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Resoconto d'Aula della Seduta n. 194 di giovedì 30 ottobre 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FAZIO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Forzese,  Vinciullo  e
  Federico hanno chiesto congedo per la giornata di oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

     -   Norme integrative alla legge regionale 24 marzo 2014, n.  8.
  (n. 848)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole D'Agostino in
  data 28 ottobre 2014.

   -   Finanziamento dei cantieri di servizio. Modifica dell'articolo
  35 della legge regionale 28 gennaio 2014,  n. 5. (n. 849)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Venturino in
  data 28 ottobre 2014.

   -   Deroga  al  limite  delle  assunzioni  di  personale  a  tempo
  determinato e indeterminato. (n. 850)
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Raia,
  Barbagallo, Cracolici e Vullo in data 28 ottobre 2014.

   -  Norme  sulla  promozione e valorizzazione  dei  Senior  per  un
  invecchiamento attivo. (n. 851)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  D'Asero,
  Alongi,  Cascio Francesco, Fontana,  Germanà, Lo Sciuto e Vinciullo
  in data 28 ottobre 2014.

   - Disciplina del codice dei contratti. (n. 852)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Tancredi,
  Cappello,    Foti,   Palmeri,   Siragusa,   Cancelleri,    Ciancio,
  Mangiacavallo,  La  Rocca,  Zito,  Zafarana,  Trizzino,  Ferreri  e
  Ciaccio in data 28 ottobre 2014.

   -  Integrazione IRCCS Centro Neurolesi Bonino Pulejo - O. Piemonte
  di Messina.   (n. 853)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Formica,
  Musumeci,  Ioppolo,  Grasso, Rinaldi, Greco M., Picciolo,  Fontana,
  Panarello e Germana' in data 28 ottobre 2014.

   -  Codice  etico  per  gli  eletti a cariche  pubbliche,  per  gli
  amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana. (n. 854)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Musumeci,
  Cordaro, Ferrrandelli, Miccichè, Ciaccio, Alongi, Arancio, Assenza,
  Fazio, Lantieri, Lentini, Lo Sciuto, Malafarina, Picciolo e Zito in
  data 28 ottobre 2014.

   -  Recepimento  della  legge 7 ottobre 2013 n.  112  e  successive
  modifiche ed integrazioni. (n. 855)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fazio in data
  30 ottobre 2014.

     -   Modifiche  di  norme  in materia di  elezioni  e  di  giunte
  comunali. (n. 860)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Barbagallo e
  Lupo in data 30 ottobre 2014.

   -  Disposizioni  concernenti il personale in caso di  subentro  di
  nuova  impresa  nell'affidamento dei servizi con gara  ad  evidenza
  pubblica di competenza della Regione. (n. 861)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Rinaldi  in
  data 30 ottobre 2014.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
                 di legge alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  presentati e inviati alle competenti Commissioni:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Norme in materia di servizio idrico integrato. (n. 862)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 30 ottobre 2014.
   Inviato il 30 ottobre 2014.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Sanzioni per la violazione degli obblighi derivanti dalle norme
  in materia di tutela dai rischi correlati all'amianto. (n. 856)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 30 ottobre 2014.
   Inviato il 30 ottobre 2014.

   -  Sostegno ai pazienti affetti da patologie causate dall'amianto.
  (n. 857)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 30 ottobre 2014.
   Inviato il 30 ottobre 2014.

   -  Sanzioni per la violazione degli obblighi derivanti dalle norme
  in materia di tutela dai rischi correlati all'amianto. (n. 858)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 30 ottobre 2014.
   Inviato il 30 ottobre 2014.

   -  Sostegno ai pazienti affetti da patologie causate dall'amianto.
  (n. 859)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 30 ottobre 2014.
   Inviato il 30 ottobre 2014.

           Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
  Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Legge  di  modifica dell'articolo 8 della  legge  regionale  23
  dicembre  2000,  n.  30.  Variazione di  denominazione  dei  comuni
  termali. (n. 843)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 28 ottobre 2014.

   -  Modifiche di norme in materia di elezioni e di giunte comunali.
  (n. 845)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 28 ottobre 2014.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Norme in materia di tutela aree caratterizzate da vulnerabilità
  e valenze ambientali e paesaggistiche. (n. 847)
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 30 ottobre 2014.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stata richiesta l'apposizione di  firma
  per i seguenti disegni di legge:

   -  l'onorevole  Cimino Michele, con nota prot. n. 11225/SG.LEG.PG.
  del  28  ottobre  2014, ha chiesto di apporre la propria  firma  al
  disegno  di legge n. 792:  Norme per agevolare l'accoglienza  e  la
  sistemazione abitativa dei migranti ;

   -   l'onorevole   Gucciardi  Baldassare,   con   nota   prot.   n.
  11226/SG.LEG.PG.  del  28 ottobre 2014, ha chiesto  di  apporre  la
  propria  firma al disegno di legge n. 850:  Deroga al limite  delle
  assunzioni di personale a tempo determinato e indeterminato .

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata   approvata   la   seguente
  risoluzione:

   -  la  Commissione legislativa  Ambiente e territorio' (IV)  nella
  seduta  n.  151  del  21 ottobre 2014 ha approvato  la  risoluzione
   Indirizzo in ordine allo sviluppo di una cultura e di una rete  di
  mobilità dolce.' (n. 15/IV);

             Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  pervenuta  alla  Segreteria
  Generale il 28 ottobre 2014 e protocollata al n. 11309/Trasp.PG del
  29  ottobre  successivo, l'onorevole Giovanni  Di  Giacinto,  nella
  qualità di Presidente del Gruppo parlamentare  Il Megafono -  Lista
  Crocetta   ha  trasmesso  copia del «Disciplinare  interno  per  la
  gestione   delle   risorse  messe  a  disposizione   dall'Assemblea
  regionale  siciliana al Gruppo parlamentare  Il  Megafono  -  Lista
  Crocetta ».

   Avverto  che  la  documentazione di  cui  sopra  sarà  oggetto  di
  pubblicazione   nel   sito   internet   dell'Assemblea   ai   sensi
  dell'articolo 25 bis del Regolamento interno dell'ARS.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di nomina di componente di Commissione

     PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Alfio  PAPALE  è  nominato
  componente   della   Commissione  per   l'esame   delle   questioni
  concernenti   l'attività  dell'Unione  europea ,  in   sostituzione
  dell'onorevole Salvatore Domenico Pogliese, dimessosi dalla  carica
  di deputato regionale.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì,  che  l'onorevole  Alfio  PAPALE  è   nominato
  componente  della  I  Commissione  legislativa  permanente   Affari
  istituzionali,  in  sostituzione dell'onorevole  Giuseppe  Milazzo,
  dimissionario.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Onorevoli colleghi, come ben sapete, in questo momento è in  corso
  la  visita  del  Presidente della Repubblica di Polonia,  Bronislaw
  Komorowsky,  per  cui,  su  richiesta  del  Presidente   Ardizzone,
  sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore 16.45.

     (la seduta, sospesa alle ore 16.21, è ripresa  alle ore17.21)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Discussione unificata delle mozioni numeri 361 e 363, «Sfiducia al
  Presidente della Regione»

   PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: «Discussione unificata delle
  mozioni numeri 361 e 363, entrambe di sfiducia al Presidente  della
  Regione», a firma rispettivamente degli onorevoli Falcone ed  altri
  e Siragusa ed altri.

   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO che:

   a  seguito delle elezioni regionali del 28 ottobre 2012,  è  stato
  proclamato nuovo Presidente della Regione siciliana, l'on.  Rosario
  Crocetta;

   il  Presidente  Crocetta, appena eletto, malgrado  annunciasse  la
  volontà di volere creare il 'Governo della rivoluzione', nel  senso
  di  una  profonda e netta rottura col passato, purtroppo,  sin  dai
  primi   passi,   ha  mostrato  chiari  segni  di  inadeguatezza   e
  approssimazione,  nonché,  via  via,  evidenziato  una   contiguità
  politico-amministrativa con le esperienze dei precedenti governi;

   il nuovo Governatore della Sicilia si è contraddistinto per i suoi
  annunci,  sempre roboanti, eclatanti, spesso dettati  da  manie  di
  sterile grandezza  Alle forti dichiarazioni, infatti, non sono  poi
  seguiti  fatti  e  azioni  corrispondenti che  potessero  coniugare
  compiutamente  le  idee agli atti amministrativi  e,  tantomeno,  a
  provvedimenti legislativi. Due per tutti, gli esempi che potrebbero
  essere  ricordati, anche con ilarità: l'idea di risolvere il  vuoto
  lasciato  dalla  cessazione della Wind Jet  con  la  trasformazione
  dell'AST  in nuova compagnia di trasporto aereo; nonché l'emissione
  di  nuovi  titoli obbligazionari siciliani, i 'Trinacria Bond'  che
  avrebbero  dovuto risolvere i problemi finanziari  e  di  liquidità
  della Regione siciliana. Senza dimenticare la questione del MUOS di
  Niscemi,  balzata  alle  cronache  quale  esempio  di  imbarazzante
  contraddizione.  Tutto  un crescendo di dichiarazioni,  alle  quali
  sono sempre seguite inopportune retromarce ;

   CONSIDERATO  che  il  Presidente  Crocetta,  tra  i   suoi   punti
  qualificanti,   aveva  annunciato  la  dismissione  delle   società
  partecipate, la riforma del sistema di gestione dei rifiuti e delle
  discariche, il riordino del servizio idrico integrato, il riassetto
  della  formazione professionale e la riorganizzazione  dei  servizi
  per  l'impiego,  l'accelerazione e la  qualificazione  della  spesa
  comunitaria,  l'ottimizzazione del  sistema  sanitario,  nonché  un
  maggiore raccordo con gli enti locali, una nuova politica turistica
  e  culturale  basata  sugli eventi, legata alla valorizzazione  dei
  beni  archeologici, storici, paesaggistici e alla creazione  di  un
  brand  'made in Sicily' che divenisse ambasciatore delle  ricchezze
  della Sicilia nel mondo, ma anche nuovi input ai settori nevralgici
  dell'economia  isolana      come     l'agricoltura,  l'artigianato,
  l'industria e il commercio;

   PRESO   ATTO,  però,  che  l'azione  di  Governo  è  stata  sempre
  claudicante,  incerta e ondivaga, anche a causa della  mancanza  di
  una   reale   maggioranza  uscita  dalle  urne,  rafforzata,   solo
  successivamente,  dal  progressivo reclutamento  di  deputati  che,
  lasciando  le  opposizioni,  si accostavano  al  Governo,  per  poi
  diventarne organici;

   ATTESO  che,  a  distanza di poco meno di sei  mesi,  a  causa  di
  evidenti  incomprensioni sfociate in insanabili contrasti, venivano
  dimissionati  i due più illustri componenti del Governo:  il  prof.
  Zichichi  e  il  maestro Battiato. Ciò apriva ad una stagione,  mai
  chiusa,  quella  del rimpasto, che ancora oggi  tiene  sulle  corde
  l'attuale  maggioranza, in perpetuo braccio di  ferro  col  Governo
  che,  nel frattempo, in meno di venti mesi, ha cambiato altri sette
  assessori, senza mai giungere ad una sua stabilità;

   RILEVATO  che  la tanto decantata rottura con le esperienze  delle
  passate  gestioni è stata anch'essa disattesa: non a  caso,  i  2/3
  dell'architrave della struttura amministrativa crocettiana è stata
   mutuata,    pedissequamente,    dalle     precedenti
   esperienze governative;

   PRESO  ATTO  che, mai come oggi, la Sicilia si è  trovata  in  una
  condizione  di  estremo disagio e di particolare emergenza  sociale
  che  rischia  di superare la soglia di tolleranza a  causa,  anche,
  dell'immobilismo del Governo regionale, prigioniero delle  numerose
  fughe  in  avanti  e di altrettante marce indietro  del  Presidente
  Rosario  Crocetta, che, a distanza di due anni,  non  solo  non  ha
  risolto, ma nemmeno affrontato delicatissimi problemi, come  quello
  del sistema integrato dei rifiuti, costringendo ad un pernicioso  e
  costante  tatticismo  del rinvio, lasciando sul  tappeto  scottanti
  emergenze  sia sotto un profilo igienico-sanitario, ma anche  sotto
  quello   finanziario,  con  un'enorme  massa  debitoria  che   sarà
  scaricata  sui  comuni  e,  quindi, sugli stessi  cittadini.  Sulla
  stessa  scia, il sistema del servizio idrico integrato: infatti,  a
  seguito   della   soppressione  degli  ATO  idrici,   non   si   è,
  conseguentemente,  individuata  altra  autorità  di  gestione   che
  potesse utilizzare le consistenti risorse CIPE che, in ragione  del
  decreto 'Sblocca Italia' saranno drenate dal Governo centrale in un
   fondo    nazionale    per     essere     reimpiegate
   successivamente, magari in altre parti d'Italia;

   RITENUTO che l'assoluta assenza e comunque la scriteriata politica
  sulla  formazione professionale oggi ha messo in ginocchio l'intero
  sistema  formativo dell'Isola. Ad iniziare dagli ottomila operatori
  del  settore,  di  cui, da oltre un anno, circa  duemilacinquecento
  sono stati licenziati, sospesi o destinati alla cassa integrazione.
  Altri  millesettecentocinquanta, da cinque mesi, sono in attesa  di
  una,  ancorché  aleatoria, occupazione presso il CIAPI  di  Priolo,
  mentre   quei   pochi   che   oggi  lavorano   registrano   ritardi
  nell'erogazione degli stipendi sino a 24 mesi. La cosa,  però,  che
  va  evidenziata  e  censurata  è lo scadimento  della  qualità  del
  servizio  offerto,  soprattutto riguardo al mondo  dei  ragazzi  in
  obbligo  scolastico, che sono ancora costretti  ad  attendere,  dal
  settembre  2013, l'inizio, ad esempio, del terzo anno,  quando  nel
  resto  d'Italia la stessa attività corsuale si è già  conclusa.  Il
  tutto, mentre il Governo ha consumato il deprecabile fallimento del
  'Piano  Giovani' che doveva rappresentare una speranza per migliaia
  di  giovani siciliani. Questi giovani, infatti, sono stati  vittime
  di  un  sistema  di  accreditamento che ha negato la  meritocrazia,
  privilegiando,  invece,  la velocità di inserirsi  nel  sistema  di
  selezione, tramite un 'click'. Risulta di tutta evidenza,  inoltre,
  che tale sistema, inceppandosi, ha dimostrato tutti i propri limiti
  e  lacune,  per  essere  preso  quale modello  di  inettitudine  ed
  incompetenza. Ciò ha spinto già gran parte dei sottoscrittori della
  presente a depositare e votare una mozione di censura nei confronti
  dell'Assessore  per  l'istruzione e  la  formazione  professionale,
  Nelli Scilabra;

   rimanendo  in  tema  di  'Piano Giovani',  non  si  può,  inoltre,
  trascurare  la  questione relativa agli affidamenti diretti  a  tre
  società per la cosiddetta 'assistenza tecnica' per un ammontare  di
  oltre  11  milioni di euro. Precisamente, è stato  fatto  un  primo
  affidamento  alla società Italia Lavoro per 5 milioni  di  euro  e,
  successivamente, la Giunta di Governo, il 6 agosto u.s., ha  voluto
  deliberare  altri  tre  affidamenti di  circa  2  milioni  di  euro
  ciascuno a Italia Lavoro, a Sviluppo Italia Sicilia spa e a Formez.
  Tutto, in dispregio dei proclami dello stesso Governatore che, sino
  a  quel  momento,  ha sempre escluso ogni tipo  di  affidamenti  di
  servizi o di forniture in assenza di una pubblica evidenza. Quindi,
  altra gravissima retromarcia del Presidente Crocetta ;

   PRESO  ATTO della politica fallimentare sulla sanità, dove i buoni
  propositi,  ancora  una volta, sono stati smentiti  dai  fatti.  La
  procedura per la nomina dei nuovi direttori generali delle  aziende
  sanitarie  e  ospedaliere  è l'aspetto più  eclatante   Prima,  una
  farraginosa  procedura  selettiva per  l'individuazione  dei  nuovi
  manager, durata circa due anni; dopo, la nomina delle stesse figure
  apicali,  poi  la  revoca  di alcune di loro,  infine  gli  scontri
  all'interno della maggioranza, con il finale di mandare tutto  alla
  Procura  della  Repubblica,  dove  è  stato  aperto,  persino,   un
  fascicolo.  Non  si può non ricordare il caso Humanitas:  clamoroso
  esempio  di  come potessero essere aumentati i posti letto  di  una
  struttura privata all'insaputa dell'Assessore per la salute,  Lucia
  Borsellino.  Peccato  che  le carte attestino  tutt'altro,  con  il
  rischio  di  un'imminente  richiesta risarcitoria  ai  danni  della
  Regione   Né  tantomeno, si ritiene che debba essere sottaciuta  la
  questione  del piano regionale della rete ospedaliera. Il  piano  è
  già stato presentato un paio di volte in VI Commissione legislativa
  permanente 'Servizi sociali e sanitari' dell'Assemblea regionale e,
  in  entrambi  i casi, è stato ritirato. Successivamente,  piuttosto
  che   raccogliere,   preventivamente,  il   parere   della   stessa
  Commissione   parlamentare,  è  stato  trasmesso  direttamente   al
  Ministero  della salute che ha sollevato ulteriori  perplessità  e,
  attualmente,  risulta  ancora bloccato a  Roma,  e  ciò  con  grave
  nocumento  per  la  riorganizzazione delle  dotazioni  organiche  e
  quindi per le stesse prestazioni ospedaliere;

   sulle    stesse   prestazioni   sanitarie   e,   specificatamente,
  ospedaliere va acceso un faro sul pessimo stato in cui  si  trovano
  tutti i pronto soccorso dei nosocomi siciliani, ridotti a poco  più
  di   lazzaretti.  Strutture  inadeguate,  con  spazi  ristretti   e
  logisticamente insufficienti a fronteggiare pazienti che dovrebbero
  nell'emergenza,  in  molti casi drammatica, trovare  condizioni  di
  accoglienza  a  misura  d'uomo. Purtroppo nessun  investimento,  né
  strutturale,  né  sotto  il profilo del potenziamento  tecnologico.
  Anche  qui l'incapacità di utilizzare le risorse dell'art. 20 sugli
  investimenti nel settore della sanità, lasciando il settore in  uno
  stato  di  arretratezza,  con la conseguenza  che  il  costo  della
  mobilità passiva non ha avuto quell'inversione di tendenza che  era
  stata promessa;

   ATTESO che:

   la situazione degli enti locali siciliani è al collasso a causa di
  una  politica  miope  e  vanagloriosa del Governo  e  dello  stesso
  Presidente che, con due leggi di stabilità, ha voluto modificare  i
  criteri  di  assegnazione dei fondi e, poi,  ha  impedito  la  loro
  regolare  erogazione. Solo in data 14 ottobre (ben dopo quattordici
  giorni dal termine di scadenza per redigere i bilanci di previsione
  2014),   i   comuni   hanno   ricevuto   comunicazione   sui   loro
  trasferimenti.  A ciò si aggiunge l'insostenibile situazione  delle
  mancate  erogazioni  delle trimestralità e dei  fondi  relativi  ai
  capitoli  delle risorse, che ha messo in ginocchio tutti  i  comuni
  dell'Isola,  costretti,  in larga parte, a  ritardare  i  pagamenti
  degli  stipendi  ai  dipendenti  e,  soprattutto,  i  pagamenti  ai
  soggetti  creditori che hanno effettuato forniture  o  servizi.  La
  stessa   ANCI   ha   criticato   aspramente   tale   insopportabile
  comportamento,  sino  al  punto di volere interrompere  i  rapporti
  istituzionali con lo stesso Governo;

   allo  stato  attuale vi sono 15 comuni in dissesto  finanziario  e
  molti   altri  sono  in  procinto  di  dichiararlo;  numerosissimi,
  inoltre, sono gli enti locali che hanno dichiarato lo stato di pre-
  dissesto;

   un  velo  pietoso  va  steso sulla riforma delle  province   Prima
  l'affermazione del presidente Crocetta, in risposta ad un esponente
  politico  di  Enna,  circa la necessità di  mantenere  questi  enti
  intermedi, poi la trasmissione di Giletti, su Rai Uno, e l'annuncio
  della loro soppressione  Quindi, nel marzo 2013, la prima legge, la
  n.7,  per abrogarli, poi, nel 2014, la seconda, la n.8. Oggi  siamo
  ancora  al  palo   E'  ormai  certa un'altra  retromarcia,  con  la
  conseguente abrogazione sia della prima che della seconda legge  di
  riforma votate in Assemblea;

   PRESO  ATTO  della politica fallimentare del settore  industriale,
  delle  promesse non mantenute sulla burocratizzazione, sul rilancio
  delle  opere infrastrutturali, col conseguente blocco dei cantieri,
  sullo  start  up  delle  imprese giovanili,  sulla  semplificazione
  amministrativa, ecc., per non tacere dell'irrisolta questione della
  FIAT  di Termini Imerese (PA) che si pone sullo stesso piano  della
  più  recente, ma ancora più drammatica, crisi del petrolchimico  di
  Gela, e ciò malgrado le rassicurazioni del Presidente del Consiglio
  dei Ministri, Matteo Renzi;

   CONSIDERATO  che  nel  settore, tanto  chiacchierato,  dell'eolico
  nessuna  iniziativa  sul  piano  di tutela  paesaggistica  è  stata
  intrapresa,  se  non  un'improvvida volontà di  liquidare  con  dei
  secchi  dinieghi  le richieste presentate in Assessorato;  oggi  si
  possono  constatare i primi provvedimenti giurisdizionali  del  TAR
  Palermo  che  autorizzano  alcuni progetti,  rischiando,  così,  di
  agevolare  un dilagare disordinato di nuovi impianti generatori  di
  energia pulita;

   RITENUTO  che  altro  vulnus del programma  del  Presidente  della
  Regione possa essere riscontrato nell'assoluta disattenzione  verso
  le  società  regionali partecipate, nei cui riguardi la  Corte  dei
  conti  ha puntato il dito, individuandole quali causa di una  delle
  maggiori criticità del bilancio della Regione: una spesa di  ben  1
  miliardo  di euro negli ultimi quattro anni. Tali enti, a  distanza
  di  due  anni,  sono tutti lì, con i loro costi e  i  loro  debiti
  Nessuna società, dunque, è stata soppressa o messa in liquidazione;
  anzi,  qualcuna è stata, persino, riportata in bonis e, cosa ancora
  più   scandalosa,  nell'ultima  legge  finanziaria,   solo   grazie
  all'impegno  dell'opposizione, è stato  sventato  il  tentativo  di
  eliminare  il  tetto degli stipendi per i presidenti di  alcune  di
  esse.  Soliti annunci anche sulle consulenze esterne alla  Regione,
  che  dovevano  essere eliminate, e che, invece, come d'incanto,  si
  sono  moltiplicate, soprattutto con il solito malvezzo di ricorrere
  all'assistenza  tecnica  e, quindi, alle  professionalità  esterne,
  piuttosto  che  a quelle interne, con la conseguente  demotivazione
  della burocrazia regionale;

   PRESO  ATTO della vacuità e della mancanza di qualunque  strategia
  nel  settore turistico siciliano, vero volano dell'Isola. E'  sotto
  gli  occhi di tutti come non venga realizzata alcuna iniziativa  di
  attrattiva  per  richiamare il turista in  Sicilia;  tantomeno  per
  quanto   concerne  la  destagionalizzazione     delle      relative
  realtà  turistiche.  A  distanza  di  tre  anni,  la  misura  sulle
  strutture  turistico-ricettive, gestita dalla CRIAS,  è  ancora  in
  alto  mare,  come  in  alto  mare  è la  misura  sull'impiantistica
  sportiva,  anch'essa tesa ad incrementare il turismo  isolano.  Nel
  frattempo,  il  31  dicembre 2015, data ultima per  rendicontare  i
  fondi  comunitari  PO-FESR  2007/2013,  è  alle  porte.  La  stessa
  polemica  di  alcune  settimane  addietro  con  il  produttore  del
  'Commissario Montalbano', famosa serie televisiva girata  in  varie
  location  siciliane, con prevalenza nel ragusano, è solo  la  punta
  dell'iceberg  di una inesistente pianificazione che possa  destare,
  stimolandolo, l'interesse verso la Terra di Sicilia;

   CONSTATATO che:

   anche   sul   versante   finanziario  è   stata   dimostrata   una
  inadeguatezza  imbarazzante, non solo per le varie impugnative  del
  Commissario dello Stato sulle leggi di stabilità che, di  fronte  a
  Roma,  hanno  ridicolizzato  l'intera  Regione  siciliana,  ma  per
  l'incapacità  di  un  piano  finanziario  che  avesse  una  visione
  d'insieme sulle politiche economiche regionali. Ad oggi non è stato
  ancora  predisposto nessun documento propedeutico  al  bilancio  di
  previsione, né pare che nel breve periodo vi siano spiragli in  tal
  senso. Insomma si naviga a vista, vivendo alla giornata ;

   a  ciò  si  aggiunge  anche la devastante e  deleteria  scelta  di
  ritirare   tutti   i   ricorsi,   pendenti   dinanzi   alla   Corte
  costituzionale, nei confronti del Governo nazionale, relativi  alle
  impugnative  di legge in materia finanziaria, pari a 4 miliardi  di
  euro,  per  ricevere  in cambio un'elemosina di  poco  più  di  550
  milioni; operazione questa, tesa a far quadrare i conti nell'ultima
  legge  finanziaria  regionale,  in totale  dispregio  all'autonomia
  speciale  siciliana  e,  soprattutto,  in  danno  alla  tenuta  del
  bilancio regionale, ad iniziare già dallo strumento finanziario  di
  previsione 2015; con le ulteriori, negative conseguenze finanziarie
  sugli  ignari  cittadini isolani sui quali, tali mancati  introiti,
  avranno nei prossimi anni gravissime ripercussioni;

   PRESO ATTO:

   della  scarsa attenzione al comparto agroforestale; ci sono volute
  ben  tre manovre finanziarie per garantire agli operatori forestali
  il numero minimo di giornate lavorative previste per legge; come se
  non  bastasse, ad ottobre ci si accorge dell'erronea individuazione
  delle risorse finanziarie, con la conseguenza di dover ricorrere ad
  una  manovra quater, con altro passaggio d'Aula. A causa  di  tutto
  ciò,vi  è  stato un notevole ritardo nell'avvio al lavoro  che,  in
  molti  casi,  ha  rappresentato la principale causa  degli  incendi
  sviluppatisi, con gli irreparabili danni arrecati all'ambiente e al
  patrimonio  boschivo. Inoltre, vi è un ingiustificato  ritardo  nei
  pagamenti degli stipendi ai lavoratori per l'attività già prestata.
  Per restare in tema, va censurata la mancata predisposizione di una
  riforma  organica  del  settore,  auspicata,  da  tempo,  sia   dai
  lavoratori che dalle parti sociali;

   infine, che l'economia è completamente bloccata, col logico crollo
  delle  produzioni  e dei consumi. Da un lato, le  imprese  sono  al
  collasso   e,   in   particolare,  quelle  del  settore   agricolo,
  zootecnico,  edile  e  artigianale;  dall'altro,  a  poco  meno  di
  quindici mesi dalla chiusura dei programmi comunitari 2007/2013, la
  Regione  siciliana deve ancora impegnare oltre 2 miliardi di  euro.
  Se le procedure non verranno oculatamente accelerate, il rischio di
  disimpegno  automatico diverrà sempre più concreto, con buona  pace
  per lo sviluppo, la crescita e l'occupazione dell'Isola;

   CONSIDERATO  che ormai anche i rapporti all'interno della  pseudo-
  maggioranza  sembrano del tutto deteriorati, e che questa  frattura
  insanabile   sta   comportando  ulteriori   danni   alla   Sicilia,
  rendendola,   sotto   un   profilo  socio-economico,   sempre   più
  vulnerabile, mentre sotto quello politico, del tutto ingovernabile;

   VALUTATO  pertanto,  che  in questo particolare  momento  storico,
  perseverare  con  un  Governo  che  ha  dimostrato  tutta  la   sua
  inadeguatezza  ed  incapacità  significherebbe  solo   cercare   di
  tutelare  privilegi personali, anziché garantire gli interessi  dei
  siciliani;

   CONSTATATO  che  il  Presidente  della  Regione  non   ha   alcuna
  intenzione   di   rassegnare  le  dimissioni,   anzi   si   fregia,
  pavoneggiandosi  pubblicamente  della  sua  elezione  a   suffragio
  diretto,  sostenendo  di  riscuotere ancora  l'apprezzamento  e  il
  sostegno popolare;

   VERIFICATO invece, il dissenso sempre crescente nei confronti  del
  Presidente della Regione, non ultimo il sondaggio che lo colloca al
  penultimo  posto della classifica dei presidenti di Regione,  vista
  anche  la disapprovazione unanime del mondo sindacale, ma anche  di
  Confindustria, da sempre tra gli sponsor ufficiali del Governatore;

   RACCOLTE  le  grida  di disperazione, ma anche di  speranza  della
  maggioranza dei siciliani che, a gran voce, chiedono di porre fine,
  quanto prima, a questa nefasta esperienza di governo;

   VISTO l'articolo 10 dello Statuto della Regione
   siciliana,

                           ESPRIME SFIDUCIA

           NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE» (361)

                   «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO  che  in data 29 ottobre 2013 è stata discussa  e  votata
  dall'Assemblea regionale siciliana una mozione di sfiducia  (la  n.
  200)  al  Presidente  della Regione siciliana, articolata  in  vari
  punti  altamente qualificanti per poter giudicare  l'operato  ed  i
  risultati ottenuti dal Presidente Crocetta e dal Governo da  questi
  presieduto;

   RILEVATO che:

   uno   di  questi  punti  focalizzava  il  progressivo  e  costante
  deterioramento  dei  rapporti  tra  il  principale  partito   della
  maggioranza  che,  in  teoria,  dovrebbe  sostenere  il  Presidente
  Crocetta ed il Presidente stesso;

   si  constata che a più di un anno di distanza tali rapporti  sono,
  se  è  possibile, ancor più deteriorati, coinvolgendo  anche  altri
  movimenti  e  partiti  politici che, sempre in  teoria,  dovrebbero
  rappresentare,  per il Presidente Crocetta, una solida  maggioranza
  parlamentare,  che  allo  stato  dei  fatti,  però,  non  sussiste,
  causando seri, gravi e continui blocchi all'azione del Governo;

   ATTESO che:

   uno dei nodi principali, causa del deterioramento dei rapporti tra
  il   Presidente  Crocetta  ed  una  parte  consistente  della   sua
  maggioranza  parlamentare, è legato alla composizione  del  Governo
  regionale e considerato che nei primi giorni del mese di aprile del
  2014,  il  Presidente Crocetta ha provveduto ad un riassetto  della
  compagine governativa con una riassegnazione di alcune preposizioni
  e con la sostituzione di alcuni Assessori;

   si  constata  che  ad  oggi l'azione governativa  è  ulteriormente
  peggiorata sia per quanto riguarda l'aspetto qualitativo,  sia  per
  quel   che  riguarda  l'apporto  del  Governo  medesimo  ai  lavori
  dell'Assemblea  regionale siciliana perdurando  ed  anzi  essendosi
  incrementato il tasso di assenteismo degli Assessori sia ai  lavori
  delle  commissioni che ai lavori dell'Aula. Sono  sempre  meno  gli
  atti  parlamentari  che ottengono risposte dal  Governo,  e  spesso
  l'attività   legislativa  è  risultata  bloccata  dalla  perdurante
  assenza  dei rappresentanti dell'Esecutivo, e questo nonostante  si
  sia  provveduto  con  la l.r. n. 1 del 2014 a prevedere  un  regime
  sanzionatorio per gli assessori assenteisti;

   PRESO  ATTO che nonostante quanto sopra, continuano ed  anzi  sono
  ulteriormente peggiorati i dissidi ed i dissapori tra il Presidente
  della  Regione  ed il Gruppo parlamentare cui egli  stesso  risulta
  iscritto   e   che,   anche  durante  l'estate  appena   trascorsa,
  l'argomento   principale  dell'agenda  politica  era  legato   alla
  sostituzione di alcuni componenti della Giunta di Governo,  ponendo
  drammaticamente in secondo piano, se non ignorando completamente, i
  gravissimi  problemi economici che attanagliano  l'Isola,  problemi
  che  procurano  gravi difficoltà ai cittadini,  ai  lavoratori,  ai
  disoccupati  ed  alle  imprese  siciliane,  difficoltà  che   ormai
  superano  la connotazione economico-finanziaria sfociando in  gravi
  problemi sociali la cui soluzione appare inderogabile;

   CONSIDERATO che:

   nel  corso  del  2014  oltre alla legge  di  stabilità  regionale,
  approvata  in  data 10 gennaio 2014, sono stati  varati  altri  due
  provvedimenti  di  riassetto del bilancio regionale,  e  che,  dopo
  l'approvazione di questi provvedimenti il Commissario  dello  Stato
  per  la  Regione  siciliana ha provveduto  ad  impugnarne  numerose
  parti,   rimarcando   una   consistente  e  perdurante   incapacità
  dell'Esecutivo  nel  presentare  ed  elaborare  norme  che  fossero
  rispettose delle regole costituzionali, economiche e finanziarie ed
  inserite  nei  limiti  entro  i quali  può  legiferare  la  Regione
  siciliana;  dimostrando, peraltro, una totale  assenza  di  visione
  economica  e strutturale di carattere generale, una totale  assenza
  di  programmazione e di provvedimenti mirati alla correzione  della
  grave situazione economica generale, certo ereditata dal passato ma
  sicuramente  acuita  ben  oltre  il sopportabile  per  i  cittadini
  siciliani  a  causa  dell'immobilismo dell'Esecutivo,  incapace  di
  produrre  azioni atte a garantire ai cittadini, ai  lavoratori,  ai
  disoccupati ed alle imprese siciliane strumenti e mezzi  idonei  ad
  affrontare la perdurante crisi che investe il Paese, e che pone  la
  Sicilia  come  una  delle Regioni italiane che  maggiormente  viene
  influenzata ed indebolita dalle vicissitudini economiche nazionali;

   la politica economica e finanziaria del Governo si è rivelata fino
  ad   oggi   completamente  fallimentare,  mancando  totalmente   di
  programmazione, di qualsiasi forma di impostazione indirizzata allo
  sviluppo  ed  a favorire ed incentivare l'occupazione  in  Sicilia;
  mancando   di   provvedimenti  atti   a   limitare   il   crescente
  impoverimento  delle  famiglie  siciliane  e  basando  invece  ogni
  intervento  legislativo solo ed esclusivamente sul tamponamento  di
  endemiche  emergenze  senza prospettare  alcun  tipo  di  soluzione
  definitiva e sostenibile; sull'assecondare richieste di parte o  la
  volontà  del  Ministero dell' economia. Per citarne alcuni  esempi,
  basti  ricordare l'approvazione della l.r. n. 11 del 2014  che,  su
  proposta  governativa e secondo quanto stabilito dal  decreto-legge
  n.  35 del 2013, convertito, con modificazioni, in legge n. 64  del
  2013,  consente  alla  Regione siciliana di avere  accesso  ad  una
  anticipazione di liquidità volta al pagamento dei debiti  pregressi
  delle pubbliche amministrazioni, anticipazione da restituire con un
  rimborso  a tasso fisso ed a lungo termine (30 anni), di  fatto  un
  mutuo  con  la copertura delle rate garantita con quota  parte  del
  gettito  derivante  dalle maggiorazioni dell'aliquota  dell'imposta
  regionale  sulle  attività  produttive  (IRAP)  e  dell'addizionale
  regionale  sull'IRPEF, già disposte per la copertura  di  buchi  di
  bilancio  fatti  negli  anni pregressi nel  settore  sanitario.  Un
  mutuo,  in  buona  sostanza, un mutuo che si  impone  ai  cittadini
  siciliani  di  pagare  con  quella  componente  di  tassazione  che
  potrebbe  essere  diminuita  se  non  azzerata,  consentendo   alle
  famiglie  di  poter aumentare i propri consumi ed alle  imprese  di
  incentivare i propri investimenti, e che invece viene mantenuta  ai
  massimi livelli per compensare le spese scellerate effettuate negli
  anni  passati nel settore della sanità, senza peraltro  che  alcuno
  sia ritenuto responsabile per questo. O, ancora, come non ricordare
  l'accordo tra il Ministero dell'Economia e la Regione siciliana  in
  materia  di finanza pubblica firmato tra giugno e luglio 2014,  che
  prevede  la  rinuncia da parte della Regione siciliana  a  tutti  i
  ricorsi   contro   lo   Stato  pendenti   dinnanzi   alle   diverse
  giurisdizioni  e  relativi  ad  impugnative  di  leggi  o  ad  atti
  conseguenziali in materia di finanza pubblica; ovvero la rinuncia a
  possibili  contenziosi per alcuni miliardi di  euro  in  cambio  di
  poche  centinaia  di  milioni di euro 'cash',  una  svendita  senza
  precedenti,  della  dignità  e  dell'autonomia  della  Regione.  O,
  infine, come non ricordare le innumerevoli emergenze occupazionali,
  come  forestali, formazione, precari che continuano  a  gravare  in
  maniera  determinante  sul bilancio della  Regione,  senza  che  il
  Governo  sia  in grado di trovare soluzioni stabili, praticabili  e
  durature  in  grado di garantire i livelli occupazionali,  evitando
  un'  emergenza sociale e salvaguardando al contempo i  conti  della
  Regione;

   RILEVATO che:

   anche  nel campo delle politiche di tutela dell'ambiente l'operato
  del  Governo  regionale  non si può che  definire  fallimentare  ed
  asservito  a  gruppi di potere economico-politico. Nell'estate  del
  2012, da candidato alla Presidenza della Regione siciliana, Rosario
  Crocetta,  firmava l'appello contro le trivellazioni nel Canale  di
  Sicilia,  salvo  poi,  il  4  giugno 2014,  firmare  un  protocollo
  d'intesa con Assomineraria, EniMed Spa, Edison Idrocarburi  Sicilia
  Srl,  Irminio  Srl,  per  il  rilancio  degli  investimenti  e  per
  l'utilizzo razionale di gas ed idrocarburi in Sicilia , accordo che
  prevede  l'accelerazione degli investimenti nel campo  petrolifero.
  Senza dimenticare che il Presidente Crocetta stesso, più di un anno
  e  mezzo  fa,  aveva promesso che sarebbe stato attivato  in  breve
  tempo  un tavolo tecnico sulle trivellazioni off shore. Solo grazie
  all'intervento  del  Commissario  dello  Stato  si  è  evitato  che
  venissero nuovamente ridotte le royalties derivanti dall'estrazione
  del   greggio   in   Sicilia,  facendo   l'ennesimo   regalo   alle
  multinazionali   del   petrolio.   Infine,   le   mozioni    votate
  all'unanimità  dall'Aula, all'inizio del  2013,  sul  blocco  delle
  trivellazioni  nella  Valle del Belice si sono  dimostrate  lettera
  morta,  visto  che  a queste non è seguito nessun  decreto  o  stop
  presidenziale,    quindi   nessun   effettivo   blocco    dell'iter
  d'approvazione della richiesta denominata 'Masseria Frisella'.  Per
  non  tacere del Patto dei Sindaci, che, nonostante gli  spot  e  la
  cassa  di risonanza mediatica e l'uso strumentale e mediatico della
  cosiddetta 'cabina di regia', il Governo non è riuscito di fatto  a
  far decollare, con il conseguente mancato utilizzo dei fondi per la
  realizzazione dei Paes. Nel settore rifiuti, siamo sull'orlo di una
  emergenza  senza precedenti. L'unico zero che si è concretizzato  è
  zero  realizzazione  di  impianti,  zero  aumento  percentuale   di
  raccolta  differenziata (stabile sotto il 10%), zero  politiche  di
  riduzione, con il paradosso di comuni che, realizzando un' accurata
  raccolta differenziata, si trovano a dover conferire in discarica e
  quindi in maniera indifferenziata proprio per la totale assenza  di
  impiantistica  adeguata. Peggio che nel settore dei rifiuti,  si  è
  riusciti  a  fare  per quanto riguarda l'acqua;  la  legge  per  la
  ripubblicizzazione del servizio idrico integrato continua a  vagare
  tra  una  commissione parlamentare e l'altra, senza che il  Governo
  risulti in grado di gestire e dare un indirizzo politico chiaro  ed
  univoco,  senza  dimenticarsi della questione APS, il  gestore  del
  servizio  idrico  integrato della Provincia regionale  di  Palermo,
  ormai  fallito; il Governo regionale non è stato in grado di  farsi
  carico  del problema e prospettare, anche in questo caso, soluzioni
  realistiche e praticabili, in grado di evitare il rischio  concreto
  che i comuni della provincia di Palermo potessero trovarsi in seria
  difficoltà per quel che riguarda l'espletamento del servizio idrico
  integrato,   con   ricadute  negative   sui   cittadini   e   sulle
  amministrazioni.  Per scongiurare tali rischi,  i  firmatari  della
  presente  mozione di sfiducia, avevano già evidenziato il  problema
  in  tutta la sua gravità, con una mozione, datata 10 ottobre  2013,
  chiedendo  all'Assessore per l'energia e al Governo di  predisporre
  per  l'ATO  1  Palermo tutta una serie di azioni, come  quella  del
  mantenimento di un unico gestore per l'ambito, al fine di  favorire
  la  solidarietà e l'equità tra tutti i comuni. Questa soluzione,  e
  quindi l'uscita dalla situazione di stallo, ha sempre incontrato un
  pesante ostruzionismo politico da parte dell'Esecutivo;

   quella che doveva essere la speranza di numerosi giovani siciliani
  si  è rivelata un flop, scoprendo affidamenti a società di gestione
  senza  bandi  ed un Governo che approva in Giunta atti che  neanche
  conosce.  Il  tanto  atteso 'Piano Giovani', croce  e  delizia  del
  Governo,    doveva   rappresentare   per   i   giovani    siciliani
  un'opportunità  ed  una  boccata  d'ossigeno  per  le  imprese  che
  avrebbero  fruito di energie nuove; adesso è in una  situazione  di
  stallo,  con  un'indagine in corso; nessuno dei giovani selezionati
  sa  se  potrà  accedere al tirocinio e quelli non  selezionati  non
  sanno  se  sarà loro data una vera opportunità che non dipenda  dal
  dito  più  veloce del 'Click Day'. L'unica cosa certa  è  che  sono
  stati  buttati  al  vento sei milioni, regalati  a  società  scelte
  arbitrariamente  dalla  Regione  per  realizzare  un   portale   ed
  elaborare  un  metodo  che è stato del tutto  fallimentare.  Niente
  meritocrazia,  inoltre,  per  i  giovani  siciliani  da  parte  del
  Governo,  che  pensa bene di affidare la gestione  del  piano  alla
  società per cui lavora la figlia di una dirigente ma che non  trova
  altri  metodi di selezione che non si basino su chi arriva prima  ,
  che  non può essere considerato un sistema di collocamento, neanche
  per  un tirocinio. Il fallimento del Piano Giovani ed il 'Flop Day'
  il  giorno  prima che lo stesso Governo approvasse la rimodulazione
  del piano, rappresentano il Governo: un Governo fallimentare, sordo
  alle lamentele dei giovani il giorno 5 agosto durante il flop day e
  cieco  di  fronte  alle  proposte di  spartizione  di  un  apparato
  burocratico che vengono approvate appena il giorno dopo (6 agosto),
  nel  silenzio  e  nell'ignoranza più totale di chi dovrebbe  invece
  controllarne l'operato;

   anche  quella  che  era stata annunciata, tramite  i  soliti  spot
  televisivi, come la più grande riforma di questi primi due anni del
  Governo  del Presidente Crocetta, ovvero, la riforma che  prevedeva
  la soppressione delle province regionali e la loro sostituzione con
  i  Liberi Consorzi di Comuni e con le Città metropolitane,  si  sta
  trasformando  nell'ennesimo fallimento annunciato.  Sono  trascorsi
  solo  pochi  giorni dal termine ultimo che dava la  possibilità  ai
  comuni di dare vita a nuovi Liberi Consorzi, spostarsi da un Libero
  Consorzio  ad  un  altro,  ovvero  ad  una  Città  metropolitana  o
  fuoriuscire  da una città metropolitana per accedere ad  un  Libero
  Consorzio  e,  nonostante  vi  siano  stati  comuni  che   avessero
  espletato quanto previsto dalla legge n. 8 del 2014, il Governo  ha
  in  buona sostanza abbandonato gli enti locali siciliani al proprio
  destino;  incassando, peraltro, la sconfitta politica derivata  dal
  fatto  che  sono  invece numerosi gli atti parlamentari  presentati
  volti  al  sostanziale smantellamento della stessa legge n.  8  del
  2014, provvedendo in maniera rapida alla restaurazione di quanto la
  suddetta  legge aveva iniziato a riformare. Anche in  questo  caso,
  l'immobilismo politico ed amministrativo, la totale assenza di  una
  seria  interlocuzione  con  il Governo  centrale  e  con  i  Gruppi
  parlamentari presenti all'Assemblea regionale siciliana rischia  di
  causare  il fallimento di una riforma che poteva e doveva porre  la
  Sicilia   all'avanguardia  nazionale  in  tema  di   gestione   del
  territorio  di  area  vasta e di buona amministrazione  degli  enti
  locali,  dimostrando ancora una volta la totale assenza di  visione
  politica  e di progettualità amministrativa da parte del Presidente
  Crocetta e dei suoi Assessori;

   durante   la  campagna  elettorale,  l'allora  candidato   Rosario
  Crocetta   aveva  più  volte  promesso  la  revoca  di   tutte   le
  autorizzazioni  che avrebbero ed hanno permesso la costruzione  del
  MUOS (Mobile User Objective System) presso la base militare USA  in
  contrada   Ulmo   nel   Comune   di  Niscemi   (CL).   In   seguito
  all'insediamento quale Presidente della Regione siciliana, nulla  è
  stato   compiuto   da   Crocetta,   neanche   dopo   l'approvazione
  all'unanimità, l'8 gennaio 2013, della mozione n. 2  che  impegnava
  il  Governo  ad  adottare  ogni utile iniziativa  finalizzata  alla
  revoca  delle autorizzazioni rilasciate per l'inizio dei lavori  di
  realizzazione  del sistema MUOS; le autorizzazioni vengono  sospese
  in  base alla legge sul procedimento amministrativo. In seguito  al
  blocco,  da parte del Gruppo parlamentare del Movimento  5  Stelle,
  della  votazione  del DPEF 2013, con la richiesta  di  annullare  o
  revocare  attraverso un parere pro veritate inviato dal  Presidente
  della IV Commissione legislativa permanente 'Ambiente e Territorio'
  all'Avv. Stefano Polizzotto, il Presidente Crocetta provvedeva alla
  revoca  in autotutela delle suddette autorizzazioni. A seguito  del
  ricorso  al  Consiglio di giustizia amministrativa per  la  Regione
  siciliana, presentato dal Governo nazionale, un giorno prima  della
  sentenza  e sulla scorta della relazione ISS il Presidente Crocetta
  provvedeva alla revoca della revoca delle autorizzazioni, dando  di
  fatto  il  via  libera al completamento dei lavori, dimostrando  di
  fatto  una  totale  indifferenza nei  confronti  della  salute  dei
  cittadini siciliani e della loro volontà che la Sicilia fosse terra
  di pace. Da allora nulla è cambiato e nulla è stato fatto, preso in
  considerazione  o  messo  in  atto  dal  Presidente  della  Regione
  affinché  il territorio isolano rimanesse terra di pace ed affinché
  i siciliani non dovessero convivere con una potenziale minaccia per
  la propria salute;

   VALUTATO  che  l'operato del Governo presieduto dall'On.  Crocetta
  appare  incapace  di dare risposte concrete ai bisogni  sempre  più
  inderogabili  che  investono la Sicilia  ed  il  popolo  siciliano,
  mentre  appare  sempre  pronto  a  rispondere  affermativamente  ed
  acriticamente  agli interessi del Governo centrale e delle  lobbies
  legate ai più forti centri di potere economico. L'azione di governo
  appare  anche  chiaramente incurante, sia per  negligenza  che  per
  volontà  politica,  del rispetto di politiche  ambientali  serie  e
  volte  alla  tutela del territorio, del paesaggio  e  della  salute
  stessa dei cittadini siciliani;

   ATTESO  inoltre, che in questo particolare momento storico per  la
  Sicilia  e  per  i  siciliani, non è più  possibile  assecondare  i
  dissidi e la continua litigiosità tra il Presidente Crocetta  e  la
  sua  ipotetica  maggioranza, la sempre più vaga  e  confusa  azione
  politica, economica ed amministrativa del Governo regionale, e  che
  appare quindi sempre più chiaro che l'unica ipotesi che possa  dare
  ai cittadini siciliani una speranza è quella del ritorno alle urne,
  allo  scopo di dare alla Sicilia un governo finalmente in grado  di
  dare  quelle risposte che i siciliani si attendono e che  l'attuale
  Esecutivo  non  è in grado, per manifesta incapacità  politica,  di
  fornire;

   VISTO l'art. 10 dello Statuto della Regione
   siciliana,

                           ESPRIME SFIDUCIA

          NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE». (363)

   Comunico all'Assemblea che questa Presidenza, ai sensi degli artt.
  154 bis, commi 2 e 3, 158, comma 2, e 103, comma 5, del Regolamento
  interno dell'A.R.S., ha determinato i tempi (massimi) di intervento
  complessivamente  spettanti a ciascun Gruppo parlamentare,  secondo
  il seguente riparto:

   - PD, M5S, ART. 4 e UDC  45 minuti per Gruppo;

   -  NCD,  FORZA ITALIA, PDS, DRS, MEGAFONO, GS-PID, LISTA  MUSUMECI
  e MISTO30 minuti per Gruppo.

   I  tempi di cui sopra, complessivamente spettanti a ciascun Gruppo
  parlamentare,  potranno essere ripartiti  fra  uno  o  più  oratori
  all'interno del medesimo Gruppo.
   Per  quanto  concerne  gli  eventuali deputati  c.d.  dissenzienti
  rispetto   alle  posizioni  ufficiali  dei  rispettivi  Gruppi   di
  appartenenza, essi potranno intervenire in sede di dichiarazione di
  voto, ai sensi del combinato disposto degli artt. 154 bis, commi  2
  e 3, e 121 quinquies, comma 3, Reg. int. A.R.S.

   Dichiaro  aperta la discussione generale unificata ed  invito  uno
  dei  presentatori, ove lo ritenga, ad illustrarla per un tempo  non
  superiore  a  trenta minuti (art. 154 bis, commi 1 e 3, Regolamento
  interno A.R.S.).

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor Presidente, onorevole presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  a  me  il  compito,  ancora  una  volta,   di
  introdurre  un  dibattito sull'attività, sull'efficacia,  ma  -  se
  vogliamo  essere più specifici - sulla necessità di permanenza  del
  Governo  regionale  e, più precisamente, del Capo  dell'Istituzione
  che  tutti noi rappresentiamo. A me il compito di introdurre questo
  dibattito  che  prende  corpo dopo due  anni  dalla  elezione,  dal
  rinnovo  dell'Assemblea regionale siciliana, ma  che  prende  anche
  corpo  dopo appena un anno da quando fu presentato un analogo  atto
  di  disapprovazione politica nei confronti di questo Governo e  del
  Presidente.
   E  stavolta  il  nostro  atto di censura,  che  abbiamo  condiviso
  interamente, tutti i gruppi di centro destra, di Forza Italia,  del
  Nuovo  Centrodestra,  della  lista  Musumeci,  del  Movimento   per
  l'Autonomia, del PD Cantiere Popolare e del presidente  del  Gruppo
  Misto,  esteso al Movimento Cinque Stelle che, ancorché presentando
  un  atto  diverso,  differenziato, comunque, nella  sostanza  sposa
  l'intento  che  è  quello di esprimere un giudizio sicuramente  non
  favorevole in questi due anni di attività dell'azione di Governo.
   Un  Governo  che  nasceva come il Governo  della  rivoluzione,  il
  Governo  che  doveva  essere la rottura col  passato,  una  rottura
  chiara e netta, e un Governo, invece, purtroppo dobbiamo dire,  che
  ha  una chiara contiguità politico-amministrativa con le esperienze
  di governo del passato.
   Un  Governo  che in due anni, in ventiquattro mesi,  si  è  sempre
  contraddistinto soltanto per annunci roboanti, annunci eclatanti e,
  poi,  alla fine si sono risolti in una mania, sono stati dettati da
  una  mania  di  grandezza, per la maggior  parte  dei  casi,  molto
  sterile.
     E  lo  abbiamo  visto, ad esempio, citando  alcuni  casi  quando
  abbiamo  dinanzi  alla cessazione dell'attività della   Wind  Jet',
  della  Compagnia  aerea low cost:  bene, il  Presidente  disse  che
  dovevamo  mettere  le ali all'Azienda siciliana  trasporti,  quando
  invece,  oggi,  a distanza di due anni non garantiamo  alla  stessa
  Azienda  nemmeno  i  soldi per il carburante, non  garantiamo  alla
  stessa  Azienda  gli stipendi per il  personale, non  garantiamo  a
  tutto  l'intero comparto del trasporto, sia pubblico  che  privato,
  quelle  minime garanzie di salvaguardia e di efficacia del servizio
  da erogare.
   E  ancora,  quando  eravamo dinanzi ai problemi di  liquidità,  ai
  problemi  finanziari,  ci fu una trovata del  Presidente,  che  era
  quella  della  emissione  dei titoli obbligazionari,  i  cosiddetti
   Trinacria Bond  che avrebbero dovuto risolvere il problema, ma  fu
  anche quella una trovata eclatante che rimase poi puro annuncio.
   Io  vorrei,  come dire, stendere un velo pietoso su quello  invece
  che   è   diventato   un  fatto  di  imbarazzante   contraddizione,
  Presidente. Il MUOS, il sistema di telecomunicazioni, che  è  stato
  collocato  a  Niscemi. Lei disse dinanzi al massimo  rappresentante
  istituzionale  americano che si doveva passare sul suo  cadavere  e
  avendo  fatto  prima una revoca, lei fece la revoca  della  revoca,
  diventando,  come  dire,  l'esempio eclatante  di  una  retromarcia
  veramente mortificante.
   Un  Governo  che nasceva sotto i migliori propositi,  in  tutti  i
  settori, avrebbe dovuto incidere, dal settore del sistema idrico al
  settore   dei  rifiuti,  a  quello  della  riorganizzazione   delle
  discariche in Sicilia, al problema della formazione professionale e
  al  problema dei servizi per il lavoro e per l'impiego, al rilancio
  della  politica turistica e culturale,  per far sì che  la  Sicilia
  riuscisse   a   diventare,   fuori   da   questa   nostra    Isola,
  l'ambasciatrice  dei  nostri  beni  architettonici,  paesaggistici,
  culturali, archeologici e invece a distanza di due anni quali  sono
  i  risultati tangibili? Perché questa mozione di sfiducia  che  noi
  presentiamo  e, oggi, illustriamo,  e chiediamo che  venga  votata,
  chiediamo  che   venga  votata anche a chi in  queste  ultime  ore,
  forse,  ha  avuto qualche senso di rimorso, a chi in queste  ultime
  ore   ha  dimenticato  addirittura  le  offese  personali,  a   chi
  insultando   il  Presidente  Crocetta  e  ricevendo  dallo   stesso
  altrettanti  epiteti  dello stesso tenore, bene,  oggi  invece  noi
  chiamiamo  soprattutto quella parte del partito di maggioranza  che
  ha  sostenuto e ha fatto vincere il Presidente Crocetta a dire qual
  è  la propria posizione perché è da un anno e mezzo che qua ci sono
  stati  dei deputati che hanno puntato l'indice nei confronti di  un
  Governo ritenuto immobile, di un Governo ritenuto inefficiente,  di
  un  Governo  che era addirittura dei gabinettisti, addirittura  era
  questo il Governo e il Presidente rispondeva al segretario del  suo
  partito Raciti chi?
   Certo, forse oggi sembrano anni luce quegli anni, quelle settimane
  scorse, quel Governo che non aveva avuto una maggioranza, una reale
  maggioranza  uscita  dalle urne ma a poco a poco,  grazie  anche  a
  qualche  deputato che si accostava prima in maniera timida per  poi
  diventare organico alla stessa maggioranza del Presidente, bene  si
  riusciva a creare una maggioranza a mio avviso raffazzonata  e  non
  perché  lo  diciamo  noi, perché lo dicono  gli  atti  parlamentari
  quella maggioranza che a distanza di due anni non è riuscita a dare
  un'inversione  di tendenza reale a questa Sicilia, una  maggioranza
  che  è stata impegnata in un continuo ed eterno rimpasto che ancora
  oggi,  malgrado  il  nuovo Governo in parte somministrato  da  Roma
  quasi a dimostra un concreto commissariamento, ancora non si placa.
   E  allora dopo 4 mesi quel Governo Crocetta che si ammantava della
  più  importante  e  più  illustre  presenza  di  professionisti   o
  addirittura scienziati,  come il Professore Zichichi o di  illustri
  artisti  come  il maestro Battiato, riusciva, dopo  appena  qualche
  mese  a  cambiare  ed a sostituire questi illustri  personaggi  con
  altre  altrettanto dignitose, ad esempio potremmo dire ma  dobbiamo
  anche  immediatamente chiarire facendo a distanza di qualche tempo,
  un'immediata retromarcia.
   E  allora  abbiamo detto che quel Governo doveva rappresentare  la
  rivoluzione,  doveva rappresentare l'architrave  della  rottura.  E
  invece cos'era quel Governo? Quel Governo è quello che è riuscito a
  ristabilire i due terzi dell'architrave della struttura burocratica
  che era del precedente Governo e del Governo precedente ancora.
   Quei governi, caro Presidente Crocetta che lei aveva indicato come
  esempio  di  mal  governo,  come esempio  di  disastro  per  questa
  Sicilia.
   E allora delle due l'una: o lei si ricrede e lo dica pubblicamente
  che così non era, oppure lei ha fallito già nella sua impostazione
   Vorrei non intervenire  su quello che è il nuovo Governo perché il
  Presidente  Crocetta  lo dovrà presentare però a lume  di  naso  mi
  rendo conto che almeno 6/12 hanno qualcosa che ritorna dal passato.
   Che  ben  vengano  se  queste energie e queste esperienze  possano
  essere  utili alla causa siciliana. L'emergenza sociale,  l'estremo
  disagio  che  vive  la  Sicilia che si pensava  di  combattere  con
  improvvisazioni, con approssimative fughe in avanti  per  poi  fare
  delle  marce  indietro  e  lo  abbiamo  visto  nel  sistema  idrico
  integrato,  ad  esempio,  quando si  disse  nel  dicembre,  proprio
  all'inizio, abbiamo fatto una legge innovativa sul servizio  idrico
  e  invece  ci accorgiamo, a distanza di due anni, che l'altra  sera
  dovevamo  ricorrere immediatamente, di fretta in furia per  evitare
  che  52 comuni della provincia di Palermo dovessimo costringerli  a
  rimanere  senza acqua, con l'interruzione del servizio  idrico  che
  può   essere  che  è  stata  tamponata  grazie  ad  una   ordinanza
  prefettizia. Sono queste le marce indietro che noi contestiamo.
   Cosa  si è fatto per risolvere il problema dei rifiuti in Sicilia.
  Cosa  si  è  fatto,  Presidente Crocetta, glielo  dico  con  grande
  serenità,  cosa si è fatto per risolvere il grande peso finanziario
  che  graverà da qui a breve sui comuni. Non c'è stata una norma che
  in  maniere efficace, in maniera incisiva riuscisse a riformare  il
  settore.  Un  settore che rimane là con tutti i  suoi  debiti,  con
  tutte le sue criticità, così come rimane con tutte le sue criticità
  quello  che  è  stato  il  nodo, il cuore della  sua  politica,  la
  formazione professionale.
   Beh,  io  devo dire qua, quando presentammo la mozione di  censura
  nei  confronti dell'allora assessore, Nelli Scilabra,  siamo  stati
  tacciati che avessimo fatto una cosa strumentale, che il nostro era
  un  atto  che  andava sminuito, che quello è un atto  che  meritava
  disinteresse. E invece ci siamo accorti, a distanza  di  due  mesi,
  che  da  quell'atto  siamo riusciti a ristrutturare  un  pernicioso
  sistema  che  diceva   sostituisco, non riformo'.  Non  ricorreggo,
  anniento  un  comparto  perché lo voglio sostituire  con  un  altro
  sistema che era il suo, Presidente Crocetta, anzi, mi correggo, che
  era di qualcuno a lei vicino.
   Noi  oggi  possiamo dire che abbiamo raggiunto un primo risultato.
  E  il  risultato  è quello che abbiamo, quanto meno,  fermato  quel
  disastroso percorso che ha portato quattro mila persone oggi  prive
  di  un lavoro, e non lo dice Falcone, non lo dice il Centro destra,
  lo  dicono il segretario generale della Cisl, lo dice il segretario
  generale  della Cgil o della Uil, lo dicono i segretari confederali
  del sistema funzione pubblica e formazione professionale.
   Allora,  dinanzi a queste cose, dinanzi ad un sistema  interrotto,
  dinanzi  ad  un  ente strumentale che non ha fatto  e  non  fa  gli
  interessi della Sicilia, e nemmeno del suo Governo, Presidente, che
  il  CIAPI  di  Priolo, che a distanza di 5 mesi  hanno  voluto  che
  facessimo una norma per il reclutamento di 1.800 persone.  Dopo  la
  norma   hanno  fatto  una  selezione  che  è  una  clessidra,   una
  pagliacciata.  Successivamente, a distanza ancora di tre  settimane
  non  abbiamo  visto  alcun reclutamento. E lo sappiamo  qual  è  il
  risultato.
   Il  risultato  è  che da un lato non abbiamo alcun servizio  nelle
  politiche attive del lavoro, nelle politiche della youth guarantee,
  nelle  politiche di inserimento dei giovani da 18 ai  25  anni  nel
  mondo  del lavoro e dall'altro lato 1.800 persone, che si associano
  e  si  aggiungono ai 4 mila già licenziati, non hanno un  posto  di
  lavoro dopo circa sei mesi.
   Quelle  persone  che potrebbero essere utilissime, quelle  persone
  che  potrebbero essere utilizzate con i soldi che lei vorrebbe dare
  all'assistenza tecnica con gli affidamenti diretti. Presidente, non
  era  stato  lei  ad  insegnarci che non dovevamo  fare  affidamenti
  diretti   Non era stato lei a dirci che coloro che si rapportassero
  con   l'amministrazione  regionale  dovevano   avere   tutti   pari
  trattamento, quindi evidenza pubblica. E invece cosa succede?
   In  un  momento  di  grande, di generale confusione  di  eclatante
  fallimento,  non  lo  dice il Centro Destra ma il  dottore  Ingroia
  quello  del  clik  flop, in un momento di eclatante  confusione  il
  dottore è diventato, l'esempio di un altro fallimento di nomine  da
  lei  fatte, contestate dall'anticorruzione che forse le preannuncio
  le causerà un impeachement; come sanzione, la censura, per tre mesi
  lei  non potrà fare altre nomine lo dice il d.l. 39, non lo diciamo
  noi.
   Bene il quel momento di grande fallimento cosa fa?
   Dopo aver dato un primo affidamento di cinque milioni di euro,  in
  Giunta,  il  6 agosto scorso, lei, con il suo Governo, diede  altri
  tre  affidamenti  di 2 milioni di euro ciascuno a  Sviluppo  Italia
  Sicilia,  di  2 milioni e 90 mila euro al Formez, di 2  milioni,  e
  oltre, a Italia lavoro sempre.
   E,  invece, e invece potevamo utilizzare quelle risorse in maniera
  più  efficace  dandoli,  invece, alle strutture  e  utilizzando  il
  personale  che,  in questo momento, invece, stiamo  costringendo  a
  stare fermo senza dare servizi.
   Onorevole  Presidente,  mentre  nel  resto  d'Italia,   la   terza
  annualità,  riguardante  l'obbligo  formativo,  dei  bambini,   dei
  giovani in obbligo scolastico è già stata conclusa a luglio scorso,
  noi  dobbiamo iniziare la terza corsualità, non dico la quarta, non
  dico  gli  altri, i primi anni, io parlo di dati concreti che  sono
  sul tappeto in tutta la loro crudezza, in tutta la loro durezza, in
  tutta la loro drammaticità.
   Questo  è  il  motivo  per  cui  noi presentiamo  una  mozione  di
  disapprovazione  politica  nei  suoi  confronti,  la  mozione   che
  riguarda quello che doveva essere l'emblema della sanità.
   Non  daremo  più  incarichi  diretti  ma  li  daremo  tramite  una
  selezione.
   Qui  non è stata fatta una selezione, ci si è arrabattati  per  un
  anno e mezzo in una selezione, una Commissione nominata da lei, una
  Commissione  nominata dalla Commissione Sanità  del  presidente  Di
  Giacomo.
   E,   alla   fine,  si  giunge  ad  una  selezione;  noi  l'abbiamo
  contestata,  tant'è  che il presidente Cracolici,  arrivata  Giunta
  congrua,   si  è  visto  tra  le  mani,  la  nostra  interrogazione
  parlamentare  di  Forza Italia, non ha fatto altro  che  fermare  i
  lavori, votando anche contro gli stessi Direttori generali che lei,
  assieme al Governo, avrebbe voluto invitare.
   Tralascio  quello  che  disse  il  presidente  Di  Giacomo  perché
  altrimenti scadremmo nel chiacchiericcio.
   Io  so  soltanto una cosa che, a seguito di quelle norme, è  stato
  aperto  a  Catania un fascicolo presso la Procura della Repubblica,
  quindi, significa che il suo Governo che è stato da sempre  per  la
  legalità,  per  la  trasparenza, oggi rischia  di  scivolare  sulla
  illegittimità, addirittura, degenerando sulla illiceità.
   Io spero che ciò non accada, siano i giudici, come parte terza,  a
  decidere su questo.
   Tralascio, anche, quando un Assessore sostiene che improvvisamente
  vengono  aumentati  i posti letto in una importantissima  struttura
  privata   convenzionata  con  la  Sicilia,   allarga   le   braccia
  l'Assessore e, assieme a lei, dite che non ne sapete niente.
   E, invece, cosa succede?
   Succede che pare sia diversamente provato che c'erano dei decreti,
  che c'erano dei contratti, che quella struttura la   Umanitas' oggi
  rischia di chiedere un risarcimento milionario a questa Regione.
   Chi pagherà? Chi pagherà?
   Noi lo vogliamo sapere,  e noi lo vogliamo sapere a futura memoria
  perché se fra un anno, se fra due anni, se fra tre anni, presidente
  Musumeci,  ci  sarà un risarcimento, ci saranno  dei  debiti  fuori
  bilancio,  qualcuno  non potrà dire che il Centrodestra  e  che  il
  Movimento Cinque Stelle non l'hanno detto. Noi lo sottolineiamo, lo
  sottolineiamo perché vogliamo che ci sia il rispetto  della  legge,
  il   rispetto   degli  atti  soprattutto,  ma  anche  della   buona
  amministrazione.
   Quanti  di voi hanno patito la disavventura di andare nei nosocomi
  siciliani,  nei pronto soccorso siciliani? Sono dei  lazzaretti   E
  dove  è  finito l'organizzazione che lei riaveva promesso,  dove  è
  finita    la    riorganizzazione,    la    riqualificazione,     la
  rifunzionalizzazione  degli  ospedali  siciliani,  soprattutto  per
  quanto riguarda quei pronto soccorso laddove si arriva anche in una
  situazione di emergenza drammatica e non ci sono spazi, non ci sono
  strutture, non ci sono quei principi di accoglienza. Dove è  andato
  a  finire, presidente Crocetta, l'utilizzo dell'articolo  20  sugli
  investimenti? Dove è finita la buona politica che riusce a  buttare
  il  cuore oltre la siepe e a dare una speranza a questa Sicilia che
  muore,   che   patisce,  però,  ormai  quasi  stanca,  scoraggiata,
  avvilita   Un  Governo, sperando magari che di lì  a  breve  questa
  esperienza possa concludersi. E' questo  Sono queste le motivazioni
  che ci hanno spinto.
   Oggi  ho avuto un incontro assieme ad altri colleghi con i precari
  della  nostra  Sicilia ma c'erano anche i rappresentanti  dell'Anci
  che  hanno lanciato l'allarme sulla situazione comatosa degli  enti
  locali in Sicilia che, a distanza di dieci mesi ed oltre, non hanno
  ancora percepito le tre trimestralità, soltanto acconti, il 60  per
  cento  era la prima, il 60 per cento era la seconda, rapportato  al
  60  per  cento della seconda ed il 40 per cento, caro collega,  che
  riguarda  soltanto i lavoratori precari, il fondo dell'articolo  30
  della  legge  n. 5. Questo che significa? Che oggi  i  comuni  sono
  arrivati  allo stremo, che i comuni non hanno i soldi per pagare  i
  fornitori,  non  hanno  i soldi per pagare  chi  ha  dato  loro  un
  servizio,  non  hanno più i soldi per pagare gli stipendi  ed  oggi
  abbiamo   ben   quindici  comuni  che  hanno  dichiarato   dissesto
  finanziario.  Abbiamo  cinquantotto comuni su  trecentonovanta  che
  hanno  dichiarato  la  situazione di pre-dissesto,  immaginando  un
  riequilibrio  finanziario. E la situazione è  realmente  allarmante
  tant'è  che,  non  chi ne parla, ma il sindaco Orlando,  presidente
  dell'Anci  Sicilia,  in  una  deliberazione  congiunta  dell'intera
  presidenza dell'Anci siciliana hanno detto di volere interrompere i
  rapporti  con  il  Governo regionale perché non  lo  ritengono  più
  affidabile.
   Presidente  Crocetta, questi strali non le provengono  dal  Centro
  destra, le provengono dal suo mondo. Lei avrebbe il dovere di  dare
  una  spinta ed invece abbiamo soltanto colto degli annunci,  quegli
  annunci  che  lei  faceva quando andava in uno  studio  televisivo,
  nello  studio dell'Arena, è stato anche là domenica, ma non è stata
  la stessa cosa, quando lo stesso amico suo Klauss Davì  lo ha anche
  contestato, non domenica, qualche settimana fa.
   Questo   significa  della  caduta  della  credibilità   dell'uomo,
  dell'amministratore, del Governante su cui molti avevano  confidato
  fiducia,  a  cui molti avevano guardato come l'uomo di rottura  che
  invece  oggi  non  diventa di rottura ma  di  congiunzione  con  il
  passato,  con il peggiore, non con il migliore  Lei non è  riuscito
  ad  utilizzare  le  buone prassi del passato  e  a  replicarle  nel
  futuro.  Lei ha annientato, annichilito le buone prassi del passato
  e  posto in essere delle nuove prassi di inconcludenza. Questo è il
  motivo  per cui oggi noi ci troviamo, dopo la legge n. 7 del  2013,
  dopo  la legge n. 8 del 2014, a fronteggiare una nuova legge  sulle
  province.
   Si  ricorda,  Presidente, la legge sulle province,  andando  nella
  provincia dell'entroterra per eccellenza, lo voglio dire al collega
  Alloro,  lei aveva rassicurato un suo compagno di partito   che  la
  provincia era un ente che non si doveva toccare; da lì a breve andò
  nello studio de L'Arena e disse  che avrebbe abrogato, e così fece,
  con  una maggioranza servile che pur non condividendo quella norma,
  ed    oggi  se  il  capogruppo  dell'Articolo  4  parlando  qualche
  settimana  fa  da  questo podio disse  abbiamo sbagliato  a  votare
  quella  norma  questo perché in quel momento lei aveva la  forza  e
  l'autorevolezza  per  poter  parlare e per,  quasi,  costringere  i
  deputati di questa maggioranza a prendere delle scelte diverse  dai
  loro convincimenti, non dal sentire comune, ma dalla giustezza  dei
  fatti.
   Ed  oggi  ci  troviamo con una riforma annegata, con  una  riforma
  annacquata, ci troviamo con due righe di ulteriore legge, la  terza
  legge che vorrebbe commissariare le province. Ma quanti di voi oggi
  vanno  nelle  strade provinciali, quanti di voi vedono  che  l'ente
  intermedio  riesce  a  erogare  i  servizi  dei  trasporti,   della
  mobilità,  dell'edilizia scolastica, delle  politiche  scolastiche,
  delle  politiche  sociali per i disabili?  Quanti  di  voi?  E'  un
  dramma,  è  una  tragedia,  così  come  una  tragedia,  e  lo  dico
  sottovoce,  è  la  tragedia  industriale,  la  tragedia  e  le  sue
  rassicurazioni  su  Termini Imerese, così  come  un'altra  tragedia
  quella da qui a qualche tempo sta vivendo il petrolchimico di Gela,
  la  sua  Gela,  la  nostra Gela, la Gela dei siciliani,  perché  in
  quella  Gela  si  produce e si crea anche disastro  ambientale  per
  l'intera  Italia, così come viene fatto a Priolo ed  a  Milazzo,  e
  meriteremmo  noi, come siciliani, maggiore rispetto, quel  rispetto
  che  hanno tolto a lei, Presidente, prima di tutto e poi ai  nostri
  siciliani, quando il nuovo amministratore delegato De Scalzi  disse
  che avrebbe rifunzionalizzato il settore.
   Sono  queste  le  cose, sono queste le cose assieme  a  che  cosa?
  Assieme alla miope politica sulle società partecipate, lei è  stato
  a  dire,  che  ci ha abituato ai roboanti annunci,  quando  avrebbe
  fatto risparmiare disse  dopo appena un mese un miliardo di euro al
  bilancio  regionale .  Magari fosse stato,  Presidente,  mi  creda,
  magari  le  sue parole riuscivano in quel momento ad  assurgere  al
  cielo,  in  quel momento avremmo rimesso in piedi il  bilancio,  la
  struttura, l'ossatura finanziaria del bilancio regionale. Ed invece
  quel  miliardo è tutto là, di debiti,  in quattro anni, con i  suoi
  costi,  con i suoi limiti. Abbiamo - e vado verso la conclusione  -
  contestato  l'assenza delle politiche culturali,  i  ritardi  nelle
  politiche  turistiche,  l'impiantistica  sportiva  che  ancora  non
  parte,  il  cui finanziamento è stato ridotto, è stato  rimodulato,
  perché  da  qui  al 31 dicembre 2015 noi rischiamo di  perdere  due
  miliardi  e  100  milioni  di  euro,  in  una  Sicilia  che   brama
  investimenti.
   Non  siamo  noi, ma è l'ANCE, è Confindustria a dire,  Presidente,
  che non c'è una ruspa che lavori in Sicilia, non c'è una gru che fa
  un  metro di lavoro pubblico, non c'è, ormai abbiamo perso 80  mila
  unità  lavorative  negli  ultimi  due  anni  e  mezzo  nel  settore
  dell'edilizia pubblica, oltre che in quella privata, e sul versante
  finanziario - e vado verso la conclusione - cosa bisognerebbe fare?
  Siamo  stati  commissariati? Beh, ne prenderemo  atto,  Presidente,
  però  quando  lei  il  5  giugno fece  quell'accordo,  che  noi  le
  contestammo da questi banchi, disse che tutto era a posto e  che  i
  conti  erano in ordine. Per queste motivazioni, per tutte le  altre
  motivazioni,  che non sto qua a dire, noi diciamo  che  alla  fine,
  anche per l'ultima sua statistica che l'ha visto come penultimo tra
  i  Presidenti delle regioni -e ci fu un deputato a lei molto  caro,
  l'onorevole Cracolici e che le disse  le è andata bene .
   Presidente rifletta su questi suoi amici, non voglio che  lei  sia
  come qualcuno l'ha definito  il conte Ugolino  ma io spero che  lei
  guardi prima di tutto alla sua coscienza.
   Per  questi motivi il Centro Destra dice che esprime sfiducia  nei
  confronti del Presidente della Regione, onorevole Rosario Crocetta.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana.
   Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  cittadini, dove eravamo rimasti? Come per Shopenhauer  la
  vita  è  un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia, così  caro
  Presidente il suo Governo fa oscillare la Sicilia tra la  grottesca
  ilarità e la disperazione.
   Solo  per  rendere  onore  alla verità  l'annuncite   di  cui  lei
  soffre, ahimè come il suo maestro romano - ma qui non sappiamo  chi
  è  il maestro e chi è l'allievo- ha fatto pendere la Sicilia tra la
  tragicità  della  revoca della revoca del MUOS  e  la  rinuncia  al
  contenzioso con Roma, tra  le ondivaghe affermazioni sui suoi 2.500
  euro in più, vi ricordate? In più rispetto a che cosa?
   Quando contestava le nostre scelte di serietà. La disperazione dei
  ragazzi  siciliani  che hanno riposto le loro ultime  speranze  nel
  click  day; il suo essere protagonista dell'antimafia e  il  cappio
  del  mutuo  da 1 miliardo per 30 anni messo al collo dei siciliani.
  Insomma  il  mal di mare. E poi? Vogliamo continuare? Ha  governato
  come fosse in eterna campagna elettorale con una serie infinita  di
  proclami sfociati nel nulla, mentre la Formazione moriva, i  Comuni
  rischiano  di  restare  a  secco, i consorzi  di  bonifica  vengono
  abbandonati  al  loro  destino,  si saccheggiano  le  tasche  degli
  agricoltori. Vogliamo parlare della farsa dell'elettrodotto  Terna,
  nella Valle del Mela?
   Vogliamo  ancora dire come lei ha difeso la salute e il territorio
  nella  provincia  messinese sorvolando anche la volontà  di  questo
  Parlamento  e  di una mozione passata all'unanimità  per  interrare
  quell'elettrodotto.  Perché fosse, non dico innocuo,  ma  perlomeno
  meno nocivo per le persone che li muoiono ogni giorno.
   Vogliamo parlare ancora della sua odiosa rinuncia a ben 4 miliardi
  a  dire  il vero di contenziosi plurimilionari con lo Stato per  un
  pugno  di  lenticchie? e potremmo ancora continuare con le ridicole
  finanziarie   costantemente  e  sistematicamente  impallinate   dal
  Commissario  dello  Stato per il loro 70 per  cento  del  testo.  E
  allora,  qui  si rischia di essere anche ripetitivi,  però  bisogna
  rendere onore a ciò che è stato e alla verità che è supporto di ciò
  che  ci  porta qui oggi. Sarò noiosa ma purtroppo questa  noia  che
  potrei  suscitare qua dentro fuori è disperazione.  Parliamo  delle
  trivellazioni?
   Del  perfido  accordo con le società petrolifere per  perforare  e
   spurtusare  la nostra Terra e i nostri mari in ogni dove? Vogliamo
  parlare dell'uso strumentale e mediatico della cabina di regia e il
  mancato utilizzo dei fondi per il PAES, i Comuni lasciati da  soli,
  abbiamo  la  metà dei comuni siciliani - se non di più  -  che  non
  hanno  idea  di cosa sia il patto dei sindaci. Il fallimento  della
  riforma delle Province, l'avere abbandonato gli enti locali e avere
  sostanzialmente commissariato di proroga in proroga, nonostante gli
  impegni  da  parte  di  questo Parlamento  e  anche  la  voglia  di
  continuare  ad andare avanti sulla strada del riempire  quelle  due
  leggi  cornice la n.7 e la n.8 del 2014 e l'avere di fatto - perché
  è  comodo  -  sottratto legittimità e democrazia alle  ex  province
  commissariandole  di  fatto,  e  fatto  sì  che   praticamente   un
  Commissario  straordinario, per un termine indefinito,  possa  fare
  ciò  che desidera all'interno dei nostri territori, che non sa  più
  cosa sono?
   Il  milione e mezzo del microcredito, che lei ha dato nella  prima
  finanziaria, microcredito scritto da noi, messo all'interno di quel
  testo  e diventato legge e poi frodato, rubato, preso indietro   Se
  l'è  ripreso, Presidente  Era per le imprese siciliane quel milione
  e mezzo e quella legge.
   Ma  poi lo ha letto lo  Sblocca Italia ? Ci facciamo commissariare
  anche  da  RFI,  per cui le nostre ferrovie, di cui  abbiamo  tanto
  bisogno  - non abbiamo nemmeno i collegamenti necessari -, a  volte
  ci vogliono soltanto piccoli tratti per potere collegare Rosolini e
  Modica,  ed  io che vengo qui col treno - e non lo dico  perché  ci
  vengo  io ma perché lo fanno un sacco di persone -, l'altro  giorno
  ci  sono  volute tre ore e mezza col pendolino e non con  un  treno
  regionale  che fa tutte le fermate. Ma questo è,  giusto  per  fare
  qualche esempio.
   Il  tatticismo delle proroghe nel settore dei rifiuti? Nell'acqua?
  La  mancata applicazione del Piano regionale dei rifiuti?  E  della
  formazione? Qua purtroppo apriamo una piaga dolorosissima.
   Sostanzialmente noi siamo qua, oggi, a discutere questo perché era
  un  iter  naturale,  ma  ancor più con il  magheggio'  della  nuova
  Giunta  si  è  sottratto  a  questo Parlamento  la  possibilità  di
  censurare  l'operato,   un  operato indecoroso  di  due  assessori:
  l'assessore Scilabra e l'assessore Vancheri.
   Non  è che lo diciamo noi perché siamo dei visionari ma è su tutti
  i  giornali,  e con tutte le persone, abbiamo visto il blocco di un
  sistema  che, per quanto sregolato e fatto di ruberie - per  carità
  su  questo  siamo assolutamente d'accordo -, ma vi deve  essere  la
  volontà  di  sostituire con altro e non di bloccare  tutto,   e  di
  rinnovare  con  piccoli cambiamenti ogni giorno,  ogni  momento;  e
  siamo  passati  dal mancato rispetto del fondo di  garanzia,  dalla
  messa  in cassa integrazione dei lavoratori quando questi avrebbero
  piuttosto diritto alla mobilità, dalle tutele date per un  servizio
  svolto,  stipendi di venti mesi non corrisposti: dove  sono  questi
  soldi,  Presidente?  A  parte  che nelle  tasche  di  chi  noi  ben
  sappiamo, di Genovese per esempio che è a casa.
   Ma  vogliamo  dire anche che non siamo stati capaci  di  chiedere,
  anzi, non siete stati capaci di esigere dai direttori dei vari enti
  i  fondi che si sono intascati. E la gente protesta, fino a  quando
  avrà  la  forza di protestare, perché questo, come noi sappiamo,  è
  soltanto la profonda dignità dei siciliani che li fa rimanere  alla
  protesta.
   Vogliamo  parlare dei servizi per la disabilità?  Purtroppo  dovrò
  ripetere alcune cose dell'intervento che mi ha preceduto,  ma  sono
  fondanti.
   Cinquecentomila  giovani  che  non  si  formano  né  lavorano,   i
  cosiddetti  NEET , per i quali noi siamo l'ultima Regione ad  avere
  avviato,   in   maniera  assolutamente  parziale,   indecorosa   ed
  evanescente  la Youth Guarantee, l'ultima Regione: ci  prendono  in
  giro da tutta Europa.
   Il click day, gli affidamenti esterni.
   Le  scuole?  Cadono  a  pezzi.  Ci sono  i  soldi  per  l'edilizia
  scolastica bloccati perché manca quella fluidità amministrativa per
  potere  comunicare  tra  Regione,  comuni  e  scuole.  Ma  vogliamo
  caricare  anche le scuole della progettazione? Le scuole si  devono
  occupare di didattica, sta alla Regione dialogare con Roma e con  i
  comuni   per  fare  in  modo  che  la  progettazione  vada  avanti.
  Attualmente   le  scuole  cadono  a  pezzi.  E  l'elenco   potrebbe
  continuare   all'infinito  se  non  temessimo  di  contribuire   ad
  allungare,  anche di un solo minuto, la vita di questo  costituendo
  Governo: c'è, non c'è, chissà?
   Qui  bisogna  staccare subito la spina per  il  bene  di  tutti  i
  siciliani.
   E  poi,  le ricordo, Presidente, quando lei diceva: «ma fatele  le
  proposte » Se governare in democrazia è tessere una trama di filati
  di  diverso  colore,  voi,  quando  noi  abbiamo  fatto  le  nostre
  proposte, non ci avete neanche fatto vedere il telaio. Come  potete
  prendere un contributo da parte nostra, oggi?
   Fuor  di  metafora:  aspettiamo  il  Documento  di  Programmazione
  Economico Finanziaria dal 2014, aspettiamo il bilancio per il 2015,
  dall'1   ottobre.  E  poi: c'è un bilancio? C'è  un  Fondo  per  le
  autonomie  locali  ridotto della metà  dal  2009  al  2013;  e  poi
  istituire  il  Fondo  perequativo comunale,   lo  avete  impoverito
  oltremodo   al   punto  che  i  sindaci  ci  dicono  che   dovranno
  inevitabilmente  tagliare. E cosa si taglia  prima,  perché  è  più
  facile, purtroppo? I servizi, il trasporto pubblico, le mense,  gli
  asili  e  poi  non  vi  fate vedere in Aula, in  Commissione  siete
  presente  come  le particelle di sodio in acqua  Lete'  e  comunque
  evidentemente  per  voi  governare non è  tessere  la  trama  della
  democrazia, ma è  tessere , tessere di partito, e neanche troppe  E
  poi,  finanziarie bis, ter: ieri altri diciannove milioni  dati  ai
  forestali sottratti alla Crias, quindi togliamo ai poveri per  dare
  ai   poveri,   cioè  una  guerra  tra  poveri.  Presidente   quante
  finanziarie  abbiamo fatto? Lei se le ricorda? Una al mese   Quanti
  Assessori  ha  nominato? Trentatre Assessori in ventiquattro  mesi,
  più di uno al mese
   Non  ci  stancheremo mai di dire, a costo di sembrare  ripetitivi,
  che  qui  manca  una visione economica e strutturale  generale;  si
  inseguono   e   non  si  risolvono  le  emergenze;  non   ci   sono
  provvedimenti  di  correzione  della  grave  situazione   economica
  generale,  certo ereditata dal passato ma, sicuramente, acuita  ben
  oltre il sopportabile da un esecutivo incapace di dare risposte  ai
  cittadini:   lavoratori,  disoccupati.  Anche   impopolari   queste
  risoluzioni;  siamo  alle  prese con una Sicilia  che,  sulla  base
  dell'ultimo  rapporto SVIMEZ, risulta avere i valori economici  del
  dopoguerra.
   Presidente,  anziché farsi portavoce dei siciliani, che  l'avevano
  votato,  ha  deciso  di fare l'uomo solo al comando,  riducendo  il
  Governo  a mero Megafono, nomen omen? Forse dovevamo capirlo  prima
  dei suoi roboanti e televisivi annunci.
   Il  nostro  impegno oggi, qui, è quello di mettere fine  a  questo
  fallimentare percorso perché la cura che lei propone, o  che  dovrà
  proporre  -  perché oggi per rispetto nei confronti di  quest'Aula,
  quel rispetto che recentemente non abbiamo mai visto, ha deciso  di
  non venire qui con i suoi Assessori - è intempestiva e inopportuna.
  E'  un  accanimento terapeutico che può portare  benefici  solo  ai
  deputati che temono di perdere la poltrona e che oggi siamo  sicuri
  voteranno  con  una mano sul portafogli. Noi non  lo  faremo.  Alle
  rinunce, del resto, siamo forgiati. Qui dentro siamo gli unici  che
  rinunciano a gran parte del loro stipendio e i frutti sono arrivati
  proprio   in   questi  giorni,  perché  noi  abbiamo   avviato   il
  microcredito:  dieci imprese, le prime dieci imprese  hanno  avuto,
  col  nostro  fondo  di garanzia, il primo accesso al  microcredito.
  Nessuno  ci  è venuto dietro nonostante i nostri ripetuti  appelli;
  nessuno

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente non possiamo fare un  dibattito
  senza  il  Governo   Chiedo di sospendere i  lavori.  Blocchiamo  i
  lavori

   PRESIDENTE. Sospendo momentaneamente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.09, è ripresa alle ore 18.12)
   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Zafarana ha  facoltà  di  continuare  il
  proprio intervento.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, è inutile che ci scandalizziamo,  il
  problema  è che quando si dice la verità purtroppo questa  a  volte
  può dare fastidio.
   E, allora, a completamento del quadro di incoerenza generalizzato,
  cosa dobbiamo dire? Che neanche il suo ex assessore Stancheris, che
  aveva  promesso  di  rinunciare  allo  stipendio,  l'ha  poi  fatto
  realmente?
   Evidentemente, signor Presidente, lei con i suoi annunci ha  fatto
  scuola. Questo dobbiamo assumere, ma del resto: un proclama per uno
  non fa male a nessuno  Siciliani a parte. Questi ora vi chiedono di
  andare  a  casa. Cosa dovremmo dire, poi, ancora dello  scambio  di
  poltrone?  Allora,  stando  ad  oggi,  finalmente  vi  siete  messi
  d'accordo.  E,  ora,  che cosa vediamo? Le varie  anime  assatanate
  della  maggioranza finalmente, forse, rappresentate in questa nuova
  giunta,  costituenda - ripeto - e annunciata,  hanno  ritrovato  la
  pace.  Però  c'è voluto un esorcismo lungo un anno. Analizzando  la
  composizione, poi, dei vostri gruppuscoli, sapete cosa viene  fuori
  da  un'analisi  dettagliata,  perché  i  siciliani  devono  saperlo
  questo?  L'unico Gruppo che ha mantenuto il proprio numero compatto
  e coeso e unitario è stato il Movimento 5 Stelle.
   Questi gruppuscoli, che ora si sono individuati - come dire  -  in
  uno  scacchiere  frammentato, mi chiedo, ed è una  riflessione  che
  chiedo  a  tutti voi e a questo Parlamento, attorno a che  cosa  si
  aggregano? Si aggregano, per caso, attorno a degli ideali politici?
  Si  aggregano, per caso, a dei valori? Io non ne vedo,  non  ne  ho
  visti  mai  e,  forse, non ne vedremo mai  Si aggregano  attorno  a
  interessi  di bottega e quando io vidi - perché le ho  viste  -  le
  finanziarie con ogni articolo, uno ad uno, vergato con in calce  il
  nome  e  cognome di questi deputati, soltanto i nostri  emendamenti
  avevano in calce il nome dei siciliani per la collettività.
   Io  qua dentro ho imparato veramente il valore della frase  do  ut
  des. Ho fatto il classico, la frase di catulliana memoria forse non
  l'avevo  mai  capita: do ut des, l'ho capito qua dentro  cosa  vuol
  dire dare per avere in cambio qualcosa. E ora lei dirà, Presidente:
  e va bene, siamo i soliti grillini, contestate pure, non proponete.
   Quali  sono  i  suoi  valori,  le  sue  idee  politiche,  la   sua
  prospettiva di futuro, i suoi modelli economici per la Sicilia?  E'
  bene  che lei sappia - ma penso che ormai l'abbia capito -  che  le
  nostre  proposte sono scritte con i cittadini e,  oltre a ciò,  noi
  ci  ispiriamo a visionari del bene comune, come Paul Connet, Jeremy
  Rifkin,  come Carlo Petrini, come Elena Norder Gotze, come Maurizio
  Pallante, come Serge Latouche e come Mastroieni, i quali sostengono
  nei  lori studi, nel  loro approfondimento, culturale, scientifico,
  che  innalzano il livello dell'ideologia e del pensiero politico  e
  ci  fanno  parlare di territorio zero, di consumo zero, di  rifiuti
  zero,  ha  presente quel percorso che è operativo  in  molti  Stati
  europei,  in  Italia  e, poi, in Sicilia non  ne  parliamo,  ancora
  parliamo  di discariche  Grazie a lei e al suo Governo. E,  allora,
  mi avvio verso la conclusione.
   All'inizio  di questa legislatura dicevano tutti che  noi  eravamo
  giovani,   ingenui,  incompetenti,  ma  noi  abbiamo  l'umiltà   di
  studiare, di imparare, di ascoltare, siamo curiosi ed impazienti di
  costruire una Sicilia nuova e a 5 Stelle. Io so e dopo due anni  ne
  ho  le prove, che qui i veri incompetenti siete voi. E questo ce lo
  testimonia il numero di firme che abbiamo raccolto, ben 25 mila,  e
  queste  sono  quelle  raccolte in un'ora in un  solo  banchetto  di
  Palermo. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Signor Presidente Crocetta intende intervenire  subito
  o sospendiamo cinque minuti. Come dice lei.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sicuramente  non   è  per  gesto  di  dissenso  con   il
  Parlamento se prima mi sono alzato a un certo punto dell'intervento
  del  rappresentante  del Movimento Cinque Stelle,  ma  proprio  per
  tutela  della difesa della dignità del Parlamento perché  insinuare
  che  in questa Aula c'è qualcuno che pensa, allunga la mano per  il
  voto  e  anche  per  il portafoglio, io sinceramente  lo  trovo  di
  pessimo  gusto  e  trovo che l'argomento offenda  profondamente  la
  Democrazia.
   Ora  che  il Movimento Cinque Stelle non riconosca più neppure  la
  democrazia parlamentare perché dai discorsi e anche,  che si  fanno
  normalmente  contro il Parlamento da parte di Grillo, mi  pare  che
  questo  si deduca, solo il Movimento Cinque Stelle siciliano  è  un
  po' particolare
   .  Omette  queste  problematiche, non affronta  mai  la  questione
  morale  della  politica siciliana, non affronta mai  le  questioni,
  anche  della  strutturazione  dei partiti  siciliani,  ha  un  solo
  obiettivo:  la  delegittimazione di  un  Presidente  legittimamente
  eletto  dal  popolo  sin dal primo giorno perché concorrenziale  in
  qualche  modo alle tesi che loro qualche volta esprimono e  che  in
  qualche  modo  riesce anche a catturare consensi nell'area  da  cui
  pesca Cinque Stelle.
   Ora  che  il  Movimento  Cinque Stelle punti  allo  sfascio,  alla
  politica del tanto peggio, tanto meglio, a me sembra quasi  normale
  e  che lo  Sfiducia day  sia diventato il boomerang day per Grillo,
  criticato  dai  media  nazionale, che sia diventato  anche,  perché
  quando si parla di 25 mila firme, a parte che ognuno può dichiarare
  quello  che  vuole,  parliamo di un'Isola  con  cinque  milioni  di
  abitanti,  voi  pensate cosa sarebbe accaduto  se  qualcuno  avesse
  organizzato  lo   Sfiducia day  per qualche altro Presidente,  cosa
  sarebbe successo in termini di mobilitazione popolare.
   E che si sia trasformato in un boomerang per gli attacchi volgari,
  anche  riferiti alla persona, alle sfere persino individuali, sacre
  degli  individui, che questo Movimento, ormai, diventi  sempre  più
  razzista, omofonico, persino fino mafioso, intollerante, come state
  dimostrando  in questo momento, prevaricante, che questo  Movimento
  organizzi sistematicamente nelle piazze il dissenso organizzato per
  tutti  gli altri esponenti politici che non possono parlare, perché
  è cosi
   Perché  loro  debbono potere insultare permanentemente  la  gente,
  però  poi  debbono  organizzare il dissenso  sistematico,  la  loro
  campagna elettorale ormai è una continua negazione della democrazia
  del confronto.
   Difatti,  nei  fatti  con dati che possono essere   anche  persino
  certificati, fotografati, ripresi in alcune manifestazioni.
   Mi  sembra  abbastanza normale per chi ha scelto una strategia  se
  vogliamo   antisistema,  mi  sembra  meno  normale  quando   quella
  strategia  antisistema va a dire che la mafia, poverina, una  volta
  aveva  l'onore e adesso non ce l'ha più perché una volta  la  mafia
  non   scioglieva   i   bambini 1948:  omicidio   Placido   Rizzotto
  testualmente  sentito su Rai NEWS 23 con tanto  di  documento   con
  probabile videoripresa.
   1948:  un  bambino  di  12 anni è testimone dell'omicidio  Placido
  Rizzotto  già  in ospedale a Corleone e viene assassinato  da  tale
  Navarra che era allora il capo mafia di Corleone, medico, Direttore
  dell'Ospedale  di  Corleone.  La mafia  uccideva  i  bambini  anche
  allora.  1892:  assassinio Notarbartolo testimonia  che  l'incontro
  mafia-affari .gli affari avrebbero sporcato la mafia. Ma  veramente
  si  può  dire  una cosa così? O il malaffare, invece,  si  incontra
  volentieri con la mafia perché gli affari in sé non sono un tema in
  una  società liberale di libero mercato, un tema di negatività.  E'
  normale un'azienda lavora per fare profitto, fa affari il malaffare
  è  un'altra cosa, il malaffare si fa con la Mafia ed è la Mafia che
  fa il malaffare ed è il malaffare che incoraggia anche la Mafia, ma
  dire  che la Mafia sia stata sporcata dal mondo degli affari quando
  proprio  nell'assassinio  Notarbartolo  la  prima  persona  che  si
  colpisce  è  un  amministratore del Banco  di  Sicilia  che  voleva
  mettere chiarezza a Palermo, del fatto che molte famiglie ricche di
  Palermo,  tramite  l'intermediazione mafiosa avevano  prestiti  dal
  Banco  di  Sicilia che non restituivano più che il Banco  ritornava
  indietro,  questo a testimonianza che il rapporto Mafia-affari  c'è
  sempre stato nella storia della mafia.
   Allora non si avventurasse Grillo a fare analisi che non sa  fare
  Anche  il  riferimento alla mia omosessualità, per  essere  chiaro,
  siccome  quando  Grillo è venuto a Gela o a Palermo  al  Palazzetto
  dello  Sport  e  mi esaltava come eroe, addirittura  diceva  :   il
  popolo  siciliano non ti merita . Anche allora sapeva  che  io  ero
  omosessuale mica era una novità. Di questa cosa non ne ho mai fatto
  mistero, neanche al popolo siciliano che mi ha votato.
   Probabilmente anche adesso Grillo che non è più l'uomo  libero  di
  un  tempo ma uno che si è fatto un partitino e i grillini  si  sono
  comportati sempre più come ceto politico anche in questi due  anni,
  protesi  all'imboscata, alla tragedia di Palazzo non ai do ut  des,
  agli   intrighi   di  Palazzo  perdendo  le  loro  caratteristiche,
  caratteristiche che purtroppo non ho perduto da quando a 16-17 anni
  appartenevo al movimento studentesco e facevo le mie battaglie  nel
  mondo  della  scuola  per la libertà, per la  pace,  ho  continuato
  questa  mia  vita  con coerenza senza accettare  gli  intrighi  del
  Palazzo.
   Non  credo  che  ci  siano molti precedenti  di  presentazione  di
  mozione di sfiducia nei confronti dei miei predecessori.
   C'era   un  sistema politico che si raccoglieva  persino solidale.
  C'era anche un sistema politico, che dire, che questo Governo abbia
  rappresentato, onorevole Falcone, una continuità col  passato.  Lei
  mente  sapendo di mentire  Mente sapendo di mentire  Perché  i  165
  milioni di gara della Sanità, dell'assicurazione, che costava prima
  7  milioni  e 800 mila euro l'anno, improvvisamente erano diventati
  invece  165  in  tre  anni, li ha cancellati questo  Governo  della
  continuità.
   I  risparmi  sui  farmaci  sprecati,  già  attestabile  a  qualche
  centinaio  di milioni di euro, sono frutto di questo Governo  della
  continuità. Il fatto che nei Beni culturali da 10 milioni  di  euro
  di incassi si sia passati a 40 milioni di euro semplicemente perché
  si  fregavano  i  soldi dei biglietti, sono frutto del  Governo  di
  questa  discontinuità, di questa continuità, visto  che  la  chiama
  tale lei. E che la formazione sia passata da 280 milioni di euro  a
  150 milioni di euro, sono figli del Governo di questa continuità. E
  che  i  forestali siano passati da 4 milioni di spesa sul  bilancio
  della  Regione a 200 milioni, sono frutto di questo  Governo  della
   continuità'.
   Lei  si chiedeva come io risparmiassi un miliardo. Li conti quanti
  di  questi soldi, concreti, accertabili, ho già raccontato, e vedrà
  facilmente il miliardo.
   La gara all'AST di Palermo di 85 milioni di euro che diventano 35,
  non  sono  altri  50 milioni di risparmio con lo  stesso  servizio.
  Queste  cose   avvenivano  nel  passato?  Lei  che  ci  accusa   di
  continuità  nella  struttura della sanità,  della  formazione,  del
  governo della cosa pubblica, avvenivano queste cose? Non credo  Nei
  tagli di bilancio abbiamo effettuato, e anche questo è documentato,
  un  miliardo  e  settecento milioni di euro di tagli.  Pluriennali
  Quindi  di spesa strutturale  E' un dato che si può andare a vedere
  guardando  il  bilancio della Regione, mica è un numero  che  debbo
  dare io così a caso.
   Nella  spesa europea, anche lì manca la programmazione  2014-2020
  L'abbiamo  approvata il 22 luglio e l'abbiamo mandata  prima  delle
  altre  regioni.  C'era un contenzioso con Roma  relativamente  alla
  quota di finanziamento che noi volevamo più bassa rispetto a quella
  che  ci  voleva  imporre il governo, il governo  l'ha  trasmessa  a
  Bruxelles,  dopodicché, la settimana scorsa è  stata  chiarita  con
  Delrio  questa  cosa,  la  stanno trasmettendo,  ma  noi  l'abbiamo
  trasmessa  il 22 luglio, non accettando l'imposizione che  Roma  ci
  poneva rispetto alla percentuale del Governo della Regione rispetto
  alla spesa comunitaria. Un tentativo di difesa della Regione. Non è
  che, mi pare, abbiamo proprio lavorato male anche su questo fronte.
  Dal  17  per  cento in cinque anni al 48,8 per cento  in  20  mesi,
  proprio  così cattivi non siamo stati nella programmazione europea
  E  sull'impegnato? Dal 30 per cento all'85 per cento, proprio  così
  malvagi e incapaci saremmo stati?
   Mi  pare che oggi cadano una serie di pregiudizi e noi paghiamo un
  passato  che  ci  insegna che insegue persino alcuni  di  voi,  per
  essere  chiari.  Perché non è che è il precedente  governo  che  ha
  assunto 28 mila forestali né tanto meno quello attuale. Si abbia il
  coraggio  di  dire  come stanno le cose. E non  tutti  noi  eravamo
  all'opposizione all'epoca di quando avvenivano quelle cose.
   I   18   mila   lavoratori  precari,  c'è  il  tema   della   loro
  stabilizzazione, certamente. Ma chi ha creato i l8 mila  lavoratori
  precari?
   Questo Governo non ha fatto nessuna legge, non sarebbero stati già
  licenziati  il 31 dicembre del 2013, i Comuni hanno difficoltà,  lo
  so bene, anch'io ero Sindaco di Gela ed avevo difficoltà, però, non
  ho  lasciato  neppure un precario, è stato il  primo  Comune  della
  Sicilia  che  ha  assunto tutti i lavoratori  precari  del  Comune.
  Allora,forse si può, se si comincia a collaborare.
   Quali  tagli ha fatto alle Province,  e all'ex Province regionali?
  Non mi pare nessuno.
   Quali  tagli  ha  fatto  ai  Comuni?  Mi  pare  nessuno,   perché,
  essenzialmente, programmata la stessa spesa dell'anno scorso e  per
  la  prima volta, il mio Governo, ha posto un allargamento del Patto
  di  stabilità  a  favore dei Comuni.  O Crocetta è responsabile  in
  tutto?   Dei  mancati  trasferimenti  dello  Stato?  Dei  28   mila
  forestali? Dei 16 mila articolisti? Dei 18 mila dipendenti? Dei  12
  mila  dipendenti  dei  Consorzi di  bonifica?  Dei  12  mila  delle
  partecipate?
   Sarei io responsabile di tutte le 50 mila assunzioni fatte in modo
  scriteriato?
   Oppure  sarei frutto di un sistema che, probabilmente, ha  pensato
  che   questo  potesse  avvenire  per  creare  degli  ammortizzatori
  sociali?
   Ma  se  calcoliamo che questi qui sono 1 miliardo di  euro,  tutte
  queste  spese, no? Questi ammortizzatori sociali, forse, si sarebbe
  potuto fare un reddito di cittadinanza e darlo veramente a tutto il
  popolo della Sicilia, invece, vennero assunti i figli del sistema.
   Ma,  naturalmente, ai Grillini non gliene frega  niente  di  tutto
  questo, perché non gliene frega niente di cambiare il sistema.
   Loro  giocano la loro  politichetta' come un piccolo partito  come
  tutti gli altri, perché si sono omologati facendo finta che mafia e
  antimafia è la stessa cosa, che fare lotta alla corruzione  e  allo
  spreco  sia  la stessa cosa che non farla, dimenticando anche  che,
  palesivamente, votano una mozione congiunta là dove loro sostengono
  l'abolizione  delle  Province con la mozione insieme  che  è  stata
  unificata che sostiene che le Province non dovevano essere  abolite
  perché le ho lette le due mozioni.
   Naturalmente tutto fa brodo, perché nel giochetto del  politichese
  ci sta tutto questo.
   Però  io mi chiedo: esiste una destra democratica, in Sicilia,  in
  grado di affrontare la scommessa dei riformismo?
   Perché questo poi è il tema, è il tema.
   Cioè,  voi  pensate che nella situazione che noi abbiamo ereditato
  in  Sicilia,  che è frutto di un vecchio sistema di potere,  questa
  cosa ce la scarichiamo con una mozione di censura all'anno?
   Questo, per carità, potrebbe essere l'ultima, però, io sono sicura
  che  non  sarà il centrosinistra che produrrà un'eventuale  ipotesi
  perché  la  gente, poi i siciliani, il popolo colpisce  sempre  gli
  irresponsabili, quelli che giocano allo sfascio delle istituzioni e
  che   i  disoccupati  sarebbero  nelle  file  dei  Grillini  e  del
  centrodestra, per essere chiari, e mi dispiacerebbe un  incremento,
  sinceramente,  della disoccupazione in Sicilia  in  questo  momento
  così difficile.
   Sinceramente, voi pensate che il popolo siciliano, di fronte ad un
  centrodestra  che si allea con le peggiori teorie dell'antipolitica
  e dello sfascio, capirebbe voi? Vi capirebbe? Quel centrodestra che
  vota  a  Roma le riforme e si rifiuta di farlo in Sicilia?  Chi  vi
  parla sin dal primo giorno l'ha detto, lo ha detto ai Grillini,  lo
  ha detto al centrodestra, lo ha detto a tutti.
   Io sono qui, pronto alla discussione e pronto al confronto, pronto
  alle  proposte;  non mi pare che siano venute fuori proposte,  sono
  venute  solo  fuori le proposte di legge del Governo che  non  sono
  state  mai  votate,  quella della riforma della burocrazia,  quella
  della  semplificazione delle attività produttive, quella dell'acqua
  che è incardinata, ma chissà quando si voterà, quella sull'unità  e
  sull'unione delle coppie di genere, per intenderci, e sulla  parità
  delle   coppie  di  fatto  rispetto  alle  altre,  che  in   questo
  Parlamento,  visto  che  ci  vorrebbe mezz'ora  per  discuterla  ed
  approvarla, visto che quella legge è passata pure dalla Commissione
  Affari  Istituzionali e persino dalla Commissione Bilancio,  perché
  non  si porta immediatamente in Aula come segno di una civiltà  che
  cambia,  che  ci  vuole?  Che ci vuole a fare  delle  riforme  così
  semplici?  La  riforma del sistema pensionistico,  la  riforma  del
  numero  apicale dei dirigenti contenuti e stralciati dalla  recente
  finanziaria  che,  invece, ci avrebbero portato i prepensionamenti.
  Solo   nell'ambito  della  Pubblica  amministrazione  ci  avrebbero
  portato  40  milioni di euro di risparmio. Che sono 40  milioni  di
  euro  di  risparmio?  Niente. Naturalmente poi  niente  sono  i  40
  milioni  di  euro  di risparmio, niente sono i 40 milioni  di  euro
  degli  ex  Pip  quanto dovevano costare? Per mesi abbiamo  discusso
  sulla  legittimità  o meno se chi aveva avuto  il  416  bis  doveva
  essere  confermato nella Pubblica amministrazione. Lasciamo perdere
  il  416  bis su cui siamo tutti d'accordo ma chi avesse  avuto  una
  condanna  che lo rendeva pubblicamente incompatibile rispetto  alla
  Pubblica  amministrazione potesse o meno  lavorare  nella  Pubblica
  amministrazione. Naturalmente Crocetta è un tiranno, è  un  tiranno
  che  non  si  è accorto o che si è accorto portando a due  del  118
  avevano  reati gravissimi che erano incompatibili con le  pubbliche
  assunzioni.
   Questo  Governo ha il problema di avere scoperto, per esempio,  di
  avere  denunciato due casi che passeranno,  spero, fra le  cronache
  giudiziarie della storia della Sicilia: uno la svendita della Banca
  Irfis  per  10  milioni di euro senza alcuna legge e senza  nessuna
  delibera  di  Giunta,  svenduta per 10 milioni  per  un  patrimonio
  valutabile  a  600  milioni  di  euro;  l'altro  la  svendita   del
  patrimonio  della  Regione  dove si  sono  vendute  la  case  e  le
  proprietà  della  Regione, riaffittate  al  doppio  del  prezzo  di
  mercato alla Regione siciliana. Cose che stiamo scoprendo, qualcuno
  della vecchia politica forse trema  Ed ha ragione di accelerare una
  mozione  di  sfiducia però trovo opportunistico che una mozione  di
  sfiducia   possa   avere  segni  così  completamente   diversi   ed
  incoerenti, da un lato di difendere gli enti di formazione ed altri
  che  difendono, invece, i lavoratori della formazione.  Si  possono
  servire due padroni? Capiamo benissimo che il tema non è più quello
  della  difesa dei lavoratori della formazione e neppure quelli  dei
  lavoratori  forestali  che  difendiamo abbastanza.  Non  ci  faremo
  scavalcare sicuramente da queste cose anche perché chi vi parla con
  i  lavoratori  ci  ha  sempre parlato e ci ha  fatto  gli  scioperi
  insieme, alzandosi prima dell'alba a fare le manifestazioni, a fare
  il  volantinaggio  davanti alle fabbriche.  Ci  so  parlare  con  i
  lavoratori e trovo sempre la quadratura con i lavoratori forse  con
  i  vertici  sindacali un po' meno ma qualcuno qualche interessuccio
  sulla formazione, visto che abbiamo parlato, onorevole Falcone,  di
  quelli  del  pubblico impiego, forse ce l'ha,  ma  lei  non  ha  il
  coraggio  di  denunciarli, onorevole Falcone, perché  chi  cominciò
  quel  sistema  fu proprio l'onorevole Stancanelli.  A  creare  quel
  sistema nel 2002 laddove i lavoratori della formazione passarono da
  tre  mila ad otto mila e lei, si sa, è molto amico giustamente. Chi
  deve  parlare la povera Nelli? Una ragazza a trent'anni crocifissa:
  da  una parte il vecchio il sistema, da una parte chi in buona fede
  difende  i lavoratori e dall'altro chi in buona fede forse vorrebbe
  una  risposta  più radicale solo che quella risposta  più  radicale
  invece della stampella vera nei confronti del vecchio sistema,  del
  vecchio sistema.
   Quante   volte   sono   stato  attaccato  per   i   rapporti   con
  Confindustria, che poi anche lì Confindustria critica, si  dimostra
  poi che ognuno ha le sue valutazioni, è che io la stampella non  la
  faccio a nessuno, però volete dire che Confindustria di adesso è la
  stessa   Confindustria  di  Di  Vincenzo?  Volete   dire   che   la
  Confindustria di Palermo di adesso è la stessa che lasciava  Libero
  Grasso isolato oppure qualcosa è avvenuto? Allora questo al sistema
  istituzionale  non deve competere un.. guardate io voglio  lasciare
  perdere ogni polemica, perché non è questo che mi interessa.
   Qui  c'è  un  tema,  c'è una Sicilia che si trascina  problemi  ed
  errori del passato, problemi che avevano cominciato a pesare  anche
  nell'ultima  fase del Governo Lombardo, con attacco da  Roma  senza
  precedenti, anche quello. Problemi che hanno storie di decenni,  il
  problema  del  bilancio degli ultimi due anni, 2011 e  2012,  anche
  quelli  precedenti  anche Lombardo non trovò sicuramente  un  fiume
  pieno  d'oro dove poteva tranquillamente scorrere, trovò ben  altri
  problemi  della  Sicilia. Trovò il problema dei  termovalorizzatori
  che  bloccò,  problema  che si ripercuote anche  nei  confronti  di
  questa  Amministrazione, laddove ci sono miliardi bloccati  su  una
  gara contestata, con un contenzioso che impedisce poi di trasferire
  quelle  risorse  su  altri settori della politica  sui  rifiuti  di
  questa  Regione;  oppure  dovevamo fare con  i  termovalorizzatori?
  Altro  problema  non  indifferente. E dove ci  sono  scommesse,  le
  discariche  pubbliche, questo Governo è il primo dal  2000  che  ha
  costruito  discariche pubbliche in Sicilia. Ne abbiamo  mandato  in
  appalto  cinque, ci dobbiamo passare dalle discariche a ciclo  zero
  dei rifiuti, certo, però con queste teorie che sembrerebbero dietro
  l'angolo, la camorra ha fatto gli interessi a Napoli, perché poi le
  discariche pubbliche non si costruivano, invece quelle private  sì.
  Quelle  della  mafia, dove si mettevano i rifiuti  tossici,  e  con
  queste  teorie diverse discariche private sono finite in mano  alla
  mafia e la gestione rifiuti in buona parte è in mano alla mafia.
   Nelle  more  di una progettualità nuova e diversa dei rifiuti,  si
  realizza  un  sistema concorrenziale, concorrenziale a  quello  dei
  privati, che è fatto da un pubblico che impone certi standard,  che
  impone  la  protezione  dell'ambiente, che impone  delle  cose,  ed
  allora  tutto ..i manager, manager nominati senza alcuna mediazione
  politica, ci saremmo potuto fare molti amici, ci siamo fatti un po'
  di  nemici,  pazienza,  non voglio dire,  onorevole  Musumeci,  non
  voglio  dire   molti amici molto onore , molti nemici  molto  onore
  perché  so  che  è una citazione che non si può fare  in  una  Aula
  parlamentare, e penso che non è vero, perché penso che molti  amici
  sia buono e molti nemici sia un problema.
   Però,   guardate,  pensare  di  interrompere  in  questo   momento
  un'esperienza  creerebbe problemi drammatici alla Sicilia.  Si  può
  scherzare anche con le mozioni di censura, per carità, ma tanto  va
  la  gatta  al lardo che ci lascia lo zampino. Ed a volte si  rimane
  perfino  vittime  dei propri giochetti, eh. Io  sono  qui,  non  ho
  imprese  da difendere, non ho interessi personali da difendere,  da
  Presidente della Regione non mi sono fatto i soldi, non me li  sono
  fatti  da  sindaco  e  non me li sono fatti da nessun  posto.  Come
  diceva  il  Manifesto di Marx del 1848 abbiamo solo  le  catene  da
  perdere,  ..

   CROCETTA da  nessuna parte. Come diceva il Manifesto di  Marx  del
  1948, abbiamo solo le catene da perdere.

   CRACOLICI. 1848,  Presidente.

   CROCETTA.   Scusate  1848,  naturalmente,  è  chiaro  il   lapsus,
  giustamente il custode del marxismo leninismo in Aula mi  riprende,
  il  compagno Suslov. Per la cronaca il compagno Suslov era  il  più
  temuto  di  tutti. Giustamente l'onorevole Cracolici dice  1848  ma
  abbiamo  da perdere solo le catene, e poi c'era una cosa bella  che
  mi  ricordava poco fa l'onorevole Cracolici. Non è la  prima  volta
  che  lo cito. Per onore di giustizia vi consiglio di leggere  tutti
  gli atti  parlamentari e vedrete che non c'è una sola seduta in cui
  io  non ho detto  onorevole Cracolici . Giustamente dice  proletari
  di  tutto  il mondo unitevi  perché è solo così che si spezzano  le
  catene.
   Non si può prima dire che presentiamo la mozione di sfiducia che è
  uno dei presupposti fondamentali dell'articolazione di entrambe  le
  mozioni di sfiducia perché non c'è unità, non c'è una maggioranza e
  nel  momento  in cui questa maggioranza si realizza si continua  in
  questa logica. Allora si vuole lo sfascio delle istituzioni? Ma voi
  pensate  che  oggi una mozione di sfiducia con un Governo  che  non
  c'è,  perché  non c'è manco il Governo e sicuramente io  non  sarei
  legittimato a farne uno nel momento in cui vengo sfiduciato,  farei
  ordinaria amministrazione, che non può fare un bilancio e  non  può
  fare  nulla, e questa è una Regione che si salva? Non dalle ipotesi
  di  commissariamento inevitabile, per cui non è che si  andrebbe  a
  votare  tra tre mesi, sia chiaro, ma anche per cose molto  concrete
  che  sono  legate alla riforma dell'articolo V della  Costituzione,
  gli  attacchi  che  ci  sono all'autonomia.  Ma  oggi  delle  forze
  democratiche   cosa   direbbero?  Signor   Presidente   noi   siamo
  all'opposizione non vi condividiamo però oggi dobbiamo difendere il
  lavoro,  l'occupazione, fare la riforma della Sicilia, cambiare  la
  Sicilia,   difendere  l'autonomia  siciliana,  evitare  che   venga
  commissariata  questa  Regione perché non  è  la  prima  volta  che
  qualcuno,  tant'è  che  io sto presentando un  esposto  che  stanno
  elaborando i miei legali per attentato alla Costituzione rispetto a
  questa  problematica;  però, ritenete che questo  possa  essere  un
  metodo oppure ci possa essere quel sistema di confronto al quale io
  vi  richiamo tutti, anche i grillini, a un confronto per portare  a
  fine  la  riforma delle Province, quella delle attività produttive.
  La  politica non può essere ogni giorno propaganda, perché voi dite
  che sono io che faccio annunci e faccio propaganda, ma quando si fa
  una   mozione   di  censura  al  mese  ad  assessore,  paralizzando
  l'attività parlamentare e in 2 anni avere 2 mozioni di censura,  la
  politica  è  solo  propaganda, è incapacità di creare,   costruire,
  progetti, catasti, liberazione, è incapace di produrre risultati, è
  questa l'irresponsabilità di cui il popolo siciliano vi accusa.
   Guardate,   in  questi  giorni, grazie  all'incredibile   sfiducia
  day',  ho  conquistato una popolarità nazionale incredibile  e  una
  popolarità incredibile all'interno del popolo siciliano e con tutta
  la  gente  che  mi incontra mi dice «vai avanti presidente,  questo
  processo non si può interrompere».
   Guardate  io  sono qui, non temo le elezioni e non temo  la  sfida
  elettorale perché sono convinto che noi la sfida elettorale, questa
  volta, la stravinceremmo con una maggioranza parlamentare ampia.
   Perché  oggi siete tutti uniti contro di me, ma domani  vi  voglio
  vedere  uniti centro destra e Movimento Cinque Stelle,  mentre  noi
  siamo uniti .

   CASCIO  Francesco. Candidiamo l'onorevole Zafarana alla presidenza
  della Regione.

   CROCETTA, presidente della Regione ., mentre noi siamo uniti e  la
  Sicilia  ha  capito  che in questa fase della  storia  c'è  l'unica
  esperienza,  dal  dopoguerra in poi, che ha  tentato  di  dare  uno
  scossone serio al malaffare, alla mafia e sa benissimo - certo,  ai
  grillini non gliene frega niente della lotta alla mafia, per loro è
  un problema secondario - che questo processo di cambiamento non può
  essere fermato.
   Sfiduciato  o no, io sono qui  E sarò qui domani mattina.  E  sono
  felice persino di riprendere il mio lavoro in mezzo alla gente,  in
  quella  strada  che  mi viene negata per motivi di  sicurezza,  per
  motivi  legati alle mie vicende personali, e con la  quale  ho  uno
  splendido rapporto.
   Non  sarò  gradito alla casta, ma guardate che io alla  gente  gli
  voglio  bene, al popolo siciliano voglio bene e sento che mi  vuole
  bene,  e sono convinto: andiamo al voto, siamo pronti, vediamo  chi
  vince.

                (applausi dai banchi dell'opposizione)

   PRESIDENTE.  Grazie  presidente Crocetta. Onorevoli  colleghi,  ci
  dobbiamo in qualche modo disciplinare: il presidente vale  per  12,
  lui  compreso  13,  quindi siccome i deputati  quando  intervengono
  parlano  al  Governo, se c'è l'esigenza di sospendere  per  diverse
  ragioni,  per  qualche  minuto  sospendiamo.  Ma  è  chiaro  che  i
  parlamentari gradiscono la presenza del presidente Crocetta.
   Ne  approfitto per esprimere la mia solidarietà personale, e penso
  quella di tutto il Parlamento, al presidente Crocetta per le  gravi
  affermazioni  della  signora  Viviana  Beccalossi   in   una   nota
  trasmissione nazionale ..

                              (applausi)

   PRESIDENTE.  Avevo il dovere di farlo perché certi limiti  non  si
  possono superare. Così come inviterei il presidente Crocetta di non
  prestare  il fianco a trasmissioni costruite e tavolino,  perché  è
  chiaro,  presidente Crocetta, che lei per il suo modo  di  fare  fa
  audience, però non sempre l'audience può servire alla nostra  Isola
  quando le trasmissioni

                              (applausi)

   PRESIDENTE  Quando le trasmissioni sono costruite e tavolino.
   Presidente Crocetta, se lei cortesemente non si allontana e rimane
  in Aula, diamo la parola all'onorevole Musumeci.
   Sospendo cinque minuti.

      (la seduta, sospesa alle ore 18.54, riprende alle ore19.09)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Chi intende iscriversi a parlare lo inviterei  a  fare
  un  segnale  perché io ho l'esigenza di alternare  i  deputati  tra
  maggioranza ed opposizione.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci.
   Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  abbiamo  mantenuto  fede ad  un  impegno  assunto  con  i
  siciliani  annunciato alcune settimane fa in quest'Aula,  l'impegno
  di  tentare  di porre fine alla stagione politica della  Presidenza
  Crocetta,  l'impegno di interpretare lo stato d'animo di quanti  si
  augurano  che  questo  lungo calvario arrivi finalmente  all'ultima
  stazione.
   Una  stagione,  quella  del  crocettismo  che  proprio  in  questi
  giorni compie due anni di vita. I colleghi Falcone e Zafarana hanno
  già ampiamente illustrato le ragioni del fallimento del Governo che
  hanno  caratterizzato questo biennio, non tornerò  sul  tema  anche
  perché  dovrò dividere il mio tempo con i colleghi del mio  gruppo.
  Mi limiterò brevemente, ad alcune considerazioni di ordine politico
  partendo dal presupposto che in questi due anni la inettitudine dei
  governi   Crocetta  non  si  è  mai  incontrata,  Presidente,   con
  l'ostilità,  l'ostracismo,  la netta chiusura  dell'opposizione  di
  centrodestra.  Non riconoscerlo sarebbe davvero  non  avere  onestà
  intellettuale e a lei questa invece io la riconosco.
   Quanto volte in quest'Aula l'abbiamo esortata, in questi due anni,
  a  liberarsi dal condizionamento della sua maggioranza ballerina ed
  aprire  un  confronto leale con tutta l'Aula su due,  tre,  quattro
  cose  importanti  da  fare: il lavoro, le imprese,  i  giovani,  il
  precariato,  quante  volte l'abbiamo detto  in  quest'Aula  che  le
  riforme delle province, o la cosiddetta riforma delle province, non
  rappresentava  una  priorità e che invece prioritaria  appariva  la
  riforma   della   formazione,  per  esempio,  una  prospettiva   di
  continuità  del  lavoro  a  decine  di  migliaia  di  precari   che
  protestavano  e  protestano  sotto i  Palazzi  della  Regione,  per
  esempio,  prioritaria appariva la necessità di creare un  clima  di
  fiducia  per  le  piccole e le medie imprese  e  invece  lei  si  è
  ostinato a volere una finta riforma delle province rivelatasi, poi,
  inapplicabile,  rinviata  per tre volte  di  seguito  perché  si  è
  dimostrata essere un vero e proprio mostriciattolo giuridico.
   E  mentre si cerca di uscire dal pantano di questa pseudo riforma,
  che  non  si  sa se debba obbedire ad una indicazione  nazionale  o
  rivendicare  una  specifica competenza in materia  di  enti  locali
  dell'Autonomia  siciliana, mentre ci si dibatte in questo  discorso
  fra  sordi,  i  sindaci della nostra Isola si  sentono  sempre  più
  abbandonati, senza certezze, sempre più esposti alle lusinghe e poi
  alle  minacce di mafiosi e criminali che in tempi di crisi  tentano
  di   controllare  anche  minimi  interessi  negli  enti  locali   e
  continuare a garantire tutele ai loro affiliati.
   A  tutti i sindaci dell'Isola va la mia solidarietà e credo  senza
  esclusione  quella  di tutti i colleghi che mi permetto  in  questo
  caso, di rappresentare.
   La  verità  è, Presidente Crocetta, glielo dico con la  franchezza
  che ho sempre avuto nei suoi confronti non essendo mai stato un suo
  cortigiano  e  non  essendo mai stato un suo  cospiratore:   lei  è
  apparso in questi due anni inadeguato al ruolo, nulla di personale,
  è  un  fatto fisiologico, di indole, caratteriale prima ancora  che
  politico.   Ognuno  di  noi  è portato a  ricoprire  un   ruolo,  a
  svolgere  un  compito e se uno è inadeguato non puoi chiedergli  di
  adeguarsi,  sarebbe  come andare contro la sua stessa  struttura  e
  formazione culturale, politica, caratteriale, è come pretendere  di
  essere audace paracadutista da un uomo che soffre di vertigini  Non
  si può, non si può davvero.
   Lei  è  apparso confuso, contraddittorio, privo di una visione  di
  insieme, senza una idea concreta di regione. Sono mancate le scelte
  chiare  e  tempestive.  I suoi sono stati governi  rivoluzionari  a
  parole che avrebbero dovuto imporre il passo al Parlamento e invece
  hanno  imposto  un freno ai lavori di quest'Aula  per  mancanza  di
  produzione.  Tante persone per bene, per carità, gli  assessori  di
  cui  pochi ricordano il volto e soltanto qualcuno ricorda il  nome.
  Giunte  politiche  spacciate  per giunte  tecniche.  Azzeramenti  e
  rimpasti  che dovevano apparire indolore e che, invece, sono  stati
  traumatici.
   Assessori estromessi  in malo modo che accusano il Governatore  di
  essere  stato ingeneroso, persino ai limiti del cinismo. Del resto,
  quale fatturato potrebbe produrre un governo nel quale un assessore
  rimane in carica in media tre, quattro mesi? Lei aveva promesso una
  giunta blindata nel dicembre del 2012 e invece abbiamo assistito ad
  una sorta di porta girevole ma anche ad una girandola di giunte che
  è  apparsa  davvero imbarazzante. Anche questa giunta ter,  di  cui
  abbiamo  appreso  dai  giornali, nasce  secondo  metodi  largamente
  praticati e che nulla hanno di rivoluzionario.
   Giunta  migliore, giunta peggiore, giunta di alto profilo,  giunta
  di  basso  profilo.  Per carità. Non è tempo di pagelle  e  sarebbe
  persino di cattivo gusto farle adesso. La questione ieri come oggi,
  presidente Crocetta, è solo politica. Il problema di questa Regione
  non  è  la  Giunta  con la mediocrità o con lo  spessore  dei  suoi
  assessori.
   Lei potrebbe avere dodici Cavour accanto a lei. Il problema è lei,
  Presidente.  Non sono le sue giunte, per le ragioni  politiche  che
  abbiamo  appena rassegnato, anche nelle ultime settimane.  Sono  le
  ragioni  che  hanno  portato alla prima e alla seconda  mozione  di
  sfiducia. Abbiamo sperato tanto, nell'interesse dei siciliani,  che
  il  suo  fosse  solo  un  atteggiamento di esordio,  una  sorta  di
  mancanza di esperienza. Abbiamo pensato che la sua sregolatezza, la
  sua  mancanza  di  regole,  la  sua  mancanza  di  misure,  la  sua
  intemperanza  a  volte fossero tutte frutto di un impatto  con  una
  realtà  nuova, ostile e invece il tempo ci ha detto che lei è  solo
  un  personaggio  pirandelliano,  cioè lei  è  la  incarnazione  del
  contrasto tra l'apparenza e la sostanza.
   Ecco perché noi riteniamo che questo suo essere troppo apparente o
  appariscente a secondo della spinta o della spalla che trova  nella
  destrezza mediatica, e l'essere poco o pochissimo sostanza  finisce
  col sacrificare e vanificare ogni possibilità di crescita di questa
  terra.
   La  Sicilia aveva bisogno di una rivoluzione della normalità.  Lei
  ha  portato  la  rivoluzione  dei messaggi.  La  rivoluzione  degli
  annunci. La rivoluzione del vuoto. La rivoluzione del nulla.
   E'   appena   uscito  un  libro  interessante.  Si  intitola    Le
  rivoluzioni  non calano dal cielo'. Lo legga, presidente  Crocetta.
  Glielo  consiglio, se mi posso permettere. E' la storia  di  Pietro
  Secchia,  l'uomo  del  radicalismo, del  massimalismo  del  Partito
  Comunista Italiano. L'uomo che sognava la rivoluzione proletaria  e
  si  è ritrovato ad essere uomo di apparato del P.C., confinato  dal
  suo  stesso  partito fra le ovattate stanze di Palazzo  Madama,  lo
  legga, Presidente, le rivoluzioni non calano dal cielo.
   In  quelle  pagine  ritroverà,  forse,  se  stesso,  ritroverà  il
  tradimento  degli  amici  più fidati, la rancorosa  convivenza  dei
  compagni   di   partito,   l'ipocrisia  di   tanti   collaboratori,
  l'ostracismo dei vertici locali e romani.
   Certo, qualche differenza c'è, me lo consenta e non me ne abbia  a
  male,  tra lei e Pietro Secchia che appartiene mille miglia lontano
  dalla mia formazione politica e culturale.
   Pietro   Secchia   era  un  rivoluzionario  per  vocazione,   lei,
  presidente Crocetta, è un rivoluzionario di professione.
   Lei  passerà  alla storia di questa Regione per  essere  stato  un
  rivoluzionario senza rivoluzione.
   Piuttosto che obbedire agli impulsi della sua rivoluzione, lei, ha
  preferito  cedere  ai  ricatti della sua coalizione  che  la  vuole
  ostaggio, prigioniero delle stesse figure, degli stessi personaggi,
  delle  stesse  regole, degli stessi metodi che, in questi  Palazzi,
  venivano praticati e frequentati 3, 4, 5 anni fa.
   Per  questo,  la  sua rivoluzione è stata un bluff,  un'operazione
  mediatica  ben  congegnata, per questo motivo  l'opposizione  o  le
  opposizioni  provano, per la seconda volta, a liberare  la  Sicilia
  dal   suo  governatore,  che  l'ha  condannata  al  collasso,  alla
  paralisi, allo sconforto.
   Una  scelta,  la nostra, improntata non a improvvisazioni,  non  a
  suggestioni emotive, non alle spinte che arrivano dalla piazza, una
  scelta meditata e ragionata, l'unica scelta possibile che una forza
  di opposizione potesse immaginare che mettere in atto.
   Presidente  Crocetta, riuscirà lei, anche stavolta, ad evitare  la
  sfiducia  di questo Parlamento? Riuscirà, in quest'Aula, a  vincere
  anche  stavolta  il  partito di Nicodemo? Sì,  sì,  il  partito  di
  Nicodemo, riuscirà a vincere anche stavolta?
   Di  quella  figura che ci hanno consegnato le sacre scritture,  di
  quel  personaggio, Nicodemo, che di giorno stava con  Cristo  e  di
  notte con i Farisei nei Sinedri.
   Il  simbolo  della  doppiezza era Nicodemo, era il  simbolo  della
  fragilità,  era il simbolo della incertezza, era il  simbolo  della
  debolezza, del dubbio, della fragilità umana.
   Dopo  settimane di attacchi, di critiche feroci, di  apprezzamenti
  non certo benevoli, dopo implacabili condanne pronunciate anche  da
  questa   tribuna,  nei  suoi  confronti,  quanti  saranno  stasera,
  presidente  Crocetta,  i  deputati del centrosinistra  iscritti  al
  partito di Nicodemo?
   Speriamo nessuno, speriamo prevalga in tutti la responsabilità, la
  coerenza,  il coraggio, speriamo che la nostra mozione di  sfiducia
  trovi, pur nella sofferta riflessione dei colleghi deputati, quella
  manciata  di  voti  necessari  a far  passare,  finalmente,  questo
  documento  di condanna e a porre fine a questa triste  stagione  di
  Governo.
   Ma  non  si  illuda, Presidente Crocetta, qualora dovesse  vincere
  anche  stasera  il  partito di Nicodemo, qualora  dovesse  evitare,
  anche  stavolta, lei la sfiducia del Parlamento non potrebbe  certo
  evitare  il  giudizio inesorabile della stragrande maggioranza  dei
  siciliani,  quella maggioranza morale che l'ha già  sfiduciata,  ed
  anche  da  tempo,  quella  stessa maggioranza  che  le  opposizioni
  credono  di interpretare anche stasera, soprattutto stasera,  nella
  loro  ansia,  nella  loro amarezza, nella loro rabbia,  nella  loro
  speranza di una stagione diversa e migliore, una stagione che segni
  l'archiviazione  della  sua  triste e  fallimentare  esperienza  di
  Governo. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Claudia La Rocca. Ne
  ha facoltà.

   LA   ROCCA   CLAUDIA.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  Presidente  Crocetta  ma  è  troppo  facile,  fin  troppo   facile,
  difendere le voragini del suo Governo parlando di Grillo. In più mi
  preme dire, visto che siamo stati definiti filo mafiosi, razzisti e
  omofobi, che noi non ci esimiamo dallo scendere in piazza per stare
  accanto  ai magistrati, e mi riferisco ad uomini come Di  Matteo  e
  Scarpinato.  Non  ci  esimiamo dall'incontrare  i  familiari  delle
  vittime  di  mafia  con  i  quali  abbiamo  depositato  in   questo
  Parlamento  un  disegno  di  legge  -  primo  firmatario  Salvatore
  Siragusa - per l'istituzione di una giornata per la memoria.
   Prima  di  essere definiti omofobi e razzisti le vorrei  ricordare
  cha,  a  livello nazionale, abbiamo anche un coordinamento  per  la
  comunità LGBT.
   Le  vorrei ricordare tutte le battaglie che i nostri parlamentari,
  alla  Camera ed al Senato, stanno portando avanti e soprattutto  le
  vorrei  ricordare  che,  uno  dei nostri  primi  disegni  di  legge
  depositati  in quest'Assemblea, riguarda proprio le discriminazioni
  determinate  dall'orientamento sessuale, disegno di  legge  portato
  avanti  insieme  alle associazioni che in questo  momento  è  stato
  unito  insieme  ai  disegni di legge dell'onorevole  Ferrandelli  e
  dell'onorevole  Cracolici ed è questo il  testo  di  legge  che  le
  associazioni LGBT vogliono che sia approvato perché noi  almeno  ci
  siamo degnati di parlare con loro.
   Detto  questo  vorrei ricordare un attimo la  favola  del  modello
  Sicilia.  I  giornali  prima raccontavano questa  favola  facendoci
  passare  un  po'  per  la  stampella  del  Governo.  Bene,   vorrei
  sottolineare  che  noi non siamo mai stati la stampella  di  questo
  Governo. Noi siamo sempre stati coerenti. Abbiamo sempre detto  che
  volevamo  votare  sul  merito  i provvedimenti  normativi.  Abbiamo
  sempre  detto  di non votare per partito preso. Ed io da  cittadina
  siciliana  me  lo  auguravo di potere fare delle norme  per  questa
  Sicilia, me lo auguravo, lo speravo di cuore, ma in realtà che cosa
  è  successo  in  questi due anni, quali sono state  queste  riforme
  rivoluzionarie? Ed io voglio parlare di esempi, voglio  parlare  di
  fatti.
   Faccio  un  esempio,  il  problema  della  gestione  dei  rifiuti.
  Sappiamo  bene  che su questo tema di certo il Presidente  Crocetta
  non può dare la colpa al Parlamento, anzi, le domande sono diverse.
  Cos'è  che  questo  Governo non ha chiare delle direttive  europee,
  cos'è  che  questo Governo non ha chiare delle leggi  già  vigenti,
  cos'è  che questo Governo non ha chiaro di una mozione che è  stata
  votata  in  questo Parlamento proprio lo scorso giugno?  Quindi  il
  problema qual è? Di una volontà di non applicare quello che  è  già
  stato  previsto.  In  più ricordo che noi come Gruppo  parlamentare
  abbiamo  anche  invitato  diverse volte il  Presidente  Crocetta  a
  venire  con  noi nel Nord Italia dove c'è un centro di  trattamento
  rifiuti    che    riesce    a   riciclare    anche    gran    parte
  dell'indifferenziato. Lo abbiamo invitato per fargli  conoscere  un
  metodo  innovativo, rivoluzionario per la gestione dei rifiuti,  ed
  il Presidente Crocetta, dopo averci detto di sì diverse volte ci ha
  bidonato, scusatemi il termine, diverse vote.
   E  adesso  passiamo al problema acqua e quando parlo del  problema
  acqua  non  mi  riferisco semplicemente alla tanto  attesa  riforma
  regionale, che sembra si voglia portare avanti, mi riferisco  anche
  al  problema dell'APS e dell'emergenza idrica che ora è alle porte,
  l'emergenza idrica che 52 comuni del palermitano si ritroveranno ad
  affrontare  a  partire dal 1 novembre. Bene il presidente  Crocetta
  conosceva  questo problema da tempo, da tempo, eppure si è  portato
  una  soluzione  giusto ieri, proprio due giorni prima,  alle  porte
  dell'emergenza,  ed  il problema è da dove si vogliono  prendere  i
  soldi  per  risolvere il problema dell'emergenza idrica: dal  fondo
  degli Enti locali. Ora noi sappiamo benissimo che in questi quattro
  anni  sono  stati tagliati i trasferimenti dalla Regione agli  Enti
  Locali  di quasi il 50 per cento e non lo dico io, lo ha  detto  la
  Corte  dei  Conti.  Quindi  noi cosa facciamo?  Togliamo  soldi  ai
  comuni, così i comuni in qualsiasi caso che cosa fanno? Tagliano  i
  servizi  ai  cittadini, quindi noi parlamentari siamo  stati  messi
  praticamente  con le spalle al muro con questa norma  che  è  stata
  presentata:  dobbiamo  scegliere  tra  l'acqua  ed  i  servizi   ai
  cittadini.  Questo perché? perché le cose si devono portare  sempre
  all'ultimo  momento, perché le cose si devono sempre affrontare  in
  emergenza? Credo che questa sia una precisa volontà politica.
   Si  potrebbe  parlare  anche delle partecipate,  quando  si  vuole
  risolvere  il  problema delle partecipate, ci sono  partecipate  in
  liquidazione dall'85, e non lo dico io lo dice sempre la Corte  dei
  Conti.
   Ci  sono  tante,  tante altre cose di cui parlare, infatti  questo
  Governo  non  è  un  Governo rivoluzionario,  è  un  Governo  delle
  proroghe  e delle riforme a metà, si potrebbe fare l'esempio  delle
  province.  Anche  noi avevamo una posizione politica,  volevamo  la
  riforma delle province, ma di certo non volevamo una riforma  delle
  province a rate.
   Bene,  Presidente,  non  so se Lei di sua volontà  non  ha  voluto
  portare avanti delle riforme rivoluzionarie o se la colpa è da dare
  alla  sua  maggioranza,  visto che Lei comunque  sarà  condizionato
  dalla  sua  maggioranza che fa acqua da tutte le parti, è evidente.
  Maggioranza  che  unisce  partiti che di  fatto  sono  presenti  in
  Regione  da  anni  e che probabilmente hanno anche  causato  alcune
  delle  emergenze che ci ritroviamo ad affrontare, perché è  inutile
  fare  gli  ipocriti, quindi a questo punto qual è la cosa,  l'unica
  cosa  che  ci  rimane da fare per portare avanti delle  riforme  in
  questa  Regione, io Presidente le sto parlando dei  fatti,  non  mi
  sembra   che  stia inventando nulla, crediamo a questo punto  e  lo
  speriamo per i siciliani che forse è il momento di andare  tutti  a
  casa e ripartire da zero. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo.  Onorevoli
  colleghi,  comunico che ho iscritti a parlare deputati appartenenti
  tutti  allo  schieramento di opposizione, per  cui  non  riesco  ad
  alternare  secondo un principio regolare, per  cui posso  alternare
  tra Centro Destra e Movimento Cinque Stelle.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, vorrei che Lei  ristabilisse
  l'ordine in Aula. Almeno un po' di ordine, rinuncio all'intervento,
  non devo parlare per forza.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo, c'è il  Presidente  Crocetta,  la
  stiamo ascoltando, la prego.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente,  proprio  in  difesa   del
  Presidente della Regione, proprio per questo i deputati  che  hanno
  richiamato il Presidente della Regione a stare qua in Aula  abbiano
  la cortesia istituzionale di prendere posto.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la prego, inizi a parlare.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, ritengo che questa  più  che
  una  sfiducia, per quanto mi riguarda, è un atto di fiducia al  mio
  partito ed al mio capogruppo. Voterò certamente sì a questa mozione
  di  sfiducia  per  senso di appartenenza, non per  condivisione,  e
  spiego il motivo: perché non so se l'opinione pubblica capirà  come
  è  maturata  questa mozione di sfiducia, perché sappiamo  benissimo
  che  dall'altro  lato e paradossalmente non mi  riferisco  solo  al
  Presidente della Regione, parlo ai colleghi della maggioranza e non
  ce  n'è uno iscritto a parlare, perché non hanno niente da dire,  e
  cosa le devono dire Presidente dopo che hanno detto di tutto? Fosse
  stato  per  me io oggi avrei chiesto di spostarla ad aprile  questa
  mozione  di  sfiducia  mettendo a dura prova questo  nuovo  Governo
  dicendo   ai   parlamentari  della  maggioranza,  bene   vi   siete
  ricompattati, ora lavorate e mantenete le promesse che avete  fatto
  ai  siciliani. Noi lo sappiamo, oggi si sventerà questo spauracchio
  e  da domani ritorneranno di nuovo a litigare perché la poltrona di
  deputato  non è più a rischio. Oggi vi ricompattate per  guadagnare
  un  altro anno di agonia, non di vita, la mozione verrà respinta  e
  certamente   dovrà  maturare  un  altro  anno  per  cercare   nuove
  motivazioni  per  sfiduciare il Presidente della Regione.  Il  vero
  fine  di  questa minoranza non è sfiduciare Crocetta ma mettere  in
  risalto  i  colleghi  che  hanno creato  la  falsa  aspettativa  di
  portarci  al  voto,  loro che hanno criticato il  Presidente  della
  Regione;  Presidente  ci sono montagne di  critiche  che  le  hanno
  fatto,  e  non  da  questa parte paradossalmente, da  questa  parte
  abbiamo  avuto  la  colpa di collaborare per le  Province,  per  le
  finanziarie, per i Forestali.
   Questa  è  l'opposizione che le abbiamo fatto,  invece  dall'altro
  lato,  fino  ad  una settimana fa, le sono stati  rivolti  attacchi
  feroci  che oggi non sentiamo ripetere da questi scranni. Questa  è
  la  motivazione  della mozione di sfiducia.  Lo  sappiamo  che  non
  sarebbe  mai  stata  approvata  e  domani,  se  qualcuno  dirà  per
  ribattere a noi  va beh, l'hanno presentata perché lo sanno che non
  sarebbe  stata approvata  noi abbiamo voluto rimarcare l'incoerenza
  di alcuni leader di questa maggioranza. E come non ricordare il mio
  amico  e  collega onorevole Cracolici, che folgorato sulla  via  di
  Damasco ha visto una luce, Crocetta gli ha detto  Antonello  perché
  mi perseguiti?  e lui è ritornato nei suoi ranghi e si è oggi -come
  diremmo  a Palermo- si è imboscato negli scranni della maggioranza.
  Presidente è come non dire alla palermitana, ci avete fatto  creare
  questa  mozione  di sfiducia illudendoci e alla fine  come  direbbe
  Cracolici  che  ha abituato ogni tanto a dare delle definizioni  in
  dialetto  ve la siete arrifardiati  per chi è torinese direbbe   vi
  siete tirati indietro . io non ho altro da dire, non ho da prendere
  in  giro  nessuno,  solo evidenziare un'altra  cosa,  io  condivido
  valori  e programmi del Centro Destra, non certamente del  M5S,  di
  cui  rispetto  il  loro modo di fare politica, ma io  appartengo  a
  un'area  che  non  rinnego  anzi oggi ne  sono  orgoglioso  e  dico
  un'altra  cosa, se hanno fatto lo sfiducia day è perché  autorevoli
  esponenti  di  questo Centro Destra hanno voluto  sottoscrivere  la
  mozione  dei  5  Stelle  che oggi non avrebbe  avuto  corpo  né  la
  possibilità di essere presentata congiuntamente a quella nostra. Io
  non  l'avrei fatto perché quando non le ho votato la sfiducia -  ma
  non  le  ho dato nemmeno la fiducia- da questo scranno le ho  detto
  che non era abilitato a condividere con 5 Stelle un programma e  un
  progetto,  e  oggi  lo  ribadisco, ma  oggi  le  voto  la  sfiducia
  Presidente perché questa è frutto di un lavoro, di un'interazione e
  di una collaborazione di forze del Centro Destra che certamente per
  coerenza,  visto  che  condividiamo l'esilio della  minoranza,  non
  potevamo  non sostenere gli amici del 5 Stelle. Concludo  dicendole
  che  in  parte condivido il fatto che lei non vorrà più collaborare
  con 5 Stelle, ma lei quello che ha detto oggi lo dovrà applicare da
  domani  perché  tante volte ho sentito che questo  modello  Sicilia
  andava  in  frantumi  e  va in frantumi però lei  Presidente  molto
  spesso  è  caduto nella tentazione che per esimersi al confronto  e
  con  il confronto con le minoranze di centro destra io ho visto che
  lei si è alzato dalla sedia più importante, per quanto riguarda  il
  Governo, per andare verso i deputati del Movimento Cinque Stelle  a
  chiedere aiuto.
   Presidente Crocetta che non abbia più a ripetersi  Perda con onore
  in  Aula,  si  veda  bocciare anche le norme,  ma  non  chieda  più
  sostegno al Movimento Cinque Stelle.
   Concludo,  signor  Presidente, per non rubare tempo  ai  colleghi,
  dicendo  che ci avete impantanati con insulti e strategie  inutili:
  oggi  i  siciliani cosa ci guadagnano, che abbiamo  impantanato  il
  Parlamento facendo niente.
   Abbiamo votato la norma per salvare i forestali perché sono venuti
  a  manifestare  qua  sotto. Però, attenzione,  non  inneschiamo  il
  meccanismo che per una legge si deve venire a protestare  sotto  al
  Parlamento,  cercando qualche deputato amico, magari, che  presenti
  un  emendamento per salvare un settantottista, un centounista o  un
  centocinquantunista.
   Tutti noi anziché andare in televisione e disconoscere il sistema,
  a  cominciare dall'Assemblea regionale siciliana di cui, per quanto
  mi  riguarda,  sono orgoglioso di fare parte, o noi facciamo  parte
  tutti del sistema o dobbiamo dimetterci tutti. Questa è la ricetta,
  non  difendere  a  metà ma, non dipende da me, l'Assemblea  ha  una
  giustizia domestica per cui si autoregolamenta.
   Io penso che tutti noi, alla fine, passando lo stretto di Messina,
  siamo  tutti siciliani e se non ci difendiamo l'uno con l'altro,  a
  livello  istituzionale, non faranno sconti a nessuno. Questo  serva
  da  insegnamento, Presidente Crocetta, a lei, al sottoscritto  e  a
  tutti  i  colleghi che sbandierando le bandiere di  legalità  e  di
  risparmio non fanno altro che buttare fango su tutto il Parlamento,
  su tutto il Governo e su tutti i siciliani.
   E  quando  vedo, ed ho concluso veramente, esponenti  dei  governi
  Cuffaro  e  Lombardo  che si spacciano per il   nuovo  che  avanza
  dall'altro lato e non hanno nemmeno la faccia di difendere le  cose
  che  hanno  creato, per quanto mi riguarda, signor  Presidente,  mi
  indigno e mi vergogno.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  avevo  dato  la
  possibilità al collega Vinciullo che, sicuramente, noi abbiamo  una
  capacità di poterci esprimere democraticamente.
   Il  mio intervento, come Nuovo Centro Destra e come Gruppo che  ha
  firmato la mozione di sfiducia al presidente Crocetta, muove da una
  considerazione di base: governare significa servire la  Sicilia  e,
  quindi,  risolvere i problemi. Ma in questa direzione  noi  abbiamo
  riscontrato,  nei  due  anni  di  governo,  un  momento  di  grande
  difficoltà,  di grande conflittualità che il governatore  ha  avuto
  con   i   partiti   che  lo  hanno  sostenuto   e   un   risultato,
  sostanzialmente,  negativo  su tutte le  emergenze  e  su  tutti  i
  problemi che sul tappeto della nostra realtà siciliana sono  stati,
  e sono, sotto gli occhi di tutti.
   Un  percorso che ha voluto, con una grande azione, dire che  c'era
  bisogno di cambiare rotta o mettere fine ad una esperienza che  non
  riusciva  e  che  non  ha dato, ad oggi, risultati  tali  da  poter
  determinare una possibilità di futuro.
   Il  senso che, anche noi come Nuovo Centro Destra, abbiamo  voluto
  dare  a un percorso fin qui seguito senza essere mai con pregiudizi
  ideologici,  senza essere mai dalla parte di chi,  ad  ogni  costo,
  vuole  fare  opposizione per demolire ma, invece, il  Nuovo  Centro
  Destra ha voluto dare un segnale preciso il Nuovo centro destra che
  era quello di manifestare disponibilità alla soluzione dei problemi
  e  a  non  far  mancare  il proprio contributo  presso  il  momento
  particolarmente importante dell'iniziativa legislativa e, anche, un
  senso  di  difesa delle Istituzioni e quindi una capacità di  poter
  contribuire,  ove le condizioni lo hanno consentito alla  soluzione
  di  alcune problematiche. Però i temi che hanno visto un momento di
  scarso  risultato, un momento di mancanza di capacità di  risultati
  positivi è oggetto di una analisi complessiva che è sotto gli occhi
  di tutti.
   Il  significato  della  destrutturazione  di  un  sistema  che  ha
  prodotto  delle patologie e che in quella occasione abbiamo  sempre
  dato  merito  e  abbiamo detto che andava affrontato  e  quindi  in
  quella direzione quando c'era da colpire un aspetto negativo che ha
  rappresentato il male della nostra Sicilia noi siamo  stati  sempre
  pronti a dire che andava sostenuta quella iniziativa. Però lasciare
  tutto  su  un livello di totale imprecisione, di totale incertezza,
  di  totale  confusione,  di totale improvvisazione  ha  portato  la
  Sicilia verso un momento di totale sbandamento.
   Io  voglio evidenziare, anche qua, il senso di responsabilità. Non
  è  possibile pensare alla soluzione di un problema demolendo  altre
  realtà  istituzionali. Abbiamo denunciato, in quest'Aula, le ultime
  vicende che riguardano - e di questo è stato dato atto anche  nella
  precedente  seduta, con l'intervento dell'onorevole  Vinciullo,  in
  cui sui fondi dell'IRCAC o della CRIAS c'era bisogno di capire come
  mantenere  una  realtà  che  fino  ad  oggi  ha  rappresentato  una
  specificità ma che evidentemente, in questa direzione, non  si  può
  pensare  di  risolvere  un  problema utilizzando  risorse  che  per
  trent'anni  abbiamo costruito e che rappresentano anche un  momento
  di  garanzia per risolvere un problema di spesa corrente che in tre
  minuti demolisce un risultato.
   In  questa iniziativa, che di fatto è l'ultima di una vicenda  che
  ha  portato  sicuramente  ad  una  presa  di  coscienza  per  dire,
  Presidente,  probabilmente anche un diverso grado di coinvolgimento
  dell'Assemblea  sul  tema del contenzioso con lo  Stato,  sul  tema
  della  grande capacità di reperire risorse per far sì che si  possa
  affrontare  in termini diversi una realtà sociale che è  quella  in
  cui,  per la nostra specificità dello Statuto siciliano,  porta  ad
  una  serie  di costi che, necessariamente, ci devono mettere  nelle
  condizioni  di  negoziare con lo Stato una diversa  condizione  per
  poter sopravvivere, diversamente, le tensioni sociali diventano  un
  momento di grande difficoltà e di grande pericolo.
   Potrei citare la lista lunga delle incompiute, delle problematiche
  che   hanno   determinato   emergenze,   dalla   formazione,   alle
  partecipate,  al  problema della mancata  legge  sulle  acque,  sui
  rifiuti,   sulle   problematiche   dell'utilizzo   delle    risorse
  comunitarie,  al  problema importante del bilancio,  una  serie  di
  vicende   che  hanno  fatto  sì  che  ci  fosse,  da  parte   della
  opposizione, una presa di posizione che ha portato ad  una  mozione
  di  sfiducia, che nella sostanza oggi, nel confronto democratico ed
  in  quello  che è il senso del ruolo che ognuno di noi  deve  anche
  sostenere,  dobbiamo con coerenza e con coraggio dire  che  abbiamo
  fatto bene perché comunque ha portato ad una presa di coscienza  di
  uno stato di fallimento del Governo regionale e a questo fallimento
  il  governatore Crocetta ha determinato un azzeramento della Giunta
  e  quindi  una presa d'atto, una presa di coscienza di un  contesto
  che  sicuramente,  così  come noi avevamo detto,  non  era  più  in
  condizione di reggere.
   Ma  una  parola  voglio spenderla anche verso chi  ha  determinato
  questo   momento  di  contraddizione  e  di  scontro,   sicuramente
  l'alleato  maggiore, che è stato il Partito Democratico,  ma  anche
  gli  altri  alleati  che hanno determinato un costante  momento  di
  conflittualità.
   La  conflittualità  ha  portato ad un  deterioramento  del  quadro
  politico  ma  anche del quadro istituzionale perché il  significato
  invece  della capacità della difesa delle istituzioni, passa  anche
  da un momento generale di difesa del senso del bene comune che deve
  superare  queste fasi. E, allora, la  mozione di sfiducia porta  ad
  una  fase  nuova,  che è quella di avere - così come  dai  giornali
  abbiamo appreso - determinato una nuova fase.
   Allora, io ritengo così come anche la coerenza delle nostre azioni
  vuole, così come anche il senso di responsabilità ci impone abbiamo
  in  questa  direzione detto e preso atto che  c'è  bisogno  di  una
  diversa  azione che porti la Sicilia fuori da questo contesto.  Una
  diversa  azione  che sicuramente ci porta ad oggi a concludere  una
  fase,  una  fase che ha visto quella che ha voluto sottolineare  ed
  evidenziare  quello che è il fallimento di una  realtà  politica  e
  istituzionale fin qui seguita.
   Sicuramente noi da questa fase vorremmo che la Sicilia uscisse più
  forte,  più determinata nel trovare soluzioni a quelli che  sono  i
  problemi  che  determinano  emergenze  e  che,  invece,  dovrebbero
  diventare momento di forza per vedere come uscire dall'emergenza. E
  il senso, appunto,della nostra azione ha voluto rappresentare anche
  questo preciso impegno.
   E,  allora,  il  Nuovo centro destra, così come  anche  gli  altri
  Gruppi  di  opposizione  che  hanno  sottoscritto  la   mozione  di
  sfiducia,  ritengo che abbiamo anche dato un contributo  a  che  la
  situazione si sblocchi e che attraverso questa azione possa esserci
  per  la  Sicilia un  momento di vita migliore. E, in questo  senso,
  noi  vogliamo  continuare  nell'azione e, quindi,  far  sì  che  la
  nostra Assemblea possa pronunciarsi e possa da questa vicenda avere
  un  momento di chiarezza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI MAURO. Vedo, Presidente, che cambia l'ordine delle richieste di
  intervento.

   PRESIDENTE.   No, non cambio l'ordine, sto cercando, non essendoci
  deputati della maggioranza di alternare

   DIMAURO.   Quindi hanno rinunciato i deputati della maggioranza  a
  parlare.

   PRESIDENTE.  Se lei non vuole parlare, non parla. Io sto  cercando
  almeno  di alternare l'ordine in base all'appartenenza dei partiti.
  Quindi, non sto alternando assolutamente niente.

   DI MAURO. Ma lei ha chiuso le iscrizioni a parlare?

   PRESIDENTE.  No,  non le ho chiuse, perché man  mano  che  c'è  la
  discussione aperta  .

   DIMAURO.  Allora prima parla chi ha presentato la  mozione  e  poi
  faremo parlare alla fine tutta la maggioranza.

   PRESIDENTE.  Ma  io  non posso costringere  i  parlamentari  della
  maggioranza

   DI MAURO. Ma chiuda le iscrizioni a parlare

   PRESIDENTE. Ma questo me la vedo io quello che devo fare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, lei sta  conducendo l'Aula secondo  un
  criterio di proporzione tra gli interventi e sono d'accordo, però è
  pur  vero, signor Presidente, che se i colleghi del centro-sinistra
  non  si  iscrivono attendendo che si consumino tutti gli interventi
  del centro-destra, finiamo per creare una sperequazione anche in un
  corretto dibattito di risposta politica tra chi interviene  e  chi,
  più  o  meno  furbescamente, ma non credo sia il caso dei  colleghi
  presenti del centro sinistra, intervengono alla fine.
   Allora, la richiesta che le faccio, e poi passo velocemente al mio
  intervento,  è  quella  di  stabilire un  termine  entro  il  quale
  chiudere  le iscrizioni. E' chiaro, signor Presidente,  che  l'Aula
  la conduce lei però credo sia un gesto di buona volontà per fare in
  modo   che  il  dibattito  prosegua  in  maniera  utile   e   senza
  contrapposizioni strumentali.
   Signor Presidente Crocetta, signor Presidente Ardizzone, onorevoli
  colleghi,   nell'esordio   del  mio  intervento   desidero   darle,
  Presidente  Crocetta, una ragione di inquietudine e  un  motivo  di
  serenità. La ragione di inquietudine risiede nel fatto che lei  nel
  suo  intervento ha detto che non teme le elezioni. Io le  dico  che
  lei non le deve temere perché temo per lei che non sarà il prossimo
  candidato del centro-sinistra.
   Le  do  però una ragione di serenità, Presidente Crocetta.  Le  do
  però una ragione di serenità
   Lei  poc'anzi  in un comunicato stampa ha detto testualmente:   il
  centro-destra  vuole  sfiduciarmi? Non  farebbe  che  aumentare  il
  numero  dei  disoccupati, visto che molti di  loro  non  credo  che
  sarebbero  rieletti  se  si tornasse al voto  e,  nonostante  siano
  rivali politici, io non auguro loro di restare disoccupati .
   Il  motivo  di  serenità sta nel fatto, e io in questo  la  vorrei
  tranquillizzare Presidente, che la mia professione di  avvocato  mi
  consente di vivere questa appassionante esperienza parlamentare con
  grande tranquillità.
     Stia  sereno,  stia  sereno   Io non  sarò  tra  i  disoccupati,
  qualunque cosa accada, non so cosa farà lei  So però cosa ha fatto,
  Presidente Crocetta:
   22.500  precari  della  pubblica  amministrazione  sull'orlo   del
  disastro,  6  mila  dipendenti dei laboratori di  analisi  e  della
  sanità  privata  li  lì per essere licenziati,; 8  mila  dipendenti
  della  Formazione disperati perché non vengono pagati e  non  hanno
  nessuna parola di certezza sul proprio futuro, 400 mila palermitani
  che  rischiano da domani di restare senza acqua, causa la  scadenza
  della  proroga  del servizio ATO-idrico, provincia di  Palermo;  20
  mila  forestali che qualche giorno fa sono tornati a casa con mezzo
  sorriso  sul  volto  grazie  ad  una  legge  che  questa  Assemblea
  regionale con senso di responsabilità ha approvato. Le imprese  che
  chiudono   a   decine,   i  lavoratori  che  perdono   il   lavoro,
  l'occupazione  e  la speranza a centinaia, i dati ISTAT  che  hanno
  qualcosa di scioccante.
   Questo  è quello che c'è  Questi sono alcuni dei numeri della  sua
  gestione.
   Eppure Presidente Crocetta lei continua fare conferenza stampa  su
  conferenza   stampa  annunciando  nuovi  licenziamenti.  Presidente
  Crocetta quando farà una conferenza stampa per annunciare una nuova
  assunzione? Una nuova assunzione
   Noi questa sera però le chiediamo un atto di buona volontà. Indica
  almeno  una conferenza stampa per annunciare tutte quelle volte  in
  cui  i  licenziamenti  di soggetti che poi  si  sono  rivolti  alle
  autorità  giudiziarie sono stati bocciati, sono stati  resi  nulli,
  dichiarati  illegittimi,  con l'automatico  reintegro  di  tutti  i
  soggetti che erano stati licenziati e con il risarcimento  a  danno
  della  Regione siciliana e dei cittadini siciliani per le mensilità
  non percepite.
   E'  di  ieri, Presidente Crocetta, l'ultimo caso che è su tutti  i
  giornali
   Ebbene  fino  ad  oggi,  caro Presidente, lei  non  è  riuscito  a
  risolvere  un solo problema e siamo alla fine del suo secondo  anno
  di  Governo.  Certo Presidente, lei qualche miracolo  lo  ha  fatto
  perché   vede,  fare  iscrivere  il   pidiellino   storico  collega
  Dipasquale  al  PD fa gridare al miracolo o allo scandalo,  dipende
  dai punti di vista.
   Fare  iscrivere l'onorevole Malafarina al PD è un  miracolo  o  un
  beffardo scherzo del destino, almeno per lui?
   Ah, cosa non si fa per una poltrona  Peccato, presidente Crocetta,
  che  questi  miracoli  non  le riescano con  gli  assessori.  Anche
  questo, credo, sia un dato.
   Lei  ha già nominato in meno di due anni oltre 30 assessori: erano
  tutti  brocchi  o  è stato lei a renderli tali?  Siamo  partiti  da
  Zichichi e siamo arrivati al giovane assessore Giarratana buono per
  il  tempo  di una campagna elettorale, siamo partiti da Battiato  e
  siamo arrivati alla Sgarlata, affogata politicamente per mano amica
  in una piscina della periferia siracusana
   Presidente  Crocetta,  signori complici  del  PD,  la  mozione  di
  sfiducia  c'è  e resta  E' una sfida a chi vuole perpetuare  questo
  stato di cose, a coloro, a quei deputati soprattutto che hanno,  in
  questi mesi, subito i suoi strali, le sue accuse, la sua ironia, le
  sue invettive a volte, anche il suo disprezzo e, oggi, sono qui  in
  buon ordine e dopo una buona dose di Maalox, non faccio i nomi  per
  carità  cristiana, a votare in suo favore e contro  la  mozione  di
  sfiducia del centro-destra.
   La mozione di sfiducia c'è e resta. E grazie a questo atto serio e
  coraggioso dei deputati del centro-destra che lei è stato costretto
  ad  azzerare  la Giunta. L'azzeramento della Giunta è  l'ammissione
  del  suo  fallimento politico e di governo ed  è  un  primo  grande
  successo  per  il  centro-destra compatto e  convinto  che  non  ha
  poltrone da difendere ma solo la dignità dei propri parlamentari  e
  il destino della Sicilia.
   La  mozione  di  sfiducia, presidente Crocetta  e  deputati  della
  sinistra,  c'è  e resta perché è grazie a questo atto  parlamentare
  voluto  dal centro-destra che è stata, finalmente e definitivamente
  svelata la grande burla, la grande truffa del PD. La verità è una e
  una sola: è stato, è e sarà sempre un problema di poltrone.
   Oggi,  che  pare  ogni  corrente del PD sia stata  accontentata  è
  cambiato  tutto. Sono tornati i sorrisi con buona pace del  destino
  della Sicilia e dei siciliani.
   Signor Presidente è per questo che in maniera convinta le dico che
  il  partito  democratico è stato ed è suo complice e lo  sarà  fino
  alla fine di questa terrificante esperienza di Governo.
   Io  Presidente, non posso esimermi, per il rispetto che ho  per  i
  siciliani  e anche per quello che in questi due anni è accaduto  di
  riservarle,  però, e mi avvio alla conclusione del mio  intervento,
  qualche  chicca  che  credo  debba  avere  o  possa  avere  qualche
  conseguenza,  perché  vede, Presidente, la sua  simpatia  istintiva
  determina in noi la possibilità di perdonarle che lei, ad  esempio,
  confonda  il più grande centro di produzione musicale del Meridione
  d'Italia  ex scuola storica di jazz ossia il Brass Group con  Tinto
  Brass. Questo noi glielo perdoniamo.
   Così  come  noi  le  perdoniamo, ad esempio, da  Presidente  della
  Regione  di  avere  confuso  l'AST  con  una  compagnia  aerea;  le
  perdoniamo  persino, Presidente, di aver preso  accanto  a  lei  un
  assessore  che  ha  avuto l'ardire di chiedere chi  fosse  Giuseppe
  Alessi, e questo è accaduto poco tempo fa, qualche ora fa.
   Però,  signor  Presidente, rispetto a queste cose,  che  non  sono
  miracoli  ma  sono appunto  chicche , ci sono altre  cose  rispetto
  alle  quali  noi vorremmo ancora delle risposte. Io mi rendo  conto
  che  lei,  alla trasmissione di Giletti, ha proclamato che  avrebbe
  abolito le province e lei il suo impegno lo ha mantenuto perché non
  ha  mai detto che avrebbe creato i liberi consorzi ma semplicemente
  che avrebbe abolito le province. Il problema è che avere abolito le
  province  senza  avere istituito i liberi consorzi e  senza  averli
  riempiti  di  competenze ha determinato la  distruzione  di  questi
  territori, ha determinato soprattutto, oltre al problema del   coro
  parlato , acqua per quattrocento mila siciliani della provincia  di
  Palermo  da  qua  a  domani, il disastro della  manutenzione  delle
  strade,  il disastro della manutenzione delle scuole, e soprattutto
  la impossibilità di aiutare gli ultimi, in quel caso i disabili.
   E  però,  rispetto a questo, signor Presidente, lei  ha  riservato
  altre  chicche  quando, per esempio, durante la vicenda Corsello ha
  detto  io non mi fido di nessuno', le posso assicurare che tutta la
  burocrazia  regionale ha tremato perché ha pensato che  il  proprio
  destino potesse essere liquefatto da lì a qualche minuto.
   Presidente, quando lei dice  morto un Gianni se ne fa  un  altro',
  questa  non  è  una bella frase, perché non è solo  una  caduta  di
  stile,  è  una  frase brutta nei confronti di chi  l'ha  sostenuta,
  soprattutto, a maggior ragione, se è stato eletto dall'altra parte.
  Quando  lei,  il  2 agosto, dice che l'articolo sull'interporto  di
  Termini  Imerese è stato bocciato per fare un dispetto  a  Giuseppe
  Lumia, insinua in me, che ho votato a favore per aiutare l'economia
  siciliana,  il  dubbio  di aver voluto fare  una  cosa  gradita  al
  senatore Lumia e, onestamente, non era mia intenzione
   Allora,  rispetto a tutte queste cose, Presidente, è  soltanto  un
  rapido spaccato dei suoi due anni di Governo, pieno di sostanza, di
  cose  vere, di cose virgolettate, scritte e che io ho semplicemente
  lette.  Questo Governo e questo Presidente eletto - ricordiamolo  -
  col 14 per cento del voto del consenso reale dei siciliani, merita,
  a  nostro  parere,  la  sfiducia convinta  di  chi  parla  e  della
  compagine politica che mi onoro di rappresentare. Ce lo chiedono  i
  siciliani,  stanchi di spot trasformatisi sempre e sistematicamente
  in  flop. Ce lo chiedono i siciliani, stanchi dei tanti annunci che
  sono    stati   solo   ed   esclusivamente   dei   bluff,   stanchi
  dell' annacamento   del PD e del suo  oggi sì,  domani  no',   oggi
  pace,  domani lead, oggi pace, domani guerra', stanchi del disastro
  sociale,  occupazionale ed economico del  suo  Governo.  Ma  ce  lo
  chiede,  presidente  Crocetta e signori  del  Partito  democratico,
  soprattutto  la nostra coscienza, il rispetto della nostra  dignità
  di uomini e di parlamentari.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro,  lei  ha  provocato  un   effetto
  immediato,  istantaneo. C'è un deputato di  maggioranza  che  si  è
  iscritto  a  parlare,  l'onorevole  Di  Pasquale.  Spero  che   non
  intervenga per fatto personale.
   Entro  la  chiusura  dell'intervento dell'onorevole  Di  Pasquale,
  invito i deputati che intendono intervenire di iscriversi.

   DI  PASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  presidente
  della   Regione,  innanzitutto  chiedo  scusa  ai  colleghi   della
  maggioranza  perché  non volevo intervenire. Avevo  detto  che  non
  sarei intervenuto però non posso non farlo stimolato da tante  cose
  che sono state dette
  qui  dentro,   ma non è possibile che un uomo che abbia  una  certa
  esperienza, secondo me un po' sprovveduto politicamente,  come  può
  essere l'onorevole Cordaro, che sale qui e cerca di far passare  un
  messaggio,  siccome  non hanno argomenti, proprio  argomenti  zero,
  sono loro stessi sfiduciati della mozione di sfiducia - questa l'ho
  copiata dall'onorevole Antonello Cracolici che l'ha lanciata  prima
  - proprio sono sfiduciati totalmente e riescono a mettere qui, sono
  troppo  bravo  per  farmi interrompere da lei,  onorevole  Cordaro,
  riesce a mettere qui, in questa Aula, un argomento sulla mozione di
  sfiducia, relativo alle capacità di questo Presidente della Regione
  che fa diventare il  pidiellino  Dipasquale, P. e D.
   Ma dove è stato l'onorevole Cordaro in tutti questi anni?
   Io  vi  ho  mandato all'altro mondo nel 2009; io, a quella  classe
  dirigente  di incapaci, come lei, del centro-destra, vi ho  mandato
  all'altro mondo anni fa

   CORDARO. Buffone, non c'ero

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per 30 secondi.
     (La seduta, sospesa alle ore 20.11, è ripresa alle ore 20.13)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta riprende anche  se,  in
  questo momento, il presidente Crocetta non è presente.

   DIPASQUALE. Non è il mio interlocutore, l'interlocutore è lei e  i
  colleghi parlamentari tutti.
   Quindi,  nel  2009, mi sono già autosospeso dal PDL ma l'onorevole
  Cordaro  dimentica  che io mi sono candidato  nel  centro-sinistra,
  caro

   PRESIDENTE. Il presidente Crocetta, non è sfiduciabile, né lei  né
  l'onorevole Cordaro.

   DI  PASQUALE.  Ho portato l'onorevole Cordaro, non ci  posso  fare
  nulla.
   E,  pertanto,  ho  fatto  la campagna elettorale  con  il  centro-
  sinistra,  legittimati  dagli  elettori,  ho  fatto  tre   campagne
  elettorali con il Partito Democratico e per il Partito Democratico.
   E'  vero, l'onorevole Crocetta, mi ha dato questa opportunità,  ma
  io già me ne ero andato, avevo un movimento territorio, ero lontano
  dal centro-destra ormai da due anni.
   Detto  ciò, l'onorevole Cordaro, quando parla dei forestali, della
  formazione e di tutti i precari, di decine e decine di migliaia  di
  precari che abbiamo trovato in quest'Isola.
   Ma chi è che ce li ha fatti trovare?
   Se avessimo trovato meno precari alla forestale, meno precari alla
  formazione, noi oggi potevamo trovare soluzioni radicali anche  per
  sistemarli.  Lui  è colpevole del disastro che abbiamo  trovato  in
  Sicilia  ed è ridicolo che oggi vengono qui a rinfacciarci  le  non
  soluzioni  a  problemi  che per dieci anni  altri  hanno  purtroppo
  prodotto per la nostra Isola.
   E,  perdonatemi  colleghi, la prossima  volta  in  Aula  portateci
  quando avete 46 firme per evitare di perdere tempo inutilmente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico  che  sono  iscritti  a
  parlare gli onorevoli Ciancio, Ciaccio, Assenza, Ioppolo, Siragusa,
  Vinciullo,  Formica,  Figuccia, Palmeri,  Cascio  Francesco,  Zito,
  Tancredi,  Giovanni  Greco,  Grasso, Papale,  Cappello,  Gucciardi,
  Fazio,  Cracolici, Alongi, Malafarina, Turano, Trizzino, Di  Mauro,
  Cancelleri,  Sammartino,  Panepinto,  Lo  Sciuto,  Leanza,  Foti  e
  Ragusa.  Sia  chiaro per tutti che, quando chiamo ad intervenire  i
  singoli deputati, in caso di rinuncia, la rinuncia è definitiva.
   Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
   Onorevoli  colleghi, seguirò un procedimento  di  alternanza,  per
  quello  che  è  possibile,  fra  maggioranza  ed  opposizione.   Il
  Capogruppo  del  partito  di  maggioranza,  l'onorevole  Gucciardi,
  parlerà  per  ultimo,  così  come  parlerà  alla  fine  l'onorevole
  Cancelleri  anche  se ha già parlato il  Capogruppo  del  Movimento
  Cinque Stelle.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Grazie Signor Presidente, non Presidente  della  Regione
  perché  non è presente, onorevoli colleghi, penso che il Presidente
  della Regione sia anche abbastanza stanco quindi fa anche un po' di
  tenerezza, lasciamo perdere
   Non  interverrò per elencare i motivi della sfiducia perché, oltre
  ad  essere  già  scritti  nel  documento  che  abbiamo  presentato,
  sarebbero parole sprecate. Del resto la sua assenza lo conferma  e,
  poi,  perché, a detta del Presidente va tutto bene, in  Sicilia  va
  benissimo la sanità, la formazione, i rifiuti, lui ha rivoluzionato
  questa terra.
   Interverrò  per togliermi un piccolo sassolino dalla scarpa  e  lo
  farò  proprio  cominciando dallo sfiducia day. A proposito,  signor
  Presidente,  quelli che vedono in streaming si chiedono  cosa  sono
  questi  cerchietti che abbiamo, ebbene, sono le spillette che  sono
  state  vendute,  anzi  distribuite perché, poi,  erano  su  offerta
  libera, sono state distribuite a centinaia durante lo sfiducia  day
  e  non  le  nego  che  anche  in  questa  Aula  qualcuna  l'abbiamo
  distribuita  trasversalmente, a destra ed a sinistra,  però  questa
  era una piccola chicca.
   Domenica pomeriggio proprio fuori da questo Palazzo c'è stata  una
  grande manifestazione organizzata dal Movimento Cinque Stelle,  per
  far sentire la voce di chi non si sente più rappresentato da questo
  Governatore.
   Domenica  è stata una giornata di protesta, ma anche di  proposta;
  sul   palco   si  sono  susseguiti  gli  interventi  di  portavoce,
  cittadini,  musicisti che hanno manifestato pacificamente  il  loro
  dissenso.  Sono  state otto ore di festa, di temi:  dal  Mous  alle
  trivelle,  dalla formazione al mutuo da un miliardo, dallo  Statuto
  alla  svendita vergognosa che il nostro Governatore ha fatto  della
  Sicilia.
   Eppure, per i giornali e per il presidente Crocetta la giornata si
  è  tradotta in un semplice  Grillo pro mafia . Nonostante ci  siano
  stati  illustri esponenti come ad esempio Salvatore Borsellino  che
  testualmente ha scritto  eppure mentre Grillo parla c'è  vicino  un
  interprete  che  ripete le sue parole in LIS .  Nonostante  questo,
  tutta la stampa nazionale ha travisato le sue parole ed è vero  che
  il peggiore sordo è sempre chi non vuole sentire.
   Ora  non mi scandalizzo tanto per l'attenzione mediatica che si  è
  scatenata attorno a questa vicenda, non mi scandalizzo per il fatto
  che  si  siano decontestualizzate delle frasi senza alcuno  spirito
  critico,  anche perché ci siamo abituati ormai, rimango sconcertata
  dall'ipocrisia che regna sovrana in questi palazzi. Ciò che proprio
  mi  disgusta, ed uso un termine forte, è la disonestà intellettuale
  dei  tanti  perbenisti  che tacciono davanti  al  Presidente  della
  Repubblica  che  testimonia nel processo sulla trattativa  Stato  -
  mafia,  che  tacciono di fronte alle minacce di morte ricevute  dai
  magistrati,  tacciono  di  fronte ad un  Presidente  del  Consiglio
  condannato  in primo grado per danni all'Erario che fa accordi  con
  un altro pluricondannato e non aggiungo altro.
   Però il problema è Grillo
   E' il mondo alla rovescia, Presidente  E' l'apoteosi dell'assurdo
  Mi  sorprendo  come  certi  giornali, e  certi  giornalisti,  anche
  locali, che conosco e che rispetto, si lascino trascinare in questo
  vero e proprio festival dell'ipocrisia.
   Grillo  ha detto una cosa  tra un uomo d'affari ed un mafioso  non
  c'è  alcuna differenza. L'unica differenza è che il mafioso  sa  di
  essere  fuori legge, l'uomo d'affari si assolve perché è dentro  il
  sistema che gli permette di fare ciò che vuole .
   Ora, visto che abbiamo sentito dichiarazioni di tanta gente che da
  un  lato si indigna, si strappa le vesti di fronte ad una frase,  e
  dico  una  frase, detta da chi è fuori dal sistema,  ma  dall'altro
  tace  di fronte ad azioni, azioni che sono addirittura attenzionate
  dalla  Procura  della  Repubblica e  questa  mozione  di  sfiducia,
  presidente Crocetta - che non c'è - non è rivolta solo  a  lui,  ma
  anche a molti dei deputati di questa Aula, della maggioranza e  non
  che  si  assolvono esattamente come l'uomo d'affari di cui  parlavo
  prima. Che cosa è la mafia?
   La   mafia   per  me  è  comprare  un  voto.  La   mafia   è   una
  raccomandazione, io e tutto il gruppo del Movimento  Cinque  Stelle
  ancora aspettiamo le scuse del presidente Crocetta quando ha detto,
  a  proposito  delle raccomandazioni nelle strutture sanitarie,  che
  tutti  in  questa  Aula,  almeno una volta in  questa  legislatura,
  avevano  raccomandato qualcuno. Aspettiamo le scuse perché noi  non
  abbiamo  raccomandato  mai  nessuno,  non  abbiamo  mai  fatto  una
  telefonata a nessun direttore generale, che sia chiaro.
   La  mafia è la logica delle conoscenze. La mafia è un'informazione
  corrotta e di parte. La mafia è il ricatto per il posto di  lavoro.
  La  mafia è annientare la coscienza democratica di un popolo  ed  è
  anche  l'accondiscendenza,  la rassegnazione,  il  disinteresse  e,
  soprattutto, il silenzio.
   La  mafia non si sconfigge con le parole, ma con i fatti.  Non  si
  sconfigge  andando  in  giro per i salotti  televisivi  a  fare  la
  vittima.  La  mafia si sconfigge con gli esempi,  con  l'educazione
  soprattutto.
   Ricordo che noi abbiamo presentato un disegno di legge tacciato di
  populismo  per l'introduzione dell'educazione dell'antimafia  nelle
  scuole,  ne avevo parlato anche con l'ex assessore ma ovviamente  è
  finito  nel  dimenticatoio.  La mafia si  sconfigge  garantendo  ai
  cittadini  un reddito di cittadinanza, perché solo la sicurezza  di
  poter  portare sempre e comunque un pasto a casa, anche  se  lavoro
  non  ce  n'è,  e state certi che col tempo ce ne sarà sempre  meno,
  solo  questo  emancipa  dalle logiche clientelari  che  in  Sicilia
  regnano  sovrane. Ed io non permetto al Presidente di dire che  noi
  non  vogliamo  il reddito di cittadinanza perché è  una  assurdità.
  Sono  due anni che glielo diciamo, lui prima ha detto che con tutte
  le  forme  di  precariato  che ci sono si sarebbe  potuto  fare  un
  reddito  di cittadinanza. E perché non lo ha fatto? Noi lo  avremmo
  votato ad occhi chiusi.
   Ed invece viene qua a sentenziare. La mafia si sconfigge anche, ma
  non solo, governando bene, e dire che per governare bene e fare  il
  minimo  indispensabile  basterebbe poco,  basterebbe  non  cambiare
  assessore ogni sei mesi, mettere persone competenti ed oneste senza
  ombre  o passati controversi nei posti chiave, basterebbe avere  il
  coraggio  di  dire  le  cose  come  stanno,  e  fare  scelte  anche
  impopolari, basterebbe dare delle risposte, anche negative, ma  pur
  sempre  delle  risposte,  basterebbe  mostrare  rispetto  verso   i
  cittadini, tutti i cittadini e non solo gli adulatori.
   Presidente, per governare bene, basterebbe fare l'opposto di tutto
  ciò  che  ha  fatto lei. Basterebbe, ad esempio,  a  partire  dalla
  campagna elettorale, non allearsi con nessuno come facciamo noi, in
  modo  da  non  avere  le  mani legate e  fare  ciò  che  servirebbe
  realmente  a  questa terra, perché diciamocelo, alla  Sicilia,  non
  serve  il solito tirare a campare, non servono le proroghe, i soldi
  trovati  all'ultimo  minuto togliendoli  tra  l'altro  alle  realtà
  produttive,  non  servono  le emergenze risolte  dal  salvatore  di
  turno,  non  servono i compromessi, non servono percorsi  lunghi  e
  incerti. Alla Sicilia serve uno shock, servono interventi radicali,
  riforme  profonde, idee sconvolgenti. E sa come  si  traduce  tutto
  questo? In una parola: normalità.
   Paradossalmente, risolveremmo metà dei problemi della  Sicilia  se
  ognuno  di  noi  svolgesse realmente bene il proprio  ruolo,  tutti
  nessuno  escluso,  dai  politici ai burocrati,  ai  funzionari,  ai
  tecnici, ruoli che si mescolano e si contaminano e si separano solo
  quando  c'è da rimpallarsi determinate responsabilità. Non  abbiamo
  bisogno  di  nessuna  rivoluzione, ma di una dirompente  normalità,
  perché essa in questa terra è già in se un concetto rivoluzionario.
  La  normalità di uffici che funzionano, di selezioni meritocratiche
  -  e  non  parliamo del click day - di istituzioni  che  aiutano  i
  cittadini,  di  governi attenti e lungimiranti che  non  badino  ad
  interventi  estemporanei, che non guardino al consenso  elettorale,
  quindi al mantenimento dello status quo, ma al bene collettivo.
   Io  mi chiedo perché tutto ciò che è ovvio e giusto, è semplice in
  questa terra viene osteggiato. Le cose semplici vengono tacciate di
  populismo  e  di demagogia forse perché è nelle cose  contorte  che
  certi personaggi agiscono indisturbati.
   Concludo,  Presidente, lei va in televisione declamando ancora  la
  sua azione rivoluzionaria di aver tolto il sussidio ai boss mafiosi
  in  carcere, riferendosi penso agli ex pip. Ma le sembra davvero un
  motivo di vanto? Le sembra davvero il caso di vantarsi per una cosa
  che è normale, che è ordinaria amministrazione? Evidentemente si, e
  questo andazzo per noi è profondamente umiliante.
   A  proposito, lei prima ha detto una cosa giustissima,  ovviamente
  come  ha  ricordato  non  ci  eravamo  messi  d'accordo,  però   ha
  interpretato  anche le nostre parole, ed io invito il Presidente  a
  non andare più nei talk show e nei salotti televisivi perché ci  fa
  fare sempre una figura barbina, dovremmo fare una legge per questo.
  C'è   chi   dice  che  non  possiamo  permetterci  nuove  elezioni,
  nascondendo maldestramente la paura di tornare a casa e non  essere
  rieletto, io dico che non possiamo permetterci questo governatore e
  questa  maggioranza un solo giorno di più. Forse questa mozione  di
  sfiducia non passerà e lei tornerà a casa trionfante, ma si ricordi
  di  una  cosa: chi semina vento raccoglie tempesta; lei a  seminare
  vento  è  bravissimo ed a noi non resta che sperare che la tempesta
  travolga  solo  lei,  in  senso politico, e  non  tutto  il  popolo
  siciliano.
   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Lei intende intervenire nonostante  il
  presidente della Regione sia assente e fuori dall'Aula, anche se la
  sta ascoltando?

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo questa
  discussione  di  stasera  credo si stia svilendo  da  un  passaggio
  politico  che considero sempre delicato per il quale è  giusto  che
  l'Aula  abbia  la  massima attenzione, almeno così  è  stato  nelle
  precedenti  situazioni nelle quali, dal 2001 ad oggi, il Parlamento
  ha prodotto la mozione di sfiducia al presidente.
   Io,  se  fossi stato un membro dell'opposizione, avrei  presentato
  anch'io  la mozione di sfiducia perché fa parte delle regole  della
  politica:  l'opposizione di fronte ad una situazione di  difficoltà
  del Governo, naturalmente, fa l'atto più estremo.
   Devo,  però,  dire che la sensazione che ho avuto  sin  dal  primo
  giorno  è  che  la  sfiducia  dell'opposizione  era  una   sfiducia
  sfiduciata ,  avendo poca fiducia che la sfiducia  passasse.  Anzi,
  più  che  essere  sfiduciata era una sfiducia  sperata  e,  quindi,
  disperata come mi corregge l'onorevole Lupo.
   Però  mi  chiedo,  ed  ho chiesto in queste ore  anche  ad  alcuni
  colleghi  -  è  giusto aver presentato la sfiducia, ripeto  anch'io
  l'avrei fatto se fossi stato un deputato dell'opposizione  -  ,  ma
  possibile  che non ci sia qualcuno che ha pensato che  se  oggi  la
  discutiamo,  alla data di oggi, dopo che il Governo ha azzerato  la
  Giunta,  ha  annunciato  un  nuovo  Governo,  lo  presenterà  nelle
  prossime ore alla Sicilia e l'opposizione, come se nulla fosse,  va
  avanti  sperando  di far passare la sfiducia, a  questo  punto,  di
  chiudere la pratica della sfiducia facendola bocciare.
   Perché  mi  pare ovvio, lo dico subito a scanso di  equivoci  che,
  come  molti hanno ricordato io, insieme ad altri colleghi -  ma  io
  sono  spesso citato perché vengo individuato perché in qualche modo
  sono  quello  che  ci mette più la faccia - ho manifestato  giudizi
  critici  sull'azione del governo Crocetta, soprattutto sul Crocetta
  bis:  ma  per  davvero qualcuno ha pensato che  potessi  votare  la
  mozione  di  sfiducia presentata dal centro-destra o  dai  grillini
  come  se  fosse  - io insieme ai colleghi che eravamo  critici  col
  Governo   -   possibile  aggregarci  in  una  sorta  di  marmellata
  indistinta alla critica al presidente della Regione?
   Per  davvero  qualcuno poteva immaginare, o  può  immaginare,  che
  metterei  mai  il  mio  voto assieme, non  ai  deputati  di  questo
  Parlamento  che  sono  ragazzi che ho avuto modo  di  conoscere  ed
  apprezzare  nel  corso  di  questi due  anni,  ma  per  le  ragioni
  politiche   che   hanno  portato  il  loro  leader   a   fare   una
  manifestazione  di  cui, ancora ora, aspetto  che  i  deputati  del
  Movimento  Cinque Stelle dicano con nettezza che sono da  ripudiare
  quelle frasi di Grillo sotto piazza del Parlamento
   Per davvero qualcuno poteva immaginare che i deputati del PD o  di
  altre forze della maggioranza, seppur critici, potessero mettere la
  loro  faccia  assieme  a  quella di chi ha praticato  e  professato
  lezioni di razzismo ed inquietanti affermazioni filo mafiose?
   Per  davvero qualcuno poteva immaginare che i deputati del  PD  e,
  consentitemi di dire, Antonello Cracolici con la sua storia potesse
  fare la mozione di sfiducia assieme a quelli che hanno prodotto  il
  disastro  di  questa Regione? Perché il disastro di questa  Regione
  non è arrivato adesso.
   In questi due anni si sono accumulati una serie di problemi ma, ha
  ragione   il  Presidente  Crocetta,  la  vicenda  della  formazione
  professionale esplode nel 2005 quando alla formazione professionale
  c'era  un  parlamentare di primo piano dell'ex partito di  Alleanza
  Nazionale,  l'onorevole Stancanelli, che ha fatto della  formazione
  professionale  il bacino principale della campagna  elettorale  del
  2006.
   Per  davvero  qualcuno poteva immaginare che il mio  voto  potesse
  essere  messo assieme con i carnefici di questa Regione? Ma  allora
  di  cosa  parliamo?  Avete fatto una finta  C'era  bisogno  di  far
  sapere alla Sicilia che si giocava a fare la sfiducia?
   Vorrei  che  fosse  chiaro che le nostre  ragioni  di  critica  al
  Governo  della Regione non hanno nulla a che vedere con le  ragioni
  di  un  opposizione  politica ma che ha  gravi  responsabilità  del
  passato  che  ha determinato il disastro in questa  Regione  e  non
  potranno  mai  essere associate. Su questi banchi oggi  c'è  seduto
  soltanto  il  Presidente  della Regione,  e  non  perché  i  dodici
  Assessori siano assenti, perché in questo momento non ci  sono  gli
  Assessori della Giunta Crocetta.
   Questo  non era un fatto sufficiente a giustificare, non  dico  il
  ritiro,  che  era un atto logico, ma quanto meno il rinvio  di  sei
  mesi, un anno per verificare se questa svolta da noi auspicata,  da
  alcuni non creduta - ma quello fa parte del gioco della politica  -
  produrrà  risultati più o meno convincenti che possano giustificare
  una nuova sfiducia?
   Ecco  perché,  l'ho  detto informalmente  a  qualche  collega  che
  ritengo  di  maggiore saggezza, di maggiore equilibrio, quando  poi
  parte il treno tutti hanno paura a tirare il freno a mano. Però qui
  stiamo  danneggiando  anche l'istituto della  sfiducia,  lo  stiamo
  rendendo  una  farsa.  Ecco  perché  non  solo  non  voterò  questa
  sfiducia, non l'avrei votata comunque

   DI MAURO. Nessuno te l'ha chiesto .

   CRACOLICI.  E forse perché, caro onorevole Di Mauro, non  me  l'ha
  chiesto lei, perché se me lo avesse chiesto, ed io l'avessi firmata
  probabilmente  lei  avrebbe  avuto qualche  dubbio  quanto  meno  a
  votarla,  così come appare evidente, già questa sera,  che  qualche
  deputato tra gli stessi firmatari non vedo in Aula.
   Siamo  ancora  in tempo colleghi. Ed è un appello che  faccio.  Ho
  ascoltato  l'onorevole  D'Asero,  mi  è  sembrato  un  ragionamento
  distinto  e  diverso  rispetto ad altri, consapevole  della  novità
  della  nascita  di  questo Governo, mi auguro  che  altri  colleghi
  possano  in queste ore ragionare e chiedo loro di avere  l'atto  di
  responsabilità  politica di ritirare la mozione  o  le  mozioni  di
  sfiducia,  perché  lo  considero  in  questo  momento  l'atto   più
  trasparente  rispetto  ad  una  situazione  politica  nuova  che  è
  l'azzeramento del Governo Crocetta.
   Quando  ci  sarà  la  presentazione  del  nuovo  Governo  Crocetta
  parleremo del Governo Crocetta, di quello che dovrà fare,  di  come
  dovrà  farlo,  quello farà parte del dibattito  del  dopo  ma  oggi
  stiamo affrontando una discussione che chiede le dimissioni  di  un
  Presidente che guidava una Giunta che lui ha azzerato.  Non  è  una
  novità  che giustifica il ritiro della mozione di sfiducia? Secondo
  me  sì.  Se  non  lo  si  fa, vuol dire che vogliamo  continuare  a
  recitare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto  grazie
  per  avere determinato un percorso di interventi adeguato e  inizio
  il  mio intervento, che sarà breve e diviso in due parti. Una prima
  parte  che  ha riguardo a quella che è stata la ragione  di  questa
  mozione  di  sfiducia, che ha visto questa Presidenza per  ben  due
  volte  in  questi  due  anni raggiungere un record  assoluto,  cioè
  quello di due mozioni di sfiducia.
   E   qui  forse  l'onorevole  Cracolici  ha  ragione.  Non  si  può
  presentare  una  mozione  di  sfiducia  dopo  appena  dodici   mesi
  dall'insediamento di un Governo, che tra l'altro era stato eletto e
  insediato  -  se  non ricordo male - appena il 5  dicembre  2012  e
  presentare  una mozione nel 2013, dopo appena un anno,  dopo  avere
  appreso  appena  all'inizio le condizioni di  praticabilità  di  un
  Governo  che,  a  modo  suo,  si  può  discutere  se  il   modo   è
  condivisibile  o  meno, aveva rotto con certi sistemi,  cioè  aveva
  avviato  un percorso che aveva portato alla rottura con  le  stesse
  forze  di  maggioranza che aveva determinato sia il  primo  che  il
  secondo governo una serie di contrasti seri, soprattutto col PD, in
  ordine  a  poltrone  di  governo,  di  sottogoverno,  di  direttori
  generali ed altro.
   E  governi  che,  tuttavia, per mancanza di una maggioranza,  sono
  andati  avanti  stancamente, che non hanno raggiunto gli  obiettivi
  che spesso sono citati dal Presidente della Regione quando parla di
  rivoluzione e credo che anche il Presidente, nella sua attività  di
  responsabile  di  questa Regione, non abbia  avuto  al  suo  fianco
  consulenti  -  mi  permetto dire - di un  certo  valore  sul  piano
  giuridico, sul piano economico, ma anche su quello che è  il  piano
  delle scelte.
   Perché,  veda,  Presidente,  torno  a  dirglielo,  rinunciare   ai
  contenziosi  con  lo Stato, l'accettazione passiva del  federalismo
  fiscale, hanno sì consentito di concludere il bilancio del 2014, ma
  certamente non hanno determinato una prospettiva per questa Regione
  che,  mi permetto di dire, possa essere positiva. E dico questo  in
  ragione del fatto che in una condizione così difficile com'è quella
  della Sicilia, e questa rottura che c'era tra il suo Governo  e  la
  sua maggioranza aveva determinato uno stallo complicato e difficile
  da risolvere che ogni giorno vedeva contrasti e che ci vede oggi, a
  due  anni esatti dal giorno in cui si è votato per la sua elezione,
  l'annuncio da parte sua di un terzo Governo.
   Presidente,  ma di chi è il merito? Certamente non  è  di  Raciti,
  certamente  non è del Gruppo parlamentare del PD, non è  certamente
  dell'UDC,  e per una volta mi trovo d'accordo anche con l'onorevole
  Panepinto, mio comprovinciale, il quale afferma in una intervista a
  Live  Sicilia  che  questa mozione ha avuto un  merito,  quello  di
  ricompattare le fila della maggioranza. E, purtroppo, è così.
   E questo lo dico a chi, nell'ambito del centro-destra, soprattutto
  lo dico a Forza Italia, ha assunto in certi momenti, negli incontri
  che si facevano, un ruolo tutto particolare, quasi a voler dire che
  dobbiamo  andare avanti a tutti i costi, dobbiamo essere  coloro  i
  quali  hanno  deciso  di mandare  a carte e quarantotto   tutto  il
  sistema di governo in Sicilia, tenendo conto anche delle difficoltà
  che di qui a breve dovremo affrontare a proposito del bilancio.
   Una  spinta  forte per presentare questa mozione che ha  costretto
  anche  chi come me non condivideva i tempi e i modi, pur avendo  la
  consapevolezza  che i due governi precedenti non  avevano  brillato
  per efficienza, a presentare una mozione di sfiducia che denota  da
  parte  di Forza Italia l'incapacità, e non me ne voglia l'onorevole
  Falcone,  che in questo senso è stato evidentemente portato  ad  un
  ragionamento politico, e mi riferisco ai suoi dante causa,  al  suo
  segretario regionale, ad una iniziativa politica che ha portato  ad
  una soluzione di un governo politico che, ahimè, al di là di quello
  che  si  vuole pensare, certamente ha un profilo adeguato e che  ha
  visto  praticamente ricompattare improvvisamente la  maggioranza  e
  vedere   finalmente  l'onorevole  Cracolici,  ed  i   suoi   amici,
  sorridente perché è sorta improvvisamente la pace.
   Il PD si è ricompattato, l'UDC ha ritrovato le ragioni per mettere
  possibilmente  persone più adeguate in questo Governo,  e  tutto  è
  ritornato  in  un  clima  di cordialità  con  il  Presidente  della
  Regione.
   Io  credo  che  abbiamo sbagliato a presentare questa  mozione  di
  sfiducia, in questo momento.
  Perché  come  diceva  qualcuno  bisogna  aspettare  qualche   mese,
  bisognava aspettare che maturassero altre condizioni politiche.  Io
  personalmente  non  avevo,  insieme ad altri  colleghi  del  gruppo
  parlamentare,  nemmeno firmata la mozione di  censura  all'assesore
  Scilabra,  ritenendo che bisognava presentare, semmai, una  mozione
  di sfiducia, ma a tempo e luogo.
   L'idea  di  andare avanti comunque, non indietreggiare, l'idea  di
  comparire  almeno  per un giorno sulla stampa,  o  l'idea  di  fare
  magari  una serie di iniziative politiche che potessero portare  un
  proprio  tornaconto,  non ha certamente favorito  un  processo  che
  poteva essere oggi diverso.
   E   credo,   quindi,  che  da  parte  nostra  bisogna   riprendere
  assolutamente  la via dell'autonomia, rispetto a quella  che  è  la
  posizione politica del centro-destra.
   Voteremo  a  favore  della  sfiducia  perché  abbiamo  firmato  il
  documento, su questo non c'è ombra di dubbio, ma mi chiedo  qual  è
  stata  la  ragione di questa accelerazione. C'è forse, me lo  lasci
  dire  Presidente  della  Regione, qualche appendice  al  Patto  del
  Nazareno per cui il PD siciliano non riuscendo ad interloquire  con
  lei il presidente Renzi ha chiesto a Berlusconi una mano di aituto
   O  è stato l'incontro che lei ha avuto al Plaza con l'onorevole ed
  il  senatore Gibino. Non lo so. Non so dire qual è stata la ragione
  per cui si è avuto questo atteggiamento politico.

   CROCETTA, presidente della Regione. E' stato all'Hotel Colonna.

   DI  MAURO. All'Hotel Colonna. La stampa riportava Hotel Plaza. Fra
  l'altro  non  ho capito qual è stata la necessità di far  comparire
  sulla stampa questo articolo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Lo dica all'onorevole Falcone

   DI MAURO. Pensavo che fosse stato lei ad avere dato la notizia.
   Allora,  dico  che sul piano politico questa mozione  di  sfiducia
  segna  la  conclusione di un percorso, per quanto ci riguarda.  Noi
  cercheremo di esaminare le proposte che questo Governo, anche nelle
  persone,  l'ho  detto poco fa, lo ripeto, mi fa cosa gradita,  come
  siciliano,  dovere  apprezzare. Certamente,  conosco  personalmente
  l'avvocato  Caleca,  un  uomo di sinistra, sempre  impegnato  o  la
  dottoressa Li Calzi che conosco perché è stata una dirigente  dello
  staff di Lombardo, assolutamente competente, capace, eccetera, così
  come  Croce.  Croce vi ricordo che è stato colui il quale  ha  dato
  esecutività  ad un accordo di programma che avevamo  fatto  con  lo
  Stato,  precisamente io e l'allora ministro Prestigiacomo,  che  ha
  riconfermato questo nuovo Governo e che ha speso gran  parte  delle
  risorse che sono state designate a questi finanziamenti.
   Quindi, mi permetto di dire che siamo dinanzi ad una fase politica
  che è diversa. Però, caro Presidente, forse certe volte non bastano
  soltanto  gli  uomini  a collaborarle, qui  ci  vuole  qualcosa  di
  diverso.  Il recente rapporto delle SVIMEZ ha visto raddoppiare  le
  famiglie  povere, dimezzare il lavoro ed un quadro che riguarda  il
  meridione  e  la  Sicilia  difficile,  complicato.  Una  situazione
  finanziaria che ci riguarda assolutamente, mi permetto di dire, non
  agevole.
   Lei  ha  nominato un Assessore indicato dal Governo nazionale,  mi
  auguro  che lo possa sostenere e però, mi permetta di dire, che  ci
  sono alcune cose importanti che lei dovrebbe fare. Intanto, un  po'
  di sana follia. Veda, Presidente, le cose in Sicilia non si possono
  sistemare  ragionando con una certa organicità, bisogna  immaginare
  alcuni  percorsi rivoluzionari; se lei non fa una battaglia per  la
  fiscalità  di  vantaggio, credo che noi soluzioni  non  ne  potremo
  avere,  non  potrà  mai  essere questa una  Terra  di  fatti  e  di
  investimenti  importanti  se  non  avremo  creato  quel  minimo  di
  condizioni politiche per cui in Sicilia, al di là dei finanziamenti
  che  possono esserci da parte della Comunità europea, non  potranno
  esserci vantaggi ad acquisire nuove finanze e nuovi imprenditori.
   Le  dico  una  cosa, Presidente: lavori, si faccia collaborare  da
  soggetti  adeguati, meno Giletti e quando è obbligato ad andare  si
  ricordi  di  riferire che il centro dell'incremento  ippico  non  è
  un'invenzione  di  Lombardo, esiste da decenni  e  che  sui  famosi
  Palafrenieri  noi  abbiamo presentato come opposizione,  certamente
  l'onorevole   Musumeci   lo  ricorderà,  un  emendamento   affinché
  cambiassimo la pianta organica, da 42 che per ora ce ne sono a 15.
   Purtroppo l'emendamento non è passato, il Governo allora non lo ha
  consentito. Da decenni non ci sono assunzioni nei forestali e se in
  Sicilia c'è la necessità della spesa in favore dei forestali,  caro
  Presidente,  è  anche  vero che a livello di  governo  centrale  si
  spendono  miliardi  e  miliardi di euro per la cassa  integrazione.
  Questo  lei non l'ha detto  Cioè noi compariamo a livello nazionale
  scandalosi per 180 milioni di euro a differenza di quanti  miliardi
  di euro spende lo Stato per gente che per sua sfortuna è uscita dal
  percorso lavorativo.
   Infine,  volevo fare una precisazione all'onorevole Cracolici  per
  amore di verità: ricordo che per quanto riguarda la questione della
  formazione  professionale, anche lì Lombardo ha stabilito  che  dal
  2008  non si facessero più assunzioni, Lombardo ha stabilito anche,
  con  la legge n. 25 del 31 dicembre del 2008, che non si procedesse
  più  ad  alcuna assunzione e che, infine - lei confonde il  periodo
  2001/2004  con  il  periodo 2005/2006 -, nel 2005/2006  l'assessore
  alla  formazione era ben altra persona rispetto a Stancanelli,  che
  era  assessore  agli  enti locali e quando è stato  assessore  alla
  formazione non ha più previsto il consolidato, ma ha fatto i  bandi
  pubblici.
   Caro  onorevole Cracolici, i bandi pubblici sono pubblici  proprio
  in    relazione    all'accertamento   della    competenza,    della
  professionalità  degli  enti, invece di  consolidare  formazione  a
  gente incompetente.
   Con la legge n. 5 del 2009 si sono bloccati gli accreditamenti,  e
  lei  ha  votato questa legge onorevole Cracolici  Quando  parla  di
  Lombardo, di cui è stato alleato, si preoccupi di ricordare ciò che
  ha fatto insieme a lui  Si ricordi

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cascio.  Ne  ha
  facoltà.

   CASCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un po' complicato
  intervenire  in  un  dibattito che ha  già  detto  tutto.  Si  sono
  alternati  da  questo pulpito oratori prevalentemente di  minoranza
  che  hanno  sottoscritto  questo  documento  e  qualche  coraggioso
  esponente della maggioranza rinsaldata.
   Per  cui,  intervenire apportando elementi di novità  è  veramente
  impegnativo,  ed  allora cercherò di riassumere  brevemente,  anche
  perché ci sono altri colleghi del mio partito che hanno chiesto  di
  intervenire, quali sono stati le ragioni che hanno portato il nuovo
  centro destra a sottoscrivere convintamente una mozione di sfiducia
  al presidente della Regione.
   Vedete,   il  mio  intervento  è  un  intervento  complicato,   in
  un'atmosfera quasi surreale. Un intervento che viene portato avanti
  da  un  esponente di un partito che a Roma collabora con il partito
  democratico  convintamente  e  che è  all'opposizione,  invece,  di
  questo  Governo  della  Regione, addirittura patrocinatore  di  una
  mozione di sfiducia.
   Ebbene,  la sfiducia oggi ha un carattere surreale perché parliamo
  di  un  Governo  che  non c'è più e quindi ci  apprestiamo,  se  la
  sfiducia verrà respinta, come temo, ad iniziare una fase nuova.  Ma
  le  ragioni  che  ci  hanno portato a sostenere e  a  sottoscrivere
  questa mozione di sfiducia, che voteremo, sono delle ragioni  tutte
  di  natura politica, che hanno investito prevalentemente i rapporti
  interni  alla  coalizione che ha sostenuto e  che  sostiene  questo
  Governo della Regione.
   Noi avremmo potuto tranquillamente anche non esserci in questi due
  anni, perché tanto la maggioranza ha fatto tutto da sola. Anzi noi,
  proprio  per  evitare  di sembrare un partito  ideologico  cioè  un
  partito che muovesse i propri passi in Assemblea mosso quasi da  un
  pregiudizio  ideologico,  cioè  essendo  gli  sconfitti  di  questo
  Parlamento  alle  ultime elezioni regionali che potessimo  prendere
  posizione  su  Crocetta e sul suo Governo quasi per un preconcetto,
  quasi  per  un  giudizio dato prima delle elezioni. E  così  non  è
  stato.
   Noi   siamo   stati   all'opposizione,  ma  siamo   stati   sempre
  all'opposizione  con  un  grande senso di responsabilità,  cercando
  anche di sostenere il Governo quando era possibile con suggerimenti
  opportuni  al  momento opportuno. Ricordo, a questo  proposito,  la
  riforma delle province, ricordo l'atteggiamento responsabile in più
  di  una  occasione nelle avventure assembleari che ci hanno portato
  all'approvazione delle varie leggi finanziarie, soltanto quest'anno
  tre, l'anno scorso due. Ricordo l'atteggiamento responsabile di chi
  non voleva confondersi con una opposizione becera ma voleva dare un
  contributo per risollevare le sorti di questa terra.
   Ebbene,  tutto  quello  che  noi abbiamo  fatto  cercando  di  non
  ostacolare in maniera perentoria e pregiudiziale questo Governo,  è
  servito  a  ben  poco  perché Crocetta si è  impantanato  da  solo,
  purtroppo.  Il  Presidente  della  Regione  è  spesso   caduto   in
  contraddizioni tutte sue, tutte interne alla maggioranza che lo  ha
  sostenuto,  che hanno dato la sensazione di un Governo  grossolano,
  superficiale, approssimativo, confuso e spesso conflittuale.
   Noi  non potevamo, ovviamente, non cogliere le opportunità che  ci
  venivano  offerte su un piatto d'argento e non agire di conseguenza
  nell'interesse  della Sicilia cercando di rimuovere questo  Governo
  che in due anni ha dato segnali assolutamente negativi.
   Vede, Presidente Crocetta, noi sapevamo che il suo compito sarebbe
  stato  un  compito difficile, così come sarebbe stato difficile  il
  compito  del  Presidente Musumeci se fosse stato eletto  Presidente
  della  Regione  e  sostenuto dal nostro leale contributo.  Sapevamo
  perfettamente  che  chiunque  sarebbe  diventato  Presidente  della
  Regione avrebbe trovato un campo minato, avrebbe trovato una  terra
  incendiata.  Il  problema è che, come ho detto in altre  occasioni,
  una  terra incendiata è stata consegnata ad un potenziale piromane.
  Lei  ha fatto delle azioni di denuncia che abbiamo in qualche  modo
  sostenuto e che abbiamo anche approvato, ma si è limitato  soltanto
  alla  fase  della  denuncia.  Non ha poi  contestualmente  prodotto
  un'azione amministrativa di risanamento dei conti della Regione.
   Perché  è  vero,  Presidente Crocetta, che lei ha  detto  nel  suo
  appassionato intervento  sono io responsabile di tutto'. Certamente
  non  è  lei  responsabile di tutto, ma lei in questi  due  anni  ha
  aggravato  tutti  quelli che sono stati i problemi  prodotti  negli
  anni in questa terra e noi siamo stati una destra democratica,  una
  destra morbida, oserei dire, una destra responsabile che ha cercato
  sempre   di  venirle  incontro  ma  ha  trovato  in  lei  un   muro
  invalicabile, un interlocutore assolutamente sordo e  poco  attento
  ai problemi reali di questa terra.
   Basterebbe un elencazione, che potrei fare ma sarebbe inutile,  di
  tutti  i  guasti  che in questi due anni sono stati portati  avanti
  dalla  sua amministrazione. Ne elenco soltanto due, che sono  stati
  detti assolutamente di passaggio negli interventi degli oratori che
  mi hanno preceduto.
   Il  primo  è  il  negoziato sul federalismo fiscale  che  è  stato
  concluso dalle regioni autonome del Nord e che, invece, in  Sicilia
  h  assolutamente fermo per colpa di una inerzia colposa del Governo
  regionale.  La  conclusione di un accordo  pregiudizievole  con  lo
  Stato,  che  ci fa rinunciare a circa quattro miliardi di  euro,  a
  fronte  di  poco più di cinquecentomilioni di spazi finanziari  che
  sono  stati  dati  al  Governo regionale  per  chiudere  la  scorsa
  finanziaria.
   Il fatto che la Commissione paritetica, in questi due anni, non si
  è  riunita  per  mancanza  della  designazione  dei  componenti  di
  pertinenza  del  Governo  regionale - si  è  riunita  nelle  ultime
  settimane,  ma già si è dimesso un componente, come  lei  sa  -  ha
  comportato  il  fatto  che  la  Sicilia  attende,  ancora   adesso,
  importanti norme che consentono di applicare previsioni statutarie,
  come  quelle  in materia finanziaria o sul trasferimento  dei  beni
  dello Stato alla Regione.
   Quindi,   conseguenze  assolutamente  pesanti   sul   bilancio   e
  sull'amministrazione della Regione.
   Tralascio  i  vari   click  day , la riforma  delle  province,  la
  situazione  dell'acqua,  dei  rifiuti, la  gestione  approssimativa
  degli  ospedali della Sicilia; il fatto che, se abbiamo, così  come
  abbiamo  duecentomilioni  di euro per i viaggi  della  speranza,  a
  fronte  di  potenziali investitori che, invece,  hanno  cercato  di
  investire nel campo della sanità in Sicilia, abbiamo opposto quello
  che  è successo durante la gestione scandalosa delle vicende in cui
  vi  erano degli imprenditori coraggiosi e qualificati che avrebbero
  voluto  portare risorse private per investire in qualità  sanitaria
  in  Sicilia, ebbene sono dovuti scappare a gambe levate, e  in  più
  porteranno  alla  Regione certamente un contenzioso  che  vedrà  la
  Regione sicuramente soccombente.
   Io  voglio  sintetizzare questi due anni di politica  del  Governo
  regionale,  leggendo alcune dichiarazioni che ho preso, stamattina,
  da  una  rassegna stampa molto veloce che ho avuto modo  di  vedere
  sugli  ultimi  due anni. Avrei potuto portare una  pila  di  carte,
  quantità   industriali  di  documentazione  soltanto   tratta   dai
  giornali.  Ne ho preso, soltanto, quattro esempi e ve ne leggo  tre
  di   questi  quattro.  Tralascio  le  dichiarazioni  di  stamattina
  dell'assessore  Stancheris che, piuttosto che ringraziarla,  invece
  la attacca in maniera ingloriosa.
   Leggo  la  prima  dichiarazione  virgolettata.  Poi  vi  sfido   a
  chiedere, e a capire di chi stiamo parlando:  Quello di Crocetta  è
  un Governo di sottocorrenti. Il Presidente della Regione ha persino
  stabilito   chi  fa  parte  dei  partiti.  La  mia  amica   Michela
  Stancheris,   che  stimo,  è  diventata  megafonista.   L'assessore
  Sgarlata  da  Megafono è diventata componente  del  PD.  Quello  di
  Crocetta  è  un  Governo  che  si  regge  sui  gabinetti    (senza,
  ovviamente,  riferimento alle latrine ma agli Uffici di gabinetto)
  Antonello Cracolici, aprile 2014.
    Non  nascondo  il disagio e l'imbarazzo relativi agli  interventi
  del  Presidente della Regione contro di me, che si ripetono con  la
  stessa  cadenza  della febbre quartana. La verità è  che  Crocetta,
  nella vicenda della nomina dei manager, viaggia sul filo del rasoio
  dell'abuso  d'ufficio. Da questo il tentativo  di  delegittimazione
  nei miei confronti. Andiamo avanti nella direzione del dossieraggio
  e della deriva verso il ridicolo. Crocetta pensa di nascondere così
  i  vuoti  pneumatici  della sua iniziativa politica.  Se  intendeva
  intimidirmi,  si  sbaglia. Non ho altro da dire.  Crocetta,  se  ci
  riesce,  cerchi di fare paura a casa sua. Questi tentativi  con  me
  non  funzionano.   Pippo  Digiacomo, Presidente  della  Commissione
  Sanità, estate 2014.
   E  questa  è la più divertente di tutte:  Capisco molto  bene  che
  l'innovazione  spaventi  il  vecchio  sistema  di  potere,  e   che
  l'atteggiamento gerontocratico di taluni possa tendere a bloccare i
  giovani,  ma i giovani e le donne sono al centro della mia politica
  e  punto  a  valorizzarli. Il mio obiettivo non è  solo  quello  di
  governare,  ma  di creare una nuova classe dirigente siciliana  che
  rompa con il passato e sia in grado di gestire un nuovo presente  e
  un  nuovo  futuro. I giovani, per me, non possono  essere  solo  il
  futuro  e  come  rinviare continuamente le soluzioni  di  questioni
  urgenti la meritocrazia, la partecipazione della vita politica,  il
  lavoro,  la dignità dei ragazzi e delle ragazze di Sicilia che  non
  vogliono più fare la fila dietro i potenti ma rivendicano  il  loro
  impegno  diretto .  Rosario  Crocetta,  17  settembre  2014,   alla
  presentazione dell'assessore Gerratano, che poverino forse  non  ha
  preso neanche un mese di stipendio.
   Tuttavia,  questo fa parte del passato, fa parte del  sistema  dei
  partiti, ma fa parte, purtroppo, del suo approccio

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Fa parte  della  storia  dei
  partiti    Voi  non  l'avete  mai  messo  un  venticinquenne   come
  Assessore

   CASCIO  Francesco. Presidente della Regione,  io  a  34  anni  ero
  Vicepresidente della Regione, per cui diciamo solo  un  esempio  di
  politica  affidata  ai  giovani. A 40  e  qualcosa  ero  Presidente
  dell'ARS,  per  cui anche io, da questo punto di  vista,  credo  di
  essere, non dico un enfant prodige, ma certamente una testimonianza
  di politica affidata alle giovani leve.
   Oggi,  non  sono più tra le giovani leve, infatti come  vede  sono
  all'opposizione del suo Governo.
   Oggi, certamente c'è un fatto nuovo, che non possiamo non cogliere
  Presidente,  c'è  un  risultato  che  il  nostro  atteggiamento  ha
  prodotto, e cioè l'azzeramento di una Giunta di Governo. Lei oggi è
  qui  solo,  lo  diceva  il collega Cracolici,  non  perché  i  suoi
  assessori  sono in missione, o sono indaffarati in altre  faccende,
  ma  perché  in  questo  momento  non  c'è  una  Giunta  di  Governo
  legittimamente nominata. C'è un vecchio Governo che non esiste  più
  ed un nuovo Governo che si appresta ad insediarsi ed a giurare, per
  cui noi a livello umano, da siciliani, oggi festeggiamo comunque la
  caduta di un Governo che qualcuno della sua maggioranza ha definito
   Circo Barnum, non ero io che l'ho definito così. Forse l'onorevole
  Cracolici  che oggi si è speso in questa difesa appassionata  della
  sua storia ma anche del suo nuovo Governo.
   Oggi,  festeggiamo un nuovo Governo, se passerà; se  non  passerà,
  questa  mozione di sfiducia, da domani un nuovo Governo reggerà  le
  sorti  della Sicilia. Un nuovo Governo dove finalmente, lo dico  ai
  miei amici del Partito Democratico, ci saranno i partiti a regolare
  la  vita  politica  di  questa Regione. Non perché  il  Governatore
  eletto dal popolo non abbia il diritto, ha il diritto ed il dovere,
  ma  i  partiti  hanno  sempre avuto una funzione  importante  nella
  società.
   Io non conosco un meccanismo di selezione democratica della classe
  dirigente  se  non  quella  affidata  dai  partiti,  perché   altri
  meccanismi,  cioè  la vicinanza al capo o altro,  non  fanno  parte
  della  mia storia politica e nella storia politica di questa  Terra
  non  hanno  mai prodotto risultati positivi. Finalmente  i  partiti
  sono tornati a dettare legge all'interno del governo della Regione.
  Ed  anche se il mio partito non c'è sono felice per coloro  che  da
  questo  momento in poi, da domani in poi, avranno l'onore e l'onere
  di guidare l'attività del nuovo Governo della Regione.
   È  finita la stagione, Presidente, finalmente, dell'uomo  solo  al
  comando.  Non  perché  sia  lei  l'uomo  solo  al  comando,  perché
  qualunque  uomo  solo al comando non ce la fa, soprattutto  in  una
  terra  come la Sicilia, difficile, dove la popolazione è  difficile
  perché  rispecchia in qualche modo la classe politica, e perché  in
  questo  momento  di crisi finanziaria e sociale  un  uomo  solo  al
  comando non va da nessuna parte, neanche Superman potrebbe riuscire
  a  sollevare  le  sorti  della Sicilia, a maggior  ragione  Rosario
  Crocetta da solo.
   E  c'è  -  questo lo colgo come una nota positiva,  nonostante  in
  altri  tempi, invece, l'avrei criticato aspramente - un  ruolo  del
  Governo  nazionale in questo nuovo Governo regionale. C'è di  fatto
  un  commissariamento che lo Stato pone in essere nel Governo  della
  Regione.  Oggi,  da  domani  il  Governo  della  Regione  avrà  due
  rappresentanti  nominati  dal  Governo  centrale,  l'assessore   al
  bilancio  e l'assessore - credo - alla pubblica amministrazione,  e
  io lo saluto con gioia, nonostante sia un convinto autonomista, mai
  come  in  questa occasione la guida del Governo della  Regione  può
  essere  un  faro utile ad indirizzare l'amministrazione  di  questa
  Terra.
   Noi voteremo come Nuovo Centro Destra la sfiducia perché l'abbiamo
  scritta,  l'abbiamo  pensata, l'abbiamo voluta,  ed  ovviamente  la
  sosterremo  fino  alla fine, ma se questa mozione di  sfiducia  non
  dovesse  essere  approvata, si supererà ovviamente  questo  momento
  d'Aula  e  si aprirà una nuova stagione politica per questa  Terra,
  della  quale  in  questo  momento ovviamente  non  intendiamo  dare
  giudizio,  ma sospenderemo il nostro giudizio da ora in  poi  e  la
  vorremo  vedere  alla prova del nove ed alla  nuova  sfida  che  si
  appresta ad iniziare.
   E  comunque un risultato lo abbiamo raggiunto, abbiamo  mandato  a
  casa  una corte di personaggi  strani , mai applicati alla politica
  e  totalmente  lontani dalla politica, per cui una  stagione  si  è
  chiusa,  e  riteniamo che non ci sia più la possibilità varando  il
  Crocetta ter di un Crocetta quater.
   Questo  credo sia l'ultimo Governo, Presidente della Regione,  che
  lei  avrà  a  disposizione  per poter far  funzionare  la  macchina
  amministrativa.  Noi saremo attenti, osserveremo con  attenzione  e
  senso  di  responsabilità come abbiamo fatto fino  ad  ora  il  suo
  atteggiamento  e  l'atteggiamento e le  azioni  amministrative  che
  porterà  avanti  questo  nuovo  Governo.  Però  si  lasci  dare  un
  consiglio:  capisco  che  i miei consigli valgono  a  poco,  perché
  essendo  uno  che ha scritto la mozione di sfiducia e  che  la  sta
  votando, sono l'ultimo abilitato a darle consigli. Però, vada  meno
  in  televisione, vada meno in televisione e stia più  nel  Palazzo,
  incontri   più   le  forze  sociali,  incontri  più  le   categorie
  produttive, incontri più i partiti politici. Ogni volta che  va  in
  televisione  non fa un buon servizio, né a noi né alla Sicilia.  La
  invito a superare questa prova d'Aula a stare più in Sicilia  e  ad
  occuparsi più dei siciliani. Di questo ha bisogno la Sicilia e  non
  di altro.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Picciolo e Greco  Marcello
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


  Seguito della discussione unificata delle mozioni numeri 361 e 363
                «Sfiducia al Presidente della Regione»

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ringrazio
  l'onorevole  Cascio  per i consigli che ci ha  dato,  anzi  che  ha
  rivolto al Presidente, ma non credo che siano questi i consigli  da
  dare.  Veramente mi sembrerebbe il caso di passarsi un po' la  mano
  sulla  coscienza  e verificare le possibilità che sono  state  date
  anche al suo partito, di partecipare da recente ad una stagione  di
  riforme,  di  portare  un  contributo  non  di  chiacchiere  ma  di
  sostanza.  Senza  dimenticare che nel passato ci sono  state  delle
  grandi responsabilità che hanno portato la Sicilia sull'orlo di  un
  baratro  incolmabile, perché il disastro finanziario della  Sicilia
  non  l'ha  portato  il Presidente Crocetta. Il Presidente  Crocetta
  l'ha solo ereditato da un passato di pessima gestione delle risorse
  pubbliche e di una politica che ha basato sul mercato delle  vacche
  clientelari la propria forza politica.
   I   forestali,   i   precari,   le   assunzioni   nella   pubblica
  amministrazione  fatte  ad libitum non sono frutto  del  Presidente
  Crocetta,  sono  frutto  di  una  politica  ultradecennale  che  ha
  spremuto  tutte le risorse pubbliche della Sicilia e che oggi  l'ha
  lasciata  povera  e senza risorse. Sono frutto di  quella  politica
  nazionale  che,  in  tanti anni di vacche  grasse,  non  ha  saputo
  mettere  un centesimo da parte o aumentando il debito pubblico  che
  oggi  si  ripercuote sui destini finanziari della nazione  e  della
  Regione.
   A  tanti  forse  sarà sfuggito un fatto. Per la  prima  volta  dal
  dopoguerra  ad oggi, in Sicilia ci sono più morti che  nascite.  La
  gente oggi non chiede più alla politica che cosa fa la politica, ma
  chiede  alla  politica  che cosa fare per  la  gente.  Chiede  alla
  politica  di avere delle risposte per lo sviluppo della  Sicilia  e
  per il buon governo, e non mi si venga a dire da questi scranni, da
  questi   microfoni,  che  il  Presidente  Crocetta  non   ha   bene
  amministrato.  Poco  fa,  non lo voglio  ripetere,  ha  elencato  i
  risparmi di spesa che hanno consentito la sopravvivenza finanziaria
  della  Sicilia,  ma  non  solo.  Ha ricordato  in  quante  e  quali
  occasioni  ha cacciato fuori dalla pubblica amministrazione,  dalla
  Sicilia  quelli  che  erano  finiti in  galera  e  che  percepivano
  emolumenti,  stipendi,  e  quant'altro  che  non  avrebbero  dovuto
  percepire.  Ha  ricordato  ancora  una  volta  in  quante  e  quali
  occasioni  lavoratori che non potevano essere assunti,  sono  stati
  invece assunti con la buona pace di tutti.
   Da   questi   microfoni   io   non  ho  sentito,   cari   colleghi
  dell'opposizione, neanche una parola di  esecrazione per  l'infamia
  che  abbiamo dovuto sentire davanti a questo Palazzo alcuni  giorni
  fa.  Mi  si viene a dire che la mafia aveva una morale e da  questi
  microfoni   qualcuno   pretende   di   venire   a   dare    lezioni
  sull'antimafia.
   Io vi ricordo che il Presidente Crocetta,con cui abbiamo condiviso
  per  tanti anni dei percorsi in una terra di mafia, di criminalità,
  ha  avuto il coraggio di denunciare fatti che altri non avevano mai
  avuto  il  coraggio di denunciare. Io vi ricordo che il  Presidente
  Crocetta  è  quello che ha preso carta e penna ed  è  andato  nelle
  procure  di  Gela  prima,  quando era sindaco,  e  poi  adesso,  da
  Presidente  della Regione, a denunciare fatti di mafia. Vi  ricordo
  che  il  Presidente Crocetta è il primo dopo due  Presidenti  della
  Regione, uno condannato per mafia e uno attualmente sotto processo,
  ed  invece  da  questi  microfoni  noi  sentiamo  dire   Presidente
  Crocetta,  lei  ha  sbagliato, lei ha fatto questo,  lei  ha  fatto
  quest'altro ,  dimenticando le condizioni in cui si  viveva,  anche
  dentro quest'Aula, fino a qualche anno fa.
   Scusatemi  io  ritengo indecente che da questi microfoni  qualcuno
  faccia  i  pianti  greci  recitando delle  parti,  magari  con  dei
  foglietti  in mano, in modo accorato, teatrale, dando l'impressione
  dello  sfacelo della Sicilia di oggi, dimenticando che  lo  sfacelo
  della  Sicilia oggi si sta recuperando con dignità e con attenzione
  e  dimenticando  che nel passato si sono creati i  presupposti  per
  avere oggi questa situazione, una situazione chiaramente difficile,
  complicata,  dove c'è un prodotto interno lordo che  è  decisamente
  inferiore  a quello del resto della nazione, dove non  ci  sono  le
  risorse finanziarie, dove reperire ulteriori risorse finanziarie  è
  un  problema difficile da risolvere e dove si stanno affrontando le
  varie emergenze con quello che si ha a disposizione.
   Tutti  saremmo  bravi  a gestire non solo la Sicilia  ma  l'intero
  mondo avendo le risorse a disposizione. La Sicilia è esausta,  così
  come  è  esausta  l'Italia  per colpa dell'applicazione  di  regole
  eccessivamente  rigide,  di  una  euro  burocrazia  che  ha  voluto
  interpretare  i patti di stabilità, il tre cento e quant'altro,  in
  modo  assolutamente  rigido.  Io, da  questi  microfoni,  mi  sarei
  aspettato dalla politica un incoraggiamento al Presidente, mi sarei
  aspettato la proposizione di soluzioni non di ostacoli ed invece mi
  ritrovo  ancora una volta costretto, non a prendere le  difese  del
  Presidente,  perché non ne ha bisogno, ma sicuramente a ristabilire
  alcuni  principi, i principi della responsabilità  della  politica,
  che oggi è assente, perché se la politica fosse stata responsabile,
  a cominciare dal Movimento Cinque stelle, avrebbe capito la gravità
  della situazione, avrebbe accettato di dare una mano di aiuto ad un
  Presidente che, con coraggio e con capacità, ha tirato e comincia a
  tirare   fuori   la   Sicilia   dai   guai,   anziché   ostacolarlo
  quotidianamente.  E da questi microfoni mi sarei  anche  aspettato,
  caro   Presidente  Musumeci,  che  ci  fossero  delle   parole   di
  esecrazione da parte di quella politica che vede nella  lotta  alla
  mafia  uno  dei  principi.  Mi  sarei  aspettato  che  non  avreste
  sottoscritto una mozione presentata da coloro i quali dicono che la
  mafia ha una sua morale

   MUSUMECI.  Ci avete fatto due bilanci, la riforma delle  province,
  ogni cosa ha un limite  Ci ha governato con i grillini e adesso  fa
  il  puritano  Questa è la rivoluzione degli stivali  Vergogna   Non
  si specula sulla mafia  Sei un cialtrone

   MALAFARINA.  Non faccia il teatrale, Presidente Musumeci.  Già  il
  teatrale  lo ha fatto poco fa leggendoci un bel discorso costruito.
  Con  i  grillini  non ci abbiamo governato e la  rivoluzione,  caro
  Presidente  Musumeci,  la  facciamo e  la  facciamo  con  i  fatti,
  combattendo  la mafia là dove è necessario e là dove  la  mafia  ha
  imperato  in  Sicilia.  Si  vergogni lei,  piuttosto   Qua  nessuno
  specula  sulla mafia. Sulla mafia e contro la mafia io ho speso  la
  mia  vita come l'ha spesa il Presidente Crocetta. E non le permetto
  di dire che ci speculiamo
   Cialtrone  sarà  lei  Io le posso portare i miei  risultati  nella
  lotta alla mafia.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

         (La seduta, sospesa alle 21.22, è ripresa alle 21.23)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevole Malafarina, continui il suo intervento e  si
  rivolga alla Presidenza.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, io ribadisco un concetto.  Il  mio
  non  vuole essere e non era sicuramente un attacco ad personam. Era
  solo e semplicemente il voler ribadire che davanti a questo Palazzo
  qualcuno ha avuto il barbaro coraggio di dire che la mafia  ha  una
  morale.  E da questo microfono io mi sono sentito fare una  lezione
  di antimafia.
   Caro  Presidente  Musumeci, per me parlano i  miei  atti.  Io  non
  bisogno  della  patente di antimafioso perché  nella  mia  vita  ho
  combattuto  la mafia con i miei atti ed i miei rapporti giudiziari,
  deponendo  nelle  aule di giustizia e portando le  prove  contro  i
  mafiosi. E da qua non accetto lezioni di antimafia da nessuno

   GENNUSO. Era pagato

   MALAFARINA. E non accetto neanche che si possa speculare sul fatto
  di  essere  antimafioso  e  di non essere antimafioso.  Sono  stato
  trascinato dentro questa bagarre contro la mia volontà.
   Voglio  ribadire un concetto ed è un concetto molto semplice.  Non
  si  può  dire che la mafia aveva una morale perché è una offesa  ai
  siciliani  e  a tutti coloro che hanno perso la vita  e  per  tutti
  coloro,  siciliani pure loro e siciliani in prima linea, che  hanno
  riscattato l'onore e la dignità di questa terra.

   GRECO Giovanni. Era solo un comico

   MALAFARINA. Colleghi vi invito a riflettere. Non voglio fare né il
  provocatore né sicuramente mi voglio assumere  il ruolo

        (brusio dalla parte del Gruppo Movimento Cinque Stelle)

   MALAFARINA.   non  voglio assumere il ruolo  di  anti-mafioso  per
  professione, va bene? Allora, qua nessuno ha bisogno delle patenti.
  Qua  abbiamo bisogno di ristabilire una semplice verità storica che
  è  assolutamente importante per la dignità di questa  Terra.  E  la
  semplicissima verità è una: la Sicilia è anti-mafiosa con il sangue
  dei siciliani versato, e la Mafia non ha mai avuto una morale e chi
  afferma  questo  dimostra di non conoscere la realtà  e  la  storia
  della  Sicilia  ed i sacrifici dei siciliani, e qua  chiudo  questo
  argomento  perché  non mi voglio lasciare trascinare  in  polemiche
  sterili ed inutili.
   Io  ribadisco  con  un concetto una necessità:  la  politica  deve
  riassumere il proprio ruolo di guida della società, deve  avere  la
  capacità di individuare quali sono i nodi cruciali da risolvere  ed
  aiutare  coloro  i  quali intendono risolverli  per  riscattare  la
  dignità - e se mi consentite - anche i sacrifici dei siciliani.
   Io  credo  che il presidente Crocetta abbia bisogno di  un  grande
  sostegno  da  parte di tutta quest'Aula e non di essere combattuto.
  E' uno che per la prima volta nella storia della Sicilia sta avendo
  il   coraggio  di  portare  avanti  quei  mutamenti  radicali   che
  necessitano  per  l'ammodernamento di questa Terra.   Non  possiamo
  continuare ad usare le polaroid , diceva qualche giorno fa Renzi  e
  su  questo  siamo  perfettamente d'accordo.  Dobbiamo  modernizzare
  questa Terra e dobbiamo renderla libera e civile. Dobbiamo ridare i
  diritti  ai  siciliani  e  non  i  favori  ai  siciliani.  Dobbiamo
  necessariamente avere questa capacità e questa intelligenza. E  qua
  vi  faccio,  veramente, un appello, accorato  e  sentito  anche  ai
  colleghi  dell'opposizione. Non per fare delle ammucchiate selvagge
  con  quello che si potrebbe definire un  inciucio . Portiamo avanti
  assieme   -  ed  è  un  invito  che  rivolgo  a  tutti   quanti   -
  responsabilmente  dei progetti seri, concreti  per  la  riforma  di
  questa  Terra ed in Crocetta troverete il primo degli interlocutori
  attenti  che  sposa le cause per cambiare questa Terra  e  ridargli
  sviluppo, lavoro e dignità.

   PRESIDENTE. E' inscritto a parlare l'onorevole Ciaccio.

   CIACCIO.  Presidente,  colleghi  sull'intervento  precedente  sono
  veramente  indignato  ma  da  una persona  così  piccola  e  bassa,
  politicamente  intendo,  ovviamente, ci si  aspetta  la  qualsiasi,
  perché  è  riuscito a strumentalizzare quello che anche la  collega
  Ciancio ha letto delle dichiarazioni di Borsellino.
   Vogliamo  dire che Salvatore Borsellino è anch'esso un  mafioso  o
  filomafioso.  In  ogni modo perché non ricorda che  lui  stesso  ha
  votato a favore di un vitalizio, quello di Cuffaro, condannato  per
  mafia   Allora,  se vogliamo strumentalizzare certe cose  diciamole
  tutte e per come stanno.
   In  ogni  modo  voglio fare un passo oltre, perché  non  è  questo
  l'oggetto  della discussione di oggi. Con il Gruppo di  cui  faccio
  parte  -  il  Movimento  Cinque Stelle  -  e  con  tanti  cittadini
  siciliani  ci  siamo  spesso  interrogati  sull'operato  di  questo
  Governo,  su quello degli assessori, su quello della maggioranza  e
  dell'opposizione.  Ci  siamo  posti delle  domande,  delle  domande
  semplici,  del tipo: puoi fidarti di chi va fiero di aver  nominato
  come  dirigente  apicale  una persona condannata  dalla  Corte  dei
  Conti?  Puoi fidarti di chi sfrutta i tanti Genovese, per poi  fare
  il  moralizzatore? Puoi fidarti di chi dice una cosa e  poi  ne  fa
  un'altra?  L'ultima,  fresca fresca, dice  di  aver  denunciato  la
  svendita  del  patrimonio siciliano. Ma mi chiedo  chi  è  stato  a
  piazzare in SPI il dottore Bigotti al costo di 92 milioni  di  euro
  per  un  censimento. E' stato questo Governo e quindi non può  fare
  una cosa, farne un'altra e dichiararne un'altra ancora
   Puoi  fidarti  di chi da solo sa semplicemente distruggere,  senza
  avere   un'idea  di  cosa  fare  da  qui  a  qualche  giorno  dopo,
  figuriamoci un'idea per il futuro. Puoi fidarti di chi è un maestro
  nella distrazione di massa, con misere apparizioni televisive,  per
  favorire sotto banco la sua scalata personale? Puoi fidarti di  chi
  non ha nessun senso di responsabilità per la tutela della salute di
  tutti noi siciliani? Puoi fidarti di chi svende il popolo siciliano
  per pochi spiccioli?
   Presidente, tante, forse troppe sono le domande che ci siamo posti
  e  che si pongono giornalmente i siciliani. Domande che si dovrebbe
  porre anche qualche collega oggi qui in quest'Aula, senza illudersi
  che  da  domani  con  questo rimpasto le cose  cambieranno,  perché
  dobbiamo  essere  più sinceri e meno ipocriti. Non cambierà  nulla,
  come non è cambiato nulla con la scorsa Giunta, come non è cambiato
  nulla rispetto al periodo di Lombardo e di Cuffaro, anzi, forse  in
  questo mi correggo, è cambiato in peggio. E i siciliani lo vedono e
  lo vivono tutti i giorni.
   Su  queste domande noi ci siamo confrontati e le risposte  avevano
  sempre lo stesso minimo comune denominatore: puoi fidarti? No. Puoi
  fidarti? No. Qualsiasi tema sulla fiducia era un no
   Presidente Crocetta, lei non mi ha mai rappresentato, e non fiderò
  mai  di  lei. E ad oggi i fatti mi danno ragione. Non  sto  qui  ad
  elencare tutti i fallimenti di questo Governo e le false promesse.
   La   nostra   mozione,  insieme  a  quella  dell'opposizione,   fa
  un'analisi  ben precisa dei fatti che hanno generato questo  cancro
  che sta ad oggi distruggendo la Regione siciliana e che sicuramente
  non  è  colpa  solo  del Presidente Crocetta,  ma  lui  è  uno  dei
  responsabili e ad oggi è sempre troppo facile dare la colpa  a  chi
  ci ha preceduto.
   Però, Presidente Crocetta, in questo suo perenne fallimento, non è
  solo.  La  mi  sfiducia oggi non è solo per lei. Non  mi  fido  del
  Consiglio  di  Presidenza, che si guarda bene  nel  sollecitare  la
  Commissione per il Regolamento a redigere una formula di tutela per
  la  rappresentanza di gruppi parlamentari più numerosi. Non sia mai
  forse  qualcuno  potrebbe saltare dalla poltrona in  cui  si  trova
  incollato. Non mi fido di un Presidente della Commissione  Bilancio
  condannato  dalla Corte dei Conti. Spero anche che la  magistratura
  faccia luce sulle altre gravissime ipotesi di reato riportate sulla
  stampa nei suoi confronti.
   Non  mi  fido,  e  mi dispiace che non c'è, del  Presidente  della
  Commissione Affari istituzionali, che risulta indagato per peculato
  e  che  per  rimanere  attaccato alla sua  poltrona  non  ha  avuto
  l'umiltà  di  autosospendersi in attesa che venga chiarita  la  sua
  posizione.
   Non  mi  fido  del Collegio dei deputati Questori in cui,  su  tre
  componenti, uno è indagato per peculato e ad un altro nei confronti
  del  quale  è  stato chiesto il rinvio a giudizio per  lo  scandalo
  della formazione.
   Non  mi  fido  di  molti  componenti  di  questo  Parlamento  che,
  nonostante  gli  scandali,  le denunce,  le  indagini  a  cui  sono
  sottoposti  parlano  di  etica, morale, bene  comune  davanti  alle
  telecamere  indossando  una  delle  tante  maschere  che   riescono
  velocemente  a  togliersi  quando si tratta  di  una  poltrona,  un
  compromesso e la votazione della Presidenza, mi voglio illudere, me
  ne darà ragione.
   Presidente, alla luce di tutto ciò e di quanto hanno bene  esposto
  i  miei colleghi del Movimento Cinque stelle e non solo, lei ancora
  chiede  la  fiducia  a  questo Parlamento,  o  noi  dovremmo  darle
  fiducia?
   Andiamo  alle urne Presidente, perché il popolo siciliano è  molto
  più   responsabile  dei  due  terzi  delle  componenti  di   questo
  Parlamento.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Io potrei, a distanza di circa un mese, ripetere  parola
  per parola il mio intervento

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza,  il presidente Crocetta è assente.

   ASSENZA. In quell'occasione stranamente era presente.

   PRESIDENTE.  Se lei lo ritiene sospendiamo. Onorevoli colleghi,  è
  giusto che il Presidente sia presente.
   La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 21.36, è  ripresa alle ore 21.40)

   La seduta è ripresa.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   presidente
  Crocetta non è colpa mia se il Presidente l'ha richiamata.  Io  non
  avevo  chiesto la sua presenza anche perché le conosce bene i  miei
  interventi. Sono senza se e senza ma, di totale ostilità  non  alla
  sua persona ma a quello che lei ha rappresentato in questi due anni
  di malgoverno della Sicilia.
   Però,   caro   Presidente,  potrei  ribadire  parola  per   parola
  l'intervento  di  un  mese  fa perché - caro  Presidente  -  lei  è
  colpevole fino ad un certo punto perché il suo Governo è pessimo, i
  suoi governi, i suoi variegati governi sono stati pessimi ma questa
  maggioranza, o pseudo tale, di fronte al suo Governo riesce a  fare
  impallidire qualunque sensazione.
   Stavo  dicendo una parola forte e mi sono forse fermato  in  tempo
  però  al  peggio non c'è mai fine, caro Presidente, e io auguro  ai
  siciliani  ma,  a  questo punto, auguro anche a  lei  che  oggi  la
  mozione  di  sfiducia  ottenga  la  maggioranza  dell'Aula  perché,
  altrimenti  caro  Presidente,  questi  signori  che  l'hanno  fatta
  ballare in questi due anni, da oggi in poi, la terranno sulla corda
  minuto  per  minuto  e  se lei si guarda allo specchio  deve  darmi
  ragione.
   Lei  non  può essere ricattato un minuto sì e un minuto  pure  dal
  deputato  di turno che magari fraziona il Gruppo e chiede qualcosa,
  perché  questo  non è un danno per lei o per il suo  Governo  è  un
  danno per i siciliani, caro presidente Crocetta.
   Però, mi consenta, qualche intervento di pochi minuti fa, di tarda
  serata,  mi ha indotto a interrompere brevemente l'analisi sul  suo
  Governo e su quello che ci attende per dedicare qualche pensiero.
   Vorrei  ricordare all'immemore onorevole Dipasquale  che  è  stato
  eletto a Ragusa, sindaco di Ragusa il 29 maggio quale candidato del
  centro-destra. Allora, non si era accorto di chissà quali  incapaci
  lo  circondavano  e  io mi pento amaramente di avere  dato  il  mio
  contributo ad eleggere un sindaco di tal fatta, un sindaco che dopo
  un  anno  in previsione delle elezioni regionali è passato  armi  e
  bagagli allo schieramento opposto, lasciando la città in mano prima
  al  commissariamento e poi all'unico sindaco dei Cinque Stelle  che
  ha la Sicilia.
   Questa  è  la  realtà  di  questi  signori  che  diventano  poi  i
  protagonisti del Crocettismo. Questa è la sua banda Brancaleone che
  la  circonda. E, allora, io non so cosa deciderà l'Aula stasera. So
  solo che i siciliani hanno già deciso perché lei non può immaginare
  le  centinaia  o   le  migliaia di messaggi che sono  pervenuti  in
  questi giorni, in queste settimane, per incitarci ad andare fino in
  fondo,  a  non  fare al solito le meline come qualcuno,  purtroppo,
  stasera  ha  cominciato a fare ma a spingere l'acceleratore  perché
  questa  Sicilia si liberi di questa maggioranza più che  di  questo
  Governo, caro presidente Crocetta.
   Lei  con i numeri non è tanto portato, caro Presidente, perché con
  i  numeri  straparla.  Ha  detto di 400  milioni  di  spesa  per  i
  forestali che sarebbero stati ridotti a 280.
   Presidente,  secondo  i dati, per i forestali  si  spendevano  300
  milioni negli ultimi anni e ora lei li ha portati a 280 milioni con
  soli   20  milioni  di  spesa  dovuti  ai  pensionamenti  e  dovuti
  all'accelerata  politica per cui, fino ad  oggi,  i  forestali  non
  sanno  se  potranno  completare il numero  delle  loro  giornate  e
  comunque  ha  già  causato più incendi in  questa  ultima  stagione
  estiva  che  in  tutte le altre perché, comunque, avete  avuto  dei
  colpevolissimi ritardi nell'avvio al lavoro nelle varie province. O
  sulla  formazione  che  ha  distrutto e  c'era  da  distruggere  ed
  abbattere.  Ma  lei l'ha distrutta tutta e oggi porta  come  merito
  l'avere consentito un risparmio di spesa.
   Ma  voi  lo sapete che dopo l'avviso 20 le spese per la formazione
  erano  a  carico dei fondi comunitari? E, allora, lei non ha  fatto
  risparmiare  un  euro alla Sicilia, lei ha causato  la  perdita  di
  decine  e decine di milioni, per l'esattezza di 90 milioni di  euro
  che  sono  stati restituiti alla Comunità europea. Ad  oggi  non  è
  stato  fortunato,  come le capita spesso, caro  Presidente,  perché
  oggi  sono  comparsi i richiami della Comunità europea, e  per  tre
  Regioni  la  Comunità  europea suggeriva  al  Governo  italiano  di
  togliere  la  possibilità  di spendere  i  soldi  comunitari  e  di
  attirarli  a  sé.  Queste tre Regioni erano Calabria,  Campania  e,
  ahimé,  Sicilia. Allora lei i numeri del lotto li vada  a  dare  da
  Giletti o in qualche altra trasmissione, ma non li dia in Aula.
   Cosa   ci  aspettiamo  per  il  futuro?  Questo  miracolo,  questo
  commissario  liquidatorio  inviato  da  Roma  per  certificare   il
  fallimento  finale della nostra autonomia, mai così bistrattata,  e
  mai  così  derelitta? Cosa ci aspettiamo da un  Governo  che,  come
  ultimo  atto, ha pensato bene di reperire i fondi necessari  per  i
  forestali togliendoli al CRIAS, distruggendo le imprese artigiane e
  agricole, che aspettavano ormai da mesi dei finanziamenti che  sono
  stati  eliminati, e hanno respinto fino a una settimana fa i nostri
  emendamenti  in  cui  avevamo reperito i  fondi  per  i  forestali,
  sacrosanti e necessari, adottati con ritardo ma in altre  fonti  di
  spesa ancora inutilizzate che potevano essere.....

   FALCONE.  E  meno  male che c'eravamo noi in Aula  altrimenti  non
  passavano questi emendamenti.

   ASSENZA.  Voi state creando il rischio di una guerra  tra  poveri,
  caro  Presidente.  Allora faccio un appello, questa  sera.  Non  lo
  faccio agli amici del PD, mi si consenta. La faccia uno la perde se
  ce  l'ha, se non ce l'ha, come per molti, non c'è nulla da perdere,
  c'è solo il gioco delle tre carte, come avete fatto in tutti questi
  mesi  sui  giornali.  Non mi rivolgo a loro,  perché  loro  l'hanno
  scelto,  o  meglio  l'hanno subito come candidato Presidente  della
  Regione, e quindi chi è causa del suo mal pianga se stesso. Non  mi
  rivolgo   a  loro,  mi  rivolgo  ai  10  o  12  amici  e  colleghi,
  rispettabilissimi  dal  punto  di  vista  personale,  che  sono  in
  quest'Aula,  eletti sotto bandiere diverse, in partiti e  movimenti
  che  si erano presentati, in modo antitetico, alla sua candidatura.
  Oggi  le  fanno  da stampella per sostenere un Governo  quanto  più
  improbabile.
   Allora, cari colleghi, ognuno di voi non deve dar conto al partito
  o  al  Presidente  Crocetta, deve dar conto a  quelle  migliaia  di
  cittadini  che  ci  hanno  mandato  qua.  Noi  non  siamo  qui  per
  investitura divina, siamo qui per essere portatori di interessi  di
  persone  che  hanno avuto fiducia in noi e che ci  hanno  premiato,
  garantendo  la nostra elezione sotto un simbolo. Se il mio  simbolo
  era alleato al Presidente Musumeci, io non posso oggi venire qui  e
  dire:  Bravo Crocetta, vai avanti . Crocetta non può andare avanti,
  nell'interesse della Sicilia.
   Io ho letto proprio questa notte un libro sui vespri siciliani. Lo
  sapete   qual'era   il   detto   che   i   cittadini   isolani   in
  quell'occasione,  palermitani soprattutto, si  scambiavano  tra  di
  loro per farsi coraggio?
   Loro lo dicevano in latino, ma non lo dirò in latino. Questo detto
  recitava:  Il coraggio è il tuo signore .
   Allora,  cari colleghi, ognuno di noi, se il coraggio ce l'ha,  lo
  può dimostrare anche in queste occasioni


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                          Per fatto personale

   DINA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  con  un
  senso  di amarezza nel notare episodi di cialtroneria istituzionale
  che  si  registrano  in  quest'Aula, e mi riferisco  all'intervento
  dell'onorevole  Ciaccio,  che  continua  ad  insistere  in   questo
  atteggiamento  di strumentalizzazione del ruolo,  che  dimostra  un
  senso di dispregio del ruolo dei deputati, dei ruoli istituzionali.
   Ritengo  che siano esempi di cialtroneria perché il sapere  non  è
  conoscere. E lui dimostra, semplicemente, di sapere, avere  notizie
  che utilizza in maniera disinvolta non capendo dove va a parare. Mi
  suggeriva qualche collega:  Invita l'onorevole Ciaccio a non venire
  più in Commissione, perché se non si fida è meglio che non venga.
   Io  sono  convinto che avrebbe dovuto avere il senso istituzionale
  di capire le cose.
   La  sentenza  della Corte dei Conti, così come è stata  riformata,
  dimostra  che  c'era  un grave errore e ritengo  che,  da  deputato
  membro  di  una  commissione con un tale carico di  responsabilità,
  avrebbe  avuto  il  dovere  di  approfondire  il  senso  di  quella
  sentenza, il senso di quella condanna che grida vendetta agli occhi
  di  tutti.  La condanna per un parere reso, postumo, un parere  non
  vincolante  della commissione. Questo lo diciamo per ricondurre  la
  verità dentro l'alveo della verità
   E,  purtroppo, c'è un vuoto culturale, un vuoto istituzionale  che
  devo  registrare nel collega Ciaccio che mi lascia  così,  non  so,
  amareggiato per le cose che blatera, e che blatera anche  in  giro,
  perché  la cosa grave è che quello che ha riferito qua lo riferisce
  nei comizi, non sapendo che delegittima se stesso.
   Qua  c'è  un  ruolo istituzionale che è legato  a  noi  in  quanto
  rappresentanti,  in  quanto rappresentanti del  popolo,  in  quanto
  rappresentanti delle istituzioni. Noi ricopriamo cariche e  non  si
  rende  conto che delegittimando gli altri, delegittima  se  stesso,
  anche  perché mette in campo cose che pensa di sapere  ma  che  non
  conosce  e lo dimostra, anche, nei comportamenti all'interno  della
  commissione  dove  confonde la politica con i ruoli  istituzionali,
  confonde le posizioni.
   Io  devo registrare qua questo atteggiamento di superficialità che
  è  grave, ed è di una gravità estrema ed invito i colleghi, così, a
  riflettere  prima  di  blaterare e di  lanciarsi  in  accuse  senza
  fondamento.
   Per  quanto riguarda le accuse di stampa, siamo di fronte  ad  una
  barbarie   che  registriamo  giornalmente.  La  stampa   cerca   di
   mascariare  e di  sfruculiare .
   Dico, io non sono indagato, da quello che riferisce il Procuratore
  generale, in ambito delle notizie di stampa diffuse, quindi non  so
  da cosa dovrei difendermi né in quest'Aula né altrove.
   Per   cui,  dico,  siamo  di  fronte  ad  accuse  che,  realmente,
  dimostrano e danno il senso di un vuoto culturale, istituzionale ed
  una  denotazione  di  cialtroneria  che  qui  denunzio  come  fatto
  gravissimo   all'Assemblea  facendone,   anche,   un   momento   di
  riflessione oggettiva anche nelle sedi che la Presidenza di  questa
  Assemblea vorrà individuare.

                              (Applausi)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


  Seguito della discussione unificata delle mozioni numeri 361 e 363
                «Sfiducia al Presidente della Regione»

   GRECO Giovanni Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi quando  non
  partecipavo alle riunioni per la preparazione di questa mozione  di
  sfiducia,  diciamo, in privato dicevo ai miei colleghi quali  erano
  le motivazioni.
   Stasera  le motivazioni le ha dette, tutte, l'onorevole Cracolici.
  Abbiamo fatto un favore all'onorevole Cracolici ed a quel gruppo di
  cuperliani che hanno ottenuto quello che volevano
   Ma,  attenzione  Conoscendo Crocetta, oggi, stasera può darsi  che
  possano  gioire, che l'intervento che ha fatto Cracolici  lo  potrà
  soddisfare, ma da oggi Cracolici sa che Crocetta non gli  darà  mai
  nessuna   possibilità  di  accesso  alla  politica,  che  è   tutta
  particolare del Presidente Crocetta. Questa sera volevo intervenire
  su  un  aspetto che tanti altri miei colleghi hanno detto, chiedere
  al  Presidente  Crocetta di non andare in  televisione.  Ma  lo  sa
  perché glielo dico, Presidente Crocetta?
   Nella sua foga di parlare sempre, dicendo che tutto quello che lei
  ha ereditato, lo ha ereditato perché proviene da quella commistione
  tra mafia e politica, si dimentica che quando parla di forestale, e
  ne  dobbiamo parlare nei termini giusti, non possiamo  dire  che  i
  forestali  li  ha  lasciati Cuffaro. Non per difendere  l'onorevole
  Cuffaro  che  è capace di difendersi da solo, ma perché  in  questo
  momento  nominandolo non ha la possibilità di difendersi.  Lui  sta
  pagando per quello per cui è stato condannato.
   Onorevole Crocetta, i forestali non sono un'eredità dell'onorevole
  Cuffaro,  lo ripeto, e lo ripeto con forza perché i forestali  sono
  stati,  nei  vari anni, elemento di aiuto per i contadini,  era  un
  fatto  sociale e parte dal 1980. Dal 1980, posso dire con certezza,
  comincia a formarsi quell'esercito di lavoratori agricoli impegnati
  nella forestale.
   Presidente Crocetta, io sono d'accordo che noi dobbiamo  occuparci
  dei  forestali, dobbiamo occuparci dei forestali perché li dobbiamo
  fare  lavorare,  li dobbiamo fare lavorare perché oggi  è  cambiata
  tutta  la  politica  dei  boschi. Li  dobbiamo  fare  lavorare  nel
  dissesto idrogeologico.
   Quando andiamo in una trasmissione televisiva, e andiamo a parlare
  di  78  ore, di 101 ore, di 151 ore, sono giorni, ma lui l'ha detto
  da  Giletti,  io  lo  so che sono le fasce di  settanttottisti,  di
  centunisti, e centocinquantunisti. Ma lo ha detto pure in occasione
  della finanziaria che i suoi collaboratori, quelli che sono a tempo
  indeterminato,  Presidente Crocetta, li fa lavorare  negli  uffici,
  sono braccianti agricoli.
   Quindi  meno lei va in televisione, più figura ci fa  fare  a  noi
  mediaticamente.
   Stasera erano due gli interventi, uno sul Presidente Crocetta  che
  spero  che  ascolti  la  voce di qualche amico  di  non  andare  in
  televisione, e l'altro era rivolto a questa Assemblea, perché non è
  che questa Assemblea, in questi due anni, ha dato testimonianza  di
  un lavoro fatto di cui vantarsi.
   Colgo  l'occasione di diventare di nuovo moderato, come  ha  detto
  qualche  mio collega, ma lei la moderazione non la interpreta  come
  collaborazione,  lei  vuole fare quello che dice  lei,  deve  avere
  l'umiltà di cercare la collaborazione di tutti noi deputati.
   Le  porto  ad esempio questo ordine del giorno. Le leggo la  data,
  presidente  Ardizzone,  e poi taccio. Se  lei  capisce  mi  taccio.
  Discussione  della seduta n. 109. Ordine del giorno sui  lavoratori
  stabilizzati. Se le domando che cosa è successo dopo questo  ordine
  del  giorno  che  noi  come  Assemblea  abbiamo  approvato,  signor
  Presidente,  non mi darà nessuna risposta perché non  ce  ne  siamo
  occupati  e  quindi io, per evitare che metta sul  calderone  tutto
  quello  che fa il Consiglio di Presidenza, mi taccio, sperando  che
  lei, prossimamente, mi dia la possibilità o ci dia la possibilità a
  noi deputati di occuparci dei problemi dentro l'Assemblea.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco, lei  si  occupi  dei  problemi  del
  Consiglio di Presidenza, se ce ne sono.

   GRECO. Un mare

   PRESIDENTE.  Per quanto riguarda l'ordine del giorno,  impegna  il
  Governo non l'Assemblea, questo lei lo dovrebbe sapere.

   GRECO. Speravo che lei se ne occupasse.

   PRESIDENTE.  Questo lo dovrebbe sapere perché  è  un  veterano  di
  questa Assemblea. Veterano non è una parolaccia.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò molto breve nel
  mio  intervento anche perché non intendo ripetermi nel darvi  tutte
  le  motivazioni che sono state esternate e formulate da chi  mi  ha
  preceduto  e che hanno motivato la presentazione delle due  mozioni
  di sfiducia.
   Signor  Presidente, Presidente della Regione, io sono  tra  quelli
  che  sicuramente non l'hanno sostenuta e non l'hanno votata eppure,
  quando  mi  sono  insediato  in questo Parlamento,  ho  atteso,  ho
  aspettato che effettivamente quelle promesse che lei aveva lanciato
  in campagna elettorale, e che sono state sicuramente lo specchietto
  per  le  allodole  della  maggioranza  dei  siciliani  che  l'hanno
  sostenuta  e  che  l'hanno votata, piuttosto che  rimanere  lettera
  morta  si  tramutassero in iniziative concrete e  sono  stato  uno,
  forse insieme ad altre persone che invece di assumere una posizione
  oltranzista e becera, così come qualcuno l'ha affermata, ha sperato
  come hanno sperato tantissimi siciliani, che da quelle promesse, da
  quelle parole di cambiamento, di riforma, di miglioramento che  lei
  aveva lanciato durante i suoi comizi, si tramutassero in iniziative
  concrete.  Sono  stato uno insieme ad altri che ha  votato  la  sua
  proposta,  la  proposta  appoggiata dalla  sua  maggioranza,  e  la
  riforma  è purtroppo quella dell'abolizione delle province.  Me  ne
  sono   pentito   amaramente   perché   mi   sono   fidato,   perché
  effettivamente  lei ha promesso al Parlamento e  ai  siciliani  che
  nessuna  conseguenza ne sarebbe derivata dalla  eliminazione  delle
  province   e  che  tempestivamente  avrebbe  provveduto  alla   sua
  sostituzione.
   Ebbene,  signor Presidente, come fa a dire e come fa ad  affermare
  che  nessuna somma è stata sottratta alle province quando  è  sotto
  gli occhi di tutti qual è la situazione delle province e qual è  la
  situazione di incertezza in cui questo ente, non riusciamo a capire
  che  tipo  di  ente  sia  in questo momento,  versa.  Che  tipo  di
  incertezza ha determinato nei confronti di tanti dipendenti  e,  mi
  consenta,  che  tipo di conseguenza dal punto di vista  prettamente
  operativo ha determinato nel momento in cui la provincia non riesce
  a   comprendere   quali   sono  adesso  le  competenze   che   deve
  necessariamente  attuare. Aveva promesso ai siciliani  che  avrebbe
  riformato  tantissimi  settori dell'Amministrazione,  ma  sono  una
  persone coerente e non intendo dilungarmi. Mi permetto solamente di
  sottoporre  alla sua attenzione un argomento che è  stato  trattato
  oggi e che non può essere ignorato, sottaciuto.
   Signor Presidente, la invito a farsi un giro negli assessorati per
  vedere che tipo di immobilismo regna, ma sfiderei il contrario.  Io
  sono componente della quarta Commissione eppure ho visto girare ben
  quattro  assessori in così poco tempo. Sfido io ad  immaginare  una
  programmazione da parte dell'assessorato, sfido io a portare avanti
  qualche  iniziativa che possa determinare una riorganizzazione.  E'
  vero,  lei  è  intervenuto perché c'era il  malgoverno  ma,  signor
  Presidente,  mi  sono  fatto  una  domanda:  ai  siciliani  importa
  moltissimo che venga eliminato il malgoverno, ma importa di  più  e
  forse  di  più  che  ci  sia  un governo,  nel  senso  che  vengono
  riscontrate  le  esigenze  che  la  collettività  in  qualche  modo
  evidenzia.   Eppure  le  posso  assicurare  che  è  un  immobilismo
  impressionante. Le valutazioni di impatto ambientale giacciono lì e
  le  assicuro  che  ci  sono centinaia di istanze  che  non  vengono
  esitate.
   Le porto un esempio. Ottanta dei tanti comuni che sono presenti in
  Sicilia  hanno  presentato  il  P.U.D.M..  Lo  prevede  una   legge
  approvata  dal  nostro Parlamento nel 2005. Ebbene, sono  anni  che
  giacciono  nell'ambito della regione e nessun riscontro viene  dato
  eppure  l'agenzia, anzi il demanio regionale continua a  rilasciare
  le  concessioni come se i comuni non hanno adempiuto  o  non  hanno
  dato  esecuzione a quella legge che ha predisposto e  che  imponeva
  loro   la   predisposizione  dell'utilizzo   dei   beni   demaniali
  all'interno del territorio comunale.
   Ebbene,  vi posso assicurare che è una situazione che si trascina,
  e  quello che mi permetto di evidenziare è solo uno dei casi, e non
  intendo  ripetermi.  Nell'ambito del solo  2014,  ha  presentato  a
  questo  Parlamento ben tre finanziarie, anzi quattro, perché quella
  che  è  stata  approvata l'altro giorno mi è sembrata  un'ulteriore
  minifinanziaria. Ma come si fa ad immaginare di poter  programmare,
  quando  con  questi atti così importanti se ne desume  che  c'è  un
  governo   privo  di  idee  e  soprattutto  privo  di  capacità   di
  programmare?  E  in  mancanza  di programmazione  sono  questi  gli
  effetti,  cioè  si  vive alla giornata, ma la Sicilia  non  si  può
  permettere  di vivere alla giornata. Credo proprio che i  siciliani
  non  se  lo  possano  permettere. E confido anch'io,  insieme  agli
  altri,  che possa esserci effettivamente una svolta, ma non  vorrei
  che   anche   questa  volta  fosse  una  promessa  non   mantenuta,
  un'ulteriore promessa ed un inganno nei confronti dei siciliani.
   Spero  e  mi auguro che effettivamente le regioni, per  cui  parte
  della  sinistra era in totale dissenso ed era in posizione critica,
  si  sia  ravveduta  e che forse ha ragione nel  ravvedersi.  Ce  lo
  auguriamo  noi in primis, in ordine al risultato di questa  mozione
  di  sfiducia. Io non credo che abbia molta importanza se  questa  è
  approvata  o  non  venga  approvata, ha  semplicemente  un  aspetto
  giuridico perché se è approvata ovviamente noi per primi, ma  anche
  lei,ce   ne  andiamo  a  casa,  anzi  premetto  che  non  sarò   un
  disoccupato,  però mi consenta anche di fare un'altra affermazione.
  Lei  la  mozione  di sfiducia l'ha già ricevuta  e  non  da  questo
  Parlamento,  non da questa maggioranza o minoranza, ma le  assicuro
  che  l'ha  ricevuta da tutti i siciliani e, a conferma di  ciò,  mi
  piace  citare il consenso che lei aveva prima, durante la  campagna
  elettorale, dopo la sua elezione e adesso.
   Il  consenso,  almeno  sulla base delle indagini  statistiche,  la
  relegano  agli  ultimi posti, il che significa che  la  mozione  di
  sfiducia  non è votata dai parlamentari, ma è stata già espressa  a
  chiare lettere, dai siciliani. A lei trarre le conseguenze.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, le argomentazioni poste a sostegno  delle
  due  mozioni,  mozioni di sfiducia, sono tali da rappresentare  più
  che  capi  di  accusa  - politicamente parlando  -  elencazioni  di
  problemi  aperti  che aspettano di essere risolti.  E  non  saranno
  risolti, ovviamente, con l'approvazione della mozione di sfiducia.
   Sono stato spesso critico sia in Aula che durante i lavori della I
  Commissione,  di  cui  faccio parte, con il Governo  e  con  alcune
  azioni  dell'esecutivo.  L'ho fatto anche  presentando  emendamenti
  soppressivi  di  norme  che  ho ritenuto  sbagliate.  Ho  criticato
  ritardi inspiegabili per la nomina in alcuni enti. Ma la mozione di
  questa   sera,   le  due  mozioni  credo  che  siano  assolutamente
  anacronistiche, siano già scadute nel momento stesso  in  cui  sono
  state  presentate.
   Lo  sono  perché  debbo  dire  e  dare  atto  agli  esponenti  più
  autorevoli del Partito Democratico siciliano, l'onorevole Crocetta,
  l'onorevole Faraone, l'onorevole Raciti, che hanno costruito quello
  che oggi diventa il Governo che dovrà chiudere questa legislatura.
   Per  cui,  credo  che  la  giornata di oggi,  francamente,  ce  la
  potevamo  evitare.  Una  giornata  che  si  intristisce  -  mi   si
  consentirà  -  per la polemica che considero assolutamente  sterile
  che  ci divide su un tema che è quello della lotta alla mafia,  che
  non  può  assolutamente  passare per una  esibizione  triste  dello
  stesso Grillo che, prima ancora che fare torto al Parlamento ed  ai
  siciliani,  fa  torto al Gruppo parlamentare del  Movimento  Cinque
  Stelle.  Fa torto a 14 parlamentari che, certamente, hanno  qualità
  di  cui  non si può condividere pezzi del loro ragionamento,  della
  loro  azione  politica. Non condivido, ad esempio,  quello  che  il
  giovane   e  brillante  parlamentare  Giorgio  Ciaccio  ha  portato
  avanti.  Perché  quando sarà cancellata una prima parte  di  questo
  Parlamento,  poi  a  turno la demagogia, quell'idea  di  cancellare
  tutto ciò che è politica, travolgerà tutti e nel tutti c'è anche il
  Gruppo  del  Movimento Cinque Stelle. Ed è un peccato dividersi  in
  una  giornata che non doveva neanche esserci su un tema così serio,
  così alto, quale quello della lotta alla mafia.
   Io  che  sono stato critico spesso ed in alcuni occasioni affinché
  il presidente Crocetta riprendesse per intero quelle ragioni forti,
  fondanti,  che  lo  hanno fatto eleggere Presidente  della  Regione
  siciliana, primo Presidente rappresentante della sinistra ad essere
  eletto direttamente dal popolo siciliano.
   Un  attimo fa dicevo che, più che capi d'accusa, le argomentazioni
  adottate  dalle  due  mozioni di sfiducia,  sono  problemi  aperti.
  Onestamente, ritengo che con Crocetta Presidente e anche con questo
  nuovo Governo, nulla togliendo alla rispettabilità di chi oggi  non
  è  più  assessore, dove magari in alcuni minuti è  stato  fatto  un
  esercizio  eccessivo  dell'arroganza. E chi governa  non  deve  mai
  utilizzare  l'arroganza perché la politica è  soprattutto  rispetto
  delle  idee degli altri. Ed è soprattutto la conduzione  di  azioni
  che dovrebbero portare al benessere generale e non all'affermazione
  di   supremazie   che,  comunque,  con  l'arroganza   sono   sempre
  momentanee, provvisorie e spesso producono semplicemente antipatie,
  ripercussioni e non servono a nessuno. Oggi dicevo che le questioni
  aperte  sono  aggravate da una situazione economica finanziaria  di
  tutta  Italia  grave,  di una difficoltà di avere  deroghe  a  quei
  rigori  tedeschi  di  cui  il  Governo dell'Europa  ha  mutuato  la
  necessità di sbloccare una serie di investimenti per un'Italia  che
  è stremata.
   La  difficoltà  in  Sicilia è gravata da  un'eredità  del  passato
  pesante,  dove  ad  un certo punto, consentitemi  di  dirlo,  siamo
  riusciti  ad utilizzare - e dico siamo, perché altrimenti rischiamo
  solo di accusare gli altri - la spesa pubblica non come elemento di
  crescita  e  di  sviluppo, ma semplicemente come una  straordinaria
  calamita,  alle  volte ai limiti della tutela,  per  creare  lavoro
  precario e per trasformare quel lavoro precario in un consenso  che
  oggi  stenta  ad arrivare anche nello stesso modo di  recarsi  alle
  urne.  Noi  abbiamo  necessità  di sostenere  e  respingere  questa
  mozione  perché è chiaro che su alcune questioni, grandi  questioni
  che sono aperte, non ci possiamo ritrovare con le esatte ed opposte
  visioni che hanno le due mozioni, una dei quattordici deputati  del
  Movimento    Cinque    Stelle,   un'altra   dei   rispettabilissimi
  parlamentari  del  centro destra. Sono due cose diverse  che  anche
  stasera   sono  state  interpretate  in  maniera  diversa,   quando
  l'onorevole  D'Asero,  uomo navigato, intelligente,  prudente  alla
  fine,   anziché   rafforzare   l'idea   di   votare   la   mozione,
  sostanzialmente guarda già al domani, alla mezz'ora  dopo,  all'ora
  dopo  di  ciò  che sarà ovviamente il diniego di questo  Parlamento
  alla mozione di sfiducia. Cosa diversa è l'impostazione degli amici
  del  Movimento Cinque Stelle, i quali nella loro idea, più  o  meno
  condivisibile vorrebbero fare un unico pacco della politica,  delle
  istituzioni.
   Ovviamente condivido l'idea di tutto ciò che non funziona  ma  non
  quello  di far diventare un indistinto giacobinismo senza logica  e
  senza  distinzione  di  responsabilità. Oggi  io  mi  chiedo  sulla
  questione dei forestali, che non è una categoria da buttare a  mare
  perché  ce lo chiede la Lega, ma è una categoria sociale,  qualcuno
  diceva, utilizzata anche per fronteggiare una crisi endemica  nelle
  aree   interne  siciliane,  che  va  ripensata  utilizzando  queste
  straordinarie professionalità in un bosco che produce,  declinando,
  avendo  un  progetto di Governo che Crocetta certamente saprà  dare
  nella regia complessiva di questo ultimo Governo per i prossimi tre
  anni di questa Legislatura.
   Per cui mi chiedo, sul problema dell'acqua dove la pensiamo. Io la
  penso  esattamente come la pensa Crocetta, ma in questo  Parlamento
  tanti  non la pensano alla stessa maniera, perché comunque  bisogna
  immaginare  che su questioni fondamentali che sono i  beni  comuni,
  acqua,  beni  ambientali,  utilizzo dei  boschi,  deve  passare  da
  un'idea  che  non coincide con molti dei firmatari  delle  mozioni.
  Sulla  questione  dei  rifiuti io credo, pur  non  condividendo  in
  alcuni  passaggi  ed in alcune azioni che sono con questo  Governo,
  con  questa  idea che Crocetta sarà sostenuto, sarà ancora  di  più
  spinto   in   questo   cambiamento  dai  Gruppi   parlamentari   di
  maggioranza, dai partiti che l'hanno voluto candidato e  che  hanno
  contribuito  ad eleggerlo. Io vedo che ci saranno lì le  discariche
  pubbliche e saranno sgravati i Comuni di questo grande peso  che  è
  finanziario  e di emergenza continua. Onestamente devo riconoscere,
  al  di  là  degli annunci, che il Governo Crocetta  è  riuscito  ad
  assegnare  ai  Comuni  quei trenta milioni di  euro  necessari  per
  avviare  il  percorso  del  patto dei sindaci.  Sulle  Province  la
  pensiamo in maniera diversa anche nello stesso Partito Democratico.
  Ma stiamo parlando di dare una nuova architettura alla struttura di
  questa benedetta Isola senza le emergenze e senza l'imposizione  di
  norme importanti nazionali quali sono quelle della cosiddetta Legge
  Delrio.
   Io   ritengo   che,  anche,  probabilmente  una  pura  coincidenza
  temporale,  l'avvio della programmazione dei fondi  comunitari,  la
  firma  qualche  ora  fa  dell'accordo sull'utilizzo  delle  risorse
  nazionali  con quelle europee, mette questo Governo che sarà  privo
  di  spesa ordinaria, sarà privo di spesa per l'esercizio di ciò che
  è  stato  garantito  dalla  Regione  in  questi  anni,  metterà  in
  condizione  questo  Governo che deve diventare  governo  di  popolo
  perché  dovrà confrontarsi con i cittadini, dovrà confrontarsi  con
  le  categorie  produttive, con un grande  problema  che  non  è  un
  problema  da  affrontare con la carità umana e  cristiana,  ma  con
  azioni pure di governo che è la  povertà, una povertà dilagante che
  sta strappando al benessere migliaia di famiglie e che rende ancora
  più  fragile quel ceto sociale che una volta era sicuro, era quello
  che  combatteva per creare nuove occasioni di crescita,  nuova  tra
  virgolette, fatemi passare il termine, felicità sociale  che  è  il
  ceto medio. Per cui abbiamo la necessità di accantonare la giornata
  di  oggi e portare questo Parlamento al dibattito sui temi e  sulle
  questioni.
   Onestamente,  lo  dico con tutto il rispetto che devo  al  centro-
  destra  ed  al  presidente  Musumeci.  Non  mi  pare  che  ci  sia,
  nonostante  le  bizzosità del PD, che oggi  in  questa  vicenda,  e
  nell'interesse della Sicilia ha ritrovato le ragioni non solo dello
  stare  insieme, ma di essere partito nella migliore  accezione  del
  termine,  di  essere  soggetto  politico  per  farsi  carico  delle
  questioni complessive di una Regione importante, di una nazione  se
  mi  consentite  come la Sicilia. Il centro-destra oggi  ripeterebbe
  esattamente, a mio parere, le ragioni per cui lo hanno portato alla
  sconfitta, cioè una divisione e un'assenza assoluta di condivisione
  di una progettualità che non c'è.
   Il  Partito  democratico ha dimostrato in  questa  vicenda,  nelle
  ultime  ore,  di  essere  esattamente  quel  soggetto  politico,  a
  vocazione  maggioritaria che si è candidato a governare l'Italia  e
  che  governa l'Italia, che governa la Sicilia e lo vorrà  fare  con
  azioni  ancora più concrete, più profonde e più incisive  per  fare
  quel cambiamento radicale di cui questa Terra ha tanto bisogno.
   Ovviamente, la democrazia ha una grande bellezza, uso  il  termine
  bellezza  non  a  caso.  Chi è eletto è comunque  dentro  un  fatto
  transitorio.  Sono essi di nomina, sono essi come nel  nostro  caso
  eletti.
   Oggi,  ho  letto  un'intervista  per  cui  la  mia  vicinanza   al
  Presidente,  che  è  una vicinanza umana, credo che  il  Presidente
  potrà riscoprire dalle sofferenze, dalle amarezza, dalle delusioni,
  che vive esattamente sul terreno che gli era congeniale, quelli dei
  rapporti umani, della sollecitazione all'impegno non passando  però
  dalla  categoria  della politica  che, in fondo,  la  politica  per
  quanto   dura,  per  quanto  cinica  possa  essere,   se   condotta
  esattamente con le regole della politica
   In  questi giorni ho rivisto Enrico Berlinguer quando dal  carcere
  giovanissimo  arrestato  per  aver  partecipato  ad  uno   sciopero
  passando  cento  giorni dentro quel carcere di  Sassari  raccontava
  cosa era la politica. Lo fece da giovane e lo fece quanto dal palco
  di  Padova  continuò  a  parlare nonostante  fosse  impedito  nella
  situazione fisica che lo portò di lì a qualche ora alla  morte.  In
  fondo  dall'antica  Grecia ad oggi, passando da tutte  le  civiltà,
  solo  la  politica,  quella della moralità,  dell'etica,  del  bene
  comune vero, al di là dei posizionamenti su scelte economiche e non
  sole,  è  la  politica  sola che può dare risposte  in  un  momento
  difficile come questo ed io, stasera come il 28 ottobre di due anni
  fa,  continuo  a  scommettere sul Partito  democratico,  su  questa
  maggioranza e sul presidente Crocetta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio  intervento
  continua    dall'intervento   dell'onorevole   Panepinto.    Diceva
  l'onorevole  Panepinto  che la giornata  di  oggi  ce  la  potevamo
  evitare.
   Dico  ai colleghi della maggioranza di questo Governo che il nuovo
  Governo  e  la designazione dei nuovi assessori sono la conseguenza
  della giornata di oggi.
   La  mozione che il centrodestra ha presentato è stata una  mozione
  non presentata per pura demagogia, ma presentata come un'assunzione
  di  responsabilità  nei  confronti  di  quegli  elettori,  di  quei
  cittadini  che  avevano e che hanno riposto  fiducia  nella  nostra
  azione  parlamentare. Di quei cittadini che ogni giorno ci chiedono
  che cosa stiamo a fare in Parlamento.
   Ebbene,  noi  in  Parlamento oggi ci veniamo  e  ci  veniamo  ogni
  giorno,  ma  ricordo ai cari colleghi della maggioranza  di  questo
  Governo  che  se  da  mesi non si legifera  in  questo  Parlamento,
  sicuramente la colpa non è delle opposizioni, ma è uno  stallo  per
  tutti  i dissidi e per tutte le beghe interne della maggioranza.  E
  se  oggi nasce un nuovo Governo, nasce perché c'è questa mozione di
  sfiducia.
   È  vero,  forse abbiamo fatto ricompattare il PD o la maggioranza,
  ma non si è ricompattata rispetto ai problemi della Sicilia. Non si
  è  ricompattata  perché due giorni fa c'erano  i  forestali  sotto,
  perché mentre c'erano i forestali sotto a scioperare eravamo  tutti
  in  Aula  e,  soprattutto in Aula c'era l'opposizione.  Loro  erano
  chiusi  nelle segrete stanze a cercare un Assessore  e  a  fare  la
  quadra sugli assessori di loro gradimento.
   E, allora, se oggi questa ritrovata coesione è raggiunta a fatica,
  noi  non siamo in grado di stabilire se questa coesione sia per una
  settimana, per un anno. È più facile pensare che l'unità di cui  si
  parla non duri che fino alla rottura del nuovo giocattolo concesso.
  Io mi auguro, per il bene dei siciliani, che non sia così.
   Un  Governo, a mio avviso, si caratterizza per le azioni poste  in
  essere  e  nell'interesse  della Sicilia e  quando  critico  questo
  Governo  non  intendo in alcun modo giudicare  le  persone  che  lo
  compongono  e naturalmente il Presidente Crocetta del quale,  anzi,
  apprezzo  la  straordinaria  umanità  e  a  cui  riconosco   onestà
  intellettuale.  Ma  mi  vedo  costretta  a  condannare  un  operato
  politico  e amministrativo che non ha prodotto alcun risultato  per
  il rilancio di questa terra.
   Posso citare i forestali, posso citare la formazione, posso citare
  il  Piano  giovani, posso citare la legge sulle province.  È  vero,
  questo  Governo ha ereditato non so quali catastrofi. Ma  che  cosa
  avrebbe  dovuto  fare  al momento dell'insediamento?  Vedere  quali
  erano  i  mali che aveva ereditato e lavorare immediatamente  senza
  indugio  per cominciare a fare riforme di settore, non  navigare  a
  vista.  Quello dei forestali è un settore che va riformato,  devono
  essere  stabilizzati,  ancora sono lì perché  non  sono  partiti  i
  progetti, perché ancora la Ragioneria centrale non ha registrato  i
  decreti  e ancora non riescono a completare le ore. Non si  sarebbe
  dovuto arrivare là. Questo Governo ha avuto due anni per far sì che
  per  ogni  settore  che  non andava ci  fosse  una  riforma  e  una
  riorganizzazione. Perché non lo ha fatto? Non lo  ha  fatto  perché
  non  gliel'hanno  neanche consentito, a mio avviso,  al  Presidente
  della Regione.
   Noi, oggi, stiamo qui a sfiduciare un Presidente della Regione, ma
  io  credo  che  la  sfiducia  la meriti la  maggioranza  di  questo
  Parlamento.  Alcuni interventi forse oggi sanno di demagogia  o  di
  ipocrisia quando dalle dichiarazioni di stampa sono state  lanciate
  offese  nei  confronti di questo Governo, non  dall'opposizione  ma
  dalla  maggioranza di questo Governo, ed allora questa ricompattata
  unità  è  una  ricompattata unità semplicemente perché le  poltrone
  forse  sono  state  di gradimento ai partiti e  perché  il  Governo
  centrale,  ricordiamolo, ha mortificato la Sicilia e ha mortificato
  anche  l'azione di questo Governo perché l'Assessore per l'economia
  è stato designato da Roma.
   Io  non voglio ripetere ciò che hanno detto i miei colleghi,  però
  mi  sta  molto  a  cuore  un tema.  Un  tema  che  io  non  ho  mai
  abbandonato,  che  ho sempre detto, che ho sempre  sostenuto  anche
  separatamente,  anche  aspettando il  Presidente  Crocetta,  perché
  riguarda   l'impiego  dei  fondi  comunitari.  La  Sicilia   poteva
  ripartire,   potevano  ripartire  i  consumi  e  poteva   ripartire
  l'economia se solo le opere pubbliche, che rappresentano il  volano
  dell'economia sarebbero ripartite.
   E  invece  no,  perché  questo  Governo  ha  perso  una  occasione
  importante   e   l'occasione  importante  è  quella   della   spesa
  comunitaria,  ed anche se il mio intervento è tecnico,  i  tecnici,
  gli  addetti ai lavori comprenderanno in che momento e in che stato
  si trova la Sicilia.
   In questi giorni è stata detta la tesi secondo la quale la Regione
  si  è adoperata per rilanciare la spesa che tutto funziona bene.  I
  numeri  sfoderati  sia  sui  media  nazionali  che  negli  incontri
  istituzionali dei recenti giorni risultano fuorvianti in quanto non
  riconducibili al reale utilizzo dei fondi strutturali ai fini dello
  sviluppo  dell'Isola  ma  spesso - mi si  permetta  il  paragone  -
  sembrano   solo   giochi  di  ingegneria  finanziaria,   funzionali
  solamente a strillare che siamo capaci di disimpegnare risorse.
   Sono  pochissime  le  risorse realmente spese  e  funzionali  allo
  sviluppo.  A  tal  proposito si ricorda che la prima  significativa
  strategia  è  stata quella di destinare ingenti risorse  dei  fondi
  strutturali  -  FESR  e FES - a programmi di iniziativa  comunitari
  Jessica, riqualificazione urbana e Jeremy, sostegno all'avvio delle
  piccole  imprese. Tale operazione ad oggi ha prodotto  soltanto  il
  trasferimento delle risorse dai fondi di cui sopra alle banche  che
  avrebbero dovuto occuparsi dell'erogazione dei prestiti agevolati.
   E  allora,  la destinazione e l'utilizzo di queste somme  quale  è
  stata?
   Altro  mirabile impegno dei fondi è stata la destinazione di parte
  dei  fondi  strutturali FESR e FES nei piani di azione  e  coesione
  (PAC) di incerta attuazione.
   Non  solo. A seguito del trasferimento delle risorse dei programmi
  operativi ai PAC, i programmi operativi della Regione hanno  subito
  un notevole ridimensionamento. Infatti, il programma operativo 2007-
  2013,  a causa della mancata attuazione, ha subito una decurtazione
  di un miliardo 679 mila 868 euro sui circa 6 miliardi previsti.
   Il PO FESR ha subito una decurtazione di 452 milioni di euro della
  quota nazionale (piano giovani) e come si evince dalla delibera  di
  Giunta  n.  298  del  22 ottobre 2014 sarà possibile  un  ulteriore
  taglio di 242 milioni. Io mi chiedo dove andrà questa Sicilia.
   Dunque,  i  miliardi  di euro decurtati dal  PO  FESR  e  dal  FES
  rappresentano una parte di cofinanziamento nazionale.  Tale  scelta
  ha   duplice  motivazione.  Da  un  lato  si  evita  il  disimpegno
  automatico  poiché  con meno risorse a disposizione  ovviamente  la
  spesa da fare e il disimpegno risulterà inferiore e soprattutto  la
  spesa  graverà  sempre  più  sulla  quota  comunitaria.  Dall'altro
  permette  allo  Stato  centrale di non  finanziare  prettamente  il
  Programma  operativo  FESR  violando  di  fatto  l'accordo  con  la
  Commissione e la Regione siciliana.
   Un'altra  creazione creativa di ingegneria finanziaria volta  alla
  scriteriata  capacità  di spesa dei fondi strutturali  riguarda  il
  continuo   ricorso  a  quelli  che  tecnicamente  vengono  definiti
  progetti  sponda retrospettivi. Si tratta di rendicontare a  carico
  della  quota FESR i progetti che sono stati già finanziati  con  il
  CIPE nel 2005.
   Allora  si chiede al Governo di evitare di gridare cifre  che  non
  corrispondono  al  vero  e  che  non  corrispondono  allo  sviluppo
  dell'Isola   ma  solo  a  conservare  le  poltrone   ai   burocrati
  responsabili  della  gestione  dei  fondi  strutturali  ed  evitare
  l'umiliazione di essere controllati da una task force nazionale che
  comunque in questi anni è stata già presente senza nessun risultato
  in termini di reale sviluppo per l'Isola ma esclusivamente volta  a
  fare  gli  interessi  dei governi romani che hanno  l'interesse  di
  investire sempre meno per le regioni del Sud.
   Inoltre strillare che finalmente abbiamo l'assistenza tecnica  del
  FORMEZ, ente controllato da Roma quindi anch'esso utile a fare  gli
  interessi  romani,  risulta inutile in quanto i  diversi  programmi
  operativi  hanno  in  questi anni usufruito di assistenze  tecniche
  costate decine di milioni di euro.
   A proposito dell'assistenza tecnica di FORMEZ che, ripeto, era già
  presente,  si  tratta  di una estensione del  contratto,  carissimo
  Presidente  e  carissimi colleghi, non v'è stata fatta all'evidenza
  pubblica.  Noi  regaliamo alla FORMEZ somme che vengono  prese  dal
  capitolo  della  capacità  istituzionale,  cioè  somme  che   erano
  destinate  a  formare i dipendenti dei Comuni, i  dipendenti  delle
  amministrazioni  periferiche. Ecco  che  cosa  ha  prodotto  questo
  Governo. Forse questa sera

   PRESIDENTE. E' scaduto il tempo a sua disposizione.

   FALCONE.  Ritengo giusto che la collega finisca di esporre il  suo
  pensiero.

   GRASSO.  Forse questa sera la mozione non passerà, ma da siciliana
  auspico  a me stessa ed ai siciliani che la maggioranza di  Governo
  smetta  di  litigare  e che da domani si rimbocchi   le  maniche  e
  cominci  a pensare veramente ai problemi di questa Sicilia che  sta
  morendo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono ancora altri 19 iscritti a
  parlare.  Vi  chiedo,  siccome più colleghi  mi  hanno  chiesto  di
  compensare  minuti con altri Gruppi, di non mettermi in difficoltà.
  E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'assenza  del
  presidente  Crocetta  mi  lascia francamente  indifferente,  quindi
  procedo  nel mio intervento, perché sono convinto che il presidente
  Crocetta  non ascolti o non voglia ascoltare, non intenda ascoltare
  o  faccia  solo finta di ascoltare, anche quando si trova in  Aula,
  egli del resto non è un uomo della politica, non è forse un uomo di
  questa  Terra,  è  un  uomo  che appartiene  alla  metafisica,  che
  appartiene all'iperuranio di Platone, perché parla di una  Sicilia,
  di  una  realtà  siciliana, di una società che vede  soltanto  lui.
  Parla  di  risultati  del suo Governo in questi primi  ventiquattro
  mesi  di attività, che vede e conosce soltanto lui; che non  vedono
  invece i siciliani, che sono uomini e donne di questa Terra.
   Ha  voluto  sminuire  il  valore delle due  mozioni  di  sfiducia,
  parlando  di   contraddizioni interne o di  contraddizioni  tra  di
  esse.  Io  vorrei  ricordare,  perché  affido  qualche  minuto   di
  considerazione,  spero, alla buona politica, sarei persino  tentato
  di   riprendere  il  più  sciagurato,  malaccorto,  sprovveduto   e
  sgradevole intervento di stasera, quello dell'onorevole Malafarina,
  ma non merita quell'intervento nemmeno una parola da parte mia o da
  parte di altri, qualificandosi da sé per quel che è stato detto.
   Vorrei  ricordare  come nasce la mozione di sfiducia  del  centro-
  destra,  qual  è la sua genesi, perché il centro-destra  e  poi  il
  Gruppo  del  M5S  presentano mozione di  sfiducia.  Perché  se  non
  partiamo   dall'origine,  se  non  partiamo  dalla  giustificazione
  iniziale, rischiamo di non comprendere nulla.
   La  mozione di sfiducia del centro-destra nasce nel momento  dello
  scontro  più duro tra il Partito Democratico e la Giunta  regionale
  di  Governo e, per essa, il presidente Crocetta. Si è detto e si  è
  ricordato, senza tralasciare i dettagli di questa vicenda  politica
  che  ha  contraddistinto la vita di quest'Assemblea e la  vita  del
  Governo negli ultimi mesi, interventi durissimi, interventi  spesso
  molto  più  duri  e molto più argomentati e molto  più  documentati
  perché   notiziati  dall'interno  dagli  stessi   esponenti   della
  minoranza,  della cosiddetta  opposizione , e quindi la mozione  di
  sfiducia  nasce come atto politico non soltanto per  rinsaldare  il
  centro-destra parlando, finalmente, un linguaggio univoco, ma nasce
  anche per comprendere se su quei banchi siedono uomini coerenti tra
  quel che fanno e quel che dicono, uomini che sappiano far prevalere
  le  ragioni  di un popolo siciliano che non ne può più,  oppure  le
  ragion politiche o, ancora peggio, le ragion di partito.
   Potrei  ricordare  quello  che è stato detto  nei  confronti,  per
  esempio,  dell'assessore Scilabra da parte di autorevoli  esponenti
  del  centro-sinistra e la difesa strenua, a parole, del  Presidente
  Crocetta  nei confronti dell'ex assessore Scilabra, per poi  invece
  dovere  registrare la sconfitta perché l'assessore Scilabra  non  è
  più tale.
   O i trentasei giorni di assessorato di tal Giarratana, che abbiamo
  visto  in Aula credo soltanto una volta e che i siciliani non hanno
  avuto né modo né tempo di apprezzare.
   Non  parliamo, poi, della delusione, anche sul piano umano,  della
  ex   segretaria  divenuta  l'assessore  al  turismo  della  Regione
  siciliana, dott.ssa Stancheris.
   Non  vogliamo poi ricordare tutte le altre dichiarazioni che  sono
  state  fatte,  ma  mi fermo a quella di stamattina  del  segretario
  regionale  del  Partito Democratico. Dice l'onorevole  Raciti:   Il
  nuovo assessore all'economia è stato indicato dal Governo nazionale
  per  lavorare sulle  emergenze  virgolettato (pagina 2 del Giornale
  di  Sicilia di stamattina). Lo avrei voluto ricordare al Presidente
  Crocetta  che  notoriamente,  perché  lo  ha  dichiarato  in   sede
  giudiziaria, non legge i giornali e quindi avrei potuto fare questa
  rassegna per lui stasera.
   Che  cosa  significa? Significa che due anni non sono bastati  per
  affrontare le emergenze
   Non  parliamo di nodi strutturali, non parliamo di soluzioni vere,
  non parliamo di questioni sostanziali ma, soltanto, di emergenze  E
  adesso,  Crocetta  sotto  tutela. Adesso una  giunta  regionale  di
  governo  che  sarà, probabilmente, sotto tutela  ed,  anzi,  a  cui
  saranno  affidate  le  tutele come si fa con gli  interdetti.  Agli
  interdetti si nominano i tutori.
   Presidente  Crocetta, lo legga il rapporto SVIMEZ e  si  accorgerà
  che quella Sicilia di cui lei parla non esiste. Si accorgerà che la
  spesa europea è molto indietro:
   - Attività produttive: disponibili 774 milioni, spesa 191;
   - Energia: disponibili 313 milioni, spesa 54;
   - Famiglia: disponibili 122 milioni, spesa 11 milioni (il 9%);
   -  Scuole: disponibili 89 milioni per ristrutturazioni  e  67  per
  attrezzature scolastiche, al palo  zero  neanche una lira
   Questi  sono  i temi che avremmo voluto ascoltare, avremmo  voluto
  sentire,   affrontare   dal  Presidente  Crocetta.   Sul   fenomeno
  dell'immigrazione:  Regione  assente   Minori   non   accompagnati,
  strutture  ormai strangolate chiudono e lasciano i ragazzi  davanti
  le prefetture.
   In  valore  assoluto, il PIL in Sicilia meno 27  per  cento  negli
  ultimi 12 mesi. Consumi meno 13 per cento; investimenti meno 53 per
  cento.  Tutti i saldi sono assolutamente, negativi. Non una  parola
  in  sede  di  programma, di progetto. I motori dello  sviluppo,  la
  rigenerazione urbana, le aree interne, oltre il 70 per cento  della
  popolazione  siciliana  vive nelle aree interne  che  sarebbero,  e
  potrebbero  essere, un inesauribile volano economico. La logistica,
  l'area euro-mediterranea come zona di libero scambio e spazio unico
  di produzione: la Sicilia, assente
   Industria  culturale:  in tutta Italia l'occupazione  nel  settore
  culturale aumenta, in Sicilia meno 4,8 per cento.
   Presidente  Crocetta,  il  problema non  era  la  Giunta,  lei  ha
  macinato uomini e donne in Giunta, il suo partito sa bene qual è il
  problema,  i  suoi deputati lo sanno bene qual è  il  problema.  Il
  problema  non  è la Giunta ma il Presidente, un Presidente  che  ha
  inaugurato  la  tecnica  di segnalare i  problemi,  di  indicare  i
  problemi,  ma  di  non risolverli mai perché non è  attrezzato  per
  risolverli, e questo i siciliani lo hanno capito. E ha dato vita al
  Governo  più  succube rispetto al centralismo romano  di  tutta  la
  storia dell'autonomia siciliana, non soltanto per quella vergognosa
  transazione con il Governo, 4,4 miliardi e mezzo di euro  a  fronte
  di poche briciole, ma assumendosi una responsabilità storica che lo
  relegherà all'oblio e alla condanna.
   Si,   onorevole  Cracolici,  avevamo  pensato  che  qualcuno   del
  centrosinistra   potesse  votarla  la  mozione  di   sfiducia   del
  centrodestra  e  del Movimento Cinque Stelle, lo  avevamo  pensato,
  forse c'eravamo illusi, ma prevale la ragion politica, la ragion di
  partito,  anche  negli uomini che di marmellata  si  intendono.  Ma
  c'eravamo   rivolti,  forse  speranzosi,  ai  pasticceri   che   la
  marmellata  l'hanno  fatta negli anni scorsi  in  questa  Assemblea
  Regionale Siciliana, consentendo la vita e la sopravvivenza  di  un
  Governo che, come tutti i Governi, ha le sue luci e le sue ombre.
   Per  questo la nostra posizione politica, il nostro voto sarà  con
  convinzione a favore della mozione di sfiducia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Siragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   SIRAGUSA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Presidente
  Crocetta, lei si è insediato da due anni e la domanda che mi faccio
  e  che  esterno  anche a tutti i colleghi, ai siciliani,  è  se  in
  questi  due  anni  la Sicilia sia cambiata, cioè se  oggi  si  viva
  meglio  rispetto  a due anni fa, se i lavoratori  disoccupati,  gli
  artigiani,  le  imprese, i commercianti, oggi possano  disporre  di
  maggiori  risorse rispetto ad allora. La risposta che mi  do,  e  i
  numeri  peraltro li ha anche citati in maniera egregia l'intervento
  che mi ha preceduto, è ovviamente un no, secco e convinto.
   Vorrei  chiedere  all'onorevole Malafarina in  quale  Sicilia  lui
  vive,  visto  che nel suo intervento ha parlato di Paese  in  lenta
  ripresa.
   Due  anni  di  mal governo, di Governo assolutamente  inesistente,
  insipido,  incapace, impalpabile, hanno reso  la  vita  dei  nostri
  concittadini peggiore di quella di due anni fa. E non parliamo  più
  di   crisi  economico-finanziaria,  parliamo  proprio  di   disagio
  sociale. E la colpa, la responsabilità di tutto questo, è solamente
  del Presidente Crocetta, che è assente.
   Io  mi  ero  preparato un discorso che sottolineava ed evidenziava
  tutti  i punti che sono stati però già ampiamente detti, e  non  ha
  senso  ripetersi. E di tutti questi fallimenti,  la  colpa  per  il
  Presidente  Crocetta è sempre degli altri. E' una  ostenta  litania
  quella  che si ripete incessante, è colpa dei partiti, è colpa  del
  destino   cinico  e  baro,  è  colpa  del  Parlamento,  di   questo
  Parlamento,  quello  che il Presidente stesso qualche  mese  fa  ha
  accusato   essere   frequentato  e  composto  da  mafiosi,   quindi
  ricordiamocele  queste  cose quando il Presidente  si  indigna  per
  l'intervento del mio capogruppo.
   La  mafia, io sono antimafioso dalla testa ai piedi, è antimafioso
  tutto  il  gruppo di cui faccio parte, sono antimafiose le migliaia
  di  attivisti del Movimento Cinque Stelle in Sicilia, è antimafioso
  Beppe   Grillo.  Non  permetto  che  l'onorevole  Malafarina  possa
  insinuare cose diverse.
   La  mafia  in  Sicilia esiste, adesso, ora, è  potente,  è  forte,
  controlla  il  territorio,  contribuisce  a  bloccare  lo  sviluppo
  economico, fa affari e tutela interessi di parte.
   Ma  in  Sicilia c'è anche antimafia, e non mi riferisco  a  quella
  vera,  quella  dei  magistrati, quella delle agende  rosse,  quella
  delle  scorte  civiche, quella dei commercianti che  combattono  il
  racket,  quest'antimafia opera in silenzio, denuncia senza portarsi
  appresso  le  telecamere,  opera  nel  rispetto  della  legge   con
  trasparenza, cerca e spera di avere uno straccio di sviluppo per la
  nostra isola, non ha affari da fare e non ha interessi da tutelare.
  Questo  tipo  di  antimafia vedrà sempre noi del  Movimento  Cinque
  Stelle al suo fianco,  e la difenderemo fino alla morte.
   Mi riferisco all'altra antimafia, quella parola degli indignati  a
  convenienza,  quella  o  si è con me o si  è  mafiosi,  quella  del
  Presidente  Crocetta, la sua, quella che continua  a  fare  affari,
  quella che blocca lo sviluppo economico di questa Terra, quella che
  ha interessi di parte da tutelare.
     E'  giusto per non lasciare solo alle parole e citare dei fatti,
  mi  riferisco  a Villa S. Teresa di Bagheria, bene confiscato  alla
  mafia,  azienda  di  primo  piano  nel  settore  sanitario  che  il
  presidente  Crocetta, appena insediato voleva  portare  giustamente
  all'interno della sanità pubblica. Chissà perché da allora è  sceso
  il  silenzio  su  Villa S. Teresa. Perché? Perché evidentemente  ci
  sono affari di una certa antimafia da portare avanti.
   Noi  non  facciamo parte di questa antimafia, noi stiamo  con  chi
  l'antimafia  la  fa  rischiando la vita  sul  serio.  Concludo.  La
  mozione di sfiducia resta, onorevole Cracolici, perché prima  delle
  ragioni  della  politica,  secondo  noi,  vengono  le  ragioni  dei
  siciliani  che, in questo momento, sono stanchi, sono  stufi,  sono
  disperati.
   Noi  non  facciamo  altro che portare qui dentro  queste  ragioni.
  Continueremo  a provare in tutti i modi, consentiti dalla  legge  e
  dallo Statuto a mandare via questo Governo per dare una speranza ai
  siciliani.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO. Signor Presidente onorevoli colleghi, intanto ringrazio
  i miei colleghi Alongi e Germanà che mi stanno dando la possibilità
  di  utilizzare tutto il tempo a disposizione così come ringrazio il
  capogruppo  del Misto per avermi dato la possibilità  di  integrare
  alcuni minuti.
   Io partirei Presidente, da un dato.

   PRESIDENTE. Scusi onorevole, la richiamo perché si apre  così  una
  nuova  ondata di interventi. Onorevole Vinciullo, penso  che  tutti
  hanno diritto di intervenire in base alle regole che ci siamo dati.
  Lei  ha affermato che il Presidente del gruppo Misto le ha concesso
  dei   minuti.   Vedetevela  fra  di  voi.  Non  scherziamo   perché
  obiettivamente  è  tardi, io non mi sono alzato se  non  per  pochi
  minuti  da  questa  sedia. Onorevole Fazio,  quanti  minuti  le  ha
  concesso.
   Va  bene,  ho capito. Dategli i minuti a disposizione  del  gruppo
  Misto. Però, scusate non è modo di fare. Se c'è un contingentamento
  dei tempi ha un senso. Non è una trattativa.

   VINCIULLO. Grazie dell'opportunità che mi dà.
   PRESIDENTE.   Scusi,   quanti  sono  i  minuti   a   disposizione?
  Diciassette  minuti.  Li  dividiamo. Otto  a  Vinciullo  e  nove  a
  Formica.

   VINCIULLO.  Presidente, grazie di questa opportunità che mi  viene
  data.   Veda   innanzitutto,  vorrei  iniziare  stigmatizzando   il
  comportamento  del  Presidente della Regione  non  perché  non  sia
  presente  in Aula ma per un fatto gravissimo che è accaduto  e  che
  nessun collega, fino ad adesso, ha citato.
   Veda  poco  fa, con la leggerezza che lo caratterizza, proprio  di
  una  libellula, il Presidente Crocetta ha parlato di  Suslov  e  ha
  parlato  di  questo  signore come se fosse l'ideologo  del  partito
  comunista,  dimenticando che si tratta del più  feroce,  insieme  a
  Stalin, criminale che ci sia mai stato sulla faccia della terra. Lo
  ha  fatto  come  se  stesse parlando di un  signore  qualsiasi,  di
  Antonio Gramsci, di un uomo che poteva essere da esempio per questa
  Assemblea  dimenticando  ripeto che stava  parlando  di  un  feroce
  assassino.
   Ciò  posto,  questa fa parte della caratteristica  del  presidente
  Crocetta ed è la componente che caratterizza il soggetto. Io, però,
  voglio  rispondere  a  ciò  che argutamente  ha  detto  l'onorevole
  Cracolici e poi ha ripreso l'onorevole Panepinto.
     Tutti  e  due  hanno  posto un problema  serio  a  cui  noi  del
  centrodestra uniti daremo le giuste risposte. Onorevole  Cracolici,
  lei  dice  che  il Governo che fino a qualche mese  fa  lei  stesso
  definiva  il  Governo dei gabinetti, quel Governo,  contro  il  suo
  compagno  di  partito, si è scagliato dicendo che era  stato  fatto
  voto di scambio e non lo dobbiamo dimenticare, quel Governo non c'è
  più.
   C'è  un  nuovo Governo, ma per essere chiari noi non ce  l'abbiamo
  solo  col Presidente Crocetta, noi siamo contro la maggioranza  che
  fino   ad  oggi  ha  sostenuto  il  Presidente  Crocetta  e  quella
  maggioranza  continua ad esistere per cui non  viene  assolutamente
  meno  il  motivo  per  il  quale noi oggi presentiamo,  insieme  al
  Movimento Cinque Stelle, la mozione di sfiducia e la portiamo  fino
  a  casa  perché  veda,  onorevole Panepinto,  se  oggi  la  Regione
  siciliana  si trova in questa situazione, la colpa non è  solo  del
  Presidente Crocetta, la colpa è degli assessori che gli avete dato,
  la colpa è dei vostri segretari regionali, che anziché dare vita ad
  una  cabina  di  regia cercando di imbrigliare l'uomo  Crocetta  lo
  avete   massacrato  sui  mass-media,  la  responsabilità  è   degli
  assessori che da perfetti incompetenti, ed era qualcosa che abbiamo
  sempre  detto in questi mesi, sono andati a ricoprire,  a  svolgere
  ruoli e compiti di cui erano assolutamente inadeguati.
   La  mozione di sfiducia ha motivo di continuare ad esistere perché
  inadeguata   è  stata  la  maggioranza,  inadeguata  è   stata   la
  rappresentanza assessoriale, inadeguato è stato il Presidente della
  Regione  che  voi  avete scelto, che voi non avete  sostenuto  come
  dovevate  e  che,  di conseguenza, insieme a voi  deve  andare  via
  perché  questa  non è la sconfitta di Crocetta, caro Presidente  Di
  Mauro,  è  la sconfitta di una pseudo maggioranza che non ha  vinto
  mai  le  elezioni  perché  avete avuto la possibilità  di  avere  i
  presidenti solo perché ci siamo presentati divisi e proprio  perché
  non  avete  la  maggioranza all'interno del Paese e  della  Regione
  siciliana  avete  cercato di occupare in maniera ignobile  tutti  i
  posti.
   Mi  dispiace che non c'è l'onorevole Sorbello che poco  fa,  anche
  per  ciò  che  gli era stato detto, si è lasciato  andare  a  delle
  considerazioni. Noi del Nuovo Centro Destra non siamo interessati a
  poltrone. In questo scambio che sta avvenendo di ingegneri capi del
  genio  civile non ne vogliamo sapere, siamo fuori e fuori  vogliamo
  rimanere,  non  abbiamo segnalato nessuno, così  come  non  abbiamo
  segnalato  nessuno nemmeno in questi giorni a Siracusa, dove  si  è
  costituito un nuovo consiglio d'amministrazione attraverso il quale
  parecchi deputati che fino ad oggi erano stati contrari al  governo
  improvvisamente hanno cambiato idea, e non è stato il Padreterno  a
  convincerli sulla strada verso Damasco che bisognava cambiare  idea
  nei  confronti  del  governo, ma sono  state  fatte  cose  ben  più
  meschine, cose molto più semplici.
   Onorevole   Cracolici,   lei  col  solito  straordinario   intuito
  politico, aveva pensato che era venuta meno la ragione per cui  noi
  facciamo  insieme  al  Movimento Cinque Stelle  questa  mozione  di
  sfiducia.  Non è assolutamente venuto meno il motivo  politico  che
  sta  alla  base di questa sfiducia. Il problema non è Crocetta,  il
  problema  è  il centrosinistra, siete voi che avete in questi  anni
  dimostrato di non essere in grado di assumere le leve del potere in
  Sicilia. Né è possibile immaginare, ascoltare qui qualcuno  che  fa
  le  pulci al centrodestra quando con Lombardo ci siete stati voi al
  Governo.  Per  essere  chiari voi siete la  continuazione  di  quel
  Governo

           (Applausi dai banchi del Movimento Cinque Stelle)

   VINCIULLO.   voi  siete  la  continuazione  anche  attraverso  gli
  assessori  oggi  scelti  di  quel  Governo  che  in  teoria   avete
  combattuto. Lei parla di assassinio della sanità. Ma colui il quale
  è  passato  alla  storia come quello che ha assassinato  la  sanità
  pubblica,  oggi è vostro alleato. Non è assolutamente  alleato  del
  centro-destra. E' con voi e con voi sostiene questo Governo. E  non
  è  possibile  pensare  che se stanno con  noi  allora  vanno  bene,
  altrimenti...
   Onorevole  Sorbello,  l'ho  citata  in  senso  positivo,  non  per
  polemizzare
   Dicevo,  quindi, che questa doppia morale, se stanno con noi  sono
  meschini, se sostengono voi gli abbiamo cancellato tutti i peccati.
  Questo  potere  taumaturgico  non  vi  appartiene.  Non  avete   le
  caratteristiche  morali,  non ne avete nemmeno  le  possibilità  di
  poterlo sostenere.
   Lei poco fa ha citato un ex deputato di Alleanza nazionale. Non lo
  faccia  mai più  Quel deputato non si è interessato delle  cose  di
  cui lei dice. Quel deputato semmai ha cercato di porre ordine nella
  gestione  della  formazione. Poi, capisco che voi sulla  formazione
  professionale  volete  continuare una lotta intestina,  ma  non  ci
  trascinate  nelle  vicende di casa vostra e non ci  coinvolgete  in
  cose che non ci riguardano completamente.
   Veda,  signor Presidente dell'Assemblea, noi oggi ci  troviamo  di
  fronte ad una situazione drammatica che è figlia di due anni di mal
  governo  che ereditiamo dalla passata legislatura. 883  milioni  di
  euro  non  sono stati ancora spesi. E, oggi, nel formare  il  nuovo
  Governo non sappiamo ancora se l'assessore per il bilancio avrà  la
  delega  per  i  fondi  strutturali oppure  non  l'avrà.  Che  è  di
  fondamentale  importanza. Ed è anche il  motivo  per  il  quale  il
  passato  assessore per il bilancio, Luca Bianchi, ha  fallito.  Era
  assessore per il bilancio e non era assessore ai fondi strutturali.
   Le province. Ma possiamo far finta di non capire che il momento di
  crisi,  il  dramma sociale che si vive nelle province è  frutto  di
  quella  legge? E a questo proposito voglio dire a tutti: smettetela
  con  la strumentalizzazione del Movimento Cinque Stelle. I colleghi
  del  Movimento Cinque Stelle sono uomini  e donne libere. Votano  a
  prescindere dalla nostra volontà. E, quindi, non è possibile che se
  votano la legge a favore dell'abolizione delle province vanno bene.
  Poi,  se invece successivamente nella loro assoluta libertà  votano
  un  altro  provvedimento che non è gradito al Governatore,  allora,
  devono essere messi all'indice? Ma sono quelli che il giorno  prima
  avevano  consentito  al  Governo  di  portare  al  termine   alcuni
  progetti.  E  ce lo siamo dimenticati quando la maggioranza  andava
  nei  banchi  dei deputati del Movimento Cinque Stelle a pietire  il
  voto  dei  deputati? Lo abbiamo dimenticato? Oggi,  improvvisamente
  sono  diventati  i  rappresentati del demonio, del  diavolo,  della
  mafia.  Ma  cosa  c'entrano  i  colleghi  che  hanno  sempre   dato
  dimostrazione e prova di assoluta serietà, con quello che  dice  il
  leader?  Pensate  che  tutto ciò che dice  Angelino  Alfano  o  nel
  passato Berlusconi, io lo avevo accettato come cosa mia? Ognuno  di
  noi  è libero, risponde alla propria coscienza, risponde al proprio
  io, non ai propri leader.
   Sulle  province  non solo abbiamo creato il disastro  ma  la  cosa
  ancora  più  grave è che ci siamo dimenticati di  inviare  i  missi
  dominici a controllare questi cosa facevano nelle province.

   MUSUMECI. In che senso?

   VINCIULLO. In senso negativo, sia chiaro. Alcuni di loro  si  sono
  dedicati  agli  ozi tipici di Annibale, di Capua;  altri  agli  ozi
  catulliani. Pochi hanno amministrato veramente le province.
   E  dopodiché, è venuto fuori che sui forestali siamo stati noi, il
  Parlamento, questa Assemblea, tutti insieme a risolvere nel bene  e
  nel  male il problema. Perché il Governo non esisteva e perché  fin
  quando c'è stato il Governo non siamo riusciti a portare a casa  il
  provvedimento.
   Sull'edilizia,  poco  fa l'onorevole Ioppolo ricordava  che  siamo
  stati  massacrati  dallo SVIMEZ. Presidente Ardizzone,  lei  lo  sa
  quanti sono i progetti finanziati che ad oggi non sono partiti? 415
  progetti  finanziati,  e sono fondi che, se  noi  non  utilizzeremo
  entro  il  31  dicembre  dell'anno  prossimo,  andranno  perduti  e
  verranno riassorbiti dalla Comunità Europea. E poi, tutta una serie
  di gestioni che ci lasciano stupefatti - caro Presidente Malafarina
  che  vedo  che  ritorna - nonostante siamo stati in  Aula  notte  e
  giorno ed abbiamo aggiustato i provvedimenti del Governo.
   Vi vorrei ricordare quanti articoli approvati da quest'Aula, dalla
  maggioranza, poi sono stati cassati dal Commissario dello Stato, il
  che  era la prova che non è il Presidente Crocetta che non funziona
  ma è la maggioranza, sono coloro che lo sostengono perché non è ben
  consigliato, perché non è ben aiutato. Ancora una volta ci troviamo
  di  fronte  a  degli  assessori  che questa  sera  dovevano  essere
  presenti,  che avrebbero dovuto giurare, che avrebbero  già  dovuto
  avere   le  deleghe,  invece  non  hanno  nulla.  Siamo   solo   ed
  esclusivamente  in  attesa  che  la Comunità  Europea  continui  ad
  intervenire contro di noi.
   Continuo   a   ricordarci  che  siamo  inadempienti,   che   siamo
  inadeguati,  che  siamo  incapaci. Cioè siamo  la  Regione  che  si
  presenta alla TV da Giletti e non pensa nemmeno di prepararsi.  Per
  cui  non abbiamo nemmeno il vero numero dei forestali, che non sono
  26  milioni,  28  milioni,  32 milioni, sono  un  numero  di  molto
  inferiore.  Perché  vedete  i  4  mila  forestali  della  Lombardia
  lavorano  per  365  giorni l'anno. I 3.558 forestali  del  Trentino
  lavorano  per  365 giorni l'anno. I nostri 8.658  lavorano  per  78
  giorni, e quindi significa che sono esattamente un quinto di quello
  che  risultano  sui  numeri. Gli altri  tremila  lavorano  per  101
  giorni, gli altri per 151. Questo che nessuno riesce a capire,  che
  questo  numero di molto inferiore quindi a quelli che lavorano  nel
  Trentino, nel Veneto o nella Lombardia dove lavorano per 365 giorni
  l'anno.  Perché  non abbiamo la voglia, il coraggio,  la  forza  di
  sederci e studiare.
   Fare   politica  significa  anche  studiare,  fare  politica   non
  significa  soltanto  perdere  tempo e bighellonare.  Fare  politica
  significa  cercare di trovare soluzioni e le soluzioni  si  trovano
  attraverso  il  lavoro e non attraverso i capricci  o  le  risposte
  piccate  o  velenose. Mi pare sono stati cambiati 33 assessori,  32
  assessori,  non era mai successo. Nemmeno Lombardo era  riuscito  a
  cambiare   tanti  assessori  con  la  stessa  continuità.   Abbiamo
  assessori  che durano una settimana, quindici giorni, il  tempo  di
  una  campagna  elettorale, ma pensate che è immorale una  cosa  del
  genere.  Pensate che è possibile piegare la volontà  della  Sicilia
  alle elezioni che si tengono in Provincia di Siracusa in due comuni
  e  per cui improvvisamente il sovrintendente, l'assessore, arrivano
  tutti  da Rosolini come se quello era il centro del mondo.  E  dopo
  otto  giorni  della  chiusura della campagna  elettorale  ci  siamo
  dimenticati  dell'assessore Giarratana, a cui va la mia solidarietà
  e  quella  di  tutti  i  deputati, perché nessun  uomo  può  essere
  utilizzato per una stagione solo per qualche giorno.
   E  allora  vedete, poco fa la collega Ciancio ha usato un  termine
  molto  bello che credo possa rappresentare la politica di Crocetta.
  Ciancio  dice:   basta  non fare quello che fa  il  Presidente  per
  governare bene . Io mi vorrei permettere di chiosare quello che  ha
  detto la collega
  e  dire  basta. Non fare quello che fa questa maggioranza di centro
  sinistra per governare bene la Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, aveva ancora un minuto  e  undici
  secondi. Mi ha deluso.

   SORBELLO. Chiedo di intervenire per fatto personale.

   PRESIDENTE. Non ha detto Sorbello.

   SORBELLO. Voglio intervenire per fatto personale.

   PRESIDENTE. Allora, interviene dopo l'onorevole Formica.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace  che
  non  ci  sia in Aula il presidente Crocetta e rispetto a tutti  gli
  interventi  che  ho ascoltato questa sera, soprattutto  anche  agli
  interventi interessati, alle soluzioni anche interessate  che  sono
  state suggerite dalla maggioranza e dal suo rappresentante che,  il
  presidente  bontà sua, ha paragonato a Suslov e fra  questi  mi  ha
  colpito  molto  l'invito rivolto ai presentatori della  mozione  di
  sfiducia  di  ritirarla  e  di ritirarla  con  una  giustificazione
  alquanto  fantasiosa,  susliana, che è  quella,  secondo  lui,  che
  considerato che non ci sono i  motivi o le speranze che la  mozione
  di  sfiducia passi, quando non ci sono queste condizioni la mozione
  di  sfiducia non dovrebbe presentarsi. Cioè, come a dire presentate
  la  mozione  di sfiducia quando siete certi che questa passerà.  E'
  uno strano modo di pensare agli strumenti della democrazia.
   Forse,  era  un tentativo ultimo, estremo di cercare di  sottrarsi
  agli occhi, all'udito dei siciliani che stanno soffrendo sulla loro
  pelle  il  nulla  con cui siamo confrontati, un  nulla  che  non  è
  inerme, un nulla che sta causando la distruzione di questa Regione.
   E  vedete  sui  motivi elencati per presentare questa  mozione  di
  sfiducia basterebbe semplicemente, senza aggiungere altro,  leggere
  ed  elencare  tutte  le dichiarazioni che da questa  maggioranza  e
  segnatamente dal PD sono state rivolte all'indirizzo del presidente
  Crocetta e del suo Governo.
   Basterebbe  mettere  in  fila tutto ciò  che  hanno  detto  contro
  Crocetta, deputati del PD e i deputati della maggioranza, di questa
  sua maggioranza che, ripeto, si è formata in Parlamento, che non  è
  uscita  dalle  elezioni e si è formata in Parlamento  per  le  note
  transumanze a cui abbiamo assistito e che non dobbiamo smettere  di
  sottolineare  e che hanno portato alla composizione e scomposizione
  di  un numero rilevantissimo di governi, se siamo ancora al secondo
  anno.
   Ma  la  cosa  che qui ci preme ricordare è che non c'è  una  delle
  promesse che è stata fatta dal Presidente della rivoluzione che  si
  è  tradotta  poi  in  un'azione reale, in  un'azione  vera.  Stiamo
  assistendo  alla  rivoluzione  che si  è  alla  fine  fermata  alla
  rivoluzione della prassi, delle procedure e del non rispetto  delle
  leggi.  Perché  una  miriade  di atti di  questo  Governo  si  sono
  infranti poi o sotto le forche gaudine del Commissario dello Stato,
  oppure  sono  state  annullate dai TAR,  dal  CGA  e  dagli  organi
  competenti a controllare la legalità degli atti.
   Sì,  è  vero, c'è stata una rivoluzione, ed è stata la rivoluzione
  di  chi  ha  deciso  di non rispettare le leggi,  le  prassi  e  le
  procedure.  Questa  è  la rivoluzione a cui  abbiamo  assistito  in
  questi  due  lunghissimi  anni, perché  il  tempo  passa  e  se  la
  situazione  economico-sociale dei cittadini  è  accettabile,  è  un
  tempo che magari non viene notato nella sua lentezza o velocità. Ma
  quando  questo  tempo  è  coniugato con una  situazione  economico-
  sociale  che  definire sull'orlo dell'abisso è  sempre  dire  poco,
  rispetto alle condizioni che stanno subendo i siciliani, allora due
  anni  sono  lunghissimi, due anni sono un'eternità. E ci atterrisce
  il  pensiero di altri tre anni, a cui forse si riferiva l'onorevole
  Cracolici e gli altri esponenti del PD e della maggioranza  che  si
  sono augurati che ci sia una nuova ripartenza.
   Ma  una  nuova  ripartenza con un nuovo  Governo  per  fare  cosa?
  Premesso che la mozione di sfiducia è nei confronti del governatore
  e  non  del  Governo, premesso altresì che abbiamo visto  all'opera
  questi  governi  e quello che hanno fatto, la ripartenza  significa
  solo   vi  abbiamo  massacrato  ma non  abbastanza   -  rivolto  ai
  siciliani  -   e  pensiamo di continuare il massacro  ed  eliminare
  definitivamente la speranza per sempre . Perché non ci  può  essere
  altra  spiegazione  all'invito  di non  presentare  la  mozione  di
  sfiducia  che  ci  è  stato fatto questa sera  o,  addirittura,  di
  ritirarla  per  motivi  tecnici. E quali  sarebbero  questi  motivi
  tecnici?  Il  fatto che abbiamo distrutto tutti e 12 i settori  che
  compongono i dipartimenti della Regione, il Governo della  Regione,
  non  ce  n'è  uno  che  non sia stato raso al  suolo.  Li  vogliamo
  elencare?   I  rifiuti:  dal  Governo  della  rivoluzione   abbiamo
  assistito  alla moltiplicazione delle discariche, che magari  vanno
  ad  accrescere  le  fortune dei possessori  di  queste  discariche.
  Possiamo  ancora  parlare di rivoluzione in un  settore  che  causa
  centinaia  di  milioni di euro all'anno di deficit, di  buco  nelle
  casse  della Regione e che prima o poi manderà in default  tutti  i
  comuni della Sicilia?
   Possiamo  parlare di rivoluzione quando nessun atto è stato  messo
  in  piedi  per  eliminare  la vergogna  delle  discariche?  Cosa  è
  cambiato?  Quale  programmazione  si  è  fatta  a  proposito  degli
  impianti?  Quali iniziative sono state poste in essere per  cercare
  di  avvicinarci, non dico ai paesi migliori, ai paesi più avanzati,
  ma  quanto meno al resto d'Italia, di quella parte d'Italia che  in
  qualche  modo funziona? E se non sono stati posti in essere neppure
  gli  strumenti  programmatori per risolvere il  problema,  come  si
  pensa  di continuare ad abusare della fiducia dei cittadini  ancora
  per altri tre anni?
   Forse  hanno  ragione  coloro i quali, ormai  apertamente  per  le
  strade, dicono che vale più il tentativo di mantenere lo scranno in
  Parlamento  che  la perseveranza nel ricercare il bene  comune  dei
  cittadini.
   Come possiamo sottrarci a questa constatazione quando vediamo che,
  dai   rifiuti   alla   sanità,   assistiamo   allo   smantellamento
  dell'offerta sanitaria, oggi non vi è chi non è confrontato con  la
  costante  ricerca  di  un posto di ricovero che  non  c'è,  di  una
  prestazione diagnostica che viene ritardata e posta a sei  mesi,  a
  un anno.
   E  ancora,  pensiamo  che  sia stata intempestiva  la  mozione  di
  sfiducia? Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Non è compito
  dell'opposizione curarsi del fatto che la maggioranza si ricompatta
  o  meno.  E'  compito  dell'opposizione  fare  il  proprio  dovere,
  segnalare le cose che non vanno e dire ai cittadini le inefficienze
  che  i  cittadini  stessi  vivono  sulle  loro  spalle  e,  quindi,
  assumersi le responsabilità, una responsabilità di ognuno di noi di
  fronte  ad un Governo che non funziona, di fronte ad un governatore
  che non ha voluto o non ha potuto o non è stato messo in condizione
  dalla   sua  maggioranza  di  poter  portare  avanti  il  programma
  rivoluzionario  annunciato.  Beh, il  compito  dell'opposizione  in
  questi casi è uno e uno solo, non ce ne possono essere altri.
   Non  ci sono vie d'uscita. O si è consapevoli del fatto che  si  è
  assistito al più grande disastro che questa Terra abbia mai  potuto
  conoscere,  oppure  bisogna continuare a  mentire,  nascondersi  la
  testa come gli struzzi sotto la sabbia.
   Beh,  noi non facciamo parte di coloro che si nascondono la  testa
  per  non  dire o affrontare la verità. E se ognuno di  voi  dovesse
  dare  ascolto  alla propria coscienza, sarebbe fermamente  convinto
  che la sfiducia andrebbe votata.
   Ieri, non oggi. Non un minuto in più né un giorno in più. Il PD la
  deve finire di essere partito di lotta e di Governo. E' esploso  il
  caso  a  livello  nazionale e il PD la deve  smettere  di  prendere
  ancora in giro gli italiani, la deve smettere con un partito che va
  in  piazza  e  mobilita un milione di cittadini contro  il  Governo
  guidato da un esponente del PD e contestualmente stare al Governo e
  dire agli stessi cittadini che sta lavorando per il loro bene,  per
  risolvere i loro problemi.
   Partito  di lotta e di Governo. Non è più tempo di slogan,  non  è
  più  tempo  di slogan per i lavoratori della formazione  che  hanno
  perso il loro lavoro e il loro stipendio; non è più tempo di slogan
  per i lavoratori della forestale; non è più tempo di slogan per gli
  articolisti, per i precari e, soprattutto, mi rivolgo al Presidente
  della  Regione,  non  si  faccia,  nelle  trasmissioni  televisive,
  insultare  con le menzogne più grandi da coloro i quali sono  stati
  gli  artefici  dello  scandalo Mose che dava un  miliardo  di  euro
  all'anno  al  Veneto ed a quelle popolazioni, a quelle  regioni,  a
  spese  degli italiani, da coloro i quali con lo scandalo EXPO hanno
  sottratto miliardi agli italiani (i forestali costano soltanto  200
  milioni  di  euro, 270 milioni di euro). Solo con la  tangente  del
  Mose si pagherebbero i forestali per cinque anni.
   Presidente  Crocetta abbia la dignità di presentarsi  e,  finisco,
  per sollevare l'onore di questa Terra che è anche la sua.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa  sera  il
  Gruppo  parlamentare  ha  ricevuto una  telefonata  dal  presidente
  Berlusconi,  che sta attenzionando, come sempre, le  vicende  della
  Sicilia. Coerentemente a quanto sta facendo in maniera compatta  il
  centro-destra in Sicilia.
   Questa   sera,  ciò  che  più  ci  rammarica,  signor  Presidente,
  ovviamente  è  qualcosa  che risiede in altra  sede,  qualcosa  che
  attiene  la  dimensione del centro-sinistra, di una coalizione  che
  arriva  evidentemente  sfaldata a  questo  appuntamento  e  di  una
  coalizione,  soprattutto, che vede questo Partito Democratico  auto
  scattarsi  una fotografia la cui immagine è sbiadita, confusa,  una
  fotografia  di famiglia dove, fino ad una settimana fa, alcuni  dei
  protagonisti di questa maggioranza sembravano avere le idee chiare,
  quasi nel voler sostenere la battaglia del centro-destra, quasi nel
  voler  accusare puntualmente ad ogni richiamo l'azione e l'attività
  di questo Governo, per poi tirarsi indietro o finire addirittura in
  maniera grottesca, questa sera, con l'accusare il centro-destra.
   Arrivati  ad  un certo punto, questa sera, mi sono quasi  confuso,
  signor  Presidente, perché sembrava che fossimo qui  per  ascoltare
  ciò  che  la  coalizione di centro-sinistra, con  in  testa  alcuni
  personaggi  del PD che avevano imbarcato ed avviato una discussione
  per  settimane, per mesi, e che finalmente stasera sembravano voler
  ribaltare  la frittata. Una frittata che capiamo essere fatta,  una
  frittata  che  capiamo potrà essere ribaltata  anche  nei  prossimi
  giorni,  perché quanto volete che possa durare questo  accordo,  un
  accordo  fatto  sulle  poltrone, un accordo  che  vede  spaccare  i
  partiti,  un  accordo che sta vedendo questa sera il  centro-destra
  compatto, tutte le forze del centro-destra compatte, e la  sinistra
  invece  che  vede soggetti tirare la corda, chi da  una  parte  chi
  dall'altra
   Chi  è  il  personaggio della serata? Oggi più di tutti svetta  il
  compagno  Suslov,  quel  collega  Cracolici  che  è  avvezzo   alle
  maggioranze di tutte le stagioni, quel compagno Cracolici che prima
  è  venuto  qui a fare un ragionamento sulla questione  del  centro-
  destra,  sulla  questione del centro-sinistra, e che non  comprende
  che non ha più nulla da raccontare ai siciliani, lui come tutto  il
  PD,  che  evidentemente si è contraddetto  ed  a  poco  o  a  nulla
  varranno, Presidente, tutte queste discussioni e queste chiacchiere
  che  ci  siamo  venuti a fare questa sera, perché  i  siciliani  li
  guardano,  rimangono  incollati fino quasi a  mezzanotte  a  questo
  spettacolo,  uno spettacolo che li rende assolutamente  indecorosi,
  perché  non  si  può,  cari colleghi del PD,  per  mesi,  dire  che
  Crocetta sbaglia, è in errore, e poi venire qui a dirci che tutto è
  stato  risolto.  E'  stato  risolto in  funzione  di  cosa?  Di  un
  assessorato in più o in meno? Di una postazione di governo in più o
  in meno che è stata data?
   Io  non credo che i siciliani si aspettassero questo, questa sera.
  Io  non  credo che siano state queste le ragioni che hanno condotto
  il   centrodestra  a  questa  posizione.  Questa  posizione  è   il
  risultato, non tanto di fughe in avanti del centrodestra, di quello
  che  la  piazza  dice  a  noi deputati del  centrodestra  ma,  sono
  convinto, dice anche a voi deputati del centrosinistra.
   Ce lo dicono gli operai. Io parlo delle vicende palermitane, forse
  perché  sono quelle che vivo di più girando per le strade di questa
  città.  Ce lo dicono gli operai del COIRES, quella società  che  si
  occupava del sistema dei rifiuti nella provincia di Palermo, e  che
  questo  governo, purtroppo, sta lasciando a casa. C'è una categoria
  della  quale sembra ci si debba vergognare a parlare perché è stata
  tacciata di non so quale male, che è stata marchiata a vita da  non
  so  quale  colpa.  Ed  è  la  categoria dei  Piani  di  Inserimento
  Professionale,  quei  PIP ai quali, io ho incontrato  il  dirigente
  della  programmazione,  e per i quali - e  non  si  capisce  quando
  glielo  si dovrà dire - verranno a mancare, dal prossimo  anno,  le
  risorse.
   E  non  lo  si capisce rispetto a quella categoria, che  prima  il
  Presidente della Regione chiamava in causa facendo riferimento agli
  ex  detenuti, i quali sono una categoria che accede al  bacino  dei
  PIP  evidentemente  perché quello doveva essere  un  requisito  per
  accedervi.
   Quella categoria è stata abbandonata al suo destino, così come  al
  proprio  destino  sono  stati abbandonati gli operatori  forestali.
  Quei  forestali a partire, ad esempio, dai settantottisti ai  quali
  si  va  oggi  a  spiegare che gli vengono ridotte  le  giornate  di
  lavoro.
   Ma  questo non è stato un errore, e gli operai lo sanno. E'  stato
  un  calcolo,  un  calcolo becero fatto dal  Governo  e  dall'allora
  assessore  che ben sapeva, sì che ben sapeva che ogni giorno,  dopo
  il  tre novembre, sarebbe stato un giorno in meno che quegli operai
  avrebbero fatto
   E  lo  stesso  vale,  anche, per gli operai  dell'APS,  di  quella
  società  del  sistema  idrico  che si  occupa  della  provincia  di
  Palermo, ben cinquanta comuni con quattrocentomila abitanti
   Questa  è  una cosa sulla quale si sta sottacendo, ed è  una  cosa
  della  quale si sentirà parlare nelle prossime settimane, perché  è
  chiaro che siamo di fronte ad un rischio di emergenza sanitaria. E'
  chiaro  che  siamo  di  fronte ad un rischio che  vedrà  esposti  i
  cittadini palermitani rispetto ai loro figli.
   I  nostri figli. Questo vale per i comuni cittadini, vale per  noi
  deputati che siamo, prima di tutto, anche noi, grazie a Dio, comuni
  cittadini  che  da  lunedì  manderemo  a  scuola  i  nostri   figli
  lasciandoli  esposti  a  rischi di natura  igienico-sanitaria,  con
  un'emergenza  che  riguarda il sistema idrico  e  che  coinvolge  i
  cinquanta comuni della provincia di Palermo
   Lo  stesso  meccanismo, quello che ci portò a  fare  la  sfiducia,
  ricorderete, non tanto per nostra volontà ma perché la piazza ce lo
  chiedeva   Rispetto,  ad  esempio, agli  ottomila  operatori  della
  formazione, rispetto a quegli sportellisti che avrebbero  potuto  e
  dovuto  garantire,  con  i  soldi  della   garanzia  giovani ,   un
  meccanismo che potesse finalmente creare non dico milioni di  posti
  di lavoro, ma qualche centinaio, forse qualche migliaio di posti di
  lavoro  per  i giovani che, purtroppo, in questa terra di  Sicilia,
  con questo governo Crocetta, non vedono alcuna speranza.
   La  stessa  cosa  potrebbero  dirla i dipendenti  dell'AST.  Vede,
  Presidente,  io  sono  stato, proprio stamattina,  al  Dipartimento
  Sviluppo  economico eppure, sa cosa ho scoperto? Ho  scoperto  che,
  per  via  di  alcuni  suoi  errori,  di  alcuni  errori  della  sua
  burocrazia  quei  dipendenti dell'AST, quegli ottocento  dipendenti
  dell'AST  che  ci  guardano stasera e che  speravano  che  quel  PD
  potesse  venire in soccorso al centrodestra responsabile che  aveva
  deciso  di  mandare  a  casa questo governo che  dovrà,  purtroppo,
  invece  essere  costretto  a tollerarla ancora  per  tempo.  Quegli
  ottocento dipendenti saranno lì, ad aspettare anche loro i  ritardi
  per  un  mancato  introito legato a quello stipendio  che  li  vede
  costretti lì ad elemosinare.
   E ancora, Presidente, lei ha delle colpe, e le sue colpe attengono
  a  quel rapporto con la sua maggioranza, con la quale si è venuto a
  creare  un rapporto conflittuale, con la maggioranza che gliene  ha
  dette  di tutti i colori. Onestamente se fossi stato nei suoi panni
  avrei fatto scelte di ogni tipo, avrei cercato forse l'accordo  con
  il  Movimento  Cinque Stelle che non voleva più  parlare  con  lei,
  mentre  lei  non  voleva più parlare con loro, ma  sicuramente  non
  sarei  andato alla ricerca di questo rapporto con un PD che  diceva
  che  lei  era  inadeguato, un PD che non  avrebbe  mai  accolto  il
  commissariamento  da Roma e che invece adesso risponde  in  maniera
  grata  a questo richiamo fatto da Roma. Un PD che nelle parole  del
  compagno  Pavlov disse che si trattava del Circo Barnum, del  circo
  fatto  di un uomo che volle farsi re del tendone, divenuto  celebre
  per  una  frase che pressappoco suona in questo modo, ovvero,  ogni
  minuto disse quel re che volle farsi capo di quel tendone, nasce un
  pollo e se lo incontri per strada hai fatto la tua fortuna.
   Bene Presidente, il problema è che nel rapporto con il PD noi oggi
  non  capiamo più se è lei il re del circo che cerca i polli  oppure
  sono i polli a cercare lei e a trovarla, caro Presidente.
   Io dalla mia parte le dico che sono decisamente soddisfatto perché
  quantomeno  porto  a  casa un risultato, il risultato  è  che  quel
  Governo  oggi ha cessato di vivere, vedremo cosa potrà  fare  nelle
  prossime ore.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sono  iscritti  a  parlare  gli
  onorevoli Leanza, Lo Sciuto, Papale, Palmeri.
   Comunico all'onorevole Papale che il tempo a disposizione  per  il
  suo gruppo è terminato. Gli onorevoli Leanza e Lo Sciuto rinunciano
  all'intervento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.

   PALMERI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   cittadini,
  premesso   che  il  Movimento  Cinque  Stelle  all'ARS,  anche   se
  all'opposizione, ha sempre operato un'apertura di credito su  tutte
  le buone proposte da qualsiasi partito esse provenissero, devo dire
  che  si  farebbe molto prima ad elencare tutti i meriti  di  questo
  Governo, piuttosto che i demeriti, anche se permettetemi in  questi
  di meriti non me ne viene in mente neanche uno.
   Il   Presidente   Crocetta,  che  è  assente,  partiva   come   un
  rivoluzionario, per poi presentarsi come il più grande bluff  della
  terra  dei  gattopardi.  Il  Presidente Crocetta  è  il  principale
  responsabile  della  svendita  della Sicilia  nei  confronti  della
  politica  del  Governo  nazionale e nei  confronti  della  politica
  estera,  soprattutto  nei  confronti della  politica  guerrafondaia
  degli Stati Uniti, vedasi la vicenda MUOS.
   Sull'energia  della  più  fossile  delle  politiche  immaginabili,
  garantendo  trivellazioni, esplorazioni  petrolifere,  ed  ogni  di
  impunità a tutti gli inquinatori, dalla sua Gela in su.
   Eppure  all'inizio  abbiamo sperato di  avere  un  Presidente  che
  avrebbe potuto fare la differenza, essendo stato lui stesso Sindaco
  della  città  martire Gela, del fallimento della  ripublicizzazione
  del  servizio idrico, e stasera è stato ribadito più volte  cosa  è
  successo  sull'APS, dove noi da più di un anno parliamo e prestiamo
  attenzione  alla  cosa. Con un ordine del giorno, nell'ottobre  del
  2013, abbiamo ribadito l'urgenza della cosa.
   Dell'assenza  di  una  politica del  governo  di  territorio,  non
  affrontando le tematiche della pianificazione territoriale di  area
  vasta,  non  affrontando  temi  del dissesto  idrogeologico,  della
  sortificazione  e  dell'erosione della  costa,  dello  scioglimento
  delle province regionali senza avere saputo sostituirle con nuovi e
  moderni   strumenti  di  governance,  dei  comuni  e  delle   città
  metropolitane. Intanto, i dipendenti dell'ex province continuano ad
  essere  sotto utilizzati eD a percepire soldi pubblici, del cattivo
  funzionamento  dell'Assessorato ambiente e  territorio,  certamente
  strategico  per  le  tematiche  delle  quali  si  occupa  dove,  in
  pochissimo  tempo,  sono stati sostituiti 4  assessori  -  appunto,
  l'assessore Lo Bello, che ora sta per ritornare mi chiedo con quali
  competenze  specifiche  -,  del cattivo funzionamento  del  demanio
  marittimo.
   Abbiamo  in  Sicilia, 1500 km di costa che dovrebbero  essere  una
  perla  per  lo sviluppo turistico del nostro territorio  e  ancora,
  presidente  Crocetta, il principale responsabile per la continua  e
  massiccia perdita di fondi comunitari rispetto ai quali la  Regione
  dispone  di  uffici  elefantiaci per l'incapacità  di  tutelare  il
  paesaggio,  ai  beni culturali, per non essere stata  in  grado  di
  superare  le  gestioni commissariali, per i continui  viaggi  della
  salute  dei  nostri  concittadini e per il continuo  e  farraginoso
  funzionamento della sanità dove gli sprechi sono enormi e dove  c'è
  una  gestione  politica,  per  avere alimentato  con  l'assenza  di
  adeguate   politiche  di  settore  un  preoccupante   processo   di
  emigrazione dei giovani, eccetera.
     L'elenco  è veramente lungo infatti, ripeto, sarebbe  molto  più
  facile  potere  elencare quei pochissimi meriti di questo  Governo.
  Sull'energia, lo abbiamo ribadito più volte, il presidente Crocetta
  ha cominciato presto la sua fila dell'ipocrisia, invece, di portare
  avanti  le  pochissime cose buone della scorsa amministrazione  del
  presidente  Lombardo, pochissime per la verità, come ad esempio  la
  task  force  in campo di energia che doveva aiutare i comuni  e  il
  patto  dei sindaci. Questa cosa è stata completamente ignorata  dal
  nostro   Presidente  che  ha  preferito  utilizzare  un  consulente
  esterno. Un consulente che aveva simpatia per l'energia fossile che
  millantò piogge miliardarie di finanziamenti per la Sicilia  se  si
  fossero affidati alle sue miracolose cure. Il resto è cronaca.
   La Sicilia ha il più basso tasso di adesioni al patto dei sindaci.
  Insomma,  questa croce per la Sicilia credo che dovrebbe  avere  la
  sua  fine. Un finto rivoluzionario pagato alla politica fossile  ed
  ai  poteri fossili. Una croce per la quale adesso si può scegliere.
  La  Sicilia  merita di meglio. Questa ingovernabilità  soprattutto,
  gravissima   per   i  siciliani  causata  soprattutto   dalla   sua
  maggioranza, credo proprio che debba trovare la sua fine.

   PRESIDENTE. Faccio presente al Movimento Cinque Stelle che hanno a
  disposizione 10 minuti e 35 secondi e sono iscritti a  parlare  gli
  onorevoli Zito, Tancredi, Trizzino, Foti e Cancelleri.
   L'onorevole Ragusa rinuncia all'intervento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, il mio sarà un intervento doppio  perché
  vorrei  fare l'intervento di un altro dell'opposizione  che  voterà
  con  noi la sfiducia e dice:  oramai è chiaro, la rivoluzione delle
  chiacchiere proveranno nel segno del trasformismo, non hanno capito
  che  il  tempo è finito. La commedia del Governo Crocetta  ormai  è
  alla  fine,  si  è  trasformata in una farsa e, a questo  punto,  è
  meglio  chiuderla qui. Il PD toglie sostegno a Crocetta. Chi  vuole
  proseguire   con   lui   ci  mette  la  faccia.'   Questo   è   uno
  dell'opposizione  ma  è  opposizione  di  quella  estrema   che   è
  l'onorevole Cracolici.
   Giustamente, capisco che, ad un certo punto, quando  gli  viene  a
  mancare  il  terreno, la sedia sotto i piedi  o  sotto  il  sedere,
  cominciano  a  preoccuparsi un po' tutti ma non voglio  parlare  di
  questo, voglio parlare invece della grandissima solidarietà che  ha
  avuto questa Assemblea per un altro argomento.
   Il  27 ottobre del 2014, alle ore 14.29 è uscita su TG com 24  una
  notizia  che  dice  Beppe Grillo oggi è un barbaro politicante  che
  cerca  i  voti  della mafia. Per fini di potere va a braccetto  con
  Dell'Utri e Di Vincenzo'.
   Ho  visto che c'è stata questa antimafia che è venuta a difendere,
  anzi ad attaccare Grillo per alcune considerazioni, ma non ho visto
  nessuna parola di solidarietà per le frasi gravissime che ha  detto
  questo  Presidente  della  Regione. Ma  a  che  serve  accendere  i
  riflettori   sulla  frase  che  ha  detto  Grillo  per  distogliere
  l'attenzione sui tanti fallimenti di questo Presidente? Ma cosa  ha
  detto esattamente Grillo? Quando si parlava di mafia, ha detto  che
  la  mafia ha una morale. Io ci tengo a sottolineare che la mafia di
  morale  non ha assolutamente niente. Il discorso di Grillo era  ben
  diverso.  Grillo voleva dire che la mafia ha un codice, ma  non  lo
  dice  solo  Grillo  Considerate che il primo codice di mafia  viene
  trovato  nel  1888.  Ne sono stati trovati nel  1896,  ne  è  stato
  trovato  uno  nel 1980 in Australia e l'ultimo è stato trovato  nel
  2013.
   Perché si vuole distogliere l'attenzione della gente? Da che  cosa
  si vuole distoglierla? 30-40 anni fa se si parlava di mafia, signor
  Presidente,  ti  prendevano  per pazzo.  Un  esempio  era  Leonardo
  Vitale,  che nel 1973 viene definito pazzo perché fu uno dei  primi
  pentiti  che parlava di mafia. Ora, invece, diventi pazzo se  parli
  del  livello  successivo,  cioè  del politico  affaristico  mafioso
  perché si può parlare di mafia solo se si parla di criminalità, del
  livello successivo non si deve parlare assolutamente. Non si  parla
  neanche di quello che diceva un'altra grillina famosissima, cioè la
  dottoressa  Principato, che quando parla di Matteo  Messina  Denaro
  dice   non  ha  solo  il consenso ma anche quello  di  parte  della
  borghesia  trapanese. E' difficile penetrare nel tessuto  trapanese
  perché è una amalgama inscindibile tra mafia e massoneria .
   Vorrei  ricordare  anche  a  questa Assemblea  che  la  ndrangheta
  costruisce  quella che si chiama i santisti, per avere rapporti  di
  affari   con  certi  livelli  compreso  magistratura,  politica   e
  quant'altro, ma questo viene dimenticato da questa Assemblea,  ecco
  il discorso di Grillo dove voleva andare.
   Come  molti  di voi non vogliono ricordarsi quello che è  successo
  nel 1993, perché quando Conso diventò ministro della giustizia fece
  due  cose,  non solo rinnovò il carcere duro per molti mafiosi,  ma
  fece quello che si chiamò decreto  colpo di spugna  che serviva per
  depenalizzare il finanziamento illecito ai partiti, quindi una cosa
  per mafia, una cosa per gli amici politici.
   Anche  Falcone  parlava di menti raffinatissime e anche  lì  tutti
  pazzi,  siamo tutti pazzi, l'importante è non parlare  del  livello
  successivo  che c'è, perché questo diventa pericolosissimo  per  il
  sistema.  Più  che  altro chiedo una cosa. Come mai  il  Presidente
  della Regione, che è uomo antimafia, quando c'è stato da votare  il
  seggio  unico  per evitare la controllabilità del voto  clientelare
  mafioso, quell'emendamento nostro non passò? Perché c'è un  disegno
  di  legge  per  aiutare i comuni disciolti per mafia e  questo  non
  riesce  a  passare nonostante l'abbia consegnato io nelle mani  del
  Presidente, dicendo di farlo a nome suo basta che va avanti? Sapete
  tutti i vanti che va in giro a fare il Presidente della Regione per
  quanto  riguarda il 118? Viene da una interrogazione del  Movimento
  Cinque  Stelle  perché  lui  non aveva fatto  niente.  Vorrei  fare
  un'ultima domanda al Presidente della Regione che non vedo - sarà a
  lavorare  sicuramente - chi ha voluto la testa di Marino  e  perché
  visto che si stava occupando delle discariche?

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAMMARTINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sicuramente
  viviamo in un momento di grande difficoltà.
   In una Terra che non è riuscita ad auto-riformarsi. Non è riuscita
  ad auto-riformarsi e ad auto-regolamentare quelli che sono stati  i
  cicli  storici per cui la Sicilia si trova oggi arretrata  rispetto
  al  resto del Paese, in una congiuntura che vede nella crisi  delle
  Istituzioni  la mancanza di credibilità di una Terra  che,  invece,
  deve poter realizzare e rialzare la testa e rivendicare il ruolo di
  motore del Mezzogiorno. Motore di un Mezzogiorno che, purtroppo, da
  troppo  tempo,  è  stato  bistrattato. Bistrattato  anche  per  una
  consapevolezza,  quella  nostra  siciliana,  di  volerci  arrendere
  soprattutto nei momenti di difficoltà.
   Il motore del Mezzogiorno va rilanciato attraverso delle scelte di
  grande discontinuità. Discontinuità con un passato che ha visto non
  infrastrutturare  la Sicilia, che ha visto spendere  male  i  fondi
  comunitari  per  piccolo assistenzialismo, che  ha  visto  sprecare
  tanti fondi anche nel mondo della formazione per creare nuovi  poli
  di   potere  ma  soprattutto  per  portar  in  Sicilia  una   finta
  formazione. Quella formazione che non ha portato nulla  ai  giovani
  siciliani e che non ha formato ad entrare nel mondo del lavoro.
   E,   allora,  dobbiamo  essere  consapevoli  di  non   avere   più
  alternative.  L'alternativa  sta in questo  Parlamento,  da  questa
  maggioranza, da questa Aula ed in questo Governo. L'alternativa  in
  questo  scenario non ci può essere, da soli di sicuro non  possiamo
  andare  avanti. E, allora, se non possiamo farcela -  ed  è  questa
  anche  una  preoccupazione che viene dal Governo  nazionale,  dagli
  ultimi atti del Governo nazionale - da qui dobbiamo ripartire.
   Dobbiamo ripartire per cercare di ritrovare quello che è il  senso
  di  fare  la  politica  in Sicilia: quello di  ritrovarci  a  stare
  insieme  ed  a  condividere un percorso di riforme  insieme  ad  un
  Governo  che  tende  la  mano  per  aiutarci.  Ma  tende  la   mano
  consapevole  di  quello che in Sicilia, oggi, deve  essere  l'auto-
  riformarsi.  L'auto-riformarsi vuol dire assumere tutti  le  stesse
  responsabilità  di  fronte  ad un popolo  che  vede  nella  Sicilia
  l'ultima speranza ma soprattutto in questa classe politica l'ultima
  alternativa. La consapevolezza di tutto ciò e la nostra  formazione
  politica   ci   vede   in  totale  antitesi  alle  rappresentazioni
  aventiniane dell'azione politica che abbiamo messo in campo  e  che
  continuiamo a mettere in campo. Ed è proprio per questo che non  ci
  sottrarremo  mai  al  confronto politico con  il  Governo,  con  il
  Parlamento, sulle riforme che servono ai siciliani ma che servono a
  cambiare soprattutto la Sicilia, a cambiare modo di pensare, di una
  Sicilia  che  vuole vedere sicuramente in maniera  diversa  il  suo
  futuro.
   Il  presupposto, però, di ogni confronto deve essere la chiarezza.
  Sulle  scelte  che  si sono fatte e soprattutto su  quelle  che  si
  dovranno  fare.  La mozione oggi fa riferimento al lavoro  sin  qui
  svolto dal Presidente della Regione, onorevole Crocetta. E, quindi,
  tiene conto anche di un lavoro svolto da una maggioranza che lo  ha
  sostenuto e dopo senza ipocrisia e nella massima lealtà ne  abbiamo
  condiviso un percorso. Ed è soprattutto per questo motivo che  oggi
  noi  voteremo  contro alla mozione di sfiducia del  Governo  e  del
  Presidente   della   Regione.  E  mi   dispiace   per   gli   amici
  dell'opposizione,  se  ci avete tenuto in Aula  fino  a  mezzanotte
  consapevoli  di  non volere votare la mozione di  sfiducia.  Ma  vi
  chiedo  perdono  per  quello che dirò: sarete costretti  per  colpa
  delle telecamere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.
   TANCREDI.    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,    sarò
  stringatissimo   visto   il  brevissimo   tempo   che   abbiamo   a
  disposizione.  Dico  semplicemente  una  cosa:  noi  che   facciamo
  politica  ci troviamo, nella varie nostre espressioni pubbliche,  a
  fare delle promesse. Ricordo che nella campagna elettorale del 2012
  lui  disse  più  volte -io lo seguivo perché è bene conoscere  cosa
  dicono  gli  avversari  politici - che  sarebbe  stato  uno  stremo
  difensore dello Statuto siciliano ed avrebbe fatto di tutto  perché
  i  diritti  negati ai siciliani venissero una volta  e  per  sempre
  riconosciuti.  Credo  che  la storia di questi  due  anni  racconta
  un'altra  storia, completamente differente, e mi spaventa ancor  di
  più  la  consapevolezza  che questo accordo recentissimo  e  questa
  nuova  composizione  di  Governo  veda  un  esponente  del  Governo
  centrale che è diventato assessore al Bilancio, e quindi credo  che
  probabilmente  ci troveremo a dover piangere nuovamente  lacrime  e
  sangue  su  manovre  che  saranno  sicuramente  tutto  tranne   che
  nell'interesse della Regione. Perché questo accordo che ha, è stato
  partorito a Roma, probabilmente noi ne conosceremo gli aspetti  nel
  prossimo  futuro,  credo che siano estremamente inquietanti,  visto
  quello  che  sta accadendo a livello nazionale, dove il partito  di
  Governo tutto sta facendo tranne che l'interesse dell'Italia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello.

   CAPPELLO. Rinuncio al mio intervento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è che  facile
  in  un  minuto  tutta  l'attività  proficua  di  Crocetta.  Allora,
  Presidente  noi abbiamo presentato la mozione per un  motivo  molto
  semplice:  questo è stato un Governo mediocre e la Sicilia  non  ha
  bisogno di un Governo mediocre e non lo sto dicendo io ma ce lo sta
  dimostrando lei, perché altrimenti ci spieghi che senso ha,  a  due
  anni dalle elezioni, azzerare la Giunta e ricominciare da capo.
   Presidente, quest'Aula per colpa di questo Governo, vive  soltanto
  di  emergenze.  A  parte le Finanziarie abbiamo votato  proroghe  e
  leggi  emergenziali.  Ci  dica  ora  se  questo  non  è  così.  Ora
  scriveranno   nei libri di diritto costituzionale  che  in  Sicilia
  esiste   un   altro   istituto  di  iniziativa   legislativa:    la
  manifestazione sotto il Palazzo .
   Ricordo  la  settimana  scorsa i disegni di  legge  esitati  dalla
  Commissione  e  di come sistematicamente ognuno di questi  cede  il
  passo  all'ostruzionismo più originale che sia mai esistito, che  è
  quello  della  maggioranza di Governo. Ora il mio  collega  Stefano
  Zito  citava  alcuni tweet di Cracolici, ed io  ne  cito  un  altro
  perché  può essere anche interessante per capire quella  che  è  la
  coerenza di questa maggioranza.
   L'1  aprile il Presidente della I Commissione dice  il PD non  può
  suicidarsi  con  Crocetta  e subito dopo   tutto  sommato  Crocetta
  nella graduatoria dei Presidenti è andato bene, ha evitato l'ultimo
  posto . Ora, Presidente, lei crede davvero che il Crocetta ter  sia
  l'ultimo?  Lo  ammetta, sa bene anche lei che  da  domani,  qualora
  questa   mozione  non  dovesse  passare,  lei  sarà  costretto   ad
  accontentare  chi oggi voterà contro. Questa non è  una  mozione  è
  soltanto un atto di responsabilità verso i cittadini.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  non c'è bisogno di attivare il tempo perché  cercherò  di
  essere  telegrafico e non soltanto per l'ora. Lo  dico  con  onestà
  intellettuale  per cercare di riattivare la mia memoria  su  alcuni
  fatti che si sono consumati in quest'Aula parlamentare.
   Io  credo che non faccia bene a nessuno ripetere continuamente  le
  stesse cose, sempre nello stesso modo. Eravamo soltanto un anno fa,
  a  distanza di dieci mesi dall'elezione del Presidente Crocetta, io
  accusai  -  chiaramente un'accusa politica - due persone  di  avere
  sbagliato  modi e tempi: erano l'onorevole Cancelleri e l'onorevole
  Musumeci. E feci questo ragionamento dicendo che avrei consumato lo
  stesso  fatto politico a parti invertite. Si era appena votato  per
  le  elezioni  regionali e pensavo fosse giusto  ed  onesto  che  il
  Presidente   della   Regione   potesse   governare   per   l'intera
  Legislatura.
   Ora,  una  nota  di ilarità. Vorrei riportare le frasi  che  hanno
  detto  alcuni colleghi che si sono sbizzarriti nel cercare di  fare
  la  fotografia  di  quello che è successo in questi  giorni,  dalla
  frase  che spesso ripete l'onorevole Formica quando ricorda a tutti
  che il Presidente della Regione ha vinto perché il centrodestra era
  spaccato,  alla frase che ha detto oggi l'onorevole Cordaro  quando
  ha  detto  che grazie alla mozione di sfiducia il Presidente  della
  Regione ha cambiato interamente la Giunta.
   Credo  che questo centrodestra lavori solo per il Presidente della
  Regione.  In  verità  il  Presidente  della  Regione  ha  vinto  le
  elezioni, è un fatto storico. E' inutile continuare a dire  che  ha
  vinto  perché  qualcuno  si è diviso o che ha  cambiato  la  Giunta
  perché il centrodestra gliel'ha fatta cambiare. Non è vero né l'uno
  né l'altro
   Il  Presidente della Regione ha vinto le elezioni e  la  Giunta  è
  stata  cambiata  per  un atto del Presidente della  Regione,  e  io
  vorrei chiedere agli amici e colleghi del centrodestra di non  fare
  nessuna cortesia al Presidente della Regione che non ha bisogno  di
  avere  fatti sconti e poi andremo all'analisi politica  e  di  fare
  un'opposizione che abbia il senso delle cose che si consumano.
   E'  un'opposizione  corretta secondo  me,  lo  dico  con  profondo
  rispetto,  non solo quando utilizza lo strumento della  mozione  di
  sfiducia, ma quando fa e avanza una serie di proposte.
   Qui, diciamoci la verità, l'onorevole Cracolici è stato bravo  nel
  tracciare il disimpegno nel non vedere accostare il proprio nome  a
  quello  dei  presentatori della mozione di sfiducia richiamando  la
  sua storia. Cosa che è assolutamente vera, ma non risponde in tutto
  alla  verità,  perché credo che i fatti che oggi  vadano  rimarcati
  sono  due:  uno  che  la Giunta venga azzerata per  un  volere  del
  Presidente  della  Regione che fa un atto coraggioso  e  non  viene
  commissariato  da nessuna e per una richiesta dei  due  partiti  di
  maggioranza  che  cercano con il Presidente della  Regione,  perché
  dobbiamo  dirci  le  cose  come stanno, qualche  cosa  che  non  ha
  funzionato  bene  c'è  stata. I partiti del  PD  e  UDC  che  hanno
  ricercato  non  contro  qualcuno, ma assieme  al  Presidente  della
  Regione  un'azione di rilancio. E l'azione di rilancio non riguarda
  la  modifica della Giunta, sarebbe poca cosa se venisse  descritta;
  l'azione  di rilancio che è quella che noi abbiamo richiesto  e  il
  Presidente ha convenuto riguarda la prospettiva politica e  non  la
  prospettiva  politica di un singolo parlamentare  o  di  una  forza
  politica,  la  prospettiva politica di un territorio  che  paga  lo
  scotto  di  tante cose che non hanno funzionato bene dove  nessuno,
  dico nessuno, è esente da colpe.
   Non  basta dire non c'ero o ci sono stato poco,oppure potevo  fare
  di  meglio.  Chiaramente, le cose vanno dette nella loro interezza.
  Ognuno  è  responsabile di un piccolo malfunzionamento e non  serve
  caricare  soltanto  sulle spalle del Presidente della  Regione,  il
  quale  Presidente  della  Regione  ha  fatto  una  serie  di   cose
  coraggiose;  talvolta le ha sapute spiegare bene,  talvolta  non  è
  riuscito  a  comunicarle nel modo migliore; Talvolta  le  ha  fatte
  condividendole  con le forze politiche; talvolta  le  ha  fatte  in
  autonomie, ma nessuno può pensare che ha operato contro l'interesse
  generale.
   Allora,  Presidente, non ha bisogno di dirlo che è un uomo  onesto
  perché  nessuno  lo  ha mai messo in dubbio. Presidente,  lei  deve
  cogliere,  lo dico in positivo, così come in positivo  poco  fa  ho
  citato  gli  onorevoli Musumeci e Cancelleri, l'utilità  di  questo
  dibattito nel ricercare con le forze politiche che lo hanno  eletto
  e  con le forze politiche che si sono determinate in quest'Aula  la
  condivisione   di   un  percorso  per  definire   i   provvedimenti
  legislativi  e  calendarizzare gli stessi affinché le  cinque,  sei
  cose importanti che questo Governo vuole fare, vengano fatte fin da
  subito.  E  noi  sappiamo qual è la situazione  siciliana,  abbiamo
  contezza  dei  conti - scusate il bisticcio di  parole  -  che  non
  funzionano,  ma  sappiamo  pure il rigore  che  lei  ha  utilizzato
  nell'evitare che una serie di spese allegre continuassero.
   Io  credo  che  questo nuovo Governo che lei ha  nominato  sia  un
  Governo  di  alto profilo. Non è un appunto al Governo  precedente,
  perché  noi  ci  sentivamo  perfettamente  rappresentati  in   quel
  Governo,  ma  riteniamo che questo Governo abbia quella  matrice  e
  quella  connotazione politica, o più marcatamente politica, che  la
  politica richiede. E la politica non è fatta di deputati. Io non ho
  nessuna  rivendicazione  da  chiedere a  titolo  personale,  io  ho
  l'onore e ho avuto la fiducia dei colleghi che mi hanno votato e ho
  il  piacere di dirle che il Partito che rappresento continua ancora
  ad oggi a condividere con lei un'azione e un percorso di rilancio.
   E  questo  percorso di rilancio, per certi versi, è arricchito  da
  dibattiti  come  questi,  ma non passa per  dibattiti  come  questi
  perché  diventa  un'inutile ripetizione che spesso viene  fatta  di
  cose  che  abbiamo  sentito cento volte. Se oggi  l'opposizione  si
  fosse  distinta  per  fare una proposta anche io  avrei  fatto  una
  valutazione diversa.
   Questo,  però, la deve fare riflettere signor Presidente,  rilanci
  lei,  nel  cercare la condivisione del Parlamento  per  le  riforme
  istituzionali,  nessuno  pensi  di fare  in  questo  Parlamento  la
  riforma della legge elettorale o la riforma delle autonomie  locali
  a  colpi di maggioranza. Ma non pensi neanche di trascurare la  sua
  maggioranza  per fare riforme in autonomia o riforme non  condivise
  dalle  forze politiche che lo sostengono. E, mi creda, queste forze
  politiche  non  la vedono come avversario, l'esatto  contrario.  La
  vedono come la punta della cuspide su cui costruire un percorso  di
  riforma  per la Sicilia e un percorso di riforme dell'immagine  che
  la  Sicilia,  nel tempo, non è riuscita a trasferire al  resto  del
  territorio.
   Ai  colleghi dico, sommessamente, qualche sbavatura c'è stata. Non
  delegittimiamo  l'Assemblea regionale  che  non  è  fragile  perché
  gestita e diretta da un Presidente autorevole ma distinguiamoci per
  sostenere  il  Presidente della Regione.  E  a  qualcuno  dico  non
  utilizziamo  fatti  personali  che servono  soltanto  per  lasciare
  l'amaro  in  bocca  nelle  valutazioni. Qua  facciamo  politica.  I
  siciliani  sono stanchi di sentire che questo ha detto,  quello  ha
  fatto  e  sono stanchi di sentire sempre le stesse cose. Vorrebbero
  costruire  col Presidente della Regione e con l'Assemblea regionale
  le  riforme che servono e, mi creda, il Partito dell'UDC su  questo
  sarà al suo fianco. Ma mi creda con altrettanta franchezza; abbiamo
  chiesto l'azzeramento della Giunta per costruire un Governo  nuovo,
  vogliamo  sostenere  con questo Governo nuovo il  Presidente  della
  Regione  fino alla fine della legislatura, non cambiando uomini  ma
  facendo fatti.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
   Intanto, se non ho compreso male, l'Articolo 4 ha concesso  cinque
  minuti al Movimento Cinque Stelle.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ero preparata  un
  discorso ben più articolato, mi limito a dire che il teatrino a cui
  abbiamo  assistito in questi giorni non è altro  che  l'epilogo  di
  quanto si è  assistito in questi due anni.
   A  parlare  sono i fatti, a parlare è la cronaca, a parlare  è  il
  dramma che si vive in Sicilia, certo non imputabile tutto quanto  a
  questo  Governo,  ma  ad  esso è imputabile  il  senso  davvero  di
  abbandono, la mancanza di speranza che c'è in giro.
   Noi  siamo  stati sempre attivi e collaborativi con gli assessori,
  con  il Governo. Siamo stati persino definiti  stampella', ma oggi,
  come l'anno scorso, ribadiamo che quando non si è in grado, non  si
  ha la possibilità, soprattutto, perché manca una vera maggioranza e
  manca  una  unità  di intenti, bisogna farsi da  parte  in  maniera
  coraggiosa e dignitosa.
   Quello  a cui abbiamo assistito in questi giorni, la compravendita
  tipo  mercato  delle vacche, annunci da parte di parecchi  colleghi
  che per amore di strappare una poltrona di un assessorato fantoccio
  si  sono  pacificamente, in altri luoghi, non in questa  Assemblea,
  messi d'accordo, probabilmente non darà l'esito che noi speriamo  e
  che  continuiamo  a  dichiarare, cioè quello di sfiducia  a  questo
  Governo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Presidente
  della  Regione, io farò un intervento proprio sullo stile dei tempi
  del  Parlamento  Europeo, quindi, molto breve,  non  lo  articolerò
  neanche.  Avevo  pensato  di  richiamare  parole  della  precedente
  mozione  di sfiducia. C'erano dichiarazioni degli onorevoli Turano,
  Picciolo e Sammartino, non mi interessano più.
   Non  mi  interessano  più  perché  già  nella  passata  seduta  ho
  dichiarato che non riconosco più - ovviamente ho il rispetto per le
  istituzioni, per questo Parlamento, per la Presidenza della Regione
  -  ma  non  riconosco più la guida alla Regione, almeno per  me  da
  cittadino,  dell'onorevole  Rosario  Crocetta  e  per   questo   io
  ringrazio i colleghi che hanno scritto le mozioni di sfiducia,  sia
  quelli  del  centro destra che quelli del Movimento Cinque  Stelle,
  perché le hanno articolate talmente tanto da scrivere  papelli'  di
  dieci pagine.
   Io  avrei  scritto una mozione di un rigo soltanto: lo  sfiduciamo
  perché  è  un incapace dal punto di vista amministrativo e  non  ci
  rappresenta  più  e, quindi, merita di andare  a  casa  e   abbiamo
  creduto, ovviamente, all'istituto della mozione di sfiducia.
   Siamo  venuti qui, in Aula, e non accetto da nessuno  che  si  sia
  pensato che questo Governo fosse un teatrino, che  questa fosse una
  passerella  perché  ci abbiamo creduto, perché le  motivazioni  che
  c'erano in questo periodo, da parte della maggioranza, erano quelle
  di forte contrasto nei confronti di una amministrazione di Governo.
   Ci  siamo,  invece, accorti oggi entrando in Aula che, ovviamente,
  non  sarebbe  passata e ce ne siamo accorti, Presidente  Ardizzone,
  perché tra i banchi abbiamo trovato una cosa che ci ha fatto capire
  che non sarebbe andata a buon fine ed  era questa: un barattolo  di
  colla con la quale, ovviamente, si tengono ben saldi alle poltrone.
   Presidente Crocetta, le rivolgo solo una frase  quando  il  saggio
  indica la luna, lo stolto guarda il suo dito .
   Cominci  a  guardare  la  luna perché la Sicilia  è  veramente  in
  ginocchio, non abbiamo più tempo da perdere né con proclami né  con
   comparsate'  televisive e neanche con teatrini dei  pupi  e  della
  politica fatti di assessorati e quant'altro.
   Mi  dispiace.  Mi dispiace perché con lei  avevamo  inaugurato  un
  percorso nel quale non eravamo né all'interno del Governo e neanche
  all'interno della Sua maggioranza perché ce ne siamo sempre  tenuti
  lontani,  ma era un percorso di collaborazione su temi che potevano
  essere condivisi.
   E'  stato  lei a chiudere la porta più volte e  noi non accettiamo
  né  di essere definiti sfascisti né di essere definite persone  che
  si meritano  tso', che siamo filomafiosi e quant'altro perché tutto
  ciò  non esiste.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  tocca  la
  riflessione  finale  di un pomeriggio e una  lunga  serata  davvero
  surreale,  e  lo dico con rammarico. Una mozione di  sfiducia  ogni
  anno,  anzi,  più di due mozioni di sfiducia prima  ancora  che  si
  concludano  due  anni dall'inizio di legislatura, in  meno  di  due
  anni; tutto questo non può che evidenziare, senza tema di smentita,
  mi  rammarica davvero, un'opposizione senza idee e senza strategia,
  un'opposizione senza proposta, e ostinatamente chiusa  e  arroccata
  in  una inazione politica priva di contenuti, molto triste in certi
  momenti, logora.
   Una liturgia che rappresenta una politica anacronistica, fuori dal
  tempo  e, credo, fuori dalla storia, fuori dalla realtà, da  questa
  realtà,  e qui bisogna farsi seri, che eredita una realtà dolorosa,
  che  proviene  dal  passato, rispetto alla quale  nessuno  dovrebbe
  perdere  la  memoria. Un'opposizione dunque senza  progetto,  senza
  un'idea definita del futuro di questa Terra, un'opposizione che  io
  mi  sarei aspettato e ho esortato più volte, da questa tribuna,  un
  atteggiamento propositivo e invece la vedo ogni volta più  che  mai
  fuggire,  una fuga di un'opposizione disorientata che  si  nasconde
  ancora  una  volta  dietro il comportamento più comodo,  quello  di
  costruire,   di  presentare  l'ennesima  mozione  di  sfiducia   al
  Presidente della Regione.
   Un'opposizione che mi è parsa persino impaurita in certi  momenti,
  impaurita per le proprie insufficienze politiche, creando un  danno
  a  questo Parlamento, un'opposizione che non ha una strategia,  una
  dimensione programmatica compiuta, che insegue e che è attratta più
  che altro dall'effimero di una chimera qual è appunto questo di una
  politica  fatta  di slogan fatta di demagogia a  basso  prezzo  che
  neppure la gente riesce più a comprendere.
   Un'opposizione  che si nasconde e che prova a mostrare  i  muscoli
  per coprire questo vuoto di idee che anche stasera, purtroppo, si è
  manifestato con quella che in avvio di ragionamento ho definito una
  discussione  surreale, di una mozione di queste mozioni  che  hanno
  impegnato ancora una volta questo Parlamento in inutili discussioni
  vuote, infinite e tanto infinite quanto dannose.
   Io  credo che sia proprio dannosa, questa mozione, queste mozioni,
  sono  dannose per la Sicilia, perché sono non soltanto inutili,  ma
  anche  pericoloso  fumo  negli occhi; sono mozioni  fatte  di  pura
  demagogia,   di   propaganda  assolutamente  vuota,   alla   quale,
  purtroppo, devo dire, non credono neppure la stragrande maggioranza
  dei  protagonisti,  e lo dico con grande rispetto  e  in  punta  di
  piedi.
   Invece,  il  Parlamento di questa legislatura e tanti  di  noi  lo
  abbiamo  detto in questi mesi di legislatura, dicevo i deputati  di
  questa  legislatura  e  il Presidente della  Regione,  eredi,  come
  dicevo  prima,  di  una  situazione complessa,  di  una  situazione
  finanziaria  difficile  quasi  drammatica,  imporrebbe  oggi   alla
  Sicilia  e, per essa, al Parlamento una stagione seria e  immediata
  di  riforme,  della quale questo Parlamento dovrebbe e  deve  farsi
  protagonista, che superi davvero quella dimensione di conservazione
  che, troppo spesso, i ritardi di questo Parlamento, le liturgie  di
  questo  Parlamento hanno determinato condannando la Sicilia ad  una
  dimensione,  dicevo, di conservazione che questa maggioranza  e  le
  proposte del Presidente della Regione avrebbero voluto evitare  con
  proposte  in  termini  di  ammodernamento,  di  eliminazione  degli
  sprechi,   di   riforme   vere,  serie  dell'apparato   burocratico
  regionale, di eliminazione di privilegi, oggi, più che mai, davvero
  questi  sì odiosi ed inaccettabili, davvero, da parte dell'opinione
  pubblica.
   Oggi, onorevoli colleghi, non dovremmo essere qui a discutere  con
  metodi  e toni inutili, ripetitivi, propagandistici e inaccettabili
  liturgie.  Oggi, dovremmo essere qui a raccogliere la  sfida  delle
  riforme,  la  sfida  di correggere quegli errori  che  non  possono
  essere  più  tollerati  - quegli errori ereditati  -  la  sfida  di
  correggere  un  sistema  antico che, o correggeremo  immediatamente
  tutti  insieme, oppure tutti insieme ci travolgerà e tutti  insieme
  si finirà sotto le macerie, con grande responsabilità nei confronti
  del popolo siciliano.
   E,  nonostante  ciò, nonostante tutto questo,  nonostante  il  mio
  giudizio anche duro, questa sera io mi ostinerò, anche stasera,  ad
  un  invito alla responsabilità all'intero Parlamento. Un  invito  a
  tanti,  a  diversi colleghi dell'opposizione che  stimo  e  che  in
  diverse   circostanze  hanno  pur  dimostrato  di  poter  dare   un
  contributo alla soluzione dei problemi della nostra regione.
   E  questo  invito, ancora una volta, stasera esorta a chiudere  in
  fretta questa tristissima stagione di liturgie inutile, di politica
  populista  urlata per metterci a lavorare, davvero,  nell'interesse
  della Sicilia e dei siciliani.
   Onorevoli colleghi, diciamolo con chiarezza, nel giorno in cui  il
  Presidente  della  Regione avrebbe dovuto presentare al  Parlamento
  il  Governo appena costituito - un Governo di alto profilo con  una
  legittimazione vera da parte della coalizione di maggioranza -  nel
  giorno  in  cui si definisce il nuovo Governo siamo qui a discutere
  oziosamente,  in maniera incomprensibile, una mozione  di  sfiducia
  che  ho definito  inutile  e, guardate, una mozione di sfiducia  in
  questo   contesto  di  un  Governo  appena,  appena  nominato   dal
  Presidente, una mozione di sfiducia che, io credo, sia in contrasto
  con  ogni  prassi  parlamentare, con ogni prassi che  risale,  come
  dire, alla storia dell'autonomia di questa regione.
   No, onorevoli colleghi  Non è questa la strada, Presidente  Questo
  è  l'esatto contrario di ciò che un Parlamento deve perseguire.  La
  Sicilia,  onorevoli colleghi, è stata definita da  Primo  Mazzolari
  Sun  forziere   di  cui, aggiungo io, errori del passato  ci  hanno
  fatto smarrire, davvero, le chiavi.
   Noi,  insieme,  insieme  a  tutti i voi,  il  Parlamento  nel  suo
  insieme, pur nel rispetto dei ruoli, abbiamo il dovere di ritrovare
  le chiavi di questo forziere.
   La Sicilia, Presidente, è il forziere che dobbiamo aprire affinché
  il  Paese intero ne tragga giovamento. La Sicilia è la regione,  lo
  sapete  bene  e lo sappiamo bene, fra tutte quelle del Mezzogiorno,
  cioè   dell'obiettivo convergenza , l'unica  davvero  che  può  far
  ripartire  l'intero Paese, come ricordava qualche giorno fa,  nella
  sua  visita qui in Sicilia, il sottosegretario Delrio. La  Sicilia,
  la  nostra  regione è l'unica che può, davvero,  far  aumentare  il
  Prodotto Interno Lordo del Paese, dell'intero Paese riformando  con
  energia  il sistema ed investendo quel fiume di risorse comunitarie
  che sono a nostra disposizione.
   La  Sicilia, dunque, è davvero il forziere che ci dovrà consentire
  di  trasformare questa Terra nella Terra delle opportunità e  della
  speranza,  dove  si  produce ricchezza e  non,  invece,  il  lavoro
  disperato che si è prodotto negli ultimi venti o venticinque  anni,
  dove  si  lavora  alla certezza del futuro e non l'angoscia  di  un
  domani incerto e, certamente, non luminoso.
   Presidente Crocetta, lei è stato eletto dai siciliani  ed  ha  non
  soltanto il diritto, ha il dovere di continuare a governare  questa
  Regione  per  portarla fuori da questa condizione  di  crisi  nella
  quale si trova.
   Lei  ha  il  diritto  e, soprattutto, il dovere  di  continuare  a
  guidare  questa  Regione  nella  direzione  giusta  che  ci  faccia
  superare   questa  situazione  drammatica  di  crisi  che   abbiamo
  ereditato dal passato.
   Per  queste  ragioni annuncio il voto contrario  alla  mozione  di
  sfiducia  presentata nei confronti del Presidente della Regione  da
  parte del gruppo del Partito Democratico.

   PRESIDENTE. Presidente Crocetta, intende replicare?

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  brevemente, l'altro giorno ero a  Domenica In ,  c'erano
  due   interlocutori   che  rappresentavano   forze   politiche   di
  opposizione, una era una parlamentare del Movimento Cinque  Stelle,
  che  io  avevo confuso con una di Forza Italia, e l'altra  era  una
  parlamentare  che si autodefinisce fascista. Entrambe  mi  dicevano
  che io avrei dovuto licenziare quelli che dicevano 28 mila, ma sono
  24  mila e 700, lavoratori agricoli, forestali e non rangers,  come
  una certa pubblicità ha detto.
   Naturalmente  voi questa sera non  siete venuti qui  ad  insorgere
  contro  i  vostri rappresentanti politici che mettono in campo  una
  politica  razzista nei confronti della Sicilia. No   Non  lo  avete
  fatto,  avete attaccato un Presidente della Regione che  in  quella
  sede difendeva la Sicilia e i siciliani.
   Prima  questione, due giorni prima a  La Sette , la stessa signora
  autodefinita  fascista,  lei  si  autodefinisce  così  fascista  e,
  quindi, ne rispettiamo la volontà, era con un sindaco della  stessa
  area politica che ha detto  lei stia zitto perché è siciliano  .
   Quindi,  non  ve  lo permettiamo questo sicilianismo  di  maniera,
  cominciate a regolamentare dentro le motivazioni antimeridionaliste
  che  ci  sono nei vostri partiti, perché l'asse politico del centro
  destra  è stato basato per anni su questa alleanza con la Lega  che
  disprezza la Sicilia ed il popolo siciliano.
   Il  Movimento di Grillo era nato su presupposti diversi, è inutile
  che  cercate di prendere voi le distanze da me, sono io che  prendo
  le  distanze  da voi anche in questo non avete stile perché  quando
  vedo  il  Parlamento che si agita senza rispetto di chi  parla,  mi
  ricorda certe scene che abbiamo visto nel '21, nel '31 e che  hanno
  portato a pagine nere della vita italiana.
   Si  rispetta  il pensiero degli altri, lo si ascolta in  silenzio,
  perché  questa  è la democrazia, questa è la democrazia  che  è  il
  rispetto dell'avversario anche quando la pensa diversamente da te.
   Non  si  dice nauseabondo a un Presidente della Regione davanti  a
  questa Assemblea regionale siciliana e non si dice non so che  cosa
  sia davanti a questa Regione e non si dice davanti a questa Regione
  che ha visto morire Falcone e Borsellino che la mafia è una morale
  Non  si  dice  Perché è inaccettabile e non lo hanno fatto  neppure
  coloro  che  più si definiscono una cultura che per  sua  natura  è
  omofobica,  che per sua natura anche colluso per certi aspetti  con
  il vecchio sistema di potere.
   Ma  qui  tutto  va  bene,  perché nello sfascismo  generale  delle
  istituzioni tutto va bene  Non ce ne frega niente se la Sicilia  si
  è  portata  3 miliardi di euro di buco di bilancio, 2 miliardi  nel
  2011,  1  miliardo  nel 2012 che noi nel 2013 abbiamo  prodotto  un
  avanzo  di  450 milioni della prima volta. Non ce ne frega  niente
  Non ce ne frega niente se la programmazione europea ha raggiunto  i
  livelli  che ha raggiunto, siamo sempre indietro. Certo  che  siamo
  indietro,  perché  pensate che il passato  si  cancelli,  oppure  i
  giochetti  alla Goldrake di chi oggi può fare uno show e domani  ne
  fa un altro perché tanto che ci rimette
   Hanno fatto bene i lavoratori di Genova che gli hanno detto;   Vai
  a  spalare,  vai a spalare, vai a spalare , hanno fatto  benissimo
  Perché  gli  hanno detto:  Cominciati a confrontare con  la  realtà
  delle cose e non trasmettere demagogia e slogan che sono inutili  .
   Bene,  ma  questo  uno dice:  Stasera avete votato  in  Parlamento
  nazionale  contro  il  bonus bebè per i  figli  degli  immigrati  .
  Perché  questi  bambini con la faccia scura che nascono  in  Italia
  sono  diversi dagli altri bambini? Non hanno diritto alla vita come
  gli altri bambini?
   Allora, prendete atto che molti di voi non c'entrano più con  quel
  movimento,  solo  che  non lo potete dire  neppure  perché  sareste
  espulsi.  Io  sono  orgoglioso di appartenere  ad  un  partito  che
  litiga,  polemizza perché fra l'altro polemica e politica  mi  pare
  che abbiamo una parte della stessa radice e fa parte della cultura.
  Orgogliosi  di  un partito che è pluralista dove  tesi  diverse  si
  confrontano, posizioni politiche si confrontano e anche nei momenti
  più difficili riusciamo a fare una sintesi.
   Io  chiedo  sinceramente  scusa all'onorevole  Cracolici.  Lui  ha
  capito ma insomma chi vuole poi capire altro perché quando ho detto
  quella battuta, mi riferivo al rigorista ideologico non sicuramente
  perché adesso cominciare a spolverare pure i campi nazisti, nazisti
  pardon,  perché  quelli non se ne parla mai, di quelli  non  se  ne
  parla  mai  E' un errore voluto, onorevole Cracolici. Perché  certi
  slogan  richiamano persino la purezza della razza.  Che  vuol  dire
  Presidente della Regione nauseabondo? Sarei imperfetto,  non  sarei
  adeguato a fare politica, questo ha detto Grillo in questa  piazza.
  Questo  ha detto in quella piazza, in una piazza flop, dove c'erano
  2  mila  persone portati con gli autobus come i vecchi partiti.  Vi
  dovete  vergognare  voi,  della vostra intolleranza,  della  vostra
  incapacità,  Ti devi vergognare tu che Grillo lo hai portato  nella
  zona industriale  Ti devi vergognare tu

                           (Tumulti in Aula)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 00.34, è ripresa alle ore 00.35)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevole  Presidente della Regione, ha facoltà di  continuare  il
  suo intervento.

   CROCETTA,  Presidente  della Regione. Cosa c'entra  l'NCD?  Voglio
  essere  chiaro, onorevole D'Asero, e anche con l'onorevole  Cascio,
  che ha fatto alcune considerazioni.
   Cosa  c'entra  l'NCD con queste posizioni? E tutto  questo  centro
  destra che invoca l'unità  Ma voi non avete avuto la scissione  più
  profonda dal dopoguerra nella politica italiana? E rimproverate noi
  per  quattro  scaramucce di dozzina perché abbiamo  polemizzato  su
  questioni   politiche?  O  sul  modo  diverso   di   intendere   la
  composizione del Governo?
   Voi  volete  scegliere. Qui c'è un'illusione. L'illusione  che  il
  centro   destra  possa  riprendere  la  leadership  della  Regione,
  sicuramente,  con  queste posizioni non andrete  da  nessuna  parte
  anche  perché  non  è  detto che uno più uno più  uno  più  uno  fa
  necessariamente  quattro  Certe volte fa 0,1, però c'è  l'illusione
  dei grillini che vedono in ogni elezione perdere il loro consenso.
   Noi  abbiamo  fatto quello che io ritengo un capolavoro  politico:
  abbiamo  unito  una  maggioranza, l'abbiamo  resa  coesa  e  questa
  maggioranza è pronta non solo a governare per i prossimi tre  anni,
  ma anche a fare e vincere sfide elettorali.
   Un'ultima questione più personale. Io quando ho perso le  elezioni
  di  sindaco a  Gela nel 2002, le ho vinte tramite ricorso, nei nove
  mesi in cui il mio avversario governava non ho mai attaccato il mio
  antagonista - lo dico con estrema sincerità - non avrei mai firmato
  una  mozione  di sfiducia nei confronti dell'onorevole  Musumeci  o
  dell'onorevole Cancelleri perché questo è il mio modo di  intendere
  la politica.
   Il  giorno  che  ha vinto il mio antagonista siamo andati  a  cena
  insieme e quando ho vinto io ho invitato il mio antagonista con  il
  sorriso. Questa è la mia politica. Da due anni pongo a tutte queste
  forze politiche il senso comune della responsabilità.
   Non  è vero che qui c'è stato un centro destra che si è presentato
  per  le  riforme,  c'è stato un centro destra  che  ha  detto   non
  facciamo nessun patto per le riforme , che non era un  inciucio', è
  il  senso  della  responsabilità di  fronte  alla  Sicilia  che  si
  trascina  problemi profondi e che se non cambia non darà un  futuro
  ai suoi figli e lo dobbiamo cambiare insieme, ognuno assumendosi la
  responsabilità e accettando le regole.
   Non vi posso piacere, ma ho vinto le elezioni e non basta dire  le
  hai vinte perché hanno votato la metà e via dicendo,  anche per voi
  hanno  votato  la metà e, quindi, i vostri consensi percentualmente
  sono la metà, perché c'è una crisi profonda della politica e perché
  la gente vota meno.
   Poi  si  è  scoperto che quella metà vota anche per la metà  negli
  altri  appuntamenti elettorali e vota anche in altre aree del paese
  perché  il sistema ha una crisi profonda che viene da lontano.  Noi
  dobbiamo  avere la capacità di un recupero della politica,  con  la
   P  maiuscola, per portare avanti un progetto.
   Il  Centrodestra si vuole accodare ai temi dell'antipolitica?  Non
  ne  avrà  nessun  guadagno  né è credibile,  perché  dentro  questo
  sfascio  c'è tutto e dentro le responsabilità di questa  situazione
  c'è  tutto.  E  i grillini che strumentalmente vi utilizzano  e  si
  fanno utilizzare a loro volta, segnano solo un patto scellerato  in
  cui  quelli  che sono per confermare le province votano  insieme  a
  quelli  che vogliono invece mantenerle le province  Anti è  facile;
  pro è un po' più difficile.
   Noi siamo pro e abbiamo costruito un'alleanza vera con difficoltà,
  perché venivamo probabilmente e veniamo da culture diverse che oggi
  hanno  trovato  la  capacità di avere una  sintesi  e  pongono  una
  accelerazione  del  processo di trasformazione dell'Isola.  Voi  lo
  vorreste  interrompere,  per nostalgia, per  reazione  del  vecchio
  sistema di potere. Dietro questa mozione di sfiducia c'è il bambino
  ma  c'è  anche  qualche altra cosa. E ci sono anche  sollecitazioni
  esterne non meno forti. Accettiamo la sfida e andiamo avanti.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  D'Agostino,  Marziano  e
  Rinaldi hanno chiesto  congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   MUSUMECI. Anche noi, con grande piacere, ne prendiamo atto.

   PRESIDENTE.  Voi fate parte dell'Assemblea. Se l'Assemblea  ne  ha
  preso atto, anche voi.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


          Votazione per appello nominale della mozione n. 361

   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione per appello  nominale  della
  mozione  n.  361   Sfiducia al Presidente della Regione ,  che  per
  assoluta identità di dispositivo assorbe integralmente la votazione
  della mozione n. 363.
   Così resta stabilito.
   Ricordo,  altresì,  che l'approvazione della mozione  richiede,  a
  norma  dell'articolo  10,  comma 1, dello Statuto,  la  maggioranza
  assoluta dei componenti l'Assemblea e cioè 46 voti favorevoli.
   Chiarisco il significato del voto: chi risponde sì vota  a  favore
  della  mozione  di  sfiducia  nei confronti  del  Presidente  della
  Regione;  chi risponde no vota contro la mozione ovvero rispondendo
  mi astengo si dichiara la propria astensione.
   Invito il deputato segretario a procedere all'appello nominale  ed
  invito,  altresì, ciascun deputato ad esprimere il proprio voto  in
  maniera  chiara,  levandosi in piedi dalla propria  postazione,  al
  proprio  turno,  rispettando l'ordine della chiama  effettuata  dal
  segretario.
   Si procede all'appello nominale.

   BARBAGALLO, segretario, procede all'appello.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   Proclamo l'esito della votazione per appello nominale:

   Votano sì   ..  37

   Votano no   . 44

                       (L'Assemblea non approva)

   Pertanto la mozione viene respinta.

      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   TAMAJO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  il  mio intervento è per capire quali provvedimenti  stia
  attuando  il Presidente della Regione in merito alla questione  del
  sistema idrico integrato palermitano e degli ex lavoratori dell'APS
  visto  che  domani  mattina entro le ore 12.00 se  non  si  attuerà
  nessun tipo di provvedimento i 206 lavoratori saranno licenziati  e
  il  sistema  idrico integrato di 52 comuni della Sicilia  andrà  in
  tilt.
   Per cui, io chiedo al Presidente della Regione, se è possibile, di
  dare una risposta in merito a quali provvedimenti sta attuando  lui
  insieme al Commissario Tucci e al Prefetto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la  seduta è rinviata a martedì, 4
  novembre 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


  I   - COMUNICAZIONI
  II   - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
  III   -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Differimento dei termini previsti al comma 1 dell'articolo
                 13 della legge regionale 24 marzo 2014, n. 8. Disposizioni in
                 materia di conferimento degli incarichi di commissario
                 straordinario dei liberi consorzi comunali . (n. 830/A)

               Relatore: on. Miccichè

             2)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

             3)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
                 Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
                 dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
                 siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
                 della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
                 libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             4)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
                 Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
                 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             5)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
                 elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
                 Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436

               Relatore: on. Cracolici

  IV   - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonché alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                     PALMERI  - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI  -
                     CIACCIO  -  CIANCIO  - ZAFARANA  -  FERRERI  -
                     MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -  FOTI  -
                     LA ROCCA - ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                     FOTI  -  CANCELLERI  - CAPPELLO  -  CIACCIO  -
                     CIANCIO  -  FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                     -  PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI  -
                     ZAFARANA - ZITO

  V   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     CORDARO  -  MICCICHE' - CLEMENTE -  ANSELMO  -
                     GERMANA'

  VI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     VENTURINO  -  CIMINO  - MARZIANO  -  RAGUSA  -
                     CIRONE

  VII   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  VIII   - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

      La seduta è tolta alle ore 00.55 di venerdì 31 ottobre 2014

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio