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Resoconto d'Aula della Seduta n. 186 di mercoledì 08 ottobre 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Firetto, Ferreri e Giovanni
  Greco hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cascio Francesco e  Cordaro
  sono in missione a Bruxelles nei giorni 6, 7 e 8 ottobre 2014.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per le Autonomie locali e la  funzione
  pubblica:

   N.  438  -  Interventi per la lotta al fenomeno del randagismo  in
  Sicilia.
   Firmatari:Falcone Marco; D'Asero Antonino

   -  A  seguito  delle  dimissioni  dell'on.  Scoma,  (v.  resoconto
  stenografico  sed. n. 32 dell'8 aprile 2013), ne  decade  la  firma
  dalla  presente interrogazione di cui era firmatario.  -  Con  nota
  prot.  n. 24955 del 20 maggio 2013, il Presidente della Regione  ha
  delegato   l'Assessore  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica.

   -  da  parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di  pubblica
  utilità:

   N.  1086  -  Chiarimenti circa l'applicazione dell'art.  45  della
  legge  regionale n. 11 del 2010 in ordine al piano di rientro degli
  oneri derivanti dalla gestione integrata dei rifiuti.
   Firmatari:Falcone  Marco (Con nota prot.  n.  30587/IN.16  del  26
  giugno  2014  il  Presidente della Regione ha delegato  l'Assessore
  regionale per l'energia).

   N.  1892  -  Notizie  in  merito al polo petrolchimico  di  Priolo
  Gargallo (SR).
   Firmatari:Lombardo  Salvatore Federico; Di Mauro  Giovanni;  Greco
  Giovanni; Federico Giuseppe; Lo Sciuto Giovanni (Con nota prot.  n.
  26282/IN.16  del  3  giugno  2014 il Presidente  della  Regione  ha
  delegato  l'Assessore  regionale per  l'energia  ed  i  servizi  di
  pubblica utilità).

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
                                 legge
                      alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati  alle
  competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disposizioni  in materia di Liberi Consorzi  di  Comuni,  Città
  metropolitane e fusione di Comuni. Norme di attuazione della  legge
  regionale  24  marzo  2014,  n.  8 e  di  adeguamento  ai  principi
  fondamentali dell'ordinamento della Repubblica. (n. 819)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato  il  30  settembre  2014,
  inviato il 2 ottobre 2014.

   -  Abrogazione  del  secondo comma dell'articolo  61  della  legge
  regionale 20 marzo 1951, n. 29. (n. 821)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 2 ottobre 2014, inviato
  il 7 ottobre 2014.

   -   Recepimento  della legge 56/2014 in materia di  riforma  delle
  province. (n. 822)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 7 ottobre 2014, inviato
  il 7 ottobre 2014.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Norme in materia di cure palliative. (n. 820)
   di  iniziativa parlamentare, presentato il 2 ottobre 2014, inviato
  il 7 ottobre 2014.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Trattamento di quiescenza integrativo a gestione Irsap. (n. 818)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 2 ottobre 2014, parere III.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Norme per la promozione dell'economia solidale. (n. 812)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 2 ottobre 2014, parere IV.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Protezione elettrodica delle condutture idriche. (n. 816)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 2 ottobre 2014.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 14 aprile 2009 n.
  5  -  Trasferimento della gestione dell'ospedale  Piemonte  all'ASP
  n. 5 di Messina. (n. 815)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 2 ottobre 2014.

   -   Norme   di  riorganizzazione  della  funzione  infermieristica
  regionale. (n. 817)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 2 ottobre 2014.

           Comunicazione relativa al disegno di legge n. 758

   PRESIDENTE.  Comunico che il disegno di legge n.  758   Attuazione
  urgente   del   quoziente  familiare  per  le   famiglie   numerose
  siciliane ,  presentato  in  data  16  maggio  2014  e   comunicato
  erroneamente  nella  seduta  n. 157 del  27  maggio  2014  a  firma
  unicamente  dell'onorevole La Rocca Ruvolo, si  intende  presentato
  dagli onorevoli La Rocca Ruvolo, Dina, Turano e Firetto .

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE.  Comunico che la Commissione legislativa   Ambiente  e
  territorio'  (IV)  nella seduta n. 144 del  30  settembre  2014  ha
  approvato la risoluzione  Modifica del decreto assessoriale n.  908
  dell'11  giugno  2001  per  consentire alle  strutture  alberghiere
  esistenti  l'aggiunzione  di  un  ulteriore  posto  letto  per   la
  sistemazione  di bambini di età non superiore a dodici  anni.'  (n.
  14/IV);

   Comunico  che  la  Commissione legislativa   Cultura,  formazione,
  lavoro' (V) nella seduta n. 187 dell'1 ottobre 2014 ha approvato la
  risoluzione   Atto  di indirizzo in ordine ai  soggetti  denominati
  Tutors ex Pip' (n. 23/V).

                 Deliberazioni della Giunta regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le seguenti deliberazioni
  della giunta regionale:

   -  n.  257  del 22 settembre 2014 relativa a:  Piano di  Azione  e
  Coesione  (PAC) Salvaguardia. Nuove azioni a gestione  regionale  e
  misure  anticicliche. Sistema di gestione, monitoraggio e controllo
  (SI.GE.CO.)   Adozione  -  Piano  di  Azione   e   Coesione   (PAC)
  Salvaguardia. Azione 7.1.1 - Integrazione ;

   -  n.  261  del 29 settembre 2014 relativa a  Programma  operativo
  FESR   Sicilia  2007/2013  -  Decisione  CE  C(2014)  6446  dell'11
  settembre 2014 - Adozione definitiva .

   Le  predette  delibere sono state trasmesse ai sensi dell'articolo
  50  comma  3  della legge regionale n. 9/2009 alla  II  Commissione
  legislativa   e  alla  Commissione  per  l'esame  delle   questioni
  concernenti l'attività dell'Unione Europea.

   Copia  delle  stesse è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2238  -  Chiarimenti e iniziative presso il  Governo  centrale
  sulla disparità di trattamento operata dal MIUR a danno dei docenti
  in servizio presso scuole statali dell'Isola.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2239  -  Chiarimenti  sulla convenzione  sottoscritta  con  la
  società  di  navigazione Tirrenia e sull'esclusione  del  porto  di
  Augusta dalle clausole di salvaguardia originariamente previste.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2241  -  Notizie  in  merito ai piani di  miglioramento  e  di
  investimento a garanzia della qualità e sicurezza dell'unico  punto
  nascite dell'Azienda ospedaliera Papardo-Piemonte di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri  Vanessa;  Mangiacavallo Matteo; Siragusa  Salvatore;  Foti
  Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zito Stefano; Trizzino
  Giampiero

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N. 2243 - Iniziative da assumere per revocare la preapertura della
  stagione venatoria 2014/2015.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore;  Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  2244  -  Misure  per  la  riqualificazione,  la  tutela  e  la
  valorizzazione del sito 'Scala dei Turchi' nel comune di  Realmonte
  (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore;  Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  2245  -  Misure  per  la  riqualificazione,  la  tutela  e  la
  valorizzazione della grotta dell'Addaura nel comune di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore;  Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   Avverto che le interrogazioni ora annunziate saranno trasmesse  al
  Governo dalle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2237  - Ulteriori chiarimenti sulla decisione dell'Assessorato
  del  turismo, sport e spettacolo di non liquidare alcuni  patrocini
  onerosi relativi a manifestazioni svolte nel 2009.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2240 - Misure urgenti per il rispristino in sicurezza del molo
  pubblico di San Nicola l'Arena.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:   La  Rocca  Claudia;  Siragusa  Salvatore;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;   Ciaccio
  Giorgio;  Ferreri  Vanessa;  Foti  Angela;  Mangiacavallo   Matteo;
  Palmeri  Valentina;  Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  2242  -  Notizie in merito alla dotazione dei  farmaci  per  i
  pazienti  affetti  da  emofilia  presenti  nei  presidi  di  pronto
  soccorso dei nosocomi siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Greco Giovanni

   N.  2246 - Chiarimenti circa l'applicazione dell'art. 10, comma 2,
  della  legge  regionale  n.  5 del 2011  per  l'agevolazione  delle
  iniziative economiche.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   numero  208  - Notizie sui ritardi nell'erogazione ai  comuni  dei
  fondi di cui alla delibera n. 152/2012 concernente 'Interventi  nel
  settore idrico, fognario e depurativo'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Laccoto Giuseppe

   numero  209 - Notizie sulla mancata attuazione di quanto  previsto
  dal  comma  6 dell' art. 20 della legge 28 gennaio 2014,  n.  5  in
  materia di borghi rurali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  345  -  Interventi urgenti sull'asse ferroviario  Palermo-
  Catania-Messina,   degli  onorevoli  Cancelleri   Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa;  Foti  Angela;  La  Rocca Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi
  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano,  presentata   il   29
  settembre 2014;

   numero  346  -  Iniziative  volte  al  potenziamento  dello  scalo
  aeroportuale  di  Comiso  (RG), degli  onorevoli  Assenza  Giorgio;
  Falcone  Marco;  Milazzo Giuseppe; Papale Alfio, presentata  il  30
  settembre 2014;

   numero   347   -  Iniziative  presso  il  Governo  nazionale   per
  scongiurare  la soppressione delle sezioni provinciali  di  polizia
  postale  e  delle  comunicazioni, degli onorevoli Ferreri  Vanessa;
  Cappello   Francesco;  Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio; Siragusa
  Salvatore;  Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela;  Palmeri
  Valentina;  La Rocca Claudia; Zafarana Valentina, presentata  l'  1
  ottobre 2014;

   numero  348 - Tutela occupazionale dei dipendenti della raffineria
  ENI  di  Gela,  degli onorevoli Arancio Giuseppe  Concetto;  Cirone
  Maria  in  Di  Marco;  Federico Giuseppe;  Maggio  Maria  Leonarda;
  Milazzo Antonella Maria, presentata l'1 ottobre 2014.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


       Comunicazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  riunitasi  il  7  ottobre  2014,  sotto   la
  presidenza  del  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole  Ardizzone,
  presente   il  Vicepresidente  vicario,  onorevole  Venturino,   ha
  approvato   all'unanimità  il  seguente   calendario   dei   lavori
  parlamentari per la corrente sessione.
   Si  è  innanzitutto  ritenuto  di  convocare  una  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari per martedì 14  ottobre  2014,
  alle  ore 16,00, per la discussione nel merito dei disegni di legge
  di  riforma  dell'ente di area vasta, che - non appena  formalmente
  presentati   -  saranno  trattati  con  priorità  dalla  competente
  Commissione di merito.
   Esaurite le comunicazioni, i lavori d'Aula saranno aggiornati alla
  prossima    settimana,   nell'attesa   che    l'Ufficio    centrale
  circoscrizionale di Siracusa provveda a completare gli  adempimenti
  di  propria  competenza a seguito della ripetizione parziale  delle
  elezioni   regionali  in  alcune  sezioni  del  suddetto   collegio
  elettorale.

   L'Aula terra quindi seduta:

   -mercoledì  15  ottobre 2014, alle ore 11,00, per  l'elezione  del
      Vicepresidente dell'Assemblea e per la votazione finale del disegno
      di legge-voto in materia di impignorabilità della prima casa;
  -mercoledì 15 ottobre 2014, alle ore 16,00, per la discussione
  unificata delle mozioni numero 331 e 333 di censura dell'Assessore
  regionale per l'Istruzione e la Formazione Professionale;
  -giovedì 16 ottobre 2014, alle ore 11,00, per la discussione della
  mozione numero 316 di censura dell'Assessore regionale per le
  Attività Produttive nonché per la trattazione di tutti gli ordini
  del giorno presentati sulla cosiddetta  finanziaria ter .

   Resta  comunque  confermata  la trattazione  degli  argomenti  già
  iscritti  all'ordine del giorno della presente seduta, che  saranno
  quindi esaminati a partire dal 21 ottobre 2014.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che è da ritenersi in congedo per  la  seduta
  odierna l'onorevole Alfio Papale.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Comunicazioni ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
                                interno

   GIANNI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo oggi
  per  chiedere le dimissioni del Presidente dell'Assemblea  Giovanni
  Ardizzone, perché lo farà lui comunque.
   Probabilmente il Presidente Ardizzone, così come l'Assemblea,  non
  sanno  che  si è consumato un passaggio che, nella storia,  rimarrà
  come una macchia indelebile di questa Assemblea; Si è consumato  un
  reato gravissimo, il reato di lesa maestà di questa Assemblea,  che
  già  era  in  difficoltà.  Lunedì ci  saranno  sette  deputati  che
  dovranno nuovamente formulare - come di rito - il giuramento.
   Credo  che  dovranno  giurare anche gli altri  deputati  presenti,
  questo significherà che non ci sarà più l'assetto dell'Assemblea  e
  delle  Commissioni,  tutti  dovranno ritornare  ad  essere  votati.
  Quindi, non glielo chiederò.
   Intervengo soltanto perché ho due cose da dire: voglio ringraziare
  tutti  i  colleghi  che in questi due anni mi hanno  dato  la  loro
  simpatia  e amicizia; voglio ringraziare tutti i dipendenti  perché
  mi hanno aiutato in questo brutto e duro lavoro che io ho fatto con
  la massima disponibilità; voglio - nello stesso tempo - sollecitare
  la  Presidenza  dell'Assemblea  a riacquistare  quell'autorevolezza
  politica che questa Assemblea ha perso, perché il Paese ha  bisogno
  della politica, non ha bisogno di improvvisazioni.
   E' un momento difficile, abbiamo una crisi economica che ormai sta
  devastando tutto e tutti, e la gente ha bisogno di mangiare, non di
  perdere tempo in una falsa campagna elettorale come quella che  c'è
  stata.
   Non  ho  nulla  da dire su quello che è avvenuto, perché  era  già
  tutto  previsto  dal  momento  in cui  il  Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa di Palermo, con un atteggiamento forzato,  arrogante
  e  prepotente  ha  voluto ancora una volta  mettere  in  difficoltà
  questa Assemblea - che aveva tutta l'autorevolezza e l'autorità  di
  una  legge che viene dal '51, legge n. 29, che non prevede elezioni
  parziali - ha voluto a tutti i costi mortificare la Commissione per
  la  verifica  dei  poteri,  ha  voluto mortificare  la  Commissione
  circoscrizionale di ogni provincia composta da tre  magistrati,  ha
  voluto mortificare la Corte d'Appello.
   Mi  hanno chiesto:  Cosa farai?  ho risposto:  Tornerò a fare  ciò
  che  facevo  prima ,  cioè  il medico. Ho  subito  in  questi  anni
  tantissimi attacchi di ogni ordine e grado, anche l'ultimo,  quello
  di  avere  preso  un  televisore  e  un  telefonino  come  dono  di
  corruzione,  per una corruzione che anche volendo non potevo  fare,
  perché non ero io che dovevo dare le autorizzazioni, autorizzazioni
  date  6 mesi dopo, quando non ero più assessore. Ma sono certo  che
  il  magistrato saprà cogliere le certezze e le verità sulla  scorta
  delle leggi.
   Io sono venuto qui oggi perché volevo ringraziare tutti e salutare
  questa  Assemblea  augurandovi buon lavoro, perché  la  Regione,  i
  cittadini,  hanno  bisogno di voi. Credo che sia opportuno  che  il
  Presidente  della Regione assuma tutti i poteri che  deve  assumere
  occupandosi dei problemi, chiami l'ENI per fare partire i lavori di
  Priolo  e  Gela, chiami l'ENEL per fare partire i gassificatori  di
  Porto  Empedocle,  chiami la LUCOIL per fare  partire  i  lavori  a
  Priolo, chiami tutti quelli che devono dare a questa Regione  tutto
  quello che negli ultimi 50 anni hanno rubato, non mettendo in  moto
  il meccanismo degli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto.
   Questo è solo un invito che vi faccio e vi auguro buon lavoro.

                              (Applausi)

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Gianni ha
  parlato di quello che è successo alle elezioni di Siracusa e - come
  sapete - è stato eletto al posto dell'onorevole Gianni, l'onorevole
  Gennuso,  a  cui  facciamo gli auguri per  la  sua  tanto  aspirata
  vittoria.
   Però  ultimamente, andando un po' su Internet  mi  è  capitato  di
  trovare  un  libro di Benni Calasanzio che si chiama   Disonorevoli
  nostrani  e a pagina 65 c'è proprio la foto dell'onorevole  Gennuso
  e  si  legge:  se vedete per strada quest'uomo ritratto  in  questa
  foto  cominciate a correre più velocemente che potete,  non  sapete
  cosa possa capitarvi a stare accanto a Gennuso. Lui ama il rischio,
  e  non  perché ha rischiato di finire svariate volte in galera,  ma
  perché  detiene il 50 per cento delle società Eurobingo, una  serie
  di  società,  ma Giuseppe è soprattutto un pregiudicato  orgoglioso
  della  III  media,  per una serie incredibile di  reati:  trasporti
  abusivi, omessi versamenti delle ritenute previdenziali, detenzione
  abusiva di armi, lesioni personali, ingiuria, furto .
   Sono  affermazioni pesantissime che si leggono in questo libro,  e
  io  non  voglio  giudicare perché non conosco le  fonti  di  questo
  libro,  non sono preciso e addirittura potrebbero essere false,  ma
  vorrei ricordare a questa Assemblea che da qualche anno - un anno e
  mezzo  forse, o qualcosa di più - è entrata in vigore quella che  è
  la  legge Severino, ma poi c'è anche il decreto legislativo 235 del
  2012.  Che cosa prevedono queste leggi? Prevedono l'ineleggibilità,
  alla luce di alcuni reati, ad esempio, c'è l'articolo 8 che prevede
  la  sospensione del diritto dalle cariche indicate dall'articolo 7,
  comma 1 e dall'articolo 7 comma 1, lettera a, b e c.
   Ora,  ripeto  potrebbero, anzi saranno  falsi,  ma  secondo  me  è
  importante  che  la Commissione verifica poteri si riunisca  quanto
  prima  per  valutare se l'onorevole Gennuso è eleggibile,  in  caso
  contrario  scatta  chi è arrivato secondo e quindi,  possibilmente,
  una persona che non ha precedenti penali.
   Questa è una cosa che per noi è importante alla luce, appunto, dei
  decreti che sono sopraggiunti.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  intervengo
  brevemente perché ho sentito l'onorevole Gianni ringraziare tutti i
  colleghi,  interpreto sicuramente il pensiero dei miei compagni  di
  Guppo, ma sono convinto di interpretare anche quello di gran  parte
  dei deputati di questa Assemblea.
   Noi  dobbiamo dire grazie a Pippo Gianni - no lui a noi -  per  il
  grande  contributo  che in questi anni ha dato a questa  Assemblea;
  per  l'impegno  e  la  dedizione. Un grande  lavoro  quello  svolto
  dall'onorevole Gianni.
   Molte  cose le ha dette lui. Alcune cose, alcuni disegni di legge,
  sono in atto in itinere: vorrei ricordare quello sull'amianto,  per
  il quale l'onorevole Gianni si è battuto tantissimo.
   Io ho avuto una fortuna in più rispetto a molti altri, che è stata
  quella di essere stato al suo fianco durante questi mesi nei  quali
  si  è  costituito questo nuovo gruppo e movimento, che  è  il  PDR.
  Voglio  quindi  ringraziarlo  e sono  convinto  di  una  cosa:  che
  l'impegno   dell'onorevole  Gianni  non  può   finire   qua,   deve
  assolutamente continuare perché il nostro gruppo, che è il PDR,  ma
  soprattutto  la Sicilia, ha bisogno di politici come Pippo  Gianni.
  Grazie.

   PICCIOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo, nella
  qualità  di  Capogruppo,  solo  per testimoniare  e  completare  il
  ragionamento  che  ha  fatto l'amico Salvo Lo  Giudice.  Noi,  come
  movimento politico, riuniremo la direzione la prossima settimana  e
  riteniamo  - indipendentemente da quella che è stata la conclusione
  di  una  vicenda elettorale e giudiziaria, che seguirà  sicuramente
  poi  in  altre  sedi  il  suo  iter legislativo  e  tecnico  -  che
  sicuramente l'Assemblea oggi ha perso un suo componente  di  grande
  spicco,  di  grande prestigio, di grande intelligenza  e  duttilità
  politica.
   Sicuramente  poteva  essere fatto di  meglio,  di  più,  da  parte
  dell'Assemblea  stessa e da parte della Presidenza  della  Regione,
  perché questo problema è stato sottovalutato e le implicazioni  che
  deriveranno da questa elezione parziale - prima volta nella  storia
  del   Parlamento  -  saranno  tante  e  forse  ancora   alcune   le
  sconosciamo.
   Certamente,  come movimento politico, esprimiamo forte  disappunto
  per la gestione della vicenda che ha riguardato Siracusa in genere,
  senza entrare nel merito della legittimità degli atti successivi  e
  di  chi  poi,  legittimamente, è stato eletto. Per  carità   Non  è
  questo il tema.
   Secondo me c'è stata troppa superficialità da parte anche del CGA,
  che ha fatto delle scelte che - come ha detto l'onorevole Gianni  -
  verranno contestate in sedi diverse.
   Noi  però,  come  movimento politico, diciamo che  per  Gianni  la
  prossima  settimana si aprirà sicuramente una nuova fase  politica,
  mi auguro temporanea, nella quale - non voglio anticipare decisioni
  che  saranno  della  direzione  -  sicuramente  all'unanimità  sarà
  chiamato ai vertici del movimento per la sua gestione politica, per
  poter dare un contributo non solo a noi, ma a tutta la Sicilia e ai
  Siciliani. Grazie.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, permettetemi  una
  divagazione.
   Io  non  dirò una sola parola su Pippo Gianni, perché  non  ne  ha
  bisogno.  Non ne ha bisogno perché è uno coriaceo che sa affrontare
  le battaglie: qualche volta ha perso; tantissime volte ha vinto.
   Però  non  mi  sento  di  non dire niente  sulla  vicenda  che  ha
  riguardato  l'Assemblea regionale, la Provincia di Siracusa  e  che
  vede  come  risultato finale un epilogo amaro per Pippo  Gianni  e,
  ritengo, per l'Assemblea intera. Perché, badate bene, nessuno pensi
  che quello che è successo non potrebbe ripetersi. E la cosa che  mi
  amareggia  è pensare che tutti abbiamo fatto le elezioni regionali,
  chi  siede  in quest'Aula ha vinto quella competizione, ma  nessuno
  pensi  che  si potrebbe salvare il risultato se quella competizione
  fosse  stata  distorta da un risultato a favore del primo  dei  non
  eletti o di una lista vicina.
   Cercherò  di  fare  un esempio. Io ritengo di aver  vinto  con  un
  abbondante margine di vantaggio sul seggio, e mi ricordo sempre  di
  rappresentare  tutto  il  partito che mi ha  eletto.  Però,  dovete
  sapere che se si dovesse votare in dieci sezioni del primo dei  non
  eletti, e questo può capitare a tutti, io non so come finirebbe. Su
  questo ci dobbiamo interrogare, perché oggi l'onorevole Gianni  non
  è una persona che ha perso le elezioni, è una persona che ha subito
  un'ingiustizia. E le ingiustizie, a prescindere se hanno  la  forma
  di  una  sentenza o la motivazione delle più svariate possibili,  è
  sempre un'ingiustizia.
   Se  qualcuno pensa che si può votare in tutta la Sicilia e poi  si
  può  rivotare soltanto in dieci sezioni della Sicilia,  io  ritengo
  che  non ha capito la gravità dell'ingiustizia che è stata commessa
  nei  confronti di Pippo Gianni e dell'Assemblea regionale. E voglio
  fare un esempio: se questo episodio fosse successo nel 2008, quando
  la lista dei Verdi si fermò al 4,99 per cento e non prese il quorum
  del  5  per  cento per meno di 500 voti in tutta la  Sicilia,  cosa
  sarebbe   successo?   Si   sarebbe   sconvolto   l'intero   assetto
  istituzionale   o   assembleare  perché   nove   sezioni   potevano
  rideterminare  il  risultato, perché non sono stati  nelle  sezioni
  dove  si  è  votato con una competizione vera, non  c'è  stata  una
  competizione tra tutti i candidati e tra tutti i partiti.  NO   C'è
  stata  una  sorta di referendum di qualcuno contro  qualche  altro,
  solo  che sul referendum veniva giocata a casa di qualcuno e  fuori
  casa per altri. Ed io credo che questo è un grave precedente.
   Onorevole Marziano, volevo parlare di lei, perché lei ha subito la
  stessa  identica forzatura - io la chiamo  forzatura  giuridica   o
   stortura del sistema  - che ha subito l'onorevole Gianni. Non è un
  problema  di fortuna o sfortuna vincere le elezioni, è un  problema
  su   cui  l'Assemblea  deve  interrogarsi  per  evitare  che  possa
  verificarsi  di  nuovo.  E non avrei cambiato  il  tenore  del  mio
  intervento se l'epilogo fosse stato un altro, perché, a prescindere
  dalla simpatia, dall'affetto e dall'amicizia che voglio esprimere a
  Pippo  Gianni,  che  non ha bisogno di essere  difeso  da  nessuno,
  perché  è  un  grande  combattente che continuerà,  spero,  a  fare
  politica  e  a  prendersi  le  soddisfazioni  che  la  politica  sa
  assegnare,  però ognuno vince e poi dopo 3 mesi, dopo 6 mesi,  dopo
  un anno si rivota ed è costretto di nuovo a rivincere: questa non è
  una  regola  di  democrazia, non dovrebbe  verificarsi  e  non  può
  appartenere a questa Assemblea.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Informo che l'onorevole Lombardo ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Comunicazioni ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
                                interno

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, caro amico Pippo
  Gianni,  questo tono così dimesso, come se stessimo  assistendo  al
  funerale politico dell'onorevole Gianni, non mi apparterrà,  perché
  io  che continuo a credere nella giustizia e che continuo a sperare
  che  la giustizia sia veramente una dea bendata, sono certo che  la
  Cassazione  ci  darà  ragione, che accoglierà  quelli  che  sono  i
  ragionamenti  che  l'Avvocatura dello Stato farà a  supporto  delle
  prerogative costituzionali di questo Parlamento.
   Vorrei che i colleghi che sono distratti, brevemente per la  prima
  e l'ultima volta nella mia vita, mi ascoltassero.
   Onorevole Turano, non c'è il ferimento dell'onorevole Gianni o  il
  ferimento  dell'onorevole  Marziano,  ma  è  stato  ferito   questo
  Parlamento, è stata ferita in maniera gravissima la legge. E vedete
  legge erga omnes eravamo convinti che fosse fino a qualche mese fa,
  eravamo  convinti che tutti dovevamo piegare il capo  davanti  alla
  legge. Dal giorno in cui c'è stata questa sentenza, sappiamo che in
  quest'Isola c'è gente leggibus solutus e che pensa che al di  sopra
  della  legge,  al  di la della legge e che non  deve  rispondere  a
  nessuno delle azioni che ha fatto.
   Io, anziché continuare a lamentarmi, vorrei pensare per un istante
  alle cose che dobbiamo fare, e vorrei che ognuno di voi avesse quel
  legittimo  orgoglio che vi deve spingere ad operare  per  ridare  a
  questa Assemblea la dignità ed il rango che qualcuno ha pensato  di
  sottrarci.
   L'articolo 61 della legge 29 del 20 marzo 1951 dice che il  potere
  di   confermare   i  deputati  appartiene  solo  ed  esclusivamente
  all'Assemblea,  e dice pure una cosa importante, che  di  fronte  a
  seggi  dove  vi  erano stati degli errori, i  voti  di  quei  seggi
  vengono  annullati. Cioè, la legge regionale, che ricordo ha  rango
  costituzionale, perché lo Statuto della Regione siciliana fa  parte
  della Costituzione italiana, vieta - lo ripeto -, cioè impedisce il
  ritorno alle urne, perché il ritorno alle urne per essere chiari  è
  sempre un ritorno di un percorso difficile, ad ostacoli. Immaginate
  se  oggi  l'onorevole  Gianni decidesse  di  fare  un  ricorso  che
  riguarda il suo paese, cioè la città di Priolo. Voi non pensate che
  l'onorevole Gianni in quei seggi prenderebbe anche lui 350  voti  a
  seggio, e questo gli darebbe la possibilità di scavalcare coloro  i
  quali  erano  dietro  a  lui posizionati  dal  voto  legittimo  dei
  siciliani?  Perché vedete il problema di fondo è questo,  io  posso
  decidere  di mirare un collegio, di mirare delle sessioni, chiedere
  di  ritornare  a  votare in quelle sezioni, e come  ha  giustamente
  detto l'onorevole Turano, chi ha vinto perde e chi perde ha vinto.
   Non  è  più  un  problema che riguarda la provincia  di  Siracusa,
  perché  l'errore  che  ha  fatto questa  Assemblea  è  nel  pensare
  egoisticamente che era un problema della provincia  di  Siracusa  e
  che non era un problema di tutto il Parlamento, di ognuno di noi  e
  di chi verrà dopo di noi.
   Perché  la  prima cosa che dobbiamo avere la dignità di fare,  nel
  caso in cui la Cassazione non dovesse accogliere il nostro ricorso,
  è  quello  di  cambiare  nome  a quest'Assemblea.  Non  saremo  più
  un'Assemblea  a  Statuto speciale, saremo un  Consiglio  regionale,
  così  come tutti i Consigli regionali delle altre Regioni a Statuto
  ordinario; lo volete comprendere questo oppure no?
   E,  vedete, io in forma così polemica ho depositato già - e chiedo
  alla  Presidenza  di  trasmettere questo  disegno  di  legge  in  I
  Commissione   -  un  disegno  di  legge  che  prevede  l'abolizione
  dell'articolo  61 della legge 29 del 20 marzo '51,  perché  non  ha
  senso  che  la  legge affidi all'Assemblea regionale siciliana  dei
  poteri,  e  poi questi poteri non sono stati esercitati perché  dei
  giudici  hanno  pensato  di sconfinare in competenze  che  sono  di
  esclusivo - esclusivo lo ripeto - potere di quest'Assemblea.
   Quindi,  la prima cosa su cui dobbiamo pronunciarci cari colleghi,
  è  se  vogliamo  aderire a questa indicazione del  CGA  sopprimendo
  l'articolo  61  della  legge.  E  poi,  signor  Presidente,  io  ho
  depositato  un secondo disegno di legge perché, vedete,  quest'idea
  di  piangerci  addosso  e  di  dire  cosa  succederà  domani,  cosa
  succederà domani lo sappiamo, perché domani il primo dei non eletti
  andrà  a  Messina  e dirà che ci sono state otto sezioni  dove  c'è
  stato  l'uso  fraudolento della scheda ballerina e siccome,  ormai,
  questa ballerina è diventata una moda per tutti, bene, si tornerà a
  votare a Messina, poi si tornerà a votare a Trapani, poi si tornerà
  a  votare ad Agrigento, perché ormai che la diga è saltata, non c'è
  possibilità per nessuno di fermare la piena.
   L'altro  disegno di legge che ho depositato riguarda una  proposta
  di   abrogare  il  Consiglio  di  giustizia  amministrativo  e   di
  trasformarlo  in  una sezione staccata del Consiglio  di  Stato.  E
  perché  cari colleghi faccio questa proposta? E dovete un  attimino
  riflettere  su  questa mia tesi, vedete chi nomina  i  giudici  del
  Consiglio  di  giustizia  amministrativo? Una  parte  sono  giudici
  togati,  ma  sei  per  sei anni consecutivi  vengono  nominati  dal
  Governo  regionale.  Vedete io non ho  alcun  dubbio  che  tutti  i
  giudici laici del CGA che mi hanno giudicato hanno avuto sempre  un
  comportamento correttissimo, che hanno risposto alla loro coscienza
  e  alla legge, nell'emanare questa sentenza, perché io a suo  tempo
  avevo  votato a favore dei tre che mi hanno giudicato,  ma  pensate
  per  un  istante  se io avessi votato contro uno  dei  tre,  semmai
  qualcuno avesse potuto scippare dalla mia mente l'idea che era  una
  ritorsione nei miei confronti.
   Vedete,  i  giudici  laici nominati dal Governo,  la  proposta  di
  nomina  viene  vagliata  dalla prima  Commissione;  e  quindi  cosa
  succede?  Che oggi noi siamo i giudici e domani verremo  giudicati.
  La  legge 29 vietava questa possibilità. Poi, vedete, oggi verremmo
  a trovarci a monte con i giudici che vengono da noi valutati, e poi
  a  valle  con  gli stessi giudici che andrebbero  a  valutare  e  a
  giudicare coloro che abbiamo valutato. Vedete, se io fossi cattivo,
  non lo voglio essere e ripeto sono dell'idea assoluta che i giudici
  sono stati corretti, vedete nel mio caso io sono stato giudicato da
  tre  giudici  laici  che sono stati nominati da Raffaele  Lombardo,
  cioè  dal  leader dell'MPA. Nel mio processo l'MPA si è  costituito
  contro  di  me.  Non solo si è costituito l'MPA  contro  di  me  ma
  l'avvocato  Gaetano  Armao,  Assessore della  Giunta  Lombardo  era
  l'avvocato dell'MPA. Vedete, queste cose non possono più  ripetersi
  una  seconda  volta.  Ripeto, io sono  assolutamente  certo  che  i
  giudici  sono  stati  più che corretti, e  se  potessi  trovare  un
  aggettivo  ancora più rafforzativo lo utilizzerei, però  noi  siamo
  nel  mondo  del  diritto e dobbiamo garantire  a  tutti  parità  di
  trattamento.
   Quindi  da  domani, signor Presidente vorrei che lei  trasmettesse
  alla  I  Commissione  anche  questo disegno  di  legge  perché  noi
  dobbiamo deputati essere liberi ..

   PRESIDENTE:  Onorevole Vinciullo, gli Uffici mi comunicano  che  i
  disegni   di   legge  sono  stati  già  assegnati  alle  competenti
  Commissioni di merito.

   VINCIULLO.  Ne  sono felice, signor Presidente, perché  il  potere
  legislativo  non  può essere condizionato da quello  giudiziario  e
  viceversa.  Noi  vogliamo giudici liberi  ed  autonomi  ma,  se  mi
  consente, anche noi deputati dobbiamo essere liberi ed autonomi  di
  determinarci nelle nostre cose.
   Per  tale  motivo  io  credo che l'Assemblea  dovrà  ritornare  ad
  interrogarsi su questa vicenda che, ripeto, non è dei siracusani ma
  è  una  vicenda regionale ed anche nazionale; è la prima volta  che
  succede  non  solo  in  Sicilia  ma in  tutta  Italia,  e  dobbiamo
  riacquistare  la dignità perduta, dobbiamo riacquistare  il  potere
  che ci deriva dal consenso che viene dai cittadini.
   Se  vogliamo continuare a difendere l'autonomia di questa Regione,
  dobbiamo  essere  consequenziali,  altrimenti  dobbiamo  avere   il
  coraggio ed anche l'onestà di dire che non siamo più una Regione  a
  Statuto  speciale ma siamo una Regione a Statuto normale e dobbiamo
  adeguarci alla decisione dei giudici.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il  lato  tecnico
  legislativo  della vicenda è stato già trattato. Io volevo  da  qui
  ringraziare l'onorevole Gianni, che ho conosciuto nel 2006,  quando
  era  già un deputato molto esperto, e devo dirvi che mi ha aiutato,
  mi  ha sostenuto in un momento politicamente difficile, parlando  e
  dimostrato  grande  umanità e grande sensibilità  anche  quando  io
  chiesi  a  lui,  già  assessore, di  finanziare  una  struttura  in
  Provincia  di  Ragusa,  la  mia città,  spiegandogli  che  era  una
  struttura che andava a servizio di giovani e di piccoli bambini che
  potevano  fruire  di  una struttura sportiva per  crescere  sani  e
  forti.
   Con grande sensibilità l'onorevole Gianni ha capito perfettamente,
  ed  io  lo  ringrazio  perché, con il senno del poi,  politicamente
  parlando poteva spostare questo intervento nella sua Provincia,  il
  chè  lo  avrebbe  aiutato elettoralmente. Ed  invece  è  trasferito
  queste somme, non indifferenti, in un'altra Provincia.
   Per  cui  io  devo  dirvi  che ho apprezzato  l'onorevole  Gianni,
  l'amico, l'uomo - perché sotto le vesti c'è sempre l'uomo -  ed  in
  questi  casi il taglio dell'uomo è un taglio eccezionale,  di  vero
  amico.
   Grazie Pippo ed in bocca al lupo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Marziano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARZIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire  per  esprimere  la mia  solidarietà  più  sincera  nei
  confronti  del  collega Pippo Gianni, che aveva vinto  le  elezioni
  vere ed ha perso quelle  farlocche .
   Dicendo questo non voglio mettere in discussione il diritto di  un
  candidato,  in questo caso dell'onorevole Gennuso, a  difendere  le
  sue ragioni, a far valere le sue ragioni ed i suoi diritti violati,
  se riteneva di averli avuti violati. In discussione non è questo, e
  chi  ritiene di avere avuto violati i diritti durante una  elezione
  ha il diritto di tentare di farli valere.
   Dicendo questo, esprimendo la solidarietà al collega Pippo Gianni,
  voglio ribadire che siamo in presenza di una vicenda scandalosa, di
  una  vicenda che ha portato all'emanazione di una sentenza  abnorme
  che  fa strame della legge e del diritto, di una sentenza che andrà
  -  io spero - portata con una richiesta di revoca in Cassazione per
  eccesso  di giurisdizione, perché nessuno vuole negare al Consiglio
  di  giustizia  amministrativa il suo diritto di  intervenire  nelle
  vicende  elettorali, ma certo, in questo caso, questo organismo  ha
  esercitato  il  suo  potere in eccesso, in modo  abnorme,  violando
  anche leggi di questo Parlamento.
   Vedete  è una sentenza basata su reati mai commessi, si è  parlato
  della  scheda ballerina . I parlamentari che sono stati costretti a
  tornare al voto hanno presentato - me compreso - una denuncia  alla
  magistratura  penale,  quella magistratura penale  ha  concluso  le
  indagini dicendo che non c'è stato alcun reato in questo senso, nel
  senso  che  non sono stati toccati Presidenti di seggio, componenti
  dei  seggi,  non  è stato accertato alcune reato  penale.  Però  la
  sentenza è basata sul sospetto dell'esistenza del reato penale.
   E,  invece,  non  sono  stati colpiti  i  reati  commessi,  quelli
  sicuramente  commessi, perché qualcuno ha sicuramente trafugato  il
  plico  R5,  la  cui  mancanza è alla base  della  emanazione  della
  sentenza. Dal momento in cui viene trafugato il plico R5 si esonera
  il ricorrente dall'onere della prova e si costringe una provincia a
  tornare  al  voto. Quindi, questo è un reato sicuramente  commesso:
  qualcuno ha trafugato le schede e non è ancora stato individuato  e
  colpito.
   Qualcuno ha dichiarato il falso dicendo di avere mandato le schede
  al  macero  e,  poi, invece, le schede sono state trovate,  cioè  i
  plichi  R1,  R2,  R3, R4, R5, R6, R7, R8, R9 sono stati  ritrovati;
  quindi  siamo  in  presenza  di dichiarazioni   mendaci  che  hanno
  determinato  una  dichiarazione del  presidente  del  tribunale  di
  Siracusa  che è un vero e proprio falso ideologico, cioè  fatta  in
  buona fede, ma sulla base di un presupposto che non è vero. Quindi,
  un falso ideologico.
   Ci  sono  ancora dei lati oscuri. E' possibile che  il  presidente
  designato,  nella  seduta conclusiva di questo lungo  e  tormentato
  percorso decide di dimettersi e nessuno gli chiede perché  si  stia
  dimettendo,  perché non ha voluto partecipare  alla  seduta  del  5
  febbraio  in cui si decisero le elezioni e perché adesso, designato
  presidente, ritiene di dimettersi.
   Sono domande inquietanti, perché mettono in discussione i principi
  fondamentali della democrazia, la democrazia è basata sul fatto che
  ci  sono  le  elezioni,  ognuno di noi si  presenta,  conquista  il
  consenso  e  viene  eletto. Se questo consenso  e  queste  elezioni
  possono essere messe in discussione da questioni così oscure, viene
  meno uno dei presupposti della democrazia.
   Signor  Presidente, una altra considerazione.  A  chi  di  noi  ha
  dovuto  rifare questa campagna elettorale così strana, dove c'erano
  formalmente  104 candidati, ma nei fatti solo 5, sono stati  rubati
  22  giorni  di campagna elettorale. E spiego perché. Perché  magari
  non  abbiamo  cominciato a fare campagna elettorale il  5  febbraio
  quando  fu emanata quella sentenza, ma il 3 settembre il CGA  aveva
  detto  non  era  intenzione  di questo tribunale  chiedere  che  si
  facessero le elezioni.
   Il  tribunale  voleva accertare se non c'erano stati brogli  nelle
  schede,  e  non l'abbiamo potuto verificare. Vogliamo  chiedere  al
  Prefetto di Siracusa se, alla luce del fatto che sono stati trovati
  8  plichi su 9 di ogni seggio, se si può fare la verificazione, che
  era  l'atto  giusto. Bene, il Prefetto della provincia di  Siracusa
  risponde  che sì, quella verificazione si poteva fare con un'ottima
  probabilità di verificare l'esistenza di broglio o meno.  Cioè,  si
  disturba  l'istituzione più asettica che c'è in una  provincia,  la
  Prefettura,  gli si dice che noi vorremmo far dipendere  la  nostra
  decisione  da quello che ci comunica, e la Prefettura  di  Siracusa
  risponde  che  si  può  fare  la verificazione;  a  quel  punto  il
  Presidente  designato  si  dimette ed  il  Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa per la Regione siciliana dice che ha scherzato,  che
  ha  fatto perdere ventidue giorni di campagna elettorale, perché di
  questo  si  tratta.  Dall'ultimo  cittadino  al  più  illustre  dei
  giuristi  si pensava che dopo quella domanda e dopo quella risposta
  le elezioni non si sarebbero celebrate.
   Il  risultato  è  stato che abbiamo dovuto correre.  Per  fortuna,
  signor  Presidente, uno dei miei legali, vecchio  frequentatore  di
  questi  Tribunali  -  che a mio avviso vanno sciolti,  ed  io  sono
  d'accordo con il collega Vinciullo, perché tenere il CGA in Sicilia
  quando  potremmo avere la Sezione del Consiglio di Stato ed  essere
  una  Regione da questo punto di vista normale? E invece  siamo  una
  regione  speciale  perché può succedere quello che  è  successo  -,
  vecchio  frequentatore di questi Palazzi mi disse:  caro  Marziano,
  teoricamente avremmo vinto perché se c'era stata la domanda  e  c'è
  stata la risposta, potreste deporre le armi. Però, sai che ti dico,
  io conosco quel Palazzo ed è meglio che ti stampi i fac-simile ed i
  volantini .  Ed io questo ho fatto, perché sapevo che  la  risposta
  poteva essere un'altra, che avrebbe lasciato tutti esterrefatti.
   Allora,  io  penso che debba essere compito dell'Assemblea  e  dei
  suoi   organi  fare  il  ricorso  in  Cassazione  per  eccesso   di
  giurisdizione chiedendo l'annullamento di quella sentenza. Però, la
  solidarietà  va dimostrata nei fatti ed io vorrei sapere  se  tutto
  quello che questo Parlamento ha deciso in questi termini sia  stato
  correttamente  fatto, perché può anche darsi che noi decidiamo  una
  cosa, la sottoponiamo al Presidente, il Presidente dà l'avvio  agli
  atti  e  poi  le cose non si fanno. Questo può succedere,  però  la
  solidarietà non deve essere mai come la solidarietà pelosa  che non
  costa  niente . Se il collega Gianni dovesse decidere di fare  lui,
  autonomamente,   il   ricorso   in  Cassazione   per   eccesso   di
  giurisdizione, ci sarà anche la mia firma, il mio sostegno,  perché
  a  quel  punto non devo difendere lo scranno che ho difeso  per  la
  seconda  volta in una stessa legislatura, ma la dignità  di  questo
  Parlamento. Però sarebbe riduttivo, se dovesse essere costretto  il
  collega Gianni a fare il ricorso in Cassazione, perché penso che lo
  debba  fare  l'Assemblea per difendere le sue prerogative,  la  sua
  storia e la sua autonomia.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
  dare  un  abbraccio, una parola di affetto e di stima nei confronti
  dell'onorevole  Gianni, da parte mia e del Gruppo parlamentare  che
  rappresento,  proprio  perché  siamo  assolutamente  convinti   che
  l'onorevole Gianni sia stato un protagonista di quest'Assemblea. Ed
  in  questo  periodo,  nell'ultimo periodo, ha subito  anche  dentro
  quest'Assemblea alcuni torti, in alcuni momenti sono stato  anch'io
  protagonista   di  queste  vicende  e  quindi  sono  convinto   che
  quest'Assemblea  regionale  siciliana oggi  perde  uno  dei  grandi
  protagonisti a cui auguro con tutto il cuore di tornare presto  tra
  questi banchi perché ancora ha tante, tante cose da dire, da fare e
  certamente da mettere in campo.
   Quindi, da parte nostra gli siamo vicini e gli auguriamo tutto  il
  bene possibile ed un buon ritorno in quest'Assemblea.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire  una
  cosa:  onorevole  Gianni  noi avevamo  una  riunione  di  gruppo  e
  l'abbiamo sospesa perché sapevamo che lei sarebbe stato presente in
  Aula per rilasciare qualche dichiarazione.
   Volevamo  sentirla  e  possiamo dirle che il  giudizio  dei  dieci
  deputati di  Articolo 4  è stato sempre bello nei suoi confronti.
   Questa storia dell'allagamento mi è sembrata fin dal primo momento
  una   sciocchezza  perché,  vedete,  da  venticinque   anni   seguo
  attivamente le campagne elettorali, le elezioni e conosco bene come
  funziona  nelle  sezioni. Prima di fare il  deputato  ho  fatto  il
  consigliere  comunale ed il rappresentante di lista;  ci  sono  due
  verbali  che parlano chiaro, a prescindere dalle schede e sono  due
  verbali che vanno uno al Comune e uno in Prefettura e questa  è  la
  prassi  della  definizione  del conteggio  dei  voti  assegnati  ai
  singoli deputati.
   La cosa che mi ha impressionato è il fatto che nell'allagamento si
  perdono  sei schede di un comune che si chiama Pachino, sei sezioni
  e  tre sezioni di Rosolini. Penso che in un allagamento non è  come
  se  c'è  chi sa nuotare e si salva, c'è chi non sa nuotare e muore
  In  un  allagamento - parliamo di pezzi di carta  -  o  finisce  al
  macero tutto quello che è stato allagato o altrimenti significa che
  c'è qualcosa che non ha funzionato.
   Non  voglio difendere il collega Gianni, perché il collega  Gianni
  già  ha  dato,  mi  ricordo  benissimo nella  passata  legislatura,
  un'immagine di una persona che lavora, che ha lavorato. Mi  ricordo
  quando gli è stata assegnata la delega all'industria, il Presidente
  della  passata legislatura ha visto un Assessore che lavorava dalla
  mattina alla sera anche per lui, e questo gli ha dato fastidio.
   E'  stato  uno che per tanti anni ha presentato disegni di  legge,
  proposte di legge che sono state esitate favorevolmente e che hanno
  portato sempre dignità al popolo siciliano.
   Penso   che   all'onorevole  Gianni  mancherà   solo   l'Aula,   e
  conoscendolo  sicuramente non lascerà mai il mondo della  politica,
  perché  una persona che nasce per stare accanto alla gente,  morirà
  accanto la gente.
   Perdiamo in Aula la presenza dell'onorevole Gianni, ma le sue idee
  non si fermeranno.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, le ragioni  che
  mi  spingono a fare questo breve intervento sono di tre ordini:  il
  primo ordine è di carattere generale.
   Noi  siamo  un  Parlamento e mi pare che  in  questa  vicenda  non
  abbiamo  difeso bene tutti funzioni, priorità e prerogative  di  un
  Parlamento.
   Nulla  riempie i vuoi della politica con una velocità tale da  non
  prefigurare  quello che sarebbe accaduto. Quando  noi  battiamo  le
  mani  all'impugnativa del Commissario dello Stato; quando  noi  non
  abbiamo argomentazioni con cui ribattere a censure pesanti da parte
  della Corte dei Conti; quando noi chiniamo il capo a decisioni  del
  Consiglio  di  Giustizia Amministrativa, qualcuno  si  chiedeva  il
  senso  e  il  valore di quest'Organo - è stato un altro regalo  dei
  nostri   padri  costituzionali  che hanno  pensato  di  dotare,  la
  Sicilia,  di  un organismo autonomo rispetto alla Nazione  -  bene,
  quando  questo accade, noi abbiamo concorso tutti quanti,  compreso
  il  Governo  regionale, a dare un colpo da cui non ci risolleveremo
  con molta facilità.
   Noi, signor Presidente, abbiamo delegato ad un Organo giudiziario-
  amministrativo  quella  che  era una prerogativa  dell'Assemblea  e
  dell'Assessore  agli  Enti Locali. Nessun  potere  sostitutivo  può
  indurre  a  nuove  elezioni; questa è una nostra prerogativa  ed  è
  stata  pesantemente  violata   Eppure  le  ultime  circostanze   ci
  informano di come noi siamo capaci di profonderci in pareri  legali
  di  vario tipo e di varia natura, a proposito di ogni cosa,  se  ne
  contano  centinaia, dalla vicenda relativa a Sicilia  e  Servizi  e
  alle  sue  assunzioni, alla vicenda relativa ai direttori generali,
  abbiamo  tonnellate  di pareri legali che hanno  condizionato  ogni
  operare dell'Assemblea e del Governo.
   Vorrei sapere quanti pareri legali sono stati richiesti da chi  li
  avrebbe   dovuti   richiedere  alla  nostra   avvocatura,   che   è
  l'avvocatura  dello Stato a proposito di questa spinosa  questione.
  Che  figura abbiamo fatto? Che figura abbiamo fatto in un  contesto
  in  cui  fin  dall'inizio  non sembrava palesarsi  uno  scontro  di
  poteri, sembrava di assistere ad un film appassionante, se per caso
  tre candidati al limite riuscivano a scalzare i tre che erano stati
  i  primi.  Questa  dimensione, anche pubblica,  è  stata  percepita
  immediatamente, e noi abbiamo illuminato tutti del nostro  silenzio
  condiscendente e complice. Non si è scritta una bella pagina.
   Tra  l'altro  sfugge anche un particolare: quando accadono  queste
  cose,  in  termine  tecnico - io non sono  un  avvocato  ma  me  lo
  suggeriscono   -  si  fa  giurisprudenza,  e  noi   abbiamo   fatto
  giurisprudenza su una vicenda che ha delle caratteristiche abnormi,
  cioè  abbiamo annientato e annullato, con questo atto,  quelli  che
  sono i presupposti della sfida elettorale. Presidente le faccio una
  domanda  retorica, non mi permetterei altrimenti: lei perché  pensa
  che  i padri costituzionali abbiano impedito le votazioni in parte?
  Perché è chiaro che le votazioni in parte si rivolgono a me per  la
  seconda  volta in un lasso di tempo e le mie condizioni di elettore
  sono avulse da quel momento. Quindi il mio voto, a distanza di  due
  anni,  non è nello stesso stato d'animo. Per questo è vietato,  non
  per  altre  ragioni  E noi come abbiamo potuto  consentire  che  si
  consumasse tutto questo in modo inerte e colpevole?
   La  seconda riflessione che volevo fare era dedicata all'onorevole
  Pippo  Gianni. Non aggiungo altro rispetto alle parole molto  belle
  che  sono state rivolte a lui in questa seduta. Provo ad immaginare
  quale  sia  lo  stato  d'animo dell'onorevole  Gianni,  amareggiato
  certo,  commosso anche, però penso che siano condizioni in cui  una
  parola d'affetto e di stima non facciano male. L'onorevole Gianni è
  stato, insieme a me, il primo firmatario di una norma deliberata  e
  votata  da questo Parlamento, e più precisamente la norma  relativa
  agli  effetti  devastanti dell'amianto, una norma  che  attende  il
  proprio  attuativo, una norma epocale, ed io sono  stato  felice  e
  contento  e  soprattutto ho visto felicità e contentezza  nei  suoi
  occhi di uomo politico. Insomma, un politico di tanta esperienza  e
  di lungo corso che si accende di entusiasmo rispetto a questa legge
  che abbiamo approvato, è la prova che fino in fondo speriamo quanto
  prima  di  riaverlo fra noi in questi banchi, si è profuso  per  il
  bene  della propria comunità, anche di una comunità che andava  ben
  al di là dei confini del suo collegio e della sua provincia.
   Un'ultima  cosa,  questa di livello un po'  più  intimo:  dovremmo
  tentare  tutti  di tenere a freno la lingua, non concederci  facili
  battute  e soprattutto battute di cattivo gusto. A me personalmente
  ha  fatto  vergognare quella del Presidente della  Regione  che  ha
  esclamato:   morto un Gianni se ne trova un altro . Sono  perplesso
  su come definire questa battuta e non trovo, stranamente per me che
  ho  una  buona  padronanza  della  lingua  italiana,  un  aggettivo
  qualificativo adeguato; mi piace pensare che sia stata  una  gaffe,
  mi piace pensare che sia stata una cosa che è partita così, scherzi
  di  cattivo gusto, gli scherzetti di cui parla il Presidente  della
  Regione, io direi  scherzi da prete .
   La  verità  è che ognuno di noi non è immediatamente sostituibile,
  non  lo  è  nemmeno in questo caso ed è l'ultima parte, quella  che
  definivo più intima del mio caro affettuoso amico, che stimo  ed  a
  cui  auguro  ogni  bene di vita, di famiglia, di professione  e  di
  politica, l'onorevole Pippo Gianni.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  intervengo  a  nome mio personale e a nome del Gruppo  parlamentare
  Lista  Musumeci, non certo per dovere di firma, cioè per dovere  di
  colmare uno spazio che mi sembra di capire che meritatamente questa
  Assemblea  regionale  siciliana stasera  stia  dedicando  a  questo
  argomento.
   Ma  intervengo in maniera convinta e sentita perché  vorrei  poter
  dare  un minimo di contributo, per lo meno dialettico, per lo  meno
  concettuale per quel che posso, ad una vicenda che ha davvero dello
  strano, della stranezza, della anomalia.
   Vedete,  chiunque  abbia  studiato anche  soltanto  i  manuali  di
  diritto  pubblico sa che il procedimento elettorale inizia  con  la
  convocazione   dei  comizi  elettorali  e  si   completa   con   la
  proclamazione   degli  eletti,  proclamazione  degli   eletti   che
  rappresenta  il  momento  più  alto  del  potere-dovere  del  corpo
  elettorale  di  scegliere  i  propri  rappresentanti  nelle   varie
  assemblee elettive.
   La  legge  prevede  anche  i ricorsi elettorali,  ed  anzi  vorrei
  ricordare  che il ricorso elettorale è altrimenti definito   azione
  popolare    quisque de populo  su carta semplice può ricorrere  nei
  confronti  della proclamazione di tizio o caio ad essere  deputato,
  consigliere comunale, un tempo anche consigliere provinciale.
   Dico  questo, signor Presidente, perché dal 1946 in poi il ricorso
  elettorale   è   stato   sempre  considerato   e   definito   dalla
  giurisprudenza   un   ricorso  statico,  non  dinamico,   cioè   la
  verificazione dei risultati elettorali. Immaginiamo il  primo  dopo
  di me, che assume avere conseguito più voti di me: avrebbe tutto il
  diritto  ad  essere  proclamato lui deputato  di  questa  Assemblea
  regionale   siciliana,   e   non  il  sottoscritto.   Quindi,   una
  verificazione   statica,  allo  stato  degli  atti   al   risultato
  conseguito, del risultato elettorale.
   Qui  invece, per la prima volta, registriamo l'applicazione di  un
  istituto   che  non  si  era  mai  prima  verificato,  che   è   la
  verificazione  dinamica: cioè torniamo alle urne  E se  si  fossero
  allagati   gli  edifici  contenenti  tutte  le  schede   elettorali
  dell'intera  provincia di Siracusa o dell'intera Regione  siciliana
  saremmo   tornati  tutti  alle  urne   In  un  contesto   politico,
  elettorale,  sociale  del tutto cambiato, perché  in  due  anni  in
  Sicilia   è   cambiato  tutto.  Credo  di  poter  dire   anche   la
  considerazione che dell'attuale Presidente della Regione  aveva  il
  corpo elettorale due anni fa e quello che ha adesso.
   Allora, io credo che tutto quello che è stato detto stasera  debba
  portare   ad   alcune  conseguenze  e  debba  portare  anche   alla
  conseguenza di una parola chiara, netta, alta, autorevole, da parte
  di questo Parlamento, che sono sicuro non mancherà.
   Dal punto di vista personale vorrei soltanto sottolineare - perché
  conosco  Pippo  Gianni da molti anni e abbiamo  partecipato  a  una
  quantità  di  dibattiti pubblici, sia quando  io  ho  rivestito  la
  carica  di deputato regionale, sia quando non l'ho rivestita  e  mi
  sono  occupato di politica per il mio partito in tutta  la  regione
  siciliana  - che Pippo Gianni è uno di quei parlamentari che,  come
  si  sul dire,  dove lo tocchi suona . Perché la sua esperienza,  la
  sua competenza, la sua lunga frequentazione di questo Parlamento  -
  e   per  la  verità  anche  di  quello  nazionale  -  lo  porta   a
  padroneggiare un po' tutti gli argomenti.
   Il  Presidente Digiacomo mi permetterà di ricordare  che  noi,  in
  sesta  Commissione,  in questi primi due anni  abbiamo  considerato
  l'onorevole  Gianni  un  componente  a  tutti  gli  effetti   della
  Commissione,  perché  i  suoi  interventi  -  sempre   centrati   e
  competenti  - hanno spesso illuminato il percorso dei lavori  della
  Commissione.
   Ecco  io  voglio  sottolineare lo stile  diverso  che  l'onorevole
  Gianni  ha  assunto stasera, presentandosi in Aula,  rivolgendo  un
  saluto  a  tutta l'Assemblea. E l'Assemblea non può che  apprezzare
  questo stile, ben diversamente, invece, dallo stile di altri che ha
  tentato  di entrare a gamba tesa in una elezione parziale, tentando
  anche,  e  forse in parte riuscendoci, di sconvolgere o stravolgere
  il  risultato  elettorale. E se non c'è riuscito  appieno  -  e  mi
  riferisco, come è ovvio, al Presidente della Regione - è perché  al
  Presidente della Regione dritta non gliene va neppure una.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  avrei  voluto
  fare  un  altro  discorso  da  questo scranno.  Ma  non  mi  voglio
  aggiungere  ai tanti che stanno mettendo, con martello e scalpello,
  dei   bei   epitaffi  sulla  carriera  e  sulla  presenza  politica
  dell'onorevole Gianni, a cui va naturalmente tutta la mia  simpatia
  e  tutta  la  mia  solidarietà. Ne ha  raccolto  a  piene  mani,  è
  meritata, non c'è bisogno di aggiungere altro.
   Qua   c'è   in   discussione,   com'è  stato   giustamente   posto
  all'attenzione  dell'Assemblea e soprattutto della Presidenza,  che
  non  me  ne  voglia onorevole Venturino, per nessuna deminutio  nei
  suoi  confronti,  ma  proprio  per la solennità  del  momento,  per
  l'attenzione  che  il  momento meritava  sarebbe  stata  necessaria
  essere presieduta dal Presidente dell'Assemblea.
   Mi  verrebbe da dire, ci sarà pure un giudice a Berlino. Perché di
  fronte  a ciò che è stato contestato da questi microfoni mi  sembra
  evidente che si sia di fronte a ipotesi di reato, ipotesi di  reato
  che hanno un reflusso assolutamente fondamentale su quella che è la
  composizione di questa Assemblea, organo sovrano che ha  rinunciato
  alla  propria  sovranità, organo politico in  cui  la  politica  ha
  abdicato come sempre, da anni a questa parte, al proprio ruolo. Una
  politica  che  si  piange addosso e continua  a  piangersi  addosso
  perché  in  questa  Assemblea e nella politica  in  generale  si  è
  abdicato al proprio ruolo. Si è abdicato al ruolo della politica  e
  si è fatta intervenire una burocrazia tentacolare, asfissiante, che
  detta  le regole e che interpreta le regole e, attraverso le regole
  e  le  leggi  determina i risultati. La politica  credo  che  debba
  riappropriarsi del proprio ruolo di indirizzo e rivendicare  quella
  che è la propria autonomia.
   Io  invito la Presidenza a trasmettere i verbali di questa  seduta
  alla Magistratura competente, sottolineando come - ripeto da questi
  microfoni  -  si  siano  avanzate ipotesi  di  reato  che  meritano
  approfondimenti per i quali è necessario verificare se non  ci  sia
  stata  una turbativa della giurisdizione e verificare, soprattutto,
  attraverso   la  competenza  del  giudice  penale  a   cui   viene,
  giustamente  e legittimamente rimesso in questo caso l'accertamento
  dei  reati,  ammesso che ci siano, i presupposti  fondanti  di  una
  sentenza  che  sembra,  da  quanto  è  stato  detto,  non  avere  i
  presupposti necessari.
   Io investo, formalmente, la Presidenza dell'Assemblea dell'obbligo
  giuridico, non politico, sottolineo giuridico, di investire  a  sua
  volta la Magistratura trasmettendo i verbali, chiedendo di far luce
  sulle vicende che sono dietro questa vicenda che presenta lati  non
  chiari  e  su  cui  è  opportuno che la politica  e  il  Parlamento
  siciliano facciano una necessaria chiarezza.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sto  apprezzando
  questa  sera  gli  interventi  dei  colleghi  con  la  loro   dotta
  comunicazione  all'Aula, con la passione, con la  cordialità  e  la
  simpatia   nei  confronti  dell'onorevole  Gianni.  Ma  devo   pure
  ammettere  -  e  credo  che sarò in buona compagnia  -  che  questo
  dibattito  non solo arriva tardivamente, ma ha in sé un  carico  di
  ipocrisia. In realtà, i colleghi Vinciullo, Marziano, Gianni  hanno
  sostenuto  in quest'Aula, in ripetuti interventi, la necessità  che
  quest'Aula, che la Presidenza dell'Assemblea, intervenisse,  perché
  in  provincia  di  Siracusa  si stava  consumando  un  vulnus  alla
  democrazia o all'autonomia della nostra Regione.
   Vulnus alla democrazia, qui si è parlato certamente bene dei torti
  subiti dai deputati della provincia di Siracusa, da un ricorso  che
  è  fondato su anomalie evidenti di cui qui si è parlato,  ma  forse
  ciò  che  è  sfuggito all'Aula è che sono stati ingannati,  e  sono
  stati ingannati due volte, elettori ed elettrici.
   La  prima volta perché in presenza di una chiara denuncia dell'uso
  del  ricorso della scheda ballerina, quest'Aula non ha ritenuto che
  il vulnus fosse tale da dovere consentire un intervento. La seconda
  volta  nel  momento in cui non è stato consentito il riesame  delle
  schede, che era stato per altro suffragato da un potere autorevole,
  quale  è  quello  del Prefetto di Siracusa, perchè i  cittadini  di
  Pachino  e  di Rosolini, gli elettori e le elettrici di  Pachino  e
  Rosolini,   sono   stati  richiamati  alle   urne   in   condizioni
  completamente diverse ed anomale rispetto a quelle dell'ottobre del
  2012.
   Non c'erano più gli stessi contenitori politici, non c'era più  la
  stessa  base  elettorale del 2012, era venuto meno un contesto  nel
  quale i cittadini di Pachino e Rosolini sono stati chiamati a  fare
  le   loro   scelte,  a  dare  il  loro  consenso  in  un   contesto
  completamente   diverso.  E  quindi,  si  è  commesso,   quest'Aula
  distrattamente  ha  commesso  - come dire  -  una  dimenticanza,  e
  secondo me anche un'offesa nei confronti di quell'elettorato.
   Questa  è  la cosa che più mi ha colpito in questa vicenda,  dalla
  quale  non  direttamente sono stata interessata, essendo  stata  io
  eletta nel listino, ma che mi ha visto giorno dopo giorno vicina ai
  miei colleghi, che vedevo in modo combattivo cercare di affermare i
  principi  di  uguaglianza, di democrazia nel nostro  territorio,  e
  cercare   di   affermare  in  quest'Aula  quanto  fosse  necessario
  l'intervento di quest'Aula.
   E  quindi io sono qui stasera a complimentarmi con interventi  che
  sono  stati fatti da parte dei colleghi, i quali testimoniano tutti
  la  volontà  di  porre  rimedio  ad  una  diminutio  dell'autonomia
  regionale  siciliana,  sarà difficile rivendicarla,  stamattina  lo
  facevamo in IV Commissione, rispetto per esempio al decreto sblocca
  Italia  che  fa  man  bassa  dell'autonomia  della  nostra  Regione
  prevedendo  una  serie  di  scelte sulla  testa  delle  popolazioni
  centralizzate, con la motivazione nobile di accelerare, di  rendere
  più  fluenti  i processi decisionali, ma certamente ingabbiando  in
  una  logica  rigida  la possibilità che le popolazioni  abbiamo  di
  esprimere  le  opinioni,  e si tratta di  opinioni  importanti  che
  riguardano, mi dispiace che l'unico rappresentante del Governo  sia
  andato via, le questioni ambientali, che riguarda la questione  dei
  rifiuti, dell'acqua e così via.
   Stasera abbiamo però dato la possibilità di recuperare, e  se  c'è
  un  tema  su cui dobbiamo recuperare è proprio quello di presentare
  ricorso per eccesso di giurisdizione, difendendo quindi quest'Aula,
  l'Assemblea  Regionale  Siciliana,  lo  Statuto  autonomistico,   i
  colleghi  i  quali  hanno combattuto una battaglia  per  tutti  noi
  essendone  uno  sconfitto, ma sconfitto  però  io  credo  onorevole
  Gianni,  avendo tenuto la testa alta nel dimostrare, appunto,  qual
  era  la valentia del tuo lavoro, del tuo impegno nel territorio,  e
  credo che ci sia un solo modo per dare solidarietà e Pippo Gianni e
  confermargli  amicizia,  che è quello, appunto,  di  accedere  alla
  proposta di un ricorso per eccesso di giurisdizione.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, poi finiamo con gli
  interventi  perché  siamo  andati  oltre  il  tempo  previsto   per
  l'articolo 83.

   ASSENZA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  è  un
  ulteriore  passo  in quel piano inclinato in cui ci  siamo  avviati
  pericolosamente  all'inizio della legislatura.  Quindi,  al  di  là
  della solidarietà personale all'onorevole Gianni, io mi permetto di
  ricordare che noi il primo vulnus al Parlamento l'abbiamo accettato
  e  subito supinamente allorquando, nell'arco di un giorno,  abbiamo
  pronunciato la decadenza da deputato dell'onorevole Caputo.
   Allora,  oggi abbiamo parlato in 20, in 30, in quell'occasione  ho
  parlato  solo  io  e  non  per difendere la persona  dell'onorevole
  Caputo, che comunque meritava di essere difeso ad oltranza,  perché
  questo  Parlamento  regionale  ad  horas  quasi,  ha  convocato  la
  Commissione  verifica dei poteri per applicare una  legge  che  era
  entrata in vigore successivamente alle nostre elezioni, perché  con
  Berlusconi il discorso era diverso, comunque la legge Severino  era
  già  in  vigore.  Mentre, al momento della indizione  dell'elezione
  regionale  non era assolutamente in vigore e noi, in  quattro  ore,
  abbiamo pronunciato la decadenza di un membro del Parlamento.
   Al  di là dell'onorevole Alongi, che è subentrato dopo, e che  qui
  non  è un problema assolutamente di natura personale, però noi,  in
  quel  momento,  abbiamo  abdicato alle funzioni  di  un  Parlamento
  sovrano.   Abbiamo   proseguito   in   questa   vicenda   recependo
  pedissequamente il decreto Monti, noi potevamo anche andare  al  di
  là  del decreto Monti, abbassare ancora di più le indennità, ma era
  il   principio  dell'accettare  una  rinuncia  delle  funzioni  che
  comunque  lo Statuto regionale prevedeva, e che era stato messo  in
  discussione.
   Oggi   abbiamo   questo  ulteriore  risultato   abnorme   di   una
  rivisitazione delle elezioni postume in cui partiti che  esistevano
  non  esistono  più,  in  cui onorevoli di  quest'Aula  sono  dovuti
  correre sotto effige di un partito che ormai non esiste più,  altri
  avevano  addirittura cambiato schieramento, cioè  fare  un'elezione
  falsa, subendo un ulteriore oltraggio che allontana sempre di più i
  cittadini  dalla  politica. Quindi, mea culpa, dobbiamo  farlo,  ma
  dobbiamo   farlo  seriamente  tutti,  a  partire  dalla  Presidenza
  dell'Assemblea, a partire dal Consiglio di Presidenza, a partire da
  ciascuno  di  noi, perché noi abbiamo accettato supinamente  questo
  piano  inclinato  e adesso ci lamentiamo, ma forse  diventa  troppo
  tardi. Grazie.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo  per
  esprimere  tutta  la mia solidarietà all'onorevole  Gianni,  perché
  l'ho  già fatto telefonicamente prima e di presenza questa mattina.
  Condivido assolutamente quello che hanno detto i colleghi  e,  come
  dire,  testimonio  e sottolineo la mia stima nei  confronti  di  un
  parlamentare  valido che, sicuramente, ha lavorato in tutti  questi
  anni  nell'interesse della Sicilia e del suo territorio. Intervengo
  invece,   signor  Presidente,  perché  andando  a  controllare   il
  regolamento,  non trovo nessun articolo che mi consenta  di  essere
  ascoltato  da  un Assessore. Lei mi dirà  Che vuole  dire ?  Voglio
  dire  che  nel  mese  di  giugno,  esattamente  il  26  giugno   di
  quest'anno,  assieme  ad  altri  27  parlamentari,  abbiamo   fatto
  richiesta  all'Assessore all'Agricoltura per  essere  ascoltati  in
  merito  ad una problematica gravissima che investe l'intera Sicilia
  ed il territorio della Provincia di Enna in particolare, quella del
  finanziamento delle pratiche restanti per la misura 214.
   Si  tratta di un problema assolutamente grave perché sono  rimaste
  fuori  2000  pratiche  di  agricoltori  che  hanno  investito   sul
  biologico e che quindi hanno speso di più e prodotto di meno, e non
  hanno avuto neanche l'intervento comunitario.
   Si tratta di una problematica che nasce dal fatto che il bando,  a
  suo tempo, venne fatto andando a fare una graduatoria unica per tre
  misure  e  sostanzialmente si è fatta una valutazione su  parametri
  disomogenei  che  sono  andati  a  penalizzare  coloro  che   hanno
  investito in agricoltura biologica.
   Nonostante sia stata fatta questa richiesta con altri 28 firme  di
  parlamentari,  nonostante sia stata presentata  una  interrogazione
  alla  quale l'assessore non ha ancora dato risposta, nonostante  ci
  siano  state  due manifestazioni di agricoltori che in una  maniera
  vergognosa hanno visto l'assenza dell'assessore all'agricoltura che
  si  è persino rifiutato di incontrarli. Nonostante io abbia chiesto
  all'assessore  un incontro, la terza volta, con una delegazione  di
  tutte le organizzazioni di categoria, l'assessore ha incontrato  le
  organizzazioni di categoria per dieci minuti dopo due ore  e  mezzo
  di  attesa,  e  li  ha  licenziati  dicendo  di  non  essere  nelle
  condizioni di fare nulla.
   Ora,  io  mi  chiedo se è possibile che un assessore  che  non  ha
  nessuna  legittimazione da parte del popolo, che non ha  affrontato
  nessuna  elezione, che non rappresenta sostanzialmente  nessuno  se
  non coloro che lo hanno messo lì, non so per quali giochi di potere
  o  meno,  si  rifiuti di dare udienza a 28 parlamentari  che  hanno
  chiesto di incontrarlo.
   Signor  Presidente,  questa  è una vergogna  assoluta,  ed  è  una
  vergogna assoluta che quest'oggi l'assessore sia assente da  questa
  Aula, mentre era presente in questa Aula la settimana scorsa quando
  gli  agricoltori  protestavano sotto il suo Assessorato  e  lui  si
  rifiutava di incontrali per la seconda volta.
   A  me  dispiace che stasera l'assessore non ci sia, però ho voluto
  fare  questo intervento perché non è pensabile che questo  Governo,
  assolutamente delegittimato, che ha perso ormai ogni  contatto  con
  il  territorio  e  con la realtà, che si rifiuta  di  applicare  un
  regolamento  comunitario che è quello dell'overbooking tecnico,  io
  penso  che sia assolutamente scandaloso e sono ancora più convinto,
  così  come  dichiarato  la  settimana  scorsa  al  quotidiano    la
  Repubblica , che questo Governo deve andare a casa, un governo  che
  sta creando troppe sciagure per questa Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non posso che associarmi  a  tutti
  gli  interventi  che  si  sono susseguiti  e  chiaramente  augurare
  all'onorevole  Gianni  di  poter ritornare  all'interno  di  questa
  Assemblea quanto prima e se lo conosco un poco in questi  mesi  che
  abbiamo  condiviso,  sono certo che questo  avverrà  in  brevissimo
  tempo.
   Per  quanto  riguarda gli altri interventi, posso  anticipare  che
  questa  Presidenza  intraprenderà  tutti  gli  atti  necessari  per
  portare  avanti  una  battaglia che non credo  sia  finita.  Quanto
  emerso  da un dibattito che giustamente l'onorevole Cirone definiva
  tardivo,  un  dibattito che comunque ha acceso i riflettori  su  un
  aspetto che questa Presidenza non può ignorare.
   Credo  che  la  vicenda rimanga ancora aperta  e  sono  certo  che
  verranno  fatti  tutti  i  passi necessari  per  fare  chiarezza  e
  soprattutto  per  evitare di creare un precedente  che  sicuramente
  potrebbe  creare  gravissimi problemi al  prosieguo  all'autonomia,
  all'autorevolezza di questo Parlamento.
   Concludo  dicendo che l'altro ieri è venuto un signore  inglese  a
  visitare  la  Sala d'Ercole, in inglese provo a tradurlo  ha  detto
   what is' se la madre di tutti i Parlamenti, questo sicuramente  ne
  è il padre.
   Allora  riappropriamoci di questa dignità e insieme  cerchiamo  di
  portare le azioni necessarie per ridare quella dignità di cui tutti
  oggi abbiamo parlato.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole  Foti  è  da  ritenersi  in
  congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 15  ottobre
  2014, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


  I   - COMUNICAZIONI
  II   - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
  III   -  VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         -   Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
             della Regione siciliana recante  Disposizioni in tema di
             impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
             strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
             riforma del sistema di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-
             771/A)

  IV   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

             2)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
                 Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
                 dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
                 siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
                 della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
                 libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             3)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
                 Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
                 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             4)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
                 elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
                 Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436

               Relatore: on. Cracolici

  V   - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonché alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                     PALMERI  - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI  -
                     CIACCIO  -  CIANCIO  - ZAFARANA  -  FERRERI  -
                     MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -  FOTI  -
                     LA ROCCA - ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                     FOTI  -  CANCELLERI  - CAPPELLO  -  CIACCIO  -
                     CIANCIO  -  FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                     -  PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI  -
                     ZAFARANA - ZITO

  VI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     GIANNI  -  CORDARO - MICCICHE'  -  CLEMENTE  -
                     ANSELMO - GERMANA'

  VII   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     GIANNI  -  VENTURINO  - CIMINO  -  MARZIANO  -
                     RAGUSA - CIRONE

  VIII   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  IX   - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

                   La seduta è tolta alle ore 17.35

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

   ALLEGATO

  Risposte scritte ad interrogazioni Rubrica «Energia e i servizi di
                           pubblica utilità»

   LOMBARDO-DI MAURO-GRECO G.-FEDERICO-LO SCIUTO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente e all'Assessore per la salute, premesso che:

   nel  territorio del comune di Priolo Gargallo (SR) insiste uno dei
  più  grandi siti industriali europei sia per le dimensioni sia  per
  sua notevole complessità. Il sito, denominato 'Isab', è composto da
  due  siti  produttivi  a  loro volta denominati  'Impianti  Sud'  e
  'Impianti  Nord' tra loro interconnessi da un sistema di oleodotti.
  La  capacità  di lavorazione dei due siti è di 320 mila  barili  al
  giorno. In entrambi i siti oggi sono impiegate circa 1000 persone;

   a  seguito  dell'attracco delle navi petroliere, il greggio  viene
  inviato  in  serbatoi  da 100 mila tonnellate,  utilizzati  per  lo
  stoccaggio  di  materie  prime.  Successivamente  ai  processi   di
  distillazione,  desolforazione  e  conversione,  il  greggio  viene
  trasformato  in  prodotti  quali  GPL,  benzina  verde,   kerosene,
  gasolio. In particolare gli 'Impianti Sud' si caratterizzano per  i
  processi di conversione termica, sono orientati alla produzione  di
  distillati  medi e, avendo una notevole capacità di desolforazione,
  sono  in grado di lavorare prevalentemente greggi medio-pesanti  ad
  alto  contenuto  di  zolfo. Gli 'impianti nord'  si  caratterizzano
  invece  per  i processi di conversione catalitica, sono strutturati
  per  produrre  maggiori rese di distillati leggeri  utilizzando  in
  maniera  bilanciata i greggi medio-pesanti e leggeri. La Raffineria
  ISAB   movimenta  il  90%  delle  materie  prime  e  dei   prodotti
  petroliferi  per mezzo di tre pontili situati: uno  nella  baia  di
  santa  Panagia, uno denominato 'Pontile superpetroliere' e  l'altro
  'pontile liquidi'. I pontili sono collegati al parco serbatoi della
  raffineria per mezzo di oleodotti;

   considerato che:

   negli anni si sono verificati diversi incendi negli impianti nord-
  sud  della  raffineria  Isab di Priolo Gargallo,  molti  dei  quali
  consistenti in incendi che hanno causato il ferimento di decine  di
  lavoratori e messo a serio pericolo le popolazioni residenti  nelle
  vicinanze  del  polo  petrolchimico  siracusano  (circa  400   mila
  cittadini siciliani). L'esplosione verificatasi giorno 27  febbraio
  2014 è l'ultimo, in ordine di tempo, gravissimo incidente segnalato
  all'interno  della raffineria Isab di Priolo. Un'esplosione  ed  un
  incendio  nella  catena  di  raffinazione  delle  benzine  che   ha
  riversato nell'aria, per alcune ore, del fumo altamente inquinante;

   recentemente  l'associazione  'Legambiente',  che  si  occupa   di
  tematiche  legate  alla  protezione  dell'ambiente  e  che  produce
  dossier  sulle condizioni del territorio italiano, ha  stilato  una
  classifica   dei  10  territori  Italiani  maggiormente  inquinati,
  includendovi  tra le prime posizioni proprio i comuni  di  Augusta,
  Priolo, Melilli e Siracusa;

   in  data  3  gennaio  2014  Lukoil ha  finalizzato  l'accordo  per
  l'acquisizione  della restante quota del 20 per cento  della  Joint
  Venture in essere per la raffineria ISAB dalla Erg. Il valore della
  transazione è stato stimato in circa 400 milioni di euro, al  netto
  dell'adeguamento   del  capitale  operativo.   L'accordo   per   la
  costituzione  della joint venture per l'acquisizione del  complesso
  ISAB  é stato firmato nel 2008. A quel tempo Lukoil partecipava  al
  49%  ed  ERG  AL  51%.  Nel  2011, Lukoil  ha  elevato  la  propria
  partecipazione nella joint Venture al 60% e nel 2012 all'80%;

   in  data  30  agosto 2013, il più importante quotidiano  economico
  italiano  riportava  le affermazioni del presidente  della  Regione
  siciliana  On.  Rosario Crocetta, che nel corso di  una  conferenza
  stampa annunciava l'arrivo di investimenti per due miliardi di euro
  da parte di Lukoil in Sicilia;

   in  data 13 marzo 2014, lo stesso quotidiano economico, riporta di
  una  riunione tenutasi presso la sede del Governo regionale tra  il
  Presidente  della  Regione siciliana ed i vertici della  Raffineria
  Isab   di  Priolo.  Il  tema  dell'incontro  sembra  essere   stato
  l'investimento  da 1,5 miliardi di euro prospettato dal  presidente
  della  compagnia  petrolifera russa Vagit  Alekperov.  Investimenti
  finalizzati alla modernizzazione dell'impianto stesso;

   per sapere se:

   e quali iniziative concrete il Governo abbia adottato per tutelare
  la  salute  dei  cittadini  ricadenti  nel  comprensorio  del  polo
  petrolchimico siracusano;

   nel  corso dell'incontro tenutosi con i vertici di Lukoil in  data
  12 marzo presso la sede del Governo nazionale sia stato posto, alla
  società russa, il tema fondamentale della bonifica del territorio e
  dell'ammodernamento  degli impianti, finalizzato  ad  una  maggiore
  tutela della salute dei Siciliani;

   nel  corso del sopradetto incontro sia stata trattata la questione
  inerente  la costruzione del rigassificatore di Priolo  e,  in  tal
  caso, in che termini tale discussione sia stata affrontata» (1892).

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'Atto ispettivo Parlamentare  n.
  1892 degli onorevoli Lombardo ed altri, specificato in oggetto, per
  il  quale  lo  scrivente è stato delegato a curarne la trattazione,
  con  riferimento alla relazione fornita dal Dirigente Generale  del
  Dipartimento dell'Energia, si rappresenta:

   -Relativamente  al  primo  punto  dell'interrogazione,  alla  data
      odierna, tutte le iniziative della Raffineria ISAB, potenzialmente
      in grado di abbassare il livello di sicurezza e di tutela della
      salute  dei  cittadini  ricadenti  nel  comprensorio  del  polo
      petrolchimico  siracusano, sono state  vagliate  dal  Ministero
      dell'Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco,  del  Soccorso
      Pubblico e della Difesa Civile, Direzione Regionale per la Sicilia,
      che  accertato la conformità alla attuale normativa vigente  in
      materia di non aggravio del preesistente livello di rischio dei
      processi industriali.
  -In relazione al secondo punto dell'interrogazione, non avendo il
  Dipartimento partecipato all'incontro tenutosi in data 12 marzo
  presso la sede del Governo Nazionale, non è a conoscenza se è stato
  posto, alla società russa, il tema fondamentale della bonifica del
  territorio e dell'ammodernamento degli impianti, finalizzato ad una
  maggiore tutela della salute dei Siciliani.
  -Relativamente al terzo quesito posto dagli onorevoli interroganti,
  pur non essendo questo Dipartimento a conoscenza se nella riunione
  tenutasi in data 13 marzo 2014, presso la sede del Governo
  Regionale tra il Presidente della Regione Siciliana ed i vertici
  della Raffineria Isab di Priolo sia stata trattata la questione
  inerente la costruzione del rigassificatore di Priolo, si relaziona
  esclusivamente in merito alla pratica del terminale di
  rigassificazione di gas naturale liquefatto che ad opera della
  Società Iono Gas s.r.l. che si sarebbe dovuto realizzare
  all'interno della raffineria  Isab, impianti Nord, nel Comune di
  Melilli. In relazione, quindi, al suddetto terminale, risulta che
  l'istruttoria finalizzata al rilascio dell'autorizzazione ex art. 8
  della legge n. 340 del 2000, si è conclusa favorevolmente e che è
  stata trasmessa alla Giunta Regionale di Governo, con nota n. 6069
  del 05/02/2013 la società Iono Gas s.r.l., ha comunicato di voler
  rinunciare all'istanza per l'ottenimento dell'autorizzazione unica
  alla costruzione e all'esercizio del terminale di rigassificazione
  in argomento.

   Infine,  per quanto riguarda le iniziative chieste dagli onorevoli
  interroganti   in   ordine  alle  competenze  istituzionali   degli
  Assessorati  Regionale  per  la  Salute  e  per  il  Territorio   e
  l'Ambiente, invitati a fornire elementi utili alla trattazione,  si
  riferisce  che,  ad  oggi,  non  è pervenuta  alcuna  relazione  di
  sintesi.
   Tanto in risposta all'atto ispettivo in oggetto.

                                                          L'Assessore
                                                Dr. Salvatore Calleri

   FALCONE -

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per   l'economia,
  all'Assessore  per  l'energia  e i   servizi  di  pubblica  utilità,
  all'Assessore  per  le  autonomie locali  e  la  funzione  pubblica,
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che ai  sensi
  della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, e successive modifiche  e
  integrazioni,  ed  in  particolare dell'art. 19,  comma  2  bis,  il
  Dipartimento  regionale dell'Acqua e dei Rifiuti  è  autorizzato  ad
  anticipare risorse finanziarie ai Comuni per la copertura dei  costi
  derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti;

   la  legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, ed in particolare l'art.
  45  disciplina le modalità di intervento della Regione siciliana per
  il  ripianamento  dei  debiti  dei Comuni  della  Sicilia  derivanti
  dall'espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti;

   considerato  che  l'accordo  di  programmatico  tra  la  Ragioneria
  Generale   della   Regione  siciliana,  il  Dipartimento   regionale
  dell'Acqua e dei Rifiuti, l'Autorità d'ambito Kalat Ambiente  S.p.A.
  in  liquidazione, i Comuni di Caltagirone, Grammichele,  Mazzarrone,
  Militello   in  Val  di  Catania,  Mirabella  Imbaccari,  Palagonia,
  Raddusa,  Ramacca, San Cono, Scordia, Vizzini, siglato  il  7  marzo
  2013,  ha  previsto che il Dipartimento regionale dell'Acqua  e  dei
  Rifiuti   'provvederà  ad  emettere  provvedimento  di   impegno   e
  liquidazione a valere sulle risorse del capitolo 243311 in favore di
  ogni  Comune  la  cui richiesta di anticipazione  è  stata  valutata
  ammissibile e per cui è stato approvato il piano di rientro';

   visto  che  ancora oggi il Dipartimento considerato non  ha  emesso
  alcun  provvedimento in favore dei comuni interessati  che,  a  loro
  volta, si erano impegnati a trasferire all'ATO la somma ricevuta nel
  più  breve  tempo  possibile e, comunque, non oltre  il  termine  di
  giorni  10 dalla data effettiva dì accreditamento e di disponibilità
  dell'anticipazione stessa;

   per  sapere  se non ritengano opportuno, alla luce della gravissima
  situazione nella quale si continuano a trovare gli ATO KalatAmbiente
  Spa  in  liquidazione  e  conseguentemente i  comuni  dell'area  del
  Calatino:

   avviare,  e  con  speditezza,  il pagamento  della  prima  rata  di
  anticipazione richiesta che si sarebbe dovuta erogare  entro  il  30
  aprile 2013,

   istituire   un  gruppo  di  monitoraggio  costante  di   tutte   le
  operazioni  finanziarie legate all'accordo programmatico riguardante
  sia  l'area del Calatino, stipulato il 7 marzo 2013, sia  tutti  gli
  accordi  stipulati  con le altre società d'ambito  ed  i  rispettivi
  Comuni». (1086)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

       Risposta.-   «Con  riferimento  all'interrogazione  n.   1086,
  riguardante   Chiarimenti circa l'applicazione dell'art.  45  della
  l.r. n. 11/2010 in ordine al piano di rientro degli oneri derivanti
  dalla gestione integrata dei rifiuti , per il quale lo scrivente  è
  stato  delegato  a  curarne la trattazione,  con  riferimento  alla
  relazione fornita del Dirigente Generale del Dipartimento  Acqua  e
  Rifiuti, si rappresenta che:
    -l'art. 19 della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, e ss.mm.  e
       ii., e, in particolare, i comma 2 bis e 2 ter, introdotti dall'art.
       11,  comma 64, della legge regionale 9 maggio 2012 n. 26 hanno
       affidato all'Assessorato regionale dell'Energia e dei Servizi di
       pubblica  utilità ed in particolare al Dipartimento  regionale
       dell'Acqua  e  dei Rifiuti le funzioni di coordinamento  delle
       procedure di liquidazione delle preesistenti società e consorzi
       d'ambito,  disciplinando  le  modalità  per  il  ricorso  alle
       anticipazioni di cui al predetto art. 45 della legge regionale 12
       maggio 2010, n. 11 che stabilisce le modalità di intervento della
       Regione siciliana per il ripianamento dei debiti dei Comuni della
       Sicilia  derivanti dall'espletamento del servizio di  gestione
       integrata  dei rifiuti autorizzando lo stesso Dipartimento  ad
       anticipare risorse finanziarie ai Comuni per la copertura dei costi
       derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti;
  -la circolare 10 novembre 2012, n. 2, pubblicata nella G.U.R.S. n.
  50 del 23 novembre 2012, con la quale il Dipartimento regionale
  dell'Acqua e dei Rifiuti, nell'esercizio dei poteri di
  coordinamento affidati ai sensi dell'art. 19, comma 2 bis della
  l.r. n. 9/2010, ha disciplinato le procedure connesse alle
  richieste dei Comuni di anticipazione di risorse finanziarie
  finalizzate all'estinzione dei debiti relativi all'espletamento del
  servizio di gestione integrata dei rifiuti;
  -il Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti, esitate
  favorevolmente le richieste dei Comuni dell'ATO, ha trasmesso - con
  nota n. 4350 del 05/02/20 - alla Ragioneria Generale l'istruttoria
  per l'emissione dei decreti di approvazione dei piani di rientro in
  dieci annualità delle anticipazioni di cassa richieste;
  -pervenuti i decreti di approvazione dei piani di rientro, il
  Dipartimento ha provveduto all'emissione dei decreti di pagamento
  sottoelencati;

                       Data       COMUNI    Totale       I    e   II
  Decreto      emissione                  anticipazion  rata
                                          e da erogare  anticipazion
  D.A.R. n.                               al Comune in  e    erogata
                                          cinque        con        i
                                          annualità     decreti
                                                        indicati
                              Mirabella
  1027         01/07/2013    Imbaccari    1.034.869,02  413.947,61
                              San Cono
  1068         03/07/2013                 329.163,00    131.665,20
                              Raddusa
  1069         03/07/2013                 1.435.800,30  574.320,12
                              Palagonia
  1100         08/07/2013                 273.523,20    109.409,28
                              Vizzini
  1099         08/07/2013                 676.305,73    270.522,29
                              Grammichel
  1098         08/07/2013    e            578.286,70    231.314,68
                              Ramacca
  1101         08/07/2013                 2.459.237,97  983.695,19
                              Militello
  1097         08/07/2013    in   Val  di 248.920,39    99.568,16
                             Catania
                              Mazzarrone
  1103         08/07/2013                 236.074,94    94.429,98

       Alla data odierna, per quanto sopra esposto, sono stati emessi
  decreti di pagamento per complessivi euro 2.908.872,51 in favore di
  n.  9  Comuni;  per  i Comuni di Caltagirone e Scordia  trovandosi,
  rispettivamente,  in  stato  di  dissesto  finanziario   ai   sensi
  dell'art.  244 del T.U.E.L. e con piano di riequilibrio finanziario
  presentato  ai  sensi dell'art. 243 bis dello stesso  T.U.E.L.  non
  ancora  approvato  dalle autorità competenti, su indicazione  della
  Ragioneria  Generale,  non sono stati emessi decreti  di  pagamento
  delle anticipazioni richieste.
        Infine,  per quanto riguarda le iniziative chieste dall'On.le
  Interrogante   in   ordine  alle  competenze  istituzionali   degli
  Assessorati Regionali per le Autonomie Locali, per il Territorio ed
  Ambiente,  invitati a fornire elementi utili alla  trattazione,  si
  riferisce che, ad oggi, non è pervenuta alcuna relazione.
       Tanto in risposta all'atto parlamentare in oggetto».

                                                        L'Assessore
                                                     dr.    Salvatore
                                                 Calleri

   D'ASERO - FALCONE

    «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione  pubblica e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  il  fenomeno del randagismo in  Sicilia  ha  assunto
  proporzioni  gigantesche:  una recente inchiesta  sul  fenomeno  ha
  rivelato dati preoccupanti tra i quali leggiamo che in Sicilia sono
  presenti  almeno  65.000 randagi dei quali solo 8,000  ospitati  in
  strutture pubbliche per loro predisposte;

    ritenuto  che  il randagismo è un fenomeno sociale  che  andrebbe
  affrontato a monte attraverso l'educazione civica nei vari  livelli
  di  istruzione scolastica e con la sensibilizzazione dei  cittadini
  nei  confronti  degli  animali  domestici  che  talvolta  diventano
  indesiderati, ed a valle con un maggior controllo del territorio  e
  l'istituzione  e/o ampliamento di gruppi cinofili  all'interno  dei
  Corpi di Polizia municipale;

    appare  urgente accelerare i tempi per porre ordine in un settore
  della  vita  civile il fenomeno del randagismo che  da  fin  troppo
  tempo  in  Sicilia  è  oggetto  di disattenzione  e  di  negligenze
  incrociate  e  che  non  accenna a diminuire,  arrivando  a  creare
  condizioni di reale rischio per l'incolumità dei cittadini;

    accertato  che  è compito dei Comuni provvedere alla  risoluzione
  delle problematiche inerenti il randagismo;

    tenuto  conto,  inoltre, che il fenomeno del randagismo  tende  a
  crescere   in   correlazione   al   nuovo,   discutibilissimo   uso
  dell'abbandono degli animali domestici, specie in periodo estivo;

    per  sapere  se  non ritengano opportuno avviare ogni  iniziativa
  finalizzata a:
    contenere il numero dei randagi cha hanno un costo annuale per  i
  cittadini siciliani di centinaia di migliaia di euro;
    avviare  nelle  scuole  siciliane un  progetto  finalizzato  alla
  sensibilizzazione degli studenti di ogni ordine e grado;
    prevedere  nella  prossima  finanziaria  e  bilancio  un  congruo
  finanziamento utile alla creazione di gruppi cinofili nei  Comuni».
  (438)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

         Risposta.-  «In  riferimento  alla  interrogazioni  di   cui
  all'oggetto    e   sulla   scorta   delle   informazioni    fornite
  dall'Assessorato alla Salute con nota n. 27189 del 31 marzo 2014  e
  dal  Dipartimento regionale delle autonomie locali con  nota  12488
  del 7 agosto 2013, appare utile chiarire quanto segue.
        L'aspetto  del  randagismo  deve necessariamente  coinvolgere
  diversi   rami   dell'Amministrazione  regionale  a   causa   della
  molteplicità  degli  aspetti  e dei  risvolti  etici,  economici  e
  sociali,  oltre a quelli igienico-sanitari, che esso  determina,  e
  per  le  ripercussioni che tale fenomeno può avere  sull'incolumità
  pubblica e sul bilancio della regione che lo pongono come una  vera
  e  propria emergenza sociale. L'approccio multidisciplinare risulta
  dunque necessario e ciò presuppone che vengano destinate allo scopo
  apposite risorse finanziarie.
        Il  contenimento del numero dei cani randagi passa attraverso
  diverse azioni di controllo da parte dei Comuni, atte a contrastare
  il fenomeno dell'abbandono dei cani e delle cucciolate da parte dei
  proprietari. L'abbandono, infatti alimenta il fenomeno  in  maniera
  esponenziale, vanificando l'azione posta in essere da  parte  delle
  ASP con le sterilizzazioni dei cani randagi catturati.
        Solo nel corso dell'anno 2013 sono state effettuate dalle ASP
  della  Sicilia n. 5.153 sterilizzazioni di cani randagi e n.  2.055
  sterilizzazioni di gatti.
        Si  rappresenta  infine, come in atto non sussistono  risorse
  finanziarie  in capo all'Assessorato alle autonomie locali  e  alla
  funzione pubblica che possano essere utilizzate per fare fronte  al
  fenomeno del randagismo in Sicilia».

                                                          L'Assessore
                                                        Patrizia
                                                   Valenti