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Resoconto d'Aula della Seduta n. 210 di mercoledì 07 gennaio 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FIGUCCIA,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
   Onorevoli colleghi, poiché  la II Commissione è ancora riunita, la
  seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.03, è ripresa alle ore 16.06)

                  Presidenza del Presidente ARDIZZONE

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  si  è chiuso l'esame  nelle  Commissioni  di
  merito, la II Commissione si è riunita ed ha concluso i lavori.  Se
  siamo  d'accordo,  chiuderei  la  discussione  generale,  però  con
  l'accordo  dell'Aula,  proprio stasera sui  tre  disegni  di  legge
  incardinati  per rinviare poi a domani sera, dando  la  possibilità
  agli uffici di esaminare anche - mi auguro - l'ottimo lavoro che  è
  stato svolto nelle Commissioni.
   Se  l'Aula è d'accordo potremmo fare un'unica discussione generale
  sui  tre  disegni di legge, pensando ad incardinarli. Non  sorgendo
  osservazioni, resta così stabilito.
   Quindi, proceduralmente diamo prima la parola, dopo l'insediamento
  della   Seconda  Commissione  nell'apposito  banco,  al   relatore,
  onorevole Dina. A seguire all'onorevole Marcello Greco e, sul terzo
  disegno  di  legge,  all'onorevole  Mangiacavallo,  con  10  minuti
  ciascuno  per ogni deputato e si può intervenire, come  discussione
  generale - ripeto - sui tre disegni di legge.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di rimandare  alla
  relazione generale che è allegata al testo le esplicitazioni  e  le
  considerazioni più specifiche. Vorrei semplicemente tentare di fare
  tre osservazioni preliminari sul disegno che andiamo ad affrontare,
  a votare e ad analizzare in quest'Aula.
   E'  chiaro  che ci troviamo di fronte ad un disegno di  legge  che
  sconta un nuovo scenario, una nuova architettura istituzionale;  la
  soppressione del Commissario dello Stato, sicuramente,  impone  una
  nuova  presa  di  coscienza da parte delle  Commissioni,  da  parte
  dell'Aula   per  organizzare,  per  costruire  meglio  i   processi
  decisionali,  per  tradurli  al  meglio  in  proposte  e   delibere
  legislative che non incorrano - ed è questo l'auspicio che facciamo
  come Commissione, che fanno tutti i parlamentari - non incorrano in
  eventuali impugnative postume da parte del Consiglio dei Ministri.
   E'   chiaro  che  quando  eravamo  di  fronte  ad  un  parere  del
  Commissario, al giudizio di costituzionalità del Commissario  dello
  Stato,  il  giudizio precedeva la promulgazione, per cui c'era  una
  sorta  di garanzia per il Parlamento, per i parlamentari sul  piano
  complessivo. Il rischio che l'impugnativa postuma ci  sia  e  possa
  fare  salvi  quegli  effetti prodotti ci espone sicuramente  ad  un
  supplemento   di  rischio  e  quindi  occorre  un  supplemento   di
  responsabilità, di attenzione e di concentrazione.
   Bisogna,  cioè, costruire sicuramente un percorso procedurale  che
  possa  essere  codificato  all'interno  di  una  rivisitazione  del
  Regolamento di modo che il ricorso legittimo, indispensabile   alle
  relazioni tecniche, sia costruito in modo tale che non possa essere
  messa   in   discussione  la  procedibilità  e   l'operatività   in
  Commissione  e  in Aula, nel senso che questo non dovrà  comportare
  dilatazione dei tempi o l'impossibilità, per tutti gli  attori  del
  processo legislativo, di poter rappresentare al meglio le istanze e
  i  bisogni del proprio elettorato, della società siciliana nel  suo
  complesso, della Sicilia e dei Siciliani, per dirla in sintesi  con
  due sostantivi.
   Questo  momento  di  transizione  ha  sicuramente  determinato  un
  percorso   più   complesso,   anche  discutibile,   però   con   la
  consapevolezza che ci si trova di fronte a un percorso nuovo e   si
  sa  che i collaudi sono sempre un po' indaginosi e scontano qualche
  pecca da parte di tutti.
   Ci  siamo ritrovati a riapprovare cose già approvate ed è qualcosa
  che ci ha fatto riflettere, però siamo in un momento propositivo di
  tentare  al  meglio questa prima fase, con questi  tre  disegni  di
  legge, per sperimentare questo nuovo percorso.
   Per  cui  gli  stralci fatti dalla Presidenza sono ritornati  alle
  Commissioni   di  merito,  quelli  che  non  erano  passati   dalle
  Commissioni  di merito; alcuni sono tornati anche nelle Commissioni
  che  si  erano  espresse  per essere corredati  al  meglio  da  una
  relazione tecnica.
   E'  chiaro che il Regolamento vigente vincolava la relazione  solo
  agli emendamenti del Governo, lasciando liberi da tale obbligo  gli
  emendamenti dei singoli deputati.
   E'  pur vero che, alla luce della nuova architettura, le relazioni
  tecniche   diventano  supporto  importante  ed  indispensabile   e,
  pertanto, le Commissioni richiamate all'esame degli emendamenti  si
  sono  pronunciate  e   spero - e sono sicuro  -  che  tutti  questi
  emendamenti  rientreranno nel testo da cui sono usciti,  per  farne
  parte  integrante  e  significativa, trattandosi,  soprattutto,  di
  emendamenti,  in parte proposti dal Governo, in parte proposti  dai
  deputati  nelle  Commissioni di merito e in  Commissione  Bilancio,
  votati quasi all'unanimità con dei distinguo naturali nel dibattito
  e nella dialettica politica delle Commissioni.
   La  seconda osservazione riguarda il disegno di legge così come  è
  stato  concepito  e che nella formulazione del titolo  recita  così
   Esame  del  disegno  di legge 913/A. Autorizzazione  all'esercizio
  provvisorio   del   bilancio  della  Regione   per   l'anno   2015.
  Disposizioni  finanziarie  urgenti.  Disposizioni  in  materia   di
  armonizzazione dei bilanci .
   Ci  troviamo  di fronte a tre direttrici dello stesso  disegno  di
  legge, che vanno considerate nella loro valenza, altrimenti non  se
  ne   capisce il senso e la costruzione di questo disegno di  legge,
  che non è una mera autorizzazione all'esercizio provvisorio, tant'è
  che  l'aspetto  delle Disposizioni finanziarie urgenti  diventa  un
  ulteriore elemento che ne connota la diversità e la specificità.
   Viviamo in un momento di crisi finanziaria, che è sotto gli  occhi
  di  tutti,  che  ha  imposto al Governo  regionale  un  momento  di
  chiarezza  e  un'operazione verità che è stata portata  avanti  con
  l'esame  dei conti e con le valutazioni dell'equilibrio di bilancio
  nel suo complesso.
   Sicuramente  questa  valutazione  ci  consente  di  capire  meglio
  l'impostazione  del  disegno di legge, che  non  autorizza  solo  i
  quattro dodicesimi, ma si impegna in riduzioni di spese importanti,
  fondamentali,  cespiti  importanti  di  operatività  del   bilancio
  regionale  che,  si  sa,  saranno  ripristinati  con  la  legge  di
  stabilità.  Quindi, ci ritroviamo,  per alcuni capitoli  di  spesa,
  un'operatività  in dodici dodicesimi e per altri un'operatività  in
  quattro dodicesimi.
   Ci  ritroviamo  davanti  ad una sfida importante  che  l'assessore
  Baccei ha avuto modo di rappresentare in Commissione, su cui  tutti
  saremo  chiamati  ad  operare  perché  il  percorso  è  quello   di
  intervenire  con  una serie di rifunzionalizzazione,  non  dico  di
  tagli,  dico di razionalizzazione con disegni di legge che  saranno
  collegati    alla   finanziaria   che   costituiranno   sicuramente
  quell'altra  gamba, una delle due gambe su cui dovrà  camminare  la
  legge  si  stabilità; perché, l'altra gamba, e non è secondaria,  è
  quella  che  il  Governo ha già annunciato, di un confronto  serio,
  veritiero  con  lo  stato  centrale che,  sicuramente  è  anch'esso
  debitore nei confronti della nostra Regione.
   Faccio   riferimento  alla  compartecipazione  sanitaria,   faccio
  riferimento  ad  un articolo che ci ritroviamo in  finanziaria  che
  coraggiosamente l'assessore Baccei ha voluto inserire che è  quello
  dell'erosione  della  base  imponibile  per  quanto   riguarda   la
  riscossione degli oneri del lavoro inerente gli statali.
   L'aver  spostato  il sostituto d'imposta fuori dalla  Sicilia,  ha
  sottratto  sicuramente  risorse  alla  Sicilia  stessa  e   diventa
  anch'esso  un momento di confronto importante. Per non  dimenticare
  poi l'altro aspetto degli accantonamenti tributari che lo Stato  ci
  ha  imposto  in  questi  ultimi tre anni e  che  vanno  sicuramente
  verificati  nel loro complesso, verificati sia nella  sostenibilità
  che   nel  contributo già fornito allo Stato che, secondo me,  avrà
  già assolto anche quello che ci viene richiesto sul 2015.
   Ed è una sfida importante che il Governo regionale ha davanti ed è
  una sfida su cui si misurerà l'Aula, si misurerà la maggioranza, si
  misurerà l'opposizione nella consapevolezza che abbiamo davanti una
  partita  tutta in salita dove per poter essere credibile  bisognerà
  avere le carte in regola; però, mettiamoci d'accordo su questo:  le
  cose  non  possono che camminare parallelamente, assessore  Baccei,
  non ci possiamo prestare né a richieste ultra petita, richieste che
  possono apparire come ricatti ma dobbiamo avere la capacità di fare
  il  lavoro che bisogna fare, offrirlo alle valutazione del  Governo
  nazionale ed avere la forza e la capacità di chiedere quello che  è
  giusto   chiedere,  che  è  quello  che  ci  stiamo   dicendo.   La
  partecipazione  alla spesa sanitaria oltre al 42 per  cento  doveva
  essere compensata dalla retrocessione delle accise e questo  non  è
  avvenuto nel tempo.
   Per   cui,  bisogna  recuperare  questo  divario  che  sicuramente
  pregiudica  la  tenuta,  pregiudica  sicuramente  l'equilibrio   di
  bilancio  futuro;  ed  è  questa necessità di  dover  costruire  un
  equilibrio in dodici dodicesimi che ci preoccupa.
   Lavoriamo in questa fase su alcuni capitoli di spesa per garantire
  quella  che  è  la funzionalità dell'Istituto regionale  sui  tanti
  settori che vengono garantiti con il bilancio regionale.
   Per   quanto   attiene  i  singoli  articoli,   vorrei   rimandare
  direttamente   alla   relazione  che   è   abbastanza   chiara   ed
  approfondita. E per non rubare più tempo vorrei passare  all'ultima
  osservazione  in ordine al disegno di legge che dà  lo  spunto  per
  fare  un po' chiarezza e anche qui un'operazione verità sulle tante
  leggende  metropolitane che sono state costruite  alla  Commissione
  Bilancio:  qualcuno  ha  parlato dell'assalto  alla  diligenza  con
  questo disegno di legge. Non lo credo.
   Sono stati inseriti solo 5 articoli che sono nati da audizioni  in
  Commissione,   puntuali,  approfondite,   analitiche,   che   hanno
  giustificato l'urgenza e l'indifferibilità di questi interventi.
   Siamo  di  fronte  a  scelte  condivise quasi  all'unanimità,  con
  qualche  distinguo  su  qualche votazione, per  cui  chi  parla  di
  assalto alla diligenza fa solo propaganda e ci sta, è nel ruolo che
  ognuno  intende  interpretare, ma una cosa è la  propaganda,  altra
  cosa  sono le carte, altra cosa è la verità degli atti, altra  cosa
  sono  gli  interventi che non sono né interventi  di  clientela  né
  interventi   che  mirano  a  specifici  obiettivi   particolari   e
  partitici: sono interventi che intendono rappresentare esigenze  di
  istanze vere della nostra società.
   Qualcuno  ha detto che la Commissione Bilancio è una giungla,  con
  tutto  l'affetto  che  rivolgo  a  chi  l'ha  sostenuto,  onorevole
  Zafarana,  con molta simpatia e rispetto,  vorrei significarle  che
  preferisco  la giungla al deserto, all'aridità, ad una  Commissione
  che si chiude al Regolamento, che taglia il dibattito, che evita di
  far  partecipare  tutti i deputati che vogliono  partecipare  anche
  perché  è  una  giungla che si muove nel perimetro delle  regole  e
  l'unica   giungla   che   abbiamo   consentito   è   quello   della
  partecipazione,  non  ci sono state forzature  regolamentari  ed  è
  stata  data  la  possibilità a tutti di  partecipare,  di  fare  le
  proposte  anche  sugli emendamenti aggiuntivi che  sono  stati  poi
  valutati dalla Presidenza e anche dai colleghi e si è arrivati alla
  costruzione  di  un disegno di legge che è quanto  più  aderente  a
  quello che è uscito dalla proposta del Governo con minime modifiche
  suffragate  da  relazione  tecniche,  da  audizioni,  da  riscontri
  formali  e, quindi, al di sopra di ogni sospetto e al di  sopra  di
  ogni rischio di qualsivoglia natura.
   Infine,  Presidente  Ardizzone,  la  Commissione  non  ha  bisogno
  sicuramente di badanti, noi apprezziamo il suo intervento che è  di
  stimolo  al  miglioramento,  però  le  posso  assicurare   che   la
  Commissione  opera  al  meglio,  forse  qualche  osservatore  molto
  zelante  non ha contestualizzato alcune cose e, quindi, sono  state
  mal  riferite;  forse qualche collega ha forviato il  suo  giudizio
  perché,  signor  Presidente, ci sono  colleghi  che  oscillano  dal
  silenzio assordante o all'urlo, però è chiaro che la posizione  che
  si  assume  è relativamente alle proprie posizioni che bisogna  far
  calare  dentro il treno che passa: se ci sono c'è il  silenzio,  se
  non ci sono c'è l'urlo.
   Pertanto, la voglio assicurare,  è una Commissione che non è fatta
  da   azzeccagarbugli ,  è una Commissione seria  che  ha  fatto  la
  scelta  di  far partecipare tutti in maniera democratica e  serena,
  dentro il perimetro del Regolamento che abbiamo rispettato anche in
  questo   momento  di  transizione  e  di  difficoltà   del   cambio
  dell'architettura istituzionale.
   Dunque,   siamo  ben  lieti di continuare a collaborare  con  lei,
  signor  Presidente,  nel  rispetto delle prerogative  di  ognuno  e
  sapendo  che  abbiamo di fronte un compito difficile che  porteremo
  avanti con intelligenza e con rispetto reciproco.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Dina, sono convinto che per il futuro
  lei prima di far intervenire questa Presidenza, per lo stralcio  di
  emendamenti che non sono passati dalle Commissioni di merito,  sarà
  lei  stesso  a  non  trattarle e ad inviarle  alla  Commissione  di
  merito,  di  questo  la  Presidenza  gliene  è  grato  poiché  così
  anticiperemo i tempi.

   FORMICA. Non voleva dire questo.

   PRESIDENTE. Così come deciso, incardiniamo il secondo  disegno  di
  legge.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Discussione del disegno di legge «Norme stralciate in materia di
                  personale» (782-VII stralcio bis/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Norme  stralciate  in  materia  di  personale»  (782-VII  stralcio
  bis/A), posto al numero 2).
   Invito   i   componenti  la  V  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Marcello Greco, per svolgere la relazione.
   Ribadisco  per  i  colleghi che sono arrivati  dopo  l'inizio  dei
  lavori  che la discussione generale è unificata sui tre disegni  di
  legge.  Stasera  chiuderemo la discussione  generale  e  domani  si
  inizierà  a votare partendo dall'esercizio provvisorio e a  seguire
  il  disegno di legge sui precari e il disegno di legge sulle camere
  di commercio.

   GRECO  MARCELLO, presidente della V Commissione e relatore. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge che  andiamo  a
  trattare  è un disegno di legge che è formato da alcune  norme  che
  sono  state  espunte  da  un precedente  progetto  più  ampio  che,
  tuttavia,  non  ha  avuto la necessaria copertura  finanziaria.  Le
  norme   sono   state   selezionate  in  ragione  dell'urgenza.   In
  particolare,  si  è tenuto conto della situazione dei  precari  che
  prestano  la  loro opera in favore degli enti locali e segnatamente
  dei Comuni siciliani.
   E'  un  problema questo che si ripercuote da tempo; ahimè, avevamo
  parlato negli anni precedenti della possibilità di risolverlo però,
  purtroppo  - e qui mi rivolgo al Governo regionale - ancora  questa
  pecca  rimane  e  mi  auguro  che sia per  l'ultima  volta  perché,
  altrimenti,   la   problematica  continuerà   in   maniera   sempre
  assordante.
   Tale  materia, infatti, va a rivestire carattere prioritario sotto
  due  versanti.  Da  un  canto, vi sono le esigenze  dei  lavoratori
  precari  il cui reddito è legato alla prosecuzione dei contratti  e
  dall'altro  lato  spicca l'esigenza segnalata dalle amministrazioni
  comunali nonché dalle loro associazioni di categoria (ANCI e ASAEL)
  le  quali,  ove  private  dell'opera  dei  lavoratori  precari,  si
  troverebbero nella triste situazione di non potere erogare  servizi
  per  la  collettività con evidenti ripercussioni sulla cittadinanza
  che senz'altro ne soffrirebbe.
   E'  il  problema che abbiamo più volte detto. Cioè questi  precari
  sono  indispensabili  per le attività del comune.  La  mancanza  di
  questi  soggetti renderebbe le amministrazioni, già di  per  sé  in
  difficoltà, completamente inerti.
   Alla  tutela  apprestata  per  tale categoria  è  stata,  altresì,
  abbinata  una  norma riguardante i dipendenti stagionali  dei  enti
  lirico-sinfonici e dello spettacolo, in quanto viene  previsto  che
  da  tale  norma  non possano derivare oneri per il  bilancio  della
  Regione.
   Del  disegno  di  legge  n.  782/VII  stralcio,  è  stato  inoltre
  mantenuto  l'articolo 1 il quale, ancorché afferente  a  tutt'altra
  materia,  non  presenta  problemi per  il  bilancio  della  Regione
  giacché  costituisce  una  norma  di  entrata  nel  settore   degli
  ecomusei, che è la parte iniziale dell'articolo. Infine, l'articolo
  sull'entrata in vigore, considerata l'urgenza, ne accelera i  tempi
  di applicazione.
   Pertanto,  onorevoli  colleghi, in considerazione  dell'importanza
  della  materia il Parlamento regionale è chiamato, con la  presente
  legge,  a dare una risposta che dia slancio all'opera dei Comuni  e
  sicurezza alla condizione di tanti lavoratori.
   Grazie  Presidente.  Questa  è  la  relazione  alla  quale,   poi,
  integralmente mi riporto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Discussione del disegno di legge « Disposizioni in materia di
    personale delle Camere di Commercio, industria ed artigianato.
                     Fondo di quiescenza» (905/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Disposizioni  in materia di personale delle Camere  di  Commercio,
  industria  e  artigianato. Fondo di quiescenza» (905/A),  posto  al
  numero 3).
   Invito   i   componenti  la  III  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Mangiacavallo,  relatore  del
  disegno di legge, per svolgere la relazione.

   MANGIACAVALLO,  relatore. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,
  il presente disegno di legge intende mettere ordine nelle strutture
  organizzative  e  burocratiche delle Camere di Commercio  siciliane
  che,  com'è noto, sono state  e saranno ancora interessate  da  una
  profonda riforma da parte del legislatore nazionale.
   In  particolare, con l'articolo 1 vengono autorizzate le Camere di
  Commercio  alla  proroga  dei  contratti  dei  dipendenti  a  tempo
  determinato fino al 31 dicembre 2016.
   Con  l'articolo  2  viene disposto il blocco del patrimonio  delle
  Camere  di  Commercio, al fine di evitarne il depauperamento  nelle
  more della riforma.
   Infine,  con l'articolo 3 viene istituito, nell'ambito  del  Fondo
  pensioni dei dipendenti della Regione siciliana, un autonomo  fondo
  pensioni  per il personale delle Camere di Commercio, il cui  onere
  finanziario, iniziale e di esercizio,  rimane a carico  degli  enti
  Camerali.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale unificata  sui
  tre disegni di legge.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  deputati, intervengo solo dire alcune cose,  anche se molte nozioni
  sono state già anticipate dal Presidente Dina.
   Innanzi  tutto  secondo me è importante inquadrare il  disegno  di
  legge   esercizio provvisorio  nell'ambito di quello che è  poi  il
  Documento di programmazione economico-finanziario che poco è  stato
  trattato,  però  secondo me è molto importante  perché  delinea  un
  percorso.
   Per  cui  questo  esercizio provvisorio,  di  fatto,  è  un  primo
  passaggio  che facciamo però assolutamente in linea con quelle  che
  sono  le  indicazioni  del  Documento di programmazione  economico-
  finanziaria,  dunque   già in quel documento si  identifica  questo
  come  un momento di discontinuità in cui vengono prese delle  prime
  decisioni  importanti in accordo con il Governo  e  una  di  queste
  decisioni  è  quella che ha creato anche qualche  problematica  che
  abbiamo  dovuto  risolvere nell'ambito dell'esercizio  provvisorio,
  mi  riferisco al fatto di aver definito con una metodologia diversa
  quelle che sono le entrate previste per il 2015.
   Questa  modalità insieme all'aumento dei contributi  alla  finanza
  pubblica  sono  i  due  grossi elementi che  hanno  determinato  la
  problematica che andiamo ad affrontare con l'esercizio  provvisorio
  che  poi  affronteremo  in  maniera più strutturata  con  la  legge
  finanziaria, quindi già lì, già nel documento identificavamo questo
  primo momento di discontinuità.
     Sempre  nell'ambito del documento, sono indicate quelle che sono
  le aree di azioni che stiamo di fatto affrontando nella Finanziaria
  che  presenteremo appunto nelle prossime settimane e sono  indicate
  anche  quelle che sono le nostre rivendicazioni che andremo a  fare
  al  Governo nell'ambito del tavolo che è stato annunciato, appunto,
  dal  Governo  stesso e che, come preannunciava il Presidente  Dina,
  sono  anche oggetto di un articolo dell'esercizio provvisorio,  per
  cui  già nell'ambito dell'esercizio provvisorio anticipiamo  quella
  che  probabilmente  è la principale delle rivendicazioni  verso  il
  Governo di Roma.
   E' importante sottolineare che sempre nell'ambito del Documento di
  programmazione  economico-finanziaria, visto  che  è  fin'ora  sono
  stati  identificati soprattutto la parte delle riforme, diciamo  la
  parte   dolorosa,  nel  documento  si  indica,  invece,  una  parte
  importante  di  sviluppo per la Regione che vorremmo   approfondire
  maggiormente nelle prossime settimane.
   In  quel  documento, infatti, si indica  che nei prossimi 10  anni
  fra  chiusura della programmazione precedente, apertura della nuova
  programmazione  ci  saranno una ventina di miliardi  abbondanti  da
  spendere,  questi  se  ben  concentrati, se  ben  identificati,  ci
  permetteranno   di   riavviare  un  po'  il  motore   dell'economia
  siciliana,  quindi, va sempre tenuto in mente che  accanto  ad  una
  politica  di rigore e di riforme c'è l'intenzione e la  volontà  di
  spingere  al  massimo, ma in maniera concentrata,  focalizzata,  le
  risorse extra regionali che avremo a disposizione.
   Quindi,  questi  come  capitoli  di  Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria e l'esercizio provvisorio, come dicevo, è  un
  primo importante passaggio.
   Di  fatto,  perché abbiamo fatto un testo che non  è  il  semplice
  esercizio provvisorio con la definizione dei quattro undicesimi  di
  spesa? Perché siamo stati costretti proprio per i due fenomeni  che
  dicevo  prima, quindi, le minore entrate e le maggiori spese dovute
  sostanzialmente  per  la  gran  parte  al  concorso  alla   finanza
  pubblica,  che poi per il resto negli ultimi anni dal Governo  sono
  stati  fatti  interventi per tagliare la spesa, per  far  fronte  a
  questi  due  grossi eventi, abbiamo dovuto andare a recuperare  una
  serie  di  poste che poi rimetteremo nell'ambito della  Finanziaria
  trovando un adeguata copertura.
   Per  cui,  come anticipato, abbiamo dovuto prendere, a  fronte  di
  entrate  che  sono previste per i 12 mesi, abbiamo potuto  prendere
  alcune  spese  solo  per  i  4/12,  perché  le  entrate  non  erano
  sufficienti a garantire la copertura.
   Abbiamo   dovuto   fare  altri  interventi  di   riduzione   degli
  accantonamenti  previsti piuttosto di recupero di  risorse  proprio
  per  riuscire  a  trovare una quadratura nell'ambito  del  bilancio
  provvisorio per presentarlo, appunto, in bilancio.
   Tutti   questi  interventi,  tutte  queste  minori  poste   vanno,
  ovviamente,  recuperate nell'ambito della finanziaria attraverso  -
  appunto  come  dicevo  -  interventi  di  riduzione  della   spesa,
  interventi  di  aumento  delle entrate, ma  soprattutto  attraverso
  quella  che sappiamo ormai essere una parte importante,  che  è  la
  negoziazione  con  il Governo centrale portando  avanti  le  nostre
  rivendicazioni.
   Volevo  riprendere,  quello che giustamente diceva  il  Presidente
  Dina,   relativamente   alle  polemiche  che   sono   state   fatte
  sull'assalto  alla  diligenza.  Se  andiamo  a  vedere  due   degli
  interventi  che  sono stati fatti, di fatto sono  stati  fatti  per
  riallinearci  alle logiche generali. Sto parlando degli  interventi
  sull'Esa  e sull'Istituto Vite e Vino, non mi ricordo mai  come  si
  chiama,  queste  sostanzialmente sono dovute al fatto  che  avevamo
  considerato in un primo momento di poterle erogarle in  giornata  a
  partire  dal  mese  di maggio, poi ci siamo resi conto  che  andava
  anticipato,  per  cui  abbiamo fatto un  appostamento  proprio  per
  consentire  di  iniziare  prima  l'erogazione  delle  179  giornate
  previste  e  sull'istituto Vite e Vino, era che l'informazione  che
  avevamo  non comprendeva alcune poste che erano transitati non  sui
  dovuti capitoli. Per cui, per garantire il pagamento di stipendi  e
  niente più abbiamo dovuto fare questa modifica.
   Per cui, queste due modifiche non sono altro che di riallineamento
  con  i  principi  generale che avevamo dato sia sulla  Regione  che
  sugli  enti  regionali. Gli altri due interventi che  sono  su  due
  società  partecipate  sono state di fatto ridotte,  no  ridotte  ma
  riportate,  all'utilizzo,  alla definizione  di  un  fondo  le  cui
  modalità di erogazioni saranno, appunto, fatte solo in seguito alla
  verifica del quanto erogare, del se erogare, di quanto erogare e in
  che tempistica erogare.
   Per  cui,  al momento non stiamo parlando di assegnazioni,  ma  di
  definizioni  di fondo che potranno andare a favore di alcune  delle
  società partecipate sulle quali sono state identificate nell'ambito
  delle Commissioni delle  problematiche urgenti. Per cui, alla  fine
  rispetto alle regole che sono state inizialmente definite,  non  ci
  sono  di fatto dei maggiori oneri sul bilancio ma semplicemente  un
  adeguamento per un paio di enti che non erano stati valutati  nella
  loro interezza, quindi un riallineamento con le regole generali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'ultimo  punto  tracciato  adesso  dall'Assessore  Baccei   che
  riguarda esattamente le società partecipate.
   Le  società  partecipate,  lo  leggo per  evitare  di  dimenticare
  qualcosa,  le società a totale partecipazione pubblica  sono  state
  annoverate pubbliche amministrazioni dalla legge del 6 luglio 2014,
  n.  94.  C'è anche una giurisprudenza consolidata dove dice che  le
  società  a  totale partecipazione sono considerate pubbliche  e  al
  personale  dipendente va applicato il decreto  legislativo  n.  165
  del  2001, c'è una sentenza,  in tal senso, della Corte di  Appello
  di  Palermo a favore, e di fatto l'Assemblea regionale  ha recepito
  questa  disposizione con l'entrata in vigore della legge  regionale
  del 12 agosto 2014, n. 21, con l'articolo 64.
   Assessore,  nella  suddetta  norma, in  materia  di  gestione  del
  personale delle società partecipate, al comma 5, viene sancito che:
   Ai  fini  di  cui  al comma 4, entro il termine perentorio  di  60
  giorni  dall'entrata in vigore della presente legge, le  società  a
  totale o maggioritaria partecipazione della Regione di cui al comma
  1,  dell'articolo 20, della legge regionale 12 maggio 2010, n.  11,
  trasmettono  all'Ufficio speciale della società in  liquidazione  e
  alla  Ragioneria  generale della Regione un'integrazione  al  piano
  previsto dall'articolo 20, comma 2, della legge regionale 12 maggio
  2010, n. 11, con la individuazione del numero dei soggetti inseriti
  all'albo di cui al comma 1 che, in base ai rispettivi fabbisogni  e
  nei   limiti  finanziari  previsti nei  propri  bilanci,  intendono
  assumere .
   La  predisposizione dei predetti piani deve essere effettuata  nel
  rispetto dei limiti e dei vincoli finanziari previsti dalla vigente
  legislazione.
   Al  comma 7 della stessa legge si stabilisce, recependo una  norma
  nazionale, che trascorsi i termini previsti di cui al comma  5,  al
  personale di cui al comma 1, in servizio dalla data di cui al comma
  2,  non assegnato o trasferito ad altre società con modalità di cui
  al  comma  5,  si applicano le procedure di mobilità nei  limiti  e
  secondo  le modalità previste nel comma 563 dell'articolo  1  della
  legge 27 dicembre 2013, n. 147.
   Allo  stato attuale,  ad oltre cinque mesi dall'approvazione della
  nostra  legge  regionale,  non solo non  si  è  dato  il  giusto  e
  legittimo  seguito alla mobilità del personale risultante dall'albo
  dei   dipendenti  delle  società  in  liquidazione  della   Regione
  siciliana,  che  sono in tutto 24 lavoratori, nonostante  ci  siano
  delle richieste sopraggiunte dall'Ufficio speciale liquidazione, ma
  c'è  un caso specifico, quello della società Sicilia e Servizi, che
  ha  già  fatto la richiesta per sette unità, fatte dal  Commissario
  Ingoia, c'è ne sono altre sette che sono stati trasferiti alla  SAS
  - alla società che è stata costituita dalla Regione - altri tre che
  sono  stati distaccati presso un'altra società, ma aldilà di questo
  c'è  un  fatto specifico che è quello del personale della CIEM  che
  subisce un ingiustificato e illegittimo, secondo me,  provvedimento
  che  è  quello che hanno attuato adesso, non so chi è il dirigente,
  hanno  sospeso  dal  servizio questi ragazzi, dopo  tanti  anni  di
  lavoro,  e non solo, ma oltre alla sospensione è stato tolto  anche
  lo stipendio.
   A  parte che non percepiscono stipendio da circa sei, sette  mesi,
  forse  più, io vorrei capire come mai per alcuni è stato  fatto  un
  procedimento  di mobilità,  altri sono stati trasferiti  presso  la
  SAS, qualcuno ha richiesto, anche l'IRFIS aveva fatto una richiesta
  nominativa di questo personale, e  rispetto alla legge che è  stata
  approvata da noi, io credo che questi lavoratori avevano il diritto
  di  avere non solo la mobilità, ma di essere trasferiti, così  come
  richiesti da queste società, alle altre società.
   Noi  abbiamo  approvato una legge, Assessore,  che  prevedeva  che
  dall'albo  le società che avevano  - l'ho letto nel comma  previsto
  dalla  legge  -  necessità di manodopera e, quindi,  di  lavoratori
  dovevano attingere da questo albo.
   Io vorrei capire perché alcuni si e altri invece non solo non sono
  stati  chiamati,  ma sono stati sospesi sia dal  lavoro  che  dallo
  stipendio  e  non percepiscono gli arretrati da circa  sette,  otto
  mesi.
   Ora, è un'azione punitiva nei confronti di qualcuno? C'è un motivo
  diverso  che a me sfugge? O l'Assessore o il Governo sta procedendo
  in maniera non uguale, perché alcuni li ha trasferiti, altri  li ha
  tutelati  e altri invece addirittura li ha sospesi. C'è un motivo?
   Io  le  chiedo se è possibile inserirli in questa Finanziaria  che
  andremo  a  fare  e  di  riprendere  questa  questione,  perché  la
  sospensione mi sembra intanto illegittima e non vorrei che ci fosse
  anche  un  danno  erariale in questo provvedimento  adottato  e  le
  chiedo se lei può intervenire per ripristinare le condizioni  prima
  di questa sospensione.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a  parlare l'onorevole Venturino.  Ne  ha
  facoltà.

   VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,   fermo
  restando  che  non posso che apprezzare quanto detto dall'Assessore
  sui tagli eccetera, che sono necessari per fare un po' di ordine in
  questa  nostra Regione, mi piacerebbe capire un po' di  più  quando
  parla  di  rivendicazioni nei confronti del   Governo  nazionale  a
  quali   rivendicazioni  si  riferisce;  qualora  dovesse  riferirsi
  all'attuazione  degli  articoli 36, 37 e 38  troverebbe  quest'Aula
  assolutamente d'accordo.
   Alcune  riflessioni  per quanto riguarda lo stralcio  che  abbiamo
  esaminato  in Commissione, tra l'altro ho depositato un  documento,
  avendo  parlato anche con l'assessore Caruso, che ho visto  entrare
  ma che non vedo in questo momento.
   Brevemente,  le modifiche che si intendono apportare  all'articolo
  30  della  legge  regionale 28 gennaio 2014,  n.  5,  inserite  nel
  disegno di legge n. 782 VII stralcio bis/A, prevedono interventi in
  materia di precari degli enti locali ed istituzionali della Regione
  siciliana e riguardano la proroga dei contratti a termini in essere
  o  alla stabilizzazione nel rispetto di quanto dispone l'articolo 4
  del  decreto  legge n. 31 agosto 2013, convertito poi in  legge  n.
  125,  che  tutti  quanti conosciamo molto più comunemente  come  la
  legge D'Alia.
   Due  considerazioni,  ripeto,  che  ho  già  rassegnato  anche  in
  Commissione.  Al  comma  1 la modifica per compensare  gli  effetti
  degli  squilibri finanziari sul complesso delle spese del personale
  per  lo  meno  mi sembra - e spero che l'Assessore mi rassicuri  su
  questo - in contrasto con il principio di riduzione della spesa del
  personale  ai fini de rispetto del patto di stabilità  interno  con
  riferimento al valore medio dell'ultimo triennio.
   La  norma  in  esame,  considerando gli  effetti  degli  squilibri
  finanziari  nel complesso della spesa del personale,  difficilmente
  metterebbe gli enti locali in condizione di rispettare il principio
  di  riduzione  della spesa del personale ai fini del raggiungimento
  degli  obiettivi  di finanza pubblica, ultime modifiche  introdotte
  dall'articolo 3 commi 5, 5 bis, 5 ter e 5 quater del decreto  legge
  24  giugno 2014, n. 90, convertito con modifiche ed integrazioni in
  legge  11  agosto 2014, n. 114, per quanto riguarda la  materia  di
  riduzione della spesa del personale.
   Il comma 2. La partecipazione contributiva della Regione siciliana
  per  le finalità indicate dall'articolo 4, comma 9 bis della  legge
  regionale  30  ottobre  2013, n. 125, ai  fini  della  proroga  dei
  contratti  a tempo determinato in essere, producendo effetti  sulla
  spesa  del  personale,  farà aumentare gioco  forza  la  spesa  del
  personale, anziché diminuirla, ovviamente questo in violazione  del
  principio  di riduzione  della spesa del personale nell'ottica  del
  raggiungimento   degli  obiettivi  di  finanza  pubblica,   deroga,
  Assessore,  introdotta  fino al 31 dicembre 2015  dall'articolo  1,
  comma  268  della legge 23 dicembre 2014, n. 190, ovvero  la  legge
  stabilità  per  l'anno 2015 in materia di proroga dei  rapporti  di
  lavoro  a  tempo  determinato stipulato  dalle  Regioni  a  Statuto
  speciale e dagli enti territoriali facenti parte di questa Regione,
  secondo  quanto  dispone l'articolo 14, commi 24 bis,  24  ter  del
  decreto  legge  31 maggio 2010, n. 78, legge nazionale,  convertito
  con modifiche ed integrazioni in legge 30 luglio 2010, n. 122.
   Al comma 3 introduce l'articolo 30 del comma 7 ter per i  processi
  di  stabilizzazione già conclusi o da concludere compensa solo  per
  gli  anni  2015,  2016 in luogo del quinquennio. Sono  gli  effetti
  dello   squilibrio  finanziario  nei  limiti  della   disponibilità
  finanziaria  del bilancio della Regione siciliana. Tale  norma,  di
  fatto,   crea   una  discriminazione  tra  gli   enti   locali   ed
  istituzionali  della Regione che hanno concluso la  stabilizzazione
  con  i finanziamenti previsti dalla legislazione nazionale abrogata
  dallo  stesso  comma 6 dell'articolo 30 e quelli che  pur  avendolo
  concluso o che la stanno per concludere, non avranno mai le risorse
  finanziarie  sufficienti per avviare il processo di stabilizzazione
  del  personale precario in possesso dei requisiti di legge.  Questo
  l'ho  già  depositato in Commissione, dove ho già  espresso  queste
  perplessità circa questo disegno di legge già in Commissione.
   Al comma 4, la modifica introdotta autorizza l'Assessore regionale
  del  lavoro ad erogare l'anticipazione finanziaria del 40 per cento
  nelle  more  del  decreto assessoriale per  il  riparto  del  fondo
  straordinario per compensare gli squilibri finanziari anche per  il
  comparto  sanità ed enti istituzionali della Regione. Non  è  altro
  che  la semplice estensione del comma 7 bis dell'articolo 30  anche
  ad altre pubbliche amministrazioni diverse dagli enti locali.
   La  norma dovrebbe applicarsi ordinariamente senza perciò derogare
  ancora  all'erogazione  del  fondo  per  compensare  gli  squilibri
  finanziari di un altro anno, come già verificatosi per l'anno 2014,
  per le pubbliche amministrazioni diverse dagli enti locali.
   Per  queste ragioni, ancora una volta rivendico immediatamente  la
  riapertura  della  discussione sui disegni  di  legge  che  ho  già
  presentato in Commissione, che sono in Commissione che aspettano di
  essere  trattati, pertanto, qui pubblicamente, onorevoli  colleghi,
  soprattutto  i  colleghi della V Commissione, rinnovo  l'invito  ad
  aprire un tavolo serio su riforme strutturali riguardanti i disegni
  di legge n. 741 e 742 da me presentati.
   C'è   un   altro  aspetto,  Assessore,  l'onorevole  Dina  parlava
  giustamente  che  non  si può fare l'attacco alla  diligenza,  però
  nelle  ultime  settimane abbiamo fatto un trattamento  non  proprio
  equo  nei  confronti di chi vive questo disagio sociale  che  molte
  volte  è  la ragione per cui ci attiviamo ad approvare delle  leggi
  lampo-stampo, si direbbe  da qualche altra parte.
   Abbiamo  fatto  tutto per alcuni precari, ma in  questo  esercizio
  provvisorio non ho trovato traccia alcuna dei cantieri  di servizio
  che   pure  avevano  trovato  copertura  finanziaria  nella   legge
  dell'anno  scorso  e  che  qui,  in questo  esercizio  provvisorio,
  scompaiono completamente.
   Se  caso mai si tornerà a parlare di loro, se ne parlerà a maggio,
  ad  aprile,  quando ormai saranno trascorsi quattro mesi  e  questa
  categoria  di  RMI, come si chiamavano una volta,  oggi  conosciuti
  come cantieri di servizio, verrà ulteriormente penalizzata.
   Credo  che  sia  compito della politica cercare di  trovare  delle
  soluzioni  anche  per questi lavoratori senza fare discriminazioni,
  senza generare una guerra come dichiaravo poco fa alla stampa,  una
  guerra tra poveri.
   Mi   avvio   alla   conclusione,   signor   Presidente,   un'altra
  considerazione che riguarda gli enti locali in dissesto.
   Non so se gli onorevoli colleghi, soprattutto, della provincia  di
  Palermo, sanno che proprio oggi, mi risulta, chiedo conferma a  chi
  opera  in  questa  provincia, che il  comune  di  Bagheria  ha  già
  notificato licenziamenti di alcuni precari.
   Anche  qui  un  intervento  legislativo  che,  probabilmente,  non
  risolve  affatto  i  problemi di questi locali in  dissesto,  anche
  perché sappiamo benissimo che aspettiamo un'autorizzazione da parte
  del  Ministero, quello che voglio dire è che ci vorrebbe  un'azione
  più forte e più chiara nei confronti di questi enti locali che,  di
  fatto,  non stanno risolvendo i problemi anche alla luce di  questo
  ulteriore  sforzo, che stiamo facendo in maniera così  veloce,  per
  trovare delle risposte.
   Non   ho   altro  da  aggiungere  e  ringrazio  il  Presidente   e
  l'assessore.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   ho
  ascoltato un attimo l'intervento, anche se ero fuori dall'Aula, del
  presidente Dina, l'intervento dell'assessore Baccei, devo dire  che
  obiettivamente,  se  dobbiamo essere sinceri, quello  di  cui  oggi
  parliamo è un effervescente mix tra esercizio provvisorio,  manovra
  finanziaria  e  variazione  di bilancio e  dico  un  effervescente,
  utilizzo questo termine, perché il momento magari ce lo impone, mai
  come in questo contesto storico, sociale ed economico la Sicilia  e
  l'istituzione Regione siciliana si trovava in una condizione simile
  di così profonda crisi, di così profonda difficoltà.
   Abbiamo  visto  negli ultimi dati del 2014 che il  PIL  arretra  e
  arretra  più delle altre parti del Mezzogiorno, è quasi  il  doppio
  rispetto al PIL nazionale. Tutti gli indicatori sono negativi.  Noi
  oggi  cosa  stiamo  facendo? Stiamo tentando di fare  un  esercizio
  provvisorio  che  dovrebbe essere la fotografia di  un  disegno  di
  legge  di  bilancio  e, quindi, un testo che  dovrebbe  essere  più
  formale che sostanziale, cioè dovrebbe metterci nelle condizioni di
  poter  fotografare  l'esistente e dire  che  per  quattro  mesi  la
  Regione siciliana interviene per un periodo molto limitato. Invece,
  abbiamo  potuto constatare come il primo disegno di legge che  lei,
  Assessore, ci ha portato e ci ha consegnato era un disegno di legge
  un po' più appesantito rispetto ad un esercizio provvisorio.
   Qualcuno  ha  detto  che si è parlato di assalto  alla  diligenza.
  Certo,  anche noi lo abbiamo detto e lo abbiamo detto e meno  male
  Anche noi abbiamo parlato di assalto alla diligenza e meno male che
  abbiamo  acceso i riflettori perché altrimenti, quella  sera,  caro
  assessore  Baccei, lei lo ricorda in Commissione, ci sarebbe  stato
  di   tutto  e  di  più  se  non  ci  fosse  stata  una  opposizione
  responsabile  che  avesse messo dei paletti molto  fermi  e  avesse
  anche  chiesto  ed  ottenuto, e per questo lo  voglio  ringraziare,
  l'intervento  autorevole  del Presidente  dell'Assemblea  regionale
  siciliana che ha puntualizzato alcune cose.
   Ma  andiamo  per  ordine. Al di là della precedente  affermazione,
  Assessore,  che tralascio, lei ha detto:  Intanto, facciamo  questi
  primi  quattro  mesi, poi quello che verrà dopo lo  prenderemo,  lo
  vedremo . Si dice in genere iniziando un percorso quello che  viene
  dopo è il futuro e non ci è dato conoscerlo. E noi, caro assessore,
  invece abbiamo il dovere da legislatori ma anche da parlamentari di
  capire  qual  è  il futuro di questa nostra Terra e  il  futuro  di
  questa   nostra  Terra  per  come  è  congegnato  questo  esercizio
  provvisorio,  lo  dico  al Presidente dell'Assemblea,  lo  dico  ai
  colleghi,  ma  lo  vogliamo anche denunciare  pubblicamente,  è  un
  esercizio  provvisorio che per quattro mesi mette  una  pezza,  fra
  quattro mesi se non ci sarà l'intervento dello Stato lascerà questa
  Sicilia  in  braghe  di tela. E la lascerà in  braghe  di  tela  ad
  iniziare  dagli enti locali, a cui abbiamo ridotto negli  anni,  da
  950 milioni di euro, siamo passati e 750, poi a 600 e poi a 550   e
  l'anno  scorso a 430 e quest'anno siamo arrivati a 250  milioni  di
  euro e imponiamo ai sindaci, ai comuni di aumentare le tasse fino a
  quando  questa  pietra  non  la  possiamo  più  spremere  perché  i
  cittadini  siciliani non hanno più cosa dare alle  casse  comunali,
  regionali,  provinciali e nazionali  Una tassazione  eccessiva  che
  crea  un  percorso inverso, nel senso che non crea maggiore gettito
  ma  crea  una  deflazione, da un lato e dall'altro  lato  crea  una
  regressione nel gettito.
   Allora, per gli enti locali, per i precari, noi abbiamo una platea
  di  precari,  ben 22.500 precari che oggi rappresentano  l'ossatura
  delle  pubbliche amministrazioni comunali e provinciali e su questi
  precari cosa stiamo dicendo? Intanto, su 250 milioni ve ne togliamo
  la  metà,  130  milioni  vi  togliamo,  poi  per  quattro  mesi  vi
  garantiamo  e  dopo  di che cosa facciamo, poi vediamo  quello  che
  succederà,  poi  vediamo   Chi verrà dopo  di  noi  poi  trarrà  le
  conseguenze.   E   noi,  onorevole  Ioppolo,   possiamo   affidarci
  all'incertezza  di  un futuro senza avere una norma  certa  su  cui
  possiamo poggiare la nostra attività legislativa?
   Si  era parlato degli accantonamenti tributari. Ad un certo  punto
  questo  Governo  nazionale cosa fa? Cerca di stritolare,  cerca  di
  stritolare tutti gli enti comunali e regionali.  A maggior  ragione
  nei  confronti  del  Governo Crocetta  nei  cui  confronti  non  ha
  sicuramente particolare simpatia il Governo nazionale. Allora, cosa
  ha  fatto? Da un lato ci ha tolto dei fondi che servivano  per  gli
  investimenti,  dall'altro lato sta stringendo e irrigidendo  sempre
  di più la spesa corrente.
   Assessore  Baccei, lei poco fa ha detto:  avremo  20  miliardi  di
  euro  nei  prossimi dieci anni . Io vorrei vedere  dove  è  scritta
  questa  norma. Sarei curioso. Non l'ho letta da nessuna  parte,  ma
  le  posso  dire - e a ragion veduta - che nel 2007 e  nel  2008  la
  Regione siciliana aveva un bilancio di spesa corrente superiore  ai
  venti miliardi, oggi lo sa quanto è?
   E'  meno  di quindici miliardi: cinque miliardi in meno annui  che
  comportano  una conseguenza di grande deflazione nei  confronti  di
  questa  Sicilia e comportano un impoverimento progressivo, per  cui
  altro che venti miliardi in dieci anni
   Altro  che  la  programmazione  comunitaria:  cinque  miliardi   e
  quattrocento  milioni di euro tra il 2014 e il  2020   Noi  abbiamo
  perso cinque miliardi di euro l'anno
   E'  chiaro  che c'è un calo del PIL, un calo della produzione,  un
  calo  anche  della quotidiana vita sociale, un calo  della  qualità
  della  vita e  se a questo poi lo Stato crea un ulteriore  prelievo
  tributario  di un miliardo e cento milioni, mi chiedo  come  lo  si
  vuole  coprire  Lo vogliamo coprire azzerando tutti i fondi per  lo
  sviluppo e la coesione, che erano gli unici fondi, tolti i PAC, con
  cui potevamo fare qualche intervento infrastrutturale.
   Una Regione che è diventata ormai il nord dell'Africa. Una Regione
  che  non  ha  un euro come spesa corrente. Una Regione a  cui  sono
  stati  sottratti  anche i fondi per lo sviluppo e  la  coesione   E
  allora  il  futuro  che  ci  aspetta  è  sicuramente  desolante,  è
  sicuramente difficile.
   Parliamo   di questo esercizio provvisorio - lo vorrei dire  anche
  al  Presidente dell'Assemblea - questo esercizio provvisorio  è  la
  cartina  tornasole, è la fotografia delle incapacità  del  Governo
  Con  questo  esercizio provvisorio, caro assessore Baccei,  lei  sa
  cosa ha fatto? Ha messo un bel tre e mezzo al Governatore Crocetta,
  non la sufficienza  Non un cinque  Ha messo tre e mezzo
   Cosa  dice con questo esercizio provvisorio? Aveva fatto un mutuo,
  Presidente  Ardizzone,  e   questo  mutuo  non  si  è  riuscito   a
  completare, a concretizzare. Abbiamo dato soldi alle Province e  ai
  Comuni tramite l'accensione di un mutuo che non si è mai realizzato
  e  ora vi dirò perché.
   Abbiamo dato soldi ai forestali. Come? Con un mutuo che non  si  è
  riusciti mai a realizzare e  ora vi dico il perché.
   Abbiamo stabilito che dovevamo dare dei soldi agli enti, agli enti
  culturali, agli enti sportivi, agli enti sociali, e non lo  abbiamo
  fatto, per cui mettiamo una norma di sanatoria con la quale si dice
  a  tutti quegli enti per i quali avevamo previsto di dare dei soldi
  con la ex tabella H e non li abbiamo dati  e dovremmo capire perché
  non li abbiamo dati.
   Quindi,  se  già su quattro cose noi stiamo facendo una  norma  di
  sanatoria, Presidente Ardizzone,  l'assessore Baccei ha dato un suo
  giudizio  nei confronti del Governatore Crocetta, che è un giudizio
  negativo da 3,5.
   Allora,  su questi dati, sapete perché non hanno fatto  il  mutuo?
  Sapete  perché  la Cassa depositi e prestiti non ce  lo  ha  fatto,
  Presidente  Ardizzone? Perché non siamo affidabili, perché  abbiamo
  superato quel tetto di spesa e di indebitamento, ma  non lo dice la
  Cassa depositi e prestiti  Lo ha detto la Corte dei Conti  Ha detto
  a  chiare  lettere: la Regione siciliana ha superato il  limite  di
  indebitamento
   E  quando,  invece,  dinanzi a tutte queste  censure  sonore,  noi
  continuiamo  in  un  esercizio  provvisorio,  che  dovrebbe  essere
  limitato   ai   quattro  mesi,   guardate  cosa   succede   invece:
  all'articolo  8  succede  che, a fronte di effetti  finanziari  per
  quattro  mesi  nei confronti di tutti, noi invece  ad  una  società
  partecipata della Regione non soltanto - e qua lo voglio dire  alla
  Segreteria generale dell'Assemblea, non soltanto stiamo confermando
  gli  effetti finanziari per tutto il 2015, ma addirittura  facciamo
  una  manovra finanziaria per il 2016 e consentiamo  ad una  società
  partecipata  della  Regione di mantenere i servizi  in  convenzione
  nella  sanità  per  tutto  il  2015 e 2016.  E  questa,  Presidente
  Ardizzone,  è  una  norma  da esercizio provvisorio,  è  una  norma
  sostanziale o è una norma da finanziaria?
   E  poi,  la  manovra  -  meno male che  eravamo  quella  notte  in
  Commissione   -  sull'inventario dei beni immobili  che  si  voleva
  fare,  meno  male che abbiamo detto:  stop, fermatevi  , altrimenti
  sapete cosa avrebbero fatto? Vi ricordate le vecchie valorizzazioni
  immobiliari,  quei 900 milioni di euro che ogni anno venivano posti
  e  che  hanno  creato poi il buco di bilancio?  Loro  cosa  avevano
  fatto?  Da  un  lato,  l'altro giorno, hanno dato  incarico  ad  un
  illustre  avvocato  catanesi, l'avvocato Antonio Fiumefreddo,  come
  capo   della   Società  Patrimoni  Immobiliari   Siciliani,   oggi,
  Presidente Ardizzone,  avevano invece inventato una nuova  agenzia,
  un'agenzia  che valorizzasse nuovamente i beni immobili  cioè   con
  una   signorina  facciamo  due  fidanzati ,  l'assegniamo   a   due
  fidanzati, potremmo dire. Cioè abbiamo fatto una valorizzazione dei
  pani e dei pesci  Mi rendo conto che siamo stati a Natale, mi rendo
  conto  del momento religioso, ma la proliferazione delle cose,  dei
  beni  immobili,  non si può fare  E' una cosa che poi  comporta  il
  bacchettamento   da  parte  di  qualche  organo   che   si   chiami
  magistratura contabile o magistratura penale.
   Ma  andiamo  oltre, quando andiamo alle disposizioni  finanziarie.
  Anche   perché,   mi  sarei  aspettato  che  il  Presidente   della
  Commissione  Bilancio , onorevole Dina, avesse nominato un relatore
  di minoranza...

   DINA,  Presidente  della  Commissione  Bilancio,  è  nominato:   è
  l'onorevole Vinciullo.

   FALCONE.  Ah  E' nominato, ora il Presidente Vinciullo deve  anche
  su questo
   Allora,   due  minuti  soltanto  e  concludo,  tanto   sono   cose
  interessanti. Ad esempio, quando andiamo a fare questo  disegno  di
  legge,  chiamato esercizio provvisorio a un certo punto si ferma  e
  diventa  variazione  di  bilancio. E  com'è  questa  variazione  di
  bilancio?  Ci  si aspetterebbe di 50 milioni, di 2  milioni,  di  3
  milioni,  di cento milioni di duecento milioni, no  Di 990  milioni
  di  euro   Anche qua abbiamo creato tutta una serie di  interventi,
  più 102 milioni, più 594, più 130, più 127 che per una questione di
  tempo  non  riferisco e abbiamo tolto. Abbiamo tolto  al  Fondo  di
  salvaguardia,  abbiamo  tolto alle regolazioni  contabili,  abbiamo
  tolto  ai comuni, abbiamo tolto ai precari, abbiamo tolto ai poveri
  disgraziati  che ha chiamato in causa l'onorevole Venturino  perché
  anche qua facciamo due pesi e due misure.
   Non  è  possibile che ci sono alcuni precari per cui  mettiamo  un
  milione e mezzo di euro in più, come i trattoristi dell'Esa a  cui,
  giustamente, dobbiamo riconoscere il sacrosanto diritto del lavoro,
  ma  non  possiamo togliere ad altri  Così come chi ha  parlato  dei
  forestali?  Perché non inserire in questa norma anche quattro  mesi
  per  i forestali? Perché questo Governo guarda ad alcune casistiche
  e non guarda ad altri
   E'  chiaro  che  dinanzi a tutte queste cose  ne  esce  un  quadro
  veramente deleterio.
   L'ultima  cosa.  Avete  esultato  quando  è  stato  soppresso   il
  Commissario dello Stato, il vaglio preventivo, non capendo  che  il
  vaglio  preventivo non era un limite ma era una difesa  per  questo
  Parlamento.  Da  domani  mattina anche  nell'attività  legislativa,
  possiamo  incorrere in responsabilità contabile,  anche  se  ancora
  oggi  qualcuno ride su questo fatto qua. Vi dico che  non  sappiamo
  quale sarà il futuro rispetto a degli atti legislativi che possiamo
  assumere. Ma, addirittura, non convinti e non soddisfatti  che  era
  stato  tolto il vaglio preventivo, l'anno scorso, cioè significa  6
  mesi  fa,  introducemmo un nuovo organismo di  controllo,  l'Audit,
  organismo  di controllo di legittimità finanziaria delle leggi  che
  facciamo  in  questa  Assemblea, e loro  cosa  hanno  fatto?  Hanno
  inserito  un articoletto, Presidente Ardizzone, che è il  comma  14
  dell'articolo 11, che recita:    è abrogato il comma 1 della  Legge
  6 del 12 agosto 2014, numero 21 .
   Al  di  là della schizofrenia, tre mesi facciamo una legge e  dopo
  tre  mesi  la  abroghiamo, ma non si è capito che abrogando  questa
  articolo,  di  fatto, abbiamo rinviato sine die la costituzione  di
  questo  organismo  di verifica della legittimità finanziaria  delle
  leggi dell'Assemblea regionale, nel senso che - e lo voglio dire al
  Segretario  Generale  -   si tratta di  un  organismo  che  si  può
  costituire  domani, ma lo si potrà fare nel 2016 o  nella  prossima
  legislatura.
   Quindi, se questo è il Governo della trasparenza, se questo  è  il
  Governo  dell'efficienza, se questa era la rivoluzione crocettiana,
  Assessore,  ha  fatto bene a dare quel voto negativo al  Presidente
  Crocetta.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente,  signori   assessori,   onorevoli
  colleghi, questo disegno di legge per l'esercizio provvisorio nasce
  senza  storia, nasce senza anima e nasce senza alcuno  elemento  di
  novità.   Anzi,  l'unico  elemento  di  novità  credo   sia   stato
  l'intervento coraggioso, responsabile del Presidente dell'Assemblea
  quando  ha  evitato  che  questo strumento  previsto  dalla  legge,
  improntato   perché   provvisorio  a  sobrietà   ed   essenzialità,
  diventasse  lo  strumento  per  facilitare  alcuni  risultati  che,
  invece, meriterebbero ben altri percorsi e ben altri ragionamenti.
   Il  Presidente  Crocetta  aveva anticipato  qualche  mese  fa  che
  l'arrivo  del  nuovo  assessore regionale,  dell'assessore  Baccei,
  avrebbe  determinato  quest'anno, finalmente, la  presentazione  in
  Aula del Bilancio di previsione entro il 2014.
   Tutti  abbiamo   salutato  con  interesse,  con  piacimento,   con
  soddisfazione  un  elemento  di  novità  che  diventava  anche  una
  discontinuità  rispetto  al passato ed, invece,  siamo  tornati  ai
  soliti  metodi:  nulla di nuovo sotto il cielo nuvoloso  di  questa
  nostra Terra.
   Si  dirà  e  dirà l'assessore alle Finanze che non può  essere  la
   fata  Turchina   che risolve con un colpo di  bacchetta  magica  i
  problemi di una Regione che non ha saputo conquistare il diritto ad
  una  razionale  politica finanziaria e di bilancio  per  almeno  40
  anni.
   Siamo perfettamente d'accordo, assessore Baccei, la nostra Regione
  si  sta rilevando ormai da qualche anno un'organizzazione obsoleta,
  non  al passo con i tempi, incapace di tradurre in termini concreti
  le esigenze che emergono sempre più onerose da parte della società.
   L'assessore  al  Lavoro, Caruso, alcuni giorni  fa  in  uno  sfogo
  dettato da onestà intellettuale ha detto   quello che è stato fatto
  negli  ultimi decenni alla Regione è un crimine contro  l'umanità ,
  se   lei   mi   consente   la  citazione  testuale,   io   concordo
  perfettamente,  assessore Caruso, da parte di tutte le  coalizione,
  di  centrosinistra  e  di centrodestra, la nostra  Regione  non  ha
  saputo dare un modello di sviluppo serio. E' stato finora quello di
  garantire uno stock di domanda interna destinata a consumi  privati
  e  lo  ha  fatto  creando nel tempo una massa di occupazione  senza
  lavoro,   alimentando  rendite  pubbliche  e  gestendo  un  welfare
  ripiegato sostanzialmente sulle privatizzazioni.
   Avrebbe  dovuto,  questa Regione, cogliere  le  due  straordinarie
  opportunità che questi settant'anni di autonomia le hanno  offerto:
  la  specialità statutaria e il mercato, il valore del  mercato.  E,
  invece, non ha saputo farlo.
   Invece,  di concepire l'autonomia in una cornice di responsabilità
  e  di opportunità, la Regione ha pensato, almeno dagli anni '60  in
  poi,  di utilizzare la sua carta statutaria per inseguire privilegi
  in  uno  squallido compromesso con il centralismo di Stato  che  ha
  portato, di fatto, allo svuotamento del nostro Statuto. L'ascarismo
  - si chiama così nel dizionario della lingua italiana - l'ascarismo
  di  intere  classi  dirigenti siciliane che  raccoglievano  qui  il
  sangue  generoso  della  nostra gente per farne  mercato  nero  nei
  palazzi romani. Privilegiare gli interessi dei partiti a quelli dei
  siciliani.
   Questo  per  quanto riguarda la specialità statutaria.  Quanto  al
  mercato,  la  Sicilia  si è rivelata chiusa piuttosto  che  aprirsi
  all'Europa, al Mediterraneo; nessuna innovazione, nessuna  capacità
  attrattiva   per   le  imprese  estere,  un  uso   distorto   delle
  privatizzazioni utilizzate per lo più come erogatrici di rendite  e
  come  ammortizzatori sociali e questo spiega l'altissimo,  pauroso,
  preoccupante tasso del precariato.
   Assessore Baccei,  colleghi deputati, siamo sull'orlo del collasso
  finanziario   e,   forse,  qualcuno  continua  ancora   a   suonare
  l'orchestrina  in questa nave che sta affondando, dimenticando  che
  se  affonda  non  ci  saranno superstiti. Se  affonda  questa  nave
  Sicilia andremo tutti giù
   Con  questo non voglio fare distinguo di responsabilità.  Ritengo,
  tuttavia,  che  abbiamo il dovere, maggioranza  e  opposizione,  di
  parlare  un  linguaggio assolutamente chiaro perché la crisi  della
  Sicilia  è  crisi  finanziaria ma è anche crisi politica,  è  anche
  crisi culturale, è anche crisi morale e di valori.
   Ci  troviamo  di  fronte ad un ente autonomo  che  è  incapace  di
  autonomia,  come  osservava  bene qualche  anno  fa  il  professore
  Hoffmann.
   Ebbene,  ci è stato detto in questi giorni da lei, Assessore,  che
  bisogna creare una sorta di armonizzazione tra il Governo regionale
  e  il  Governo nazionale. Dobbiamo trovare la via d'uscita e questo
  disegno   di  legge  sull'esercizio  provvisorio  non   dà   alcuna
  indicazione in questo senso.
   Temo  che  ci  sia  un po' di confusione all'interno  del  Governo
  Crocetta  e lo dimostra anche il fatto che il Presidente  parla  un
  linguaggio  e il suo, si fa per dire, Assessore alle finanze  e  al
  bilancio ne parla un altro del tutto diverso.
   Questo  Parlamento  ha  il diritto alla chiarezza,  signori  della
  Giunta.  E credo che non voglia nascondere o minimizzare se  questo
  pretende le responsabilità proprie né tanto meno quelle del Governo
  regionale.  La chiarezza serve a capire ognuno con i  propri  ruoli
  quale  strada  dobbiamo assieme imboccare per dare  concretezza  al
  giuramento  di servire gli interessi della Regione con  scrupolo  e
  coscienza.
   E'  sufficiente  tagliare le spese in maniera irrazionale?  Oppure
  serve  riqualificare la spesa? Quando si parla di tagli alla  spesa
  della  Regione, assessore per le finanze e assessori tutti,  perché
  non  si  pensa  alla eliminazione delle società  partecipate  e  al
  razionale impiego di quel personale dipendente?
   Quando  si parla di tagli alla spesa della Regione perché  non  si
  pensa  anche  di mettere in liquidazione, per esempio,  la  società
  Riscossione  Sicilia che costa alle casse della  Regione  circa  40
  milioni  di perdita netta ogni anno e di trovare, al tempo  stesso,
  una soluzione alternativa con il Ministero dell'economia garantendo
  il  personale in servizio, certo, ma rivedendo soprattutto i  piani
  di  rateazione e i relativi interessi e tenendo conto  delle  reali
  possibilità del contribuente siciliano che è sempre più schiacciato
  in questo sofisticato sistema di tortura del prelievo?
   Quando  si  parla  di  tagli alla spesa della  Regione,  Assessore
  Baccei,  perché  non  si  pensa  alla  dismissione  del  patrimonio
  immobiliare  e   non  utilizzato che potrebbe  portare  alle  casse
  regionali consistenti risorse finanziarie come, peraltro,  previsto
  nei  bilanci 2011 e 2012 nella parte dell'entrate quando si pensava
  al riequilibrio del  bilancio stesso?
   Quando  si parla di tagli alla spesa perché non si pensa  di  dare
  seguito  alla  norma  inserita nella ultima  finanziaria,  con  una
  mozione  ben votata dal mio Gruppo e da tutta l'Aula, che autorizza
  la vendita di alcuni borghi rurali sparsi nell'Isola oggi cadenti e
  invece    recuperabili   per   essere   destinati    ad    attività
  agrituristiche?
   Quando  si  parla  di  tagli  alla spesa,  perché  non  si  pensa,
  finalmente,  allo  scioglimento  dei  10  Istituti  autonomi   case
  popolari,  che  da oltre 20 anni sono quasi tutti un  coacervo  del
  malaffare e di inefficienza?  E so quello che dico
   Quando  si parla di tagli alla spesa della Regione, perché non  si
  pensa,  finalmente, di sciogliere le società partecipate  che  sono
  diventate un' insopportabile zavorra per le casse di questa Regione
  nel  balbettio  e  nell'ambiguità di  due  condotte  diametralmente
  opposte,  quella che ne predica a  parole lo scioglimento e  quella
  di società e servizi che invece reclama nuove assunzioni?
   E lo stesso discorso vale per il Consorzio autostrade siciliane la
  cui sorte va subito negoziata con i vertici romani e concordata per
  evitare  che anche questo diventi una bettola di malaffare.  E  con
  quanti  anni  debbono ancora passare per avviare allo  scioglimento
  l'Ente di sviluppo agricolo e trasferirne personale e competenze ad
  un apposito dipartimento all'Assessorato all'agricoltura?
   Come  si  vede,  Assessore Baccei, con il  permesso  del  collega,
  l'azione  di risanamento delle finanze regionali ha ancora  bisogno
  di tanto coraggio.
   Mi  avvio alla conclusione signor Presidente. Certo, servono tagli
  e  servono  risparmi, serve una politica di bilancio finalizzata  a
  ridurre  le  spese correnti, una politica finalizzata ad  eliminare
  decine  di  legge  inutili  ed a operare  interventi  mirati:  tre,
  quattro,  cinque  interventi mirati non cento  Ma serve  anche  una
  politica  per  lo sviluppo, serve anche una politica  per  generare
  reddito, per incrementare il gettito fiscale da distribuire  e  per
  alimentare il ciclo della crescita.
   Lei,  poco  fa nella sua breve e deludente introduzione, Assessore
  Baccei,  ha  parlato di una ventina di  miliardi che saranno  spesi
  nei  prossimi  dieci anni in Sicilia. Vogliamo  chiederci  da  dove
  arrivano  e con quali criteri e quali obiettivi prioritari  intende
  il Governo fissare?
   Non basterebbe tutto questo con le sole nostre forze per uscire da
  questo tunnel.
   La  chiave di lettura va ricercata nelle modalità con le quali  lo
  Statuto  ha deciso di regolare i rapporti finanziari con la Regione
  siciliana.
   E'  giunto,  Assessore Baccei, se lo lasci dire con  franchezza  -
  onorevole  collega, chiedo scusa, l'Assessore  alle  finanze  è  in
  questo  momento  il  mio  principale  interlocutore  con  tutto  il
  rispetto per gli altri colleghi di Governo - è giunto il momento di
  riaprire  senza  complessi di colpa o di inferiorità.  Noi  non  ci
  conosciamo  ed io non ho mai fatto attesa dietro la  sua  camera  e
  forse  non capiterà nei prossimi giorni, non per superbia,  ma  per
  rispetto  verso il suo ruolo e perché non ho nulla da chiederle  in
  privato e quello che ho da chiederle glielo chiedo qui in Aula.
   Ho rispetto per il suo ruolo, ma vorrei capire qual è il suo ruolo
  Assessore.  Lei perché è stato mandato qui? E' questa  la   domanda
  che  non è da un romanzo di Hitchcock, non è da un romanzo di Agata
  Christie, è una domanda evidente che sorge spontanea. Perché? Se  i
  dubbi  affiorano  all'interno del suo  stesso  Governo  perché  non
  dovrebbero contaminare anche le forze di opposizione che di  solito
  pensano  bene,  ma  nell'andreottiano motto qualche  volta  pensano
  anche male?
   Serve  un confronto serio con Roma sulla concreta attuazione delle
  norme  finanziarie  dello  statuto, 36,  37  e  38,  altrimenti  20
  miliardi   da  lei  annunciati,  anche  se  diventassero   40   non
  servirebbero,  non servirebbero a tirare fuori questa  Regione  dal
  tunnel pericoloso e buio nel quale si trova.
   Vero  è  che questa Regione ha una burocrazia elefantiaca, vero  è
  che  a  1800  dipendenti, 1 ogni 9 dipendenti, vero  è  che  ha  15
  miliardi  di euro di residui attivi, cioè di crediti mai  riscossi,
  vero  è che ha 5 miliardi di euro di debiti, ma il Governo centrale
  non  può  pensare che lo strumento per tirare fuori la  Sicilia  da
  questa  palude  sia  il  blocco di un miliardo  e  200  milioni  di
  trasferimento  o  il  taglio di un miliardo  dei  fondi  PAC  o  la
  sottrazione di un altro miliardo per il trasferimento a Latina  del
  centro per le buste paga agli statali in Sicilia. Non può Roma,  il
  Governo, pensare che il metodo migliore sia quello di imporre  ogni
  volta un pro console romano.
   Al nostro assessorato alle Finanze, ieri Luca Bianchi, oggi lei, e
  lo  dico  con tutto rispetto per le persone, magari per  venirci  a
  dire che serve fare un mutuo di 2 miliardi di euro per chiudere  il
  bilancio  del  2015  e  non  mi sembra,  in  verità,  una  scoperta
  particolarmente geniale e il  giorno dopo sentirci dire che bisogna
  varare  le riforme, e il giorno dopo ancora che bisogna armonizzare
  i  due  governi  a  Palermo e a Roma. Ma quale  riforma,  assessore
  Baccei, il Governo vuole essere più chiaro?
   A  quali riforme vi riferite, cos'altro dobbiamo tagliare e in che
  tempi e in che modi e si realizza macelleria sociale o si salvano i
  livelli occupazionali che in questo momento bene o male con  questa
  maledetta  pratica del precariato la Regione ha pensato, diventando
  ammortizzatore sociale, di potere salvaguardare.
   La verità è che per trattare a Roma, la rinegoziazione delle norme
  finanziarie  del nostro Statuto, ci vorrebbe al tavolo  un  Governo
  siciliano autorevole, deciso, risoluto e non mi pare che in  questi
  2  anni, nei rapporti con Palazzo Chigi, il Presidente Crocetta  si
  sia  comportato da aquila, forse neanche da passerotto. In compenso
  però  il  Presidente Renzi ha recitato bene la  parte  della  gazza
  ladra, ma  non può pensare di fare il furto con destrezza ai  danni
  dei  siciliani. Non può pensare di fronte ad un Governo   remissivo
  come quello guidato da Crocetta che con una firma ha rinunciato  ad
  un  contenzioso  ampio  che  avrebbe  potuto  portare  davvero  una
  consistente  boccata  di ossigeno alle casse siciliane  in  cambio,
  invece, di una manciata di fave.
   Allora   Assessore  Baccei,  i  conflitti  sociali  rischiano   di
  esplodere  da  un giorno all'altro in Sicilia, i pochi  segnali  di
  vitalità presenti sul territorio potrebbero sparire per sempre.
   La  Regione, insomma, è in una gara disperata contro il tempo. Lei
  di  gare,  mi  risulta  ne  ha fatte  tante,  è  un  atleta,  è  un
  maratoneta,  e  sa  bene  che per arrivare vincitori  al  traguardo
  servono  risorse fisiche, servono polmoni, servono polpacci,  serve
  cervello.
   La  Sicilia,  invece,  è allo stremo, non ha forze  per  traguardi
  lontani.  Qui più che un maratoneta, assessore Baccei,   servirebbe
  un  centometrista, servirebbe una manovra anticiclica, servirebbero
  segnali forti e immediati che noi non crediamo di avere individuato
  in questo scarno disegno di legge sull'esercizio provvisorio.
   Dica  al Governo Renzi - lei che ne è il rappresentante ufficioso,
  mandato in Sicilia forse per delegittimare  non questo Governo,  ma
  lo   stesso   Istituto   autonomistico  -   che   con   le   nostre
  responsabilità,   con  i  nostri  torti,  noi   orgogliosamente   e
  dignitosamente  vorremmo davvero correre in questa gara  contro  il
  tempo  per  uscire  fuori  dal pantano ad una  condizione:  che  il
  Governo di Roma non ci costringa  a correre sulla sabbia

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  cittadini, io voglio raccontare una piccola storia. Era la fine  di
  dicembre del 2012 quando, dopo qualche giorno dall'insediamento, il
  primo   Governo   Crocetta  esordì  con  l'esercizio   provvisorio.
  All'epoca  non c'erano alternative, ovviamente, un Governo  che  si
  insediava da qualche settimana non poteva presentare a quest'Aula e
  alla Sicilia un bilancio e, pertanto, procedemmo in tal senso.
   Da  quel  momento in poi sono seguite tutte una serie  di  manovre
  finanziarie  che  hanno  visto  sempre  l'alternanza   di   diversi
  protagonisti:  abbiamo  avuto  il  primo  commissario   liquidatore
  mandato  da Roma che si chiamava appunto Luca Bianchi; poi  abbiamo
  avuto  un  assessore  per  il bilancio siciliano  che  si  chiamava
  Agnello  e adesso abbiamo il terzo commissario liquidatore del  più
  grande fallimento della Regione siciliana che è appunto l'assessore
  Baccei  che viene direttamente da Roma a recitare il  de profundis
  ad una Regione che è ormai sull'orlo del baratro.
   Bene,  che  cosa  è successo nel frattempo? Che tutte  le  manovre
  finanziarie sono state improntate essenzialmente all'accensione  di
  mutui,  all'accensione di debiti, prima il debito di  un  miliardo,
  poi  quello  di  55 milioni, forse ne richiederà un  altro  da  due
  miliardi.
   Questo  mi pare che sia l'Eldorado che ci proponeva la maggioranza
  e  il  Presidente Crocetta,  assente in Commissione  Bilancio   nei
  giorni scorsi, assente in quest'Aula oggi: il grande assente
     Mi chiedo, se questo è ciò che questa maggioranza è in grado  di
  offrire  alla Sicilia, allora mi rendo conto che sicuramente  siamo
  messi  veramente  male. Siamo messi veramente male  proprio  perché
  questo Governo non è riuscito mai e poi mai, così come non riuscirà
  mai,  ad essere un interlocutore serio rispetto a Roma. Lo ha detto
  prima autorevolmente l'onorevole Musumeci.
   Siamo  costantemente  -  e questo lo dico  io  -  sotto  l'embargo
  italiano,  siamo  scippati costantemente di  fondi  o  risorse  che
  appartengono ai siciliani, perché cara maggioranza la Sicilia non è
  vostra,  queste decisioni non possono essere unilaterali  perché  è
  necessario  che a questo fantomatico tavolo di Roma  si  sieda  una
  persona che sia in grado di tutelare i siciliani e di restituire ai
  siciliani le scelte che a loro competono.
   Ma  lo  ha detto prima chi mi ha preceduto, dai fondi Pac a questi
  mutui  che,  praticamente, abbiamo contratto con lo  Stato  e  così
  abbiamo  meno  trasferimenti  e così la  Regione  potrà  fare  meno
  trasferimenti   nei confronti dei Comuni e  quindi facciamo  morire
  gli  enti  locali. Abbiamo ucciso le Province, visto  che  non  c'è
  ancora  sul  tavolo della I Commissione alcuno straccio di  riforma
  proposta  dal  Governo che, appunto, non l'ha  mai  proposta;  meno
  trasferimenti  significano meno risorse, significano  meno  servizi
  per i cittadini.
   Ed  allora,  come ha detto l'onorevole Musumeci,  si  perpetua  il
  sistema  della precarietà, perché fa comodo, perché sono voti  che,
  tornata dopo tornata, questa maggioranza porta all'incasso  e  così
  si  fanno  soffrire  i precari della sanità, i precari  degli  enti
  locali, i precari della Regione.
   Abbiamo  sotto  l'Ars, come ad ogni Finanziaria,  l'emergenza  del
  bacino PIP  e tutto il mondo del precariato al quale ovviamente  il
  problema non lo si vuole risolvere.
   Si era detto che nel 2016 i comuni avrebbero dovuto stabilizzarli,
  ma  se  ai  comuni  non  diamo  i soldi  non  possono  fare  alcuna
  stabilizzazione, anzi, visto che le risorse sono diminuite se  oggi
  si  fa  una stima che su 388 comuni, salvo quelli che già  sono  in
  default ed i 50 anche dovrebbero andare in dissesto, chissà  quanti
  in dissesto andranno a seguito di questa scellerata manovra.
   Nel  frattempo  i problemi sul tavolo rimangono sempre  uguali  e,
  quindi,  ci  portiamo  dietro  il problema  delle  partecipate,  il
  problema dei forestali, ho detto il problema dei precari.
   Mi  chiedo quando arriverà il momento delle riforme. Sono  passati
  più  di  due  anni,  sull'acqua nulla;  sui  rifiuti  nulla;  sulle
  province nulla; sulle partecipate nulla, nulla, nulla, nulla
   E,  allora,  caro commissario straordinario benvenuto nell'inferno
  siciliano, non le consiglio di fare il centometrista, le  consiglio
  piuttosto  di  fare un corso di sopravvivenza o verrà  fatto  fuori
  politicamente come i suoi predecessori e siccome noi non ci  stiamo
  a  questo,  glielo dico come l'ho detto ai suoi predecessori  visto
  che lei recita lo stesso copione, si esprime con le stesse parole e
  c'è da parlare sempre delle stesse cose così come hanno fatto prima
  l'assessore   Agnello   e   prima   ancora   l'assessore   Bianchi:
  arrendetevi,  perché i siciliani non ce la fanno più, restituitegli
  la parola, perché altrimenti sarà troppo tardi. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  io
  innanzitutto  devo  un riconoscimento al Presidente  dell'Assemblea
  per  avere  con  grande  acume, intelligenza,  rimandando  indietro
  alcuni  emendamenti,  alcuni articoli  che  oggettivamente  non  si
  prestavano  assolutamente al provvedimento legislativo che  avevamo
  predisposto  in  Commissione Bilancio e del  resto  per  una  notte
  intera  avevo richiamato i colleghi della maggioranza ad  avere  un
  atteggiamento  più consono a quello che era il  testo  che  ci  era
  stato presentato in Commissione dell'assessore. Assessore a cui  va
  il  mio riconoscimento per avere tentato di evitare l'assalto  alla
  diligenza che, invece, c'è stato da parte della maggioranza.
   Vedete,  qui  tutti hanno parlato dell'assessore Baccei  come  una
  sorte  di  inviato  del  Governo nazionale a depredare  la  Regione
  Sicilia, non capiamo di che cosa dal momento che è stato proprio il
  Governo  Lombardo e poi il Governo Crocetta a depredare la Sicilia,
  non  è stato il Governo nazionale; ora tornerò anche a parlare  dei
  Pac  e  dei  seicento  milioni che il  Governo  nazionale  è  stato
  costretto a togliere alla Sicilia.
   Però,  vedete, ho avuto l'impressione che l'assessore  Baccei,  in
  Commissione Bilancio, abbia tenuto la schiena dritta, abbia tentato
  di  resistere agli assalti della maggioranza, e più che di tutte le
  varie  figure  che avete voluto rappresentare, mi  è  sembrato  che
  fosse  il  generale Custer, però, anziché assediato dagli  indiani,
  per  essere  chiaro,  voi lo dovete immaginare assediato  dai  suoi
  uomini,   e  quello  che  è  successo  all'assessore  Baccei   che,
  purtroppo,  in Commissione Bilancio è stato assediato dalle  truppe
  americane, cioè dalle truppe che lui guidava che l'avrebbero dovuto
  aiutare  contro  i Sioux e contro gli indiani e che,  invece,  sono
  stati coloro i quali lo hanno colpito alle spalle.
   Anche  ingenerosamente, il presidente Crocetta è intervenuto sulla
  vicenda, dicendo che lui non conosceva ciò che era stato fatto  dai
  deputati, per cui cari deputati della maggioranza la prossima volta
  state  attenti  perché  correte il rischio, così  come  è  avvenuto
  l'indomani  mattina dall'approvazione della Finanziaria,  dopo  che
  per una nottata siete stati in Commissione a respingere gli assalti
  dell'opposizione  a non essere riconosciuti dal vostro  Presidente.
  Il vostro Presidente ha detto che aveva mandato un disegno di legge
  molto  schietto e scarno, di pochi articoli, quello che hanno fatto
  i  deputati  non  lo  so,   non mi interessa  e  non  mi  riguarda,
  corrispondenza di amorosi sensi che c'è tra voi e il Presidente che
  avete  contribuito  all'elezione. Riconosco l'assoluta  correttezza
  dell'assessore Baccei - che ripeto - ha tenuto la posizione.
   Seconda  cosa.  Presidente, andava cambiato il  titolo  e  anziché
  chiamarlo  autorizzazione per l'esercizio  provvisorio  per  l'anno
  2015,  l'avremmo dovuto chiamare legge omnibus, nel  senso  che  di
  tutto  e  di  tutti  si  parla in questa manovra.  C'è  l'esercizio
  provvisorio,  c'è  la  manovra  finanziaria,  c'è  una   legge   di
  stabilità,  c'è  la finanziaria, un provvedimento  che  si  sarebbe
  dovuto  limitare solo esclusivamente ai primi quattro mesi.  Se  il
  titolo  è  autorizzazione per l'esercizio  provvisorio  per  l'anno
  2015, invece diventa un fatto che si allunga non solo al di là  dei
  quattro  mesi, ma anche al di là del 2015 e arriva al  31  dicembre
  2016. Allora, non è più un esercizio provvisorio, è ben altra cosa.
   Quindi,  non  c'è corrispondenza fra la forma e il contenuto,  non
  c'è  corrispondenza  fra  quello che il Governo  ha  presentato  in
  Commissione  e  quello  che  poi hanno  approvato  i  deputati  con
  l'autorevole  avallo anche di qualche assessore che,  a  differenza
  dell'assessore Baccei, è politico e non è tecnico.
   Vedete,  tutta una serie di provvedimenti in cui la  politica,  la
  cattiva politica ha appesantito il disegno di legge e vi sono stati
  inseriti tutta una serie di provvedimenti che nulla avevano  a  che
  fare con l'esercizio provvisorio e che poi avremmo potuto approvare
  successivamente con delle leggi ben precise, anche perché   -  come
  ha  ricordato recentemente anche  La Repubblica  - non mi pare  che
  questo  Parlamento stia brillando per eccessiva  capacità  di  fare
  leggi,  e  poi ogni tanto quando ne facciamo qualcuna, la  facciamo
  correndo  con  il rischio di incorrere in una serie di  errori  che
  prima il Commissario dello Stato e ora il Governo nazionale ci farà
  sicuramente pagare.
   Vedete,  tutti  quelli che scioccamente nei  giorni  scorsi  hanno
  gridato  Finalmente, non c'è più il Commissario dello Stato  ,  non
  hanno  capito una cosa importante e cioè  che senza il  Commissario
  dello Stato cadono quelle guarentigie legislative che il Parlamento
  regionale  aveva  e  da oggi in poi approvare le  leggi  in  questo
  Parlamento  diventa  più difficile, diventa più  faticoso,  diventa
  sempre  più  impegnativo, soprattutto se la  maggioranza  ci  aiuta
  abrogando quella proposta che era stata approvata sempre da  questa
  maggioranza  e  da questa Assemblea, meno di quattro  mesi  fa  che
  prevedevamo  la possibilità di questo audit, cioè di un  organo  di
  controllo  interno all'Assemblea che in una fase in cui  non  siamo
  abituati  ad  operare  senza Commissario dello  Stato,  ci  avrebbe
  aiutato   sicuramente  ad  evitare  errori.  Del  resto,   che   la
  Commissione   Bilancio  o meglio ancora  gli  autorevoli  esponenti
  della Commissione  Bilancio , qualche errore lo hanno commesso,  lo
  dimostra, ad esempio, la vicenda di questa mattina.
   Abbiamo dovuto riscrivere interamente l'emendamento che riguardava
  le  terme  di  Sciacca, un provvedimento iniquo perché  ci  eravamo
  dimenticati  delle terme di Acireale, un provvedimento  in  cui  si
  cercava  in  maniera larvata di ricapitalizzare una società  che  è
  fallita  e che, stando alle relazioni che stamattina sono  arrivate
  in  Aula, è una società su cui la procura dovrebbe aprire gli occhi
  e cercare di capire cosa è successo in tutti questi anni.
   Di  fronte  ad una serie di appesantimenti che abbiamo  avuto  per
  quanto   riguarda  i  costi  della  politica,  ad  esempio,  questa
  maggioranza così attenta, così capace, così geniale ha  pensato  di
  destinare  alle province soltanto 6 milioni e 670 mila euro  per  i
  primi quattro mesi, non sapendo nemmeno che con questa cifra non si
  pagheranno  nemmeno  gli stipendi della provincia  di  Ragusa,  per
  essere chiari. Cioè, questa elemosina che facciamo alle province  a
  che  cosa  serve? A pagare gli stipendi dei dipendenti, a pagare  i
  servizi  che  devono  essere  offerti ai  ragazzi  e  alle  ragazze
  diversamente  abili che frequentano le scuole,  a  che  cosa  serve
  questo obolo che la Regione pensa di mandare alle province  Perché,
  vedete,  dopo  che  avete distrutto le province,   dopo  che  avete
  distrutto   un  sistema  amministrativo  che  nella  nostra   Terra
  funzionava,  in  questi  due  anni non  siete  riusciti  a  trovare
  l'alternativa e non siete riusciti a dare a questa Terra, a  questa
  Regione  Sicilia,  una  soluzione per questo ente  intermedio  che,
  nonostante  i  vari  commissari che voi avete  nominato  senza  mai
  controllarli, si trova in una situazione, grazie ai dipendenti,  di
  andare avanti con strade ormai inesistenti, con le scuole che ormai
  sono  fatiscenti, con i servizi che non si riesce ad offrire e  con
  il  personale che forse verrà pagato per i primi 10 giorni del mese
  di gennaio, data la somma che è stata stanziata.
   Però,  vede  assessore, lei non c'entra in tutta  questa  vicenda,
  perché doveva essere la sua maggioranza che di fronte alla proposta
  che  ho  fatto di incrementare le risorse per le province,  avrebbe
  dovuto dire sì, in effetti 6 milioni e 670 è un obolo, non sappiamo
  cosa  farcene,  forse era meglio non darlo alle  province,  avremmo
  evitato  questo  schiaffo  ad un ente intermedio  così  importante.
  Eppure si è voluto dare.
   Se  pensate che a  Sicilia e Servizi', che è ben poca cosa, mi sia
  consentito  dire, nei confronti delle province, è stato  dato  alla
  fine  un  milione e mezzo di euro e poi alle province 6  milioni  e
  670, capirà che veramente siamo all'assurdo.
   Poco   fa   parlava  l'autorevole  Presidente  della   Commissione
  Antimafia di autori stranieri che avremmo dovuto chiamare per farci
  spiegare  quello che sta succedendo. Secondo me nessuno riuscirebbe
  mai  a  capire  perché 9 enti provinciali hanno qualcosina  in  più
  rispetto ad una società qual è  Sicilia e Servizi', però questa qui
  è  la  caratteristica  di  questo  Governo  che  ad  esempio  si  è
  dimenticato che esiste l'agricoltura.
   Per  quattro  mesi  l'agricoltura  in  Sicilia  dovrà  chiudere  i
  battenti.  L'ARAS è stata dimenticata, eppure l'ARAS non  è  quella
  che  amministra, controlla, verifica, garantisce la  qualità  della
  nostra zootecnia.
   Avevamo  detto  che  gli affitti della forestale  dovevano  essere
  dismessi  e  ciò  non  è  stato fatto.  Un  affitto  milionario  in
  provincia  di  Catania che doveva andare nella sede  del  MAAS,  ma
  continua  a  rimanere  a suo posto. Chi sono  queste  persone  così
  importanti che vanno protette per cui non si vanno a dismettere gli
  affitti.
   Abbiamo  totalmente rinnegato l'impegno che avevamo preso con  gli
  agricoltori.  Avevamo detto: 19 milioni di euro ve li togliamo  per
  qualche  giorno per pagare gli stipendi dei forestali e poi  ve  li
  restituiamo, ma ciò non è avvenuto. Il disegno di legge non  riesce
  ad  avere  la  copertura  in Commissione Bilancio,  non  riesce  ad
  arrivare in Aula.
   Signor   Presidente,  la  invito,  nella  prossima  riunione   dei
  capigruppo,  a  metterlo all'ordine del giorno:  c'era  un  impegno
  solenne assunto nei confronti degli operatori del mondo agricolo di
  ridare  i  19  milioni che si stavano togliendo  solo  per  qualche
  giorno.
   Vede,  c'è un'emergenza in questo momento che si chiama Pachino  e
  Porto  Palo.  Un'emergenza in cui l'agricoltura di  quella  zona  è
  stata  interamente distrutta, in cui c'è la necessità di dichiarare
  lo  stato di calamità, in cui c'è la necessità di prevedere risorse
  per  potere  dare la possibilità a questi agricoltori  di  alzarsi,
  perché  sono  oggettivamente in ginocchio, ma non mi  pare  che  il
  Governo  stia  facendo nulla, sta continuando così ad oziare,  così
  come  ha  oziato il Crocetta uno, così come ha oziato  il  Crocetta
  due.
   Anche perché vedete, con tutto l'affetto che ho per gli assessori,
  ma  voi pensate che un assessore che sta in carica sei, sette mesi,
  riesca  a  comprendere  fino  alla  fine  quali  siano  i  problemi
  dell'assessorato  dove  è stato autorevolmente  richiamato  perché,
  assessore Caruso, alcuni di voi sono stati autorevolmente  chiamati
  a  ricoprire alcuni di questi ruoli, sarebbe importante che  aveste
  la possibilità di operare e di operare per più tempo.
   Invece,  il  rischio  è  che  già  all'orizzonte  si  comincia  ad
  intravedere   il  Crocetta  quattro,  per  cui  parecchi   di   voi
  possibilmente  abbandonerete  così come  ha  abbandonato  un  primo
  assessore.  Quindi, noi ci troviamo in una situazione di  oggettivo
  disagio.
   Abbiamo  ad esempio dato la copertura, mi dispiace che l'assessore
  alla  salute  non  ci  sia, l'assessore alla finanza  presente,  ai
  comandati  presso  l'Assessorato. Però  la  maggior  parte  di  noi
  deputati,  caro  Presidente  Leanza, ha  l'impressione  che  questi
  comandati si ritengano legibus solutus, nel senso che sono convinti
  che  sono  messi  lì  e non devono rispondere a  questo  Parlamento
  dell'attività che svolgono. E ciò non è possibile
   Noi  siamo  disposti a tenerli ancora per altri  anni,  ma  devono
  sapere  che  devono rispondere a questo Parlamento  e  non  possono
  pensare  di  essere  una  specie di Fronte  nazionale,  di  Legione
  straniera all'interno dell'Assessorato dove non rispondono - se non
  all'Assessore,   ammesso  che  lo  facciano   -   dell'azione   che
  intraprendono.
   In settimana,  assessore Lo Bello, andrò in Procura, perché voglio
  sapere come sono state fatte alcune operazioni presso l'Assessorato
  della   Sanità,  relativamente  all'accreditamento  dei  laboratori
  pubblici di analisi della nostra Sicilia. Perché alcuni sono  stati
  accreditati  e  altri no? Ho fatto la richiesta  degli  atti  e  un
  comandato  pensa di non trasmettere gli atti, perché gli  atti  non
  rispondono  assolutamente a quelle che sono le reali situazioni  in
  cui operano i laboratori di analisi in Sicilia.
   Ed  allora, abbiamo detto ancora una volta sì a tutto ciò, ma  gli
  Assessori  stiano  attenti:  questa  Legione  straniera  che  opera
  all'interno dell'Assessorato della Sanità deve rispondere a  questo
  Parlamento   delle  azioni  che  fanno  e  dei  provvedimenti   che
  intraprendono. Altrimenti, veda Assessore, la reazione  non  è  più
  una  reazione politica, diventa una reazione penale e ognuno di noi
  li  porterà  in tribunale per cercare di capire perché alcune  cose
  sono  state  fatte  e  perché  in  provincia  di  Messina  è  stato
  utilizzato un metodo e in provincia di Siracusa un altro  E  perché
  su  alcuni valori in provincia di Messina si è pensato di giudicare
  idonei  i laboratori e sugli stessi valori in provincia di Siracusa
  si è pensato che le strutture non fossero idonee
   Veda,  due  pesi e due misure è una cosa che non si  può  fare  in
  nessun  posto al mondo e stia tranquillo che non consentirò che  lo
  facciano nella mia provincia.
   Ed  allora,  per parlare dei fondi PAC, tutti avete  attaccato  il
  Governo  nazionale, ma se noi avessimo speso i fondi PAC il Governo
  nazionale  cosa  avrebbe trovato nei nostri  cassetti?  Li  avrebbe
  trovati  vuoti e, quindi, non li avrebbe assolutamente  tolti  alla
  Sicilia
   Assessore  Baccei, la volta scorsa abbiamo visto  quell'intervista
  del  sottosegretario  Delrio. Vedete,  sono  a  rischio  altri  400
  milioni  di euro  A cominciare, assessore Lo Bello, dai  fondi  per
  l'edilizia scolastica: stiamo parlando di oltre 200 milioni di euro
  che i vari Comuni, le scuole

   GRASSO. Gli asili nido

   VINCIULLO.  Gli  asili nido sono ben poca cosa,  se  mi  consente
  Stiamo parlando di 459 interventi, in 459 scuole della Sicilia, che
  rischiamo  di  perdere, perché giustamente  -  adesso  io  aggiungo
  l'avverbio  giustamente - il Governo nazionale, da  qui  a  qualche
  giorno,  li  andrà  a  togliere. E  poi  non  accusate  il  Governo
  nazionale.  Non è il Governo nazionale il carnefice della  Sicilia;
  siamo noi, incapaci, incompetenti, inadeguati
   Veda,  Assessore, qualcuno poco fa parlava di un tre e  mezzo  che
  lei avrebbe dato al Presidente della Regione. Io sono certo che lei
  non  ha  dato  mai questo tre e mezzo al Presidente della  Regione,
  perché  se  dovessimo  valutare  il Presidente  della  Regione  dal
  recepimento  da  parte  del  Governo  nazionale  e,  quindi,  dalla
  requisizione  del  Governo nazionale dei 600 milioni  di  euro,  il
  Presidente della Regione deve essere giudicato non valutabile  Cioè
  assolutamente  inadeguato  al ruolo a  cui  è  stato  chiamato  dai
  siciliani.
   Veda,  assessore  Baccei, noi siamo qui, come ho sempre  detto,  a
  dare  il  massimo della collaborazione, a cercare di fare le  leggi
  migliori,  a  stare  nottate intere in Commissione   Bilancio ,  ma
  tutto deve avvenire nel rispetto reciproco dei ruoli e nel rispetto
  delle leggi.
   Che  senso  ha avuto stare un'intera nottata, quando oggi  abbiamo
  dovuto  riscrivere alcuni emendamenti  Potevamo farlo quella stessa
  notte   Perché  introdurre odiose disparità di  trattamento  fra  i
  precari  per  cui   i  precari  che hanno  qualche  capello  bianco
  potevano così aver rinnovato il contratto e  quelli che ne  avevano
  più di uno bianco, non gli è stato consentito.
   Parlo ad esempio dei lavoratori della Pirelli di Siracusa, che  da
  19  anni hanno il contributo da parte della Regione, che da 19 anni
  lavorano  al  Comune  di Siracusa, e che quest'anno  per  la  prima
  volta,  dopo aver inserito tutti i precari possibili e immaginabili
  nell'elenco,  questi sono stati esclusi, dopo che il Governo,  dopo
  che  l'assessorato per il Lavoro, li aveva pagati fino al  mese  di
  marzo  del 2014, dopo che non è stato mai fatto alcun provvedimento
  in  cui  si  avvertivano questi  lavoratori che erano licenziati  e
  che,  quindi, dovevano andare in un altro posto,  lavorano dal mese
  di  marzo  senza  percepire lo stipendio e ora  abbiamo  deciso  di
  buttarli  fuori  dalla platea dei precari. Tutti  potevano  entrare
  tranne quelli della Pirelli di Siracusa.
   Poi vedremo se il Commissario dello Stato, che in questo caso sarà
  il  Governo  nazionale,   sarà disposto  ad  accettare  l'idea  che
  abbiamo imbarcato tutto e tutti, tranne 17 disperati che erano  gli
  unici   che   avevano  certezza  del  fatto  di  essere  lavoratori
  socialmente  utili e  dopo che tutti all'interno della Commissione,
  tutti i funzionari, avevano riconosciuto la bontà del lavoro svolto
  e dei diritti che loro avevano avuto.
   Inoltre, signor Presidente, abbiamo evidentemente anche fatto cose
  importanti:  altri 8 milioni di euro li stiamo buttando  in  questo
  bacino  del  Servizio idrico pubblico fallito  della  provincia  di
  Siracusa  e di Palermo, dando la possibilità ai comuni di attingere
  a  questi finanziamenti per opere urgenti che devono essere  fatte,
  ma  quando faremo, Presidente Ardizzone, la legge che recepisce  il
  referendum che vuole che l'acqua in Sicilia sia pubblica?
   Quanto  tempo ancora, la legge n. 3 del 2012 e la legge n. 13  del
  2014  continueranno a rimanere non applicate in  questo  Parlamento
  nonostante  si siano previsti 60 giorni di tempo per il recepimento
  di queste due leggi?
   Vede,  sono tutta una serie di domande, che abbiamo cercato,  come
  opposizione, di fare all'interno della Commissione Bilancio  e  non
  siamo  riusciti  a  ottenere  alcuna  risposta,  per  cui  il   suo
  intervento,   signor   Presidente,  è   stato   corretto,   giusto,
  autorevole,  giunto nel momento del bisogno, perché le Commissioni,
  a  cominciare  da  quella di cui faccio parte,  devono  sapere  che
  l'assenza  del  Commissario dello Stato non  può  rappresentare  un
  rompete le righe per tutti, non può significare che ognuno può fare
  ciò che vuole, ma semmai, l'assenza del Commissario dello Stato  ci
  richiama  a  una maggiore responsabilità e a un maggiore  senso  di
  autonomia   e  di  fermezza  verso  le  decisioni  che   intendiamo
  intraprendere.
   Per  questo  motivo,  in qualità di relatore  di  minoranza,  devo
  concludere  questo  mio  intervento  dicendo  che  il  giudizio   è
  totalmente  negativo  per  ciò che è stato  fatto  in  Commissione.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Vinciullo. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  l'approccio  a questa fase delicata della legislatura  e  a  queste
  giornate  così straordinariamente e drammaticamente importanti  che
  ci accingiamo a vivere per la delicatezza del momento, mi impongono
  un  approccio  moderato, anche se i sentimenti che ho dentro  sono,
  nei confronti di questo Governo, per quello che sta accadendo, oggi
  più che mai, tutt'altro che moderati.
   Abbiamo  vissuto per la prima volta nella storia,  nel  2014,  una
  vicenda  che  ci  ha  portato ad approvare  in  Parlamento  quattro
  finanziarie; non era mai accaduto nella storia dell'autonomia,  non
  era mai accaduto nella storia di nessun governo regionale.
   Abbiamo  vissuto anche in meno di due anni il cambio  di  ben  tre
  assessori per il Bilancio, anche questo fatto mai accaduto prima di
  oggi;  abbiamo assistito ancora per la prima volta nella storia  ad
  un  Direttore generale al Bilancio che viene licenziato durante  la
  sessione finanziaria: non era mai accaduto neanche questo. Ebbene è
  accaduto
   Abbiamo,  in  buona  sostanza,  dovuto  attendere  non  tanto  che
  qualcuno  ci spiegasse cosa fare perché il problema è  che  noi  lo
  sappiamo, ma chi dovrebbe ascoltarci non ci ascolta. Abbiamo dovuto
  attendere  che arrivasse  - e non c'è nulla di personale, assessore
  Baccei,  nelle mie parole, questo mi pare fin troppo chiaro  ma  ho
  l'occasione  di  guardarla negli occhi e  ribadirglielo  -  abbiamo
  dovuto  attendere  che  arrivasse,  finalmente,  qualcuno  che   ci
  spiegasse  che  a Roma avevano deciso cosa noi dovevamo  fare  qui,
  cioè  abbiamo  dovuto  attendere quello che  qualcuno  come  me  da
  settimane  paventava e cioè che, di fatto, il commissariamento  per
  la  Regione Siciliana era già un fatto, era già in atto. Ma  quello
  che   più  paradossale,  abbiamo  dovuto  scoprire  che  il   nuovo
  assessore,  prestigiosamente inviato dal ventriloco del  Presidente
  del  Consiglio, l'uomo più vicino al presidente Renzi, cioè Delrio,
  era  il peggiore degli estimatori del presidente Crocetta, cioè del
  capo  del  suo Governo, un presidente Crocetta al quale l'assessore
  Baccei  ha  dato  tre e mezzo, un presidente Crocetta  che  avrebbe
  portato  -  sono parole testuali dell'assessore Baccei -  la  barca
  alla  deriva.  E il paradosso di tutto questo è che il  mio  amico,
  onorevole  Cracolici, che fino a qualche settimana  fa  parlava  di
   circo barnum  riferendosi a questo Governo e pregava il Presidente
  Crocetta di fermarsi per non portare il Governo al disastro,  si  è
  trovato  nella paradossale situazione - udite, udite - di difendere
  il  presidente Crocetta contro il suo assessore Baccei   Sono  cose
  della  politica  siciliana, di questa politica, una politica  dalla
  quale  io  mi  dissocio  e alla quale, forse,  con  il  piacere  di
  entrambi le parti con la quale non voglio avere nulla a che fare  e
  nulla da spartire.
   E  però,  nonostante tutto questo e nonostante venga  il  sospetto
  che,  forse, non avete capito qual è il dramma che sta  vivendo  la
  Sicilia,  io  continuo a pensare che c'è qualcuno che  voglia  fare
  cose serie.
   Il  Governo  regionale, cari assessori e cara maggioranza,  è  già
  prigioniero  di  Roma  perché Roma gli ha  imposto  il  ritiro  del
  contenzioso per 4 miliardi, lo ha imposto il Presidente Crocetta  e
  questo  era  l'unico modo per avere potere contrattuale  circa  gli
  interessi da tutelare per i siciliani. Il Governo regionale gli  ha
  già  imposto  un  modus operandi relativo alle  trivellazioni  che,
  badate  bene,  al netto delle petizioni di principio  che  volevano
  risolti  i temi degli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto altro  non
  sono  che  un invito a pagare le tasse in Sicilia alle aziende  che
  operano  in  Sicilia, un invito, altro che soluzioni  dei  problemi
  economici   della   Sicilia:  paradosso  il   primo,   ritiro   dei
  contenziosi, 4 miliardi, per fare cosa? Per ottenere 400 milioni al
  fine  di  chiudere  una delle 4 finanziarie  del  2014,  salvo  poi
  scoprire  che  se  ne ritirano 600 con i fondi PAC.  Quindi,  tutta
  l'operazione  alla  fine  non  soltanto  ci  porta  a  perdere   la
  possibilità dei contenziosi, ma anche un'operazione in  perdita  di
  200 milioni di euro.
   Ebbene,  da  qua  a  qualche settimana avremo i  conti  dei  fondi
  europei.  Io  spero, perché sono un siciliano,  spero  davvero  che
  tutto  quanto  proclama il Presidente Crocetta  possa  risultare  a
  verità. Ho dubbi fondati, ho dubbi seri e rispetto a questi,  però,
  mi confronterò, come amo fare, con i numeri che sono testardi e che
  sono obiettivi.
   E,  nonostante  questo,  si  è continuato  a  mestare  in  maniera
  assolutamente superficiale, dimentichi che le province  sono  state
  distrutte  e  che,  ricordo a chi magari è assessore  da  poco,  le
  province  in  Sicilia  si  occupano di sociale,  di  viabilità,  di
  scuola, di servizi essenziali e primari.
   Desidero ricordare che questo finto esercizio provvisorio,  perché
  gli  esercizi provvisori sono fatti di due articoli, ora che  siano
  14, 25 o 50 o che sotto un articolo ci siano 7 commi che poi sono 7
  norme perché non c'entrano nulla l'uno con l'altro e, quindi,  sono
  norme  nascoste  e  che le norme che sono dentro  questo  esercizio
  provvisorio  -  e  mi  rivolgo al Presidente dell'Assemblea  che  è
  l'arbitro e che deve vigilare - finiscono per essere, questa  volta
  sì   per  mezze  ammissioni  dell'assessore  per  il  bilancio,  la
  interpretazione di un bilancio non veritiero perché le entrate sono
  assolutamente  incerte; ebbene, queste norme  finirebbero  in  ogni
  caso  per distruggere gli enti locali e per determinare la fine  di
  un  sogno a volte non sempre il migliore, ma comunque un sogno, una
  prospettiva  di vita da parte di decine di migliaia di precari  che
  hanno immaginato che con un lavoro onesto potessero pianificare  un
  progetto per loro e per i loro figli.
   Cari onorevoli, Governo, maggioranza, cosa direte da maggio in poi
  a  questi  signori?  E' arrivato il commissario? Perché  nonostante
  tutto  questo in Commissione  Bilancio , come è già ben stato detto
  da  chi  ha  parlato prima di me, la eliminazione  del  Commissario
  dello  Stato  ha  aperto i festeggiamenti e  non  c'era  niente  da
  festeggiare,  avete  inserito delle norme vergognose  partendo  dal
  presupposto   che  tanto  non  potevano  essere  più  impugnate   e
  dimentichi del fatto che non c'è soltanto il Consiglio dei Ministri
  che  andrà  a  vagliare quello che noi approveremo venuto  meno  il
  Commissario dello Stato. Ma c'è soprattutto una Corte dei conti che
  ogni  giorno di più dimostra di essere attenta verso questi Palazzi
  a  volte,  a  mio parere, facendo anche qualche leggera,  ma  credo
  ormai abbastanza frequente, invasione di campo.
   E,  allora,  ognuno  si  assuma la sua responsabilità.  Altro  che
  festeggiare  Altro che norme omnibus  Senso di responsabilità avete
  dimostrato di non averne
   Ma quello che io oggi ho visto qui ha anche un po' del paradossale
  perché,  al  di  là  delle vigorose strette di mano  dell'onorevole
  Cracolici,   io   ho  assistito  alla  conclusione  dell'intervento
  dell'onorevole Musumeci, all'applauso dell'assessore Caruso.
   Assessore  Caruso,  lei è troppo accorto per non  sapere  dove  si
  trova. Lei è troppo intellettualmente onesto, allo stesso modo, per
  non condividere le argomentazioni di Musumeci. Probabilmente, lei è
  soltanto troppo preparato al punto da avere compreso, già in queste
  poche settimane, che quello che dice il centrodestra è la verità  e
  quello che le propina questo Governo alla deriva, come dice il  suo
  assessore  Baccei,  è quello appunto che determina  per  quanto  ci
  riguarda una linea di condotta ortodossa.
   Il  suo  applauso  è emblematico. Noi lo cogliamo  come  un  gesto
  quantomeno di onestà intellettuale, potrei essere cattivo ma non lo
  sono.  Al  di  là di ogni cosa noi, comunque, abbiamo proposto  una
  soluzione.  La  soluzione,  assessore Baccei,  se  davvero  il  suo
  percorso volesse essere virtuoso, non è quella di fare quattro mesi
  di esercizio provvisorio.
   Lei  ha detto che senza le riforme Roma non si siederà neanche  al
  tavolo.  Bene  Noi le avevamo creduto e siamo ancora in  tempo  per
  crederle ad una condizione: l'esercizio provvisorio deve essere  di
  un   mese.   Il  15  gennaio  dopo  avere  approvato  un  esercizio
  provvisorio,  veramente  esercizio  provvisorio,  siamo  pronti   a
  sederci per valutare quali siano le riforme reali.
   Quattro  mesi  di  esercizio provvisorio  non  sono  un  esercizio
  provvisorio  con  quello che ci avete messo dentro  e,  allora,  se
  giochiamo  a  prenderci in giro siccome la Sicilia viene  presa  in
  giro  e  i  bisogni sono tanti e io non temo, come mi  chiedeva  un
  giornalista,  che  i  parlamentari  di  opposizione   facciano   le
  barricate,  io  sono  fortemente preoccupato che  le  barricate  le
  facciano i siciliani, soprattutto quelli più bisognosi.
     Io  le  do  una  possibilità  di interlocuzione  reale  con  una
  opposizione  ed  è   questa l'opposizione che ho  rappresentato  in
  questi primi due anni che non è mai stata strumentale, che è  stata
  sempre  sulle  cose e che si è seduta a ragionare  quando  le  cose
  riguardavano gli interessi della Sicilia.
   Per  quanto  ci  riguarda Crocetta fino ad oggi ha  fallito  anche
  perché  non  ha  ascoltato,  probabilmente  si  è  fidato  di   chi
  l'osannava, se avesse ascoltato con più attenzione chi lo criticava
  in maniera costruttiva, probabilmente, oggi non saremmo qua.
   E  allora  volete fare qualcosa di serio per la Sicilia?  Noi  non
  siamo per il tutti contro tutti e tanto meno siamo per la morte  di
  tutti.
   Abbiamo una sola possibilità quella di capire che quattro mesi  di
  un  esercizio  provvisorio celato sono l'inizio  della  fine  della
  Sicilia.  Fate  un  mese  di esercizio provvisorio,  spiegateci  le
  riforme   che volete fare se ci dovessero convincere e  se  fossero
  realmente  nell'interesse  esclusivo della  Sicilia,  come  abbiamo
  fatto  in questi due anni, saremmo disposti ad ascoltarvi, il tempo
  sta scadendo per noi, ma soprattutto per i siciliani.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la  seduta  di
  oggi,   gli  onorevoli  Tamajo,  Gianluca  Micciché  e  l'onorevole
  Giuseppe Milazzo.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla fine  i  nodi
  giungono sempre al pettine e i nodi possono giungere al pettine  in
  tanti modi, possono giungere in maniera lenta, ragionata, dolce per
  non  fare danno, per non strappare i capelli quando sono fragili  o
  per  non  arrecare  dolore a chi è particolarmente  in  sofferenza,
  oppure  possono arrivare al pettine in maniera brutale, improvvisa,
  ma   soprattutto  causata  da  chi,  avendone  in  questi  anni  la
  possibilità  di evitare che si giungesse al pettine, non  solo  non
  l'ha  esercitata questa responsabilità demandata dagli  elettori  e
  nella funzione di Governo, ma addirittura si è reso strumento e  mi
  riferisco  in particolar modo al PD, che governa da più di  5  anni
  ormai in questa Regione e che è al Governo a livello nazionale.
   Vede  si  ha un bel dire come fa il Governo nazionale che  bisogna
  avere i conti in regola, che bisogna razionalizzare le spese e  che
  la  Sicilia  è fonte di sprechi e per fare questo si è  organizzata
  una  campagna stampa in televisione per dimostrare che  la  Sicilia
  con il suo Parlamento, per esempio, è fonte di sprechi.
   E  si è cominciato a parlare di una spesa del Parlamento siciliano
  di  158  -  152 milioni di euro a fronte di un Consiglio  regionale
  della Lombardia con 10 milioni di abitanti che avrebbe una spesa di
  70  milioni di euro, ma  per esempio si dimenticano di dire - e non
  c'è  nessuno che glielo fa notare - che in quei 70 milioni di  euro
  non  sono  compresi  le pensioni dei dipendenti e  dei  consiglieri
  regionali che ammontano ad oltre 50 milioni di euro e che,  quindi,
  dovrebbero  essere  andati aggiunti a quei 70 milioni  di  euro  e,
  quindi, arriveremmo a 120 milioni di euro.
   Si dimenticano di dire che, per esempio, bisognerebbe includere la
  manutenzione straordinario di un Palazzo straordinario come  questo
  che   assorbe  una  quindicina  di  milioni  di  euro  all'anno   e
  arriveremmo  a  135 milioni di euro. Si dimenticano di  dire  tante
  altre  cose  che,  però, fanno comodo per far  sì  che  il  Governo
  nazionale possa giustificare la rapina a mano armata che da qualche
  anno a questa parte ha compiuto nei confronti di questa Terra. Ed è
  una  rapina  a mano armata non nei confronti rispetto ai privilegi,
  che si vorrebbe a parole, a chiacchiere perseguire, è una rapina  a
  mano  armata  rispetto  ai commercianti, rispetto  agli  artigiani,
  rispetto  agli  operai, rispetto agli impiegati,  rispetto  ai  più
  deboli, rispetto agli ultimi, rispetto ai disoccupati, rispetto  ai
  precari. Perché è una rapina a mano armata?
   Dall'intervento  della Cassa del Mezzogiorno in  poi,  quei  fondi
  dovevano  essere  elargiti  in  maniera  aggiuntiva  rispetto  agli
  ordinari  trasferimenti  dello Stato e tutto  ciò  per  ovviare  al
  deficit  di sviluppo delle regioni meridionali e rispetto al  resto
  d'Italia. Questo prevedeva l'intuizione di allora, questa linea  si
  è  seguita poi con i fondi europei, questa linea si è seguita con i
  fondi  Fas  e  con tutte quelle risorse che sono state  previste  e
  messe in campo per cercare di alimentare con risorse aggiuntive  la
  mancanza di sviluppo o comunque il deficit di sviluppo.
   Ora,  cosa  è  avvenuto in altri paesi che si sono  trovati  nella
  stessa  situazione? Per esempio, la Germania. La Germania ha  avuto
  il  proprio  sud:  si chiamava Germania dell'Est. La  Germania  per
  cercare  di  portare  il  proprio sud a  livello  del  resto  della
  nazione, ha investito nell'arco di 6 o 7 anni la bellezza  di  1400
  miliardi di euro che è quasi quanto l'intero Pil italiano.  Quindi,
  ha  creato quella massa di risorse aggiuntive per fare in modo  che
  la  differenza  di  impiego  di  risorse,  sia  nel  settore  delle
  infrastrutture, sia nel settore delle tecnologie, sia  nel  settore
  dell'innovazione,   della   formazione,   dell'istruzione,    delle
  opportunità  nuove  potesse, in un periodo di tempo  concentrato  e
  limitato, finalmente fare in modo di recuperare il gap che c'era.
   In Italia non è avvenuto tutto ciò con il meridione, e non avviene
  tutto  ciò  con  la nostra Sicilia, perché a partire appunto  dalla
  Cassa per il Mezzogiorno per arrivare ai fondi europei di oggi,  ai
  fondi  Fas  e  ai  fondi Pac, quelle risorse  sono  state  solo  ed
  esclusivamente   sostitutive   non  aggiuntive   ai   trasferimenti
  nazionali ma sostitutive di fondi nazionali.
   Il  paradosso a cui abbiamo poi assistito negli ultimi  2  anni  e
  cioè  con  questo  Governo - Governo, Governo? - Il  paradosso  che
  abbiamo  assistito negli ultimi 2 anni è che, addirittura, i  fondi
  aggiuntivi  che  nel  frattempo erano diventati  sostitutivi,  sono
  stati essi stessi scippati. Ora, io vorrei capire, posto che  è  da
  anni che predichiamo in questa Aula il pericolo enorme, il pericolo
  immenso a cui esponevano no quest'Aula, no il Governo, non questa o
  quella  autorità,  non  questa o quella  istituzione,  ma  l'intero
  popolo siciliano, nel momento in cui non si fossero messe in  campo
  tutte  le  opportune  iniziative forti nei  confronti  del  Governo
  nazionale  per  impedire  questo scippo e  non  lo  stiamo  dicendo
  adesso,  bensì due anni fa e più lo dicevamo:  Badate bene  che  da
  qui  a  qualche  anno non sarete in grado  - perché noi  eravamo  e
  siamo opposizione e siamo stati opposizione anche con il precedente
  Governo, quello della precedente legislatura, dal 2009 in poi,  dal
  ribaltone in poi che ha visto il PD coinvolto vergognosamente in un
  Governo  dei  ribaltone,  noi siamo stati all'opposizione,  chi  vi
  parla  è  stato  pesantemente all'opposizione  -  dicevamo:   State
  attenti  perché tra qualche anno non sarete in grado di  affrontare
  un  bilancio  e  di pagare non i precari o solo i  precari,  non  i
  forestali  o solo i forestali, qui è in gioco la sussistenza  degli
  stipendi  per i lavoratori, per i regionali, delle pensioni  per  i
  regionali  e  per tutti i  pubblici impiegati, oltre che  la  morte
  certa e assoluta di tutte le attività imprenditoriali e la rinuncia
   sine die  e per sempre a qualsiasi possibilità di sviluppo .
   E  tutto ciò si è avverato, tutto ciò puntualmente si è verificato
  ed  è una presa in giro il tentativo che si sta svolgendo in questi
  giorni   di  affrontare  un  bilancio  provvisorio  che  si  chiama
  esercizio  provvisorio,  ma  che di esercizio  provvisorio  non  ha
  nulla.
   Io  ricordo i dibattiti infuocati, in quest'Aula, quando bisognava
  inserire  la  proroga  dei  precari nell'esercizio  provvisorio,  i
  dibattiti infuocati con le opposizioni che si schieravano contro lo
  snaturamento dell'esercizio provvisorio solo perché si inseriva  un
  articolo obbligato che era la proroga dei precari.
   Oggi   si  sta  tentando,  in  qualche  modo,  di  fare  una  mini
  finanziaria  che  poi  è  l'andazzo  che  si  è  avuto  nel   corso
  dell'ultimo anno con quattro mini finanziarie.
   Perché fingiamo di meravigliaci? Cosa è accaduto dal primo gennaio
  2014  al  31  dicembre  2014 se non la proposizione  -  addirittura
  ricordo  nel  mese  di  giugno - di una Finanziaria  che  aveva  la
  validità  di un mese, un mese, cioè bisognava inserire gli stipendi
  per il mese di giugno.
   Ricordo  perfettamente  cha a fine maggio dell'anno  scorso  si  è
  preparato  uno  strumento straordinario  -  quella  sì  di  finanza
  creativa - per cercare di poter pagare gli stipendi per un mese.
   Oggi  c'è  la stessa cosa, stiamo assistendo alla stessa  identica
  cosa  con  in più l'aggravante che quel Ghino di Tacco come  spesso
  veniva  identificato  il Governo brigante negli  articoli  e  nelle
  vignette di Repubblica,  vi ricordate? Chi ha qualche anno  in  più
  se  lo  ricorda il bandito Ghino di Tacco, che cosa si imputava  al
  bandito?  Si  imputava che per chiunque passasse  da  li  bisognava
  pagare  un  obolo,  che  lasciasse qualcosa,  che  si  pagasse  una
  tangente, chiamiamola una tangente di quei tempi.
   E  come vogliamo chiamare l'operato di un Governo nazionale che  a
  fronte delle difficoltà che lo stesso Governo nazionale ha creato a
  questa  Terra  sottraendo i fondi sacrosanti per lo  sviluppo,  poi
  contestualmente   a   fronte  della   richiesta   di   una   misera
  anticipazione per poter pagare qualche mese di stipendio altrimenti
  era  con l'acqua alla gola - e mi riferisco ai 560 milioni di  euro
  implorati  da questo Governo che non ha avuto e non ha la  capacità
  di farsi sentire a livello nazionale -  risponde, sai che facciamo?
  Io   parte  dei  soldi  che  ti  ho  rubato,  che  ti  ho   rubato,
  contravvenendo agli articoli previsti in Costituzione il 36, il  37
  ed  il  38 perchè stiamo parlando non di leggi, ma di relazione  di
  articoli   della   Costituzione  perché   il   nostro   Statuto   è
  costituzionalizzato.
   Bene,  un  Governo che, violando la Costituzione ci ha rubato  dei
  soldi  dice:  Sai che facciamo? Per ridarti parte dei soldi che  ti
  ho rubato rinuncia ai ricorsi che tu hai presentato presso la Corte
  Costituzionale per difendere le tue buone ragioni .  E  vabbè  devi
  rinunciare  alle tue buone ragioni ed in cambio della tua  rinuncia
  ai contenziosi, che valgono cinque miliardi di euro, guarda un po',
  guarda un po', quanto è l'ipotetico bilancio, buco di bilancio,  di
  cui  si  favoleggia  e guarda un po' quanto è stato  l'ammanco  che
  negli ultimi anni è venuto meno ai trasferimenti sul bilancio della
  Regione che da 20 miliardi, come diceva l'onorevole Falcone,  si  è
  ridotto a 15? Mancano proprio quei cinque miliardi
   Come  vogliamo definirlo questo comportamento banditesco da  parte
  del Governo nazionale a fronte di un atteggiamento men che servile,
  men  che  servile da parte del Governo regionale  Ebbene, siamo  in
  presenza  di  banditi, quelli che ci governano a livello  nazionale
  che per cercare di salvare se stessi stanno ammazzando i più deboli
  perché, cari colleghi, voglio richiamare la vostra attenzione, l'ho
  detto  più  volte,  non è più una questione politica  di  destra  o
  sinistra, è diventata una questione territoriale tra chi più  ha  e
  più  vuole  continuare ad avere, a spese di  chi  meno  ha  e  meno
  continuerà  ad avere perché gli vengono sottratte tutte le  risorse
  possibili e disponibili che ci possono essere per alimentare ancora
  un   barlume   di  speranza,  un  barlume  di  possibile   sviluppo
  immaginabile per il futuro a questo siamo
   Ad  un  Governo nazionale che  ci ha ridotto alla fame e che vuole
  di  fatto una Sicilia che non è più una Terra autonoma, che  non  è
  più  una Terra sviluppata, che non è più e non potrà mai più essere
  una Regione nella quale possono attecchire attività imprenditoriali
  autonome,  ma  una  Regione dove ci sono  un  pugno  di  miserabili
  mantenuti  con  delle prebende men che meno dignitose  per  potersi
  chiamare stipendi di fame perché non ci saranno più neppure quelli.
   Ci  vuole uno scatto d'orgoglio e molte di queste norme, e finisco
  signor Presidente, perché è inutile che cerchiamo di chiudere  oggi
  o  domani o dopodomani la questione dell'esercizio provvisorio, qui
  si  tratta  della  sopravvivenza stessa di  questa  Terra  e  della
  sopravvivenza  di  cinque milioni di persone  che  hanno  una  sola
  alternativa:  sopravvivere con un contributo de  minimis,  con  uno
  stipendio da fame e mandare i propri figli, sperando che trovino un
  lavoro, all'estero.
   Questa  è diventata la Sicilia che non è tutto questo colpa  degli
  errori  che ci sono stati e sono stati anche grandi ma è colpa  del
  fatto che, a fronte di trasferimenti ordinari per miliardi di  euro
  previsti   dalla  Costituzione,  lo  Stato  centrale   ce   li   ha
  semplicemente rubati, rubati
   Noi  siamo rubati da un Governo nazionale che senza ritegno toglie
  agli  ultimi  per  darli  ad alimentare le tangenti  del  Mose,  le
  tangenti  dell'Expo, le pedemontane e tutte le altre infrastrutture
  che  al Nord si possono fare, che valgono miliardi di tangenti,  ed
  invece qui non si può neanche avere lo stipendio di sussistenza
   O  si  prende consapevolezza di ciò oppure è chiaro, è chiaro  che
  chi  ha  la  responsabilità di averci ammazzato, il  PD  a  livello
  nazionale  ed  il PD a livello regionale in questa Regione,  se  ne
  assuma  per  intero  queste  responsabilità.  Perché  noi,  magari,
  avremmo  compiuto  degli errori in passato, ma  certamente  mai  ci
  saremmo lasciati scippare le risorse che ci hanno rubato in  questi
  anni.  E  siccome quelle risorse equivalgono a un intero  bilancio,
  l'arrampicarsi sugli specchi di questi ultimi tempi, per cercare di
  impupare questo o quel provvedimento per quindici, venti giorni, un
  mese, un mese e mezzo, senza dire la verità e la verità cruda è che
  il  Governo  nazionale ci ha detto chiaro tramite il suo  Assessore
  che  ha  mandato qui, che i soldi non ce li dà perché se trattativa
  bisognava  fare, bisogna farla durante la finanziaria  nazionale  e
  dove doveva trovarli i soldi il Governo nazionale?
   La  trattativa  si fa durante il bilancio e la finanziaria  e  non
  vorrei che anche i venti miliardi di cui parlava l'assessore Baccei
  -  e  concludo  -  siano come lo specchietto per le  allodole,  che
  facciano la fine dei fondi PAC. Con che cosa attiveremmo le risorse
  europee,  con che cose li cofinanziamo, punto primo se non  abbiamo
  un  centesimo  per  cofinanziarli e  dal  momento  che  il  Governo
  nazionale  ha  detto  in maniera chiara che non  essendo  in  grado
  questa Regione di spenderli li avocherà a sé, per cui non avremo né
  i fondi nazionali trasferiti, né la possibilità di spendere i fondi
  europei. E i fondi PAC se li sono già presi.
   Questo  è  il risultato di due anni di Governo inutile,  incapace,
  insussistente e che ha portato questa Terra allo sbando, ha portato
  questa  Terra a riprendere la strada dei nostri padri e dei  nostri
  nonni  e cioè quella dell'immigrazione, il più grande disastro  che
  si poteva immaginare e nessuno poteva credere che un Governo PD che
  a  parole  doveva aiutare i più deboli, fosse proprio quel  Governo
  che  ha  massacrato  i  diritti dei lavoratori,  dei  sindacati,  i
  diritti della gente e persino la sussistenza in vita.
   Io  e  il  mio  Gruppo  non voteremo certamente  questo  esercizio
  finanziario.

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono iscritti a parlare  gli  onorevoli
  Siracusa,  Grasso, Figuccia, Ioppolo, D'Asero, Zafarana, Gucciardi,
  Assenza, Zito, Malafarina.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Siragusa.

   SIRAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  volevo
  tranquillizzare l'onorevole Venturino e anche tutti coloro  che  in
  queste   settimane  hanno  strumentalizzato  la  vicenda  dei   due
  contrattisti del comune di Bagheria.
   L'amministrazione del comune bagherese è impegnata con  tutti  gli
  strumenti   legislativi  a  disposizione,  di   concerto   con   la
  Commissione  ministeriale di controllo per la stabilità finanziaria
  degli  enti  locali  e con il prefetto di Palermo  per  cercare  di
  risolvere   in  maniera  positiva  la  questione.  Questione   che,
  peraltro, non riguarda soltanto il comune di Bagheria, ma  riguarda
  tutti i comuni siciliani in dissesto che sono - ricordo a me stesso
  - circa una trentina.
   Al  momento  non è stata inviata nessuna lettera di  licenziamento
  anche  se è chiaro che stando alla legislazione vigente il rapporto
  di  lavoro si è concluso il 31 dicembre e proprio relativamente  al
  disegno  di legge che ci stiamo apprestando a discutere e a  votare
  ci   sono   alcune  perplessità  che  vorrei  sollevare   all'Aula,
  all'assessore  Caruso, che poco fa c'era ma ora  non  c'è  più,  ma
  soprattutto   agli  uffici  e  mi  riferisco  a   quanto   previsto
  dall'articolo   4  della  legge  in  cui  si  concede   agli   enti
  utilizzatori  la  possibilità  di  proroga  dei  contratti  dal  31
  dicembre 2014 al 31 dicembre 2015.
   Quello  che vorrei sottoporre all'attenzione vostra è il comma  2,
  l'unica  parte  del testo in cui, di fatto, si fa riferimento  agli
  enti in dissesto. In questo comma si concede ai suddetti comuni  la
  possibilità, di fatto, di derogare all'articolo 259, comma  6,  del
  decreto  legislativo  267 che disciplina la rideterminazione  della
  dotazione  organica degli enti in dissesto, prevedendo il  rispetto
  dei  parametri dipendenti popolazione e imponendo la riduzione  del
  50  per cento della spesa media sostenuta per il personale a  tempo
  determinato.
   Ora  la domanda è se una norma regionale può derogare ad una norma
  nazionale, tenendo conto per altro che la suddetta norma  nazionale
  ai  commi  7  e  8  dello  stesso  articolo  prevedono   specifiche
  autorizzazioni  ed approvazioni da parte della Commissione  per  la
  stabilità finanziaria degli enti locali del Ministero dell'interno,
  autorizzazione  che  è rafforzata dall'articolo  155  della  stessa
  legge  e  che  al comma 8 prevede esplicite denuncie  alla  Procura
  regionale della Corte dei Conti nel caso del mancato rispetto degli
  adempimenti  di cui al comma 6.
   Quindi,  io  la domanda che voglio porre a tutti voi -  e  per  la
  quale  vorrei  una  risposta - è se, approvando questo  disegno  di
  legge  che  ci apprestiamo ad approvare, i comuni in situazione  di
  dissesto possono prevedere la proroga dei contratti scaduti  il  31
  dicembre scorso; se questa proroga avrà una decorrenza e da  quando
  sarà  questa  decorrenza, quindi se è dal primo gennaio;  se  resta
  necessaria l'approvazione da parte della Commissione ministeriale.
   Gradirei  avere  risposta sia dagli uffici  che  dall'assessore  a
  questa domanda, anche successivamente, assessore, non c'è problema.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.   Signor  Presidente, assessori,  onorevoli  colleghi,  in
  questi  giorni  e in questi mesi, anche la Sicilia sta  vivendo  un
  momento  drammatico,  un momento drammatico lo  stanno  vivendo  le
  imprese,  lo  stanno  vivendo i lavoratori,  lo  stanno  vivendo  i
  precari,  lo  stanno  vivendo i comuni che ancora  devono  ricevere
  l'ultima  tranche  della  trimestralità,  lo  stanno  vivendo   gli
  impiegati  comunali che sono indietro con gli stipendi,  lo  stanno
  vivendo i siciliani.
   Allora  possiamo dire che tutti stiamo vivendo una  situazione  di
  precarietà  con un domani e un futuro incerto, ma qui forse  questo
  Governo  ancora non ha preso coscienza di quello che sta succedendo
  fuori  da  questi  palazzi, fuori dai loro assessorati,  fuori  dal
  palazzo d'Orleans.
   Oggi  dovremmo  approvare  in Aula l'esercizio  provvisorio,  però
  prima vorrei fare una breve sintesi per capire come la Sicilia  sia
  potuta  arrivare  in questo modo rispetto agli  annunci  che  erano
  stati  fatti dal Presidente della Regione e, quindi, dai precedenti
  assessori.
   Anno  2013, il Presidente della Regione annuncia che per la  prima
  volta,  a  seguito  dell'eliminazione degli  sprechi,  il  bilancio
  nell'esercizio 2014 registrerà un avanzo di amministrazione.
   Anno  2014,  il  Governo esulta per i risultati  finanziari.  Cosa
  strana  alla  luce  dei fatti odierni, la Corte dei  conti  non  si
  accorge dei dislivelli finanziari e parifica passando semplicemente
  la penna rossa sulle solite voci: personale, precari e partecipate.
   Anno  2014, a giugno l'Ars approva il mutuo di un miliardo  per  i
  debiti  della  pubblica amministrazione nel settore  sanitario.  Il
  Governo  firma con il sangue che quello era l'ammontare del  debito
  consolidato.
   Anno  2014,  appena  quattro mesi dopo,  il  Governo  annuncia  la
  stipula  di un nuovo mutuo da due miliardi per il debito sanitario.
  In quattro mesi il valore debitorio è triplicato.
   Anni 2013  e 2014, la spesa comunitaria è pressoché cancrenata.
   Anno  2014,  il  Governo Renzi strappa 500 milioni  di  fondi  PAC
  destinati  alla Sicilia per la incapacità del Governo  di  spendere
  questi  fondi  e il Governo nazionale fonda la legge  di  stabilità
  nazionale con le risorse strappate alla Sicilia. E così la  riforma
  del  diritto  del  lavoro  e così anche  gli  sgravi  alle  imprese
  finanziate con i nostri soldi.
   Noi da due anni diciamo che lo stato dei conti regionali certifica
  il  fallimento  della  politica economica del  Governo  Crocetta  e
  sempre più la servitù al governo Renzi.
   Oggi  noi  abbiamo la certificazione definitiva di quello  che  il
  centrodestra denuncia da due anni.
   Se  è vero, come è vero, che il disavanzo sanitario si attesta  ad
  oltre  cinque miliardi al 31 dicembre 2014, allora il Governo  dica
  chiaramente  cosa  e  come  ha impegnato le  risorse  destinate  al
  servizio sanitario regionale.
   Questo  è lo stesso Governo che, in solitaria, ha sottoscritto  un
  accordo  illegittimo  di  rinuncia  al  contenzioso  Stato-Regione,
  quantificato in ribasso a quasi 5-6 miliardi, a fronte  di  un  mai
  registrato allentamento del patto di stabilità e all'invio  di  500
  milioni, che comunque erano già nelle disponibilità della Sicilia.
   Questo è lo stesso Governo che ha accettato la quantificazione  di
  150 milioni del contenzioso sull'articolo 38 dello Statuto.
   Questo  è lo stesso Governo che ha sempre scaricato sulla politica
  gli  insuccessi della spesa comunitaria, senza mai pensare  che  la
  reale  responsabilità ricade esclusivamente sui dirigenti  preposti
  alla programmazione e ai loro assessori. Addio spesa comunitaria.
   Quindi  oggi io credo che, alla luce di tutto questo,  noi  stiamo
  scherzando.  E stiamo scherzando perché l'esercizio provvisorio  si
  fonda  su  un'ipotesi di bilancio: qui non c'è nessuna  ipotesi  di
  bilancio, ma c'è solo una sopravvivenza per quattro mesi.
   Ora,  io  chiedo all'assessore per l'Economia e chiedo al Governo:
  ma  serve alla Sicilia una sopravvivenza per quattro mesi? Serve ai
  Comuni?  Serve alle imprese? Serve allo sviluppo della Sicilia  una
  sopravvivenza per quattro mesi? Non serve
   Qui  da  due anni sentiamo parlare di riforme. Hanno distrutto  le
  Province,  hanno destrutturato tutto senza ristrutturare  nulla.  E
  come  si  fa  una  legge  finanziaria approvando  prima  una  legge
  finanziaria e poi facendo le riforme?
   E'   stata   annunciata  la  messa  in  liquidazione  di   società
  partecipate, di consorzi di bonifica, di ESA, di IACP, ma senza mai
  procedere a una sola norma di riforma del settore.
   Ancora  si  parla dei forestali. I forestali sono povere  vittime,
  perché sono utilizzati male per l'incapacità del Governo di agire e
  utilizzare i forestali per quel che servono.
   E  allora,  che  cosa bisogna fare? Bisogna soprassedere.  Bisogna
  risedersi al tavolo a Roma con un Governo autorevole regionale  che
  sappia  pretendere  quello  che spetta  alla  Sicilia,  che  sappia
  rivendicare  la  vera attuazione dello Statuto  e  quindi  la  vera
  applicazione degli articoli 36 e 37 dello Statuto.
   L'anno  scorso  si  ��  parlato  di un accordo  per  l'applicazione
  dell'articolo 37 e poi sappiamo benissimo che è stata semplicemente
  una  farsa, perché il consolidato fiscale consente alle imprese che
  operano  in Sicilia e hanno sede legale al nord di pagare le  tasse
  dove  hanno le sedi legali: tutte le sedi dell'Unicredit raccolgono
  in Sicilia e pagano le tasse a Milano.
   Ma  noi  che  ci  stiamo a fare qui? Lo chiedo al Governo,  ma  lo
  chiedo  anche  a  quest'Aula  Perché noi  qui  siamo  delegittimati
  giornalmente, ma siamo anche impotenti. E, badate bene - lo dico  a
  chi  scrive sui giornali - l'opposizione di centrodestra ha cercato
  in tutti modi di portare e trovare soluzioni, ma ha trovato solo  e
  sempre delle porte chiuse.
   Basti   vedere   la  nottata  dell'altra  notte   in   Commissione
   Bilancio : si tentava di fare una legge di stabilità, basata su un
  mutuo di 800 milioni di euro per coprire il disavanzo della sanità,
  quando  noi sappiamo che non c'è disavanzo nella sanità,  perché  -
  l'ho  detto  l'altra volta e lo ripeto - la Sicilia ha  evitato  il
  commissariamento  per  il  patto  per  il  rientro  e,  quindi,   è
  costantemente monitorato da Roma. Che cosa ha fatto in  questi  due
  anni  il  Governo?  Ha  trasferito risorse alle  Aziende  sanitarie
  proprio oggi, per andare a giustificare un mutuo che serve solo per
  le spese correnti.
   La Sicilia non può ancora gravare di un altro mutuo. La Sicilia ha
  bisogno  di vere riforme. Ecco perché oggi - caro assessore  -  non
  c'è altra soluzione, quella che già hanno proposto i miei colleghi:
  esercizio  provvisorio per un mese e sedetevi  a  Roma  e  chiedete
  l'attuazione  di quello che spetta alla Sicilia e, soprattutto  noi
  lo sappiamo tutti,  la Regione siciliana come compartecipazione, il
  triplo rispetto a quello che pagano le altre regioni.
   Riprendiamoci  quelle risorse che sono nostre e  che  ci  spettano
  piuttosto che fare mutui.
   Non  si  può  pensare  di fare una legge di  stabilità  nel  2015,
  tagliando  risorse ai Comuni o tagliando emolumenti  ai  dipendenti
  regionali.
   Personalmente,   quando  si  trattò  dei  settanta   trasferimenti
  dall'Assessorato  per  il lavoro e la formazione  professionale  in
  altri  assessorati,  perché si presumeva che fossero  ladri,  senza
  contrattazione  sindacale, scrissi una lettera al Presidente  della
  Regione, prima che arrivaste voi, dicendo che il personale  non  si
  può spostare così, perché togliete professionalità; se qualcuno  ha
  sbagliato,  se  qualcuno è corrotto deferitolo alla commissione  di
  disciplina e fategliene pagare le conseguenze.
   Invece, anche qui non si è fatto altro che assistere a spostamenti
  di  dirigenti da un settore all'altro piuttosto che investire sulla
  pubblica  amministrazione, si è preferito investire  su  consulenti
  esterni che vengono pagati profumatamente.
   Riprendete le fila di tutto. Questo è un monito, è un appello  che
  va  al  nuovo  assessore per le autonomie locali  e  alla  funzione
  pubblica. Non si può scherzare più e la Sicilia ha bisogno  che  si
  punti su uno sviluppo serio e concreto.
   Ancora aspetto l'elenco di tutti i cantieri che questo Governo  ha
  aperto con i famosi 872 milioni di euro dei fondi comunitari  spesi
  e  che  in  realtà  non ha mai speso, ma che ha  solo  rendicontato
  perché apparissero sui fondi del FESR che aveva speso prima.
   Finiamola di scherzare e di prendere in giro i siciliani.
   Questa  opposizione  di  centro destra  non  ci  sta,  non  voterà
  l'esercizio  finanziario  e  credo che  non  voterà  una  legge  di
  stabilità se prima non si hanno i conti e i numeri certi. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  devo
  dire  che  il  clima  in Aula, questa sera è un clima  particolare,
  perché  conto  una  decina scarsa di deputati  di  maggioranza,  un
  elenco di deputati di opposizione, un'opposizione responsabile, che
  ha   fatto  una  serie  di  interventi,   assessore  Baccei,  senza
  purtroppo un contraddittorio.
   Ricordo  fino  a  qualche mese fa, quando ero in I  Commissione  e
  parlavo   con  alcuni  colleghi  della  maggioranza,  del   Partito
  Democratico,  sembrava  quasi  essere possibile,  assessori,  poter
  mandare a casa il governo Crocetta, ricordo come i deputati del PD,
  in quella I Commissione, spesso mi dicevano:  andate avanti, perché
  questa  vicenda  così  non  può proseguire .  In  effetti  dobbiamo
  arrenderci   a   tanta  poca  determinazione,  spesso   addirittura
  incapacità a quel tempo con quegli assessori.
   A  quella  data ricordo tanti interventi di colleghi  del  partito
  della coalizione di maggioranza, tanti colleghi che davano quasi la
  staffetta agli interventi dei colleghi parlamentari di opposizione.
   Quei  colleghi oggi non sono in Aula, quei colleghi nella migliore
  delle  ipotesi, oggi sono lontani da questo dibattito, si sono  ben
  accontentati  ed  adagiati su posizioni,  diciamo  di  Governo,  su
  posizioni vicine agli uffici di gabinetto di questo nuovo Governo e
  adesso  ascoltano  quasi annoiati, quasi disinteressati  da  questo
  Parlamento,  però  questo,  assessore  Baccei,  poco  toglie   alle
  responsabilità alle quali, quegli stessi deputati, rimangono  nella
  storia  che  li  fotografa  per  questi  anni  inchiodati  a  delle
  responsabilità.
   Arriviamo  così,  facendo  il salto in  avanti  di  qualche  mese,
  finalmente a questo esercizio provvisorio, un esercizio provvisorio
  che  doveva arrivare in Aula e passare il guado già per il 2014 che
  invece  ci  trova  ancora in Aula alla discussione  generale  al  7
  gennaio  2015  perché  si  aspettavano le  relazioni  tecniche;  le
  relazioni tecniche che erano scontate, che erano già nei cassetti e
  che  dovevano semplicemente essere esternate per poter  dare  delle
  certezze e una continuità lavorativa a quel mondo fatto di disagio,
  fatto  di  marginalità  sociale, fatto di precariato  a  cui  tanti
  siciliani sono costretti fuori da questo Palazzo.
   E  allora,  alcuni provvedimenti, provvedimenti che il  Presidente
  dell'Assemblea   si  è  trovato  costretto  a  stralciare,   alcuni
  provvedimenti che come in una strana giostra sono stati costretti a
  tornare in Commissione  Bilancio  e tra questi, ad esempio,  quello
  legittimo  più che legittimo di un milione e duecento mila  euro  a
  sostegno  di  Sviluppo  Italia Sicilia,  quella  società  che  deve
  garantire  l'attività  svolta, lo start  up  per  imprese,  imprese
  portate  avanti  da  giovani, giovani che  possono  intravedere  in
  un'attività  imprenditoriale una prospettiva per  il  loro  futuro,
  quei  giovani a cui questo Governo in questi due anni non  soltanto
  ha  negato  una  possibilità di avere  un  lavoro,  ma  perfino  di
  cercarlo  un  lavoro,  quindi persino  immaginate  la  speranza  di
  cercarlo e credo che per un giovane nulla di peggio possa esserci.
   La  stessa cosa per quei 3 mila operatori dei piani di inserimento
  professionale,  di  Emergenza Palermo Lavoro, che  sono  stati  qui
  sotto  il Palazzo, quei 3 mila operatori a cui si è deciso di  dare
  come  una  mangiata di lenticchie mettendo 2 milioni  di  euro  per
  garantire quello che doveva essere il minimo vitale, i due  milioni
  di  stipendio  per il 2014: quegli stessi lavoratori  che  potevano
  beneficiare senza dubbio di una riforma diversa, che potevano senza
  dubbio finire secondo la visione di questa opposizione, secondo  la
  mia  personale  visione  all'interno di  una  struttura  consortile
  avendo, peraltro, dei benefici Irap, Iva e potendo quindi garantire
  loro   una   continuità  lavorativa  senza  dover   invece   essere
  costantemente sottoposti a ricatto, quel ricatto che invece secondo
  le  scelte del Governo, oggi, li vede sottoposti ad un rinnovo  per
  altri  4  mesi  in attesa di tornare qui da tutti noi  parlamentari
  portando   o  andando  incontro  alla  sensibilità  di   alcuni   o
  all'arroganza  di  altri  per  potere  chiedere  ancora  una  volta
  un'ulteriore proroga.
   E  allora,  così avanti per tutti i temi, assessore  Baccei,  così
  andando avanti su tutta una serie di temi come quelli dei Forestali
  ai  quali  anche in quel caso si crea e si chiede il sacrificio  di
  avere  una  prospettiva temporale che è legata  soltanto  a  questo
  primo  quadrimestre; così come con riferimento a tutte le  voci  di
  spesa legate all'agricoltura, quell'agricoltura rispetto alla quale
  tutte  ci  saremmo forse aspettati di poter vedere degli interventi
  migliorativi,  di  ulteriore  spesa andando  ad  utilizzare  quelle
  risorse  finanziarie  che  la  Comunità  europea  vorrebbe   vedere
  investite come cofinanziamento per le attività. E invece no,  anche
  lì  in  agricoltura dei tagli fino ad arrivare alla riduzione delle
  giornate  lavorative  fino  ad  arrivare  all'arresto  delle  spese
  collegate  al  pagamento dei salari con una  riduzione  si  paventa
  addirittura  del 30 per cento delle giornate che dovrebbero  essere
  garantite e che invece, anche lì, si paventa possa esserci anche il
  rischio di una mancata garanzia di questa fattispecie.
   Così come per i precari, quei precari a cui si tolgono 130 milioni
  di euro; così come per una serie di riforme che andavano fatte come
  quella dell'acqua, come quelle delle province che rimane sempre  al
  palo  della  prima Commissione, così come la riforma  dei  rifiuti.
  Siamo  la  Regione dove è impensabile immaginare percorsi  normali,
  come  quello della raccolta differenziata. Una riforma dei  rifiuti
  che  non  arriva  e  dove, anzi, il Governatore altro  non  fa  che
  impedire il conferimento in discarica, costringendo tanti comuni  a
  vedere  in  base al loro strato di spazzatura, costringendo  alcuni
  comuni  semmai  a  fare  degli impegni  di  spesa  per  poter  fare
  riferimento  a  delle  società esterne  che  devono  andare  poi  a
  sopperire  a  questa  mancanza, ed altri  comuni,  invece,  in  una
  condizione  di assoluta giungla che si vedono, appunto,  le  strade
  stracolme insieme a quegli stessi contenitori.
   Di  tutte queste cose il Governo ha delle colpe estreme,  ma  devo
  dire che nei confronti degli assessori che oggi sono seduti qui  in
  Aula  non  so  quale  sentimento provare perché  ad  esser  sincero
  nessuno  di voi era presente, forse all'atto dell'insediamento,  di
  quelli  che  oggi siete in Aula, nessuno di voi era presente  dalla
  prima fase, però il Presidente della Regione è lo stesso, lo stesso
  che  avete, che abbiamo trovato noi all'inizio e quello sicuramente
  è il responsabile.
   In  qualche modo voi  quel Governo rappresentate seppure in  linea
  di  continuità,  seppur le persone non siete quelle,  vi  ritrovate
  con  questo genere, lasciatemi dire, anche di responsabilità e cosa
  troviamo   in  questa  Finanziaria  perché  una  vera   e   propria
  finanziaria  è:  ci ritroviamo con una spesa di 900  mila  euro  di
  contributi a pioggia per le associazioni.
   Ci  sono  delle associazioni che stanno beneficiando, e  questo  è
  giusto  sottolinearlo, da parte dell'assessorato ai beni culturali,
  che  stanno  beneficiando di risorse finanziarie a pioggia  e  così
  insieme  alle  varie  consulenze  che  vengono  avviate  da  questo
  Presidente  della  Regione,  e tutto questo  ovviamente,  assessore
  Baccei,  non  può stupirci, non può stupirci perché  se  lo  stesso
  Presidente  della  Regione è colui che,  così  come  dai  fatti  di
  cronaca  di  questi giorni si racconta, è quello stesso  Presidente
  della Regione che allora gabinettista nel 2001 faceva il consulente
  presso quel Governo, allora Capodicasa, e lui da assessore ai  beni
  culturali  di  Gela e gabinettista dell'assessorato Beni  culturali
  andava in giro per il mondo, per la Tunisia, per il Marocco, per la
  Libia, sperperando denaro pubblico della Regione siciliana.
   Quindi,  probabilmente per questo a quel Presidente della  Regione
  tutto  questo  non  fa specie, ma fa senz'altro specie  a  noi,  fa
  specie  a  questa  Assemblea, a questo  gruppo  di  opposizione  in
  Parlamento  che  chiaramente  non  può  rimanere  inerme,  non  può
  rimanere distratto rispetto a tutto quello che sta accadendo.
   Sta  accadendo,  quindi, che Crocetta è complice  di  una  mancata
  programmazione,  sta accadendo che Crocetta sta facendo  macelleria
  sociale non soltanto con quelle categorie citate, ma senz'altro con
  altre  a  partire dalla formazione professionale dove 8000  persone
  sono state buttate per strada.
   Sta   accadendo  che  quelle  specificità  statutarie  a   partire
  dall'articolo  36,  dall'articolo 37, su cui  sembrava  che  questo
  Governo volesse spendersi, anche quelle sono rimaste al palo,  così
  come  al  palo  sono rimaste una serie di riforme e  di  tagli  che
  dovevano  essere fatti sugli Istituti autonomi case  popolari,  che
  dovevano essere fatte sulle società partecipate, che doveva  essere
  fatto  recuperando  quel  patrimonio  immobiliare  fatto  anche  di
  borghi,   fatto  anche  di  siti  che  potevano  essere  recuperati
  senz'altro  per  fare sviluppo in questa Terra e non  soltanto  per
  monetizzare le risorse finanziarie in modo da poter arrivare a  dei
  bilanci  completamente  falsi. Perché è chiaro,  Assessore  Baccei,
  che  quello  con  cui ci stiamo confrontando ancora  una  volta  in
  questo caso non è un esercizio provvisorio per quattro mesi, è  una
  vera  e  propria finanziaria, una finanziaria rispetto  alla  quale
  stiamo  presentando ai siciliani da una parte e a  Roma  dall'altra
  dei  bilanci falsi nella consapevolezza che questo Roma però ce  lo
  farà pagare.
   Ce  lo  farà  pagare con un mutuo che voi sapete  già  di  volerci
  sottoporre; non ne conosciamo ancora l'entità, ma mi sembra di aver
  capito  che  c'è  nelle intenzioni del Governo  la  possibilità  di
  prospettare  al  Parlamento di andare incontro ad  un  mutuo  di  2
  miliardi  di euro, un mutuo che graverebbe sulla testa non soltanto
  nostra,  ma  dei nostri figli con una ipoteca che durerebbe  per  i
  prossimi decenni.
   Noi a questa mini finanziaria in questi termini diciamo no  Ad  un
  mutuo, ad un'ipoteca sulla testa dei nostri figli diciamo  no  E  a
  lei,  Assessore, pensiamo di voler fare gli auguri perché credo  di
  poter  dire  che  quel  ruolo di Commissario  che  tanti  le  hanno
  attribuito, ahimè, in questo caso con questo Governo e  con  questo
  Presidente  della Regione non sarà un ruolo che potrà  esercitarsi;
  perché  anche  lei  presto, Assessore, così come  buona  parte  dei
  componenti  di  questa  Giunta,  sarete  commissariati  presto   da
  Crocetta, dalla sua maggioranza, da un PD che non appena si renderà
  conto  che  la  situazione e i conti non tornano  procederà  ad  un
  ulteriore passaggio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  deputati   e
  componenti  la  Giunta di Governo presenti in Aula, grazie  intanto
  Presidente   dell'Assemblea  per  averci  consentito   stasera   di
  sviluppare    un   dibattito   che   è   concentrato   serenamente,
  costruttivamente  concentrato su questioni  finanziarie  gravissime
  della Regione siciliana.
   Si  deve  al  suo  saggio  apprezzamento e  all'attaccamento  alla
  Istituzione che lei rappresenta se stasera non ci stiamo attardando
  a  parlare di tutto e di più come invece sarebbe accaduto se  molte
  norme   non   fossero   state  stralciate  nel   corso   dell'esame
  preliminare.
   Vede,  assessore  Baccei,  anche io sarò  costretto  a  rivolgermi
  prevalentemente a lei perché è l'Assessore competente per  il  ramo
  del  quale  stasera ci stiamo occupando e spero di non annoiarla  o
  tediarla come la sua mimica facciale talvolta stasera ha denunciato
  e  tradito, forse non abituato al dibattito che all'interno  di  un
  Parlamento  si sviluppa in ordine a questioni di così  fondamentale
  importanza.
   Noi  stasera  iniziamo un dibattito, sostanzialmente, sulla  terza
  manovra  finanziaria  di questa legislatura. Forse,  al  Presidente
  Crocetta  o a taluni componenti della sua Giunta di Governo  non  è
  parso  vero  che  già due anni siano trascorsi, ma  tanti  ne  sono
  trascorsi  e  questa  è la manovra finanziaria  di   metà  percorso
  ammesso  e  non concesso che il Governo Crocetta duri per  l'intera
  16  legislatura
   Io  ricordo  perfettamente quello che ci venne detto  quella  sera
  proprio dal Presidente Crocetta, ma anche dall'allora Assessore per
  l'economia,   dottor   Bianchi,  quando   dall'opposizione,   dalla
  minoranza,  che io non voglio aggettivare perché mi  pare  che  sia
  rigorosamente legata  al suo ruolo, che è comunque tanto importante
  come quello della maggioranza, ci fu detto, erano gli ultimi giorni
  del  2012,  che  si doveva  necessariamente ricorrere all'esercizio
  provvisorio  e ci fu detto che si doveva necessariamente  ricorrere
  ad  un esercizio provvisorio lungo 4 mesi perché la nuova Assemblea
  si  era   insediata il 5 dicembre, il Governo si era  insediato  un
  paio di settimane prima.
   Quindi,   il  ricorso  all'esercizio  provvisorio,  in   relazione
  all'anno  2013,  quello  che  di lì  a  dopo  sarebbe  venuto,  era
  giustificato  dal noviziato del Governo, dal fatto che  il  Governo
  non aveva potuto avere il tempo e non aveva avuto materialmente  il
  tempo  di preparare la manovra finanziaria per il 2013, ma  adesso,
  che  siamo alla terza manovra finanziaria di questo Governo, adesso
  che sono trascorsi 2 anni, qual è la ragione vera del ricorso ad un
  esercizio provvisorio che viene proposto dal Governo per 4 mesi.
   Certo né Crocetta né lei Assessore Baccei potrete dire in Aula, se
  davvero  non vogliamo scadere nel ridicolo, che il Governo  non  ha
  avuto il tempo di predisporre gli atti, che il Governo non ha avuto
  il  tempo  di programmare, che il Governo non ha avuto il tempo  di
  progettare  una manovra finanziaria che doveva essere presentata  a
  questa  Assemblea  secondo  i termini statutari  già  nel  mese  di
  ottobre  e  che,  invece, è arrivata nelle ultime ore  dell'anno  e
  siamo qui, già ai primi giorni, al giorno 7 del 2015, per discutere
  dell'esercizio provvisorio che andava almeno, almeno  votato  prima
  della fine dell'anno.
   La  verità  - e lo abbiamo detto, lo abbiamo sostenuto,  ci  duole
  persino doverlo ripetere - sono cambiati alcuni musicanti di questa
  orchestra,  ma la musica continua nonostante la qualità  soggettiva
  di alcuni musicanti ad essere una musica stonata perché il problema
  del   Governo  Crocetta  non  è  mai  stato   e  non  è  mai  stato
  singolarmente  alcuno dei 31 assessori che si sono  avvicendati  su
  quegli  scranni,  ma il problema è rappresentato  da  chi  dovrebbe
  dirigere l'orchestra e non sa farlo, non può farlo e non sa da dove
  si inizia per farlo.
   Allora,  questo Governo ventriloquo che parla due voci, che  parla
  due  lingue che a mente di quello che è dato leggere sulla  stampa,
  per  bocca  apparente  del  Presidente Crocetta:   la  Sicilia  che
  problemi  ha,  certo  qualche  difficoltà,  ma  saranno  facilmente
  superati .
   Il  disperato Crocetta non potendo ricorrere ad altro non  fa  che
  tentare  disseminare ottimismo laddove, invece, si tratta  soltanto
  di  illusioni, e nemmeno molto pie,  della cui ipocrisia e del  cui
  inganno il popolo siciliano si è assolutamente accorto.
   L'altra  voce,  invece,  noi non la conosciamo  personalmente,  ci
  vediamo per la prima volta stasera, assessore Baccei, di chi  viene
  descritto come un uomo algido, il commissario inviato da  Roma?  Il
  commissario  inviato  da Roma, colui che non  avendo  nulla  a  che
  vedere con la società siciliana, con il consenso siciliano, con  la
  politica siciliana, con la società siciliana, invece, dice:  di qui
  a qualche mese non potremo più pagare nemmeno gli stipendi .
   Ora questo Parlamento a prescindere dai ruoli di maggioranza e  di
  minoranza, vuole sapere a quale delle due voci credere a  meno  che
  non si voglia ridurre tutto - e saremmo persino tentati di farlo  -
  con  il  ricorso ad una immagine un po' vignettistica,  un  po'  da
  macchietta di qualcuno che ormai ha nelle mani un pupazzo che ha le
  sembianze del Presidente della Regione e che ventriloquo  riesce  a
  dire le cose serie quando parla da sè, le cose invece meno serie  e
  meno credibili quando fa parlare la maschera che ha in mano.
   E' questa l'immagine del Governo Crocetta; è questa l'immagine che
  hanno  i  siciliani;  è  questa l'immagine di  un  governo  che  fa
  soltanto una traslazione perversa come avviene tra soggetti forti e
  soggetti deboli.
   Il  Governo  Crocetta subisce gli attacchi del Governo  romano  e,
  perversamente,  li  trasferisce sui  governi  minori,  sui  governi
  locali  della  Sicilia. Subisce il diktat di rinunciare  a  quattro
  miliardi   di  contenzioso?  Beh,  non  sarà  lui  a   pagarne   le
  conseguenze, saranno i Comuni, saranno a ricaduta i cittadini.
   E'  una  sorta  di  sindrome che accade a tanti che,  subendo  una
  violenza  la trasferiscono poi ad altri. Subisce quello  che  viene
  ritenuto lo scippo dei 700 milioni delle misure Pac, lo subisce  ma
  lo  trasferisce  agli enti locali e quindi ai cittadini  siciliani.
  Eppure,  subisce alla fine il popolo siciliano da  due  governi  di
  centrosinistra tutti e due guidati dallo stesso partito: il Partito
  Democratico.
   Una volta un Governo regionale si augurava di avere interlocuzione
  facile  con il Governo nazionale, addirittura ci si augurava  anche
  da  parte   dei  cittadini  e qualche volta  le  elezioni  venivano
  persino  condizionate  in questo senso:  sarà  più  facile  per  il
  Presidente della Regione dialogare con il Presidente del  Consiglio
  del  suo  stesso  partito.  Qui invece è esattamente  l'opposto,  è
  diametralmente  l'opposto e due governi di  centrosinistra  guidati
  dallo  stesso Partito Democratico sono alla fine uno per tracotanza
  e arroganza, l'altro per debolezza uniti invece ai danni del popolo
  siciliano, di quel popolo siciliano che paga il concorso alla spesa
  sanitaria nella misura del 49 per cento, mentre le altre Regioni lo
  pagano  nella misura del 42 per cento e soltanto fino a pochi  anni
  fa nella misura del 32 per cento.
   Questo differenziale di sette punti rappresenta qualcosa come  800
  milioni  di euro che vengono sottratti alla Sicilia nella  assoluta
  ipocrita  e forse malcelata indifferenza del Presidente Crocetta  e
  del  suo  Governo. Lo stesso Governo che ha ridotto  ed  ha  voluto
  ridurre la stessa maggioranza di centrosinistra, che ha ridotto  ed
  ha  voluto  ridurre  le Royalty a carico dell'attività  di  ricerca
  metanifera  e petrolifera in Sicilia dal 20 al 13 per cento,  altre
  diverse  centinaia  di milioni di euro per poi, ovviamente,  essere
  costretti  -  lo  diceva chi mi ha preceduto - tra qualche  mese  a
  dovere  parlare  dell'ennesimo ricorso all'ennesimo  mutuo,  questa
  volta per due miliardi.
   Signor Presidente, onorevoli deputati, persino ricorrere al  mutuo
  per  il  Governo Crocetta può rimanere un ragionamento sulla carta,
  cerco brevissimamente e mi avvio alla conclusione di dimostralo.
   La manovra provvisoria, l'esercizio del quale noi stiamo parlando,
  non sfugge a nessuno, racchiude tre leggi. Noi stiamo ragionando in
  sede  di  discussione generale, unificando la  trattazione,  ma  si
  tratta di tre disegni di legge.
   Nel  disegno  di  legge, quello che è stato poi  licenziato  dalla
  Commissione  Bilancio, vi è un articolo 6 che mi sembra  di  potere
  definire  una  sorta  di norma civetta o se  volete  di  una  norma
  emblema: è  la sintesi di come ha operato in questi primi due  anni
  il Governo Crocetta.
   Non  vi  sarà  sfuggito,  che cosa vuole  o  intenderebbe  normare
  l'articolo  6  Risultato della gestione finanziaria. Autorizzazione
  al  ricorso ad operazioni finanziarie , significa un mutuo, quindi,
  già un mutuo di 145 milioni. Ci si chiede di volerlo autorizzare  e
  sapete perché dovremmo autorizzare un'operazione finanziaria di 145
  milioni?
   Perché  quelle che abbiamo autorizzato con la legge n.  5  del  28
  gennaio  2014,  una delle finanziarie, come veniva prima  ricordato
  dell'anno scorso, la prima quella del gennaio per 90 milioni  e  la
  seconda  quella di agosto per 55 milioni -  90 e 55  per  l'appunto
  fanno  145 milioni -  quelle due operazioni finanziarie cioè quelle
  due contrazioni di mutuo non sono state mai attivate e non sono mai
  state attivate perché?
   Perché al Governo Crocetta non basta un anno per attivare un mutuo
  che  è stato autorizzato con una norma da parte del Parlamento, ma,
  colleghi della maggioranza, anche voi, ma non vi chiedete e non  vi
  assilla  la  domanda,  che è assolutamente elementare  e  naturale:
  questo  Parlamento può approvare tutte le norme che  vuole  persino
  quelle  che  vengono  richieste dal Governo, ma tra  l'approvazione
  della norma e l'efficienza amministrativa di mettere in atto quella
  norma, con il Governo Crocetta, c'è dissidio assoluto.
   Non  è bastato un anno per attivare, da parte dell'amministrazione
  regionale, quello che il Governo stesso aveva richiesto  e  che  il
  Parlamento aveva normato.
   Tutto  ciò  ha  prodotto  un disavanzo di  145  milioni  che  oggi
  l'assessore  Baccei, in nome e per conto del  Governo,  non  so  se
  quello regionale o quello nazionale, ci chiede di ripianare con  la
  contrazione  del mutuo, cioè di un'operazione finanziaria  di  pari
  importo di 145 milioni.
   Questo è il modo di governare e di amministrare e, quindi, le  due
  partite  che noi giochiamo sono due partite diverse, rappresentante
  del  Governo  Crocetta,  perché, mentre il Governo  Crocetta  gioca
  ufficialmente la partita di una resistenza impossibile  all'attacco
  dello Stato centrale ad indebolire la nostra autonomia ed il nostro
  Statuto senza sapercela e potercela fare, la nostra partita  invece
  è quella di farlo finalmente e definitivamente funzionare il nostro
  Statuto e la nostra Autonomia.
   Ecco perché il voto del Gruppo Lista Musumeci non potrà che essere
  un voto contrario. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,   vedo  che lei, assessore, ha questo  potere  piuttosto
  ampio  di  rappresentare  tutti, il dibattito  circa  la  questione
  relativa  all'esercizio provvisorio ed anche agli altri disegni  di
  legge   che  di  fatto  rappresentano  un  momento  per  affrontare
  l'emergenza, la precarietà, devono essere, a mio avviso,  confinati
  in  quel  giusto alveo che deve rappresentare queste  impostazione,
  perché diversamente noi non abbiamo una corrispondenza fra ciò  che
  vogliamo  dire e annunciare con l'esercizio provvisorio e ciò  che,
  di fatto, vogliamo realizzare attraverso una iniziativa che impegna
  in  maniera  più articolata ed ampia il Parlamento su proposte  del
  Governo  circa  una  realtà che non è più un esercizio  provvisorio
  caratterizzato  per  la  sua snellezza, per la  sua  individuazione
  specifica,  caratterizzato  anche per la  sua  brevità  nei  tempi.
  Invece,  abbiamo  un momento più impegnativo che di  fatto  diventa
  quasi una finanziaria.
   E   non  devo  ricordare  a  quest'Assemblea  e  al  Governo   che
  l'esercizio provvisorio presso la Regione siciliana ha uno  spirito
  esattamente diverso, opposto a quello che è l'esercizio provvisorio
  degli  enti locali dove, ad esempio, si imposta un periodo limitato
  nel tempo in funzione al vecchio bilancio. Noi, invece,  impostiamo
  con  l'esercizio provvisorio una indicazione rispetto ad  un  nuovo
  bilancio  che  già  la Giunta ha esitato, che  il  Governo  intende
  portare avanti.
   In  questo  senso, a mio avviso, va puntualizzato questo  aspetto.
  Attenzione, Governo, noi stiamo di fatto vincolando in maniera  più
  solida  del previsto, e se mi consentite del possibile, un percorso
  che di fatto andrebbe reso più snello e anche più breve nei termini
  temporali,  perché diversamente abbiamo per un terzo  di  esercizio
  già  una  manovra definitiva che di fatto vincola anche l'esercizio
  quindi il periodo successivo.
   Qua c'è bisogno di ripristinare. Ecco uno spunto di criticità,  un
  parere  come  Nuovo Centro Destra, fortemente negativo,  su  questo
  punto   di  vista.  Noi  vogliamo  invece  evidenziare  un  aspetto
  importante. C'è bisogno di recuperare quel filo di dialogo che  fra
  Governo  e  Parlamento, diventa necessario perché  si  affronti  in
  maniera  seria, decisa e determinata da una parte quella che  è  la
  realtà delle emergenze che abbiamo in maniera esplosiva sul tappeto
  e  quindi un problema interno alla nostra realtà tutta siciliana  e
  dall'altra  invece  il  rapporto  con  il  Governo  nazionale   che
  continua,  anche  per nostre responsabilità, ad  essere  fortemente
  punitivo,  a colpire la nostra realtà siciliana. Perché sicuramente
  se  da  un  canto il problema del ristorno delle risorse  erariali,
  caro assessore Baccei, che di fatto come ha evidenziato il relatore
  di  minoranza,  il  mio  collega  di Gruppo,  onorevole  Vinciullo,
  determina un ritorno ridotto inferiore a quello che a noi realmente
  spetta perché se è vero che a noi spetta tre miliardi di euro,  non
  possiamo  su  questo  accontentarci con un  miliardo  e  settecento
  milioni di euro.
   E  quindi  anche  in  questo va affrontato un  momento  di  grande
  confronto    per    capire   come   riportare    non    nell'ottica
  rivendicazionista, nell'ottica di richieste pietose,  col  cappello
  in mano, quello che è una nostra reale spettanza.
   E  poi  il problema, anche qui, del piano di azione e coesione,  i
  cosiddetti  fondi  PAC, dove noi abbiamo reale  responsabilità.  Il
  Governo  ha una reale responsabilità perché non ha ottemperato  nei
  termini  del 30 settembre a quella che era la richiesta del Governo
  nazionale di una definitiva programmazione di questo percorso.
   Allora,  noi anche lì non possiamo cedere ad un'azione  fortemente
  vessatoria per la nostra Regione siciliana; 600 milioni di euro dei
  fondi  PAC  non  li possiamo perdere a cuor leggero. Dobbiamo  fare
  un'azione  di  grande  forza, un'azione di  grande  determinazione.
  Allora  per  questo, Assessore, c'è bisogno di  grande  momento  di
  solidarietà da una parte ma anche di tempi più brevi.C'è bisogno di
  un  segnale  che  anche il Governo deve dare  in  questa  direzione
  attraverso  un  esercizio provvisorio che sia almeno accorciato  di
  qualche mese.
   C'è  bisogno di capire come noi dobbiamo riportare su un confronto
  con  il  Governo nazionale quella che deve essere la nostra azione,
  però attraverso una fase di programmazione, non attraverso una fase
  di  precarietà,  non  attraverso  una  fase  di  provvisorietà,  di
  superficialità, che abbiamo fin qui dimostrato.
   Perché  a quest'Aula ho voluto ribadire e intendo ribadire  ancora
  una  volta  dall'ottobre  2010  dalla  riunione  all'Albergo  delle
  povere,  lo  ricordo  sempre, dove tutti i  sindaci  della  Regione
  siciliana  hanno chiesto all'allora Governo di chiedere una  deroga
  al  patto  di stabilità sul problema dei precari. Per ogni  manovra
  finanziaria,  per ogni esercizio provvisorio, bilancio  definitivo,
  DPEF  che  discutiamo  e  non discutiamo, ho  fatto  sempre  questa
  specifica  richiesta: è arrivato il momento di adempiere  a  quella
  indicazione  che  la Ragioneria generale dello  Stato  ha  fatto  e
  ripete  costantemente: qual è il rapporto e, quindi, come riportare
  in  un  livello  di rapporto costruttivo, propositivo,  produttivo,
  quella  che  è  la spesa del precariato con il risultato  ottenuto;
  rapporto  fra  costo  e servizio anche in una  logica  di  maggiore
  razionalizzazione  del  sistema  della  Pubblica   Amministrazione.
  Ancora fin qua nessun risultato.
   Io  ritengo che l'assessore al lavoro che ha sensibilità in questa
  direzione  per  quella  che  è  la sua formazione  professionale  e
  l'assessore  al bilancio a cui io ritengo vada fatto un  invito  di
  pensare  anche  ad un momento di programmazione, Assessore,  non  è
  possibile essere interlocutori di niente e di nessuno, c'è  bisogno
  di  una  grande  capacità di proposta, c'è bisogno  di  una  grande
  capacità  di  programmazione, c'è bisogno di  una  grande  capacità
  anche di essere affidabili.
   E  noi  oggi, con queste condizioni, con questo braccio di  ferro,
  con questo clima di continua divisione, con questo scontro che è  a
  livello a volte di prepotenza istituzionale, perché quando manca il
  garbo  istituzionale manca il senso del rispetto fra le varie forze
  politiche   che  compongono  un  contesto  istituzionale   qual   è
  l'Assemblea, che porta a volte a momenti di forzatura, poi di fatto
  si  determina  un  risultato  che  probabilmente  farà  vincere  le
  battaglie, ma fa perdere la guerra, perché c'è bisogno oggi  di  un
  contesto   politico  e  di  un  livello  istituzionale  di   grande
  confronto, di grande capacità di produttività, ma anche  di  grande
  senso  di  autorevolezza  che le istituzioni  devono  continuamente
  dimostrare.
   Allora,  io  dico,  sui PAC,  non possiamo consentire  che  quella
  perdita  delle  risorse  ci porti di fatto ad  annullare  il  Piano
  giovani,  assessore, il Piano giovani tanto atteso, dove c'è  anche
  lì  avviato  un  confronto con le attività delle  imprese,  con  le
  attività  del  mondo delle professioni, dove si apriva  una  spazio
  perché anche i giovani laureati con la convenzione col mondo  delle
  professioni  potessero, in quella direzione, avere  un  momento  di
  grande  sfogo  occupazionale, diciamo tra  virgolette,  che  faceva
  crescere in questa direzione la capacità professionale.
   Non  possiamo, quindi, pensare di lasciare quelle aspettative  nel
  vuoto.  E'  un  fatto di grave, gravissima crisi delle istituzioni.
  Dobbiamo,  costi  quel  che  costi,  assessori,  recuperare  questo
  rapporto  e  dare in breve tempo una risposta su quello  che  è  il
  problema  del  Piano giovani. Mi dispiace che non  c'è  l'assessore
  della  formazione che ha su questo una grande responsabilità e  che
  su  questo terreno deve recuperare quel terreno che di fatto  si  è
  perduto.
   C'è  un  problema poi ancora importante, assessore Bacchi,  non  è
  possibile  pensare  di difendere posizioni per  dare  risposte  che
  possono  essere anche giuste o giustificate a danno di  una  realtà
  istituzionale importante.
   Per  quanto  riguarda  l'agricoltura,  in  particolare,  oggi  noi
  assistiamo ad una aggressione senza precedenti. Dobbiamo su  questo
  piano  porre rimedio e invertire la rotta. Ad oggi noi abbiamo  tre
  istituzioni  con  dei fondi speciali che hanno motivo  di  esistere
  perché   esistono  i  fondi  speciali,  motivo  per  cui   se   noi
  distruggiamo  i  fondi speciali, distruggiamo  le  istituzioni.  Mi
  riferisco all'IRFIS, alla CRIAS e all'IRCAC.
   Noi  abbiamo  su  una  precedente azione  di  manovra  finanziaria
  vanificato 25 milioni di euro dal fondo di rotazione dell'IRCAC per
  pagare  e  dare  una  risposta a quella che era  una  esigenza  dei
  forestali.
   Giusto  dare  la  risposta ad una esigenza dei  forestali,  ma  va
  individuata  una risorsa diversa, non si può dare una  risposta  in
  una  direzione e affossare un mondo che già ha una crisi,  che   un
  polmone  finanziario importante come l'IRCAC per  il  credito  alle
  cooperative  è un fatto di primaria importanza particolarmente  per
  l'agricoltura  e  anche  nel comporto del sociale  dove,  comunque,
  l'intervento  sul mondo della cooperazione con tutte le  difficoltà
  ha dimostrato, da un rapporto indica una crescita occupazionale del
  7  per  cento  in controtendenza in  un momento in cui abbiamo  una
  grande   crisi   occupazionale.  Questo  è  un   fatto   di   grave
  responsabilità.
   Noi  abbiamo su un'altra manovra tolto 19 milioni di euro al fondo
  della  CRIAS, riferito all'agricoltura, anche questo è un fatto  di
  una  gravità inaudita e noi anche qua dobbiamo recuperare  risorse.
  Abbiamo  bloccato  grazie  agli  interventi  fatti  in  Commissione
   Bilancio   su  un'iniziativa che ho io  individuato,  l'abolizione
  dell'articolo 15 della legge 25/2011, alias  Fondo di  garanzia  in
  agricoltura ,  dove per recuperare delle risorse si voleva  abolire
  anche questo articolo
   Signori, colleghi, Governo, siamo alla pazzia, alla follia  Non  è
  possibile che queste operazioni debbano essere intercettate da  una
  iniziativa dei parlamentari lungo il percorso per evitare ulteriori
  sciagure. C'è bisogno di un maggiore senso di responsabilità  e  di
  impegno;  e  le  istituzioni vanno salvaguardate. Non  è  possibile
  distruggere  in  tre  secondi  tutto ciò  che  viene  garantito  da
  trent'anni   Questo  è  veramente  un  problema  che   deve   farci
  riflettere.
   Concludo  dicendo che  c'è bisogno - caro assessore -  di  pensare
  alla  programmazione, a una diversa gestione dei fondi  comunitari,
  all'utilizzo di risorse residue del POR 2007-2013, perché è  ancora
  possibile  individuare  il  modo di rendere  fruibili  risorse  con
  interventi;  penso  a  fondi di garanzia;  penso  a  interventi  su
  piccole  e medie imprese; penso a interventi sul credito;  penso  a
  forme  possibili  compatibili con i  tempi,  con  le  scadenze  che
  abbiamo.
   Quindi,  c'è in questa direzione un grande senso di responsabilità
  da  parte di chi vi parla. Il Nuovo Centro Destra vuole far sentire
  forte e chiara la sua voce, per sottolineare una forte criticità su
  questo che è il percorso da voi individuato. E mi auguro che  lungo
  il  dibattito d'Aula, anche da parte del Governo, vengano formulate
  ipotesi correttive che possano rendere più significativa, razionale
  e  produttiva  un'attività  legislativa che,  diversamente,  a  mio
  avviso, avrà momenti più deleteri.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Zafarana.  Ne  ha
  facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, colleghi rimasti superstiti,  signor
  Assessore,  anche  lei superstite, cosa dire?  Cosa  bisogna  dire?
  Questo  è il dubbio, il problema che ci angoscia; ma non per queste
  misure  che stiamo trattando in questi ultimi giorni, ma  da  circa
  due anni a questa parte.
   L'immagine  che  si  è  creata nella mia,  anzi  che  mi  è  stata
  suggerita dalle persone con cui parlo, dalle persone che vivono  in
  Sicilia è questa.
   Esistono in Sicilia due poli, due mondi. C'è un livello di persone
  che  nella propria storia ha avuto un contatto o con le istituzioni
  regionali, con un Governo regionale x, o con un deputato  regionale
  x;  e  che  in  questo  momento sente -  quasi  avesse  un  diritto
  acquisito   -  di  poter  ottenere  ed  essere  pertanto  blindato,
  considerato,  conservato negli atti che di fatto vengono  fuori  da
  questo  Parlamento, dietro sollecitazione e presentazione in questo
  stesso  esercizio  provvisorio; ma  guardo  anche  alle  precedenti
  finanziarie. Pertanto questo personale, queste persone che hanno un
  rapporto  di lavoro, sono tutte blindate. Per carità senza  entrare
  nel  merito  dell'attività di nessuno, ma noi  siamo  qua  a  fare,
  sostanzialmente, stipendi di persone che sono, in un certo  momento
  della loro vita, entrate in contatto con questo sistema, e poi  c'è
  l'onorevole  Dina  che  mi  parla  di  clientela  e  di  interventi
  clientelari.
   E  poi c'è tutto il resto del mondo; quello sotterraneo; gli altri
  quattro milioni dei siciliani, che sono i disoccupati, che  sono  i
  giovani:  tutta  la  fascia dei trentenni in  Sicilia  non  esiste,
  perché  sono  tutti  quanti  o in Italia  al  Nord  o  direttamente
  all'estero. E noi perdiamo i migliori siciliani. E non voglio  fare
  retorica, questa è un'amara constatazione.
   Tutto  il  resto del mondo delle piccole imprese,  che  provano  a
  galleggiare giorno dopo giorno, che non vengono affossati da noi  -
  perché  qui  non  abbiamo purtroppo niente più da  affossare  -  ma
  vengono   affossati  direttamente  da  Renzi,  da  questo   Governo
  nazionale  e  dall'attuale Commissario liquidatore che qui  abbiamo
  davanti, assessore Baccei, tanto diciamo quest'oggi questo  profilo
  si è ormai delineato.
   Noi  non ci stiamo a fare questa divisione dei privilegiati  e  ne
  parliamo  e  li difendiamo e qua dentro ci si straccia le  vesti  e
  nella  commissione  Bilancio , che non ho problemi a  ripetere,  il
  fatto  che  sia  stata  una giungla. Perché è  stata  una  giungla?
  Perché qua non si rispettano le regole.
   Nella  Commissione   Bilancio  c'è un regolamento?  Il  presidente
  Crocetta,  altrettanto deve sapere che qui  non  c'è,  ma  qualcuno
  glielo  andrà  a  dire che esiste la legge? Se noi  chiediamo  come
  Movimento Cinque Stelle costantemente le relazioni tecniche  non  è
  perché  abbiamo  un  vezzo, perché siamo i bambini  che  puntano  i
  piedi,  ma  perché siamo persone che conoscono le leggi  e  non  ci
  basta  un  dirigente  regionale in carne  e  ossa.:   vi  porto  il
  dirigente regionale in carne e ossa per spiegarvi l'emendamento sui
  Pip  , ma di che stiamo parlando
   Responsabilità vuole che le cifre che si vanno a rintracciare  qua
  ci vuole un rabdomante ormai per questa politica scellerata, che mi
  dispiace  dire  ma  la  portate avanti voi,  perché  ho  fatto  una
  rassegna anche rispetto alle accuse che ci vengono rivolte.
   Qua  c'è  l'onorevole Cracolici, ad esempio,  che  in  commissione
   Bilancio  voi avete un sì o un no meteorologico  Mi venisse a dire
  l'onorevole Cracolici qual è la politica del PD in questo  momento
  Cosa vuol dire fare politica per questa maggioranza oggi? Cosa vuol
  dire?
   Per  esempio, per noi fare politica vuol dire avere fatto  passare
  nonostante  le resistenze dell'assessore di confindustria,  scusate
  dell'assessore Vancheri, avere fatto passare l'innalzamento   delle
  Royalties  dal  10  al  20 per cento. Unica  regione  in  Italia  e
  pertanto   questa  cosa  ha  comportato  entrate  per  la   Regione
  siciliana, forse non è chiaro il concetto che qua, tutti parlano di
  spendere  ma  noi  invece  abbiamo fatto  emendamenti  di  entrata.
  Passato,  perché  praticamente abbiamo  vinto  resistenze  e  porte
  blindate.  Ma ancora l'aumento dei canoni, noi eravamo ridicoli  in
  Sicilia,  i canoni per l'estrazione delle acque, eravamo l'Eldorado
  degli  imbottigliatori   Di che stiamo parlando    Entrate   E  poi
  quando  si parla di una prospettiva, quella prospettiva che  chiedo
  prima  al  Presidente Crocetta che non c'è e  agli  assessori  e  a
  coloro  che  dicono di essere maggioranza in questo Parlamento,  la
  prospettiva politica.
   La  prospettiva di sviluppo è un mosaico di interventi; non è oggi
  la  leggina qui, domani la leggina lì, le famose riforme sono tutta
  una serie di interventi.
   E  allora, noi da opposizione abbiamo fatto passare, per  esempio,
  l'albergo  diffuso. Direte voi, è una stupidaggine, è una  misurina
  da  niente. Ma lo sapete quanti borghi in questo momento sono stati
  recuperati?  Lo  sapete come attiviamo il turismo, perché  puntiamo
  sul  turismo? Perché se avessimo studiato tutti, e noi  lo  abbiamo
  fatto,  il  turismo è l'unica voce che a livello  mondiale  non  ha
  avuto  un  decremento, anzi ha avuto un incremento del 4 per  cento
  che, in una condizione di crisi, qual è quella globale, non mi pare
  una cosa da poco  E noi il turismo qui come lo andiamo a coltivare
  E  io  qui già ho avuto modo di interagire con l'assessore Purpura,
  in  che  modo? Per esempio,  non comunicando sul sito del Ministero
  il fatto che ci sono i nostri siti, più o meno aperti, perché c'era
  un   sito   regionale  che  non  funzionava  domenica  scorsa,   in
  riferimento  alle  domeniche aperte per i  musei.  Quindi,  di  che
  stiamo parlando? Se qualcuno mi chiede:  Valentina voglio venire in
  Sicilia  a  vedere  la quantità immane, il 70 per  cento  dei  beni
  culturali siciliani ,  e qui e noi non lo rendiamo fruibile, perché
  c'è un link morto.
   Dovete  capire che ormai la gente ragiona col link, con siti,  con
  capacità  di  arrivare alle informazioni a livello  reticolare  non
  guardando  i  nostri  siti  che sono  veramente  un  deserto  della
  conoscenza e dell'accesso rispetto all'offerta di questa Regione.
   Vorrei   continuare   anche,   l'abolizione   degli   sprechi,   i
  coordinatori sanitari, ce li ricordiamo? Solo noi ce li avevamo.  E
  poi  ancora  l'estensione  delle  attività  e  di  impiego  per   i
  forestali?  Chi  lo  ha  fatto? Noi    Perché  noi  vogliamo  farle
  lavorare  le  persone  che  richiedono,  giustamente,  di  fare  un
  servizio per il quale sono stati lì collocati.
   E  ancora l'abolizione per i condannati è nostra, l'idea è  nostra
  sebbene ogni tanto qualcuno se ne appropri.
   Bilancio  partecipativo dei comuni, il due  per  cento  ai  comuni
  perché  possano partecipare con le persone, con i cittadini, perché
  dobbiamo  guardare al basso, non più alle comode poltrone  da  otto
  mila euro al mese, questo lo abbiamo fatto noi.
   E  ancora  a Roma, perché ci proviamo anche a Roma siamo  strenui,
  perché  qua dentro ovviamente è blindato il meccanismo e sebbene  a
  Roma  sia  comunque  blindata noi abbiamo  fatto  la  compensazione
  debiti-crediti  per  le imprese e abbiamo anche  ultimamente  fatto
  passare  una moratoria per i mutui per le famiglie indigenti,  cioè
  qua  chi è che pensa alla globalità, chi è che pensa a tutti? E chi
  è,  invece,  che  cerca di dare ai siciliani? Voi,  che  in  questo
  momento  ci  avete  fatto  scippare, non vorrei  essere  ripetitiva
  perché  l'abbiamo  detto  cento volte, i fondi  PAC  e  ancora,  il
  concorso  alla finanza pubblica e il concorso alla spesa sanitaria,
  e  non  mi  dilungherò perché ci sono stati illustri  colleghi  che
  hanno fatto anche meglio di me.
   Qui  è flusso costante contro Roma, lo dobbiamo pagare noi l'aereo
  per  andare  a  Roma? Non credo, perché Crocetta se  li  fa  pagare
  profumatamente gli stipendi e i biglietti per andare a Roma.
   E   rispetto alla questione che mi ha sollevato l'onorevole  Dina:
  ma  chi  è  il  populista? Chi fa 2 pesi e 2 misure? In Commissione
  Bilancio,  vorrei che tutti sapessero, quella Commissione  Bilancio
  che non c'era nessun motivo perché durasse fino alle 7 del mattino,
  ma  l'abbiamo  fatta. Perché ancora siamo qui oggi, al  7  gennaio?
  Quindi,  tutta  questa  fretta  non  c'era,  comunque,  in   quella
  Commissione,  noi  abbiamo presentato degli  emendamenti  che  sono
  stati  respinti senza neanche essere considerati, mentre si  poteva
  variare per esempio l'emendamento dell'onorevole Lentini che andava
  a cambiare qualcosa sulle acque e sulla estrazione delle acque.
   Perché  sempre  là  abbiamo  il pallino:  giusto?  Renderci  proni
  rispetto alle lobby delle estrazioni. Noi che cosa proponevamo  per
  esempio? Volevamo abolire la III fascia dei dirigenti perché è  una
  cosa  bloccata  da  almeno  10 anni oppure  volevamo  decorosamente
  ridurre  emolumenti ai deputati e agli assessori,  mi  sembra  come
  dire  abbiamo sempre il pallino delle stesse cose, però i siciliani
  rimangono  sdegnati rispetto a quello che da qua  dentro  non  esce
  mai.
   E allora, vorrei concludere, mi chiedo veramente che cos'è per voi
  fare  politica, cos'è per voi la politica se non mettere al  centro
  l'uomo,  ma quale uomo? Non quelli che prima o poi hanno  avuto  un
  contatto  privilegiato  con  chi poi in  questo  momento  avere  un
  vantaggio  politico,  stando dietro le porte  degli  assessorati  a
  chiedere  brandelli di qualcosa che non esiste su un  debito  di  5
  miliardi,  ma di cosa stiamo parlando? Di che cosa stiamo parlando?
  E  allora,  io  dico soltanto una cosa al Presidente Crocetta,  gli
  verrà  chiaramente riferito:  il peggio, nel  peggio, - dice Pennac
  -  c'è  solo  l'attesa  del peggio   E allora  dite  al  presidente
  Crocetta che il Movimento Cinque Stelle ha già provato più volte  a
  farlo  dimettere  e  si deve dimettere perché noi,  che  non  siamo
  attaccati  alla  poltrona, siamo gli unici a  chiedergli  realmente
  l'unica cosa che dovrebbe fare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
  siamo alla terza finanziaria di questa legislatura.
   Nel   dicembre   2012  il  presidente  Crocetta  ci  rappresentava
  l'impossibilità di procedere ad una presentazione di un disegno  di
  programmazione  economica-finanziaria  organica   perché   si   era
  insediato da pochissimo e che, quindi, non si era stati in grado di
  affrontare  un  documento  organico e si provvide  all'approvazione
  dell'esercizio  provvisorio indebitamente definito  così,  però  ci
  arriveremo tra poco.
   E  debbo  dire  forse  fortunatamente perché visto  quello  che  è
  successo poi nel 2013 in cui, con una certa dose di presunzione, il
  Governo  Crocetta dell'epoca si arrogò il compito di presentare  un
  disegno  che  doveva  essere organico  e  che  poi  ci  condusse  a
  ritornare sul tema per ben 4 volte perché si trattò di 4 interventi
  successivi  e  in  ognuno  di  questi  interventi,  purtroppo,   si
  assisteva  alla  falcidia doverosa da parte del  Commissario  dello
  Stato,  quindi,  dicevo,  vista l'esperienza  disastrosa  dell'anno
  scorso, che ora questo Governo ter, quater Crocetta, abbiamo  perso
  il  conto,  tornasse all'ipotesi dell'esercizio  provvisorio  tutto
  sommato non era da considerare negativamente.
   Io  mi  sono  perso - e me ne scuso - l'intervento  dell'assessore
  Baccei.  Non ho avuto il piacere e la fortuna di ascoltarlo,  credo
  che  capiterà da qui a breve, però se i resoconti dei  giornali  on
  line sono esatti, apprendo che l'assessore avrebbe detto che si  è,
  finalmente,  invertita la rotta che, finalmente, c'è il  segno,  un
  segnale chiaro di discontinuità.
   Se  così  ha  detto,  evidentemente,  continua  nella  prassi  del
  governatore  Crocetta di scrivere una cosa e di affermarne  a  voce
  una  completamente  diversa, perché onestamente leggendo  il  testo
  predisposto  dal Governo, sia pure come emendato dalla  Commissione
  Bilancio, io di questo segnale di discontinuità non ne vedo se  non
  in peggio.
   In  questi  due anni, caro Presidente Ardizzone, io ho, purtroppo,
  dovuto mettere in discussione quelli che mi sembravano dei concetti
  dal punto di vista giuridico, che è il campo a me più congeniale, e
  anche dal punto di vista economico, nel quale sono sicuramente meno
  ferrato, dei punti certi.
   L'esercizio  provvisorio, caro Presidente Ardizzone,  a  me  hanno
  insegnato che è in dodicesimi, la fotografia di quello che  era  il
  bilancio  dell'anno  precedente, un esercizio  provvisorio  che  si
  rispetti, caro Presidente, lei ha cercato di tamponare in tutte  le
  maniere  le falle che si aprivano dal Governo, prima, e  poi  dagli
  interventi  dei vari gruppi successivamente, arginando  al  massimo
  questi   interventi,  però  questo  esercizio  provvisorio   andava
  limitato all'articolo 1.
   Quando  noi  introduciamo  argomenti di  altro  genere,  sia  pure
  importantissimi, noi non abbiamo più un esercizio provvisorio.
   Allora chiamiamo le cose con il loro vero nome: questa è la  prima
  finanziaria del Governo Crocetta-Baccei non la si contrabbandi come
  esercizio provvisorio perché di esercizio provvisorio ha ben poco.
   E  quando  si introducono elementi spuri in una norma  che  doveva
  essere  di  semplice  registrazione  del  bilancio  precedente  per
  trasformarlo   in   dodicesimi,  allora   questi   elementi   spuri
  indubbiamente introducono degli elementi di ingiustizia, perché non
  si  capisce  perché  alcuni  argomenti debbano  essere  trattiti  e
  trattati  in  una  determinata maniera in questa  anticipazione  di
  finanziaria  e  altri  no; perché si incomincia  ad  introdurre,  a
  scegliere fior da fiore, a scegliere meglio spina da spina e a fare
  le  necessarie  distinzioni  che  dovrebbero  essere  assolutamente
  inammissibili.
   Allora,  nel merito di queste varie argomentazioni io mi  riservo,
  come  il  mio  Gruppo,  come  tutti i  gruppi  di  opposizione,  di
  intervenire analiticamente quando si parlerà degli emendamenti.
   Quello che voglio dire è che in questa maniera si è realizzato  un
  mix  distorto,  si  è creato un maquillage mal  riuscito  che  darà
  indubbiamente più problemi di quelli che risolverà.
   Il  mio  augurio, allora, caro Presidente e assessori  rimasti  in
  Aula,  non  è quello di limitare al minimo la durata dell'esercizio
  provvisorio e di fare questo documento salvifico al più presto  che
  ci  permetta,  con una autorevolezza mai avuta, che  dovrebbe,  per
  miracolo,  piovere dal cielo per battere i pugni  a  Roma  e  tutte
  queste  favolette alle quali non crede più nessuno, nemmeno il  mio
  nipotino  di  due  anni, il mio augurio è solo uno,  poiché  questa
  Assemblea ha dimostrato di non avere il coraggio, perché di  questo
  si   tratta,   di  prendere  atto  dell'esistenza  di  un   Governo
  assolutamente  fallimentare, che nulla di buono potrà  apportare  a
  quest'Isola, però già in ben due occasioni, mentre nei  giornali  o
  alle  televisioni o nei corridoi si diceva una cosa al  momento  di
  votare  ciascuno  non  ha  avuto  il  coraggio,  parlo  dei  membri
  dell'opposizione, di assumersi le proprie responsabilità e di porre
  fine a questa parabola pietosa che è il Governo Crocetta nelle  sue
  varie versioni.
   Io  l'augurio  che  faccio  è  che questo  coraggio  lo  abbia  il
  Governatore  e  che  il Governatore si dimetta e  ridia  al  popolo
  siciliano  la  possibilità di scegliere persone che  effettivamente
  potrebbero dare  una svolta a quest'Isola.
   Perché al Governatore Crocetta è accaduto quello che è accadeva  a
  Re Mida però all'incontrario, cioè re Mida tutto quello che toccava
  diventava oro; il Governo Crocetta dove ha messo le mani  ha  fatto
  solo  disastri  e faceva bene l'onorevole Vinciullo  a  dire  -  lo
  volevo  dire io ma la detto lui ma mi piace ripeterlo perché questo
  argomento  mi  tocca  da  vicino perché tocca  soprattutto  la  mia
  provincia  - della perdita dei Fondi PAC: non dobbiamo accusare  il
  Governo  nazionale, dobbiamo accusare la nostra cronica incapacità.
  Io  dei  Fondi  PAC  che  erano destinati alla  mia  provincia,  si
  trattava di 136 milioni di cui 16 milioni fondi provinciali  e  130
  che   erano   stati   accantonati  nella  programmazione   europea,
  l'Assessore Pizzo lo sa, non ha assolutamente colpa a riguardo,  io
  ne  parlavo  e  avevamo già congegnato il percorso con  l'Assessore
  Bartolotta  all'epoca, perché si guardava tutta la rete stradale  e
  autostradale di collegamento con l'aeroporto di Comiso con la super
  strada Ragusa-Catania e con il porto di Pozzallo.
     Ebbene,  di  questo siamo riusciti a perdere tutto tranne  i  16
  milioni di fondi ex Sicem  della provincia regionale di Ragusa  che
  quell'ente  sia  pure  con  il  dopo  disastri  dovuti   a   quella
  approvazione  della norma che ha sconvolto le province  dell'Isola,
  quell'ente comunque è riuscito a mandare in appalto il mese scorso,
  e che almeno siamo riusciti a salvare. Di questo si tratta
   Allora,  altro  che affrettiamo   Ci riduciamo  al  minimo  e  poi
  attendiamo  questo  miracolo del nuovo  disegno  di  programmazione
  economico-finanziaria.  Stacchiamo  la  spina  a  questo   Governo
  Andiamo  a casa  Onorevole Zafarana, non può venire a dire che  voi
  siete  sempre i primi della classe  Da questo opposizione c'è stata
  altrettanta  volontà di buttare a  mare questo  Governo   I  numeri
  però non ce li possiamo inventare, ma la volontà c'è stata tutta.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, non posso soprassedere  purtroppo.
  Certo,  qualcuno ritiene che io sia l'ultimo dei giapponesi  e  non
  vorrei  neanche  essere  l'ultimo  dei  moicani,  sono  l'ultimo  a
  parlare, questo sicuramente sì.
   A  me  sembra  di vivere veramente in un modo surreale,  un  mondo
  surreale  dove  da questo scranno il vampiro che  ha  succhiato  il
  sangue  a  questa Terra per tanti anni, governando per tanti  anni,
  improvvisamente si accorge che la casa è piena di sangue  e  accusa
  l'ultimo arrivato di aver commesso il delitto.
   Così  come  mi sembra molto strano che di fronte a lezioni  dotte,
  dottissime  e  gradevoli  di ornitologia dove  si  parla  di  varie
  tipologie di uccelli ci si dimentichi dei falconi, falconi non sono
  ornitologici ma anche deputati.
   Beh,    non   vorrei   neanche  che  intorno   a   quest'Assemblea
  svolazzassero  corvi  e tanto meno gufi, perché  mi  sembra  che  a
  livello  di  ornitologia qua possiamo dare tutti quanti  lezioni  a
  tutti.  Purtroppo,  sono  sempre i corvi e  i  gufi  che  aleggiano
  intorno:  da un lato uccelli del malaugurio dall'altro  quelli  che
  aspettano  di  nutrirsi di cadaveri aleggiano sempre  intorno  alle
  disgrazie altrui o alle auspicate disgrazie altrui, dimenticando di
  essere  stati  però per anni al Governo della Regione  e  di  avere
  creato  i  presupposti affinché questa situazione  debitoria  della
  Regione e di grave sofferenza maturasse.
   Cioè  ci  si  accusa, si accusa il Governo Crocetta e Crocetta  di
  inefficienza e ricordo che è  insediato da due anni e  presente  al
  Governo  della  Regione lamentando tutte le  nefandezze,  tutte  le
  disgrazie  di  questo mondo perché è colui il quale  ha  assunto  i
  precari, ha portato i dirigenti della Regione a 1800, ha creato  le
  partecipate, ha creato l'EAS, ha creato tutte quelle condizioni  da
  decenni  a questa parte su cui è vissuta una politica assolutamente
  clientelare, dove la politica non ha fatto la politica, ha fatto il
  clientelismo,  ha   solo ed esclusivamente negato  i  diritti  alla
  gente istituendo una semplice situazione: il precariato.
   Il  precario  è  colui il quale regolarmente  deve  chiedere  alla
  politica.  Esempio  di  questi giorni: stabilizzazione,  fondi  per
  l occupazione. Questa politica ha negato ai cittadini siciliani   e
  ai  cittadini  italiani  il  diritto di  essere  cittadini  per  un
  semplicissimo  motivo,  perché non  si  è  avuto  il  coraggio,  la
  capacità  e  la  forza di riconoscere alla gente  un  semplicissimo
  diritto: il rispetto delle regole.
   Si  assumeva nella pubblica amministrazione con il precariato, con
  i  forestali, con tutte le varie situazioni che oggi questo Governo
  ha  ereditato e come si fa a dire, onorevole Vinciullo, mi dispiace
  che  non ci siano i 17 lavoratori  della ex Pirelli, assunti  dalla
  Regione, che oggi non hanno più uno stipendio.
   Certo non si può dire perché sulla pelle di quei lavoratori a  cui
  non  è  stato garantito il giusto e sacrosanto diritto ad una cassa
  integrazione  e  ad una collocazione nel giusto mondo  del  lavoro,
  oggi  la  Regione  purtroppo deve garantire ancora  una  volta  una
  sussistenza.
   Non potete venire in questi scanni e fare accuse ad un Governo che
  ha  ereditato  una  situazione difficile. I  1800  dirigenti  della
  Regione  siciliana  non li ha creati Crocetta, le  prime,  seconde,
  terze  e quarte fasce non le ha create Crocetta, se le è ritrovate,
  gli  stipendi  da  300 mila euro l'anno non li ha creati  Crocetta,
  Crocetta li sta tagliando e sta cercando di riconoscere e  di  dare
  ai cittadini i diritti che avrebbero dovuto avere da anni non da  2
  anni a questa parte, da anni.
   Qua  ci  venite a fare la morale quando i primi fondi  FAS  furono
  tagliati dal Governo Berlusconi nel 2011, se io ricordo bene, sì 23
  giugno 2011; 400 milioni in meno di fondi FAS, undici ottobre 2012,
  400 milioni in meno di fondi FAS e altri 80 milioni nella sanità in
  meno.
   Certo è una lunga storia, una lunga tradizione che si tramanda  da
  anni  verso  la  Sicilia  e qua mi appello  alla  sua  sensibilità,
  Assessore Baccei, io non credo che lei sia venuto come pro  console
  di Roma per fare chissà quali strategie di tagli e così via.
   Io   credo  che  lei  sia  venuto  in  Sicilia  perché  è  persone
  autorevole, capace ed  in grado di capire bene i conti e come  fare
  per  risanarli, questo lo voglio riconoscere, le voglio riconoscere
  che nella sua prefazione alla manovra, che ricordo è una manovra di
  bilancio  temporanea, è un esercizio provvisorio  per  4  mesi,  in
  attesa  che  si  definiscono tante e tante situazioni  romane,  lei
  scrive  nasce l'esigenza di dovere ripensare a politiche pubbliche,
  anche  espansive  a  sostegno dell'economia  e  del  reddito  delle
  famiglie .
   Accanto  alla riduzione dei costi dell'apparato pubblico  e  della
  razionalizzazione  dell'intera  spesa  pubblica  occorrerà  avviare
  incisivi processi di riqualificazione della spesa che tengano conto
  degli impatti socio-economici .
   Non  si  può  fare macelleria sociale per tutelare quelle  persone
  che,  scioccamente  devo  dire, si  sono  fidate  di  una  politica
  clientelare che li ha assunti e gestiti come una mandria di  mucche
  -  o di vacche se si preferisce - a cui spremere il voto al momento
  della tornata elettorale.
   E'   difficile,  obiettivamente  è  una  situazione   estremamente
  difficile e ci sono delle ingiustizie che vanno risanate: prima fra
  tutte  il  gettito  IRPEF dei dipendenti pubblici,  i  cui  statini
  vengono elaborati a Latina. Cioè, un qualsiasi dipendente pubblico,
  maestro  di scuola, professore universitario, poliziotto  e  quanto
  altro,  vive in Sicilia, consuma i servizi della Sicilia ma i  suoi
  soldi vanno a finire nel Lazio o addirittura a Roma.
   Questa  credo  sia una delle grandi ingiustizie  che  deve  essere
  immediatamente risanata, così come tutto il discorso sugli articoli
  36,  37 e 38 che è ormai trito e ritrito da anni, ma nessuno si può
  eleggere  moralizzatore  da questo scranno.  Credo  sia  opportuno,
  invece,  tutti quanti insieme - e qua è veramente significativa  la
  disponibilità  assicurata dall'onorevole D'Asero -  capire  in  che
  cosa   si  possa intervenire e come farlo. Una cosa è sicura:  alla
  Sicilia   è  necessaria  una  profonda  stagione  di  riforme   che
  finalmente  riconduca la pubblica amministrazione di  questa  terra
  alla normalità.
   Io  non voglio fare rivoluzioni, vorrei poter vivere in una  terra
  normale  e civile dove i diritti di tutti quanti siano riconosciuti
  e  dove le regole vengano rispettate senza fare macelleria sociale,
  ma avendo un principio chiaro: le norme, le leggi e le regole vanno
  rispettate  e  come tali le dobbiamo rispettare tutti quanti  senza
  stipendi d'oro e senza stipendi da fame, senza che ancora una volta
  si  dimentichi  che  la  Sicilia  è  stata  fortemente  penalizzata
  dall'andamento dell'economia.
   Ed  a  questo  proposito, assessore Baccei, la vorrei un  attimino
  invitare ad una riflessione sul decreto  Salva-Italia : mi  risulta
  che  siano  stati stanziati quattro miliardi a favore  delle  opere
  pubbliche  della  Sicilia  - non vorrei sbagliare,  sono  dati  che
  recito  a  memoria - e di questi quattro miliardi, che mi  risulti,
  sono  stati  stanziati solo settecento milioni, il  resto  sono  in
  attesa di essere stanziati.
   Sarebbe  utile e opportuno che si fissasse una volta per tutte  la
  somma   effettivamente  stanziata  a  favore  della   Sicilia   per
  recuperare   il   ritardo   strutturale,  sottolineo   il   ritardo
  strutturale di questa terra dove, le ricordo, ancora una  volta  in
  barba a tutte le normative europee abbiamo regimi di monopolio  che
  di  fatto incidono pesantemente sullo sviluppo della Sicilia. Ed in
  questo  caso mi riferisco ai collegamenti marittimi tra  Messina  e
  Villa  San  Giovanni,  dove  opera  il  regime  di  monopolio,   di
  oligopolio  solo una compagnia di navigazione perché  la  compagnia
  pubblica non è in grado assolutamente di assicurare  un servizio.
   Sono   quei   nodi   strutturali  che  impediscono   lo   sviluppo
  dell'economia  siciliana  e  su  questo  ci  dobbiamo   accentrare:
  sviluppo dell'economia siciliana; è importante, le solite cose  che
  si  dicono  sempre, agricoltura, turismo e quanto  altro,  sappiamo
  tutti quanti fiumi di inchiostro sono stati versati.
   Io  penso  che la prima e unica riforma vera che dobbiamo  fare  è
  quella  di semplificare la vita della Regione siciliana, ridurre  i
  centri di spesa, i centri di potere ed i centri decisionali che non
  decidono  nulla e fanno perdere i fondi Pac per decine,  centinaia,
  milioni di euro.
   Non  vedo  in Aula l'assessore Pizzo, ma gli rinnovo comunque  una
  richiesta  che  avevo  già  fatto  tempo  addietro,  una  richiesta
  semplicissima.  Facciamo  un  decreto  salva-Sicilia ,  avviamo  il
  censimento  delle opere pubbliche ferme in attesa di autorizzazione
  per  rilanciare,  una  volta  per  tutte,  l'economia  siciliana  a
  cominciare  dall'edilizia, dalle infrastrutture,  da  tutte  quelle
  opere  che  da  anni  sono in attesa di semplice autorizzazione  da
  parte  di  una burocrazia super pagata, inetta e che è  fattore  di
  sottosviluppo e non di sviluppo.
   Assessore,  siamo fiduciosi che lei possa e debba in  breve  tempo
  intervenire  presso il Governo nazionale - assieme  al  Presidente,
  ovviamente - per restituire alla Sicilia quei fondi che sono  stati
  distratti,  forse in modo inopportuno. Noi non lo meritiamo  perché
  siamo  un popolo che si è riscattato da solo, siamo un popolo  che,
  con tanti sacrifici, ha riacquistato dignità che altri non volevano
  che la Sicilia avesse, ma siamo stati in grado di tirarci fuori  da
  soli  dai  problemi. Dateci una mano d'aiuto a Roma  e  non  perché
  pietiamo qualche cosa, ma perché sono diritti sacrosanti di  questa
  terra   che,  bisogna  riconoscere  una  buona  volta,   fa   parte
  dell'Italia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale   del   disegno   di   legge  n.   913/A   «Autorizzazione
  dell'esercizio  provvisorio del bilancio della Regione  per  l'anno
  2015. Disposizioni finanziarie urgenti. Disposizioni in materia  di
  armonizzazione dei bilanci».
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                           (Brusio in Aula)

      Discussione del disegno di legge n. 782-VII Stralcio bis/A
               «Norme stralciate in materia personale».

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al disegno di  legge  n.
  782-VII  Stralcio  bis/A «Norme stralciate in  materia  personale»,
  posto al secondo punto all'ordine del giorno.
   Dichiaro  chiusa la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Discussione del disegno di legge n. 905 «Disposizioni in materia
                             di personale
     delle Camere di Commercio, Industria e Artigianato. Fondo di
                             quiescenza».

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al disegno di  legge  n.
  905/A  «Disposizioni  in  materia  di  personale  delle  Camere  di
  Commercio, Industria e Artigianato. Fondo di quiescenza», posto  al
  terzo punto dell'ordine del giorno.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che si vota per alzata e seduta,  non
  c'è bisogno del numero legale.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  soltanto
  precisare i termini della questione. L'opposizione ha dimostrato

   PRESIDENTE.   E'  responsabile,  onorevole  Falcone.   Lo   stiamo
  appurando.

   FALCONE. Si, e lo ha dimostrato stasera, perché potevamo benissimo
  alzarci e non votare o votare contro  il passaggio all'esame  degli
  articoli dell'esercizio provvisorio, ed anche del disegno di  legge
  sul precariato, ma sarebbero stati due tatti di irresponsabilità.
   A  questo  punto, però, signor Presidente, non forziamo  la  mano.
  Nonostante  l'altro testo sia altrettanto importante,  propongo  di
  fermaci  un attimo. Non necessariamente dobbiamo procedere,  perché
  altrimenti  anche quel rapporto istituzionale di maggioranza  e  di
  opposizione rischia di interrompersi.

   PRESIDENTE. Concordo, onorevole Falcone.
   In ordine al disegno di legge n. 905/A  Disposizioni in materia di
  personale delle Camere di Commercio, Industria e Artigianato. Fondo
  di quiescenza , dichiaro chiusa la discussione generale.
   Si voterà successivamente il passaggio all'esame degli articoli.
   Abbiamo  chiuso la discussione generale sulle camere di  commercio
  per intenderci.
   Devo  fare una precisazione, in considerazione del fatto  relativo
  alla  questione delle norme stralciate che sono state  rinviate  in
  Commissione,  correttamente  alcuni  deputati  mi  hanno  posto  il
  quesito  su  come presentare o non presentare eventuali emendamenti
  sulle   norme  stralciate  che  comunque  già  dovevano  essere   a
  conoscenza.
   E'  chiaro  che  possono  essere presentati  dei  sub  emendamenti
  auspicabilmente domani prima delle ore 16, per dare la  possibilità
  agli  uffici  di esaminarli. Sono le norme stralciate,  quelle  che
  abbiamo mandato alle Commissioni.

      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   ZAFARANA.  Chiedo  di  parlare  ai  sensi  dell'articolo  83   del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  fare  una
  richiesta  nel  merito dell'ordine del giorno di quest'Aula.  Siamo
  tutti  al  corrente che rispetto alle urgenze abbiamo procrastinato
  quanto  stabilito  dalla precedente Conferenza dei  Presidenti  dei
  gruppi parlamentari.
   Però  dovevamo trovare iscritta in questo ordine del giorno  anche
  il  disegno  di  legge voto di abrogazione dell'articolo  38  dello
  sblocca  Italia.  Perché le chiedo questo? Perché noi  non  abbiamo
  minimamente  superato il problema. Avendo analizzato  l'emendamento
  che è stato fatto all'articolo 38 e ricorrendo giorno 9 la scadenza
  rispetto  alle possibilità di impugnazione da parte del Governo  di
  quanto  contenuto nell'articolo 38 dello sblocca Italia per ragioni
  di   incostituzionalità.  Non  nascondiamoci  dietro  un  dito.  La
  modifica  è  stata  del  tutto  superficiale,  del  tutto  inerente
  esclusivamente  all'aggiunta di una Conferenza  unificata  che  non
  costituisce  elemento di modifica rispetto al  contenuto.  Pertanto
  anche  ulteriori  sentenze  sulle  quali  mi  sono  documentata  di
  Cassazione  hanno  fatto sì che noi non dobbiamo fare  un  utilizzo
  distorto della nostra possibilità legislativa sia qua, sia  a  Roma
  poiché  le  ragioni di incostituzionalità non vengono meno  e  sono
  quelle  abbondantemente e approfonditamente enucleate nella  nostra
  richiesta  di referendum abrogativo, le chiedo a nome di  tutto  il
  mio  gruppo  e  a  nome  di coloro in questa  fase  si  sono  fatti
  promotori  di questa battaglia che però non vedo richiedere  azioni
  concrete,  ma vedo soltanto stare in piazza di metterlo  all'ordine
  del  giorno così come era per oggi, giorno 7 e di portarlo  avanti,
  pertanto non appena avremmo completato questa sessione di lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole Zafarana, per dovere di  cronaca,  non  per
  altro,  lei  sa  perfettamente  che l'articolo  38,  il  cosiddetto
  sblocca  Italia  è  stato modificato nella  legge  di  stabilità  e
  comunque  si  tratta  di un articolo nuovo.  Quindi  i  termini  di
  scadenza  non ci sono più. La questione del merito condivisibile  o
  non  condivisibile si può affrontare. Ma noi non abbiamo il termine
  dei sessanta giorni. Siamo nel merito della questione.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  la
  notte  del 31 dicembre una tormenta di neve ha spazzato la  Sicilia
  ma  in modo particolare si è abbattuta sulla zona di Pachino  e  di
  Porto  Palo distruggendo tutta la produzione agricola di quel posto
  e le serre che erano già al momento della produzione. Il 3 gennaio,
  oltre  ai  danni  alle serre e ai campi liberi per  cui  tutti  gli
  ortaggi  da Siracusa fino ad Avola sono stati distrutti, così  come
  la  produzione  agrumicola  Lentini, Carlentini  e  Francofonte  ha
  subito gli stessi danni, come avrà avuto modo di ricevere relazioni
  da  parte  della protezione civile, l'assessore alle infrastrutture
  una  mareggiata  si  è sempre su quella zona distruggendo  l'antica
  tonnara di Avola, la  piazza del lido di Noto e distruggendo  case,
  strade e marciapiedi presso Marzamemi.
   Giorno 3 si è presentato sui luoghi l'assessore all'agricoltura il
  quale ha constatato i danni subiti dagli agricoltori che ormai sono
  ridotti  in  condizioni gravissime dal punto  di  vista  economico,
  sicuramente non sono nelle condizioni né di sopportare questi danni
  né  affrontare  la  nuova stagione che ormai è  la  stagione  2016,
  perchè  una  volta che il pomodorino pronto per essere  raccolto  è
  stato  distrutto  se  ne  parlerà l'anno  dopo.  L'assessore  aveva
  garantito che tornando avrebbe portato presso la giunta di  governo
  per  dichiarare  lo  stato  di calamità naturale.  Sono  passati  5
  giorni,  lo  stato  di calamità ancora non è stato  dichiarato,  il
  governo pertanto, mentre per altre vicende è stato attento, è stato
  pronto  a  dichiarare  lo stato di calamità, stessa  cosa  non  sta
  facendo  per  Pachino e Porto Palo. Io capisco  che  il  governo  è
  intervenuto  ed  è  interessato ad altre vicende,  che  il  settore
  dell'agricoltura  non  lo riguarda così come  non  lo  riguarda  la
  formazione, così come non lo riguarda la sanità perché mi  pare  di
  capire  che  il  governo è lontano dai problemi dei  siciliani,  ma
  vorremmo  cercare di capire se , e mi pare però che l'assessore  Lo
  Bello  non ascolti, se il governo regionale si riunirà, se deciderà
  di  proclamare lo stato di emergenza oppure se continuerà ad essere
  latitante. Latitante nel senso nobile del termine,cioè assente.  In
  più vorrei aggiungere, Presidente, che l'assessore si era impegnato
  con  gli  agricoltori a portare in Aula il disegno di  legge  sulla
  CRIAS  che  avrebbe  ridato  19  milioni  di  euro  per  i  piccoli
  coltivatori  diretti, per le piccole aziende, per  le  cooperative,
  somme  che sono state a suo tempo distorte per essere destinate  ai
  forestali. Avremmo così interesse velocemente di sapere cosa  vuole
  fare il governo, se il governo c'è oppure se dobbiamo rivolgerci  a
  qualche  altro  soggetto  politico che si faccia  interprete  degli
  interessi  e delle necessità e i problemi dei cittadini  siciliani,
  italiani, di Pachino e di Porto Palo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Le ricordo che lei può intervenire  ma
  non è dovuta risposta da parte dell'Assessore.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  assessore  Caruso,  soltanto   per
  chiedere: fra qualche giorno saranno contrattualizzati dal CIAPI di
  Priolo gli operatori ex sportellisti multifunzionali.
   Succede   questo  che  pare  che  nel  bando  che   prevedeva   la
  contrattualizzazione  delle  persone che  erano  iscritte  all'albo
  della legge 24, articolo 14, pare che vi siano stati ammessi alcuni
  che  non  sono  stati iscritti a questo albo, sulla  scorta  di  un
  parere  dell'Avvocatura dello Stato in virtù del quale si dice  che
  poiché  al  momento del bando non vi era ancora l'albo  pubblicato,
  non ostava la mancata iscrizione alla partecipazione.
   E'chiaro,  se  così  fosse, avremmo creato una penalizzazione  per
  tutti coloro invece che hanno ritenuto non partecipare sulla scorta
  del bando.
   Le  chiediamo se è possibile non utilizzare due pesi e due misure,
  ma  intervenire - non le do la soluzione, poi in separata  sede  ne
  possiamo discutere - ma è importante intervenire per rimuovere  una
  disparità  di  trattamento  oltre  che  importante  accelerare   la
  contrattualizzazione  di  questi  operatori   perché   diversamente
  rischiamo  di perdere anche i fondi di garanzia giovani atteso  che
  il governo Renzi quando può sottrae alla Sicilia senza nulla dare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  giovedì 8 gennaio 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine  del
  giorno:

  I  -COMUNICAZIONI
  II  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Autorizzazione  all'esercizio  provvisorio del bilancio
                 della Regione per  l'anno 2015. Disposizioni finanziarie urgent
                 Disposizioni in materia di armonizzazione di bilanci . (n. 913/
                 (Seguito)

                Relatore di maggioranza : on. Dina

                Relatore di minoranza: on. Vinciullo

             2)  -  Norme stralciate in materia di personale . (n. 782-VII
                 Stralcio bis/A) (Seguito)

                Relatore: on. Greco M.

             3)  -  Disposizioni in materia di personale delle Camere di
                 Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
                 905/A) (Seguito)

                Relatore: on. Mangiacavallo

  III   -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI DELL'ARTICOLO 143  DEL  REGOLAMENTO
   INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 1809  -  Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
              progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle  misure
              per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.

         (19 febbraio 2014)

                                                        ALONGI

  IV  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             2)  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
               Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             3)  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
               elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
               Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A

               Relatore: on. Cracolici

  V  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     CORDARO  -  MICCICHE' - CLEMENTE -  ANSELMO  -
                     GERMANA'

  VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     VENTURINO  -  CIMINO  - MARZIANO  -  RAGUSA  -
                     CIRONE

  VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  VIII  -SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

  IX  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 286   -   Rimozione   del  Segretario  generale   della
              Presidenza della Regione siciliana.

         (26 marzo 2014)

                         CIACCIO  - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
                         -  CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
                         -  MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -
                         FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

                   La seduta è tolta alle ore 20.20

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio