Presidenza del Presidente Ardizzone
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta di
oggi gli onorevoli Arancio, Picciolo e Germanà.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che è in missione l'onorevole Marziano
dall'11 al 12 dicembre 2014.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la salute:
N. 1229 - Verifica delle corrette procedure di conferimento
delle funzioni di coordinamento presso l'ASP 8 di Siracusa.
Firmatari:Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina
- da parte dell'Assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo:
N. 909 - Iniziative riguardo alla destagionalizzazione del turismo
incoming in Sicilia.
Firmatari:La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Tancredi
Sergio; Ciaccio Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Foti Angela
(Con nota prot. n. 24384/IN.16 del 22/05/2014, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per il turismo).
N. 1051 - Notizie sui lavori di completamento della pavimentazione
del centro storico di Monreale (PA) e sul ricorso al
cofinanziamento di fondi comunitari.
Firmatari:Vinciullo Vincenzo
(Con nota prot. n. 29260/IN.16 del 18/06/2014, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per il turismo)
.
N. 1847 - Chiarimenti circa la tempistica nella pubblicità sul
sito istituzionale del Dipartimento della postazione dirigenziale
vacante del relativo Servizio 3 - Servizi turistici regionali e
distretti turistici.
Firmatari:Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
(Con nota prot. n. 40226/IN.16 dell' 1 settembre 2014 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per il
turismo, lo sport e lo spettacolo).
N. 2079 - Notizie e chiarimenti su un inadeguato impegno, da parte
dell'Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo, dei fondi europei 2007/2013.
Firmatari:Vinciullo Vincenzo
(Con nota prot. n. 40277/IN.16 dell' 1 settembre 2014 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per il
turismo, lo sport e lo spettacolo).
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Abrogazione della norma che equipara le indennità dei componenti
dell'Assemblea regionale siciliana a quelli del Senato. (n. 891)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci,
Formica e Ioppolo in data 9 dicembre 2014.
- Istituzione dell'anagrafe canina regionale e norme per la tutela
degli animali da affezione e la prevenzione del randagismo. (n.
892)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ciaccio,
Foti, Cancelleri, Cappello, Ciancio, Ferreri, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e
Zito in data 9 dicembre 2014.
- Legge di recepimento della normativa nazionale di soppressione
delle circoscrizioni di decentramento comunale. (n. 893)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio, Foti,
La Rocca, Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in
data 9 dicembre 2014.
- Introduzione in Sicilia della valutazione di danno sanitario.
(n. 894)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio, Foti,
La Rocca, Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in
data 9 dicembre 2014.
- Incentivi per il rinnovamento del patrimonio edilizio senza
consumo di suolo. (n. 895)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito,
Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio, Foti,
La Rocca, Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in
data 9 dicembre 2014.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Riassegnazione delle competenze in materia di attività
culturali, della musica e dello spettacolo all'Assessorato dei Beni
culturali e dell'identità siciliana. (n. 884)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 dicembre 2014.
PARERE IV e V.
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
Aliquota IVA agevolata sui prodotti di prima necessità destinati
alla prima infanzia'. (n. 881)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 dicembre 2014.
PARERE VI.
- Norme in materia di trasferimenti per il servizio di vigilanza
venatoria nel Libero Consorzio di Caltanissetta. (n. 883)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 dicembre 2014.
PARERE III.
- Destinazione delle oblazioni e condanne alle pene pecuniarie per
contravvenzioni alle norme per la tutela delle strade e per la
circolazione. (n. 886)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 dicembre 2014.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Decadenza dei contributi in caso di delocalizzazione di imprese
con conseguente riduzione del personale. (n. 880)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 dicembre 2014.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Interventi in favore delle famiglie. (n. 882)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 dicembre 2014.
PARERE I e V.
- Cani di accompagnamento per disabili. (n. 888)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 9 dicembre 2014.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito del dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
Regione in ordine alle attività di trivellazione nel territorio
regionale
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Seguito del dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
Regione in ordine alle attività di trivellazione nel territorio
regionale.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, vorrei un chiarimento circa l'ordine
del giorno, non avendo avuto un incontro tra i Capigruppo, per
sapere cosa fare prima e cosa dopo, rispetto alla conduzione
dell'Aula.
PRESIDENTE. Cosa intende, onorevole Zafarana, cosa prima e cosa
dopo?
ZAFARANA. Vorrei sapere se parla prima il Presidente della Regione
e intervengono poi i Capigruppo; per sapere come ha inteso
organizzare quest'Aula.
PRESIDENTE. Il Governo è già intervenuto più volte attraverso
l'Assessore Lo Bello. Penso che al Presidente della Regione spetti
la replica, ma nulla toglie che il Presidente Crocetta intervenga
quando lo ritenga opportuno.
E' già stato avviato un dibattito, sviscerato in tutti i modi e i
termini - forse più del dovuto - e credo sia opportuno continuare
con gli interventi dei Capigruppo.
Se poi lei mi fa richiesta di un intervento preventivo da parte
del Presidente Crocetta, nulla osta a questo, anche se credo che il
Governo sia già intervenuto su un argomento ormai chiaro a tutti.
Eventualmente la questione può essere un'altra, onorevole
Zafarana, se ho compreso bene, cioè un'eventuale votazione di un
ordine del giorno per una condivisione complessiva.
ZAFARANA. La mia richiesta era proprio questa.
PRESIDENTE: E' chiaro che dopo che si svilupperà un ragionamento,
probabilmente qualche bozza ci sarà, ma credo che ogni Capogruppo
si attiverà con i propri parlamentari, e mi sembra giusto. Arrivare
con un ordine del giorno condiviso dal Governo e dall'Aula sarebbe
il massimo, vista la vicenda, ribadendo la presenza del Presidente
Crocetta e che ci sono degli ordini del giorno già votati, che sono
impegnativi. Quindi, vediamo di ritrovarci su questo tema tutti
insieme.
Presidente Crocetta è sua intenzione intervenire?
CROCETTA, presidente della Regione. Se l'Aula ritiene che io debba
intervenire, lo farò.
PRESIDENTE. La posizione del Governo è stata espressa
dall'Assessore Lo Bello e più volte dichiarata dal Presidente
Crocetta, e l'Aula ha avuto modo di esprimersi.
Se noi siamo qui e si è riaperto un dibattito rispetto ad alcuni
ordini del giorno è perché ci fosse un percorso condiviso, non per
altro.
Andrei avanti nei lavori, chiaramente alla fine interverrà il
Presidente della Regione - anche se non è escluso che si possa
tornare su questo argomento.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vi ringrazio per avere sottoposto all'Aula, l'attenzione
sul tema delle estrazioni in Sicilia.
Fra l'altro ritengo veramente fuorviante l'idea che non si sia
potuto procedere ad assunzioni di decisioni, o dichiarati non
soddisfacenti alcuni chiarimenti sottoposti dal Vice Presidente
della Regione, Assessore Lo Bello, per il semplice motivo che il
Governo partecipa ai dibattiti con un suo rappresentante che può
essere o il Presidente della Regione o un suo delegato.
Non è che io non ho partecipato a questi incontri perché volessi
evitare il problema La prima volta, quando si è discusso di tema,
mi trovavo insieme a lei in Qatar e, non possedendo il dono
dell'ubiquità, mi era impossibile essere presente in Aula; la
seconda volta mi trovavo a Bruxelles, ed è chiaro che noi non
possiamo pensare che tutta l'attività istituzionale della Regione
venga affrontata sempre e comunque in presenza del Presidente della
Regione, perché questo paralizzerebbe i lavori.
Ciò nonostante, mi rendo conto dell'importanza del tema e della
questione mediatica che si è sollevata, quindi non considero
illegittima la richiesta del Presidente della Regione in questo
confronto. Fra l'altro, per poter essere presente, ho rinviato un
incontro a Roma che si terrà domani ma che doveva partire già oggi,
proprio per rispetto nei confronti dell'Aula.
Io voglio semplificare il ragionamento, anche perché l'assessore
Lo Bello ha chiarito abbastanza bene qual è stata la posizione del
Governo ed il senso di quegli accordi.
Prima questione. Signor Presidente, lei ha sottoscritto un impegno
sulle trivellazioni, un documento politico sulle trivellazioni nel
Mediterraneo ed ha sottoscritto un protocollo d'intesa assembleare.
La questione è proprio non pertinente per il semplice motivo che il
protocollo d'intesa che noi abbiamo raggiunto con le associazioni
minerarie, l'Asso Mineraria, non riguarda affatto le trivellazioni
off shore dove la Regione non ha, peraltro, alcuna competenza e non
sono previste in quest'accordo.
Seconda questione. Sempre per rispondere a questo tema, nei tavoli
di confronto che abbiamo fatto con l'Eni, la Società ci ha
rappresentato che le trivellazioni che eventualmente
interesserebbero l'off shore non sarebbero legate alla ricerca
petrolifera ma al gas, la cui estrazione sicuramente non presenta i
pericoli ambientali del petrolio, a meno che dopo il petrolio non
dobbiamo abolire pure l'estrazione del gas, facendo fronte poi ai
consumi energetici e non capendo come.
Fra l'altro, negli ambienti ambientalisti, la questione
dell'estrazione del gas viene considerata un'alternativa eco-
sostenibile all'uso del petrolio.
Terza questione. L'accordo non prevede nessuna deroga ambientale,
anzi inserisce una serie di paletti ambientali che non sono mai
stati praticati dal dopo guerra in poi nella Regione siciliana.
La necessità di un protocollo scaturisce proprio dal fatto sono
avvenute le trivellazioni selvagge, in pratica la Regione per anni
non ha mai concesso alcune autorizzazione però poi, di fatto, le
estrazioni sono state fatte, le trivellazioni sono state fatte, e
proprio perché la Regione ha omesso di affrontare le proprie
responsabilità hanno potuto fare questi interventi, lì stesso è
intervenuto il potere sostitutivo dello Stato con autorizzazioni
che sono venute da Roma, il potere sostitutivo dei TAR, dei
tribunali che hanno poi di fatto autorizzato ciò che la Regione si
rifiutava di affrontare.
Con questo protocollo si mette fine a questi arbitri che consentono
di fatto l'uso indiscriminato del territorio, senza alcuna
responsabilità e senza alcuna valutazione da parte della Regione,
ma tutto questo s'incardina dentro processi democratici di
controllo nel rispetto dello Statuto della Regione siciliana, che
da la competenza sulle attività estrattive della Regione alla
Regione stessa. Quindi rivendichiamo il nostro ruolo, il ruolo di
essere proprietari e titolari di tutto ciò che è nel sottosuolo del
territorio della Regione siciliana e di volerlo gestire al meglio.
Dentro questo protocollo si stabilisce non l'approvazione di piani
di estrazione, perché uno non è stato autorizzato né fa parte del
protocollo, ma si stabilisce un metodo di lavoro per procedere nel
migliore dei modi e - se permettete - anche nel modo più spedito,
nella logica con cui dovremmo organizzare tutte le attività
produttive della Regione dando certezza sui tempi a coloro che ci
fanno delle richieste. Perché non credo che sia un
bell'atteggiamento da parte dell'organismo politico e degli
organismi amministrativi ricevere delle richieste di
autorizzazione, di concessione, di qualsiasi cosa si voglia che
appartiene alla disponibilità del pubblico e pensare di non dire
si, di non dire no, di dire sostanzialmente dei ni che si
traducono nella paralisi della Regione, nel non intervento della
Regione e poi nella pratica concreta con cui i tesorieri hanno
potuto fare tutto quello che hanno voluto, avendo autorizzato senza
alcun parere da parte della Regione tutte le estrazioni dove
volevano.
Entriamo nel merito. Questo mi sembra un atto alto di
responsabilità, non la vorrei dire in siciliano ma nessun proverbio
siciliano è più efficace di quanto sto per dire chi è papa papia ,
chi è stato eletto per governare, deve governare ed assumersi le
responsabilità nel rispetto delle leggi.
Non c'è un divieto legislativo sulla base di direttive europee di
estrazioni. Non c'è un divieto legislativo sulla base di leggi
nazionali. Su quale base, quindi, la Regione siciliana potrebbe
mettere un divieto assoluto rispetto alle estrazioni? Su quale base
istituzionale e legislativa sinceramente lo ignoriamo, ma lo
ignoriamo per il semplice motivo che questo è impossibile.
Anche su altri ragionamenti sul piano eolico abbiamo dovuto
trovare tutta un'altra serie di accorgimenti tecnici, come sono
quelli del piano energetico, ed abbiamo presentato il disegno di
legge che riconduce l'eolico dentro i limiti di sopportabilità
previsti all'interno del piano energetico.
E quindi non è dentro un divieto, sicuramente, che si può gestire
questa vicenda. E' miope, è illogico, è irrazionale, è illegale.
Quindi, noi dobbiamo gestire le scelte politiche e le
manifestazioni politiche, ed io sono contrario all'utilizzo
indiscriminato che c'è nel pianeta dell'uso di fossili, dell'uso di
carbone, dell'uso di petrolio come elementi prevalente del piano
energetico che di fatto esiste, non solo nell'Occidente, ma anche
nei Paesi in via di sviluppo.
La Cina, per intenderci, sta costruendo centinaia di centrali a
carbone, a petrolio, da petcoke, che pongono sicuramente un tema
prima di tutto, che è quello del riscaldamento del pianeta.
E' chiaro che dentro l'obiettivo 2020, dentro il progetto europeo
2020, abbiamo il problema di ridurre le emissioni in atmosfera,
anche di anidride carbonica, per tutelare il cambiamento climatico
e contro l'effetto serra. Ma il tema dell'obiettivo 2020, cioè di
un'energia in cui incominciamo a sposare i progetti di energia
alternativa, lo risolviamo aumentando l'indebitamento dell'Italia
che, mentre vieterebbe l'estrazione del proprio petrolio, cioè
l'utilizzo di risorse proprie, si indebiterebbe rispetto alla
bilancia dei pagamenti.
Non è, quindi, un tema ambientale, il non utilizzo o l'utilizzo
del petrolio siciliano, perché questo riguarda il piano delle
politiche globali ed il piano che si dà l'Europa, che si è dato
l'Italia. Ed il piano, anche, che si dà la Regione siciliana dentro
il contributo che dà alle energie alternative con
l'intensificazione dei piani di energia solare che ci siamo dati,
con l'avvio del patto dei sindaci che pensiamo di realizzare nel
corso di questo nostro mandato e, quindi, diamo un contributo per
creare energie alternative, ma sicuramente noi non risolveremmo -
ma di questo ne parlerò successivamente - nulla dal punto di vista
dei consumi petroliferi, se si estrae o non si estrae il petrolio
in Sicilia.
Quindi, è inutile che si cavalchi la demagogia su questo campo,
perché non è che se noi non autorizziamo le trivellazioni nel
sottosuolo siciliano e non a mare, come si continua a mentire
dicendo bugie in modo consapevole, si risolve il problema, perché
non lo si risolve sicuramente. L'impatto ambientale globale rimane
lo stesso, solo che noi abbiamo due fregature: una è quella che
saremmo l'unica Regione al mondo che ha una ricchezza, una risorsa
naturale del sottosuolo ce non viene utilizzata e non si trasforma
in un beneficio per i propri concittadini e per il proprio
territorio; l'altra che, comunque, contribuiremmo con
l'indebitamento dell'Italia che continuerebbe ad importare
petrolio, laddove invece ce l'ha.
Tutto questo mi sembra veramente, paradossale
Si parla di ragioni ambientali. Ma quali sarebbero le ragioni
ambientali? Una pompa alta 2,5 metri che estrae petrolio da un tubo
e lo immette in un altro tubo, cioè una pipeline che lo porta poi
alle centrali di distribuzione o di raffinazione. Sarebbe questo il
tema ambientale? Mi pare che i temi ambientali che abbiamo in
Sicilia sono ben altri dell'estrazione. Si è voluto, qui, creare un
mostro immaginario, una mostrificazione di una vicenda che, invece,
sul piano dell'impatto ambientale agisce molto meno di tante altre
cose.
La trasformazione, per esempio, dei centri storici di Catania,
Palermo, Siracusa, Ragusa, Caltanissetta, Gela, Bagheria, comuni
anche amministrati dal centro sinistra, dal Movimento 5 Stelle, ci
possiamo mettere anche quelli della destra, non avrebbe sicuramente
dei benefici ambientali immediati rispetto alla salute dei
cittadini e rispetto anche all'inquinamento del pianeta, governando
con intelligenza i processi anche di tutela della salute e
raffrontandosi con i processi di industrializzazione e dell'uso
corretto e razionale delle energie, delle fonti e delle materie
prime tenendo presente che l'homo faber non è un demonio, è un uomo
che trasforma la realtà.
E l'attività industriale in sé non è un crimine, l'attività
industriale diventa un crimine se diventa Seveso, l'attività
industriale è un crimine se diventa la Thyssen di Torino, ma
l'attività industriale non è un crimine se questa viene ospitata
dentro processi produttivi, dentro processi di controllo che
tengono conto della tutela dell'ambiente, della tutela della
salute.
Bene Il problema dei centri storici. Mi sarei augurato che noi
avessimo cominciato a dire cosa ne vogliamo fare; se vogliamo fare
una legge di tutela dei centri storici siciliani anche dal punto di
vista ambientale. Questo sì che avrebbe effetti immediati e
travolgenti dal punto di vista dell'impatto ambientale e della
salute dei cittadini siciliani.
La questione della raffinazione del petrolio a Milazzo, Gela,
Priolo, laddove l'impatto è stato quello che è stato , laddove
faticosamente si va avanti, perché quello che si dimentica di dire
vedendo questo accordo è che cominciamo a governare i processi di
risanamento ambientale del territorio. Abbiamo iniziato su Gela,
laddove era eclatante il tema ambientale, il tema dei bambini nati
deformati, il tema del cancro della popolazione, il tema delle
mutazione genetiche, affrontando per la prima volta - è sta dentro
a questo accordo - anche il più grande polo italiano di economia
verde, di green economy. Quante volte ci lanciamo dietro questa
parola, vogliamo la green economy, e nel momento in cui facciamo un
accordo, il più avanzato che sia stato mai firmato in Italia, in
cui non solo non si perdono i posti di lavoro, ma si fa una
trasformazione produttiva in un territorio e si avviano le
bonifiche, noi mettiamo l'attenzione sul fatto che ci saranno
quattro pompe che estrarranno petrolio che daranno dei benefici
economici al territorio siciliano, mascherando questo come il
problema ambientale del pianeta, come se il petrolio in Italia e in
Europa non arrivasse dall'Iran, dall'Iraq e dall'Arabia saudita o
dalla vicina Libia.
Questi sono i fatti e su questo bisogna smetterla con ogni
demistificazione ideologica. Chi fa politica si può permettere di
cavalcare tutte le cose, ma chi amministra non ha lo stesso potere,
perché glielo impongono le leggi. Quante volte ci siamo sentiti
dire: No Muos, no Muos Per cui io sarei l'artefice della
realizzazione del Muos? Ma che ci deve fare Obama, la CIA o la NATO
rispetto a me? Io sarei l'ideatore di questo progetto, io che sono
l'unico contrario probabilmente.
(Alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle dissentono ironicamente)
CROCETTA, presidente della Regione. Siete bravi Infatti tutte le
cose che avete fatto voi sono grandiose, sia quando siete
all'opposizione che quando siete al Governo. Il vostro sindaco di
Parma, che era contrario al termovalorizzatore, se l'è dovuto
assuppare , come si dice in siciliano, perché ha avuto una
bellissima sentenza del Tar che lo obbligava a farlo. E' contrario,
ma a Parma si fa il termovalorizzatore.
Noi siamo contrari al Muos e in Sicilia si fa perché è un accordo
strategico-militare in cui l'unica competenza che avevamo era la
valutazione ambientale che è stata completamente resa, dove non si
poteva fare assolutamente nulla dal fatto che l'Istituto Superiore
di Sanità ha detto che il MUOS non fa nessun pericolo alla salute.
Noi potevamo decidere anche di non rispettare la legge, ma non
appartiene a questo Governo l'idea di non rispettare la legge,
anche se altri potrebbero pensare diversamente, Io mi ricordo che
l'onorevole Cancelleri mi disse che il Presidente di uno Stato del
Sudamerica, non mi ricordo quale, ha vietato le estrazioni
petrolifere o qualcosa del genere, come se io fossi un Presidente
di Repubblica, uno che si può permettere anche di violare gli
accordi internazionali che sono fra l'altro obbligatori; neanche i
referendum si possono fare per intenderci, ma non sono neppure
ratificabili dai parlamenti gli accordi internazionali perché si
applicano immediatamente e tanto erano i poteri che avevamo a
disposizione.
Per cui, rispetto a una vicenda di cui sicuramente l'unica
competenza che avevamo era la valutazione ambientale, la prima era
stata data senza il supporto di organismi tecnici competenti,
perché lo studio sulla salute era stato fatto da uno studio di
ingegneria e non era valido, così l'abbiamo bloccato o almeno ci
abbiamo provato.
Le battaglie si possono vincere e si possono perdere. Ciò non
toglie che si possono fare sul piano politico e non mi pare che ho
visto questa grande mobilitazione politica nazionale attorno al
tema del no MUOS nel Parlamento nazionale da parte delle varie
forze politiche. Qualche balbettamento in Commissione Ambiente del
Senato, dove ci sono tutti, persino in Nuovo Centro Destra
antiamericano; i più filo americani che ci sono in Italia finiscono
per essere pure antiamericani, poi sono contro i petrolieri. Voi ve
la bevete che l'NCD nazionale è contro le estrazioni di petrolio?
Questo è il tema però, naturalmente, pur di fare polemiche
politiche che si trasferiscono contro il Governo della Regione
tutto questo diventa il tema per cui poi abbiamo una Simona Vicari
che dice quello che dice in merito alla Commissione Ambiente;
voglio dire che dentro i partiti ci sono articolazioni
democratiche, è un piano corretto il protocollo siglato dentro
percorsi che rispettano l'ambiente.
Quindi noi non dovremmo utilizzare una nostra ricchezza? No. Dal
punto di vista legale è possibile impedire ciò? No. Ed allora il
tema diventa quello di governare i processi, ed è quello che
esattamente abbiamo messo. Noi abbiamo cominciato a mettere tutta
una serie di paletti che vanno oltre le direttive europee ed oltre
le direttive delle leggi nazionali, perché non abbiamo autorizzato
nulla - anche questa è un'altra bugia - noi abbiamo fatto un
protocollo sul metodo, non nel merito. Un protocollo sul metodo che
dice che per ogni progetto viene istituita una Commissione di
valutazione complessiva, come se dobbiamo arrivare su tutti i
progetti di autorizzazione e sui piani regolatori. Nella legge
sulla semplificazione amministrativa che noi abbiamo proposto sarà
questo il modo normale di operare quando ci decideremo, in questo
Parlamento, a discuterla, visto che è dall'agosto del 2013 che
questa legge è stata esitata dal Governo ed attendiamo quella
meravigliosa riforma che dobbiamo fare tutti insieme.
Quando ci decideremo, probabilmente, potremmo finalmente attuare
questa semplificazione amministrativa, la semplificazione
dell'attività produttiva, tutte le leggi che attendono la riforma
della burocrazia che stanno lì e che potrebbero essere decisive
nello sviluppo di questa Regione, ma che stanno lì con i tempi
nostri, perché da un anno discutiamo di mozioni, censure,
interpellanze, sfiducie, ma mai affrontiamo invece questioni che
sicuramente contribuirebbero al tema di una Sicilia vera che
affronta la modernizzazione e lo sviluppo nel rispetto
dell'ambiente e della salute del cittadino.
Su questo, dentro la Commissione di valutazione c'è il
Dipartimento dei Beni culturali della Sicilia per valutare gli
aspetti sull'impatto che ha sul territorio, sul paesaggio; c'è
l'assessorato all'agricoltura e alla pesca per valutare
eventualmente gli effetti che si potrebbero avere anche sul
paesaggio marino e sull'ambiente marino, laddove non abbiamo alcun
accordo che preveda l'off-shore, laddove dovesse arrivare una
pratica di questo tipo che non fa parte del protocollo; c'è
l'assessorato all'ambiente e all'urbanistica, l'assessorato
all'energia per vedere anche i fabbisogni energetici e
l'assessorato alle attività produttive per valutare l'impatto
produttivo.
Quindi, un metodo di lavoro che crea più garanzie rispetto a
quelle che c'erano prima, dove un funzionario qualsiasi, un giorno
poteva dare un parere, autorizzare. Si crea quindi crea una cabina
di regia che è uno strumento di controllo molto forte sull'arbitrio
dei petrolieri.
Seconda questione. In questa attività di trivellazione lavoreranno
solo imprese siciliane per la gestione concreta degli appalti di
queste opere. E quindi incrementiamo l'occupazione di lavoratori e
di imprenditori siciliani.
Terza questione. Le trivelle saranno costruite in Sicilia, e molto
probabilmente con questo salviamo i lavoratori della Fincantieri. A
noi non interessa di ottomila lavoratori tra quelli che vengono
assunti e quelli che eventualmente spariscono nella crisi
occupazionale. Ci possiamo permettere questi dibattiti di una
regione al collasso, nella crisi finanziaria più totale, che non
solo potrebbe rifiutare persino i soldi delle royalities e altre
cose che dirò successivamente, ma addirittura che può perdere
ottomila occupati. Tanto ce ne sono 150 mila disoccupati, così
diventeranno 160 mila
Noi viviamo in un altro mondo, un mondo barocco-rinascimentale,
una società basata sull'ozio dove possiamo discutere all'infinito
pensando che poi c'è una casta che ha i suoi privilegi e non deve
affrontare il tema della produttività, delle risorse, del lavoro
anche materiale, manuale, dove non esistono gli operai ma esistono
solo radicalismi, chiccherie, radical-chiccherie, magari di chi ha
la pancia piena rispetto a chi ce l'ha vuota. Salvaguardiamo la
questione dei lavoratori della Fincantieri. Il nostro piano
dovrebbe lavorare sulla creazione di attività produttive
industriali di tipo nuovo legate proprio alle vocazioni specifiche
della Sicilia, ma se proprio debbono raffinare vogliamo che il
nostro petrolio venga raffinato proprio in Sicilia, quindi
salvaguardiamo anche l'occupazione e la produttività di Milazzo, di
Priolo ecc.
Altra questione. Per la prima volta questo protocollo viene
realizzato soltanto da società che hanno sede legale in Sicilia,
non ci sono soggetti che non hanno sede legale in Sicilia, quindi
significa che oltre alle royalties noi avremo le entrate fiscali
che ci derivano da queste attività.
E questa mi pare una applicazione sostanziale dell'articolo 37
dello Statuto, senza troppi ideologismi, ma ottenuta con accordo
ministeriale e con accordo con le aziende, stabilendo il principio
che noi il petrolio siciliano lo diamo a chi dà i soldi alla
Sicilia, che è nostro. Quindi noi non ci siamo svenduti ai
petrolieri, gli abbiamo imposto condizioni che nessuno fino a oggi
ha posto, come l'impegno sulle maestranze siciliane, sulle imprese
siciliane, sul lavoro siciliano e sulle tasse in Sicilia.
Non mi pare che in passato si sia fatto questo. Si è fatto ben
altro. Questi hanno preso il loro petrolio, l'hanno fatto persino
contro il parere della Regione e hanno preso il nostro petrolio non
dando nessun beneficio.
Controllo ambientale, controlli paesistici, più le tasse.
Ultimissima questione legata ad un altro elemento. Stabiliamo che
sia pure non facendo parte l'offshore di questo accordo e sia pure
non essendo di competenza della Regione Siciliana, le aziende che
hanno sottoscritto il protocollo, nell'addendum che abbiamo firmato
recentemente, si impegnano ad effettuare eventuali attività
offshore su cui la Sicilia non deve dire nulla, anche con imprese
aventi sede legale in Sicilia e, quindi, sostanzialmente,
pagheranno le tasse l'offshore anche in Sicilia.
Otteniamo come contributo fiscale non soltanto quello che ci
proviene dalle attività estrattive tipiche del territorio siciliano
ma quello che fa parte del territorio siciliano. Questo è il tema.
Poi uno può rispolverare tutti i fantasmi delle ideologie, no alle
trivellazioni, perché poi ci sono una serie di questioni che
attengono la tutela del paesaggio.
Se io facessi, per esempio, un documento, proponessi una mozione
No alla costruzione di palazzi non credo che non mi troverei una
opinione pubblica, in Sicilia, che non sia favorevole, perché
capite bene che tutto ciò che attiene l'ambientalismo ha una
tutela.
Solo che l'ambientalismo non è un esercizio ideologico della
fantasia, è un piano razionale di intervento del territorio,
tenendo presente che poi ognuno di voi la macchina non l'ha
lasciata a casa neppure oggi. Non è venuto con l'auto blu, ma è
venuto anche con la propria macchina che consuma benzina da
petrolio. Cominciamo a fare una pratica dell'ambiente.
Io quando non ero costretto a vivere questo privilegio delle
macchine blindate andavo in bicicletta al Comune. Poi mi chiamò il
Prefetto, per non consumare benzina, per salvaguardare il creato,
perché sono uno che ci crede alla pratica non ideologica ma
concreta, con le scelte di vita delle cose che fa. Perdevo anche
dei chili, certo, perché alle sette del mattino me ne andavo in
bicicletta, andavo a fare nuoto a mare, me ne andavo pure in
spiaggia, mi facevo la mia nuotata, andavo a lavoro pure in
bicicletta, poi ho cambiato totalmente la mia vita per diventare
casta blindata, dietro questi vetri da 4 centimetri, una cosa di
lusso. Da privilegi, da interrogazioni parlamentari, da
dichiarazioni sui giornali, ecc
Pazienza, io preferivo sicuramente andare in bicicletta, noi non
abbiamo, non ci sono scorciatoie.
Il rapporto con l'ambiente va affrontato in maniera seria,
vogliamo cominciare ad approntare progetti di tutela ambientale in
Sicilia, dall'atmosfera al sottosuolo, ma facciamolo veramente,
senza scegliere ogni volta la strada della polemica ,opportunistica
e di parte; non abbiamo più bisogno di polemiche di parte, noi
abbiamo bisogno di un Parlamento che rispetti la profondità della
crisi economica sociale della Sicilia, che affronti le questioni
urgenti, abbiamo bisogno di quelle forze politiche che si mettono a
lavorare insieme per il bene comune. Questa è la sfida che abbiamo,
quella della modernizzazione della Sicilia, perché non si viaggia
più con le carrozze trainate dai cavalli, si viaggia con le
macchine - e penso che questo modello vada cambiato - penso che
dovremmo fare un uso sempre maggiore di macchine elettriche; ma
l'elettricità stessa si produce attualmente col petrolio, quindi
ciò non sarebbe sufficiente.
La cosa migliore sarebbe utilizzare i prodotti delle energie
alternative, ma pensate che questo si possa fare dall'oggi al
domani, che domani mattina con questa convinzione noi potremmo fare
a meno di fonti come quella del petrolio? Noi tutto questo lo
misuriamo, intensificando la quota di verde quale compartecipiamo
per la tutela del teatro, i piani che facciamo per la tutela delle
coste e la tutela dell'ambiente, i piani che facciamo per aumentare
la differenziata; e tutti i piani che facciamo vanno in questo
ragionamento. Facciamo anche dei piani di limitazione della
circolazione delle automobili dentro i centri storici, che non
possono superare certi limiti - anche di inquinamento - su tutto
questo noi ragioniamo.
Per il resto io credo che il nostro protocollo non solo non abbia
violato alcuna legge, ma addirittura ha aumentato il livello e le
tutele ambientali, che senza questo protocollo sarebbero oggi
sicuramente più deboli, di fatto abbiamo difeso l'ambiente, e non
concederemo una sola autorizzazione che non sia rispettosa
dell'ambiente e del paesaggio, dei siti dove si andrebbe a
inserire; fornendo però una cabina di regia che ci potrà permettere
un governo razionale delle risorse petrolifere, nel rispetto della
salute dei cittadini e della tutela dell'ambiente.
(Il Presidente si allontana dall'Aula)
PRESIDENTE. Signor Presidente, è necessario e opportuno che lei
ascolti gli interventi di tutti, capisco le esigenze personali, ma
è necessaria la sua presenza. Anche io avrei da fare alcune
considerazioni in presenza del Presidente della Regione e non trovo
opportuno sospendere l'Aula per pochi minuti.
Ho massimo rispetto delle istituzioni e so che il Presidente
Crocetta mi sta ascoltando. Procediamo coi lavori d'Aula, anche per
vostro rispetto, colleghi, partendo dagli ordini del giorno che
sono stati votati da questa Assemblea e che hanno un valore
importante; dobbiamo vedere come fare sintesi dei discorsi che si
sono fatti, sostanzialmente rafforzando non tanto il Governo, ma la
classe dirigente siciliana, costituita dal Governo e dai singoli
parlamentari, che si esprimono in Aula, nelle Commissioni e con gli
atti di controllo ed indirizzo politico. Il dibattito di questi
giorni spesso è stato rappresentato alla stampa come poco utile,
quasi inutile, ma non è assolutamente inutile.
Noi stiamo riportando le lancette a 60 anni fa quando,
sostanzialmente, la scoperta del petrolio in Sicilia aveva dato
speranza ai siciliani, speranza alla quale ormai - ce lo dobbiamo
dire con la massima chiarezza - credono in pochi e non per quello
che ha detto il Presidente Crocetta, cioè perché la modernizzazione
della Sicilia, così come la modernizzazione dell'Italia o dei Paesi
europei, anche grazie alle energie che abbiamo, che abbiamo avuto
in passato, il petrolio, ma eventualmente anche le energie
alternative, perché a consuntivo il risultato che ha avuto la
Sicilia è che, e questo purtroppo nell'intervento del Presidente
Crocetta non è stato detto ma è scritto nell'ordine del giorno che
è stato presentato, a distanza di 60 anni noi continuiamo a versare
il totale delle imposte di produzione, e quindi le accise, allo
Stato.
Il punto è questo, non è petrolio sì o petrolio no , perché su
questa via potremmo trovare un momento di sintesi.
Allora, riportando a 60 anni indietro il ragionamento, noi siamo
in condizione di ripartire con maggiore forza nel rapporto con lo
Stato. E di questo si tratta.
E' chiaro che è ambizioso il progetto di dire che tutte le imposte
di produzione devono rimanere in Sicilia. Però vorrei sottolineare
un passaggio del Presidente Crocetta, senza alcuna vena polemica.
A chiarimento di chi ci ascolta, non è vero che con le nuove
trivellazioni tutto il gettito rimane in Sicilia, se rimane fermo
il principio contenuto nel secondo comma dell'articolo 36. Non è
assolutamente vero.
Noi possiamo dire che otteniamo il risultato avendo le sedi legali
in Sicilia, e di questo gli va dato atto al Presidente della
Regione, che eventualmente il gettito derivante dal reddito
prodotto da queste imprese tenendo presente però, e c'era
l'assessore Vancheri in uno di questi dibattiti che annuiva in
senso di assenso, che se noi aumentiamo le royalties in automatico
diminuisce il gettito che queste aziende versano nelle casse
regionali.
Quindi, stiamo attenti nel percorso che stiamo instaurando. Questo
per dire che non sono battaglie ideologiche, non possiamo
affrontare ideologicamente questo dibattito, ho avuto modo di dirlo
e di rappresentarlo sia pubblicamente con dichiarazioni stampa, sia
singolarmente ai presentatori degli ordini del giorno. Però già
abbiamo degli ordini del giorno che rimangano un punto fermo di
questo Parlamento.
Sono stati presentati degli ordini del giorno sia da parte di
gruppi di maggioranza, sia da parte del Movimento Cinque Stelle.
L'ordine del giorno presentato dal Movimento Cinque Stelle già
riproduce, onorevole Zafarana, il contenuto di ordini del giorno
già approvati. Le dico subito che, in base al Regolamento,
l'approvazione di uno di essi preclude la votazione dei successivi
tranne quelli che pur riguardando lo stesso argomento investono
aspetti diversi e compatibili.
Che cosa si vuole fare in questo momento? Su questo io ho invitato
i Capigruppo di maggioranza ad avviare una interlocuzione con voi
stessi partendo dal presupposto che ci sono ordini del giorno già
votati, che sono di una chiarezza unica, che si dice di impegnare
il Governo a promuovere ricorso dinanzi alla Corte Costituzionale.
L'ordine del giorno che è stato scritto gli dà più un indirizzo
politico, che penso anche da parte vostra possa essere condiviso,
cioè di fare una battaglia comune in questo momento nel Parlamento
nazionale con i nostri parlamentari nazionali, perché quando si
sceglie la via giudiziaria significa che la politica ha fallito. E
siccome altre regioni, che peraltro hanno maggioranza analoga a
quella del Governo nazionale, non si sono posti questo problema, e
mi sto riferendo in particolar modo alla Basilicata, io non vedo
perché non si possa arrivare ad un ragionamento unico partendo,
però, dall'ordine del giorno che già è stato votato.
Non entro nel merito delle disquisizioni di carattere tecnico.
Per quanto riguarda, onorevole Zafarana, l'ordine del giorno da
voi riproposto che riguarda la possibilità di proporre referendum,
il referendum è su iniziativa dei consigli regionali. Quindi rimane
fermo il percorso avviato dalla IV Commissione Ambiente e
territorio', perché non appartiene alla competenza del Governo.
Per quanto riguarda l'impugnativa, invece, appartiene alla
competenza del Governo nel caso in cui non dovessimo avere
risultati in sede politica, perché anche con l'incontro che si è
svolto con tutti i parlamentari nazionali sembra che ci sia una
maggiore attenzione e condivisione da parte di tutti.
Ove non si dovesse arrivare ad una soluzione definitiva, ove il
Parlamento nazionale non dovesse modificare l'articolo 38, perché
il problema dell'articolo 38 dello Sblocca Italia' è che vengono
spogliate le regioni delle loro competenze per il fatto che i VIA e
i VIA-VAS vengono attribuiti ab origine direttamente dallo Stato
provocando un accentramento di poteri pauroso, questo è il
principio.
Se passa questo principio non sarà più una questione sul tenere in
piedi o meno la specialità ma sarà che i territori, gli enti locali
non avranno più ragione di esistere perché saremo indotti a pensare
che ci siano altri interessi, superiori, che governano i territori,
oggi la Sicilia, domani la Lombardia, dopodomani la Valle D'Aosta
ecc.
E' chiaro che il sistema delle regioni ha permesso, nonostante
tutto, di salvaguardare in qualche modo i territori.
Auspico che ci possa essere un dibattito sereno che sia
rafforzativo del ragionamento che è già stato fatto con la
votazione degli ordini del giorno del 12 novembre, che rimangono
fermi.
Ci sono tutta una serie di atti che il Presidente ha voluto
difendere, si possono avere opinioni diverse su questo - per
carità - questo è un Parlamento e ognuno si differenzia.
Il Presidente ha ritenuto di sottoscrivere determinati atti, ne ha
spiegato le motivazioni però quello che riguarda il sistema
energetico che cinquanta-sessant'anni fa ha condizionato lo
sviluppo della Sicilia e che ora può essere rimesso in discussione,
in modo forte e deciso, credo che tutti noi dobbiamo remare nello
stesso senso e verso la stessa direzione.
Ribadisco che continuerà in quest'Aula il percorso
dell'abrogazione dell'articolo 38 mediante indizione di referendum
perché appartiene alla competenza dei consigli regionale.
Rimane fermo quanto scritto nell'ordine del giorno, ossia
l'impegno al Presidente della Regione di proporre il ricorso
dinnanzi alla Corte Costituzionale, in ordine all'articolo 38, per
le violazioni sulle competenze delle Regioni.
Abbiamo ragione in più, come siciliani - considerato che le
imposte di produzione, a differenza di ogni altra regione, vengono
versate nelle casse dello Stato - a fare una battaglia, questa sì,
tutti insieme decisa e convinta senza divisione alcuna.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Presidente, si fa un nuovo dibattito?
PRESIDENTE. Dovrebbero intervenire soltanto i Capigruppo. Non ho
contingentato in base ai Gruppi perché intendevo dare cinque minuti
ai Capigruppo, considerato che ormai le posizioni sono chiare a
tutti.
Do la parola al Presidente Trizzino, nella qualità di Presidente
della Commissione Ambiente'.
TRIZZINO. Signor Presidente, volevo porre solo una domanda per
chiarimento. Se le mie orecchie hanno sentito bene, il Presidente
della Regione ha detto che non sono previste, secondo il protocollo
ENI, nuove trivellazioni off-shore, cioè a mare.
CROCETTA, presidente della Regione. Non sono oggetto dell'accordo
con ENI, con Edison, con Asso Mineraria, con tutti, non sono nel
protocollo di intesa.
TRIZZINO. Leggo quanto riportato nel protocollo di intesa: il
programma prevede l'avvio di nuove attività di esplorazione e
produzione di idrocarburi sul territorio della Regione siciliana. E
fino a qua ci siamo.
Sono previste le seguenti attività, pagina 10 del protocollo: la
perforazione in una prima fase di produzione off shore, la
realizzazione e l'installazione di una piattaforma di trattamento,
l'installazione .
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, abbiamo compreso che lei non è
convinto delle parole dell'onorevole Crocetta.
TRIZZINO. Presidente, mi faccia finire.
CORDARO. Non è così banale la cosa. Qual è l'accordo?
TRIZZINO. Io voglio capire una cosa: se è vero quello che dice il
Presidente o quello che ha firmato il Presidente, perché in questo
documento c'è scritto che sono previste nuove trivellazioni on
shore ed offshore e, nella specie, due perforazioni a distanza di 7
Km. Dalla costa, la realizzazione e l'installazione di nuove
piattaforme di trattamento, l'installazione di linee di trasporto
verso la terra ferma.
Attività di esplorazione, sempre offshore, sarà avviata . Al fine
di effettuare nuove scoperte di giacimenti, quattro pozzi a mare,
tre pozzi a terra. La sigla è dell'ENI e del Presidente Crocetta.
Me lo spiega?
FERRANDELLI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Interverranno un deputato a gruppo. Lei, onorevole
Ferrandelli, è intervenuto ieri.
FERRANDELLI. Per capire di cosa stiamo parlando, cosa stiamo
facendo. Io sono in dissenso.
PRESIDENTE. Ordini del giorno non ne stiamo votando in questo
momento, lei si calmi, sappiamo pure la sua posizione.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Crocetta, per amore di chiarezza e per cercare di dare più forza
alla posizione della Sicilia e, se ci riusciamo, trovare una
posizione che unisca il Parlamento ed il Governo, posto che i temi
che stiamo trattando non sono temi che possono avere colore
politico ma sono temi che dovrebbero vederci uniti.
La relazione di qualche settimana fa, che è circolata in questo
Parlamento, che è stata confrontata da alcuni rappresentanti di
queste imprese con tutti i capigruppo, parla - e credo ne abbia
fatto menzione anche lo stesso vice presidente Mariella Lo Bello -
di due nuovi insediamenti off shore, uno di fronte Licata per
estrazione di petrolio, ed uno a 6 Km. Dalla piattaforma già
esistente a Pozzallo, un insediamento sotterraneo perché di
estrazione di gas si tratterebbe e non di petrolio.
Posto che qui - almeno da parte mia - non c'è alcun intento
strumentale, c'è soltanto - io vi sto dicendo le cose che mi sono
state rappresentate. Io non sono Presidente della Commissione
territorio e, quindi, non so se più o meno legittimamente, immagino
legittimamente, il Presidente della Commissione territorio
l'accordo se lo è procurato, ai capigruppo quest'accordo non è
stato trasmesso.
Allora, io devo capire - posto che non voglio fare, che non l'ho
mai fatto, opposizione strumentale - invece di tistiare , come si
dice dalle nostre parti, lei poco fa ha detto Cu è papa, papìa ed
io sono d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, gli atti sono stati distribuiti a
tutti i parlamentari via email.
CORDARO. In quegli atti parlamentari che io ho ricevuto ci sono
queste due indicazioni: a) Licata off shore, estrazione di
petrolio; b) a 6 Km. Dalla piattaforma di Pozzallo, già esistente,
estrazione di gas, quindi, sotterranea.
Voglio capire se le carte che sono circolate sono quelle delle
tre carte , nel senso che ognuno di noi ha un pezzo di qualche
cosa, perché Presidente credo che sia arrivato il momento di fare
chiarezza nell'interesse del voto.
Presidente Crocetta, io voglio votare a favore, mi metta nelle
condizioni di farlo.
PRESIDENTE. Con questi interventi si crea ancora maggiore
confusione.
Gli atti sono stati distribuiti su mia richiesta e forniti
direttamente dall'assessore Lo Bello e inviati alle mail di
ciascuno.
Evidentemente l'onorevole Trizzino faceva riferimento a un
ragionamento diverso.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il protocollo d'intesa è uno e non è quello che ha letto
l'onorevole Trizzino, se mi fa parlare visto che voi avete le
vostre conclusioni preventive ed è inutile parlare con voi.
Il protocollo d'intesa è uno, questo è l'accordo per l'area di
Gela. Se mi fate spiegare le cose probabilmente evitate di prendere
cantonate, ed è l'accordo firmato tra la Regione siciliana e le
società petroliere dove non si fa riferimento all'off shore.
L'accordo sull'area di Gela è un accordo che viene fatto tra il
governo nazionale, che ha competenza sull'off shore, per
intenderci, la Regione siciliana e l'ENI. Lì si fa riferimento
all'off shore ma non c'è nessun accordo specifico. Non è stata
prevista una procedura per la gestione di questo accordo, per
intenderci. Qui è indicato l'accordo specifico con una procedura
incardinata.
Siccome l'off shore non è di competenza della Regione siciliana,
lo ribadisco; la nostra firma è messa in generale rispetto alle
cose di nostra competenza e non a questioni che apparengono al
governo nazionale.
Seconda questione. Come riferivo correttamente prima, l'attività
di off shore è fatta solo con l'ENI, questo per l'area di Gela, non
è fatta con le società petrolifere, e fanno riferimento ad attività
di off shore i giacimenti di gas metano. Il Presidente dell'ENI ha
comunicato che sono interessati solo ad attività estrattive di gas,
e non si può escludere che lo possa fare la Edison o altri, ma
l'ENI lo ha già comunicato e lo scrive pure giacimenti di gas
metano oggetto delle iniziative sono localizzate nel canale di
Sicilia a trenta chilometri dalla costa, sono previste le seguenti
attività .
La fase esplorativa si riferisce sempre al metano, quindi non
capisco quale sarebbe la contraddizione, non abbiamo nessuna
controspecifica sull'off shore per il semplice motivo che non è di
competenza della Regione siciliana.
Quello appartiene alle competenze del governo e non fa riferimento
al petrolio ma al gas.
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, non è un dibattito tra lei ed il
Presidente Crocetta.
Onorevoli colleghi, noi abbiamo svolto tre sedute su questo
argomento. Ognuno ha avuto la possibilità di parlare e ci siamo
ripromessi che, nell'ultima seduta, se c'era una condivisione, si
sarebbe eventualmente votato un ordine del giorno, rimanendo fermi
rispetto a quelli che già si sono votati. Avremmo dato la parola ai
singoli Capigruppo, o comunque ad uno per Gruppo.
Io, stasera, vedo tante richieste di intervento. Non mi mettete in
difficoltà, perché se darò la parola, per cinque minuti, ad un
deputato di un Gruppo, poi non darò più, assolutamente, la parola
ad altri dello stesso Gruppo. Questo per chiarezza, così come si
era concordato.
FERRANDELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Ferrandelli, lei è già intervenuto ogni sera
su questa vicenda.
FERRANDELLI. Ed interverrò anche questa sera, signor Presidente
PRESIDENTE. Lei può intervenire solo in dissenso rispetto al suo
Gruppo.
FERRANDELLI. Interverrò in dissenso rispetto al mio Gruppo.
PRESIDENTE. Però, prima deve sentire cosa dice il suo Capogruppo
Lei è già intervenuto su questo argomento ed ha avuto modo di
esprimersi in tutti i modi, in ogni seduta, fino a ieri.
FERRANDELLI. E lo farò in tutte le sedute in cui si parlerà del
tema.
PRESIDENTE. Ripeto, non le posso dare la parola. Una volta che
intervenie il suo Capogruppo, lei, eventualmente, può parlare in
dissenso.
Sospendo la seduta per tre minuti, così c'è un raccordo fra i
Gruppi stessi.
(La seduta, sospesa alle ore 19.13, è ripresa alle ore 19.20)
La seduta è ripresa.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per cinque minuti.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di entrare
nel merito del mio intervento vorrei fare una precisazione rispetto
al metodo, perché altrimenti sembra che gli schizofrenici qua siamo
noi, ma la schizofrenia io l'ho vista altrove. Cioè lei ha detto
poc'anzi che noi le abbiamo presentato praticamente l'ordine del
giorno dell'altra volta, che è già passato. Pertanto, il principio
del ne bis in idem lo conosciamo pure noi.
PRESIDENTE. Ma quale ne bis idem
Onorevole Zafarana, io questo non glielo consento, su un argomento
talmente importante come quello delle trivellazioni, stia
tranquilla che la faccio parlare, non si preoccupi del tempo. Poi
se lei in ogni caso vuole fare questioni con chiunque, una volta
con il Presidente della Regione, una volta con questa Presidenza
guardi che ha sbagliato indirizzo.
Lei dico subito che io sono stato il primo a dire che gli ordini
del giorno, pur non condividendoli, per me erano ordini del giorno
che hanno un loro valore. L'ordine del giorno, presentato stasera
dalla maggioranza, è un ordine del giorno di carattere politico che
voi dovreste condividere, se lo leggete bene, perché è
rafforzativo di un ragionamento, tenendo presente che gli ordini
del giorno votati hanno un loro significato ed una loro importanza.
Negli ordini del giorno passati si è detto che il Presidente della
Regione avrebbe dovuto impugnare dinnanzi la Corte Costituzionale
l'articolo 38 per presunta incostituzionalità e rimane fermo. E'
stato votato un altro ordine del giorno nelle sedute precedenti
dove si invitava ad avviare le procedure per il referendum.
Ed io ho detto di più in questa sede, poc'anzi. Ho detto che
rimangono ferme le procedure e che non potevo ammettere il vostro
ordine del giorno oggi perché voi impegnate il Governo e invece la
competenza è di quest'Aula di indire il referendum, non è del
Presidente della Regione
E, quindi, è rafforzativo. Poi se debbono intervenire venti persone
Onorevole Zafarana, guardi, io non intendo polemizzare con
nessuno, però leggere, ancora oggi, sulla stampa che quello di ieri
è stato un dibattito inutile non è assolutamente vero, perché chi
voleva intervenire è intervenuto nei giorni scorsi, poi se ognuno
deve intervenire solo perché c'è il Presidente della Regione e solo
per il principio di contraddire questo è un altro tipo di
ragionamento. Faremo le sedute, faremo le nottate, potremo pure
farle, ma non avremo fatto l'interesse della Sicilia.
ZAFARANA. Signor Presidente, vorrei non essere più interrotta
perché io l'ho ascoltata due volte in religioso silenzio. Pertanto,
le chiedo per il mio tempo di farmi fare il discorso. E vorrei fare
anche chiarezza su tutto quello che è successo finora perché
praticamente qua un iter c'è già stato, stiamo dando praticamente
da un mese, a chi non c'era, la possibilità di pronunciarsi,
pertanto siccome è da ieri che comincia a girare questo ordine del
giorno che chiaramente si vocifera nei corridoi, arriva qui
soltanto giustamente al momento dell'Aula.
Ora, non si capisce perché noi dovremmo sostenere perché siamo
opposizione? Non si capisce per quale ragione un ordine del giorno
presentato dalla maggioranza. Pertanto io ritengo - ancora non l'ho
letto - dall'onorevole Ferranedelli che parla in dissenso al suo
Gruppo perché oggi parla in dissenso al suo Gruppo ieri non si
capisce perché ha parlato perché ieri il capogruppo non è
intervenuto e ora noi che facciamo tappiamo i buchi, signor
Presidente, perché io non avrei dovuto neanche presentarglielo
l'ordine del giorno di Mangiacavallo, perché era già stato votato.
Questo per chiarezza. Ora, vorrei cominciare con il mio intervento.
E, allora, vorrei ricordare al presidente Crocetta .
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, l'ordine del giorno che è stato
preparato mi auguro possa essere condiviso da tutti. Solo
leggendolo si può dire se si è a favore oppure no.
Ribadisco un concetto: non c'è bisogno di un altro ordine del
giorno vostro, eventualmente lo possiamo integrare con quello che
già avete votato e si fa un ordine del giorno unico, ma questo sta
sostanzialmente alla bontà dei capigruppo, a questo serve la
politica ed anche i capigruppo perché, ripeto, qui non si tratta di
difendere le posizioni del Governo, si tratta di difendere le
posizioni delle istituzioni. Quindi se i capigruppo, in qualche
modo, si attivano per una condivisione generale sarebbe cosa
gradita e opportuna.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Zafarana.
ZAFARANA. Signor Presidente, non è rientrato l'onorevole
Presidente della Regione ma andiamo avanti.
Il fatto che si debba convergere sull'uno o sull'altro testo non
lo capisco. A dire la verità, l'ho leggiucchiato questo testo, e
non va esattamente a mirare gli obiettivi nostri pertanto, se si
deve fare una riflessione, la si faccia punto per punto, passo per
passo sull'impegno di questo ordine del giorno, perché praticamente
qui la lotta è a guadagnarsi il titolo di giornale dell'indomani,
parliamoci chiaramente.
Ma entro nel merito. Volevo dire al Presidente Crocetta,
finalmente ne ho l'opportunità, che l'ultimo disastro petrolifero è
del 5 dicembre scorso, quello che si è verificato in Israele, dove
per l'oleodotto dell'Eilat Ashkelon Pipeline Company è stata
contaminata la riserva naturale di Evrona e stanno riparando i
danni rispetto alle barriere coralline del Mar Rosso, e non si ha
una data rispetto alla fine di questo disastro.
Ora torniamo in Italia e facciamo un po' di storia. Green Peace,
tanto per citare un'associazione che si batte per l'ambiente e per
l'Italia in questo momento, denuncia come ogni buona strategia la
strategia della trivella, che è quella di cui stiamo parlando,
partita da lontano e precisamente nel 2005 con l'articolo 1 del
decreto legislativo n. 238 che ha tirato fuori dalla categoria di
impianti ..
Signor Presidente, sento molto brusio, ho veramente molta
difficoltà a parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi vi prego di prendere posto. Chi
intende parlare, esca dall'Aula.
ZAFARANA. Gli impianti a rischio di incidente rilevante, le
piattaforme petrolifere. Oggi per le valutazioni di impatto
ambientale delle trivellazioni al massimo si considerano i rischi
di uno sversamento di pochi litri di gasolio. Quindi ci dicono, di
fatto, che petroliere e piattaforme petrolifere sono amiche
dell'ambiente, così tanto amiche da volerne piazzare a centinaia
nei nostri mari.
L'incongruenza non si ferma. Nel 2010 abbiamo il decreto
Prestigiacomo , che aveva allontanato le trivelle dalle coste, poi
ancora il decreto Passera che invece inaugura una sorta di
condono per le trivelle. Poi abbiamo però il Ministero dello
sviluppo economico, che il 14 novembre 2014, insieme al Ministero
dell'ambiente portano avanti un incontro strategia marina che ha
ad argomento il buono stato dell'ambiente marino. Ora mi chiedo
veramente se questa non sia schizofrenia, perché nel frattempo si
vota anche lo sblocca Italia con il famigerato articolo 38.
Stupisce, ma forse neanche tanto, perché qua bisogna mettere i
pezzi di puzzle insieme, perché non possiamo ragionare
sull'articolo 38 dello sblocca Italia , quando Green Peace chiede
di realizzare nello stretto di Sicilia una zona di protezione
ecologica ai sensi della legge n. 61/2011 e ci è stato risposto che
prima bisogna mettersi d'accordo con Malta e Tunisia. Ovvio che per
il petrolio questo non valga, dato che per convincere Malta, che
era riluttante, ci è andato direttamente l'allora Presidente del
Consiglio, Letta.
D'altra parte, se bisogna scegliere tra le misure di tutela del
mare e quelle utili all'accaparrarsi l'ultima goccia di petrolio o
gas off-shore i nostri governi non hanno mai avuto dubbi, né quelli
nazionali, né quello regionale.
Il brusio è costante, ma io vado avanti.
Che si vari una norma come l'articolo 38 della legge sblocca
Italia infischiandosene della direttiva off-shore, la n. 30/2013,
che dovremmo recepire entro pochi mesi, non sorprende. Sorprende
piuttosto che si continui a prendere tempo straparlando di
strategia marina e di buono stato dell'ambiente.
Condimento sempre presente? La nebulosa della semantica renziana.
Parole chiave? Strategia e semplificazione, per cosa? Per attività
di ricerca e sfruttamento in mare. E del resto come dirgli di no.
Sono le leve economiche del futuro questo.
Ora, rispetto ai dati noi sappiamo per esempio che nel piano
decennale della SNAM abbiamo registrato un forte calo dei consumi
di gas naturale dell'11,4%. Si conferma su base annuale il fatto
che abbiamo nel 2013 un consumo del meno 10% e non torneremo mai
più ai dati che invece sembrano chiederci gli sfruttamenti che in
questo momento andiamo ad individuare. Forte crescita invece, al
contrario, della generazione delle rinnovabili e allora per
fortuna, io dico, ci sono i cittadini che parlano di energia
distribuita, di efficientamento energetico, di energie pulite,
parlano di preservare la bellezza, questo sì, ma lo fanno i
cittadini.
Io ometto anche la riflessione politica e cioè la sproporzione tra
le risorse e i rischi per l'economia siciliana, italiana derivanti
da eventuali danni, la sproporzione costi-benefici dall'impatto
economico, sociale, ambientale se si pensa all'inquinamento
sistematico e il rischio di incidenti mettono sotto scacco aree di
pregio naturalistiche e paesaggistiche, dove, nonostante la
regione, la gente prova a vivere delle risorse e dei beni che
abbiamo avviando il turismo slow, avviando l'agricoltura, il doc, e
l'igp e potrei dire tanto altro.
Lo sa Presidente, sono in atto denunce alla Commissione Europea,
sulle violazioni inerenti le semplificazioni che hanno il preciso
scopo di permettere utilizzazioni più veloci alle compagnie
petrolifere per estrazioni offshore. Andiamo nel dettaglio, ma
neanche troppo. C'è il rischio di violazione delle direttive 30 e
52 del 2013 e 2014 su tutela ambiente e valutazione di impatto
ambientale. Sul titolo concessorio unico con il quale di fatto
Qscafazziamo' la dignità degli enti locali e della regione e non
teniamo conto ancora delle raccomandazioni della Commissione Ichese
sulle criticità connesse alla sismicità indotta. I siciliani hanno
scoperto la vocazione texana' di Crocetta e la subalternità al
governo Renzi che ha incamerato, di fatto, come anche asseverato
dalla vicepresidente Lo Bello nelle precedenti puntate, le
competenze e i rapporti coi petrolieri. Voi continuate ostinati e
pervicaci a fare la politica del tanto meglio tanto peggio', non
considerando coloro che hanno votato il vostro programma e tutti i
siciliani che se la ritrovano qui, Presidente, pur non avendola
votata. Voi disdegnate anche, cosa ancor più grave, il deliberato
dell'Aula. Bene, due mozioni, come già detto di contenuto non
ideologico, Presidente, tengo ancora a ribadirlo, ma concreto.
Noi ne prendiamo atto e oltre ad invitare tutti i gruppi e lei
Presidente, allorquando il Presidente Crocetta dice che quello che
è passato qua dentro è un ordinuccio del giorno' a prendere atto
di questa cosa e a fare una seria riflessione. Ora, noi non ci
arrendiamo alla politica del meno peggio nella quale comunque molti
di voi si uniformano, dicendo che se almeno ci dove spirtusare'
quanto meno dateci indietro le nostre tasse. Quelle stesse
royalties, ricordo a me stessa, che questo governo volle ridurre
forsennatamente all'indomani dell'innalzamento al venti per cento
ottenuto grazie al Movimento Cinque Stelle. Il Sovrintendente del
Mare per la Sicilia, quindi persona nominata e appartenente a
questo governo, che gode la fiducia di questo governo, il Prof.
Sebastiano Tusa, ha ribadito la pericolosità non tanto nella fase
di ricerca di petrolio ma della fase estrattiva perché la tecnica
estrattiva - cito - consente nello sparare a 140 atmosfere aria e
acqua calda, praticamente una bomba. Un solo esempio per tutti, a
Pantelleria non si può installare un pannello fotovoltaico sul
tetto di una casa di un privato però possiamo trivellare in un mare
che disperatamente i pescatori vogliono proteggere dalla pesca a
strascico dai barconi tunisini. Ci rendiamo conto del paradosso?
Andiamo avanti, le proteste ci sono, i ricorsi anche, e Renzi va
avanti. Mi soffermo un attimo sui dati riferiti al gettito delle
royalties effettivamente versate dai petrolieri nelle ultime tre
annualità. Nel 2012 abbiamo preso, soltanto per le concessioni a
terra, un milione e 700 mila euro; nel 2013 un milione e 400 mila
euro; nel 2014 un milione e 500 mila euro.
Per la Regione Siciliana, sul sito ministeriale non compaiono i
dati sulle royalties provenienti dalle concessioni lasciate a terra
che non solo non sono resi pubblici dall'ufficio nazionale
minerario degli idrocarburi e delle georisorse, ma neanche
dall'URIG, l'Ufficio regionale degli idrocarburi e della geotermia,
dal cui sito non è possibile ricavare alcuna informazione
aggiornata.
Se le informazioni ce le abbiamo e riguardano appunto i 20 milioni
del 2014, le abbiamo perché siamo parlamentari ed abbiamo accesso
al bilancio regionale, ma l'introito della fiscalità sul petrolio
in questo momento non è dato saperlo a tutti i siciliani.
Mi richiamo anche un po' alla onestà intellettuale che chiedo a
tutti in questo Parlamento, perché ce la chiedono fuori. Non
rispolveriamo ora la battaglia sull'articolo 36 dello Statuto,
quando conviene. Un atteggiamento di distanza rivolto al bene dei
cittadini avrebbe consigliato, a lei Presidente ed anche a coloro
che di questa battaglia si sono fatti carico, e ce ne siamo fatti
carico anche in condizioni slegate da questa contingenza, di
condurre il dibattito d'Aula su due argomenti in modo separato e
con tempi diversi. Così non è stato, purtroppo, anche perché
l'impostazione di questo discorso è anche stata fatto - mi permetto
di farlo notare - in maniera unidirezionale, prima la
vicepresidente Lo Bello e poi Marziano, quindi il taglio è attività
produttive, poi un attimo dopo forse può parlare il Presidente
della Commissione Ambiente. E il Presidente della Commissione
Sanità, perché non lo dobbiamo fare parlare? Quando viene
l'onorevole Digiacomo a relazionare sul registro tumori e quanto è
il costo di questi impianti sul territorio siciliano per la sanità
siciliana? Non lo riteniamo utile per caso?
Vado a concludere. Non ci venga a raccontare dei numeri
dell'occupazione, ora andiamo ad affrontare un argomento per me
molto caro che è quello del ricatto occupazionale, Presidente
Crocetta. Questi due miliardi promessi dall'Eni. Dovremmo per caso
pensare che i 500 milioni di cui lei ha parlato, anche sul giornale
La Sicilia , siano due miliardi diviso quattro e, pertanto, noi
già abbiamo incamerato 200 milioni? Mi pare che abbiamo fatto il
conto della serva - non me ne vogliano le serve - ma forse ci
abbiamo azzeccato.
Qui nessuno ha la sfera di cristallo e nessuno può sapere che i
dati delle tasse a terra l'URIG non li pubblica addirittura, per
maggiore decisione, dal 2008. E questo è un dato che dobbiamo
rilevare. Poi, ancora, un altro appunto sulla relazione del
vicepresidente che ha parlato di oro nero, oro gassoso, oro giallo.
È molto immaginifica questa relazione, quasi quasi possiamo andare
negli asili e spiegarlo ai bambini. Ma di quale oro giallo parla?
Se nel programma del 6 novembre, il programma di sviluppo Eni
all'interno delle mirabolanti promesse di fare una raffineria, una
green raffinery, perché l'inglese è importante in questi contesti
in cui dobbiamo dare sicurezza del futuro, ben lo sa Renzi, perché
il green diesel garantisce sviluppo e innovazione attraverso
cinquemila ettari di terreno devastati sottratti alle coltivazioni
dell'agrigentino e del gelese. È questo il verde che vogliamo? È
questa l'agricoltura? È questo il sostegno al turismo?
Noi ce lo siamo letti il protocollo Eni, per quanto il Presidente
Crocetta pensi ancora che noi non lo abbiamo letto. Lo abbiamo
letto, eccome. Quelli trasmessi dal Vicepresidente Lo Bello,
pertanto non c'è ombra di dubbio che stiamo parlando dello stesso
documento.
Caro Presidente Crocetta, ex sindaco di Gela e non mi sente
volutamente, fa finta di non sentire che io sto parlando, io
rappresento un terzo dei siciliani, il mio Gruppo parlamentare
rappresenta un terzo dei siciliani e lei dovrebbe sapere meglio di
tutti che si parla di elemosina, che i petrolieri dovrebbero
versare alla Sicilia solo fumo negli occhi e che tutto il petrolio
di Gela, Milazzo, Augusta, Pantelleria, del ragusano e dei suoi
bambini non ha prezzo.
E adesso noi ce ne andiamo fuori da qui, ce ne siamo già andati
fuori con un disegno di legge voto, ce ne siamo andati fuori con un
referendum abrogativo e, in questo momento, Presidente, invece che
piangere certe volte purtroppo si ride per incapacità di potere
capire il reale e le faccio un regalo, questo Presidente è per lei.
PRESIDENTE. Questa se la poteva evitare onorevole Zafarana.
Finiamola con questi atteggiamenti folkloristici. Questo è un
Parlamento. Lei si è fatta il suo show, ne prendiamo atto, pensavo
diversamente.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
faccio questa premessa perché a mio parere, non credo che questo
dibattito sia inutile.
PRESIDENTE. Che sia stato inutile lo pensate voi.
ASSENZA. Io credo che sia stato utilissimo, e la ringrazio per
avere permesso all'Aula di pronunciarsi in tutte le sue
sfaccettature, facendo emergere il vero volto di alcuni
camaleonti di alcuni Gruppi parlamentari in quest'Aula.
Dico questo perché le due mozioni approvate e l'ordine del giorno
secondo me - al di là del dibattito che, ripeto, è sacrosanto e
importantissimo - precludono che quest'Aula si possa oggi
ripronunciare sull'argomento; perchè l'articolo 156 ter, comma 3,
del nostro Regolamento interno, credo che sia chiarissimo, per cui
l'approvazione di un ordine del giorno in una determinata materia
preclude la possibilità di intervenire nuovamente e di pronunciarsi
sulla stessa materia tranne che gli argomenti non siano compatibili
e/o aggiuntivi.
L'ordine del giorno oggi presentato dai Gruppi parlamentari di
maggioranza non è compatibile né aggiuntivo, è semplicemente
riduttivo
(applausi in Aula dai banchi dell'opposizione)
ASSENZA. Significa un voler ritornare indietro rispetto ad una
chiara volontà che andava nel senso di impegnare il Governo a
promuovere il conflitto di attribuzione innanzi la Corte
Costituzionale per l'abrogazione dell'articolo 38 dello Statuto
della Regione siciliana e qui invece facciamo la melina di
coinvolgere i nostri rappresentanti romani per intervenire dove già
non avevano saputo o voluto intervenire presso il Parlamento
nazionale.
Quindi, Presidente, lascio a verbale il mio intervento; secondo me
noi non potremo oggi riportare la discussione e votare sull'ordine
del giorno presentato dai Gruppi di maggioranza. Nel merito della
vicenda; non è la prima volta che il Presidente firma qualcosa, per
poi venire in Aula sostenendo il contrario di quello che ha
firmato. Io ho parlato di difficoltà ermeneutiche che talvolta
affliggono il nostro Presidente della Regione, però siccome queste
difficoltà ermeneutiche vanno a collidere con quelle del testo
scritto, degli accordi firmati, io mi vorrei soffermare
brevissimamente su questo testo.
Partiamo dal protocollo d'intesa del 4 giugno 2014, firmato dal
Presidente della Regione, onorevole Crocetta.
Presidente Ardizzone, mi fa specie che in questo protocollo
d'intesa, che impegna la Regione siciliana, non sia citato un atto
autorizzativo, di che sia, che autorizzi il Presidente a
sottoscrivere questa intesa. Nemmeno della stessa Giunta regionale.
Il Presidente Crocetta ha firmato che cosa? Un accordo a titolo
personale? Io vorrei capirlo o il Presidente Crocetta si
attribuisce poteri che nessuna norma regolamentare e statutaria
attribuiscono al Presidente della Regione cioè di alzarsi la
mattina e di andare a firmare un protocollo di intesa con
l'Assomineraria, l'Enimobil e l'Edison, che questa sia la verità è
testimoniata dalla successiva integrazione del 19 novembre sulla
quale però tornerò da qui a poco, caro Presidente.
E allora, questo fantomatico protocollo di intesa che dovrebbe
risolvere tutti i problemi della Sicilia contiene a pagina, credo,
3 una affermazione che è vergognosa ma è vergognosa tanto più
perché sottoscritta da un soggetto che è stato per anni sindaco di
Gela. Questa è l'affermazione, caro Presidente Ardizzone, ma il
Presidente Crocetta non ha l'amabilità di ascoltarmi ma potrà poi
ascoltare la registrazione o il testo stenografico.
MUSUMECI. Non è consentito che ci sia un gruppo che discuta,
signor Presidente, mentre c'è un deputato che sta intervendo. E' un
problema di dignità. Non si può fare capannello.
Presidente c'è un limite ad ogni cosa. Non siamo selvaggi.
ASSENZA. La dignità è da parecchio tempo assente da questo
Parlamento. Mi perdoni.
Presidente se lei mi dà la possibilità di bloccarmi e di
riprendere quando l'onorevole Cracolici avrà l'amabilità di
terminare questo duetto con il Presidente Crocetta io la ringrazio.
Dicevo, Presidente, e vorrei che i colleghi mi ascoltassero,
questo famoso protocollo di intesa nelle premesse Dato atto che le
imprese - si riferiscono a quelle imprese a partire dall'Enimed e
via dicendo - da oltre 70 anni svolgono in Sicilia l'attività di
ricerca e coltivazione degli idrocarburi utilizzando le migliori
tecnologie disponibili per la salvaguardia dell'ambiente e della
salute che hanno fatto sì che non siano registrate problematiche
ambientali rilevanti e che siano stati garantiti elevati livelli di
sviluppo .
Il Presidente Crocetta la firma nella premessa di questo
protocollo di intesa. Il Presidente Crocetta sindaco di Gela per
anni .. che non ci siano stati problemi in quella zona di nessun
tipo ricollegati all'attività estrattiva e di raffineria per la
salute e per l'ambiente. Basterebbe questa premessa. Ma è inutile
che fa così perché lei o non capisce quello che firma o non sa
neanche leggere, caro Presidente.
E allora dicevo da questa vergognosa premessa si passa alla parte
deliberativa. Deliberativa Presidente? Alla fase del fumo negli
occhi . La fase del fumo negli occhi .
Sa quali sono gli impegni che hanno preso questa compagnia?
1) iniziative per . dell'attività produttiva. Quindi nel loro
interesse non nell'interesse della controparte.
2) iniziativa per il miglioramento del monitoraggio ambientale.
Punto interrogativo. Quali non è dato sapere.
3) iniziative per il miglioramento della sicurezza e per mantenere
i livelli occupazionali.
Cioè il nulla si aggiunge al niente.
Detto questo, quali sono i successivi sviluppi, caro Presidente?
C'è quell'accordo che è vero che riguarda solo Gela -
apparentemente, attenzione - perché poi se lo andate a leggere
riguarda la possibilità delle trivellazioni anche off-shore in
tutte le aree marittime confinanti che circondano l'Isola.
E qui vi è una ulteriore vergogna, caro Presidente. Perché a
pagina, credo, 11 di 26 si dice in pratica che noi Assemblea
regionale siciliana siamo trasformati nell'ente che dovrà recepire
le decisioni prese dall'Assomineraria.
Fatto salvo quanto affermato e previsto dal successivo articolo
5, detto impegno di cui all'articolo 3 del protocollo
Assomineraria, viene quindi confermato dalla Regione siciliana che
si impegna, pertanto, a dare piena e immediata attuazione agli
impegni assunti nello stesso.
Siamo arrivati a questo punto.
E quando succede lo scandalo - chiamiamolo così - o comunque
quando solleviamo in Commissione Ambiente e territorio' prima ed
in Aula dopo, la problematica dell'articolo 38 che si è immolata
allegramente sopra le teste senza che ce ne fossimo completamente
accorti, si cerca di correre ai ripari, sottoscrivendo un addendum
al protocollo di intesa del 4 giugno, quello che ho letto poc'anzi.
Viene sottoscritto in data 19 novembre a Palermo, tra
l'Assomineraria e il Presidente della Regione - si ricordi che il
Presidente della Regione aveva sottoscritto il primo protocollo di
intesa senza nessun atto deliberativo e senza nessun atto
autorizzativo da parte della Giunta, un altro protocollo. Nella
premessa si legge: che con protocollo di intesa tra la Regione
Siciliana e fra gli altri l'Assomineraria, sottoscritto il 4 giugno
2014, ed apprezzato dalla Giunta di Governo regionale - Giunta di
Governo regionale, un termine tecnico-giuridico noto a tutti gli
addetti ai lavori - con deliberazione n. 145 del 17 giugno 2014,
il cui contenuto e premessa si intende integralmente richiamare .
Quell'accordo firmato da Rosario Crocetta personalmente perché, a
questo punto, di questo si trattava, è stato successivamente
apprezzato dalla Giunta regionale o almeno così sembra.
Presidente, qui c'è la chicca finale, ci stiamo riempiendo la
bocca che abbiamo impegnato con questo protocollo le compagnie
firmatarie ad avere la sede legale nella Regione siciliana e
attraverso questo ottenere chissà quale incremento delle royalties.
Ma quale impegno? Mi sono messo a ridere quando l'ho letto, perché
è la stessa frase che io, come presidente dell'ordine degli
avvocati, ho sottoscritto assieme al Presidente del Tribunale per
l'avvio del processo telematico ove il Presidente del Tribunale e
il dirigente di cancelleria, soprattutto, volevano che il consiglio
dell'ordine si obbligava ad impegnare i colleghi avvocati a fare,
per il processo telematico, non solo l'invio telematico ma anche
dare copia cartacea di tutti i documenti.
A tal proposito, ho detto che potevamo invitare i colleghi a
fornire, a richiesta di cancelleria, eventuale copia cartacea dei
documenti trasmessi in via telematica. Questo è il contenuto di
questo famoso accordo che salverebbe la Sicilia.
Le parti si impegnano - Assomineraria e Presidenza della Regione
che aveva avuto in questo l'apprezzamento all'atto iniziale da
parte della Giunta - in riferimento a tutte le attività di
estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi sul territorio della
Regione Sicilia off-shore e - nell'off-shore è specificato - a
sollecitare le aziende associate ad avviare l'iter affinché tali
attività siano svolte attraverso soggetti giuridici aventi la sede
legale nel territorio della Regione siciliana .
Nessun obbligo, nessun impegno. Una mera dichiarazione di principi
di intenti, volta a sollecitare le imprese. Ma se le imprese non lo
fanno, cosa fa il governatore Crocetta, dato che attenersi
all'articolo 38 è uno di questi e, forse, non lo ha compreso
appieno?
Ci passa come un aereo sulle nostre teste e non abbiamo nessun
potere, nemmeno in via di autorizzazione, né ambientale, né
paesaggistica di quant'altro.
Quale modello di sviluppo vogliamo per questa Sicilia? Magari
faremo una tre giorni, faremo le nottate e vedremo che, forse, per
quest'Isola c'è un modello di sviluppo che deve andare ben oltre la
trivellazione e il degrado della nostra Isola.
PRESIDENTE. Ogni volta che si interviene lo si fa sempre sui
soliti argomenti.
Gli ordini del giorno - quello che ha detto l'onorevole Assenza in
premessa - già votati rimangono fermi. C'è l'impegno rivolto al
Presidente della Regione di impugnare l'articolo 38 del cosiddetto
Sblocca Italia che è già legge sostanzialmente, i cui termini
scadono il 10 gennaio, termini per l'impugnativa. Rimane fermo
quanto votato da quest'Aula. Riguardo all'ordine del giorno è stato
avviato il procedimento in IV commissione sull'indire un
referendum, quindi, questi sono dati assodati.
Per quanto riguarda l'articolo 153 che lei ha citato
l'approvazione di uno di essi preclude, invece, la votazione
successiva tranne quelli che, pur riguardando lo stesso argomento,
investono aspetti diversi e compatibili .
ASSENZA. Onorevole Presidente, l'articolo 156.
PRESIDENTE. 156 ter, ha ragione: dopo le premesse, impegna la
Regione a mettere in atto ogni azione utile affinché i piani che
disciplinano l'utilizzo delle aree territoriali non siano stabilite
con piani adottati unilateralmente dal Governo nazionale ma
piuttosto con il coinvolgimento delle Autonomie locali e, dunque,
della Regione siciliana in sintonia alle disposizioni ed alle
prerogative sancite dallo Statuto regionale. Ad operarsi affinché
si proceda ad appositi tavoli di confronto politico-istituzionale -
non è fare melina, come è stato detto in quest'Aula, ma credo che
l'intesa con i parlamentari nazionali di tutti i gruppi debba
servire a qualcosa - tra soggetti rappresentanti del Governo
nazionale e del Governo regionale, anche con il coinvolgimento
degli enti locali onde poter pervenire alle necessarie modifiche
dell'articolo 38 in premessa citato .
Ribadisco un concetto: quando si sceglie solo la via giudiziaria,
significa che la politica è fallita, questo è il dato fondamentale.
Siccome è in corso la legge sulla stabilità al Parlamento nazionale
e siccome tutte le regioni, indipendentemente dal colore politico,
stanno intervenendo su questa materia - abbiamo citato più volte la
Basilicata, ma guardate che fra qualche giorno il Presidente della
Commissione per le attività produttive - perché il Presidente della
Commissione per le attività produttive? Perché è quello delegato in
primo luogo per questa materia - parteciperà all'incontro nel
Molise perché nel Molise si stanno . Noi non autorizziamo le
trivellazioni ma i Paesi che guardano all'Italia e sono di fronte
all'Italia, autorizzano le trivellazioni, che cosa facciamo?
Sono problemi che coinvolgono non solo le regioni ma che
coinvolgono gli Stati e l'Europa.
Pensiamo di affrontare qui ideologicamente dibattiti in questi
termini?
Io credo che la sede politica sia importante in questo senso e sia
da prediligere.
Per quanto riguarda un secondo ordine del giorno che sta
circolando io invito ad una riflessione che, credo, ha contenuti
obiettivamente sulla compatibilità o meno con quello già votato. E
non entro nel merito di come si sia votato su quello precedente,
perché i dibattiti sono più che opportuni ed utili per approfondire
gli argomenti.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anche
se il mio capogruppo ha già espresso ieri qual è la posizione del
partito e vorrei, a tal proposito, considerato l'argomento che è un
argomento molto sentito da tutti noi - anche i toni accesi sono
proprio il risultato del fatto che sentiamo la responsabilità di
queste decisioni che assumiamo quest'oggi, perché si
ripercuoteranno certamente sulle generazioni future.
E parlare di sviluppo industriale in Sicilia certamente stride con
quella che è la vocazione di questa nostra Terra che ha tutt'altra
tendenza rispetto ad uno sviluppo di tipo industriale. Del resto
l'ha detto anche il nostro Presidente - cinquant'anni fa, quando si
parlò di sviluppo industriale in Sicilia - questo sembrava la
panacea, la grande speranza della Sicilia e dei Siciliani, che poi,
per la verità, è rimasta inattesa perché non ha dato assolutamente
i risultati sperati anche dal punto di vista dello sviluppo ma non
solo, abbiamo avuto delle ricadute negative in termini ambientali,
di salute, di tutto ciò che tutti noi conosciamo, perché sappiamo
quante patologie purtroppo si registrano nelle aree dove vi è stato
un insediamento di tipo industriale.
Quindi, personalmente, non sono felice di approvare e di dare un
assenso a delle trivellazioni che diventano pericolose e certamente
non sappiamo quali potranno essere gli effetti negli anni a venire.
Ma volevo fare anche un passaggio in maniera pacata che ha citato
l'NCD, un partito che ha tenuto un comportamento assolutamente
coerente rispetto a queste tematiche e a questi problemi e vorrei
anche dire che è stato presentato proprio oggi un emendamento,
Presidente Crocetta.
Mi rivolgo a lei, perché rispondo proprio a lei, e vorrei dirle
che proprio oggi, il Presidente della Commissione Ambiente al
Senato ha presentato un emendamento all'Alto Senato 1698 che voglio
leggere: una quota del venti per cento delle entrate derivanti dai
versamenti dei soggetti destinatari di nuove concessioni di
coltivazioni o estrazioni di idrocarburi liquidi o gassosi ovunque
localizzate sulla terraferma o in mare, sono destinate, mediante
accordo tra lo Stato e la Regione interessata, al finanziamento di
nuovi investimenti per il dissesto idrogeologico, la salute dei
cittadini e la tutela della qualità ambientale e paesistica .
Quindi questo è quello che fa l'NCD, che lavora soltanto
nell'interesse della Sicilia e dei siciliani cercando di
ottimizzare e teorizzare quanto possibile anche in queste occasioni
e in queste questioni.
Volevo anche aggiungere a proposito del protocollo, Presidente, ma
glielo dico in maniera veramente pacata, lei ha firmato un
protocollo che tutto sommato risponde agli interessi dei siciliani
per tutte le maestranze, per tutto quello che ci può essere in
termini di lavoro, di occupazione ed io su questo, essendo questa
una terra di bisogni, capisco che per le nostre debolezze spesso
noi ci pieghiamo proprio a questo volere, al volere delle grandi
lobby economiche, anche perché purtroppo abbiamo grande necessità
di occupazione e quindi questa può essere anche un'occasione per
dare delle risposte occupazionali ai tanti che ancora oggi non ce
l'hanno.
Però, come mai lei nel protocollo ha anche firmato la possibilità
di trivellazioni off shore a mare quando il mare è demanio e le
competenze sono esclusivamente nazionali, sono esclusivamente dello
Stato, avrebbe potuto evitare o comunque omettere nel protocollo
questa parte che riguarda le trivellazioni off shore per poi fare
delle battaglie dopo?
Vorrei ricordarle che ci sono delle aree che sono veramente a
rischio e lo dicono anche studi internazioni, soprattutto per
quanto riguarda il mare Mediterraneo e il Canale di Sicilia e in
particolare lei sa che nel Canale di Sicilia insistono tanti
vulcani e l'isola ferdinandea ne è l'espressione più chiara ed
evidente che il nostro sottosuolo marino è un sottosuolo vulcanico
e che le trivellazioni possono creare quelle famose bolle di metano
pericolosissime, lei ricorderà tutto quello che è successo in
Messico, e credo che questo ci debba far riflettere e ci debba far
riflettere parecchio sia a noi che al governo nazionale.
Io le chiederei, ove fosse possibile, di poter rivedere tutto
questo per potere fare poi anche delle battaglie quando si parlerà
di trivellazioni off shore che espongono il nostro territorio a
pericoli enormi.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente , signor Presidente della Regione,
assessore, onorevoli colleghi, io vorrei intanto rassicurare tutti
che il mio intervento, a nome del gruppo Lista Musumeci, non sarà
certamente ispirato da posizioni ideologiche che, su questo tema,
assolutamente, non ho, né per partito preso nei confronti di alcuna
posizione, né per sostenere, ovviamente, posizioni che non siano
quelle strettamente politiche del mio Gruppo.
Veda, per fortuna, da qualche minuto, da un po' di tempo, il
dibattito si sta svolgendo dentro un Assemblea ordinata, attenta,
frequentata, i banchi sono abbastanza pieni e non c'è assembramento
sui banchi del Governo. Ma, talvolta, argomenti così delicati, e di
fondamentale importanza, trovano un humus particolarmente vivace in
ragione di atteggiamenti, ed anche di proposizioni, di espressioni
che vengono pronunciate da chi, via via, ha la possibilità di
parlare.
Noi, stasera, abbiamo appreso qualcosa che non conoscevamo
perfettamente bene. E ce l'ha detto il presidente Crocetta: che tra
il linguaggio che si utilizza in politica ed il linguaggio, ed i
fatti, ammesso che di fatti si possa parlare, che si mettono in
campo quando si governa, c'è molta differenza.
Ha evocato la vicenda del Muos, credo perché è una vicenda che lo
assilla, l'ha preoccupato ed occupato per molto tempo. Per la
verità, ha occupato anche noi del gruppo Lista Musumeci, che
abbiamo esordito in questa legislatura presentando il primo atto
parlamentare sul Muos.
Ora, il problema, non è che sul Muos il Presidente della Regione
non poteva intervenire perché si trattava, e si tratta, di un
accordo strategico militare. Il problema è che il candidato
Crocetta, in campagna elettorale, assicurava in ogni angolo della
Sicilia, che lui, divenuto Presidente, del Muos non si sarebbe più
parlato in Sicilia e sarebbero state revocate tutte le
autorizzazioni che nel tempo erano state date.
Ed allora, il mio richiamo è, ovviamente, un richiamo alla
coerenza del linguaggio, perché il linguaggio ed i fatti devono
essere coniugati sempre, sia quando si è candidati e si parla in
sede politica o addirittura elettorale, sia quando, invece, si
agisce dal punto di vista dell'azione di Governo.
E dal punto di vista dell'azione di Governo, noi siamo al
cospetto di qualcosa che ha il sapore, davvero, vecchio, stantio e
passatista di un modello di sviluppo che, sia detto una volta e per
tutte, in maniera chiara, è un modello di sviluppo, in Sicilia,
ampiamente fallimentare e che ha prodotto più danni che benefici
lungo il corso degli ultimi cinquant'anni.
Il volere continuare a percorrere questa strada, che è la strada
della ricerca petrolifera, della ricerca metanifera, che è la
strada della raffinazione in Sicilia, non ha nulla a che vedere col
modello di uno sviluppo industriale, perché una cosa è la chimica
leggera, una cosa è l'industria produttiva, altra cosa, invece,
sono i veleni dell'industria pesante, cui la Sicilia sembra essere
stata condannata irreparabilmente anche dal Governo Crocetta.
Ci chiediamo, allora, signor Presidente, ci sono voluti 28 giorni
di calendario perché il Governo, e la pseudo maggioranza che lo
sostiene, corresse ai ripari.
Oggi è il 10 dicembre, ma il 12 novembre, in quest'Aula, sono
state approvate tre mozioni, sono stati approvati atti parlamentari
che pesano, ed impegnano l'Assemblea regionale siciliana ed il
Governo della Regione, come macigni e che non possono essere
rimossi dalla realtà che è avvenuta.
Ci sono voluti 28 giorni perché qualcuno pensasse di attivare
l'articolo 156, comma 1, lei poco fa faceva riferimento, signor
Presidente Ardizzone, al terzo comma, e cioè alla compatibilità tra
questi atti. Gli ordini del giorno che stasera noi stiamo
discutendo sono tre, perché tre ne sono stati distribuiti dagli
assistenti parlamentari, il n. 389, il n. 390 e il n. 391,
rappresentano una coda rispetto alle mozioni che sono state
approvate nella seduta del 12 novembre e che sono state ammesse a
dibattito - presumo - in applicazione dell'articolo 156 ter, primo
comma, del nostro Regolamento che recita: Gli ordini del giorno
presentati in riferimento alla materia oggetto di una mozione
(quelle approvate il 12 novembre) possono solo essere messe ai voti
nemmeno con svolgimento, dopo la votazione della mozione, non
ventotto giorni dopo.
E' una pezza alla quale la pseudo maggioranza che sostiene il
governo Crocetta ha pensato per tentare, ma non può farlo, di
raddrizzare la barra di una sconfitta parlamentare che avvenne nei
confronti della maggioranza nella seduta del 12 novembre, quando
all'unanimità sono state approvate delle mozioni che impegnano il
Governo, la forza di diritto parlamentare, quindi, la forza
giuridica della mozione è superiore a quella dell'ordine del
giorno, tant'è vero che in una lettura sistematica del nostro
Regolamento la mozione viene prima dell'ordine del giorno e questo
ordine del giorno è soltanto una coda rispetto alle mozioni che
sono state approvate.
Nel merito, in poche battute, signor Presidente, quelle mozioni
impegnavano il Governo a sospendere questo iter davvero
allucinante, grossolano - lo diceva prima l'onorevole Assenza - un
protocollo d'intesa sottoscritto dal Presidente e successivamente
apprezzato dalla Giunta regionale di Governo, quindi non
autorizzato il Presidente della Regione previamente, nella firma
del protocollo d'intesa con l' Assopigliatutto , pardon con
l'Assomineraria, dalla Giunta regionale di Governo. Questo
allucinante iter va sospeso e il Governo è stato già impegnato a
farlo con le mozioni del 12 novembre.
Ecco perché da parte mia non c'è nessuna impostazione ideologica.
Ognuno si assume le proprie responsabilità. Se il governo vuole
farlo lo faccia, il Parlamento e le forze politiche ne prenderanno
atto. Se il Governo non intende farlo e ha già stretto impegni e
accordi con l' Assopigliatutto , cioè con l'Assomineraria lo
faccia, i siciliani sanno di chi sarà la responsabilità
dell'ulteriore degrado e rovina della Sicilia. Altro che i posti di
lavoro da assicurare
Noi con un recentissimo disegno di legge, proprio in questi
giorni, la coincidenza delle cose, abbiamo presentato due disegni
di legge. L'ultimo proprio oggi pomeriggio sulla tutela del suolo.
La prego, presidente Crocetta, legga questo disegno di legge e ci
vedrà probabilmente molte delle cose che sono state dette stasera:
la tutela del suolo come risorsa e come patrimonio della Sicilia.
Qualche giorno fa, un altro disegno di legge,che non fa guerre di
religione tra il petrolio sì e il petrolio no, ma che intende fare
ricadere economicamente e positivamente dal punto di vista
finanziario positive ricadute nei confronti dei siciliani.
Non ci spieghiamo perché - sia detto con estrema chiarezza - in
questo protocollo di intesa non c'è una parola, non c'è una riga
che rappresenti vantaggio per i siciliani in relazione al costo del
carburante. E in relazione al costo del carburante si potrebbe non
soltanto applicare una famosa norma nazionale del 1989, ma si
potrebbe raggiungere l'accordo eventualmente con l'Assomineraria,
con i petrolieri per dare almeno ai siciliani questo minimo di
ristoro in parte a carico delle compagnie e in parte a carico di
quello Stato nazionale e centrale che ha fin qui succhiato tutte le
energie e le risorse del popolo siciliano, del suo sottosuolo non
permettendo la applicazione degli articoli 36, 37 e 38 del nostro
Statuto.
E allora che sia almeno sospensione per qualche mese, per tre mesi
almeno in attesa, ovviamente, di approfondire ancora meglio questo
dibattito e di assumere tutte le iniziative che vanno assunte anche
e soprattutto nei confronti del Governo nazionale e
dell'Assomineraria.
Grazie signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo nel suo intervento peraltro ha
anticipato alcune decisioni che ancora io debbo prendere che vi sto
comunicando in questo momento.
E allora, per disciplina dei lavori, noi abbiamo un ordine del
giorno già approvato che è il numero 387, primo firmatario
Mangiacavallo Matteo, approvato nella seduta del 12 novembre 2014.
La parte finale impegna il Governo della Regione ad attivare ogni
utile iniziativa al fine di tutelare le prerogative regionali
previste dalla Costituzione, dallo Statuto siciliano e in
particolare a richiedere la modifica degli articoli 37 e 38 del
decreto legge cosiddetto sblocca Italia e la loro riscrittura in
coerenza con le previsioni costituzionali vigenti, ad impugnare,
qualora non vengano accolti i precedenti punti, per
incostituzionalità la legge di conversione del decreto legge
cosiddetto sblocca Italia nelle parti ritenute incostituzionali .
Il decreto legge è stato convertito in legge forse lo stesso
giorno in cui si esitato questo ordine del giorno, onorevole
Ioppolo, avvocato Ioppolo, avvocato Assenza. Nelle more in ogni
Regione e, per quello che mi costa, in Conferenza dei Presidenti
delle Regioni nessuna Regione è soddisfatta di questo articolo 38
per lesione del principio di leale collaborazione fra lo Stato e le
Regioni, per cui da quando è stato convertito in legge,
probabilmente lo stesso giorno 12 quando si è avviato il
procedimento, è partita una iniziativa politica, che non è un
insulto dire che si fa politica, noi in quest'Aula facciamo
politica con la p maiuscola, sono partite una serie di iniziative
politiche, essendo in corso al Parlamento nazionale la legge di
stabilità si sta intervenendo sostanzialmente in sede parlamentare
per vedere se c'è una via di uscita legislativa per porre ad un
errore e a quel vizio di incostituzionalità palese che riguarda il
principio di leale collaborazione.
Poiché i termini scadono il 10 gennaio ed è in corso al Parlamento
nazionale la discussione, se si trova una soluzione politica, così
come auspicata nell'ordine del giorno già approvato e che viene
ribadito con la condivisione a mio avviso di tutti, si da maggiore
forza al Governo regionale a sostenere in sede parlamentare
nazionale le ragioni anche della Sicilia.
Debbo dire qualcuno ricordava, l'onorevole Fontana se non erro,
interventi emendativi che sono stati presentati alla legge di
stabilità in corso. Io debbo ringraziare i parlamentari nazionali
di tutti i gruppi parlamentari che stanno presentando emendamenti
in ordine all'articolo 12 della legge di stabilità, se non erro il
terzo comma, che sostanzialmente sottrae 3 miliardi e mezzo
nell'arco di tre anni anche alla Sicilia, sto parlando dei fondi
PAC, e tutti sono intervenuti perché questo significa fare squadra,
non ci dovrebbero essere distinzioni in tal senso.
L'ordine del giorno che viene presentato, non è una questione di
primogenitura o altro, ma è perché ci sia una condivisione, in
considerazione che quello che è stato votato è tenuto fermo perché
nel caso in cui non si dovesse trovare la soluzione legislativa è
chiaro che c'è un impegno rivolto al Presidente della Regione che è
l'unico titolato, oggi mi hanno chiesto ma lei potrebbe fare
ricorso alla Corte Costituzionale'.
Non ho queste prerogative, non rientra nelle mie prerogative e nei
miei poteri poter fare ricorso alla Corte Costituzionale, ma è
chiaro che se rientrasse nelle mie prerogative io il 9 gennaio
presenterei ricorso alla Corte Costituzionale. C'è un deliberato
dell'Aula e va avanti, ma noi auspichiamo la via legislativa che
altre regioni hanno intrapreso, si può coinvolgere la conferenza
stato-regioni perché qua in gioco non c'è la Sicilia o la
Basilicata, c'è il sistema regionale che si è messo pesantemente in
discussione perché si sta dicendo che VIA e VAS vengono rilasciate
direttamente dal Ministero dell'ambiente ove non si sia compreso
fino in fondo quale è sostanzialmente l'atteggiamento che abbiamo
da parte del Governo nazionale, i governi che si stanno alternando
così non individuiamo un particolare governo per dargli una
etichettatura politica, ma i governi che si sono alternati c'è un
accentramento di poteri in capo allo stato e la vicenda dei PAC
vedete che è molto grave, perché era stato sottoscritto un
cronoprogramma fra i ministeri di pertinenza, fra la Regione
Siciliana con l'Unione Europea e all'improvviso viene disatteso
quel cronoprogramma. O ci tuteliamo noi indipendentemente dalle
divisioni che ci possono essere in Aula o non ci tutela nessuno.
Quindi metto in votazione l'ordine del giorno n. 391. L'ordine del
giorno n. 389 dell'onorevole Ferrandelli è già assorbito da quello
che è stato votato da quest'Aula che è il numero 387. Per questo,
onorevole Ferrandelli, non c'è motivo di ribadire l'impugnativa nei
confronti della Corte Costituzionale, lo stiamo dicendo tutti al
Presidente della Regione quale è l'indirizzo dell'Aula. L'ordine
del giorno di oggi amplia il ragionamento, lo rende politico con il
coinvolgimento di tutti i gruppi parlamentari, tutti inclusi
nessuno escluso. Per quanto riguarda il 390 questo lo trattiamo in
altra sede, non è oggetto di trattazione.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 391, riguardante
l'articolo 36 del nostro Statuto. Noi abbiamo il dovere di fare le
battaglie fino in fondo. Tenendo fermo che, avviate queste
procedure, se non si raggiunge l'obiettivo, cioè se l'ordine del
giorno già votato che impegna il Presidente della Regione a
presentare ricorso alla Corte Costituzionale e se non lo fa il
Presidente della Regione Sicilia lo farà il Presidente della
Regione Basilicata, noi ci auguriamo che lo faccia il nostro
Presidente della Regione.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Ioppolo mi dia una mano. Non
c'è motivo di divisione su questo ordine del giorno.
IOPPOLO. SignorPresidente, intanto la ringrazio per avermi
concesso nuovamente di parlare, ma soltanto un minuto e per
proporre quello che, sostanzialmente, è un emendamento all'ordine
del giorno n. 391 che mi pare che è quello che lei vuole mettere in
votazione. Mi dà un cenno di conferma? È il 391. Io non avrei
difficoltà a votarlo se fosse aggiunta una clausola, se fosse
emendato, nel senso di sospendere per tre mesi la efficacia del
protocollo di intesa sottoscritto dal Presidente, in attesa della
definizione di tutto il procedimento che lei ha in maniera
esemplare descritto. Se aggiungessimo, se aggiungiamo, se il
Governo vorrà aggiungere questa clausola io non ho nessuna
difficoltà.
PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo non c'entra con questo ordine del
giorno, è l'altro che ho detto di accantonare perché apre altre
problematiche rispetto ad un ordine del giorno che è stato votato
e, obiettivamente, problemi di compatibilità fra quello che è stato
presentato e quello votato, è un altro ragionamento.
IOPPOLO. Nel 391.
PRESIDENTE. No. Il 391 non c'entra con le procedure avviate,
questo riguarda lo sblocca Italia che fa il paio con tutto quello
che sta avvenendo nelle altre regioni.
IOPPOLO. E io sono favorevole a votarlo se si aggiunge questa
dizione, prevedendo la sospensione dell'efficacia del protocollo
d'intesa.
PRESIDENTE. Non è emendabile l'ordine del giorno, ribadisco che
questo ordine del giorno, onorevole Ioppolo, deve essere letto in
uno con l'ordine del giorno 387 già votato da quest'Aula.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Ma che ritiro e riscrivo se già è approvato e fa parte
degli atti. Ma qual è il problema? Non l'ho capito.
(Brusio in Aula)
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Io non riesco a capire obiettivamente quale sia il
problema. Pongo in votazione l'ordine del giorno 391.
FERRANDELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Interviene ai sensi dell'articolo 83. Si vota per
alzata e seduta, non c'è dichiarazione di voto. Pongo in votazione
il 391, chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi. Il
parere del Governo?
LO BELLO, vicepresidente della Regione. Favorevole.
MUSUMECI. Astenuto.
PRESIDENTE. Non ci sono astenuti in alzata e seduta.
MUSUMECI. Esco dall'Aula, mettetelo agli atti.
PRESIDENTE. L'onorevole Musumeci esce dall'Aula. Anche l'onorevole
Assenza e l'onorevole Ioppolo.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno è approvato. Onorevoli colleghi,
noi ci possiamo dividere sulle cose importanti non sulla paternità
degli ordini del giorno, mi sia consentito dire.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CANCELLERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, io avrei voluto sentire le
impressioni - visto che lei ha rimarcato che un ordine del giorno
impegna il governo ad impugnare l'articolo 38 del cd. Sblocca
Italia - le impressioni rispetto a questa cosa del Presidente
della Regione che non si è minimamente espresso, e visto che più
volte il Presidente della Regione ha detto che lui fa quello che in
qualche modo rappresenta il suo mandato, in quanto eletto dai
cittadini, perché non interroga i cittadini se sono d'accordo al
fatto che dobbiamo permettere nella nostra Regione le
trivellazioni? Presidente Crocetta, faccia un referendum consultivo
per i cittadini siciliani, e vediamo se effettivamente sono
d'accordo o meno alle trivellazioni nella nostra Regione. Mi sta
ascoltando? Prendo atto che il Presidente Crocetta non mi ascolta.
FERRANDELLI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83.
PRESIDENTE. Io le do la parola, anche se questo comporta uno
strappo al Regolamento interno dell'Ars, perché ai sensi di
questo articolo si può intervenire non sull'argomento già trattato.
FERRANDELLI. La ringrazio per la concessione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, Assessori, come lei vedrà, il Gruppo
parlamentare PD non è intervenuto nella discussione di oggi. La
votazione di oggi sta dimostrando una cosa, onorevoli colleghi,
sono contento del fatto che il Presidente abbia dichiarato durante
la seduta assorbito il mio ordine del giorno dall'ordine del giorno
precedente, il che significa che il tema dell'impugnativa
dell'articolo 38, io sostengo ai sensi dell'articolo 30 dello
Statuto della Regione siciliana, cosa che non era specificato
all'articolo precedente, resti in piedi, e questo ci tutela così
che il 9 gennaio si possa fare il proprio dovere. Il pervenire però
ad una votazione di un ordine del giorno come quello di oggi,
colleghi, pone però un tema; avete capito tutti quanti che c'è un
grandissimo imbarazzo rispetto a questa tematica, c'è un
grandissimo rischio che la Regione siciliana corre. Io so che c'è
qualcuno che ha cambiato idea in corsa, rispetto al passato, e sono
convinto che questo ordine del giorno, nel quale si tentano tutte
le strade, e tutte le strade devono essere percorribili - io non mi
precludo niente - l'impugnativa resta ferma, se vogliamo tentare
altre strade bene, questo è il compito della politica.
Il tema è subito dopo la votazione della normativa nazionale,
Presidente, io credo che lei debba convocare l'Aula su questo
argomento per tirare le conclusioni, per vedere se qualcosa è
sopraggiunto nel frattempo, se questi tavoli sono partiti, fare una
verifica del percorso che ci siamo dati, o se pure dobbiamo
continuare con quello che è l'indicazioni di tanti, il tema
dell'impugnativa dell'articolo 38. Io lo leggo come un rivedere le
posizioni della maggioranza, se la maggioranza vota dopo la
votazione del giorno 12 novembre 2014, in cui questo Parlamento si
è esposto come lei ricordava, e se oggi la maggioranza ritiene di
dover intervenire e non di dover subire, al di là delle forme,
significa che forse è arrivata forte in quest'Aula la voce della
maggioranza dei siciliani che non dicono quello che dice il
Presidente Crocetta.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, se
l'onorevole Cracolici mi consentirà di parlare col Presidente della
Regione, vorrei dire una cosa seria. Presidente Crocetta, se
l'Assessore alla pubblica istruzione ha la bontà di ascoltare, è
una cosa che riguarda un po' tutti.
Il 15 giugno del 2010 il Ministero della Pubblica Istruzione fece
un bando per la realizzazione di opere di ristrutturazione, di
riqualificazione degli edifici scolastici su tutto il territorio
nazionale. Dopo di che, ne vennero ritenuti idonei, ammissibili
come progetti, 136 per le scuole - io mi fermerò se non sarò
ascoltato dall'Aula - stiamo parlando di una vicenda che può
portarci, da qui a qualche giorno, a perdere 108 milioni di euro.
Se una cosa del genere ce la possiamo tenere tranquillamente dopo
che li abbiamo persi, . Il Governo, ha un senso, se invece lo
diciamo prima, così il Governo si attiva su questa vicenda.
Ricordo, ad esempio, che ci sono 74 scuole in provincia di
Messina, solo per fare un esempio.
Le chiedo scusa onorevole Panarello, però, non volevo avercela con
lei.
Allora dicevo, il Governo in Sicilia pensò che vi potessero essere
progetti in 590 istituti. 136 per le scuole medie e superiori,
finanziati fino a 750 mila euro, e 454 presso le scuole medie
inferiori, le scuole elementari e materne, cioè i cosiddetti
istituti comprensivi, per 454 interventi. Questi erano di 300,
massimo 350 mila euro.
Dopodiché Presidente Crocetta, cosa si scoprì? Che lo Stato aveva
i progetti e noi come Regione avevamo le risorse.
Allora, il 4 ottobre 2011, cioè l'anno dopo, si firmò un accordo
capestro con il Ministero della pubblica istruzione, nel senso che
il Ministero della pubblica istruzione metteva a disposizione della
Sicilia questi 590 progetti e noi mettevamo a disposizione 250
milioni di euro così divisi: 100 milioni 958 nell'annualità 2013,
100 milioni 958 nell'annualità 2014 e 50 milioni 479 nell'annualità
2015.
Cosa sta succedendo assessore con questi progetti? Io le ho fatto
circa 40 interrogazioni proprio perché volevo una risposta su ogni
istituto. Sta succedendo che il Governo nazionale, il Ministero
della pubblica istruzione, cioè i presidi, non stanno impegnando le
somme ed il risultato quale sarà? Che di qui a qualche giorno
possibilmente di questi 590 progetti se ne realizzeranno solo 200
anziché 590.
Noi nel frattempo, però, abbiamo trasferito le risorse al Governo
nazionale e per cui, assessore, il rischio concreto qual è? Che il
Governo nazionale utilizzerà le scuole dei siciliani, cioè le somme
dei siciliani, per sistemare le scuole della Lombardia e del Veneto
e, di conseguenza, sarebbe opportuno dal momento che adesso grazie
al lavoro dell'assessore Scilabra, che bisogna riconoscere, abbiamo
tre graduatorie aperte, che immediatamente si convochi il direttore
scolastico regionale in maniera tale che questo ci dica quali sono
gli edifici che intende mettere a norma e quali sono quelli che non
intende mettere a norma sicché questi ulteriori 50 milioni di euro
noi non li trasferiamo allo Stato, perché li dovremmo trasferire
nel 2015, li teniamo noi e li andiamo ad utilizzare per finanziare
le tre linee di intervento dove abbiamo delle graduatorie aperte in
maniera tale che siano i comuni direttamente a spendere questi
soldi a condizione che i comuni si impegnino a realizzare questi
lavori entro il 30 dicembre 2015.
Sarebbe veramente disgustoso, non c'è altro termine da usare, se
i risparmi dei siciliani, il sangue dei siciliani venisse
utilizzato per mettere a norma le scuole del resto d'Italia, anche
perché - ripeto - non sono somme che ci ha dato lo Stato. Sono
somme che appartengono alla Sicilia e, quindi, sarebbe opportuno
che entro questo mese, perché poi è chiaro che a gennaio sarebbe
troppo tardi, entro questo mese stabilissimo con la direzione
scolastica regionale di questi 590 quali sono gli edifici che non
si potranno mai mettere a norma e su cui non potranno essere
investite le somme stanziate.
Le somme rimangono, quindi, nelle casse della Regione per
alimentare queste tre graduatorie che abbiamo in essere.
Io assessore le dico che per quanto riguarda la mia provincia so
con esattezza quanti sono i progetti che si andranno a perdere e
quanti sono le somme che, purtroppo, lo Stato si andrà a
trattenere. Sarebbe importante fare lo stesso ragionamento nelle
altre otto province in maniera che a fine anno blocchiamo le somme
che dobbiamo destinare allo Stato.
LO BELLO, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No assessore Lo Bello non le do la parola. Non è un
question time.
Anzi io ne approfitto. Siccome l'onorevole Vinciullo ha detto di
avere presentato su questo argomento 40 interrogazioni, la prossima
settima d'intesa con il Governo incominciamo a trattare gli atti
ispettivi. Magari in quella sede l'assessore Lo Bello potrà dare
risposta.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, per rilevare alcune questioni emerse
durante il dibattito d'Aula legate agli ultimi interventi.
Vedo ancora riunita parte del Partito Democratico, in Aula, che
sta dilungandosi a discutere sulle questioni delle trivellazioni.
Vorrei dire, però, ai colleghi del Partito Democratico che proprio
adesso è intervenuto l'onorevole Ferrandelli che ha fatto emergere
una contraddizione che esprime come la maggioranza si sia attaccata
su un tema che, ovviamente, è a cuore dei siciliani.
Certo, ce ne dispiace se in quell'occasione il Presidente della
Regione era a Bruxelles, un'altra volta in Qatar.
Ci dispiace se quell'atteggiamento viene definito miope, illogico,
irrazionale ma proprio in questi termini ci suonano quelle parole
soprattutto quando si fa riferimento al fatto che, attraverso le
trivellazioni, si creeranno dei posti di lavoro in Sicilia che
verranno dati attraverso il patto che i lavori verranno affidati
alle imprese siciliane.
Vorrei ricordare al Presidente della Regione che, in realtà,
questo non è possibile che si realizzi perché è contro ogni logica
del libero mercato.
Il Gruppo di Forza Italia su questa vicenda, lo ha fatto
brillantemente, prima il collega Assenza, si trova e si sente in
prima linea, in trincea, contro il via libera alle trivelle.
La Sicilia non può essere tutta come Gela, Presidente della
Regione.
Comprendo che lei è cresciuto in quel territorio fra le industrie,
fra gli smog, fra l'inquinamento generalizzato che sembrava fosse
tollerabile alla sua quotidianità ma le posso garantire, Presidente
Crocetta, che i siciliani non si abitueranno mai a quegli
standards, a quello stile.
Per non sottolineare poi il fatto che - e di questo al Presidente
dell'Assemblea va dato atto - il Parlamento ha inteso fare, in
maniera compatta, unitaria, una lotta sull'articolo 36.
Una battaglia perché i petrolieri paghino le tasse in Sicilia
perché evidentemente non possiamo continuare a subire le
scorribande delle imprese del Nord.
E' chiaro che in questo modo, non soltanto non sarebbe
realizzabile quello che dice il Presidente della Regione rispetto
ai posti di lavoro ma soprattutto continuerebbe ad accadere che i
soldi continuino ad andare allo Stato.
E' chiaro che noi, come Gruppo di Forza Italia, stiamo sostenendo
dalla prima ora l'idea di un referendum per bloccare il rilascio
delle autorizzazioni alle compagnie petrolifere ed è evidente che
noi riteniamo che i nostri mari e la salute dei nostri cittadini
vadano tutelati.
E' chiaro, Presidente della Regione, che abbiamo due visioni
diverse dello sviluppo della Sicilia.
Lei pensa all'oro nero, così come se fossimo tornati indietro di
cinquant'anni, questa opposizione - Forza Italia in testa - pensa
invece all'oro giallo, quell'oro fatto del sole del Mediterraneo,
all'oro verde fatto delle riserve, dell'ambiente, della tutela del
patrimonio, pensa ai borghi, alla cultura, al cibo di questa
Sicilia, a tutti quegli aspetti che andrebbero valorizzati e che
invece vengono ogni giorno da questo Governo mortificati.
Noi pensiamo e sogniamo quella green economy, quello sviluppo eco-
sostenibile, tutti quegli aspetti su cui dovrebbe fondarsi lo
sviluppo di una terra che invece viene martoriata.
Per questo diciamo no a quelle tredici, quattordici richieste di
trivellazioni.
Per questo diciamo no all'articolo 38 dello Sblocca-Italia'.
Per questo diciamo no a cicatrici che sarebbero insanabili sul
volto della nostra Terra.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato - ma
ancora non è stata annunciata in Aula - una mozione e mi rivolgo ai
pochi colleghi che sono rimasti e a quelli che ci ascoltano, che
riguarda un impegno per il nostro Governo affinché faccia il
possibile per far spostare qui in Sicilia l'agenzia nazionale per
la coesione territoriale, ossia quell'agenzia nazionale fra i suoi
scopi ha quello di supportare gli enti locali, le regioni per un
migliore utilizzo dei fondi europei.
Sappiamo che, purtroppo, la nostra Regione si è distinta in
maniera un po'negativa per la qualità e per la quantità di fondi
utilizzati per lo sviluppo, per la conservazione ed il
miglioramento del territorio e magari se, come è stato per
l'agenzia dei beni confiscati alla mafia che è stata collocata in
maniera simbolica in Calabria, si facesse questo sforzo di portare
qui in Sicilia l'agenzia per la coesione territoriale per i nostri
sindaci e per noi stessi avremmo un maggiore supporto nella
programmazione ed anche nella presentazione dei progetti, sarebbe
davvero un toccasana per i nostri amministratori locali.
Quindi, mi rivolgo ai colleghi affinché, in fase di finanziaria o
al primo atto utile che si presenti a livello nazionale, facciano
di tutto per coinvolgere i deputati e far capire che per colmare
questo gap è necessario che la Sicilia diventi il centro nevralgico
per quanto riguarda la programmazione.
Volevo condividere questo con voi, sperando che anche voi,
attraverso i vostri rappresentanti a livello nazionale, possiate
fare il possibile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è chiaro che siamo in attesa degli
atti relativi al bilancio.
A mio avviso noi andremo verso l'esercizio provvisorio ma per
votare l'esercizio provvisorio è necessario depositare il bilancio,
atti che ancora non sono pervenuti a questo Parlamento.
Quindi, anche a seguito agli atti che arriveranno, disciplineremo
i lavori d'Aula.
Gli uffici mi fanno rilevare che già sono pronti altri disegni di
legge che hanno superato l'esame delle commissioni per cui ritengo
opportuno fare, preventivamente alla seduta di martedì 16 dicembre,
una conferenza dei capigruppo ma arriverà apposita convocazione ad
ogni singolo capogruppo.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 16 dicembre
2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
2) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
3) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
528/A)
Relatore: on. Anselmo
4) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436
Relatore: on. Cracolici
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO -
GERMANA'
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA -
CIRONE
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
VI - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
VII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della
Presidenza della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
- CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
- MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
La seduta è tolta alle ore 20.43
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio