Presidenza del vicepresidente Venturino
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la giornata di
oggi gli onorevoli Raia e Vullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare Movimento Cinque
Stelle
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Segreteria
generale il 7 novembre 2014 e protocollata al n. 11899/TraspPG
dell'11 novembre successivo, l'onorevole Giovanni Carlo Cancelleri,
nella qualità di Presidente del Gruppo parlamentare Movimento
Cinque Stelle , ha trasmesso copia del Regolamento di
amministrazione e contabilità del suddetto Gruppo parlamentare.
Avverto che la documentazione di cui sopra sarà oggetto di
pubblicazione nel sito internet dell'Assemblea ai sensi
dell'articolo 25 bis del Regolamento interno dell'ARS.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
numero 368: «Iniziative in materia di personale del Corpo forestale
della Regione», degli onorevoli: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Tancredi Sergio; Zafarana Valentina, presentata in data 4/11/2014.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.
(la seduta, sospesa alle ore 16.16, è ripresa alle ore 16.27)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione unificata di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione unificata delle mozioni numero 300 «Impegno del Governo
della Regione in ordine al diniego di autorizzazioni di ricerca e
prelievo di idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonché alla revoca di quelle già rilasciate»,
e numero 312 «Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia».
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che:
in seguito al terremoto verificatosi in Emilia Romagna nel maggio
del 2012, è stata istituita, con decreto n.5930 del 11/12/2012 del
Dott. Franco Gabrielli, Capo del Dipartimento della Protezione
Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su richiesta
del Presidente della Regione Emilia, una commissione tecnico-
scientifica per la valutazione delle possibili relazioni tra
attività di esplorazione per gli idrocarburi e aumento
dell'attività sismica nell'area emiliano-romagnola colpita dal
sisma del 2012, denominata International Commission on Hydrocarbon
Exploration and Seismicity in The Emilia Region o 'Commissione
ICHESE', incaricata di valutare le possibili relazioni tra attività
di esplorazione per idrocarburi ed aumento dell'attività sismica
nell'area colpita dal sisma;
la Commissione ha avuto l'incarico di produrre un rapporto che,
sulla base delle conoscenze tecnico-scientifiche al momento
disponibili, verificasse l'eventuale correlazione tra il terremoto
emiliano, le ricerche di idrocarburi effettuate nel sito di Rivara
e lo sfruttamento e/o l'utilizzo di reservoir, in tempi recenti e
nelle immediate vicinanze della sequenza sismica del 2012;
in data 13 febbraio 2014 la Commissione ICHESE ha consegnato al
Dipartimento della Protezione Civile la relazione conclusiva dei
lavori, di seguito denominata 'Rapporto ICHESE', contenente delle
raccomandazioni;
la Commissione ha acquisito dati sulla attività sismica e
deformazioni del suolo, sulla geologia e sismica a riflessione e
sulle operazioni di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi,
stoccaggio di gas e attività geotermica, tra l'altro attraverso
riunioni con rappresentanti dell'INGV (Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia), dell'OGS (Istituto Nazionale di
Oceanografia e Geofisica Sperimentale), del Servizio Sismologico
della Regione Emilia Romagna e delle ditte che svolgono attività di
esplorazione e sfruttamento di idrocarburi nell'area;
il lavoro della Commissione è iniziato con una revisione della
letteratura scientifica e dei rapporti disponibili. Esiste infatti
una vasta letteratura scientifica, sviluppata soprattutto negli
ultimi venti anni, che mostra come in alcuni casi azioni
tecnologiche intraprese dall'uomo, comportanti iniezione o
estrazione di fluidi dal sottosuolo per la ricerca di idrocarburi o
la creazione di campi geotermici, possano avere una influenza sui
campi di sforzi tettonici principalmente attraverso variazioni
nella pressione di poro nelle rocce e migrazione di fluidi,
innescando fenomeni sismici significativi,innescando faglie
distanti anche decine di chilometri dal punto di iniezione o
estrazione e diversi anni dopo le azioni antropiche. In particolare
l'esame della letteratura scientifica esistente evidenzia che:
'a) estrazioni e/o iniezioni legate allo sfruttamento di campi
petroliferi possono produrre, in alcuni casi, una sismicità indotta
o innescata;
b) la sismicità indotta e, ancor più, quella innescata da
operazioni di estrazione ed iniezione sono fenomeni complessi e
variabili da caso a caso, e la correlazione con i parametri di
processo è ben lontana dall'essere compresa appieno;
c) la magnitudo dei terremoti innescati dipende più dalle
dimensioni della faglia e dalla resistenza della roccia che dalle
caratteristiche della iniezione;
d) ricerche recenti sulla diffusione dello sforzo suggeriscono che
la faglia attivata potrebbe trovarsi anche a qualche decina di
kilometri di distanza e a qualche kilometro più in profondità del
punto di iniezione o estrazione, e che l'attivazione possa avvenire
anche diversi anni dopo l'inizio dell'attività antropica;
e) la maggiore profondità focale di alcuni terremoti rispetto
all'attività di estrazione associata è stata interpretata come una
evidenza diretta del fatto che l'estrazione o l'iniezione di grandi
volumi di fluidi può indurre deformazioni e sismicità a scala
crostale;
f) esistono numerosi casi di sismicità indotta da operazioni di
sfruttamento dell'energia geotermica. La maggior parte di essi è
legata allo sviluppo di Enhanced Geothermal Systems, nei quali
vengono provocate fratture in rocce ignee impermeabili per produrre
delle zone permeabili. Esistono anche diversi casi di terremoti
associati all'utilizzazione tradizionale dell'energia geotermica. I
terremoti prodotti sono di magnitudo medio-bassa e a distanze non
più grandi di alcuni kilometri dai pozzi di estrazione o iniezione;
g) l'esame di tutta la letteratura esistente mostra che la
discriminazione tra la sismicità indotta o innescata e quella
naturale è un problema difficile, e attualmente non sono
disponibili soluzioni affidabili da poter essere utilizzate in
pratica';
sulla base della letteratura scientifica e delle evidenze
sperimentali, la Commissione ICHESE non ha potuto escludere che le
azioni inerenti lo sfruttamento di idrocarburi nella concessione di
Mirandola in Emilia Romagna possano aver contribuito a 'innescare'
l'attività sismica del 2012 in Emilia, sottolineando la necessità
di avere almeno un quadro più completo possibile della dinamica dei
fluidi nel serbatoio e nelle rocce circostanti al fine di costruire
un modello fisico di supporto all'analisi statistica;
la Commissione ICHESE, sottolineando che la 'sismicità indotta e
innescata dalle attività umane è un campo di studio in rapido
sviluppo, ma lo stato attuale delle conoscenze, e in particolare la
mancanza di esperienza in Italia, non permette la elaborazione di
protocolli di azione che possano essere di uso immediato per la
gestione del rischio sismico', ha formulato una serie di
raccomandazioni volte ad avere un quadro più chiaro della relazione
tra terremoti innescati o indotti ed attività di estrazione di
idrocarburi e campi geotermici, come le seguenti:
a) nuove attività di esplorazione per idrocarburi o fluidi
geotermici devono essere precedute da studi teorici preliminari e
di acquisizione di dati su terreno basati su dettagliati rilievi 3D
geofisici e geologici....;
b) le attività di sfruttamento di idrocarburi e dell'energia
geotermica, sia in atto che di nuova programmazione, devono essere
accompagnate da reti di monitoraggio ad alta tecnologia,
finalizzate a seguire l'evoluzione nel tempo dei tre aspetti
fondamentali: l'attività microsismica,le deformazioni del suolo e
la pressione di poro;
c) il monitoraggio sismico dovrebbe essere effettuato con una rete
locale dedicata capace di rilevare e caratterizzare tutti i
terremoti di magnitudo almeno 0,5 ML;
d) le deformazioni del suolo devono essere rilevate principalmente
con metodi satellitari. Dovrebbero essere utilizzate tecnologie
interferometriche (INSAR e GPS) che permettono di identificare
processi di subsidenza con una risoluzione di alcuni millimetri
all'anno;
e) la pressione dei fluidi nei serbatoi e nei pori delle rocce
deve essere misurata al fondo dei pozzi e nelle rocce circostanti
con frequenza giornaliera;
f) le caratteristiche geologiche e sismo-tettoniche dell'area in
studio devono essere analizzate, deve essere generato un sistema
operativo a 'semaforo' e devono essere stabilite le soglie tra i
diversi livelli di allarme;
g) è consigliabile che tutti i dati sismici vengano continuamente
analizzati con metodologie statistiche per evidenziare variazioni
dagli andamenti tipici della sismicità di fondo, quali variazioni
dell'intervallo di tempo tra eventi, variazioni nel valore di b
della distribuzione della magnitudo, clustering spaziali o/e
temporali, comportamenti non-poissoniani. L'utilizzo di metodologie
ETAS e di eventuali altre nuove metodologie va incoraggiato;
h) è necessario che i dati rilevanti per il conseguimento di
quanto sin quì indicato e in possesso delle compagnie siano da esse
messi a disposizione degli enti responsabili per il controllo;
il territorio della Regione siciliana è ad elevato rischio
sismico, la maggior parte del territorio siciliano è classificato
come zona sismica di seconda categoria e la Valle del Belice e
l'area di Messina come zona sismica di categoria 1 ad elevata
sismicità. Nel passato il territorio siciliano è stato funestato da
terremoti distruttivi di elevata intensità come:
a) terremoto di Messina del 28 dicembre 1908 che provocò più di
80'000 vittime;
b) terremoto della Val di Noto dell'11 gennaio 1693 che provocò
più di 60'000 vittime;
c) terremoto del 15 gennaio 1968 nella Valle del Belice che
provocò circa 300 vittime e rase al suolo Gibellina, Montevago,
Salaparuta, Poggioreale, S. Margherita del Belice, Partanna e S.
Ninfa;
CONSIDERATO che:
risulta necessario, nelle regioni come la Sicilia che effettuano
ricerche di idrocarburi e geotermiche e che presentano elevati
rischi sismici, tenere conto delle raccomandazioni formulate nel
rapporto ICHESE;
nessuna delle raccomandazioni contenute nel rapporto ICHESE,
risultano al momento applicate nella Regione siciliana;
fenomeni sismici anche distruttivi risultano, a volte, associati
ad operazioni di coltivazione e ricerca di idrocarburi e sviluppo
di campi geotermici, con fratturazione delle rocce ignee
impermeabili (Fracking), che non escludono una connessione tra
queste attività antropiche con l'induzione o l'innesco di fenomeni
simici;
'Lo stato attuale delle conoscenze e in particolare la mancanza di
esperienza in Italia, non permette la elaborazione di protocolli di
azione che possano essere di uso immediato per la gestione del
rischio sismico';
la politica europea in materia ambientale è fondata sul principio
di precauzione ai sensi dell'art. 191 del Trattato che viene
declinato, dalla Comunicazione esplicativa della Commissione
europea del febbraio del 2000 (cfr. Comunicazione COM (2000) 01),
come una strategia di gestione del rischio nei casi in cui si
evidenzino indicazioni di effetti negativi sull'ambiente o sulla
salute degli essere umani e i dati disponibili non consentano una
valutazione completa del rischio; in particolare l'applicazione del
principio richiede l'identificazione dei rischi potenziali, una
valutazione scientifica realizzata in modo rigoroso e completo
sulla base di tutti i dati esistenti e la mancanza di una certezza
scientifica che permetta di escludere ragionevolmente la presenza
dei rischi identificati;
RITENUTO che il territorio della Regione siciliana è fortemente
fragile dal punto di vista sismico e presenta alcune zone ad
altissimo rischio terremoto e che non è possibile, allo stato
dell'elaborazione di protocolli di azione che possano essere di uso
immediato per la gestione del rischio sismico',
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a negare tutte le autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi sul territorio regionale attualmente in corso di VIA,
nonché a revocare quelle già rilasciate;
a negare tutte le autorizzazioni di coltivazione di campi
geotermici con fratturazione delle rocce ignee impermeabili sul
territorio regionale attualmente in corso di VIA, nonché a revocare
quelle già rilasciate». (300);
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che:
lo Stretto o Canale di Sicilia è caratterizzato da una complessa
morfobatimetria dei fondali ed è sede di importanti processi
idrodinamici legati agli scambi d'acqua tra il bacino occidentale e
quello orientale del Mediterraneo;
la ricchezza di vita delle zone interessate, compresa la presenza
di specie protette, dai coralli ai cetacei, e la presenza di aree
di particolare rilevanza per la riproduzione di specie di interesse
commerciale per la pesca, ne fa un ecosistema unico e una risorsa
economica irrinunciabile per la popolazione siciliana;
le popolazioni ittiche presenti idonee all'alimentazione umana,
conoscono una fase di depauperamento in tutto il Mediterraneo, in
special modo in alcune aree prospicienti le coste italiane appare
quindi necessaria e urgente una politica che miri alla loro tutela;
CONSIDERATO che:
il Canale di Sicilia è una zona aperta alla ricerca e coltivazione
di idrocarburi;
il rischio inquinamento connesso a tale attività pone in concreto
pericolo non solo tutto l'ecosistema del Mare Nostrum, ma altresì
mette a repentaglio il lavoro dei pescatori e di tutti quei sistemi
economici, come il turismo, che dipendono strettamente dalla salute
del mare;
secondo il documento 'Ricerca di idrocarburi in Mediterraneo e
impatto sull'ecosistema marino e sulla vita dei Cetacei', inviato
ai ministeri interessati ed ai principali Enti preposti al
monitoraggio del settore marittimo, dalle associazioni Ente
nazionale protezione animali (Enpa), Animalisti Italiani, Sea
Shepherd conservation society Italy, The Black Fish, Centro studi
cetacei, Ketos, Aeolian dolphin research, Centro ricerca cetacei,
Comitato parchi Italia, Federazione nazionale Pro Natura, Pro
Natura Mare Nostrum, Bottlenose dolphin research institute,
Istituto per gli studi sul mare, Lega italiana dei diritti
dell'animale e California State University at Northridge, 'le
istanze e gli studi di impatto ambientale (Sia) che si riferiscono
ai progetti di ricerca di idrocarburi cercano di limitare il reale
impatto attraverso una lottizzazione del mare (in particolare per
il bacino Adriatico, un mare chiuso da considerarsi come un sistema
naturale unico), senza mai valutare attentamente l'impatto
cumulativo che le diverse istanze, più o meno adiacenti e numerose,
possono avere sull'ecosistema marino tutto. Si ricorda infatti che,
proprio per la sua natura fisica di 'fluido', il mare costituisce
un organismo mobile e dinamico. Dunque il tentativo di minimizzare
e mitigare un impatto cumulativo risulta del tutto impraticabile';
l'opinione pubblica ancora ricorda il disastro causato
dall'esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel
Golfo del Messico, il quale continua a produrre i suoi effetti e
conseguenze nefaste per l'ambiente e la salute umana;
ATTESO che:
negli ultimi anni sono state introdotte, ai fini della
salvaguardia delle coste e della tutela ambientale, limitazioni
alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie;
il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, 'Norme in materia
ambientale' stabilisce che 'Ai fini di tutela dell'ambiente e
dell'ecosistema, all'interno del perimetro delle aree marine e
costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela
ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione
di atti e convenzioni dell'Unione europea e internazionali sono
vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di
coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare';
attraverso tale decreto viene definita una fascia di protezione di
12 miglia dalle coste; questo divieto è valido unicamente per le
istanze presentate successivamente all'emanazione del D.Lgs. 128
del 2010;
si rappresenta che quasi tutte le istanze che riguardano il Canale
di Sicilia sono antecedenti al 2010, buona parte di esse riguardano
zone site all'interno della fascia delle dodici miglia ed in alcuni
casi zone estremamente vicini alla costa;
le richieste di nuovi permessi di ricerca porteranno le attuali
aree soggette a concessioni e permessi di ricerca a più che
raddoppiarsi (da 3.105,66 Kmq a 7.153,73 Kmq) e, come ricordato,
parte di queste sono vicine alla costa;
l'aumento del numero di piattaforme presenti nel Canale di Sicilia
potrebbe porre in un prossimo futuro problemi di sicurezza connessi
sia agli impianti stessi che dell'aumento del traffico di navi
petroliere;
un eventuale incidente, quale un copioso sversamento, potrebbe
causare nelle nostre coste danni incalcolabili soprattutto nel
settore turistico e della pesca, atteso che il 'Piano di pronto
intervento nazionale per la difesa da inquinamenti di idrocarburi o
di altre sostanze nocive causati da incidenti marini', approvato
con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri il 4
novembre 2010, riporta la seguente considerazione: 'In ogni caso le
varie tecniche di rimozione, pur combinate tra loro e nelle
condizioni ideali di luce e di mare, consentono di recuperare al
massimo non più del 30% dell'idrocarburo sversato. Tale percentuale
tende rapidamente a zero con il peggioramento delle condizioni
meteo-marine. Impossibile operare la rimozione in assenza di luce';
TENUTO CONTO che:
nelle acque dello Stretto di Sicilia sono state istituite in
passato due zone di tutela biologica nelle GSA 15 e 16, ai sensi
dell'art. 145, comma 1, lettera c), interdette alla pesca a
strascico per tre anni e finalizzate alla protezione di giovanili
di Merluzzo (Merluccius merluccius), i cui limiti geografici
saranno indicati con provvedimento del Ministero per le Politiche
Agricole e Forestali;
dette aree ZTB discendono dal decreto assessorile, dell'Assessore
per la cooperazione della Regione siciliana, n. 103 del 21 aprile
2006, articolo 5, dove vengono istituite nelle acque dello Stretto
di Sicilia due ZTB nelle GSA 15 e 16, interdette alla pesca a
strascico per tre anni e finalizzate soprattutto alla protezione di
giovanili di 'Merluccius merluccius';
dette aree ZTB devono essere esattamente delimitate
geograficamente 'con provvedimento del Ministero per le Politiche
Agricole e Forestali';
ATTESO che:
il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (United Nations
Environment Programme, UNEP) è stato il primo organismo mondiale a
occuparsi di tutela delle acque marine, lanciando nel 1974 il
Regional Seas Programme (Programma per i Mari Regionali, RSP);
esso si propone di stabilire una comune strategia globale e un
quadro per la protezione dell'ambiente e la promozione dello
sviluppo sostenibile, dandone, però, un'attuazione operativa a
livello 'regionale';
la politica dell'Unione europea è sempre stata mirata a ridurre il
verificarsi di incidenti gravi legati alle attività offshore nel
settore degli idrocarburi e a limitarne le conseguenze, aumentando
così la protezione dell'ambiente marino e delle economie costiere
dall'inquinamento e migliorando i meccanismi di risposta in caso
d'incidente;
il quadro normativo comunitario è divenuto nel tempo estremamente
ampio, poggiando su alcune direttive di capitale importanza quali:
Direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori
nelle industrie estrattive per trivellazione; Direttiva 96/61/CE
del Consiglio del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la
riduzione integrate dell'inquinamento; Direttiva 2000/60/CE, che
istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque;
la Direttiva 2013/30/UE, che stabilisce i requisiti minimi per
prevenire gli incidenti gravi nelle operazioni in mare nel settore
degli idrocarburi e limitare le conseguenze di tali incidenti;
la Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche
(DGRME), presso il Ministero dello Sviluppo Economico, svolge i
compiti di programmazione, autorizzazione, gestione e controllo
delle attività di prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio
delle risorse del sottosuolo, in particolare degli idrocarburi e
dei relativi impianti in mare;
nella Regione siciliana, la ricerca e coltivazione degli
idrocarburi è di competenza dell'URIG (Ufficio Regionale per gli
Idrocarburi e la Geotermia);
esso svolge i compiti di cui all'art. 9, comma 2, della L.R. n.
14/2000, in particolare esplica la propria competenza nel settore
della ricerca, coltivazione, trasporto e stoccaggio degli
idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse geotermiche
sull'intero territorio della Regione siciliana;
l'URIG è anche l'organo di vigilanza nel settore estrattivo
(idrocarburi e geotermia) con le funzioni di polizia giudiziaria ai
sensi dell'art. 5, comma 2, del D.P.R. 128/59, per tali compiti
applica le procedure di cui D.lgs. 758/94 (Modificazione alla
disciplina sanzionatoria in materia di lavoro);
esso ha doveri di controllo sull'applicazione delle leggi
minerarie e delle norme riguardanti la sicurezza e salute dei
lavoratori nei settori di competenza,
IMPEGNA IL GOVERNO REGIONALE
e per esso
L'ASSESSORATO PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE
e
L'ASSESSORE PER LE ATTIVITA' PRODUTTIVE
ad assumere urgentemente tutte le iniziative e provvedimenti
necessari per il ripristino e la nuova costituzione di Zone a
Tutela Biologica nello Stretto di Sicilia (ZBT) e affinché si
addivenga alla stipula di accordi col DGRME presso il MISE che
abbiano come effetto quello di ritirare le passate concessioni, al
fine di tutelare con urgenza il Canale di Sicilia da sfruttamenti e
da situazioni che possano definitivamente compromettere la sua
biodiversità e il ripopolamento ittico, con conseguente scomparsa
delle attività economiche di pesca e di turismo legato ad essa, e
volte ad impedire un possibile disastro ambientale nel 'Mare
Nostrum'». (312).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Palmeri, prima firmataria della
mozione numero 300.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento in
questo momento è abbastanza caldo, ormai lo Sblocca Italia è
diventato realtà. Questa è una cosa gravissima che c'è stata calata
dall'alto e mette a repentaglio le nostre vocazioni, il turismo, la
pesca e il nostro futuro.
Questa cosa non è accettabile Tra l'altro, qui si parla di una
goccia di petrolio e neanche di buona qualità, quindi io mi chiedo
che senso abbia questa legge, che ora è diventata esecutiva.
Questa norma non ha lungimiranza e - permettetemi anche la parola
- non ha neanche intelligenza, vista in questa maniera.
Oggi in Sala Rossa mi è dispiaciuto non essermi potuta confrontare
con l'assessore per l'energia Croce e con il Presidente Crocetta,
soprattutto sul fatto che a questa mozione ho ricevuto una risposta
scritta, il che mi è sembrato abbastanza anomalo.
La risposta scritta alla mozione metteva in secondo piano quelle
che sono le esigenze a difesa del territorio, a difesa dei
siciliani, dell'agricoltura e alle esigenze economiche. Questo lo
reputo gravissimo visto che questa mozione parla di conoscere
l'importanza delle raccomandazioni che sono state date dalla
commissione Ichese, che chiede di sospendere queste attività di
trivellazione, di ricerca, di prelievo degli idrocarburi nelle more
di mettere in atto tutte queste raccomandazioni, che in Sicilia non
vengono minimamente osservate.
Di cosa parla questa mozione? Parla innanzitutto del fatto che è
stata attivata questa commissione di studio perché in Emilia
Romagna, nel 2012, c'è stato un fenomeno sismico abbastanza grave e
quindi si volevano andare a studiare eventuali correlazioni tra
questi rischi sismici e le attività di esplorazione di idrocarburi.
Effettivamente questa commissione, è stata istituita a tale scopo
ed ha avuto l'incarico di produrre le sue conclusioni, ed ha
prodotto, da parte della giunta Errani, la sospensione delle nuove
richieste di trivellazione. Ma da cosa prende le mosse questa
commissione Ichese? Dalla letteratura esistente negli ultimi
vent'anni, che denota come attività legate all'estrazione di fluidi
all'interno delle rocce può provocare una significativa variazione
della pressione di poro delle faglie distanti anche diversi
chilometri dal punto di iniezione ed estrazione di liquidi. Questo
è da approfondire, da calarsi nelle singole realtà territoriali, e
ne siamo coscienti.
Se questa correlazione non è stata esclusa ed è stata attuata in
una terra come l'Emilia Romagna, sicuramente questi approfondimenti
dovranno essere fatti in una terra come la nostra, la Sicilia, che
è una zona a rischio sismico, dove vi sono delle zone sismiche di
prima categoria, dove sappiamo benissimo che in passato alcune
cittadine sono state rase al suolo, per esempio nella zona di
Messina nel 1908, dove sappiamo tutti cosa è successo.
Sicuramente questi approfondimenti dovranno essere fatti, queste
raccomandazioni dovranno essere prese in considerazione visto che
si parla di approfondimenti legati a questa attività di
sfruttamento degli idrocarburi come il monitoraggio sismico, come i
metodi satellitari di cui si dovrebbe fare uso, come tutto un
monitoraggio che non viene eseguito in Sicilia, e quindi noi
chiediamo, alla luce di queste osservazioni, di negare tutte le
nuove attività di ricerca e prelievo di idrocarburi e di sospendere
quelle che già sono state date in Sicilia, nelle more di verificare
queste relazioni, ma anche nelle more di mettere in atto tutte
queste raccomandazioni tecniche indicate dalla commissione Ichese.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PREIDENTE. Comunico che sono da ritenersi in congedo per la
giornata di oggi gli onorevoli Grasso, Anselmo e Nicotra.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione unificata delle mozioni 300 e 312
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Palmeri, che apprezzo nei contenuti, è un intervento
interessante perché invita il Governo ad attenzionare tutte le
raccomandazioni che sono state poste.
Ma io riterrei che oggi il Governo deve poter creare tutte le
condizioni per impugnare l'articolo 38 del decreto Sblocca Italia
per una serie di ragioni. Innanzitutto, una materia così delicata,
che di fatto entra a gamba tesa, nelle competenze della Regione
siciliana, deve poter avere obbligatoriamente un percorso
legislativo con un momento di condivisione in sede di Conferenza
Stato-Regione, con l'apprezzamento della Regione siciliana rispetto
alle iniziative che il Governo del Paese vuole imporre al nostro
territorio.
E ringraziando l'assessore Croce per la sua presenza in Aula,
sebbene ritengo che la materia sia di interesse del territorio e
ambiente, in una parte residuale - non me ne vogliano - é un tema
che ho posto oggi in Commissione Bilancio all'assessore Baccei. E'
inutile continuare a parlare dei problemi di bilancio della Regione
siciliana per affrontare le emergenze, forestali, consorzi di
bonifica, la notevole spesa corrente di questa Regione, se questa
Regione non è nelle condizioni, a livello nazionale, di porre la
questione seria della riscossione delle imposte di produzione nel
bilancio della Regione anziché nel bilancio dello Stato.
Su questo tema delle trivellazioni, vorrei sapere e capire qual è
l'utile economico del nostro bilancio, della nostra Regione,
rispetto al danno ambientale, rispetto all'usurpazione del
territorio siciliano e delle coste siciliane, rispetto ad un utile
che viene dato ai petrolieri di questo Paese, e rispetto, invece,
al riconoscimento necessario per una regione come la Sicilia.
Ho visto che il provvedimento è stato approvato e in Commissione
vi è stata anche l'attenzione di un ordine del giorno di questo
tema.
Su argomenti di questo genere, obbligatoriamente, deve potersi
esprimere il Presidente della Regione che, per Statuto, dovrebbe
poter partecipare alle riunioni in Consiglio dei Ministri, per la
materia attinente alla Sicilia e che oggi si vede scavalcato su una
materia così importante che, guarda caso, tocca interamente il
territorio della nostra Regione.
Ed allora, quest'oggi, ho chiesto all'assessore per l'economia di
potere intervenire urgentemente presso i vertici del Ministero
dell'Economia perché è naturale ed è necessario che, così come
avviene per altre Regioni del nostro Paese, dove è imposta ed è
riconosciuta la territorialità dell'imposta, come in Sardegna, in
Basilicata, in Trentino, questo criterio deve potere essere attuato
anche in Sicilia.
E' necessario che il Governo della Regione possa immediatamente
creare le condizioni affinché vi sia un tavolo di confronto,
bloccando l'articolo 38 e creando le giuste compensazioni per
questo territorio, che non può essere danneggiato e non può non
avere un ristoro economico rispetto a quello che si sta venendo a
verificare.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
intervengo sulla mozione presentata dall'onorevole Palmeri ed
altri, relativa a questo impegno nei confronti del Governo della
Regione affinché vengano negate tutte le autorizzazioni di ricerca
e prelievo di idrocarburi sul territorio regionale.
Attualmente, queste richieste di autorizzazione dovrebbero, usiamo
il condizionale perché è d'obbligo in questo caso, perché la
Regione ci ha abituati a qualsiasi soluzione kafkiana e
pirandelliana dovrebbero essere in corso di ottenimento del via,
cioè della valutazione che è indispensabile per potere avere
l'autorizzazione.
Per quale motivo siamo contrari? Siamo contrari per un semplice
fatto che credo sia sotto gli occhi di tutti. La Regione siciliana
è una regione, ha una fortissima vocazione sismica.
Non occorre qui ricordare, ma ho visto che la collega lo ha fatto
con grande attenzione, alcuni avvenimenti che hanno stravolto non
solo la vita della Sicilia, ma hanno stravolto anche della sua
popolazione, ma anche l'ambiente che circondava queste persone. In
particolare, la collega faceva riferimento al terremoto dell'11
gennaio del 1693, che poi si ripeté due giorni dopo, che vide
migliaia di morti. Al terremoto di Messina del 28 dicembre del
1908, anch'esso di proporzioni devastanti, tant'è vero che adesso
quando parliamo del terremoto di Messina parliamo del terremoto
calabro-siculo, proprio perché venne interessata la città di
Messina come città capoluogo più importante sullo stretto, ma è
chiaro che i danni si ebbero sia nella regione calabra, quanto in
quella siciliana. E' stato citato il caso del terremoto della Valle
del Belice del 15 gennaio 1968, ma non dobbiamo nemmeno dimenticare
il terremoto di Santa Lucia del 13 dicembre del 1990.
Perché vogliamo ricordare questi fatti? Perché all'indomani del
terremoto che si è verificato in Emilia Romagna nel maggio del 2012
è stato istituito una Commissione di inchiesta per cercare di
comprendere se, e quali sono, le motivazioni per le quali il
territorio dell'Italia, in generale, e in modo particolare di
alcune regioni, siano interessati da eventi che si ripetono con una
certa ciclicità perché potremmo anche ritornare al 1543, al 1534,
tutta una serie di eventi sismici che sono lontani ma che
dimostrano questo ripetersi e queste ciclicità che purtroppo
interessa, in modo particolare, la Sicilia.
A quale conclusione è giunta questa Commissione? Questa
Commissione è giunta alla conclusione che l'estrazione di prodotti
petroliferi nelle viscere della terra potrebbe avere una stretta
correlazione con i sismi che si sono abbattuti in questi anni e che
si potrebbero tendenzialmente abbattere nei prossimi decenni,
nonché nei prossimi secoli.
Per questo motivo, senza volere avere opposizioni di natura
ideologica, ma esclusivamente una opposizione di natura tecnica,
noi chiediamo al Governo regionale di fermarsi, di non
intraprendere, di non dare queste autorizzazioni, in maniera tale
che si possa, attraverso la nuova letteratura scientifica
sull'argomento, e attraverso anche una Commissione che possa con il
supporto tecnico-scientifico dare maggiore sicurezza agli uffici
della Regione Siciliana, dire se è necessario o meno, concedere
queste autorizzazioni, se la concessione di queste autorizzazioni
può comportare un rischio serio e concreto per la popolazione.
Io però farei di più. Poco fa l'onorevole Cimino, giustamente
ricordava il fatto che il Presidente della Regione Sicilia, così
come è previsto dalla Costituzione, siede a far parte del Governo
nazionale quando si trattano di argomenti che riguardano la
Sicilia.
Ora, è notorio a tutti, è un fatto ormai certo, che la Croazia e
la Grecia, che sono due paesi che sono dirimpettai dell'Italia,
hanno deciso in questi ultimi mesi di dare vita a una perforazione
dei mari che si affacciano anche sull'Italia.
E' chiaro che noi non possiamo da una parte dire noi non diamo
autorizzazioni, dall'altra parte invece nazioni a noi vicinissime
danno queste autorizzazioni, di conseguenza non solo noi siamo
contrari alle autorizzazioni che la Regione vorrebbe dare, ma
vogliamo impegnare il Governo della regione affinché attraverso il
Governo nazionale faccia sentire a livello di comunità europea una
necessità. E' un'urgenza credo, cioè su questo argomento non
possono deliberare i singoli Stati, non possono deliberare le
Regioni. Il rischio - per essere chiari - non è un rischio che mi
appresto a concludere signor Presidente, ma credo che la cosa sia
così importante che posso strapparle anche un altro minuto.
Il problema vero, che non riguarda solo ed esclusivamente la vita
dei Siciliani o degli Italiani, è un problema che riguarda la vita
di tutti coloro che si affacciano sul Mediterraneo. E quindi
occorrerebbe una concertazione a livello almeno europeo, in maniera
tale che su questo argomento tutte le regioni e tutti gli Stati che
si affacciano sul Mediterraneo possano avere una comune politica,
un comportamento identico; perché altrimenti si instaura sempre di
più nei Siciliani, o nei Greci, o nei Croati, l'idea che tanto sono
gli altri a sfruttare il sottosuolo e quindi perché lasciare solo
agli altri questa possibilità.
Quindi la mozione va bene e la voteremo. Ma insieme a questo
impegno, per evitare di dare autorizzazioni senza avere certezza
scientifica su quello che facciamo, vorremo anche impegnare il
Governo della Regione a far sì che a livello europeo possa essere
messa in atto una politica comune che vieti, in attesa di avere
maggiori certezze scientifiche, di poter dare vita a questo
prelievo di idrocarburi.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, alcune settimane fa il mio gruppo parlamentare ha
affidato a una nota di stampa la propria protesta sulla latitanza
del Governo regionale di fronte ad alcuni articoli del decreto
Sblocca Italia , adottato dal Governo Renzi, che - di fatto -
ancora una volta, penalizzavano la nostra isola, offrendola a una
selvaggia campagna di sfruttamento e di colonizzazione da parte
delle compagnie petrolifere.
Ritenevamo - e riteniamo ancor di più oggi, dopo la conversione
del decreto - che alcune norme di quel provvedimento possano
presentare profili di incostituzionalità, proprio perché, in
relazione all'attività di sfruttamento del sottosuolo, si
evidenziava un'assoluta mancanza di deficit democratico. Si
affidava, cioè, l'autorizzazione a sfruttare il sottosuolo della
nostra terra, del nostro territorio, senza alcun preventivo
consenso, neppure formale, da parte delle comunità interessate e -
peggio ancora - da parte della Regione siciliana, che in forza
dello Statuto autonomistico - noi riteniamo - abbia più di un
titolo per rivendicare il diritto ad essere almeno ascoltata dal
Governo nazionale.
Sappiamo dei buoni rapporti tra il Presidente Renzi e il
Presidente Crocetta: credo appartengono tutti e due non soltanto
allo stesso partito, ma anche alla stessa corrente. Il che
dovrebbe, in teoria, favorire un dialogo finalizzato non certo alla
concessione di privilegi, ma al diritto di poterci confrontare per
capire se su un'attività così seria per le implicazioni che
comporta e per le ricadute che produce sul territorio, si potesse
almeno addivenire ad un'intesa.
Finora il Governo della Regione siciliana su questo fronte è
rimasto assolutamente latitante.
Signor Presidente e signori del Governo, io non appartengo per
cultura politica al partito del comeinismo ambientalista,
dell'intransigenza a qualunque costo. Siamo convinti che lo
sfruttamento del sottosuolo, e nel Canale e nella terraferma,
laddove non comporti pregiudizio per il contesto ambientale, possa
e debba essere praticato.
Non soltanto questo non è mai stato verificato in Sicilia, ma
riteniamo che, nel caso specifico, si debba operare quanto meno una
pausa di riflessione, e non soltanto per l'estrazione degli
idrocarburi. La Regione siciliana, complessivamente, dovrebbe
aprire una vertenza sul tema lavoro e salute perché la presenza del
più grosso complesso petrolchimico d'Europa in Sicilia ormai da
mezzo secolo credo debba portare il Governo e l'Assemblea ad una
fase di riflessione per le valutazioni da fare sui benefici e sui
danni prodotti da questa seria attività.
Ricordo, ero giovanissimo, mi affacciavo alla vita politica quando
i petrolieri genovesi vennero autorizzati da questa Regione ad
impiantare l'ISAB sulle coste incontaminate del siracusano e
ricordo come la Guardia di Finanzia, nel corso di perquisizioni
nelle abitazioni di alcuni uomini politici del tempo - siamo credo
negli anni settanta - trovò gli elementi certi, i riscontri
inconfutabili della corruzione operata da parte dei petrolieri
sugli amministratori, sui governanti siciliani a suon di decine di
milioni di lire, allora, centinaia di milioni di lire.
In buona sostanza, quello che è accaduto nel siracusano, nel
gelese e nella zona di Milazzo non può consentire alla Regione di
inseguire, di volta in volta, il problema legato al
ridimensionamento dei livelli occupazionali. C'è un problema che
deve rendere compatibile il diritto-dovere al mantenimento dei
livelli occupazionali con il diritto alla salute delle comunità
interessate oltre che degli stessi lavoratori. Parliamo del diritto
alla salute, quindi di un diritto che, prima di essere
costituzionale, è fisiologico. Ecco perché una vertenza su questo
fronte credo vada aperta, signor Presidente, e non basta l'accusa
di mafia rivolta dal Presidente Crocetta ai vertici dell'Eni, come
ha fatto nel corso della recente crisi scoppiata in quella città
del nisseno, sulla quale peraltro chiederemo al Presidente di
essere più chiaro. Noi abbiamo il dovere di capire se la Regione
può determinare una lenta ma inesorabile inversione di tendenza che
comporti una conversione industriale oltre che di segmento
produttivo.
Quelle sono aree vocate al turismo culturale, non certo alla
raffinazione di materiale greggio che inquina l'aria, l'acqua e la
terra con altissimi tassi di tumori che hanno fatto centinaia e
centinaia di vittime innocenti.
Ecco perché, dopo avere sottolineato come in tema di estrazione di
petrolio, e in Sicilia ne estraiamo milioni di barili ogni anno in
Sicilia, abbiamo subìto il danno e la beffa perché estraiamo il
petrolio, lo raffiniamo, inquiniamo il nostro ambiente e
costringiamo i nostri automobilisti a pagare la benzina ad un costo
superiore rispetto a quanto la paghino gli automobilisti della Val
D'Aosta e del Friuli Venezia Giulia che, per essere regioni di
confine, ottengono benefici da parte del Governo nazionale. Se lo
stesso beneficio viene richiesto per gli automobilisti siciliani la
risposta è sempre negativa.
Ecco perché questo atteggiamento non appare assolutamente
giustificabile, la mancata defiscalizzazione dei prodotti
petroliferi in Sicilia avrebbe dovuto determinare, da parte di un
Presidente rivoluzionario una mini rivoluzione, e invece siamo
nella perfetta continuità con il passato.
Quale è la proposta signor Presidente e signori Assessori? E'
questa.
La mozione dei colleghi penta stellati ci offre l'opportunità per
tornare sul tema stasera e vorrei potesse offrire anche al Gruppo
Lista Musumeci la possibilità di votarla quella mozione.
Nella parte dispositiva della mozione si chiede al Governo di
revocare e di negare le concessioni.
Noi invitiamo i colleghi del Movimento 5 stelle a trasformare la
parola negare e revocare con sospendere , non perché non ci
siano decisioni risolute da adottare ma perché riteniamo che la
pausa di riflessione possa alla fine portare alla mediazione e alla
revoca o ad una revisione dei termini autorizzativi che finora
hanno consentito un rapporto con le compagnie preposte alla
estrazione.
Se dovesse la mozione poter ricevere questa modifica il mio gruppo
sarebbe ben lieto di potere votare quella mozione confidando
naturalmente e soprattutto nel nuovo Governo e con i nuovi
Assessori, confidando in una ulteriore sensibilità da parte del
Governo regionale.
TRIZZINO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE.. Ne ha facoltà
TRIZZINO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo sia per sostenere, chiaramente la mozione del Gruppo
movimento 5 stelle e per confermare l'adesione, come spiegherà
meglio la collega Palmeri alla proposta dell'onorevole Musumeci, ma
intervengo soprattutto alla luce di ciò che è avvenuto oggi in
Commissione Ambiente, come è noto la Commissione oggi si è riunita
in sala rossa alla presenza delle associazioni ambientali, delle
associazioni di categoria della pesca, e di alcuni rappresentanti
del Governo, era presente il Direttore generale all'energia il
dott. Lo Monaco, per discutere di un tema che è analogo a quello
che si sta discutendo in quest'Aula cioè le trivellazioni.
In realtà si parlava di una questione nazionale che è quella
legata al decreto legge 133 l'art. 38, nella specie, che proprio
oggi, nel momento in cui parliamo, è stato convertito in legge,
quindi oggi è legge dello Stato.
L'art. 38 reca tutte una serie di misure, come è noto, che
semplificano sensibilmente quello che è il meccanismo di
autorizzazione alle procedure d'impatto ambientale sia per quanto
riguarda la ricerca che la coltivazione, che l'estrazione di
materiale idrocarburo, sia su terra che su mare, quindi on-shore e
off-sfhore.
Le criticità che sono state evidenziate, e questo ne prendo atto,
ed è una cosa positiva, da tutti i Gruppi parlamentari quindi sia
dal Gruppo Mvimento 5 stelle che dai Gruppi di maggioranza e di
opposizione è la necessità di intervenire prima possibile affinché
l'art. 38 venga in qualche modo modificato se non meglio abrogato.
Le criticità che sono state riscontrate senza nemmeno entrare nel
merito, delle disquisizioni scientifiche che sono state ampiamente
analizzate dai tecnici - sono intervenuti ingegneri, biologici,
chimici - che hanno manifestato quelle che sono le preoccupazioni
sensibili in materia di ambiente sono - e queste le rappresento -
sono di ordine giuridico.
Lo sono perché il Parlamento nazionale avendo convertito questo
decreto legge a breve sarà chiamato a recepire due direttive
europee, cioè nella specie la 2013/30 in materia di off-shore e la
2014/52 in materia di impatto ambientale che si pongono in misura
diametralmente opposta.
Quindi quello che ci siamo chiesti e con quale criterio il
Parlamento nazionale abbia mai potuto adottare questo tipo di
misure se le due direttive, la prima nella specie prevede un
meccanismo di valutazione impatto ambientale molto più complesso
rispetto a quello che invece è uscito dallo Sblocco Italia e
parallelamente se la successiva direttiva addirittura impone un
maggiore controllo per tutti quei territori, poi oggetto della
direttiva Abitat uccelli le Aree rete Natura 2000 , all'interno
delle quali tra l'altro la Regione Sicilia ha tantissime aree di
questo tipo, anche in questo caso il decreto legge Sblocca Italia
incide in modo pesante, senza nemmeno andare a considerare poi
altre direttive che sono state recepite in Italia e quindi
applicate nel territorio regionale, non ultima la 2008/28, la
famosa direttiva che reca criteri di sostenibilità, la famosa
direttiva 2020 che reca criteri di sostenibilità in materia di
fonti rinnovabili.
Alla luce di questo, la Commissione si è determinata all'unanimità
nell'avviare una serie di procedure che transiteranno prima in
Commissione Ambiente e poi in Aula, per avviare da un lato una
proposta referendaria ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione
per l'abrogazione dell'articolo 38, e dall'altra una serie di
attività tra le quali anche una preposizione di un disegno di legge-
voto che la Commissione è pronta ad attenzionare e poi ad esitare.
Ma la cosa che preme sottolineare in questa sede e nella sede
della Commissione Ambiente, non è solo ed esclusivamente l'aspetto
legato alla normativa nazionale sulla quale chiaramente ci siamo
determinati, ma è la linea politica che in realtà questo Governo
sta avviando nel totale silenzio dell'Assemblea, perché è di appena
cinque giorni fa il protocollo di intesa siglata dal MISE, dalla
Regione Siciliana e dall'ENI, nel quale si ratificano le
prescrizioni già contenute nell'accordo assominerario di giugno.
Ora, sono certo che molti colleghi conoscono bene il contenuto di
questo protocollo, ma per chi non dovesse ancora aver avuto modo di
leggerlo, ricordo che per quanto sia ancora oggetto di discussione
la scelta della strategia energetica in Sicilia - perché non
dimentichiamoci che il PEAR, il Piano Energetico Ambientale della
Regione siciliana non è ancora stato modificato, sebbene sia
scaduto sette mesi fa - in realtà il Governo Crocetta, con questo
protocollo, sta già indicando una linea di strategia politica
ambientale. Se voi ben leggete, questo protocollo, all'articolo 3.2
si parla, leggo testualmente di un programma che prevede l'avvio
di nuove attività di esplorazione e produzione di idrocarburi sul
territorio della Regione siciliana, sia per quanto riguarda
l'offshore adiacente chiaramente alla costa, che per quanto
riguarda l'offshore
Questo protocollo in realtà già trova conferma, è questo un
passaggio importante, nelle valutazioni di impatto ambientale che
sono state rese il 27 maggio per quanto riguarda l'offshore ibleo,
cioè quel progetto nella costa prospiciente il canale di Sicilia
che ha prodotto già due permessi di ricerca e quattro permessi di
coltivazione.
Ma la cosa che stupisce ancora di più, sulla quale io poi chiederò
un intervento del Presidente della Regione perché spieghi appunto
le determinazioni che lo hanno portato ad avallare un protocollo di
questo tipo, è il passaggio che si trova successivamente sempre
all'articolo 3, qualche capoverso più avanti, dove si dice - e
vorrei che ci fosse un po' di attenzione da parte dei colleghi,
perché è un aspetto che in realtà a mio modo di vedere sottrae
competenze legislative all'Assemblea - che la Regione si impegna a
ripristinare e mantenere un contesto normativo stabile tale da
assicurare un ragionevole riferimento che permetta alle imprese del
settore di programmare e portare a termine i piani industriali'.
Ciò significa che il Governo regionale, si dice successivamente al
protocollo Asso minerario, viene integralmente confermato dalla
Regione Siciliana che si impegna a portare a termine quanto
stabilito nel capoverso di sopra.
Questo vuol dire che il Governo regionale si impegna a mantenere
uno stato normativo favorevole o a modificare quello esistente
affinché tutti i soggetti promotori di ricerca e coltivazione di
idrocarburi, possano garantirsi la propria attività.
Ora io credo che questa sia una sottrazione grave del potere
legislativo di questa Assemblea perché, per quanto il Presidente
della Regione è assolutamente legittimato a siglare protocolli,
l'ingerenza dell'esecutivo in seno al potere legislativo esula
dalle sue competenze. Andare a determinare una competenza
legislativa all'interno di un protocollo che è meramente un atto
esecutivo, secondo me è una sottrazione dei poteri di questo
Parlamento.
Per questo motivo, e concludo, da un lato reputo fondamentale la
necessità che l'Assemblea in questo momento si determini su questa
mozione votandola, anche perché ci sono due autorevoli
rappresentanti del governo che possono siglare questa mozione, e
dall'altra si avvii il più velocemente possibile quelle che sono
tutte le attività che sono seguite all'audizione che si è svolta
questa mattina.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che ad
ogni cosa bisogna assegnare il giusto valore e che ogni cosa debba
essere inquadrata nel momento delle finalità per le quali si
compie.
Mi rifiuto di inseguire le dietrologie, onorevole Trizzino, che
vogliono ammantare atti necessari per portare avanti lo sviluppo
come merce di scambio con un articolo 38 su cui il Governo della
Regione non c'entra nulla e che, anzi - ha pubblicamente detto -
vuole abolire, riformare e quant'altro.
Da un lato abbiamo un articolo 38 del decreto Sblocca Italia che
pensa di sfruttare le risorse energetiche nel Canale di Sicilia, su
cui il Presidente Crocetta, quest'Assemblea e la politica siciliana
hanno ben poco da dire perché è una decisione presa a Roma, tra
l'altro senza neanche consultare né la politica siciliana né tanto
meno l'Assemblea e, credo, neanche il Presidente della Regione,
dall'altro si viene ad esibire un protocollo d'intesa con l'ENI,
dicendo che la Regione assicura un quadro normativo stabile nel
tempo.
Mi chiedo se questa sia merce di scambio, mi chiedo in base a
quale notizia il Movimento 5 Stelle ritenga che sia merce di
scambio e mi chiedo anche se dietro queste dietrologie non ci sia
un'esagerazione oggettiva che, a mio modesto avviso, non c'è, e non
ci può essere per le ragioni che già ho detto.
Noi invitiamo la Sicilia a dare sicurezza all'ENI per investire su
un territorio come quello di Gela, e spero anche su altri territori
siciliani, creando la prima raffineria basate su bio energie,
garantiamo un quadro normativo di riferimento stabile con
riferimento a quella raffineria dove una società investe appena due
miliardi di euro garantendo il posto di lavoro a più di tremila
maestranze.
Mi chiedo se questo possa essere merce di scambio o possa essere
interpretato come merce di scambio, ovvero non rientri nella solita
logica del latitare delle responsabilità inesistenti per farsi
delle pubblicità anche gratuite.
Una cosa è la trivellazione nel Canale di Sicilia, su cui si può
dibattere, discutere, essere o non essere d'accordo, altra cosa è
il patto siglato dal Presidente della Regione con l'ENI per
garantire lo sviluppo dei territori a per garantire stabilità a
favore di chi investe due miliardi di euro.
Vi prego di non giungere a conclusioni e di non mistificare la
realtà.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevole colleghi, intanto volevo
chiedere - perché non ho ben compreso l'ordine dei lavori - se
stiamo trattando in maniera unificata le due mozioni o solo la n.
300.
PRESIDENTE. E' unificata. Se lei legge con attenzione lo vede.
FOTI. Mi corre l'obbligo comunque in qualche modo di chiarire
alcuni aspetti che l'onorevole Malafarina ha voluto evidenziare
circa l'accordo siglato ai primi di novembre presso il Ministero
dello sviluppo.
Il fatto che si voglia convertire l'ENI in una fabbrica che
produce energie bio, energia verde, comporta qualcosa di
discutibile perché la produzione di bio deasel o di energia verde
prodotta da agricoltura dedicata, non significa che la dobbiamo
barattare, come dice l'articolo 3, comma 2, di questo accordo e che
dobbiamo aprire ed oleare ogni percorso che preveda ricerca di
idrocarburi a terra o in mare.
Non capisco quale sia il nesso. Questo è un vero e proprio
baratto.
Come ho detto oggi in commissione, è un tappeto rosso, ben
transennato, transennato di filo spinato che concede a queste lobby
di fare carne da macello della Sicilia.
Poi sarà il presidente a difendersi con i cittadini.
Passo alla mia mozione. La mozione era stata presentata in
primavera, ancora prima di questi accordi, quello di giugno con la
Erminio srl ed ENI, perché eravamo abbastanza preoccupati di quello
che succede nella commissione via Vas a Roma, dove tutti questi
esperti controllano e verificano gli atti propedeutici per dare
pareri positivi o negativi, anche permessi di ricerca.
Vi avverto che ve ne sono ben quattordici che riguardano il Canale
di Sicilia. A nome di Vesta, Lince, Northern petroleum e
dopodomani, la trans Union e che vogliono fare permessi di ricerche
di coltivazione perché si deve addolcire questa parola perché i
pozzi di petrolio si coltivano, si mettono due goccine di petrolio
e poi fioriscono pozzi.
Si tratta di trivellazioni sottomarine. A proposito della ricerca,
per chi non lo sapesse, oggi è stato spiegato molto bene, si tratta
di esplosione di bombe d'aria, ad altissima pressione che,
attraverso l'eco delle vibrazioni trasmesse ai fondali,
restituiscono una sorta di mappa che dice se vi sono o meno sacche
di idrocarburi nel fondale marino.
Peccato per queste zone, parliamo di oltre tremilacento chilometri
quadrati che riguardano tutta la costa Sud della Sicilia, con delle
zone che sono state classificate di altissimo interesse per il
patrimonio della biodiversità.
Questa biodiversità non è una romanticheria ambientalista di cui
si può fare a meno. E' la banca genetica del Mediterraneo. In
questi fondali, non solo le creature marine rilasciano le uova, ma
nascono e, quindi, le cosiddette nursery di specie come il
merluzzo, la triglia, il gambero bianco e il gambero rosso che, per
chi non lo sapesse, sono economia.
Sono centinaia di migliaia di posti di lavoro e occupazione,
mentre, invece, oggi quasi stupito, un rappresentante della
commissione che occupa di trivellazioni di green peace, ci diceva
che quando sono saliti sul pozzo che c'è al largo delle coste tra
Ragusa e Pozzallo, solo dopo qualche ora che si trovavano sulla
piattaforma che è disabitata, è una piattaforma telecontrollata e,
quindi, posti di lavoro lì non ce n'è, hanno avvertito loro l'ENI
guardate che siamo qui, abbiamo messo il nostro striscione.
Sappiate che abbiamo occupato . Si sono autodenunciati.
Oggi mi sono chiesta e se ci fossero dei terroristi su queste
piattaforme e decidessero di ucciderci? Perché uccidere il
mediterraneo, fare esplodere una piattaforma significa, non solo
devastare il mare, ma anche quello che c'è nella terra, perché,
ricordiamo che il mare, con le sue creature animali e flora e,
quindi, con le alghe produce vita, ossigeno.
Non è solo un problema del mare e dei comuni della Riviera, è un
problema che riguarda tutto il Mediterraneo, tutta la Sicilia.
Ricordiamoci quello che è successo nel maggio del 2012,
l'esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel
Golfo del Messico, con milioni e milioni di metri cubi dispersi e
le migliori tecnologie messe in campo e nessuno sapeva, neppure
minimamente, come tappare quel buco.
Io non voglio fare terrorismo, ma voglio dire che dobbiamo anche
assumerci la responsabilità di quello che vogliamo fare. La
programmazione europea, sia la scorsa che la presente, parlano di
obiettivi: sostenibilità, decarbonizzazione, sviluppo
dell'agricoltura, del turismo, della pesca sostenibile. Se noi
diamo spazio a questo tipo di sviluppo - che per me non è sviluppo,
ma ammazzarsi e togliersi ogni possibilità di andare avanti -, se
diamo spazio a questo percorso, abbiamo finito con tutto il resto.
Ed allora dove va a finire la programmazione?
Vorrei dire, tra l'altro, che nella mozione si chiede -avrei avuto
piacere che fosse stato presente l'Assessore per la pesca e
l'agricoltura - di fare, come si è fatto nel 2006, dei decreti
adatti che dichiarino zone di tutela biologica all'interno delle
zone G14 e G15, aree marine, ribadendo che sono le aree di
protezione di nursery giovanili di merluzzo.
Questo potrebbe, in qualche modo, metterci a riparo da questo
articolo 38 che, comunque, va impugnato e su questo non ci piove.
Vorrei dire che attraverso questo riconoscimento potremmo mettere
un tampone ai 13 permessi, ripeto 13 permessi, forse 14, che in
questi giorni probabilmente riceveranno le autorizzazioni, e vorrei
anche dire che le relazioni che presentano questi colossi -
ovviamente tutti quanti hanno sede legale fuori dall'Italia, quindi
non capisco neanche quale vantaggio economico noi avremmo da questo
- utilizzano per le trivellazioni delle sostanze chimiche bio acide
concentrate a base di triazina, catalogate dalle direttive europee
come altamente inquinanti e nocive per quegli organismi acquatici
con effetti di lunga durata particolarmente tossici per i
crostacei. E mi ha davvero colpito molto la vicinanza di queste
richieste di permesso, che comunque sono su area molto vasta, sulle
nursery di gambero rosa, questo da solo già costituisce un mercato
che ha un valore di parecchie centinaia di milioni di euro, proprio
per le marinerie di Sciacca e di tutta la Sicilia del Sud.
Vorrei ricordare che in caso di incidente le misure a cui
dovrebbero accorrere sono ridicole, cioè porre delle barriere
galleggianti per accogliere la parte galleggiante dell'idrocarburo,
che al massimo in condizioni di buon tempo, quindi di mare calmo,
potremmo raccogliere il dieci per cento dell'idrocarburo, quindi
immaginiamo su dieci tonnellate ne potremmo raccogliere una. E'
troppo rischioso, non parliamo di cattivo tempo.
Ultima cosa, oggi erano presenti non solo le Associazioni
ambientaliste alle quali devo dire grazie per la straordinaria
relazione che ci hanno dato, parlo di WWF, Legambiente, Terra
Nostra, The Tribe ma anche l'AMAP, AGCI Agrital, quindi
l'Associazione di pesca e agricoltura e l'ANCI Sicilia,
l'Associazione dei Comuni, perché qualcuno qui ha tirato in ballo
l'ANCI.
L'ANCI si è dichiarata oggi, come lo aveva fatto qualche giorno fa
in Commissione, assolutamente contraria alle trivellazioni sia in
mare che a terra.
(Applausi)
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema che abbiamo
davanti questa sera è un tema che segnerà, attraverso le nostre
scelte, lo sviluppo del nostro territorio ma anche il profilo della
nostra Regione.
Infatti il tema include due questioni: come ci poniamo di fronte
ad una domanda di maggiore energia che proviene dal mondo
industrializzato; come ci poniamo di fronte a una domanda che
viene, invece, dai nostri concittadini, sempre più preoccupati e
ansiosi di vivere dentro un ambiente che sia salubre, che sia
preservato, che sia consegnato alle nuove generazioni in termini
meno distruttivi possibili, come ci rapportiamo, come Assemblea
regionale, nei confronti di una domanda molto forte, organizzata e
spontanea che proviene dalle organizzazioni dei comuni, dall'ANCI.
Ricordo in questa sede che si stanno approvando, nei 390 consigli
comunali dell'Isola, ordini del giorno che chiedono a questa
Regione, a questa Assemblea di proteggere il territorio, di
tutelarlo rispetto a perforazioni e trivellazioni che vengono
pensate lesive dell'autonomia dei territori, lesive del futuro,
lesive della salute dei nostri concittadini.
Quindi il tema che abbiamo davanti si presenta articolato su tre
questioni delle quali non possiamo vedere solo un segmento ma sul
quale dobbiamo riflettere tenendole tutte e tre insieme. E se io ho
un rammarico - ma credo di essere in buona compagnia qui stasera -
è quello che questa Regione non ha chiarito a se stessa e ai
siciliani quale idea di futuro economico, di futuro occupazionale
vuole sviluppare per fare di questa terra la terra di un futuro
felice, di un futuro possibile. Noi siamo in grande ritardo da
questo punto di vista. Siamo in grande ritardo nonostante una
normativa, direttive europee, normative nazionali, normative
regionali segnino una direzione da seguire con urgenza, con
immediatezza. Siamo in ritardo perché credo che ancora non abbiamo
risolto dentro la mente di ciascuno di noi, e se mi permettete,
anche dentro il cuore di ciascuno di noi, che relazione vogliamo
avere con l'ambiente che ci circonda. La parola ambiente significa
semplicemente ciò che sta intorno, ciò che sta intorno ci
condiziona, ciò che sta intorno può determinare la nostra vita in
termini di miglioramento e di peggioramento. Di questo dobbiamo
avere contezza e sapere che la relazione ambiente-uomo è una
relazione che determinerà sempre di più le scelte dei governi.
Stamattina in quarta commissione sono state affrontare tante
questioni, sono state dette cose estremamente importanti, siamo
stati messi sull'avviso dai rischi concreti che le trivellazioni
possono rappresentare lungo tutta la costa meridionale della nostra
regione fino ad arrivare alla punta estrema del sud-est. Sono state
segnalate questioni scientifiche di notevole spessore, sono state
segnalate questioni democratiche, questioni politiche di
grandissima sensibilità per quanto ci riguarda.
Rispetto a questo, il dibattito di stasera credo che giunga
opportunamente.
Non credo che potrà essere esaustivo. Credo che, come si è detto,
in IV commissione, in IV commissione allargata agli altri
assessori, oltre all'assessore per il territorio e l'ambiente che
si troverà a dipanare questa vicenda nelle prossime ore, credo che
sia necessario mettere l'assessore per il turismo perché non c'è
dubbio che le trivellazioni riguarderanno pezzi di costa, di
paesaggio che sono straordinari, di straordinaria bellezza che,
spesso, si intrecciano con aree marine protette che, spesso,
guardano a riserve naturali orientate che si affacciano sulla
costa. Penso che a quegli incontri, che bisognerà continuare a
fare, dovrà esserci anche l'assessore per la pesca, per
l'agricoltura.
Stamattina, le associazioni dei pescatori, una per la verità
associazione, ma ce ne saranno tante altre che forse bisognerà
interpellare, ci hanno messo in guardia dalle preoccupazioni per un
disastro ecologico che potrebbe accadere, potrebbe avvenire,
rispetto al quale la loro attività e le caratteristiche, per altro,
di una fauna marittima di grande interesse potrebbe essere colpita.
Allora, credo che dobbiamo seguire il principio di precauzione.
Il principio di precauzione si adotta ogni volta che sulle scelte
si ha bisogno di tempo per riflettere ed approfondire.
Non bisogna, secondo me, accelerare il passo, né pensare che
questa vicenda possa diventare utile per comizi di piazza o
propagande partitocratriche.
Credo che abbiamo interesse tutti a tutelare gli interessi della
nostra collettività, del nostro mare, della nostra natura, ma anche
della nostra economia.
Dovremo essere particolarmente accorti, per cui, se la mozione
della collega Palmeri, è una mozione che va nella direzione di
invitare il Governo e questa Assemblea ad una riflessione accorta
sul tema ed a scelte che possono determinare serenità nelle nostre
popolazioni, credo che vada accolta, a condizione che, l'ultimo
comma, sia modificato, nel senso della sospensione di qualsiasi
atto che possa compromettere una scelta approfondita che credo sia
necessaria.
E voglio ricordare, lo dico qui all'assessore ed agli assessori
presenti, che la regione Sicilia, dal 1970 in poi, ha avuto circa
700 richieste di perforazioni e trivellazioni petrolifere.
Ebbene, è stata molto accorta nel concederle. Non siamo state
terra di pirati, dove i pirati sono venuti a decidere al posto
nostro. Noi abbiamo deciso bene e la Regione può essere contenta di
avere saputo equilibrare le sue scelte, contenendo un assalto al
territorio che, altrimenti, avrebbe modificato la nostra natura.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che sono ancora iscritti a
parlare gli onorevoli Falcone, Maggio ed a conclusione l'onorevole
Palmeri, in quanto primo firmatario avendo già aperto il dibattito.
Se non sorgono osservazioni dichiaro chiuse l'iscrizione a
parlare.
Sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 17.28, è ripresa alle ore 17.31)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Falcone.
FALCONE. Signor Presidente, velocemente, per non tediare
l'assessore, che magari ha premura, giustamente. Non era nemmeno
previsto il mio intervento.
Intervengo sollecitato dall'onorevole Assenza, il quale proprio
ieri ha depositato una mozione che porta la firma dell'intero
Gruppo parlamentare di Forza Italia, con la quale sostanzialmente
chiediamo alcune cose, ma due cose sono le più importanti.
Una per tutte, quello che hanno detto i colleghi in Aula sulla
mozione dell'onorevole Palmeri ed altri, e sulle altre mozioni
presentate dal Presidente Musumeci ed altri, e per quello che è
stato detto nei giorni scorsi anche dall'ANCI Sicilia sul decreto
Ssblocca Italia , che già nel momento in cui fu emanato dal
Consiglio dei Ministri, Forza Italia contestò e contestò le
ricadute, gli effetti, il metodo con cui imponeva alle Regioni
d'Italia, e specificatamente alla nostra Regione siciliana,
determinati interventi dall'alto, senza consentire alle stesse
regioni, e quindi in particolare alla Regione siciliana, di poter
dire la propria, di poter determinarsi.
Inoltre, io leggo anche un ulteriore accordo, protocollo d'intesa
sottoscritto tra Assomineraria e Enimedes Spa, Edison Idrocarburi,
Ermino Srl, e la Regione Siciliana, firmato dal Presidente
Crocetta. Noi ne ricordiamo un altro firmato il 5 giugno dello
stesso anno con il Ministero dell'Economia, in virtù del quale
sappiamo gli effetti che ha prodotto, sotto un profilo finanziario,
ma ci entreremo quando parleremo degli ordini del giorno. E anche
in questo accordo protocollo, sostanzialmente, il Presidente
Crocetta ha riconosciuto che in questi settant'anni, a differenza
di quello che ha detto il Presidente Musumeci, non c'è stato
assolutamente inquinamento ambientale in Sicilia. Il Presidente
Crocetta ha riconosciuto che in questi settant'anni hanno sempre
utilizzato le migliori tecnologie disponibili per la salvaguardia
dell'ambiente e della salute in Sicilia, che non c'è stato alcunché
di aumento di malattie oncologiche in Sicilia. Quindi,
sostanzialmente, con questo protocollo, è stato detto dal
rappresentante del Governo regionale che tutto è andato bene, che
non c'è stato inquinamento, che c'è stata una grande produttività,
che ci sono state delle ricadute sotto un profilo erariale e
tributario per la Regione siciliana.
Ed allora, di fronte a tutto questo caos, signor Assessore, a lei
noi rappresentiamo con una mozione due dati e due obiettivi che
intenderemo raggiungere:
a) che questo decreto, oggi questa legge Sblocca Italia sia
impugnata da parte della Regione Siciliana dinanzi alla Corte
Costituzionale;
b) che il Parlamento si esprima per attuare e promuovere, assieme
ad altre quattro regioni d'Italia, che lo hanno fatto, la Puglia e
l'Abruzzo per esempio, che certamente non sono delle regioni di
centro-destra ma di centro-sinistra, un referendum abrogativo di
una norma che limita non soltanto la Sicilia, ma che viola i
principi di libera determinazione anche di quelle regioni che hanno
un principio di specialità, un principio autonomistico, come la
Regione siciliana.
Non voglio più tediare, ma sostanzialmente vedo che il Presidente
mi chiede con gli occhi di concludere, anche per consentire che
l'Assessore espleti i suoi compiti anche in altra sede.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maggio. Ne ha
facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono cofirmataria
di una mozione presentata l'8 ottobre dall'onorevole Milazzo, prima
ancora che fosse votato il decreto legislativo 133, con il relativo
articolo 38, che ci aveva messo molto in allarme rispetto a due
questioni.
La prima è quella dei sei mesi per l'autorizzazione ed il VIA che
vengono definiti per la Regione Sicilia, che ci ha molto
preoccupati ed è evidente il perché: perché a quel punto noi
rischiamo che le autorizzazioni vengano fatte dal Governo
nazionale, considerato che finora il percorso per il VIA, nella
nostra Regione, è stato un percorso, dal punto di vista temporale,
che non ha certo rispettato i sei mesi. Con tutto ciò che questo
implica, cioè la supervisione da parte della Regione Sicilia, che
tra l'altro ha titolarità piena sulla tutela del suo patrimonio
paesaggistico, naturalistico, e anche gastronomico. Pensiamo agli
ecosistemi e alle specie che vivono nel Mediterraneo considerato
che, da questo punto di vista, il nostro mar Mediterraneo, oltre ad
essere importante dal punto di vista storico e culturale, anche per
quello che sono i giacimenti archeologici che ancora stanno nei
nostri fondali, ha anche importanza dal punto di vista ittico.
Ed anche lì, quando l'onorevole Cirone reclamava la necessità che
si facesse una discussione allargata non solo all'Assessore
territorio ambiente, o all'Assessore all'energia - e dopo dirò
perché - ma anche all'Assessore all'agricoltura, sta proprio in
seno al fatto che la tutela di questo mare implica tutta una serie
di questioni, non escluse quelle relative all'agricoltura.
Questo è uno dei temi che è stato affrontato nella mozione, che
adesso - a ben ragione - diventa più cogente, considerato che il
D.L. 133 che è stato approvato con il relativo articolo 38.
Poi, quell'articolo 38 pone altri problemi e dovrebbe anche
portare la Regione Sicilia all'apertura e definizione di questione:
il piano energetico.
Cosa significa parlare ancora di concessioni per le trivellazioni,
di concessioni che possono avere una durata di 40 anni? Significa,
implicitamente, una scelta da parte del Governo nazionale per
quanto riguarda l'utilizzo dei carburanti; significa pensare ancora
all'utilizzo del fossile; significa che ancora questa nostra
Regione, proprio spinta da questo tema, dovrebbe correre ai ripari
e definire un piano energetico che ancora non è stato definito:
pensare alle energie rinnovabili e fare una scelta che sia una
scelta con il modello nuovo di sviluppo da disegnare, un modello di
sviluppo sostenibile che punti sulle energie rinnovabili.
Su questa partita, in Commissione sono state individuate oggi, tre
o quattro soluzioni e non ne è stata scelta nessuna, perché poi
nella successiva audizione la Commissione dovrà scegliere qual è la
strada da prendere.
Noi presentatori di quella mozione dell'8 ottobre riteniamo che ci
sia una strada da percorrere in tempi brevissimi: la strada
politica di un Governo che si fa parte attiva nei confronti del
Governo nazionale per sospendere immediatamente gli effetti
dell'articolo 38 e per vedere, nelle more, come risolvere la
questione rispetto al periodo che viene previsto per il VIA-VAS ed
anche per tutte le altre partite. Perché la stessa definizione e la
localizzazione delle trivellazioni deve essere assolutamente
compatibile con il sistema ambientale e, soprattutto, con la
delicatezza delle nostre condizioni dal punto di vista del rischio
idro-geologico.
Noi abbiamo degli eventi sismici che, ripetutamente, vengono
localizzati nel nostro mare, e dobbiamo capire come tutto ciò sia
assolutamente compatibile. Per questo riteniamo che la strada
proposta adesso attraverso la mozione presentata dai colleghi del
Movimento Cinque Stelle sia una strada percorribile solo se prevede
una sospensione e non una revoca dei provvedimenti che sono in atto
perché c'è questo periodo di sospensione che ci deve servire a
capire come vuole muoversi il Governo regionale, come vuole
procedere, come vuole riappropriarsi della propria
autodeterminazione in questo senso, come vuole dare ancora una
volta lo spazio ai territori, a quegli stessi territori però che
devono agire immediatamente per risolvere tutti i problemi dei
piani paesaggistici e delle scelte che devono essere operate per
potere definire, poi, finalmente il piano energetico. Siamo,
quindi, per una sospensione e per una scelta che ci porti davvero
non a percorsi che magari possono avere un eco dal punto di vista
mediatico ma un percorso che possa essere risolutivo e faccia
tornare, come dire, il pallino nelle mani del Governo regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare
presente e chiedevo una piccola modifica formale che riguarda gli
ultimi due punti della mozione in particolare sostituire la parola
negare con la parola sospendere , quindi, a sospendere tutte le
autorizzazioni di ricerca a prelievo degli idrocarburi sul
territorio regionale attualmente in corso di via nonché quelle già
rilasciate . E, poi aggiungere alla fine finchè la Regione
siciliana non applichi tutte le raccomandazioni sopra prescritte
dalla Commissione .
PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, lei dovrebbe formalizzare con un
emendamento quello che ha detto. A tal proposito, dico che ho già
ricevuto un emendamento da parte dell'onorevole Vinciullo ed
altri., non so se porta anche la sua firma .
PALMERI. Sì, quello è un altro.
PRESIDENTE. E' un altro ancora. Facciamo una cosa, in attesa che
lei formalizza quanto appena detto attraverso l'emendamento, do la
parola all'assessore. Se nel frattempo cortesemente formalizza
PALMERI. Sì, nel frattempo concludo. Signori siamo oggi chiamati a
votare, siamo davanti ad un bivio molto importante perché,
ovviamente, siamo tutti chiamati a prenderci una responsabilità
grandissima, cioè scegliere da un lato tra l'agricoltura, la pesca,
acque salubri e sottosuolo salubre anche e da un lato a poche
quantità di petrolio la cui estrazione ci espone davanti a dei
rischi veramente assurdi. Mi auguro, quindi veramente che questa
votazione dia i suoi frutti per la Sicilia.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, mi sono insediato giusto qualche
giorno fa. Ho avuto modo di leggere l'articolo 38 del cosiddetto
Sblocca Italia così come ho avuto di leggere anche un ordine del
giorno che è stato approvato in Commissione Ambiente Lavori
pubblici del Senato in cui in realtà si impegna il Governo Renzi a
sospendere le autorizzazioni sul Canale di Sicilia, di sospendere
nuove autorizzazioni e di sospendere anche le vecchie
autorizzazioni in attesa che vengano fatti degli studi dall'Ispra e
dalla INGV l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia proprio
per capire l'impatto che questo tipo di trivellazione o di
perforazione potrebbe avere per quanto riguarda gli aspetti
sismici. Ritengo che, poi, tutto il resto della discussione sulle
politiche ambientali - ho ascoltato con attenzione il Presidente
Musumeci - anch'io mi ritengo un ambientalista non khomeinista nel
senso è un modo di cercare di salvaguardare un Isola che in fondo
ha due vocazioni, una sicuramente turistica e che convive con il
terzo polo petrolchimico d'Europa, forse l'unico al centro del
Mediterraneo.
Credo che alla fine le due cose debbano convivere, la
riconversione di una raffineria come quella di Gela in una
raffineria Drin sia un modo per cercare di far convivere le due
vocazioni. Quindi va vista in questa direzione non sicuramente come
merce di scambio per consentire il continuare, il perpetrarsi, di
nuove trivellazioni e nuovi permessi, di cui tra l'altro - volevo
dire ho ascoltato anche l'onorevole Foti con attenzione - la via
nazionale la Commissione Via Vas nazionale che è la commissione che
poi esprime i pareri su questo tipo di concessioni ha al suo
interno un rappresentante della Regione Sicilia. In più un errore
di fondo - secondo me- che tutti noi commettiamo, è quello di
pensare che la via nazionale dia l'autorizzazione, in realtà è un
parere di compatibilità ambientale, è un parere endo-procedimentale
rispetto poi a delle autorizzazioni che certamente non ci vengono
imposte dal Governo nazionale, noi acquisiamo questo parere per
tutte quel tipo di concessioni che hanno la competenza statale e
acquisiamo il parere della via regionale per tutte quelle di
competenza della Regione siciliana.
Io credo che il momento di riflessione invocato in termini di
sospensione in attesa, più che altro un confronto intesa di un
confronto tra lo Svie sia un atto dovuto.
Credo che sia anche necessario e credo debba anche servire in
qualche modo ad affrontare il problema sismico che sicuramente
tutti quegli studi scientifici che eventualmente gli MGV come è
approvato sull'ordine del giorno della Commissione Ambiente servano
per capire, intanto se questo tipo di permesso è qualcosa che crea
un danno dal punto di vista ambientale o poi può diventare invece
una sorta anche di sviluppo economico per l'isola.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula giusto per un minuto, il tempo di
distribuire questi emendamenti e l'altro emendamento che deve
essere formalizzato
MUSUMECI . Il Governo sembra accogliere la mozione.
PRESIDENTE . Giusto per dare il tempo, onorevole Musumeci, di
distribuire gli emendamenti e l'emendamento dell'onorevole Palmeri.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.50, è ripresa alle ore 17.57)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
gli emendamenti n. 300.3, n. 300.2 e n. 300.1.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati, io parlavo della sospensione delle
richieste di autorizzazione.
Per quanto riguarda le autorizzazioni già rilasciate è quasi
impossibile, da un punto di vista tecnico-formale, sospendere la
autorizzazioni già rilasciate.
La mia proposta è quella di sospendere le nuove autorizzazioni e,
qualora dal confronto con le nuove autorizzazioni venisse fuori una
determinazione, in un senso o in un altro, applicare la
determinazione anche alle autorizzazioni già rilasciate.
PALMERI. Chiedo di votare l'emendamento così come è stato
modificato.
PRESIDENTE. L'Assessore ha fatto delle valutazioni. Se vogliamo
andare incontro a queste osservazioni, anche con la valutazione
appena espressa dall'onorevole Musumeci, questo andrebbe modificato
con un sub emendamento. L'onorevole Palmeri insiste per lasciarlo
in questo modo quindi va lasciato così com'è.
MUSUMECI. Se il proponente insiste, noi lo votiamo cosi com'è.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, ovviamente su questo emendamento c'è il parere
contrario del Governo.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ho la
necessità di chiedere che questo argomento si affronti con
buonsenso perché non è un argomento di poco conto per le
prospettive della Sicilia né lo si può considerare per gli
interessi che lo stesso determina.
E' notoria la posizione che l'UDC ha assunto anche questa mattina,
pur tuttavia, a me non sembra utile che l'Assemblea, in questo
minuto, voti contro il Governo, quando il Governo chiede di
sospendere per un confronto con tutti.
Diversamente, diventa un atto fatto a colpi di maggioranza o di
opposizione, che non serve alla causa. Non serve neanche alla
politica, devo dire, ma certamente non serve ad affrontare un tema
così delicato. Ragioniamo un attimo e raccogliamo la disponibilità
del Governo a cercare un confronto.
A me piace dire le cose tutte per come sono. Stamattina mi è
dispiaciuto che l'assessore ed il Presidente non fossero presenti
in Commissione però, quando l'assemblea vota, nella sua sovranità,
credo che debba anche sapere superare un'assenza, più o meno
giustificata, ed io la considera un'assenza giustificata. Ragione
per la quale ritengo che, piuttosto che mantenere l'emendamento
così come formulato, bisogna raccogliere la disponibilità del
Governo. Mi dispiacerebbe che passasse domani un messaggio
sbagliato, e prego l'onorevole Cancelleri di riflettere su questa
importante affermazione.
Su questo punto non c'è un mio governo o una sua opposizione. C'è
il buonsenso che, secondo me, deve appartenere al Governo e
all'Assemblea, perché su questi temi non ci possiamo distinguere.
Vorrei che su questo punto si riflettesse. Mantenere e fare una
prova di forza da parte del Governo e da parte del presentatore
dell'emendamento non conviene a nessuno.
Signor Presidente, se ritiene utile anche una breve sospensione
dei lavori per verificare se le parti sono conciliabili, io lo
auspico. Non vorrei vedere il Governo soccombere su un tema come
questo o l'opposizione esultare senza capire che questa battaglia
appartiene a tutti e con buonsenso va affrontata.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, la ringrazio per avere sottolineato
che, su questo aspetto, non ci sono né opposizione né maggioranza.
Per come si è disposto il dibattito siamo tutti sulla stessa
frequenza.
Vedo che è stato presentato un emendamento 300.2 dall'onorevole
Maggio che va nella stessa direzione di quello dell'onorevole
Palmeri.
Io, accogliendo la proposta dell'onorevole Turano, sospendo l'Aula
per due minuti, per fare chiarezza su questo.
(La seduta, sospesa alle ore 18.04, è ripresa alle ore 18.07)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che all'emendamento 300.3
dell'onorevole Palmeri è stato presentato dagli onorevoli Maggio ed
altri il sub emendamento 300.3.1 cassare nonché quelle già
rilasciate .
VINCIULLO. Signor Presidente, lei non è parziale. Non è in grado
di gestire l'Aula, è d'accordo con i trivellatori
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, si segga o la faccio accomodare
fuori dall'Aula.
MAGGIO. Chiedo di parlare per illustrare il sub emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che sia
assolutamente evidente il sub emendamento. Vuole cassare la parte
che parla di sospensione anche per le attività in corso. Credo che
sia evidente a tutti cosa significhino oggi le responsabilità per
l'amministrazione regionale e la sospensione di una attività già in
corso. Solo questo. Dopo di che è chiaro, così come è espresso
l'emendamento, che tutte le scelte che si faranno in ordine alle
concessioni ancora da dare che si applicheranno gli stessi criteri
anche per quelle che sono le attività in atto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub-emendamento 300.3.1. C'è una
richiesta di verifica di numero legale. Ricordo che la richiesta
deve essere appoggiata da almeno cinque deputati.
(proteste da parte del Movimento Cinque Stelle)
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(la seduta, sospesa alle ore 18.08, è ripresa alle ore 18.12)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io capisco che molti di voi amano
trasformare questo Parlamento in qualcos'altro però questo
atteggiamento non è né tollerabile né decoroso.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per evitare che
degenerasse la seduta su un tema così importante mi permetto di
stigmatizzare la richiesta di numero legale avanzata dalla
maggioranza, fatto assolutamente inusuale in tutte le assemblee
elettive, non riesco davvero a spiegarlo e al tempo stesso io credo
che si possa andare ugualmente al voto, pur col parere contrario
del governo, perché la mozione ha una sua dignità e le eventuali
responsabilità che potrebbero derivare nel contenzioso per le
imprese che sono già in possesso di autorizzazione saranno valutate
di volta in volta dal governo regionale che ne ha per intero la
responsabilità. Non mi pare esistano concrete ragioni perché non si
possa procedere alla definizione di questa procedura. Era un
contributo, se vuole alla moderazione, so che da parte mia può
sembrare persino paradossale, ma a volte so anche essere moderato.
PRESIDENTE. Io la ringrazio onorevole Musumeci, però mi devo
attenere al regolamento. Se viene avanzata una richiesta di
verifica di numero legale, non posso che assecondarla.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome il fatto
che non siamo tanti probabilmente non per responsabilità degli
assenti che certamente avranno inteso la seduta odierna come quelle
sedute di ordinaria amministrazione, in realtà il tema che stiamo
trattando certamente è un tema - lo dico ai colleghi del Movimento
Cinque Stelle e all'onorevole Musumeci - da un punto di vista
regolamentare, se ci siano le condizioni, anziché noi che siamo la
primavera della maggioranza , mi faccia passare questa battuta Se
potessimo immaginare, assessore Croce Posso onorevole Turano?
Penso che sia tema dell'ambiente, mi perdoni assessore Croce,
proverei a fare un ragionamento, siccome alla fine questo ordine
del giorno, più che da un punto di vista giuridico peserà su di
lei, assessore, da un punto di vista di qualunque scelta che lei
adotterà, il Governo, e sarà il risultato di questa seduta, al di
là poi del valore politico in sé o del valore normativo, perché non
approviamo una norma stiamo approvando l'ordine del giorno. E le
posso anche dire che, per esempio, il suo predecessore dei beni
culturali, ha approvato l'ordine del giorno per non dare esecuzione
al piano paesaggistico in provincia di Agrigento e non diede mai
esecuzione.
In realtà, questo tema è talmente pregnante e talmente di
attualità che io proporrei una cosa, signor Presidente,
l'approfondimento delle questioni, anche relativamente alle
concessioni già date, ritorni, rispetto a dati elementi, perché
rischiamo qua semplicemente di dividerci non tra pro o contro, tra
chi è pro totalmente e chi invece vuole vedere esattamente i
contratti, situazioni giuridiche in essere che potrebbero
teoricamente determinare danni enormi per la Regione, oppure marcia
indietro, marcia indietro un poco difficile, come il Muos di
Niscemi.
Possiamo provare a rimandare tutto nella IV commissione, visto che
manca, no il presidente Trizzino c'è.
Sto parlando, per cui, non è la mozione La mozione, presidente
del Movimento 5 Stelle, è arrivata in un modo ed oggi rischia di
uscire in un altro modo. E' la prima volta che vedo emendate
mozioni.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, la prego di concludere il suo
intervento.
PANEPINTO. Concludo. La mia richiesta, che faccio all'onorevole
Musumeci, all'onorevole capogruppo di Forza Italia, è quella di
immaginare un ragionamento più composto e più composito in IV
commissione, per poi ritornare con una risoluzione in Aula che veda
un approfondimento di tutte le questioni rispetto al tema che
stasera potrebbe essere dirimente, che è quello di sospendere,
anche se come atto politico, le concessioni in atto.
Ho un'altra idea, e mi piacerebbe confrontarmi in IV commissione,
e vorrei capire anche dati, numeri, quante concessioni ci sono,
perché ad oggi stiamo ragionando solo ed esclusivamente non su
tutto l'articolo, ma sui titoli dei giornali.
Mi farebbe piacere che ci fosse, onorevole Cancelleri, un atto di
buon senso, altrimenti, quella di oggi sarebbe una seduta ordinaria
votando cose importanti.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, avevo chiesto di parlare molto prima
di quanti hanno parlato sin ad adesso. Signor Presidente, tutta
questa fretta di andare a votare non ce l'avrei, perché non credo
che con questa mozione dobbiamo fare una divisione tra chi è a
favore e chi è contro.
Non dimentichiamoci che qualche giorno fa, su queste volevo fare
notare una cosa molto importante, che su questa cosa che stiamo
discutendo questa sera, qualche giorno fa a Roma si è fatto un
accordo, quindi, non è che possiamo fare finta che non è successo
niente? Non è che possiamo dimenticare che ci sono degli accordi
che riguardano 2000 lavoratori che sono del sud della provincia di
Caltanissetta?
Non possiamo e non dobbiamo dare un valore ideologico a questa
mozione, tra quelli che sono buoni Signor Presidente se l'Aula è
disponibile ad ascoltarmi, io parlo, altrimenti, ne posso fare
tranquillamente a meno
PRESIDENTE. Onorevole Arancio, si rivolga alla Presidenza e
concluda il suo intervento.
ARANCIO. Questo tifo da calcio, che è tipico degli stadi ma non di
un assemblea legislativa, mi pare anche fuori luogo.
Io penso che sia necessario approfondire questa mozione e il
risultato di questa mozione perché dobbiamo trovare la giusta via
di mezzo e mi pare che la mozione presentata dai miei colleghi
Maggio, Cirone e vedo altri nomi, sia il giusto equilibrio e mi
pare che anche il Governo si sia, signor Assessore mi pare che
anche lei sia indirizzato verso questo tipo di proposta, perché
Presidente è successo qualcosa di nuovo. Non dimentichiamoci che
sull'off-shore e sulle perforazioni in terra è stato fatto un
accordo, quindi chiederei ai colleghi del Movimento Cinque Stelle
che anche questo aspetto, considerato che è stato calato
nell'accordo al MISE, in questa mozione venga considerato perché
riguarda il destino di duemila persone, quindi non possiamo qua
dividerci, chiedere il numero legale, o tra maggioranza ed
opposizione, qui io chiedo che ci sia un ragionamento di buon
senso, come mi pare è stato fatto dal capogruppo dell'UDC,
onorevole Turano.
Non possiamo dividerci dal punto di vista ideale perché riguarda,
e lo ripeto per la terza volta, il destino di duemila persone e sul
destino delle persone non ci possiamo giocare, c'è una città che
sta per essere destrutturata, comunque una città che per davvero
potrebbe essere desertificata, quindi penso che ci si ripensi un
poco o nelle more che venga votato l'emendamento proposto dai miei
colleghi.
PRESIDENTE. Adesso basta con gli interventi perché vede onorevole
Arancio, un attimo solo signor Assessore perché da qui non ne
usciamo più, purtroppo il buon senso non sembra regnare in questo
momento in questa Assemblea. Allora io procedo, così come avevamo
detto, . Basta così onorevole Oddo, perché altrimenti stiamo
andando avanti in una discussione assolutamente sterile, che non
porta da nessuna parte, quando tra l'altro sembra che dappertutto
ci sia un accordo di fondo.
Io procedo in base al Regolamento, onorevole Vinciullo, al quale
faccio un invito di controllarsi quando ci si rivolge ad una
Presidenza, a prescindere da che la presiede, lei si rivolge ad una
istituzione e non può permettersi di parlare nel modo che ha usato
prima e mi lagno del fatto che sia stato proprio lei , persona che
personalmente stimo.
VINCIULLO. Lei si faccia il Presidente.
PRESIDENTE. Detto questo, eravamo arrivati alla votazione del sub
emendamento n. 300.3.1 ed era stata avanzata una richiesta di
verifica del numero legale che deve essere appoggiata da almeno
cinque deputati.
Richiesta di verifica del numero legale
Si passa alla verifica dei richiedenti.
(applausi ironici)
PRESIDENTE. Non vi permetto di usare questi toni da stadio, perché
altrimenti chiamo i questori e andate a fare lo stadio da un'altra
parte. Il funzionario qui, e lo possiamo vedere dallo stampato,
prima ha fatto la verifica della richiesta del numero richiedenti,
poi ha verificato il numero legale.
Adesso io verifico, perché non tollero che nessuno possa
comportarsi in questa Aula in questo modo.
(La seduta, sospesa alle ore 18,24 è ripresa alle ore 18,25)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la richiesta di numero legale è
stata respinta perché non si è raggiunto il quorum.
(Applausi dai banchi del gruppo Movimento Cinque Stelle)
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, siamo in votazione. Lo richiedete
per l'emendamento.
Onorevole Turano, la prego. Può richiedere la verifica del numero
legale per l'emendamento, la prego di accomodarsi e procediamo col
voto.
Pongo in votazione il subemendamento 300.3.1, a firma
dell'onorevole Maggio.
Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Col parere favorevole del Governo lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 300.3, a firma dell'onorevole
Palmeri.
Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE Col parere contrario del Governo lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 300.2 è precluso da quello appena
votato. Passiamo quindi all'emendamento 300.1, a firma
dell'onorevole Vinciullo.
Onorevole Musumeci è un emendamento aggiuntivo. Se l'onorevole
Vinciullo lo considera assorbito dal primo non lo votiamo.
VINCIULLO. Assolutamente no.
PRESIDENTE. Benissimo. Pongo in votazione l'emendamento 300.1. Il
parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE Col parere contrario del Governo lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno relativo alla mozione va votato
subito dopo il voto della mozione.
MUSUMECI. Non ho sentito il risultato del voto della mozione.
PRESIDENTE. L'ultimo emendamento è approvato. Adesso stiamo
votando la mozione così come emendata.
Presidenza del vicepresidente Venturino
PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, per quanto mi riguarda, nonostante
avessimo voluto un approfondimento in Commissione - perché è un
tema talmente serio che trattarlo solo, anche se con entusiasmo, ma
privo di presupposti per quello che dovrebbe procurare come effetti
sul Governo - io voterò la mozione, perché non ci possono essere
(Applausi dai banchi del gruppo Movimento Cinque Stelle)
PANEPINTO per cui io dichiaro il mio voto favorevole alla mozione.
FERRANDELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare per
dichiarazione di voto gli onorevoli Ferrandelli, Turano, Trizzino e
Cimino.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ferrandelli.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me spiace,
chiaramente, che non sia passato l'emendamento dell'onorevole
Maggio perché poteva essere un emendamento di buon senso, ma
comunque, nonostante questo, voterò favorevolmente alla mozione
perché ritengo che ci sia tanto buon senso all'interno della
mozione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me spiace che
utilizziamo un argomento così rilevante come un cavallo di
battaglia su cui domani potere fare dichiarazioni sulla stampa per
dire che vi era qualcuno contro una mozione o qualcuno a favore di
una mozione, cosa che in politica ci sta, perché si può votare
liberamente secondo il proprio convincimento e nessuno è
autorizzato a criminalizzare qualcuno.
Però, qualcuno pensa di potere spendere il nome di un partito su
una battaglia così importante? Forse qualcuno ritiene che qua vi
siano interessi da difendere in un senso o nell'altro? Io non lo
nego: ho un interesse prevalente da difendere ed è l'interesse del
futuro dei miei figli e questo non vorrei apparisse essere difeso
dall'onorevole Turano, o dall'Udc, o dal Movimento Cinque Stelle, o
da altri partiti, perché di questo stiamo parlando
Allora, quando con buon senso si è chiesto un rinvio da un lato in
Commissione e dall'altro lato ad altra seduta, per permettere a
tutta l'Assemblea di partecipare ai lavori, si è forse chiesto
qualcosa di inopportuno? Io non credo che qualcuno domani possa
dire che c'era un Assemblea distratta o disinteressata a questo
argomento. Onorevole Vinciullo, lei è esperto di quest'Aula e sa
che sto dicendo la verità, e sa pure che su questo argomento non
solo non si era preparati perché il Governo non aveva garantito la
sua presenza, ed io che sono un uomo di Governo che ha, come dire,
la passione anche di difendere il Governo quando se lo merita, non
mi sento di fare un appunto a questo assessore, che è nuovo, che si
è insediato da appena una settimana, così come non mi sento di dire
che il precedente assessore, che era conterraneo come lei, si era
occupato di questo problema. Allora, il buon senso, solo il buon
senso, porterebbe a dire di rinviare il voto finale alla prossima
settimana, perché ogni parlamentare, ogni Gruppo parlamentare,
possa esprimere le proprie opinioni.
L'onorevole Ferrandelli dice che in questa mozione c'è tanto buon
senso. E chi lo nega. Ma questo non significa che oggi si possa
liquidare l'approvazione di una mozione così rilevante o la
bocciatura, qualora ce ne siano i numeri, a colpi di maggioranza o,
permettetemi di dirlo, neanche a colpi di maggioranza o di
minoranza, a colpi di voti d'Aula in un Aula semivuota o quasi
deserta
FERRANDELLI. Sei l'ultimo dei Crocettiani.
TURANO. No, no, no, non ci stiamo occupando di un question-time
che riguarda un fatto che è accaduto in una porzione qualunque del
territorio siciliano, ci stiamo occupando di un tema
importantissimo che ha implicazioni nazionali, e io dico anche
internazionali, che non può essere affrontato come oggi si è
affrontato.
E con questo voglio dare merito anche al Movimento Cinque Stelle,
che oggi qua compattamente porta una posizione politica che sarebbe
grave se si pensasse diventasse la posizione politica di tutti.
Perché io nel merito posso essere pure d'accordo, ma nel metodo
ritengo che un argomento come questo debba avere il contributo di
tutte le forze politiche. E a me piacerebbe che questa mozione,
alla fine, fosse approvata all'unanimità. Quante volte abbiamo
approvato all'unanimità delle leggi in quest'Aula considerando una
legge che veniva approvata una legge patrimonio dell'Assemblea
regionale nella sua interezza o patrimonio della Regione stessa o
del Governo?
Presidente anche lei mette fretta? Qua c'è un incendio, stiamo
cercando di spegnerlo, ed io ho una richiesta da fare ai colleghi,
ho una richiesta da fare all'onorevole Zafarana, capogruppo del
Movimento Cinque Stelle, , che è quella di rinviare il voto alla
prossima seduta e quando lei alza la manina intendendo dire no, non
fa un gesto di responsabilità politica, se così dovesse essere.
Io non intendo partecipare al voto di quest'Aula perché su questo
argomento non penso che ci possano essere distinzioni, mi vorrei
distinguere dai colleghi nel merito qualora non lo condividessi, ma
non voglio - e resti agli atti del Parlamento - che qualcuno pensi
di utilizzare questo argomento come un argomento qualunque.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io voterò a
favore dalla mozione, che ha i contenuti più o meno identici a
quelli che sono presenti nella mozione presentata dalla maggior
parte dei componenti del Gruppo del PD.
La voterò anche se dissento, così come è stato fatto presente con
quel sub-emendamento, nella parte relativamente alla sospensione
delle attività già in corso, perché mi rendo conto che si tratta di
un passaggio importante, un passaggio difficile. Avrei preferito
invece trovare un'altra soluzione, che sicuramente verrà stimolata
dal dibattito di oggi e all'interno del Governo, perché si trovi
nel più breve tempo possibile lo spazio per ragionare su quello che
deve essere da questo punto di vista la Sicilia e quali devono
essere le prospettive future della Sicilia. E poi, del resto stiamo
parlando di una mozione che ha proprio questa funzione, quella di
sollecitare, impegnare il Governo ad assumere delle decisioni, e
siccome questa mozione non è l'unica ma dibatteremo di altre
mozioni, sicuramente ci sarà la possibilità di rivedere, di dare
indicazioni e di impegnare il Governo anche su altri percorsi
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il basso livello
di partecipazione dei deputati in quest'Aula secondo me non è
indice per poter individuare la data successiva della trattazione
di queste mozioni, ma è motivo per riflettere su una responsabilità
degli assenti. Perché nel momento in cui ci sono tutti questi
deputati assenti, magari alcuni saranno giustificati, ma la maggior
parte di questi probabilmente non ha interesse a trattare una delle
materie sulle quali si è determinata la maggior parte dei Consigli
regionali d'Italia.
E ne è prova il fatto che le determinazioni di cui ho parlato
prima quando ho trattato la Commissione Ambiente, sono state già
avviate dalla maggior parte dei Consigli regionali italiani.
Poi mi stupisce come l'onorevole Panepinto, che è deputato sempre
presente nella Commissione, soprattutto su temi delicati come
quelli del servizio idrico, dica che la Commissione non si è
impegnata ad approfondire la materia delle trivellazioni, quando sa
benissimo .
PANEPINTO. Trizzino non ho detto questo.
TRIZZINO. Fammi finire onorevole Panepinto, la volevo rassicurare
del fatto che la Commissione ha approfondito questa materia già due
anni fa con due sedute della Commissione tra l'altro credo una
congiunta con la Commissione Sanità adesso non ricordo bene,
all'interno della quale hanno partecipato numerosissimi
associazioni, rappresentanti di interessi diffusi. Lo stesso ed
identico tema è stato approfondito anche oggi.
Hanno partecipato a questa audizione che ha composto una
istruttoria servita anche a determinarsi su questa questione, oltre
quindici tecnici tutti qualificati, chimici, ingegneri, che in modo
laico hanno rappresentato il problema.
Ma la cosa più importante che sono intervenuti quindici deputati
di questo Parlamento, io mi limito a ricordare, quindi fanno capire
che c'è stato una approfondimento della materia. Sono intervenuti
l'onorevole Milazzo, l'onorevole Foti, Fazio, Maggio, Assenza,
Cirone, Malafarina, Tancredi, Sorbello, Palmeri, si è sviluppato su
questo tema una disamine talmente compiuta che tra l'altro andava a
riprendere quello che era stato già fatto due anni fa che secondo
me esaurisce quello che tutta la questione e tutti quelli che
possono essere i profili di dubbio che mantengono aperti questa
questione.
Secondo me l'Aula è ben pronta per poter votare consapevolmente
questo tema. Che ripeto è stato ampiamente affrontato nella
Commissione di merito.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino.
Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor presidente, onorevoli colleghi, io riprendo
l'intervento anche del collega Turano che si è allontanato
dall'Aula, perché l'argomento così delicato deve potere essere caro
onorevole Trizzino un elemento di forza non tanto di un gruppo
parlamentare, ma un elemento di forza del Parlamento e del Governo
per potere realizzare quelle condizioni vere di sviluppo e di
rispetto del nostro territorio.
Io ho apprezzato notevolmente l'intervento che ha fatto
l'assessore Croce, perché la sua competenza in materia, ed anche le
sue relazioni tecniche non solo in Sicilia ma anche a livello
nazionale possono dare un serio contributo ad affrontare questo
argomento. Io ritengo che la possibilità di rinviare questo voto
sebbene di fatto già un voto scontato, può dare a noi tutti la
possibilità non di giocare una partita per avere una pagina sul
giornale di domani mattina di una battaglia fatta da un gruppo
parlamentare ma giuridicamente onorevoli colleghi che valore ha la
mozione? Stiamo attenti perché questa Aula ha approvato leggi voto
che a Roma non hanno nessun senso, la mozione che obbliga il
Governo a non dare pareri e vincolante rispetto al Tar, rispetto al
CGA, rispetto alle tempistiche delle leggi di questa Regione?
Io sono favorevole a quanto riportato in questa mozione. La
condivido, però capisco che oggi è necessario creare le condizioni
che in Sicilia tra i gruppi parlamenti e il governo e anche chi ha
la possibilità di avere una forte rappresentanza alla Camera e al
Senato, di far valere le ragioni di questa nostra Regione, rispetto
a problematiche che rischiamo di trasformare come discussione di
una giornata per un buon comunicato stampa, ma che di fatto poi non
realizzano l'obiettivo nobile che il gruppo parlamentare dei Cinque
stelle, sta portando avanti e che io francamente sono portato
pienamente a condividere.
Ma apprezzo l'intervento dell'assessore Croce perché ritengo che
oggi questa mozione può diventare un elemento di forza per poter
dialogare e discutere con Roma non con una competenza limitata, con
un'autorevolezza dimezzata ma con un progetto che è condiviso -
come ben è stato fatto dalla Commissione parlamentare -
dall'Assemblea e dal Governo nel suo insieme.
Da un certo punto di vista dobbiamo anche riconoscere qual è la
forza parlamentare, qual è il ruolo che in questi anni hanno avuto
gli ordini del giorno approvati in quest'Aula.
Il caro amico onorevole Panepinto ha fatto approvare - caro
assessore per i beni culturali - un ordine del giorno direi nobile,
che era quello che sbloccava il via libero a piano paesaggistico,
ordine del giorno che, a livello di stampa, ha avuto una grande
visibilità ma che, di fatto, sul territorio non ha determinato
niente perché poi le Amministrazioni hanno dovuto eseguire quelle
regole non apprezzate non solo da quest'Assemblea ma neanche
dall'ordine degli architetti, degli ingegneri, dei geologi, direi
dalle naturali consultazioni che bisogna fare prima di individuare
un percorso di questo genere.
Allora per un lavoro così importante, così come è stata scritta
questa mozione, io consiglio che vi sia un maggior coinvolgimento
rispetto all'attività di governo per avviare anche un dialogo vero
con il Governo nazionale su questi tempi nella prospettiva che il
gruppo 5 Stelle è un gruppo molto presente in Aula, non solo a
Palermo ma anche a Roma e certe battaglie possono trovare un
progetto di condivisione, posto che ancora oggi su delle leggi
voto, votate all'unanimità qui a Palermo, a Roma nessuno si è
alzato per dire di trattare il problema che attiene alle
specificità dello Statuto della Regione siciliana.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
non manco mai di rispetto al Presidente dell'Assemblea nella misura
in cui il Presidente esercita le sue funzioni nel rispetto del
Regolamento. Quando ciò non accade e il Presidente dell'Assemblea,
anziché far scorrere il regolare svolgimento dei lavori, fa altro
allora io posso - come ho fatto oggi - ..
PRESIDENTE. Scusi, non mi risulta di aver fatto qualcosa di
diverso.
VINCIULLO .. io posso alzare la voce e non sono assolutamente
pentito di quello che ho fatto, lo rifarei altre tremila volte ogni
qualvolta lei si comporterà come si è comportato questa sera.
PRESIDENTE. A che cosa si riferisce, onorevole Vinciullo? Cosa
intende dire?
VINCIULLO. Se ne renderà conto leggendo il verbale d'Aula, non
intendo polemizzare assolutamente con lei. Io tengo tanto al mio
ruolo che non polemizzo con lei.
Oggi i problemi sono due: uno di strategia politica e l'altro
riguarda la mozione.
La prima cosa: la maggioranza è nata morta. Possiamo noi non
prendere atto che la maggioranza del nuovo Governo, del Lombardo
VIII non esiste completamente? Oppure lei pensa che la
responsabilità dell'assenza in Aula dei deputati della maggioranza
sia da ascrivere a noi che, invece siamo presenti in Aula?
Nemmeno Pirandello avrebbe immaginato una cosa del genere, per cui
chi è presente ha torto e chi è assente ha ragione.
Per cui si propone di rinviare la mozione, come se questa mozione
non fosse stata presentata il 6 maggio e dal 6 maggio non fossero
trascorsi cinque messi e noi non avessimo avuto ben 150 giorni per
esaminare, discutere ed approvare questa mozione.
(Applausi in Aula)
Questa è una maggioranza che nasce morta. Ha ragione l'onorevole
Turano quando dice che è un problema importante. Ma perché la
maggioranza non è presente in Aula? Perché la maggioranza si è
assentata? Perché la maggioranza, su un argomento così importante,
ha battuto in ritirata?
E' come quando la domenica il sacerdote fa la predica e se la
prende con i parrocchiani presenti in chiesa, un errore gravissimo
che fa il parroco
Mi pare di capire che è lo stesso errore che qualcuno vuole
ripetere oggi. Chi è presente ha torto; chi è assente ha ragione.
Per cui, quest'Aula che non lavora, che lavora poco, che lavora
male, una volta che sta discutendo una mozione, non deve approvarla
perché gli assenti hanno ragione ed i presenti hanno torto.
Questo è un ribaltamento della morale, non un ribaltamento della
politica, perché potrebbe essere accettato, se fosse un
ribaltamento della politica. In politica tutto è possibile. Qui c'è
un tentativo di ribaltare la morale, c'è il tentativo di far
apparire come giusto l'ingiusto e viceversa. Per essere chiari, noi
siamo qui, signor Presidente, ed intendiamo votare la mozione.
Una mozione che abbiamo avuto tutti modo di illustrare, una
mozione che mi fa piacere autorevoli esponenti del centrosinistra
hanno deciso di votare.
Non si capisce, nemmeno, perché l'atteggiamento di una parte della
pseudo maggioranza, che è assoluta minoranza in Aula, anziché
cercare di dialogare con l'opposizione che è maggioranza in Aula,
cerca di mettere in atto, coinvolgendo la presidenza con una serie
di mezzucci che non possiamo accettare, non possiamo tollerare e
non possiamo assolutamente sopportare.
Per questo motivo, signor Presidente, la cosa giusta sarebbe stata
che lei fosse veramente al di sopra delle parti, che desse la
possibilità ai partiti di discutere su questa vicenda e che
prendesse atto che la maggioranza non esiste, che la maggioranza è
assente, che la maggioranza si è liquefatta al primo appuntamento
politico importante. E' questa la verità, che non potete
assolutamente nascondere.
Forse da qui a qualche mese, cari assessori, si darà vita al
Lombardo nono, poi al Lombardo decimo. Del resto, lo sapete, ci
sono assessori che durano meno di un mese in questa maggioranza.
Il dato di fatto è questo. C'è un'opposizione presente in Aula,
un'opposizione responsabile, un'opposizione che viene qui per fare
le leggi e c'è una maggioranza che è assente ingiustificata e che
non merita, quindi, la fiducia del paese.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, se per mezzucci intende
l'applicazione del Regolamento, che tutti quanti conoscono, è una
cosa. Se intende qualcosa di diverso che è contenuto in un
Regolamento, ce lo faccia avere, applicheremo anche quello se verrà
accettato da questa Assemblea.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Per fatto personale
PANEPINTO. Chiedo di intervenire per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor presidente, la ringrazio per avermi dato la
parola per fatto personale,
Siccome l'onorevole Trizzino, persona squisita ma che alle volte,
nella foga, non è in grado, non perché mi spieghi male, ma perché
onestamente fatica a comprendere bene quello che voglio dire, io
non ho detto la commissione . Io ho detto che la questione merita
un po' di approfondimento.
Aggiungo che la Commissione, anche quella di oggi, onorevole
Trizzino, non ha trattato questo ordine del giorno. Ha trattato,
esattamente, un disegno di legge che è stato convertito in legge,
che è un'altra cosa. Se dobbiamo lavorare per la propaganda, va
bene. Oggi è propaganda ed io voterò con voi. Se dobbiamo entrare
nel merito delle questioni, allora è diverso, perché l'onorevole
Marica Di Girolamo diceva che 390 consigli comunale voteranno
l'ordine del giorno.
La valenza di quegli ordini del giorno sta nei 390, non perché il
Comune di Bivona, dove sono sindaco voterà l'ordine del giorno.
Potrò anche far dichiarare guerra alla Russia. Ovviamente, la
Russia non lo saprà mai, così come nemmeno le lobby che stanno
attorno a queste indagini che hanno fatto e che anche io, nel mio
territorio, ho visto avviare. Si tratta di un'altra cosa.
Se dobbiamo guadagnarci un post con cento mi piace su
facebook, va bene Se dobbiamo impedire o dobbiamo entrare, con un
lavoro che avevo visto e apprezzo l'onorevole La Rocca del
Movimento Cinque Stelle che comprende, esattamente il rapporto dei
siciliani con l'estrazione petrolifera, con le nuove ricerche, con
quello che vogliono fare sia a mare che su terraferma, è un'altra
cosa, e questo lo sappiamo.
Detto questo, mi spiace, l'onorevole Vinciullo è un mio amico
anche autorevole, peraltro lo devo correggere che Pirandello non si
sarebbe preoccupato di un Parlamento perché aveva preso la tessera
fascista e notoriamente aveva abolito i Parlamenti.
Signor Presidente, se quando siamo in pochi facciamo diventare
questa tribuna come quelle postazioni da bash for dove quello che
grida di più ha ragione, attenzione arriveremo al punto, onorevole
Vinciullo, che non ci sarà nemmeno qualche parente che ci ascolterà
in streaming.
Non esageriamo con le indignazioni, perché oggi è una partita
amichevole che si sta tenendo in un autorevole Parlamento, oltre
questo non è.
Non diamo significati particolari, è un ordine del giorno che
debbo dire si fermerà alla propaganda e mi dispiace che il buon
lavoro fatto dall'onorevole La Rocca non sia stato oggetto della
Commissione - onorevole Trizzino la prego di ascoltarmi non perché
avrà molto da imparare da me ma perché l'ascolto aiuta anche a
capire meglio le cose - però è chiaro che la Commissione ha
trattato altro, non ha trattato questo ordine del giorno.
Presidenza del vicepresidente Venturino
FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
inutilmente qualche collega abbia voluto sovraccaricare un'attività
di indirizzo che il Parlamento oggi sta svolgendo regolarmente, in
maniera anche ordinata - aldilà di qualche scaramuccia che è nelle
cose - Presidente che non la deve né allarmare, né impensierire più
di tanto perché ci sta anche.
Oggi cosa abbiamo fatto? Abbaimo fatto un lavoro di una parte del
Parlamento che ha voluto, ha pensato, ha immaginato, ha lavorato su
uno o più atti di indirizzo, li ha presentati, oggi li abbiamo
approfonditi e li stiamo dibattendo.
Io devo dire che il lavoro, magari non di tutto il Parlamento,
assolutamente, ma di una parte che è presente stasera e che in
maniera diligente e rispettosa delle istituzioni è qua a dibattere,
null'altro assessore Croce.
All'Assessore, giustamente, l'onere di assumere poi una decisione
sulla scorta di quello che deriverà da questa mozione, anche se poi
devo dire dall'altro lato e lo voglio dire ai colleghi: Purtroppo
colleghi qua noi stiamo dibattendo, forse anche in ritardo, su una
questione che già è stata superata dall'articolo 38 della legge che
qualificando come l'attività di ricerca, di introspezione e di
coltivazione di idrocarburi in Sicilia, come attività di pubblica
utilità, dando un termine ultimo al 31.12.2014 per completare
l'iter.
E' chiaro, di fatto ha superato qualunque tipo di indirizzo che
noi vogliamo dare al Governo, perché il Governo sarà costretto a
procedere sulla scorta di questa norma comunque nella sua
procedura è chiaro da un lato il mio personale interesse come
persona ma come Gruppo parlamentare a questo tema, dall'altro lato
il rammarico e lo voglio dire alla Presidenza che questioni così
attuali, così cocenti, così importanti e di prospettive strategica
per la nostra Terra non possono essere affrontate dopo cinque mesi
Presidente Venturino, qui abbiamo delle questioni, delle
interrogazioni, degli atti parlamentari che ancora dopo un anno non
vengono portati all'attenzione del dibattito di questa Aula, perché
c'è stato un di precedenti, coi Governi precedenti che il centro
destra ha abbattuto assieme al Movimento Cinque Stelle. Ecco
l'importanza della nostra mozione di sfiducia al Presidente
Crocetta.
Fortunatamente, onorevole Panepinto, onorevole Maggio, onorevole
Cirone, onorevoli tutti della ritrovata primavera di questa
maggioranza e di questo Governo, noi siamo ben lieti di auspicare
che il nuovo Governo applichi una nuova fase e non lo chiediamo noi
come parlamentari, lo chiediamo noi come siciliani, perché in
questo momento ad oggi c'è stato il nulla. Tutti abbiamo detto che
è una giunta di profilo alto, prestigioso, ma mio malgrado devo
constatare che, se da un lato abbiamo un governo che oggi può
rappresentare una svolta, dall'altro lato vorrei chiedere dov'è la
maggioranza. La maggioranza, può nascondersi dietro una richiesta
di numero legale?
Voglio dire che noi, come forza politica, ma abbiamo ottenuto la
firma anche di altri colleghi, dall'onorevole Mangiacavallo ad
altri colleghi, abbiamo presentato, oltre che per dare maggiore
forza alla mozione che potrebbe essere superata, un ordine del
giorno che è stato predisposto dall'onorevole Assenza, col quale
noi chiediamo due cose sostanzialmente: che il governo regionale,
se vuole dare veramente seguito alla mozione di oggi, deve
impugnare dinanzi la Corte costituzionale l'articolo 36 e
soprattutto l'articolo 38 del D.L. 133 e in più deve dare seguito
al referendum abrogativo di questa norma, perché altrimenti la
mozione, ancorché sarà votata da tutti noi, sarà purtroppo un atto
che rimarrà in qualche archivio e l'assessore Croce, con tutta la
buona volontà, non lo leggerà anche se lo volesse fare.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che provo
una profonda amarezza nel vedere come si è trasceso questa sera su
una vicenda di grandissimo profilo politico, istituzionale,
ambientale. E' stata trattata qui in termini di appartenenza, si
sono sciorinate bandiere di partito, si sono schierati in Aula
piccoli eserciti che perseguono davvero il bene della nostra
collettività, oppure sono a caccia di pagelline che i media
sicuramente daranno?
Ma è facile essere protagonisti un giorno, il giorno dopo, quando
i problemi si fanno cogenti, e le questioni meritano risposte
approfondite, i media sono pronti a mettere le pagelline davvero a
chi costruisce risposte serie e le porta avanti poi con
determinazione, perché diventino fatti e progetti e a chi invece si
è limitato a una dichiarazione sulla stampa.
Questa mia amarezza volevo condividerla con i colleghi di cui
apprezzo il lavoro, di cui apprezzo la tenacia, la determinazione,
il coraggio col quale stanno affrontando, anche attraverso le
mozioni presentate, questo tema, ma credo che abbiamo perso
l'occasione di determinare una svolta dei comportamenti di questo
Parlamento, su una vicenda che, al di là dello schieramento di
maggioranza ed opposizione, credo appartenga un po' a tutti.
Certo ci possono essere sfumature diverse, ma aveva ragione
l'onorevole Cimino a ricordarci che questa partita la giochiamo qui
relativamente. Ciò che importa è come la giochiamo, con quale
livello di coesione, rispetto a scelte che il Governo nazionale ha
già fatto e rispetto alle quali siamo in ritardo. In ritardo, devo
dire, massimo.
Mi chiedo, poi, perché non debba dirsi che, per esempio, mozioni
sono state presentate dal Partito democratico su questo tema.
Perché vedete anche nel nostro modo di operare, di organizzare i
lavori in quest'Aula, c'è qualcosa da dire. Quando le mozioni si
orientano tutte sullo stesso tema, sarebbe il caso che arrivassero
tutte insieme alla discussione dell'Aula, per unificare, riunire
sensibilità, sottolineature che, per esempio, nella mozione che ho
avuto il piacere di sottoscrivere, presentata da, prima firmataria,
dall'onorevole Milazzo, c'eravamo pochi come Gruppo democratico.
Questa sera, invece, siamo portati a ragionare su alcune scelte,
alcune mozioni e non su tutto il contesto, forse ci sono anche
altri che hanno presentato mozioni sul tema, visto che il tema è
di tale ampiezza e di tale ponderosità.
Voglio, allora, rassicurare i colleghi del Movimento 5 Stelle, del
Gruppo del centro-destra di questo Parlamento, voterò, certamente,
a favore della mozione Palmeri, ma credo, credo che questa sera
stiamo commettendo un errore a non accogliere l'invito a
soprassedere ed ad aspettare che, in una prossima seduta, questa
mozione possa trovare un ampio consenso. Quel consenso che ci può
consentire, non perché abbiamo messo fuori una bandiera di parte, o
una bandiera di un'altra parte, di raggiungere, a livello
nazionale, quel livello di attenzione e di vigilanza che dobbiamo
richiedere.
PRESIDENTE. Giusto per chiarezza, onorevole Cirone, lei sa
benissimo che i lavori d'Aula vengono concordati in Conferenza dei
Capigruppo, vengono stabiliti in base alla presentazione delle
mozioni. Se qualche mozione arriva dopo, devono essere i Capigruppo
a fare notare che è di stessa materia, di stessa natura e, quindi,
eventualmente, cercare di inserirla in una nuova programmazione.
Noi non possiamo prevedere quello che domani presenterà l'onorevole
Tizio o Caio. Noi seguiamo un ordine e cerchiamo di portare le
mozioni in base a quella che è la calendarizzazione che viene
stabilita dalla Conferenza dei Capigruppo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cancelleri.
CANCELLERI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi.
Stasera abbiamo dibattuto, chiaramente in maniera animata, quando
c'è in ballo la nostra Terra è chiaro che poi gli animi si
scaldano. E ci sono, chiaramente, le contrapposizioni sul modo di
vedere l'applicazione, nel caso specifico della mozione della
collega Palmeri, ma c'è anche la mozione della collega Foti, che si
stanno discutendo, mi pare, anche, parallelamente ormai, perché la
discussione è stata, in qualche modo, unificata.
L'idea di fondo, colleghi del Partito democratico, non è quella di
mettere una bandiera fuori, perché, vedete, a me ha fatto sorridere
l'intervento nella parte in cui l'onorevole Vinciullo ha detto: Ha
torto chi è presente e ha ragione, invece, chi non c'è. Perché è
stata una giusta puntualizzazione del fatto che in quest'Aula noi
stiamo peccando di presenza. Perché siete venuti oggi? Perché siete
qui? Siete qui a lavorare, mentre, invece, c'è gente che non sta
lavorando ed è da tutt'altra parte e ha ragione di essere lì.
E' un problema, questo è un problema di fondo. Questo è un
problema di fondo.
Signor Presidente, è un problema di fondo anche il fatto che non è
una questione di partito, questa, perché noi abbiamo presentato una
mozione ed è una prerogativa parlamentare. La stiamo facendo
discutere ed abbiamo detto che non volevamo accogliere l'invito
dell'assessore ad un determinato iter, ed anche questo è una
prerogativa parlamentare, nel rispetto dei ruoli istituzionali che
ognuno di noi ricopre.
Ed il fatto che, poi, venga chiesto, in maniera inusuale, dalla
maggioranza, il conteggio dei presenti in Aula, quindi la richiesta
di numero legale, non si è mai verificato che, perché questo
solitamente è uno strumento che viene utilizzato dalle opposizioni
per imbrigliare l'Aula, mentre scopriamo che il Partito democratico
riesce a farlo pur essendo maggioranza.
Non mi sconvolge neanche questo Perché anche qui loro recriminano
qualche cosa del genere e a me sta bene, però dicono che la
voteranno perché questa è la battaglia di tutti.
Ed allora, di fronte a questo, io la prego di farmi leggere un
brevissimo stralcio dell'accordo fra la Regione siciliana e
l'Assomineraria perché, se tutto quello che le ho detto fino ad ora
lo riesco a giustificare a me stesso e lo comprendo, non riesco a
comprendere come i deputati del PD stasera votino quella mozione
pur avendo un Presidente di Regione, sempre del PD, che invece vota
un accordo del genere, e leggo testualmente:
la nuova strategia energetica nazionale approvata dal Governo nel
marzo 2013 propone di sostenere lo sviluppo della produzione
nazionale di idrocarburi nel rispetto dei più elevati standard
ambientali e di sicurezza, che la Sicilia è un territorio che
presenta un significativo potenziale di sviluppo del settore di
idrocarburi e che la sua valorizzazione, in armonia e nel rispetto
della salvaguardia paesaggistica, ambientale, storico ed artistica,
è in grado di stimolare importanti investimenti, che pertanto tale
potenziale di sviluppo va incentivato in armonia e garantendo la
salvaguardia paesaggistica ed ambientale, al fine di assicurare una
duratura ripresa delle attività economiche e di incrementare
l'occupazione anche nel settori dell'indotto, che l'opportunità di
immobiliare investimenti nel settore degli idrocarburi va garantita
da un contesto normativo e da un processo decisionale adeguati per
non rallentare o bloccare definitivamente le iniziative
imprenditoriali in tale settore e giungo al termine del mio
intervento, quando in questo accordo, all'articolo 3, viene detto
che
nel rispetto dell'interesse pubblico ed in considerazione di
quanto sopra premesso considerato, la Regione Siciliana si impegna
a intraprendere ogni utile iniziativa di collaborazione e
semplificazione amministrativa volta ad assicurare che nello
svolgimento degli iter autorizzativi relativi all'attività, così
come verranno definiti dal Comitato paritetico, vengano rispettati
i tempi procedurali dettati dalle norme vigenti e a ripristinare e
mantenere nel rispetto delle prerogative legislative e della
volontà del Parlamento siciliano, con particolare riferimento alle
Royalty, un contesto normativo stabile, in linea con le vigenti
norme statali, tali da assicurare un ragionevole riferimento che
permetta alle imprese del settore di programmare e portare al
termine i piani industriali , cioè in sostanza è tutto il
contrario di questa mozione
Ora, colleghi del PD, io vi rispetto perché democraticamente siete
stati eletti in quest'Assemblea, ma volete dirmi come si concilia
il sostegno ad un Governo che firma un atto del genere con il voto
alla mozione di questa sera? Se siete consequenziali, almeno
dovreste votare contro questa mozione. Ma siccome mi sembra che è
troppo facile riuscire ad avere due piedi in una scarpa anche
all'interno di questa Assemblea, è giusto che questa sera si sia
arrivati allo scontro perché c'è una Sicilia che vuole il rispetto
e la tutela ambientale, e lo dimostra con i fatti e con le azioni
ogni giorno, e c'è invece una Sicilia che: vieni qui dentro e con
il favore degli stenografi riesce a farsi scrivere un
bell'intervento dicendo che rispetta la Sicilia, rispetta il
territorio, rispetta l'ambiente, rispetta la tutela paesaggistica e
tutto quanto, e poi però, quando deve firmare le carte, appone la
propria firma a decreti che danno la possibilità di trivellare e
distruggere la nostra Regione.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, assessori onorevoli colleghi,
intervengo per ribadire, confermandolo, il voto favorevole del
Gruppo parlamentare Lista Musumeci alla mozione che stiamo
trattando.
Io stasera non mi sono accalorato nei momenti del maggior tifo
assembleare, né però mi sembra giusto seguire e condividere il
tentativo di autorevoli colleghi del centro sinistra di sminuire la
portata di quello che il Parlamento sta facendo.
Non è giusta la prima cosa, non è giusta nemmeno la seconda,
perché veda Presidente lei ha presieduto anche la seduta di ieri
sera e rinviando a quella di oggi pomeriggio ha richiamato e
ricordato il dovere di ognuno di noi ad essere presente per
trattare i punti all'ordine del giorno, che erano già stati da
tempo fissati e che, quindi, non hanno rappresentato sorpresa.
Ognuno di noi - il Governo per la sua parte, l'Assemblea regionale
siciliana per l'altra parte - sapevamo che stasera ci saremmo
occupati di questioni davvero trascurabili
Avremmo dovuto parlare delle due mozioni che, in buona sostanza,
stiamo trattando: Impegno del Governo della Regione in ordine alle
autorizzazioni di ricerche e prelievo di idrocarburi e coltivazioni
di campi geotermici sul territorio regionale . Avremmo dovuto
parlare di Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia .
Avremmo dovuto parlare - ed è il quinto punto all'ordine del
giorno - degli Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di rapporti
finanziari con lo Stato , e così via.
Cioè argomenti che non avrebbero dovuto consigliare a tanti
colleghi di essere assenti da una seduta rilevantissima del
Parlamento siciliano, spesso più presenti per argomenti di minore
lega politica-amministrativa.
Dunque nessuna sorpresa Non si può dire che i Gruppi parlamentari
più attivi stasera o i deputati presenti abbiano colto di sorpresa
la maggioranza. Chi non c'è, non solo ha torto - come invece,
ironicamente, invertiva il collega Vinciullo - ma probabilmente fa
anche una scelta politica. Opera una scelta politica: la scelta di
non essere presente quando si dibatte un tema così importante Un
tema che l'Assemblea regionale siciliana non affronta per la prima
volta.
Di recente lo abbiamo affrontato in sede di legge finanziaria, con
la proposta del Governo Crocetta, del Governo nella compagine
individuale precedente - ma sempre di Governo Crocetta si tratta,
nella prima versione, nella seconda versione, nell'attuale terza
versione, e chissà nella quarta o nella quinta tra qualche tempo -
quando propose, cosa assolutamente grave e inaudita, che la
royalty, cioè il contributo che questo tipo di attività, così
pregiudizievole e dannosa per il territorio siciliano, venisse
abbattuta dal 20 al 10%. E fu proprio in Commissione che si tentò
la mediazione, elevandola, per favore, al 13%. E se non fosse stato
per l'impugnativa del Commissario dello Stato, che l'ha riportato
al 20%, il Governatore Crocetta avrebbe voluto fare anche questo
regalo, anche questo favore alle multinazionali che trivellano e
bucano il nostro territorio.
Quindi non sminuiamo quello che il Parlamento stasera,
responsabilmente, ha fatto. Perché altrimenti sminuiamo il Governo
presente, i Gruppi parlamentari presenti e i singoli parlamentari
presenti, che stanno esercitando il loro sacrosanto diritto-dovere
di essere presenti in una seduta nella quale era già fissato da
tempo un ordine del giorno così importante e così rilevante.
E io credo che è il battesimo di lor signori componenti del
Governo stasera presenti.
Si è detto da più parti che il profilo di questa Giunta sia più
alto rispetto - e, signor Presidente, mi avvio a concludere -a
quello precedente. Anche i precedenti Governi erano stati scelti
dal Governatore Crocetta. Io sottolineo il fatto che probabilmente
si tratta di un Governo, il vostro, il terzo, dal profilo
individuale più alto; questo non significa - come ha dichiarato
l'onorevole Musumeci qualche giorno fa e lo verificheremo alla
prova dei fatti -che l'azione di Governo che continua, e lo
dimostra stasera, a non avere rapporto con la sua maggioranza ed a
non costruire cabina di regia possa essere il Governo nella sua
collegialità d profilo più alto. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Greco Giovanni. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
nell'annunziare il mio voto a favore delle mozioni che abbiamo
discusso, veda signor Presidente, questa sera per la responsabilità
di alcuni deputati si è evitato di fare una brutta figura come se
di questi tempi non le andiamo cercando. Questa mancanza, cioè, del
numero legale sulla mozione che noi stiamo discutendo ci ha salvato
da una grandissima brutta figura, e guardi che lei non si può
vantare di avere condotto dei lavori con l'imparzialità che lei, il
suo ruolo riveste, lei deve cercare di diventare il Venturino di
due mesi, tre mesi addietro, quando era ponderato negli interventi
e applicava pedissequamente il Regolamento di quest'Assemblea.
Detto questo, signor Presidente, non possiamo leggere sui giornali
sempre che il Consiglio di Presidenza assume cento persone come se
già non abbiamo sul groppo le ottantacinque persone degli
stabilizzati di quest'Assemblea. No, no io glielo dico questo
perché io faccio il mio mestiere, signor presidente, e quindi non
mi interrompa e cerchi di rispettare chi parla, così come noi
rispettiamo la sua figura istituzionale. Grazie.
PRESIDENTE. Si attenga al tema
GRECO GIOVANNI. E le sarò.. va bene se vado un po' fuori tema lei
poi mi redarguisce, alla fine però Grazie.
Non possiamo noi leggere sui giornali queste denunce sulla
gestione dei rifiuti ed in occasione di questo mio intervento, le
chiedo se può fare venire il Presidente a riferire in Aula su
questo grave problema di gestione dei rifiuti prima che questo
problema venga discusso in altri ambienti, superando quelle che
sono le nostre prerogative e chiedo nell'occasione al Presidente
Musumeci se ne può fare un argomento di discussione su queste
notizie che noi leggiamo sul giornale che è una cosa vergognosa,
Presidente Musumeci, prima che intervenga la Commissione Antimafia
nazionale perché non lo dobbiamo fare noi? Perché non dobbiamo
discutere di questi gravi problemi nella nostra Assemblea?
Signor Presidente, non so se sono pure fuori tema, ma è normale
che una mozione di censura nei confronti della dottoressa
Monterosso, condannata in prima istanza dalla Corte dei Conti per
danno erariale, non posso essere discussa in quest'Assemblea? Ma le
sembra normale? Lei, onorevole Falcone, che si è lamentato, ma
dov'è quando fanno le riunioni dei Capigruppo? Ma perché non fa
mettere all'ordine del giorno questa mozione di censura? Ma le
sembra corretto che lei qua si lamenta che tante mozioni non
vengono discusse quando lei è dentro la Conferenza dei Capigruppo?
Si deve pure vergognare a dire queste cose Grazie Signor
Presidente.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Greco. La cosa molto triste che viene
fuori, onorevole Musumeci mi permetta, perché non posso non
rispondere a questi interventi, qui purtroppo succede che ognuno
pensa di avere un proprio Regolamento; ognuno dei deputati pensa di
avere un proprio Regolamento che segue
GRECO GIOVANNI. A cominciare da lei
PRESIDENTE. Onorevole Greco, stia calmo e lasci finire Ognuno
pensa di seguire un proprio Regolamento di cui gli altri non sono a
conoscenza, mentre invece, credo, e con il conforto degli uffici,
penso di potere affermare con assoluta certezza, di avere dato,
anche questa sera, di avere seguito, anche questa sera,
pedissequamente quello che è il Regolamento perché, vedete
onorevoli colleghi, se un onorevole, qualunque sia la ragione, mi
chiede la verifica del numero legale non posso fare altro che dare
seguito a questa richiesta. Per cui, non so, se ci sono tutti
questi Regolamenti in giro, metteteli insieme, ne facciamo un
nuovo, cosicché si possa andare avanti, così come ognuno di voi
desidera ma purtroppo ne conosco uno soltanto che anche voi
dovreste conoscere. Visto che sono state fatte tanti citazioni ne
faccio pure una io perché mi sa che tra Pirandello ecc ne faccio
un'altra su Dante a questo punto: Chi dietro in iura e chi ad
auforismi si indigna e chi regnar per forza o per sofismi . Detto
questo io vado avanti. Onorevole Musumeci, sull'intervento vuole
replicare?
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, sarò
breve. Ritengo, a seguito dell'intervento del collega Giovanni
Greco, di dare delle informazioni, delle comunicazioni a questa
Presidenza, al Governo e soprattutto all'Aula. Com'è noto, il
Presidente della Regione alcuni giorni fa ha reso nel corso di un
incontro pubblico a Csastelvetrano, delle dichiarazioni che sono
apparse gravi e al tempo stesso coraggiose. Credo che se il
Presidente della Regione sia informato di una notizia di reato
debba rivolgersi alle autorità giudiziarie, quando dice che in
questo Parlamento alcuni deputati sono stati eletti col contributo
della mafia, e aggiunge che in ogni Consiglio comunale dell'Isola
almeno un consigliere comunale è stato eletto col sostegno della
mafia.
Non mi meraviglierei per la prima e per la seconda accusa, signor
Presidente, anche se mi sembra che il volere generalizzare finisce
con delegittimare le istituzioni regionali e comunali, e al tempo
stesso alimentare sfiducia nella pubblica opinione, nei confronti
della politica in generale e quella siciliana in particolare, la
cui bellezza io invece riaffermo con orgoglio e con grande dignità.
Poiché l'accusa generica rischia di accusare tutti e nessuno, ho
ritenuto, d'accordo con i componenti della Commissione antimafia di
invitare formalmente il Presidente della Regione a venire in
Commissione per riferire su quelle e su altre denunce rese
pubbliche in questi due anni di presidenza Crocetta. Sarà quella
l'occasione nella quale chiederemo al Presidente Crocetta di dare
spiegazioni e di confutare, se ha gli argomenti per farlo come noi
ci auguriamo, le gravissime accuse rese alla stampa dall'ex
Assessore, dr. Nicolò Marino, magistrato.
E' chiaro, signor Presidente, che noi non vorremmo suscitare la
reazione del Presidente Crocetta, conoscendone l'indole, umana
prima ancora che politica, per questa ragione nell'invito - lo dico
per rassicurare il collega Giovanni Greco, abbiamo chiesto al
Presidente di indicare lui il giorno e l'ora in cui riterrà di
dover partecipare ai lavori della nostra Commissione, possibilmente
nel mese di novembre.
Ecco perché al collega Greco, se mi consente Presidente, non mi
rivolgo personalmente al collega, ma ho il dovere di dirlo a tutta
l'Aula, noi siamo particolarmente vigili su questo fronte e faremo
in modo di essere opportunamente informati, proprio perché si possa
fare chiarezza su una serie di accuse che davvero ormai sembrano
assolutamente insostenibili, se non supportate, sostenute da
chiarezza e da specificità. Per questa ragione, signor Presidente,
ritenevo di dovere intervenire, sapendo che nulla ha a che fare il
mio intervento con la mozione, per la quale il collega Ioppolo ha
già anticipato le nostre indicazioni di voto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 300. Il parere
del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Pongo in votazione con il parere contrario del
governo, chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(E' approvato)
(Applausi)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Prima di passare alla mozione 312, era stato presentato come era
stato preannunciato dall'onorevole Falcone un ordine del giorno n.
388 che è stato già distribuito.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CROCE assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno a firma dell'onorevole
Mangiacavallo, il n. 387.
Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Si passa alla votazione della mozione n. 312.
Il parere del Governo?
CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 18 novembre
2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - COMUNICAZIONI
II - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
2) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
3) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
528/A)
Relatore: on. Anselmo
4) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436
Relatore: on. Cracolici
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO -
GERMANA'
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA -
CIRONE
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
VII - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
La seduta è tolta alle ore 19.28
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
MOZIONE N. 300 IMPEGNO DEL GOVERNO DELLA REGIONE IN ORDINE AL
DINIEGO DI AUTORIZZAZIONI DI RICERCA E PRELIEVO DI IDROCARBURI
E COLTIVAZIONE DI CAMPI GEOTERMICI SUL TERRITORIO REGIONALE
NONCHé ALLA REVOCA DI QUELLE GIA' RILASCIATE .
Emendamento 300.3:
Impegna il Governo della Regione a sospendere tutte le
autorizzazioni di ricerca e prelievo di idrocarburi sul territorio
regionale attualmente in corso di VIA, nonché quelle già
rilasciate, finché la Regione siciliana non applichi tutte le
raccomandazioni sopra prescritte dalla Commissione ICHESE;
a sospendere tutte le autorizzazioni di coltivazione di campi
geotermici con fratturazione delle rocce ignee impermeabili sul
territorio regionale attualmente in corso di VIA, nonché a revocare
quelle già rilasciate, finché la Regione siciliana non applichi
tutte le raccomandazioni sopra prescritte dalla Commissione ICHESE.
Emendamento 300.1:
All'ultimo inciso della mozione, dopo le parole: già
rilasciate aggiungere : affinché intervenga presso il Governo
nazionale per sospendere di concerto con l Unione Europea, tutte le
trivellazioni in atto nel Mediterraneo da parte di tutti i Paesi
aderenti alla stessa Unione Europea in attesa di elaborare una
strategia unitaria nell'ambito dell'argomento trattato .