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Resoconto d'Aula della Seduta n. 211 di giovedì 08 gennaio 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   SUDANO,  segretario  f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo, per  la  giornata
  odierna, gli onorevoli Laccoto e Dipasquale.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Attività produttive:

   N.  1189 - Notizie in merito alla gestione dell'Istituto regionale
  per il credito alla cooperazione (IRCAC).
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano
   - Con nota prot. n. 32022/IN.16 del 3/07/2014, il Presidente della
  Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive.

   N.  1461  - Notizie in merito al mancato espletamento del concorso
  pubblico  per  la copertura del posto di direttore  generale  della
  Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane (CRIAS).
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Trizzino
  Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
   -  Con  nota prot. n. 36755/IN.16 del 31 luglio 2014 il Presidente
  della  Regione  ha delegato l'Assessore regionale per  le  attività
  produttive.

   N. 1549 - Chiarimenti in merito al commissariamento della CRIAS.
   Firmatari:  Vinciullo Vincenzo;  Falcone  Marco; Cascio Francesco;
  Assenza Giorgio; Alongi Pietro; Milazzo Giuseppe
   -  Con  nota  prot. n. 37581/IN.16 del 5 agosto 2014 il Presidente
  della  Regione  ha delegato l'Assessore regionale per  le  attività
  produttive.

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N.  2086 - Interventi a tutela dello stato di salute del personale
  volontario  impegnato nelle operazioni di sbarco  di  immigrati  in
  Sicilia.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo
   -  Con  nota  prot. n. 40980/IN.16 dell'1/09/2014,  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   N.  2087 - Interventi a tutela dello stato di salute del personale
  impegnato  nei  centri  di  accoglienza per  migranti  sbarcati  in
  Sicilia.
   Firmatari:Vinciullo Vincenzo
   -  Con  nota  prot. n. 40281/IN.16 dell'1/09/2014,  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

   N.   2351  -  Urgenti  provvedimenti  a  sostegno  dei  lavoratori
  dell'Istituto sperimentale zootecnico della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Figuccia   Vincenzo;  Falcone  Marco;  Assenza  Giorgio;   Milazzo
  Giuseppe; Papale Alfio ; Savona Riccardo

   N.  2352  -  Interventi a favore dei lavoratori  dell'Associazione
  regionale   allevatori  Sicilia  (ARAS)   per   il   passaggio   in
   convenzione'  all'Istituto  sperimentale zootecnico della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Figuccia   Vincenzo;  Falcone  Marco;  Assenza  Giorgio;   Milazzo
  Giuseppe; Papale Alfio ; Savona Riccardo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta orale:

   N.  2353  -  Iniziative a livello centrale al fine di  scoraggiare
  l'attività  di  trivellazione  petrolifera  della  Grecia  e  della
  Croazia nei mari Ionio e Adriatico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2354  -  Chiarimenti sulla decisione di escludere il consorzio
  centro  commerciale naturale Borgo Antico di Palazzo  Adriano  (PA)
  dalle agevolazioni di cui all'art. 62 della l.r. n. 32 del 2000.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2355 - Notizie sui criteri utilizzati per la formazione  delle
  graduatorie  del  personale docente e non docente presso  il  liceo
  linguistico statale  Abraham Lincoln' di Enna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  235  -  Notizie  sulla paventata chiusura  del  punto  nascita
  dell'ospedale Santissimo Salvatore di Paternò (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello

   N.  236  -  Notizie  in  ordine al procedimento  di  dichiarazione
  dell'interesse  culturale  della  casa  di  Danilo  Dolci  sita  in
  Partinico (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   La  Rocca  Claudia;  Ciaccio Giorgio; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco;  Tancredi Sergio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   N. 237 - Chiarimenti in merito alla sospensione dal servizio senza
  retribuzione   dei   dipendenti  Ciem  S.p.A.   e   sulla   mancata
  applicazione dei termini e delle modalità per la ricollocazione del
  personale delle società partecipate.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Rinaldi Francesco

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.  382  -  Iniziative  per  scongiurare  la  paventata abolizione
  della figura del Segretario comunale negli enti locali.
   Musumeci Nello; Formica Santi; Ioppolo Giovanni; Assenza Giorgio
   Presentata il 30/12/14

   N.  383  - Iniziative in favore della dichiarazione quale bene  di
  interesse  culturale della casa di Danilo Dolci, sita in  Partinico
  (PA).
   La  Rocca  Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Tancredi   Sergio;  Ciaccio   Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano
   Presentata il 7/01/15

   N.  384 - Dichiarazione dello stato di calamità naturale a ristoro
  dei  danni  subiti dal comparto agricolo dei comuni  di  Pachino  e
  Portopalo di Capo Passero (SR).
   Coltraro  Giambattista; Lentini Salvatore; Leanza Nicola; Lantieri
  Annunziata Luisa; Cascio Salvatore; Currenti Carmelo
   Presentata il 7/01/15

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

                Comunicazione di decreto presidenziale

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  del
  decreto  presidenziale  n.  1/Area  1 /S.G.  del  7  gennaio  2015,
  trasmesso  con nota prot. n. 319 dell'8 gennaio 2015,  pervenuta  e
  protocollata  in  pari data al n. 114/AULA PG, di cessazione  della
  dottoressa  Marcella  M. C. Castronovo dalla  carica  di  assessore
  regionale  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione  pubblica  e
  contestuale assunzione temporanea delle relative funzioni da  parte
  del Presidente della Regione.

   SUDANO, segretario f.f. (legge)

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, in attesa del Governo, sospendo la seduta  per
  cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.09, è ripresa alle ore 16.22)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto  di
  parlare  anche poco fa. Mi fa piacere che l'assessore, quasi  fosse
  una  fata  turchina, improvvisamente si sia ripresentato  in  Aula.
  Ieri  era  a Castera e oggi ha cambiato ruolo, perché questo  è  un
  Governo che recita a soggetto.
   Mi faceva piacere che il Governo aveva impiegato ben 25 minuti per
  prendere un caffè; poco fa, qualcuno ha definito questo il  Governo
  del  caffè ,  io,  invece,  ho  avuto l'impressione  che  fosse  il
   Governo   della  gazzosa .  Lei  lo  sa  cos'è  la   gazzosa?   E'
  effervescente e poi diventa acqua normale a tutti gli  effetti.  Ho
  l'impressione  che questo Governo abbia iniziato come  la  gazzosa:
  voleva fare la rivoluzione, voleva cambiare il mondo e poi, invece,
  si è rivelato essere acqua liscia, nemmeno naturale.
   Nel  chiedere la parola sull'ordine dei lavori, volevo  tornare  a
  trattare,  seppur  brevemente, un tema spinoso, signor  Presidente,
  che  so  che lei però ha sempre guardato con grande attenzione.  In
  pratica,  si  tratta  del  ricorso che questa  Assemblea  regionale
  siciliana  ha  sollevato davanti alla Suprema Corte di  Cassazione,
  per  accertare se questa Assemblea ha ancora poteri suoi per quanto
  attiene all'autonomia della vita dell'Assemblea regionale, o se  la
  stessa ha perduto le proprie prerogative a favore del Consiglio  di
  Giustizia Amministrativa.
   In  questo  secondo  caso,  signor Presidente,  ho  presentato  un
  disegno  di  legge,  ma  anche un ordine del  giorno,  che  prevede
  l'impossibilità per i parlamentari di questa Assemblea di esprimere
  parere sui giudici del Consiglio di Giustizia Amministrativa perché
  ci  verremmo  a trovare in una situazione difficile  in  cui  prima
  diamo  un parere sui giudici del CGA e poi siamo chiamati ad essere
  giudicati dagli stessi giudici.
   Fino  ad  oggi, ciò era possibile perché non si era mai verificato
  un  intervento  del  Consiglio  di Giustizia  Amministrativa  sulle
  prerogative  di questo Parlamento ma, dal momento che  vi  è  stato
  l'intervento dei giudici, che tendono a limitare i poteri statutari
  e  costituzionali di questo Parlamento e per cui lei ha giustamente
  sollevato,  su richiesta del Parlamento un legittimo provvedimento.
  Vorrei  sapere se è stato depositato il ricorso e se lei  può  fare
  richiesta all'Avvocatura dello Stato, affinché una copia di  questo
  ricorso   le   venga   inviato,  proprio   perché   la   Presidenza
  dell'Assemblea  non  può  rimanere  priva  di  uno  strumento  così
  importante.
   Peraltro, so che anche questa mattina lei ha curato la vicenda per
  far  sì  che il suo ufficio abbia il documento ufficiale depositato
  in Cassazione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Seguito della discussione del disegno di legge «Autorizzazione
   all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per  l'anno
                2015.Disposizioni finanziarie urgenti.
    Disposizioni in materia di armonizzazione di bilanci.» (913/A)

   PRESIDENTE. Si passa al Seguito della discussione del  disegno  di
  legge  «Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della
  Regione   per   l'anno  2015.  Disposizioni  finanziarie   urgenti.
  Disposizioni in materia di armonizzazione di bilanci.» (913/A)
   Invito  i  componenti  la II Commissione, «Bilancio»,  a  prendere
  posto nel relativo banco.
   Onorevoli  colleghi, preliminarmente, comunico che gli emendamenti
  aggiuntivi   presentati  al  disegno  di   legge   n.   913/A,   di
  autorizzazione    all'esercizio   provvisorio,   sono    dichiarati
  inammissibili e, pertanto. non saranno esaminati in questa sede.
   Tale  dichiarazione di inammissibilità deriva dal fatto  che  essi
  riguardano  materie  estranee  ai contenuti  e  alle  finalità  del
  disegno di legge contenente provvedimenti urgenti ed indifferibili,
  non  sono stati esaminati dalle Commissioni di merito, ovvero,  nel
  caso  siano  stati  esaminati dalle stesse  recano  maggiori  oneri
  finanziari  i cui profili necessitano dell'esame della  Commissione
  Bilancio.
   Tali  proposte emendative sono inviate alle Commissioni di  merito
  per essere trattate durante l'esame della legge di stabilità.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                Art. 1.
         Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
                             della Regione

   1.  Il Governo della Regione è autorizzato, ai sensi dell'articolo
  6 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche
  ed  integrazioni, ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non
  sarà  approvato  con legge regionale, e comunque non  oltre  il  30
  aprile 2015, il bilancio della Regione per l'anno finanziario 2015,
  secondo  gli stati di previsione dell'entrata e della spesa  ed  il
  relativo  disegno  di legge, nonché secondo la nota  di  variazioni
  contenente gli effetti della presente legge.

   2. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 30, comma 5 della
  legge  regionale  28 gennaio 2014, n. 5, è ridotta per  l'esercizio
  finanziario 2015 di 24.241 migliaia di euro (UPB 6.3.1.3.2 capitolo
  313318).

   3.  Le autorizzazioni di spesa di cui all'articolo 30, comma  8  e
  comma  10 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, sono ridotte
  per   l'esercizio  finanziario  2015  rispettivamente  di   132.994
  migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.99 capitolo 191310) e 18.434 migliaia
  di euro (UPB 6.3.1.3.2 capitolo 313319).

   4. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 1 della
  legge  regionale  28 gennaio 2014, n. 5, è ridotta per  l'esercizio
  finanziario  2015  dell'importo di  1.012  migliaia  di  euro  (UPB
  6.3.1.3.2 capitolo 313318).

   5.  L'importo del Fondo globale cap. 215704 - accantonamento  1001
  di  cui  all'articolo 48, comma 1 della legge regionale 28  gennaio
  2014,  n.  5  è ridotto di 18.000 migliaia di euro per  l'esercizio
  finanziario 2015 (UPB 4.2.1.5.2 capitolo 215704).

   6.  La limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni  e
  nell'effettuazione  dei pagamenti non si applica,  oltre  che  alle
  spese di cui all'ultimo comma dell'articolo 6 della legge regionale
  8  luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni,  alle
  spese  concernenti  la  realizzazione  di  programmi  comunitari  e
  nazionali, agli interventi a valere sui trasferimenti in favore dei
  Comuni relativi all'erogazione della quarta trimestralità dell'anno
  2014,  alle  autorizzazioni di spesa di cui al  presente  articolo,
  nonché alle disposizioni di cui al successivi articoli 2, 3, 4, 5 e
  7 .

   Lo  pongo  in votazione, con l'avvertenza che sono fatte salve  le
  variazioni derivanti dall'approvazione delle successive norme.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                Art. 2.
                  Assegnazioni finanziarie ai Comuni

   1.   L'autorizzazione  di  spesa  in  favore  dei  Comuni  di  cui
  all'articolo  6  della  legge regionale 28 gennaio  2014,  n.  5  è
  ridotta,  per l'esercizio finanziario 2015, di 205.000 migliaia  di
  euro (UPB 7.3.1.3.2 capitolo 191301).

   2.   Il  risparmio  di  spesa  conseguente  all'accertamento   del
  risultato  di gestione del servizio sanitario regionale per  l'anno
  2014  stimato in 5.000 migliaia di euro nonché l'importo di  25.000
  migliaia  di  euro di cui al comma 3 dell'articolo  9  della  legge
  regionale  12 agosto 2014, n. 21, che dovesse rendersi  disponibile
  al  verificarsi delle condizioni previste al comma 2, dell'articolo
  9,   della   medesima   legge   sono  destinati   ad   integrazione
  dell'autorizzazione  di  spesa di cui all'articolo  6  della  legge
  regionale 28 gennaio 2014, n. 5.

   3.  La  verifica di entrambe le condizioni previste al comma  2  è
  effettuata dai competenti tavoli tecnici di cui agli articoli  9  e
  12  dell'Intesa  23 marzo 2005, sancita dalla Conferenza  permanete
  per  i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome  di
  Trento e Bolzano e pubblicata nel supplemento ordinario n. 83  alla
  Gazzetta Ufficiale n. 105 del 07 maggio 2005.

   4.  Nelle  more  dell'entrata  in vigore  dell'emananda  legge  di
  riordino del servizio idrico integrato e comunque non oltre  il  30
  aprile  2015, a valere sulle assegnazioni finanziarie ai comuni  di
  cui al comma 1, la somma di 8.000 migliaia di euro, è riservata  in
  favore   dei   comuni  presso  i  quali  si  verificano  situazioni
  emergenziali  nel  settore  idrico, al  fine  di  evitare  disastri
  ambientali nonché l'interruzione di pubblico servizio.

   5. Stralciato dalla Presidenza ai sensi dell'articolo 7 del R. I.

   6.   Il  Ragioniere  generale  della  Regione  è  autorizzato   ad
  effettuare  le variazioni di bilancio discendenti dall'applicazione
  del comma 2 del presente articolo .

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 2.4,  a  firma  del
  Governo. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  volevo
  sottoporre  all'attenzione dell'assessore per  l'economia  che  nel
  bozzone  di  bilancio  è stato soppresso il capitolo  che  riguarda
  l'Associazione  regionale allevatori, il 144111.  Questo  determina
  che, da domani mattina, così come è stato notificato ai lavoratori,
  gli  stessi  non  potranno  più  svolgere  l'assistenza  tecnica  e
  praticamente si ritroveranno in mezzo ad una strada e  parliamo  di
  veterinari,  parliamo di tutta quella struttura che da  tanti  anni
  fornisce assistenza tecnica agli agricoltori della nostra Sicilia.
   Devo  dire  che abbiamo avuto grandi difficoltà in questi  anni  a
  mantenere un lumicino ma, comunque, siamo riusciti a mantenerlo.
   Con la soppressione del capitolo, lei capisce bene che creiamo  un
  problema  non  indifferente sia ai lavoratori sia agli agricoltori.
  Era solo per sollecitare la sua attenzione in questo senso.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. La discussione generale si è chiusa e stiamo andando a
  votare i singoli articoli
   Ho  dato  la  parola all'onorevole Alloro perché me  l'ha  chiesta
  prima.  Quando  si  tratterà di intervenire  e  si  tratteranno  le
  materie  di  riferimento,  ciascuno potrà chiaramente  intervenire.
  Onorevole Ragusa, lei però chiede di intervenire. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, era  per
  riprendere l'intervento dell'onorevole Alloro, perché questo gruppo
  di  lavoratori  oggi  offrono assistenza alla zootecnia  siciliana,
  curano   le   aziende   zootecniche  siciliane   e   offrono   loro
  un'assistenza costante e continua per il miglioramento della  razza
  e dei prodotti zootecnici.
   Voglio  chiedere  se si può verificare, perché  è  chiaro  che  se
  andiamo all'esercizio provvisorio come sarà, questi lavoratori  per
  quattro  mesi non percepiranno nessun tipo di emolumento  e  quindi
  non  saranno nelle condizioni di continuare il rapporto  di  lavoro
  che offrono come servizio alle aziende.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi  e  Governo,  sull'articolo   2,
  gradirei la vostra attenzione.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 2.4, a firma  del  Governo.  Il
  parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, prevede l'aumento della  dotazione
  in  favore dei comuni di 30 milioni a cui si connette una riduzione
  del  fondo  di  riserva di vario importo; modifica, di conseguenza,
  l'articolo 12.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  all'assessore
  chiedevo  un chiarimento, cioè prima avevamo detto che riduciamo  i
  350  milioni di 205 milioni, quindi lasciando un terzo di dotazione
  finanziaria.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, la parte relativa alla sanità viene accantonata dal fondo
  di  riserva e le somme vengono interamente prelevate dal Fondo enti
  locali, giusto per dare certezza alla norma, in seguito anche  alla
  discussione effettuata in Commissione.

   FALCONE. Ma così, sostanzialmente, con la riscrittura del comma 1,
  stiamo  dando  ai  comuni 87 milioni e 500, soltanto  l'imputazione
  della spesa.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 2.4, con  il  parere
  favorevole della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.5, a firma della Commissione. Lo pongo
  in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
  sarà    brevissimo,   ma   vorrei   approfittare   della   presenza
  dell'assessore  per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la  pesca
  mediterranea,  per  renderci conto di una cosa: avevamo  detto  che
  avremmo  ampliato questo emendamento, anche aumentando le somme,  a
  quei  comuni della provincia di Siracusa e di Ragusa che  la  notte
  del  31  dicembre  hanno  ricevuto danni incalcolabili  per  quanto
  riguarda il settore.
   Mi  rendo  conto  che  il Governo così non  ha  fatto  ed  il  mio
  intervento  è  proprio per voler testimoniare come  quello  che  si
  promette poi non si riesce a mantenere in Aula.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 2.5. Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  l'emendamento  A24 è  assorbito,  avendo  approvato
  l'emendamento 2.5.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 2, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                 Art. 3
                Assegnazioni finanziarie alle Province

   1.  Fino  al  30 aprile 2015 al fine di garantire il funzionamento
  delle  Province  è autorizzata la spesa di 6.667 migliaia  di  euro
  (UPB 7.3.1.3.2 capitolo 191302) .

   Si  passa  all'emendamento 3.1. Invito l'onorevole Ciaccio,  primo
  firmatario,  a  ritirarlo perché si tratta di  spese  obbligatorie,
  altrimenti dovrei dichiararlo inammissibile.

   CIACCIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 3.4, a firma dell'onorevole  Vinciullo,
  che  comporta maggiori oneri. Lo pongo in votazione. Il parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  3.3,  relativo alla riserva per i servizi socio-assistenziali .  Lo
  pongo in votazione con il parere favorevole della Commissione e del
  Governo.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Le  ricordo  che  sull'articolo  si
  interviene una solo volta.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avevo  avuto
  modo  di  intervenire  su  questo  articolo,  nel  senso  che   ero
  intervenuto  sul precedente, sull'articolo 2. Volevo fare  presente
  ancora  una volta ai colleghi che oggi si sta consumando l'ennesima
  beffa   nei   confronti  delle  province.  Ancora  una  volta,   la
  maggioranza e il Governo non hanno assolutamente contezza di quello
  che   stanno   facendo  e  di  come  si  stanno   comportando,   un
  comportamento scorretto, insopportabile, un comportamento che  vede
  per quattro mesi i dipendenti della Provincia costretti ad andare a
  lavorare senza poter percepire gli stipendi.
   E'  bene,  onorevoli colleghi, che lo sappiate: state  votando  un
  contributo  che  viene  dato alle province  di  6.667.000,00  euro;
  questo  contributo servirà solo a pagare i primi dieci  mesi  degli
  stipendi  di  tutti i dipendenti delle province, dopodiché  dall'11
  gennaio  in  poi tutti i dipendenti di tutte le province  siciliane
  percepiranno  lo stipendio. Non veniamo, da qui a qualche  mese,  a
  strapparci le vesti perché ricordo che avete bocciato l'emendamento
  che  aumentava da 6 a 10 milioni di euro le risorse destinate  alle
  province e questi 4 milioni di euro in più servivano solo a  pagare
  altri dieci giorni di stipendio.
   Ebbene,  seppiatelo: state votando un provvedimento che mentre  da
  una  parte  aumenta per i comuni di 30 milioni di euro le  risorse,
  dall'altra  parte  condanna  i  dipendenti  delle  province  a  non
  ricevere lo stipendio per i primi quattro mesi dell'anno. Così come
  condannerà  parecchi  ragazzi studenti e  studentesse  diversamente
  abili  a  non  avere  l'assistenza, stiamo  attenti,  a  non  avere
  l'assistenza nei primi quattro mesi.
   Questo  è quello che il Governo propone, quello che la Commissione
  a  maggioranza  ha approvato, quello che questa maggioranza   della
  gazzosa , perché di questo si tratta, sta andando ad approvare.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   vorrei
  ritrovarmi  come  abbiamo fatto in quest'ultimo anno  ad  approvare
  tutta  una serie di articoli rassicurando le province, i lavoratori
  delle  province,  gli  operatori esterni, la  Palermo  Energia,  le
  cooperative  varie  e poi ci ritroveremmo da  qui  ad  un  mese  in
  difficoltà.
   Mi  giunge un'informazione che credo sia certa, di questa mattina,
  che la Provincia regionale di Palermo, a seguito dello stanziamento
  di  6  milioni 600 mila euro, quelli che stiamo stanziando, per  la
  sola  Palermo  Energia, ha approvato, per un mese,  dicendo  che  a
  partire dal mese di febbraio probabilmente il servizio non si potrà
  più prorogare. Quindi, attenzione, credo che stiamo commettendo  un
  errore,  stiamo  approvando un articolo che contiene  una  risorsa.
  Assessore,  per  carità, può darsi che mi stia  sbagliando,  non  è
  detto  che  sia  tuttologo, non sono né tuttologo e neanche  ho  la
  presunzione  di  dire  che  ho  sempre  ragione  ma  dico  soltanto
   fermiamoci  un attimo . Non vorrei trovarmi, tra qualche  mese,  a
  tornare  qui  in Aula con i lavoratori delle province sotto,  e  le
  collaterali  e  le  varie società partecipate probabilmente  a  non
  potere garantire gli stipendi.
   Siccome è un atto di questa mattina che con questa cifra stabilita
  dalla nostra finanziaria, dalla proroga in dodicesimi che andiamo a
  fare,  mette  nelle  condizioni di  portare  soltanto  un  mese  di
  attività   alla  Palermo  Energia  e  questa  cosa   mi   preoccupa
  seriamente, gradirei una pausa di un attimo,  fermarci un secondo e
  capire  se,  realmente, con questa cifra, si potranno  garantire  i
  quattro  mesi  canonici  da qui a maggio,  quando  approveremo  poi
  l'esercizio definitivo e non quello provvisorio.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sarò
  brevissimo.  Non  sono  intervenuto  fino  all'articolo  3.  Vorrei
  suggerire  all'onorevole Alongi  di darci una mano  a  scrivere  un
  ordine del giorno che presenteremo noi parlamentari e chi lo  vorrà
  potrà   sottoscriverlo,  perché vorrei  ricordare  al  Governo,  al
  vicepresidente  della  Regione, nonché  all'assessore  Baccei,  che
  questo  argomento  relativo a Palermo Energia  è  stato  ampiamente
  affrontato,  nei termini che le riassumo. Intanto, Palermo  Energia
  non  è  un   carrozzone  stipendificio , è  in  attivo  e,  se  non
  intervenissimo, interverremo come Aula per lasciare un  legato  fra
  noi  e voi affinché la società non vada in perdita e poi il Governo
  trovarsi a dire  ah, siccome è in perdita  .
   In  questo  momento, infatti, è l'unica società in attivo  che  si
  occupa  di  una  commessa, che la fa vivere  di  proprio  ossigeno,
  autonomamente, che è un servizio essenziale, importante.  Per  cui,
  ritengo  che il Parlamento debba scrivere questo documento affinché
  ne  rimanga  traccia e si dia  una certezza di impegno a  coloro  i
  quali aspettano da parte nostra un segnale.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  sono
  contento, assessore perchè, da questo punto di vista, mi sembra che
  ci  sia  un coro unanime da parte dell'Assemblea rispetto a  questa
  vicenda, anche perché stiamo trattando in questo momento la vicenda
  palermitana che, personalmente, magari, mi sta a cuore più di altre
  però  ci  sono,  chiaramente,  le  partecipate  anche  delle  altre
  province.
   Ovviamente,  qual  è  la  peculiarità,  assessore?  Lei  ne   sarà
  certamente  a conoscenza. La peculiarità è legata la fatto  che  si
  tratta  di una partecipata al 100% per cui si tratta effettivamente
  di  dipendenti che sono già nel bilancio della provincia e  sarebbe
  una  storia  triste  distinguere  tra  dipendenti  di  serie  A   e
  dipendenti   di  serie  B,  soprattutto  rispetto  a  dei   servizi
  essenziali  che,  ormai, la Palermo Energia si  ritrova  a  gestire
  essendo,  come  hanno già detto i colleghi, una  società  che,  tra
  l'altro,  è  assolutamente  in attivo e  non  possiamo  permetterci
  scivoloni  di  altro  genere.  Quindi,  se  per  favore  su  questo
  possiamo,  assessore - stiamo predisponendo l'ordine del  giorno  e
  qui  vedo  che ci sono altri colleghi che interverranno -  prendere
  un  impegno certo perché a questi lavoratori possa essere data  una
  continuità per il futuro così come i servizi che la Palermo Energia
  eroga per l'appunto.

   LO SCIUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   SCIUTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  Assessore,  le  province, in questo periodo, stanno  approntando  i
  bilanci  per il 2015. Per quello che stanno programmando e  con  le
  risorse  disponibili possono pagare gli stipendi fino al 30 aprile.
  Vorrei  chiedere  a lei ed al vicepresidente: per  quanto  riguarda
  tutti i servizi che per legge svolgono le province, con quali fondi
  porteranno  avanti  questo, assessore? parliamo dell'assistenza  ai
  disabili, del trasporto ai disabili, della manutenzione alle scuole
  di  secondo  grado,  della manutenzione alle  strade.  Mi  risulta,
  infatti,  che  le  province non hanno fondi e, quindi,  quello  che
  possono  fare  è  soltanto assicurare gli  stipendi  ma  i  servizi
  garantiti per legge non saranno più fatti.
   Volevo,  da  questo  punto di vista, delle delucidazioni  e  delle
  assicurazioni perché qui parliamo, poi, di obblighi  di  legge  che
  hanno le province.

   BACCEI,  assessore  per l'economia. Sul tema  delle  province,  lo
  stanziamento, come sapete, è un terzo della spesa corrente del 2014
  per cui sono gli stessi stanziamenti dell'anno scorso. Sul tema  di
  Palermo   Energia,  manteniamo  l'impegno  che  avevamo  preso   in
  Commissione Bilancio, per cui sono favorevole all'ordine del giorno
  e a discutere ed aprire un tavolo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, senza diritto di replica. Ormai si
  vota o a favore o contro.
   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                 Art. 4
                     Erogazione contributi ad enti

       1.  Fino  al  30 aprile 2015 gli interventi  individuati
     nella   Tabella   allegata  alla   presente   legge   sono
     determinati negli importi dalla stessa indicati.

       2.  In  deroga alle disposizioni dell'articolo 32  della
     legge  regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche
     ed  integrazioni e dell'articolo 128 della legge regionale
     12   maggio   2010,  n.  11  e  successive  modifiche   ed
     integrazioni gli importi indicati nella Tabella di cui  al
     precedente  comma 1 possono essere erogati anticipatamente
     in unica soluzione.

       3. Stralciato dalla Presidenza ai sensi dell'articolo  7
     del R. I ..

   L'onorevole    Ciaccio   dichiara   di   ritirare    l'emendamento
  soppressivo.
   Comunico che il subemendamento 4.2.1, che prevede una riduzione di
  spesa, è ritirato.
   Si passa all'emendamento 4.2, presentato dalla III Commissione. Lo
  pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

     PRESIDENTE. Pongo, pertanto, in votazione l'emendamento 4.2. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 4 e annessa  tabella,  nel  testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                Art. 5.
           Rimborso alle Aziende sanitarie per il personale
          comandato all'Assessorato regionale della salute e
           proroga del comando del personale in servizio al
            dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti

   1. Per le finalità dell'articolo1 della legge regionale 5 novembre
  2004,  n. 15 e successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata,
  fino  al  30  aprile 2015, la spesa di 340 migliaia  di  euro  (UPB
  11.2.1.1.1 capitolo 412016).

   2.  Per  le  finalità  dell'articolo  47,  comma  2,  della  legge
  regionale  12  maggio  2010,  n.  11  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, è autorizzata, fino al 30 aprile 2015, la spesa di 40
  migliaia di euro (UPB 5.2.1.1.1. capitolo 242022) .

   Comunico che l'emendamento soppressivo 5.1 è ritirato. L'Assemblea
  ne prende atto.
        Pongo  in  votazione  l'articolo 5. Chi è  favorevole  resti;
  seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                Art. 6.
              Risultato della gestione finanziaria 2014 e
                            autorizzazione
                  al ricorso ad operazioni finanziarie

   1.  Per la salvaguardia degli equilibri di bilancio si provvede  a
  dare  copertura,  nell'esercizio finanziario 2015,  alla  quota  di
  disavanzo  di  amministrazione  al 31  dicembre  2014,  stimato  in
  145.000  migliaia  di  euro, derivante dalla mancata  effettuazione
  delle  operazioni finanziarie per il finanziamento di  quota  parte
  delle  spese  di  investimento  dei comuni  e  delle  province  già
  autorizzate  con  le  disposizioni  sottocitate,  mediante  rinnovo
  nell'anno 2015 delle autorizzazioni medesime di cui:

   a) all'articolo 2 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5;
   b) all'articolo 78, comma 5, della legge regionale 12 agosto 2014,
  n. 21 .

   Comunico  che  gli emendamenti soppressivi 6.1 e  6.2  sono  stati
  ritirati. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                 Art. 7
            Disposizioni per l'Ente acquedotti siciliani in
                             liquidazione

   1.  Per le finalità dell'articolo 6, comma 1 della legge regionale
  11  maggio  2014,  n. 13 e successive modifiche ed  integrazioni  è
  autorizzata,  fino  al  30 aprile 2015, a  trasferire  alla  RESAIS
  S.p.A., a titolo di compartecipazione destinata esclusivamente agli
  oneri  sostenuti per il personale in servizio, la  somma  di  2.154
  migliaia di euro (UPB 4.2.1.3.99 - cap. 214107), comprensiva  degli
  eventuali oneri convenzionali.

   2.  All'Istituto  regionale vini e oli di Sicilia  è  concesso  un
  contributo per il concorso al pagamento degli emolumenti fino al 30
  aprile  2015 al personale proveniente dall'EAS in liquidazione,  ai
  sensi  del comma 2-quinquies dell'articolo 23 della legge regionale
  27  aprile 1999, n. 10, nella misura massima di 69 migliaia di euro
  (UPB 10.3.1.3.2 - cap. 147325).

   3.   All'Istituto  regionale  per  lo  sviluppo   delle   attività
  produttive  è  concesso un contributo per il concorso al  pagamento
  degli  emolumenti  fino al 30 aprile 2015 al personale  proveniente
  dall'EAS   in   liquidazione,  ai  sensi  del   comma   2-quinquies
  dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999, entro  i  limiti
  di 369 migliaia di euro (UPB 2.2.1.3.7 - cap. 343315).

   4.  Agli  Enti  regionali per il diritto allo studio universitario
  della  Sicilia  è  concesso  un  contributo,  per  il  concorso  al
  pagamento  fino  al  30 aprile 2015 degli emolumenti  al  personale
  proveniente  dall'EAS  in  liquidazione,  ai  sensi  del  comma  2-
  quinquies dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
  10,  entro i limiti di 903 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5  -  cap.
  373347) .

   Comunico che l'emendamento soppressivo 7.1 è ritirato. L'Assemblea
  ne prende atto.
   Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                                Art. 8.
          Acquisizione dei servizi delle società partecipate

   1.  Per  ciascuno  degli anni 2015 e 2016,  la  spesa  complessiva
  destinata  al  pagamento dei corrispettivi per i  servizi  resi  in
  favore degli Enti del Servizio sanitario regionale ed acquisiti  in
  convenzione  dalla  società consortile Servizi  ausiliari  Sicilia,
  risultante  dalla definizione delle procedure di  riordino  di  cui
  all'articolo 20, comma 2, della legge regionale 12 maggio 2010,  n.
  11,  è  posta  interamente  a carico dei bilanci  di  ciascun  ente
  sanitario  fruitore dei relativi servizi che vi  provvede  mediante
  quota  parte delle risorse di Fondo sanitario regionale annualmente
  assegnate e vincolate a tale finalità.

   2.  Il  comma 5, dell'articolo 11 della legge regionale 28 gennaio
  2014, n. 5 è sostituito dal seguente:
    Per le medesime finalità del comma 4, è autorizzata, per ciascuno
  degli  esercizi  finanziari 2015 e 2016, la spesa annua  di  45.523
  migliaia  di  euro destinati al pagamento dei corrispettivi  per  i
  servizi  resi in favore dell'Amministrazione regionale o  di  altri
  enti  regionali consorziati, ad esclusione degli enti del  Servizio
  sanitario regionale .'

   Comunico  che gli emendamenti 8.2 e 8.3 sono ritirati. L'Assemblea
  ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 8.4. Lo pongo in votazione.  Il  parere
  della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, gli Uffici mi comunicano  che  se
  l'emendamento verrà approvato, sarà riformulato tutto l'articolo.

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                                Art. 9.
                       Accantonamenti tributari

   1.  Per  l'esercizio finanziario 2015, al concorso al  risanamento
  della   finanza   pubblica  a  carico  della   Regione   siciliana,
  complessivamente  determinato in 1.112.383  migliaia  di  euro,  si
  provvede mediante utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione,
  ai  sensi  dell'articolo 16, comma 3, del decreto  legge  6  luglio
  2012,  n.  95,  convertito con modificazioni dalla legge  7  agosto
  2012, n. 135 e successive modifiche ed integrazioni.

   2. Per l'esercizio finanziario 2015, in relazione all'accertamento
  delle  entrate  relative al Fondo di sviluppo e  coesione  connesse
  all'attuazione  dell'articolo 16, comma  3,  del  decreto  legge  6
  luglio  2012,  n. 95, convertito con modificazioni  dalla  legge  7
  agosto 2012, n. 135 e successive modifiche ed integrazioni, di  cui
  al  comma 1, è disposto, ai sensi dell'articolo 10, comma 2,  della
  legge  regionale  8  luglio 1977, n. 47 e successive  modifiche  ed
  integrazioni, uno specifico accantonamento negativo,  codice  1001,
  nella Tabella  A  allegata alla legge regionale 28 gennaio 2014, n.
  5,  finalizzato  al concorso al risanamento della finanza  pubblica
  posto   a   carico   della  Regione  riportato  nel  corrispondente
  accantonamento  positivo, codice 1005, che  si  dispone,  ai  sensi
  dell'articolo 10, comma 2, della legge regionale 8 luglio 1977,  n.
  47  e  successive  modifiche  ed integrazioni,  nella  Tabella   A
  allegata alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.

   3.  Al  comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale  28  gennaio
  2014,  n.  5  e  successive  modifiche ed integrazioni,  le  parole
   ciascuno  degli anni 2015 e 2016  sono sostituite  con  le  parole
   l'anno 2016 .

   4.  Alla  lettera  b)  del  comma 2 dell'articolo  4  della  legge
  regionale  28  gennaio  2014,  n.  5  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le parole  il biennio 2015-2016  sono sostituite  con
  le parole  l'anno 2016 .

   5.  Alla  lettera  c)  del  comma 2 dell'articolo  4  della  legge
  regionale  28  gennaio  2014,  n.  5  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le parole  per ciascuno degli anni 2015 e 2016   sono
  sostituite con le parole  per l'anno 2016 .'

   Comunico  che  gli  emendamenti 9.1,  9.2  e  9.3  sono  ritirati.
  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                                Art. 10.
                   Modifiche ed abrogazioni di norme

   1.  Alla  legge 24 novembre 2011, n. 25 sono apportate le seguenti
  modifiche:

   a) all'articolo 3, comma 1, lettera c), le parole  10.500 migliaia
  di euro  sono sostituite dalle parole  7.100 migliaia di euro  e le
  parole  5.000 migliaia di euro  sono sostituite dalle parole  1.600
  migliaia di euro ;
   b) il comma 5, dell'articolo 3, è abrogato;
   c) l'articolo 4 è abrogato;
   d)  all'articolo  7, comma 4, le parole  2.500 migliaia  di  euro
  sono  sostituite  dalle parole  210 migliaia di  euro ,  le  parole
   2.000 migliaia di euro  sono sostituite dalle parole  200 migliaia
  di  euro  e le parole  500 migliaia di euro  sono sostituite  dalle
  parole  10 migliaia di euro .'

   Comunico che l'emendamento 10.1 è ritirato. L'Assemblea ne  prende
  atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                                Art. 11.
       Applicazione dei principi contabili e schemi di bilancio

   1.  Al  fine di garantire i processi di armonizzazione dei sistemi
  contabili  e  degli  schemi  di  bilancio,  nelle  more  che  siano
  definite,  in  conformità  con lo Statuto  regionale,  mediante  le
  procedure i cui all'articolo 27 della legge 5 maggio 2009,  n.  42,
  decorrenza  e  modalità  di  applicazione  delle  disposizioni  del
  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive  modifiche
  ed  integrazioni,  secondo  quanto previsto  dall'articolo  79  del
  medesimo  decreto legislativo, a decorrere dall'1 gennaio  2015  la
  Regione  e  gli  enti  di cui all'articolo 1 del  predetto  decreto
  legislativo  n.  118/2011 e successive modifiche  ed  integrazioni,
  applicano  le  disposizioni  del medesimo  decreto  legislativo  n.
  118/2011  e  successive modifiche ed integrazioni,  secondo  quanto
  previsto dal presente articolo.

   2.  L'affiancamento della contabilità economico patrimoniale  alla
  contabilità  finanziaria, secondo quanto previsto  dall'articolo  2
  del  decreto  legislativo  n. 118/2011 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  l'adozione  del piano dei conti  integrato,  secondo
  quanto previsto dall'articolo 4 del predetto decreto legislativo n.
  118/2011  e successive modifiche ed integrazioni, nonché l'adozione
  del  bilancio consolidato secondo quanto previsto dall'articolo  11
  bis    del    medesimo   decreto   legislativo,   con   riferimento
  all'Amministrazione   regionale   sono   applicati   a    decorrere
  dall'esercizio finanziario 2016.

   3. Gli altri enti di cui all'articolo 1 del decreto legislativo n.
  118/2011  e  successive modifiche ed integrazioni, con  riferimento
  alle  disposizioni  del comma 2 esercitano  le  facoltà  di  rinvio
  previste  dal medesimo decreto legislativo n. 118/2011 e successive
  modifiche ed integrazioni con propri atti.

   4.  Le  norme  di  attuazione di cui al comma 1,  con  riferimento
  all'Amministrazione    regionale,   determinano    la    disciplina
  riguardante l'organo di controllo e le modalità di esercizio  delle
  funzioni  connesse all'applicazione dell'articolo  72  del  decreto
  legislativo n. 118/2011 e successive modifiche ed integrazioni.

   5.   A   decorrere  dall'1  gennaio  2016,  l'Assemblea  regionale
  siciliana,  ai  sensi dell'articolo 4 dello Statuto della  Regione,
  approvato con Regio decreto legislativo 15 maggio 1946,  n.  455  e
  convertito  in  legge  costituzionale 26  febbraio  1948,  n.  2  e
  successive modifiche ed integrazioni, secondo le norme del  proprio
  Regolamento  interno, adegua il proprio ordinamento ai principi  di
  cui  al  decreto legislativo n. 118/2011 e successive modifiche  ed
  integrazioni.

   6.  Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  l'economia  sono
  disciplinati  i tempi e le modalità di approvazione e  acquisizione
  dei rendiconti degli organismi strumentali della Regione.

   7.   Nel   corso   dell'esercizio  finanziario  2015,   ai   sensi
  dell'articolo 51, comma 10, del decreto legislativo n.  118/2011  e
  successive   modifiche  ed  integrazioni,  continuano   a   trovare
  applicazione,  con  riferimento all'Amministrazione  regionale,  le
  disposizioni  regionali  vigenti che disciplinano  le  modalità  ed
  individuano le competenze in materia di variazioni di bilancio e le
  ulteriori  disposizioni  di  cui  al  presente  articolo.  Per   le
  tipologie di variazioni di bilancio non disciplinate dalle  vigenti
  disposizioni regionali e per quelle fatte salve dal predetto  comma
  10,  la  relativa disciplina è definita con decreto del  Presidente
  della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per l'economia.

   8.  Nelle  more dell'adozione della nuova disciplina  organica  di
  contabilità,  per  i  rinvii  all'ordinamento  contabile  regionale
  contenuti   nel  decreto  legislativo  n.  118/2011  e   successive
  modifiche ed integrazioni, si applicano le seguenti disposizioni:

   a)  il  bilancio  finanziario gestionale di cui  all'articolo  39,
  comma   10,  del  decreto  legislativo  n.  118/2011  e  successive
  modifiche ed integrazioni è approvato dalla Giunta regionale;

   b) continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti sulle modalità
  ed  i limiti del prelievo di somme dai fondi di cui all'articolo 48
  del  decreto  legislativo  n. 118/2011 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni;

   c) continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti sulle modalità
  di  versamento al cassiere delle somme riscosse, gli  strumenti  di
  pagamento  previsti dagli articoli 13 e 15 della legge regionale  8
  luglio  1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni,  nonché
  le  norme previste dall'articolo 21 della legge regionale  7  marzo
  1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni;

   d) continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti sulle modalità
  ed i termini per la presentazione all'Assemblea regionale siciliana
  del rendiconto generale della Regione.

   9.  Gli enti strumentali e gli organismi strumentali della Regione
  adeguano  i  propri  regolamenti contabili  alle  disposizioni  del
  decreto   legislativo  n.  118/2011  e  successive   modifiche   ed
  integrazioni entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente  legge, fermo restando che le disposizioni dei regolamenti
  in contrasto con quelle del medesimo decreto legislativo cessano di
  avere efficacia dall'1 gennaio 2015.

   10. Su proposta dell'Assessore regionale per l'economia, la Giunta
  regionale  provvede, nei termini, secondo le ulteriori  modalità  e
  per gli effetti previsti dai commi 7 e seguenti dell'articolo 3 del
  decreto   legislativo  n.  118/2011  e  successive   modifiche   ed
  integrazioni, al riaccertamento straordinario dei residui attivi  e
  passivi risultanti all'1 gennaio 2015. Il relativo provvedimento  è
  trasmesso all'Assemblea regionale siciliana.

   11.  Con  le  medesime modalità di cui al comma 10 si provvede  al
  riaccertamento  dei  residui in ciascun esercizio  finanziario  nei
  termini  ed  ai sensi dei commi 8 e seguenti dell'articolo  63  del
  decreto   legislativo  n.  118/2011  e  successive   modifiche   ed
  integrazioni.

   12.  Per  l'esercizio finanziario 2015 ai sensi dell'articolo  11,
  comma   16,  del  decreto  legislativo  n.  118/2011  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni,  nel corso dell'esercizio  provvisorio
  continua   ad   applicarsi  la  disciplina  vigente  nell'esercizio
  finanziario 2014.

   13.  Per  quanto non diversamente regolato per effetto del  rinvio
  operato  dal  comma  1  e per effetto delle ulteriori  disposizioni
  introdotte  dal presente articolo, continua a trovare  applicazione
  la vigente disciplina regionale di contabilità.

   14.  E'  abrogato il comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale
  12 agosto 2014, n. 21 .

   Si  passa  all'emendamento  11.3, del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'emendamento 11.1, dell'onorevole Falcone.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei suggerire
  al  Governo, se mi è consentito, di stralciare questo articolo  dal
  testo  e  rinviarlo  alla finanziaria, quando  saremo  chiamati  ad
  esaminarlo.  Dico ciò per una ragione. Abbiamo assunto  un  impegno
  con  lo  Stato sulla armonizzazione con l'articolo 118 delle  norme
  sulla contabilità, a partire da gennaio del 2015, però è anche vera
  un'altra questione, cioè che l'armonizzazione della contabilità, ai
  sensi  dell'articolo118, porta con sé la necessaria  armonizzazione
  anche dei bilanci dei comuni che in qualche modo apre al momento in
  una  situazione  in cui siamo un po' al buio, una situazione  nella
  quale  non  sappiamo dove ci porta l'accertamento  dei  residui  da
  parte  degli  enti  locali e delle società ad  essi  collegate  che
  potrebbero creare in un momento particolarmente complesso un grande
  problema di ordine finanziario.
   Siccome  stiamo trattando l'esercizio provvisorio e stiamo facendo
  una  norma  che  ha un effetto sul bilancio per quattro  mesi,  non
  succede  nulla  a  mio avviso se questa norma, fermo  restando  gli
  impegni   assunti  dal  Presidente  della  Regione,   però,   abbia
  l'approfondimento necessario per valutarne gli effetti  soprattutto
  sui bilanci degli enti locali.
   Ecco  perché  chiedo al Governo di stralciare  questo  articolo  e
  rinviarlo alla legge di stabilità che tra l'altro è la materia  più
  idonea dove andare a disciplinare questi aspetti.

   PRESIDENTE:   Grazie,  onorevole  Cracolici,   su   questo   punto
  dell'armonizzazione  dei bilanci degli enti locali,  abbiamo  avuto
  invece   una   sollecitazione  da  parte  dell'Anci  a  posticipare
  l'entrata  in  vigore.  In  effetti,  con  questa  norma,  si   sta
  posticipando  perché  si  sta dando la possibilità  sostanzialmente
  agli  enti  locali,  ai  comuni, di adottare  l'armonizzazione  dei
  bilanci sulla base delle loro decisioni.

   CRACOLICI. Se è così, ritiro la mia proposta, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Perfetto, onorevole Cracolici.
   Si passa all'emendamento 11.1. Onorevole Falcone lo ritira?.

   FALCONE. Chiedo di intervenire.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  potrei  anche
  ritirare questo emendamento ma ad una condizione - magari lo chiedo
  al  Governo -, cioè l'articolo 6, comma 1, andiamo nella  legge  21
  che  andiamo a sopprimere, di fatto imponeva che dall'1 gennaio del
  2015,  potesse essere fatto un controllo di legittimità finanziaria
  con  un  organismo  interno, l'Audit, dell'Assemblea,  che  potesse
  controllare,  verificare  la  legittimità  finanziaria  dei   testi
  normativi che affluiscono all'Aula.
   In assenza del vaglio di legittimità preventiva, che oggi non sarà
  più  effettuato  da  parte  dell'organo  di  controllo  che  è   il
  Commissario dello Stato, ritenevo che fosse essenziale questo nuovo
  organismo di controllo interno.
   Ripeto, posso anche ritirare questo emendamento, perché se  questo
  emendamento  venisse approvato, mi rendo conto  che  dovremmo  fare
  entrare in vigore direttamente il 118 già da quest'anno.
   Quindi,  l'approvazione di questo emendamento sarebbe di fatto  la
  soppressione  dell'intero articolato che  oggi  si  sta  approvando
  anche   a  seguito  delle  spinte  che  l'Anci  ha  fatto,   perché
  armonizzare  i  bilanci, anche quelli degli enti locali,  significa
  mettere  in  ginocchio  tutti gli enti  locali  della  Sicilia,  se
  partissimo con il nuovo ordinamento di contabilità.
   Però  l'impegno  che chiedo all'Aula è che magari  presentiamo  un
  ordine  del  giorno  e impegniamo, come dire, anche  la  Presidenza
  dell'Assemblea  a verificare la compatibilità per fare  entrare  in
  vigore questo organismo di valutazione che se è un organismo che la
  Presidenza  ritiene utile, bene, istituiamolo subito; se  riteniamo
  che  non  sia utile, ma ci deve dare anche le motivazioni, lo  dico
  anche  alla Segreteria Generale, allora come dire, che l'Aula abbia
  delle  garanzie  sul  controllo  di legittimità  e  di  legittimità
  finanziaria fatte non soltanto dalla Segreteria Generale  ma  anche
  dal  Servizio  Bilancio  di questa Assemblea  regionale  siciliana,
  sulle  norme che arrivano in Aula, in maniera tale che non arrivino
  in  Aula delle norme che poi magari possono essere impugnate  sotto
  un  profilo  contabile, soprattutto da parte del  dipartimento  del
  Consiglio  dei  Ministri per gli Affari regionali,  anche  con  una
  refluenza che potrebbe avere, sotto un profilo contabile e, quindi,
  con  una  responsabilità contabile per i deputati  che  oggi  hanno
  delle  guarentigie, che oggi hanno delle garanzie, ma domani queste
  garanzie   potrebbe   essere  messe  in   discussione   dall'Organo
  magistratuale contabile che potrebbe entrare nel merito delle norme
  che oggi noi andiamo a porre.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 11.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                                Art. 12.
                       Disposizioni finanziarie

       1.  Alla tabella B del disegno di legge del Bilancio  di
     previsione  per  l'esercizio finanziario  2015  e  per  il
     triennio   2015-2017  sono  apportate,   per   l'esercizio
     finanziario 2015, le seguenti modifiche:

       per l'esercizio finanziario 2015:
       - UPB  4.2.1.5.1 Capitolo 215701 +   98.831
       - UPB 11.2.1.3.1 Capitolo 413302 + 594.000
       - UPB  4.3.1.5.4 Capitolo 219202 + 130.061
       - UPB  4.3.1.5.4 Capitolo 219205 + 127.173
       per l'esercizio finanziario 2016:
       - UPB  4.2.1.5.1 Capitolo 215701 + 12.009

       2. Stralciato dalla Presidenza ai sensi dell'articolo  7
     del R. I.

       3. Stralciato dalla Presidenza ai sensi dell'articolo  7
     del R. I.

       4.  Ai maggiori oneri derivanti dalle autorizzazioni  di
     spesa  di  cui all'articolo 3, comma 1 (6.667 migliaia  di
     euro),  all'articolo 4, comma 1 (26.587 migliaia di euro),
     all'articolo  4,  comma  3  (1.500  migliaia   di   euro),
     all'articolo   5,   comma  1  (340  migliaia   di   euro),
     all'articolo   5,   comma  2  (40   migliaia   di   euro),
     all'articolo  7,  comma  1  (2.154  migliaia   di   euro),
     all'articolo   7,   comma  2  (69   migliaia   di   euro),
     all'articolo   7,   comma  3  (369  migliaia   di   euro),
     all'articolo  7, comma 4 (903 migliaia di  euro)  e  dalle
     disposizioni  dell'articolo 12, comma 1 (950.065  migliaia
     di  euro), comma 2 (1.200 migliaia di euro) e comma 3 (800
     migliaia    di   euro)   della   presente   legge,    pari
     complessivamente a 990.694 migliaia di euro  per  ciascuno
     degli esercizi finanziari 2015 e 2016 si provvede :

       a)  per  l'importo di 24.241 migliaia di euro per l'anno
     2015  mediante riduzione dell'autorizzazione di  spesa  di
     cui  alla  UPB  6.3.1.3.2 - capitolo 313318  del  bilancio
     della   Regione   per  l'anno  2015  per   effetto   delle
     disposizioni  di  cui  al comma 2  dell'articolo  1  della
     presente legge;

       b)  per l'importo di 132.994 migliaia di euro per l'anno
     2015  mediante riduzione dell'autorizzazione di  spesa  di
     cui  alla  UPB  7.3.1.3.99 - capitolo 191310 del  bilancio
     della   Regione   per  l'anno  2015  per   effetto   delle
     disposizioni  di  cui  al comma 3  dell'articolo  1  della
     presente legge;

       c)  per  l'importo di 18.434 migliaia di euro per l'anno
     2015  mediante riduzione dell'autorizzazione di  spesa  di
     cui  alla  UPB  6.3.1.3.2 - capitolo 313319  del  bilancio
     della   Regione   per  l'anno  2015  per   effetto   delle
     disposizioni  di  cui  al comma 3  dell'articolo  1  della
     presente legge;

       d)  per  l'importo di 1.012 migliaia di euro per  l'anno
     2015  mediante riduzione dell'autorizzazione di  spesa  di
     cui  alla  UPB  6.3.1.3.2 - capitolo 313318  del  bilancio
     della   Regione   per  l'anno  2015  per   effetto   delle
     disposizioni  di  cui  al comma 4  dell'articolo  1  della
     presente legge;

       e)  per  l'importo di 18.000 migliaia di euro per l'anno
     2015  mediante riduzione dell'autorizzazione di  spesa  di
     cui  alla  UPB  4.2.1.5.2 - capitolo 215704  del  bilancio
     della   Regione   per  l'anno  2015  per   effetto   delle
     disposizioni  di  cui  al comma 5  dell'articolo  1  della
     presente legge;

       f)  per l'importo di 205.000 migliaia di euro per l'anno
     2015  mediante riduzione dell'autorizzazione di  spesa  di
     cui  alla  UPB  7.3.1.3.2 - capitolo 191301  del  bilancio
     della   Regione   per  l'anno  2015  per   effetto   delle
     disposizioni  di  cui  al comma 1  dell'articolo  2  della
     presente legge;

       g)  per  l'importo di 12.009 migliaia di euro per l'anno
     2015    e    per    l'anno    2016   mediante    riduzione
     dell'autorizzazione di spesa di cui alla UPB 11.2.1.1.2  -
     capitolo  412539  del bilancio della  Regione  per  l'anno
     2015 per effetto delle disposizioni di cui all'articolo  8
     della presente legge;

       h)  per l'importo di 579.004 migliaia di euro per l'anno
     2015  mediante riduzione dell'autorizzazione di  spesa  di
     cui  alla  UPB  4.3.1.5.4 - capitolo 219213  del  bilancio
     della   Regione   per  l'anno  2015  per   effetto   delle
     disposizioni  di  cui  al comma 2  dell'articolo  9  della
     presente legge .

   All'articolo 12 sono stati presentanti diversi emendamenti.
   Si  passa  all'emendamento 12.1. Lo pongo in votazione. Il  parere
  della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.2. Lo pongo in votazione. Il  parere
  del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.3. Lo pongo in votazione. Il  parere
  del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che l'emendamento A 28 è stato assorbito dall'emendamento
  12.3.
   Si  passa  all'emendamento 12.4. Lo pongo in votazione. Il  parere
  del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che l'emendamento A 27 è stato assorbito dall'emendamento
  12.4.
   Comunico che è stato presentato un subemendamento dai deputati del
  Movimento  Cinque Stelle. Penso che sia stato distribuito.  Prevede
  che   All'emendamento 12.5 sono soppresse le parole:  esteso  anche
  agli  enti  riconosciuti ai sensi della legge regionale n.  51  del
  1995' .

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato  il
  subemendamento   all'emendamento  della   Commissione   perché   in
  Commissione  Bilancio l'emendamento sul fondo di  rotazione  per  i
  teatri,  le  fondazioni lirico-sinfoniche, si era  reso  necessario
  per rendere operativo il fondo per gli enti pubblici.
   Sennonché  è  stata aggiunta una frase che estende  il  fondo  Ris
  anche  agli  enti privati, quindi enti privati che sono Fondazioni,
  Museo  Mandralisca, Istituto internazionale del papiro, Museo delle
  marionette  e Fondazione famiglia Piccolo di Calanovella.
   Ora,  senza  nulla togliere alla meritorietà di questi Enti,  però
  modificare  un fondo, un articolo, aggiungendo degli  enti  privati
  che,  comunque,  avrebbero  delle agevolazioni  rispetto  ad  altri
  altrettanto  meritori  ci  sembra un'ingiustizia,  anche  perché  -
  ripeto - il Ris era nato con uno specifico obiettivo che era quello
  di  risanare le situazione debitorie degli enti pubblici e il fatto
  che  siano stati inseriti anche degli enti privati all'interno  del
  Ris  non  è un motivo per allargarlo ancora di più, semmai dovremmo
  modificare l'articolo originario e togliere gli enti privati che ci
  sono.
   Preannuncio che su questo chiederò il voto segreto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sinceramente,
  non  capisco  la  ratio di questo emendamento soppressivo,  Abbiamo
  varato  una  norma,  nella  scorsa  finanziaria,  che  prevede   la
  possibilità  per gli Enti lirici, sinfonici e non solo pubblici  ma
  anche   privati,   per  cui  c'è  il  Brass  ad   esempio   che   è
  un'associazione  meritoria sostenuta da molti  anni  dalla  Regione
  siciliana,  di  utilizzare  il sistema della  ristrutturazione  del
  proprio  debito  attraverso un fondo che  l'IRFIS  gestisce  e  con
  questa norma ci stavamo limitando a dire all'IRFIS il fondo da  cui
  prelevare.
   Questo emendamento tende a sopprimere quattro musei regionali  che
  ancorché  di  natura  privata sono di interesse pubblico-regionale.
  Parliamo,  cioè,  del Museo Mandralisca e stiamo  parlando  non  di
  dargli  dei  soldi,  ma la possibilità di poter accedere,  al  pari
  degli  Enti  sinfonici e lirici, alla ristrutturazione  dei  propri
  debiti   attraverso  l'utilizzo  di  un  prestito.   Non   capisco,
  sinceramente,   questo  furore  ideologico  che   alimenta   alcune
  iniziative dei colleghi.
   Sono orgoglioso, da siciliano, che il Museo Mandralisca sia aperto
  al  pari  del Museo delle Marionette che fanno parte della  storia,
  della cultura della Sicilia.
   Questo  accecamento improvviso, per cui in nome  di  una  presunta
  eguaglianza  di opportunità si prescinde dal merito delle  cose  lo
  trovo, sinceramente, insopportabile.
   Sono  contrario  a questo emendamento dei colleghi  del  Movimento
  Cinque Stelle.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LUPO. Signor Presidente, onorevole colleghi, credo anch'io che  la
  norma  prevista  nel disegno di legge sia assolutamente  opportuna.
  Dare   la  possibilità  a quattro importanti Istituzioni  culturali
  della  nostra  Isola  di  accedere  al  credito,  previsto  già  in
  finanziaria,  tramite l'IRFIS, per la ristrutturazione  della  loro
  condizione  debitoria,  consentendo loro  di  abbattere  gli  oneri
  derivanti dall'indebitamente stesso per rilanciare la missione,  la
  funzione  culturale  importante che  svolgono  in  quest'Isola,  mi
  sembra un fatto assolutamente positivo; senza un ulteriore onere  a
  carico delle casse della Regione stessa. La norma, peraltro,  nasce
  originariamente a tutela di importanti Istituzioni  culturali  come
  la  Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, tutte Istituzioni  di
  rilievo  pubblico-regionale  ma anch'esse  Istituzioni  di  diritto
  privato.   Parliamo,  comunque,  di  Fondazioni  e  non   ci   sono
  Istituzioni, peraltro i quattro Musei che qui rientrerebbero,  come
  il   Mandralisca,  hanno  comunque  un  riconoscimento   di   legge
  regionale,  la legge regionale n. 51, del 1995, come il  Papiro  di
  Siracusa, la Fondazione Piccolo. Mi pare cioè che sia una norma  di
  assoluto  buon  senso  che  da la possibilità  di  tutelare  queste
  importanti  Istituzioni culturali essendo le stesse,  comunque,  un
  volano di sviluppo significativo per la nostra Regione.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LEANZA.  Signor  Presidente, intervengo solo  per  concordare  con
  l'onorevole Cracolici e l'onorevole Lupo e dissentire convintamente
  dall'emendamento del Movimento Cinque Stelle.
   Stiamo  parlando  di  quattro  strutture  museali  di  grandissimo
  rilievo,  di  cui qualcuno patrimonio dell'umanità, di  cui  alcuni
  visitati da tantissimi, tantissimi, tantissimi turisti che sono  un
  volano di sviluppo per la nostra terra.
   Per  tanto tempo sono stati inseriti anche nei finanziamenti della
  Regione  e  hanno sempre operato col massimo rigore  scientifico  e
  culturale.  Togliere  la  possibilità a degli  Enti  di  così  alto
  spessore  culturale, scientifico e, se mi consentite, economico  di
  poter  strutturare eventualmente i propri debiti fatti per  onorare
  la  nostra terra, mi sembra assolutamente vergognoso. Sono, quindi,
  assolutamente   contrario  all'emendamento  del  Movimento   Cinque
  Stelle.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora nel merito
  di  questo emendamento, è facile, come dire, fare i teneroni quando
  si  tratta di piccole misure, piccole modifiche. Allora qua  non  è
  che  ci  si sta, praticamente, fissando in maniera improduttiva  su
  una  manovra, si bada, da parte nostra, alla coerenza di quello che
  facciamo  qua  dentro, anche perché fuori dobbiamo  rendere  conto,
  giusto?  Se consideriamo tutte le varie strutture museali,  i  vari
  siti, come dei figli di una famiglia, non si capisce perché ci sono
  dei  figli che possono andare all'Università e dei figli che devono
  rimanere  a  fare  altre  attività. Quattro figli  in  particolare,
  individuati  da una legge, ribadisco, in un contesto  di  esercizio
  provvisorio dove abbiamo fatto una battaglia inutile sulla  qualità
  di questo documento che doveva diventare un  esercizio finanziaria
  o  un  bilancio  provvisorio. Allora, il nostro è un richiamo  alla
  coerenza.  Dal  momento che l'emendamento 12.6  era  esclusivamente
  della  sua  formulazione  originaria,  presentata  e  diciamo,   in
  Commissione  Bilancio,  dall'Assessorato turismo,  era  finalizzato
  esclusivamente,  non è il 12.6, chiedo scusa, il numero  in  questo
  momento  non  lo ricordo, comunque soltanto alla resa, disponibile,
  anzi  a liberare i fondi all'interno del fondo IRFIS. Pertanto,  su
  questo,  non  abbiamo  problemi ma non si può infilare  dentro  una
  manovrina così quattro figli che addirittura hanno fatto debito. Di
  che stiamo parlando?
   Una    impresa   qualsiasi,   volendo   ragionare    in    termini
  aziendalistici,  che fa debito, va bene, l'andiamo a  ristrutturare
  ma  o pensiamo a tutti o non pensiamo a nessuno e, soprattutto,  le
  imprese  che  fanno debito, anche se parliamo di  ambito,  diciamo,
  regionale,  non  si aiutano, cioè si fa in modo che  o  si  aiutano
  tutte  o  non  si  aiuta  nessuno, soprattutto  in  una  situazione
  economica qual è questa.
   Quindi non è che noi ci fissiamo sulle manovrine tanto per  ma  ci
  fissiamo perché proviamo a dare una funzionalità e una chiarezza  a
  quello   che   facciamo  qua  dentro  perché  sia   chiaro,   anche
  all'esterno.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Signor Presidente, quando ieri parlavo del fatto che non
  stavamo  approvando  un esercizio provvisorio per  l'anno  2015  ma
  stiamo approvando una legge omnibus , questo è uno dei motivi,  nel
  senso  che   potrei  dire  di  essere d'accordo  perché  l'Istituto
  regionale  del  papiro di Siracusa, che è unico  al  mondo,  è  fra
  quelli  finanziati, ma non è così che si amministra  questa  terra.
  Non  siamo i deputati delle rispettive province ma siamo i deputati
  di  tutta  la Sicilia e, di conseguenza, per essere chiari,  signor
  Presidente,  questo  emendamento va esteso a  tutti,  a  tutti  gli
  Istituti    che    hanno    valenza    regionale,    che    vengono
  considerati ..beh,  Forza  Italia  non  fa  più  testo,   onorevole
  Milazzo,  da quando avete trovato l'accordo  di Catania non  dovete
  più  parlare,  siete  la  ruota di scorta della  maggioranza  e  ne
  prendiamo atto con grande piacere, chiaro?
   Non  si  può  permettere di interrompermi. Allora,  dopodiché,  le
  dicevo,   signor   Presidente,   sarebbe   opportuno   che   questo
  provvedimento venisse esteso anche ad altri Istituti  che  sono  in
  grossissima   difficoltà,   che  hanno   bisogno   del   contributo
  straordinario  dell'IRFIS, del resto non stiamo regalando  soldi  a
  nessuno, non stiamo dando niente a nessuno ma stiamo soltanto dando
  la   possibilità  ad  altri  importanti  strutture  che  non   sono
  riconosciute  dalla  legge regionale 51/95, di poter  accedere  nel
  rispetto della  norma e nel rispetto della legge, a un prestito  da
  parte  della  Regione per poter continuare con  dignità,  onorevole
  Cracolici,  con dignità, a continuare a vivere così come  coloro  i
  quali sono stati inseriti in questo elenco.
   Per  me andrebbe bene se inserissimo, togliessimo, ai sensi  della
  legge  regionale 51/95, tutti gli Enti che ne fanno richiesta,  che
  hanno  pari  dignità  e  pari  titolo  ed  è  giusto  che  chiedano
  l'intervento  dell'IRFIS, che potrebbe concedere un prestito,  cioè
  una somma che va restituita.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Rinaldi,  rinuncia?  Peraltro,   lei   ha
  presentato un subemendamento che la invito a ritirare.

   RINALDI. Ritiro il subemendamento.

   PRESIDENTE.  Il  Movimento  Cinque  Stelle  ha  preannunciato  una
  richiesta   di   voto  segreto.  Si  procede  alla   verifica   dei
  richiedenti.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 12.5.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 12.5.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          23
   Contrari            30
   Astenuti              2

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.5,  della Commissione. Lo  pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 12.6, della Commissione.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

        Pongo in votazione l'articolo 12, nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 13 e 14 sono stati stralciati.
   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               "Art. 15.
       Accantonamenti tributari relativi ai rapporti finanziari
                             Stato-Regione

   1.  Per  l'esercizio  finanziario 2015,  in  corrispondenza  delle
  entrate  derivanti  dal riconoscimento da parte  dello  Stato  alla
  Regione  delle  ritenute  sui  redditi  da  lavoro  operate   sugli
  emolumenti  dei  dipendenti  pubblici  che  prestano  servizio   in
  Sicilia,  in  atto erogati dal Centro nazionale di  elaborazione  a
  seguito  di  specifici  provvedimenti statali,  valutate  in  1.700
  milioni  di euro, è disposto, ai sensi dell'articolo 10,  comma  2,
  della  legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive  modifiche
  ed  integrazioni,  uno  specifico accantonamento  negativo,  codice
  1002,  nella Tabella  A  allegata alla legge regionale  28  gennaio
  2014,  n. 5 e successive modifiche ed integrazioni, finalizzato  al
  rifinanziamento  di interventi di spesa da disporre  con  legge  di
  stabilità  regionale per l'anno 2015 riportati  nel  corrispondente
  accantonamento  positivo, codice 1006, che  si  dispone,  ai  sensi
  dell'articolo 10, comma 2, della legge regionale 8 luglio 1977,  n.
  47  e  successive  modifiche  ed integrazioni,  nella  tabella   A
  allegata alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 .

   Comunico che è stato presentato l'emendamento di riscrittura 15.1,
  da  parte  del  Governo.  Lo pongo in votazione.  Il  parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 15.2.  Onorevole  Falcone,  la
  invito al ritiro.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Presidente,  ho  ritirato  l'emendamento  15.2   perché,
  parlando  con  gli Uffici, ci siamo confrontati ed  in  effetti  la
  Tabella  H, è una tabella di finanziaria, quindi bisogna  allegarla
  eventualmente per un accantonamento negativo. Credo però che questo
  emendamento che l'Aula si appresta ad approvare può essere anche un
  boomerang, e mi spiego con alcune considerazioni.
   Stiamo  approvando una norma di principio che dice  che  tutte  le
  ritenute  fiscali  che  vengono  effettuate  fuori  dalla  Regione,
  ancorché  per  redditi prodotti nella Regione  siciliana,  spettano
  alla Regione siciliana.
   Il  fatto  che sentiamo l'esigenza  di riprendere questo argomento
  come  norma di principio, ma conseguentemente individuare la  fonte
  in  un  accantonamento  negativo, è come se  noi  stessimo  facendo
  un'ulteriore  supplica  al Governo Renzi,  come  se  noi  dicessimo
   Governo  Renzi noi ti chiediamo che tutte le ritenute fiscali  che
  vengono effettuate fuori da questo territorio siano date a  noi  se
  tu  lo ritieni opportuno ma, se tu non lo ritieni opportuno non  le
  inseriamo  in  bilancio,  trascurando  il  fatto  che  abbiamo   un
  articolo,  che  è l'articolo 4 delle norme attuative dello  Statuto
  siciliano  che  dice  in maniera chiara che anche  in  questi  casi
  questi soldi, queste risorse spettano alla Regione siciliana.
   Allora avremmo invece dovuto fare un contenzioso con lo Stato  nel
  momento  in cui lo Stato non ci riconosce queste somme,  altro  che
  una  norma  di  principio. C'è un contenzioso  e  abbiamo  ritirato
  questo  contenzioso, assessore, prima che lei  entrasse  in  questo
  Governo.
   E  allora, come dire, oggi noi vogliamo porre all'attenzione della
  Presidenza, del Governo, degli onorevoli colleghi, un principio.
   Oggi  è  stato  nominato,  signor Presidente,  l'onorevole  D'Alia
  Presidente  della  Commissione Bicamerale, e per  noi  è  un  fatto
  importante,  per  la  Sicilia, però  se  anche  noi  siciliani  non
  riconosciamo  che i diritti nostri sono diritti e devono  diventare
  cortesie   o   regalie,  dico  noi  stiamo  abolendo  e  ammazzando
  all'origine  e nel nascere, ormai dopo sessanta anni,  quell'ultimo
  stralcio di autonomia statutaria, quelle ultime prerogative che noi
  stiamo consegnando al Governo centralista.
   Assessore, lei non la pensa così, però le dico di andare  a  Roma,
  andate  a  Roma, e non chiedete per pietà delle cose,  ma  dite  in
  maniera molto chiara queste sono somme che spettano a noi.
   E  allora,  lo  dico  al  Presidente del  Gruppo  del  partito  di
  maggioranza,  al  Presidente Gucciardi: noi  non  dovremmo  mettere
  l'accantonamento;  a  mio  avviso dovremmo  mettere  una  norma  di
  entrata  senza  accantonamento, eventualmente che sia  lo  Stato  a
  impugnare  dinanzi alla Corte Costituzionale, laddove  articoleremo
  un  contenzioso e un giudice terzo poi dovrà dire se ha ragione  la
  Sicilia  o  se  ha  ragione lo Stato. Questo  significa  essere  in
  verticale; noi purtroppo siamo sempre e ancora in orizzontale.
   Il  Governo  della  rivoluzione in questo  deve  dimostrare  spina
  dorsale dritta, onorevole Gucciardi, spina dorsale dritta.

   PRESIDENTE.   L'onorevole  Falcone  ha  introdotto  un   argomento
  importantissimo. Probabilmente questo è l'articolo più  importante,
  e  non  può essere sottovalutato, dell'intero esercizio provvisorio
  perché  è  quello  che ci siamo detti in numerosissimi  ordini  del
  giorno,  in interventi d'Aula, abbiamo approvato pure delle  leggi,
  faccio  riferimento alla legge voto, le imposte, dove si  pagano  e
  dove non si pagano.
   Onorevole  Falcone, lei vuole andare immediatamente  allo  scontro
  con  lo  Stato e io sarei d'accordo con lei ma devo dire che questa
  soluzione  che  è  stata trovata è una soluzione di  precontenzioso
  perché intanto allo Stato non trasferiamo le somme e le posso dire,
  la  diciamo  sotto forma di provocazione, mettiamo pure alla  prova
  l'assessore  Baccei, lo avete definito in tutti i modi: proconsole,
  commissario  o  quant'altro,  ma  è  una  questione  di   obiettivo
  precontenzioso  con lo Stato, perché noi stiamo facendo  valere  in
  quest'Aula  le  prerogative statutarie, perché fino  adesso  queste
  somme  sono accantonate dallo Stato, a nostro avviso ingiustamente.
  Quindi  guardiamo  al dato positivo di questo  articolo,  il  resto
  obiettivamente è da venire.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  anch'io  concordo  con  l'analisi che lei  ha  fatto  perchè  è  un
  accantonamento  tributario in cui mettiamo avanti le  mani  dicendo
  che  lo  Stato  deve  riconoscere alla Regione Sicilia  le  entrate
  derivanti  dal  fatto  che adesso le buste paga  e  quant'altro  si
  pagano  nella  Regione Lazio. Intanto però non è una battaglia  che
  l'assessore  doveva sostenere da solo. In  questa vicenda  dobbiamo
  essere    tutti    accanto   all'assessore   anche    approfittando
  dell'importante  riconoscimento che oggi   all'onorevole  D'Alia  è
  stato  fatto  da parte dei due rami del Parlamento e di conseguenza
  una battaglia comune.
   Io  su  una  cosa  sola non sono d'accordo, cioè sulla  somma.  Le
  entrate  erano state 6 miliardi e 600 milioni, così abbiamo stimato
  e,  a  quanto  pare,  quest'anno le  entrate  dovrebbero  essere  4
  miliardi  e 600 milioni. Chiedo, lo avevo chiesto in Commissione  a
  dire il vero senza alcun successo, di portare questa somma da 1,7 e
  3,  perché  trattasi  di  una somma su cui dobbiamo  discutere  col
  Governo  nazionale. Un fatto è che discutiamo da  una  partenza  di
  1,7,  un  fatto  che  partiamo  da 3,5  anche  perché  ricordo  che
  oggettivamente la somma che mancherebbe sarebbe 3 miliardi di  euro
  e,  di  conseguenza, sarebbe opportuno che in questo precontenzioso
  si  indicasse  l'intera  somma dal momento che  stiamo  facendo  la
  valutazione  non  per quadrimestri ma la stiamo facendo  per  tutto
  l'anno 2016.

   PRESIDENTE. Assessore Baccei, questo è il punto: c'è una relazione
  tecnica   portata  dall'onorevole  Vinciullo,  dico,  che   diventa
  importante  sul discorso della quantificazione del miliardo  e  700
  mila euro, sostanzialmente, come si arriva se ci sono le condizioni
  per  poterlo stabilire altrimenti lo esamineremo in altra sede. Non
  vorremmo che fossero maggiori le somme.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Come diceva,  giustamente,  lei
  prima,  questa è una norma che ha un valore, da un lato  simbolico,
  dall'altro  è  un messaggio forte verso il Governo  nazionale.  Non
  andremo,  come  diceva l'onorevole Falcone, a pietire  nulla,  anzi
  sappiamo  che le richieste sono  legittime e  ci sono  anche  delle
  recenti  sentenze, prima erano negative l'ultima è stata in  questo
  senso, per cui andiamo convinti.
   Abbiamo  messo  questa somma calcolata un po'  alla  rovescia  che
  potrebbe essere quello che ci servirebbe per avere un bilancio che,
  insieme  agli interventi che faremo in finanziaria ci  permette  di
  affrontare,  in  modo sereno, non solo il 2015 ma  anche  gli  anni
  successivi  e  questa è stata calcolata, da un lato non  si  poteva
  scrivere  tutto,  ma come somma necessaria appunto  a  chiudere  in
  tranquillità  il bilancio del 2015.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei peraltro  ha
  già  illustrato  il  senso di questa norma, il  senso  positivo  di
  questa  norma che pone un punto di svolta in quelli che potranno  e
  dovranno  essere i rapporti fra la Regione siciliana  e  lo  Stato,
  cioè  non  il  rapporto  del contenzioso  fine  a  sé  stesso,  del
  contenzioso per i contenzioso che purtroppo negli anni  ha  portato
  scarsissimi  risultati anche alla luce di numerose  sentenze  della
  Corte Costituzionale che hanno dato torto alle Regioni, anche  alle
  Regioni a Statuto speciale.
   Oggi, e questo fa onore a questo Parlamento che si prepara, io  mi
  auguro,  ad  approvare questo articolo e a trasferire in  legge  un
  principio che è quello della trattativa a testa alta con lo  Stato,
  per  la  prima volta, stiamo trasferendo in una legge della Regione
  siciliana,   stiamo  inserendo  nell'ordinamento  giuridico   della
  Regione siciliana il principio per cui la Regione siciliana  tratta
  con  lo  Stato   alla pari, cioè rivendica i propri diritti;  siamo
  pronti  e lo stiamo facendo ad essere rigorosi e seri come è giusto
  che  i  principi che regolano le istituzioni dettano e quindi credo
  che  questa  norma,  al  di là della cifra  che  gli  uffici  hanno
  valutato  in  maniera  prudenziale in  questo  ammontare,  come  ha
  spiegato e sottolineato l'assessore Baccei, al  di là della  cifra,
  non   apriamo  una  trattativa al ribasso ma  stiamo  semplicemente
  codificando un principio attraverso, per la prima volta ripeto, una
  legge  che  ci consentirà, nelle settimane e nei mesi a venire,  di
  avviare  un  rapporto sereno con lo Stato che ci deve correttamente
  riconoscere  quanto  dovuto senza pietire,  senza  piattini,  senza
  tutte  queste enunciazioni che certamente non fanno bene  a  quello
  che è il prestigio e la dignità della nostra Regione, ma certamente
  ci  pongono,  come  dicevo in avvio del mio  ragionamento,  in  una
  posizione   paritaria   con  lo  Stato.  A  dei   diritti   debbono
  corrispondere dei doveri ma nella reciprocità cioè tra  la  Regione
  siciliana  e  lo  Stato.  Quindi  credo  che  sia  davvero,  signor
  Presidente,  come lei ha sottolineato, davvero meritorio  da  parte
  del  Parlamento volere oggi avviare un percorso nuovo nei  rapporti
  con  lo  Stato che vedono la Regione siciliana rivendicare  la  sua
  autonomia con grande dignità ma senza pietismi e soprattutto  senza
  ipocrisie  perché  molto spesso i contenziosi hanno  celato  dietro
  tante  ipocrisie e credo che oggi la Regione siciliana  non  se  lo
  possa permettere.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso  come  bene
  hanno  fatto rilevare il Presidente dell'Assemblea e gli interventi
  che  si  sono succeduti da parte dei colleghi, che siamo con questo
  articolo  ad  uno  snodo cruciale rispetto  a  tutto  il  dibattito
  sull'applicazione dello Statuto della Regione siciliana  che  si  è
  sviluppato in questi ultimi anni. E, vede, onorevole Gucciardi, non
  è  un  caso che, per la prima volta, come dice lei, si sta tentando
  di  introdurre con una legge nella nostra finanziaria un  principio
  cui  magari alcuni anni fa o molti anni fa o negli anni passati non
  si  era molto dato peso. La differenza è che negli anni passati mai
  un Governo centrale si era permesso di intervenire a gamba tesa sui
  conti della Regione siciliana per rubare, letteralmente rubare,  le
  risorse  che  la  Costituzione prevede siano di  appannaggio  della
  nostra Regione.
   A  fronte del fatto che ormai abbiamo chiaro, onorevole Gucciardi,
  e  lei  lo  sa  come  tutti noi che ci sono state  sottratte  delle
  risorse  vitali,  in  dispregio  a  quanto  previsto  dalla  nostra
  Costituzione  o  noi  abbiamo il coraggio di aprire  la  partita  e
  mettere  in  chiaro l'intero ammontare delle somme, sono  d'accordo
  con    l'intervento   dell'onorevole   Vinciullo   riguardo    alla
  quantificazione reale di queste cifre e non in maniera prudenziale,
  anche  perché  l'intervento dell'assessore Baccei non  ha  chiarito
  nessun  dubbio al riguardo, né rispetto all'ammontare della  cifra,
  né rispetto al contenzioso.
   Per  aprire un contenzioso bisogna che si metta nero su bianco  la
  cifra,  l'articolo  dello Statuto e quindi della  Costituzione  che
  prevede che quelle entrate sono nostre, mettendo così di fronte  il
  Governo rispetto ad un obbligo di legge ed ad una violazione  della
  nostra  Costituzione  in maniera tale che  in  automatico  si  vada
  davanti  alla  Corte  Costituzionale e la Corte Costituzionale  non
  potrà  a quel punto che dire:  è incostituzionale la norma e quindi
  non  vi  spettano i soldi  oppure  è costituzionale la norma  e  lo
  Stato vi deve dare i soldi .
   Se  noi  lo  mettiamo  tra gli accantonamenti  negativi  e  quindi
  andiamo  con  il  berretto in mano ad aprire una  trattativa,  caro
  onorevole  Gucciardi,  una  trattativa col  Governo  centrale,  con
  l'arma  spuntata di non mettere la somma per intero  e  soprattutto
  una  trattativa  fuori  tempo massimo perché ormai  la  finanziaria
  nazionale è stata approvata e, quindi, non vedo quali margini possa
  avere questa trattativa. Allora dobbiamo avere il coraggio di porre
  la  questione di fronte alla Corte Costituzionale e cioè  porre  il
  Governo di fronte ad un fatto compiuto. Dobbiamo avere il coraggio,
  non di scriverlo tra gli accantonamenti negativi, ma di metterlo in
  bilancio;   se  non  è  il  caso  di  farlo  adesso  nell'esercizio
  provvisorio  farlo nella finanziaria, iscrivere  queste  somme  nel
  bilancio della Regione in maniera tale da costringere non noi ma lo
  Stato  ad  andare di fronte alla Corte Costituzionale. E di  fronte
  alla  Corte Costituzionale lo Stato non può che essere soccombente,
  quindi  abbiamo il coraggio di riaffermare per una volta,  per  una
  volta,  i  nostri diritti di fronte a questo Stato ladrone?  Se  ce
  l'abbiamo  mettiamo  le  somme  in entrata  al  bilancio  non  come
  accantonamento  negativo ma come soldi spendibili. Costringiamo  lo
  Stato a rincorrere noi, non noi a pietire di fronte allo Stato  una
  trattativa  che non ha margini di sbocco, perché ci vede  perdenti.
  Se  non  è  possibile metterlo nell'esercizio provvisorio  rinviamo
  l'argomento  al  bilancio  ed alla finanziaria  per  metterlo  come
  entrata   certa   nel   bilancio  e   come   entrata   complessiva,
  quantificando  esattamente l'ammontare perché se  l'ammontare  è  3
  miliardi  o 3,5 miliardi di euro, come si può immaginare  che  sia,
  allora lo Stato deve essere costretto a rincorrerci, a fare ricorso
  lui  di  fronte alle sue malefatte, per aver sottratto  in  maniera
  illegale  queste  somme  e costringere la  Corte  Costituzionale  a
  pronunciarsi  sulla legittimità costituzionale  di  quanto  operato
  dallo  Stato fino ad oggi. Se abbiamo la schiena dritta per davvero
  dobbiamo   fare   questo,  altrimenti  finiamola  di    cianciare ,
  finiamola  di pietire, finiamola con gli interventi che  non  hanno
  senso   E'  un  articolo  cruciale, come  sosteneva  la  Presidenza
  dell'Assemblea.  Abbiamo  il coraggio di portarlo  fino  in  fondo?
  Bene.   Costringiamo  lo  Stato  a  difendersi  rispetto   ad   una
  inosservanza  di una norma costituzionale che ci ha  portato  nella
  condizione  di  essere  impossibilitati  a  chiudere  il  bilancio,
  facciamo   valere   il  nostro  diritto  rispetto   alla   legalità
  costituzionale.  Sia  l'organo costituzionale  a  dire  se  abbiamo
  ragione o abbiamo torto, per cui io propongo, signor Presidente:  o
  si   fa   un  subemendamento  oggi  per  quantificare  ed  inserire
  nell'articolo  la  somma esatta e non metterlo come  accantonamento
  negativo ma iscriverlo nelle somme in bilancio; oppure, se ciò  non
  è  possibile, rinviamolo alla trattazione di bilancio e finanziaria
  in  maniera tale da avere un quadro chiaro e certo e, quanto  meno,
  di  avere  un'arma di pressione vera nei confronti dello Stato  per
  costringerlo, finalmente, ad adempiere agli obblighi che discendono
  dall'applicazione della Costituzione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  membri  del
  Governo.  Io voglio pubblicamente dire che l'assessore Baccei,  nel
  proporre questa norma, ha dimostrato coraggio. Perché questa è  una
  norma  che,  inevitabilmente, aprirà non un  tavolo  ma  aprirà  un
  conflitto  E lo aprirà su un tema dove, in questi anni, purtroppo a
  causa  della  scarsa  autorevolezza che la  Sicilia  ha  avuto  nei
  rapporti,  non con la politica, ma nei rapporti con lo Stato  nelle
  sue  strutture  ed  articolazioni, mi suggerisce l'onorevole  Dina,
  amministrative  a  partire dalla Ragioneria Generale  dello  Stato.
  Questa  norma,  inevitabilmente, aprirà conflitti.  Così  come,  lo
  voglio  ricordare, anche se credo che all'assessore  Baccei  glielo
  abbiamo  ricordato in altre occasioni, così come è stato  in  parte
  sulla  vicenda del mutuo, quando qualche mese fa ci veniva spiegato
  da  dotti  soloni' dei ministeri che la ricetta che loro adottavano
  non poteva che essere unica in tutto il territorio nazionale, salvo
  poi spiegare e farci comprendere che la ricetta su come indebitarsi
  e  su  come  pagare  l'indebitamento nella  nostra  Regione  è  una
  competenza  che attiene alla classe dirigente di questa  Regione  e
  non  ad  altri. Io non vorrei che nell'articolazione  legittima  di
  posizioni  politiche di maggioranza e minoranza perdiamo  di  vista
  una  cosa che comunque deve essere alla base di ognuno di noi. Ieri
  è  successa  una  cosa gravissima in Francia, e in  queste  ore  la
  Francia  riscopre  di  essere  una nazione,  tutti  i  francesi  si
  uniscono nel cordoglio ma soprattutto nella reazione, così  come  i
  siciliani, con tutti i difetti che abbiamo, e ne abbiamo tanti, non
  perdiamo mai di vista che spetta a noi difendere la Sicilia  perché
  se non la difendiamo noi non ci sarà fuori dal territorio siciliano
  qualcuno  che penserà di difendere questa Regione. Ecco perché  con
  tutti  i  difetti che possiamo avere non perdiamo mai di  vista  il
  bene  comune che si chiama Sicilia, che è il primo partito al quale
  io  mi  sono  iscritto nella vita, poi vengono gli altri,  cioè  la
  terra dove sono nato dove vivo e dove mi auguro di poter concludere
  la  mia vita con serenità il più tardi possibile, ma di farlo nella
  terra che amo in quanto cittadino di questa terra. Adesso, senza la
  retorica  legata a fatti di natalità, questa norma  ci  dice  anche
  un'altra  cosa, che dobbiamo saperlo spiegare ed è l'occasione  che
  io  voglio avere nel dare plauso a questa iniziativa del Governo  e
  dell'assessore  Baccei,  ci dice anche  un'altra  cosa,  noi  siamo
  chiamati nelle prossime settimana a fare delle riforme e le riforme
  si  fanno non facendo poesia, scrivendo norme, sapendo cogliere gli
  effetti,  sapendo  dove  vogliamo portare la  macchina,  non  basta
  prenderci  la  patente, dobbiamo sapere dove  vogliamo  portare  il
  mezzo  che  guidiamo. Ma con altrettanta onestà, e  certamente  chi
  parla  da  questo podio  non ha paura di cambiare la Sicilia,  anzi
  sento che abbiamo perso troppo tempo nel cambiare le cose che vanno
  cambiate, però con altrettanto onestà va detto che una cosa sono le
  questioni  finanziarie di questa Regione, questa norma da  sola,  e
  non  è  l'unica  che potrà essere oggetto di un  conflitto  con  lo
  Stato,  da  sola  il  Governo ne prevede un miliardo  e  settecento
  milioni  di maggiori entrate, da sola. Le riforme di cui  si  parla
  che  vanno  fatte  senza guardare in faccia  nessuno,  ma  dobbiamo
  saperlo  che  riguarderanno qualche milione  o  qualche  decina  di
  milioni  di  euro, non facciamo l'errore di dire che il risanamento
  finanziario di questa Regione passi dalle riforme, le riforme  sono
  necessarie  e  fondamentali per ridare sobrietà e  autorevolezza  a
  questa  Regione ma la questione degli assetti finanziari di  questa
  Regione   va  risolta  in  un  rapporto  nuovo  anche   di   natura
  conflittuale  con  la  Stato centrale, perché  una  cosa  è  certa,
  qualche  settimana  fa  il  Presidente  Ardizzone  ha  promosso  un
  seminario   con   esponenti  della  Conferenza  della   commissione
  paritetica e con i parlamentari nazionali dove emerge un dato,  noi
  ogni anno nel bilancio di questa Regione abbiamo avuto sottratto di
  fatto risorse per oltre 3 miliardi di euro.
   Questo è il dato. La Regione siciliana ha avuto un taglio netto di
  oltre il 20% del suo bilancio storico.
   Io credo che nessuna Regione, nessun bilancio pubblico può reggere
  una dimensione così devastante della riduzione delle risorse.
   Ecco  perché io considero coraggiosa questa norma così  come  deve
  essere  coraggiosa la sfida delle riforme, ma non  pensiamo  e  non
  facciamo l'errore di far credere che con le riforme aggiusteremo  i
  conti   perché   i   conti  li  aggiusteremo  se   sapremo   ridare
  autorevolezza  alla Sicilia, sapendo mettersi  le  carte  a  posto,
  avendo  i  comportamenti  a  posto, rinunciando  e  cancellando  le
  vergognose opere di privilegio che sono stati costruiti nel passato
  e  di  cui  piangiamo tutti le conseguenze, ma  sapendo  che  tutto
  questo  deve  colpire  a  cuore una  ideologia  che  negli  anni  è
  cresciuta  in  questo  Paese di un pregiudizio  insopportabile  nei
  confronti   dei  siciliani,  questo  è  il  nemico   che   dobbiamo
  combattere, il pregiudizio nei confronti dei siciliani  che  spesso
  veniamo considerati in quanto siciliani brutti, sporchi e cattivi.
   Io di questi professori di moralità e di efficienza che ogni tanto
  in  giro  per  questo Paese fanno lezioni e danno  lezioni,  ne  ho
  conosciuti  tanti nella mia vita ma nessuno di essi  ha  l'autorità
  morale, politica e civile per poter dire so fare meglio di voi.
   Ecco  perché con coraggio andiamo avanti non guardiamo  in  faccia
  nessuno,  ma  dobbiamo  sapere  che  oggi  abbiamo  il  dovere   di
  rappresentare la Sicilia a Roma, non Roma in Sicilia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi.
   Ne ha facoltà.

   TANCREDI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  semplicemente  volevamo sottolineare un fatto  che  secondo  noi  è
  innegabile  che doveva venire un assessore straniero per cominciare
  a rivendicare qualche principio di diritto della Regione.
   Ma io volevo chiedere fondamentalmente all'assessore Baccei?
   cioè  cominciare a fare un qualcosa che noi abbiamo  richiesto  in
  tutti questi due anni e che non siamo riusciti ancora a comprendere
  al cento per cento.
   Capire  quante  sono le risorse che lo Stato centrale  sottrae  in
  termini  di  tributi a questa Regione restituendoli in buona  parte
  per i servizi che eroga direttamente.
   Perché le faccio questa domanda?
   Perché  secondo  noi da una perimetrazione a spanna,  che  abbiamo
  potuto fare anche con l'Università e con l'Istituto di Economia  di
  Palermo, crediamo che anche se fosse data tutta la competenza per i
  servizi  dati  dallo Stato, alla Regione siciliana, al  netto,  non
  restituendo  nemmeno  un  centesimo dei tributi  che  alla  Regione
  Sicilia  vengono erogati dai cittadini siciliani, probabilmente  il
  saldo, sarebbe netto a favore della Sicilia.
   Questo  per  dire  una cosa e affermare un principio,  che  questa
  Regione secondo il nostro parere avrebbe tutte le potenzialità  già
  adesso per essere una Regione particolarmente virtuosa, addirittura
  noi  pensiamo  che  potrebbe  diventare  come  dire  la  cosiddetta
  California   d'Europa,   perché  le  potenzialità   ci   sono,   la
  quantificazione  economica  è enorme,  tant'è  vero  che  lo  Stato
  centrale difficilmente a noi dà questi dati.
   Ci  abbiamo  provato  direttamente,  ci  hanno  provato  i  nostri
  colleghi a Roma, ancora non siamo riusciti a capire quante siano le
  risorse  sottratte a questa Regione e questo articolo  che  lei  ha
  inserito ne è l'esempio.
   Non  sto qui a ricordare la famosa diatriba sulle accise, che  dal
  2007  ad  ora  vale 2,4 miliardi e tante altre piccole gabelle  che
  vengono  illegittimamente sottratte a questa Regione che ci mettono
  in una situazione di oggettiva difficoltà, come tutti sappiamo.
   Francamente, noi del Movimento 5 Stelle siamo stanchi di  sentirci
  dire  che  questa Regione è una Regione canaglia, una  Regione  che
  sperpera, vorremmo avere risollevando la testa l'orgoglio  di  dire
  che siamo siciliani e che siamo in grado di farcela tranquillamente
  da  soli  senza nessun tipo di aiuto da parte dello Stato  centrale
  che negli ultimi 40 anni sicuramente non  ci ha privilegiati.

   PRESIDENTE.  Penso  che il dibattito sia stato più  che  proficuo,
  l'onorevole  Cracolici  con  un  tono  appassionato,  tra  l'altro,
  richiamava  che spesso veniamo dipinti in un certo  modo.  Beh,  se
  dovessimo ricordare che la Regione governata in atto dal Presidente
  Chiamparino   che   è  il  Piemonte,  il  quale   non   ha   alcuna
  responsabilità perché lo è da poco, che ha la regia  delle  regioni
  perché  coordina le regioni di Italia, ha un disavanzo di  quasi  7
  miliardi  di euro,  ma nessuno ne parla, nessun giornale nazionale,
  lombardo,  veneto  o piemontese si scandalizza,  il  disavanzo  del
  Piemonte  è  pari a 7 miliardi di euro e mi aspetto che il  Governo
  Renzi  prenda posizione rispetto alla regione Piemonte e  non  solo
  nei confronti della regione Sicilia, queste sono le cose da dirci.
   Dico  che  con  questo articolo si apre una prima  fase,  peraltro
  l'Assessore  Baccei ricordava che ci sono una serie di  sentenze  a
  favore  della Regione Sicilia, però quando si arriva alle  sentenze
  obiettivamente la politica ha fallito.
   Quindi,  accettiamo di buon grado questa norma che finalmente,  lo
  ricordava  l'onorevole Tancredi, anche il Governo condivide  perché
  in Aula l'abbiamo più volte evidenziato.
   Io  farei  un  passo  alla  volta,  si  può  fare  molto  di  più.
  L'onorevole Vinciullo evidenziava: perché un miliardo e sette e non
  di  più? E in effetti ce lo dovremmo chiedere. Però davanti abbiamo
  diversi  mesi  di  approfondimento, spero  che  si  arrivi  ad  una
  finanziaria e si avvii quella interlocuzione.
   Noi  non dobbiamo dimenticare che le forzature valgono fino ad  un
  certo  punto,  che abbiamo una Commissione paritetica Stato-Regione
  che spesso non viene messa in condizione di funzionare .

   FORMICA. Ma per colpa dello Stato

   PRESIDENTE per  un atteggiamento da parte dello  Stato  che  è  di
  superficialità se non a volte di supponenza, come ci hanno riferito
  i   nostri   validi  e  autorevoli  componenti  della   Commissione
  paritetica,  peraltro  non so se ancora  si  è  insediato,  c'è  un
  assessore che è stato chiamato a farne parte. Quindi abbiamo  anche
  l'Assessore  per  l'agricoltura  il  quale  poco  prima  di  essere
  nominato Assessore all'agricoltura è stato indicato come componente
  della Commissione paritetica.
   Quindi,  di buon grado dobbiamo salutare questa norma, non  poteva
  essere diversamente, penso che si possa invertire quel rapporto con
  lo  Stato  che  fino  adesso c'è stato, con l'apporto,  come  si  è
  richiamato,  da  parte  di  tutti  in  primo  luogo  da  parte  del
  Parlamento siciliano.
   Avendo posto in votazione l'emendamento 15.1, il 15.2 è precluso e
  siccome  l'emendamento 15.1 è interamente sostitutivo  non  abbiamo
  più nulla da votare.
   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                                Art. 16.
                           Entrata in vigore

       1.  La  presente  legge sarà pubblicata  nella  Gazzetta
     Ufficiale  della  Regione ed entrerà in vigore  il  giorno
     stesso della sua pubblicazione.

       2.   Le  disposizioni  della  presente  legge  producono
     effetti a decorrere dall'1 gennaio 2015.

       3. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
     farla osservare come legge della Regione .

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Prima  di  passare alla votazione finale comunico che  sono  stati
  presentati una serie di ordini del giorno.
   Assessore Baccei, essendo nuovo a queste procedute le dico che  il
  Governo può esprimere un parere a favore o contro, o può accettarli
  come    raccomandazione.   Se   il   Governo   li   accetta    come
  raccomandazione, per un successivo approfondimento, forse è la cosa
  più celere.
   Ci  sono  diversi  ordini  del giorno  che  sono,  obiettivamente,
  impegnativi  ma  hanno tutti una valenza perché riguardano  i  vari
  territori, sono tutti condivisibili.
   Facciamo riflettere l'assessore.
   C'è un altro ordine del giorno che non è stato ancora distribuito:
   Si  impegna il Governo regionale a far sì che la Società  Sviluppo
  Italia  Sicilia  con  ruolo strategico,  trovi  e  sia  fornita  di
  percorsi  e  di  azioni  idonee al rilancio della  stessa  evitando
  l'utilizzo  di professionalità esterne in favore delle  partecipate
  regionali di cui è socio al 100%.
   Assessore Baccei li accetta tutti come raccomandazione?
   Gli   ordini   del   giorno  sono  accettati  dal   Governo   come
  raccomandazione.
   Sono  tutti  ammissibili,  quindi  tutti  quelli  che  sono  stati
  dichiarati  ammissibili  dalla Presidenza  vengono  accettati  come
  raccomandazione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Autorizzazione all'esercizio  provvisorio del bilancio della
      Regione per  l'anno 2015. Disposizioni finanziarie urgenti.
    Disposizioni in materia di armonizzazione di bilanci » (913/A)

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Autorizzazione  all'esercizio  provvisorio del
  bilancio  della  Regione per  l'anno 2015. Disposizioni  finanziarie
  urgenti.  Disposizioni  in  materia di  armonizzazione  di  bilanci»
  (913/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  71
   Maggioranza         36
   Favorevoli          39
   Contrari            30
   Astenuti            2

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi, andiamo avanti. Abbiamo altri due disegni  di
  legge.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito  della Discussione del disegno di legge  Norme  stralciate
  in materia di personale . (782-VII Stralcio bis/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  seguito del Disegno  di  legge   Norme
  stralciate  in materia di personale . (n. 782-VII Stralcio  bis/A).
  All'articolo  1  è  stato  presentato  l'emendamento  1.1   che   è
  sostitutivo del Governo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, innanzitutto
  c'è  la  necessità di avere il testo con gli emendamenti  che  sono
  stati presentati, poi vorrei che rimanesse a verbale, anche a  nome
  dell'onorevole Ciaccio, che tutti i pareri espressi  dalla  Seconda
  Commissione,  sono stati pareri resi a maggioranza, perché  noi  ci
  siamo  sempre  dissociati da voto assunta dalla  Commissione,  come
  abbiamo  fatto  in Commissione e come abbiamo fatto  in  Aula.  Ciò
  posto,  però, Presidente, le vorrei fare presente prima  di  andare
  avanti  con  la  discussione del disegno di legge 782  che  votando
  questa   maggioranza   insieme  ad  una   parte   dell'opposizione,
  l'emendamento  3.3  si  sono introdotti  tematiche  riguardanti  il
  personale   che  non  sono  stati  trattati  né  dalla  Commissione
  Bilancio,   né,  tantomeno  dalla  Commissione  V  Lavoro   e,   di
  conseguenza, vedo che alcuni emendamenti riguardanti ad esempio  il
  personale della Pirelli di Siracusa che sono stati stralciati dalla
  presidenza  e  non sono presenti devono essere inseriti  perché  se
  vale  il  principio  che  i  precari sono  tutti  gli  stessi  e  i
  lavoratori  sono  tutti gli stessi, ancora una  volta  mi  pare  di
  capire  che  questo  principio non è stato  sancito.  Noi  poco  fa
  abbiamo  approvato il provvedimento che stanzia i  550  milioni  di
  euro per i doposcuolisti della provincia di Catania, abbiamo quindi
  approvato  questo  provvedimento,  l'abbiamo  fatto  senza   alzare
  polveroni  e  senza  dire  nulla  ma  abbiamo  stasera  creato   il
  precedente,  abbiamo trattati di personale pur  non  essendo  stato
  l'emendamento  esaminato  dalla Commissione  Lavoro.  Quello  sulla
  Pirelli  è  stato  esaminato dalla Commissione  Bilancio,  è  stato
  bocciato  e, quindi, ritengo che abbia almeno lo stesso diritto  di
  chi   non  è  stato  esaminato  e  deve  essere  inserito,  portato
  all'attenzione dell'Aula e poi, se è il caso, anche bocciato.

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Vinciullo io intanto debbo dare  una
  comunicazione. Gli emendamenti aggiuntivi presentati al disegno  di
  legge che stiamo trattando, recanti norme stralciate in materia  di
  personale  sono dichiarati inammissibili e, pertanto,  non  saranno
  esaminati  in  questa sede. Tale dichiarazione  di  inammissibilità
  deriva  dal  fatto  che  essi  non  sono  stati  presentati   nella
  Commissione  di merito, ovvero sono stati dichiarati inammissibili.
  Essi  sono  inviati  alla Commissione per essere  trattati  durante
  l'esame  della legge di stabilità. Mi rendo conto che  lei  ha  più
  volte  posto il tema di questi lavoratori come tanti ma occorre  un
  momento di riflessione che può essere fatto nella finanziaria.
   Si passa all'emendamento 1.1. Il parere della Commissione?

   GRECO   MARCELLO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con il parere favorevole della Commissione  pongo  in
  votazione  l'emendamento 1.1, sostitutivo dell'articolo  1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 1 è stato quindi approvato.

   Si   passa   all'articolo  2.  Comunico  che  è  stato  presentato
  l'emendamento 2.1 dal Governo.

    Al  comma  3 dell'art. 2 le parole  dalle autonomie locali   sono
  sostituite  con le parole  dagli enti di cui ai commi  7  e  9  del
  presente articolo .

   LO   BELLO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   BELLO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.   In  coda  all'emendamento  c'è  anche   una   nota
  esplicativa.  Questa  nota  si  rende  necessaria  perché  se   noi
  dovessimo prendere l'articolo così com'è, questo articolo finirebbe
  per  riguardare  solo  i dipendenti degli enti  locali.  Mentre  in
  questa  maniera,  per  esempio faccio riferimento  alle  Camere  di
  Commercio,  per  cui  questo articolo supera il  concetto  di  ente
  locale  comune per comprendere gli enti del cui personale ci stiamo
  interessando.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Presidente, non possiamo approvare  una  cosa  di  non
  siamo  assolutamente  certi.  Avremmo  bisogno  di  avere  la  nota
  esplicativa in maniera tale che ognuno di noi sappia quello che sta
  per  votare,  perché mi pare di capire che noi stiamo  dicendo,  al
  comma  3  dell'articolo 2, le parole  dalle autonomie locali   sono
  sostituite  con le parole  dagli enti di cui ai commi  7  e  9  del
  presente  articolo , ma cosa stiamo votando?  I commi  7  e  9  del
  presente articolo , quale sarebbe, se l'articolo finisce al 4
   Non  per volere così essere impietosi, dovete scriverlo bene,  non
  si scrive nella relazione, si scrive nell'emendamento perché poi le
  relazioni non fanno parte della legge. Le relazioni sono  a  parte,
  quindi sarebbe opportuno che nell'emendamento che riguarda la legge
  si  inserisca  di quale articolo stiamo parlando e di  quale  legge
  stiamo  parlando,  altrimenti poi ognuno di  noi  si  convince  che
  l'abbiamo inserita in qualsiasi legge ed in qualsiasi articolo.

   PRESIDENTE.  Se  lei  lo  legge  attentamente  si  fa  riferimento
  all'articolo  30  della legge regionale 28 gennaio  2014,  non  del
  presente articolo 2.

   VINCIULLO.  Mi  perdoni, a meno che non ci avete consegnato  altro
  emendamento, le leggo quello che abbiamo noi deputati.
   Disegno  di  legge  n. 782, testo dell'emendamento:   Al  comma  3
  dell'art. 2 le parole  dalle autonomie locali  sono sostituite  con
  le  parole   dagli  enti  di  cui ai  commi  7  e  9  del  presente
  articolo  .
   In italiano non significa nulla, perché manca il cognome.

   LO   BELLO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Ma dai

   VINCIULLO.  Come   ma  dai ?  Ma  siamo  al  mercato?  Ma   stiamo
  scherzando?

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo, il suo intervento serve a
  fare   chiarezza   però  obiettivamente  l'emendamento   presentato
  dall'assessore Lo Bello fa riferimento all'articolo 30 della legge.
   E'  scritto  Perché prevede quest'articolo, la soppressione  dalle
  autonomie locali e la sostituzione dagli enti di cui ai commi 7 e 9
  del  presente  articolo . Nella relazione tecnica  che  è  allegata
  peraltro si specifica e io la leggo testualmente:  si sottolinea ad
  ogni buon fine, che ai fini della corretta applicazione della norma
  seppure destinata agli enti di cui ai commi 7 e 9 dell'articolo  30
  della  legge  del  28  gennaio  2014,  n.  5  e  sue  modifiche   e
  integrazioni,   la  formulazione  letterale  delle  parole    dalle
  autonomie locali  sembra escludere tutti gli enti di cui  al  comma
  9, pertanto sarebbe opportuno sostituire le parole  dalle autonomie
  locali   con  le  parole  dagli enti di cui ai  commi  7  e  9  del
  presente  articolo . Più chiaro di così, la relazione era allegata,
  è stata depositata in V Commissione.
   Diamo  la  copia della relazione tecnica. Questo emendamento  è  a
  chiarimento.
   Si passa all'emendamento 2.1. Il parere della Commissione?

   GRECO   MARCELLO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO   FRANCESCO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessori, io sono assolutamente d'accordo con quanto ha  sostenuto
  l'onorevole  Vinciullo, che credo che facesse un  intervento,  come
  dire,  che  voleva  in  qualche modo  aiutare  il  Governo.  Signor
  Presidente,  questo emendamento così come approvato è assolutamente
  inefficace,  perché  fa riferimento a due articoli  che  in  questa
  legge   non  esistono.  La  relazione  tecnica  è  una   cosa,   ma
  l'articolato è chiaro.

   PRESIDENTE. E' una modifica della legge 28 gennaio 2014 n. 5.

   CASCIO  FRANCESCO.  Perfetto e allora questo  emendamento,  signor
  Presidente,   andrebbe  scritto  in  questo  modo:   al   comma   3
  dell'articolo 2 le parole  delle autonomie locali  sono  sostituite
  con  le  parole  degli enti di cui ai commi 7 e 9 dell'articolo  30
  della  legge  regionale 28 gennaio 2014 n. 5 , così va  scritta  la
  legge se vuole essere efficace. Così come approvata è inefficacia.

   PRESIDENTE. Ci siamo intesi, siamo tutti d'accordo che con  questo
  emendamento  si modifica l'articolo 30 della legge 28 gennaio  2014
  n. 5. Questo dibattito è servito a questo chiarimento.
   Pongo  in  votazione  l'articolo  2  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si  passa  all'emendamento  3.3 del Governo.  Questo  emendamento
  prevede  con decorrenza dall'esercizio finanziario 2014, è spiegato
  nella relazione tecnica che gli uffici mi comunicano che comunque è
  di supporto e che è ammissibile la decorrenza proprio dal 2014.
   Il parere della Commissione?

   GRECO   MARCELLO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 3  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                                Art. 4.
          Interventi a favore dei lavoratori appartenenti al
                    bacino PIP - Emergenza Palermo

       1.  Per  le  finalità di cui all'articolo 34,  comma  4,
     della  legge regionale 31 gennaio 2014 n. 5 è autorizzata,
     per  l'esercizio  finanziario  2014,  la  spesa  di  2.000
     migliaia  di euro. Al relativo onere si provvede  mediante
     riduzione   di   pari  importo  della  spesa   autorizzata
     dall'articolo  21,  comma  1,  della  legge  regionale  12
     agosto 2014 n. 21.

       2.  In  relazione all'autorizzazione di spesa di cui  al
     comma  1  è  consentita l'assunzione di impegni  entro  15
     giorni dalla pubblicazione della presente legge .

   Si  passa  all'emendamento 4.5 del Governo:  In  coerenza  con  la
  vigente  normativa statale di riferimento sono aggiunte  le  parole
   con  decorrenza dal primo gennaio 2015  . Mi comunicano gli uffici
  che  serve a garantire la continuità nel passaggio dal 31  dicembre
  2014 al primo gennaio 2015.
   Il parere della Commissione?

   GRECO   MARCELLO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Quindi, sono superati gli emendamenti 4.1 e 4.4.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, questo
  emendamento accoglie una delle obiezioni che avevo fatto  anche  io
  ieri quando ho posto delle domande a cui, oggettivamente ancora non
  ho avuto risposta quindi le ripropongo in questa fase.
   La  domanda  che  avevo  fatto ieri era se i  comuni  in  dissesto
  possono  provvedere  alla proroga e se a seguito  di  questo  resta
  ancora  valida la richiesta di parere alla Commissione ministeriale
  di controllo sugli enti locali in dissesto. Attendo ancora risposta
  dal Governo.

   PRESIDENTE.  Su questa richiesta fatta dall'onorevole Siragusa  il
  Governo?

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  la
  richiesta  formulata dall'onorevole Siragusa che  è  una  richiesta
  importante,  importantissima vorrei dire perché  riguarda  tutti  i
  comuni  che  sono in fase di dissesto, predissesto da  Bagheria  ad
  Augusta, per essere chiaro. Credo che la risposta sia stata data in
  maniera  certa  dal  comma  2 dell'articolo  4  laddove  dice:   le
  disposizioni  al  comma  1 si applicano anche  all'ipotesi  di  cui
  all'articolo  259, comma 6 del decreto legislativo 18 agosto  2000,
  n. 267.
   E'  questa  la risposta che, dal punto di vista legislativo  in  V
  Commissione  è  stata  data proprio per venire  incontro  a  questo
  dramma che riguarda i lavoratori che fanno parte di comuni che sono
  in  dissesto o predissesto. Anche ieri, l'assesssore ha confermato,
  mi  dispiace  che  oggi l'assessore al lavoro non  è  presente,  ha
  confermato  che  così  è, però se ciò non  bastasse  è  chiaro  che
  dobbiamo  fermarci  anche  se  c'è  un  emendamento  dell'onorevole
  Falcone che può oggettivamente dare una risposta più concreta  alla
  richiesta dell'onorevole Siragusa.
   Nel   frattempo,   Presidente,   volevo   depositare   agli   atti
  dell'Assemblea,  affinché rimanga traccia  certa,  un  parere  reso
  dall'Ufficio legislativo e legale della Regione il 26  luglio  2002
  che  riguarda  i  lavoratori  della Pirelli  di  Siracusa,  laddove
  l'Ufficio  legislativo e legale della Regione, a  differenza  della
  Commissione  Bilancio  o  meglio  ancora  della  maggioranza  della
  Commissione  Bilancio, riconosce ai lavoratori  della  Pirelli  gli
  stessi diritti dei lavoratori socialmente utili e dei lavoratori di
  pubblica utilità.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio  fare
  un intervento venendo incontro alle cose che ha detto Siragusa e in
  parte  anche  l'onorevole  Vinciullo  che  restia  agli  atti   del
  Parlamento.
   Noi con questa norma stiamo rovesciando un'impostazione che ad  un
  certo  punto  del percorso legislativo abbiamo deciso  di  assumere
  come nostra cioè ad un certo punto abbiamo detto che il trattamento
  dei  precari  della Sicilia, finanziati con risorse della  Regione,
  venivano  disciplinati dalla legge dello Stato  a  modifica  di  un
  percorso  che  fino ad un certo punto era invece  con  legge  della
  Regione.
   Con  questa norma ci stiamo riappropriando di una competenza che è
  in  capo alla Regione perché è vero che lo Stato ha fatto una norma
  che  consente  di  spostare al 31 dicembre 2015   le  proroghe  dei
  contratti in essere nelle more dei processi di stabilizzazione,  ma
  qui  noi lo stiamo ribadendo in parte nella stessa dizione con  cui
  lo  fa  lo  Stato con quella legge, stabiliamo che  questa  proroga
  decorre dal I gennaio e quindi ancorché approvata oggi e pubblicata
  quando  sarà  pubblicata la proroga a decorrere dal I  gennaio,  ma
  stiamo dicendo un'altra cosa: che la natura del contratto, poiché a
  finanziamento  della Regione prescinde il  sistema  di  dissesto  e
  predissesto   che è in capo alle autonomie locali. Ovvero: col comma
  2     stiamo ribadendo un principio, siccome i soldi ce li mette la
  Regione col fondo di cui alla norma, stabilire che deve essere  una
  legge  in  qualche modo nazionale che non interviene sulla  finanza
  locale  per  la  questione specifica, noi in  qualche  modo  stiamo
  tentando di dire è la Regione l'organo, come dire, ha la competenza
  primaria  in  questa materia. Ed io questa la voglio difendere,  la
  difendo  oggi  qui  in Parlamento come l'ho difesa  quando  qualche
  settimana  fa in maniera inopinata qualche sindaco che preso  dalla
  preoccupazione   non   si  capiva  bene  di  che   cosa,   decideva
  unilateralmente di interrompere i rapporti di lavoro con i precari,
  unilateralmente. Allora si intende ristabilire, chiaramente chi  ha
  da  intendere ha inteso, si intende ristabilire un principio che in
  materia  dei  rapporti  in essere di precari finanziati  col  fondo
  regionale,  agisce la Regione perché lo Stato sulla  questione  del
  rapporto  con  la Regione la competenza la esercita  sul  patto  di
  stabilità,  cioè noi siamo vincolati ai tetti fissati  dallo  Stato
  sui patti di stabilità, dopo di che su come spendere all'interno di
  quei  patti  lo  fa  la Regione nell'ambito delle  sue  prerogative
  statutarie.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  riprendere  un  emendamento  che è stato  presentato  dal  Governo,
  chiedevo anche l'attenzione del Governo scusi onorevole Lentini  la
  prego   un   attimo.  In  Commissione  bilancio   insieme   abbiamo
  focalizzato  un  principio che anche in parte è stato  ora  ripreso
  dall'onorevole  Cracolici  cioè  succede  questo  che  i  contratti
  potessero  proseguire in tutti gli enti locali. Succede che  in  un
  Comune  della  provincia di Catania, specificatamente  Milo  che  è
  salito alla ribalta alle cronache nazionali perché il Sindaco si  è
  ostinato  a  non  proseguire i rapporti contrattuali  primo  perché
  riteneva  che la Regione non trasferisse i fondi, poi  dopo  perché
  riteneva  che vi potessero essere problemi con la Corte  dei  Conti
  anche in presenza dei fondi, successivamente quando anche l'ufficio
  del  dipartimento  ha spiegato tutte queste cose qua  ugualmente  è
  spirato  il  termine  del  31.12.2014.  Avevamo  fatto  passare  un
  articolo  in  Commissione bilancio c'era anche l'Assessore  Baccei,
  col  quale si è detto che gli enti utilizzatori sono autorizzati  a
  prorogare, non possono prorogare, nel senso che davamo una maggiore
  cogenza,   alla  norma,  una  maggiore  forza  alla   norma   della
  prosecuzione.  Dicevo in Commissione che dovevamo addirittura  dire
   vengono prorogati  mi è stato detto se ne è fatta una questione di
  principio. Al di la di questo avevamo trovato l'accordo, anche  col
  professore  Caruso era stato detto  sono autorizzati  a  prorogare
  tra   l'altro   l'onorevole  Cracolici  si  era  fatto   mediatore,
  utilizziamo questo termine, stiamo parlando del Comune  di  Milo  e
  della   proroga  e  dell'autorizzazione  a  prorogare   agli   enti
  utilizzatori.  Cosa  è  successo?  Con  l'emendamento  che  abbiamo
  approvato se la decorrenza è dal primo gennaio 2015 poiché entro il
  31.12.2014 quei soggetti di Milo non erano stati prorogati è chiaro
  che decadrebbero

   CRACOLICI. Stiamo facendo una norma che retrodata le proroghe.

   FALCONE. Infatti, il dato, l'emendamento 4.1 cosa dice? Che  tutti
  gli  enti  utilizzatori  che avrebbero potuto  prorogare  entro  il
  31.12.2014  hanno  il differimento del termine al  31.12.2015,  che
  significa? Che i comuni quali Milo o altri mi dicono forse  ci  sia
  un  altro comune della provincia di Palermo, che non hanno  avviato
  la prosecuzione dei rapporti contrattuali, nel momento in cui hanno
  differito  il  termine,  cioè il termine passa  dal  31.12.2014  al
  31.12.2015,  noi consentiamo la possibilità per questi comuni,  per
  questi  enti,  di  poter prorogare il contratto di  lavoro  a  quei
  soggetti che non sono stati utilizzati ancorché vi fosse una  legge
  entro il 31.12.2014.

   LO   BELLO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Il concetto di cosa significhi comunità.

   FALCONE.  Ma il concetto di proroga, si ma proprio perché  abbiamo
  focalizzato. Sì ma dal primo di gennaio, siccome continuità non c'è
  stata,  noi  dobbiamo  invece, piuttosto che  continuità,  dobbiamo
  differire  il termine. E' importante, io lo voglio dire anche  alla
  Presidenza  ma ne avevamo parlato, c'era anche il presidente  Dina,
  c'era un accordo su questo. Non ci deve essere una prosecuzione  ma
  ci  deve  essere  differimento del termine, per cui  al  Presidente
  Ardizzone io chiedo che questo emendamento venga recuperato, perché
  l'emendamento  nel  momento in cui è stato  cassato,  non  è  stato
  superato, abbiamo azzerato, eliminato, quello che è stato il nostro
  lavoro in Commissione. Quindi io prego che l'emendamento 4.1  venga
  recuperato perché dobbiamo porre il principio del differimento  del
  termine   sull'autorizzazione  agli  enti   utilizzatori   per   la
  prosecuzione  di  questa  attività. Il  differimento  del  termine,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Il suo intervento è più che chiaro perché  lei  vuole
  salvaguardare quei lavoratori rispetto ai quali i sindaci non hanno
  attuato  la  proroga.  Però,  mi  scusi,  l'emendamento  presentato
  dall'assessore Lo Bello va in tal senso. Perché è superato  il  suo
  emendamento? Perché abbiamo già approvato questo che dice  che   in
  coerenza  con  la  vigente normativa statale  di  riferimento  sono
  aggiunte  le parole con decorrenza dal primo gennaio 2015 ,  quindi
  al  31/12/2014 erano coperti. Se io domani faccio un intervento, un
  atto   amministrativo  praticamente,  come  sindaco  io  dico   con
  decorrenza dal primo gennaio 2015, quindi il problema non lo  vedo,
  obiettivamente.

   GRECO  MARCELLO. presidente della Commissione e relatore. E'  vero
  quello che dice.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, già abbiamo approvato l'emendamento
  presentato  dal Governo. Noi non ci possiamo sostituire al  sindaco
  di  Milo. Noi stiamo autorizzando con decorrenza dal primo  gennaio
  2015 per garantire la continuità.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  membri  del
  Governo.  Su questo punto concordo con l'interpretazione  che  dava
  l'onorevole  Cracolici.  Onorevole  Cracolici  vorrei  che  lei  mi
  ascoltasse.   Vabbé,  mi  leggerà   Io  dico  che,   a   parte   le
  considerazioni fatte dall'onorevole Cracolici, credo che  la  norma
  approvata  recuperi  lo  spirito  della  legge  nazionale,   quella
  promossa  dall'allora  ministro  D'Alia  che  metteva  in  capo  ai
  titolari   di   contratti  in  essere,  che  avessero   determinati
  requisiti,  il  diritto  alla proroga. Quindi,  l'anno  scorso,  si
  prorogò  partendo da questo presupposto anche nei comuni che  erano
  in  dissesto o predissesto. Per questi comuni, come è noto, non  si
  potevano  e  non si possono avviare le procedure di stabilizzazione
  perché  non  possono, diciamo così, ci sono dei vincoli  di  legge.
  Problema  che  si  porrà da qui al 2016. Però la norma,  ripeto,  è
  coerente con la legge che autorizzava sulla base di un diritto  dei
  lavoratori  che avevano superato i cosiddetti 36 mesi ad  avere  la
  stabilizzazione  in Sicilia, ed in Italia ci sarà il  problema  dei
  comuni  in dissesto e bisognerà trovare una soluzione. Tra  l'altro
  noi  con  la  legge 30 abbiamo fatto un elenco unico che presuppone
  che,  al  di  là degli enti direttamente interessati, i  lavoratori
  precari  hanno diritto alla stabilizzazione anche in enti  diversi,
  sulla base di procedure di stabilità e così via dicendo. Quindi  la
  norma  non  solo  copre  un vuoto e tutela gli  amministratori  dei
  comuni  in dissesto ma ripeto lo fa non solo sulla base di  risorse
  che   mette   la   Regione   siciliana  ma   anche   nel   rispetto
  dell'ispirazione della legge nazionale sulla quale noi abbiamo  poi
  fatto  la legge 30, da stabilisce un diritto dei precari ad  essere
  stabilizzati.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, faccio un
  breve   intervento  affinchè  rimanga  agli  atti,  per  avere   un
  chiarimento quanto più ufficiale possibile. Noi stiamo prorogando i
  precari  sulla  base di una normativa nazionale che rappresenta  la
  fonte  a  cui ci stiamo appigliando per legiferare l'8  di  gennaio
  senza  soluzione  di continuità facendo partire  il  tutto  dall'1
  gennaio. E fin qua, nulla quaestio, voglio che rimanga agli atti  e
  che  sia chiaro che nel momento in cui noi ci stiamo appigliando  e
  appendendo  come fonte normativa autorizzativa a livello  nazionale
  cioè  alla  legge  nazionale che ha autorizzato la proroga,  quella
  stessa  legge impediva ed impedisce le stabilizzazioni  per  quanto
  riguarda i Comuni in dissesto e in pre-dissesto. Non vorrei che noi
  nel  momento  in cui abbiamo utilizzato quella fonte  autorizzativa
  nazionale ci castriamo rispetto a quei precari legiferando noi come
  motivazione  alla fonte l'autorizzazione nazionale,  quella  stessa
  autorizzazione  nazionale  che è netta nel  negare  la  possibilità
  della  proroga ai Comuni in dissesto e pre-dissesto. Io  mi  auguro
  che sia abbia consapevolezza di questo e il mio intervento è perché
  rimanga agli atti che la problematica è stata affrontata e  che  su
  questo  abbiamo i riflettori puntati evitando che domani ci possano
  essere brutte sorprese dal punto di vista autorizzatorio visto  che
  non  c'è  più  il Commissario dello Stato ma sarà il Consiglio  dei
  Ministri a stabilire sulla validità delle nostre leggi, non  vorrei
  ci   fosse  qualche  brutta  sorpresa  per  2  mila  e  cinquecento
  lavoratori in Sicilia.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  io  non
  mi  ritengo soddisfatta dalle risposte né dell'onorevole  Cracolici
  prima, né degli altri  perché il nodo rimane. Con quale legittimità
  come  Regione,  ancorché  il collega dica ci riappropriamo  di  una
  prerogativa  etc , non credo che una legge regionale  possa  andare
  contro   un  dispositivo  del  TUEL  giusto  che  prevede  comunque
  l'autorizzazione preventiva del Ministero per gli enti in  dissesto
  e  pre-dissesto, pertanto dato che non abbiamo ricevuto risposte in
  Commissione se ci fosse qui una risposta adeguata saremmo grati sia
  a  lei  Presidente,  che  anche al Governo e soprattutto  sarebbero
  grati  coloro  che  vedono la proroga e quindi la  prosecuzione  in
  virtù  della  loro futura stabilizzazione perché sappiamo  che  dal
  decreto  da  lì  e  in  poi  i 2 elementi sono  stati  strettamente
  connessi  e pertanto la proroga è un concetto teleologico  cioè  il
  fine è connesso con quello che noi stiamo facendo. L'appropriazione
  per  la  percentuale  regionale  cha  sarà  un  30-40%  che  è   la
  partecipazione regionale non la totalità e poi ce ne  riappropriamo
  ma  su  quale fondo? Sul fondo di cui agli articoli 7  e  9  che  è
  individuato sempre nella legge 5/2014 all'articolo 30 ma che  è  di
  180  milioni e che, a meno che a me non sia sfuggito, non l'abbiamo
  aumentato e ampliato, più i 19 milioni dell'articolo 10 e  pertanto
  che  cos'è  questo,  un fondo che poi si allargherà  prima  o  poi?
  Facciamo  una  seria operazione di verità, assessore  Lo  Bello,  o
  chiunque  altro  possa rispondere, perché, dobbiamo dire  realmente
  chi  verrà prorogato, con quali finalità, se ce li teniamo e, se  a
  fronte  di  tutto il precariato che c'è in Sicilia, qua  ne  stiamo
  soltanto  prorogando se va bene, 2000. Lo sappiamo che la  gente  è
  molto più intelligente di noi, qua dentro e sa bene quello che  sta
  avvenendo,  ma almeno non prendiamoli in giro, abbiamo l'accortezza
  di  dire  che  tuteliamo,  non facciamo macelleria  sociale,  però,
  diciamo  le  cose come stanno, anche perché la gente,  magari,  può
  avere la possibilità di trovarsi un altro lavoro.

   PRESIDENTE.  Scusate, prima di andare avanti,  leggo  testualmente
  ciò che è contenuto nella relazione tecnica che già dovrebbe essere
  a conoscenza, almeno, dei componenti della V Commissione.
   Il  comma  2,  la cui natura applicativa risiede,  in  ogni  caso,
  nell'ambito  della  disposizione di cui al comma  1,  specifica  la
  possibilità  di  potere applicare la proroga prevista  al  comma  1
  della  proposta  di legge anche alle ipotesi indicate  all'articolo
  259  comma 6 del Testo Unico degli Enti Locali, decreto legislativo
  267/2000.
   A  riguardo è opportuno specificare che l'articolo 259  del  Testo
  Unico degli Enti Locali disciplina la procedura per l'adozione  del
  bilancio  stabilmente  riequilibrato,  in  particolare  negli  Enti
  Locali  in  dissesto.  Il  comma  6 dell'articolo  259  prevede  la
  rideterminazione della dotazione organica dell'Ente con l'eventuale
  dichiarazione   di   eccedenza  del  personale   in   servizio   in
  soprannumero   rispetto   ai  parametri  dipendenti,   popolazione,
  stabiliti  dalla  Commissione per la Finanza e gli  organici  degli
  Enti Locali.
   In  questo contesto l'ultimo periodo del comma 6 dell'articolo 259
  dispone  la  riduzione  delle  spese  per  il  personale  a   tempo
  determinato  di  almeno  il  50 per cento.  Pertanto,  le  proroghe
  consentite  con  il  comma 1 dell'emendamento  in  esame  sarebbero
  esplicitamente  autorizzate anche agli Enti Locali cui  si  applica
  l'articolo  259  comma  6 del Testo Unico degli  Enti  Locali,  nel
  rispetto  della  riduzione delle spese per  il  personale  a  tempo
  determinato.
   Il  comma in questione, così come formulato non comporta  oneri  a
  carico del bilancio regionale.
   Dico a maggior ragione gli emendamenti 4.2 e 4.3 dovrebbero essere
  ritirati  direttamente  dai proponenti, mi riferisco  all'onorevole
  Falcone, altrimenti dovrei dichiararli inammissibili.
   Pongo in votazione l'articolo 4, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                Art. 5.
         Proroga dei contratti in scadenza al 31 dicembre 2014

       1.  In  coerenza  con  la vigente normativa  statale  di
     riferimento,  gli enti utilizzatori dei soggetti  titolari
     dei  contratti  di lavoro subordinato di cui  all'articolo
     30,  comma  4,  della legge regionale n. 5  del  2014,  in
     scadenza   al   31  dicembre  2014,  sono  autorizzati   a
     prorogarli  fino  al  31  dicembre  2015,  alle   medesime
     condizioni   e   deroghe  previste   dal   comma   9   bis
     dell'articolo  4  del  decreto-legge  n.  101   del   2013
     convertito  con modificazioni dalla legge 3  ottobre  2013
     n. 125 e successive modifiche e integrazioni.

       2.  Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche
     alle  ipotesi  di  cui  all'articolo  259,  comma  6,  del
     decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                Art. 6.
                Ulteriori norme in materia di proroghe

       1.  Il comma 3 dell'articolo 30 della legge regionale 28
     gennaio 2014, n. 5 è così sostituito:  In coerenza con  le
     disposizioni di cui al comma 9 bis e successive  modifiche
     e  integrazioni dell'articolo 4 del decreto-legge  n.  101
     del  2013,  convertito dalla legge n. 125  del  2013,  gli
     enti utilizzatori sono autorizzati a prorogare sino al  31
     dicembre  2016  con  decorrenza  dall'1  gennaio  2014,  i
     contratti   di  lavoro  subordinato  a  tempo  determinato
     instaurati dai lavoratori di cui all'articolo 2, comma  1,
     del   decreto  legislativo  n.  81  del  2000  e  di   cui
     all'articolo  3, comma 1, del decreto legislativo  n.  280
     del  1997,  come  recepiti  dall'articolo  4  della  legge
     regionale n. 24 del 2000 .

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                Art. 7.
            Disposizioni in materia di personale degli enti
             regionali lirico-sinfonici e dello spettacolo

       1.  Al comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale n.
     25  del  2008,  dopo le parole  norme vigenti  in  materia
     nazionale  è aggiunto il seguente periodo:  , nonché  agli
     enti   regionali   lirico-sinfonici  e  dello   spettacolo
     limitatamente  alla  stagionalità  degli  eventi  e  senza
     alcun  onere  finanziario  a  carico  del  bilancio  della
     Regione .

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  dico  nulla  quaestio  nel   ritiro
  dell'emendamento, così come ho rassegnato a questa Presidenza, però
  chiedo  una  cosa  al Governo che, eventualmente, venga  fatta  una
  circolare esplicativa per tutti gli Enti che non abbiamo rispettato
  il  patto  di  stabilità  nel 2014 che siano  legittimati  a  poter
  proseguire i contratti di lavoro, le attività lavorative di  questi
  soggetti precari, perché il mio timore è che stiamo prevedendo  per
  gli  Enti in dissesto e gli Enti in predissesto la prosecuzione dei
  contratti lavorativi e, invece, lasciamo fuori il bacino di  quegli
  Enti che non hanno rispettato il patto di stabilità
   Ora  poiché nel più non c'è il meno, perché un Ente può non essere
  in  dissesto o in predissesto, ma può non avere rispettato il Patto
  di  stabilità, così come tutti gli Enti che sono in dissesto  e  in
  predissesto  non  hanno rispettato il Patto di  stabilità,  allora,
  dico,  purché ci sia una circolare esplicativa per tutti  gli  Enti
  che,  ancorché non avessero rispettato il Patto di stabilità, siano
  autorizzati alla prosecuzione di questa attività lavorativa.
    Purché ci sia questa, assessore Lo Bello.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  necessità
  assieme  al  vicepresidente di esporre un problema sulla  questione
  che riguarda la proroga dei contratti.
   In  realtà  l'Assemblea sta approvando - assessore  Lo  Bello  non
  voglio  disturbarla, ma credo che sia importante -  una  norma  che
  riguarda  la  proroga  dei  contratti di diritto  privato  che,  in
  realtà, era stata prevista in una norma della finanziaria dell'anno
  scorso  perchè  recepivamo in maniera dinamica la cosiddetta  norma
  D'Alia.
   Ora, provo a fare un ragionamento, presidente Ardizzone, assessore
  Lo Bello e vicepresidente dell'Assemblea: siccome a dare attuazione
  alle proroghe in una giungla selvaggia qual è quella del precariato
  siciliano  sono  soprattutto quei funzionari che debbono  attestare
  non  la  legittimità dell'atto, ma la regolarità  tecnica,  sarebbe
  opportuno  che  il  Governo assieme agli  uffici  della  Presidenza
  dell'Assemblea,  per  evitare  di avere  sostanzialmente  oggi  due
  sistemi  normativi, quello che oggi proroga e quello che aveva  già
  prorogato recependo in maniera dinamica la cosiddetta norma D'Alia,
  siccome  ci sono i responsabili dei servizi finanziari dei  comuni,
  poi  ci  sono i segretari comunali, poi ci sono i responsabili  del
  personale,  ebbene,  mettiamo  un  po'  di  ordine  anche  con  una
  circolare  che sia esplicativa, in quanto abbiamo avuto comuni  che
  hanno  messo  in  ferie i propri dipendenti, comuni che  sbagliando
  anche  se in dissesto hanno licenziato i contrattisti e comuni  che
  hanno   agito  facendoli  lavorare  ma  non  facendo  la  delibera.
  Proviamo  ad  adottare  delle norme o quanto meno  delle  circolari
  esplicative che  raccordino esattamente due sistemi normativi.
   Credo  che, alla fine, il rischio sia - lo dico agli uffici  della
  Presidenza  che  sono attenti e certamente in grado di  comprendere
  ciò  che  voglio dire - che non possiamo avere - partendo da  tutto
  ciò che era accaduto, dal  DL 120 articolo 21, poi la norma D'Alia,
  poi la norma dell'Assemblea regionale -, oggi, altro.
   Il   problema  vero  è  che  serviva  semplicemente  la  copertura
  finanziaria  che arriva in ritardo rispetto al 31 dicembre?  Poi  è
  chiaro,  siccome c'è la Corte dei Conti che, giustamente, svolgendo
  il  proprio  lavoro  non  andrà a vedere l'iter  legislativo  o  la
  costruzione  della norma, ma andrà a verificare se  ci  sono  stati
  errori nell'imputazione della spesa, perché comunque questa spesa è
  derivata,  perché  l'83  per cento arriva dal  trasferimento  della
  Regione ai comuni per il famoso  Mondo per l'occupazione .
   In  conclusione,  presidente Ardizzone, considerato  che  riguarda
  migliaia  e  migliaia  di persone e anche  quelle  persone  che  si
  assumono  la responsabilità di adottare atti, proviamo a  fare  una
  cosa  scritta in italiano che sia chiara da Trapani a Siracusa,  da
  Capo Passero scendendo verso il mar d'Africa, Lampedusa.

   PRESIDENTE. L'intervento dell'onorevole Panepinto mi sembra  molto
  chiaro,  cioè chiede un intervento da parte del Governo  attraverso
  circolare  per  fare chiarezza sull'evolversi della  normativa.  Ma
  anche  gli interventi in Aula penso che possano servire a  scrivere
  questa circolare, per cui ringrazio l'onorevole Panepinto.
   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                                Art. 8.
                             Norma finale

       1.  La  presente  legge sarà pubblicata  nella  Gazzetta
     ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore  il
     giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla  e  di
  farla osservare come legge della Regione .

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Comunico  che  sono stati presentati degli ordini  del  giorno  al
  disegno  di  legge  numero 782 ed anche questi sono  accettati  dal
  Governo come raccomandazione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
   Norme  stralciate  in materia di personale  (782  -  VII  stralcio
  bis/A)

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Norme stralciate in materia di personale» (N.
  782 - VII stralcio bis/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          67
   Contrari              0
   Astenuti              0

                         (L'Assemblea approva)

   Prima di passare al  terzo disegno di legge all'ordine del giorno,
  ci  sono, per altro, pochissimi emendamenti, invito ad un minuto di
  silenzio  in ricordo delle vittime a causa dell'attentato criminale
  e  terroristico  che  è  avvenuto in Francia  che  non  si  presta,
  obiettivamente,  ad alcun commento. Tutti noi ci sentiamo  francesi
  in  questo  momento, come più volte è stato ribadito nel corso  dei
  telegiornali e degli interventi che ci sono stati.

                  (Si osserva un minuto di silenzio)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito  della  discussione  del disegno  di  legge  numero  905/A
  «Disposizioni  in materia di personale delle Camere  di  Commercio,
  Industria e Artigianato. Fondo di Quiescienza.»

   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Disposizioni  in materia di personale delle Camere  di  Commercio,
  Industria  e Artigianato. Fondo di Quiescienza.» (905/A)  posto  al
  numero 3) del II punto all'ordine del giorno.
   Dichiaro  chiusa la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)
   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo evidenziare
  un  aspetto  circa  un  emendamento che è  stato  ritenuto  da  lei
  inammissibile perché dalla Commissione non fu, come dire, esitato.
   Si   tratta  della  possibilità,  giusto  in  quel  criterio,   di
  responsabilizzazione  complessiva  che  dobbiamo  tutti  poter  far
  crescere,  quindi,  su  questo  evidenzio  un  aspetto   che   deve
  impegnarci  in  maniera  più approfondita, sempre  in  merito  alle
  cosiddette stabilizzazioni, atteso che abbiamo un periodo verso cui
  si  va  a  creare una condizione sempre più stringente  di  risorse
  disponibili  ai  fini  del contributo che gli  Enti  locali  devono
  ricevere  dalla  Regione,  di poter avere  la  possibilità  di  far
  crescere,  incrementare  il  tetto su cui  rifare  riferimento  per
  avviare le cosiddette stabilizzazioni.
   Evidentemente c'è un parere della Corte dei Conti che consente  la
  possibilità  di far sì che sia consentito il cumulo  delle  risorse
  destinate  alle  assunzioni per un arco  temporale  di  un  periodo
  superiore a 3 anni. Su questo c'era una relazione, diciamo tecnica,
  con  la firma dei 3 dirigenti responsabili, il Ragioniere generale,
  il  Direttore generale del lavoro e delle autonomie locali,  perché
  l'emendamento  2.7  da  me presentato, di iniziativa  parlamentare,
  potesse  essere, come dire, trattato considerando che  trattasi  di
  una  tipologia contrattuale comportante spesa consolidata.  Voglio,
  come  dire,  rassegnare all'Aula questo problema  perché  si  possa
  avviare  una  procedura  per poter recuperare,  ove  possibile,  in
  maniera come dire, tecnicamente valida  questo vulnus che si  viene
  a  creare  che potrebbe, invece, dare la possibilità per  gli  Enti
  locali, di maggior numero di stabilizzazioni.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
        Proroga dei contratti del personale a tempo determinato

   1.  Le Camere di Commercio, enti di cui all'articolo 1 della legge
  regionale  n.  4  del 2 marzo 2010, nelle more delle  procedure  di
  riordino   del   sistema  camerale  e  dei  relativi  accorpamenti,
  prorogano, con decorrenza dall'1 gennaio 2015 e fino al 31 dicembre
  2016,  i  contratti di lavoro subordinato a tempo  determinato  del
  personale  in servizio al 31 dicembre 2014 ed instaurati  ai  sensi
  dell'art. 30, comma 3, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.

   2.  Gli  oneri  derivanti dal presente articolo trovano  copertura
  finanziaria  nel fondo previsto dall'articolo 30,  comma  9,  della
  legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.
   3.  Nella presente legge per  Camere di Commercio  si intendono le
  Camere  di  commercio, industria, artigianato e  agricoltura  della
  Regione Siciliana».

   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento  soppressivo  del
  Governo.
   Il parere della Commissione? Riguarda le proroghe. Già l'assessore
  Lo  Bello, intervenendo, quando si parlava di precari, ebbe a dire:
   abbiamo tolto il tema sulle autonomie locali  facendo riferimento,
  non  a  caso,  ai  precari delle Camere di  Commercio.  Per  cui  è
  necessario abrogarlo.

   MARZIANO,   presidente  della Commissione.  Volevo  illustrare  la
  ragione  per cui il disegno di legge era uscito in questo modo.  Si
  era   istaurato  un  tavolo  tecnico  al  quale  partecipavano  due
  componenti   della   III   Commissione  in   rappresentanza   della
  Commissione. In quel tavolo tecnico si era elaborato un disegno  di
  legge  che andava oltre, diciamo, l'esigenza specifica di  bloccare
  il  patrimonio  per evitare le conseguenze della  legge  nazionale.
  Quindi,  abbiamo  tenuto  conto  di quelle  risultanze  del  tavolo
  tecnico  istituito  fra  Governo, organizzazione  della  Camera  di
  Commercio    ed   i   due   componenti   della   III   Commissione.
  Successivamente,  il  Governo ha fatto  presente,  in  Commissione,
  l'esigenza  di  limitare  gli articoli a  quelli  che  bloccano  il
  patrimonio  delle  Camere  di  Commercio  demandando  ad  un   atto
  successivo la riforma delle Camere di Commercio, quindi, per questo
  si  giustificano gli emendamenti soppressivi da parte del  Governo.
  Io prima di esprimere parere favorevole, ho il dovere di sentire  i
  presentatori  del disegno di legge, gli onorevoli  Mangiacavallo  e
  Ruggirello, che non vedo, per sentire anche il loro parere. Quindi,
  se  non  ci  sono  controindicazioni da parte dei presentatori  del
  disegno di legge, la Commissione dà parere favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione con il parere favorevole  della
  Commissione.
   Non ho capito, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Soppressivo dell'articolo 1?

   PRESIDENTE. Soppressivo dell'articolo 1. Va bene.
   Pongo in votazione l'emendamento soppressivo. Allora, essendo solo
  un  emendamento soppressivo; da un punto di vista formale,  votiamo
  contro  il  mantenimento.  Chi è favorevole  all'abrogazione  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

      Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
                       Disposizioni transitorie

   1.   Nelle  more  dell'adozione  di  una  riforma  organica  della
  disciplina  relativa  alle  Camere  di  Commercio,   al   fine   di
  garantirne l'integrità dei patrimoni, in attesa della ridefinizione
  delle  circoscrizioni  di competenza e della riduzione  del  numero
  delle  stesse,  nonché  al  fine di  avviare  il  percorso  per  la
  definizione delle problematiche riguardanti l'adozione di misure  a
  tutela dei trattamenti previdenziali e di quiescenza del personale,
  a  garanzia del principio del pareggio di bilancio, è fatto divieto
  alle   Camere  di  Commercio  di  adottare  atti  di   cessione   o
  disposizione, a carattere definitivo, ovvero atti di dismissione  o
  alienazione comunque denominati, anche in applicazione di norma  di
  legge,   aventi   ad   oggetto   il  patrimonio   immobiliare,   le
  partecipazioni azionarie presso organismi, anche associativi, enti,
  consorzi  e società, appartenenti alle stesse. Sono consentiti  gli
  atti  dispositivi necessari alla costituzione del Fondo di  cui  al
  comma 4 del presente articolo.

   2. Ogni atto o provvedimento adottato in violazione del divieto di
  cui  al  precedente  comma 1 è nullo e la  sua  eventuale  adozione
  comporta   responsabilità  diretta  e  personale,  disciplinare   e
  dirigenziale, per colui che lo ha posto in essere.

   3. Laddove entro il 31 dicembre 2016 non venga adottata la riforma
  organica  della  disciplina relativa alle Camere di  Commercio,  il
  divieto di cui al comma 1 perde efficacia.

   4.  Il  patrimonio  di  cui  al comma 1 del  presente  articolo  è
  utilizzato  prioritariamente per la costituzione del Fondo  di  cui
  all'articolo 3 della presente legge».

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.   Presidente,  mi  scusi,  mi  rivolgo   al   Governo,
  all'assessore  Bacchi,  pur  condividendo  lo  spirito  di   questo
  articolo  2  volevo  fare  alcune considerazioni  che  credo  siano
  meritevoli di attenzione.
   Ad  un  certo  punto nel comma 1 c'è un periodo in cui,  in  buona
  sostanza, si dice anche in applicazione di norme di legge si scrive
  un  articolo  che va in controtendenza a norme di legge.  Che  cosa
  vuol dire?
   Siccome ci sono delle norme nazionali

   BACCEI,   assessore   per   l'economia.   Ma   c'è   l'emendamento
  all'articolo 2.

   DI  MAURO.  Ah,  c'è l'emendamento? E dov'è? Ah,  sono  soppresse.
  Scusate

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, solo  per
  illustrare in maniera compiuta, avendo condiviso con il Governo  un
  emendamento  all'articolo 2 che è numerato con il  numero  2.2:  in
  buona  sostanza, nel corpo della legge, si dice che  le  Camere  di
  Commercio  non possono compiere atti di alienazione o  disposizione
  di qualunque tipo.
   E' chiaro che con l'emendamento aggiuntivo che è stato predisposto
  da  me,  dall'onorevole Gucciardi e da altri colleghi e,  condiviso
  dal  Governo,  si  vuole  consentire e permettere  alle  Camere  di
  Commercio,  soltanto  per le società aeroportuali,  atteso  che  le
  stesse  sono presenti in tutte le società aeroportuali, di compiere
  atti  di  partecipazione  azionaria  e  di  ricapitalizzazione  per
  evitare che si possa sminuire il valore della società stessa.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 2.1 del Governo.  Il
  parere della Commissione?

                           (Brusìo in Aula)

   Sospendo l'Aula per tre minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.53, è ripresa alle ore 18.56)

   La  seduta  è ripresa. Onorevole Marziano, non ho compreso  quello
  che è successo, se lei vuole riferire all'Aula. Scusate, qual è  il
  problema? Onorevole Marziano dov'è il problema?

   MARZIANO,  presidente  della Commissione.  Signor  Presidente,  su
  alcuni  emendamenti  presentati  dal  Governo  c'è  discussione  in
  Commissione  perché  nel testo originario che è  uscito  fuori  dal
  tavolo tecnico formato da Governo, rappresentanti della Commissione
  e  rappresentanti delle organizzazioni sindacali  delle  Camere  di
  Commercio    questo   elemento,   soprattutto    quello    relativo
  all'emendamento 2.2 non era stato tenuto in considerazione.
   Personalmente  le devo dire che io sono d'accordo  all'emendamento
  2.2  perché  è evidente che se le Camere di Commercio  non  possono
  procedere  alle  ricapitalizzazioni  delle  loro  quote  azionarie,
  quelle  quote azionarie valgono di meno nel momento in cui  c'è  il
  processo  di ricapitalizzazione. Però quello che voglio dire  è  un
  emendamento  corposo,  determinate di una legge  che  non  è  stato
  sottoposto  mai alla Commissione. Questo lo devo dire altrimenti...
  Quindi, personalmente io sono d'accordo, ma non posso esprimere  un
  giudizio  della  Commissione,  signor  Presidente,  perché  abbiamo
  bisogno  di     o  mi  concede cinque minuti di  sospensione  e  io
  riunisco la Commissione o esprimo un parere personale.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.58, è ripresa alle ore 19.00)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, un capogruppo che mi ha chiesto di intervenire
  perché sta facendo una richiesta formale, è l'onorevole Falcone che
  prescinde da tutto dice di rinviare in Commissione.
   Questo disegno di legge per chiarezza, perché chi ci osserva anche
  quando  la  seduta  è  sospesa si chiede cosa sta  succedendo.  Noi
  stiamo  trattando di un argomento importantissimo che  riguarda  la
  riforma delle Camere di commercio. E' chiaro che una riforma non si
  può  improvvisare, peraltro noi abbiamo una normativa  statale  che
  elimina i tributi camerali, abbiamo un problema con il  personale a
  tempo  determinato, delle camere di commercio, ma  già  il  Governo
  aveva  cercato di dare una soluzione con il disegno  di  legge  che
  abbiamo  già approvato, abbiamo un problema, ahimè, tutto siciliano
  del  fondo  di quiescenza che è alimentato con i tributi  camerali,
  abbiamo  anche  un'altra  esigenza che è  quella  dell'accorpamento
  delle  camere  di commercio che è una decisione, questo  lo  vorrei
  evidenziare,  che dovrà prendere quest'Aula, non ci possono  essere
  organismi  esterni che decidono in autonomia su come  accorpare  le
  camere di commercio e  i parametri come stabilirli o meno.
   Per  cui  i  colleghi  parlamentari che  hanno  presentato  questo
  disegno di legge e hanno  fatto obiettivamente bene, l'hanno  fatto
  animati  dallo spirito di venire incontro alle esigenze  di  questa
  riforma.
   Mi  rendo  conto  che  stanno nascendo momenti di  incomprensione,
  vorrei  dare  anche qualche risposta a chi chiedeva se  il  Governo
  poteva  o  meno  presentare emendamenti: il Governo può  presentare
  emendamenti in qualunque momento.
   Relativamente  a questo emendamento, rispetto al quale  sono  nate
  delle  contestazioni, non c'è bisogno di relazione  tecnica  perché
  non comporta maggiori oneri, su questo dobbiamo essere chiari.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla scorta delle
  considerazioni che ha fatto il Presidente Ardizzone,  ma  anche  in
  ragione dell'articolo 3, io mi permetto di dire, su cui nessuno sta
  intervenendo ma che dovremmo invece, attenzionare perché l'articolo
  3   specificatamente  richiama  il  fondo  pensioni  della  Regione
  siciliana,  noi  siamo  nell'ambito quindi, all'interno  del  fondo
  delle pensioni della Regione siciliana stiamo introducendo un nuovo
  fondo,  un fondo che dovrà sostenere le pensioni di un certo numero
  di dipendenti su cui dovremo sapere quanti sono, un numero anche di
  un  certo costo che non è quantificato dalla relazione tecnica  che
  avrebbe dovuto rassegnare a noi, la Commissione III, e quindi sulla
  scorta   .onorevole  D'Asero  volevo farmi  ascoltare  anche  dalla
  Commissione perché stiamo parlando di una riforma che qualcuno dice
  che  dovrebbe  essere provvisoria ma il rischio che questa  riforma
  diventi  una  pietra miliare ma un ulteriore carico  sulla  Regione
  siciliana.
   Forza  Italia,  dunque, non è contraria, diciamo  così,  a  questa
  norma  ma  ritiene  che,  nell'ambito della riorganizzazione  della
  riforma  nazionale  sulle  Camere di Commercio,  nell'ambito  della
  riduzione  delle stesse, nell'ambito della riqualificazione  e  del
  riposizionamento  del  personale,  nell'ambito  del  blocco  e  del
  consolidamento del patrimonio delle stesse Camere di Commercio, sia
  giusto  intervenire ed è necessario e sacrosanto ed  è  prerogativa
  dell'ARS intervenire legiferando. Una norma così importante non  si
  può  approvare  in  un'ora  di seduta  d'Aula,  magari  avendo  già
  approvato  altre due norme assolutamente necessarie,  importanti  e
  anche  emergenziali,  quella dei precari  e  quella  dell'esercizio
  provvisorio.
   Allora,  la richiesta che facciamo è quella di fermarci un attimo,
  di  rinviare questa norma in Commissione, ove, con la presenza  del
  Governo  e di tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari,  possiamo
  adeguatamente confrontarci, adeguatamente trovare una soluzione.
   Dico ciò, tra l'altro, signor Presidente, perché Forza Italia,  in
  III   Commissione,  non  ha  nessun  rappresentante.   Secondo   il
  Regolamento  d'Aula,  mi  permetterò  di  chiederle  di   integrare
  ancorché con voto consultivo nelle Commissioni in cui Forza  Italia
  è  assente,  con  componenti  del nostro  Gruppo  parlamentare,  in
  maniera  tale  che questo Gruppo parlamentare non  sia  escluso  da
  alcune   Commissioni   legislative  per  poter   partecipare   alla
  costruzione di un percorso legislativo.
   Ribadisco  la  mia richiesta che spero venga fatta  anche  propria
  dagli  altri  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari:  rimandiamo  in
  Commissione  questo  testo per poterlo meglio  approfondire  e  per
  uscire tutti con una proposta unitaria.

   PRESIDENTE. Gradirei l'attenzione anche dei firmatari, l'onorevole
  Mangiacavallo,  l'onorevole Rugirello e  di  tutta  l'Aula.  Questa
  norma  è  stata  portata avanti, siamo in sessione  di  bilancio  e
  dobbiamo essere chiari su alcune cose. In sessione di bilancio o si
  aprono  delle finestre legislative o si fa solo bilancio. Da quello
  che avevo compreso, perché ho avuto una interlocuzione col Governo,
  sia  con l'Assessore Lo Bello sia con l'Assessore delegato al ramo,
  l'Assessore  Cancheri, mi si era detto che rispetto  ad  una  prima
  riproposizione  non c'erano difficoltà e si tratta di salvaguardare
  in atto il patrimonio che hanno le Camere di Commercio.
   C'è  un  emendamento presentato dal Governo e a questo  devo  fare
  fede. L'onorevole Falcone ha fatto una proposta di buon senso ma ci
  sono  delle  difficoltà  di Regolamento perché,  se  rimandiamo  in
  Commissione sic et simpliciter, significa che abbiamo 15 giorni  di
  tempo.
   Farei una proposta, se siamo d'accordo: siccome siamo, ripeto,  in
  una  situazione  particolare, intanto una  interlocuzione   si  può
  avviare  con  l'Assessore Vancheri su questo punto e  lo  può  fare
  direttamente  la  Commissione, quindi,  rinvierei  a  mercoledì  la
  questione. Se martedì si cerca di trovare una soluzione  su  questo
  con  l'assessore  Vancheri  e  c'è  un'intesa,  evitiamo  anche  di
  trascinarci  all'infinito questo discorso per cui se  non  ci  sarà
  l'accordo  è  chiaro  che  verrà rinviato in  Commissione  per  una
  trattazione  più organica, partendo dal presupposto, e  debbo  fare
  fede  a  quello  che  diceva l'Assessore Lo Bello,  che  una  prima
  risposta  al  personale  si è data. Ora  qui  dobbiamo  cercare  di
  salvaguardare il patrimonio delle Camere di Commercio. Di questo si
  tratta e dobbiamo avere chiarezza senza fughe in avanti.
   Se  il  Presidente della III Commissione, onorevole  Marziano,   è
  d'accordo  su  questo,  preannuncio che rinvio l'Aula a  mercoledì,
  per  dare  la  possibilità alla III Commissione già da  martedì  di
  esaminare   questo  testo  in  maniera  approfondita,   chiaramente
  informalmente,  non  c'è  rinvio  in  Commissione.  Attenzione,  il
  disegno  di legge non è rinviato in Commissione, per cui attraverso
  un'interlocuzione  diretta  con  l'Assessore,   ci   potrà   essere
  un'intesa  e,  nel  contempo,  dico che  la  II  Commissione  dovrà
  iniziare  a  trattare  sia  il  DPEF sia  la  norma  relativa  alla
  questione  del mutuo, perché è inutile nasconderci, il Governo  più
  volte mi ha sollecitato la trattazione del mutuo che ha bisogno  di
  essere comunque riconsiderato in II Commissione perché occorre  una
  rivisitazione,   considerato  che  siamo  in  un  nuovo   esercizio
  finanziario.  La  II Commissione, lo ribadisco, già  da  martedì  è
  chiamata a trattare la questione del mutuo. Gradirei sapere la  sua
  opinione, onorevole Marziano.

   MARZIANO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  personalmente  penso che, con un atteggiamento  di  buon  senso  da
  parte del Governo e di condivisione da parte della Commissione,  il
  testo  si potrebbe approvare pure questa sera, però accolgo la  sua
  proposta  che  non  è  di  rinvio in Commissione,  è  di  pausa  di
  approfondimento.   Ci  sono,  infatti,  delle  preoccupazioni   che
  riguardano alcuni emendamenti. Trattiamo mercoledì, non per  rinvio
  in Commissione, ma per avere la possibilità di condividere tutto il
  testo. Se è così, siamo d'accordo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con le indicazioni che ho dato sia
  alla   III  Commissione  legislativa  ma,  soprattutto,   alla   II
  Commissione  legislativa  in ordine alla questione  del  mutuo  che
  dovrà  essere  trattato ed in ordine alla questione  del  DPEF,  la
  seduta  è  rinviata a mercoledì, 14 gennaio 2015, con  il  seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  I  -Comunicazioni
  II  - Discussione del disegno di legge:

           Disposizioni  in  materia di personale delle  Camere  di
             Commercio,   industria   ed  artigianato.   Fondo   di
             quiescenza . (n. 905/A) (Seguito)

                Relatore: on. Mangiacavallo

  III   -Svolgimento,  ai  sensi dell'articolo 143  del  Regolamento
   interno, dell'interrogazione:

         N. 1809  -  Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
              progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle  misure
              per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.

         (19 febbraio 2014)

                                                        ALONGI

  IV  - Discussione dei disegni di legge:

             1)  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             2)  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
               Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             3)  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
               elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
               Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A

               Relatore: on. Cracolici

  V  -Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     CORDARO  -  MICCICHE' - CLEMENTE -  ANSELMO  -
                     GERMANA'

  VI  - Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     VENTURINO  -  CIMINO  - MARZIANO  -  RAGUSA  -
                     CIRONE

  VII  -Discussione della mozione:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  VIII  -Discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

  IX  - Discussione della mozione:

         N. 286   -   Rimozione   del  Segretario  generale   della
              Presidenza della Regione siciliana.

         (26 marzo 2014)

                         CIACCIO  - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
                         -  CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
                         -  MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -
                         FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

                   La seduta è tolta alle ore 19.12

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE  AUTORIZZAZIONE  ALL'ESERCIZIO   PROVVISORIO
   DEL  BILANCIO  DELLA  REGIONE PER   L'ANNO  2015.  DISPOSIZIONI
   FINANZIARIE  URGENTI. DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ARMONIZZAZIONE
   DI BILANCI . (N.913/A)

   All'articolo 2:

      Emendamento 2.4

   All'articolo 2 sono apportate le seguenti modifiche:
   - Il comma 1 è sostituito dal seguente:
    L'assegnazione  ai  comuni  di cui  all'articolo  6  della  legge
  regionale 28 gennaio 2014, n. 5 relativa all'anno 2015 da iscrivere
  nel  medesimo  esercizio  finanziario, è  rideterminata  in  87.500
  migliaia  di  euro. Conseguentemente è rideterminata l'aliquota  di
  compartecipazione  di cui all'articolo 6, comma  1  della  medesima
  legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.

   -  Al  comma  2 le parole  ad integrazione dell'autorizzazione  di
  spesa  di cui all'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014,
  n.  5  sono sostituite con le parole  ad integrazione del fondo  di
  riserva di cui all'U.P.B. 4.2.1.5.1 cap 215701.

   All'articolo 12 sono apportate le seguenti modifiche:
   -Al comma 1:
    U.P.B. 4.2.1.5.1. capitolo  215701
                                 - 30.000 migliaia di euro

   - Al comma 4, lettera f) è apportata la seguente modifica:

   la cifra  205.000  è sostituita dalla cifra  175.000

      Emendamento 2.5

   Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
    5.   Per  far  fronte  ai  disagi  dei  territori  colpiti  dalle
  eccezionali avversità atmosferiche del giorno 5 novembre 2014,  cui
  è  seguita  la  dichiarazione dello stato di calamità naturale  con
  delibera di Giunta del 7 novembre 2014, n. 328, nonché per favorire
  la  necessaria assistenza alla popolazione, a valere sulle  risorse
  di  cui  al  comma 1, è riservata in favore del Comune di Acireale,
  per  l'esercizio  finanziario 2015, la somma di 3.000  migliaia  di
  euro.

   All'articolo 3:

      Emendamento 3.3

   Aggiungere il seguente periodo:

       La  somma  di 550 mila euro è riservata per le finalità  di
   cui  alla  legge  n.  93  del  5 agosto  1982  come  modificata
   all'articolo 17 della legge n. 17 del 28 dicembre  2004  e  sue
   modifiche ed integrazioni.

   All'articolo 4:

      Emendamento 4.2

   E' aggiunto il seguente comma:
    3. Per le finalità di cui all'articolo 5 della legge regionale 11
  giugno  2014, n. 13, è autorizzata, per l'anno 2015,  la  spesa  di
  1.500 migliaia di euro.

   All'articolo 11:

      Emendamento 11.3

   Alla  fine del comma 5 aggiungere le parole  , nel rispetto  delle
  esigenze di rendicontazione della Regione.

   All'articolo 12:

      Emendamento 12.1

   E' aggiunto il seguente comma:
    1. Le iniziative direttamente promosse di carattere, artistico  e
  scientifico di particolare rilevanza,di cui all'articolo  10  della
  legge  regionale  5  marzo  1979, n. 16 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  a  valere  sui finanziamenti  del  capitolo  376528,
  possono essere realizzate entro il 30 giugno 2015.

      Emendamento 12.2

   E' aggiunto il seguente comma:
    Le  iniziative di cui alla legge regionale 21 agosto 2013, n. 16,
  a  valere sui finanziamenti del capitolo 215734 del bilancio  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2014, possono essere realizzate
  entro il 30 giugno 2015.

      Emendamento 12.3

   E' aggiunto il seguente comma:
    Nelle  more  di  una riforma organica delle società  a  totale  o
  maggioritaria  partecipazione della  Regione,  nel  bilancio  della
  Regione è istituito un fondo da destinare a Sviluppo Italia Sicilia
  S.p.A., previa verifica della sussistenza delle condizioni tecniche
  ed  operative connesse con le finalità statutarie. Per le  finalità
  di cui al presente comma, è autorizzata per l'esercizio finanziario
  2015, la spesa di 1.200 migliaia di euro.

   Emendamento 12.4

   Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
    2. Al fine di evitare il depauperamento del patrimonio regionale,
  per la conservazione del valore delle imprese e per provvedere,  in
  funzione  del migliore realizzo, tramite gara ad evidenza pubblica,
  all'affidamento a soggetti privati dalla gestione e  valorizzazione
  dei  complessi  cremo-termali e idrotermali  esistenti  nei  bacini
  pubblici  della  Sicilia,  ai sensi dell'articolo  21  della  legge
  regionale  12  maggio 2010, n. 11, nel bilancio della  Regione  per
  l'esercizio  finanziario 2015 è istituito un fondo di 800  migliaia
  di   euro,  previa  verifica  della  sussistenza  delle  condizioni
  tecniche ed operative.

   Emendamento 12.5

   E' aggiunto il seguente comma:
    Il comma 2 dell'articolo 59 della legge regionale 12 agosto 2014,
  n. 21 è così modificato:
    2.  Per l'attivazione delle misure in favore dei soggetti di  cui
  al comma 1, l'IRFIS Fin-Sicilia S.p.A. è autorizzata a disporre del
  fondo  di  cui  all'articolo 61 della legge regionale  28  dicembre
  2004,  n.  17, fino all'importo di 15.000 migliaia di euro,  esteso
  anche  agli  enti  riconosciuti ai sensi della legge  regionale  n.
  51/1995. .

   Emendamento 12.6

   Sono aggiunti i seguenti commi:
    1.  Per le finalità di cui all'articolo 34, comma 4, della  legge
  regionale  28  gennaio  2014,  n.  5  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, è autorizzata, fino al 30 aprile 2015,  la  spesa  di
  9.000 migliaia di euro.

   2.  Al  relativo  onere  si provvede mediante  riduzione  di  pari
  importo della spesa autorizzata, per l'anno 2015, dall'articolo 34,
  comma 3 ter, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.

   All'articolo 15:

      Emendamento 15.1

   L'articolo è così sostituito:
    1.  In  corrispondenza delle entrate derivanti dal riconoscimento
  da  parte dello Stato alla Regione delle ritenute sui redditi delle
  persone  fisiche  che hanno residenza fiscale nel territorio  della
  Regione valutate, per l'esercizio finanziario 2015 in 1.700 milioni
  di  euro,  è  disposto, ai sensi dell'articolo 10, comma  2,  della
  legge  regionale  8  luglio 1977, n. 47 e successive  modifiche  ed
  integrazioni, uno specifico accantonamento negativo,  codice  1002,
  nella Tabella  A  allegata alla legge regionale 28 gennaio 2014, n.
  5   e   successive   modifiche  ed  integrazioni,  finalizzato   al
  rifinanziamento  di interventi di spesa da disporre  con  legge  di
  stabilità  regionale per l'anno 2015 riportati  nel  corrispondente
  accantonamento  positivo, codice 1006, che  si  dispone,  ai  sensi
  dell'articolo 10, comma 2, della legge regionale 8 luglio 1977,  n.
  47  e  successive  modifiche  ed integrazioni,  nella  Tabella   A
  allegata alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.

   DISEGNO  DI  LEGGE  NORME STRALCIATE IN MATERIA DI  PERSONALE .
   (N. 782-VII STRALCIO BIS/A)

   All'articolo 1:

      Emendamento 1.1

   L'articolo è sostituito dal seguente:
    1.  All'articolo 6 della legge regionale 2 luglio  2014,  n.  16,
  sono aggiunti i seguenti commi:
    4  bis. - L'Assessore regionale per i beni culturali e l'identità
  siciliana  è autorizzato ad istituire con proprio decreto,  che  ne
  stabilisce  termini  e  modalità,  un  ticket  d'ingresso  per   la
  fruizione degli Ecomusei, al fine di incentivare la creazione e  il
  potenziamento di servizi all'interno delle medesime strutture.

   4  ter  - Gli Ecomusei possono essere istituiti all'interno  delle
  riserve naturali orientate e dei parchi regionali.'.

   All'articolo 2:

      Emendamento 2.1

      Al  comma  3 dell'art. 2 le parole  dalle autonomie  locali
   sono sostituite con le parole  dagli enti di cui ai commi 7 e 9
   del presente articolo .

   All'articolo 3:

      Emendamento 3.3

   All'inizio  del  comma 2 del'art. 3 sono aggiunte  le  seguenti
   parole:  Con decorrenza dall'esercizio finanziario 2014. .

   All'articolo 4:

      Emendamento 4.5

   Al  comma  1  dell'art. 4 dopo le parole  In  coerenza  con  la
   vigente  normativa  statale di riferimento,  sono  aggiunte  le
   parole  con decorrenza dall'1 gennaio 2015.

   DISEGNO  DI  LEGGE  DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PERSONALE  DELLE
   CAMERE  DI  COMMERCIO,  INDUSTRIA  ED  ARTIGIANATO.  FONDO   DI
   QUIESCENZA . (N. 905/A)

   All'articolo 1:

      Emendamento 1.1

   L'articolo è soppresso.