Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
FAZIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i Beni Culturali e l'Identità
Siciliana
N. 1682 - Chiarimenti sul provvedimento di chiusura al pubblico,
nei giorni festivi, dei siti archeologici, monumentali e museali
siciliani.
Firmatari:Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 1209/Gab del 10 giugno 2014 l'Assessore
regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo, ha eccepito
la propria incompetenza. - Con nota prot. n. 40038/IN.16
dell'1/09/2014, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
per i beni culturali.
N. 1691 - Opportune iniziative da assumere per la tutela del museo
naturalistico Francesco Minà Palumbo di Castelbuono(PA).
Firmatari:La Rocca Claudia; Siragusa Salvatore; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ciaccio
Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
-Con nota prot. n. 39997/IN.16 dell'1/09/2014, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore regionale per i beni culturali.
- da parte dell' Assessore per la Famiglia, le Politiche Sociali e
il Lavoro:
N. 1805 - Notizie sui criteri di riparto delle somme da destinare
ai distretti socio-sanitari della Regione per i piani di zona 2013-
2015.
Firmatari:Figuccia Vincenzo
- Con nota prot. n. 40186/IN.16 dell'1 settembre 2014 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
- Nuove norme in materia di servizio idrico integrato - Ambito 1
Palermo. (n. 863)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Figuccia,
Falcone, Assenza, Grasso, Milazzo G., Papale e Savona in data 3
novembre 2014.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle
competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituzione dell'osservatorio regionale
anticorruzione per l'analisi e la valutazione dei modelli
di organizzazione, controllo e vigilanza delle società
partecipate della Regione ed operanti in regime di
convenzione. (n. 834)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 3 novembre 2014.
PARERE ANTIMAFIA.
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Esenzione dell'imposta regionale sulle attività
produttive per le microimprese di nuova costituzione. (n.
835)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 3 novembre 2014.
PARERE III.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute dal Governo ed assegnate
alle Commissioni legislative le seguenti richieste di parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Designazione Direttori generali Aziende del servizio sanitario
regionale. (n. 41/I).
Pervenuto in data 30 ottobre 2014.
Inviato in data 31 ottobre 2014.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Piano regionale di propaganda turistica 2015. (n. 40/IV).
Pervenuto in data 30 ottobre 2014.
Inviato in data 31 ottobre 2014.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
2263 - Notizie sulla mancata attivazione delle strutture
terapeutico-riabilitative per i minori con gravi patologie
psichiatriche.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Vinciullo Vincenzo
2264 - Chiarimenti sul mancato completamento del Centro
agroindustriale polivalente di Avola (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Attività produttive
Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
2266 - Chiarimenti riguardo il deposito di carburante della Marina
militare italiana sito alle pendici di Monte Pellegrino (Palermo).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Salute
Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio
Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo
Matteo; Siragusa Salvatore; Foti Angela; Palmeri Valentina; La
Rocca Claudia; Zito Stefano
Avverto che la interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
2262 - Chiarimenti sull'assenza del rappresentante della Regione
all'assemblea della società di gestione aeroportuale di Trapani e
iniziative a sostegno e rilancio dell'attività dello scalo di
Trapani Birgi.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Fazio Girolamo
2265 - Chiarimenti riguardo il complesso iter burocratico
causa del ritardato pagamento dei salari ai lavoratori forestali.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Ciaccio
Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La
Rocca Claudia.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 219 - Contrasto all'emergenza sociale che ha colpito gli
operatori della formazione professionale e degli sportelli
multifunzionali.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zito Stefano
N. 220 - Iniziative in ordine all'appalto per l'affidamento della
progettazione esecutiva, costruzione e gestione del parcheggio
multipiano denominato 'Raffaello Sanzio' da realizzare nel comune
di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 221 - Iniziative per la presenza dell'assistente all'educazione
ed all'autonomia in tutte le scuole
siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Istruzione e Formazione
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero;
Mangiacavallo Matteo; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Ferreri
Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Cappello Francesco
N. 222 - Chiarimenti sulla vicenda che coinvolge i cittadini che
hanno intrapreso un percorso formativo presso gli enti di
formazione ai quali è stato revocato l'accreditamento.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 364 - Misure di intervento sulle entrate spettanti alla Regione
e derivanti dall'applicazione di sanzioni pecuniarie amministrative
di cui al nuovo codice della strada.
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
Presentata il 23/10/14;
N. 365 - Misure di controllo e di prevenzione incidenti nella
raffineria di Milazzo (ME).
Ferrandelli Fabrizio; Panarello Filippo; Laccoto Giuseppe; Milazzo
Antonella Maria; Cirone Maria in Di Marco; Panepinto Giovanni
Presentata il 27/10/14
N. 366 - Destinazione di adeguate risorse in favore
dell'associazione Taormina Arte.
Rinaldi Francesco; Vinciullo Vincenzo; Di Giacinto
Giovanni; Panarello Filippo
Presentata il 30/10/14
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Segreteria
Generale il 30 ottobre 2014 e protocollata al n. 11538/TraspPG-
RagPg del 3 novembre successivo, l'onorevole Girolamo Fazio, nella
qualità di Presidente del Gruppo parlamentare Misto , ha trasmesso
copia del Disciplinare interno del suddetto Gruppo parlamentare.
Avverto che la documentazione di cui sopra sarà oggetto di
pubblicazione nel sito internet dell'Assemblea ai sensi
dell'articolo 25 bis del Regolamento interno dell'ARS.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 29 ottobre 2014 e
protocollata al n. 11492/Aula PG del 3 novembre successivo,
l'onorevole Clemente ha dichiarato di aderire al Gruppo
parlamentare Grande Sud-Pid Cantiere popolare verso Forza Italia
dall'1 novembre 2014.
Conseguentemente, a decorrere dall'1 novembre 2014, lo stesso
deputato cessa contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare
Misto.
Infine, del mantenimento in vita del Gruppo parlamentare Grande
Sud-Pid Cantiere popolare verso Forza Italia , la cui consistenza
numerica permane ancora al di sotto del numero minimo di deputati
per costituire Gruppo parlamentare, se ne occuperà successivamente
il Consiglio di Presidenza.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
FALCONE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprendiamo da
organi di stampa che, finalmente, il Governo regionale si è
ricomposto; finalmente, il Presidente della Regione, onorevole
Crocetta, oggi, anziché venire in Aula e presentare all'Assemblea
regionale siciliana il Governo ha voluto anticipare i tempi
presentandolo alla stampa.
Penso che bon ton istituzionale vorrebbe che il Presidente
Crocetta venisse in Aula, assieme ai dodici nuovi componenti del
Governo regionale, per presentare ciascuno di essi e, al contempo,
tracciare linee programmatiche. Le chiedo, quindi, formalmente, la
convocazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per stabilire la data in cui il Presidente della
Regione verrà in Aula a riferire.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, per indire una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, per l'organizzazione dei
lavori, ad onor del vero, mi sono, in qualche modo, raccordato con
il Presidente della Regione, onorevole Crocetta, che ha dato la sua
disponibilità e gli ho riferito che doveva essere deciso in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari quando venire a
riferire, quando era opportuno che presentasse la squadra dei nuovi
assessori in Aula, perché, formalmente, manca un decreto di
assegnazione delle nomine.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta ed indico una Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, preannunciando che i lavori
riprenderanno alle ore 17.30.
(La seduta, sospesa alle ore 16.35, è ripresa alle ore17.32)
Presidenza del Vicepresidente Venturino
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Comunicazioni dell'agenda dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, sotto la
presidenza del Presidente dell'Assemblea, onorevole Ardizzone,
presente il Vicepresidente vicario, onorevole Venturino, ha
deliberato la seguente agenda dei lavori parlamentari:
L'Aula terrà seduta:
-oggi, martedì 4 novembre 2014, per avviare la discussione del
disegno di legge n. 830/A;
-domani, mercoledì 5 novembre 2014, alle ore 12.00, per
comunicazioni del Presidente della Regione sulla nuova composizione
della Giunta di Governo regionale;
-martedì 11 novembre 2014 per il seguito della discussione del
disegno di legge n. 830/A nonché per la trattazione degli ordini
del giorno presentati in relazione alla cosiddetta finanziaria
ter .
Si è inoltre convenuto di iscrivere all'ordine del giorno il
disegno di legge n. 862-827/A Stralcio I/A Norme in materia di
servizio idrico integrato , dopo gli approfondimenti istruttori
sugli aspetti finanziari e di rinviare a martedì 18 novembre 2014
l'elezione suppletiva di un Vicepresidente dell'Assemblea.
Commissioni:
La VI Commissione legislativa permanente darà priorità all'esame
del disegno di legge n. 853.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione di disegni di legge
PRESIDENTE Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Discussione del disegno di legge Differimento dei termini
previsti al comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale 24 marzo
2014, n. 8. Disposizioni in materia di conferimento degli incarichi
di commissario straordinario dei liberi consorzi comunali (830/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
Differimento dei termini previsti al comma 1 dell'articolo 13
della legge regionale 24 marzo 2014, n. 8. Disposizioni in materia
di conferimento degli incarichi di commissario straordinario dei
liberi consorzi comunali (830/A).
Invito i componenti la I Commissione Affari Istituzionali a
prendere posto al banco alla medesima assegnato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
FALCONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto,
vorrei accendere un attimo i riflettori su quanto accaduto qualche
giorno addietro, precisamente il 30 ottobre 2014, quando sono stati
nominati i Commissari ad acta nelle nove province.
Ieri, ho presentato un'interrogazione al Presidente della Regione,
sollevando dei dubbi circa la loro legittimazione a potere
ricoprire questo ruolo in maniera completa, intera, perché stiamo
parlando non di soggetti che avrebbero la rappresentanza legale, ma
di soggetti - la stessa parola Commissario ad acta lo dice -
nominati per lo svolgimento di uno o più specifici atti, uno o più
specifici provvedimenti.
Il dubbio sorge nella ipotesi in cui qualcuna delle nove province
regionali dovesse stare in giudizio e capire se questi commissari
ad acta nominati abbiano la legittimazione a stare in giudizio, la
capacità a stare in giudizio.
Altra questione rileva, sotto un profilo di competenza ad agire
per i vari atti di gestione, di governo che i vari enti
sovracomunali devono porre in essere.
Ribadisco, i commissari ad acta non sono commissari per
l'amministrazione completa degli enti ex province, ma sono soltanto
per atti mirati ed individuati.
In più c'è un altro problema. La legge 55 afferma che possono
essere nominati commissari soltanto coloro che fanno parte delle
qualifiche dirigenziali o delle qualifiche direttive.
Sono stati nominati, invece, nella provincia di Enna e
Caltanissetta, due rappresentanti dell'amministrazione regionale
che rivestono la qualifica di meri istruttori.
Ancorché vi è un parere dell'ufficio legislativo che consenta agli
istruttori di far parte dell'ufficio ispettivo del dipartimento
agli enti locali, però non vi è un combinato disposto secondo cui
l'istruttoria può far parte dell'ufficio ispettivo, può essere
anche nominato.
Quindi, vi sono dei dubbi che Forza Italia ha avanzato circa
l'opportunità, il merito, la competenza e se vogliamo anche, la
coerenza e la logicità degli atti.
Sulla scorta di queste riflessioni e sulla scorta del rischio
anche erariale in cui si potrebbe incorrere, io credo che il
presidente della Regione ed il nuovo assessore alla funzione
pubblica, ancorché non ha avuto il nulla-osta da parte della
presidenza del Consiglio dei Ministri, possano valutare
l'opportunità di revocare gli atti o di revocare alcuni commissari,
laddove possano profilarsi dei profili, scusando il gioco di
parole, di illegittimità con danni anche potenziali nei confronti
delle Pubblica Amministrazione.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Giuseppe. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor presidente, come ben lei ricorderà, io mi
sono occupato della questione riguardante Sicilia e servizi,
ovvero il licenziamento dei lavoratori SISEV.
Non sarà sicuramente sfuggito alla presidenza che il giudice ha
reintegrato i dipendenti SISEV dichiarando nel dispositivo della
sentenza che il passaggio da SISEV a SISE, cioè a Sicilia e Servizi
è avvenuto e che questo passaggio è legittimo e pertanto i
lavoratori non andavano licenziati.
Signor presidente Venturino, io le chiedo un attimo di bontà e
attenzione. Io ho presentato più volte più di una richiesta di
accesso agli atti.
Il presidente Ardizzone, questa presidenza, aveva assunto
l'impegno davanti all'Aula a sostenere la mia richiesta perché il
dott. Ingroia mi ha risposto che lui è in una repubblica a parte e
che un parlamentare regionale non è nelle condizioni di fare un
accesso agli atti.
Il presidente della Regione, a seconda mia richiesta in un'altra
seduta, ha assunto l'impegno che avrebbe chiarito, ma non si è
risparmiato di difendere il dott. Ingroia su questa vicenda.
Ora, ammettiamo che sono un pericoloso nazista ma il giudice, che
è un giudice che ha emesso una sentenza e che dichiara illegittimi
i licenziamenti di coloro i quali si trovavano in una società di
Sicilia e servizi, a totale partecipazione di Sicilia e-Servizi,
che favorisce il transito da quella società, cioè da Siser a Sise.
Il giudice dice, sostanzialmente, che il passaggio c'è stato ed è
legittimo ed ha già reintegrato i primi due dipendenti.
Ora, signor Presidente, la politica perde credibilità quando
aspettiamo che i giudici facciano quello che la politica non sa
fare. La cosa più scandalosa che vorrei sottolineare è che, ancora
una volta, un parlamentare, che in nome e per conto dell'Assemblea
regionale siciliana si è mosso, ancora, non ha uno , un
parlamentare regionale, dicevo, signor Presidente, che si muove in
nome e per conto dell'Assemblea regionale siciliana, fa una
richiesta reiterata più volte, non ha uno straccio di carta, uno,
un fogliettino di carta. Onorevole Milazzo, grazie per la sua
simpatica richiesta; niente, quella è una Repubblica a parte.
Signor Presidente, ma come si fa a mettere in posti chiave queste
persone che dovevano - forse lo saranno, ma l'impressione che ho
avuto non è questa - essere i paladini della trasparenza e quando
qualcuno gli chiede un foglio di carta per dire: Mi spieghi perché
hai licenziato visto che anch'io voglio rendermene conto, visto che
siamo ancora, salvo smentite, gli unici titolari dell'espressione
della volontà popolare perché siamo nominati attraverso un voto
popolare nei singoli collegi provinciali? .
Ma è possibile, signor Presidente?
Allora, le chiedo formalmente, signor Presidente, di convocare
un'audizione - se mi fa la cortesia di farmelo sapere - in
Commissione Affari istituzionali e non Cultura, formazione e
lavoro. Non ci dobbiamo battere, infatti, per il lavoro; dobbiamo
buttare in mezzo ad una strada tutti i lavoratori; chi si rivolge a
noi lo dobbiamo licenziare ma almeno prendiamo la situazione di
petto da un punto di vista istituzionale e capire se una persona
che è nominata da questa Regione può agire in modo autonomo senza
dare conto delle sue azioni al Parlamento siciliano.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di intervenire, onorevole Alongi, le faccio io
una domanda: Se l'intervento è relativo al disegno di legge n.
830/A che ci accingiamo ad incardinare, magari aspettiamo di fare i
dovuti passaggi e, una volta incardinato, apriamo la discussione
generale, quindi, potrà subito intervenire.
Se, invece, è di altra natura, cioè in base all'articolo 83, comma
2 del Regolamento interno perché se apriamo
ALONGI. Riguarda il Commissario.
PRESIDENTE. Allora riguarda il disegno di legge.
Allora, se cortesemente, procediamo con ordine, diamo la
possibilità alla Commissione, apriamo la discussione generale e le
do la parola subito dopo.
Allora, intanto proseguiamo.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, la stessa cosa vale per lei.
L'intervento riguarda l'articolo 83, comma 2, del Regolamento
interno o la discussione?
TAMAJO. Riguarda l'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Basta che poi mi fa parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Alongi, è per seguire un certo ordine: se
relativo al disegno di legge, lo incardiniamo, sentiamo la
relazione e, dopo, apriamo la discussione generale e lei potrà
intervenire.
Per quanto riguarda l'onorevole Tamajo è un altro argomento.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo soltanto
per un problema di natura emergenziale che è la questione APS che
riguarda circa 204 lavoratori ed un sistema che ormai è al collasso
e che porta numerosi problemi a 52 comuni della provincia di
Palermo per cui le chiedo pubblicamente - e questo già lo abbiamo
fatto in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari - di
poter accelerare i tempi soprattutto degli Uffici in merito alla
legittimità della copertura finanziaria.
Il problema riguarda veramente i tempi perché il sistema è ormai
al collasso, c'è una situazione igienico-sanitaria precaria che
riguarda 52 Comuni, per cui le chiedo di intercedere con gli Uffici
per avere una relazione tecnica sulla copertura finanziaria che sia
veloce.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, la ringrazio per avere ulteriormente
segnalato la gravità della situazione ma probabilmente lei è
arrivato in ritardo.
Le avevo appena letto una nota dove con gli uffici abbiamo già
stabilito di analizzare in tempi brevissimi e portare subito in
Aula non appena i chiarimenti dovuti saranno stati effettuati.
Allora, soltanto un attimo. Facciamo una cosa, vi faccio parlare,
è un vostro diritto sull'articolo 83, però gradirei procedere con
ordine.
Discussione del disegno di legge «Differimento dei termini
previsti al comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale 24 marzo
2014, n. 8. Disposizioni in materia di conferimento degli incarichi
di commissario straordinario dei liberi consorzi comunali» (830/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende la discussione del
disegno di legge n. 830/A:
«Differimento dei termini previsti al comma 1 dell'articolo 13
della legge regionale 24 marzo 2014, n. 8. Disposizioni in materia
di conferimento degli incarichi di commissario straordinario dei
liberi consorzi comunali» (830/A).
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione, onorevole
Cracolici, per svolgere la relazione.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente, mi
rimetto al testo, ribadendo una cosa che nel testo si fa
riferimento alla data del 31 ottobre con una data in arrivo perché
la Commissione lo ha approvato il 29 oggi siamo a dopo il 31 la
data è già scaduta quindi, pregherei gli uffici a coordinare nella
relazione la data che non è più quella.
Quindi, in ogni caso, mi rimetto al testo che è abbastanza chiaro.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cracolici. Ora diamo i termini per
gli è emendamenti è fissato a venerdì prossimo alle ore 12,00.
FALCONE. Signor Presidente, abbiamo chiuso la discussione
generale?
PRESIDENTE. No, visto che c'è questo accorgimento da fare sulla
relazione, onorevole Falcone, la discussione generale la apriremo
martedì lo stesso giorno quando porteremo in Aula il disegno di
legge.
CRACOLICI. Signor Presidente, si sta un po' confondendo. Dobbiamo
fare il passaggio agli articoli.
PRESIDENTE. No, onorevole Cracolici, facciamo tutto martedì quando
lo portiamo in Aula.
CRACOLICI. Allora non può fissare i termini per gli emendamenti: o
fa il passaggio agli articoli e rinvia all'articolato la
discussione all'articolo 1.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi sono consultato con gli
uffici.
E' stato già fatto altre volte, non credo che rappresenti un
precedente: venerdì si dà la scadenza per la presentazione degli
emendamenti; poi martedì si fa il passaggio all'articolato e la
discussione generale.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno
ALONGI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo spunto dalla
tempistica che ci stiamo dando, legittima ci mancherebbe altro
sull'incardinamento di questo disegno di legge però credo che i
disabili non possono andare di pari passo con quelle che sono le
norme che per responsabilità politica sono in forte ritardo.
Mi rivolgo anche al presidente Cracolici. Volevo attenzione se era
possibile se non era possibile posso ritirarmi al mio posto a
sedere e non intervengo più.
PRESIDENTE. La prego di continuare con il suo intervento. Si
rivolga alla Presidenza.
ALONGI. La ringrazio, signor Presidente. mi dispiace che qui oggi
no è presente il presidente Crocetta ma ieri davanti il palazzo del
esasperate e non soltanto esasperate, mamme di disabili hanno
sollevato un serio problema che il servizio era stato sospeso.
Mi dicono che il servizio da oggi fino al 24 dicembre è ripartito
però queste continue proroghe, nomine che chiaramente lasciano
spesso un momento di limbo in quella che è la responsabilità
amministrativa e politica dei commissari crea non pochi problemi.
In particolar modo credo che sia importante che il presidente
Crocetta, al di là di quella che è la norma che approveremo in
Aula, trovi in tempi rapidi e quindi il commissario da lui indicato
il funzionario regionale che andrà a ricoprire la carica di
commissario in attesa della promulgazione della legge, trovi le
risorse per le attività extra scolastiche per i sordomuti ed i
ciechi. Lo voglio dire con molta schiettezza.
Ci sono attività per i ragazzi non vedenti e per i ragazzi
sordomuti che l'attività extra scolastica pomeridiana è per loro
principio di libertà, di eguaglianza ed aggiungo di sostegno
psicologico.
Oggi questi ragazzi sono stati messi all'angolo, rimarranno a casa
e non potranno più fare il servizio.
Quindi io mi auguro ed auspico che il Presidente Crocetta abbia un
sussulto e trovi la soluzione, in emergenza, affinché casi come
questi non ci facciano diventare non da terzo mondo ma da quarto
mondo.
Questo è quello che sta accadendo oggi e quindi signor Presidente,
visto che il Presidente Crocetta non è presente oggi in Aula, la
invito, la prego caldamente e fortemente con un pizzico di amarezza
e aggiungo non soltanto di amarezza ma di rabbia e non soltanto
rabbia ma di disgusto, per quello che spesso la politica strabica
non fa di trovare soluzione ad un tale problema così drammatico e
grave.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
ricordare come dalla recente riunione dei Capigruppo la Conferenza
non è venuta fuori all'unanimità ma con il voto contrario del
Movimento Cinque Stelle, rispetto a questa melina, a questa
melassa, a questo brodino che praticamente sta facendo sì che noi
stiamo prendendo tutti i buoi possibili ed immaginabili, abbiamo
fatto una bella mandria e la stiamo mettendo davanti al carro. Il
che vuol dire che, sostanzialmente, ogni volta succederà sempre
qualcosa perché i giochi non vengano fatti in maniera trasparente
così come dovrebbero essere fatti all'interno di questo Parlamento
e la Vicepresidenza venga, pertanto, votata. Del resto l'attendiamo
da parecchio, direi che anche dare questo spettacolo all'esterno
non è edificante, poi ci sarà il bilancio, poi lo stiamo abbinando
a chissà quali altre proroghe e non credo che sia serio.
Tutto il Movimento Cinque Stelle, chiaramente, ha votato contro
questo atteggiamento, desideravamo che la vicepresidenza venisse
votata oggi.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulle
comunicazioni già alcuni colleghi hanno fatto riferimento a quella
priorità legata all'emergenza acqua in territorio che coinvolge
400 mila abitanti, oltre 50 comuni, oltre 200 dipendenti.
Un'emergenza che, evidentemente, non può essere sottovalutata come
mi sembra, invece, che stia accadendo con segnali evidenti da parte
del Governo, un'esigenza alla quale il Gruppo di Forza Italia ha
reagito proponendo un disegno di legge che, peraltro, individua le
coperture finanziarie e rispetto alle quali quindi, signor
Presidente, anch'io senso l'esigenza - come lei già prima
attenzionato - di sollecitare gli uffici affinché prima di quel
sei di novembre si possa concretamente trovare una soluzione.
Un altro tema, signor Presidente, di cui oggi si sta parlando
pochissimo: siamo al secondo giorno dello sciopero della fame degli
operatori degli sportelli multifunzionali che sono in Via
Trinacria, che attendevano delle risposte da parte dell'allora
Assessore Scilabra e Assessore Bruno, risposte che non sono
arrivate.
Ci aspettavamo che i primi atti del Governo andassero nella
direzione di poter trovare riscontro a questo genere di istanza ma
mi sembra che non ci sia alcuna voglia di venire incontro a questo
genere di problematica.
E ancora un ultimo aspetto - non mi dilungherò oltre perché siamo
solo alle comunicazioni - riguarda la questione di 3.000 persone
che a Palermo hanno ricevuto questa nota, la nota prot. 39569 del 3
novembre 2014, nella quale vengono informati l'Ufficio di Gabinetto
del Presidente, l'Assessore per la famiglia, l'Assessore per
l'economia e così via dicendo, rispetto all'interruzione del
servizio a cui sono chiamati i lavoratori del piano di inserimento
professionale. Lì si fa riferimento alla convenzione tra la Regione
siciliana e il Presidente e l'INPS, si fa riferimento al comma 5
dell'articolo 2, ad una evidente assenza di risorse finanziarie di
cui questo Governo si rende conto soltanto a quattro giorni da
quella data, quella data che viene fissata il 6 di novembre.
Parliamo di operatori, gli ex PIP, ex Emergenza Palermo, che nelle
parole del Direttore generale s'intende dovranno sospendere le
attività lavorative a decorrere dal 7 novembre'.
Signor Presidente, da deputato palermitano, ritengo che questa
sia una vicenda surreale e ritengo, altresì, che se davvero quelle
risorse non ci sono, probabilmente, il Governo aveva la necessità e
doveva dotarsi di un minimo di responsabilità per affrontare il
problema anzitempo, ritengo che con il Direttore generale
dell'Ufficio programmazione doveva avviarsi una negoziazione, una
trattativa, certamente, non a quattro giorni da quella data.
E' chiaro e si sapeva, è certo, che le risorse del PAC 3,
probabilmente, non sarebbero state rese disponibili anche per il
2015 ma - benedetto Iddio - davvero ci si poteva pensare prima.
Vorrei chiedere, facendo un appello al Presidente della Regione,
se ancora è rimasto un pizzico di cuore, se ancora è rimasta una
non volontà di accanimento verso questa categoria, di prendere dei
provvedimenti. Comprendo bene che, per molti anni, questa Regione
ha dato spazio, forse troppo spazio, ad ammortizzatori sociali.
Forse, avremmo dovuto e avremmo potuto avviare delle politiche di
inclusione sociale differenti, avremmo potuto avviare dei sistemi
produttivi facendo leva sul mondo delle imprese, però, signor
Presidente, rammento a me stesso, di discutere in maniera diretta
col Presidente della Regione, che quello che è stato fatto in
questi anni, ovvero tutti quei padri di famiglia che, in qualche
modo, si sono illusi di poter avere una continuità rispetto
all'attività svolta, certo quei padri di famiglia non possiamo
buttarli in mezzo ad una strada ed a questo credo che l'Assemblea
tutta, il Presidente della Regione, con il suo nuovo Governo, sarà
chiamato come atto di responsabilità.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
avere un chiarimento. Lei, poco fa, ha dichiarato che gli
emendamenti si possono presentare entro venerdì 7 novembre 2014,
alle ore 12.00, ma che la discussione generale, invece, avverrà
martedì. Il Regolamento prevede che io possa presentare degli
emendamenti fino alla fine della discussione generale, quindi,
questo resta valido?
PRESIDENTE. In Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
avevamo stabilito di presentare gli emendamenti fino a venerdì. Lei
sa benissimo che gli emendamenti possono essere presentati anche
durante la discussione generale, anche se più volte il Presidente
ha ribadito atteniamoci a questa scadenza di venerdì'.
CRACOLICI. Ma il Regolamento l'avete interpretato correttamente?
RINALDI. O facciamo la discussione generale adesso e stabiliamo,
perché il Regolamento prevede che, fino alla fine della discussione
generale, posso presentare gli emendamenti; non ha senso, quindi,
stabilire il termine di venerdì se poi, entro la fine della
discussione generale, posso presentare gli emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, lei sa benissimo che c'è un organo
supremo, sovrano, che è la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
RINALDI. Si, ma il Regolamento non può essere stravolto
quotidianamente.
CRACOLICI. Il Regolamento è l'organo supremo. Non c'è Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che tenga.
FALCONE. Non si faccia intimorire, signor Presidente.
PRESIDENTE. Si, ma non credo di aver creato nessun precedente; è
successo altre volte. Allora, in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari è stato stabilito in questo modo, dunque ci
atteniamo a quello che ha stabilito la Conferenza.
Onorevole Cracolici, se ricorda, proprio l'altro ieri, abbiamo
approvato un disegno di legge, quello sui forestali, che ha avuto
una procedura un po' particolare, per cui
RINALDI. Quindi posso presentare gli emendamenti entro venerdì e
poi posso presentare gli emendamenti entro la fine della
discussione generale martedì?
PRESIDENTE. Entro le ore 12.00 di venerdì.
RINALDI. Quindi il Regolamento non vale più per martedì, entro la
fine della discussione generale?
PRESIDENTE. Mi sto rimettendo a quello che ha deciso la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ma se poi
vogliamo farne un caso e discuterne
RINALDI. Non ne voglio fare un caso ma è per evitare che, poi,
qualcuno possa presentare, giustamente, così come prevede il
Regolamento
PRESIDENTE. No, se abbiamo stabilito il termine per venerdì, ci
atteniamo tutti quanti
RINALDI. Ma abbiamo stravolto il Regolamento, cioè non lo
rispettiamo più.
Se mi permette, signor Presidente, suggerisco a questa Presidenza
e suggerisco anche ai colleghi, per evitare che qui ci siano dei
precedenti che, alla fine, non fanno più, come dire, rispettare il
Regolamento e le regole di questo Parlamento, che si sposti tutto a
quando c'è la discussione generale, visto che, entro la fine della
discussione generale, posso presentare ancora gli emendamenti. O
spostate il termine a martedì oppure si può fare oggi la
discussione generale e la votazione per il passaggio all'esame
degli articoli e poi stabilire il termine. Mi sembra più logico.
PRESIDENTE. Mi posso benissimo rimettere all'Aula, ma non ho fatto
altro che ottemperare a quello che è venuto fuori dalla discussione
che c'è stata in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.02, è ripresa alle ore 18.06)
La seduta è ripresa.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, intervenire durante la discussione
generale, non è una norma fatta a caso, serve, durante la
riflessione e gli interventi della discussione generale, a far
presentare un emendamento rispetto al maturato della discussione.
Quindi, è un significato fondamentale per poter presentare un
emendamento durante la discussione generale.
Però, l'Aula è sovrana, se decidete di sopprimere anche questa
norma prevista dal Regolamento io mi adeguo alla volontà dell'Aula.
PRESIDENTE. Più che dell'Aula, è già stato stabilito in Conferenza
dei capigruppo, tra l'altro è una discussione che abbiamo avuto
fuori sacco.
La eccezionalità sta nel fatto che per venerdì può essere
presentato un emendamento anche a firma singola, visto che ci sono
dei precedenti in questo senso.
Quindi, capisco benissimo che lei si rifà al Regolamento, però,
siccome ci sono dei precedenti che ci confortano in questo senso,
rimane così stabilito.
E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo il
problema potrebbe essere risolto facilmente se il Presidente
Cracolici fosse anche disponibile votando, da parte dell'Aula, un
passaggio all'articolato del disegno di legge e così saremmo tutti
sereni, la prassi verrebbe rispettata e troveremmo una soluzione
che alla fine può accontentare tutti, rispettare il Regolamento e
la prassi consolidata.
Ma non sta a me fare il maestro, è l'ufficio a suo supporto che
darà i consigli per risolvere questa vicenda, che da semplice si
sta complicando e non penso sia il caso di continuare a parlare di
una vicenda che è tipica del bizantinismo, che caratterizza spesso
i lavori di quest'Aula.
Signor Presidente, io mi rivolgo a lei ed anche al Presidente
Trizzino essendo assente il Governo per spingere lei e la
Conferenza dei capigruppo a riflettere sul cosiddetto problema
acqua .
Perché da un anno e mezzo a questa parte siamo impegnati una volta
a discutere del problema del servizio idrico in provincia di
Siracusa perché fallisce lì la società e dobbiamo trovare una pezza
dal punto di visto legislativo; poi riaffrontiamo lo stesso
argomento per quanto riguarda la provincia di Palermo; di qui a
qualche settimana possibilmente fallirà un altro sistema contorto
che riguarda il servizio idrico della nostra provincia e, quindi,
rimarremo ancora una volta invischiati tra Commissione bilancio,
territorio e ambiente, III commissione a parlare del problema
acqua .
Per essere chiari, Presidente, riusciamo una volta per tutte a
mettere all'ordine del giorno questo benedetto disegno di legge
sull'acqua pubblica e la smettiamo di ingessare quest'Assemblea
che, da due anni, non fa altro che perdere tempo dietro una legge
che la Commissione IV aveva già esitato, che è arrivata in
Commissione bilancio, che abbiamo riportato in Commissione IV, che
ora cambia il Governo e cambia l'assessore e quindi dobbiamo
riportarla all'attenzione del nuovo assessore, come se le leggi si
fanno a seconda della volontà di quest'ultimo e non a seconda di
quello che è stata la decisione che ha preso il popolo siciliano,
il popolo italiano, che l'acqua deve ritornare pubblica. Su questo
argomento, quindi, non si può più tornare a discutere.
Possiamo continuamente tornare a parlare nelle Commissioni delle
varie emergenze lavorative, occupazionali, di natura igienico-
sanitaria che abbiamo fra Siracusa e Palermo e con gli operai di
Siracusa che scioperano, le maestranze di Palermo che fanno le
stesse cose, quelli di Agrigento che cominciano anche loro a
mormorare. Nel frattempo il Governo, che tassa a tutti, trova anche
il modo di regalare decine di milioni di euro alle società che in
maniera fallimentare hanno gestito il servizio idrico nella nostra
regione.
Signor Presidente, la prossima volta e lo dico anche al Presidente
Ardizzone che so che ascolta e che, quindi, è in grado di recepire
questo messaggio, quando avete le Conferenze dei Capi Gruppo,
affrontate anche problemi seri, date dei tempi certi alle
Commissioni per approvare leggi importanti che la gente aspetta,
altrimenti questa Assemblea, le Commissioni diventano una sorta di
muro del pianto dove, a turno, i deputati, sollecitati dai
dipendenti che stanno per essere licenziati, o sono stati già
licenziati, o non percepiscono lo stipendio, verranno qui a
lamentarsi ed a cercare provvedimenti.
Per essere chiari, ogni società ha almeno un vizio capitale e di
conseguenza dobbiamo fare una legge per cercare di aggiustare le
storture di società, che più che società che hanno gestito il
servizio acqua sono state delle società a delinquere.
Signor Presidente, uno scatto di dignità venga in quest'Aula,
porti un risultato in cui la Conferenza dei Capi Gruppo ha deciso,
finalmente, di mettere all'ordine del giorno il disegno di legge
sull'acqua pubblica, sia chiaro, sull'acqua pubblica. Non possiamo
continuare dopo due anni a perdere tempo su una cosa che faceva
parte del programma del centro sinistra, del programma del centro
destra, che faceva parte del programma di tutti però poi ci sono
interessi inconfessabili che impediscono di portare questa legge in
Aula e dobbiamo, continuamente, ascoltare le lamentele dei colleghi
che, giustamente, da Siracusa a Palermo rivendicano giustizia in
una vicenda in cui l'imbroglio ha fatto da padrone.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, giusto per rassicurarla che tutto
viene fatto con la dovuta serietà in Conferenza dei Capi Gruppo. La
stessa passione che ha messo nel suo intervento, dovrebbe usarla
nei confronti del suo Capo Gruppo che dovrebbe fare presente lo
stesso tipo di problema, con la stessa passione, alla Presidenza
che, certamente, ne terrà conto.
FALCONE. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, credo che stasera dovrei fare qualche
riflessione su questa norma che andremo a trattare e per la quale
dobbiamo, anche, presentare qualche emendamento.
Poco fa sono intervenuto sulla inopportunità della nomina di
questi commissari ad acta, perché ritengo, l'ho detto e lo
confermo, che gli stessi avessero dei profili di illegittimità.
Oggi con questa norma che stiamo vedendo non si sta facendo altro
che fare la terza legge sulle province; altra legge, comunque, non
tanto inconcludente quanto nociva e mi permetterò di spiegare il
motivo. Questa non è una legge. In genere si fanno delle leggi che
sono per qualcosa, che sono a favore di una collettività, questa è
una legge che è contro qualcuno o contro qualcosa e lo spiego
signor Presidente. Al di la dell'articolo 1 che è una mera proroga
dei commissariamenti, l'articolo 2, invece, è una vera e propria
norma che è contro qualcuno: è una norma contro il dott. Ingroia,
ad esempio, dovrà spiegare poi la maggioranza al dottor Ingroia se
lo vuole nominare nuovamente o meno, se lo voleva revocare o meno.
E' una norma contro tutti quei commissari che, sebbene avessero
bene operato - e ce ne sono tra i 9 commissari delle province
regionali siciliane che hanno bene operato, prevede la preclusione
ad essere di nuovo nominati.
Visto che all'articolo 2 si sostiene che nessuno dei soggetti che
sono stati già nominati commissari straordinari può essere
nuovamente nominato
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei era presente alla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e anche lei ha accettato di
seguire un certo criterio, presenti gli emendamenti entro venerdì.
FALCONE. E' chiaro, infatti, sto dicendo soltanto questo, cioè
che, al di là della nostra contrarietà alla norma, così come è
presentata, diciamo una cosa, molto semplicemente, atteso anche il
dibattito che abbiamo fatto in sede di Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, secondo cui si era parlato del superamento
della legge numero 7 e della legge numero 8, del recepimento della
legge Delrio con un testo che era condiviso, che abbiamo
sottoscritto anche vari Presidenti di Gruppo parlamentare, firmato
e presentato anche dalla stessa Assemblea, dagli stessi uffici
legislativi dell'Assemblea regionale, di andare oltre queste due
leggi.
Allora, Forza Italia presenterà una norma che reca: si abrogano
la legge numero 7 e la legge numero 8, si prorogano i commissari
straordinari nelle more che si vada alla nuova norma sulle province
di riforma vera e compiuta alle province .
Queste altre norme che stiamo portando in Aula non sono altro che
una perdita di tempo e, inoltre, vi è il sapore persecutorio sotto
mentite spoglie nei confronti di tutti e nove gli ex commissari
straordinari che sono stati chiamati a gestire e a transitare
nelle more gli enti sovracomunali, chiamati province regionali ,
della Regione siciliana.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
in riferimento alle dichiarazioni che abbiamo fatto sulla mozione
di sfiducia. Sto arrivando adesso, quindi, non so come si sia
svolto l'ordine dei lavori.
Per la verità, avevo chiesto notizie al Presidente su un ordine
del giorno che è il seguente: Invito nei confronti degli organi di
autogoverno dell'Assemblea concernente il personale stabilizzato
dei gruppi parlamentari .
Il Presidente, quando sono intervenuto, mi ha detto che, essendo
un veterano dell'Assemblea, faceva l'invito al Governo. Oggi,
vorrei ribadire che l'invito era fatto agli organi di autogoverno
dell'Assemblea. E questo è il primo punto.
Passo al secondo punto facendo riferimento ad un impegno d'onore
che aveva preso il Presidente dell'Assemblea in una seduta del
Consiglio di Presidenza e vado a leggere per evitare di sbagliare:
il Presidente comunica che è pervenuto il parere n. 1507 del 2014,
del 26 marzo 2014, con il quale l'Avvocatura dello Stato ha
ritenuto implicitamente abrogata la normativa di cui al DPA n. 17
del 2011 e fa una serie di considerazioni.
Ricorda, poi, che il Consiglio di Presidenza ha anche un vincolo
politico scaturente dall'approvazione nella seduta n. 109 del 18
dicembre 2013 e dell'ordine del giorno n. 141 con i quali
l'Assemblea ha invitato il Presidente e il Consiglio di Presidenza
ad assumere provvedimenti diretti ad assicurare, con decorrenza
dalla prossima legislatura, l'utilizzo e l'assegnazione in via
prioritaria verso i Gruppi parlamentari delle unità appartenenti al
bacino del personale cosiddetto stabilizzato .
Non leggo tutta l'altra parte.
Perché l'altra volta ero intervenuto? Per lo stesso motivo che
intervengo stasera. Vorrei sapere dal Presidente e dagli organi di
autogoverno di questa Assemblea che cosa si è fatto per risolvere
questo problema oppure dobbiamo aspettare il mese di dicembre della
fine della legislatura per prendere qualche provvedimento.
Siccome io ho a cuore questo problema e siccome ci sono tanti
altri problemi che vorrei denunziare da questo pulpito ma mi sono
ripromesso di tacere e cercare di risolvere i problemi all'interno
di questa Assemblea e non fare uscire fuori questi problemi che
sono veramente vergognosi, io chiedo a lei di riferire al
Presidente, o se mi sta ascoltando, di vedere che cosa dobbiamo
fare con questo personale cosiddetto stabilizzato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 5 novembre 2014, alle ore 12.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - COMUNICAZIONI
II - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SULLA NUOVA
COMPOSIZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE DI GOVERNO
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Differimento dei termini previsti al comma 1 dell'articolo 13
della legge regionale 24 marzo 2014, n. 8. Disposizioni in materia
di conferimento degli incarichi di commissario straordinario dei
liberi consorzi comunali . (n. 830/A) (Seguito)
Relatore: on. Micciché
IV - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
V - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
2) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
3) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
528/A)
Relatore: on. Anselmo
4) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436
Relatore: on. Cracolici
VI - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 300 - Impegno del Governo della Regione in ordine al
diniego di autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonché alla revoca di quelle
già rilasciate.
(6 maggio 2014)
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA - ZITO
N. 312 - Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia.
(4 giugno 2014)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
- PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
VII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO -
GERMANA'
VIII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA -
CIRONE
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
X - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
La seduta è tolta alle ore 18.21
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazione
Rubrica «Beni culturali e identità siciliana»
LA ROCCA-SIRAGUSA-CANCELLERI-CAPPELLO-CIANCIO-CIACCIO-FERRERI-FOTI-
MANGIACAVALLO-PALMERI-TANCREDI-TRIZZINO-ZAFARANA-ZITO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
il Museo naturalistico Francesco Minà Palumbo di Castelbuono
conserva le collezioni create dal naturalista Francesco Minà
Palumbo nel corso di studi svolti con costanza nel territorio delle
Madonie, fra il 1837 e il 1899;
queste collezioni comprendono reperti provenienti da ogni parte
delle Madonie e attinenti a flora, fauna, geologia, preistoria,
storia, agricoltura e industrie;
il Museo attraverso le sue opere offre un quadro completo della
storia naturale e dell'attività umana nel territorio madonita a
partire dalle origini fino alla fine del secolo diciannovesimo e
rappresenta la chiave di lettura della regione montuosa che è
universalmente riconosciuta come la più importante unità
biogeografica della Sicilia e del Mediterraneo centrale;
rilevato che:
il Museo rappresenta un potente strumento di divulgazione
scientifica e di educazione ambientale, di grande utilità per la
comprensione delle problematiche attinenti al Parco delle Madonie;
è stata pubblicata dall'editore Sellerio l''Iconografia della
Storia Naturale delle Madonie';
l'iconografia, opera monumentale, costituita da circa 600 tavole
finemente pitturate dal Minà Palumbo, è ad oggi ancora in custodia
provvisoria degli attuali eredi;
l'intera opera, tuttavia, è parte integrante e fondamentale
dell'intera attività di ricerca dell'insigne Francesco Minà
Palumbo;
visto che:
il Museo è tuttora incompleto a causa della mancanza di una sua
importante porzione, costituita dalla preziosa iconografia, che
possiede una unanime e riconosciuta rilevanza in campo scientifico,
artistico ed etno-antropologico;
il Museo è collocato all'interno di un edificio non adeguato;
è essenziale per la Sicilia tutelare i propri beni culturali, non
solo come dovere civico di ogni cittadino facente parte di una
comunità, ma anche per valorizzare e rilanciare il c.d. 'turismo
culturale' e 'turismo scolastico';
il recupero dell'iconografia in originale consentirebbe di
ricomporre il corpus museale natio, rilanciando e valorizzando
l'intero comprensorio madonita;
per sapere se, consapevoli che il Museo in oggetto sia di
competenza comunale, la Soprintendenza di Palermo ritenga opportuno
intervenire per la tutela e la salvaguardia di un patrimonio
artistico primario per la Sicilia e per i siciliani, attualmente
incompleto e non adeguatamente valorizzato». (1691)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta.- « In riferimento all'interrogazione in oggetto si
rappresenta quanto segue.
Il pertinente capitolo di spesa 337320 "Contributi ai Comuni per
l'istituzione, il potenziamento e la gestione di strutture muranti,
nonché per l'adeguamento ambientale di elementi architettonici in
centri storici" non risulta attualmente imputata alcuna somma.
Agli atti del Dipartimento BB.CC. e I.S. risulta che tra il 2005 e
il 2006 il Comune di Castelbuono he beneficiato di alcuni
contributi destinati al Museo in oggetto, per un importo pari a E.
150.000,00 a carico del capitolo 377320, e che la somma residua
pari ad Euro 20.000,00, non essendo stata rendicontata da parte dei
beneficiati, è stata revocata secondo quanto disposto dalla I.r. 28
gennaio 2014, n.5 "Disposizioni programmatiche c correttive per
l'anno 2014. Legge di stabilità regionale"
Con l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
dell'interrogazione, si resta a disposizione per ogni chiarimento
ove rosse ritenuto necessario».
L'Assessore
Pina FURNARI LUVARA'
VINCIULLO -
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana e all'Assessore per l'economia, premesso che
il Dirigente Generale del Dipartimento dei Beni culturali del
competente Assessorato ha provveduto a revocare il Soprintendente
di Siracusa;
preso atto che tale provvedimento è stato assunto in seguito a una
serie di polemiche sorte in relazione alla mancata istituzione dei
parchi archeologici di Siracusa: Eloro e Villa Romana del Tellaro,
Lentini;
accertato che con nota 13145 del 10 ottobre 2013, il
Soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Siracusa
fornisce, come riconosciuto dal Dirigente generale, ampi e
documentati elementi a supporto della legittimità degli atti che lo
stesso Soprintendente ha emesso in ordine al contenuto della
presente interrogazione;
tenuto conto che il Dirigente generale riconosce che colpevolmente
ha riscontrato solo in data 29 novembre 2013 la citata nota
protocollo 13145 del 10 ottobre 2013 nonostante fosse stato lo
stesso Dirigente a richiedere con nota protocollo 46401 del 4
ottobre 2013 dettagliata relazione al Soprintendente e il
contestuale ritiro degli atti, presumibilmente si deve ritenere di
istituzione dei parchi archeologici di Siracusa;
visto che il Dirigente generale riconosce che 'in nessun caso si è
inteso contestarle, né si intende, alcun comportamento o azione, ma
semmai richiamare i profili che si ritengono corretti';
per sapere se:
siano a conoscenza di quanto sopra esposto e, in modo particolare,
della nota protocollo 55744 del 29 novembre 2013 inviata al
Soprintendente di Siracusa;
alla luce di questa ulteriore nota, non sia lecito conoscere quali
siano stati i motivi che hanno portato codesto Assessorato a
rimuovere dal ruolo di Soprintendente per i beni culturali e
ambientali di Siracusa il dott. Orazio Micali». (1680)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta.- « In riferimento all'interrogazione in oggetto si
rappresenta quanto segue.
La problematica de qua è costante oggetto di attenzione,
monitoraggio e fattivi interventi da parte di questa
Amministrazione.
Il provvedimento di chiusura temporanea dei siti culturali, di cui
si fa riferimento nell'interrogazione, aveva la finalità di
regolamentare la programmazione dei turni di lavoro onde evitare il
superamento del limite contrattuale del terzo dei festivi annuali a
carico di ciascun dipendente, prevedibile sulla scorta
dell'espeenza pregressa.
Il sopracitato provvedimento veniva revocato dal Dipartimento
BB.CC. e I.S. a seguito di direttiva dall'Assessore pro-tempore,
che disponeva il mantenimento dell' apertura festiva dei siti nelle
more della definizione della problematica a cura degli organi
competenti, stante che, se in contrattazione decentrata è
derogabile il limite contrattuale non è invece possibile
riconoscere trattamenti di salario accessorio non previsti dal
CCRL.
E utile precisare che il Dipartimento fin dal dicembre 2013 ha
fornito indicazioni ai Capi d'Istituto dei siti in merito alla
inderogabile necessità della programmazione della turnazione,
prevedendo, nel caso di superamento dei limite, il ricorso alla
volontarietà del servizio in deroga ferme restando le indennità
contrattuali previste.
Si sottolinea che i dirigenti responsabili hanno costantemente
monitorato ed informato il Dipartimento sia della pianificazione
che delle criticità che gradatamente si sono inevitabilmente
profilate. Si è fin qui assicurata comunque l'apertura dei siti
culturali.
Infine, sulla questione, è stato tempestivamente coinvolto
l'Assessore delle Autonomie locali e della Funzione pubblica che ha
fornito direttive all'Aran per la risoluzione della problematica
economica, di cui si attendono gli esiti.
Con l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
dell'interrogazione, si resta a disposizione per ogni chiarimento
ove fosse ritenuto necessario».
L'Assessore
Pina FURNARI LUVARA'
Risposta scritta ad interrogazione
Rubrica «Famiglia, politiche sociali e lavoro»
FIGUCCIA -
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia,
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che con il decreto assessoriale del 6 dicembre 2013 sono
stati destinati 75 milioni di euro per la programmazione triennale
dei piani di zona da ripartire secondo tre indicatori: popolazione,
numero dei comuni facenti parte del distretto e presenza di isole
minori;
considerato che tale ripartizione é stata effettuata secondo un
peso specifico così determinato: 70% delle risorse assegnate sulla
base della popolazione residente, il 28% sul numero dei comuni
facenti parte del distretto socio sanitario e il 2% sulla presenza
di isole minori e arcipelaghi;
stabilito che distretti densamente popolati come quello di
Catania, che conta più di 350 mila abitanti, come risulta
dall'ultimo censimento Istat del 2011, ma solo 3 comuni, si
aggiudica una somma di poco più di 3 milioni di euro e che invece
il distretto di Taormina, pur contando meno di 60 mila abitanti ma
avendo ben 23 comuni arriva a quasi 2 milioni di euro;
ritenuto che l'anomalia sopra indicata a titolo esemplificativo,
ma comune a molti altri distretti, fa emergere che il criterio
utilizzato per il riparto penalizza i veri beneficiari delle somme,
ossia gli assistiti, in quanto, non tenendo conto adeguatamente del
numero di questi ultimi, crea una nettissima discrepanza fra somme
destinate e utenti che avranno accesso ai servizi;
osservato che era già estremamente difficile negli anni scorsi
fornire un supporto qualificato ai numerosi assistiti, presenti in
ogni distretto, che inoltre a causa della crisi che ha colpito
l'intero Paese, crescono in maniera esponenziale;
per sapere se il Governo intenda ripristinare i criteri adottati
negli scorsi anni, in modo da poter assistere un numero più elevato
possibile di famiglie in condizioni di disagio». (1805)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta.- « In merito alla problematica rappresentata
nell'interrogazione di cui in oggetto, effettuata la necessaria
interlocuzione con gli Uffici competenti del Dipartimento Famiglia,
si rappresenta quanto segue:
In attuazione della legge 328/2000, questo Assessorato a partire
dall'emanazione delle Linee guida per l'attuazione del piano socio-
sanitario approvate con D.P. 4 novembre 2002, ha avviato sul
territorio regionale un nuovo sistema di welfare finalizzato a
migliorare in termini di efficacia ed efficienza l'offerta pubblica
destinata alle politiche sociali.
Nella costruzione del nuovo welfare, si è definito un sistema di
governance regionale e territoriale, favorendo la partecipazione
attiva e diffusa e la corresponsabilità delle politiche sociali.
Le nuove Linee Guida approvate in Giunta in data 30/092013 e
pubblicate sulla GURS n. 52 del 22-11-2013, hanno l'obiettivo di
consolidare l'attuale sistema di welfare regionale e di accom
pagnare i distretti socio sanitari nei percorso di aggiornamento
del Piano di Zona in linea con quanto già realizzato nei precedenti
periodi di programmazione con la precisa finalità di miglio- rarne
i risultati
In ragione delle numerose criticità emerse nella gestione dei
precedenti Piani di Zona, le Linee Guida per l'attuazione delle
politiche sociali e socio-sanitarie 2013-2015 sopra richiamale,
introducono del correttivi volti a favorire l'utilizzo delle
risorse disponibili e la realizzazione di servizi/interventi che,
nell'attuale momento storico, mirino a soddisfare prioritariamente
i bisogni essenziali
Le Linee Guida per l'attuazione delle politiche sociali e socio-
sanitarie 2013-2015 , prima dell'inoltro alla Giunta di Governo
Regionale, sono state oggetto di confronto e discussione con l'ANCI
e con diversi organismi rappresentativi del partenariato sociale e
successivamente con i sindacati.
A seguito dei suddetti incontri i soggetti partecipanti hanno
fatto pervenire diverse osservazioni che sono state oggetto di
valutazione da parte del Dipartimento e hanno determinato, in alcu
ne parti modifiche del testo.
In merito ai criteri individuati per il riparto delle somme da
destinare ai distretti socio-sanitari, di cui al punto 5.1 Le
modalità di riparto del citato documento ( La somma destinata ai
distretti socio-sanitari per la realizzazione dei Piani di Zona
verrà ripartita secondo tre indicatori: popolazione, numero di
Comuni presenti nel distretto, isole minori ) l'Anci, nelle
osservazioni trasmesse all'Assessorato, non ha sollevato alcuna
questione: nello specifico detto documento, rispetto alle risorse,
rappresentava la drastica, riduzione del Fondo, ma nessuna
osservazione o indicazione veniva data in merito ai criteri di
riparto individuati dall'amministrazione regionale.
Ciò premesso, in merito all'adozione del criterio riguardante il
numero di Comuni facenti parte del distretto socio-sanitano, detta
previsione appare pienamente in linea con lo spirito della legge
328/2000 che nell' ambito delle competenze assegnate alle Regioni,
di cui all'art. 8 della citata legge, così recita: Nella
determinazione degli ambiti territoriali, le regioni prevedono
incentivi a favore dell'esercizio associato delle funzioni sociali
in ambiti territoriali di norma non coincidenti con i distretti
sanitari già operanti per le prestazioni sanitarie, destinando allo
scopo una quota delle complessive risorse destinate agli interventi
previsti dalla presente legge ; nell'articolo si evidenzia cioè la
volontà di favorire l'associazione di Comuni. per l'esercizio
associato delle funzioni sociali, prevedendo idonee forme di
sostegno finanziario.
Detta previsione rafforza dunque l'esigenza di introdurre
nell'ambito delle risorse destinate ai distretti socio-sanitari per
l'attuazione dei Piani di Zona, anche un criterio che tenga conto
dell'associazione di più Comuni, che sperimentano un'organizzazione
e gestione più complessa a seconda della numerosità degli enti
locali coinvolti.
Si ritiene infatti che il distretto socio-sanitario non possa
essere considerato una sommatoria di popolazione, ma piuttosto
espressione di un assetto istituzionale più o meno complesso in
ordine alla composizione dello stesso.
La suddetta valutazione tecnica nasce anche dall'analisi del
territorio siciliano, sia dal punto di vista morfologico che della
distribuzione e numerosità dei Comuni, considerato che
inevitabilmente la complessità del territorio costituito da 14-18-
24 Comuni, comporta un aggravio di costi per l'organizzazione e
gestione dei servizi sociali.
A titolo esemplificativo, l'attivazione di un laboratorio per
disabili, di un centro diurno per anziani, di un centro educativo
per minori in un distretto costituito da un numero elevato di
Comuni, determina l'apertura di più servizi in quanto è impensabile
che un disabile/anziano/minore per raggiungere e usufruire dei
servizi attivati dal distretto debba percorrere distanze notevoli
dal proprio Comune di appartenenza per raggiungere le strutture
ubicate nel Comune capofila. E' opportuno ricordare che anche
l'accessibilità costituisce un elemento di valutazione nella
qualità dei servizi offerti al territorio.
Assicurare nell'ambito del distretto socio-sanitario costituito da
più comuni una maggiore diffusione dei servizi ubicandoli in un
numero maggiore di Comuni, comporta necessariamente un aggravio di
costi che deve essere preso in considerazione in fase di
definizione dei criteri di riparto.
Stesso discorso può essere applicato ad esempio ai servizi a
carattere domiciliare che in un territorio frazionato comportano
un'organizzazione più articolata e un conseguente costo aggiuntivo.
Il disabile, l'anziano o il minore che risiedono in piccoli o medi
Comuni non possono essere penalizzati per questa ragione e devono
avere l'opportunità di un'offerta di servizi adeguataa.
Appare evidente, di contro, che gli stessi servizi in un distretto
costituito solo da pochi Comuni, peraltro limitrofi, determinano un
minore dispendio di risorse finanziarie, quale conseguenza di
un'organizzazione meno complessa.
Va inoltre considerato che gli abitanti di un Comune di medie o
grandi dimensione possono comunque usufruire di una più ampia rete
di servizi territoriali (sociali, sanitari, formativi, ecc.), a
differenza di quanto vissuto nei piccoli Comuni dove l'assenza
di servizi può accentuare la condizione di fragilità e disagio
sociale; l'offerta di servizi territoriali incide fortemente sulla
condizione di benessere della popolazione.
Per le suddette considerazione, l'introduzione del criterio del
numero dei Comuni, è apparso necessario per limitare gli effetti
prodotti dalla presenza in un distretto da un numero rilevante di
enti locali, evitando così di trattare alla stessa stregua realtà
distrettuali totalmente diverse tra loro.
L'applicazione del criterio della popolazione (99%) alla quasi
totalità delle risorse, adottata nei precedenti cicli di
programmazione, non teneva affatto nella giusta considerazione i
diversi territori.
Ciò che però viene denunciato come iniquo è invece più equilibrato
se valutato alla luce delle motivazioni sopra riportate.
Pertanto, la comparazione effettuata sui precedenti trasferimenti
non può essere assunta a riferimento poiché si basa su presupposti
diversi e, a seconda dell'ottica assunta, i criteri adottati sono
valutati positivamente o negativamente.
Inoltre, il raffronto con i precedenti trasferimenti non risulta
attendibile in quanto il budget disponibile per l'attuale ciclo di
programmazione per i Piani di Zona rappresenta circa il 43% in meno
rispetto al finanziamento della programmazione 2010-2012: si è
passati da Euro 130.291.458,00 (2010-2012) a Euro 75.000,00 (2013-
2015).
E' chiaro dunque che la difficoltà evidenziata in merito alla
possibilità di garantire un livello di servizi sociali pari a
quello dei precedenti cicli di programmazione, è riconducibile
soprattutto alla drastica riduzione del Fondo Nazionale e in misura
minima all'applicazione del criterio oggetto di contestazione.
Va, inoltre, considerato che l'assegnazione del F.N.P.S., riveste
carattere aggiuntivo rispetto alle politiche sociali ordinarie in
carico agli Enti Locali, ciò ad indicare che i servizi socio-
assistenziali devono essere garantiti prioritariamente attraverso i
bilanci comunali così come riportato nelle Linee Guida per
l'attuazione delle politiche sociali e socio-sanitarie 2013-2015
Costruire il PdZ significherà partire dal sociale dei bilanci
comunali e implementarne i servizi. Secondo quest'ottica non è più
richiesto il cofinanziamento di 3 euro per abitante ai diversi
comuni del distretto, in quanto ciascun comune parteciperà al Piano
di Zona con il proprio bilancio e, al contrario, le risorse del
FNPS costituiranno il cofinanziamento nazionale/regionale rispetto
alle politiche territoriali .
In ordine al peso assegnato al criterio, si sottolinea che i due
criteri popolazione e numero comuni, non sono stati trattati in
egual misura, ma al primo criterio è stata data centralità
assegnando un peso percentuale pari a 70/100.
Di contro va rilevato che l'individuazione di un criterio deve
poter incidere sul riparto, altrimenti perde di significato. Al
riguardo si ritiene che l'assegnazione di un peso pari a 28/100 per
il criterio connesso al numero dei Comuni sia equo e risponda ancor
meglio ad un territorio siciliano costituito da una presenza
comunale elevata.
In ultimo, si evidenzia che con sentenza n. 01318/2014, del
22/05/2014 il TAR - Sezione Terza ha rigettato il ricorso
presentato dal distretto di Adrano riguardante i motivi
dell'interrogazione in oggetto, legittimando l'operato
dell'amministrazione regionale.
Infine, in merito alla possibilità di attuazione delle politiche
sociali dei diversi territori, si rappresentano i forti vincoli
imposti dal patto di stabilità che stanno determinando, ritardi
nell'erogazione delle somme verso i distretti socio-sanitari,
compromettendo il sistema welfare, gi fortemente in crisi per la
cospicua riduzione dei Fondi nazionali».
L'Assessore
Avvocato Giuseppe BRUNO