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Resoconto d'Aula della Seduta n. 203 di mercoledì 10 dicembre 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   BARBAGALLO,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la  seduta  di
  oggi gli onorevoli Arancio, Picciolo e Germanà.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  in  missione  l'onorevole  Marziano
  dall'11 al 12 dicembre 2014.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per la salute:

   N.  1229  -  Verifica  delle  corrette  procedure  di conferimento
  delle funzioni di coordinamento presso l'ASP 8 di Siracusa.

   Firmatari:Zito   Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
  Zafarana Valentina

   -   da  parte  dell'Assessore  per  il  turismo,  lo  sport  e  lo
  spettacolo:

   N. 909 - Iniziative riguardo alla destagionalizzazione del turismo
  incoming in Sicilia.
   Firmatari:La  Rocca  Claudia; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Palmeri
  Valentina;  Mangiacavallo  Matteo;  Cappello  Francesco;   Tancredi
  Sergio;  Ciaccio  Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina;  Zafarana
  Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Foti Angela
   (Con nota prot. n. 24384/IN.16 del 22/05/2014, il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per il turismo).

   N. 1051 - Notizie sui lavori di completamento della pavimentazione
  del   centro   storico  di  Monreale  (PA)   e   sul   ricorso   al
  cofinanziamento di fondi comunitari.
   Firmatari:Vinciullo Vincenzo
   (Con nota prot. n. 29260/IN.16 del 18/06/2014, il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per il turismo)
   .
   N.  1847  -  Chiarimenti circa la tempistica nella pubblicità  sul
  sito  istituzionale del Dipartimento della postazione  dirigenziale
  vacante  del  relativo Servizio 3 - Servizi turistici  regionali  e
  distretti turistici.
   Firmatari:Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
   Vanessa;   La   Rocca  Claudia;  Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano
   (Con  nota  prot.  n.  40226/IN.16  dell'  1  settembre  2014   il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  il
  turismo, lo sport e lo spettacolo).

   N. 2079 - Notizie e chiarimenti su un inadeguato impegno, da parte
  dell'Assessorato  regionale  del  turismo,  dello  sport  e   dello
  spettacolo, dei fondi europei 2007/2013.
   Firmatari:Vinciullo Vincenzo
   (Con  nota  prot.  n.  40277/IN.16  dell'  1  settembre  2014   il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  il
  turismo, lo sport e lo spettacolo).

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Abrogazione della norma che equipara le indennità dei componenti
  dell'Assemblea regionale siciliana a quelli del Senato. (n. 891)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Musumeci,
  Formica e Ioppolo in data 9 dicembre 2014.

   - Istituzione dell'anagrafe canina regionale e norme per la tutela
  degli  animali  da affezione e la prevenzione del  randagismo.  (n.
  892)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ciaccio,
  Foti,   Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,   Ferreri,   La   Rocca,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino,  Zafarana  e
  Zito in data 9 dicembre 2014.

   -  Legge  di recepimento della normativa nazionale di soppressione
  delle circoscrizioni di decentramento comunale. (n. 893)
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio,  Foti,
  La  Rocca,  Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana  in
  data 9 dicembre 2014.

   -  Introduzione  in Sicilia della valutazione di danno  sanitario.
  (n. 894)
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio,  Foti,
  La  Rocca,  Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana  in
  data 9 dicembre 2014.

   -  Incentivi  per  il rinnovamento del patrimonio  edilizio  senza
  consumo di suolo. (n. 895)
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio, Ciancio,  Foti,
  La  Rocca,  Cancelleri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana  in
  data 9 dicembre 2014.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

     PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Riassegnazione  delle  competenze  in  materia   di   attività
  culturali, della musica e dello spettacolo all'Assessorato dei Beni
  culturali e dell'identità siciliana. (n. 884)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 dicembre 2014.
   PARERE IV e V.

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica,  ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto,  recante
   Aliquota  IVA agevolata sui prodotti di prima necessità  destinati
  alla prima infanzia'. (n. 881)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 dicembre 2014.
   PARERE VI.

   -  Norme  in materia di trasferimenti per il servizio di vigilanza
  venatoria nel Libero Consorzio di Caltanissetta. (n. 883)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 dicembre 2014.
   PARERE III.

   - Destinazione delle oblazioni e condanne alle pene pecuniarie per
  contravvenzioni  alle norme per la tutela delle  strade  e  per  la
  circolazione. (n. 886)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 dicembre 2014.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Decadenza dei contributi in caso di delocalizzazione di imprese
  con conseguente riduzione del personale. (n. 880)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 dicembre 2014.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Interventi in favore delle famiglie. (n. 882)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 dicembre 2014.
   PARERE I e V.

   - Cani di accompagnamento per disabili. (n. 888)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 9 dicembre 2014.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Seguito del dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
    Regione in ordine alle attività di trivellazione nel territorio
                               regionale

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto  all'ordine  del  giorno:
  Seguito  del  dibattito sulle comunicazioni  del  Presidente  della
  Regione  in  ordine alle attività di trivellazione  nel  territorio
  regionale.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, vorrei un chiarimento circa  l'ordine
  del  giorno,  non  avendo avuto un incontro tra i  Capigruppo,  per
  sapere  cosa  fare  prima  e  cosa dopo, rispetto  alla  conduzione
  dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Cosa intende, onorevole Zafarana, cosa prima  e  cosa
  dopo?

   ZAFARANA. Vorrei sapere se parla prima il Presidente della Regione
  e  intervengono  poi  i  Capigruppo;  per  sapere  come  ha  inteso
  organizzare quest'Aula.

   PRESIDENTE.  Il  Governo è già intervenuto  più  volte  attraverso
  l'Assessore Lo Bello. Penso che al Presidente della Regione  spetti
  la  replica, ma nulla toglie che il Presidente Crocetta  intervenga
  quando lo ritenga opportuno.
   E' già stato avviato un dibattito, sviscerato in tutti i modi e  i
  termini  -  forse più del dovuto - e credo sia opportuno continuare
  con gli interventi dei Capigruppo.
   Se  poi  lei mi fa richiesta di un intervento preventivo da  parte
  del Presidente Crocetta, nulla osta a questo, anche se credo che il
  Governo sia già intervenuto su un argomento ormai chiaro a tutti.
   Eventualmente   la   questione  può  essere  un'altra,   onorevole
  Zafarana,  se ho compreso bene, cioè un'eventuale votazione  di  un
  ordine del giorno per una condivisione complessiva.

   ZAFARANA. La mia richiesta era proprio questa.

   PRESIDENTE:  E' chiaro che dopo che si svilupperà un ragionamento,
  probabilmente  qualche bozza ci sarà, ma credo che ogni  Capogruppo
  si attiverà con i propri parlamentari, e mi sembra giusto. Arrivare
  con  un ordine del giorno condiviso dal Governo e dall'Aula sarebbe
  il  massimo, vista la vicenda, ribadendo la presenza del Presidente
  Crocetta e che ci sono degli ordini del giorno già votati, che sono
  impegnativi.  Quindi, vediamo di ritrovarci su  questo  tema  tutti
  insieme.
   Presidente Crocetta è sua intenzione intervenire?

   CROCETTA, presidente della Regione. Se l'Aula ritiene che io debba
  intervenire, lo farò.

   PRESIDENTE.   La   posizione   del  Governo   è   stata   espressa
  dall'Assessore  Lo  Bello  e  più volte dichiarata  dal  Presidente
  Crocetta, e l'Aula ha avuto modo di esprimersi.
   Se  noi  siamo qui e si è riaperto un dibattito rispetto ad alcuni
  ordini del giorno è perché ci fosse un percorso condiviso, non  per
  altro.
   Andrei  avanti  nei  lavori, chiaramente alla fine  interverrà  il
  Presidente  della  Regione - anche se non è escluso  che  si  possa
  tornare su questo argomento.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  vi ringrazio per avere sottoposto all'Aula, l'attenzione
  sul tema delle estrazioni in Sicilia.
   Fra  l'altro ritengo veramente fuorviante l'idea che  non  si  sia
  potuto  procedere  ad  assunzioni di decisioni,  o  dichiarati  non
  soddisfacenti  alcuni chiarimenti sottoposti  dal  Vice  Presidente
  della  Regione, Assessore Lo Bello, per il semplice motivo  che  il
  Governo  partecipa ai dibattiti con un suo rappresentante  che  può
  essere o il Presidente della Regione o un suo delegato.
   Non  è  che io non ho partecipato a questi incontri perché volessi
  evitare il problema  La prima volta, quando si è discusso di  tema,
  mi  trovavo  insieme  a  lei in Qatar e,  non  possedendo  il  dono
  dell'ubiquità,  mi  era impossibile essere  presente  in  Aula;  la
  seconda  volta  mi  trovavo a Bruxelles, ed è chiaro  che  noi  non
  possiamo  pensare che tutta l'attività istituzionale della  Regione
  venga affrontata sempre e comunque in presenza del Presidente della
  Regione, perché questo paralizzerebbe i lavori.
   Ciò  nonostante, mi rendo conto dell'importanza del tema  e  della
  questione  mediatica  che  si  è sollevata,  quindi  non  considero
  illegittima  la  richiesta del Presidente della Regione  in  questo
  confronto.  Fra l'altro, per poter essere presente, ho rinviato  un
  incontro a Roma che si terrà domani ma che doveva partire già oggi,
  proprio per rispetto nei confronti dell'Aula.
   Io  voglio  semplificare il ragionamento, anche perché l'assessore
  Lo  Bello ha chiarito abbastanza bene qual è stata la posizione del
  Governo ed il senso di quegli accordi.
   Prima questione. Signor Presidente, lei ha sottoscritto un impegno
  sulle trivellazioni, un documento politico sulle trivellazioni  nel
  Mediterraneo ed ha sottoscritto un protocollo d'intesa assembleare.
  La questione è proprio non pertinente per il semplice motivo che il
  protocollo  d'intesa che noi abbiamo raggiunto con le  associazioni
  minerarie,  l'Asso Mineraria, non riguarda affatto le trivellazioni
  off shore dove la Regione non ha, peraltro, alcuna competenza e non
  sono previste in quest'accordo.
   Seconda questione. Sempre per rispondere a questo tema, nei tavoli
  di  confronto  che  abbiamo fatto con  l'Eni,  la  Società   ci  ha
  rappresentato    che    le    trivellazioni    che    eventualmente
  interesserebbero  l'off  shore non sarebbero  legate  alla  ricerca
  petrolifera ma al gas, la cui estrazione sicuramente non presenta i
  pericoli  ambientali del petrolio, a meno che dopo il petrolio  non
  dobbiamo abolire pure l'estrazione del gas, facendo fronte  poi  ai
  consumi energetici e non capendo come.
   Fra   l'altro,   negli   ambienti  ambientalisti,   la   questione
  dell'estrazione  del  gas  viene  considerata  un'alternativa  eco-
  sostenibile all'uso del petrolio.
   Terza  questione. L'accordo non prevede nessuna deroga ambientale,
  anzi  inserisce una serie di paletti ambientali che  non  sono  mai
  stati praticati dal dopo guerra in poi nella Regione siciliana.
  La  necessità  di un protocollo scaturisce proprio dal  fatto  sono
  avvenute le trivellazioni selvagge, in pratica la Regione per  anni
  non  ha  mai concesso alcune autorizzazione però poi, di fatto,  le
  estrazioni sono state fatte, le trivellazioni sono state  fatte,  e
  proprio  perché  la  Regione ha omesso  di  affrontare  le  proprie
  responsabilità  hanno potuto fare questi interventi,  lì  stesso  è
  intervenuto  il  potere sostitutivo dello Stato con  autorizzazioni
  che  sono  venute  da  Roma,  il potere sostitutivo  dei  TAR,  dei
  tribunali che hanno poi di fatto autorizzato ciò che la Regione  si
  rifiutava di affrontare.
  Con questo protocollo si mette fine a questi arbitri che consentono
  di   fatto  l'uso  indiscriminato  del  territorio,  senza   alcuna
  responsabilità  e senza alcuna valutazione da parte della  Regione,
  ma   tutto  questo  s'incardina  dentro  processi  democratici   di
  controllo  nel rispetto dello Statuto della Regione siciliana,  che
  da  la  competenza  sulle attività estrattive  della  Regione  alla
  Regione  stessa. Quindi rivendichiamo il nostro ruolo, il ruolo  di
  essere proprietari e titolari di tutto ciò che è nel sottosuolo del
  territorio della Regione siciliana e di volerlo gestire al meglio.
   Dentro questo protocollo si stabilisce non l'approvazione di piani
  di  estrazione, perché uno non è stato autorizzato né fa parte  del
  protocollo, ma si stabilisce un metodo di lavoro per procedere  nel
  migliore  dei modi e - se permettete - anche nel modo più  spedito,
  nella  logica  con  cui  dovremmo  organizzare  tutte  le  attività
  produttive della Regione dando certezza sui tempi a coloro  che  ci
  fanno   delle   richieste.   Perché   non   credo   che   sia    un
  bell'atteggiamento  da  parte  dell'organismo  politico   e   degli
  organismi    amministrativi    ricevere    delle    richieste    di
  autorizzazione,  di concessione, di qualsiasi cosa  si  voglia  che
  appartiene  alla disponibilità del pubblico e pensare di  non  dire
  si,  di  non  dire  no, di dire sostanzialmente  dei   ni   che  si
  traducono  nella  paralisi della Regione, nel non intervento  della
  Regione  e  poi  nella pratica concreta con cui i  tesorieri  hanno
  potuto fare tutto quello che hanno voluto, avendo autorizzato senza
  alcun  parere  da  parte  della Regione tutte  le  estrazioni  dove
  volevano.
   Entriamo   nel   merito.  Questo  mi  sembra  un  atto   alto   di
  responsabilità, non la vorrei dire in siciliano ma nessun proverbio
  siciliano è più efficace di quanto sto per dire  chi è papa papia ,
  chi  è  stato eletto per governare, deve governare ed assumersi  le
  responsabilità nel rispetto delle leggi.
   Non c'è un divieto legislativo sulla base di direttive europee  di
  estrazioni.  Non  c'è un divieto legislativo sulla  base  di  leggi
  nazionali.  Su  quale base, quindi, la Regione  siciliana  potrebbe
  mettere un divieto assoluto rispetto alle estrazioni? Su quale base
  istituzionale  e  legislativa  sinceramente  lo  ignoriamo,  ma  lo
  ignoriamo per il semplice motivo che questo è impossibile.
   Anche  su  altri  ragionamenti  sul piano  eolico  abbiamo  dovuto
  trovare  tutta  un'altra serie di accorgimenti tecnici,  come  sono
  quelli  del  piano energetico, ed abbiamo presentato il disegno  di
  legge  che  riconduce  l'eolico dentro i limiti  di  sopportabilità
  previsti all'interno del piano energetico.
   E  quindi non è dentro un divieto, sicuramente, che si può gestire
  questa vicenda. E' miope, è illogico, è irrazionale, è illegale.
   Quindi,   noi   dobbiamo  gestire  le  scelte   politiche   e   le
  manifestazioni   politiche,  ed  io  sono  contrario   all'utilizzo
  indiscriminato che c'è nel pianeta dell'uso di fossili, dell'uso di
  carbone,  dell'uso di petrolio come elementi prevalente  del  piano
  energetico che di fatto esiste, non solo nell'Occidente,  ma  anche
  nei Paesi in via di sviluppo.
   La  Cina,  per intenderci, sta costruendo centinaia di centrali  a
  carbone,  a petrolio, da petcoke, che pongono sicuramente  un  tema
  prima di tutto, che è quello del riscaldamento del pianeta.
   E'  chiaro che dentro l'obiettivo 2020, dentro il progetto europeo
  2020,  abbiamo  il problema di ridurre le emissioni  in  atmosfera,
  anche  di anidride carbonica, per tutelare il cambiamento climatico
  e  contro l'effetto serra. Ma il tema dell'obiettivo 2020, cioè  di
  un'energia  in  cui  incominciamo a sposare i progetti  di  energia
  alternativa,  lo risolviamo aumentando l'indebitamento  dell'Italia
  che,  mentre  vieterebbe  l'estrazione del proprio  petrolio,  cioè
  l'utilizzo  di  risorse  proprie, si  indebiterebbe  rispetto  alla
  bilancia dei pagamenti.
   Non  è,  quindi, un tema ambientale, il non utilizzo o  l'utilizzo
  del  petrolio  siciliano,  perché questo riguarda  il  piano  delle
  politiche  globali ed il piano che si dà l'Europa, che  si  è  dato
  l'Italia. Ed il piano, anche, che si dà la Regione siciliana dentro
  il    contributo    che   dà   alle   energie    alternative    con
  l'intensificazione dei piani di energia solare che ci  siamo  dati,
  con  l'avvio  del patto dei sindaci che pensiamo di realizzare  nel
  corso  di questo nostro mandato e, quindi, diamo un contributo  per
  creare  energie alternative, ma sicuramente noi non risolveremmo  -
  ma  di questo ne parlerò successivamente - nulla dal punto di vista
  dei  consumi petroliferi, se si estrae o non si estrae il  petrolio
  in Sicilia.
   Quindi,  è  inutile che si cavalchi la demagogia su questo  campo,
  perché  non  è  che  se noi non autorizziamo le  trivellazioni  nel
  sottosuolo  siciliano  e non a mare, come  si  continua  a  mentire
  dicendo  bugie in modo consapevole, si risolve il problema,  perché
  non  lo si risolve sicuramente. L'impatto ambientale globale rimane
  lo  stesso,  solo che noi abbiamo due fregature: una è  quella  che
  saremmo  l'unica Regione al mondo che ha una ricchezza, una risorsa
  naturale  del sottosuolo ce non viene utilizzata e non si trasforma
  in  un  beneficio  per  i  propri concittadini  e  per  il  proprio
  territorio;    l'altra    che,   comunque,    contribuiremmo    con
  l'indebitamento   dell'Italia  che   continuerebbe   ad   importare
  petrolio, laddove invece ce l'ha.
   Tutto questo mi sembra veramente, paradossale
   Si  parla  di  ragioni ambientali. Ma quali sarebbero  le  ragioni
  ambientali? Una pompa alta 2,5 metri che estrae petrolio da un tubo
  e  lo immette in un altro tubo, cioè una pipeline che lo porta  poi
  alle centrali di distribuzione o di raffinazione. Sarebbe questo il
  tema  ambientale?  Mi  pare che i temi ambientali  che  abbiamo  in
  Sicilia sono ben altri dell'estrazione. Si è voluto, qui, creare un
  mostro immaginario, una mostrificazione di una vicenda che, invece,
  sul  piano dell'impatto ambientale agisce molto meno di tante altre
  cose.
   La  trasformazione,  per esempio, dei centri storici  di  Catania,
  Palermo,  Siracusa, Ragusa, Caltanissetta, Gela,  Bagheria,  comuni
  anche amministrati dal centro sinistra, dal Movimento 5 Stelle,  ci
  possiamo mettere anche quelli della destra, non avrebbe sicuramente
  dei   benefici  ambientali  immediati  rispetto  alla  salute   dei
  cittadini e rispetto anche all'inquinamento del pianeta, governando
  con  intelligenza  i  processi  anche  di  tutela  della  salute  e
  raffrontandosi  con  i processi di industrializzazione  e  dell'uso
  corretto  e  razionale delle energie, delle fonti e  delle  materie
  prime tenendo presente che l'homo faber non è un demonio, è un uomo
  che trasforma la realtà.
   E  l'attività  industriale  in sé non  è  un  crimine,  l'attività
  industriale  diventa  un  crimine  se  diventa  Seveso,  l'attività
  industriale  è  un  crimine se diventa la  Thyssen  di  Torino,  ma
  l'attività  industriale non è un crimine se questa  viene  ospitata
  dentro  processi  produttivi,  dentro  processi  di  controllo  che
  tengono  conto  della  tutela  dell'ambiente,  della  tutela  della
  salute.
   Bene   Il problema dei centri storici. Mi sarei augurato  che  noi
  avessimo cominciato a dire cosa ne vogliamo fare; se vogliamo  fare
  una legge di tutela dei centri storici siciliani anche dal punto di
  vista  ambientale.  Questo  sì  che  avrebbe  effetti  immediati  e
  travolgenti  dal  punto di vista dell'impatto  ambientale  e  della
  salute dei cittadini siciliani.
   La  questione  della raffinazione del petrolio  a  Milazzo,  Gela,
  Priolo,  laddove  l'impatto è stato quello che è  stato  ,  laddove
  faticosamente si va avanti, perché quello che si dimentica di  dire
  vedendo  questo accordo è che cominciamo a governare i processi  di
  risanamento  ambientale del territorio. Abbiamo iniziato  su  Gela,
  laddove era eclatante il tema ambientale, il tema dei bambini  nati
  deformati,  il  tema del cancro della popolazione,  il  tema  delle
  mutazione genetiche, affrontando per la prima volta - è sta  dentro
  a  questo  accordo - anche il più grande polo italiano di  economia
  verde,  di  green economy. Quante volte ci lanciamo  dietro  questa
  parola, vogliamo la green economy, e nel momento in cui facciamo un
  accordo,  il più avanzato che sia stato mai firmato in  Italia,  in
  cui  non  solo  non  si perdono i posti di lavoro,  ma  si  fa  una
  trasformazione  produttiva  in  un  territorio  e  si  avviano   le
  bonifiche,  noi  mettiamo l'attenzione sul  fatto  che  ci  saranno
  quattro  pompe  che estrarranno petrolio che daranno  dei  benefici
  economici  al  territorio  siciliano, mascherando  questo  come  il
  problema ambientale del pianeta, come se il petrolio in Italia e in
  Europa  non arrivasse dall'Iran, dall'Iraq e dall'Arabia saudita  o
  dalla vicina Libia.
   Questi  sono  i  fatti  e  su questo bisogna  smetterla  con  ogni
  demistificazione ideologica. Chi fa politica si può  permettere  di
  cavalcare tutte le cose, ma chi amministra non ha lo stesso potere,
  perché  glielo  impongono le leggi. Quante volte ci  siamo  sentiti
  dire:  No  Muos,  no  Muos   Per  cui  io  sarei  l'artefice  della
  realizzazione del Muos? Ma che ci deve fare Obama, la CIA o la NATO
  rispetto a me? Io sarei l'ideatore di questo progetto, io che  sono
  l'unico contrario probabilmente.

   (Alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle dissentono ironicamente)

   CROCETTA, presidente della Regione. Siete bravi  Infatti tutte  le
  cose   che  avete  fatto  voi  sono  grandiose,  sia  quando  siete
  all'opposizione che quando siete al Governo. Il vostro  sindaco  di
  Parma,  che  era  contrario al termovalorizzatore,  se  l'è  dovuto
   assuppare ,  come  si  dice  in siciliano,  perché  ha  avuto  una
  bellissima sentenza del Tar che lo obbligava a farlo. E' contrario,
  ma a Parma si fa il termovalorizzatore.
   Noi  siamo contrari al Muos e in Sicilia si fa perché è un accordo
  strategico-militare in cui l'unica competenza che  avevamo  era  la
  valutazione ambientale che è stata completamente resa, dove non  si
  poteva  fare assolutamente nulla dal fatto che l'Istituto Superiore
  di Sanità ha detto che il MUOS non fa nessun pericolo alla salute.
   Noi  potevamo  decidere anche di non rispettare la legge,  ma  non
  appartiene  a  questo  Governo l'idea di non rispettare  la  legge,
  anche  se altri potrebbero pensare diversamente, Io mi ricordo  che
  l'onorevole Cancelleri mi disse che il Presidente di uno Stato  del
  Sudamerica,  non  mi  ricordo  quale,  ha  vietato  le   estrazioni
  petrolifere  o qualcosa del genere, come se io fossi un  Presidente
  di  Repubblica,  uno  che si può permettere anche  di  violare  gli
  accordi internazionali che sono fra l'altro obbligatori; neanche  i
  referendum  si  possono fare per intenderci, ma  non  sono  neppure
  ratificabili  dai parlamenti gli accordi internazionali  perché  si
  applicano  immediatamente e tanto erano  i  poteri  che  avevamo  a
  disposizione.
   Per  cui,  rispetto  a  una  vicenda di  cui  sicuramente  l'unica
  competenza che avevamo era la valutazione ambientale, la prima  era
  stata  data  senza  il  supporto di organismi  tecnici  competenti,
  perché  lo  studio sulla salute era stato fatto da  uno  studio  di
  ingegneria  e non era valido, così l'abbiamo bloccato o  almeno  ci
  abbiamo provato.
   Le  battaglie  si  possono vincere e si possono perdere.  Ciò  non
  toglie che si possono fare sul piano politico e non mi pare che  ho
  visto  questa  grande mobilitazione politica nazionale  attorno  al
  tema  del  no  MUOS nel Parlamento nazionale da parte  delle  varie
  forze politiche. Qualche balbettamento in Commissione Ambiente  del
  Senato,  dove  ci  sono  tutti,  persino  in  Nuovo  Centro  Destra
  antiamericano; i più filo americani che ci sono in Italia finiscono
  per essere pure antiamericani, poi sono contro i petrolieri. Voi ve
  la bevete che l'NCD nazionale è contro le estrazioni di petrolio?
   Questo  è  il  tema  però, naturalmente,  pur  di  fare  polemiche
  politiche  che  si  trasferiscono contro il Governo  della  Regione
  tutto  questo diventa il tema per cui poi abbiamo una Simona Vicari
  che  dice  quello  che  dice in merito alla  Commissione  Ambiente;
  voglio   dire   che   dentro  i  partiti  ci   sono   articolazioni
  democratiche,  è  un  piano corretto il protocollo  siglato  dentro
  percorsi che rispettano l'ambiente.
   Quindi  noi non dovremmo utilizzare una nostra ricchezza? No.  Dal
  punto  di  vista legale è possibile impedire ciò? No. Ed allora  il
  tema  diventa  quello  di governare i processi,  ed  è  quello  che
  esattamente  abbiamo messo. Noi abbiamo cominciato a mettere  tutta
  una  serie di paletti che vanno oltre le direttive europee ed oltre
  le  direttive delle leggi nazionali, perché non abbiamo autorizzato
  nulla  -  anche  questa  è un'altra bugia - noi  abbiamo  fatto  un
  protocollo sul metodo, non nel merito. Un protocollo sul metodo che
  dice  che  per  ogni  progetto viene istituita una  Commissione  di
  valutazione  complessiva,  come se dobbiamo  arrivare  su  tutti  i
  progetti  di  autorizzazione e sui piani  regolatori.  Nella  legge
  sulla semplificazione amministrativa che noi abbiamo proposto  sarà
  questo  il modo normale di operare quando ci decideremo, in  questo
  Parlamento,  a  discuterla, visto che è dall'agosto  del  2013  che
  questa  legge  è  stata  esitata dal Governo ed  attendiamo  quella
  meravigliosa riforma che dobbiamo fare tutti insieme.
   Quando  ci decideremo, probabilmente, potremmo finalmente  attuare
  questa    semplificazione   amministrativa,   la    semplificazione
  dell'attività produttiva, tutte le leggi che attendono  la  riforma
  della  burocrazia  che stanno lì e che potrebbero  essere  decisive
  nello  sviluppo  di questa Regione, ma che stanno lì  con  i  tempi
  nostri,   perché  da  un  anno  discutiamo  di  mozioni,   censure,
  interpellanze,  sfiducie, ma mai affrontiamo invece  questioni  che
  sicuramente  contribuirebbero  al tema  di  una  Sicilia  vera  che
  affronta   la   modernizzazione  e   lo   sviluppo   nel   rispetto
  dell'ambiente e della salute del cittadino.
   Su   questo,   dentro  la  Commissione  di  valutazione   c'è   il
  Dipartimento  dei  Beni culturali della Sicilia  per  valutare  gli
  aspetti  sull'impatto  che ha sul territorio,  sul  paesaggio;  c'è
  l'assessorato   all'agricoltura   e   alla   pesca   per   valutare
  eventualmente  gli  effetti  che  si  potrebbero  avere  anche  sul
  paesaggio marino e sull'ambiente marino, laddove non abbiamo  alcun
  accordo  che  preveda  l'off-shore, laddove  dovesse  arrivare  una
  pratica  di  questo  tipo  che non fa  parte  del  protocollo;  c'è
  l'assessorato   all'ambiente   e   all'urbanistica,   l'assessorato
  all'energia   per   vedere   anche  i   fabbisogni   energetici   e
  l'assessorato  alle  attività  produttive  per  valutare  l'impatto
  produttivo.
   Quindi,  un  metodo  di lavoro che crea più  garanzie  rispetto  a
  quelle  che c'erano prima, dove un funzionario qualsiasi, un giorno
  poteva  dare un parere, autorizzare. Si crea quindi crea una cabina
  di regia che è uno strumento di controllo molto forte sull'arbitrio
  dei petrolieri.
   Seconda questione. In questa attività di trivellazione lavoreranno
  solo  imprese siciliane per la gestione concreta degli  appalti  di
  queste opere. E quindi incrementiamo l'occupazione di lavoratori  e
  di imprenditori siciliani.
   Terza questione. Le trivelle saranno costruite in Sicilia, e molto
  probabilmente con questo salviamo i lavoratori della Fincantieri. A
  noi  non  interessa di ottomila lavoratori tra quelli  che  vengono
  assunti   e   quelli  che  eventualmente  spariscono  nella   crisi
  occupazionale.  Ci  possiamo permettere  questi  dibattiti  di  una
  regione  al collasso, nella crisi finanziaria più totale,  che  non
  solo  potrebbe rifiutare persino i soldi delle royalities  e  altre
  cose  che  dirò  successivamente, ma addirittura  che  può  perdere
  ottomila  occupati.  Tanto ce ne sono 150  mila  disoccupati,  così
  diventeranno 160 mila
   Noi  viviamo  in  un altro mondo, un mondo barocco-rinascimentale,
  una  società  basata sull'ozio dove possiamo discutere all'infinito
  pensando  che poi c'è una casta che ha i suoi privilegi e non  deve
  affrontare  il tema della produttività, delle risorse,  del  lavoro
  anche  materiale, manuale, dove non esistono gli operai ma esistono
  solo radicalismi, chiccherie, radical-chiccherie, magari di chi  ha
  la  pancia  piena  rispetto a chi ce l'ha vuota. Salvaguardiamo  la
  questione  dei  lavoratori  della  Fincantieri.  Il  nostro   piano
  dovrebbe   lavorare   sulla  creazione   di   attività   produttive
  industriali di tipo nuovo legate proprio alle vocazioni  specifiche
  della  Sicilia,  ma se proprio debbono raffinare  vogliamo  che  il
  nostro   petrolio  venga  raffinato  proprio  in  Sicilia,   quindi
  salvaguardiamo anche l'occupazione e la produttività di Milazzo, di
  Priolo ecc.
   Altra  questione.  Per  la  prima volta  questo  protocollo  viene
  realizzato  soltanto da società che hanno sede legale  in  Sicilia,
  non  ci  sono soggetti che non hanno sede legale in Sicilia, quindi
  significa  che  oltre alle royalties noi avremo le entrate  fiscali
  che ci derivano da queste attività.
   E  questa  mi  pare una applicazione sostanziale dell'articolo  37
  dello  Statuto, senza troppi ideologismi, ma ottenuta  con  accordo
  ministeriale e con accordo con le aziende, stabilendo il  principio
  che  noi  il  petrolio siciliano lo diamo a chi  dà  i  soldi  alla
  Sicilia,  che  è  nostro.  Quindi noi  non  ci  siamo  svenduti  ai
  petrolieri, gli abbiamo imposto condizioni che nessuno fino a  oggi
  ha  posto, come l'impegno sulle maestranze siciliane, sulle imprese
  siciliane, sul lavoro siciliano e sulle tasse in Sicilia.
   Non  mi  pare che in passato si sia fatto questo. Si è  fatto  ben
  altro.  Questi hanno preso il loro petrolio, l'hanno fatto  persino
  contro il parere della Regione e hanno preso il nostro petrolio non
  dando nessun beneficio.
   Controllo   ambientale,  controlli  paesistici,  più   le   tasse.
  Ultimissima  questione legata ad un altro elemento. Stabiliamo  che
  sia  pure non facendo parte l'offshore di questo accordo e sia pure
  non  essendo di competenza della Regione Siciliana, le aziende  che
  hanno sottoscritto il protocollo, nell'addendum che abbiamo firmato
  recentemente,   si  impegnano  ad  effettuare  eventuali   attività
  offshore  su cui la Sicilia non deve dire nulla, anche con  imprese
  aventi   sede   legale  in  Sicilia  e,  quindi,   sostanzialmente,
  pagheranno le tasse l'offshore anche in Sicilia.
   Otteniamo  come  contributo fiscale non  soltanto  quello  che  ci
  proviene dalle attività estrattive tipiche del territorio siciliano
  ma quello che fa parte del territorio siciliano. Questo è il tema.
   Poi uno può rispolverare tutti i fantasmi delle ideologie, no alle
  trivellazioni,  perché  poi  ci sono una  serie  di  questioni  che
  attengono la tutela del paesaggio.
   Se  io  facessi, per esempio, un documento, proponessi una mozione
   No  alla costruzione di palazzi  non credo che non mi troverei una
  opinione  pubblica,  in  Sicilia, che non  sia  favorevole,  perché
  capite  bene  che  tutto  ciò che attiene  l'ambientalismo  ha  una
  tutela.
   Solo  che  l'ambientalismo  non è un  esercizio  ideologico  della
  fantasia,  è  un  piano  razionale di  intervento  del  territorio,
  tenendo  presente  che  poi  ognuno di voi  la  macchina  non  l'ha
  lasciata  a casa neppure oggi. Non è venuto con l'auto  blu,  ma  è
  venuto  anche  con  la  propria macchina  che  consuma  benzina  da
  petrolio. Cominciamo a fare una pratica dell'ambiente.
   Io  quando  non  ero  costretto a vivere questo  privilegio  delle
  macchine blindate andavo in bicicletta al Comune. Poi mi chiamò  il
  Prefetto,  per non consumare benzina, per salvaguardare il  creato,
  perché  sono  uno  che  ci  crede alla pratica  non  ideologica  ma
  concreta,  con  le scelte di vita delle cose che fa. Perdevo  anche
  dei  chili,  certo, perché alle sette del mattino me ne  andavo  in
  bicicletta,  andavo  a  fare nuoto a mare, me  ne  andavo  pure  in
  spiaggia,  mi  facevo  la  mia nuotata, andavo  a  lavoro  pure  in
  bicicletta,  poi ho cambiato totalmente la mia vita  per  diventare
   casta  blindata, dietro questi vetri da 4 centimetri, una cosa  di
  lusso.   Da   privilegi,   da   interrogazioni   parlamentari,   da
  dichiarazioni sui giornali, ecc
   Pazienza, io preferivo sicuramente andare in bicicletta,  noi  non
  abbiamo, non ci sono scorciatoie.
   Il  rapporto  con  l'ambiente  va  affrontato  in  maniera  seria,
  vogliamo cominciare ad approntare progetti di tutela ambientale  in
  Sicilia,  dall'atmosfera  al sottosuolo, ma  facciamolo  veramente,
  senza scegliere ogni volta la strada della polemica ,opportunistica
  e  di  parte;  non abbiamo più bisogno di polemiche di  parte,  noi
  abbiamo  bisogno di un Parlamento che rispetti la profondità  della
  crisi  economica sociale della Sicilia, che affronti  le  questioni
  urgenti, abbiamo bisogno di quelle forze politiche che si mettono a
  lavorare insieme per il bene comune. Questa è la sfida che abbiamo,
  quella  della modernizzazione della Sicilia, perché non si  viaggia
  più  con  le  carrozze  trainate dai cavalli,  si  viaggia  con  le
  macchine  - e  penso che questo modello vada cambiato -  penso  che
  dovremmo  fare  un uso sempre maggiore di macchine  elettriche;  ma
  l'elettricità  stessa si produce attualmente col  petrolio,  quindi
  ciò non sarebbe sufficiente.
   La  cosa  migliore  sarebbe utilizzare i  prodotti  delle  energie
  alternative,  ma  pensate  che questo si possa  fare  dall'oggi  al
  domani, che domani mattina con questa convinzione noi potremmo fare
  a  meno  di  fonti  come quella del petrolio? Noi tutto  questo  lo
  misuriamo,  intensificando la quota di verde quale  compartecipiamo
  per  la tutela del teatro, i piani che facciamo per la tutela delle
  coste e la tutela dell'ambiente, i piani che facciamo per aumentare
  la  differenziata;  e tutti i piani che facciamo  vanno  in  questo
  ragionamento.   Facciamo  anche  dei  piani  di  limitazione  della
  circolazione  delle  automobili dentro i centri  storici,  che  non
  possono  superare certi limiti - anche di inquinamento -  su  tutto
  questo noi ragioniamo.
   Per il resto io credo che il nostro protocollo  non solo non abbia
  violato alcuna legge, ma addirittura ha aumentato il livello  e  le
  tutele  ambientali,  che  senza questo  protocollo  sarebbero  oggi
  sicuramente più deboli, di fatto abbiamo difeso l'ambiente,  e  non
  concederemo   una  sola  autorizzazione  che  non  sia   rispettosa
  dell'ambiente  e  del  paesaggio,  dei  siti  dove  si  andrebbe  a
  inserire; fornendo però una cabina di regia che ci potrà permettere
  un  governo razionale delle risorse petrolifere, nel rispetto della
  salute dei cittadini e della tutela dell'ambiente.

                (Il Presidente si allontana dall'Aula)

   PRESIDENTE.  Signor Presidente, è necessario e opportuno  che  lei
  ascolti gli interventi di tutti, capisco le esigenze personali,  ma
  è  necessaria  la  sua  presenza. Anche io  avrei  da  fare  alcune
  considerazioni in presenza del Presidente della Regione e non trovo
  opportuno sospendere l'Aula per pochi minuti.
   Ho  massimo  rispetto  delle istituzioni e so  che  il  Presidente
  Crocetta mi sta ascoltando. Procediamo coi lavori d'Aula, anche per
  vostro  rispetto, colleghi, partendo dagli ordini  del  giorno  che
  sono  stati  votati  da  questa Assemblea e  che  hanno  un  valore
  importante; dobbiamo vedere come fare sintesi dei discorsi  che  si
  sono fatti, sostanzialmente rafforzando non tanto il Governo, ma la
  classe  dirigente siciliana, costituita dal Governo e  dai  singoli
  parlamentari, che si esprimono in Aula, nelle Commissioni e con gli
  atti  di  controllo ed indirizzo politico. Il dibattito  di  questi
  giorni  spesso è stato rappresentato alla stampa come  poco  utile,
  quasi inutile, ma non è assolutamente inutile.
   Noi   stiamo   riportando  le  lancette  a  60  anni  fa   quando,
  sostanzialmente,  la scoperta del petrolio in  Sicilia  aveva  dato
  speranza  ai siciliani, speranza alla quale ormai - ce lo  dobbiamo
  dire  con la massima chiarezza - credono in pochi e non per  quello
  che ha detto il Presidente Crocetta, cioè perché la modernizzazione
  della Sicilia, così come la modernizzazione dell'Italia o dei Paesi
  europei,  anche grazie alle energie che abbiamo, che abbiamo  avuto
  in   passato,  il  petrolio,  ma  eventualmente  anche  le  energie
  alternative,  perché  a consuntivo il risultato  che  ha  avuto  la
  Sicilia  è  che, e questo purtroppo nell'intervento del  Presidente
  Crocetta non è stato detto ma è scritto nell'ordine del giorno  che
  è stato presentato, a distanza di 60 anni noi continuiamo a versare
  il  totale  delle imposte di produzione, e quindi le  accise,  allo
  Stato.
   Il  punto  è questo, non è  petrolio sì o petrolio no , perché  su
  questa via potremmo trovare un momento di sintesi.
   Allora,  riportando a 60 anni indietro il ragionamento, noi  siamo
  in  condizione di ripartire con maggiore forza nel rapporto con  lo
  Stato. E di questo si tratta.
   E' chiaro che è ambizioso il progetto di dire che tutte le imposte
  di  produzione devono rimanere in Sicilia. Però vorrei sottolineare
  un passaggio del Presidente Crocetta, senza alcuna vena polemica.
   A  chiarimento  di  chi ci ascolta, non è vero che  con  le  nuove
  trivellazioni tutto il gettito rimane in Sicilia, se  rimane  fermo
  il  principio contenuto nel secondo comma dell'articolo 36.  Non  è
  assolutamente vero.
   Noi possiamo dire che otteniamo il risultato avendo le sedi legali
  in  Sicilia,  e  di  questo gli va dato atto  al  Presidente  della
  Regione,  che  eventualmente  il  gettito  derivante  dal   reddito
  prodotto  da  queste  imprese  tenendo  presente  però,   e   c'era
  l'assessore  Vancheri  in uno di questi dibattiti  che  annuiva  in
  senso  di assenso, che se noi aumentiamo le royalties in automatico
  diminuisce  il  gettito  che  queste aziende  versano  nelle  casse
  regionali.
   Quindi, stiamo attenti nel percorso che stiamo instaurando. Questo
  per   dire   che  non  sono  battaglie  ideologiche,  non  possiamo
  affrontare ideologicamente questo dibattito, ho avuto modo di dirlo
  e di rappresentarlo sia pubblicamente con dichiarazioni stampa, sia
  singolarmente  ai  presentatori degli ordini del giorno.  Però  già
  abbiamo  degli  ordini del giorno che rimangano un punto  fermo  di
  questo Parlamento.
   Sono  stati  presentati degli ordini del giorno sia  da  parte  di
  gruppi di maggioranza, sia da parte del Movimento Cinque Stelle.
   L'ordine  del  giorno presentato dal Movimento Cinque  Stelle  già
  riproduce,  onorevole Zafarana, il contenuto di ordini  del  giorno
  già  approvati.  Le  dico  subito  che,  in  base  al  Regolamento,
  l'approvazione di uno di essi preclude la votazione dei  successivi
  tranne  quelli  che  pur riguardando lo stesso argomento  investono
  aspetti diversi e compatibili.
   Che cosa si vuole fare in questo momento? Su questo io ho invitato
  i  Capigruppo di maggioranza ad avviare una interlocuzione con  voi
  stessi  partendo dal presupposto che ci sono ordini del giorno  già
  votati,  che sono di una chiarezza unica, che si dice di  impegnare
  il Governo a promuovere ricorso dinanzi alla Corte Costituzionale.
   L'ordine  del  giorno che è stato scritto gli dà più un  indirizzo
  politico,  che penso anche da parte vostra possa essere  condiviso,
  cioè  di fare una battaglia comune in questo momento nel Parlamento
  nazionale  con  i nostri parlamentari nazionali, perché  quando  si
  sceglie la via giudiziaria significa che la politica ha fallito.  E
  siccome  altre  regioni, che peraltro hanno maggioranza  analoga  a
  quella del Governo nazionale, non si sono posti questo problema,  e
  mi  sto  riferendo in particolar modo alla Basilicata, io non  vedo
  perché  non  si  possa arrivare ad un ragionamento unico  partendo,
  però, dall'ordine del giorno che già è stato votato.
   Non entro nel merito delle disquisizioni di carattere tecnico.
   Per  quanto riguarda, onorevole Zafarana, l'ordine del  giorno  da
  voi  riproposto che riguarda la possibilità di proporre referendum,
  il referendum è su iniziativa dei consigli regionali. Quindi rimane
  fermo  il  percorso  avviato  dalla  IV  Commissione   Ambiente   e
  territorio', perché non appartiene alla competenza del Governo.
   Per   quanto  riguarda  l'impugnativa,  invece,  appartiene   alla
  competenza  del  Governo  nel  caso  in  cui  non  dovessimo  avere
  risultati in sede politica, perché anche con l'incontro  che  si  è
  svolto  con  tutti i parlamentari nazionali sembra che ci  sia  una
  maggiore attenzione e condivisione da parte di tutti.
   Ove  non si dovesse arrivare ad una soluzione definitiva,  ove  il
  Parlamento  nazionale non dovesse modificare l'articolo 38,  perché
  il  problema dell'articolo 38 dello  Sblocca Italia' è che  vengono
  spogliate le regioni delle loro competenze per il fatto che i VIA e
  i  VIA-VAS  vengono attribuiti ab origine direttamente dallo  Stato
  provocando  un  accentramento  di  poteri  pauroso,  questo  è   il
  principio.
   Se passa questo principio non sarà più una questione sul tenere in
  piedi o meno la specialità ma sarà che i territori, gli enti locali
  non avranno più ragione di esistere perché saremo indotti a pensare
  che ci siano altri interessi, superiori, che governano i territori,
  oggi  la  Sicilia, domani la Lombardia, dopodomani la Valle D'Aosta
  ecc.
   E'  chiaro  che  il sistema delle regioni ha permesso,  nonostante
  tutto, di salvaguardare in qualche modo i territori.
   Auspico   che  ci  possa  essere  un  dibattito  sereno  che   sia
  rafforzativo  del  ragionamento  che  è  già  stato  fatto  con  la
  votazione  degli ordini del giorno del 12 novembre,  che  rimangono
  fermi.
   Ci  sono  tutta  una  serie di atti che il  Presidente  ha  voluto
  difendere,  si  possono  avere opinioni diverse  su  questo  -  per
  carità  - questo è un Parlamento e ognuno si differenzia.
   Il Presidente ha ritenuto di sottoscrivere determinati atti, ne ha
  spiegato  le  motivazioni  però  quello  che  riguarda  il  sistema
  energetico   che  cinquanta-sessant'anni  fa  ha  condizionato   lo
  sviluppo della Sicilia e che ora può essere rimesso in discussione,
  in  modo forte e deciso, credo che tutti noi dobbiamo remare  nello
  stesso senso e verso la stessa direzione.
   Ribadisco    che    continuerà   in   quest'Aula    il    percorso
  dell'abrogazione dell'articolo 38 mediante indizione di  referendum
  perché appartiene alla competenza dei consigli regionale.
   Rimane   fermo  quanto  scritto  nell'ordine  del  giorno,   ossia
  l'impegno  al  Presidente  della Regione  di  proporre  il  ricorso
  dinnanzi alla Corte Costituzionale, in ordine all'articolo 38,  per
  le violazioni sulle competenze delle Regioni.
   Abbiamo  ragione  in  più, come siciliani  -  considerato  che  le
  imposte  di produzione, a differenza di ogni altra regione, vengono
  versate nelle casse dello Stato - a fare una battaglia, questa  sì,
  tutti insieme decisa e convinta senza divisione alcuna.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Presidente, si fa un nuovo dibattito?

   PRESIDENTE. Dovrebbero intervenire soltanto i Capigruppo.  Non  ho
  contingentato in base ai Gruppi perché intendevo dare cinque minuti
  ai  Capigruppo, considerato che ormai le posizioni  sono  chiare  a
  tutti.
   Do  la  parola al Presidente Trizzino, nella qualità di Presidente
  della Commissione  Ambiente'.

   TRIZZINO.  Signor Presidente, volevo porre solo  una  domanda  per
  chiarimento.  Se le mie orecchie hanno sentito bene, il  Presidente
  della Regione ha detto che non sono previste, secondo il protocollo
  ENI, nuove trivellazioni off-shore, cioè a mare.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Non sono oggetto dell'accordo
  con  ENI,  con Edison, con Asso Mineraria, con tutti, non sono  nel
  protocollo di intesa.

   TRIZZINO.  Leggo  quanto riportato nel protocollo  di  intesa:  il
  programma  prevede  l'avvio  di nuove attività  di  esplorazione  e
  produzione di idrocarburi sul territorio della Regione siciliana. E
  fino a qua ci siamo.
   Sono  previste le seguenti attività, pagina 10 del protocollo:  la
  perforazione  in  una  prima fase di    produzione  off  shore,  la
  realizzazione e l'installazione di una piattaforma di  trattamento,
  l'installazione  .

   PRESIDENTE.  Onorevole Trizzino, abbiamo compreso che  lei  non  è
  convinto delle parole dell'onorevole Crocetta.

   TRIZZINO. Presidente, mi faccia finire.

   CORDARO. Non è così banale la cosa. Qual è l'accordo?

   TRIZZINO. Io voglio capire una cosa: se è vero quello che dice  il
  Presidente o quello che ha firmato il Presidente, perché in  questo
  documento  c'è  scritto  che sono previste nuove  trivellazioni  on
  shore ed offshore e, nella specie, due perforazioni a distanza di 7
  Km.  Dalla  costa,  la  realizzazione e  l'installazione  di  nuove
  piattaforme  di trattamento, l'installazione di linee di  trasporto
  verso la terra ferma.
   Attività di esplorazione, sempre offshore, sarà avviata  . Al fine
  di  effettuare nuove scoperte di giacimenti, quattro pozzi a  mare,
  tre  pozzi  a terra. La sigla è dell'ENI e del Presidente Crocetta.
  Me lo spiega?

   FERRANDELLI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Interverranno un deputato a gruppo.  Lei,   onorevole
  Ferrandelli, è intervenuto ieri.

   FERRANDELLI.  Per  capire  di cosa stiamo  parlando,  cosa  stiamo
  facendo. Io sono in dissenso.

   PRESIDENTE.  Ordini  del giorno non ne stiamo  votando  in  questo
  momento, lei si calmi, sappiamo pure la sua posizione.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Presidente
  Crocetta,  per amore di chiarezza e per cercare di dare  più  forza
  alla  posizione  della  Sicilia e, se  ci  riusciamo,  trovare  una
  posizione che unisca il Parlamento ed il Governo, posto che i  temi
  che  stiamo  trattando  non  sono temi  che  possono  avere  colore
  politico ma sono temi che dovrebbero vederci uniti.
   La  relazione di qualche settimana fa, che è circolata  in  questo
  Parlamento,  che  è  stata confrontata da alcuni rappresentanti  di
  queste  imprese  con tutti i capigruppo, parla - e credo  ne  abbia
  fatto menzione anche lo stesso vice presidente Mariella Lo Bello  -
  di  due  nuovi  insediamenti off shore, uno di  fronte  Licata  per
  estrazione  di  petrolio,  ed uno a 6  Km.  Dalla  piattaforma  già
  esistente  a  Pozzallo,  un  insediamento  sotterraneo  perché   di
  estrazione di gas si tratterebbe e non di petrolio.
   Posto  che  qui  -  almeno da parte mia - non  c'è  alcun  intento
  strumentale, c'è soltanto - io vi sto dicendo le cose che  mi  sono
  state  rappresentate.  Io  non  sono Presidente  della  Commissione
  territorio e, quindi, non so se più o meno legittimamente, immagino
  legittimamente,   il   Presidente  della   Commissione   territorio
  l'accordo  se  lo  è procurato, ai capigruppo quest'accordo  non  è
  stato trasmesso.
   Allora,  io devo capire - posto che non voglio fare, che non  l'ho
  mai fatto, opposizione strumentale - invece di  tistiare , come  si
  dice dalle nostre parti, lei poco fa ha detto  Cu è papa, papìa  ed
  io sono d'accordo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, gli atti sono stati distribuiti  a
  tutti i parlamentari via email.

   CORDARO.  In quegli atti parlamentari che io ho ricevuto  ci  sono
  queste  due  indicazioni:  a)  Licata  off  shore,  estrazione   di
  petrolio;  b) a 6 Km. Dalla piattaforma di Pozzallo, già esistente,
  estrazione di gas, quindi, sotterranea.
   Voglio  capire  se le carte che sono circolate sono quelle   delle
  tre  carte ,  nel  senso che ognuno di noi ha un pezzo  di  qualche
  cosa,  perché Presidente credo che sia arrivato il momento di  fare
  chiarezza nell'interesse del voto.
   Presidente  Crocetta, io voglio votare a favore,  mi  metta  nelle
  condizioni di farlo.

   PRESIDENTE.   Con  questi  interventi  si  crea  ancora   maggiore
  confusione.
   Gli  atti  sono  stati  distribuiti su  mia  richiesta  e  forniti
  direttamente  dall'assessore  Lo  Bello  e  inviati  alle  mail  di
  ciascuno.
   Evidentemente  l'onorevole  Trizzino  faceva  riferimento   a   un
  ragionamento diverso.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, il protocollo d'intesa è uno e non è quello che ha  letto
  l'onorevole  Trizzino,  se mi fa parlare visto  che  voi  avete  le
  vostre conclusioni preventive ed è inutile parlare con voi.
   Il  protocollo  d'intesa è uno, questo è l'accordo per  l'area  di
  Gela. Se mi fate spiegare le cose probabilmente evitate di prendere
  cantonate,  ed  è l'accordo firmato tra la Regione siciliana  e  le
  società petroliere dove non si fa riferimento all'off shore.
   L'accordo  sull'area di Gela è un accordo che viene fatto  tra  il
  governo   nazionale,   che  ha  competenza  sull'off   shore,   per
  intenderci,  la  Regione siciliana e l'ENI. Lì  si  fa  riferimento
  all'off  shore  ma non c'è nessun accordo specifico.  Non  è  stata
  prevista  una  procedura  per la gestione di  questo  accordo,  per
  intenderci.  Qui è indicato l'accordo specifico con  una  procedura
  incardinata.
   Siccome  l'off shore non è di competenza della Regione  siciliana,
  lo  ribadisco;  la nostra firma è messa in generale  rispetto  alle
  cose  di  nostra  competenza e non a questioni che  apparengono  al
  governo nazionale.
   Seconda  questione. Come riferivo correttamente prima,  l'attività
  di off shore è fatta solo con l'ENI, questo per l'area di Gela, non
  è fatta con le società petrolifere, e fanno riferimento ad attività
  di  off shore i giacimenti di gas metano. Il Presidente dell'ENI ha
  comunicato che sono interessati solo ad attività estrattive di gas,
  e  non  si  può  escludere che lo possa fare la Edison o altri,  ma
  l'ENI  lo  ha  già comunicato e lo scrive pure  giacimenti  di  gas
  metano  oggetto  delle iniziative sono localizzate  nel  canale  di
  Sicilia  a trenta chilometri dalla costa, sono previste le seguenti
  attività .
   La  fase  esplorativa si riferisce sempre al  metano,  quindi  non
  capisco  quale  sarebbe  la  contraddizione,  non  abbiamo  nessuna
  controspecifica sull'off shore per il semplice motivo che non è  di
  competenza della Regione siciliana.
   Quello appartiene alle competenze del governo e non fa riferimento
  al petrolio ma al gas.

   PRESIDENTE. Onorevole Trizzino, non è un dibattito tra lei  ed  il
  Presidente Crocetta.
   Onorevoli  colleghi,  noi  abbiamo svolto  tre  sedute  su  questo
  argomento.  Ognuno ha avuto la possibilità di parlare  e  ci  siamo
  ripromessi  che, nell'ultima seduta, se c'era una condivisione,  si
  sarebbe eventualmente votato un ordine del giorno, rimanendo  fermi
  rispetto a quelli che già si sono votati. Avremmo dato la parola ai
  singoli Capigruppo, o comunque ad uno per Gruppo.
   Io, stasera, vedo tante richieste di intervento. Non mi mettete in
  difficoltà,  perché  se darò la parola, per cinque  minuti,  ad  un
  deputato  di un Gruppo, poi non darò più, assolutamente, la  parola
  ad  altri dello stesso Gruppo. Questo per chiarezza, così  come  si
  era concordato.

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Ferrandelli, lei è già intervenuto ogni sera
  su questa vicenda.

   FERRANDELLI. Ed interverrò anche questa sera, signor Presidente

   PRESIDENTE. Lei  può intervenire solo in dissenso rispetto al  suo
  Gruppo.

   FERRANDELLI. Interverrò in dissenso rispetto al mio Gruppo.

   PRESIDENTE.  Però, prima deve sentire cosa dice il suo Capogruppo
  Lei  è  già  intervenuto su questo argomento ed ha  avuto  modo  di
  esprimersi in tutti i modi, in ogni seduta, fino a ieri.

   FERRANDELLI. E lo farò in  tutte le sedute in cui si  parlerà  del
  tema.

   PRESIDENTE.  Ripeto, non le posso dare la parola.  Una  volta  che
  intervenie  il suo Capogruppo, lei, eventualmente, può  parlare  in
  dissenso.
   Sospendo  la  seduta per tre minuti, così c'è un  raccordo  fra  i
  Gruppi stessi.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.13, è ripresa alle ore 19.20)

   La seduta è ripresa.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per cinque minuti.
   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di  entrare
  nel merito del mio intervento vorrei fare una precisazione rispetto
  al metodo, perché altrimenti sembra che gli schizofrenici qua siamo
  noi,  ma  la schizofrenia io l'ho vista altrove. Cioè lei ha  detto
  poc'anzi  che  noi le abbiamo presentato praticamente l'ordine  del
  giorno  dell'altra volta, che è già passato. Pertanto, il principio
  del  ne bis in idem  lo conosciamo pure noi.

  PRESIDENTE. Ma quale ne bis idem
  Onorevole  Zafarana, io questo non glielo consento, su un argomento
  talmente   importante   come  quello  delle   trivellazioni,   stia
  tranquilla  che la faccio parlare, non si preoccupi del tempo.  Poi
  se  lei  in ogni caso vuole fare questioni con chiunque, una  volta
  con  il  Presidente della Regione, una volta con questa  Presidenza
  guardi che ha sbagliato indirizzo.
  Lei  dico  subito che io sono stato il primo a dire che gli  ordini
  del  giorno, pur non condividendoli, per me erano ordini del giorno
  che  hanno un loro valore. L'ordine del giorno, presentato  stasera
  dalla maggioranza, è un ordine del giorno di carattere politico che
  voi   dovreste   condividere,  se  lo  leggete   bene,   perché   è
  rafforzativo  di un ragionamento, tenendo presente che  gli  ordini
  del giorno votati hanno un loro significato ed una loro importanza.
  Negli  ordini del giorno passati si è detto che il Presidente della
  Regione  avrebbe dovuto impugnare dinnanzi la Corte  Costituzionale
  l'articolo  38 per presunta incostituzionalità e rimane  fermo.  E'
  stato  votato  un  altro ordine del giorno nelle sedute  precedenti
  dove si invitava ad avviare le procedure per il referendum.
  Ed  io  ho  detto  di più in questa sede, poc'anzi.  Ho  detto  che
  rimangono  ferme le procedure e che non potevo ammettere il  vostro
  ordine del giorno oggi perché voi impegnate il Governo e invece  la
  competenza  è  di  quest'Aula di indire il referendum,  non  è  del
  Presidente della Regione
  E, quindi, è rafforzativo. Poi se debbono intervenire venti persone
     Onorevole  Zafarana,  guardi, io  non  intendo  polemizzare  con
  nessuno, però leggere, ancora oggi, sulla stampa che quello di ieri
  è  stato un dibattito inutile non è assolutamente vero, perché  chi
  voleva  intervenire è intervenuto nei giorni scorsi, poi se  ognuno
  deve intervenire solo perché c'è il Presidente della Regione e solo
  per  il  principio  di  contraddire  questo  è  un  altro  tipo  di
  ragionamento.  Faremo  le sedute, faremo le nottate,  potremo  pure
  farle, ma non avremo fatto l'interesse della Sicilia.

  ZAFARANA.  Signor  Presidente, vorrei  non  essere  più  interrotta
  perché io l'ho ascoltata due volte in religioso silenzio. Pertanto,
  le chiedo per il mio tempo di farmi fare il discorso. E vorrei fare
  anche  chiarezza  su  tutto  quello che è  successo  finora  perché
  praticamente  qua un iter c'è già stato, stiamo dando  praticamente
  da  un  mese,  a  chi  non c'era, la possibilità  di  pronunciarsi,
  pertanto siccome è da ieri che comincia a girare questo ordine  del
  giorno  che  chiaramente  si  vocifera  nei  corridoi,  arriva  qui
  soltanto giustamente al momento dell'Aula.
  Ora,  non  si  capisce perché noi dovremmo sostenere  perché  siamo
  opposizione? Non si capisce per quale ragione un ordine del  giorno
  presentato dalla maggioranza. Pertanto io ritengo - ancora non l'ho
  letto  - dall'onorevole Ferranedelli che parla in dissenso  al  suo
  Gruppo  perché  oggi parla in dissenso al suo Gruppo  ieri  non  si
  capisce  perché  ha  parlato  perché  ieri  il  capogruppo  non   è
  intervenuto  e  ora  noi  che facciamo  tappiamo  i  buchi,  signor
  Presidente,  perché  io  non avrei dovuto  neanche  presentarglielo
  l'ordine del giorno di Mangiacavallo, perché era già stato  votato.
  Questo per chiarezza. Ora, vorrei cominciare con il mio intervento.
  E, allora, vorrei ricordare al presidente Crocetta  .

  PRESIDENTE.  Onorevole Zafarana, l'ordine del giorno  che  è  stato
  preparato   mi  auguro  possa  essere  condiviso  da  tutti.   Solo
  leggendolo si può dire se si è a favore oppure no.

   Ribadisco  un  concetto: non c'è bisogno di un  altro  ordine  del
  giorno  vostro, eventualmente lo possiamo integrare con quello  che
  già  avete votato e si fa un ordine del giorno unico, ma questo sta
  sostanzialmente  alla  bontà  dei capigruppo,  a  questo  serve  la
  politica ed anche i capigruppo perché, ripeto, qui non si tratta di
  difendere  le  posizioni  del Governo, si tratta  di  difendere  le
  posizioni  delle  istituzioni. Quindi se i capigruppo,  in  qualche
  modo,  si  attivano  per  una condivisione  generale  sarebbe  cosa
  gradita e opportuna.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Zafarana.

   ZAFARANA.   Signor   Presidente,  non  è   rientrato   l'onorevole
  Presidente della Regione ma andiamo avanti.
   Il  fatto che si debba convergere sull'uno o sull'altro testo  non
  lo  capisco. A dire la verità, l'ho leggiucchiato questo  testo,  e
  non  va esattamente a mirare gli obiettivi nostri pertanto,  se  si
  deve fare una riflessione, la si faccia punto per punto, passo  per
  passo sull'impegno di questo ordine del giorno, perché praticamente
  qui  la  lotta è a guadagnarsi il titolo di giornale dell'indomani,
  parliamoci chiaramente.
   Ma   entro   nel  merito.  Volevo  dire  al  Presidente  Crocetta,
  finalmente ne ho l'opportunità, che l'ultimo disastro petrolifero è
  del  5 dicembre scorso, quello che si è verificato in Israele, dove
  per  l'oleodotto  dell'Eilat  Ashkelon  Pipeline  Company  è  stata
  contaminata  la  riserva naturale di Evrona e  stanno  riparando  i
  danni  rispetto alle barriere coralline del Mar Rosso, e non si  ha
  una data rispetto alla fine di questo disastro.
   Ora  torniamo in Italia e facciamo un po' di storia. Green  Peace,
  tanto per citare un'associazione che si batte per l'ambiente e  per
  l'Italia  in questo momento, denuncia come ogni buona strategia  la
  strategia  della  trivella, che è quella di  cui  stiamo  parlando,
  partita  da  lontano e precisamente nel 2005 con l'articolo  1  del
  decreto  legislativo n. 238 che ha tirato fuori dalla categoria  di
  impianti ..
   Signor   Presidente,  sento  molto  brusio,  ho  veramente   molta
  difficoltà a parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi vi prego di  prendere  posto.  Chi
  intende parlare, esca dall'Aula.

   ZAFARANA.  Gli  impianti  a  rischio di  incidente  rilevante,  le
  piattaforme  petrolifere.  Oggi  per  le  valutazioni  di   impatto
  ambientale delle trivellazioni al massimo si considerano  i  rischi
  di  uno sversamento di pochi litri di gasolio. Quindi ci dicono, di
  fatto,   che  petroliere  e  piattaforme  petrolifere  sono  amiche
  dell'ambiente,  così tanto amiche da volerne piazzare  a  centinaia
  nei nostri mari.
   L'incongruenza  non  si  ferma.  Nel  2010  abbiamo   il   decreto
   Prestigiacomo , che aveva allontanato le trivelle dalle coste, poi
  ancora  il  decreto   Passera  che invece  inaugura  una  sorta  di
  condono  per  le  trivelle. Poi abbiamo  però  il  Ministero  dello
  sviluppo  economico, che il 14 novembre 2014, insieme al  Ministero
  dell'ambiente portano avanti un incontro  strategia marina  che  ha
  ad  argomento  il buono stato dell'ambiente marino. Ora  mi  chiedo
  veramente  se questa non sia schizofrenia, perché nel frattempo  si
  vota anche lo  sblocca Italia  con il famigerato articolo 38.
   Stupisce,  ma  forse neanche tanto, perché qua bisogna  mettere  i
  pezzi   di   puzzle   insieme,  perché   non   possiamo   ragionare
  sull'articolo 38 dello  sblocca Italia , quando Green Peace  chiede
  di  realizzare  nello  stretto di Sicilia una  zona  di  protezione
  ecologica ai sensi della legge n. 61/2011 e ci è stato risposto che
  prima bisogna mettersi d'accordo con Malta e Tunisia. Ovvio che per
  il  petrolio questo non valga, dato che per convincere  Malta,  che
  era  riluttante, ci è andato direttamente l'allora  Presidente  del
  Consiglio, Letta.
   D'altra  parte, se bisogna scegliere tra le misure di  tutela  del
  mare e quelle utili all'accaparrarsi l'ultima goccia di petrolio  o
  gas off-shore i nostri governi non hanno mai avuto dubbi, né quelli
  nazionali, né quello regionale.
   Il brusio è costante, ma io vado avanti.
   Che  si  vari  una norma come l'articolo 38 della  legge   sblocca
  Italia   infischiandosene della direttiva off-shore, la n. 30/2013,
  che  dovremmo  recepire entro pochi mesi, non sorprende.  Sorprende
  piuttosto  che  si  continui  a  prendere  tempo  straparlando   di
  strategia marina e di buono stato dell'ambiente.
   Condimento sempre presente? La nebulosa della semantica  renziana.
  Parole  chiave? Strategia e semplificazione, per cosa? Per attività
  di  ricerca e sfruttamento in mare. E del resto come dirgli di  no.
  Sono le leve economiche del futuro questo.
   Ora,  rispetto  ai  dati noi sappiamo per esempio  che  nel  piano
  decennale  della SNAM abbiamo registrato un forte calo dei  consumi
  di  gas  naturale dell'11,4%. Si conferma su base annuale il  fatto
  che  abbiamo  nel 2013 un consumo del meno 10% e non torneremo  mai
  più  ai dati che invece sembrano chiederci gli sfruttamenti che  in
  questo  momento andiamo ad individuare. Forte crescita  invece,  al
  contrario,  della  generazione  delle  rinnovabili  e  allora   per
  fortuna,  io  dico,  ci  sono i cittadini che  parlano  di  energia
  distribuita,  di  efficientamento energetico,  di  energie  pulite,
  parlano  di  preservare  la bellezza, questo  sì,  ma  lo  fanno  i
  cittadini.
   Io ometto anche la riflessione politica e cioè la sproporzione tra
  le  risorse e i rischi per l'economia siciliana, italiana derivanti
  da  eventuali  danni,  la sproporzione costi-benefici  dall'impatto
  economico,   sociale,  ambientale  se  si  pensa   all'inquinamento
  sistematico e il rischio di incidenti mettono sotto scacco aree  di
  pregio   naturalistiche  e  paesaggistiche,  dove,  nonostante   la
  regione,  la  gente prova a vivere delle risorse  e  dei  beni  che
  abbiamo avviando il turismo slow, avviando l'agricoltura, il doc, e
  l'igp e potrei dire tanto altro.
   Lo  sa  Presidente, sono in atto denunce alla Commissione Europea,
  sulle  violazioni inerenti le semplificazioni che hanno il  preciso
  scopo   di  permettere  utilizzazioni  più  veloci  alle  compagnie
  petrolifere  per  estrazioni offshore. Andiamo  nel  dettaglio,  ma
  neanche troppo. C'è il rischio di violazione delle direttive  30  e
  52  del  2013  e 2014 su tutela ambiente e valutazione  di  impatto
  ambientale.  Sul  titolo concessorio unico con il  quale  di  fatto
  Qscafazziamo'  la dignità degli enti locali e della regione  e  non
  teniamo conto ancora delle raccomandazioni della Commissione Ichese
  sulle  criticità connesse alla sismicità indotta. I siciliani hanno
  scoperto  la  vocazione  texana' di Crocetta e la  subalternità  al
  governo  Renzi  che ha incamerato, di fatto, come anche  asseverato
  dalla   vicepresidente  Lo  Bello  nelle  precedenti  puntate,   le
  competenze  e i rapporti coi petrolieri. Voi continuate ostinati  e
  pervicaci  a fare la politica del  tanto meglio tanto peggio',  non
  considerando coloro che hanno votato il vostro programma e tutti  i
  siciliani  che  se la ritrovano qui, Presidente, pur  non  avendola
  votata.  Voi disdegnate anche, cosa ancor più grave, il  deliberato
  dell'Aula.  Bene,  due  mozioni, come già detto  di  contenuto  non
  ideologico, Presidente, tengo ancora a ribadirlo, ma concreto.
   Noi  ne  prendiamo atto e oltre ad invitare tutti i gruppi  e  lei
  Presidente, allorquando il Presidente Crocetta dice che quello  che
  è  passato qua dentro è un  ordinuccio del giorno' a prendere  atto
  di  questa  cosa e a fare una seria riflessione. Ora,  noi  non  ci
  arrendiamo alla politica del meno peggio nella quale comunque molti
  di  voi  si  uniformano, dicendo che se almeno ci dove  spirtusare'
  quanto   meno  dateci  indietro  le  nostre  tasse.  Quelle  stesse
  royalties,  ricordo a me stessa, che questo governo  volle  ridurre
  forsennatamente all'indomani dell'innalzamento al venti  per  cento
  ottenuto  grazie al Movimento Cinque Stelle. Il Sovrintendente  del
  Mare  per  la  Sicilia, quindi persona nominata  e  appartenente  a
  questo  governo,  che gode la fiducia di questo governo,  il  Prof.
  Sebastiano  Tusa, ha ribadito la pericolosità non tanto nella  fase
  di  ricerca di petrolio ma della fase estrattiva perché la  tecnica
  estrattiva - cito - consente nello sparare a 140 atmosfere  aria  e
  acqua  calda, praticamente una bomba. Un solo esempio per tutti,  a
  Pantelleria  non  si  può installare un pannello  fotovoltaico  sul
  tetto di una casa di un privato però possiamo trivellare in un mare
  che  disperatamente i pescatori vogliono proteggere dalla  pesca  a
  strascico  dai  barconi tunisini. Ci rendiamo conto del  paradosso?
  Andiamo  avanti, le proteste ci sono, i ricorsi anche, e  Renzi  va
  avanti.  Mi  soffermo un attimo sui dati riferiti al gettito  delle
  royalties  effettivamente versate dai petrolieri nelle  ultime  tre
  annualità.  Nel 2012 abbiamo preso, soltanto per le  concessioni  a
  terra,  un milione e 700 mila euro; nel 2013 un milione e 400  mila
  euro; nel 2014 un milione e 500 mila euro.
   Per  la  Regione Siciliana, sul sito ministeriale non compaiono  i
  dati sulle royalties provenienti dalle concessioni lasciate a terra
  che   non  solo  non  sono  resi  pubblici  dall'ufficio  nazionale
  minerario   degli  idrocarburi  e  delle  georisorse,  ma   neanche
  dall'URIG, l'Ufficio regionale degli idrocarburi e della geotermia,
  dal   cui   sito  non  è  possibile  ricavare  alcuna  informazione
  aggiornata.
   Se le informazioni ce le abbiamo e riguardano appunto i 20 milioni
  del  2014, le abbiamo perché siamo parlamentari ed abbiamo  accesso
  al  bilancio regionale, ma l'introito della fiscalità sul  petrolio
  in questo momento non è dato saperlo a tutti i siciliani.
   Mi  richiamo anche un po' alla onestà intellettuale che  chiedo  a
  tutti  in  questo  Parlamento, perché ce  la  chiedono  fuori.  Non
  rispolveriamo  ora  la battaglia sull'articolo  36  dello  Statuto,
  quando  conviene. Un atteggiamento di distanza rivolto al bene  dei
  cittadini avrebbe consigliato, a lei Presidente ed anche  a  coloro
  che  di questa battaglia si sono fatti carico, e ce ne siamo  fatti
  carico  anche  in  condizioni slegate  da  questa  contingenza,  di
  condurre  il dibattito d'Aula su due argomenti in modo  separato  e
  con  tempi  diversi.  Così  non è stato,  purtroppo,  anche  perché
  l'impostazione di questo discorso è anche stata fatto - mi permetto
  di   farlo   notare   -   in  maniera  unidirezionale,   prima   la
  vicepresidente Lo Bello e poi Marziano, quindi il taglio è attività
  produttive,  poi  un  attimo dopo forse può parlare  il  Presidente
  della  Commissione  Ambiente.  E il  Presidente  della  Commissione
  Sanità,   perché  non  lo  dobbiamo  fare  parlare?  Quando   viene
  l'onorevole Digiacomo a relazionare sul registro tumori e quanto  è
  il  costo di questi impianti sul territorio siciliano per la sanità
  siciliana? Non lo riteniamo utile per caso?
   Vado   a   concludere.  Non  ci  venga  a  raccontare  dei  numeri
  dell'occupazione,  ora andiamo ad affrontare un  argomento  per  me
  molto  caro  che  è  quello  del ricatto occupazionale,  Presidente
  Crocetta. Questi due miliardi promessi dall'Eni. Dovremmo per  caso
  pensare che i 500 milioni di cui lei ha parlato, anche sul giornale
   La  Sicilia ,  siano due miliardi diviso quattro e, pertanto,  noi
  già  abbiamo incamerato 200 milioni? Mi pare che abbiamo  fatto  il
  conto  della  serva - non me ne vogliano le serve  -  ma  forse  ci
  abbiamo azzeccato.
   Qui  nessuno ha la sfera di cristallo e nessuno può sapere  che  i
  dati  delle  tasse a terra l'URIG non li pubblica addirittura,  per
  maggiore  decisione,  dal 2008. E questo è  un  dato  che  dobbiamo
  rilevare.  Poi,  ancora,  un  altro  appunto  sulla  relazione  del
  vicepresidente che ha parlato di oro nero, oro gassoso, oro giallo.
  È  molto immaginifica questa relazione, quasi quasi possiamo andare
  negli  asili e spiegarlo ai bambini. Ma di quale oro giallo  parla?
  Se  nel  programma  del 6 novembre, il programma  di  sviluppo  Eni
  all'interno delle mirabolanti promesse di fare una raffineria,  una
  green  raffinery, perché l'inglese è importante in questi  contesti
  in  cui dobbiamo dare sicurezza del futuro, ben lo sa Renzi, perché
  il  green  diesel  garantisce  sviluppo  e  innovazione  attraverso
  cinquemila  ettari di terreno devastati sottratti alle coltivazioni
  dell'agrigentino e del gelese. È questo il verde  che  vogliamo?  È
  questa l'agricoltura? È questo il sostegno al turismo?
   Noi  ce lo siamo letti il protocollo Eni, per quanto il Presidente
  Crocetta  pensi  ancora che noi non lo abbiamo  letto.  Lo  abbiamo
  letto,  eccome.  Quelli  trasmessi  dal  Vicepresidente  Lo  Bello,
  pertanto  non c'è ombra di dubbio che stiamo parlando dello  stesso
  documento.
   Caro  Presidente  Crocetta, ex sindaco di  Gela  e  non  mi  sente
  volutamente,  fa  finta  di non sentire che  io  sto  parlando,  io
  rappresento  un  terzo  dei siciliani, il mio  Gruppo  parlamentare
  rappresenta un terzo dei siciliani e lei dovrebbe sapere meglio  di
  tutti  che  si  parla  di  elemosina, che i  petrolieri  dovrebbero
  versare  alla Sicilia solo fumo negli occhi e che tutto il petrolio
  di  Gela,  Milazzo, Augusta, Pantelleria, del ragusano e  dei  suoi
  bambini non ha prezzo.
   E  adesso  noi ce ne andiamo fuori da qui, ce ne siamo già  andati
  fuori con un disegno di legge voto, ce ne siamo andati fuori con un
  referendum abrogativo e, in questo momento, Presidente, invece  che
  piangere  certe  volte purtroppo si ride per incapacità  di  potere
  capire il reale e le faccio un regalo, questo Presidente è per lei.
   PRESIDENTE.  Questa  se  la  poteva  evitare  onorevole  Zafarana.
  Finiamola  con  questi  atteggiamenti folkloristici.  Questo  è  un
  Parlamento. Lei si è fatta il suo show, ne prendiamo atto,  pensavo
  diversamente.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  faccio  questa premessa perché a mio parere, non credo  che  questo
  dibattito sia inutile.

   PRESIDENTE. Che sia stato inutile lo pensate voi.

   ASSENZA.  Io  credo che sia stato utilissimo, e la  ringrazio  per
  avere   permesso  all'Aula  di  pronunciarsi  in   tutte   le   sue
  sfaccettature,   facendo  emergere  il   vero   volto   di   alcuni
   camaleonti  di alcuni Gruppi parlamentari in quest'Aula.
   Dico  questo perché le due mozioni approvate e l'ordine del giorno
  secondo  me  -  al di là del dibattito che, ripeto, è sacrosanto  e
  importantissimo  -  precludono  che  quest'Aula   si   possa   oggi
  ripronunciare sull'argomento; perchè l'articolo 156 ter,  comma  3,
  del  nostro Regolamento interno, credo che sia chiarissimo, per cui
  l'approvazione  di un ordine del giorno in una determinata  materia
  preclude la possibilità di intervenire nuovamente e di pronunciarsi
  sulla stessa materia tranne che gli argomenti non siano compatibili
  e/o aggiuntivi.
   L'ordine  del  giorno oggi presentato dai Gruppi  parlamentari  di
  maggioranza  non  è  compatibile  né  aggiuntivo,  è  semplicemente
  riduttivo

            (applausi in Aula dai banchi dell'opposizione)

   ASSENZA.  Significa un voler ritornare indietro  rispetto  ad  una
  chiara  volontà  che  andava nel senso di impegnare  il  Governo  a
  promuovere   il   conflitto  di  attribuzione  innanzi   la   Corte
  Costituzionale  per l'abrogazione dell'articolo  38  dello  Statuto
  della  Regione  siciliana  e qui invece  facciamo  la   melina   di
  coinvolgere i nostri rappresentanti romani per intervenire dove già
  non  avevano  saputo  o  voluto intervenire  presso  il  Parlamento
  nazionale.
   Quindi, Presidente, lascio a verbale il mio intervento; secondo me
  noi  non potremo oggi riportare la discussione e votare sull'ordine
  del  giorno presentato dai Gruppi di maggioranza. Nel merito  della
  vicenda; non è la prima volta che il Presidente firma qualcosa, per
  poi  venire  in  Aula  sostenendo il contrario  di  quello  che  ha
  firmato.  Io  ho  parlato di difficoltà ermeneutiche  che  talvolta
  affliggono il nostro Presidente della Regione, però siccome  queste
  difficoltà  ermeneutiche vanno a collidere  con  quelle  del  testo
  scritto,   degli   accordi  firmati,  io   mi   vorrei   soffermare
  brevissimamente su questo testo.
   Partiamo  dal protocollo d'intesa del 4 giugno 2014,  firmato  dal
  Presidente della Regione, onorevole Crocetta.
   Presidente  Ardizzone,  mi  fa specie  che  in  questo  protocollo
  d'intesa, che impegna la Regione siciliana, non sia citato un  atto
  autorizzativo,   di  che  sia,  che  autorizzi  il   Presidente   a
  sottoscrivere questa intesa. Nemmeno della stessa Giunta regionale.
   Il  Presidente Crocetta ha firmato che cosa? Un accordo  a  titolo
  personale?   Io  vorrei  capirlo  o  il  Presidente   Crocetta   si
  attribuisce  poteri  che nessuna norma regolamentare  e  statutaria
  attribuiscono  al  Presidente della  Regione  cioè  di  alzarsi  la
  mattina  e  di  andare  a  firmare  un  protocollo  di  intesa  con
  l'Assomineraria, l'Enimobil e l'Edison, che questa sia la verità  è
  testimoniata  dalla successiva integrazione del 19  novembre  sulla
  quale però tornerò da qui a poco, caro Presidente.
   E  allora,  questo fantomatico protocollo di intesa  che  dovrebbe
  risolvere tutti i problemi della Sicilia contiene a pagina,  credo,
  3  una  affermazione  che è vergognosa ma è  vergognosa  tanto  più
  perché sottoscritta da un soggetto che è stato per anni sindaco  di
  Gela.  Questa  è l'affermazione, caro Presidente Ardizzone,  ma  il
  Presidente Crocetta non ha l'amabilità di ascoltarmi ma  potrà  poi
  ascoltare la registrazione o il testo stenografico.

   MUSUMECI.  Non  è  consentito che ci sia un  gruppo  che  discuta,
  signor Presidente, mentre c'è un deputato che sta intervendo. E' un
  problema di dignità. Non si può fare capannello.
   Presidente c'è un limite ad ogni cosa. Non siamo selvaggi.

   ASSENZA.  La  dignità  è  da parecchio  tempo  assente  da  questo
  Parlamento. Mi perdoni.
   Presidente  se  lei  mi  dà  la  possibilità  di  bloccarmi  e  di
  riprendere   quando  l'onorevole  Cracolici  avrà  l'amabilità   di
  terminare questo duetto con il Presidente Crocetta io la ringrazio.
   Dicevo,  Presidente,  e  vorrei che i  colleghi  mi  ascoltassero,
  questo famoso protocollo di intesa nelle premesse  Dato atto che le
  imprese  - si riferiscono a quelle imprese a partire dall'Enimed  e
  via  dicendo  - da oltre 70 anni svolgono in Sicilia l'attività  di
  ricerca  e  coltivazione degli idrocarburi utilizzando le  migliori
  tecnologie  disponibili per la salvaguardia dell'ambiente  e  della
  salute  che  hanno fatto sì che non siano registrate  problematiche
  ambientali rilevanti e che siano stati garantiti elevati livelli di
  sviluppo .
   Il   Presidente  Crocetta  la  firma  nella  premessa  di   questo
  protocollo  di intesa. Il Presidente Crocetta sindaco di  Gela  per
  anni   .. che non ci siano stati problemi in quella zona di  nessun
  tipo  ricollegati  all'attività estrattiva e di raffineria  per  la
  salute  e per l'ambiente. Basterebbe questa premessa. Ma è  inutile
  che  fa  così perché lei o non capisce quello che firma  o  non  sa
  neanche leggere, caro Presidente.
   E  allora dicevo da questa vergognosa premessa si passa alla parte
  deliberativa.  Deliberativa Presidente? Alla fase del   fumo  negli
  occhi . La fase del  fumo negli occhi .
   Sa quali sono gli impegni che hanno preso questa compagnia?
   1)  iniziative  per  . dell'attività produttiva. Quindi  nel  loro
  interesse non nell'interesse della controparte.
   2)  iniziativa  per il miglioramento del monitoraggio  ambientale.
  Punto interrogativo. Quali non è dato sapere.
   3) iniziative per il miglioramento della sicurezza e per mantenere
     i livelli occupazionali.
   Cioè il nulla si aggiunge al niente.
   Detto questo, quali sono i successivi sviluppi, caro Presidente?
   C'è   quell'accordo  che  è  vero  che  riguarda   solo   Gela   -
  apparentemente,  attenzione - perché poi se  lo  andate  a  leggere
  riguarda  la  possibilità delle trivellazioni  anche  off-shore  in
  tutte le aree marittime confinanti che circondano l'Isola.
   E  qui  vi  è  una ulteriore vergogna, caro Presidente.  Perché  a
  pagina,  credo,  11  di  26 si dice in pratica  che  noi  Assemblea
  regionale siciliana siamo trasformati nell'ente che dovrà  recepire
  le decisioni prese dall'Assomineraria.
    Fatto  salvo quanto affermato e previsto dal successivo  articolo
  5,   detto   impegno   di  cui  all'articolo   3   del   protocollo
  Assomineraria, viene quindi confermato dalla Regione siciliana  che
  si  impegna,  pertanto,  a dare piena e immediata  attuazione  agli
  impegni assunti nello stesso.
   Siamo arrivati a questo punto.
   E  quando  succede  lo scandalo - chiamiamolo così  -  o  comunque
  quando  solleviamo in Commissione  Ambiente e territorio' prima  ed
  in  Aula  dopo, la problematica dell'articolo 38 che si è  immolata
  allegramente  sopra le teste senza che ce ne fossimo  completamente
  accorti,  si cerca di correre ai ripari, sottoscrivendo un addendum
  al protocollo di intesa del 4 giugno, quello che ho letto poc'anzi.
   Viene   sottoscritto   in  data  19  novembre   a   Palermo,   tra
  l'Assomineraria e il Presidente della Regione - si ricordi  che  il
  Presidente della Regione aveva sottoscritto il primo protocollo  di
  intesa   senza  nessun  atto  deliberativo  e  senza  nessun   atto
  autorizzativo  da  parte della Giunta, un altro  protocollo.  Nella
  premessa  si  legge:  che con protocollo di intesa tra  la  Regione
  Siciliana e fra gli altri l'Assomineraria, sottoscritto il 4 giugno
  2014, ed apprezzato dalla Giunta di Governo regionale  - Giunta  di
  Governo  regionale, un termine tecnico-giuridico noto a  tutti  gli
  addetti  ai lavori -  con deliberazione n. 145 del 17 giugno  2014,
  il cui contenuto e premessa si intende integralmente richiamare .
   Quell'accordo firmato da Rosario Crocetta personalmente perché,  a
  questo  punto,  di  questo  si trattava,  è  stato  successivamente
  apprezzato dalla Giunta regionale o almeno così sembra.
   Presidente,  qui  c'è  la chicca finale, ci stiamo  riempiendo  la
  bocca  che  abbiamo  impegnato con questo protocollo  le  compagnie
  firmatarie  ad  avere  la  sede legale nella  Regione  siciliana  e
  attraverso questo ottenere chissà quale incremento delle royalties.
   Ma quale impegno? Mi sono messo a ridere quando l'ho letto, perché
  è  la  stessa  frase  che  io,  come presidente  dell'ordine  degli
  avvocati,  ho sottoscritto assieme al Presidente del Tribunale  per
  l'avvio  del processo telematico ove il Presidente del Tribunale  e
  il dirigente di cancelleria, soprattutto, volevano che il consiglio
  dell'ordine si obbligava ad impegnare i colleghi avvocati  a  fare,
  per  il  processo telematico, non solo l'invio telematico ma  anche
  dare copia cartacea di tutti i documenti.
   A  tal  proposito,  ho detto che potevamo invitare  i  colleghi  a
  fornire,  a richiesta di cancelleria, eventuale copia cartacea  dei
  documenti  trasmessi in via telematica. Questo è  il  contenuto  di
  questo famoso accordo che salverebbe la Sicilia.
    Le  parti si impegnano - Assomineraria e Presidenza della Regione
  che  aveva  avuto  in questo l'apprezzamento all'atto  iniziale  da
  parte  della  Giunta  -  in riferimento  a  tutte  le  attività  di
  estrazione  di  idrocarburi liquidi e gassosi sul territorio  della
  Regione Sicilia off-shore e   - nell'off-shore è specificato -    a
  sollecitare  le aziende associate ad avviare l'iter  affinché  tali
  attività siano svolte attraverso soggetti giuridici aventi la  sede
  legale nel territorio della Regione siciliana .
   Nessun obbligo, nessun impegno. Una mera dichiarazione di principi
  di intenti, volta a sollecitare le imprese. Ma se le imprese non lo
  fanno,   cosa  fa  il  governatore  Crocetta,  dato  che  attenersi
  all'articolo  38  è  uno di questi e, forse,  non  lo  ha  compreso
  appieno?
   Ci  passa  come  un aereo sulle nostre teste e non abbiamo  nessun
  potere,  nemmeno  in  via  di  autorizzazione,  né  ambientale,  né
  paesaggistica di quant'altro.
   Quale  modello  di  sviluppo vogliamo per questa  Sicilia?  Magari
  faremo una tre giorni, faremo le nottate e vedremo che, forse,  per
  quest'Isola c'è un modello di sviluppo che deve andare ben oltre la
  trivellazione e il degrado della nostra Isola.

   PRESIDENTE.  Ogni  volta che si interviene lo  si  fa  sempre  sui
  soliti argomenti.
   Gli ordini del giorno - quello che ha detto l'onorevole Assenza in
  premessa  -  già votati rimangono fermi. C'è l'impegno  rivolto  al
  Presidente  della Regione di impugnare l'articolo 38 del cosiddetto
   Sblocca  Italia  che è già legge sostanzialmente,  i  cui  termini
  scadono  il  10  gennaio, termini per l'impugnativa.  Rimane  fermo
  quanto votato da quest'Aula. Riguardo all'ordine del giorno è stato
  avviato   il   procedimento  in  IV  commissione   sull'indire   un
  referendum, quindi, questi sono dati assodati.
   Per   quanto   riguarda  l'articolo  153   che   lei   ha   citato
   l'approvazione  di  uno  di essi preclude,  invece,  la  votazione
  successiva  tranne quelli che, pur riguardando lo stesso argomento,
  investono aspetti diversi e compatibili .

   ASSENZA. Onorevole Presidente, l'articolo 156.

   PRESIDENTE.  156  ter, ha ragione:  dopo le premesse,  impegna  la
  Regione  a  mettere in atto ogni azione utile affinché i piani  che
  disciplinano l'utilizzo delle aree territoriali non siano stabilite
  con  piani  adottati  unilateralmente  dal  Governo  nazionale   ma
  piuttosto  con il coinvolgimento delle Autonomie locali e,  dunque,
  della  Regione  siciliana  in sintonia alle  disposizioni  ed  alle
  prerogative  sancite dallo Statuto regionale. Ad operarsi  affinché
  si proceda ad appositi tavoli di confronto politico-istituzionale -
  non  è fare melina, come è stato detto in quest'Aula, ma credo  che
  l'intesa  con  i  parlamentari nazionali di tutti  i  gruppi  debba
  servire  a  qualcosa  -  tra  soggetti rappresentanti  del  Governo
  nazionale  e  del  Governo regionale, anche con  il  coinvolgimento
  degli  enti  locali onde poter pervenire alle necessarie  modifiche
  dell'articolo 38 in premessa citato .
   Ribadisco  un concetto: quando si sceglie solo la via giudiziaria,
  significa che la politica è fallita, questo è il dato fondamentale.
  Siccome è in corso la legge sulla stabilità al Parlamento nazionale
  e  siccome tutte le regioni, indipendentemente dal colore politico,
  stanno intervenendo su questa materia - abbiamo citato più volte la
  Basilicata, ma guardate che fra qualche giorno il Presidente  della
  Commissione per le attività produttive - perché il Presidente della
  Commissione per le attività produttive? Perché è quello delegato in
  primo  luogo  per  questa  materia - parteciperà  all'incontro  nel
  Molise  perché  nel  Molise si stanno .  Noi  non  autorizziamo  le
  trivellazioni ma i Paesi che guardano all'Italia e sono  di  fronte
  all'Italia, autorizzano le trivellazioni, che cosa facciamo?
   Sono  problemi  che  coinvolgono  non  solo  le  regioni  ma   che
  coinvolgono gli Stati e l'Europa.
   Pensiamo  di  affrontare qui ideologicamente dibattiti  in  questi
  termini?
   Io credo che la sede politica sia importante in questo senso e sia
  da prediligere.
   Per   quanto  riguarda  un  secondo  ordine  del  giorno  che  sta
  circolando  io invito ad una riflessione che, credo,  ha  contenuti
  obiettivamente sulla compatibilità o meno con quello già votato.  E
  non  entro  nel merito di come si sia votato su quello  precedente,
  perché i dibattiti sono più che opportuni ed utili per approfondire
  gli argomenti.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  anche
  se  il mio capogruppo ha già espresso ieri qual è la posizione  del
  partito e vorrei, a tal proposito, considerato l'argomento che è un
  argomento  molto  sentito da tutti noi - anche i toni  accesi  sono
  proprio  il  risultato del fatto che sentiamo la responsabilità  di
  queste    decisioni   che   assumiamo   quest'oggi,    perché    si
  ripercuoteranno certamente sulle generazioni future.
   E parlare di sviluppo industriale in Sicilia certamente stride con
  quella  che è la vocazione di questa nostra Terra che ha tutt'altra
  tendenza  rispetto ad uno sviluppo di tipo industriale.  Del  resto
  l'ha detto anche il nostro Presidente - cinquant'anni fa, quando si
  parlò  di  sviluppo  industriale in Sicilia -  questo  sembrava  la
  panacea, la grande speranza della Sicilia e dei Siciliani, che poi,
  per  la verità, è rimasta inattesa perché non ha dato assolutamente
  i  risultati sperati anche dal punto di vista dello sviluppo ma non
  solo,  abbiamo avuto delle ricadute negative in termini ambientali,
  di  salute, di tutto ciò che tutti noi conosciamo, perché  sappiamo
  quante patologie purtroppo si registrano nelle aree dove vi è stato
  un insediamento di tipo industriale.
   Quindi,  personalmente, non sono felice di approvare e di dare  un
  assenso a delle trivellazioni che diventano pericolose e certamente
  non sappiamo quali potranno essere gli effetti negli anni a venire.
   Ma  volevo fare anche un passaggio in maniera pacata che ha citato
  l'NCD,  un  partito  che  ha tenuto un comportamento  assolutamente
  coerente  rispetto a queste tematiche e a questi problemi e  vorrei
  anche  dire  che  è stato presentato proprio oggi  un  emendamento,
  Presidente Crocetta.
   Mi  rivolgo  a lei, perché rispondo proprio a lei, e vorrei  dirle
  che  proprio  oggi,  il  Presidente della Commissione  Ambiente  al
  Senato ha presentato un emendamento all'Alto Senato 1698 che voglio
  leggere:  una quota del venti per cento delle entrate derivanti dai
  versamenti  dei  soggetti  destinatari  di  nuove  concessioni   di
  coltivazioni o estrazioni di idrocarburi liquidi o gassosi  ovunque
  localizzate  sulla  terraferma o in mare, sono destinate,  mediante
  accordo tra lo Stato e la Regione interessata, al finanziamento  di
  nuovi  investimenti per il dissesto idrogeologico,  la  salute  dei
  cittadini e la tutela della qualità ambientale e paesistica .
   Quindi   questo  è  quello  che  fa  l'NCD,  che  lavora  soltanto
  nell'interesse   della   Sicilia  e  dei  siciliani   cercando   di
  ottimizzare e teorizzare quanto possibile anche in queste occasioni
  e in queste questioni.
   Volevo anche aggiungere a proposito del protocollo, Presidente, ma
  glielo  dico  in  maniera  veramente  pacata,  lei  ha  firmato  un
  protocollo che tutto sommato risponde agli interessi dei  siciliani
  per  tutte  le  maestranze, per tutto quello che ci può  essere  in
  termini  di lavoro, di occupazione ed io su questo, essendo  questa
  una  terra  di bisogni, capisco che per le nostre debolezze  spesso
  noi  ci  pieghiamo proprio a questo volere, al volere delle  grandi
  lobby  economiche, anche perché purtroppo abbiamo grande  necessità
  di  occupazione  e quindi questa può essere anche un'occasione  per
  dare  delle risposte occupazionali ai tanti che ancora oggi non  ce
  l'hanno.
   Però,  come mai lei nel protocollo ha anche firmato la possibilità
  di  trivellazioni off shore a mare quando il mare è  demanio  e  le
  competenze sono esclusivamente nazionali, sono esclusivamente dello
  Stato,  avrebbe  potuto evitare o comunque omettere nel  protocollo
  questa  parte che riguarda le trivellazioni off shore per poi  fare
  delle battaglie dopo?
   Vorrei  ricordarle  che ci sono delle aree che  sono  veramente  a
  rischio  e  lo  dicono  anche studi internazioni,  soprattutto  per
  quanto  riguarda il mare Mediterraneo e il Canale di Sicilia  e  in
  particolare  lei  sa  che  nel Canale di  Sicilia  insistono  tanti
  vulcani  e  l'isola ferdinandea ne è l'espressione  più  chiara  ed
  evidente  che il nostro sottosuolo marino è un sottosuolo vulcanico
  e che le trivellazioni possono creare quelle famose bolle di metano
  pericolosissime,  lei  ricorderà tutto quello  che  è  successo  in
  Messico, e credo che questo ci debba far riflettere e ci debba  far
  riflettere parecchio sia a noi che al governo nazionale.
   Io  le  chiederei,  ove fosse possibile, di poter  rivedere  tutto
  questo per potere fare poi anche  delle battaglie quando si parlerà
  di  trivellazioni  off shore che espongono il nostro  territorio  a
  pericoli enormi.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente , signor  Presidente  della  Regione,
  assessore, onorevoli colleghi, io vorrei intanto rassicurare  tutti
  che  il mio intervento, a nome del gruppo Lista Musumeci, non  sarà
  certamente  ispirato da posizioni ideologiche che, su questo  tema,
  assolutamente, non ho, né per partito preso nei confronti di alcuna
  posizione,  né per sostenere, ovviamente, posizioni che  non  siano
  quelle strettamente politiche del mio Gruppo.
   Veda,  per  fortuna, da qualche minuto, da un  po'  di  tempo,  il
  dibattito  si sta svolgendo dentro un Assemblea ordinata,  attenta,
  frequentata, i banchi sono abbastanza pieni e non c'è assembramento
  sui banchi del Governo. Ma, talvolta, argomenti così delicati, e di
  fondamentale importanza, trovano un humus particolarmente vivace in
  ragione  di atteggiamenti, ed anche di proposizioni, di espressioni
  che  vengono  pronunciate da chi, via via,  ha  la  possibilità  di
  parlare.
   Noi,   stasera,  abbiamo  appreso  qualcosa  che  non  conoscevamo
  perfettamente bene. E ce l'ha detto il presidente Crocetta: che tra
  il  linguaggio che si utilizza in politica ed il linguaggio,  ed  i
  fatti,  ammesso che di fatti si possa parlare, che  si  mettono  in
  campo quando si governa, c'è molta differenza.
   Ha  evocato la vicenda del Muos, credo perché è una vicenda che lo
  assilla,  l'ha  preoccupato ed occupato per  molto  tempo.  Per  la
  verità,  ha  occupato  anche  noi del gruppo  Lista  Musumeci,  che
  abbiamo  esordito in questa legislatura presentando il  primo  atto
  parlamentare sul Muos.
   Ora,  il  problema, non è che sul Muos il Presidente della Regione
  non  poteva  intervenire perché si trattava, e  si  tratta,  di  un
  accordo  strategico  militare.  Il  problema  è  che  il  candidato
  Crocetta,  in campagna elettorale, assicurava in ogni angolo  della
  Sicilia, che lui, divenuto Presidente, del Muos non si sarebbe  più
  parlato   in   Sicilia  e  sarebbero  state   revocate   tutte   le
  autorizzazioni che nel tempo erano state date.
   Ed  allora,  il  mio  richiamo  è, ovviamente,  un  richiamo  alla
  coerenza  del  linguaggio, perché il linguaggio ed i  fatti  devono
  essere  coniugati sempre, sia quando si è candidati e si  parla  in
  sede  politica  o  addirittura elettorale, sia quando,  invece,  si
  agisce dal punto di vista dell'azione di Governo.
   E  dal  punto  di  vista  dell'azione di  Governo,  noi  siamo  al
  cospetto di qualcosa che ha il sapore, davvero, vecchio, stantio  e
  passatista di un modello di sviluppo che, sia detto una volta e per
  tutte,  in  maniera chiara, è un modello di sviluppo,  in  Sicilia,
  ampiamente   fallimentare e che ha prodotto più danni che  benefici
  lungo il corso degli ultimi cinquant'anni.
   Il  volere continuare a percorrere questa strada, che è la  strada
  della  ricerca  petrolifera, della ricerca  metanifera,  che  è  la
  strada della raffinazione in Sicilia, non ha nulla a che vedere col
  modello  di uno sviluppo industriale, perché una cosa è la  chimica
  leggera,  una  cosa è l'industria produttiva, altra cosa,   invece,
  sono  i veleni dell'industria pesante, cui la Sicilia sembra essere
  stata condannata irreparabilmente anche dal Governo Crocetta.
   Ci chiediamo, allora, signor Presidente,  ci sono voluti 28 giorni
  di  calendario  perché il Governo, e la pseudo maggioranza  che  lo
  sostiene,  corresse ai ripari.
   Oggi  è  il  10  dicembre, ma il 12 novembre, in quest'Aula,  sono
  state approvate tre mozioni, sono stati approvati atti parlamentari
  che  pesano,  ed  impegnano l'Assemblea regionale siciliana  ed  il
  Governo  della  Regione,  come macigni e  che  non  possono  essere
  rimossi dalla realtà che è avvenuta.
   Ci  sono  voluti  28 giorni perché qualcuno pensasse  di  attivare
  l'articolo  156,  comma 1, lei poco fa faceva  riferimento,  signor
  Presidente Ardizzone, al terzo comma, e cioè alla compatibilità tra
  questi   atti.  Gli  ordini  del  giorno  che  stasera  noi  stiamo
  discutendo  sono  tre, perché tre ne sono stati  distribuiti  dagli
  assistenti  parlamentari,  il n. 389,  il  n.  390  e  il  n.  391,
  rappresentano  una  coda  rispetto  alle  mozioni  che  sono  state
  approvate  nella seduta del 12 novembre e che sono state ammesse  a
  dibattito - presumo - in applicazione dell'articolo 156 ter,  primo
  comma,  del  nostro Regolamento che recita:  Gli ordini del  giorno
  presentati  in  riferimento alla materia  oggetto  di  una  mozione
  (quelle approvate il 12 novembre) possono solo essere messe ai voti
  nemmeno  con  svolgimento,  dopo la votazione  della  mozione,  non
  ventotto giorni dopo.
   E'  una  pezza  alla quale la pseudo maggioranza che  sostiene  il
  governo  Crocetta  ha pensato per tentare, ma  non  può  farlo,  di
  raddrizzare la barra di una sconfitta parlamentare che avvenne  nei
  confronti  della  maggioranza nella seduta del 12 novembre,  quando
  all'unanimità sono state approvate delle mozioni che  impegnano  il
  Governo,  la  forza  di  diritto  parlamentare,  quindi,  la  forza
  giuridica  della  mozione  è superiore  a  quella  dell'ordine  del
  giorno,  tant'è  vero  che in una lettura  sistematica  del  nostro
  Regolamento la mozione viene prima dell'ordine del giorno e  questo
  ordine  del  giorno è soltanto una coda rispetto alle  mozioni  che
  sono state approvate.
   Nel  merito,  in poche battute, signor Presidente, quelle  mozioni
  impegnavano   il   Governo  a  sospendere   questo   iter   davvero
  allucinante, grossolano - lo diceva prima l'onorevole Assenza -  un
  protocollo  d'intesa sottoscritto dal Presidente e  successivamente
  apprezzato   dalla   Giunta  regionale  di  Governo,   quindi   non
  autorizzato  il Presidente della Regione previamente,  nella  firma
  del  protocollo  d'intesa  con l'  Assopigliatutto   ,  pardon  con
  l'Assomineraria,   dalla  Giunta  regionale  di   Governo.   Questo
  allucinante  iter va sospeso e il Governo è stato già  impegnato  a
  farlo con le mozioni del 12 novembre.
   Ecco  perché da parte mia non c'è nessuna impostazione ideologica.
  Ognuno  si  assume le proprie responsabilità. Se il  governo  vuole
  farlo  lo faccia, il Parlamento e le forze politiche ne prenderanno
  atto.  Se  il Governo non intende farlo e ha già stretto impegni  e
  accordi  con  l'   Assopigliatutto , cioè  con  l'Assomineraria  lo
  faccia,   i   siciliani  sanno  di  chi  sarà   la   responsabilità
  dell'ulteriore degrado e rovina della Sicilia. Altro che i posti di
  lavoro da assicurare
   Noi  con  un  recentissimo  disegno di legge,  proprio  in  questi
  giorni,  la coincidenza delle cose, abbiamo presentato due  disegni
  di  legge. L'ultimo proprio oggi pomeriggio sulla tutela del suolo.
  La  prego, presidente Crocetta, legga questo disegno di legge e  ci
  vedrà  probabilmente molte delle cose che sono state dette stasera:
  la  tutela del suolo come risorsa e come patrimonio della  Sicilia.
  Qualche  giorno fa, un altro disegno di legge,che non fa guerre  di
  religione tra il petrolio sì e il petrolio no, ma che intende  fare
  ricadere   economicamente  e  positivamente  dal  punto  di   vista
  finanziario positive ricadute nei confronti dei siciliani.
   Non  ci spieghiamo perché - sia detto con estrema chiarezza  -  in
  questo  protocollo di intesa non c'è una parola,  non c'è una  riga
  che rappresenti vantaggio per i siciliani in relazione al costo del
  carburante. E in relazione al costo del carburante si potrebbe  non
  soltanto  applicare  una famosa norma nazionale  del  1989,  ma  si
  potrebbe  raggiungere l'accordo eventualmente con  l'Assomineraria,
  con  i  petrolieri  per dare almeno ai siciliani questo  minimo  di
  ristoro  in parte a carico delle compagnie e in parte a  carico  di
  quello Stato nazionale e centrale che ha fin qui succhiato tutte le
  energie  e le risorse del popolo siciliano, del suo sottosuolo  non
  permettendo la applicazione degli articoli 36, 37 e 38  del  nostro
  Statuto.
   E allora che sia almeno sospensione per qualche mese, per tre mesi
  almeno  in attesa, ovviamente, di approfondire ancora meglio questo
  dibattito e di assumere tutte le iniziative che vanno assunte anche
  e    soprattutto   nei   confronti   del   Governo   nazionale    e
  dell'Assomineraria.
   Grazie signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ioppolo nel  suo  intervento  peraltro  ha
  anticipato alcune decisioni che ancora io debbo prendere che vi sto
  comunicando in questo momento.
   E  allora,  per disciplina dei lavori, noi abbiamo un  ordine  del
  giorno  già  approvato  che  è  il  numero  387,  primo  firmatario
  Mangiacavallo Matteo, approvato nella seduta del 12 novembre  2014.
  La  parte finale impegna il Governo della Regione  ad attivare ogni
  utile  iniziativa  al  fine  di tutelare le  prerogative  regionali
  previste   dalla  Costituzione,  dallo  Statuto  siciliano   e   in
  particolare  a richiedere la modifica degli articoli 37  e  38  del
  decreto  legge  cosiddetto sblocca Italia e la loro riscrittura  in
  coerenza  con  le previsioni costituzionali vigenti, ad  impugnare,
  qualora    non   vengano   accolti   i   precedenti   punti,    per
  incostituzionalità  la  legge  di  conversione  del  decreto  legge
  cosiddetto sblocca Italia nelle parti ritenute incostituzionali .
   Il  decreto  legge  è stato convertito in legge  forse  lo  stesso
  giorno  in  cui  si  esitato questo ordine  del  giorno,  onorevole
  Ioppolo,  avvocato Ioppolo, avvocato Assenza. Nelle  more  in  ogni
  Regione  e,  per quello che mi costa, in Conferenza dei  Presidenti
  delle  Regioni nessuna Regione è soddisfatta di questo articolo  38
  per lesione del principio di leale collaborazione fra lo Stato e le
  Regioni,   per  cui  da  quando  è  stato  convertito   in   legge,
  probabilmente  lo  stesso  giorno  12  quando  si  è   avviato   il
  procedimento,  è  partita una iniziativa politica,  che  non  è  un
  insulto  dire  che  si  fa  politica, noi  in  quest'Aula  facciamo
  politica con la  p  maiuscola, sono partite una serie di iniziative
  politiche,  essendo in corso al Parlamento nazionale  la  legge  di
  stabilità  si sta intervenendo sostanzialmente in sede parlamentare
  per  vedere  se c'è una via di uscita legislativa per porre  ad  un
  errore e a quel vizio di incostituzionalità palese che riguarda  il
  principio di leale collaborazione.
   Poiché i termini scadono il 10 gennaio ed è in corso al Parlamento
  nazionale la discussione, se si trova una soluzione politica,  così
  come  auspicata nell'ordine del giorno già approvato  e  che  viene
  ribadito  con la condivisione a mio avviso di tutti, si da maggiore
  forza  al  Governo  regionale  a  sostenere  in  sede  parlamentare
  nazionale le ragioni anche della Sicilia.
   Debbo  dire qualcuno ricordava, l'onorevole Fontana se  non  erro,
  interventi  emendativi  che sono stati  presentati  alla  legge  di
  stabilità  in corso. Io debbo ringraziare i parlamentari  nazionali
  di  tutti  i gruppi parlamentari che stanno presentando emendamenti
  in  ordine all'articolo 12 della legge di stabilità, se non erro il
  terzo  comma,  che  sostanzialmente  sottrae  3  miliardi  e  mezzo
  nell'arco  di tre anni anche alla Sicilia, sto parlando  dei  fondi
  PAC, e tutti sono intervenuti perché questo significa fare squadra,
  non ci dovrebbero essere distinzioni in tal senso.
   L'ordine  del giorno che viene presentato, non è una questione  di
  primogenitura  o  altro, ma è perché ci sia  una  condivisione,  in
  considerazione che quello che è stato votato è tenuto fermo  perché
  nel  caso in cui non si dovesse trovare la soluzione legislativa  è
  chiaro che c'è un impegno rivolto al Presidente della Regione che è
  l'unico  titolato,  oggi mi hanno chiesto   ma  lei  potrebbe  fare
  ricorso alla Corte Costituzionale'.
   Non ho queste prerogative, non rientra nelle mie prerogative e nei
  miei  poteri  poter  fare ricorso alla Corte Costituzionale,  ma  è
  chiaro  che  se rientrasse nelle mie prerogative io  il  9  gennaio
  presenterei  ricorso alla Corte Costituzionale. C'è  un  deliberato
  dell'Aula  e  va avanti, ma noi auspichiamo la via legislativa  che
  altre  regioni  hanno intrapreso, si può coinvolgere la  conferenza
  stato-regioni  perché  qua  in  gioco  non  c'è  la  Sicilia  o  la
  Basilicata, c'è il sistema regionale che si è messo pesantemente in
  discussione perché si sta dicendo che VIA e VAS vengono  rilasciate
  direttamente  dal Ministero dell'ambiente ove non si  sia  compreso
  fino  in  fondo quale è sostanzialmente l'atteggiamento che abbiamo
  da  parte del Governo nazionale, i governi che si stanno alternando
  così  non  individuiamo  un  particolare  governo  per  dargli  una
  etichettatura politica, ma i governi che si sono alternati  c'è  un
  accentramento  di poteri in capo allo stato e la  vicenda  dei  PAC
  vedete  che  è  molto  grave,  perché  era  stato  sottoscritto  un
  cronoprogramma  fra  i  ministeri di  pertinenza,  fra  la  Regione
  Siciliana  con  l'Unione Europea e all'improvviso  viene  disatteso
  quel  cronoprogramma.  O  ci tuteliamo noi indipendentemente  dalle
  divisioni che ci possono essere in Aula o non ci tutela nessuno.
   Quindi metto in votazione l'ordine del giorno n. 391. L'ordine del
  giorno  n. 389 dell'onorevole Ferrandelli è già assorbito da quello
  che  è  stato votato da quest'Aula che è il numero 387. Per questo,
  onorevole Ferrandelli, non c'è motivo di ribadire l'impugnativa nei
  confronti  della Corte Costituzionale, lo stiamo dicendo  tutti  al
  Presidente  della  Regione quale è l'indirizzo dell'Aula.  L'ordine
  del giorno di oggi amplia il ragionamento, lo rende politico con il
  coinvolgimento  di  tutti  i  gruppi  parlamentari,  tutti  inclusi
  nessuno escluso. Per quanto riguarda il 390 questo lo trattiamo  in
  altra sede, non è oggetto di trattazione.
   Pongo  in  votazione  l'ordine  del  giorno  n.  391,  riguardante
  l'articolo 36 del nostro Statuto. Noi abbiamo il dovere di fare  le
  battaglie  fino  in  fondo.  Tenendo  fermo  che,  avviate   queste
  procedure,  se non si raggiunge l'obiettivo, cioè se  l'ordine  del
  giorno  già  votato  che  impegna il  Presidente  della  Regione  a
  presentare  ricorso alla Corte Costituzionale e se  non  lo  fa  il
  Presidente  della  Regione  Sicilia lo  farà  il  Presidente  della
  Regione  Basilicata,  noi  ci auguriamo che  lo  faccia  il  nostro
  Presidente della Regione.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Ioppolo mi dia una mano.  Non
  c'è motivo di divisione su questo ordine del giorno.

   IOPPOLO.   SignorPresidente,  intanto  la  ringrazio  per   avermi
  concesso  nuovamente  di  parlare, ma  soltanto  un  minuto  e  per
  proporre  quello che, sostanzialmente, è un emendamento  all'ordine
  del giorno n. 391 che mi pare che è quello che lei vuole mettere in
  votazione.  Mi  dà  un cenno di conferma? È il 391.  Io  non  avrei
  difficoltà  a  votarlo  se fosse aggiunta una  clausola,  se  fosse
  emendato,  nel  senso di sospendere per tre mesi la  efficacia  del
  protocollo  di intesa sottoscritto dal Presidente, in attesa  della
  definizione  di  tutto  il  procedimento  che  lei  ha  in  maniera
  esemplare  descritto.  Se  aggiungessimo,  se  aggiungiamo,  se  il
  Governo   vorrà  aggiungere  questa  clausola  io  non  ho  nessuna
  difficoltà.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ioppolo non c'entra con questo  ordine  del
  giorno,  è  l'altro che ho detto di accantonare perché  apre  altre
  problematiche rispetto ad un ordine del giorno che è  stato  votato
  e, obiettivamente, problemi di compatibilità fra quello che è stato
  presentato e quello votato, è un altro ragionamento.

   IOPPOLO. Nel 391.

   PRESIDENTE.  No.  Il  391 non c'entra con  le  procedure  avviate,
  questo  riguarda lo sblocca Italia che fa il paio con tutto  quello
  che sta avvenendo nelle altre regioni.

   IOPPOLO.  E  io  sono favorevole a votarlo se si  aggiunge  questa
  dizione,  prevedendo la sospensione dell'efficacia  del  protocollo
  d'intesa.

   PRESIDENTE.  Non è emendabile l'ordine del giorno,  ribadisco  che
  questo  ordine del giorno, onorevole Ioppolo, deve essere letto  in
  uno con l'ordine del giorno 387 già votato da quest'Aula.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Ma che ritiro e riscrivo se già è approvato e fa parte
  degli atti. Ma qual è il problema? Non l'ho capito.

                           (Brusio in Aula)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Io non riesco a capire obiettivamente  quale  sia  il
  problema. Pongo in votazione l'ordine del giorno 391.

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Interviene ai sensi dell'articolo  83.  Si  vota  per
  alzata  e seduta, non c'è dichiarazione di voto. Pongo in votazione
  il  391, chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi. Il
  parere del Governo?

   LO BELLO, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   MUSUMECI. Astenuto.

   PRESIDENTE. Non ci sono astenuti in alzata e seduta.

   MUSUMECI. Esco dall'Aula, mettetelo agli atti.

   PRESIDENTE. L'onorevole Musumeci esce dall'Aula. Anche l'onorevole
  Assenza e l'onorevole Ioppolo.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  L'ordine del giorno è approvato. Onorevoli  colleghi,
  noi  ci possiamo dividere sulle cose importanti non sulla paternità
  degli ordini del giorno, mi sia consentito dire.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CANCELLERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  io  avrei  voluto   sentire   le
  impressioni - visto che lei ha rimarcato che un ordine  del  giorno
  impegna  il  governo ad impugnare l'articolo 38  del  cd.   Sblocca
  Italia   -   le  impressioni rispetto a questa cosa del  Presidente
  della  Regione che non si è minimamente espresso, e visto  che  più
  volte il Presidente della Regione ha detto che lui fa quello che in
  qualche  modo  rappresenta il suo mandato,  in  quanto  eletto  dai
  cittadini,  perché non interroga i cittadini se sono  d'accordo  al
  fatto   che   dobbiamo   permettere   nella   nostra   Regione   le
  trivellazioni? Presidente Crocetta, faccia un referendum consultivo
  per  i  cittadini  siciliani,  e  vediamo  se  effettivamente  sono
  d'accordo  o meno alle trivellazioni nella nostra Regione.  Mi  sta
  ascoltando? Prendo atto che il Presidente Crocetta non mi ascolta.

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83.

   PRESIDENTE.  Io  le  do la parola, anche se  questo  comporta  uno
   strappo   al  Regolamento interno dell'Ars,  perché  ai  sensi  di
  questo articolo si può intervenire non sull'argomento già trattato.

   FERRANDELLI.  La ringrazio per la concessione. Signor  Presidente,
  onorevoli   colleghi,  Assessori,  come  lei   vedrà,   il   Gruppo
  parlamentare  PD non è intervenuto nella discussione  di  oggi.  La
  votazione  di  oggi  sta dimostrando una cosa, onorevoli  colleghi,
  sono  contento del fatto che il Presidente abbia dichiarato durante
  la seduta assorbito il mio ordine del giorno dall'ordine del giorno
  precedente,   il   che  significa  che  il  tema   dell'impugnativa
  dell'articolo  38,  io  sostengo ai sensi  dell'articolo  30  dello
  Statuto  della  Regione  siciliana, cosa che  non  era  specificato
  all'articolo  precedente, resti in piedi, e questo ci  tutela  così
  che il 9 gennaio si possa fare il proprio dovere. Il pervenire però
  ad  una  votazione  di un ordine del giorno come  quello  di  oggi,
  colleghi, pone però un tema; avete capito tutti quanti che  c'è  un
  grandissimo   imbarazzo  rispetto  a  questa   tematica,   c'è   un
  grandissimo rischio che la Regione siciliana corre. Io so  che  c'è
  qualcuno che ha cambiato idea in corsa, rispetto al passato, e sono
  convinto  che questo ordine del giorno, nel quale si tentano  tutte
  le strade, e tutte le strade devono essere percorribili - io non mi
  precludo  niente  - l'impugnativa resta ferma, se vogliamo  tentare
  altre strade bene, questo è il compito della politica.
   Il  tema  è  subito  dopo la votazione della normativa  nazionale,
  Presidente,  io  credo  che lei debba convocare  l'Aula  su  questo
  argomento  per  tirare  le conclusioni, per vedere  se  qualcosa  è
  sopraggiunto nel frattempo, se questi tavoli sono partiti, fare una
  verifica  del  percorso  che ci siamo  dati,  o  se  pure  dobbiamo
  continuare  con  quello  che  è l'indicazioni  di  tanti,  il  tema
  dell'impugnativa dell'articolo 38. Io lo leggo come un rivedere  le
  posizioni  della  maggioranza,  se  la  maggioranza  vota  dopo  la
  votazione del giorno 12 novembre 2014, in cui questo Parlamento  si
  è  esposto come lei ricordava, e se oggi la maggioranza ritiene  di
  dover  intervenire  e non di dover subire, al di  là  delle  forme,
  significa  che forse è arrivata forte in quest'Aula la  voce  della
  maggioranza  dei  siciliani  che non  dicono  quello  che  dice  il
  Presidente Crocetta.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  se
  l'onorevole Cracolici mi consentirà di parlare col Presidente della
  Regione,  vorrei  dire  una  cosa seria.  Presidente  Crocetta,  se
  l'Assessore  alla pubblica istruzione ha la bontà di  ascoltare,  è
  una cosa che riguarda un po' tutti.
   Il  15 giugno del 2010 il Ministero della Pubblica Istruzione fece
  un  bando  per  la  realizzazione di opere di ristrutturazione,  di
  riqualificazione  degli edifici scolastici su tutto  il  territorio
  nazionale.  Dopo  di  che, ne vennero ritenuti idonei,  ammissibili
  come  progetti,  136  per le scuole - io mi  fermerò  se  non  sarò
  ascoltato  dall'Aula  -  stiamo parlando di  una  vicenda  che  può
  portarci, da qui a qualche giorno, a perdere 108 milioni  di  euro.
  Se  una cosa del genere ce la possiamo tenere tranquillamente  dopo
  che  li  abbiamo persi,   . Il Governo, ha un senso, se  invece  lo
  diciamo prima, così il Governo si attiva su questa vicenda.
   Ricordo,  ad  esempio,  che  ci sono 74  scuole  in  provincia  di
  Messina, solo per fare un esempio.
   Le chiedo scusa onorevole Panarello, però, non volevo avercela con
  lei.
   Allora dicevo, il Governo in Sicilia pensò che vi potessero essere
  progetti  in  590  istituti. 136 per le scuole medie  e  superiori,
  finanziati  fino  a  750 mila euro, e 454 presso  le  scuole  medie
  inferiori,  le  scuole  elementari e  materne,  cioè  i  cosiddetti
  istituti  comprensivi, per 454 interventi.  Questi  erano  di  300,
  massimo 350 mila euro.
   Dopodiché Presidente Crocetta, cosa si scoprì? Che lo Stato  aveva
  i progetti e noi come Regione avevamo le risorse.
   Allora,  il 4 ottobre 2011, cioè l'anno dopo, si firmò un  accordo
  capestro con il Ministero della pubblica istruzione, nel senso  che
  il Ministero della pubblica istruzione metteva a disposizione della
  Sicilia  questi  590  progetti e noi mettevamo a  disposizione  250
  milioni  di euro così divisi: 100 milioni 958 nell'annualità  2013,
  100 milioni 958 nell'annualità 2014 e 50 milioni 479 nell'annualità
  2015.
   Cosa  sta succedendo assessore con questi progetti? Io le ho fatto
  circa 40 interrogazioni proprio perché volevo una risposta su  ogni
  istituto.  Sta  succedendo che il Governo nazionale,  il  Ministero
  della pubblica istruzione, cioè i presidi, non stanno impegnando le
  somme  ed  il  risultato quale sarà? Che di qui  a  qualche  giorno
  possibilmente di questi 590 progetti se ne realizzeranno  solo  200
  anziché 590.
   Noi  nel frattempo, però, abbiamo trasferito le risorse al Governo
  nazionale e per cui, assessore, il rischio concreto qual è? Che  il
  Governo nazionale utilizzerà le scuole dei siciliani, cioè le somme
  dei siciliani, per sistemare le scuole della Lombardia e del Veneto
  e,  di conseguenza, sarebbe opportuno dal momento che adesso grazie
  al lavoro dell'assessore Scilabra, che bisogna riconoscere, abbiamo
  tre graduatorie aperte, che immediatamente si convochi il direttore
  scolastico regionale in maniera tale che questo ci dica quali  sono
  gli edifici che intende mettere a norma e quali sono quelli che non
  intende mettere a norma sicché questi ulteriori 50 milioni di  euro
  noi  non  li  trasferiamo allo Stato, perché li dovremmo trasferire
  nel  2015, li teniamo noi e li andiamo ad utilizzare per finanziare
  le tre linee di intervento dove abbiamo delle graduatorie aperte in
  maniera  tale  che  siano i comuni direttamente a  spendere  questi
  soldi  a  condizione che i comuni si impegnino a realizzare  questi
  lavori entro il 30 dicembre 2015.
   Sarebbe  veramente disgustoso, non c'è altro termine da usare,  se
  i   risparmi  dei  siciliani,  il  sangue  dei  siciliani   venisse
  utilizzato per mettere a norma le scuole del resto d'Italia,  anche
  perché  -  ripeto -  non sono somme che ci ha dato lo  Stato.  Sono
  somme  che  appartengono alla Sicilia e, quindi, sarebbe  opportuno
  che  entro  questo mese, perché poi è chiaro che a gennaio  sarebbe
  troppo  tardi,  entro  questo mese stabilissimo  con  la  direzione
  scolastica regionale di questi 590 quali sono gli edifici  che  non
  si  potranno  mai  mettere  a norma e su cui  non  potranno  essere
  investite le somme stanziate.
   Le   somme  rimangono,  quindi,  nelle  casse  della  Regione  per
  alimentare queste tre graduatorie che abbiamo in essere.
   Io  assessore le dico che per quanto riguarda la mia provincia  so
  con  esattezza quanti sono i progetti che si andranno a  perdere  e
  quanti  sono  le  somme  che,  purtroppo,  lo  Stato  si  andrà   a
  trattenere.  Sarebbe importante fare lo stesso  ragionamento  nelle
  altre  otto province in maniera che a fine anno blocchiamo le somme
  che dobbiamo destinare allo Stato.

   LO BELLO, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. No assessore Lo Bello non le do la parola.  Non  è  un
  question time.
   Anzi  io ne approfitto. Siccome l'onorevole Vinciullo ha detto  di
  avere presentato su questo argomento 40 interrogazioni, la prossima
  settima  d'intesa con il Governo incominciamo a trattare  gli  atti
  ispettivi.  Magari in quella sede l'assessore Lo Bello  potrà  dare
  risposta.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, per rilevare alcune questioni  emerse
  durante il dibattito d'Aula legate agli ultimi interventi.
   Vedo  ancora riunita parte del Partito Democratico, in  Aula,  che
  sta dilungandosi a discutere sulle questioni delle trivellazioni.
   Vorrei dire, però, ai colleghi del Partito Democratico che proprio
  adesso  è intervenuto l'onorevole Ferrandelli che ha fatto emergere
  una contraddizione che esprime come la maggioranza si sia attaccata
  su un tema che, ovviamente, è a cuore dei siciliani.
   Certo,  ce  ne dispiace se in quell'occasione il Presidente  della
  Regione era a Bruxelles, un'altra volta in Qatar.
   Ci dispiace se quell'atteggiamento viene definito miope, illogico,
  irrazionale  ma proprio in questi termini ci suonano quelle  parole
  soprattutto  quando si fa riferimento al fatto che,  attraverso  le
  trivellazioni,  si  creeranno dei posti di lavoro  in  Sicilia  che
  verranno  dati  attraverso il patto che i lavori verranno  affidati
  alle imprese siciliane.
   Vorrei  ricordare  al  Presidente della Regione  che,  in  realtà,
  questo  non è possibile che si realizzi perché è contro ogni logica
  del libero mercato.
   Il  Gruppo  di  Forza  Italia  su  questa  vicenda,  lo  ha  fatto
  brillantemente, prima il collega Assenza, si trova e  si  sente  in
  prima linea, in trincea, contro il via libera alle trivelle.
   La  Sicilia  non  può  essere tutta come  Gela,  Presidente  della
  Regione.
   Comprendo che lei è cresciuto in quel territorio fra le industrie,
  fra  gli smog, fra l'inquinamento generalizzato che sembrava  fosse
  tollerabile alla sua quotidianità ma le posso garantire, Presidente
  Crocetta,  che  i  siciliani  non  si  abitueranno  mai  a   quegli
  standards, a quello stile.
   Per  non sottolineare poi il fatto che - e di questo al Presidente
  dell'Assemblea  va  dato atto - il Parlamento ha  inteso  fare,  in
  maniera compatta, unitaria, una lotta sull'articolo 36.
   Una  battaglia  perché i petrolieri paghino le  tasse  in  Sicilia
  perché   evidentemente  non  possiamo  continuare   a   subire   le
  scorribande delle imprese del Nord.
   E'   chiaro   che  in  questo  modo,  non  soltanto  non   sarebbe
  realizzabile  quello che dice il Presidente della Regione  rispetto
  ai  posti di lavoro ma soprattutto continuerebbe ad accadere che  i
  soldi continuino ad andare allo Stato.
   E'  chiaro che noi, come Gruppo di Forza Italia, stiamo sostenendo
  dalla  prima  ora l'idea di un referendum per bloccare il  rilascio
  delle  autorizzazioni alle compagnie petrolifere ed è evidente  che
  noi  riteniamo  che i nostri mari e la salute dei nostri  cittadini
  vadano tutelati.
   E'  chiaro,  Presidente  della Regione, che  abbiamo  due  visioni
  diverse dello sviluppo della Sicilia.
   Lei  pensa all'oro nero, così come se fossimo tornati indietro  di
  cinquant'anni, questa opposizione - Forza Italia in testa  -  pensa
  invece  all'oro giallo, quell'oro fatto del sole del  Mediterraneo,
  all'oro verde fatto delle riserve, dell'ambiente, della tutela  del
  patrimonio,  pensa  ai  borghi, alla cultura,  al  cibo  di  questa
  Sicilia,  a tutti quegli aspetti che andrebbero valorizzati  e  che
  invece vengono ogni giorno da questo Governo mortificati.
   Noi pensiamo e sogniamo quella green economy, quello sviluppo eco-
  sostenibile,  tutti  quegli aspetti su  cui  dovrebbe  fondarsi  lo
  sviluppo di una terra che invece viene martoriata.
   Per  questo diciamo no a quelle tredici, quattordici richieste  di
  trivellazioni.
   Per questo diciamo no all'articolo 38 dello  Sblocca-Italia'.
   Per  questo  diciamo no a cicatrici che sarebbero  insanabili  sul
  volto della nostra Terra.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato  -  ma
  ancora non è stata annunciata in Aula - una mozione e mi rivolgo ai
  pochi  colleghi  che sono rimasti e a quelli che ci ascoltano,  che
  riguarda  un  impegno  per  il nostro Governo  affinché  faccia  il
  possibile  per far spostare qui in Sicilia l'agenzia nazionale  per
  la  coesione territoriale, ossia quell'agenzia nazionale fra i suoi
  scopi  ha quello di supportare gli enti locali, le regioni  per  un
  migliore utilizzo dei fondi europei.
   Sappiamo  che,  purtroppo,  la nostra Regione  si  è  distinta  in
  maniera  un po'negativa per la qualità e per la quantità  di  fondi
  utilizzati   per   lo   sviluppo,  per  la  conservazione   ed   il
  miglioramento  del  territorio  e  magari  se,  come  è  stato  per
  l'agenzia  dei beni confiscati alla mafia che è stata collocata  in
  maniera  simbolica in Calabria, si facesse questo sforzo di portare
  qui  in Sicilia l'agenzia per la coesione territoriale per i nostri
  sindaci  e  per  noi  stessi  avremmo un  maggiore  supporto  nella
  programmazione  ed anche nella presentazione dei progetti,  sarebbe
  davvero un toccasana per i nostri amministratori locali.
   Quindi, mi rivolgo ai colleghi affinché, in fase di finanziaria  o
  al  primo  atto utile che si presenti a livello nazionale, facciano
  di  tutto  per coinvolgere i deputati e far capire che per  colmare
  questo gap è necessario che la Sicilia diventi il centro nevralgico
  per quanto riguarda la programmazione.
   Volevo  condividere  questo  con  voi,  sperando  che  anche  voi,
  attraverso  i  vostri rappresentanti a livello nazionale,  possiate
  fare il possibile.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è chiaro che siamo in attesa degli
  atti relativi al bilancio.
   A  mio  avviso  noi andremo verso l'esercizio provvisorio  ma  per
  votare l'esercizio provvisorio è necessario depositare il bilancio,
  atti che ancora non sono pervenuti a questo Parlamento.
   Quindi,  anche a seguito agli atti che arriveranno, disciplineremo
  i lavori d'Aula.
   Gli uffici mi fanno rilevare che già sono pronti altri disegni  di
  legge  che hanno superato l'esame delle commissioni per cui ritengo
  opportuno fare, preventivamente alla seduta di martedì 16 dicembre,
  una conferenza dei capigruppo ma arriverà apposita convocazione  ad
  ogni singolo capogruppo.
      Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 16 dicembre
  2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

             2)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
                 Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
                 dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
                 siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
                 della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
                 libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             3)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
                 Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
                 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             4)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
                 elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
                 Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436

               Relatore: on. Cracolici

  III   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     CORDARO  -  MICCICHE' - CLEMENTE -  ANSELMO  -
                     GERMANA'

  IV   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     VENTURINO  -  CIMINO  - MARZIANO  -  RAGUSA  -
                     CIRONE

  V   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  VI   - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

  VII   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 286   -   Rimozione   del  Segretario  generale   della
              Presidenza della Regione siciliana.

         (26 marzo 2014)

                         CIACCIO  - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
                         -  CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
                         -  MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -
                         FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

                   La seduta è tolta alle ore 20.43

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio