Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
FIGUCCIA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, poiché la II Commissione è ancora riunita, la
seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.03, è ripresa alle ore 16.06)
Presidenza del Presidente ARDIZZONE
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, si è chiuso l'esame nelle Commissioni di
merito, la II Commissione si è riunita ed ha concluso i lavori. Se
siamo d'accordo, chiuderei la discussione generale, però con
l'accordo dell'Aula, proprio stasera sui tre disegni di legge
incardinati per rinviare poi a domani sera, dando la possibilità
agli uffici di esaminare anche - mi auguro - l'ottimo lavoro che è
stato svolto nelle Commissioni.
Se l'Aula è d'accordo potremmo fare un'unica discussione generale
sui tre disegni di legge, pensando ad incardinarli. Non sorgendo
osservazioni, resta così stabilito.
Quindi, proceduralmente diamo prima la parola, dopo l'insediamento
della Seconda Commissione nell'apposito banco, al relatore,
onorevole Dina. A seguire all'onorevole Marcello Greco e, sul terzo
disegno di legge, all'onorevole Mangiacavallo, con 10 minuti
ciascuno per ogni deputato e si può intervenire, come discussione
generale - ripeto - sui tre disegni di legge.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di rimandare alla
relazione generale che è allegata al testo le esplicitazioni e le
considerazioni più specifiche. Vorrei semplicemente tentare di fare
tre osservazioni preliminari sul disegno che andiamo ad affrontare,
a votare e ad analizzare in quest'Aula.
E' chiaro che ci troviamo di fronte ad un disegno di legge che
sconta un nuovo scenario, una nuova architettura istituzionale; la
soppressione del Commissario dello Stato, sicuramente, impone una
nuova presa di coscienza da parte delle Commissioni, da parte
dell'Aula per organizzare, per costruire meglio i processi
decisionali, per tradurli al meglio in proposte e delibere
legislative che non incorrano - ed è questo l'auspicio che facciamo
come Commissione, che fanno tutti i parlamentari - non incorrano in
eventuali impugnative postume da parte del Consiglio dei Ministri.
E' chiaro che quando eravamo di fronte ad un parere del
Commissario, al giudizio di costituzionalità del Commissario dello
Stato, il giudizio precedeva la promulgazione, per cui c'era una
sorta di garanzia per il Parlamento, per i parlamentari sul piano
complessivo. Il rischio che l'impugnativa postuma ci sia e possa
fare salvi quegli effetti prodotti ci espone sicuramente ad un
supplemento di rischio e quindi occorre un supplemento di
responsabilità, di attenzione e di concentrazione.
Bisogna, cioè, costruire sicuramente un percorso procedurale che
possa essere codificato all'interno di una rivisitazione del
Regolamento di modo che il ricorso legittimo, indispensabile alle
relazioni tecniche, sia costruito in modo tale che non possa essere
messa in discussione la procedibilità e l'operatività in
Commissione e in Aula, nel senso che questo non dovrà comportare
dilatazione dei tempi o l'impossibilità, per tutti gli attori del
processo legislativo, di poter rappresentare al meglio le istanze e
i bisogni del proprio elettorato, della società siciliana nel suo
complesso, della Sicilia e dei Siciliani, per dirla in sintesi con
due sostantivi.
Questo momento di transizione ha sicuramente determinato un
percorso più complesso, anche discutibile, però con la
consapevolezza che ci si trova di fronte a un percorso nuovo e si
sa che i collaudi sono sempre un po' indaginosi e scontano qualche
pecca da parte di tutti.
Ci siamo ritrovati a riapprovare cose già approvate ed è qualcosa
che ci ha fatto riflettere, però siamo in un momento propositivo di
tentare al meglio questa prima fase, con questi tre disegni di
legge, per sperimentare questo nuovo percorso.
Per cui gli stralci fatti dalla Presidenza sono ritornati alle
Commissioni di merito, quelli che non erano passati dalle
Commissioni di merito; alcuni sono tornati anche nelle Commissioni
che si erano espresse per essere corredati al meglio da una
relazione tecnica.
E' chiaro che il Regolamento vigente vincolava la relazione solo
agli emendamenti del Governo, lasciando liberi da tale obbligo gli
emendamenti dei singoli deputati.
E' pur vero che, alla luce della nuova architettura, le relazioni
tecniche diventano supporto importante ed indispensabile e,
pertanto, le Commissioni richiamate all'esame degli emendamenti si
sono pronunciate e spero - e sono sicuro - che tutti questi
emendamenti rientreranno nel testo da cui sono usciti, per farne
parte integrante e significativa, trattandosi, soprattutto, di
emendamenti, in parte proposti dal Governo, in parte proposti dai
deputati nelle Commissioni di merito e in Commissione Bilancio,
votati quasi all'unanimità con dei distinguo naturali nel dibattito
e nella dialettica politica delle Commissioni.
La seconda osservazione riguarda il disegno di legge così come è
stato concepito e che nella formulazione del titolo recita così
Esame del disegno di legge 913/A. Autorizzazione all'esercizio
provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2015.
Disposizioni finanziarie urgenti. Disposizioni in materia di
armonizzazione dei bilanci .
Ci troviamo di fronte a tre direttrici dello stesso disegno di
legge, che vanno considerate nella loro valenza, altrimenti non se
ne capisce il senso e la costruzione di questo disegno di legge,
che non è una mera autorizzazione all'esercizio provvisorio, tant'è
che l'aspetto delle Disposizioni finanziarie urgenti diventa un
ulteriore elemento che ne connota la diversità e la specificità.
Viviamo in un momento di crisi finanziaria, che è sotto gli occhi
di tutti, che ha imposto al Governo regionale un momento di
chiarezza e un'operazione verità che è stata portata avanti con
l'esame dei conti e con le valutazioni dell'equilibrio di bilancio
nel suo complesso.
Sicuramente questa valutazione ci consente di capire meglio
l'impostazione del disegno di legge, che non autorizza solo i
quattro dodicesimi, ma si impegna in riduzioni di spese importanti,
fondamentali, cespiti importanti di operatività del bilancio
regionale che, si sa, saranno ripristinati con la legge di
stabilità. Quindi, ci ritroviamo, per alcuni capitoli di spesa,
un'operatività in dodici dodicesimi e per altri un'operatività in
quattro dodicesimi.
Ci ritroviamo davanti ad una sfida importante che l'assessore
Baccei ha avuto modo di rappresentare in Commissione, su cui tutti
saremo chiamati ad operare perché il percorso è quello di
intervenire con una serie di rifunzionalizzazione, non dico di
tagli, dico di razionalizzazione con disegni di legge che saranno
collegati alla finanziaria che costituiranno sicuramente
quell'altra gamba, una delle due gambe su cui dovrà camminare la
legge si stabilità; perché, l'altra gamba, e non è secondaria, è
quella che il Governo ha già annunciato, di un confronto serio,
veritiero con lo stato centrale che, sicuramente è anch'esso
debitore nei confronti della nostra Regione.
Faccio riferimento alla compartecipazione sanitaria, faccio
riferimento ad un articolo che ci ritroviamo in finanziaria che
coraggiosamente l'assessore Baccei ha voluto inserire che è quello
dell'erosione della base imponibile per quanto riguarda la
riscossione degli oneri del lavoro inerente gli statali.
L'aver spostato il sostituto d'imposta fuori dalla Sicilia, ha
sottratto sicuramente risorse alla Sicilia stessa e diventa
anch'esso un momento di confronto importante. Per non dimenticare
poi l'altro aspetto degli accantonamenti tributari che lo Stato ci
ha imposto in questi ultimi tre anni e che vanno sicuramente
verificati nel loro complesso, verificati sia nella sostenibilità
che nel contributo già fornito allo Stato che, secondo me, avrà
già assolto anche quello che ci viene richiesto sul 2015.
Ed è una sfida importante che il Governo regionale ha davanti ed è
una sfida su cui si misurerà l'Aula, si misurerà la maggioranza, si
misurerà l'opposizione nella consapevolezza che abbiamo davanti una
partita tutta in salita dove per poter essere credibile bisognerà
avere le carte in regola; però, mettiamoci d'accordo su questo: le
cose non possono che camminare parallelamente, assessore Baccei,
non ci possiamo prestare né a richieste ultra petita, richieste che
possono apparire come ricatti ma dobbiamo avere la capacità di fare
il lavoro che bisogna fare, offrirlo alle valutazione del Governo
nazionale ed avere la forza e la capacità di chiedere quello che è
giusto chiedere, che è quello che ci stiamo dicendo. La
partecipazione alla spesa sanitaria oltre al 42 per cento doveva
essere compensata dalla retrocessione delle accise e questo non è
avvenuto nel tempo.
Per cui, bisogna recuperare questo divario che sicuramente
pregiudica la tenuta, pregiudica sicuramente l'equilibrio di
bilancio futuro; ed è questa necessità di dover costruire un
equilibrio in dodici dodicesimi che ci preoccupa.
Lavoriamo in questa fase su alcuni capitoli di spesa per garantire
quella che è la funzionalità dell'Istituto regionale sui tanti
settori che vengono garantiti con il bilancio regionale.
Per quanto attiene i singoli articoli, vorrei rimandare
direttamente alla relazione che è abbastanza chiara ed
approfondita. E per non rubare più tempo vorrei passare all'ultima
osservazione in ordine al disegno di legge che dà lo spunto per
fare un po' chiarezza e anche qui un'operazione verità sulle tante
leggende metropolitane che sono state costruite alla Commissione
Bilancio: qualcuno ha parlato dell'assalto alla diligenza con
questo disegno di legge. Non lo credo.
Sono stati inseriti solo 5 articoli che sono nati da audizioni in
Commissione, puntuali, approfondite, analitiche, che hanno
giustificato l'urgenza e l'indifferibilità di questi interventi.
Siamo di fronte a scelte condivise quasi all'unanimità, con
qualche distinguo su qualche votazione, per cui chi parla di
assalto alla diligenza fa solo propaganda e ci sta, è nel ruolo che
ognuno intende interpretare, ma una cosa è la propaganda, altra
cosa sono le carte, altra cosa è la verità degli atti, altra cosa
sono gli interventi che non sono né interventi di clientela né
interventi che mirano a specifici obiettivi particolari e
partitici: sono interventi che intendono rappresentare esigenze di
istanze vere della nostra società.
Qualcuno ha detto che la Commissione Bilancio è una giungla, con
tutto l'affetto che rivolgo a chi l'ha sostenuto, onorevole
Zafarana, con molta simpatia e rispetto, vorrei significarle che
preferisco la giungla al deserto, all'aridità, ad una Commissione
che si chiude al Regolamento, che taglia il dibattito, che evita di
far partecipare tutti i deputati che vogliono partecipare anche
perché è una giungla che si muove nel perimetro delle regole e
l'unica giungla che abbiamo consentito è quello della
partecipazione, non ci sono state forzature regolamentari ed è
stata data la possibilità a tutti di partecipare, di fare le
proposte anche sugli emendamenti aggiuntivi che sono stati poi
valutati dalla Presidenza e anche dai colleghi e si è arrivati alla
costruzione di un disegno di legge che è quanto più aderente a
quello che è uscito dalla proposta del Governo con minime modifiche
suffragate da relazione tecniche, da audizioni, da riscontri
formali e, quindi, al di sopra di ogni sospetto e al di sopra di
ogni rischio di qualsivoglia natura.
Infine, Presidente Ardizzone, la Commissione non ha bisogno
sicuramente di badanti, noi apprezziamo il suo intervento che è di
stimolo al miglioramento, però le posso assicurare che la
Commissione opera al meglio, forse qualche osservatore molto
zelante non ha contestualizzato alcune cose e, quindi, sono state
mal riferite; forse qualche collega ha forviato il suo giudizio
perché, signor Presidente, ci sono colleghi che oscillano dal
silenzio assordante o all'urlo, però è chiaro che la posizione che
si assume è relativamente alle proprie posizioni che bisogna far
calare dentro il treno che passa: se ci sono c'è il silenzio, se
non ci sono c'è l'urlo.
Pertanto, la voglio assicurare, è una Commissione che non è fatta
da azzeccagarbugli , è una Commissione seria che ha fatto la
scelta di far partecipare tutti in maniera democratica e serena,
dentro il perimetro del Regolamento che abbiamo rispettato anche in
questo momento di transizione e di difficoltà del cambio
dell'architettura istituzionale.
Dunque, siamo ben lieti di continuare a collaborare con lei,
signor Presidente, nel rispetto delle prerogative di ognuno e
sapendo che abbiamo di fronte un compito difficile che porteremo
avanti con intelligenza e con rispetto reciproco.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dina, sono convinto che per il futuro
lei prima di far intervenire questa Presidenza, per lo stralcio di
emendamenti che non sono passati dalle Commissioni di merito, sarà
lei stesso a non trattarle e ad inviarle alla Commissione di
merito, di questo la Presidenza gliene è grato poiché così
anticiperemo i tempi.
FORMICA. Non voleva dire questo.
PRESIDENTE. Così come deciso, incardiniamo il secondo disegno di
legge.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge «Norme stralciate in materia di
personale» (782-VII stralcio bis/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Norme stralciate in materia di personale» (782-VII stralcio
bis/A), posto al numero 2).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Marcello Greco, per svolgere la relazione.
Ribadisco per i colleghi che sono arrivati dopo l'inizio dei
lavori che la discussione generale è unificata sui tre disegni di
legge. Stasera chiuderemo la discussione generale e domani si
inizierà a votare partendo dall'esercizio provvisorio e a seguire
il disegno di legge sui precari e il disegno di legge sulle camere
di commercio.
GRECO MARCELLO, presidente della V Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge che andiamo a
trattare è un disegno di legge che è formato da alcune norme che
sono state espunte da un precedente progetto più ampio che,
tuttavia, non ha avuto la necessaria copertura finanziaria. Le
norme sono state selezionate in ragione dell'urgenza. In
particolare, si è tenuto conto della situazione dei precari che
prestano la loro opera in favore degli enti locali e segnatamente
dei Comuni siciliani.
E' un problema questo che si ripercuote da tempo; ahimè, avevamo
parlato negli anni precedenti della possibilità di risolverlo però,
purtroppo - e qui mi rivolgo al Governo regionale - ancora questa
pecca rimane e mi auguro che sia per l'ultima volta perché,
altrimenti, la problematica continuerà in maniera sempre
assordante.
Tale materia, infatti, va a rivestire carattere prioritario sotto
due versanti. Da un canto, vi sono le esigenze dei lavoratori
precari il cui reddito è legato alla prosecuzione dei contratti e
dall'altro lato spicca l'esigenza segnalata dalle amministrazioni
comunali nonché dalle loro associazioni di categoria (ANCI e ASAEL)
le quali, ove private dell'opera dei lavoratori precari, si
troverebbero nella triste situazione di non potere erogare servizi
per la collettività con evidenti ripercussioni sulla cittadinanza
che senz'altro ne soffrirebbe.
E' il problema che abbiamo più volte detto. Cioè questi precari
sono indispensabili per le attività del comune. La mancanza di
questi soggetti renderebbe le amministrazioni, già di per sé in
difficoltà, completamente inerti.
Alla tutela apprestata per tale categoria è stata, altresì,
abbinata una norma riguardante i dipendenti stagionali dei enti
lirico-sinfonici e dello spettacolo, in quanto viene previsto che
da tale norma non possano derivare oneri per il bilancio della
Regione.
Del disegno di legge n. 782/VII stralcio, è stato inoltre
mantenuto l'articolo 1 il quale, ancorché afferente a tutt'altra
materia, non presenta problemi per il bilancio della Regione
giacché costituisce una norma di entrata nel settore degli
ecomusei, che è la parte iniziale dell'articolo. Infine, l'articolo
sull'entrata in vigore, considerata l'urgenza, ne accelera i tempi
di applicazione.
Pertanto, onorevoli colleghi, in considerazione dell'importanza
della materia il Parlamento regionale è chiamato, con la presente
legge, a dare una risposta che dia slancio all'opera dei Comuni e
sicurezza alla condizione di tanti lavoratori.
Grazie Presidente. Questa è la relazione alla quale, poi,
integralmente mi riporto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge « Disposizioni in materia di
personale delle Camere di Commercio, industria ed artigianato.
Fondo di quiescenza» (905/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Disposizioni in materia di personale delle Camere di Commercio,
industria e artigianato. Fondo di quiescenza» (905/A), posto al
numero 3).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Mangiacavallo, relatore del
disegno di legge, per svolgere la relazione.
MANGIACAVALLO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
il presente disegno di legge intende mettere ordine nelle strutture
organizzative e burocratiche delle Camere di Commercio siciliane
che, com'è noto, sono state e saranno ancora interessate da una
profonda riforma da parte del legislatore nazionale.
In particolare, con l'articolo 1 vengono autorizzate le Camere di
Commercio alla proroga dei contratti dei dipendenti a tempo
determinato fino al 31 dicembre 2016.
Con l'articolo 2 viene disposto il blocco del patrimonio delle
Camere di Commercio, al fine di evitarne il depauperamento nelle
more della riforma.
Infine, con l'articolo 3 viene istituito, nell'ambito del Fondo
pensioni dei dipendenti della Regione siciliana, un autonomo fondo
pensioni per il personale delle Camere di Commercio, il cui onere
finanziario, iniziale e di esercizio, rimane a carico degli enti
Camerali.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale unificata sui
tre disegni di legge.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
deputati, intervengo solo dire alcune cose, anche se molte nozioni
sono state già anticipate dal Presidente Dina.
Innanzi tutto secondo me è importante inquadrare il disegno di
legge esercizio provvisorio nell'ambito di quello che è poi il
Documento di programmazione economico-finanziario che poco è stato
trattato, però secondo me è molto importante perché delinea un
percorso.
Per cui questo esercizio provvisorio, di fatto, è un primo
passaggio che facciamo però assolutamente in linea con quelle che
sono le indicazioni del Documento di programmazione economico-
finanziaria, dunque già in quel documento si identifica questo
come un momento di discontinuità in cui vengono prese delle prime
decisioni importanti in accordo con il Governo e una di queste
decisioni è quella che ha creato anche qualche problematica che
abbiamo dovuto risolvere nell'ambito dell'esercizio provvisorio,
mi riferisco al fatto di aver definito con una metodologia diversa
quelle che sono le entrate previste per il 2015.
Questa modalità insieme all'aumento dei contributi alla finanza
pubblica sono i due grossi elementi che hanno determinato la
problematica che andiamo ad affrontare con l'esercizio provvisorio
che poi affronteremo in maniera più strutturata con la legge
finanziaria, quindi già lì, già nel documento identificavamo questo
primo momento di discontinuità.
Sempre nell'ambito del documento, sono indicate quelle che sono
le aree di azioni che stiamo di fatto affrontando nella Finanziaria
che presenteremo appunto nelle prossime settimane e sono indicate
anche quelle che sono le nostre rivendicazioni che andremo a fare
al Governo nell'ambito del tavolo che è stato annunciato, appunto,
dal Governo stesso e che, come preannunciava il Presidente Dina,
sono anche oggetto di un articolo dell'esercizio provvisorio, per
cui già nell'ambito dell'esercizio provvisorio anticipiamo quella
che probabilmente è la principale delle rivendicazioni verso il
Governo di Roma.
E' importante sottolineare che sempre nell'ambito del Documento di
programmazione economico-finanziaria, visto che è fin'ora sono
stati identificati soprattutto la parte delle riforme, diciamo la
parte dolorosa, nel documento si indica, invece, una parte
importante di sviluppo per la Regione che vorremmo approfondire
maggiormente nelle prossime settimane.
In quel documento, infatti, si indica che nei prossimi 10 anni
fra chiusura della programmazione precedente, apertura della nuova
programmazione ci saranno una ventina di miliardi abbondanti da
spendere, questi se ben concentrati, se ben identificati, ci
permetteranno di riavviare un po' il motore dell'economia
siciliana, quindi, va sempre tenuto in mente che accanto ad una
politica di rigore e di riforme c'è l'intenzione e la volontà di
spingere al massimo, ma in maniera concentrata, focalizzata, le
risorse extra regionali che avremo a disposizione.
Quindi, questi come capitoli di Documento di programmazione
economico-finanziaria e l'esercizio provvisorio, come dicevo, è un
primo importante passaggio.
Di fatto, perché abbiamo fatto un testo che non è il semplice
esercizio provvisorio con la definizione dei quattro undicesimi di
spesa? Perché siamo stati costretti proprio per i due fenomeni che
dicevo prima, quindi, le minore entrate e le maggiori spese dovute
sostanzialmente per la gran parte al concorso alla finanza
pubblica, che poi per il resto negli ultimi anni dal Governo sono
stati fatti interventi per tagliare la spesa, per far fronte a
questi due grossi eventi, abbiamo dovuto andare a recuperare una
serie di poste che poi rimetteremo nell'ambito della Finanziaria
trovando un adeguata copertura.
Per cui, come anticipato, abbiamo dovuto prendere, a fronte di
entrate che sono previste per i 12 mesi, abbiamo potuto prendere
alcune spese solo per i 4/12, perché le entrate non erano
sufficienti a garantire la copertura.
Abbiamo dovuto fare altri interventi di riduzione degli
accantonamenti previsti piuttosto di recupero di risorse proprio
per riuscire a trovare una quadratura nell'ambito del bilancio
provvisorio per presentarlo, appunto, in bilancio.
Tutti questi interventi, tutte queste minori poste vanno,
ovviamente, recuperate nell'ambito della finanziaria attraverso -
appunto come dicevo - interventi di riduzione della spesa,
interventi di aumento delle entrate, ma soprattutto attraverso
quella che sappiamo ormai essere una parte importante, che è la
negoziazione con il Governo centrale portando avanti le nostre
rivendicazioni.
Volevo riprendere, quello che giustamente diceva il Presidente
Dina, relativamente alle polemiche che sono state fatte
sull'assalto alla diligenza. Se andiamo a vedere due degli
interventi che sono stati fatti, di fatto sono stati fatti per
riallinearci alle logiche generali. Sto parlando degli interventi
sull'Esa e sull'Istituto Vite e Vino, non mi ricordo mai come si
chiama, queste sostanzialmente sono dovute al fatto che avevamo
considerato in un primo momento di poterle erogarle in giornata a
partire dal mese di maggio, poi ci siamo resi conto che andava
anticipato, per cui abbiamo fatto un appostamento proprio per
consentire di iniziare prima l'erogazione delle 179 giornate
previste e sull'istituto Vite e Vino, era che l'informazione che
avevamo non comprendeva alcune poste che erano transitati non sui
dovuti capitoli. Per cui, per garantire il pagamento di stipendi e
niente più abbiamo dovuto fare questa modifica.
Per cui, queste due modifiche non sono altro che di riallineamento
con i principi generale che avevamo dato sia sulla Regione che
sugli enti regionali. Gli altri due interventi che sono su due
società partecipate sono state di fatto ridotte, no ridotte ma
riportate, all'utilizzo, alla definizione di un fondo le cui
modalità di erogazioni saranno, appunto, fatte solo in seguito alla
verifica del quanto erogare, del se erogare, di quanto erogare e in
che tempistica erogare.
Per cui, al momento non stiamo parlando di assegnazioni, ma di
definizioni di fondo che potranno andare a favore di alcune delle
società partecipate sulle quali sono state identificate nell'ambito
delle Commissioni delle problematiche urgenti. Per cui, alla fine
rispetto alle regole che sono state inizialmente definite, non ci
sono di fatto dei maggiori oneri sul bilancio ma semplicemente un
adeguamento per un paio di enti che non erano stati valutati nella
loro interezza, quindi un riallineamento con le regole generali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ultimo punto tracciato adesso dall'Assessore Baccei che
riguarda esattamente le società partecipate.
Le società partecipate, lo leggo per evitare di dimenticare
qualcosa, le società a totale partecipazione pubblica sono state
annoverate pubbliche amministrazioni dalla legge del 6 luglio 2014,
n. 94. C'è anche una giurisprudenza consolidata dove dice che le
società a totale partecipazione sono considerate pubbliche e al
personale dipendente va applicato il decreto legislativo n. 165
del 2001, c'è una sentenza, in tal senso, della Corte di Appello
di Palermo a favore, e di fatto l'Assemblea regionale ha recepito
questa disposizione con l'entrata in vigore della legge regionale
del 12 agosto 2014, n. 21, con l'articolo 64.
Assessore, nella suddetta norma, in materia di gestione del
personale delle società partecipate, al comma 5, viene sancito che:
Ai fini di cui al comma 4, entro il termine perentorio di 60
giorni dall'entrata in vigore della presente legge, le società a
totale o maggioritaria partecipazione della Regione di cui al comma
1, dell'articolo 20, della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11,
trasmettono all'Ufficio speciale della società in liquidazione e
alla Ragioneria generale della Regione un'integrazione al piano
previsto dall'articolo 20, comma 2, della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11, con la individuazione del numero dei soggetti inseriti
all'albo di cui al comma 1 che, in base ai rispettivi fabbisogni e
nei limiti finanziari previsti nei propri bilanci, intendono
assumere .
La predisposizione dei predetti piani deve essere effettuata nel
rispetto dei limiti e dei vincoli finanziari previsti dalla vigente
legislazione.
Al comma 7 della stessa legge si stabilisce, recependo una norma
nazionale, che trascorsi i termini previsti di cui al comma 5, al
personale di cui al comma 1, in servizio dalla data di cui al comma
2, non assegnato o trasferito ad altre società con modalità di cui
al comma 5, si applicano le procedure di mobilità nei limiti e
secondo le modalità previste nel comma 563 dell'articolo 1 della
legge 27 dicembre 2013, n. 147.
Allo stato attuale, ad oltre cinque mesi dall'approvazione della
nostra legge regionale, non solo non si è dato il giusto e
legittimo seguito alla mobilità del personale risultante dall'albo
dei dipendenti delle società in liquidazione della Regione
siciliana, che sono in tutto 24 lavoratori, nonostante ci siano
delle richieste sopraggiunte dall'Ufficio speciale liquidazione, ma
c'è un caso specifico, quello della società Sicilia e Servizi, che
ha già fatto la richiesta per sette unità, fatte dal Commissario
Ingoia, c'è ne sono altre sette che sono stati trasferiti alla SAS
- alla società che è stata costituita dalla Regione - altri tre che
sono stati distaccati presso un'altra società, ma aldilà di questo
c'è un fatto specifico che è quello del personale della CIEM che
subisce un ingiustificato e illegittimo, secondo me, provvedimento
che è quello che hanno attuato adesso, non so chi è il dirigente,
hanno sospeso dal servizio questi ragazzi, dopo tanti anni di
lavoro, e non solo, ma oltre alla sospensione è stato tolto anche
lo stipendio.
A parte che non percepiscono stipendio da circa sei, sette mesi,
forse più, io vorrei capire come mai per alcuni è stato fatto un
procedimento di mobilità, altri sono stati trasferiti presso la
SAS, qualcuno ha richiesto, anche l'IRFIS aveva fatto una richiesta
nominativa di questo personale, e rispetto alla legge che è stata
approvata da noi, io credo che questi lavoratori avevano il diritto
di avere non solo la mobilità, ma di essere trasferiti, così come
richiesti da queste società, alle altre società.
Noi abbiamo approvato una legge, Assessore, che prevedeva che
dall'albo le società che avevano - l'ho letto nel comma previsto
dalla legge - necessità di manodopera e, quindi, di lavoratori
dovevano attingere da questo albo.
Io vorrei capire perché alcuni si e altri invece non solo non sono
stati chiamati, ma sono stati sospesi sia dal lavoro che dallo
stipendio e non percepiscono gli arretrati da circa sette, otto
mesi.
Ora, è un'azione punitiva nei confronti di qualcuno? C'è un motivo
diverso che a me sfugge? O l'Assessore o il Governo sta procedendo
in maniera non uguale, perché alcuni li ha trasferiti, altri li ha
tutelati e altri invece addirittura li ha sospesi. C'è un motivo?
Io le chiedo se è possibile inserirli in questa Finanziaria che
andremo a fare e di riprendere questa questione, perché la
sospensione mi sembra intanto illegittima e non vorrei che ci fosse
anche un danno erariale in questo provvedimento adottato e le
chiedo se lei può intervenire per ripristinare le condizioni prima
di questa sospensione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Venturino. Ne ha
facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, fermo
restando che non posso che apprezzare quanto detto dall'Assessore
sui tagli eccetera, che sono necessari per fare un po' di ordine in
questa nostra Regione, mi piacerebbe capire un po' di più quando
parla di rivendicazioni nei confronti del Governo nazionale a
quali rivendicazioni si riferisce; qualora dovesse riferirsi
all'attuazione degli articoli 36, 37 e 38 troverebbe quest'Aula
assolutamente d'accordo.
Alcune riflessioni per quanto riguarda lo stralcio che abbiamo
esaminato in Commissione, tra l'altro ho depositato un documento,
avendo parlato anche con l'assessore Caruso, che ho visto entrare
ma che non vedo in questo momento.
Brevemente, le modifiche che si intendono apportare all'articolo
30 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, inserite nel
disegno di legge n. 782 VII stralcio bis/A, prevedono interventi in
materia di precari degli enti locali ed istituzionali della Regione
siciliana e riguardano la proroga dei contratti a termini in essere
o alla stabilizzazione nel rispetto di quanto dispone l'articolo 4
del decreto legge n. 31 agosto 2013, convertito poi in legge n.
125, che tutti quanti conosciamo molto più comunemente come la
legge D'Alia.
Due considerazioni, ripeto, che ho già rassegnato anche in
Commissione. Al comma 1 la modifica per compensare gli effetti
degli squilibri finanziari sul complesso delle spese del personale
per lo meno mi sembra - e spero che l'Assessore mi rassicuri su
questo - in contrasto con il principio di riduzione della spesa del
personale ai fini de rispetto del patto di stabilità interno con
riferimento al valore medio dell'ultimo triennio.
La norma in esame, considerando gli effetti degli squilibri
finanziari nel complesso della spesa del personale, difficilmente
metterebbe gli enti locali in condizione di rispettare il principio
di riduzione della spesa del personale ai fini del raggiungimento
degli obiettivi di finanza pubblica, ultime modifiche introdotte
dall'articolo 3 commi 5, 5 bis, 5 ter e 5 quater del decreto legge
24 giugno 2014, n. 90, convertito con modifiche ed integrazioni in
legge 11 agosto 2014, n. 114, per quanto riguarda la materia di
riduzione della spesa del personale.
Il comma 2. La partecipazione contributiva della Regione siciliana
per le finalità indicate dall'articolo 4, comma 9 bis della legge
regionale 30 ottobre 2013, n. 125, ai fini della proroga dei
contratti a tempo determinato in essere, producendo effetti sulla
spesa del personale, farà aumentare gioco forza la spesa del
personale, anziché diminuirla, ovviamente questo in violazione del
principio di riduzione della spesa del personale nell'ottica del
raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, deroga,
Assessore, introdotta fino al 31 dicembre 2015 dall'articolo 1,
comma 268 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, ovvero la legge
stabilità per l'anno 2015 in materia di proroga dei rapporti di
lavoro a tempo determinato stipulato dalle Regioni a Statuto
speciale e dagli enti territoriali facenti parte di questa Regione,
secondo quanto dispone l'articolo 14, commi 24 bis, 24 ter del
decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, legge nazionale, convertito
con modifiche ed integrazioni in legge 30 luglio 2010, n. 122.
Al comma 3 introduce l'articolo 30 del comma 7 ter per i processi
di stabilizzazione già conclusi o da concludere compensa solo per
gli anni 2015, 2016 in luogo del quinquennio. Sono gli effetti
dello squilibrio finanziario nei limiti della disponibilità
finanziaria del bilancio della Regione siciliana. Tale norma, di
fatto, crea una discriminazione tra gli enti locali ed
istituzionali della Regione che hanno concluso la stabilizzazione
con i finanziamenti previsti dalla legislazione nazionale abrogata
dallo stesso comma 6 dell'articolo 30 e quelli che pur avendolo
concluso o che la stanno per concludere, non avranno mai le risorse
finanziarie sufficienti per avviare il processo di stabilizzazione
del personale precario in possesso dei requisiti di legge. Questo
l'ho già depositato in Commissione, dove ho già espresso queste
perplessità circa questo disegno di legge già in Commissione.
Al comma 4, la modifica introdotta autorizza l'Assessore regionale
del lavoro ad erogare l'anticipazione finanziaria del 40 per cento
nelle more del decreto assessoriale per il riparto del fondo
straordinario per compensare gli squilibri finanziari anche per il
comparto sanità ed enti istituzionali della Regione. Non è altro
che la semplice estensione del comma 7 bis dell'articolo 30 anche
ad altre pubbliche amministrazioni diverse dagli enti locali.
La norma dovrebbe applicarsi ordinariamente senza perciò derogare
ancora all'erogazione del fondo per compensare gli squilibri
finanziari di un altro anno, come già verificatosi per l'anno 2014,
per le pubbliche amministrazioni diverse dagli enti locali.
Per queste ragioni, ancora una volta rivendico immediatamente la
riapertura della discussione sui disegni di legge che ho già
presentato in Commissione, che sono in Commissione che aspettano di
essere trattati, pertanto, qui pubblicamente, onorevoli colleghi,
soprattutto i colleghi della V Commissione, rinnovo l'invito ad
aprire un tavolo serio su riforme strutturali riguardanti i disegni
di legge n. 741 e 742 da me presentati.
C'è un altro aspetto, Assessore, l'onorevole Dina parlava
giustamente che non si può fare l'attacco alla diligenza, però
nelle ultime settimane abbiamo fatto un trattamento non proprio
equo nei confronti di chi vive questo disagio sociale che molte
volte è la ragione per cui ci attiviamo ad approvare delle leggi
lampo-stampo, si direbbe da qualche altra parte.
Abbiamo fatto tutto per alcuni precari, ma in questo esercizio
provvisorio non ho trovato traccia alcuna dei cantieri di servizio
che pure avevano trovato copertura finanziaria nella legge
dell'anno scorso e che qui, in questo esercizio provvisorio,
scompaiono completamente.
Se caso mai si tornerà a parlare di loro, se ne parlerà a maggio,
ad aprile, quando ormai saranno trascorsi quattro mesi e questa
categoria di RMI, come si chiamavano una volta, oggi conosciuti
come cantieri di servizio, verrà ulteriormente penalizzata.
Credo che sia compito della politica cercare di trovare delle
soluzioni anche per questi lavoratori senza fare discriminazioni,
senza generare una guerra come dichiaravo poco fa alla stampa, una
guerra tra poveri.
Mi avvio alla conclusione, signor Presidente, un'altra
considerazione che riguarda gli enti locali in dissesto.
Non so se gli onorevoli colleghi, soprattutto, della provincia di
Palermo, sanno che proprio oggi, mi risulta, chiedo conferma a chi
opera in questa provincia, che il comune di Bagheria ha già
notificato licenziamenti di alcuni precari.
Anche qui un intervento legislativo che, probabilmente, non
risolve affatto i problemi di questi locali in dissesto, anche
perché sappiamo benissimo che aspettiamo un'autorizzazione da parte
del Ministero, quello che voglio dire è che ci vorrebbe un'azione
più forte e più chiara nei confronti di questi enti locali che, di
fatto, non stanno risolvendo i problemi anche alla luce di questo
ulteriore sforzo, che stiamo facendo in maniera così veloce, per
trovare delle risposte.
Non ho altro da aggiungere e ringrazio il Presidente e
l'assessore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho
ascoltato un attimo l'intervento, anche se ero fuori dall'Aula, del
presidente Dina, l'intervento dell'assessore Baccei, devo dire che
obiettivamente, se dobbiamo essere sinceri, quello di cui oggi
parliamo è un effervescente mix tra esercizio provvisorio, manovra
finanziaria e variazione di bilancio e dico un effervescente,
utilizzo questo termine, perché il momento magari ce lo impone, mai
come in questo contesto storico, sociale ed economico la Sicilia e
l'istituzione Regione siciliana si trovava in una condizione simile
di così profonda crisi, di così profonda difficoltà.
Abbiamo visto negli ultimi dati del 2014 che il PIL arretra e
arretra più delle altre parti del Mezzogiorno, è quasi il doppio
rispetto al PIL nazionale. Tutti gli indicatori sono negativi. Noi
oggi cosa stiamo facendo? Stiamo tentando di fare un esercizio
provvisorio che dovrebbe essere la fotografia di un disegno di
legge di bilancio e, quindi, un testo che dovrebbe essere più
formale che sostanziale, cioè dovrebbe metterci nelle condizioni di
poter fotografare l'esistente e dire che per quattro mesi la
Regione siciliana interviene per un periodo molto limitato. Invece,
abbiamo potuto constatare come il primo disegno di legge che lei,
Assessore, ci ha portato e ci ha consegnato era un disegno di legge
un po' più appesantito rispetto ad un esercizio provvisorio.
Qualcuno ha detto che si è parlato di assalto alla diligenza.
Certo, anche noi lo abbiamo detto e lo abbiamo detto e meno male
Anche noi abbiamo parlato di assalto alla diligenza e meno male che
abbiamo acceso i riflettori perché altrimenti, quella sera, caro
assessore Baccei, lei lo ricorda in Commissione, ci sarebbe stato
di tutto e di più se non ci fosse stata una opposizione
responsabile che avesse messo dei paletti molto fermi e avesse
anche chiesto ed ottenuto, e per questo lo voglio ringraziare,
l'intervento autorevole del Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana che ha puntualizzato alcune cose.
Ma andiamo per ordine. Al di là della precedente affermazione,
Assessore, che tralascio, lei ha detto: Intanto, facciamo questi
primi quattro mesi, poi quello che verrà dopo lo prenderemo, lo
vedremo . Si dice in genere iniziando un percorso quello che viene
dopo è il futuro e non ci è dato conoscerlo. E noi, caro assessore,
invece abbiamo il dovere da legislatori ma anche da parlamentari di
capire qual è il futuro di questa nostra Terra e il futuro di
questa nostra Terra per come è congegnato questo esercizio
provvisorio, lo dico al Presidente dell'Assemblea, lo dico ai
colleghi, ma lo vogliamo anche denunciare pubblicamente, è un
esercizio provvisorio che per quattro mesi mette una pezza, fra
quattro mesi se non ci sarà l'intervento dello Stato lascerà questa
Sicilia in braghe di tela. E la lascerà in braghe di tela ad
iniziare dagli enti locali, a cui abbiamo ridotto negli anni, da
950 milioni di euro, siamo passati e 750, poi a 600 e poi a 550 e
l'anno scorso a 430 e quest'anno siamo arrivati a 250 milioni di
euro e imponiamo ai sindaci, ai comuni di aumentare le tasse fino a
quando questa pietra non la possiamo più spremere perché i
cittadini siciliani non hanno più cosa dare alle casse comunali,
regionali, provinciali e nazionali Una tassazione eccessiva che
crea un percorso inverso, nel senso che non crea maggiore gettito
ma crea una deflazione, da un lato e dall'altro lato crea una
regressione nel gettito.
Allora, per gli enti locali, per i precari, noi abbiamo una platea
di precari, ben 22.500 precari che oggi rappresentano l'ossatura
delle pubbliche amministrazioni comunali e provinciali e su questi
precari cosa stiamo dicendo? Intanto, su 250 milioni ve ne togliamo
la metà, 130 milioni vi togliamo, poi per quattro mesi vi
garantiamo e dopo di che cosa facciamo, poi vediamo quello che
succederà, poi vediamo Chi verrà dopo di noi poi trarrà le
conseguenze. E noi, onorevole Ioppolo, possiamo affidarci
all'incertezza di un futuro senza avere una norma certa su cui
possiamo poggiare la nostra attività legislativa?
Si era parlato degli accantonamenti tributari. Ad un certo punto
questo Governo nazionale cosa fa? Cerca di stritolare, cerca di
stritolare tutti gli enti comunali e regionali. A maggior ragione
nei confronti del Governo Crocetta nei cui confronti non ha
sicuramente particolare simpatia il Governo nazionale. Allora, cosa
ha fatto? Da un lato ci ha tolto dei fondi che servivano per gli
investimenti, dall'altro lato sta stringendo e irrigidendo sempre
di più la spesa corrente.
Assessore Baccei, lei poco fa ha detto: avremo 20 miliardi di
euro nei prossimi dieci anni . Io vorrei vedere dove è scritta
questa norma. Sarei curioso. Non l'ho letta da nessuna parte, ma
le posso dire - e a ragion veduta - che nel 2007 e nel 2008 la
Regione siciliana aveva un bilancio di spesa corrente superiore ai
venti miliardi, oggi lo sa quanto è?
E' meno di quindici miliardi: cinque miliardi in meno annui che
comportano una conseguenza di grande deflazione nei confronti di
questa Sicilia e comportano un impoverimento progressivo, per cui
altro che venti miliardi in dieci anni
Altro che la programmazione comunitaria: cinque miliardi e
quattrocento milioni di euro tra il 2014 e il 2020 Noi abbiamo
perso cinque miliardi di euro l'anno
E' chiaro che c'è un calo del PIL, un calo della produzione, un
calo anche della quotidiana vita sociale, un calo della qualità
della vita e se a questo poi lo Stato crea un ulteriore prelievo
tributario di un miliardo e cento milioni, mi chiedo come lo si
vuole coprire Lo vogliamo coprire azzerando tutti i fondi per lo
sviluppo e la coesione, che erano gli unici fondi, tolti i PAC, con
cui potevamo fare qualche intervento infrastrutturale.
Una Regione che è diventata ormai il nord dell'Africa. Una Regione
che non ha un euro come spesa corrente. Una Regione a cui sono
stati sottratti anche i fondi per lo sviluppo e la coesione E
allora il futuro che ci aspetta è sicuramente desolante, è
sicuramente difficile.
Parliamo di questo esercizio provvisorio - lo vorrei dire anche
al Presidente dell'Assemblea - questo esercizio provvisorio è la
cartina tornasole, è la fotografia delle incapacità del Governo
Con questo esercizio provvisorio, caro assessore Baccei, lei sa
cosa ha fatto? Ha messo un bel tre e mezzo al Governatore Crocetta,
non la sufficienza Non un cinque Ha messo tre e mezzo
Cosa dice con questo esercizio provvisorio? Aveva fatto un mutuo,
Presidente Ardizzone, e questo mutuo non si è riuscito a
completare, a concretizzare. Abbiamo dato soldi alle Province e ai
Comuni tramite l'accensione di un mutuo che non si è mai realizzato
e ora vi dirò perché.
Abbiamo dato soldi ai forestali. Come? Con un mutuo che non si è
riusciti mai a realizzare e ora vi dico il perché.
Abbiamo stabilito che dovevamo dare dei soldi agli enti, agli enti
culturali, agli enti sportivi, agli enti sociali, e non lo abbiamo
fatto, per cui mettiamo una norma di sanatoria con la quale si dice
a tutti quegli enti per i quali avevamo previsto di dare dei soldi
con la ex tabella H e non li abbiamo dati e dovremmo capire perché
non li abbiamo dati.
Quindi, se già su quattro cose noi stiamo facendo una norma di
sanatoria, Presidente Ardizzone, l'assessore Baccei ha dato un suo
giudizio nei confronti del Governatore Crocetta, che è un giudizio
negativo da 3,5.
Allora, su questi dati, sapete perché non hanno fatto il mutuo?
Sapete perché la Cassa depositi e prestiti non ce lo ha fatto,
Presidente Ardizzone? Perché non siamo affidabili, perché abbiamo
superato quel tetto di spesa e di indebitamento, ma non lo dice la
Cassa depositi e prestiti Lo ha detto la Corte dei Conti Ha detto
a chiare lettere: la Regione siciliana ha superato il limite di
indebitamento
E quando, invece, dinanzi a tutte queste censure sonore, noi
continuiamo in un esercizio provvisorio, che dovrebbe essere
limitato ai quattro mesi, guardate cosa succede invece:
all'articolo 8 succede che, a fronte di effetti finanziari per
quattro mesi nei confronti di tutti, noi invece ad una società
partecipata della Regione non soltanto - e qua lo voglio dire alla
Segreteria generale dell'Assemblea, non soltanto stiamo confermando
gli effetti finanziari per tutto il 2015, ma addirittura facciamo
una manovra finanziaria per il 2016 e consentiamo ad una società
partecipata della Regione di mantenere i servizi in convenzione
nella sanità per tutto il 2015 e 2016. E questa, Presidente
Ardizzone, è una norma da esercizio provvisorio, è una norma
sostanziale o è una norma da finanziaria?
E poi, la manovra - meno male che eravamo quella notte in
Commissione - sull'inventario dei beni immobili che si voleva
fare, meno male che abbiamo detto: stop, fermatevi , altrimenti
sapete cosa avrebbero fatto? Vi ricordate le vecchie valorizzazioni
immobiliari, quei 900 milioni di euro che ogni anno venivano posti
e che hanno creato poi il buco di bilancio? Loro cosa avevano
fatto? Da un lato, l'altro giorno, hanno dato incarico ad un
illustre avvocato catanesi, l'avvocato Antonio Fiumefreddo, come
capo della Società Patrimoni Immobiliari Siciliani, oggi,
Presidente Ardizzone, avevano invece inventato una nuova agenzia,
un'agenzia che valorizzasse nuovamente i beni immobili cioè con
una signorina facciamo due fidanzati , l'assegniamo a due
fidanzati, potremmo dire. Cioè abbiamo fatto una valorizzazione dei
pani e dei pesci Mi rendo conto che siamo stati a Natale, mi rendo
conto del momento religioso, ma la proliferazione delle cose, dei
beni immobili, non si può fare E' una cosa che poi comporta il
bacchettamento da parte di qualche organo che si chiami
magistratura contabile o magistratura penale.
Ma andiamo oltre, quando andiamo alle disposizioni finanziarie.
Anche perché, mi sarei aspettato che il Presidente della
Commissione Bilancio , onorevole Dina, avesse nominato un relatore
di minoranza...
DINA, Presidente della Commissione Bilancio, è nominato: è
l'onorevole Vinciullo.
FALCONE. Ah E' nominato, ora il Presidente Vinciullo deve anche
su questo
Allora, due minuti soltanto e concludo, tanto sono cose
interessanti. Ad esempio, quando andiamo a fare questo disegno di
legge, chiamato esercizio provvisorio a un certo punto si ferma e
diventa variazione di bilancio. E com'è questa variazione di
bilancio? Ci si aspetterebbe di 50 milioni, di 2 milioni, di 3
milioni, di cento milioni di duecento milioni, no Di 990 milioni
di euro Anche qua abbiamo creato tutta una serie di interventi,
più 102 milioni, più 594, più 130, più 127 che per una questione di
tempo non riferisco e abbiamo tolto. Abbiamo tolto al Fondo di
salvaguardia, abbiamo tolto alle regolazioni contabili, abbiamo
tolto ai comuni, abbiamo tolto ai precari, abbiamo tolto ai poveri
disgraziati che ha chiamato in causa l'onorevole Venturino perché
anche qua facciamo due pesi e due misure.
Non è possibile che ci sono alcuni precari per cui mettiamo un
milione e mezzo di euro in più, come i trattoristi dell'Esa a cui,
giustamente, dobbiamo riconoscere il sacrosanto diritto del lavoro,
ma non possiamo togliere ad altri Così come chi ha parlato dei
forestali? Perché non inserire in questa norma anche quattro mesi
per i forestali? Perché questo Governo guarda ad alcune casistiche
e non guarda ad altri
E' chiaro che dinanzi a tutte queste cose ne esce un quadro
veramente deleterio.
L'ultima cosa. Avete esultato quando è stato soppresso il
Commissario dello Stato, il vaglio preventivo, non capendo che il
vaglio preventivo non era un limite ma era una difesa per questo
Parlamento. Da domani mattina anche nell'attività legislativa,
possiamo incorrere in responsabilità contabile, anche se ancora
oggi qualcuno ride su questo fatto qua. Vi dico che non sappiamo
quale sarà il futuro rispetto a degli atti legislativi che possiamo
assumere. Ma, addirittura, non convinti e non soddisfatti che era
stato tolto il vaglio preventivo, l'anno scorso, cioè significa 6
mesi fa, introducemmo un nuovo organismo di controllo, l'Audit,
organismo di controllo di legittimità finanziaria delle leggi che
facciamo in questa Assemblea, e loro cosa hanno fatto? Hanno
inserito un articoletto, Presidente Ardizzone, che è il comma 14
dell'articolo 11, che recita: è abrogato il comma 1 della Legge
6 del 12 agosto 2014, numero 21 .
Al di là della schizofrenia, tre mesi facciamo una legge e dopo
tre mesi la abroghiamo, ma non si è capito che abrogando questa
articolo, di fatto, abbiamo rinviato sine die la costituzione di
questo organismo di verifica della legittimità finanziaria delle
leggi dell'Assemblea regionale, nel senso che - e lo voglio dire al
Segretario Generale - si tratta di un organismo che si può
costituire domani, ma lo si potrà fare nel 2016 o nella prossima
legislatura.
Quindi, se questo è il Governo della trasparenza, se questo è il
Governo dell'efficienza, se questa era la rivoluzione crocettiana,
Assessore, ha fatto bene a dare quel voto negativo al Presidente
Crocetta.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, questo disegno di legge per l'esercizio provvisorio nasce
senza storia, nasce senza anima e nasce senza alcuno elemento di
novità. Anzi, l'unico elemento di novità credo sia stato
l'intervento coraggioso, responsabile del Presidente dell'Assemblea
quando ha evitato che questo strumento previsto dalla legge,
improntato perché provvisorio a sobrietà ed essenzialità,
diventasse lo strumento per facilitare alcuni risultati che,
invece, meriterebbero ben altri percorsi e ben altri ragionamenti.
Il Presidente Crocetta aveva anticipato qualche mese fa che
l'arrivo del nuovo assessore regionale, dell'assessore Baccei,
avrebbe determinato quest'anno, finalmente, la presentazione in
Aula del Bilancio di previsione entro il 2014.
Tutti abbiamo salutato con interesse, con piacimento, con
soddisfazione un elemento di novità che diventava anche una
discontinuità rispetto al passato ed, invece, siamo tornati ai
soliti metodi: nulla di nuovo sotto il cielo nuvoloso di questa
nostra Terra.
Si dirà e dirà l'assessore alle Finanze che non può essere la
fata Turchina che risolve con un colpo di bacchetta magica i
problemi di una Regione che non ha saputo conquistare il diritto ad
una razionale politica finanziaria e di bilancio per almeno 40
anni.
Siamo perfettamente d'accordo, assessore Baccei, la nostra Regione
si sta rilevando ormai da qualche anno un'organizzazione obsoleta,
non al passo con i tempi, incapace di tradurre in termini concreti
le esigenze che emergono sempre più onerose da parte della società.
L'assessore al Lavoro, Caruso, alcuni giorni fa in uno sfogo
dettato da onestà intellettuale ha detto quello che è stato fatto
negli ultimi decenni alla Regione è un crimine contro l'umanità ,
se lei mi consente la citazione testuale, io concordo
perfettamente, assessore Caruso, da parte di tutte le coalizione,
di centrosinistra e di centrodestra, la nostra Regione non ha
saputo dare un modello di sviluppo serio. E' stato finora quello di
garantire uno stock di domanda interna destinata a consumi privati
e lo ha fatto creando nel tempo una massa di occupazione senza
lavoro, alimentando rendite pubbliche e gestendo un welfare
ripiegato sostanzialmente sulle privatizzazioni.
Avrebbe dovuto, questa Regione, cogliere le due straordinarie
opportunità che questi settant'anni di autonomia le hanno offerto:
la specialità statutaria e il mercato, il valore del mercato. E,
invece, non ha saputo farlo.
Invece, di concepire l'autonomia in una cornice di responsabilità
e di opportunità, la Regione ha pensato, almeno dagli anni '60 in
poi, di utilizzare la sua carta statutaria per inseguire privilegi
in uno squallido compromesso con il centralismo di Stato che ha
portato, di fatto, allo svuotamento del nostro Statuto. L'ascarismo
- si chiama così nel dizionario della lingua italiana - l'ascarismo
di intere classi dirigenti siciliane che raccoglievano qui il
sangue generoso della nostra gente per farne mercato nero nei
palazzi romani. Privilegiare gli interessi dei partiti a quelli dei
siciliani.
Questo per quanto riguarda la specialità statutaria. Quanto al
mercato, la Sicilia si è rivelata chiusa piuttosto che aprirsi
all'Europa, al Mediterraneo; nessuna innovazione, nessuna capacità
attrattiva per le imprese estere, un uso distorto delle
privatizzazioni utilizzate per lo più come erogatrici di rendite e
come ammortizzatori sociali e questo spiega l'altissimo, pauroso,
preoccupante tasso del precariato.
Assessore Baccei, colleghi deputati, siamo sull'orlo del collasso
finanziario e, forse, qualcuno continua ancora a suonare
l'orchestrina in questa nave che sta affondando, dimenticando che
se affonda non ci saranno superstiti. Se affonda questa nave
Sicilia andremo tutti giù
Con questo non voglio fare distinguo di responsabilità. Ritengo,
tuttavia, che abbiamo il dovere, maggioranza e opposizione, di
parlare un linguaggio assolutamente chiaro perché la crisi della
Sicilia è crisi finanziaria ma è anche crisi politica, è anche
crisi culturale, è anche crisi morale e di valori.
Ci troviamo di fronte ad un ente autonomo che è incapace di
autonomia, come osservava bene qualche anno fa il professore
Hoffmann.
Ebbene, ci è stato detto in questi giorni da lei, Assessore, che
bisogna creare una sorta di armonizzazione tra il Governo regionale
e il Governo nazionale. Dobbiamo trovare la via d'uscita e questo
disegno di legge sull'esercizio provvisorio non dà alcuna
indicazione in questo senso.
Temo che ci sia un po' di confusione all'interno del Governo
Crocetta e lo dimostra anche il fatto che il Presidente parla un
linguaggio e il suo, si fa per dire, Assessore alle finanze e al
bilancio ne parla un altro del tutto diverso.
Questo Parlamento ha il diritto alla chiarezza, signori della
Giunta. E credo che non voglia nascondere o minimizzare se questo
pretende le responsabilità proprie né tanto meno quelle del Governo
regionale. La chiarezza serve a capire ognuno con i propri ruoli
quale strada dobbiamo assieme imboccare per dare concretezza al
giuramento di servire gli interessi della Regione con scrupolo e
coscienza.
E' sufficiente tagliare le spese in maniera irrazionale? Oppure
serve riqualificare la spesa? Quando si parla di tagli alla spesa
della Regione, assessore per le finanze e assessori tutti, perché
non si pensa alla eliminazione delle società partecipate e al
razionale impiego di quel personale dipendente?
Quando si parla di tagli alla spesa della Regione perché non si
pensa anche di mettere in liquidazione, per esempio, la società
Riscossione Sicilia che costa alle casse della Regione circa 40
milioni di perdita netta ogni anno e di trovare, al tempo stesso,
una soluzione alternativa con il Ministero dell'economia garantendo
il personale in servizio, certo, ma rivedendo soprattutto i piani
di rateazione e i relativi interessi e tenendo conto delle reali
possibilità del contribuente siciliano che è sempre più schiacciato
in questo sofisticato sistema di tortura del prelievo?
Quando si parla di tagli alla spesa della Regione, Assessore
Baccei, perché non si pensa alla dismissione del patrimonio
immobiliare e non utilizzato che potrebbe portare alle casse
regionali consistenti risorse finanziarie come, peraltro, previsto
nei bilanci 2011 e 2012 nella parte dell'entrate quando si pensava
al riequilibrio del bilancio stesso?
Quando si parla di tagli alla spesa perché non si pensa di dare
seguito alla norma inserita nella ultima finanziaria, con una
mozione ben votata dal mio Gruppo e da tutta l'Aula, che autorizza
la vendita di alcuni borghi rurali sparsi nell'Isola oggi cadenti e
invece recuperabili per essere destinati ad attività
agrituristiche?
Quando si parla di tagli alla spesa, perché non si pensa,
finalmente, allo scioglimento dei 10 Istituti autonomi case
popolari, che da oltre 20 anni sono quasi tutti un coacervo del
malaffare e di inefficienza? E so quello che dico
Quando si parla di tagli alla spesa della Regione, perché non si
pensa, finalmente, di sciogliere le società partecipate che sono
diventate un' insopportabile zavorra per le casse di questa Regione
nel balbettio e nell'ambiguità di due condotte diametralmente
opposte, quella che ne predica a parole lo scioglimento e quella
di società e servizi che invece reclama nuove assunzioni?
E lo stesso discorso vale per il Consorzio autostrade siciliane la
cui sorte va subito negoziata con i vertici romani e concordata per
evitare che anche questo diventi una bettola di malaffare. E con
quanti anni debbono ancora passare per avviare allo scioglimento
l'Ente di sviluppo agricolo e trasferirne personale e competenze ad
un apposito dipartimento all'Assessorato all'agricoltura?
Come si vede, Assessore Baccei, con il permesso del collega,
l'azione di risanamento delle finanze regionali ha ancora bisogno
di tanto coraggio.
Mi avvio alla conclusione signor Presidente. Certo, servono tagli
e servono risparmi, serve una politica di bilancio finalizzata a
ridurre le spese correnti, una politica finalizzata ad eliminare
decine di legge inutili ed a operare interventi mirati: tre,
quattro, cinque interventi mirati non cento Ma serve anche una
politica per lo sviluppo, serve anche una politica per generare
reddito, per incrementare il gettito fiscale da distribuire e per
alimentare il ciclo della crescita.
Lei, poco fa nella sua breve e deludente introduzione, Assessore
Baccei, ha parlato di una ventina di miliardi che saranno spesi
nei prossimi dieci anni in Sicilia. Vogliamo chiederci da dove
arrivano e con quali criteri e quali obiettivi prioritari intende
il Governo fissare?
Non basterebbe tutto questo con le sole nostre forze per uscire da
questo tunnel.
La chiave di lettura va ricercata nelle modalità con le quali lo
Statuto ha deciso di regolare i rapporti finanziari con la Regione
siciliana.
E' giunto, Assessore Baccei, se lo lasci dire con franchezza -
onorevole collega, chiedo scusa, l'Assessore alle finanze è in
questo momento il mio principale interlocutore con tutto il
rispetto per gli altri colleghi di Governo - è giunto il momento di
riaprire senza complessi di colpa o di inferiorità. Noi non ci
conosciamo ed io non ho mai fatto attesa dietro la sua camera e
forse non capiterà nei prossimi giorni, non per superbia, ma per
rispetto verso il suo ruolo e perché non ho nulla da chiederle in
privato e quello che ho da chiederle glielo chiedo qui in Aula.
Ho rispetto per il suo ruolo, ma vorrei capire qual è il suo ruolo
Assessore. Lei perché è stato mandato qui? E' questa la domanda
che non è da un romanzo di Hitchcock, non è da un romanzo di Agata
Christie, è una domanda evidente che sorge spontanea. Perché? Se i
dubbi affiorano all'interno del suo stesso Governo perché non
dovrebbero contaminare anche le forze di opposizione che di solito
pensano bene, ma nell'andreottiano motto qualche volta pensano
anche male?
Serve un confronto serio con Roma sulla concreta attuazione delle
norme finanziarie dello statuto, 36, 37 e 38, altrimenti 20
miliardi da lei annunciati, anche se diventassero 40 non
servirebbero, non servirebbero a tirare fuori questa Regione dal
tunnel pericoloso e buio nel quale si trova.
Vero è che questa Regione ha una burocrazia elefantiaca, vero è
che a 1800 dipendenti, 1 ogni 9 dipendenti, vero è che ha 15
miliardi di euro di residui attivi, cioè di crediti mai riscossi,
vero è che ha 5 miliardi di euro di debiti, ma il Governo centrale
non può pensare che lo strumento per tirare fuori la Sicilia da
questa palude sia il blocco di un miliardo e 200 milioni di
trasferimento o il taglio di un miliardo dei fondi PAC o la
sottrazione di un altro miliardo per il trasferimento a Latina del
centro per le buste paga agli statali in Sicilia. Non può Roma, il
Governo, pensare che il metodo migliore sia quello di imporre ogni
volta un pro console romano.
Al nostro assessorato alle Finanze, ieri Luca Bianchi, oggi lei, e
lo dico con tutto rispetto per le persone, magari per venirci a
dire che serve fare un mutuo di 2 miliardi di euro per chiudere il
bilancio del 2015 e non mi sembra, in verità, una scoperta
particolarmente geniale e il giorno dopo sentirci dire che bisogna
varare le riforme, e il giorno dopo ancora che bisogna armonizzare
i due governi a Palermo e a Roma. Ma quale riforma, assessore
Baccei, il Governo vuole essere più chiaro?
A quali riforme vi riferite, cos'altro dobbiamo tagliare e in che
tempi e in che modi e si realizza macelleria sociale o si salvano i
livelli occupazionali che in questo momento bene o male con questa
maledetta pratica del precariato la Regione ha pensato, diventando
ammortizzatore sociale, di potere salvaguardare.
La verità è che per trattare a Roma, la rinegoziazione delle norme
finanziarie del nostro Statuto, ci vorrebbe al tavolo un Governo
siciliano autorevole, deciso, risoluto e non mi pare che in questi
2 anni, nei rapporti con Palazzo Chigi, il Presidente Crocetta si
sia comportato da aquila, forse neanche da passerotto. In compenso
però il Presidente Renzi ha recitato bene la parte della gazza
ladra, ma non può pensare di fare il furto con destrezza ai danni
dei siciliani. Non può pensare di fronte ad un Governo remissivo
come quello guidato da Crocetta che con una firma ha rinunciato ad
un contenzioso ampio che avrebbe potuto portare davvero una
consistente boccata di ossigeno alle casse siciliane in cambio,
invece, di una manciata di fave.
Allora Assessore Baccei, i conflitti sociali rischiano di
esplodere da un giorno all'altro in Sicilia, i pochi segnali di
vitalità presenti sul territorio potrebbero sparire per sempre.
La Regione, insomma, è in una gara disperata contro il tempo. Lei
di gare, mi risulta ne ha fatte tante, è un atleta, è un
maratoneta, e sa bene che per arrivare vincitori al traguardo
servono risorse fisiche, servono polmoni, servono polpacci, serve
cervello.
La Sicilia, invece, è allo stremo, non ha forze per traguardi
lontani. Qui più che un maratoneta, assessore Baccei, servirebbe
un centometrista, servirebbe una manovra anticiclica, servirebbero
segnali forti e immediati che noi non crediamo di avere individuato
in questo scarno disegno di legge sull'esercizio provvisorio.
Dica al Governo Renzi - lei che ne è il rappresentante ufficioso,
mandato in Sicilia forse per delegittimare non questo Governo, ma
lo stesso Istituto autonomistico - che con le nostre
responsabilità, con i nostri torti, noi orgogliosamente e
dignitosamente vorremmo davvero correre in questa gara contro il
tempo per uscire fuori dal pantano ad una condizione: che il
Governo di Roma non ci costringa a correre sulla sabbia
(Applausi)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
cittadini, io voglio raccontare una piccola storia. Era la fine di
dicembre del 2012 quando, dopo qualche giorno dall'insediamento, il
primo Governo Crocetta esordì con l'esercizio provvisorio.
All'epoca non c'erano alternative, ovviamente, un Governo che si
insediava da qualche settimana non poteva presentare a quest'Aula e
alla Sicilia un bilancio e, pertanto, procedemmo in tal senso.
Da quel momento in poi sono seguite tutte una serie di manovre
finanziarie che hanno visto sempre l'alternanza di diversi
protagonisti: abbiamo avuto il primo commissario liquidatore
mandato da Roma che si chiamava appunto Luca Bianchi; poi abbiamo
avuto un assessore per il bilancio siciliano che si chiamava
Agnello e adesso abbiamo il terzo commissario liquidatore del più
grande fallimento della Regione siciliana che è appunto l'assessore
Baccei che viene direttamente da Roma a recitare il de profundis
ad una Regione che è ormai sull'orlo del baratro.
Bene, che cosa è successo nel frattempo? Che tutte le manovre
finanziarie sono state improntate essenzialmente all'accensione di
mutui, all'accensione di debiti, prima il debito di un miliardo,
poi quello di 55 milioni, forse ne richiederà un altro da due
miliardi.
Questo mi pare che sia l'Eldorado che ci proponeva la maggioranza
e il Presidente Crocetta, assente in Commissione Bilancio nei
giorni scorsi, assente in quest'Aula oggi: il grande assente
Mi chiedo, se questo è ciò che questa maggioranza è in grado di
offrire alla Sicilia, allora mi rendo conto che sicuramente siamo
messi veramente male. Siamo messi veramente male proprio perché
questo Governo non è riuscito mai e poi mai, così come non riuscirà
mai, ad essere un interlocutore serio rispetto a Roma. Lo ha detto
prima autorevolmente l'onorevole Musumeci.
Siamo costantemente - e questo lo dico io - sotto l'embargo
italiano, siamo scippati costantemente di fondi o risorse che
appartengono ai siciliani, perché cara maggioranza la Sicilia non è
vostra, queste decisioni non possono essere unilaterali perché è
necessario che a questo fantomatico tavolo di Roma si sieda una
persona che sia in grado di tutelare i siciliani e di restituire ai
siciliani le scelte che a loro competono.
Ma lo ha detto prima chi mi ha preceduto, dai fondi Pac a questi
mutui che, praticamente, abbiamo contratto con lo Stato e così
abbiamo meno trasferimenti e così la Regione potrà fare meno
trasferimenti nei confronti dei Comuni e quindi facciamo morire
gli enti locali. Abbiamo ucciso le Province, visto che non c'è
ancora sul tavolo della I Commissione alcuno straccio di riforma
proposta dal Governo che, appunto, non l'ha mai proposta; meno
trasferimenti significano meno risorse, significano meno servizi
per i cittadini.
Ed allora, come ha detto l'onorevole Musumeci, si perpetua il
sistema della precarietà, perché fa comodo, perché sono voti che,
tornata dopo tornata, questa maggioranza porta all'incasso e così
si fanno soffrire i precari della sanità, i precari degli enti
locali, i precari della Regione.
Abbiamo sotto l'Ars, come ad ogni Finanziaria, l'emergenza del
bacino PIP e tutto il mondo del precariato al quale ovviamente il
problema non lo si vuole risolvere.
Si era detto che nel 2016 i comuni avrebbero dovuto stabilizzarli,
ma se ai comuni non diamo i soldi non possono fare alcuna
stabilizzazione, anzi, visto che le risorse sono diminuite se oggi
si fa una stima che su 388 comuni, salvo quelli che già sono in
default ed i 50 anche dovrebbero andare in dissesto, chissà quanti
in dissesto andranno a seguito di questa scellerata manovra.
Nel frattempo i problemi sul tavolo rimangono sempre uguali e,
quindi, ci portiamo dietro il problema delle partecipate, il
problema dei forestali, ho detto il problema dei precari.
Mi chiedo quando arriverà il momento delle riforme. Sono passati
più di due anni, sull'acqua nulla; sui rifiuti nulla; sulle
province nulla; sulle partecipate nulla, nulla, nulla, nulla
E, allora, caro commissario straordinario benvenuto nell'inferno
siciliano, non le consiglio di fare il centometrista, le consiglio
piuttosto di fare un corso di sopravvivenza o verrà fatto fuori
politicamente come i suoi predecessori e siccome noi non ci stiamo
a questo, glielo dico come l'ho detto ai suoi predecessori visto
che lei recita lo stesso copione, si esprime con le stesse parole e
c'è da parlare sempre delle stesse cose così come hanno fatto prima
l'assessore Agnello e prima ancora l'assessore Bianchi:
arrendetevi, perché i siciliani non ce la fanno più, restituitegli
la parola, perché altrimenti sarà troppo tardi. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
innanzitutto devo un riconoscimento al Presidente dell'Assemblea
per avere con grande acume, intelligenza, rimandando indietro
alcuni emendamenti, alcuni articoli che oggettivamente non si
prestavano assolutamente al provvedimento legislativo che avevamo
predisposto in Commissione Bilancio e del resto per una notte
intera avevo richiamato i colleghi della maggioranza ad avere un
atteggiamento più consono a quello che era il testo che ci era
stato presentato in Commissione dell'assessore. Assessore a cui va
il mio riconoscimento per avere tentato di evitare l'assalto alla
diligenza che, invece, c'è stato da parte della maggioranza.
Vedete, qui tutti hanno parlato dell'assessore Baccei come una
sorte di inviato del Governo nazionale a depredare la Regione
Sicilia, non capiamo di che cosa dal momento che è stato proprio il
Governo Lombardo e poi il Governo Crocetta a depredare la Sicilia,
non è stato il Governo nazionale; ora tornerò anche a parlare dei
Pac e dei seicento milioni che il Governo nazionale è stato
costretto a togliere alla Sicilia.
Però, vedete, ho avuto l'impressione che l'assessore Baccei, in
Commissione Bilancio, abbia tenuto la schiena dritta, abbia tentato
di resistere agli assalti della maggioranza, e più che di tutte le
varie figure che avete voluto rappresentare, mi è sembrato che
fosse il generale Custer, però, anziché assediato dagli indiani,
per essere chiaro, voi lo dovete immaginare assediato dai suoi
uomini, e quello che è successo all'assessore Baccei che,
purtroppo, in Commissione Bilancio è stato assediato dalle truppe
americane, cioè dalle truppe che lui guidava che l'avrebbero dovuto
aiutare contro i Sioux e contro gli indiani e che, invece, sono
stati coloro i quali lo hanno colpito alle spalle.
Anche ingenerosamente, il presidente Crocetta è intervenuto sulla
vicenda, dicendo che lui non conosceva ciò che era stato fatto dai
deputati, per cui cari deputati della maggioranza la prossima volta
state attenti perché correte il rischio, così come è avvenuto
l'indomani mattina dall'approvazione della Finanziaria, dopo che
per una nottata siete stati in Commissione a respingere gli assalti
dell'opposizione a non essere riconosciuti dal vostro Presidente.
Il vostro Presidente ha detto che aveva mandato un disegno di legge
molto schietto e scarno, di pochi articoli, quello che hanno fatto
i deputati non lo so, non mi interessa e non mi riguarda,
corrispondenza di amorosi sensi che c'è tra voi e il Presidente che
avete contribuito all'elezione. Riconosco l'assoluta correttezza
dell'assessore Baccei - che ripeto - ha tenuto la posizione.
Seconda cosa. Presidente, andava cambiato il titolo e anziché
chiamarlo autorizzazione per l'esercizio provvisorio per l'anno
2015, l'avremmo dovuto chiamare legge omnibus, nel senso che di
tutto e di tutti si parla in questa manovra. C'è l'esercizio
provvisorio, c'è la manovra finanziaria, c'è una legge di
stabilità, c'è la finanziaria, un provvedimento che si sarebbe
dovuto limitare solo esclusivamente ai primi quattro mesi. Se il
titolo è autorizzazione per l'esercizio provvisorio per l'anno
2015, invece diventa un fatto che si allunga non solo al di là dei
quattro mesi, ma anche al di là del 2015 e arriva al 31 dicembre
2016. Allora, non è più un esercizio provvisorio, è ben altra cosa.
Quindi, non c'è corrispondenza fra la forma e il contenuto, non
c'è corrispondenza fra quello che il Governo ha presentato in
Commissione e quello che poi hanno approvato i deputati con
l'autorevole avallo anche di qualche assessore che, a differenza
dell'assessore Baccei, è politico e non è tecnico.
Vedete, tutta una serie di provvedimenti in cui la politica, la
cattiva politica ha appesantito il disegno di legge e vi sono stati
inseriti tutta una serie di provvedimenti che nulla avevano a che
fare con l'esercizio provvisorio e che poi avremmo potuto approvare
successivamente con delle leggi ben precise, anche perché - come
ha ricordato recentemente anche La Repubblica - non mi pare che
questo Parlamento stia brillando per eccessiva capacità di fare
leggi, e poi ogni tanto quando ne facciamo qualcuna, la facciamo
correndo con il rischio di incorrere in una serie di errori che
prima il Commissario dello Stato e ora il Governo nazionale ci farà
sicuramente pagare.
Vedete, tutti quelli che scioccamente nei giorni scorsi hanno
gridato Finalmente, non c'è più il Commissario dello Stato , non
hanno capito una cosa importante e cioè che senza il Commissario
dello Stato cadono quelle guarentigie legislative che il Parlamento
regionale aveva e da oggi in poi approvare le leggi in questo
Parlamento diventa più difficile, diventa più faticoso, diventa
sempre più impegnativo, soprattutto se la maggioranza ci aiuta
abrogando quella proposta che era stata approvata sempre da questa
maggioranza e da questa Assemblea, meno di quattro mesi fa che
prevedevamo la possibilità di questo audit, cioè di un organo di
controllo interno all'Assemblea che in una fase in cui non siamo
abituati ad operare senza Commissario dello Stato, ci avrebbe
aiutato sicuramente ad evitare errori. Del resto, che la
Commissione Bilancio o meglio ancora gli autorevoli esponenti
della Commissione Bilancio , qualche errore lo hanno commesso, lo
dimostra, ad esempio, la vicenda di questa mattina.
Abbiamo dovuto riscrivere interamente l'emendamento che riguardava
le terme di Sciacca, un provvedimento iniquo perché ci eravamo
dimenticati delle terme di Acireale, un provvedimento in cui si
cercava in maniera larvata di ricapitalizzare una società che è
fallita e che, stando alle relazioni che stamattina sono arrivate
in Aula, è una società su cui la procura dovrebbe aprire gli occhi
e cercare di capire cosa è successo in tutti questi anni.
Di fronte ad una serie di appesantimenti che abbiamo avuto per
quanto riguarda i costi della politica, ad esempio, questa
maggioranza così attenta, così capace, così geniale ha pensato di
destinare alle province soltanto 6 milioni e 670 mila euro per i
primi quattro mesi, non sapendo nemmeno che con questa cifra non si
pagheranno nemmeno gli stipendi della provincia di Ragusa, per
essere chiari. Cioè, questa elemosina che facciamo alle province a
che cosa serve? A pagare gli stipendi dei dipendenti, a pagare i
servizi che devono essere offerti ai ragazzi e alle ragazze
diversamente abili che frequentano le scuole, a che cosa serve
questo obolo che la Regione pensa di mandare alle province Perché,
vedete, dopo che avete distrutto le province, dopo che avete
distrutto un sistema amministrativo che nella nostra Terra
funzionava, in questi due anni non siete riusciti a trovare
l'alternativa e non siete riusciti a dare a questa Terra, a questa
Regione Sicilia, una soluzione per questo ente intermedio che,
nonostante i vari commissari che voi avete nominato senza mai
controllarli, si trova in una situazione, grazie ai dipendenti, di
andare avanti con strade ormai inesistenti, con le scuole che ormai
sono fatiscenti, con i servizi che non si riesce ad offrire e con
il personale che forse verrà pagato per i primi 10 giorni del mese
di gennaio, data la somma che è stata stanziata.
Però, vede assessore, lei non c'entra in tutta questa vicenda,
perché doveva essere la sua maggioranza che di fronte alla proposta
che ho fatto di incrementare le risorse per le province, avrebbe
dovuto dire sì, in effetti 6 milioni e 670 è un obolo, non sappiamo
cosa farcene, forse era meglio non darlo alle province, avremmo
evitato questo schiaffo ad un ente intermedio così importante.
Eppure si è voluto dare.
Se pensate che a Sicilia e Servizi', che è ben poca cosa, mi sia
consentito dire, nei confronti delle province, è stato dato alla
fine un milione e mezzo di euro e poi alle province 6 milioni e
670, capirà che veramente siamo all'assurdo.
Poco fa parlava l'autorevole Presidente della Commissione
Antimafia di autori stranieri che avremmo dovuto chiamare per farci
spiegare quello che sta succedendo. Secondo me nessuno riuscirebbe
mai a capire perché 9 enti provinciali hanno qualcosina in più
rispetto ad una società qual è Sicilia e Servizi', però questa qui
è la caratteristica di questo Governo che ad esempio si è
dimenticato che esiste l'agricoltura.
Per quattro mesi l'agricoltura in Sicilia dovrà chiudere i
battenti. L'ARAS è stata dimenticata, eppure l'ARAS non è quella
che amministra, controlla, verifica, garantisce la qualità della
nostra zootecnia.
Avevamo detto che gli affitti della forestale dovevano essere
dismessi e ciò non è stato fatto. Un affitto milionario in
provincia di Catania che doveva andare nella sede del MAAS, ma
continua a rimanere a suo posto. Chi sono queste persone così
importanti che vanno protette per cui non si vanno a dismettere gli
affitti.
Abbiamo totalmente rinnegato l'impegno che avevamo preso con gli
agricoltori. Avevamo detto: 19 milioni di euro ve li togliamo per
qualche giorno per pagare gli stipendi dei forestali e poi ve li
restituiamo, ma ciò non è avvenuto. Il disegno di legge non riesce
ad avere la copertura in Commissione Bilancio, non riesce ad
arrivare in Aula.
Signor Presidente, la invito, nella prossima riunione dei
capigruppo, a metterlo all'ordine del giorno: c'era un impegno
solenne assunto nei confronti degli operatori del mondo agricolo di
ridare i 19 milioni che si stavano togliendo solo per qualche
giorno.
Vede, c'è un'emergenza in questo momento che si chiama Pachino e
Porto Palo. Un'emergenza in cui l'agricoltura di quella zona è
stata interamente distrutta, in cui c'è la necessità di dichiarare
lo stato di calamità, in cui c'è la necessità di prevedere risorse
per potere dare la possibilità a questi agricoltori di alzarsi,
perché sono oggettivamente in ginocchio, ma non mi pare che il
Governo stia facendo nulla, sta continuando così ad oziare, così
come ha oziato il Crocetta uno, così come ha oziato il Crocetta
due.
Anche perché vedete, con tutto l'affetto che ho per gli assessori,
ma voi pensate che un assessore che sta in carica sei, sette mesi,
riesca a comprendere fino alla fine quali siano i problemi
dell'assessorato dove è stato autorevolmente richiamato perché,
assessore Caruso, alcuni di voi sono stati autorevolmente chiamati
a ricoprire alcuni di questi ruoli, sarebbe importante che aveste
la possibilità di operare e di operare per più tempo.
Invece, il rischio è che già all'orizzonte si comincia ad
intravedere il Crocetta quattro, per cui parecchi di voi
possibilmente abbandonerete così come ha abbandonato un primo
assessore. Quindi, noi ci troviamo in una situazione di oggettivo
disagio.
Abbiamo ad esempio dato la copertura, mi dispiace che l'assessore
alla salute non ci sia, l'assessore alla finanza presente, ai
comandati presso l'Assessorato. Però la maggior parte di noi
deputati, caro Presidente Leanza, ha l'impressione che questi
comandati si ritengano legibus solutus, nel senso che sono convinti
che sono messi lì e non devono rispondere a questo Parlamento
dell'attività che svolgono. E ciò non è possibile
Noi siamo disposti a tenerli ancora per altri anni, ma devono
sapere che devono rispondere a questo Parlamento e non possono
pensare di essere una specie di Fronte nazionale, di Legione
straniera all'interno dell'Assessorato dove non rispondono - se non
all'Assessore, ammesso che lo facciano - dell'azione che
intraprendono.
In settimana, assessore Lo Bello, andrò in Procura, perché voglio
sapere come sono state fatte alcune operazioni presso l'Assessorato
della Sanità, relativamente all'accreditamento dei laboratori
pubblici di analisi della nostra Sicilia. Perché alcuni sono stati
accreditati e altri no? Ho fatto la richiesta degli atti e un
comandato pensa di non trasmettere gli atti, perché gli atti non
rispondono assolutamente a quelle che sono le reali situazioni in
cui operano i laboratori di analisi in Sicilia.
Ed allora, abbiamo detto ancora una volta sì a tutto ciò, ma gli
Assessori stiano attenti: questa Legione straniera che opera
all'interno dell'Assessorato della Sanità deve rispondere a questo
Parlamento delle azioni che fanno e dei provvedimenti che
intraprendono. Altrimenti, veda Assessore, la reazione non è più
una reazione politica, diventa una reazione penale e ognuno di noi
li porterà in tribunale per cercare di capire perché alcune cose
sono state fatte e perché in provincia di Messina è stato
utilizzato un metodo e in provincia di Siracusa un altro E perché
su alcuni valori in provincia di Messina si è pensato di giudicare
idonei i laboratori e sugli stessi valori in provincia di Siracusa
si è pensato che le strutture non fossero idonee
Veda, due pesi e due misure è una cosa che non si può fare in
nessun posto al mondo e stia tranquillo che non consentirò che lo
facciano nella mia provincia.
Ed allora, per parlare dei fondi PAC, tutti avete attaccato il
Governo nazionale, ma se noi avessimo speso i fondi PAC il Governo
nazionale cosa avrebbe trovato nei nostri cassetti? Li avrebbe
trovati vuoti e, quindi, non li avrebbe assolutamente tolti alla
Sicilia
Assessore Baccei, la volta scorsa abbiamo visto quell'intervista
del sottosegretario Delrio. Vedete, sono a rischio altri 400
milioni di euro A cominciare, assessore Lo Bello, dai fondi per
l'edilizia scolastica: stiamo parlando di oltre 200 milioni di euro
che i vari Comuni, le scuole
GRASSO. Gli asili nido
VINCIULLO. Gli asili nido sono ben poca cosa, se mi consente
Stiamo parlando di 459 interventi, in 459 scuole della Sicilia, che
rischiamo di perdere, perché giustamente - adesso io aggiungo
l'avverbio giustamente - il Governo nazionale, da qui a qualche
giorno, li andrà a togliere. E poi non accusate il Governo
nazionale. Non è il Governo nazionale il carnefice della Sicilia;
siamo noi, incapaci, incompetenti, inadeguati
Veda, Assessore, qualcuno poco fa parlava di un tre e mezzo che
lei avrebbe dato al Presidente della Regione. Io sono certo che lei
non ha dato mai questo tre e mezzo al Presidente della Regione,
perché se dovessimo valutare il Presidente della Regione dal
recepimento da parte del Governo nazionale e, quindi, dalla
requisizione del Governo nazionale dei 600 milioni di euro, il
Presidente della Regione deve essere giudicato non valutabile Cioè
assolutamente inadeguato al ruolo a cui è stato chiamato dai
siciliani.
Veda, assessore Baccei, noi siamo qui, come ho sempre detto, a
dare il massimo della collaborazione, a cercare di fare le leggi
migliori, a stare nottate intere in Commissione Bilancio , ma
tutto deve avvenire nel rispetto reciproco dei ruoli e nel rispetto
delle leggi.
Che senso ha avuto stare un'intera nottata, quando oggi abbiamo
dovuto riscrivere alcuni emendamenti Potevamo farlo quella stessa
notte Perché introdurre odiose disparità di trattamento fra i
precari per cui i precari che hanno qualche capello bianco
potevano così aver rinnovato il contratto e quelli che ne avevano
più di uno bianco, non gli è stato consentito.
Parlo ad esempio dei lavoratori della Pirelli di Siracusa, che da
19 anni hanno il contributo da parte della Regione, che da 19 anni
lavorano al Comune di Siracusa, e che quest'anno per la prima
volta, dopo aver inserito tutti i precari possibili e immaginabili
nell'elenco, questi sono stati esclusi, dopo che il Governo, dopo
che l'assessorato per il Lavoro, li aveva pagati fino al mese di
marzo del 2014, dopo che non è stato mai fatto alcun provvedimento
in cui si avvertivano questi lavoratori che erano licenziati e
che, quindi, dovevano andare in un altro posto, lavorano dal mese
di marzo senza percepire lo stipendio e ora abbiamo deciso di
buttarli fuori dalla platea dei precari. Tutti potevano entrare
tranne quelli della Pirelli di Siracusa.
Poi vedremo se il Commissario dello Stato, che in questo caso sarà
il Governo nazionale, sarà disposto ad accettare l'idea che
abbiamo imbarcato tutto e tutti, tranne 17 disperati che erano gli
unici che avevano certezza del fatto di essere lavoratori
socialmente utili e dopo che tutti all'interno della Commissione,
tutti i funzionari, avevano riconosciuto la bontà del lavoro svolto
e dei diritti che loro avevano avuto.
Inoltre, signor Presidente, abbiamo evidentemente anche fatto cose
importanti: altri 8 milioni di euro li stiamo buttando in questo
bacino del Servizio idrico pubblico fallito della provincia di
Siracusa e di Palermo, dando la possibilità ai comuni di attingere
a questi finanziamenti per opere urgenti che devono essere fatte,
ma quando faremo, Presidente Ardizzone, la legge che recepisce il
referendum che vuole che l'acqua in Sicilia sia pubblica?
Quanto tempo ancora, la legge n. 3 del 2012 e la legge n. 13 del
2014 continueranno a rimanere non applicate in questo Parlamento
nonostante si siano previsti 60 giorni di tempo per il recepimento
di queste due leggi?
Vede, sono tutta una serie di domande, che abbiamo cercato, come
opposizione, di fare all'interno della Commissione Bilancio e non
siamo riusciti a ottenere alcuna risposta, per cui il suo
intervento, signor Presidente, è stato corretto, giusto,
autorevole, giunto nel momento del bisogno, perché le Commissioni,
a cominciare da quella di cui faccio parte, devono sapere che
l'assenza del Commissario dello Stato non può rappresentare un
rompete le righe per tutti, non può significare che ognuno può fare
ciò che vuole, ma semmai, l'assenza del Commissario dello Stato ci
richiama a una maggiore responsabilità e a un maggiore senso di
autonomia e di fermezza verso le decisioni che intendiamo
intraprendere.
Per questo motivo, in qualità di relatore di minoranza, devo
concludere questo mio intervento dicendo che il giudizio è
totalmente negativo per ciò che è stato fatto in Commissione.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vinciullo. E' iscritto a parlare
l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
l'approccio a questa fase delicata della legislatura e a queste
giornate così straordinariamente e drammaticamente importanti che
ci accingiamo a vivere per la delicatezza del momento, mi impongono
un approccio moderato, anche se i sentimenti che ho dentro sono,
nei confronti di questo Governo, per quello che sta accadendo, oggi
più che mai, tutt'altro che moderati.
Abbiamo vissuto per la prima volta nella storia, nel 2014, una
vicenda che ci ha portato ad approvare in Parlamento quattro
finanziarie; non era mai accaduto nella storia dell'autonomia, non
era mai accaduto nella storia di nessun governo regionale.
Abbiamo vissuto anche in meno di due anni il cambio di ben tre
assessori per il Bilancio, anche questo fatto mai accaduto prima di
oggi; abbiamo assistito ancora per la prima volta nella storia ad
un Direttore generale al Bilancio che viene licenziato durante la
sessione finanziaria: non era mai accaduto neanche questo. Ebbene è
accaduto
Abbiamo, in buona sostanza, dovuto attendere non tanto che
qualcuno ci spiegasse cosa fare perché il problema è che noi lo
sappiamo, ma chi dovrebbe ascoltarci non ci ascolta. Abbiamo dovuto
attendere che arrivasse - e non c'è nulla di personale, assessore
Baccei, nelle mie parole, questo mi pare fin troppo chiaro ma ho
l'occasione di guardarla negli occhi e ribadirglielo - abbiamo
dovuto attendere che arrivasse, finalmente, qualcuno che ci
spiegasse che a Roma avevano deciso cosa noi dovevamo fare qui,
cioè abbiamo dovuto attendere quello che qualcuno come me da
settimane paventava e cioè che, di fatto, il commissariamento per
la Regione Siciliana era già un fatto, era già in atto. Ma quello
che più paradossale, abbiamo dovuto scoprire che il nuovo
assessore, prestigiosamente inviato dal ventriloco del Presidente
del Consiglio, l'uomo più vicino al presidente Renzi, cioè Delrio,
era il peggiore degli estimatori del presidente Crocetta, cioè del
capo del suo Governo, un presidente Crocetta al quale l'assessore
Baccei ha dato tre e mezzo, un presidente Crocetta che avrebbe
portato - sono parole testuali dell'assessore Baccei - la barca
alla deriva. E il paradosso di tutto questo è che il mio amico,
onorevole Cracolici, che fino a qualche settimana fa parlava di
circo barnum riferendosi a questo Governo e pregava il Presidente
Crocetta di fermarsi per non portare il Governo al disastro, si è
trovato nella paradossale situazione - udite, udite - di difendere
il presidente Crocetta contro il suo assessore Baccei Sono cose
della politica siciliana, di questa politica, una politica dalla
quale io mi dissocio e alla quale, forse, con il piacere di
entrambi le parti con la quale non voglio avere nulla a che fare e
nulla da spartire.
E però, nonostante tutto questo e nonostante venga il sospetto
che, forse, non avete capito qual è il dramma che sta vivendo la
Sicilia, io continuo a pensare che c'è qualcuno che voglia fare
cose serie.
Il Governo regionale, cari assessori e cara maggioranza, è già
prigioniero di Roma perché Roma gli ha imposto il ritiro del
contenzioso per 4 miliardi, lo ha imposto il Presidente Crocetta e
questo era l'unico modo per avere potere contrattuale circa gli
interessi da tutelare per i siciliani. Il Governo regionale gli ha
già imposto un modus operandi relativo alle trivellazioni che,
badate bene, al netto delle petizioni di principio che volevano
risolti i temi degli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto altro non
sono che un invito a pagare le tasse in Sicilia alle aziende che
operano in Sicilia, un invito, altro che soluzioni dei problemi
economici della Sicilia: paradosso il primo, ritiro dei
contenziosi, 4 miliardi, per fare cosa? Per ottenere 400 milioni al
fine di chiudere una delle 4 finanziarie del 2014, salvo poi
scoprire che se ne ritirano 600 con i fondi PAC. Quindi, tutta
l'operazione alla fine non soltanto ci porta a perdere la
possibilità dei contenziosi, ma anche un'operazione in perdita di
200 milioni di euro.
Ebbene, da qua a qualche settimana avremo i conti dei fondi
europei. Io spero, perché sono un siciliano, spero davvero che
tutto quanto proclama il Presidente Crocetta possa risultare a
verità. Ho dubbi fondati, ho dubbi seri e rispetto a questi, però,
mi confronterò, come amo fare, con i numeri che sono testardi e che
sono obiettivi.
E, nonostante questo, si è continuato a mestare in maniera
assolutamente superficiale, dimentichi che le province sono state
distrutte e che, ricordo a chi magari è assessore da poco, le
province in Sicilia si occupano di sociale, di viabilità, di
scuola, di servizi essenziali e primari.
Desidero ricordare che questo finto esercizio provvisorio, perché
gli esercizi provvisori sono fatti di due articoli, ora che siano
14, 25 o 50 o che sotto un articolo ci siano 7 commi che poi sono 7
norme perché non c'entrano nulla l'uno con l'altro e, quindi, sono
norme nascoste e che le norme che sono dentro questo esercizio
provvisorio - e mi rivolgo al Presidente dell'Assemblea che è
l'arbitro e che deve vigilare - finiscono per essere, questa volta
sì per mezze ammissioni dell'assessore per il bilancio, la
interpretazione di un bilancio non veritiero perché le entrate sono
assolutamente incerte; ebbene, queste norme finirebbero in ogni
caso per distruggere gli enti locali e per determinare la fine di
un sogno a volte non sempre il migliore, ma comunque un sogno, una
prospettiva di vita da parte di decine di migliaia di precari che
hanno immaginato che con un lavoro onesto potessero pianificare un
progetto per loro e per i loro figli.
Cari onorevoli, Governo, maggioranza, cosa direte da maggio in poi
a questi signori? E' arrivato il commissario? Perché nonostante
tutto questo in Commissione Bilancio , come è già ben stato detto
da chi ha parlato prima di me, la eliminazione del Commissario
dello Stato ha aperto i festeggiamenti e non c'era niente da
festeggiare, avete inserito delle norme vergognose partendo dal
presupposto che tanto non potevano essere più impugnate e
dimentichi del fatto che non c'è soltanto il Consiglio dei Ministri
che andrà a vagliare quello che noi approveremo venuto meno il
Commissario dello Stato. Ma c'è soprattutto una Corte dei conti che
ogni giorno di più dimostra di essere attenta verso questi Palazzi
a volte, a mio parere, facendo anche qualche leggera, ma credo
ormai abbastanza frequente, invasione di campo.
E, allora, ognuno si assuma la sua responsabilità. Altro che
festeggiare Altro che norme omnibus Senso di responsabilità avete
dimostrato di non averne
Ma quello che io oggi ho visto qui ha anche un po' del paradossale
perché, al di là delle vigorose strette di mano dell'onorevole
Cracolici, io ho assistito alla conclusione dell'intervento
dell'onorevole Musumeci, all'applauso dell'assessore Caruso.
Assessore Caruso, lei è troppo accorto per non sapere dove si
trova. Lei è troppo intellettualmente onesto, allo stesso modo, per
non condividere le argomentazioni di Musumeci. Probabilmente, lei è
soltanto troppo preparato al punto da avere compreso, già in queste
poche settimane, che quello che dice il centrodestra è la verità e
quello che le propina questo Governo alla deriva, come dice il suo
assessore Baccei, è quello appunto che determina per quanto ci
riguarda una linea di condotta ortodossa.
Il suo applauso è emblematico. Noi lo cogliamo come un gesto
quantomeno di onestà intellettuale, potrei essere cattivo ma non lo
sono. Al di là di ogni cosa noi, comunque, abbiamo proposto una
soluzione. La soluzione, assessore Baccei, se davvero il suo
percorso volesse essere virtuoso, non è quella di fare quattro mesi
di esercizio provvisorio.
Lei ha detto che senza le riforme Roma non si siederà neanche al
tavolo. Bene Noi le avevamo creduto e siamo ancora in tempo per
crederle ad una condizione: l'esercizio provvisorio deve essere di
un mese. Il 15 gennaio dopo avere approvato un esercizio
provvisorio, veramente esercizio provvisorio, siamo pronti a
sederci per valutare quali siano le riforme reali.
Quattro mesi di esercizio provvisorio non sono un esercizio
provvisorio con quello che ci avete messo dentro e, allora, se
giochiamo a prenderci in giro siccome la Sicilia viene presa in
giro e i bisogni sono tanti e io non temo, come mi chiedeva un
giornalista, che i parlamentari di opposizione facciano le
barricate, io sono fortemente preoccupato che le barricate le
facciano i siciliani, soprattutto quelli più bisognosi.
Io le do una possibilità di interlocuzione reale con una
opposizione ed è questa l'opposizione che ho rappresentato in
questi primi due anni che non è mai stata strumentale, che è stata
sempre sulle cose e che si è seduta a ragionare quando le cose
riguardavano gli interessi della Sicilia.
Per quanto ci riguarda Crocetta fino ad oggi ha fallito anche
perché non ha ascoltato, probabilmente si è fidato di chi
l'osannava, se avesse ascoltato con più attenzione chi lo criticava
in maniera costruttiva, probabilmente, oggi non saremmo qua.
E allora volete fare qualcosa di serio per la Sicilia? Noi non
siamo per il tutti contro tutti e tanto meno siamo per la morte di
tutti.
Abbiamo una sola possibilità quella di capire che quattro mesi di
un esercizio provvisorio celato sono l'inizio della fine della
Sicilia. Fate un mese di esercizio provvisorio, spiegateci le
riforme che volete fare se ci dovessero convincere e se fossero
realmente nell'interesse esclusivo della Sicilia, come abbiamo
fatto in questi due anni, saremmo disposti ad ascoltarvi, il tempo
sta scadendo per noi, ma soprattutto per i siciliani.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta di
oggi, gli onorevoli Tamajo, Gianluca Micciché e l'onorevole
Giuseppe Milazzo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla fine i nodi
giungono sempre al pettine e i nodi possono giungere al pettine in
tanti modi, possono giungere in maniera lenta, ragionata, dolce per
non fare danno, per non strappare i capelli quando sono fragili o
per non arrecare dolore a chi è particolarmente in sofferenza,
oppure possono arrivare al pettine in maniera brutale, improvvisa,
ma soprattutto causata da chi, avendone in questi anni la
possibilità di evitare che si giungesse al pettine, non solo non
l'ha esercitata questa responsabilità demandata dagli elettori e
nella funzione di Governo, ma addirittura si è reso strumento e mi
riferisco in particolar modo al PD, che governa da più di 5 anni
ormai in questa Regione e che è al Governo a livello nazionale.
Vede si ha un bel dire come fa il Governo nazionale che bisogna
avere i conti in regola, che bisogna razionalizzare le spese e che
la Sicilia è fonte di sprechi e per fare questo si è organizzata
una campagna stampa in televisione per dimostrare che la Sicilia
con il suo Parlamento, per esempio, è fonte di sprechi.
E si è cominciato a parlare di una spesa del Parlamento siciliano
di 158 - 152 milioni di euro a fronte di un Consiglio regionale
della Lombardia con 10 milioni di abitanti che avrebbe una spesa di
70 milioni di euro, ma per esempio si dimenticano di dire - e non
c'è nessuno che glielo fa notare - che in quei 70 milioni di euro
non sono compresi le pensioni dei dipendenti e dei consiglieri
regionali che ammontano ad oltre 50 milioni di euro e che, quindi,
dovrebbero essere andati aggiunti a quei 70 milioni di euro e,
quindi, arriveremmo a 120 milioni di euro.
Si dimenticano di dire che, per esempio, bisognerebbe includere la
manutenzione straordinario di un Palazzo straordinario come questo
che assorbe una quindicina di milioni di euro all'anno e
arriveremmo a 135 milioni di euro. Si dimenticano di dire tante
altre cose che, però, fanno comodo per far sì che il Governo
nazionale possa giustificare la rapina a mano armata che da qualche
anno a questa parte ha compiuto nei confronti di questa Terra. Ed è
una rapina a mano armata non nei confronti rispetto ai privilegi,
che si vorrebbe a parole, a chiacchiere perseguire, è una rapina a
mano armata rispetto ai commercianti, rispetto agli artigiani,
rispetto agli operai, rispetto agli impiegati, rispetto ai più
deboli, rispetto agli ultimi, rispetto ai disoccupati, rispetto ai
precari. Perché è una rapina a mano armata?
Dall'intervento della Cassa del Mezzogiorno in poi, quei fondi
dovevano essere elargiti in maniera aggiuntiva rispetto agli
ordinari trasferimenti dello Stato e tutto ciò per ovviare al
deficit di sviluppo delle regioni meridionali e rispetto al resto
d'Italia. Questo prevedeva l'intuizione di allora, questa linea si
è seguita poi con i fondi europei, questa linea si è seguita con i
fondi Fas e con tutte quelle risorse che sono state previste e
messe in campo per cercare di alimentare con risorse aggiuntive la
mancanza di sviluppo o comunque il deficit di sviluppo.
Ora, cosa è avvenuto in altri paesi che si sono trovati nella
stessa situazione? Per esempio, la Germania. La Germania ha avuto
il proprio sud: si chiamava Germania dell'Est. La Germania per
cercare di portare il proprio sud a livello del resto della
nazione, ha investito nell'arco di 6 o 7 anni la bellezza di 1400
miliardi di euro che è quasi quanto l'intero Pil italiano. Quindi,
ha creato quella massa di risorse aggiuntive per fare in modo che
la differenza di impiego di risorse, sia nel settore delle
infrastrutture, sia nel settore delle tecnologie, sia nel settore
dell'innovazione, della formazione, dell'istruzione, delle
opportunità nuove potesse, in un periodo di tempo concentrato e
limitato, finalmente fare in modo di recuperare il gap che c'era.
In Italia non è avvenuto tutto ciò con il meridione, e non avviene
tutto ciò con la nostra Sicilia, perché a partire appunto dalla
Cassa per il Mezzogiorno per arrivare ai fondi europei di oggi, ai
fondi Fas e ai fondi Pac, quelle risorse sono state solo ed
esclusivamente sostitutive non aggiuntive ai trasferimenti
nazionali ma sostitutive di fondi nazionali.
Il paradosso a cui abbiamo poi assistito negli ultimi 2 anni e
cioè con questo Governo - Governo, Governo? - Il paradosso che
abbiamo assistito negli ultimi 2 anni è che, addirittura, i fondi
aggiuntivi che nel frattempo erano diventati sostitutivi, sono
stati essi stessi scippati. Ora, io vorrei capire, posto che è da
anni che predichiamo in questa Aula il pericolo enorme, il pericolo
immenso a cui esponevano no quest'Aula, no il Governo, non questa o
quella autorità, non questa o quella istituzione, ma l'intero
popolo siciliano, nel momento in cui non si fossero messe in campo
tutte le opportune iniziative forti nei confronti del Governo
nazionale per impedire questo scippo e non lo stiamo dicendo
adesso, bensì due anni fa e più lo dicevamo: Badate bene che da
qui a qualche anno non sarete in grado - perché noi eravamo e
siamo opposizione e siamo stati opposizione anche con il precedente
Governo, quello della precedente legislatura, dal 2009 in poi, dal
ribaltone in poi che ha visto il PD coinvolto vergognosamente in un
Governo dei ribaltone, noi siamo stati all'opposizione, chi vi
parla è stato pesantemente all'opposizione - dicevamo: State
attenti perché tra qualche anno non sarete in grado di affrontare
un bilancio e di pagare non i precari o solo i precari, non i
forestali o solo i forestali, qui è in gioco la sussistenza degli
stipendi per i lavoratori, per i regionali, delle pensioni per i
regionali e per tutti i pubblici impiegati, oltre che la morte
certa e assoluta di tutte le attività imprenditoriali e la rinuncia
sine die e per sempre a qualsiasi possibilità di sviluppo .
E tutto ciò si è avverato, tutto ciò puntualmente si è verificato
ed è una presa in giro il tentativo che si sta svolgendo in questi
giorni di affrontare un bilancio provvisorio che si chiama
esercizio provvisorio, ma che di esercizio provvisorio non ha
nulla.
Io ricordo i dibattiti infuocati, in quest'Aula, quando bisognava
inserire la proroga dei precari nell'esercizio provvisorio, i
dibattiti infuocati con le opposizioni che si schieravano contro lo
snaturamento dell'esercizio provvisorio solo perché si inseriva un
articolo obbligato che era la proroga dei precari.
Oggi si sta tentando, in qualche modo, di fare una mini
finanziaria che poi è l'andazzo che si è avuto nel corso
dell'ultimo anno con quattro mini finanziarie.
Perché fingiamo di meravigliaci? Cosa è accaduto dal primo gennaio
2014 al 31 dicembre 2014 se non la proposizione - addirittura
ricordo nel mese di giugno - di una Finanziaria che aveva la
validità di un mese, un mese, cioè bisognava inserire gli stipendi
per il mese di giugno.
Ricordo perfettamente cha a fine maggio dell'anno scorso si è
preparato uno strumento straordinario - quella sì di finanza
creativa - per cercare di poter pagare gli stipendi per un mese.
Oggi c'è la stessa cosa, stiamo assistendo alla stessa identica
cosa con in più l'aggravante che quel Ghino di Tacco come spesso
veniva identificato il Governo brigante negli articoli e nelle
vignette di Repubblica, vi ricordate? Chi ha qualche anno in più
se lo ricorda il bandito Ghino di Tacco, che cosa si imputava al
bandito? Si imputava che per chiunque passasse da li bisognava
pagare un obolo, che lasciasse qualcosa, che si pagasse una
tangente, chiamiamola una tangente di quei tempi.
E come vogliamo chiamare l'operato di un Governo nazionale che a
fronte delle difficoltà che lo stesso Governo nazionale ha creato a
questa Terra sottraendo i fondi sacrosanti per lo sviluppo, poi
contestualmente a fronte della richiesta di una misera
anticipazione per poter pagare qualche mese di stipendio altrimenti
era con l'acqua alla gola - e mi riferisco ai 560 milioni di euro
implorati da questo Governo che non ha avuto e non ha la capacità
di farsi sentire a livello nazionale - risponde, sai che facciamo?
Io parte dei soldi che ti ho rubato, che ti ho rubato,
contravvenendo agli articoli previsti in Costituzione il 36, il 37
ed il 38 perchè stiamo parlando non di leggi, ma di relazione di
articoli della Costituzione perché il nostro Statuto è
costituzionalizzato.
Bene, un Governo che, violando la Costituzione ci ha rubato dei
soldi dice: Sai che facciamo? Per ridarti parte dei soldi che ti
ho rubato rinuncia ai ricorsi che tu hai presentato presso la Corte
Costituzionale per difendere le tue buone ragioni . E vabbè devi
rinunciare alle tue buone ragioni ed in cambio della tua rinuncia
ai contenziosi, che valgono cinque miliardi di euro, guarda un po',
guarda un po', quanto è l'ipotetico bilancio, buco di bilancio, di
cui si favoleggia e guarda un po' quanto è stato l'ammanco che
negli ultimi anni è venuto meno ai trasferimenti sul bilancio della
Regione che da 20 miliardi, come diceva l'onorevole Falcone, si è
ridotto a 15? Mancano proprio quei cinque miliardi
Come vogliamo definirlo questo comportamento banditesco da parte
del Governo nazionale a fronte di un atteggiamento men che servile,
men che servile da parte del Governo regionale Ebbene, siamo in
presenza di banditi, quelli che ci governano a livello nazionale
che per cercare di salvare se stessi stanno ammazzando i più deboli
perché, cari colleghi, voglio richiamare la vostra attenzione, l'ho
detto più volte, non è più una questione politica di destra o
sinistra, è diventata una questione territoriale tra chi più ha e
più vuole continuare ad avere, a spese di chi meno ha e meno
continuerà ad avere perché gli vengono sottratte tutte le risorse
possibili e disponibili che ci possono essere per alimentare ancora
un barlume di speranza, un barlume di possibile sviluppo
immaginabile per il futuro a questo siamo
Ad un Governo nazionale che ci ha ridotto alla fame e che vuole
di fatto una Sicilia che non è più una Terra autonoma, che non è
più una Terra sviluppata, che non è più e non potrà mai più essere
una Regione nella quale possono attecchire attività imprenditoriali
autonome, ma una Regione dove ci sono un pugno di miserabili
mantenuti con delle prebende men che meno dignitose per potersi
chiamare stipendi di fame perché non ci saranno più neppure quelli.
Ci vuole uno scatto d'orgoglio e molte di queste norme, e finisco
signor Presidente, perché è inutile che cerchiamo di chiudere oggi
o domani o dopodomani la questione dell'esercizio provvisorio, qui
si tratta della sopravvivenza stessa di questa Terra e della
sopravvivenza di cinque milioni di persone che hanno una sola
alternativa: sopravvivere con un contributo de minimis, con uno
stipendio da fame e mandare i propri figli, sperando che trovino un
lavoro, all'estero.
Questa è diventata la Sicilia che non è tutto questo colpa degli
errori che ci sono stati e sono stati anche grandi ma è colpa del
fatto che, a fronte di trasferimenti ordinari per miliardi di euro
previsti dalla Costituzione, lo Stato centrale ce li ha
semplicemente rubati, rubati
Noi siamo rubati da un Governo nazionale che senza ritegno toglie
agli ultimi per darli ad alimentare le tangenti del Mose, le
tangenti dell'Expo, le pedemontane e tutte le altre infrastrutture
che al Nord si possono fare, che valgono miliardi di tangenti, ed
invece qui non si può neanche avere lo stipendio di sussistenza
O si prende consapevolezza di ciò oppure è chiaro, è chiaro che
chi ha la responsabilità di averci ammazzato, il PD a livello
nazionale ed il PD a livello regionale in questa Regione, se ne
assuma per intero queste responsabilità. Perché noi, magari,
avremmo compiuto degli errori in passato, ma certamente mai ci
saremmo lasciati scippare le risorse che ci hanno rubato in questi
anni. E siccome quelle risorse equivalgono a un intero bilancio,
l'arrampicarsi sugli specchi di questi ultimi tempi, per cercare di
impupare questo o quel provvedimento per quindici, venti giorni, un
mese, un mese e mezzo, senza dire la verità e la verità cruda è che
il Governo nazionale ci ha detto chiaro tramite il suo Assessore
che ha mandato qui, che i soldi non ce li dà perché se trattativa
bisognava fare, bisogna farla durante la finanziaria nazionale e
dove doveva trovarli i soldi il Governo nazionale?
La trattativa si fa durante il bilancio e la finanziaria e non
vorrei che anche i venti miliardi di cui parlava l'assessore Baccei
- e concludo - siano come lo specchietto per le allodole, che
facciano la fine dei fondi PAC. Con che cosa attiveremmo le risorse
europee, con che cose li cofinanziamo, punto primo se non abbiamo
un centesimo per cofinanziarli e dal momento che il Governo
nazionale ha detto in maniera chiara che non essendo in grado
questa Regione di spenderli li avocherà a sé, per cui non avremo né
i fondi nazionali trasferiti, né la possibilità di spendere i fondi
europei. E i fondi PAC se li sono già presi.
Questo è il risultato di due anni di Governo inutile, incapace,
insussistente e che ha portato questa Terra allo sbando, ha portato
questa Terra a riprendere la strada dei nostri padri e dei nostri
nonni e cioè quella dell'immigrazione, il più grande disastro che
si poteva immaginare e nessuno poteva credere che un Governo PD che
a parole doveva aiutare i più deboli, fosse proprio quel Governo
che ha massacrato i diritti dei lavoratori, dei sindacati, i
diritti della gente e persino la sussistenza in vita.
Io e il mio Gruppo non voteremo certamente questo esercizio
finanziario.
PRESIDENTE. Comunico che sono iscritti a parlare gli onorevoli
Siracusa, Grasso, Figuccia, Ioppolo, D'Asero, Zafarana, Gucciardi,
Assenza, Zito, Malafarina.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Siragusa.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, volevo
tranquillizzare l'onorevole Venturino e anche tutti coloro che in
queste settimane hanno strumentalizzato la vicenda dei due
contrattisti del comune di Bagheria.
L'amministrazione del comune bagherese è impegnata con tutti gli
strumenti legislativi a disposizione, di concerto con la
Commissione ministeriale di controllo per la stabilità finanziaria
degli enti locali e con il prefetto di Palermo per cercare di
risolvere in maniera positiva la questione. Questione che,
peraltro, non riguarda soltanto il comune di Bagheria, ma riguarda
tutti i comuni siciliani in dissesto che sono - ricordo a me stesso
- circa una trentina.
Al momento non è stata inviata nessuna lettera di licenziamento
anche se è chiaro che stando alla legislazione vigente il rapporto
di lavoro si è concluso il 31 dicembre e proprio relativamente al
disegno di legge che ci stiamo apprestando a discutere e a votare
ci sono alcune perplessità che vorrei sollevare all'Aula,
all'assessore Caruso, che poco fa c'era ma ora non c'è più, ma
soprattutto agli uffici e mi riferisco a quanto previsto
dall'articolo 4 della legge in cui si concede agli enti
utilizzatori la possibilità di proroga dei contratti dal 31
dicembre 2014 al 31 dicembre 2015.
Quello che vorrei sottoporre all'attenzione vostra è il comma 2,
l'unica parte del testo in cui, di fatto, si fa riferimento agli
enti in dissesto. In questo comma si concede ai suddetti comuni la
possibilità, di fatto, di derogare all'articolo 259, comma 6, del
decreto legislativo 267 che disciplina la rideterminazione della
dotazione organica degli enti in dissesto, prevedendo il rispetto
dei parametri dipendenti popolazione e imponendo la riduzione del
50 per cento della spesa media sostenuta per il personale a tempo
determinato.
Ora la domanda è se una norma regionale può derogare ad una norma
nazionale, tenendo conto per altro che la suddetta norma nazionale
ai commi 7 e 8 dello stesso articolo prevedono specifiche
autorizzazioni ed approvazioni da parte della Commissione per la
stabilità finanziaria degli enti locali del Ministero dell'interno,
autorizzazione che è rafforzata dall'articolo 155 della stessa
legge e che al comma 8 prevede esplicite denuncie alla Procura
regionale della Corte dei Conti nel caso del mancato rispetto degli
adempimenti di cui al comma 6.
Quindi, io la domanda che voglio porre a tutti voi - e per la
quale vorrei una risposta - è se, approvando questo disegno di
legge che ci apprestiamo ad approvare, i comuni in situazione di
dissesto possono prevedere la proroga dei contratti scaduti il 31
dicembre scorso; se questa proroga avrà una decorrenza e da quando
sarà questa decorrenza, quindi se è dal primo gennaio; se resta
necessaria l'approvazione da parte della Commissione ministeriale.
Gradirei avere risposta sia dagli uffici che dall'assessore a
questa domanda, anche successivamente, assessore, non c'è problema.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, in
questi giorni e in questi mesi, anche la Sicilia sta vivendo un
momento drammatico, un momento drammatico lo stanno vivendo le
imprese, lo stanno vivendo i lavoratori, lo stanno vivendo i
precari, lo stanno vivendo i comuni che ancora devono ricevere
l'ultima tranche della trimestralità, lo stanno vivendo gli
impiegati comunali che sono indietro con gli stipendi, lo stanno
vivendo i siciliani.
Allora possiamo dire che tutti stiamo vivendo una situazione di
precarietà con un domani e un futuro incerto, ma qui forse questo
Governo ancora non ha preso coscienza di quello che sta succedendo
fuori da questi palazzi, fuori dai loro assessorati, fuori dal
palazzo d'Orleans.
Oggi dovremmo approvare in Aula l'esercizio provvisorio, però
prima vorrei fare una breve sintesi per capire come la Sicilia sia
potuta arrivare in questo modo rispetto agli annunci che erano
stati fatti dal Presidente della Regione e, quindi, dai precedenti
assessori.
Anno 2013, il Presidente della Regione annuncia che per la prima
volta, a seguito dell'eliminazione degli sprechi, il bilancio
nell'esercizio 2014 registrerà un avanzo di amministrazione.
Anno 2014, il Governo esulta per i risultati finanziari. Cosa
strana alla luce dei fatti odierni, la Corte dei conti non si
accorge dei dislivelli finanziari e parifica passando semplicemente
la penna rossa sulle solite voci: personale, precari e partecipate.
Anno 2014, a giugno l'Ars approva il mutuo di un miliardo per i
debiti della pubblica amministrazione nel settore sanitario. Il
Governo firma con il sangue che quello era l'ammontare del debito
consolidato.
Anno 2014, appena quattro mesi dopo, il Governo annuncia la
stipula di un nuovo mutuo da due miliardi per il debito sanitario.
In quattro mesi il valore debitorio è triplicato.
Anni 2013 e 2014, la spesa comunitaria è pressoché cancrenata.
Anno 2014, il Governo Renzi strappa 500 milioni di fondi PAC
destinati alla Sicilia per la incapacità del Governo di spendere
questi fondi e il Governo nazionale fonda la legge di stabilità
nazionale con le risorse strappate alla Sicilia. E così la riforma
del diritto del lavoro e così anche gli sgravi alle imprese
finanziate con i nostri soldi.
Noi da due anni diciamo che lo stato dei conti regionali certifica
il fallimento della politica economica del Governo Crocetta e
sempre più la servitù al governo Renzi.
Oggi noi abbiamo la certificazione definitiva di quello che il
centrodestra denuncia da due anni.
Se è vero, come è vero, che il disavanzo sanitario si attesta ad
oltre cinque miliardi al 31 dicembre 2014, allora il Governo dica
chiaramente cosa e come ha impegnato le risorse destinate al
servizio sanitario regionale.
Questo è lo stesso Governo che, in solitaria, ha sottoscritto un
accordo illegittimo di rinuncia al contenzioso Stato-Regione,
quantificato in ribasso a quasi 5-6 miliardi, a fronte di un mai
registrato allentamento del patto di stabilità e all'invio di 500
milioni, che comunque erano già nelle disponibilità della Sicilia.
Questo è lo stesso Governo che ha accettato la quantificazione di
150 milioni del contenzioso sull'articolo 38 dello Statuto.
Questo è lo stesso Governo che ha sempre scaricato sulla politica
gli insuccessi della spesa comunitaria, senza mai pensare che la
reale responsabilità ricade esclusivamente sui dirigenti preposti
alla programmazione e ai loro assessori. Addio spesa comunitaria.
Quindi oggi io credo che, alla luce di tutto questo, noi stiamo
scherzando. E stiamo scherzando perché l'esercizio provvisorio si
fonda su un'ipotesi di bilancio: qui non c'è nessuna ipotesi di
bilancio, ma c'è solo una sopravvivenza per quattro mesi.
Ora, io chiedo all'assessore per l'Economia e chiedo al Governo:
ma serve alla Sicilia una sopravvivenza per quattro mesi? Serve ai
Comuni? Serve alle imprese? Serve allo sviluppo della Sicilia una
sopravvivenza per quattro mesi? Non serve
Qui da due anni sentiamo parlare di riforme. Hanno distrutto le
Province, hanno destrutturato tutto senza ristrutturare nulla. E
come si fa una legge finanziaria approvando prima una legge
finanziaria e poi facendo le riforme?
E' stata annunciata la messa in liquidazione di società
partecipate, di consorzi di bonifica, di ESA, di IACP, ma senza mai
procedere a una sola norma di riforma del settore.
Ancora si parla dei forestali. I forestali sono povere vittime,
perché sono utilizzati male per l'incapacità del Governo di agire e
utilizzare i forestali per quel che servono.
E allora, che cosa bisogna fare? Bisogna soprassedere. Bisogna
risedersi al tavolo a Roma con un Governo autorevole regionale che
sappia pretendere quello che spetta alla Sicilia, che sappia
rivendicare la vera attuazione dello Statuto e quindi la vera
applicazione degli articoli 36 e 37 dello Statuto.
L'anno scorso si �� parlato di un accordo per l'applicazione
dell'articolo 37 e poi sappiamo benissimo che è stata semplicemente
una farsa, perché il consolidato fiscale consente alle imprese che
operano in Sicilia e hanno sede legale al nord di pagare le tasse
dove hanno le sedi legali: tutte le sedi dell'Unicredit raccolgono
in Sicilia e pagano le tasse a Milano.
Ma noi che ci stiamo a fare qui? Lo chiedo al Governo, ma lo
chiedo anche a quest'Aula Perché noi qui siamo delegittimati
giornalmente, ma siamo anche impotenti. E, badate bene - lo dico a
chi scrive sui giornali - l'opposizione di centrodestra ha cercato
in tutti modi di portare e trovare soluzioni, ma ha trovato solo e
sempre delle porte chiuse.
Basti vedere la nottata dell'altra notte in Commissione
Bilancio : si tentava di fare una legge di stabilità, basata su un
mutuo di 800 milioni di euro per coprire il disavanzo della sanità,
quando noi sappiamo che non c'è disavanzo nella sanità, perché -
l'ho detto l'altra volta e lo ripeto - la Sicilia ha evitato il
commissariamento per il patto per il rientro e, quindi, è
costantemente monitorato da Roma. Che cosa ha fatto in questi due
anni il Governo? Ha trasferito risorse alle Aziende sanitarie
proprio oggi, per andare a giustificare un mutuo che serve solo per
le spese correnti.
La Sicilia non può ancora gravare di un altro mutuo. La Sicilia ha
bisogno di vere riforme. Ecco perché oggi - caro assessore - non
c'è altra soluzione, quella che già hanno proposto i miei colleghi:
esercizio provvisorio per un mese e sedetevi a Roma e chiedete
l'attuazione di quello che spetta alla Sicilia e, soprattutto noi
lo sappiamo tutti, la Regione siciliana come compartecipazione, il
triplo rispetto a quello che pagano le altre regioni.
Riprendiamoci quelle risorse che sono nostre e che ci spettano
piuttosto che fare mutui.
Non si può pensare di fare una legge di stabilità nel 2015,
tagliando risorse ai Comuni o tagliando emolumenti ai dipendenti
regionali.
Personalmente, quando si trattò dei settanta trasferimenti
dall'Assessorato per il lavoro e la formazione professionale in
altri assessorati, perché si presumeva che fossero ladri, senza
contrattazione sindacale, scrissi una lettera al Presidente della
Regione, prima che arrivaste voi, dicendo che il personale non si
può spostare così, perché togliete professionalità; se qualcuno ha
sbagliato, se qualcuno è corrotto deferitolo alla commissione di
disciplina e fategliene pagare le conseguenze.
Invece, anche qui non si è fatto altro che assistere a spostamenti
di dirigenti da un settore all'altro piuttosto che investire sulla
pubblica amministrazione, si è preferito investire su consulenti
esterni che vengono pagati profumatamente.
Riprendete le fila di tutto. Questo è un monito, è un appello che
va al nuovo assessore per le autonomie locali e alla funzione
pubblica. Non si può scherzare più e la Sicilia ha bisogno che si
punti su uno sviluppo serio e concreto.
Ancora aspetto l'elenco di tutti i cantieri che questo Governo ha
aperto con i famosi 872 milioni di euro dei fondi comunitari spesi
e che in realtà non ha mai speso, ma che ha solo rendicontato
perché apparissero sui fondi del FESR che aveva speso prima.
Finiamola di scherzare e di prendere in giro i siciliani.
Questa opposizione di centro destra non ci sta, non voterà
l'esercizio finanziario e credo che non voterà una legge di
stabilità se prima non si hanno i conti e i numeri certi. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, devo
dire che il clima in Aula, questa sera è un clima particolare,
perché conto una decina scarsa di deputati di maggioranza, un
elenco di deputati di opposizione, un'opposizione responsabile, che
ha fatto una serie di interventi, assessore Baccei, senza
purtroppo un contraddittorio.
Ricordo fino a qualche mese fa, quando ero in I Commissione e
parlavo con alcuni colleghi della maggioranza, del Partito
Democratico, sembrava quasi essere possibile, assessori, poter
mandare a casa il governo Crocetta, ricordo come i deputati del PD,
in quella I Commissione, spesso mi dicevano: andate avanti, perché
questa vicenda così non può proseguire . In effetti dobbiamo
arrenderci a tanta poca determinazione, spesso addirittura
incapacità a quel tempo con quegli assessori.
A quella data ricordo tanti interventi di colleghi del partito
della coalizione di maggioranza, tanti colleghi che davano quasi la
staffetta agli interventi dei colleghi parlamentari di opposizione.
Quei colleghi oggi non sono in Aula, quei colleghi nella migliore
delle ipotesi, oggi sono lontani da questo dibattito, si sono ben
accontentati ed adagiati su posizioni, diciamo di Governo, su
posizioni vicine agli uffici di gabinetto di questo nuovo Governo e
adesso ascoltano quasi annoiati, quasi disinteressati da questo
Parlamento, però questo, assessore Baccei, poco toglie alle
responsabilità alle quali, quegli stessi deputati, rimangono nella
storia che li fotografa per questi anni inchiodati a delle
responsabilità.
Arriviamo così, facendo il salto in avanti di qualche mese,
finalmente a questo esercizio provvisorio, un esercizio provvisorio
che doveva arrivare in Aula e passare il guado già per il 2014 che
invece ci trova ancora in Aula alla discussione generale al 7
gennaio 2015 perché si aspettavano le relazioni tecniche; le
relazioni tecniche che erano scontate, che erano già nei cassetti e
che dovevano semplicemente essere esternate per poter dare delle
certezze e una continuità lavorativa a quel mondo fatto di disagio,
fatto di marginalità sociale, fatto di precariato a cui tanti
siciliani sono costretti fuori da questo Palazzo.
E allora, alcuni provvedimenti, provvedimenti che il Presidente
dell'Assemblea si è trovato costretto a stralciare, alcuni
provvedimenti che come in una strana giostra sono stati costretti a
tornare in Commissione Bilancio e tra questi, ad esempio, quello
legittimo più che legittimo di un milione e duecento mila euro a
sostegno di Sviluppo Italia Sicilia, quella società che deve
garantire l'attività svolta, lo start up per imprese, imprese
portate avanti da giovani, giovani che possono intravedere in
un'attività imprenditoriale una prospettiva per il loro futuro,
quei giovani a cui questo Governo in questi due anni non soltanto
ha negato una possibilità di avere un lavoro, ma perfino di
cercarlo un lavoro, quindi persino immaginate la speranza di
cercarlo e credo che per un giovane nulla di peggio possa esserci.
La stessa cosa per quei 3 mila operatori dei piani di inserimento
professionale, di Emergenza Palermo Lavoro, che sono stati qui
sotto il Palazzo, quei 3 mila operatori a cui si è deciso di dare
come una mangiata di lenticchie mettendo 2 milioni di euro per
garantire quello che doveva essere il minimo vitale, i due milioni
di stipendio per il 2014: quegli stessi lavoratori che potevano
beneficiare senza dubbio di una riforma diversa, che potevano senza
dubbio finire secondo la visione di questa opposizione, secondo la
mia personale visione all'interno di una struttura consortile
avendo, peraltro, dei benefici Irap, Iva e potendo quindi garantire
loro una continuità lavorativa senza dover invece essere
costantemente sottoposti a ricatto, quel ricatto che invece secondo
le scelte del Governo, oggi, li vede sottoposti ad un rinnovo per
altri 4 mesi in attesa di tornare qui da tutti noi parlamentari
portando o andando incontro alla sensibilità di alcuni o
all'arroganza di altri per potere chiedere ancora una volta
un'ulteriore proroga.
E allora, così avanti per tutti i temi, assessore Baccei, così
andando avanti su tutta una serie di temi come quelli dei Forestali
ai quali anche in quel caso si crea e si chiede il sacrificio di
avere una prospettiva temporale che è legata soltanto a questo
primo quadrimestre; così come con riferimento a tutte le voci di
spesa legate all'agricoltura, quell'agricoltura rispetto alla quale
tutte ci saremmo forse aspettati di poter vedere degli interventi
migliorativi, di ulteriore spesa andando ad utilizzare quelle
risorse finanziarie che la Comunità europea vorrebbe vedere
investite come cofinanziamento per le attività. E invece no, anche
lì in agricoltura dei tagli fino ad arrivare alla riduzione delle
giornate lavorative fino ad arrivare all'arresto delle spese
collegate al pagamento dei salari con una riduzione si paventa
addirittura del 30 per cento delle giornate che dovrebbero essere
garantite e che invece, anche lì, si paventa possa esserci anche il
rischio di una mancata garanzia di questa fattispecie.
Così come per i precari, quei precari a cui si tolgono 130 milioni
di euro; così come per una serie di riforme che andavano fatte come
quella dell'acqua, come quelle delle province che rimane sempre al
palo della prima Commissione, così come la riforma dei rifiuti.
Siamo la Regione dove è impensabile immaginare percorsi normali,
come quello della raccolta differenziata. Una riforma dei rifiuti
che non arriva e dove, anzi, il Governatore altro non fa che
impedire il conferimento in discarica, costringendo tanti comuni a
vedere in base al loro strato di spazzatura, costringendo alcuni
comuni semmai a fare degli impegni di spesa per poter fare
riferimento a delle società esterne che devono andare poi a
sopperire a questa mancanza, ed altri comuni, invece, in una
condizione di assoluta giungla che si vedono, appunto, le strade
stracolme insieme a quegli stessi contenitori.
Di tutte queste cose il Governo ha delle colpe estreme, ma devo
dire che nei confronti degli assessori che oggi sono seduti qui in
Aula non so quale sentimento provare perché ad esser sincero
nessuno di voi era presente, forse all'atto dell'insediamento, di
quelli che oggi siete in Aula, nessuno di voi era presente dalla
prima fase, però il Presidente della Regione è lo stesso, lo stesso
che avete, che abbiamo trovato noi all'inizio e quello sicuramente
è il responsabile.
In qualche modo voi quel Governo rappresentate seppure in linea
di continuità, seppur le persone non siete quelle, vi ritrovate
con questo genere, lasciatemi dire, anche di responsabilità e cosa
troviamo in questa Finanziaria perché una vera e propria
finanziaria è: ci ritroviamo con una spesa di 900 mila euro di
contributi a pioggia per le associazioni.
Ci sono delle associazioni che stanno beneficiando, e questo è
giusto sottolinearlo, da parte dell'assessorato ai beni culturali,
che stanno beneficiando di risorse finanziarie a pioggia e così
insieme alle varie consulenze che vengono avviate da questo
Presidente della Regione, e tutto questo ovviamente, assessore
Baccei, non può stupirci, non può stupirci perché se lo stesso
Presidente della Regione è colui che, così come dai fatti di
cronaca di questi giorni si racconta, è quello stesso Presidente
della Regione che allora gabinettista nel 2001 faceva il consulente
presso quel Governo, allora Capodicasa, e lui da assessore ai beni
culturali di Gela e gabinettista dell'assessorato Beni culturali
andava in giro per il mondo, per la Tunisia, per il Marocco, per la
Libia, sperperando denaro pubblico della Regione siciliana.
Quindi, probabilmente per questo a quel Presidente della Regione
tutto questo non fa specie, ma fa senz'altro specie a noi, fa
specie a questa Assemblea, a questo gruppo di opposizione in
Parlamento che chiaramente non può rimanere inerme, non può
rimanere distratto rispetto a tutto quello che sta accadendo.
Sta accadendo, quindi, che Crocetta è complice di una mancata
programmazione, sta accadendo che Crocetta sta facendo macelleria
sociale non soltanto con quelle categorie citate, ma senz'altro con
altre a partire dalla formazione professionale dove 8000 persone
sono state buttate per strada.
Sta accadendo che quelle specificità statutarie a partire
dall'articolo 36, dall'articolo 37, su cui sembrava che questo
Governo volesse spendersi, anche quelle sono rimaste al palo, così
come al palo sono rimaste una serie di riforme e di tagli che
dovevano essere fatti sugli Istituti autonomi case popolari, che
dovevano essere fatte sulle società partecipate, che doveva essere
fatto recuperando quel patrimonio immobiliare fatto anche di
borghi, fatto anche di siti che potevano essere recuperati
senz'altro per fare sviluppo in questa Terra e non soltanto per
monetizzare le risorse finanziarie in modo da poter arrivare a dei
bilanci completamente falsi. Perché è chiaro, Assessore Baccei,
che quello con cui ci stiamo confrontando ancora una volta in
questo caso non è un esercizio provvisorio per quattro mesi, è una
vera e propria finanziaria, una finanziaria rispetto alla quale
stiamo presentando ai siciliani da una parte e a Roma dall'altra
dei bilanci falsi nella consapevolezza che questo Roma però ce lo
farà pagare.
Ce lo farà pagare con un mutuo che voi sapete già di volerci
sottoporre; non ne conosciamo ancora l'entità, ma mi sembra di aver
capito che c'è nelle intenzioni del Governo la possibilità di
prospettare al Parlamento di andare incontro ad un mutuo di 2
miliardi di euro, un mutuo che graverebbe sulla testa non soltanto
nostra, ma dei nostri figli con una ipoteca che durerebbe per i
prossimi decenni.
Noi a questa mini finanziaria in questi termini diciamo no Ad un
mutuo, ad un'ipoteca sulla testa dei nostri figli diciamo no E a
lei, Assessore, pensiamo di voler fare gli auguri perché credo di
poter dire che quel ruolo di Commissario che tanti le hanno
attribuito, ahimè, in questo caso con questo Governo e con questo
Presidente della Regione non sarà un ruolo che potrà esercitarsi;
perché anche lei presto, Assessore, così come buona parte dei
componenti di questa Giunta, sarete commissariati presto da
Crocetta, dalla sua maggioranza, da un PD che non appena si renderà
conto che la situazione e i conti non tornano procederà ad un
ulteriore passaggio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, deputati e
componenti la Giunta di Governo presenti in Aula, grazie intanto
Presidente dell'Assemblea per averci consentito stasera di
sviluppare un dibattito che è concentrato serenamente,
costruttivamente concentrato su questioni finanziarie gravissime
della Regione siciliana.
Si deve al suo saggio apprezzamento e all'attaccamento alla
Istituzione che lei rappresenta se stasera non ci stiamo attardando
a parlare di tutto e di più come invece sarebbe accaduto se molte
norme non fossero state stralciate nel corso dell'esame
preliminare.
Vede, assessore Baccei, anche io sarò costretto a rivolgermi
prevalentemente a lei perché è l'Assessore competente per il ramo
del quale stasera ci stiamo occupando e spero di non annoiarla o
tediarla come la sua mimica facciale talvolta stasera ha denunciato
e tradito, forse non abituato al dibattito che all'interno di un
Parlamento si sviluppa in ordine a questioni di così fondamentale
importanza.
Noi stasera iniziamo un dibattito, sostanzialmente, sulla terza
manovra finanziaria di questa legislatura. Forse, al Presidente
Crocetta o a taluni componenti della sua Giunta di Governo non è
parso vero che già due anni siano trascorsi, ma tanti ne sono
trascorsi e questa è la manovra finanziaria di metà percorso
ammesso e non concesso che il Governo Crocetta duri per l'intera
16 legislatura
Io ricordo perfettamente quello che ci venne detto quella sera
proprio dal Presidente Crocetta, ma anche dall'allora Assessore per
l'economia, dottor Bianchi, quando dall'opposizione, dalla
minoranza, che io non voglio aggettivare perché mi pare che sia
rigorosamente legata al suo ruolo, che è comunque tanto importante
come quello della maggioranza, ci fu detto, erano gli ultimi giorni
del 2012, che si doveva necessariamente ricorrere all'esercizio
provvisorio e ci fu detto che si doveva necessariamente ricorrere
ad un esercizio provvisorio lungo 4 mesi perché la nuova Assemblea
si era insediata il 5 dicembre, il Governo si era insediato un
paio di settimane prima.
Quindi, il ricorso all'esercizio provvisorio, in relazione
all'anno 2013, quello che di lì a dopo sarebbe venuto, era
giustificato dal noviziato del Governo, dal fatto che il Governo
non aveva potuto avere il tempo e non aveva avuto materialmente il
tempo di preparare la manovra finanziaria per il 2013, ma adesso,
che siamo alla terza manovra finanziaria di questo Governo, adesso
che sono trascorsi 2 anni, qual è la ragione vera del ricorso ad un
esercizio provvisorio che viene proposto dal Governo per 4 mesi.
Certo né Crocetta né lei Assessore Baccei potrete dire in Aula, se
davvero non vogliamo scadere nel ridicolo, che il Governo non ha
avuto il tempo di predisporre gli atti, che il Governo non ha avuto
il tempo di programmare, che il Governo non ha avuto il tempo di
progettare una manovra finanziaria che doveva essere presentata a
questa Assemblea secondo i termini statutari già nel mese di
ottobre e che, invece, è arrivata nelle ultime ore dell'anno e
siamo qui, già ai primi giorni, al giorno 7 del 2015, per discutere
dell'esercizio provvisorio che andava almeno, almeno votato prima
della fine dell'anno.
La verità - e lo abbiamo detto, lo abbiamo sostenuto, ci duole
persino doverlo ripetere - sono cambiati alcuni musicanti di questa
orchestra, ma la musica continua nonostante la qualità soggettiva
di alcuni musicanti ad essere una musica stonata perché il problema
del Governo Crocetta non è mai stato e non è mai stato
singolarmente alcuno dei 31 assessori che si sono avvicendati su
quegli scranni, ma il problema è rappresentato da chi dovrebbe
dirigere l'orchestra e non sa farlo, non può farlo e non sa da dove
si inizia per farlo.
Allora, questo Governo ventriloquo che parla due voci, che parla
due lingue che a mente di quello che è dato leggere sulla stampa,
per bocca apparente del Presidente Crocetta: la Sicilia che
problemi ha, certo qualche difficoltà, ma saranno facilmente
superati .
Il disperato Crocetta non potendo ricorrere ad altro non fa che
tentare disseminare ottimismo laddove, invece, si tratta soltanto
di illusioni, e nemmeno molto pie, della cui ipocrisia e del cui
inganno il popolo siciliano si è assolutamente accorto.
L'altra voce, invece, noi non la conosciamo personalmente, ci
vediamo per la prima volta stasera, assessore Baccei, di chi viene
descritto come un uomo algido, il commissario inviato da Roma? Il
commissario inviato da Roma, colui che non avendo nulla a che
vedere con la società siciliana, con il consenso siciliano, con la
politica siciliana, con la società siciliana, invece, dice: di qui
a qualche mese non potremo più pagare nemmeno gli stipendi .
Ora questo Parlamento a prescindere dai ruoli di maggioranza e di
minoranza, vuole sapere a quale delle due voci credere a meno che
non si voglia ridurre tutto - e saremmo persino tentati di farlo -
con il ricorso ad una immagine un po' vignettistica, un po' da
macchietta di qualcuno che ormai ha nelle mani un pupazzo che ha le
sembianze del Presidente della Regione e che ventriloquo riesce a
dire le cose serie quando parla da sè, le cose invece meno serie e
meno credibili quando fa parlare la maschera che ha in mano.
E' questa l'immagine del Governo Crocetta; è questa l'immagine che
hanno i siciliani; è questa l'immagine di un governo che fa
soltanto una traslazione perversa come avviene tra soggetti forti e
soggetti deboli.
Il Governo Crocetta subisce gli attacchi del Governo romano e,
perversamente, li trasferisce sui governi minori, sui governi
locali della Sicilia. Subisce il diktat di rinunciare a quattro
miliardi di contenzioso? Beh, non sarà lui a pagarne le
conseguenze, saranno i Comuni, saranno a ricaduta i cittadini.
E' una sorta di sindrome che accade a tanti che, subendo una
violenza la trasferiscono poi ad altri. Subisce quello che viene
ritenuto lo scippo dei 700 milioni delle misure Pac, lo subisce ma
lo trasferisce agli enti locali e quindi ai cittadini siciliani.
Eppure, subisce alla fine il popolo siciliano da due governi di
centrosinistra tutti e due guidati dallo stesso partito: il Partito
Democratico.
Una volta un Governo regionale si augurava di avere interlocuzione
facile con il Governo nazionale, addirittura ci si augurava anche
da parte dei cittadini e qualche volta le elezioni venivano
persino condizionate in questo senso: sarà più facile per il
Presidente della Regione dialogare con il Presidente del Consiglio
del suo stesso partito. Qui invece è esattamente l'opposto, è
diametralmente l'opposto e due governi di centrosinistra guidati
dallo stesso Partito Democratico sono alla fine uno per tracotanza
e arroganza, l'altro per debolezza uniti invece ai danni del popolo
siciliano, di quel popolo siciliano che paga il concorso alla spesa
sanitaria nella misura del 49 per cento, mentre le altre Regioni lo
pagano nella misura del 42 per cento e soltanto fino a pochi anni
fa nella misura del 32 per cento.
Questo differenziale di sette punti rappresenta qualcosa come 800
milioni di euro che vengono sottratti alla Sicilia nella assoluta
ipocrita e forse malcelata indifferenza del Presidente Crocetta e
del suo Governo. Lo stesso Governo che ha ridotto ed ha voluto
ridurre la stessa maggioranza di centrosinistra, che ha ridotto ed
ha voluto ridurre le Royalty a carico dell'attività di ricerca
metanifera e petrolifera in Sicilia dal 20 al 13 per cento, altre
diverse centinaia di milioni di euro per poi, ovviamente, essere
costretti - lo diceva chi mi ha preceduto - tra qualche mese a
dovere parlare dell'ennesimo ricorso all'ennesimo mutuo, questa
volta per due miliardi.
Signor Presidente, onorevoli deputati, persino ricorrere al mutuo
per il Governo Crocetta può rimanere un ragionamento sulla carta,
cerco brevissimamente e mi avvio alla conclusione di dimostralo.
La manovra provvisoria, l'esercizio del quale noi stiamo parlando,
non sfugge a nessuno, racchiude tre leggi. Noi stiamo ragionando in
sede di discussione generale, unificando la trattazione, ma si
tratta di tre disegni di legge.
Nel disegno di legge, quello che è stato poi licenziato dalla
Commissione Bilancio, vi è un articolo 6 che mi sembra di potere
definire una sorta di norma civetta o se volete di una norma
emblema: è la sintesi di come ha operato in questi primi due anni
il Governo Crocetta.
Non vi sarà sfuggito, che cosa vuole o intenderebbe normare
l'articolo 6 Risultato della gestione finanziaria. Autorizzazione
al ricorso ad operazioni finanziarie , significa un mutuo, quindi,
già un mutuo di 145 milioni. Ci si chiede di volerlo autorizzare e
sapete perché dovremmo autorizzare un'operazione finanziaria di 145
milioni?
Perché quelle che abbiamo autorizzato con la legge n. 5 del 28
gennaio 2014, una delle finanziarie, come veniva prima ricordato
dell'anno scorso, la prima quella del gennaio per 90 milioni e la
seconda quella di agosto per 55 milioni - 90 e 55 per l'appunto
fanno 145 milioni - quelle due operazioni finanziarie cioè quelle
due contrazioni di mutuo non sono state mai attivate e non sono mai
state attivate perché?
Perché al Governo Crocetta non basta un anno per attivare un mutuo
che è stato autorizzato con una norma da parte del Parlamento, ma,
colleghi della maggioranza, anche voi, ma non vi chiedete e non vi
assilla la domanda, che è assolutamente elementare e naturale:
questo Parlamento può approvare tutte le norme che vuole persino
quelle che vengono richieste dal Governo, ma tra l'approvazione
della norma e l'efficienza amministrativa di mettere in atto quella
norma, con il Governo Crocetta, c'è dissidio assoluto.
Non è bastato un anno per attivare, da parte dell'amministrazione
regionale, quello che il Governo stesso aveva richiesto e che il
Parlamento aveva normato.
Tutto ciò ha prodotto un disavanzo di 145 milioni che oggi
l'assessore Baccei, in nome e per conto del Governo, non so se
quello regionale o quello nazionale, ci chiede di ripianare con la
contrazione del mutuo, cioè di un'operazione finanziaria di pari
importo di 145 milioni.
Questo è il modo di governare e di amministrare e, quindi, le due
partite che noi giochiamo sono due partite diverse, rappresentante
del Governo Crocetta, perché, mentre il Governo Crocetta gioca
ufficialmente la partita di una resistenza impossibile all'attacco
dello Stato centrale ad indebolire la nostra autonomia ed il nostro
Statuto senza sapercela e potercela fare, la nostra partita invece
è quella di farlo finalmente e definitivamente funzionare il nostro
Statuto e la nostra Autonomia.
Ecco perché il voto del Gruppo Lista Musumeci non potrà che essere
un voto contrario. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, vedo che lei, assessore, ha questo potere piuttosto
ampio di rappresentare tutti, il dibattito circa la questione
relativa all'esercizio provvisorio ed anche agli altri disegni di
legge che di fatto rappresentano un momento per affrontare
l'emergenza, la precarietà, devono essere, a mio avviso, confinati
in quel giusto alveo che deve rappresentare queste impostazione,
perché diversamente noi non abbiamo una corrispondenza fra ciò che
vogliamo dire e annunciare con l'esercizio provvisorio e ciò che,
di fatto, vogliamo realizzare attraverso una iniziativa che impegna
in maniera più articolata ed ampia il Parlamento su proposte del
Governo circa una realtà che non è più un esercizio provvisorio
caratterizzato per la sua snellezza, per la sua individuazione
specifica, caratterizzato anche per la sua brevità nei tempi.
Invece, abbiamo un momento più impegnativo che di fatto diventa
quasi una finanziaria.
E non devo ricordare a quest'Assemblea e al Governo che
l'esercizio provvisorio presso la Regione siciliana ha uno spirito
esattamente diverso, opposto a quello che è l'esercizio provvisorio
degli enti locali dove, ad esempio, si imposta un periodo limitato
nel tempo in funzione al vecchio bilancio. Noi, invece, impostiamo
con l'esercizio provvisorio una indicazione rispetto ad un nuovo
bilancio che già la Giunta ha esitato, che il Governo intende
portare avanti.
In questo senso, a mio avviso, va puntualizzato questo aspetto.
Attenzione, Governo, noi stiamo di fatto vincolando in maniera più
solida del previsto, e se mi consentite del possibile, un percorso
che di fatto andrebbe reso più snello e anche più breve nei termini
temporali, perché diversamente abbiamo per un terzo di esercizio
già una manovra definitiva che di fatto vincola anche l'esercizio
quindi il periodo successivo.
Qua c'è bisogno di ripristinare. Ecco uno spunto di criticità, un
parere come Nuovo Centro Destra, fortemente negativo, su questo
punto di vista. Noi vogliamo invece evidenziare un aspetto
importante. C'è bisogno di recuperare quel filo di dialogo che fra
Governo e Parlamento, diventa necessario perché si affronti in
maniera seria, decisa e determinata da una parte quella che è la
realtà delle emergenze che abbiamo in maniera esplosiva sul tappeto
e quindi un problema interno alla nostra realtà tutta siciliana e
dall'altra invece il rapporto con il Governo nazionale che
continua, anche per nostre responsabilità, ad essere fortemente
punitivo, a colpire la nostra realtà siciliana. Perché sicuramente
se da un canto il problema del ristorno delle risorse erariali,
caro assessore Baccei, che di fatto come ha evidenziato il relatore
di minoranza, il mio collega di Gruppo, onorevole Vinciullo,
determina un ritorno ridotto inferiore a quello che a noi realmente
spetta perché se è vero che a noi spetta tre miliardi di euro, non
possiamo su questo accontentarci con un miliardo e settecento
milioni di euro.
E quindi anche in questo va affrontato un momento di grande
confronto per capire come riportare non nell'ottica
rivendicazionista, nell'ottica di richieste pietose, col cappello
in mano, quello che è una nostra reale spettanza.
E poi il problema, anche qui, del piano di azione e coesione, i
cosiddetti fondi PAC, dove noi abbiamo reale responsabilità. Il
Governo ha una reale responsabilità perché non ha ottemperato nei
termini del 30 settembre a quella che era la richiesta del Governo
nazionale di una definitiva programmazione di questo percorso.
Allora, noi anche lì non possiamo cedere ad un'azione fortemente
vessatoria per la nostra Regione siciliana; 600 milioni di euro dei
fondi PAC non li possiamo perdere a cuor leggero. Dobbiamo fare
un'azione di grande forza, un'azione di grande determinazione.
Allora per questo, Assessore, c'è bisogno di grande momento di
solidarietà da una parte ma anche di tempi più brevi.C'è bisogno di
un segnale che anche il Governo deve dare in questa direzione
attraverso un esercizio provvisorio che sia almeno accorciato di
qualche mese.
C'è bisogno di capire come noi dobbiamo riportare su un confronto
con il Governo nazionale quella che deve essere la nostra azione,
però attraverso una fase di programmazione, non attraverso una fase
di precarietà, non attraverso una fase di provvisorietà, di
superficialità, che abbiamo fin qui dimostrato.
Perché a quest'Aula ho voluto ribadire e intendo ribadire ancora
una volta dall'ottobre 2010 dalla riunione all'Albergo delle
povere, lo ricordo sempre, dove tutti i sindaci della Regione
siciliana hanno chiesto all'allora Governo di chiedere una deroga
al patto di stabilità sul problema dei precari. Per ogni manovra
finanziaria, per ogni esercizio provvisorio, bilancio definitivo,
DPEF che discutiamo e non discutiamo, ho fatto sempre questa
specifica richiesta: è arrivato il momento di adempiere a quella
indicazione che la Ragioneria generale dello Stato ha fatto e
ripete costantemente: qual è il rapporto e, quindi, come riportare
in un livello di rapporto costruttivo, propositivo, produttivo,
quella che è la spesa del precariato con il risultato ottenuto;
rapporto fra costo e servizio anche in una logica di maggiore
razionalizzazione del sistema della Pubblica Amministrazione.
Ancora fin qua nessun risultato.
Io ritengo che l'assessore al lavoro che ha sensibilità in questa
direzione per quella che è la sua formazione professionale e
l'assessore al bilancio a cui io ritengo vada fatto un invito di
pensare anche ad un momento di programmazione, Assessore, non è
possibile essere interlocutori di niente e di nessuno, c'è bisogno
di una grande capacità di proposta, c'è bisogno di una grande
capacità di programmazione, c'è bisogno di una grande capacità
anche di essere affidabili.
E noi oggi, con queste condizioni, con questo braccio di ferro,
con questo clima di continua divisione, con questo scontro che è a
livello a volte di prepotenza istituzionale, perché quando manca il
garbo istituzionale manca il senso del rispetto fra le varie forze
politiche che compongono un contesto istituzionale qual è
l'Assemblea, che porta a volte a momenti di forzatura, poi di fatto
si determina un risultato che probabilmente farà vincere le
battaglie, ma fa perdere la guerra, perché c'è bisogno oggi di un
contesto politico e di un livello istituzionale di grande
confronto, di grande capacità di produttività, ma anche di grande
senso di autorevolezza che le istituzioni devono continuamente
dimostrare.
Allora, io dico, sui PAC, non possiamo consentire che quella
perdita delle risorse ci porti di fatto ad annullare il Piano
giovani, assessore, il Piano giovani tanto atteso, dove c'è anche
lì avviato un confronto con le attività delle imprese, con le
attività del mondo delle professioni, dove si apriva una spazio
perché anche i giovani laureati con la convenzione col mondo delle
professioni potessero, in quella direzione, avere un momento di
grande sfogo occupazionale, diciamo tra virgolette, che faceva
crescere in questa direzione la capacità professionale.
Non possiamo, quindi, pensare di lasciare quelle aspettative nel
vuoto. E' un fatto di grave, gravissima crisi delle istituzioni.
Dobbiamo, costi quel che costi, assessori, recuperare questo
rapporto e dare in breve tempo una risposta su quello che è il
problema del Piano giovani. Mi dispiace che non c'è l'assessore
della formazione che ha su questo una grande responsabilità e che
su questo terreno deve recuperare quel terreno che di fatto si è
perduto.
C'è un problema poi ancora importante, assessore Bacchi, non è
possibile pensare di difendere posizioni per dare risposte che
possono essere anche giuste o giustificate a danno di una realtà
istituzionale importante.
Per quanto riguarda l'agricoltura, in particolare, oggi noi
assistiamo ad una aggressione senza precedenti. Dobbiamo su questo
piano porre rimedio e invertire la rotta. Ad oggi noi abbiamo tre
istituzioni con dei fondi speciali che hanno motivo di esistere
perché esistono i fondi speciali, motivo per cui se noi
distruggiamo i fondi speciali, distruggiamo le istituzioni. Mi
riferisco all'IRFIS, alla CRIAS e all'IRCAC.
Noi abbiamo su una precedente azione di manovra finanziaria
vanificato 25 milioni di euro dal fondo di rotazione dell'IRCAC per
pagare e dare una risposta a quella che era una esigenza dei
forestali.
Giusto dare la risposta ad una esigenza dei forestali, ma va
individuata una risorsa diversa, non si può dare una risposta in
una direzione e affossare un mondo che già ha una crisi, che un
polmone finanziario importante come l'IRCAC per il credito alle
cooperative è un fatto di primaria importanza particolarmente per
l'agricoltura e anche nel comporto del sociale dove, comunque,
l'intervento sul mondo della cooperazione con tutte le difficoltà
ha dimostrato, da un rapporto indica una crescita occupazionale del
7 per cento in controtendenza in un momento in cui abbiamo una
grande crisi occupazionale. Questo è un fatto di grave
responsabilità.
Noi abbiamo su un'altra manovra tolto 19 milioni di euro al fondo
della CRIAS, riferito all'agricoltura, anche questo è un fatto di
una gravità inaudita e noi anche qua dobbiamo recuperare risorse.
Abbiamo bloccato grazie agli interventi fatti in Commissione
Bilancio su un'iniziativa che ho io individuato, l'abolizione
dell'articolo 15 della legge 25/2011, alias Fondo di garanzia in
agricoltura , dove per recuperare delle risorse si voleva abolire
anche questo articolo
Signori, colleghi, Governo, siamo alla pazzia, alla follia Non è
possibile che queste operazioni debbano essere intercettate da una
iniziativa dei parlamentari lungo il percorso per evitare ulteriori
sciagure. C'è bisogno di un maggiore senso di responsabilità e di
impegno; e le istituzioni vanno salvaguardate. Non è possibile
distruggere in tre secondi tutto ciò che viene garantito da
trent'anni Questo è veramente un problema che deve farci
riflettere.
Concludo dicendo che c'è bisogno - caro assessore - di pensare
alla programmazione, a una diversa gestione dei fondi comunitari,
all'utilizzo di risorse residue del POR 2007-2013, perché è ancora
possibile individuare il modo di rendere fruibili risorse con
interventi; penso a fondi di garanzia; penso a interventi su
piccole e medie imprese; penso a interventi sul credito; penso a
forme possibili compatibili con i tempi, con le scadenze che
abbiamo.
Quindi, c'è in questa direzione un grande senso di responsabilità
da parte di chi vi parla. Il Nuovo Centro Destra vuole far sentire
forte e chiara la sua voce, per sottolineare una forte criticità su
questo che è il percorso da voi individuato. E mi auguro che lungo
il dibattito d'Aula, anche da parte del Governo, vengano formulate
ipotesi correttive che possano rendere più significativa, razionale
e produttiva un'attività legislativa che, diversamente, a mio
avviso, avrà momenti più deleteri.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, colleghi rimasti superstiti, signor
Assessore, anche lei superstite, cosa dire? Cosa bisogna dire?
Questo è il dubbio, il problema che ci angoscia; ma non per queste
misure che stiamo trattando in questi ultimi giorni, ma da circa
due anni a questa parte.
L'immagine che si è creata nella mia, anzi che mi è stata
suggerita dalle persone con cui parlo, dalle persone che vivono in
Sicilia è questa.
Esistono in Sicilia due poli, due mondi. C'è un livello di persone
che nella propria storia ha avuto un contatto o con le istituzioni
regionali, con un Governo regionale x, o con un deputato regionale
x; e che in questo momento sente - quasi avesse un diritto
acquisito - di poter ottenere ed essere pertanto blindato,
considerato, conservato negli atti che di fatto vengono fuori da
questo Parlamento, dietro sollecitazione e presentazione in questo
stesso esercizio provvisorio; ma guardo anche alle precedenti
finanziarie. Pertanto questo personale, queste persone che hanno un
rapporto di lavoro, sono tutte blindate. Per carità senza entrare
nel merito dell'attività di nessuno, ma noi siamo qua a fare,
sostanzialmente, stipendi di persone che sono, in un certo momento
della loro vita, entrate in contatto con questo sistema, e poi c'è
l'onorevole Dina che mi parla di clientela e di interventi
clientelari.
E poi c'è tutto il resto del mondo; quello sotterraneo; gli altri
quattro milioni dei siciliani, che sono i disoccupati, che sono i
giovani: tutta la fascia dei trentenni in Sicilia non esiste,
perché sono tutti quanti o in Italia al Nord o direttamente
all'estero. E noi perdiamo i migliori siciliani. E non voglio fare
retorica, questa è un'amara constatazione.
Tutto il resto del mondo delle piccole imprese, che provano a
galleggiare giorno dopo giorno, che non vengono affossati da noi -
perché qui non abbiamo purtroppo niente più da affossare - ma
vengono affossati direttamente da Renzi, da questo Governo
nazionale e dall'attuale Commissario liquidatore che qui abbiamo
davanti, assessore Baccei, tanto diciamo quest'oggi questo profilo
si è ormai delineato.
Noi non ci stiamo a fare questa divisione dei privilegiati e ne
parliamo e li difendiamo e qua dentro ci si straccia le vesti e
nella commissione Bilancio , che non ho problemi a ripetere, il
fatto che sia stata una giungla. Perché è stata una giungla?
Perché qua non si rispettano le regole.
Nella Commissione Bilancio c'è un regolamento? Il presidente
Crocetta, altrettanto deve sapere che qui non c'è, ma qualcuno
glielo andrà a dire che esiste la legge? Se noi chiediamo come
Movimento Cinque Stelle costantemente le relazioni tecniche non è
perché abbiamo un vezzo, perché siamo i bambini che puntano i
piedi, ma perché siamo persone che conoscono le leggi e non ci
basta un dirigente regionale in carne e ossa.: vi porto il
dirigente regionale in carne e ossa per spiegarvi l'emendamento sui
Pip , ma di che stiamo parlando
Responsabilità vuole che le cifre che si vanno a rintracciare qua
ci vuole un rabdomante ormai per questa politica scellerata, che mi
dispiace dire ma la portate avanti voi, perché ho fatto una
rassegna anche rispetto alle accuse che ci vengono rivolte.
Qua c'è l'onorevole Cracolici, ad esempio, che in commissione
Bilancio voi avete un sì o un no meteorologico Mi venisse a dire
l'onorevole Cracolici qual è la politica del PD in questo momento
Cosa vuol dire fare politica per questa maggioranza oggi? Cosa vuol
dire?
Per esempio, per noi fare politica vuol dire avere fatto passare
nonostante le resistenze dell'assessore di confindustria, scusate
dell'assessore Vancheri, avere fatto passare l'innalzamento delle
Royalties dal 10 al 20 per cento. Unica regione in Italia e
pertanto questa cosa ha comportato entrate per la Regione
siciliana, forse non è chiaro il concetto che qua, tutti parlano di
spendere ma noi invece abbiamo fatto emendamenti di entrata.
Passato, perché praticamente abbiamo vinto resistenze e porte
blindate. Ma ancora l'aumento dei canoni, noi eravamo ridicoli in
Sicilia, i canoni per l'estrazione delle acque, eravamo l'Eldorado
degli imbottigliatori Di che stiamo parlando Entrate E poi
quando si parla di una prospettiva, quella prospettiva che chiedo
prima al Presidente Crocetta che non c'è e agli assessori e a
coloro che dicono di essere maggioranza in questo Parlamento, la
prospettiva politica.
La prospettiva di sviluppo è un mosaico di interventi; non è oggi
la leggina qui, domani la leggina lì, le famose riforme sono tutta
una serie di interventi.
E allora, noi da opposizione abbiamo fatto passare, per esempio,
l'albergo diffuso. Direte voi, è una stupidaggine, è una misurina
da niente. Ma lo sapete quanti borghi in questo momento sono stati
recuperati? Lo sapete come attiviamo il turismo, perché puntiamo
sul turismo? Perché se avessimo studiato tutti, e noi lo abbiamo
fatto, il turismo è l'unica voce che a livello mondiale non ha
avuto un decremento, anzi ha avuto un incremento del 4 per cento
che, in una condizione di crisi, qual è quella globale, non mi pare
una cosa da poco E noi il turismo qui come lo andiamo a coltivare
E io qui già ho avuto modo di interagire con l'assessore Purpura,
in che modo? Per esempio, non comunicando sul sito del Ministero
il fatto che ci sono i nostri siti, più o meno aperti, perché c'era
un sito regionale che non funzionava domenica scorsa, in
riferimento alle domeniche aperte per i musei. Quindi, di che
stiamo parlando? Se qualcuno mi chiede: Valentina voglio venire in
Sicilia a vedere la quantità immane, il 70 per cento dei beni
culturali siciliani , e qui e noi non lo rendiamo fruibile, perché
c'è un link morto.
Dovete capire che ormai la gente ragiona col link, con siti, con
capacità di arrivare alle informazioni a livello reticolare non
guardando i nostri siti che sono veramente un deserto della
conoscenza e dell'accesso rispetto all'offerta di questa Regione.
Vorrei continuare anche, l'abolizione degli sprechi, i
coordinatori sanitari, ce li ricordiamo? Solo noi ce li avevamo. E
poi ancora l'estensione delle attività e di impiego per i
forestali? Chi lo ha fatto? Noi Perché noi vogliamo farle
lavorare le persone che richiedono, giustamente, di fare un
servizio per il quale sono stati lì collocati.
E ancora l'abolizione per i condannati è nostra, l'idea è nostra
sebbene ogni tanto qualcuno se ne appropri.
Bilancio partecipativo dei comuni, il due per cento ai comuni
perché possano partecipare con le persone, con i cittadini, perché
dobbiamo guardare al basso, non più alle comode poltrone da otto
mila euro al mese, questo lo abbiamo fatto noi.
E ancora a Roma, perché ci proviamo anche a Roma siamo strenui,
perché qua dentro ovviamente è blindato il meccanismo e sebbene a
Roma sia comunque blindata noi abbiamo fatto la compensazione
debiti-crediti per le imprese e abbiamo anche ultimamente fatto
passare una moratoria per i mutui per le famiglie indigenti, cioè
qua chi è che pensa alla globalità, chi è che pensa a tutti? E chi
è, invece, che cerca di dare ai siciliani? Voi, che in questo
momento ci avete fatto scippare, non vorrei essere ripetitiva
perché l'abbiamo detto cento volte, i fondi PAC e ancora, il
concorso alla finanza pubblica e il concorso alla spesa sanitaria,
e non mi dilungherò perché ci sono stati illustri colleghi che
hanno fatto anche meglio di me.
Qui è flusso costante contro Roma, lo dobbiamo pagare noi l'aereo
per andare a Roma? Non credo, perché Crocetta se li fa pagare
profumatamente gli stipendi e i biglietti per andare a Roma.
E rispetto alla questione che mi ha sollevato l'onorevole Dina:
ma chi è il populista? Chi fa 2 pesi e 2 misure? In Commissione
Bilancio, vorrei che tutti sapessero, quella Commissione Bilancio
che non c'era nessun motivo perché durasse fino alle 7 del mattino,
ma l'abbiamo fatta. Perché ancora siamo qui oggi, al 7 gennaio?
Quindi, tutta questa fretta non c'era, comunque, in quella
Commissione, noi abbiamo presentato degli emendamenti che sono
stati respinti senza neanche essere considerati, mentre si poteva
variare per esempio l'emendamento dell'onorevole Lentini che andava
a cambiare qualcosa sulle acque e sulla estrazione delle acque.
Perché sempre là abbiamo il pallino: giusto? Renderci proni
rispetto alle lobby delle estrazioni. Noi che cosa proponevamo per
esempio? Volevamo abolire la III fascia dei dirigenti perché è una
cosa bloccata da almeno 10 anni oppure volevamo decorosamente
ridurre emolumenti ai deputati e agli assessori, mi sembra come
dire abbiamo sempre il pallino delle stesse cose, però i siciliani
rimangono sdegnati rispetto a quello che da qua dentro non esce
mai.
E allora, vorrei concludere, mi chiedo veramente che cos'è per voi
fare politica, cos'è per voi la politica se non mettere al centro
l'uomo, ma quale uomo? Non quelli che prima o poi hanno avuto un
contatto privilegiato con chi poi in questo momento avere un
vantaggio politico, stando dietro le porte degli assessorati a
chiedere brandelli di qualcosa che non esiste su un debito di 5
miliardi, ma di cosa stiamo parlando? Di che cosa stiamo parlando?
E allora, io dico soltanto una cosa al Presidente Crocetta, gli
verrà chiaramente riferito: il peggio, nel peggio, - dice Pennac
- c'è solo l'attesa del peggio E allora dite al presidente
Crocetta che il Movimento Cinque Stelle ha già provato più volte a
farlo dimettere e si deve dimettere perché noi, che non siamo
attaccati alla poltrona, siamo gli unici a chiedergli realmente
l'unica cosa che dovrebbe fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
siamo alla terza finanziaria di questa legislatura.
Nel dicembre 2012 il presidente Crocetta ci rappresentava
l'impossibilità di procedere ad una presentazione di un disegno di
programmazione economica-finanziaria organica perché si era
insediato da pochissimo e che, quindi, non si era stati in grado di
affrontare un documento organico e si provvide all'approvazione
dell'esercizio provvisorio indebitamente definito così, però ci
arriveremo tra poco.
E debbo dire forse fortunatamente perché visto quello che è
successo poi nel 2013 in cui, con una certa dose di presunzione, il
Governo Crocetta dell'epoca si arrogò il compito di presentare un
disegno che doveva essere organico e che poi ci condusse a
ritornare sul tema per ben 4 volte perché si trattò di 4 interventi
successivi e in ognuno di questi interventi, purtroppo, si
assisteva alla falcidia doverosa da parte del Commissario dello
Stato, quindi, dicevo, vista l'esperienza disastrosa dell'anno
scorso, che ora questo Governo ter, quater Crocetta, abbiamo perso
il conto, tornasse all'ipotesi dell'esercizio provvisorio tutto
sommato non era da considerare negativamente.
Io mi sono perso - e me ne scuso - l'intervento dell'assessore
Baccei. Non ho avuto il piacere e la fortuna di ascoltarlo, credo
che capiterà da qui a breve, però se i resoconti dei giornali on
line sono esatti, apprendo che l'assessore avrebbe detto che si è,
finalmente, invertita la rotta che, finalmente, c'è il segno, un
segnale chiaro di discontinuità.
Se così ha detto, evidentemente, continua nella prassi del
governatore Crocetta di scrivere una cosa e di affermarne a voce
una completamente diversa, perché onestamente leggendo il testo
predisposto dal Governo, sia pure come emendato dalla Commissione
Bilancio, io di questo segnale di discontinuità non ne vedo se non
in peggio.
In questi due anni, caro Presidente Ardizzone, io ho, purtroppo,
dovuto mettere in discussione quelli che mi sembravano dei concetti
dal punto di vista giuridico, che è il campo a me più congeniale, e
anche dal punto di vista economico, nel quale sono sicuramente meno
ferrato, dei punti certi.
L'esercizio provvisorio, caro Presidente Ardizzone, a me hanno
insegnato che è in dodicesimi, la fotografia di quello che era il
bilancio dell'anno precedente, un esercizio provvisorio che si
rispetti, caro Presidente, lei ha cercato di tamponare in tutte le
maniere le falle che si aprivano dal Governo, prima, e poi dagli
interventi dei vari gruppi successivamente, arginando al massimo
questi interventi, però questo esercizio provvisorio andava
limitato all'articolo 1.
Quando noi introduciamo argomenti di altro genere, sia pure
importantissimi, noi non abbiamo più un esercizio provvisorio.
Allora chiamiamo le cose con il loro vero nome: questa è la prima
finanziaria del Governo Crocetta-Baccei non la si contrabbandi come
esercizio provvisorio perché di esercizio provvisorio ha ben poco.
E quando si introducono elementi spuri in una norma che doveva
essere di semplice registrazione del bilancio precedente per
trasformarlo in dodicesimi, allora questi elementi spuri
indubbiamente introducono degli elementi di ingiustizia, perché non
si capisce perché alcuni argomenti debbano essere trattiti e
trattati in una determinata maniera in questa anticipazione di
finanziaria e altri no; perché si incomincia ad introdurre, a
scegliere fior da fiore, a scegliere meglio spina da spina e a fare
le necessarie distinzioni che dovrebbero essere assolutamente
inammissibili.
Allora, nel merito di queste varie argomentazioni io mi riservo,
come il mio Gruppo, come tutti i gruppi di opposizione, di
intervenire analiticamente quando si parlerà degli emendamenti.
Quello che voglio dire è che in questa maniera si è realizzato un
mix distorto, si è creato un maquillage mal riuscito che darà
indubbiamente più problemi di quelli che risolverà.
Il mio augurio, allora, caro Presidente e assessori rimasti in
Aula, non è quello di limitare al minimo la durata dell'esercizio
provvisorio e di fare questo documento salvifico al più presto che
ci permetta, con una autorevolezza mai avuta, che dovrebbe, per
miracolo, piovere dal cielo per battere i pugni a Roma e tutte
queste favolette alle quali non crede più nessuno, nemmeno il mio
nipotino di due anni, il mio augurio è solo uno, poiché questa
Assemblea ha dimostrato di non avere il coraggio, perché di questo
si tratta, di prendere atto dell'esistenza di un Governo
assolutamente fallimentare, che nulla di buono potrà apportare a
quest'Isola, però già in ben due occasioni, mentre nei giornali o
alle televisioni o nei corridoi si diceva una cosa al momento di
votare ciascuno non ha avuto il coraggio, parlo dei membri
dell'opposizione, di assumersi le proprie responsabilità e di porre
fine a questa parabola pietosa che è il Governo Crocetta nelle sue
varie versioni.
Io l'augurio che faccio è che questo coraggio lo abbia il
Governatore e che il Governatore si dimetta e ridia al popolo
siciliano la possibilità di scegliere persone che effettivamente
potrebbero dare una svolta a quest'Isola.
Perché al Governatore Crocetta è accaduto quello che è accadeva a
Re Mida però all'incontrario, cioè re Mida tutto quello che toccava
diventava oro; il Governo Crocetta dove ha messo le mani ha fatto
solo disastri e faceva bene l'onorevole Vinciullo a dire - lo
volevo dire io ma la detto lui ma mi piace ripeterlo perché questo
argomento mi tocca da vicino perché tocca soprattutto la mia
provincia - della perdita dei Fondi PAC: non dobbiamo accusare il
Governo nazionale, dobbiamo accusare la nostra cronica incapacità.
Io dei Fondi PAC che erano destinati alla mia provincia, si
trattava di 136 milioni di cui 16 milioni fondi provinciali e 130
che erano stati accantonati nella programmazione europea,
l'Assessore Pizzo lo sa, non ha assolutamente colpa a riguardo, io
ne parlavo e avevamo già congegnato il percorso con l'Assessore
Bartolotta all'epoca, perché si guardava tutta la rete stradale e
autostradale di collegamento con l'aeroporto di Comiso con la super
strada Ragusa-Catania e con il porto di Pozzallo.
Ebbene, di questo siamo riusciti a perdere tutto tranne i 16
milioni di fondi ex Sicem della provincia regionale di Ragusa che
quell'ente sia pure con il dopo disastri dovuti a quella
approvazione della norma che ha sconvolto le province dell'Isola,
quell'ente comunque è riuscito a mandare in appalto il mese scorso,
e che almeno siamo riusciti a salvare. Di questo si tratta
Allora, altro che affrettiamo Ci riduciamo al minimo e poi
attendiamo questo miracolo del nuovo disegno di programmazione
economico-finanziaria. Stacchiamo la spina a questo Governo
Andiamo a casa Onorevole Zafarana, non può venire a dire che voi
siete sempre i primi della classe Da questo opposizione c'è stata
altrettanta volontà di buttare a mare questo Governo I numeri
però non ce li possiamo inventare, ma la volontà c'è stata tutta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, non posso soprassedere purtroppo.
Certo, qualcuno ritiene che io sia l'ultimo dei giapponesi e non
vorrei neanche essere l'ultimo dei moicani, sono l'ultimo a
parlare, questo sicuramente sì.
A me sembra di vivere veramente in un modo surreale, un mondo
surreale dove da questo scranno il vampiro che ha succhiato il
sangue a questa Terra per tanti anni, governando per tanti anni,
improvvisamente si accorge che la casa è piena di sangue e accusa
l'ultimo arrivato di aver commesso il delitto.
Così come mi sembra molto strano che di fronte a lezioni dotte,
dottissime e gradevoli di ornitologia dove si parla di varie
tipologie di uccelli ci si dimentichi dei falconi, falconi non sono
ornitologici ma anche deputati.
Beh, non vorrei neanche che intorno a quest'Assemblea
svolazzassero corvi e tanto meno gufi, perché mi sembra che a
livello di ornitologia qua possiamo dare tutti quanti lezioni a
tutti. Purtroppo, sono sempre i corvi e i gufi che aleggiano
intorno: da un lato uccelli del malaugurio dall'altro quelli che
aspettano di nutrirsi di cadaveri aleggiano sempre intorno alle
disgrazie altrui o alle auspicate disgrazie altrui, dimenticando di
essere stati però per anni al Governo della Regione e di avere
creato i presupposti affinché questa situazione debitoria della
Regione e di grave sofferenza maturasse.
Cioè ci si accusa, si accusa il Governo Crocetta e Crocetta di
inefficienza e ricordo che è insediato da due anni e presente al
Governo della Regione lamentando tutte le nefandezze, tutte le
disgrazie di questo mondo perché è colui il quale ha assunto i
precari, ha portato i dirigenti della Regione a 1800, ha creato le
partecipate, ha creato l'EAS, ha creato tutte quelle condizioni da
decenni a questa parte su cui è vissuta una politica assolutamente
clientelare, dove la politica non ha fatto la politica, ha fatto il
clientelismo, ha solo ed esclusivamente negato i diritti alla
gente istituendo una semplice situazione: il precariato.
Il precario è colui il quale regolarmente deve chiedere alla
politica. Esempio di questi giorni: stabilizzazione, fondi per
l occupazione. Questa politica ha negato ai cittadini siciliani e
ai cittadini italiani il diritto di essere cittadini per un
semplicissimo motivo, perché non si è avuto il coraggio, la
capacità e la forza di riconoscere alla gente un semplicissimo
diritto: il rispetto delle regole.
Si assumeva nella pubblica amministrazione con il precariato, con
i forestali, con tutte le varie situazioni che oggi questo Governo
ha ereditato e come si fa a dire, onorevole Vinciullo, mi dispiace
che non ci siano i 17 lavoratori della ex Pirelli, assunti dalla
Regione, che oggi non hanno più uno stipendio.
Certo non si può dire perché sulla pelle di quei lavoratori a cui
non è stato garantito il giusto e sacrosanto diritto ad una cassa
integrazione e ad una collocazione nel giusto mondo del lavoro,
oggi la Regione purtroppo deve garantire ancora una volta una
sussistenza.
Non potete venire in questi scanni e fare accuse ad un Governo che
ha ereditato una situazione difficile. I 1800 dirigenti della
Regione siciliana non li ha creati Crocetta, le prime, seconde,
terze e quarte fasce non le ha create Crocetta, se le è ritrovate,
gli stipendi da 300 mila euro l'anno non li ha creati Crocetta,
Crocetta li sta tagliando e sta cercando di riconoscere e di dare
ai cittadini i diritti che avrebbero dovuto avere da anni non da 2
anni a questa parte, da anni.
Qua ci venite a fare la morale quando i primi fondi FAS furono
tagliati dal Governo Berlusconi nel 2011, se io ricordo bene, sì 23
giugno 2011; 400 milioni in meno di fondi FAS, undici ottobre 2012,
400 milioni in meno di fondi FAS e altri 80 milioni nella sanità in
meno.
Certo è una lunga storia, una lunga tradizione che si tramanda da
anni verso la Sicilia e qua mi appello alla sua sensibilità,
Assessore Baccei, io non credo che lei sia venuto come pro console
di Roma per fare chissà quali strategie di tagli e così via.
Io credo che lei sia venuto in Sicilia perché è persone
autorevole, capace ed in grado di capire bene i conti e come fare
per risanarli, questo lo voglio riconoscere, le voglio riconoscere
che nella sua prefazione alla manovra, che ricordo è una manovra di
bilancio temporanea, è un esercizio provvisorio per 4 mesi, in
attesa che si definiscono tante e tante situazioni romane, lei
scrive nasce l'esigenza di dovere ripensare a politiche pubbliche,
anche espansive a sostegno dell'economia e del reddito delle
famiglie .
Accanto alla riduzione dei costi dell'apparato pubblico e della
razionalizzazione dell'intera spesa pubblica occorrerà avviare
incisivi processi di riqualificazione della spesa che tengano conto
degli impatti socio-economici .
Non si può fare macelleria sociale per tutelare quelle persone
che, scioccamente devo dire, si sono fidate di una politica
clientelare che li ha assunti e gestiti come una mandria di mucche
- o di vacche se si preferisce - a cui spremere il voto al momento
della tornata elettorale.
E' difficile, obiettivamente è una situazione estremamente
difficile e ci sono delle ingiustizie che vanno risanate: prima fra
tutte il gettito IRPEF dei dipendenti pubblici, i cui statini
vengono elaborati a Latina. Cioè, un qualsiasi dipendente pubblico,
maestro di scuola, professore universitario, poliziotto e quanto
altro, vive in Sicilia, consuma i servizi della Sicilia ma i suoi
soldi vanno a finire nel Lazio o addirittura a Roma.
Questa credo sia una delle grandi ingiustizie che deve essere
immediatamente risanata, così come tutto il discorso sugli articoli
36, 37 e 38 che è ormai trito e ritrito da anni, ma nessuno si può
eleggere moralizzatore da questo scranno. Credo sia opportuno,
invece, tutti quanti insieme - e qua è veramente significativa la
disponibilità assicurata dall'onorevole D'Asero - capire in che
cosa si possa intervenire e come farlo. Una cosa è sicura: alla
Sicilia è necessaria una profonda stagione di riforme che
finalmente riconduca la pubblica amministrazione di questa terra
alla normalità.
Io non voglio fare rivoluzioni, vorrei poter vivere in una terra
normale e civile dove i diritti di tutti quanti siano riconosciuti
e dove le regole vengano rispettate senza fare macelleria sociale,
ma avendo un principio chiaro: le norme, le leggi e le regole vanno
rispettate e come tali le dobbiamo rispettare tutti quanti senza
stipendi d'oro e senza stipendi da fame, senza che ancora una volta
si dimentichi che la Sicilia è stata fortemente penalizzata
dall'andamento dell'economia.
Ed a questo proposito, assessore Baccei, la vorrei un attimino
invitare ad una riflessione sul decreto Salva-Italia : mi risulta
che siano stati stanziati quattro miliardi a favore delle opere
pubbliche della Sicilia - non vorrei sbagliare, sono dati che
recito a memoria - e di questi quattro miliardi, che mi risulti,
sono stati stanziati solo settecento milioni, il resto sono in
attesa di essere stanziati.
Sarebbe utile e opportuno che si fissasse una volta per tutte la
somma effettivamente stanziata a favore della Sicilia per
recuperare il ritardo strutturale, sottolineo il ritardo
strutturale di questa terra dove, le ricordo, ancora una volta in
barba a tutte le normative europee abbiamo regimi di monopolio che
di fatto incidono pesantemente sullo sviluppo della Sicilia. Ed in
questo caso mi riferisco ai collegamenti marittimi tra Messina e
Villa San Giovanni, dove opera il regime di monopolio, di
oligopolio solo una compagnia di navigazione perché la compagnia
pubblica non è in grado assolutamente di assicurare un servizio.
Sono quei nodi strutturali che impediscono lo sviluppo
dell'economia siciliana e su questo ci dobbiamo accentrare:
sviluppo dell'economia siciliana; è importante, le solite cose che
si dicono sempre, agricoltura, turismo e quanto altro, sappiamo
tutti quanti fiumi di inchiostro sono stati versati.
Io penso che la prima e unica riforma vera che dobbiamo fare è
quella di semplificare la vita della Regione siciliana, ridurre i
centri di spesa, i centri di potere ed i centri decisionali che non
decidono nulla e fanno perdere i fondi Pac per decine, centinaia,
milioni di euro.
Non vedo in Aula l'assessore Pizzo, ma gli rinnovo comunque una
richiesta che avevo già fatto tempo addietro, una richiesta
semplicissima. Facciamo un decreto salva-Sicilia , avviamo il
censimento delle opere pubbliche ferme in attesa di autorizzazione
per rilanciare, una volta per tutte, l'economia siciliana a
cominciare dall'edilizia, dalle infrastrutture, da tutte quelle
opere che da anni sono in attesa di semplice autorizzazione da
parte di una burocrazia super pagata, inetta e che è fattore di
sottosviluppo e non di sviluppo.
Assessore, siamo fiduciosi che lei possa e debba in breve tempo
intervenire presso il Governo nazionale - assieme al Presidente,
ovviamente - per restituire alla Sicilia quei fondi che sono stati
distratti, forse in modo inopportuno. Noi non lo meritiamo perché
siamo un popolo che si è riscattato da solo, siamo un popolo che,
con tanti sacrifici, ha riacquistato dignità che altri non volevano
che la Sicilia avesse, ma siamo stati in grado di tirarci fuori da
soli dai problemi. Dateci una mano d'aiuto a Roma e non perché
pietiamo qualche cosa, ma perché sono diritti sacrosanti di questa
terra che, bisogna riconoscere una buona volta, fa parte
dell'Italia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione
generale del disegno di legge n. 913/A «Autorizzazione
dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno
2015. Disposizioni finanziarie urgenti. Disposizioni in materia di
armonizzazione dei bilanci».
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Brusio in Aula)
Discussione del disegno di legge n. 782-VII Stralcio bis/A
«Norme stralciate in materia personale».
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al disegno di legge n.
782-VII Stralcio bis/A «Norme stralciate in materia personale»,
posto al secondo punto all'ordine del giorno.
Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Discussione del disegno di legge n. 905 «Disposizioni in materia
di personale
delle Camere di Commercio, Industria e Artigianato. Fondo di
quiescenza».
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al disegno di legge n.
905/A «Disposizioni in materia di personale delle Camere di
Commercio, Industria e Artigianato. Fondo di quiescenza», posto al
terzo punto dell'ordine del giorno.
Onorevoli colleghi, ricordo che si vota per alzata e seduta, non
c'è bisogno del numero legale.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei soltanto
precisare i termini della questione. L'opposizione ha dimostrato
PRESIDENTE. E' responsabile, onorevole Falcone. Lo stiamo
appurando.
FALCONE. Si, e lo ha dimostrato stasera, perché potevamo benissimo
alzarci e non votare o votare contro il passaggio all'esame degli
articoli dell'esercizio provvisorio, ed anche del disegno di legge
sul precariato, ma sarebbero stati due tatti di irresponsabilità.
A questo punto, però, signor Presidente, non forziamo la mano.
Nonostante l'altro testo sia altrettanto importante, propongo di
fermaci un attimo. Non necessariamente dobbiamo procedere, perché
altrimenti anche quel rapporto istituzionale di maggioranza e di
opposizione rischia di interrompersi.
PRESIDENTE. Concordo, onorevole Falcone.
In ordine al disegno di legge n. 905/A Disposizioni in materia di
personale delle Camere di Commercio, Industria e Artigianato. Fondo
di quiescenza , dichiaro chiusa la discussione generale.
Si voterà successivamente il passaggio all'esame degli articoli.
Abbiamo chiuso la discussione generale sulle camere di commercio
per intenderci.
Devo fare una precisazione, in considerazione del fatto relativo
alla questione delle norme stralciate che sono state rinviate in
Commissione, correttamente alcuni deputati mi hanno posto il
quesito su come presentare o non presentare eventuali emendamenti
sulle norme stralciate che comunque già dovevano essere a
conoscenza.
E' chiaro che possono essere presentati dei sub emendamenti
auspicabilmente domani prima delle ore 16, per dare la possibilità
agli uffici di esaminarli. Sono le norme stralciate, quelle che
abbiamo mandato alle Commissioni.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
ZAFARANA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare una
richiesta nel merito dell'ordine del giorno di quest'Aula. Siamo
tutti al corrente che rispetto alle urgenze abbiamo procrastinato
quanto stabilito dalla precedente Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari.
Però dovevamo trovare iscritta in questo ordine del giorno anche
il disegno di legge voto di abrogazione dell'articolo 38 dello
sblocca Italia. Perché le chiedo questo? Perché noi non abbiamo
minimamente superato il problema. Avendo analizzato l'emendamento
che è stato fatto all'articolo 38 e ricorrendo giorno 9 la scadenza
rispetto alle possibilità di impugnazione da parte del Governo di
quanto contenuto nell'articolo 38 dello sblocca Italia per ragioni
di incostituzionalità. Non nascondiamoci dietro un dito. La
modifica è stata del tutto superficiale, del tutto inerente
esclusivamente all'aggiunta di una Conferenza unificata che non
costituisce elemento di modifica rispetto al contenuto. Pertanto
anche ulteriori sentenze sulle quali mi sono documentata di
Cassazione hanno fatto sì che noi non dobbiamo fare un utilizzo
distorto della nostra possibilità legislativa sia qua, sia a Roma
poiché le ragioni di incostituzionalità non vengono meno e sono
quelle abbondantemente e approfonditamente enucleate nella nostra
richiesta di referendum abrogativo, le chiedo a nome di tutto il
mio gruppo e a nome di coloro in questa fase si sono fatti
promotori di questa battaglia che però non vedo richiedere azioni
concrete, ma vedo soltanto stare in piazza di metterlo all'ordine
del giorno così come era per oggi, giorno 7 e di portarlo avanti,
pertanto non appena avremmo completato questa sessione di lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, per dovere di cronaca, non per
altro, lei sa perfettamente che l'articolo 38, il cosiddetto
sblocca Italia è stato modificato nella legge di stabilità e
comunque si tratta di un articolo nuovo. Quindi i termini di
scadenza non ci sono più. La questione del merito condivisibile o
non condivisibile si può affrontare. Ma noi non abbiamo il termine
dei sessanta giorni. Siamo nel merito della questione.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la
notte del 31 dicembre una tormenta di neve ha spazzato la Sicilia
ma in modo particolare si è abbattuta sulla zona di Pachino e di
Porto Palo distruggendo tutta la produzione agricola di quel posto
e le serre che erano già al momento della produzione. Il 3 gennaio,
oltre ai danni alle serre e ai campi liberi per cui tutti gli
ortaggi da Siracusa fino ad Avola sono stati distrutti, così come
la produzione agrumicola Lentini, Carlentini e Francofonte ha
subito gli stessi danni, come avrà avuto modo di ricevere relazioni
da parte della protezione civile, l'assessore alle infrastrutture
una mareggiata si è sempre su quella zona distruggendo l'antica
tonnara di Avola, la piazza del lido di Noto e distruggendo case,
strade e marciapiedi presso Marzamemi.
Giorno 3 si è presentato sui luoghi l'assessore all'agricoltura il
quale ha constatato i danni subiti dagli agricoltori che ormai sono
ridotti in condizioni gravissime dal punto di vista economico,
sicuramente non sono nelle condizioni né di sopportare questi danni
né affrontare la nuova stagione che ormai è la stagione 2016,
perchè una volta che il pomodorino pronto per essere raccolto è
stato distrutto se ne parlerà l'anno dopo. L'assessore aveva
garantito che tornando avrebbe portato presso la giunta di governo
per dichiarare lo stato di calamità naturale. Sono passati 5
giorni, lo stato di calamità ancora non è stato dichiarato, il
governo pertanto, mentre per altre vicende è stato attento, è stato
pronto a dichiarare lo stato di calamità, stessa cosa non sta
facendo per Pachino e Porto Palo. Io capisco che il governo è
intervenuto ed è interessato ad altre vicende, che il settore
dell'agricoltura non lo riguarda così come non lo riguarda la
formazione, così come non lo riguarda la sanità perché mi pare di
capire che il governo è lontano dai problemi dei siciliani, ma
vorremmo cercare di capire se , e mi pare però che l'assessore Lo
Bello non ascolti, se il governo regionale si riunirà, se deciderà
di proclamare lo stato di emergenza oppure se continuerà ad essere
latitante. Latitante nel senso nobile del termine,cioè assente. In
più vorrei aggiungere, Presidente, che l'assessore si era impegnato
con gli agricoltori a portare in Aula il disegno di legge sulla
CRIAS che avrebbe ridato 19 milioni di euro per i piccoli
coltivatori diretti, per le piccole aziende, per le cooperative,
somme che sono state a suo tempo distorte per essere destinate ai
forestali. Avremmo così interesse velocemente di sapere cosa vuole
fare il governo, se il governo c'è oppure se dobbiamo rivolgerci a
qualche altro soggetto politico che si faccia interprete degli
interessi e delle necessità e i problemi dei cittadini siciliani,
italiani, di Pachino e di Porto Palo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le ricordo che lei può intervenire ma
non è dovuta risposta da parte dell'Assessore.
FALCONE. Signor Presidente, assessore Caruso, soltanto per
chiedere: fra qualche giorno saranno contrattualizzati dal CIAPI di
Priolo gli operatori ex sportellisti multifunzionali.
Succede questo che pare che nel bando che prevedeva la
contrattualizzazione delle persone che erano iscritte all'albo
della legge 24, articolo 14, pare che vi siano stati ammessi alcuni
che non sono stati iscritti a questo albo, sulla scorta di un
parere dell'Avvocatura dello Stato in virtù del quale si dice che
poiché al momento del bando non vi era ancora l'albo pubblicato,
non ostava la mancata iscrizione alla partecipazione.
E'chiaro, se così fosse, avremmo creato una penalizzazione per
tutti coloro invece che hanno ritenuto non partecipare sulla scorta
del bando.
Le chiediamo se è possibile non utilizzare due pesi e due misure,
ma intervenire - non le do la soluzione, poi in separata sede ne
possiamo discutere - ma è importante intervenire per rimuovere una
disparità di trattamento oltre che importante accelerare la
contrattualizzazione di questi operatori perché diversamente
rischiamo di perdere anche i fondi di garanzia giovani atteso che
il governo Renzi quando può sottrae alla Sicilia senza nulla dare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
giovedì 8 gennaio 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
della Regione per l'anno 2015. Disposizioni finanziarie urgent
Disposizioni in materia di armonizzazione di bilanci . (n. 913/
(Seguito)
Relatore di maggioranza : on. Dina
Relatore di minoranza: on. Vinciullo
2) - Norme stralciate in materia di personale . (n. 782-VII
Stralcio bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Greco M.
3) - Disposizioni in materia di personale delle Camere di
Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
905/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
III -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 143 DEL REGOLAMENTO
INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:
N. 1809 - Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle misure
per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.
(19 febbraio 2014)
ALONGI
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
2) Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)
Relatore: on. Anselmo
3) Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A
Relatore: on. Cracolici
V -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO -
GERMANA'
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA -
CIRONE
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
VIII -SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della
Presidenza della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
- CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
- MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
La seduta è tolta alle ore 20.20
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio