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Resoconto d'Aula della Seduta n. 217 di mercoledì 28 gennaio 2015
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che del processo verbale
  della seduta precedente si darà lettura nella prossima seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, il
  Presidente  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle
  eventuali   votazioni   mediante  procedimento   elettronico   che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

     Discussione del disegno di legge «Disposizioni in materia di
     pagamento dei debiti della pubblica amministrazione» (875/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al  I  punto  dell'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con la discussione del disegno di legge « Disposizioni
  in  materia di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione»
  (875/A).


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da giorni
  accade  questo:  il  Parlamento  è  presidiato,  in  entrambi   gli
  ingressi,  da ex lavoratori, ex detenuti che erano all'interno  del
  bacino degli ex PIP.
   Io  non parlo di questa vicenda da sei mesi, non ne parlo in Aula,
  non  ne  parlo in Commissione, mi allontano quando si  parla  della
  questione,  perché  qualcuno in  malafede voleva  in  qualche  modo
  caricare su di me questo argomento.
   Nella premessa,  si deve precisare che quando è nato questo bacino
  io  non esistevo in questo Parlamento, sono ben altri gli autori  e
  gli  scienziati  che  si  sono inventati  questo  bacino  a  queste
  condizioni  e  con questo ricatto continuo che si è  perpetrato  di
  elezione in elezione, compreso le ultime ed  il sottoscritto, dalle
  carte  e  dalla piazza, può ampiamente dimostrare che è certificato
  di  non  saperne  niente e di non avere a che fare  in  termini  di
  legami né politici né elettorali.
   Però  la  cosa sta diventando pesante, signor Presidente, l'ultima
  comunicazione  che  io ho fatto sei, sette mesi fa  in  Commissione
  Bilancio,  avevo pregato gli uffici della Commissione  Bilancio  di
  trasmettere   al  Ministero  degli Interni  la  mia  comunicazione,
  perché  questa  vicenda  è  brutta e il Presidente  della  Regione,
  quando  abbiamo tentato di presentare dei documenti che in  qualche
  modo interpretassero nel senso che tutti coloro che hanno  commesso
  reati  dopo pazienza, avete sbagliato e per questo pagherete; tutti
  coloro  che  hanno trasmesso dei reati prima e cioè  quel  reato  è
  stato requisito per essere inserito in quel bacino, in qualche modo
  la norma è stata interpretata in modo distorto, più di una volta  -
  ripeto  -  il Presidente della Regione  ha fatto propri ordini  del
  giorno  e ci ha detto:  Ma questa è una cosa che si risolve in  via
  amministrativa .
   Poi  loro, signor Presidente, siccome hanno le auto blindate e  ne
  chiedono altre, forse chiederanno anche i carri armati, si chiudono
  nei   loro  palazzi  e  nei  loro  blindati  lasciando  i  deputati
  palermitani  soprattutto,  e non solo,  alla  mercé  della  piazza,
  facendo  intendere che questa Assemblea regionale ha il  potere  di
  sanare non so cosa.
   Qua  accadrà qualche brutto dispiacere, ho pregato il  Governo  di
  fare  una  conferenza stampa e dire a questi signori:  La nostra  è
  una  scelta in questo senso, dovete stare a casa per questi motivi
  e si deve spiegare quando un provvedimento viene fatto, non si deve
  fare  nell'anonimato,  nei  sotterfugi,  una  lettera  che  non   è
  spiegata.  Ma  chi  deve  parlare  alla  piazza?  Sono   forse   io
  l'assessore  alla  famiglia?  Sono  forse  io  che  ho  inserito  i
  provvedimenti   di  esclusione?  Sono  forse  io  il  megadirigente
  coordinatore del dipartimento?
   Quando  dico  io  dico  onorevole Cracolici, Ferrandelli,  Tamajo,
  Greco,  tutti coloro che sono colpiti e sono inquadrati come coloro
  i  quali, lo dico in dialetto, tanto siamo in terra di Sicilia,  ni
  firmastivu  i letteri i licenziamento ; noi non abbiamo firmato  né
  assunzioni né licenziamento.
   Ci sono delle scelte legislative ed amministrative poste in essere
  dal Governo e questi  si deve assumere la responsabilità perché non
  è ammissibile che non si possa entrare in Parlamento.
   Il  problema non è stare qui davanti e farli togliere,  dire  alla
  Questura  di  farli togliere, io stesso un giorno  ho  chiamato  il
  Prefetto, l'attuale Prefetto, chiedendo  la cortesia di indire  una
  conferenza di servizi, un incontro con il Presidente della Regione,
  l'assessore, i parlamentari palermitani per spiegare i  termini  di
  questa scelta.
   Il  Prefetto mi ha detto:  onorevole Milazzo, il Presidente  della
  Regione mi ha detto che non devo fare alcun incontro .
   Il  Presidente  della  Regione, quindi, si deve  intestare  questa
  vicenda,  poi  se se la intesterà e la spiegherà alla  città,  alla
  Regione, ai deputati, ogni deputato assumerà una posizione  dicendo
  al  Presidente se è giusto o se è sbagliato, ma la vicenda è  molto
  articolata  perché  ci sono diversi reati commessi  in  determinati
  spazi temporali diversi fra di loro, per cui chiedo di sollevare  i
  parlamentari da queste responsabilità perché non ne abbiamo  colpa,
  signor Presidente. Lo voglio dire in modo chiaro.

   CIACCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire
  sull'ordine   dei   lavori   proprio   in   merito   al   reiterato
  incardinamento del  mutuo.
   Penso  che  questo  sia  un modo per continuare  a  calpestare  la
  dignità di questo Parlamento e già chiedo scusa se sono molto forte
  utilizzando  queste parole per il semplice motivo che,  neanche  24
  ore  fa, questo Parlamento, che è sovrano su tutto ciò che concerne
  l'ordine  anche  dei  lavori  stesso, aveva  votato  il  rinvio  in
  Commissione di questo disegno di legge.
   Io  oggi  non  ero  presente perché, a livello  istituzionale,  la
  Commissione Antimafia ha ascoltato il prefetto Morcone  e,  quindi,
  ho  chiesto di posticipare il punto e proprio perché il  rinvio  in
  Commissione è stato sollevato da noi, lei signor Presidente lo  sa,
  mi   sarebbe  piaciuto  essere  presente,  però  visto  che  questo
  Parlamento  aveva richiesto un confronto, un rinvio in  Commissione
  per  parlare  effettivamente sulle criticità di  questo  mutuo,  mi
  aspettavo  che  si  riaprissero i termini  per  fare  eventualmente
  delle  modifiche e la  risposta che mi è stata data,   la  risposta
  alle  domande che la collega ha fatto di aprire un termine per  gli
  emendamenti ad una discussione in Commissione la risposta è  stata:
  la maggioranza ha deciso che si deve votare.
   Io  non  so  e  questo  lo  chiedo a lei,  signor  Presidente,  ed
  eventualmente   applicare  il  Regolamento,  se  è  offensivo   nei
  confronti di una opposizione che, grazie al Parlamento, ha  chiesto
  una  ridiscussione solo perché la maggioranza impone una  dittatura
  in Commissione.
   Io chiedo l'applicazione dell'articolo 106 nei confronti, appunto,
  della minoranza che non ha avuto il tempo ed i termini per emendare
  un testo che era rimandato in Commissione, poi hanno avuto i numeri
  per  votarlo e questo non entro nel merito, l'Ufficio di Presidenza
  verificherà, ma la discussione andava fatta.
   Ripeto  si è licenziato un testo che andava discusso semplicemente
  nel  giro  di  mezz'ora, di un'ora, quindi le chiedo  cortesemente,
  come   ha   fatto   sapientemente   ieri,   nell'applicazione   del
  Regolamento,   di   tutelare  le  opposizioni   ed   effettivamente
  verificare la necessità di  riaprire una discussione  prima  ancora
  di ncardinare nuovamente il testo in Aula.

   PRESIDENTE.  Prima di dare la parola all'onorevole  Ferrandelli  e
  poi  a  seguire al Presidente della II Commissione, onorevole Dina,
  ci terrei a chiarire una cosa, onorevole Ciaccio.
   Le  assicuro che tutto quello che è stato fatto, è stato fatto nel
  rispetto  del  Regolamento, nel senso che stamattina io  stesso  mi
  sono  rapportato  con  gli  Uffici per fare  chiarezza  soprattutto
  sull'articolo  del  Regolamento interno che abbiamo  adottato  ieri
  sera  rimandando in Commissione il disegno di legge. E  su  questo,
  rileggendolo più volte - perché poi le cose sono scritte per essere
  soggette a interpretazioni - devo dire che mi conforto nella scelta
  che abbiamo fatto nel riportare oggi in Aula, così come tra l'altro
  chiesto dalla Commissione, il disegno di legge.
   Per  quanto riguarda l'articolo 106 del Regolamento, lo stesso  fa
  riferimento soltanto a fatti che ledano l'onorabilità del deputato,
  ma in Commissione siamo in democrazia e ci si esprime attraverso  i
  numeri.  Se la maggioranza ha votato in un certo modo io non  posso
  far   altro,  ripeto,  nel  rispetto  del  Regolamento  di   questa
  Assemblea, che applicarlo così come ho fatto ieri sera. Qui non c'è
  nessuna  Presidenza che è prona a nessuno, c'è una  Presidenza  che
  ossequiosa di un Regolamento che esiste già da tempo.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Seguito della discussione del disegno di legge n. 875/A
     Disposizioni in materia di pagamento dei debiti della Pubblica
                           Amministrazione

   DINA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENZA. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente della Commissione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  assessori,  a supportare quello  che  lei  ha  chiarito,
  volevo ricordare all'onorevole Ciaccio che la scelta fatta in  Aula
  rientrava  nelle prerogative della minoranza di chiedere il  rinvio
  in   Commissione.  Rinvio,  diciamo  strumentale,  tra  virgolette,
  politico, una scelta di una parte di un Parlamento che voleva  così
  mandare, remorare sull'approvazione del testo.
   Non c'erano elementi tecnici che sono emersi in Aula che potessero
  giustificare  un rinvio in Commissione per cui la Commissione,  che
  aveva  già valutato il testo ed aveva ricevuto gli emendamenti  del
  passato, si è limitato a riapprovarlo nella considerazione che  già
  il dibattito era stato svolto e che tutte le possibilità sono state
  offerte  a  chiunque di poter intervenire sul  testo;  per  cui  ci
  troviamo  in  linea con il Regolamento, signor Presidente,  e,  per
  quel che ci riguarda, si può andare tranquillamente avanti.

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRANDELLI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,
  devo  dire  che  anche io ho ascoltato con attenzione  l'intervento
  concitato  dell'onorevole  Milazzo  e  sento  il  bisogno   facendo
  politica in questa città di porre l'attenzione su questo argomento.
   Io  credo che l'Aula debba, approfittando anche della presenza del
  Governo,  tirare  le fila di ciò che è accaduto sulla  vicenda  che
  riguarda  i  lavoratori ex Pip di Palermo. Noi  ci  siamo  lasciati
  durante  l'esercizio della Finanziaria con due  ordini  del  giorno
  sottoposti dall'Aula fra le migliaia di ordini del giorno, che sono
  stati  accolti  come  raccomandazione dal Governo:  un  ordine  del
  giorno riguardava i lavoratori che lavoravano presso l'Istituto  di
  Gela  e  Priolo  e l'altro riguardava invece i lavoratori  ex  Pip.
  Questo  ordine  del  giorno, che era stato  presentato  da  diversi
  parlamentari,  prevedeva l'applicazione della normativa  del  2013,
  con  la  quale,  sostanzialmente, chiunque si trova nel  bacino  ed
  abbia reiterato un reato non sarà più beneficiario dell'assegno  di
  sostegno al reddito. Noi comprendiamo la giustezza di una norma che
  interviene  nel 2013 e che disciplina il futuro. Logica  vuole  che
  una  norma valga dalla data di sua applicazione per il futuro e che
  non  possa  essere applicata in maniera retroattiva:  quella  norma
  approvata  dal Parlamento in realtà ha creato delle situazioni  per
  le  quali dei soggetti che si trovavano ad avere compiuto dei reati
  minori  nel 2002, nel 2003 e nel 2004 sono stati esclusi dal bacino
  di  sostegno al reddito. Su questo abbiamo presentato un ordine del
  giorno  che  prevedeva  anche l'assegnazione  ai  servizi  esterni,
  perché  noi  riteniamo che soggetti che hanno reiterato  reato  non
  possono   essere   assegnati  presso  gli  Uffici  della   Pubblica
  Amministrazione  ma  debbono  svolgere  lavori  all'esterno   della
  Pubblica Amministrazione.
   Tempo fa il Comune di Palermo aveva previsto ad esempio la pulizia
  delle spiagge piuttosto che quella dei sottopassaggi o altre misure
  di servizio all'esterno.
   Il  Presidente  della Regione ha accolto quell'ordine  del  giorno
  come raccomandazione, dicendo che per via amministrativa si sarebbe
  impegnato a fornire una risposta.
   Altri  parlamentari,  hanno proposto anche un  disegno  di  legge,
  presso  la  Commissione Lavoro presieduta dall'onorevole  Greco,  a
  seguito  di  diverse  audizioni  delle  forze  sindacali  anche  di
  rappresentanza di questi lavoratori. E in questo disegno  di  legge
  si è pensato persino di normare la vicenda di cui vi ho parlato.
   Soltanto che a questo disegno di legge al Presidente Greco è stata
  chiesta la relazione di accompagnamento ed apprendiamo che  non  si
  discuterà  prima  della  prossima  manovra  finanziaria,   il   che
  significa che questi trecento soggetti, per un altro mese, un altro
  mese e mezzo, vivranno in questo limbo.
   Trovo  indecoroso tutto ciò da parte della politica, e devo  anche
  dire che una delegazione di parlamentari ha avuto la sensibilità di
  rincontrare  nuovamente il Presidente della Regione per  riproporre
  questa tematica, chiedendo alla Regione di non sfilare davanti a un
  tema ma di affrontarlo con la chiarezza della politica.
   E  la chiarezza della politica, Presidente, prevede che il Governo
  venga richiamato alle proprie responsabilità e che se il Governo ha
  assunto  una raccomandazione ed un impegno nei confronti di  questo
  Parlamento-   e  mi  rivolgo a Lei che deve  fare  da  garante  nei
  rapporti  tra  Parlamento  e Governo -  con  la  schiettezza  della
  politica, bisogna dire dritto in faccia a delle categorie che  cosa
  si  intende fare per loro.
   Se  si  pensa  ad  un percorso che li reintegri all'interno  della
  lista  o  se  si  pensa di doverli escludere  per  sempre,  ma  con
  franchezza dire la verità, perché non è accettabile che la politica
  tenga nel limbo persone e cittadini e soprattutto non è accettabile
  che  ognuno  di noi assista inerme a questo spettacolo  disastroso.
  Non  è  dignitoso per i lavoratori, non è dignitoso per il  Governo
  della Regione, non è dignitoso per nessuno dei parlamentari.
   Su questo, signor Presidente, chiediamo che si metta un punto, una
  parola  di  chiarezza, perché questo Parlamento ha  fatto  tutto  e
  anche  più  del  dovuto per porre chiarezza, adesso è  arrivato  il
  momento  che  il  Parlamento sia altrettanto chiaro  come  è  stato
  questo Parlamento.
   I  parlamentari palermitani con il sostegno di altri  parlamentari
  che  non sono palermitani, in maniera corale, hanno preso il  cuore
  in  mano,  hanno  guardato la realtà e si sono assunti  una  grande
  responsabilità  politica dicendo che chi, dalla data  del  2013  in
  poi, avrebbe arrecato reato, sarebbe stato giustamente escluso  dal
  bacino,  ma  che bisognava far valere quella norma  a  partire  dal
  2013.
   Adesso chiediamo però che il Governo non si sfili e dica una volta
  e  per  tutte  cosa intende fare, così da ripristinare correttezza,
  rapporti istituzionali e pace sociale in questa nostra Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Tamajo.  Ne  ha
  facoltà.

   TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo. Do
  lettura soltanto dell'ordine del giorno che il Governo ha accettato
  come raccomandazione:  Invita il Governo della Regione a compiere i
  provvedimenti  di  esclusione dei soggetti  dal  bacino  'emergenza
  Palermo,  cancellando  definitivamente dagli  elenchi,  coloro  che
  abbiano  commesso reati contro la persona, o contro il  patrimonio,
  dopo  l'entrata in vigore della legge regionale n. 9 del  2013.  Ma
  anche  coloro  che  antecedentemente a tale data abbiano  riportato
  condanne  per  reati di tipo mafioso o estorsivo o di  usura  o  di
  reati  infamanti,  come  ad esempio, la  pedofilia  o  la  violenza
  sessuale,  ad utilizzare i soggetti con precedenti penali rilevanti
  esclusivamente   in   servizi  esterni  agli   enti   pubblici   di
  destinazione .
   Signor  Presidente,  penso sia chiaro.  Il  Governo  ha  accettato
  questo  ordine  del giorno. Da mesi cerchiamo di  interloquire  con
  assessori  che  spesso cambiano ed anche con  il  Presidente  della
  Regione, e adesso, per uscire da questo limbo, noi chiediamo  -  io
  mi  associo alle parole dell'onorevole Ferrandelli e anche dei miei
  colleghi  di  Palermo  -  un incontro al Presidente  della  Regione
  perché  dobbiamo fare chiarezza, dobbiamo dire a questi lavoratori,
  che  ogni  giorno dalla mattina alla sera stanno davanti il  nostro
  Palazzo,  se  sono  vivi o se sono morti, se  devono  rientrare  al
  lavoro   o   non  devono  rientrare.  Indubbiamente  non   mancherà
  assolutamente per noi deputati perché per noi deputati occorre  che
  si  dia  anche un'altra possibilità a queste persone che non rimane
  altrimenti che continuare a delinquere.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  questo Parlamento per l'ennesima volta è costretto ad occuparsi dei
  problemi  degli  ex PIP che stazionano qui sotto e  che  compulsano
  anche  la volontà dei parlamentari palermitani perché poi,  in  fin
  fine,  di  questo si tratta: una piazza in subbuglio  che  è  stata
  abituata ad ottenere prebende e che non ottenendone, più perché non
  ci  sono  più  i soldi sufficienti a mantenere uno status  sociale,
  devono  trovare  una  soluzione per  la  quale  poi  si  addita  il
  Presidente  della Regione come ultimo responsabile di  volontà  che
  non sono del Presidente della Regione, perché si è fatto ricorso  a
  delle  finzioni giuridiche per assumere delle persone che in realtà
  andavano sostenute e andrebbero sostenute con delle misure  sociali
  che  invece  oggi  vengono  mascherate come  lavoro.  Purtroppo  ci
  ritroviamo   come   sempre  di  fronte   a   delle   finzioni   che
  obbiettivamente  non  lasciano  molto  spazio  a  delle   soluzioni
  razionali,  perché  se si pensa che andremo incontro  a  dei  tagli
  nella    Pubblica   Amministrazione   anche   dolorosi   come    il
  prepensionamento  e  quant'altro è  facile  da  capire  quanto  sia
  difficile  trovare  le  risorse economiche.  E  con  questo  voglio
  introdurre  l'argomento  principe - un'Aula  distratta  devo  dire,
  molto  distratta  - ieri sera è successo un fatto  spiacevole.  Io,
  Presidente  le  ho  fatto le mie rimostranze non  avendo  avuto  la
  possibilità  di  prendere la parola ieri sera,  lo  faccio  adesso,
  dicendo  che l'incidente fra di noi è stato assolutamente chiarito,
  ho  capito  quello che lei ha voluto interpretare,  però  in  tutto
  questo  io  non posso esimermi dall'evidenziare come una  parte  di
  questa  maggioranza, e sottolineo una parte di questa  maggioranza,
  non è sempre presente in Aula nei momenti di bisogno. Una volta per
  un  motivo, una volta per un altro abbiamo una scarsa presenza  che
  ci   espone   alle   naturali,  ovvie   e   illegittime   imboscate
  dell'opposizione che non perde occasione per mettere in  difficoltà
  quest'Aula,  e  non  solo quest'Aula ma anche il Governo.  Ritengo,
  onorevoli  colleghi,  soprattutto mi rivolto ai  grandi  big  della
  politica  siciliana, ai grandi manovratori, che sia  necessario  ed
  indispensabile  fare  esercizi  di  responsabilità  in  quest'Aula,
  garantendo la presenza per i momenti importanti nell'affrontare  le
  questioni  economiche che oggi assillano la Sicilia. L'approvazione
  di   questo  mutuo  è  ritenuta  indispensabile  dall'Assessore  al
  bilancio che ha sicuramente fatto le sue valutazioni e avrà altresì
  fatto  sicuramente  i  suoi  calcoli  e  credo  che  sia  altamente
  irresponsabile - per non dire vergognoso - che diversi deputati  di
  questa  maggioranza  siano  regolarmente assenti  dall'Aula,  siano
  regolarmente   assenti   nel   non   presenziare   per    approvare
  provvedimenti urgenti ed importanti negli interessi dei  siciliani.
  Personalmente sono stanco di garantire io costantemente la presenza
  quando altri invece preferiscono dedicarsi a tutt'altre cose.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  avere chiarito dalla Presidenza stessa alcuni punti rispetto a come
  intende   procedere  circa  l'ordine  del  giorno  di  oggi.   Vede
  Presidente,  io  ritengo che il Regolamento  di  quest'Aula  ed  in
  genere  il  Regolamento, gli Statuti, sono approvati per  dare  dei
  punti di riferimento certi e delle garanzie certe. Al di là di ogni
  considerazione sul mutuo, mi riferisco appunto all'iter del disegno
  di  legge  che  lei ha iscritto aprendo e chiudendo la  seduta,  ha
  iscritto   all'ordine  del  giorno  quindi  al  di   là   di   ogni
  considerazione sul merito io ritengo Presidente, che lei debba dare
  ai  singoli deputati ad ogni singolo deputato di quest'Aula, che lo
  voglia,  la  possibilità di poter presentare emendamenti  a  questo
  nuovo disegno di legge che è comparso oggi all'ordine del giorno.
   Rispetto  alle  cose che lei ci ha detto, ritengo  che  si  voglia
  mettere  in atto una forzatura che farebbe male a questa  Assemblea
  ed  a questo Parlamento perché il tentativo di dire che siccome  il
  testo  del  disegno di legge non è stato modificato  ed  è  rimasto
  uguale  non  c'è  alcuna necessità di dare termini  nuovi  per  gli
  emendamenti  è un modo per aggirare la norma in se. Io potrei  dire
  che   in  Commissione  la  lista  Gruppo  Musumeci  non  ha  nessun
  componente quindi il Gruppo la Lista Musumeci non ha mai  avuto  la
  possibilità  in  Commissione di discutere o eventualmente  proporre
  emendamenti alla ridiscussione di quel disegno di legge.
   Quando  il  testo  del  disegno  di  legge  è  stato  mandato   in
  Commissione non è stato mandato perché lo ha chiesto il  Governo  o
  la  Commissione, ma perché c'è stato un Gruppo parlamentare che  ha
  posto  la questione e che ha chiesto il rinvio in Commissione  che,
  come  lei ben sa, per essere esaudita questa richiesta è necessario
  un voto d'Aula.
   Ora,  nel  momento in cui l'Aula si è espressa con un voto  ed  ha
  rimandato  il disegno di legge in Commissione, per il fatto  stesso
  che  per essere riscritta all'ordine del giorno c'è bisogno che  ci
  sia   una   apertura  e  una  chiusura,  quindi,  non  va  iscritta
  automaticamente all'ordine del giorno come nel caso in cui superati
  i  quindici giorni dati alla Commissione s'intende iscritto,  è  un
  nuovo   disegno   di   legge  per  questo   fatto   in   se.   Ora,
  indipendentemente dal fatto se ci sono stati o meno dei  precedenti
  -  perché  i  precedenti, se vedono l'Aula  consenziente  hanno  un
  significato,  se  non  hanno  l'apprezzamento  da  parte  dell'Aula
  rispetto  alle guarentigie e alle garanzie di ogni singolo deputato
  non  hanno nessun significato - lei deve dare, a chi lo voglia,  la
  possibilità,  come da Regolamento, di poter presentare  emendamenti
  perché altrimenti si assume una responsabilità anche grave.
   Non   faccio  considerazioni  sul  fatto  che  si  è  riunita   la
  Commissione Bilancio, in quattro e quattro otto, che ha  deciso  di
  dare  via libera velocemente. Non c'ero, non ci sono in Commissione
  Bilancio, quindi, non posso esprimermi su ciò che è avvenuto,  però
  lei  non può esimersi dall'applicare ciò che prevede il Regolamento
  e  lo  Statuto, perché altrimenti crea un precedente, questa  volta
  molto  pericoloso,  perché dà la possibilità,  anche  con  artifizi
  della  stessa  maggioranza, di evitare che  deputati  che  vogliano
  intervenire con propri emendamenti non possono farlo.
   Noi non lo possiamo accettare, signor Presidente. Lo Statuto ed il
  Regolamento  vengono  prima di ogni cosa. I precedenti  valgono  se
  sono accettati unanimemente, se in quest'Aula tutti siamo d'accordo
  affinché procediamo senza avere bisogno di emendamenti.
   Quante  volte  si  è  deciso in Commissione  Bilancio  di  mandare
  provvedimenti urgenti in Aula e di non chiedere il termine per  gli
  emendamenti?  Tante volte è accaduto in passato,  ma  ci  vuole  la
  corresponsabilità e l'accettazione da parte dell'Aula. Se non  c'è,
  non possiamo andare avanti.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la richiesta del congedo  per
  la seduta odierna dell'onorevole Trizzino.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Seguito della discussione del disegno di legge n. 875/A
     Disposizioni in materia di pagamento dei debiti della Pubblica
                           Amministrazione

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  è   molto   interessante   la
  valutazione  fatta  dall'onorevole  Formica  che,  più  volte,   ha
  ribadito la necessità di un'applicazione del Regolamento, più volte
  ha  ribadito  che  esiste un Regolamento. Però,  siccome  prima  di
  venire  in  Aula, proprio per evitare a me stesso di  incorrere  in
  errori,  ho fatto una piccola ricerca, casualmente, tramite  questa
  ricerca,  è  venuta fuori proprio una seduta di martedì 9  febbraio
  2010,  vicepresidente Formica, dove di fatto è avvenuto esattamente
  quello  che  sta  accadendo oggi. Allora, vorrei capire  se  lei  è
  coerente.

   FORMICA. Cosa è stato stabilito?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Formica,  leggo  testualmente:   Onorevoli
  colleghi, comunico che la III Commissione, a seguito del rinvio  ai
  sensi  dell'articolo  121 quater, comma 2 del Regolamento  interno,
  deliberato  dall'Assemblea, ha proceduto al riesame del disegno  di
  legge  ed  ha approvato gli emendamenti. La Commissione ha  altresì
  espresso parere favorevole sugli emendamenti.

   CORDARO. Approvando gli emendamenti

   PRESIDENTE.  Leggo la nota che mi ha mandato il  Presidente  della
  Commissione  Bilancio che dice:  Si comunica che questa Commissione
  ha  completato l'approfondimento del testo , quindi, in ossequio  a
  quel  Regolamento  così  tanto  sostenuto,  giustamente  dico   io,
  dall'onorevole Formica, lo applico. Tra l'altro, facendo tesoro dei
  precedenti  che  un  illustre collega come lei  ha  determinato  in
  quest'Aula.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto  desidero
  associarmi  alle  argomentazioni egregiamente svolte  dai  colleghi
  palermitani  che  mi  hanno preceduto sulla vicenda  dei  Pip.  Una
  vicenda gestita in maniera vergognosa dal Governo che ha bisogno di
  chiarezza.   Il  Governo  faccia  finalmente  la   sua   parte,   i
  parlamentari e l'Assemblea tutta farà la sua, come ha  fatto  tutte
  le volte che è stata chiamata in causa su temi delicati come quello
  che  riguarda  l'occupazione  di padri  e  madri  di  famiglia,  di
  palermitani e di siciliani fino ad oggi. Noi continueremo a farla e
  aspettiamo che il Governo faccia la sua parte.
   Passando al tema relativo al disegno di legge sul mutuo,  io  sono
  particolarmente  perplesso e devo dire, signor  Presidente,  che  a
  differenza  del  Presidente Formica, che lei ha  citato  nella  sua
  qualità  di  ex  vice  Presidente, lei oggi  corre  il  rischio  di
  incorrere in responsabilità personali.
   Se  è  il  caso,  noi  dobbiamo anche  valutare  l'opportunità  di
  cominciare a capire che o ci sono delle norme che precisano  quanto
  da lei detto, ed allora io desidero che in quest'Aula vengano letti
  gli  articoli dello Statuto attraverso quale modo delicato fine  di
  fini  giuristi che tutti sanno fare tranne che giuristi, qual è  la
  modalità  attraverso la quale un disegno di legge viene mandato  in
  Commissione,  in  Commissione viene impedito  di  presentare  nuovi
  emendamenti,  non  vengono  discussi, e si  utilizza  una  semplice
  clausola di stile che dice che è stato completato l'iter, arriva in
  Aula  e  in  Aula  non  si da la possibilità di  presentare  nessun
  emendamento. Se lei assevera questo percorso, Presidente Venturino,
  ci costringe ad inaugurare una nuova stagione che è quella di farci
  spiegare  da qualcuno al di fuori di quest'Aula, visto che  già  la
  Corte  dei  Conti  ci ha detto che  non c'è niente  da  festeggiare
  senza  Commissario dello Stato, anzi ciascuno si  assumerà  la  sua
  responsabilità. Vi posso garantire che, per quanto mi riguarda,  io
  certamente non voterò più una legge di spesa a favore perché, o  la
  Presidenza dell'Ars e la Presidenza della Regione si siedono con la
  Corte dei Conti e mi spiegano quali sono i miei limiti e quali sono
  i limiti della Corte dei Conti, oppure io deciderò anche in maniera
  provocatoria  e strumentale di non votare mai più a  favore  nessun
  disegno di legge che preveda una spesa.
   Signor  Presidente,  ieri  eravate pronti  a  rimandare  l'Aula  a
  martedì.  Oggi  pomeriggio  quasi come  se  fosse  un  problema  di
  punizione  rispetto  all'onta  della  democrazia  che  ieri  si   è
  verificata  in  quest'Aula a fronte della  continua  assenza  della
   banda del buco di bilancio', la maggioranza e il Governo, a fronte
  della  continua  assenza e delle vostre continue beghe  è  cambiato
  tutto.  Avete trovato la quadra tra uno strapuntino e un  gabinetto
  in  onore  del  mio amico onorevole Cracolici e siete  riusciti  ad
  essere pronti. Si ricordi i gabinetti, onorevole Cracolici.
   Signor  Presidente, Presidente Dina, questa cosa non si può  fare,
  quella  di  approvare il mutuo oggi perché se voi  vi  ostinate  ad
  andare   avanti  così,  senza  dare  la  possibilità  di  esprimere
  democrazia  in quest'Aula, l'opposizione che è stata fino  ad  oggi
  responsabile accamperà tutte le possibilità che sono previste dallo
  Statuto  e  dal  Regolamento per fare in modo che si utilizzino  le
  norme  scritte  e  non  quelle  non  scritte.  Il  suo  precedente,
  Presidente  Venturino è assolutamente fuor di luogo perché  lei  ha
  letto  che  il  Presidente  Formica, che stava  presiedendo  quella
  seduta, ha detto testualmente  sono stati approvati gli emendamenti
  ed è stato completato l'iter legislativo in Commissione.
   Qui  in  Commissione  non si è neanche aperta una  discussione  ed
  allora,  rispetto a questo, c'è dell'altro. Se lei mi dice  qual  è
  l'articolo  dello Statuto che preveda che né in Commissione  né  in
  Aula  possono essere presentati degli emendamenti al seguito di  un
  rinvio in Commissione, io voglio conoscere l'articolo, il comma, il
  numero  dell'articolo ed il comma; io potrei  anche  acquietarmi  e
  fare valutazioni esclusivamente politiche.
   Se  così non sarà, o voi avete l'unanimità dell'Aula rispetto a un
  precedente,  o altrimenti lei non ha altra soluzione  che  dare  il
  termine per la presentazione degli emendamenti, che siano anche  24
  ore o 12 ore, questo non lo so. Si consulti con i suoi Uffici.
   D'altronde, siccome oggi vedo un Vice, vorrei che non si assumesse
  responsabilità che non le competono perché sarebbe, a  mio  parere,
  una  partenza  falsa per una stagione delicata che credo  di  tutto
  abbia bisogno, soprattutto per voi che voterete sì e che quindi  vi
  assumerete delle belle responsabilità, è una stagione calda che non
  credo debba cominciare con un muro contro muro.
   Mi  aspetterei da lei, Presidente, dal Governo e dalla  banda  del
  buco  di  bilancio, maggiore responsabilità: non mi pare una  buona
  partenza.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Cordaro. Non entro nel merito  delle
  valutazioni   politiche,  ovviamente,  ma   per   quanto   riguarda
  l'applicazione   del  Regolamento  credo  di  interpretarlo   nella
  direzione giusta, anche perché non si tratta di nuovo testo  e  per
  quanto riguarda il caso da me citato prima, le ripeto l'ultima cosa
  di  quel verbale, ricordo che avevamo approvato gli articoli 1 e  2
  e,  quindi,  era  già un disegno di legge che aveva  già  approvato
  degli  articoli in Aula e poi era tornato in Commissione.  Comunque
  non stiamo parlando di cose diverse ma della stessa cosa, onorevole
  Formica.
   Sono  certo,  proprio perché confortato dal supporto degli  Uffici
  che  non hanno bisogno di essere giustificati da me, io vado avanti
  come stabilito.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Il comma dello Statuto qual è? Qual è il comma? In base a
  quale articolo? Qual è?

   DI GIACINTO. È lo stesso comma che hai utilizzato tu

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  intervengo per ribadire un concetto che forse è sfuggito.
   L'aver  richiesto di rimandare un testo di siffatta  importanza  -
  perché non parliamo di bruscolini, parliamo di un ennesimo mutuo  a
  carico  della Regione e, quindi, dei cittadini siciliani  -  non  è
  stata  una  velleità  tanto  per passare  il  tempo,  è  stata  una
  richiesta  necessaria  in  un  contesto  siffatto  di  mancanza  di
  responsabilità in primis da parte della maggioranza, perché non  si
  è  manifestata, ieri erano gruppi sparsi, ma del resto questi umori
  non  li  devo  sicuramente evidenziare io dal momento che  c'è  già
  stato, qui dentro, chi ha evidenziato queste crepe e spaccature.
   Abbiamo avuto necessità, nel tempo, analizzando il testo da quando
  questo è stato presentato, presentato e messo in discussione  prima
  dell'approvazione di un bilancio - inesistente, che galleggia,  che
  passa    tra   le   istanze   di   questo   Parlamento   -,   prima
  dell'approvazione  di  un  Documento  di  programmazione  economico
  finanziaria - anche questo procrastinato oltre il termine  naturale
  della  sua approvazione, che sarebbe il 31 agosto -, noi qua stiamo
  parlando  del  nulla,  in  assenza del nulla  si  chiede  a  questo
  Parlamento di incatenare i siciliani ad un altro mutuo e, pertanto,
  l'opposizione deve stare muta, silente andare avanti e  magari  non
  fare opposizione, obbedire all'assessore Borsellino, non si capisce
  perché  di economia ne debba parlare l'assessore Borsellino  quando
  avevamo  l'assessore  Baccei  ieri  in  Aula,  fatemi  capire  come
  funziona?
   E  ora  mi  si  viene a dire dal presidente Dina che è  stata  una
  questione strumentale?
   La  democrazia  è  strumentale?  Che  l'opposizione  parli  è  una
  questione strumentale?
   Noi  avremmo  desiderato che si approfondisse il testo  nuovamente
  per  le  ragioni che io ho appena esplicitato perché non esiste  un
  documento  di programmazione economico finanziaria, non  esiste  un
  bilancio approvato, non esiste la credibilità dell'azione di questo
  Esecutivo.
   Quindi,  di  che  stiamo parlando? Due ore, oggi,  in  Commissione
  bilancio,  un abuso rispetto anche alla prassi dei Regolamenti  che
  prevede,  qualora non lo si ricordasse, che l'Ufficio di Presidenza
  faccia   un  calendario  delle  attività  di  Commissione;  quindi,
  praticamente, nella prassi, nella possibilità che un presidente  di
  Commissione e una Presidenza facciano un po' quello che vogliono, e
  si  genuflettano, sostanzialmente e sempre, a questo Esecutivo. Qua
  si deve fare tutto.
   Bene qua concludo perché mi rendo conto che le dichiarazioni e  le
  elaborazioni  dei  nostri padri e filosofi contemporanei  che  sono
  Zagrebelski,  che  sono, per esempio, Luciano  Canfora,  aiutano  a
  comprendere  il  reale e allora vi dico una cosa interessantissima.
  Nel     nichilismo     e     questo    lo    disse     Zagrebelski,
  dell'autoreferenzialità non c'è posto per la politica ed è  da  due
  anni che vi diciamo che qua dentro politica non ne fate, se non  la
  politichetta   spicciola  dei  quattro  soldi  ai  quattro   gruppi
  clientelari.  Del resto abbiamo avuto anche un'immagine  oggi,  dei
  cinque  power  rangers  dei  PIP  sono  pure  intervenuti.  Guai  a
  sgarrare, per carità, eh
   E  se  non  c'è  politica,  non  c'è neanche  democrazia.  Luciano
  Canfora, ulteriormente, dice, questa è una deriva oligarchica della
  post  democrazia,  laddove il rappresentante del popolo  chiede  al
  suddito   di  obbedire  senza  avere  ragioni.  Chiede  al  suddito
  l'ubbidienza per l'ubbidienza.
   Ecco,  questo noi non lo possiamo fare. Se non l'avete capito  poi
  ve lo spiego quando finisce l'Aula, vedo la faccia un po' smarrita,
  onorevole Dina.

   DINA, presidente della Commissione e relatore. E' un comizio.

   ZAFARANA. Onorevole Dina, glielo spiego dopo. Il concetto è che se
  si  fa  politica si fa con degli ideali, dei valori,  entrando  nel
  merito delle questioni, non liquidando un disegno di legge, in  due
  ore. Studiamo bene.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parto da un  dato
  che mi ha preoccupato e che riguarda il commento che lei ha dato  a
  questa   interpretazione  da  dare  a  questo  precedente,   ovvero
  all'assoluta  certezza che lei giustamente,  prendendosi  tutte  le
  responsabilità del caso, ha dato su questa questione,  come  se  vi
  fosse un'unica interpretazione possibile.
   Vede,  signor Presidente, noi ci avviamo a concludere il  giro  di
  boa di questa legislatura. Di certezze in questi due anni e più  ne
  ho  sentite tante, troppo, ne ho sentite in merito a mutui, e siamo
  ad  un anno esatto dal mutuo che abbiamo affrontato nel 2014,  dove
  si  diceva che era indispensabile per avviare una sana e definitiva
  discussione sul risanamento del bilancio di questa Regione. Come un
  remake  ci ritroviamo dopo un anno con le stesse certezze,  con  un
  mutuo   molto   più  ampio  a  discutere  del  fatto  che   bisogna
  necessariamente  recarsi  a Roma con un  cappello,  il  mutuo,  che
  possiamo  immaginare come un grande cappello, a  dire  noi  abbiamo
  contratto  il nuovo mutuo, un po' come una piccola Grecia,  piccola
  non so sino a che punto, una piccola Grecia, che contrae il mutuo e
  che quindi chiede qualche cortesia.
   Dinnanzi a questo quadro di certezze che sono lieto lei ha, io non
  ho  queste  certezze, lei ce le ha, il Governo  ce  le  ha,  questa
  maggioranza, in questi anni, ce ne ha date tante certezze,  e  sono
  lieto  che ancora ora sia foriero di certezze per questo Parlamento
  e per il popolo siciliano, vedremo tra qualche mese quante certezze
  si  daranno  a migliaia di padri di famiglia e quante  certezze  si
  riusciranno  a  dispensare nei prossimi  mesi.  Dinnanzi  a  questo
  quadro   cosa   si   chiede  all'interno  dell'attuazione   di   un
  procedimento   legislativo   formale   all'interno   dell'Assemblea
  regionale siciliana?
   Si  chiede di rispettare il Regolamento. Cosa dice il Regolamento?
  E  qui delle due, l'una. Dice che si può rinviare in Commissione su
  proposta  motivata  per alzata e seduta. Ieri  è  accaduto  che  su
  proposta motivata, l'ha valutata lei questa proposta motivata,  non
  certamente io, si è rinviato in Commissione e quindi quello  stesso
  iter  che  non è modificato dal Regolamento perché non si avvia  un
  iter formale diverso nel caso di rinvio in Commissione.
   Il  Regolamento  non dice, nel caso di rinvio in  Commissione,  si
  avvia  un  iter  legislativo diverso. No, non  dice  nulla.  Quindi
  presuppone  che l'iter legislativo sia identico a un  iter  normale
  senza rinvio. Diversamente se voleva intendere un iter diverso,  lo
  avrebbe  esplicitato  con un'eccezione alla  regola  che  invece  è
  esistente   all'interno  del  Regolamento,  quindi  si  rinvia   in
  Commissione, su proposta motivata, la Commissione esita il testo  e
  il diritto del parlamentare non può essere leso.
   Giustamente  mi  si dice:  Ma il testo non è cambiato   ma,  scusi
  Presidente, se ieri vi è stata una proposta motivata, oltre  a  non
  essere  cambiato il testo oggi sono cambiate le condizioni  attorno
  alle  quali  si  è  discusso  di questo  testo,  sono  cambiate  le
  condizioni attorno alle quali sono stati presentati gli emendamenti
  per  l'Aula,  sono  cambiate le condizioni per le  quali  ieri  una
  riunione  della  cosiddetta  maggioranza  forse  ha  creato  questa
  proposta motivata.
   E  allora  se vi è una proposta motivata che ci spinge a espletare
  il   nostro  mandato  parlamentare  anche  per  il  tramite   della
  presentazione  di  emendamenti,  lo  è  certamente  all'interno  di
  quest'Aula.
     Non  vi è una proposta motivata ieri e una proposta non motivata
  oggi, non vi è un iter legislativo  formale ieri e non oggi.
   Siccome  mi rendo conto che la questione non è certa, non ce  l'ho
  neanche  io  questa  certezza, le chiedo su una  questione  non  di
  quisquiglie  ma di 1.700 milioni di essere attenti  e  garanti  non
  delle  opposizioni  che  oggi  sono opposizioni  e  domani  saranno
  maggioranza,  così come la maggioranza certamente fra qualche  anno
  sarà  opposizione, ma del popolo siciliano, perché i ruoli cambiano
  e le istituzioni restano.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                          Per fatto personale

   FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio quel fatto
  che  lei  ha  citato, signor Presidente, smentisce  quanto  da  voi
  sostenuto e avvalora quello da me oggi sostenuto, perché l'episodio
  al quale lei si riferisce  è un episodio che tornato in Commissione
  è  ritornato  in Aula dopo l'approvazione con modifiche,   è  stato
  accettato dall'Aula all'unanimità il modo di procedere, nessuno  ha
  sollevato il problema.
   Diversa  è la questione che abbiamo posto qui nel momento  in  cui
  solleviamo  il  problema  io  le consiglio  di  non  creare  questo
  precedente,  dia anche un termine minimo, dia anche un  termine  di
  dodici ore.
   Se  crede, visto che non ci sono grandi modifiche e apprezzate  le
  circostanze,  dia anche un termine breve ma non può  assimilare  un
  precedente che non si aggancia a nessuna norma del Regolamento allo
  svolgimento  di  una  procedura che è diversa nel  momento  in  cui
  diversi  parlamentari  di quest'Aula le chiedono  il  rispetto  del
  Regolamento non dei precedenti e, soprattutto, nel momento  in  cui
  facciamo presente che c'è un intero Gruppo parlamentare che non  ha
  avuto  la  possibilità  di poterla discutere o  ridiscutere  questa
  norma in Commissione bilancio.
   Le  forzature non servono a niente, servono quando c'è il consenso
  dell'Aula, non servono a nulla quando sono fatte contro l'Aula.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Riprende la discussione del disegno di legge «Disposizioni in
    materia di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione»
                                (875/A)

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  io  mi
  richiamo a quanto sostenuto dai colleghi che mi hanno preceduto sul
  rispetto ai Regolamenti.
   Ieri l'Aula si è espressa per un rinvio in Commissione, stamattina
  la  Commissione ha fatto un blitz ed ha rimandato  oggi  pomeriggio
  -  in  violazione  dei Regolamenti perché l'Aula  si  era  espressa
  sovrana  -  il testo in Aula così come era senza la possibilità  di
  presentare ulteriori emendamenti.
   E  a  ragion veduta dico: oggi il Governo sta proponendo un  mutuo
  per  risanare i debiti delle Aziende sanitarie locali  -  e  stiamo
  parlando di un mutuo di  un miliardo e settecento milioni -  ma  un
  elenco  esplicativo  delle  Aziende sanitarie  locali  e  a  quanto
  ammontano i loro debiti al 2013 esiste? Io non l'ho avuto,  nessuno
  di noi ha contezza.
   Come  fa  il  Parlamento oggi a votare un mutuo  per  ripianare  i
  debiti  delle  Aziende sanitarie locali quando non c'è accompagnata
  alla  relazione  del  disegno di legge l'elenco  esplicativo  delle
  aziende per sapere a quanto ammontano i debiti nel 2013?
   Questo  è  uno  dei  motivi  per i quali  lei  dovrebbe  concedere
  termine,  non solo a noi, per presentare emendamenti, ma  anche  al
  Governo perché il Governo produca in Aula l'elenco dei debiti delle
  aziende  sanitarie locali, perché altrimenti dovrà dire che  questo
  mutuo  non  serve  per ripianare i debiti delle  aziende  sanitarie
  locali ma serve per altro.
   Oggi la Sicilia è in ginocchio e non lo dico solo io ma lo afferma
  anche  l'assessore  Baccei che, in questo momento,  è  distratto  e
  giustamente pensa ad altro.
   Ma noi che siamo qui e siamo sul territorio e che abbiamo contezza
  che  questo  Governo non ha risolto un solo problema, non  è  stato
  capace  di  fare una sola norma di settore che potesse  portare  un
  minimo  di  rilancio,  non  è  stato  capace  di  impiegare   fondi
  comunitari  regalando  allo Stato 500 milioni  di  euro  che  hanno
  consentito di fare la manovra di stabilità.
   Sì,  è  cosi, onorevole Di Giacinto perché non ci possiamo,  oggi,
  caricare  di  un mutuo che avrà delle refluenze in  un  momento  di
  grave  crisi  economica per i cittadini, che porterà  non  solo  al
  disagio sociale ma ancora peggio.
   Non solo ma altre regioni cha hanno avuto lo stesso problema e che
  pure  indebitate,  hanno adottato misure diverse:  per  esempio  mi
  riferisco  alla  regione  Toscana che  ha  emanato  una  direttiva,
  addirittura  con una delibera di Giunta. Hanno approvato  ed  hanno
  trovato  la  soluzione: ricorrere alla pro factoring e pro  soluto.
  Questo  ha  consentito,  comunque,  di  risparmiare  sul  tasso  di
  interesse e di non accendere un altro mutuo.
   Quindi chiedo, non solo una pausa di riflessione, ma chiedo che il
  testo  vada rinviato in Commissione e chiedo, soprattutto,  che  il
  Governo  produca  l'elenco  esplicativo dei  debiti  delle  aziende
  sanitarie  locali  per  capire  se, effettivamente,  questi  debiti
  ammontano ad un miliardo e 700 milioni di Euro.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori.  Intanto una breve parentesi attraverso  la  quale  devo
  unirmi, ovviamente, ai colleghi che sono intervenuti prima  di  me.
  Quei  colleghi  che,  ormai  da un anno,  vivono  l'esperienza  dei
  lavoratori  dei piani di inserimento professionale,  lavoratori  ai
  quali  è  stata negata una prospettiva, lavoratori a  cui  è  stato
  detto   come   in  tanti  altri  casi   non  vi  preoccupate,   ora
  valuteremo ,  e lavoratori rispetto ai quali si sono  aperte  delle
  aspettative  rispetto  ad un bacino che, Presidente,  Governo,  noi
  avremmo preferito che ci fosse stata maggiore chiarezza.
   Un  bacino rispetto al quale è stato votato un ordine del  giorno,
  un bacino rispetto al quale è stata fatta una norma interpretativa,
  e  rispetto alla quale noi chiediamo al Presidente della Regione di
  fare  finalmente  chiarezza. Ci sono questi operatori  e  mi  rendo
  conto  che,  probabilmente,  nel mare grande  del  precariato,  del
  disagio,  delle  tensioni sociali che il Governo sta  determinando,
  questo   precariato   probabilmente  una  goccia   nell'oceano   se
  consideriamo  che  è di oggi la notizia dei 2.000  operatori  degli
  sportelli multifunzionali che vengono mandati a casa ma, assessore,
  noi  chiediamo che su questa vicenda debba essere fatta  chiarezza.
  Un  gruppo  di  parlamentari in delegazione è stato dal  Presidente
  della  Regione.  Il  Presidente della  Regione  ci  ha  chiesto  di
  conoscere  quella  norma interpretativa, questo è  stato  fatto  da
  parte dei deputati.
   Ci  sono venuti in soccorso tutte le organizzazioni sindacali, per
  cui la  triplice  ha fatto una richiesta di incontro urgente con il
  Presidente della Regione  per favore veniteci a dire cosa  dobbiamo
  fare con questi operatori .
   Questa  è una cosa che dovete, non soltanto alla Città di Palermo,
  ma  alla  Regione  siciliana  tutta. Operatori  che  è  vero  hanno
  sbagliato ma rispetto ai quali noi offriamo una opportunità  che  è
  quella di fare chiarezza.
   Noi  vi  diciamo: fate una norma per cui dalla data di entrata  in
  vigore  di  quel testo che fu votato in Aula, da quel  momento  chi
  sbaglia paga. Ma fino a quel momento garantiamo la giustezza  della
  pena  e  facciamo  in modo che anche a quella gente  che  viene  da
  percorsi  socio lavorativa e rispetto alla quale a quel tempo  alla
  data  della  loro  assunzione  ora un requisito  venire  da  quella
  propria   condizione   a  quella  gente  si   venga   ancora   data
  un'opportunità.
   In  questo mi unisco quindi a questo appello da parte di tutte  le
  forze  parlamentari  palermitane e non solo che auspichiamo,  anzi,
  abbiamo   certezza   troveranno  conferma,  appoggio   e   sostegno
  dall'intero  Parlamento. Io credo che il Parlamento a questo  punto
  arrivato  non può fare altro che continuare con queste  indicazioni
  che  vi  sono state date in maniera chiare e quindi aspettiamo  che
  una  risposta finalmente dal Governo possa arrivare oltre  che  dal
  Presidente della Regione, ovviamente.
   Detto  questo, assessore, io proverò a riformulare il quesito  che
  già  alcuni colleghi hanno posto: cosa è cambiato rispetto a  ieri?
  Cosa  è  cambiato rispetto a quella data, ieri appunto, in  cui  la
  Maggioranza  è arrivata frantumata, si è sgregolata  di  fronte  al
  muro del buon senso da parte delle altre forze parlamentari che  vi
  hanno  chiesto  di  non mettere ulteriore ipoteca  sul  futuro  dei
  nostri  figli,  forse un elemento di novità c'è stato,  è  vero,  è
  quell'elemento di novità mi dispiace dirlo per tanti  colleghi  che
  in  Commissione  Bilancio  fino ad ora ho  sempre  pensato  fossero
  animati  da buon senso, ma ciò che è cambiato, è che ci sono  stati
  dei  chierichetti,  si  dei chierichetti, i  componenti  di  quella
  Commissione   bilancio  che  hanno  votato  a  favore   di   questo
  provvedimento che sono venuti insieme a padre Antonello Cracolici a
  fare  di  nuovo  pace  a voi separati in casa, assessore  Baccei  e
  Presidente della Regione Crocetta, due uomini si separati in  casa,
  da  una parte Baccei dall'altra Crocetta, padre Antonello Cracolici
  con  i  chierichetti della Commissione Bilancio con un blitz  hanno
  annullato  il  lavoro che era stato fatto da un Parlamento:  ma  io
  credo  che  la  realtà  consiste in questo, assessore,  che  questa
  Maggioranza   non  esiste  più,  quei  parlamentari   anche   della
  maggioranza non a caso non hanno votato ieri il mutuo perché non  a
  caso  loro  sono coscienti che è una responsabilità così forte  non
  poteva  essere  assunta da questo Parlamento, ve lo hanno  dato  il
  segnale  non  si  sono presentati, vi hanno dato  l'opportunità  di
  seguire  un  percorso diverso ma a quel punto quando i separati  in
  casa  siete  stati  richiamati a quel lungo  matrimonio  non  c'era
  alternativa, da Renzi c'era un mandato di dare un diktat definitivo
  per  la  Sicilia  che rimane in questo caso la  Sicilia  dei  buchi
  nell'acqua,   buchi  nell'acqua  uno  dietro   l'altro,   però   le
  responsabilità sono tutte vostre, di questo Governo.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  certo
  io  intervento  perché  l'argomento è assai delicato  e  credo  che
  meriti  grande  attenzioni da parte di tutti;  e  peraltro  la  mia
  preoccupazione e il mio scoramento sia ancora appesantito dopo aver
  letto  l'articolo sul giornale di Sicilia di qualche giorno fa,  le
  dichiarazioni   dell'assessore  Baccei  il  quale  era   abbastanza
  preoccupato e parlava addirittura di un buco che andava oltre  i  5
  miliardi di euro, io ho letto questo articolo che mi ha veramente e
  particolarmente scoraggiato e che asseriva tra l'altro il mutuo  di
  un  miliardo e 700 milioni di euro non risolve granché, e del resto
  al  di là delle dichiarazioni dell'assessore non ci vuole molto per
  capire  che l'assunzione di questo mutuo, credo come voler  mettere
  una toppa ad una falla che è enorme.
   E'  chiaro che coprire con dei mutui altri mutui o altri debiti  è
  una  procedura che francamente non è molto incoraggiante perché poi
  alla  fine il mutuo che noi vogliamo assumere è soltanto  un  mutuo
  che tenta di coprire altre falle, altri debiti.
   Come  quella  famiglia  che nel tentativo di  volere  sopravvivere
  qualche  giorno in più accende ulteriori prestiti,  gira  tutte  le
  finanziarie,  gira tutte le banche, nel tentativo  di  avere  altri
  mutui,  nel  tentativo di coprire altri prestiti, altri debiti,  un
  tentativo maldestro.
   Credo  che  al di là del merito, in quest'Aula, oggi  non  ci  sia
  maggioranza, non c'è maggioranza,  tra l'altro è il balletto  anche
  di ieri, cioè quello di portare in Aula, la proposta, il disegno di
  legge  e  poi  senza  la  presenza della maggioranza,  per  cui  la
  richiesta del Movimento Cinque Stelle , di riportare in Commissione
  il  disegno  di  legge  stesso,  è  chiaro  che  è  un  segnale  di
  grandissima debolezza della maggioranza e dell'Aula.
   A questo si aggiunge anche il fatto che, oggi si porta di nuovo lo
  stesso  disegno  di  legge, che è passato  diciamo  tra  virgolette
  all'attenzione  della  Commissione  Bilancio,  ma   senza   nessuna
  relazione ulteriore, senza nessun approfondimento e per giunta  con
  una  chiusura totale, cioè quella dell'impossibilità di  presentare
  anche degli emendamenti, questo mi sembra veramente un eccesso.
   Ma anche oggi non vedo una maggioranza presente, granitica, pronta
  a  votare  questo  disegno di legge; mi pare che c'è  l'opposizione
  che,  forse tiene con la sua presenza il numero legale, ma  non  mi
  pare  che  da  parte  della maggioranza anche oggi  ci  sia  questa
  volontà,  per cui non capisco caro Presidente, oggi quello  che  si
  vuole fare.
   Sarebbe  stato  più  giusto, forse, concedere  la  possibilità  di
  presentare   gli  emendamenti  e  magari  rinviare  alla   prossima
  settimana  la  discussione sul disegno di legge  e  relativo  voto,
  credo  sarebbe  più  consono  ad un comportamento  che,  certamente
  lascerebbe maggiori spazi alla democrazia e alla discussine.  Fermo
  restando  che  siamo ad un anno dal mutuo acquisito l'anno  passato
  per  coprire  i debiti di varie imprese con le Asp, per  coprire  i
  debiti  degli  enti  locali e per coprire  i  debiti  della  stessa
  regione;  adesso ci ritroviamo di nuovo, con un altro mutuo  da  un
  miliardo  e ottocento milioni, sempre per fare cassa e per coprire,
  probabilmente, anche tanti altri debiti e magari ci prepariamo  con
  l'approvazione del prossimo bilancio, che mi auguro, avverrà  entro
  aprile,  magari  con  la proposta di un altro  mutuo  da  un  altro
  miliardo  di  euro,  chissà probabilmente il Governo  medita  anche
  questo.  E  quest'Aula  dovrà, fra qualche mese,  affrontare  anche
  questa discussione.
   Ritengo  che  stiamo  veramente navigando a  vista,  che  non  c'è
  nessuna  rotta e nessuna bussola che ci possa guidare e portare  in
  un porto sicuro.
   Credo  che oggi il nostro cammino è fortemente nebuloso  e  questo
  mutuo penalizzerà ulteriormente la Sicilia e i siciliani che i  per
  i  prossimi  trent'anni  avranno  addosso  non  soltanto  il  mutuo
  acquisito un anno fa ma anche quest'altro mutuo da due miliardi che
  peserà tantissimo sui siciliani.
   Mi  auguro  comunque che, tra l'altro la maggioranza possa  essere
  presente  per  votare, mi auguro che la sinistra sia  presente  per
  votare  questo  mutuo perché oggi non vedo nessuno, quindi  ritengo
  Presidente,  che  sia  più giusto rivedere le proprie  posizioni  e
  magari  rinviare alla prossima settimana concedendo la  possibilità
  ai singoli deputati di poter presentare anche qualche emendamento.

   PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Ioppolo,  vorrei
  dire  una  cosa  a  beneficio  di chi ci sta  guardando  in  questo
  momento. Quando lei, onorevole Fontana, dice che non ci sono  degli
  emendamenti  le dico che gli emendamenti sono stati già presentati.
  Il disegno di legge non è cambiato non solo nella forma, ma nemmeno
  nella sostanza e non c'è soluzione di continuità con il disegno  di
  legge  che è approdato in Commissione. Per quanto mi risulta  dalla
  lettera  inviatami dal Presidente della Commissione, che è  l'unico
  responsabile per indire la Commissione, non certamente io,  ho  qui
  la  lettera  che conferma l'approfondimento lo dico a beneficio  di
  chi ci sta ascoltando.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo, non c'è dubbio, Signor Presidente dell'Assemblea,  che  ci
  troviamo davanti ad un problema di interpretazione. E come tutte le
  questioni  che  vengono presentate dalla necessità di  interpretare
  una  norma  sono delle questioni che si prestano a discussioni,  ad
  approfondimenti anche a diversità di sedute. Un buon  criterio  per
  interpretare la norma è quello di leggerla alla luce di un contesto
  generale  al  fine di salvaguardare il più possibile le prerogative
  per le quali un Regolamento esiste.
   Ora,  non  c'è alcun dubbio che l'articolo 121 quater  del  nostro
  Regolamento, alla fine, presenta qualche lacuna perché,  deliberato
  da  parte  dell'Assemblea  la  retrocessione,  la  regressione  del
  disegno di legge in Commissione prende in esame soltanto il caso in
  cui vi sia inerzia da parte della Commissione per 15 giorni almeno,
  quindi  per  un  termine  superiore a  15  giorni,  il  che  dà  la
  possibilità  al Presidente di poterlo di nuovo inserire  all'ordine
  del  giorno. Non prevede ipotesi diverse. Nel non prevedere ipotesi
  diverse ecco lo spazio interpretativo.
   Che  cosa  è accaduto di fatto? E' accaduto che ieri sera  intorno
  alle  ore  19.20-19.30 l'Aula si determina per la  regressione  del
  procedimento  legislativo in corso, cioè  l'esame  del  disegno  di
  legge,  alla Commissione  Bilancio . Lo diceva prima, e  lo  diceva
  molto bene, l'onorevole Lombardo sulle cui riflessioni io concordo.
   Cominciamoci  a  chiedere: se l'Aula ha  votato  alle  19.00-19.30
  inoltrate  la  Commissione stamattina era già  convocata,  vi  sarà
  stato  quindi un ordine del giorno integrativo, ordine  del  giorno
  integrativo  che  sarà stato comunicato a tutti i componenti  della
  Commissione  e  che sarà stato convocato in tempo  utile  perché  i
  singoli   componenti   della  Commissione   potessero   riflettere,
  potessero   raccordarsi  con  i  colleghi  dei  rispettivi   Gruppi
  parlamentari  e  stamattina  essere  presenti  in  Commissione  per
  emendare, discutere e approfondire il disegno di legge.
   Non  c'è dubbio che il lasso temporale che è trascorso tra le  ore
  19.30-20.00  di  ieri  sera  e le ore  9.00  di  stamattina  non  è
  certamente  un  lasso di tempo sufficiente perché  la  libertà  del
  deputato si sia formata, costituita in tutta la sua pienezza.
   Ma  dico  di  più, signor Presidente. Stamattina era una  giornata
  densa  di riunioni di Commissioni  ed assai spesso i componenti,  i
  singoli  deputati, sono componenti di più di una  Commissione.  Era
  convocata  la  Commissione  Sanità , era convocata  la  Commissione
   Territorio ,   era  convocata  la  Commissione  Antimafia,   erano
  convocate  praticamente tutte le Commissioni.  Quindi,  sicuramente
  non   c'è  stata  la  possibilità  in  Commissione   Bilancio    di
  approfondire  e  di  approfondire come si deve  questo  disegno  di
  legge.
   Ma   c'è   di  più,  signor  Presidente.  Questa  regressione   in
  Commissione,  nel silenzio dell'articolo 121 quater sostanzialmente
  presuppone  una  restituzione  nei  termini.  Si  sarebbero  potuti
  stamattina  presentare emendamenti in Commissione, non ne  è  stato
  fatto  un  problema dei singoli commissari, ma la restituzione  nel
  termine per la presentazione di emendamenti non può valere soltanto
  per  i 15 componenti della Commissione Bilancio, ma deve valere per
  tutti  e  90 i deputati dell'Assemblea regionale siciliana,  né  ha
  pregio  alcuno  il  discorso siccome è lo stesso testo,  perché  lo
  stesso  testo  è nella inerzia dei 15 componenti della  Commissione
  Bilancio  che non può ricadere a disfavore degli altri 75  deputati
  dell'Assemblea  regionale siciliana. Quindi,  la  restituzione  nei
  termini,  per  la presentazione degli emendamenti, se  vale  per  i
  componenti  della  Commissione Bilancio non può non  valere  per  i
  deputati tutti dell'Assemblea.
   C'è  un  altro profilo, signor Presidente, che io vorrei  lei  non
  sottovalutasse  nel  momento della sua  decisione  che  può  essere
  ancora ispirato al saggio apprezzamento ed equilibrio.
   Questa Assemblea stasera non è nel suo plenum, nel suo plenum,  in
  quanto  ha  legittimità dell'organo perché noi abbiamo la  certezza
  che   almeno  tre  componenti  di  questo  nostro  Parlamento,   il
  Presidente   della   Regione,   il  Presidente   dell'Assemblea   e
  l'onorevole Falcone, sono assenti non per libera volontà,  ma  sono
  necessitatamene assenti perché chiamati a Roma per la elezione  del
  Presidente  della Repubblica. Quindi, c'è anche un vulnus,  dovendo
  raggiungere,  avendo dovuto raggiungere la sede romana  per  tempo,
  c'è  anche  un  vulnus  del  plenum di questa  Assemblea  regionale
  siciliana.
   Ed  allora,  signor Presidente, poiché l'Assemblea  le  chiede  un
  termine per la presentazione di ulteriori emendamenti, termine  che
  potrebbe assai utilmente essere stabilito nella giornata di  domani
  o  di  venerdì  per esaminare e votare il disegno  di  legge  nella
  prossima  seduta  di  martedì - come del resto ieri  sera  chiedeva
  l'autorevole  componente del Governo, dottoressa  Borsellino  -  io
  credo  che  lei abbia ancora sprazzi di buonsenso nell'applicazione
  delle norme regolamentari per non mettere questo Parlamento in  una
  condizione di frattura verticale tra chi sarà costretto  a  votarlo
  il disegno di legge e chi non lo vuole votare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ioppolo, per chiarezza  sempre  di  chi  ci
  ascolta, le ricordo che queste sedute d'Aula sono state previste in
  Conferenza  Capigruppo e la Conferenza Capigruppo era a  conoscenza
  che oggi, i colleghi da lei citati sarebbero dovuti andare a Roma.

   IOPPOLO. Era stato previsto per l'incardinamento del DPEF.

   PRESIDENTE.  No, onorevole Ioppolo. Se lei legge il verbale  della
  Conferenza  Capigruppo, era previsto per ieri ed  eventualmente  il
  prosieguo  per  oggi.  Per  cui, voglio  dire,  già  la  Conferenza
  Capigruppo su questo punto, giustamente da lei sottolineato, si era
  espressa.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, io penso che oggi stiamo  consumando
  una  grave violazione del Regolamento interno dell'Assemblea. E  mi
  dispiace  dire che la prima violazione l'ha commessa la Commissione
   Bilancio   che ha agito in questa veste come composta  da  veri  e
  propri  Speedy  Gonzales  che  hanno  violato  qualsiasi  norma  di
  ragionevolezza oltre che giuridica.
   L'onorevole  Ioppolo  ha  ben  detto  che,  essendosi  determinata
  quest'Assemblea ieri sera, nel corso della seduta pomeridiana,  per
  il  rinvio  in  Commissione, nell'ordine del giorno della  pur  già
  convocata  Commissione   Bilancio ,  non  poteva  essere   inserito
  l'argomento del mutuo.
   Ed  allora,  l'articolo 32, comma 7 del nostro  Regolamento  -  le
  chiedo,  signor  Presidente, di controllare e gli Uffici  di  darne
  atto  -  prevede  che, comunque, l'ordine del  giorno  deve  essere
  comunicato ai componenti almeno 48 ore prima. Essendo l'ordine  del
  giorno   della   riunione  convocata  stamattina  già   emesso   in
  precedenza,   è   chiaro  che  l'inserimento  di   quell'argomento,
  onorevole  Dina  -  e  mi  dispiace per   la  persona  di  assoluta
  ragionevolezza  come  lei  -  anche se si  tratta  di  integrazione
  dell'ordine del giorno, deve essere nel rispetto delle 48 ore, cosa
  che non è assolutamente intervenuta.
   Oggi,  il  Parlamento  si può determinare in  un  solo  senso,  mi
  dispiace  ma è così: rinviare nuovamente alla Commissione che  deve
  essere riconvocata con la necessaria concessione del termine  delle
  48 ore. Dopodiché, caro Presidente, onorevole Venturino, l'articolo
  121  quater che voi interpretate con molta leggerezza, consentiteme
  di  dire, nel senso che i 15 giorni si riferiscono ad una eventuale
  inerzia  della Commissione, cosa che non è scritta  e  non  si  può
  interpretare  assolutamente dalla lettura attenta e puntuale  della
  disposizione, l'articolo 121 quater può essere interpretato solo in
  un  senso.  L'argomento  non  può essere  riportato  all'attenzione
  dell'Assemblea se non sono prima decorsi 15 giorni, non i 15 giorni
  dell'eventuale inattività della Commissione.
   Noi  stiamo  agendo  in  palese violazione,  ha  agito  in  palese
  violazione  la Commissione, sta agendo in palese violazione  questa
  Assemblea.  E,  poi,  non  me  ne voglia,  signor  Presidente,  noi
  discutiamo  di  un mutuo - non voglio entrare nel merito  -  di  un
  mutuo  il cui piano di rientro inizia nel 2015, cioè le prime  rate
  di rientro del mutuo devono essere pagate nel 2015.
   Mi  venite  a spiegare perché  - in quest'Assemblea c'è sempre  da
  apprendere - come può approvarsi un mutuo che prevede una spesa per
  il  rientro  della prima rata del mutuo nel 2015 in  assenza  dello
  strumento finanziaria dove questa uscita sia prevista ed approvata?
  Se  vi  fosse  ancora la figura del Commissario dello Stato  questa
  norma non passerebbe né ora e né mai
   Noi  impegniamo  una  spesa in assenza di un  bilancio  al  di  là
  dell'esercizio  provvisorio. Questa è una  questione  pregiudiziale
  sulla  quale l'Aula sta allegramente sorvolando su un argomento  di
  impegno  di  spesa notevolissimo, e mi dispiace che la  Commissione
   Bilancio ,  anche su questo, sia andata a volo  di  uccello  senza
  affrontare come si doveva un problema di assoluta rilevanza che può
  impegnare  anche, non me ne vogliano i colleghi, la  responsabilità
  personale  di  ciascuno  che andrà con l'assoluta  disinvoltura  ad
  approvare questo mutuo. Certo, non sarà né il mio caso, né il  caso
  dei  deputati  di Forza Italia, ma evidentemente è  un  invito  che
  rivolgo all'attenzione e alla dovuta considerazione che deve  avere
  intanto   la  Presidenza  dell'Assemblea  e  poi  ciascun  deputato
  chiamato ad esprimersi su questo.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Assenza.  Sempre  per  dovere  di
  chiarezza  nei  confronti  di  chi  ci  ascolta,  dice  bene   lei,
  l'articolo  32,  comunque, parla al comma 7, di 48  ore  quando  si
  parla di convocazione di una Commissione. In questo caso si parlava
  di   integrazione   dell'ordine  del  giorno  e   sono   due   cose
  completamente diverse.
   Ripeto,  giusto  per  fare  chiarezza  sul  Regolamento.  Non   mi
  interessa   entrare   nel  merito  della  discussione   prettamente
  politica.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, intanto vorrei ribadire  che
  Forza  Italia  in Commissione ha votato astenendosi  attraverso  il
  voto   espresso   dall'onorevole  Milazzo,   il   sottoscritto,   e
  dell'onorevole Savona.

   PRESIDENTE. Non sprechi il suo tempo, prego continui.

   MILAZZO.  Vedo  colleghi di cinqueStelle che fanno  cenni  con  la
  mano.  Non  li ho visti attaccati al lampadario oggi in Commissione
  Bilancio e anzi erano presenti al 50 per cento. L'onorevole Ciaccio
  non c'era in Commissione quindi faccio notare la presenza.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, prego continui il suo intervento.

   MILAZZO GIUSEPPE. Questo lo recupero.

   PRESIDENTE. No, questo no. Ha perso del tempo.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Vorrei sottolineare che  noi  abbiamo  chiesto
  chiarimenti all'Assessore chiedendo un apposito incontro presso  il
  Gruppo  Forza Italia per avere spiegate le ragioni per  cui  a  suo
  parere le condizioni non dovevano cambiare di questo mutuo.  Ma  la
  domanda  che vorrei fare all'Assemblea è questa: ieri c'è stato  un
  voto  da  parte  dell'Aula.  Non è stata data  alcuna  motivazione,
  quindi  il  testo  senza  alcuna modifica,  né  sostanziale  né  di
  percorso politico è stato rimandato in Commissione  Bilancio .
     Io chiedo scusa se sto disturbando, Presidente ci possiamo anche
  allontanare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  in  effetti  non  si  riesce  a
  sentire.

   MILAZZO.  Perché  il punto è questo, Presidente.  Ho  sentito,  ho
  visto  parlare  tanti sapientoni, venire qua, le  Commissioni  sono
  Speedy  Gonzales.  Ieri, alla fine dell'Aula i capigruppo  dovevano
  chiedere  un incontro al Presidente dell'Assemblea per cambiare  il
  percorso, l'iter del mutuo.
   Le  regole sono rimaste quelle  della trattazione di questo mutuo;
  è  stato  rimandato in Commissione. Il Presidente Dina ha  spiegato
  che  le  condizioni erano immutate e quindi si leggeva solo per  un
  fatto politico essendo che non abbiamo allegato né un documento, né
  uno straccio di pregiudiziale, Niente
   Abbiamo  votato  in  un momento di estemporaneità,  di  goliardia.
  Abbiamo  fatto  l'opposizione  in modo  goliardico  e  nessuno  qua
  stasera  ammette che abbiamo incardinato un percorso di opposizione
  che  io  ho  condiviso e condivido però che non  ha  avuto  seguito
  politico da parte dei capigruppo delle minoranze.
   Perché,  cosa  si  è  fatto  stasera?  Ognuno  di  noi  ha   fatto
  l'interventino   e tutto è apposto. Finito qua.  Se  ci  fosse  una
  violazione  regolamentare  si  potrebbe  porre  una  pregiudiziale.
  Niente  di  tutto  questo perché nessuno lo ha  fatto.  I  colleghi
  continuano imperterriti a disturbare l'Aula. Ma continuo.
   Poco  fa davo la mia disponibilità all'onorevole Ciaccio,  e  così
  farò, a sostenere le proposte che lui porterà avanti in termini  di
  opposizione  perché io faccio parte dell'opposizione. Però,  ognuno
  si  deve  assumere le proprie responsabilità. I capigruppo dovevano
  cambiare il percorso dopo il voto dell'Aula di ieri invece,  se  ne
  sono andati a casa e questa mattina non si sono occupati dei lavori
  che  oggi  si dovevano svolgere perché il Presidente Venturino,  mi
  sarei  aspettato, oggi doveva prendere la parola e doveva dire:   a
  seguito  al  voto  d'Aula  e  della Conferenza  dei  capigruppo  il
  percorso è cambiato .
   Lo  devo cambiare io l'ordine del giorno? Io sono un soldato della
  minoranza.  Voterò contro. Ditemi tutto quello che  si  deve  fare,
  però  vorrei  ricordare alle menti sopraffine di questo Parlamento,
  tutti  coloro  i  quali  da un anno e mezzo ci  guidano  in  questo
  percorso,  gli  stessi scienziati che hanno voluto una  mozione  di
  sfiducia  che  ha  ricompattato una  maggioranza,  che  si  sarebbe
  sfaldata  già  sei mesi prima, vorrei dire a questi scienziati  che
  mandano persone a verificare in Commissione come votiamo e come non
  votiamo. Intanto, votiamo in modo libero
   Ma entriamo nel merito; entriamo nel merito del mutuo:  va fatto o
  non va fatto? È sbagliato? Perché? È inutile che ci impantaniamo in
  discussioni  che  chi  è  bravo  di  Assemblea  regionale,   ed   è
  all'opposizione, lo sa che stiamo facendo due ore di dibattito e di
  qui  a  poco  inizieremo a votare e non si bloccherà il  mutuo  con
  questi strumenti.
   I  signori Capigruppo della minoranza avrebbero dovuto incontrare,
  ieri,  il  Presidente della Regione, o il facente funzioni,  ed  il
  Presidente dell'Assemblea per cambiare il percorso, ma così  non  è
  stato fatto.
   Quindi, signor Presidente, io sarò là, mi dicano come devo  votare
  però   Giorni  fa  si sono votati tre delegati per  l'elezione  del
  Presidente    della   Repubblica   e   ho   visto   avvicendamenti,
  collaborazioni,  ma  non  ho visto tutto  questo  accanimento:  non
  facciamo  che quando vota Milazzo o qualcuno c'è lo schieramento  e
  quando si vota altre cose c'è il  vogliamoci tutti bene , perché io
  non  sono  per  portare  il  mio partito ad  essere  Cinque  Stelle
  dipendente.
   Io  vengo  da un'altra cultura, sono per affrontare il problema  e
  capire  quale  è  il punto di mediazione, perché non  fare  niente,
  signor Presidente, non può esistere in un'Aula di questo tipo. C'è,
  facciamolo e discutiamo come. Se qualcuno, invece, mi dice : no  lo
  dobbiamo bloccare , che venga qua e blocchi il mutuo, altrimenti  è
  un buffone

   PRESIDENTE.  Ringrazio  l'onorevole  Milazzo  Giuseppe  perché   è
  chiaro,  dal  suo intervento, che in Commissione  si  è  svolto  il
  lavoro  così  come doveva essere svolto, quindi anche con  un  voto
  che,  nel caso dell'onorevole Milazzo Giuseppe, è risultato  essere
  un'astensione.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Alongi. Ne ha facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ripartire da
  ieri  pomeriggio quando da questi microfoni qualche  collega  della
  maggioranza,  prima  ancora  che si consumasse  il  voto,  non  per
  appello  nominale,  che  poi ha deciso di  rimandare  il  testo  in
  Commissione  Bilancio, ha accusato una minoranza, ha sollevato  una
  serie di strali e di accuse contro la minoranza secondo me violando
  quelle che sono le norme della politica: c'è una maggioranza e  c'è
  un'opposizione
   Se poi finiamo al banco degli assessori poi forse è anche meglio

   PRESIDENTE.   Onorevole   Barbagallo  e   onorevole   Sudano,   se
  cortesemente .

   SUDANO. Poi ti risponderò per il mutuo

   ALONGI. No, sul mutuo poi risponde l'assessore Baccei che mi  pare
  corretto.  Ma ritengo che sia un fatto di rispetto che  quando  uno
  interviene  da  questi microfoni, possa ricevere  l'attenzione  dei
  colleghi.  Chi  non  vuole  ascoltare è  libero  di  andarsene  nei
  corridoi.
   Lasciamo perdere le polemiche perché non ne voglio fare con nessun
  collega, me ne guarderei bene, tutte persone che stimo.
   Io inviterei l'assessore Baccei e l'Aula tutta, in particolar modo
  la   maggioranza,   in   questa  fase  così  delicata   ad   essere
  particolarmente  moderati nelle fughe in avanti, perché  quando  si
  apre  il  fronte delle fughe in avanti e si fa il braccio di  ferro
  bisogna   avere   contezza   dei   numeri,   della   forza,   della
  determinazione  e  della  compattezza.  Non  vorrei,  fra   un'ora,
  ritrovarmi  qui  con  qualche collega che  interviene  dicendo  che
  abbiamo  impallinato, siamo stati contro il mutuo o  altro,  perché
  qua ognuno fa il suo lavoro.
   Assessore Baccei, lei ha grande stima e glielo dico pubblicamente,
  al   di   là  delle  mie  posizioni  personali,  perché   io   sono
  all'opposizione e credo in quello che sto facendo, perché ho  molto
  apprezzato  le  sue  parole nero su bianco e non  che  volano   nel
  documento di programmazione economico-finanziaria, dove ha fatto un
  quadro  drammatico,  disarmante  di  quella  che  è  la  situazione
  economico-finanziaria  della Sicilia e dei siciliani.  Quindi,  non
  vorrei essere nei suoi panni. Questo lo capisco.
   Però,  oggi,  mi  sta sorgendo un dubbio, presidente  Venturino  e
  glielo dico all'assessore Baccei.
   Non  vorrei che questa sera questa accelerazione e questa  volontà
  nel  votare  per forza ora, senza un momento di riflessione,  serva
  come strumento per qualcuno, per impallinare l'assessore Baccei.
   Attenzione, non vorrei essere profeta di momenti politici futuri.
   E  allora  le dico, fin da subito, presidente Venturino,  che  per
  quanto mi riguarda, siccome sono 98 emendamenti, e mi pare che  non
  c'è  voglia di mediazione e di ragionamento politico, credo che  la
  minoranza non può fare altro che per ogni emendamento chiederne  la
  votazione  per appello nominale, affinché ognuno si assuma  le  sue
  responsabilità,  se poi ha i numeri per andare  avanti  e  affinché
  ognuno possa garantire le scelte, per me, scellerate, di spinta che
  sta facendo questa sera.
   Credo  che  la scelta di andare a tutti i costi avanti,  dopo  gli
  interventi che sono stati fatti dai miei colleghi dell'opposizione,
  aggiungo tutti legittimi tutti indistintamente, credo che  sia  una
  scelta  scellerata  e  che  nasconda  probabilmente  qualche  altro
  progetto politico di altro tipo per impallinare qualcuno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Siragusa.  Ne  ha
  facoltà

   SIRAGUSA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  innanzitutto  volevo  sottolineare che  apprendiamo  dall'onorevole
  Milazzo  due  cose:  la  prima che il Movimento  Cinque  Stelle  dà
  dipendenza, la cosa non può che farci piacere. Speriamo che  questa
  dipendenza  si  diffonda  in  tutto il  Paese   La  seconda  è  che
  evidentemente  esistono  anche  due  Forza  Italia:  Forza   Italia
  rappresentata  dall'onorevole Assenza e Forza Milazzo rappresentata
  dal power ranger dei PIP.
   Poi, volevo rispettosamente tornare sul discorso dell'articolo 32,
  comma  7, sottolineando e ponendo il quesito agli uffici che chiedo
  che  lo analizzino con attenzione perché in realtà nel testo si  fa
  riferimento non alla convocazione, ma espressamente all'ordine  del
  giorno. Quindi, anche una variazione dell'ordine del giorno  stesso
  va  comunicata 48 ore prima. Secondo noi questa convocazione non  è
  da considerarsi legittima.

   PRESIDENTE.  Non  essendoci altri iscritti  a  parlare,  si  passa
  all'esame degli emendamenti.
   Gli  emendamenti sono inclusi nel fascicolo che avete  dinnanzi  a
  voi.
   Si  inizia  con l'emendamento 1 R84. E' un emendamento soppressivo
  dell'articolo, a firma degli onorevoli Falcone, Assenza ed altri.

   ASSENZA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
  che  fino  a prova contraria reca la firma di tutti i deputati  che
  fanno  parte  del  gruppo di Forza Italia, tranne  che  l'onorevole
  Milazzo  non ritenga di affermare che la sua firma sia stata  messa
  da qualche altro e lui si dissocia da questo emendamento abrogativo
  dell'articolo  1, evidentemente è basilare per il  prosieguo  della
  discussione  e  dato  che la maggioranza con assoluta  arroganza  e
  incoscienza,  mi  si  consenta di dire, voglia  andare  avanti  per
  l'approvazione  di questo mutuo senza nemmeno concedere  i  termini
  previsti dalle norme  e dal Regolamento.
   E'  un emendamento sul quale insistiamo profondamente e sul quale,
  signor  Presidente, annunzio sin da ora di chiedere il voto segreto
  e,  non  appena  ritorno  al mio posto,  chiederò  ai  colleghi  di
  appoggiare la mia richiesta.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

    PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole Laccoto ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Seguito della discussione del disegno di legge n. 875/A
     Disposizioni in materia di pagamento dei debiti della Pubblica
                           Amministrazione

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che in questo  momento  -
  come  vi  sarete resi conto -  c'è qualche problema nel  il  sistema
  elettronico  che  speriamo di risolvere in  pochissimi  minuti,  nel
  frattempo  vi  pregherei  di  non creare troppa  confusione  perché,
  altrimenti,  quest'Aula si trasforma in qualcos'altro e non  capiamo
  poi la fase di voto.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho
  mai delegato il mio pensiero ad altri e considerato che l'onorevole
  Assenza  poco fa ha preso la parola prima del sottoscritto  dicendo
  che la Commissione  Bilancio' è la  Commissione Speedy Gonzales   e
  io faccio parte di quella Commissione, non potendogli permettere di
  rivolgersi  a  tutta la Commissione in modo indiscriminato,  perché
  lui non c'era e non sa le posizioni che io ho assunto e ritengo con
  tanto  di  dignità,  perché reputo di non  avere  mai  mancato  nel
  rapporto con i miei elettori e con il mandato che ho ricevuto,  non
  ho  affatto  detto  che  io  avrei  ritirato  la  mia  firma  dagli
  emendamenti,  anzi  ho  ribadito  che  avrei  appoggiato  anche  le
  iniziative del collega Ciaccio.
   Quindi,  l'onorevole Assenza si faccia il suo mestiere di deputato
  e  pensi  alla sua persona e alle cose che firma lui, le  cose  che
  firmerò  io,  compreso questo emendamento, saprò  io  difenderle  e
  rappresentarle.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  essendo  stata  avanzata   una
  richiesta  di voto segreto  da parte dell'onorevole Assenza,  prima
  di  procedere  sospendo l'Aula per cinque minuti per  sistemare  il
  sistema elettronico e riavviarlo poiché  c'è un problema.
   L'Aula è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.32,  è ripresa alle ore 18.44)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, c'è qualche problema tecnico che non riusciamo
  a  superare e ciò  complica la questione considerato che   è  stata
  avanzata   giustamente,  legittimamente,  da  parte  dell'onorevole
  Assenza una richiesta di voto segreto e in base al Regolamento  non
  posso  fare  altro  che procedere -  e forse in questo  l'onorevole
  Cracolici  è  stato  quasi  profetico   nell'affermare  che  stiamo
  giocando  - con il  sistema delle palline, che forse molti  di  voi
  conosceranno.

   LOMBARDO. Ma si tratta di decine di emendamenti

   PRESIDENTE.  Onorevole Lombardo si sieda,  lei  prima  parlava  di
  rispetto del Regolamento, mai affermazione fu più condivisa da  me,
  per cui adesso si adegui al Regolamento così come faccio anch'io.
   Sospendo l'Aula per consentire la predisposizione della votazione.

     (La seduta sospesa, alle ore 18.45, è ripresa alle ore 18.52)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, vi prego di accomodarvi per  riprendere  la
  seduta  e  vi pregherei di prestare attenzione affinché  poi  non
  sorgano problemi.
   Innanzitutto, è stata avanzata una richiesta di voto segreto  da
  parte  dell'onorevole Assenza che, come sa benissimo, deve essere
  appoggiata almeno da nove deputati. Il gruppo Movimento 5  Stelle
  è  a  sostegno  della richiesta però per il verbale  ci  si  deve
  alzarsi in piedi al fine di prendere  nota dei nomi.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

    PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole Laccoto ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Greco Marcello  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Seguito della discussione del disegno di legge n. 875/A
     Disposizioni in materia di pagamento dei debiti della Pubblica
                           Amministrazione

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto  di
  parlare  e  voglio fare un appello all'Aula, lo dico ai  colleghi
  dell'opposizione principalmente.
   Qui  stasera  non  stiamo  facendo  una  prova  di  forza  della
  maggioranza  contro la minoranza perché c'è un atto a  cui  tiene
  particolarmente la maggioranza contro la minoranza.
   Qui stiamo facendo un atto e  anche con la rapidità con la quale
  siamo  costretti a farlo, perché venerdì si apre  un  tavolo  più
  volte  chiesto  dalla  Regione, non  dalla  maggioranza  o  dalla
  minoranza,  che è chiamata a negoziare e a discutere col  Governo
  nazionale gli aspetti finanziari che riguardano il bilancio 2015,
  ma anche il futuro della Sicilia.
   Su questo tavolo, nel momento in cui si apre, c'è un atto che al
  punto in cui siamo la Sicilia è l'ultima Regione italiana che  ha
  avuto  autorizzato dall'Unione Europea la possibilità di accedere
  ad  un  mutuo  per pagare debiti, come voi sapete  una  procedura
  eccezionale; i mutui si fanno per gli investimenti non per pagare
  debiti,  ma  questo riguarda un aspetto sostanziale  del  Sistema
  Sanitario italiano.
   Io dico ai colleghi guardate c'è il gioco della maggioranza, c'è
  il  gioco  dell'opposizione,  io  ho  fatto  tante  volte  l'uomo
  dell'opposizione, però ci sono dei momenti nei quali  l'interesse
  deve  essere  della Sicilia ed in questo momento noi  faremmo  un
  danno,  non  se  bocciamo, ma se non arriviamo a venerdì  con  un
  provvedimento che sana un ritardo grave, che impedisce al Governo
  nazionale di rendicontare, ultima Regione italiana, il  tema  dei
  mutui per pagare i debiti ai fornitori del Sistema Sanitario, noi
  diamo  un  colpo  alla  credibilità della Regione  e  non  avremo
  l'autorevolezza necessaria a negoziare il rapporto con  lo  Stato
  rispetto   a  questioni  che  noi  rivendichiamo,  ma   che   per
  rivendicare dobbiamo avere l'autorevolezza a fare.
   Io  voglio dirlo con molta onestà, anzi a volte per le cose  che
  succedono  non tutti i mali finiscono per nuocere, io  chiedo  ai
  colleghi,  dividiamoci, evitiamo però di farlo  in  un  clima  da
  guerriglia,  evitiamo  di usare il voto segreto,  tanto  più  che
  rischia  di  diventare un gioco, votiamo, dopodiché  la  cambiale
  che  questo Parlamento dà al Governo è quello di avere tutti  gli
  strumenti  di credibilità per portare a casa il massimo possibile
  in un momento difficilissimo per questa Regione.
   Ecco  perché chiedo ai colleghi di rinunciare, non perché  abbia
  chissà  quali  paure,  ma  di  fare  una  battaglia  proprio  per
  testimoniare  che  la  questione di cui  stiamo  parlando  è  una
  questione che attiene alla credibilità del sistema Regione.
   Quindi,  faccio un appello a tutti i colleghi per consentire  di
  varare  questo  provvedimento votando ognuno come  gli  pare,  ma
  consentendo a quest'Aula di decidere e di deciderlo in  un  tempo
  rapido.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  dare   la   parola
  all'onorevole Zafarana, c'è stata una richiesta di  voto  segreto
  da  parte  dell'onorevole  Assenza,  prima  di  procedere  vorrei
  chiederle  se  lei,  sulla scorta di quello che  è  stato  appena
  dichiarato dall'onorevole Cracolici, ritira la richiesta.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, premetto che non ritiro la richiesta
  di  voto  segreto poi sta all'Aula appoggiarla o meno,  però  non
  vorrei che ora ribaltassimo i ruoli, c'è un Governo assolutamente
  inadempiente.
   Assessore  Purpura,  eviti magari queste reazioni  spropositate,
  mentre  un deputato dell'opposizione fa solo il suo dovere,  caro
  assessore.
   Dicevo,  se  è  vero  quello che ci ha  prospettato  l'onorevole
  Cracolici, che arriviamo a venerdì come termine ultimo per questa
   salvata  della  patria  come Regione Sicilia, evidentemente,  la
  colpa   non   è   di   Giorgio  Assenza  o  dell'opposizione,   è
  evidentemente della maggioranza ed ancor di più del Governo.
   Considerato  che secondo me e secondo parte di questa  Assemblea
  la  contrazione  di  questo mutuo non è affatto  la  panacea  dei
  problemi,  ma  è  un  ulteriore strumento per l'aggravamento  dei
  problemi,  mi si consenta che l'opposizione, almeno da parte  del
  sottoscritto,  ricorra  ai mezzi che il Regolamento  pone  a  sua
  disposizione, che è quello della richiesta di voto segreto con il
  quale  l'Assemblea deciderà comunque di andare avanti per carità,
  ma  si deve consentire all'opposizione di potere svolgere fino in
  fondo il suo ruolo.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Vorrei  ricordare  all'onorevole  Cracolici  che  gli
  inviti  alla  credibilità vanno fatti prima su se  stessi  e  poi
  sugli altri. Ricordo perché era ieri non era qualche settimana fa
  che  l'assessore Borsellino ha chiesto a quest'Aula di  rimandare
  questo stesso testo a martedì. Dopodiché l'urgenza di venerdì,  e
  mi  sembra  che l'argomento sia impupato in questo momento  tanto
  per  allungare  i  lavori. Bisogna avere credibilità  e  coerenza
  prima  di  tutto  con  se stessi e poi la si  chiede  agli  altri
  semmai.
   Dopodiché  chiedere  di andare avanti secondo  quanto  richiesto
  dall'onorevole Assenza e comunque quanto anche appoggiato dal mio
  Gruppo  è  soltanto un modo per andare avanti se ancora  crediamo
  sempre,  ribadisco,  al  concetto  di  prima,  nella  democrazia.
  Altrimenti ce ne andiamo, vi lasciamo la Regione ma non mi  sento
  responsabile  perché  comunque  questa  Sicilia  non  è   abitata
  soltanto da votanti PD e varie anime del PD.

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, giusto per ricordarci il perché facciamo questo  mutuo.
  Sono state dette tante cose a sproposito anche se penso che tutti
  siate  perfettamente  consapevoli del  perché  si  faccia  questo
  mutuo.
   Come diceva l'onorevole Cracolici, innanzitutto c'è un senso  di
  responsabilità, perché siamo l'ultima regione d'Italia che non ha
  ancora  approvato  il mutuo, in quota parte,  di  un  miliardo  e
  quaranta  complessivi, per cui non è che la Sicilia si fa  carico
  di  una  quota  maggiore  in proporzione  a  quella  delle  altre
  Regioni. Ci rifacciamo ad una direttiva europea per cui di  nuovo
  c'è  la  necessità  di rendicontare, stiamo  bloccando  tutta  la
  nazione. Siamo, quindi, buoni ultimi e non andiamo nel verso  del
  senso di responsabilità.
   Detto  questo,  questo  mutuo non è,  come  è  stato  detto,  un
  problema  di  perdite del sistema sanitario. Non  c'entra  niente
  perché il sistema sanitario è in equilibrio. Il problema è che la
  Regione,  tolto  il  sistema sanitario, ha gravi  problemi;  come
  sappiamo  stiamo  facendo una finanziaria ad aprile,  anziché  in
  tempi anticipati, perché ci sono gravi problemi di bilancio. Come
  sapete  perfettamente  questi problemi di  bilancio  vengono  dal
  passato,  da  qualcuno  che ha assunto  un  numero  smisurato  di
  persone,  da qualcuno che si è mangiato il fondo pensioni  e  che
  non  ha  controllato i contributi per le pensioni  e  quindi  noi
  abbiamo le pensioni a bilancio e questo non è un fatto banale; di
  qualcuno  che si è mangiato i fondi residui; di qualcuno  che  ha
  assunto personale a dismisura nelle società partecipate.
   Tutte  queste eredità vengono dai Governi passati; tutto  questo
  viene  dai  Governi passati. Il mutuo sana, cerca  di  sanare  la
  situazione  passata,  creata  dai Governi  passati,  quindi,  non
  c'entra  il  Governo attuale, non c'entra niente  la  sanità.  E'
  successo  che la Regione non è in grado di trasferire le  risorse
  alla  sanità  perché ha problemi di disavanzo del bilancio  e  la
  sanità  si  deve  indebitare perché non arrivano  i  soldi  dalla
  Regione  con  le  banche e con i fornitori.  Questo  mutuo  va  a
  saldare  debiti che la sanità ha fatto perché la Regione non  gli
  trasferisce  i fondi. Per cui il problema è nella Regione,  è  in
  tutti questi fenomeni che ho detto e tutti uno ad uno vengono dai
  Governi  passati. Lo so che ne siete perfettamente  a  conoscenza
  che  facciamo questo teatrino però ce lo diciamo davanti a  tutti
  che questi problemi vengono dai Governi passati. Detto questo, se
  non  approviamo  questo  mutuo,  come  sapete,  la  sanità  verrà
  commissariata.  Questo doveva già avvenire al 31 dicembre  e  noi
  siamo  andati oltre. Quindi, come previsto dalla legge, la sanità
  verrà  commissariata e dovremo pagare una penale del 3 per  cento
  perché,  se  la  Regione non trasferisce il 90  per  cento  delle
  risorse  alla  sanità,  avremo un  sacco  di  contenziosi  con  i
  fornitori e gli interessi che paghiamo alle banche sono molto più
  alti di quelli del mutuo.
   Ci   sono  una  serie  di  vantaggi  oggettivi,  inequivocabili,
  incontestabili per cui non si capisce come chi ha fatto i  debiti
  nel  passato, si lamenta perché ora vanno pagati, chi deve  avere
  il   senso  di  responsabilità  perché  stiamo  sedendoci  ad  un
  importante   tavolo   di   concertazione,   questo    senso    di
  responsabilità  non ce l'ha, non si capisce perché  siamo  qui  a
  discutere di una cosa che cerca di sanare errori grossolani fatti
  nel passato.

      Votazione per scrutinio segreto con il metodo delle palline

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi chiedo un momento di attenzione
  così evitiamo delle situazioni non proprio edificanti in Aula.
   Confermo che la richiesta di voto segreto è stata sostenuta da  10
  deputati  e  quindi si può procedere con la votazione e,  come  già
  anticipato,  si va avanti in base all'articolo 130 del  Regolamento
  interno,   che  leggo  testualmente:   In  caso  di   difetto   dei
  dispositivi elettronici riguardanti lo scrutinio segreto,  ad  ogni
  votante  sono  consegnate due palline, una bianca ed  una  nera  da
  deporsi  nelle  urne secondo le istruzioni per  il  voto  date  dal
  Presidente. I deputati segretari prendono nota dei votanti. Il voto
  favorevole si esprime deponendo nell'urna bianca la pallina  bianca
  e  nell'urna  nera la pallina nera; il voto contrario  nella  forma
  inversa.  Chiusa  la  votazione  i segretari  contano  le  palline,
  redigono  il  verbale sull'esito della votazione ed  il  Presidente
  proclama il risultato
   Per  quanto  riguarda  gli  astenuti,  l'articolo  131  recita   I
  deputati  prima della votazione possono dichiarare di  astenersi  o
  dare una succinta spiegazione del proprio voto . Chi si astiene  va
  quindi allo scranno e non passa per prendere le palline.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che stiamo votando  gli  emendamenti
  1R84, 1R89, 1R9 e l'1R72, soppressivi dell'articolo 1.
   Si procede alla votazione. il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Si procede alla votazione con il metodo delle palline.

                      (Risultato della votazione)

   PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:

   presenti e votanti:  60
   maggioranza;        31
   contrari:               38
   favorevoli:         22

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1R.88, a firma del gruppo del Movimento
  Cinque  Stelle, è l'emendamento 1R.88 che posticipa  la  decorrenza
  del mutuo.

   CIACCIO. Chiedo di poterlo illustrare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io  mi
  rivolgo   all'assessore  Baccei:  è  un  emendamento  che   fa   un
  ragionamento  perché più volte ci è stato chiesto che lo  strumento
  che  serve è avere la credibilità nei confronti di un futuro tavolo
  tecnico romano.
   Ora  visto  che  noi abbiamo più volte richiesto di non  procedere
  secondo  o  come gamberetti cioè al contrario, cioè prima  volevamo
  delle  riforme  strutturali  per poi eventualmente,  effettivamente
  chiedere  un sacrificio ai siciliani e agli imprenditori siciliani.
  Quest'Aula, questo Governo non l'ha mai accettato perché ad oggi ha
  sempre  preferito  fare  un  ragionamento  diverso  quindi,   prima
  incidere   su   questa  terra  e  poi  gli  spot   pubblicitari   e
  giornalistici  prevedono le strutture, allora  quello  che  noi  in
  maniera costruttiva chiediamo è:  vi diamo uno strumento perché  se
  diventa  legge  effettivamente avete uno strumento  per  andarvi  a
  sedere   a   un   tavolo  tecnico  romano',  però  l'autorizzazione
  eventualmente ad accendere il mutuo, viene posticipato per norma  a
  giugno.  Perché  a  giugno? Perché ad aprile, visto  che  scade  il
  provvisorio  questo Governo potrebbe, forse per la prima  volta  di
  essere  credibile  e  quindi  proporre a  questo  Parlamento  delle
  riforme strutturali concrete.
   Perché  questo gioco di fare al contrario a noi non piace,  quindi
  cercheremo  di  venirci incontro dando a chi  siede a  quel  tavolo
  credibilità,  un  disegno di legge dove è  possibile  accendere  il
  mutuo però effettivamente posticipare la data dell'accensione dello
  stesso.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1R88. Il  parere  del
  Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia,  contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA. Presidente della Commissione e relatore, contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato.)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  1.R.2,  degli   onorevoli
  Formica, Ioppolo e Musumeci.
   Onorevole Ioppolo è stato dichiarato inammissibile.

   MUSUMECI. La motivazione?

   PRESIDENTE.  La motivazione onorevole Musumeci sta nel  fatto  che
  l'autorizzazione  dell'accensione del mutuo per un minore importo e
  mancanza  di  una parte alternativa per la parte restante  comporta
  una nomina di un commissario ad  acta, secondo l'articolo 35, comma
  3,  del  disegno  di  legge  n. 66 del  2016,  per  questa  ragione
  dall'emendamento  1.  R2,  fino  a  pag  8,  ovvero  1.  R26.  sono
  dichiarati inammissibili.
   Per   la  stessa  ragione  accorciando il  tempo  di  ammortamento
  prevede delle coperture finanziarie che non ci sono e quindi per le
  stesse  ragioni  attribuiti  ai primi  dichiaro  inammissibili  gli
  emendamenti dall'1.R37 all'1.R45 di pag. 10.
   Si  passa  all'emendamento  1.R 38 che è dichiarato  inammissibile
  (poiché supera i trent'anni è non è previsto per legge).
   Gli   emendamenti  1.  R39,  1.  R40  e  1.  R41  sono  dichiarati
  inammissibili.
   Si  passa all'emendamento 1.R94, dell'onorevole Alloro, Barbagallo
  e Panepinto.

   ALLORO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 1. R94.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.R98, dell'onorevole Alloro,
  Barbagallo e Panepinto.

   ALLORO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 1. R98.

   PRESIDENTE.  Onorevole Assenza la invito a ritirare  l'emendamento
  1R.74 perché è soltanto una norma accertativa e non ha nessun  tipo
  di   intervento  sulla  norma  stessa,  non  ha  nessun   contenuto
  normativo.

   ASSENZA. Signor Presidente non lo ritiro e chiedo la verifica  del
  numero legale.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Assenza chiede  la  verifica  del  numero
  legale.
   Essendo  la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  indico
  la votazione per la verifica del numero legale.
   Invito  il  deputato segretario, onorevole Barbagallo, a procedere
  alla chiama dei deputati.

   BARBAGALLO, segretario, procede alla chiama dei deputati.

              Risultato della verifica del numero legale

   PRESIDENTE.  Comunico  il  risultato  della  verifica  del  numero
  legale: presenti 47.
    L'Assemblea è in numero legale.

   Onorevole  Assenza,  c'è una richiesta al ritiro  dell'emendamento
  1R74.   Onorevole  Turano,  la pregherei di  prendere  posto.  Sono
  arrivato all'emendamento 1R74. Onorevole Assenza, lo ritira?

   ASSENZA. Non lo ritiro.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Comunico  che gli emendamenti 1R55, 1R79, 1R56, 1R81, 1R90,  1R57,
  1R77 sono inammissibili.
   Onorevole Musumeci, la invito a ritirare l'emendamento 1R58.

   MUSUMECI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE Comunico che l'emendamento 1R59.
   Onorevole Musumeci, la invito a ritirare l'emendamento 1R59.

   MUSUMECI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento 1R60 è inammissibile.
   Onorevole Musumeci, la invito a ritirare l'emendamento 1R61.

   MUSUMECI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Dichiaro inammissibili i seguenti emendamenti: 1.R.62,
  1.R.63, 1.R64, 1.R.80, 1.R.65, 1.R.86, 1.R66, 1.R.67, 1.R.68 perché
  incide sulla copertura e lo abbiamo già spiegato precedentemente  e
  1.R.82, 1.R.69 per le stesse ragioni finora spiegate.
   Si  passa  all'emendamento 1.R.70. Invito l'onorevole  Musumeci  a
  ritirarlo.

   MUSUMECI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 1.R.93, invito  l'onorevole
  Alloro al ritiro.

   ALLORO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Dichiaro  inammissibilile  gli  emendamenti   1.R.71,
  1.R.87.
   Si passa all'articolo 2.
   Ne do lettura:
                                Art. 2.
                             Norma finale

         1.  La  presente legge sarà pubblicata nella  Gazzetta
     ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore  il
     giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

         2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla  e
     di farla osservare come legge della Regione.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

      Votazione finale per appello nominale del disegno di legge
    «Disposizioni in materia di pagamento dei debiti della pubblica
                       amministrazione» (875/A)

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, indico la votazione finale per
   appello nominale del disegno di legge «Disposizioni in materia di
     pagamento dei debiti della pubblica amministrazione» (875/A).
   Invito il deputato segretario a procedere all'appello.

   BARBAGALLO, segretario. (procede all'appello)

   PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a procedere  al  secondo
  appello.

   BARBAGALLO, segretario. (procede al secondo appello)

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale del disegno di legge 875/A:

   Presenti e votanti  41
   Maggioranza         21
   Favorevoli          37
   Contrari              3
   Astenuti              1

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, così come stabilito nella Conferenza dei
  Capigruppo, la seduta è rinviata a  martedì 3 febbraio 2015, alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


  I  - COMUNICAZIONI
  II  - DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-
  FINANZIARIA (D.P.E.F.) PER GLI ANNI 2015-2017

                Relatore di maggioranza: on. Dina

                Relatore di minoranza: on. Milazzo G.

  III  -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         -  Testo unico delle attività produttive . (n. 683/A)

                Relatore: on. Marziano

  IV  - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         -   Disposizioni in materia di personale delle  Camere  di
         Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza .
         (n. 905/A) (Seguito)

                Relatore: on. Mangiacavallo

  V   -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  143  DEL  REGOLAMENTO
   INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 1809  -  Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
              progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle  misure
              per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.

         (19 febbraio 2014)

                                                        ALONGI

  VI  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             2)  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
               Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             3)  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
               elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
               Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A

               Relatore: on. Cracolici

  VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     CORDARO  -  MICCICHE' - CLEMENTE -  ANSELMO  -
                     GERMANA'

  VIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     VENTURINO  -  CIMINO  - MARZIANO  -  RAGUSA  -
                     CIRONE

  IX  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  X  -SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

  XI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 286   -   Rimozione   del  Segretario  generale   della
              Presidenza della Regione siciliana.

         (26 marzo 2014)

                         CIACCIO  - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
                         -  CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
                         -  MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -
                         FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

                   La seduta è tolta alle ore 20.12

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio