Presidenza del vicepresidente Venturino
FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Firetto, Ferreri e Giovanni
Greco hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cascio Francesco e Cordaro
sono in missione a Bruxelles nei giorni 6, 7 e 8 ottobre 2014.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Autonomie locali e la funzione
pubblica:
N. 438 - Interventi per la lotta al fenomeno del randagismo in
Sicilia.
Firmatari:Falcone Marco; D'Asero Antonino
- A seguito delle dimissioni dell'on. Scoma, (v. resoconto
stenografico sed. n. 32 dell'8 aprile 2013), ne decade la firma
dalla presente interrogazione di cui era firmatario. - Con nota
prot. n. 24955 del 20 maggio 2013, il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica.
- da parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità:
N. 1086 - Chiarimenti circa l'applicazione dell'art. 45 della
legge regionale n. 11 del 2010 in ordine al piano di rientro degli
oneri derivanti dalla gestione integrata dei rifiuti.
Firmatari:Falcone Marco (Con nota prot. n. 30587/IN.16 del 26
giugno 2014 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
regionale per l'energia).
N. 1892 - Notizie in merito al polo petrolchimico di Priolo
Gargallo (SR).
Firmatari:Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni; Greco
Giovanni; Federico Giuseppe; Lo Sciuto Giovanni (Con nota prot. n.
26282/IN.16 del 3 giugno 2014 il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore regionale per l'energia ed i servizi di
pubblica utilità).
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
legge
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizioni in materia di Liberi Consorzi di Comuni, Città
metropolitane e fusione di Comuni. Norme di attuazione della legge
regionale 24 marzo 2014, n. 8 e di adeguamento ai principi
fondamentali dell'ordinamento della Repubblica. (n. 819)
di iniziativa parlamentare, presentato il 30 settembre 2014,
inviato il 2 ottobre 2014.
- Abrogazione del secondo comma dell'articolo 61 della legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29. (n. 821)
di iniziativa parlamentare, presentato il 2 ottobre 2014, inviato
il 7 ottobre 2014.
- Recepimento della legge 56/2014 in materia di riforma delle
province. (n. 822)
di iniziativa parlamentare, presentato il 7 ottobre 2014, inviato
il 7 ottobre 2014.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme in materia di cure palliative. (n. 820)
di iniziativa parlamentare, presentato il 2 ottobre 2014, inviato
il 7 ottobre 2014.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Trattamento di quiescenza integrativo a gestione Irsap. (n. 818)
di iniziativa parlamentare, inviato il 2 ottobre 2014, parere III.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme per la promozione dell'economia solidale. (n. 812)
di iniziativa parlamentare, inviato il 2 ottobre 2014, parere IV.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Protezione elettrodica delle condutture idriche. (n. 816)
di iniziativa parlamentare, inviato il 2 ottobre 2014.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 14 aprile 2009 n.
5 - Trasferimento della gestione dell'ospedale Piemonte all'ASP
n. 5 di Messina. (n. 815)
di iniziativa parlamentare, inviato il 2 ottobre 2014.
- Norme di riorganizzazione della funzione infermieristica
regionale. (n. 817)
di iniziativa parlamentare, inviato il 2 ottobre 2014.
Comunicazione relativa al disegno di legge n. 758
PRESIDENTE. Comunico che il disegno di legge n. 758 Attuazione
urgente del quoziente familiare per le famiglie numerose
siciliane , presentato in data 16 maggio 2014 e comunicato
erroneamente nella seduta n. 157 del 27 maggio 2014 a firma
unicamente dell'onorevole La Rocca Ruvolo, si intende presentato
dagli onorevoli La Rocca Ruvolo, Dina, Turano e Firetto .
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Ambiente e
territorio' (IV) nella seduta n. 144 del 30 settembre 2014 ha
approvato la risoluzione Modifica del decreto assessoriale n. 908
dell'11 giugno 2001 per consentire alle strutture alberghiere
esistenti l'aggiunzione di un ulteriore posto letto per la
sistemazione di bambini di età non superiore a dodici anni.' (n.
14/IV);
Comunico che la Commissione legislativa Cultura, formazione,
lavoro' (V) nella seduta n. 187 dell'1 ottobre 2014 ha approvato la
risoluzione Atto di indirizzo in ordine ai soggetti denominati
Tutors ex Pip' (n. 23/V).
Deliberazioni della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le seguenti deliberazioni
della giunta regionale:
- n. 257 del 22 settembre 2014 relativa a: Piano di Azione e
Coesione (PAC) Salvaguardia. Nuove azioni a gestione regionale e
misure anticicliche. Sistema di gestione, monitoraggio e controllo
(SI.GE.CO.) Adozione - Piano di Azione e Coesione (PAC)
Salvaguardia. Azione 7.1.1 - Integrazione ;
- n. 261 del 29 settembre 2014 relativa a Programma operativo
FESR Sicilia 2007/2013 - Decisione CE C(2014) 6446 dell'11
settembre 2014 - Adozione definitiva .
Le predette delibere sono state trasmesse ai sensi dell'articolo
50 comma 3 della legge regionale n. 9/2009 alla II Commissione
legislativa e alla Commissione per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione Europea.
Copia delle stesse è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2238 - Chiarimenti e iniziative presso il Governo centrale
sulla disparità di trattamento operata dal MIUR a danno dei docenti
in servizio presso scuole statali dell'Isola.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2239 - Chiarimenti sulla convenzione sottoscritta con la
società di navigazione Tirrenia e sull'esclusione del porto di
Augusta dalle clausole di salvaguardia originariamente previste.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2241 - Notizie in merito ai piani di miglioramento e di
investimento a garanzia della qualità e sicurezza dell'unico punto
nascite dell'Azienda ospedaliera Papardo-Piemonte di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Foti
Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zito Stefano; Trizzino
Giampiero
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 2243 - Iniziative da assumere per revocare la preapertura della
stagione venatoria 2014/2015.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 2244 - Misure per la riqualificazione, la tutela e la
valorizzazione del sito 'Scala dei Turchi' nel comune di Realmonte
(AG).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 2245 - Misure per la riqualificazione, la tutela e la
valorizzazione della grotta dell'Addaura nel comune di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
Avverto che le interrogazioni ora annunziate saranno trasmesse al
Governo dalle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2237 - Ulteriori chiarimenti sulla decisione dell'Assessorato
del turismo, sport e spettacolo di non liquidare alcuni patrocini
onerosi relativi a manifestazioni svolte nel 2009.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2240 - Misure urgenti per il rispristino in sicurezza del molo
pubblico di San Nicola l'Arena.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: La Rocca Claudia; Siragusa Salvatore; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ciaccio
Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 2242 - Notizie in merito alla dotazione dei farmaci per i
pazienti affetti da emofilia presenti nei presidi di pronto
soccorso dei nosocomi siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Greco Giovanni
N. 2246 - Chiarimenti circa l'applicazione dell'art. 10, comma 2,
della legge regionale n. 5 del 2011 per l'agevolazione delle
iniziative economiche.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
numero 208 - Notizie sui ritardi nell'erogazione ai comuni dei
fondi di cui alla delibera n. 152/2012 concernente 'Interventi nel
settore idrico, fognario e depurativo'.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Laccoto Giuseppe
numero 209 - Notizie sulla mancata attuazione di quanto previsto
dal comma 6 dell' art. 20 della legge 28 gennaio 2014, n. 5 in
materia di borghi rurali.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatari: Musumeci Nello; Ioppolo Giovanni; Formica Santi
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 345 - Interventi urgenti sull'asse ferroviario Palermo-
Catania-Messina, degli onorevoli Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano, presentata il 29
settembre 2014;
numero 346 - Iniziative volte al potenziamento dello scalo
aeroportuale di Comiso (RG), degli onorevoli Assenza Giorgio;
Falcone Marco; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio, presentata il 30
settembre 2014;
numero 347 - Iniziative presso il Governo nazionale per
scongiurare la soppressione delle sezioni provinciali di polizia
postale e delle comunicazioni, degli onorevoli Ferreri Vanessa;
Cappello Francesco; Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni
Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Palmeri
Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana Valentina, presentata l' 1
ottobre 2014;
numero 348 - Tutela occupazionale dei dipendenti della raffineria
ENI di Gela, degli onorevoli Arancio Giuseppe Concetto; Cirone
Maria in Di Marco; Federico Giuseppe; Maggio Maria Leonarda;
Milazzo Antonella Maria, presentata l'1 ottobre 2014.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Comunicazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, riunitasi il 7 ottobre 2014, sotto la
presidenza del Presidente dell'Assemblea, onorevole Ardizzone,
presente il Vicepresidente vicario, onorevole Venturino, ha
approvato all'unanimità il seguente calendario dei lavori
parlamentari per la corrente sessione.
Si è innanzitutto ritenuto di convocare una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per martedì 14 ottobre 2014,
alle ore 16,00, per la discussione nel merito dei disegni di legge
di riforma dell'ente di area vasta, che - non appena formalmente
presentati - saranno trattati con priorità dalla competente
Commissione di merito.
Esaurite le comunicazioni, i lavori d'Aula saranno aggiornati alla
prossima settimana, nell'attesa che l'Ufficio centrale
circoscrizionale di Siracusa provveda a completare gli adempimenti
di propria competenza a seguito della ripetizione parziale delle
elezioni regionali in alcune sezioni del suddetto collegio
elettorale.
L'Aula terra quindi seduta:
-mercoledì 15 ottobre 2014, alle ore 11,00, per l'elezione del
Vicepresidente dell'Assemblea e per la votazione finale del disegno
di legge-voto in materia di impignorabilità della prima casa;
-mercoledì 15 ottobre 2014, alle ore 16,00, per la discussione
unificata delle mozioni numero 331 e 333 di censura dell'Assessore
regionale per l'Istruzione e la Formazione Professionale;
-giovedì 16 ottobre 2014, alle ore 11,00, per la discussione della
mozione numero 316 di censura dell'Assessore regionale per le
Attività Produttive nonché per la trattazione di tutti gli ordini
del giorno presentati sulla cosiddetta finanziaria ter .
Resta comunque confermata la trattazione degli argomenti già
iscritti all'ordine del giorno della presente seduta, che saranno
quindi esaminati a partire dal 21 ottobre 2014.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che è da ritenersi in congedo per la seduta
odierna l'onorevole Alfio Papale.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Comunicazioni ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
interno
GIANNI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo oggi
per chiedere le dimissioni del Presidente dell'Assemblea Giovanni
Ardizzone, perché lo farà lui comunque.
Probabilmente il Presidente Ardizzone, così come l'Assemblea, non
sanno che si è consumato un passaggio che, nella storia, rimarrà
come una macchia indelebile di questa Assemblea; Si è consumato un
reato gravissimo, il reato di lesa maestà di questa Assemblea, che
già era in difficoltà. Lunedì ci saranno sette deputati che
dovranno nuovamente formulare - come di rito - il giuramento.
Credo che dovranno giurare anche gli altri deputati presenti,
questo significherà che non ci sarà più l'assetto dell'Assemblea e
delle Commissioni, tutti dovranno ritornare ad essere votati.
Quindi, non glielo chiederò.
Intervengo soltanto perché ho due cose da dire: voglio ringraziare
tutti i colleghi che in questi due anni mi hanno dato la loro
simpatia e amicizia; voglio ringraziare tutti i dipendenti perché
mi hanno aiutato in questo brutto e duro lavoro che io ho fatto con
la massima disponibilità; voglio - nello stesso tempo - sollecitare
la Presidenza dell'Assemblea a riacquistare quell'autorevolezza
politica che questa Assemblea ha perso, perché il Paese ha bisogno
della politica, non ha bisogno di improvvisazioni.
E' un momento difficile, abbiamo una crisi economica che ormai sta
devastando tutto e tutti, e la gente ha bisogno di mangiare, non di
perdere tempo in una falsa campagna elettorale come quella che c'è
stata.
Non ho nulla da dire su quello che è avvenuto, perché era già
tutto previsto dal momento in cui il Consiglio di Giustizia
Amministrativa di Palermo, con un atteggiamento forzato, arrogante
e prepotente ha voluto ancora una volta mettere in difficoltà
questa Assemblea - che aveva tutta l'autorevolezza e l'autorità di
una legge che viene dal '51, legge n. 29, che non prevede elezioni
parziali - ha voluto a tutti i costi mortificare la Commissione per
la verifica dei poteri, ha voluto mortificare la Commissione
circoscrizionale di ogni provincia composta da tre magistrati, ha
voluto mortificare la Corte d'Appello.
Mi hanno chiesto: Cosa farai? ho risposto: Tornerò a fare ciò
che facevo prima , cioè il medico. Ho subito in questi anni
tantissimi attacchi di ogni ordine e grado, anche l'ultimo, quello
di avere preso un televisore e un telefonino come dono di
corruzione, per una corruzione che anche volendo non potevo fare,
perché non ero io che dovevo dare le autorizzazioni, autorizzazioni
date 6 mesi dopo, quando non ero più assessore. Ma sono certo che
il magistrato saprà cogliere le certezze e le verità sulla scorta
delle leggi.
Io sono venuto qui oggi perché volevo ringraziare tutti e salutare
questa Assemblea augurandovi buon lavoro, perché la Regione, i
cittadini, hanno bisogno di voi. Credo che sia opportuno che il
Presidente della Regione assuma tutti i poteri che deve assumere
occupandosi dei problemi, chiami l'ENI per fare partire i lavori di
Priolo e Gela, chiami l'ENEL per fare partire i gassificatori di
Porto Empedocle, chiami la LUCOIL per fare partire i lavori a
Priolo, chiami tutti quelli che devono dare a questa Regione tutto
quello che negli ultimi 50 anni hanno rubato, non mettendo in moto
il meccanismo degli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto.
Questo è solo un invito che vi faccio e vi auguro buon lavoro.
(Applausi)
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Gianni ha
parlato di quello che è successo alle elezioni di Siracusa e - come
sapete - è stato eletto al posto dell'onorevole Gianni, l'onorevole
Gennuso, a cui facciamo gli auguri per la sua tanto aspirata
vittoria.
Però ultimamente, andando un po' su Internet mi è capitato di
trovare un libro di Benni Calasanzio che si chiama Disonorevoli
nostrani e a pagina 65 c'è proprio la foto dell'onorevole Gennuso
e si legge: se vedete per strada quest'uomo ritratto in questa
foto cominciate a correre più velocemente che potete, non sapete
cosa possa capitarvi a stare accanto a Gennuso. Lui ama il rischio,
e non perché ha rischiato di finire svariate volte in galera, ma
perché detiene il 50 per cento delle società Eurobingo, una serie
di società, ma Giuseppe è soprattutto un pregiudicato orgoglioso
della III media, per una serie incredibile di reati: trasporti
abusivi, omessi versamenti delle ritenute previdenziali, detenzione
abusiva di armi, lesioni personali, ingiuria, furto .
Sono affermazioni pesantissime che si leggono in questo libro, e
io non voglio giudicare perché non conosco le fonti di questo
libro, non sono preciso e addirittura potrebbero essere false, ma
vorrei ricordare a questa Assemblea che da qualche anno - un anno e
mezzo forse, o qualcosa di più - è entrata in vigore quella che è
la legge Severino, ma poi c'è anche il decreto legislativo 235 del
2012. Che cosa prevedono queste leggi? Prevedono l'ineleggibilità,
alla luce di alcuni reati, ad esempio, c'è l'articolo 8 che prevede
la sospensione del diritto dalle cariche indicate dall'articolo 7,
comma 1 e dall'articolo 7 comma 1, lettera a, b e c.
Ora, ripeto potrebbero, anzi saranno falsi, ma secondo me è
importante che la Commissione verifica poteri si riunisca quanto
prima per valutare se l'onorevole Gennuso è eleggibile, in caso
contrario scatta chi è arrivato secondo e quindi, possibilmente,
una persona che non ha precedenti penali.
Questa è una cosa che per noi è importante alla luce, appunto, dei
decreti che sono sopraggiunti.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
brevemente perché ho sentito l'onorevole Gianni ringraziare tutti i
colleghi, interpreto sicuramente il pensiero dei miei compagni di
Guppo, ma sono convinto di interpretare anche quello di gran parte
dei deputati di questa Assemblea.
Noi dobbiamo dire grazie a Pippo Gianni - no lui a noi - per il
grande contributo che in questi anni ha dato a questa Assemblea;
per l'impegno e la dedizione. Un grande lavoro quello svolto
dall'onorevole Gianni.
Molte cose le ha dette lui. Alcune cose, alcuni disegni di legge,
sono in atto in itinere: vorrei ricordare quello sull'amianto, per
il quale l'onorevole Gianni si è battuto tantissimo.
Io ho avuto una fortuna in più rispetto a molti altri, che è stata
quella di essere stato al suo fianco durante questi mesi nei quali
si è costituito questo nuovo gruppo e movimento, che è il PDR.
Voglio quindi ringraziarlo e sono convinto di una cosa: che
l'impegno dell'onorevole Gianni non può finire qua, deve
assolutamente continuare perché il nostro gruppo, che è il PDR, ma
soprattutto la Sicilia, ha bisogno di politici come Pippo Gianni.
Grazie.
PICCIOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo, nella
qualità di Capogruppo, solo per testimoniare e completare il
ragionamento che ha fatto l'amico Salvo Lo Giudice. Noi, come
movimento politico, riuniremo la direzione la prossima settimana e
riteniamo - indipendentemente da quella che è stata la conclusione
di una vicenda elettorale e giudiziaria, che seguirà sicuramente
poi in altre sedi il suo iter legislativo e tecnico - che
sicuramente l'Assemblea oggi ha perso un suo componente di grande
spicco, di grande prestigio, di grande intelligenza e duttilità
politica.
Sicuramente poteva essere fatto di meglio, di più, da parte
dell'Assemblea stessa e da parte della Presidenza della Regione,
perché questo problema è stato sottovalutato e le implicazioni che
deriveranno da questa elezione parziale - prima volta nella storia
del Parlamento - saranno tante e forse ancora alcune le
sconosciamo.
Certamente, come movimento politico, esprimiamo forte disappunto
per la gestione della vicenda che ha riguardato Siracusa in genere,
senza entrare nel merito della legittimità degli atti successivi e
di chi poi, legittimamente, è stato eletto. Per carità Non è
questo il tema.
Secondo me c'è stata troppa superficialità da parte anche del CGA,
che ha fatto delle scelte che - come ha detto l'onorevole Gianni -
verranno contestate in sedi diverse.
Noi però, come movimento politico, diciamo che per Gianni la
prossima settimana si aprirà sicuramente una nuova fase politica,
mi auguro temporanea, nella quale - non voglio anticipare decisioni
che saranno della direzione - sicuramente all'unanimità sarà
chiamato ai vertici del movimento per la sua gestione politica, per
poter dare un contributo non solo a noi, ma a tutta la Sicilia e ai
Siciliani. Grazie.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, permettetemi una
divagazione.
Io non dirò una sola parola su Pippo Gianni, perché non ne ha
bisogno. Non ne ha bisogno perché è uno coriaceo che sa affrontare
le battaglie: qualche volta ha perso; tantissime volte ha vinto.
Però non mi sento di non dire niente sulla vicenda che ha
riguardato l'Assemblea regionale, la Provincia di Siracusa e che
vede come risultato finale un epilogo amaro per Pippo Gianni e,
ritengo, per l'Assemblea intera. Perché, badate bene, nessuno pensi
che quello che è successo non potrebbe ripetersi. E la cosa che mi
amareggia è pensare che tutti abbiamo fatto le elezioni regionali,
chi siede in quest'Aula ha vinto quella competizione, ma nessuno
pensi che si potrebbe salvare il risultato se quella competizione
fosse stata distorta da un risultato a favore del primo dei non
eletti o di una lista vicina.
Cercherò di fare un esempio. Io ritengo di aver vinto con un
abbondante margine di vantaggio sul seggio, e mi ricordo sempre di
rappresentare tutto il partito che mi ha eletto. Però, dovete
sapere che se si dovesse votare in dieci sezioni del primo dei non
eletti, e questo può capitare a tutti, io non so come finirebbe. Su
questo ci dobbiamo interrogare, perché oggi l'onorevole Gianni non
è una persona che ha perso le elezioni, è una persona che ha subito
un'ingiustizia. E le ingiustizie, a prescindere se hanno la forma
di una sentenza o la motivazione delle più svariate possibili, è
sempre un'ingiustizia.
Se qualcuno pensa che si può votare in tutta la Sicilia e poi si
può rivotare soltanto in dieci sezioni della Sicilia, io ritengo
che non ha capito la gravità dell'ingiustizia che è stata commessa
nei confronti di Pippo Gianni e dell'Assemblea regionale. E voglio
fare un esempio: se questo episodio fosse successo nel 2008, quando
la lista dei Verdi si fermò al 4,99 per cento e non prese il quorum
del 5 per cento per meno di 500 voti in tutta la Sicilia, cosa
sarebbe successo? Si sarebbe sconvolto l'intero assetto
istituzionale o assembleare perché nove sezioni potevano
rideterminare il risultato, perché non sono stati nelle sezioni
dove si è votato con una competizione vera, non c'è stata una
competizione tra tutti i candidati e tra tutti i partiti. NO C'è
stata una sorta di referendum di qualcuno contro qualche altro,
solo che sul referendum veniva giocata a casa di qualcuno e fuori
casa per altri. Ed io credo che questo è un grave precedente.
Onorevole Marziano, volevo parlare di lei, perché lei ha subito la
stessa identica forzatura - io la chiamo forzatura giuridica o
stortura del sistema - che ha subito l'onorevole Gianni. Non è un
problema di fortuna o sfortuna vincere le elezioni, è un problema
su cui l'Assemblea deve interrogarsi per evitare che possa
verificarsi di nuovo. E non avrei cambiato il tenore del mio
intervento se l'epilogo fosse stato un altro, perché, a prescindere
dalla simpatia, dall'affetto e dall'amicizia che voglio esprimere a
Pippo Gianni, che non ha bisogno di essere difeso da nessuno,
perché è un grande combattente che continuerà, spero, a fare
politica e a prendersi le soddisfazioni che la politica sa
assegnare, però ognuno vince e poi dopo 3 mesi, dopo 6 mesi, dopo
un anno si rivota ed è costretto di nuovo a rivincere: questa non è
una regola di democrazia, non dovrebbe verificarsi e non può
appartenere a questa Assemblea.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Informo che l'onorevole Lombardo ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Comunicazioni ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
interno
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, caro amico Pippo
Gianni, questo tono così dimesso, come se stessimo assistendo al
funerale politico dell'onorevole Gianni, non mi apparterrà, perché
io che continuo a credere nella giustizia e che continuo a sperare
che la giustizia sia veramente una dea bendata, sono certo che la
Cassazione ci darà ragione, che accoglierà quelli che sono i
ragionamenti che l'Avvocatura dello Stato farà a supporto delle
prerogative costituzionali di questo Parlamento.
Vorrei che i colleghi che sono distratti, brevemente per la prima
e l'ultima volta nella mia vita, mi ascoltassero.
Onorevole Turano, non c'è il ferimento dell'onorevole Gianni o il
ferimento dell'onorevole Marziano, ma è stato ferito questo
Parlamento, è stata ferita in maniera gravissima la legge. E vedete
legge erga omnes eravamo convinti che fosse fino a qualche mese fa,
eravamo convinti che tutti dovevamo piegare il capo davanti alla
legge. Dal giorno in cui c'è stata questa sentenza, sappiamo che in
quest'Isola c'è gente leggibus solutus e che pensa che al di sopra
della legge, al di la della legge e che non deve rispondere a
nessuno delle azioni che ha fatto.
Io, anziché continuare a lamentarmi, vorrei pensare per un istante
alle cose che dobbiamo fare, e vorrei che ognuno di voi avesse quel
legittimo orgoglio che vi deve spingere ad operare per ridare a
questa Assemblea la dignità ed il rango che qualcuno ha pensato di
sottrarci.
L'articolo 61 della legge 29 del 20 marzo 1951 dice che il potere
di confermare i deputati appartiene solo ed esclusivamente
all'Assemblea, e dice pure una cosa importante, che di fronte a
seggi dove vi erano stati degli errori, i voti di quei seggi
vengono annullati. Cioè, la legge regionale, che ricordo ha rango
costituzionale, perché lo Statuto della Regione siciliana fa parte
della Costituzione italiana, vieta - lo ripeto -, cioè impedisce il
ritorno alle urne, perché il ritorno alle urne per essere chiari è
sempre un ritorno di un percorso difficile, ad ostacoli. Immaginate
se oggi l'onorevole Gianni decidesse di fare un ricorso che
riguarda il suo paese, cioè la città di Priolo. Voi non pensate che
l'onorevole Gianni in quei seggi prenderebbe anche lui 350 voti a
seggio, e questo gli darebbe la possibilità di scavalcare coloro i
quali erano dietro a lui posizionati dal voto legittimo dei
siciliani? Perché vedete il problema di fondo è questo, io posso
decidere di mirare un collegio, di mirare delle sessioni, chiedere
di ritornare a votare in quelle sezioni, e come ha giustamente
detto l'onorevole Turano, chi ha vinto perde e chi perde ha vinto.
Non è più un problema che riguarda la provincia di Siracusa,
perché l'errore che ha fatto questa Assemblea è nel pensare
egoisticamente che era un problema della provincia di Siracusa e
che non era un problema di tutto il Parlamento, di ognuno di noi e
di chi verrà dopo di noi.
Perché la prima cosa che dobbiamo avere la dignità di fare, nel
caso in cui la Cassazione non dovesse accogliere il nostro ricorso,
è quello di cambiare nome a quest'Assemblea. Non saremo più
un'Assemblea a Statuto speciale, saremo un Consiglio regionale,
così come tutti i Consigli regionali delle altre Regioni a Statuto
ordinario; lo volete comprendere questo oppure no?
E, vedete, io in forma così polemica ho depositato già - e chiedo
alla Presidenza di trasmettere questo disegno di legge in I
Commissione - un disegno di legge che prevede l'abolizione
dell'articolo 61 della legge 29 del 20 marzo '51, perché non ha
senso che la legge affidi all'Assemblea regionale siciliana dei
poteri, e poi questi poteri non sono stati esercitati perché dei
giudici hanno pensato di sconfinare in competenze che sono di
esclusivo - esclusivo lo ripeto - potere di quest'Assemblea.
Quindi, la prima cosa su cui dobbiamo pronunciarci cari colleghi,
è se vogliamo aderire a questa indicazione del CGA sopprimendo
l'articolo 61 della legge. E poi, signor Presidente, io ho
depositato un secondo disegno di legge perché, vedete, quest'idea
di piangerci addosso e di dire cosa succederà domani, cosa
succederà domani lo sappiamo, perché domani il primo dei non eletti
andrà a Messina e dirà che ci sono state otto sezioni dove c'è
stato l'uso fraudolento della scheda ballerina e siccome, ormai,
questa ballerina è diventata una moda per tutti, bene, si tornerà a
votare a Messina, poi si tornerà a votare a Trapani, poi si tornerà
a votare ad Agrigento, perché ormai che la diga è saltata, non c'è
possibilità per nessuno di fermare la piena.
L'altro disegno di legge che ho depositato riguarda una proposta
di abrogare il Consiglio di giustizia amministrativo e di
trasformarlo in una sezione staccata del Consiglio di Stato. E
perché cari colleghi faccio questa proposta? E dovete un attimino
riflettere su questa mia tesi, vedete chi nomina i giudici del
Consiglio di giustizia amministrativo? Una parte sono giudici
togati, ma sei per sei anni consecutivi vengono nominati dal
Governo regionale. Vedete io non ho alcun dubbio che tutti i
giudici laici del CGA che mi hanno giudicato hanno avuto sempre un
comportamento correttissimo, che hanno risposto alla loro coscienza
e alla legge, nell'emanare questa sentenza, perché io a suo tempo
avevo votato a favore dei tre che mi hanno giudicato, ma pensate
per un istante se io avessi votato contro uno dei tre, semmai
qualcuno avesse potuto scippare dalla mia mente l'idea che era una
ritorsione nei miei confronti.
Vedete, i giudici laici nominati dal Governo, la proposta di
nomina viene vagliata dalla prima Commissione; e quindi cosa
succede? Che oggi noi siamo i giudici e domani verremo giudicati.
La legge 29 vietava questa possibilità. Poi, vedete, oggi verremmo
a trovarci a monte con i giudici che vengono da noi valutati, e poi
a valle con gli stessi giudici che andrebbero a valutare e a
giudicare coloro che abbiamo valutato. Vedete, se io fossi cattivo,
non lo voglio essere e ripeto sono dell'idea assoluta che i giudici
sono stati corretti, vedete nel mio caso io sono stato giudicato da
tre giudici laici che sono stati nominati da Raffaele Lombardo,
cioè dal leader dell'MPA. Nel mio processo l'MPA si è costituito
contro di me. Non solo si è costituito l'MPA contro di me ma
l'avvocato Gaetano Armao, Assessore della Giunta Lombardo era
l'avvocato dell'MPA. Vedete, queste cose non possono più ripetersi
una seconda volta. Ripeto, io sono assolutamente certo che i
giudici sono stati più che corretti, e se potessi trovare un
aggettivo ancora più rafforzativo lo utilizzerei, però noi siamo
nel mondo del diritto e dobbiamo garantire a tutti parità di
trattamento.
Quindi da domani, signor Presidente vorrei che lei trasmettesse
alla I Commissione anche questo disegno di legge perché noi
dobbiamo deputati essere liberi ..
PRESIDENTE: Onorevole Vinciullo, gli Uffici mi comunicano che i
disegni di legge sono stati già assegnati alle competenti
Commissioni di merito.
VINCIULLO. Ne sono felice, signor Presidente, perché il potere
legislativo non può essere condizionato da quello giudiziario e
viceversa. Noi vogliamo giudici liberi ed autonomi ma, se mi
consente, anche noi deputati dobbiamo essere liberi ed autonomi di
determinarci nelle nostre cose.
Per tale motivo io credo che l'Assemblea dovrà ritornare ad
interrogarsi su questa vicenda che, ripeto, non è dei siracusani ma
è una vicenda regionale ed anche nazionale; è la prima volta che
succede non solo in Sicilia ma in tutta Italia, e dobbiamo
riacquistare la dignità perduta, dobbiamo riacquistare il potere
che ci deriva dal consenso che viene dai cittadini.
Se vogliamo continuare a difendere l'autonomia di questa Regione,
dobbiamo essere consequenziali, altrimenti dobbiamo avere il
coraggio ed anche l'onestà di dire che non siamo più una Regione a
Statuto speciale ma siamo una Regione a Statuto normale e dobbiamo
adeguarci alla decisione dei giudici.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il lato tecnico
legislativo della vicenda è stato già trattato. Io volevo da qui
ringraziare l'onorevole Gianni, che ho conosciuto nel 2006, quando
era già un deputato molto esperto, e devo dirvi che mi ha aiutato,
mi ha sostenuto in un momento politicamente difficile, parlando e
dimostrato grande umanità e grande sensibilità anche quando io
chiesi a lui, già assessore, di finanziare una struttura in
Provincia di Ragusa, la mia città, spiegandogli che era una
struttura che andava a servizio di giovani e di piccoli bambini che
potevano fruire di una struttura sportiva per crescere sani e
forti.
Con grande sensibilità l'onorevole Gianni ha capito perfettamente,
ed io lo ringrazio perché, con il senno del poi, politicamente
parlando poteva spostare questo intervento nella sua Provincia, il
chè lo avrebbe aiutato elettoralmente. Ed invece è trasferito
queste somme, non indifferenti, in un'altra Provincia.
Per cui io devo dirvi che ho apprezzato l'onorevole Gianni,
l'amico, l'uomo - perché sotto le vesti c'è sempre l'uomo - ed in
questi casi il taglio dell'uomo è un taglio eccezionale, di vero
amico.
Grazie Pippo ed in bocca al lupo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marziano. Ne ha
facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per esprimere la mia solidarietà più sincera nei
confronti del collega Pippo Gianni, che aveva vinto le elezioni
vere ed ha perso quelle farlocche .
Dicendo questo non voglio mettere in discussione il diritto di un
candidato, in questo caso dell'onorevole Gennuso, a difendere le
sue ragioni, a far valere le sue ragioni ed i suoi diritti violati,
se riteneva di averli avuti violati. In discussione non è questo, e
chi ritiene di avere avuto violati i diritti durante una elezione
ha il diritto di tentare di farli valere.
Dicendo questo, esprimendo la solidarietà al collega Pippo Gianni,
voglio ribadire che siamo in presenza di una vicenda scandalosa, di
una vicenda che ha portato all'emanazione di una sentenza abnorme
che fa strame della legge e del diritto, di una sentenza che andrà
- io spero - portata con una richiesta di revoca in Cassazione per
eccesso di giurisdizione, perché nessuno vuole negare al Consiglio
di giustizia amministrativa il suo diritto di intervenire nelle
vicende elettorali, ma certo, in questo caso, questo organismo ha
esercitato il suo potere in eccesso, in modo abnorme, violando
anche leggi di questo Parlamento.
Vedete è una sentenza basata su reati mai commessi, si è parlato
della scheda ballerina . I parlamentari che sono stati costretti a
tornare al voto hanno presentato - me compreso - una denuncia alla
magistratura penale, quella magistratura penale ha concluso le
indagini dicendo che non c'è stato alcun reato in questo senso, nel
senso che non sono stati toccati Presidenti di seggio, componenti
dei seggi, non è stato accertato alcune reato penale. Però la
sentenza è basata sul sospetto dell'esistenza del reato penale.
E, invece, non sono stati colpiti i reati commessi, quelli
sicuramente commessi, perché qualcuno ha sicuramente trafugato il
plico R5, la cui mancanza è alla base della emanazione della
sentenza. Dal momento in cui viene trafugato il plico R5 si esonera
il ricorrente dall'onere della prova e si costringe una provincia a
tornare al voto. Quindi, questo è un reato sicuramente commesso:
qualcuno ha trafugato le schede e non è ancora stato individuato e
colpito.
Qualcuno ha dichiarato il falso dicendo di avere mandato le schede
al macero e, poi, invece, le schede sono state trovate, cioè i
plichi R1, R2, R3, R4, R5, R6, R7, R8, R9 sono stati ritrovati;
quindi siamo in presenza di dichiarazioni mendaci che hanno
determinato una dichiarazione del presidente del tribunale di
Siracusa che è un vero e proprio falso ideologico, cioè fatta in
buona fede, ma sulla base di un presupposto che non è vero. Quindi,
un falso ideologico.
Ci sono ancora dei lati oscuri. E' possibile che il presidente
designato, nella seduta conclusiva di questo lungo e tormentato
percorso decide di dimettersi e nessuno gli chiede perché si stia
dimettendo, perché non ha voluto partecipare alla seduta del 5
febbraio in cui si decisero le elezioni e perché adesso, designato
presidente, ritiene di dimettersi.
Sono domande inquietanti, perché mettono in discussione i principi
fondamentali della democrazia, la democrazia è basata sul fatto che
ci sono le elezioni, ognuno di noi si presenta, conquista il
consenso e viene eletto. Se questo consenso e queste elezioni
possono essere messe in discussione da questioni così oscure, viene
meno uno dei presupposti della democrazia.
Signor Presidente, una altra considerazione. A chi di noi ha
dovuto rifare questa campagna elettorale così strana, dove c'erano
formalmente 104 candidati, ma nei fatti solo 5, sono stati rubati
22 giorni di campagna elettorale. E spiego perché. Perché magari
non abbiamo cominciato a fare campagna elettorale il 5 febbraio
quando fu emanata quella sentenza, ma il 3 settembre il CGA aveva
detto non era intenzione di questo tribunale chiedere che si
facessero le elezioni.
Il tribunale voleva accertare se non c'erano stati brogli nelle
schede, e non l'abbiamo potuto verificare. Vogliamo chiedere al
Prefetto di Siracusa se, alla luce del fatto che sono stati trovati
8 plichi su 9 di ogni seggio, se si può fare la verificazione, che
era l'atto giusto. Bene, il Prefetto della provincia di Siracusa
risponde che sì, quella verificazione si poteva fare con un'ottima
probabilità di verificare l'esistenza di broglio o meno. Cioè, si
disturba l'istituzione più asettica che c'è in una provincia, la
Prefettura, gli si dice che noi vorremmo far dipendere la nostra
decisione da quello che ci comunica, e la Prefettura di Siracusa
risponde che si può fare la verificazione; a quel punto il
Presidente designato si dimette ed il Consiglio di Giustizia
Amministrativa per la Regione siciliana dice che ha scherzato, che
ha fatto perdere ventidue giorni di campagna elettorale, perché di
questo si tratta. Dall'ultimo cittadino al più illustre dei
giuristi si pensava che dopo quella domanda e dopo quella risposta
le elezioni non si sarebbero celebrate.
Il risultato è stato che abbiamo dovuto correre. Per fortuna,
signor Presidente, uno dei miei legali, vecchio frequentatore di
questi Tribunali - che a mio avviso vanno sciolti, ed io sono
d'accordo con il collega Vinciullo, perché tenere il CGA in Sicilia
quando potremmo avere la Sezione del Consiglio di Stato ed essere
una Regione da questo punto di vista normale? E invece siamo una
regione speciale perché può succedere quello che è successo -,
vecchio frequentatore di questi Palazzi mi disse: caro Marziano,
teoricamente avremmo vinto perché se c'era stata la domanda e c'è
stata la risposta, potreste deporre le armi. Però, sai che ti dico,
io conosco quel Palazzo ed è meglio che ti stampi i fac-simile ed i
volantini . Ed io questo ho fatto, perché sapevo che la risposta
poteva essere un'altra, che avrebbe lasciato tutti esterrefatti.
Allora, io penso che debba essere compito dell'Assemblea e dei
suoi organi fare il ricorso in Cassazione per eccesso di
giurisdizione chiedendo l'annullamento di quella sentenza. Però, la
solidarietà va dimostrata nei fatti ed io vorrei sapere se tutto
quello che questo Parlamento ha deciso in questi termini sia stato
correttamente fatto, perché può anche darsi che noi decidiamo una
cosa, la sottoponiamo al Presidente, il Presidente dà l'avvio agli
atti e poi le cose non si fanno. Questo può succedere, però la
solidarietà non deve essere mai come la solidarietà pelosa che non
costa niente . Se il collega Gianni dovesse decidere di fare lui,
autonomamente, il ricorso in Cassazione per eccesso di
giurisdizione, ci sarà anche la mia firma, il mio sostegno, perché
a quel punto non devo difendere lo scranno che ho difeso per la
seconda volta in una stessa legislatura, ma la dignità di questo
Parlamento. Però sarebbe riduttivo, se dovesse essere costretto il
collega Gianni a fare il ricorso in Cassazione, perché penso che lo
debba fare l'Assemblea per difendere le sue prerogative, la sua
storia e la sua autonomia.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
dare un abbraccio, una parola di affetto e di stima nei confronti
dell'onorevole Gianni, da parte mia e del Gruppo parlamentare che
rappresento, proprio perché siamo assolutamente convinti che
l'onorevole Gianni sia stato un protagonista di quest'Assemblea. Ed
in questo periodo, nell'ultimo periodo, ha subito anche dentro
quest'Assemblea alcuni torti, in alcuni momenti sono stato anch'io
protagonista di queste vicende e quindi sono convinto che
quest'Assemblea regionale siciliana oggi perde uno dei grandi
protagonisti a cui auguro con tutto il cuore di tornare presto tra
questi banchi perché ancora ha tante, tante cose da dire, da fare e
certamente da mettere in campo.
Quindi, da parte nostra gli siamo vicini e gli auguriamo tutto il
bene possibile ed un buon ritorno in quest'Assemblea.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire una
cosa: onorevole Gianni noi avevamo una riunione di gruppo e
l'abbiamo sospesa perché sapevamo che lei sarebbe stato presente in
Aula per rilasciare qualche dichiarazione.
Volevamo sentirla e possiamo dirle che il giudizio dei dieci
deputati di Articolo 4 è stato sempre bello nei suoi confronti.
Questa storia dell'allagamento mi è sembrata fin dal primo momento
una sciocchezza perché, vedete, da venticinque anni seguo
attivamente le campagne elettorali, le elezioni e conosco bene come
funziona nelle sezioni. Prima di fare il deputato ho fatto il
consigliere comunale ed il rappresentante di lista; ci sono due
verbali che parlano chiaro, a prescindere dalle schede e sono due
verbali che vanno uno al Comune e uno in Prefettura e questa è la
prassi della definizione del conteggio dei voti assegnati ai
singoli deputati.
La cosa che mi ha impressionato è il fatto che nell'allagamento si
perdono sei schede di un comune che si chiama Pachino, sei sezioni
e tre sezioni di Rosolini. Penso che in un allagamento non è come
se c'è chi sa nuotare e si salva, c'è chi non sa nuotare e muore
In un allagamento - parliamo di pezzi di carta - o finisce al
macero tutto quello che è stato allagato o altrimenti significa che
c'è qualcosa che non ha funzionato.
Non voglio difendere il collega Gianni, perché il collega Gianni
già ha dato, mi ricordo benissimo nella passata legislatura,
un'immagine di una persona che lavora, che ha lavorato. Mi ricordo
quando gli è stata assegnata la delega all'industria, il Presidente
della passata legislatura ha visto un Assessore che lavorava dalla
mattina alla sera anche per lui, e questo gli ha dato fastidio.
E' stato uno che per tanti anni ha presentato disegni di legge,
proposte di legge che sono state esitate favorevolmente e che hanno
portato sempre dignità al popolo siciliano.
Penso che all'onorevole Gianni mancherà solo l'Aula, e
conoscendolo sicuramente non lascerà mai il mondo della politica,
perché una persona che nasce per stare accanto alla gente, morirà
accanto la gente.
Perdiamo in Aula la presenza dell'onorevole Gianni, ma le sue idee
non si fermeranno.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le ragioni che
mi spingono a fare questo breve intervento sono di tre ordini: il
primo ordine è di carattere generale.
Noi siamo un Parlamento e mi pare che in questa vicenda non
abbiamo difeso bene tutti funzioni, priorità e prerogative di un
Parlamento.
Nulla riempie i vuoi della politica con una velocità tale da non
prefigurare quello che sarebbe accaduto. Quando noi battiamo le
mani all'impugnativa del Commissario dello Stato; quando noi non
abbiamo argomentazioni con cui ribattere a censure pesanti da parte
della Corte dei Conti; quando noi chiniamo il capo a decisioni del
Consiglio di Giustizia Amministrativa, qualcuno si chiedeva il
senso e il valore di quest'Organo - è stato un altro regalo dei
nostri padri costituzionali che hanno pensato di dotare, la
Sicilia, di un organismo autonomo rispetto alla Nazione - bene,
quando questo accade, noi abbiamo concorso tutti quanti, compreso
il Governo regionale, a dare un colpo da cui non ci risolleveremo
con molta facilità.
Noi, signor Presidente, abbiamo delegato ad un Organo giudiziario-
amministrativo quella che era una prerogativa dell'Assemblea e
dell'Assessore agli Enti Locali. Nessun potere sostitutivo può
indurre a nuove elezioni; questa è una nostra prerogativa ed è
stata pesantemente violata Eppure le ultime circostanze ci
informano di come noi siamo capaci di profonderci in pareri legali
di vario tipo e di varia natura, a proposito di ogni cosa, se ne
contano centinaia, dalla vicenda relativa a Sicilia e Servizi e
alle sue assunzioni, alla vicenda relativa ai direttori generali,
abbiamo tonnellate di pareri legali che hanno condizionato ogni
operare dell'Assemblea e del Governo.
Vorrei sapere quanti pareri legali sono stati richiesti da chi li
avrebbe dovuti richiedere alla nostra avvocatura, che è
l'avvocatura dello Stato a proposito di questa spinosa questione.
Che figura abbiamo fatto? Che figura abbiamo fatto in un contesto
in cui fin dall'inizio non sembrava palesarsi uno scontro di
poteri, sembrava di assistere ad un film appassionante, se per caso
tre candidati al limite riuscivano a scalzare i tre che erano stati
i primi. Questa dimensione, anche pubblica, è stata percepita
immediatamente, e noi abbiamo illuminato tutti del nostro silenzio
condiscendente e complice. Non si è scritta una bella pagina.
Tra l'altro sfugge anche un particolare: quando accadono queste
cose, in termine tecnico - io non sono un avvocato ma me lo
suggeriscono - si fa giurisprudenza, e noi abbiamo fatto
giurisprudenza su una vicenda che ha delle caratteristiche abnormi,
cioè abbiamo annientato e annullato, con questo atto, quelli che
sono i presupposti della sfida elettorale. Presidente le faccio una
domanda retorica, non mi permetterei altrimenti: lei perché pensa
che i padri costituzionali abbiano impedito le votazioni in parte?
Perché è chiaro che le votazioni in parte si rivolgono a me per la
seconda volta in un lasso di tempo e le mie condizioni di elettore
sono avulse da quel momento. Quindi il mio voto, a distanza di due
anni, non è nello stesso stato d'animo. Per questo è vietato, non
per altre ragioni E noi come abbiamo potuto consentire che si
consumasse tutto questo in modo inerte e colpevole?
La seconda riflessione che volevo fare era dedicata all'onorevole
Pippo Gianni. Non aggiungo altro rispetto alle parole molto belle
che sono state rivolte a lui in questa seduta. Provo ad immaginare
quale sia lo stato d'animo dell'onorevole Gianni, amareggiato
certo, commosso anche, però penso che siano condizioni in cui una
parola d'affetto e di stima non facciano male. L'onorevole Gianni è
stato, insieme a me, il primo firmatario di una norma deliberata e
votata da questo Parlamento, e più precisamente la norma relativa
agli effetti devastanti dell'amianto, una norma che attende il
proprio attuativo, una norma epocale, ed io sono stato felice e
contento e soprattutto ho visto felicità e contentezza nei suoi
occhi di uomo politico. Insomma, un politico di tanta esperienza e
di lungo corso che si accende di entusiasmo rispetto a questa legge
che abbiamo approvato, è la prova che fino in fondo speriamo quanto
prima di riaverlo fra noi in questi banchi, si è profuso per il
bene della propria comunità, anche di una comunità che andava ben
al di là dei confini del suo collegio e della sua provincia.
Un'ultima cosa, questa di livello un po' più intimo: dovremmo
tentare tutti di tenere a freno la lingua, non concederci facili
battute e soprattutto battute di cattivo gusto. A me personalmente
ha fatto vergognare quella del Presidente della Regione che ha
esclamato: morto un Gianni se ne trova un altro . Sono perplesso
su come definire questa battuta e non trovo, stranamente per me che
ho una buona padronanza della lingua italiana, un aggettivo
qualificativo adeguato; mi piace pensare che sia stata una gaffe,
mi piace pensare che sia stata una cosa che è partita così, scherzi
di cattivo gusto, gli scherzetti di cui parla il Presidente della
Regione, io direi scherzi da prete .
La verità è che ognuno di noi non è immediatamente sostituibile,
non lo è nemmeno in questo caso ed è l'ultima parte, quella che
definivo più intima del mio caro affettuoso amico, che stimo ed a
cui auguro ogni bene di vita, di famiglia, di professione e di
politica, l'onorevole Pippo Gianni.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo a nome mio personale e a nome del Gruppo parlamentare
Lista Musumeci, non certo per dovere di firma, cioè per dovere di
colmare uno spazio che mi sembra di capire che meritatamente questa
Assemblea regionale siciliana stasera stia dedicando a questo
argomento.
Ma intervengo in maniera convinta e sentita perché vorrei poter
dare un minimo di contributo, per lo meno dialettico, per lo meno
concettuale per quel che posso, ad una vicenda che ha davvero dello
strano, della stranezza, della anomalia.
Vedete, chiunque abbia studiato anche soltanto i manuali di
diritto pubblico sa che il procedimento elettorale inizia con la
convocazione dei comizi elettorali e si completa con la
proclamazione degli eletti, proclamazione degli eletti che
rappresenta il momento più alto del potere-dovere del corpo
elettorale di scegliere i propri rappresentanti nelle varie
assemblee elettive.
La legge prevede anche i ricorsi elettorali, ed anzi vorrei
ricordare che il ricorso elettorale è altrimenti definito azione
popolare quisque de populo su carta semplice può ricorrere nei
confronti della proclamazione di tizio o caio ad essere deputato,
consigliere comunale, un tempo anche consigliere provinciale.
Dico questo, signor Presidente, perché dal 1946 in poi il ricorso
elettorale è stato sempre considerato e definito dalla
giurisprudenza un ricorso statico, non dinamico, cioè la
verificazione dei risultati elettorali. Immaginiamo il primo dopo
di me, che assume avere conseguito più voti di me: avrebbe tutto il
diritto ad essere proclamato lui deputato di questa Assemblea
regionale siciliana, e non il sottoscritto. Quindi, una
verificazione statica, allo stato degli atti al risultato
conseguito, del risultato elettorale.
Qui invece, per la prima volta, registriamo l'applicazione di un
istituto che non si era mai prima verificato, che è la
verificazione dinamica: cioè torniamo alle urne E se si fossero
allagati gli edifici contenenti tutte le schede elettorali
dell'intera provincia di Siracusa o dell'intera Regione siciliana
saremmo tornati tutti alle urne In un contesto politico,
elettorale, sociale del tutto cambiato, perché in due anni in
Sicilia è cambiato tutto. Credo di poter dire anche la
considerazione che dell'attuale Presidente della Regione aveva il
corpo elettorale due anni fa e quello che ha adesso.
Allora, io credo che tutto quello che è stato detto stasera debba
portare ad alcune conseguenze e debba portare anche alla
conseguenza di una parola chiara, netta, alta, autorevole, da parte
di questo Parlamento, che sono sicuro non mancherà.
Dal punto di vista personale vorrei soltanto sottolineare - perché
conosco Pippo Gianni da molti anni e abbiamo partecipato a una
quantità di dibattiti pubblici, sia quando io ho rivestito la
carica di deputato regionale, sia quando non l'ho rivestita e mi
sono occupato di politica per il mio partito in tutta la regione
siciliana - che Pippo Gianni è uno di quei parlamentari che, come
si sul dire, dove lo tocchi suona . Perché la sua esperienza, la
sua competenza, la sua lunga frequentazione di questo Parlamento -
e per la verità anche di quello nazionale - lo porta a
padroneggiare un po' tutti gli argomenti.
Il Presidente Digiacomo mi permetterà di ricordare che noi, in
sesta Commissione, in questi primi due anni abbiamo considerato
l'onorevole Gianni un componente a tutti gli effetti della
Commissione, perché i suoi interventi - sempre centrati e
competenti - hanno spesso illuminato il percorso dei lavori della
Commissione.
Ecco io voglio sottolineare lo stile diverso che l'onorevole
Gianni ha assunto stasera, presentandosi in Aula, rivolgendo un
saluto a tutta l'Assemblea. E l'Assemblea non può che apprezzare
questo stile, ben diversamente, invece, dallo stile di altri che ha
tentato di entrare a gamba tesa in una elezione parziale, tentando
anche, e forse in parte riuscendoci, di sconvolgere o stravolgere
il risultato elettorale. E se non c'è riuscito appieno - e mi
riferisco, come è ovvio, al Presidente della Regione - è perché al
Presidente della Regione dritta non gliene va neppure una.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei voluto
fare un altro discorso da questo scranno. Ma non mi voglio
aggiungere ai tanti che stanno mettendo, con martello e scalpello,
dei bei epitaffi sulla carriera e sulla presenza politica
dell'onorevole Gianni, a cui va naturalmente tutta la mia simpatia
e tutta la mia solidarietà. Ne ha raccolto a piene mani, è
meritata, non c'è bisogno di aggiungere altro.
Qua c'è in discussione, com'è stato giustamente posto
all'attenzione dell'Assemblea e soprattutto della Presidenza, che
non me ne voglia onorevole Venturino, per nessuna deminutio nei
suoi confronti, ma proprio per la solennità del momento, per
l'attenzione che il momento meritava sarebbe stata necessaria
essere presieduta dal Presidente dell'Assemblea.
Mi verrebbe da dire, ci sarà pure un giudice a Berlino. Perché di
fronte a ciò che è stato contestato da questi microfoni mi sembra
evidente che si sia di fronte a ipotesi di reato, ipotesi di reato
che hanno un reflusso assolutamente fondamentale su quella che è la
composizione di questa Assemblea, organo sovrano che ha rinunciato
alla propria sovranità, organo politico in cui la politica ha
abdicato come sempre, da anni a questa parte, al proprio ruolo. Una
politica che si piange addosso e continua a piangersi addosso
perché in questa Assemblea e nella politica in generale si è
abdicato al proprio ruolo. Si è abdicato al ruolo della politica e
si è fatta intervenire una burocrazia tentacolare, asfissiante, che
detta le regole e che interpreta le regole e, attraverso le regole
e le leggi determina i risultati. La politica credo che debba
riappropriarsi del proprio ruolo di indirizzo e rivendicare quella
che è la propria autonomia.
Io invito la Presidenza a trasmettere i verbali di questa seduta
alla Magistratura competente, sottolineando come - ripeto da questi
microfoni - si siano avanzate ipotesi di reato che meritano
approfondimenti per i quali è necessario verificare se non ci sia
stata una turbativa della giurisdizione e verificare, soprattutto,
attraverso la competenza del giudice penale a cui viene,
giustamente e legittimamente rimesso in questo caso l'accertamento
dei reati, ammesso che ci siano, i presupposti fondanti di una
sentenza che sembra, da quanto è stato detto, non avere i
presupposti necessari.
Io investo, formalmente, la Presidenza dell'Assemblea dell'obbligo
giuridico, non politico, sottolineo giuridico, di investire a sua
volta la Magistratura trasmettendo i verbali, chiedendo di far luce
sulle vicende che sono dietro questa vicenda che presenta lati non
chiari e su cui è opportuno che la politica e il Parlamento
siciliano facciano una necessaria chiarezza.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sto apprezzando
questa sera gli interventi dei colleghi con la loro dotta
comunicazione all'Aula, con la passione, con la cordialità e la
simpatia nei confronti dell'onorevole Gianni. Ma devo pure
ammettere - e credo che sarò in buona compagnia - che questo
dibattito non solo arriva tardivamente, ma ha in sé un carico di
ipocrisia. In realtà, i colleghi Vinciullo, Marziano, Gianni hanno
sostenuto in quest'Aula, in ripetuti interventi, la necessità che
quest'Aula, che la Presidenza dell'Assemblea, intervenisse, perché
in provincia di Siracusa si stava consumando un vulnus alla
democrazia o all'autonomia della nostra Regione.
Vulnus alla democrazia, qui si è parlato certamente bene dei torti
subiti dai deputati della provincia di Siracusa, da un ricorso che
è fondato su anomalie evidenti di cui qui si è parlato, ma forse
ciò che è sfuggito all'Aula è che sono stati ingannati, e sono
stati ingannati due volte, elettori ed elettrici.
La prima volta perché in presenza di una chiara denuncia dell'uso
del ricorso della scheda ballerina, quest'Aula non ha ritenuto che
il vulnus fosse tale da dovere consentire un intervento. La seconda
volta nel momento in cui non è stato consentito il riesame delle
schede, che era stato per altro suffragato da un potere autorevole,
quale è quello del Prefetto di Siracusa, perchè i cittadini di
Pachino e di Rosolini, gli elettori e le elettrici di Pachino e
Rosolini, sono stati richiamati alle urne in condizioni
completamente diverse ed anomale rispetto a quelle dell'ottobre del
2012.
Non c'erano più gli stessi contenitori politici, non c'era più la
stessa base elettorale del 2012, era venuto meno un contesto nel
quale i cittadini di Pachino e Rosolini sono stati chiamati a fare
le loro scelte, a dare il loro consenso in un contesto
completamente diverso. E quindi, si è commesso, quest'Aula
distrattamente ha commesso - come dire - una dimenticanza, e
secondo me anche un'offesa nei confronti di quell'elettorato.
Questa è la cosa che più mi ha colpito in questa vicenda, dalla
quale non direttamente sono stata interessata, essendo stata io
eletta nel listino, ma che mi ha visto giorno dopo giorno vicina ai
miei colleghi, che vedevo in modo combattivo cercare di affermare i
principi di uguaglianza, di democrazia nel nostro territorio, e
cercare di affermare in quest'Aula quanto fosse necessario
l'intervento di quest'Aula.
E quindi io sono qui stasera a complimentarmi con interventi che
sono stati fatti da parte dei colleghi, i quali testimoniano tutti
la volontà di porre rimedio ad una diminutio dell'autonomia
regionale siciliana, sarà difficile rivendicarla, stamattina lo
facevamo in IV Commissione, rispetto per esempio al decreto sblocca
Italia che fa man bassa dell'autonomia della nostra Regione
prevedendo una serie di scelte sulla testa delle popolazioni
centralizzate, con la motivazione nobile di accelerare, di rendere
più fluenti i processi decisionali, ma certamente ingabbiando in
una logica rigida la possibilità che le popolazioni abbiamo di
esprimere le opinioni, e si tratta di opinioni importanti che
riguardano, mi dispiace che l'unico rappresentante del Governo sia
andato via, le questioni ambientali, che riguarda la questione dei
rifiuti, dell'acqua e così via.
Stasera abbiamo però dato la possibilità di recuperare, e se c'è
un tema su cui dobbiamo recuperare è proprio quello di presentare
ricorso per eccesso di giurisdizione, difendendo quindi quest'Aula,
l'Assemblea Regionale Siciliana, lo Statuto autonomistico, i
colleghi i quali hanno combattuto una battaglia per tutti noi
essendone uno sconfitto, ma sconfitto però io credo onorevole
Gianni, avendo tenuto la testa alta nel dimostrare, appunto, qual
era la valentia del tuo lavoro, del tuo impegno nel territorio, e
credo che ci sia un solo modo per dare solidarietà e Pippo Gianni e
confermargli amicizia, che è quello, appunto, di accedere alla
proposta di un ricorso per eccesso di giurisdizione.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, poi finiamo con gli
interventi perché siamo andati oltre il tempo previsto per
l'articolo 83.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
ulteriore passo in quel piano inclinato in cui ci siamo avviati
pericolosamente all'inizio della legislatura. Quindi, al di là
della solidarietà personale all'onorevole Gianni, io mi permetto di
ricordare che noi il primo vulnus al Parlamento l'abbiamo accettato
e subito supinamente allorquando, nell'arco di un giorno, abbiamo
pronunciato la decadenza da deputato dell'onorevole Caputo.
Allora, oggi abbiamo parlato in 20, in 30, in quell'occasione ho
parlato solo io e non per difendere la persona dell'onorevole
Caputo, che comunque meritava di essere difeso ad oltranza, perché
questo Parlamento regionale ad horas quasi, ha convocato la
Commissione verifica dei poteri per applicare una legge che era
entrata in vigore successivamente alle nostre elezioni, perché con
Berlusconi il discorso era diverso, comunque la legge Severino era
già in vigore. Mentre, al momento della indizione dell'elezione
regionale non era assolutamente in vigore e noi, in quattro ore,
abbiamo pronunciato la decadenza di un membro del Parlamento.
Al di là dell'onorevole Alongi, che è subentrato dopo, e che qui
non è un problema assolutamente di natura personale, però noi, in
quel momento, abbiamo abdicato alle funzioni di un Parlamento
sovrano. Abbiamo proseguito in questa vicenda recependo
pedissequamente il decreto Monti, noi potevamo anche andare al di
là del decreto Monti, abbassare ancora di più le indennità, ma era
il principio dell'accettare una rinuncia delle funzioni che
comunque lo Statuto regionale prevedeva, e che era stato messo in
discussione.
Oggi abbiamo questo ulteriore risultato abnorme di una
rivisitazione delle elezioni postume in cui partiti che esistevano
non esistono più, in cui onorevoli di quest'Aula sono dovuti
correre sotto effige di un partito che ormai non esiste più, altri
avevano addirittura cambiato schieramento, cioè fare un'elezione
falsa, subendo un ulteriore oltraggio che allontana sempre di più i
cittadini dalla politica. Quindi, mea culpa, dobbiamo farlo, ma
dobbiamo farlo seriamente tutti, a partire dalla Presidenza
dell'Assemblea, a partire dal Consiglio di Presidenza, a partire da
ciascuno di noi, perché noi abbiamo accettato supinamente questo
piano inclinato e adesso ci lamentiamo, ma forse diventa troppo
tardi. Grazie.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo per
esprimere tutta la mia solidarietà all'onorevole Gianni, perché
l'ho già fatto telefonicamente prima e di presenza questa mattina.
Condivido assolutamente quello che hanno detto i colleghi e, come
dire, testimonio e sottolineo la mia stima nei confronti di un
parlamentare valido che, sicuramente, ha lavorato in tutti questi
anni nell'interesse della Sicilia e del suo territorio. Intervengo
invece, signor Presidente, perché andando a controllare il
regolamento, non trovo nessun articolo che mi consenta di essere
ascoltato da un Assessore. Lei mi dirà Che vuole dire ? Voglio
dire che nel mese di giugno, esattamente il 26 giugno di
quest'anno, assieme ad altri 27 parlamentari, abbiamo fatto
richiesta all'Assessore all'Agricoltura per essere ascoltati in
merito ad una problematica gravissima che investe l'intera Sicilia
ed il territorio della Provincia di Enna in particolare, quella del
finanziamento delle pratiche restanti per la misura 214.
Si tratta di un problema assolutamente grave perché sono rimaste
fuori 2000 pratiche di agricoltori che hanno investito sul
biologico e che quindi hanno speso di più e prodotto di meno, e non
hanno avuto neanche l'intervento comunitario.
Si tratta di una problematica che nasce dal fatto che il bando, a
suo tempo, venne fatto andando a fare una graduatoria unica per tre
misure e sostanzialmente si è fatta una valutazione su parametri
disomogenei che sono andati a penalizzare coloro che hanno
investito in agricoltura biologica.
Nonostante sia stata fatta questa richiesta con altri 28 firme di
parlamentari, nonostante sia stata presentata una interrogazione
alla quale l'assessore non ha ancora dato risposta, nonostante ci
siano state due manifestazioni di agricoltori che in una maniera
vergognosa hanno visto l'assenza dell'assessore all'agricoltura che
si è persino rifiutato di incontrarli. Nonostante io abbia chiesto
all'assessore un incontro, la terza volta, con una delegazione di
tutte le organizzazioni di categoria, l'assessore ha incontrato le
organizzazioni di categoria per dieci minuti dopo due ore e mezzo
di attesa, e li ha licenziati dicendo di non essere nelle
condizioni di fare nulla.
Ora, io mi chiedo se è possibile che un assessore che non ha
nessuna legittimazione da parte del popolo, che non ha affrontato
nessuna elezione, che non rappresenta sostanzialmente nessuno se
non coloro che lo hanno messo lì, non so per quali giochi di potere
o meno, si rifiuti di dare udienza a 28 parlamentari che hanno
chiesto di incontrarlo.
Signor Presidente, questa è una vergogna assoluta, ed è una
vergogna assoluta che quest'oggi l'assessore sia assente da questa
Aula, mentre era presente in questa Aula la settimana scorsa quando
gli agricoltori protestavano sotto il suo Assessorato e lui si
rifiutava di incontrali per la seconda volta.
A me dispiace che stasera l'assessore non ci sia, però ho voluto
fare questo intervento perché non è pensabile che questo Governo,
assolutamente delegittimato, che ha perso ormai ogni contatto con
il territorio e con la realtà, che si rifiuta di applicare un
regolamento comunitario che è quello dell'overbooking tecnico, io
penso che sia assolutamente scandaloso e sono ancora più convinto,
così come dichiarato la settimana scorsa al quotidiano la
Repubblica , che questo Governo deve andare a casa, un governo che
sta creando troppe sciagure per questa Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non posso che associarmi a tutti
gli interventi che si sono susseguiti e chiaramente augurare
all'onorevole Gianni di poter ritornare all'interno di questa
Assemblea quanto prima e se lo conosco un poco in questi mesi che
abbiamo condiviso, sono certo che questo avverrà in brevissimo
tempo.
Per quanto riguarda gli altri interventi, posso anticipare che
questa Presidenza intraprenderà tutti gli atti necessari per
portare avanti una battaglia che non credo sia finita. Quanto
emerso da un dibattito che giustamente l'onorevole Cirone definiva
tardivo, un dibattito che comunque ha acceso i riflettori su un
aspetto che questa Presidenza non può ignorare.
Credo che la vicenda rimanga ancora aperta e sono certo che
verranno fatti tutti i passi necessari per fare chiarezza e
soprattutto per evitare di creare un precedente che sicuramente
potrebbe creare gravissimi problemi al prosieguo all'autonomia,
all'autorevolezza di questo Parlamento.
Concludo dicendo che l'altro ieri è venuto un signore inglese a
visitare la Sala d'Ercole, in inglese provo a tradurlo ha detto
what is' se la madre di tutti i Parlamenti, questo sicuramente ne
è il padre.
Allora riappropriamoci di questa dignità e insieme cerchiamo di
portare le azioni necessarie per ridare quella dignità di cui tutti
oggi abbiamo parlato.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Foti è da ritenersi in
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 15 ottobre
2014, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - COMUNICAZIONI
II - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione siciliana recante Disposizioni in tema di
impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
riforma del sistema di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-
771/A)
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
2) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
3) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
528/A)
Relatore: on. Anselmo
4) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436
Relatore: on. Cracolici
V - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 300 - Impegno del Governo della Regione in ordine al
diniego di autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonché alla revoca di quelle
già rilasciate.
(6 maggio 2014)
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA - ZITO
N. 312 - Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia.
(4 giugno 2014)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
- PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
ANSELMO - GERMANA'
VII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
RAGUSA - CIRONE
VIII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
IX - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
La seduta è tolta alle ore 17.35
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni Rubrica «Energia e i servizi di
pubblica utilità»
LOMBARDO-DI MAURO-GRECO G.-FEDERICO-LO SCIUTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per la salute, premesso che:
nel territorio del comune di Priolo Gargallo (SR) insiste uno dei
più grandi siti industriali europei sia per le dimensioni sia per
sua notevole complessità. Il sito, denominato 'Isab', è composto da
due siti produttivi a loro volta denominati 'Impianti Sud' e
'Impianti Nord' tra loro interconnessi da un sistema di oleodotti.
La capacità di lavorazione dei due siti è di 320 mila barili al
giorno. In entrambi i siti oggi sono impiegate circa 1000 persone;
a seguito dell'attracco delle navi petroliere, il greggio viene
inviato in serbatoi da 100 mila tonnellate, utilizzati per lo
stoccaggio di materie prime. Successivamente ai processi di
distillazione, desolforazione e conversione, il greggio viene
trasformato in prodotti quali GPL, benzina verde, kerosene,
gasolio. In particolare gli 'Impianti Sud' si caratterizzano per i
processi di conversione termica, sono orientati alla produzione di
distillati medi e, avendo una notevole capacità di desolforazione,
sono in grado di lavorare prevalentemente greggi medio-pesanti ad
alto contenuto di zolfo. Gli 'impianti nord' si caratterizzano
invece per i processi di conversione catalitica, sono strutturati
per produrre maggiori rese di distillati leggeri utilizzando in
maniera bilanciata i greggi medio-pesanti e leggeri. La Raffineria
ISAB movimenta il 90% delle materie prime e dei prodotti
petroliferi per mezzo di tre pontili situati: uno nella baia di
santa Panagia, uno denominato 'Pontile superpetroliere' e l'altro
'pontile liquidi'. I pontili sono collegati al parco serbatoi della
raffineria per mezzo di oleodotti;
considerato che:
negli anni si sono verificati diversi incendi negli impianti nord-
sud della raffineria Isab di Priolo Gargallo, molti dei quali
consistenti in incendi che hanno causato il ferimento di decine di
lavoratori e messo a serio pericolo le popolazioni residenti nelle
vicinanze del polo petrolchimico siracusano (circa 400 mila
cittadini siciliani). L'esplosione verificatasi giorno 27 febbraio
2014 è l'ultimo, in ordine di tempo, gravissimo incidente segnalato
all'interno della raffineria Isab di Priolo. Un'esplosione ed un
incendio nella catena di raffinazione delle benzine che ha
riversato nell'aria, per alcune ore, del fumo altamente inquinante;
recentemente l'associazione 'Legambiente', che si occupa di
tematiche legate alla protezione dell'ambiente e che produce
dossier sulle condizioni del territorio italiano, ha stilato una
classifica dei 10 territori Italiani maggiormente inquinati,
includendovi tra le prime posizioni proprio i comuni di Augusta,
Priolo, Melilli e Siracusa;
in data 3 gennaio 2014 Lukoil ha finalizzato l'accordo per
l'acquisizione della restante quota del 20 per cento della Joint
Venture in essere per la raffineria ISAB dalla Erg. Il valore della
transazione è stato stimato in circa 400 milioni di euro, al netto
dell'adeguamento del capitale operativo. L'accordo per la
costituzione della joint venture per l'acquisizione del complesso
ISAB é stato firmato nel 2008. A quel tempo Lukoil partecipava al
49% ed ERG AL 51%. Nel 2011, Lukoil ha elevato la propria
partecipazione nella joint Venture al 60% e nel 2012 all'80%;
in data 30 agosto 2013, il più importante quotidiano economico
italiano riportava le affermazioni del presidente della Regione
siciliana On. Rosario Crocetta, che nel corso di una conferenza
stampa annunciava l'arrivo di investimenti per due miliardi di euro
da parte di Lukoil in Sicilia;
in data 13 marzo 2014, lo stesso quotidiano economico, riporta di
una riunione tenutasi presso la sede del Governo regionale tra il
Presidente della Regione siciliana ed i vertici della Raffineria
Isab di Priolo. Il tema dell'incontro sembra essere stato
l'investimento da 1,5 miliardi di euro prospettato dal presidente
della compagnia petrolifera russa Vagit Alekperov. Investimenti
finalizzati alla modernizzazione dell'impianto stesso;
per sapere se:
e quali iniziative concrete il Governo abbia adottato per tutelare
la salute dei cittadini ricadenti nel comprensorio del polo
petrolchimico siracusano;
nel corso dell'incontro tenutosi con i vertici di Lukoil in data
12 marzo presso la sede del Governo nazionale sia stato posto, alla
società russa, il tema fondamentale della bonifica del territorio e
dell'ammodernamento degli impianti, finalizzato ad una maggiore
tutela della salute dei Siciliani;
nel corso del sopradetto incontro sia stata trattata la questione
inerente la costruzione del rigassificatore di Priolo e, in tal
caso, in che termini tale discussione sia stata affrontata» (1892).
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'Atto ispettivo Parlamentare n.
1892 degli onorevoli Lombardo ed altri, specificato in oggetto, per
il quale lo scrivente è stato delegato a curarne la trattazione,
con riferimento alla relazione fornita dal Dirigente Generale del
Dipartimento dell'Energia, si rappresenta:
-Relativamente al primo punto dell'interrogazione, alla data
odierna, tutte le iniziative della Raffineria ISAB, potenzialmente
in grado di abbassare il livello di sicurezza e di tutela della
salute dei cittadini ricadenti nel comprensorio del polo
petrolchimico siracusano, sono state vagliate dal Ministero
dell'Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso
Pubblico e della Difesa Civile, Direzione Regionale per la Sicilia,
che accertato la conformità alla attuale normativa vigente in
materia di non aggravio del preesistente livello di rischio dei
processi industriali.
-In relazione al secondo punto dell'interrogazione, non avendo il
Dipartimento partecipato all'incontro tenutosi in data 12 marzo
presso la sede del Governo Nazionale, non è a conoscenza se è stato
posto, alla società russa, il tema fondamentale della bonifica del
territorio e dell'ammodernamento degli impianti, finalizzato ad una
maggiore tutela della salute dei Siciliani.
-Relativamente al terzo quesito posto dagli onorevoli interroganti,
pur non essendo questo Dipartimento a conoscenza se nella riunione
tenutasi in data 13 marzo 2014, presso la sede del Governo
Regionale tra il Presidente della Regione Siciliana ed i vertici
della Raffineria Isab di Priolo sia stata trattata la questione
inerente la costruzione del rigassificatore di Priolo, si relaziona
esclusivamente in merito alla pratica del terminale di
rigassificazione di gas naturale liquefatto che ad opera della
Società Iono Gas s.r.l. che si sarebbe dovuto realizzare
all'interno della raffineria Isab, impianti Nord, nel Comune di
Melilli. In relazione, quindi, al suddetto terminale, risulta che
l'istruttoria finalizzata al rilascio dell'autorizzazione ex art. 8
della legge n. 340 del 2000, si è conclusa favorevolmente e che è
stata trasmessa alla Giunta Regionale di Governo, con nota n. 6069
del 05/02/2013 la società Iono Gas s.r.l., ha comunicato di voler
rinunciare all'istanza per l'ottenimento dell'autorizzazione unica
alla costruzione e all'esercizio del terminale di rigassificazione
in argomento.
Infine, per quanto riguarda le iniziative chieste dagli onorevoli
interroganti in ordine alle competenze istituzionali degli
Assessorati Regionale per la Salute e per il Territorio e
l'Ambiente, invitati a fornire elementi utili alla trattazione, si
riferisce che, ad oggi, non è pervenuta alcuna relazione di
sintesi.
Tanto in risposta all'atto ispettivo in oggetto.
L'Assessore
Dr. Salvatore Calleri
FALCONE -
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia,
all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
all'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che ai sensi
della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, e successive modifiche e
integrazioni, ed in particolare dell'art. 19, comma 2 bis, il
Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti è autorizzato ad
anticipare risorse finanziarie ai Comuni per la copertura dei costi
derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti;
la legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, ed in particolare l'art.
45 disciplina le modalità di intervento della Regione siciliana per
il ripianamento dei debiti dei Comuni della Sicilia derivanti
dall'espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti;
considerato che l'accordo di programmatico tra la Ragioneria
Generale della Regione siciliana, il Dipartimento regionale
dell'Acqua e dei Rifiuti, l'Autorità d'ambito Kalat Ambiente S.p.A.
in liquidazione, i Comuni di Caltagirone, Grammichele, Mazzarrone,
Militello in Val di Catania, Mirabella Imbaccari, Palagonia,
Raddusa, Ramacca, San Cono, Scordia, Vizzini, siglato il 7 marzo
2013, ha previsto che il Dipartimento regionale dell'Acqua e dei
Rifiuti 'provvederà ad emettere provvedimento di impegno e
liquidazione a valere sulle risorse del capitolo 243311 in favore di
ogni Comune la cui richiesta di anticipazione è stata valutata
ammissibile e per cui è stato approvato il piano di rientro';
visto che ancora oggi il Dipartimento considerato non ha emesso
alcun provvedimento in favore dei comuni interessati che, a loro
volta, si erano impegnati a trasferire all'ATO la somma ricevuta nel
più breve tempo possibile e, comunque, non oltre il termine di
giorni 10 dalla data effettiva dì accreditamento e di disponibilità
dell'anticipazione stessa;
per sapere se non ritengano opportuno, alla luce della gravissima
situazione nella quale si continuano a trovare gli ATO KalatAmbiente
Spa in liquidazione e conseguentemente i comuni dell'area del
Calatino:
avviare, e con speditezza, il pagamento della prima rata di
anticipazione richiesta che si sarebbe dovuta erogare entro il 30
aprile 2013,
istituire un gruppo di monitoraggio costante di tutte le
operazioni finanziarie legate all'accordo programmatico riguardante
sia l'area del Calatino, stipulato il 7 marzo 2013, sia tutti gli
accordi stipulati con le altre società d'ambito ed i rispettivi
Comuni». (1086)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta.- «Con riferimento all'interrogazione n. 1086,
riguardante Chiarimenti circa l'applicazione dell'art. 45 della
l.r. n. 11/2010 in ordine al piano di rientro degli oneri derivanti
dalla gestione integrata dei rifiuti , per il quale lo scrivente è
stato delegato a curarne la trattazione, con riferimento alla
relazione fornita del Dirigente Generale del Dipartimento Acqua e
Rifiuti, si rappresenta che:
-l'art. 19 della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, e ss.mm. e
ii., e, in particolare, i comma 2 bis e 2 ter, introdotti dall'art.
11, comma 64, della legge regionale 9 maggio 2012 n. 26 hanno
affidato all'Assessorato regionale dell'Energia e dei Servizi di
pubblica utilità ed in particolare al Dipartimento regionale
dell'Acqua e dei Rifiuti le funzioni di coordinamento delle
procedure di liquidazione delle preesistenti società e consorzi
d'ambito, disciplinando le modalità per il ricorso alle
anticipazioni di cui al predetto art. 45 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11 che stabilisce le modalità di intervento della
Regione siciliana per il ripianamento dei debiti dei Comuni della
Sicilia derivanti dall'espletamento del servizio di gestione
integrata dei rifiuti autorizzando lo stesso Dipartimento ad
anticipare risorse finanziarie ai Comuni per la copertura dei costi
derivanti dal servizio di gestione integrata dei rifiuti;
-la circolare 10 novembre 2012, n. 2, pubblicata nella G.U.R.S. n.
50 del 23 novembre 2012, con la quale il Dipartimento regionale
dell'Acqua e dei Rifiuti, nell'esercizio dei poteri di
coordinamento affidati ai sensi dell'art. 19, comma 2 bis della
l.r. n. 9/2010, ha disciplinato le procedure connesse alle
richieste dei Comuni di anticipazione di risorse finanziarie
finalizzate all'estinzione dei debiti relativi all'espletamento del
servizio di gestione integrata dei rifiuti;
-il Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti, esitate
favorevolmente le richieste dei Comuni dell'ATO, ha trasmesso - con
nota n. 4350 del 05/02/20 - alla Ragioneria Generale l'istruttoria
per l'emissione dei decreti di approvazione dei piani di rientro in
dieci annualità delle anticipazioni di cassa richieste;
-pervenuti i decreti di approvazione dei piani di rientro, il
Dipartimento ha provveduto all'emissione dei decreti di pagamento
sottoelencati;
Data COMUNI Totale I e II
Decreto emissione anticipazion rata
e da erogare anticipazion
D.A.R. n. al Comune in e erogata
cinque con i
annualità decreti
indicati
Mirabella
1027 01/07/2013 Imbaccari 1.034.869,02 413.947,61
San Cono
1068 03/07/2013 329.163,00 131.665,20
Raddusa
1069 03/07/2013 1.435.800,30 574.320,12
Palagonia
1100 08/07/2013 273.523,20 109.409,28
Vizzini
1099 08/07/2013 676.305,73 270.522,29
Grammichel
1098 08/07/2013 e 578.286,70 231.314,68
Ramacca
1101 08/07/2013 2.459.237,97 983.695,19
Militello
1097 08/07/2013 in Val di 248.920,39 99.568,16
Catania
Mazzarrone
1103 08/07/2013 236.074,94 94.429,98
Alla data odierna, per quanto sopra esposto, sono stati emessi
decreti di pagamento per complessivi euro 2.908.872,51 in favore di
n. 9 Comuni; per i Comuni di Caltagirone e Scordia trovandosi,
rispettivamente, in stato di dissesto finanziario ai sensi
dell'art. 244 del T.U.E.L. e con piano di riequilibrio finanziario
presentato ai sensi dell'art. 243 bis dello stesso T.U.E.L. non
ancora approvato dalle autorità competenti, su indicazione della
Ragioneria Generale, non sono stati emessi decreti di pagamento
delle anticipazioni richieste.
Infine, per quanto riguarda le iniziative chieste dall'On.le
Interrogante in ordine alle competenze istituzionali degli
Assessorati Regionali per le Autonomie Locali, per il Territorio ed
Ambiente, invitati a fornire elementi utili alla trattazione, si
riferisce che, ad oggi, non è pervenuta alcuna relazione.
Tanto in risposta all'atto parlamentare in oggetto».
L'Assessore
dr. Salvatore
Calleri
D'ASERO - FALCONE
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica e all'Assessore per la salute,
premesso che il fenomeno del randagismo in Sicilia ha assunto
proporzioni gigantesche: una recente inchiesta sul fenomeno ha
rivelato dati preoccupanti tra i quali leggiamo che in Sicilia sono
presenti almeno 65.000 randagi dei quali solo 8,000 ospitati in
strutture pubbliche per loro predisposte;
ritenuto che il randagismo è un fenomeno sociale che andrebbe
affrontato a monte attraverso l'educazione civica nei vari livelli
di istruzione scolastica e con la sensibilizzazione dei cittadini
nei confronti degli animali domestici che talvolta diventano
indesiderati, ed a valle con un maggior controllo del territorio e
l'istituzione e/o ampliamento di gruppi cinofili all'interno dei
Corpi di Polizia municipale;
appare urgente accelerare i tempi per porre ordine in un settore
della vita civile il fenomeno del randagismo che da fin troppo
tempo in Sicilia è oggetto di disattenzione e di negligenze
incrociate e che non accenna a diminuire, arrivando a creare
condizioni di reale rischio per l'incolumità dei cittadini;
accertato che è compito dei Comuni provvedere alla risoluzione
delle problematiche inerenti il randagismo;
tenuto conto, inoltre, che il fenomeno del randagismo tende a
crescere in correlazione al nuovo, discutibilissimo uso
dell'abbandono degli animali domestici, specie in periodo estivo;
per sapere se non ritengano opportuno avviare ogni iniziativa
finalizzata a:
contenere il numero dei randagi cha hanno un costo annuale per i
cittadini siciliani di centinaia di migliaia di euro;
avviare nelle scuole siciliane un progetto finalizzato alla
sensibilizzazione degli studenti di ogni ordine e grado;
prevedere nella prossima finanziaria e bilancio un congruo
finanziamento utile alla creazione di gruppi cinofili nei Comuni».
(438)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta.- «In riferimento alla interrogazioni di cui
all'oggetto e sulla scorta delle informazioni fornite
dall'Assessorato alla Salute con nota n. 27189 del 31 marzo 2014 e
dal Dipartimento regionale delle autonomie locali con nota 12488
del 7 agosto 2013, appare utile chiarire quanto segue.
L'aspetto del randagismo deve necessariamente coinvolgere
diversi rami dell'Amministrazione regionale a causa della
molteplicità degli aspetti e dei risvolti etici, economici e
sociali, oltre a quelli igienico-sanitari, che esso determina, e
per le ripercussioni che tale fenomeno può avere sull'incolumità
pubblica e sul bilancio della regione che lo pongono come una vera
e propria emergenza sociale. L'approccio multidisciplinare risulta
dunque necessario e ciò presuppone che vengano destinate allo scopo
apposite risorse finanziarie.
Il contenimento del numero dei cani randagi passa attraverso
diverse azioni di controllo da parte dei Comuni, atte a contrastare
il fenomeno dell'abbandono dei cani e delle cucciolate da parte dei
proprietari. L'abbandono, infatti alimenta il fenomeno in maniera
esponenziale, vanificando l'azione posta in essere da parte delle
ASP con le sterilizzazioni dei cani randagi catturati.
Solo nel corso dell'anno 2013 sono state effettuate dalle ASP
della Sicilia n. 5.153 sterilizzazioni di cani randagi e n. 2.055
sterilizzazioni di gatti.
Si rappresenta infine, come in atto non sussistono risorse
finanziarie in capo all'Assessorato alle autonomie locali e alla
funzione pubblica che possano essere utilizzate per fare fronte al
fenomeno del randagismo in Sicilia».
L'Assessore
Patrizia
Valenti