Presidenza del Presidente Ardizzone
FAZIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi, gli
onorevoli Forzese, D'Agostino e Panepinto.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le attività produttive:
N. 833 - Chiarimenti sull'attività del Governo regionale e
dell'IRSAP per la programmazione, promozione, valorizzazione ed
incremento delle attività produttive.
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi;
Currenti Carmelo
- Con nota prot. n. 25282/IN.16 del 27 maggio 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive.
N. 2062 - Chiarimenti in ordine ai decreti del dirigente generale
dell'Assessorato delle attività produttive in materia di
agevolazioni in favore dei centri commerciali naturali.
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco;
Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano.
- da parte dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana:
N. 812 - Iniziative per la creazione di un albo regionale di
società e/o aziende accreditate per indagini geofisiche in campo
archeologico.
Firmatari: Assenza Giorgio
- Con nota prot. n. 4151/GAB del 24 settembre 2013, l'Assessore
per il territorio ha eccepito la propria incompetenza. Con nota
prot. n. 23398/IN.16 del 16/05/2014, il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore per i beni culturali.
N. 905 - Notizie relative ai pannelli pubblicitari posti sulle
pareti dell'Istituto delle Croci di Palermo.
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
- Con nota prot. 24382/IN.16 del 21 maggio 2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per i beni
culturali e l'identità siciliana.
- da parte dell'Assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo:
N. 2296 - Notizie in ordine alla nomina dei revisori dei conti e
al consiglio di amministrazione della Fondazione Orchestra
sinfonica siciliana.
Firmatari: Cordaro Salvatore
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2359 - Provvedimenti urgenti per scongiurare il blocco dei
fondi comunitari destinati al trattamento delle acque reflue e agli
impianti fognari e di depurazione e notizie sulla relativa
programmazione dei fondi UE 2014/2020.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Laccoto Giuseppe
N. 2361 - Interventi urgenti per evitare lo sversamento in
discarica di materia compostabile presso alcuni comuni del
Catanese.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Leanza Nicola
N. 2362 - Interventi urgenti per assicurare la continuità
produttiva e i livelli occupazionali della sede Accenture di
Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Leanza Nicola
N. 2367 - Interventi urgenti per il ripristino dei servizi
destinati agli allievi diversamente abili ed erogati dalle ex
province regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Salute
Alongi Pietro; Fontana Vincenzo; D'Asero Antonino; Germanà
Antonino Salvatore; Cascio Francesco; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 2366 - Iniziative per l'ampliamento dell'organico dell'U.O.
Servizio V Ufficio periferico del Demanio marittimo di Porto
Empedocle e Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firetto Calogero; La Rocca Ruvolo Margherita
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2356 - Chiarimenti relativi alla dotazione finanziaria del
fondo previsto per il social housing.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 2357 - Chiarimenti circa il definanziamento degli interventi di
ammodernamento della strada statale 117 'Centrale sicula',
denominata 'Itinerario Nord Sud'.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Alloro Mario; Arancio Giuseppe Concetto
N. 2358 - Iniziative finalizzate ad un più ampio coinvolgimento
del territorio ennese nell'ambito della strategia nazionale per le
aree interne.
- Presidente Regione
Alloro Mario
N. 2360 - Chiarimenti riguardo i posti di ispezione frontaliera
(P.I.F.) all'interno della stazione marittima di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Ciaccio
Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Trizzino
Giampiero; Zito Stefano; La Rocca Claudia
N. 2363 - Notizie inerenti alla situazione lavorativa dell'ufficio
periferico del Demanio marittimo regionale di Milazzo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Picciolo Giuseppe
N. 2364 - Istituzione di un tavolo tecnico presso l'Assessorato
della salute per le tematiche concernenti la rete regionale dei
laboratori d'analisi.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cordaro Salvatore
N. 2365 - Interventi urgenti in favore della popolazione residente
nella frazione Canneto del Comune di Caronia (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Grasso Bernadette Felice
N. 2368 - Iniziative per scongiurare la vendita dell'albergo
Milocca di Castelbuono da parte del Commissario straordinario della
ex Provincia regionale di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Economia
Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi
N. 2369 - Opportune iniziative volte a garantire l'accesso agli
atti relativamente ai progetti di sviluppo dei distretti turistici
regionali ritenuti ammissibili in attuazione della linea
d'intervento 3.3.3., attività C, del PO FESR 2007-2013.
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Cracolici Antonello
N. 2370 - Notizie in ordine allo schema di avviso pubblico ex art.
128 della legge regionale n. 11 del 2010, e successive modifiche e
integrazioni, avuto riguardo anche all'esclusione del 'Banco
alimentare onlus' dai contributi previsti.
- Presidente Regione
Cordaro Salvatore
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 238 - Chiarimenti in merito all'attività di consulenza presso
l'Assessorato regionale della salute, al relativo operato e alla
gestione del servizio CQRC regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Grasso Bernadette Felice
Comunico che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al suo turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
N. 385 - Messa in liquidazione della società Riscossione Sicilia
s.p.a. e cessione del ramo aziendale alla società Equitalia.
Musumeci Nello; Formica Santi; Ioppolo Giovanni; La Rocca Ruvolo
Margherita; Di Mauro Giovanni; Fazio Girolamo; Lo Sciuto Giovanni;
Falcone Marco; D'Asero Antonino; Grasso Bernadette Felice; Lantieri
Annunziata Luisa
Presentata il 8/01/15
Avverto che la mozione testè annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Presidenza il 13
gennaio 2015 e protocollata al n. 355/Aula PG del 14 gennaio
successivo, l'onorevole D'Agostino ha dichiarato di aderire al
Gruppo parlamentare Misto .
Conseguentemente, a decorrere dal 13 gennaio 2015, lo stesso
deputato cessa contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare
Unione di Centro (UDC) .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare Nuovo Centro
Destra
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Presidenza
dell'Assemblea il 7 gennaio 2015 e protocollata al n. 222/TraspPG-
RagPG-SegrPG del 12 gennaio successivo, l'onorevole D'Asero, nella
qualità di Presidente del Gruppo parlamentare Nuovo Centro
Destra , ha trasmesso copia del Disciplinare interno del suddetto
Gruppo parlamentare.
Avverto che la documentazione di cui sopra sarà oggetto di
pubblicazione nel sito internet dell'Assemblea ai sensi
dell'articolo 25 bis del Regolamento interno dell'ARS.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto del Presidente della Regione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
decreto presidenziale n. 3/Area 1 /S.G. del 9 gennaio 2015,
trasmesso con nota prot. n. 653 di pari data, pervenuta il 12
gennaio 2015 e protocollata al n. 326/AULAPG del 13 gennaio
successivo, decreto di delega, in capo all'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente, alla trattazione degli affari
ricompresi nella competenza del Dipartimento regionale della
Protezione civile.
L'Assemblea ne prende atto.
commercio'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
materia di personale delle Camere di Commercio, industria ed
artigianato. Fondo di quiescenza.» (905/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno,
discussione del disegno di legge: Disposizioni in materia di
personale delle Camere di Commercio, industria ed artigianato.
Fondo di quiescenza . (n. 905/A). (Seguito).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, nella seduta precedente ci eravamo lasciati
con l'impegno di vedere informalmente in Commissione se c'era la
possibilità di una sintesi sul disegno di legge riguardante le
Camere di commercio, che non è riforma complessiva ma di una parte.
MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente, la
Commissione, riunitasi in seduta informale, insieme agli esponenti
di quasi tutti i Gruppi politici dell'Assemblea, ha fatto un lavoro
importante, anche con un confronto aspro, ma devo dire sempre
improntato al fatto che la legge debba raggiungere i due obiettivi
che ci eravamo prefissati quando fu presentato il disegno di legge.
Il primo, che era quello contenuto nell'articolo 1, che è stato
soppresso, lo abbiamo ottenuto attraverso la modifica del comma 2
dell'articolo 2 della legge sul precariato.
Ci viene detto, signor Presidente, da alcuni segretari di Camere
di commercio che una limitazione dovuta all'articolo 10 della legge
114 di modifica della legge 90, la legge nazionale, impedirebbe
ancora adesso ad alcune Camere di commercio di procedere al rinnovo
della proroga per i precari.
Riteniamo che, come detto nella relazione tecnica del dottore
Sammartano, cioè del responsabile del Bilancio, già adesso con la
modifica che richiama esplicitamente ai commi 7 e 9 dell'articolo
30 della legge 5 del 2014 sia possibile come per tutti gli altri
precari procedere al rinnovo. Riteniamo, però, che sia apprezzabile
questa ulteriore esigenza che esiste per i precari di queste
quattro Camere di commercio. Per cui, riteniamo che, in sede di
iter di approvazione della legge finanziaria e del bilancio, si
possa ulteriormente specificare la situazione di queste quattro
Camere di commercio e consentire di eliminare anche questo
impedimento.
Attraverso la presentazione di un ordine da parte della III
Commissione si porterà a conoscenza l'intera Assemblea di questa
problematica.
Per quanto riguarda il disegno di legge, invece, l'altro obiettivo
che ci si poneva era quello di fare in modo che il patrimonio delle
Camere di Commercio non venisse - posso usare questa parola? -
aggredito o in ogni caso acquisito dal patrimonio nazionale e
rimanesse nella disponibilità delle Camere di Commercio siciliane
per garantire i livelli previdenziali dei circa 1.200 lavoratori
che, oggi, sono in quiescenza.
La Commissione ha valutato, però, che l'istituzione per legge e
senza adeguata relazione tecnica di fondi di quiescenza, collegati
o meno a quello dei regionali, avrebbe comportato un profilo di
ulteriori approfondimenti.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo proceduto, quindi,
ad una rimodulazione degli articoli 2 e 3 in un articolo unico, che
adesso leggo, presentato come emendamento dell'intera Commissione.
Siccome a questo lavoro faticoso al quale lei ci ha invitato e che
abbiamo accolto con piacere hanno partecipato approfonditamente sia
l'assessore alle attività produttive sia il direttore generale
dell'assessorato per l'economia, abbiamo voluto farli esprimere
prioritariamente sui contenuti di questo emendamento e penso che lo
stesso, ove apprezzato, possa avere il parere positivo del Governo
sia da parte dell'assessore per l'economia sia da parte
dell'assessore per le attività produttive.
Ho il dovere di dirle, però, signor Presidente, che, proprio la
tempistica, il fatto che abbiamo lavorato fino alle sedici meno un
minuto, non ci consente di avere attorno a questo emendamento, che
pure ha la condivisione politica che lei ci aveva chiesto di
acquisire, non è supportato da una relazione tecnica.
Per onestà intellettuale e per correttezza di comportamento nei
confronti della Presidenza, ho il dovere di dirle che abbiamo
cercato di tenere in considerazione tutti i rilievi, sia quelli già
espressi sia quelli che avremmo potuto avere in Aula e abbiamo
cercato con il testo di riscrittura di garantire l'obiettivo
finale, cioè la tutela dei livelli previdenziali dei lavoratori,
senza adottare norme di violazione di leggi nazionali, di norme in
materia previdenziale e, quindi, con un disegno di legge che, pur
procedendo al blocco del patrimonio mobiliare ed immobiliare delle
Camere di Commercio, ne consente tutte le operazioni legate alla
valutazione e rivalutazione delle proprie quote azionarie, del
proprio capitale finalizzandolo alla garanzia dei livelli
occupazionali.
Penso, pertanto, che, fermo restando il fatto, come ho detto, che
non c'è alcuna relazione tecnica perché i tempi non ci hanno
consentito di acquisirla, l'emendamento di riscrittura possa
ottemperare al compito che la Presidenza ci aveva assegnato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci siamo lasciati con una
richiesta del Presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia di
rinviare in Commissione questo disegno di legge e, quindi, l'Aula
avrebbe dovuto votare di conseguenza.
Abbiamo trovato una soluzione mediana ed era quella di impegnare
la Commissione su un'ipotesi di riscrittura.
Considerato che la Commissione, gliene diamo atto, ha avviato
questa ipotesi di riscrittura, ma non è tanto una questione di
tempi, diamo atto sia alla Commissione sia al Governo, che la
relazione tecnica è più che necessaria ma è più che necessaria per
le valenze che ci sono su questa riforma, intanto, perché è
impegnativa e, poi, perché, a mio avviso, si dovrebbe sviluppare in
quest'Aula un tipo di dibattito già orientato anche per casi
similari.
Tutti voi sapete - soprattutto i componenti della Commissione e, a
maggior ragione, il Governo - che alla nostra Sicilia viene sempre
attribuita la responsabilità di avere sperperato e dilapidato il
patrimonio. Sappiamo che c'è un certo patrimonio nelle Camere di
Commercio e, prima di esitare una norma, è opportuno che nella
relazione tecnica si faccia menzione di quello di cui stiamo
parlando, se non per singola Camera di Commercio almeno per linee
generali; sappiamo di azioni nelle società aeroportuali e
quant'altro.
C'è anche un altro aspetto significativamente politico, e non a
caso mi riferisco, a parte all'assessore Vancheri, che penso
condividerà, all'assessore Baccei. E' un po' quello che accade con
le pensioni del Parlamento siciliano. Il Governo nazionale ha
ritenuto di ridurre del 35% il tributo camerale, però, mentre
questo incide in parte per le Camere di Commercio da Reggio
Calabria in su, per le nostre Camere di Commercio, visto che noi,
con quel tributo camerale, paghiamo le pensioni, mentre nel resto
d'Italia le pensioni sono a carico sempre dello Stato, dobbiamo
evitare al danno anche la beffa, che si dica all'esterno che siamo
stati sempre i soliti spreconi che non abbiamo impiegato i soldi
per le attività istituzionali.
Altre Camere di Commercio, probabilmente, di altre Regioni, che
all'esterno passano come virtuose, queste non avevano l'esigenza di
farlo, perché, ogni volta, andava in pensione un dipendente della
Camera di Commercio di Milano - non lo dico a caso, di Milano - o
di Venezia, quel dipendente veniva pagato dall'INPS o INPDAP e,
comunque, dallo Stato.
Questo è il dato fondamentale del quale ci dobbiamo rendere
perfettamente conto, per cui, appurate queste cose, propongo, anche
sulla base della relazione del Presidente della Commissione, di
mantenere iscritto all'ordine del giorno questo disegno di legge,
senza rinviarlo in Commissione, così come era stato proposto; si
ricomincia a discutere su questo emendamento di riscrittura,
chiedendo la relativa relazione tecnica al Governo ed agli Uffici,
quindi, non viene rinviato in Commissione ma rimane inserito
all'ordine del giorno, per essere trattato nella prossima seduta.
E' iscritto a parlare l'ononorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
condivido la proposta che lei ha fatto, però, assessore, dal
momento che corriamo il rischio che si assista ad una nuova
stagione, come quella denunciata dal Presidente Crocetta in questi
giorni, visto che gli immobili di proprietà delle Camere di
Commercio sono infiniti e che le proprietà sono notevolissime e,
soprattutto, alcune Camere di Commercio, come quelle di Siracusa e
di Ragusa, hanno anche azioni all'interno degli aeroporti, è chiaro
che la relazione, signor Presidente, non può essere generica ma
deve essere dettagliata, per singola Camera di Commercio. Dico ciò
anche perché ve ne sono alcune come quella di Ragusa che hanno un
attivo di oltre 15 milioni di euro, che hanno accantonato le somme
per il TFR, il fondo, tutto ciò che è necessario e vi sono altre
Camere di Commercio in cui, a quanto pare, così non è.
Non possiamo, all'improvviso, assessore, dimenticare che ci sono
delle differenze sostanziali fra tutte le Camere di Commercio.
La relazione, quindi, così come prevede lo Statuto, deve
contenere, intanto, il personale che abbiamo in servizio, quello in
quiescenza, i fondi o le sofferenze che le varie Camere di
Commercio hanno, i beni. Fra le altre cose, come lei sa meglio di
me, assessore, abbiamo tempo fino al 30 marzo per fare una cosa del
genere, quindi, non capisco questa corsa contro il tempo.
Fra le altre cose, per quanto riguarda il personale precario, lo
stesso viene garantito dal disegno di legge che abbiamo approvato,
laddove abbiamo sostituito il termine comune con il termine
enti . Lo abbiamo fatto volutamente, proprio perché volevamo
inserire i lavoratori dipendenti delle Camere di Commercio e,
pertanto, queste proposte di qualche Segretario generale - ammesso
che le abbiano fatte - non si sposano con la legge in vigore, visto
che la stessa equipara le Camere di Commercio ai comuni, alle ex
province, a tutti quegli enti che avevano personale utilizzato in
quanto appartenente alla fascia del cosiddetto precariato
storico .
Stiamo parlando di una stagione importante. Il patrimonio delle
Camere di Commercio, forse, è quello più importante, dopo quello
delle ASP, che abbiamo in Sicilia. Fra l'altro, per essere chiari,
alcuni di questi beni immobili, caro onorevole Falcone, non hanno
prezzo, nel senso che sono così importanti, così significativi, di
un valore così alto che, difficilmente, riusciamo anche a
collocarli sul mercato.
Per questo motivo, signor Presidente, proprio per evitare che, da
qui a qualche mese, il Presidente Crocetta vada alla Procura
pensando di far ballare qualche samba anche a questo Parlamento,
bisogna procedere. Siccome, notoriamente, non so ballare, non
voglio correre il rischio di errare. E, di conseguenza, assessore,
quello che le chiedo è che si proceda con assoluta certezza di ciò
che approviamo, a salvaguardia dei beni che appartengono alle
Camere di Commercio, quindi ai siciliani, per evitare eventuali
rischi successivi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alloro. Ne ha
facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
assolutamente l'impostazione dei colleghi che mi hanno preceduto
perché si tratta di un problema assolutamente delicato, anche in
relazione al fatto che, in effetti, le Camere di Commercio, poi,
non sono finanziate dalla Regione ma sono, sostanzialmente,
finanziate dagli imprenditori. Per cui fare un ragionamento sul
patrimonio è assolutamente delicato ed implica un pò di
approfondimento.
Volevo approfittare della presenza dell'assessore per chiedere
alcuni chiarimenti relativi al problema degli accorpamenti. Ho
visto che avete fatto delle determine, anzi un decreto assessoriale
che è stato emanato per la provincia di Enna ma, mi dicono, essere
stato previsto per tutte le Camere di Commercio dove, giustamente,
vengono individuate le Camere di Commercio a procedere alla
proposta di accorpamento. E' chiaro che per le Camere di Commercio
dove ci sono gli organismi camerali - quindi organismi che tengono
conto delle articolazioni territoriali - il Presidente farà un
ragionamento assieme alle organizzazioni di categoria, al
consiglio, etc. Laddove, invece, c'è il Commissario, come, ad
esempio, la Camera di Commercio di Enna, penso che per un organismo
monocratico - peraltro commissario - andare ad individuare le
ipotesi di accorpamento, senza tenere conto di quelle che sono le
esigenze territoriali, mi sembra spropositato.
Proporrei, quindi, di trovare una soluzione diversa o, viceversa,
di sollecitare una circolare ai Commissari perché, nell'individuare
le ipotesi di accorpamento da sottoporre al Ministero, il
Commissario faccia una serie di passaggi con il territorio per
tenere conto di quelle che sono le esigenze delle aziende, delle
imprese.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intanto, plaudo all'iniziativa della Presidenza di aver rinviato
gli atti, senza pur tuttavia togliere il disegno di legge
dall'ordine del giorno dell'Aula, all'attenzione della Commissione
che debbo dire ha fatto un lavoro abbastanza egregio e che è
arrivato ad un risultato che, con qualche limatura che tuttora è
necessaria, credo che possa essere apprezzato.
Signor Presidente, dobbiamo procedere al più presto alla redazione
di un testo organico di riforma delle Camere di Commercio in
Sicilia, cercando di precedere l'entrata in vigore della legge
nazionale. Solo attraverso questo, possiamo salvaguardare le nostre
peculiarità perché, caro Presidente, vengo da una provincia in cui
la Camera di Commercio ha un patrimonio attivo di oltre 18 milioni
di liquidità, parliamo di liquidità, un fondo di quiescenza
perfettamente in regola che può garantire i propri contributi e il
trattamento pensionistico ai propri dipendenti e non ha assunto nei
decenni precedenti un solo precario, dando esempio di come ci si
doveva comportare nell'Amministrazione della cosa pubblica
attraverso le Camere di Commercio e, quindi, ora andare, sic et
sempliciter, a fare dei procedimenti di accorpamento o di
riorganizzazione credo che significa legare ad enti che sono, dal
punto di vista economico-gestionale, dei cadaveri, in realtà
vitali, con la conseguenza che il cadavere si trascina a fondo
anche l'ente vitale.
Su questo argomento, quindi, dobbiamo andare con assoluta
oculatezza e con assoluta tranquillità. E poi mi lasci dire, signor
Presidente, che anche in questo disegno di legge era stato fatto un
tentativo, da parte del Governo, vergognoso come lo era stato per
quello delle aree di sviluppo industriale, cioè si cercava
attraverso questo emendamento di assicurare il controllo delle
partecipazione delle quote per il controllo degli aeroporti
dell'Isola a ben determinati gruppi di potere. Allora, su questi
argomenti, dobbiamo andare con molta tranquillità e con molta
serietà perché veramente ne va della dignità di questo Parlamento.
Tra l'altro, l'emendamento non era accompagnato da nessuna
relazione esplicativa, neppure dal punto di vista tecnico, quindi
dobbiamo dotare questo documento uscito fuori dai lavori della
Commissione della necessaria relazione tecnica, procedere alle
necessarie limature ed invitare la Commissione Attività produttive
- io lo faccio dalla mia modesta posizione di semplice deputato -
all'elaborazione urgente di un disegno complessivo e di
riorganizzazione delle Camere di Commercio dell'Isola.
Solo attraverso questo, potremo fare un estremo tentativo di
salvare il salvabile, enti che nella loro stragrande maggioranza
sono stati enti virtuosi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, questa è
una proposta legislativa sulla quale bisogna riflettere
attentamente e con molta calma e serenità perché, quando abbiamo
fatto la modifica delle ASI, ex ASI oggi IRSA, abbiamo coinvolto in
questa esperienza anche l'ASI di Ragusa che era sana, che aveva
lavorato bene e che aveva accompagnato in modo intelligente le
piccole e medie imprese nel ragusano, perché siamo stati coinvolti
ed inseriti in un contesto con altre amministrazione che erano in
fase debitoria.
Oggi, assessore, la Camera di Commercio di Ragusa, come ha ben
detto il mio collega, non è nella stessa situazione delle altre
Camere di Commercio perché, in provincia di Ragusa, per nostra
fortuna e per nostra cultura, vige la regola del lavoro. Lavorando
bene per tanti anni, abbiamo costruito sviluppo senza aiuti e
sostegno né comunitario né nazionale e poche risorse regionali.
Allora, la Camera di Commercio ha accompagnato in modo molto
egregio ed intelligente anche in questo caso le piccole e medie
imprese. Vi è un attivo di 18 milioni di euro e ci sono dipendenti
che hanno dato dimostrazione di attaccamento al proprio lavoro, al
proprio impegno e anche alle aziende, per cui, chiedo ufficialmente
al Governo regionale di rimandare l'approvazione di questa norma e
approfondirla nel miglior modo possibile perché potremmo creare un
altro danno a enti sani che non meritano sicuramente di essere
assemblati ad altri enti che hanno bisogno di fondi economici. Per
quanto riguarda il precariato, certamente, è un ragionamento
diverso. Non vogliamo fare distinzione nel precariato ma vogliamo
fare una distinzione chiara e non vogliamo che la Camera di
Commercio di Ragusa venga coinvolta in questa norma che la
penalizzerebbe in modo molto forte.
Assessore, le chiediamo, dunque, di farsi carico di parlare con il
Presidente Crocetta per rinviare questo disegno di legge ad un
momento diverso, con più coinvolgimento e con un fondo maggiore.
MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, assessori, il disegno di legge dei colleghi
Ruggirello, Mangiacavallo, predisposto proprio dalla Commissione,
avallato in questo nuovo testo dal Governo, interviene nel segmento
di competenza della Regione. Non possiamo intervenire su competenze
che sono tutte assolutamente dello Stato. Nel momento in cui lo
Stato ritiene di fare una riforma, condivisibile o meno - e,
personalmente, per certi versi non la condivido e per altri sì - è
chiaro che per noi, come Regione, si pone un problema che riguarda
i precari ed i pensionati. E noi, su questo, abbiamo costruito il
disegno di legge, i colleghi lo hanno costruito.
C'è da dire che vi era una preoccupazione, cioè che, alla luce di
un articolo della norma nazionale, il patrimonio delle Camere di
Commercio potesse essere drenato dallo Stato.
Allora, anche se non è una cosa bella, noi, con il disegno di
legge, abbiamo voluto dire che questo patrimonio delle Camere di
Commercio siciliane è della Sicilia e servirà a garantire uno dei
bisogni dei lavoratori dopo la riforma, cioè il diritto ai livelli
previdenziali dei lavoratori che sono in quiescenza.
Detto questo, abbiamo cercato di farlo senza violare norme
nazionali e senza intervenire in un sistema - la formazione di
fondi di quiescenza - che poteva determinare, questo sì, ulteriori
profili di legittimità. Quindi, un crinale stretto ma che
interviene nel segmento di competenze della Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Marziano, mi permetto di aggiungere al suo
autorevole intervento il discorso che riguarda sempre la
destinazione di somme relative alla vendita del patrimonio
mobiliare per il pagamento di pensioni. Questo è il dato.
Non so se non c'è o ci potrebbe essere anche un'altra soluzione
perché è chiaro che c'è un diritto intangibile che è quello di
avere pagata la pensione. Qualcuno la pensione la deve pagare.
C'era una scelta legislativa fatta negli anni da quest'Assemblea
e, quindi, se n'è fatta carico la Camera di Commercio, sulla base
del tributo camerale che veniva versato, perché, se paghiamo le
pensioni con la vendita del patrimonio nostro, significa che
sottraiamo somme per l'attività istituzionale.
Il ragionamento va fatto e deve essere articolato ma non vorrei
che all'esterno venissimo rappresentati come coloro che hanno
sperperato il denaro. Tutt'altro, perché noi quel tributo camerale,
a differenza di altre Regioni, lo abbiamo utilizzato sia per il
pagamento di pensioni sia per attività istituzionali, a differenza
di Camere di Commercio del Nord che finanziavano concerti e
concertini in giro per il mondo.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, volevo intervenire velocemente perché credo che
i passaggi più importanti e salienti in merito alla discussione
affrontata oggi siano stati fatti e su questo il Governo è
assolutamente concorde con quello che è stato detto dal Presidente
della Commissione, onorevole Marziano e, quindi, concorda con la
linea espressa sia dalla III Commissione sia dal Presidente
Ardizzone.
Volevo semplicemente rispondere ad una questione posta
dall'onorevole Alloro che non so se, in questo momento, è presente
in Aula. In ogni caso, è giusto che lo faccia.
L'onorevole Alloro ha parlato degli accorpamenti ed io qui mi
limito a ricordare che gli accorpamenti degli enti camerali sono di
competenza nazionale, quindi gli accorpamenti vengono dettati da
una legge nazionale. Giustamente, l'onorevole dice che dobbiamo
guardare come vengono fatti e dobbiamo guardarlo per forza, anche
perché gli accorpamenti che non ha fatto la Regione perché non li
può fare, visto che si tratta di delibere che sono state fatte da
Unioncamere nonché dall'associazione che aggrega tutte le Camere di
Commercio.
Queste delibere di Unioncamere verranno trasmesse al Ministero
dello sviluppo economico e delle finanze che dovrà fare una
valutazione sulla base di quelle che sono le norme nazionali per
verificare che siano stati rispettati gli indicatori geo-economici.
Significa, quindi, che valuteranno la parte sostanziale di questi
accorpamenti. Non diranno, quindi, sì o no in base ad una forma di
simpatia, ma dovranno valutare se questi accorpamenti mantengono
sia i livelli in termini produttivi sia i livelli occupazionali,
sia.la copertura finanziaria.
Questo giudizio dei ministeri passerà in Conferenza Regioni che a
sua volta approverà o non approverà per farlo poi passare alla
Commissione paritetica Stato-Regioni e all'Unificata.
Ricordo che il parere finale sugli accorpamenti lo darà lo Stato,
quindi l'emissione dei decreti che in modo istituzionale
definiranno questi accorpamenti sarà fatto dal Governo nazionale,
solo dopo che l'Unificata, quando parliamo dell'Unificata parliamo
del parere positivo del Ministro delle Autonomie, quindi della
Funzione pubblica, del Ministro delle Finanze e dello Sviluppo
Economico. Per quanto riguarda la questione degli accorpamenti la
Regione non può intervenire, né penso comunque che nel caso dei
Commissari stia vedendo i diritti delle categorie perché comunque
Unioncamere, che non sono le singole Camere di Commercio, sono
rappresentate da tutte le associazioni, anche a livello regionale
e, in ogni caso, per questa valutazione, aspetterei di vedere come
si evolve la parte della contrattazione nazionale tra Unioncamere e
il Governo centrale per poi cominciare ad entrare nei dettagli.
Per quanto riguarda la questione delle relazioni - qui si è
espresso il Presidente Marziano -, il Governo ha espresso già il
parere positivo su quello che è stato detto dal Presidente Marziano
perché abbiamo fatto questo lavoro di rimodulazione, abbiamo
rivisto quello che era l'impianto normativo in Commissione e, sulla
base del nostro lavoro, è stato esitato questo nuovo disegno di
legge e anche io concordo col Presidente Ardizzone sul fatto di non
rimandarlo in Commissione ma lasciarlo in Aula per continuare la
discussione.
Anche le relazioni verranno curate dalla parte privata che sono le
Camere di Commercio e, in questo caso, parlo di Unioncamere. Un
motivo per cui dobbiamo fare bene le cose è anche questo, cioè
perché dagli accorpamenti cambierà anche lo scenario, visto che
negli accorpamenti ci sarà un nuovo modello che sarà diverso, sia
dal punto di vista patrimoniale sia dal punto di vista degli
organigrammi all'interno di questi nuovi modelli camerali. E
sicuramente le relazioni devono essere dettagliate, sempre
nell'ambito e nei limiti dello spazio in cui la Regione può
intervenire.
Ricordo che il cammino è abbastanza articolato, perché dobbiamo,
in modo parallelo, riformare. Insistiamo, piuttosto, a pensare come
riformare non tanto tutto il sistema camerale perché abbiamo visto
che è più di competenza nazionale, ma se riuscissimo insieme a
riformare, rimodulare il rapporto tra le nuove Camere di Commercio
della Regione, sarebbe quella la vera riforma che dovrebbe
caratterizzare la consistenza anche di questo nuovo modello che,
così come ha detto l'onorevole Ragusa, nessuno toglie che la Camera
di Commercio di Ragusa sia una Camera di Commercio virtuosa e non è
la sola, ma gli accorpamenti faranno sparire le virtù delle Camere
di Commercio.
Piuttosto miglioreranno l'utilizzo di risorse finanziarie e
ovviamente semplificheranno quelle che sono le procedure di
attività di promozione e di marketing a livello territoriale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so come
definire l'iter delle proposte legislative che vengono o tentano di
essere poste all'attenzione di quest'Aula, soprattutto dopo che la
modifica a livello costituzionale degli organismi di controllo
sull'attività legislativa di questo Parlamento impone, come bene ha
fatto la Presidenza, un percorso che deve essere molto, ma molto
più rigoroso e soprattutto scadenzato e preciso rispetto alla
documentazione di supporto. E mi riferisco in particolar modo alle
relazioni rispetto a quanto avveniva in passato.
I dubbi che questo disegno di legge solleva sono tanti. Intanto
noi non conosciamo l'ipotesi di emendamento che è stato annunciato
in quest'Aula, cioè di quell'emendamento che dovrebbe essere un
compromesso, e quindi noi stiamo intervenendo senza sapere su che
cosa interveniamo. Sarà per il futuro giustamente. Sto
intervenendo, ma non conosco questa ipotesi di mediazione.
Certo è che, alla luce di quanto sta avvenendo, e di come siamo
posti nel mirino anche a livello nazionale per i cosiddetti buchi
di bilancio, proporre disegni di legge che vanno ad intaccare il
patrimonio immobiliare delle Camere di Commercio e lo stesso
patrimonio mobiliare e le partecipazioni che le Camere di Commercio
hanno in altre attività necessita non di un esame approfondito ma
di più, necessità di quarantotto occhi, non di due, non di quattro.
Bene ha fatto lei a rinviare la seduta per approfondimenti alla
settimana prossima, signor Presidente, a dare maggiore tempo, però
voglio avvertire i colleghi che non è più tempo di tentare sortite
per cercare di impadronirsi di questo o di quel ramo
dell'Amministrazione, ma è tempo di amministrare con oculatezza ed
evitare di trovarci poi tra qualche mese o fra qualche anno a dover
pagare le conseguenze per delle scelte miopi o comunque per un
nuovo centralismo regionale che, come si è visto per l'IRSAP, non
ha portato certo ad un beneficio per le aree interessate, per le
aree industriali, ma ha sostanzialmente bloccato ogni tipo di
attività nelle aree industriali stesse senza risolvere nessuno dei
problemi che s'intendeva risolvere con la proposizione iniziale.
Quindi, inviterei il Parlamento a stare attento, molto attento ai
provvedimenti che si devono esaminare, e a questi in maniera
specifica, cercando di valutare non l'immediato ma le conseguenze
che da qui a qualche anno questo provvedimento stesso può avere
sulle casse della Regione sull'esistenza in vita di questa Regione
stessa.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi ritengo
oggi in parte soddisfatto, in parte ancora perplesso e dirò quali
sono le ragioni che mi inducono a manifestare una certa
soddisfazione e poi quelle per cui ho ancora qualche perplessità.
Primo aspetto. Noi la settimana scorsa, quando abbiamo posto delle
perplessità sulla norma, avevamo visto bene, perchè la settimana
scorsa, in maniera molto frettolosa, quest'Assemblea, in ragione ad
una legge di riforma, rischiava di appesantire notevolmente,
creando tutta una serie di problemi, il Fondo unico delle pensioni
regionali, quel Fondo unico che ha già delle fragilità, quel Fondo
unico che venne costituito nel 2009 dopo che l'Inps ci negò il
trattamento di quiescenza, il trattamento previdenziale per i
dipendenti regionali. Per cui oggi, rispetto alle nostre
perplessità di costituire un nuovo Fondo per garantire il
trattamento di quiescenza e previdenziale dei dipendenti camerali,
siamo arrivati in Aula con un emendamento di riscrittura e
sostanzialmente l'emendamento di riscrittura, per larghe linee,
riprende la nostra proposta.
Forza Italia ha detto sempre dobbiamo garantire i dipendenti
camerali. Dobbiamo prorogare i contratti ai lavoratori precari.
Dobbiamo salvaguardare l'aspetto previdenziale e pensionistico dei
milleduecento dipendenti, oggi in quiescenza .
Su questo, abbiamo detto, noi come Gruppo parlamentare che siamo
d'accordo. Evitiamo, però che, in ragione di questo, si
appesantisca la Regione, quando l'assessore Baccei, proprio oggi,
dalle colonne di un quotidiano, per l'esattezza, il Giornale di
Sicilia , ha detto che dovremmo, forse, trasferire la nostra
previdenza all'INPS.
Se da un lato vogliamo trasferire la nostra previdenza all'INPS,
come avremmo fatto a trasferire la previdenza dei dipendenti
camerali alla Regione, in quanto la trasferivamo in capo al fondo
unico pensioni della Regione?
Questo è stato superato. Oggi, questo articolo, così come è stato
rimodulato, emendato, dice che stiamo congelando il patrimonio,
onde evitare, lo vorrei dire ai colleghi deputati, ma non soltanto
a loro, che il Governo Renzi faccia un quarto scippo. Oggi stiamo
correndo, in emergenza, per fare questa norma, perché siamo tutti
preoccupati che dal primo febbraio 2015, poiché il patrimonio
finanziario, cioè liquido, delle Camere di Commercio, dovrà
affluire alla Tesoreria unica dello Stato, il passaggio successivo
consisterà anche nella sottrazione del patrimonio delle Camere di
Commercio in capo al Ministero dell'Economia.
Ecco perché l'Assemblea è chiamata a fronteggiare questa
situazione che rischia di essere emergenziale, ma in tutto questo
c'è un problema, assessore ed è giusto che lo dica, che è quello
della ricapitalizzazione.
Oggi c'è un dibattito assolutamente interessante tra il presidente
Riggio ed il presidente Lo Bello, due scuole di pensiero per come
poter gestire e come poter rilanciare l'aeroporto di Catania, che è
un simbolo ed uno dei più importanti scali nazionali. E' il primo
siciliano lo scalo di Catania.
Da un lato abbiamo Riggio che dice dobbiamo fare un bando ed
aprire a tutti, con una evidenza pubblica, con una evidenza in cui
il libero mercato sia messo nelle condizioni di partecipare,
liberamente . Dall'altro lato, abbiamo Lo Bello che dice, invece
No, dobbiamo ricapitalizzare, quotando in borsa e avendo maggiori
profitti perché diventerebbe più appetibile per i privati .
Sono due scuole di pensiero, assolutamente valide, ma la prima dà
la possibilità a tutti di partecipare, la seconda è indirizzata,
evita l'evidenza pubblica.
La prima consentirebbe di avere dei partner che, magari, potremo
non gradire. La seconda garantirebbe, da un lato, dei partner che,
invece, già conosciamo, di comprovata affidabilità.
Dinanzi a questo, assessore, devo dire che - in Commissione
poc'anzi glielo detto in maniera schietta - sono un po' perplesso
su quest'ultimo periodo, dove da un lato congeliamo e dall'altro
lato consentiamo atti dispositivi per le ricapitalizzazioni.
Direi che forse è il caso - hanno detto bene l'onorevole Assenza e
l'onorevole Formica che non è il momento - che per un attimo anche
questa vicenda la congeliamo, perché così evitiamo atti dispositivi
differenziati.
Quello che può fare Catania, non lo può fare la Camera di
Commercio di Trapani, e lo potrebbe fare diversamente la Camera di
Commercio di Palermo, o se vogliamo di Siracusa.
Ed allora, dinnanzi a questa materia così delicata, noi come
Assemblea, da un lato dobbiamo fare norme generali ed astratte, ma
dall'altro lato dobbiamo anche prevenire eventuali assalti alla
diligenza, eventuali forme di concorrenza poca leale del mercato,
perché noi dobbiamo da un lato congelare, e dall'altro lato
autorizzare?
Ed allora, se questa è una norma che tende di bloccare, di
congelare una situazione e rinviare a quello che sarà anche il
tavolo tecnico romano, là dove decideranno quale deve essere la
riorganizzazione delle Camere di Commercio in Sicilia, bene Forza
Italia suggerisce al Governo di soprassedere su questo ultimo
periodo e di trovare una sintesi sul resto dell'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei ha anticipato comunque il
dibattito un po' come tutti gli interventi che ci sono stati,
perché già abbiamo deciso il rinvio in una prossima seduta.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO: Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore io ho
assolutamente chiaro il percorso che porta all'accorpamento,
l'unica sollecitazione che volevo fare riguardava proprio le Camere
di Commercio dove ci sono i commissari, cioè fare o un tavolo
locale promosso dai Commissari, o emanare lei una circolare dove i
Commissari tengano conto anche di quelli che sono, al di là della
normativa, che ovviamente andrà rispettata, gli indirizzi che il
territorio dà.
Nel caso della Camera di Commercio di Enna, fare decidere ad un
Commissario, peraltro esterno, che è un dirigente dell'assessorato,
se va accorpata con Palermo piuttosto che con Messina o con
Caltanissetta, senza tenere conto di quello che è l'orientamento
degli attori principali delle Camere di Commercio, e quindi gli
imprenditori e le organizzazioni di categoria, sarebbe una cosa
utile proprio per colmare quel deficit di democrazia, che
ovviamente in un ente commissariato c'è in maniera naturale.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo solo perché ho l'impressione di non essere stato chiaro,
e quindi non essendo stato chiaro ritengo che è mia necessità
chiarire con l'assessore.
Assessore, noi vogliamo relazioni analitiche, non sintetiche,
Camera di Commercio per Camera di Commercio, non in previsione di
quelli che saranno i futuri accorpamenti, perché i futuri
accorpamenti a noi in questo momento non ci interessano, ne abbiamo
prerogative legislative tali che possiamo intervenire sui futuri
accorpamenti, come lei giustamente ha detto. Per cui è necessario,
opportuno, che questa Assemblea prima di deliberare tranquillamente
e serenamente su ogni Camera di Commercio abbia un report, che
riporti interamente quella che è la situazione immobiliare,
mobiliare, del personale sia in pensione che in attivo, di cui la
Camera di Commercio dispone. E in modo particolare, per quanto
riguarda Catania, Ragusa e così via, quelle che sono le
partecipazioni azionarie che queste Camere di Commercio hanno, e
quali saranno le ipotesi future che il Governo vuole individuare
per le quote azionarie dell'aeroporto di Comiso e di Catania,
perché lei consentirà con me che la battaglia si fa anche sul
controllo di questi due aeroporti, che sono strategici all'interno
del Mediterraneo, e su cui oggi le Camere di Commercio hanno
oggettivi poteri che derivano dal possesso di quote azionarie.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che le
Camere di Commercio siano un riferimento importante nei territori e
noi non siamo legati alla staticità di tutti gli enti distribuiti
nel territorio ma siamo aperti ad una situazione dinamica e ad una
modifica legislativa che veda anche un'organizzazione territoriale
diversa rispetto al passato.
E' chiaro che anche le competenze sulle Camere di Commercio sono,
in parte, dello Stato e quindi dobbiamo adeguarci a quello che dirà
il Parlamento nazionale, ma è anche vero che ci sono delle parti di
nostra competenza, come diceva l'onorevole Marziano, che vanno
affrontate comunque con serietà.
I due aspetti più importanti sono quello che riguarda il personale
che viene prorogato - le proroghe riguardano infatti il personale
precario delle Camere di Commercio - e quindi va ribadito che tutto
il personale precario sia prorogato.
Altro aspetto importante è quello che riguarda il patrimonio e le
risorse disponibili in seno alle stesse Camere di Commercio.
Risorse che devono servire alla creazione di quel fondo che doveva
essere realizzato parecchi anni fa - credo nel 2006 o nel 2009 -
non ricordo con precisione la data in cui la Regione siciliana
doveva istituire questo fondo, mai costituito, e che oggi credo sia
assolutamente urgente costituire.
Il patrimonio quindi va salvaguardato nei modi trasparenti,
assessore, anche per quanto riguarda l'azionariato delle Camere di
Commercio, soprattutto per quella di Siracusa e di Ragusa dove vi
sono delle azioni degli aeroporti che devono essere salvaguardati e
non sperperati
Credo che l'emendamento presentato oggi sia condivisibile.
Ho appreso dall'intervento del suo presidente che la Commissione
ha lavorato alacremente fino alle 16 e mi sembra che questo
emendamento sia accoglibile, soprattutto per quanto riguarda
l'articolo 2 - parte fondamentale di questa riscrittura del disegno
di legge n. 905 - e che, fatta la relazione tecnica in modo
articolato ed esaustiva, la proposta avanzata da lei, Presidente,
sia condivisibile.
Quindi lasciare la legge incardinata, non riportarla in
Commissione ma ridiscuterla quando ci sarà la relazione tecnica che
ci farà meglio comprendere quale possa essere il destino per quello
che attiene alle quote societarie delle Camere di Commercio.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido la
proposta formulata anche perché bisogna di fatto approfondire
l'importanza che le Camere di Commercio hanno nella nostra Regione
e soprattutto le esperienze professionali dei dipendenti delle
Camere di Commercio, ed anche immaginare realmente qual è il loro
ruolo rispetto al rapporto con la Regione siciliana e con
l'Assessorato regionale delle Attività produttive.
Dalle mie reminiscenze, il ruolo dell'Assessorato e della Regione
è un ruolo alquanto marginale. E' un ruolo di vigilanza, è un ruolo
di nomina e non di designazione del segretario generale, è un ruolo
di nomina di qualche revisore dei conti.
In questa fattispecie, va approfondita anche la normativa
regionale rispetto alla permanenza delle Camere di Commercio in
Sicilia, che hanno svolto, svolgono e dovranno potere svolgere un
ruolo importante per lo sviluppo economico del nostro territorio.
Soprattutto ribadisco che in alcune province, oggi liberi consorzi,
le Camere di Commercio rappresentano l'unico elemento di
aggregazione delle categorie produttive, avendo ruoli
indispensabili in territori in difficoltà economiche, come quelli
della provincia di Agrigento, ma anche della provincia di Enna.
E' necessario ribadire la necessità che, indipendentemente dai
provvedimenti nazionali, la Sicilia è cosa diversa e tematiche di
questo genere ed enti importanti come quelli camerali, vanno
tutelati, vanno salvaguardati e, soprattutto, condivido
l'intervento dell'onorevole Vinciullo, mi pare, nella relazione
schematica Camera di Commercio per Camera di Commercio, perché
ricordo - ahimè - che alcune Camere di Commercio dovrebbero avere
un proprio fondo pensioni e alcune Camere di Commercio si sono
relazionate in modo totalmente difforme rispetto alle attività e
alle iniziative svolte da altri enti camerali.
L'argomento è delicato, non va per niente fatto di tutta la legna
un fascio e vanno approfondite le singole strutture camerali
valutando anche l'emergenza dei singoli territori perché sono ben
diverse le situazioni, ad esempio, della Camera di Commercio di
Catania con un territorio produttivo all'avanguardia rispetto alla
Camera di Commercio di Agrigento.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione del Presidente della Camera dei Deputati
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è arrivata
comunicazione ufficiale da parte del Presidente della Camera dei
Deputati, che leggo testualmente: Le comunico che il Parlamento in
seduta comune e con la partecipazione dei delegati regionale è
convocata per giovedì 29 gennaio 2015, alle ore 15.00, per
procedere alla elezione del Presidente della Repubblica ai sensi
dell'articolo 83 della Costituzione.
Al riguardo desidero rappresentarLe la necessità che la
comunicazione dell'avvenuta designazione dei delegati pervenga alla
Camera dei Deputati quanto più rapidamente possibile e comunque
almeno due giorni prima di tale data.
A questo proposito ritengo opportuno inviarLe nel rispetto
dell'autonomia di ciascuna assemblea e consiglio regionale un
promemoria nel quale sulla base di quanto avvenuto nelle precedenti
occasioni sono riassunte le attività che conseguono all'elezione
dei delegati e dei relativi termini.
Tali indicazioni sono volte a consentire un ordinato svolgimento
delle procedure relative all'elezione del Presidente della
Repubblica.
Con i migliori saluti, Laura Boldrini .
E' arrivata, quindi, nota firmata congiuntamente dal Presidente
della Conferenza delle Regioni e delle province autonome - mi
riferisco al Presidente Sergio Chiamparino per conto delle Regioni
- e dal Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee
legislative delle regioni e delle province autonome, il collega
Eros Brega, Presidente dell'Umbria, che leggo testualmente: Cari
Presidenti, facendo seguito alla lettere ricevuta in data 14
gennaio 2015 dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, in
merito alla convocazione per il 29 gennaio 2015 della prima seduta
del Parlamento in seduta comune e dei tre delegati per ciascuna
Regione, uno solo per la Valle d'Aosta, per l'elezione del nuovo
Capo dello Stato a seguito delle dimissioni del Presidente Giorgio
Napolitano ai sensi dell'articolo 86 della Costituzione, Vi
segnaliamo come da procedura concordata già per le passate elezioni
con il segretariato generale della Camera dei Deputati la
definizione per l'elezione dei grandi elettori regionali, del
Presidente della Regione, del Presidente dell'Assemblea e di un
Vicepresidente di minoranza o, in ogni caso, nel rispetto del
dettato costituzionale di un rappresentante dei gruppi di
minoranza.
Si ritiene al riguardo confermare, fermo restando comunque la
piena autonomie delle Assemblee regionali, la prassi concordata dal
sistema regionale per le ultime tre tornate di elezioni del
Presidente della Repubblica.
La composizione delle delegazioni deve essere espletata entro, e
non oltre, giovedì, 22 gennaio p.v..
Certi della Vs. massima collaborazione, cogliamo l'occasione per
porgere i più cordiali saluti.
Onorevoli colleghi, anche alla luce di questa comunicazione e
avendo sentito, non solo singoli Capigruppo, ma gran parte dei
parlamentari appartenenti a quasi tutti i Gruppi, prima di rinviare
i lavori, debbo comunicare che la Commissione bilancio ha proceduto
alla riformulazione della copertura finanziaria del disegno di
legge n. 875/A Disposizioni in materia di pagamento dei debiti
della Pubblica Amministrazione , approvando un emendamento
interamente sostitutivo dell'articolo 1.
La trattazione del disegno di legge è rinviata alla seduta di
martedì, 20 gennaio 2015, successivamente all'elezione dei tre
delegati regionali, chiamati ad eleggere il Presidente della
Repubblica, che si svolgerà nel corso della medesima seduta.
Successivamente, si terrà una Conferenza dei Capigruppo, perché
siamo in una situazione particolare. Siamo già in sessione di
bilancio, alcun colleghi, giustamente e correttamente, hanno
evidenziato l'esigenza di particolari finestre legislative.
E', però, un percorso che va concordato in Conferenza di
Capigruppo, perché anche sulla base di quando noi voteremo
effettivamente la legge finanziaria, si potrà decidere un percorso
rispetto ad un altro, perché formalmente non si possono approvare
altri disegni di legge. Però, vi sono delle giuste esigenze che
sono state evidenziate, anche per vedere se è possibile,
eventualmente, inserire questi disegni di legge, che non siano
complessi, se non sono abbastanza articolati, nella legge
finanziaria stessa. L'importante è che si inizi, comunque,
l'istruttoria.
Mi riferisco, in particolare modo, a delle esigenze espresse
dall'onorevole Fazio, dall'onorevole Grasso ed anche le
celebrazioni delle grandi guerre, come mi ricorda l'onorevole
Barbagallo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CAPPELLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprendiamo da
numerosi lavoratori che, tra domani e dopodomani, due enti di
formazione procederanno al licenziamento di ben 1.000 persone,
1.000 lavoratori nell'assoluto ed assordante silenzio della
politica e nell'assoluta assenza di risposte che durante questi due
anni, durante questo lungo travaglio, questo settore non ha mai
ottenuto.
E verranno licenziati in dispregio a quella che è l'unica legge
attualmente esistente e che regola questo settore, la legge n.
24/1976 e, soprattutto, in violazione del contratto collettivo
nazionale di lavoro.
Non raccogliere questo grido di allarme e di preoccupazione
sarebbe stato disumano e questi lavoratori ci chiedono di rivolgere
ad un Governo che in questo momento non c'è, è andato via, e quindi
all'assessore al ramo, l'assessore Lo Bello, le seguenti domande,
alle quali noi speriamo di ricevere una risposta durante la
prossima seduta: Quando è stata abrogata la legge n. 24/1976?
Quando è stato abrogato il contratto collettivo nazionale nel
settore della formazione?
Ed ancora, queste persone chiedono: Su quale capitolo di bilancio
sono stati dirottati i soldi del fondo di garanzia che avrebbe
dovuto coprire la mobilità dei lavoratori, in attuazione della
legge 7 giugno 2011, n. 10. e perché ad oggi il Governo non ha
chiesto indietro agli enti che non pagano il personale da più di
venti mesi i soldi che gli sono stati corrisposti. Come mai il
personale non licenziato ma sospeso in attesa della cassa
integrazione è tenuto in servizio senza stipendio e non ha potuto
neanche accedere ad alcun ammortizzatore sociale? Noi rispetto a
questa che è sicuramente una apocalisse di questo settore,
chiediamo formalmente che l'Assessore per la formazione venga in
Aula a riferire su questo tema. Grazie.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi vorrei raccontare
una storia che mi è capitata personalmente la settimana scorsa,
venerdì scorso, presso l'ASP di Siracusa. Ero a fare la fila
PRESIDENTE. Sempre la solita ASP
ZITO. Sempre la solita Non si cambia A voglia di gridare, puoi
fare quello che vuoi, rimane tutto uguale
Vado a fare la fila per prenotare una visita e già questo qualcuno
mi dice che è una notizia, il fatto che un onorevole fa la fila per
prenotare una visita .
PRESIDENTE. Non è l'unico, mi creda, onorevole
ZITO. Dopo aver preso il biglietto, arrivati alle 12,30. Chiudono
le tendine e quindi chi sta facendo la fila se ne può tornare
tranquillamente a casa perché non c'è nulla da fare. Nonostante
tutto, avvertito il direttore generale, devo essere sincero,
tempestivamente hanno riaperto le tendine anche se io avevo chiesto
solo qual era la delibera per cui si dovevano chiudere queste
tendine, e tutto si riapre.
Ma la storia più bella è successa il giorno prima quando mia madre
aveva provato a prenotare una visita, senza successo e per i soliti
problemi, per una morfologica. Una donna incinta che - giustamente
mia moglie è incinta e dovevamo fare la morfologica - arriva là e
le dicono Signora, per la morfologica se ne parla a settembre
2015 , quindi io gli porterò il bambino di tre mesi, all'ASP di
Siracusa, e faremo la morfologica postuma.
Questa cosa mi ha incuriosito, signor Presidente. Sono andato a
vedere le nascite che ci sono state nella provincia di Siracusa nel
2013 e ho visto che ci sono state 3172 nascite. Quindi per comodità
di calcolo facciamo 3200 nascite che, divise per 54 settimane, sono
60 morfologiche che si dovrebbero fare ogni settimana in provincia
di Siracusa. Quindi nei cinque ospedali di Siracusa che, diviso per
cinque giorni, si dovrebbero fare due morfologiche al giorno. Non
si riescono a fare due morfologiche al giorno?
Consideri che il terzo-quarto punto di mobilità extra provinciale
per l'ASP di Siracusa è proprio per ginecologia e ostetricia.
Quindi alcuni vanno a partorire e si fanno seguire a Catania, altri
a Modica. Ma la cosa più bella è che molte morfologiche, guarda
caso visto che le liste d'attesa sono sempre piene, si fanno dai
privati.
Quindi, forse, all'ASP di Siracusa si faranno, in tutta la
provincia, in tutti gli ospedali e gli ambulatori, forse cinque
morfologiche a settimana. Una cosa di una fatica estrema.
Caro Presidente, sulle liste di attesa c'è da cominciare ad
accendere i riflettori in maniera seria perché non vorrei che c'è
qualcuno che ci mangia sulle liste d'attesa. E fa sì che la gente,
anche la persona che non ha soldi cerca di farsi prestare i soldi
perché giustamente la morfologica è qualcosa di importante ma ci
sono TAC, risonanze magnetiche. Vorrei ricordare che proprio l'anno
scorso presentai una interrogazione parlamentare perché una persona
affetta da metastasi ossee con una ricetta dove c'era scritto che
entro dieci giorni gli dovevano dare una risonanza magnetica, va ad
aprile 2013 e la risonanza gliela prenotano per marzo 2014. Ma la
cosa ancora più bella è che quando poi vengono in Commissione
sanità a dire gli obiettivi raggiunti dai manager tra cui
l'abbattimento delle liste d'attesa c'è la spunta verde perché è un
obiettivo raggiunto.
Secondo me è arrivato il momento, e mi dispiace che non c'è
l'Assessore Borsellino, di cominciare a mandare delle ispezioni ASP
per ASP, ambulatorio per ambulatorio, per capire se qui anche con i
giochi di alcuni medici compiacenti o di alcune società private
compiacenti si dilungano queste liste d'attesa per far si che
qualcuno ci guadagni alle spalle dei cittadini. Grazie.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per porre brevemente alla sua attenzione e all'attenzione
della Conferenza dei capigruppo la vicenda che riguarda il disegno
di legge che io ho presentato come prima firmatario all'inizio di
questa legislatura sulla nuova definizione di bosco.
Il disegno è un disegno di legge elementare che prevede il
recepimento della normativa nazionale in materia di definizione di
bosco e di conseguenti e relative fasce di rispetto.
Il disegno di legge è stato assegnato alla IV Commissione,
Presidente, ed è stato approvato articolo per articolo da tutti i
commissari della Commissione di merito.
Inopinatamente la Conferenza dei capigruppo ha accorpato questa
normativa al disegno di legge sulla semplificazione che ad oggi
giace in I Commissione unitamente a tutta la normativa relativa
alla semplificazione amministrativa.
A mio giudizio, non solo mio personale e anche di qualche esperto
burocrate dell'Assemblea, questo accorpamento si rivela
inopportuno, anche perché in ordine alla vicenda dei boschi ci sono
esigenze cautelari per definire, non solo da definizione, ma una
serie di contenziosi che riguardano non solo il tribunale
amministrativo regionale ma anche il Consiglio di giustizia
amministrativa e si rileva quanto mai opportuno, quindi, uno
stralcio e un'approvazione celere da parte di questa Assemblea.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Zito
ha posto, con l'intelligenza che lo contraddistingue, un problema
serio che riguarda la provincia di Siracusa.
Però su alcuni dati da lui forniti credo che bisogna un attimo
riflettere: 3200 nati, quasi tutti fra l'ospedale di Siracusa e
l'ospedale di Lentini e quelli di Noto. Perché è notorio a tutti
che, signor Presidente, dei cinque punti nascita che avevamo in
provincia di Siracusa, due sono stati chiusi, nel senso che quello
di Augusta si concentra su Lentini e quello di Avola si concentra
su Noto e di conseguenza questa divisione non va fatta per cinque
reparti ma va fatta per tre reparti, quindi la prima cosa.
Se quindi dividiamo per non dati, diciamo, così unici, ma per dati
oggettivi, vediamo che di questi tremila circa 1800 nascono nella
città di Siracusa, i rimanenti negli altri due reparti e di
conseguenza senza volere giustificare assolutamente il reparto di
Siracusa, perché ci penserà da solo, sono 1800 le analisi, gli
esami che devono fare nel reparto della città aretusea.
Ma Presidente il problema è un altro Ma le sale operatorie
dell'ospedale Umberto I di Siracusa sono sale operatorie in grado
di ospitare più interventi contemporaneamente? Oppure è la cattiva
politica ed i cattivi commissari che vi sono stati fino adesso
hanno messo l'Ospedale Umberto I di Siracusa nelle condizioni di
non poter operare contemporaneamente più strutture per cui se c'è
ostetricia non ci può andare chirurgia e se c'è chirurgia non ci
può andare ortopedia?
Vede in questi giorni ancora una volta i NAS sono andati a
visitare l'Ospedale di Siracusa, hanno dato delle prescrizioni, il
commissario si sta sforzando per mettere in sicurezza le sale parto
dell'Ospedale Umberto I di Siracusa, che è l'ospedale più
importante della provincia.
Ma su questa vicenda, signor Presidente, un'altra spada di Damocle
pesa sull'ospedale di Siracusa. L'Ospedale di Siracusa è stato
costruito prima del 1970, non è assolutamente un ospedale costruito
con sistemi antisismici e di conseguenza è come se la città e la
provincia di Siracusa non avessero nessuno ospedale.
A me dispiace che qui non ci siano né l'assessore Baccei né
l'assessore Borsellino, perché noi abbiamo detto, la volta scorsa,
ai due assessori che eravamo disponibili a votare in favore del
mutuo, che adesso dai 2 milioni è tornato ad essere 1.766, a
condizione che la firma, l'autorizzazione, la quotazione del mutuo
fosse subordinata alla concessione da parte dello Stato degli 805
milioni di euro dell'ex articolo 20 della legge 67/89.
Perché, onorevoli colleghi, fin quando lo Stato non ci darà 800
milioni di euro che ci spettano da anni non si capisce per quale
motivo noi dobbiamo dare 1 miliardo 766 milioni di euro per pagare
debiti che in parte nemmeno conosciamo.
E, soprattutto, queste somme - onorevole Zito lei ha fatto bene a
sollevare il problema - servono anche a costruire l'ospedale di
Siracusa, perché l'ospedale di Siracusa, nonostante la buona
volontà degli operatori, dei medici, degli assistenti, di tutti
quelli che operano in questa struttura, è una struttura logora
perché ha più di quarant'anni, perché le sale operatorie sono
quelle di quarant'anni fa, perché gli strumenti - per essere chiari
la risonanza nucleare magnetica l'abbiamo comprata fino a due anni
fa - perché l'ospedalità della provincia di Siracusa ha sofferto
sempre di una presenza ossessiva, imponente, insopportabile della
sanità privata che ha impedito, fino ad oggi, alla sanità pubblica
di poter in qualche modo dimostrare di essere presente.
Quindi, onorevole Zito, il fatto che le strutture private hanno
chiuso i punti nascita, oggi pone l'ospedale Umberto I di Siracusa
nell'impossibilità di rispondere a quelle che sono le esigenze dei
cittadini.
Allora, sarebbe opportuno, necessario che il Governo, anziché
premurarsi soltanto per pagare i debiti contratti dalle ASP con lo
Stato, si premurasse anche a farsi restituire immediatamente quello
che ci è dovuto, cioè questi 805 milioni di euro, in maniera tale
che tutti gli ospedali siciliani possano essere messi a norma e
possiamo dare risposte immediate ed oggettive ai Siciliane.
Perché veda, ha ragione ad ironizzare l'onorevole Zito - che poi
questa vicenda più che una commedia è una tragicommedia -. Possiamo
mai pensare di sottoporre a morfologica la signora a settembre
quando il bambino è nato già ampiamente da mesi?
E di conseguenza, proprio per evitare questi paradossi, queste
situazioni insopportabili e vergognose, sarebbe importante che il
Governo della Regione fosse anche presente in Aula nel momento del
dibattito, perché le conoscenze si acquistano stando in Aula e non
stando nei salotti.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avrei voluto
affidare ad una nota riservata quello che sto per dire ma, per la
mia cultura politica, credo che non ci debbano essere riserve in
quest'Aula.
Desidero richiamare la sua attenzione su un recente provvedimento
del Collegio dei Questori, verso i quali io non ho alcun
pregiudizio, che di fatto limita l'accesso di persone estranee al
Palazzo ad una unità per ogni gruppo parlamentare.
Stentavo a credere alle mie orecchie, signor Presidente, se oggi
non fossi stato costretto, mentre consumavo un panino, a recarmi
direttamente in portineria per chiedere scusa a due avvocati
professionisti che chiedevano di parlare col sottoscritto, che da
trentacinque minuti stavano all'ingresso, trattati come due
pezzenti perché - mi si dice - un deputato questore aveva dato
disposizione per telefono che poteva entrare soltanto un cittadino
per ogni Gruppo.
Ora, signor Presidente, finora abbiamo avuto rispetto per tutti.
Da questo momento in poi io desidero sapere chi in quest'Aula
lavora per delegittimare il ruolo e la funzione dei deputati perché
un mese fa mi è stato detto che alle 20.45 i deputati dobbiamo
lasciare questo Palazzo, adesso mi si dice che io non posso
ricevere neppure una mini delegazione perché ci sono chissà quali
esigenze di ordine pubblico - e mi fanno sorridere queste esigenze
di ordine pubblico - perché si mette in imbarazzo l'assistente
parlamentare preposto al servizio di portineria che deve
controllare se si tratta di un pip, di un infiltrato o di una
persona che invece pacificamente vorrebbe parlare con un deputato,
e poi dall'ingresso di Piazza Indipendenza possono
contemporaneamente accedere 5-6 persone all'interno di una
autovettura, non importa se con o senza il deputato che li
accompagni.
Signor Presidente, io non so i colleghi come la pensino, io sono
umiliato, mi sento mortificato di dover lasciare il mio lavoro
nella mia stanza per accedere giù all'ingresso e mendicare
l'accesso di due galantuomini che desiderano parlare con un
deputato che desidera contemporaneamente espletare la propria
funzione che è quella di ricevere sindaci, amministratori,
cittadini, disoccupati, rientra nelle nostre funzioni. Allora,
limitiamo l'accesso alle persone, dobbiamo uscire alle 20.30, mi si
dica Presidente che cosa si vuol fare di questo Palazzo in
relazione alla attività che deve essere espletata da un deputato.
Io ho fatto per qualche anno il deputato al Parlamento Europeo, le
assicuro che nulla di tutto ciò è stato mai ipotizzato in una sede
sensibile, per mille ragioni legati anche al terrorismo. Io non
escludo che ci siano ragioni di ordine pubblico e di prudenza e di
sicurezza, ma ad ogni cosa c'è un limiti specie quando si dice
all'addetto assistente, imbarazzato naturalmente, perché poi gli
assistenti fanno poi il proprio dovere, valuta tu sicché oggi i
miei due ospiti professionisti alla fine hanno tratto le
conclusioni di non essere apparsi dietro il vetro come persone
affidabili.
Se un assistente parlamentare deve anche ricavare dalle sembianze
secondo la legge dell'ultimo Ottocento, di Lombroso, se uno può
essere vocato a delinquere o se invece è una persona per bene, mi
sembra davvero il paradosso. Io sul collegio dei questori desidero
porre un termine serio, signor Presidente, non mi sento
rappresentato da queste iniziative e da queste disposizioni, voglio
essere lasciato in pace e svolgere il mio lavoro di deputato
all'interno del Palazzo come sono abituato da tanti anni a fare
senza limiti di orario e senza il limite di dover ricevere persone
che vogliono attingere regolarmente al confronto con il deputato.
E' una condotta schizofrenica che non fa onore a questo Palazzo.
Siccome sono certo che lei non è stato mai informato della vicenda
e senza alcun risentimento personale nei confronti dei tre questori
dove peraltro la minoranza non è rappresentata, tutti e tre sono
rappresentanti del centro-sinistra - ma questo è un problema
marginale - io desidero che lei signor Presidente intervenga per
mettere un po' di ordine, regole chiare, durature, permanenti ma
supportate da esigenze concrete e non da un atteggiamento che
verrebbe da affidare ad un esperto neuropsichiatria.
Tutto questo non fa onore e non incoraggia il lavoro dei deputati
regionali
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, mi riservo di parlare con il
collegio dei deputati questori, probabilmente si sarà trattato di
un equivoco, da quello che mi riferiscono in una prima battuta gli
uffici, perché doveva essere una disposizione limitata al momento
dell'esercizio provvisorio perché alcuni colleghi parlamentari,
legittimamente, accompagnavano o si facevano accompagnare da
numerosissimi numerosi cittadini.
Già le chiedo scusa per il disguido che è successo, però è chiaro
che è interesse di tutti dare la possibilità, chiaramente nel
rispetto delle regole per quanto possibile, di accesso a questo
Parlamento.
RUGGIRELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUGGIRELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo soltanto
pregarla anche lei visto che si è fermato al primo argomento dove
l'interlocutore in tal caso sarei io nell'esercizio provvisorio
dove miei colleghi parlamentari si erano, secondo loro, come tutti
penso dovremmo fare, fatti entrare ogni singolo parlamentare dieci,
quindici Pip in un momento dove, ovviamente, c'era un esercizio
provvisorio su una materia.
PRESIDENTE. Appunto dicevo, doveva essere limitato nel tempo.
RUGGIRELLO. Oggi nessuno ha chiamato me, come deputato Questore o
gli altri miei colleghi.
MUSUMECI. Perché devono chiamare lei?
RUGGIRELLO. Onorevole Musumeci, stavo spiegando il fatto che era
avvenuto per quel provvedimento e che doveva essere una norma
temporanea per il momento, però oggi
PRESIDENTE. Ho compreso doveva essere un fatto momentaneo.
RUGGIRELLO. A chiarimento della seconda parte di cui l'onorevole
Musumeci però si lamentava, ed è giusto che sia così, penso che il
provvedimento sull'orario di lavoro per gli assistenti parlamentari
lo abbiamo deciso in Consiglio di Presidenza, e proprio lei, signor
Presidente, ha dato nota a noi deputati Questori, di agire e
chiudere alle nove di sera affinchè alle nove e mezza gli
assistenti potessero lasciare per la spending review. Sulla seconda
parte va chiarito questo.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
purtroppo smentirla ma non è così. A me è capitato questa mattina.
E' venuta una persona. Non è limitato all'esercizio provvisorio.
Questa mattina è venuta una persona a cercarmi e mi hanno detto:
al Gruppo è già passata una persona e, quindi, non ne può salire
un'altra . Sono, quindi, dovuto scendere io per parlare con questa
persona.
PRESIDENTE. Onorevole Fontana, la disposizione è illogica per cui
provvederò direttamente a parlare. Quando dicevo che io non lo so,
non mi occupo di accesso al Palazzo, con tutto il rispetto, non è
questo il punto. Sicuramente era un fatto provvisorio e si è
ripetuto però rendetevi conto che non ci possiamo occupare di
tutto. Avete fatto bene a porre la questione. Non è un problema.
Per quanto riguarda eventualmente l'altra questione la riporteremo
in Consiglio di Presidenza perché si parlava di spending review e
quant'altro. Sono d'accordo con lei sul discorso che uno deve dare
la possibilità di lavoro
MUSUMECI. Per me gli assistenti possono andare via. Non chiedo di
fare le ore piccole qui.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 20
gennaio 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - COMUNICAZIONI
II - ELEZIONE DI TRE DELEGATI DELLA REGIONE SICILIANA PER
L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni in materia di personale delle Camere di
Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
905/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
2) - Disposizioni in materia di pagamento dei debiti della
pubblica amministrazione . (n. 875/A)
Relatore: on. Dina
IV - SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 143 DEL REGOLAMENTO
INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:
N. 1809 - Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle misure
per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.
(19 febbraio 2014)
ALONGI
V - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
2) Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)
Relatore: on. Anselmo
3) Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A
Relatore: on. Cracolici
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO -
GERMANA'
VII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA -
CIRONE
VIII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
IX - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
X - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della
Presidenza della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
- CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
- MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
La seduta è tolta alle ore 17.53
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio