Presidenza del presidente Ardizzone
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Marziano, per motivi di salute, e Federico.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Interventi in favore dei soggetti con dislessia e/o altre
difficoltà specifiche di apprendimento. (n. 203)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Germanà in
data 5 febbraio 2013.
- Istituzione del reddito minimo di dignità. (n. 204)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
Siragusa, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Ciaccio, Ciancio,
Foti, La Rocca, Palmeri, Trizzino, Troisi, Zafarana e Venturino in
data 5 febbraio 2013.
- Norme per il sostegno delle politiche giovanili. (n. 205)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Sammartino,
Ardizzone, D'Agostino, Dina, Firetto, La Rocca Ruvolo, Lentini,
Micciché, Nicotra, Ragusa, Sorbello, Sudano, Turano e Vinciullo in
data 5 febbraio 2013.
- Norme contro le discriminazioni determinate dall'orientamento
sessuale o dall'identità di genere. Istituzione del registro
anagrafico per le unioni civili. (n. 206)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ferrandelli
e Arancio in data 5 febbraio 2013.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati ed inviati alle
Commissioni:
BILANCIO (II)
- Contributi per l'abbattimento delle barriere architettoniche, di
cui alla legge 9 gennaio 1989, n. 13. (n. 201)
di iniziativa parlamentare, presentato l'1 febbraio 2013, inviato
il 5 febbraio 2013.
parere VI.
- Utilizzo dei residui Fondi PAR FAS 2007/2013 per il
finanziamento dei cantieri di lavoro a favore degli enti locali e
degli enti di culto. (n. 202)
di iniziativa parlamentare, presentato l'1 febbraio 2013, inviato
il 5 febbraio 2013.
parere V e I.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Promozione e partecipazione della Regione siciliana alla
costituzione della Fondazione culturale e antimafia Norman
Zarcone . (n. 200)
di iniziativa parlamentare, presentato l'1 febbraio 2013 e
inviato il 5 febbraio 2013.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche alla legge regionale 30/2000 in materia di ordinamento
degli enti locali. (n. 193)
di iniziativa parlamentare, inviato il 31 gennaio 2013.
- Modifiche della legge regionale 29/1951 in materia di modalità
di elezione dei deputati regionali e del Presidente della Regione.
(n. 194)
di iniziativa parlamentare, inviato il 31 gennaio 2013.
- Istituzione dell'Agenzia regionale per i beni confiscati alla
criminalità organizzata. (n. 196)
di iniziativa parlamentare, inviato l'1 febbraio 2013.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Soppressione dei Consorzi di ripopolamento ittico. (n. 197)
di iniziativa parlamentare, inviato l'1 febbraio 2013.
- Attività di vendita presso gli immobili adibiti ad uso
industriale siti nelle aree destinate allo svolgimento di attività
produttive. (n. 199)
di iniziativa parlamentare, inviato l'1 febbraio 2013.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Interventi a favore della conservazione della biodiversità e il
potenziamento delle attività del centro vivaistico regionale per la
produzione di materiale floro-vegetazionale e colturale
certificato. (n. 191)
di iniziativa parlamentare, inviato il 31 gennaio 2013.
- Istituzione del sistema regionale delle aree naturali protette.
Norme a sostegno della partecipazione delle popolazioni locali alla
gestione dei parchi e a sostegno dello sviluppo delle attività
ecocompatibili. (n. 192)
di iniziativa parlamentare, inviato il 31 gennaio 2013.
- Norme in materia di promozione dei bilanci ambientali. (n. 195)
di iniziativa parlamentare, inviato l'1 febbraio 2013.
parere I e UE
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Disciplina per la vita indipendente e autodeterminata di persone
con handicap grave. (n. 198)
di iniziativa parlamentare, inviato l'1 febbraio 2013.
parere I
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giorgio Assenza, con nota
prot. n. 0001530/SG.LEG.PG. dell'1 febbraio 2013, ha chiesto di
apporre la firma al disegno di legge n. 198 Disciplina per la vita
indipendente e autodeterminata di persone con handicap grave .
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di
Ragusa - Nomina Commissario straordinario. (n. 3/I).
pervenuto in data 5 febbraio 2013 e inviato in data 5 febbraio
2013.
- Consorzio Autostrade Siciliane (C.A.S.) - Nomina Commissari
Straordinari. (n. 4/I).
pervenuto in data 5 febbraio 2013 e inviato in data 5 febbraio
2013.
Comunica che l'Assessorato regionale dell'economia, dipartimento
bilancio e tesoro, ha trasmesso, in data 30 gennaio 2013, la
situazione finanziaria sullo stato di attuazione della spesa
regionale al 30 giugno 2012, in applicazione dell'art. 4, comma 2,
della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47.
Comunico, altresì, che copia della sopracitata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
Comunicazione di questione di legittimità costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che il Consiglio di Giustizia Amministrativa
- Sezioni Riunite, nella seduta del 17 aprile 2012, ha ritenuto, ai
sensi dell'art. 23, commi I e II della legge 11 marzo 1953 n. 87,
di dover sollevare questione di legittimità costituzionale dei
commi 1 e 2 dell'art. 30 della legge regionale siciliana 15 giugno
1988 n. 11, per contrasto con gli articoli 3 e 117 della
Costituzione e l'articolo 14 dello Statuto della Regione,
disponendo la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 214 - Iniziative urgenti per il controllo delle ex miniere e
cave in Sicilia e per i sospetti di agenti inquinanti e nocivi per
la salute pubblica.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 215 - Iniziative per rimpinguare il capitolo di bilancio per
favorire l'abbattimento delle barriere architettoniche e far fronte
al rimborso dei costi sostenuti dai soggetti portatori di handicap.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 216 - Interventi a favore dei pazienti con disturbi di origine
mentale per evitare il loro trasferimento fuori Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Economia
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 217 - Chiarimenti sui cofinanziamenti europei per il
completamento delle infrastrutture strategiche in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 219 - Interventi per il ricorso alle case protette per
l'accoglienza dei pazienti non autosufficienti a causa di patologie
cronico-degenerative.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Musumeci Nello; Formica Santi; Currenti Carmelo;
Ioppolo Giovanni; Ruggirello Paolo
N. 220 - Chiarimenti sulla condotta degli enti locali nel caso di
richieste di rientro nei comuni di appartenenza dei dipendenti di
ruolo transitati negli ATO nelle more della costituzione delle
S.R.R.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Cascio Francesco
N. 223 - Notizie sul finanziamento del C.I.A.P.I. per l'anno 2013.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 230 - Notizie in merito all'amministrazione dell'IPAB Residence
'Salvatore Bellia - S. Luigi Gonzaga - Costanzo Cutore' di Paternò
(CT) (Ex Casa di ospitalità Salvatore Bellia).
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Oddo Salvatore
N. 231 - Interventi per un immediato rinnovo della concessione per
la gestione degli impianti di dissalazione delle isole di Lampedusa
e Linosa.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Musumeci Nello; Formica Santi; Currenti Carmelo;
Ioppolo Giovanni; Ruggirello Paolo
N. 232 - Interventi in favore delle aziende agricole siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatari: Musumeci Nello; Ruggirello Paolo; Currenti Carmelo;
Formica Santi; Ioppolo Giovanni.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 227 - Chiarimenti sull'affidamento a soggetti terzi della
programmazione del PO FSE 2007/2013.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Caputo Salvino
N. 228 - Chiarimenti in ordine alle dichiarazioni del Presidente
della Regione in tema di maxirotazione del personale presso gli
uffici dell'Assessorato Territorio.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Caputo Salvino
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 212 - Interventi per la riattivazione del servizio di screening
mammografico presso l'ospedale M.I. Longo di Mussomeli (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Cappello
Francesco; Troisi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Zito Stefano
N. 213 - Notizie in merito alla proposizione del ricorso alla
Corte costituzionale avverso la legge di soppressione dei presidi
giudiziari presenti sul territorio regionale.
- Presidente Regione
Firmatario: Lo Sciuto Giovanni
N. 218 - Chiarimenti circa la mancata retribuzione di alcuni
dipendenti dell'ATO PA4 dei comuni di Marineo e Godrano (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico
N. 221 - Informazioni sul piano regionale antincendio e sulle
attività di prevenzione per la prossima stagione 2013.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Troisi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Zito Stefano
N. 222 - Azioni volte alla piena applicazione dell'art. 128 della
l.r. n. 11 del 2010 relativamente ai trasferimenti annuali in
favore di enti.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore;
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Troisi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 224 - Chiarimenti circa la fruizione di permessi e licenze per
mandato elettivo dei dipendenti dell'Amministrazione regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 225 - Chiarimenti circa la realizzazione del centro clinico di
protonterapia presso l'Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 226 - Chiarimenti in merito a quanto disposto dal D.A.
26.10.2012 in tema di riordino e razionalizzazione dei centri di
procreazione medicalmente assistita (PMA) nel territorio della
Regione siciliana.
- Assessore Salute
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 229 - Iniziative da assumere per scongiurare il trasferimento
del distaccamento della Forestale a San Martino delle Scale -
frazione del comune di Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario. Caputo Salvino
N. 233 - Chiarimenti circa la mancata sospensione dei lavori di
installazione del sistema militare MUOS.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 234 - Notizie in ordine alle criticità emerse nella gestione
della società di riscossione Serit Sicilia S.p.a..
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 235 - Iniziative urgenti di verifica dell'impatto ambientale in
previsione del progetto di costruzione 'Piattaforma Edison Vega B'
nel Canale di Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Attività produttive
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Fiorenza Cataldo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 9 - Istituzione della Commissione dei diritti degli animali.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Salute
Firmatari: Troisi Sergio; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Zito Stefano
N. 10 - Notizie sul declassamento dell'aeroporto di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatari: Falcone Marco; Scoma Francesco; Germanà Antonino
Salvatore
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 30 Iniziative urgenti finalizzate alla revoca delle
concessioni per la ricerca di idrocarburi nella Valle del Belice ,
degli onorevoli Di Mauro Giovanni; Lo Sciuto Giovanni; Lombardo
Salvatore Federico; Fiorenza Cataldo; Figuccia Vincenzo; Federico
Giuseppe; Greco Giovanni; Picciolo Giuseppe, presentata il 31
gennaio 2013;
- numero 31 Inserimento dell'aeroporto di Catania nella Core
Network Ten-T e dell'aeroporto di Comiso tra gli scali di interesse
nazionale , degli onorevoli Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro
Giovanni; Figuccia Vincenzo; Fiorenza Cataldo; Federico Giuseppe;
Lo Sciuto Giovanni, presentata il 31 gennaio 2013;
- numero 32 Misure anticrisi a sostegno della ripresa economica e
occupazionale della Sicilia , degli onorevoli Caputo Salvino;
Assenza Giorgio; Falcone Marco; Germanà Antonino Salvatore,
presentata il 31 gennaio 2013;
- numero 33 Notizie sulla determinazione della Commissione
europea sul Fers con particolare riferimento ai fondi impegnati per
la formazione professionale , degli onorevoli Caputo Salvino;
Assenza Giorgio; Falcone Marco; Germanà Antonino Salvatore;
Pogliese Salvatore Domenico; Scoma Francesco, presentata il 31
gennaio 2013;
- numero 34 Revoca delle concessioni per la ricerca di
idrocarburi nel comprensorio della Valle del Belice. Panepinto
Giovanni; Gucciardi Baldassare; Milazzo Antonella Maria; Maggio
Maria Leonarda; Raia Concetta, presentata il 31 gennaio 2013;
- numero 35 Iniziative per una tassazione più equa sui rifiuti ,
degli onorevoli Foti Angela; Ciaccio Giorgio; Palmeri
Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Siragusa
Salvatore; Zito Stefano; La Rocca Claudia; Ferreri Vanessa;
Mangiacavallo Matteo; Ciancio Gianina; Troisi Sergio; Trizzino
Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana Valentina, presentata l'1
febbraio 2013;
- numero 36 Provvedimenti urgenti per l'aeroporto di Comiso
(RG) , degli onorevoli Assenza Giorgio; Caputo Salvino; Falcone
Marco; Pogliese Salvatore Domenico; D'Asero Antonino; Germanà
Antonino Salvatore, presentata l'1 febbraio 2013.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che:
con nota pervenuta alla Segreteria Generale il 31 gennaio 2013 e
protocollata al n. 1515/AULAPG di pari data, l'onorevole Grasso,
nella qualità di primo firmatario, ha ritirato l'interrogazione con
richiesta di risposta orale n. 250, riservandosi di ripresentarla
atteso che al suddetto atto ispettivo hanno apposto la firma anche
altri deputati;
Comunicazione di apposizione di firma a interrogazioni e mozione
PRESIDENTE. Comunico che:
- con nota del 30 gennaio 2013, pervenuta alla Segreteria Generale
in pari data e protocollata al n. 1528/AULAPG dell'1 febbraio
successivo, l'onorevole Pogliese ha chiesto di apporre la propria
firma alle interrogazioni numeri 180, 181, 182, 183, 185 e 190,
nonché alla mozione n. 19.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 30 gennaio 2013, pervenuta
alla Segreteria Generale il 31 gennaio successivo e protocollata al
n. 1517/AULAPG di pari data, l'onorevole Gianni ha dichiarato di
aderire al Gruppo parlamentare Misto a far data dall 1 febbraio
2013, cessando contestualmente di far parte del Gruppo
parlamentare PID - Cantiere popolare .
L'Assemblea ne prende atto.
Conseguentemente, il Gruppo PID - Cantiere popolare , sceso al di
sotto del numero minimo di deputati previsto dal comma 2 dell'art.
23 del Regolamento interno dell'ARS per costituire un Gruppo
parlamentare, rimane temporaneamente in vita, secondo la prassi
di questa Assemblea regionale e di quella vigente alla Camera dei
Deputati, fino a quando il Consiglio di Presidenza non avrà
deliberato al riguardo, nella prima seduta utile.
A tal proposito comunico, altresì, che l'onorevole Cordaro, nella
qualità di Presidente del Gruppo parlamentare PID, con nota del 30
gennaio 2013, pervenuta il 31 gennaio successivo e protocollata al
n. 1574/AULAPG del 4 febbraio 2013, ne ha chiesto il mantenimento
in vita ai sensi dell'art. 23, comma 3, Reg. int. ARS.
Comunicazione di cariche interne di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota del 31 gennaio 2013, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 1575/AULAPG del 4 febbraio
successivo, l'onorevole Grasso ha comunicato le cariche interne del
Gruppo parlamentare Grande Sud come di seguito riportate:
- onorevole Bernadette Grasso Presidente;
- onorevole Luisa Lantieri, Vicepresidente.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Ardizzone
Seguito della discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2013-2017
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2013-2017.
Onorevoli colleghi, ricordo che eravamo in fase di votazione e che
era stato presentato l'ordine del giorno n. 10 che riguarda
l'approvazione del DPEF, a cui sono stati presentati tre
emendamenti: 10.1, degli onorevoli Panepinto e Firetto, già
comunicato nella seduta numero 18 del 29 gennaio 2013; 10.2, degli
onorevoli Fazio, Ruggirello, Musumeci, Formica e Ioppolo; 10.3,
degli onorevoli Falcone, Vinciullo e Pogliese.
Invito gli assistenti a procedere nuovamente alla distribuzione
dei tre emendamenti.
Quindi, per ordine, passiamo alla votazione dell'emendamento
10.1.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su cosa intende parlare?
GRECO GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Verifichiamo se risulta appoggiata a termini del
Regolamento.
La richiesta risulta appoggiata.
Onorevoli colleghi, non essendo decorsa ancora mezz'ora dalla
comunicazione del preavviso relativo alla votazione elettronica,
sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.45, è ripresa alle ore
17.10)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.1, degli onorevoli
Panepinto e Firetto. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 10.2, degli onorevoli Fazio,
Ruggirello, Musumeci, Formica, Ioppolo. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 10.3, degli onorevoli Falcone,
Vinciullo e Pogliese. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 10, come modificato.
SCOMA. Chiedo la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Arancio, Ciaccio, Greco Giovanni, Lo
Sciuto, Musumeci, Panarello, Scoma e Venturino, indìco la verifica.
Invito gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la
scheda di votazione.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 54
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 10 come modificato. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 11, precisando che
non è in contrasto ma si integra con l'ordine del giorno n. 10.
Distribuiamo l'ordine del giorno a firma dell'onorevole Falcone al
Movimento 5 Stelle che ne è sprovvisto. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Abbiamo concluso il secondo punto all'ordine del giorno con
l'approvazione del DPEF.
Presidenza del presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, ruberò un minuto all'Aula perché
desidero che si precisi, perché mi pare che un voto così importante
come quello sul DPEF, per ragioni che ciascun Gruppo ha esplicitato
nelle scorse sedute, non può passare il criterio che per alzata e
seduta. Si finisce per non comprendere chi abbia votato a favore e
chi abbia votato contro.
Volevo rappresentare, perché gli uffici ne prendano atto, che i
deputati di Cantiere Popolare, PDL, Misto, Lista Musumeci, Grande
Sud e Partito dei Siciliani-MPA non hanno votato il DPEF.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, non era un richiamo all'ordine dei
lavori.
Preciso ancora una volta che quando si vota per alzata e seduta
non si specifica chi ha votato a favore e chi ha votato contro. Nel
caso in cui, onorevole Musumeci, un Gruppo ritiene che bisogna
specificare anche col voto, perché la specificazione c'era stata
già con le dichiarazioni di voto che rappresentavano la questione
del DPEF - ci sono state le dichiarazioni di voto e ognuno si è
espresso sul DPEF -, nel caso in cui si fosse voluto un voto
specifico si sarebbe potuto richiedere l'appello nominale.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni provvedimento
che arriva in Aula è figlio, e non può che essere così, di una sua
storia dell'iter parlamentare. Durante tutto l'iter parlamentare
che ha riguardato l'approvazione del DPEF abbiamo assistito, in
quest'Aula, alla mancanza per ben tre volte del numero legale
necessario per l'approvazione del DPEF stesso.
Abbiamo assistito alle dichiarazioni di interi Gruppi
parlamentari, all'occorrenza del Movimento 5 Stelle, che ha
dichiarato formalmente in quest'Aula che non votava il DPEF sia per
carenze del DPEF stesso sia perché in contrasto con le posizioni
assunte dal Governo in merito alla vicenda del MUOS, per arrivare
alla giornata odierna, quando è stata chiesta da un deputato, da un
capogruppo, a nome del proprio Gruppo parlamentare, la verifica
del numero legale, che è stata appoggiata. E la Presidenza, non
essendo nei tempi tecnici, ha dovuto rinviare la seduta di
mezz'ora, perché nella prima mezz'ora non si può fare una richiesta
di questo genere.
Nell'avere proceduto dopo, in maniera frettolosa, a non
specificare bene cos'era il documento su cui si votava, a mio modo
di vedere, la Presidenza non ha tenuto conto dell'iter che aveva
seguito l'approvazione di questo documento finanziario.
A questo punto, signor Presidente, è giusta la richiesta del
Presidente Musumeci, avallata anche dal capogruppo del PID,
onorevole Cordaro, che sia specificato in maniera chiara, chiara ed
evidente, che c'è stata l'approvazione del DPEF di una parte del
Parlamento, ma con la contrarietà dei Gruppi parlamentari, peraltro
anticipato abbondantemente nelle dichiarazioni di voto, che fanno
capo alla Lista Musumeci, al PID, al PDL, a Grande Sud, al PDS-MPA
e al gruppo Misto.
Quanto meno, che sia chiaro e che risulti in modo chiaro,
altrimenti sarebbe come non tenere conto di ciò che è avvenuto in
quest'Aula durante l'iter di approvazione del Documento di
programmazione economico-finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, poiché lei fa un espresso richiamo
alla Presidenza, tengo ad evidenziarle che vi è stata una richiesta
di numero legale e che in Aula c'erano ben 54 parlamentari.
Successivamente, non c'è stata alcuna richiesta di appello nominale
e si è andati avanti, così come era giusto, per Regolamento,
andare. Nel caso in cui qualche Gruppo, qualche parlamentare avesse
voluto il voto per appello nominale avrebbe potuto richiederlo.
Andiamo avanti, pertanto, col terzo punto iscritto all'ordine del
giorno: Comunicazioni del Presidente della Regione sulla
programmazione dei Fondi comunitari.
FORMICA. Signor Presidente, noi non contestavamo la sua gestione
dell'Aula, ma che resti a verbale.
PRESIDENTE. Il suo intervento risulta a verbale.
(Proteste da parte dell'onorevole Musumeci)
PRESIDENTE. Non passa, non passa, perché non c'è un elenco di chi
ha votato a favore e di chi ha votato contro, onorevole Musumeci
Questo è puro ostruzionismo fine a se stesso, essendo presenti 54
parlamentari
TURANO. E l'altro ordine del giorno?
PRESIDENTE. E' stato votato, onorevole Turano. Ha richiesto,
giustamente, il Movimento 5 Stelle di averne distribuita copia, è
stata distribuita, abbiamo dato a tutti la possibilità di leggerla
e abbiamo votato, per alzata e seduta, così come è previsto dal
Regolamento.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, non posso darle la parola. Non
concederò la parola. Mi è stata chiesta tre volte sull'ordine dei
lavori ed invece si è voluto specificare che alcuni Gruppi
dissentivano dal DPEF. Ne abbiamo preso atto, è verbalizzato,
andiamo avanti con i lavori.
Invito tutti i colleghi a prendere posto.
Presidenza del presidente Ardizzone
Comunicazioni del Presidente della Regione sulla programmazione
dei Fondi comunitari
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione sulla programmazione dei
Fondi comunitari.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Regione.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, vi ringrazio per avermi rivolto l'invito a venire a
riferire sulle questioni uscite sulla stampa in relazione ad alcuni
problemi nati con la Commissione europea in relazione alla
programmazione dei fondi comunitari.
Naturalmente, è una richiesta, deduco, dell'Aula perché non
essendo stata una richiesta della Presidenza e per cui penso che la
cosa più corretta sia quella di lasciare spazio agli interventi
parlamentari oppure anche alle domande di eventuale chiarimento
anche per assicurare un confronto proficuo.
Le questioni che sono nate nel confronto rispetto alla Commissione
europea sono legate, sostanzialmente, alle sentenze che prevalgono
attualmente in Europa di vietare l'applicazione di fondi europei
nella parte che riguarda il cemento, quindi gli interventi
strutturali in autostrade, strade, che sono proprio il tema del
confronto e della differenza di impostazione tra la Regione
siciliana e la Commissione europea.
In pratica, nel fare la nostra programmazione, noi cosa abbiamo
avviato? Abbiamo avviato da un lato il patto dei sindaci per
l'energia rinnovabile che porterà nel quinquennio ad una spesa
nell'ambito del fotovoltaico in Sicilia per l'utilizzo pubblico -
quindi mi riferisco al fotovoltaico che viene avviato attraverso la
procedura del patto dei sindaci - che è intorno ai 5 miliardi di
euro.
Su questo noi già abbiamo un programma abbastanza spinto.
Diversi comuni hanno aderito al patto dei sindaci, abbiamo già
creato una task force di supporto ai comuni, i comuni stanno
aderendo con entusiasmo; abbiamo un piano di conferenze provinciali
che gestiamo insieme alle Prefetture per poter avviare tutte le
procedure, per cui diciamo che siamo in una road map molto veloce e
abbastanza avanzata. Ora, la questione dov'è?
In tutte le misure europee viene prevista, in modo quasi
liturgico, la ripetizione che bisogna dedicare una parte di
intervento per interventi strutturali, una parte per interventi
sociali, una parte per energie alternative, eccetera.
Se, però, la Regione siciliana ha avviato un programma specifico
sull'energia alternativa che nessuna Regione in Europa ha avviato
finora, che ha realizzato persino senza interventi assistenziali,
diciamo comunitari, ma viene realizzato con prestiti che vengono
concessi dalla Banca europea degli investimenti, per quale ragione
la stessa Regione dovrebbe inserire altri investimenti, per
esempio, nel fotovoltaico, quando stava avviando un programma
eccezionale?
Su questa analisi e con questa convinzione noi abbiamo pensato di
dirottare l'altra parte della programmazione, in particolare anche
quella del PAC, su questioni che attenevano da un lato il sostegno
alle imprese, soprattutto nelle zone in difficoltà economica, ma
anche zone dove le imprese sono in difficoltà per effetto di
calamità naturali o di dissesto idrogeologico; la questione delle
isole, sappiamo tutti benissimo quale prezzo ha pagato Lampedusa;
la questione degli interventi a favore dei lavoratori siciliani che
possono trovarsi in cassa integrazione in questo periodo;
l'abbattimento delle barriere architettoniche; una serie di
interventi per il dissesto idrogeologico e, naturalmente, abbiamo
messo insieme a tutte queste cose una parte consistente nella
richiesta di coprire il gap strutturale, soprattutto stradale, che
la Sicilia ha, tenendo presente che, per quanto riguarda le
infrastrutture su ferro - per intenderci, ferroviarie - abbiamo già
avviato una intesa con Ferrovie dello Stato e con il Governo, che
si concluderà entro il 15 febbraio e che porterà al raddoppio della
Catania-Messina, al raddoppio della Catania-Palermo, interventi di
accelerazione pure sulla Messina-Palermo che, nella prospettiva di
cinque anni, dovrebbero portare a 2 ore e venti, con una riduzione
di due ore circa, il collegamento tra Catania e Palermo e, nella
prospettiva di un decennio, ad un'ora e venti, quindi con tempi
esattamente europei, il collegamento tra l'aeroporto di Catania e
quello di Palermo. Sono interventi, ormai, in fase conclusiva.
Naturalmente, il problema che abbiamo ravvisato è legato poi a
tutta una serie di vicende che si trascinano da anni. Dobbiamo
dirci con chiarezza, infatti, che, laddove si dice, per esempio,
che il Piano delle autostrade italiane è stato completato per il 90
per cento, si dice una verità; solo che l'unica cosa che non si
dice è che quel 10 per cento si trova per la quasi totalità in
Sicilia, nel senso che il Piano autostradale degli anni '50 e '60
fatto dall'Italia, non si è completato nella parte siciliana.
Allora, ci troviamo qui di fronte ad un paradosso: quello di non
potere completare la Siracusa-Trapani che metterebbe in
collegamento tutta la parte meridionale dell'Isola, di non potere
fare una serie di infrastrutture importanti che collegano la
provincia di Ragusa con Catania, di non potere fare i collegamenti
tra la zona ionica del messinese con la parte centrale dell'Isola e
via dicendo, perché non bisogna investire sul cemento.
Perché questo? Bisognerebbe farlo con fondi nazionali.
La questione è chiara, perché poi i fondi nazionali non arrivano,
i fondi regionali non ci sono, i fondi europei non possiamo
programmarli. Se andiamo ad analizzare la globalità della
programmazione che abbiamo effettuato, infatti, investiamo sulle
energie alternative, lo ripeto, molto ma molto di più di qualsiasi
altra Regione europea.
Su questo è nato un contenzioso che non è ancora chiuso e
concluso.
Un contenzioso su cui vogliamo coinvolgere il Governo nazionale,
anche perché questa programmazione, in questi termini, l'avevamo
concordata con il Governo, in particolare col ministro Barca;
l'avevamo perfino concordata con il Commissario Hahn, che si occupa
proprio di queste questioni. Al Commissario Hahn avevamo
sollecitato un problema, quello del collegamento dell'aeroporto di
Comiso.
E' chiaro che non possiamo mettere in funzione un aeroporto che è
già pronto e, poi, non farlo funzionare veramente creando una
cattedrale nel deserto. Tutti quanti, infatti, sappiamo quali sono
le vie, qual è la qualità delle vie di accesso all'aeroporto che
non permettono, poi, di potere utilizzarlo appieno.
A proposito degli aeroporti, vi informo che la Giunta, ieri, ha
deliberato che non accetterà il Piano del Governo nazionale sugli
aeroporti se non si provvede alla riclassificazione dell'aeroporto
di Catania e di Comiso, per intenderci, perché non accettiamo
assolutamente questa discriminazione e, poco fa, ho ricevuto un
messaggio dell'assessore Bartolotta, che è mio delegato a trattare
nella Conferenza Stato-Regioni questa questione, che mi ha detto
che tutte le altre Regioni italiane hanno assunto una posizione
analoga, nel senso che non intendono assolutamente accettare il
Piano del Governo.
Su questo, quindi, apriamo il conflitto di attribuzione, così come
lo apriremo sulla questione della Magistratura, dove intendiamo far
valere tutte le prerogative della Regione siciliana, laddove lo
Statuto espressamente prevede che sulle questioni che attengono
alla politica siciliana e alle politiche di interesse dell'Isola,
il Governo nazionale debba sentire il Presidente della Regione con
il rango di Ministro. Ovviamente, questo linguaggio non viene
percepito a Bruxelles, dove una burocrazia tecnocratica attualmente
governa e cerca di governare una programmazione che non risponde,
poi, alle esigenze delle Regioni.
Noi intendiamo fare il braccio di ferro su questo, nel senso che
vogliamo dimostrare - perché siamo nelle condizioni di dimostrarlo
con le carte - che andiamo oltre le misure richieste sulla materia
strettamente ambientale. Però, non intendiamo assolutamente
rinunciare alla possibilità di infrastrutturare l'Isola delle
esigenze stradali e autostradali di cui ha bisogno, perché senza
queste infrastrutture la Sicilia è condannata a rimanere nel
sottosviluppo e a mantenere il gap strutturale che ha con il nord
Italia e con il resto dell'Europa.
E' facile, infatti, dire che in Germania non si fanno più
autostrade, visto che le autostrade ce le hanno persino per
collegare i paesi più piccoli tra di loro. Molto semplice fare una
indicazione di questo tipo ma sicuramente la Sicilia ha bisogno di
completare un quadro di pianificazione stradale e autostradale,
ripeto, che risale agli anni 50 e 60 che non è stato mai
consegnato.
Tra l'altro, c'è tutta la vicenda del CAS, che opera dagli anni
60, per potere fare la progettazione esecutiva di questa strada e
i lavori di questa strada e, paradossalmente, non sta intervenendo
e su cui stiamo internevendo anche per dare nuovi criteri di
economicità a quell'Ente, anche di efficienza produttiva.
Guardate, però, che su questo, quindi, stiamo lavorando con i
nostri tecnici per inviare il Documento generale sulla nostra
programmazione, per dimostrare all'Europa che non solo noi abbiamo
effettuato una programmazione estremamente corretta; chiaramente,
però, non ci faremo bloccare dall'Europa.
Questo per essere estremamente chiari perché laddove l'Europa
ritenesse che, comunque, nonostante abbiamo operato super
correttamente, prevedendo interventi nel settore ambientale e delle
energie rinnovabili, molto più alti di quelli che ci vengono
richiesti, dovremmo riprogrammare il nostro Piano di interventi
strutturali, allora, non intendiamo assolutamente rinunciare a
queste arterie che continuano il percorso che, da Trapani, diciamo
che completerà l'autostrada di Siracusa verso Agrigento e Trapani;
in particolare, il collegamento che abbiamo previsto adesso è
quello relativo all'aeroporto di Comiso, che collegherebbe
facilmente, immediatamente, che è la strada di collegamento tra
Ragusa e Catania e anche la nord-sud, ve lo dicevo prima, e altre
questioni che riguardano altre infrastrutture.
Vuol dire che le realizzeremo in modo diverso; sto pensando anche
ad ipotesi alternative che potrebbero essere fatte perché, se
cominciamo a risparmiare su CAS, su spese inutili, per esempio come
si è intervenuto in questi giorni, laddove si sono bloccate due
gare, che non servono a nulla, per circa 15 milioni di euro, vi
rendete conto che 15 milioni di euro per un mutuo ventennale sono
300 milioni di euro che potrebbero finanziare interventi e ne
abbiamo ancora altri, altri fondi da risparmiare, da recuperare.
Stiamo lavorando su due ipotesi: l'ipotesi A , in cui manteniamo
la programmazione, così come è ferma l'ipotesi, perché viene
accettata dall'Europa, che è quella di rimodulare; eventualmente,
mettiamo altri interventi in quella programmazione, visto che
abbiamo dei pacchetti abbastanza pronti che possiamo inserire e da
potere formulare, in questo caso, utilizzando il Consorzio
Autostrade Siciliane per potere comunque realizzare queste
infrastrutture.
E' un problema che risolveremo in quindici giorni, attraverso i
nostri Uffici e in rapporto con i Dipartimenti e, in questo caso,
anche il CAS. Intanto, però, non rinunciamo alla prospettiva di
mantenere ferma la programmazione, solo che abbiamo chiesto una
condizione e, su questa, abbiamo espresso anche una protesta, cioè
il fatto che, molto spesso, le valutazioni delle Commissioni
europee sui fondi arrivano sei mesi dopo e questo è burocrazia
inaccettabile perché, a volte, addirittura, avvengono quando la
spesa è iniziata e, poi, non è più certificabile e non possiamo
assolutamente permettere che l'Europa condizioni le nostre
politiche di sviluppo e decida motu proprio che non abbiamo
bisogno, invece, di infrastrutture di cui tutta la Sicilia sente il
bisogno e la necessità.
Provocatoriamente, inviterò la Commissione europea a venire a fare
un giro in macchina nelle strade siciliane per rendersi conto
delle strade, delle difficoltà di collegamento che ci sono e per
capire, di persona, persino quali sono i bisogni di questa Isola,
che sicuramente non può rinunciare a questo Piano e che comunque
non siamo assolutamente disponibili a rinunciare perché, in ogni
caso, intendiamo realizzarlo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
Da una breve consultazione con alcuni presidenti di Gruppi
parlamentari, diamo la parola per non più di cinque minuti a
ciascun Gruppo parlamentare.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori Assessori, onorevoli colleghi, ho ascoltato con grande
attenzione l'intervento del Presidente della Regione e, anche nella
qualità di vicepresidente della Commissione parlamentare per
l'Esame delle attività dell'Unione Europea, ho apprezzato la
dichiarazione di intenti che questa sera il Presidente, in uno con
quanto fatto nei mesi di novembre e di dicembre dal Governo
regionale, ha rappresentato al Parlamento siciliano.
Presidente Crocetta, purtroppo, come siciliani prima che come
parlamentari, scontiamo quattro anni e mezzo di dramma determinato
dalla stasi del Governo che ha preceduto il suo, che, purtroppo,
non è stato in condizione di portare avanti una, che fosse una,
operazione di carattere infrastrutturale, sotto il profilo dei
Fondi comunitari.
Per questa ragione, oggi, non mi sento di aggredire, seppur con la
cortesia che impone un'Aula istituzionale, l'operato del suo
Governo; mi sento, semmai, di sottoporre alla sua attenzione quello
che è accaduto nei quattro anni e mezzo che ci hanno preceduto e
che spero e vorrei dire sono certo non debba mai accadere.
Abbiamo assistito, nei quattro anni e mezzo precedenti, ad un
balletto che, purtroppo, ha sostituito un assessore ogni quattro,
sei mesi; un direttore generale ogni quattro, sei mesi in media.
Altro che programmazione economica, Presidente Crocetta; altro che
programmazione dell'utilizzo dei Fondi comunitari e, allora, senza
con questo volere porre in essere alcuna captatio benevolentiae,
oggi saluto con piacere, condividendola, la conferma del dottore
Felice Bonanno che metteremo alla prova per quello che sarà in
condizione di fare.
Se si vuole parlare di programmazione, infatti, bisogna che la
programmazione abbia il tempo di essere creata, realizzata e
portata innanzi, altrimenti, la Sicilia resterà al palo.
E, d'altronde, se stiamo parlando - e, in Europa, si parla - del
Programma Europa 2020 e si stabilisce che non c'è più tempo per
le infrastrutture ma si parla di innovazione, di occupazione, di
clima, di energia, di altri temi è perché, come giustamente lei,
poc'anzi, accennava, negli altri Paesi d'Europa, in quelli che
vanno al passo col tempo, le infrastrutture sono già state
realizzate.
Però, onorevole Presidente, lei deve fare di più perché non
possiamo lasciare sulle spalle della burocrazia siciliana, seppure
qualificata e prestigiosa, l'onere del confronto e se del caso
dello scontro con l'Unione Europea. La politica deve essere
presente e deve battere i pugni sul tavolo europeo. Onorevole
Presidente, infatti, lei, poco fa, si è avventurato in una
dichiarazione: noi non permetteremo che l'Europa faccia .
Onorevole Presidente, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti che
l'Europa ha deciso quando un Governo nazionale doveva cadere, che
l'Europa ha deciso quale Governo nazionale doveva governare.
Allora, onorevole Presidente Crocetta, noi le diamo oggi, si
figuri, l'Italia, il beneficio della buona fede e glielo diamo,
onorevole Presidente, perché siamo sicuri che quello che è accaduto
non potrà più accadere.
Noi, a partire dalla Commissione Unione Europea, vigileremo su
quanto fatto; vigileremo sugli impegni presi perché vengano
mantenuti e su queste cose, che non sono né di destra né di
sinistra ma che sono di chi ha a cuore la Sicilia contro chi non ce
l'ha, saremo col Governo perché guai a discostarsi da questo.
Onorevole Presidente, non permetta che in una Terra come la
nostra, che vive anche di simboli, vengano chiusi gli uffici
giudiziari perché sarebbe l'inizio di una sconfitta che non so dove
porterebbe.
Cinque minuti e dodici secondi. Grazie, Presidente Ardizzone.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Cordaro.
Presidenza del presidente Ardizzone
Comunicazione relativa a costituzione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che con nota testé pervenuta alla Presidenza,
a firma degli onorevoli Anselmo, Greco Marcello, Vullo, Lo Giudice,
Picciolo, Savona, Forzese e Tamajo, é stato comunicato che la nuova
composizione del Gruppo parlamentare denominato 'Democratici
Riformisti per la Sicilia consta dei deputati testé elencati.
Nella nota medesima viene altresì specificato che nuovo
Presidente del Gruppo è stato eletto l'onorevole Giuseppe Picciolo;
Vicepresidente con funzioni vicarie l'onorevole Alice Anselmo;
Segretario l'onorevole Edmondo Tamajo; tesoriere l'onorevole
Riccardo Savona.
L'Assemblea ne prende atto.
Pertanto la richiesta di mantenimento in vita del Gruppo
parlamentare sopra indicato è da intendersi superata.
Presidenza del presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione sulle comunicazioni del
Presidente della Regione
sulla programmazione dei Fondi comunitari
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, ritengo che l'argomento trattato questa
sera in quest'Aula sia un argomento molto importante ed è un
argomento sentito da tutti i siciliani.
E le parole dell'onorevole Presidente della Regione fanno bene
intendere la difficoltà e la gravità del momento, soprattutto
quando si parla delle crisi della Cassa regionale, delle difficoltà
dei fondi e delle risorse nazionali e soprattutto della
riprogrammazione dei fondi europei.
Ritengo che, così come è stato detto da chi mi ha preceduto, che
questi temi non possono e non debbano avere colore politico, non
possano essere di destra o di sinistra.
Ma questo è un momento, caro Presidente della Regione, per il suo
Governo importante per fare chiarezza, anche rispetto a questa
campagna elettorale, sull'impegno che si vuole assumere a favore
della Sicilia, perché - veda - ho avuto modo di constatare, negli
anni già da assessore per la programmazione e anche per il
bilancio, come il miglior trucco per non spendere le risorse e non
dare le risorse alla Sicilia sia stato sempre quello di parlare di
riprogrammazione e di rimodulazione delle stesse risorse.
Posto che, in Sicilia, già con la direzione della dottoressa
Gabriella Palocci, ai giorni nostri, sono state fatte alcune azioni
chiare di programmazione economica, di rimodulazione e di
pianificazione e anche di finanziamento di arterie stradali
importanti, così come vi è stato il Piano di attuazione regionale
dei fondi FAS, approvato dal CIPE, visto anche dalla Ragioneria
generale dello Stato, apprezzato ancora dal dirigente generale
dell'epoca Fabrizio Barca, rimodulato, poi, con dal Sottosegretario
e Ministro per le politiche regionali, Raffaele Fitto, ancora oggi
quelle risorse, quella programmazione, esistono nella carta ma non
esistono nei contenuti, nella praticabilità a favore della nostra
Regione.
Ritengo che questo momento sia un momento importante per fare un
saldo serio della situazione finanziaria della nostra Regione.
Quanto è dovuto dallo Stato e dall'Europa alla Regione e quanto la
Regione può pretendere rispetto ai provvedimenti e alla
pianificazione già negli anni approvata e apprezzata dallo stesso
Ministro Tremonti?
Alcune di quelle opere, infatti, caro Presidente della Regione,
che lei poc'anzi ha citato, sono delle opere che sono sottoposte
già a finanziamento del Piano di attuazione regionale dei fondi FAS
2007.2013 con i 4 miliardi 313 che lo Stato deve alla Sicilia.
Allora, mi domando: è bene capire, anche rispetto a questo impegno
elettorale, se quelle risorse, che sono risorse delle imposizioni
pagate dai siciliani, serviranno per coprire e dare esecuzione al
Piano di attuazione regionale di fondi FAS, esitato anche in
Conferenza Stato-Regioni un paio di anni fa o se continueranno ad
essere utilizzate per pagare le quote latte degli allevatori del
Nord.
Questa è una fase molto importante per potere ottenere ciò che la
Sicilia, di fatto, ha diritto ad avere in base a dei provvedimenti
approvati ed apprezzati già dal Dipartimento della Programmazione,
ma anche dallo stesso Ministro del Tesoro.
Parlare di nuova riprogrammazione può essere pericoloso perché va
a determinare quel trucco che, negli anni, la Regione ha subito di
mettere le risorse, ad esempio, in favore di opere faraoniche, che
poi mai si realizzano.
Ho apprezzato molto l'intervento, dei giorni scorsi, anche del
Commissario europeo, quando ha lanciato l'idea dei piccoli
interventi.
E' proprio vero Quello è un intervento fatto da un soggetto che è
amico della Sicilia, perché il trucco per bloccare i fondi alla
Sicilia è sempre stato quello di fare in modo di finanziare opere
con basso tiraggio economico e non piccoli interventi che, di
fatto, poi, andavano a determinare la costruzione di grandi
infrastrutture.
Stiamo attenti a queste procedure, romane ed europee, che bloccano
la Regione e, soprattutto, non danno al nostro territorio quello di
cui ha bisogno.
Ho apprezzati molto l'intervento del Presidente perché ritengo
che, oggi più che mai, sia necessario non solo fare chiarezza ma
andare, sia a Bruxelles sia a Roma, non con il cappello in mano ma
con la schiena dritta.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di parlare l'onorevole Cimino,
l'onorevole Panepinto per il PD e, poi, l'onorevole Scoma.
Onorevole Cascio, lei può parlare come Presidente della
Commissione, quindi, cinque minuti sono extra.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Panepinto.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente, apprezziamo le sue comunicazioni odierne e anche questa
volontà di aprire, ove necessario, una vertenza con l'Europa, per
mantenere la destinazione e la quantità di risorse che sono state
assegnate e spettano alla Sicilia.
E' chiaro che il suo Governo eredita un immobilismo e anche una
confusione che ha regnato in questi anni nell'utilizzo dei fondi
della Programmazione 2007-2013. Ovviamente, credo sia anche
necessario, onorevole Presidente, considerato che, possibilmente,
sono le uniche risorse di cui disponiamo per investimenti sia su
grandi opere sia su piccole opere, procedere a sbloccare quanto già
è stato decretato, tutta la Programmazione, in particolare, mi
riferisco all'Asse 6, dove ci sono risorse allocate per quasi 900
milioni di euro, di cui solo una piccola parte decretata.
Peraltro, diventerebbe anche l'occasione per mobilitare risorse e
creare occupazione, in un momento in cui l'attesa è talmente grande
che può diventare solo frustrazione e rabbia se non si interviene
velocemente.
Non abbiamo un cantiere, né pubblico né privato, aperto da Trapani
a Siracusa; per trovare una gru alzata, bisogna andare in qualche
altra Regione europea, per cui credo che la forza con cui lei, in
questi giorni, affronta i troppi e tanti problemi della Sicilia,
vada riversata ora sul funzionamento e sulla gestione delle risorse
della Programmazione 2007-2013.
Ci sono fin troppi ritardi - devo dire - su alcuni Assi, così
come, onorevole Presidente, un tema a lei caro, lo ha ripreso nel
suo intervento, quello dell'efficientamento energetico, utilizzando
lo strumento europeo del cosiddetto patto dei Sindaci non può che
sposarsi con il Fondo Jessica che è ancora oggi un mistero,
un'Araba Fenice nella nostra Regione. Per cui la sua idea, che ha
manifestato, caldeggiato e sollecitato ai rappresentanti degli enti
locali in ogni occasione va allineata e va messa in condizione di
essere funzionante ed efficiente.
Credo, onorevole Presidente, lo credo a nome soprattutto del mio
Gruppo, che un momento di verifica tra le risorse residue, e sono
tante, nonché la Programmazione 2013-2020, vada fatto, perché o
riusciamo ad avere un unico filo conduttore che è per l'utilizzo di
queste risorse, oppure il rischio è che diventino solo episodi
senza che ci sia una vera regia ma, soprattutto, degli obiettivi
puntuali e precisi, puntando anche, onorevole Presidente, e lei lo
ha fatto bene, in queste settimane, a riprendere un protagonismo
dei territori che c'è stato in occasione di una stagione - che io
considero proficua - e che chi ha testato quella stagione, al di là
dei luoghi comuni.
Sto parlando della Programmazione negoziata e dei fondi della
cosiddetta Agenda 2000 , sono arrivati nei territori e hanno dato
risposte; hanno dato risposte con un tasso di mortalità di quelle
imprese molto basso, per cui va ripreso questo protagonismo; va
ripreso per intero e, chiaramente, si pone una questione, onorevole
Presidente, e solo lei può sfatare il mistero dei Fondi FAS.
E' diventato un mistero, tant'è che era così vicina questa
possibilità che l'onorevole Cimino, allora Assessore, ricorda che
programmammo, all'articolo 28 della finanziaria 2010, un parco di
interventi talmente importanti che, se oggi ripresi, mi pare che
eravamo attorno a 110.000.000 di euro, avrebbero effetti, in quasi
tutti i comuni siciliani, straordinari, perché si tratterebbe di
rimettere in sesto un patrimonio edilizio importante, che è quello
dei Comuni, ma anche un patrimonio edilizio ecclesiale, del mondo
del culto, che è anche un attrattore culturale se poi, come penso,
lei sta facendo, facciamo sbloccare. Si provi a sbloccare i fondi
destinati ai distretti turistici per i quali in Sicilia ne sono
stati programmati quattordici territoriali e dodici tematici.
Ovviamente, mettere e fare chiarezza sui fondi FAS, magari
riprendendo quell'articolo 28 della Finanziaria del 2010, dove la
peculiarità e l'importanza che c'è un palco progetto esecutivi che
domani mattina sono cantierabili. Così come sull'asse sei.
Pertanto, io ritengo, signor Presidente, che si apre una
stagione decisiva: i siciliani lo hanno indicato e voluto a
governare la Sicilia senza se e senza ma. Ovviamente, quello che è
complicato in Sicilia - e lei che ha governato una città importante
e difficile sa quanto sia complicato passare dalla volontà, non dal
dire, ma dalla volontà ai fatti - lei è in condizione di farlo.
Bisogna dare un ulteriore scossone all'amministrazione. E chi si è
occupato e si occupa di fondi comunitari, perché diventino
oggettivamente decreti di finanziamento, operi e lavori per i
troppi disoccupati siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scoma. Ne ha
facoltà.
SCOMA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, intervengo brevemente anche perché dopo di me
il collega Cascio, Presidente della Commissione UE, affronterà il
problema in maniera più dettagliata. Io volevo soltanto precisare
un paio di cose che ritengo fondamentali e le chiedo al Presidente
della Regione verso cui oggi non mi sento, ovviamente, in grado di
esprimere nessuna negatività, essendo Presidente da qualche mese e
non avendo ancora avuto la possibilità di mettere mano - sebbene
annunci ne abbiamo letti, ne abbiamo ascoltati tanti, grande voglia
di rivoluzionare il mondo e di risolvere i problemi che affliggono
la Sicilia.
Però, mi piacerebbe, lo chiedo al Presidente dell'Assemblea, se
tra qualche mese il Presidente Crocetta potesse venire in aula
portandoci dei numeri. Se potessimo realmente sapere qual è la
consistenza di quanto non abbiamo speso, di quanto possiamo
spendere nell'immediatezza, e di quanto potrà essere riprogrammato,
dal momento che ciclicamente il comitato di sorveglianza, la Giunta
di Governo procedono alla rimodulazione, al cambio, alla
sostituzione di importi, alla creazione di nuove realtà, allo
spostamento di misure o di assi e alla riprogrammazione di
importanti infrastrutture.
Il Presidente della Regione a fine anno aveva dichiarato che entro
due settimane avrebbe proceduto a salvare i fondi comuni che erano
da restituire, o che sarebbero stati restituiti. Questo ci farebbe
piacere poi saperlo nel dettaglio, e questo fa onore a tutti i
siciliani perché recuperare risorse che sono importanti per le
infrastrutture è importante per tutti.
Sappiamo che abbiamo impegni importanti. Il solo FAS che vale
circa tre miliardi di euro, al quale poi va aggiunto il
cofinanziamento della Regione, dello Stato per altrettanti importi.
Diventa quindi fondamentale per lo sviluppo di questa terra,
soprattutto in un momento in cui il bilancio della Regione è un
bilancio assolutamente ingessato e che non ci permette di apportare
sviluppo.
Abbiamo visto infatti che il 2012 è stato un anno tremendo: circa
cinquecento imprese sono fallite e settantaseimila persone hanno
perso purtroppo il loro posto di lavoro.
Abbiamo avuto un incremento boom della cassa integrazione con un
più 250 per cento in Sicilia, con punte esponenziali soltanto nel
siracusano incredibili.
Allora vorremmo sapere - ma questo poi lo vorremmo sapere da lei
Presidente Crocetta - quali opere ferroviarie, quali opere viarie,
quali infrastrutture, quali aeroporti, quali porti intenderà avere
il suo programma, quali di queste strutture potranno iniziare a
essere visibili, quanto tempo ci vorrà e su quali opere poi dovremo
dare e concentrare tutta la nostra attenzione.
Io credo che attraverso i fondi comunitari passa lo sviluppo della
Sicilia.
In Italia soltanto la Campania e la Calabria hanno fatto peggio
della Sicilia. E all'estero soltanto la Romania e la Bulgaria hanno
fatto peggio della Sicilia. Ma questo non vuol dire che quello che
abbiamo a disposizione non debba essere utilizzato bene per lo
sviluppo di questa terra.
Io credo che tra qualche mese, onorevole Presidente, dovrà
convocare una seduta ad hoc per farci conoscere le sue
determinazioni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fazio, ma
appartenente allo stesso gruppo anche l'onorevole Gianni, per cui
concedo due minuti e mezzo per ciascuno.
FAZIO. Certo, il Gruppo misto è un po' complicato da questo punto
di vista. Signor Presidente, non credo che, ovviamente, dalla
comunicazione che lei oggi ha formulato in Aula, possano essere
considerate complete, diciamo così, le informazioni che in qualche
modo ci sono state fornite. Io non posso non fare alcune
osservazioni, mi auguro, eventualmente, da lei condivise. Lei ha
effettuato, appena qualche giorno fa, le nomine dei dirigenti - e
non entro nel merito delle scelte che, sicuramente, sono state
fatte in maniera del tutto oculata - ma sull'argomento in maniera
particolare da lei trattato, e mi riferisco ai fondi comunitari,
non può non avere osservato, come io ho osservato, che molte somme
assegnate alla Sicilia sono state oggetto di revoca da parte della
Comunità Europea.
La domanda che mi faccio, che presumo anche lei si fa, che tutti i
siciliani si fanno: ma è mai possibile che non c'è nessuno, in
qualche modo, che paghi in ordine alle inefficienze, alla
incapacità, e che tutto questo, necessariamente, deve per forza di
cose passare sulla testa dei siciliani?
Si sta procedendo, così come lei ha annunciato, alla
riprogrammazione dei fondi comunitari.
Mi permetto di dare un suggerimento. Io credo che la
programmazione fatta precedentemente ha segnalato che molte
risorse, nell'ambito di alcune misure, e poi nei relativi bandi,
non hanno trovato alcun riscontro.
Mi auguro che si proceda ad una programmazione che sia più
adeguata alle esigenze del territorio, della stessa collettività,
per immaginare, forse, di evitare di perdere, ancora una volta, le
risorse che le Comunità Europea ci assegna.
Nessuno intende muoverle rimproveri o quant'altro ma, onorevole
Presidente, credo che, accanto sicuramente ad una programmazione,
non può che essere prestata una maggiore attenzione soprattutto
nella fase della attuazione della programmazione. E mi riferisco,
in maniera particolare, all'attività cui i funzionari sono preposti
per evitare quello che effettivamente è successo nel passato.
Mi è stato assegnato pochissimo tempo, ed io sono molto ligio al
mio dovere, mi permetto solamente di farle una segnalazione.
Ha parlato di rete ferroviaria, ho ascoltato con molto interesse:
forse noi non siamo da terzo mondo ma molto di più, addirittura,
oltre che da terzo mondo. Mi preme, semplicemente, segnalarle che
per utilizzare il treno da Trapani a Palermo ci metti tre ore e
mezza, come vent'anni fa, quando io ero un semplice studente e,
ovviamente, venivo nella città di Palermo per studiare.
Sono passati più di vent'anni, anzi più di trent'anni, ma non è
cambiato un bel niente
Io credo che, se vogliamo veramente rilanciare il turismo e forse
defintivamente diminuire il gap con altri territori, credo che
dobbiamo veramente darci da fare. Da parte mia la massima
disponibilità, laddove le iniziative abbiano sicuramente un
interesse per la collettività che noi amministriamo. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, a lei sono rimasti 55 secondi, e lei
è noto per l'estrema sintesi
GIANNI. Signor Presidente, sarò rapidissimo, se mi concede qualche
secondo in più, per dire al Presidente della Regione che, pur
condividendo le affermazioni ed i contenuti, sono convinto che se
non apriamo al progetto di finanza, noi non avremo possibilità di
uscire dalla crisi.
Il progetto di finanza ci consente anche di uscire dal patto di
stabilità, che è quello che sta uccidendo l'economia italiana ed
anche quella siciliana. Sono, altresì, convinto, signor Presidente,
che l'operazione delle Ferrovie, data a dei privati, non so chi e
non mi interessa, che consentono di costruire, in Sicilia, i binari
ed i vagoni, farebbero lavorare almeno 20 mila persone.
Parliamo di mafia. Ottimo Parliamo dei terreni sequestrati alla
mafia. Noi abbiamo ogni anno almeno 50 milioni di affitti che
paghiamo. Se anziché pagare gli affitti, noi potessimo creare una
nuova città della Regione, potremmo utilizzare, sempre in progetto
di finanza, senza chiedere risorse ad alcuno, né all'Italia, né
alla Regione e nemmeno all'Europa, sicuramente, consentiremmo ad
almeno 100 mila edili di poter lavorare e creare posti di lavoro,
anche se per 5 o 6 anni, ma avere anche la possibilità di potere
avere, alla fine, proprietà della Regione anziché dare ai privati.
Concludo, signor Presidente, con l'ultima nota.
In commissione Industria ho chiesto ed ottenuto che nel DPEF fosse
ripristinata la dotazione finanziaria degli articoli 1 e 2 della
legge n. 23 del dicembre 2008, che riguarda l'imprenditoria
giovanile e femminile. In quella legge sono stati stanziati un
miliardo e ottantamilioni di euro, non so che fine abbiano fatto,
tranne i 146 milioni di euro che erano stati appostati per gli
articoli 1 e 2. Se quelle risorse, che sono state bloccate
dall'insipienza e dall'inefficienza del Governo Lombardo, potessero
essere riprese, potremmo dare un'ottima risposta ai giovani ed alle
donne di Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che sono ancora iscritti a
parlare gli onorevoli D'Agostino per il Gruppo Udc, l'onorevole
Anselmo per il Gruppo democratici riformisti per la Sicilia ed,
infine, l'onorevole Cascio, nella qualità di Presidente della
Commissione Ue.
E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
il tentativo di sparigliare il gioco, il tentativo di
razionalizzare la spesa dei fondi europei, in questo caso di
rimodulare quello che è rimasto della vecchia agenda, è un
obiettivo ambizioso e, io dico, giusto, corretto, attuale con i
tempi che oggi viviamo. Io credo che vada incoraggiato il tentativo
anche di non rendere più questa spesa europea, anacronistica,
datata, passata dal tempo ma, soprattutto, superata anche da alcune
contraddizioni che nel passato abbiamo tutti vissuto. Puntare,
allora, su dei nuovi assi, su dei nuovi obiettivi, credo che sia
una scelta intelligente, razionale, ed ecco signor Presidente, se
questo vogliamo dirlo, credo che risponda, in maniera funzionale,
alle esigenze, oggi, di questo territorio e, certamente, chi meglio
del Governo può, in qualche modo, cercare di coglierne, le vere
esigenze ma, soprattutto, dare delle risposte precise.
Vede, signor Presidente, cari colleghi, dobbiamo certamente
impegnarci, tutta la classe politica. Certo, il Presidente della
Regione in testa, ad evitare che avvengano gli scippi, come quelli
del FAS, che abbiamo subito, abbiamo guardato, gridato, protestato,
protestato vanamente anche in quest'Aula e sui giornali, per poi
non ottenere alcun risultato.
Signor Presidente, su questo, credo che la gente ci misurerà sulla
capacità e la concretezza che avremo di evitare di farci prendere
in giro da chi pensa che una classe politica debole merita di
essere presa in giro. Dobbiamo, però, anche dare dimostrazione che
cambiamo. E quindi, evitiamo gli sprechi e, soprattutto, signor
Presidente, evitiamo le furbate di impegnare fondi strutturali per
le spese correnti, perché poi, lo sappiamo come finisce, ci vengono
a fare i controlli, come quelli che stiamo subendo, oggi, alla
formazione e facciamo la figura, anche qui, degli impreparati.
Ecco, utilizziamo questo termine che, forse, è il termine più
giusto da utilizzare in quest'Aula. Per non dire che facciamo la
figura dei fessi', perché quando veniamo scoperti dobbiamo pagare
con gli interessi e con i soldi del bilancio regionale.
Non dobbiamo più commettere questi errori: è questa l'inversione
di tendenza, è questo il vero sparigliamento, questo ha un senso se
lei propone anche delle rivoluzionarie rotazioni dei funzionari.
Credo, signor Presidente, in positivo, anche per ridare
motivazioni ai nostri dipendenti regionali. Ed, allora, va bene,
certo dobbiamo metterci al passo con i tempi: l'energia,
l'ambiente, sono i temi nuovi e noi non possiamo essere
decontestualizzati dall'Europa e dal mondo che va verso una
prospettiva, saremmo ancora più arretrati. Dobbiamo rimanere
agganciati anche a questi nuovi temi, anche se siamo in ritardo.
Epperò, è vero che abbiamo il gap infrastrutturale che conosciamo;
è vero che abbiamo la necessità di ricorrere ai ripari per il
dissesto idrogeologico che è, ovviamente, in questo momento,
allarmante. La parola d'ordine, però, signor Presidente, deve
essere quella dello sviluppo, dello sviluppo vero, concreto. E lo
sviluppo vero, signor Presidente, ce lo dà - e credo che lo
dovremmo fare nella nuova programmazione che arriverà e che deve
essere una questione di cui ci occuperemo nei prossimi mesi non più
tardi -, deve essere quello di permettere al nostro sistema
imprenditoriale, io dico anche al nostro sistema industriale
siciliano di diventare un sistema industriale autosufficiente, che
consenta ai consumatori siciliani di consumare quanti più prodotti
siciliani e questo ci permetterebbe di alimentare la nostra stessa
ricchezza.
Non è una cosa impossibile. Ed è questo il vero obiettivo che poi
risponde alla logica del vero progresso civile, sociale, economico
che dà le risposte lavorative che oggi tutti chiedono.
Altrimenti come dovremmo dare risposte lavorative? Finanziando ed
alimentando il precariato che in questo momento è il macigno più
grande che abbiamo nella regione siciliana?
Io credo che da questo dobbiamo uscirne avendo questo nuovo
respiro.
Allora, onorevole Presidente, se una cosa, fra le tante, ma una
cosa sicuramente importante quest'Aula, soprattutto quest'Aula ha
fatto nella passata legislatura è stata proprio la legge proposta
dagli uffici, passata in Commissione bilancio, voluta in
Commissione bilancio sul credito di imposta; legge che negli anni
passati, con 120 milioni del bilancio regionale, ha consentito di
finanziare attività imprenditoriali siciliane vere Noi pensavamo
che in tempi di crisi e di recessione non ci potessero essere
imprenditori siciliani, perché, ahimè, anche noi poi ci piangiamo
addosso; noi non pensavamo che avessero voglia e coraggio di
investire nella propria terra.
Invece non è così. Sono arrivate richieste per 190 milioni di
euro, il che ha significato - visto che il credito di imposta è un
contributo - investimenti in conto capitale per 600 milioni; il che
ha significato investimenti in conto capitale e corrente per più di
un miliardo. Che stanno avvenendo in questo momento soltanto nella
quota parte finanziata di 120 milioni Non siamo riusciti a
completare il programma perché poi c'è stato - e ho concluso,
signor Presidente - impedito.
Pertanto, signor Presidente, un grande sforzo politico, ma anche
un grande sforzo di fantasia potrebbe essere quello di andare a
battagliare a Bruxelles e prima ancora a Roma, al fine di ottenere
la deroga che in tutti questi anni non c'è stata consentita, di
poter finanziare con i fondi europei il credito di imposta che,
altrimenti, dovremmo finanziare con i fondi regionali che -
purtroppo - in questo momento non abbiamo.
Se noi riuscissimo dunque a mettere 1 miliardo, 1 miliardo e mezzo
di fondi europei a sostegno dello sviluppo ordinato, democratico e
trasparente che il sistema del credito di imposta ci permetterebbe,
noi credo che avremmo risolto gran parte dei problemi della
Sicilia. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Anselmo e poi ancora
l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Onorevole Presidente della Regione, abbiamo apprezzato
molto il suo intervento e soprattutto la voglia di battere i pugni
in Europa per quello che ci spetta. Infatti i rilievi fatti dalla
Commissione non hanno assolutamente fondamento. E basta riflettere
sul fatto che la revisione della strategia di Lisbona nasce proprio
dalla constatazione che l'Unione europea non è riuscita a colmare
quel divario di crescita della produttività dei Paesi industriali
dell'unione europea.
Le carenze strutturali infatti dell'economia sono venute
drammaticamente in evidenza negli ultimi periodi ed Europa 20-20
non fa altro che essere la conseguenza di questa presa d'atto, non
vorrei dire del fallimento della strategia di Lisbona, però,
certamente, di un azzoppamento della strategia di Lisbona.
Pertanto, Europa 20-20 con le tre priorità che si rafforzano a
vicenda, che sono: la crescita intelligente, sostenibile e
inclusiva e la riqualificazione operata dal Governo non solo assume
a riferimento la strategia di Lisbona - e a questo proposito, io ho
letto l'intera riprogrammazione ed è chiara la compatibilità con la
strategia di Lisbona prima, ma soprattutto anche nell'ottica di
Europa 20-20 -, e pertanto, onorevole Presidente della Regione, è
arrivato il momento di fare sentire e di alzare la voce e di dare
voce alla Sicilia e ai siciliani.
Noi siamo sicuri e convinti che lei sia la persona giusta per fare
questo e per portare a casa i risultati e fare capire in Europa che
in Sicilia il vento è cambiato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, in realtà fino a questo momento, il nostro
partito in Aula, in Parlamento, si è caratterizzato per un ruolo di
opposizione - perché non dirlo - anche ferma rispetto al Governo.
Tuttavia, in questa sede, non ci sentiamo assolutamente di assumere
un ruolo di contrapposizione, un ruolo che sarebbe probabilmente
fine a se stesso considerata la delicatezza del tema.
Siamo convinti che una serie di rilievi che sono stati posti alla
Commissione Europea, di fatto, non trovino fondamento e auspichiamo
che sicuramente il Governo possa fare sentire la propria voce in
maniera decisa rispetto alla programmazione. Rispetto, ad esempio,
alla incognita dei fondi FAS, rispetto all'articolo 28 che per il
solo 2010 finanziava 100 milioni di euro; il FESR, che porterebbe
con sé i 3 miliardi di euro; o in funzione del fatto, peraltro, che
sicuramente attraverso la programmazione dei fondi comunitari
potrebbe arrivare un supporto fondamentale allo sviluppo della
nostra Sicilia. In considerazione del fatto che abbiamo un bilancio
evidentemente ingessato, in considerazione del fatto che abbiamo
assistito ad un incremento della cassa integrazione, della scarsa
fiducia delle imprese rispetto alle regole del mercato. Ovviamente,
ci auspichiamo che il Governo rappresenti in maniera puntuale
attraverso una attività di monitoraggio quello che accadrà. Io come
componente della Commissione Unione Europea ho chiesto che venisse
rappresentata questo genere di istanza e la stiamo assolutamente
portando avanti. Una nota sicuramente la collegherei alla
programmazione dei fondi che afferiscono all'area del sociale.
Noi assistiamo ad un evidente ridimensionamento del fondo
nazionale delle politiche sociali; i distretti socio-sanitari sono
in una condizione di piena sofferenza; una riforma quella della 328
che non ha trovato applicazione e che vede in una condizione di
estrema sofferenza le fasce deboli: minori, anziani, disabili.
Ecco, rispetto a ciò vorremmo sottoporle questo genere di
indicazione. Perché da una parte - è vero - non si ha sviluppo se
non si pongono nella giusta attenzione le categorie produttive, non
si ha sviluppo se le imprese non trovano il giusto sostegno,
tuttavia, è necessario che quelle fasce deboli che non trovano
sostegno nel circuito produttivo, in qualche modo, vadano
garantite. Insieme a queste sicuramente anche i progetti di
finanza, purché anche quelle fasce deboli e quegli interventi in
ambito sociale siano, comunque, pensati in una chiave nuova, che è
quella della sostenibilità dei percorsi; sostenibilità dei percorsi
significa che anche il sociale deve imparare a camminare sulle
gambe del mondo produttivo; anche il sociale deve avere la
possibilità di ancorarsi a progetti di finanza, collegandosi ad
alcuni aspetti che sono assolutamente il credito di imposta
evitando, peraltro, di utilizzare i fondi comunitari per quello che
per troppo tempo e spesso in passato ha tenuto la spesa corrente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Francesco Cascio. Ne
ha facoltà.
FRANCESCO CASCIO, presidente della Commissione UE. Signor
Presidente, mi consenta un po' di emozione: non salivo su questo
pulpito da cinque anni per cui per me è l'esordio in questa
legislatura come deputato e, quindi, come presidente di
Commissione.
Saluto il Presidente della Regione, il suo Governo e l'Aula
parlamentare e comincio proprio dall'inizio del discorso del
Presidente della Regione.
Il Presidente della Regione ha esordito dicendo Ringrazio il
Presidente dell'Assemblea per avermi fatto l'invito .
Onorevole Presidente della Regione, l'invito è per ogni seduta;
lei è bene accetto in questa Aula, lei e il suo Governo. E vedrà
che la sua presenza, la presenza del suo Governo, in questo
Parlamento, non farà altro che giovare all'azione dello stesso
Governo.
Ma andando alla questione che ci riguarda direttamente oggi, io,
ovviamente, non avendo pregiudizio nei confronti del Governatore
Crocetta né di questo Governo, non esprimo un giudizio sull'operato
di questo Governo, ancorché eletto da soli tre mesi, per cui
nessuno di noi si potrebbe mai sognare di accollare responsabilità
a un Governo, che è insediato da appena tre mesi.
Ho notato nell'ambito dell'attività di spesa dei Fondi comunitari
una certa attività di questo Governo, e mi sarei aspettato,
onestamente, anche in virtù dell'annuncio che il Presidente
Crocetta fece ai siciliani, a novembre, che questi quattro miliardi
e mezzo di fondi che dovevano essere riprogrammati, non mi sarei
mai aspettato che come Sicilia avremmo appreso la notizia, a
gennaio, che invece questi 4 miliardi e mezzo sono bloccati perché
la Unione Europea ne contesta la programmazione.
Io credo che noi dobbiamo concentrare la nostra attenzione su tre
fronti, su tre fronti che riguardano i fondi comunitari.
Il primo, che è il rimborso dei fondi anticipati dalla Regione
nella programmazione 2000-2006. Abbiamo anche qui appreso dalla
stampa che ci sarebbe una cifra non quantificata con esattezza, si
va dai 257 milioni anticipati per la formazione a circa 800 milioni
di euro anticipati dalla Regione, fondi sui quali la Regione ha
avuto garanzie, parliamo di fondi spesi dai precedenti Governi, sui
quali la Regione aveva avuto garanzie dal 2002 al 2006, dal 2006-
2007, grosso modo, e quindi complessivamente circa 800 milioni,
che se non diciamo anticipati dalla regione, che se non rimborsati
dall'Unione Europea, e su questo credo che la politica, Presidente
Crocetta, debba
CROCETTA, presidente della Regione. Non sono certificabili perché
c'è stato un errore di programmazione.
CASCIO, presidente della Commissione UE. Scusi, presidente
Crocetta, io non sono né un dirigente generale né un esperto di
programmazione. Ho fatto fino a qualche mese fa il Presidente di
questo Parlamento e oggi svolgo la funzione di Presidente di una
Commissione.
Però, dico che se l'Unione europea mi ha negli anni autorizzato
come Regione siciliana a spendere i fondi regionali x milioni di
euro per coprire la formazione, piuttosto che la
infrastrutturazione dell'Isola, e quant'altro, e oggi, a distanza
di 4-5 anni si scopre che l'Unione europea non rimborserà quei
soldi che sono dei siciliani a causa di una certificazione non
corretta, io, come dire, trasferisco il Parlamento regionale,
compresa la Commissione europea a Bruxelles, e batto i pugni sul
tavolo fino a quando non ho quello che mi spetta
Perché delle due l'una: o l'Unione europea ha cambiato le regole
in corso d'opera - e questo non è accettabile -, ovvero all'interno
dei dipartimenti della Regione c'è qualcuno che non ha fatto
appieno il suo dovere. Ma una soluzione ci deve essere, e deve
essere trovata nell'ambito di queste due soluzioni. Terza soluzione
non c'è
Secondo argomento che dobbiamo, secondo me, in maniera molto
attenta mettere a fuoco per il prossimo futuro è la questione che
riguarda la riprogrammazione appunto dei quatto miliardi e mezzo
di fondi comunitari afferenti al programma 2007/2013.
Su questo, onorevole Presidente, noi, come Commissione europea,
vogliamo essere disponibili, vogliamo darle un aiuto, un impulso,
insomma.
In Commissione europea siamo tutti ovviamente pronti e disponibili
a lavorare per la Regione, a lavorare per la Sicilia, a lavorare
per i siciliani. Non ci sono pregiudizi, non ci sono steccati. E'
presente in Aula adesso l'assessore Scilabra. Egli ha potuto
constatare stamattina in Commissione europea qual è il nostro
metodo di lavoro. Tuttavia, il consiglio che le do in qualità di
Presidente di questa Commissione, ribadendo la disponibilità a dare
un aiuto all'attività del suo Governo, è quello di dirle:
sostituisca alla politica degli annunci facili la politica dei
fatti, delle cose concrete. Su questo noi saremo disponibili, come
dire, a toglierci, a spogliarci della nostra casacca politica, e
darle una mano, ognuno per il ruolo che gli compete.
La terza ed ultima questione che riguarda i fondi comunitari è la
questione della nuova programmazione.
Io credo che il Governo, i dipartimenti della Regione e
l'Assemblea debbano in questo momento avere anche la capacità di
impostare una nuova programmazione, che sia coerente, che sia
attenta, che sia responsabile, che sia soprattutto quella che serve
alla Sicilia che vogliamo.
Abbiamo una serie di infrastrutture da completare, abbiamo una
serie di criticità da colmare, abbiamo soprattutto l'esigenza di
fare di tutto per potere creare opportunità lavorative, per cui, il
mio appello - e questo lo faccio veramente di cuore - è che il
Governo della Regione, contemporaneamente all'attività di spesa e
di riprogrammazione dei fondi 2007-2013, prenda immediatamente la
responsabilità di cominciare a programmare la spesa 2014-2020.
Noi abbiamo avuto cinque anni felici, dal punto di vista della
spesa dei Fondi comunitari, e furono il 2001-2006; in quegli anni
la Regione non perse i Fondi, come invece era successo nel 1995-
2000, tranne qualche rimborso non percepito, purtroppo, e per molte
misure prese anche la premialità.
Io credo che ci sia l'esigenza di tutti di riprendere quella
marcia, di riprendere quella velocità nella spesa dei Fondi
strutturali; io credo che ci sia l'esigenza di tutti di lavorare al
di là dei colori politici, al di là dei giudizi o dei pregiudizi
sulla spesa dei Fondi strutturali.
Io le formulo, per l'ennesima volta, l'invito ad utilizzare la
Commissione UE per questa attività.
Sono sicuro e convinto che, da parte nostra, non le mancherà
l'aiuto ma, chiaramente, molto dipende da lei, dalla sua presenza e
da quello che lei richiederà a questo Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo chiuso sull'argomento.
Ulteriori interventi potranno essere svolti, eventualmente, ai
sensi dell'articolo 83 del Regolamento interno.
Ringraziamo il Presidente della Regione che ha reso le
dichiarazioni in ordine alla problematica dei Fondi comunitari,
ringraziamo tutti i parlamentari che sono intervenuti e ringraziamo
il presidente Cascio che ha voluto puntualizzare qual è lo spirito
del Parlamento tutto, di sinergia e di collaborazione tra
istituzioni indipendentemente dalle parti politiche.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
D'ASERO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, colgo l'occasione per ribadire,
anche in questa condizione che mi viene concessa ai sensi
dell'articolo 83, atteso che il dibattito ha avuto fasi di
approfondimento anche sul Documento di programmazione economico-
finanziaria dove all'assessore Bianchi e al Presidente Crocetta
abbiamo fatto pervenire alcune considerazioni importanti su quelle
che potrebbero essere le iniziative che, da una parte, potrebbero
guardare ad un'ipotesi di sviluppo della Sicilia, dal turismo
integrato all'agricoltura e poi due emergenze che mi permetto
ribadire in questa occasione.
Questo è il motivo per cui ho chiesto di parlare.
Onorevole Presidente Crocetta e assessore Bianchi, noi abbiamo,
oggi, due emergenze importanti, l'emergenza credito . Sulle
politiche del credito mi permetto sottolineare una questione molto
importante, perché l'utilizzo delle risorse comunitarie, atteso che
rivolta anche agli investimenti in maniera produttiva e, quindi,
per quella linea della piccola e media impresa e atteso che, oggi,
la crisi del credito, particolarmente grave, come voi saprete, come
saprà anche il Presidente Crocetta, l'Osservatorio del credito che
la Sicilia ha modo di far funzionare ha evidenziato due aspetti
importanti: da una parte, il credito in Sicilia ha un costo
superiore del due per cento rispetto alla media nazionale e le
garanzie devono essere più consistenti rispetto all'andamento
nazionale; dall'altra, la funzione delle banche, particolarmente
oggi in Sicilia, ha una sua azione discorsiva'.
L'operazione di raccolta fondi non segue in maniera diretta
un'operazione di impiego fondi verso le famiglie e verso le
imprese. C'è una chiusura verso le linee di credito nel rispetto
anche di quella che deve essere l'attività di gestione di una
impresa qual è la banca, però, c'è un momento di grave asfissia.
Allora, io mi permetto di dire che questa emergenza può essere
oggetto di attenzione di una linea di intervento con l'utilizzo di
risorse comunitarie all'uopo destinante per questa iniziativa.
E poi, un ulteriore accenno sulle politiche del lavoro.
Io sono stato relatore di un disegno di legge, della legge n. 15
del 2011, che porta il nome di Bonus occupazione che voleva
essere, sostanzialmente, un credito di imposta sull'occupazione
atteso che il credito di imposta sugli investimenti di cui appunto
siamo stati felicemente convinti, come dire, nel sostenere
quell'intervento che ha prodotto i risultati.
Con la legge 15 del 2011, viene sostanzialmente impegnato l'Asse 2
dell' FSE sulla Misura occupabilità e questo con l'Autorità di
gestione che su tutto il periodo della legge, quindi 2007-2013,
assessore Scilabra, ha consentito di impegnare trenta milioni di
euro l'anno.
Su questo intervento mi permetto sottolineare l'immediata
necessità di riprendere un percorso che di fatto si è bloccato,
perché davanti a questa ipotesi che vedeva anche il credito di
imposta occupazione' a valere sulla linea nazionale, di fatto nel
voler perfezionare un sistema ed integrarlo, nella sostanza si è
bloccata la procedura.
Io mi permetto di chiedere un immediato intervento a che si
rimetta in moto questo meccanismo, fra l'altro esistono già le
risorse impegnate e quindi questo potrebbe essere, a mio avviso, un
momento di risposta concreta, anche qua, a valere sulle risorse
comunitarie.
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli Assessori, onorevoli colleghi, io ho ascoltato
l'intervento dell'onorevole Presidente della Regione e così come ha
fatto l'onorevole Cascio anch'io mi associo a quella che è la
volontà della Commissione Bilancio' di cui sono il vicepresidente
vicario di contribuire a ottenere due grandi risultati: evitare la
perdita dei finanziamenti, sbloccare una serie di opere
infrastrutturali, che aspettano da anni di partire, perché oltre a
dare servizi ai siciliani daremmo occupazione in un momento
drammatico come questo.
Per cui, onorevole Presidente, se ella vorrà la collaborazione
della Commissione Bilancio' così come hanno fatto
intelligentemente il suo assessore per l'economia e l'assessore
Scilabra quelle volte che sono venuti in Commissione, sappia che da
parte nostra - senza farci velo il fatto di essere opposizione -
siamo pronti a difendere l'operato del Governo nella misura in cui
l'operato del Governo difende gli interessi della Sicilia. Su
questo non ci sono dubbi.
Io ricordo sempre con piacere un bellissimo libro di Giovanni
Marcora Meglio fare .
Ecco, è importante che in questi anni possiamo caratterizzare la
nostra attività per la politica del fare, il fare in maniera
onesta, il fare in maniera corretta, il fare senza agevolare gli
interessi sporchi a coloro i quali pensano che questa è una Terra
di conquista.
Ciò posto mi permetterei di farle osservare che l'idea che siamo
un popolo di cementificatori non è assolutamente vera, perché delle
due opere di cui adesso io le parlerò non si tratta assolutamente
di cementificare ma si tratta solo di dare risposte certe ai
cittadini.
In modo particolare le volevo parlare dei lotti 6,7 e 8 della
Siracusa-Gela.
L'opera è stata già finanziata, nella scorsa legislatura è passato
un mio emendamento che stanziava cinquantasei milioni di euro, e
la Regione ha riconfermato questa somma.
Da parte dell'ANAS so con esattezza che la copartecipazione è
totale, e da parte della Comunità Europea siamo in attesa di avere
una risposta certa, che ci è stata sempre assicurata, la somma di
duecentosessantadue milioni di euro, in maniera tale che entro il
diciotto febbraio possa partire l'indizione della gara che,
purtroppo, deve fare il CAS.
E su CAS io devo dirle che con attenzione ho guardato l'opera che
lei sta mettendo in atto. Se lei vede la mia precedente attività
ispettiva degli anni scorsi vedrà che più volte ho puntato gli
occhi su questo consorzio per le autostrade siciliane, proprio
perché mi rendevo conto che spesso era uno strumento di freno
all'economia siciliana, anziché quello strumento che avrebbe dovuto
consentire soprattutto alla zona sud della Sicilia di poter
decollare.
Del resto, veda, non è stato possibile realizzare i lotti 6,7 e 8
nonostante da anni avevamo anche progetti finanziati.
So per certo che il Governo della Regione si impegnerà perché ne
abbiamo parlato in Commissione. Io con piacere ho visto come
nell'accogliere le istanze del Parlamento e di tutta una serie di
proposte da me avanzate sia in Commissione Bilancio' come in
quest'Aula, Siracusa e Gela, ma perché no, la Catania-Ragusa,
abbiamo parlato di edilizia scolastica, una serie di aspetti che
erano stati nel DPEF trascurati e che invece con un emendamento il
Governo ha accettato e l'altra cosa importante su cui mi volevo
soffermare che non si tratta assolutamente di cementificazione ma
si tratta di futuro certo non solo per la Sicilia, ma per l'Italia,
è il Porto di Augusta.
Lei sa che sia la Commissione per la concorrenza sia la
Commissione per la Regione ha già dato parere favorevole a
stanziare questa importante somma che consentirà, poi, di sbloccare
i fondi statali.
Fino ad ieri il commissario Hahn è stato raggiunto dai nostri
deputati europei, a cui ha garantito che avrebbe firmato il
provvedimento, proprio perché è un provvedimento già passato dalle
Commissioni, sappia che questo Parlamento le è accanto nella misura
in cui difendiamo altre opere infrastrutturali importanti. Nel caso
mio è ovvio che non posso non soffermarmi sue due opere che saranno
fondamentali per lo sviluppo della mia terra e della mia provincia
e di tutta la Sicilia del Sud-Est, così com' è chiaro, il porto
commerciale di Augusta rappresenterà un momento di sviluppo
economico importante, perché Augusta diventerà la Rotterdam del
Mediterraneo, diventerà il luogo in cui tutte le merci che
entreranno e usciranno dal Mediterraneo si fermeranno nella nostra
terra e nella nostra Sicilia e, quindi, daranno, oltre al lavoro
momentaneo, un lavoro definitivo a quanti oggi soffrono la fame.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessore, onorevoli colleghi, cittadini, non saremmo voluti
intervenire oggi se, durante questi giorni, autorevoli esponenti
della maggioranza e assessori, sulla vicenda della nostra assenza,
del nostro abbandono dell'Aula per la votazione del DPEF, non
fossimo stati apostrofati come immaturi, irresponsabili, fino
all'apoteosi di oggi, durante la conferenza stampa del Presidente
della Regione, in cui ha definito l'atteggiamento del Gruppo
parlamentare del Movimento Cinque Stelle come un atteggiamento da
asilo infantile. Ci ha detto, anche, che avremmo dovuto, piuttosto,
suggerire degli atti diversi sulla vicenda.
Bene, vorrei ricordarle, onorevole Presidente, che, se voi non
siete addivenuti al ricorso ex art. 700, forse lo dovete a quel
dossier che abbiamo fornito al suo assessore, la dottoressa Lo
Bello, e ai vostri legali, proveniente dai nostri uffici legali; se
forse siete addivenuti a questa revoca, lo dovete al fatto che il
Movimento Cinque Stelle e i parlamentari della Commissione
Ambiente e Territorio si sono riuniti a Niscemi; forse lo dovete
al fatto che due commissioni, che, tra l'altro, l'attendevano,
attendevano lei e il governo degli Stati Uniti, gli illustri
assenti di ieri, durante le sei ore di Commissioni congiunte, si è
dato luogo all'audizione di tutti i tecnici e gli scienziati che
hanno - appunto - discusso sul tema e hanno approfondito quanto
era necessario per addivenire a questa soluzione.
E, allora, volevo dirle soltanto questo: sappiamo perfettamente
che il DPEF e MUOS sono due cose differenti. Se abbiamo abbandonato
l'Aula, non l'abbiano fatto non per un senso di irresponsabilità
perché noi abbiamo un'unica responsabilità, che è quella di
salvaguardare la salute dei siciliani e solo a loro dobbiamo il
nostro comportamento. Non abbiamo consentito che i riflettori si
spegnessero su questa vicenda e non consentiremo, neanche dopo,
perché stiamo attendendo la firma da parte sua, signor Assessore,
su questo decreto di revoca, che si spengano successivamente.
Penso soltanto una cosa e lo dico a nome del Movimento: che se
oggi il governo degli adulti ha bloccato il MUOS forse, e dico
forse, è merito di quindici bambini.
(Applausi da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
Presidenza del presidente Ardizzone
LACCOTO. Chiedo ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento
interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevole Presidente, onorevoli
colleghi. Intervengo cogliendo anche la presenza del Presidente
della Regione per un problema grave che colpisce la provincia di
Messina. Veda onorevole Presidente, il suo compito certamente non
è facile, è arduo e qualche collega ha anche detto che è importante
la politica del fare; eppure noi ci troviamo in queste difficoltà
economiche - onorevole Presidente se mi da un attimo di ascolto -
ci troviamo in una situazione paradossale, in questo momento ci
sono i fondi del commercio, ottanta milioni di euro, che in parte
sono bloccati per le attività produttive, per gli imprenditori
delle zone che sono state colpite dall'alluvione dell'anno scorso,
e mi riferisco a Barcellona, Rometta, Saponara e Villafranca,
perché oltre tutte le vicende passate dopo avere dato il fondo
all'IRFIS e affidato questo fondo, ancora vi è un commissario che,
nonostante la direttiva dell'Assessore alle attività produttive,
non va a deliberare i fondi che sono disponibili.
Noi ci troviamo da un anno e due mesi ad avere bloccati questi
fondi senza la possibilità di erogarli solo perché, prima vi è
stata la guerra fra Banca Nuova e IRFIS, poi fra IRFIS che voleva
l'attribuzione del fondo - credo che il Governo abbia dato questa
attribuzione del fondo - ma nonostante questo moltissime imprese,
piccole imprese che oltre ad avere subito il danno, un danno
tragico di quelle zone, in questo momento non hanno avuto ancora
deliberati questi fondi.
Onorevole Presidente, noi siamo in una situazione in cui la gente
non ha possibilità più di avere respiro di impresa, non ha
possibilità di attingere al credito perché le banche negano il
credito; la Regione ha dato i fondi, ottanta milioni di euro, ma
si giocherella con questi poveri disgraziati lasciando lì, gli
ottanta milioni di euro del fondo, senza poterli spendere.
Mi appello alla sua sensibilità e a quella dell'Assessore per
l'economia e a tutto il Governo perché finalmente si sblocchi
questa situazione.
Noi abbiamo, tra l'altro, un danno ancora in quelle zone, lei sa
che la nuova legge sulla Protezione civile di fatto ha bloccato
l'emergenza; l'emergenza dura solo sessanta giorni e praticamente
tutti coloro che sono fuori dalle case, tutti gli sfollati, tutti
coloro che non possono ritornare nelle proprie abitazioni, non
hanno la possibilità nemmeno di attingere ai fondi della Protezione
civile perché andiamo in un sistema ordinario senza la possibilità
di accesso ai fondi della Protezione civile.
So che c'è un tentativo: allora era stato presentato un
emendamento, che è di un milione, non moltissimo, che spero possa
essere recepito nell'ambito della finanziaria e del bilancio di
questa Assemblea per poter far fronte, almeno, a quelli che non
hanno, oggi, la possibilità di stare nella propria abitazione.
Oltre al dramma c'è proprio una tragedia del non-fare, questa è la
questione che sottopongo alla sua sensibilità affinché finalmente
si sblocchino questi fondi e si dia la possibilità a queste piccole
imprese, che hanno praticamente ormai tutto in rovina, non hanno né
il credito né la possibilità di attingere dalle banche, e quindi
l'unica possibilità è attingere a questo fondo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo effettivamente alla
chiusura, però ho visto che il Presidente della Regione prendeva
appunti su tutti gli interventi, la sua presenza ha stimolato i
parlamentari di tutti i Gruppi, e quindi se intende puntualizzare
e replicare ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, vi ringrazio per la correttezza istituzionale con cui è
stato condotto questo dibattito, sicuramente positivo, costruttivo,
ricco di proposte e questo io lo ritengo un segnale buono per
continuare a lavorare.
Inizio dall'ultimo intervento, i pagamenti alle imprese sono stati
già più volte richiesti dal Governo all'IRFIS, nel giro di tre,
quattro giorni, fra l'altro, dovrebbero iniziare ad erogarli.
Per quanto riguarda la questione della fine dell'ordinanza di
Protezione civile che non permette di pagare gli sfollati, è chiaro
che lì noi abbiamo tentato che venisse prolungata l'emergenza ma il
Governo nazionale non ha voluto sentire, però, pensiamo di
risolverlo.
Io ho già dato disposizione, fra l'altro, al responsabile della
Protezione civile, di predisporre un emendamento per la
finanziaria, in modo tale da poter assicurare che questo venga
fatto a carico della Regione per le situazioni veramente gravi che
ci possono essere, anche perché senza legge noi non riusciamo ad
intervenire su questa vicenda.
In relazione alla questione del M.U.O.S. e del Movimento Cinque
Stelle, intanto piacerebbe anche a me eventualmente venire
all'asilo infantile così almeno ci si diverte un po' visto che la
nostra vita è molto triste, ma, sinceramente, io non ho detto
questo. Io ho detto, quando mi è stata posta la domanda: «Avete
fatto la delibera di avvio della procedura di revoca? Se il
Movimento Cinque Stelle non ha la copia non voterà il DPEF». E io
ho detto: «Se così fosse sarebbe l'asilo infantile» che è una cosa
abbastanza diversa.
Quindi se il presupposto era quello, sicuramente perché non credo
che un atto del Governo che viene adottato in Giunta, nel momento
in cui viene annunciato e persino comunicato testualmente alla
stampa, non credo possa essere messo in discussione solo perché uno
non lo vede fisicamente, fino a quando non è pubblicato nella
Gazzetta ufficiale, non credo che un Governo faccia un annuncio di
avere provveduto ad approvare un atto e poi non lo approvi.
Quindi, per il resto, mi dispiace se il Movimento Cinque Stelle
si omologhi al sistema dei partiti, per intenderci, nella logica
che in campagna elettorale tutto diventi competizione elettorale ed
elettoralismo.
Il Governo ha fatto tutto quello che era nelle sue possibilità
legali di poter fare. Dopo di che noi non abbiamo nulla su questo
terreno da contrattare perché la politica della contrattazione non
appartiene a questo Governo, con nessuno dei Gruppi. Noi abbiamo
tenuto un rapporto corretto e tentiamo di averlo con tutti i Gruppi
parlamentari, poi ci sono le vicende elettorali però che credo
dovrebbero essere tirate fuori dal rapporto istituzionale
dell'Aula, altrimenti non andiamo molto lontano. I siciliani ci
chiedono atti di responsabilità.
Sul M.U.O.S. abbiamo operato secondo legge, esprimendo una
valutazione, perché poi qui diventa persino imbarazzante dire
l'abbiamo scoperto noi, l'abbiamo proposto noi, poi non abbiamo
fatto niente. Il Governo mi pare che ha impostato un atto valutando
che gli studi scientifici per la sanità erano stati realizzati da
uno studio ingegneristico, non da un organismo sanitario. Allora
avere individuato questi come motivi di revoca e di nullità di
quei provvedimenti - è perché il Governo è più bravo dei Gruppi
parlamentari? -, io credo che sinceramente questo Governo su questa
vicenda, fra l'altro questo viene riconosciuto persino nel resto
del Paese, perché fare una manifestazione antiamericana è senza
conseguenze. Ma realizzare atti che mettono la Regione siciliana -
su un tema particolare - in conflitto con il Governo nazionale,
con una potenza come quella degli Stati Uniti, non credo che siano
atti così leggeri, così semplici, e neppure così diffusi quando su
quegli atti ci si mette la propria firma, che è un po'diverso
rispetto a fare un documento politico, di cui ci si assume la
responsabilità rispetto ad un impianto che vale diciotto miliardi
di euro.
Eppure, non abbiamo guardato a questi aspetti, che forse ad altri
avrebbero consigliato molta più prudenza, avrebbero consigliato
persino la prudenza di chi sa che sfida una grande potenza, una
potenza che in passato, in fatto di dossier ed altro, è molto
specializzata. Eppure, questo Governo ha dato con disinvoltura,
non mettendo in campo un antiamericanismo che per noi non ha senso
e troviamo ideologico ma dicendo: questi documenti per noi non sono
a posto, nel senso che mancano pareri sanitari espressi da
organismi competenti. Poi se c'è chi vuole fare la guerra di
religione su questo, la faccia tranquillamente.
Noi siamo a posto con la nostra coscienza, perché stiamo
difendendo i siciliani. Ce lo riconoscono tutti i Gruppi
parlamentari, naturalmente, ce lo riconoscono pure al di fuori
della Sicilia, ci siamo creati un po' di problemi col Governo e con
gli Stati Uniti ma, poi, dopo esserci creati questi problemi non
vorremmo trovarci, persino, nella difficoltà di non avere quel
supporto, che in questi casi bisogna dare ad un Governo che si
espone e degli amministratori che si espongono personalmente sul
piano della responsabilità economica e civile che può esserci
rispetto a questi atti.
Quindi, sul M.U.O.S., sinceramente non accettiamo direzioni. Non
ne accettiamo. Poi ognuno può dire che può fare meglio, può fare
peggio, né siamo disposti a contrattarli su altre questioni, come
con nessun altro. Noi conosciamo un linguaggio della politica che è
basato sulla correttezza dei rapporti, io credo che fino ad ora
l'ho sempre mantenuta, e spero che tutto questo possa essere
reciproco.
Per quanto riguarda tutte le altre questioni sollevate, rispetto
alla programmazione europea, noi non intendiamo rinunciare al fatto
che la Sicilia debba avere infrastrutture che attende da cinquanta
anni.
I Soloni di Bruxelles possono pensare quello che vogliono ma noi
vogliamo le strade e le autostrade perché ne abbiamo bisogno. Fondi
europei o no, noi queste strutture le vogliamo fare, però noi la
sfida alla Commissione Europea, sul fatto che sulla programmazione
debbano decidere le regioni e che l'Europa alla quale noi pensiamo
è l'Europa delle regioni, la vogliamo fare.
La vogliamo fare tutta, perché qui è in discussione un metodo di
rapporto fra un'Europa che vuole essere centralista ed autoritaria,
antidemocratica, persino antimeridionalista e, invece, una Europa
che deve essere vicina al modello regionale che non può esasperare
il divario fra Nord e Sud, come si sta facendo.
Noi non siamo disponibili a rendere subalterne le politiche della
Regione rispetto agli interessi della Germania, tra l'altro sulla
programmazione del fotovoltaico, superiamo qualsiasi Regione
europea, quindi, non lo comprendiamo.
Manderemo i documenti, però, chiederemo una risposta entro 15
giorni, perché il giochetto che adesso ci dicono, prima 257, poi
altri 200, che vengono dagli anni passati e dai governi precedenti,
ed in particolare alcuni risalgono all'epoca del governo Cuffaro,
non mi sembra affatto corretto nei confronti della Regione, perché
se l'Europa aveva da eccepire rispetto alla programmazione di quei
governi, doveva dire immediatamente quali erano i loro problemi.
Rispetto alle certificazioni, è chiaro, i provvedimenti di
rotazione che stiamo facendo negli Assessorati mi pare che dicano
più di tante mute parole. Stiamo cercando di mettere ordine ad un
sistema che non si controllava più, dove, praticamente, l'autonomia
burocratica era diventata arbitrio burocratico e dove, persino i
precedenti governi hanno la mia solidarietà rispetto a gruppi che
non rispondevano più talmente agli atti di programmazione che
facevano il Parlamento ed il Governo, sfuggendo a quello che doveva
essere il dovere della burocrazia.
Attraverso questi meccanismi, riteniamo che si possa mettere in
moto un modo nuovo; fra l'altro, la legge prevede le rotazioni, le
prevede come necessità di trasparenza; non stiamo mandando alcuno
al patibolo, ma, laddove riteniamo, come è avvenuto per esempio
all'Assessorato del territorio e l'ambiente dove ci sono in
giacenza 3500 Via-Vas, è inutile che ce la prendiamo con qualcuno,
abbiamo 3500 investimenti, probabilmente piccoli, medi, grandi, di
operatori privati che non sono stati realizzati e non producono
lavoro semplicemente perché qualcuno ha pensato che questi
provvedimenti non dovessero avere alcuna risposta.
Una parte potevano essere, sicuramente, bocciati perché non
possedevano le caratteristiche, ma gli altri perché,? E, in ogni
caso, perché il cittadino non ha avuto la risposta? E' chiaro che
questo modello lo dobbiamo rendere efficiente.
Mi auguro, sinceramente, amici, colleghi persino, visto che sono
deputato come voi, che in questo periodo di campagna elettorale
manteniamo, tutti quanti, una linea per cui non debba diventare
semplicemente un dibattito, ed io sono molto contento per quanto è
avvenuto questa sera, è segno, sicuramente, di grande civiltà ed
anche di maturità del Parlamento, il modo in cui è stato svolto.
Ho, assolutamente, molto rispetto e molta stima del Movimento dei
Grillini, però, ripeto, va contestualizzata la mia risposta
rispetto alla domanda, perché se il presupposto era vero, il
Movimento dei Grillini chiedono il documento, io dico, non credo
perché questo sarebbe un comportamento ma non mi riferivo
sicuramente, tant'è vero che poi, il comportamento dei Grillini è
stato completamente opposto a questo ragionamento ed io vi
ringrazio.
PRESIDENTE. La seduta è rinviata a domani, giovedì 7 febbraio
2013, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Ardizzone
I -Comunicazioni.
II - Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni della rubrica: Attività produttive
N. 65 - Notizie relative all'applicazione della moratoria
di cui al comma 87 dell'art. 11 della legge 9 maggio
2012, n. 26.
ASSENZA -POGLIESE
N. 77 - Interventi urgenti per l'esercizio dell'attività
della pesca nella provincia di Palermo.
CAPUTO
III -Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni della rubrica: Autonomie locali e
funzione pubblica
N. 15 - Chiarimenti sulle procedure per l'assegnazione ed
utilizzazione dei beni confiscati alla mafia ed
applicabilità della procedura adottata per il feudo
Verbumcaudo di Polizzi Generosa (PA) ad altri beni.
CAPUTO
N. 22 - Verifica dell'applicazione della legge regionale
n. 5 del 2011 in materia di contrasto alla
criminalità organizzata.
CAPUTO
N. 40 - Chiarimenti circa l'installazione di pannelli
fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici di
Casteldaccia (PA).
FERRANDELLI-MAGGIO
IV - Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni della rubrica: Beni culturali e
identità siciliana
N. 64 - Notizie circa il futuro della gestione dei siti
museali e dei lavoratori delle società
concessionarie dei servizi aggiuntivi.
MILAZZO-CIRONE
V -Discussione unificata di atti di indirizzo politico e
ispettivi sull'aeroporto di Comiso (V. allegato)
VI - Discussione unificata di atti di indirizzo politico e
ispettivi sul tema delle trivellazioni in terraferma e off-shore:
mozioni nn. 12, 14, 21 e 26; interpellanza n. 7; interrogazioni nn.
133, 151 e 179. (V. allegato)
La seduta è tolta alle ore 19.05
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
alle ore 21.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli