Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
FAZIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Forzese, Vinciullo e
Federico hanno chiesto congedo per la giornata di oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme integrative alla legge regionale 24 marzo 2014, n. 8.
(n. 848)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole D'Agostino in
data 28 ottobre 2014.
- Finanziamento dei cantieri di servizio. Modifica dell'articolo
35 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5. (n. 849)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Venturino in
data 28 ottobre 2014.
- Deroga al limite delle assunzioni di personale a tempo
determinato e indeterminato. (n. 850)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Raia,
Barbagallo, Cracolici e Vullo in data 28 ottobre 2014.
- Norme sulla promozione e valorizzazione dei Senior per un
invecchiamento attivo. (n. 851)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli D'Asero,
Alongi, Cascio Francesco, Fontana, Germanà, Lo Sciuto e Vinciullo
in data 28 ottobre 2014.
- Disciplina del codice dei contratti. (n. 852)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Tancredi,
Cappello, Foti, Palmeri, Siragusa, Cancelleri, Ciancio,
Mangiacavallo, La Rocca, Zito, Zafarana, Trizzino, Ferreri e
Ciaccio in data 28 ottobre 2014.
- Integrazione IRCCS Centro Neurolesi Bonino Pulejo - O. Piemonte
di Messina. (n. 853)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Formica,
Musumeci, Ioppolo, Grasso, Rinaldi, Greco M., Picciolo, Fontana,
Panarello e Germana' in data 28 ottobre 2014.
- Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli
amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana. (n. 854)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci,
Cordaro, Ferrrandelli, Miccichè, Ciaccio, Alongi, Arancio, Assenza,
Fazio, Lantieri, Lentini, Lo Sciuto, Malafarina, Picciolo e Zito in
data 28 ottobre 2014.
- Recepimento della legge 7 ottobre 2013 n. 112 e successive
modifiche ed integrazioni. (n. 855)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fazio in data
30 ottobre 2014.
- Modifiche di norme in materia di elezioni e di giunte
comunali. (n. 860)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Barbagallo e
Lupo in data 30 ottobre 2014.
- Disposizioni concernenti il personale in caso di subentro di
nuova impresa nell'affidamento dei servizi con gara ad evidenza
pubblica di competenza della Regione. (n. 861)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 30 ottobre 2014.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati e inviati alle competenti Commissioni:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme in materia di servizio idrico integrato. (n. 862)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 30 ottobre 2014.
Inviato il 30 ottobre 2014.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Sanzioni per la violazione degli obblighi derivanti dalle norme
in materia di tutela dai rischi correlati all'amianto. (n. 856)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 30 ottobre 2014.
Inviato il 30 ottobre 2014.
- Sostegno ai pazienti affetti da patologie causate dall'amianto.
(n. 857)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 30 ottobre 2014.
Inviato il 30 ottobre 2014.
- Sanzioni per la violazione degli obblighi derivanti dalle norme
in materia di tutela dai rischi correlati all'amianto. (n. 858)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 30 ottobre 2014.
Inviato il 30 ottobre 2014.
- Sostegno ai pazienti affetti da patologie causate dall'amianto.
(n. 859)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 30 ottobre 2014.
Inviato il 30 ottobre 2014.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Legge di modifica dell'articolo 8 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 30. Variazione di denominazione dei comuni
termali. (n. 843)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 28 ottobre 2014.
- Modifiche di norme in materia di elezioni e di giunte comunali.
(n. 845)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 28 ottobre 2014.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme in materia di tutela aree caratterizzate da vulnerabilità
e valenze ambientali e paesaggistiche. (n. 847)
Di iniziativa governativa.
Inviato il 30 ottobre 2014.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stata richiesta l'apposizione di firma
per i seguenti disegni di legge:
- l'onorevole Cimino Michele, con nota prot. n. 11225/SG.LEG.PG.
del 28 ottobre 2014, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 792: Norme per agevolare l'accoglienza e la
sistemazione abitativa dei migranti ;
- l'onorevole Gucciardi Baldassare, con nota prot. n.
11226/SG.LEG.PG. del 28 ottobre 2014, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 850: Deroga al limite delle
assunzioni di personale a tempo determinato e indeterminato .
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che è stata approvata la seguente
risoluzione:
- la Commissione legislativa Ambiente e territorio' (IV) nella
seduta n. 151 del 21 ottobre 2014 ha approvato la risoluzione
Indirizzo in ordine allo sviluppo di una cultura e di una rete di
mobilità dolce.' (n. 15/IV);
Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Segreteria
Generale il 28 ottobre 2014 e protocollata al n. 11309/Trasp.PG del
29 ottobre successivo, l'onorevole Giovanni Di Giacinto, nella
qualità di Presidente del Gruppo parlamentare Il Megafono - Lista
Crocetta ha trasmesso copia del «Disciplinare interno per la
gestione delle risorse messe a disposizione dall'Assemblea
regionale siciliana al Gruppo parlamentare Il Megafono - Lista
Crocetta ».
Avverto che la documentazione di cui sopra sarà oggetto di
pubblicazione nel sito internet dell'Assemblea ai sensi
dell'articolo 25 bis del Regolamento interno dell'ARS.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Alfio PAPALE è nominato
componente della Commissione per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione europea , in sostituzione
dell'onorevole Salvatore Domenico Pogliese, dimessosi dalla carica
di deputato regionale.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Alfio PAPALE è nominato
componente della I Commissione legislativa permanente Affari
istituzionali, in sostituzione dell'onorevole Giuseppe Milazzo,
dimissionario.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Onorevoli colleghi, come ben sapete, in questo momento è in corso
la visita del Presidente della Repubblica di Polonia, Bronislaw
Komorowsky, per cui, su richiesta del Presidente Ardizzone,
sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore 16.45.
(la seduta, sospesa alle ore 16.21, è ripresa alle ore17.21)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione unificata delle mozioni numeri 361 e 363, «Sfiducia al
Presidente della Regione»
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: «Discussione unificata delle
mozioni numeri 361 e 363, entrambe di sfiducia al Presidente della
Regione», a firma rispettivamente degli onorevoli Falcone ed altri
e Siragusa ed altri.
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che:
a seguito delle elezioni regionali del 28 ottobre 2012, è stato
proclamato nuovo Presidente della Regione siciliana, l'on. Rosario
Crocetta;
il Presidente Crocetta, appena eletto, malgrado annunciasse la
volontà di volere creare il 'Governo della rivoluzione', nel senso
di una profonda e netta rottura col passato, purtroppo, sin dai
primi passi, ha mostrato chiari segni di inadeguatezza e
approssimazione, nonché, via via, evidenziato una contiguità
politico-amministrativa con le esperienze dei precedenti governi;
il nuovo Governatore della Sicilia si è contraddistinto per i suoi
annunci, sempre roboanti, eclatanti, spesso dettati da manie di
sterile grandezza Alle forti dichiarazioni, infatti, non sono poi
seguiti fatti e azioni corrispondenti che potessero coniugare
compiutamente le idee agli atti amministrativi e, tantomeno, a
provvedimenti legislativi. Due per tutti, gli esempi che potrebbero
essere ricordati, anche con ilarità: l'idea di risolvere il vuoto
lasciato dalla cessazione della Wind Jet con la trasformazione
dell'AST in nuova compagnia di trasporto aereo; nonché l'emissione
di nuovi titoli obbligazionari siciliani, i 'Trinacria Bond' che
avrebbero dovuto risolvere i problemi finanziari e di liquidità
della Regione siciliana. Senza dimenticare la questione del MUOS di
Niscemi, balzata alle cronache quale esempio di imbarazzante
contraddizione. Tutto un crescendo di dichiarazioni, alle quali
sono sempre seguite inopportune retromarce ;
CONSIDERATO che il Presidente Crocetta, tra i suoi punti
qualificanti, aveva annunciato la dismissione delle società
partecipate, la riforma del sistema di gestione dei rifiuti e delle
discariche, il riordino del servizio idrico integrato, il riassetto
della formazione professionale e la riorganizzazione dei servizi
per l'impiego, l'accelerazione e la qualificazione della spesa
comunitaria, l'ottimizzazione del sistema sanitario, nonché un
maggiore raccordo con gli enti locali, una nuova politica turistica
e culturale basata sugli eventi, legata alla valorizzazione dei
beni archeologici, storici, paesaggistici e alla creazione di un
brand 'made in Sicily' che divenisse ambasciatore delle ricchezze
della Sicilia nel mondo, ma anche nuovi input ai settori nevralgici
dell'economia isolana come l'agricoltura, l'artigianato,
l'industria e il commercio;
PRESO ATTO, però, che l'azione di Governo è stata sempre
claudicante, incerta e ondivaga, anche a causa della mancanza di
una reale maggioranza uscita dalle urne, rafforzata, solo
successivamente, dal progressivo reclutamento di deputati che,
lasciando le opposizioni, si accostavano al Governo, per poi
diventarne organici;
ATTESO che, a distanza di poco meno di sei mesi, a causa di
evidenti incomprensioni sfociate in insanabili contrasti, venivano
dimissionati i due più illustri componenti del Governo: il prof.
Zichichi e il maestro Battiato. Ciò apriva ad una stagione, mai
chiusa, quella del rimpasto, che ancora oggi tiene sulle corde
l'attuale maggioranza, in perpetuo braccio di ferro col Governo
che, nel frattempo, in meno di venti mesi, ha cambiato altri sette
assessori, senza mai giungere ad una sua stabilità;
RILEVATO che la tanto decantata rottura con le esperienze delle
passate gestioni è stata anch'essa disattesa: non a caso, i 2/3
dell'architrave della struttura amministrativa crocettiana è stata
mutuata, pedissequamente, dalle precedenti
esperienze governative;
PRESO ATTO che, mai come oggi, la Sicilia si è trovata in una
condizione di estremo disagio e di particolare emergenza sociale
che rischia di superare la soglia di tolleranza a causa, anche,
dell'immobilismo del Governo regionale, prigioniero delle numerose
fughe in avanti e di altrettante marce indietro del Presidente
Rosario Crocetta, che, a distanza di due anni, non solo non ha
risolto, ma nemmeno affrontato delicatissimi problemi, come quello
del sistema integrato dei rifiuti, costringendo ad un pernicioso e
costante tatticismo del rinvio, lasciando sul tappeto scottanti
emergenze sia sotto un profilo igienico-sanitario, ma anche sotto
quello finanziario, con un'enorme massa debitoria che sarà
scaricata sui comuni e, quindi, sugli stessi cittadini. Sulla
stessa scia, il sistema del servizio idrico integrato: infatti, a
seguito della soppressione degli ATO idrici, non si è,
conseguentemente, individuata altra autorità di gestione che
potesse utilizzare le consistenti risorse CIPE che, in ragione del
decreto 'Sblocca Italia' saranno drenate dal Governo centrale in un
fondo nazionale per essere reimpiegate
successivamente, magari in altre parti d'Italia;
RITENUTO che l'assoluta assenza e comunque la scriteriata politica
sulla formazione professionale oggi ha messo in ginocchio l'intero
sistema formativo dell'Isola. Ad iniziare dagli ottomila operatori
del settore, di cui, da oltre un anno, circa duemilacinquecento
sono stati licenziati, sospesi o destinati alla cassa integrazione.
Altri millesettecentocinquanta, da cinque mesi, sono in attesa di
una, ancorché aleatoria, occupazione presso il CIAPI di Priolo,
mentre quei pochi che oggi lavorano registrano ritardi
nell'erogazione degli stipendi sino a 24 mesi. La cosa, però, che
va evidenziata e censurata è lo scadimento della qualità del
servizio offerto, soprattutto riguardo al mondo dei ragazzi in
obbligo scolastico, che sono ancora costretti ad attendere, dal
settembre 2013, l'inizio, ad esempio, del terzo anno, quando nel
resto d'Italia la stessa attività corsuale si è già conclusa. Il
tutto, mentre il Governo ha consumato il deprecabile fallimento del
'Piano Giovani' che doveva rappresentare una speranza per migliaia
di giovani siciliani. Questi giovani, infatti, sono stati vittime
di un sistema di accreditamento che ha negato la meritocrazia,
privilegiando, invece, la velocità di inserirsi nel sistema di
selezione, tramite un 'click'. Risulta di tutta evidenza, inoltre,
che tale sistema, inceppandosi, ha dimostrato tutti i propri limiti
e lacune, per essere preso quale modello di inettitudine ed
incompetenza. Ciò ha spinto già gran parte dei sottoscrittori della
presente a depositare e votare una mozione di censura nei confronti
dell'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
Nelli Scilabra;
rimanendo in tema di 'Piano Giovani', non si può, inoltre,
trascurare la questione relativa agli affidamenti diretti a tre
società per la cosiddetta 'assistenza tecnica' per un ammontare di
oltre 11 milioni di euro. Precisamente, è stato fatto un primo
affidamento alla società Italia Lavoro per 5 milioni di euro e,
successivamente, la Giunta di Governo, il 6 agosto u.s., ha voluto
deliberare altri tre affidamenti di circa 2 milioni di euro
ciascuno a Italia Lavoro, a Sviluppo Italia Sicilia spa e a Formez.
Tutto, in dispregio dei proclami dello stesso Governatore che, sino
a quel momento, ha sempre escluso ogni tipo di affidamenti di
servizi o di forniture in assenza di una pubblica evidenza. Quindi,
altra gravissima retromarcia del Presidente Crocetta ;
PRESO ATTO della politica fallimentare sulla sanità, dove i buoni
propositi, ancora una volta, sono stati smentiti dai fatti. La
procedura per la nomina dei nuovi direttori generali delle aziende
sanitarie e ospedaliere è l'aspetto più eclatante Prima, una
farraginosa procedura selettiva per l'individuazione dei nuovi
manager, durata circa due anni; dopo, la nomina delle stesse figure
apicali, poi la revoca di alcune di loro, infine gli scontri
all'interno della maggioranza, con il finale di mandare tutto alla
Procura della Repubblica, dove è stato aperto, persino, un
fascicolo. Non si può non ricordare il caso Humanitas: clamoroso
esempio di come potessero essere aumentati i posti letto di una
struttura privata all'insaputa dell'Assessore per la salute, Lucia
Borsellino. Peccato che le carte attestino tutt'altro, con il
rischio di un'imminente richiesta risarcitoria ai danni della
Regione Né tantomeno, si ritiene che debba essere sottaciuta la
questione del piano regionale della rete ospedaliera. Il piano è
già stato presentato un paio di volte in VI Commissione legislativa
permanente 'Servizi sociali e sanitari' dell'Assemblea regionale e,
in entrambi i casi, è stato ritirato. Successivamente, piuttosto
che raccogliere, preventivamente, il parere della stessa
Commissione parlamentare, è stato trasmesso direttamente al
Ministero della salute che ha sollevato ulteriori perplessità e,
attualmente, risulta ancora bloccato a Roma, e ciò con grave
nocumento per la riorganizzazione delle dotazioni organiche e
quindi per le stesse prestazioni ospedaliere;
sulle stesse prestazioni sanitarie e, specificatamente,
ospedaliere va acceso un faro sul pessimo stato in cui si trovano
tutti i pronto soccorso dei nosocomi siciliani, ridotti a poco più
di lazzaretti. Strutture inadeguate, con spazi ristretti e
logisticamente insufficienti a fronteggiare pazienti che dovrebbero
nell'emergenza, in molti casi drammatica, trovare condizioni di
accoglienza a misura d'uomo. Purtroppo nessun investimento, né
strutturale, né sotto il profilo del potenziamento tecnologico.
Anche qui l'incapacità di utilizzare le risorse dell'art. 20 sugli
investimenti nel settore della sanità, lasciando il settore in uno
stato di arretratezza, con la conseguenza che il costo della
mobilità passiva non ha avuto quell'inversione di tendenza che era
stata promessa;
ATTESO che:
la situazione degli enti locali siciliani è al collasso a causa di
una politica miope e vanagloriosa del Governo e dello stesso
Presidente che, con due leggi di stabilità, ha voluto modificare i
criteri di assegnazione dei fondi e, poi, ha impedito la loro
regolare erogazione. Solo in data 14 ottobre (ben dopo quattordici
giorni dal termine di scadenza per redigere i bilanci di previsione
2014), i comuni hanno ricevuto comunicazione sui loro
trasferimenti. A ciò si aggiunge l'insostenibile situazione delle
mancate erogazioni delle trimestralità e dei fondi relativi ai
capitoli delle risorse, che ha messo in ginocchio tutti i comuni
dell'Isola, costretti, in larga parte, a ritardare i pagamenti
degli stipendi ai dipendenti e, soprattutto, i pagamenti ai
soggetti creditori che hanno effettuato forniture o servizi. La
stessa ANCI ha criticato aspramente tale insopportabile
comportamento, sino al punto di volere interrompere i rapporti
istituzionali con lo stesso Governo;
allo stato attuale vi sono 15 comuni in dissesto finanziario e
molti altri sono in procinto di dichiararlo; numerosissimi,
inoltre, sono gli enti locali che hanno dichiarato lo stato di pre-
dissesto;
un velo pietoso va steso sulla riforma delle province Prima
l'affermazione del presidente Crocetta, in risposta ad un esponente
politico di Enna, circa la necessità di mantenere questi enti
intermedi, poi la trasmissione di Giletti, su Rai Uno, e l'annuncio
della loro soppressione Quindi, nel marzo 2013, la prima legge, la
n.7, per abrogarli, poi, nel 2014, la seconda, la n.8. Oggi siamo
ancora al palo E' ormai certa un'altra retromarcia, con la
conseguente abrogazione sia della prima che della seconda legge di
riforma votate in Assemblea;
PRESO ATTO della politica fallimentare del settore industriale,
delle promesse non mantenute sulla burocratizzazione, sul rilancio
delle opere infrastrutturali, col conseguente blocco dei cantieri,
sullo start up delle imprese giovanili, sulla semplificazione
amministrativa, ecc., per non tacere dell'irrisolta questione della
FIAT di Termini Imerese (PA) che si pone sullo stesso piano della
più recente, ma ancora più drammatica, crisi del petrolchimico di
Gela, e ciò malgrado le rassicurazioni del Presidente del Consiglio
dei Ministri, Matteo Renzi;
CONSIDERATO che nel settore, tanto chiacchierato, dell'eolico
nessuna iniziativa sul piano di tutela paesaggistica è stata
intrapresa, se non un'improvvida volontà di liquidare con dei
secchi dinieghi le richieste presentate in Assessorato; oggi si
possono constatare i primi provvedimenti giurisdizionali del TAR
Palermo che autorizzano alcuni progetti, rischiando, così, di
agevolare un dilagare disordinato di nuovi impianti generatori di
energia pulita;
RITENUTO che altro vulnus del programma del Presidente della
Regione possa essere riscontrato nell'assoluta disattenzione verso
le società regionali partecipate, nei cui riguardi la Corte dei
conti ha puntato il dito, individuandole quali causa di una delle
maggiori criticità del bilancio della Regione: una spesa di ben 1
miliardo di euro negli ultimi quattro anni. Tali enti, a distanza
di due anni, sono tutti lì, con i loro costi e i loro debiti
Nessuna società, dunque, è stata soppressa o messa in liquidazione;
anzi, qualcuna è stata, persino, riportata in bonis e, cosa ancora
più scandalosa, nell'ultima legge finanziaria, solo grazie
all'impegno dell'opposizione, è stato sventato il tentativo di
eliminare il tetto degli stipendi per i presidenti di alcune di
esse. Soliti annunci anche sulle consulenze esterne alla Regione,
che dovevano essere eliminate, e che, invece, come d'incanto, si
sono moltiplicate, soprattutto con il solito malvezzo di ricorrere
all'assistenza tecnica e, quindi, alle professionalità esterne,
piuttosto che a quelle interne, con la conseguente demotivazione
della burocrazia regionale;
PRESO ATTO della vacuità e della mancanza di qualunque strategia
nel settore turistico siciliano, vero volano dell'Isola. E' sotto
gli occhi di tutti come non venga realizzata alcuna iniziativa di
attrattiva per richiamare il turista in Sicilia; tantomeno per
quanto concerne la destagionalizzazione delle relative
realtà turistiche. A distanza di tre anni, la misura sulle
strutture turistico-ricettive, gestita dalla CRIAS, è ancora in
alto mare, come in alto mare è la misura sull'impiantistica
sportiva, anch'essa tesa ad incrementare il turismo isolano. Nel
frattempo, il 31 dicembre 2015, data ultima per rendicontare i
fondi comunitari PO-FESR 2007/2013, è alle porte. La stessa
polemica di alcune settimane addietro con il produttore del
'Commissario Montalbano', famosa serie televisiva girata in varie
location siciliane, con prevalenza nel ragusano, è solo la punta
dell'iceberg di una inesistente pianificazione che possa destare,
stimolandolo, l'interesse verso la Terra di Sicilia;
CONSTATATO che:
anche sul versante finanziario è stata dimostrata una
inadeguatezza imbarazzante, non solo per le varie impugnative del
Commissario dello Stato sulle leggi di stabilità che, di fronte a
Roma, hanno ridicolizzato l'intera Regione siciliana, ma per
l'incapacità di un piano finanziario che avesse una visione
d'insieme sulle politiche economiche regionali. Ad oggi non è stato
ancora predisposto nessun documento propedeutico al bilancio di
previsione, né pare che nel breve periodo vi siano spiragli in tal
senso. Insomma si naviga a vista, vivendo alla giornata ;
a ciò si aggiunge anche la devastante e deleteria scelta di
ritirare tutti i ricorsi, pendenti dinanzi alla Corte
costituzionale, nei confronti del Governo nazionale, relativi alle
impugnative di legge in materia finanziaria, pari a 4 miliardi di
euro, per ricevere in cambio un'elemosina di poco più di 550
milioni; operazione questa, tesa a far quadrare i conti nell'ultima
legge finanziaria regionale, in totale dispregio all'autonomia
speciale siciliana e, soprattutto, in danno alla tenuta del
bilancio regionale, ad iniziare già dallo strumento finanziario di
previsione 2015; con le ulteriori, negative conseguenze finanziarie
sugli ignari cittadini isolani sui quali, tali mancati introiti,
avranno nei prossimi anni gravissime ripercussioni;
PRESO ATTO:
della scarsa attenzione al comparto agroforestale; ci sono volute
ben tre manovre finanziarie per garantire agli operatori forestali
il numero minimo di giornate lavorative previste per legge; come se
non bastasse, ad ottobre ci si accorge dell'erronea individuazione
delle risorse finanziarie, con la conseguenza di dover ricorrere ad
una manovra quater, con altro passaggio d'Aula. A causa di tutto
ciò,vi è stato un notevole ritardo nell'avvio al lavoro che, in
molti casi, ha rappresentato la principale causa degli incendi
sviluppatisi, con gli irreparabili danni arrecati all'ambiente e al
patrimonio boschivo. Inoltre, vi è un ingiustificato ritardo nei
pagamenti degli stipendi ai lavoratori per l'attività già prestata.
Per restare in tema, va censurata la mancata predisposizione di una
riforma organica del settore, auspicata, da tempo, sia dai
lavoratori che dalle parti sociali;
infine, che l'economia è completamente bloccata, col logico crollo
delle produzioni e dei consumi. Da un lato, le imprese sono al
collasso e, in particolare, quelle del settore agricolo,
zootecnico, edile e artigianale; dall'altro, a poco meno di
quindici mesi dalla chiusura dei programmi comunitari 2007/2013, la
Regione siciliana deve ancora impegnare oltre 2 miliardi di euro.
Se le procedure non verranno oculatamente accelerate, il rischio di
disimpegno automatico diverrà sempre più concreto, con buona pace
per lo sviluppo, la crescita e l'occupazione dell'Isola;
CONSIDERATO che ormai anche i rapporti all'interno della pseudo-
maggioranza sembrano del tutto deteriorati, e che questa frattura
insanabile sta comportando ulteriori danni alla Sicilia,
rendendola, sotto un profilo socio-economico, sempre più
vulnerabile, mentre sotto quello politico, del tutto ingovernabile;
VALUTATO pertanto, che in questo particolare momento storico,
perseverare con un Governo che ha dimostrato tutta la sua
inadeguatezza ed incapacità significherebbe solo cercare di
tutelare privilegi personali, anziché garantire gli interessi dei
siciliani;
CONSTATATO che il Presidente della Regione non ha alcuna
intenzione di rassegnare le dimissioni, anzi si fregia,
pavoneggiandosi pubblicamente della sua elezione a suffragio
diretto, sostenendo di riscuotere ancora l'apprezzamento e il
sostegno popolare;
VERIFICATO invece, il dissenso sempre crescente nei confronti del
Presidente della Regione, non ultimo il sondaggio che lo colloca al
penultimo posto della classifica dei presidenti di Regione, vista
anche la disapprovazione unanime del mondo sindacale, ma anche di
Confindustria, da sempre tra gli sponsor ufficiali del Governatore;
RACCOLTE le grida di disperazione, ma anche di speranza della
maggioranza dei siciliani che, a gran voce, chiedono di porre fine,
quanto prima, a questa nefasta esperienza di governo;
VISTO l'articolo 10 dello Statuto della Regione
siciliana,
ESPRIME SFIDUCIA
NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE» (361)
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che in data 29 ottobre 2013 è stata discussa e votata
dall'Assemblea regionale siciliana una mozione di sfiducia (la n.
200) al Presidente della Regione siciliana, articolata in vari
punti altamente qualificanti per poter giudicare l'operato ed i
risultati ottenuti dal Presidente Crocetta e dal Governo da questi
presieduto;
RILEVATO che:
uno di questi punti focalizzava il progressivo e costante
deterioramento dei rapporti tra il principale partito della
maggioranza che, in teoria, dovrebbe sostenere il Presidente
Crocetta ed il Presidente stesso;
si constata che a più di un anno di distanza tali rapporti sono,
se è possibile, ancor più deteriorati, coinvolgendo anche altri
movimenti e partiti politici che, sempre in teoria, dovrebbero
rappresentare, per il Presidente Crocetta, una solida maggioranza
parlamentare, che allo stato dei fatti, però, non sussiste,
causando seri, gravi e continui blocchi all'azione del Governo;
ATTESO che:
uno dei nodi principali, causa del deterioramento dei rapporti tra
il Presidente Crocetta ed una parte consistente della sua
maggioranza parlamentare, è legato alla composizione del Governo
regionale e considerato che nei primi giorni del mese di aprile del
2014, il Presidente Crocetta ha provveduto ad un riassetto della
compagine governativa con una riassegnazione di alcune preposizioni
e con la sostituzione di alcuni Assessori;
si constata che ad oggi l'azione governativa è ulteriormente
peggiorata sia per quanto riguarda l'aspetto qualitativo, sia per
quel che riguarda l'apporto del Governo medesimo ai lavori
dell'Assemblea regionale siciliana perdurando ed anzi essendosi
incrementato il tasso di assenteismo degli Assessori sia ai lavori
delle commissioni che ai lavori dell'Aula. Sono sempre meno gli
atti parlamentari che ottengono risposte dal Governo, e spesso
l'attività legislativa è risultata bloccata dalla perdurante
assenza dei rappresentanti dell'Esecutivo, e questo nonostante si
sia provveduto con la l.r. n. 1 del 2014 a prevedere un regime
sanzionatorio per gli assessori assenteisti;
PRESO ATTO che nonostante quanto sopra, continuano ed anzi sono
ulteriormente peggiorati i dissidi ed i dissapori tra il Presidente
della Regione ed il Gruppo parlamentare cui egli stesso risulta
iscritto e che, anche durante l'estate appena trascorsa,
l'argomento principale dell'agenda politica era legato alla
sostituzione di alcuni componenti della Giunta di Governo, ponendo
drammaticamente in secondo piano, se non ignorando completamente, i
gravissimi problemi economici che attanagliano l'Isola, problemi
che procurano gravi difficoltà ai cittadini, ai lavoratori, ai
disoccupati ed alle imprese siciliane, difficoltà che ormai
superano la connotazione economico-finanziaria sfociando in gravi
problemi sociali la cui soluzione appare inderogabile;
CONSIDERATO che:
nel corso del 2014 oltre alla legge di stabilità regionale,
approvata in data 10 gennaio 2014, sono stati varati altri due
provvedimenti di riassetto del bilancio regionale, e che, dopo
l'approvazione di questi provvedimenti il Commissario dello Stato
per la Regione siciliana ha provveduto ad impugnarne numerose
parti, rimarcando una consistente e perdurante incapacità
dell'Esecutivo nel presentare ed elaborare norme che fossero
rispettose delle regole costituzionali, economiche e finanziarie ed
inserite nei limiti entro i quali può legiferare la Regione
siciliana; dimostrando, peraltro, una totale assenza di visione
economica e strutturale di carattere generale, una totale assenza
di programmazione e di provvedimenti mirati alla correzione della
grave situazione economica generale, certo ereditata dal passato ma
sicuramente acuita ben oltre il sopportabile per i cittadini
siciliani a causa dell'immobilismo dell'Esecutivo, incapace di
produrre azioni atte a garantire ai cittadini, ai lavoratori, ai
disoccupati ed alle imprese siciliane strumenti e mezzi idonei ad
affrontare la perdurante crisi che investe il Paese, e che pone la
Sicilia come una delle Regioni italiane che maggiormente viene
influenzata ed indebolita dalle vicissitudini economiche nazionali;
la politica economica e finanziaria del Governo si è rivelata fino
ad oggi completamente fallimentare, mancando totalmente di
programmazione, di qualsiasi forma di impostazione indirizzata allo
sviluppo ed a favorire ed incentivare l'occupazione in Sicilia;
mancando di provvedimenti atti a limitare il crescente
impoverimento delle famiglie siciliane e basando invece ogni
intervento legislativo solo ed esclusivamente sul tamponamento di
endemiche emergenze senza prospettare alcun tipo di soluzione
definitiva e sostenibile; sull'assecondare richieste di parte o la
volontà del Ministero dell' economia. Per citarne alcuni esempi,
basti ricordare l'approvazione della l.r. n. 11 del 2014 che, su
proposta governativa e secondo quanto stabilito dal decreto-legge
n. 35 del 2013, convertito, con modificazioni, in legge n. 64 del
2013, consente alla Regione siciliana di avere accesso ad una
anticipazione di liquidità volta al pagamento dei debiti pregressi
delle pubbliche amministrazioni, anticipazione da restituire con un
rimborso a tasso fisso ed a lungo termine (30 anni), di fatto un
mutuo con la copertura delle rate garantita con quota parte del
gettito derivante dalle maggiorazioni dell'aliquota dell'imposta
regionale sulle attività produttive (IRAP) e dell'addizionale
regionale sull'IRPEF, già disposte per la copertura di buchi di
bilancio fatti negli anni pregressi nel settore sanitario. Un
mutuo, in buona sostanza, un mutuo che si impone ai cittadini
siciliani di pagare con quella componente di tassazione che
potrebbe essere diminuita se non azzerata, consentendo alle
famiglie di poter aumentare i propri consumi ed alle imprese di
incentivare i propri investimenti, e che invece viene mantenuta ai
massimi livelli per compensare le spese scellerate effettuate negli
anni passati nel settore della sanità, senza peraltro che alcuno
sia ritenuto responsabile per questo. O, ancora, come non ricordare
l'accordo tra il Ministero dell'Economia e la Regione siciliana in
materia di finanza pubblica firmato tra giugno e luglio 2014, che
prevede la rinuncia da parte della Regione siciliana a tutti i
ricorsi contro lo Stato pendenti dinnanzi alle diverse
giurisdizioni e relativi ad impugnative di leggi o ad atti
conseguenziali in materia di finanza pubblica; ovvero la rinuncia a
possibili contenziosi per alcuni miliardi di euro in cambio di
poche centinaia di milioni di euro 'cash', una svendita senza
precedenti, della dignità e dell'autonomia della Regione. O,
infine, come non ricordare le innumerevoli emergenze occupazionali,
come forestali, formazione, precari che continuano a gravare in
maniera determinante sul bilancio della Regione, senza che il
Governo sia in grado di trovare soluzioni stabili, praticabili e
durature in grado di garantire i livelli occupazionali, evitando
un' emergenza sociale e salvaguardando al contempo i conti della
Regione;
RILEVATO che:
anche nel campo delle politiche di tutela dell'ambiente l'operato
del Governo regionale non si può che definire fallimentare ed
asservito a gruppi di potere economico-politico. Nell'estate del
2012, da candidato alla Presidenza della Regione siciliana, Rosario
Crocetta, firmava l'appello contro le trivellazioni nel Canale di
Sicilia, salvo poi, il 4 giugno 2014, firmare un protocollo
d'intesa con Assomineraria, EniMed Spa, Edison Idrocarburi Sicilia
Srl, Irminio Srl, per il rilancio degli investimenti e per
l'utilizzo razionale di gas ed idrocarburi in Sicilia , accordo che
prevede l'accelerazione degli investimenti nel campo petrolifero.
Senza dimenticare che il Presidente Crocetta stesso, più di un anno
e mezzo fa, aveva promesso che sarebbe stato attivato in breve
tempo un tavolo tecnico sulle trivellazioni off shore. Solo grazie
all'intervento del Commissario dello Stato si è evitato che
venissero nuovamente ridotte le royalties derivanti dall'estrazione
del greggio in Sicilia, facendo l'ennesimo regalo alle
multinazionali del petrolio. Infine, le mozioni votate
all'unanimità dall'Aula, all'inizio del 2013, sul blocco delle
trivellazioni nella Valle del Belice si sono dimostrate lettera
morta, visto che a queste non è seguito nessun decreto o stop
presidenziale, quindi nessun effettivo blocco dell'iter
d'approvazione della richiesta denominata 'Masseria Frisella'. Per
non tacere del Patto dei Sindaci, che, nonostante gli spot e la
cassa di risonanza mediatica e l'uso strumentale e mediatico della
cosiddetta 'cabina di regia', il Governo non è riuscito di fatto a
far decollare, con il conseguente mancato utilizzo dei fondi per la
realizzazione dei Paes. Nel settore rifiuti, siamo sull'orlo di una
emergenza senza precedenti. L'unico zero che si è concretizzato è
zero realizzazione di impianti, zero aumento percentuale di
raccolta differenziata (stabile sotto il 10%), zero politiche di
riduzione, con il paradosso di comuni che, realizzando un' accurata
raccolta differenziata, si trovano a dover conferire in discarica e
quindi in maniera indifferenziata proprio per la totale assenza di
impiantistica adeguata. Peggio che nel settore dei rifiuti, si è
riusciti a fare per quanto riguarda l'acqua; la legge per la
ripubblicizzazione del servizio idrico integrato continua a vagare
tra una commissione parlamentare e l'altra, senza che il Governo
risulti in grado di gestire e dare un indirizzo politico chiaro ed
univoco, senza dimenticarsi della questione APS, il gestore del
servizio idrico integrato della Provincia regionale di Palermo,
ormai fallito; il Governo regionale non è stato in grado di farsi
carico del problema e prospettare, anche in questo caso, soluzioni
realistiche e praticabili, in grado di evitare il rischio concreto
che i comuni della provincia di Palermo potessero trovarsi in seria
difficoltà per quel che riguarda l'espletamento del servizio idrico
integrato, con ricadute negative sui cittadini e sulle
amministrazioni. Per scongiurare tali rischi, i firmatari della
presente mozione di sfiducia, avevano già evidenziato il problema
in tutta la sua gravità, con una mozione, datata 10 ottobre 2013,
chiedendo all'Assessore per l'energia e al Governo di predisporre
per l'ATO 1 Palermo tutta una serie di azioni, come quella del
mantenimento di un unico gestore per l'ambito, al fine di favorire
la solidarietà e l'equità tra tutti i comuni. Questa soluzione, e
quindi l'uscita dalla situazione di stallo, ha sempre incontrato un
pesante ostruzionismo politico da parte dell'Esecutivo;
quella che doveva essere la speranza di numerosi giovani siciliani
si è rivelata un flop, scoprendo affidamenti a società di gestione
senza bandi ed un Governo che approva in Giunta atti che neanche
conosce. Il tanto atteso 'Piano Giovani', croce e delizia del
Governo, doveva rappresentare per i giovani siciliani
un'opportunità ed una boccata d'ossigeno per le imprese che
avrebbero fruito di energie nuove; adesso è in una situazione di
stallo, con un'indagine in corso; nessuno dei giovani selezionati
sa se potrà accedere al tirocinio e quelli non selezionati non
sanno se sarà loro data una vera opportunità che non dipenda dal
dito più veloce del 'Click Day'. L'unica cosa certa è che sono
stati buttati al vento sei milioni, regalati a società scelte
arbitrariamente dalla Regione per realizzare un portale ed
elaborare un metodo che è stato del tutto fallimentare. Niente
meritocrazia, inoltre, per i giovani siciliani da parte del
Governo, che pensa bene di affidare la gestione del piano alla
società per cui lavora la figlia di una dirigente ma che non trova
altri metodi di selezione che non si basino su chi arriva prima ,
che non può essere considerato un sistema di collocamento, neanche
per un tirocinio. Il fallimento del Piano Giovani ed il 'Flop Day'
il giorno prima che lo stesso Governo approvasse la rimodulazione
del piano, rappresentano il Governo: un Governo fallimentare, sordo
alle lamentele dei giovani il giorno 5 agosto durante il flop day e
cieco di fronte alle proposte di spartizione di un apparato
burocratico che vengono approvate appena il giorno dopo (6 agosto),
nel silenzio e nell'ignoranza più totale di chi dovrebbe invece
controllarne l'operato;
anche quella che era stata annunciata, tramite i soliti spot
televisivi, come la più grande riforma di questi primi due anni del
Governo del Presidente Crocetta, ovvero, la riforma che prevedeva
la soppressione delle province regionali e la loro sostituzione con
i Liberi Consorzi di Comuni e con le Città metropolitane, si sta
trasformando nell'ennesimo fallimento annunciato. Sono trascorsi
solo pochi giorni dal termine ultimo che dava la possibilità ai
comuni di dare vita a nuovi Liberi Consorzi, spostarsi da un Libero
Consorzio ad un altro, ovvero ad una Città metropolitana o
fuoriuscire da una città metropolitana per accedere ad un Libero
Consorzio e, nonostante vi siano stati comuni che avessero
espletato quanto previsto dalla legge n. 8 del 2014, il Governo ha
in buona sostanza abbandonato gli enti locali siciliani al proprio
destino; incassando, peraltro, la sconfitta politica derivata dal
fatto che sono invece numerosi gli atti parlamentari presentati
volti al sostanziale smantellamento della stessa legge n. 8 del
2014, provvedendo in maniera rapida alla restaurazione di quanto la
suddetta legge aveva iniziato a riformare. Anche in questo caso,
l'immobilismo politico ed amministrativo, la totale assenza di una
seria interlocuzione con il Governo centrale e con i Gruppi
parlamentari presenti all'Assemblea regionale siciliana rischia di
causare il fallimento di una riforma che poteva e doveva porre la
Sicilia all'avanguardia nazionale in tema di gestione del
territorio di area vasta e di buona amministrazione degli enti
locali, dimostrando ancora una volta la totale assenza di visione
politica e di progettualità amministrativa da parte del Presidente
Crocetta e dei suoi Assessori;
durante la campagna elettorale, l'allora candidato Rosario
Crocetta aveva più volte promesso la revoca di tutte le
autorizzazioni che avrebbero ed hanno permesso la costruzione del
MUOS (Mobile User Objective System) presso la base militare USA in
contrada Ulmo nel Comune di Niscemi (CL). In seguito
all'insediamento quale Presidente della Regione siciliana, nulla è
stato compiuto da Crocetta, neanche dopo l'approvazione
all'unanimità, l'8 gennaio 2013, della mozione n. 2 che impegnava
il Governo ad adottare ogni utile iniziativa finalizzata alla
revoca delle autorizzazioni rilasciate per l'inizio dei lavori di
realizzazione del sistema MUOS; le autorizzazioni vengono sospese
in base alla legge sul procedimento amministrativo. In seguito al
blocco, da parte del Gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle,
della votazione del DPEF 2013, con la richiesta di annullare o
revocare attraverso un parere pro veritate inviato dal Presidente
della IV Commissione legislativa permanente 'Ambiente e Territorio'
all'Avv. Stefano Polizzotto, il Presidente Crocetta provvedeva alla
revoca in autotutela delle suddette autorizzazioni. A seguito del
ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione
siciliana, presentato dal Governo nazionale, un giorno prima della
sentenza e sulla scorta della relazione ISS il Presidente Crocetta
provvedeva alla revoca della revoca delle autorizzazioni, dando di
fatto il via libera al completamento dei lavori, dimostrando di
fatto una totale indifferenza nei confronti della salute dei
cittadini siciliani e della loro volontà che la Sicilia fosse terra
di pace. Da allora nulla è cambiato e nulla è stato fatto, preso in
considerazione o messo in atto dal Presidente della Regione
affinché il territorio isolano rimanesse terra di pace ed affinché
i siciliani non dovessero convivere con una potenziale minaccia per
la propria salute;
VALUTATO che l'operato del Governo presieduto dall'On. Crocetta
appare incapace di dare risposte concrete ai bisogni sempre più
inderogabili che investono la Sicilia ed il popolo siciliano,
mentre appare sempre pronto a rispondere affermativamente ed
acriticamente agli interessi del Governo centrale e delle lobbies
legate ai più forti centri di potere economico. L'azione di governo
appare anche chiaramente incurante, sia per negligenza che per
volontà politica, del rispetto di politiche ambientali serie e
volte alla tutela del territorio, del paesaggio e della salute
stessa dei cittadini siciliani;
ATTESO inoltre, che in questo particolare momento storico per la
Sicilia e per i siciliani, non è più possibile assecondare i
dissidi e la continua litigiosità tra il Presidente Crocetta e la
sua ipotetica maggioranza, la sempre più vaga e confusa azione
politica, economica ed amministrativa del Governo regionale, e che
appare quindi sempre più chiaro che l'unica ipotesi che possa dare
ai cittadini siciliani una speranza è quella del ritorno alle urne,
allo scopo di dare alla Sicilia un governo finalmente in grado di
dare quelle risposte che i siciliani si attendono e che l'attuale
Esecutivo non è in grado, per manifesta incapacità politica, di
fornire;
VISTO l'art. 10 dello Statuto della Regione
siciliana,
ESPRIME SFIDUCIA
NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE». (363)
Comunico all'Assemblea che questa Presidenza, ai sensi degli artt.
154 bis, commi 2 e 3, 158, comma 2, e 103, comma 5, del Regolamento
interno dell'A.R.S., ha determinato i tempi (massimi) di intervento
complessivamente spettanti a ciascun Gruppo parlamentare, secondo
il seguente riparto:
- PD, M5S, ART. 4 e UDC 45 minuti per Gruppo;
- NCD, FORZA ITALIA, PDS, DRS, MEGAFONO, GS-PID, LISTA MUSUMECI
e MISTO30 minuti per Gruppo.
I tempi di cui sopra, complessivamente spettanti a ciascun Gruppo
parlamentare, potranno essere ripartiti fra uno o più oratori
all'interno del medesimo Gruppo.
Per quanto concerne gli eventuali deputati c.d. dissenzienti
rispetto alle posizioni ufficiali dei rispettivi Gruppi di
appartenenza, essi potranno intervenire in sede di dichiarazione di
voto, ai sensi del combinato disposto degli artt. 154 bis, commi 2
e 3, e 121 quinquies, comma 3, Reg. int. A.R.S.
Dichiaro aperta la discussione generale unificata ed invito uno
dei presentatori, ove lo ritenga, ad illustrarla per un tempo non
superiore a trenta minuti (art. 154 bis, commi 1 e 3, Regolamento
interno A.R.S.).
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevole presidente della Regione,
onorevoli colleghi, a me il compito, ancora una volta, di
introdurre un dibattito sull'attività, sull'efficacia, ma - se
vogliamo essere più specifici - sulla necessità di permanenza del
Governo regionale e, più precisamente, del Capo dell'Istituzione
che tutti noi rappresentiamo. A me il compito di introdurre questo
dibattito che prende corpo dopo due anni dalla elezione, dal
rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana, ma che prende anche
corpo dopo appena un anno da quando fu presentato un analogo atto
di disapprovazione politica nei confronti di questo Governo e del
Presidente.
E stavolta il nostro atto di censura, che abbiamo condiviso
interamente, tutti i gruppi di centro destra, di Forza Italia, del
Nuovo Centrodestra, della lista Musumeci, del Movimento per
l'Autonomia, del PD Cantiere Popolare e del presidente del Gruppo
Misto, esteso al Movimento Cinque Stelle che, ancorché presentando
un atto diverso, differenziato, comunque, nella sostanza sposa
l'intento che è quello di esprimere un giudizio sicuramente non
favorevole in questi due anni di attività dell'azione di Governo.
Un Governo che nasceva come il Governo della rivoluzione, il
Governo che doveva essere la rottura col passato, una rottura
chiara e netta, e un Governo, invece, purtroppo dobbiamo dire, che
ha una chiara contiguità politico-amministrativa con le esperienze
di governo del passato.
Un Governo che in due anni, in ventiquattro mesi, si è sempre
contraddistinto soltanto per annunci roboanti, annunci eclatanti e,
poi, alla fine si sono risolti in una mania, sono stati dettati da
una mania di grandezza, per la maggior parte dei casi, molto
sterile.
E lo abbiamo visto, ad esempio, citando alcuni casi quando
abbiamo dinanzi alla cessazione dell'attività della Wind Jet',
della Compagnia aerea low cost: bene, il Presidente disse che
dovevamo mettere le ali all'Azienda siciliana trasporti, quando
invece, oggi, a distanza di due anni non garantiamo alla stessa
Azienda nemmeno i soldi per il carburante, non garantiamo alla
stessa Azienda gli stipendi per il personale, non garantiamo a
tutto l'intero comparto del trasporto, sia pubblico che privato,
quelle minime garanzie di salvaguardia e di efficacia del servizio
da erogare.
E ancora, quando eravamo dinanzi ai problemi di liquidità, ai
problemi finanziari, ci fu una trovata del Presidente, che era
quella della emissione dei titoli obbligazionari, i cosiddetti
Trinacria Bond che avrebbero dovuto risolvere il problema, ma fu
anche quella una trovata eclatante che rimase poi puro annuncio.
Io vorrei, come dire, stendere un velo pietoso su quello invece
che è diventato un fatto di imbarazzante contraddizione,
Presidente. Il MUOS, il sistema di telecomunicazioni, che è stato
collocato a Niscemi. Lei disse dinanzi al massimo rappresentante
istituzionale americano che si doveva passare sul suo cadavere e
avendo fatto prima una revoca, lei fece la revoca della revoca,
diventando, come dire, l'esempio eclatante di una retromarcia
veramente mortificante.
Un Governo che nasceva sotto i migliori propositi, in tutti i
settori, avrebbe dovuto incidere, dal settore del sistema idrico al
settore dei rifiuti, a quello della riorganizzazione delle
discariche in Sicilia, al problema della formazione professionale e
al problema dei servizi per il lavoro e per l'impiego, al rilancio
della politica turistica e culturale, per far sì che la Sicilia
riuscisse a diventare, fuori da questa nostra Isola,
l'ambasciatrice dei nostri beni architettonici, paesaggistici,
culturali, archeologici e invece a distanza di due anni quali sono
i risultati tangibili? Perché questa mozione di sfiducia che noi
presentiamo e, oggi, illustriamo, e chiediamo che venga votata,
chiediamo che venga votata anche a chi in queste ultime ore,
forse, ha avuto qualche senso di rimorso, a chi in queste ultime
ore ha dimenticato addirittura le offese personali, a chi
insultando il Presidente Crocetta e ricevendo dallo stesso
altrettanti epiteti dello stesso tenore, bene, oggi invece noi
chiamiamo soprattutto quella parte del partito di maggioranza che
ha sostenuto e ha fatto vincere il Presidente Crocetta a dire qual
è la propria posizione perché è da un anno e mezzo che qua ci sono
stati dei deputati che hanno puntato l'indice nei confronti di un
Governo ritenuto immobile, di un Governo ritenuto inefficiente, di
un Governo che era addirittura dei gabinettisti, addirittura era
questo il Governo e il Presidente rispondeva al segretario del suo
partito Raciti chi?
Certo, forse oggi sembrano anni luce quegli anni, quelle settimane
scorse, quel Governo che non aveva avuto una maggioranza, una reale
maggioranza uscita dalle urne ma a poco a poco, grazie anche a
qualche deputato che si accostava prima in maniera timida per poi
diventare organico alla stessa maggioranza del Presidente, bene si
riusciva a creare una maggioranza a mio avviso raffazzonata e non
perché lo diciamo noi, perché lo dicono gli atti parlamentari
quella maggioranza che a distanza di due anni non è riuscita a dare
un'inversione di tendenza reale a questa Sicilia, una maggioranza
che è stata impegnata in un continuo ed eterno rimpasto che ancora
oggi, malgrado il nuovo Governo in parte somministrato da Roma
quasi a dimostra un concreto commissariamento, ancora non si placa.
E allora dopo 4 mesi quel Governo Crocetta che si ammantava della
più importante e più illustre presenza di professionisti o
addirittura scienziati, come il Professore Zichichi o di illustri
artisti come il maestro Battiato, riusciva, dopo appena qualche
mese a cambiare ed a sostituire questi illustri personaggi con
altre altrettanto dignitose, ad esempio potremmo dire ma dobbiamo
anche immediatamente chiarire facendo a distanza di qualche tempo,
un'immediata retromarcia.
E allora abbiamo detto che quel Governo doveva rappresentare la
rivoluzione, doveva rappresentare l'architrave della rottura. E
invece cos'era quel Governo? Quel Governo è quello che è riuscito a
ristabilire i due terzi dell'architrave della struttura burocratica
che era del precedente Governo e del Governo precedente ancora.
Quei governi, caro Presidente Crocetta che lei aveva indicato come
esempio di mal governo, come esempio di disastro per questa
Sicilia.
E allora delle due l'una: o lei si ricrede e lo dica pubblicamente
che così non era, oppure lei ha fallito già nella sua impostazione
Vorrei non intervenire su quello che è il nuovo Governo perché il
Presidente Crocetta lo dovrà presentare però a lume di naso mi
rendo conto che almeno 6/12 hanno qualcosa che ritorna dal passato.
Che ben vengano se queste energie e queste esperienze possano
essere utili alla causa siciliana. L'emergenza sociale, l'estremo
disagio che vive la Sicilia che si pensava di combattere con
improvvisazioni, con approssimative fughe in avanti per poi fare
delle marce indietro e lo abbiamo visto nel sistema idrico
integrato, ad esempio, quando si disse nel dicembre, proprio
all'inizio, abbiamo fatto una legge innovativa sul servizio idrico
e invece ci accorgiamo, a distanza di due anni, che l'altra sera
dovevamo ricorrere immediatamente, di fretta in furia per evitare
che 52 comuni della provincia di Palermo dovessimo costringerli a
rimanere senza acqua, con l'interruzione del servizio idrico che
può essere che è stata tamponata grazie ad una ordinanza
prefettizia. Sono queste le marce indietro che noi contestiamo.
Cosa si è fatto per risolvere il problema dei rifiuti in Sicilia.
Cosa si è fatto, Presidente Crocetta, glielo dico con grande
serenità, cosa si è fatto per risolvere il grande peso finanziario
che graverà da qui a breve sui comuni. Non c'è stata una norma che
in maniere efficace, in maniera incisiva riuscisse a riformare il
settore. Un settore che rimane là con tutti i suoi debiti, con
tutte le sue criticità, così come rimane con tutte le sue criticità
quello che è stato il nodo, il cuore della sua politica, la
formazione professionale.
Beh, io devo dire qua, quando presentammo la mozione di censura
nei confronti dell'allora assessore, Nelli Scilabra, siamo stati
tacciati che avessimo fatto una cosa strumentale, che il nostro era
un atto che andava sminuito, che quello è un atto che meritava
disinteresse. E invece ci siamo accorti, a distanza di due mesi,
che da quell'atto siamo riusciti a ristrutturare un pernicioso
sistema che diceva sostituisco, non riformo'. Non ricorreggo,
anniento un comparto perché lo voglio sostituire con un altro
sistema che era il suo, Presidente Crocetta, anzi, mi correggo, che
era di qualcuno a lei vicino.
Noi oggi possiamo dire che abbiamo raggiunto un primo risultato.
E il risultato è quello che abbiamo, quanto meno, fermato quel
disastroso percorso che ha portato quattro mila persone oggi prive
di un lavoro, e non lo dice Falcone, non lo dice il Centro destra,
lo dicono il segretario generale della Cisl, lo dice il segretario
generale della Cgil o della Uil, lo dicono i segretari confederali
del sistema funzione pubblica e formazione professionale.
Allora, dinanzi a queste cose, dinanzi ad un sistema interrotto,
dinanzi ad un ente strumentale che non ha fatto e non fa gli
interessi della Sicilia, e nemmeno del suo Governo, Presidente, che
il CIAPI di Priolo, che a distanza di 5 mesi hanno voluto che
facessimo una norma per il reclutamento di 1.800 persone. Dopo la
norma hanno fatto una selezione che è una clessidra, una
pagliacciata. Successivamente, a distanza ancora di tre settimane
non abbiamo visto alcun reclutamento. E lo sappiamo qual è il
risultato.
Il risultato è che da un lato non abbiamo alcun servizio nelle
politiche attive del lavoro, nelle politiche della youth guarantee,
nelle politiche di inserimento dei giovani da 18 ai 25 anni nel
mondo del lavoro e dall'altro lato 1.800 persone, che si associano
e si aggiungono ai 4 mila già licenziati, non hanno un posto di
lavoro dopo circa sei mesi.
Quelle persone che potrebbero essere utilissime, quelle persone
che potrebbero essere utilizzate con i soldi che lei vorrebbe dare
all'assistenza tecnica con gli affidamenti diretti. Presidente, non
era stato lei ad insegnarci che non dovevamo fare affidamenti
diretti Non era stato lei a dirci che coloro che si rapportassero
con l'amministrazione regionale dovevano avere tutti pari
trattamento, quindi evidenza pubblica. E invece cosa succede?
In un momento di grande, di generale confusione di eclatante
fallimento, non lo dice il Centro Destra ma il dottore Ingroia
quello del clik flop, in un momento di eclatante confusione il
dottore è diventato, l'esempio di un altro fallimento di nomine da
lei fatte, contestate dall'anticorruzione che forse le preannuncio
le causerà un impeachement; come sanzione, la censura, per tre mesi
lei non potrà fare altre nomine lo dice il d.l. 39, non lo diciamo
noi.
Bene il quel momento di grande fallimento cosa fa?
Dopo aver dato un primo affidamento di cinque milioni di euro, in
Giunta, il 6 agosto scorso, lei, con il suo Governo, diede altri
tre affidamenti di 2 milioni di euro ciascuno a Sviluppo Italia
Sicilia, di 2 milioni e 90 mila euro al Formez, di 2 milioni, e
oltre, a Italia lavoro sempre.
E, invece, e invece potevamo utilizzare quelle risorse in maniera
più efficace dandoli, invece, alle strutture e utilizzando il
personale che, in questo momento, invece, stiamo costringendo a
stare fermo senza dare servizi.
Onorevole Presidente, mentre nel resto d'Italia, la terza
annualità, riguardante l'obbligo formativo, dei bambini, dei
giovani in obbligo scolastico è già stata conclusa a luglio scorso,
noi dobbiamo iniziare la terza corsualità, non dico la quarta, non
dico gli altri, i primi anni, io parlo di dati concreti che sono
sul tappeto in tutta la loro crudezza, in tutta la loro durezza, in
tutta la loro drammaticità.
Questo è il motivo per cui noi presentiamo una mozione di
disapprovazione politica nei suoi confronti, la mozione che
riguarda quello che doveva essere l'emblema della sanità.
Non daremo più incarichi diretti ma li daremo tramite una
selezione.
Qui non è stata fatta una selezione, ci si è arrabattati per un
anno e mezzo in una selezione, una Commissione nominata da lei, una
Commissione nominata dalla Commissione Sanità del presidente Di
Giacomo.
E, alla fine, si giunge ad una selezione; noi l'abbiamo
contestata, tant'è che il presidente Cracolici, arrivata Giunta
congrua, si è visto tra le mani, la nostra interrogazione
parlamentare di Forza Italia, non ha fatto altro che fermare i
lavori, votando anche contro gli stessi Direttori generali che lei,
assieme al Governo, avrebbe voluto invitare.
Tralascio quello che disse il presidente Di Giacomo perché
altrimenti scadremmo nel chiacchiericcio.
Io so soltanto una cosa che, a seguito di quelle norme, è stato
aperto a Catania un fascicolo presso la Procura della Repubblica,
quindi, significa che il suo Governo che è stato da sempre per la
legalità, per la trasparenza, oggi rischia di scivolare sulla
illegittimità, addirittura, degenerando sulla illiceità.
Io spero che ciò non accada, siano i giudici, come parte terza, a
decidere su questo.
Tralascio, anche, quando un Assessore sostiene che improvvisamente
vengono aumentati i posti letto in una importantissima struttura
privata convenzionata con la Sicilia, allarga le braccia
l'Assessore e, assieme a lei, dite che non ne sapete niente.
E, invece, cosa succede?
Succede che pare sia diversamente provato che c'erano dei decreti,
che c'erano dei contratti, che quella struttura la Umanitas' oggi
rischia di chiedere un risarcimento milionario a questa Regione.
Chi pagherà? Chi pagherà?
Noi lo vogliamo sapere, e noi lo vogliamo sapere a futura memoria
perché se fra un anno, se fra due anni, se fra tre anni, presidente
Musumeci, ci sarà un risarcimento, ci saranno dei debiti fuori
bilancio, qualcuno non potrà dire che il Centrodestra e che il
Movimento Cinque Stelle non l'hanno detto. Noi lo sottolineiamo, lo
sottolineiamo perché vogliamo che ci sia il rispetto della legge,
il rispetto degli atti soprattutto, ma anche della buona
amministrazione.
Quanti di voi hanno patito la disavventura di andare nei nosocomi
siciliani, nei pronto soccorso siciliani? Sono dei lazzaretti E
dove è finito l'organizzazione che lei riaveva promesso, dove è
finita la riorganizzazione, la riqualificazione, la
rifunzionalizzazione degli ospedali siciliani, soprattutto per
quanto riguarda quei pronto soccorso laddove si arriva anche in una
situazione di emergenza drammatica e non ci sono spazi, non ci sono
strutture, non ci sono quei principi di accoglienza. Dove è andato
a finire, presidente Crocetta, l'utilizzo dell'articolo 20 sugli
investimenti? Dove è finita la buona politica che riusce a buttare
il cuore oltre la siepe e a dare una speranza a questa Sicilia che
muore, che patisce, però, ormai quasi stanca, scoraggiata,
avvilita Un Governo, sperando magari che di lì a breve questa
esperienza possa concludersi. E' questo Sono queste le motivazioni
che ci hanno spinto.
Oggi ho avuto un incontro assieme ad altri colleghi con i precari
della nostra Sicilia ma c'erano anche i rappresentanti dell'Anci
che hanno lanciato l'allarme sulla situazione comatosa degli enti
locali in Sicilia che, a distanza di dieci mesi ed oltre, non hanno
ancora percepito le tre trimestralità, soltanto acconti, il 60 per
cento era la prima, il 60 per cento era la seconda, rapportato al
60 per cento della seconda ed il 40 per cento, caro collega, che
riguarda soltanto i lavoratori precari, il fondo dell'articolo 30
della legge n. 5. Questo che significa? Che oggi i comuni sono
arrivati allo stremo, che i comuni non hanno i soldi per pagare i
fornitori, non hanno i soldi per pagare chi ha dato loro un
servizio, non hanno più i soldi per pagare gli stipendi ed oggi
abbiamo ben quindici comuni che hanno dichiarato dissesto
finanziario. Abbiamo cinquantotto comuni su trecentonovanta che
hanno dichiarato la situazione di pre-dissesto, immaginando un
riequilibrio finanziario. E la situazione è realmente allarmante
tant'è che, non chi ne parla, ma il sindaco Orlando, presidente
dell'Anci Sicilia, in una deliberazione congiunta dell'intera
presidenza dell'Anci siciliana hanno detto di volere interrompere i
rapporti con il Governo regionale perché non lo ritengono più
affidabile.
Presidente Crocetta, questi strali non le provengono dal Centro
destra, le provengono dal suo mondo. Lei avrebbe il dovere di dare
una spinta ed invece abbiamo soltanto colto degli annunci, quegli
annunci che lei faceva quando andava in uno studio televisivo,
nello studio dell'Arena, è stato anche là domenica, ma non è stata
la stessa cosa, quando lo stesso amico suo Klauss Davì lo ha anche
contestato, non domenica, qualche settimana fa.
Questo significa della caduta della credibilità dell'uomo,
dell'amministratore, del Governante su cui molti avevano confidato
fiducia, a cui molti avevano guardato come l'uomo di rottura che
invece oggi non diventa di rottura ma di congiunzione con il
passato, con il peggiore, non con il migliore Lei non è riuscito
ad utilizzare le buone prassi del passato e a replicarle nel
futuro. Lei ha annientato, annichilito le buone prassi del passato
e posto in essere delle nuove prassi di inconcludenza. Questo è il
motivo per cui oggi noi ci troviamo, dopo la legge n. 7 del 2013,
dopo la legge n. 8 del 2014, a fronteggiare una nuova legge sulle
province.
Si ricorda, Presidente, la legge sulle province, andando nella
provincia dell'entroterra per eccellenza, lo voglio dire al collega
Alloro, lei aveva rassicurato un suo compagno di partito che la
provincia era un ente che non si doveva toccare; da lì a breve andò
nello studio de L'Arena e disse che avrebbe abrogato, e così fece,
con una maggioranza servile che pur non condividendo quella norma,
ed oggi se il capogruppo dell'Articolo 4 parlando qualche
settimana fa da questo podio disse abbiamo sbagliato a votare
quella norma questo perché in quel momento lei aveva la forza e
l'autorevolezza per poter parlare e per, quasi, costringere i
deputati di questa maggioranza a prendere delle scelte diverse dai
loro convincimenti, non dal sentire comune, ma dalla giustezza dei
fatti.
Ed oggi ci troviamo con una riforma annegata, con una riforma
annacquata, ci troviamo con due righe di ulteriore legge, la terza
legge che vorrebbe commissariare le province. Ma quanti di voi oggi
vanno nelle strade provinciali, quanti di voi vedono che l'ente
intermedio riesce a erogare i servizi dei trasporti, della
mobilità, dell'edilizia scolastica, delle politiche scolastiche,
delle politiche sociali per i disabili? Quanti di voi? E' un
dramma, è una tragedia, così come una tragedia, e lo dico
sottovoce, è la tragedia industriale, la tragedia e le sue
rassicurazioni su Termini Imerese, così come un'altra tragedia
quella da qui a qualche tempo sta vivendo il petrolchimico di Gela,
la sua Gela, la nostra Gela, la Gela dei siciliani, perché in
quella Gela si produce e si crea anche disastro ambientale per
l'intera Italia, così come viene fatto a Priolo ed a Milazzo, e
meriteremmo noi, come siciliani, maggiore rispetto, quel rispetto
che hanno tolto a lei, Presidente, prima di tutto e poi ai nostri
siciliani, quando il nuovo amministratore delegato De Scalzi disse
che avrebbe rifunzionalizzato il settore.
Sono queste le cose, sono queste le cose assieme a che cosa?
Assieme alla miope politica sulle società partecipate, lei è stato
a dire, che ci ha abituato ai roboanti annunci, quando avrebbe
fatto risparmiare disse dopo appena un mese un miliardo di euro al
bilancio regionale . Magari fosse stato, Presidente, mi creda,
magari le sue parole riuscivano in quel momento ad assurgere al
cielo, in quel momento avremmo rimesso in piedi il bilancio, la
struttura, l'ossatura finanziaria del bilancio regionale. Ed invece
quel miliardo è tutto là, di debiti, in quattro anni, con i suoi
costi, con i suoi limiti. Abbiamo - e vado verso la conclusione -
contestato l'assenza delle politiche culturali, i ritardi nelle
politiche turistiche, l'impiantistica sportiva che ancora non
parte, il cui finanziamento è stato ridotto, è stato rimodulato,
perché da qui al 31 dicembre 2015 noi rischiamo di perdere due
miliardi e 100 milioni di euro, in una Sicilia che brama
investimenti.
Non siamo noi, ma è l'ANCE, è Confindustria a dire, Presidente,
che non c'è una ruspa che lavori in Sicilia, non c'è una gru che fa
un metro di lavoro pubblico, non c'è, ormai abbiamo perso 80 mila
unità lavorative negli ultimi due anni e mezzo nel settore
dell'edilizia pubblica, oltre che in quella privata, e sul versante
finanziario - e vado verso la conclusione - cosa bisognerebbe fare?
Siamo stati commissariati? Beh, ne prenderemo atto, Presidente,
però quando lei il 5 giugno fece quell'accordo, che noi le
contestammo da questi banchi, disse che tutto era a posto e che i
conti erano in ordine. Per queste motivazioni, per tutte le altre
motivazioni, che non sto qua a dire, noi diciamo che alla fine,
anche per l'ultima sua statistica che l'ha visto come penultimo tra
i Presidenti delle regioni -e ci fu un deputato a lei molto caro,
l'onorevole Cracolici e che le disse le è andata bene .
Presidente rifletta su questi suoi amici, non voglio che lei sia
come qualcuno l'ha definito il conte Ugolino ma io spero che lei
guardi prima di tutto alla sua coscienza.
Per questi motivi il Centro Destra dice che esprime sfiducia nei
confronti del Presidente della Regione, onorevole Rosario Crocetta.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana.
Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, cittadini, dove eravamo rimasti? Come per Shopenhauer la
vita è un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia, così caro
Presidente il suo Governo fa oscillare la Sicilia tra la grottesca
ilarità e la disperazione.
Solo per rendere onore alla verità l'annuncite di cui lei
soffre, ahimè come il suo maestro romano - ma qui non sappiamo chi
è il maestro e chi è l'allievo- ha fatto pendere la Sicilia tra la
tragicità della revoca della revoca del MUOS e la rinuncia al
contenzioso con Roma, tra le ondivaghe affermazioni sui suoi 2.500
euro in più, vi ricordate? In più rispetto a che cosa?
Quando contestava le nostre scelte di serietà. La disperazione dei
ragazzi siciliani che hanno riposto le loro ultime speranze nel
click day; il suo essere protagonista dell'antimafia e il cappio
del mutuo da 1 miliardo per 30 anni messo al collo dei siciliani.
Insomma il mal di mare. E poi? Vogliamo continuare? Ha governato
come fosse in eterna campagna elettorale con una serie infinita di
proclami sfociati nel nulla, mentre la Formazione moriva, i Comuni
rischiano di restare a secco, i consorzi di bonifica vengono
abbandonati al loro destino, si saccheggiano le tasche degli
agricoltori. Vogliamo parlare della farsa dell'elettrodotto Terna,
nella Valle del Mela?
Vogliamo ancora dire come lei ha difeso la salute e il territorio
nella provincia messinese sorvolando anche la volontà di questo
Parlamento e di una mozione passata all'unanimità per interrare
quell'elettrodotto. Perché fosse, non dico innocuo, ma perlomeno
meno nocivo per le persone che li muoiono ogni giorno.
Vogliamo parlare ancora della sua odiosa rinuncia a ben 4 miliardi
a dire il vero di contenziosi plurimilionari con lo Stato per un
pugno di lenticchie? e potremmo ancora continuare con le ridicole
finanziarie costantemente e sistematicamente impallinate dal
Commissario dello Stato per il loro 70 per cento del testo. E
allora, qui si rischia di essere anche ripetitivi, però bisogna
rendere onore a ciò che è stato e alla verità che è supporto di ciò
che ci porta qui oggi. Sarò noiosa ma purtroppo questa noia che
potrei suscitare qua dentro fuori è disperazione. Parliamo delle
trivellazioni?
Del perfido accordo con le società petrolifere per perforare e
spurtusare la nostra Terra e i nostri mari in ogni dove? Vogliamo
parlare dell'uso strumentale e mediatico della cabina di regia e il
mancato utilizzo dei fondi per il PAES, i Comuni lasciati da soli,
abbiamo la metà dei comuni siciliani - se non di più - che non
hanno idea di cosa sia il patto dei sindaci. Il fallimento della
riforma delle Province, l'avere abbandonato gli enti locali e avere
sostanzialmente commissariato di proroga in proroga, nonostante gli
impegni da parte di questo Parlamento e anche la voglia di
continuare ad andare avanti sulla strada del riempire quelle due
leggi cornice la n.7 e la n.8 del 2014 e l'avere di fatto - perché
è comodo - sottratto legittimità e democrazia alle ex province
commissariandole di fatto, e fatto sì che praticamente un
Commissario straordinario, per un termine indefinito, possa fare
ciò che desidera all'interno dei nostri territori, che non sa più
cosa sono?
Il milione e mezzo del microcredito, che lei ha dato nella prima
finanziaria, microcredito scritto da noi, messo all'interno di quel
testo e diventato legge e poi frodato, rubato, preso indietro Se
l'è ripreso, Presidente Era per le imprese siciliane quel milione
e mezzo e quella legge.
Ma poi lo ha letto lo Sblocca Italia ? Ci facciamo commissariare
anche da RFI, per cui le nostre ferrovie, di cui abbiamo tanto
bisogno - non abbiamo nemmeno i collegamenti necessari -, a volte
ci vogliono soltanto piccoli tratti per potere collegare Rosolini e
Modica, ed io che vengo qui col treno - e non lo dico perché ci
vengo io ma perché lo fanno un sacco di persone -, l'altro giorno
ci sono volute tre ore e mezza col pendolino e non con un treno
regionale che fa tutte le fermate. Ma questo è, giusto per fare
qualche esempio.
Il tatticismo delle proroghe nel settore dei rifiuti? Nell'acqua?
La mancata applicazione del Piano regionale dei rifiuti? E della
formazione? Qua purtroppo apriamo una piaga dolorosissima.
Sostanzialmente noi siamo qua, oggi, a discutere questo perché era
un iter naturale, ma ancor più con il magheggio' della nuova
Giunta si è sottratto a questo Parlamento la possibilità di
censurare l'operato, un operato indecoroso di due assessori:
l'assessore Scilabra e l'assessore Vancheri.
Non è che lo diciamo noi perché siamo dei visionari ma è su tutti
i giornali, e con tutte le persone, abbiamo visto il blocco di un
sistema che, per quanto sregolato e fatto di ruberie - per carità
su questo siamo assolutamente d'accordo -, ma vi deve essere la
volontà di sostituire con altro e non di bloccare tutto, e di
rinnovare con piccoli cambiamenti ogni giorno, ogni momento; e
siamo passati dal mancato rispetto del fondo di garanzia, dalla
messa in cassa integrazione dei lavoratori quando questi avrebbero
piuttosto diritto alla mobilità, dalle tutele date per un servizio
svolto, stipendi di venti mesi non corrisposti: dove sono questi
soldi, Presidente? A parte che nelle tasche di chi noi ben
sappiamo, di Genovese per esempio che è a casa.
Ma vogliamo dire anche che non siamo stati capaci di chiedere,
anzi, non siete stati capaci di esigere dai direttori dei vari enti
i fondi che si sono intascati. E la gente protesta, fino a quando
avrà la forza di protestare, perché questo, come noi sappiamo, è
soltanto la profonda dignità dei siciliani che li fa rimanere alla
protesta.
Vogliamo parlare dei servizi per la disabilità? Purtroppo dovrò
ripetere alcune cose dell'intervento che mi ha preceduto, ma sono
fondanti.
Cinquecentomila giovani che non si formano né lavorano, i
cosiddetti NEET , per i quali noi siamo l'ultima Regione ad avere
avviato, in maniera assolutamente parziale, indecorosa ed
evanescente la Youth Guarantee, l'ultima Regione: ci prendono in
giro da tutta Europa.
Il click day, gli affidamenti esterni.
Le scuole? Cadono a pezzi. Ci sono i soldi per l'edilizia
scolastica bloccati perché manca quella fluidità amministrativa per
potere comunicare tra Regione, comuni e scuole. Ma vogliamo
caricare anche le scuole della progettazione? Le scuole si devono
occupare di didattica, sta alla Regione dialogare con Roma e con i
comuni per fare in modo che la progettazione vada avanti.
Attualmente le scuole cadono a pezzi. E l'elenco potrebbe
continuare all'infinito se non temessimo di contribuire ad
allungare, anche di un solo minuto, la vita di questo costituendo
Governo: c'è, non c'è, chissà?
Qui bisogna staccare subito la spina per il bene di tutti i
siciliani.
E poi, le ricordo, Presidente, quando lei diceva: «ma fatele le
proposte » Se governare in democrazia è tessere una trama di filati
di diverso colore, voi, quando noi abbiamo fatto le nostre
proposte, non ci avete neanche fatto vedere il telaio. Come potete
prendere un contributo da parte nostra, oggi?
Fuor di metafora: aspettiamo il Documento di Programmazione
Economico Finanziaria dal 2014, aspettiamo il bilancio per il 2015,
dall'1 ottobre. E poi: c'è un bilancio? C'è un Fondo per le
autonomie locali ridotto della metà dal 2009 al 2013; e poi
istituire il Fondo perequativo comunale, lo avete impoverito
oltremodo al punto che i sindaci ci dicono che dovranno
inevitabilmente tagliare. E cosa si taglia prima, perché è più
facile, purtroppo? I servizi, il trasporto pubblico, le mense, gli
asili e poi non vi fate vedere in Aula, in Commissione siete
presente come le particelle di sodio in acqua Lete' e comunque
evidentemente per voi governare non è tessere la trama della
democrazia, ma è tessere , tessere di partito, e neanche troppe E
poi, finanziarie bis, ter: ieri altri diciannove milioni dati ai
forestali sottratti alla Crias, quindi togliamo ai poveri per dare
ai poveri, cioè una guerra tra poveri. Presidente quante
finanziarie abbiamo fatto? Lei se le ricorda? Una al mese Quanti
Assessori ha nominato? Trentatre Assessori in ventiquattro mesi,
più di uno al mese
Non ci stancheremo mai di dire, a costo di sembrare ripetitivi,
che qui manca una visione economica e strutturale generale; si
inseguono e non si risolvono le emergenze; non ci sono
provvedimenti di correzione della grave situazione economica
generale, certo ereditata dal passato ma, sicuramente, acuita ben
oltre il sopportabile da un esecutivo incapace di dare risposte ai
cittadini: lavoratori, disoccupati. Anche impopolari queste
risoluzioni; siamo alle prese con una Sicilia che, sulla base
dell'ultimo rapporto SVIMEZ, risulta avere i valori economici del
dopoguerra.
Presidente, anziché farsi portavoce dei siciliani, che l'avevano
votato, ha deciso di fare l'uomo solo al comando, riducendo il
Governo a mero Megafono, nomen omen? Forse dovevamo capirlo prima
dei suoi roboanti e televisivi annunci.
Il nostro impegno oggi, qui, è quello di mettere fine a questo
fallimentare percorso perché la cura che lei propone, o che dovrà
proporre - perché oggi per rispetto nei confronti di quest'Aula,
quel rispetto che recentemente non abbiamo mai visto, ha deciso di
non venire qui con i suoi Assessori - è intempestiva e inopportuna.
E' un accanimento terapeutico che può portare benefici solo ai
deputati che temono di perdere la poltrona e che oggi siamo sicuri
voteranno con una mano sul portafogli. Noi non lo faremo. Alle
rinunce, del resto, siamo forgiati. Qui dentro siamo gli unici che
rinunciano a gran parte del loro stipendio e i frutti sono arrivati
proprio in questi giorni, perché noi abbiamo avviato il
microcredito: dieci imprese, le prime dieci imprese hanno avuto,
col nostro fondo di garanzia, il primo accesso al microcredito.
Nessuno ci è venuto dietro nonostante i nostri ripetuti appelli;
nessuno
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente non possiamo fare un dibattito
senza il Governo Chiedo di sospendere i lavori. Blocchiamo i
lavori
PRESIDENTE. Sospendo momentaneamente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.09, è ripresa alle ore 18.12)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. L'onorevole Zafarana ha facoltà di continuare il
proprio intervento.
ZAFARANA. Signor Presidente, è inutile che ci scandalizziamo, il
problema è che quando si dice la verità purtroppo questa a volte
può dare fastidio.
E, allora, a completamento del quadro di incoerenza generalizzato,
cosa dobbiamo dire? Che neanche il suo ex assessore Stancheris, che
aveva promesso di rinunciare allo stipendio, l'ha poi fatto
realmente?
Evidentemente, signor Presidente, lei con i suoi annunci ha fatto
scuola. Questo dobbiamo assumere, ma del resto: un proclama per uno
non fa male a nessuno Siciliani a parte. Questi ora vi chiedono di
andare a casa. Cosa dovremmo dire, poi, ancora dello scambio di
poltrone? Allora, stando ad oggi, finalmente vi siete messi
d'accordo. E, ora, che cosa vediamo? Le varie anime assatanate
della maggioranza finalmente, forse, rappresentate in questa nuova
giunta, costituenda - ripeto - e annunciata, hanno ritrovato la
pace. Però c'è voluto un esorcismo lungo un anno. Analizzando la
composizione, poi, dei vostri gruppuscoli, sapete cosa viene fuori
da un'analisi dettagliata, perché i siciliani devono saperlo
questo? L'unico Gruppo che ha mantenuto il proprio numero compatto
e coeso e unitario è stato il Movimento 5 Stelle.
Questi gruppuscoli, che ora si sono individuati - come dire - in
uno scacchiere frammentato, mi chiedo, ed è una riflessione che
chiedo a tutti voi e a questo Parlamento, attorno a che cosa si
aggregano? Si aggregano, per caso, attorno a degli ideali politici?
Si aggregano, per caso, a dei valori? Io non ne vedo, non ne ho
visti mai e, forse, non ne vedremo mai Si aggregano attorno a
interessi di bottega e quando io vidi - perché le ho viste - le
finanziarie con ogni articolo, uno ad uno, vergato con in calce il
nome e cognome di questi deputati, soltanto i nostri emendamenti
avevano in calce il nome dei siciliani per la collettività.
Io qua dentro ho imparato veramente il valore della frase do ut
des. Ho fatto il classico, la frase di catulliana memoria forse non
l'avevo mai capita: do ut des, l'ho capito qua dentro cosa vuol
dire dare per avere in cambio qualcosa. E ora lei dirà, Presidente:
e va bene, siamo i soliti grillini, contestate pure, non proponete.
Quali sono i suoi valori, le sue idee politiche, la sua
prospettiva di futuro, i suoi modelli economici per la Sicilia? E'
bene che lei sappia - ma penso che ormai l'abbia capito - che le
nostre proposte sono scritte con i cittadini e, oltre a ciò, noi
ci ispiriamo a visionari del bene comune, come Paul Connet, Jeremy
Rifkin, come Carlo Petrini, come Elena Norder Gotze, come Maurizio
Pallante, come Serge Latouche e come Mastroieni, i quali sostengono
nei lori studi, nel loro approfondimento, culturale, scientifico,
che innalzano il livello dell'ideologia e del pensiero politico e
ci fanno parlare di territorio zero, di consumo zero, di rifiuti
zero, ha presente quel percorso che è operativo in molti Stati
europei, in Italia e, poi, in Sicilia non ne parliamo, ancora
parliamo di discariche Grazie a lei e al suo Governo. E, allora,
mi avvio verso la conclusione.
All'inizio di questa legislatura dicevano tutti che noi eravamo
giovani, ingenui, incompetenti, ma noi abbiamo l'umiltà di
studiare, di imparare, di ascoltare, siamo curiosi ed impazienti di
costruire una Sicilia nuova e a 5 Stelle. Io so e dopo due anni ne
ho le prove, che qui i veri incompetenti siete voi. E questo ce lo
testimonia il numero di firme che abbiamo raccolto, ben 25 mila, e
queste sono quelle raccolte in un'ora in un solo banchetto di
Palermo. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Signor Presidente Crocetta intende intervenire subito
o sospendiamo cinque minuti. Come dice lei.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sicuramente non è per gesto di dissenso con il
Parlamento se prima mi sono alzato a un certo punto dell'intervento
del rappresentante del Movimento Cinque Stelle, ma proprio per
tutela della difesa della dignità del Parlamento perché insinuare
che in questa Aula c'è qualcuno che pensa, allunga la mano per il
voto e anche per il portafoglio, io sinceramente lo trovo di
pessimo gusto e trovo che l'argomento offenda profondamente la
Democrazia.
Ora che il Movimento Cinque Stelle non riconosca più neppure la
democrazia parlamentare perché dai discorsi e anche, che si fanno
normalmente contro il Parlamento da parte di Grillo, mi pare che
questo si deduca, solo il Movimento Cinque Stelle siciliano è un
po' particolare
. Omette queste problematiche, non affronta mai la questione
morale della politica siciliana, non affronta mai le questioni,
anche della strutturazione dei partiti siciliani, ha un solo
obiettivo: la delegittimazione di un Presidente legittimamente
eletto dal popolo sin dal primo giorno perché concorrenziale in
qualche modo alle tesi che loro qualche volta esprimono e che in
qualche modo riesce anche a catturare consensi nell'area da cui
pesca Cinque Stelle.
Ora che il Movimento Cinque Stelle punti allo sfascio, alla
politica del tanto peggio, tanto meglio, a me sembra quasi normale
e che lo Sfiducia day sia diventato il boomerang day per Grillo,
criticato dai media nazionale, che sia diventato anche, perché
quando si parla di 25 mila firme, a parte che ognuno può dichiarare
quello che vuole, parliamo di un'Isola con cinque milioni di
abitanti, voi pensate cosa sarebbe accaduto se qualcuno avesse
organizzato lo Sfiducia day per qualche altro Presidente, cosa
sarebbe successo in termini di mobilitazione popolare.
E che si sia trasformato in un boomerang per gli attacchi volgari,
anche riferiti alla persona, alle sfere persino individuali, sacre
degli individui, che questo Movimento, ormai, diventi sempre più
razzista, omofonico, persino fino mafioso, intollerante, come state
dimostrando in questo momento, prevaricante, che questo Movimento
organizzi sistematicamente nelle piazze il dissenso organizzato per
tutti gli altri esponenti politici che non possono parlare, perché
è cosi
Perché loro debbono potere insultare permanentemente la gente,
però poi debbono organizzare il dissenso sistematico, la loro
campagna elettorale ormai è una continua negazione della democrazia
del confronto.
Difatti, nei fatti con dati che possono essere anche persino
certificati, fotografati, ripresi in alcune manifestazioni.
Mi sembra abbastanza normale per chi ha scelto una strategia se
vogliamo antisistema, mi sembra meno normale quando quella
strategia antisistema va a dire che la mafia, poverina, una volta
aveva l'onore e adesso non ce l'ha più perché una volta la mafia
non scioglieva i bambini 1948: omicidio Placido Rizzotto
testualmente sentito su Rai NEWS 23 con tanto di documento con
probabile videoripresa.
1948: un bambino di 12 anni è testimone dell'omicidio Placido
Rizzotto già in ospedale a Corleone e viene assassinato da tale
Navarra che era allora il capo mafia di Corleone, medico, Direttore
dell'Ospedale di Corleone. La mafia uccideva i bambini anche
allora. 1892: assassinio Notarbartolo testimonia che l'incontro
mafia-affari .gli affari avrebbero sporcato la mafia. Ma veramente
si può dire una cosa così? O il malaffare, invece, si incontra
volentieri con la mafia perché gli affari in sé non sono un tema in
una società liberale di libero mercato, un tema di negatività. E'
normale un'azienda lavora per fare profitto, fa affari il malaffare
è un'altra cosa, il malaffare si fa con la Mafia ed è la Mafia che
fa il malaffare ed è il malaffare che incoraggia anche la Mafia, ma
dire che la Mafia sia stata sporcata dal mondo degli affari quando
proprio nell'assassinio Notarbartolo la prima persona che si
colpisce è un amministratore del Banco di Sicilia che voleva
mettere chiarezza a Palermo, del fatto che molte famiglie ricche di
Palermo, tramite l'intermediazione mafiosa avevano prestiti dal
Banco di Sicilia che non restituivano più che il Banco ritornava
indietro, questo a testimonianza che il rapporto Mafia-affari c'è
sempre stato nella storia della mafia.
Allora non si avventurasse Grillo a fare analisi che non sa fare
Anche il riferimento alla mia omosessualità, per essere chiaro,
siccome quando Grillo è venuto a Gela o a Palermo al Palazzetto
dello Sport e mi esaltava come eroe, addirittura diceva : il
popolo siciliano non ti merita . Anche allora sapeva che io ero
omosessuale mica era una novità. Di questa cosa non ne ho mai fatto
mistero, neanche al popolo siciliano che mi ha votato.
Probabilmente anche adesso Grillo che non è più l'uomo libero di
un tempo ma uno che si è fatto un partitino e i grillini si sono
comportati sempre più come ceto politico anche in questi due anni,
protesi all'imboscata, alla tragedia di Palazzo non ai do ut des,
agli intrighi di Palazzo perdendo le loro caratteristiche,
caratteristiche che purtroppo non ho perduto da quando a 16-17 anni
appartenevo al movimento studentesco e facevo le mie battaglie nel
mondo della scuola per la libertà, per la pace, ho continuato
questa mia vita con coerenza senza accettare gli intrighi del
Palazzo.
Non credo che ci siano molti precedenti di presentazione di
mozione di sfiducia nei confronti dei miei predecessori.
C'era un sistema politico che si raccoglieva persino solidale.
C'era anche un sistema politico, che dire, che questo Governo abbia
rappresentato, onorevole Falcone, una continuità col passato. Lei
mente sapendo di mentire Mente sapendo di mentire Perché i 165
milioni di gara della Sanità, dell'assicurazione, che costava prima
7 milioni e 800 mila euro l'anno, improvvisamente erano diventati
invece 165 in tre anni, li ha cancellati questo Governo della
continuità.
I risparmi sui farmaci sprecati, già attestabile a qualche
centinaio di milioni di euro, sono frutto di questo Governo della
continuità. Il fatto che nei Beni culturali da 10 milioni di euro
di incassi si sia passati a 40 milioni di euro semplicemente perché
si fregavano i soldi dei biglietti, sono frutto del Governo di
questa discontinuità, di questa continuità, visto che la chiama
tale lei. E che la formazione sia passata da 280 milioni di euro a
150 milioni di euro, sono figli del Governo di questa continuità. E
che i forestali siano passati da 4 milioni di spesa sul bilancio
della Regione a 200 milioni, sono frutto di questo Governo della
continuità'.
Lei si chiedeva come io risparmiassi un miliardo. Li conti quanti
di questi soldi, concreti, accertabili, ho già raccontato, e vedrà
facilmente il miliardo.
La gara all'AST di Palermo di 85 milioni di euro che diventano 35,
non sono altri 50 milioni di risparmio con lo stesso servizio.
Queste cose avvenivano nel passato? Lei che ci accusa di
continuità nella struttura della sanità, della formazione, del
governo della cosa pubblica, avvenivano queste cose? Non credo Nei
tagli di bilancio abbiamo effettuato, e anche questo è documentato,
un miliardo e settecento milioni di euro di tagli. Pluriennali
Quindi di spesa strutturale E' un dato che si può andare a vedere
guardando il bilancio della Regione, mica è un numero che debbo
dare io così a caso.
Nella spesa europea, anche lì manca la programmazione 2014-2020
L'abbiamo approvata il 22 luglio e l'abbiamo mandata prima delle
altre regioni. C'era un contenzioso con Roma relativamente alla
quota di finanziamento che noi volevamo più bassa rispetto a quella
che ci voleva imporre il governo, il governo l'ha trasmessa a
Bruxelles, dopodicché, la settimana scorsa è stata chiarita con
Delrio questa cosa, la stanno trasmettendo, ma noi l'abbiamo
trasmessa il 22 luglio, non accettando l'imposizione che Roma ci
poneva rispetto alla percentuale del Governo della Regione rispetto
alla spesa comunitaria. Un tentativo di difesa della Regione. Non è
che, mi pare, abbiamo proprio lavorato male anche su questo fronte.
Dal 17 per cento in cinque anni al 48,8 per cento in 20 mesi,
proprio così cattivi non siamo stati nella programmazione europea
E sull'impegnato? Dal 30 per cento all'85 per cento, proprio così
malvagi e incapaci saremmo stati?
Mi pare che oggi cadano una serie di pregiudizi e noi paghiamo un
passato che ci insegna che insegue persino alcuni di voi, per
essere chiari. Perché non è che è il precedente governo che ha
assunto 28 mila forestali né tanto meno quello attuale. Si abbia il
coraggio di dire come stanno le cose. E non tutti noi eravamo
all'opposizione all'epoca di quando avvenivano quelle cose.
I 18 mila lavoratori precari, c'è il tema della loro
stabilizzazione, certamente. Ma chi ha creato i l8 mila lavoratori
precari?
Questo Governo non ha fatto nessuna legge, non sarebbero stati già
licenziati il 31 dicembre del 2013, i Comuni hanno difficoltà, lo
so bene, anch'io ero Sindaco di Gela ed avevo difficoltà, però, non
ho lasciato neppure un precario, è stato il primo Comune della
Sicilia che ha assunto tutti i lavoratori precari del Comune.
Allora,forse si può, se si comincia a collaborare.
Quali tagli ha fatto alle Province, e all'ex Province regionali?
Non mi pare nessuno.
Quali tagli ha fatto ai Comuni? Mi pare nessuno, perché,
essenzialmente, programmata la stessa spesa dell'anno scorso e per
la prima volta, il mio Governo, ha posto un allargamento del Patto
di stabilità a favore dei Comuni. O Crocetta è responsabile in
tutto? Dei mancati trasferimenti dello Stato? Dei 28 mila
forestali? Dei 16 mila articolisti? Dei 18 mila dipendenti? Dei 12
mila dipendenti dei Consorzi di bonifica? Dei 12 mila delle
partecipate?
Sarei io responsabile di tutte le 50 mila assunzioni fatte in modo
scriteriato?
Oppure sarei frutto di un sistema che, probabilmente, ha pensato
che questo potesse avvenire per creare degli ammortizzatori
sociali?
Ma se calcoliamo che questi qui sono 1 miliardo di euro, tutte
queste spese, no? Questi ammortizzatori sociali, forse, si sarebbe
potuto fare un reddito di cittadinanza e darlo veramente a tutto il
popolo della Sicilia, invece, vennero assunti i figli del sistema.
Ma, naturalmente, ai Grillini non gliene frega niente di tutto
questo, perché non gliene frega niente di cambiare il sistema.
Loro giocano la loro politichetta' come un piccolo partito come
tutti gli altri, perché si sono omologati facendo finta che mafia e
antimafia è la stessa cosa, che fare lotta alla corruzione e allo
spreco sia la stessa cosa che non farla, dimenticando anche che,
palesivamente, votano una mozione congiunta là dove loro sostengono
l'abolizione delle Province con la mozione insieme che è stata
unificata che sostiene che le Province non dovevano essere abolite
perché le ho lette le due mozioni.
Naturalmente tutto fa brodo, perché nel giochetto del politichese
ci sta tutto questo.
Però io mi chiedo: esiste una destra democratica, in Sicilia, in
grado di affrontare la scommessa dei riformismo?
Perché questo poi è il tema, è il tema.
Cioè, voi pensate che nella situazione che noi abbiamo ereditato
in Sicilia, che è frutto di un vecchio sistema di potere, questa
cosa ce la scarichiamo con una mozione di censura all'anno?
Questo, per carità, potrebbe essere l'ultima, però, io sono sicura
che non sarà il centrosinistra che produrrà un'eventuale ipotesi
perché la gente, poi i siciliani, il popolo colpisce sempre gli
irresponsabili, quelli che giocano allo sfascio delle istituzioni e
che i disoccupati sarebbero nelle file dei Grillini e del
centrodestra, per essere chiari, e mi dispiacerebbe un incremento,
sinceramente, della disoccupazione in Sicilia in questo momento
così difficile.
Sinceramente, voi pensate che il popolo siciliano, di fronte ad un
centrodestra che si allea con le peggiori teorie dell'antipolitica
e dello sfascio, capirebbe voi? Vi capirebbe? Quel centrodestra che
vota a Roma le riforme e si rifiuta di farlo in Sicilia? Chi vi
parla sin dal primo giorno l'ha detto, lo ha detto ai Grillini, lo
ha detto al centrodestra, lo ha detto a tutti.
Io sono qui, pronto alla discussione e pronto al confronto, pronto
alle proposte; non mi pare che siano venute fuori proposte, sono
venute solo fuori le proposte di legge del Governo che non sono
state mai votate, quella della riforma della burocrazia, quella
della semplificazione delle attività produttive, quella dell'acqua
che è incardinata, ma chissà quando si voterà, quella sull'unità e
sull'unione delle coppie di genere, per intenderci, e sulla parità
delle coppie di fatto rispetto alle altre, che in questo
Parlamento, visto che ci vorrebbe mezz'ora per discuterla ed
approvarla, visto che quella legge è passata pure dalla Commissione
Affari Istituzionali e persino dalla Commissione Bilancio, perché
non si porta immediatamente in Aula come segno di una civiltà che
cambia, che ci vuole? Che ci vuole a fare delle riforme così
semplici? La riforma del sistema pensionistico, la riforma del
numero apicale dei dirigenti contenuti e stralciati dalla recente
finanziaria che, invece, ci avrebbero portato i prepensionamenti.
Solo nell'ambito della Pubblica amministrazione ci avrebbero
portato 40 milioni di euro di risparmio. Che sono 40 milioni di
euro di risparmio? Niente. Naturalmente poi niente sono i 40
milioni di euro di risparmio, niente sono i 40 milioni di euro
degli ex Pip quanto dovevano costare? Per mesi abbiamo discusso
sulla legittimità o meno se chi aveva avuto il 416 bis doveva
essere confermato nella Pubblica amministrazione. Lasciamo perdere
il 416 bis su cui siamo tutti d'accordo ma chi avesse avuto una
condanna che lo rendeva pubblicamente incompatibile rispetto alla
Pubblica amministrazione potesse o meno lavorare nella Pubblica
amministrazione. Naturalmente Crocetta è un tiranno, è un tiranno
che non si è accorto o che si è accorto portando a due del 118
avevano reati gravissimi che erano incompatibili con le pubbliche
assunzioni.
Questo Governo ha il problema di avere scoperto, per esempio, di
avere denunciato due casi che passeranno, spero, fra le cronache
giudiziarie della storia della Sicilia: uno la svendita della Banca
Irfis per 10 milioni di euro senza alcuna legge e senza nessuna
delibera di Giunta, svenduta per 10 milioni per un patrimonio
valutabile a 600 milioni di euro; l'altro la svendita del
patrimonio della Regione dove si sono vendute la case e le
proprietà della Regione, riaffittate al doppio del prezzo di
mercato alla Regione siciliana. Cose che stiamo scoprendo, qualcuno
della vecchia politica forse trema Ed ha ragione di accelerare una
mozione di sfiducia però trovo opportunistico che una mozione di
sfiducia possa avere segni così completamente diversi ed
incoerenti, da un lato di difendere gli enti di formazione ed altri
che difendono, invece, i lavoratori della formazione. Si possono
servire due padroni? Capiamo benissimo che il tema non è più quello
della difesa dei lavoratori della formazione e neppure quelli dei
lavoratori forestali che difendiamo abbastanza. Non ci faremo
scavalcare sicuramente da queste cose anche perché chi vi parla con
i lavoratori ci ha sempre parlato e ci ha fatto gli scioperi
insieme, alzandosi prima dell'alba a fare le manifestazioni, a fare
il volantinaggio davanti alle fabbriche. Ci so parlare con i
lavoratori e trovo sempre la quadratura con i lavoratori forse con
i vertici sindacali un po' meno ma qualcuno qualche interessuccio
sulla formazione, visto che abbiamo parlato, onorevole Falcone, di
quelli del pubblico impiego, forse ce l'ha, ma lei non ha il
coraggio di denunciarli, onorevole Falcone, perché chi cominciò
quel sistema fu proprio l'onorevole Stancanelli. A creare quel
sistema nel 2002 laddove i lavoratori della formazione passarono da
tre mila ad otto mila e lei, si sa, è molto amico giustamente. Chi
deve parlare la povera Nelli? Una ragazza a trent'anni crocifissa:
da una parte il vecchio il sistema, da una parte chi in buona fede
difende i lavoratori e dall'altro chi in buona fede forse vorrebbe
una risposta più radicale solo che quella risposta più radicale
invece della stampella vera nei confronti del vecchio sistema, del
vecchio sistema.
Quante volte sono stato attaccato per i rapporti con
Confindustria, che poi anche lì Confindustria critica, si dimostra
poi che ognuno ha le sue valutazioni, è che io la stampella non la
faccio a nessuno, però volete dire che Confindustria di adesso è la
stessa Confindustria di Di Vincenzo? Volete dire che la
Confindustria di Palermo di adesso è la stessa che lasciava Libero
Grasso isolato oppure qualcosa è avvenuto? Allora questo al sistema
istituzionale non deve competere un.. guardate io voglio lasciare
perdere ogni polemica, perché non è questo che mi interessa.
Qui c'è un tema, c'è una Sicilia che si trascina problemi ed
errori del passato, problemi che avevano cominciato a pesare anche
nell'ultima fase del Governo Lombardo, con attacco da Roma senza
precedenti, anche quello. Problemi che hanno storie di decenni, il
problema del bilancio degli ultimi due anni, 2011 e 2012, anche
quelli precedenti anche Lombardo non trovò sicuramente un fiume
pieno d'oro dove poteva tranquillamente scorrere, trovò ben altri
problemi della Sicilia. Trovò il problema dei termovalorizzatori
che bloccò, problema che si ripercuote anche nei confronti di
questa Amministrazione, laddove ci sono miliardi bloccati su una
gara contestata, con un contenzioso che impedisce poi di trasferire
quelle risorse su altri settori della politica sui rifiuti di
questa Regione; oppure dovevamo fare con i termovalorizzatori?
Altro problema non indifferente. E dove ci sono scommesse, le
discariche pubbliche, questo Governo è il primo dal 2000 che ha
costruito discariche pubbliche in Sicilia. Ne abbiamo mandato in
appalto cinque, ci dobbiamo passare dalle discariche a ciclo zero
dei rifiuti, certo, però con queste teorie che sembrerebbero dietro
l'angolo, la camorra ha fatto gli interessi a Napoli, perché poi le
discariche pubbliche non si costruivano, invece quelle private sì.
Quelle della mafia, dove si mettevano i rifiuti tossici, e con
queste teorie diverse discariche private sono finite in mano alla
mafia e la gestione rifiuti in buona parte è in mano alla mafia.
Nelle more di una progettualità nuova e diversa dei rifiuti, si
realizza un sistema concorrenziale, concorrenziale a quello dei
privati, che è fatto da un pubblico che impone certi standard, che
impone la protezione dell'ambiente, che impone delle cose, ed
allora tutto ..i manager, manager nominati senza alcuna mediazione
politica, ci saremmo potuto fare molti amici, ci siamo fatti un po'
di nemici, pazienza, non voglio dire, onorevole Musumeci, non
voglio dire molti amici molto onore , molti nemici molto onore
perché so che è una citazione che non si può fare in una Aula
parlamentare, e penso che non è vero, perché penso che molti amici
sia buono e molti nemici sia un problema.
Però, guardate, pensare di interrompere in questo momento
un'esperienza creerebbe problemi drammatici alla Sicilia. Si può
scherzare anche con le mozioni di censura, per carità, ma tanto va
la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Ed a volte si rimane
perfino vittime dei propri giochetti, eh. Io sono qui, non ho
imprese da difendere, non ho interessi personali da difendere, da
Presidente della Regione non mi sono fatto i soldi, non me li sono
fatti da sindaco e non me li sono fatti da nessun posto. Come
diceva il Manifesto di Marx del 1848 abbiamo solo le catene da
perdere, ..
CROCETTA da nessuna parte. Come diceva il Manifesto di Marx del
1948, abbiamo solo le catene da perdere.
CRACOLICI. 1848, Presidente.
CROCETTA. Scusate 1848, naturalmente, è chiaro il lapsus,
giustamente il custode del marxismo leninismo in Aula mi riprende,
il compagno Suslov. Per la cronaca il compagno Suslov era il più
temuto di tutti. Giustamente l'onorevole Cracolici dice 1848 ma
abbiamo da perdere solo le catene, e poi c'era una cosa bella che
mi ricordava poco fa l'onorevole Cracolici. Non è la prima volta
che lo cito. Per onore di giustizia vi consiglio di leggere tutti
gli atti parlamentari e vedrete che non c'è una sola seduta in cui
io non ho detto onorevole Cracolici . Giustamente dice proletari
di tutto il mondo unitevi perché è solo così che si spezzano le
catene.
Non si può prima dire che presentiamo la mozione di sfiducia che è
uno dei presupposti fondamentali dell'articolazione di entrambe le
mozioni di sfiducia perché non c'è unità, non c'è una maggioranza e
nel momento in cui questa maggioranza si realizza si continua in
questa logica. Allora si vuole lo sfascio delle istituzioni? Ma voi
pensate che oggi una mozione di sfiducia con un Governo che non
c'è, perché non c'è manco il Governo e sicuramente io non sarei
legittimato a farne uno nel momento in cui vengo sfiduciato, farei
ordinaria amministrazione, che non può fare un bilancio e non può
fare nulla, e questa è una Regione che si salva? Non dalle ipotesi
di commissariamento inevitabile, per cui non è che si andrebbe a
votare tra tre mesi, sia chiaro, ma anche per cose molto concrete
che sono legate alla riforma dell'articolo V della Costituzione,
gli attacchi che ci sono all'autonomia. Ma oggi delle forze
democratiche cosa direbbero? Signor Presidente noi siamo
all'opposizione non vi condividiamo però oggi dobbiamo difendere il
lavoro, l'occupazione, fare la riforma della Sicilia, cambiare la
Sicilia, difendere l'autonomia siciliana, evitare che venga
commissariata questa Regione perché non è la prima volta che
qualcuno, tant'è che io sto presentando un esposto che stanno
elaborando i miei legali per attentato alla Costituzione rispetto a
questa problematica; però, ritenete che questo possa essere un
metodo oppure ci possa essere quel sistema di confronto al quale io
vi richiamo tutti, anche i grillini, a un confronto per portare a
fine la riforma delle Province, quella delle attività produttive.
La politica non può essere ogni giorno propaganda, perché voi dite
che sono io che faccio annunci e faccio propaganda, ma quando si fa
una mozione di censura al mese ad assessore, paralizzando
l'attività parlamentare e in 2 anni avere 2 mozioni di censura, la
politica è solo propaganda, è incapacità di creare, costruire,
progetti, catasti, liberazione, è incapace di produrre risultati, è
questa l'irresponsabilità di cui il popolo siciliano vi accusa.
Guardate, in questi giorni, grazie all'incredibile sfiducia
day', ho conquistato una popolarità nazionale incredibile e una
popolarità incredibile all'interno del popolo siciliano e con tutta
la gente che mi incontra mi dice «vai avanti presidente, questo
processo non si può interrompere».
Guardate io sono qui, non temo le elezioni e non temo la sfida
elettorale perché sono convinto che noi la sfida elettorale, questa
volta, la stravinceremmo con una maggioranza parlamentare ampia.
Perché oggi siete tutti uniti contro di me, ma domani vi voglio
vedere uniti centro destra e Movimento Cinque Stelle, mentre noi
siamo uniti .
CASCIO Francesco. Candidiamo l'onorevole Zafarana alla presidenza
della Regione.
CROCETTA, presidente della Regione ., mentre noi siamo uniti e la
Sicilia ha capito che in questa fase della storia c'è l'unica
esperienza, dal dopoguerra in poi, che ha tentato di dare uno
scossone serio al malaffare, alla mafia e sa benissimo - certo, ai
grillini non gliene frega niente della lotta alla mafia, per loro è
un problema secondario - che questo processo di cambiamento non può
essere fermato.
Sfiduciato o no, io sono qui E sarò qui domani mattina. E sono
felice persino di riprendere il mio lavoro in mezzo alla gente, in
quella strada che mi viene negata per motivi di sicurezza, per
motivi legati alle mie vicende personali, e con la quale ho uno
splendido rapporto.
Non sarò gradito alla casta, ma guardate che io alla gente gli
voglio bene, al popolo siciliano voglio bene e sento che mi vuole
bene, e sono convinto: andiamo al voto, siamo pronti, vediamo chi
vince.
(applausi dai banchi dell'opposizione)
PRESIDENTE. Grazie presidente Crocetta. Onorevoli colleghi, ci
dobbiamo in qualche modo disciplinare: il presidente vale per 12,
lui compreso 13, quindi siccome i deputati quando intervengono
parlano al Governo, se c'è l'esigenza di sospendere per diverse
ragioni, per qualche minuto sospendiamo. Ma è chiaro che i
parlamentari gradiscono la presenza del presidente Crocetta.
Ne approfitto per esprimere la mia solidarietà personale, e penso
quella di tutto il Parlamento, al presidente Crocetta per le gravi
affermazioni della signora Viviana Beccalossi in una nota
trasmissione nazionale ..
(applausi)
PRESIDENTE. Avevo il dovere di farlo perché certi limiti non si
possono superare. Così come inviterei il presidente Crocetta di non
prestare il fianco a trasmissioni costruite e tavolino, perché è
chiaro, presidente Crocetta, che lei per il suo modo di fare fa
audience, però non sempre l'audience può servire alla nostra Isola
quando le trasmissioni
(applausi)
PRESIDENTE Quando le trasmissioni sono costruite e tavolino.
Presidente Crocetta, se lei cortesemente non si allontana e rimane
in Aula, diamo la parola all'onorevole Musumeci.
Sospendo cinque minuti.
(la seduta, sospesa alle ore 18.54, riprende alle ore19.09)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Chi intende iscriversi a parlare lo inviterei a fare
un segnale perché io ho l'esigenza di alternare i deputati tra
maggioranza ed opposizione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci.
Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, abbiamo mantenuto fede ad un impegno assunto con i
siciliani annunciato alcune settimane fa in quest'Aula, l'impegno
di tentare di porre fine alla stagione politica della Presidenza
Crocetta, l'impegno di interpretare lo stato d'animo di quanti si
augurano che questo lungo calvario arrivi finalmente all'ultima
stazione.
Una stagione, quella del crocettismo che proprio in questi
giorni compie due anni di vita. I colleghi Falcone e Zafarana hanno
già ampiamente illustrato le ragioni del fallimento del Governo che
hanno caratterizzato questo biennio, non tornerò sul tema anche
perché dovrò dividere il mio tempo con i colleghi del mio gruppo.
Mi limiterò brevemente, ad alcune considerazioni di ordine politico
partendo dal presupposto che in questi due anni la inettitudine dei
governi Crocetta non si è mai incontrata, Presidente, con
l'ostilità, l'ostracismo, la netta chiusura dell'opposizione di
centrodestra. Non riconoscerlo sarebbe davvero non avere onestà
intellettuale e a lei questa invece io la riconosco.
Quanto volte in quest'Aula l'abbiamo esortata, in questi due anni,
a liberarsi dal condizionamento della sua maggioranza ballerina ed
aprire un confronto leale con tutta l'Aula su due, tre, quattro
cose importanti da fare: il lavoro, le imprese, i giovani, il
precariato, quante volte l'abbiamo detto in quest'Aula che le
riforme delle province, o la cosiddetta riforma delle province, non
rappresentava una priorità e che invece prioritaria appariva la
riforma della formazione, per esempio, una prospettiva di
continuità del lavoro a decine di migliaia di precari che
protestavano e protestano sotto i Palazzi della Regione, per
esempio, prioritaria appariva la necessità di creare un clima di
fiducia per le piccole e le medie imprese e invece lei si è
ostinato a volere una finta riforma delle province rivelatasi, poi,
inapplicabile, rinviata per tre volte di seguito perché si è
dimostrata essere un vero e proprio mostriciattolo giuridico.
E mentre si cerca di uscire dal pantano di questa pseudo riforma,
che non si sa se debba obbedire ad una indicazione nazionale o
rivendicare una specifica competenza in materia di enti locali
dell'Autonomia siciliana, mentre ci si dibatte in questo discorso
fra sordi, i sindaci della nostra Isola si sentono sempre più
abbandonati, senza certezze, sempre più esposti alle lusinghe e poi
alle minacce di mafiosi e criminali che in tempi di crisi tentano
di controllare anche minimi interessi negli enti locali e
continuare a garantire tutele ai loro affiliati.
A tutti i sindaci dell'Isola va la mia solidarietà e credo senza
esclusione quella di tutti i colleghi che mi permetto in questo
caso, di rappresentare.
La verità è, Presidente Crocetta, glielo dico con la franchezza
che ho sempre avuto nei suoi confronti non essendo mai stato un suo
cortigiano e non essendo mai stato un suo cospiratore: lei è
apparso in questi due anni inadeguato al ruolo, nulla di personale,
è un fatto fisiologico, di indole, caratteriale prima ancora che
politico. Ognuno di noi è portato a ricoprire un ruolo, a
svolgere un compito e se uno è inadeguato non puoi chiedergli di
adeguarsi, sarebbe come andare contro la sua stessa struttura e
formazione culturale, politica, caratteriale, è come pretendere di
essere audace paracadutista da un uomo che soffre di vertigini Non
si può, non si può davvero.
Lei è apparso confuso, contraddittorio, privo di una visione di
insieme, senza una idea concreta di regione. Sono mancate le scelte
chiare e tempestive. I suoi sono stati governi rivoluzionari a
parole che avrebbero dovuto imporre il passo al Parlamento e invece
hanno imposto un freno ai lavori di quest'Aula per mancanza di
produzione. Tante persone per bene, per carità, gli assessori di
cui pochi ricordano il volto e soltanto qualcuno ricorda il nome.
Giunte politiche spacciate per giunte tecniche. Azzeramenti e
rimpasti che dovevano apparire indolore e che, invece, sono stati
traumatici.
Assessori estromessi in malo modo che accusano il Governatore di
essere stato ingeneroso, persino ai limiti del cinismo. Del resto,
quale fatturato potrebbe produrre un governo nel quale un assessore
rimane in carica in media tre, quattro mesi? Lei aveva promesso una
giunta blindata nel dicembre del 2012 e invece abbiamo assistito ad
una sorta di porta girevole ma anche ad una girandola di giunte che
è apparsa davvero imbarazzante. Anche questa giunta ter, di cui
abbiamo appreso dai giornali, nasce secondo metodi largamente
praticati e che nulla hanno di rivoluzionario.
Giunta migliore, giunta peggiore, giunta di alto profilo, giunta
di basso profilo. Per carità. Non è tempo di pagelle e sarebbe
persino di cattivo gusto farle adesso. La questione ieri come oggi,
presidente Crocetta, è solo politica. Il problema di questa Regione
non è la Giunta con la mediocrità o con lo spessore dei suoi
assessori.
Lei potrebbe avere dodici Cavour accanto a lei. Il problema è lei,
Presidente. Non sono le sue giunte, per le ragioni politiche che
abbiamo appena rassegnato, anche nelle ultime settimane. Sono le
ragioni che hanno portato alla prima e alla seconda mozione di
sfiducia. Abbiamo sperato tanto, nell'interesse dei siciliani, che
il suo fosse solo un atteggiamento di esordio, una sorta di
mancanza di esperienza. Abbiamo pensato che la sua sregolatezza, la
sua mancanza di regole, la sua mancanza di misure, la sua
intemperanza a volte fossero tutte frutto di un impatto con una
realtà nuova, ostile e invece il tempo ci ha detto che lei è solo
un personaggio pirandelliano, cioè lei è la incarnazione del
contrasto tra l'apparenza e la sostanza.
Ecco perché noi riteniamo che questo suo essere troppo apparente o
appariscente a secondo della spinta o della spalla che trova nella
destrezza mediatica, e l'essere poco o pochissimo sostanza finisce
col sacrificare e vanificare ogni possibilità di crescita di questa
terra.
La Sicilia aveva bisogno di una rivoluzione della normalità. Lei
ha portato la rivoluzione dei messaggi. La rivoluzione degli
annunci. La rivoluzione del vuoto. La rivoluzione del nulla.
E' appena uscito un libro interessante. Si intitola Le
rivoluzioni non calano dal cielo'. Lo legga, presidente Crocetta.
Glielo consiglio, se mi posso permettere. E' la storia di Pietro
Secchia, l'uomo del radicalismo, del massimalismo del Partito
Comunista Italiano. L'uomo che sognava la rivoluzione proletaria e
si è ritrovato ad essere uomo di apparato del P.C., confinato dal
suo stesso partito fra le ovattate stanze di Palazzo Madama, lo
legga, Presidente, le rivoluzioni non calano dal cielo.
In quelle pagine ritroverà, forse, se stesso, ritroverà il
tradimento degli amici più fidati, la rancorosa convivenza dei
compagni di partito, l'ipocrisia di tanti collaboratori,
l'ostracismo dei vertici locali e romani.
Certo, qualche differenza c'è, me lo consenta e non me ne abbia a
male, tra lei e Pietro Secchia che appartiene mille miglia lontano
dalla mia formazione politica e culturale.
Pietro Secchia era un rivoluzionario per vocazione, lei,
presidente Crocetta, è un rivoluzionario di professione.
Lei passerà alla storia di questa Regione per essere stato un
rivoluzionario senza rivoluzione.
Piuttosto che obbedire agli impulsi della sua rivoluzione, lei, ha
preferito cedere ai ricatti della sua coalizione che la vuole
ostaggio, prigioniero delle stesse figure, degli stessi personaggi,
delle stesse regole, degli stessi metodi che, in questi Palazzi,
venivano praticati e frequentati 3, 4, 5 anni fa.
Per questo, la sua rivoluzione è stata un bluff, un'operazione
mediatica ben congegnata, per questo motivo l'opposizione o le
opposizioni provano, per la seconda volta, a liberare la Sicilia
dal suo governatore, che l'ha condannata al collasso, alla
paralisi, allo sconforto.
Una scelta, la nostra, improntata non a improvvisazioni, non a
suggestioni emotive, non alle spinte che arrivano dalla piazza, una
scelta meditata e ragionata, l'unica scelta possibile che una forza
di opposizione potesse immaginare che mettere in atto.
Presidente Crocetta, riuscirà lei, anche stavolta, ad evitare la
sfiducia di questo Parlamento? Riuscirà, in quest'Aula, a vincere
anche stavolta il partito di Nicodemo? Sì, sì, il partito di
Nicodemo, riuscirà a vincere anche stavolta?
Di quella figura che ci hanno consegnato le sacre scritture, di
quel personaggio, Nicodemo, che di giorno stava con Cristo e di
notte con i Farisei nei Sinedri.
Il simbolo della doppiezza era Nicodemo, era il simbolo della
fragilità, era il simbolo della incertezza, era il simbolo della
debolezza, del dubbio, della fragilità umana.
Dopo settimane di attacchi, di critiche feroci, di apprezzamenti
non certo benevoli, dopo implacabili condanne pronunciate anche da
questa tribuna, nei suoi confronti, quanti saranno stasera,
presidente Crocetta, i deputati del centrosinistra iscritti al
partito di Nicodemo?
Speriamo nessuno, speriamo prevalga in tutti la responsabilità, la
coerenza, il coraggio, speriamo che la nostra mozione di sfiducia
trovi, pur nella sofferta riflessione dei colleghi deputati, quella
manciata di voti necessari a far passare, finalmente, questo
documento di condanna e a porre fine a questa triste stagione di
Governo.
Ma non si illuda, Presidente Crocetta, qualora dovesse vincere
anche stasera il partito di Nicodemo, qualora dovesse evitare,
anche stavolta, lei la sfiducia del Parlamento non potrebbe certo
evitare il giudizio inesorabile della stragrande maggioranza dei
siciliani, quella maggioranza morale che l'ha già sfiduciata, ed
anche da tempo, quella stessa maggioranza che le opposizioni
credono di interpretare anche stasera, soprattutto stasera, nella
loro ansia, nella loro amarezza, nella loro rabbia, nella loro
speranza di una stagione diversa e migliore, una stagione che segni
l'archiviazione della sua triste e fallimentare esperienza di
Governo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Claudia La Rocca. Ne
ha facoltà.
LA ROCCA CLAUDIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Presidente Crocetta ma è troppo facile, fin troppo facile,
difendere le voragini del suo Governo parlando di Grillo. In più mi
preme dire, visto che siamo stati definiti filo mafiosi, razzisti e
omofobi, che noi non ci esimiamo dallo scendere in piazza per stare
accanto ai magistrati, e mi riferisco ad uomini come Di Matteo e
Scarpinato. Non ci esimiamo dall'incontrare i familiari delle
vittime di mafia con i quali abbiamo depositato in questo
Parlamento un disegno di legge - primo firmatario Salvatore
Siragusa - per l'istituzione di una giornata per la memoria.
Prima di essere definiti omofobi e razzisti le vorrei ricordare
cha, a livello nazionale, abbiamo anche un coordinamento per la
comunità LGBT.
Le vorrei ricordare tutte le battaglie che i nostri parlamentari,
alla Camera ed al Senato, stanno portando avanti e soprattutto le
vorrei ricordare che, uno dei nostri primi disegni di legge
depositati in quest'Assemblea, riguarda proprio le discriminazioni
determinate dall'orientamento sessuale, disegno di legge portato
avanti insieme alle associazioni che in questo momento è stato
unito insieme ai disegni di legge dell'onorevole Ferrandelli e
dell'onorevole Cracolici ed è questo il testo di legge che le
associazioni LGBT vogliono che sia approvato perché noi almeno ci
siamo degnati di parlare con loro.
Detto questo vorrei ricordare un attimo la favola del modello
Sicilia. I giornali prima raccontavano questa favola facendoci
passare un po' per la stampella del Governo. Bene, vorrei
sottolineare che noi non siamo mai stati la stampella di questo
Governo. Noi siamo sempre stati coerenti. Abbiamo sempre detto che
volevamo votare sul merito i provvedimenti normativi. Abbiamo
sempre detto di non votare per partito preso. Ed io da cittadina
siciliana me lo auguravo di potere fare delle norme per questa
Sicilia, me lo auguravo, lo speravo di cuore, ma in realtà che cosa
è successo in questi due anni, quali sono state queste riforme
rivoluzionarie? Ed io voglio parlare di esempi, voglio parlare di
fatti.
Faccio un esempio, il problema della gestione dei rifiuti.
Sappiamo bene che su questo tema di certo il Presidente Crocetta
non può dare la colpa al Parlamento, anzi, le domande sono diverse.
Cos'è che questo Governo non ha chiare delle direttive europee,
cos'è che questo Governo non ha chiare delle leggi già vigenti,
cos'è che questo Governo non ha chiaro di una mozione che è stata
votata in questo Parlamento proprio lo scorso giugno? Quindi il
problema qual è? Di una volontà di non applicare quello che è già
stato previsto. In più ricordo che noi come Gruppo parlamentare
abbiamo anche invitato diverse volte il Presidente Crocetta a
venire con noi nel Nord Italia dove c'è un centro di trattamento
rifiuti che riesce a riciclare anche gran parte
dell'indifferenziato. Lo abbiamo invitato per fargli conoscere un
metodo innovativo, rivoluzionario per la gestione dei rifiuti, ed
il Presidente Crocetta, dopo averci detto di sì diverse volte ci ha
bidonato, scusatemi il termine, diverse vote.
E adesso passiamo al problema acqua e quando parlo del problema
acqua non mi riferisco semplicemente alla tanto attesa riforma
regionale, che sembra si voglia portare avanti, mi riferisco anche
al problema dell'APS e dell'emergenza idrica che ora è alle porte,
l'emergenza idrica che 52 comuni del palermitano si ritroveranno ad
affrontare a partire dal 1 novembre. Bene il presidente Crocetta
conosceva questo problema da tempo, da tempo, eppure si è portato
una soluzione giusto ieri, proprio due giorni prima, alle porte
dell'emergenza, ed il problema è da dove si vogliono prendere i
soldi per risolvere il problema dell'emergenza idrica: dal fondo
degli Enti locali. Ora noi sappiamo benissimo che in questi quattro
anni sono stati tagliati i trasferimenti dalla Regione agli Enti
Locali di quasi il 50 per cento e non lo dico io, lo ha detto la
Corte dei Conti. Quindi noi cosa facciamo? Togliamo soldi ai
comuni, così i comuni in qualsiasi caso che cosa fanno? Tagliano i
servizi ai cittadini, quindi noi parlamentari siamo stati messi
praticamente con le spalle al muro con questa norma che è stata
presentata: dobbiamo scegliere tra l'acqua ed i servizi ai
cittadini. Questo perché? perché le cose si devono portare sempre
all'ultimo momento, perché le cose si devono sempre affrontare in
emergenza? Credo che questa sia una precisa volontà politica.
Si potrebbe parlare anche delle partecipate, quando si vuole
risolvere il problema delle partecipate, ci sono partecipate in
liquidazione dall'85, e non lo dico io lo dice sempre la Corte dei
Conti.
Ci sono tante, tante altre cose di cui parlare, infatti questo
Governo non è un Governo rivoluzionario, è un Governo delle
proroghe e delle riforme a metà, si potrebbe fare l'esempio delle
province. Anche noi avevamo una posizione politica, volevamo la
riforma delle province, ma di certo non volevamo una riforma delle
province a rate.
Bene, Presidente, non so se Lei di sua volontà non ha voluto
portare avanti delle riforme rivoluzionarie o se la colpa è da dare
alla sua maggioranza, visto che Lei comunque sarà condizionato
dalla sua maggioranza che fa acqua da tutte le parti, è evidente.
Maggioranza che unisce partiti che di fatto sono presenti in
Regione da anni e che probabilmente hanno anche causato alcune
delle emergenze che ci ritroviamo ad affrontare, perché è inutile
fare gli ipocriti, quindi a questo punto qual è la cosa, l'unica
cosa che ci rimane da fare per portare avanti delle riforme in
questa Regione, io Presidente le sto parlando dei fatti, non mi
sembra che stia inventando nulla, crediamo a questo punto e lo
speriamo per i siciliani che forse è il momento di andare tutti a
casa e ripartire da zero. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Onorevoli
colleghi, comunico che ho iscritti a parlare deputati appartenenti
tutti allo schieramento di opposizione, per cui non riesco ad
alternare secondo un principio regolare, per cui posso alternare
tra Centro Destra e Movimento Cinque Stelle.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, vorrei che Lei ristabilisse
l'ordine in Aula. Almeno un po' di ordine, rinuncio all'intervento,
non devo parlare per forza.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, c'è il Presidente Crocetta, la
stiamo ascoltando, la prego.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, proprio in difesa del
Presidente della Regione, proprio per questo i deputati che hanno
richiamato il Presidente della Regione a stare qua in Aula abbiano
la cortesia istituzionale di prendere posto.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la prego, inizi a parlare.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, ritengo che questa più che
una sfiducia, per quanto mi riguarda, è un atto di fiducia al mio
partito ed al mio capogruppo. Voterò certamente sì a questa mozione
di sfiducia per senso di appartenenza, non per condivisione, e
spiego il motivo: perché non so se l'opinione pubblica capirà come
è maturata questa mozione di sfiducia, perché sappiamo benissimo
che dall'altro lato e paradossalmente non mi riferisco solo al
Presidente della Regione, parlo ai colleghi della maggioranza e non
ce n'è uno iscritto a parlare, perché non hanno niente da dire, e
cosa le devono dire Presidente dopo che hanno detto di tutto? Fosse
stato per me io oggi avrei chiesto di spostarla ad aprile questa
mozione di sfiducia mettendo a dura prova questo nuovo Governo
dicendo ai parlamentari della maggioranza, bene vi siete
ricompattati, ora lavorate e mantenete le promesse che avete fatto
ai siciliani. Noi lo sappiamo, oggi si sventerà questo spauracchio
e da domani ritorneranno di nuovo a litigare perché la poltrona di
deputato non è più a rischio. Oggi vi ricompattate per guadagnare
un altro anno di agonia, non di vita, la mozione verrà respinta e
certamente dovrà maturare un altro anno per cercare nuove
motivazioni per sfiduciare il Presidente della Regione. Il vero
fine di questa minoranza non è sfiduciare Crocetta ma mettere in
risalto i colleghi che hanno creato la falsa aspettativa di
portarci al voto, loro che hanno criticato il Presidente della
Regione; Presidente ci sono montagne di critiche che le hanno
fatto, e non da questa parte paradossalmente, da questa parte
abbiamo avuto la colpa di collaborare per le Province, per le
finanziarie, per i Forestali.
Questa è l'opposizione che le abbiamo fatto, invece dall'altro
lato, fino ad una settimana fa, le sono stati rivolti attacchi
feroci che oggi non sentiamo ripetere da questi scranni. Questa è
la motivazione della mozione di sfiducia. Lo sappiamo che non
sarebbe mai stata approvata e domani, se qualcuno dirà per
ribattere a noi va beh, l'hanno presentata perché lo sanno che non
sarebbe stata approvata noi abbiamo voluto rimarcare l'incoerenza
di alcuni leader di questa maggioranza. E come non ricordare il mio
amico e collega onorevole Cracolici, che folgorato sulla via di
Damasco ha visto una luce, Crocetta gli ha detto Antonello perché
mi perseguiti? e lui è ritornato nei suoi ranghi e si è oggi -come
diremmo a Palermo- si è imboscato negli scranni della maggioranza.
Presidente è come non dire alla palermitana, ci avete fatto creare
questa mozione di sfiducia illudendoci e alla fine come direbbe
Cracolici che ha abituato ogni tanto a dare delle definizioni in
dialetto ve la siete arrifardiati per chi è torinese direbbe vi
siete tirati indietro . io non ho altro da dire, non ho da prendere
in giro nessuno, solo evidenziare un'altra cosa, io condivido
valori e programmi del Centro Destra, non certamente del M5S, di
cui rispetto il loro modo di fare politica, ma io appartengo a
un'area che non rinnego anzi oggi ne sono orgoglioso e dico
un'altra cosa, se hanno fatto lo sfiducia day è perché autorevoli
esponenti di questo Centro Destra hanno voluto sottoscrivere la
mozione dei 5 Stelle che oggi non avrebbe avuto corpo né la
possibilità di essere presentata congiuntamente a quella nostra. Io
non l'avrei fatto perché quando non le ho votato la sfiducia - ma
non le ho dato nemmeno la fiducia- da questo scranno le ho detto
che non era abilitato a condividere con 5 Stelle un programma e un
progetto, e oggi lo ribadisco, ma oggi le voto la sfiducia
Presidente perché questa è frutto di un lavoro, di un'interazione e
di una collaborazione di forze del Centro Destra che certamente per
coerenza, visto che condividiamo l'esilio della minoranza, non
potevamo non sostenere gli amici del 5 Stelle. Concludo dicendole
che in parte condivido il fatto che lei non vorrà più collaborare
con 5 Stelle, ma lei quello che ha detto oggi lo dovrà applicare da
domani perché tante volte ho sentito che questo modello Sicilia
andava in frantumi e va in frantumi però lei Presidente molto
spesso è caduto nella tentazione che per esimersi al confronto e
con il confronto con le minoranze di centro destra io ho visto che
lei si è alzato dalla sedia più importante, per quanto riguarda il
Governo, per andare verso i deputati del Movimento Cinque Stelle a
chiedere aiuto.
Presidente Crocetta che non abbia più a ripetersi Perda con onore
in Aula, si veda bocciare anche le norme, ma non chieda più
sostegno al Movimento Cinque Stelle.
Concludo, signor Presidente, per non rubare tempo ai colleghi,
dicendo che ci avete impantanati con insulti e strategie inutili:
oggi i siciliani cosa ci guadagnano, che abbiamo impantanato il
Parlamento facendo niente.
Abbiamo votato la norma per salvare i forestali perché sono venuti
a manifestare qua sotto. Però, attenzione, non inneschiamo il
meccanismo che per una legge si deve venire a protestare sotto al
Parlamento, cercando qualche deputato amico, magari, che presenti
un emendamento per salvare un settantottista, un centounista o un
centocinquantunista.
Tutti noi anziché andare in televisione e disconoscere il sistema,
a cominciare dall'Assemblea regionale siciliana di cui, per quanto
mi riguarda, sono orgoglioso di fare parte, o noi facciamo parte
tutti del sistema o dobbiamo dimetterci tutti. Questa è la ricetta,
non difendere a metà ma, non dipende da me, l'Assemblea ha una
giustizia domestica per cui si autoregolamenta.
Io penso che tutti noi, alla fine, passando lo stretto di Messina,
siamo tutti siciliani e se non ci difendiamo l'uno con l'altro, a
livello istituzionale, non faranno sconti a nessuno. Questo serva
da insegnamento, Presidente Crocetta, a lei, al sottoscritto e a
tutti i colleghi che sbandierando le bandiere di legalità e di
risparmio non fanno altro che buttare fango su tutto il Parlamento,
su tutto il Governo e su tutti i siciliani.
E quando vedo, ed ho concluso veramente, esponenti dei governi
Cuffaro e Lombardo che si spacciano per il nuovo che avanza
dall'altro lato e non hanno nemmeno la faccia di difendere le cose
che hanno creato, per quanto mi riguarda, signor Presidente, mi
indigno e mi vergogno.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo dato la
possibilità al collega Vinciullo che, sicuramente, noi abbiamo una
capacità di poterci esprimere democraticamente.
Il mio intervento, come Nuovo Centro Destra e come Gruppo che ha
firmato la mozione di sfiducia al presidente Crocetta, muove da una
considerazione di base: governare significa servire la Sicilia e,
quindi, risolvere i problemi. Ma in questa direzione noi abbiamo
riscontrato, nei due anni di governo, un momento di grande
difficoltà, di grande conflittualità che il governatore ha avuto
con i partiti che lo hanno sostenuto e un risultato,
sostanzialmente, negativo su tutte le emergenze e su tutti i
problemi che sul tappeto della nostra realtà siciliana sono stati,
e sono, sotto gli occhi di tutti.
Un percorso che ha voluto, con una grande azione, dire che c'era
bisogno di cambiare rotta o mettere fine ad una esperienza che non
riusciva e che non ha dato, ad oggi, risultati tali da poter
determinare una possibilità di futuro.
Il senso che, anche noi come Nuovo Centro Destra, abbiamo voluto
dare a un percorso fin qui seguito senza essere mai con pregiudizi
ideologici, senza essere mai dalla parte di chi, ad ogni costo,
vuole fare opposizione per demolire ma, invece, il Nuovo Centro
Destra ha voluto dare un segnale preciso il Nuovo centro destra che
era quello di manifestare disponibilità alla soluzione dei problemi
e a non far mancare il proprio contributo presso il momento
particolarmente importante dell'iniziativa legislativa e, anche, un
senso di difesa delle Istituzioni e quindi una capacità di poter
contribuire, ove le condizioni lo hanno consentito alla soluzione
di alcune problematiche. Però i temi che hanno visto un momento di
scarso risultato, un momento di mancanza di capacità di risultati
positivi è oggetto di una analisi complessiva che è sotto gli occhi
di tutti.
Il significato della destrutturazione di un sistema che ha
prodotto delle patologie e che in quella occasione abbiamo sempre
dato merito e abbiamo detto che andava affrontato e quindi in
quella direzione quando c'era da colpire un aspetto negativo che ha
rappresentato il male della nostra Sicilia noi siamo stati sempre
pronti a dire che andava sostenuta quella iniziativa. Però lasciare
tutto su un livello di totale imprecisione, di totale incertezza,
di totale confusione, di totale improvvisazione ha portato la
Sicilia verso un momento di totale sbandamento.
Io voglio evidenziare, anche qua, il senso di responsabilità. Non
è possibile pensare alla soluzione di un problema demolendo altre
realtà istituzionali. Abbiamo denunciato, in quest'Aula, le ultime
vicende che riguardano - e di questo è stato dato atto anche nella
precedente seduta, con l'intervento dell'onorevole Vinciullo, in
cui sui fondi dell'IRCAC o della CRIAS c'era bisogno di capire come
mantenere una realtà che fino ad oggi ha rappresentato una
specificità ma che evidentemente, in questa direzione, non si può
pensare di risolvere un problema utilizzando risorse che per
trent'anni abbiamo costruito e che rappresentano anche un momento
di garanzia per risolvere un problema di spesa corrente che in tre
minuti demolisce un risultato.
In questa iniziativa, che di fatto è l'ultima di una vicenda che
ha portato sicuramente ad una presa di coscienza per dire,
Presidente, probabilmente anche un diverso grado di coinvolgimento
dell'Assemblea sul tema del contenzioso con lo Stato, sul tema
della grande capacità di reperire risorse per far sì che si possa
affrontare in termini diversi una realtà sociale che è quella in
cui, per la nostra specificità dello Statuto siciliano, porta ad
una serie di costi che, necessariamente, ci devono mettere nelle
condizioni di negoziare con lo Stato una diversa condizione per
poter sopravvivere, diversamente, le tensioni sociali diventano un
momento di grande difficoltà e di grande pericolo.
Potrei citare la lista lunga delle incompiute, delle problematiche
che hanno determinato emergenze, dalla formazione, alle
partecipate, al problema della mancata legge sulle acque, sui
rifiuti, sulle problematiche dell'utilizzo delle risorse
comunitarie, al problema importante del bilancio, una serie di
vicende che hanno fatto sì che ci fosse, da parte della
opposizione, una presa di posizione che ha portato ad una mozione
di sfiducia, che nella sostanza oggi, nel confronto democratico ed
in quello che è il senso del ruolo che ognuno di noi deve anche
sostenere, dobbiamo con coerenza e con coraggio dire che abbiamo
fatto bene perché comunque ha portato ad una presa di coscienza di
uno stato di fallimento del Governo regionale e a questo fallimento
il governatore Crocetta ha determinato un azzeramento della Giunta
e quindi una presa d'atto, una presa di coscienza di un contesto
che sicuramente, così come noi avevamo detto, non era più in
condizione di reggere.
Ma una parola voglio spenderla anche verso chi ha determinato
questo momento di contraddizione e di scontro, sicuramente
l'alleato maggiore, che è stato il Partito Democratico, ma anche
gli altri alleati che hanno determinato un costante momento di
conflittualità.
La conflittualità ha portato ad un deterioramento del quadro
politico ma anche del quadro istituzionale perché il significato
invece della capacità della difesa delle istituzioni, passa anche
da un momento generale di difesa del senso del bene comune che deve
superare queste fasi. E, allora, la mozione di sfiducia porta ad
una fase nuova, che è quella di avere - così come dai giornali
abbiamo appreso - determinato una nuova fase.
Allora, io ritengo così come anche la coerenza delle nostre azioni
vuole, così come anche il senso di responsabilità ci impone abbiamo
in questa direzione detto e preso atto che c'è bisogno di una
diversa azione che porti la Sicilia fuori da questo contesto. Una
diversa azione che sicuramente ci porta ad oggi a concludere una
fase, una fase che ha visto quella che ha voluto sottolineare ed
evidenziare quello che è il fallimento di una realtà politica e
istituzionale fin qui seguita.
Sicuramente noi da questa fase vorremmo che la Sicilia uscisse più
forte, più determinata nel trovare soluzioni a quelli che sono i
problemi che determinano emergenze e che, invece, dovrebbero
diventare momento di forza per vedere come uscire dall'emergenza. E
il senso, appunto,della nostra azione ha voluto rappresentare anche
questo preciso impegno.
E, allora, il Nuovo centro destra, così come anche gli altri
Gruppi di opposizione che hanno sottoscritto la mozione di
sfiducia, ritengo che abbiamo anche dato un contributo a che la
situazione si sblocchi e che attraverso questa azione possa esserci
per la Sicilia un momento di vita migliore. E, in questo senso,
noi vogliamo continuare nell'azione e, quindi, far sì che la
nostra Assemblea possa pronunciarsi e possa da questa vicenda avere
un momento di chiarezza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Vedo, Presidente, che cambia l'ordine delle richieste di
intervento.
PRESIDENTE. No, non cambio l'ordine, sto cercando, non essendoci
deputati della maggioranza di alternare
DIMAURO. Quindi hanno rinunciato i deputati della maggioranza a
parlare.
PRESIDENTE. Se lei non vuole parlare, non parla. Io sto cercando
almeno di alternare l'ordine in base all'appartenenza dei partiti.
Quindi, non sto alternando assolutamente niente.
DI MAURO. Ma lei ha chiuso le iscrizioni a parlare?
PRESIDENTE. No, non le ho chiuse, perché man mano che c'è la
discussione aperta .
DIMAURO. Allora prima parla chi ha presentato la mozione e poi
faremo parlare alla fine tutta la maggioranza.
PRESIDENTE. Ma io non posso costringere i parlamentari della
maggioranza
DI MAURO. Ma chiuda le iscrizioni a parlare
PRESIDENTE. Ma questo me la vedo io quello che devo fare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, lei sta conducendo l'Aula secondo un
criterio di proporzione tra gli interventi e sono d'accordo, però è
pur vero, signor Presidente, che se i colleghi del centro-sinistra
non si iscrivono attendendo che si consumino tutti gli interventi
del centro-destra, finiamo per creare una sperequazione anche in un
corretto dibattito di risposta politica tra chi interviene e chi,
più o meno furbescamente, ma non credo sia il caso dei colleghi
presenti del centro sinistra, intervengono alla fine.
Allora, la richiesta che le faccio, e poi passo velocemente al mio
intervento, è quella di stabilire un termine entro il quale
chiudere le iscrizioni. E' chiaro, signor Presidente, che l'Aula
la conduce lei però credo sia un gesto di buona volontà per fare in
modo che il dibattito prosegua in maniera utile e senza
contrapposizioni strumentali.
Signor Presidente Crocetta, signor Presidente Ardizzone, onorevoli
colleghi, nell'esordio del mio intervento desidero darle,
Presidente Crocetta, una ragione di inquietudine e un motivo di
serenità. La ragione di inquietudine risiede nel fatto che lei nel
suo intervento ha detto che non teme le elezioni. Io le dico che
lei non le deve temere perché temo per lei che non sarà il prossimo
candidato del centro-sinistra.
Le do però una ragione di serenità, Presidente Crocetta. Le do
però una ragione di serenità
Lei poc'anzi in un comunicato stampa ha detto testualmente: il
centro-destra vuole sfiduciarmi? Non farebbe che aumentare il
numero dei disoccupati, visto che molti di loro non credo che
sarebbero rieletti se si tornasse al voto e, nonostante siano
rivali politici, io non auguro loro di restare disoccupati .
Il motivo di serenità sta nel fatto, e io in questo la vorrei
tranquillizzare Presidente, che la mia professione di avvocato mi
consente di vivere questa appassionante esperienza parlamentare con
grande tranquillità.
Stia sereno, stia sereno Io non sarò tra i disoccupati,
qualunque cosa accada, non so cosa farà lei So però cosa ha fatto,
Presidente Crocetta:
22.500 precari della pubblica amministrazione sull'orlo del
disastro, 6 mila dipendenti dei laboratori di analisi e della
sanità privata li lì per essere licenziati,; 8 mila dipendenti
della Formazione disperati perché non vengono pagati e non hanno
nessuna parola di certezza sul proprio futuro, 400 mila palermitani
che rischiano da domani di restare senza acqua, causa la scadenza
della proroga del servizio ATO-idrico, provincia di Palermo; 20
mila forestali che qualche giorno fa sono tornati a casa con mezzo
sorriso sul volto grazie ad una legge che questa Assemblea
regionale con senso di responsabilità ha approvato. Le imprese che
chiudono a decine, i lavoratori che perdono il lavoro,
l'occupazione e la speranza a centinaia, i dati ISTAT che hanno
qualcosa di scioccante.
Questo è quello che c'è Questi sono alcuni dei numeri della sua
gestione.
Eppure Presidente Crocetta lei continua fare conferenza stampa su
conferenza stampa annunciando nuovi licenziamenti. Presidente
Crocetta quando farà una conferenza stampa per annunciare una nuova
assunzione? Una nuova assunzione
Noi questa sera però le chiediamo un atto di buona volontà. Indica
almeno una conferenza stampa per annunciare tutte quelle volte in
cui i licenziamenti di soggetti che poi si sono rivolti alle
autorità giudiziarie sono stati bocciati, sono stati resi nulli,
dichiarati illegittimi, con l'automatico reintegro di tutti i
soggetti che erano stati licenziati e con il risarcimento a danno
della Regione siciliana e dei cittadini siciliani per le mensilità
non percepite.
E' di ieri, Presidente Crocetta, l'ultimo caso che è su tutti i
giornali
Ebbene fino ad oggi, caro Presidente, lei non è riuscito a
risolvere un solo problema e siamo alla fine del suo secondo anno
di Governo. Certo Presidente, lei qualche miracolo lo ha fatto
perché vede, fare iscrivere il pidiellino storico collega
Dipasquale al PD fa gridare al miracolo o allo scandalo, dipende
dai punti di vista.
Fare iscrivere l'onorevole Malafarina al PD è un miracolo o un
beffardo scherzo del destino, almeno per lui?
Ah, cosa non si fa per una poltrona Peccato, presidente Crocetta,
che questi miracoli non le riescano con gli assessori. Anche
questo, credo, sia un dato.
Lei ha già nominato in meno di due anni oltre 30 assessori: erano
tutti brocchi o è stato lei a renderli tali? Siamo partiti da
Zichichi e siamo arrivati al giovane assessore Giarratana buono per
il tempo di una campagna elettorale, siamo partiti da Battiato e
siamo arrivati alla Sgarlata, affogata politicamente per mano amica
in una piscina della periferia siracusana
Presidente Crocetta, signori complici del PD, la mozione di
sfiducia c'è e resta E' una sfida a chi vuole perpetuare questo
stato di cose, a coloro, a quei deputati soprattutto che hanno, in
questi mesi, subito i suoi strali, le sue accuse, la sua ironia, le
sue invettive a volte, anche il suo disprezzo e, oggi, sono qui in
buon ordine e dopo una buona dose di Maalox, non faccio i nomi per
carità cristiana, a votare in suo favore e contro la mozione di
sfiducia del centro-destra.
La mozione di sfiducia c'è e resta. E grazie a questo atto serio e
coraggioso dei deputati del centro-destra che lei è stato costretto
ad azzerare la Giunta. L'azzeramento della Giunta è l'ammissione
del suo fallimento politico e di governo ed è un primo grande
successo per il centro-destra compatto e convinto che non ha
poltrone da difendere ma solo la dignità dei propri parlamentari e
il destino della Sicilia.
La mozione di sfiducia, presidente Crocetta e deputati della
sinistra, c'è e resta perché è grazie a questo atto parlamentare
voluto dal centro-destra che è stata, finalmente e definitivamente
svelata la grande burla, la grande truffa del PD. La verità è una e
una sola: è stato, è e sarà sempre un problema di poltrone.
Oggi, che pare ogni corrente del PD sia stata accontentata è
cambiato tutto. Sono tornati i sorrisi con buona pace del destino
della Sicilia e dei siciliani.
Signor Presidente è per questo che in maniera convinta le dico che
il partito democratico è stato ed è suo complice e lo sarà fino
alla fine di questa terrificante esperienza di Governo.
Io Presidente, non posso esimermi, per il rispetto che ho per i
siciliani e anche per quello che in questi due anni è accaduto di
riservarle, però, e mi avvio alla conclusione del mio intervento,
qualche chicca che credo debba avere o possa avere qualche
conseguenza, perché vede, Presidente, la sua simpatia istintiva
determina in noi la possibilità di perdonarle che lei, ad esempio,
confonda il più grande centro di produzione musicale del Meridione
d'Italia ex scuola storica di jazz ossia il Brass Group con Tinto
Brass. Questo noi glielo perdoniamo.
Così come noi le perdoniamo, ad esempio, da Presidente della
Regione di avere confuso l'AST con una compagnia aerea; le
perdoniamo persino, Presidente, di aver preso accanto a lei un
assessore che ha avuto l'ardire di chiedere chi fosse Giuseppe
Alessi, e questo è accaduto poco tempo fa, qualche ora fa.
Però, signor Presidente, rispetto a queste cose, che non sono
miracoli ma sono appunto chicche , ci sono altre cose rispetto
alle quali noi vorremmo ancora delle risposte. Io mi rendo conto
che lei, alla trasmissione di Giletti, ha proclamato che avrebbe
abolito le province e lei il suo impegno lo ha mantenuto perché non
ha mai detto che avrebbe creato i liberi consorzi ma semplicemente
che avrebbe abolito le province. Il problema è che avere abolito le
province senza avere istituito i liberi consorzi e senza averli
riempiti di competenze ha determinato la distruzione di questi
territori, ha determinato soprattutto, oltre al problema del coro
parlato , acqua per quattrocento mila siciliani della provincia di
Palermo da qua a domani, il disastro della manutenzione delle
strade, il disastro della manutenzione delle scuole, e soprattutto
la impossibilità di aiutare gli ultimi, in quel caso i disabili.
E però, rispetto a questo, signor Presidente, lei ha riservato
altre chicche quando, per esempio, durante la vicenda Corsello ha
detto io non mi fido di nessuno', le posso assicurare che tutta la
burocrazia regionale ha tremato perché ha pensato che il proprio
destino potesse essere liquefatto da lì a qualche minuto.
Presidente, quando lei dice morto un Gianni se ne fa un altro',
questa non è una bella frase, perché non è solo una caduta di
stile, è una frase brutta nei confronti di chi l'ha sostenuta,
soprattutto, a maggior ragione, se è stato eletto dall'altra parte.
Quando lei, il 2 agosto, dice che l'articolo sull'interporto di
Termini Imerese è stato bocciato per fare un dispetto a Giuseppe
Lumia, insinua in me, che ho votato a favore per aiutare l'economia
siciliana, il dubbio di aver voluto fare una cosa gradita al
senatore Lumia e, onestamente, non era mia intenzione
Allora, rispetto a tutte queste cose, Presidente, è soltanto un
rapido spaccato dei suoi due anni di Governo, pieno di sostanza, di
cose vere, di cose virgolettate, scritte e che io ho semplicemente
lette. Questo Governo e questo Presidente eletto - ricordiamolo -
col 14 per cento del voto del consenso reale dei siciliani, merita,
a nostro parere, la sfiducia convinta di chi parla e della
compagine politica che mi onoro di rappresentare. Ce lo chiedono i
siciliani, stanchi di spot trasformatisi sempre e sistematicamente
in flop. Ce lo chiedono i siciliani, stanchi dei tanti annunci che
sono stati solo ed esclusivamente dei bluff, stanchi
dell' annacamento del PD e del suo oggi sì, domani no', oggi
pace, domani lead, oggi pace, domani guerra', stanchi del disastro
sociale, occupazionale ed economico del suo Governo. Ma ce lo
chiede, presidente Crocetta e signori del Partito democratico,
soprattutto la nostra coscienza, il rispetto della nostra dignità
di uomini e di parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, lei ha provocato un effetto
immediato, istantaneo. C'è un deputato di maggioranza che si è
iscritto a parlare, l'onorevole Di Pasquale. Spero che non
intervenga per fatto personale.
Entro la chiusura dell'intervento dell'onorevole Di Pasquale,
invito i deputati che intendono intervenire di iscriversi.
DI PASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
della Regione, innanzitutto chiedo scusa ai colleghi della
maggioranza perché non volevo intervenire. Avevo detto che non
sarei intervenuto però non posso non farlo stimolato da tante cose
che sono state dette
qui dentro, ma non è possibile che un uomo che abbia una certa
esperienza, secondo me un po' sprovveduto politicamente, come può
essere l'onorevole Cordaro, che sale qui e cerca di far passare un
messaggio, siccome non hanno argomenti, proprio argomenti zero,
sono loro stessi sfiduciati della mozione di sfiducia - questa l'ho
copiata dall'onorevole Antonello Cracolici che l'ha lanciata prima
- proprio sono sfiduciati totalmente e riescono a mettere qui, sono
troppo bravo per farmi interrompere da lei, onorevole Cordaro,
riesce a mettere qui, in questa Aula, un argomento sulla mozione di
sfiducia, relativo alle capacità di questo Presidente della Regione
che fa diventare il pidiellino Dipasquale, P. e D.
Ma dove è stato l'onorevole Cordaro in tutti questi anni?
Io vi ho mandato all'altro mondo nel 2009; io, a quella classe
dirigente di incapaci, come lei, del centro-destra, vi ho mandato
all'altro mondo anni fa
CORDARO. Buffone, non c'ero
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per 30 secondi.
(La seduta, sospesa alle ore 20.11, è ripresa alle ore 20.13)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta riprende anche se, in
questo momento, il presidente Crocetta non è presente.
DIPASQUALE. Non è il mio interlocutore, l'interlocutore è lei e i
colleghi parlamentari tutti.
Quindi, nel 2009, mi sono già autosospeso dal PDL ma l'onorevole
Cordaro dimentica che io mi sono candidato nel centro-sinistra,
caro
PRESIDENTE. Il presidente Crocetta, non è sfiduciabile, né lei né
l'onorevole Cordaro.
DI PASQUALE. Ho portato l'onorevole Cordaro, non ci posso fare
nulla.
E, pertanto, ho fatto la campagna elettorale con il centro-
sinistra, legittimati dagli elettori, ho fatto tre campagne
elettorali con il Partito Democratico e per il Partito Democratico.
E' vero, l'onorevole Crocetta, mi ha dato questa opportunità, ma
io già me ne ero andato, avevo un movimento territorio, ero lontano
dal centro-destra ormai da due anni.
Detto ciò, l'onorevole Cordaro, quando parla dei forestali, della
formazione e di tutti i precari, di decine e decine di migliaia di
precari che abbiamo trovato in quest'Isola.
Ma chi è che ce li ha fatti trovare?
Se avessimo trovato meno precari alla forestale, meno precari alla
formazione, noi oggi potevamo trovare soluzioni radicali anche per
sistemarli. Lui è colpevole del disastro che abbiamo trovato in
Sicilia ed è ridicolo che oggi vengono qui a rinfacciarci le non
soluzioni a problemi che per dieci anni altri hanno purtroppo
prodotto per la nostra Isola.
E, perdonatemi colleghi, la prossima volta in Aula portateci
quando avete 46 firme per evitare di perdere tempo inutilmente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono iscritti a
parlare gli onorevoli Ciancio, Ciaccio, Assenza, Ioppolo, Siragusa,
Vinciullo, Formica, Figuccia, Palmeri, Cascio Francesco, Zito,
Tancredi, Giovanni Greco, Grasso, Papale, Cappello, Gucciardi,
Fazio, Cracolici, Alongi, Malafarina, Turano, Trizzino, Di Mauro,
Cancelleri, Sammartino, Panepinto, Lo Sciuto, Leanza, Foti e
Ragusa. Sia chiaro per tutti che, quando chiamo ad intervenire i
singoli deputati, in caso di rinuncia, la rinuncia è definitiva.
Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
Onorevoli colleghi, seguirò un procedimento di alternanza, per
quello che è possibile, fra maggioranza ed opposizione. Il
Capogruppo del partito di maggioranza, l'onorevole Gucciardi,
parlerà per ultimo, così come parlerà alla fine l'onorevole
Cancelleri anche se ha già parlato il Capogruppo del Movimento
Cinque Stelle.
E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Grazie Signor Presidente, non Presidente della Regione
perché non è presente, onorevoli colleghi, penso che il Presidente
della Regione sia anche abbastanza stanco quindi fa anche un po' di
tenerezza, lasciamo perdere
Non interverrò per elencare i motivi della sfiducia perché, oltre
ad essere già scritti nel documento che abbiamo presentato,
sarebbero parole sprecate. Del resto la sua assenza lo conferma e,
poi, perché, a detta del Presidente va tutto bene, in Sicilia va
benissimo la sanità, la formazione, i rifiuti, lui ha rivoluzionato
questa terra.
Interverrò per togliermi un piccolo sassolino dalla scarpa e lo
farò proprio cominciando dallo sfiducia day. A proposito, signor
Presidente, quelli che vedono in streaming si chiedono cosa sono
questi cerchietti che abbiamo, ebbene, sono le spillette che sono
state vendute, anzi distribuite perché, poi, erano su offerta
libera, sono state distribuite a centinaia durante lo sfiducia day
e non le nego che anche in questa Aula qualcuna l'abbiamo
distribuita trasversalmente, a destra ed a sinistra, però questa
era una piccola chicca.
Domenica pomeriggio proprio fuori da questo Palazzo c'è stata una
grande manifestazione organizzata dal Movimento Cinque Stelle, per
far sentire la voce di chi non si sente più rappresentato da questo
Governatore.
Domenica è stata una giornata di protesta, ma anche di proposta;
sul palco si sono susseguiti gli interventi di portavoce,
cittadini, musicisti che hanno manifestato pacificamente il loro
dissenso. Sono state otto ore di festa, di temi: dal Mous alle
trivelle, dalla formazione al mutuo da un miliardo, dallo Statuto
alla svendita vergognosa che il nostro Governatore ha fatto della
Sicilia.
Eppure, per i giornali e per il presidente Crocetta la giornata si
è tradotta in un semplice Grillo pro mafia . Nonostante ci siano
stati illustri esponenti come ad esempio Salvatore Borsellino che
testualmente ha scritto eppure mentre Grillo parla c'è vicino un
interprete che ripete le sue parole in LIS . Nonostante questo,
tutta la stampa nazionale ha travisato le sue parole ed è vero che
il peggiore sordo è sempre chi non vuole sentire.
Ora non mi scandalizzo tanto per l'attenzione mediatica che si è
scatenata attorno a questa vicenda, non mi scandalizzo per il fatto
che si siano decontestualizzate delle frasi senza alcuno spirito
critico, anche perché ci siamo abituati ormai, rimango sconcertata
dall'ipocrisia che regna sovrana in questi palazzi. Ciò che proprio
mi disgusta, ed uso un termine forte, è la disonestà intellettuale
dei tanti perbenisti che tacciono davanti al Presidente della
Repubblica che testimonia nel processo sulla trattativa Stato -
mafia, che tacciono di fronte alle minacce di morte ricevute dai
magistrati, tacciono di fronte ad un Presidente del Consiglio
condannato in primo grado per danni all'Erario che fa accordi con
un altro pluricondannato e non aggiungo altro.
Però il problema è Grillo
E' il mondo alla rovescia, Presidente E' l'apoteosi dell'assurdo
Mi sorprendo come certi giornali, e certi giornalisti, anche
locali, che conosco e che rispetto, si lascino trascinare in questo
vero e proprio festival dell'ipocrisia.
Grillo ha detto una cosa tra un uomo d'affari ed un mafioso non
c'è alcuna differenza. L'unica differenza è che il mafioso sa di
essere fuori legge, l'uomo d'affari si assolve perché è dentro il
sistema che gli permette di fare ciò che vuole .
Ora, visto che abbiamo sentito dichiarazioni di tanta gente che da
un lato si indigna, si strappa le vesti di fronte ad una frase, e
dico una frase, detta da chi è fuori dal sistema, ma dall'altro
tace di fronte ad azioni, azioni che sono addirittura attenzionate
dalla Procura della Repubblica e questa mozione di sfiducia,
presidente Crocetta - che non c'è - non è rivolta solo a lui, ma
anche a molti dei deputati di questa Aula, della maggioranza e non
che si assolvono esattamente come l'uomo d'affari di cui parlavo
prima. Che cosa è la mafia?
La mafia per me è comprare un voto. La mafia è una
raccomandazione, io e tutto il gruppo del Movimento Cinque Stelle
ancora aspettiamo le scuse del presidente Crocetta quando ha detto,
a proposito delle raccomandazioni nelle strutture sanitarie, che
tutti in questa Aula, almeno una volta in questa legislatura,
avevano raccomandato qualcuno. Aspettiamo le scuse perché noi non
abbiamo raccomandato mai nessuno, non abbiamo mai fatto una
telefonata a nessun direttore generale, che sia chiaro.
La mafia è la logica delle conoscenze. La mafia è un'informazione
corrotta e di parte. La mafia è il ricatto per il posto di lavoro.
La mafia è annientare la coscienza democratica di un popolo ed è
anche l'accondiscendenza, la rassegnazione, il disinteresse e,
soprattutto, il silenzio.
La mafia non si sconfigge con le parole, ma con i fatti. Non si
sconfigge andando in giro per i salotti televisivi a fare la
vittima. La mafia si sconfigge con gli esempi, con l'educazione
soprattutto.
Ricordo che noi abbiamo presentato un disegno di legge tacciato di
populismo per l'introduzione dell'educazione dell'antimafia nelle
scuole, ne avevo parlato anche con l'ex assessore ma ovviamente è
finito nel dimenticatoio. La mafia si sconfigge garantendo ai
cittadini un reddito di cittadinanza, perché solo la sicurezza di
poter portare sempre e comunque un pasto a casa, anche se lavoro
non ce n'è, e state certi che col tempo ce ne sarà sempre meno,
solo questo emancipa dalle logiche clientelari che in Sicilia
regnano sovrane. Ed io non permetto al Presidente di dire che noi
non vogliamo il reddito di cittadinanza perché è una assurdità.
Sono due anni che glielo diciamo, lui prima ha detto che con tutte
le forme di precariato che ci sono si sarebbe potuto fare un
reddito di cittadinanza. E perché non lo ha fatto? Noi lo avremmo
votato ad occhi chiusi.
Ed invece viene qua a sentenziare. La mafia si sconfigge anche, ma
non solo, governando bene, e dire che per governare bene e fare il
minimo indispensabile basterebbe poco, basterebbe non cambiare
assessore ogni sei mesi, mettere persone competenti ed oneste senza
ombre o passati controversi nei posti chiave, basterebbe avere il
coraggio di dire le cose come stanno, e fare scelte anche
impopolari, basterebbe dare delle risposte, anche negative, ma pur
sempre delle risposte, basterebbe mostrare rispetto verso i
cittadini, tutti i cittadini e non solo gli adulatori.
Presidente, per governare bene, basterebbe fare l'opposto di tutto
ciò che ha fatto lei. Basterebbe, ad esempio, a partire dalla
campagna elettorale, non allearsi con nessuno come facciamo noi, in
modo da non avere le mani legate e fare ciò che servirebbe
realmente a questa terra, perché diciamocelo, alla Sicilia, non
serve il solito tirare a campare, non servono le proroghe, i soldi
trovati all'ultimo minuto togliendoli tra l'altro alle realtà
produttive, non servono le emergenze risolte dal salvatore di
turno, non servono i compromessi, non servono percorsi lunghi e
incerti. Alla Sicilia serve uno shock, servono interventi radicali,
riforme profonde, idee sconvolgenti. E sa come si traduce tutto
questo? In una parola: normalità.
Paradossalmente, risolveremmo metà dei problemi della Sicilia se
ognuno di noi svolgesse realmente bene il proprio ruolo, tutti
nessuno escluso, dai politici ai burocrati, ai funzionari, ai
tecnici, ruoli che si mescolano e si contaminano e si separano solo
quando c'è da rimpallarsi determinate responsabilità. Non abbiamo
bisogno di nessuna rivoluzione, ma di una dirompente normalità,
perché essa in questa terra è già in se un concetto rivoluzionario.
La normalità di uffici che funzionano, di selezioni meritocratiche
- e non parliamo del click day - di istituzioni che aiutano i
cittadini, di governi attenti e lungimiranti che non badino ad
interventi estemporanei, che non guardino al consenso elettorale,
quindi al mantenimento dello status quo, ma al bene collettivo.
Io mi chiedo perché tutto ciò che è ovvio e giusto, è semplice in
questa terra viene osteggiato. Le cose semplici vengono tacciate di
populismo e di demagogia forse perché è nelle cose contorte che
certi personaggi agiscono indisturbati.
Concludo, Presidente, lei va in televisione declamando ancora la
sua azione rivoluzionaria di aver tolto il sussidio ai boss mafiosi
in carcere, riferendosi penso agli ex pip. Ma le sembra davvero un
motivo di vanto? Le sembra davvero il caso di vantarsi per una cosa
che è normale, che è ordinaria amministrazione? Evidentemente si, e
questo andazzo per noi è profondamente umiliante.
A proposito, lei prima ha detto una cosa giustissima, ovviamente
come ha ricordato non ci eravamo messi d'accordo, però ha
interpretato anche le nostre parole, ed io invito il Presidente a
non andare più nei talk show e nei salotti televisivi perché ci fa
fare sempre una figura barbina, dovremmo fare una legge per questo.
C'è chi dice che non possiamo permetterci nuove elezioni,
nascondendo maldestramente la paura di tornare a casa e non essere
rieletto, io dico che non possiamo permetterci questo governatore e
questa maggioranza un solo giorno di più. Forse questa mozione di
sfiducia non passerà e lei tornerà a casa trionfante, ma si ricordi
di una cosa: chi semina vento raccoglie tempesta; lei a seminare
vento è bravissimo ed a noi non resta che sperare che la tempesta
travolga solo lei, in senso politico, e non tutto il popolo
siciliano.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lei intende intervenire nonostante il
presidente della Regione sia assente e fuori dall'Aula, anche se la
sta ascoltando?
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo questa
discussione di stasera credo si stia svilendo da un passaggio
politico che considero sempre delicato per il quale è giusto che
l'Aula abbia la massima attenzione, almeno così è stato nelle
precedenti situazioni nelle quali, dal 2001 ad oggi, il Parlamento
ha prodotto la mozione di sfiducia al presidente.
Io, se fossi stato un membro dell'opposizione, avrei presentato
anch'io la mozione di sfiducia perché fa parte delle regole della
politica: l'opposizione di fronte ad una situazione di difficoltà
del Governo, naturalmente, fa l'atto più estremo.
Devo, però, dire che la sensazione che ho avuto sin dal primo
giorno è che la sfiducia dell'opposizione era una sfiducia
sfiduciata , avendo poca fiducia che la sfiducia passasse. Anzi,
più che essere sfiduciata era una sfiducia sperata e, quindi,
disperata come mi corregge l'onorevole Lupo.
Però mi chiedo, ed ho chiesto in queste ore anche ad alcuni
colleghi - è giusto aver presentato la sfiducia, ripeto anch'io
l'avrei fatto se fossi stato un deputato dell'opposizione - , ma
possibile che non ci sia qualcuno che ha pensato che se oggi la
discutiamo, alla data di oggi, dopo che il Governo ha azzerato la
Giunta, ha annunciato un nuovo Governo, lo presenterà nelle
prossime ore alla Sicilia e l'opposizione, come se nulla fosse, va
avanti sperando di far passare la sfiducia, a questo punto, di
chiudere la pratica della sfiducia facendola bocciare.
Perché mi pare ovvio, lo dico subito a scanso di equivoci che,
come molti hanno ricordato io, insieme ad altri colleghi - ma io
sono spesso citato perché vengo individuato perché in qualche modo
sono quello che ci mette più la faccia - ho manifestato giudizi
critici sull'azione del governo Crocetta, soprattutto sul Crocetta
bis: ma per davvero qualcuno ha pensato che potessi votare la
mozione di sfiducia presentata dal centro-destra o dai grillini
come se fosse - io insieme ai colleghi che eravamo critici col
Governo - possibile aggregarci in una sorta di marmellata
indistinta alla critica al presidente della Regione?
Per davvero qualcuno poteva immaginare, o può immaginare, che
metterei mai il mio voto assieme, non ai deputati di questo
Parlamento che sono ragazzi che ho avuto modo di conoscere ed
apprezzare nel corso di questi due anni, ma per le ragioni
politiche che hanno portato il loro leader a fare una
manifestazione di cui, ancora ora, aspetto che i deputati del
Movimento Cinque Stelle dicano con nettezza che sono da ripudiare
quelle frasi di Grillo sotto piazza del Parlamento
Per davvero qualcuno poteva immaginare che i deputati del PD o di
altre forze della maggioranza, seppur critici, potessero mettere la
loro faccia assieme a quella di chi ha praticato e professato
lezioni di razzismo ed inquietanti affermazioni filo mafiose?
Per davvero qualcuno poteva immaginare che i deputati del PD e,
consentitemi di dire, Antonello Cracolici con la sua storia potesse
fare la mozione di sfiducia assieme a quelli che hanno prodotto il
disastro di questa Regione? Perché il disastro di questa Regione
non è arrivato adesso.
In questi due anni si sono accumulati una serie di problemi ma, ha
ragione il Presidente Crocetta, la vicenda della formazione
professionale esplode nel 2005 quando alla formazione professionale
c'era un parlamentare di primo piano dell'ex partito di Alleanza
Nazionale, l'onorevole Stancanelli, che ha fatto della formazione
professionale il bacino principale della campagna elettorale del
2006.
Per davvero qualcuno poteva immaginare che il mio voto potesse
essere messo assieme con i carnefici di questa Regione? Ma allora
di cosa parliamo? Avete fatto una finta C'era bisogno di far
sapere alla Sicilia che si giocava a fare la sfiducia?
Vorrei che fosse chiaro che le nostre ragioni di critica al
Governo della Regione non hanno nulla a che vedere con le ragioni
di un opposizione politica ma che ha gravi responsabilità del
passato che ha determinato il disastro in questa Regione e non
potranno mai essere associate. Su questi banchi oggi c'è seduto
soltanto il Presidente della Regione, e non perché i dodici
Assessori siano assenti, perché in questo momento non ci sono gli
Assessori della Giunta Crocetta.
Questo non era un fatto sufficiente a giustificare, non dico il
ritiro, che era un atto logico, ma quanto meno il rinvio di sei
mesi, un anno per verificare se questa svolta da noi auspicata, da
alcuni non creduta - ma quello fa parte del gioco della politica -
produrrà risultati più o meno convincenti che possano giustificare
una nuova sfiducia?
Ecco perché, l'ho detto informalmente a qualche collega che
ritengo di maggiore saggezza, di maggiore equilibrio, quando poi
parte il treno tutti hanno paura a tirare il freno a mano. Però qui
stiamo danneggiando anche l'istituto della sfiducia, lo stiamo
rendendo una farsa. Ecco perché non solo non voterò questa
sfiducia, non l'avrei votata comunque
DI MAURO. Nessuno te l'ha chiesto .
CRACOLICI. E forse perché, caro onorevole Di Mauro, non me l'ha
chiesto lei, perché se me lo avesse chiesto, ed io l'avessi firmata
probabilmente lei avrebbe avuto qualche dubbio quanto meno a
votarla, così come appare evidente, già questa sera, che qualche
deputato tra gli stessi firmatari non vedo in Aula.
Siamo ancora in tempo colleghi. Ed è un appello che faccio. Ho
ascoltato l'onorevole D'Asero, mi è sembrato un ragionamento
distinto e diverso rispetto ad altri, consapevole della novità
della nascita di questo Governo, mi auguro che altri colleghi
possano in queste ore ragionare e chiedo loro di avere l'atto di
responsabilità politica di ritirare la mozione o le mozioni di
sfiducia, perché lo considero in questo momento l'atto più
trasparente rispetto ad una situazione politica nuova che è
l'azzeramento del Governo Crocetta.
Quando ci sarà la presentazione del nuovo Governo Crocetta
parleremo del Governo Crocetta, di quello che dovrà fare, di come
dovrà farlo, quello farà parte del dibattito del dopo ma oggi
stiamo affrontando una discussione che chiede le dimissioni di un
Presidente che guidava una Giunta che lui ha azzerato. Non è una
novità che giustifica il ritiro della mozione di sfiducia? Secondo
me sì. Se non lo si fa, vuol dire che vogliamo continuare a
recitare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto grazie
per avere determinato un percorso di interventi adeguato e inizio
il mio intervento, che sarà breve e diviso in due parti. Una prima
parte che ha riguardo a quella che è stata la ragione di questa
mozione di sfiducia, che ha visto questa Presidenza per ben due
volte in questi due anni raggiungere un record assoluto, cioè
quello di due mozioni di sfiducia.
E qui forse l'onorevole Cracolici ha ragione. Non si può
presentare una mozione di sfiducia dopo appena dodici mesi
dall'insediamento di un Governo, che tra l'altro era stato eletto e
insediato - se non ricordo male - appena il 5 dicembre 2012 e
presentare una mozione nel 2013, dopo appena un anno, dopo avere
appreso appena all'inizio le condizioni di praticabilità di un
Governo che, a modo suo, si può discutere se il modo è
condivisibile o meno, aveva rotto con certi sistemi, cioè aveva
avviato un percorso che aveva portato alla rottura con le stesse
forze di maggioranza che aveva determinato sia il primo che il
secondo governo una serie di contrasti seri, soprattutto col PD, in
ordine a poltrone di governo, di sottogoverno, di direttori
generali ed altro.
E governi che, tuttavia, per mancanza di una maggioranza, sono
andati avanti stancamente, che non hanno raggiunto gli obiettivi
che spesso sono citati dal Presidente della Regione quando parla di
rivoluzione e credo che anche il Presidente, nella sua attività di
responsabile di questa Regione, non abbia avuto al suo fianco
consulenti - mi permetto dire - di un certo valore sul piano
giuridico, sul piano economico, ma anche su quello che è il piano
delle scelte.
Perché, veda, Presidente, torno a dirglielo, rinunciare ai
contenziosi con lo Stato, l'accettazione passiva del federalismo
fiscale, hanno sì consentito di concludere il bilancio del 2014, ma
certamente non hanno determinato una prospettiva per questa Regione
che, mi permetto di dire, possa essere positiva. E dico questo in
ragione del fatto che in una condizione così difficile com'è quella
della Sicilia, e questa rottura che c'era tra il suo Governo e la
sua maggioranza aveva determinato uno stallo complicato e difficile
da risolvere che ogni giorno vedeva contrasti e che ci vede oggi, a
due anni esatti dal giorno in cui si è votato per la sua elezione,
l'annuncio da parte sua di un terzo Governo.
Presidente, ma di chi è il merito? Certamente non è di Raciti,
certamente non è del Gruppo parlamentare del PD, non è certamente
dell'UDC, e per una volta mi trovo d'accordo anche con l'onorevole
Panepinto, mio comprovinciale, il quale afferma in una intervista a
Live Sicilia che questa mozione ha avuto un merito, quello di
ricompattare le fila della maggioranza. E, purtroppo, è così.
E questo lo dico a chi, nell'ambito del centro-destra, soprattutto
lo dico a Forza Italia, ha assunto in certi momenti, negli incontri
che si facevano, un ruolo tutto particolare, quasi a voler dire che
dobbiamo andare avanti a tutti i costi, dobbiamo essere coloro i
quali hanno deciso di mandare a carte e quarantotto tutto il
sistema di governo in Sicilia, tenendo conto anche delle difficoltà
che di qui a breve dovremo affrontare a proposito del bilancio.
Una spinta forte per presentare questa mozione che ha costretto
anche chi come me non condivideva i tempi e i modi, pur avendo la
consapevolezza che i due governi precedenti non avevano brillato
per efficienza, a presentare una mozione di sfiducia che denota da
parte di Forza Italia l'incapacità, e non me ne voglia l'onorevole
Falcone, che in questo senso è stato evidentemente portato ad un
ragionamento politico, e mi riferisco ai suoi dante causa, al suo
segretario regionale, ad una iniziativa politica che ha portato ad
una soluzione di un governo politico che, ahimè, al di là di quello
che si vuole pensare, certamente ha un profilo adeguato e che ha
visto praticamente ricompattare improvvisamente la maggioranza e
vedere finalmente l'onorevole Cracolici, ed i suoi amici,
sorridente perché è sorta improvvisamente la pace.
Il PD si è ricompattato, l'UDC ha ritrovato le ragioni per mettere
possibilmente persone più adeguate in questo Governo, e tutto è
ritornato in un clima di cordialità con il Presidente della
Regione.
Io credo che abbiamo sbagliato a presentare questa mozione di
sfiducia, in questo momento.
Perché come diceva qualcuno bisogna aspettare qualche mese,
bisognava aspettare che maturassero altre condizioni politiche. Io
personalmente non avevo, insieme ad altri colleghi del gruppo
parlamentare, nemmeno firmata la mozione di censura all'assesore
Scilabra, ritenendo che bisognava presentare, semmai, una mozione
di sfiducia, ma a tempo e luogo.
L'idea di andare avanti comunque, non indietreggiare, l'idea di
comparire almeno per un giorno sulla stampa, o l'idea di fare
magari una serie di iniziative politiche che potessero portare un
proprio tornaconto, non ha certamente favorito un processo che
poteva essere oggi diverso.
E credo, quindi, che da parte nostra bisogna riprendere
assolutamente la via dell'autonomia, rispetto a quella che è la
posizione politica del centro-destra.
Voteremo a favore della sfiducia perché abbiamo firmato il
documento, su questo non c'è ombra di dubbio, ma mi chiedo qual è
stata la ragione di questa accelerazione. C'è forse, me lo lasci
dire Presidente della Regione, qualche appendice al Patto del
Nazareno per cui il PD siciliano non riuscendo ad interloquire con
lei il presidente Renzi ha chiesto a Berlusconi una mano di aituto
O è stato l'incontro che lei ha avuto al Plaza con l'onorevole ed
il senatore Gibino. Non lo so. Non so dire qual è stata la ragione
per cui si è avuto questo atteggiamento politico.
CROCETTA, presidente della Regione. E' stato all'Hotel Colonna.
DI MAURO. All'Hotel Colonna. La stampa riportava Hotel Plaza. Fra
l'altro non ho capito qual è stata la necessità di far comparire
sulla stampa questo articolo.
CROCETTA, presidente della Regione. Lo dica all'onorevole Falcone
DI MAURO. Pensavo che fosse stato lei ad avere dato la notizia.
Allora, dico che sul piano politico questa mozione di sfiducia
segna la conclusione di un percorso, per quanto ci riguarda. Noi
cercheremo di esaminare le proposte che questo Governo, anche nelle
persone, l'ho detto poco fa, lo ripeto, mi fa cosa gradita, come
siciliano, dovere apprezzare. Certamente, conosco personalmente
l'avvocato Caleca, un uomo di sinistra, sempre impegnato o la
dottoressa Li Calzi che conosco perché è stata una dirigente dello
staff di Lombardo, assolutamente competente, capace, eccetera, così
come Croce. Croce vi ricordo che è stato colui il quale ha dato
esecutività ad un accordo di programma che avevamo fatto con lo
Stato, precisamente io e l'allora ministro Prestigiacomo, che ha
riconfermato questo nuovo Governo e che ha speso gran parte delle
risorse che sono state designate a questi finanziamenti.
Quindi, mi permetto di dire che siamo dinanzi ad una fase politica
che è diversa. Però, caro Presidente, forse certe volte non bastano
soltanto gli uomini a collaborarle, qui ci vuole qualcosa di
diverso. Il recente rapporto delle SVIMEZ ha visto raddoppiare le
famiglie povere, dimezzare il lavoro ed un quadro che riguarda il
meridione e la Sicilia difficile, complicato. Una situazione
finanziaria che ci riguarda assolutamente, mi permetto di dire, non
agevole.
Lei ha nominato un Assessore indicato dal Governo nazionale, mi
auguro che lo possa sostenere e però, mi permetta di dire, che ci
sono alcune cose importanti che lei dovrebbe fare. Intanto, un po'
di sana follia. Veda, Presidente, le cose in Sicilia non si possono
sistemare ragionando con una certa organicità, bisogna immaginare
alcuni percorsi rivoluzionari; se lei non fa una battaglia per la
fiscalità di vantaggio, credo che noi soluzioni non ne potremo
avere, non potrà mai essere questa una Terra di fatti e di
investimenti importanti se non avremo creato quel minimo di
condizioni politiche per cui in Sicilia, al di là dei finanziamenti
che possono esserci da parte della Comunità europea, non potranno
esserci vantaggi ad acquisire nuove finanze e nuovi imprenditori.
Le dico una cosa, Presidente: lavori, si faccia collaborare da
soggetti adeguati, meno Giletti e quando è obbligato ad andare si
ricordi di riferire che il centro dell'incremento ippico non è
un'invenzione di Lombardo, esiste da decenni e che sui famosi
Palafrenieri noi abbiamo presentato come opposizione, certamente
l'onorevole Musumeci lo ricorderà, un emendamento affinché
cambiassimo la pianta organica, da 42 che per ora ce ne sono a 15.
Purtroppo l'emendamento non è passato, il Governo allora non lo ha
consentito. Da decenni non ci sono assunzioni nei forestali e se in
Sicilia c'è la necessità della spesa in favore dei forestali, caro
Presidente, è anche vero che a livello di governo centrale si
spendono miliardi e miliardi di euro per la cassa integrazione.
Questo lei non l'ha detto Cioè noi compariamo a livello nazionale
scandalosi per 180 milioni di euro a differenza di quanti miliardi
di euro spende lo Stato per gente che per sua sfortuna è uscita dal
percorso lavorativo.
Infine, volevo fare una precisazione all'onorevole Cracolici per
amore di verità: ricordo che per quanto riguarda la questione della
formazione professionale, anche lì Lombardo ha stabilito che dal
2008 non si facessero più assunzioni, Lombardo ha stabilito anche,
con la legge n. 25 del 31 dicembre del 2008, che non si procedesse
più ad alcuna assunzione e che, infine - lei confonde il periodo
2001/2004 con il periodo 2005/2006 -, nel 2005/2006 l'assessore
alla formazione era ben altra persona rispetto a Stancanelli, che
era assessore agli enti locali e quando è stato assessore alla
formazione non ha più previsto il consolidato, ma ha fatto i bandi
pubblici.
Caro onorevole Cracolici, i bandi pubblici sono pubblici proprio
in relazione all'accertamento della competenza, della
professionalità degli enti, invece di consolidare formazione a
gente incompetente.
Con la legge n. 5 del 2009 si sono bloccati gli accreditamenti, e
lei ha votato questa legge onorevole Cracolici Quando parla di
Lombardo, di cui è stato alleato, si preoccupi di ricordare ciò che
ha fatto insieme a lui Si ricordi
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cascio. Ne ha
facoltà.
CASCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un po' complicato
intervenire in un dibattito che ha già detto tutto. Si sono
alternati da questo pulpito oratori prevalentemente di minoranza
che hanno sottoscritto questo documento e qualche coraggioso
esponente della maggioranza rinsaldata.
Per cui, intervenire apportando elementi di novità è veramente
impegnativo, ed allora cercherò di riassumere brevemente, anche
perché ci sono altri colleghi del mio partito che hanno chiesto di
intervenire, quali sono stati le ragioni che hanno portato il nuovo
centro destra a sottoscrivere convintamente una mozione di sfiducia
al presidente della Regione.
Vedete, il mio intervento è un intervento complicato, in
un'atmosfera quasi surreale. Un intervento che viene portato avanti
da un esponente di un partito che a Roma collabora con il partito
democratico convintamente e che è all'opposizione, invece, di
questo Governo della Regione, addirittura patrocinatore di una
mozione di sfiducia.
Ebbene, la sfiducia oggi ha un carattere surreale perché parliamo
di un Governo che non c'è più e quindi ci apprestiamo, se la
sfiducia verrà respinta, come temo, ad iniziare una fase nuova. Ma
le ragioni che ci hanno portato a sostenere e a sottoscrivere
questa mozione di sfiducia, che voteremo, sono delle ragioni tutte
di natura politica, che hanno investito prevalentemente i rapporti
interni alla coalizione che ha sostenuto e che sostiene questo
Governo della Regione.
Noi avremmo potuto tranquillamente anche non esserci in questi due
anni, perché tanto la maggioranza ha fatto tutto da sola. Anzi noi,
proprio per evitare di sembrare un partito ideologico cioè un
partito che muovesse i propri passi in Assemblea mosso quasi da un
pregiudizio ideologico, cioè essendo gli sconfitti di questo
Parlamento alle ultime elezioni regionali che potessimo prendere
posizione su Crocetta e sul suo Governo quasi per un preconcetto,
quasi per un giudizio dato prima delle elezioni. E così non è
stato.
Noi siamo stati all'opposizione, ma siamo stati sempre
all'opposizione con un grande senso di responsabilità, cercando
anche di sostenere il Governo quando era possibile con suggerimenti
opportuni al momento opportuno. Ricordo, a questo proposito, la
riforma delle province, ricordo l'atteggiamento responsabile in più
di una occasione nelle avventure assembleari che ci hanno portato
all'approvazione delle varie leggi finanziarie, soltanto quest'anno
tre, l'anno scorso due. Ricordo l'atteggiamento responsabile di chi
non voleva confondersi con una opposizione becera ma voleva dare un
contributo per risollevare le sorti di questa terra.
Ebbene, tutto quello che noi abbiamo fatto cercando di non
ostacolare in maniera perentoria e pregiudiziale questo Governo, è
servito a ben poco perché Crocetta si è impantanato da solo,
purtroppo. Il Presidente della Regione è spesso caduto in
contraddizioni tutte sue, tutte interne alla maggioranza che lo ha
sostenuto, che hanno dato la sensazione di un Governo grossolano,
superficiale, approssimativo, confuso e spesso conflittuale.
Noi non potevamo, ovviamente, non cogliere le opportunità che ci
venivano offerte su un piatto d'argento e non agire di conseguenza
nell'interesse della Sicilia cercando di rimuovere questo Governo
che in due anni ha dato segnali assolutamente negativi.
Vede, Presidente Crocetta, noi sapevamo che il suo compito sarebbe
stato un compito difficile, così come sarebbe stato difficile il
compito del Presidente Musumeci se fosse stato eletto Presidente
della Regione e sostenuto dal nostro leale contributo. Sapevamo
perfettamente che chiunque sarebbe diventato Presidente della
Regione avrebbe trovato un campo minato, avrebbe trovato una terra
incendiata. Il problema è che, come ho detto in altre occasioni,
una terra incendiata è stata consegnata ad un potenziale piromane.
Lei ha fatto delle azioni di denuncia che abbiamo in qualche modo
sostenuto e che abbiamo anche approvato, ma si è limitato soltanto
alla fase della denuncia. Non ha poi contestualmente prodotto
un'azione amministrativa di risanamento dei conti della Regione.
Perché è vero, Presidente Crocetta, che lei ha detto nel suo
appassionato intervento sono io responsabile di tutto'. Certamente
non è lei responsabile di tutto, ma lei in questi due anni ha
aggravato tutti quelli che sono stati i problemi prodotti negli
anni in questa terra e noi siamo stati una destra democratica, una
destra morbida, oserei dire, una destra responsabile che ha cercato
sempre di venirle incontro ma ha trovato in lei un muro
invalicabile, un interlocutore assolutamente sordo e poco attento
ai problemi reali di questa terra.
Basterebbe un elencazione, che potrei fare ma sarebbe inutile, di
tutti i guasti che in questi due anni sono stati portati avanti
dalla sua amministrazione. Ne elenco soltanto due, che sono stati
detti assolutamente di passaggio negli interventi degli oratori che
mi hanno preceduto.
Il primo è il negoziato sul federalismo fiscale che è stato
concluso dalle regioni autonome del Nord e che, invece, in Sicilia
h assolutamente fermo per colpa di una inerzia colposa del Governo
regionale. La conclusione di un accordo pregiudizievole con lo
Stato, che ci fa rinunciare a circa quattro miliardi di euro, a
fronte di poco più di cinquecentomilioni di spazi finanziari che
sono stati dati al Governo regionale per chiudere la scorsa
finanziaria.
Il fatto che la Commissione paritetica, in questi due anni, non si
è riunita per mancanza della designazione dei componenti di
pertinenza del Governo regionale - si è riunita nelle ultime
settimane, ma già si è dimesso un componente, come lei sa - ha
comportato il fatto che la Sicilia attende, ancora adesso,
importanti norme che consentono di applicare previsioni statutarie,
come quelle in materia finanziaria o sul trasferimento dei beni
dello Stato alla Regione.
Quindi, conseguenze assolutamente pesanti sul bilancio e
sull'amministrazione della Regione.
Tralascio i vari click day , la riforma delle province, la
situazione dell'acqua, dei rifiuti, la gestione approssimativa
degli ospedali della Sicilia; il fatto che, se abbiamo, così come
abbiamo duecentomilioni di euro per i viaggi della speranza, a
fronte di potenziali investitori che, invece, hanno cercato di
investire nel campo della sanità in Sicilia, abbiamo opposto quello
che è successo durante la gestione scandalosa delle vicende in cui
vi erano degli imprenditori coraggiosi e qualificati che avrebbero
voluto portare risorse private per investire in qualità sanitaria
in Sicilia, ebbene sono dovuti scappare a gambe levate, e in più
porteranno alla Regione certamente un contenzioso che vedrà la
Regione sicuramente soccombente.
Io voglio sintetizzare questi due anni di politica del Governo
regionale, leggendo alcune dichiarazioni che ho preso, stamattina,
da una rassegna stampa molto veloce che ho avuto modo di vedere
sugli ultimi due anni. Avrei potuto portare una pila di carte,
quantità industriali di documentazione soltanto tratta dai
giornali. Ne ho preso, soltanto, quattro esempi e ve ne leggo tre
di questi quattro. Tralascio le dichiarazioni di stamattina
dell'assessore Stancheris che, piuttosto che ringraziarla, invece
la attacca in maniera ingloriosa.
Leggo la prima dichiarazione virgolettata. Poi vi sfido a
chiedere, e a capire di chi stiamo parlando: Quello di Crocetta è
un Governo di sottocorrenti. Il Presidente della Regione ha persino
stabilito chi fa parte dei partiti. La mia amica Michela
Stancheris, che stimo, è diventata megafonista. L'assessore
Sgarlata da Megafono è diventata componente del PD. Quello di
Crocetta è un Governo che si regge sui gabinetti (senza,
ovviamente, riferimento alle latrine ma agli Uffici di gabinetto)
Antonello Cracolici, aprile 2014.
Non nascondo il disagio e l'imbarazzo relativi agli interventi
del Presidente della Regione contro di me, che si ripetono con la
stessa cadenza della febbre quartana. La verità è che Crocetta,
nella vicenda della nomina dei manager, viaggia sul filo del rasoio
dell'abuso d'ufficio. Da questo il tentativo di delegittimazione
nei miei confronti. Andiamo avanti nella direzione del dossieraggio
e della deriva verso il ridicolo. Crocetta pensa di nascondere così
i vuoti pneumatici della sua iniziativa politica. Se intendeva
intimidirmi, si sbaglia. Non ho altro da dire. Crocetta, se ci
riesce, cerchi di fare paura a casa sua. Questi tentativi con me
non funzionano. Pippo Digiacomo, Presidente della Commissione
Sanità, estate 2014.
E questa è la più divertente di tutte: Capisco molto bene che
l'innovazione spaventi il vecchio sistema di potere, e che
l'atteggiamento gerontocratico di taluni possa tendere a bloccare i
giovani, ma i giovani e le donne sono al centro della mia politica
e punto a valorizzarli. Il mio obiettivo non è solo quello di
governare, ma di creare una nuova classe dirigente siciliana che
rompa con il passato e sia in grado di gestire un nuovo presente e
un nuovo futuro. I giovani, per me, non possono essere solo il
futuro e come rinviare continuamente le soluzioni di questioni
urgenti la meritocrazia, la partecipazione della vita politica, il
lavoro, la dignità dei ragazzi e delle ragazze di Sicilia che non
vogliono più fare la fila dietro i potenti ma rivendicano il loro
impegno diretto . Rosario Crocetta, 17 settembre 2014, alla
presentazione dell'assessore Gerratano, che poverino forse non ha
preso neanche un mese di stipendio.
Tuttavia, questo fa parte del passato, fa parte del sistema dei
partiti, ma fa parte, purtroppo, del suo approccio
CROCETTA, presidente della Regione. Fa parte della storia dei
partiti Voi non l'avete mai messo un venticinquenne come
Assessore
CASCIO Francesco. Presidente della Regione, io a 34 anni ero
Vicepresidente della Regione, per cui diciamo solo un esempio di
politica affidata ai giovani. A 40 e qualcosa ero Presidente
dell'ARS, per cui anche io, da questo punto di vista, credo di
essere, non dico un enfant prodige, ma certamente una testimonianza
di politica affidata alle giovani leve.
Oggi, non sono più tra le giovani leve, infatti come vede sono
all'opposizione del suo Governo.
Oggi, certamente c'è un fatto nuovo, che non possiamo non cogliere
Presidente, c'è un risultato che il nostro atteggiamento ha
prodotto, e cioè l'azzeramento di una Giunta di Governo. Lei oggi è
qui solo, lo diceva il collega Cracolici, non perché i suoi
assessori sono in missione, o sono indaffarati in altre faccende,
ma perché in questo momento non c'è una Giunta di Governo
legittimamente nominata. C'è un vecchio Governo che non esiste più
ed un nuovo Governo che si appresta ad insediarsi ed a giurare, per
cui noi a livello umano, da siciliani, oggi festeggiamo comunque la
caduta di un Governo che qualcuno della sua maggioranza ha definito
Circo Barnum, non ero io che l'ho definito così. Forse l'onorevole
Cracolici che oggi si è speso in questa difesa appassionata della
sua storia ma anche del suo nuovo Governo.
Oggi, festeggiamo un nuovo Governo, se passerà; se non passerà,
questa mozione di sfiducia, da domani un nuovo Governo reggerà le
sorti della Sicilia. Un nuovo Governo dove finalmente, lo dico ai
miei amici del Partito Democratico, ci saranno i partiti a regolare
la vita politica di questa Regione. Non perché il Governatore
eletto dal popolo non abbia il diritto, ha il diritto ed il dovere,
ma i partiti hanno sempre avuto una funzione importante nella
società.
Io non conosco un meccanismo di selezione democratica della classe
dirigente se non quella affidata dai partiti, perché altri
meccanismi, cioè la vicinanza al capo o altro, non fanno parte
della mia storia politica e nella storia politica di questa Terra
non hanno mai prodotto risultati positivi. Finalmente i partiti
sono tornati a dettare legge all'interno del governo della Regione.
Ed anche se il mio partito non c'è sono felice per coloro che da
questo momento in poi, da domani in poi, avranno l'onore e l'onere
di guidare l'attività del nuovo Governo della Regione.
È finita la stagione, Presidente, finalmente, dell'uomo solo al
comando. Non perché sia lei l'uomo solo al comando, perché
qualunque uomo solo al comando non ce la fa, soprattutto in una
terra come la Sicilia, difficile, dove la popolazione è difficile
perché rispecchia in qualche modo la classe politica, e perché in
questo momento di crisi finanziaria e sociale un uomo solo al
comando non va da nessuna parte, neanche Superman potrebbe riuscire
a sollevare le sorti della Sicilia, a maggior ragione Rosario
Crocetta da solo.
E c'è - questo lo colgo come una nota positiva, nonostante in
altri tempi, invece, l'avrei criticato aspramente - un ruolo del
Governo nazionale in questo nuovo Governo regionale. C'è di fatto
un commissariamento che lo Stato pone in essere nel Governo della
Regione. Oggi, da domani il Governo della Regione avrà due
rappresentanti nominati dal Governo centrale, l'assessore al
bilancio e l'assessore - credo - alla pubblica amministrazione, e
io lo saluto con gioia, nonostante sia un convinto autonomista, mai
come in questa occasione la guida del Governo della Regione può
essere un faro utile ad indirizzare l'amministrazione di questa
Terra.
Noi voteremo come Nuovo Centro Destra la sfiducia perché l'abbiamo
scritta, l'abbiamo pensata, l'abbiamo voluta, ed ovviamente la
sosterremo fino alla fine, ma se questa mozione di sfiducia non
dovesse essere approvata, si supererà ovviamente questo momento
d'Aula e si aprirà una nuova stagione politica per questa Terra,
della quale in questo momento ovviamente non intendiamo dare
giudizio, ma sospenderemo il nostro giudizio da ora in poi e la
vorremo vedere alla prova del nove ed alla nuova sfida che si
appresta ad iniziare.
E comunque un risultato lo abbiamo raggiunto, abbiamo mandato a
casa una corte di personaggi strani , mai applicati alla politica
e totalmente lontani dalla politica, per cui una stagione si è
chiusa, e riteniamo che non ci sia più la possibilità varando il
Crocetta ter di un Crocetta quater.
Questo credo sia l'ultimo Governo, Presidente della Regione, che
lei avrà a disposizione per poter far funzionare la macchina
amministrativa. Noi saremo attenti, osserveremo con attenzione e
senso di responsabilità come abbiamo fatto fino ad ora il suo
atteggiamento e l'atteggiamento e le azioni amministrative che
porterà avanti questo nuovo Governo. Però si lasci dare un
consiglio: capisco che i miei consigli valgono a poco, perché
essendo uno che ha scritto la mozione di sfiducia e che la sta
votando, sono l'ultimo abilitato a darle consigli. Però, vada meno
in televisione, vada meno in televisione e stia più nel Palazzo,
incontri più le forze sociali, incontri più le categorie
produttive, incontri più i partiti politici. Ogni volta che va in
televisione non fa un buon servizio, né a noi né alla Sicilia. La
invito a superare questa prova d'Aula a stare più in Sicilia e ad
occuparsi più dei siciliani. Di questo ha bisogno la Sicilia e non
di altro.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Picciolo e Greco Marcello
hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione unificata delle mozioni numeri 361 e 363
«Sfiducia al Presidente della Regione»
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'onorevole Cascio per i consigli che ci ha dato, anzi che ha
rivolto al Presidente, ma non credo che siano questi i consigli da
dare. Veramente mi sembrerebbe il caso di passarsi un po' la mano
sulla coscienza e verificare le possibilità che sono state date
anche al suo partito, di partecipare da recente ad una stagione di
riforme, di portare un contributo non di chiacchiere ma di
sostanza. Senza dimenticare che nel passato ci sono state delle
grandi responsabilità che hanno portato la Sicilia sull'orlo di un
baratro incolmabile, perché il disastro finanziario della Sicilia
non l'ha portato il Presidente Crocetta. Il Presidente Crocetta
l'ha solo ereditato da un passato di pessima gestione delle risorse
pubbliche e di una politica che ha basato sul mercato delle vacche
clientelari la propria forza politica.
I forestali, i precari, le assunzioni nella pubblica
amministrazione fatte ad libitum non sono frutto del Presidente
Crocetta, sono frutto di una politica ultradecennale che ha
spremuto tutte le risorse pubbliche della Sicilia e che oggi l'ha
lasciata povera e senza risorse. Sono frutto di quella politica
nazionale che, in tanti anni di vacche grasse, non ha saputo
mettere un centesimo da parte o aumentando il debito pubblico che
oggi si ripercuote sui destini finanziari della nazione e della
Regione.
A tanti forse sarà sfuggito un fatto. Per la prima volta dal
dopoguerra ad oggi, in Sicilia ci sono più morti che nascite. La
gente oggi non chiede più alla politica che cosa fa la politica, ma
chiede alla politica che cosa fare per la gente. Chiede alla
politica di avere delle risposte per lo sviluppo della Sicilia e
per il buon governo, e non mi si venga a dire da questi scranni, da
questi microfoni, che il Presidente Crocetta non ha bene
amministrato. Poco fa, non lo voglio ripetere, ha elencato i
risparmi di spesa che hanno consentito la sopravvivenza finanziaria
della Sicilia, ma non solo. Ha ricordato in quante e quali
occasioni ha cacciato fuori dalla pubblica amministrazione, dalla
Sicilia quelli che erano finiti in galera e che percepivano
emolumenti, stipendi, e quant'altro che non avrebbero dovuto
percepire. Ha ricordato ancora una volta in quante e quali
occasioni lavoratori che non potevano essere assunti, sono stati
invece assunti con la buona pace di tutti.
Da questi microfoni io non ho sentito, cari colleghi
dell'opposizione, neanche una parola di esecrazione per l'infamia
che abbiamo dovuto sentire davanti a questo Palazzo alcuni giorni
fa. Mi si viene a dire che la mafia aveva una morale e da questi
microfoni qualcuno pretende di venire a dare lezioni
sull'antimafia.
Io vi ricordo che il Presidente Crocetta,con cui abbiamo condiviso
per tanti anni dei percorsi in una terra di mafia, di criminalità,
ha avuto il coraggio di denunciare fatti che altri non avevano mai
avuto il coraggio di denunciare. Io vi ricordo che il Presidente
Crocetta è quello che ha preso carta e penna ed è andato nelle
procure di Gela prima, quando era sindaco, e poi adesso, da
Presidente della Regione, a denunciare fatti di mafia. Vi ricordo
che il Presidente Crocetta è il primo dopo due Presidenti della
Regione, uno condannato per mafia e uno attualmente sotto processo,
ed invece da questi microfoni noi sentiamo dire Presidente
Crocetta, lei ha sbagliato, lei ha fatto questo, lei ha fatto
quest'altro , dimenticando le condizioni in cui si viveva, anche
dentro quest'Aula, fino a qualche anno fa.
Scusatemi io ritengo indecente che da questi microfoni qualcuno
faccia i pianti greci recitando delle parti, magari con dei
foglietti in mano, in modo accorato, teatrale, dando l'impressione
dello sfacelo della Sicilia di oggi, dimenticando che lo sfacelo
della Sicilia oggi si sta recuperando con dignità e con attenzione
e dimenticando che nel passato si sono creati i presupposti per
avere oggi questa situazione, una situazione chiaramente difficile,
complicata, dove c'è un prodotto interno lordo che è decisamente
inferiore a quello del resto della nazione, dove non ci sono le
risorse finanziarie, dove reperire ulteriori risorse finanziarie è
un problema difficile da risolvere e dove si stanno affrontando le
varie emergenze con quello che si ha a disposizione.
Tutti saremmo bravi a gestire non solo la Sicilia ma l'intero
mondo avendo le risorse a disposizione. La Sicilia è esausta, così
come è esausta l'Italia per colpa dell'applicazione di regole
eccessivamente rigide, di una euro burocrazia che ha voluto
interpretare i patti di stabilità, il tre cento e quant'altro, in
modo assolutamente rigido. Io, da questi microfoni, mi sarei
aspettato dalla politica un incoraggiamento al Presidente, mi sarei
aspettato la proposizione di soluzioni non di ostacoli ed invece mi
ritrovo ancora una volta costretto, non a prendere le difese del
Presidente, perché non ne ha bisogno, ma sicuramente a ristabilire
alcuni principi, i principi della responsabilità della politica,
che oggi è assente, perché se la politica fosse stata responsabile,
a cominciare dal Movimento Cinque stelle, avrebbe capito la gravità
della situazione, avrebbe accettato di dare una mano di aiuto ad un
Presidente che, con coraggio e con capacità, ha tirato e comincia a
tirare fuori la Sicilia dai guai, anziché ostacolarlo
quotidianamente. E da questi microfoni mi sarei anche aspettato,
caro Presidente Musumeci, che ci fossero delle parole di
esecrazione da parte di quella politica che vede nella lotta alla
mafia uno dei principi. Mi sarei aspettato che non avreste
sottoscritto una mozione presentata da coloro i quali dicono che la
mafia ha una sua morale
MUSUMECI. Ci avete fatto due bilanci, la riforma delle province,
ogni cosa ha un limite Ci ha governato con i grillini e adesso fa
il puritano Questa è la rivoluzione degli stivali Vergogna Non
si specula sulla mafia Sei un cialtrone
MALAFARINA. Non faccia il teatrale, Presidente Musumeci. Già il
teatrale lo ha fatto poco fa leggendoci un bel discorso costruito.
Con i grillini non ci abbiamo governato e la rivoluzione, caro
Presidente Musumeci, la facciamo e la facciamo con i fatti,
combattendo la mafia là dove è necessario e là dove la mafia ha
imperato in Sicilia. Si vergogni lei, piuttosto Qua nessuno
specula sulla mafia. Sulla mafia e contro la mafia io ho speso la
mia vita come l'ha spesa il Presidente Crocetta. E non le permetto
di dire che ci speculiamo
Cialtrone sarà lei Io le posso portare i miei risultati nella
lotta alla mafia.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle 21.22, è ripresa alle 21.23)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Malafarina, continui il suo intervento e si
rivolga alla Presidenza.
MALAFARINA. Signor Presidente, io ribadisco un concetto. Il mio
non vuole essere e non era sicuramente un attacco ad personam. Era
solo e semplicemente il voler ribadire che davanti a questo Palazzo
qualcuno ha avuto il barbaro coraggio di dire che la mafia ha una
morale. E da questo microfono io mi sono sentito fare una lezione
di antimafia.
Caro Presidente Musumeci, per me parlano i miei atti. Io non
bisogno della patente di antimafioso perché nella mia vita ho
combattuto la mafia con i miei atti ed i miei rapporti giudiziari,
deponendo nelle aule di giustizia e portando le prove contro i
mafiosi. E da qua non accetto lezioni di antimafia da nessuno
GENNUSO. Era pagato
MALAFARINA. E non accetto neanche che si possa speculare sul fatto
di essere antimafioso e di non essere antimafioso. Sono stato
trascinato dentro questa bagarre contro la mia volontà.
Voglio ribadire un concetto ed è un concetto molto semplice. Non
si può dire che la mafia aveva una morale perché è una offesa ai
siciliani e a tutti coloro che hanno perso la vita e per tutti
coloro, siciliani pure loro e siciliani in prima linea, che hanno
riscattato l'onore e la dignità di questa terra.
GRECO Giovanni. Era solo un comico
MALAFARINA. Colleghi vi invito a riflettere. Non voglio fare né il
provocatore né sicuramente mi voglio assumere il ruolo
(brusio dalla parte del Gruppo Movimento Cinque Stelle)
MALAFARINA. non voglio assumere il ruolo di anti-mafioso per
professione, va bene? Allora, qua nessuno ha bisogno delle patenti.
Qua abbiamo bisogno di ristabilire una semplice verità storica che
è assolutamente importante per la dignità di questa Terra. E la
semplicissima verità è una: la Sicilia è anti-mafiosa con il sangue
dei siciliani versato, e la Mafia non ha mai avuto una morale e chi
afferma questo dimostra di non conoscere la realtà e la storia
della Sicilia ed i sacrifici dei siciliani, e qua chiudo questo
argomento perché non mi voglio lasciare trascinare in polemiche
sterili ed inutili.
Io ribadisco con un concetto una necessità: la politica deve
riassumere il proprio ruolo di guida della società, deve avere la
capacità di individuare quali sono i nodi cruciali da risolvere ed
aiutare coloro i quali intendono risolverli per riscattare la
dignità - e se mi consentite - anche i sacrifici dei siciliani.
Io credo che il presidente Crocetta abbia bisogno di un grande
sostegno da parte di tutta quest'Aula e non di essere combattuto.
E' uno che per la prima volta nella storia della Sicilia sta avendo
il coraggio di portare avanti quei mutamenti radicali che
necessitano per l'ammodernamento di questa Terra. Non possiamo
continuare ad usare le polaroid , diceva qualche giorno fa Renzi e
su questo siamo perfettamente d'accordo. Dobbiamo modernizzare
questa Terra e dobbiamo renderla libera e civile. Dobbiamo ridare i
diritti ai siciliani e non i favori ai siciliani. Dobbiamo
necessariamente avere questa capacità e questa intelligenza. E qua
vi faccio, veramente, un appello, accorato e sentito anche ai
colleghi dell'opposizione. Non per fare delle ammucchiate selvagge
con quello che si potrebbe definire un inciucio . Portiamo avanti
assieme - ed è un invito che rivolgo a tutti quanti -
responsabilmente dei progetti seri, concreti per la riforma di
questa Terra ed in Crocetta troverete il primo degli interlocutori
attenti che sposa le cause per cambiare questa Terra e ridargli
sviluppo, lavoro e dignità.
PRESIDENTE. E' inscritto a parlare l'onorevole Ciaccio.
CIACCIO. Presidente, colleghi sull'intervento precedente sono
veramente indignato ma da una persona così piccola e bassa,
politicamente intendo, ovviamente, ci si aspetta la qualsiasi,
perché è riuscito a strumentalizzare quello che anche la collega
Ciancio ha letto delle dichiarazioni di Borsellino.
Vogliamo dire che Salvatore Borsellino è anch'esso un mafioso o
filomafioso. In ogni modo perché non ricorda che lui stesso ha
votato a favore di un vitalizio, quello di Cuffaro, condannato per
mafia Allora, se vogliamo strumentalizzare certe cose diciamole
tutte e per come stanno.
In ogni modo voglio fare un passo oltre, perché non è questo
l'oggetto della discussione di oggi. Con il Gruppo di cui faccio
parte - il Movimento Cinque Stelle - e con tanti cittadini
siciliani ci siamo spesso interrogati sull'operato di questo
Governo, su quello degli assessori, su quello della maggioranza e
dell'opposizione. Ci siamo posti delle domande, delle domande
semplici, del tipo: puoi fidarti di chi va fiero di aver nominato
come dirigente apicale una persona condannata dalla Corte dei
Conti? Puoi fidarti di chi sfrutta i tanti Genovese, per poi fare
il moralizzatore? Puoi fidarti di chi dice una cosa e poi ne fa
un'altra? L'ultima, fresca fresca, dice di aver denunciato la
svendita del patrimonio siciliano. Ma mi chiedo chi è stato a
piazzare in SPI il dottore Bigotti al costo di 92 milioni di euro
per un censimento. E' stato questo Governo e quindi non può fare
una cosa, farne un'altra e dichiararne un'altra ancora
Puoi fidarti di chi da solo sa semplicemente distruggere, senza
avere un'idea di cosa fare da qui a qualche giorno dopo,
figuriamoci un'idea per il futuro. Puoi fidarti di chi è un maestro
nella distrazione di massa, con misere apparizioni televisive, per
favorire sotto banco la sua scalata personale? Puoi fidarti di chi
non ha nessun senso di responsabilità per la tutela della salute di
tutti noi siciliani? Puoi fidarti di chi svende il popolo siciliano
per pochi spiccioli?
Presidente, tante, forse troppe sono le domande che ci siamo posti
e che si pongono giornalmente i siciliani. Domande che si dovrebbe
porre anche qualche collega oggi qui in quest'Aula, senza illudersi
che da domani con questo rimpasto le cose cambieranno, perché
dobbiamo essere più sinceri e meno ipocriti. Non cambierà nulla,
come non è cambiato nulla con la scorsa Giunta, come non è cambiato
nulla rispetto al periodo di Lombardo e di Cuffaro, anzi, forse in
questo mi correggo, è cambiato in peggio. E i siciliani lo vedono e
lo vivono tutti i giorni.
Su queste domande noi ci siamo confrontati e le risposte avevano
sempre lo stesso minimo comune denominatore: puoi fidarti? No. Puoi
fidarti? No. Qualsiasi tema sulla fiducia era un no
Presidente Crocetta, lei non mi ha mai rappresentato, e non fiderò
mai di lei. E ad oggi i fatti mi danno ragione. Non sto qui ad
elencare tutti i fallimenti di questo Governo e le false promesse.
La nostra mozione, insieme a quella dell'opposizione, fa
un'analisi ben precisa dei fatti che hanno generato questo cancro
che sta ad oggi distruggendo la Regione siciliana e che sicuramente
non è colpa solo del Presidente Crocetta, ma lui è uno dei
responsabili e ad oggi è sempre troppo facile dare la colpa a chi
ci ha preceduto.
Però, Presidente Crocetta, in questo suo perenne fallimento, non è
solo. La mi sfiducia oggi non è solo per lei. Non mi fido del
Consiglio di Presidenza, che si guarda bene nel sollecitare la
Commissione per il Regolamento a redigere una formula di tutela per
la rappresentanza di gruppi parlamentari più numerosi. Non sia mai
forse qualcuno potrebbe saltare dalla poltrona in cui si trova
incollato. Non mi fido di un Presidente della Commissione Bilancio
condannato dalla Corte dei Conti. Spero anche che la magistratura
faccia luce sulle altre gravissime ipotesi di reato riportate sulla
stampa nei suoi confronti.
Non mi fido, e mi dispiace che non c'è, del Presidente della
Commissione Affari istituzionali, che risulta indagato per peculato
e che per rimanere attaccato alla sua poltrona non ha avuto
l'umiltà di autosospendersi in attesa che venga chiarita la sua
posizione.
Non mi fido del Collegio dei deputati Questori in cui, su tre
componenti, uno è indagato per peculato e ad un altro nei confronti
del quale è stato chiesto il rinvio a giudizio per lo scandalo
della formazione.
Non mi fido di molti componenti di questo Parlamento che,
nonostante gli scandali, le denunce, le indagini a cui sono
sottoposti parlano di etica, morale, bene comune davanti alle
telecamere indossando una delle tante maschere che riescono
velocemente a togliersi quando si tratta di una poltrona, un
compromesso e la votazione della Presidenza, mi voglio illudere, me
ne darà ragione.
Presidente, alla luce di tutto ciò e di quanto hanno bene esposto
i miei colleghi del Movimento Cinque stelle e non solo, lei ancora
chiede la fiducia a questo Parlamento, o noi dovremmo darle
fiducia?
Andiamo alle urne Presidente, perché il popolo siciliano è molto
più responsabile dei due terzi delle componenti di questo
Parlamento.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Io potrei, a distanza di circa un mese, ripetere parola
per parola il mio intervento
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, il presidente Crocetta è assente.
ASSENZA. In quell'occasione stranamente era presente.
PRESIDENTE. Se lei lo ritiene sospendiamo. Onorevoli colleghi, è
giusto che il Presidente sia presente.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21.36, è ripresa alle ore 21.40)
La seduta è ripresa.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
Crocetta non è colpa mia se il Presidente l'ha richiamata. Io non
avevo chiesto la sua presenza anche perché le conosce bene i miei
interventi. Sono senza se e senza ma, di totale ostilità non alla
sua persona ma a quello che lei ha rappresentato in questi due anni
di malgoverno della Sicilia.
Però, caro Presidente, potrei ribadire parola per parola
l'intervento di un mese fa perché - caro Presidente - lei è
colpevole fino ad un certo punto perché il suo Governo è pessimo, i
suoi governi, i suoi variegati governi sono stati pessimi ma questa
maggioranza, o pseudo tale, di fronte al suo Governo riesce a fare
impallidire qualunque sensazione.
Stavo dicendo una parola forte e mi sono forse fermato in tempo
però al peggio non c'è mai fine, caro Presidente, e io auguro ai
siciliani ma, a questo punto, auguro anche a lei che oggi la
mozione di sfiducia ottenga la maggioranza dell'Aula perché,
altrimenti caro Presidente, questi signori che l'hanno fatta
ballare in questi due anni, da oggi in poi, la terranno sulla corda
minuto per minuto e se lei si guarda allo specchio deve darmi
ragione.
Lei non può essere ricattato un minuto sì e un minuto pure dal
deputato di turno che magari fraziona il Gruppo e chiede qualcosa,
perché questo non è un danno per lei o per il suo Governo è un
danno per i siciliani, caro presidente Crocetta.
Però, mi consenta, qualche intervento di pochi minuti fa, di tarda
serata, mi ha indotto a interrompere brevemente l'analisi sul suo
Governo e su quello che ci attende per dedicare qualche pensiero.
Vorrei ricordare all'immemore onorevole Dipasquale che è stato
eletto a Ragusa, sindaco di Ragusa il 29 maggio quale candidato del
centro-destra. Allora, non si era accorto di chissà quali incapaci
lo circondavano e io mi pento amaramente di avere dato il mio
contributo ad eleggere un sindaco di tal fatta, un sindaco che dopo
un anno in previsione delle elezioni regionali è passato armi e
bagagli allo schieramento opposto, lasciando la città in mano prima
al commissariamento e poi all'unico sindaco dei Cinque Stelle che
ha la Sicilia.
Questa è la realtà di questi signori che diventano poi i
protagonisti del Crocettismo. Questa è la sua banda Brancaleone che
la circonda. E, allora, io non so cosa deciderà l'Aula stasera. So
solo che i siciliani hanno già deciso perché lei non può immaginare
le centinaia o le migliaia di messaggi che sono pervenuti in
questi giorni, in queste settimane, per incitarci ad andare fino in
fondo, a non fare al solito le meline come qualcuno, purtroppo,
stasera ha cominciato a fare ma a spingere l'acceleratore perché
questa Sicilia si liberi di questa maggioranza più che di questo
Governo, caro presidente Crocetta.
Lei con i numeri non è tanto portato, caro Presidente, perché con
i numeri straparla. Ha detto di 400 milioni di spesa per i
forestali che sarebbero stati ridotti a 280.
Presidente, secondo i dati, per i forestali si spendevano 300
milioni negli ultimi anni e ora lei li ha portati a 280 milioni con
soli 20 milioni di spesa dovuti ai pensionamenti e dovuti
all'accelerata politica per cui, fino ad oggi, i forestali non
sanno se potranno completare il numero delle loro giornate e
comunque ha già causato più incendi in questa ultima stagione
estiva che in tutte le altre perché, comunque, avete avuto dei
colpevolissimi ritardi nell'avvio al lavoro nelle varie province. O
sulla formazione che ha distrutto e c'era da distruggere ed
abbattere. Ma lei l'ha distrutta tutta e oggi porta come merito
l'avere consentito un risparmio di spesa.
Ma voi lo sapete che dopo l'avviso 20 le spese per la formazione
erano a carico dei fondi comunitari? E, allora, lei non ha fatto
risparmiare un euro alla Sicilia, lei ha causato la perdita di
decine e decine di milioni, per l'esattezza di 90 milioni di euro
che sono stati restituiti alla Comunità europea. Ad oggi non è
stato fortunato, come le capita spesso, caro Presidente, perché
oggi sono comparsi i richiami della Comunità europea, e per tre
Regioni la Comunità europea suggeriva al Governo italiano di
togliere la possibilità di spendere i soldi comunitari e di
attirarli a sé. Queste tre Regioni erano Calabria, Campania e,
ahimé, Sicilia. Allora lei i numeri del lotto li vada a dare da
Giletti o in qualche altra trasmissione, ma non li dia in Aula.
Cosa ci aspettiamo per il futuro? Questo miracolo, questo
commissario liquidatorio inviato da Roma per certificare il
fallimento finale della nostra autonomia, mai così bistrattata, e
mai così derelitta? Cosa ci aspettiamo da un Governo che, come
ultimo atto, ha pensato bene di reperire i fondi necessari per i
forestali togliendoli al CRIAS, distruggendo le imprese artigiane e
agricole, che aspettavano ormai da mesi dei finanziamenti che sono
stati eliminati, e hanno respinto fino a una settimana fa i nostri
emendamenti in cui avevamo reperito i fondi per i forestali,
sacrosanti e necessari, adottati con ritardo ma in altre fonti di
spesa ancora inutilizzate che potevano essere.....
FALCONE. E meno male che c'eravamo noi in Aula altrimenti non
passavano questi emendamenti.
ASSENZA. Voi state creando il rischio di una guerra tra poveri,
caro Presidente. Allora faccio un appello, questa sera. Non lo
faccio agli amici del PD, mi si consenta. La faccia uno la perde se
ce l'ha, se non ce l'ha, come per molti, non c'è nulla da perdere,
c'è solo il gioco delle tre carte, come avete fatto in tutti questi
mesi sui giornali. Non mi rivolgo a loro, perché loro l'hanno
scelto, o meglio l'hanno subito come candidato Presidente della
Regione, e quindi chi è causa del suo mal pianga se stesso. Non mi
rivolgo a loro, mi rivolgo ai 10 o 12 amici e colleghi,
rispettabilissimi dal punto di vista personale, che sono in
quest'Aula, eletti sotto bandiere diverse, in partiti e movimenti
che si erano presentati, in modo antitetico, alla sua candidatura.
Oggi le fanno da stampella per sostenere un Governo quanto più
improbabile.
Allora, cari colleghi, ognuno di voi non deve dar conto al partito
o al Presidente Crocetta, deve dar conto a quelle migliaia di
cittadini che ci hanno mandato qua. Noi non siamo qui per
investitura divina, siamo qui per essere portatori di interessi di
persone che hanno avuto fiducia in noi e che ci hanno premiato,
garantendo la nostra elezione sotto un simbolo. Se il mio simbolo
era alleato al Presidente Musumeci, io non posso oggi venire qui e
dire: Bravo Crocetta, vai avanti . Crocetta non può andare avanti,
nell'interesse della Sicilia.
Io ho letto proprio questa notte un libro sui vespri siciliani. Lo
sapete qual'era il detto che i cittadini isolani in
quell'occasione, palermitani soprattutto, si scambiavano tra di
loro per farsi coraggio?
Loro lo dicevano in latino, ma non lo dirò in latino. Questo detto
recitava: Il coraggio è il tuo signore .
Allora, cari colleghi, ognuno di noi, se il coraggio ce l'ha, lo
può dimostrare anche in queste occasioni
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Per fatto personale
DINA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo con un
senso di amarezza nel notare episodi di cialtroneria istituzionale
che si registrano in quest'Aula, e mi riferisco all'intervento
dell'onorevole Ciaccio, che continua ad insistere in questo
atteggiamento di strumentalizzazione del ruolo, che dimostra un
senso di dispregio del ruolo dei deputati, dei ruoli istituzionali.
Ritengo che siano esempi di cialtroneria perché il sapere non è
conoscere. E lui dimostra, semplicemente, di sapere, avere notizie
che utilizza in maniera disinvolta non capendo dove va a parare. Mi
suggeriva qualche collega: Invita l'onorevole Ciaccio a non venire
più in Commissione, perché se non si fida è meglio che non venga.
Io sono convinto che avrebbe dovuto avere il senso istituzionale
di capire le cose.
La sentenza della Corte dei Conti, così come è stata riformata,
dimostra che c'era un grave errore e ritengo che, da deputato
membro di una commissione con un tale carico di responsabilità,
avrebbe avuto il dovere di approfondire il senso di quella
sentenza, il senso di quella condanna che grida vendetta agli occhi
di tutti. La condanna per un parere reso, postumo, un parere non
vincolante della commissione. Questo lo diciamo per ricondurre la
verità dentro l'alveo della verità
E, purtroppo, c'è un vuoto culturale, un vuoto istituzionale che
devo registrare nel collega Ciaccio che mi lascia così, non so,
amareggiato per le cose che blatera, e che blatera anche in giro,
perché la cosa grave è che quello che ha riferito qua lo riferisce
nei comizi, non sapendo che delegittima se stesso.
Qua c'è un ruolo istituzionale che è legato a noi in quanto
rappresentanti, in quanto rappresentanti del popolo, in quanto
rappresentanti delle istituzioni. Noi ricopriamo cariche e non si
rende conto che delegittimando gli altri, delegittima se stesso,
anche perché mette in campo cose che pensa di sapere ma che non
conosce e lo dimostra, anche, nei comportamenti all'interno della
commissione dove confonde la politica con i ruoli istituzionali,
confonde le posizioni.
Io devo registrare qua questo atteggiamento di superficialità che
è grave, ed è di una gravità estrema ed invito i colleghi, così, a
riflettere prima di blaterare e di lanciarsi in accuse senza
fondamento.
Per quanto riguarda le accuse di stampa, siamo di fronte ad una
barbarie che registriamo giornalmente. La stampa cerca di
mascariare e di sfruculiare .
Dico, io non sono indagato, da quello che riferisce il Procuratore
generale, in ambito delle notizie di stampa diffuse, quindi non so
da cosa dovrei difendermi né in quest'Aula né altrove.
Per cui, dico, siamo di fronte ad accuse che, realmente,
dimostrano e danno il senso di un vuoto culturale, istituzionale ed
una denotazione di cialtroneria che qui denunzio come fatto
gravissimo all'Assemblea facendone, anche, un momento di
riflessione oggettiva anche nelle sedi che la Presidenza di questa
Assemblea vorrà individuare.
(Applausi)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione unificata delle mozioni numeri 361 e 363
«Sfiducia al Presidente della Regione»
GRECO Giovanni Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi quando non
partecipavo alle riunioni per la preparazione di questa mozione di
sfiducia, diciamo, in privato dicevo ai miei colleghi quali erano
le motivazioni.
Stasera le motivazioni le ha dette, tutte, l'onorevole Cracolici.
Abbiamo fatto un favore all'onorevole Cracolici ed a quel gruppo di
cuperliani che hanno ottenuto quello che volevano
Ma, attenzione Conoscendo Crocetta, oggi, stasera può darsi che
possano gioire, che l'intervento che ha fatto Cracolici lo potrà
soddisfare, ma da oggi Cracolici sa che Crocetta non gli darà mai
nessuna possibilità di accesso alla politica, che è tutta
particolare del Presidente Crocetta. Questa sera volevo intervenire
su un aspetto che tanti altri miei colleghi hanno detto, chiedere
al Presidente Crocetta di non andare in televisione. Ma lo sa
perché glielo dico, Presidente Crocetta?
Nella sua foga di parlare sempre, dicendo che tutto quello che lei
ha ereditato, lo ha ereditato perché proviene da quella commistione
tra mafia e politica, si dimentica che quando parla di forestale, e
ne dobbiamo parlare nei termini giusti, non possiamo dire che i
forestali li ha lasciati Cuffaro. Non per difendere l'onorevole
Cuffaro che è capace di difendersi da solo, ma perché in questo
momento nominandolo non ha la possibilità di difendersi. Lui sta
pagando per quello per cui è stato condannato.
Onorevole Crocetta, i forestali non sono un'eredità dell'onorevole
Cuffaro, lo ripeto, e lo ripeto con forza perché i forestali sono
stati, nei vari anni, elemento di aiuto per i contadini, era un
fatto sociale e parte dal 1980. Dal 1980, posso dire con certezza,
comincia a formarsi quell'esercito di lavoratori agricoli impegnati
nella forestale.
Presidente Crocetta, io sono d'accordo che noi dobbiamo occuparci
dei forestali, dobbiamo occuparci dei forestali perché li dobbiamo
fare lavorare, li dobbiamo fare lavorare perché oggi è cambiata
tutta la politica dei boschi. Li dobbiamo fare lavorare nel
dissesto idrogeologico.
Quando andiamo in una trasmissione televisiva, e andiamo a parlare
di 78 ore, di 101 ore, di 151 ore, sono giorni, ma lui l'ha detto
da Giletti, io lo so che sono le fasce di settanttottisti, di
centunisti, e centocinquantunisti. Ma lo ha detto pure in occasione
della finanziaria che i suoi collaboratori, quelli che sono a tempo
indeterminato, Presidente Crocetta, li fa lavorare negli uffici,
sono braccianti agricoli.
Quindi meno lei va in televisione, più figura ci fa fare a noi
mediaticamente.
Stasera erano due gli interventi, uno sul Presidente Crocetta che
spero che ascolti la voce di qualche amico di non andare in
televisione, e l'altro era rivolto a questa Assemblea, perché non è
che questa Assemblea, in questi due anni, ha dato testimonianza di
un lavoro fatto di cui vantarsi.
Colgo l'occasione di diventare di nuovo moderato, come ha detto
qualche mio collega, ma lei la moderazione non la interpreta come
collaborazione, lei vuole fare quello che dice lei, deve avere
l'umiltà di cercare la collaborazione di tutti noi deputati.
Le porto ad esempio questo ordine del giorno. Le leggo la data,
presidente Ardizzone, e poi taccio. Se lei capisce mi taccio.
Discussione della seduta n. 109. Ordine del giorno sui lavoratori
stabilizzati. Se le domando che cosa è successo dopo questo ordine
del giorno che noi come Assemblea abbiamo approvato, signor
Presidente, non mi darà nessuna risposta perché non ce ne siamo
occupati e quindi io, per evitare che metta sul calderone tutto
quello che fa il Consiglio di Presidenza, mi taccio, sperando che
lei, prossimamente, mi dia la possibilità o ci dia la possibilità a
noi deputati di occuparci dei problemi dentro l'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, lei si occupi dei problemi del
Consiglio di Presidenza, se ce ne sono.
GRECO. Un mare
PRESIDENTE. Per quanto riguarda l'ordine del giorno, impegna il
Governo non l'Assemblea, questo lei lo dovrebbe sapere.
GRECO. Speravo che lei se ne occupasse.
PRESIDENTE. Questo lo dovrebbe sapere perché è un veterano di
questa Assemblea. Veterano non è una parolaccia.
E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò molto breve nel
mio intervento anche perché non intendo ripetermi nel darvi tutte
le motivazioni che sono state esternate e formulate da chi mi ha
preceduto e che hanno motivato la presentazione delle due mozioni
di sfiducia.
Signor Presidente, Presidente della Regione, io sono tra quelli
che sicuramente non l'hanno sostenuta e non l'hanno votata eppure,
quando mi sono insediato in questo Parlamento, ho atteso, ho
aspettato che effettivamente quelle promesse che lei aveva lanciato
in campagna elettorale, e che sono state sicuramente lo specchietto
per le allodole della maggioranza dei siciliani che l'hanno
sostenuta e che l'hanno votata, piuttosto che rimanere lettera
morta si tramutassero in iniziative concrete e sono stato uno,
forse insieme ad altre persone che invece di assumere una posizione
oltranzista e becera, così come qualcuno l'ha affermata, ha sperato
come hanno sperato tantissimi siciliani, che da quelle promesse, da
quelle parole di cambiamento, di riforma, di miglioramento che lei
aveva lanciato durante i suoi comizi, si tramutassero in iniziative
concrete. Sono stato uno insieme ad altri che ha votato la sua
proposta, la proposta appoggiata dalla sua maggioranza, e la
riforma è purtroppo quella dell'abolizione delle province. Me ne
sono pentito amaramente perché mi sono fidato, perché
effettivamente lei ha promesso al Parlamento e ai siciliani che
nessuna conseguenza ne sarebbe derivata dalla eliminazione delle
province e che tempestivamente avrebbe provveduto alla sua
sostituzione.
Ebbene, signor Presidente, come fa a dire e come fa ad affermare
che nessuna somma è stata sottratta alle province quando è sotto
gli occhi di tutti qual è la situazione delle province e qual è la
situazione di incertezza in cui questo ente, non riusciamo a capire
che tipo di ente sia in questo momento, versa. Che tipo di
incertezza ha determinato nei confronti di tanti dipendenti e, mi
consenta, che tipo di conseguenza dal punto di vista prettamente
operativo ha determinato nel momento in cui la provincia non riesce
a comprendere quali sono adesso le competenze che deve
necessariamente attuare. Aveva promesso ai siciliani che avrebbe
riformato tantissimi settori dell'Amministrazione, ma sono una
persone coerente e non intendo dilungarmi. Mi permetto solamente di
sottoporre alla sua attenzione un argomento che è stato trattato
oggi e che non può essere ignorato, sottaciuto.
Signor Presidente, la invito a farsi un giro negli assessorati per
vedere che tipo di immobilismo regna, ma sfiderei il contrario. Io
sono componente della quarta Commissione eppure ho visto girare ben
quattro assessori in così poco tempo. Sfido io ad immaginare una
programmazione da parte dell'assessorato, sfido io a portare avanti
qualche iniziativa che possa determinare una riorganizzazione. E'
vero, lei è intervenuto perché c'era il malgoverno ma, signor
Presidente, mi sono fatto una domanda: ai siciliani importa
moltissimo che venga eliminato il malgoverno, ma importa di più e
forse di più che ci sia un governo, nel senso che vengono
riscontrate le esigenze che la collettività in qualche modo
evidenzia. Eppure le posso assicurare che è un immobilismo
impressionante. Le valutazioni di impatto ambientale giacciono lì e
le assicuro che ci sono centinaia di istanze che non vengono
esitate.
Le porto un esempio. Ottanta dei tanti comuni che sono presenti in
Sicilia hanno presentato il P.U.D.M.. Lo prevede una legge
approvata dal nostro Parlamento nel 2005. Ebbene, sono anni che
giacciono nell'ambito della regione e nessun riscontro viene dato
eppure l'agenzia, anzi il demanio regionale continua a rilasciare
le concessioni come se i comuni non hanno adempiuto o non hanno
dato esecuzione a quella legge che ha predisposto e che imponeva
loro la predisposizione dell'utilizzo dei beni demaniali
all'interno del territorio comunale.
Ebbene, vi posso assicurare che è una situazione che si trascina,
e quello che mi permetto di evidenziare è solo uno dei casi, e non
intendo ripetermi. Nell'ambito del solo 2014, ha presentato a
questo Parlamento ben tre finanziarie, anzi quattro, perché quella
che è stata approvata l'altro giorno mi è sembrata un'ulteriore
minifinanziaria. Ma come si fa ad immaginare di poter programmare,
quando con questi atti così importanti se ne desume che c'è un
governo privo di idee e soprattutto privo di capacità di
programmare? E in mancanza di programmazione sono questi gli
effetti, cioè si vive alla giornata, ma la Sicilia non si può
permettere di vivere alla giornata. Credo proprio che i siciliani
non se lo possano permettere. E confido anch'io, insieme agli
altri, che possa esserci effettivamente una svolta, ma non vorrei
che anche questa volta fosse una promessa non mantenuta,
un'ulteriore promessa ed un inganno nei confronti dei siciliani.
Spero e mi auguro che effettivamente le regioni, per cui parte
della sinistra era in totale dissenso ed era in posizione critica,
si sia ravveduta e che forse ha ragione nel ravvedersi. Ce lo
auguriamo noi in primis, in ordine al risultato di questa mozione
di sfiducia. Io non credo che abbia molta importanza se questa è
approvata o non venga approvata, ha semplicemente un aspetto
giuridico perché se è approvata ovviamente noi per primi, ma anche
lei,ce ne andiamo a casa, anzi premetto che non sarò un
disoccupato, però mi consenta anche di fare un'altra affermazione.
Lei la mozione di sfiducia l'ha già ricevuta e non da questo
Parlamento, non da questa maggioranza o minoranza, ma le assicuro
che l'ha ricevuta da tutti i siciliani e, a conferma di ciò, mi
piace citare il consenso che lei aveva prima, durante la campagna
elettorale, dopo la sua elezione e adesso.
Il consenso, almeno sulla base delle indagini statistiche, la
relegano agli ultimi posti, il che significa che la mozione di
sfiducia non è votata dai parlamentari, ma è stata già espressa a
chiare lettere, dai siciliani. A lei trarre le conseguenze.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, le argomentazioni poste a sostegno delle
due mozioni, mozioni di sfiducia, sono tali da rappresentare più
che capi di accusa - politicamente parlando - elencazioni di
problemi aperti che aspettano di essere risolti. E non saranno
risolti, ovviamente, con l'approvazione della mozione di sfiducia.
Sono stato spesso critico sia in Aula che durante i lavori della I
Commissione, di cui faccio parte, con il Governo e con alcune
azioni dell'esecutivo. L'ho fatto anche presentando emendamenti
soppressivi di norme che ho ritenuto sbagliate. Ho criticato
ritardi inspiegabili per la nomina in alcuni enti. Ma la mozione di
questa sera, le due mozioni credo che siano assolutamente
anacronistiche, siano già scadute nel momento stesso in cui sono
state presentate.
Lo sono perché debbo dire e dare atto agli esponenti più
autorevoli del Partito Democratico siciliano, l'onorevole Crocetta,
l'onorevole Faraone, l'onorevole Raciti, che hanno costruito quello
che oggi diventa il Governo che dovrà chiudere questa legislatura.
Per cui, credo che la giornata di oggi, francamente, ce la
potevamo evitare. Una giornata che si intristisce - mi si
consentirà - per la polemica che considero assolutamente sterile
che ci divide su un tema che è quello della lotta alla mafia, che
non può assolutamente passare per una esibizione triste dello
stesso Grillo che, prima ancora che fare torto al Parlamento ed ai
siciliani, fa torto al Gruppo parlamentare del Movimento Cinque
Stelle. Fa torto a 14 parlamentari che, certamente, hanno qualità
di cui non si può condividere pezzi del loro ragionamento, della
loro azione politica. Non condivido, ad esempio, quello che il
giovane e brillante parlamentare Giorgio Ciaccio ha portato
avanti. Perché quando sarà cancellata una prima parte di questo
Parlamento, poi a turno la demagogia, quell'idea di cancellare
tutto ciò che è politica, travolgerà tutti e nel tutti c'è anche il
Gruppo del Movimento Cinque Stelle. Ed è un peccato dividersi in
una giornata che non doveva neanche esserci su un tema così serio,
così alto, quale quello della lotta alla mafia.
Io che sono stato critico spesso ed in alcuni occasioni affinché
il presidente Crocetta riprendesse per intero quelle ragioni forti,
fondanti, che lo hanno fatto eleggere Presidente della Regione
siciliana, primo Presidente rappresentante della sinistra ad essere
eletto direttamente dal popolo siciliano.
Un attimo fa dicevo che, più che capi d'accusa, le argomentazioni
adottate dalle due mozioni di sfiducia, sono problemi aperti.
Onestamente, ritengo che con Crocetta Presidente e anche con questo
nuovo Governo, nulla togliendo alla rispettabilità di chi oggi non
è più assessore, dove magari in alcuni minuti è stato fatto un
esercizio eccessivo dell'arroganza. E chi governa non deve mai
utilizzare l'arroganza perché la politica è soprattutto rispetto
delle idee degli altri. Ed è soprattutto la conduzione di azioni
che dovrebbero portare al benessere generale e non all'affermazione
di supremazie che, comunque, con l'arroganza sono sempre
momentanee, provvisorie e spesso producono semplicemente antipatie,
ripercussioni e non servono a nessuno. Oggi dicevo che le questioni
aperte sono aggravate da una situazione economica finanziaria di
tutta Italia grave, di una difficoltà di avere deroghe a quei
rigori tedeschi di cui il Governo dell'Europa ha mutuato la
necessità di sbloccare una serie di investimenti per un'Italia che
è stremata.
La difficoltà in Sicilia è gravata da un'eredità del passato
pesante, dove ad un certo punto, consentitemi di dirlo, siamo
riusciti ad utilizzare - e dico siamo, perché altrimenti rischiamo
solo di accusare gli altri - la spesa pubblica non come elemento di
crescita e di sviluppo, ma semplicemente come una straordinaria
calamita, alle volte ai limiti della tutela, per creare lavoro
precario e per trasformare quel lavoro precario in un consenso che
oggi stenta ad arrivare anche nello stesso modo di recarsi alle
urne. Noi abbiamo necessità di sostenere e respingere questa
mozione perché è chiaro che su alcune questioni, grandi questioni
che sono aperte, non ci possiamo ritrovare con le esatte ed opposte
visioni che hanno le due mozioni, una dei quattordici deputati del
Movimento Cinque Stelle, un'altra dei rispettabilissimi
parlamentari del centro destra. Sono due cose diverse che anche
stasera sono state interpretate in maniera diversa, quando
l'onorevole D'Asero, uomo navigato, intelligente, prudente alla
fine, anziché rafforzare l'idea di votare la mozione,
sostanzialmente guarda già al domani, alla mezz'ora dopo, all'ora
dopo di ciò che sarà ovviamente il diniego di questo Parlamento
alla mozione di sfiducia. Cosa diversa è l'impostazione degli amici
del Movimento Cinque Stelle, i quali nella loro idea, più o meno
condivisibile vorrebbero fare un unico pacco della politica, delle
istituzioni.
Ovviamente condivido l'idea di tutto ciò che non funziona ma non
quello di far diventare un indistinto giacobinismo senza logica e
senza distinzione di responsabilità. Oggi io mi chiedo sulla
questione dei forestali, che non è una categoria da buttare a mare
perché ce lo chiede la Lega, ma è una categoria sociale, qualcuno
diceva, utilizzata anche per fronteggiare una crisi endemica nelle
aree interne siciliane, che va ripensata utilizzando queste
straordinarie professionalità in un bosco che produce, declinando,
avendo un progetto di Governo che Crocetta certamente saprà dare
nella regia complessiva di questo ultimo Governo per i prossimi tre
anni di questa Legislatura.
Per cui mi chiedo, sul problema dell'acqua dove la pensiamo. Io la
penso esattamente come la pensa Crocetta, ma in questo Parlamento
tanti non la pensano alla stessa maniera, perché comunque bisogna
immaginare che su questioni fondamentali che sono i beni comuni,
acqua, beni ambientali, utilizzo dei boschi, deve passare da
un'idea che non coincide con molti dei firmatari delle mozioni.
Sulla questione dei rifiuti io credo, pur non condividendo in
alcuni passaggi ed in alcune azioni che sono con questo Governo,
con questa idea che Crocetta sarà sostenuto, sarà ancora di più
spinto in questo cambiamento dai Gruppi parlamentari di
maggioranza, dai partiti che l'hanno voluto candidato e che hanno
contribuito ad eleggerlo. Io vedo che ci saranno lì le discariche
pubbliche e saranno sgravati i Comuni di questo grande peso che è
finanziario e di emergenza continua. Onestamente devo riconoscere,
al di là degli annunci, che il Governo Crocetta è riuscito ad
assegnare ai Comuni quei trenta milioni di euro necessari per
avviare il percorso del patto dei sindaci. Sulle Province la
pensiamo in maniera diversa anche nello stesso Partito Democratico.
Ma stiamo parlando di dare una nuova architettura alla struttura di
questa benedetta Isola senza le emergenze e senza l'imposizione di
norme importanti nazionali quali sono quelle della cosiddetta Legge
Delrio.
Io ritengo che, anche, probabilmente una pura coincidenza
temporale, l'avvio della programmazione dei fondi comunitari, la
firma qualche ora fa dell'accordo sull'utilizzo delle risorse
nazionali con quelle europee, mette questo Governo che sarà privo
di spesa ordinaria, sarà privo di spesa per l'esercizio di ciò che
è stato garantito dalla Regione in questi anni, metterà in
condizione questo Governo che deve diventare governo di popolo
perché dovrà confrontarsi con i cittadini, dovrà confrontarsi con
le categorie produttive, con un grande problema che non è un
problema da affrontare con la carità umana e cristiana, ma con
azioni pure di governo che è la povertà, una povertà dilagante che
sta strappando al benessere migliaia di famiglie e che rende ancora
più fragile quel ceto sociale che una volta era sicuro, era quello
che combatteva per creare nuove occasioni di crescita, nuova tra
virgolette, fatemi passare il termine, felicità sociale che è il
ceto medio. Per cui abbiamo la necessità di accantonare la giornata
di oggi e portare questo Parlamento al dibattito sui temi e sulle
questioni.
Onestamente, lo dico con tutto il rispetto che devo al centro-
destra ed al presidente Musumeci. Non mi pare che ci sia,
nonostante le bizzosità del PD, che oggi in questa vicenda, e
nell'interesse della Sicilia ha ritrovato le ragioni non solo dello
stare insieme, ma di essere partito nella migliore accezione del
termine, di essere soggetto politico per farsi carico delle
questioni complessive di una Regione importante, di una nazione se
mi consentite come la Sicilia. Il centro-destra oggi ripeterebbe
esattamente, a mio parere, le ragioni per cui lo hanno portato alla
sconfitta, cioè una divisione e un'assenza assoluta di condivisione
di una progettualità che non c'è.
Il Partito democratico ha dimostrato in questa vicenda, nelle
ultime ore, di essere esattamente quel soggetto politico, a
vocazione maggioritaria che si è candidato a governare l'Italia e
che governa l'Italia, che governa la Sicilia e lo vorrà fare con
azioni ancora più concrete, più profonde e più incisive per fare
quel cambiamento radicale di cui questa Terra ha tanto bisogno.
Ovviamente, la democrazia ha una grande bellezza, uso il termine
bellezza non a caso. Chi è eletto è comunque dentro un fatto
transitorio. Sono essi di nomina, sono essi come nel nostro caso
eletti.
Oggi, ho letto un'intervista per cui la mia vicinanza al
Presidente, che è una vicinanza umana, credo che il Presidente
potrà riscoprire dalle sofferenze, dalle amarezza, dalle delusioni,
che vive esattamente sul terreno che gli era congeniale, quelli dei
rapporti umani, della sollecitazione all'impegno non passando però
dalla categoria della politica che, in fondo, la politica per
quanto dura, per quanto cinica possa essere, se condotta
esattamente con le regole della politica
In questi giorni ho rivisto Enrico Berlinguer quando dal carcere
giovanissimo arrestato per aver partecipato ad uno sciopero
passando cento giorni dentro quel carcere di Sassari raccontava
cosa era la politica. Lo fece da giovane e lo fece quanto dal palco
di Padova continuò a parlare nonostante fosse impedito nella
situazione fisica che lo portò di lì a qualche ora alla morte. In
fondo dall'antica Grecia ad oggi, passando da tutte le civiltà,
solo la politica, quella della moralità, dell'etica, del bene
comune vero, al di là dei posizionamenti su scelte economiche e non
sole, è la politica sola che può dare risposte in un momento
difficile come questo ed io, stasera come il 28 ottobre di due anni
fa, continuo a scommettere sul Partito democratico, su questa
maggioranza e sul presidente Crocetta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
continua dall'intervento dell'onorevole Panepinto. Diceva
l'onorevole Panepinto che la giornata di oggi ce la potevamo
evitare.
Dico ai colleghi della maggioranza di questo Governo che il nuovo
Governo e la designazione dei nuovi assessori sono la conseguenza
della giornata di oggi.
La mozione che il centrodestra ha presentato è stata una mozione
non presentata per pura demagogia, ma presentata come un'assunzione
di responsabilità nei confronti di quegli elettori, di quei
cittadini che avevano e che hanno riposto fiducia nella nostra
azione parlamentare. Di quei cittadini che ogni giorno ci chiedono
che cosa stiamo a fare in Parlamento.
Ebbene, noi in Parlamento oggi ci veniamo e ci veniamo ogni
giorno, ma ricordo ai cari colleghi della maggioranza di questo
Governo che se da mesi non si legifera in questo Parlamento,
sicuramente la colpa non è delle opposizioni, ma è uno stallo per
tutti i dissidi e per tutte le beghe interne della maggioranza. E
se oggi nasce un nuovo Governo, nasce perché c'è questa mozione di
sfiducia.
È vero, forse abbiamo fatto ricompattare il PD o la maggioranza,
ma non si è ricompattata rispetto ai problemi della Sicilia. Non si
è ricompattata perché due giorni fa c'erano i forestali sotto,
perché mentre c'erano i forestali sotto a scioperare eravamo tutti
in Aula e, soprattutto in Aula c'era l'opposizione. Loro erano
chiusi nelle segrete stanze a cercare un Assessore e a fare la
quadra sugli assessori di loro gradimento.
E, allora, se oggi questa ritrovata coesione è raggiunta a fatica,
noi non siamo in grado di stabilire se questa coesione sia per una
settimana, per un anno. È più facile pensare che l'unità di cui si
parla non duri che fino alla rottura del nuovo giocattolo concesso.
Io mi auguro, per il bene dei siciliani, che non sia così.
Un Governo, a mio avviso, si caratterizza per le azioni poste in
essere e nell'interesse della Sicilia e quando critico questo
Governo non intendo in alcun modo giudicare le persone che lo
compongono e naturalmente il Presidente Crocetta del quale, anzi,
apprezzo la straordinaria umanità e a cui riconosco onestà
intellettuale. Ma mi vedo costretta a condannare un operato
politico e amministrativo che non ha prodotto alcun risultato per
il rilancio di questa terra.
Posso citare i forestali, posso citare la formazione, posso citare
il Piano giovani, posso citare la legge sulle province. È vero,
questo Governo ha ereditato non so quali catastrofi. Ma che cosa
avrebbe dovuto fare al momento dell'insediamento? Vedere quali
erano i mali che aveva ereditato e lavorare immediatamente senza
indugio per cominciare a fare riforme di settore, non navigare a
vista. Quello dei forestali è un settore che va riformato, devono
essere stabilizzati, ancora sono lì perché non sono partiti i
progetti, perché ancora la Ragioneria centrale non ha registrato i
decreti e ancora non riescono a completare le ore. Non si sarebbe
dovuto arrivare là. Questo Governo ha avuto due anni per far sì che
per ogni settore che non andava ci fosse una riforma e una
riorganizzazione. Perché non lo ha fatto? Non lo ha fatto perché
non gliel'hanno neanche consentito, a mio avviso, al Presidente
della Regione.
Noi, oggi, stiamo qui a sfiduciare un Presidente della Regione, ma
io credo che la sfiducia la meriti la maggioranza di questo
Parlamento. Alcuni interventi forse oggi sanno di demagogia o di
ipocrisia quando dalle dichiarazioni di stampa sono state lanciate
offese nei confronti di questo Governo, non dall'opposizione ma
dalla maggioranza di questo Governo, ed allora questa ricompattata
unità è una ricompattata unità semplicemente perché le poltrone
forse sono state di gradimento ai partiti e perché il Governo
centrale, ricordiamolo, ha mortificato la Sicilia e ha mortificato
anche l'azione di questo Governo perché l'Assessore per l'economia
è stato designato da Roma.
Io non voglio ripetere ciò che hanno detto i miei colleghi, però
mi sta molto a cuore un tema. Un tema che io non ho mai
abbandonato, che ho sempre detto, che ho sempre sostenuto anche
separatamente, anche aspettando il Presidente Crocetta, perché
riguarda l'impiego dei fondi comunitari. La Sicilia poteva
ripartire, potevano ripartire i consumi e poteva ripartire
l'economia se solo le opere pubbliche, che rappresentano il volano
dell'economia sarebbero ripartite.
E invece no, perché questo Governo ha perso una occasione
importante e l'occasione importante è quella della spesa
comunitaria, ed anche se il mio intervento è tecnico, i tecnici,
gli addetti ai lavori comprenderanno in che momento e in che stato
si trova la Sicilia.
In questi giorni è stata detta la tesi secondo la quale la Regione
si è adoperata per rilanciare la spesa che tutto funziona bene. I
numeri sfoderati sia sui media nazionali che negli incontri
istituzionali dei recenti giorni risultano fuorvianti in quanto non
riconducibili al reale utilizzo dei fondi strutturali ai fini dello
sviluppo dell'Isola ma spesso - mi si permetta il paragone -
sembrano solo giochi di ingegneria finanziaria, funzionali
solamente a strillare che siamo capaci di disimpegnare risorse.
Sono pochissime le risorse realmente spese e funzionali allo
sviluppo. A tal proposito si ricorda che la prima significativa
strategia è stata quella di destinare ingenti risorse dei fondi
strutturali - FESR e FES - a programmi di iniziativa comunitari
Jessica, riqualificazione urbana e Jeremy, sostegno all'avvio delle
piccole imprese. Tale operazione ad oggi ha prodotto soltanto il
trasferimento delle risorse dai fondi di cui sopra alle banche che
avrebbero dovuto occuparsi dell'erogazione dei prestiti agevolati.
E allora, la destinazione e l'utilizzo di queste somme quale è
stata?
Altro mirabile impegno dei fondi è stata la destinazione di parte
dei fondi strutturali FESR e FES nei piani di azione e coesione
(PAC) di incerta attuazione.
Non solo. A seguito del trasferimento delle risorse dei programmi
operativi ai PAC, i programmi operativi della Regione hanno subito
un notevole ridimensionamento. Infatti, il programma operativo 2007-
2013, a causa della mancata attuazione, ha subito una decurtazione
di un miliardo 679 mila 868 euro sui circa 6 miliardi previsti.
Il PO FESR ha subito una decurtazione di 452 milioni di euro della
quota nazionale (piano giovani) e come si evince dalla delibera di
Giunta n. 298 del 22 ottobre 2014 sarà possibile un ulteriore
taglio di 242 milioni. Io mi chiedo dove andrà questa Sicilia.
Dunque, i miliardi di euro decurtati dal PO FESR e dal FES
rappresentano una parte di cofinanziamento nazionale. Tale scelta
ha duplice motivazione. Da un lato si evita il disimpegno
automatico poiché con meno risorse a disposizione ovviamente la
spesa da fare e il disimpegno risulterà inferiore e soprattutto la
spesa graverà sempre più sulla quota comunitaria. Dall'altro
permette allo Stato centrale di non finanziare prettamente il
Programma operativo FESR violando di fatto l'accordo con la
Commissione e la Regione siciliana.
Un'altra creazione creativa di ingegneria finanziaria volta alla
scriteriata capacità di spesa dei fondi strutturali riguarda il
continuo ricorso a quelli che tecnicamente vengono definiti
progetti sponda retrospettivi. Si tratta di rendicontare a carico
della quota FESR i progetti che sono stati già finanziati con il
CIPE nel 2005.
Allora si chiede al Governo di evitare di gridare cifre che non
corrispondono al vero e che non corrispondono allo sviluppo
dell'Isola ma solo a conservare le poltrone ai burocrati
responsabili della gestione dei fondi strutturali ed evitare
l'umiliazione di essere controllati da una task force nazionale che
comunque in questi anni è stata già presente senza nessun risultato
in termini di reale sviluppo per l'Isola ma esclusivamente volta a
fare gli interessi dei governi romani che hanno l'interesse di
investire sempre meno per le regioni del Sud.
Inoltre strillare che finalmente abbiamo l'assistenza tecnica del
FORMEZ, ente controllato da Roma quindi anch'esso utile a fare gli
interessi romani, risulta inutile in quanto i diversi programmi
operativi hanno in questi anni usufruito di assistenze tecniche
costate decine di milioni di euro.
A proposito dell'assistenza tecnica di FORMEZ che, ripeto, era già
presente, si tratta di una estensione del contratto, carissimo
Presidente e carissimi colleghi, non v'è stata fatta all'evidenza
pubblica. Noi regaliamo alla FORMEZ somme che vengono prese dal
capitolo della capacità istituzionale, cioè somme che erano
destinate a formare i dipendenti dei Comuni, i dipendenti delle
amministrazioni periferiche. Ecco che cosa ha prodotto questo
Governo. Forse questa sera
PRESIDENTE. E' scaduto il tempo a sua disposizione.
FALCONE. Ritengo giusto che la collega finisca di esporre il suo
pensiero.
GRASSO. Forse questa sera la mozione non passerà, ma da siciliana
auspico a me stessa ed ai siciliani che la maggioranza di Governo
smetta di litigare e che da domani si rimbocchi le maniche e
cominci a pensare veramente ai problemi di questa Sicilia che sta
morendo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono ancora altri 19 iscritti a
parlare. Vi chiedo, siccome più colleghi mi hanno chiesto di
compensare minuti con altri Gruppi, di non mettermi in difficoltà.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assenza del
presidente Crocetta mi lascia francamente indifferente, quindi
procedo nel mio intervento, perché sono convinto che il presidente
Crocetta non ascolti o non voglia ascoltare, non intenda ascoltare
o faccia solo finta di ascoltare, anche quando si trova in Aula,
egli del resto non è un uomo della politica, non è forse un uomo di
questa Terra, è un uomo che appartiene alla metafisica, che
appartiene all'iperuranio di Platone, perché parla di una Sicilia,
di una realtà siciliana, di una società che vede soltanto lui.
Parla di risultati del suo Governo in questi primi ventiquattro
mesi di attività, che vede e conosce soltanto lui; che non vedono
invece i siciliani, che sono uomini e donne di questa Terra.
Ha voluto sminuire il valore delle due mozioni di sfiducia,
parlando di contraddizioni interne o di contraddizioni tra di
esse. Io vorrei ricordare, perché affido qualche minuto di
considerazione, spero, alla buona politica, sarei persino tentato
di riprendere il più sciagurato, malaccorto, sprovveduto e
sgradevole intervento di stasera, quello dell'onorevole Malafarina,
ma non merita quell'intervento nemmeno una parola da parte mia o da
parte di altri, qualificandosi da sé per quel che è stato detto.
Vorrei ricordare come nasce la mozione di sfiducia del centro-
destra, qual è la sua genesi, perché il centro-destra e poi il
Gruppo del M5S presentano mozione di sfiducia. Perché se non
partiamo dall'origine, se non partiamo dalla giustificazione
iniziale, rischiamo di non comprendere nulla.
La mozione di sfiducia del centro-destra nasce nel momento dello
scontro più duro tra il Partito Democratico e la Giunta regionale
di Governo e, per essa, il presidente Crocetta. Si è detto e si è
ricordato, senza tralasciare i dettagli di questa vicenda politica
che ha contraddistinto la vita di quest'Assemblea e la vita del
Governo negli ultimi mesi, interventi durissimi, interventi spesso
molto più duri e molto più argomentati e molto più documentati
perché notiziati dall'interno dagli stessi esponenti della
minoranza, della cosiddetta opposizione , e quindi la mozione di
sfiducia nasce come atto politico non soltanto per rinsaldare il
centro-destra parlando, finalmente, un linguaggio univoco, ma nasce
anche per comprendere se su quei banchi siedono uomini coerenti tra
quel che fanno e quel che dicono, uomini che sappiano far prevalere
le ragioni di un popolo siciliano che non ne può più, oppure le
ragion politiche o, ancora peggio, le ragion di partito.
Potrei ricordare quello che è stato detto nei confronti, per
esempio, dell'assessore Scilabra da parte di autorevoli esponenti
del centro-sinistra e la difesa strenua, a parole, del Presidente
Crocetta nei confronti dell'ex assessore Scilabra, per poi invece
dovere registrare la sconfitta perché l'assessore Scilabra non è
più tale.
O i trentasei giorni di assessorato di tal Giarratana, che abbiamo
visto in Aula credo soltanto una volta e che i siciliani non hanno
avuto né modo né tempo di apprezzare.
Non parliamo, poi, della delusione, anche sul piano umano, della
ex segretaria divenuta l'assessore al turismo della Regione
siciliana, dott.ssa Stancheris.
Non vogliamo poi ricordare tutte le altre dichiarazioni che sono
state fatte, ma mi fermo a quella di stamattina del segretario
regionale del Partito Democratico. Dice l'onorevole Raciti: Il
nuovo assessore all'economia è stato indicato dal Governo nazionale
per lavorare sulle emergenze virgolettato (pagina 2 del Giornale
di Sicilia di stamattina). Lo avrei voluto ricordare al Presidente
Crocetta che notoriamente, perché lo ha dichiarato in sede
giudiziaria, non legge i giornali e quindi avrei potuto fare questa
rassegna per lui stasera.
Che cosa significa? Significa che due anni non sono bastati per
affrontare le emergenze
Non parliamo di nodi strutturali, non parliamo di soluzioni vere,
non parliamo di questioni sostanziali ma, soltanto, di emergenze E
adesso, Crocetta sotto tutela. Adesso una giunta regionale di
governo che sarà, probabilmente, sotto tutela ed, anzi, a cui
saranno affidate le tutele come si fa con gli interdetti. Agli
interdetti si nominano i tutori.
Presidente Crocetta, lo legga il rapporto SVIMEZ e si accorgerà
che quella Sicilia di cui lei parla non esiste. Si accorgerà che la
spesa europea è molto indietro:
- Attività produttive: disponibili 774 milioni, spesa 191;
- Energia: disponibili 313 milioni, spesa 54;
- Famiglia: disponibili 122 milioni, spesa 11 milioni (il 9%);
- Scuole: disponibili 89 milioni per ristrutturazioni e 67 per
attrezzature scolastiche, al palo zero neanche una lira
Questi sono i temi che avremmo voluto ascoltare, avremmo voluto
sentire, affrontare dal Presidente Crocetta. Sul fenomeno
dell'immigrazione: Regione assente Minori non accompagnati,
strutture ormai strangolate chiudono e lasciano i ragazzi davanti
le prefetture.
In valore assoluto, il PIL in Sicilia meno 27 per cento negli
ultimi 12 mesi. Consumi meno 13 per cento; investimenti meno 53 per
cento. Tutti i saldi sono assolutamente, negativi. Non una parola
in sede di programma, di progetto. I motori dello sviluppo, la
rigenerazione urbana, le aree interne, oltre il 70 per cento della
popolazione siciliana vive nelle aree interne che sarebbero, e
potrebbero essere, un inesauribile volano economico. La logistica,
l'area euro-mediterranea come zona di libero scambio e spazio unico
di produzione: la Sicilia, assente
Industria culturale: in tutta Italia l'occupazione nel settore
culturale aumenta, in Sicilia meno 4,8 per cento.
Presidente Crocetta, il problema non era la Giunta, lei ha
macinato uomini e donne in Giunta, il suo partito sa bene qual è il
problema, i suoi deputati lo sanno bene qual è il problema. Il
problema non è la Giunta ma il Presidente, un Presidente che ha
inaugurato la tecnica di segnalare i problemi, di indicare i
problemi, ma di non risolverli mai perché non è attrezzato per
risolverli, e questo i siciliani lo hanno capito. E ha dato vita al
Governo più succube rispetto al centralismo romano di tutta la
storia dell'autonomia siciliana, non soltanto per quella vergognosa
transazione con il Governo, 4,4 miliardi e mezzo di euro a fronte
di poche briciole, ma assumendosi una responsabilità storica che lo
relegherà all'oblio e alla condanna.
Si, onorevole Cracolici, avevamo pensato che qualcuno del
centrosinistra potesse votarla la mozione di sfiducia del
centrodestra e del Movimento Cinque Stelle, lo avevamo pensato,
forse c'eravamo illusi, ma prevale la ragion politica, la ragion di
partito, anche negli uomini che di marmellata si intendono. Ma
c'eravamo rivolti, forse speranzosi, ai pasticceri che la
marmellata l'hanno fatta negli anni scorsi in questa Assemblea
Regionale Siciliana, consentendo la vita e la sopravvivenza di un
Governo che, come tutti i Governi, ha le sue luci e le sue ombre.
Per questo la nostra posizione politica, il nostro voto sarà con
convinzione a favore della mozione di sfiducia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha
facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Crocetta, lei si è insediato da due anni e la domanda che mi faccio
e che esterno anche a tutti i colleghi, ai siciliani, è se in
questi due anni la Sicilia sia cambiata, cioè se oggi si viva
meglio rispetto a due anni fa, se i lavoratori disoccupati, gli
artigiani, le imprese, i commercianti, oggi possano disporre di
maggiori risorse rispetto ad allora. La risposta che mi do, e i
numeri peraltro li ha anche citati in maniera egregia l'intervento
che mi ha preceduto, è ovviamente un no, secco e convinto.
Vorrei chiedere all'onorevole Malafarina in quale Sicilia lui
vive, visto che nel suo intervento ha parlato di Paese in lenta
ripresa.
Due anni di mal governo, di Governo assolutamente inesistente,
insipido, incapace, impalpabile, hanno reso la vita dei nostri
concittadini peggiore di quella di due anni fa. E non parliamo più
di crisi economico-finanziaria, parliamo proprio di disagio
sociale. E la colpa, la responsabilità di tutto questo, è solamente
del Presidente Crocetta, che è assente.
Io mi ero preparato un discorso che sottolineava ed evidenziava
tutti i punti che sono stati però già ampiamente detti, e non ha
senso ripetersi. E di tutti questi fallimenti, la colpa per il
Presidente Crocetta è sempre degli altri. E' una ostenta litania
quella che si ripete incessante, è colpa dei partiti, è colpa del
destino cinico e baro, è colpa del Parlamento, di questo
Parlamento, quello che il Presidente stesso qualche mese fa ha
accusato essere frequentato e composto da mafiosi, quindi
ricordiamocele queste cose quando il Presidente si indigna per
l'intervento del mio capogruppo.
La mafia, io sono antimafioso dalla testa ai piedi, è antimafioso
tutto il gruppo di cui faccio parte, sono antimafiose le migliaia
di attivisti del Movimento Cinque Stelle in Sicilia, è antimafioso
Beppe Grillo. Non permetto che l'onorevole Malafarina possa
insinuare cose diverse.
La mafia in Sicilia esiste, adesso, ora, è potente, è forte,
controlla il territorio, contribuisce a bloccare lo sviluppo
economico, fa affari e tutela interessi di parte.
Ma in Sicilia c'è anche antimafia, e non mi riferisco a quella
vera, quella dei magistrati, quella delle agende rosse, quella
delle scorte civiche, quella dei commercianti che combattono il
racket, quest'antimafia opera in silenzio, denuncia senza portarsi
appresso le telecamere, opera nel rispetto della legge con
trasparenza, cerca e spera di avere uno straccio di sviluppo per la
nostra isola, non ha affari da fare e non ha interessi da tutelare.
Questo tipo di antimafia vedrà sempre noi del Movimento Cinque
Stelle al suo fianco, e la difenderemo fino alla morte.
Mi riferisco all'altra antimafia, quella parola degli indignati a
convenienza, quella o si è con me o si è mafiosi, quella del
Presidente Crocetta, la sua, quella che continua a fare affari,
quella che blocca lo sviluppo economico di questa Terra, quella che
ha interessi di parte da tutelare.
E' giusto per non lasciare solo alle parole e citare dei fatti,
mi riferisco a Villa S. Teresa di Bagheria, bene confiscato alla
mafia, azienda di primo piano nel settore sanitario che il
presidente Crocetta, appena insediato voleva portare giustamente
all'interno della sanità pubblica. Chissà perché da allora è sceso
il silenzio su Villa S. Teresa. Perché? Perché evidentemente ci
sono affari di una certa antimafia da portare avanti.
Noi non facciamo parte di questa antimafia, noi stiamo con chi
l'antimafia la fa rischiando la vita sul serio. Concludo. La
mozione di sfiducia resta, onorevole Cracolici, perché prima delle
ragioni della politica, secondo noi, vengono le ragioni dei
siciliani che, in questo momento, sono stanchi, sono stufi, sono
disperati.
Noi non facciamo altro che portare qui dentro queste ragioni.
Continueremo a provare in tutti i modi, consentiti dalla legge e
dallo Statuto a mandare via questo Governo per dare una speranza ai
siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Signor Presidente onorevoli colleghi, intanto ringrazio
i miei colleghi Alongi e Germanà che mi stanno dando la possibilità
di utilizzare tutto il tempo a disposizione così come ringrazio il
capogruppo del Misto per avermi dato la possibilità di integrare
alcuni minuti.
Io partirei Presidente, da un dato.
PRESIDENTE. Scusi onorevole, la richiamo perché si apre così una
nuova ondata di interventi. Onorevole Vinciullo, penso che tutti
hanno diritto di intervenire in base alle regole che ci siamo dati.
Lei ha affermato che il Presidente del gruppo Misto le ha concesso
dei minuti. Vedetevela fra di voi. Non scherziamo perché
obiettivamente è tardi, io non mi sono alzato se non per pochi
minuti da questa sedia. Onorevole Fazio, quanti minuti le ha
concesso.
Va bene, ho capito. Dategli i minuti a disposizione del gruppo
Misto. Però, scusate non è modo di fare. Se c'è un contingentamento
dei tempi ha un senso. Non è una trattativa.
VINCIULLO. Grazie dell'opportunità che mi dà.
PRESIDENTE. Scusi, quanti sono i minuti a disposizione?
Diciassette minuti. Li dividiamo. Otto a Vinciullo e nove a
Formica.
VINCIULLO. Presidente, grazie di questa opportunità che mi viene
data. Veda innanzitutto, vorrei iniziare stigmatizzando il
comportamento del Presidente della Regione non perché non sia
presente in Aula ma per un fatto gravissimo che è accaduto e che
nessun collega, fino ad adesso, ha citato.
Veda poco fa, con la leggerezza che lo caratterizza, proprio di
una libellula, il Presidente Crocetta ha parlato di Suslov e ha
parlato di questo signore come se fosse l'ideologo del partito
comunista, dimenticando che si tratta del più feroce, insieme a
Stalin, criminale che ci sia mai stato sulla faccia della terra. Lo
ha fatto come se stesse parlando di un signore qualsiasi, di
Antonio Gramsci, di un uomo che poteva essere da esempio per questa
Assemblea dimenticando ripeto che stava parlando di un feroce
assassino.
Ciò posto, questa fa parte della caratteristica del presidente
Crocetta ed è la componente che caratterizza il soggetto. Io, però,
voglio rispondere a ciò che argutamente ha detto l'onorevole
Cracolici e poi ha ripreso l'onorevole Panepinto.
Tutti e due hanno posto un problema serio a cui noi del
centrodestra uniti daremo le giuste risposte. Onorevole Cracolici,
lei dice che il Governo che fino a qualche mese fa lei stesso
definiva il Governo dei gabinetti, quel Governo, contro il suo
compagno di partito, si è scagliato dicendo che era stato fatto
voto di scambio e non lo dobbiamo dimenticare, quel Governo non c'è
più.
C'è un nuovo Governo, ma per essere chiari noi non ce l'abbiamo
solo col Presidente Crocetta, noi siamo contro la maggioranza che
fino ad oggi ha sostenuto il Presidente Crocetta e quella
maggioranza continua ad esistere per cui non viene assolutamente
meno il motivo per il quale noi oggi presentiamo, insieme al
Movimento Cinque Stelle, la mozione di sfiducia e la portiamo fino
a casa perché veda, onorevole Panepinto, se oggi la Regione
siciliana si trova in questa situazione, la colpa non è solo del
Presidente Crocetta, la colpa è degli assessori che gli avete dato,
la colpa è dei vostri segretari regionali, che anziché dare vita ad
una cabina di regia cercando di imbrigliare l'uomo Crocetta lo
avete massacrato sui mass-media, la responsabilità è degli
assessori che da perfetti incompetenti, ed era qualcosa che abbiamo
sempre detto in questi mesi, sono andati a ricoprire, a svolgere
ruoli e compiti di cui erano assolutamente inadeguati.
La mozione di sfiducia ha motivo di continuare ad esistere perché
inadeguata è stata la maggioranza, inadeguata è stata la
rappresentanza assessoriale, inadeguato è stato il Presidente della
Regione che voi avete scelto, che voi non avete sostenuto come
dovevate e che, di conseguenza, insieme a voi deve andare via
perché questa non è la sconfitta di Crocetta, caro Presidente Di
Mauro, è la sconfitta di una pseudo maggioranza che non ha vinto
mai le elezioni perché avete avuto la possibilità di avere i
presidenti solo perché ci siamo presentati divisi e proprio perché
non avete la maggioranza all'interno del Paese e della Regione
siciliana avete cercato di occupare in maniera ignobile tutti i
posti.
Mi dispiace che non c'è l'onorevole Sorbello che poco fa, anche
per ciò che gli era stato detto, si è lasciato andare a delle
considerazioni. Noi del Nuovo Centro Destra non siamo interessati a
poltrone. In questo scambio che sta avvenendo di ingegneri capi del
genio civile non ne vogliamo sapere, siamo fuori e fuori vogliamo
rimanere, non abbiamo segnalato nessuno, così come non abbiamo
segnalato nessuno nemmeno in questi giorni a Siracusa, dove si è
costituito un nuovo consiglio d'amministrazione attraverso il quale
parecchi deputati che fino ad oggi erano stati contrari al governo
improvvisamente hanno cambiato idea, e non è stato il Padreterno a
convincerli sulla strada verso Damasco che bisognava cambiare idea
nei confronti del governo, ma sono state fatte cose ben più
meschine, cose molto più semplici.
Onorevole Cracolici, lei col solito straordinario intuito
politico, aveva pensato che era venuta meno la ragione per cui noi
facciamo insieme al Movimento Cinque Stelle questa mozione di
sfiducia. Non è assolutamente venuto meno il motivo politico che
sta alla base di questa sfiducia. Il problema non è Crocetta, il
problema è il centrosinistra, siete voi che avete in questi anni
dimostrato di non essere in grado di assumere le leve del potere in
Sicilia. Né è possibile immaginare, ascoltare qui qualcuno che fa
le pulci al centrodestra quando con Lombardo ci siete stati voi al
Governo. Per essere chiari voi siete la continuazione di quel
Governo
(Applausi dai banchi del Movimento Cinque Stelle)
VINCIULLO. voi siete la continuazione anche attraverso gli
assessori oggi scelti di quel Governo che in teoria avete
combattuto. Lei parla di assassinio della sanità. Ma colui il quale
è passato alla storia come quello che ha assassinato la sanità
pubblica, oggi è vostro alleato. Non è assolutamente alleato del
centro-destra. E' con voi e con voi sostiene questo Governo. E non
è possibile pensare che se stanno con noi allora vanno bene,
altrimenti...
Onorevole Sorbello, l'ho citata in senso positivo, non per
polemizzare
Dicevo, quindi, che questa doppia morale, se stanno con noi sono
meschini, se sostengono voi gli abbiamo cancellato tutti i peccati.
Questo potere taumaturgico non vi appartiene. Non avete le
caratteristiche morali, non ne avete nemmeno le possibilità di
poterlo sostenere.
Lei poco fa ha citato un ex deputato di Alleanza nazionale. Non lo
faccia mai più Quel deputato non si è interessato delle cose di
cui lei dice. Quel deputato semmai ha cercato di porre ordine nella
gestione della formazione. Poi, capisco che voi sulla formazione
professionale volete continuare una lotta intestina, ma non ci
trascinate nelle vicende di casa vostra e non ci coinvolgete in
cose che non ci riguardano completamente.
Veda, signor Presidente dell'Assemblea, noi oggi ci troviamo di
fronte ad una situazione drammatica che è figlia di due anni di mal
governo che ereditiamo dalla passata legislatura. 883 milioni di
euro non sono stati ancora spesi. E, oggi, nel formare il nuovo
Governo non sappiamo ancora se l'assessore per il bilancio avrà la
delega per i fondi strutturali oppure non l'avrà. Che è di
fondamentale importanza. Ed è anche il motivo per il quale il
passato assessore per il bilancio, Luca Bianchi, ha fallito. Era
assessore per il bilancio e non era assessore ai fondi strutturali.
Le province. Ma possiamo far finta di non capire che il momento di
crisi, il dramma sociale che si vive nelle province è frutto di
quella legge? E a questo proposito voglio dire a tutti: smettetela
con la strumentalizzazione del Movimento Cinque Stelle. I colleghi
del Movimento Cinque Stelle sono uomini e donne libere. Votano a
prescindere dalla nostra volontà. E, quindi, non è possibile che se
votano la legge a favore dell'abolizione delle province vanno bene.
Poi, se invece successivamente nella loro assoluta libertà votano
un altro provvedimento che non è gradito al Governatore, allora,
devono essere messi all'indice? Ma sono quelli che il giorno prima
avevano consentito al Governo di portare al termine alcuni
progetti. E ce lo siamo dimenticati quando la maggioranza andava
nei banchi dei deputati del Movimento Cinque Stelle a pietire il
voto dei deputati? Lo abbiamo dimenticato? Oggi, improvvisamente
sono diventati i rappresentati del demonio, del diavolo, della
mafia. Ma cosa c'entrano i colleghi che hanno sempre dato
dimostrazione e prova di assoluta serietà, con quello che dice il
leader? Pensate che tutto ciò che dice Angelino Alfano o nel
passato Berlusconi, io lo avevo accettato come cosa mia? Ognuno di
noi è libero, risponde alla propria coscienza, risponde al proprio
io, non ai propri leader.
Sulle province non solo abbiamo creato il disastro ma la cosa
ancora più grave è che ci siamo dimenticati di inviare i missi
dominici a controllare questi cosa facevano nelle province.
MUSUMECI. In che senso?
VINCIULLO. In senso negativo, sia chiaro. Alcuni di loro si sono
dedicati agli ozi tipici di Annibale, di Capua; altri agli ozi
catulliani. Pochi hanno amministrato veramente le province.
E dopodiché, è venuto fuori che sui forestali siamo stati noi, il
Parlamento, questa Assemblea, tutti insieme a risolvere nel bene e
nel male il problema. Perché il Governo non esisteva e perché fin
quando c'è stato il Governo non siamo riusciti a portare a casa il
provvedimento.
Sull'edilizia, poco fa l'onorevole Ioppolo ricordava che siamo
stati massacrati dallo SVIMEZ. Presidente Ardizzone, lei lo sa
quanti sono i progetti finanziati che ad oggi non sono partiti? 415
progetti finanziati, e sono fondi che, se noi non utilizzeremo
entro il 31 dicembre dell'anno prossimo, andranno perduti e
verranno riassorbiti dalla Comunità Europea. E poi, tutta una serie
di gestioni che ci lasciano stupefatti - caro Presidente Malafarina
che vedo che ritorna - nonostante siamo stati in Aula notte e
giorno ed abbiamo aggiustato i provvedimenti del Governo.
Vi vorrei ricordare quanti articoli approvati da quest'Aula, dalla
maggioranza, poi sono stati cassati dal Commissario dello Stato, il
che era la prova che non è il Presidente Crocetta che non funziona
ma è la maggioranza, sono coloro che lo sostengono perché non è ben
consigliato, perché non è ben aiutato. Ancora una volta ci troviamo
di fronte a degli assessori che questa sera dovevano essere
presenti, che avrebbero dovuto giurare, che avrebbero già dovuto
avere le deleghe, invece non hanno nulla. Siamo solo ed
esclusivamente in attesa che la Comunità Europea continui ad
intervenire contro di noi.
Continuo a ricordarci che siamo inadempienti, che siamo
inadeguati, che siamo incapaci. Cioè siamo la Regione che si
presenta alla TV da Giletti e non pensa nemmeno di prepararsi. Per
cui non abbiamo nemmeno il vero numero dei forestali, che non sono
26 milioni, 28 milioni, 32 milioni, sono un numero di molto
inferiore. Perché vedete i 4 mila forestali della Lombardia
lavorano per 365 giorni l'anno. I 3.558 forestali del Trentino
lavorano per 365 giorni l'anno. I nostri 8.658 lavorano per 78
giorni, e quindi significa che sono esattamente un quinto di quello
che risultano sui numeri. Gli altri tremila lavorano per 101
giorni, gli altri per 151. Questo che nessuno riesce a capire, che
questo numero di molto inferiore quindi a quelli che lavorano nel
Trentino, nel Veneto o nella Lombardia dove lavorano per 365 giorni
l'anno. Perché non abbiamo la voglia, il coraggio, la forza di
sederci e studiare.
Fare politica significa anche studiare, fare politica non
significa soltanto perdere tempo e bighellonare. Fare politica
significa cercare di trovare soluzioni e le soluzioni si trovano
attraverso il lavoro e non attraverso i capricci o le risposte
piccate o velenose. Mi pare sono stati cambiati 33 assessori, 32
assessori, non era mai successo. Nemmeno Lombardo era riuscito a
cambiare tanti assessori con la stessa continuità. Abbiamo
assessori che durano una settimana, quindici giorni, il tempo di
una campagna elettorale, ma pensate che è immorale una cosa del
genere. Pensate che è possibile piegare la volontà della Sicilia
alle elezioni che si tengono in Provincia di Siracusa in due comuni
e per cui improvvisamente il sovrintendente, l'assessore, arrivano
tutti da Rosolini come se quello era il centro del mondo. E dopo
otto giorni della chiusura della campagna elettorale ci siamo
dimenticati dell'assessore Giarratana, a cui va la mia solidarietà
e quella di tutti i deputati, perché nessun uomo può essere
utilizzato per una stagione solo per qualche giorno.
E allora vedete, poco fa la collega Ciancio ha usato un termine
molto bello che credo possa rappresentare la politica di Crocetta.
Ciancio dice: basta non fare quello che fa il Presidente per
governare bene . Io mi vorrei permettere di chiosare quello che ha
detto la collega
e dire basta. Non fare quello che fa questa maggioranza di centro
sinistra per governare bene la Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, aveva ancora un minuto e undici
secondi. Mi ha deluso.
SORBELLO. Chiedo di intervenire per fatto personale.
PRESIDENTE. Non ha detto Sorbello.
SORBELLO. Voglio intervenire per fatto personale.
PRESIDENTE. Allora, interviene dopo l'onorevole Formica.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace che
non ci sia in Aula il presidente Crocetta e rispetto a tutti gli
interventi che ho ascoltato questa sera, soprattutto anche agli
interventi interessati, alle soluzioni anche interessate che sono
state suggerite dalla maggioranza e dal suo rappresentante che, il
presidente bontà sua, ha paragonato a Suslov e fra questi mi ha
colpito molto l'invito rivolto ai presentatori della mozione di
sfiducia di ritirarla e di ritirarla con una giustificazione
alquanto fantasiosa, susliana, che è quella, secondo lui, che
considerato che non ci sono i motivi o le speranze che la mozione
di sfiducia passi, quando non ci sono queste condizioni la mozione
di sfiducia non dovrebbe presentarsi. Cioè, come a dire presentate
la mozione di sfiducia quando siete certi che questa passerà. E'
uno strano modo di pensare agli strumenti della democrazia.
Forse, era un tentativo ultimo, estremo di cercare di sottrarsi
agli occhi, all'udito dei siciliani che stanno soffrendo sulla loro
pelle il nulla con cui siamo confrontati, un nulla che non è
inerme, un nulla che sta causando la distruzione di questa Regione.
E vedete sui motivi elencati per presentare questa mozione di
sfiducia basterebbe semplicemente, senza aggiungere altro, leggere
ed elencare tutte le dichiarazioni che da questa maggioranza e
segnatamente dal PD sono state rivolte all'indirizzo del presidente
Crocetta e del suo Governo.
Basterebbe mettere in fila tutto ciò che hanno detto contro
Crocetta, deputati del PD e i deputati della maggioranza, di questa
sua maggioranza che, ripeto, si è formata in Parlamento, che non è
uscita dalle elezioni e si è formata in Parlamento per le note
transumanze a cui abbiamo assistito e che non dobbiamo smettere di
sottolineare e che hanno portato alla composizione e scomposizione
di un numero rilevantissimo di governi, se siamo ancora al secondo
anno.
Ma la cosa che qui ci preme ricordare è che non c'è una delle
promesse che è stata fatta dal Presidente della rivoluzione che si
è tradotta poi in un'azione reale, in un'azione vera. Stiamo
assistendo alla rivoluzione che si è alla fine fermata alla
rivoluzione della prassi, delle procedure e del non rispetto delle
leggi. Perché una miriade di atti di questo Governo si sono
infranti poi o sotto le forche gaudine del Commissario dello Stato,
oppure sono state annullate dai TAR, dal CGA e dagli organi
competenti a controllare la legalità degli atti.
Sì, è vero, c'è stata una rivoluzione, ed è stata la rivoluzione
di chi ha deciso di non rispettare le leggi, le prassi e le
procedure. Questa è la rivoluzione a cui abbiamo assistito in
questi due lunghissimi anni, perché il tempo passa e se la
situazione economico-sociale dei cittadini è accettabile, è un
tempo che magari non viene notato nella sua lentezza o velocità. Ma
quando questo tempo è coniugato con una situazione economico-
sociale che definire sull'orlo dell'abisso è sempre dire poco,
rispetto alle condizioni che stanno subendo i siciliani, allora due
anni sono lunghissimi, due anni sono un'eternità. E ci atterrisce
il pensiero di altri tre anni, a cui forse si riferiva l'onorevole
Cracolici e gli altri esponenti del PD e della maggioranza che si
sono augurati che ci sia una nuova ripartenza.
Ma una nuova ripartenza con un nuovo Governo per fare cosa?
Premesso che la mozione di sfiducia è nei confronti del governatore
e non del Governo, premesso altresì che abbiamo visto all'opera
questi governi e quello che hanno fatto, la ripartenza significa
solo vi abbiamo massacrato ma non abbastanza - rivolto ai
siciliani - e pensiamo di continuare il massacro ed eliminare
definitivamente la speranza per sempre . Perché non ci può essere
altra spiegazione all'invito di non presentare la mozione di
sfiducia che ci è stato fatto questa sera o, addirittura, di
ritirarla per motivi tecnici. E quali sarebbero questi motivi
tecnici? Il fatto che abbiamo distrutto tutti e 12 i settori che
compongono i dipartimenti della Regione, il Governo della Regione,
non ce n'è uno che non sia stato raso al suolo. Li vogliamo
elencare? I rifiuti: dal Governo della rivoluzione abbiamo
assistito alla moltiplicazione delle discariche, che magari vanno
ad accrescere le fortune dei possessori di queste discariche.
Possiamo ancora parlare di rivoluzione in un settore che causa
centinaia di milioni di euro all'anno di deficit, di buco nelle
casse della Regione e che prima o poi manderà in default tutti i
comuni della Sicilia?
Possiamo parlare di rivoluzione quando nessun atto è stato messo
in piedi per eliminare la vergogna delle discariche? Cosa è
cambiato? Quale programmazione si è fatta a proposito degli
impianti? Quali iniziative sono state poste in essere per cercare
di avvicinarci, non dico ai paesi migliori, ai paesi più avanzati,
ma quanto meno al resto d'Italia, di quella parte d'Italia che in
qualche modo funziona? E se non sono stati posti in essere neppure
gli strumenti programmatori per risolvere il problema, come si
pensa di continuare ad abusare della fiducia dei cittadini ancora
per altri tre anni?
Forse hanno ragione coloro i quali, ormai apertamente per le
strade, dicono che vale più il tentativo di mantenere lo scranno in
Parlamento che la perseveranza nel ricercare il bene comune dei
cittadini.
Come possiamo sottrarci a questa constatazione quando vediamo che,
dai rifiuti alla sanità, assistiamo allo smantellamento
dell'offerta sanitaria, oggi non vi è chi non è confrontato con la
costante ricerca di un posto di ricovero che non c'è, di una
prestazione diagnostica che viene ritardata e posta a sei mesi, a
un anno.
E ancora, pensiamo che sia stata intempestiva la mozione di
sfiducia? Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Non è compito
dell'opposizione curarsi del fatto che la maggioranza si ricompatta
o meno. E' compito dell'opposizione fare il proprio dovere,
segnalare le cose che non vanno e dire ai cittadini le inefficienze
che i cittadini stessi vivono sulle loro spalle e, quindi,
assumersi le responsabilità, una responsabilità di ognuno di noi di
fronte ad un Governo che non funziona, di fronte ad un governatore
che non ha voluto o non ha potuto o non è stato messo in condizione
dalla sua maggioranza di poter portare avanti il programma
rivoluzionario annunciato. Beh, il compito dell'opposizione in
questi casi è uno e uno solo, non ce ne possono essere altri.
Non ci sono vie d'uscita. O si è consapevoli del fatto che si è
assistito al più grande disastro che questa Terra abbia mai potuto
conoscere, oppure bisogna continuare a mentire, nascondersi la
testa come gli struzzi sotto la sabbia.
Beh, noi non facciamo parte di coloro che si nascondono la testa
per non dire o affrontare la verità. E se ognuno di voi dovesse
dare ascolto alla propria coscienza, sarebbe fermamente convinto
che la sfiducia andrebbe votata.
Ieri, non oggi. Non un minuto in più né un giorno in più. Il PD la
deve finire di essere partito di lotta e di Governo. E' esploso il
caso a livello nazionale e il PD la deve smettere di prendere
ancora in giro gli italiani, la deve smettere con un partito che va
in piazza e mobilita un milione di cittadini contro il Governo
guidato da un esponente del PD e contestualmente stare al Governo e
dire agli stessi cittadini che sta lavorando per il loro bene, per
risolvere i loro problemi.
Partito di lotta e di Governo. Non è più tempo di slogan, non è
più tempo di slogan per i lavoratori della formazione che hanno
perso il loro lavoro e il loro stipendio; non è più tempo di slogan
per i lavoratori della forestale; non è più tempo di slogan per gli
articolisti, per i precari e, soprattutto, mi rivolgo al Presidente
della Regione, non si faccia, nelle trasmissioni televisive,
insultare con le menzogne più grandi da coloro i quali sono stati
gli artefici dello scandalo Mose che dava un miliardo di euro
all'anno al Veneto ed a quelle popolazioni, a quelle regioni, a
spese degli italiani, da coloro i quali con lo scandalo EXPO hanno
sottratto miliardi agli italiani (i forestali costano soltanto 200
milioni di euro, 270 milioni di euro). Solo con la tangente del
Mose si pagherebbero i forestali per cinque anni.
Presidente Crocetta abbia la dignità di presentarsi e, finisco,
per sollevare l'onore di questa Terra che è anche la sua.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa sera il
Gruppo parlamentare ha ricevuto una telefonata dal presidente
Berlusconi, che sta attenzionando, come sempre, le vicende della
Sicilia. Coerentemente a quanto sta facendo in maniera compatta il
centro-destra in Sicilia.
Questa sera, ciò che più ci rammarica, signor Presidente,
ovviamente è qualcosa che risiede in altra sede, qualcosa che
attiene la dimensione del centro-sinistra, di una coalizione che
arriva evidentemente sfaldata a questo appuntamento e di una
coalizione, soprattutto, che vede questo Partito Democratico auto
scattarsi una fotografia la cui immagine è sbiadita, confusa, una
fotografia di famiglia dove, fino ad una settimana fa, alcuni dei
protagonisti di questa maggioranza sembravano avere le idee chiare,
quasi nel voler sostenere la battaglia del centro-destra, quasi nel
voler accusare puntualmente ad ogni richiamo l'azione e l'attività
di questo Governo, per poi tirarsi indietro o finire addirittura in
maniera grottesca, questa sera, con l'accusare il centro-destra.
Arrivati ad un certo punto, questa sera, mi sono quasi confuso,
signor Presidente, perché sembrava che fossimo qui per ascoltare
ciò che la coalizione di centro-sinistra, con in testa alcuni
personaggi del PD che avevano imbarcato ed avviato una discussione
per settimane, per mesi, e che finalmente stasera sembravano voler
ribaltare la frittata. Una frittata che capiamo essere fatta, una
frittata che capiamo potrà essere ribaltata anche nei prossimi
giorni, perché quanto volete che possa durare questo accordo, un
accordo fatto sulle poltrone, un accordo che vede spaccare i
partiti, un accordo che sta vedendo questa sera il centro-destra
compatto, tutte le forze del centro-destra compatte, e la sinistra
invece che vede soggetti tirare la corda, chi da una parte chi
dall'altra
Chi è il personaggio della serata? Oggi più di tutti svetta il
compagno Suslov, quel collega Cracolici che è avvezzo alle
maggioranze di tutte le stagioni, quel compagno Cracolici che prima
è venuto qui a fare un ragionamento sulla questione del centro-
destra, sulla questione del centro-sinistra, e che non comprende
che non ha più nulla da raccontare ai siciliani, lui come tutto il
PD, che evidentemente si è contraddetto ed a poco o a nulla
varranno, Presidente, tutte queste discussioni e queste chiacchiere
che ci siamo venuti a fare questa sera, perché i siciliani li
guardano, rimangono incollati fino quasi a mezzanotte a questo
spettacolo, uno spettacolo che li rende assolutamente indecorosi,
perché non si può, cari colleghi del PD, per mesi, dire che
Crocetta sbaglia, è in errore, e poi venire qui a dirci che tutto è
stato risolto. E' stato risolto in funzione di cosa? Di un
assessorato in più o in meno? Di una postazione di governo in più o
in meno che è stata data?
Io non credo che i siciliani si aspettassero questo, questa sera.
Io non credo che siano state queste le ragioni che hanno condotto
il centrodestra a questa posizione. Questa posizione è il
risultato, non tanto di fughe in avanti del centrodestra, di quello
che la piazza dice a noi deputati del centrodestra ma, sono
convinto, dice anche a voi deputati del centrosinistra.
Ce lo dicono gli operai. Io parlo delle vicende palermitane, forse
perché sono quelle che vivo di più girando per le strade di questa
città. Ce lo dicono gli operai del COIRES, quella società che si
occupava del sistema dei rifiuti nella provincia di Palermo, e che
questo governo, purtroppo, sta lasciando a casa. C'è una categoria
della quale sembra ci si debba vergognare a parlare perché è stata
tacciata di non so quale male, che è stata marchiata a vita da non
so quale colpa. Ed è la categoria dei Piani di Inserimento
Professionale, quei PIP ai quali, io ho incontrato il dirigente
della programmazione, e per i quali - e non si capisce quando
glielo si dovrà dire - verranno a mancare, dal prossimo anno, le
risorse.
E non lo si capisce rispetto a quella categoria, che prima il
Presidente della Regione chiamava in causa facendo riferimento agli
ex detenuti, i quali sono una categoria che accede al bacino dei
PIP evidentemente perché quello doveva essere un requisito per
accedervi.
Quella categoria è stata abbandonata al suo destino, così come al
proprio destino sono stati abbandonati gli operatori forestali.
Quei forestali a partire, ad esempio, dai settantottisti ai quali
si va oggi a spiegare che gli vengono ridotte le giornate di
lavoro.
Ma questo non è stato un errore, e gli operai lo sanno. E' stato
un calcolo, un calcolo becero fatto dal Governo e dall'allora
assessore che ben sapeva, sì che ben sapeva che ogni giorno, dopo
il tre novembre, sarebbe stato un giorno in meno che quegli operai
avrebbero fatto
E lo stesso vale, anche, per gli operai dell'APS, di quella
società del sistema idrico che si occupa della provincia di
Palermo, ben cinquanta comuni con quattrocentomila abitanti
Questa è una cosa sulla quale si sta sottacendo, ed è una cosa
della quale si sentirà parlare nelle prossime settimane, perché è
chiaro che siamo di fronte ad un rischio di emergenza sanitaria. E'
chiaro che siamo di fronte ad un rischio che vedrà esposti i
cittadini palermitani rispetto ai loro figli.
I nostri figli. Questo vale per i comuni cittadini, vale per noi
deputati che siamo, prima di tutto, anche noi, grazie a Dio, comuni
cittadini che da lunedì manderemo a scuola i nostri figli
lasciandoli esposti a rischi di natura igienico-sanitaria, con
un'emergenza che riguarda il sistema idrico e che coinvolge i
cinquanta comuni della provincia di Palermo
Lo stesso meccanismo, quello che ci portò a fare la sfiducia,
ricorderete, non tanto per nostra volontà ma perché la piazza ce lo
chiedeva Rispetto, ad esempio, agli ottomila operatori della
formazione, rispetto a quegli sportellisti che avrebbero potuto e
dovuto garantire, con i soldi della garanzia giovani , un
meccanismo che potesse finalmente creare non dico milioni di posti
di lavoro, ma qualche centinaio, forse qualche migliaio di posti di
lavoro per i giovani che, purtroppo, in questa terra di Sicilia,
con questo governo Crocetta, non vedono alcuna speranza.
La stessa cosa potrebbero dirla i dipendenti dell'AST. Vede,
Presidente, io sono stato, proprio stamattina, al Dipartimento
Sviluppo economico eppure, sa cosa ho scoperto? Ho scoperto che,
per via di alcuni suoi errori, di alcuni errori della sua
burocrazia quei dipendenti dell'AST, quegli ottocento dipendenti
dell'AST che ci guardano stasera e che speravano che quel PD
potesse venire in soccorso al centrodestra responsabile che aveva
deciso di mandare a casa questo governo che dovrà, purtroppo,
invece essere costretto a tollerarla ancora per tempo. Quegli
ottocento dipendenti saranno lì, ad aspettare anche loro i ritardi
per un mancato introito legato a quello stipendio che li vede
costretti lì ad elemosinare.
E ancora, Presidente, lei ha delle colpe, e le sue colpe attengono
a quel rapporto con la sua maggioranza, con la quale si è venuto a
creare un rapporto conflittuale, con la maggioranza che gliene ha
dette di tutti i colori. Onestamente se fossi stato nei suoi panni
avrei fatto scelte di ogni tipo, avrei cercato forse l'accordo con
il Movimento Cinque Stelle che non voleva più parlare con lei,
mentre lei non voleva più parlare con loro, ma sicuramente non
sarei andato alla ricerca di questo rapporto con un PD che diceva
che lei era inadeguato, un PD che non avrebbe mai accolto il
commissariamento da Roma e che invece adesso risponde in maniera
grata a questo richiamo fatto da Roma. Un PD che nelle parole del
compagno Pavlov disse che si trattava del Circo Barnum, del circo
fatto di un uomo che volle farsi re del tendone, divenuto celebre
per una frase che pressappoco suona in questo modo, ovvero, ogni
minuto disse quel re che volle farsi capo di quel tendone, nasce un
pollo e se lo incontri per strada hai fatto la tua fortuna.
Bene Presidente, il problema è che nel rapporto con il PD noi oggi
non capiamo più se è lei il re del circo che cerca i polli oppure
sono i polli a cercare lei e a trovarla, caro Presidente.
Io dalla mia parte le dico che sono decisamente soddisfatto perché
quantomeno porto a casa un risultato, il risultato è che quel
Governo oggi ha cessato di vivere, vedremo cosa potrà fare nelle
prossime ore.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare gli
onorevoli Leanza, Lo Sciuto, Papale, Palmeri.
Comunico all'onorevole Papale che il tempo a disposizione per il
suo gruppo è terminato. Gli onorevoli Leanza e Lo Sciuto rinunciano
all'intervento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,
premesso che il Movimento Cinque Stelle all'ARS, anche se
all'opposizione, ha sempre operato un'apertura di credito su tutte
le buone proposte da qualsiasi partito esse provenissero, devo dire
che si farebbe molto prima ad elencare tutti i meriti di questo
Governo, piuttosto che i demeriti, anche se permettetemi in questi
di meriti non me ne viene in mente neanche uno.
Il Presidente Crocetta, che è assente, partiva come un
rivoluzionario, per poi presentarsi come il più grande bluff della
terra dei gattopardi. Il Presidente Crocetta è il principale
responsabile della svendita della Sicilia nei confronti della
politica del Governo nazionale e nei confronti della politica
estera, soprattutto nei confronti della politica guerrafondaia
degli Stati Uniti, vedasi la vicenda MUOS.
Sull'energia della più fossile delle politiche immaginabili,
garantendo trivellazioni, esplorazioni petrolifere, ed ogni di
impunità a tutti gli inquinatori, dalla sua Gela in su.
Eppure all'inizio abbiamo sperato di avere un Presidente che
avrebbe potuto fare la differenza, essendo stato lui stesso Sindaco
della città martire Gela, del fallimento della ripublicizzazione
del servizio idrico, e stasera è stato ribadito più volte cosa è
successo sull'APS, dove noi da più di un anno parliamo e prestiamo
attenzione alla cosa. Con un ordine del giorno, nell'ottobre del
2013, abbiamo ribadito l'urgenza della cosa.
Dell'assenza di una politica del governo di territorio, non
affrontando le tematiche della pianificazione territoriale di area
vasta, non affrontando temi del dissesto idrogeologico, della
sortificazione e dell'erosione della costa, dello scioglimento
delle province regionali senza avere saputo sostituirle con nuovi e
moderni strumenti di governance, dei comuni e delle città
metropolitane. Intanto, i dipendenti dell'ex province continuano ad
essere sotto utilizzati eD a percepire soldi pubblici, del cattivo
funzionamento dell'Assessorato ambiente e territorio, certamente
strategico per le tematiche delle quali si occupa dove, in
pochissimo tempo, sono stati sostituiti 4 assessori - appunto,
l'assessore Lo Bello, che ora sta per ritornare mi chiedo con quali
competenze specifiche -, del cattivo funzionamento del demanio
marittimo.
Abbiamo in Sicilia, 1500 km di costa che dovrebbero essere una
perla per lo sviluppo turistico del nostro territorio e ancora,
presidente Crocetta, il principale responsabile per la continua e
massiccia perdita di fondi comunitari rispetto ai quali la Regione
dispone di uffici elefantiaci per l'incapacità di tutelare il
paesaggio, ai beni culturali, per non essere stata in grado di
superare le gestioni commissariali, per i continui viaggi della
salute dei nostri concittadini e per il continuo e farraginoso
funzionamento della sanità dove gli sprechi sono enormi e dove c'è
una gestione politica, per avere alimentato con l'assenza di
adeguate politiche di settore un preoccupante processo di
emigrazione dei giovani, eccetera.
L'elenco è veramente lungo infatti, ripeto, sarebbe molto più
facile potere elencare quei pochissimi meriti di questo Governo.
Sull'energia, lo abbiamo ribadito più volte, il presidente Crocetta
ha cominciato presto la sua fila dell'ipocrisia, invece, di portare
avanti le pochissime cose buone della scorsa amministrazione del
presidente Lombardo, pochissime per la verità, come ad esempio la
task force in campo di energia che doveva aiutare i comuni e il
patto dei sindaci. Questa cosa è stata completamente ignorata dal
nostro Presidente che ha preferito utilizzare un consulente
esterno. Un consulente che aveva simpatia per l'energia fossile che
millantò piogge miliardarie di finanziamenti per la Sicilia se si
fossero affidati alle sue miracolose cure. Il resto è cronaca.
La Sicilia ha il più basso tasso di adesioni al patto dei sindaci.
Insomma, questa croce per la Sicilia credo che dovrebbe avere la
sua fine. Un finto rivoluzionario pagato alla politica fossile ed
ai poteri fossili. Una croce per la quale adesso si può scegliere.
La Sicilia merita di meglio. Questa ingovernabilità soprattutto,
gravissima per i siciliani causata soprattutto dalla sua
maggioranza, credo proprio che debba trovare la sua fine.
PRESIDENTE. Faccio presente al Movimento Cinque Stelle che hanno a
disposizione 10 minuti e 35 secondi e sono iscritti a parlare gli
onorevoli Zito, Tancredi, Trizzino, Foti e Cancelleri.
L'onorevole Ragusa rinuncia all'intervento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, il mio sarà un intervento doppio perché
vorrei fare l'intervento di un altro dell'opposizione che voterà
con noi la sfiducia e dice: oramai è chiaro, la rivoluzione delle
chiacchiere proveranno nel segno del trasformismo, non hanno capito
che il tempo è finito. La commedia del Governo Crocetta ormai è
alla fine, si è trasformata in una farsa e, a questo punto, è
meglio chiuderla qui. Il PD toglie sostegno a Crocetta. Chi vuole
proseguire con lui ci mette la faccia.' Questo è uno
dell'opposizione ma è opposizione di quella estrema che è
l'onorevole Cracolici.
Giustamente, capisco che, ad un certo punto, quando gli viene a
mancare il terreno, la sedia sotto i piedi o sotto il sedere,
cominciano a preoccuparsi un po' tutti ma non voglio parlare di
questo, voglio parlare invece della grandissima solidarietà che ha
avuto questa Assemblea per un altro argomento.
Il 27 ottobre del 2014, alle ore 14.29 è uscita su TG com 24 una
notizia che dice Beppe Grillo oggi è un barbaro politicante che
cerca i voti della mafia. Per fini di potere va a braccetto con
Dell'Utri e Di Vincenzo'.
Ho visto che c'è stata questa antimafia che è venuta a difendere,
anzi ad attaccare Grillo per alcune considerazioni, ma non ho visto
nessuna parola di solidarietà per le frasi gravissime che ha detto
questo Presidente della Regione. Ma a che serve accendere i
riflettori sulla frase che ha detto Grillo per distogliere
l'attenzione sui tanti fallimenti di questo Presidente? Ma cosa ha
detto esattamente Grillo? Quando si parlava di mafia, ha detto che
la mafia ha una morale. Io ci tengo a sottolineare che la mafia di
morale non ha assolutamente niente. Il discorso di Grillo era ben
diverso. Grillo voleva dire che la mafia ha un codice, ma non lo
dice solo Grillo Considerate che il primo codice di mafia viene
trovato nel 1888. Ne sono stati trovati nel 1896, ne è stato
trovato uno nel 1980 in Australia e l'ultimo è stato trovato nel
2013.
Perché si vuole distogliere l'attenzione della gente? Da che cosa
si vuole distoglierla? 30-40 anni fa se si parlava di mafia, signor
Presidente, ti prendevano per pazzo. Un esempio era Leonardo
Vitale, che nel 1973 viene definito pazzo perché fu uno dei primi
pentiti che parlava di mafia. Ora, invece, diventi pazzo se parli
del livello successivo, cioè del politico affaristico mafioso
perché si può parlare di mafia solo se si parla di criminalità, del
livello successivo non si deve parlare assolutamente. Non si parla
neanche di quello che diceva un'altra grillina famosissima, cioè la
dottoressa Principato, che quando parla di Matteo Messina Denaro
dice non ha solo il consenso ma anche quello di parte della
borghesia trapanese. E' difficile penetrare nel tessuto trapanese
perché è una amalgama inscindibile tra mafia e massoneria .
Vorrei ricordare anche a questa Assemblea che la ndrangheta
costruisce quella che si chiama i santisti, per avere rapporti di
affari con certi livelli compreso magistratura, politica e
quant'altro, ma questo viene dimenticato da questa Assemblea, ecco
il discorso di Grillo dove voleva andare.
Come molti di voi non vogliono ricordarsi quello che è successo
nel 1993, perché quando Conso diventò ministro della giustizia fece
due cose, non solo rinnovò il carcere duro per molti mafiosi, ma
fece quello che si chiamò decreto colpo di spugna che serviva per
depenalizzare il finanziamento illecito ai partiti, quindi una cosa
per mafia, una cosa per gli amici politici.
Anche Falcone parlava di menti raffinatissime e anche lì tutti
pazzi, siamo tutti pazzi, l'importante è non parlare del livello
successivo che c'è, perché questo diventa pericolosissimo per il
sistema. Più che altro chiedo una cosa. Come mai il Presidente
della Regione, che è uomo antimafia, quando c'è stato da votare il
seggio unico per evitare la controllabilità del voto clientelare
mafioso, quell'emendamento nostro non passò? Perché c'è un disegno
di legge per aiutare i comuni disciolti per mafia e questo non
riesce a passare nonostante l'abbia consegnato io nelle mani del
Presidente, dicendo di farlo a nome suo basta che va avanti? Sapete
tutti i vanti che va in giro a fare il Presidente della Regione per
quanto riguarda il 118? Viene da una interrogazione del Movimento
Cinque Stelle perché lui non aveva fatto niente. Vorrei fare
un'ultima domanda al Presidente della Regione che non vedo - sarà a
lavorare sicuramente - chi ha voluto la testa di Marino e perché
visto che si stava occupando delle discariche?
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino. Ne ha
facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente
viviamo in un momento di grande difficoltà.
In una Terra che non è riuscita ad auto-riformarsi. Non è riuscita
ad auto-riformarsi e ad auto-regolamentare quelli che sono stati i
cicli storici per cui la Sicilia si trova oggi arretrata rispetto
al resto del Paese, in una congiuntura che vede nella crisi delle
Istituzioni la mancanza di credibilità di una Terra che, invece,
deve poter realizzare e rialzare la testa e rivendicare il ruolo di
motore del Mezzogiorno. Motore di un Mezzogiorno che, purtroppo, da
troppo tempo, è stato bistrattato. Bistrattato anche per una
consapevolezza, quella nostra siciliana, di volerci arrendere
soprattutto nei momenti di difficoltà.
Il motore del Mezzogiorno va rilanciato attraverso delle scelte di
grande discontinuità. Discontinuità con un passato che ha visto non
infrastrutturare la Sicilia, che ha visto spendere male i fondi
comunitari per piccolo assistenzialismo, che ha visto sprecare
tanti fondi anche nel mondo della formazione per creare nuovi poli
di potere ma soprattutto per portar in Sicilia una finta
formazione. Quella formazione che non ha portato nulla ai giovani
siciliani e che non ha formato ad entrare nel mondo del lavoro.
E, allora, dobbiamo essere consapevoli di non avere più
alternative. L'alternativa sta in questo Parlamento, da questa
maggioranza, da questa Aula ed in questo Governo. L'alternativa in
questo scenario non ci può essere, da soli di sicuro non possiamo
andare avanti. E, allora, se non possiamo farcela - ed è questa
anche una preoccupazione che viene dal Governo nazionale, dagli
ultimi atti del Governo nazionale - da qui dobbiamo ripartire.
Dobbiamo ripartire per cercare di ritrovare quello che è il senso
di fare la politica in Sicilia: quello di ritrovarci a stare
insieme ed a condividere un percorso di riforme insieme ad un
Governo che tende la mano per aiutarci. Ma tende la mano
consapevole di quello che in Sicilia, oggi, deve essere l'auto-
riformarsi. L'auto-riformarsi vuol dire assumere tutti le stesse
responsabilità di fronte ad un popolo che vede nella Sicilia
l'ultima speranza ma soprattutto in questa classe politica l'ultima
alternativa. La consapevolezza di tutto ciò e la nostra formazione
politica ci vede in totale antitesi alle rappresentazioni
aventiniane dell'azione politica che abbiamo messo in campo e che
continuiamo a mettere in campo. Ed è proprio per questo che non ci
sottrarremo mai al confronto politico con il Governo, con il
Parlamento, sulle riforme che servono ai siciliani ma che servono a
cambiare soprattutto la Sicilia, a cambiare modo di pensare, di una
Sicilia che vuole vedere sicuramente in maniera diversa il suo
futuro.
Il presupposto, però, di ogni confronto deve essere la chiarezza.
Sulle scelte che si sono fatte e soprattutto su quelle che si
dovranno fare. La mozione oggi fa riferimento al lavoro sin qui
svolto dal Presidente della Regione, onorevole Crocetta. E, quindi,
tiene conto anche di un lavoro svolto da una maggioranza che lo ha
sostenuto e dopo senza ipocrisia e nella massima lealtà ne abbiamo
condiviso un percorso. Ed è soprattutto per questo motivo che oggi
noi voteremo contro alla mozione di sfiducia del Governo e del
Presidente della Regione. E mi dispiace per gli amici
dell'opposizione, se ci avete tenuto in Aula fino a mezzanotte
consapevoli di non volere votare la mozione di sfiducia. Ma vi
chiedo perdono per quello che dirò: sarete costretti per colpa
delle telecamere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
stringatissimo visto il brevissimo tempo che abbiamo a
disposizione. Dico semplicemente una cosa: noi che facciamo
politica ci troviamo, nella varie nostre espressioni pubbliche, a
fare delle promesse. Ricordo che nella campagna elettorale del 2012
lui disse più volte -io lo seguivo perché è bene conoscere cosa
dicono gli avversari politici - che sarebbe stato uno stremo
difensore dello Statuto siciliano ed avrebbe fatto di tutto perché
i diritti negati ai siciliani venissero una volta e per sempre
riconosciuti. Credo che la storia di questi due anni racconta
un'altra storia, completamente differente, e mi spaventa ancor di
più la consapevolezza che questo accordo recentissimo e questa
nuova composizione di Governo veda un esponente del Governo
centrale che è diventato assessore al Bilancio, e quindi credo che
probabilmente ci troveremo a dover piangere nuovamente lacrime e
sangue su manovre che saranno sicuramente tutto tranne che
nell'interesse della Regione. Perché questo accordo che ha, è stato
partorito a Roma, probabilmente noi ne conosceremo gli aspetti nel
prossimo futuro, credo che siano estremamente inquietanti, visto
quello che sta accadendo a livello nazionale, dove il partito di
Governo tutto sta facendo tranne che l'interesse dell'Italia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello.
CAPPELLO. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è che facile
in un minuto tutta l'attività proficua di Crocetta. Allora,
Presidente noi abbiamo presentato la mozione per un motivo molto
semplice: questo è stato un Governo mediocre e la Sicilia non ha
bisogno di un Governo mediocre e non lo sto dicendo io ma ce lo sta
dimostrando lei, perché altrimenti ci spieghi che senso ha, a due
anni dalle elezioni, azzerare la Giunta e ricominciare da capo.
Presidente, quest'Aula per colpa di questo Governo, vive soltanto
di emergenze. A parte le Finanziarie abbiamo votato proroghe e
leggi emergenziali. Ci dica ora se questo non è così. Ora
scriveranno nei libri di diritto costituzionale che in Sicilia
esiste un altro istituto di iniziativa legislativa: la
manifestazione sotto il Palazzo .
Ricordo la settimana scorsa i disegni di legge esitati dalla
Commissione e di come sistematicamente ognuno di questi cede il
passo all'ostruzionismo più originale che sia mai esistito, che è
quello della maggioranza di Governo. Ora il mio collega Stefano
Zito citava alcuni tweet di Cracolici, ed io ne cito un altro
perché può essere anche interessante per capire quella che è la
coerenza di questa maggioranza.
L'1 aprile il Presidente della I Commissione dice il PD non può
suicidarsi con Crocetta e subito dopo tutto sommato Crocetta
nella graduatoria dei Presidenti è andato bene, ha evitato l'ultimo
posto . Ora, Presidente, lei crede davvero che il Crocetta ter sia
l'ultimo? Lo ammetta, sa bene anche lei che da domani, qualora
questa mozione non dovesse passare, lei sarà costretto ad
accontentare chi oggi voterà contro. Questa non è una mozione è
soltanto un atto di responsabilità verso i cittadini.
(Applausi)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, non c'è bisogno di attivare il tempo perché cercherò di
essere telegrafico e non soltanto per l'ora. Lo dico con onestà
intellettuale per cercare di riattivare la mia memoria su alcuni
fatti che si sono consumati in quest'Aula parlamentare.
Io credo che non faccia bene a nessuno ripetere continuamente le
stesse cose, sempre nello stesso modo. Eravamo soltanto un anno fa,
a distanza di dieci mesi dall'elezione del Presidente Crocetta, io
accusai - chiaramente un'accusa politica - due persone di avere
sbagliato modi e tempi: erano l'onorevole Cancelleri e l'onorevole
Musumeci. E feci questo ragionamento dicendo che avrei consumato lo
stesso fatto politico a parti invertite. Si era appena votato per
le elezioni regionali e pensavo fosse giusto ed onesto che il
Presidente della Regione potesse governare per l'intera
Legislatura.
Ora, una nota di ilarità. Vorrei riportare le frasi che hanno
detto alcuni colleghi che si sono sbizzarriti nel cercare di fare
la fotografia di quello che è successo in questi giorni, dalla
frase che spesso ripete l'onorevole Formica quando ricorda a tutti
che il Presidente della Regione ha vinto perché il centrodestra era
spaccato, alla frase che ha detto oggi l'onorevole Cordaro quando
ha detto che grazie alla mozione di sfiducia il Presidente della
Regione ha cambiato interamente la Giunta.
Credo che questo centrodestra lavori solo per il Presidente della
Regione. In verità il Presidente della Regione ha vinto le
elezioni, è un fatto storico. E' inutile continuare a dire che ha
vinto perché qualcuno si è diviso o che ha cambiato la Giunta
perché il centrodestra gliel'ha fatta cambiare. Non è vero né l'uno
né l'altro
Il Presidente della Regione ha vinto le elezioni e la Giunta è
stata cambiata per un atto del Presidente della Regione, e io
vorrei chiedere agli amici e colleghi del centrodestra di non fare
nessuna cortesia al Presidente della Regione che non ha bisogno di
avere fatti sconti e poi andremo all'analisi politica e di fare
un'opposizione che abbia il senso delle cose che si consumano.
E' un'opposizione corretta secondo me, lo dico con profondo
rispetto, non solo quando utilizza lo strumento della mozione di
sfiducia, ma quando fa e avanza una serie di proposte.
Qui, diciamoci la verità, l'onorevole Cracolici è stato bravo nel
tracciare il disimpegno nel non vedere accostare il proprio nome a
quello dei presentatori della mozione di sfiducia richiamando la
sua storia. Cosa che è assolutamente vera, ma non risponde in tutto
alla verità, perché credo che i fatti che oggi vadano rimarcati
sono due: uno che la Giunta venga azzerata per un volere del
Presidente della Regione che fa un atto coraggioso e non viene
commissariato da nessuna e per una richiesta dei due partiti di
maggioranza che cercano con il Presidente della Regione, perché
dobbiamo dirci le cose come stanno, qualche cosa che non ha
funzionato bene c'è stata. I partiti del PD e UDC che hanno
ricercato non contro qualcuno, ma assieme al Presidente della
Regione un'azione di rilancio. E l'azione di rilancio non riguarda
la modifica della Giunta, sarebbe poca cosa se venisse descritta;
l'azione di rilancio che è quella che noi abbiamo richiesto e il
Presidente ha convenuto riguarda la prospettiva politica e non la
prospettiva politica di un singolo parlamentare o di una forza
politica, la prospettiva politica di un territorio che paga lo
scotto di tante cose che non hanno funzionato bene dove nessuno,
dico nessuno, è esente da colpe.
Non basta dire non c'ero o ci sono stato poco,oppure potevo fare
di meglio. Chiaramente, le cose vanno dette nella loro interezza.
Ognuno è responsabile di un piccolo malfunzionamento e non serve
caricare soltanto sulle spalle del Presidente della Regione, il
quale Presidente della Regione ha fatto una serie di cose
coraggiose; talvolta le ha sapute spiegare bene, talvolta non è
riuscito a comunicarle nel modo migliore; Talvolta le ha fatte
condividendole con le forze politiche; talvolta le ha fatte in
autonomie, ma nessuno può pensare che ha operato contro l'interesse
generale.
Allora, Presidente, non ha bisogno di dirlo che è un uomo onesto
perché nessuno lo ha mai messo in dubbio. Presidente, lei deve
cogliere, lo dico in positivo, così come in positivo poco fa ho
citato gli onorevoli Musumeci e Cancelleri, l'utilità di questo
dibattito nel ricercare con le forze politiche che lo hanno eletto
e con le forze politiche che si sono determinate in quest'Aula la
condivisione di un percorso per definire i provvedimenti
legislativi e calendarizzare gli stessi affinché le cinque, sei
cose importanti che questo Governo vuole fare, vengano fatte fin da
subito. E noi sappiamo qual è la situazione siciliana, abbiamo
contezza dei conti - scusate il bisticcio di parole - che non
funzionano, ma sappiamo pure il rigore che lei ha utilizzato
nell'evitare che una serie di spese allegre continuassero.
Io credo che questo nuovo Governo che lei ha nominato sia un
Governo di alto profilo. Non è un appunto al Governo precedente,
perché noi ci sentivamo perfettamente rappresentati in quel
Governo, ma riteniamo che questo Governo abbia quella matrice e
quella connotazione politica, o più marcatamente politica, che la
politica richiede. E la politica non è fatta di deputati. Io non ho
nessuna rivendicazione da chiedere a titolo personale, io ho
l'onore e ho avuto la fiducia dei colleghi che mi hanno votato e ho
il piacere di dirle che il Partito che rappresento continua ancora
ad oggi a condividere con lei un'azione e un percorso di rilancio.
E questo percorso di rilancio, per certi versi, è arricchito da
dibattiti come questi, ma non passa per dibattiti come questi
perché diventa un'inutile ripetizione che spesso viene fatta di
cose che abbiamo sentito cento volte. Se oggi l'opposizione si
fosse distinta per fare una proposta anche io avrei fatto una
valutazione diversa.
Questo, però, la deve fare riflettere signor Presidente, rilanci
lei, nel cercare la condivisione del Parlamento per le riforme
istituzionali, nessuno pensi di fare in questo Parlamento la
riforma della legge elettorale o la riforma delle autonomie locali
a colpi di maggioranza. Ma non pensi neanche di trascurare la sua
maggioranza per fare riforme in autonomia o riforme non condivise
dalle forze politiche che lo sostengono. E, mi creda, queste forze
politiche non la vedono come avversario, l'esatto contrario. La
vedono come la punta della cuspide su cui costruire un percorso di
riforma per la Sicilia e un percorso di riforme dell'immagine che
la Sicilia, nel tempo, non è riuscita a trasferire al resto del
territorio.
Ai colleghi dico, sommessamente, qualche sbavatura c'è stata. Non
delegittimiamo l'Assemblea regionale che non è fragile perché
gestita e diretta da un Presidente autorevole ma distinguiamoci per
sostenere il Presidente della Regione. E a qualcuno dico non
utilizziamo fatti personali che servono soltanto per lasciare
l'amaro in bocca nelle valutazioni. Qua facciamo politica. I
siciliani sono stanchi di sentire che questo ha detto, quello ha
fatto e sono stanchi di sentire sempre le stesse cose. Vorrebbero
costruire col Presidente della Regione e con l'Assemblea regionale
le riforme che servono e, mi creda, il Partito dell'UDC su questo
sarà al suo fianco. Ma mi creda con altrettanta franchezza; abbiamo
chiesto l'azzeramento della Giunta per costruire un Governo nuovo,
vogliamo sostenere con questo Governo nuovo il Presidente della
Regione fino alla fine della legislatura, non cambiando uomini ma
facendo fatti.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
Intanto, se non ho compreso male, l'Articolo 4 ha concesso cinque
minuti al Movimento Cinque Stelle.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ero preparata un
discorso ben più articolato, mi limito a dire che il teatrino a cui
abbiamo assistito in questi giorni non è altro che l'epilogo di
quanto si è assistito in questi due anni.
A parlare sono i fatti, a parlare è la cronaca, a parlare è il
dramma che si vive in Sicilia, certo non imputabile tutto quanto a
questo Governo, ma ad esso è imputabile il senso davvero di
abbandono, la mancanza di speranza che c'è in giro.
Noi siamo stati sempre attivi e collaborativi con gli assessori,
con il Governo. Siamo stati persino definiti stampella', ma oggi,
come l'anno scorso, ribadiamo che quando non si è in grado, non si
ha la possibilità, soprattutto, perché manca una vera maggioranza e
manca una unità di intenti, bisogna farsi da parte in maniera
coraggiosa e dignitosa.
Quello a cui abbiamo assistito in questi giorni, la compravendita
tipo mercato delle vacche, annunci da parte di parecchi colleghi
che per amore di strappare una poltrona di un assessorato fantoccio
si sono pacificamente, in altri luoghi, non in questa Assemblea,
messi d'accordo, probabilmente non darà l'esito che noi speriamo e
che continuiamo a dichiarare, cioè quello di sfiducia a questo
Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, io farò un intervento proprio sullo stile dei tempi
del Parlamento Europeo, quindi, molto breve, non lo articolerò
neanche. Avevo pensato di richiamare parole della precedente
mozione di sfiducia. C'erano dichiarazioni degli onorevoli Turano,
Picciolo e Sammartino, non mi interessano più.
Non mi interessano più perché già nella passata seduta ho
dichiarato che non riconosco più - ovviamente ho il rispetto per le
istituzioni, per questo Parlamento, per la Presidenza della Regione
- ma non riconosco più la guida alla Regione, almeno per me da
cittadino, dell'onorevole Rosario Crocetta e per questo io
ringrazio i colleghi che hanno scritto le mozioni di sfiducia, sia
quelli del centro destra che quelli del Movimento Cinque Stelle,
perché le hanno articolate talmente tanto da scrivere papelli' di
dieci pagine.
Io avrei scritto una mozione di un rigo soltanto: lo sfiduciamo
perché è un incapace dal punto di vista amministrativo e non ci
rappresenta più e, quindi, merita di andare a casa e abbiamo
creduto, ovviamente, all'istituto della mozione di sfiducia.
Siamo venuti qui, in Aula, e non accetto da nessuno che si sia
pensato che questo Governo fosse un teatrino, che questa fosse una
passerella perché ci abbiamo creduto, perché le motivazioni che
c'erano in questo periodo, da parte della maggioranza, erano quelle
di forte contrasto nei confronti di una amministrazione di Governo.
Ci siamo, invece, accorti oggi entrando in Aula che, ovviamente,
non sarebbe passata e ce ne siamo accorti, Presidente Ardizzone,
perché tra i banchi abbiamo trovato una cosa che ci ha fatto capire
che non sarebbe andata a buon fine ed era questa: un barattolo di
colla con la quale, ovviamente, si tengono ben saldi alle poltrone.
Presidente Crocetta, le rivolgo solo una frase quando il saggio
indica la luna, lo stolto guarda il suo dito .
Cominci a guardare la luna perché la Sicilia è veramente in
ginocchio, non abbiamo più tempo da perdere né con proclami né con
comparsate' televisive e neanche con teatrini dei pupi e della
politica fatti di assessorati e quant'altro.
Mi dispiace. Mi dispiace perché con lei avevamo inaugurato un
percorso nel quale non eravamo né all'interno del Governo e neanche
all'interno della Sua maggioranza perché ce ne siamo sempre tenuti
lontani, ma era un percorso di collaborazione su temi che potevano
essere condivisi.
E' stato lei a chiudere la porta più volte e noi non accettiamo
né di essere definiti sfascisti né di essere definite persone che
si meritano tso', che siamo filomafiosi e quant'altro perché tutto
ciò non esiste.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi tocca la
riflessione finale di un pomeriggio e una lunga serata davvero
surreale, e lo dico con rammarico. Una mozione di sfiducia ogni
anno, anzi, più di due mozioni di sfiducia prima ancora che si
concludano due anni dall'inizio di legislatura, in meno di due
anni; tutto questo non può che evidenziare, senza tema di smentita,
mi rammarica davvero, un'opposizione senza idee e senza strategia,
un'opposizione senza proposta, e ostinatamente chiusa e arroccata
in una inazione politica priva di contenuti, molto triste in certi
momenti, logora.
Una liturgia che rappresenta una politica anacronistica, fuori dal
tempo e, credo, fuori dalla storia, fuori dalla realtà, da questa
realtà, e qui bisogna farsi seri, che eredita una realtà dolorosa,
che proviene dal passato, rispetto alla quale nessuno dovrebbe
perdere la memoria. Un'opposizione dunque senza progetto, senza
un'idea definita del futuro di questa Terra, un'opposizione che io
mi sarei aspettato e ho esortato più volte, da questa tribuna, un
atteggiamento propositivo e invece la vedo ogni volta più che mai
fuggire, una fuga di un'opposizione disorientata che si nasconde
ancora una volta dietro il comportamento più comodo, quello di
costruire, di presentare l'ennesima mozione di sfiducia al
Presidente della Regione.
Un'opposizione che mi è parsa persino impaurita in certi momenti,
impaurita per le proprie insufficienze politiche, creando un danno
a questo Parlamento, un'opposizione che non ha una strategia, una
dimensione programmatica compiuta, che insegue e che è attratta più
che altro dall'effimero di una chimera qual è appunto questo di una
politica fatta di slogan fatta di demagogia a basso prezzo che
neppure la gente riesce più a comprendere.
Un'opposizione che si nasconde e che prova a mostrare i muscoli
per coprire questo vuoto di idee che anche stasera, purtroppo, si è
manifestato con quella che in avvio di ragionamento ho definito una
discussione surreale, di una mozione di queste mozioni che hanno
impegnato ancora una volta questo Parlamento in inutili discussioni
vuote, infinite e tanto infinite quanto dannose.
Io credo che sia proprio dannosa, questa mozione, queste mozioni,
sono dannose per la Sicilia, perché sono non soltanto inutili, ma
anche pericoloso fumo negli occhi; sono mozioni fatte di pura
demagogia, di propaganda assolutamente vuota, alla quale,
purtroppo, devo dire, non credono neppure la stragrande maggioranza
dei protagonisti, e lo dico con grande rispetto e in punta di
piedi.
Invece, il Parlamento di questa legislatura e tanti di noi lo
abbiamo detto in questi mesi di legislatura, dicevo i deputati di
questa legislatura e il Presidente della Regione, eredi, come
dicevo prima, di una situazione complessa, di una situazione
finanziaria difficile quasi drammatica, imporrebbe oggi alla
Sicilia e, per essa, al Parlamento una stagione seria e immediata
di riforme, della quale questo Parlamento dovrebbe e deve farsi
protagonista, che superi davvero quella dimensione di conservazione
che, troppo spesso, i ritardi di questo Parlamento, le liturgie di
questo Parlamento hanno determinato condannando la Sicilia ad una
dimensione, dicevo, di conservazione che questa maggioranza e le
proposte del Presidente della Regione avrebbero voluto evitare con
proposte in termini di ammodernamento, di eliminazione degli
sprechi, di riforme vere, serie dell'apparato burocratico
regionale, di eliminazione di privilegi, oggi, più che mai, davvero
questi sì odiosi ed inaccettabili, davvero, da parte dell'opinione
pubblica.
Oggi, onorevoli colleghi, non dovremmo essere qui a discutere con
metodi e toni inutili, ripetitivi, propagandistici e inaccettabili
liturgie. Oggi, dovremmo essere qui a raccogliere la sfida delle
riforme, la sfida di correggere quegli errori che non possono
essere più tollerati - quegli errori ereditati - la sfida di
correggere un sistema antico che, o correggeremo immediatamente
tutti insieme, oppure tutti insieme ci travolgerà e tutti insieme
si finirà sotto le macerie, con grande responsabilità nei confronti
del popolo siciliano.
E, nonostante ciò, nonostante tutto questo, nonostante il mio
giudizio anche duro, questa sera io mi ostinerò, anche stasera, ad
un invito alla responsabilità all'intero Parlamento. Un invito a
tanti, a diversi colleghi dell'opposizione che stimo e che in
diverse circostanze hanno pur dimostrato di poter dare un
contributo alla soluzione dei problemi della nostra regione.
E questo invito, ancora una volta, stasera esorta a chiudere in
fretta questa tristissima stagione di liturgie inutile, di politica
populista urlata per metterci a lavorare, davvero, nell'interesse
della Sicilia e dei siciliani.
Onorevoli colleghi, diciamolo con chiarezza, nel giorno in cui il
Presidente della Regione avrebbe dovuto presentare al Parlamento
il Governo appena costituito - un Governo di alto profilo con una
legittimazione vera da parte della coalizione di maggioranza - nel
giorno in cui si definisce il nuovo Governo siamo qui a discutere
oziosamente, in maniera incomprensibile, una mozione di sfiducia
che ho definito inutile e, guardate, una mozione di sfiducia in
questo contesto di un Governo appena, appena nominato dal
Presidente, una mozione di sfiducia che, io credo, sia in contrasto
con ogni prassi parlamentare, con ogni prassi che risale, come
dire, alla storia dell'autonomia di questa regione.
No, onorevoli colleghi Non è questa la strada, Presidente Questo
è l'esatto contrario di ciò che un Parlamento deve perseguire. La
Sicilia, onorevoli colleghi, è stata definita da Primo Mazzolari
Sun forziere di cui, aggiungo io, errori del passato ci hanno
fatto smarrire, davvero, le chiavi.
Noi, insieme, insieme a tutti i voi, il Parlamento nel suo
insieme, pur nel rispetto dei ruoli, abbiamo il dovere di ritrovare
le chiavi di questo forziere.
La Sicilia, Presidente, è il forziere che dobbiamo aprire affinché
il Paese intero ne tragga giovamento. La Sicilia è la regione, lo
sapete bene e lo sappiamo bene, fra tutte quelle del Mezzogiorno,
cioè dell'obiettivo convergenza , l'unica davvero che può far
ripartire l'intero Paese, come ricordava qualche giorno fa, nella
sua visita qui in Sicilia, il sottosegretario Delrio. La Sicilia,
la nostra regione è l'unica che può, davvero, far aumentare il
Prodotto Interno Lordo del Paese, dell'intero Paese riformando con
energia il sistema ed investendo quel fiume di risorse comunitarie
che sono a nostra disposizione.
La Sicilia, dunque, è davvero il forziere che ci dovrà consentire
di trasformare questa Terra nella Terra delle opportunità e della
speranza, dove si produce ricchezza e non, invece, il lavoro
disperato che si è prodotto negli ultimi venti o venticinque anni,
dove si lavora alla certezza del futuro e non l'angoscia di un
domani incerto e, certamente, non luminoso.
Presidente Crocetta, lei è stato eletto dai siciliani ed ha non
soltanto il diritto, ha il dovere di continuare a governare questa
Regione per portarla fuori da questa condizione di crisi nella
quale si trova.
Lei ha il diritto e, soprattutto, il dovere di continuare a
guidare questa Regione nella direzione giusta che ci faccia
superare questa situazione drammatica di crisi che abbiamo
ereditato dal passato.
Per queste ragioni annuncio il voto contrario alla mozione di
sfiducia presentata nei confronti del Presidente della Regione da
parte del gruppo del Partito Democratico.
PRESIDENTE. Presidente Crocetta, intende replicare?
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, brevemente, l'altro giorno ero a Domenica In , c'erano
due interlocutori che rappresentavano forze politiche di
opposizione, una era una parlamentare del Movimento Cinque Stelle,
che io avevo confuso con una di Forza Italia, e l'altra era una
parlamentare che si autodefinisce fascista. Entrambe mi dicevano
che io avrei dovuto licenziare quelli che dicevano 28 mila, ma sono
24 mila e 700, lavoratori agricoli, forestali e non rangers, come
una certa pubblicità ha detto.
Naturalmente voi questa sera non siete venuti qui ad insorgere
contro i vostri rappresentanti politici che mettono in campo una
politica razzista nei confronti della Sicilia. No Non lo avete
fatto, avete attaccato un Presidente della Regione che in quella
sede difendeva la Sicilia e i siciliani.
Prima questione, due giorni prima a La Sette , la stessa signora
autodefinita fascista, lei si autodefinisce così fascista e,
quindi, ne rispettiamo la volontà, era con un sindaco della stessa
area politica che ha detto lei stia zitto perché è siciliano .
Quindi, non ve lo permettiamo questo sicilianismo di maniera,
cominciate a regolamentare dentro le motivazioni antimeridionaliste
che ci sono nei vostri partiti, perché l'asse politico del centro
destra è stato basato per anni su questa alleanza con la Lega che
disprezza la Sicilia ed il popolo siciliano.
Il Movimento di Grillo era nato su presupposti diversi, è inutile
che cercate di prendere voi le distanze da me, sono io che prendo
le distanze da voi anche in questo non avete stile perché quando
vedo il Parlamento che si agita senza rispetto di chi parla, mi
ricorda certe scene che abbiamo visto nel '21, nel '31 e che hanno
portato a pagine nere della vita italiana.
Si rispetta il pensiero degli altri, lo si ascolta in silenzio,
perché questa è la democrazia, questa è la democrazia che è il
rispetto dell'avversario anche quando la pensa diversamente da te.
Non si dice nauseabondo a un Presidente della Regione davanti a
questa Assemblea regionale siciliana e non si dice non so che cosa
sia davanti a questa Regione e non si dice davanti a questa Regione
che ha visto morire Falcone e Borsellino che la mafia è una morale
Non si dice Perché è inaccettabile e non lo hanno fatto neppure
coloro che più si definiscono una cultura che per sua natura è
omofobica, che per sua natura anche colluso per certi aspetti con
il vecchio sistema di potere.
Ma qui tutto va bene, perché nello sfascismo generale delle
istituzioni tutto va bene Non ce ne frega niente se la Sicilia si
è portata 3 miliardi di euro di buco di bilancio, 2 miliardi nel
2011, 1 miliardo nel 2012 che noi nel 2013 abbiamo prodotto un
avanzo di 450 milioni della prima volta. Non ce ne frega niente
Non ce ne frega niente se la programmazione europea ha raggiunto i
livelli che ha raggiunto, siamo sempre indietro. Certo che siamo
indietro, perché pensate che il passato si cancelli, oppure i
giochetti alla Goldrake di chi oggi può fare uno show e domani ne
fa un altro perché tanto che ci rimette
Hanno fatto bene i lavoratori di Genova che gli hanno detto; Vai
a spalare, vai a spalare, vai a spalare , hanno fatto benissimo
Perché gli hanno detto: Cominciati a confrontare con la realtà
delle cose e non trasmettere demagogia e slogan che sono inutili .
Bene, ma questo uno dice: Stasera avete votato in Parlamento
nazionale contro il bonus bebè per i figli degli immigrati .
Perché questi bambini con la faccia scura che nascono in Italia
sono diversi dagli altri bambini? Non hanno diritto alla vita come
gli altri bambini?
Allora, prendete atto che molti di voi non c'entrano più con quel
movimento, solo che non lo potete dire neppure perché sareste
espulsi. Io sono orgoglioso di appartenere ad un partito che
litiga, polemizza perché fra l'altro polemica e politica mi pare
che abbiamo una parte della stessa radice e fa parte della cultura.
Orgogliosi di un partito che è pluralista dove tesi diverse si
confrontano, posizioni politiche si confrontano e anche nei momenti
più difficili riusciamo a fare una sintesi.
Io chiedo sinceramente scusa all'onorevole Cracolici. Lui ha
capito ma insomma chi vuole poi capire altro perché quando ho detto
quella battuta, mi riferivo al rigorista ideologico non sicuramente
perché adesso cominciare a spolverare pure i campi nazisti, nazisti
pardon, perché quelli non se ne parla mai, di quelli non se ne
parla mai E' un errore voluto, onorevole Cracolici. Perché certi
slogan richiamano persino la purezza della razza. Che vuol dire
Presidente della Regione nauseabondo? Sarei imperfetto, non sarei
adeguato a fare politica, questo ha detto Grillo in questa piazza.
Questo ha detto in quella piazza, in una piazza flop, dove c'erano
2 mila persone portati con gli autobus come i vecchi partiti. Vi
dovete vergognare voi, della vostra intolleranza, della vostra
incapacità, Ti devi vergognare tu che Grillo lo hai portato nella
zona industriale Ti devi vergognare tu
(Tumulti in Aula)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 00.34, è ripresa alle ore 00.35)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevole Presidente della Regione, ha facoltà di continuare il
suo intervento.
CROCETTA, Presidente della Regione. Cosa c'entra l'NCD? Voglio
essere chiaro, onorevole D'Asero, e anche con l'onorevole Cascio,
che ha fatto alcune considerazioni.
Cosa c'entra l'NCD con queste posizioni? E tutto questo centro
destra che invoca l'unità Ma voi non avete avuto la scissione più
profonda dal dopoguerra nella politica italiana? E rimproverate noi
per quattro scaramucce di dozzina perché abbiamo polemizzato su
questioni politiche? O sul modo diverso di intendere la
composizione del Governo?
Voi volete scegliere. Qui c'è un'illusione. L'illusione che il
centro destra possa riprendere la leadership della Regione,
sicuramente, con queste posizioni non andrete da nessuna parte
anche perché non è detto che uno più uno più uno più uno fa
necessariamente quattro Certe volte fa 0,1, però c'è l'illusione
dei grillini che vedono in ogni elezione perdere il loro consenso.
Noi abbiamo fatto quello che io ritengo un capolavoro politico:
abbiamo unito una maggioranza, l'abbiamo resa coesa e questa
maggioranza è pronta non solo a governare per i prossimi tre anni,
ma anche a fare e vincere sfide elettorali.
Un'ultima questione più personale. Io quando ho perso le elezioni
di sindaco a Gela nel 2002, le ho vinte tramite ricorso, nei nove
mesi in cui il mio avversario governava non ho mai attaccato il mio
antagonista - lo dico con estrema sincerità - non avrei mai firmato
una mozione di sfiducia nei confronti dell'onorevole Musumeci o
dell'onorevole Cancelleri perché questo è il mio modo di intendere
la politica.
Il giorno che ha vinto il mio antagonista siamo andati a cena
insieme e quando ho vinto io ho invitato il mio antagonista con il
sorriso. Questa è la mia politica. Da due anni pongo a tutte queste
forze politiche il senso comune della responsabilità.
Non è vero che qui c'è stato un centro destra che si è presentato
per le riforme, c'è stato un centro destra che ha detto non
facciamo nessun patto per le riforme , che non era un inciucio', è
il senso della responsabilità di fronte alla Sicilia che si
trascina problemi profondi e che se non cambia non darà un futuro
ai suoi figli e lo dobbiamo cambiare insieme, ognuno assumendosi la
responsabilità e accettando le regole.
Non vi posso piacere, ma ho vinto le elezioni e non basta dire le
hai vinte perché hanno votato la metà e via dicendo, anche per voi
hanno votato la metà e, quindi, i vostri consensi percentualmente
sono la metà, perché c'è una crisi profonda della politica e perché
la gente vota meno.
Poi si è scoperto che quella metà vota anche per la metà negli
altri appuntamenti elettorali e vota anche in altre aree del paese
perché il sistema ha una crisi profonda che viene da lontano. Noi
dobbiamo avere la capacità di un recupero della politica, con la
P maiuscola, per portare avanti un progetto.
Il Centrodestra si vuole accodare ai temi dell'antipolitica? Non
ne avrà nessun guadagno né è credibile, perché dentro questo
sfascio c'è tutto e dentro le responsabilità di questa situazione
c'è tutto. E i grillini che strumentalmente vi utilizzano e si
fanno utilizzare a loro volta, segnano solo un patto scellerato in
cui quelli che sono per confermare le province votano insieme a
quelli che vogliono invece mantenerle le province Anti è facile;
pro è un po' più difficile.
Noi siamo pro e abbiamo costruito un'alleanza vera con difficoltà,
perché venivamo probabilmente e veniamo da culture diverse che oggi
hanno trovato la capacità di avere una sintesi e pongono una
accelerazione del processo di trasformazione dell'Isola. Voi lo
vorreste interrompere, per nostalgia, per reazione del vecchio
sistema di potere. Dietro questa mozione di sfiducia c'è il bambino
ma c'è anche qualche altra cosa. E ci sono anche sollecitazioni
esterne non meno forti. Accettiamo la sfida e andiamo avanti.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli D'Agostino, Marziano e
Rinaldi hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
MUSUMECI. Anche noi, con grande piacere, ne prendiamo atto.
PRESIDENTE. Voi fate parte dell'Assemblea. Se l'Assemblea ne ha
preso atto, anche voi.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione per appello nominale della mozione n. 361
PRESIDENTE. Si passa alla votazione per appello nominale della
mozione n. 361 Sfiducia al Presidente della Regione , che per
assoluta identità di dispositivo assorbe integralmente la votazione
della mozione n. 363.
Così resta stabilito.
Ricordo, altresì, che l'approvazione della mozione richiede, a
norma dell'articolo 10, comma 1, dello Statuto, la maggioranza
assoluta dei componenti l'Assemblea e cioè 46 voti favorevoli.
Chiarisco il significato del voto: chi risponde sì vota a favore
della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della
Regione; chi risponde no vota contro la mozione ovvero rispondendo
mi astengo si dichiara la propria astensione.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello nominale ed
invito, altresì, ciascun deputato ad esprimere il proprio voto in
maniera chiara, levandosi in piedi dalla propria postazione, al
proprio turno, rispettando l'ordine della chiama effettuata dal
segretario.
Si procede all'appello nominale.
BARBAGALLO, segretario, procede all'appello.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l'esito della votazione per appello nominale:
Votano sì .. 37
Votano no . 44
(L'Assemblea non approva)
Pertanto la mozione viene respinta.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
TAMAJO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, il mio intervento è per capire quali provvedimenti stia
attuando il Presidente della Regione in merito alla questione del
sistema idrico integrato palermitano e degli ex lavoratori dell'APS
visto che domani mattina entro le ore 12.00 se non si attuerà
nessun tipo di provvedimento i 206 lavoratori saranno licenziati e
il sistema idrico integrato di 52 comuni della Sicilia andrà in
tilt.
Per cui, io chiedo al Presidente della Regione, se è possibile, di
dare una risposta in merito a quali provvedimenti sta attuando lui
insieme al Commissario Tucci e al Prefetto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 4
novembre 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - COMUNICAZIONI
II - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Differimento dei termini previsti al comma 1 dell'articolo
13 della legge regionale 24 marzo 2014, n. 8. Disposizioni in
materia di conferimento degli incarichi di commissario
straordinario dei liberi consorzi comunali . (n. 830/A)
Relatore: on. Miccichè
2) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
3) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
4) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
528/A)
Relatore: on. Anselmo
5) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436
Relatore: on. Cracolici
IV - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 300 - Impegno del Governo della Regione in ordine al
diniego di autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonché alla revoca di quelle
già rilasciate.
(6 maggio 2014)
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA - ZITO
N. 312 - Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia.
(4 giugno 2014)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
- PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO -
GERMANA'
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA -
CIRONE
VII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
VIII - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
La seduta è tolta alle ore 00.55 di venerdì 31 ottobre 2014
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio