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Resoconto d'Aula della Seduta n. 198 di mercoledì 12 novembre 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   BARBAGALLO,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la giornata  di
  oggi gli onorevoli Raia e Vullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare  Movimento Cinque
                                Stelle

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  pervenuta  alla  Segreteria
  generale  il  7  novembre 2014 e protocollata al  n.  11899/TraspPG
  dell'11 novembre successivo, l'onorevole Giovanni Carlo Cancelleri,
  nella  qualità  di  Presidente del Gruppo  parlamentare   Movimento
  Cinque   Stelle ,   ha   trasmesso  copia   del    Regolamento   di
  amministrazione e  contabilità  del suddetto  Gruppo parlamentare.
   Avverto  che  la  documentazione di  cui  sopra  sarà  oggetto  di
  pubblicazione   nel   sito   internet   dell'Assemblea   ai   sensi
  dell'articolo 25 bis del Regolamento interno dell'ARS.

   L'Assemblea ne prende atto.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata la seguente  mozione:
  numero 368: «Iniziative in materia di personale del Corpo forestale
  della Regione», degli onorevoli: Zito Stefano; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio   Gianina;
  Ferreri  Vanessa;  Foti  Angela; La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Tancredi Sergio; Zafarana Valentina, presentata in data 4/11/2014.
   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.

     (la seduta, sospesa alle ore 16.16, è ripresa alle ore 16.27)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                   Discussione unificata di mozioni

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione unificata delle mozioni numero 300 «Impegno del Governo
  della  Regione in ordine al diniego di autorizzazioni di ricerca  e
  prelievo  di  idrocarburi e coltivazione di  campi  geotermici  sul
  territorio  regionale nonché alla revoca di quelle già rilasciate»,
  e   numero  312  «Salvaguardia  dell'ecosistema  e  delle  attività
  produttive nell'area del Canale di Sicilia».
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO che:

   in  seguito al terremoto verificatosi in Emilia Romagna nel maggio
  del  2012, è stata istituita, con decreto n.5930 del 11/12/2012 del
  Dott.  Franco  Gabrielli,  Capo del Dipartimento  della  Protezione
  Civile  della  Presidenza del Consiglio dei Ministri, su  richiesta
  del  Presidente  della  Regione Emilia,  una  commissione  tecnico-
  scientifica  per  la  valutazione  delle  possibili  relazioni  tra
  attività   di   esplorazione   per  gli   idrocarburi   e   aumento
  dell'attività  sismica  nell'area  emiliano-romagnola  colpita  dal
  sisma  del 2012, denominata International Commission on Hydrocarbon
  Exploration  and  Seismicity in The Emilia  Region  o  'Commissione
  ICHESE', incaricata di valutare le possibili relazioni tra attività
  di  esplorazione  per idrocarburi ed aumento dell'attività  sismica
  nell'area colpita dal sisma;

   la  Commissione ha avuto l'incarico di produrre un  rapporto  che,
  sulla   base  delle  conoscenze  tecnico-scientifiche  al   momento
  disponibili, verificasse l'eventuale correlazione tra il  terremoto
  emiliano, le ricerche di idrocarburi effettuate nel sito di  Rivara
  e  lo sfruttamento e/o l'utilizzo di reservoir, in tempi recenti  e
  nelle immediate vicinanze della sequenza sismica del 2012;

   in  data  13 febbraio 2014 la Commissione ICHESE ha consegnato  al
  Dipartimento  della Protezione Civile la relazione  conclusiva  dei
  lavori,  di seguito denominata 'Rapporto ICHESE', contenente  delle
  raccomandazioni;

   la  Commissione  ha  acquisito  dati  sulla  attività  sismica   e
  deformazioni  del suolo, sulla geologia e sismica a  riflessione  e
  sulle  operazioni  di esplorazione e sfruttamento  di  idrocarburi,
  stoccaggio  di  gas  e attività geotermica, tra l'altro  attraverso
  riunioni  con  rappresentanti  dell'INGV  (Istituto  Nazionale   di
  Geofisica   e   Vulcanologia),  dell'OGS  (Istituto  Nazionale   di
  Oceanografia  e  Geofisica Sperimentale), del Servizio  Sismologico
  della Regione Emilia Romagna e delle ditte che svolgono attività di
  esplorazione e sfruttamento di idrocarburi nell'area;

   il  lavoro  della  Commissione è iniziato con una revisione  della
  letteratura scientifica e dei rapporti disponibili. Esiste  infatti
  una  vasta  letteratura scientifica, sviluppata  soprattutto  negli
  ultimi   venti  anni,  che  mostra  come  in  alcuni  casi   azioni
  tecnologiche   intraprese   dall'uomo,  comportanti   iniezione   o
  estrazione di fluidi dal sottosuolo per la ricerca di idrocarburi o
  la  creazione di campi geotermici, possano avere una influenza  sui
  campi  di  sforzi  tettonici principalmente  attraverso  variazioni
  nella  pressione  di  poro  nelle rocce  e  migrazione  di  fluidi,
  innescando  fenomeni  sismici      significativi,innescando  faglie
  distanti  anche  decine  di chilometri dal  punto  di  iniezione  o
  estrazione e diversi anni dopo le azioni antropiche. In particolare
  l'esame della letteratura scientifica esistente evidenzia che:
   'a)  estrazioni  e/o iniezioni legate allo sfruttamento  di  campi
  petroliferi possono produrre, in alcuni casi, una sismicità indotta
  o innescata;

   b)  la  sismicità  indotta  e,  ancor  più,  quella  innescata  da
  operazioni  di  estrazione ed iniezione sono fenomeni  complessi  e
  variabili  da  caso a caso, e la correlazione con  i  parametri  di
  processo è ben lontana dall'essere compresa appieno;

   c)   la  magnitudo  dei  terremoti  innescati  dipende  più  dalle
  dimensioni della faglia e dalla resistenza della roccia  che  dalle
  caratteristiche della iniezione;

   d) ricerche recenti sulla diffusione dello sforzo suggeriscono che
  la  faglia  attivata potrebbe trovarsi anche a  qualche  decina  di
  kilometri  di distanza e a qualche kilometro più in profondità  del
  punto di iniezione o estrazione, e che l'attivazione possa avvenire
  anche diversi anni dopo l'inizio dell'attività antropica;

   e)  la  maggiore  profondità focale di alcuni  terremoti  rispetto
  all'attività di estrazione associata è stata interpretata come  una
  evidenza diretta del fatto che l'estrazione o l'iniezione di grandi
  volumi  di  fluidi  può indurre deformazioni e  sismicità  a  scala
  crostale;

   f)  esistono  numerosi casi di sismicità indotta da operazioni  di
  sfruttamento dell'energia geotermica. La maggior parte  di  essi  è
  legata  allo  sviluppo di Enhanced Geothermal  Systems,  nei  quali
  vengono provocate fratture in rocce ignee impermeabili per produrre
  delle  zone  permeabili. Esistono anche diversi casi  di  terremoti
  associati all'utilizzazione tradizionale dell'energia geotermica. I
  terremoti  prodotti sono di magnitudo medio-bassa e a distanze  non
  più grandi di alcuni kilometri dai pozzi di estrazione o iniezione;

   g)  l'esame  di  tutta  la  letteratura esistente  mostra  che  la
  discriminazione  tra  la sismicità indotta  o  innescata  e  quella
  naturale   è  un  problema  difficile,  e  attualmente   non   sono
  disponibili  soluzioni  affidabili da poter  essere  utilizzate  in
  pratica';

   sulla   base  della  letteratura  scientifica  e  delle   evidenze
  sperimentali, la Commissione ICHESE non ha potuto escludere che  le
  azioni inerenti lo sfruttamento di idrocarburi nella concessione di
  Mirandola  in Emilia Romagna possano aver contribuito a 'innescare'
  l'attività  sismica del 2012 in Emilia, sottolineando la  necessità
  di avere almeno un quadro più completo possibile della dinamica dei
  fluidi nel serbatoio e nelle rocce circostanti al fine di costruire
  un modello fisico di supporto all'analisi statistica;

   la  Commissione ICHESE, sottolineando che la 'sismicità indotta  e
  innescata  dalle  attività umane è un campo  di  studio  in  rapido
  sviluppo, ma lo stato attuale delle conoscenze, e in particolare la
  mancanza  di esperienza in Italia, non permette la elaborazione  di
  protocolli  di  azione che possano essere di uso immediato  per  la
  gestione   del  rischio  sismico',  ha  formulato  una   serie   di
  raccomandazioni volte ad avere un quadro più chiaro della relazione
  tra  terremoti  innescati o indotti ed attività  di  estrazione  di
  idrocarburi e campi geotermici, come le seguenti:

   a)  nuove  attività  di  esplorazione  per  idrocarburi  o  fluidi
  geotermici  devono essere precedute da studi teorici preliminari  e
  di acquisizione di dati su terreno basati su dettagliati rilievi 3D
  geofisici e geologici....;

   b)  le  attività  di  sfruttamento di idrocarburi  e  dell'energia
  geotermica, sia in atto che di nuova programmazione, devono  essere
  accompagnate   da   reti  di  monitoraggio  ad   alta   tecnologia,
  finalizzate  a  seguire  l'evoluzione nel  tempo  dei  tre  aspetti
  fondamentali: l'attività microsismica,le deformazioni del  suolo  e
  la pressione di poro;

   c) il monitoraggio sismico dovrebbe essere effettuato con una rete
  locale  dedicata  capace  di  rilevare  e  caratterizzare  tutti  i
  terremoti di magnitudo almeno 0,5 ML;

   d) le deformazioni del suolo devono essere rilevate principalmente
  con  metodi  satellitari. Dovrebbero essere  utilizzate  tecnologie
  interferometriche  (INSAR  e  GPS) che permettono  di  identificare
  processi  di  subsidenza con una risoluzione di  alcuni  millimetri
  all'anno;

   e)  la  pressione dei fluidi nei serbatoi e nei pori  delle  rocce
  deve  essere  misurata al fondo dei pozzi e nelle rocce circostanti
  con frequenza giornaliera;

   f)  le caratteristiche  geologiche e sismo-tettoniche dell'area in
  studio  devono essere analizzate, deve essere generato  un  sistema
  operativo  a 'semaforo' e devono essere stabilite le soglie  tra  i
  diversi livelli di allarme;

   g)  è consigliabile che tutti i dati sismici vengano continuamente
  analizzati  con metodologie statistiche per evidenziare  variazioni
  dagli  andamenti tipici della sismicità di fondo, quali  variazioni
  dell'intervallo  di tempo tra eventi, variazioni nel  valore  di  b
  della  distribuzione  della  magnitudo,  clustering  spaziali   o/e
  temporali, comportamenti non-poissoniani. L'utilizzo di metodologie
  ETAS e di eventuali altre nuove metodologie va incoraggiato;

   h)  è  necessario  che  i dati rilevanti per il  conseguimento  di
  quanto sin quì indicato e in possesso delle compagnie siano da esse
  messi a disposizione degli enti responsabili per il controllo;

   il  territorio  della  Regione  siciliana  è  ad  elevato  rischio
  sismico,  la  maggior parte del territorio siciliano è classificato
  come  zona  sismica di seconda categoria e la Valle  del  Belice  e
  l'area  di  Messina  come zona sismica di categoria  1  ad  elevata
  sismicità. Nel passato il territorio siciliano è stato funestato da
  terremoti distruttivi di elevata intensità come:

   a)  terremoto di Messina del 28 dicembre 1908 che provocò  più  di
  80'000 vittime;

   b)  terremoto della Val di Noto dell'11 gennaio 1693  che  provocò
  più di 60'000 vittime;

   c)  terremoto  del  15  gennaio 1968 nella Valle  del  Belice  che
  provocò  circa  300  vittime e rase al suolo Gibellina,  Montevago,
  Salaparuta,  Poggioreale, S. Margherita del Belice, Partanna  e  S.
  Ninfa;

   CONSIDERATO che:

   risulta  necessario, nelle regioni come la Sicilia che  effettuano
  ricerche  di  idrocarburi e geotermiche e  che  presentano  elevati
  rischi  sismici, tenere conto delle raccomandazioni  formulate  nel
  rapporto ICHESE;

   nessuna  delle  raccomandazioni  contenute  nel  rapporto  ICHESE,
  risultano al momento applicate nella Regione siciliana;

   fenomeni  sismici anche distruttivi risultano, a volte,  associati
  ad  operazioni di coltivazione e ricerca di idrocarburi e  sviluppo
  di   campi   geotermici,  con  fratturazione  delle   rocce   ignee
  impermeabili  (Fracking),  che non escludono  una  connessione  tra
  queste  attività antropiche con l'induzione o l'innesco di fenomeni
  simici;

   'Lo stato attuale delle conoscenze e in particolare la mancanza di
  esperienza in Italia, non permette la elaborazione di protocolli di
  azione  che  possano essere di uso immediato per  la  gestione  del
  rischio sismico';

   la  politica europea in materia ambientale è fondata sul principio
  di  precauzione  ai  sensi dell'art. 191  del  Trattato  che  viene
  declinato,   dalla  Comunicazione  esplicativa  della   Commissione
  europea  del febbraio del 2000 (cfr. Comunicazione COM (2000)  01),
  come  una  strategia di gestione del rischio nei  casi  in  cui  si
  evidenzino  indicazioni di effetti negativi sull'ambiente  o  sulla
  salute  degli essere umani e i dati disponibili non consentano  una
  valutazione completa del rischio; in particolare l'applicazione del
  principio  richiede  l'identificazione dei rischi  potenziali,  una
  valutazione  scientifica  realizzata in modo  rigoroso  e  completo
  sulla  base di tutti i dati esistenti e la mancanza di una certezza
  scientifica  che permetta di escludere ragionevolmente la  presenza
  dei rischi identificati;

   RITENUTO  che  il territorio della Regione siciliana è  fortemente
  fragile  dal  punto  di  vista sismico e presenta  alcune  zone  ad
  altissimo  rischio  terremoto e che non  è  possibile,  allo  stato
  dell'elaborazione di protocolli di azione che possano essere di uso
  immediato per la gestione del rischio sismico',

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  negare  tutte  le  autorizzazioni  di  ricerca  e  prelievo  di
  idrocarburi sul territorio regionale attualmente in corso  di  VIA,
  nonché a revocare quelle già rilasciate;

   a   negare  tutte  le  autorizzazioni  di  coltivazione  di  campi
  geotermici  con  fratturazione delle rocce ignee  impermeabili  sul
  territorio regionale attualmente in corso di VIA, nonché a revocare
  quelle già rilasciate». (300);

                   «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO che:

   lo  Stretto o Canale di Sicilia è caratterizzato da una  complessa
  morfobatimetria  dei  fondali  ed è  sede  di  importanti  processi
  idrodinamici legati agli scambi d'acqua tra il bacino occidentale e
  quello orientale del Mediterraneo;

   la  ricchezza di vita delle zone interessate, compresa la presenza
  di  specie protette, dai coralli ai cetacei, e la presenza di  aree
  di particolare rilevanza per la riproduzione di specie di interesse
  commerciale  per la pesca, ne fa un ecosistema unico e una  risorsa
  economica irrinunciabile per la popolazione siciliana;

   le  popolazioni  ittiche presenti idonee all'alimentazione  umana,
  conoscono  una fase di depauperamento in tutto il Mediterraneo,  in
  special  modo in alcune aree prospicienti le coste italiane  appare
  quindi necessaria e urgente una politica che miri alla loro tutela;

   CONSIDERATO che:

   il Canale di Sicilia è una zona aperta alla ricerca e coltivazione
  di idrocarburi;

   il  rischio inquinamento connesso a tale attività pone in concreto
  pericolo  non solo tutto l'ecosistema del Mare Nostrum, ma  altresì
  mette a repentaglio il lavoro dei pescatori e di tutti quei sistemi
  economici, come il turismo, che dipendono strettamente dalla salute
  del mare;

   secondo  il  documento 'Ricerca di idrocarburi in  Mediterraneo  e
  impatto  sull'ecosistema marino e sulla vita dei Cetacei',  inviato
  ai   ministeri  interessati  ed  ai  principali  Enti  preposti  al
  monitoraggio   del  settore  marittimo,  dalle  associazioni   Ente
  nazionale  protezione  animali  (Enpa),  Animalisti  Italiani,  Sea
  Shepherd  conservation society Italy, The Black Fish, Centro  studi
  cetacei,  Ketos, Aeolian dolphin research, Centro ricerca  cetacei,
  Comitato  parchi  Italia,  Federazione nazionale  Pro  Natura,  Pro
  Natura   Mare  Nostrum,  Bottlenose  dolphin  research   institute,
  Istituto  per  gli  studi  sul  mare,  Lega  italiana  dei  diritti
  dell'animale  e  California  State University  at  Northridge,  'le
  istanze  e gli studi di impatto ambientale (Sia) che si riferiscono
  ai  progetti di ricerca di idrocarburi cercano di limitare il reale
  impatto  attraverso una lottizzazione del mare (in particolare  per
  il bacino Adriatico, un mare chiuso da considerarsi come un sistema
  naturale   unico),   senza  mai  valutare  attentamente   l'impatto
  cumulativo che le diverse istanze, più o meno adiacenti e numerose,
  possono avere sull'ecosistema marino tutto. Si ricorda infatti che,
  proprio  per  la sua natura fisica di 'fluido', il mare costituisce
  un  organismo mobile e dinamico. Dunque il tentativo di minimizzare
  e mitigare un impatto cumulativo risulta del tutto impraticabile';

   l'opinione   pubblica   ancora   ricorda   il   disastro   causato
  dall'esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel
  Golfo  del  Messico, il quale continua a produrre i suoi effetti  e
  conseguenze nefaste per l'ambiente e la salute umana;

   ATTESO che:

   negli   ultimi   anni  sono  state  introdotte,  ai   fini   della
  salvaguardia  delle  coste e della tutela  ambientale,  limitazioni
  alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie;

   il  decreto  legislativo 3 aprile 2006, n. 152, 'Norme in  materia
  ambientale'  stabilisce  che 'Ai fini  di  tutela  dell'ambiente  e
  dell'ecosistema,  all'interno del perimetro  delle  aree  marine  e
  costiere   a  qualsiasi  titolo  protette  per  scopi   di   tutela
  ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in  attuazione
  di  atti  e  convenzioni dell'Unione europea e internazionali  sono
  vietate   le  attività  di  ricerca,  di  prospezione   nonché   di
  coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare';

   attraverso tale decreto viene definita una fascia di protezione di
  12  miglia dalle coste; questo divieto è valido unicamente  per  le
  istanze  presentate successivamente all'emanazione del  D.Lgs.  128
  del 2010;

   si rappresenta che quasi tutte le istanze che riguardano il Canale
  di Sicilia sono antecedenti al 2010, buona parte di esse riguardano
  zone site all'interno della fascia delle dodici miglia ed in alcuni
  casi zone estremamente vicini alla costa;

   le  richieste di nuovi permessi di ricerca porteranno  le  attuali
  aree  soggette  a  concessioni e permessi  di  ricerca  a  più  che
  raddoppiarsi  (da 3.105,66 Kmq a 7.153,73 Kmq) e,  come  ricordato,
  parte di queste sono vicine alla costa;
   l'aumento del numero di piattaforme presenti nel Canale di Sicilia
  potrebbe porre in un prossimo futuro problemi di sicurezza connessi
  sia  agli  impianti stessi che dell'aumento del  traffico  di  navi
  petroliere;

   un  eventuale  incidente, quale un copioso  sversamento,  potrebbe
  causare  nelle  nostre  coste danni incalcolabili  soprattutto  nel
  settore  turistico e della pesca, atteso che il  'Piano  di  pronto
  intervento nazionale per la difesa da inquinamenti di idrocarburi o
  di  altre  sostanze nocive causati da incidenti marini',  approvato
  con  decreto  della  Presidenza del Consiglio  dei  Ministri  il  4
  novembre 2010, riporta la seguente considerazione: 'In ogni caso le
  varie  tecniche  di  rimozione, pur  combinate  tra  loro  e  nelle
  condizioni  ideali di luce e di mare, consentono di  recuperare  al
  massimo non più del 30% dell'idrocarburo sversato. Tale percentuale
  tende  rapidamente  a  zero con il peggioramento  delle  condizioni
  meteo-marine. Impossibile operare la rimozione in assenza di luce';

   TENUTO CONTO che:

   nelle  acque  dello  Stretto di Sicilia sono  state  istituite  in
  passato  due zone di tutela biologica nelle GSA 15 e 16,  ai  sensi
  dell'art.  145,  comma  1,  lettera c),  interdette  alla  pesca  a
  strascico  per tre anni e finalizzate alla protezione di  giovanili
  di  Merluzzo  (Merluccius  merluccius),  i  cui  limiti  geografici
  saranno  indicati con provvedimento del Ministero per le  Politiche
  Agricole e Forestali;

   dette  aree ZTB discendono dal decreto assessorile, dell'Assessore
  per  la  cooperazione della Regione siciliana, n. 103 del 21 aprile
  2006,  articolo 5, dove vengono istituite nelle acque dello Stretto
  di  Sicilia  due  ZTB nelle GSA 15 e 16, interdette  alla  pesca  a
  strascico per tre anni e finalizzate soprattutto alla protezione di
  giovanili di 'Merluccius merluccius';

   dette    aree    ZTB   devono   essere   esattamente    delimitate
  geograficamente 'con provvedimento del Ministero per  le  Politiche
  Agricole e Forestali';

   ATTESO che:

   il  Programma  delle Nazioni Unite per l'Ambiente (United  Nations
  Environment Programme, UNEP) è stato il primo organismo mondiale  a
  occuparsi  di  tutela  delle acque marine, lanciando  nel  1974  il
  Regional Seas Programme (Programma per i Mari Regionali, RSP);

   esso  si  propone di stabilire una comune strategia globale  e  un
  quadro  per  la  protezione dell'ambiente  e  la  promozione  dello
  sviluppo  sostenibile,  dandone, però,  un'attuazione  operativa  a
  livello 'regionale';

   la politica dell'Unione europea è sempre stata mirata a ridurre il
  verificarsi  di incidenti gravi legati alle attività  offshore  nel
  settore  degli idrocarburi e a limitarne le conseguenze, aumentando
  così  la  protezione dell'ambiente marino e delle economie costiere
  dall'inquinamento e migliorando i meccanismi di  risposta  in  caso
  d'incidente;

   il  quadro normativo comunitario è divenuto nel tempo estremamente
  ampio,  poggiando su alcune direttive di capitale importanza quali:
  Direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori
  nelle  industrie  estrattive per trivellazione; Direttiva  96/61/CE
  del  Consiglio  del  24  settembre 1996,  sulla  prevenzione  e  la
  riduzione  integrate dell'inquinamento; Direttiva  2000/60/CE,  che
  istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di  acque;
  la  Direttiva  2013/30/UE, che stabilisce i  requisiti  minimi  per
  prevenire gli incidenti gravi nelle operazioni in mare nel  settore
  degli idrocarburi e limitare le conseguenze di tali incidenti;

   la  Direzione  Generale  per le Risorse Minerarie  ed  Energetiche
  (DGRME),  presso  il Ministero dello Sviluppo Economico,  svolge  i
  compiti  di  programmazione, autorizzazione, gestione  e  controllo
  delle  attività di prospezione, ricerca, coltivazione e  stoccaggio
  delle  risorse  del sottosuolo, in particolare degli idrocarburi  e
  dei relativi impianti in mare;

   nella   Regione   siciliana,  la  ricerca  e  coltivazione   degli
  idrocarburi  è di competenza dell'URIG (Ufficio Regionale  per  gli
  Idrocarburi e la Geotermia);

   esso  svolge i compiti di cui all'art. 9, comma 2, della  L.R.  n.
  14/2000,  in particolare esplica la propria competenza nel  settore
  della   ricerca,   coltivazione,  trasporto  e   stoccaggio   degli
  idrocarburi   liquidi   e  gassosi  e  delle  risorse   geotermiche
  sull'intero territorio della Regione siciliana;

   l'URIG  è  anche  l'organo  di vigilanza  nel  settore  estrattivo
  (idrocarburi e geotermia) con le funzioni di polizia giudiziaria ai
  sensi  dell'art.  5, comma 2, del D.P.R. 128/59, per  tali  compiti
  applica  le  procedure  di  cui D.lgs. 758/94  (Modificazione  alla
  disciplina sanzionatoria in materia di lavoro);

   esso   ha  doveri  di  controllo  sull'applicazione  delle   leggi
  minerarie  e  delle  norme riguardanti la sicurezza  e  salute  dei
  lavoratori nei settori di competenza,

                     IMPEGNA IL GOVERNO REGIONALE
                              e per esso
             L'ASSESSORATO PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE
                                   e
                L'ASSESSORE PER LE ATTIVITA' PRODUTTIVE

   ad  assumere  urgentemente  tutte le  iniziative  e  provvedimenti
  necessari  per  il  ripristino e la nuova costituzione  di  Zone  a
  Tutela  Biologica  nello Stretto di Sicilia  (ZBT)  e  affinché  si
  addivenga  alla  stipula di accordi col DGRME presso  il  MISE  che
  abbiano come effetto quello di ritirare le passate concessioni,  al
  fine di tutelare con urgenza il Canale di Sicilia da sfruttamenti e
  da  situazioni  che  possano definitivamente compromettere  la  sua
  biodiversità  e il ripopolamento ittico, con conseguente  scomparsa
  delle  attività economiche di pesca e di turismo legato ad essa,  e
  volte  ad  impedire  un  possibile disastro  ambientale  nel  'Mare
  Nostrum'». (312).

   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Palmeri, prima firmataria della
  mozione numero 300.

   PALMERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'argomento  in
  questo  momento  è  abbastanza caldo, ormai lo  Sblocca  Italia   è
  diventato realtà. Questa è una cosa gravissima che c'è stata calata
  dall'alto e mette a repentaglio le nostre vocazioni, il turismo, la
  pesca e il nostro futuro.
   Questa  cosa non è accettabile  Tra l'altro, qui si parla  di  una
  goccia  di petrolio e neanche di buona qualità, quindi io mi chiedo
  che senso abbia questa legge, che ora è diventata esecutiva.
   Questa  norma non ha lungimiranza e - permettetemi anche la parola
  - non ha neanche intelligenza, vista in questa maniera.
   Oggi in Sala Rossa mi è dispiaciuto non essermi potuta confrontare
  con  l'assessore per l'energia Croce e con il Presidente  Crocetta,
  soprattutto sul fatto che a questa mozione ho ricevuto una risposta
  scritta, il che mi è sembrato abbastanza anomalo.
   La  risposta scritta alla mozione metteva in secondo piano  quelle
  che  sono  le  esigenze  a  difesa del  territorio,  a  difesa  dei
  siciliani, dell'agricoltura e alle esigenze economiche.  Questo  lo
  reputo  gravissimo  visto  che questa mozione  parla  di  conoscere
  l'importanza  delle  raccomandazioni  che  sono  state  date  dalla
  commissione  Ichese, che chiede di sospendere  queste  attività  di
  trivellazione, di ricerca, di prelievo degli idrocarburi nelle more
  di mettere in atto tutte queste raccomandazioni, che in Sicilia non
  vengono minimamente osservate.
   Di  cosa parla questa mozione? Parla innanzitutto del fatto che  è
  stata  attivata  questa  commissione di  studio  perché  in  Emilia
  Romagna, nel 2012, c'è stato un fenomeno sismico abbastanza grave e
  quindi  si  volevano andare a studiare eventuali  correlazioni  tra
  questi rischi sismici e le attività di esplorazione di idrocarburi.
   Effettivamente questa commissione, è stata istituita a tale  scopo
  ed  ha  avuto  l'incarico  di produrre le sue  conclusioni,  ed  ha
  prodotto, da parte della giunta Errani, la sospensione delle  nuove
  richieste  di  trivellazione. Ma da cosa  prende  le  mosse  questa
  commissione  Ichese?  Dalla  letteratura  esistente  negli   ultimi
  vent'anni, che denota come attività legate all'estrazione di fluidi
  all'interno delle rocce può provocare una significativa  variazione
  della  pressione  di  poro  delle  faglie  distanti  anche  diversi
  chilometri dal punto di iniezione ed estrazione di liquidi.  Questo
  è  da approfondire, da calarsi nelle singole realtà territoriali, e
  ne siamo coscienti.
   Se  questa correlazione non è stata esclusa ed è stata attuata  in
  una terra come l'Emilia Romagna, sicuramente questi approfondimenti
  dovranno essere fatti in una terra come la nostra, la Sicilia,  che
  è  una zona a rischio sismico, dove vi sono delle zone sismiche  di
  prima  categoria,  dove sappiamo benissimo che  in  passato  alcune
  cittadine  sono  state  rase al suolo, per esempio  nella  zona  di
  Messina nel 1908, dove sappiamo tutti cosa è successo.
   Sicuramente  questi approfondimenti dovranno essere fatti,  queste
  raccomandazioni dovranno essere prese in considerazione  visto  che
  si   parla   di   approfondimenti  legati  a  questa  attività   di
  sfruttamento degli idrocarburi come il monitoraggio sismico, come i
  metodi  satellitari  di cui si dovrebbe fare  uso,  come  tutto  un
  monitoraggio  che  non  viene eseguito in  Sicilia,  e  quindi  noi
  chiediamo,  alla  luce di queste osservazioni, di negare  tutte  le
  nuove attività di ricerca e prelievo di idrocarburi e di sospendere
  quelle che già sono state date in Sicilia, nelle more di verificare
  queste  relazioni,  ma anche nelle more di mettere  in  atto  tutte
  queste raccomandazioni tecniche indicate dalla commissione Ichese.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PREIDENTE.  Comunico  che  sono da ritenersi  in  congedo  per  la
  giornata   di  oggi  gli  onorevoli  Grasso,  Anselmo  e   Nicotra.
  L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


       Riprende la discussione unificata delle mozioni 300 e 312

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'intervento
  dell'onorevole Palmeri, che apprezzo nei contenuti, è un intervento
  interessante  perché  invita il Governo ad  attenzionare  tutte  le
  raccomandazioni che sono state poste.
   Ma  io  riterrei  che oggi il Governo deve poter creare  tutte  le
  condizioni per impugnare l'articolo 38 del decreto  Sblocca Italia
  per  una serie di ragioni. Innanzitutto, una materia così delicata,
  che  di  fatto  entra a gamba tesa, nelle competenze della  Regione
  siciliana,   deve   poter  avere  obbligatoriamente   un   percorso
  legislativo  con un momento di condivisione in sede  di  Conferenza
  Stato-Regione, con l'apprezzamento della Regione siciliana rispetto
  alle  iniziative che il Governo del Paese vuole imporre  al  nostro
  territorio.
   E  ringraziando  l'assessore Croce per la sua  presenza  in  Aula,
  sebbene  ritengo che la materia sia di interesse del  territorio  e
  ambiente, in una parte residuale - non me ne vogliano - é  un  tema
  che ho posto oggi in Commissione Bilancio all'assessore Baccei.  E'
  inutile continuare a parlare dei problemi di bilancio della Regione
  siciliana  per  affrontare  le emergenze,  forestali,  consorzi  di
  bonifica,  la notevole spesa corrente di questa Regione, se  questa
  Regione  non è nelle condizioni, a livello nazionale, di  porre  la
  questione  seria della riscossione delle imposte di produzione  nel
  bilancio della Regione anziché nel bilancio dello Stato.
   Su questo tema delle trivellazioni, vorrei sapere e capire qual  è
  l'utile  economico  del  nostro  bilancio,  della  nostra  Regione,
  rispetto   al   danno  ambientale,  rispetto  all'usurpazione   del
  territorio siciliano e delle coste siciliane, rispetto ad un  utile
  che  viene dato ai petrolieri di questo Paese, e rispetto,  invece,
  al riconoscimento necessario per una regione come la Sicilia.
   Ho  visto  che il provvedimento è stato approvato e in Commissione
  vi  è  stata anche l'attenzione di un ordine del giorno  di  questo
  tema.
   Su  argomenti  di questo genere, obbligatoriamente,  deve  potersi
  esprimere  il  Presidente della Regione che, per Statuto,  dovrebbe
  poter  partecipare alle riunioni in Consiglio dei Ministri, per  la
  materia attinente alla Sicilia e che oggi si vede scavalcato su una
  materia  così  importante che, guarda caso,  tocca  interamente  il
  territorio della nostra Regione.
   Ed  allora, quest'oggi, ho chiesto all'assessore per l'economia di
  potere  intervenire  urgentemente presso i  vertici  del  Ministero
  dell'Economia  perché  è naturale ed è necessario  che,  così  come
  avviene  per  altre Regioni del nostro Paese, dove è imposta  ed  è
  riconosciuta  la territorialità dell'imposta, come in Sardegna,  in
  Basilicata, in Trentino, questo criterio deve potere essere attuato
  anche in Sicilia.
   E'  necessario  che il Governo della Regione possa  immediatamente
  creare  le  condizioni  affinché vi sia  un  tavolo  di  confronto,
  bloccando  l'articolo  38  e creando le  giuste  compensazioni  per
  questo  territorio, che non può essere danneggiato e  non  può  non
  avere  un ristoro economico rispetto a quello che si sta venendo  a
  verificare.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  intervengo  sulla  mozione  presentata  dall'onorevole  Palmeri  ed
  altri,  relativa a questo impegno nei confronti del  Governo  della
  Regione  affinché vengano negate tutte le autorizzazioni di ricerca
  e prelievo di idrocarburi sul territorio regionale.
   Attualmente, queste richieste di autorizzazione dovrebbero, usiamo
  il  condizionale  perché  è d'obbligo in  questo  caso,  perché  la
  Regione   ci   ha  abituati  a  qualsiasi  soluzione   kafkiana   e
  pirandelliana  dovrebbero essere in corso di ottenimento  del  via,
  cioè  della  valutazione  che  è indispensabile  per  potere  avere
  l'autorizzazione.
   Per  quale  motivo siamo contrari? Siamo contrari per un  semplice
  fatto  che credo sia sotto gli occhi di tutti. La Regione siciliana
  è una regione, ha una fortissima vocazione sismica.
   Non  occorre qui ricordare, ma ho visto che la collega lo ha fatto
  con  grande attenzione, alcuni avvenimenti che hanno stravolto  non
  solo  la  vita  della Sicilia, ma hanno stravolto anche  della  sua
  popolazione, ma anche l'ambiente che circondava queste persone.  In
  particolare,  la  collega faceva riferimento al  terremoto  dell'11
  gennaio  del  1693,  che poi si ripeté due giorni  dopo,  che  vide
  migliaia  di  morti. Al terremoto di Messina del  28  dicembre  del
  1908,  anch'esso di proporzioni devastanti, tant'è vero che  adesso
  quando  parliamo  del terremoto di Messina parliamo  del  terremoto
  calabro-siculo,  proprio  perché  venne  interessata  la  città  di
  Messina  come  città capoluogo più importante sullo stretto,  ma  è
  chiaro  che i danni si ebbero sia nella regione calabra, quanto  in
  quella siciliana. E' stato citato il caso del terremoto della Valle
  del Belice del 15 gennaio 1968, ma non dobbiamo nemmeno dimenticare
  il terremoto di Santa Lucia del 13 dicembre del 1990.
   Perché  vogliamo ricordare questi  fatti? Perché all'indomani  del
  terremoto che si è verificato in Emilia Romagna nel maggio del 2012
  è  stato  istituito  una Commissione di inchiesta  per  cercare  di
  comprendere  se,  e  quali sono, le motivazioni  per  le  quali  il
  territorio  dell'Italia,  in generale, e  in  modo  particolare  di
  alcune regioni, siano interessati da eventi che si ripetono con una
  certa  ciclicità perché potremmo anche ritornare al 1543, al  1534,
  tutta  una  serie  di  eventi  sismici  che  sono  lontani  ma  che
  dimostrano  questo  ripetersi  e  queste  ciclicità  che  purtroppo
  interessa, in modo particolare, la Sicilia.
   A   quale   conclusione   è  giunta  questa  Commissione?   Questa
  Commissione è giunta alla conclusione che l'estrazione di  prodotti
  petroliferi  nelle viscere della terra potrebbe avere  una  stretta
  correlazione con i sismi che si sono abbattuti in questi anni e che
  si  potrebbero  tendenzialmente  abbattere  nei  prossimi  decenni,
  nonché nei prossimi secoli.
   Per  questo  motivo,  senza  volere avere  opposizioni  di  natura
  ideologica,  ma  esclusivamente una opposizione di natura  tecnica,
  noi   chiediamo   al   Governo  regionale  di  fermarsi,   di   non
  intraprendere, di non dare queste autorizzazioni, in  maniera  tale
  che   si   possa,  attraverso  la  nuova  letteratura   scientifica
  sull'argomento, e attraverso anche una Commissione che possa con il
  supporto  tecnico-scientifico dare maggiore sicurezza  agli  uffici
  della  Regione  Siciliana, dire se è necessario o  meno,  concedere
  queste  autorizzazioni, se la concessione di queste  autorizzazioni
  può comportare un rischio serio e concreto per la popolazione.
   Io  però  farei  di  più. Poco fa l'onorevole Cimino,  giustamente
  ricordava  il  fatto che il Presidente della Regione Sicilia,  così
  come  è  previsto dalla Costituzione, siede a far parte del Governo
  nazionale  quando  si  trattano  di  argomenti  che  riguardano  la
  Sicilia.
   Ora,  è notorio a tutti, è un fatto ormai certo, che la Croazia  e
  la  Grecia,  che  sono due paesi che sono dirimpettai  dell'Italia,
  hanno  deciso in questi ultimi mesi di dare vita a una perforazione
  dei mari che si affacciano anche sull'Italia.
   E'  chiaro  che noi non possiamo da una parte dire noi  non  diamo
  autorizzazioni,  dall'altra parte invece nazioni a noi  vicinissime
  danno  queste  autorizzazioni, di conseguenza non  solo  noi  siamo
  contrari  alle  autorizzazioni che la  Regione  vorrebbe  dare,  ma
  vogliamo impegnare il Governo della regione affinché attraverso  il
  Governo nazionale faccia sentire a livello di comunità europea  una
  necessità.  E'  un'urgenza  credo, cioè  su  questo  argomento  non
  possono  deliberare  i  singoli Stati, non  possono  deliberare  le
  Regioni. Il rischio - per essere chiari - non è un rischio che   mi
  appresto  a concludere signor Presidente, ma credo che la cosa  sia
  così importante che posso strapparle anche un altro minuto.
   Il  problema vero, che non riguarda solo ed esclusivamente la vita
  dei  Siciliani o degli Italiani, è un problema che riguarda la vita
  di  tutti  coloro  che  si  affacciano sul Mediterraneo.  E  quindi
  occorrerebbe una concertazione a livello almeno europeo, in maniera
  tale che su questo argomento tutte le regioni e tutti gli Stati che
  si  affacciano sul Mediterraneo possano avere una comune  politica,
  un  comportamento identico; perché altrimenti si instaura sempre di
  più nei Siciliani, o nei Greci, o nei Croati, l'idea che tanto sono
  gli  altri a sfruttare il sottosuolo e quindi perché lasciare  solo
  agli altri questa possibilità.
   Quindi  la  mozione  va bene e la voteremo. Ma  insieme  a  questo
  impegno,  per  evitare di dare autorizzazioni senza avere  certezza
  scientifica  su  quello che facciamo, vorremo  anche  impegnare  il
  Governo  della Regione a far sì che a livello europeo possa  essere
  messa  in  atto una politica comune che vieti, in attesa  di  avere
  maggiori  certezze  scientifiche,  di  poter  dare  vita  a  questo
  prelievo di idrocarburi.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  alcune  settimane  fa il  mio  gruppo  parlamentare  ha
  affidato  a una nota di stampa la propria protesta sulla  latitanza
  del  Governo  regionale di fronte ad alcuni  articoli  del  decreto
   Sblocca  Italia , adottato dal Governo Renzi, che  -  di  fatto  -
  ancora una volta, penalizzavano la nostra isola, offrendola  a  una
  selvaggia  campagna  di sfruttamento e di colonizzazione  da  parte
  delle compagnie petrolifere.
   Ritenevamo  -  e riteniamo ancor di più oggi, dopo la  conversione
  del  decreto  -  che  alcune  norme di quel  provvedimento  possano
  presentare  profili  di  incostituzionalità,  proprio  perché,   in
  relazione   all'attività  di  sfruttamento   del   sottosuolo,   si
  evidenziava   un'assoluta  mancanza  di  deficit  democratico.   Si
  affidava,  cioè,  l'autorizzazione a sfruttare il sottosuolo  della
  nostra   terra,  del  nostro  territorio,  senza  alcun  preventivo
  consenso, neppure formale, da parte delle comunità interessate e  -
  peggio  ancora  - da parte della Regione siciliana,  che  in  forza
  dello  Statuto  autonomistico - noi riteniamo -  abbia  più  di  un
  titolo  per  rivendicare il diritto ad essere almeno ascoltata  dal
  Governo nazionale.
   Sappiamo  dei  buoni  rapporti  tra  il  Presidente  Renzi  e   il
  Presidente  Crocetta: credo appartengono tutti e due  non  soltanto
  allo  stesso  partito,  ma  anche  alla  stessa  corrente.  Il  che
  dovrebbe, in teoria, favorire un dialogo finalizzato non certo alla
  concessione di privilegi, ma al diritto di poterci confrontare  per
  capire  se  su  un'attività  così seria  per  le  implicazioni  che
  comporta  e per le ricadute che produce sul territorio, si  potesse
  almeno addivenire ad un'intesa.
   Finora  il  Governo  della Regione siciliana su  questo  fronte  è
  rimasto assolutamente latitante.
   Signor  Presidente  e signori del Governo, io non  appartengo  per
  cultura   politica   al   partito  del  comeinismo   ambientalista,
  dell'intransigenza  a  qualunque  costo.  Siamo  convinti  che   lo
  sfruttamento  del  sottosuolo, e nel  Canale  e  nella  terraferma,
  laddove non comporti pregiudizio per il contesto ambientale,  possa
  e debba essere praticato.
   Non  soltanto  questo non è mai stato verificato  in  Sicilia,  ma
  riteniamo che, nel caso specifico, si debba operare quanto meno una
  pausa  di  riflessione,  e  non  soltanto  per  l'estrazione  degli
  idrocarburi.  La  Regione  siciliana,  complessivamente,   dovrebbe
  aprire una vertenza sul tema lavoro e salute perché la presenza del
  più  grosso  complesso petrolchimico d'Europa in Sicilia  ormai  da
  mezzo  secolo credo debba portare il Governo e l'Assemblea  ad  una
  fase  di riflessione per le valutazioni da fare sui benefici e  sui
  danni prodotti da questa seria attività.
   Ricordo, ero giovanissimo, mi affacciavo alla vita politica quando
  i  petrolieri  genovesi vennero autorizzati da  questa  Regione  ad
  impiantare  l'ISAB  sulle  coste  incontaminate  del  siracusano  e
  ricordo  come  la  Guardia di Finanzia, nel corso di  perquisizioni
  nelle  abitazioni di alcuni uomini politici del tempo - siamo credo
  negli  anni  settanta  -  trovò  gli elementi  certi,  i  riscontri
  inconfutabili  della  corruzione operata da  parte  dei  petrolieri
  sugli amministratori, sui governanti siciliani a suon di decine  di
  milioni di lire, allora, centinaia di milioni di lire.
   In  buona  sostanza,  quello che è accaduto  nel  siracusano,  nel
  gelese  e nella zona di Milazzo non può consentire alla Regione  di
  inseguire,   di   volta   in   volta,   il   problema   legato   al
  ridimensionamento dei livelli occupazionali. C'è  un  problema  che
  deve  rendere  compatibile il diritto-dovere  al  mantenimento  dei
  livelli  occupazionali  con il diritto alla salute  delle  comunità
  interessate oltre che degli stessi lavoratori. Parliamo del diritto
  alla   salute,   quindi  di  un  diritto  che,  prima   di   essere
  costituzionale, è fisiologico. Ecco perché una vertenza  su  questo
  fronte  credo vada aperta, signor Presidente, e non basta  l'accusa
  di  mafia rivolta dal Presidente Crocetta ai vertici dell'Eni, come
  ha  fatto  nel corso della recente crisi scoppiata in quella  città
  del  nisseno,  sulla  quale peraltro chiederemo  al  Presidente  di
  essere  più  chiaro. Noi abbiamo il dovere di capire se la  Regione
  può determinare una lenta ma inesorabile inversione di tendenza che
  comporti   una  conversione  industriale  oltre  che  di   segmento
  produttivo.
   Quelle  sono  aree  vocate al turismo culturale,  non  certo  alla
  raffinazione di materiale greggio che inquina l'aria, l'acqua e  la
  terra  con  altissimi tassi di tumori che hanno fatto  centinaia  e
  centinaia di vittime innocenti.
   Ecco perché, dopo avere sottolineato come in tema di estrazione di
  petrolio, e in Sicilia ne estraiamo milioni di barili ogni anno  in
  Sicilia,  abbiamo  subìto il danno e la beffa perché  estraiamo  il
  petrolio,   lo   raffiniamo,  inquiniamo  il  nostro   ambiente   e
  costringiamo i nostri automobilisti a pagare la benzina ad un costo
  superiore rispetto a quanto la paghino gli automobilisti della  Val
  D'Aosta  e  del  Friuli Venezia Giulia che, per essere  regioni  di
  confine, ottengono benefici da parte del Governo nazionale.  Se  lo
  stesso beneficio viene richiesto per gli automobilisti siciliani la
  risposta è sempre negativa.
   Ecco   perché   questo  atteggiamento  non  appare   assolutamente
  giustificabile,   la   mancata   defiscalizzazione   dei   prodotti
  petroliferi in Sicilia avrebbe dovuto determinare, da parte  di  un
  Presidente  rivoluzionario  una mini rivoluzione,  e  invece  siamo
  nella perfetta continuità con il passato.
   Quale  è  la  proposta signor Presidente e signori  Assessori?  E'
  questa.
   La  mozione dei colleghi penta stellati ci offre l'opportunità per
  tornare  sul tema stasera e vorrei potesse offrire anche al  Gruppo
  Lista Musumeci la possibilità di votarla quella mozione.
   Nella  parte  dispositiva della mozione si chiede  al  Governo  di
  revocare e di negare le concessioni.
   Noi  invitiamo i colleghi del Movimento 5 stelle a trasformare  la
  parola    negare e revocare  con  sospendere  , non perché  non  ci
  siano  decisioni  risolute da adottare ma perché riteniamo  che  la
  pausa di riflessione possa alla fine portare alla mediazione e alla
  revoca  o  ad  una revisione dei termini autorizzativi  che  finora
  hanno  consentito  un  rapporto  con  le  compagnie  preposte  alla
  estrazione.
   Se dovesse la mozione poter ricevere questa modifica il mio gruppo
  sarebbe  ben  lieto  di  potere votare  quella  mozione  confidando
  naturalmente  e  soprattutto  nel  nuovo  Governo  e  con  i  nuovi
  Assessori,  confidando in una ulteriore sensibilità  da  parte  del
  Governo regionale.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE..  Ne ha facoltà

   TRIZZINO.   Signor   Presidente,  Governo,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  sia  per sostenere, chiaramente la mozione  del  Gruppo
  movimento  5  stelle  e per confermare l'adesione,  come  spiegherà
  meglio la collega Palmeri alla proposta dell'onorevole Musumeci, ma
  intervengo  soprattutto alla luce di ciò che  è  avvenuto  oggi  in
  Commissione Ambiente, come è noto la Commissione oggi si è  riunita
  in  sala  rossa alla presenza delle associazioni ambientali,  delle
  associazioni  di categoria della pesca, e di alcuni  rappresentanti
  del  Governo,  era  presente il Direttore generale  all'energia  il
  dott.  Lo  Monaco, per discutere di un tema che è analogo a  quello
  che si sta discutendo in quest'Aula cioè le trivellazioni.
   In  realtà  si  parlava di una questione nazionale  che  è  quella
  legata  al  decreto legge 133 l'art. 38, nella specie, che  proprio
  oggi,  nel  momento in cui parliamo, è stato convertito  in  legge,
  quindi oggi è legge dello Stato.
   L'art.  38  reca  tutte  una serie di misure,  come  è  noto,  che
  semplificano   sensibilmente  quello  che  è   il   meccanismo   di
  autorizzazione alle procedure d'impatto ambientale sia  per  quanto
  riguarda  la  ricerca  che  la coltivazione,  che  l'estrazione  di
  materiale idrocarburo, sia su terra che  su mare, quindi on-shore e
  off-sfhore.
   Le  criticità che sono state evidenziate, e questo ne prendo atto,
  ed  è una cosa positiva, da tutti i Gruppi parlamentari quindi  sia
  dal  Gruppo  Mvimento 5 stelle che dai Gruppi di maggioranza  e  di
  opposizione è la necessità di intervenire prima possibile  affinché
  l'art. 38 venga in qualche modo modificato se non meglio abrogato.
   Le  criticità che sono state riscontrate senza nemmeno entrare nel
  merito, delle disquisizioni scientifiche  che sono state ampiamente
  analizzate  dai  tecnici - sono intervenuti  ingegneri,  biologici,
  chimici  -  che hanno manifestato quelle che sono le preoccupazioni
  sensibili  in materia di ambiente sono - e queste le rappresento  -
  sono di  ordine giuridico.
   Lo  sono  perché il Parlamento nazionale avendo convertito  questo
  decreto  legge  a  breve  sarà chiamato a  recepire  due  direttive
  europee, cioè nella specie la 2013/30 in materia di off-shore  e la
  2014/52  in materia di impatto ambientale che si pongono in  misura
  diametralmente opposta.
   Quindi  quello  che  ci  siamo chiesti e  con  quale  criterio  il
  Parlamento  nazionale  abbia mai potuto  adottare  questo  tipo  di
  misure  se  le  due  direttive, la prima nella  specie  prevede  un
  meccanismo  di  valutazione impatto ambientale molto più  complesso
  rispetto  a  quello  che invece è uscito dallo  Sblocco  Italia   e
  parallelamente  se  la successiva direttiva addirittura  impone  un
  maggiore  controllo  per tutti quei territori,  poi  oggetto  della
  direttiva   Abitat  uccelli le Aree rete Natura 2000 ,  all'interno
  delle  quali tra l'altro la Regione Sicilia ha tantissime  aree  di
  questo tipo, anche in questo caso il decreto legge  Sblocca Italia
  incide  in  modo  pesante, senza nemmeno andare a  considerare  poi
  altre  direttive  che  sono  state  recepite  in  Italia  e  quindi
  applicate  nel  territorio regionale, non  ultima  la  2008/28,  la
  famosa  direttiva  che  reca criteri di  sostenibilità,  la  famosa
  direttiva  2020  che reca criteri di sostenibilità  in  materia  di
  fonti rinnovabili.
   Alla luce di questo, la Commissione si è determinata all'unanimità
  nell'avviare  una  serie  di procedure che transiteranno  prima  in
  Commissione  Ambiente e poi in Aula, per avviare  da  un  lato  una
  proposta  referendaria ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione
  per  l'abrogazione  dell'articolo 38, e  dall'altra  una  serie  di
  attività tra le quali anche una preposizione di un disegno di legge-
  voto che la Commissione è pronta ad attenzionare e poi ad esitare.
   Ma  la  cosa  che preme sottolineare in questa sede e  nella  sede
  della  Commissione Ambiente, non è solo ed esclusivamente l'aspetto
  legato  alla normativa nazionale sulla quale chiaramente  ci  siamo
  determinati,  ma è la linea politica che in realtà  questo  Governo
  sta avviando nel totale silenzio dell'Assemblea, perché è di appena
  cinque  giorni fa il protocollo di intesa siglata dal  MISE,  dalla
  Regione   Siciliana  e  dall'ENI,  nel  quale  si   ratificano   le
  prescrizioni già contenute nell'accordo assominerario di giugno.
   Ora, sono certo che molti colleghi conoscono bene il contenuto  di
  questo protocollo, ma per chi non dovesse ancora aver avuto modo di
  leggerlo,  ricordo che per quanto sia ancora oggetto di discussione
  la  scelta  della  strategia energetica in  Sicilia  -  perché  non
  dimentichiamoci  che il PEAR, il Piano Energetico Ambientale  della
  Regione  siciliana  non  è  ancora stato  modificato,  sebbene  sia
  scaduto  sette mesi fa - in realtà il Governo Crocetta, con  questo
  protocollo,  sta  già  indicando una linea  di  strategia  politica
  ambientale. Se voi ben leggete, questo protocollo, all'articolo 3.2
  si  parla, leggo testualmente  di un  programma che prevede l'avvio
  di  nuove attività di esplorazione e produzione di idrocarburi  sul
  territorio  della  Regione  siciliana,  sia  per  quanto   riguarda
  l'offshore  adiacente  chiaramente  alla  costa,  che  per   quanto
  riguarda l'offshore
   Questo  protocollo  in  realtà già trova  conferma,  è  questo  un
  passaggio  importante, nelle valutazioni di impatto ambientale  che
  sono  state rese il 27 maggio per quanto riguarda l'offshore ibleo,
  cioè  quel  progetto nella costa prospiciente il canale di  Sicilia
  che  ha prodotto già due permessi di ricerca e quattro permessi  di
  coltivazione.
   Ma la cosa che stupisce ancora di più, sulla quale io poi chiederò
  un  intervento del Presidente della Regione perché spieghi  appunto
  le determinazioni che lo hanno portato ad avallare un protocollo di
  questo  tipo,  è  il passaggio che si trova successivamente  sempre
  all'articolo  3, qualche capoverso più avanti, dove  si  dice  -  e
  vorrei  che  ci  fosse un po' di attenzione da parte dei  colleghi,
  perché  è  un  aspetto che in realtà a mio modo di  vedere  sottrae
  competenze legislative all'Assemblea - che la Regione si impegna  a
   ripristinare  e  mantenere un contesto normativo stabile  tale  da
  assicurare un ragionevole riferimento che permetta alle imprese del
  settore di programmare e portare a termine i piani industriali'.
   Ciò significa che il Governo regionale, si dice successivamente al
  protocollo  Asso  minerario, viene integralmente  confermato  dalla
  Regione  Siciliana  che  si  impegna a  portare  a  termine  quanto
  stabilito nel capoverso di sopra.
   Questo  vuol dire che il Governo regionale si impegna a  mantenere
  uno  stato  normativo  favorevole o a modificare  quello  esistente
  affinché  tutti  i soggetti promotori di ricerca e coltivazione  di
  idrocarburi, possano garantirsi la propria attività.
   Ora  io  credo  che  questa sia una sottrazione grave  del  potere
  legislativo  di questa Assemblea perché, per quanto  il  Presidente
  della  Regione  è  assolutamente legittimato a siglare  protocolli,
  l'ingerenza  dell'esecutivo  in seno al  potere  legislativo  esula
  dalle   sue   competenze.  Andare  a  determinare  una   competenza
  legislativa  all'interno di un protocollo che è meramente  un  atto
  esecutivo,  secondo  me  è una sottrazione  dei  poteri  di  questo
  Parlamento.
   Per  questo motivo, e concludo, da un lato reputo fondamentale  la
  necessità che l'Assemblea in questo momento si determini su  questa
  mozione   votandola,   anche  perché   ci   sono   due   autorevoli
  rappresentanti  del governo che possono siglare questa  mozione,  e
  dall'altra  si avvii il più velocemente possibile quelle  che  sono
  tutte  le  attività che sono seguite all'audizione che si è  svolta
  questa mattina.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che ad
  ogni  cosa bisogna assegnare il giusto valore e che ogni cosa debba
  essere  inquadrata  nel  momento delle finalità  per  le  quali  si
  compie.
   Mi  rifiuto  di inseguire le dietrologie, onorevole Trizzino,  che
  vogliono  ammantare atti necessari per portare avanti  lo  sviluppo
  come  merce  di scambio con un articolo 38 su cui il Governo  della
  Regione  non c'entra nulla e che, anzi - ha pubblicamente  detto  -
  vuole abolire, riformare e quant'altro.
   Da un lato abbiamo un articolo 38 del decreto  Sblocca Italia  che
  pensa di sfruttare le risorse energetiche nel Canale di Sicilia, su
  cui il Presidente Crocetta, quest'Assemblea e la politica siciliana
  hanno  ben  poco da dire perché è una decisione presa a  Roma,  tra
  l'altro senza neanche consultare né la politica siciliana né  tanto
  meno  l'Assemblea  e, credo, neanche il Presidente  della  Regione,
  dall'altro  si viene ad esibire un protocollo d'intesa  con  l'ENI,
  dicendo  che  la Regione assicura un quadro normativo  stabile  nel
  tempo.
   Mi  chiedo  se questa sia merce di scambio, mi chiedo  in  base  a
  quale  notizia  il  Movimento 5 Stelle ritenga  che  sia  merce  di
  scambio e mi chiedo anche se dietro queste dietrologie non  ci  sia
  un'esagerazione oggettiva che, a mio modesto avviso, non c'è, e non
  ci può essere per le ragioni che già ho detto.
   Noi invitiamo la Sicilia a dare sicurezza all'ENI per investire su
  un territorio come quello di Gela, e spero anche su altri territori
  siciliani,  creando  la  prima raffineria basate  su  bio  energie,
  garantiamo   un  quadro  normativo  di  riferimento   stabile   con
  riferimento a quella raffineria dove una società investe appena due
  miliardi  di  euro garantendo il posto di lavoro a più  di  tremila
  maestranze.
   Mi  chiedo se questo possa essere merce di scambio o possa  essere
  interpretato come merce di scambio, ovvero non rientri nella solita
  logica  del  latitare  delle responsabilità inesistenti  per  farsi
  delle pubblicità anche gratuite.
   Una  cosa è la trivellazione nel Canale di Sicilia, su cui si  può
  dibattere, discutere, essere o non essere d'accordo, altra  cosa  è
  il  patto  siglato  dal  Presidente della  Regione  con  l'ENI  per
  garantire  lo  sviluppo dei territori a per garantire  stabilità  a
  favore di chi investe due miliardi di euro.
   Vi  prego  di  non giungere a conclusioni e di non mistificare  la
  realtà.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor  Presidente,  onorevole  colleghi,  intanto  volevo
  chiedere  -  perché non ho ben compreso l'ordine dei  lavori  -  se
  stiamo trattando in maniera unificata le due mozioni o solo  la  n.
  300.

   PRESIDENTE. E' unificata. Se lei legge con attenzione lo vede.

   FOTI.  Mi  corre  l'obbligo comunque in qualche modo  di  chiarire
  alcuni  aspetti  che  l'onorevole Malafarina ha voluto  evidenziare
  circa  l'accordo siglato ai primi di novembre presso  il  Ministero
  dello sviluppo.
   Il  fatto  che  si  voglia convertire l'ENI in  una  fabbrica  che
  produce   energie   bio,  energia  verde,  comporta   qualcosa   di
  discutibile  perché la produzione di bio deasel o di energia  verde
  prodotta  da  agricoltura dedicata, non significa che  la  dobbiamo
  barattare, come dice l'articolo 3, comma 2, di questo accordo e che
  dobbiamo  aprire  ed  oleare ogni percorso che preveda  ricerca  di
  idrocarburi a terra o in mare.
   Non  capisco  quale  sia il nesso. Questo  è  un  vero  e  proprio
  baratto.
   Come  ho  detto  oggi  in  commissione, è un  tappeto  rosso,  ben
  transennato, transennato di filo spinato che concede a queste lobby
  di fare carne da macello della Sicilia.
   Poi sarà il presidente a difendersi con i cittadini.
   Passo  alla  mia  mozione.  La mozione  era  stata  presentata  in
  primavera, ancora prima di questi accordi, quello di giugno con  la
  Erminio srl ed ENI, perché eravamo abbastanza preoccupati di quello
  che  succede  nella commissione via Vas a Roma, dove  tutti  questi
  esperti  controllano  e verificano gli atti propedeutici  per  dare
  pareri positivi o negativi, anche permessi di ricerca.
   Vi avverto che ve ne sono ben quattordici che riguardano il Canale
  di   Sicilia.  A  nome  di  Vesta,  Lince,  Northern  petroleum   e
  dopodomani, la trans Union e che vogliono fare permessi di ricerche
  di  coltivazione  perché si deve addolcire questa parola  perché  i
  pozzi  di petrolio si coltivano, si mettono due goccine di petrolio
  e poi fioriscono pozzi.
   Si tratta di trivellazioni sottomarine. A proposito della ricerca,
  per chi non lo sapesse, oggi è stato spiegato molto bene, si tratta
  di   esplosione  di  bombe  d'aria,  ad  altissima  pressione  che,
  attraverso   l'eco   delle   vibrazioni   trasmesse   ai   fondali,
  restituiscono una sorta di mappa che dice se vi sono o meno  sacche
  di idrocarburi nel fondale marino.
   Peccato per queste zone, parliamo di oltre tremilacento chilometri
  quadrati che riguardano tutta la costa Sud della Sicilia, con delle
  zone  che  sono  state classificate di altissimo interesse  per  il
  patrimonio della biodiversità.
   Questa  biodiversità non è una romanticheria ambientalista di  cui
  si  può  fare  a  meno. E' la banca genetica del  Mediterraneo.  In
  questi fondali, non solo le creature marine rilasciano le uova,  ma
  nascono  e,  quindi,  le  cosiddette  nursery  di  specie  come  il
  merluzzo, la triglia, il gambero bianco e il gambero rosso che, per
  chi non lo sapesse, sono economia.
     Sono  centinaia  di migliaia di posti di lavoro  e  occupazione,
  mentre,  invece,  oggi  quasi  stupito,  un  rappresentante   della
  commissione che occupa di trivellazioni di green peace,  ci  diceva
  che  quando sono saliti sul pozzo che c'è al largo delle coste  tra
  Ragusa  e  Pozzallo, solo dopo qualche ora che si  trovavano  sulla
  piattaforma che è disabitata, è una piattaforma telecontrollata  e,
  quindi,  posti di lavoro lì non ce n'è, hanno avvertito loro  l'ENI
   guardate  che  siamo  qui,  abbiamo messo  il  nostro  striscione.
  Sappiate che abbiamo occupato . Si sono autodenunciati.
   Oggi  mi  sono chiesta  e se ci fossero dei terroristi  su  queste
  piattaforme   e  decidessero  di  ucciderci? Perché   uccidere   il
  mediterraneo,  fare esplodere una piattaforma significa,  non  solo
  devastare  il  mare, ma anche quello che c'è nella  terra,  perché,
  ricordiamo  che  il mare, con le sue creature animali  e  flora  e,
  quindi, con le alghe produce vita, ossigeno.
   Non  è solo un problema del mare e dei comuni della Riviera, è  un
  problema che riguarda tutto il Mediterraneo, tutta la Sicilia.
   Ricordiamoci   quello  che  è  successo  nel  maggio   del   2012,
  l'esplosione della piattaforma petrolifera  Deepwater Horizon   nel
  Golfo  del Messico, con milioni e milioni di metri cubi dispersi  e
  le  migliori  tecnologie messe in campo e nessuno  sapeva,  neppure
  minimamente, come tappare quel buco.
   Io  non voglio fare terrorismo, ma voglio dire che dobbiamo  anche
  assumerci  la  responsabilità  di  quello  che  vogliamo  fare.  La
  programmazione europea, sia la scorsa che la presente,  parlano  di
  obiettivi:      sostenibilità,     decarbonizzazione,      sviluppo
  dell'agricoltura,  del  turismo, della pesca  sostenibile.  Se  noi
  diamo spazio a questo tipo di sviluppo - che per me non è sviluppo,
  ma  ammazzarsi e togliersi ogni possibilità di andare avanti -,  se
  diamo  spazio a questo percorso, abbiamo finito con tutto il resto.
  Ed allora dove va a finire la programmazione?
   Vorrei dire, tra l'altro, che nella mozione si chiede -avrei avuto
  piacere  che  fosse  stato  presente l'Assessore  per  la  pesca  e
  l'agricoltura  -  di fare, come si è fatto nel  2006,  dei  decreti
  adatti  che  dichiarino zone di tutela biologica all'interno  delle
  zone  G14  e  G15,  aree marine, ribadendo  che  sono  le  aree  di
  protezione di nursery giovanili di merluzzo.
   Questo  potrebbe,  in qualche modo, metterci a  riparo  da  questo
  articolo 38 che, comunque, va impugnato e su questo non ci piove.
   Vorrei  dire che attraverso questo riconoscimento potremmo mettere
  un  tampone  ai 13 permessi, ripeto 13 permessi, forse 14,  che  in
  questi giorni probabilmente riceveranno le autorizzazioni, e vorrei
  anche  dire  che  le  relazioni  che presentano  questi  colossi  -
  ovviamente tutti quanti hanno sede legale fuori dall'Italia, quindi
  non capisco neanche quale vantaggio economico noi avremmo da questo
  - utilizzano per le trivellazioni delle sostanze chimiche bio acide
  concentrate a base di triazina, catalogate dalle direttive  europee
  come  altamente inquinanti e nocive per quegli organismi  acquatici
  con   effetti  di  lunga  durata  particolarmente  tossici  per   i
  crostacei.  E  mi ha davvero colpito molto la vicinanza  di  queste
  richieste di permesso, che comunque sono su area molto vasta, sulle
  nursery  di gambero rosa, questo da solo già costituisce un mercato
  che ha un valore di parecchie centinaia di milioni di euro, proprio
  per le marinerie di Sciacca e di tutta la Sicilia del Sud.
   Vorrei  ricordare  che  in  caso di  incidente  le  misure  a  cui
  dovrebbero  accorrere  sono  ridicole, cioè  porre  delle  barriere
  galleggianti per accogliere la parte galleggiante dell'idrocarburo,
  che  al  massimo in condizioni di buon tempo, quindi di mare calmo,
  potremmo  raccogliere  il dieci per cento dell'idrocarburo,  quindi
  immaginiamo  su  dieci tonnellate ne potremmo raccogliere  una.  E'
  troppo rischioso, non parliamo di cattivo tempo.
   Ultima   cosa,  oggi  erano  presenti  non  solo  le  Associazioni
  ambientaliste  alle  quali devo dire grazie  per  la  straordinaria
  relazione  che  ci  hanno  dato, parlo di WWF,  Legambiente,  Terra
  Nostra,   The   Tribe  ma  anche  l'AMAP,  AGCI   Agrital,   quindi
  l'Associazione   di   pesca  e  agricoltura   e   l'ANCI   Sicilia,
  l'Associazione dei Comuni, perché qualcuno qui ha tirato  in  ballo
  l'ANCI.
   L'ANCI si è dichiarata oggi, come lo aveva fatto qualche giorno fa
  in  Commissione, assolutamente contraria alle trivellazioni sia  in
  mare che a terra.

                              (Applausi)

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema che abbiamo
  davanti  questa  sera è un tema che segnerà, attraverso  le  nostre
  scelte, lo sviluppo del nostro territorio ma anche il profilo della
  nostra Regione.
   Infatti  il tema include due questioni: come ci poniamo di  fronte
  ad   una  domanda  di  maggiore  energia  che  proviene  dal  mondo
  industrializzato;  come  ci poniamo di fronte  a  una  domanda  che
  viene,  invece, dai nostri concittadini, sempre più  preoccupati  e
  ansiosi  di  vivere  dentro un ambiente che sia  salubre,  che  sia
  preservato,  che sia consegnato alle nuove generazioni  in  termini
  meno  distruttivi  possibili, come ci rapportiamo,  come  Assemblea
  regionale, nei confronti di una domanda molto forte, organizzata  e
  spontanea che proviene dalle organizzazioni dei comuni, dall'ANCI.
   Ricordo  in questa sede che si stanno approvando, nei 390 consigli
  comunali  dell'Isola,  ordini  del giorno  che  chiedono  a  questa
  Regione,  a  questa  Assemblea  di  proteggere  il  territorio,  di
  tutelarlo  rispetto  a  perforazioni e  trivellazioni  che  vengono
  pensate  lesive  dell'autonomia dei territori, lesive  del  futuro,
  lesive della salute dei nostri concittadini.
   Quindi  il tema che abbiamo davanti si presenta articolato su  tre
  questioni delle quali non possiamo vedere solo un segmento  ma  sul
  quale dobbiamo riflettere tenendole tutte e tre insieme. E se io ho
  un rammarico - ma credo di essere in buona compagnia qui stasera  -
  è  quello  che  questa Regione non ha chiarito a  se  stessa  e  ai
  siciliani  quale idea di futuro economico, di futuro  occupazionale
  vuole  sviluppare per fare di questa terra la terra  di  un  futuro
  felice,  di  un  futuro possibile. Noi siamo in grande  ritardo  da
  questo  punto  di  vista.  Siamo in grande ritardo  nonostante  una
  normativa,   direttive  europee,  normative  nazionali,   normative
  regionali  segnino  una  direzione  da  seguire  con  urgenza,  con
  immediatezza. Siamo in ritardo perché credo che ancora non  abbiamo
  risolto  dentro  la mente di ciascuno di noi, e se  mi  permettete,
  anche  dentro  il cuore di ciascuno di noi, che relazione  vogliamo
  avere  con l'ambiente che ci circonda. La parola ambiente significa
  semplicemente  ciò  che  sta  intorno,  ciò  che  sta  intorno   ci
  condiziona, ciò che sta intorno può determinare la nostra  vita  in
  termini  di  miglioramento e di peggioramento. Di  questo  dobbiamo
  avere  contezza  e  sapere  che la relazione  ambiente-uomo  è  una
  relazione che determinerà sempre di più le scelte dei governi.
   Stamattina  in  quarta  commissione sono  state  affrontare  tante
  questioni,  sono  state dette cose estremamente  importanti,  siamo
  stati  messi  sull'avviso dai rischi concreti che le  trivellazioni
  possono rappresentare lungo tutta la costa meridionale della nostra
  regione fino ad arrivare alla punta estrema del sud-est. Sono state
  segnalate  questioni scientifiche di notevole spessore, sono  state
  segnalate   questioni   democratiche,   questioni   politiche    di
  grandissima sensibilità per quanto ci riguarda.
   Rispetto  a  questo,  il  dibattito di stasera  credo  che  giunga
  opportunamente.
   Non  credo che potrà essere esaustivo. Credo che, come si è detto,
  in   IV   commissione,  in  IV  commissione  allargata  agli  altri
  assessori,  oltre all'assessore per il territorio e l'ambiente  che
  si  troverà a dipanare questa vicenda nelle prossime ore, credo che
  sia  necessario mettere l'assessore per il turismo perché  non  c'è
  dubbio  che  le  trivellazioni riguarderanno  pezzi  di  costa,  di
  paesaggio  che  sono straordinari, di straordinaria  bellezza  che,
  spesso,  si  intrecciano  con  aree marine  protette  che,  spesso,
  guardano  a  riserve  naturali orientate che  si  affacciano  sulla
  costa.  Penso  che  a quegli incontri, che bisognerà  continuare  a
  fare,   dovrà   esserci  anche  l'assessore  per  la   pesca,   per
  l'agricoltura.
   Stamattina,  le  associazioni dei pescatori,  una  per  la  verità
  associazione,  ma  ce  ne saranno tante altre che  forse  bisognerà
  interpellare, ci hanno messo in guardia dalle preoccupazioni per un
  disastro   ecologico  che  potrebbe  accadere,  potrebbe  avvenire,
  rispetto al quale la loro attività e le caratteristiche, per altro,
  di una fauna marittima di grande interesse potrebbe essere colpita.
   Allora, credo che dobbiamo seguire il principio di precauzione.
   Il  principio di precauzione si adotta ogni volta che sulle scelte
  si ha bisogno di tempo per riflettere ed approfondire.
   Non  bisogna,  secondo  me, accelerare il passo,  né  pensare  che
  questa  vicenda  possa  diventare utile  per  comizi  di  piazza  o
  propagande partitocratriche.
   Credo  che abbiamo interesse tutti a tutelare gli interessi  della
  nostra collettività, del nostro mare, della nostra natura, ma anche
  della nostra economia.
   Dovremo  essere particolarmente accorti, per cui,  se  la  mozione
  della  collega  Palmeri, è una mozione che va  nella  direzione  di
  invitare  il Governo e questa Assemblea ad una riflessione  accorta
  sul  tema ed a scelte che possono determinare serenità nelle nostre
  popolazioni,  credo  che vada accolta, a condizione  che,  l'ultimo
  comma,  sia  modificato, nel senso della sospensione  di  qualsiasi
  atto che possa compromettere una scelta approfondita che credo  sia
  necessaria.
   E  voglio  ricordare, lo dico qui all'assessore ed agli  assessori
  presenti,  che la regione Sicilia, dal 1970 in poi, ha avuto  circa
  700 richieste  di perforazioni e trivellazioni petrolifere.
   Ebbene,  è  stata  molto accorta nel concederle. Non  siamo  state
  terra  di  pirati,  dove i pirati sono venuti a decidere  al  posto
  nostro. Noi abbiamo deciso bene e la Regione può essere contenta di
  avere  saputo equilibrare le sue scelte, contenendo un  assalto  al
  territorio che, altrimenti,  avrebbe modificato la nostra natura.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che sono ancora iscritti a
  parlare  gli onorevoli Falcone, Maggio ed a conclusione l'onorevole
  Palmeri, in quanto primo firmatario avendo già aperto il dibattito.
  Se  non  sorgono  osservazioni  dichiaro  chiuse   l'iscrizione   a
  parlare.
   Sospendo la seduta per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.28, è ripresa alle ore 17.31)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Falcone.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  velocemente,  per   non   tediare
  l'assessore,  che magari ha premura, giustamente. Non  era  nemmeno
  previsto il mio intervento.
   Intervengo  sollecitato dall'onorevole Assenza, il  quale  proprio
  ieri  ha  depositato  una mozione che porta  la  firma  dell'intero
  Gruppo  parlamentare di Forza Italia, con la quale  sostanzialmente
  chiediamo alcune cose, ma due cose sono le più importanti.
   Una  per  tutte, quello che hanno detto i colleghi in  Aula  sulla
  mozione  dell'onorevole Palmeri ed altri,  e  sulle  altre  mozioni
  presentate  dal Presidente Musumeci ed altri, e per  quello  che  è
  stato  detto nei giorni scorsi anche dall'ANCI Sicilia sul  decreto
   Ssblocca  Italia ,  che già nel momento  in  cui  fu  emanato  dal
  Consiglio  dei  Ministri,  Forza  Italia  contestò  e  contestò  le
  ricadute,  gli  effetti, il metodo con cui  imponeva  alle  Regioni
  d'Italia,   e  specificatamente  alla  nostra  Regione   siciliana,
  determinati  interventi  dall'alto, senza  consentire  alle  stesse
  regioni,  e quindi in particolare alla Regione siciliana, di  poter
  dire la propria, di poter determinarsi.
   Inoltre,  io leggo anche un ulteriore accordo, protocollo d'intesa
  sottoscritto  tra Assomineraria e Enimedes Spa, Edison Idrocarburi,
  Ermino   Srl,  e  la  Regione  Siciliana,  firmato  dal  Presidente
  Crocetta.  Noi  ne ricordiamo un altro firmato il  5  giugno  dello
  stesso  anno  con  il Ministero dell'Economia, in virtù  del  quale
  sappiamo gli effetti che ha prodotto, sotto un profilo finanziario,
  ma  ci  entreremo quando parleremo degli ordini del giorno. E anche
  in   questo  accordo  protocollo,  sostanzialmente,  il  Presidente
  Crocetta  ha riconosciuto che in questi settant'anni, a  differenza
  di  quello  che  ha  detto il Presidente Musumeci,  non  c'è  stato
  assolutamente  inquinamento ambientale in  Sicilia.  Il  Presidente
  Crocetta  ha  riconosciuto che in questi settant'anni hanno  sempre
  utilizzato  le migliori tecnologie disponibili per la  salvaguardia
  dell'ambiente e della salute in Sicilia, che non c'è stato alcunché
  di   aumento   di   malattie  oncologiche   in   Sicilia.   Quindi,
  sostanzialmente,  con  questo  protocollo,  è   stato   detto   dal
  rappresentante del Governo regionale che tutto è andato  bene,  che
  non  c'è stato inquinamento, che c'è stata una grande produttività,
  che  ci  sono  state  delle ricadute sotto un  profilo  erariale  e
  tributario per la Regione siciliana.
   Ed  allora, di fronte a tutto questo caos, signor Assessore, a lei
  noi  rappresentiamo con una mozione due dati e  due  obiettivi  che
  intenderemo raggiungere:
   a)  che  questo  decreto, oggi questa legge  Sblocca  Italia   sia
  impugnata  da  parte  della Regione Siciliana  dinanzi  alla  Corte
  Costituzionale;
   b)  che il Parlamento si esprima per attuare e promuovere, assieme
  ad altre quattro regioni d'Italia, che lo hanno fatto, la Puglia  e
  l'Abruzzo  per  esempio, che certamente non sono delle  regioni  di
  centro-destra  ma di centro-sinistra, un referendum  abrogativo  di
  una  norma  che  limita non soltanto la Sicilia,  ma  che  viola  i
  principi di libera determinazione anche di quelle regioni che hanno
  un  principio  di specialità, un principio autonomistico,  come  la
  Regione siciliana.
   Non  voglio più tediare, ma sostanzialmente vedo che il Presidente
  mi  chiede  con  gli occhi di concludere, anche per consentire  che
  l'Assessore espleti i suoi compiti anche in altra sede.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Maggio.  Ne  ha
  facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  cofirmataria
  di una mozione presentata l'8 ottobre dall'onorevole Milazzo, prima
  ancora che fosse votato il decreto legislativo 133, con il relativo
  articolo  38,  che ci aveva messo molto in allarme rispetto  a  due
  questioni.
   La  prima è quella dei sei mesi per l'autorizzazione ed il VIA che
  vengono   definiti  per  la  Regione  Sicilia,  che  ci  ha   molto
  preoccupati  ed  è  evidente il perché: perché  a  quel  punto  noi
  rischiamo   che  le  autorizzazioni  vengano  fatte   dal   Governo
  nazionale,  considerato che finora il percorso per  il  VIA,  nella
  nostra  Regione, è stato un percorso, dal punto di vista temporale,
  che  non  ha certo rispettato i sei mesi. Con tutto ciò che  questo
  implica,  cioè la supervisione da parte della Regione Sicilia,  che
  tra  l'altro  ha  titolarità piena sulla tutela del suo  patrimonio
  paesaggistico, naturalistico, e anche gastronomico.  Pensiamo  agli
  ecosistemi  e  alle specie che vivono nel Mediterraneo  considerato
  che, da questo punto di vista, il nostro mar Mediterraneo, oltre ad
  essere importante dal punto di vista storico e culturale, anche per
  quello  che  sono i giacimenti archeologici che ancora  stanno  nei
  nostri fondali, ha anche importanza dal punto di vista ittico.
   Ed  anche lì, quando l'onorevole Cirone reclamava la necessità che
  si   facesse  una  discussione  allargata  non  solo  all'Assessore
  territorio  ambiente, o all'Assessore all'energia  -  e  dopo  dirò
  perché  -  ma anche all'Assessore all'agricoltura, sta  proprio  in
  seno  al fatto che la tutela di questo mare implica tutta una serie
  di questioni, non escluse quelle relative all'agricoltura.
   Questo  è  uno dei temi che è stato affrontato nella mozione,  che
  adesso  - a ben ragione - diventa più cogente, considerato  che  il
  D.L. 133 che è stato approvato con il relativo articolo 38.
   Poi,  quell'articolo  38  pone altri  problemi  e  dovrebbe  anche
  portare la Regione Sicilia all'apertura e definizione di questione:
  il piano energetico.
   Cosa significa parlare ancora di concessioni per le trivellazioni,
  di  concessioni che possono avere una durata di 40 anni? Significa,
  implicitamente,  una  scelta da parte  del  Governo  nazionale  per
  quanto riguarda l'utilizzo dei carburanti; significa pensare ancora
  all'utilizzo  del  fossile;  significa  che  ancora  questa  nostra
  Regione, proprio spinta da questo tema, dovrebbe correre ai  ripari
  e  definire  un  piano energetico che ancora non è stato  definito:
  pensare  alle  energie rinnovabili e fare una scelta  che  sia  una
  scelta con il modello nuovo di sviluppo da disegnare, un modello di
  sviluppo sostenibile che punti sulle energie rinnovabili.
   Su questa partita, in Commissione sono state individuate oggi, tre
  o  quattro  soluzioni e non ne è stata scelta nessuna,  perché  poi
  nella successiva audizione la Commissione dovrà scegliere qual è la
  strada da prendere.
   Noi presentatori di quella mozione dell'8 ottobre riteniamo che ci
  sia  una  strada  da  percorrere in  tempi  brevissimi:  la  strada
  politica  di  un Governo che si fa parte attiva nei  confronti  del
  Governo   nazionale  per  sospendere  immediatamente  gli   effetti
  dell'articolo  38  e  per  vedere, nelle more,  come  risolvere  la
  questione rispetto al periodo che viene previsto per il VIA-VAS  ed
  anche per tutte le altre partite. Perché la stessa definizione e la
  localizzazione   delle  trivellazioni  deve  essere   assolutamente
  compatibile  con  il  sistema ambientale  e,  soprattutto,  con  la
  delicatezza delle nostre condizioni dal punto di vista del  rischio
  idro-geologico.
   Noi  abbiamo  degli  eventi  sismici che,  ripetutamente,  vengono
  localizzati nel nostro mare, e dobbiamo capire come tutto  ciò  sia
  assolutamente  compatibile.  Per questo  riteniamo  che  la  strada
  proposta  adesso attraverso la mozione presentata dai colleghi  del
  Movimento Cinque Stelle sia una strada percorribile solo se prevede
  una sospensione e non una revoca dei provvedimenti che sono in atto
  perché  c'è  questo periodo di sospensione che ci  deve  servire  a
  capire  come  vuole  muoversi  il  Governo  regionale,  come  vuole
  procedere,     come    vuole    riappropriarsi    della     propria
  autodeterminazione  in questo senso, come vuole   dare  ancora  una
  volta  lo  spazio ai territori, a quegli stessi territori però  che
  devono  agire  immediatamente per risolvere tutti  i  problemi  dei
  piani  paesaggistici e delle scelte che devono essere  operate  per
  potere  definire,  poi,  finalmente  il  piano  energetico.  Siamo,
  quindi,  per una sospensione e per una scelta che ci porti  davvero
  non  a  percorsi che magari possono avere un eco dal punto di vista
  mediatico  ma  un  percorso che possa essere  risolutivo  e  faccia
  tornare, come dire, il pallino nelle mani del Governo regionale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei   fare
  presente  e chiedevo una piccola modifica formale che riguarda  gli
  ultimi  due punti della mozione in particolare sostituire la parola
   negare  con la parola  sospendere , quindi,  a sospendere tutte le
  autorizzazioni   di  ricerca  a  prelievo  degli  idrocarburi   sul
  territorio regionale attualmente in corso di via nonché quelle  già
  rilasciate .  E,  poi  aggiungere  alla  fine   finchè  la  Regione
  siciliana  non  applichi tutte le raccomandazioni sopra  prescritte
  dalla Commissione .

   PRESIDENTE.  Onorevole Palmeri, lei dovrebbe formalizzare  con  un
  emendamento quello che ha detto. A tal proposito, dico che  ho  già
  ricevuto  un  emendamento  da  parte  dell'onorevole  Vinciullo  ed
  altri., non so se porta anche la sua firma   .

   PALMERI. Sì, quello è un altro.

   PRESIDENTE. E' un altro ancora. Facciamo una cosa, in  attesa  che
  lei formalizza quanto appena detto attraverso l'emendamento, do  la
  parola all'assessore. Se nel frattempo cortesemente formalizza

   PALMERI. Sì, nel frattempo concludo. Signori siamo oggi chiamati a
  votare,   siamo  davanti  ad  un  bivio  molto  importante  perché,
  ovviamente,  siamo  tutti chiamati a prenderci  una  responsabilità
  grandissima, cioè scegliere da un lato tra l'agricoltura, la pesca,
  acque  salubri  e  sottosuolo salubre anche e da un  lato  a  poche
  quantità  di  petrolio la cui estrazione ci espone  davanti  a  dei
  rischi  veramente assurdi. Mi auguro, quindi veramente  che  questa
  votazione dia i suoi frutti per la Sicilia.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCE,   assessore   per  il  territorio  e   l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, mi sono insediato  giusto  qualche
  giorno  fa.  Ho avuto modo di leggere l'articolo 38 del  cosiddetto
   Sblocca Italia  così come ho avuto di leggere anche un ordine  del
  giorno  che  è  stato  approvato  in  Commissione  Ambiente  Lavori
  pubblici del Senato in cui in realtà si impegna il Governo Renzi  a
  sospendere  le autorizzazioni sul Canale di Sicilia, di  sospendere
  nuove   autorizzazioni   e   di   sospendere   anche   le   vecchie
  autorizzazioni in attesa che vengano fatti degli studi dall'Ispra e
  dalla INGV l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia proprio
  per  capire  l'impatto  che  questo  tipo  di  trivellazione  o  di
  perforazione  potrebbe  avere  per  quanto  riguarda  gli   aspetti
  sismici.  Ritengo che, poi, tutto il resto della discussione  sulle
  politiche  ambientali - ho ascoltato con attenzione  il  Presidente
  Musumeci - anch'io mi ritengo un ambientalista non khomeinista  nel
  senso  è un modo di cercare di salvaguardare un Isola che in  fondo
  ha  due  vocazioni, una sicuramente turistica e che convive con  il
  terzo  polo  petrolchimico d'Europa, forse l'unico  al  centro  del
  Mediterraneo.
   Credo   che   alla  fine  le  due  cose  debbano   convivere,   la
  riconversione  di  una  raffineria  come  quella  di  Gela  in  una
  raffineria  Drin  sia un modo per cercare di far convivere  le  due
  vocazioni. Quindi va vista in questa direzione non sicuramente come
  merce  di scambio per consentire il continuare, il perpetrarsi,  di
  nuove  trivellazioni e nuovi permessi, di cui tra l'altro -  volevo
  dire  ho ascoltato anche l'onorevole Foti con attenzione -  la  via
  nazionale la Commissione Via Vas nazionale che è la commissione che
  poi  esprime  i  pareri  su questo tipo di concessioni  ha  al  suo
  interno un rappresentante della Regione Sicilia.  In più un  errore
  di  fondo  -  secondo me- che tutti noi commettiamo,  è  quello  di
  pensare che la via nazionale dia l'autorizzazione, in realtà  è  un
  parere di compatibilità ambientale, è un parere endo-procedimentale
  rispetto  poi a delle autorizzazioni che certamente non ci  vengono
  imposte  dal Governo nazionale,  noi acquisiamo questo  parere  per
  tutte  quel tipo di concessioni che hanno la competenza  statale  e
  acquisiamo  il  parere della  via regionale  per  tutte  quelle  di
  competenza della Regione siciliana.
   Io  credo  che  il momento di riflessione invocato in  termini  di
  sospensione  in  attesa, più che altro un confronto  intesa  di  un
  confronto tra lo Svie sia un atto dovuto.
   Credo  che  sia  anche necessario e credo debba anche  servire  in
  qualche  modo  ad  affrontare il problema sismico  che  sicuramente
  tutti  quegli studi scientifici che eventualmente gli  MGV  come  è
  approvato sull'ordine del giorno della Commissione Ambiente servano
  per  capire, intanto se questo tipo di permesso è qualcosa che crea
  un  danno dal punto di vista ambientale o poi può diventare  invece
  una sorta anche di sviluppo economico per l'isola.

   PRESIDENTE.  Sospendo l'Aula giusto per un  minuto,  il  tempo  di
  distribuire  questi  emendamenti e  l'altro  emendamento  che  deve
  essere formalizzato

   MUSUMECI . Il Governo sembra accogliere la mozione.

   PRESIDENTE  .  Giusto per dare il tempo, onorevole  Musumeci,   di
  distribuire gli emendamenti e l'emendamento dell'onorevole Palmeri.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.50, è ripresa alle ore 17.57)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
  gli emendamenti n. 300.3, n. 300.2 e n. 300.1.
   CROCE,   assessore   per  il  territorio  e   l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli deputati, io parlavo della sospensione  delle
  richieste di autorizzazione.
   Per  quanto  riguarda  le autorizzazioni già  rilasciate  è  quasi
  impossibile,  da un punto di vista tecnico-formale,  sospendere  la
  autorizzazioni già rilasciate.
   La  mia proposta è quella di sospendere le nuove autorizzazioni e,
  qualora dal confronto con le nuove autorizzazioni venisse fuori una
  determinazione,   in  un  senso  o  in  un  altro,   applicare   la
  determinazione anche alle autorizzazioni già rilasciate.

   PALMERI.  Chiedo  di  votare  l'emendamento  così  come  è   stato
  modificato.

   PRESIDENTE.  L'Assessore ha fatto delle valutazioni.  Se  vogliamo
  andare  incontro  a queste osservazioni, anche con  la  valutazione
  appena espressa dall'onorevole Musumeci, questo andrebbe modificato
  con  un  sub emendamento. L'onorevole Palmeri insiste per lasciarlo
  in questo modo quindi va lasciato così com'è.

   MUSUMECI. Se il proponente insiste, noi lo votiamo cosi com'è.

   CROCE,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCE,   assessore   per  il  territorio  e   l'ambiente.   Signor
  Presidente,  ovviamente  su  questo  emendamento  c'è   il   parere
  contrario del Governo.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  ho  la
  necessità  di  chiedere  che  questo  argomento  si  affronti   con
  buonsenso  perché  non  è  un  argomento  di  poco  conto  per   le
  prospettive  della  Sicilia  né  lo  si  può  considerare  per  gli
  interessi che lo stesso determina.
   E' notoria la posizione che l'UDC ha assunto anche questa mattina,
  pur  tuttavia,  a  me non sembra utile che l'Assemblea,  in  questo
  minuto,  voti  contro  il  Governo, quando  il  Governo  chiede  di
  sospendere per un confronto con tutti.
   Diversamente,  diventa un atto fatto a colpi di maggioranza  o  di
  opposizione,  che  non  serve alla causa. Non  serve  neanche  alla
  politica, devo dire, ma certamente non serve ad affrontare un  tema
  così  delicato. Ragioniamo un attimo e raccogliamo la disponibilità
  del Governo a cercare un confronto.
   A  me  piace  dire  le cose tutte per come sono. Stamattina  mi  è
  dispiaciuto  che l'assessore ed il Presidente non fossero  presenti
  in  Commissione però, quando l'assemblea vota, nella sua sovranità,
  credo  che  debba  anche  sapere superare un'assenza,  più  o  meno
  giustificata,  ed io la considera un'assenza giustificata.  Ragione
  per  la  quale  ritengo che, piuttosto che mantenere  l'emendamento
  così  come  formulato,  bisogna raccogliere  la  disponibilità  del
  Governo.   Mi  dispiacerebbe  che  passasse  domani  un   messaggio
  sbagliato, e prego l'onorevole Cancelleri di riflettere  su  questa
  importante affermazione.
   Su  questo punto non c'è un mio governo o una sua opposizione. C'è
  il  buonsenso  che,  secondo  me, deve  appartenere  al  Governo  e
  all'Assemblea,  perché su questi temi non ci possiamo  distinguere.
  Vorrei  che  su questo punto si riflettesse. Mantenere e  fare  una
  prova  di  forza  da parte del Governo e da parte del  presentatore
  dell'emendamento non conviene a nessuno.
   Signor  Presidente, se ritiene utile anche una  breve  sospensione
  dei  lavori  per  verificare se le parti sono conciliabili,  io  lo
  auspico.  Non vorrei vedere il Governo soccombere su un  tema  come
  questo  o  l'opposizione esultare senza capire che questa battaglia
  appartiene a tutti e con buonsenso va affrontata.

   PRESIDENTE.  Onorevole Turano, la ringrazio per avere sottolineato
  che,  su questo aspetto, non ci sono né opposizione né maggioranza.
  Per  come  si  è  disposto il dibattito siamo  tutti  sulla  stessa
  frequenza.
   Vedo  che  è  stato presentato un emendamento 300.2 dall'onorevole
  Maggio  che  va  nella  stessa direzione di  quello  dell'onorevole
  Palmeri.
   Io, accogliendo la proposta dell'onorevole Turano, sospendo l'Aula
  per due minuti, per fare chiarezza su questo.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.04, è ripresa alle ore 18.07)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli    colleghi,   comunico   che   all'emendamento    300.3
  dell'onorevole Palmeri è stato presentato dagli onorevoli Maggio ed
  altri  il  sub  emendamento  300.3.1  cassare   nonché  quelle  già
  rilasciate .

   VINCIULLO. Signor Presidente, lei non è parziale. Non è  in  grado
  di gestire l'Aula, è d'accordo con i trivellatori

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, si segga o la faccio  accomodare
  fuori dall'Aula.

   MAGGIO. Chiedo di parlare per illustrare il sub emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo  che  sia
  assolutamente evidente il sub emendamento. Vuole cassare  la  parte
  che  parla di sospensione anche per le attività in corso. Credo che
  sia  evidente a tutti cosa significhino oggi le responsabilità  per
  l'amministrazione regionale e la sospensione di una attività già in
  corso.  Solo  questo. Dopo di che è chiaro, così  come  è  espresso
  l'emendamento,  che tutte le scelte che si faranno in  ordine  alle
  concessioni ancora da dare che si applicheranno gli stessi  criteri
  anche per quelle che sono le attività in atto.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub-emendamento 300.3.1. C'è una
  richiesta  di  verifica di numero legale. Ricordo che la  richiesta
  deve essere appoggiata da almeno cinque deputati.

            (proteste da parte del Movimento Cinque Stelle)

   Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (la seduta, sospesa alle ore 18.08, è ripresa alle ore 18.12)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io capisco che molti di voi  amano
  trasformare   questo  Parlamento  in  qualcos'altro   però   questo
  atteggiamento non è né tollerabile né decoroso.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per evitare  che
  degenerasse  la  seduta su un tema così importante mi  permetto  di
  stigmatizzare   la  richiesta  di  numero  legale  avanzata   dalla
  maggioranza,  fatto  assolutamente inusuale in tutte  le  assemblee
  elettive, non riesco davvero a spiegarlo e al tempo stesso io credo
  che  si  possa andare ugualmente al voto, pur col parere  contrario
  del  governo,  perché la mozione ha una sua dignità e le  eventuali
  responsabilità  che  potrebbero derivare  nel  contenzioso  per  le
  imprese che sono già in possesso di autorizzazione saranno valutate
  di  volta  in volta dal governo regionale che ne ha per  intero  la
  responsabilità. Non mi pare esistano concrete ragioni perché non si
  possa  procedere  alla  definizione di  questa  procedura.  Era  un
  contributo,  se  vuole alla moderazione, so che da  parte  mia  può
  sembrare persino paradossale, ma a volte so anche essere moderato.

   PRESIDENTE.  Io  la  ringrazio onorevole Musumeci,  però  mi  devo
  attenere  al  regolamento.  Se  viene  avanzata  una  richiesta  di
  verifica di numero legale, non posso che assecondarla.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome il fatto
  che  non  siamo  tanti probabilmente non per  responsabilità  degli
  assenti che certamente avranno inteso la seduta odierna come quelle
  sedute  di ordinaria amministrazione, in realtà il tema che  stiamo
  trattando  certamente è un tema - lo dico ai colleghi del Movimento
  Cinque  Stelle  e  all'onorevole Musumeci - da un  punto  di  vista
  regolamentare, se ci siano le condizioni, anziché noi che siamo  la
  primavera della maggioranza , mi faccia passare questa battuta   Se
  potessimo  immaginare,  assessore Croce   Posso  onorevole  Turano?
  Penso  che  sia  tema  dell'ambiente, mi perdoni  assessore  Croce,
  proverei  a  fare un ragionamento, siccome alla fine questo  ordine
  del  giorno,  più che da un punto di vista giuridico peserà  su  di
  lei,  assessore, da un punto di vista di qualunque scelta  che  lei
  adotterà, il Governo, e sarà il risultato di questa seduta,  al  di
  là poi del valore politico in sé o del valore normativo, perché non
  approviamo  una norma stiamo approvando l'ordine del giorno.  E  le
  posso  anche  dire che, per esempio, il suo predecessore  dei  beni
  culturali, ha approvato l'ordine del giorno per non dare esecuzione
  al  piano  paesaggistico in provincia di Agrigento e non diede  mai
  esecuzione.
   In  realtà,  questo  tema  è  talmente  pregnante  e  talmente  di
  attualità   che   io   proporrei  una  cosa,   signor   Presidente,
  l'approfondimento   delle  questioni,  anche   relativamente   alle
  concessioni  già  date, ritorni, rispetto a dati  elementi,  perché
  rischiamo qua semplicemente di dividerci non tra pro o contro,  tra
  chi  è  pro  totalmente  e chi invece vuole  vedere  esattamente  i
  contratti,   situazioni   giuridiche  in  essere   che   potrebbero
  teoricamente determinare danni enormi per la Regione, oppure marcia
  indietro,  marcia  indietro  un poco difficile,  come  il  Muos  di
  Niscemi.
   Possiamo provare a rimandare tutto nella IV commissione, visto che
  manca, no il presidente Trizzino c'è.
   Sto  parlando, per cui,  non è la mozione  La mozione,  presidente
  del  Movimento 5 Stelle, è arrivata in un modo ed oggi  rischia  di
  uscire  in  un  altro  modo. E' la prima volta  che  vedo  emendate
  mozioni.

   PRESIDENTE.  Onorevole Panepinto, la prego di  concludere  il  suo
  intervento.

   PANEPINTO.  Concludo.  La mia richiesta, che faccio  all'onorevole
  Musumeci,  all'onorevole capogruppo di Forza Italia,  è  quella  di
  immaginare  un  ragionamento più composto e  più  composito  in  IV
  commissione, per poi ritornare con una risoluzione in Aula che veda
  un  approfondimento  di tutte le questioni  rispetto  al  tema  che
  stasera  potrebbe  essere dirimente, che è  quello  di  sospendere,
  anche se come atto politico, le concessioni in atto.
   Ho  un'altra idea, e mi piacerebbe confrontarmi in IV commissione,
  e  vorrei  capire anche dati, numeri, quante concessioni  ci  sono,
  perché  ad  oggi  stiamo ragionando solo ed esclusivamente  non  su
  tutto l'articolo, ma sui titoli dei giornali.
   Mi  farebbe piacere che ci fosse, onorevole Cancelleri, un atto di
  buon senso, altrimenti, quella di oggi sarebbe una seduta ordinaria
  votando cose importanti.

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.  Signor Presidente, avevo chiesto di parlare molto  prima
  di  quanti  hanno  parlato sin ad adesso. Signor Presidente,  tutta
  questa  fretta di andare a votare non ce l'avrei, perché non  credo
  che  con  questa mozione dobbiamo fare una divisione tra  chi  è  a
  favore e chi è contro.
   Non dimentichiamoci che qualche giorno fa, su queste   volevo fare
  notare  una  cosa molto importante, che su questa cosa  che  stiamo
  discutendo  questa sera, qualche giorno fa a Roma  si  è  fatto  un
  accordo,  quindi, non è che possiamo fare finta che non è  successo
  niente?  Non  è che possiamo dimenticare che ci sono degli  accordi
  che riguardano 2000 lavoratori che sono del sud della provincia  di
  Caltanissetta?
   Non  possiamo  e non dobbiamo dare un valore ideologico  a  questa
  mozione, tra quelli che sono buoni   Signor Presidente se l'Aula  è
  disponibile  ad  ascoltarmi, io parlo, altrimenti,  ne  posso  fare
  tranquillamente a meno

   PRESIDENTE.  Onorevole  Arancio,  si  rivolga  alla  Presidenza  e
  concluda il suo intervento.

   ARANCIO. Questo tifo da calcio, che è tipico degli stadi ma non di
  un assemblea legislativa, mi pare anche fuori luogo.
   Io  penso  che  sia necessario approfondire questa  mozione  e  il
  risultato  di questa mozione perché dobbiamo trovare la giusta  via
  di  mezzo  e  mi  pare che la mozione presentata dai miei  colleghi
  Maggio,   Cirone e vedo altri nomi, sia il giusto equilibrio  e  mi
  pare  che  anche il Governo si sia, signor Assessore  mi  pare  che
  anche  lei  sia  indirizzato verso questo tipo di proposta,  perché
  Presidente  è  successo qualcosa di nuovo. Non dimentichiamoci  che
  sull'off-shore  e  sulle perforazioni in terra  è  stato  fatto  un
  accordo,  quindi chiederei ai colleghi del Movimento Cinque  Stelle
  che   anche   questo  aspetto,  considerato  che  è  stato   calato
  nell'accordo  al  MISE, in questa mozione venga considerato  perché
  riguarda  il  destino di duemila persone, quindi non  possiamo  qua
  dividerci,  chiedere  il  numero  legale,   o  tra  maggioranza  ed
  opposizione,  qui  io  chiedo che ci sia un  ragionamento  di  buon
  senso,  come  mi  pare  è  stato  fatto  dal  capogruppo  dell'UDC,
  onorevole Turano.
   Non  possiamo dividerci dal punto di vista ideale perché riguarda,
  e lo ripeto per la terza volta, il destino di duemila persone e sul
  destino  delle persone non ci possiamo giocare, c'è una  città  che
  sta  per  essere destrutturata, comunque  una città che per davvero
  potrebbe  essere desertificata,  quindi penso che ci si ripensi  un
  poco  o nelle more che venga votato l'emendamento proposto dai miei
  colleghi.

   PRESIDENTE.  Adesso basta con gli interventi perché vede onorevole
  Arancio,  un  attimo solo signor Assessore perché  da  qui  non  ne
  usciamo  più, purtroppo il buon senso non sembra regnare in  questo
  momento  in questa Assemblea. Allora io procedo, così come  avevamo
  detto,    .  Basta  così onorevole Oddo, perché  altrimenti  stiamo
  andando  avanti in una discussione assolutamente sterile,  che  non
  porta  da  nessuna parte, quando tra l'altro sembra che dappertutto
  ci sia un accordo di fondo.
   Io  procedo in base al Regolamento, onorevole Vinciullo, al  quale
  faccio  un  invito  di controllarsi quando ci  si  rivolge  ad  una
  Presidenza, a prescindere da che la presiede, lei si rivolge ad una
  istituzione e non può permettersi di parlare nel modo che ha  usato
  prima e mi lagno del fatto che sia stato proprio lei , persona  che
  personalmente stimo.

   VINCIULLO. Lei si faccia il Presidente.

   PRESIDENTE. Detto questo, eravamo arrivati alla votazione del  sub
  emendamento  n.  300.3.1  ed era stata avanzata  una  richiesta  di
  verifica  del  numero legale che deve essere appoggiata  da  almeno
  cinque deputati.

                Richiesta di verifica del numero legale

   Si passa alla verifica dei richiedenti.

                          (applausi ironici)

   PRESIDENTE. Non vi permetto di usare questi toni da stadio, perché
  altrimenti chiamo i questori e andate a fare lo stadio da  un'altra
  parte.  Il  funzionario qui, e lo possiamo vedere  dallo  stampato,
  prima  ha fatto la verifica della richiesta del numero richiedenti,
  poi ha verificato il numero legale.
   Adesso   io  verifico,  perché  non  tollero  che  nessuno   possa
  comportarsi in questa Aula in questo modo.

     (La seduta, sospesa alle ore 18,24 è ripresa alle ore 18,25)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la richiesta di numero  legale  è
  stata respinta perché non si è raggiunto il quorum.

       (Applausi dai banchi del gruppo Movimento Cinque Stelle)

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Turano, siamo in votazione.  Lo  richiedete
  per l'emendamento.
   Onorevole Turano, la prego. Può richiedere la verifica del  numero
  legale per l'emendamento, la prego di accomodarsi e procediamo  col
  voto.
   Pongo   in   votazione   il  subemendamento   300.3.1,   a   firma
  dell'onorevole Maggio.
   Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE   Col  parere  favorevole  del  Governo  lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 300.3, a firma dell'onorevole
  Palmeri.
   Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

    PRESIDENTE   Col  parere  contrario  del  Governo  lo  pongo   in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  L'emendamento  300.2  è  precluso  da  quello  appena
  votato.   Passiamo   quindi   all'emendamento   300.1,   a    firma
  dell'onorevole Vinciullo.
   Onorevole  Musumeci  è un emendamento aggiuntivo.  Se  l'onorevole
  Vinciullo lo considera assorbito dal primo non lo votiamo.

   VINCIULLO. Assolutamente no.

   PRESIDENTE. Benissimo. Pongo in votazione l'emendamento 300.1.  Il
  parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

    PRESIDENTE   Col  parere  contrario  del  Governo  lo  pongo   in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  L'ordine del giorno relativo alla mozione  va  votato
  subito dopo il voto della mozione.

   MUSUMECI. Non ho sentito il risultato del voto della mozione.

   PRESIDENTE.  L'ultimo  emendamento  è  approvato.  Adesso   stiamo
  votando la mozione così come emendata.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, per quanto mi riguarda,  nonostante
  avessimo  voluto un approfondimento in Commissione -  perché  è  un
  tema talmente serio che trattarlo solo, anche se con entusiasmo, ma
  privo di presupposti per quello che dovrebbe procurare come effetti
  sul Governo - io voterò la mozione, perché non ci possono essere

       (Applausi dai banchi del gruppo Movimento Cinque Stelle)

   PANEPINTO per cui io dichiaro il mio voto favorevole alla mozione.

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sono  iscritti  a  parlare  per
  dichiarazione di voto gli onorevoli Ferrandelli, Turano, Trizzino e
  Cimino.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Ferrandelli.

   FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a  me  spiace,
  chiaramente,  che  non  sia  passato  l'emendamento  dell'onorevole
  Maggio  perché  poteva  essere un emendamento  di  buon  senso,  ma
  comunque,  nonostante  questo, voterò favorevolmente  alla  mozione
  perché  ritengo  che  ci  sia tanto buon  senso  all'interno  della
  mozione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a  me  spiace  che
  utilizziamo  un  argomento  così  rilevante  come  un  cavallo   di
  battaglia su cui domani potere fare dichiarazioni sulla stampa  per
  dire che vi era qualcuno contro una mozione o qualcuno a favore  di
  una  mozione,  cosa che in politica ci sta, perché  si  può  votare
  liberamente   secondo  il  proprio  convincimento   e   nessuno   è
  autorizzato a criminalizzare qualcuno.
   Però,  qualcuno pensa di potere spendere il nome di un partito  su
  una  battaglia così importante? Forse qualcuno ritiene che  qua  vi
  siano  interessi da difendere in un senso o nell'altro? Io  non  lo
  nego: ho un interesse prevalente da difendere ed è l'interesse  del
  futuro  dei miei figli e questo non vorrei apparisse essere  difeso
  dall'onorevole Turano, o dall'Udc, o dal Movimento Cinque Stelle, o
  da altri partiti, perché di questo stiamo parlando
   Allora, quando con buon senso si è chiesto un rinvio da un lato in
  Commissione  e  dall'altro lato ad altra seduta, per  permettere  a
  tutta  l'Assemblea  di partecipare ai lavori, si  è  forse  chiesto
  qualcosa  di  inopportuno? Io non credo che qualcuno  domani  possa
  dire  che  c'era un Assemblea distratta o disinteressata  a  questo
  argomento.  Onorevole Vinciullo, lei è esperto di quest'Aula  e  sa
  che  sto  dicendo la verità, e sa pure che su questo argomento  non
  solo non si era preparati perché il Governo non aveva garantito  la
  sua  presenza, ed io che sono un uomo di Governo che ha, come dire,
  la  passione anche di difendere il Governo quando se lo merita, non
  mi sento di fare un appunto a questo assessore, che è nuovo, che si
  è insediato da appena una settimana, così come non mi sento di dire
  che  il precedente assessore, che era conterraneo come lei, si  era
  occupato  di questo problema. Allora, il buon senso, solo  il  buon
  senso,  porterebbe a dire di rinviare il voto finale alla  prossima
  settimana,  perché  ogni  parlamentare, ogni  Gruppo  parlamentare,
  possa esprimere le proprie opinioni.
   L'onorevole Ferrandelli dice che in questa mozione c'è tanto  buon
  senso.  E  chi lo nega. Ma questo non significa che oggi  si  possa
  liquidare  l'approvazione  di  una  mozione  così  rilevante  o  la
  bocciatura, qualora ce ne siano i numeri, a colpi di maggioranza o,
  permettetemi  di  dirlo,  neanche  a  colpi  di  maggioranza  o  di
  minoranza,  a  colpi di voti d'Aula in un Aula  semivuota  o  quasi
  deserta

   FERRANDELLI. Sei l'ultimo dei Crocettiani.

   TURANO.  No,  no, no, non ci stiamo occupando di un  question-time
  che  riguarda un fatto che è accaduto in una porzione qualunque del
  territorio   siciliano,   ci   stiamo   occupando   di   un    tema
  importantissimo  che ha implicazioni nazionali,  e  io  dico  anche
  internazionali,  che  non  può essere affrontato  come  oggi  si  è
  affrontato.
   E  con questo voglio dare merito anche al Movimento Cinque Stelle,
  che oggi qua compattamente porta una posizione politica che sarebbe
  grave se si pensasse diventasse la posizione politica di tutti.
   Perché  io  nel merito posso essere pure d'accordo, ma nel  metodo
  ritengo  che un argomento come questo debba avere il contributo  di
  tutte  le  forze  politiche. E a me piacerebbe che questa  mozione,
  alla  fine,  fosse  approvata all'unanimità. Quante  volte  abbiamo
  approvato all'unanimità delle leggi in quest'Aula considerando  una
  legge  che  veniva  approvata una legge  patrimonio  dell'Assemblea
  regionale nella sua interezza o patrimonio della Regione  stessa  o
  del Governo?
   Presidente  anche  lei mette fretta? Qua c'è un  incendio,  stiamo
  cercando  di spegnerlo, ed io ho una richiesta da fare ai colleghi,
  ho  una  richiesta da fare all'onorevole Zafarana,  capogruppo  del
  Movimento  Cinque Stelle, , che è quella di rinviare il  voto  alla
  prossima seduta e quando lei alza la manina intendendo dire no, non
  fa un gesto di responsabilità politica, se così dovesse essere.
   Io  non intendo partecipare al voto di quest'Aula perché su questo
  argomento  non penso che ci possano essere distinzioni,  mi  vorrei
  distinguere dai colleghi nel merito qualora non lo condividessi, ma
  non  voglio - e resti agli atti del Parlamento - che qualcuno pensi
  di utilizzare questo argomento come un argomento qualunque.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io  voterò  a
  favore  dalla  mozione, che ha i contenuti più o  meno  identici  a
  quelli  che  sono presenti nella mozione presentata  dalla  maggior
  parte dei componenti del Gruppo del PD.
   La  voterò anche se dissento, così come è stato fatto presente con
  quel  sub-emendamento, nella parte relativamente  alla  sospensione
  delle attività già in corso, perché mi rendo conto che si tratta di
  un  passaggio  importante, un passaggio difficile. Avrei  preferito
  invece  trovare un'altra soluzione, che sicuramente verrà stimolata
  dal  dibattito di oggi e all'interno del Governo, perché  si  trovi
  nel più breve tempo possibile lo spazio per ragionare su quello che
  deve  essere  da  questo punto di vista la Sicilia e  quali  devono
  essere le prospettive future della Sicilia. E poi, del resto stiamo
  parlando  di una mozione che ha proprio questa funzione, quella  di
  sollecitare,  impegnare il Governo ad assumere delle  decisioni,  e
  siccome  questa  mozione  non è l'unica  ma  dibatteremo  di  altre
  mozioni,  sicuramente ci sarà la possibilità di rivedere,  di  dare
  indicazioni e di impegnare il Governo anche su altri percorsi

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il basso  livello
  di  partecipazione  dei deputati in quest'Aula  secondo  me  non  è
  indice  per  poter individuare la data successiva della trattazione
  di queste mozioni, ma è motivo per riflettere su una responsabilità
  degli  assenti.  Perché nel momento in cui  ci  sono  tutti  questi
  deputati assenti, magari alcuni saranno giustificati, ma la maggior
  parte di questi probabilmente non ha interesse a trattare una delle
  materie  sulle quali si è determinata la maggior parte dei Consigli
  regionali d'Italia.
   E  ne  è  prova il fatto che le determinazioni di cui  ho  parlato
  prima  quando ho trattato la Commissione Ambiente, sono  state  già
  avviate dalla maggior parte dei Consigli regionali italiani.
   Poi  mi stupisce come l'onorevole Panepinto, che è deputato sempre
  presente  nella  Commissione, soprattutto  su  temi  delicati  come
  quelli  del  servizio  idrico, dica che la  Commissione  non  si  è
  impegnata ad approfondire la materia delle trivellazioni, quando sa
  benissimo .

   PANEPINTO. Trizzino non ho detto questo.

   TRIZZINO.  Fammi finire onorevole Panepinto, la volevo rassicurare
  del fatto che la Commissione ha approfondito questa materia già due
  anni  fa  con  due sedute della Commissione tra l'altro  credo  una
  congiunta  con  la  Commissione Sanità  adesso  non  ricordo  bene,
  all'interno    della   quale   hanno   partecipato    numerosissimi
  associazioni,  rappresentanti di interessi diffusi.  Lo  stesso  ed
  identico tema è stato approfondito anche oggi.
   Hanno   partecipato  a  questa  audizione  che  ha  composto   una
  istruttoria servita anche a determinarsi su questa questione, oltre
  quindici tecnici tutti qualificati, chimici, ingegneri, che in modo
  laico hanno rappresentato il problema.
   Ma  la  cosa più importante che sono intervenuti quindici deputati
  di questo Parlamento, io mi limito a ricordare, quindi fanno capire
  che  c'è  stato una approfondimento della materia. Sono intervenuti
  l'onorevole  Milazzo,  l'onorevole Foti,  Fazio,  Maggio,  Assenza,
  Cirone, Malafarina, Tancredi, Sorbello, Palmeri, si è sviluppato su
  questo tema una disamine talmente compiuta che tra l'altro andava a
  riprendere  quello che era stato già fatto due anni fa che  secondo
  me  esaurisce  quello che tutta la questione  e  tutti  quelli  che
  possono  essere  i profili di dubbio che mantengono  aperti  questa
  questione.
   Secondo  me  l'Aula è ben pronta per poter votare  consapevolmente
  questo  tema.  Che  ripeto  è  stato  ampiamente  affrontato  nella
  Commissione di merito.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino.
   Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  io   riprendo
  l'intervento  anche  del  collega  Turano  che  si  è   allontanato
  dall'Aula, perché l'argomento così delicato deve potere essere caro
  onorevole  Trizzino  un elemento di forza non tanto  di  un  gruppo
  parlamentare, ma un elemento di forza del Parlamento e del  Governo
  per  potere  realizzare quelle condizioni vere  di  sviluppo  e  di
  rispetto del nostro territorio.
   Io   ho   apprezzato  notevolmente  l'intervento  che   ha   fatto
  l'assessore Croce, perché la sua competenza in materia, ed anche le
  sue  relazioni  tecniche non solo in Sicilia  ma  anche  a  livello
  nazionale  possono  dare un serio contributo ad  affrontare  questo
  argomento.  Io ritengo che la possibilità di rinviare  questo  voto
  sebbene  di  fatto già un voto scontato, può dare a  noi  tutti  la
  possibilità  non di giocare una partita per avere  una  pagina  sul
  giornale  di  domani mattina di una battaglia fatta  da  un  gruppo
  parlamentare ma giuridicamente onorevoli colleghi che valore ha  la
  mozione? Stiamo attenti perché questa Aula ha approvato leggi  voto
  che  a  Roma  non  hanno nessun senso, la mozione  che  obbliga  il
  Governo a non dare pareri e vincolante rispetto al Tar, rispetto al
  CGA, rispetto alle tempistiche delle leggi di questa Regione?
   Io  sono  favorevole  a  quanto riportato in  questa  mozione.  La
  condivido,  però capisco che oggi è necessario creare le condizioni
  che in Sicilia tra i gruppi parlamenti e il governo e anche chi  ha
  la  possibilità di avere una forte rappresentanza alla Camera e  al
  Senato, di far valere le ragioni di questa nostra Regione, rispetto
  a  problematiche che rischiamo di trasformare come  discussione  di
  una giornata per un buon comunicato stampa, ma che di fatto poi non
  realizzano l'obiettivo nobile che il gruppo parlamentare dei Cinque
  stelle,  sta  portando  avanti e che io  francamente  sono  portato
  pienamente a condividere.
   Ma  apprezzo l'intervento dell'assessore Croce perché ritengo  che
  oggi  questa mozione può diventare un elemento di forza  per  poter
  dialogare e discutere con Roma non con una competenza limitata, con
  un'autorevolezza  dimezzata ma con un progetto che  è  condiviso  -
  come   ben   è   stato  fatto  dalla  Commissione  parlamentare   -
  dall'Assemblea e dal Governo nel suo insieme.
   Da  un certo punto di vista dobbiamo anche riconoscere qual  è  la
  forza  parlamentare, qual è il ruolo che in questi anni hanno avuto
  gli ordini del giorno approvati in quest'Aula.
   Il  caro  amico  onorevole Panepinto ha  fatto  approvare  -  caro
  assessore per i beni culturali - un ordine del giorno direi nobile,
  che  era  quello che sbloccava il via libero a piano paesaggistico,
  ordine  del  giorno che, a livello di stampa, ha avuto  una  grande
  visibilità  ma  che,  di fatto, sul territorio non  ha  determinato
  niente  perché poi le Amministrazioni hanno dovuto eseguire  quelle
  regole  non  apprezzate  non  solo da  quest'Assemblea  ma  neanche
  dall'ordine  degli architetti, degli ingegneri, dei geologi,  direi
  dalle  naturali consultazioni che bisogna fare prima di individuare
  un percorso di questo genere.
   Allora  per  un lavoro così importante, così come è stata  scritta
  questa  mozione, io consiglio che vi sia un maggior  coinvolgimento
  rispetto all'attività di governo per avviare anche un dialogo  vero
  con  il Governo nazionale su questi tempi nella prospettiva che  il
  gruppo  5  Stelle è un gruppo molto presente in Aula,  non  solo  a
  Palermo  ma  anche  a  Roma e certe battaglie  possono  trovare  un
  progetto  di  condivisione, posto che ancora oggi  su  delle  leggi
  voto,  votate  all'unanimità qui a Palermo, a  Roma  nessuno  si  è
  alzato   per  dire  di  trattare  il  problema  che  attiene   alle
  specificità dello Statuto della Regione siciliana.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  io
  non manco mai di rispetto al Presidente dell'Assemblea nella misura
  in  cui  il  Presidente esercita le sue funzioni nel  rispetto  del
  Regolamento.  Quando ciò non accade e il Presidente dell'Assemblea,
  anziché  far scorrere il regolare svolgimento dei lavori, fa  altro
  allora io posso - come ho fatto oggi -  ..

   PRESIDENTE.  Scusi,  non  mi risulta di  aver  fatto  qualcosa  di
  diverso.

   VINCIULLO   ..  io  posso alzare la voce e non sono  assolutamente
  pentito di quello che ho fatto, lo rifarei altre tremila volte ogni
  qualvolta lei si comporterà come si è comportato questa sera.

   PRESIDENTE.  A  che cosa si riferisce, onorevole  Vinciullo?  Cosa
  intende dire?

   VINCIULLO.  Se  ne renderà conto leggendo il verbale  d'Aula,  non
  intendo  polemizzare assolutamente con lei. Io tengo tanto  al  mio
  ruolo che non polemizzo con lei.
   Oggi  i  problemi  sono due: uno di strategia politica  e  l'altro
  riguarda la mozione.
   La  prima  cosa:  la maggioranza è nata morta.  Possiamo  noi  non
  prendere  atto che la maggioranza del nuovo Governo,  del  Lombardo
  VIII   non   esiste  completamente?  Oppure  lei   pensa   che   la
  responsabilità dell'assenza in Aula dei deputati della  maggioranza
  sia da ascrivere a noi che, invece siamo presenti in Aula?
   Nemmeno Pirandello avrebbe immaginato una cosa del genere, per cui
  chi è presente ha torto e chi è assente ha ragione.
   Per  cui si propone di rinviare la mozione, come se questa mozione
  non  fosse stata presentata il 6 maggio e dal 6 maggio non  fossero
  trascorsi cinque messi e noi non avessimo avuto ben 150 giorni  per
  esaminare, discutere ed approvare questa mozione.

                          (Applausi in Aula)

   Questa  è  una maggioranza che nasce morta. Ha ragione l'onorevole
  Turano  quando  dice  che è un problema importante.  Ma  perché  la
  maggioranza  non  è presente in Aula? Perché la  maggioranza  si  è
  assentata?  Perché la maggioranza, su un argomento così importante,
  ha battuto in ritirata?
   E'  come  quando la domenica il sacerdote fa la predica  e  se  la
  prende  con i parrocchiani presenti in chiesa, un errore gravissimo
  che fa il parroco
   Mi  pare  di  capire  che è lo stesso errore  che  qualcuno  vuole
  ripetere oggi. Chi è presente ha torto; chi è assente ha ragione.
   Per  cui,  quest'Aula che non lavora, che lavora poco, che  lavora
  male, una volta che sta discutendo una mozione, non deve approvarla
  perché gli assenti hanno ragione ed i presenti hanno torto.
   Questo  è un ribaltamento della morale, non un ribaltamento  della
  politica,   perché   potrebbe  essere  accettato,   se   fosse   un
  ribaltamento della politica. In politica tutto è possibile. Qui c'è
  un  tentativo  di  ribaltare la morale, c'è  il  tentativo  di  far
  apparire come giusto l'ingiusto e viceversa. Per essere chiari, noi
  siamo qui, signor Presidente, ed intendiamo votare la mozione.
   Una  mozione  che  abbiamo  avuto tutti modo  di  illustrare,  una
  mozione  che  mi fa piacere autorevoli esponenti del centrosinistra
  hanno deciso di votare.
   Non si capisce, nemmeno, perché l'atteggiamento di una parte della
  pseudo  maggioranza,  che  è assoluta minoranza  in  Aula,  anziché
  cercare  di dialogare con l'opposizione che è maggioranza in  Aula,
  cerca  di mettere in atto, coinvolgendo la presidenza con una serie
  di  mezzucci  che non possiamo accettare, non possiamo tollerare  e
  non possiamo assolutamente sopportare.
   Per questo motivo, signor Presidente, la cosa giusta sarebbe stata
  che  lei  fosse  veramente al di sopra delle parti,  che  desse  la
  possibilità  ai  partiti  di discutere  su  questa  vicenda  e  che
  prendesse atto che la maggioranza non esiste, che la maggioranza  è
  assente,  che  la maggioranza si è liquefatta al primo appuntamento
  politico   importante.  E'  questa  la  verità,  che   non   potete
  assolutamente nascondere.
   Forse  da  qui  a qualche mese, cari assessori, si  darà  vita  al
  Lombardo  nono, poi al Lombardo decimo. Del resto,  lo  sapete,  ci
  sono assessori che durano meno di un mese in questa maggioranza.
   Il  dato  di fatto è questo. C'è un'opposizione presente in  Aula,
  un'opposizione responsabile, un'opposizione che viene qui per  fare
  le  leggi e c'è una maggioranza che è assente ingiustificata e  che
  non merita, quindi, la fiducia del paese.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Vinciullo,  se   per   mezzucci   intende
  l'applicazione del Regolamento, che tutti quanti conoscono,  è  una
  cosa.  Se  intende  qualcosa  di diverso  che  è  contenuto  in  un
  Regolamento, ce lo faccia avere, applicheremo anche quello se verrà
  accettato da questa Assemblea.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                          Per fatto personale

   PANEPINTO. Chiedo di intervenire per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  presidente, la ringrazio per  avermi  dato  la
  parola per fatto personale,
   Siccome l'onorevole Trizzino, persona squisita ma che alle  volte,
  nella  foga, non è in grado, non perché mi spieghi male, ma  perché
  onestamente  fatica a comprendere bene quello che voglio  dire,  io
  non  ho detto  la commissione . Io ho detto che la questione merita
  un po' di approfondimento.
   Aggiungo  che  la  Commissione, anche quella  di  oggi,  onorevole
  Trizzino,  non ha trattato questo ordine del giorno.  Ha  trattato,
  esattamente, un disegno di legge che è stato convertito  in  legge,
  che  è  un'altra  cosa. Se dobbiamo lavorare per la propaganda,  va
  bene.  Oggi è propaganda ed io voterò con voi. Se dobbiamo  entrare
  nel  merito  delle questioni, allora è diverso, perché  l'onorevole
  Marica  Di  Girolamo  diceva  che 390 consigli  comunale  voteranno
  l'ordine del giorno.
   La  valenza di quegli ordini del giorno sta nei 390, non perché il
  Comune  di  Bivona, dove sono sindaco voterà l'ordine  del  giorno.
  Potrò  anche  far  dichiarare guerra alla  Russia.  Ovviamente,  la
  Russia  non  lo  saprà mai, così come nemmeno le lobby  che  stanno
  attorno  a queste indagini che hanno fatto e che anche io, nel  mio
  territorio, ho visto avviare. Si tratta di un'altra cosa.
   Se  dobbiamo  guadagnarci  un   post   con  cento   mi  piace   su
  facebook, va bene  Se dobbiamo impedire o dobbiamo entrare, con  un
  lavoro  che  avevo  visto  e  apprezzo  l'onorevole  La  Rocca  del
  Movimento Cinque Stelle che comprende, esattamente il rapporto  dei
  siciliani con l'estrazione petrolifera, con le nuove ricerche,  con
  quello  che vogliono fare sia a mare che su terraferma, è  un'altra
  cosa, e questo lo sappiamo.
   Detto  questo,  mi spiace, l'onorevole Vinciullo è  un  mio  amico
  anche autorevole, peraltro lo devo correggere che Pirandello non si
  sarebbe  preoccupato di un Parlamento perché aveva preso la tessera
  fascista e notoriamente aveva abolito i Parlamenti.
   Signor  Presidente,  se quando siamo in pochi  facciamo  diventare
  questa tribuna come quelle postazioni da  bash for  dove quello che
  grida  di più ha ragione, attenzione arriveremo al punto, onorevole
  Vinciullo, che non ci sarà nemmeno qualche parente che ci ascolterà
  in streaming.
   Non  esageriamo  con le indignazioni, perché oggi  è  una  partita
  amichevole  che si sta tenendo in  un autorevole Parlamento,  oltre
  questo non è.
   Non  diamo  significati particolari, è un ordine  del  giorno  che
  debbo  dire  si fermerà alla propaganda e mi dispiace che  il  buon
  lavoro  fatto  dall'onorevole La Rocca non sia stato oggetto  della
  Commissione - onorevole Trizzino la prego di ascoltarmi non  perché
  avrà  molto  da  imparare da me ma perché l'ascolto aiuta  anche  a
  capire  meglio  le  cose  - però è chiaro  che  la  Commissione  ha
  trattato altro, non ha trattato questo ordine del giorno.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  credo  che
  inutilmente qualche collega abbia voluto sovraccaricare un'attività
  di  indirizzo che il Parlamento oggi sta svolgendo regolarmente, in
  maniera anche ordinata - aldilà di qualche scaramuccia che è  nelle
  cose - Presidente che non la deve né allarmare, né impensierire più
  di tanto perché ci sta anche.
   Oggi cosa abbiamo fatto? Abbaimo fatto un lavoro di una parte  del
  Parlamento che ha voluto, ha pensato, ha immaginato, ha lavorato su
  uno  o  più  atti di indirizzo, li ha presentati, oggi  li  abbiamo
  approfonditi e li stiamo dibattendo.
   Io  devo  dire  che il lavoro, magari non di tutto il  Parlamento,
  assolutamente,  ma di una parte che è presente  stasera  e  che  in
  maniera diligente e rispettosa delle istituzioni è qua a dibattere,
  null'altro assessore Croce.
   All'Assessore, giustamente, l'onere di assumere poi una  decisione
  sulla scorta di quello che deriverà da questa mozione, anche se poi
  devo  dire dall'altro lato e lo voglio dire ai colleghi:  Purtroppo
  colleghi qua noi stiamo dibattendo, forse anche in ritardo, su  una
  questione che già è stata superata dall'articolo 38 della legge che
  qualificando  come  l'attività di ricerca, di  introspezione  e  di
  coltivazione di idrocarburi in Sicilia, come attività  di  pubblica
  utilità,  dando  un  termine  ultimo al 31.12.2014  per  completare
  l'iter.
   E'  chiaro,  di fatto ha superato qualunque tipo di indirizzo  che
  noi  vogliamo dare al Governo, perché il Governo sarà  costretto  a
  procedere   sulla  scorta  di  questa  norma  comunque  nella   sua
  procedura   è  chiaro  da un lato il mio personale  interesse  come
  persona ma come Gruppo parlamentare a questo tema, dall'altro  lato
  il  rammarico  e lo voglio dire alla Presidenza che questioni  così
  attuali,  così cocenti, così importanti e di prospettive strategica
  per la nostra Terra non possono essere affrontate dopo cinque mesi
   Presidente   Venturino,   qui  abbiamo  delle   questioni,   delle
  interrogazioni, degli atti parlamentari che ancora dopo un anno non
  vengono portati all'attenzione del dibattito di questa Aula, perché
  c'è  stato  un di precedenti, coi Governi precedenti che il  centro
  destra  ha  abbattuto  assieme  al Movimento  Cinque  Stelle.  Ecco
  l'importanza  della  nostra  mozione  di  sfiducia  al   Presidente
  Crocetta.
   Fortunatamente,  onorevole Panepinto, onorevole Maggio,  onorevole
  Cirone,  onorevoli  tutti  della  ritrovata  primavera  di   questa
  maggioranza  e di questo Governo, noi siamo ben lieti di  auspicare
  che il nuovo Governo applichi una nuova fase e non lo chiediamo noi
  come  parlamentari,  lo  chiediamo noi come  siciliani,  perché  in
  questo momento ad oggi c'è stato il nulla. Tutti abbiamo detto  che
  è  una  giunta  di profilo alto, prestigioso, ma mio malgrado  devo
  constatare  che,  se  da un lato abbiamo un governo  che  oggi  può
  rappresentare una svolta, dall'altro lato vorrei chiedere dov'è  la
  maggioranza.  La maggioranza, può nascondersi dietro una  richiesta
  di numero legale?
   Voglio  dire che noi, come forza politica, ma abbiamo ottenuto  la
  firma  anche  di  altri colleghi, dall'onorevole  Mangiacavallo  ad
  altri  colleghi,  abbiamo presentato, oltre che per  dare  maggiore
  forza  alla  mozione che potrebbe essere superata,  un  ordine  del
  giorno  che è stato predisposto dall'onorevole Assenza,  col  quale
  noi  chiediamo due cose sostanzialmente: che il governo  regionale,
  se  vuole  dare  veramente  seguito  alla  mozione  di  oggi,  deve
  impugnare   dinanzi  la  Corte  costituzionale  l'articolo   36   e
  soprattutto  l'articolo 38 del D.L. 133 e in più deve dare  seguito
  al  referendum  abrogativo di questa norma,  perché  altrimenti  la
  mozione, ancorché sarà votata da tutti noi, sarà purtroppo un  atto
  che  rimarrà in qualche archivio e l'assessore Croce, con tutta  la
  buona volontà, non lo leggerà anche se lo volesse fare.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che provo
  una profonda amarezza nel vedere come si è trasceso questa sera  su
  una   vicenda   di  grandissimo  profilo  politico,  istituzionale,
  ambientale.  E'  stata trattata qui in termini di appartenenza,  si
  sono  sciorinate  bandiere di partito, si sono  schierati  in  Aula
  piccoli  eserciti  che  perseguono davvero  il  bene  della  nostra
  collettività,  oppure  sono  a caccia  di  pagelline  che  i  media
  sicuramente daranno?
   Ma  è facile essere protagonisti un giorno, il giorno dopo, quando
  i  problemi  si  fanno  cogenti, e le questioni  meritano  risposte
  approfondite, i media sono pronti a mettere le pagelline davvero  a
  chi   costruisce  risposte  serie  e  le  porta  avanti   poi   con
  determinazione, perché diventino fatti e progetti e a chi invece si
  è limitato a una dichiarazione sulla stampa.
   Questa  mia  amarezza volevo condividerla con i  colleghi  di  cui
  apprezzo  il lavoro, di cui apprezzo la tenacia, la determinazione,
  il  coraggio  col  quale stanno affrontando,  anche  attraverso  le
  mozioni  presentate,  questo  tema,  ma  credo  che  abbiamo  perso
  l'occasione di determinare una svolta dei comportamenti  di  questo
  Parlamento,  su  una vicenda che,  al di là dello  schieramento  di
  maggioranza ed opposizione, credo appartenga un po' a tutti.
   Certo  ci  possono  essere  sfumature diverse,  ma  aveva  ragione
  l'onorevole Cimino a ricordarci che questa partita la giochiamo qui
  relativamente.  Ciò  che  importa è come la  giochiamo,  con  quale
  livello di coesione, rispetto a scelte che il Governo nazionale  ha
  già  fatto e rispetto alle quali siamo in ritardo. In ritardo, devo
  dire, massimo.
   Mi  chiedo, poi, perché non debba dirsi che, per esempio,  mozioni
  sono  state  presentate  dal Partito democratico  su  questo  tema.
  Perché  vedete  anche nel nostro modo di operare, di organizzare  i
  lavori  in  quest'Aula, c'è qualcosa da dire. Quando le mozioni  si
  orientano  tutte sullo stesso tema, sarebbe il caso che arrivassero
  tutte  insieme  alla discussione dell'Aula, per unificare,  riunire
  sensibilità, sottolineature che, per esempio, nella mozione che  ho
  avuto il piacere di sottoscrivere, presentata da, prima firmataria,
  dall'onorevole  Milazzo, c'eravamo pochi come  Gruppo  democratico.
  Questa  sera,  invece, siamo portati a ragionare su alcune  scelte,
  alcune  mozioni  e non su tutto il contesto, forse  ci  sono  anche
  altri  che hanno presentato mozioni sul tema,  visto che il tema  è
  di tale ampiezza e di tale ponderosità.
   Voglio, allora, rassicurare i colleghi del Movimento 5 Stelle, del
  Gruppo  del centro-destra di questo Parlamento, voterò, certamente,
  a  favore  della mozione Palmeri, ma credo, credo che  questa  sera
  stiamo   commettendo  un  errore  a  non  accogliere   l'invito   a
  soprassedere  ed ad aspettare che, in una prossima  seduta,  questa
  mozione possa trovare un ampio consenso. Quel consenso che  ci  può
  consentire, non perché abbiamo messo fuori una bandiera di parte, o
  una   bandiera  di  un'altra  parte,  di  raggiungere,  a   livello
  nazionale,  quel livello di attenzione e di vigilanza che  dobbiamo
  richiedere.

   PRESIDENTE.  Giusto  per  chiarezza,  onorevole  Cirone,  lei   sa
  benissimo che i lavori d'Aula vengono concordati in Conferenza  dei
  Capigruppo,  vengono  stabiliti in base  alla  presentazione  delle
  mozioni. Se qualche mozione arriva dopo, devono essere i Capigruppo
  a  fare notare che è di stessa materia, di stessa natura e, quindi,
  eventualmente,  cercare di inserirla in una  nuova  programmazione.
  Noi non possiamo prevedere quello che domani presenterà l'onorevole
  Tizio  o  Caio.  Noi seguiamo un ordine e cerchiamo di  portare  le
  mozioni  in  base  a  quella che è la calendarizzazione  che  viene
  stabilita dalla Conferenza dei Capigruppo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Cancelleri.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli  colleghi.
  Stasera  abbiamo dibattuto, chiaramente in maniera animata,  quando
  c'è  in  ballo  la  nostra Terra è chiaro  che  poi  gli  animi  si
  scaldano. E ci sono, chiaramente, le contrapposizioni sul  modo  di
  vedere  l'applicazione,  nel  caso specifico  della  mozione  della
  collega Palmeri, ma c'è anche la mozione della collega Foti, che si
  stanno discutendo, mi pare, anche, parallelamente ormai, perché  la
  discussione è stata, in qualche modo, unificata.
   L'idea di fondo, colleghi del Partito democratico, non è quella di
  mettere una bandiera fuori, perché, vedete, a me ha fatto sorridere
  l'intervento nella parte in cui l'onorevole Vinciullo ha detto:  Ha
  torto  chi è presente e ha ragione, invece, chi non c'è.  Perché  è
  stata  una giusta puntualizzazione del fatto che in quest'Aula  noi
  stiamo peccando di presenza. Perché siete venuti oggi? Perché siete
  qui?  Siete qui a lavorare, mentre, invece, c'è gente che  non  sta
  lavorando ed è da tutt'altra parte e ha ragione di essere lì.
   E'  un  problema,  questo è un problema  di  fondo.  Questo  è  un
  problema di fondo.
   Signor Presidente, è un problema di fondo anche il fatto che non è
  una questione di partito, questa, perché noi abbiamo presentato una
  mozione  ed  è  una  prerogativa parlamentare.  La  stiamo  facendo
  discutere  ed  abbiamo detto che non volevamo  accogliere  l'invito
  dell'assessore  ad  un  determinato iter, ed  anche  questo  è  una
  prerogativa parlamentare, nel rispetto dei ruoli istituzionali  che
  ognuno di noi ricopre.
   Ed  il  fatto che, poi, venga chiesto, in maniera inusuale,  dalla
  maggioranza, il conteggio dei presenti in Aula, quindi la richiesta
  di  numero  legale,  non  si è mai verificato  che,  perché  questo
  solitamente  è uno strumento che viene utilizzato dalle opposizioni
  per imbrigliare l'Aula, mentre scopriamo che il Partito democratico
  riesce a farlo pur essendo maggioranza.
   Non mi sconvolge neanche questo  Perché anche qui loro recriminano
  qualche  cosa  del  genere  e a me sta bene,  però  dicono  che  la
  voteranno perché questa è la battaglia di tutti.
   Ed  allora,  di fronte a questo, io la prego di farmi  leggere  un
  brevissimo  stralcio  dell'accordo  fra  la  Regione  siciliana   e
  l'Assomineraria perché, se tutto quello che le ho detto fino ad ora
  lo  riesco a giustificare a me stesso e lo comprendo, non riesco  a
  comprendere  come i deputati del PD stasera votino  quella  mozione
  pur avendo un Presidente di Regione, sempre del PD, che invece vota
  un accordo del genere, e leggo testualmente:
    la nuova strategia energetica nazionale approvata dal Governo nel
  marzo  2013  propone  di  sostenere lo  sviluppo  della  produzione
  nazionale  di  idrocarburi nel rispetto dei  più  elevati  standard
  ambientali  e  di  sicurezza, che la Sicilia è  un  territorio  che
  presenta  un  significativo potenziale di sviluppo del  settore  di
  idrocarburi e che la sua valorizzazione, in armonia e nel  rispetto
  della salvaguardia paesaggistica, ambientale, storico ed artistica,
  è  in grado di stimolare importanti investimenti, che pertanto tale
  potenziale  di  sviluppo va incentivato in armonia e garantendo  la
  salvaguardia paesaggistica ed ambientale, al fine di assicurare una
  duratura  ripresa  delle  attività  economiche  e  di  incrementare
  l'occupazione anche nel settori dell'indotto, che l'opportunità  di
  immobiliare investimenti nel settore degli idrocarburi va garantita
  da  un contesto normativo e da un processo decisionale adeguati per
  non   rallentare   o   bloccare   definitivamente   le   iniziative
  imprenditoriali  in  tale  settore  e giungo  al  termine  del  mio
  intervento,  quando in questo accordo, all'articolo 3, viene  detto
  che
    nel  rispetto  dell'interesse pubblico ed  in  considerazione  di
  quanto  sopra premesso considerato, la Regione Siciliana si impegna
  a   intraprendere   ogni  utile  iniziativa  di  collaborazione   e
  semplificazione  amministrativa  volta  ad  assicurare  che   nello
  svolgimento  degli  iter autorizzativi relativi all'attività,  così
  come  verranno definiti dal Comitato paritetico, vengano rispettati
  i  tempi procedurali dettati dalle norme vigenti e a ripristinare e
  mantenere  nel  rispetto  delle  prerogative  legislative  e  della
  volontà del Parlamento siciliano, con particolare riferimento  alle
  Royalty,  un  contesto normativo stabile, in linea con  le  vigenti
  norme  statali,  tali da assicurare un ragionevole riferimento  che
  permetta  alle  imprese  del settore di programmare  e  portare  al
  termine  i  piani  industriali  ,  cioè  in  sostanza  è  tutto  il
  contrario di questa mozione
   Ora, colleghi del PD, io vi rispetto perché democraticamente siete
  stati  eletti in quest'Assemblea, ma volete dirmi come si  concilia
  il  sostegno ad un Governo che firma un atto del genere con il voto
  alla  mozione  di  questa  sera?  Se siete  consequenziali,  almeno
  dovreste votare contro questa mozione. Ma siccome mi sembra  che  è
  troppo  facile  riuscire ad avere due piedi  in  una  scarpa  anche
  all'interno  di questa Assemblea, è giusto che questa sera  si  sia
  arrivati  allo scontro perché c'è una Sicilia che vuole il rispetto
  e  la  tutela ambientale, e lo dimostra con i fatti e con le azioni
  ogni  giorno, e c'è invece una Sicilia che: vieni qui dentro e  con
  il   favore   degli   stenografi  riesce  a   farsi   scrivere   un
  bell'intervento  dicendo  che  rispetta  la  Sicilia,  rispetta  il
  territorio, rispetta l'ambiente, rispetta la tutela paesaggistica e
  tutto  quanto, e poi però, quando deve firmare le carte, appone  la
  propria  firma a decreti che danno la possibilità di  trivellare  e
  distruggere la nostra Regione.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor   Presidente,  assessori   onorevoli   colleghi,
  intervengo  per  ribadire, confermandolo, il  voto  favorevole  del
  Gruppo   parlamentare  Lista  Musumeci  alla  mozione  che   stiamo
  trattando.
   Io  stasera  non mi sono accalorato nei momenti del  maggior  tifo
  assembleare,  né  però mi sembra giusto seguire  e  condividere  il
  tentativo di autorevoli colleghi del centro sinistra di sminuire la
  portata di quello che il Parlamento sta facendo.
   Non  è  giusta  la  prima cosa, non è giusta nemmeno  la  seconda,
  perché  veda Presidente lei ha presieduto anche la seduta  di  ieri
  sera  e  rinviando  a  quella di oggi pomeriggio  ha  richiamato  e
  ricordato  il  dovere  di  ognuno di noi  ad  essere  presente  per
  trattare  i  punti all'ordine del giorno, che erano  già  stati  da
  tempo fissati e che, quindi, non hanno rappresentato sorpresa.
   Ognuno di noi - il Governo per la sua parte, l'Assemblea regionale
  siciliana  per  l'altra  parte - sapevamo che  stasera  ci  saremmo
  occupati di questioni davvero trascurabili
   Avremmo  dovuto parlare delle due mozioni che, in buona  sostanza,
  stiamo trattando:  Impegno del Governo della Regione in ordine alle
  autorizzazioni di ricerche e prelievo di idrocarburi e coltivazioni
  di  campi  geotermici  sul  territorio regionale .  Avremmo  dovuto
  parlare   di    Salvaguardia  dell'ecosistema  e   delle   attività
  produttive nell'area del Canale di Sicilia .
   Avremmo  dovuto  parlare  - ed è il quinto  punto  all'ordine  del
  giorno  -  degli   Interventi urgenti per  assicurare  la  corretta
  applicazione  dello  Statuto  siciliano  in  materia  di   rapporti
  finanziari con lo Stato , e così via.
   Cioè  argomenti  che  non  avrebbero dovuto  consigliare  a  tanti
  colleghi  di  essere  assenti  da  una  seduta  rilevantissima  del
  Parlamento siciliano, spesso più presenti per argomenti  di  minore
  lega politica-amministrativa.
   Dunque nessuna sorpresa  Non si può dire che i Gruppi parlamentari
  più  attivi stasera o i deputati presenti abbiano colto di sorpresa
  la  maggioranza.  Chi  non c'è, non solo ha torto  -  come  invece,
  ironicamente, invertiva il collega Vinciullo - ma probabilmente  fa
  anche una scelta politica. Opera una scelta politica: la scelta  di
  non  essere presente quando si dibatte un tema così importante   Un
  tema  che l'Assemblea regionale siciliana non affronta per la prima
  volta.
   Di recente lo abbiamo affrontato in sede di legge finanziaria, con
  la  proposta  del  Governo  Crocetta, del Governo  nella  compagine
  individuale precedente - ma sempre di Governo Crocetta  si  tratta,
  nella  prima  versione, nella seconda versione, nell'attuale  terza
  versione, e chissà nella quarta o nella quinta tra qualche tempo  -
  quando  propose,  cosa  assolutamente  grave  e  inaudita,  che  la
  royalty,  cioè  il  contributo che questo tipo  di  attività,  così
  pregiudizievole  e  dannosa  per il territorio  siciliano,  venisse
  abbattuta dal 20 al 10%. E fu proprio in Commissione che  si  tentò
  la mediazione, elevandola, per favore, al 13%. E se non fosse stato
  per  l'impugnativa del Commissario dello Stato, che l'ha  riportato
  al  20%,  il Governatore Crocetta avrebbe voluto fare anche  questo
  regalo,  anche questo favore alle multinazionali che  trivellano  e
  bucano il nostro territorio.
   Quindi   non   sminuiamo   quello  che  il   Parlamento   stasera,
  responsabilmente, ha fatto. Perché altrimenti sminuiamo il  Governo
  presente,  i  Gruppi parlamentari presenti e i singoli parlamentari
  presenti,  che stanno esercitando il loro sacrosanto diritto-dovere
  di  essere  presenti in una seduta nella quale era già  fissato  da
  tempo un ordine del giorno così importante e così rilevante.
   E  io  credo  che  è  il battesimo di lor signori  componenti  del
  Governo stasera presenti.
   Si  è  detto da più parti che il profilo di questa Giunta sia  più
  alto  rispetto  -  e, signor Presidente, mi avvio a  concludere  -a
  quello  precedente. Anche i precedenti Governi erano  stati  scelti
  dal  Governatore Crocetta. Io sottolineo il fatto che probabilmente
  si  tratta  di  un  Governo,  il  vostro,  il  terzo,  dal  profilo
   individuale   più alto; questo non significa - come ha  dichiarato
  l'onorevole  Musumeci  qualche giorno fa e  lo  verificheremo  alla
  prova  dei  fatti  -che  l'azione di Governo  che  continua,  e  lo
  dimostra stasera, a non avere rapporto con la sua maggioranza ed  a
  non  costruire  cabina di regia possa essere il Governo  nella  sua
  collegialità d profilo più alto. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare per  dichiarazione  di  voto
  l'onorevole Greco Giovanni. Ne ha facoltà.

   GRECO    GIOVANNI.   Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  nell'annunziare  il  mio voto  a favore delle mozioni  che  abbiamo
  discusso, veda signor Presidente, questa sera per la responsabilità
  di  alcuni deputati si è evitato di fare una brutta figura come  se
  di questi tempi non le andiamo cercando. Questa mancanza, cioè, del
  numero legale sulla mozione che noi stiamo discutendo ci ha salvato
  da  una  grandissima brutta figura, e guardi che  lei  non  si  può
  vantare di avere condotto dei lavori con l'imparzialità che lei, il
  suo  ruolo  riveste, lei deve cercare di diventare il Venturino  di
  due  mesi, tre mesi addietro, quando era ponderato negli interventi
  e applicava pedissequamente il Regolamento di quest'Assemblea.
   Detto questo, signor Presidente, non possiamo leggere sui giornali
  sempre che il Consiglio di Presidenza assume cento persone come  se
  già   non  abbiamo  sul  groppo  le  ottantacinque  persone   degli
  stabilizzati  di  quest'Assemblea. No, no  io  glielo  dico  questo
  perché  io faccio il mio mestiere, signor presidente, e quindi  non
  mi  interrompa  e  cerchi di rispettare chi parla,  così  come  noi
  rispettiamo la sua figura istituzionale. Grazie.

   PRESIDENTE. Si attenga al tema

   GRECO GIOVANNI. E le sarò.. va bene se vado un po' fuori tema  lei
  poi mi redarguisce, alla fine però  Grazie.
   Non  possiamo  noi  leggere  sui  giornali  queste  denunce  sulla
  gestione  dei rifiuti ed in occasione di questo mio intervento,  le
  chiedo  se  può  fare venire il Presidente a riferire  in  Aula  su
  questo  grave  problema di gestione dei rifiuti  prima  che  questo
  problema  venga  discusso in altri ambienti, superando  quelle  che
  sono  le  nostre prerogative e chiedo nell'occasione al  Presidente
  Musumeci  se  ne  può  fare un argomento di discussione  su  queste
  notizie  che  noi leggiamo sul giornale che è una cosa  vergognosa,
  Presidente Musumeci, prima che intervenga la Commissione  Antimafia
  nazionale  perché  non lo dobbiamo fare noi?  Perché  non  dobbiamo
  discutere di questi gravi problemi nella nostra Assemblea?
   Signor  Presidente, non so se sono pure fuori tema, ma  è  normale
  che   una   mozione  di  censura  nei  confronti  della  dottoressa
  Monterosso, condannata in prima istanza dalla Corte dei  Conti  per
  danno erariale, non posso essere discussa in quest'Assemblea? Ma le
  sembra  normale?  Lei, onorevole Falcone, che si  è  lamentato,  ma
  dov'è  quando  fanno le riunioni dei Capigruppo? Ma perché  non  fa
  mettere  all'ordine del giorno questa mozione  di  censura?  Ma  le
  sembra  corretto  che  lei qua si lamenta  che  tante  mozioni  non
  vengono  discusse quando lei è dentro la Conferenza dei Capigruppo?
  Si   deve  pure  vergognare  a  dire  queste  cose   Grazie  Signor
  Presidente.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Greco. La cosa molto triste che viene
  fuori,  onorevole  Musumeci  mi  permetta,  perché  non  posso  non
  rispondere  a questi interventi, qui purtroppo succede  che  ognuno
  pensa di avere un proprio Regolamento; ognuno dei deputati pensa di
  avere un proprio Regolamento che segue

   GRECO GIOVANNI. A cominciare da lei

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, stia calmo e  lasci  finire   Ognuno
  pensa di seguire un proprio Regolamento di cui gli altri non sono a
  conoscenza,  mentre invece, credo, e con il conforto degli  uffici,
  penso  di  potere affermare con assoluta certezza, di  avere  dato,
  anche   questa   sera,  di  avere  seguito,  anche   questa   sera,
  pedissequamente  quello  che  è  il  Regolamento   perché,   vedete
  onorevoli  colleghi, se un onorevole, qualunque sia la ragione,  mi
  chiede la verifica del numero legale non posso fare altro che  dare
  seguito  a  questa  richiesta. Per cui, non so, se  ci  sono  tutti
  questi  Regolamenti  in  giro, metteteli insieme,  ne  facciamo  un
  nuovo,  cosicché si possa andare avanti, così come  ognuno  di  voi
  desidera  ma  purtroppo  ne  conosco uno  soltanto  che  anche  voi
  dovreste  conoscere. Visto che sono state fatte tanti citazioni  ne
  faccio  pure  una io perché mi sa che tra Pirandello ecc ne  faccio
  un'altra  su  Dante a questo punto:  Chi dietro in iura  e  chi  ad
  auforismi  si indigna e chi regnar per forza o per sofismi .  Detto
  questo  io  vado avanti. Onorevole Musumeci, sull'intervento  vuole
  replicare?

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  sarò
  breve.  Ritengo,  a  seguito dell'intervento del  collega  Giovanni
  Greco,  di  dare delle informazioni, delle comunicazioni  a  questa
  Presidenza,  al  Governo  e soprattutto all'Aula.  Com'è  noto,  il
  Presidente della Regione alcuni giorni fa ha reso nel corso  di  un
  incontro  pubblico a Csastelvetrano, delle dichiarazioni  che  sono
  apparse  gravi  e  al  tempo stesso coraggiose.  Credo  che  se  il
  Presidente  della  Regione sia informato di una  notizia  di  reato
  debba  rivolgersi  alle autorità giudiziarie, quando  dice  che  in
  questo  Parlamento alcuni deputati sono stati eletti col contributo
  della  mafia, e aggiunge che in ogni Consiglio comunale  dell'Isola
  almeno  un  consigliere comunale è stato eletto col sostegno  della
  mafia.
   Non  mi meraviglierei per la prima e per la seconda accusa, signor
  Presidente, anche se mi sembra che il volere generalizzare  finisce
  con  delegittimare le istituzioni regionali e comunali, e al  tempo
  stesso  alimentare sfiducia nella pubblica opinione, nei  confronti
  della  politica  in generale e quella siciliana in particolare,  la
  cui bellezza io invece riaffermo con orgoglio e con grande dignità.
   Poiché  l'accusa generica rischia di accusare tutti e nessuno,  ho
  ritenuto, d'accordo con i componenti della Commissione antimafia di
  invitare  formalmente  il  Presidente della  Regione  a  venire  in
  Commissione  per  riferire  su  quelle  e  su  altre  denunce  rese
  pubbliche  in questi due anni di presidenza Crocetta.  Sarà  quella
  l'occasione nella quale chiederemo al Presidente Crocetta  di  dare
  spiegazioni e di confutare, se ha gli argomenti per farlo come  noi
  ci  auguriamo,  le  gravissime  accuse  rese  alla  stampa  dall'ex
  Assessore, dr. Nicolò Marino, magistrato.
   E'  chiaro, signor Presidente, che  noi non vorremmo suscitare  la
  reazione  del  Presidente  Crocetta, conoscendone  l'indole,  umana
  prima ancora che politica, per questa ragione nell'invito - lo dico
  per  rassicurare  il  collega Giovanni Greco,  abbiamo  chiesto  al
  Presidente  di  indicare lui il giorno e l'ora in  cui  riterrà  di
  dover partecipare ai lavori della nostra Commissione, possibilmente
  nel mese di novembre.
   Ecco  perché al collega Greco, se mi consente Presidente,  non  mi
  rivolgo personalmente al collega,  ma ho il dovere di dirlo a tutta
  l'Aula, noi siamo particolarmente vigili su questo fronte e  faremo
  in modo di essere opportunamente informati, proprio perché si possa
  fare  chiarezza  su una serie di accuse che davvero ormai  sembrano
  assolutamente  insostenibili,  se  non  supportate,  sostenute   da
  chiarezza  e da specificità. Per questa ragione, signor Presidente,
  ritenevo di dovere intervenire, sapendo che nulla ha a che fare  il
  mio  intervento con la mozione, per la quale il collega Ioppolo  ha
  già anticipato le nostre indicazioni di voto.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione la mozione numero 300.  Il  parere
  del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  con  il  parere  contrario  del
  governo, chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                            (E' approvato)

                              (Applausi)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Prima  di passare alla mozione 312, era stato presentato come  era
  stato preannunciato dall'onorevole Falcone  un ordine del giorno n.
  388 che è stato già distribuito.
   Lo pongo in votazione.

    Il parere del Governo?

   CROCE assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno a  firma  dell'onorevole
  Mangiacavallo, il n. 387.

   Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Si passa alla votazione della  mozione n. 312.

   Il parere del Governo?

   CROCE, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì  18  novembre
  2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


  I   - COMUNICAZIONI
  II   - ELEZIONE DI UN VICEPRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
  III   -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

             2)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
                 Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
                 dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
                 siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
                 della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
                 libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             3)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
                 Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
                 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             4)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
                 elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
                 Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436

               Relatore: on. Cracolici

  IV   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     CORDARO  -  MICCICHE' - CLEMENTE -  ANSELMO  -
                     GERMANA'

  V   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     VENTURINO  -  CIMINO  - MARZIANO  -  RAGUSA  -
                     CIRONE

  VI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  VII   -  SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

                   La seduta è tolta alle ore 19.28

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

   MOZIONE N. 300  IMPEGNO DEL GOVERNO DELLA REGIONE IN ORDINE  AL
   DINIEGO  DI AUTORIZZAZIONI DI RICERCA E PRELIEVO DI IDROCARBURI
   E  COLTIVAZIONE  DI  CAMPI GEOTERMICI SUL TERRITORIO  REGIONALE
   NONCHé ALLA REVOCA DI QUELLE GIA' RILASCIATE .

   Emendamento 300.3:

      Impegna  il  Governo  della  Regione  a  sospendere  tutte   le
  autorizzazioni di ricerca e prelievo di idrocarburi sul  territorio
  regionale   attualmente  in  corso  di  VIA,  nonché   quelle   già
  rilasciate,  finché  la  Regione siciliana non  applichi  tutte  le
  raccomandazioni sopra prescritte dalla Commissione ICHESE;

      a  sospendere tutte le autorizzazioni di coltivazione di  campi
  geotermici  con  fratturazione delle rocce ignee  impermeabili  sul
  territorio regionale attualmente in corso di VIA, nonché a revocare
  quelle  già  rilasciate, finché la Regione siciliana  non  applichi
  tutte le raccomandazioni sopra prescritte dalla Commissione ICHESE.

   Emendamento 300.1:

      All'ultimo   inciso  della  mozione,  dopo  le   parole:    già
  rilasciate   aggiungere :  affinché intervenga  presso  il  Governo
  nazionale per sospendere di concerto con l Unione Europea, tutte le
  trivellazioni  in atto nel Mediterraneo da parte di tutti  i  Paesi
  aderenti  alla  stessa Unione Europea in attesa  di  elaborare  una
  strategia unitaria nell'ambito dell'argomento trattato .