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Resoconto d'Aula della Seduta n. 21 di mercoledì 06 febbraio 2013
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   Presidenza del presidente Ardizzone


   BARBAGALLO,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli:
  Marziano, per motivi di salute, e Federico.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Interventi  in  favore  dei soggetti con  dislessia  e/o  altre
  difficoltà specifiche di apprendimento. (n. 203)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Germanà  in
  data 5 febbraio 2013.

   - Istituzione del reddito minimo di dignità. (n. 204)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
  Siragusa, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Ciaccio, Ciancio,
  Foti, La Rocca, Palmeri, Trizzino, Troisi, Zafarana e Venturino  in
  data 5 febbraio 2013.

   - Norme per il sostegno delle politiche giovanili. (n. 205)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Sammartino,
  Ardizzone,  D'Agostino,  Dina, Firetto, La Rocca  Ruvolo,  Lentini,
  Micciché, Nicotra, Ragusa, Sorbello, Sudano, Turano e Vinciullo  in
  data 5 febbraio 2013.

   -  Norme  contro  le discriminazioni determinate dall'orientamento
  sessuale  o  dall'identità  di  genere.  Istituzione  del  registro
  anagrafico per le unioni civili. (n. 206)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ferrandelli
  e Arancio in data 5 febbraio 2013.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
                               di legge
                      alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati ed inviati alle
  Commissioni:

                             BILANCIO (II)

   - Contributi per l'abbattimento delle barriere architettoniche, di
  cui alla legge 9 gennaio 1989, n. 13. (n. 201)
   di  iniziativa parlamentare, presentato l'1 febbraio 2013, inviato
  il 5 febbraio 2013.
   parere VI.

   -   Utilizzo   dei  residui  Fondi  PAR  FAS  2007/2013   per   il
  finanziamento dei cantieri di lavoro a favore degli enti  locali  e
  degli enti di culto. (n. 202)
   di  iniziativa parlamentare, presentato l'1 febbraio 2013, inviato
  il 5 febbraio 2013.
   parere V e I.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -   Promozione  e  partecipazione  della  Regione  siciliana  alla
  costituzione   della  Fondazione  culturale  e  antimafia    Norman
  Zarcone . (n. 200)
   di  iniziativa  parlamentare,  presentato  l'1  febbraio   2013  e
  inviato il 5 febbraio 2013.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Modifiche alla legge regionale 30/2000 in materia di ordinamento
  degli enti locali. (n. 193)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 31 gennaio 2013.

   -  Modifiche della legge regionale 29/1951 in materia di  modalità
  di  elezione dei deputati regionali e del Presidente della Regione.
  (n. 194)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 31 gennaio 2013.

   -  Istituzione dell'Agenzia regionale per i beni confiscati   alla
  criminalità organizzata. (n. 196)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'1 febbraio 2013.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Soppressione dei Consorzi di ripopolamento ittico. (n. 197)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'1 febbraio 2013.

   -   Attività  di  vendita  presso  gli  immobili  adibiti  ad  uso
  industriale siti nelle aree destinate allo svolgimento di  attività
  produttive. (n. 199)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'1 febbraio 2013.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Interventi a favore della conservazione della biodiversità e il
  potenziamento delle attività del centro vivaistico regionale per la
  produzione    di   materiale   floro-vegetazionale   e    colturale
  certificato. (n. 191)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 31 gennaio 2013.

   -  Istituzione del sistema regionale delle aree naturali protette.
  Norme a sostegno della partecipazione delle popolazioni locali alla
  gestione  dei  parchi  e a sostegno dello sviluppo  delle  attività
  ecocompatibili. (n. 192)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 31 gennaio 2013.

   - Norme in materia di promozione dei bilanci ambientali. (n. 195)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'1 febbraio 2013.
   parere I e UE

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Disciplina per la vita indipendente e autodeterminata di persone
  con handicap grave. (n. 198)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'1 febbraio 2013.
   parere I

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Giorgio  Assenza,  con  nota
  prot.  n.  0001530/SG.LEG.PG. dell'1 febbraio 2013, ha  chiesto  di
  apporre la firma al disegno di legge n. 198  Disciplina per la vita
  indipendente e autodeterminata di persone con handicap grave .

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alla Commissione:

                       AFFARI  ISTITUZIONALI (I)

   -  Camera  di  Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura  di
  Ragusa - Nomina Commissario straordinario. (n. 3/I).
   pervenuto  in  data 5 febbraio 2013 e inviato in data  5  febbraio
  2013.

   -  Consorzio  Autostrade Siciliane (C.A.S.)  -  Nomina  Commissari
  Straordinari. (n. 4/I).
   pervenuto  in  data 5 febbraio 2013 e inviato in data  5  febbraio
  2013.

   Comunica  che  l'Assessorato regionale dell'economia, dipartimento
  bilancio  e  tesoro,  ha trasmesso, in data  30  gennaio  2013,  la
  situazione   finanziaria  sullo stato  di  attuazione  della  spesa
  regionale al 30 giugno 2012, in applicazione dell'art. 4, comma  2,
  della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47.

   Comunico,  altresì, che copia della sopracitata  documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

       Comunicazione di questione di legittimità costituzionale

   PRESIDENTE.  Comunico che il Consiglio di Giustizia Amministrativa
  - Sezioni Riunite, nella seduta del 17 aprile 2012, ha ritenuto, ai
  sensi  dell'art. 23, commi I e II della legge 11 marzo 1953 n.  87,
  di  dover  sollevare  questione di legittimità  costituzionale  dei
  commi  1 e 2 dell'art. 30 della legge regionale siciliana 15 giugno
  1988  n.  11,  per  contrasto  con  gli  articoli  3  e  117  della
  Costituzione   e   l'articolo  14  dello  Statuto  della   Regione,
  disponendo la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  214  - Iniziative urgenti per il controllo delle ex miniere  e
  cave in Sicilia e per i sospetti di agenti inquinanti e nocivi  per
  la salute pubblica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico

   N.  215  - Iniziative per rimpinguare il capitolo di bilancio  per
  favorire l'abbattimento delle barriere architettoniche e far fronte
  al rimborso dei costi sostenuti dai soggetti portatori di handicap.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico

   N.  216 - Interventi a favore dei pazienti con disturbi di origine
  mentale per evitare il loro trasferimento fuori Regione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Economia
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico

   N.   217   -  Chiarimenti  sui  cofinanziamenti  europei  per   il
  completamento delle infrastrutture strategiche in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico

   N.  219  -  Interventi  per  il ricorso  alle  case  protette  per
  l'accoglienza dei pazienti non autosufficienti a causa di patologie
  cronico-degenerative.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Musumeci  Nello;  Formica  Santi;  Currenti   Carmelo;
  Ioppolo Giovanni; Ruggirello Paolo

   N.  220 - Chiarimenti sulla condotta degli enti locali nel caso di
  richieste  di rientro nei comuni di appartenenza dei dipendenti  di
  ruolo  transitati  negli  ATO nelle more della  costituzione  delle
  S.R.R.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica

   Firmatario: Cascio Francesco

   N. 223 - Notizie sul finanziamento del C.I.A.P.I. per l'anno 2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Firmatari:  Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;  Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;  Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N. 230 - Notizie in merito all'amministrazione dell'IPAB Residence
  'Salvatore Bellia - S. Luigi Gonzaga - Costanzo Cutore' di  Paternò
  (CT) (Ex Casa di ospitalità Salvatore Bellia).
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Oddo Salvatore

   N. 231 - Interventi per un immediato rinnovo della concessione per
  la gestione degli impianti di dissalazione delle isole di Lampedusa
  e Linosa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:  Musumeci  Nello;  Formica  Santi;  Currenti   Carmelo;
  Ioppolo Giovanni; Ruggirello Paolo

   N. 232 - Interventi in favore delle aziende agricole siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatari:  Musumeci  Nello; Ruggirello Paolo;  Currenti  Carmelo;
  Formica Santi; Ioppolo Giovanni.

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  227  -  Chiarimenti  sull'affidamento a soggetti  terzi  della
  programmazione del PO FSE 2007/2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  228  - Chiarimenti in ordine alle dichiarazioni del Presidente
  della  Regione  in tema di maxirotazione del personale  presso  gli
  uffici dell'Assessorato Territorio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Caputo Salvino

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo e alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:
   N. 212 - Interventi per la riattivazione del servizio di screening
  mammografico presso l'ospedale M.I. Longo di Mussomeli (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina;  Cappello
  Francesco;   Troisi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio   Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela;  La
  Rocca Claudia; Zito Stefano

   N.  213  -  Notizie in merito alla proposizione del  ricorso  alla
  Corte  costituzionale avverso la legge di soppressione dei  presidi
  giudiziari presenti sul territorio regionale.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Lo Sciuto Giovanni

   N.  218  -  Chiarimenti  circa la mancata retribuzione  di  alcuni
  dipendenti dell'ATO PA4 dei comuni di Marineo e Godrano (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico

   N.  221  -  Informazioni sul piano regionale antincendio  e  sulle
  attività di prevenzione per la prossima stagione 2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;   Troisi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio   Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela;  La
  Rocca Claudia; Zito Stefano

   N.  222 - Azioni volte alla piena applicazione dell'art. 128 della
  l.r.  n.  11  del  2010 relativamente ai trasferimenti  annuali  in
  favore di enti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri   Vanessa;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;  Trizzino Giampiero; Venturino Antonio;  Troisi  Sergio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  224 - Chiarimenti circa la fruizione di permessi e licenze per
  mandato elettivo dei dipendenti dell'Amministrazione regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari:  Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;  Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;  Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano
   N.  225 - Chiarimenti circa la realizzazione del centro clinico di
  protonterapia presso l'Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;  Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  226  -  Chiarimenti  in  merito a  quanto  disposto  dal  D.A.
  26.10.2012  in tema di riordino e razionalizzazione dei  centri  di
  procreazione  medicalmente  assistita (PMA)  nel  territorio  della
  Regione siciliana.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;  Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  229  - Iniziative da assumere per scongiurare il trasferimento
  del  distaccamento  della Forestale a San  Martino  delle  Scale  -
  frazione del comune di Monreale (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario. Caputo Salvino

   N.  233  - Chiarimenti circa la mancata sospensione dei lavori  di
  installazione del sistema militare MUOS.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N.  234  -  Notizie in ordine alle criticità emerse nella gestione
  della società di riscossione Serit Sicilia S.p.a..
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N. 235 - Iniziative urgenti di verifica dell'impatto ambientale in
  previsione del progetto di costruzione 'Piattaforma Edison Vega  B'
  nel Canale di Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N. 9 - Istituzione della Commissione dei diritti degli animali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Troisi Sergio; Palmeri Valentina; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Foti Angela;  La
  Rocca Claudia; Zito Stefano

   N. 10 - Notizie sul declassamento dell'aeroporto di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatari:  Falcone  Marco;  Scoma  Francesco;  Germanà   Antonino
  Salvatore

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   -  numero  30   Iniziative urgenti finalizzate alla  revoca  delle
  concessioni per la ricerca di idrocarburi nella Valle del  Belice ,
  degli  onorevoli  Di  Mauro Giovanni; Lo Sciuto Giovanni;  Lombardo
  Salvatore  Federico; Fiorenza Cataldo; Figuccia Vincenzo;  Federico
  Giuseppe;  Greco  Giovanni;  Picciolo Giuseppe,  presentata  il  31
  gennaio 2013;

   -  numero  31   Inserimento dell'aeroporto di Catania  nella  Core
  Network Ten-T e dell'aeroporto di Comiso tra gli scali di interesse
  nazionale , degli onorevoli Lombardo Salvatore Federico;  Di  Mauro
  Giovanni;  Figuccia Vincenzo; Fiorenza Cataldo; Federico  Giuseppe;
  Lo Sciuto Giovanni, presentata il 31 gennaio 2013;

   - numero 32  Misure anticrisi a sostegno della ripresa economica e
  occupazionale  della  Sicilia ,  degli  onorevoli  Caputo  Salvino;
  Assenza   Giorgio;  Falcone  Marco;  Germanà  Antonino   Salvatore,
  presentata il 31 gennaio 2013;

   -  numero  33   Notizie  sulla  determinazione  della  Commissione
  europea sul Fers con particolare riferimento ai fondi impegnati per
  la  formazione  professionale ,  degli  onorevoli  Caputo  Salvino;
  Assenza   Giorgio;  Falcone  Marco;  Germanà  Antonino   Salvatore;
  Pogliese  Salvatore  Domenico; Scoma Francesco,  presentata  il  31
  gennaio 2013;

   -   numero  34   Revoca  delle  concessioni  per  la  ricerca   di
  idrocarburi  nel  comprensorio della Valle  del  Belice.  Panepinto
  Giovanni;  Gucciardi  Baldassare;  Milazzo Antonella Maria;  Maggio
  Maria Leonarda; Raia Concetta, presentata il 31 gennaio 2013;

   -  numero 35  Iniziative per una tassazione più equa sui rifiuti ,
  degli   onorevoli   Foti   Angela;   Ciaccio    Giorgio;    Palmeri
  Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Siragusa
  Salvatore;  Zito  Stefano;  La  Rocca  Claudia;  Ferreri   Vanessa;
  Mangiacavallo  Matteo;  Ciancio Gianina;  Troisi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero;  Venturino Antonio; Zafarana Valentina,  presentata  l'1
  febbraio 2013;

   -  numero  36   Provvedimenti urgenti per  l'aeroporto  di  Comiso
  (RG) ,  degli  onorevoli Assenza Giorgio; Caputo  Salvino;  Falcone
  Marco;  Pogliese  Salvatore  Domenico;  D'Asero  Antonino;  Germanà
  Antonino Salvatore, presentata l'1 febbraio 2013.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

               Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che:

   con  nota pervenuta alla Segreteria Generale il 31 gennaio 2013  e
  protocollata  al  n. 1515/AULAPG di pari data, l'onorevole  Grasso,
  nella qualità di primo firmatario, ha ritirato l'interrogazione con
  richiesta  di  risposta orale n. 250, riservandosi di ripresentarla
  atteso che  al suddetto atto ispettivo hanno apposto la firma anche
  altri deputati;

   Comunicazione di apposizione di firma a interrogazioni e mozione

   PRESIDENTE. Comunico che:

   - con nota del 30 gennaio 2013, pervenuta alla Segreteria Generale
  in  pari  data  e  protocollata al n. 1528/AULAPG dell'1   febbraio
  successivo, l'onorevole Pogliese ha chiesto di apporre  la  propria
  firma  alle  interrogazioni numeri 180, 181, 182, 183, 185  e  190,
  nonché alla mozione n.  19.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 30 gennaio 2013,  pervenuta
  alla Segreteria Generale il 31 gennaio successivo e protocollata al
  n.  1517/AULAPG di pari data, l'onorevole Gianni ha  dichiarato  di
  aderire  al  Gruppo parlamentare Misto a far data dall 1   febbraio
  2013,   cessando   contestualmente   di  far  parte    del   Gruppo
  parlamentare  PID - Cantiere popolare .

   L'Assemblea ne prende atto.

   Conseguentemente, il Gruppo  PID - Cantiere popolare , sceso al di
  sotto  del numero minimo di deputati previsto dal comma 2 dell'art.
  23  del  Regolamento  interno dell'ARS  per  costituire  un  Gruppo
  parlamentare,  rimane temporaneamente in vita, secondo   la  prassi
  di  questa Assemblea regionale e di quella vigente alla Camera  dei
  Deputati,  fino  a  quando  il Consiglio  di  Presidenza  non  avrà
  deliberato al riguardo,  nella prima seduta utile.

   A  tal proposito comunico, altresì, che l'onorevole Cordaro, nella
  qualità di Presidente del Gruppo parlamentare PID, con nota del  30
  gennaio 2013, pervenuta il 31 gennaio successivo e protocollata  al
  n.  1574/AULAPG del 4 febbraio 2013, ne  ha chiesto il mantenimento
  in vita  ai sensi dell'art. 23,  comma 3,  Reg. int. ARS.

        Comunicazione di cariche interne di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo che, con nota del 31 gennaio 2013,  pervenuta
  in  pari  data   e  protocollata al n. 1575/AULAPG del  4  febbraio
  successivo, l'onorevole Grasso ha comunicato le cariche interne del
  Gruppo parlamentare  Grande Sud  come di seguito riportate:
   - onorevole  Bernadette Grasso  Presidente;
   - onorevole  Luisa Lantieri, Vicepresidente.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Ardizzone


       Seguito della discussione del Documento di programmazione
             economico-finanziaria per gli anni 2013-2017

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della   discussione  del  Documento  di  programmazione  economico-
  finanziaria per gli anni 2013-2017.
   Onorevoli colleghi, ricordo che eravamo in fase di votazione e che
  era  stato  presentato  l'ordine del  giorno  n.  10  che  riguarda
  l'approvazione   del  DPEF,  a  cui  sono  stati   presentati   tre
  emendamenti:   10.1,  degli  onorevoli  Panepinto  e  Firetto,  già
  comunicato nella seduta numero 18 del 29 gennaio 2013; 10.2,  degli
  onorevoli  Fazio,  Ruggirello, Musumeci, Formica e  Ioppolo;  10.3,
  degli onorevoli  Falcone, Vinciullo e Pogliese.
   Invito  gli  assistenti a procedere nuovamente alla  distribuzione
  dei tre emendamenti.
   Quindi,  per  ordine,   passiamo alla  votazione  dell'emendamento
  10.1.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su cosa intende parlare?

   GRECO GIOVANNI. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  Verifichiamo  se risulta  appoggiata  a  termini  del
  Regolamento.
   La richiesta risulta  appoggiata.
   Onorevoli  colleghi,  non essendo decorsa  ancora  mezz'ora  dalla
  comunicazione  del  preavviso relativo alla votazione  elettronica,
  sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 17.00.

        (La seduta, sospesa alle ore 16.45, è ripresa alle ore
                                17.10)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.1, degli onorevoli
  Panepinto e Firetto. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 10.2, degli  onorevoli  Fazio,
  Ruggirello, Musumeci, Formica, Ioppolo.  Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 10.3, degli onorevoli  Falcone,
  Vinciullo e Pogliese. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 10, come modificato.

   SCOMA. Chiedo la verifica del numero legale.

                      Verifica del numero  legale

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento  dagli onorevoli Arancio, Ciaccio, Greco  Giovanni,  Lo
  Sciuto, Musumeci, Panarello, Scoma e Venturino, indìco la verifica.
  Invito gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con  la
  scheda di votazione.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            54

   L'Assemblea è in numero legale.

   Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 10 come modificato.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'ordine del giorno numero 11, precisando  che
  non è in contrasto ma si integra con l'ordine del giorno n. 10.
   Distribuiamo l'ordine del giorno a firma dell'onorevole Falcone al
  Movimento 5 Stelle che ne è sprovvisto. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo  concluso  il  secondo punto  all'ordine  del  giorno  con
  l'approvazione del DPEF.


   Presidenza del presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  assessori,  onorevoli  colleghi, ruberò un minuto  all'Aula  perché
  desidero che si precisi, perché mi pare che un voto così importante
  come quello sul DPEF, per ragioni che ciascun Gruppo ha esplicitato
  nelle  scorse sedute, non può passare il criterio che per alzata  e
  seduta. Si finisce per non comprendere chi abbia votato a favore  e
  chi abbia votato contro.
   Volevo  rappresentare, perché gli uffici ne prendano atto,  che  i
  deputati di Cantiere Popolare,  PDL, Misto, Lista Musumeci,  Grande
  Sud e Partito dei Siciliani-MPA non hanno votato il DPEF.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, non era un richiamo all'ordine  dei
  lavori.
   Preciso  ancora una volta che quando si vota per alzata  e  seduta
  non si specifica chi ha votato a favore e chi ha votato contro. Nel
  caso  in  cui,  onorevole Musumeci, un Gruppo ritiene  che  bisogna
  specificare  anche col voto, perché la specificazione  c'era  stata
  già  con  le dichiarazioni di voto che rappresentavano la questione
  del  DPEF  - ci sono state le dichiarazioni di voto e ognuno  si  è
  espresso  sul  DPEF  -,  nel caso in cui si fosse  voluto  un  voto
  specifico si sarebbe potuto richiedere l'appello nominale.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni provvedimento
  che  arriva in Aula è figlio, e non può che essere così, di una sua
  storia  dell'iter  parlamentare. Durante tutto l'iter  parlamentare
  che  ha  riguardato l'approvazione del DPEF abbiamo  assistito,  in
  quest'Aula,  alla  mancanza per ben tre  volte  del  numero  legale
  necessario per l'approvazione del DPEF stesso.
      Abbiamo   assistito  alle  dichiarazioni   di   interi   Gruppi
  parlamentari,  all'occorrenza  del  Movimento  5  Stelle,  che   ha
  dichiarato formalmente in quest'Aula che non votava il DPEF sia per
  carenze  del  DPEF stesso sia perché in contrasto con le  posizioni
  assunte  dal Governo in merito alla vicenda del MUOS, per  arrivare
  alla giornata odierna, quando è stata chiesta da un deputato, da un
  capogruppo,   a nome del proprio Gruppo parlamentare,  la  verifica
  del  numero  legale, che è stata appoggiata. E la  Presidenza,  non
  essendo  nei  tempi  tecnici,  ha  dovuto  rinviare  la  seduta  di
  mezz'ora, perché nella prima mezz'ora non si può fare una richiesta
  di questo genere.
   Nell'avere   proceduto  dopo,  in  maniera   frettolosa,   a   non
  specificare bene cos'era il documento su cui si votava, a mio  modo
  di  vedere, la Presidenza non ha tenuto conto dell'iter  che  aveva
  seguito l'approvazione di questo documento finanziario.
   A  questo  punto,  signor Presidente, è giusta  la  richiesta  del
  Presidente  Musumeci,  avallata  anche  dal  capogruppo  del   PID,
  onorevole Cordaro, che sia specificato in maniera chiara, chiara ed
  evidente,  che c'è stata l'approvazione del DPEF di una  parte  del
  Parlamento, ma con la contrarietà dei Gruppi parlamentari, peraltro
  anticipato abbondantemente nelle dichiarazioni di voto,  che  fanno
  capo  alla Lista Musumeci, al PID, al PDL, a Grande Sud, al PDS-MPA
  e al gruppo Misto.
   Quanto  meno,  che  sia  chiaro  e che  risulti  in  modo  chiaro,
  altrimenti  sarebbe come non tenere conto di ciò che è avvenuto  in
  quest'Aula   durante  l'iter  di  approvazione  del  Documento   di
  programmazione economico-finanziaria.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, poiché lei fa un espresso  richiamo
  alla Presidenza, tengo ad evidenziarle che vi è stata una richiesta
  di  numero  legale  e  che  in Aula c'erano  ben  54  parlamentari.
  Successivamente, non c'è stata alcuna richiesta di appello nominale
  e  si  è  andati  avanti,  così come era giusto,  per  Regolamento,
  andare. Nel caso in cui qualche Gruppo, qualche parlamentare avesse
  voluto il voto per appello nominale avrebbe potuto richiederlo.
   Andiamo avanti, pertanto, col terzo punto iscritto all'ordine  del
  giorno:   Comunicazioni   del  Presidente   della   Regione   sulla
  programmazione dei Fondi comunitari.

   FORMICA.  Signor Presidente, noi non contestavamo la sua  gestione
  dell'Aula, ma che resti a verbale.

   PRESIDENTE. Il suo intervento risulta a verbale.

              (Proteste da parte dell'onorevole Musumeci)

   PRESIDENTE. Non passa, non passa, perché non c'è un elenco di  chi
  ha  votato  a favore e di chi ha votato contro, onorevole Musumeci
  Questo  è puro ostruzionismo fine a se stesso, essendo presenti  54
  parlamentari

   TURANO. E l'altro ordine del giorno?

   PRESIDENTE.  E'  stato  votato, onorevole  Turano.  Ha  richiesto,
  giustamente, il Movimento 5 Stelle di averne distribuita  copia,  è
  stata  distribuita, abbiamo dato a tutti la possibilità di leggerla
  e  abbiamo  votato, per alzata e seduta, così come è  previsto  dal
  Regolamento.

   D'ASERO. Chiedo di  parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, non posso  darle  la  parola.  Non
  concederò  la parola. Mi è stata chiesta tre volte sull'ordine  dei
  lavori  ed  invece  si  è  voluto  specificare  che  alcuni  Gruppi
  dissentivano  dal  DPEF.  Ne abbiamo preso  atto,  è  verbalizzato,
  andiamo avanti con i lavori.
   Invito tutti i colleghi a prendere posto.

   Presidenza del presidente Ardizzone


    Comunicazioni del Presidente della Regione sulla programmazione
                         dei Fondi comunitari

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Comunicazioni del Presidente della Regione sulla programmazione dei
  Fondi comunitari.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Regione.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  vi  ringrazio per avermi rivolto  l'invito  a  venire  a
  riferire sulle questioni uscite sulla stampa in relazione ad alcuni
  problemi  nati  con  la  Commissione  europea  in  relazione   alla
  programmazione dei fondi comunitari.
   Naturalmente,  è  una  richiesta,  deduco,  dell'Aula  perché  non
  essendo stata una richiesta della Presidenza e per cui penso che la
  cosa  più  corretta sia quella di lasciare spazio  agli  interventi
  parlamentari  oppure  anche alle domande di  eventuale  chiarimento
  anche per assicurare un confronto proficuo.
   Le questioni che sono nate nel confronto rispetto alla Commissione
  europea  sono legate, sostanzialmente, alle sentenze che prevalgono
  attualmente  in Europa di vietare l'applicazione di  fondi  europei
  nella   parte  che  riguarda  il  cemento,  quindi  gli  interventi
  strutturali  in autostrade, strade, che sono proprio  il  tema  del
  confronto  e  della  differenza  di  impostazione  tra  la  Regione
  siciliana e la Commissione europea.
   In  pratica,  nel fare la nostra programmazione, noi cosa  abbiamo
  avviato?  Abbiamo  avviato  da un lato il  patto  dei  sindaci  per
  l'energia  rinnovabile  che porterà nel quinquennio  ad  una  spesa
  nell'ambito del fotovoltaico in Sicilia per l'utilizzo  pubblico  -
  quindi mi riferisco al fotovoltaico che viene avviato attraverso la
  procedura  del patto dei sindaci - che è intorno ai 5  miliardi  di
  euro.
   Su questo noi già abbiamo un programma abbastanza spinto.
   Diversi  comuni  hanno aderito al patto dei sindaci,  abbiamo  già
  creato  una  task  force  di supporto ai comuni,  i  comuni  stanno
  aderendo con entusiasmo; abbiamo un piano di conferenze provinciali
  che  gestiamo  insieme alle Prefetture per poter avviare  tutte  le
  procedure, per cui diciamo che siamo in una road map molto veloce e
  abbastanza avanzata. Ora, la questione dov'è?
   In   tutte  le  misure  europee  viene  prevista,  in  modo  quasi
  liturgico,  la  ripetizione  che  bisogna  dedicare  una  parte  di
  intervento  per  interventi strutturali, una parte  per  interventi
  sociali, una parte per energie alternative, eccetera.
   Se,  però,  la Regione siciliana ha avviato un programma specifico
  sull'energia alternativa che nessuna Regione in Europa  ha  avviato
  finora,  che  ha realizzato persino senza interventi assistenziali,
  diciamo  comunitari, ma viene realizzato con prestiti  che  vengono
  concessi dalla Banca europea degli investimenti, per quale  ragione
  la   stessa  Regione  dovrebbe  inserire  altri  investimenti,  per
  esempio,  nel  fotovoltaico,  quando stava  avviando  un  programma
  eccezionale?
   Su  questa analisi e con questa convinzione noi abbiamo pensato di
  dirottare l'altra parte della programmazione, in particolare  anche
  quella  del PAC, su questioni che attenevano da un lato il sostegno
  alle  imprese,  soprattutto nelle zone in difficoltà economica,  ma
  anche  zone  dove  le  imprese sono in difficoltà  per  effetto  di
  calamità  naturali o di dissesto idrogeologico; la questione  delle
  isole,  sappiamo tutti benissimo quale prezzo ha pagato  Lampedusa;
  la questione degli interventi a favore dei lavoratori siciliani che
  possono   trovarsi  in  cassa  integrazione  in   questo   periodo;
  l'abbattimento  delle  barriere  architettoniche;  una   serie   di
  interventi  per il dissesto idrogeologico e, naturalmente,  abbiamo
  messo  insieme  a  tutte  queste cose una parte  consistente  nella
  richiesta di coprire il gap strutturale, soprattutto stradale,  che
  la  Sicilia  ha,  tenendo  presente che,  per  quanto  riguarda  le
  infrastrutture su ferro - per intenderci, ferroviarie - abbiamo già
  avviato  una intesa con Ferrovie dello Stato e con il Governo,  che
  si concluderà entro il 15 febbraio e che porterà al raddoppio della
  Catania-Messina, al raddoppio della Catania-Palermo, interventi  di
  accelerazione pure sulla Messina-Palermo che, nella prospettiva  di
  cinque  anni, dovrebbero portare a 2 ore e venti, con una riduzione
  di  due  ore circa, il collegamento tra Catania e Palermo e,  nella
  prospettiva  di  un decennio, ad un'ora e venti, quindi  con  tempi
  esattamente europei, il collegamento tra l'aeroporto di  Catania  e
  quello di Palermo. Sono interventi, ormai, in fase conclusiva.
   Naturalmente,  il problema che abbiamo ravvisato è  legato  poi  a
  tutta  una  serie  di vicende che si trascinano da  anni.  Dobbiamo
  dirci  con  chiarezza, infatti, che, laddove si dice, per  esempio,
  che il Piano delle autostrade italiane è stato completato per il 90
  per  cento,  si dice una verità; solo che l'unica cosa che  non  si
  dice  è  che  quel 10 per cento si trova per la quasi  totalità  in
  Sicilia, nel senso che il Piano autostradale degli anni '50  e  '60
  fatto  dall'Italia,  non  si è completato  nella  parte  siciliana.
  Allora, ci troviamo qui di fronte ad un paradosso: quello  di   non
  potere   completare   la   Siracusa-Trapani   che   metterebbe   in
  collegamento tutta la parte meridionale dell'Isola, di  non  potere
  fare  una  serie  di  infrastrutture importanti  che  collegano  la
  provincia  di Ragusa con Catania, di non potere fare i collegamenti
  tra la zona ionica del messinese con la parte centrale dell'Isola e
  via dicendo, perché non bisogna investire sul cemento.
   Perché questo? Bisognerebbe farlo con fondi nazionali.
   La  questione è chiara, perché poi i fondi nazionali non arrivano,
  i  fondi  regionali  non  ci  sono, i fondi  europei  non  possiamo
  programmarli.   Se  andiamo  ad  analizzare  la   globalità   della
  programmazione  che abbiamo effettuato, infatti,  investiamo  sulle
  energie  alternative, lo ripeto, molto ma molto di più di qualsiasi
  altra Regione europea.
   Su  questo  è  nato  un  contenzioso che non  è  ancora  chiuso  e
  concluso.
   Un  contenzioso su cui vogliamo coinvolgere il Governo  nazionale,
  anche  perché  questa programmazione, in questi termini,  l'avevamo
  concordata  con  il  Governo, in particolare  col  ministro  Barca;
  l'avevamo perfino concordata con il Commissario Hahn, che si occupa
  proprio   di   queste  questioni.  Al  Commissario   Hahn   avevamo
  sollecitato un problema, quello del collegamento dell'aeroporto  di
  Comiso.
   E' chiaro che non possiamo mettere in funzione un aeroporto che  è
  già  pronto  e,  poi,  non farlo funzionare veramente  creando  una
  cattedrale nel deserto. Tutti quanti, infatti, sappiamo quali  sono
  le  vie,  qual è la qualità delle vie di accesso all'aeroporto  che
  non permettono, poi, di potere utilizzarlo appieno.
   A  proposito degli aeroporti, vi informo che la Giunta,  ieri,  ha
  deliberato  che non accetterà il Piano del Governo nazionale  sugli
  aeroporti  se non si provvede alla riclassificazione dell'aeroporto
  di  Catania  e  di  Comiso, per intenderci, perché  non  accettiamo
  assolutamente   questa discriminazione e, poco fa, ho  ricevuto  un
  messaggio dell'assessore Bartolotta, che è mio delegato a  trattare
  nella  Conferenza Stato-Regioni questa questione, che mi  ha  detto
  che  tutte  le  altre Regioni italiane hanno assunto una  posizione
  analoga,  nel  senso che non intendono assolutamente  accettare  il
  Piano del Governo.
   Su questo, quindi, apriamo il conflitto di attribuzione, così come
  lo apriremo sulla questione della Magistratura, dove intendiamo far
  valere  tutte  le prerogative della Regione siciliana,  laddove  lo
  Statuto  espressamente  prevede che sulle questioni  che  attengono
  alla  politica siciliana e alle politiche di interesse  dell'Isola,
  il  Governo nazionale debba sentire il Presidente della Regione con
  il  rango  di  Ministro. Ovviamente, questo  linguaggio  non  viene
  percepito a Bruxelles, dove una burocrazia tecnocratica attualmente
  governa  e  cerca di governare una programmazione che non risponde,
  poi, alle esigenze delle Regioni.
   Noi  intendiamo fare il braccio di ferro su questo, nel senso  che
  vogliamo  dimostrare - perché siamo nelle condizioni di dimostrarlo
  con  le carte - che andiamo oltre le misure richieste sulla materia
  strettamente   ambientale.   Però,  non  intendiamo   assolutamente
  rinunciare  alla  possibilità  di  infrastrutturare  l'Isola  delle
  esigenze  stradali e autostradali di cui ha bisogno,  perché  senza
  queste  infrastrutture  la  Sicilia è  condannata  a  rimanere  nel
  sottosviluppo e a mantenere il gap strutturale che ha con  il  nord
  Italia e con il resto dell'Europa.
   E'  facile,  infatti,  dire  che in  Germania  non  si  fanno  più
  autostrade,  visto  che  le autostrade  ce  le  hanno  persino  per
  collegare i paesi più piccoli tra di loro. Molto semplice fare  una
  indicazione di questo tipo ma sicuramente la Sicilia ha bisogno  di
  completare  un  quadro di pianificazione stradale  e  autostradale,
  ripeto,  che  risale  agli  anni  50 e  60  che  non  è  stato  mai
  consegnato.
   Tra  l'altro, c'è tutta la vicenda del CAS, che opera  dagli  anni
   60, per potere fare la progettazione esecutiva di questa strada  e
  i  lavori di questa strada e, paradossalmente, non sta intervenendo
  e  su  cui  stiamo  internevendo anche per dare  nuovi  criteri  di
  economicità a quell'Ente, anche di efficienza produttiva.
   Guardate,  però,  che su questo, quindi, stiamo  lavorando  con  i
  nostri  tecnici  per  inviare il Documento  generale  sulla  nostra
  programmazione, per dimostrare all'Europa che non solo  noi abbiamo
  effettuato  una programmazione estremamente corretta;  chiaramente,
  però, non ci faremo bloccare dall'Europa.
   Questo  per  essere  estremamente chiari perché  laddove  l'Europa
  ritenesse   che,   comunque,  nonostante  abbiamo   operato   super
  correttamente, prevedendo interventi nel settore ambientale e delle
  energie  rinnovabili,  molto più alti  di  quelli  che  ci  vengono
  richiesti,  dovremmo  riprogrammare il nostro Piano  di  interventi
  strutturali,  allora,  non  intendiamo assolutamente  rinunciare  a
  queste  arterie che continuano il percorso che, da Trapani, diciamo
  che  completerà l'autostrada di Siracusa verso Agrigento e Trapani;
  in  particolare,  il  collegamento che abbiamo  previsto  adesso  è
  quello   relativo   all'aeroporto  di  Comiso,  che   collegherebbe
  facilmente,  immediatamente, che è la strada  di  collegamento  tra
  Ragusa e  Catania e anche la nord-sud, ve lo dicevo prima, e  altre
  questioni che riguardano altre infrastrutture.
   Vuol dire che  le realizzeremo in modo diverso; sto pensando anche
  ad  ipotesi  alternative  che potrebbero essere  fatte  perché,  se
  cominciamo a risparmiare su CAS, su spese inutili, per esempio come
  si  è  intervenuto in questi giorni, laddove si sono  bloccate  due
  gare,  che non servono a  nulla, per circa 15 milioni di  euro,  vi
  rendete  conto che 15 milioni di euro per un mutuo ventennale  sono
  300  milioni  di  euro che potrebbero finanziare  interventi  e  ne
  abbiamo ancora altri, altri fondi da risparmiare, da recuperare.
   Stiamo lavorando su due ipotesi: l'ipotesi  A , in cui  manteniamo
  la  programmazione,  così  come  è ferma  l'ipotesi,  perché  viene
  accettata  dall'Europa, che è quella di rimodulare;  eventualmente,
  mettiamo  altri  interventi  in quella  programmazione,  visto  che
  abbiamo dei pacchetti abbastanza pronti che possiamo inserire e  da
  potere   formulare,  in  questo  caso,  utilizzando  il   Consorzio
  Autostrade   Siciliane  per  potere  comunque   realizzare   queste
  infrastrutture.
   E'  un  problema che risolveremo in quindici giorni, attraverso  i
  nostri  Uffici e in rapporto con i Dipartimenti e, in questo  caso,
  anche  il  CAS.  Intanto, però, non rinunciamo alla prospettiva  di
  mantenere  ferma  la programmazione, solo che abbiamo  chiesto  una
  condizione e, su questa, abbiamo espresso anche una protesta,  cioè
  il  fatto  che,  molto  spesso,  le valutazioni  delle  Commissioni
  europee  sui  fondi  arrivano sei mesi dopo e questo  è  burocrazia
  inaccettabile  perché, a volte, addirittura,  avvengono  quando  la
  spesa  è  iniziata e, poi, non è più certificabile e  non  possiamo
  assolutamente   permettere  che  l'Europa  condizioni   le   nostre
  politiche  di  sviluppo  e  decida motu  proprio  che  non  abbiamo
  bisogno, invece, di infrastrutture di cui tutta la Sicilia sente il
  bisogno e la necessità.
   Provocatoriamente, inviterò la Commissione europea a venire a fare
  un  giro  in   macchina nelle strade siciliane per  rendersi  conto
  delle  strade, delle difficoltà di collegamento che ci sono  e  per
  capire,  di persona, persino quali sono i bisogni di questa  Isola,
  che  sicuramente non può rinunciare a questo Piano e  che  comunque
  non  siamo assolutamente disponibili a rinunciare perché,  in  ogni
  caso, intendiamo realizzarlo.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
   Da  una  breve  consultazione  con  alcuni  presidenti  di  Gruppi
  parlamentari,  diamo  la  parola per non più  di  cinque  minuti  a
  ciascun Gruppo parlamentare.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  signori  Assessori,  onorevoli colleghi, ho  ascoltato  con  grande
  attenzione l'intervento del Presidente della Regione e, anche nella
  qualità  di  vicepresidente  della  Commissione  parlamentare   per
  l'Esame  delle  attività  dell'Unione  Europea,  ho  apprezzato  la
  dichiarazione di intenti che questa sera il Presidente, in uno  con
  quanto  fatto  nei  mesi  di novembre e  di  dicembre  dal  Governo
  regionale, ha rappresentato al Parlamento siciliano.
   Presidente  Crocetta,  purtroppo, come siciliani  prima  che  come
  parlamentari, scontiamo quattro anni e mezzo di dramma  determinato
  dalla  stasi  del Governo che ha preceduto il suo, che,  purtroppo,
  non  è  stato in condizione di portare avanti una, che  fosse  una,
  operazione  di  carattere infrastrutturale, sotto  il  profilo  dei
  Fondi comunitari.
   Per questa ragione, oggi, non mi sento di aggredire, seppur con la
  cortesia  che  impone  un'Aula  istituzionale,  l'operato  del  suo
  Governo; mi sento, semmai, di sottoporre alla sua attenzione quello
  che  è  accaduto nei quattro anni e mezzo che ci hanno preceduto  e
  che spero e vorrei dire sono certo non debba mai accadere.
   Abbiamo  assistito,  nei quattro anni e mezzo  precedenti,  ad  un
  balletto  che, purtroppo, ha sostituito un assessore ogni  quattro,
  sei mesi; un direttore generale ogni quattro, sei mesi in  media.
   Altro che programmazione economica, Presidente Crocetta; altro che
  programmazione dell'utilizzo dei Fondi comunitari e, allora,  senza
  con  questo  volere porre in essere alcuna captatio  benevolentiae,
  oggi  saluto  con piacere, condividendola, la conferma del  dottore
  Felice  Bonanno  che metteremo alla prova per quello  che  sarà  in
  condizione di fare.
   Se  si  vuole parlare di programmazione, infatti, bisogna  che  la
  programmazione  abbia  il  tempo di  essere  creata,  realizzata  e
  portata innanzi, altrimenti, la Sicilia resterà al palo.
   E,  d'altronde, se stiamo parlando - e, in Europa, si parla -  del
  Programma   Europa 2020  e si stabilisce che non c'è più tempo  per
  le  infrastrutture ma si parla di innovazione, di  occupazione,  di
  clima,  di  energia, di altri temi è perché, come giustamente  lei,
  poc'anzi,  accennava,  negli altri Paesi d'Europa,  in  quelli  che
  vanno  al  passo  col  tempo,  le  infrastrutture  sono  già  state
  realizzate.
   Però,  onorevole  Presidente, lei deve  fare  di  più  perché  non
  possiamo lasciare sulle spalle della burocrazia siciliana,  seppure
  qualificata  e  prestigiosa, l'onere del confronto e  se  del  caso
  dello  scontro  con  l'Unione  Europea.  La  politica  deve  essere
  presente  e  deve  battere  i pugni sul tavolo  europeo.  Onorevole
  Presidente,  infatti,  lei,  poco  fa,  si  è  avventurato  in  una
  dichiarazione: noi non permetteremo che l'Europa faccia .
   Onorevole  Presidente, purtroppo, è sotto gli occhi di  tutti  che
  l'Europa  ha deciso quando un Governo nazionale doveva cadere,  che
  l'Europa  ha  deciso  quale  Governo  nazionale  doveva  governare.
  Allora,  onorevole  Presidente Crocetta,  noi  le  diamo  oggi,  si
  figuri,  l'Italia, il beneficio della buona fede  e  glielo  diamo,
  onorevole Presidente, perché siamo sicuri che quello che è accaduto
  non potrà più accadere.
   Noi,  a  partire dalla Commissione Unione Europea,  vigileremo  su
  quanto   fatto;  vigileremo  sugli  impegni  presi  perché  vengano
  mantenuti  e  su  queste cose, che non sono  né  di  destra  né  di
  sinistra ma che sono di chi ha a cuore la Sicilia contro chi non ce
  l'ha, saremo col Governo perché guai a discostarsi da questo.
   Onorevole  Presidente,  non permetta che  in  una  Terra  come  la
  nostra,  che  vive  anche  di simboli, vengano  chiusi  gli  uffici
  giudiziari perché sarebbe l'inizio di una sconfitta che non so dove
  porterebbe.
   Cinque minuti e dodici secondi. Grazie, Presidente Ardizzone.

   PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Cordaro.


   Presidenza del presidente Ardizzone


     Comunicazione relativa a costituzione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che con nota testé pervenuta alla Presidenza,
  a firma degli onorevoli Anselmo, Greco Marcello, Vullo, Lo Giudice,
  Picciolo, Savona, Forzese e Tamajo, é stato comunicato che la nuova
  composizione  del  Gruppo  parlamentare  denominato   'Democratici
  Riformisti per la Sicilia consta dei deputati testé elencati.
   Nella  nota  medesima   viene  altresì  specificato   che   nuovo
  Presidente del Gruppo è stato eletto l'onorevole Giuseppe Picciolo;
  Vicepresidente  con  funzioni vicarie  l'onorevole  Alice  Anselmo;
  Segretario   l'onorevole  Edmondo  Tamajo;  tesoriere   l'onorevole
  Riccardo Savona.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Pertanto   la  richiesta  di  mantenimento  in  vita  del   Gruppo
  parlamentare sopra indicato è da intendersi superata.


   Presidenza del presidente Ardizzone


     Riprende il seguito della discussione sulle comunicazioni del
                       Presidente della Regione
               sulla programmazione dei Fondi comunitari

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, ritengo che l'argomento trattato  questa
  sera  in  quest'Aula  sia un argomento molto  importante  ed  è  un
  argomento sentito da tutti i siciliani.
   E  le  parole dell'onorevole Presidente della Regione  fanno  bene
  intendere  la  difficoltà  e la gravità  del  momento,  soprattutto
  quando si parla delle crisi della Cassa regionale, delle difficoltà
  dei   fondi   e   delle  risorse  nazionali  e  soprattutto   della
  riprogrammazione dei fondi europei.
   Ritengo  che, così come è stato detto da chi mi ha preceduto,  che
  questi  temi  non possono e non debbano avere colore politico,  non
  possano essere di destra o di sinistra.
    Ma questo è un momento, caro Presidente della Regione, per il suo
  Governo  importante  per fare chiarezza, anche  rispetto  a  questa
  campagna  elettorale, sull'impegno che si vuole assumere  a  favore
  della  Sicilia, perché - veda - ho avuto modo di constatare,  negli
  anni  già  da  assessore  per  la programmazione  e  anche  per  il
  bilancio, come il miglior trucco per non spendere le risorse e  non
  dare le risorse alla Sicilia sia stato sempre quello di parlare  di
  riprogrammazione e di rimodulazione delle stesse risorse.
   Posto  che,  in  Sicilia,  già con la direzione  della  dottoressa
  Gabriella Palocci, ai giorni nostri, sono state fatte alcune azioni
  chiare   di  programmazione  economica,  di  rimodulazione   e   di
  pianificazione  e  anche  di  finanziamento  di  arterie   stradali
  importanti,  così come vi è stato il Piano di attuazione  regionale
  dei  fondi  FAS,  approvato dal CIPE, visto anche dalla  Ragioneria
  generale  dello  Stato,  apprezzato ancora dal  dirigente  generale
  dell'epoca Fabrizio Barca, rimodulato, poi, con dal Sottosegretario
  e  Ministro per le politiche regionali, Raffaele Fitto, ancora oggi
  quelle risorse, quella programmazione, esistono nella carta ma  non
  esistono  nei contenuti, nella praticabilità a favore della  nostra
  Regione.
   Ritengo  che questo momento sia un momento importante per fare  un
  saldo  serio  della  situazione finanziaria della  nostra  Regione.
  Quanto è dovuto dallo Stato e dall'Europa alla Regione e quanto  la
  Regione   può   pretendere  rispetto  ai   provvedimenti   e   alla
  pianificazione già negli anni approvata e apprezzata  dallo  stesso
  Ministro Tremonti?
   Alcune  di  quelle opere, infatti, caro Presidente della  Regione,
  che  lei  poc'anzi ha citato, sono delle opere che sono  sottoposte
  già a finanziamento del Piano di attuazione regionale dei fondi FAS
  2007.2013 con i 4 miliardi 313  che lo Stato deve alla Sicilia.
   Allora, mi domando: è bene capire, anche rispetto a questo impegno
  elettorale,  se quelle risorse, che sono risorse delle  imposizioni
  pagate  dai siciliani, serviranno per coprire e dare esecuzione  al
  Piano  di  attuazione  regionale di fondi  FAS,  esitato  anche  in
  Conferenza  Stato-Regioni un paio di anni fa o se continueranno  ad
  essere  utilizzate per pagare le quote latte degli  allevatori  del
  Nord.
   Questa è una fase molto importante per potere ottenere ciò che  la
  Sicilia,  di fatto, ha diritto ad avere in base a dei provvedimenti
  approvati  ed apprezzati già dal Dipartimento della Programmazione,
  ma anche dallo stesso Ministro del Tesoro.
   Parlare di nuova riprogrammazione può essere pericoloso perché  va
  a  determinare quel trucco che, negli anni, la Regione ha subito di
  mettere le risorse, ad esempio, in favore di opere faraoniche,  che
  poi mai si realizzano.
   Ho  apprezzato  molto l'intervento, dei giorni scorsi,  anche  del
  Commissario   europeo,  quando  ha  lanciato  l'idea  dei   piccoli
  interventi.
   E' proprio vero  Quello è un intervento fatto da un soggetto che è
  amico  della  Sicilia, perché il trucco per bloccare i  fondi  alla
  Sicilia è sempre stato quello di fare in  modo di finanziare  opere
  con  basso  tiraggio  economico e non piccoli  interventi  che,  di
  fatto,  poi,  andavano  a  determinare  la  costruzione  di  grandi
  infrastrutture.
   Stiamo attenti a queste procedure, romane ed europee, che bloccano
  la Regione e, soprattutto, non danno al nostro territorio quello di
  cui ha bisogno.
   Ho  apprezzati  molto l'intervento del Presidente  perché  ritengo
  che,  oggi più che  mai, sia necessario non solo fare chiarezza  ma
  andare, sia a Bruxelles sia a Roma, non con il cappello in mano  ma
  con la schiena dritta.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Hanno   chiesto  di  parlare   l'onorevole   Cimino,
  l'onorevole Panepinto per il PD e, poi, l'onorevole Scoma.
   Onorevole   Cascio,   lei  può  parlare  come   Presidente   della
  Commissione, quindi, cinque minuti sono extra.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Panepinto.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente, apprezziamo le sue comunicazioni odierne e anche questa
  volontà  di aprire, ove necessario, una vertenza con l'Europa,  per
  mantenere  la destinazione e la quantità di risorse che sono  state
  assegnate e spettano alla Sicilia.
   E'  chiaro  che il suo Governo eredita un immobilismo e anche  una
  confusione  che ha regnato in questi anni nell'utilizzo  dei  fondi
  della   Programmazione  2007-2013.  Ovviamente,  credo  sia   anche
  necessario,  onorevole Presidente, considerato che,  possibilmente,
  sono  le uniche risorse di cui disponiamo per investimenti  sia  su
  grandi opere sia su piccole opere, procedere a sbloccare quanto già
  è  stato  decretato,  tutta la Programmazione, in  particolare,  mi
  riferisco  all'Asse 6, dove ci sono risorse allocate per quasi  900
  milioni di euro, di cui solo una piccola parte decretata.
   Peraltro, diventerebbe anche l'occasione per mobilitare risorse  e
  creare occupazione, in un momento in cui l'attesa è talmente grande
  che  può  diventare solo frustrazione e rabbia se non si interviene
  velocemente.
   Non abbiamo un cantiere, né pubblico né privato, aperto da Trapani
  a  Siracusa; per trovare una gru alzata, bisogna andare in  qualche
  altra  Regione europea, per cui credo che la forza con cui lei,  in
  questi  giorni,  affronta i troppi e tanti problemi della  Sicilia,
  vada riversata ora sul funzionamento e sulla gestione delle risorse
  della Programmazione 2007-2013.
   Ci  sono  fin  troppi ritardi - devo dire - su alcuni  Assi,  così
  come,  onorevole Presidente, un tema a lei caro, lo ha ripreso  nel
  suo intervento, quello dell'efficientamento energetico, utilizzando
  lo strumento europeo del cosiddetto  patto dei Sindaci  non può che
  sposarsi  con  il  Fondo  Jessica che è  ancora  oggi  un  mistero,
  un'Araba Fenice nella nostra Regione. Per cui la sua idea,  che  ha
  manifestato, caldeggiato e sollecitato ai rappresentanti degli enti
  locali  in ogni occasione va allineata e va messa in condizione  di
  essere funzionante ed efficiente.
   Credo,  onorevole Presidente, lo credo a nome soprattutto del  mio
  Gruppo, che un momento di verifica tra le risorse residue,  e  sono
  tante,  nonché  la Programmazione 2013-2020, vada fatto,  perché  o
  riusciamo ad avere un unico filo conduttore che è per l'utilizzo di
  queste  risorse,  oppure  il rischio è che diventino  solo  episodi
  senza  che  ci sia una vera regia ma, soprattutto, degli  obiettivi
  puntuali e precisi, puntando anche, onorevole Presidente, e lei  lo
  ha  fatto  bene, in queste settimane, a riprendere un  protagonismo
  dei  territori che c'è stato in occasione di una stagione - che  io
  considero proficua - e che chi ha testato quella stagione, al di là
  dei luoghi comuni.
   Sto  parlando  della Programmazione negoziata e  dei  fondi  della
  cosiddetta  Agenda 2000 , sono arrivati nei territori e hanno  dato
  risposte;  hanno dato risposte con un tasso di mortalità di  quelle
  imprese  molto  basso, per cui va ripreso questo  protagonismo;  va
  ripreso per intero e, chiaramente, si pone una questione, onorevole
  Presidente, e solo lei può sfatare il mistero dei Fondi FAS.
   E'  diventato  un  mistero,  tant'è che  era  così  vicina  questa
  possibilità  che l'onorevole Cimino, allora Assessore, ricorda  che
  programmammo, all'articolo 28 della finanziaria 2010, un  parco  di
  interventi  talmente importanti che, se oggi ripresi, mi  pare  che
  eravamo attorno a 110.000.000 di euro, avrebbero effetti, in  quasi
  tutti  i  comuni siciliani, straordinari, perché si tratterebbe  di
  rimettere in sesto un patrimonio edilizio importante, che è  quello
  dei  Comuni, ma anche un patrimonio edilizio ecclesiale, del  mondo
  del  culto, che è anche un attrattore culturale se poi, come penso,
  lei  sta facendo, facciamo sbloccare. Si provi a sbloccare i  fondi
  destinati  ai  distretti turistici per i quali in Sicilia  ne  sono
  stati programmati quattordici territoriali e dodici tematici.
   Ovviamente,  mettere  e  fare  chiarezza  sui  fondi  FAS,  magari
  riprendendo quell'articolo 28 della Finanziaria del 2010,  dove  la
  peculiarità e l'importanza che c'è un palco progetto esecutivi  che
  domani mattina sono cantierabili. Così come sull'asse sei.
   Pertanto,   io  ritengo,   signor  Presidente,  che  si  apre  una
  stagione  decisiva:  i  siciliani  lo hanno  indicato  e  voluto  a
  governare la Sicilia senza se e senza ma. Ovviamente, quello che  è
  complicato in Sicilia - e lei che ha governato una città importante
  e difficile sa quanto sia complicato passare dalla volontà, non dal
  dire,  ma  dalla volontà ai fatti - lei è in condizione  di  farlo.
  Bisogna dare un ulteriore scossone all'amministrazione. E chi si  è
  occupato   e  si  occupa  di  fondi  comunitari,  perché  diventino
  oggettivamente  decreti di finanziamento,  operi  e  lavori  per  i
  troppi disoccupati siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Scoma.  Ne  ha
  facoltà.

   SCOMA.  Signor  Presidente,  onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, intervengo brevemente anche perché dopo  di  me
  il  collega Cascio, Presidente della Commissione UE, affronterà  il
  problema  in maniera più dettagliata. Io volevo soltanto  precisare
  un  paio di cose che ritengo fondamentali e le chiedo al Presidente
  della Regione verso cui oggi non mi sento, ovviamente, in grado  di
  esprimere nessuna negatività, essendo Presidente da qualche mese  e
  non  avendo ancora avuto la possibilità di mettere mano  -  sebbene
  annunci ne abbiamo letti, ne abbiamo ascoltati tanti, grande voglia
  di  rivoluzionare il mondo e di risolvere i problemi che affliggono
  la Sicilia.
   Però,  mi  piacerebbe, lo chiedo al Presidente dell'Assemblea,  se
  tra  qualche  mese il Presidente Crocetta potesse  venire  in  aula
  portandoci  dei  numeri. Se potessimo realmente sapere  qual  è  la
  consistenza  di  quanto  non  abbiamo  speso,  di  quanto  possiamo
  spendere nell'immediatezza, e di quanto potrà essere riprogrammato,
  dal momento che ciclicamente il comitato di sorveglianza, la Giunta
  di   Governo   procedono  alla  rimodulazione,  al   cambio,   alla
  sostituzione  di  importi, alla creazione  di  nuove  realtà,  allo
  spostamento  di  misure  o  di  assi  e  alla  riprogrammazione  di
  importanti infrastrutture.
   Il Presidente della Regione a fine anno aveva dichiarato che entro
  due  settimane avrebbe proceduto a salvare i fondi comuni che erano
  da  restituire, o che sarebbero stati restituiti. Questo ci farebbe
  piacere  poi  saperlo nel dettaglio, e questo fa onore  a  tutti  i
  siciliani  perché  recuperare risorse che sono  importanti  per  le
  infrastrutture è importante per tutti.
   Sappiamo  che  abbiamo impegni importanti. Il solo  FAS  che  vale
  circa   tre  miliardi  di  euro,  al  quale  poi  va  aggiunto   il
  cofinanziamento della Regione, dello Stato per altrettanti importi.
  Diventa  quindi  fondamentale  per lo  sviluppo  di  questa  terra,
  soprattutto  in un momento in cui il bilancio della  Regione  è  un
  bilancio assolutamente ingessato e che non ci permette di apportare
  sviluppo.
   Abbiamo visto infatti che il 2012 è stato un anno tremendo:  circa
  cinquecento  imprese sono fallite e settantaseimila  persone  hanno
  perso purtroppo il loro posto di lavoro.
   Abbiamo avuto un incremento boom della cassa integrazione  con  un
  più  250 per cento in Sicilia, con punte esponenziali soltanto  nel
  siracusano incredibili.
   Allora  vorremmo sapere - ma questo poi lo vorremmo sapere da  lei
  Presidente Crocetta - quali opere ferroviarie, quali opere  viarie,
  quali  infrastrutture, quali aeroporti, quali porti intenderà avere
  il  suo  programma, quali di queste strutture potranno  iniziare  a
  essere visibili, quanto tempo ci vorrà e su quali opere poi dovremo
  dare e concentrare tutta la nostra attenzione.
   Io credo che attraverso i fondi comunitari passa lo sviluppo della
  Sicilia.
     In  Italia soltanto la Campania e la Calabria hanno fatto peggio
  della Sicilia. E all'estero soltanto la Romania e la Bulgaria hanno
  fatto peggio della Sicilia. Ma questo non vuol dire che quello  che
  abbiamo  a  disposizione non debba essere utilizzato  bene  per  lo
  sviluppo di questa terra.
   Io  credo  che  tra  qualche  mese,  onorevole  Presidente,  dovrà
  convocare   una   seduta  ad  hoc  per  farci  conoscere   le   sue
  determinazioni.

   PRESIDENTE.   Ha   chiesto  di  parlare  l'onorevole   Fazio,   ma
  appartenente allo stesso gruppo anche l'onorevole Gianni,  per  cui
  concedo due minuti e mezzo per ciascuno.

   FAZIO. Certo, il Gruppo misto è un po' complicato da questo  punto
  di  vista.   Signor  Presidente, non credo che,  ovviamente,  dalla
  comunicazione  che  lei oggi ha formulato in Aula,  possano  essere
  considerate complete, diciamo così, le informazioni che in  qualche
  modo   ci  sono  state  fornite.  Io  non  posso  non  fare  alcune
  osservazioni,  mi auguro, eventualmente, da lei condivise.  Lei  ha
  effettuato, appena qualche giorno fa, le nomine dei dirigenti  -  e
  non  entro  nel  merito delle scelte che, sicuramente,  sono  state
  fatte  in maniera del tutto oculata - ma sull'argomento in  maniera
  particolare  da  lei trattato, e mi riferisco ai fondi  comunitari,
  non  può non avere osservato, come io ho osservato, che molte somme
  assegnate alla Sicilia sono state oggetto di revoca da parte  della
  Comunità Europea.
   La domanda che mi faccio, che presumo anche lei si fa, che tutti i
  siciliani  si  fanno: ma è mai possibile che non  c'è  nessuno,  in
  qualche   modo,  che  paghi  in  ordine  alle  inefficienze,   alla
  incapacità, e che tutto questo, necessariamente, deve per forza  di
  cose passare sulla testa dei siciliani?
   Si   sta   procedendo,   così  come  lei   ha   annunciato,   alla
  riprogrammazione dei fondi comunitari.
   Mi   permetto   di  dare  un  suggerimento.  Io   credo   che   la
  programmazione  fatta  precedentemente  ha  segnalato   che   molte
  risorse,  nell'ambito di alcune misure, e poi nei  relativi  bandi,
  non hanno trovato alcun riscontro.
   Mi  auguro  che  si  proceda  ad una programmazione  che  sia  più
  adeguata  alle  esigenze del territorio, della stessa collettività,
  per immaginare, forse, di evitare di perdere, ancora una volta,  le
  risorse che le Comunità Europea ci assegna.
   Nessuno  intende muoverle rimproveri o quant'altro  ma,  onorevole
  Presidente,  credo che, accanto sicuramente ad una  programmazione,
  non  può  che  essere prestata una maggiore attenzione  soprattutto
  nella  fase  della attuazione della programmazione. E mi riferisco,
  in maniera particolare, all'attività cui i funzionari sono preposti
  per evitare quello che effettivamente è successo nel passato.
   Mi  è stato assegnato pochissimo tempo, ed io sono molto ligio  al
  mio dovere, mi permetto  solamente di farle una segnalazione.
   Ha  parlato di rete ferroviaria, ho ascoltato con molto interesse:
  forse  noi  non siamo da terzo mondo ma molto di più,  addirittura,
  oltre  che da terzo mondo. Mi preme, semplicemente, segnalarle  che
  per  utilizzare il treno da Trapani a Palermo ci metti  tre  ore  e
  mezza,  come  vent'anni fa, quando io ero un semplice  studente  e,
  ovviamente, venivo nella città di Palermo per studiare.
   Sono  passati più di vent'anni, anzi più di trent'anni, ma  non  è
  cambiato un bel niente
   Io  credo che, se vogliamo veramente rilanciare il turismo e forse
  defintivamente  diminuire  il gap con altri  territori,  credo  che
  dobbiamo  veramente  darci  da  fare.  Da  parte  mia  la   massima
  disponibilità,   laddove  le  iniziative  abbiano  sicuramente   un
  interesse per la collettività che noi amministriamo. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Gianni, a lei sono rimasti 55 secondi, e lei
  è noto per l'estrema sintesi

   GIANNI. Signor Presidente, sarò rapidissimo, se mi concede qualche
  secondo  in  più,  per dire al Presidente della  Regione  che,  pur
  condividendo le affermazioni ed i contenuti, sono convinto  che  se
  non  apriamo al progetto di finanza, noi non avremo possibilità  di
  uscire dalla crisi.
   Il  progetto di finanza ci consente anche di uscire dal  patto  di
  stabilità,  che è quello che sta uccidendo l'economia  italiana  ed
  anche quella siciliana. Sono, altresì, convinto, signor Presidente,
  che  l'operazione delle Ferrovie, data a dei privati, non so chi  e
  non mi interessa, che consentono di costruire, in Sicilia, i binari
  ed i vagoni, farebbero lavorare almeno 20 mila persone.
   Parliamo  di mafia. Ottimo  Parliamo dei terreni sequestrati  alla
  mafia.  Noi  abbiamo  ogni anno almeno 50 milioni  di  affitti  che
  paghiamo.  Se anziché pagare gli affitti, noi potessimo creare  una
  nuova  città della Regione, potremmo utilizzare, sempre in progetto
  di  finanza,  senza chiedere risorse ad alcuno, né  all'Italia,  né
  alla  Regione  e nemmeno all'Europa, sicuramente, consentiremmo  ad
  almeno  100 mila edili di poter lavorare e creare posti di  lavoro,
  anche  se per 5 o 6 anni, ma  avere anche la possibilità di  potere
  avere, alla fine, proprietà della Regione anziché dare ai privati.
   Concludo, signor Presidente, con l'ultima nota.
   In commissione Industria ho chiesto ed ottenuto che nel DPEF fosse
  ripristinata la dotazione finanziaria degli articoli 1  e  2  della
  legge  n.  23  del  dicembre  2008,  che  riguarda  l'imprenditoria
  giovanile  e  femminile. In quella legge sono  stati  stanziati  un
  miliardo  e ottantamilioni di euro, non so che fine abbiano  fatto,
  tranne  i  146  milioni di euro che erano stati appostati  per  gli
  articoli  1  e  2.  Se  quelle risorse,  che  sono  state  bloccate
  dall'insipienza e dall'inefficienza del Governo Lombardo, potessero
  essere riprese, potremmo dare un'ottima risposta ai giovani ed alle
  donne di Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che sono ancora iscritti a
  parlare  gli  onorevoli D'Agostino  per il Gruppo Udc,  l'onorevole
  Anselmo  per  il Gruppo democratici riformisti per la  Sicilia  ed,
  infine,  l'onorevole  Cascio,  nella qualità  di  Presidente  della
  Commissione Ue.
   E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  il   tentativo   di   sparigliare  il  gioco,   il   tentativo   di
  razionalizzare  la  spesa  dei fondi europei,  in  questo  caso  di
  rimodulare  quello  che  è  rimasto  della  vecchia  agenda,  è  un
  obiettivo  ambizioso e, io dico, giusto, corretto,  attuale  con  i
  tempi che oggi viviamo. Io credo che vada incoraggiato il tentativo
  anche  di  non  rendere  più questa spesa  europea,  anacronistica,
  datata, passata dal tempo ma, soprattutto, superata anche da alcune
  contraddizioni  che  nel  passato abbiamo tutti  vissuto.  Puntare,
  allora,  su dei nuovi assi, su dei nuovi obiettivi, credo  che  sia
  una  scelta intelligente, razionale, ed ecco signor Presidente,  se
  questo  vogliamo dirlo, credo che risponda, in maniera  funzionale,
  alle esigenze, oggi, di questo territorio e, certamente, chi meglio
  del  Governo  può, in qualche modo, cercare di coglierne,  le  vere
  esigenze ma, soprattutto, dare delle risposte precise.
   Vede,   signor  Presidente,  cari  colleghi,  dobbiamo  certamente
  impegnarci,  tutta la classe politica. Certo, il  Presidente  della
  Regione in testa, ad evitare che avvengano gli scippi, come  quelli
  del FAS, che abbiamo subito, abbiamo guardato, gridato, protestato,
  protestato  vanamente anche in quest'Aula e sui giornali,  per  poi
  non ottenere alcun risultato.
   Signor Presidente, su questo, credo che la gente ci misurerà sulla
  capacità  e la concretezza che avremo di evitare di farci  prendere
  in  giro  da  chi  pensa che una classe politica debole  merita  di
  essere presa in giro. Dobbiamo, però, anche dare dimostrazione  che
  cambiamo.  E   quindi, evitiamo gli sprechi e, soprattutto,  signor
  Presidente, evitiamo le furbate di impegnare fondi strutturali  per
  le spese correnti, perché poi, lo sappiamo come finisce, ci vengono
  a  fare  i  controlli, come quelli che stiamo subendo,  oggi,  alla
  formazione  e  facciamo  la figura, anche qui,  degli  impreparati.
  Ecco,  utilizziamo  questo termine che, forse,  è  il  termine  più
  giusto  da  utilizzare in quest'Aula. Per non dire che facciamo  la
  figura  dei  fessi', perché quando veniamo scoperti dobbiamo pagare
  con gli interessi e con i soldi del bilancio regionale.
   Non  dobbiamo  più commettere questi errori: è questa l'inversione
  di tendenza, è questo il vero sparigliamento, questo ha un senso se
  lei propone anche delle rivoluzionarie rotazioni dei funzionari.
   Credo,   signor   Presidente,  in  positivo,  anche   per   ridare
  motivazioni ai nostri dipendenti regionali.  Ed, allora,  va  bene,
  certo   dobbiamo   metterci  al  passo  con  i  tempi:   l'energia,
  l'ambiente,   sono  i  temi  nuovi  e  noi  non   possiamo   essere
  decontestualizzati  dall'Europa  e  dal  mondo  che  va  verso  una
  prospettiva,  saremmo  ancora  più  arretrati.  Dobbiamo   rimanere
  agganciati  anche a questi nuovi temi, anche se siamo  in  ritardo.
  Epperò,  è vero che abbiamo il gap infrastrutturale che conosciamo;
  è  vero  che  abbiamo la necessità di ricorrere ai  ripari  per  il
  dissesto  idrogeologico  che  è,  ovviamente,  in  questo  momento,
  allarmante.  La  parola  d'ordine, però,  signor  Presidente,  deve
  essere quella dello sviluppo, dello sviluppo vero, concreto.  E  lo
  sviluppo  vero,  signor Presidente, ce lo  dà  -  e  credo  che  lo
  dovremmo  fare nella nuova programmazione che arriverà e  che  deve
  essere una questione di cui ci occuperemo nei prossimi mesi non più
  tardi  -,  deve  essere  quello  di permettere  al  nostro  sistema
  imprenditoriale,  io  dico  anche  al  nostro  sistema  industriale
  siciliano di diventare un sistema industriale autosufficiente,  che
  consenta  ai consumatori siciliani di consumare quanti più prodotti
  siciliani e questo ci permetterebbe di alimentare la nostra  stessa
  ricchezza.
   Non  è una cosa impossibile. Ed è questo il vero obiettivo che poi
  risponde  alla logica del vero progresso civile, sociale, economico
  che dà le risposte lavorative che oggi tutti chiedono.
   Altrimenti come dovremmo dare risposte lavorative? Finanziando  ed
  alimentando  il precariato che in questo momento è il  macigno  più
  grande che abbiamo nella regione siciliana?
     Io  credo  che  da questo dobbiamo uscirne avendo  questo  nuovo
  respiro.
   Allora,  onorevole Presidente, se una cosa, fra le tante,  ma  una
  cosa  sicuramente importante quest'Aula, soprattutto quest'Aula  ha
  fatto  nella passata legislatura è stata proprio la legge  proposta
  dagli   uffici,   passata  in  Commissione  bilancio,   voluta   in
  Commissione bilancio sul credito di imposta; legge che  negli  anni
  passati,  con 120 milioni del bilancio regionale, ha consentito  di
  finanziare  attività imprenditoriali siciliane vere  Noi  pensavamo
  che  in  tempi  di  crisi e di recessione non ci  potessero  essere
  imprenditori  siciliani, perché, ahimè, anche noi poi ci  piangiamo
  addosso;  noi  non  pensavamo che avessero  voglia  e  coraggio  di
  investire nella propria terra.
     Invece  non è così. Sono arrivate richieste per 190  milioni  di
  euro, il che ha significato - visto che il credito di imposta è  un
  contributo - investimenti in conto capitale per 600 milioni; il che
  ha significato investimenti in conto capitale e corrente per più di
  un  miliardo. Che stanno avvenendo in questo momento soltanto nella
  quota  parte  finanziata  di  120 milioni   Non  siamo  riusciti  a
  completare  il  programma perché poi c'è stato  -  e  ho  concluso,
  signor Presidente - impedito.
   Pertanto, signor Presidente, un grande sforzo politico,  ma  anche
  un  grande  sforzo di fantasia potrebbe essere quello di  andare  a
  battagliare a Bruxelles e prima ancora a Roma, al fine di  ottenere
  la  deroga  che  in tutti questi anni non c'è stata consentita,  di
  poter   finanziare con i fondi europei il credito di  imposta  che,
  altrimenti,  dovremmo  finanziare  con  i  fondi  regionali  che  -
  purtroppo - in questo momento non abbiamo.
   Se noi riuscissimo dunque a mettere 1 miliardo, 1 miliardo e mezzo
  di fondi europei a sostegno dello sviluppo ordinato, democratico  e
  trasparente che il sistema del credito di imposta ci permetterebbe,
  noi  credo  che  avremmo  risolto gran  parte  dei  problemi  della
  Sicilia. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Anselmo e poi ancora
  l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.  Onorevole  Presidente della Regione, abbiamo  apprezzato
  molto  il suo intervento e soprattutto la voglia di battere i pugni
  in  Europa per quello che ci spetta. Infatti i rilievi fatti  dalla
  Commissione non hanno assolutamente fondamento. E basta  riflettere
  sul fatto che la revisione della strategia di Lisbona nasce proprio
  dalla  constatazione che l'Unione europea non è riuscita a  colmare
  quel  divario di crescita della produttività dei Paesi  industriali
  dell'unione europea.
   Le   carenze   strutturali  infatti  dell'economia   sono   venute
  drammaticamente  in evidenza negli ultimi periodi ed  Europa  20-20
  non  fa altro che essere la conseguenza di questa presa d'atto, non
  vorrei  dire  del  fallimento  della strategia  di  Lisbona,  però,
  certamente,   di  un  azzoppamento  della  strategia  di   Lisbona.
  Pertanto,  Europa  20-20 con le tre priorità che  si  rafforzano  a
  vicenda,   che  sono:  la  crescita  intelligente,  sostenibile   e
  inclusiva e la riqualificazione operata dal Governo non solo assume
  a riferimento la strategia di Lisbona - e a questo proposito, io ho
  letto l'intera riprogrammazione ed è chiara la compatibilità con la
  strategia  di  Lisbona prima, ma soprattutto anche  nell'ottica  di
  Europa  20-20 -, e pertanto, onorevole Presidente della Regione,  è
  arrivato il momento di fare sentire e di alzare la voce e  di  dare
  voce alla Sicilia e ai siciliani.
   Noi siamo sicuri e convinti che lei sia la persona giusta per fare
  questo e per portare a casa i risultati e fare capire in Europa che
  in Sicilia il vento è cambiato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  in realtà fino a questo  momento,  il  nostro
  partito in Aula, in Parlamento, si è caratterizzato per un ruolo di
  opposizione  - perché non dirlo - anche ferma rispetto al  Governo.
  Tuttavia, in questa sede, non ci sentiamo assolutamente di assumere
  un  ruolo  di  contrapposizione, un ruolo che sarebbe probabilmente
  fine a se stesso considerata la delicatezza del tema.
   Siamo convinti che una serie di rilievi che sono stati posti  alla
  Commissione Europea, di fatto, non trovino fondamento e auspichiamo
  che  sicuramente il Governo possa fare sentire la propria  voce  in
  maniera  decisa rispetto alla programmazione. Rispetto, ad esempio,
  alla  incognita dei fondi FAS, rispetto all'articolo 28 che per  il
  solo  2010  finanziava 100 milioni di euro; il FESR, che porterebbe
  con sé i 3 miliardi di euro; o in funzione del fatto, peraltro, che
  sicuramente  attraverso  la  programmazione  dei  fondi  comunitari
  potrebbe  arrivare  un supporto fondamentale  allo  sviluppo  della
  nostra Sicilia. In considerazione del fatto che abbiamo un bilancio
  evidentemente  ingessato, in considerazione del fatto  che  abbiamo
  assistito  ad un incremento della cassa integrazione, della  scarsa
  fiducia delle imprese rispetto alle regole del mercato. Ovviamente,
  ci  auspichiamo  che  il Governo rappresenti  in  maniera  puntuale
  attraverso una attività di monitoraggio quello che accadrà. Io come
  componente della Commissione Unione Europea ho chiesto che  venisse
  rappresentata  questo  genere di istanza e la stiamo  assolutamente
  portando   avanti.   Una  nota  sicuramente  la  collegherei   alla
  programmazione dei fondi che afferiscono all'area del sociale.
   Noi   assistiamo  ad  un  evidente  ridimensionamento  del   fondo
  nazionale delle politiche sociali; i distretti socio-sanitari  sono
  in una condizione di piena sofferenza; una riforma quella della 328
  che  non  ha  trovato applicazione e che vede in una condizione  di
  estrema sofferenza le fasce deboli: minori, anziani, disabili.
   Ecco,  rispetto  a  ciò  vorremmo  sottoporle  questo  genere   di
  indicazione. Perché da una parte - è vero - non si ha  sviluppo  se
  non si pongono nella giusta attenzione le categorie produttive, non
  si  ha  sviluppo  se  le imprese non trovano  il  giusto  sostegno,
  tuttavia,  è  necessario che quelle fasce deboli  che  non  trovano
  sostegno   nel   circuito  produttivo,  in  qualche  modo,   vadano
  garantite.  Insieme  a  queste  sicuramente  anche  i  progetti  di
  finanza,  purché anche quelle fasce deboli e quegli  interventi  in
  ambito sociale siano, comunque, pensati in una chiave nuova, che  è
  quella della sostenibilità dei percorsi; sostenibilità dei percorsi
  significa  che  anche il sociale deve imparare  a  camminare  sulle
  gambe  del  mondo  produttivo;  anche  il  sociale  deve  avere  la
  possibilità  di  ancorarsi a progetti di finanza,  collegandosi  ad
  alcuni  aspetti  che  sono  assolutamente  il  credito  di  imposta
  evitando, peraltro, di utilizzare i fondi comunitari per quello che
  per troppo tempo e spesso in passato ha tenuto la spesa corrente.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Francesco Cascio. Ne
  ha facoltà.

   FRANCESCO   CASCIO,  presidente  della  Commissione   UE.   Signor
  Presidente,  mi consenta un po' di emozione: non salivo  su  questo
  pulpito  da  cinque  anni  per cui per me  è  l'esordio  in  questa
  legislatura   come   deputato  e,  quindi,   come   presidente   di
  Commissione.
   Saluto  il  Presidente  della Regione, il  suo  Governo  e  l'Aula
  parlamentare  e  comincio  proprio  dall'inizio  del  discorso  del
  Presidente della Regione.
   Il  Presidente  della  Regione ha esordito dicendo   Ringrazio  il
  Presidente dell'Assemblea per avermi fatto l'invito .
   Onorevole  Presidente della Regione, l'invito è per  ogni  seduta;
  lei  è  bene accetto in questa Aula, lei e il suo Governo. E  vedrà
  che  la  sua  presenza,  la presenza del  suo  Governo,  in  questo
  Parlamento,  non  farà  altro che giovare all'azione  dello  stesso
  Governo.
   Ma  andando alla questione che ci riguarda direttamente oggi,  io,
  ovviamente,  non avendo  pregiudizio nei confronti del  Governatore
  Crocetta né di questo Governo, non esprimo un giudizio sull'operato
  di  questo  Governo,  ancorché eletto da soli  tre  mesi,  per  cui
  nessuno  di noi si potrebbe mai sognare di accollare responsabilità
  a un Governo, che è insediato da appena tre mesi.
    Ho notato nell'ambito dell'attività di spesa dei Fondi comunitari
  una  certa  attività  di  questo Governo,  e  mi  sarei  aspettato,
  onestamente,  anche  in  virtù  dell'annuncio  che  il   Presidente
  Crocetta fece ai siciliani, a novembre, che questi quattro miliardi
  e  mezzo  di fondi che dovevano essere riprogrammati, non mi  sarei
  mai  aspettato  che  come Sicilia avremmo  appreso  la  notizia,  a
  gennaio, che invece questi 4 miliardi e mezzo sono bloccati  perché
  la Unione Europea ne contesta la programmazione.
   Io  credo che noi dobbiamo concentrare la nostra attenzione su tre
  fronti, su tre fronti che riguardano i fondi comunitari.
   Il  primo,  che  è il rimborso dei fondi anticipati dalla  Regione
  nella  programmazione 2000-2006. Abbiamo anche  qui  appreso  dalla
  stampa che ci sarebbe una cifra  non quantificata con esattezza, si
  va dai 257 milioni anticipati per la formazione a circa 800 milioni
  di  euro  anticipati dalla Regione, fondi sui quali la  Regione  ha
  avuto garanzie, parliamo di fondi spesi dai precedenti Governi, sui
  quali  la Regione  aveva avuto garanzie dal 2002 al 2006, dal 2006-
  2007,   grosso  modo, e quindi complessivamente circa 800  milioni,
  che  se non diciamo anticipati dalla regione, che se non rimborsati
  dall'Unione Europea, e su questo credo che la politica,  Presidente
  Crocetta, debba

   CROCETTA, presidente della Regione. Non sono certificabili  perché
  c'è stato un errore di programmazione.

   CASCIO,   presidente  della   Commissione  UE.  Scusi,  presidente
  Crocetta,  io  non sono né un dirigente generale né un  esperto  di
  programmazione.  Ho fatto fino a qualche mese fa il  Presidente  di
  questo  Parlamento e oggi svolgo la funzione di Presidente  di  una
  Commissione.
   Però,  dico  che se l'Unione europea mi ha negli anni  autorizzato
  come Regione siciliana a spendere i fondi regionali  x  milioni  di
  euro    per    coprire    la   formazione,   piuttosto    che    la
  infrastrutturazione dell'Isola, e quant'altro, e oggi,  a  distanza
  di  4-5  anni  si  scopre che l'Unione europea non rimborserà  quei
  soldi  che  sono  dei  siciliani a causa di una certificazione  non
  corretta,  io,   come  dire, trasferisco il  Parlamento  regionale,
  compresa  la Commissione europea a Bruxelles, e batto i  pugni  sul
  tavolo fino a quando non ho quello che mi spetta
   Perché  delle due l'una: o l'Unione europea ha cambiato le  regole
  in corso d'opera - e questo non è accettabile -, ovvero all'interno
  dei  dipartimenti  della  Regione c'è qualcuno  che  non  ha  fatto
  appieno  il  suo  dovere. Ma una soluzione ci deve essere,  e  deve
  essere trovata nell'ambito di queste due soluzioni. Terza soluzione
  non c'è
     Secondo  argomento che dobbiamo, secondo me,  in  maniera  molto
  attenta  mettere a fuoco per il prossimo futuro è la questione  che
  riguarda la riprogrammazione  appunto dei quatto miliardi  e  mezzo
  di fondi comunitari afferenti al programma 2007/2013.
     Su  questo, onorevole Presidente, noi, come Commissione europea,
  vogliamo  essere disponibili, vogliamo darle un aiuto, un  impulso,
  insomma.
   In Commissione europea siamo tutti ovviamente pronti e disponibili
  a  lavorare  per la Regione, a lavorare per la Sicilia, a  lavorare
  per  i siciliani. Non ci sono pregiudizi, non ci sono steccati.  E'
  presente  in  Aula  adesso  l'assessore Scilabra.  Egli  ha  potuto
  constatare  stamattina  in Commissione europea  qual  è  il  nostro
  metodo  di  lavoro. Tuttavia, il consiglio che le do in qualità  di
  Presidente di questa Commissione, ribadendo la disponibilità a dare
  un   aiuto  all'attività  del  suo  Governo,  è  quello  di  dirle:
  sostituisca  alla  politica degli annunci facili  la  politica  dei
  fatti, delle cose concrete. Su questo noi saremo disponibili,  come
  dire,  a  toglierci, a spogliarci della nostra casacca politica,  e
  darle una mano, ognuno per il ruolo che gli compete.
    La terza ed ultima questione che riguarda i fondi comunitari è la
  questione della nuova programmazione.
   Io   credo  che  il  Governo,  i  dipartimenti  della  Regione   e
  l'Assemblea  debbano in questo momento avere anche la  capacità  di
  impostare  una  nuova  programmazione, che sia  coerente,  che  sia
  attenta, che sia responsabile, che sia soprattutto quella che serve
  alla Sicilia che vogliamo.
   Abbiamo  una  serie di infrastrutture da completare,  abbiamo  una
  serie  di  criticità da colmare, abbiamo soprattutto l'esigenza  di
  fare di tutto per potere creare opportunità lavorative, per cui, il
  mio  appello - e questo lo faccio veramente di cuore  -  è  che  il
  Governo  della Regione, contemporaneamente all'attività di spesa  e
  di  riprogrammazione dei fondi 2007-2013, prenda immediatamente  la
  responsabilità di cominciare a programmare la spesa 2014-2020.
   Noi  abbiamo  avuto cinque anni felici, dal punto di  vista  della
  spesa  dei Fondi comunitari, e furono il 2001-2006; in quegli  anni
  la  Regione non perse i Fondi, come invece era successo  nel  1995-
  2000, tranne qualche rimborso non percepito, purtroppo, e per molte
  misure prese anche la premialità.
   Io  credo  che  ci  sia l'esigenza di tutti di  riprendere  quella
  marcia,  di  riprendere  quella  velocità  nella  spesa  dei  Fondi
  strutturali; io credo che ci sia l'esigenza di tutti di lavorare al
  di  là  dei  colori politici, al di là dei giudizi o dei pregiudizi
  sulla spesa dei Fondi strutturali.
   Io  le  formulo, per l'ennesima volta, l'invito ad  utilizzare  la
  Commissione UE per questa attività.
   Sono  sicuro  e  convinto che, da parte nostra,  non  le  mancherà
  l'aiuto ma, chiaramente, molto dipende da lei, dalla sua presenza e
  da quello che lei richiederà a questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, abbiamo  chiuso  sull'argomento.
  Ulteriori  interventi  potranno essere svolti,  eventualmente,   ai
  sensi  dell'articolo 83 del Regolamento interno.
   Ringraziamo   il  Presidente  della  Regione  che   ha   reso   le
  dichiarazioni  in  ordine alla problematica dei  Fondi  comunitari,
  ringraziamo tutti i parlamentari che sono intervenuti e ringraziamo
  il  presidente Cascio che ha voluto puntualizzare qual è lo spirito
  del   Parlamento  tutto,  di  sinergia  e  di  collaborazione   tra
  istituzioni indipendentemente dalle parti politiche.

      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   D'ASERO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  assessori,  onorevoli  colleghi, colgo  l'occasione  per  ribadire,
  anche   in  questa  condizione  che  mi  viene  concessa  ai  sensi
  dell'articolo  83,  atteso  che  il  dibattito  ha  avuto  fasi  di
  approfondimento  anche  sul Documento di programmazione  economico-
  finanziaria  dove  all'assessore Bianchi e al  Presidente  Crocetta
  abbiamo fatto pervenire alcune considerazioni importanti su  quelle
  che  potrebbero essere le iniziative che, da una parte,  potrebbero
  guardare  ad  un'ipotesi  di sviluppo della  Sicilia,  dal  turismo
  integrato  all'agricoltura  e poi due  emergenze  che  mi  permetto
  ribadire in questa occasione.
   Questo è il motivo per cui ho chiesto di parlare.
   Onorevole  Presidente Crocetta e assessore Bianchi,  noi  abbiamo,
  oggi,   due  emergenze  importanti,  l'emergenza   credito .  Sulle
  politiche del credito mi permetto sottolineare una questione  molto
  importante, perché l'utilizzo delle risorse comunitarie, atteso che
  rivolta  anche agli investimenti in maniera produttiva  e,  quindi,
  per  quella linea della piccola e media impresa e atteso che, oggi,
  la crisi del credito, particolarmente grave, come voi saprete, come
  saprà anche il Presidente Crocetta, l'Osservatorio del credito  che
  la  Sicilia  ha modo di far funzionare ha evidenziato  due  aspetti
  importanti:  da  una  parte, il credito  in  Sicilia  ha  un  costo
  superiore  del  due per cento rispetto alla media  nazionale  e  le
  garanzie  devono  essere  più  consistenti  rispetto  all'andamento
  nazionale;   dall'altra,  la funzione delle banche, particolarmente
  oggi in Sicilia, ha una sua azione  discorsiva'.
   L'operazione  di  raccolta  fondi non  segue  in  maniera  diretta
  un'operazione  di  impiego  fondi verso  le  famiglie  e  verso  le
  imprese.  C'è una chiusura verso le linee di credito  nel  rispetto
  anche  di  quella  che deve essere l'attività di  gestione  di  una
  impresa qual è la banca, però, c'è un  momento di grave asfissia.
   Allora,  io  mi permetto di dire che questa emergenza  può  essere
  oggetto di attenzione di una linea di intervento con l'utilizzo  di
  risorse comunitarie all'uopo destinante per questa iniziativa.
   E poi, un ulteriore accenno sulle politiche del lavoro.
   Io  sono stato relatore di un disegno di legge, della legge n.  15
  del  2011,  che  porta  il nome di  Bonus occupazione   che  voleva
  essere,  sostanzialmente,  un credito di  imposta  sull'occupazione
  atteso  che il credito di imposta sugli investimenti di cui appunto
  siamo   stati  felicemente  convinti,  come  dire,  nel   sostenere
  quell'intervento che ha prodotto i risultati.
   Con la legge 15 del 2011, viene sostanzialmente impegnato l'Asse 2
  dell'  FSE  sulla  Misura occupabilità e questo con  l'Autorità  di
  gestione  che  su  tutto il periodo della legge, quindi  2007-2013,
  assessore  Scilabra, ha consentito di impegnare trenta  milioni  di
  euro l'anno.
   Su   questo   intervento  mi  permetto  sottolineare   l'immediata
  necessità  di  riprendere un percorso che di fatto si  è  bloccato,
  perché  davanti  a questa ipotesi che vedeva anche il   credito  di
  imposta  occupazione' a valere sulla linea nazionale, di fatto  nel
  voler  perfezionare un sistema ed integrarlo, nella sostanza  si  è
  bloccata la procedura.
   Io  mi  permetto  di  chiedere un immediato intervento  a  che  si
  rimetta  in  moto questo meccanismo,  fra l'altro esistono  già  le
  risorse impegnate e quindi questo potrebbe essere, a mio avviso, un
  momento  di  risposta concreta, anche qua, a valere  sulle  risorse
  comunitarie.

   VINCIULLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli   Assessori,   onorevoli  colleghi,   io   ho   ascoltato
  l'intervento dell'onorevole Presidente della Regione e così come ha
  fatto  l'onorevole  Cascio anch'io mi associo a  quella  che  è  la
  volontà  della Commissione  Bilancio' di cui sono il vicepresidente
  vicario di contribuire a ottenere due grandi risultati: evitare  la
  perdita   dei   finanziamenti,  sbloccare  una   serie   di   opere
  infrastrutturali, che aspettano da anni di partire, perché oltre  a
  dare  servizi  ai  siciliani  daremmo  occupazione  in  un  momento
  drammatico come questo.
   Per  cui,  onorevole  Presidente, se ella vorrà la  collaborazione
  della    Commissione     Bilancio'   così    come    hanno    fatto
  intelligentemente  il  suo assessore per l'economia  e  l'assessore
  Scilabra quelle volte che sono venuti in Commissione, sappia che da
  parte  nostra -  senza farci velo il fatto di essere opposizione  -
  siamo pronti a difendere l'operato del Governo nella misura in  cui
  l'operato  del  Governo  difende gli interessi  della  Sicilia.  Su
  questo non ci sono dubbi.
   Io  ricordo  sempre  con piacere un bellissimo libro  di  Giovanni
  Marcora  Meglio fare .
   Ecco,  è importante che in questi anni possiamo caratterizzare  la
  nostra  attività  per  la politica del fare,  il  fare  in  maniera
  onesta,  il  fare in maniera corretta, il fare senza agevolare  gli
  interessi  sporchi a coloro i quali pensano che questa è una  Terra
  di conquista.
   Ciò posto  mi permetterei di farle osservare che  l'idea che siamo
  un popolo di cementificatori non è assolutamente vera, perché delle
  due  opere  di cui adesso io le parlerò non si tratta assolutamente
  di  cementificare  ma  si  tratta solo di dare  risposte  certe  ai
  cittadini.
   In  modo  particolare le volevo parlare dei lotti 6,7  e  8  della
  Siracusa-Gela.
   L'opera è stata già finanziata, nella scorsa legislatura è passato
  un  mio emendamento che stanziava cinquantasei milioni di euro,   e
  la Regione ha riconfermato questa somma.
   Da  parte  dell'ANAS  so con esattezza che la  copartecipazione  è
  totale,  e da parte della Comunità Europea siamo in attesa di avere
  una  risposta certa, che ci è stata sempre assicurata, la somma  di
  duecentosessantadue milioni di euro,  in maniera tale che entro  il
  diciotto  febbraio  possa  partire  l'indizione  della  gara   che,
  purtroppo, deve fare il CAS.
   E  su CAS io devo dirle che con attenzione ho guardato l'opera che
  lei  sta  mettendo in atto. Se lei vede la mia precedente  attività
  ispettiva  degli  anni scorsi vedrà che più volte  ho  puntato  gli
  occhi  su  questo  consorzio per le autostrade  siciliane,  proprio
  perché  mi  rendevo  conto che spesso era uno  strumento  di  freno
  all'economia siciliana, anziché quello strumento che avrebbe dovuto
  consentire  soprattutto  alla  zona  sud  della  Sicilia  di  poter
  decollare.
   Del resto, veda, non è stato possibile realizzare i lotti 6,7 e  8
  nonostante da anni avevamo anche progetti finanziati.
   So  per certo che il Governo della Regione si impegnerà perché  ne
  abbiamo  parlato  in  Commissione. Io con  piacere  ho  visto  come
  nell'accogliere le istanze del Parlamento e di tutta una  serie  di
  proposte  da  me  avanzate sia in Commissione   Bilancio'  come  in
  quest'Aula,  Siracusa  e  Gela, ma perché  no,  la  Catania-Ragusa,
  abbiamo  parlato di edilizia scolastica, una serie di  aspetti  che
  erano stati nel DPEF trascurati e che invece con un emendamento  il
  Governo  ha  accettato e l'altra cosa importante su cui  mi  volevo
  soffermare  che non si tratta assolutamente di cementificazione  ma
  si tratta di futuro certo non solo per la Sicilia, ma per l'Italia,
  è il Porto di Augusta.
   Lei  sa  che  sia  la  Commissione  per  la  concorrenza  sia   la
  Commissione  per  la  Regione  ha già   dato  parere  favorevole  a
  stanziare questa importante somma che consentirà, poi, di sbloccare
  i fondi statali.
   Fino  ad  ieri  il commissario Hahn è stato raggiunto  dai  nostri
  deputati  europei,  a  cui  ha garantito  che  avrebbe  firmato  il
  provvedimento, proprio perché è un provvedimento già passato  dalle
  Commissioni, sappia che questo Parlamento le è accanto nella misura
  in cui difendiamo altre opere infrastrutturali importanti. Nel caso
  mio è ovvio che non posso non soffermarmi sue due opere che saranno
  fondamentali per lo sviluppo della mia terra e della mia  provincia
  e  di  tutta la Sicilia del Sud-Est, così com' è chiaro,  il  porto
  commerciale  di  Augusta  rappresenterà  un  momento  di   sviluppo
  economico  importante, perché Augusta diventerà  la  Rotterdam  del
  Mediterraneo,  diventerà  il  luogo  in  cui  tutte  le  merci  che
  entreranno e usciranno dal Mediterraneo si fermeranno nella  nostra
  terra  e  nella nostra Sicilia e, quindi, daranno, oltre al  lavoro
  momentaneo, un lavoro definitivo a quanti oggi soffrono la fame.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  Assessore,  onorevoli  colleghi,  cittadini,  non  saremmo   voluti
  intervenire  oggi  se, durante questi giorni, autorevoli  esponenti
  della  maggioranza e assessori, sulla vicenda della nostra assenza,
  del  nostro  abbandono  dell'Aula per la votazione  del  DPEF,  non
  fossimo  stati  apostrofati  come  immaturi,  irresponsabili,  fino
  all'apoteosi  di oggi, durante la conferenza stampa del  Presidente
  della  Regione,  in  cui  ha  definito l'atteggiamento  del  Gruppo
  parlamentare  del Movimento Cinque Stelle come un atteggiamento  da
  asilo infantile. Ci ha detto, anche, che avremmo dovuto, piuttosto,
  suggerire degli atti diversi sulla vicenda.
   Bene,  vorrei ricordarle, onorevole  Presidente, che, se  voi  non
  siete  addivenuti al ricorso ex art. 700, forse lo  dovete  a  quel
  dossier  che  abbiamo fornito al suo assessore,  la  dottoressa  Lo
  Bello, e ai vostri legali, proveniente dai nostri uffici legali; se
  forse  siete addivenuti a questa revoca, lo dovete al fatto che  il
  Movimento   Cinque  Stelle  e  i  parlamentari  della   Commissione
   Ambiente e Territorio  si sono riuniti a Niscemi; forse lo  dovete
  al  fatto  che  due  commissioni, che, tra l'altro,  l'attendevano,
  attendevano  lei  e  il  governo degli Stati  Uniti,  gli  illustri
  assenti di ieri, durante le sei ore di Commissioni congiunte, si  è
  dato  luogo  all'audizione di tutti i tecnici e gli scienziati  che
  hanno  -  appunto - discusso sul  tema e hanno approfondito  quanto
  era necessario per addivenire a questa soluzione.
   E,  allora,  volevo dirle soltanto questo: sappiamo  perfettamente
  che il DPEF e MUOS sono due cose differenti. Se abbiamo abbandonato
  l'Aula,  non  l'abbiano fatto non per un senso di  irresponsabilità
  perché  noi  abbiamo  un'unica  responsabilità,  che  è  quella  di
  salvaguardare  la  salute dei siciliani e solo a loro  dobbiamo  il
  nostro  comportamento. Non abbiamo consentito che i  riflettori  si
  spegnessero  su questa vicenda e non consentiremo,   neanche  dopo,
  perché  stiamo attendendo la firma da parte sua, signor  Assessore,
  su questo decreto di revoca, che si spengano successivamente.
   Penso  soltanto  una cosa e lo dico a nome del Movimento:  che  se
  oggi  il  governo degli adulti  ha bloccato il MUOS forse,  e  dico
  forse, è merito di  quindici bambini.

      (Applausi da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)


   Presidenza del presidente Ardizzone


   LACCOTO. Chiedo ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento
  interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor  Presidente,  onorevole  Presidente,   onorevoli
  colleghi.  Intervengo  cogliendo anche la presenza  del  Presidente
  della  Regione per un problema grave che colpisce la  provincia  di
  Messina.  Veda onorevole Presidente,  il suo compito certamente non
  è facile, è arduo e qualche collega ha anche detto che è importante
  la  politica del fare; eppure noi ci troviamo in queste  difficoltà
  economiche - onorevole  Presidente se mi da un attimo di ascolto  -
  ci  troviamo  in una situazione paradossale, in questo  momento  ci
  sono  i fondi del commercio, ottanta milioni  di euro, che in parte
  sono  bloccati  per  le attività produttive, per  gli  imprenditori
  delle  zone che sono state colpite dall'alluvione dell'anno scorso,
  e  mi  riferisco  a  Barcellona, Rometta, Saponara  e  Villafranca,
  perché  oltre  tutte le vicende passate dopo avere  dato  il  fondo
  all'IRFIS e affidato questo fondo, ancora vi è un commissario  che,
  nonostante  la  direttiva dell'Assessore alle attività  produttive,
  non va a deliberare i  fondi che sono disponibili.
   Noi  ci  troviamo  da un anno e due mesi ad avere bloccati  questi
  fondi  senza  la possibilità di erogarli solo perché,  prima  vi  è
  stata  la guerra fra Banca Nuova e IRFIS, poi fra IRFIS che  voleva
  l'attribuzione del fondo -  credo che il Governo abbia dato  questa
  attribuzione del fondo -  ma nonostante questo moltissime  imprese,
  piccole  imprese  che  oltre ad avere subito  il  danno,  un  danno
  tragico  di  quelle zone, in questo momento non hanno avuto  ancora
  deliberati questi fondi.
    Onorevole Presidente, noi siamo in una situazione in cui la gente
  non  ha  possibilità  più  di  avere respiro  di  impresa,  non  ha
  possibilità  di  attingere al credito perché le  banche  negano  il
  credito;  la Regione ha dato i fondi, ottanta milioni  di euro,  ma
  si   giocherella  con questi poveri disgraziati lasciando  lì,  gli
  ottanta milioni di euro  del fondo,  senza poterli spendere.
   Mi  appello  alla  sua sensibilità e a quella  dell'Assessore  per
  l'economia  e  a  tutto  il Governo perché finalmente  si  sblocchi
  questa situazione.
   Noi  abbiamo, tra l'altro, un danno ancora in quelle zone, lei  sa
  che  la  nuova legge sulla Protezione civile di fatto  ha  bloccato
  l'emergenza;   l'emergenza dura solo sessanta giorni e praticamente
  tutti  coloro che sono fuori dalle case, tutti gli sfollati,  tutti
  coloro  che  non  possono ritornare nelle proprie abitazioni,   non
  hanno la possibilità nemmeno di attingere ai fondi della Protezione
  civile  perché andiamo in un sistema ordinario senza la possibilità
  di accesso ai fondi della Protezione civile.
   So   che  c'è  un  tentativo:  allora  era  stato  presentato   un
  emendamento,  che è di un milione, non moltissimo, che spero  possa
  essere  recepito  nell'ambito della finanziaria e del  bilancio  di
  questa  Assemblea per poter far fronte, almeno, a  quelli  che  non
  hanno, oggi, la possibilità di stare nella propria abitazione.
   Oltre al dramma c'è proprio una tragedia del non-fare, questa è la
  questione  che sottopongo alla sua sensibilità affinché  finalmente
  si sblocchino questi fondi e si dia la possibilità a queste piccole
  imprese, che hanno praticamente ormai tutto in rovina, non hanno né
  il  credito né la possibilità di attingere dalle banche,  e  quindi
  l'unica possibilità è attingere a questo fondo.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  siamo   effettivamente   alla
  chiusura,  però  ho visto che il Presidente della Regione  prendeva
  appunti  su  tutti gli interventi, la sua presenza ha  stimolato  i
  parlamentari  di tutti i Gruppi,  e quindi se intende puntualizzare
  e replicare ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, vi ringrazio per la correttezza istituzionale con  cui  è
  stato condotto questo dibattito, sicuramente positivo, costruttivo,
  ricco  di  proposte  e questo io lo ritengo un  segnale  buono  per
  continuare a lavorare.
   Inizio dall'ultimo intervento, i pagamenti alle imprese sono stati
  già  più  volte richiesti dal Governo all'IRFIS, nel giro  di  tre,
  quattro giorni, fra l'altro, dovrebbero iniziare ad erogarli.
   Per  quanto  riguarda  la questione della fine  dell'ordinanza  di
  Protezione civile che non permette di pagare gli sfollati, è chiaro
  che lì noi abbiamo tentato che venisse prolungata l'emergenza ma il
  Governo  nazionale  non  ha  voluto  sentire,  però,  pensiamo   di
  risolverlo.
   Io  ho  già dato disposizione, fra l'altro,  al responsabile della
  Protezione   civile,    di  predisporre  un  emendamento   per   la
  finanziaria,  in  modo tale da poter assicurare  che  questo  venga
  fatto a carico della Regione per le situazioni veramente gravi  che
  ci  possono  essere, anche perché senza legge noi non riusciamo  ad
  intervenire su questa vicenda.
   In  relazione  alla questione del M.U.O.S. e del Movimento  Cinque
  Stelle,   intanto  piacerebbe  anche  a  me  eventualmente   venire
  all'asilo infantile così almeno ci si diverte un po' visto  che  la
  nostra  vita  è  molto triste, ma, sinceramente, io  non  ho  detto
  questo.  Io  ho  detto, quando mi è stata posta la domanda:  «Avete
  fatto  la  delibera  di  avvio della procedura  di  revoca?  Se  il
  Movimento Cinque Stelle non ha la copia non voterà il DPEF».  E  io
  ho  detto: «Se così fosse sarebbe l'asilo infantile» che è una cosa
  abbastanza diversa.
   Quindi se il presupposto era quello, sicuramente perché non  credo
  che  un  atto del Governo che viene adottato in Giunta, nel momento
  in  cui  viene  annunciato e persino comunicato  testualmente  alla
  stampa, non credo possa essere messo in discussione solo perché uno
  non  lo  vede  fisicamente,  fino a quando non è  pubblicato  nella
  Gazzetta ufficiale, non credo che un Governo faccia un annuncio  di
  avere provveduto ad approvare un atto e poi non lo approvi.
     Quindi, per il resto, mi dispiace se il Movimento Cinque  Stelle
  si  omologhi  al sistema dei partiti, per intenderci, nella  logica
  che in campagna elettorale tutto diventi competizione elettorale ed
  elettoralismo.
   Il  Governo  ha  fatto tutto quello che era nelle sue  possibilità
  legali  di poter fare. Dopo di che noi non abbiamo nulla su  questo
  terreno da contrattare perché la politica della contrattazione  non
  appartiene  a questo Governo, con nessuno dei Gruppi.  Noi  abbiamo
  tenuto un rapporto corretto e tentiamo di averlo con tutti i Gruppi
  parlamentari,  poi  ci sono le vicende elettorali  però  che  credo
  dovrebbero   essere   tirate  fuori  dal   rapporto   istituzionale
  dell'Aula,  altrimenti non andiamo molto lontano.  I  siciliani  ci
  chiedono atti di responsabilità.
   Sul   M.U.O.S.  abbiamo  operato  secondo  legge,  esprimendo  una
  valutazione,   perché  poi  qui diventa persino  imbarazzante  dire
  l'abbiamo  scoperto noi, l'abbiamo proposto noi,  poi  non  abbiamo
  fatto niente. Il Governo mi pare che ha impostato un atto valutando
  che  gli studi scientifici per la sanità erano stati realizzati  da
  uno  studio  ingegneristico, non da un organismo sanitario.  Allora
  avere  individuato questi come motivi di revoca e  di  nullità   di
  quei  provvedimenti  -  è perché il Governo è più bravo dei  Gruppi
  parlamentari? -, io credo che sinceramente questo Governo su questa
  vicenda,  fra l'altro questo viene riconosciuto persino  nel  resto
  del  Paese,  perché fare una manifestazione antiamericana  è  senza
  conseguenze. Ma realizzare atti  che mettono la Regione siciliana -
  su  un  tema  particolare -  in conflitto con il Governo nazionale,
  con  una potenza come quella degli Stati Uniti, non credo che siano
  atti così leggeri, così semplici, e neppure così diffusi quando  su
  quegli  atti  ci  si mette la propria firma, che  è  un  po'diverso
  rispetto  a  fare  un documento politico, di cui ci  si  assume  la
  responsabilità rispetto ad un impianto che vale diciotto   miliardi
  di euro.
   Eppure,  non abbiamo guardato a questi aspetti, che forse ad altri
  avrebbero  consigliato  molta più prudenza,  avrebbero  consigliato
  persino  la  prudenza di chi sa che sfida una grande  potenza,  una
  potenza  che  in  passato, in fatto di dossier ed  altro,  è  molto
  specializzata.  Eppure,  questo Governo ha dato  con  disinvoltura,
  non  mettendo in campo un antiamericanismo che per noi non ha senso
  e troviamo ideologico ma dicendo: questi documenti per noi non sono
  a  posto,  nel  senso  che  mancano  pareri  sanitari  espressi  da
  organismi  competenti.  Poi se c'è chi  vuole  fare  la  guerra  di
  religione su questo, la faccia tranquillamente.
   Noi   siamo  a  posto  con  la  nostra  coscienza,  perché  stiamo
  difendendo   i  siciliani.  Ce  lo  riconoscono  tutti   i   Gruppi
  parlamentari,  naturalmente,  ce lo riconoscono pure  al  di  fuori
  della Sicilia, ci siamo creati un po' di problemi col Governo e con
  gli  Stati  Uniti ma, poi, dopo esserci creati questi problemi  non
  vorremmo  trovarci, persino, nella difficoltà  di  non  avere  quel
  supporto,  che  in questi casi bisogna dare ad un  Governo  che  si
  espone  e  degli amministratori che si espongono personalmente  sul
  piano  della  responsabilità economica e  civile  che  può  esserci
  rispetto a questi atti.
   Quindi,  sul M.U.O.S., sinceramente non accettiamo direzioni.  Non
  ne  accettiamo. Poi ognuno può dire che può fare meglio,  può  fare
  peggio,  né siamo disposti a contrattarli su altre questioni,  come
  con nessun altro. Noi conosciamo un linguaggio della politica che è
  basato  sulla correttezza dei rapporti, io credo che  fino  ad  ora
  l'ho  sempre  mantenuta,  e  spero che tutto  questo  possa  essere
  reciproco.
   Per  quanto riguarda tutte le altre questioni sollevate,  rispetto
  alla programmazione europea, noi non intendiamo rinunciare al fatto
  che  la Sicilia debba avere infrastrutture che attende da cinquanta
  anni.
   I  Soloni di Bruxelles possono pensare quello che vogliono ma  noi
  vogliamo le strade e le autostrade perché ne abbiamo bisogno. Fondi
  europei  o no, noi queste strutture le vogliamo fare, però  noi  la
  sfida  alla Commissione Europea, sul fatto che sulla programmazione
  debbano  decidere le regioni e che l'Europa alla quale noi pensiamo
  è l'Europa delle regioni, la vogliamo fare.
   La  vogliamo fare tutta, perché qui è in discussione un metodo  di
  rapporto fra un'Europa che vuole essere centralista ed autoritaria,
  antidemocratica, persino antimeridionalista e, invece,  una  Europa
  che  deve essere vicina al modello regionale che non può esasperare
  il divario fra Nord e Sud, come si sta facendo.
   Noi  non siamo disponibili a rendere subalterne le politiche della
  Regione  rispetto agli interessi della Germania, tra l'altro  sulla
  programmazione   del  fotovoltaico,  superiamo  qualsiasi   Regione
  europea, quindi, non lo comprendiamo.
   Manderemo  i  documenti, però, chiederemo una  risposta  entro  15
  giorni,  perché il giochetto che adesso ci dicono, prima  257,  poi
  altri 200, che vengono dagli anni passati e dai governi precedenti,
  ed  in  particolare alcuni risalgono all'epoca del governo Cuffaro,
  non  mi sembra affatto corretto nei confronti della Regione, perché
  se  l'Europa aveva da eccepire rispetto alla programmazione di quei
  governi, doveva dire immediatamente quali erano i loro problemi.
   Rispetto  alle  certificazioni,  è  chiaro,  i  provvedimenti   di
  rotazione  che stiamo facendo negli Assessorati mi pare che  dicano
  più  di tante mute parole. Stiamo cercando di mettere ordine ad  un
  sistema che non si controllava più, dove, praticamente, l'autonomia
  burocratica  era diventata arbitrio burocratico e dove,  persino  i
  precedenti  governi hanno la mia solidarietà rispetto a gruppi  che
  non  rispondevano  più  talmente agli atti  di  programmazione  che
  facevano il Parlamento ed il Governo, sfuggendo a quello che doveva
  essere il dovere della burocrazia.
   Attraverso  questi meccanismi, riteniamo che si possa  mettere  in
  moto un modo nuovo; fra l'altro, la legge prevede le rotazioni,  le
  prevede  come necessità di trasparenza; non stiamo mandando  alcuno
  al  patibolo,  ma, laddove riteniamo, come è avvenuto  per  esempio
  all'Assessorato  del  territorio  e  l'ambiente  dove  ci  sono  in
  giacenza  3500 Via-Vas, è inutile che ce la prendiamo con qualcuno,
  abbiamo 3500 investimenti, probabilmente piccoli, medi, grandi,  di
  operatori  privati che non sono stati realizzati  e  non  producono
  lavoro   semplicemente  perché  qualcuno  ha  pensato  che   questi
  provvedimenti non dovessero avere alcuna risposta.
   Una  parte  potevano  essere,  sicuramente,  bocciati  perché  non
  possedevano le caratteristiche, ma gli altri perché,?  E,  in  ogni
  caso,  perché il cittadino non ha avuto la risposta? E' chiaro  che
  questo modello lo dobbiamo rendere efficiente.
   Mi  auguro, sinceramente, amici, colleghi persino, visto che  sono
  deputato  come  voi,  che in questo periodo di campagna  elettorale
  manteniamo,  tutti  quanti, una linea per cui non  debba  diventare
  semplicemente un dibattito, ed io sono molto contento per quanto  è
  avvenuto  questa sera, è segno, sicuramente, di grande  civiltà  ed
  anche di maturità del Parlamento, il modo in cui è stato svolto.
   Ho,  assolutamente, molto rispetto e molta stima del Movimento dei
  Grillini,  però,  ripeto,  va  contestualizzata  la  mia   risposta
  rispetto  alla  domanda,  perché se il  presupposto  era  vero,  il
  Movimento  dei Grillini chiedono il documento, io dico,  non  credo
  perché   questo  sarebbe  un  comportamento   ma  non  mi  riferivo
  sicuramente, tant'è vero che poi, il comportamento dei  Grillini  è
  stato  completamente  opposto  a  questo  ragionamento  ed  io   vi
  ringrazio.

   PRESIDENTE.  La  seduta è rinviata a domani,  giovedì  7  febbraio
  2013, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Ardizzone


       I  -Comunicazioni.

       II  - Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
        interno, di interrogazioni della rubrica:  Attività produttive

         N. 65  - Notizie relative all'applicazione della moratoria
              di  cui al comma 87 dell'art. 11 della legge 9 maggio
              2012, n. 26.

                                                  ASSENZA -POGLIESE

         N. 77  -  Interventi urgenti per l'esercizio dell'attività
              della pesca nella provincia di Palermo.

                                                             CAPUTO

       III  -Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
        interno, di interrogazioni della rubrica:  Autonomie locali e
        funzione pubblica

         N. 15  - Chiarimenti sulle procedure per l'assegnazione ed
              utilizzazione  dei  beni  confiscati  alla  mafia  ed
              applicabilità della procedura adottata per  il  feudo
              Verbumcaudo di Polizzi Generosa (PA) ad altri beni.

                                                             CAPUTO

         N. 22  -  Verifica dell'applicazione della legge regionale
              n.   5   del  2011  in  materia  di  contrasto   alla
              criminalità organizzata.

                                                             CAPUTO

         N. 40  -  Chiarimenti  circa l'installazione  di  pannelli
              fotovoltaici  sui  tetti degli  edifici  pubblici  di
              Casteldaccia (PA).

                                                 FERRANDELLI-MAGGIO

       IV  - Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
        interno, di interrogazioni della rubrica:  Beni culturali  e
        identità siciliana

         N. 64  -  Notizie circa il futuro della gestione dei  siti
              museali    e    dei    lavoratori    delle    società
              concessionarie dei servizi aggiuntivi.

                                                     MILAZZO-CIRONE

       V   -Discussione unificata di atti di indirizzo  politico  e
        ispettivi sull'aeroporto di Comiso (V. allegato)

       VI  - Discussione unificata di atti di indirizzo politico  e
  ispettivi sul tema delle trivellazioni in terraferma  e off-shore:
  mozioni nn. 12, 14, 21 e 26; interpellanza n. 7; interrogazioni nn.
  133, 151 e 179.     (V. allegato)

                   La seduta è tolta alle ore 19.05

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei Resoconti
                            alle ore 21.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli