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Resoconto d'Aula della Seduta n. 212 di mercoledì 14 gennaio 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   FAZIO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  oggi,  gli
  onorevoli Forzese, D'Agostino e Panepinto.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le attività produttive:

   N.  833  -  Chiarimenti  sull'attività  del  Governo  regionale  e
  dell'IRSAP  per  la  programmazione, promozione, valorizzazione  ed
  incremento delle attività produttive.
   Firmatari:  Ioppolo  Giovanni;  Musumeci  Nello;  Formica   Santi;
  Currenti Carmelo
   -  Con  nota prot. n. 25282/IN.16 del 27 maggio 2014 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive.

   N.  2062 - Chiarimenti in ordine ai decreti del dirigente generale
  dell'Assessorato   delle   attività  produttive   in   materia   di
  agevolazioni in favore dei centri commerciali naturali.
   Firmatari:   Mangiacavallo         Matteo;   Cappello   Francesco;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;  Foti
  Angela;  Ferreri  Vanessa;  La Rocca Claudia;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano.

   -  da  parte  dell'Assessore  per i beni  culturali  e  l'identità
  siciliana:

   N.  812  -  Iniziative per la creazione di un  albo  regionale  di
  società  e/o aziende accreditate per indagini geofisiche  in  campo
  archeologico.
   Firmatari: Assenza Giorgio
   -  Con  nota  prot. n. 4151/GAB del 24 settembre 2013, l'Assessore
  per  il  territorio ha eccepito la propria incompetenza.  Con  nota
  prot. n. 23398/IN.16 del 16/05/2014, il Presidente della Regione ha
  delegato l'Assessore per i beni culturali.

   N.  905  -  Notizie relative ai pannelli pubblicitari posti  sulle
  pareti dell'Istituto delle Croci di Palermo.
   Firmatari:    Ciaccio   Giorgio;   Cancelleri   Giovanni    Carlo;
  Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano
   -  Con  nota  prot. 24382/IN.16 del 21 maggio 2014, il  Presidente
  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore  regionale  per  i   beni
  culturali e l'identità siciliana.

   -  da  parte  dell'Assessore  per  il  turismo,   lo  sport  e  lo
  spettacolo:

   N.  2296 - Notizie in ordine alla nomina dei revisori dei conti  e
  al   consiglio   di  amministrazione  della  Fondazione   Orchestra
  sinfonica siciliana.
   Firmatari: Cordaro Salvatore

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2359  -  Provvedimenti urgenti per scongiurare il  blocco  dei
  fondi comunitari destinati al trattamento delle acque reflue e agli
  impianti   fognari  e  di  depurazione  e  notizie  sulla  relativa
  programmazione dei fondi UE 2014/2020.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Laccoto Giuseppe

   N.  2361  -  Interventi  urgenti per  evitare  lo  sversamento  in
  discarica   di  materia  compostabile  presso  alcuni  comuni   del
  Catanese.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Leanza Nicola

   N.   2362  -  Interventi  urgenti  per  assicurare  la  continuità
  produttiva  e  i  livelli  occupazionali della  sede  Accenture  di
  Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Leanza Nicola

   N.  2367  -  Interventi  urgenti per  il  ripristino  dei  servizi
  destinati  agli  allievi diversamente abili  ed  erogati  dalle  ex
  province regionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Salute
   Alongi   Pietro;  Fontana  Vincenzo;  D'Asero  Antonino;   Germanà
  Antonino Salvatore; Cascio Francesco; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
  Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testè  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  2366  -  Iniziative per l'ampliamento dell'organico  dell'U.O.
  Servizio  V   Ufficio  periferico del Demanio  marittimo  di  Porto
  Empedocle e Gela.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firetto Calogero; La Rocca Ruvolo Margherita

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2356  -  Chiarimenti relativi alla dotazione  finanziaria  del
  fondo previsto per il social housing.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   La  Rocca  Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Tancredi   Sergio;  Ciaccio   Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   N. 2357 - Chiarimenti circa il definanziamento degli interventi di
  ammodernamento   della  strada  statale  117   'Centrale   sicula',
  denominata 'Itinerario Nord Sud'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Alloro Mario; Arancio Giuseppe Concetto
   N.  2358  -  Iniziative finalizzate ad un più ampio coinvolgimento
  del territorio ennese nell'ambito della strategia nazionale per  le
  aree interne.
   - Presidente Regione
   Alloro Mario

   N.  2360  -  Chiarimenti riguardo i posti di ispezione frontaliera
  (P.I.F.) all'interno della stazione marittima di Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Tancredi  Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri  Valentina; Zafarana  Valentina;  Ciaccio
  Giorgio;  Mangiacavallo  Matteo;  Ferreri  Vanessa;        Siragusa
  Salvatore;  Foti  Angela;  Trizzino
   Giampiero; Zito Stefano; La Rocca Claudia

   N. 2363 - Notizie inerenti alla situazione lavorativa dell'ufficio
  periferico del Demanio marittimo regionale di Milazzo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Picciolo Giuseppe

   N.  2364  -  Istituzione di un tavolo tecnico presso l'Assessorato
  della  salute  per le tematiche concernenti la rete  regionale  dei
  laboratori d'analisi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cordaro Salvatore

   N. 2365 - Interventi urgenti in favore della popolazione residente
  nella frazione Canneto del Comune di Caronia (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Grasso Bernadette Felice

   N. 2368  -  Iniziative  per  scongiurare  la  vendita dell'albergo
  Milocca di Castelbuono da parte del Commissario straordinario della
  ex Provincia regionale di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Economia
   Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

   N.  2369  - Opportune iniziative volte a garantire l'accesso  agli
  atti  relativamente ai progetti di sviluppo dei distretti turistici
  regionali   ritenuti   ammissibili  in   attuazione   della   linea
  d'intervento 3.3.3., attività C, del PO FESR 2007-2013.
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Cracolici Antonello

   N. 2370 - Notizie in ordine allo schema di avviso pubblico ex art.
  128 della legge regionale n. 11 del 2010, e successive modifiche  e
  integrazioni,  avuto  riguardo  anche  all'esclusione  del   'Banco
  alimentare onlus' dai contributi previsti.
   - Presidente Regione
   Cordaro Salvatore

   Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  238  - Chiarimenti in merito all'attività di consulenza presso
  l'Assessorato  regionale della salute, al relativo operato  e  alla
  gestione del servizio CQRC regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Grasso Bernadette Felice

   Comunico che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al suo turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

   N.  385  - Messa in liquidazione della società Riscossione Sicilia
  s.p.a. e cessione del ramo aziendale alla società Equitalia.
   Musumeci  Nello; Formica Santi; Ioppolo Giovanni; La Rocca  Ruvolo
  Margherita; Di Mauro Giovanni; Fazio Girolamo; Lo Sciuto  Giovanni;
  Falcone Marco; D'Asero Antonino; Grasso Bernadette Felice; Lantieri
  Annunziata Luisa
   Presentata il 8/01/15

   Avverto  che la mozione testè annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Presidenza il 13
  gennaio  2015  e  protocollata al n. 355/Aula  PG  del  14  gennaio
  successivo,  l'onorevole  D'Agostino ha dichiarato  di  aderire  al
  Gruppo parlamentare  Misto .
   Conseguentemente,  a  decorrere dal 13  gennaio  2015,  lo  stesso
  deputato cessa contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare
   Unione di Centro (UDC) .

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare  Nuovo Centro
                                Destra

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  pervenuta  alla  Presidenza
  dell'Assemblea il 7 gennaio 2015  e protocollata al n. 222/TraspPG-
  RagPG-SegrPG del 12 gennaio successivo, l'onorevole D'Asero,  nella
  qualità  di  Presidente  del  Gruppo  parlamentare   Nuovo   Centro
  Destra , ha trasmesso copia del  Disciplinare interno  del suddetto
  Gruppo parlamentare.
   Avverto  che  la  documentazione di  cui  sopra  sarà  oggetto  di
  pubblicazione   nel   sito   internet   dell'Assemblea   ai   sensi
  dell'articolo 25 bis del Regolamento interno dell'ARS.
   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di decreto del Presidente della Regione
   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  del
  decreto  presidenziale  n.  3/Area  1 /S.G.  del  9  gennaio  2015,
  trasmesso  con  nota  prot. n. 653 di pari data,  pervenuta  il  12
  gennaio  2015  e  protocollata  al n.  326/AULAPG  del  13  gennaio
  successivo, decreto di delega, in capo all'Assessore regionale  per
  il   territorio  e  l'ambiente,  alla  trattazione   degli   affari
  ricompresi  nella  competenza  del  Dipartimento  regionale   della
  Protezione civile.

   L'Assemblea ne prende atto.

   commercio'

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
     materia di personale delle Camere di Commercio, industria ed
              artigianato. Fondo di quiescenza.» (905/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno,
  discussione  del  disegno  di legge:  Disposizioni  in  materia  di
  personale  delle  Camere  di Commercio, industria  ed  artigianato.
  Fondo di quiescenza . (n. 905/A). (Seguito).
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi, nella seduta precedente ci  eravamo  lasciati
  con  l'impegno di vedere informalmente in Commissione se  c'era  la
  possibilità  di  una  sintesi sul disegno di legge  riguardante  le
  Camere di commercio, che non è riforma complessiva ma di una parte.

   MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,  presidente  della Commissione.  Signor  Presidente,  la
  Commissione, riunitasi in seduta informale, insieme agli  esponenti
  di quasi tutti i Gruppi politici dell'Assemblea, ha fatto un lavoro
  importante,  anche  con un confronto aspro,  ma  devo  dire  sempre
  improntato al fatto che la legge debba raggiungere i due  obiettivi
  che ci eravamo prefissati quando fu presentato il disegno di legge.
   Il  primo, che era quello contenuto nell'articolo 1, che  è  stato
  soppresso, lo abbiamo ottenuto attraverso la modifica del  comma  2
  dell'articolo 2 della legge sul precariato.
   Ci  viene detto, signor Presidente, da alcuni segretari di  Camere
  di commercio che una limitazione dovuta all'articolo 10 della legge
  114  di  modifica  della legge 90, la legge nazionale,  impedirebbe
  ancora adesso ad alcune Camere di commercio di procedere al rinnovo
  della  proroga per i precari.
   Riteniamo  che,  come  detto nella relazione tecnica  del  dottore
  Sammartano, cioè del responsabile del Bilancio, già adesso  con  la
  modifica  che  richiama esplicitamente ai commi 7 e 9 dell'articolo
  30  della  legge 5 del 2014 sia possibile come per tutti gli  altri
  precari procedere al rinnovo. Riteniamo, però, che sia apprezzabile
  questa  ulteriore  esigenza che esiste  per  i  precari  di  queste
  quattro  Camere di commercio. Per cui, riteniamo che,  in  sede  di
  iter  di  approvazione della legge finanziaria e del  bilancio,  si
  possa  ulteriormente specificare la situazione  di  queste  quattro
  Camere   di  commercio  e  consentire  di  eliminare  anche  questo
  impedimento.
   Attraverso  la  presentazione di un  ordine  da  parte  della  III
  Commissione  si porterà a conoscenza l'intera Assemblea  di  questa
  problematica.
   Per quanto riguarda il disegno di legge, invece, l'altro obiettivo
  che ci si poneva era quello di fare in modo che il patrimonio delle
  Camere  di  Commercio non venisse - posso usare  questa  parola?  -
  aggredito  o  in  ogni  caso acquisito dal patrimonio  nazionale  e
  rimanesse  nella disponibilità delle Camere di Commercio  siciliane
  per  garantire  i livelli previdenziali dei circa 1.200  lavoratori
  che, oggi, sono in quiescenza.
   La  Commissione ha valutato, però, che l'istituzione per  legge  e
  senza  adeguata relazione tecnica di fondi di quiescenza, collegati
  o  meno  a  quello dei regionali, avrebbe comportato un profilo  di
  ulteriori approfondimenti.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo proceduto, quindi,
  ad una rimodulazione degli articoli 2 e 3 in un articolo unico, che
  adesso leggo, presentato come emendamento dell'intera Commissione.
   Siccome a questo lavoro faticoso al quale lei ci ha invitato e che
  abbiamo accolto con piacere hanno partecipato approfonditamente sia
  l'assessore  alle  attività produttive sia  il  direttore  generale
  dell'assessorato  per  l'economia, abbiamo voluto  farli  esprimere
  prioritariamente sui contenuti di questo emendamento e penso che lo
  stesso,  ove apprezzato, possa avere il parere positivo del Governo
  sia   da   parte  dell'assessore  per  l'economia  sia   da   parte
  dell'assessore per le attività produttive.
   Ho  il  dovere di dirle, però, signor Presidente, che, proprio  la
  tempistica, il fatto che abbiamo lavorato fino alle sedici meno  un
  minuto, non ci consente di avere attorno a questo emendamento,  che
  pure  ha  la  condivisione politica che lei  ci  aveva  chiesto  di
  acquisire, non è supportato da una relazione tecnica.
   Per  onestà  intellettuale e per correttezza di comportamento  nei
  confronti  della  Presidenza, ho il dovere  di  dirle  che  abbiamo
  cercato di tenere in considerazione tutti i rilievi, sia quelli già
  espressi  sia  quelli che avremmo potuto avere in  Aula  e  abbiamo
  cercato  con  il  testo  di  riscrittura di  garantire  l'obiettivo
  finale,  cioè  la tutela dei livelli previdenziali dei  lavoratori,
  senza adottare norme di violazione di leggi nazionali, di norme  in
  materia  previdenziale e, quindi, con un disegno di legge che,  pur
  procedendo al blocco del patrimonio mobiliare ed immobiliare  delle
  Camere  di  Commercio, ne consente tutte le operazioni legate  alla
  valutazione  e  rivalutazione delle proprie  quote  azionarie,  del
  proprio   capitale   finalizzandolo  alla  garanzia   dei   livelli
  occupazionali.
   Penso, pertanto, che, fermo restando il fatto, come ho detto,  che
  non  c'è  alcuna  relazione tecnica perché i  tempi  non  ci  hanno
  consentito  di  acquisirla,  l'emendamento  di  riscrittura   possa
  ottemperare al compito che la Presidenza ci aveva assegnato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ci  siamo  lasciati   con   una
  richiesta del Presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia di
  rinviare  in Commissione questo disegno di legge e, quindi,  l'Aula
  avrebbe dovuto votare di conseguenza.
   Abbiamo  trovato una soluzione mediana ed era quella di  impegnare
  la Commissione su un'ipotesi di riscrittura.
   Considerato  che  la Commissione, gliene diamo  atto,  ha  avviato
  questa  ipotesi  di riscrittura, ma non è tanto  una  questione  di
  tempi,  diamo  atto  sia alla Commissione sia al  Governo,  che  la
  relazione tecnica è più che necessaria ma è più che necessaria  per
  le  valenze  che  ci  sono  su questa riforma,  intanto,  perché  è
  impegnativa e, poi, perché, a mio avviso, si dovrebbe sviluppare in
  quest'Aula  un  tipo  di  dibattito già orientato  anche  per  casi
  similari.
   Tutti voi sapete - soprattutto i componenti della Commissione e, a
  maggior ragione, il Governo - che alla nostra Sicilia viene  sempre
  attribuita  la  responsabilità di avere sperperato e dilapidato  il
  patrimonio.  Sappiamo che c'è un certo patrimonio nelle  Camere  di
  Commercio  e,  prima  di esitare una norma, è opportuno  che  nella
  relazione  tecnica  si  faccia menzione di  quello  di  cui  stiamo
  parlando,  se non per singola Camera di Commercio almeno per  linee
  generali;   sappiamo  di  azioni  nelle  società   aeroportuali   e
  quant'altro.
   C'è  anche un altro aspetto significativamente politico, e  non  a
  caso  mi  riferisco,  a  parte all'assessore  Vancheri,  che  penso
  condividerà, all'assessore Baccei. E' un po' quello che accade  con
  le  pensioni  del  Parlamento siciliano. Il  Governo  nazionale  ha
  ritenuto  di  ridurre  del 35% il tributo  camerale,  però,  mentre
  questo  incide  in  parte  per le Camere  di  Commercio  da  Reggio
  Calabria  in su, per le nostre Camere di Commercio, visto che  noi,
  con  quel tributo camerale,  paghiamo le pensioni, mentre nel resto
  d'Italia  le  pensioni sono a carico sempre dello  Stato,  dobbiamo
  evitare al danno anche la beffa, che si dica all'esterno che  siamo
  stati  sempre i soliti spreconi che non abbiamo impiegato  i  soldi
  per le attività istituzionali.
   Altre  Camere  di Commercio, probabilmente, di altre Regioni,  che
  all'esterno passano come virtuose, queste non avevano l'esigenza di
  farlo,  perché, ogni volta, andava in pensione un dipendente  della
  Camera di Commercio di Milano - non lo dico a caso, di Milano  -  o
  di  Venezia,  quel dipendente veniva pagato dall'INPS o  INPDAP  e,
  comunque, dallo Stato.
   Questo  è  il  dato  fondamentale del quale  ci  dobbiamo  rendere
  perfettamente conto, per cui, appurate queste cose, propongo, anche
  sulla  base  della relazione del Presidente della  Commissione,  di
  mantenere  iscritto all'ordine del giorno questo disegno di  legge,
  senza  rinviarlo in Commissione, così come era stato  proposto;  si
  ricomincia  a  discutere  su  questo  emendamento  di  riscrittura,
  chiedendo la  relativa relazione tecnica al Governo ed agli Uffici,
  quindi,  non  viene  rinviato  in Commissione  ma  rimane  inserito
  all'ordine del giorno, per essere trattato nella prossima seduta.
   E' iscritto a parlare l'ononorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  condivido  la  proposta  che  lei ha fatto,  però,  assessore,  dal
  momento  che  corriamo  il  rischio che si  assista  ad  una  nuova
  stagione, come quella denunciata dal Presidente Crocetta in  questi
  giorni,  visto  che  gli  immobili di  proprietà  delle  Camere  di
  Commercio  sono  infiniti e che le proprietà sono notevolissime  e,
  soprattutto, alcune Camere di Commercio, come quelle di Siracusa  e
  di Ragusa, hanno anche azioni all'interno degli aeroporti, è chiaro
  che  la  relazione, signor Presidente, non può essere  generica  ma
  deve essere dettagliata, per singola Camera di Commercio. Dico  ciò
  anche perché ve ne sono alcune  come quella di Ragusa che hanno  un
  attivo di oltre 15 milioni di euro, che hanno accantonato le  somme
  per  il  TFR, il fondo, tutto ciò che è necessario e vi sono  altre
  Camere di Commercio  in cui, a quanto pare, così non è.
   Non  possiamo, all'improvviso, assessore, dimenticare che ci  sono
  delle differenze sostanziali fra tutte le Camere di Commercio.
   La   relazione,  quindi,  così  come  prevede  lo  Statuto,   deve
  contenere, intanto, il personale che abbiamo in servizio, quello in
  quiescenza,   i  fondi  o  le sofferenze che  le  varie  Camere  di
  Commercio hanno, i beni. Fra le altre cose,  come lei sa meglio  di
  me, assessore, abbiamo tempo fino al 30 marzo per fare una cosa del
  genere, quindi, non capisco questa corsa contro il tempo.
   Fra  le altre cose, per quanto riguarda il personale precario,  lo
  stesso  viene garantito dal disegno di legge che abbiamo approvato,
  laddove  abbiamo  sostituito il termine   comune   con  il  termine
   enti .  Lo  abbiamo  fatto volutamente,  proprio  perché  volevamo
  inserire  i  lavoratori  dipendenti delle Camere  di  Commercio  e,
  pertanto, queste proposte di qualche Segretario generale -  ammesso
  che le abbiano fatte - non si sposano con la legge in vigore, visto
  che  la  stessa equipara le Camere di Commercio ai comuni, alle  ex
  province,  a tutti quegli enti che avevano personale utilizzato  in
  quanto   appartenente   alla  fascia  del  cosiddetto    precariato
  storico .
   Stiamo  parlando  di una stagione importante. Il patrimonio  delle
  Camere  di  Commercio, forse, è quello più importante, dopo  quello
  delle  ASP, che abbiamo in Sicilia. Fra l'altro, per essere chiari,
  alcuni  di questi beni immobili, caro onorevole Falcone, non  hanno
  prezzo, nel senso che sono così importanti, così significativi,  di
  un   valore  così  alto  che,  difficilmente,  riusciamo  anche   a
  collocarli sul mercato.
   Per questo motivo, signor Presidente, proprio per evitare che,  da
  qui  a  qualche  mese,  il Presidente Crocetta  vada  alla  Procura
  pensando  di  far ballare qualche samba anche a questo  Parlamento,
  bisogna  procedere.  Siccome, notoriamente,  non  so  ballare,  non
  voglio  correre il rischio di errare. E, di conseguenza, assessore,
  quello che le chiedo è che si proceda con assoluta certezza di  ciò
  che  approviamo,  a  salvaguardia dei beni  che  appartengono  alle
  Camere  di  Commercio, quindi ai siciliani, per  evitare  eventuali
  rischi successivi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alloro.  Ne  ha
  facoltà.

   ALLORO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   condivido
  assolutamente  l'impostazione dei colleghi che mi  hanno  preceduto
  perché  si tratta di un problema assolutamente delicato,  anche  in
  relazione  al  fatto che, in effetti, le Camere di Commercio,  poi,
  non   sono  finanziate  dalla  Regione  ma  sono,  sostanzialmente,
  finanziate  dagli  imprenditori. Per cui fare un  ragionamento  sul
  patrimonio   è  assolutamente  delicato  ed  implica   un   pò   di
  approfondimento.
   Volevo  approfittare  della presenza dell'assessore  per  chiedere
  alcuni  chiarimenti  relativi al problema  degli  accorpamenti.  Ho
  visto che avete fatto delle determine, anzi un decreto assessoriale
  che  è stato emanato per la provincia di Enna ma, mi dicono, essere
  stato  previsto per tutte le Camere di Commercio dove, giustamente,
  vengono  individuate  le  Camere  di  Commercio  a  procedere  alla
  proposta  di accorpamento. E' chiaro che per le Camere di Commercio
  dove  ci sono gli organismi camerali - quindi organismi che tengono
  conto  delle  articolazioni territoriali - il  Presidente  farà  un
  ragionamento   assieme  alle  organizzazioni   di   categoria,   al
  consiglio,  etc.  Laddove,  invece, c'è il  Commissario,  come,  ad
  esempio, la Camera di Commercio di Enna, penso che per un organismo
  monocratico  -  peraltro  commissario - andare  ad  individuare  le
  ipotesi  di accorpamento, senza tenere conto di quelle che sono  le
  esigenze territoriali, mi sembra spropositato.
   Proporrei,  quindi, di trovare una soluzione diversa o, viceversa,
  di sollecitare una circolare ai Commissari perché, nell'individuare
  le   ipotesi  di  accorpamento  da  sottoporre  al  Ministero,   il
  Commissario  faccia  una serie di passaggi con  il  territorio  per
  tenere  conto  di quelle che sono le esigenze delle aziende,  delle
  imprese.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  intanto,  plaudo all'iniziativa della Presidenza di  aver  rinviato
  gli   atti,  senza  pur  tuttavia  togliere  il  disegno  di  legge
  dall'ordine  del giorno dell'Aula, all'attenzione della Commissione
  che  debbo  dire  ha fatto un lavoro abbastanza  egregio  e  che  è
  arrivato  ad un risultato che, con qualche limatura che  tuttora  è
  necessaria, credo che possa essere apprezzato.
   Signor Presidente, dobbiamo procedere al più presto alla redazione
  di  un  testo  organico  di riforma delle Camere  di  Commercio  in
  Sicilia,  cercando  di precedere l'entrata in  vigore  della  legge
  nazionale. Solo attraverso questo, possiamo salvaguardare le nostre
  peculiarità perché, caro Presidente, vengo da una provincia in  cui
  la  Camera di Commercio ha un patrimonio attivo di oltre 18 milioni
  di  liquidità,  parliamo  di  liquidità,  un  fondo  di  quiescenza
  perfettamente in regola che può garantire i propri contributi e  il
  trattamento pensionistico ai propri dipendenti e non ha assunto nei
  decenni  precedenti un solo precario, dando esempio di come  ci  si
  doveva   comportare   nell'Amministrazione  della   cosa   pubblica
  attraverso  le  Camere di Commercio e, quindi, ora andare,  sic  et
  sempliciter,  a   fare  dei  procedimenti  di  accorpamento  o   di
  riorganizzazione credo che significa legare ad enti che  sono,  dal
  punto  di  vista  economico-gestionale, dei  cadaveri,  in   realtà
  vitali,  con  la  conseguenza che il cadavere si trascina  a  fondo
  anche l'ente vitale.
   Su   questo  argomento,  quindi,  dobbiamo  andare  con   assoluta
  oculatezza e con assoluta tranquillità. E poi mi lasci dire, signor
  Presidente, che anche in questo disegno di legge era stato fatto un
  tentativo, da parte del Governo, vergognoso come lo era  stato  per
  quello   delle  aree  di  sviluppo  industriale,  cioè  si  cercava
  attraverso  questo  emendamento di assicurare  il  controllo  delle
  partecipazione  delle  quote  per  il  controllo  degli   aeroporti
  dell'Isola  a ben determinati gruppi di potere. Allora,  su  questi
  argomenti,  dobbiamo  andare con molta  tranquillità  e  con  molta
  serietà perché veramente ne va della dignità di questo Parlamento.
   Tra   l'altro,  l'emendamento  non  era  accompagnato  da  nessuna
  relazione  esplicativa, neppure dal punto di vista tecnico,  quindi
  dobbiamo  dotare  questo documento uscito fuori  dai  lavori  della
  Commissione  della  necessaria relazione  tecnica,  procedere  alle
  necessarie  limature ed invitare la Commissione Attività produttive
  -  io lo faccio dalla mia modesta posizione di semplice deputato  -
  all'elaborazione   urgente   di  un  disegno   complessivo   e   di
  riorganizzazione delle Camere di Commercio dell'Isola.
   Solo  attraverso  questo,  potremo fare un  estremo  tentativo  di
  salvare  il  salvabile, enti che nella loro stragrande  maggioranza
  sono stati enti virtuosi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, questa è
  una   proposta   legislativa   sulla   quale   bisogna   riflettere
  attentamente  e  con molta calma e serenità perché, quando  abbiamo
  fatto la modifica delle ASI, ex ASI oggi IRSA, abbiamo coinvolto in
  questa  esperienza anche l'ASI di Ragusa che era  sana,  che  aveva
  lavorato  bene  e  che aveva accompagnato in modo  intelligente  le
  piccole  e medie imprese nel ragusano, perché siamo stati coinvolti
  ed  inseriti in un contesto con altre amministrazione che erano  in
  fase debitoria.
   Oggi,  assessore, la Camera di Commercio di Ragusa,  come  ha  ben
  detto  il  mio collega, non è nella stessa situazione  delle  altre
  Camere  di  Commercio perché, in provincia di  Ragusa,  per  nostra
  fortuna  e per nostra cultura, vige la regola del lavoro. Lavorando
  bene  per  tanti  anni, abbiamo costruito sviluppo  senza  aiuti  e
  sostegno né comunitario né nazionale e poche risorse regionali.
   Allora,  la  Camera  di Commercio ha accompagnato  in  modo  molto
  egregio  ed  intelligente anche in questo caso le piccole  e  medie
  imprese.  Vi è un attivo di 18 milioni di euro e ci sono dipendenti
  che hanno dato dimostrazione di attaccamento al proprio lavoro,  al
  proprio impegno e anche alle aziende, per cui, chiedo ufficialmente
  al Governo regionale di rimandare l'approvazione di questa norma  e
  approfondirla nel miglior modo possibile perché potremmo creare  un
  altro  danno  a  enti sani che non meritano sicuramente  di  essere
  assemblati ad altri enti che hanno bisogno di fondi economici.  Per
  quanto  riguarda  il  precariato,  certamente,  è  un  ragionamento
  diverso.  Non  vogliamo fare distinzione nel precariato ma vogliamo
  fare  una  distinzione  chiara e non  vogliamo  che  la  Camera  di
  Commercio  di  Ragusa  venga  coinvolta  in  questa  norma  che  la
  penalizzerebbe in modo molto forte.
   Assessore, le chiediamo, dunque, di farsi carico di parlare con il
  Presidente  Crocetta per rinviare questo disegno  di  legge  ad  un
  momento diverso, con più coinvolgimento e con un fondo maggiore.

   MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,   presidente  della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, assessori, il disegno di  legge  dei  colleghi
  Ruggirello,  Mangiacavallo, predisposto proprio dalla  Commissione,
  avallato in questo nuovo testo dal Governo, interviene nel segmento
  di competenza della Regione. Non possiamo intervenire su competenze
  che  sono  tutte assolutamente dello Stato. Nel momento in  cui  lo
  Stato  ritiene  di  fare una riforma, condivisibile  o  meno  -  e,
  personalmente, per certi versi non la condivido e per altri sì -  è
  chiaro  che per noi, come Regione, si pone un problema che riguarda
  i  precari ed i pensionati. E noi, su questo, abbiamo costruito  il
  disegno di legge, i colleghi lo hanno costruito.
   C'è da dire che vi era una preoccupazione, cioè che, alla luce  di
  un  articolo della norma nazionale, il patrimonio delle  Camere  di
  Commercio potesse essere drenato dallo Stato.
   Allora,  anche  se non è una cosa bella, noi, con  il  disegno  di
  legge,  abbiamo voluto dire che questo patrimonio delle  Camere  di
  Commercio siciliane è della Sicilia e servirà a garantire  uno  dei
  bisogni  dei lavoratori dopo la riforma, cioè il diritto ai livelli
  previdenziali dei lavoratori che sono in quiescenza.
   Detto  questo,  abbiamo  cercato  di  farlo  senza  violare  norme
  nazionali  e  senza intervenire in un sistema -  la  formazione  di
  fondi  di quiescenza - che poteva determinare, questo sì, ulteriori
  profili  di  legittimità.  Quindi,  un  crinale  stretto   ma   che
  interviene nel segmento di competenze della Regione.

   PRESIDENTE. Onorevole Marziano, mi permetto di aggiungere  al  suo
  autorevole   intervento  il  discorso  che   riguarda   sempre   la
  destinazione   di  somme  relative  alla  vendita  del   patrimonio
  mobiliare per il pagamento di pensioni. Questo è il dato.
   Non  so  se  non c'è o ci potrebbe essere anche un'altra soluzione
  perché  è  chiaro che c'è un diritto intangibile che  è  quello  di
  avere pagata la pensione. Qualcuno la pensione la deve pagare.
   C'era  una  scelta legislativa fatta negli anni da quest'Assemblea
  e,  quindi, se n'è fatta carico la Camera di Commercio, sulla  base
  del  tributo  camerale che veniva versato, perché, se  paghiamo  le
  pensioni  con  la  vendita  del patrimonio  nostro,  significa  che
  sottraiamo somme per l'attività istituzionale.
   Il   ragionamento va fatto e deve essere articolato ma non  vorrei
  che  all'esterno  venissimo rappresentati  come  coloro  che  hanno
  sperperato il denaro. Tutt'altro, perché noi quel tributo camerale,
  a  differenza di altre Regioni, lo abbiamo utilizzato  sia  per  il
  pagamento  di pensioni sia per attività istituzionali, a differenza
  di  Camere  di  Commercio  del  Nord che  finanziavano  concerti  e
  concertini in giro per il mondo.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli deputati, volevo intervenire velocemente perché credo che
  i  passaggi  più  importanti e salienti in merito alla  discussione
  affrontata  oggi  siano  stati fatti  e  su  questo  il  Governo  è
  assolutamente concorde con quello che è stato detto dal  Presidente
  della  Commissione, onorevole Marziano e, quindi, concorda  con  la
  linea  espressa  sia  dalla  III  Commissione  sia  dal  Presidente
  Ardizzone.
   Volevo   semplicemente   rispondere   ad   una   questione   posta
  dall'onorevole Alloro che non so se, in questo momento, è  presente
  in Aula. In ogni caso, è giusto che lo faccia.
   L'onorevole  Alloro ha parlato degli accorpamenti  ed  io  qui  mi
  limito a ricordare che gli accorpamenti degli enti camerali sono di
  competenza  nazionale, quindi gli accorpamenti vengono  dettati  da
  una  legge  nazionale. Giustamente, l'onorevole dice  che  dobbiamo
  guardare  come vengono fatti e dobbiamo guardarlo per forza,  anche
  perché  gli accorpamenti che non ha fatto la Regione perché non  li
  può  fare, visto che si tratta di delibere che sono state fatte  da
  Unioncamere nonché dall'associazione che aggrega tutte le Camere di
  Commercio.
   Queste  delibere  di Unioncamere verranno trasmesse  al  Ministero
  dello  sviluppo  economico  e  delle finanze  che  dovrà  fare  una
  valutazione  sulla base di quelle che sono le norme  nazionali  per
  verificare che siano stati rispettati gli indicatori geo-economici.
  Significa, quindi, che valuteranno la parte sostanziale  di  questi
  accorpamenti. Non diranno, quindi, sì o no in base ad una forma  di
  simpatia,  ma  dovranno valutare se questi accorpamenti  mantengono
  sia  i  livelli  in termini produttivi sia i livelli occupazionali,
  sia.la copertura finanziaria.
   Questo giudizio dei ministeri passerà in Conferenza Regioni che  a
  sua  volta  approverà o non approverà per farlo  poi  passare  alla
  Commissione paritetica Stato-Regioni e all'Unificata.
   Ricordo che il parere finale sugli accorpamenti lo darà lo  Stato,
  quindi   l'emissione   dei  decreti  che  in   modo   istituzionale
  definiranno  questi accorpamenti sarà fatto dal Governo  nazionale,
  solo  dopo che l'Unificata, quando parliamo dell'Unificata parliamo
  del  parere  positivo  del Ministro delle Autonomie,  quindi  della
  Funzione  pubblica,  del Ministro delle Finanze  e  dello  Sviluppo
  Economico.  Per quanto riguarda la questione degli accorpamenti  la
  Regione  non  può intervenire, né penso comunque che nel  caso  dei
  Commissari  stia vedendo i diritti delle categorie perché  comunque
  Unioncamere,  che  non sono le singole Camere  di  Commercio,  sono
  rappresentate  da tutte le associazioni, anche a livello  regionale
  e,  in ogni caso, per questa valutazione, aspetterei di vedere come
  si evolve la parte della contrattazione nazionale tra Unioncamere e
  il Governo centrale per poi cominciare ad entrare nei dettagli.
   Per  quanto  riguarda  la questione delle relazioni  -  qui  si  è
  espresso  il Presidente Marziano -, il Governo ha espresso  già  il
  parere positivo su quello che è stato detto dal Presidente Marziano
  perché  abbiamo  fatto  questo  lavoro  di  rimodulazione,  abbiamo
  rivisto quello che era l'impianto normativo in Commissione e, sulla
  base  del  nostro lavoro, è stato esitato questo nuovo  disegno  di
  legge e anche io concordo col Presidente Ardizzone sul fatto di non
  rimandarlo  in  Commissione ma lasciarlo in Aula per continuare  la
  discussione.
   Anche le relazioni verranno curate dalla parte privata che sono le
  Camere  di  Commercio e, in questo caso, parlo di  Unioncamere.  Un
  motivo  per  cui  dobbiamo fare bene le cose è anche  questo,  cioè
  perché  dagli  accorpamenti cambierà anche lo scenario,  visto  che
  negli  accorpamenti ci sarà un nuovo modello che sarà diverso,  sia
  dal  punto  di  vista  patrimoniale sia dal punto  di  vista  degli
  organigrammi  all'interno  di  questi  nuovi  modelli  camerali.  E
  sicuramente   le   relazioni  devono  essere  dettagliate,   sempre
  nell'ambito  e  nei  limiti dello spazio  in  cui  la  Regione  può
  intervenire.
   Ricordo  che il cammino è abbastanza articolato, perché  dobbiamo,
  in modo parallelo, riformare. Insistiamo, piuttosto, a pensare come
  riformare non tanto tutto il sistema camerale perché abbiamo  visto
  che  è  più  di competenza nazionale, ma se riuscissimo  insieme  a
  riformare, rimodulare il rapporto tra le nuove Camere di  Commercio
  della   Regione,  sarebbe  quella  la  vera  riforma  che  dovrebbe
  caratterizzare  la consistenza anche di questo nuovo  modello  che,
  così come ha detto l'onorevole Ragusa, nessuno toglie che la Camera
  di Commercio di Ragusa sia una Camera di Commercio virtuosa e non è
  la  sola, ma gli accorpamenti faranno sparire le virtù delle Camere
  di Commercio.
   Piuttosto  miglioreranno  l'utilizzo  di  risorse  finanziarie   e
  ovviamente  semplificheranno  quelle  che  sono  le  procedure   di
  attività di promozione e di marketing a livello territoriale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  so  come
  definire l'iter delle proposte legislative che vengono o tentano di
  essere poste all'attenzione di quest'Aula, soprattutto dopo che  la
  modifica  a  livello  costituzionale degli organismi  di  controllo
  sull'attività legislativa di questo Parlamento impone, come bene ha
  fatto  la  Presidenza, un percorso che deve essere molto, ma  molto
  più  rigoroso  e  soprattutto scadenzato e  preciso  rispetto  alla
  documentazione di supporto. E mi riferisco in particolar modo  alle
  relazioni rispetto a quanto avveniva in passato.
   I  dubbi  che questo disegno di legge solleva sono tanti.  Intanto
  noi  non conosciamo l'ipotesi di emendamento che è stato annunciato
  in  quest'Aula,  cioè di quell'emendamento che dovrebbe  essere  un
  compromesso, e quindi noi stiamo intervenendo senza sapere  su  che
  cosa   interveniamo.   Sarà   per  il   futuro   giustamente.   Sto
  intervenendo, ma non conosco questa ipotesi di mediazione.
   Certo  è  che, alla luce di quanto sta avvenendo, e di come  siamo
  posti  nel mirino anche a livello nazionale per i cosiddetti  buchi
  di  bilancio,  proporre disegni di legge che vanno ad intaccare  il
  patrimonio  immobiliare  delle Camere  di  Commercio  e  lo  stesso
  patrimonio mobiliare e le partecipazioni che le Camere di Commercio
  hanno  in altre attività necessita non di un esame approfondito  ma
  di più, necessità di quarantotto occhi, non di due, non di quattro.
   Bene  ha  fatto lei a rinviare la seduta per approfondimenti  alla
  settimana prossima, signor Presidente, a dare maggiore tempo,  però
  voglio  avvertire i colleghi che non è più tempo di tentare sortite
  per   cercare   di   impadronirsi  di  questo  o   di   quel   ramo
  dell'Amministrazione, ma è tempo di amministrare con oculatezza  ed
  evitare di trovarci poi tra qualche mese o fra qualche anno a dover
  pagare  le  conseguenze per delle scelte miopi o  comunque  per  un
  nuovo  centralismo regionale che, come si è visto per l'IRSAP,  non
  ha  portato certo ad un beneficio per le aree interessate,  per  le
  aree  industriali,  ma  ha sostanzialmente bloccato  ogni  tipo  di
  attività nelle aree industriali stesse senza risolvere nessuno  dei
  problemi che s'intendeva risolvere con la proposizione iniziale.
   Quindi, inviterei il Parlamento a stare attento, molto attento  ai
  provvedimenti  che  si  devono esaminare, e  a  questi  in  maniera
  specifica,  cercando di valutare non l'immediato ma le  conseguenze
  che  da  qui a qualche anno questo provvedimento stesso  può  avere
  sulle  casse della Regione sull'esistenza in vita di questa Regione
  stessa.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi ritengo
  oggi  in parte soddisfatto, in parte ancora perplesso e dirò  quali
  sono   le   ragioni  che  mi  inducono  a  manifestare  una   certa
  soddisfazione e poi quelle per cui ho ancora qualche perplessità.
   Primo aspetto. Noi la settimana scorsa, quando abbiamo posto delle
  perplessità  sulla norma, avevamo visto bene, perchè  la  settimana
  scorsa, in maniera molto frettolosa, quest'Assemblea, in ragione ad
  una  legge  di  riforma,  rischiava  di  appesantire  notevolmente,
  creando  tutta una serie di problemi, il Fondo unico delle pensioni
  regionali, quel Fondo unico che ha già delle fragilità, quel  Fondo
  unico  che  venne costituito nel 2009 dopo che l'Inps  ci  negò  il
  trattamento  di  quiescenza,  il trattamento  previdenziale  per  i
  dipendenti   regionali.  Per  cui  oggi,   rispetto   alle   nostre
  perplessità   di  costituire  un  nuovo  Fondo  per  garantire   il
  trattamento di quiescenza e previdenziale dei dipendenti  camerali,
  siamo  arrivati  in  Aula  con  un  emendamento  di  riscrittura  e
  sostanzialmente  l'emendamento di riscrittura,  per  larghe  linee,
  riprende la nostra proposta.
   Forza  Italia  ha  detto sempre  dobbiamo garantire  i  dipendenti
  camerali.  Dobbiamo  prorogare i contratti ai  lavoratori  precari.
  Dobbiamo salvaguardare l'aspetto previdenziale e pensionistico  dei
  milleduecento dipendenti, oggi in quiescenza .
   Su  questo, abbiamo detto, noi come Gruppo parlamentare che  siamo
  d'accordo.   Evitiamo,  però  che,  in  ragione   di   questo,   si
  appesantisca  la Regione, quando l'assessore Baccei, proprio  oggi,
  dalle  colonne di un quotidiano, per l'esattezza, il   Giornale  di
  Sicilia ,  ha  detto  che  dovremmo, forse,  trasferire  la  nostra
  previdenza all'INPS.
   Se  da  un lato vogliamo trasferire la nostra previdenza all'INPS,
  come  avremmo  fatto  a  trasferire la  previdenza  dei  dipendenti
  camerali  alla Regione, in quanto la trasferivamo in capo al  fondo
  unico pensioni della Regione?
   Questo è stato superato. Oggi, questo articolo, così come è  stato
  rimodulato,  emendato,  dice che stiamo congelando  il  patrimonio,
  onde  evitare, lo vorrei dire ai colleghi deputati, ma non soltanto
  a  loro, che il Governo Renzi faccia un quarto scippo. Oggi  stiamo
  correndo,  in emergenza, per fare questa norma, perché siamo  tutti
  preoccupati  che  dal  primo febbraio 2015,  poiché  il  patrimonio
  finanziario,  cioè  liquido,  delle  Camere  di  Commercio,   dovrà
  affluire  alla Tesoreria unica dello Stato, il passaggio successivo
  consisterà anche nella sottrazione del patrimonio delle  Camere  di
  Commercio in capo al Ministero dell'Economia.
   Ecco   perché   l'Assemblea  è  chiamata  a  fronteggiare   questa
  situazione  che rischia di essere emergenziale, ma in tutto  questo
  c'è  un  problema, assessore ed è giusto che lo dica, che è  quello
  della ricapitalizzazione.
   Oggi c'è un dibattito assolutamente interessante tra il presidente
  Riggio  ed il presidente Lo Bello, due scuole di pensiero per  come
  poter gestire e come poter rilanciare l'aeroporto di Catania, che è
  un  simbolo ed uno dei più importanti scali nazionali. E' il  primo
  siciliano lo scalo di Catania.
   Da  un  lato  abbiamo Riggio che dice  dobbiamo fare un  bando  ed
  aprire a tutti, con una evidenza pubblica, con una evidenza in  cui
  il  libero  mercato  sia  messo nelle  condizioni  di  partecipare,
  liberamente .  Dall'altro lato, abbiamo Lo Bello che  dice,  invece
   No,  dobbiamo ricapitalizzare, quotando in borsa e avendo maggiori
  profitti perché diventerebbe più appetibile per i privati .
   Sono due scuole di pensiero, assolutamente valide, ma la prima  dà
  la  possibilità  a tutti di partecipare, la seconda è  indirizzata,
  evita l'evidenza pubblica.
   La  prima consentirebbe di avere dei partner che, magari,  potremo
  non  gradire. La seconda garantirebbe, da un lato, dei partner che,
  invece, già conosciamo, di comprovata affidabilità.
   Dinanzi  a  questo,  assessore, devo dire  che  -  in  Commissione
  poc'anzi  glielo detto in maniera schietta - sono un po'  perplesso
  su  quest'ultimo periodo, dove da un lato congeliamo  e  dall'altro
  lato consentiamo atti dispositivi per le ricapitalizzazioni.
   Direi che forse è il caso - hanno detto bene l'onorevole Assenza e
  l'onorevole Formica che non è il momento - che per un attimo  anche
  questa vicenda la congeliamo, perché così evitiamo atti dispositivi
  differenziati.
   Quello  che  può  fare  Catania, non lo  può  fare  la  Camera  di
  Commercio di Trapani, e lo potrebbe fare diversamente la Camera  di
  Commercio di Palermo, o se vogliamo di Siracusa.
   Ed  allora,  dinnanzi  a questa materia così  delicata,  noi  come
  Assemblea, da un lato dobbiamo fare norme generali ed astratte,  ma
  dall'altro  lato  dobbiamo anche prevenire eventuali  assalti  alla
  diligenza,  eventuali forme di concorrenza poca leale del  mercato,
  perché  noi  dobbiamo  da  un  lato congelare,  e  dall'altro  lato
  autorizzare?
   Ed  allora,  se  questa  è una norma che  tende  di  bloccare,  di
  congelare  una  situazione e rinviare a quello che  sarà  anche  il
  tavolo  tecnico  romano, là dove decideranno quale deve  essere  la
  riorganizzazione delle Camere di Commercio in Sicilia,  bene  Forza
  Italia  suggerisce  al  Governo di soprassedere  su  questo  ultimo
  periodo e di trovare una sintesi sul resto dell'emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, lei  ha  anticipato  comunque  il
  dibattito  un  po'  come tutti gli interventi che  ci  sono  stati,
  perché già abbiamo deciso il rinvio in una prossima seduta.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO:  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessore  io  ho
  assolutamente   chiaro  il  percorso  che  porta  all'accorpamento,
  l'unica sollecitazione che volevo fare riguardava proprio le Camere
  di  Commercio  dove ci sono i commissari, cioè  fare  o  un  tavolo
  locale promosso dai Commissari, o emanare lei una circolare dove  i
  Commissari tengano conto anche di quelli che sono, al di  là  della
  normativa,  che ovviamente andrà rispettata, gli indirizzi  che  il
  territorio dà.
   Nel  caso della Camera di Commercio di Enna, fare decidere  ad  un
  Commissario, peraltro esterno, che è un dirigente dell'assessorato,
  se  va  accorpata  con  Palermo piuttosto che  con  Messina  o  con
  Caltanissetta,  senza tenere conto di quello che  è  l'orientamento
  degli  attori  principali delle Camere di Commercio, e  quindi  gli
  imprenditori  e  le organizzazioni di categoria, sarebbe  una  cosa
  utile   proprio  per  colmare  quel  deficit  di  democrazia,   che
  ovviamente in un ente commissariato c'è in maniera naturale.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  intervengo solo perché ho l'impressione di non essere stato chiaro,
  e  quindi  non  essendo stato chiaro ritengo che  è  mia  necessità
  chiarire con l'assessore.
   Assessore,  noi  vogliamo  relazioni analitiche,  non  sintetiche,
  Camera  di Commercio per Camera di Commercio, non in previsione  di
  quelli   che  saranno  i  futuri  accorpamenti,  perché  i   futuri
  accorpamenti a noi in questo momento non ci interessano, ne abbiamo
  prerogative  legislative tali che possiamo intervenire  sui  futuri
  accorpamenti, come lei giustamente ha detto. Per cui è  necessario,
  opportuno, che questa Assemblea prima di deliberare tranquillamente
  e  serenamente  su ogni Camera di Commercio abbia  un  report,  che
  riporti   interamente  quella  che  è  la  situazione  immobiliare,
  mobiliare, del personale sia in pensione che in attivo, di  cui  la
  Camera  di  Commercio  dispone. E in modo particolare,  per  quanto
  riguarda   Catania,  Ragusa  e  così  via,  quelle  che   sono   le
  partecipazioni  azionarie che queste Camere di Commercio  hanno,  e
  quali  saranno  le ipotesi future che il Governo vuole  individuare
  per  le  quote  azionarie dell'aeroporto di Comiso  e  di  Catania,
  perché  lei  consentirà con me che la battaglia  si  fa  anche  sul
  controllo  di questi due aeroporti, che sono strategici all'interno
  del  Mediterraneo,  e  su  cui oggi le Camere  di  Commercio  hanno
  oggettivi poteri che derivano dal possesso di quote azionarie.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  le
  Camere di Commercio siano un riferimento importante nei territori e
  noi  non  siamo legati alla staticità di tutti gli enti distribuiti
  nel  territorio ma siamo aperti ad una situazione dinamica e ad una
  modifica  legislativa che veda anche un'organizzazione territoriale
  diversa rispetto al passato.
   E'  chiaro che anche le competenze sulle Camere di Commercio sono,
  in parte, dello Stato e quindi dobbiamo adeguarci a quello che dirà
  il Parlamento nazionale, ma è anche vero che ci sono delle parti di
  nostra  competenza,  come diceva l'onorevole  Marziano,  che  vanno
  affrontate comunque con serietà.
   I due aspetti più importanti sono quello che riguarda il personale
  che  viene  prorogato - le proroghe riguardano infatti il personale
  precario delle Camere di Commercio - e quindi va ribadito che tutto
  il personale precario sia prorogato.
   Altro aspetto importante è quello che riguarda il patrimonio e  le
  risorse  disponibili  in  seno  alle stesse  Camere  di  Commercio.
  Risorse che devono servire alla creazione di quel fondo che  doveva
  essere  realizzato parecchi anni fa - credo nel 2006 o nel  2009  -
  non  ricordo  con  precisione la data in cui la  Regione  siciliana
  doveva istituire questo fondo, mai costituito, e che oggi credo sia
  assolutamente urgente costituire.
   Il  patrimonio  quindi  va  salvaguardato  nei  modi  trasparenti,
  assessore, anche per quanto riguarda l'azionariato delle Camere  di
  Commercio, soprattutto per quella di Siracusa e di Ragusa  dove  vi
  sono delle azioni degli aeroporti che devono essere salvaguardati e
  non sperperati
   Credo che l'emendamento presentato oggi sia condivisibile.
   Ho  appreso  dall'intervento del suo presidente che la Commissione
  ha  lavorato  alacremente  fino alle 16  e  mi  sembra  che  questo
  emendamento  sia  accoglibile,  soprattutto  per  quanto   riguarda
  l'articolo 2 - parte fondamentale di questa riscrittura del disegno
  di  legge  n.  905  -  e che, fatta la relazione  tecnica  in  modo
  articolato  ed esaustiva, la proposta avanzata da lei,  Presidente,
  sia condivisibile.
   Quindi   lasciare   la  legge  incardinata,  non   riportarla   in
  Commissione ma ridiscuterla quando ci sarà la relazione tecnica che
  ci farà meglio comprendere quale possa essere il destino per quello
  che attiene alle quote societarie delle Camere di Commercio.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  condivido   la
  proposta  formulata  anche  perché bisogna  di  fatto  approfondire
  l'importanza che le Camere di Commercio hanno nella nostra  Regione
  e  soprattutto  le  esperienze professionali dei  dipendenti  delle
  Camere  di Commercio, ed anche immaginare realmente qual è il  loro
  ruolo  rispetto  al  rapporto  con  la  Regione  siciliana  e   con
  l'Assessorato regionale delle Attività produttive.
   Dalle  mie reminiscenze, il ruolo dell'Assessorato e della Regione
  è un ruolo alquanto marginale. E' un ruolo di vigilanza, è un ruolo
  di nomina e non di designazione del segretario generale, è un ruolo
  di nomina di qualche revisore dei conti.
   In   questa   fattispecie,  va  approfondita  anche  la  normativa
  regionale  rispetto alla permanenza delle Camere  di  Commercio  in
  Sicilia,  che hanno svolto, svolgono e dovranno potere svolgere  un
  ruolo  importante per lo sviluppo economico del nostro  territorio.
  Soprattutto ribadisco che in alcune province, oggi liberi consorzi,
  le   Camere   di  Commercio  rappresentano  l'unico   elemento   di
  aggregazione    delle    categorie   produttive,    avendo    ruoli
  indispensabili in territori in difficoltà economiche,  come  quelli
  della provincia di Agrigento, ma anche della provincia di Enna.
   E'  necessario  ribadire la necessità che,  indipendentemente  dai
  provvedimenti nazionali, la Sicilia è cosa diversa e  tematiche  di
  questo  genere  ed  enti  importanti come  quelli  camerali,  vanno
  tutelati,    vanno   salvaguardati   e,   soprattutto,    condivido
  l'intervento  dell'onorevole Vinciullo, mi  pare,  nella  relazione
  schematica  Camera  di  Commercio per Camera di  Commercio,  perché
  ricordo  - ahimè - che alcune Camere di Commercio dovrebbero  avere
  un  proprio  fondo  pensioni e alcune Camere di Commercio  si  sono
  relazionate  in modo totalmente difforme rispetto alle  attività  e
  alle iniziative svolte da altri enti camerali.
   L'argomento è delicato, non va per niente fatto di tutta la  legna
  un  fascio  e  vanno  approfondite le  singole  strutture  camerali
  valutando anche l'emergenza dei singoli territori perché  sono  ben
  diverse  le  situazioni, ad esempio, della Camera di  Commercio  di
  Catania con un territorio produttivo all'avanguardia rispetto  alla
  Camera di Commercio di Agrigento.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Comunicazione del Presidente della Camera dei Deputati

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  comunico   che   è   arrivata
  comunicazione  ufficiale da parte del Presidente della  Camera  dei
  Deputati, che leggo testualmente:  Le comunico che il Parlamento in
  seduta  comune  e  con la partecipazione dei delegati  regionale  è
  convocata  per  giovedì  29  gennaio  2015,  alle  ore  15.00,  per
  procedere  alla elezione del Presidente della Repubblica  ai  sensi
  dell'articolo 83 della Costituzione.
   Al   riguardo   desidero  rappresentarLe  la  necessità   che   la
  comunicazione dell'avvenuta designazione dei delegati pervenga alla
  Camera  dei  Deputati quanto più rapidamente possibile  e  comunque
  almeno due giorni prima di tale data.
   A   questo  proposito  ritengo  opportuno  inviarLe  nel  rispetto
  dell'autonomia  di  ciascuna assemblea  e  consiglio  regionale  un
  promemoria nel quale sulla base di quanto avvenuto nelle precedenti
  occasioni  sono  riassunte le attività che conseguono  all'elezione
  dei delegati e dei relativi termini.
   Tali  indicazioni sono volte a consentire un ordinato  svolgimento
  delle   procedure   relative  all'elezione  del  Presidente   della
  Repubblica.
   Con i migliori saluti, Laura Boldrini .
   E'  arrivata,  quindi, nota firmata congiuntamente dal  Presidente
  della  Conferenza  delle  Regioni e delle province  autonome  -  mi
  riferisco al Presidente Sergio Chiamparino per conto delle  Regioni
  -  e dal Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee
  legislative  delle  regioni e delle province autonome,  il  collega
  Eros  Brega, Presidente dell'Umbria, che leggo testualmente:   Cari
  Presidenti,  facendo  seguito  alla lettere  ricevuta  in  data  14
  gennaio  2015  dalla  Presidente della Camera, Laura  Boldrini,  in
  merito  alla convocazione per il 29 gennaio 2015 della prima seduta
  del  Parlamento  in seduta comune e dei tre delegati  per  ciascuna
  Regione,  uno solo per la Valle d'Aosta, per l'elezione  del  nuovo
  Capo  dello Stato a seguito delle dimissioni del Presidente Giorgio
  Napolitano  ai  sensi  dell'articolo  86  della  Costituzione,   Vi
  segnaliamo come da procedura concordata già per le passate elezioni
  con   il  segretariato  generale  della  Camera  dei  Deputati   la
  definizione  per  l'elezione  dei grandi  elettori  regionali,  del
  Presidente  della Regione, del Presidente dell'Assemblea  e  di  un
  Vicepresidente  di  minoranza o, in ogni  caso,  nel  rispetto  del
  dettato   costituzionale  di  un  rappresentante  dei   gruppi   di
  minoranza.
   Si  ritiene  al  riguardo confermare, fermo restando  comunque  la
  piena autonomie delle Assemblee regionali, la prassi concordata dal
  sistema  regionale  per  le  ultime tre  tornate  di  elezioni  del
  Presidente della Repubblica.
   La  composizione delle delegazioni deve essere espletata entro,  e
  non oltre, giovedì, 22 gennaio p.v..
   Certi  della Vs. massima collaborazione, cogliamo l'occasione  per
  porgere i più cordiali saluti.
   Onorevoli  colleghi,  anche alla luce di  questa  comunicazione  e
  avendo  sentito,  non solo singoli Capigruppo, ma  gran  parte  dei
  parlamentari appartenenti a quasi tutti i Gruppi, prima di rinviare
  i lavori, debbo comunicare che la Commissione bilancio ha proceduto
  alla  riformulazione  della copertura finanziaria  del  disegno  di
  legge  n.  875/A  Disposizioni in materia di pagamento  dei  debiti
  della   Pubblica   Amministrazione ,  approvando   un   emendamento
  interamente sostitutivo dell'articolo 1.
   La  trattazione  del disegno di legge è rinviata  alla  seduta  di
  martedì,  20  gennaio  2015, successivamente all'elezione  dei  tre
  delegati  regionali,  chiamati  ad  eleggere  il  Presidente  della
  Repubblica, che si svolgerà nel corso della medesima seduta.
   Successivamente,  si terrà una Conferenza dei  Capigruppo,  perché
  siamo  in  una  situazione particolare. Siamo già  in  sessione  di
  bilancio,  alcun  colleghi,  giustamente  e  correttamente,   hanno
  evidenziato l'esigenza di particolari finestre legislative.
   E',  però,  un  percorso  che  va  concordato  in  Conferenza   di
  Capigruppo,  perché  anche  sulla  base  di  quando  noi   voteremo
  effettivamente la legge finanziaria, si potrà decidere un  percorso
  rispetto  ad un altro, perché formalmente non si possono  approvare
  altri  disegni  di legge. Però, vi sono delle giuste  esigenze  che
  sono   state   evidenziate,  anche  per  vedere  se  è   possibile,
  eventualmente,  inserire questi disegni di  legge,  che  non  siano
  complessi,   se  non  sono  abbastanza  articolati,   nella   legge
  finanziaria   stessa.  L'importante  è  che  si  inizi,   comunque,
  l'istruttoria.
   Mi  riferisco,  in  particolare modo, a  delle  esigenze  espresse
  dall'onorevole   Fazio,   dall'onorevole   Grasso   ed   anche   le
  celebrazioni  delle  grandi  guerre, come  mi  ricorda  l'onorevole
  Barbagallo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CAPPELLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  apprendiamo  da
  numerosi  lavoratori  che, tra domani e  dopodomani,  due  enti  di
  formazione  procederanno al licenziamento  di  ben  1.000  persone,
  1.000   lavoratori  nell'assoluto  ed  assordante  silenzio   della
  politica e nell'assoluta assenza di risposte che durante questi due
  anni,  durante questo lungo travaglio, questo settore  non  ha  mai
  ottenuto.
   E  verranno  licenziati in dispregio a quella che è l'unica  legge
  attualmente  esistente e che regola questo  settore,  la  legge  n.
  24/1976  e,  soprattutto,  in violazione del  contratto  collettivo
  nazionale di lavoro.
   Non  raccogliere  questo  grido di  allarme  e  di  preoccupazione
  sarebbe stato disumano e questi lavoratori ci chiedono di rivolgere
  ad un Governo che in questo momento non c'è, è andato via, e quindi
  all'assessore  al ramo, l'assessore Lo Bello, le seguenti  domande,
  alle  quali  noi  speriamo  di ricevere  una  risposta  durante  la
  prossima  seduta:   Quando è stata abrogata la legge  n.  24/1976?
   Quando  è  stato  abrogato il contratto collettivo  nazionale  nel
  settore della formazione?
   Ed ancora, queste persone chiedono:  Su quale capitolo di bilancio
  sono  stati  dirottati  i soldi del fondo di garanzia  che  avrebbe
  dovuto  coprire  la mobilità  dei lavoratori, in  attuazione  della
  legge   7  giugno 2011, n. 10. e perché ad oggi il Governo  non  ha
  chiesto  indietro agli enti che non pagano il personale da  più  di
  venti  mesi  i soldi che gli sono stati corrisposti.  Come  mai  il
  personale   non  licenziato  ma  sospeso  in  attesa  della   cassa
  integrazione è tenuto in servizio senza stipendio e non  ha  potuto
  neanche  accedere ad alcun ammortizzatore sociale? Noi  rispetto  a
  questa   che  è  sicuramente  una  apocalisse  di  questo  settore,
  chiediamo  formalmente che l'Assessore per la formazione  venga  in
  Aula a riferire su questo tema. Grazie.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi vorrei raccontare
  una  storia  che  mi è capitata personalmente la settimana  scorsa,
  venerdì scorso, presso l'ASP di Siracusa. Ero a fare la fila

   PRESIDENTE. Sempre la solita ASP

   ZITO.  Sempre la solita  Non si cambia  A voglia di gridare,  puoi
  fare quello che vuoi, rimane tutto uguale
   Vado a fare la fila per prenotare una visita e già questo qualcuno
  mi dice che è una notizia, il fatto che un onorevole fa la fila per
  prenotare una visita .

   PRESIDENTE. Non è l'unico, mi creda, onorevole

   ZITO.  Dopo aver preso il biglietto, arrivati alle 12,30. Chiudono
  le  tendine  e  quindi chi sta facendo la fila se  ne  può  tornare
  tranquillamente  a  casa perché non c'è nulla da  fare.  Nonostante
  tutto,  avvertito  il  direttore  generale,  devo  essere  sincero,
  tempestivamente hanno riaperto le tendine anche se io avevo chiesto
  solo  qual  era  la  delibera per cui si dovevano  chiudere  queste
  tendine, e tutto si riapre.
   Ma la storia più bella è successa il giorno prima quando mia madre
  aveva provato a prenotare una visita, senza successo e per i soliti
  problemi,  per una morfologica. Una donna incinta che - giustamente
  mia  moglie è incinta e dovevamo fare la morfologica - arriva là  e
  le  dicono   Signora, per la morfologica se ne  parla  a  settembre
  2015 ,  quindi  io gli porterò il bambino di tre mesi,  all'ASP  di
  Siracusa, e faremo la morfologica postuma.
   Questa  cosa mi ha incuriosito, signor Presidente. Sono  andato  a
  vedere le nascite che ci sono state nella provincia di Siracusa nel
  2013 e ho visto che ci sono state 3172 nascite. Quindi per comodità
  di calcolo facciamo 3200 nascite che, divise per 54 settimane, sono
  60  morfologiche che si dovrebbero fare ogni settimana in provincia
  di Siracusa. Quindi nei cinque ospedali di Siracusa che, diviso per
  cinque  giorni, si dovrebbero fare due morfologiche al giorno.  Non
  si riescono a fare due morfologiche al giorno?
   Consideri  che il terzo-quarto punto di mobilità extra provinciale
  per  l'ASP  di  Siracusa  è proprio per ginecologia  e  ostetricia.
  Quindi alcuni vanno a partorire e si fanno seguire a Catania, altri
  a  Modica.  Ma  la cosa più bella è che molte morfologiche,  guarda
  caso  visto che le liste d'attesa sono sempre piene, si  fanno  dai
  privati.
   Quindi,  forse,  all'ASP  di Siracusa  si  faranno,  in  tutta  la
  provincia,  in  tutti gli ospedali e gli ambulatori,  forse  cinque
  morfologiche a settimana. Una cosa di una fatica estrema.
   Caro  Presidente,  sulle  liste di attesa  c'è  da  cominciare  ad
  accendere i riflettori in maniera seria perché non vorrei  che  c'è
  qualcuno che ci mangia sulle liste d'attesa. E fa sì che la  gente,
  anche  la persona che non ha soldi cerca di farsi prestare i  soldi
  perché  giustamente la morfologica è qualcosa di importante  ma  ci
  sono TAC, risonanze magnetiche. Vorrei ricordare che proprio l'anno
  scorso presentai una interrogazione parlamentare perché una persona
  affetta  da metastasi ossee con una ricetta dove c'era scritto  che
  entro dieci giorni gli dovevano dare una risonanza magnetica, va ad
  aprile 2013 e la risonanza gliela prenotano per marzo 2014.  Ma  la
  cosa  ancora  più  bella  è che quando poi vengono  in  Commissione
  sanità  a  dire  gli  obiettivi  raggiunti  dai  manager  tra   cui
  l'abbattimento delle liste d'attesa c'è la spunta verde perché è un
  obiettivo raggiunto.
   Secondo  me  è  arrivato il momento, e mi  dispiace  che  non  c'è
  l'Assessore Borsellino, di cominciare a mandare delle ispezioni ASP
  per ASP, ambulatorio per ambulatorio, per capire se qui anche con i
  giochi  di  alcuni medici compiacenti o di alcune  società  private
  compiacenti  si  dilungano queste liste d'attesa  per  far  si  che
  qualcuno ci guadagni alle spalle dei cittadini. Grazie.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  soltanto  per porre brevemente alla sua attenzione e all'attenzione
  della  Conferenza dei capigruppo la vicenda che riguarda il disegno
  di  legge che io ho presentato come prima firmatario all'inizio  di
  questa legislatura sulla nuova definizione di bosco.
   Il  disegno  è  un  disegno  di legge elementare  che  prevede  il
  recepimento della normativa nazionale in materia di definizione  di
  bosco e di conseguenti e relative fasce di rispetto.
   Il  disegno  di  legge  è  stato assegnato  alla  IV  Commissione,
  Presidente, ed è stato approvato articolo per articolo da  tutti  i
  commissari della Commissione di merito.
   Inopinatamente  la Conferenza dei capigruppo ha  accorpato  questa
  normativa  al disegno di legge sulla semplificazione  che  ad  oggi
  giace  in  I  Commissione unitamente a tutta la normativa  relativa
  alla semplificazione amministrativa.
   A  mio giudizio, non solo mio personale e anche di qualche esperto
  burocrate    dell'Assemblea,   questo   accorpamento   si    rivela
  inopportuno, anche perché in ordine alla vicenda dei boschi ci sono
  esigenze  cautelari per definire, non solo da definizione,  ma  una
  serie   di   contenziosi  che  riguardano  non  solo  il  tribunale
  amministrativo  regionale  ma  anche  il  Consiglio  di   giustizia
  amministrativa  e  si  rileva  quanto mai  opportuno,  quindi,  uno
  stralcio e un'approvazione celere da parte di questa Assemblea.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Zito
  ha  posto, con l'intelligenza che lo contraddistingue, un  problema
  serio che riguarda la provincia di Siracusa.
   Però  su  alcuni dati da lui forniti credo che bisogna  un  attimo
  riflettere:  3200 nati, quasi tutti fra l'ospedale  di  Siracusa  e
  l'ospedale  di Lentini e quelli di Noto. Perché è notorio  a  tutti
  che,  signor  Presidente, dei cinque punti nascita che  avevamo  in
  provincia di Siracusa, due sono stati chiusi, nel senso che  quello
  di  Augusta si concentra su Lentini e quello di Avola si  concentra
  su  Noto e di conseguenza questa divisione non va fatta per  cinque
  reparti ma va fatta per tre reparti, quindi la prima cosa.
   Se quindi dividiamo per non dati, diciamo, così unici, ma per dati
  oggettivi,  vediamo che di questi tremila circa 1800 nascono  nella
  città  di  Siracusa,  i  rimanenti negli altri  due  reparti  e  di
  conseguenza senza volere giustificare assolutamente il  reparto  di
  Siracusa,  perché  ci penserà da solo, sono 1800  le  analisi,  gli
  esami che devono fare nel reparto della città aretusea.
   Ma  Presidente  il  problema è un altro   Ma  le  sale  operatorie
  dell'ospedale Umberto I di Siracusa sono sale operatorie  in  grado
  di  ospitare più interventi contemporaneamente? Oppure è la cattiva
  politica  ed  i  cattivi commissari che vi sono stati  fino  adesso
  hanno  messo  l'Ospedale Umberto I di Siracusa nelle condizioni  di
  non  poter operare contemporaneamente più strutture per cui se  c'è
  ostetricia  non ci può andare chirurgia e se c'è chirurgia  non  ci
  può andare ortopedia?
   Vede  in  questi  giorni ancora una volta  i  NAS  sono  andati  a
  visitare l'Ospedale di Siracusa, hanno dato delle prescrizioni,  il
  commissario si sta sforzando per mettere in sicurezza le sale parto
  dell'Ospedale   Umberto  I  di  Siracusa,  che  è  l'ospedale   più
  importante della provincia.
   Ma su questa vicenda, signor Presidente, un'altra spada di Damocle
  pesa  sull'ospedale  di Siracusa. L'Ospedale di  Siracusa  è  stato
  costruito prima del 1970, non è assolutamente un ospedale costruito
  con  sistemi  antisismici e di conseguenza è come se la città e  la
  provincia di Siracusa non avessero nessuno ospedale.
   A  me  dispiace  che  qui  non ci siano né l'assessore  Baccei  né
  l'assessore Borsellino, perché noi abbiamo detto, la volta  scorsa,
  ai  due  assessori che eravamo disponibili a votare in  favore  del
  mutuo,  che  adesso  dai 2 milioni è tornato  ad  essere  1.766,  a
  condizione che la firma, l'autorizzazione, la quotazione del  mutuo
  fosse  subordinata alla concessione da parte dello Stato degli  805
  milioni di euro dell'ex articolo 20 della legge 67/89.
   Perché,  onorevoli colleghi, fin quando lo Stato non ci  darà  800
  milioni  di euro che ci spettano da anni non si capisce  per  quale
  motivo  noi dobbiamo dare 1 miliardo 766 milioni di euro per pagare
  debiti che in parte nemmeno conosciamo.
   E, soprattutto, queste somme - onorevole Zito lei ha fatto bene  a
  sollevare  il  problema - servono anche a costruire  l'ospedale  di
  Siracusa,  perché  l'ospedale  di  Siracusa,  nonostante  la  buona
  volontà  degli  operatori, dei medici, degli assistenti,  di  tutti
  quelli  che  operano  in questa struttura, è una  struttura  logora
  perché  ha  più  di  quarant'anni, perché le sale  operatorie  sono
  quelle di quarant'anni fa, perché gli strumenti - per essere chiari
  la  risonanza nucleare magnetica l'abbiamo comprata fino a due anni
  fa  -  perché l'ospedalità della provincia di Siracusa ha  sofferto
  sempre  di una presenza ossessiva, imponente, insopportabile  della
  sanità  privata che ha impedito, fino ad oggi, alla sanità pubblica
  di poter in qualche modo dimostrare di essere presente.
   Quindi,  onorevole Zito, il fatto che le strutture  private  hanno
  chiuso  i punti nascita, oggi pone l'ospedale Umberto I di Siracusa
  nell'impossibilità di rispondere a quelle che sono le esigenze  dei
  cittadini.
   Allora,  sarebbe  opportuno, necessario che  il  Governo,  anziché
  premurarsi soltanto per pagare i debiti contratti dalle ASP con  lo
  Stato, si premurasse anche a farsi restituire immediatamente quello
  che  ci è dovuto, cioè questi 805 milioni di euro, in maniera  tale
  che  tutti  gli ospedali siciliani possano essere messi a  norma  e
  possiamo dare risposte immediate ed oggettive ai Siciliane.
   Perché  veda, ha ragione ad ironizzare l'onorevole Zito - che  poi
  questa vicenda più che una commedia è una tragicommedia -. Possiamo
  mai  pensare  di  sottoporre a morfologica la signora  a  settembre
  quando il bambino è nato già ampiamente da mesi?
   E  di  conseguenza,  proprio per evitare questi paradossi,  queste
  situazioni insopportabili e vergognose, sarebbe importante  che  il
  Governo della Regione fosse anche presente in Aula nel momento  del
  dibattito, perché le conoscenze si acquistano stando in Aula e  non
  stando nei salotti.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avrei  voluto
  affidare ad una nota riservata quello che sto per dire ma,  per  la
  mia  cultura politica, credo che non ci debbano essere  riserve  in
  quest'Aula.
   Desidero  richiamare la sua attenzione su un recente provvedimento
  del   Collegio  dei  Questori,  verso  i  quali  io  non  ho  alcun
  pregiudizio, che di fatto limita l'accesso di persone  estranee  al
  Palazzo ad una unità per ogni gruppo parlamentare.
   Stentavo a credere alle mie orecchie, signor Presidente,  se  oggi
  non  fossi  stato costretto, mentre consumavo un panino, a  recarmi
  direttamente  in  portineria  per chiedere  scusa  a  due  avvocati
  professionisti che chiedevano di parlare col sottoscritto,  che  da
  trentacinque  minuti  stavano  all'ingresso,  trattati   come   due
  pezzenti  perché  -  mi si dice - un deputato questore  aveva  dato
  disposizione per telefono che poteva entrare soltanto un  cittadino
  per ogni Gruppo.
   Ora,  signor Presidente, finora abbiamo avuto rispetto per  tutti.
  Da  questo  momento  in poi io desidero sapere  chi  in  quest'Aula
  lavora per delegittimare il ruolo e la funzione dei deputati perché
  un  mese  fa  mi  è stato detto che alle 20.45 i deputati  dobbiamo
  lasciare  questo  Palazzo,  adesso mi si  dice  che  io  non  posso
  ricevere  neppure una mini delegazione perché ci sono chissà  quali
  esigenze  di ordine pubblico - e mi fanno sorridere queste esigenze
  di  ordine  pubblico  -  perché si mette in imbarazzo  l'assistente
  parlamentare   preposto  al  servizio  di   portineria   che   deve
  controllare  se  si  tratta di un pip, di un infiltrato  o  di  una
  persona  che invece pacificamente vorrebbe parlare con un deputato,
  e    poi    dall'ingresso    di   Piazza    Indipendenza    possono
  contemporaneamente   accedere  5-6  persone  all'interno   di   una
  autovettura,  non  importa  se con  o  senza  il  deputato  che  li
  accompagni.
   Signor  Presidente, io non so i colleghi come la pensino, io  sono
  umiliato,  mi  sento mortificato di dover lasciare  il  mio  lavoro
  nella   mia  stanza  per  accedere  giù  all'ingresso  e  mendicare
  l'accesso  di  due  galantuomini  che  desiderano  parlare  con  un
  deputato  che  desidera  contemporaneamente  espletare  la  propria
  funzione   che   è  quella  di  ricevere  sindaci,  amministratori,
  cittadini,  disoccupati,  rientra nelle  nostre  funzioni.  Allora,
  limitiamo l'accesso alle persone, dobbiamo uscire alle 20.30, mi si
  dica  Presidente  che  cosa  si vuol  fare  di  questo  Palazzo  in
  relazione alla attività che deve essere espletata da un deputato.
   Io ho fatto per qualche anno il deputato al Parlamento Europeo, le
  assicuro che nulla di tutto ciò è stato mai ipotizzato in una  sede
  sensibile,  per  mille ragioni legati anche al terrorismo.  Io  non
  escludo che ci siano ragioni di ordine pubblico e di prudenza e  di
  sicurezza,  ma  ad ogni cosa c'è un limiti specie  quando  si  dice
  all'addetto  assistente, imbarazzato naturalmente, perché  poi  gli
  assistenti fanno poi il proprio dovere, valuta tu   sicché  oggi  i
  miei   due   ospiti  professionisti  alla  fine  hanno  tratto   le
  conclusioni  di  non  essere apparsi dietro il vetro  come  persone
  affidabili.
   Se  un assistente parlamentare deve anche ricavare dalle sembianze
  secondo  la  legge dell'ultimo Ottocento, di Lombroso, se  uno  può
  essere  vocato a delinquere o se invece è una persona per bene,  mi
  sembra  davvero il paradosso. Io sul collegio dei questori desidero
  porre   un   termine  serio,  signor  Presidente,  non   mi   sento
  rappresentato da queste iniziative e da queste disposizioni, voglio
  essere  lasciato  in  pace e svolgere il  mio  lavoro  di  deputato
  all'interno  del Palazzo come sono abituato da tanti  anni  a  fare
  senza  limiti di orario e senza il limite di dover ricevere persone
  che vogliono attingere regolarmente al confronto con il deputato.
   E'  una  condotta schizofrenica che non fa onore a questo Palazzo.
  Siccome  sono certo che lei non è stato mai informato della vicenda
  e senza alcun risentimento personale nei confronti dei tre questori
  dove  peraltro la minoranza non è rappresentata, tutti e  tre  sono
  rappresentanti  del  centro-sinistra -  ma  questo  è  un  problema
  marginale  -  io desidero che lei signor Presidente intervenga  per
  mettere  un  po' di ordine, regole chiare, durature, permanenti  ma
  supportate  da  esigenze  concrete e non da  un  atteggiamento  che
  verrebbe da affidare ad un esperto neuropsichiatria.
   Tutto  questo non fa onore e non incoraggia il lavoro dei deputati
  regionali

   PRESIDENTE.  Onorevole  Musumeci, mi riservo  di  parlare  con  il
  collegio  dei deputati questori, probabilmente si sarà trattato  di
  un  equivoco, da quello che mi riferiscono in una prima battuta gli
  uffici,  perché doveva essere una disposizione limitata al  momento
  dell'esercizio  provvisorio  perché alcuni  colleghi  parlamentari,
  legittimamente,  accompagnavano  o  si  facevano  accompagnare   da
  numerosissimi numerosi cittadini.
   Già  le chiedo scusa per il disguido che è successo, però è chiaro
  che  è  interesse  di  tutti dare la possibilità,  chiaramente  nel
  rispetto  delle  regole per quanto possibile, di accesso  a  questo
  Parlamento.

   RUGGIRELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUGGIRELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo soltanto
  pregarla  anche lei visto che si è fermato al primo argomento  dove
  l'interlocutore  in  tal  caso sarei io nell'esercizio  provvisorio
  dove  miei colleghi parlamentari si erano, secondo loro, come tutti
  penso dovremmo fare, fatti entrare ogni singolo parlamentare dieci,
  quindici  Pip  in un momento dove, ovviamente, c'era  un  esercizio
  provvisorio su una materia.

   PRESIDENTE. Appunto dicevo, doveva essere limitato nel tempo.

   RUGGIRELLO. Oggi nessuno ha chiamato me, come deputato Questore  o
  gli altri miei colleghi.

   MUSUMECI. Perché devono chiamare lei?

   RUGGIRELLO. Onorevole Musumeci, stavo spiegando il fatto  che  era
  avvenuto  per  quel  provvedimento e che doveva  essere  una  norma
  temporanea per il momento, però oggi

   PRESIDENTE. Ho compreso doveva essere un fatto momentaneo.

   RUGGIRELLO.  A chiarimento della seconda parte di cui  l'onorevole
  Musumeci però si lamentava, ed è giusto che sia così,  penso che il
  provvedimento sull'orario di lavoro per gli assistenti parlamentari
  lo abbiamo deciso in Consiglio di Presidenza, e proprio lei, signor
  Presidente,  ha  dato  nota a noi deputati  Questori,  di  agire  e
  chiudere  alle  nove  di  sera  affinchè  alle  nove  e  mezza  gli
  assistenti potessero lasciare per la spending review. Sulla seconda
  parte va chiarito questo.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  dispiace
  purtroppo smentirla ma non è così. A me è capitato questa  mattina.
  E' venuta una persona. Non è limitato all'esercizio provvisorio.
   Questa  mattina è venuta una persona a cercarmi e mi hanno  detto:
   al  Gruppo è già passata una persona e, quindi, non ne può  salire
  un'altra . Sono, quindi, dovuto scendere io per parlare con  questa
  persona.

   PRESIDENTE. Onorevole Fontana, la disposizione è illogica per  cui
  provvederò direttamente a parlare. Quando dicevo che io non lo  so,
  non  mi occupo di accesso al Palazzo, con tutto il rispetto, non  è
  questo  il  punto.  Sicuramente era un fatto  provvisorio  e  si  è
  ripetuto  però  rendetevi  conto che non ci  possiamo  occupare  di
  tutto.  Avete  fatto bene a porre la questione. Non è un  problema.
  Per  quanto riguarda eventualmente l'altra questione la riporteremo
  in  Consiglio di Presidenza perché si parlava di spending review  e
  quant'altro. Sono d'accordo con lei sul discorso che uno deve  dare
  la possibilità di lavoro

   MUSUMECI. Per me gli assistenti possono andare via. Non chiedo  di
  fare le ore piccole qui.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 20
  gennaio 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  I   - COMUNICAZIONI
  II   - ELEZIONE DI TRE DELEGATI DELLA REGIONE SICILIANA PER
  L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  III   -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Disposizioni in materia di personale delle Camere di
                 Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
                 905/A) (Seguito)

                Relatore: on. Mangiacavallo

             2)  -   Disposizioni in materia di pagamento dei debiti della
                 pubblica amministrazione . (n. 875/A)

                Relatore: on. Dina

  IV    -  SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 143  DEL  REGOLAMENTO
   INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 1809  -  Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
              progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle  misure
              per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.

         (19 febbraio 2014)

                                                        ALONGI

  V   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             2)  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
               Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             3)  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
               elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
               Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A

               Relatore: on. Cracolici

  VI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     CORDARO  -  MICCICHE' - CLEMENTE -  ANSELMO  -
                     GERMANA'

  VII   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     VENTURINO  -  CIMINO  - MARZIANO  -  RAGUSA  -
                     CIRONE

  VIII   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  IX   - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

  X   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 286   -   Rimozione   del  Segretario  generale   della
              Presidenza della Regione siciliana.

         (26 marzo 2014)

                         CIACCIO  - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
                         -  CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
                         -  MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -
                         FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

                   La seduta è tolta alle ore 17.53

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio