliana per
  il  ripianamento  dei  debiti dei Comuni  della  Sicilia  derivanti
  dall'espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti;

   considerato che l'accordo programmatico tra la Ragioneria Generale
  della Regione siciliana, il Dipartimento regionale dell'Acqua e dei
  Rifiuti, l'Autorità d'ambito ATO PA5 Ecologia e Ambiente, i  Comuni
  di  Caccamo  e Cefalù, siglato nel marzo 2013, ha previsto  che  il
  Dipartimento  regionale  dell'Acqua e dei  Rifiuti  'provvederà  ad
  emettere  provvedimento di impegno e liquidazione  a  valere  sulle
  risorse  del  capitolo  243311 in favore  di  ogni  Comune  la  cui
  richiesta di anticipazione è stata valutata ammissibile e per cui è
  stato approvato il piano di rientro';

   visto  che  ancora oggi il Dipartimento considerato non ha  emesso
  alcun provvedimento in favore dei comuni di Caccamo e Cefalù che, a
  loro  volta,  si  erano  impegnati a trasferire  all'ATO  la  somma
  ricevuta  nel più breve tempo possibile e, comunque, non  oltre  il
  termine  di giorni 10 dalla data effettiva dì accreditamento  e  di
  disponibilità dell'anticipazione stessa;

   per  sapere se non ritengano opportuno, alla luce della gravissima
  situazione nella quale si continuano a trovare l'ATO PA5 Ecologia e
  Ambiente e conseguentemente i comuni dell'area:

   avviare,  e  con  speditezza, il pagamento  della  prima  rata  di
  anticipazione richiesta che si sarebbe dovuta erogare entro  il  30
  aprile 2013;

   istituire  un  gruppo  di  monitoraggio  costante  di   tutte   le
  operazioni finanziarie legate all'accordo programmatico riguardante
  sia   l'area  di  pertinenza  dell'ATO  PA5  Ecologia  e  Ambiente,
  stipulato  nel marzo 2013, sia per tutti gli accordi stipulati  con
  le altre società d'ambito ed i rispettivi Comuni».(1085)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   RISPOSTA.   -   «Con   riferimento  all'interrogazione   n.   1085
  dell'onorevole  Pietro Aloni, relativa a quanto in  oggetto,  dagli
  elementi forniti dal Dirigente Regionale del Dipartimento Regionale
  dell'Acqua e dei Rifiuti si rappresenta quanto segue:
   -L'articolo 19 della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, e ss.mm.
      e  ii.,  e,  in particolare, i comma 2 bis e 2 ter,  introdotti
      dall'art. 11, comma 64, della legge regionale 9 maggio 2012 n. 26
      hanno affidato all'Assessorato regionale dell'Acqua e dei Rifiuti
      le funzioni di coordinamento delle procedure di liquidazione delle
      preesistenti società e consorzi d'ambito, disciplinando le modalità
      per il ricorso alle anticipazioni di cui al predetto art. 45 della
      legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 che stabilisce le modalità di
      intervento della Regione siciliana per il ripianamento dei debiti
      dei Comuni della Sicilia derivanti dall'espletamento del servizio
      di  gestione  integrata  dei  rifiuti  autorizzando  lo  stesso
      Dipartimento ad anticipare risorse finanziarie ai Comuni per la
      copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione integrata
      dei rifiuti;
  -La circolare 10 nvembre 2012, n. 2, pubblicata nella G.U.R.S. n.
  50 del 23 novembre 2012, con la quale il Dipartimento regionale
  dell'Acqua e dei Rifiuti, nell'esercizio dei poteri di
  coordinamento affidati ai sensi dell'articolo 19, comma 2 bis della
  l.r. n. 9/2010, ha disciplinato le procedure connesse alle
  richieste dei Comuni di anticipazione di risorse finanziarie
  finalizzate all'estinzione dei debiti relativi all'espletamento del
  servizio di gestione integrata dei rifiuti.
  -Il Comune di Caccamo, con delibera del Consiglio comunale n. 62
  del 18 dicembre 2012, ha richiesto l'anticipazione della somma di
  euro 2.376.173,19 per debiti derivanti dal servizio di gestione
  integrata dei rifiuti nei confronti dell'ATO PA 5 Ecologia e
  Ambiente S.p.A. in liquidazione maturati alla data del 30 giugno
  2012 ed ha approvato un piano di riento per pari importo con
  rimborso previsto in 10 annualità con rata di euro 237.617,32
  ciascuna. Ilo Collegio dei Liquidatori dell'ATO, con verbale del
  31/12/2012, ha asseverato che la somma di euro 2.376.173,19
  corrisponde al debito residuo del Comune di Caccamo al 30/06/2012
  nei confronti della stessa ATO PA 5 Ecologia e Ambiente S.p.A. in
  liquidazione.
  -Il Comune di Cefalù, con delibera del Consiglio comunale n. 118
  del 27 dicembre 2012, ha richiesto l'anticipazione della somma di
  euro 4.158.667,54 per debiti derivanti dal servizio di gestione
  integrata dei rifiuti nei confronti dell'ATO PA 5 Ecologia e
  Ambiente S.p.A. in liquidazione maturati alla data del 31 ottobre
  2012 e ha approvato un piano di rientro per pari importo con
  rimborso previsto in 20 anni con rate di euro 207.933,38 al lordo
  di una precedente anticipazione di cassa erogata dalla Regione
  Siciliana per un ammontare di euro 1.458.300,44. Pertanto,
  l'anticipazione erogabile è pari alla differenza dei due importi
  che ammonta ad euro 2.700.367,10. Il Collegio dei Liquidatori , con
  verbale del 31/12/2012, ha asseverato che la somma di euro
  2.700.367,10 corrisponde al debito residuo del Comune di Cefalù al
  31/10/2012 nei confronti della stessa ATO PA 5 Ecologia e Ambiente
  S.p.A. in liquidazione.
  -Il Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti, esitate
  favorevolmente le richieste  dei Comuni di Caccamo e di Cefalù -
  anche se quest'ultima subordinata alla rimodulazione del piano di
  rientro su base decennale, ha trasmesso - con nota n.4350, del
  05/02/2013 - alla Ragioneria Generale l'istruttoria per l'emissione
  dei decreti con i quali si approvano i piani di rientro.
  -In data 7 marzo 2013, è stato sottoscritto l'Accordo di programma
  tra il Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti, il
  liquidatore dell'ATO e, tra gli altri, i Sindaci dei Comuni di
  Caccano e Cefalù, vistato dal Ragioniere Generale, con il quale si
  regolano gli impegni e le attività di ciascuno dei sottoscrittori
  ed in particolare con il quale il Dipartimento si è impegnato ad
  erogare ai Comuni l'importo richiesto in cinque annualità, a titolo
  di anticipazione di cassa.
  -Nel trasmettere i decreti di approvazione dei piani di rientro, il
  Ragioniere Generale ha condizionato  l'erogazione della somma
  all'attestazione dell'inesistenza di procedure di dissesto o di pre-
  dissesto .
  - Con nota n. 6202 del 13/06/2013, prot. N. 24451 del 14706/2013,
  la Corte dei Conti ha confermato che i Consigli Comunali di Caccamo
  e di Cefalù, hanno presentato piano di riequilibrio finanziario ai
  sensi dell'art. 243 bis del T.U.E.L.;
  -Con nota prot. 34824 del 10/09/2013, il Dipartimento ha
  sollecitato al Ragioniere Generale ed al  Servizio XXV un incontro
  per la risoluzione del problema e in data 10 e 16 ottobre 2013, lo
  stesso Servizio XXV ha convocato un tavolo tecnico finalizzato
  all'esame della problematica che ad oggi non ha ancora avuto esito
  positivo.

   Il  Dipartimento,  quindi,  alla data odierna,  per  quanto  sopra
  esposto, non ha emesso il decreto di pagamento delle somme  di  cui
  all'accordo di programma per nessuno di quei Comuni, e quindi,  per
  quelli  di  Caccamo e di Cefalù che pur avendo presentato richiesta
  di  anticipazione, esitata positivamente, abbiano deliberato  piano
  di riequilibrio finanziario ai sensi dell'art. 243 bis dello stesso
  T.U.E.L.  non  ancora approvato dalle autorità  competenti  per  il
  Comune  di  Caccamo  e  approvato dalla Corte  dei  Conti  in  data
  08/05/2014  per  il  Comune di Cefalù e per  il  quale  si  attende
  trasmissione documentazione.
   Per   quanto   riguarda   le  iniziative  chieste   dall'Onorevole
  Interrogante   in   ordine  alle  competenze  istituzionale   degli
  Assessori  Regionali per le Autonomie Locali, per il Territorio  ed
  Ambiente,  per l'Economia, invitati a fornire elementi  utili  alla
  trattazione,  si  riferisce che, al oggi,  non  è  pervenuto  alcun
  elemento di sintesi.

   Tanto in risposta all'atto parlamentare in oggetto.
                                                          L'ASSESSORE
                                                Dr. Salvatore Calleri

       VINCIULLO.  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per
  l'energia  e  i  servizi  di  pubblica  utilità,  premesso  che  la
  questione  legata  alla raccolta e alla gestione del  servizio  dei
  rifiuti sta determinando un problema per l'igiene pubblica mettendo
  a rischio l'intera cittadinanza di Termini Imerese;

   la  raccolta  dei  cumuli di rifiuti che nei giorni  scorsi  hanno
  invaso le vie cittadine è avvenuta mediante l'ausilio delle gru;

   considerato che la questione determina danni alla salute  pubblica
  e inefficienza di un servizio di pubblica utilità;

   ritenuto che:

   la Regione deve indicare con chiarezza e precisione le modalità di
  gestione  dei  rifiuti,  atteso che  la  normativa  vigente  appare
  lacunosa e non organizzata;

   si possono creare turbative dell'ordine pubblico;

   per  sapere se non ritengano opportuno, alla luce delle  superiori
  considerazioni:

   intervenire  in ordine alla questione della gestione del  servizio
  di gestione dei rifiuti a Termini Imerese;

   adottare   provvedimenti  in  merito  alla  regolamentazione   del
  servizio  della  gestione  del  ciclo  integrato  dei  rifiuti   in
  Sicilia». (1066)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   RISPOSTA.  -  «Con riferimento all'atto ispettivo parlamentare  n.
  1066 dell'onorevole Vincenzo Vinciullo, specificato in oggetto, per
  il  quale  lo  scrivente è stato delegato a curarne la trattazione,
  con    riferimento   alla   relazione   fornita   dal   Commissario
  Straordinario   dell'Ambitp  PA  5  al   Dirigente   Generale   del
  Dipartimento dell'Acqua e dei Rifiuti, si rappresenta che:
   Ecologia e Ambiente S.p.A. opera nell'ambito PA 5, costituito  dai
  comuni   di   Aliminusa,   Cacciamo,   Campofelice   di   Roccella,
  Castelbuono, Cefalù, Cerda, Collegano, Gratteri, Isnello,  Lascari,
  Montemaggiore Belsito, Pollina Sciara, Scillato, Termini Imprese  e
  Trabia ed interessa una popolazione residente complessiva di  circa
  105.000 abitanti.
   Il comune Capofila è il comune di Termini Imprese che, superando i
  26.000 abitanti, è il comune più popoloso dell'intero Ambito.
   Nel territorio dei comuni costieri, accanto ai centri urbani, sono
  presenti nuclei abitativi che si sono costituiti verso la  costa  e
  che comportano un'accentuata presenza di popolazione fluttuante nel
  periodo estivo, festivo e nei fine settimana.
   Trattandosi  in effetti di Comuni il cui territorio è prospiciente
  il  mare,  si  ha  una  forte  incidenza  della  consistenza  della
  popolazione tra il periodo invernale e quello estivo.
   I  mesi  di maggiore problematica sono i mesi di luglio e  agosto,
  con  punte  di popolazione che superano il doppio della popolazione
  residente.   Con   riferimento  al   periodo   cui   si   riferisce
  l'interrogazione, i problemi legati alla stagionalità,  sono  stati
  acuiti dalla grave crisi di liquidità che, determinando ritardo nel
  pagamento  degli  stipendi (con conseguente  disagio  da  parte)  e
  ritardo  nei  pagamenti  dei  fornitori  con  rallentamento   delle
  manutenzioni   e,   in   alcuni   casi,   temporanea    sospensione
  dell'erogazione   del   carburante,  ha  causato   evidenti   gravi
  ripercussioni sul regolare svolgimento del servizio.
   La  società in ogni caso si è attivata per risolvere nel più breve
  tempo  possibile  le emergenze e, ad oggi, svolge  il  servizio  al
  meglio delle proprie capacità».

   Tanto in risposta all'atto parlamentare

                                                          L'ASSESSORE
                                                Dr. Salvatore Calleri
   Allegato 2:

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI LEGGE VOTO AI SENSI DELL'ARTICOLO 18 DELLO  STATUTO
   DELLA  REGIONE  SICILIANA  RECANTE   DISPOSIZIONI  IN  TEMA  DI
   IMPIGNORABILITà DELLA PRIMA CASA E DEI BENI MOBILI  E  IMMOBILI
   STRUMENTALI ALL'ESERCIZIO DI IMPRESE, ARTI E PROFESSIONI  E  DI
   RIFORMA  DEL SISTEMA DI RISCOSSIONE ESATTORIALE . (NN. 663-596-
   771/A)

   Emendamenti   presentati  ai  sensi   dell'articolo   117   del
   Regolamento interno:

      Emendamento 117.1

   All'articolo  2, dopo la parola  esattoriale , sono aggiunte   e/o
  giudiziario .

   Emendamento 117.2

   All'articolo  9  il  periodo  da  Il Ministero  dell'economia,  di
  concerto  sino alla fine è sostituito dal seguente comma:
    2.  Per  le  finalità di cui al comma 3 bis, articolo  85  D.P.R.
  602/1973, il Ministero dell'economia, di concerto , sino alla fine.