Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che del processo verbale
della seduta precedente si darà lettura nella prossima seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, il
Presidente do il preavviso di trenta minuti al fine delle
eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Discussione del disegno di legge «Disposizioni in materia di
pagamento dei debiti della pubblica amministrazione» (875/A)
PRESIDENTE Si passa al I punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge « Disposizioni
in materia di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione»
(875/A).
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da giorni
accade questo: il Parlamento è presidiato, in entrambi gli
ingressi, da ex lavoratori, ex detenuti che erano all'interno del
bacino degli ex PIP.
Io non parlo di questa vicenda da sei mesi, non ne parlo in Aula,
non ne parlo in Commissione, mi allontano quando si parla della
questione, perché qualcuno in malafede voleva in qualche modo
caricare su di me questo argomento.
Nella premessa, si deve precisare che quando è nato questo bacino
io non esistevo in questo Parlamento, sono ben altri gli autori e
gli scienziati che si sono inventati questo bacino a queste
condizioni e con questo ricatto continuo che si è perpetrato di
elezione in elezione, compreso le ultime ed il sottoscritto, dalle
carte e dalla piazza, può ampiamente dimostrare che è certificato
di non saperne niente e di non avere a che fare in termini di
legami né politici né elettorali.
Però la cosa sta diventando pesante, signor Presidente, l'ultima
comunicazione che io ho fatto sei, sette mesi fa in Commissione
Bilancio, avevo pregato gli uffici della Commissione Bilancio di
trasmettere al Ministero degli Interni la mia comunicazione,
perché questa vicenda è brutta e il Presidente della Regione,
quando abbiamo tentato di presentare dei documenti che in qualche
modo interpretassero nel senso che tutti coloro che hanno commesso
reati dopo pazienza, avete sbagliato e per questo pagherete; tutti
coloro che hanno trasmesso dei reati prima e cioè quel reato è
stato requisito per essere inserito in quel bacino, in qualche modo
la norma è stata interpretata in modo distorto, più di una volta -
ripeto - il Presidente della Regione ha fatto propri ordini del
giorno e ci ha detto: Ma questa è una cosa che si risolve in via
amministrativa .
Poi loro, signor Presidente, siccome hanno le auto blindate e ne
chiedono altre, forse chiederanno anche i carri armati, si chiudono
nei loro palazzi e nei loro blindati lasciando i deputati
palermitani soprattutto, e non solo, alla mercé della piazza,
facendo intendere che questa Assemblea regionale ha il potere di
sanare non so cosa.
Qua accadrà qualche brutto dispiacere, ho pregato il Governo di
fare una conferenza stampa e dire a questi signori: La nostra è
una scelta in questo senso, dovete stare a casa per questi motivi
e si deve spiegare quando un provvedimento viene fatto, non si deve
fare nell'anonimato, nei sotterfugi, una lettera che non è
spiegata. Ma chi deve parlare alla piazza? Sono forse io
l'assessore alla famiglia? Sono forse io che ho inserito i
provvedimenti di esclusione? Sono forse io il megadirigente
coordinatore del dipartimento?
Quando dico io dico onorevole Cracolici, Ferrandelli, Tamajo,
Greco, tutti coloro che sono colpiti e sono inquadrati come coloro
i quali, lo dico in dialetto, tanto siamo in terra di Sicilia, ni
firmastivu i letteri i licenziamento ; noi non abbiamo firmato né
assunzioni né licenziamento.
Ci sono delle scelte legislative ed amministrative poste in essere
dal Governo e questi si deve assumere la responsabilità perché non
è ammissibile che non si possa entrare in Parlamento.
Il problema non è stare qui davanti e farli togliere, dire alla
Questura di farli togliere, io stesso un giorno ho chiamato il
Prefetto, l'attuale Prefetto, chiedendo la cortesia di indire una
conferenza di servizi, un incontro con il Presidente della Regione,
l'assessore, i parlamentari palermitani per spiegare i termini di
questa scelta.
Il Prefetto mi ha detto: onorevole Milazzo, il Presidente della
Regione mi ha detto che non devo fare alcun incontro .
Il Presidente della Regione, quindi, si deve intestare questa
vicenda, poi se se la intesterà e la spiegherà alla città, alla
Regione, ai deputati, ogni deputato assumerà una posizione dicendo
al Presidente se è giusto o se è sbagliato, ma la vicenda è molto
articolata perché ci sono diversi reati commessi in determinati
spazi temporali diversi fra di loro, per cui chiedo di sollevare i
parlamentari da queste responsabilità perché non ne abbiamo colpa,
signor Presidente. Lo voglio dire in modo chiaro.
CIACCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire
sull'ordine dei lavori proprio in merito al reiterato
incardinamento del mutuo.
Penso che questo sia un modo per continuare a calpestare la
dignità di questo Parlamento e già chiedo scusa se sono molto forte
utilizzando queste parole per il semplice motivo che, neanche 24
ore fa, questo Parlamento, che è sovrano su tutto ciò che concerne
l'ordine anche dei lavori stesso, aveva votato il rinvio in
Commissione di questo disegno di legge.
Io oggi non ero presente perché, a livello istituzionale, la
Commissione Antimafia ha ascoltato il prefetto Morcone e, quindi,
ho chiesto di posticipare il punto e proprio perché il rinvio in
Commissione è stato sollevato da noi, lei signor Presidente lo sa,
mi sarebbe piaciuto essere presente, però visto che questo
Parlamento aveva richiesto un confronto, un rinvio in Commissione
per parlare effettivamente sulle criticità di questo mutuo, mi
aspettavo che si riaprissero i termini per fare eventualmente
delle modifiche e la risposta che mi è stata data, la risposta
alle domande che la collega ha fatto di aprire un termine per gli
emendamenti ad una discussione in Commissione la risposta è stata:
la maggioranza ha deciso che si deve votare.
Io non so e questo lo chiedo a lei, signor Presidente, ed
eventualmente applicare il Regolamento, se è offensivo nei
confronti di una opposizione che, grazie al Parlamento, ha chiesto
una ridiscussione solo perché la maggioranza impone una dittatura
in Commissione.
Io chiedo l'applicazione dell'articolo 106 nei confronti, appunto,
della minoranza che non ha avuto il tempo ed i termini per emendare
un testo che era rimandato in Commissione, poi hanno avuto i numeri
per votarlo e questo non entro nel merito, l'Ufficio di Presidenza
verificherà, ma la discussione andava fatta.
Ripeto si è licenziato un testo che andava discusso semplicemente
nel giro di mezz'ora, di un'ora, quindi le chiedo cortesemente,
come ha fatto sapientemente ieri, nell'applicazione del
Regolamento, di tutelare le opposizioni ed effettivamente
verificare la necessità di riaprire una discussione prima ancora
di ncardinare nuovamente il testo in Aula.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Ferrandelli e
poi a seguire al Presidente della II Commissione, onorevole Dina,
ci terrei a chiarire una cosa, onorevole Ciaccio.
Le assicuro che tutto quello che è stato fatto, è stato fatto nel
rispetto del Regolamento, nel senso che stamattina io stesso mi
sono rapportato con gli Uffici per fare chiarezza soprattutto
sull'articolo del Regolamento interno che abbiamo adottato ieri
sera rimandando in Commissione il disegno di legge. E su questo,
rileggendolo più volte - perché poi le cose sono scritte per essere
soggette a interpretazioni - devo dire che mi conforto nella scelta
che abbiamo fatto nel riportare oggi in Aula, così come tra l'altro
chiesto dalla Commissione, il disegno di legge.
Per quanto riguarda l'articolo 106 del Regolamento, lo stesso fa
riferimento soltanto a fatti che ledano l'onorabilità del deputato,
ma in Commissione siamo in democrazia e ci si esprime attraverso i
numeri. Se la maggioranza ha votato in un certo modo io non posso
far altro, ripeto, nel rispetto del Regolamento di questa
Assemblea, che applicarlo così come ho fatto ieri sera. Qui non c'è
nessuna Presidenza che è prona a nessuno, c'è una Presidenza che
ossequiosa di un Regolamento che esiste già da tempo.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge n. 875/A
Disposizioni in materia di pagamento dei debiti della Pubblica
Amministrazione
DINA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENZA. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, assessori, a supportare quello che lei ha chiarito,
volevo ricordare all'onorevole Ciaccio che la scelta fatta in Aula
rientrava nelle prerogative della minoranza di chiedere il rinvio
in Commissione. Rinvio, diciamo strumentale, tra virgolette,
politico, una scelta di una parte di un Parlamento che voleva così
mandare, remorare sull'approvazione del testo.
Non c'erano elementi tecnici che sono emersi in Aula che potessero
giustificare un rinvio in Commissione per cui la Commissione, che
aveva già valutato il testo ed aveva ricevuto gli emendamenti del
passato, si è limitato a riapprovarlo nella considerazione che già
il dibattito era stato svolto e che tutte le possibilità sono state
offerte a chiunque di poter intervenire sul testo; per cui ci
troviamo in linea con il Regolamento, signor Presidente, e, per
quel che ci riguarda, si può andare tranquillamente avanti.
FERRANDELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
devo dire che anche io ho ascoltato con attenzione l'intervento
concitato dell'onorevole Milazzo e sento il bisogno facendo
politica in questa città di porre l'attenzione su questo argomento.
Io credo che l'Aula debba, approfittando anche della presenza del
Governo, tirare le fila di ciò che è accaduto sulla vicenda che
riguarda i lavoratori ex Pip di Palermo. Noi ci siamo lasciati
durante l'esercizio della Finanziaria con due ordini del giorno
sottoposti dall'Aula fra le migliaia di ordini del giorno, che sono
stati accolti come raccomandazione dal Governo: un ordine del
giorno riguardava i lavoratori che lavoravano presso l'Istituto di
Gela e Priolo e l'altro riguardava invece i lavoratori ex Pip.
Questo ordine del giorno, che era stato presentato da diversi
parlamentari, prevedeva l'applicazione della normativa del 2013,
con la quale, sostanzialmente, chiunque si trova nel bacino ed
abbia reiterato un reato non sarà più beneficiario dell'assegno di
sostegno al reddito. Noi comprendiamo la giustezza di una norma che
interviene nel 2013 e che disciplina il futuro. Logica vuole che
una norma valga dalla data di sua applicazione per il futuro e che
non possa essere applicata in maniera retroattiva: quella norma
approvata dal Parlamento in realtà ha creato delle situazioni per
le quali dei soggetti che si trovavano ad avere compiuto dei reati
minori nel 2002, nel 2003 e nel 2004 sono stati esclusi dal bacino
di sostegno al reddito. Su questo abbiamo presentato un ordine del
giorno che prevedeva anche l'assegnazione ai servizi esterni,
perché noi riteniamo che soggetti che hanno reiterato reato non
possono essere assegnati presso gli Uffici della Pubblica
Amministrazione ma debbono svolgere lavori all'esterno della
Pubblica Amministrazione.
Tempo fa il Comune di Palermo aveva previsto ad esempio la pulizia
delle spiagge piuttosto che quella dei sottopassaggi o altre misure
di servizio all'esterno.
Il Presidente della Regione ha accolto quell'ordine del giorno
come raccomandazione, dicendo che per via amministrativa si sarebbe
impegnato a fornire una risposta.
Altri parlamentari, hanno proposto anche un disegno di legge,
presso la Commissione Lavoro presieduta dall'onorevole Greco, a
seguito di diverse audizioni delle forze sindacali anche di
rappresentanza di questi lavoratori. E in questo disegno di legge
si è pensato persino di normare la vicenda di cui vi ho parlato.
Soltanto che a questo disegno di legge al Presidente Greco è stata
chiesta la relazione di accompagnamento ed apprendiamo che non si
discuterà prima della prossima manovra finanziaria, il che
significa che questi trecento soggetti, per un altro mese, un altro
mese e mezzo, vivranno in questo limbo.
Trovo indecoroso tutto ciò da parte della politica, e devo anche
dire che una delegazione di parlamentari ha avuto la sensibilità di
rincontrare nuovamente il Presidente della Regione per riproporre
questa tematica, chiedendo alla Regione di non sfilare davanti a un
tema ma di affrontarlo con la chiarezza della politica.
E la chiarezza della politica, Presidente, prevede che il Governo
venga richiamato alle proprie responsabilità e che se il Governo ha
assunto una raccomandazione ed un impegno nei confronti di questo
Parlamento- e mi rivolgo a Lei che deve fare da garante nei
rapporti tra Parlamento e Governo - con la schiettezza della
politica, bisogna dire dritto in faccia a delle categorie che cosa
si intende fare per loro.
Se si pensa ad un percorso che li reintegri all'interno della
lista o se si pensa di doverli escludere per sempre, ma con
franchezza dire la verità, perché non è accettabile che la politica
tenga nel limbo persone e cittadini e soprattutto non è accettabile
che ognuno di noi assista inerme a questo spettacolo disastroso.
Non è dignitoso per i lavoratori, non è dignitoso per il Governo
della Regione, non è dignitoso per nessuno dei parlamentari.
Su questo, signor Presidente, chiediamo che si metta un punto, una
parola di chiarezza, perché questo Parlamento ha fatto tutto e
anche più del dovuto per porre chiarezza, adesso è arrivato il
momento che il Parlamento sia altrettanto chiaro come è stato
questo Parlamento.
I parlamentari palermitani con il sostegno di altri parlamentari
che non sono palermitani, in maniera corale, hanno preso il cuore
in mano, hanno guardato la realtà e si sono assunti una grande
responsabilità politica dicendo che chi, dalla data del 2013 in
poi, avrebbe arrecato reato, sarebbe stato giustamente escluso dal
bacino, ma che bisognava far valere quella norma a partire dal
2013.
Adesso chiediamo però che il Governo non si sfili e dica una volta
e per tutte cosa intende fare, così da ripristinare correttezza,
rapporti istituzionali e pace sociale in questa nostra Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha
facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo. Do
lettura soltanto dell'ordine del giorno che il Governo ha accettato
come raccomandazione: Invita il Governo della Regione a compiere i
provvedimenti di esclusione dei soggetti dal bacino 'emergenza
Palermo, cancellando definitivamente dagli elenchi, coloro che
abbiano commesso reati contro la persona, o contro il patrimonio,
dopo l'entrata in vigore della legge regionale n. 9 del 2013. Ma
anche coloro che antecedentemente a tale data abbiano riportato
condanne per reati di tipo mafioso o estorsivo o di usura o di
reati infamanti, come ad esempio, la pedofilia o la violenza
sessuale, ad utilizzare i soggetti con precedenti penali rilevanti
esclusivamente in servizi esterni agli enti pubblici di
destinazione .
Signor Presidente, penso sia chiaro. Il Governo ha accettato
questo ordine del giorno. Da mesi cerchiamo di interloquire con
assessori che spesso cambiano ed anche con il Presidente della
Regione, e adesso, per uscire da questo limbo, noi chiediamo - io
mi associo alle parole dell'onorevole Ferrandelli e anche dei miei
colleghi di Palermo - un incontro al Presidente della Regione
perché dobbiamo fare chiarezza, dobbiamo dire a questi lavoratori,
che ogni giorno dalla mattina alla sera stanno davanti il nostro
Palazzo, se sono vivi o se sono morti, se devono rientrare al
lavoro o non devono rientrare. Indubbiamente non mancherà
assolutamente per noi deputati perché per noi deputati occorre che
si dia anche un'altra possibilità a queste persone che non rimane
altrimenti che continuare a delinquere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
questo Parlamento per l'ennesima volta è costretto ad occuparsi dei
problemi degli ex PIP che stazionano qui sotto e che compulsano
anche la volontà dei parlamentari palermitani perché poi, in fin
fine, di questo si tratta: una piazza in subbuglio che è stata
abituata ad ottenere prebende e che non ottenendone, più perché non
ci sono più i soldi sufficienti a mantenere uno status sociale,
devono trovare una soluzione per la quale poi si addita il
Presidente della Regione come ultimo responsabile di volontà che
non sono del Presidente della Regione, perché si è fatto ricorso a
delle finzioni giuridiche per assumere delle persone che in realtà
andavano sostenute e andrebbero sostenute con delle misure sociali
che invece oggi vengono mascherate come lavoro. Purtroppo ci
ritroviamo come sempre di fronte a delle finzioni che
obbiettivamente non lasciano molto spazio a delle soluzioni
razionali, perché se si pensa che andremo incontro a dei tagli
nella Pubblica Amministrazione anche dolorosi come il
prepensionamento e quant'altro è facile da capire quanto sia
difficile trovare le risorse economiche. E con questo voglio
introdurre l'argomento principe - un'Aula distratta devo dire,
molto distratta - ieri sera è successo un fatto spiacevole. Io,
Presidente le ho fatto le mie rimostranze non avendo avuto la
possibilità di prendere la parola ieri sera, lo faccio adesso,
dicendo che l'incidente fra di noi è stato assolutamente chiarito,
ho capito quello che lei ha voluto interpretare, però in tutto
questo io non posso esimermi dall'evidenziare come una parte di
questa maggioranza, e sottolineo una parte di questa maggioranza,
non è sempre presente in Aula nei momenti di bisogno. Una volta per
un motivo, una volta per un altro abbiamo una scarsa presenza che
ci espone alle naturali, ovvie e illegittime imboscate
dell'opposizione che non perde occasione per mettere in difficoltà
quest'Aula, e non solo quest'Aula ma anche il Governo. Ritengo,
onorevoli colleghi, soprattutto mi rivolto ai grandi big della
politica siciliana, ai grandi manovratori, che sia necessario ed
indispensabile fare esercizi di responsabilità in quest'Aula,
garantendo la presenza per i momenti importanti nell'affrontare le
questioni economiche che oggi assillano la Sicilia. L'approvazione
di questo mutuo è ritenuta indispensabile dall'Assessore al
bilancio che ha sicuramente fatto le sue valutazioni e avrà altresì
fatto sicuramente i suoi calcoli e credo che sia altamente
irresponsabile - per non dire vergognoso - che diversi deputati di
questa maggioranza siano regolarmente assenti dall'Aula, siano
regolarmente assenti nel non presenziare per approvare
provvedimenti urgenti ed importanti negli interessi dei siciliani.
Personalmente sono stanco di garantire io costantemente la presenza
quando altri invece preferiscono dedicarsi a tutt'altre cose.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
avere chiarito dalla Presidenza stessa alcuni punti rispetto a come
intende procedere circa l'ordine del giorno di oggi. Vede
Presidente, io ritengo che il Regolamento di quest'Aula ed in
genere il Regolamento, gli Statuti, sono approvati per dare dei
punti di riferimento certi e delle garanzie certe. Al di là di ogni
considerazione sul mutuo, mi riferisco appunto all'iter del disegno
di legge che lei ha iscritto aprendo e chiudendo la seduta, ha
iscritto all'ordine del giorno quindi al di là di ogni
considerazione sul merito io ritengo Presidente, che lei debba dare
ai singoli deputati ad ogni singolo deputato di quest'Aula, che lo
voglia, la possibilità di poter presentare emendamenti a questo
nuovo disegno di legge che è comparso oggi all'ordine del giorno.
Rispetto alle cose che lei ci ha detto, ritengo che si voglia
mettere in atto una forzatura che farebbe male a questa Assemblea
ed a questo Parlamento perché il tentativo di dire che siccome il
testo del disegno di legge non è stato modificato ed è rimasto
uguale non c'è alcuna necessità di dare termini nuovi per gli
emendamenti è un modo per aggirare la norma in se. Io potrei dire
che in Commissione la lista Gruppo Musumeci non ha nessun
componente quindi il Gruppo la Lista Musumeci non ha mai avuto la
possibilità in Commissione di discutere o eventualmente proporre
emendamenti alla ridiscussione di quel disegno di legge.
Quando il testo del disegno di legge è stato mandato in
Commissione non è stato mandato perché lo ha chiesto il Governo o
la Commissione, ma perché c'è stato un Gruppo parlamentare che ha
posto la questione e che ha chiesto il rinvio in Commissione che,
come lei ben sa, per essere esaudita questa richiesta è necessario
un voto d'Aula.
Ora, nel momento in cui l'Aula si è espressa con un voto ed ha
rimandato il disegno di legge in Commissione, per il fatto stesso
che per essere riscritta all'ordine del giorno c'è bisogno che ci
sia una apertura e una chiusura, quindi, non va iscritta
automaticamente all'ordine del giorno come nel caso in cui superati
i quindici giorni dati alla Commissione s'intende iscritto, è un
nuovo disegno di legge per questo fatto in se. Ora,
indipendentemente dal fatto se ci sono stati o meno dei precedenti
- perché i precedenti, se vedono l'Aula consenziente hanno un
significato, se non hanno l'apprezzamento da parte dell'Aula
rispetto alle guarentigie e alle garanzie di ogni singolo deputato
non hanno nessun significato - lei deve dare, a chi lo voglia, la
possibilità, come da Regolamento, di poter presentare emendamenti
perché altrimenti si assume una responsabilità anche grave.
Non faccio considerazioni sul fatto che si è riunita la
Commissione Bilancio, in quattro e quattro otto, che ha deciso di
dare via libera velocemente. Non c'ero, non ci sono in Commissione
Bilancio, quindi, non posso esprimermi su ciò che è avvenuto, però
lei non può esimersi dall'applicare ciò che prevede il Regolamento
e lo Statuto, perché altrimenti crea un precedente, questa volta
molto pericoloso, perché dà la possibilità, anche con artifizi
della stessa maggioranza, di evitare che deputati che vogliano
intervenire con propri emendamenti non possono farlo.
Noi non lo possiamo accettare, signor Presidente. Lo Statuto ed il
Regolamento vengono prima di ogni cosa. I precedenti valgono se
sono accettati unanimemente, se in quest'Aula tutti siamo d'accordo
affinché procediamo senza avere bisogno di emendamenti.
Quante volte si è deciso in Commissione Bilancio di mandare
provvedimenti urgenti in Aula e di non chiedere il termine per gli
emendamenti? Tante volte è accaduto in passato, ma ci vuole la
corresponsabilità e l'accettazione da parte dell'Aula. Se non c'è,
non possiamo andare avanti.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la richiesta del congedo per
la seduta odierna dell'onorevole Trizzino.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge n. 875/A
Disposizioni in materia di pagamento dei debiti della Pubblica
Amministrazione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è molto interessante la
valutazione fatta dall'onorevole Formica che, più volte, ha
ribadito la necessità di un'applicazione del Regolamento, più volte
ha ribadito che esiste un Regolamento. Però, siccome prima di
venire in Aula, proprio per evitare a me stesso di incorrere in
errori, ho fatto una piccola ricerca, casualmente, tramite questa
ricerca, è venuta fuori proprio una seduta di martedì 9 febbraio
2010, vicepresidente Formica, dove di fatto è avvenuto esattamente
quello che sta accadendo oggi. Allora, vorrei capire se lei è
coerente.
FORMICA. Cosa è stato stabilito?
PRESIDENTE. Onorevole Formica, leggo testualmente: Onorevoli
colleghi, comunico che la III Commissione, a seguito del rinvio ai
sensi dell'articolo 121 quater, comma 2 del Regolamento interno,
deliberato dall'Assemblea, ha proceduto al riesame del disegno di
legge ed ha approvato gli emendamenti. La Commissione ha altresì
espresso parere favorevole sugli emendamenti.
CORDARO. Approvando gli emendamenti
PRESIDENTE. Leggo la nota che mi ha mandato il Presidente della
Commissione Bilancio che dice: Si comunica che questa Commissione
ha completato l'approfondimento del testo , quindi, in ossequio a
quel Regolamento così tanto sostenuto, giustamente dico io,
dall'onorevole Formica, lo applico. Tra l'altro, facendo tesoro dei
precedenti che un illustre collega come lei ha determinato in
quest'Aula.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto desidero
associarmi alle argomentazioni egregiamente svolte dai colleghi
palermitani che mi hanno preceduto sulla vicenda dei Pip. Una
vicenda gestita in maniera vergognosa dal Governo che ha bisogno di
chiarezza. Il Governo faccia finalmente la sua parte, i
parlamentari e l'Assemblea tutta farà la sua, come ha fatto tutte
le volte che è stata chiamata in causa su temi delicati come quello
che riguarda l'occupazione di padri e madri di famiglia, di
palermitani e di siciliani fino ad oggi. Noi continueremo a farla e
aspettiamo che il Governo faccia la sua parte.
Passando al tema relativo al disegno di legge sul mutuo, io sono
particolarmente perplesso e devo dire, signor Presidente, che a
differenza del Presidente Formica, che lei ha citato nella sua
qualità di ex vice Presidente, lei oggi corre il rischio di
incorrere in responsabilità personali.
Se è il caso, noi dobbiamo anche valutare l'opportunità di
cominciare a capire che o ci sono delle norme che precisano quanto
da lei detto, ed allora io desidero che in quest'Aula vengano letti
gli articoli dello Statuto attraverso quale modo delicato fine di
fini giuristi che tutti sanno fare tranne che giuristi, qual è la
modalità attraverso la quale un disegno di legge viene mandato in
Commissione, in Commissione viene impedito di presentare nuovi
emendamenti, non vengono discussi, e si utilizza una semplice
clausola di stile che dice che è stato completato l'iter, arriva in
Aula e in Aula non si da la possibilità di presentare nessun
emendamento. Se lei assevera questo percorso, Presidente Venturino,
ci costringe ad inaugurare una nuova stagione che è quella di farci
spiegare da qualcuno al di fuori di quest'Aula, visto che già la
Corte dei Conti ci ha detto che non c'è niente da festeggiare
senza Commissario dello Stato, anzi ciascuno si assumerà la sua
responsabilità. Vi posso garantire che, per quanto mi riguarda, io
certamente non voterò più una legge di spesa a favore perché, o la
Presidenza dell'Ars e la Presidenza della Regione si siedono con la
Corte dei Conti e mi spiegano quali sono i miei limiti e quali sono
i limiti della Corte dei Conti, oppure io deciderò anche in maniera
provocatoria e strumentale di non votare mai più a favore nessun
disegno di legge che preveda una spesa.
Signor Presidente, ieri eravate pronti a rimandare l'Aula a
martedì. Oggi pomeriggio quasi come se fosse un problema di
punizione rispetto all'onta della democrazia che ieri si è
verificata in quest'Aula a fronte della continua assenza della
banda del buco di bilancio', la maggioranza e il Governo, a fronte
della continua assenza e delle vostre continue beghe è cambiato
tutto. Avete trovato la quadra tra uno strapuntino e un gabinetto
in onore del mio amico onorevole Cracolici e siete riusciti ad
essere pronti. Si ricordi i gabinetti, onorevole Cracolici.
Signor Presidente, Presidente Dina, questa cosa non si può fare,
quella di approvare il mutuo oggi perché se voi vi ostinate ad
andare avanti così, senza dare la possibilità di esprimere
democrazia in quest'Aula, l'opposizione che è stata fino ad oggi
responsabile accamperà tutte le possibilità che sono previste dallo
Statuto e dal Regolamento per fare in modo che si utilizzino le
norme scritte e non quelle non scritte. Il suo precedente,
Presidente Venturino è assolutamente fuor di luogo perché lei ha
letto che il Presidente Formica, che stava presiedendo quella
seduta, ha detto testualmente sono stati approvati gli emendamenti
ed è stato completato l'iter legislativo in Commissione.
Qui in Commissione non si è neanche aperta una discussione ed
allora, rispetto a questo, c'è dell'altro. Se lei mi dice qual è
l'articolo dello Statuto che preveda che né in Commissione né in
Aula possono essere presentati degli emendamenti al seguito di un
rinvio in Commissione, io voglio conoscere l'articolo, il comma, il
numero dell'articolo ed il comma; io potrei anche acquietarmi e
fare valutazioni esclusivamente politiche.
Se così non sarà, o voi avete l'unanimità dell'Aula rispetto a un
precedente, o altrimenti lei non ha altra soluzione che dare il
termine per la presentazione degli emendamenti, che siano anche 24
ore o 12 ore, questo non lo so. Si consulti con i suoi Uffici.
D'altronde, siccome oggi vedo un Vice, vorrei che non si assumesse
responsabilità che non le competono perché sarebbe, a mio parere,
una partenza falsa per una stagione delicata che credo di tutto
abbia bisogno, soprattutto per voi che voterete sì e che quindi vi
assumerete delle belle responsabilità, è una stagione calda che non
credo debba cominciare con un muro contro muro.
Mi aspetterei da lei, Presidente, dal Governo e dalla banda del
buco di bilancio, maggiore responsabilità: non mi pare una buona
partenza.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cordaro. Non entro nel merito delle
valutazioni politiche, ovviamente, ma per quanto riguarda
l'applicazione del Regolamento credo di interpretarlo nella
direzione giusta, anche perché non si tratta di nuovo testo e per
quanto riguarda il caso da me citato prima, le ripeto l'ultima cosa
di quel verbale, ricordo che avevamo approvato gli articoli 1 e 2
e, quindi, era già un disegno di legge che aveva già approvato
degli articoli in Aula e poi era tornato in Commissione. Comunque
non stiamo parlando di cose diverse ma della stessa cosa, onorevole
Formica.
Sono certo, proprio perché confortato dal supporto degli Uffici
che non hanno bisogno di essere giustificati da me, io vado avanti
come stabilito.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Il comma dello Statuto qual è? Qual è il comma? In base a
quale articolo? Qual è?
DI GIACINTO. È lo stesso comma che hai utilizzato tu
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo per ribadire un concetto che forse è sfuggito.
L'aver richiesto di rimandare un testo di siffatta importanza -
perché non parliamo di bruscolini, parliamo di un ennesimo mutuo a
carico della Regione e, quindi, dei cittadini siciliani - non è
stata una velleità tanto per passare il tempo, è stata una
richiesta necessaria in un contesto siffatto di mancanza di
responsabilità in primis da parte della maggioranza, perché non si
è manifestata, ieri erano gruppi sparsi, ma del resto questi umori
non li devo sicuramente evidenziare io dal momento che c'è già
stato, qui dentro, chi ha evidenziato queste crepe e spaccature.
Abbiamo avuto necessità, nel tempo, analizzando il testo da quando
questo è stato presentato, presentato e messo in discussione prima
dell'approvazione di un bilancio - inesistente, che galleggia, che
passa tra le istanze di questo Parlamento -, prima
dell'approvazione di un Documento di programmazione economico
finanziaria - anche questo procrastinato oltre il termine naturale
della sua approvazione, che sarebbe il 31 agosto -, noi qua stiamo
parlando del nulla, in assenza del nulla si chiede a questo
Parlamento di incatenare i siciliani ad un altro mutuo e, pertanto,
l'opposizione deve stare muta, silente andare avanti e magari non
fare opposizione, obbedire all'assessore Borsellino, non si capisce
perché di economia ne debba parlare l'assessore Borsellino quando
avevamo l'assessore Baccei ieri in Aula, fatemi capire come
funziona?
E ora mi si viene a dire dal presidente Dina che è stata una
questione strumentale?
La democrazia è strumentale? Che l'opposizione parli è una
questione strumentale?
Noi avremmo desiderato che si approfondisse il testo nuovamente
per le ragioni che io ho appena esplicitato perché non esiste un
documento di programmazione economico finanziaria, non esiste un
bilancio approvato, non esiste la credibilità dell'azione di questo
Esecutivo.
Quindi, di che stiamo parlando? Due ore, oggi, in Commissione
bilancio, un abuso rispetto anche alla prassi dei Regolamenti che
prevede, qualora non lo si ricordasse, che l'Ufficio di Presidenza
faccia un calendario delle attività di Commissione; quindi,
praticamente, nella prassi, nella possibilità che un presidente di
Commissione e una Presidenza facciano un po' quello che vogliono, e
si genuflettano, sostanzialmente e sempre, a questo Esecutivo. Qua
si deve fare tutto.
Bene qua concludo perché mi rendo conto che le dichiarazioni e le
elaborazioni dei nostri padri e filosofi contemporanei che sono
Zagrebelski, che sono, per esempio, Luciano Canfora, aiutano a
comprendere il reale e allora vi dico una cosa interessantissima.
Nel nichilismo e questo lo disse Zagrebelski,
dell'autoreferenzialità non c'è posto per la politica ed è da due
anni che vi diciamo che qua dentro politica non ne fate, se non la
politichetta spicciola dei quattro soldi ai quattro gruppi
clientelari. Del resto abbiamo avuto anche un'immagine oggi, dei
cinque power rangers dei PIP sono pure intervenuti. Guai a
sgarrare, per carità, eh
E se non c'è politica, non c'è neanche democrazia. Luciano
Canfora, ulteriormente, dice, questa è una deriva oligarchica della
post democrazia, laddove il rappresentante del popolo chiede al
suddito di obbedire senza avere ragioni. Chiede al suddito
l'ubbidienza per l'ubbidienza.
Ecco, questo noi non lo possiamo fare. Se non l'avete capito poi
ve lo spiego quando finisce l'Aula, vedo la faccia un po' smarrita,
onorevole Dina.
DINA, presidente della Commissione e relatore. E' un comizio.
ZAFARANA. Onorevole Dina, glielo spiego dopo. Il concetto è che se
si fa politica si fa con degli ideali, dei valori, entrando nel
merito delle questioni, non liquidando un disegno di legge, in due
ore. Studiamo bene.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parto da un dato
che mi ha preoccupato e che riguarda il commento che lei ha dato a
questa interpretazione da dare a questo precedente, ovvero
all'assoluta certezza che lei giustamente, prendendosi tutte le
responsabilità del caso, ha dato su questa questione, come se vi
fosse un'unica interpretazione possibile.
Vede, signor Presidente, noi ci avviamo a concludere il giro di
boa di questa legislatura. Di certezze in questi due anni e più ne
ho sentite tante, troppo, ne ho sentite in merito a mutui, e siamo
ad un anno esatto dal mutuo che abbiamo affrontato nel 2014, dove
si diceva che era indispensabile per avviare una sana e definitiva
discussione sul risanamento del bilancio di questa Regione. Come un
remake ci ritroviamo dopo un anno con le stesse certezze, con un
mutuo molto più ampio a discutere del fatto che bisogna
necessariamente recarsi a Roma con un cappello, il mutuo, che
possiamo immaginare come un grande cappello, a dire noi abbiamo
contratto il nuovo mutuo, un po' come una piccola Grecia, piccola
non so sino a che punto, una piccola Grecia, che contrae il mutuo e
che quindi chiede qualche cortesia.
Dinnanzi a questo quadro di certezze che sono lieto lei ha, io non
ho queste certezze, lei ce le ha, il Governo ce le ha, questa
maggioranza, in questi anni, ce ne ha date tante certezze, e sono
lieto che ancora ora sia foriero di certezze per questo Parlamento
e per il popolo siciliano, vedremo tra qualche mese quante certezze
si daranno a migliaia di padri di famiglia e quante certezze si
riusciranno a dispensare nei prossimi mesi. Dinnanzi a questo
quadro cosa si chiede all'interno dell'attuazione di un
procedimento legislativo formale all'interno dell'Assemblea
regionale siciliana?
Si chiede di rispettare il Regolamento. Cosa dice il Regolamento?
E qui delle due, l'una. Dice che si può rinviare in Commissione su
proposta motivata per alzata e seduta. Ieri è accaduto che su
proposta motivata, l'ha valutata lei questa proposta motivata, non
certamente io, si è rinviato in Commissione e quindi quello stesso
iter che non è modificato dal Regolamento perché non si avvia un
iter formale diverso nel caso di rinvio in Commissione.
Il Regolamento non dice, nel caso di rinvio in Commissione, si
avvia un iter legislativo diverso. No, non dice nulla. Quindi
presuppone che l'iter legislativo sia identico a un iter normale
senza rinvio. Diversamente se voleva intendere un iter diverso, lo
avrebbe esplicitato con un'eccezione alla regola che invece è
esistente all'interno del Regolamento, quindi si rinvia in
Commissione, su proposta motivata, la Commissione esita il testo e
il diritto del parlamentare non può essere leso.
Giustamente mi si dice: Ma il testo non è cambiato ma, scusi
Presidente, se ieri vi è stata una proposta motivata, oltre a non
essere cambiato il testo oggi sono cambiate le condizioni attorno
alle quali si è discusso di questo testo, sono cambiate le
condizioni attorno alle quali sono stati presentati gli emendamenti
per l'Aula, sono cambiate le condizioni per le quali ieri una
riunione della cosiddetta maggioranza forse ha creato questa
proposta motivata.
E allora se vi è una proposta motivata che ci spinge a espletare
il nostro mandato parlamentare anche per il tramite della
presentazione di emendamenti, lo è certamente all'interno di
quest'Aula.
Non vi è una proposta motivata ieri e una proposta non motivata
oggi, non vi è un iter legislativo formale ieri e non oggi.
Siccome mi rendo conto che la questione non è certa, non ce l'ho
neanche io questa certezza, le chiedo su una questione non di
quisquiglie ma di 1.700 milioni di essere attenti e garanti non
delle opposizioni che oggi sono opposizioni e domani saranno
maggioranza, così come la maggioranza certamente fra qualche anno
sarà opposizione, ma del popolo siciliano, perché i ruoli cambiano
e le istituzioni restano.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Per fatto personale
FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio quel fatto
che lei ha citato, signor Presidente, smentisce quanto da voi
sostenuto e avvalora quello da me oggi sostenuto, perché l'episodio
al quale lei si riferisce è un episodio che tornato in Commissione
è ritornato in Aula dopo l'approvazione con modifiche, è stato
accettato dall'Aula all'unanimità il modo di procedere, nessuno ha
sollevato il problema.
Diversa è la questione che abbiamo posto qui nel momento in cui
solleviamo il problema io le consiglio di non creare questo
precedente, dia anche un termine minimo, dia anche un termine di
dodici ore.
Se crede, visto che non ci sono grandi modifiche e apprezzate le
circostanze, dia anche un termine breve ma non può assimilare un
precedente che non si aggancia a nessuna norma del Regolamento allo
svolgimento di una procedura che è diversa nel momento in cui
diversi parlamentari di quest'Aula le chiedono il rispetto del
Regolamento non dei precedenti e, soprattutto, nel momento in cui
facciamo presente che c'è un intero Gruppo parlamentare che non ha
avuto la possibilità di poterla discutere o ridiscutere questa
norma in Commissione bilancio.
Le forzature non servono a niente, servono quando c'è il consenso
dell'Aula, non servono a nulla quando sono fatte contro l'Aula.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione del disegno di legge «Disposizioni in
materia di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione»
(875/A)
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io mi
richiamo a quanto sostenuto dai colleghi che mi hanno preceduto sul
rispetto ai Regolamenti.
Ieri l'Aula si è espressa per un rinvio in Commissione, stamattina
la Commissione ha fatto un blitz ed ha rimandato oggi pomeriggio
- in violazione dei Regolamenti perché l'Aula si era espressa
sovrana - il testo in Aula così come era senza la possibilità di
presentare ulteriori emendamenti.
E a ragion veduta dico: oggi il Governo sta proponendo un mutuo
per risanare i debiti delle Aziende sanitarie locali - e stiamo
parlando di un mutuo di un miliardo e settecento milioni - ma un
elenco esplicativo delle Aziende sanitarie locali e a quanto
ammontano i loro debiti al 2013 esiste? Io non l'ho avuto, nessuno
di noi ha contezza.
Come fa il Parlamento oggi a votare un mutuo per ripianare i
debiti delle Aziende sanitarie locali quando non c'è accompagnata
alla relazione del disegno di legge l'elenco esplicativo delle
aziende per sapere a quanto ammontano i debiti nel 2013?
Questo è uno dei motivi per i quali lei dovrebbe concedere
termine, non solo a noi, per presentare emendamenti, ma anche al
Governo perché il Governo produca in Aula l'elenco dei debiti delle
aziende sanitarie locali, perché altrimenti dovrà dire che questo
mutuo non serve per ripianare i debiti delle aziende sanitarie
locali ma serve per altro.
Oggi la Sicilia è in ginocchio e non lo dico solo io ma lo afferma
anche l'assessore Baccei che, in questo momento, è distratto e
giustamente pensa ad altro.
Ma noi che siamo qui e siamo sul territorio e che abbiamo contezza
che questo Governo non ha risolto un solo problema, non è stato
capace di fare una sola norma di settore che potesse portare un
minimo di rilancio, non è stato capace di impiegare fondi
comunitari regalando allo Stato 500 milioni di euro che hanno
consentito di fare la manovra di stabilità.
Sì, è cosi, onorevole Di Giacinto perché non ci possiamo, oggi,
caricare di un mutuo che avrà delle refluenze in un momento di
grave crisi economica per i cittadini, che porterà non solo al
disagio sociale ma ancora peggio.
Non solo ma altre regioni cha hanno avuto lo stesso problema e che
pure indebitate, hanno adottato misure diverse: per esempio mi
riferisco alla regione Toscana che ha emanato una direttiva,
addirittura con una delibera di Giunta. Hanno approvato ed hanno
trovato la soluzione: ricorrere alla pro factoring e pro soluto.
Questo ha consentito, comunque, di risparmiare sul tasso di
interesse e di non accendere un altro mutuo.
Quindi chiedo, non solo una pausa di riflessione, ma chiedo che il
testo vada rinviato in Commissione e chiedo, soprattutto, che il
Governo produca l'elenco esplicativo dei debiti delle aziende
sanitarie locali per capire se, effettivamente, questi debiti
ammontano ad un miliardo e 700 milioni di Euro.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori. Intanto una breve parentesi attraverso la quale devo
unirmi, ovviamente, ai colleghi che sono intervenuti prima di me.
Quei colleghi che, ormai da un anno, vivono l'esperienza dei
lavoratori dei piani di inserimento professionale, lavoratori ai
quali è stata negata una prospettiva, lavoratori a cui è stato
detto come in tanti altri casi non vi preoccupate, ora
valuteremo , e lavoratori rispetto ai quali si sono aperte delle
aspettative rispetto ad un bacino che, Presidente, Governo, noi
avremmo preferito che ci fosse stata maggiore chiarezza.
Un bacino rispetto al quale è stato votato un ordine del giorno,
un bacino rispetto al quale è stata fatta una norma interpretativa,
e rispetto alla quale noi chiediamo al Presidente della Regione di
fare finalmente chiarezza. Ci sono questi operatori e mi rendo
conto che, probabilmente, nel mare grande del precariato, del
disagio, delle tensioni sociali che il Governo sta determinando,
questo precariato probabilmente una goccia nell'oceano se
consideriamo che è di oggi la notizia dei 2.000 operatori degli
sportelli multifunzionali che vengono mandati a casa ma, assessore,
noi chiediamo che su questa vicenda debba essere fatta chiarezza.
Un gruppo di parlamentari in delegazione è stato dal Presidente
della Regione. Il Presidente della Regione ci ha chiesto di
conoscere quella norma interpretativa, questo è stato fatto da
parte dei deputati.
Ci sono venuti in soccorso tutte le organizzazioni sindacali, per
cui la triplice ha fatto una richiesta di incontro urgente con il
Presidente della Regione per favore veniteci a dire cosa dobbiamo
fare con questi operatori .
Questa è una cosa che dovete, non soltanto alla Città di Palermo,
ma alla Regione siciliana tutta. Operatori che è vero hanno
sbagliato ma rispetto ai quali noi offriamo una opportunità che è
quella di fare chiarezza.
Noi vi diciamo: fate una norma per cui dalla data di entrata in
vigore di quel testo che fu votato in Aula, da quel momento chi
sbaglia paga. Ma fino a quel momento garantiamo la giustezza della
pena e facciamo in modo che anche a quella gente che viene da
percorsi socio lavorativa e rispetto alla quale a quel tempo alla
data della loro assunzione ora un requisito venire da quella
propria condizione a quella gente si venga ancora data
un'opportunità.
In questo mi unisco quindi a questo appello da parte di tutte le
forze parlamentari palermitane e non solo che auspichiamo, anzi,
abbiamo certezza troveranno conferma, appoggio e sostegno
dall'intero Parlamento. Io credo che il Parlamento a questo punto
arrivato non può fare altro che continuare con queste indicazioni
che vi sono state date in maniera chiare e quindi aspettiamo che
una risposta finalmente dal Governo possa arrivare oltre che dal
Presidente della Regione, ovviamente.
Detto questo, assessore, io proverò a riformulare il quesito che
già alcuni colleghi hanno posto: cosa è cambiato rispetto a ieri?
Cosa è cambiato rispetto a quella data, ieri appunto, in cui la
Maggioranza è arrivata frantumata, si è sgregolata di fronte al
muro del buon senso da parte delle altre forze parlamentari che vi
hanno chiesto di non mettere ulteriore ipoteca sul futuro dei
nostri figli, forse un elemento di novità c'è stato, è vero, è
quell'elemento di novità mi dispiace dirlo per tanti colleghi che
in Commissione Bilancio fino ad ora ho sempre pensato fossero
animati da buon senso, ma ciò che è cambiato, è che ci sono stati
dei chierichetti, si dei chierichetti, i componenti di quella
Commissione bilancio che hanno votato a favore di questo
provvedimento che sono venuti insieme a padre Antonello Cracolici a
fare di nuovo pace a voi separati in casa, assessore Baccei e
Presidente della Regione Crocetta, due uomini si separati in casa,
da una parte Baccei dall'altra Crocetta, padre Antonello Cracolici
con i chierichetti della Commissione Bilancio con un blitz hanno
annullato il lavoro che era stato fatto da un Parlamento: ma io
credo che la realtà consiste in questo, assessore, che questa
Maggioranza non esiste più, quei parlamentari anche della
maggioranza non a caso non hanno votato ieri il mutuo perché non a
caso loro sono coscienti che è una responsabilità così forte non
poteva essere assunta da questo Parlamento, ve lo hanno dato il
segnale non si sono presentati, vi hanno dato l'opportunità di
seguire un percorso diverso ma a quel punto quando i separati in
casa siete stati richiamati a quel lungo matrimonio non c'era
alternativa, da Renzi c'era un mandato di dare un diktat definitivo
per la Sicilia che rimane in questo caso la Sicilia dei buchi
nell'acqua, buchi nell'acqua uno dietro l'altro, però le
responsabilità sono tutte vostre, di questo Governo.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, certo
io intervento perché l'argomento è assai delicato e credo che
meriti grande attenzioni da parte di tutti; e peraltro la mia
preoccupazione e il mio scoramento sia ancora appesantito dopo aver
letto l'articolo sul giornale di Sicilia di qualche giorno fa, le
dichiarazioni dell'assessore Baccei il quale era abbastanza
preoccupato e parlava addirittura di un buco che andava oltre i 5
miliardi di euro, io ho letto questo articolo che mi ha veramente e
particolarmente scoraggiato e che asseriva tra l'altro il mutuo di
un miliardo e 700 milioni di euro non risolve granché, e del resto
al di là delle dichiarazioni dell'assessore non ci vuole molto per
capire che l'assunzione di questo mutuo, credo come voler mettere
una toppa ad una falla che è enorme.
E' chiaro che coprire con dei mutui altri mutui o altri debiti è
una procedura che francamente non è molto incoraggiante perché poi
alla fine il mutuo che noi vogliamo assumere è soltanto un mutuo
che tenta di coprire altre falle, altri debiti.
Come quella famiglia che nel tentativo di volere sopravvivere
qualche giorno in più accende ulteriori prestiti, gira tutte le
finanziarie, gira tutte le banche, nel tentativo di avere altri
mutui, nel tentativo di coprire altri prestiti, altri debiti, un
tentativo maldestro.
Credo che al di là del merito, in quest'Aula, oggi non ci sia
maggioranza, non c'è maggioranza, tra l'altro è il balletto anche
di ieri, cioè quello di portare in Aula, la proposta, il disegno di
legge e poi senza la presenza della maggioranza, per cui la
richiesta del Movimento Cinque Stelle , di riportare in Commissione
il disegno di legge stesso, è chiaro che è un segnale di
grandissima debolezza della maggioranza e dell'Aula.
A questo si aggiunge anche il fatto che, oggi si porta di nuovo lo
stesso disegno di legge, che è passato diciamo tra virgolette
all'attenzione della Commissione Bilancio, ma senza nessuna
relazione ulteriore, senza nessun approfondimento e per giunta con
una chiusura totale, cioè quella dell'impossibilità di presentare
anche degli emendamenti, questo mi sembra veramente un eccesso.
Ma anche oggi non vedo una maggioranza presente, granitica, pronta
a votare questo disegno di legge; mi pare che c'è l'opposizione
che, forse tiene con la sua presenza il numero legale, ma non mi
pare che da parte della maggioranza anche oggi ci sia questa
volontà, per cui non capisco caro Presidente, oggi quello che si
vuole fare.
Sarebbe stato più giusto, forse, concedere la possibilità di
presentare gli emendamenti e magari rinviare alla prossima
settimana la discussione sul disegno di legge e relativo voto,
credo sarebbe più consono ad un comportamento che, certamente
lascerebbe maggiori spazi alla democrazia e alla discussine. Fermo
restando che siamo ad un anno dal mutuo acquisito l'anno passato
per coprire i debiti di varie imprese con le Asp, per coprire i
debiti degli enti locali e per coprire i debiti della stessa
regione; adesso ci ritroviamo di nuovo, con un altro mutuo da un
miliardo e ottocento milioni, sempre per fare cassa e per coprire,
probabilmente, anche tanti altri debiti e magari ci prepariamo con
l'approvazione del prossimo bilancio, che mi auguro, avverrà entro
aprile, magari con la proposta di un altro mutuo da un altro
miliardo di euro, chissà probabilmente il Governo medita anche
questo. E quest'Aula dovrà, fra qualche mese, affrontare anche
questa discussione.
Ritengo che stiamo veramente navigando a vista, che non c'è
nessuna rotta e nessuna bussola che ci possa guidare e portare in
un porto sicuro.
Credo che oggi il nostro cammino è fortemente nebuloso e questo
mutuo penalizzerà ulteriormente la Sicilia e i siciliani che i per
i prossimi trent'anni avranno addosso non soltanto il mutuo
acquisito un anno fa ma anche quest'altro mutuo da due miliardi che
peserà tantissimo sui siciliani.
Mi auguro comunque che, tra l'altro la maggioranza possa essere
presente per votare, mi auguro che la sinistra sia presente per
votare questo mutuo perché oggi non vedo nessuno, quindi ritengo
Presidente, che sia più giusto rivedere le proprie posizioni e
magari rinviare alla prossima settimana concedendo la possibilità
ai singoli deputati di poter presentare anche qualche emendamento.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Ioppolo, vorrei
dire una cosa a beneficio di chi ci sta guardando in questo
momento. Quando lei, onorevole Fontana, dice che non ci sono degli
emendamenti le dico che gli emendamenti sono stati già presentati.
Il disegno di legge non è cambiato non solo nella forma, ma nemmeno
nella sostanza e non c'è soluzione di continuità con il disegno di
legge che è approdato in Commissione. Per quanto mi risulta dalla
lettera inviatami dal Presidente della Commissione, che è l'unico
responsabile per indire la Commissione, non certamente io, ho qui
la lettera che conferma l'approfondimento lo dico a beneficio di
chi ci sta ascoltando.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, non c'è dubbio, Signor Presidente dell'Assemblea, che ci
troviamo davanti ad un problema di interpretazione. E come tutte le
questioni che vengono presentate dalla necessità di interpretare
una norma sono delle questioni che si prestano a discussioni, ad
approfondimenti anche a diversità di sedute. Un buon criterio per
interpretare la norma è quello di leggerla alla luce di un contesto
generale al fine di salvaguardare il più possibile le prerogative
per le quali un Regolamento esiste.
Ora, non c'è alcun dubbio che l'articolo 121 quater del nostro
Regolamento, alla fine, presenta qualche lacuna perché, deliberato
da parte dell'Assemblea la retrocessione, la regressione del
disegno di legge in Commissione prende in esame soltanto il caso in
cui vi sia inerzia da parte della Commissione per 15 giorni almeno,
quindi per un termine superiore a 15 giorni, il che dà la
possibilità al Presidente di poterlo di nuovo inserire all'ordine
del giorno. Non prevede ipotesi diverse. Nel non prevedere ipotesi
diverse ecco lo spazio interpretativo.
Che cosa è accaduto di fatto? E' accaduto che ieri sera intorno
alle ore 19.20-19.30 l'Aula si determina per la regressione del
procedimento legislativo in corso, cioè l'esame del disegno di
legge, alla Commissione Bilancio . Lo diceva prima, e lo diceva
molto bene, l'onorevole Lombardo sulle cui riflessioni io concordo.
Cominciamoci a chiedere: se l'Aula ha votato alle 19.00-19.30
inoltrate la Commissione stamattina era già convocata, vi sarà
stato quindi un ordine del giorno integrativo, ordine del giorno
integrativo che sarà stato comunicato a tutti i componenti della
Commissione e che sarà stato convocato in tempo utile perché i
singoli componenti della Commissione potessero riflettere,
potessero raccordarsi con i colleghi dei rispettivi Gruppi
parlamentari e stamattina essere presenti in Commissione per
emendare, discutere e approfondire il disegno di legge.
Non c'è dubbio che il lasso temporale che è trascorso tra le ore
19.30-20.00 di ieri sera e le ore 9.00 di stamattina non è
certamente un lasso di tempo sufficiente perché la libertà del
deputato si sia formata, costituita in tutta la sua pienezza.
Ma dico di più, signor Presidente. Stamattina era una giornata
densa di riunioni di Commissioni ed assai spesso i componenti, i
singoli deputati, sono componenti di più di una Commissione. Era
convocata la Commissione Sanità , era convocata la Commissione
Territorio , era convocata la Commissione Antimafia, erano
convocate praticamente tutte le Commissioni. Quindi, sicuramente
non c'è stata la possibilità in Commissione Bilancio di
approfondire e di approfondire come si deve questo disegno di
legge.
Ma c'è di più, signor Presidente. Questa regressione in
Commissione, nel silenzio dell'articolo 121 quater sostanzialmente
presuppone una restituzione nei termini. Si sarebbero potuti
stamattina presentare emendamenti in Commissione, non ne è stato
fatto un problema dei singoli commissari, ma la restituzione nel
termine per la presentazione di emendamenti non può valere soltanto
per i 15 componenti della Commissione Bilancio, ma deve valere per
tutti e 90 i deputati dell'Assemblea regionale siciliana, né ha
pregio alcuno il discorso siccome è lo stesso testo, perché lo
stesso testo è nella inerzia dei 15 componenti della Commissione
Bilancio che non può ricadere a disfavore degli altri 75 deputati
dell'Assemblea regionale siciliana. Quindi, la restituzione nei
termini, per la presentazione degli emendamenti, se vale per i
componenti della Commissione Bilancio non può non valere per i
deputati tutti dell'Assemblea.
C'è un altro profilo, signor Presidente, che io vorrei lei non
sottovalutasse nel momento della sua decisione che può essere
ancora ispirato al saggio apprezzamento ed equilibrio.
Questa Assemblea stasera non è nel suo plenum, nel suo plenum, in
quanto ha legittimità dell'organo perché noi abbiamo la certezza
che almeno tre componenti di questo nostro Parlamento, il
Presidente della Regione, il Presidente dell'Assemblea e
l'onorevole Falcone, sono assenti non per libera volontà, ma sono
necessitatamene assenti perché chiamati a Roma per la elezione del
Presidente della Repubblica. Quindi, c'è anche un vulnus, dovendo
raggiungere, avendo dovuto raggiungere la sede romana per tempo,
c'è anche un vulnus del plenum di questa Assemblea regionale
siciliana.
Ed allora, signor Presidente, poiché l'Assemblea le chiede un
termine per la presentazione di ulteriori emendamenti, termine che
potrebbe assai utilmente essere stabilito nella giornata di domani
o di venerdì per esaminare e votare il disegno di legge nella
prossima seduta di martedì - come del resto ieri sera chiedeva
l'autorevole componente del Governo, dottoressa Borsellino - io
credo che lei abbia ancora sprazzi di buonsenso nell'applicazione
delle norme regolamentari per non mettere questo Parlamento in una
condizione di frattura verticale tra chi sarà costretto a votarlo
il disegno di legge e chi non lo vuole votare.
PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo, per chiarezza sempre di chi ci
ascolta, le ricordo che queste sedute d'Aula sono state previste in
Conferenza Capigruppo e la Conferenza Capigruppo era a conoscenza
che oggi, i colleghi da lei citati sarebbero dovuti andare a Roma.
IOPPOLO. Era stato previsto per l'incardinamento del DPEF.
PRESIDENTE. No, onorevole Ioppolo. Se lei legge il verbale della
Conferenza Capigruppo, era previsto per ieri ed eventualmente il
prosieguo per oggi. Per cui, voglio dire, già la Conferenza
Capigruppo su questo punto, giustamente da lei sottolineato, si era
espressa.
E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, io penso che oggi stiamo consumando
una grave violazione del Regolamento interno dell'Assemblea. E mi
dispiace dire che la prima violazione l'ha commessa la Commissione
Bilancio che ha agito in questa veste come composta da veri e
propri Speedy Gonzales che hanno violato qualsiasi norma di
ragionevolezza oltre che giuridica.
L'onorevole Ioppolo ha ben detto che, essendosi determinata
quest'Assemblea ieri sera, nel corso della seduta pomeridiana, per
il rinvio in Commissione, nell'ordine del giorno della pur già
convocata Commissione Bilancio , non poteva essere inserito
l'argomento del mutuo.
Ed allora, l'articolo 32, comma 7 del nostro Regolamento - le
chiedo, signor Presidente, di controllare e gli Uffici di darne
atto - prevede che, comunque, l'ordine del giorno deve essere
comunicato ai componenti almeno 48 ore prima. Essendo l'ordine del
giorno della riunione convocata stamattina già emesso in
precedenza, è chiaro che l'inserimento di quell'argomento,
onorevole Dina - e mi dispiace per la persona di assoluta
ragionevolezza come lei - anche se si tratta di integrazione
dell'ordine del giorno, deve essere nel rispetto delle 48 ore, cosa
che non è assolutamente intervenuta.
Oggi, il Parlamento si può determinare in un solo senso, mi
dispiace ma è così: rinviare nuovamente alla Commissione che deve
essere riconvocata con la necessaria concessione del termine delle
48 ore. Dopodiché, caro Presidente, onorevole Venturino, l'articolo
121 quater che voi interpretate con molta leggerezza, consentiteme
di dire, nel senso che i 15 giorni si riferiscono ad una eventuale
inerzia della Commissione, cosa che non è scritta e non si può
interpretare assolutamente dalla lettura attenta e puntuale della
disposizione, l'articolo 121 quater può essere interpretato solo in
un senso. L'argomento non può essere riportato all'attenzione
dell'Assemblea se non sono prima decorsi 15 giorni, non i 15 giorni
dell'eventuale inattività della Commissione.
Noi stiamo agendo in palese violazione, ha agito in palese
violazione la Commissione, sta agendo in palese violazione questa
Assemblea. E, poi, non me ne voglia, signor Presidente, noi
discutiamo di un mutuo - non voglio entrare nel merito - di un
mutuo il cui piano di rientro inizia nel 2015, cioè le prime rate
di rientro del mutuo devono essere pagate nel 2015.
Mi venite a spiegare perché - in quest'Assemblea c'è sempre da
apprendere - come può approvarsi un mutuo che prevede una spesa per
il rientro della prima rata del mutuo nel 2015 in assenza dello
strumento finanziaria dove questa uscita sia prevista ed approvata?
Se vi fosse ancora la figura del Commissario dello Stato questa
norma non passerebbe né ora e né mai
Noi impegniamo una spesa in assenza di un bilancio al di là
dell'esercizio provvisorio. Questa è una questione pregiudiziale
sulla quale l'Aula sta allegramente sorvolando su un argomento di
impegno di spesa notevolissimo, e mi dispiace che la Commissione
Bilancio , anche su questo, sia andata a volo di uccello senza
affrontare come si doveva un problema di assoluta rilevanza che può
impegnare anche, non me ne vogliano i colleghi, la responsabilità
personale di ciascuno che andrà con l'assoluta disinvoltura ad
approvare questo mutuo. Certo, non sarà né il mio caso, né il caso
dei deputati di Forza Italia, ma evidentemente è un invito che
rivolgo all'attenzione e alla dovuta considerazione che deve avere
intanto la Presidenza dell'Assemblea e poi ciascun deputato
chiamato ad esprimersi su questo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza. Sempre per dovere di
chiarezza nei confronti di chi ci ascolta, dice bene lei,
l'articolo 32, comunque, parla al comma 7, di 48 ore quando si
parla di convocazione di una Commissione. In questo caso si parlava
di integrazione dell'ordine del giorno e sono due cose
completamente diverse.
Ripeto, giusto per fare chiarezza sul Regolamento. Non mi
interessa entrare nel merito della discussione prettamente
politica.
E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, intanto vorrei ribadire che
Forza Italia in Commissione ha votato astenendosi attraverso il
voto espresso dall'onorevole Milazzo, il sottoscritto, e
dell'onorevole Savona.
PRESIDENTE. Non sprechi il suo tempo, prego continui.
MILAZZO. Vedo colleghi di cinqueStelle che fanno cenni con la
mano. Non li ho visti attaccati al lampadario oggi in Commissione
Bilancio e anzi erano presenti al 50 per cento. L'onorevole Ciaccio
non c'era in Commissione quindi faccio notare la presenza.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, prego continui il suo intervento.
MILAZZO GIUSEPPE. Questo lo recupero.
PRESIDENTE. No, questo no. Ha perso del tempo.
MILAZZO GIUSEPPE. Vorrei sottolineare che noi abbiamo chiesto
chiarimenti all'Assessore chiedendo un apposito incontro presso il
Gruppo Forza Italia per avere spiegate le ragioni per cui a suo
parere le condizioni non dovevano cambiare di questo mutuo. Ma la
domanda che vorrei fare all'Assemblea è questa: ieri c'è stato un
voto da parte dell'Aula. Non è stata data alcuna motivazione,
quindi il testo senza alcuna modifica, né sostanziale né di
percorso politico è stato rimandato in Commissione Bilancio .
Io chiedo scusa se sto disturbando, Presidente ci possiamo anche
allontanare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in effetti non si riesce a
sentire.
MILAZZO. Perché il punto è questo, Presidente. Ho sentito, ho
visto parlare tanti sapientoni, venire qua, le Commissioni sono
Speedy Gonzales. Ieri, alla fine dell'Aula i capigruppo dovevano
chiedere un incontro al Presidente dell'Assemblea per cambiare il
percorso, l'iter del mutuo.
Le regole sono rimaste quelle della trattazione di questo mutuo;
è stato rimandato in Commissione. Il Presidente Dina ha spiegato
che le condizioni erano immutate e quindi si leggeva solo per un
fatto politico essendo che non abbiamo allegato né un documento, né
uno straccio di pregiudiziale, Niente
Abbiamo votato in un momento di estemporaneità, di goliardia.
Abbiamo fatto l'opposizione in modo goliardico e nessuno qua
stasera ammette che abbiamo incardinato un percorso di opposizione
che io ho condiviso e condivido però che non ha avuto seguito
politico da parte dei capigruppo delle minoranze.
Perché, cosa si è fatto stasera? Ognuno di noi ha fatto
l'interventino e tutto è apposto. Finito qua. Se ci fosse una
violazione regolamentare si potrebbe porre una pregiudiziale.
Niente di tutto questo perché nessuno lo ha fatto. I colleghi
continuano imperterriti a disturbare l'Aula. Ma continuo.
Poco fa davo la mia disponibilità all'onorevole Ciaccio, e così
farò, a sostenere le proposte che lui porterà avanti in termini di
opposizione perché io faccio parte dell'opposizione. Però, ognuno
si deve assumere le proprie responsabilità. I capigruppo dovevano
cambiare il percorso dopo il voto dell'Aula di ieri invece, se ne
sono andati a casa e questa mattina non si sono occupati dei lavori
che oggi si dovevano svolgere perché il Presidente Venturino, mi
sarei aspettato, oggi doveva prendere la parola e doveva dire: a
seguito al voto d'Aula e della Conferenza dei capigruppo il
percorso è cambiato .
Lo devo cambiare io l'ordine del giorno? Io sono un soldato della
minoranza. Voterò contro. Ditemi tutto quello che si deve fare,
però vorrei ricordare alle menti sopraffine di questo Parlamento,
tutti coloro i quali da un anno e mezzo ci guidano in questo
percorso, gli stessi scienziati che hanno voluto una mozione di
sfiducia che ha ricompattato una maggioranza, che si sarebbe
sfaldata già sei mesi prima, vorrei dire a questi scienziati che
mandano persone a verificare in Commissione come votiamo e come non
votiamo. Intanto, votiamo in modo libero
Ma entriamo nel merito; entriamo nel merito del mutuo: va fatto o
non va fatto? È sbagliato? Perché? È inutile che ci impantaniamo in
discussioni che chi è bravo di Assemblea regionale, ed è
all'opposizione, lo sa che stiamo facendo due ore di dibattito e di
qui a poco inizieremo a votare e non si bloccherà il mutuo con
questi strumenti.
I signori Capigruppo della minoranza avrebbero dovuto incontrare,
ieri, il Presidente della Regione, o il facente funzioni, ed il
Presidente dell'Assemblea per cambiare il percorso, ma così non è
stato fatto.
Quindi, signor Presidente, io sarò là, mi dicano come devo votare
però Giorni fa si sono votati tre delegati per l'elezione del
Presidente della Repubblica e ho visto avvicendamenti,
collaborazioni, ma non ho visto tutto questo accanimento: non
facciamo che quando vota Milazzo o qualcuno c'è lo schieramento e
quando si vota altre cose c'è il vogliamoci tutti bene , perché io
non sono per portare il mio partito ad essere Cinque Stelle
dipendente.
Io vengo da un'altra cultura, sono per affrontare il problema e
capire quale è il punto di mediazione, perché non fare niente,
signor Presidente, non può esistere in un'Aula di questo tipo. C'è,
facciamolo e discutiamo come. Se qualcuno, invece, mi dice : no lo
dobbiamo bloccare , che venga qua e blocchi il mutuo, altrimenti è
un buffone
PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Milazzo Giuseppe perché è
chiaro, dal suo intervento, che in Commissione si è svolto il
lavoro così come doveva essere svolto, quindi anche con un voto
che, nel caso dell'onorevole Milazzo Giuseppe, è risultato essere
un'astensione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Alongi. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ripartire da
ieri pomeriggio quando da questi microfoni qualche collega della
maggioranza, prima ancora che si consumasse il voto, non per
appello nominale, che poi ha deciso di rimandare il testo in
Commissione Bilancio, ha accusato una minoranza, ha sollevato una
serie di strali e di accuse contro la minoranza secondo me violando
quelle che sono le norme della politica: c'è una maggioranza e c'è
un'opposizione
Se poi finiamo al banco degli assessori poi forse è anche meglio
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo e onorevole Sudano, se
cortesemente .
SUDANO. Poi ti risponderò per il mutuo
ALONGI. No, sul mutuo poi risponde l'assessore Baccei che mi pare
corretto. Ma ritengo che sia un fatto di rispetto che quando uno
interviene da questi microfoni, possa ricevere l'attenzione dei
colleghi. Chi non vuole ascoltare è libero di andarsene nei
corridoi.
Lasciamo perdere le polemiche perché non ne voglio fare con nessun
collega, me ne guarderei bene, tutte persone che stimo.
Io inviterei l'assessore Baccei e l'Aula tutta, in particolar modo
la maggioranza, in questa fase così delicata ad essere
particolarmente moderati nelle fughe in avanti, perché quando si
apre il fronte delle fughe in avanti e si fa il braccio di ferro
bisogna avere contezza dei numeri, della forza, della
determinazione e della compattezza. Non vorrei, fra un'ora,
ritrovarmi qui con qualche collega che interviene dicendo che
abbiamo impallinato, siamo stati contro il mutuo o altro, perché
qua ognuno fa il suo lavoro.
Assessore Baccei, lei ha grande stima e glielo dico pubblicamente,
al di là delle mie posizioni personali, perché io sono
all'opposizione e credo in quello che sto facendo, perché ho molto
apprezzato le sue parole nero su bianco e non che volano nel
documento di programmazione economico-finanziaria, dove ha fatto un
quadro drammatico, disarmante di quella che è la situazione
economico-finanziaria della Sicilia e dei siciliani. Quindi, non
vorrei essere nei suoi panni. Questo lo capisco.
Però, oggi, mi sta sorgendo un dubbio, presidente Venturino e
glielo dico all'assessore Baccei.
Non vorrei che questa sera questa accelerazione e questa volontà
nel votare per forza ora, senza un momento di riflessione, serva
come strumento per qualcuno, per impallinare l'assessore Baccei.
Attenzione, non vorrei essere profeta di momenti politici futuri.
E allora le dico, fin da subito, presidente Venturino, che per
quanto mi riguarda, siccome sono 98 emendamenti, e mi pare che non
c'è voglia di mediazione e di ragionamento politico, credo che la
minoranza non può fare altro che per ogni emendamento chiederne la
votazione per appello nominale, affinché ognuno si assuma le sue
responsabilità, se poi ha i numeri per andare avanti e affinché
ognuno possa garantire le scelte, per me, scellerate, di spinta che
sta facendo questa sera.
Credo che la scelta di andare a tutti i costi avanti, dopo gli
interventi che sono stati fatti dai miei colleghi dell'opposizione,
aggiungo tutti legittimi tutti indistintamente, credo che sia una
scelta scellerata e che nasconda probabilmente qualche altro
progetto politico di altro tipo per impallinare qualcuno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha
facoltà
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
innanzitutto volevo sottolineare che apprendiamo dall'onorevole
Milazzo due cose: la prima che il Movimento Cinque Stelle dà
dipendenza, la cosa non può che farci piacere. Speriamo che questa
dipendenza si diffonda in tutto il Paese La seconda è che
evidentemente esistono anche due Forza Italia: Forza Italia
rappresentata dall'onorevole Assenza e Forza Milazzo rappresentata
dal power ranger dei PIP.
Poi, volevo rispettosamente tornare sul discorso dell'articolo 32,
comma 7, sottolineando e ponendo il quesito agli uffici che chiedo
che lo analizzino con attenzione perché in realtà nel testo si fa
riferimento non alla convocazione, ma espressamente all'ordine del
giorno. Quindi, anche una variazione dell'ordine del giorno stesso
va comunicata 48 ore prima. Secondo noi questa convocazione non è
da considerarsi legittima.
PRESIDENTE. Non essendoci altri iscritti a parlare, si passa
all'esame degli emendamenti.
Gli emendamenti sono inclusi nel fascicolo che avete dinnanzi a
voi.
Si inizia con l'emendamento 1 R84. E' un emendamento soppressivo
dell'articolo, a firma degli onorevoli Falcone, Assenza ed altri.
ASSENZA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
che fino a prova contraria reca la firma di tutti i deputati che
fanno parte del gruppo di Forza Italia, tranne che l'onorevole
Milazzo non ritenga di affermare che la sua firma sia stata messa
da qualche altro e lui si dissocia da questo emendamento abrogativo
dell'articolo 1, evidentemente è basilare per il prosieguo della
discussione e dato che la maggioranza con assoluta arroganza e
incoscienza, mi si consenta di dire, voglia andare avanti per
l'approvazione di questo mutuo senza nemmeno concedere i termini
previsti dalle norme e dal Regolamento.
E' un emendamento sul quale insistiamo profondamente e sul quale,
signor Presidente, annunzio sin da ora di chiedere il voto segreto
e, non appena ritorno al mio posto, chiederò ai colleghi di
appoggiare la mia richiesta.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Laccoto ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge n. 875/A
Disposizioni in materia di pagamento dei debiti della Pubblica
Amministrazione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che in questo momento -
come vi sarete resi conto - c'è qualche problema nel il sistema
elettronico che speriamo di risolvere in pochissimi minuti, nel
frattempo vi pregherei di non creare troppa confusione perché,
altrimenti, quest'Aula si trasforma in qualcos'altro e non capiamo
poi la fase di voto.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho
mai delegato il mio pensiero ad altri e considerato che l'onorevole
Assenza poco fa ha preso la parola prima del sottoscritto dicendo
che la Commissione Bilancio' è la Commissione Speedy Gonzales e
io faccio parte di quella Commissione, non potendogli permettere di
rivolgersi a tutta la Commissione in modo indiscriminato, perché
lui non c'era e non sa le posizioni che io ho assunto e ritengo con
tanto di dignità, perché reputo di non avere mai mancato nel
rapporto con i miei elettori e con il mandato che ho ricevuto, non
ho affatto detto che io avrei ritirato la mia firma dagli
emendamenti, anzi ho ribadito che avrei appoggiato anche le
iniziative del collega Ciaccio.
Quindi, l'onorevole Assenza si faccia il suo mestiere di deputato
e pensi alla sua persona e alle cose che firma lui, le cose che
firmerò io, compreso questo emendamento, saprò io difenderle e
rappresentarle.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo stata avanzata una
richiesta di voto segreto da parte dell'onorevole Assenza, prima
di procedere sospendo l'Aula per cinque minuti per sistemare il
sistema elettronico e riavviarlo poiché c'è un problema.
L'Aula è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.32, è ripresa alle ore 18.44)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, c'è qualche problema tecnico che non riusciamo
a superare e ciò complica la questione considerato che è stata
avanzata giustamente, legittimamente, da parte dell'onorevole
Assenza una richiesta di voto segreto e in base al Regolamento non
posso fare altro che procedere - e forse in questo l'onorevole
Cracolici è stato quasi profetico nell'affermare che stiamo
giocando - con il sistema delle palline, che forse molti di voi
conosceranno.
LOMBARDO. Ma si tratta di decine di emendamenti
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo si sieda, lei prima parlava di
rispetto del Regolamento, mai affermazione fu più condivisa da me,
per cui adesso si adegui al Regolamento così come faccio anch'io.
Sospendo l'Aula per consentire la predisposizione della votazione.
(La seduta sospesa, alle ore 18.45, è ripresa alle ore 18.52)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, vi prego di accomodarvi per riprendere la
seduta e vi pregherei di prestare attenzione affinché poi non
sorgano problemi.
Innanzitutto, è stata avanzata una richiesta di voto segreto da
parte dell'onorevole Assenza che, come sa benissimo, deve essere
appoggiata almeno da nove deputati. Il gruppo Movimento 5 Stelle
è a sostegno della richiesta però per il verbale ci si deve
alzarsi in piedi al fine di prendere nota dei nomi.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Laccoto ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Greco Marcello ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge n. 875/A
Disposizioni in materia di pagamento dei debiti della Pubblica
Amministrazione
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare e voglio fare un appello all'Aula, lo dico ai colleghi
dell'opposizione principalmente.
Qui stasera non stiamo facendo una prova di forza della
maggioranza contro la minoranza perché c'è un atto a cui tiene
particolarmente la maggioranza contro la minoranza.
Qui stiamo facendo un atto e anche con la rapidità con la quale
siamo costretti a farlo, perché venerdì si apre un tavolo più
volte chiesto dalla Regione, non dalla maggioranza o dalla
minoranza, che è chiamata a negoziare e a discutere col Governo
nazionale gli aspetti finanziari che riguardano il bilancio 2015,
ma anche il futuro della Sicilia.
Su questo tavolo, nel momento in cui si apre, c'è un atto che al
punto in cui siamo la Sicilia è l'ultima Regione italiana che ha
avuto autorizzato dall'Unione Europea la possibilità di accedere
ad un mutuo per pagare debiti, come voi sapete una procedura
eccezionale; i mutui si fanno per gli investimenti non per pagare
debiti, ma questo riguarda un aspetto sostanziale del Sistema
Sanitario italiano.
Io dico ai colleghi guardate c'è il gioco della maggioranza, c'è
il gioco dell'opposizione, io ho fatto tante volte l'uomo
dell'opposizione, però ci sono dei momenti nei quali l'interesse
deve essere della Sicilia ed in questo momento noi faremmo un
danno, non se bocciamo, ma se non arriviamo a venerdì con un
provvedimento che sana un ritardo grave, che impedisce al Governo
nazionale di rendicontare, ultima Regione italiana, il tema dei
mutui per pagare i debiti ai fornitori del Sistema Sanitario, noi
diamo un colpo alla credibilità della Regione e non avremo
l'autorevolezza necessaria a negoziare il rapporto con lo Stato
rispetto a questioni che noi rivendichiamo, ma che per
rivendicare dobbiamo avere l'autorevolezza a fare.
Io voglio dirlo con molta onestà, anzi a volte per le cose che
succedono non tutti i mali finiscono per nuocere, io chiedo ai
colleghi, dividiamoci, evitiamo però di farlo in un clima da
guerriglia, evitiamo di usare il voto segreto, tanto più che
rischia di diventare un gioco, votiamo, dopodiché la cambiale
che questo Parlamento dà al Governo è quello di avere tutti gli
strumenti di credibilità per portare a casa il massimo possibile
in un momento difficilissimo per questa Regione.
Ecco perché chiedo ai colleghi di rinunciare, non perché abbia
chissà quali paure, ma di fare una battaglia proprio per
testimoniare che la questione di cui stiamo parlando è una
questione che attiene alla credibilità del sistema Regione.
Quindi, faccio un appello a tutti i colleghi per consentire di
varare questo provvedimento votando ognuno come gli pare, ma
consentendo a quest'Aula di decidere e di deciderlo in un tempo
rapido.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Zafarana, c'è stata una richiesta di voto segreto
da parte dell'onorevole Assenza, prima di procedere vorrei
chiederle se lei, sulla scorta di quello che è stato appena
dichiarato dall'onorevole Cracolici, ritira la richiesta.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, premetto che non ritiro la richiesta
di voto segreto poi sta all'Aula appoggiarla o meno, però non
vorrei che ora ribaltassimo i ruoli, c'è un Governo assolutamente
inadempiente.
Assessore Purpura, eviti magari queste reazioni spropositate,
mentre un deputato dell'opposizione fa solo il suo dovere, caro
assessore.
Dicevo, se è vero quello che ci ha prospettato l'onorevole
Cracolici, che arriviamo a venerdì come termine ultimo per questa
salvata della patria come Regione Sicilia, evidentemente, la
colpa non è di Giorgio Assenza o dell'opposizione, è
evidentemente della maggioranza ed ancor di più del Governo.
Considerato che secondo me e secondo parte di questa Assemblea
la contrazione di questo mutuo non è affatto la panacea dei
problemi, ma è un ulteriore strumento per l'aggravamento dei
problemi, mi si consenta che l'opposizione, almeno da parte del
sottoscritto, ricorra ai mezzi che il Regolamento pone a sua
disposizione, che è quello della richiesta di voto segreto con il
quale l'Assemblea deciderà comunque di andare avanti per carità,
ma si deve consentire all'opposizione di potere svolgere fino in
fondo il suo ruolo.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Vorrei ricordare all'onorevole Cracolici che gli
inviti alla credibilità vanno fatti prima su se stessi e poi
sugli altri. Ricordo perché era ieri non era qualche settimana fa
che l'assessore Borsellino ha chiesto a quest'Aula di rimandare
questo stesso testo a martedì. Dopodiché l'urgenza di venerdì, e
mi sembra che l'argomento sia impupato in questo momento tanto
per allungare i lavori. Bisogna avere credibilità e coerenza
prima di tutto con se stessi e poi la si chiede agli altri
semmai.
Dopodiché chiedere di andare avanti secondo quanto richiesto
dall'onorevole Assenza e comunque quanto anche appoggiato dal mio
Gruppo è soltanto un modo per andare avanti se ancora crediamo
sempre, ribadisco, al concetto di prima, nella democrazia.
Altrimenti ce ne andiamo, vi lasciamo la Regione ma non mi sento
responsabile perché comunque questa Sicilia non è abitata
soltanto da votanti PD e varie anime del PD.
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, giusto per ricordarci il perché facciamo questo mutuo.
Sono state dette tante cose a sproposito anche se penso che tutti
siate perfettamente consapevoli del perché si faccia questo
mutuo.
Come diceva l'onorevole Cracolici, innanzitutto c'è un senso di
responsabilità, perché siamo l'ultima regione d'Italia che non ha
ancora approvato il mutuo, in quota parte, di un miliardo e
quaranta complessivi, per cui non è che la Sicilia si fa carico
di una quota maggiore in proporzione a quella delle altre
Regioni. Ci rifacciamo ad una direttiva europea per cui di nuovo
c'è la necessità di rendicontare, stiamo bloccando tutta la
nazione. Siamo, quindi, buoni ultimi e non andiamo nel verso del
senso di responsabilità.
Detto questo, questo mutuo non è, come è stato detto, un
problema di perdite del sistema sanitario. Non c'entra niente
perché il sistema sanitario è in equilibrio. Il problema è che la
Regione, tolto il sistema sanitario, ha gravi problemi; come
sappiamo stiamo facendo una finanziaria ad aprile, anziché in
tempi anticipati, perché ci sono gravi problemi di bilancio. Come
sapete perfettamente questi problemi di bilancio vengono dal
passato, da qualcuno che ha assunto un numero smisurato di
persone, da qualcuno che si è mangiato il fondo pensioni e che
non ha controllato i contributi per le pensioni e quindi noi
abbiamo le pensioni a bilancio e questo non è un fatto banale; di
qualcuno che si è mangiato i fondi residui; di qualcuno che ha
assunto personale a dismisura nelle società partecipate.
Tutte queste eredità vengono dai Governi passati; tutto questo
viene dai Governi passati. Il mutuo sana, cerca di sanare la
situazione passata, creata dai Governi passati, quindi, non
c'entra il Governo attuale, non c'entra niente la sanità. E'
successo che la Regione non è in grado di trasferire le risorse
alla sanità perché ha problemi di disavanzo del bilancio e la
sanità si deve indebitare perché non arrivano i soldi dalla
Regione con le banche e con i fornitori. Questo mutuo va a
saldare debiti che la sanità ha fatto perché la Regione non gli
trasferisce i fondi. Per cui il problema è nella Regione, è in
tutti questi fenomeni che ho detto e tutti uno ad uno vengono dai
Governi passati. Lo so che ne siete perfettamente a conoscenza
che facciamo questo teatrino però ce lo diciamo davanti a tutti
che questi problemi vengono dai Governi passati. Detto questo, se
non approviamo questo mutuo, come sapete, la sanità verrà
commissariata. Questo doveva già avvenire al 31 dicembre e noi
siamo andati oltre. Quindi, come previsto dalla legge, la sanità
verrà commissariata e dovremo pagare una penale del 3 per cento
perché, se la Regione non trasferisce il 90 per cento delle
risorse alla sanità, avremo un sacco di contenziosi con i
fornitori e gli interessi che paghiamo alle banche sono molto più
alti di quelli del mutuo.
Ci sono una serie di vantaggi oggettivi, inequivocabili,
incontestabili per cui non si capisce come chi ha fatto i debiti
nel passato, si lamenta perché ora vanno pagati, chi deve avere
il senso di responsabilità perché stiamo sedendoci ad un
importante tavolo di concertazione, questo senso di
responsabilità non ce l'ha, non si capisce perché siamo qui a
discutere di una cosa che cerca di sanare errori grossolani fatti
nel passato.
Votazione per scrutinio segreto con il metodo delle palline
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi chiedo un momento di attenzione
così evitiamo delle situazioni non proprio edificanti in Aula.
Confermo che la richiesta di voto segreto è stata sostenuta da 10
deputati e quindi si può procedere con la votazione e, come già
anticipato, si va avanti in base all'articolo 130 del Regolamento
interno, che leggo testualmente: In caso di difetto dei
dispositivi elettronici riguardanti lo scrutinio segreto, ad ogni
votante sono consegnate due palline, una bianca ed una nera da
deporsi nelle urne secondo le istruzioni per il voto date dal
Presidente. I deputati segretari prendono nota dei votanti. Il voto
favorevole si esprime deponendo nell'urna bianca la pallina bianca
e nell'urna nera la pallina nera; il voto contrario nella forma
inversa. Chiusa la votazione i segretari contano le palline,
redigono il verbale sull'esito della votazione ed il Presidente
proclama il risultato
Per quanto riguarda gli astenuti, l'articolo 131 recita I
deputati prima della votazione possono dichiarare di astenersi o
dare una succinta spiegazione del proprio voto . Chi si astiene va
quindi allo scranno e non passa per prendere le palline.
Onorevoli colleghi, ricordo che stiamo votando gli emendamenti
1R84, 1R89, 1R9 e l'1R72, soppressivi dell'articolo 1.
Si procede alla votazione. il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Si procede alla votazione con il metodo delle palline.
(Risultato della votazione)
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:
presenti e votanti: 60
maggioranza; 31
contrari: 38
favorevoli: 22
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1R.88, a firma del gruppo del Movimento
Cinque Stelle, è l'emendamento 1R.88 che posticipa la decorrenza
del mutuo.
CIACCIO. Chiedo di poterlo illustrare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io mi
rivolgo all'assessore Baccei: è un emendamento che fa un
ragionamento perché più volte ci è stato chiesto che lo strumento
che serve è avere la credibilità nei confronti di un futuro tavolo
tecnico romano.
Ora visto che noi abbiamo più volte richiesto di non procedere
secondo o come gamberetti cioè al contrario, cioè prima volevamo
delle riforme strutturali per poi eventualmente, effettivamente
chiedere un sacrificio ai siciliani e agli imprenditori siciliani.
Quest'Aula, questo Governo non l'ha mai accettato perché ad oggi ha
sempre preferito fare un ragionamento diverso quindi, prima
incidere su questa terra e poi gli spot pubblicitari e
giornalistici prevedono le strutture, allora quello che noi in
maniera costruttiva chiediamo è: vi diamo uno strumento perché se
diventa legge effettivamente avete uno strumento per andarvi a
sedere a un tavolo tecnico romano', però l'autorizzazione
eventualmente ad accendere il mutuo, viene posticipato per norma a
giugno. Perché a giugno? Perché ad aprile, visto che scade il
provvisorio questo Governo potrebbe, forse per la prima volta di
essere credibile e quindi proporre a questo Parlamento delle
riforme strutturali concrete.
Perché questo gioco di fare al contrario a noi non piace, quindi
cercheremo di venirci incontro dando a chi siede a quel tavolo
credibilità, un disegno di legge dove è possibile accendere il
mutuo però effettivamente posticipare la data dell'accensione dello
stesso.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1R88. Il parere del
Governo?
BACCEI, assessore per l'economia, contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA. Presidente della Commissione e relatore, contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato.)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.R.2, degli onorevoli
Formica, Ioppolo e Musumeci.
Onorevole Ioppolo è stato dichiarato inammissibile.
MUSUMECI. La motivazione?
PRESIDENTE. La motivazione onorevole Musumeci sta nel fatto che
l'autorizzazione dell'accensione del mutuo per un minore importo e
mancanza di una parte alternativa per la parte restante comporta
una nomina di un commissario ad acta, secondo l'articolo 35, comma
3, del disegno di legge n. 66 del 2016, per questa ragione
dall'emendamento 1. R2, fino a pag 8, ovvero 1. R26. sono
dichiarati inammissibili.
Per la stessa ragione accorciando il tempo di ammortamento
prevede delle coperture finanziarie che non ci sono e quindi per le
stesse ragioni attribuiti ai primi dichiaro inammissibili gli
emendamenti dall'1.R37 all'1.R45 di pag. 10.
Si passa all'emendamento 1.R 38 che è dichiarato inammissibile
(poiché supera i trent'anni è non è previsto per legge).
Gli emendamenti 1. R39, 1. R40 e 1. R41 sono dichiarati
inammissibili.
Si passa all'emendamento 1.R94, dell'onorevole Alloro, Barbagallo
e Panepinto.
ALLORO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 1. R94.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.R98, dell'onorevole Alloro,
Barbagallo e Panepinto.
ALLORO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 1. R98.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza la invito a ritirare l'emendamento
1R.74 perché è soltanto una norma accertativa e non ha nessun tipo
di intervento sulla norma stessa, non ha nessun contenuto
normativo.
ASSENZA. Signor Presidente non lo ritiro e chiedo la verifica del
numero legale.
PRESIDENTE. L'onorevole Assenza chiede la verifica del numero
legale.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indico
la votazione per la verifica del numero legale.
Invito il deputato segretario, onorevole Barbagallo, a procedere
alla chiama dei deputati.
BARBAGALLO, segretario, procede alla chiama dei deputati.
Risultato della verifica del numero legale
PRESIDENTE. Comunico il risultato della verifica del numero
legale: presenti 47.
L'Assemblea è in numero legale.
Onorevole Assenza, c'è una richiesta al ritiro dell'emendamento
1R74. Onorevole Turano, la pregherei di prendere posto. Sono
arrivato all'emendamento 1R74. Onorevole Assenza, lo ritira?
ASSENZA. Non lo ritiro.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BACCEI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Comunico che gli emendamenti 1R55, 1R79, 1R56, 1R81, 1R90, 1R57,
1R77 sono inammissibili.
Onorevole Musumeci, la invito a ritirare l'emendamento 1R58.
MUSUMECI. Lo ritiro.
PRESIDENTE Comunico che l'emendamento 1R59.
Onorevole Musumeci, la invito a ritirare l'emendamento 1R59.
MUSUMECI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento 1R60 è inammissibile.
Onorevole Musumeci, la invito a ritirare l'emendamento 1R61.
MUSUMECI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Dichiaro inammissibili i seguenti emendamenti: 1.R.62,
1.R.63, 1.R64, 1.R.80, 1.R.65, 1.R.86, 1.R66, 1.R.67, 1.R.68 perché
incide sulla copertura e lo abbiamo già spiegato precedentemente e
1.R.82, 1.R.69 per le stesse ragioni finora spiegate.
Si passa all'emendamento 1.R.70. Invito l'onorevole Musumeci a
ritirarlo.
MUSUMECI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.R.93, invito l'onorevole
Alloro al ritiro.
ALLORO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Dichiaro inammissibilile gli emendamenti 1.R.71,
1.R.87.
Si passa all'articolo 2.
Ne do lettura:
Art. 2.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
di farla osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per appello nominale del disegno di legge
«Disposizioni in materia di pagamento dei debiti della pubblica
amministrazione» (875/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, indico la votazione finale per
appello nominale del disegno di legge «Disposizioni in materia di
pagamento dei debiti della pubblica amministrazione» (875/A).
Invito il deputato segretario a procedere all'appello.
BARBAGALLO, segretario. (procede all'appello)
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a procedere al secondo
appello.
BARBAGALLO, segretario. (procede al secondo appello)
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale del disegno di legge 875/A:
Presenti e votanti 41
Maggioranza 21
Favorevoli 37
Contrari 3
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, così come stabilito nella Conferenza dei
Capigruppo, la seduta è rinviata a martedì 3 febbraio 2015, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-
FINANZIARIA (D.P.E.F.) PER GLI ANNI 2015-2017
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Milazzo G.
III -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Testo unico delle attività produttive . (n. 683/A)
Relatore: on. Marziano
IV - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Disposizioni in materia di personale delle Camere di
Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza .
(n. 905/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
V -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 143 DEL REGOLAMENTO
INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:
N. 1809 - Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle misure
per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.
(19 febbraio 2014)
ALONGI
VI - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
2) Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)
Relatore: on. Anselmo
3) Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A
Relatore: on. Cracolici
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO -
GERMANA'
VIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA -
CIRONE
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
X -SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
XI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della
Presidenza della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
- CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
- MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
La seduta è tolta alle ore 20.12
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio