Presidenza del Presidente Ardizzone
SUDANO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la giornata
odierna, gli onorevoli Laccoto e Dipasquale.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Attività produttive:
N. 1189 - Notizie in merito alla gestione dell'Istituto regionale
per il credito alla cooperazione (IRCAC).
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
- Con nota prot. n. 32022/IN.16 del 3/07/2014, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive.
N. 1461 - Notizie in merito al mancato espletamento del concorso
pubblico per la copertura del posto di direttore generale della
Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane (CRIAS).
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Trizzino
Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 36755/IN.16 del 31 luglio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le attività
produttive.
N. 1549 - Chiarimenti in merito al commissariamento della CRIAS.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Falcone Marco; Cascio Francesco;
Assenza Giorgio; Alongi Pietro; Milazzo Giuseppe
- Con nota prot. n. 37581/IN.16 del 5 agosto 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le attività
produttive.
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 2086 - Interventi a tutela dello stato di salute del personale
volontario impegnato nelle operazioni di sbarco di immigrati in
Sicilia.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 40980/IN.16 dell'1/09/2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
N. 2087 - Interventi a tutela dello stato di salute del personale
impegnato nei centri di accoglienza per migranti sbarcati in
Sicilia.
Firmatari:Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 40281/IN.16 dell'1/09/2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 2351 - Urgenti provvedimenti a sostegno dei lavoratori
dell'Istituto sperimentale zootecnico della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Figuccia Vincenzo; Falcone Marco; Assenza Giorgio; Milazzo
Giuseppe; Papale Alfio ; Savona Riccardo
N. 2352 - Interventi a favore dei lavoratori dell'Associazione
regionale allevatori Sicilia (ARAS) per il passaggio in
convenzione' all'Istituto sperimentale zootecnico della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Figuccia Vincenzo; Falcone Marco; Assenza Giorgio; Milazzo
Giuseppe; Papale Alfio ; Savona Riccardo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta orale:
N. 2353 - Iniziative a livello centrale al fine di scoraggiare
l'attività di trivellazione petrolifera della Grecia e della
Croazia nei mari Ionio e Adriatico.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Vinciullo Vincenzo
N. 2354 - Chiarimenti sulla decisione di escludere il consorzio
centro commerciale naturale Borgo Antico di Palazzo Adriano (PA)
dalle agevolazioni di cui all'art. 62 della l.r. n. 32 del 2000.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2355 - Notizie sui criteri utilizzati per la formazione delle
graduatorie del personale docente e non docente presso il liceo
linguistico statale Abraham Lincoln' di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Istruzione e Formazione
Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 235 - Notizie sulla paventata chiusura del punto nascita
dell'ospedale Santissimo Salvatore di Paternò (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello
N. 236 - Notizie in ordine al procedimento di dichiarazione
dell'interesse culturale della casa di Danilo Dolci sita in
Partinico (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 237 - Chiarimenti in merito alla sospensione dal servizio senza
retribuzione dei dipendenti Ciem S.p.A. e sulla mancata
applicazione dei termini e delle modalità per la ricollocazione del
personale delle società partecipate.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Rinaldi Francesco
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 382 - Iniziative per scongiurare la paventata abolizione
della figura del Segretario comunale negli enti locali.
Musumeci Nello; Formica Santi; Ioppolo Giovanni; Assenza Giorgio
Presentata il 30/12/14
N. 383 - Iniziative in favore della dichiarazione quale bene di
interesse culturale della casa di Danilo Dolci, sita in Partinico
(PA).
La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
Presentata il 7/01/15
N. 384 - Dichiarazione dello stato di calamità naturale a ristoro
dei danni subiti dal comparto agricolo dei comuni di Pachino e
Portopalo di Capo Passero (SR).
Coltraro Giambattista; Lentini Salvatore; Leanza Nicola; Lantieri
Annunziata Luisa; Cascio Salvatore; Currenti Carmelo
Presentata il 7/01/15
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di decreto presidenziale
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
decreto presidenziale n. 1/Area 1 /S.G. del 7 gennaio 2015,
trasmesso con nota prot. n. 319 dell'8 gennaio 2015, pervenuta e
protocollata in pari data al n. 114/AULA PG, di cessazione della
dottoressa Marcella M. C. Castronovo dalla carica di assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica e
contestuale assunzione temporanea delle relative funzioni da parte
del Presidente della Regione.
SUDANO, segretario f.f. (legge)
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, in attesa del Governo, sospendo la seduta per
cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.09, è ripresa alle ore 16.22)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto di
parlare anche poco fa. Mi fa piacere che l'assessore, quasi fosse
una fata turchina, improvvisamente si sia ripresentato in Aula.
Ieri era a Castera e oggi ha cambiato ruolo, perché questo è un
Governo che recita a soggetto.
Mi faceva piacere che il Governo aveva impiegato ben 25 minuti per
prendere un caffè; poco fa, qualcuno ha definito questo il Governo
del caffè , io, invece, ho avuto l'impressione che fosse il
Governo della gazzosa . Lei lo sa cos'è la gazzosa? E'
effervescente e poi diventa acqua normale a tutti gli effetti. Ho
l'impressione che questo Governo abbia iniziato come la gazzosa:
voleva fare la rivoluzione, voleva cambiare il mondo e poi, invece,
si è rivelato essere acqua liscia, nemmeno naturale.
Nel chiedere la parola sull'ordine dei lavori, volevo tornare a
trattare, seppur brevemente, un tema spinoso, signor Presidente,
che so che lei però ha sempre guardato con grande attenzione. In
pratica, si tratta del ricorso che questa Assemblea regionale
siciliana ha sollevato davanti alla Suprema Corte di Cassazione,
per accertare se questa Assemblea ha ancora poteri suoi per quanto
attiene all'autonomia della vita dell'Assemblea regionale, o se la
stessa ha perduto le proprie prerogative a favore del Consiglio di
Giustizia Amministrativa.
In questo secondo caso, signor Presidente, ho presentato un
disegno di legge, ma anche un ordine del giorno, che prevede
l'impossibilità per i parlamentari di questa Assemblea di esprimere
parere sui giudici del Consiglio di Giustizia Amministrativa perché
ci verremmo a trovare in una situazione difficile in cui prima
diamo un parere sui giudici del CGA e poi siamo chiamati ad essere
giudicati dagli stessi giudici.
Fino ad oggi, ciò era possibile perché non si era mai verificato
un intervento del Consiglio di Giustizia Amministrativa sulle
prerogative di questo Parlamento ma, dal momento che vi è stato
l'intervento dei giudici, che tendono a limitare i poteri statutari
e costituzionali di questo Parlamento e per cui lei ha giustamente
sollevato, su richiesta del Parlamento un legittimo provvedimento.
Vorrei sapere se è stato depositato il ricorso e se lei può fare
richiesta all'Avvocatura dello Stato, affinché una copia di questo
ricorso le venga inviato, proprio perché la Presidenza
dell'Assemblea non può rimanere priva di uno strumento così
importante.
Peraltro, so che anche questa mattina lei ha curato la vicenda per
far sì che il suo ufficio abbia il documento ufficiale depositato
in Cassazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Autorizzazione
all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno
2015.Disposizioni finanziarie urgenti.
Disposizioni in materia di armonizzazione di bilanci.» (913/A)
PRESIDENTE. Si passa al Seguito della discussione del disegno di
legge «Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della
Regione per l'anno 2015. Disposizioni finanziarie urgenti.
Disposizioni in materia di armonizzazione di bilanci.» (913/A)
Invito i componenti la II Commissione, «Bilancio», a prendere
posto nel relativo banco.
Onorevoli colleghi, preliminarmente, comunico che gli emendamenti
aggiuntivi presentati al disegno di legge n. 913/A, di
autorizzazione all'esercizio provvisorio, sono dichiarati
inammissibili e, pertanto. non saranno esaminati in questa sede.
Tale dichiarazione di inammissibilità deriva dal fatto che essi
riguardano materie estranee ai contenuti e alle finalità del
disegno di legge contenente provvedimenti urgenti ed indifferibili,
non sono stati esaminati dalle Commissioni di merito, ovvero, nel
caso siano stati esaminati dalle stesse recano maggiori oneri
finanziari i cui profili necessitano dell'esame della Commissione
Bilancio.
Tali proposte emendative sono inviate alle Commissioni di merito
per essere trattate durante l'esame della legge di stabilità.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
della Regione
1. Il Governo della Regione è autorizzato, ai sensi dell'articolo
6 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche
ed integrazioni, ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non
sarà approvato con legge regionale, e comunque non oltre il 30
aprile 2015, il bilancio della Regione per l'anno finanziario 2015,
secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa ed il
relativo disegno di legge, nonché secondo la nota di variazioni
contenente gli effetti della presente legge.
2. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 30, comma 5 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, è ridotta per l'esercizio
finanziario 2015 di 24.241 migliaia di euro (UPB 6.3.1.3.2 capitolo
313318).
3. Le autorizzazioni di spesa di cui all'articolo 30, comma 8 e
comma 10 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, sono ridotte
per l'esercizio finanziario 2015 rispettivamente di 132.994
migliaia di euro (UPB 7.3.1.3.99 capitolo 191310) e 18.434 migliaia
di euro (UPB 6.3.1.3.2 capitolo 313319).
4. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 1 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, è ridotta per l'esercizio
finanziario 2015 dell'importo di 1.012 migliaia di euro (UPB
6.3.1.3.2 capitolo 313318).
5. L'importo del Fondo globale cap. 215704 - accantonamento 1001
di cui all'articolo 48, comma 1 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 è ridotto di 18.000 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2015 (UPB 4.2.1.5.2 capitolo 215704).
6. La limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni e
nell'effettuazione dei pagamenti non si applica, oltre che alle
spese di cui all'ultimo comma dell'articolo 6 della legge regionale
8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, alle
spese concernenti la realizzazione di programmi comunitari e
nazionali, agli interventi a valere sui trasferimenti in favore dei
Comuni relativi all'erogazione della quarta trimestralità dell'anno
2014, alle autorizzazioni di spesa di cui al presente articolo,
nonché alle disposizioni di cui al successivi articoli 2, 3, 4, 5 e
7 .
Lo pongo in votazione, con l'avvertenza che sono fatte salve le
variazioni derivanti dall'approvazione delle successive norme.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Assegnazioni finanziarie ai Comuni
1. L'autorizzazione di spesa in favore dei Comuni di cui
all'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è
ridotta, per l'esercizio finanziario 2015, di 205.000 migliaia di
euro (UPB 7.3.1.3.2 capitolo 191301).
2. Il risparmio di spesa conseguente all'accertamento del
risultato di gestione del servizio sanitario regionale per l'anno
2014 stimato in 5.000 migliaia di euro nonché l'importo di 25.000
migliaia di euro di cui al comma 3 dell'articolo 9 della legge
regionale 12 agosto 2014, n. 21, che dovesse rendersi disponibile
al verificarsi delle condizioni previste al comma 2, dell'articolo
9, della medesima legge sono destinati ad integrazione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 6 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5.
3. La verifica di entrambe le condizioni previste al comma 2 è
effettuata dai competenti tavoli tecnici di cui agli articoli 9 e
12 dell'Intesa 23 marzo 2005, sancita dalla Conferenza permanete
per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di
Trento e Bolzano e pubblicata nel supplemento ordinario n. 83 alla
Gazzetta Ufficiale n. 105 del 07 maggio 2005.
4. Nelle more dell'entrata in vigore dell'emananda legge di
riordino del servizio idrico integrato e comunque non oltre il 30
aprile 2015, a valere sulle assegnazioni finanziarie ai comuni di
cui al comma 1, la somma di 8.000 migliaia di euro, è riservata in
favore dei comuni presso i quali si verificano situazioni
emergenziali nel settore idrico, al fine di evitare disastri
ambientali nonché l'interruzione di pubblico servizio.
5. Stralciato dalla Presidenza ai sensi dell'articolo 7 del R. I.
6. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
effettuare le variazioni di bilancio discendenti dall'applicazione
del comma 2 del presente articolo .
Comunico che è stato presentato l'emendamento 2.4, a firma del
Governo. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
sottoporre all'attenzione dell'assessore per l'economia che nel
bozzone di bilancio è stato soppresso il capitolo che riguarda
l'Associazione regionale allevatori, il 144111. Questo determina
che, da domani mattina, così come è stato notificato ai lavoratori,
gli stessi non potranno più svolgere l'assistenza tecnica e
praticamente si ritroveranno in mezzo ad una strada e parliamo di
veterinari, parliamo di tutta quella struttura che da tanti anni
fornisce assistenza tecnica agli agricoltori della nostra Sicilia.
Devo dire che abbiamo avuto grandi difficoltà in questi anni a
mantenere un lumicino ma, comunque, siamo riusciti a mantenerlo.
Con la soppressione del capitolo, lei capisce bene che creiamo un
problema non indifferente sia ai lavoratori sia agli agricoltori.
Era solo per sollecitare la sua attenzione in questo senso.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. La discussione generale si è chiusa e stiamo andando a
votare i singoli articoli
Ho dato la parola all'onorevole Alloro perché me l'ha chiesta
prima. Quando si tratterà di intervenire e si tratteranno le
materie di riferimento, ciascuno potrà chiaramente intervenire.
Onorevole Ragusa, lei però chiede di intervenire. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, era per
riprendere l'intervento dell'onorevole Alloro, perché questo gruppo
di lavoratori oggi offrono assistenza alla zootecnia siciliana,
curano le aziende zootecniche siciliane e offrono loro
un'assistenza costante e continua per il miglioramento della razza
e dei prodotti zootecnici.
Voglio chiedere se si può verificare, perché è chiaro che se
andiamo all'esercizio provvisorio come sarà, questi lavoratori per
quattro mesi non percepiranno nessun tipo di emolumento e quindi
non saranno nelle condizioni di continuare il rapporto di lavoro
che offrono come servizio alle aziende.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi e Governo, sull'articolo 2,
gradirei la vostra attenzione.
Pongo in votazione l'emendamento 2.4, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, prevede l'aumento della dotazione
in favore dei comuni di 30 milioni a cui si connette una riduzione
del fondo di riserva di vario importo; modifica, di conseguenza,
l'articolo 12.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, all'assessore
chiedevo un chiarimento, cioè prima avevamo detto che riduciamo i
350 milioni di 205 milioni, quindi lasciando un terzo di dotazione
finanziaria.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la parte relativa alla sanità viene accantonata dal fondo
di riserva e le somme vengono interamente prelevate dal Fondo enti
locali, giusto per dare certezza alla norma, in seguito anche alla
discussione effettuata in Commissione.
FALCONE. Ma così, sostanzialmente, con la riscrittura del comma 1,
stiamo dando ai comuni 87 milioni e 500, soltanto l'imputazione
della spesa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.4, con il parere
favorevole della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.5, a firma della Commissione. Lo pongo
in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
sarà brevissimo, ma vorrei approfittare della presenza
dell'assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea, per renderci conto di una cosa: avevamo detto che
avremmo ampliato questo emendamento, anche aumentando le somme, a
quei comuni della provincia di Siracusa e di Ragusa che la notte
del 31 dicembre hanno ricevuto danni incalcolabili per quanto
riguarda il settore.
Mi rendo conto che il Governo così non ha fatto ed il mio
intervento è proprio per voler testimoniare come quello che si
promette poi non si riesce a mantenere in Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.5. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento A24 è assorbito, avendo approvato
l'emendamento 2.5.
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3
Assegnazioni finanziarie alle Province
1. Fino al 30 aprile 2015 al fine di garantire il funzionamento
delle Province è autorizzata la spesa di 6.667 migliaia di euro
(UPB 7.3.1.3.2 capitolo 191302) .
Si passa all'emendamento 3.1. Invito l'onorevole Ciaccio, primo
firmatario, a ritirarlo perché si tratta di spese obbligatorie,
altrimenti dovrei dichiararlo inammissibile.
CIACCIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.4, a firma dell'onorevole Vinciullo,
che comporta maggiori oneri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
3.3, relativo alla riserva per i servizi socio-assistenziali . Lo
pongo in votazione con il parere favorevole della Commissione e del
Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le ricordo che sull'articolo si
interviene una solo volta.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avevo avuto
modo di intervenire su questo articolo, nel senso che ero
intervenuto sul precedente, sull'articolo 2. Volevo fare presente
ancora una volta ai colleghi che oggi si sta consumando l'ennesima
beffa nei confronti delle province. Ancora una volta, la
maggioranza e il Governo non hanno assolutamente contezza di quello
che stanno facendo e di come si stanno comportando, un
comportamento scorretto, insopportabile, un comportamento che vede
per quattro mesi i dipendenti della Provincia costretti ad andare a
lavorare senza poter percepire gli stipendi.
E' bene, onorevoli colleghi, che lo sappiate: state votando un
contributo che viene dato alle province di 6.667.000,00 euro;
questo contributo servirà solo a pagare i primi dieci mesi degli
stipendi di tutti i dipendenti delle province, dopodiché dall'11
gennaio in poi tutti i dipendenti di tutte le province siciliane
percepiranno lo stipendio. Non veniamo, da qui a qualche mese, a
strapparci le vesti perché ricordo che avete bocciato l'emendamento
che aumentava da 6 a 10 milioni di euro le risorse destinate alle
province e questi 4 milioni di euro in più servivano solo a pagare
altri dieci giorni di stipendio.
Ebbene, seppiatelo: state votando un provvedimento che mentre da
una parte aumenta per i comuni di 30 milioni di euro le risorse,
dall'altra parte condanna i dipendenti delle province a non
ricevere lo stipendio per i primi quattro mesi dell'anno. Così come
condannerà parecchi ragazzi studenti e studentesse diversamente
abili a non avere l'assistenza, stiamo attenti, a non avere
l'assistenza nei primi quattro mesi.
Questo è quello che il Governo propone, quello che la Commissione
a maggioranza ha approvato, quello che questa maggioranza della
gazzosa , perché di questo si tratta, sta andando ad approvare.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
ritrovarmi come abbiamo fatto in quest'ultimo anno ad approvare
tutta una serie di articoli rassicurando le province, i lavoratori
delle province, gli operatori esterni, la Palermo Energia, le
cooperative varie e poi ci ritroveremmo da qui ad un mese in
difficoltà.
Mi giunge un'informazione che credo sia certa, di questa mattina,
che la Provincia regionale di Palermo, a seguito dello stanziamento
di 6 milioni 600 mila euro, quelli che stiamo stanziando, per la
sola Palermo Energia, ha approvato, per un mese, dicendo che a
partire dal mese di febbraio probabilmente il servizio non si potrà
più prorogare. Quindi, attenzione, credo che stiamo commettendo un
errore, stiamo approvando un articolo che contiene una risorsa.
Assessore, per carità, può darsi che mi stia sbagliando, non è
detto che sia tuttologo, non sono né tuttologo e neanche ho la
presunzione di dire che ho sempre ragione ma dico soltanto
fermiamoci un attimo . Non vorrei trovarmi, tra qualche mese, a
tornare qui in Aula con i lavoratori delle province sotto, e le
collaterali e le varie società partecipate probabilmente a non
potere garantire gli stipendi.
Siccome è un atto di questa mattina che con questa cifra stabilita
dalla nostra finanziaria, dalla proroga in dodicesimi che andiamo a
fare, mette nelle condizioni di portare soltanto un mese di
attività alla Palermo Energia e questa cosa mi preoccupa
seriamente, gradirei una pausa di un attimo, fermarci un secondo e
capire se, realmente, con questa cifra, si potranno garantire i
quattro mesi canonici da qui a maggio, quando approveremo poi
l'esercizio definitivo e non quello provvisorio.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
brevissimo. Non sono intervenuto fino all'articolo 3. Vorrei
suggerire all'onorevole Alongi di darci una mano a scrivere un
ordine del giorno che presenteremo noi parlamentari e chi lo vorrà
potrà sottoscriverlo, perché vorrei ricordare al Governo, al
vicepresidente della Regione, nonché all'assessore Baccei, che
questo argomento relativo a Palermo Energia è stato ampiamente
affrontato, nei termini che le riassumo. Intanto, Palermo Energia
non è un carrozzone stipendificio , è in attivo e, se non
intervenissimo, interverremo come Aula per lasciare un legato fra
noi e voi affinché la società non vada in perdita e poi il Governo
trovarsi a dire ah, siccome è in perdita .
In questo momento, infatti, è l'unica società in attivo che si
occupa di una commessa, che la fa vivere di proprio ossigeno,
autonomamente, che è un servizio essenziale, importante. Per cui,
ritengo che il Parlamento debba scrivere questo documento affinché
ne rimanga traccia e si dia una certezza di impegno a coloro i
quali aspettano da parte nostra un segnale.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sono
contento, assessore perchè, da questo punto di vista, mi sembra che
ci sia un coro unanime da parte dell'Assemblea rispetto a questa
vicenda, anche perché stiamo trattando in questo momento la vicenda
palermitana che, personalmente, magari, mi sta a cuore più di altre
però ci sono, chiaramente, le partecipate anche delle altre
province.
Ovviamente, qual è la peculiarità, assessore? Lei ne sarà
certamente a conoscenza. La peculiarità è legata la fatto che si
tratta di una partecipata al 100% per cui si tratta effettivamente
di dipendenti che sono già nel bilancio della provincia e sarebbe
una storia triste distinguere tra dipendenti di serie A e
dipendenti di serie B, soprattutto rispetto a dei servizi
essenziali che, ormai, la Palermo Energia si ritrova a gestire
essendo, come hanno già detto i colleghi, una società che, tra
l'altro, è assolutamente in attivo e non possiamo permetterci
scivoloni di altro genere. Quindi, se per favore su questo
possiamo, assessore - stiamo predisponendo l'ordine del giorno e
qui vedo che ci sono altri colleghi che interverranno - prendere
un impegno certo perché a questi lavoratori possa essere data una
continuità per il futuro così come i servizi che la Palermo Energia
eroga per l'appunto.
LO SCIUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
Assessore, le province, in questo periodo, stanno approntando i
bilanci per il 2015. Per quello che stanno programmando e con le
risorse disponibili possono pagare gli stipendi fino al 30 aprile.
Vorrei chiedere a lei ed al vicepresidente: per quanto riguarda
tutti i servizi che per legge svolgono le province, con quali fondi
porteranno avanti questo, assessore? parliamo dell'assistenza ai
disabili, del trasporto ai disabili, della manutenzione alle scuole
di secondo grado, della manutenzione alle strade. Mi risulta,
infatti, che le province non hanno fondi e, quindi, quello che
possono fare è soltanto assicurare gli stipendi ma i servizi
garantiti per legge non saranno più fatti.
Volevo, da questo punto di vista, delle delucidazioni e delle
assicurazioni perché qui parliamo, poi, di obblighi di legge che
hanno le province.
BACCEI, assessore per l'economia. Sul tema delle province, lo
stanziamento, come sapete, è un terzo della spesa corrente del 2014
per cui sono gli stessi stanziamenti dell'anno scorso. Sul tema di
Palermo Energia, manteniamo l'impegno che avevamo preso in
Commissione Bilancio, per cui sono favorevole all'ordine del giorno
e a discutere ed aprire un tavolo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, senza diritto di replica. Ormai si
vota o a favore o contro.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4
Erogazione contributi ad enti
1. Fino al 30 aprile 2015 gli interventi individuati
nella Tabella allegata alla presente legge sono
determinati negli importi dalla stessa indicati.
2. In deroga alle disposizioni dell'articolo 32 della
legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche
ed integrazioni e dell'articolo 128 della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni gli importi indicati nella Tabella di cui al
precedente comma 1 possono essere erogati anticipatamente
in unica soluzione.
3. Stralciato dalla Presidenza ai sensi dell'articolo 7
del R. I ..
L'onorevole Ciaccio dichiara di ritirare l'emendamento
soppressivo.
Comunico che il subemendamento 4.2.1, che prevede una riduzione di
spesa, è ritirato.
Si passa all'emendamento 4.2, presentato dalla III Commissione. Lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo, pertanto, in votazione l'emendamento 4.2. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4 e annessa tabella, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Rimborso alle Aziende sanitarie per il personale
comandato all'Assessorato regionale della salute e
proroga del comando del personale in servizio al
dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti
1. Per le finalità dell'articolo1 della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15 e successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata,
fino al 30 aprile 2015, la spesa di 340 migliaia di euro (UPB
11.2.1.1.1 capitolo 412016).
2. Per le finalità dell'articolo 47, comma 2, della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, fino al 30 aprile 2015, la spesa di 40
migliaia di euro (UPB 5.2.1.1.1. capitolo 242022) .
Comunico che l'emendamento soppressivo 5.1 è ritirato. L'Assemblea
ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti;
seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Risultato della gestione finanziaria 2014 e
autorizzazione
al ricorso ad operazioni finanziarie
1. Per la salvaguardia degli equilibri di bilancio si provvede a
dare copertura, nell'esercizio finanziario 2015, alla quota di
disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2014, stimato in
145.000 migliaia di euro, derivante dalla mancata effettuazione
delle operazioni finanziarie per il finanziamento di quota parte
delle spese di investimento dei comuni e delle province già
autorizzate con le disposizioni sottocitate, mediante rinnovo
nell'anno 2015 delle autorizzazioni medesime di cui:
a) all'articolo 2 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5;
b) all'articolo 78, comma 5, della legge regionale 12 agosto 2014,
n. 21 .
Comunico che gli emendamenti soppressivi 6.1 e 6.2 sono stati
ritirati. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
Art. 7
Disposizioni per l'Ente acquedotti siciliani in
liquidazione
1. Per le finalità dell'articolo 6, comma 1 della legge regionale
11 maggio 2014, n. 13 e successive modifiche ed integrazioni è
autorizzata, fino al 30 aprile 2015, a trasferire alla RESAIS
S.p.A., a titolo di compartecipazione destinata esclusivamente agli
oneri sostenuti per il personale in servizio, la somma di 2.154
migliaia di euro (UPB 4.2.1.3.99 - cap. 214107), comprensiva degli
eventuali oneri convenzionali.
2. All'Istituto regionale vini e oli di Sicilia è concesso un
contributo per il concorso al pagamento degli emolumenti fino al 30
aprile 2015 al personale proveniente dall'EAS in liquidazione, ai
sensi del comma 2-quinquies dell'articolo 23 della legge regionale
27 aprile 1999, n. 10, nella misura massima di 69 migliaia di euro
(UPB 10.3.1.3.2 - cap. 147325).
3. All'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività
produttive è concesso un contributo per il concorso al pagamento
degli emolumenti fino al 30 aprile 2015 al personale proveniente
dall'EAS in liquidazione, ai sensi del comma 2-quinquies
dell'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999, entro i limiti
di 369 migliaia di euro (UPB 2.2.1.3.7 - cap. 343315).
4. Agli Enti regionali per il diritto allo studio universitario
della Sicilia è concesso un contributo, per il concorso al
pagamento fino al 30 aprile 2015 degli emolumenti al personale
proveniente dall'EAS in liquidazione, ai sensi del comma 2-
quinquies dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10, entro i limiti di 903 migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - cap.
373347) .
Comunico che l'emendamento soppressivo 7.1 è ritirato. L'Assemblea
ne prende atto.
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
Art. 8.
Acquisizione dei servizi delle società partecipate
1. Per ciascuno degli anni 2015 e 2016, la spesa complessiva
destinata al pagamento dei corrispettivi per i servizi resi in
favore degli Enti del Servizio sanitario regionale ed acquisiti in
convenzione dalla società consortile Servizi ausiliari Sicilia,
risultante dalla definizione delle procedure di riordino di cui
all'articolo 20, comma 2, della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11, è posta interamente a carico dei bilanci di ciascun ente
sanitario fruitore dei relativi servizi che vi provvede mediante
quota parte delle risorse di Fondo sanitario regionale annualmente
assegnate e vincolate a tale finalità.
2. Il comma 5, dell'articolo 11 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 è sostituito dal seguente:
Per le medesime finalità del comma 4, è autorizzata, per ciascuno
degli esercizi finanziari 2015 e 2016, la spesa annua di 45.523
migliaia di euro destinati al pagamento dei corrispettivi per i
servizi resi in favore dell'Amministrazione regionale o di altri
enti regionali consorziati, ad esclusione degli enti del Servizio
sanitario regionale .'
Comunico che gli emendamenti 8.2 e 8.3 sono ritirati. L'Assemblea
ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.4. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli Uffici mi comunicano che se
l'emendamento verrà approvato, sarà riformulato tutto l'articolo.
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
Art. 9.
Accantonamenti tributari
1. Per l'esercizio finanziario 2015, al concorso al risanamento
della finanza pubblica a carico della Regione siciliana,
complessivamente determinato in 1.112.383 migliaia di euro, si
provvede mediante utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione,
ai sensi dell'articolo 16, comma 3, del decreto legge 6 luglio
2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto
2012, n. 135 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Per l'esercizio finanziario 2015, in relazione all'accertamento
delle entrate relative al Fondo di sviluppo e coesione connesse
all'attuazione dell'articolo 16, comma 3, del decreto legge 6
luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7
agosto 2012, n. 135 e successive modifiche ed integrazioni, di cui
al comma 1, è disposto, ai sensi dell'articolo 10, comma 2, della
legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed
integrazioni, uno specifico accantonamento negativo, codice 1001,
nella Tabella A allegata alla legge regionale 28 gennaio 2014, n.
5, finalizzato al concorso al risanamento della finanza pubblica
posto a carico della Regione riportato nel corrispondente
accantonamento positivo, codice 1005, che si dispone, ai sensi
dell'articolo 10, comma 2, della legge regionale 8 luglio 1977, n.
47 e successive modifiche ed integrazioni, nella Tabella A
allegata alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.
3. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni, le parole
ciascuno degli anni 2015 e 2016 sono sostituite con le parole
l'anno 2016 .
4. Alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 4 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni, le parole il biennio 2015-2016 sono sostituite con
le parole l'anno 2016 .
5. Alla lettera c) del comma 2 dell'articolo 4 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni, le parole per ciascuno degli anni 2015 e 2016 sono
sostituite con le parole per l'anno 2016 .'
Comunico che gli emendamenti 9.1, 9.2 e 9.3 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
Art. 10.
Modifiche ed abrogazioni di norme
1. Alla legge 24 novembre 2011, n. 25 sono apportate le seguenti
modifiche:
a) all'articolo 3, comma 1, lettera c), le parole 10.500 migliaia
di euro sono sostituite dalle parole 7.100 migliaia di euro e le
parole 5.000 migliaia di euro sono sostituite dalle parole 1.600
migliaia di euro ;
b) il comma 5, dell'articolo 3, è abrogato;
c) l'articolo 4 è abrogato;
d) all'articolo 7, comma 4, le parole 2.500 migliaia di euro
sono sostituite dalle parole 210 migliaia di euro , le parole
2.000 migliaia di euro sono sostituite dalle parole 200 migliaia
di euro e le parole 500 migliaia di euro sono sostituite dalle
parole 10 migliaia di euro .'
Comunico che l'emendamento 10.1 è ritirato. L'Assemblea ne prende
atto.
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
Art. 11.
Applicazione dei principi contabili e schemi di bilancio
1. Al fine di garantire i processi di armonizzazione dei sistemi
contabili e degli schemi di bilancio, nelle more che siano
definite, in conformità con lo Statuto regionale, mediante le
procedure i cui all'articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42,
decorrenza e modalità di applicazione delle disposizioni del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche
ed integrazioni, secondo quanto previsto dall'articolo 79 del
medesimo decreto legislativo, a decorrere dall'1 gennaio 2015 la
Regione e gli enti di cui all'articolo 1 del predetto decreto
legislativo n. 118/2011 e successive modifiche ed integrazioni,
applicano le disposizioni del medesimo decreto legislativo n.
118/2011 e successive modifiche ed integrazioni, secondo quanto
previsto dal presente articolo.
2. L'affiancamento della contabilità economico patrimoniale alla
contabilità finanziaria, secondo quanto previsto dall'articolo 2
del decreto legislativo n. 118/2011 e successive modifiche ed
integrazioni, l'adozione del piano dei conti integrato, secondo
quanto previsto dall'articolo 4 del predetto decreto legislativo n.
118/2011 e successive modifiche ed integrazioni, nonché l'adozione
del bilancio consolidato secondo quanto previsto dall'articolo 11
bis del medesimo decreto legislativo, con riferimento
all'Amministrazione regionale sono applicati a decorrere
dall'esercizio finanziario 2016.
3. Gli altri enti di cui all'articolo 1 del decreto legislativo n.
118/2011 e successive modifiche ed integrazioni, con riferimento
alle disposizioni del comma 2 esercitano le facoltà di rinvio
previste dal medesimo decreto legislativo n. 118/2011 e successive
modifiche ed integrazioni con propri atti.
4. Le norme di attuazione di cui al comma 1, con riferimento
all'Amministrazione regionale, determinano la disciplina
riguardante l'organo di controllo e le modalità di esercizio delle
funzioni connesse all'applicazione dell'articolo 72 del decreto
legislativo n. 118/2011 e successive modifiche ed integrazioni.
5. A decorrere dall'1 gennaio 2016, l'Assemblea regionale
siciliana, ai sensi dell'articolo 4 dello Statuto della Regione,
approvato con Regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 e
convertito in legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni, secondo le norme del proprio
Regolamento interno, adegua il proprio ordinamento ai principi di
cui al decreto legislativo n. 118/2011 e successive modifiche ed
integrazioni.
6. Con decreto dell'Assessore regionale per l'economia sono
disciplinati i tempi e le modalità di approvazione e acquisizione
dei rendiconti degli organismi strumentali della Regione.
7. Nel corso dell'esercizio finanziario 2015, ai sensi
dell'articolo 51, comma 10, del decreto legislativo n. 118/2011 e
successive modifiche ed integrazioni, continuano a trovare
applicazione, con riferimento all'Amministrazione regionale, le
disposizioni regionali vigenti che disciplinano le modalità ed
individuano le competenze in materia di variazioni di bilancio e le
ulteriori disposizioni di cui al presente articolo. Per le
tipologie di variazioni di bilancio non disciplinate dalle vigenti
disposizioni regionali e per quelle fatte salve dal predetto comma
10, la relativa disciplina è definita con decreto del Presidente
della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per l'economia.
8. Nelle more dell'adozione della nuova disciplina organica di
contabilità, per i rinvii all'ordinamento contabile regionale
contenuti nel decreto legislativo n. 118/2011 e successive
modifiche ed integrazioni, si applicano le seguenti disposizioni:
a) il bilancio finanziario gestionale di cui all'articolo 39,
comma 10, del decreto legislativo n. 118/2011 e successive
modifiche ed integrazioni è approvato dalla Giunta regionale;
b) continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti sulle modalità
ed i limiti del prelievo di somme dai fondi di cui all'articolo 48
del decreto legislativo n. 118/2011 e successive modifiche ed
integrazioni;
c) continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti sulle modalità
di versamento al cassiere delle somme riscosse, gli strumenti di
pagamento previsti dagli articoli 13 e 15 della legge regionale 8
luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, nonché
le norme previste dall'articolo 21 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni;
d) continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti sulle modalità
ed i termini per la presentazione all'Assemblea regionale siciliana
del rendiconto generale della Regione.
9. Gli enti strumentali e gli organismi strumentali della Regione
adeguano i propri regolamenti contabili alle disposizioni del
decreto legislativo n. 118/2011 e successive modifiche ed
integrazioni entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, fermo restando che le disposizioni dei regolamenti
in contrasto con quelle del medesimo decreto legislativo cessano di
avere efficacia dall'1 gennaio 2015.
10. Su proposta dell'Assessore regionale per l'economia, la Giunta
regionale provvede, nei termini, secondo le ulteriori modalità e
per gli effetti previsti dai commi 7 e seguenti dell'articolo 3 del
decreto legislativo n. 118/2011 e successive modifiche ed
integrazioni, al riaccertamento straordinario dei residui attivi e
passivi risultanti all'1 gennaio 2015. Il relativo provvedimento è
trasmesso all'Assemblea regionale siciliana.
11. Con le medesime modalità di cui al comma 10 si provvede al
riaccertamento dei residui in ciascun esercizio finanziario nei
termini ed ai sensi dei commi 8 e seguenti dell'articolo 63 del
decreto legislativo n. 118/2011 e successive modifiche ed
integrazioni.
12. Per l'esercizio finanziario 2015 ai sensi dell'articolo 11,
comma 16, del decreto legislativo n. 118/2011 e successive
modifiche ed integrazioni, nel corso dell'esercizio provvisorio
continua ad applicarsi la disciplina vigente nell'esercizio
finanziario 2014.
13. Per quanto non diversamente regolato per effetto del rinvio
operato dal comma 1 e per effetto delle ulteriori disposizioni
introdotte dal presente articolo, continua a trovare applicazione
la vigente disciplina regionale di contabilità.
14. E' abrogato il comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale
12 agosto 2014, n. 21 .
Si passa all'emendamento 11.3, del Governo. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Si passa all'emendamento 11.1, dell'onorevole Falcone.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei suggerire
al Governo, se mi è consentito, di stralciare questo articolo dal
testo e rinviarlo alla finanziaria, quando saremo chiamati ad
esaminarlo. Dico ciò per una ragione. Abbiamo assunto un impegno
con lo Stato sulla armonizzazione con l'articolo 118 delle norme
sulla contabilità, a partire da gennaio del 2015, però è anche vera
un'altra questione, cioè che l'armonizzazione della contabilità, ai
sensi dell'articolo118, porta con sé la necessaria armonizzazione
anche dei bilanci dei comuni che in qualche modo apre al momento in
una situazione in cui siamo un po' al buio, una situazione nella
quale non sappiamo dove ci porta l'accertamento dei residui da
parte degli enti locali e delle società ad essi collegate che
potrebbero creare in un momento particolarmente complesso un grande
problema di ordine finanziario.
Siccome stiamo trattando l'esercizio provvisorio e stiamo facendo
una norma che ha un effetto sul bilancio per quattro mesi, non
succede nulla a mio avviso se questa norma, fermo restando gli
impegni assunti dal Presidente della Regione, però, abbia
l'approfondimento necessario per valutarne gli effetti soprattutto
sui bilanci degli enti locali.
Ecco perché chiedo al Governo di stralciare questo articolo e
rinviarlo alla legge di stabilità che tra l'altro è la materia più
idonea dove andare a disciplinare questi aspetti.
PRESIDENTE: Grazie, onorevole Cracolici, su questo punto
dell'armonizzazione dei bilanci degli enti locali, abbiamo avuto
invece una sollecitazione da parte dell'Anci a posticipare
l'entrata in vigore. In effetti, con questa norma, si sta
posticipando perché si sta dando la possibilità sostanzialmente
agli enti locali, ai comuni, di adottare l'armonizzazione dei
bilanci sulla base delle loro decisioni.
CRACOLICI. Se è così, ritiro la mia proposta, signor Presidente.
PRESIDENTE. Perfetto, onorevole Cracolici.
Si passa all'emendamento 11.1. Onorevole Falcone lo ritira?.
FALCONE. Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor presidente, onorevoli colleghi, potrei anche
ritirare questo emendamento ma ad una condizione - magari lo chiedo
al Governo -, cioè l'articolo 6, comma 1, andiamo nella legge 21
che andiamo a sopprimere, di fatto imponeva che dall'1 gennaio del
2015, potesse essere fatto un controllo di legittimità finanziaria
con un organismo interno, l'Audit, dell'Assemblea, che potesse
controllare, verificare la legittimità finanziaria dei testi
normativi che affluiscono all'Aula.
In assenza del vaglio di legittimità preventiva, che oggi non sarà
più effettuato da parte dell'organo di controllo che è il
Commissario dello Stato, ritenevo che fosse essenziale questo nuovo
organismo di controllo interno.
Ripeto, posso anche ritirare questo emendamento, perché se questo
emendamento venisse approvato, mi rendo conto che dovremmo fare
entrare in vigore direttamente il 118 già da quest'anno.
Quindi, l'approvazione di questo emendamento sarebbe di fatto la
soppressione dell'intero articolato che oggi si sta approvando
anche a seguito delle spinte che l'Anci ha fatto, perché
armonizzare i bilanci, anche quelli degli enti locali, significa
mettere in ginocchio tutti gli enti locali della Sicilia, se
partissimo con il nuovo ordinamento di contabilità.
Però l'impegno che chiedo all'Aula è che magari presentiamo un
ordine del giorno e impegniamo, come dire, anche la Presidenza
dell'Assemblea a verificare la compatibilità per fare entrare in
vigore questo organismo di valutazione che se è un organismo che la
Presidenza ritiene utile, bene, istituiamolo subito; se riteniamo
che non sia utile, ma ci deve dare anche le motivazioni, lo dico
anche alla Segreteria Generale, allora come dire, che l'Aula abbia
delle garanzie sul controllo di legittimità e di legittimità
finanziaria fatte non soltanto dalla Segreteria Generale ma anche
dal Servizio Bilancio di questa Assemblea regionale siciliana,
sulle norme che arrivano in Aula, in maniera tale che non arrivino
in Aula delle norme che poi magari possono essere impugnate sotto
un profilo contabile, soprattutto da parte del dipartimento del
Consiglio dei Ministri per gli Affari regionali, anche con una
refluenza che potrebbe avere, sotto un profilo contabile e, quindi,
con una responsabilità contabile per i deputati che oggi hanno
delle guarentigie, che oggi hanno delle garanzie, ma domani queste
garanzie potrebbe essere messe in discussione dall'Organo
magistratuale contabile che potrebbe entrare nel merito delle norme
che oggi noi andiamo a porre.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
Art. 12.
Disposizioni finanziarie
1. Alla tabella B del disegno di legge del Bilancio di
previsione per l'esercizio finanziario 2015 e per il
triennio 2015-2017 sono apportate, per l'esercizio
finanziario 2015, le seguenti modifiche:
per l'esercizio finanziario 2015:
- UPB 4.2.1.5.1 Capitolo 215701 + 98.831
- UPB 11.2.1.3.1 Capitolo 413302 + 594.000
- UPB 4.3.1.5.4 Capitolo 219202 + 130.061
- UPB 4.3.1.5.4 Capitolo 219205 + 127.173
per l'esercizio finanziario 2016:
- UPB 4.2.1.5.1 Capitolo 215701 + 12.009
2. Stralciato dalla Presidenza ai sensi dell'articolo 7
del R. I.
3. Stralciato dalla Presidenza ai sensi dell'articolo 7
del R. I.
4. Ai maggiori oneri derivanti dalle autorizzazioni di
spesa di cui all'articolo 3, comma 1 (6.667 migliaia di
euro), all'articolo 4, comma 1 (26.587 migliaia di euro),
all'articolo 4, comma 3 (1.500 migliaia di euro),
all'articolo 5, comma 1 (340 migliaia di euro),
all'articolo 5, comma 2 (40 migliaia di euro),
all'articolo 7, comma 1 (2.154 migliaia di euro),
all'articolo 7, comma 2 (69 migliaia di euro),
all'articolo 7, comma 3 (369 migliaia di euro),
all'articolo 7, comma 4 (903 migliaia di euro) e dalle
disposizioni dell'articolo 12, comma 1 (950.065 migliaia
di euro), comma 2 (1.200 migliaia di euro) e comma 3 (800
migliaia di euro) della presente legge, pari
complessivamente a 990.694 migliaia di euro per ciascuno
degli esercizi finanziari 2015 e 2016 si provvede :
a) per l'importo di 24.241 migliaia di euro per l'anno
2015 mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di
cui alla UPB 6.3.1.3.2 - capitolo 313318 del bilancio
della Regione per l'anno 2015 per effetto delle
disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 1 della
presente legge;
b) per l'importo di 132.994 migliaia di euro per l'anno
2015 mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di
cui alla UPB 7.3.1.3.99 - capitolo 191310 del bilancio
della Regione per l'anno 2015 per effetto delle
disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 1 della
presente legge;
c) per l'importo di 18.434 migliaia di euro per l'anno
2015 mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di
cui alla UPB 6.3.1.3.2 - capitolo 313319 del bilancio
della Regione per l'anno 2015 per effetto delle
disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 1 della
presente legge;
d) per l'importo di 1.012 migliaia di euro per l'anno
2015 mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di
cui alla UPB 6.3.1.3.2 - capitolo 313318 del bilancio
della Regione per l'anno 2015 per effetto delle
disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 1 della
presente legge;
e) per l'importo di 18.000 migliaia di euro per l'anno
2015 mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di
cui alla UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 del bilancio
della Regione per l'anno 2015 per effetto delle
disposizioni di cui al comma 5 dell'articolo 1 della
presente legge;
f) per l'importo di 205.000 migliaia di euro per l'anno
2015 mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di
cui alla UPB 7.3.1.3.2 - capitolo 191301 del bilancio
della Regione per l'anno 2015 per effetto delle
disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 2 della
presente legge;
g) per l'importo di 12.009 migliaia di euro per l'anno
2015 e per l'anno 2016 mediante riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui alla UPB 11.2.1.1.2 -
capitolo 412539 del bilancio della Regione per l'anno
2015 per effetto delle disposizioni di cui all'articolo 8
della presente legge;
h) per l'importo di 579.004 migliaia di euro per l'anno
2015 mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di
cui alla UPB 4.3.1.5.4 - capitolo 219213 del bilancio
della Regione per l'anno 2015 per effetto delle
disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 9 della
presente legge .
All'articolo 12 sono stati presentanti diversi emendamenti.
Si passa all'emendamento 12.1. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.2. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.3. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento A 28 è stato assorbito dall'emendamento
12.3.
Si passa all'emendamento 12.4. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento A 27 è stato assorbito dall'emendamento
12.4.
Comunico che è stato presentato un subemendamento dai deputati del
Movimento Cinque Stelle. Penso che sia stato distribuito. Prevede
che All'emendamento 12.5 sono soppresse le parole: esteso anche
agli enti riconosciuti ai sensi della legge regionale n. 51 del
1995' .
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato il
subemendamento all'emendamento della Commissione perché in
Commissione Bilancio l'emendamento sul fondo di rotazione per i
teatri, le fondazioni lirico-sinfoniche, si era reso necessario
per rendere operativo il fondo per gli enti pubblici.
Sennonché è stata aggiunta una frase che estende il fondo Ris
anche agli enti privati, quindi enti privati che sono Fondazioni,
Museo Mandralisca, Istituto internazionale del papiro, Museo delle
marionette e Fondazione famiglia Piccolo di Calanovella.
Ora, senza nulla togliere alla meritorietà di questi Enti, però
modificare un fondo, un articolo, aggiungendo degli enti privati
che, comunque, avrebbero delle agevolazioni rispetto ad altri
altrettanto meritori ci sembra un'ingiustizia, anche perché -
ripeto - il Ris era nato con uno specifico obiettivo che era quello
di risanare le situazione debitorie degli enti pubblici e il fatto
che siano stati inseriti anche degli enti privati all'interno del
Ris non è un motivo per allargarlo ancora di più, semmai dovremmo
modificare l'articolo originario e togliere gli enti privati che ci
sono.
Preannuncio che su questo chiederò il voto segreto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sinceramente,
non capisco la ratio di questo emendamento soppressivo, Abbiamo
varato una norma, nella scorsa finanziaria, che prevede la
possibilità per gli Enti lirici, sinfonici e non solo pubblici ma
anche privati, per cui c'è il Brass ad esempio che è
un'associazione meritoria sostenuta da molti anni dalla Regione
siciliana, di utilizzare il sistema della ristrutturazione del
proprio debito attraverso un fondo che l'IRFIS gestisce e con
questa norma ci stavamo limitando a dire all'IRFIS il fondo da cui
prelevare.
Questo emendamento tende a sopprimere quattro musei regionali che
ancorché di natura privata sono di interesse pubblico-regionale.
Parliamo, cioè, del Museo Mandralisca e stiamo parlando non di
dargli dei soldi, ma la possibilità di poter accedere, al pari
degli Enti sinfonici e lirici, alla ristrutturazione dei propri
debiti attraverso l'utilizzo di un prestito. Non capisco,
sinceramente, questo furore ideologico che alimenta alcune
iniziative dei colleghi.
Sono orgoglioso, da siciliano, che il Museo Mandralisca sia aperto
al pari del Museo delle Marionette che fanno parte della storia,
della cultura della Sicilia.
Questo accecamento improvviso, per cui in nome di una presunta
eguaglianza di opportunità si prescinde dal merito delle cose lo
trovo, sinceramente, insopportabile.
Sono contrario a questo emendamento dei colleghi del Movimento
Cinque Stelle.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LUPO. Signor Presidente, onorevole colleghi, credo anch'io che la
norma prevista nel disegno di legge sia assolutamente opportuna.
Dare la possibilità a quattro importanti Istituzioni culturali
della nostra Isola di accedere al credito, previsto già in
finanziaria, tramite l'IRFIS, per la ristrutturazione della loro
condizione debitoria, consentendo loro di abbattere gli oneri
derivanti dall'indebitamente stesso per rilanciare la missione, la
funzione culturale importante che svolgono in quest'Isola, mi
sembra un fatto assolutamente positivo; senza un ulteriore onere a
carico delle casse della Regione stessa. La norma, peraltro, nasce
originariamente a tutela di importanti Istituzioni culturali come
la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, tutte Istituzioni di
rilievo pubblico-regionale ma anch'esse Istituzioni di diritto
privato. Parliamo, comunque, di Fondazioni e non ci sono
Istituzioni, peraltro i quattro Musei che qui rientrerebbero, come
il Mandralisca, hanno comunque un riconoscimento di legge
regionale, la legge regionale n. 51, del 1995, come il Papiro di
Siracusa, la Fondazione Piccolo. Mi pare cioè che sia una norma di
assoluto buon senso che da la possibilità di tutelare queste
importanti Istituzioni culturali essendo le stesse, comunque, un
volano di sviluppo significativo per la nostra Regione.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LEANZA. Signor Presidente, intervengo solo per concordare con
l'onorevole Cracolici e l'onorevole Lupo e dissentire convintamente
dall'emendamento del Movimento Cinque Stelle.
Stiamo parlando di quattro strutture museali di grandissimo
rilievo, di cui qualcuno patrimonio dell'umanità, di cui alcuni
visitati da tantissimi, tantissimi, tantissimi turisti che sono un
volano di sviluppo per la nostra terra.
Per tanto tempo sono stati inseriti anche nei finanziamenti della
Regione e hanno sempre operato col massimo rigore scientifico e
culturale. Togliere la possibilità a degli Enti di così alto
spessore culturale, scientifico e, se mi consentite, economico di
poter strutturare eventualmente i propri debiti fatti per onorare
la nostra terra, mi sembra assolutamente vergognoso. Sono, quindi,
assolutamente contrario all'emendamento del Movimento Cinque
Stelle.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora nel merito
di questo emendamento, è facile, come dire, fare i teneroni quando
si tratta di piccole misure, piccole modifiche. Allora qua non è
che ci si sta, praticamente, fissando in maniera improduttiva su
una manovra, si bada, da parte nostra, alla coerenza di quello che
facciamo qua dentro, anche perché fuori dobbiamo rendere conto,
giusto? Se consideriamo tutte le varie strutture museali, i vari
siti, come dei figli di una famiglia, non si capisce perché ci sono
dei figli che possono andare all'Università e dei figli che devono
rimanere a fare altre attività. Quattro figli in particolare,
individuati da una legge, ribadisco, in un contesto di esercizio
provvisorio dove abbiamo fatto una battaglia inutile sulla qualità
di questo documento che doveva diventare un esercizio finanziaria
o un bilancio provvisorio. Allora, il nostro è un richiamo alla
coerenza. Dal momento che l'emendamento 12.6 era esclusivamente
della sua formulazione originaria, presentata e diciamo, in
Commissione Bilancio, dall'Assessorato turismo, era finalizzato
esclusivamente, non è il 12.6, chiedo scusa, il numero in questo
momento non lo ricordo, comunque soltanto alla resa, disponibile,
anzi a liberare i fondi all'interno del fondo IRFIS. Pertanto, su
questo, non abbiamo problemi ma non si può infilare dentro una
manovrina così quattro figli che addirittura hanno fatto debito. Di
che stiamo parlando?
Una impresa qualsiasi, volendo ragionare in termini
aziendalistici, che fa debito, va bene, l'andiamo a ristrutturare
ma o pensiamo a tutti o non pensiamo a nessuno e, soprattutto, le
imprese che fanno debito, anche se parliamo di ambito, diciamo,
regionale, non si aiutano, cioè si fa in modo che o si aiutano
tutte o non si aiuta nessuno, soprattutto in una situazione
economica qual è questa.
Quindi non è che noi ci fissiamo sulle manovrine tanto per ma ci
fissiamo perché proviamo a dare una funzionalità e una chiarezza a
quello che facciamo qua dentro perché sia chiaro, anche
all'esterno.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, quando ieri parlavo del fatto che non
stavamo approvando un esercizio provvisorio per l'anno 2015 ma
stiamo approvando una legge omnibus , questo è uno dei motivi, nel
senso che potrei dire di essere d'accordo perché l'Istituto
regionale del papiro di Siracusa, che è unico al mondo, è fra
quelli finanziati, ma non è così che si amministra questa terra.
Non siamo i deputati delle rispettive province ma siamo i deputati
di tutta la Sicilia e, di conseguenza, per essere chiari, signor
Presidente, questo emendamento va esteso a tutti, a tutti gli
Istituti che hanno valenza regionale, che vengono
considerati ..beh, Forza Italia non fa più testo, onorevole
Milazzo, da quando avete trovato l'accordo di Catania non dovete
più parlare, siete la ruota di scorta della maggioranza e ne
prendiamo atto con grande piacere, chiaro?
Non si può permettere di interrompermi. Allora, dopodiché, le
dicevo, signor Presidente, sarebbe opportuno che questo
provvedimento venisse esteso anche ad altri Istituti che sono in
grossissima difficoltà, che hanno bisogno del contributo
straordinario dell'IRFIS, del resto non stiamo regalando soldi a
nessuno, non stiamo dando niente a nessuno ma stiamo soltanto dando
la possibilità ad altri importanti strutture che non sono
riconosciute dalla legge regionale 51/95, di poter accedere nel
rispetto della norma e nel rispetto della legge, a un prestito da
parte della Regione per poter continuare con dignità, onorevole
Cracolici, con dignità, a continuare a vivere così come coloro i
quali sono stati inseriti in questo elenco.
Per me andrebbe bene se inserissimo, togliessimo, ai sensi della
legge regionale 51/95, tutti gli Enti che ne fanno richiesta, che
hanno pari dignità e pari titolo ed è giusto che chiedano
l'intervento dell'IRFIS, che potrebbe concedere un prestito, cioè
una somma che va restituita.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, rinuncia? Peraltro, lei ha
presentato un subemendamento che la invito a ritirare.
RINALDI. Ritiro il subemendamento.
PRESIDENTE. Il Movimento Cinque Stelle ha preannunciato una
richiesta di voto segreto. Si procede alla verifica dei
richiedenti.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 12.5.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 12.5.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 23
Contrari 30
Astenuti 2
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 12.5, della Commissione. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 12.6, della Commissione. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 12, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 13 e 14 sono stati stralciati.
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
"Art. 15.
Accantonamenti tributari relativi ai rapporti finanziari
Stato-Regione
1. Per l'esercizio finanziario 2015, in corrispondenza delle
entrate derivanti dal riconoscimento da parte dello Stato alla
Regione delle ritenute sui redditi da lavoro operate sugli
emolumenti dei dipendenti pubblici che prestano servizio in
Sicilia, in atto erogati dal Centro nazionale di elaborazione a
seguito di specifici provvedimenti statali, valutate in 1.700
milioni di euro, è disposto, ai sensi dell'articolo 10, comma 2,
della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche
ed integrazioni, uno specifico accantonamento negativo, codice
1002, nella Tabella A allegata alla legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni, finalizzato al
rifinanziamento di interventi di spesa da disporre con legge di
stabilità regionale per l'anno 2015 riportati nel corrispondente
accantonamento positivo, codice 1006, che si dispone, ai sensi
dell'articolo 10, comma 2, della legge regionale 8 luglio 1977, n.
47 e successive modifiche ed integrazioni, nella tabella A
allegata alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 .
Comunico che è stato presentato l'emendamento di riscrittura 15.1,
da parte del Governo. Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 15.2. Onorevole Falcone, la
invito al ritiro.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Presidente, ho ritirato l'emendamento 15.2 perché,
parlando con gli Uffici, ci siamo confrontati ed in effetti la
Tabella H, è una tabella di finanziaria, quindi bisogna allegarla
eventualmente per un accantonamento negativo. Credo però che questo
emendamento che l'Aula si appresta ad approvare può essere anche un
boomerang, e mi spiego con alcune considerazioni.
Stiamo approvando una norma di principio che dice che tutte le
ritenute fiscali che vengono effettuate fuori dalla Regione,
ancorché per redditi prodotti nella Regione siciliana, spettano
alla Regione siciliana.
Il fatto che sentiamo l'esigenza di riprendere questo argomento
come norma di principio, ma conseguentemente individuare la fonte
in un accantonamento negativo, è come se noi stessimo facendo
un'ulteriore supplica al Governo Renzi, come se noi dicessimo
Governo Renzi noi ti chiediamo che tutte le ritenute fiscali che
vengono effettuate fuori da questo territorio siano date a noi se
tu lo ritieni opportuno ma, se tu non lo ritieni opportuno non le
inseriamo in bilancio, trascurando il fatto che abbiamo un
articolo, che è l'articolo 4 delle norme attuative dello Statuto
siciliano che dice in maniera chiara che anche in questi casi
questi soldi, queste risorse spettano alla Regione siciliana.
Allora avremmo invece dovuto fare un contenzioso con lo Stato nel
momento in cui lo Stato non ci riconosce queste somme, altro che
una norma di principio. C'è un contenzioso e abbiamo ritirato
questo contenzioso, assessore, prima che lei entrasse in questo
Governo.
E allora, come dire, oggi noi vogliamo porre all'attenzione della
Presidenza, del Governo, degli onorevoli colleghi, un principio.
Oggi è stato nominato, signor Presidente, l'onorevole D'Alia
Presidente della Commissione Bicamerale, e per noi è un fatto
importante, per la Sicilia, però se anche noi siciliani non
riconosciamo che i diritti nostri sono diritti e devono diventare
cortesie o regalie, dico noi stiamo abolendo e ammazzando
all'origine e nel nascere, ormai dopo sessanta anni, quell'ultimo
stralcio di autonomia statutaria, quelle ultime prerogative che noi
stiamo consegnando al Governo centralista.
Assessore, lei non la pensa così, però le dico di andare a Roma,
andate a Roma, e non chiedete per pietà delle cose, ma dite in
maniera molto chiara queste sono somme che spettano a noi.
E allora, lo dico al Presidente del Gruppo del partito di
maggioranza, al Presidente Gucciardi: noi non dovremmo mettere
l'accantonamento; a mio avviso dovremmo mettere una norma di
entrata senza accantonamento, eventualmente che sia lo Stato a
impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale, laddove articoleremo
un contenzioso e un giudice terzo poi dovrà dire se ha ragione la
Sicilia o se ha ragione lo Stato. Questo significa essere in
verticale; noi purtroppo siamo sempre e ancora in orizzontale.
Il Governo della rivoluzione in questo deve dimostrare spina
dorsale dritta, onorevole Gucciardi, spina dorsale dritta.
PRESIDENTE. L'onorevole Falcone ha introdotto un argomento
importantissimo. Probabilmente questo è l'articolo più importante,
e non può essere sottovalutato, dell'intero esercizio provvisorio
perché è quello che ci siamo detti in numerosissimi ordini del
giorno, in interventi d'Aula, abbiamo approvato pure delle leggi,
faccio riferimento alla legge voto, le imposte, dove si pagano e
dove non si pagano.
Onorevole Falcone, lei vuole andare immediatamente allo scontro
con lo Stato e io sarei d'accordo con lei ma devo dire che questa
soluzione che è stata trovata è una soluzione di precontenzioso
perché intanto allo Stato non trasferiamo le somme e le posso dire,
la diciamo sotto forma di provocazione, mettiamo pure alla prova
l'assessore Baccei, lo avete definito in tutti i modi: proconsole,
commissario o quant'altro, ma è una questione di obiettivo
precontenzioso con lo Stato, perché noi stiamo facendo valere in
quest'Aula le prerogative statutarie, perché fino adesso queste
somme sono accantonate dallo Stato, a nostro avviso ingiustamente.
Quindi guardiamo al dato positivo di questo articolo, il resto
obiettivamente è da venire.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
anch'io concordo con l'analisi che lei ha fatto perchè è un
accantonamento tributario in cui mettiamo avanti le mani dicendo
che lo Stato deve riconoscere alla Regione Sicilia le entrate
derivanti dal fatto che adesso le buste paga e quant'altro si
pagano nella Regione Lazio. Intanto però non è una battaglia che
l'assessore doveva sostenere da solo. In questa vicenda dobbiamo
essere tutti accanto all'assessore anche approfittando
dell'importante riconoscimento che oggi all'onorevole D'Alia è
stato fatto da parte dei due rami del Parlamento e di conseguenza
una battaglia comune.
Io su una cosa sola non sono d'accordo, cioè sulla somma. Le
entrate erano state 6 miliardi e 600 milioni, così abbiamo stimato
e, a quanto pare, quest'anno le entrate dovrebbero essere 4
miliardi e 600 milioni. Chiedo, lo avevo chiesto in Commissione a
dire il vero senza alcun successo, di portare questa somma da 1,7 e
3, perché trattasi di una somma su cui dobbiamo discutere col
Governo nazionale. Un fatto è che discutiamo da una partenza di
1,7, un fatto che partiamo da 3,5 anche perché ricordo che
oggettivamente la somma che mancherebbe sarebbe 3 miliardi di euro
e, di conseguenza, sarebbe opportuno che in questo precontenzioso
si indicasse l'intera somma dal momento che stiamo facendo la
valutazione non per quadrimestri ma la stiamo facendo per tutto
l'anno 2016.
PRESIDENTE. Assessore Baccei, questo è il punto: c'è una relazione
tecnica portata dall'onorevole Vinciullo, dico, che diventa
importante sul discorso della quantificazione del miliardo e 700
mila euro, sostanzialmente, come si arriva se ci sono le condizioni
per poterlo stabilire altrimenti lo esamineremo in altra sede. Non
vorremmo che fossero maggiori le somme.
BACCEI, assessore per l'economia. Come diceva, giustamente, lei
prima, questa è una norma che ha un valore, da un lato simbolico,
dall'altro è un messaggio forte verso il Governo nazionale. Non
andremo, come diceva l'onorevole Falcone, a pietire nulla, anzi
sappiamo che le richieste sono legittime e ci sono anche delle
recenti sentenze, prima erano negative l'ultima è stata in questo
senso, per cui andiamo convinti.
Abbiamo messo questa somma calcolata un po' alla rovescia che
potrebbe essere quello che ci servirebbe per avere un bilancio che,
insieme agli interventi che faremo in finanziaria ci permette di
affrontare, in modo sereno, non solo il 2015 ma anche gli anni
successivi e questa è stata calcolata, da un lato non si poteva
scrivere tutto, ma come somma necessaria appunto a chiudere in
tranquillità il bilancio del 2015.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei peraltro ha
già illustrato il senso di questa norma, il senso positivo di
questa norma che pone un punto di svolta in quelli che potranno e
dovranno essere i rapporti fra la Regione siciliana e lo Stato,
cioè non il rapporto del contenzioso fine a sé stesso, del
contenzioso per i contenzioso che purtroppo negli anni ha portato
scarsissimi risultati anche alla luce di numerose sentenze della
Corte Costituzionale che hanno dato torto alle Regioni, anche alle
Regioni a Statuto speciale.
Oggi, e questo fa onore a questo Parlamento che si prepara, io mi
auguro, ad approvare questo articolo e a trasferire in legge un
principio che è quello della trattativa a testa alta con lo Stato,
per la prima volta, stiamo trasferendo in una legge della Regione
siciliana, stiamo inserendo nell'ordinamento giuridico della
Regione siciliana il principio per cui la Regione siciliana tratta
con lo Stato alla pari, cioè rivendica i propri diritti; siamo
pronti e lo stiamo facendo ad essere rigorosi e seri come è giusto
che i principi che regolano le istituzioni dettano e quindi credo
che questa norma, al di là della cifra che gli uffici hanno
valutato in maniera prudenziale in questo ammontare, come ha
spiegato e sottolineato l'assessore Baccei, al di là della cifra,
non apriamo una trattativa al ribasso ma stiamo semplicemente
codificando un principio attraverso, per la prima volta ripeto, una
legge che ci consentirà, nelle settimane e nei mesi a venire, di
avviare un rapporto sereno con lo Stato che ci deve correttamente
riconoscere quanto dovuto senza pietire, senza piattini, senza
tutte queste enunciazioni che certamente non fanno bene a quello
che è il prestigio e la dignità della nostra Regione, ma certamente
ci pongono, come dicevo in avvio del mio ragionamento, in una
posizione paritaria con lo Stato. A dei diritti debbono
corrispondere dei doveri ma nella reciprocità cioè tra la Regione
siciliana e lo Stato. Quindi credo che sia davvero, signor
Presidente, come lei ha sottolineato, davvero meritorio da parte
del Parlamento volere oggi avviare un percorso nuovo nei rapporti
con lo Stato che vedono la Regione siciliana rivendicare la sua
autonomia con grande dignità ma senza pietismi e soprattutto senza
ipocrisie perché molto spesso i contenziosi hanno celato dietro
tante ipocrisie e credo che oggi la Regione siciliana non se lo
possa permettere.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso come bene
hanno fatto rilevare il Presidente dell'Assemblea e gli interventi
che si sono succeduti da parte dei colleghi, che siamo con questo
articolo ad uno snodo cruciale rispetto a tutto il dibattito
sull'applicazione dello Statuto della Regione siciliana che si è
sviluppato in questi ultimi anni. E, vede, onorevole Gucciardi, non
è un caso che, per la prima volta, come dice lei, si sta tentando
di introdurre con una legge nella nostra finanziaria un principio
cui magari alcuni anni fa o molti anni fa o negli anni passati non
si era molto dato peso. La differenza è che negli anni passati mai
un Governo centrale si era permesso di intervenire a gamba tesa sui
conti della Regione siciliana per rubare, letteralmente rubare, le
risorse che la Costituzione prevede siano di appannaggio della
nostra Regione.
A fronte del fatto che ormai abbiamo chiaro, onorevole Gucciardi,
e lei lo sa come tutti noi che ci sono state sottratte delle
risorse vitali, in dispregio a quanto previsto dalla nostra
Costituzione o noi abbiamo il coraggio di aprire la partita e
mettere in chiaro l'intero ammontare delle somme, sono d'accordo
con l'intervento dell'onorevole Vinciullo riguardo alla
quantificazione reale di queste cifre e non in maniera prudenziale,
anche perché l'intervento dell'assessore Baccei non ha chiarito
nessun dubbio al riguardo, né rispetto all'ammontare della cifra,
né rispetto al contenzioso.
Per aprire un contenzioso bisogna che si metta nero su bianco la
cifra, l'articolo dello Statuto e quindi della Costituzione che
prevede che quelle entrate sono nostre, mettendo così di fronte il
Governo rispetto ad un obbligo di legge ed ad una violazione della
nostra Costituzione in maniera tale che in automatico si vada
davanti alla Corte Costituzionale e la Corte Costituzionale non
potrà a quel punto che dire: è incostituzionale la norma e quindi
non vi spettano i soldi oppure è costituzionale la norma e lo
Stato vi deve dare i soldi .
Se noi lo mettiamo tra gli accantonamenti negativi e quindi
andiamo con il berretto in mano ad aprire una trattativa, caro
onorevole Gucciardi, una trattativa col Governo centrale, con
l'arma spuntata di non mettere la somma per intero e soprattutto
una trattativa fuori tempo massimo perché ormai la finanziaria
nazionale è stata approvata e, quindi, non vedo quali margini possa
avere questa trattativa. Allora dobbiamo avere il coraggio di porre
la questione di fronte alla Corte Costituzionale e cioè porre il
Governo di fronte ad un fatto compiuto. Dobbiamo avere il coraggio,
non di scriverlo tra gli accantonamenti negativi, ma di metterlo in
bilancio; se non è il caso di farlo adesso nell'esercizio
provvisorio farlo nella finanziaria, iscrivere queste somme nel
bilancio della Regione in maniera tale da costringere non noi ma lo
Stato ad andare di fronte alla Corte Costituzionale. E di fronte
alla Corte Costituzionale lo Stato non può che essere soccombente,
quindi abbiamo il coraggio di riaffermare per una volta, per una
volta, i nostri diritti di fronte a questo Stato ladrone? Se ce
l'abbiamo mettiamo le somme in entrata al bilancio non come
accantonamento negativo ma come soldi spendibili. Costringiamo lo
Stato a rincorrere noi, non noi a pietire di fronte allo Stato una
trattativa che non ha margini di sbocco, perché ci vede perdenti.
Se non è possibile metterlo nell'esercizio provvisorio rinviamo
l'argomento al bilancio ed alla finanziaria per metterlo come
entrata certa nel bilancio e come entrata complessiva,
quantificando esattamente l'ammontare perché se l'ammontare è 3
miliardi o 3,5 miliardi di euro, come si può immaginare che sia,
allora lo Stato deve essere costretto a rincorrerci, a fare ricorso
lui di fronte alle sue malefatte, per aver sottratto in maniera
illegale queste somme e costringere la Corte Costituzionale a
pronunciarsi sulla legittimità costituzionale di quanto operato
dallo Stato fino ad oggi. Se abbiamo la schiena dritta per davvero
dobbiamo fare questo, altrimenti finiamola di cianciare ,
finiamola di pietire, finiamola con gli interventi che non hanno
senso E' un articolo cruciale, come sosteneva la Presidenza
dell'Assemblea. Abbiamo il coraggio di portarlo fino in fondo?
Bene. Costringiamo lo Stato a difendersi rispetto ad una
inosservanza di una norma costituzionale che ci ha portato nella
condizione di essere impossibilitati a chiudere il bilancio,
facciamo valere il nostro diritto rispetto alla legalità
costituzionale. Sia l'organo costituzionale a dire se abbiamo
ragione o abbiamo torto, per cui io propongo, signor Presidente: o
si fa un subemendamento oggi per quantificare ed inserire
nell'articolo la somma esatta e non metterlo come accantonamento
negativo ma iscriverlo nelle somme in bilancio; oppure, se ciò non
è possibile, rinviamolo alla trattazione di bilancio e finanziaria
in maniera tale da avere un quadro chiaro e certo e, quanto meno,
di avere un'arma di pressione vera nei confronti dello Stato per
costringerlo, finalmente, ad adempiere agli obblighi che discendono
dall'applicazione della Costituzione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del
Governo. Io voglio pubblicamente dire che l'assessore Baccei, nel
proporre questa norma, ha dimostrato coraggio. Perché questa è una
norma che, inevitabilmente, aprirà non un tavolo ma aprirà un
conflitto E lo aprirà su un tema dove, in questi anni, purtroppo a
causa della scarsa autorevolezza che la Sicilia ha avuto nei
rapporti, non con la politica, ma nei rapporti con lo Stato nelle
sue strutture ed articolazioni, mi suggerisce l'onorevole Dina,
amministrative a partire dalla Ragioneria Generale dello Stato.
Questa norma, inevitabilmente, aprirà conflitti. Così come, lo
voglio ricordare, anche se credo che all'assessore Baccei glielo
abbiamo ricordato in altre occasioni, così come è stato in parte
sulla vicenda del mutuo, quando qualche mese fa ci veniva spiegato
da dotti soloni' dei ministeri che la ricetta che loro adottavano
non poteva che essere unica in tutto il territorio nazionale, salvo
poi spiegare e farci comprendere che la ricetta su come indebitarsi
e su come pagare l'indebitamento nella nostra Regione è una
competenza che attiene alla classe dirigente di questa Regione e
non ad altri. Io non vorrei che nell'articolazione legittima di
posizioni politiche di maggioranza e minoranza perdiamo di vista
una cosa che comunque deve essere alla base di ognuno di noi. Ieri
è successa una cosa gravissima in Francia, e in queste ore la
Francia riscopre di essere una nazione, tutti i francesi si
uniscono nel cordoglio ma soprattutto nella reazione, così come i
siciliani, con tutti i difetti che abbiamo, e ne abbiamo tanti, non
perdiamo mai di vista che spetta a noi difendere la Sicilia perché
se non la difendiamo noi non ci sarà fuori dal territorio siciliano
qualcuno che penserà di difendere questa Regione. Ecco perché con
tutti i difetti che possiamo avere non perdiamo mai di vista il
bene comune che si chiama Sicilia, che è il primo partito al quale
io mi sono iscritto nella vita, poi vengono gli altri, cioè la
terra dove sono nato dove vivo e dove mi auguro di poter concludere
la mia vita con serenità il più tardi possibile, ma di farlo nella
terra che amo in quanto cittadino di questa terra. Adesso, senza la
retorica legata a fatti di natalità, questa norma ci dice anche
un'altra cosa, che dobbiamo saperlo spiegare ed è l'occasione che
io voglio avere nel dare plauso a questa iniziativa del Governo e
dell'assessore Baccei, ci dice anche un'altra cosa, noi siamo
chiamati nelle prossime settimana a fare delle riforme e le riforme
si fanno non facendo poesia, scrivendo norme, sapendo cogliere gli
effetti, sapendo dove vogliamo portare la macchina, non basta
prenderci la patente, dobbiamo sapere dove vogliamo portare il
mezzo che guidiamo. Ma con altrettanta onestà, e certamente chi
parla da questo podio non ha paura di cambiare la Sicilia, anzi
sento che abbiamo perso troppo tempo nel cambiare le cose che vanno
cambiate, però con altrettanto onestà va detto che una cosa sono le
questioni finanziarie di questa Regione, questa norma da sola, e
non è l'unica che potrà essere oggetto di un conflitto con lo
Stato, da sola il Governo ne prevede un miliardo e settecento
milioni di maggiori entrate, da sola. Le riforme di cui si parla
che vanno fatte senza guardare in faccia nessuno, ma dobbiamo
saperlo che riguarderanno qualche milione o qualche decina di
milioni di euro, non facciamo l'errore di dire che il risanamento
finanziario di questa Regione passi dalle riforme, le riforme sono
necessarie e fondamentali per ridare sobrietà e autorevolezza a
questa Regione ma la questione degli assetti finanziari di questa
Regione va risolta in un rapporto nuovo anche di natura
conflittuale con la Stato centrale, perché una cosa è certa,
qualche settimana fa il Presidente Ardizzone ha promosso un
seminario con esponenti della Conferenza della commissione
paritetica e con i parlamentari nazionali dove emerge un dato, noi
ogni anno nel bilancio di questa Regione abbiamo avuto sottratto di
fatto risorse per oltre 3 miliardi di euro.
Questo è il dato. La Regione siciliana ha avuto un taglio netto di
oltre il 20% del suo bilancio storico.
Io credo che nessuna Regione, nessun bilancio pubblico può reggere
una dimensione così devastante della riduzione delle risorse.
Ecco perché io considero coraggiosa questa norma così come deve
essere coraggiosa la sfida delle riforme, ma non pensiamo e non
facciamo l'errore di far credere che con le riforme aggiusteremo i
conti perché i conti li aggiusteremo se sapremo ridare
autorevolezza alla Sicilia, sapendo mettersi le carte a posto,
avendo i comportamenti a posto, rinunciando e cancellando le
vergognose opere di privilegio che sono stati costruiti nel passato
e di cui piangiamo tutti le conseguenze, ma sapendo che tutto
questo deve colpire a cuore una ideologia che negli anni è
cresciuta in questo Paese di un pregiudizio insopportabile nei
confronti dei siciliani, questo è il nemico che dobbiamo
combattere, il pregiudizio nei confronti dei siciliani che spesso
veniamo considerati in quanto siciliani brutti, sporchi e cattivi.
Io di questi professori di moralità e di efficienza che ogni tanto
in giro per questo Paese fanno lezioni e danno lezioni, ne ho
conosciuti tanti nella mia vita ma nessuno di essi ha l'autorità
morale, politica e civile per poter dire so fare meglio di voi.
Ecco perché con coraggio andiamo avanti non guardiamo in faccia
nessuno, ma dobbiamo sapere che oggi abbiamo il dovere di
rappresentare la Sicilia a Roma, non Roma in Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi.
Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
semplicemente volevamo sottolineare un fatto che secondo noi è
innegabile che doveva venire un assessore straniero per cominciare
a rivendicare qualche principio di diritto della Regione.
Ma io volevo chiedere fondamentalmente all'assessore Baccei?
cioè cominciare a fare un qualcosa che noi abbiamo richiesto in
tutti questi due anni e che non siamo riusciti ancora a comprendere
al cento per cento.
Capire quante sono le risorse che lo Stato centrale sottrae in
termini di tributi a questa Regione restituendoli in buona parte
per i servizi che eroga direttamente.
Perché le faccio questa domanda?
Perché secondo noi da una perimetrazione a spanna, che abbiamo
potuto fare anche con l'Università e con l'Istituto di Economia di
Palermo, crediamo che anche se fosse data tutta la competenza per i
servizi dati dallo Stato, alla Regione siciliana, al netto, non
restituendo nemmeno un centesimo dei tributi che alla Regione
Sicilia vengono erogati dai cittadini siciliani, probabilmente il
saldo, sarebbe netto a favore della Sicilia.
Questo per dire una cosa e affermare un principio, che questa
Regione secondo il nostro parere avrebbe tutte le potenzialità già
adesso per essere una Regione particolarmente virtuosa, addirittura
noi pensiamo che potrebbe diventare come dire la cosiddetta
California d'Europa, perché le potenzialità ci sono, la
quantificazione economica è enorme, tant'è vero che lo Stato
centrale difficilmente a noi dà questi dati.
Ci abbiamo provato direttamente, ci hanno provato i nostri
colleghi a Roma, ancora non siamo riusciti a capire quante siano le
risorse sottratte a questa Regione e questo articolo che lei ha
inserito ne è l'esempio.
Non sto qui a ricordare la famosa diatriba sulle accise, che dal
2007 ad ora vale 2,4 miliardi e tante altre piccole gabelle che
vengono illegittimamente sottratte a questa Regione che ci mettono
in una situazione di oggettiva difficoltà, come tutti sappiamo.
Francamente, noi del Movimento 5 Stelle siamo stanchi di sentirci
dire che questa Regione è una Regione canaglia, una Regione che
sperpera, vorremmo avere risollevando la testa l'orgoglio di dire
che siamo siciliani e che siamo in grado di farcela tranquillamente
da soli senza nessun tipo di aiuto da parte dello Stato centrale
che negli ultimi 40 anni sicuramente non ci ha privilegiati.
PRESIDENTE. Penso che il dibattito sia stato più che proficuo,
l'onorevole Cracolici con un tono appassionato, tra l'altro,
richiamava che spesso veniamo dipinti in un certo modo. Beh, se
dovessimo ricordare che la Regione governata in atto dal Presidente
Chiamparino che è il Piemonte, il quale non ha alcuna
responsabilità perché lo è da poco, che ha la regia delle regioni
perché coordina le regioni di Italia, ha un disavanzo di quasi 7
miliardi di euro, ma nessuno ne parla, nessun giornale nazionale,
lombardo, veneto o piemontese si scandalizza, il disavanzo del
Piemonte è pari a 7 miliardi di euro e mi aspetto che il Governo
Renzi prenda posizione rispetto alla regione Piemonte e non solo
nei confronti della regione Sicilia, queste sono le cose da dirci.
Dico che con questo articolo si apre una prima fase, peraltro
l'Assessore Baccei ricordava che ci sono una serie di sentenze a
favore della Regione Sicilia, però quando si arriva alle sentenze
obiettivamente la politica ha fallito.
Quindi, accettiamo di buon grado questa norma che finalmente, lo
ricordava l'onorevole Tancredi, anche il Governo condivide perché
in Aula l'abbiamo più volte evidenziato.
Io farei un passo alla volta, si può fare molto di più.
L'onorevole Vinciullo evidenziava: perché un miliardo e sette e non
di più? E in effetti ce lo dovremmo chiedere. Però davanti abbiamo
diversi mesi di approfondimento, spero che si arrivi ad una
finanziaria e si avvii quella interlocuzione.
Noi non dobbiamo dimenticare che le forzature valgono fino ad un
certo punto, che abbiamo una Commissione paritetica Stato-Regione
che spesso non viene messa in condizione di funzionare .
FORMICA. Ma per colpa dello Stato
PRESIDENTE per un atteggiamento da parte dello Stato che è di
superficialità se non a volte di supponenza, come ci hanno riferito
i nostri validi e autorevoli componenti della Commissione
paritetica, peraltro non so se ancora si è insediato, c'è un
assessore che è stato chiamato a farne parte. Quindi abbiamo anche
l'Assessore per l'agricoltura il quale poco prima di essere
nominato Assessore all'agricoltura è stato indicato come componente
della Commissione paritetica.
Quindi, di buon grado dobbiamo salutare questa norma, non poteva
essere diversamente, penso che si possa invertire quel rapporto con
lo Stato che fino adesso c'è stato, con l'apporto, come si è
richiamato, da parte di tutti in primo luogo da parte del
Parlamento siciliano.
Avendo posto in votazione l'emendamento 15.1, il 15.2 è precluso e
siccome l'emendamento 15.1 è interamente sostitutivo non abbiamo
più nulla da votare.
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
Art. 16.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione ed entrerà in vigore il giorno
stesso della sua pubblicazione.
2. Le disposizioni della presente legge producono
effetti a decorrere dall'1 gennaio 2015.
3. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Prima di passare alla votazione finale comunico che sono stati
presentati una serie di ordini del giorno.
Assessore Baccei, essendo nuovo a queste procedute le dico che il
Governo può esprimere un parere a favore o contro, o può accettarli
come raccomandazione. Se il Governo li accetta come
raccomandazione, per un successivo approfondimento, forse è la cosa
più celere.
Ci sono diversi ordini del giorno che sono, obiettivamente,
impegnativi ma hanno tutti una valenza perché riguardano i vari
territori, sono tutti condivisibili.
Facciamo riflettere l'assessore.
C'è un altro ordine del giorno che non è stato ancora distribuito:
Si impegna il Governo regionale a far sì che la Società Sviluppo
Italia Sicilia con ruolo strategico, trovi e sia fornita di
percorsi e di azioni idonee al rilancio della stessa evitando
l'utilizzo di professionalità esterne in favore delle partecipate
regionali di cui è socio al 100%.
Assessore Baccei li accetta tutti come raccomandazione?
Gli ordini del giorno sono accettati dal Governo come
raccomandazione.
Sono tutti ammissibili, quindi tutti quelli che sono stati
dichiarati ammissibili dalla Presidenza vengono accettati come
raccomandazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della
Regione per l'anno 2015. Disposizioni finanziarie urgenti.
Disposizioni in materia di armonizzazione di bilanci » (913/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Autorizzazione all'esercizio provvisorio del
bilancio della Regione per l'anno 2015. Disposizioni finanziarie
urgenti. Disposizioni in materia di armonizzazione di bilanci»
(913/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 39
Contrari 30
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, andiamo avanti. Abbiamo altri due disegni di
legge.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della Discussione del disegno di legge Norme stralciate
in materia di personale . (782-VII Stralcio bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito del Disegno di legge Norme
stralciate in materia di personale . (n. 782-VII Stralcio bis/A).
All'articolo 1 è stato presentato l'emendamento 1.1 che è
sostitutivo del Governo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, innanzitutto
c'è la necessità di avere il testo con gli emendamenti che sono
stati presentati, poi vorrei che rimanesse a verbale, anche a nome
dell'onorevole Ciaccio, che tutti i pareri espressi dalla Seconda
Commissione, sono stati pareri resi a maggioranza, perché noi ci
siamo sempre dissociati da voto assunta dalla Commissione, come
abbiamo fatto in Commissione e come abbiamo fatto in Aula. Ciò
posto, però, Presidente, le vorrei fare presente prima di andare
avanti con la discussione del disegno di legge 782 che votando
questa maggioranza insieme ad una parte dell'opposizione,
l'emendamento 3.3 si sono introdotti tematiche riguardanti il
personale che non sono stati trattati né dalla Commissione
Bilancio, né, tantomeno dalla Commissione V Lavoro e, di
conseguenza, vedo che alcuni emendamenti riguardanti ad esempio il
personale della Pirelli di Siracusa che sono stati stralciati dalla
presidenza e non sono presenti devono essere inseriti perché se
vale il principio che i precari sono tutti gli stessi e i
lavoratori sono tutti gli stessi, ancora una volta mi pare di
capire che questo principio non è stato sancito. Noi poco fa
abbiamo approvato il provvedimento che stanzia i 550 milioni di
euro per i doposcuolisti della provincia di Catania, abbiamo quindi
approvato questo provvedimento, l'abbiamo fatto senza alzare
polveroni e senza dire nulla ma abbiamo stasera creato il
precedente, abbiamo trattati di personale pur non essendo stato
l'emendamento esaminato dalla Commissione Lavoro. Quello sulla
Pirelli è stato esaminato dalla Commissione Bilancio, è stato
bocciato e, quindi, ritengo che abbia almeno lo stesso diritto di
chi non è stato esaminato e deve essere inserito, portato
all'attenzione dell'Aula e poi, se è il caso, anche bocciato.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Vinciullo io intanto debbo dare una
comunicazione. Gli emendamenti aggiuntivi presentati al disegno di
legge che stiamo trattando, recanti norme stralciate in materia di
personale sono dichiarati inammissibili e, pertanto, non saranno
esaminati in questa sede. Tale dichiarazione di inammissibilità
deriva dal fatto che essi non sono stati presentati nella
Commissione di merito, ovvero sono stati dichiarati inammissibili.
Essi sono inviati alla Commissione per essere trattati durante
l'esame della legge di stabilità. Mi rendo conto che lei ha più
volte posto il tema di questi lavoratori come tanti ma occorre un
momento di riflessione che può essere fatto nella finanziaria.
Si passa all'emendamento 1.1. Il parere della Commissione?
GRECO MARCELLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione pongo in
votazione l'emendamento 1.1, sostitutivo dell'articolo 1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 1 è stato quindi approvato.
Si passa all'articolo 2. Comunico che è stato presentato
l'emendamento 2.1 dal Governo.
Al comma 3 dell'art. 2 le parole dalle autonomie locali sono
sostituite con le parole dagli enti di cui ai commi 7 e 9 del
presente articolo .
LO BELLO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO BELLO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. In coda all'emendamento c'è anche una nota
esplicativa. Questa nota si rende necessaria perché se noi
dovessimo prendere l'articolo così com'è, questo articolo finirebbe
per riguardare solo i dipendenti degli enti locali. Mentre in
questa maniera, per esempio faccio riferimento alle Camere di
Commercio, per cui questo articolo supera il concetto di ente
locale comune per comprendere gli enti del cui personale ci stiamo
interessando.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Presidente, non possiamo approvare una cosa di non
siamo assolutamente certi. Avremmo bisogno di avere la nota
esplicativa in maniera tale che ognuno di noi sappia quello che sta
per votare, perché mi pare di capire che noi stiamo dicendo, al
comma 3 dell'articolo 2, le parole dalle autonomie locali sono
sostituite con le parole dagli enti di cui ai commi 7 e 9 del
presente articolo , ma cosa stiamo votando? I commi 7 e 9 del
presente articolo , quale sarebbe, se l'articolo finisce al 4
Non per volere così essere impietosi, dovete scriverlo bene, non
si scrive nella relazione, si scrive nell'emendamento perché poi le
relazioni non fanno parte della legge. Le relazioni sono a parte,
quindi sarebbe opportuno che nell'emendamento che riguarda la legge
si inserisca di quale articolo stiamo parlando e di quale legge
stiamo parlando, altrimenti poi ognuno di noi si convince che
l'abbiamo inserita in qualsiasi legge ed in qualsiasi articolo.
PRESIDENTE. Se lei lo legge attentamente si fa riferimento
all'articolo 30 della legge regionale 28 gennaio 2014, non del
presente articolo 2.
VINCIULLO. Mi perdoni, a meno che non ci avete consegnato altro
emendamento, le leggo quello che abbiamo noi deputati.
Disegno di legge n. 782, testo dell'emendamento: Al comma 3
dell'art. 2 le parole dalle autonomie locali sono sostituite con
le parole dagli enti di cui ai commi 7 e 9 del presente
articolo .
In italiano non significa nulla, perché manca il cognome.
LO BELLO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Ma dai
VINCIULLO. Come ma dai ? Ma siamo al mercato? Ma stiamo
scherzando?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo, il suo intervento serve a
fare chiarezza però obiettivamente l'emendamento presentato
dall'assessore Lo Bello fa riferimento all'articolo 30 della legge.
E' scritto Perché prevede quest'articolo, la soppressione dalle
autonomie locali e la sostituzione dagli enti di cui ai commi 7 e 9
del presente articolo . Nella relazione tecnica che è allegata
peraltro si specifica e io la leggo testualmente: si sottolinea ad
ogni buon fine, che ai fini della corretta applicazione della norma
seppure destinata agli enti di cui ai commi 7 e 9 dell'articolo 30
della legge del 28 gennaio 2014, n. 5 e sue modifiche e
integrazioni, la formulazione letterale delle parole dalle
autonomie locali sembra escludere tutti gli enti di cui al comma
9, pertanto sarebbe opportuno sostituire le parole dalle autonomie
locali con le parole dagli enti di cui ai commi 7 e 9 del
presente articolo . Più chiaro di così, la relazione era allegata,
è stata depositata in V Commissione.
Diamo la copia della relazione tecnica. Questo emendamento è a
chiarimento.
Si passa all'emendamento 2.1. Il parere della Commissione?
GRECO MARCELLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CASCIO FRANCESCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO FRANCESCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, io sono assolutamente d'accordo con quanto ha sostenuto
l'onorevole Vinciullo, che credo che facesse un intervento, come
dire, che voleva in qualche modo aiutare il Governo. Signor
Presidente, questo emendamento così come approvato è assolutamente
inefficace, perché fa riferimento a due articoli che in questa
legge non esistono. La relazione tecnica è una cosa, ma
l'articolato è chiaro.
PRESIDENTE. E' una modifica della legge 28 gennaio 2014 n. 5.
CASCIO FRANCESCO. Perfetto e allora questo emendamento, signor
Presidente, andrebbe scritto in questo modo: al comma 3
dell'articolo 2 le parole delle autonomie locali sono sostituite
con le parole degli enti di cui ai commi 7 e 9 dell'articolo 30
della legge regionale 28 gennaio 2014 n. 5 , così va scritta la
legge se vuole essere efficace. Così come approvata è inefficacia.
PRESIDENTE. Ci siamo intesi, siamo tutti d'accordo che con questo
emendamento si modifica l'articolo 30 della legge 28 gennaio 2014
n. 5. Questo dibattito è servito a questo chiarimento.
Pongo in votazione l'articolo 2 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.3 del Governo. Questo emendamento
prevede con decorrenza dall'esercizio finanziario 2014, è spiegato
nella relazione tecnica che gli uffici mi comunicano che comunque è
di supporto e che è ammissibile la decorrenza proprio dal 2014.
Il parere della Commissione?
GRECO MARCELLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Interventi a favore dei lavoratori appartenenti al
bacino PIP - Emergenza Palermo
1. Per le finalità di cui all'articolo 34, comma 4,
della legge regionale 31 gennaio 2014 n. 5 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2014, la spesa di 2.000
migliaia di euro. Al relativo onere si provvede mediante
riduzione di pari importo della spesa autorizzata
dall'articolo 21, comma 1, della legge regionale 12
agosto 2014 n. 21.
2. In relazione all'autorizzazione di spesa di cui al
comma 1 è consentita l'assunzione di impegni entro 15
giorni dalla pubblicazione della presente legge .
Si passa all'emendamento 4.5 del Governo: In coerenza con la
vigente normativa statale di riferimento sono aggiunte le parole
con decorrenza dal primo gennaio 2015 . Mi comunicano gli uffici
che serve a garantire la continuità nel passaggio dal 31 dicembre
2014 al primo gennaio 2015.
Il parere della Commissione?
GRECO MARCELLO, presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi, sono superati gli emendamenti 4.1 e 4.4.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, questo
emendamento accoglie una delle obiezioni che avevo fatto anche io
ieri quando ho posto delle domande a cui, oggettivamente ancora non
ho avuto risposta quindi le ripropongo in questa fase.
La domanda che avevo fatto ieri era se i comuni in dissesto
possono provvedere alla proroga e se a seguito di questo resta
ancora valida la richiesta di parere alla Commissione ministeriale
di controllo sugli enti locali in dissesto. Attendo ancora risposta
dal Governo.
PRESIDENTE. Su questa richiesta fatta dall'onorevole Siragusa il
Governo?
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, la
richiesta formulata dall'onorevole Siragusa che è una richiesta
importante, importantissima vorrei dire perché riguarda tutti i
comuni che sono in fase di dissesto, predissesto da Bagheria ad
Augusta, per essere chiaro. Credo che la risposta sia stata data in
maniera certa dal comma 2 dell'articolo 4 laddove dice: le
disposizioni al comma 1 si applicano anche all'ipotesi di cui
all'articolo 259, comma 6 del decreto legislativo 18 agosto 2000,
n. 267.
E' questa la risposta che, dal punto di vista legislativo in V
Commissione è stata data proprio per venire incontro a questo
dramma che riguarda i lavoratori che fanno parte di comuni che sono
in dissesto o predissesto. Anche ieri, l'assesssore ha confermato,
mi dispiace che oggi l'assessore al lavoro non è presente, ha
confermato che così è, però se ciò non bastasse è chiaro che
dobbiamo fermarci anche se c'è un emendamento dell'onorevole
Falcone che può oggettivamente dare una risposta più concreta alla
richiesta dell'onorevole Siragusa.
Nel frattempo, Presidente, volevo depositare agli atti
dell'Assemblea, affinché rimanga traccia certa, un parere reso
dall'Ufficio legislativo e legale della Regione il 26 luglio 2002
che riguarda i lavoratori della Pirelli di Siracusa, laddove
l'Ufficio legislativo e legale della Regione, a differenza della
Commissione Bilancio o meglio ancora della maggioranza della
Commissione Bilancio, riconosce ai lavoratori della Pirelli gli
stessi diritti dei lavoratori socialmente utili e dei lavoratori di
pubblica utilità.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio fare
un intervento venendo incontro alle cose che ha detto Siragusa e in
parte anche l'onorevole Vinciullo che restia agli atti del
Parlamento.
Noi con questa norma stiamo rovesciando un'impostazione che ad un
certo punto del percorso legislativo abbiamo deciso di assumere
come nostra cioè ad un certo punto abbiamo detto che il trattamento
dei precari della Sicilia, finanziati con risorse della Regione,
venivano disciplinati dalla legge dello Stato a modifica di un
percorso che fino ad un certo punto era invece con legge della
Regione.
Con questa norma ci stiamo riappropriando di una competenza che è
in capo alla Regione perché è vero che lo Stato ha fatto una norma
che consente di spostare al 31 dicembre 2015 le proroghe dei
contratti in essere nelle more dei processi di stabilizzazione, ma
qui noi lo stiamo ribadendo in parte nella stessa dizione con cui
lo fa lo Stato con quella legge, stabiliamo che questa proroga
decorre dal I gennaio e quindi ancorché approvata oggi e pubblicata
quando sarà pubblicata la proroga a decorrere dal I gennaio, ma
stiamo dicendo un'altra cosa: che la natura del contratto, poiché a
finanziamento della Regione prescinde il sistema di dissesto e
predissesto che è in capo alle autonomie locali. Ovvero: col comma
2 stiamo ribadendo un principio, siccome i soldi ce li mette la
Regione col fondo di cui alla norma, stabilire che deve essere una
legge in qualche modo nazionale che non interviene sulla finanza
locale per la questione specifica, noi in qualche modo stiamo
tentando di dire è la Regione l'organo, come dire, ha la competenza
primaria in questa materia. Ed io questa la voglio difendere, la
difendo oggi qui in Parlamento come l'ho difesa quando qualche
settimana fa in maniera inopinata qualche sindaco che preso dalla
preoccupazione non si capiva bene di che cosa, decideva
unilateralmente di interrompere i rapporti di lavoro con i precari,
unilateralmente. Allora si intende ristabilire, chiaramente chi ha
da intendere ha inteso, si intende ristabilire un principio che in
materia dei rapporti in essere di precari finanziati col fondo
regionale, agisce la Regione perché lo Stato sulla questione del
rapporto con la Regione la competenza la esercita sul patto di
stabilità, cioè noi siamo vincolati ai tetti fissati dallo Stato
sui patti di stabilità, dopo di che su come spendere all'interno di
quei patti lo fa la Regione nell'ambito delle sue prerogative
statutarie.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
riprendere un emendamento che è stato presentato dal Governo,
chiedevo anche l'attenzione del Governo scusi onorevole Lentini la
prego un attimo. In Commissione bilancio insieme abbiamo
focalizzato un principio che anche in parte è stato ora ripreso
dall'onorevole Cracolici cioè succede questo che i contratti
potessero proseguire in tutti gli enti locali. Succede che in un
Comune della provincia di Catania, specificatamente Milo che è
salito alla ribalta alle cronache nazionali perché il Sindaco si è
ostinato a non proseguire i rapporti contrattuali primo perché
riteneva che la Regione non trasferisse i fondi, poi dopo perché
riteneva che vi potessero essere problemi con la Corte dei Conti
anche in presenza dei fondi, successivamente quando anche l'ufficio
del dipartimento ha spiegato tutte queste cose qua ugualmente è
spirato il termine del 31.12.2014. Avevamo fatto passare un
articolo in Commissione bilancio c'era anche l'Assessore Baccei,
col quale si è detto che gli enti utilizzatori sono autorizzati a
prorogare, non possono prorogare, nel senso che davamo una maggiore
cogenza, alla norma, una maggiore forza alla norma della
prosecuzione. Dicevo in Commissione che dovevamo addirittura dire
vengono prorogati mi è stato detto se ne è fatta una questione di
principio. Al di la di questo avevamo trovato l'accordo, anche col
professore Caruso era stato detto sono autorizzati a prorogare
tra l'altro l'onorevole Cracolici si era fatto mediatore,
utilizziamo questo termine, stiamo parlando del Comune di Milo e
della proroga e dell'autorizzazione a prorogare agli enti
utilizzatori. Cosa è successo? Con l'emendamento che abbiamo
approvato se la decorrenza è dal primo gennaio 2015 poiché entro il
31.12.2014 quei soggetti di Milo non erano stati prorogati è chiaro
che decadrebbero
CRACOLICI. Stiamo facendo una norma che retrodata le proroghe.
FALCONE. Infatti, il dato, l'emendamento 4.1 cosa dice? Che tutti
gli enti utilizzatori che avrebbero potuto prorogare entro il
31.12.2014 hanno il differimento del termine al 31.12.2015, che
significa? Che i comuni quali Milo o altri mi dicono forse ci sia
un altro comune della provincia di Palermo, che non hanno avviato
la prosecuzione dei rapporti contrattuali, nel momento in cui hanno
differito il termine, cioè il termine passa dal 31.12.2014 al
31.12.2015, noi consentiamo la possibilità per questi comuni, per
questi enti, di poter prorogare il contratto di lavoro a quei
soggetti che non sono stati utilizzati ancorché vi fosse una legge
entro il 31.12.2014.
LO BELLO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Il concetto di cosa significhi comunità.
FALCONE. Ma il concetto di proroga, si ma proprio perché abbiamo
focalizzato. Sì ma dal primo di gennaio, siccome continuità non c'è
stata, noi dobbiamo invece, piuttosto che continuità, dobbiamo
differire il termine. E' importante, io lo voglio dire anche alla
Presidenza ma ne avevamo parlato, c'era anche il presidente Dina,
c'era un accordo su questo. Non ci deve essere una prosecuzione ma
ci deve essere differimento del termine, per cui al Presidente
Ardizzone io chiedo che questo emendamento venga recuperato, perché
l'emendamento nel momento in cui è stato cassato, non è stato
superato, abbiamo azzerato, eliminato, quello che è stato il nostro
lavoro in Commissione. Quindi io prego che l'emendamento 4.1 venga
recuperato perché dobbiamo porre il principio del differimento del
termine sull'autorizzazione agli enti utilizzatori per la
prosecuzione di questa attività. Il differimento del termine,
Presidente.
PRESIDENTE. Il suo intervento è più che chiaro perché lei vuole
salvaguardare quei lavoratori rispetto ai quali i sindaci non hanno
attuato la proroga. Però, mi scusi, l'emendamento presentato
dall'assessore Lo Bello va in tal senso. Perché è superato il suo
emendamento? Perché abbiamo già approvato questo che dice che in
coerenza con la vigente normativa statale di riferimento sono
aggiunte le parole con decorrenza dal primo gennaio 2015 , quindi
al 31/12/2014 erano coperti. Se io domani faccio un intervento, un
atto amministrativo praticamente, come sindaco io dico con
decorrenza dal primo gennaio 2015, quindi il problema non lo vedo,
obiettivamente.
GRECO MARCELLO. presidente della Commissione e relatore. E' vero
quello che dice.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, già abbiamo approvato l'emendamento
presentato dal Governo. Noi non ci possiamo sostituire al sindaco
di Milo. Noi stiamo autorizzando con decorrenza dal primo gennaio
2015 per garantire la continuità.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del
Governo. Su questo punto concordo con l'interpretazione che dava
l'onorevole Cracolici. Onorevole Cracolici vorrei che lei mi
ascoltasse. Vabbé, mi leggerà Io dico che, a parte le
considerazioni fatte dall'onorevole Cracolici, credo che la norma
approvata recuperi lo spirito della legge nazionale, quella
promossa dall'allora ministro D'Alia che metteva in capo ai
titolari di contratti in essere, che avessero determinati
requisiti, il diritto alla proroga. Quindi, l'anno scorso, si
prorogò partendo da questo presupposto anche nei comuni che erano
in dissesto o predissesto. Per questi comuni, come è noto, non si
potevano e non si possono avviare le procedure di stabilizzazione
perché non possono, diciamo così, ci sono dei vincoli di legge.
Problema che si porrà da qui al 2016. Però la norma, ripeto, è
coerente con la legge che autorizzava sulla base di un diritto dei
lavoratori che avevano superato i cosiddetti 36 mesi ad avere la
stabilizzazione in Sicilia, ed in Italia ci sarà il problema dei
comuni in dissesto e bisognerà trovare una soluzione. Tra l'altro
noi con la legge 30 abbiamo fatto un elenco unico che presuppone
che, al di là degli enti direttamente interessati, i lavoratori
precari hanno diritto alla stabilizzazione anche in enti diversi,
sulla base di procedure di stabilità e così via dicendo. Quindi la
norma non solo copre un vuoto e tutela gli amministratori dei
comuni in dissesto ma ripeto lo fa non solo sulla base di risorse
che mette la Regione siciliana ma anche nel rispetto
dell'ispirazione della legge nazionale sulla quale noi abbiamo poi
fatto la legge 30, da stabilisce un diritto dei precari ad essere
stabilizzati.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, faccio un
breve intervento affinchè rimanga agli atti, per avere un
chiarimento quanto più ufficiale possibile. Noi stiamo prorogando i
precari sulla base di una normativa nazionale che rappresenta la
fonte a cui ci stiamo appigliando per legiferare l'8 di gennaio
senza soluzione di continuità facendo partire il tutto dall'1
gennaio. E fin qua, nulla quaestio, voglio che rimanga agli atti e
che sia chiaro che nel momento in cui noi ci stiamo appigliando e
appendendo come fonte normativa autorizzativa a livello nazionale
cioè alla legge nazionale che ha autorizzato la proroga, quella
stessa legge impediva ed impedisce le stabilizzazioni per quanto
riguarda i Comuni in dissesto e in pre-dissesto. Non vorrei che noi
nel momento in cui abbiamo utilizzato quella fonte autorizzativa
nazionale ci castriamo rispetto a quei precari legiferando noi come
motivazione alla fonte l'autorizzazione nazionale, quella stessa
autorizzazione nazionale che è netta nel negare la possibilità
della proroga ai Comuni in dissesto e pre-dissesto. Io mi auguro
che sia abbia consapevolezza di questo e il mio intervento è perché
rimanga agli atti che la problematica è stata affrontata e che su
questo abbiamo i riflettori puntati evitando che domani ci possano
essere brutte sorprese dal punto di vista autorizzatorio visto che
non c'è più il Commissario dello Stato ma sarà il Consiglio dei
Ministri a stabilire sulla validità delle nostre leggi, non vorrei
ci fosse qualche brutta sorpresa per 2 mila e cinquecento
lavoratori in Sicilia.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io non
mi ritengo soddisfatta dalle risposte né dell'onorevole Cracolici
prima, né degli altri perché il nodo rimane. Con quale legittimità
come Regione, ancorché il collega dica ci riappropriamo di una
prerogativa etc , non credo che una legge regionale possa andare
contro un dispositivo del TUEL giusto che prevede comunque
l'autorizzazione preventiva del Ministero per gli enti in dissesto
e pre-dissesto, pertanto dato che non abbiamo ricevuto risposte in
Commissione se ci fosse qui una risposta adeguata saremmo grati sia
a lei Presidente, che anche al Governo e soprattutto sarebbero
grati coloro che vedono la proroga e quindi la prosecuzione in
virtù della loro futura stabilizzazione perché sappiamo che dal
decreto da lì e in poi i 2 elementi sono stati strettamente
connessi e pertanto la proroga è un concetto teleologico cioè il
fine è connesso con quello che noi stiamo facendo. L'appropriazione
per la percentuale regionale cha sarà un 30-40% che è la
partecipazione regionale non la totalità e poi ce ne riappropriamo
ma su quale fondo? Sul fondo di cui agli articoli 7 e 9 che è
individuato sempre nella legge 5/2014 all'articolo 30 ma che è di
180 milioni e che, a meno che a me non sia sfuggito, non l'abbiamo
aumentato e ampliato, più i 19 milioni dell'articolo 10 e pertanto
che cos'è questo, un fondo che poi si allargherà prima o poi?
Facciamo una seria operazione di verità, assessore Lo Bello, o
chiunque altro possa rispondere, perché, dobbiamo dire realmente
chi verrà prorogato, con quali finalità, se ce li teniamo e, se a
fronte di tutto il precariato che c'è in Sicilia, qua ne stiamo
soltanto prorogando se va bene, 2000. Lo sappiamo che la gente è
molto più intelligente di noi, qua dentro e sa bene quello che sta
avvenendo, ma almeno non prendiamoli in giro, abbiamo l'accortezza
di dire che tuteliamo, non facciamo macelleria sociale, però,
diciamo le cose come stanno, anche perché la gente, magari, può
avere la possibilità di trovarsi un altro lavoro.
PRESIDENTE. Scusate, prima di andare avanti, leggo testualmente
ciò che è contenuto nella relazione tecnica che già dovrebbe essere
a conoscenza, almeno, dei componenti della V Commissione.
Il comma 2, la cui natura applicativa risiede, in ogni caso,
nell'ambito della disposizione di cui al comma 1, specifica la
possibilità di potere applicare la proroga prevista al comma 1
della proposta di legge anche alle ipotesi indicate all'articolo
259 comma 6 del Testo Unico degli Enti Locali, decreto legislativo
267/2000.
A riguardo è opportuno specificare che l'articolo 259 del Testo
Unico degli Enti Locali disciplina la procedura per l'adozione del
bilancio stabilmente riequilibrato, in particolare negli Enti
Locali in dissesto. Il comma 6 dell'articolo 259 prevede la
rideterminazione della dotazione organica dell'Ente con l'eventuale
dichiarazione di eccedenza del personale in servizio in
soprannumero rispetto ai parametri dipendenti, popolazione,
stabiliti dalla Commissione per la Finanza e gli organici degli
Enti Locali.
In questo contesto l'ultimo periodo del comma 6 dell'articolo 259
dispone la riduzione delle spese per il personale a tempo
determinato di almeno il 50 per cento. Pertanto, le proroghe
consentite con il comma 1 dell'emendamento in esame sarebbero
esplicitamente autorizzate anche agli Enti Locali cui si applica
l'articolo 259 comma 6 del Testo Unico degli Enti Locali, nel
rispetto della riduzione delle spese per il personale a tempo
determinato.
Il comma in questione, così come formulato non comporta oneri a
carico del bilancio regionale.
Dico a maggior ragione gli emendamenti 4.2 e 4.3 dovrebbero essere
ritirati direttamente dai proponenti, mi riferisco all'onorevole
Falcone, altrimenti dovrei dichiararli inammissibili.
Pongo in votazione l'articolo 4, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Proroga dei contratti in scadenza al 31 dicembre 2014
1. In coerenza con la vigente normativa statale di
riferimento, gli enti utilizzatori dei soggetti titolari
dei contratti di lavoro subordinato di cui all'articolo
30, comma 4, della legge regionale n. 5 del 2014, in
scadenza al 31 dicembre 2014, sono autorizzati a
prorogarli fino al 31 dicembre 2015, alle medesime
condizioni e deroghe previste dal comma 9 bis
dell'articolo 4 del decreto-legge n. 101 del 2013
convertito con modificazioni dalla legge 3 ottobre 2013
n. 125 e successive modifiche e integrazioni.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche
alle ipotesi di cui all'articolo 259, comma 6, del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Ulteriori norme in materia di proroghe
1. Il comma 3 dell'articolo 30 della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 è così sostituito: In coerenza con le
disposizioni di cui al comma 9 bis e successive modifiche
e integrazioni dell'articolo 4 del decreto-legge n. 101
del 2013, convertito dalla legge n. 125 del 2013, gli
enti utilizzatori sono autorizzati a prorogare sino al 31
dicembre 2016 con decorrenza dall'1 gennaio 2014, i
contratti di lavoro subordinato a tempo determinato
instaurati dai lavoratori di cui all'articolo 2, comma 1,
del decreto legislativo n. 81 del 2000 e di cui
all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo n. 280
del 1997, come recepiti dall'articolo 4 della legge
regionale n. 24 del 2000 .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
Art. 7.
Disposizioni in materia di personale degli enti
regionali lirico-sinfonici e dello spettacolo
1. Al comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale n.
25 del 2008, dopo le parole norme vigenti in materia
nazionale è aggiunto il seguente periodo: , nonché agli
enti regionali lirico-sinfonici e dello spettacolo
limitatamente alla stagionalità degli eventi e senza
alcun onere finanziario a carico del bilancio della
Regione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'approvato)
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, dico nulla quaestio nel ritiro
dell'emendamento, così come ho rassegnato a questa Presidenza, però
chiedo una cosa al Governo che, eventualmente, venga fatta una
circolare esplicativa per tutti gli Enti che non abbiamo rispettato
il patto di stabilità nel 2014 che siano legittimati a poter
proseguire i contratti di lavoro, le attività lavorative di questi
soggetti precari, perché il mio timore è che stiamo prevedendo per
gli Enti in dissesto e gli Enti in predissesto la prosecuzione dei
contratti lavorativi e, invece, lasciamo fuori il bacino di quegli
Enti che non hanno rispettato il patto di stabilità
Ora poiché nel più non c'è il meno, perché un Ente può non essere
in dissesto o in predissesto, ma può non avere rispettato il Patto
di stabilità, così come tutti gli Enti che sono in dissesto e in
predissesto non hanno rispettato il Patto di stabilità, allora,
dico, purché ci sia una circolare esplicativa per tutti gli Enti
che, ancorché non avessero rispettato il Patto di stabilità, siano
autorizzati alla prosecuzione di questa attività lavorativa.
Purché ci sia questa, assessore Lo Bello.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho necessità
assieme al vicepresidente di esporre un problema sulla questione
che riguarda la proroga dei contratti.
In realtà l'Assemblea sta approvando - assessore Lo Bello non
voglio disturbarla, ma credo che sia importante - una norma che
riguarda la proroga dei contratti di diritto privato che, in
realtà, era stata prevista in una norma della finanziaria dell'anno
scorso perchè recepivamo in maniera dinamica la cosiddetta norma
D'Alia.
Ora, provo a fare un ragionamento, presidente Ardizzone, assessore
Lo Bello e vicepresidente dell'Assemblea: siccome a dare attuazione
alle proroghe in una giungla selvaggia qual è quella del precariato
siciliano sono soprattutto quei funzionari che debbono attestare
non la legittimità dell'atto, ma la regolarità tecnica, sarebbe
opportuno che il Governo assieme agli uffici della Presidenza
dell'Assemblea, per evitare di avere sostanzialmente oggi due
sistemi normativi, quello che oggi proroga e quello che aveva già
prorogato recependo in maniera dinamica la cosiddetta norma D'Alia,
siccome ci sono i responsabili dei servizi finanziari dei comuni,
poi ci sono i segretari comunali, poi ci sono i responsabili del
personale, ebbene, mettiamo un po' di ordine anche con una
circolare che sia esplicativa, in quanto abbiamo avuto comuni che
hanno messo in ferie i propri dipendenti, comuni che sbagliando
anche se in dissesto hanno licenziato i contrattisti e comuni che
hanno agito facendoli lavorare ma non facendo la delibera.
Proviamo ad adottare delle norme o quanto meno delle circolari
esplicative che raccordino esattamente due sistemi normativi.
Credo che, alla fine, il rischio sia - lo dico agli uffici della
Presidenza che sono attenti e certamente in grado di comprendere
ciò che voglio dire - che non possiamo avere - partendo da tutto
ciò che era accaduto, dal DL 120 articolo 21, poi la norma D'Alia,
poi la norma dell'Assemblea regionale -, oggi, altro.
Il problema vero è che serviva semplicemente la copertura
finanziaria che arriva in ritardo rispetto al 31 dicembre? Poi è
chiaro, siccome c'è la Corte dei Conti che, giustamente, svolgendo
il proprio lavoro non andrà a vedere l'iter legislativo o la
costruzione della norma, ma andrà a verificare se ci sono stati
errori nell'imputazione della spesa, perché comunque questa spesa è
derivata, perché l'83 per cento arriva dal trasferimento della
Regione ai comuni per il famoso Mondo per l'occupazione .
In conclusione, presidente Ardizzone, considerato che riguarda
migliaia e migliaia di persone e anche quelle persone che si
assumono la responsabilità di adottare atti, proviamo a fare una
cosa scritta in italiano che sia chiara da Trapani a Siracusa, da
Capo Passero scendendo verso il mar d'Africa, Lampedusa.
PRESIDENTE. L'intervento dell'onorevole Panepinto mi sembra molto
chiaro, cioè chiede un intervento da parte del Governo attraverso
circolare per fare chiarezza sull'evolversi della normativa. Ma
anche gli interventi in Aula penso che possano servire a scrivere
questa circolare, per cui ringrazio l'onorevole Panepinto.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
Art. 8.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunico che sono stati presentati degli ordini del giorno al
disegno di legge numero 782 ed anche questi sono accettati dal
Governo come raccomandazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Norme stralciate in materia di personale (782 - VII stralcio
bis/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Norme stralciate in materia di personale» (N.
782 - VII stralcio bis/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 67
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Prima di passare al terzo disegno di legge all'ordine del giorno,
ci sono, per altro, pochissimi emendamenti, invito ad un minuto di
silenzio in ricordo delle vittime a causa dell'attentato criminale
e terroristico che è avvenuto in Francia che non si presta,
obiettivamente, ad alcun commento. Tutti noi ci sentiamo francesi
in questo momento, come più volte è stato ribadito nel corso dei
telegiornali e degli interventi che ci sono stati.
(Si osserva un minuto di silenzio)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge numero 905/A
«Disposizioni in materia di personale delle Camere di Commercio,
Industria e Artigianato. Fondo di Quiescienza.»
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Disposizioni in materia di personale delle Camere di Commercio,
Industria e Artigianato. Fondo di Quiescienza.» (905/A) posto al
numero 3) del II punto all'ordine del giorno.
Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo evidenziare
un aspetto circa un emendamento che è stato ritenuto da lei
inammissibile perché dalla Commissione non fu, come dire, esitato.
Si tratta della possibilità, giusto in quel criterio, di
responsabilizzazione complessiva che dobbiamo tutti poter far
crescere, quindi, su questo evidenzio un aspetto che deve
impegnarci in maniera più approfondita, sempre in merito alle
cosiddette stabilizzazioni, atteso che abbiamo un periodo verso cui
si va a creare una condizione sempre più stringente di risorse
disponibili ai fini del contributo che gli Enti locali devono
ricevere dalla Regione, di poter avere la possibilità di far
crescere, incrementare il tetto su cui rifare riferimento per
avviare le cosiddette stabilizzazioni.
Evidentemente c'è un parere della Corte dei Conti che consente la
possibilità di far sì che sia consentito il cumulo delle risorse
destinate alle assunzioni per un arco temporale di un periodo
superiore a 3 anni. Su questo c'era una relazione, diciamo tecnica,
con la firma dei 3 dirigenti responsabili, il Ragioniere generale,
il Direttore generale del lavoro e delle autonomie locali, perché
l'emendamento 2.7 da me presentato, di iniziativa parlamentare,
potesse essere, come dire, trattato considerando che trattasi di
una tipologia contrattuale comportante spesa consolidata. Voglio,
come dire, rassegnare all'Aula questo problema perché si possa
avviare una procedura per poter recuperare, ove possibile, in
maniera come dire, tecnicamente valida questo vulnus che si viene
a creare che potrebbe, invece, dare la possibilità per gli Enti
locali, di maggior numero di stabilizzazioni.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Proroga dei contratti del personale a tempo determinato
1. Le Camere di Commercio, enti di cui all'articolo 1 della legge
regionale n. 4 del 2 marzo 2010, nelle more delle procedure di
riordino del sistema camerale e dei relativi accorpamenti,
prorogano, con decorrenza dall'1 gennaio 2015 e fino al 31 dicembre
2016, i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato del
personale in servizio al 31 dicembre 2014 ed instaurati ai sensi
dell'art. 30, comma 3, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.
2. Gli oneri derivanti dal presente articolo trovano copertura
finanziaria nel fondo previsto dall'articolo 30, comma 9, della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.
3. Nella presente legge per Camere di Commercio si intendono le
Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura della
Regione Siciliana».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo del
Governo.
Il parere della Commissione? Riguarda le proroghe. Già l'assessore
Lo Bello, intervenendo, quando si parlava di precari, ebbe a dire:
abbiamo tolto il tema sulle autonomie locali facendo riferimento,
non a caso, ai precari delle Camere di Commercio. Per cui è
necessario abrogarlo.
MARZIANO, presidente della Commissione. Volevo illustrare la
ragione per cui il disegno di legge era uscito in questo modo. Si
era istaurato un tavolo tecnico al quale partecipavano due
componenti della III Commissione in rappresentanza della
Commissione. In quel tavolo tecnico si era elaborato un disegno di
legge che andava oltre, diciamo, l'esigenza specifica di bloccare
il patrimonio per evitare le conseguenze della legge nazionale.
Quindi, abbiamo tenuto conto di quelle risultanze del tavolo
tecnico istituito fra Governo, organizzazione della Camera di
Commercio ed i due componenti della III Commissione.
Successivamente, il Governo ha fatto presente, in Commissione,
l'esigenza di limitare gli articoli a quelli che bloccano il
patrimonio delle Camere di Commercio demandando ad un atto
successivo la riforma delle Camere di Commercio, quindi, per questo
si giustificano gli emendamenti soppressivi da parte del Governo.
Io prima di esprimere parere favorevole, ho il dovere di sentire i
presentatori del disegno di legge, gli onorevoli Mangiacavallo e
Ruggirello, che non vedo, per sentire anche il loro parere. Quindi,
se non ci sono controindicazioni da parte dei presentatori del
disegno di legge, la Commissione dà parere favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione con il parere favorevole della
Commissione.
Non ho capito, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Soppressivo dell'articolo 1?
PRESIDENTE. Soppressivo dell'articolo 1. Va bene.
Pongo in votazione l'emendamento soppressivo. Allora, essendo solo
un emendamento soppressivo; da un punto di vista formale, votiamo
contro il mantenimento. Chi è favorevole all'abrogazione resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Disposizioni transitorie
1. Nelle more dell'adozione di una riforma organica della
disciplina relativa alle Camere di Commercio, al fine di
garantirne l'integrità dei patrimoni, in attesa della ridefinizione
delle circoscrizioni di competenza e della riduzione del numero
delle stesse, nonché al fine di avviare il percorso per la
definizione delle problematiche riguardanti l'adozione di misure a
tutela dei trattamenti previdenziali e di quiescenza del personale,
a garanzia del principio del pareggio di bilancio, è fatto divieto
alle Camere di Commercio di adottare atti di cessione o
disposizione, a carattere definitivo, ovvero atti di dismissione o
alienazione comunque denominati, anche in applicazione di norma di
legge, aventi ad oggetto il patrimonio immobiliare, le
partecipazioni azionarie presso organismi, anche associativi, enti,
consorzi e società, appartenenti alle stesse. Sono consentiti gli
atti dispositivi necessari alla costituzione del Fondo di cui al
comma 4 del presente articolo.
2. Ogni atto o provvedimento adottato in violazione del divieto di
cui al precedente comma 1 è nullo e la sua eventuale adozione
comporta responsabilità diretta e personale, disciplinare e
dirigenziale, per colui che lo ha posto in essere.
3. Laddove entro il 31 dicembre 2016 non venga adottata la riforma
organica della disciplina relativa alle Camere di Commercio, il
divieto di cui al comma 1 perde efficacia.
4. Il patrimonio di cui al comma 1 del presente articolo è
utilizzato prioritariamente per la costituzione del Fondo di cui
all'articolo 3 della presente legge».
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Presidente, mi scusi, mi rivolgo al Governo,
all'assessore Bacchi, pur condividendo lo spirito di questo
articolo 2 volevo fare alcune considerazioni che credo siano
meritevoli di attenzione.
Ad un certo punto nel comma 1 c'è un periodo in cui, in buona
sostanza, si dice anche in applicazione di norme di legge si scrive
un articolo che va in controtendenza a norme di legge. Che cosa
vuol dire?
Siccome ci sono delle norme nazionali
BACCEI, assessore per l'economia. Ma c'è l'emendamento
all'articolo 2.
DI MAURO. Ah, c'è l'emendamento? E dov'è? Ah, sono soppresse.
Scusate
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, solo per
illustrare in maniera compiuta, avendo condiviso con il Governo un
emendamento all'articolo 2 che è numerato con il numero 2.2: in
buona sostanza, nel corpo della legge, si dice che le Camere di
Commercio non possono compiere atti di alienazione o disposizione
di qualunque tipo.
E' chiaro che con l'emendamento aggiuntivo che è stato predisposto
da me, dall'onorevole Gucciardi e da altri colleghi e, condiviso
dal Governo, si vuole consentire e permettere alle Camere di
Commercio, soltanto per le società aeroportuali, atteso che le
stesse sono presenti in tutte le società aeroportuali, di compiere
atti di partecipazione azionaria e di ricapitalizzazione per
evitare che si possa sminuire il valore della società stessa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1 del Governo. Il
parere della Commissione?
(Brusìo in Aula)
Sospendo l'Aula per tre minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.53, è ripresa alle ore 18.56)
La seduta è ripresa. Onorevole Marziano, non ho compreso quello
che è successo, se lei vuole riferire all'Aula. Scusate, qual è il
problema? Onorevole Marziano dov'è il problema?
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente, su
alcuni emendamenti presentati dal Governo c'è discussione in
Commissione perché nel testo originario che è uscito fuori dal
tavolo tecnico formato da Governo, rappresentanti della Commissione
e rappresentanti delle organizzazioni sindacali delle Camere di
Commercio questo elemento, soprattutto quello relativo
all'emendamento 2.2 non era stato tenuto in considerazione.
Personalmente le devo dire che io sono d'accordo all'emendamento
2.2 perché è evidente che se le Camere di Commercio non possono
procedere alle ricapitalizzazioni delle loro quote azionarie,
quelle quote azionarie valgono di meno nel momento in cui c'è il
processo di ricapitalizzazione. Però quello che voglio dire è un
emendamento corposo, determinate di una legge che non è stato
sottoposto mai alla Commissione. Questo lo devo dire altrimenti...
Quindi, personalmente io sono d'accordo, ma non posso esprimere un
giudizio della Commissione, signor Presidente, perché abbiamo
bisogno di o mi concede cinque minuti di sospensione e io
riunisco la Commissione o esprimo un parere personale.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.58, è ripresa alle ore 19.00)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, un capogruppo che mi ha chiesto di intervenire
perché sta facendo una richiesta formale, è l'onorevole Falcone che
prescinde da tutto dice di rinviare in Commissione.
Questo disegno di legge per chiarezza, perché chi ci osserva anche
quando la seduta è sospesa si chiede cosa sta succedendo. Noi
stiamo trattando di un argomento importantissimo che riguarda la
riforma delle Camere di commercio. E' chiaro che una riforma non si
può improvvisare, peraltro noi abbiamo una normativa statale che
elimina i tributi camerali, abbiamo un problema con il personale a
tempo determinato, delle camere di commercio, ma già il Governo
aveva cercato di dare una soluzione con il disegno di legge che
abbiamo già approvato, abbiamo un problema, ahimè, tutto siciliano
del fondo di quiescenza che è alimentato con i tributi camerali,
abbiamo anche un'altra esigenza che è quella dell'accorpamento
delle camere di commercio che è una decisione, questo lo vorrei
evidenziare, che dovrà prendere quest'Aula, non ci possono essere
organismi esterni che decidono in autonomia su come accorpare le
camere di commercio e i parametri come stabilirli o meno.
Per cui i colleghi parlamentari che hanno presentato questo
disegno di legge e hanno fatto obiettivamente bene, l'hanno fatto
animati dallo spirito di venire incontro alle esigenze di questa
riforma.
Mi rendo conto che stanno nascendo momenti di incomprensione,
vorrei dare anche qualche risposta a chi chiedeva se il Governo
poteva o meno presentare emendamenti: il Governo può presentare
emendamenti in qualunque momento.
Relativamente a questo emendamento, rispetto al quale sono nate
delle contestazioni, non c'è bisogno di relazione tecnica perché
non comporta maggiori oneri, su questo dobbiamo essere chiari.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla scorta delle
considerazioni che ha fatto il Presidente Ardizzone, ma anche in
ragione dell'articolo 3, io mi permetto di dire, su cui nessuno sta
intervenendo ma che dovremmo invece, attenzionare perché l'articolo
3 specificatamente richiama il fondo pensioni della Regione
siciliana, noi siamo nell'ambito quindi, all'interno del fondo
delle pensioni della Regione siciliana stiamo introducendo un nuovo
fondo, un fondo che dovrà sostenere le pensioni di un certo numero
di dipendenti su cui dovremo sapere quanti sono, un numero anche di
un certo costo che non è quantificato dalla relazione tecnica che
avrebbe dovuto rassegnare a noi, la Commissione III, e quindi sulla
scorta .onorevole D'Asero volevo farmi ascoltare anche dalla
Commissione perché stiamo parlando di una riforma che qualcuno dice
che dovrebbe essere provvisoria ma il rischio che questa riforma
diventi una pietra miliare ma un ulteriore carico sulla Regione
siciliana.
Forza Italia, dunque, non è contraria, diciamo così, a questa
norma ma ritiene che, nell'ambito della riorganizzazione della
riforma nazionale sulle Camere di Commercio, nell'ambito della
riduzione delle stesse, nell'ambito della riqualificazione e del
riposizionamento del personale, nell'ambito del blocco e del
consolidamento del patrimonio delle stesse Camere di Commercio, sia
giusto intervenire ed è necessario e sacrosanto ed è prerogativa
dell'ARS intervenire legiferando. Una norma così importante non si
può approvare in un'ora di seduta d'Aula, magari avendo già
approvato altre due norme assolutamente necessarie, importanti e
anche emergenziali, quella dei precari e quella dell'esercizio
provvisorio.
Allora, la richiesta che facciamo è quella di fermarci un attimo,
di rinviare questa norma in Commissione, ove, con la presenza del
Governo e di tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari, possiamo
adeguatamente confrontarci, adeguatamente trovare una soluzione.
Dico ciò, tra l'altro, signor Presidente, perché Forza Italia, in
III Commissione, non ha nessun rappresentante. Secondo il
Regolamento d'Aula, mi permetterò di chiederle di integrare
ancorché con voto consultivo nelle Commissioni in cui Forza Italia
è assente, con componenti del nostro Gruppo parlamentare, in
maniera tale che questo Gruppo parlamentare non sia escluso da
alcune Commissioni legislative per poter partecipare alla
costruzione di un percorso legislativo.
Ribadisco la mia richiesta che spero venga fatta anche propria
dagli altri Presidenti dei Gruppi parlamentari: rimandiamo in
Commissione questo testo per poterlo meglio approfondire e per
uscire tutti con una proposta unitaria.
PRESIDENTE. Gradirei l'attenzione anche dei firmatari, l'onorevole
Mangiacavallo, l'onorevole Rugirello e di tutta l'Aula. Questa
norma è stata portata avanti, siamo in sessione di bilancio e
dobbiamo essere chiari su alcune cose. In sessione di bilancio o si
aprono delle finestre legislative o si fa solo bilancio. Da quello
che avevo compreso, perché ho avuto una interlocuzione col Governo,
sia con l'Assessore Lo Bello sia con l'Assessore delegato al ramo,
l'Assessore Cancheri, mi si era detto che rispetto ad una prima
riproposizione non c'erano difficoltà e si tratta di salvaguardare
in atto il patrimonio che hanno le Camere di Commercio.
C'è un emendamento presentato dal Governo e a questo devo fare
fede. L'onorevole Falcone ha fatto una proposta di buon senso ma ci
sono delle difficoltà di Regolamento perché, se rimandiamo in
Commissione sic et simpliciter, significa che abbiamo 15 giorni di
tempo.
Farei una proposta, se siamo d'accordo: siccome siamo, ripeto, in
una situazione particolare, intanto una interlocuzione si può
avviare con l'Assessore Vancheri su questo punto e lo può fare
direttamente la Commissione, quindi, rinvierei a mercoledì la
questione. Se martedì si cerca di trovare una soluzione su questo
con l'assessore Vancheri e c'è un'intesa, evitiamo anche di
trascinarci all'infinito questo discorso per cui se non ci sarà
l'accordo è chiaro che verrà rinviato in Commissione per una
trattazione più organica, partendo dal presupposto, e debbo fare
fede a quello che diceva l'Assessore Lo Bello, che una prima
risposta al personale si è data. Ora qui dobbiamo cercare di
salvaguardare il patrimonio delle Camere di Commercio. Di questo si
tratta e dobbiamo avere chiarezza senza fughe in avanti.
Se il Presidente della III Commissione, onorevole Marziano, è
d'accordo su questo, preannuncio che rinvio l'Aula a mercoledì,
per dare la possibilità alla III Commissione già da martedì di
esaminare questo testo in maniera approfondita, chiaramente
informalmente, non c'è rinvio in Commissione. Attenzione, il
disegno di legge non è rinviato in Commissione, per cui attraverso
un'interlocuzione diretta con l'Assessore, ci potrà essere
un'intesa e, nel contempo, dico che la II Commissione dovrà
iniziare a trattare sia il DPEF sia la norma relativa alla
questione del mutuo, perché è inutile nasconderci, il Governo più
volte mi ha sollecitato la trattazione del mutuo che ha bisogno di
essere comunque riconsiderato in II Commissione perché occorre una
rivisitazione, considerato che siamo in un nuovo esercizio
finanziario. La II Commissione, lo ribadisco, già da martedì è
chiamata a trattare la questione del mutuo. Gradirei sapere la sua
opinione, onorevole Marziano.
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
personalmente penso che, con un atteggiamento di buon senso da
parte del Governo e di condivisione da parte della Commissione, il
testo si potrebbe approvare pure questa sera, però accolgo la sua
proposta che non è di rinvio in Commissione, è di pausa di
approfondimento. Ci sono, infatti, delle preoccupazioni che
riguardano alcuni emendamenti. Trattiamo mercoledì, non per rinvio
in Commissione, ma per avere la possibilità di condividere tutto il
testo. Se è così, siamo d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con le indicazioni che ho dato sia
alla III Commissione legislativa ma, soprattutto, alla II
Commissione legislativa in ordine alla questione del mutuo che
dovrà essere trattato ed in ordine alla questione del DPEF, la
seduta è rinviata a mercoledì, 14 gennaio 2015, con il seguente
ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I -Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
Disposizioni in materia di personale delle Camere di
Commercio, industria ed artigianato. Fondo di
quiescenza . (n. 905/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
III -Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143 del Regolamento
interno, dell'interrogazione:
N. 1809 - Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle misure
per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.
(19 febbraio 2014)
ALONGI
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
2) Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)
Relatore: on. Anselmo
3) Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A
Relatore: on. Cracolici
V -Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO -
GERMANA'
VI - Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA -
CIRONE
VII -Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
VIII -Discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
IX - Discussione della mozione:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della
Presidenza della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
- CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
- MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
La seduta è tolta alle ore 19.12
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO PROVVISORIO
DEL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO 2015. DISPOSIZIONI
FINANZIARIE URGENTI. DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ARMONIZZAZIONE
DI BILANCI . (N.913/A)
All'articolo 2:
Emendamento 2.4
All'articolo 2 sono apportate le seguenti modifiche:
- Il comma 1 è sostituito dal seguente:
L'assegnazione ai comuni di cui all'articolo 6 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 relativa all'anno 2015 da iscrivere
nel medesimo esercizio finanziario, è rideterminata in 87.500
migliaia di euro. Conseguentemente è rideterminata l'aliquota di
compartecipazione di cui all'articolo 6, comma 1 della medesima
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.
- Al comma 2 le parole ad integrazione dell'autorizzazione di
spesa di cui all'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5 sono sostituite con le parole ad integrazione del fondo di
riserva di cui all'U.P.B. 4.2.1.5.1 cap 215701.
All'articolo 12 sono apportate le seguenti modifiche:
-Al comma 1:
U.P.B. 4.2.1.5.1. capitolo 215701
- 30.000 migliaia di euro
- Al comma 4, lettera f) è apportata la seguente modifica:
la cifra 205.000 è sostituita dalla cifra 175.000
Emendamento 2.5
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
5. Per far fronte ai disagi dei territori colpiti dalle
eccezionali avversità atmosferiche del giorno 5 novembre 2014, cui
è seguita la dichiarazione dello stato di calamità naturale con
delibera di Giunta del 7 novembre 2014, n. 328, nonché per favorire
la necessaria assistenza alla popolazione, a valere sulle risorse
di cui al comma 1, è riservata in favore del Comune di Acireale,
per l'esercizio finanziario 2015, la somma di 3.000 migliaia di
euro.
All'articolo 3:
Emendamento 3.3
Aggiungere il seguente periodo:
La somma di 550 mila euro è riservata per le finalità di
cui alla legge n. 93 del 5 agosto 1982 come modificata
all'articolo 17 della legge n. 17 del 28 dicembre 2004 e sue
modifiche ed integrazioni.
All'articolo 4:
Emendamento 4.2
E' aggiunto il seguente comma:
3. Per le finalità di cui all'articolo 5 della legge regionale 11
giugno 2014, n. 13, è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di
1.500 migliaia di euro.
All'articolo 11:
Emendamento 11.3
Alla fine del comma 5 aggiungere le parole , nel rispetto delle
esigenze di rendicontazione della Regione.
All'articolo 12:
Emendamento 12.1
E' aggiunto il seguente comma:
1. Le iniziative direttamente promosse di carattere, artistico e
scientifico di particolare rilevanza,di cui all'articolo 10 della
legge regionale 5 marzo 1979, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni, a valere sui finanziamenti del capitolo 376528,
possono essere realizzate entro il 30 giugno 2015.
Emendamento 12.2
E' aggiunto il seguente comma:
Le iniziative di cui alla legge regionale 21 agosto 2013, n. 16,
a valere sui finanziamenti del capitolo 215734 del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2014, possono essere realizzate
entro il 30 giugno 2015.
Emendamento 12.3
E' aggiunto il seguente comma:
Nelle more di una riforma organica delle società a totale o
maggioritaria partecipazione della Regione, nel bilancio della
Regione è istituito un fondo da destinare a Sviluppo Italia Sicilia
S.p.A., previa verifica della sussistenza delle condizioni tecniche
ed operative connesse con le finalità statutarie. Per le finalità
di cui al presente comma, è autorizzata per l'esercizio finanziario
2015, la spesa di 1.200 migliaia di euro.
Emendamento 12.4
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
2. Al fine di evitare il depauperamento del patrimonio regionale,
per la conservazione del valore delle imprese e per provvedere, in
funzione del migliore realizzo, tramite gara ad evidenza pubblica,
all'affidamento a soggetti privati dalla gestione e valorizzazione
dei complessi cremo-termali e idrotermali esistenti nei bacini
pubblici della Sicilia, ai sensi dell'articolo 21 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11, nel bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2015 è istituito un fondo di 800 migliaia
di euro, previa verifica della sussistenza delle condizioni
tecniche ed operative.
Emendamento 12.5
E' aggiunto il seguente comma:
Il comma 2 dell'articolo 59 della legge regionale 12 agosto 2014,
n. 21 è così modificato:
2. Per l'attivazione delle misure in favore dei soggetti di cui
al comma 1, l'IRFIS Fin-Sicilia S.p.A. è autorizzata a disporre del
fondo di cui all'articolo 61 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, fino all'importo di 15.000 migliaia di euro, esteso
anche agli enti riconosciuti ai sensi della legge regionale n.
51/1995. .
Emendamento 12.6
Sono aggiunti i seguenti commi:
1. Per le finalità di cui all'articolo 34, comma 4, della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, fino al 30 aprile 2015, la spesa di
9.000 migliaia di euro.
2. Al relativo onere si provvede mediante riduzione di pari
importo della spesa autorizzata, per l'anno 2015, dall'articolo 34,
comma 3 ter, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.
All'articolo 15:
Emendamento 15.1
L'articolo è così sostituito:
1. In corrispondenza delle entrate derivanti dal riconoscimento
da parte dello Stato alla Regione delle ritenute sui redditi delle
persone fisiche che hanno residenza fiscale nel territorio della
Regione valutate, per l'esercizio finanziario 2015 in 1.700 milioni
di euro, è disposto, ai sensi dell'articolo 10, comma 2, della
legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed
integrazioni, uno specifico accantonamento negativo, codice 1002,
nella Tabella A allegata alla legge regionale 28 gennaio 2014, n.
5 e successive modifiche ed integrazioni, finalizzato al
rifinanziamento di interventi di spesa da disporre con legge di
stabilità regionale per l'anno 2015 riportati nel corrispondente
accantonamento positivo, codice 1006, che si dispone, ai sensi
dell'articolo 10, comma 2, della legge regionale 8 luglio 1977, n.
47 e successive modifiche ed integrazioni, nella Tabella A
allegata alla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5.
DISEGNO DI LEGGE NORME STRALCIATE IN MATERIA DI PERSONALE .
(N. 782-VII STRALCIO BIS/A)
All'articolo 1:
Emendamento 1.1
L'articolo è sostituito dal seguente:
1. All'articolo 6 della legge regionale 2 luglio 2014, n. 16,
sono aggiunti i seguenti commi:
4 bis. - L'Assessore regionale per i beni culturali e l'identità
siciliana è autorizzato ad istituire con proprio decreto, che ne
stabilisce termini e modalità, un ticket d'ingresso per la
fruizione degli Ecomusei, al fine di incentivare la creazione e il
potenziamento di servizi all'interno delle medesime strutture.
4 ter - Gli Ecomusei possono essere istituiti all'interno delle
riserve naturali orientate e dei parchi regionali.'.
All'articolo 2:
Emendamento 2.1
Al comma 3 dell'art. 2 le parole dalle autonomie locali
sono sostituite con le parole dagli enti di cui ai commi 7 e 9
del presente articolo .
All'articolo 3:
Emendamento 3.3
All'inizio del comma 2 del'art. 3 sono aggiunte le seguenti
parole: Con decorrenza dall'esercizio finanziario 2014. .
All'articolo 4:
Emendamento 4.5
Al comma 1 dell'art. 4 dopo le parole In coerenza con la
vigente normativa statale di riferimento, sono aggiunte le
parole con decorrenza dall'1 gennaio 2015.
DISEGNO DI LEGGE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PERSONALE DELLE
CAMERE DI COMMERCIO, INDUSTRIA ED ARTIGIANATO. FONDO DI
QUIESCENZA . (N. 905/A)
All'articolo 1:
Emendamento 1.1
L'articolo è soppresso.