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Resoconto d'Aula della Seduta n. 218 di martedì 03 febbraio 2015
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FIORENZA, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
  216  e 217, del 28 gennaio 2015 che, non sorgendo osservazioni,  si
  intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico hanno chiesto congedo per la seduta  odierna
  gli onorevoli Micciché, Panepinto, Raia, Vullo e Currenti.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   da parte dell'Assessore per le Attività produttive:

   N.  2182  -  Notizie in ordine alla partecipazione  della  Regione
  siciliana a Expo Milano 2015.
   Firmatario: Grasso Bernadette Felice
   ---
   -  Con nota prot. n. 48769/IN.16 del 17 ottobre 2014 il Presidente
  della  Regione  ha delegato l'Assessore regionale per  le  attività
  produttive.

   N. 2294 - Notizie sull'esclusione del Comune di Mascali (CT) dagli
  incentivi per le zone franche urbane.
   Firmatari:  Musumeci  Nello;  Formica  Santi;  Currenti   Carmelo;
  Ioppolo Giovanni

   da parte dell'Assessore per Beni Culturali e Identità Siciliana

   N.  2075 - Chiarimenti in merito alle condizioni in cui versano  i
  mosaici  della pavimentazione romana sotto la Chiesa di San  Nicolò
  Regale a Mazara del Vallo (TP).
   Firmatari:   Tancredi   Sergio;  Cappello  Francesco;   Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri  Valentina; Zafarana  Valentina;  Ciaccio
  Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Ferreri Vanessa;
  Foti Angela; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Zito Stefano;  La
  Rocca Claudia
   ---
   -  Con  nota  prot.  n.  40275/IN.16 dell'  1  settembre  2014  il
  Presidente  della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  i
  beni culturali e l'identità siciliana.

   N.  2097  -  Chiarimenti sulle linee d'intervento 3132  -  3133  -
  operazioni a regia.
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano
   ---
   -  Con  nota  prot. n. 40297/IN.16 dell'1/09/2014,  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.

   N.  2098 - Chiarimenti sulle linee d'intervento 3131 - 3132-  3134
  nell'ambito del PIST.
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano
   ---
   -  Con  nota  prot. n. 40298/IN.16 dell'1/09/2014,  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.

         Disegni di legge inviati alle competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disposizioni  in materia di liberi consorzi di comuni  e  città
  metropolitane (n. 833)
   di iniziativa governativa.
   Inviato il 28 gennaio 2015.

   -  Norme in materia di riconoscimento, promozione e valorizzazione
  delle associazioni di promozione sociale. (n. 918)
   di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 gennaio 2015.

   - Rifunzionalizzazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e
  beneficenza (IPAB). (n. 919)
   di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 gennaio 2015.

   -  Modifica  di  norme in materia di elezione del  Sindaco  e  del
  Consiglio nei comuni con popolazione compresa fra i diecimila ed  i
  quindicimila abitanti. (n. 922)
   di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 gennaio 2015.

                       AMBIENTE E TERITORIO (IV)

   -  Norme  in materia di riordino del Piano di utilizzo del demanio
  marittimo (PUDM). (n. 920)
   di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 gennaio 2015.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Modifica all'articolo 5 della legge regionale 14 aprile 2009, n.
  5. (n. 921)
   di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 gennaio 2015.

   -  Istituzione  dell'Azienda regionale per l'emergenza  -  urgenza
  sanitaria 118. (n. 943)
   di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 26 gennaio 2015.

                              Risoluzioni

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  la  Commissione legislativa  Ambiente e territorio' (IV)  nella
  seduta  n.  175  del  20 gennaio 2015 ha approvato  la  risoluzione
   Misure urgenti di intervento sull'asse ferroviario Palermo-Catania-
  Messina, decreto legge 12 settembre 2014, n. 133,  Sblocca Italia''
  (n. 16/IV);

   -  la  Commissione legislativa  Cultura, formazione e lavoro'  (V)
  nella seduta n. 216 del 21 gennaio 2015 ha approvato la risoluzione
   Misure  per la salvaguardia dell'insegnamento universitario  nella
  città  di  Agrigento e del Consorzio Universitario ivi  costituito'
  (n. 29/V);

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2406 - Chiarimenti sulle modalità di svolgimento dell'attività
  di raccomandatario marittimo nei porti siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   ***
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2407  -  Iniziative utili al fine di scongiurare  un'eventuale
  crisi  con  l' Isab Priolo in seguito all'embargo della  Repubblica
  russa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Attività produttive
   ***
   Vinciullo Vincenzo

   N. 2411 - Notizie in ordine alle criticità degli organi gestionali
  e    alla    paventata   perdita   del   riconoscimento   giuridico
  dell'associazione regionale Allevatori Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   ***
   Mangiacavallo   Matteo;   Cancelleri  Giovanni   Carlo;   Trizzino
  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Ciaccio  Giorgio;
  Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti  Angela;
  Ferreri  Vanessa;  Palmeri Valentina; La  Rocca  Claudia;  Cappello
  Francesco

   N.  2414 - Notizie circa la mancata ottemperanza all'ordinanza del
  TAR  sulla  revoca  del finanziamento relativo al  sovvenzionamento
  della   vigilanza  dell'attività  venatoria  nella   provincia   di
  Caltanissetta, oggi libero Consorzio comunale.
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   ***
   Miccichè Gianluca Antonello

   N.  2416 - Iniziative per prevenire la diffusione del virus  Ebola
  in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   ***
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N. 2418 - Chiarimenti sulla revoca del finanziamento in favore del
  Comune  di  Messina  per la realizzazione dei  lavori  di  recupero
  dell'immobile  sito  in  Campo  Italia  relativo  all'ex  sanatorio
  padiglione Monsignor Paino.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   ***
   Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N. 2408 - Iniziative per il mantenimento dei livelli occupazionali
  della società 'Palma s.r.l.' di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   ***
   Raia Concetta

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2409  -  Notizie sulla scelta dell'AST di bandire un  concorso
  interno per profilo dirigenziale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   ***
   Forzese Marco Lucio

   N.  2410  -  Notizie sulle dimissioni del sovrintendente dell'ente
  lirico Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   ***
   Forzese Marco Lucio

   N.  2412 - Chiarimenti in merito al reperimento delle somme per il
  completamento  della strada statale 117, lotto  denominato  C1/A  -
  Nord-Sud-Santo Stefano di Camastra-Gela.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   ***
   Falcone   Marco;  Grasso  Bernadette  Felice;  Figuccia  Vincenzo;
  Milazzo Giuseppe; Assenza Giorgio; Savona Riccardo; Papale Alfio

   N.  2413  -  Iniziative da assumere per scongiurare la programmata
  soppressione  di  sei  rotte  della compagnia  low  cost  irlandese
  Ryanair presso l'aeroporto Birgi di Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   ***
   Falcone   Marco;   Figuccia  Vincenzo;  Assenza  Giorgio;   Savona
  Riccardo; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio ; Grasso Bernadette Felice

   N.  2415 - Chiarimenti e iniziative per appurare i costi sostenuti
  dalla Regione per l'affidamento alla Cassa regionale per le imprese
  artigiane,  quale organismo intermedio, della linea  di  intervento
  3.3.1.4. del programma operativo regionale FESR 2007/2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   ***
   Foti  Angela;  Zafarana  Valentina;  Cappello  Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;  La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi Sergio; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Zito Stefano

   N.  2417  -  Chiarimenti sulla gestione del  personale  presso  il
  Consorzio di bonifica di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   ***
   Cascio Salvatore

   N.  2419  -  Chiarimenti in ordine alla misura degli  investimenti
  finalizzati  alla  tutela  delle  risorse  idriche  della   Regione
  siciliana in attuazione della direttiva 2000/60/CE.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   ***
   Ciaccio  Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
  Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti  Angela;
  La  Rocca  Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  2420  -  Notizie  in merito alle emissioni  odorigene  e  alla
  conseguente    qualità   ambientale   del   quartiere   Acquasanta-
  Montepellegrino di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Salute
   ***
   Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N. 248 - Chiarimenti sulla mancata applicazione dell'art. 64 della
  legge regionale n. 21 del 2014 in materia di mobilità del personale
  delle società partecipate.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   ***
   Rinaldi Francesco

   N.  249  -  Notizie sulle cause di incidenza tumorale  nei  comuni
  ricadenti nel Golfo di Milazzo ed in particolare nella comunità  di
  Oliveri.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   ***
   Rinaldi Francesco

   N. 250 - Chiarimenti sull'attività della Lavoro Sicilia s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   ***
   Ciaccio  Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
  Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti  Angela;
  La  Rocca  Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino
  Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.  399  -  Verifica  sulle modalità di ingresso  alla  scuola  di
  medicina,  alle scuole di specializzazione e ai corsi di formazione
  specifica di medicina generale.
   Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina
   Presentata il 27/01/15

   N.  400  -  Iniziative  a livello nazionale  per  contrastare  gli
  effetti  del  decreto  interministeriale del 28  novembre  2014  in
  materia di IMU sui terreni agricoli.
   Ragusa   Orazio;  Turano  Girolamo;  Firetto  Calogero;   Miccichè
  Gianluca Antonello
   Presentata il 28/01/15

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.
   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.20, è ripresa alle ore 16.32)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo, per la seduta  odierna,
  l'onorevole Ferreri e l'onorevole Vinciullo.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


              Discussione del Documento di programmazione
             economico-finanziaria per gli anni 2015-2017

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II punto  dell'ordine
  del giorno:  Discussione del Documento di programmazione economico-
  finanziaria  per  gli anni 2015-2017 .  Invito i componenti  la  II
  Commissione  a  prendere posto nel banco loro assegnato.  Prima  di
  avviare  l'esame  del DPEF auguro buon lavoro al  Presidente  della
  Repubblica  neo-eletto,  ritenendo in tal modo di  interpretare  il
  sentimento di tutta l'Aula.

   Onorevoli colleghi, al fine di organizzare la discussione del DPEF
  2015-2017,  questa Presidenza si è fatta carico di predisporre  una
  proposta  di contingentamento dei tempi circa l'ordinato  andamento
  dei lavori parlamentari garantendo, da un lato, tempi certi per  la
  conclusione   della  discussione  e,  dall'altro,   adeguati   alla
  consistenza numerica di ciascun Gruppo parlamentare.

   Si  propone pertanto che - al netto del tempo spettante al Governo
  -  il tempo complessivo disponibile per ciascun Gruppo parlamentare
  è  di dieci minuti più un minuto per ciascun deputato facente parte
  del  Gruppo  medesimo.  Pertanto, il Partito  Democratico   avrà  a
  disposizione  29  minuti,  il Movimento Cinque  Stelle  24  minuti,
  l'Unione  di  Centro 18 minuti, il Nuovo Centro Destra  17  minuti,
  Forza  Italia  16  minuti, PDS 16 minuti, Sinistra  Democratica  16
  minuti,  Art.  4 15 minuti, DRS 15 minuti, GS-PID 14  minuti,  MEG-
  Lista Crocetta 13 minuti, Lista Musumeci 13 minuti, Misto 4 minuti.
   Avverto, infine, che per rendere efficace il contingentamento  dei
  tempi di cui sopra si provvederà a staccare automaticamente l'audio
  allo scadere del tempo assegnato.
   Se non sorgono osservazioni, così rimane stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   CANCELLERI.  Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, mi perdoni io non voglio entrare in
  polemica  con  le  scelte di questa Presidenza, le rispetto.  Però,
  per effetto della deroga che è stata data al continuare ad esistere
  di  alcuni  Gruppi parlamentari -  che non hanno  neanche  più   il
  numero  minimo  per esistere - io vedo che un gruppo  parlamentare,
  faccio  un  esempio, il Partito democratico ha 19 componenti  e  29
  minuti  a  disposizione,  il Movimento Cinque   Stelle  quattordici
  componenti  e  24 minuti,  ma altri Gruppi,   e non me ne  vogliano
  quelli della Lista Musumeci, che è  composta da 3 deputati   ha  13
  minuti a disposizione.  Questo è uno scompenso:  13 minuti  per   3
  deputati,  e 24 minuti per  14 deputati.
   Questo mi sembra che non dia la possibilità a tutti i deputati  di
  intervenire, anche in maniera serena. Propongo  un contingentamento
  dei  tempi   diverso,  diamo due, tre  minuti a  deputato,  ma  non
  facciamo  una  divisione di questo tipo perché mi sembra  veramente
  massacrante per i gruppi più grandi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cancelleri, giusto per farle notare  che  i
  Gruppi  intanto al momento quelli che noi abbiamo sono questi,  per
  cui,  per  una questione chiamiamola di par condicio a tutti  viene
  dato  lo  stesso  tempo. La differenza sta proprio nel  numero  dei
  deputati che ogni Gruppo ha, per cui un minuto a deputato questo fa
  sì  che il Movimento Cinque Stelle avrà 24 minuti a differenza, lei
  citava, della Lista Musumeci che ne avrà soltanto 13.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,   io   non   entro   nel    merito
  dell'assegnazione  dei  minuti ai vari Gruppi  che,  evidentemente,
  tiene conto del numero dei componenti di ciascun Gruppo.
   Io  mi  permetto,  però, di evidenziare un  concetto  che  ritengo
  abbastanza  fondamentale: se non siamo nemmeno liberi di affrontare
  con  la dovuta attenzione e con il correlativo tempo necessario  un
  argomento  di così fondamentale importanza quale è il Documento  di
  Programmazione economico-finanziaria, che dovrebbe essere la Stella
  polare  che  dovrebbe  guidare  l'attività  del  Governo  ma  anche
  dell'Amministrazione regionale tout court e quindi anche di  questa
  Assemblea per i prossimi tre anni, io credo che non vi siano  altri
  argomenti di così tanta importanza e, quindi, ridurre a tempi  così
  contingentati   questo  dibattito,  credo  che  sia   qualcosa   di
  assolutamente  limitativo e fuorviante. Le chiedo, formalmente,  di
  rivedere questa impostazione.
   Tra  l'altro, poiché io ho una espressa indicazione da  parte  del
  mio  Capogruppo,  ma credo che analoga esigenza riguardi  anche  il
  Presidente Crocetta e il Presidente Ardizzone, i quali si sono oggi
  recati  a Roma per assistere all'insediamento del Presidente  della
  Repubblica,  cui va il nostro deferente omaggio, unito  all'augurio
  di  un  buon  lavoro, e quindi per espressa richiesta,  che  io  le
  formalizzo in questo momento, io chiedo che comunque la discussione
  generale  non  venga  chiusa stasera ma, quantomeno,  venga  estesa
  anche alla seduta di domani pomeriggio.

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, giusto per fare chiarezza.  Intanto
  la ringrazio per il suo intervento, perché ci tengo a precisare che
  l'idea  di contingentare i tempi era conseguente a quanto stabilito
  precedentemente   in   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari  che per oggi prevedeva la chiusura della  discussione
  ed eventualmente anche il voto.
     Però, apprezzo quello che lei ha detto, cioè che ancora oggi tre
  autorevoli componenti di questo Parlamento sono ancora a Roma, però
  le  ricordo, onorevole, che qualora la sua richiesta dovesse essere
  condivisa dal Parlamento, la seduta non verrà rinviata a domani ma,
  così  come  stabilito  dalla Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, a giorno 18 febbraio 2015.
   Vedo  che  la  Commissione  si è già insediata.  Direi  di  aprire
  intanto la discussione generale, preliminarmente con la relazione e
  successivamente con la discussione generale, e poi eventualmente se
  l'Aula    dovesse   accettare   il   suggerimento,   la    proposta
  dell'onorevole  Assenza, che personalmente accolgo con  favore,  si
  potrebbe proseguire la discussione generale alla prossima seduta  e
  questo  darebbe anche la possibilità di rivedere i tempi che  erano
  stati   contingentati.   Ma, ripeto, solo  come  conseguenza  della
  discussione   avuta  in  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                  Riprende l'esame del DPEF 2015-2017

   DINA,  presidente della Commissione e relatore. Chiedo di  parlare
  per illustrare la relazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli colleghi,
  il  DPEF  2015-2017, predisposto dal Governo, si  articola  in  tre
  sezioni.  La prima illustra l'andamento delle principali  variabili
  macroeconomiche,   con   riferimento   ai   trends    dell'economia
  internazionale  e  nazionale  ed alle loro  refluenze  sul  sistema
  economico   regionale.   La  seconda  contiene   un'analisi   delle
  principali  politiche regionali orientate allo sviluppo.  La  terza
  definisce  il quadro tendenziale della finanza pubblica  regionale,
  tenuto conto dei vincoli scaturenti dal contributo alle manovre  di
  finanza pubblica nazionale e dal patto di stabilità interno.

   Ciò che, tuttavia, appare più interessante è la parte introduttiva
  del  Documento, laddove sono individuate le manovre correttive  che
  il  Governo  intende adottare per riportare in equilibrio  i  conti
  pubblici   regionali,   attraverso   un   contenimento    ed    una
  razionalizzazione della spesa nonché mediante un confronto  con  il
  Governo nazionale sulle entrate di pertinenza regionale.

   La  politica  di  bilancio degli ultimi  anni  è  stata,  infatti,
  caratterizzata  dall'imposizione di vincoli esterni  che  ne  hanno
  ridotto  le  possibilità  di  manovra,  favorendo  l'assunzione  di
  decisioni  emergenziali  e  di  tagli  indiscriminati.   La   spesa
  regionale,  stretta  a  monte,  nel momento  autorizzatorio,  dalla
  contrazione   delle  entrate  tributarie  e  dagli   accantonamenti
  disposti  dal  Governo  nazionale a titolo di  partecipazione  agli
  obiettivi  di  finanza pubblica e, a valle, dai tetti  imposti  dal
  patto  di  stabilità, si è di fatto assestata su un livello  appena
  sufficiente  a garantire il pagamento del personale direttamente  o
  indirettamente a carico del bilancio regionale.

   Alla  cronica  lentezza nell'attivazione degli investimenti  si  è
  associato  il  ricorso sempre più frequente alle disponibilità  dei
  trasferimenti  statali  (Fondo  di  sviluppo  e  coesione)  per  la
  copertura degli oneri di parte corrente della sanità prima e  degli
  accantonamenti tributari nell'ultimo biennio.

   La difficoltà di realizzazione dei programmi comunitari è stata, a
  sua  volta, accentuata dai vincoli del patto di stabilità: il tetto
  previsto  per  il 2013 è stato impiegato nella misura dell'85%  per
  far  fronte alle spese di parte corrente, realizzando di  fatto  un
  trade-off  tra i due livelli di spesa, a svantaggio  di  quella  in
  conto capitale.

   I  continui tagli orizzontali alla spesa corrente hanno, di fatto,
  annullato  le  spese  per il raggiungimento di fini  istituzionali,
  contribuendo a svuotare l'attività lavorativa degli uffici: se,  da
  un  lato,  la contrazione delle spese di funzionamento ha  prodotto
  risparmi,  dall'altro  il  ritardo  nei  pagamenti  ha  determinato
  l'aumento dei contenziosi.

   L'andamento tendenziale della finanza pubblica, riportato a pagina
  90  del Documento, descrive solo in parte le criticità del momento.
  Il  primo  aspetto  da  evidenziare è relativo all'andamento  delle
  entrate tributarie per il 2014 che, secondo le stime di fine  anno,
  risultano  inferiori di circa un miliardo di euro  alle  previsioni
  del bilancio.

   l  conti  tendenziali del 2015, poi, presentano uno squilibrio  di
  circa 1,8 miliardi di euro, cui vanno sommati gli oneri relativi:
   - ai trasferimenti ad enti regionali e per altri interventi;
   -  ai  maggiori accantonamenti tributari previsti dalla  legge  di
  stabilità nazionale;
   -   agli  accantonamenti  per  la  ricostituzione  del  fondo  per
  l'abbattimento dei residui attivi di difficile esigibilità.

   Come  è  noto, con l'approvazione della legge regionale 13 gennaio
  2015, n. 3, è stato pertanto necessario ricondurre i conti del 2015
  ad  un  formale pareggio, al fine di consentire una gestione  della
  spesa  nei  primi  4  mesi  dell'anno,  riducendo  i  trasferimenti
  correnti,  le  spese  relative  alle  regolazioni  contabili,   gli
  accantonamenti tributari e i trasferimenti in conto capitale.

   Superata la criticità di fine anno, i contenuti della politica  di
  bilancio che il Governo intende perseguire nel prossimo triennio si
  baseranno  sui  capisaldi di seguito indicati, che orienteranno  le
  proposte legislative a completamento della manovra finanziaria:

   -  riduzione e riqualificazione della spesa. I risparmi  di  spesa
  saranno  conseguiti  mediante una ristrutturazione  della  macchina
  burocratica  regionale  e  di  quella degli  enti  strumentali,  in
  termini   di   rideterminazione  delle  posizioni  apicali   e   di
  ridefinizione del sistema degli incentivi; una revisione del numero
  e  delle  missioni  delle società partecipate; una riqualificazione
  della   spesa  per  il  precariato  e  la  forestazione,  un  forte
  contenimento    dei    fitti   passivi   nonché    attraverso    la
  centralizzazione degli acquisti di beni e di servizi.

   -  focalizzazione  delle  risorse  extraregionali  sui  principali
  settori  economici. La Sicilia avrà a disposizione nei prossimi  10
  anni   circa   20   miliardi  di  euro  di  fondi   extraregionali,
  considerando la chiusura della programmazione comunitaria 2007-2013
  e  la  nuova  programmazione 2014-2020 ed  includendo  i  programmi
  regionali  e  quota  parte  dei  programmi  nazionali.  È  evidente
  l'importanza di spendere tutti i fondi a disposizione e di farlo in
  maniera  efficiente:  l'idea  di  base  del  Governo  è  quella  di
  focalizzare  gli  investimenti su quattro  settori  strategici  per
  l'Isola  e, più precisamente, su turismo, beni culturali e cultura;
  sanità  e scienze della vita; agroalimentare ed economia del  mare;
  energia  e   Smart  Cities , tenuto conto del  loro  potenziale  di
  traino  per lo sviluppo di altri settori economici, nonché sui  due
  settori  serventi degli investimenti infrastrutturali e  di  quelli
  sociali.

   -  aumento  delle entrate. Il Governo intende dedicare particolare
  attenzione   alle   entrate   proprie   regionali,   intensificando
  l'attività di riscossione di quelle esistenti ed individuando nuove
  fonti  di  risorse.  Intende, altresì,  avviare  una  gestione  più
  efficiente  del  patrimonio regionale, al fine  di  migliorarne  la
  redditività.

   Relativamente agli ambiti di negoziazione con lo Stato, il Governo
  intende chiedere l'apertura di appositi tavoli tecnici:
   -  per  il  riconoscimento della quota di gettito IRPEF trattenuta
  dallo Stato che, in base all'articolo 36 dello Statuto, spetterebbe
  alla Regione;
   -  per  la revisione del riparto tra le Regioni a statuto speciale
  degli  accantonamenti tributari, nella considerazione che l'attuale
  sistema,   oltre  ad  essere  profondamente  iniquo,   è   divenuto
  insostenibile per le finanze regionali;
   -  per  il  riequilibrio finanziario della  sanità  regionale,  da
  perseguire attraverso la piena attuazione del comma 832 della legge
  27  dicembre 2006, n. 96, che prevede la retrocessione alla Regione
  di  una  parte  del  gettito delle accise sui prodotti  petroliferi
  ovvero   riportando  la  compartecipazione  regionale  alla   spesa
  sanitaria al livello precedente la norma, ossia dall'attuale 49,11%
  al 42,5%;
   -  per la rinegoziazione del patto di stabilità, al fine di potere
  escludere  dallo stesso la compartecipazione alla spesa comunitaria
  e le regolazioni contabili.

   E'  di tutta evidenza che il percorso descritto nel DPEF 2015-2017
  risulta molto impegnativo e complesso, con obiettivi ambiziosi:  il
  riequilibrio  dei conti regionali nel breve periodo e la  creazione
  delle  precondizioni per lo sviluppo economico nel  medio  e  lungo
  termine. Da tale progetto risultano coinvolti non soltanto tutti  i
  principali   settori   di   intervento  regionale   ma   anche   il
  funzionamento stesso della macchina burocratica regionale.

   Mi  auguro, pertanto, per la piena riuscita del programma, che  le
  annunciate  riforme  che  accompagneranno il  cammino  della  legge
  finanziaria per il 2015 possano essere realizzate in un contesto di
  massima  condivisione e partecipazione, con il pieno coinvolgimento
  delle parti sociali e delle forze politiche presenti nel Parlamento
  regionale.

   È  sotto  gli  occhi  di tutti che il documento di  programmazione
  arriva  con  molto  ritardo in Aula però ci  accorgiamo  che  siamo
  ancora  in tempo, nel senso che dobbiamo ancora costruire la  parte
  più  importante  che è la Finanziaria del 2015,  quindi,  anche  il
  dibattito  che  si sviluppa in questo contesto può essere  proficuo
  per  il  Governo  e per il Parlamento per individuare  percorsi  di
  riforme  iniziative,  spinte, attenzione,  soprattutto,  ai  tavoli
  tecnici  nazionali che si dovranno sviluppare per mettere  in  moto
  una  sinergia complessiva che veda il Parlamento protagonista nella
  trattazione  di  questa  nuova  finanziaria  e  un  Parlamento  che
  dialoghi  col  Governo nazionale insieme al Governo  regionale  per
  rivendicare quello che è giusto rivendicare, quello che ci è  stato
  tolto  sapendo  che bisogna costruire una politica dalle  carte  in
  regola,  con le riforme giuste che non creino macelleria sociale  e
  tagli  indiscriminati che possano mettere in  grave  crisi  più  di
  quanto già è  la nostra Sicilia.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono da ritenersi in  congedo  per  oggi
  l'onorevole D'Agostino e l'onorevole Lombardo.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                  Riprende l'esame del DPEF 2015-2017

   BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo la parola.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BACCEI,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   poche   parole   per   introdurre   il   Documento   di
  programmazione economico-finanziaria a completamento di quello  che
  ha  detto  l'onorevole  Dina. Innanzitutto  il  Documento  è  stato
  completato  verso la metà di dicembre, dopo poco  più  di  un  mese
  dall'insediamento del nuovo Governo.
   Come  ho scritto nell'introduzione, è facile individuare due parti
  del  Documento:  una  parte che è più di analisi  statistica  e  di
  contributi  da tutti gli altri assessori ed una parte  introduttiva
  che   ho   scritto    per  indicare  la  strada   che   intendevamo
  intraprendere in questo periodo per i prossimi anni.
   Una cosa che ho detto recentemente, che è stata male interpretata,
  è che i documenti di programmazione, per il mio modo di vedere, non
  sono  un documento che si scrive una volta e si mette nel cassetto,
  dovrebbe  essere un documento vivo. E questo documento che  abbiamo
  scritto,  è  un  documento vivo sul quale stiamo lavorando,  giorno
  dopo  giorno, insieme a tutti gli altri assessori, ed  il  prossimo
  Documento di programmazione economico-finanziaria che verrà dato  è
  nelle  scadenze, quindi, non è che noi stiamo lavorando ad un altro
  documento,  mentre  questo è in discussione, ma  semplicemente,  il
  prossimo  documento,  che verrà presentato per la fine  di  agosto,
  nei   tempi  previsti,  sarà  l'evoluzione  di  questo  che  stiamo
  presentando oggi.
   Ci  sono  due  elementi   fondamentali, due  strade  indicate  nel
  Documento.  Una  prima,  quella che stiamo  seguendo,  che  ci  sta
  portando  alla  stesura di questa prima legge finanziaria,  per  la
  quale  abbiamo  iniziato  il percorso di condivisione,  all'interno
  della maggioranza, che proseguirà, come abbiamo detto, nei prossimi
  giorni, anche con le forze dell'opposizione, con le parti sociali e
  datoriali   e   che,   in  parallelo,  vedrà,  come   sapete,   una
  negoziazione, un tavolo con il Governo centrale per portare  avanti
  quelle richieste che ritrovate nel Documento stesso, che sono state
  evidenziate dall'onorevole Dina.
   C'è  un'altra parte, che ritengo  molto importante, che  è  quella
  relativa  alla programmazione, quindi, all'utilizzo dei   circa  20
  miliardi di fondi comunitari, che si potranno spendere, di  cui  si
  potrà  beneficiare, fondi extra regionali, scusate, non  sono  solo
  fondi comunitari, dei quali potremmo beneficiare nei prossimi dieci
  anni.
   E'  evidente  che  questi fondi rappresentano la speranza  per  la
  Sicilia.  Su  questi  fondi, quindi, dobbiamo investire  le  nostre
  capacità  di  spendere  bene per cercare di  rilanciare  l'economia
  dell'Isola.
   Come  evidenziato  dall'onorevole Dina,  abbiamo  individuato  dei
  settori  prioritari su cui investire ed abbiamo,  poi,  individuato
  alcuni settori, che noi chiamiamo serventi a quelli prioritari,  le
  infrastrutture  ed  i  trasporti piuttosto  che  tutti  quelli  che
  abbiamo definito investimenti sul capitale umano, quindi, tutti gli
  incentivi  all'occupazione giovanile piuttosto che alla formazione,
  alla  riqualificazione delle persone e, poi,  tutti  i  temi  delle
  infrastrutture,  nell'informatica,  nelle  comunicazioni  e   nella
  tecnologia.
   E'  chiaro  che  dobbiamo focalizzare le risorse, quindi,  l'avere
  individuato questi settori vuol dire che il grosso delle risorse  -
  abbiamo  stimato intorno al 60-65% delle risorse -  a  disposizione
  dei  20 miliardi che dicevamo prima, confluiranno su questi settori
  prioritari  che,  già  oggi, sono un punto di  forza  dell'economia
  siciliana e che, investendo correttamente, potranno consentirne  il
  rilancio.
   Proprio questo consideriamo essere la parte più viva del Documento
  e  stiamo  lavorando con i vari assessori, coinvolti  insieme,  per
  avere  dei piani strategici per ognuno dei quattro settori, insieme
  ai   settori  serventi,  proprio  per  individuare  gli  interventi
  prioritari  e,  nei limiti del possibile, per rivedere,  anche,  la
  programmazione   che  già  è  stata  fatta,   laddove   non   fosse
  sufficientemente  concentrata, provare, proprio,  a  rivederla  per
  avere la massima focalizzazione possibile.
   E' chiaro che è molto importante coinvolgere i territori su questo
  tipo di programmazione, di pensarla calata sui territori stessi.
   Direi che queste sono le cose principali.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

    PRESIDENTE  Comunico che gli onorevoli Ioppolo, Francesco Cascio,
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                  Riprende l'esame del DPEF 2015-2017

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  pensavo  di
  essere  uno  dei  tanti  anzi  di  essere  addirittura  in  ritardo
  nell'essermi iscritto a parlare invece scopro di essere il primo.
   Oggi   parliamo   del   Documento  di  programmazione   economico-
  finanziaria e capisco che è un documento delicato su cui affrontare
  una  discussione, così come capisco Assessore che lei ha avuto  ben
  poco tempo per affrontare l'argomento.
   Ha  avuto il poco tempo che le è stato dato perché lei ha  assunto
  l'incarico  da  qualche mese a questa parte e  ha  dovuto  prendere
  cognizione dei problemi siciliani.
   Io  non voglio entrare nel merito della programmazione finanziaria
  della Regione, non ho le conoscenze tecniche anche se devo dire che
  molta   parte   dei   problemi  siciliani  derivano   dai   mancati
  trasferimenti dello Stato e dalla riduzione dei trasferimenti dello
  Stato, così come buona parte dei problemi derivano dal fatto che le
  tasse  dei  dipendenti pubblici siciliani vengono versate  altrove,
  non vorrei sbagliare ma credo che la situazione non sia migliorata.
   Sono  sicuramente  temi  che  vanno  affrontati  in  modo  deciso,
  radicale,  con  l'aiuto  di  tutta  l'Assemblea  e  della  politica
  siciliana  senza distinzioni di correnti, di partiti, perché  credo
  che siano quei diritti che sono negati alla Sicilia e che da troppo
  tempo  ci vedono depredati di ciò che dovremmo poter avere  con  le
  nostre  sacrosante  ragioni.   Io  invece,  invito  l'Assessore   a
  rivedere, ad ampliare la programmazione.
   Questo  Documento di programmazione economico-finanziaria dovrebbe
  essere  il  progetto prossimo futuro dello sviluppo della  Sicilia,
  per il prossimo triennio.
   Capisco  che  le  risorse  finanziarie sono  poche  e  soprattutto
  incerte, però a livello normativo e a livello di indirizzo politico
  credo  che  sia  necessario,  anzi  indispensabile,  tracciare   un
  percorso  per  lo  sviluppo della Sicilia  e  il  percorso  per  lo
  sviluppo  della  Sicilia passa attraverso quei  settori  importanti
  propri  della Sicilia: il turismo, l'agricoltura, sono cose che  ci
  siamo  detti  in  tutte  le  salse,  sono  cose  che  ci  ripetiamo
  continuamente  ma  per  i quali non trovo in  questo  Documento  le
  iniziative -  onorevole Turano la prego non mi distolga l'Assessore
  che  già basta il brusio dell'Aula a rendere poco comprensibile   e
  qua   stiamo  già  affrontando invece  un  Documento  che  dovrebbe
  consentire,  dovrebbe dare le linee di indirizzo  per  lo  sviluppo
  della Sicilia.

   PRESIDENTE.. Onorevole Turano si allontani dai banchi del Governo.

   TURANO. Ma chi la disturbando, onorevole Malafarina

   MALAFARINA.   Mi  ripeto  Assessore, in questo  Documento  sarebbe
  utile e necessario individuare quelle che sono le linee di sviluppo
  per  alcuni  settori  trainanti  e  importanti  della  Sicilia,  mi
  riferisco   alle  infrastrutture,  mi  riferisco  al  turismo,   mi
  riferisco  all'agricoltura, mi riferisco anche alla semplificazione
  amministrativa,  perché sono temi che devono essere necessariamente
  affrontati.
   La giustifico, nel senso che ho già detto dato che il poco tempo a
  disposizione  ha  impedito sicuramente un'analisi più  approfondita
  però  auspico  una revisione di questo Documento di  programmazione
  con l'implementazione di tutto ciò che è necessario per definire un
  tracciato che individui i percorsi, gli obiettivi, gli strumenti, i
  fatti  organizzativi  per  individuare  il  percorso  necessario  a
  raggiungere  degli  obiettivi  di  programmazione  e  di   sviluppo
  indispensabili.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si è detto, prima di iniziare  la
  discussione, dell'importanza della discussione in Aula per dare  un
  contributo  al  Governo,  a questa Assemblea,  insomma  trovare  le
  soluzioni  per  una crisi che, chiaramente, è sotto  gli  occhi  di
  tutti.  Però,  se  durante il dibattito non dico  di  fare  massima
  attenzione,  ma  perlomeno  di  non disturbare  gli  Assessori  che
  vengono chiamati ad ascoltare con attenzione quello che viene detto
  dai deputati.

  MILAZZO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il  DPEF  presentato da questo Governo  appare  come  un
  documento molto generico.
   Nello specifico, farò una relazione veramente telegrafica. Non c'è
  molto  da  dire,  Presidente, se non il  fatto  che  non  si  parla
  seriamente del riassetto, della riorganizzazione e degli  obiettivi
  che   il   Governo  vuole  raggiungere  per  quanto   concerne   le
  partecipate.
   Non  si capisce perché il Governo non tracci un percorso serio per
  quanto  riguarda la sanità. Non si evince, per quanto  riguarda  la
  sanità,  per  quale  motivo  il Governo  mette  in  cantiere  delle
  assunzioni che sono state sbandierate a destra e a manca in  questi
  giorni   e,  invece,  non  si  attiva  una  politica  di   mobilità
  orizzontale.
   Si  dice che abbiamo molta spesa corrente, il Governo ce lo  dice.
  Sappiamo tutti, abbiamo coscienza che c'è un esubero di personale e
  il  Governo non mette in cantiere le mobilità orizzontali e non sto
  qui  a spiegare a nessuno,  ad autorevoli maestri, dell'utilità che
  potrebbero avere questi nel ridurre la spesa non comprimibile.
   Ed  ancora,  certamente  se ci fosse un  Governo  di  centrodestra
  potremmo  parlare  di incarichi esterni, ma non si  capisce  perché
  proprio questo Governo di centrosinistra o di sinistra punti  tutto
  sui dirigenti esterni che, in base a quello che loro hanno promesso
  ai siciliani, dovrebbero tagliare immediatamente.
   Ed  ancora,  Presidente,  non  ci sono  politiche  di  riordino  e
  strategiche  per  quanto  riguarda  il  turismo,  turismo   inteso,
  Presidente, come introito di risorse verso le casse regionali,  con
  un  protocollo  serio con gli enti locali, con le associazioni  del
  settore.  Non c'è un vero e proprio programma strategico in  questo
  senso.
   Ed  ancora,  Presidente, qua c'è l'Assessore,  perché  il  Governo
  perde  ancora  tempo in inutili e sterili liti e  non  si  accelera
  invece  sul  testo  unico  sulle attività  produttive?  Questo  sì,
  sarebbe  una  cosa importante  Ma se pur la presenza dell'Assessore
  si  muove come un veicolo solitario estraneo all'intera Giunta  che
  non  fa entrare questo punto strategico all'interno del DPEF, ed  è
  una  nota  stonata, se pur l'Assessore lo rappresenta  e  tenta  di
  spingere  questa  riforma  molto utile,  non  fa  parte  del  piano
  strategico  del  Governo, quindi diciamo mai tanto esempio  fu  più
  appropriato.
   Ed ancora, Presidente, la riforma seria, vera, concerta messa nero
  su bianco della formazione. Ogni giorno assistiamo, per entrare nel
  merito  di  cose,  di linguaggi semplici, che i  siciliani  possono
  capire e non racchiudere queste scelte strategiche che alla fine  a
  calare  non  sono altro che decisioni semplici di cui  i  siciliani
  devono avere la percezione chiara.
   Cosa  voglio  dire  con questo? E' possibile che  ogni  giorno  si
  assiste   al   fatto  che  il  TAR  libera  o  impugna  determinati
  provvedimenti  del  Governo  per  quanto  riguarda  la   formazione
  professionale? Quindi è tutto dettato, signor Presidente, onorevoli
  colleghi, dalla estemporaneità di un politica che assolutamente non
  è tracciata come una vera e propria programmazione.
   In sostanza, in sintesi, signor Presidente, si può dire che non si
  evince  da  questo  documento  alcuna strategia  su  nessuno  degli
  Assessorati.  E  non  entro  nel merito, signor  Presidente,  delle
  promesse  che  il  Governo ha fatto ai vari Assessori  che  portano
  avanti  le  politiche di bilancio in merito a spazio di  patto,  in
  merito ad ossigeno che la Sicilia potrebbe avere perché ogni giorno
  cambia  un Assessore ed il messaggio che arriva è che dobbiamo  non
  tagliare  gli  sprechi,  ma  dobbiamo creare  ulteriori  disagi  in
  termini di tagli di servizi alla collettività.
   Quindi,  signor Presidente, non c'è alcuna strategia né a  livello
  economico,  né a livello organizzativo. Pertanto, il  parere  della
  minoranza,  che  io  rappresento in questo  momento,  è  totalmente
  contrario  a questo documento che appare  molto, molto lacunoso  in
  tutte le sue parti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  abbiamo
  letto  con  attenzione il Documento di Programmazione  Economico  e
  Finanziaria  per  gli  anni 2015-2017 ed io, prima  di  fare  delle
  considerazioni  che  sono  dovute  a  seguito  della  lettura   del
  documento,  vorrei soffermarmi sul contenuto del  documento  stesso
  per  capire  come questo Governo intende programmare o proporre  il
  rilancio e lo sviluppo di questa Terra.
   Il  documento  da  un lato traccia lo scenario  attuale  con  ampi
  riferimenti  al  periodo appena trascorso, dall'altro  lato  invece
  traccia  le  linee guida, le strategie e le prospettive  in  chiave
  economica della nostra Regione.
   Nella  premessa di questo documento - non mi vorrei  sbagliare,  a
  cura  dell'Assessore  per l'Economia - vi è un  tratto  distintivo,
  cioè  una demarcazione tra il recente passato ed il presente, quasi
  a voler l'Assessore rimarcare un ulteriore segnale di discontinuità
  con  la  precedente Giunta, laddove si dice, ad esempio,  che  gran
  parte  del  lavoro  era stato predisposto e che dall'analisi  dello
  stesso,  quindi  quell'analisi implicitamente carente,  sono  state
  sviluppate delle linee guida.
   Vorrei  leggere  alcuni  passi del DPEF.  A  pagina  6  si  legge:
   L'analisi  di  vincoli e condizioni esogene, quindi  esterna  alle
  dinamiche  del bilancio puro, hanno favorito, o meglio determinato,
  l'assunzione  di  decisioni emergenziali e di tagli indiscriminati,
  restringendo la possibilità di manovra.
   Ecco,  posta  così  la questione è quasi un'auto  assoluzione  per
  l'incapacità  di  incidere di questa parte di questo  Governo,  sui
  veri  problemi  della  storia della nostra  Isola  ed  anche  sulla
  capacità di incidere sulle politiche di programmazione.
   Si  legge  nel  documento:  Abbiamo fatto  tutto  costretti  dalle
  circostanze . Ma quali sono i vincoli esogeni? Gli stessi,  allora,
  vengono   individuati   nel  Documento  di   programmazione   nella
  diminuzione   delle  entrate  tributarie,  perché  non   le   hanno
  incassate,  nell'aumento  degli accantonamenti  posti  dal  Governo
  nazionale,  perché  i  trasferimenti che sono dovuti  alla  Regione
  questo  Governo  non è stato capace di negoziarli  con  il  Governo
  nazionale  -  ma non si legge, ecco, noi siamo semplicemente  delle
  vittime  -  nella  sempre  più  esosa partecipazione  della  nostra
  Regione  al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica,  nel
  piano di rientro della sanità e nelle limitazioni e nei vincoli del
  Patto di stabilità.
    La spesa - si legge nel documento - impone sostanza. Basta appena
  a  pagare  gli stipendi dei dipendenti regionali.  Continuando   Si
  certifica,  in buona sostanza, che la spesa produttiva  arretra  di
  anno  in  anno, che la gestione emergenziale delle problematiche  a
  scapito della programmazione è ormai a livelli insostenibili .
   Tutto questo è contenuto nel DPEF. Viene certificata la lentezza e
  l'incapacità  all'utilizzo delle risorse  comunitarie,  un  outlook
  negativo anche per i prossimi anni.
   Io  mi chiedo come, per i prossimi anni, si punta allo sviluppo ed
  al  rilancio  dello sviluppo economico, quando già  nel  DPF  viene
  certificata una lentezza, non solo per il pregresso, ma  anche  per
  il futuro, della spesa dei fondi comunitari.
   Una serie nefasta ipoteca sulle possibilità di sviluppo è data dal
  debito, si legge ancora, che ammonta a circa tre miliardi nel 2015,
  con la conseguente adozione di mutui trentennali che contribuirà ad
  impegnare,  quindi  a  rendere  indisponibile  le  residue  risorse
  dell'Isola.
   Altra  brutta notizia, si legge sempre nel DPF, arriva sul  fronte
  delle  entrate  che  si discostano di circa un miliardo  nel  2014,
  nelle previsioni fatte in bilancio.
   E  ancora peggio, a pagina 22 si legge che l'economia siciliana  è
  ancora  in crisi; da questo momento lo sconforto prevale nell'animo
  di  ogni  siciliano,  derubato perfino dalla speranza,  perché  gli
  indicatori  di  tutti  i settori produttivi  dei  consumi  e  degli
  investimenti sono tutti in segno negativo.
   L'analisi dei livelli occupazionali, pagine 29 e 30, traccia il de
  profundis del mercato del lavoro nel terziario. Siamo i peggiori in
  Italia,  si  legge nel documento, contestualmente si  ribadisce  il
  progressivo  aumento della popolazione che vive  sotto  livelli  di
  povertà. Sostanzialmente, oggi quali sono le considerazioni?
   In  ordine  all'utilizzo  dei  fondi comunitari  e,  quindi,  allo
  sviluppo  della Sicilia, che dovrà avvenire con i fondi comunitari,
  il DPEF dice che vi è la lentezza nella spesa; ma ha già dimostrato
  l'incapacità  di spendere: siamo già all'inizio del 2015  e  ancora
  non si parla di programmazione comunitaria, ancora non si parla  di
  che  cosa  si  intende  fare con i fondi comunitari,  non  c'è  una
  programmazione, non ci è stata presentata.
   E  come si fa a presentare un DPEF che basa lo sviluppo dell'Isola
  in tutti i settori con un migliore utilizzo dei fondi comunitari? È
  un'offesa,  ripeto all'assessore Baccei, è venuto in quest'Aula  ad
  offendere   l'intelligenza,  non  è  la  prima  volta,  di   questo
  Parlamento  perché, sostanzialmente, noi ci saremmo  aspettati  che
  oggi  questo  documento presentasse delle riforme,  ma  presentasse
  anche  dei  disegni di legge di settore o quantomeno  li  esitasse,
  perché  da due anni presentiamo i tagli e le riduzioni di tutte  le
  società  partecipate, di tutti gli enti inutili. Questa opposizione
  da  due anni ha presentato mozioni, atti ispettivi, interrogazioni,
  disegni  di  legge  ed ancora non si è riuscito a chiudere  neanche
  l'ente porto.
   Ed  ancora, un'ultima cosa - perché c'è l'onorevole Cordaro  e  il
  mio  tempo  sta per finire - si dice che sempre i fondi  comunitari
  saranno  utilizzati per lo sviluppo della piccola e media  impresa.
  Ecco,  la  piccola e media impresa in questo momento in  Sicilia  è
  sotto la soglia di povertà, ogni giorno si abbassano serrande,  non
  sono più gli artigiani, i commercianti, i piccoli imprenditori,  le
  piccole  imprese  edili  sono morte  Questo  Governo  ha  avuto  la
  capacità di non fare partire un solo appalto, di non appaltare  una
  sola opera pubblica.
   Ancora  mi  chiedo quanti progetti giacciono presso  l'Assessorato
  del  territorio ed ambiente, quanti piani regolatori giacciono  che
  aspettano il Via vas. Gli imprenditori pagano per avere il rilascio
  del Via vas ed ancora non hanno avuto la possibilità di iniziare  i
  lavori.  Come si fa a dire che si dà sostegno alle piccole e  medie
  imprese quando sono stati distratti nella finanziaria precedente 25
  milioni  di  euro  per  gli  artigiani?  Così  si  incentivano  gli
  artigiani?
   Onestamente,  il giudizio è negativo ed è offensivo;  non  c'è  un
  solo  settore in questo momento in Sicilia che funziona,  i  Comuni
  sono  allo  sbando, la sanità e l'offerta sanitaria,  vi  invito  a
  farvi un giro in tutti gli ospedali della Sicilia non hanno neanche
  le  medicine,  non hanno neanche le garze, i pronto  soccorsi  sono
  allo  sbando,  sono  sguarniti. Ma l'importante è  raggiungere  gli
  obiettivi, l'importante è dire:  abbiamo ridotto la spesa .
   No,  mi  dispiace, è veramente deludente, non ci saremmo aspettati
  che   l'assessore  Baccei,  sempre  distratto  perché  naturalmente
  abbiamo saputo e capito che non gliene frega niente del Parlamento,
  viene qui e non ha neanche la bontà, e posso dire anche il bon ton,
  di fronte ai parlamentari che parlano di ascoltare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  il
  Documento  di Programmazione Economico e Finanziaria è  sicuramente
  un   documento  che  ci  mette  in  condizioni  di  creare   quelle
  opportunità, quelle possibilità di dibattito, di confronto,  perché
  si possa capire come determinare un reale momento di cambiamento da
  una  parte  e come sia possibile, in riferimento ai singoli  Gruppi
  parlamentari,  avere  una  possibilità di concreto  intervento,  di
  concreta possibilità di integrazione di un ragionamento, che  nella
  sua  fase  iniziale,  ahimè,  vede  una  sua  conclamata  ma  anche
  obiettiva  e dichiarata negatività da parte dello stesso  assessore
  Baccei.
   Dichiarata  negatività  perché, nella sostanza,  lo  definisce  un
  documento scoordinato, che risente della crisi dei governi Crocetta
  precedenti  e  del rimpasto e non è allineato, come giustamente  lo
  stesso assessore dice, a quella che è la parte, appunto, che  vuole
  dare  un  momento  di novità evidenziata dall'assessore  Baccei,  e
  quella  che  invece  è  la parte seconda,  che  fra  l'altro  è  in
  riferimento  al precedente DPEF redatto dall'assessore  Bianchi,  e
  che  vede  una serie di elementi di analisi fra l'altro supportati,
  come  riferimento,  da  quella  che  è  la  relazione  della  Banca
  d'Italia.
   Allora,  io  dico  alcune premesse importanti: da  una  parte  noi
  abbiamo  una situazione che vede una Regione siciliana afflitta  da
  una  spesa che è rappresentata per il 90 per cento circa  da  parte
  fissa  e  strutturata, e cioè a dire una spesa che ha  già  un  suo
  vincolo  di destinazione e che, nella sostanza, determina  una  sua
  concreta  rigidità che è difficilmente modificabile; per il  resto,
  poi, abbiamo una serie di parametri su cui si può intervenire e una
  piccola parte di risorsa finanziaria che, a mio avviso, può  essere
  recuperata,  in  parte  disponibile da fonti  anche  extraregionali
  oltre  che  europei  e,  perché no, da un migliore  utilizzo  degli
  interventi reali che la Regione siciliana nelle sue varie fasi  può
  benissimo determinare.
   Io  mi  riferisco  a come realizzare economie su alcune  parti  di
  spesa, come dire, ingiustificata, perché io dico se da una parte il
  momento  del  piano di rientro nella sanità ha portato  dagli  anni
  2007,  dal  cosiddetto piano La Galla con la  prescrizione  per  il
  piano  di  rientro  tutte realizzate, al 2014 una  differenza,  una
  forbice  di  incremento di spesa, che parte da  8  miliardi  e  600
  milioni e arriva a 9 miliardi e 200 milioni. Quindi, significa che,
  pur  col principio di razionalizzazione, col principio di riduzione
  di  spesa  in  alcuni  settori della sanità, l'importo  complessivo
  della  spesa  aumenta, quindi significa che ci  sono  alcune  parti
  della  sanità che invece di ridurre, razionalizzare, e  migliorare,
  probabilmente, determinano un momento di crescita di spesa.
   Questa è una fase, è un elemento che deve farci capire una fase in
  cui ci dobbiamo interrogare.
   Allora, per continuare e rientrare nell'argomento del Documento di
  Programmazione Economico e Finanziaria, è un momento in cui  questi
  problemi  li  possiamo fare venir fuori, in  cui  c'è  bisogno,  ad
  esempio,  di  capire  come  su  alcuni  interventi  specifici   che
  l'Assessore  nella sua relazione ha indicato in una  precisa  fase,
  delle riforme e degli interventi di razionalizzazione della spesa o
  di  aumento  delle  entrate, io dico in questo  c'è  una  serie  di
  annunzi  ma non c'è un'indicazione perfetta o precisa, perché  dove
  noi   potremmo  intervenire  per  realizzare  riduzione  di  spesa,
  razionalizzazione,   economia  che  possono   determinare   risorse
  finanziarie da investire in momenti produttivi, che poi sono quelli
  che devono creare un momento di prospettiva.
   Ma  cosa abbiamo detto, ad esempio, per quanto riguarda l'Arpa  ed
  un  piano  industriale per vedere come elaborare e definire  azioni
  per  aumentare le entrate, ed indirizzare al meglio la  spesa.  Sul
  personale   regionale,  gli  interventi  prevedono  riduzione   del
  personale  attraverso il prepensionamento la riduzione del  settore
  dirigenziale, ma anche attraverso un diverso grado di utilizzo  del
  personale stesso. Sulle pensioni, che cosa si crea concretamente in
  riferimento all'adeguamento alla normativa nazionale dei sistemi di
  calcolo  dei trattamenti pensionistici. Sui forestali, il  riordino
  del  settore, il turn over, incentivi per l'uscita, la capacità  di
  rendere reale, produttivo e, quindi, far trasformare in una risorsa
  ciò  che oggi è un peso, il patrimonio degli affitti passivi,  come
  intendiamo  anche avere un quadro chiaro e diverso, sugli  acquisti
  la   razionalizzazione  e  poi,  il  grande  tema   delle   società
  partecipate degli enti.
   Allora, in questo noi abbiamo una necessità: capire come su questi
  argomenti  stabilire  un  momento di confronto,  avere  una  grande
  capacità  di  individuare un obiettivo che deve  essere  quello  di
  creare risorse finanziarie disponibili da indirizzare verso momenti
  produttivi.
   E perché ciò avvenga c'è bisogno di un vero confronto, c'è bisogno
  di  quel  tavolo  delle  riforme  che  abbiamo  invocato  in  varie
  occasione   e che ad oggi sono rimaste solo un momento  di  clamore
  giornalistico ma che non hanno, di fatto, avviato una svolta che la
  Regione richiede.
   Noi  abbiamo, poi, un grande problema da evidenziare, un  problema
  che  vede il momento di confronto con lo Stato. In questo, appunto,
  c'è  una  richiesta  specifica che deve essere  questo  oggetto  di
  negoziazione tra lo Stato e la Regione dove noi abbiamo, come tutti
  sapete,  già  sui  fondi  strutturali  un  intervento  diverso,  la
  compartecipazione  da  parte  della  Regione  aumenta,  quindi  noi
  abbiamo  bisogno di più risorse per poter utilizzare al  meglio   i
  fondi comunitari.
   Diversamente,  anche  in questa direzione,  saremo  impreparati  e
  quindi, sostanzialmente, il problema diventa di un diverso grado di
  rapporto  anche con lo Stato, perché su quelle che  sono  state  le
  esperienze concrete col piano di azione e coesione, ad esempio, noi
  dobbiamo  capire  come in questo, anche il ragionamento  dei  fondi
  comunitari  trova  una  sua integrazione,  quindi,  quale  sinergia
  riusciamo a fare in questa direzione per poi non considerare che la
  quota  della  Sicilia è passata dal 31 al 44 per cento  dall'ultima
  legge  di  stabilità nazionale su quelli  che sono i contributi  di
  finanza pubblica.
   Io qua vorrei aprire un ragionamento. C'è un orientamento da parte
  dello   Stato   a   trasferire  alla  Regione  più   competenze   e
  parallelamente  al  trasferimento  delle  competenze,  sicuramente,
  penserà a trasferire più risorse. Ma non è in questa direzione  che
  noi  dobbiamo  solo  trattare, perché se il rapporto  fra  maggiori
  competenze  e  maggiori risorse serve a soddisfare,  mi  auguro  in
  maniera completa o in parte queste nuove competenze, significa che,
  di  fatto,  noi  non abbiamo modificato quello che  è  il  rapporto
  esistente ad oggi e, quindi, se c'era un gap negativo ad  oggi  nel
  rapporto  fra  Stato  e  Regione, vuol dire che  resta  questo  gap
  negativo fra Stato e Regione.
   Quindi,  qual  è  il  nuovo  rapporto che  deve  esserci  con   la
  possibilità  di  un  concreto incremento  di  quelle  che  sono  le
  risorse, sull'applicazione dello Statuto con gli articoli 36, 37  e
  38  e   anche   la  necessità di  mettere in essere azioni  atte  a
  garantire  il  riequilibrio  finanziario  della  sanità  regionale,
  perché  se  noi  abbiamo raggiunto, ormai, il  livello  di  rientro
  probabilmente   la   compartecipazione   potrebbe   inserire    una
  trattativa  Stato-Regione  ed essere nuovamente  riportata  al  42%
  quindi passarla dal 49 al 42 per cento.
   E   poi   faccio  un'altra  considerazione.  La  Regione   intende
  rinegoziare  l'accordo  sottoscritto  il  5  giugno  2013  con   il
  Ministero  dell'economia e delle finanze  e  col  Presidente  della
  Regione che, appunto, per l'anno 2013-2014 e per il triennio  2015-
  2017  che  fissa  gli  obiettivi  in  termini  di  competenza  euro
  compatibili al fine di potere escludere che la spesa comunitaria  e
  le regolarizzazioni contabili.
   Sono aspetti di natura tecnica che devono servire con un tavolo  e
  un confronto serio a capire come noi possiamo essere più incisivi e
  più determinanti in questo rapporto con lo Stato dove, al di là  di
  quella  che  è  la  visione o l'immagine che abbiamo  costruito  di
  andare  lì  sempre  con  un cappello in mano,  invece  noi  abbiamo
  argomenti  seri  da portare su un tavolo di trattativa  che  devono
  creare  condizioni  di  maggiore  possibilità  di  ottenimento   di
  risorse.
   E  poi,  il  problema di una regia reale fra i  fondi  comunitari,
  fondi regionali e fondi extra regionali. Anche qua noi abbiamo  una
  possibilità concreta di poter cominciare a parlare di sviluppo,  di
  turismo,  di beni culturali e mi auguro che il tentativo di  vedere
  una  rete  tra turismo, beni culturali, cultura, agroalimentare  ed
  economie  del mare, energia. E poi, gli interventi reali, Assessore
  Baccei,  il Piano energetico regionale, il Piano dei trasporti,  il
  Piano che prevede anche sugli interventi dei rifiuti solidi urbani,
  l'intervento sulla legge sulle acque, sicuramente anche questi sono
  degli  argomenti  che  porteranno  ad  una  possibile  ipotesi   di
  cambiamento, mi auguro, in positivo.
   C'è  un concetto importante che ho già richiamato. Come elenca  lo
  stesso Assessore, le richieste da fare al Governo nazionale in sede
  di   confronto   economico  così  come  ho  detto,  ripeto,   parla
  pericolosamente  della possibilità di incremento  delle  entrate  a
  fronte di trasferimento di ulteriori funzioni.
   Il  problema  della cosiddetta simmetria è un problema  che,  come
  abbiamo  già  visto, ha portato nel tempo ad avere  il  peso  delle
  maggiori  competenze, ma poi nella sostanza le risorse  finanziarie
  sono sempre in fase di riduzione.
   E poi, il concetto delle entrate tributarie. Cari amici, se non si
  comprende  che  le  attività di impresa, di  fatto,  finanziano  le
  entrate  tributarie e, quindi, la grande possibilità  di  avere  un
  futuro  legato  a  questo aspetto che dipende essenzialmente  dalla
  possibilità di vedere le imprese che sopravvivono e su questo  deve
  esserci anche una nostra precisazione.
   Concludo  dicendovi  che  l'Assessore  Baccei  ad  onor  del  vero
  evidenzia un'altra incongruenza. Le entrate tributarie del  2014  a
  consuntivo  risultano sopravvalutate di un miliardo  di  euro,  che
  comporta, appunto, ulteriori difficoltà nella quadratura dei  conti
  di questa Regione.
   Alla luce di questi aspetti, noi abbiamo un bisogno reale che, fra
  l'altro,  prevede anche un accantonamento, è stato richiesto  anche
  dalla  Corte  dei  Conti,  per l'abbattimento  dei  residui  attivi
  finanziati solo in parte.
   Questo  ed  altri argomenti che ritengo non debbano  rappresentare
  una  elencazione  sterile  ma  un  momento  di  riflessione  e   di
  confronto,  devono diventare i temi su cui confrontarci  e  su  cui
  potere ottenere un obiettivo qualificante che possa fare sperare la
  Sicilia  in  una  svolta;  quindi le  riforme,  quindi  una  grande
  capacità   di  dire  che  ci  sono  le  condizioni,  vediamo   come
  determinarle  per migliorare questa nostra Sicilia, ma  sicuramente
  ci  sono  delle  premesse sbagliate sulle quali noi  esprimiamo  un
  giudizio  negativo  perché, al di là della buona  volontà  e  della
  obiettività  che  l'Assessore  Baccei  ha  evidenziato,  di  fatto,
  determina  due  momenti che non trovano sinergia e che  determinano
  una  grande  e  stridente  realtà che  si  contrappone.  Su  questo
  dobbiamo lavorare perché si superi questa fase.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole La  Rocca.  Ne  ha
  facoltà.

   LA  ROCCA.  Signor Presidente, questo Documento di  Programmazione
  Economico   e   finanziaria  sicuramente  è  la  fotografia   della
  drammatica  situazione  economico-finanziaria  che  si  ritrova  ad
  affrontare  la nostra Regione. Faccio alcuni esempi: la contrazione
  dei  consumi,  degli investimenti, il miliardo in meno  di  entrate
  rispetto a quelle previste, l'utilizzo dei fondi che servivano  per
  lo  sviluppo  (mi  riferisco ai fondi di sviluppo e  coesione)  per
  accantonamenti tributari. Questi sono soltanto alcuni esempi  della
  situazione catastrofica in cui viviamo.
   Però, all'interno di questo  Documento vediamo quelli che sono gli
  indirizzi  delle  riforme che il Governo  dice  di  volere  portare
  avanti nei prossimi documenti finanziari.
   Bene.  Queste  riforme, però, sembrano essere il  presupposto  per
  risultare  poi  credibili  a Roma nel tavolo  in  cui  si  dovranno
  discutere  quelli che sono i temi sostanziali, come  l'applicazione
  del  nostro Statuto, che ricordo valere circa 8 miliardi  di  euro,
  come  il riconoscimento delle accise dei prodotti petroliferi,  che
  ricordo  essere legge dalla legge di stabilità nazionale del  2007,
  come  la  rinegoziazione del patto di stabilità. Questi  sono  solo
  alcuni esempi.
   Alla luce di questa circostanza, di questi fatti reali, il punto è
  un altro.
   Innanzitutto, faccio la premessa che, da quello che ci risulta, il
  nostro  Statuto,  lo  Statuto siciliano, è attualmente  in  vigore.
  Quindi,  in realtà, l'applicazione dello  Statuto dovrebbe esistere
  a  prescindere da qualsiasi riforma che questo Governo possa o  non
  possa portare avanti.
   Però,  visto  che la Sicilia è famosa per avere anche  sperperato,
  credo sia adesso il tempo di non rimandare oltre quelle che sono le
  riforme.
   La  Sicilia  ha necessità di essere credibile, quindi,  in  questa
  prima  fase io l'appello non lo rivolgo al Governo, signori, io  lo
  rivolgo  a questa Aula, a questo Parlamento, che è poi chiamato  ad
  approvare le riforme.
   Quindi,   quello  che  vi  chiedo  è  di  rendere  queste  riforme
  possibili, reali, a partire dalle partecipate, così non daremo  più
  scuse  a  Roma, non daremo più scuse al Presidente Renzi,  per  non
  applicare quello che in realtà ci spetta di diritto.
   Poi, per quanto riguarda il Governo, l'appello che lancio è quello
  di  essere coerenti, perché - di fatto - da quello che si legge  in
  questo  Documento di programmazione economico-finanziaria si  vuole
  puntare, si vede come settore strategico il turismo piuttosto che i
  beni culturali. Allora, si chiede al Governo coerenza perché se poi
  si portano avanti delle politiche industriali che fanno a pugni con
  la  tutela ambientale, che è il presupposto necessario per  puntare
  sul  turismo,  non  si  dimostra coerenza.  Quindi,  è  quello  che
  sostanzialmente chiediamo.
   Infine,   visto  che  nel  Documento  di  programmazione   si   fa
  riferimento  anche alla valorizzazione del patrimonio  immobiliare,
  si  parla di razionalizzazione, nonché del recepimento della  norma
  nazionale, a tal proposito presento, in questa sede, due ordini del
  giorno su un argomento che già  l'assessore Baccei conosce.
   Uno  riguarda  il trasferimento di 96 immobili che  lo  Stato  dal
  2012,  deciso  dalla  Commissione paritetica  Stato-Regioni,  il  5
  giugno  2012,   il trasferimento di questi fondi 96  immobili,  del
  quale manca -appunto - il decreto di trasferimento.
   Immobili che sono anche di valore, ad esempio, Villa del Casale di
  Piazza  Armerina, nonché Palazzo delle Finanze di Palermo  e  tanti
  altri   immobili  di  valore  che  sicuramente  in  questo  momento
  servirebbero ad apportare per il bilancio un beneficio perché  sono
  un valore aggiunto al patrimonio regionale.
   E,  a  tal  proposito, mi voglio soffermare,  in  particolare,  su
  Palazzo  delle  Finanze  perché durante lo scorso  Governo  si  era
  avviato  un  iter  per trasferire in loco le sedi della  Corte  dei
  Conti che ricordo costare a questa Regione come affitto attualmente
  1 e 700 mila euro l'anno.
   Quindi, il recupero di questo edificio sarebbe, a lungo andare, un
  risparmio per le casse regionali nonché - che è la cosa che  a  noi
  sta  più  a  cuore - il recupero di un edificio enorme di interesse
  storico attualmente vandalizzato e a rischio crollo che sicuramente
  è  un valore, un patrimonio immobiliare che in questo momento  è  a
  rischio ed è giusto che non vada così allo sfacelo.
   Pertanto,  presento  in  questa sede  gli  ordini  di  giorno  per
  impegnare il Governo a portare queste istanze a Roma.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole  ha chiesto congedo  per  la
  seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Riprende la discussione del Documento di programmazione
          economico finanziaria (DPEF) per gli anni 2015-2017

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, Governo, assessore Baccei,  onorevoli
  colleghi, il quadro d'azione economica che viene delineato  con  il
  DPEF rappresenta una situazione sociale mai registrata prima d'oggi
  e  per  molti versi particolarmente drammatica: aziende  in  crisi,
  sistema  economico  senza  possibilità  di  sviluppo  immediato   o
  mediato,  un continuo ricorso alla Cassa integrazione,  un  sistema
  della Formazione fallimentare.
   Questo  è  il  mio giudizio, non definitivo, ho fatto  un  appello
  qualche  giorno fa all'assessore Lo Bello, di riavviare il  dialogo
  per cercare di contrastare quei disordini sociali che rischiamo  di
  avere  in  Sicilia, lo ribadisco, con senso di responsabilità,  una
  situazione davvero drammatica per una Terra che ha ormai un PIL  ai
  minimi storici, per una Terra in cui temi come quelli del turismo o
  della  cultura,  che  dovrebbero rappresentare  oggettivo  forte  e
  straordinario  volano  di  sviluppo rappresentano  il  deserto  dei
  tartari per una Terra in cui l'inoccupazione e la disoccupazione  è
  ormai ai livelli della Grecia.
   In  questo  quadro abbiamo, anzi avete approvato,  qualche  giorno
  addietro,  un  ulteriore  mutuo di 2 miliardi,  avete  ritenuto  di
  risolvere  il problema contingente del Sistema sanitario  regionale
  attivando  un nuovo mutuo; avete deciso - maggioranza di  sinistra,
  centro  e  Governo - di attivare un sistema capestro nei  confronti
  delle   giovani  generazioni  siciliane,  un  sistema  che  prevede
  l'accensione di nuovi debiti per pagare debiti pregressi.
   Ci  sono  alcuni temi importanti affrontati nel DPEF, fra  questi,
  evidentemente,  quello del personale regionale:  avete  pensato  al
  prepensionamento.
   Sul  personale regionale e sul prepensionamento dico da subito che
  se   dovesse  anche  solo  esserci  la  possibilità  di  immaginare
  l'apertura ad una nuova categoria di esodati siciliani, per  quanto
  mi  riguarda, noi faremo le barricate, non soltanto in  quest'Aula,
  ma  anche fuori da quest'Aula perché deve essere chiaro, da  ora  e
  per  il  futuro immediato, che il prepensionamento ad  oggi  è  una
  scelta  volontaria, non può essere una scelta imposta e, certamente
  ed in ogni caso, va concordata con i sindacati, con le associazioni
  di  categoria  e  ciò che più conta va garantita la certezza  della
  retribuzione.
   In  caso  diverso e con premesse diverse, non esiteremo a metterci
  dalla  parte  dei lavoratori come ci è proprio e come  sempre  meno
  appare  prerogativa di una sinistra ormai senza  identità,  che  un
  tempo era invece la tutela vera dei lavoratori.
   Quando si parla dei mali dell'Italia, come per incanto spuntano  i
  forestali siciliani. Questo paradosso, che io desidero smentire  in
  questo mio breve intervento, è davvero privo di ogni contenuto e di
  ogni  ragione, considerate che credo in pochi conoscano  la  genesi
  normativa  e  vorrei  che almeno l'assessore Baccei  conoscesse  la
  genesi normativa per distinguere i due contesti che sono diversi  e
  che  in  tanti,  in trasmissioni alle quali spesso  ha  partecipato
  anche   il   nostro   Presidente  della  Regione,   finiscono   per
  disconoscere quando parlano di forestali, dimenticando che una cosa
  è il Corpo forestale, una cosa sono i contingenti stagionali.
   Si  parla  di  forestali ed allora sono migliaia  di  milioni,  di
  centinaia,  non  si  capisce  più in  questo  imbarbarimento  della
  dialettica,  che  è  diventata filosofia  di  vita,  e  che,  però,
  dimentica che quando si occupa in questo modo lo fa continuando  ad
  occuparsi  di  persone in carne ed ossa, con  famiglie,  di  gente,
  certamente, perbene.
   Ed  allora,  rispetto  a  questo,  si  stabilisce  il  blocco  del
  turnover, ma non ci si chiede se oggi, 3 febbraio 2015, ad esempio,
  secondo  la legislazione vigente, e cioè la legge di stabilità  del
  2014,  si  sia  proceduto  ad iniziare l'iter  per  l'aggiornamento
  annuale delle graduatorie, se questo Governo abbia verificato  come
  è  stato  condotto l'aggiornamento nell'anno 2014 e se,  sempre  ad
  oggi,  si  è  proceduto  al  pagamento,  quello  sì,  doveroso   ed
  obbligatorio, delle spettanze arretrate.
   Si  fa un gran parlare, siamo tuttologi, forse molti lo sono senza
  sapere  neanche  il significato di questa parola, così  come  quasi
  tutti  non conoscono la genesi normativa della legge che regola  il
  sistema dei forestali in Sicilia.
   Sistema   delle  partecipate,  procedo  per  flash.   E'   davvero
  paradossale,  onorevole Lupo, che lei, che dovrebbe essere  attento
  alle  vicende  di tanti lavoratori, non solo non è attento,  ma  si
  occupa, insieme all'assessore Purpura, di distrarre l'assessore per
  l'economia. E' paradossale, ma lo capisco. Lo capisco. E'  un  modo
  di  operare che non mi appartiene e che, però, in ogni caso,  trova
  la  necessità  di  ricondurvi al ragionamento delle  cose  concrete
  della politica, laddove, ad esempio, nel caso delle partecipate  ci
  sono delle argomentazioni, talmente, distoniche che vale la pena di
  soffermarsi.
   Chiederemo  all'assessore Baccei di spiegarci come  delle  società
  che erano con i libri pronti per essere depositati in tribunale  e,
  quindi,  pressoché chiuse, sono diventate strategiche.  Così  come,
  chiederemo all'assessore Baccei, in quale contesto volete  inserire
  il  fatto  che  alcune società davvero strategiche,  pare,  debbano
  essere ricondotte, da qua a qualche settimana, nell'alveo di quelle
  da chiudere.
   Certamente,  ed anche in questo caso, vi chiederemo con  forza  il
  rispetto  della  legge  di stabilità dell'anno  scorso,  che  vuole
  tutelare il bacino dei lavoratori e, quindi, la tutela del  livello
  occupazionale.
   Vecchi  temi  della  sinistra,  di una  sinistra,  caro  onorevole
  Musumeci,  preistorica.  Oggi,  noi, coscienziosamente,  da  uomini
  moderati  e  di  centro  destra,  ci  occupiamo  della  tutela  dei
  lavoratori. Viva Dio
   Ed ancora, non soltanto il Governo ha rinunciato al contenzioso, e
  l'onorevole  Di Mauro si è tanto battuto perché ciò non  accadesse;
  non  soltanto il Governo ha rinunciato a 4 miliardi di contenzioso,
  di  fronte  ad una Corte Costituzionale che, per altri 5  miliardi,
  aveva  dettato  la tutela delle prerogative dei siciliani  e  della
  Regione  siciliana, ma questo tema importante delle  trivelle,  che
  ha  visto  impegnato  l'onorevole Marziano nella  sua  commissione.
  Vero,  onorevole Marziano? Lei si ricorda le trivelle? E'  un  tema
  importante quello delle trivelle. Lei sa di cosa parlo quando parlo
  di trivelle.
   Ed  allora  dovrebbe sapere, o avrebbe dovuto sapere,  insieme  al
  Presidente della Regione, che non c'era scritto in alcuna parte che
  le  società petrolifere avrebbero pagato le tasse in Sicilia. C'era
  uno  stridente,  ridicolo appello nel quale si  leggeva  che  erano
  invitate a pagare le tasse in Sicilia. Altro che soluzione dei temi
  dell'articolo  36,   dell'articolo  37  e  dell'articolo  38  dello
  Statuto.
   E allora rispetto a tutto questo, io torno e concludo a quello che
  è  -  Presidente ho davvero concluso - il tema dei temi e  cioè  la
  rideterminazione della compartecipazione della Sicilia  alla  spesa
  sanitaria.
   Assessore Bacchi, quando sarà sul tavolo o nei pressi del  tavolo,
  io  vorrei  che lei fosse proprio sul tavolo, ma non lo  so  se  la
  vedrò,   lo  diranno  i  prossimi giorni di contrattazione  romana,
  spieghi  che  si attende dal 2008 la quota di ristoro  della  spesa
  sanitaria siciliana, spieghi al Governo nazionale che noi  dobbiamo
  ridiscutere,  se  si  deve  salvare  la  Sicilia,   la   quota   di
  compartecipazione  della  spesa  sanitaria  e  questo  per  evitare
  ulteriori mutui.
   Concludo  dicendo  un'ultima cosa perché non ho voluto,  onorevole
  Gucciardi, ribadire le argomentazioni che la collega Grasso ha così
  mirabilmente  esposto, Assessore Baccei, lei non  ha  ascoltato  la
  collega  Grasso che ha detto tante cose importanti ed interessanti,
  ha  fatto  finta  di ascoltare, ma  se ne avrà voglia  potrà  anche
  leggermi nei resoconti stenografici, però voglio concludere  questo
  intervento dicendole poche cose.
   I  siciliani  guardano  a  lei  con  tanta  attenzione,  anche  al
  ristorante.  Lei  oggi è stato ascoltato in un  ristornate  di  via
  Notarbartolo  insieme  a tre commensali con un  accento  del  basso
  nisseno, in un atteggiamento abbastanza irridente nei confronti dei
  parlamentari siciliani e del Parlamento.
   Tutti  la  conoscono,  tutti la guardano,  tutti  l'ascoltano,  lo
  sappia,  perché credo che la Sicilia e il tempo che stiamo  vivendo
  abbiano  bisogno  non  di spocchia, ma di sobrietà  e  di  risposte
  concrete, rispetto all'ascoltare i parlamentari, anche quando hanno
  opinione diversa, è un atto di educazione istituzionale.

   PRESIDENTE.  Prima  di proseguire, da questo momento,  invito  gli
  onorevoli  colleghi  a  non avvicinarsi più al  banco  del  Governo
  altrimenti  io non faccio proseguire l'Aula perché non è  possibile
  che  in  un  dibattito così non si possa ascoltare  con  attenzione
  quanto  i diversi colleghi hanno da dire.

   FORMICA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervenire  sulla
  discussione  del DPF con argomentazioni nuove o diverse  è,  a  mio
  modo  di  vedere,  perfettamente superfluo perché  basterebbe  fare
  alcune  considerazioni su ciò che questo grande tecnico, venuto  da
  fuori, scrive  nella relazione e le contraddizioni che in essa sono
  contenute  e al di là delle sacro sante considerazioni  che  faceva
  l'onorevole Cordaro, in merito all'atteggiamento irridente da parte
  dell'assessore  Baccei,  basterebbe solo  dire  che  rispetto  agli
  scienziati  nazionali  o  agli scienziati di  cui  parlava  l'altro
  giorno - mi riferiscono onorevole Milazzo, non ero in Aula - sappia
  l'Assessore  Baccei che i parlamentari che siedono  in  quest'Aula,
  essi sì, sono stati eletti.
   Sono  stati  eletti con le preferenze, la mono preferenza  e  che,
  quindi,  hanno  dovuto avere e captare, comunque, il  consenso  dei
  cittadini  e  ai cittadini dovranno rispondere, no a qualche  altra
  organizzazione, ma tant'è, ormai da qualche tempo,  assistiamo  con
  degli  pseudi governi che aumentano la spesa pubblica e la dilatano
  all'infinito, chiamando pseudo tecnici per venirci a dire banalità,
  banalità
   Come si può scrivere in una relazione che la colpa dello stato  di
  disastro   dei   conti  pubblici  della  Regione  è   dei   mancati
  trasferimenti da parte dello Stato e contestualmente proporre  come
  rimedio il licenziamento, la carneficina, la macelleria sociale  di
  massa
   E' una follia in termini e anche se ci fosse, Assessore e Governo,
  la  macelleria che vi apprestate a fare, faccio io qualche conto  a
  spanne, senza essere né un contabile né un genio della matematica.
   Tagliamo  gli stipendi ai regionali del 10 percento. Bene   Quanto
  risparmiamo?  Su  600 milioni di euro a spanne  potremmo  arrivare,
  facendo un atto di una gravità inaudita, a 60 milioni di euro.
   Tagliamo e interveniamo sulle pensioni dei regionali, anche qui un
  atto  fortemente  illegittimo e che potrebbe dare adito  a  ricorsi
  infiniti  perché  andiamo a toccare i diritti  della  gente.  Bene
  Risparmiamo altri 50, 55 milioni di euro e siamo a 110  milioni  di
  euro, nella migliore delle ipotesi.
   Mandiamo  a  casa  tutti i forestali, come proponete  voi  con  un
  eufemismo  per  dire  rimodulazione della  spesa,  riqualificazione
  della  spesa. Mandiamo a casa tutti i forestali. Bene   Risparmiamo
  quanto,  quanto abbiamo impegnato nell'ultima finanziaria di  fondi
  regionali:  160 milioni? 180 milioni, mi suggerisce l'onorevole  Di
  Mauro,  e  anche  mandandoli a casa, quindi, altro  che  macelleria
  sociale, arriviamo a, 110 più 180, 290 milioni.
   Azzeriamo  i  trasferimenti  ai comuni,  non  sto  parlando  delle
  conseguenze  che  faranno gli atti, azzeriamoli i trasferimenti  ai
  comuni.  Nell'ultimo anno gli abbiamo dato neanche 160  milioni  di
  soldi  nostri. Arriviamo a 400 milioni. Cos'altro c'è? Che abbiamo?
  Altre  amenità varie? Non paghiamo più gli articolisti   Siamo  nei
  trasferimenti ai comuni.
   Uccidendo totalmente, ancora di più la Sicilia e  mandando a  casa
  60,  70  mila  persone a  maggio e togliendo i soldi  e  i  diritti
  acquisti a chi ha lavorato una vita, risparmiate 400 milioni  sulla
  pelle  della  gente, ma se voi stessi scrivete che manca  almeno  1
  miliardo  e 700 milioni, più i trasferimenti agli enti regionali  e
  per  altri interventi, altri 200 milioni, e siamo 1 miliardo  e  9;
  maggiori  accostamenti tributari previsti dalla legge di  stabilità
  nazionale,  altri 3,  400 milioni, e siamo 2 miliardi  e  tre  o  e
  quattro;  accantonamenti  per  la  ricostituzione  del  fondo   per
  l'abbattimento  dei  residui attivi e di difficile  esigibilità,  e
  siamo - come detto dalla Corte dei Conti - a 2 miliardi e mezzo.
   Ma voi veramente pensate di prendere in giro le persone che stanno
  qua   dentro  e  che,  ripeto,  sono  elette,  non  nominate,   non
  beneficiate  da un contratto di collaborazione, ma elette,  elette,
  con la preferenza  Veramente pensate di prenderli in giro
   Il  PD  nazionale ed il PD regionale, quindi, Governo nazionale  e
  Governo  regionale,  tutti  e due in mano al  PD,  hanno  ammazzato
  questa   Regione,  rubandoci  almeno  due  miliardi  e   mezzo   di
  trasferimenti, di soldi contanti
   Non  prendiamo più in giro gli italiani parlando della possibilità
  di  vedere di organizzare meglio la spesa. Quale spesa? Ma di quali
  dieci   miliardi  di  spesa  parlate  per  i  prossimi   anni?   Se
  contestualmente  dite, e lo scrivete e lo sapete, innanzitutto  che
  non siamo in grado di spendere.
   Ricordo  solo che al 2011 e 2012, gli appalti in Sicilia, lo  dice
  l'Ance,  erano  intorno  a due miliardi, un  miliardo  e  novecento
  milioni  ed  oggi  siamo arrivati, nell'ultimo anno,  nel  2014,  a
  trecento milioni di euro. Cinque volte in meno
   Se  non  siete  riusciti a spendere un solo  centesimo  dei  fondi
  europei,   di  quale  impiego  parlate?  Di  quali  cofinanziamenti
  parlate,  per  arrivare ai dieci miliardi per i prossimi  anni,  se
  contestualmente  affermate  che  i  soldi  dei  cofinanziamenti  o,
  comunque, i fondi FAS previsti per lo sviluppo, siete costretti per
  incapacità  a farvi dare i soldi che lo Stato ci ha rubato,  quello
  Stato  e  quel  Governo alla cui guida c'è il  PD,  ci  ha  rubato,
  dovendo  utilizzare i fondi per investimento per  pagare  le  spese
  correnti.
   Ma  vogliamo  prenderci in giro? Di quale trattativa  parlate?  La
  trattativa,  se trattativa ci doveva essere, doveva  essere  fatta,
  come  hanno  fatto altre regioni, durante l'iter della  finanziaria
  nazionale,  solo  durante  l'iter della  finanziaria  nazionale  il
  Governo nazionale poteva essere indotto a stanziare le somme che ci
  ha rubato.
   Il mutuo che avete acceso  Quale finalità può avere  Peraltro, sul
  mutuo  vorrei far notare ai siciliani che una maggioranza che sulla
  carta  è  pomposa, che sulla carta è straripante  si  è  ridotta  a
  trentasette si, a trentasette si  Ed ha raggiunto il numero  legale
  per  il  rotto della cuffia e forse per qualche malinteso  Ma  dove
  stiamo  andando, chi volete prendere in giro? Con quel mutuo  state
  soddisfacendo,  ammazzando i siciliani per i  prossimi  trent'anni,
  gli  appetiti  di qualche gruppo industriale che non  è  certamente
  siciliano, che pretende i soldi per prestazioni non so se erogate o
  meno, ma  pagano i siciliani
   Quindi, vi date da fare, siete bravi per cercare di soddisfare  le
  brame,  le  voglie e gli appetiti di gruppi industriali che  magari
  sono  esterni alla Sicilia e non fate nulla per impedire lo  scippo
  operato dal Governo nazionale.
   La  Sicilia  non potrà uscire da questa ruberia di  Stato  fino  a
  quando  questo  Governo non comincia ad essere nuovamente  Governo,
  cosa  che non è stato mai, si assume le sue responsabilità fino  in
  fondo e pretende dallo Stato ciò che lo Stato ci ha rubato.
   Perché con la cattiva amministrazione o con la non azione,  non  è
  un  danno  politico che si fa, ma è un danno alla  vita  stessa  di
  questa  Terra, i cui figli sono costretti ad emigrare e  finiamola,
  una volta per tutte, di attribuire ai Governi del passato, così  in
  generale,  le  colpe di questo disastro, nel momento in  cui  avete
  certificato,  lo avete scritto, che il disastro non  è  figlio  dei
  buchi  e  di  privilegi  vari che ci sono  e  che  vanno  tolti,  i
  privilegi,  ma  non  è  togliendo i  privilegi  che  si  risana  la
  situazione,  perché  sono  una  goccia  nel  mare.  Vanno  tolti  i
  privilegi, eccome se vanno tolti  Ma non sono l'origine e la  fonte
  del problema, lo avete scritto e lo avete certificato
   La  fonte  del problema si chiama un Governo nazionale di  banditi
  che ci hanno rubato i soldi che ci spettano per Costituzione ed uno
  pseudo  Governo regionale che non esiste, sin dal suo insediamento,
  e  che  ha  assistito in maniera imbelle a questo furto,  a  questa
  distruzione. Per giunta incapace di utilizzare i fondi e spendere i
  fondi extraregionali.
   Noi  questo  DPEF non lo votiamo, se lo voti la stessa maggioranza
  che  ha  acceso  il  mutuo sulle spalle dei siciliani  e  che  sarà
  chiamata  da qui ad aprile ad accenderne un altro di mutuo,  vorrei
  capire  come,  dovrei capire come. Perché era  l'ultimo  mutuo  che
  doveva accendere l'anno scorso, quel miliardo, quel contestatissimo
  mutuo  di un miliardo, che ci è stato detto l'anno che serviva  per
  pagare i debiti della sanità. Mai più grande bugia è stata detta in
  maniera autorevole e scritta nei documenti.
   Quel  mutuo serviva semplicemente a coprire una parte del  deficit
  di  cassa  cronico della Regione che sappiamo essere  figlio  delle
  ragioni  che  ho  detto prima, quest'anno c'è  stato  un  mutuo  di
  ampiezza  doppia  rispetto  a  quello  dell'anno  scorso,  non   si
  risolverà nessun problema, pagherà qualche fornitore che  ha  fatto
  la voce grossa, e ad aprile, secondo il DPEF che state presentando,
  dovreste chiedere di accendere un ulteriore mutuo.
   Ma  veramente  pensate di avere a che fare con degli  inetti,  con
  degli stupidi, con dei nominati, con degli incaricati? Avete a  che
  fare  con gente che con impegno svolge la propria funzione,  e  che
  certamente  non  avrebbe mai acconsentito a  questa  vergogna  e  a
  questo scippo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio;  ne  ha
  facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi.  Devo  fare  una
  premessa:  il  Documento di Programmazione Economico-Finanziaria  è
  stato  trasmesso  alla  IV Commissione, la IV  Commissione  non  ha
  espresso alcuna osservazione, o parere che dir si voglia.
   Premesso, infatti, che la documentazione in questione difettava di
  quei  canoni  fondamentali per essere considerati un  Documento  di
  Programmazione Economico-Finanziaria, motivo per cui la Commissione
  appunto  non  ha espresso alcuna osservazione, domandando  ad  ogni
  singolo  componente  l'intervento che in questo momento  ovviamente
  sto effettuando.
   Il  giudizio sul Documento di Programmazione Economico-Finanziaria
  non può che essere negativo.
   È  lo stesso documento che reca nella sue pagine gli elementi  per
  esprimere  tale valutazione. È sorprendente leggere nella relazione
  introduttiva  al DPEF i rilievi di criticità posti a  carico  della
  precedente   programmazione,  come  per   esempio:   l'assenza   di
  trasferimenti  ad altri enti regionali, la mancata  previsione  del
  maggior accantonamento previsto dalla legge di stabilità nazionale,
  la   mancanza   di   copertura  di  spese   consolidate,   garanzie
  occupazionali,  precari,  forestali,  consorzi  di  bonifica,  ESA,
  comunità alloggio.
   Un'analisi retrospettiva, che non aggiunge nulla di nuovo rispetto
  a  quanto  non  sia  già  noto al dibattito politico-economico  che
  riguardi la Regione siciliana.
   Più  che  una  programmazione economico-finanziaria, i  componenti
  della  IV  Commissione e, consentitemi, ogni singolo  parlamentare,
  non  ha  fatto  altro  che  esaminare un documento  che  sembra  un
  documento   riepilogativo,  un  consuntivo,   piuttosto   che   una
  programmazione.
   E  invece credo che sostanzialmente il documento di programmazione
  economica  e finanziaria dovrebbe individuare, indicare,  le  linee
  che  poi  il  Governo  seguirà nell'ambito appunto  della  gestione
  amministrativa, per darvene attuazione. Non c'è nessuna linea,  non
  c'è  nessun  programma,  o  comunque  queste  linee  sono  talmente
  generiche  da  non dare alcuna contezza di quale è  la  strada  che
  intende percorrere il Governo.
   Nuovamente   si   ripropongono  quali  ambiti  di   indispensabili
  intervento  per  la riduzione della spesa corrente  la  sanità,  il
  personale,  le  pensioni, i forestali, la gestione  del  patrimonio
  regionale,  argomentazione già ascoltate, ma il DPEF non  individua
  le  ragioni  per le quali nulla sia stato fatto nei precedenti  due
  anni  di  Governo, e quali siano stati gli eventuali impedimenti  a
  corrette   politiche   di   gestione,   che   appartenessero   agli
  indispensabili correttivi.
   Si  individua  una  volta di più nel rapporto con  lo  Stato,  per
  esempio  il  tema  del riconoscimento delle quote  del  gettito  di
  imposta  ex  articolo 36 dello Statuto, ma non  si  fa  cenno  alla
  rinuncia  al  contenzioso  e  al  pregresso,  che  questo   Governo
  regionale ha sottoscritto con il Governo nazionale, a fronte di  un
  ridottissimo   trasferimento,  uno  dei  nodi  da  sciogliere   per
  equilibrare le previsioni di entrate, le spese, gli accantonamenti.
   Nel DPEF si accenna genericamente ad una richiesta da avanzare  al
  Governo  centrale  di  revisione  del  contributo  che  la  Regione
  Siciliana dovrà apportare agli accantonamenti tributari, ed  ancora
  il  riequilibrio del credito vantato nei confronti di Roma  per  le
  anticipazioni delle quote dello Stato alla sanità siciliana, e  che
  avrebbero   dovuto   precedere  una  retrocessione   delle   accise
  petrolifere che non vi è mai stata.
   Infine  si annuncia una rinegoziazione del patto di stabilità,  da
  tutte  queste  annunciate  azioni  si  delinea  una  programmazione
  economica  esogena, e strettamente dipendente dal rapporto  che  lo
  Stato  centrale,  piuttosto  che una elaborata  programmazione  che
  poggi i pilastri sull'economia della nostra Regione, e sulle misure
  di  sostegno  che  giungono  dalla UE, e che  dovrebbero  innescare
  misure anticicliche che consentono la ripresa economica.
   Per  quanto  sopra  non in aderenza allo scopo  individuato  nella
  relazione  del  DPEF,  sono assenti addirittura  nella  definizione
  delle   linee  di  programmazione  interi  comparti,  per   esempio
  nell'individuare  la macro area di intervento su cui  orientare  la
  programmazione  europea,  si considerano  giustamente  il  comparto
  turistico   e   quello   agro  alimentare,  che   viene   associato
  all'economia  del  mare, ma scorrendo il DPEF  non  ravvisa  alcuna
  indicazione  neppure  generale  di intervento  sulla  portualità  a
  servizio dei due comparti turismo ed agro alimentare.
   Peraltro nel caso dell'agroalimentare, analisi economica conferma,
  nonostante  la  crisi  ed  il  calo  produttivo  del  2013/2014  un
  incremento  del  7,1% dell'esportazione, ne consegue  che  dovrebbe
  essere  prevista  almeno una linea guida per la infrastrutturazione
  portuale, stradale, e ferroviaria, a servizio del comparto.
   Con    la   stessa   superficialità   sono   trattati   temi    di
  infrastrutturazione legata agli aeroporti siciliani, che  ruolo  vi
  si  vuole  attribuire rispetto alla centralità  mediterranea  della
  Sicilia,  come  si  intende  pianificare  la  capacità  agli  scali
  rispetto  ai  flussi nazionali e internazionali dei  passeggeri,  e
  alla   rete   ferroviaria  o  stradale  di  cui  si   rileva   solo
  l'insufficienza,  ma  per  le  quali non  vengono  proposte  azioni
  positive di intervento.
   In  conclusione  il DPEF appare nell'analisi economica  una  buona
  fotografia  del passato, e forse anche del presente  della  Regione
  Siciliana,  tuttavia  manca  quello  che  gli  economisti  chiamano
  outlook,  cioè la visione in prospettiva e la direzione che  questo
  Governo  intende  dare, e le linee di sviluppo economico  associate
  per la Sicilia.
   Viene  genericamente indicato che bisogna percorrere delle strade,
  ma  non si specifica mai quali siano queste strade ed a quali  bivi
  bisogna operare delle scelte in una direzione o nell'altra.
   Tale  indeterminatezza  non  consente  di  esprimere  un  giudizio
  positivo,  e  anzi come detto in premessa obbliga piuttosto  ad  un
  giudizio nel complesso negativo.
   Non  vale neanche l'intervento suppletivo formulato dall'assessore
  Baccei   ad   integrazione  della  documentazione,  e   mi   auguro
  semplicemente  e  solamente che questo non  rimanga,  così  come  è
  affermato  l'assessore,  un  documento che  non  venga  rivisitato,
  perché  credo  che necessiti di una rivisitazione e soprattutto  di
  una integrazione e di una specificazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Palmeri.  Ne  ha
  facoltà.

   PALMERI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevoli
  assessori, l'onorevole Fazio ha in parte anticipato alcuni  aspetti
  che volevo dire pure io visto che facciamo entrambi parte della  IV
  Commissione Ambiente e Territorio.
   Effettivamente,    assessore   Baccei,   questo    documento    di
  programmazione  piuttosto che indicare un a via da seguire,  è  una
  triste,  tristissima  fotografia della mancata  programmazione  che
  questo Governo ha tenuto fino ad adesso ed in particolare, come  ho
  già  detto, la IV Commissione non ha ritenuto di rilasciare  pareri
  proprio  per  questa assenza di programmazione, ma oltre  a  questi
  aspetti   c'è  da  dire  che  alcune  aree,  macro  aree   ritenute
  fondamentali  per la nostra Regione, si è riscontrata una  notevole
  superficialità.
   Ad  esempio  per  quel  che concerne i rifiuti.  Sui  rifiuti  c'è
  appunto  una totale assenza di programmazione, il piano  rifiuti  è
  scaduto  il  31  dicembre del 2014 e proprio  a  fronte  di  questa
  assenza di programmazione risulta inaccettabile sentire parlare  di
  inceneritori  e  simili, classificatori o  cose  di  questo  genere
  soprattutto alla luce del fatto, che questi fondi nazionali si sono
  persi come si denota dall'OPCM 3887 sono stati dati dallo Stato 200
  milioni  di  euro per superare  l'emergenza rifiuti e questi  soldi
  non  si  sa dove sono andati a finire, se effettivamente la  nostra
  Regione li ha percepiti e il nostro Governo invece di impegnarsi in
  questa  direzione per utilizzare questi fondi per le impiantistiche
  pubbliche, per la raccolta differenziata parla di incenerimento.
   Quindi  è inaccettabile proprio alla luce del fatto che manca  una
  programmazione come si può parlare di incenerimento quando  non  si
  fanno  le cose prioritarie, elementari, che si dovevano fare e  per
  le quali lo Stato ci ha dato ben 200 milioni di euro solo nel 2010,
  quindi  non  si  è  assolutamente  fatto  nulla  per  capire,   per
  investigare,  per mettere luce su questi  fondi,   che  fine  hanno
  fatto, sui bandi su come farli funzionare. Su questo non c'è  stato
  il minimo impegno da parte di questo Governo.
   Per  quanto  riguarda il servizio idrico, assessore Lo Bello,  sul
  servizio idrico c'è un disegno di legge governativo, come sappiamo,
  questo  disegno  di  legge è bloccato, poi è  arrivato  l'assessore
  Callari  e ha presentato un maxiemendamento per modificarlo  perchè
  ci si doveva adeguare allo  sblocca Italia .
   Beh lei fra l'altro, ci aveva assicurato che vi sareste riuniti in
  breve  tempo  per  capire  effettivamente  cosa  fare,  quindi   se
  riprendere  il disegno precedente oppure se prendere come  base  di
  riferimento, questo testo.
   Questo 2 mesi fa però ancora non abbiamo notizie quindi anche  per
  non  andare  incontro  alle  sanzioni  della  Comunità  Europea  io
  purtroppo,  fino a questo momento spero sempre nel meglio  ma  devo
  dire che questo Governo non ha avuto la minima volontà politica  di
  finanziare il nuovo disegno di legge sul servizio idrico  integrato
  che  finalmente mettesse ordine a questo settore che sta diventando
  anche questo o forse già lo è emergenziale.
   C'è bisogno di programmare e sicuramente non di vivere sempre alla
  giornata e tra le emergenze.
   Sul piano energetico idem manca la programmazione, non abbiamo  un
  piano  energetico e questa mancata programmazione rischia  di  fare
  perdere  i  nostri  fondi, i fondi comunitari, i famosi  fondi  del
  patto  dei  sindaci, anche qui un completo flop, questi  fondi  che
  dovevano   utilizzarsi  per  abbattere  l'emissione   di   anidride
  carbonica entro il 2020 del 20%, si rischia di perderli proprio per
  mancanza di programmazione. Il piano energetico non si sa che  fine
  ha  fatto e idem per quanto riguarda i forestali, sanità, pensioni,
  personale, anche qui il DPEF come hanno detto altri colleghi non ha
  dato  nulla.  Si  individua ancora una volta nel  rapporto  con  lo
  Stato,  uno  dei nodi da sciogliere per andare a mettere  chiarezza
  sulle  entrate,  sulle entrate della Sicilia, quindi  sulle  spese,
  sugli accantonamenti.
   Ad  esempio, il tema del riconoscimento delle quote del gettito di
  imposta,  ex articolo 36 dello Statuto. Non c'è nessun accenno  sul
  DEF relativamente all'acquisto contenzioso a cui abbiamo rinunciato
  e  che  questo Governo regionale ha sottoscritto purtroppo  con  il
  Governo nazionale, a fronte di un ridottissimo trasferimento,  come
  sappiamo.
   Infine,  risultano assenti interi comparti ma non voglio  ripetere
  cose  già dette. In generale, idem sul comparto turistico e  quello
  agroalimentare c'è qualcosa, ma anche qui non si parla proprio  del
  comparto,  che  poi è quella al servizio del turismo  stesso,  così
  come  non  si  parla  delle infrastrutture, legate  agli  aeroporti
  siciliani che, ovviamente, sono anche essi legati al turismo.
   Assessore  Baccei, sinceramente mi rifiuto di vivere continuamente
  alla  giornata  e  nell'emergenza.  Oltre  a  questi  passaggi  c'è
  assolutamente  bisogno  di programmare, perché  lei  l'altra  volta
  parlava  di  colpe  che  ricadono su di  noi,  colpe  passate.  Io,
  veramente, mi rifiuto di pensare che un padre di famiglia,  che  ha
  pagato  sempre  le tasse, le aziende devono chiudere,  che  i  veri
  responsabili  del  passato  non  debbano  mai  pagare.  Mi  rifiuto
  veramente  di  vivere  sempre in questo  stato.  Dobbiamo  metterci
  ancora mutui sulle spalle e i veri responsabili continueranno a non
  pagare   per  le  loro  colpe  e  i  loro  privilegi  non  verranno
  minimamente toccati. Questo è veramente inaccettabile. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, i colleghi
  hanno bene articolato le impressioni specialmente della Commissione
  Ambiente e Territorio, non una parola, una parola, una sui rifiuti,
  non  una sull'acqua. E quindi diciamo che avendo anche l'esperienza
  di  due  anni  fa  del DEF, perché l'anno scorso  in  qualche  modo
  l'abbiamo  saltata questa esperienza, mi ricordo che  due  anni  fa
  l'Assessore  Bianchi  ci portò un documento  che  aveva  una  bella
  copertina  ma  poi all'interno era scritto non so  in  che  lingua,
  forse aramaico, proprio con dei caratteri che non si capivano.  Non
  erano  i  caratteri della lingua italiana, non si capiva, tutto  un
  groviglio.  E quindi ci trovammo a discutere un DEF che per  interi
  paragrafi non si riusciva a leggere neppure una parola. E  forse  è
  stato  meglio, perché in qualche modo ci strappò un sorriso  invece
  che   un'amara   constatazione   in  quest'altro   documento   che,
  praticamente,  trascura  degli  argomenti  strategici,  addirittura
  senza  farci  trovare  una parola sugli argomenti  principali,  che
  erano  l'argomento  principale  di  tutti  i  programmi  che   ogni
  coalizione, ogni Gruppo parlamentare, presentò.
   Arrivati  a  questo punto, i miei colleghi hanno detto  tutto.  Io
  vorrei consegnare una riflessione. Mi chiedo a che cosa serva tutto
  questo,  se  poi il Governo continua sempre per la sua strada.  Noi
  gli  abbiamo dato degli impegni anche attraverso atti parlamentari,
  ad  esempio  ricordo  che  il mio collega Matteo  Mangiacavallo  ha
  presentato un ordine del giorno che è stato approvato, che chiedeva
  al  Governo della Regione Siciliana, quindi a Crocetta e  alla  sua
  Giunta, di impugnare la legge 164, il famigerato articolo 38  dello
  Sblocca Italia. Ovviamente, è arrivato l'11 gennaio e non se  ne  è
  fatto  niente.  Meno male che hanno provveduto  altre  regioni  che
  puntano sullo sviluppo, sulla pesca e sul turismo come il Molise  e
  la  Puglia  e  speriamo  che  ce la facciano  almeno  loro  e  che,
  indirettamente,  la  Sicilia potrà godere di un  Governo  regionale
  efficace,  certo  non  quello siciliano, del Governo  regionale  di
  altre regioni.
   Vorrei  dire che tutti i deputati siamo saltati sulla sedia quando
  abbiamo  sentito che il Governo nazionale nella legge di stabilità,
  all'articolo  1  della  legge 122, ci aveva scippato,  per  coprire
  delle  spese  sull'occupazione, sui contratti a  tutele  crescenti,
  così  come  li  chiama  il  presidente  Renzi,  il  Presidente  del
  Consiglio dei Ministri. Da dove avevano attinto? Da dove prendevano
  questi soldi? Ma dalla Sicilia  Ma ci mancherebbe  Creando un grave
  danno  per  gli enti locali, per i comuni, che già sono alla  canna
  del  gas  e che negli ultimi tempi stavano già preparando,  avevano
  già  investito delle somme per fare i progetti esecutivi  di  tutte
  quelle   opere  che  servivano  per  la  riqualificazione   urbana,
  riqualificazione di impianti sportivi eccetera, eccetera.
   Abbiamo  presentato un ordine del giorno, che  è  stato  approvato
  all'unanimità,  tutti  quanti concordavano e  nei  discorsi  se  ne
  continua  sempre a parlare di questo scippo dei PAC,  chiedendo  al
  Governo  nazionale di opporsi per l'evidente incostituzionalità  di
  questo  articolo che ci priva di somme che erano destinate  al  Sud
  dell'Italia  e  alla  Sicilia, che per noi erano un'importantissima
  risorsa per creare occupazione e riqualificazione, io per tempo  ci
  penso.  Glielo  ricordo: Governo regionale?  Il  Parlamento  vi  ha
  incaricati  di  verificare e di opporvi  a  questo  scippo  romano,
  l'ennesimo. Non vorrei che poi arriviamo all'11 febbraio e - toh  -
  ce  lo  siamo dimenticati. Perché, se non si tiene conto di  questi
  impegni, se la Regione non tiene alta la guardia, se non si  oppone
  davvero  al  Governo nazionale, che non tiene conto  di  quanto  lo
  Statuto prevede, che non ci ridà indietro le somme che ci deve,  se
  noi  continuiamo  a  rinunciare  ai contenziosi,  se  noi  firmiamo
  accordi capestro, che danneggiano l'economia e il benessere diffuso
  per favorire delle lobby particolari, qui è inutile che approviamo,
  discutiamo,  ci  sbattiamo perché non ne usciremo.  E,  quindi,  la
  leadership  della nostra Regione, il Governo si deve imporre,  deve
  battere  i  pugni.  Ora  spero  che,  grazie  a  qualcuno,  ad  una
  maggioranza depotenziata, che ha approvato il mutuo di 2  miliardi,
  spero  che  ora saremo più credibili, perché l'onorevole  Cracolici
  quel  giorno  disse che, se non approvavamo il mutuo,  non  eravamo
  credibili  nei  tavoli romani e che bisognava  fare  presto  perché
  venerdì  scorso  proprio gli stava scappando questo tavolo  romano.
  Bisogna approvare per forza il mutuo poi magari se ci fanno  sapere
  come  è  andata, se grazie al mutuo che i colleghi hanno  approvato
  per caso abbiamo preso punti, se ora il Governo nazionale ci prende
  per  una regione seria, se si può iniziare a contrattare invece  di
  essere  sempre supini e zerbini di uno Stato sordo, perché  qui  si
  discute, ma fuori le persone, i cittadini, non ce la fanno  più   E
  sempre   di  più  si  sente  l'eco  pericolosa  di  azioni  davvero
  assolutamente da evitare, ma di azioni violente sempre più fuori da
  queste  mura dove qualcuno di noi farebbe bene a girare  non  negli
  incontri  organizzati negli alberghi, quelli di lusso, pagati  coni
  soldi  pubblici,  dove poi si fanno le conferenze con  i  tappetini
  rossi,  i buffet, quelli marcati, belli, con i bicchieri di  vetro,
  champagne;  bisognerebbe girare, invece, nelle  periferie  dove  le
  persone  non ne possono più, dove sono davvero disperate. Forse  lì
  vi  verrebbe la forza e l'energia, quando andate a Roma, di  essere
  un po' più vigorosi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ciaccio.  Ne  ha
  facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di essere
  sintetico,   anche   perché,  come  dimostra  la   presenza   della
  maggioranza  in questa Aula, non hanno intenzione di  ascoltare  un
  dibattito costruttivo. Un dibattito costruttivo che però  -  voglio
  fare   una   piccola  parentesi  -  lei,  Assessore,  ha   definito
   teatrino .  Questo  è  offensivo. Lei  ha  definito  il  dibattito
  parlamentare, che è l'atto più alto di democrazia, come  teatrino .
  E  queste  sono parole che sono state registrate e sono  agli  atti
  della  scorsa  seduta d'Aula. Capisco che per un emissario  mandato
  dal  potere centrale forse non è un valore, però per noi, ad  oggi,
  lo è.
   Cosa  anche più grave, e mi dispiace dirlo Presidente, è  che  lei
  non  ha  detto  nulla,  questa  Presidenza  quando  deve  difendere
  colleghi  rinviati  a giudizio e condannati alla  Corte  dei  Conti
  subito  si  pone  avanti  e  prende  le  difese,  quando  si   lede
  l'onorabilità  di  questo Parlamento non si  è  spesa  neanche  una
  parola.
   Però voglio entrare nel merito per chi ci ascolta per esprimere il
  nostro  pensiero  di questa matriosca, cioè un insieme  di  bambole
  belle fuori ma vuote dentro, questo è questo documento economico  e
  finanziario  perché praticamente è belle parole, ne cito  qualcuna:
  revisione  e  razionalizzazione degli spazi occupati alla  pubblica
  amministrazione,   ristrutturazione  della   macchina   burocratica
  regionale  e  degli  enti, previsione del numero  delle  immissioni
  degli  enti,  delle  società  strategiche,  e  ne  potrei  elencare
  tantissime,  dico sono bellissime parole che noi condividiamo,  non
  ci  siamo  mai sottratti ad un confronto e a delle riforme  in  tal
  senso, ma c'è un ma, che questo tipo di riforme, belle all'esterno,
  sono  già  realizzabili  con atti amministrativi  e  le  faccio  un
  esempio,  questo Governo sostiene 3 dirigenti esterni  di  cui  uno
  condannato in primo  grado  dalla  Corte  dei  Conti  dove si vanta
  della sua professionalità.
   Ora  fermo  restando che è vergognoso che con  mille  e  ottocento
  dirigenti,  se non di più, si individuano in queste figure  esterne
  delle  caratteristiche fondamentali, però per togliere la nomina  o
  nominarli  è  un atto amministrativo e non serve questo Parlamento,
  come anche la riduzione di dipartimenti, della aree, delle UPB, uob
  sono  tutte  cose  che  quanto  meno  per  ridare  credibilità   al
  Parlamento,  alla politica e a voi stessi erano atti  dovuti  prima
  ancora  di scrivere questa matriosca e le spiego perché, poi vorrei
  anche  capire la credibilità di questo disegno di legge perchè  già
  si  vocifera  in  questo Palazzo assessore che la  sua  nomina  non
  durerà fino a fine mese, come praticamente gli altri assessori  che
  hanno  firmato un DEF ma che non hanno mai visto la sua attuazione,
  quindi  se lei deve firmare un documento in fretta e furia  che  ha
  definito  un  documento vivo, anche se a parer nostro sembra  morto
  ancora  prima  della nascita, di cosa stiamo parlando,  ed  era  lo
  stesso  argomento che noi più volte abbiamo sottolineato,  mettiamo
  in campo prima le riforme, ridiamo credibilità e su questo avete il
  nostro sostegno costruttivo, poi parliamo di tutto il resto, perché
  ad  oggi  questa  è  la realtà, ripeto un ben documento  con  tanti
  aspetti  da una parte postivi ma dall'altra che sono privi di  ogni
  cosa, sono vuoti, anche la matriosca al suo interno ha il seme, qua
  manca   il  seme,  manca  tutto  e  ripeto  manca  soprattutto   la
  credibilità  di  chi  ce  lo presenta, e  allora  prima  ancora  di
  chiederci  un  parere anche perché non c'è nessuno, ad  oggi  anche
  alla  commissione  stessa siamo rappresentati 2,3,  non  c'è  nulla
  allora  prima  di  offendere  costantemente  l'intelletto  di   noi
  deputati  nonché  l'onorabilità  di questo  Parlamento  affrontiamo
  seriamente a livello strutturale le varie tematiche, dopo di che si
  venga in Aula a chiedere un parere, fino a prova contraria noi  non
  vi daremo il fianco alla distruzione di questa terra.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.   Signor   Presidente,  Governo,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  solo per chiarire un errore, una  imprecisione  che  il
  collega Cordaro nel tirarmi in ballo ha detto, perché si è riferito
  alla   questione   dell'accordo   di   programma   sulle   ricerche
  petrolifere,  sulla  realizzazione  in  Sicilia  delle  piattaforme
  petrolifere,  su  un atto del governo Crocetta che,  personalmente,
  condivido totalmente, perché intanto è trasparente, perché è  stato
  fatto mettendo in campo tutte le questioni, senza alcun elemento di
  oscurità,  poi  perché  è positivo per la  Sicilia  in  quanto  può
  determinare una ripresa delle attività economiche e delle  attività
  produttive   e,  poi,  perché  quella  clausola  di   cui   parlava
  l'onorevole Cordaro è contenuta nell'addendum.
   Dopo  il dialogo con le grandi aziende, si è convenuto che  ognuno
  di  quei  passaggi, che sarà sottoposto al Comitato tecnico  vedrà,
  non  già  solamente l'assessorato all'ambiente, l'assessorato  alle
  attività produttive, l'assessorato all'energia, ma abbiamo previsto
  anche  l'assessorato alle attività culturali, al  turismo,  non  ci
  deve   essere  alcun  baratto,  in  alcun  caso,  tra  le  attività
  produttive e la tutela della salute, della sicurezza dei cittadini,
  della salvaguardia dell'ambiente.
   In  quel  protocollo d'intesa c'è un auspicio, una  richiesta  che
  tutte le società che opereranno in quella direzione abbiano la sede
  operativa  in Sicilia per potere pagare le tasse in Sicilia,  cioè,
  un  percorso  che ci deve portare a riappropriarci, pur nell'ambito
  di una legislazione nazionale, di uno dei nostri beni.
   Vedete  qual  è  il  problema? Anche se l'Italia  del  gas  o  del
  petrolio,  nei  prossimi anni, avesse pure il  migliore  dei  piani
  energetici,  la  differenza sarà che anziché potere  utilizzare  il
  nostro  gas,  o  il  nostro  petrolio,  ove  si  trovasse,  dovremo
  comprarlo dagli arabi.
   Allora,  nessuno  pensa  che  le  preoccupazioni  di  movimenti  e
  quant'altro siano dovute al fare gli interessi degli altri,  ma  il
  tema è: se un paese moderno, sviluppato, una Regione moderna che si
  vuole  sviluppare, riesce a conciliare la tutela dell'ambiente,  la
  salvaguardia   della  sicurezza  dei  cittadini,  la   salute   dei
  lavoratori, con un moderno apparato industriale e con una  politica
  energetica che ne sia alla base.
   Questo  è  il  senso di quell'accordo di programma  che  dobbiamo,
  ancora,  purtroppo, attuare perché se il sistema Sicilia  non  darà
  sicurezze,  di certezza del diritto, di affidabilità, non  è  detto
  che quegli investimenti si facciano e noi assisteremo ancor più  al
  processo  di desertificazione industriale che interessa la Sicilia,
  ormai, da molti anni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  mio  sarà  un
  intervento molto breve perché voglio lasciare spazio all'intervento
  del  Capogruppo  che  verrà effettuato, grazie alla  decisione  che
  auspico  questa Presidenza prenderà di non chiudere  il  dibattito,
  nella  prossima seduta, che credo sarà giorno 18, per  cui  il  mio
  intervento sarà molto

   PRESIDENTE.  A tal proposito, onorevole Assenza, non si  preoccupi
  per  il  tempo, visto che abbiamo accolto sia la sua richiesta  che
  l'osservazione fatta dall'onorevole Cancelleri, come  avete  potuto
  notare, non ho bloccato alcuno, proprio per dare spazio a tutti gli
  onorevoli  colleghi  di  potere  meglio  dibattere  ed  intervenire
  sull'argomento.
   ASSENZA.  Grazie,  anche per questa ulteriore  apertura  da  parte
  della  Presidenza.  Vorrei  fare una  premessa,  che  è  stata  già
  accennata da alcuni interventi precedenti.
   Nel  corso  del  dibattito del mutuo, effettivamente,  l'assessore
  Baccei  ha  avuto  una caduta di stile molto  grave,  perché  si  è
  permesso  di definire in Aula il  teatrino della politica ,  quello
  che  è ed era l'atteggiamento, in quel caso, solo dell'opposizione.
  Purtroppo, in quest'Aula siamo ormai abituati ad assistere  non  ad
  un  dibattito ma a dei monologhi dei colleghi dell'opposizione,  la
  maggioranza  tranne  casi rarissimi non interviene  mai  per  dire:
   dite  pure  quello che volete, parlate, sfogatevi,  ma  alla  fine
  tanto votiamo  e, poi, magari con l'ausilio di qualche collega  che
  dovrebbe  fare  l'opposizione in maniera più seria riesce  comunque
  nonostante ampie defezioni ad assicurare l'intervento.
   Veda  quella  offesa non è fatta a Giorgio Assenza  o  agli  altri
  deputati è fatta ai cittadini che con il loro voto ci hanno mandato
  qui  e, allora, non si può per giunta da parte di soggetti che sono
  nominati  da  altri e che non riscuotono assolutamente il  consenso
  popolare
   L'Assessore  Baccei continua a ridere, indifferentemente,  proprio
  per  dimostrare il disprezzo verso quello che si dice da quest'Aula
  ed   invito   la  Presidenza  ad  invitarlo,  formalmente,   mentre
  interviene  un  deputato, ad ascoltare e,  comunque,  ad  astenersi
  dall'assumere quell'atteggiamento quasi irriverente e irridente che
  ha assunto in questi attimi, perché non è maniera di comportarsi.
   Allora,  dicevo questo atteggiamento irridente e di disprezzo  non
  verso i singoli deputati ma verso l'elettorato siciliano che con il
  loro voto ci manda qui e che è l'unico, poi, a giudicare se abbiamo
  rappresentato degnamente o meno la loro aspettativa eleggendoci  in
  quest'assise.
   Fatta  questa  premessa che mi sembrava doverosa anche  se  doveva
  farsi in quella sede, quando queste frasi oltremodo offensive  sono
  state  pronunciate, ebbene, mettendo da parte questa premessa,  per
  il Documento di programmazione economico-finanziaria la mia analisi
  è che esso va diviso in due parti.
   Una  prima  parte  che  è  la  fotografia  dell'esistente  e  devo
  riconoscere  che è una fotografia sincera, in maniera assolutamente
  diversa  da  quanto  viceversa  avviene  nelle  interviste  che  il
  presidente  Crocetta  rilascia  urbi et orbi  dove  tutto  andrebbe
  bene,  dove i fondi europei sono stati impegnati quasi tutti,  dove
  si  sono  fatti i miracoli in tutti i campi. Viceversa,  in  questa
  prima  parte  del  documento si dà atto  che,  purtroppo,  tutti  i
  segnali   macro-economici  sono  assolutamente  negativi   e   che,
  nonostante  i  proclami, in questi due anni,  questi  segnali  sono
  tutti in costante peggioramento.
   La  colpa  sarà dei governi precedenti, non certo del sottoscritto
  che  è entrato in quest'Aula come lei, signor Presidente, solo  due
  anni fa e non possiamo avere responsabilità dei governi precedenti,
  governi che comunque sappiamo, almeno l'ultimo il governo Lombardo,
  era un Governo il cui asse portante era il Partito Democratico che,
  oggi,  invece, rimanda a quel governo la responsabilità di cui  era
  il  principale artefice e, allora, dicevo questa prima parte  è  un
  vero   e   proprio  muro  del  pianto,  una  fotografia   impietosa
  dell'esistente.
   La  seconda  parte  è inesistente, Presidente,  perché  quale  sia
  l'idea del Governo in tema di energia, in tema di rifiuti, in  tema
  di  acqua pubblica,  in tema di riorganizzazione degli Enti locali,
  in tema di turismo, in tema di risorse, in tema di trivellazioni, e
  mi   dispiace  l'intervento  del  presidente  Marziano  perché   se
  risaliamo  al  dibattito  intervenuto su  quel  tema  specifico  ci
  rendiamo  conto  che, poi, di concreto, la Regione  Sicilia  e,  in
  particolare, la Presidenza firmando quel protocollo d'intesa per il
  bene della Sicilia  non ha ottenuto assolutamente niente.
   E,  allora, la decisione della Commissione Territorio ed Ambiente,
  Presidente,  adottata  all'unanimità,  quindi,  con  il  voto,  con
  l'adesione  di  tutti  i  componenti, anche  dei  componenti  della
  maggioranza  che fanno parte della Commissione,  con cui  lavoriamo
  devo  dire in maniera assolutamente serena e con assoluta  serietà,
  al  di là delle posizioni di partito, è stata emblematica perché se
  rileggiamo  quel verbale la Commissione ha detto di non  essere  in
  condizione  di  esprimere  alcun  parere  su  questo  Documento  di
  programmazione economico-finanziaria perché per quanto riguarda  le
  materie  di  competenza di quella Commissione e, quindi, l'energia,
  in parte l'agricoltura, in parte il turismo, le infrastrutture, c'è
  il  nulla  e  sul nulla non si può dire che è  buono o cattivo.  Il
  nulla è nulla  Non si possono esprimere giudizi sul nulla
   Allora, questo DPEF non dà nemmeno ai siciliani la possibilità  di
  immaginare un qualcosa, nemmeno di individuare un sogno  che,  poi,
  può  restare un sogno, ma non c'è nemmeno questo. C'è il nulla.  Ed
  al  nulla si deve porre fine e la fine si deve porre al più  presto
  assumendo  un  atto  di responsabilità che è finalmente  quello  di
  cambiare pagina.

   PRESIDENTE.  Vorrei ribadire una cosa, perché  da  più  parti  sto
  sentendo   lamentele   su   quanto  detto  dall'assessore   Baccei.
  Evidentemente,  nel  caos  dell'Aula  scorsa  mi  è  sfuggito  quel
  passaggio  dell'assessore Baccei, ma è chiaro  che  ,probabilmente,
  nella  foga dell'intervento non si è reso conto, come l'ha definita
  l'onorevole Assenza, di avere avuto una caduta di stile.
   E  questo non è  un teatrino . E' un Parlamento che ha una  storia
  lunghissima, è il primo Parlamento d'Europa, tra l'altro,  per  cui
  non  sta certo a me, adesso, andare a ripercorrere tutta la  storia
  di  questo onorevolissimo Parlamento, per cui è chiaro che, in quel
  momento, mi è sfuggito e non ho avuto modo di riprenderla, ma  sono
  certo  che  la presenza dell'Assessore, oggi, in Aula  conferma  la
  serietà  dell'assessore  Baccei  ed  il  suo  rispetto  dell'intero
  Parlamento.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlo ad  un'Aula
  semi  vuota  ed è bene dirlo perché anche fuori ci si  renda  conto
  perché,  comunque, quelli che ci siamo riscaldiamo ancora  bene  la
  poltrona.
   Allora,   non   mi  dilungherò  a  ribadire  concetti   fin   qui,
  approfonditamente, affrontati  sia dai componenti della Commissione
  Bilancio,  sia dai vari componenti che per le varie Commissioni  di
  competenza  hanno ben esplicitato tutte le criticità ed anche  qual
  è,   sostanzialmente,   l'incoerenza  del   Documento   che   avete
  presentato, del documento tardivo che pecca, mi pare di potere fare
  anche una sintesi di quanto fin qui detto, di obiettivi.
   Non  ci  sono  margini di prospettiva. Noi avremmo voluto  leggere
  all'interno di questa fotografia del reale, perché si deve  rendere
  atto in maniera molto onesta e pacata di ciò che è stato fatto.
   La fotografia del reale c'è. L'avete condotta bene e gli uffici  a
  vostro supporto, ben pagati, hanno fatto un'ottima fotografia,  del
  resto  lo  confermano tutti i meno che ci sono davanti agli  indici
  relativi alle contrazioni.
   Le  contrazioni  dei consumi, le contrazioni, in  generale,  della
  spesa,  a prescindere dalla valutazione che si può fare nel merito,
  se sia un bene o meno aumentare la spesa o i consumi delle famiglie
  o,  piuttosto, andare verso un concetto di decrescita. Ma  lasciamo
  questo,  sostanzialmente,  alle  famiglie  ed  alle  scelte   delle
  famiglie,   delle  persone,  nella  libertà  di  farlo  non   nella
  costrizione di farlo.
   Pertanto,  il  segno meno c'è davanti a tutti gli  indici:  indici
  economici,  indici  finanziari, indici  di  produttività.  Ciò  che
  quest'Aula e soprattutto i cittadini siciliani che hanno letto  con
  noi  questo Documento di programmazione, perché abbiamo fatto anche
  un'opera di diffusione del testo, avrebbero voluto trovare sono  le
  riforme,  cioè: faremo, vogliamo fare, vogliamo proporre,  vogliamo
  tagliare  la riduzione della spesa pubblica, vogliamo riformare  la
  dirigenza,  vogliamo individuare quali sono gli affitti  passivi  e
  tanto altro potrei dire, riorganizzare.
   Uno  poi dice sempre le stesse cose, purtroppo, però è da due anni
  che siamo qui e diciamo sempre le stesse cose.
   Allora,  penso che non appena qualcosa si profilerà  da  parte  di
  questo Governo in termini di carta scritta, si intende, il problema
  è  che magari qualcuno la porterà avanti una riformina, un accenno,
  però  il  problema  sarà  qua  dentro, perché  chiunque  di  questa
  maggioranza  o  di questa opposizione - del resto  l'abbiamo  visto
  nella scorsa puntata di quest'Aula - ha qualche interesse limitato,
  di  bottega,  piccolino, di parte, di partitino, da  difendere,  vi
  creerà  problemi, e questo lo vediamo perché già  sulle  pagine  di
  Live  Sicilia abbiamo ricominciato a vedere, dopo un po' di  tempo,
  di  calma piatta affrontate le immagini di Crocetta e di Raciti,  o
  di  Crocetta  e di Faraone, o di Baccei e di Crocetta.  Anche  Live
  Sicilia è molto brava, in questo caso, a rendere icasticamente  ciò
  che succede, quindi, quando tutto va bene, bene o male, siamo tutti
  tranquilli,  ora  che  si arriva al nodo perché  aprile  è  vicino,
  allora, anche loro ci danno questa immagine. Di che cosa? Del fatto
  che  non  c'è  unità, del fatto che a stento questa maggioranza  va
  avanti  e  che,  purtroppo, il respiro lungo non lo può  avere,  la
  programmazione non la può avere.
   Però,  vi  dico, come dire, una novità, nel merito delle  riforme,
  quelle  che  abbiamo,  comunque, ad ogni  appuntamento  ed  a  ogni
  possibilità, anche in Commissione Bilancio - ed il Presidente  Dina
  potrebbe sicuramente darcene atto - proposto, proposto taglio  alla
  spesa,  proposto l'annullamento, ritornare indietro  rispetto  agli
  stipendi d'oro.
   Apriamo  anche  un'altra parentesi: è inutile che  ci  trinceriamo
  dietro il diritto acquisito, il diritto precostituito, non è  così
  Anche l'orientamento della Corte Europea ci dice che laddove c'è un
  bene primario, globale, della collettività, anche di questo si  può
  ridiscutere.  E, purtroppo, è proprio da Roma che non  ne  vogliono
  sentire parlare.
   Ma  chiaramente, come dire, l'idea di riforma, non è il comunicato
  di  oggi,  il comunicato di domani che smentisce il comunicato  del
  giorno prima perché i siciliani hanno, purtroppo, la memoria corta,
  come  tutti  gli  italiani,  tutti noi, purtroppo,  abbiamo  questo
  limite e dispiace, perché sicuramente in altri paesi non è così.
   Ma  entrando  un  attimo  anche più nel merito  del  Documento  di
  programmazione, c'è una sorta di prospettiva che viene, in  qualche
  modo,  individuata,  su quattro aspetti: turismo,  beni  culturali,
  sanità,  scienza e vita, agroalimentare, economia del mare, energia
  e smart cities.
   Ed   allora,  dei  beni  culturali,  per  esempio  -  riporto   le
  affermazioni che l'assessore Purpura ha fatto in Commissione -  noi
  ad oggi - dichiarazione dell'assessore Purpura, quindi, inserita  a
  verbale - avremo per la programmazione 2014-2020 il 10 per cento di
  quanto  nelle nostre disponibilità per la programmazione 2007-2013.
  Quindi,  ci possiamo, come dire, provare a fare qualcosa, ma  ormai
  la  carta è persa  Anche perché quanto si poteva fare negli  ultimi
  due  anni,  perché è inutile poi dare la responsabilità al  governo
  precedente,  va  bene, la raccogliamo la situazione dei  precedenti
  governi  regionali, ma quanto si poteva fare, in questi ultimi  due
  anni, non è stato fatto.
   Poi,  parliamo però di assenteismo, di indici di assenteismo negli
  Assessorati, di dirigenti che ruotano dalla mattina alla sera senza
  una logica. Se la logica è lo spoil system, che viene regimentato a
  livello nazionale dalla legge, lo spoil system non può essere fatto
  ogni  due  minuti, e questo Crocetta, qualora venisse, lo  dovrebbe
  pure  capire.  E,  allora, non mi dilungo anche  per  non  sembrare
  distaccata dalla realtà.
   Io  penso che una coscienza indurita dal denaro e dagli interessi,
  interessi  economici  intendo, perché  l'interesse  collettivo  qui
  dentro   lo  difendiamo,  qui  dentro  qualcuno  difende  i  propri
  interessi di bottega e ad un cuore così indurito non si può se  non
  parlare rapportando la realtà.
   La realtà non è guadagnare 11.100 euro lordi al mese. La realtà  è
  una madre di famiglia che è venuta a parlare con me, due giorni fa,
  che  ha  perso  il marito, ambulante, lei disoccupata,  tre  figlie
  femmine  da  sfamare. Spende novanta euro a settimana per  dare  da
  mangiare alla propria famiglia.
   La  realtà  è  il  40 per cento dei nostri giovani in  dispersione
  scolastica, nelle realtà più disagiate della nostra Sicilia.
   La   realtà   è  una  sanità  complice,  meschina,  il   dirigente
  dell'Assessorato  tale  che  fa  il  favore  a   tizio,   e   manca
  l'accreditamento e gli enti li fanno in pre-autorizzazione  poi  in
  pre-accreditamento in virtù di sentenze Tar. E noi  andiamo  avanti
  così,  nella  mancanza di definizione e nella mancanza di  certezza
  rispetto  alla spesa perché enti non accreditati non possono  avere
  erogazioni pubbliche e questo è chiaro.
   E,  poi,  potremmo anche allargare l'argomento rispetto a ciò  che
  avviene per esempio nell'ambito della malattia mentale.
   L'assessore Borsellino, da me sollecitata, rispetto a questo tema,
  si  è presentata fredda, come arresa di fronte ad una realtà che  è
  immutevole, non si può cambiare e, pertanto, la maggior parte delle
  CTA  che hanno sistemi di ospedalizzazione, di manicomiolizzazione,
  perché  fino a 40 posti, parliamoci chiaramente, vuol  dire  che  i
  manicomi  li abbiamo ancora, sono tutti nella Provincia di Catania.
  Stranissima  questa  situazione, per cui  c'è  una  concentrazione,
  lascio a voi le dovute riflessioni.
   Si utilizza la legge, perché fatta la legge trovato l'inganno, per
  mantenere  i  malati  mentali, io li  chiamo  così  perché  conosco
  esattamente  ciò  di cui sto parlando, e persone alle  quali  viene
  negato  artatamente  il riconoscimento di intendere  e  di  volere,
  superate le linee della coscienza, i medici e gli operatori possono
  fare ciò che vogliono perché il malato costa e fa introito.
   Allora, parlerò anche della realtà di una dipendente dell'ATO 2 di
  Messina, che è bloccata, incastrata dal proprio contratto. Che vuol
  dire?  È  in liquidazione lento e Crocetta ha, peraltro,  rinnovato
  gli ATO fino a giugno. Questa donna non può né lavorare, perché  il
  Comune non gli liquida quanto all'ATO spetterebbe, né non lavorare,
  o fare un lavoro in nero. Ad un certo punto questa persona è venuta
  a  dirmi:   onorevole, io devo trovare qualcosa da  fare,  andrò  a
  lavare scale . È incastrata dal fatto che ha un contratto, e non ha
  alcuna altra possibilità. Però, il governo Crocetta è fermo da  due
  anni su questa cosa, ed allora non ci sono altre parole.
   Assessore  Baccei,  la  vedo qui dentro come  la  vedono  fuori  i
  siciliani, come una mini troika per la Sicilia. Lei deve portare  a
  termine  un percorso, lei deve esautorare la Sicilia di quelli  che
  sono i propri pre-requisiti, le proprie prerogative, e tutto quello
  che  voi  avete scritto, cioè l'applicazione dell'articolo  36,  le
  accise  dei prodotti petroliferi, il rientro sulla sanità  (ben  un
  miliardo),  l'applicazione del nostro Statuto vale  otto  miliardi.
  Non  siamo i  fantasiosi  grillini a sostenerlo, lo hanno sostenuto
  anche altre forze. Io a queste stesse forze, sia di Governo che  di
  opposizione,  chiedo di continuare a sostenerlo con fatti  concreti
  anche  quando, qua dentro, se mai succederà, si voteranno i  nostri
  emendamenti impopolari.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  partirei  da
  alcune    considerazioni   fatte   dall'assessore    Baccei    che,
  legittimamente,  faceva  riferimento  al  fatto  che   le   entrate
  tributarie  in  Sicilia diminuiscono e che, nella  sua  analisi  fa
  notare  come  la spesa produttiva, ogni anno, anno  dopo  anno,  in
  Sicilia, arretra.
   Sin  qui, diciamo, tutto legittimo, se non fosse che, arrivato  ad
  un certo punto, assessore, lei dice che il mantenimento del livello
  dei  salari pubblici non produce effetti significativi sui consumi,
  cioè,  come dire, non basta pagare il dipendente pubblico, è  quasi
  insufficiente, rispetto all'idea di spingere e promuovere i consumi
  perché  troppo spesso, in realtà, la spesa relativa ai consumi,  da
  parte dei cittadini, risente di un clima generale di sfiducia.
   Vede  Assessore,  probabilmente, rispetto a  questo  direi  che  i
  dipendenti  pubblici della Sicilia è vero che vivono  un  clima  di
  sfiducia, ma soprattutto vivono una condizione di difficoltà  e  di
  disagio  che  è  legata, ovviamente, ad un aumento  continuo  delle
  tasse e delle imposte locali, che vengono aumentate da quel Governo
  nazionale   che  lei  rappresenta  e,  senz'altro,   anche   quello
  contribuisce a determinare il clima  di sfiducia.
   Vede assessore, vedete Governo, stiamo giocando una partita impari
  per  una  ragione molto semplice, pensiamo di partire  dal  dato  e
  pensiamo anche di non valutarlo, che ci sono due miliardi  e  mezzo
  di  trasferimenti  che  ci siamo fatti sottrarre,  che  il  Governo
  nazionale ci ha rubato - negli interventi di prima sono state fatte
  anche alcune analisi, dove venivano capitolo per capitolo enunciate
  queste  voci - e, di fronte a questo furto, abbiamo assistito  come
  coloro  che  hanno  un  atteggiamento,  come  dire,  buonista   nei
  confronti  di Roma, nei confronti del padrone, ma che  poi,  subito
  dopo,  con  un  impulso  di orgoglio, diventa  forte,  determinato,
  deciso,  arrogante, nei confronti delle fasce con cui non  dovremmo
  prendercela, nei confronti delle fasce deboli, nei confronti  delle
  fasce su cui, poi, decidiamo, visto il furto subito, di intervenire
  con questa voglia di riscatto, e lo facciamo come?
   Lo  facciamo intanto andando ad intervenire sui diritti acquisiti,
  perchè  intervenire  sui diritti acquisiti  significa  adeguare  le
  pensioni dei regionali e quelle degli statali. Purtroppo, questa  è
  una  cosa  che non si può fare. E' semplice dire non  ci  sarà  una
  parte politica. Io ho capito la logica di questo Governo, ho capito
  la  logica di Crocetta, ogni tanto si prende un caso, che è simbolo
  di  cose  che vanno, in qualche modo, mortificate e che si  possono
  mortificare perché tanto l'opinione pubblica dice che si fa bene ad
  attaccare  questa categoria, ad esempio i forestali,  ci  sono  più
  alberi che forestali, i Pip questi non fanno niente, cioè voi avete
  compreso,  Crocetta  ha  compreso che, ogni  tanto  si  prende  una
  battaglia simbolo, gli si spara addosso come si potrebbe fare sulla
  Croce  Rossa,  tanto  non ci sarà alcuna forza  politica  che  dirà
  alcunché.
   E  no  Assessore,  purtroppo,  trasformare  la  condizione  di  un
  dipendente regionale in quella di un dipendente statale,  significa
  ledere  un diritto acquisito. Noi questo, non per difendere  quello
  che voi pensate sia indifendibile, ma per difendere quello che oggi
  è in Sicilia, abbiamo il dovere di dirvelo.
   Così  come pensate che si possa passare sopra sulla questione  dei
  trasferimenti  ai  comuni, così come pensate che si  possa  passare
  sopra  sulla  questione dei forestali, dove sempre  lei,  assessore
  Baccei,  andando  secondo  me, in questo  caso,  perfino  oltre  la
  questione  che era stata assunta dall'Assessore al ramo, così  come
  fu fatto rispetto ai dirigenti regionali, dove anche lì pensando di
  mettere  il  Parlamento  sotto smacco e  pensando  che  alcuno  mai
  reagirà,  perché  chi dovrebbe prendere le difese degli  strapagati
  dirigenti regionali, quei dirigenti che hanno contribuito a  creare
  questo sfacelo, nessuno, perché giustamente si dice sono privilegi,
  non  importa quanto avete contribuito, in questi anni, a  sopperire
  talvolta  anche alle mancanze ed alle inefficienze della  politica.
  Quei dipendenti, quei funzionari, quei regionali, come quando fu in
  altro  tempo  la battaglia fatta al Presidente di questa  Assemblea
  sui  dipendenti di questa Assemblea Regionale, a partire da  quelli
  che  chiamavate commessi, a partire da quelli che vi  avvicendavate
  per provare, anche lì, a mortificare delle categorie.
   Ma  sui forestali decidete di trattarli come se fosse anche lì una
  categoria  sociale, che sta dentro gli ammortizzatori sociali,  una
  logica  assistenzialistica, per cui che cosa  dite?  Voi  dite:  il
  forestale non può lavorare e non può far parte di questo bacino  se
  ha un ISEE familiare superiore a cento lire.
   Ma mi scusi, Assessore, ma lei per fare l'assessore qui in Regione
  Siciliana,  noi  insieme al passaporto, alla carta  d'identità,  le
  abbiamo  chiesto  quanto guadagna sua moglie?  Ma  lei  pensa,  voi
  pensate  davvero che i forestali debbano essere guardati  come  una
  categoria  di  assistenzialismo  e di  ammortizzatore  sociale?  Vi
  sbagliate  Questa forse è la vostra visione del mondo, forse questa
  è   la  vostra  visione  del  lavoro  che  va  contro  ogni  logica
  lavoristica che evidentemente viene affrontata da questo Governo in
  maniera diversa rispetto a quello che pensiamo noi.
   Così  come, quando parlando di forestali, voi pensate di  ridurre,
  ogni  anno,  il  contingente  dell'antincendio  del  20%  e  questo
  significa  che  1400 persone, che sino ad ora si sono  occupate  di
  spegnere gli incendi, passeranno alla manutenzione.
   Così, diciamo non importa se poi la questione della sicurezza  del
  territorio  non verrà affrontata dagli operatori, tanto avremo  con
  chi prendercela, tanto avremo da poter fare le nostre gare rispetto
  ai   canadair  che  interverranno con somme  milionarie,  con  gare
  d'appalto  e  spesso  affidamenti in modo  da  sopperire  a  quella
  macelleria non solo sociale ma anche ambientale che viene fatta nei
  confronti dei forestali. Forestali rispetto ai quali ancora, sempre
  in  questo  documento,  rispetto ai  diritti  acquisiti  da  negare
  intervenite sul turn over.
   Ad  oggi,  la norma cosa prevede? Prevede che, quando un forestale
  va  in  pensione, chi è cinquantunista e quindi appartiene  ad  una
  categoria,  ha  diritto, dopo 25 anni, di fare  il  precario  nella
  Regione siciliana, ha diritto di ambire all'ascensore sociale che è
  bloccato  perché, essendo, ahimè, nato in questa Regione,  è  stato
  costretto dentro una gabbia dalla quale non può uscire; gli abbiamo
  creato  25 anni fa una trappola e lo releghiamo a quella condizione
  di  cinquantunista a vita. Prima poteva lavorare per 101  giorni  e
  oggi  invece  lo  blocchiamo in quella gabbia senza  cibo  e  senza
  acqua,  se è possibile, lasciamo la gabbia chiusa e aspettiamo  che
  muoia  perché  tanto il forestale è uno che fa  il  doppio  lavoro,
  perché tanto il forestale è uno che fa il triplo lavoro.
   Assessore,  il  forestale un tempo faceva il  secondo  lavoro,  un
  tempo  faceva il terzo lavoro ma oggi non c'è più spazio per quello
  perché  questa  categoria fatta di uomini duttili, flessibili,  che
  hanno  riempito  i  nostri boschi d mosaici, di  lavori  in  legno,
  questa  categoria,  purtroppo, oggi, da  questo  Governo,  è  stata
  ridotta alla fame.
   E, ancora, cosa si  fa? Si cancella, sempre rispetto ai forestali,
  il   contratto  e  si  continua  a  non  voler  puntare  sul  bosco
  produttivo.  Sa cos'è il bosco produttivo? E' una cosa  alla  quale
  stiamo lavorando da mesi, da qualche anno, diverse forze politiche.
  E'  un concetto che non so se lei sicuramente, avrà almeno visitato
  i  boschi  della Sicilia ma di più quelli del Trentino.  Allora  in
  Trentino  la casa tipica locale è denominata  maso , il maso.  Come
  funziona il maso?
   All'interno del maso l'abitante, intanto, per legge dello  Statuto
  speciale   della  Regione,  non  si  può  vendere  perché   chi   è
  proprietario  dell'immobile non solo non può  venderlo  ma  può  al
  massimo  lasciarlo  al proprio figlio maggiore  che  ha  ovviamente
  delle  responsabilità, quindi al piano terra creerà la stalla,  sul
  retro  creerà  una  piantagione  di  erbe,  cioè  creerà  tutte  le
  condizioni  perché  quella  struttura  possa  essere  fruibile  dal
  turista e soprattutto possa essere produttiva, cioè i prodotti  del
  proprio  agire  o addirittura del proprio abitare contribuiscono  a
  generare economia.
   Allora,  abbiamo  fatto  uno  studio insieme  alle  organizzazioni
  sindacali, insieme al sindacato autonomo e abbiamo, con il supporto
  dell'Università, compreso che se è vero che, ad esempio, la Riserva
  naturale dello Zingaro produce qualcosa come 900 mila euro  con  un
  omino che fa la biglietteria e ha messo una serie di pensierini nel
  percorso che porta fino al mare; l'omino genera 900 mila euro.
   Pensi,  assessore, se la Sicilia, con tutti i parchi, le  riserve,
  le  aree  protette,  si  trasformasse in questo,  se  tutti  questi
  percorsi  potessero essere fruiti dai turisti, pensi se i 300  mila
  ettari  di bosco di eucalyptus potessero produrre legna.  Pensi  se
  questo  circuito potesse davvero diventare patrimonio non solo  dei
  siciliani  ma anche di chi ne vuole fruire in termini  di  turismo.
  Noi  avremmo  davvero  la  possibilità di  garantire  non  solo  le
  giornate  a  questa  gente  ma  crearne,  addirittura,  di   nuove,
  attraverso il coinvolgimento di associazioni, purché si sappia  che
  la  logica  è  quella del bosco produttivo e una logica  del  bosco
  produttivo  non si fonda sulla presenza di operai che,  alla  fine,
  guardiamo a seconda del reddito che guadagnano. Io, infatti,  posso
  essere  un  operaio  forestale e mia moglie  avere  il  diritto  di
  trovarsi  un  lavoro. Questo diritto, assessore,  non  lo  possiamo
  negare né ai forestali né a nessun altro.
   Potrei  ancora continuare sul tema, ad esempio, della sanità.  Una
  sanità  all'interno  della quale, a meno che  non  vi  siano  altre
  interpretazioni, il Governo si accinge a scaricare  sui  circa  8,7
  miliardi  di  euro che ogni anno vengono utilizzati  per  pagare  i
  servizi  sanitari  della Sicilia, il costo dei mutui  accesi  negli
  anni passati.
   Ricordo,  assessore, che lei disse che buona parte degli  sprechi,
  in realtà, non vengono determinati dalla sanità, ma si insidiano in
  altri settori dell'Amministrazione. E, allora, se questo è vero, su
  quelli  dobbiamo  intervenire; non possiamo fare pagare  il  prezzo
  alle aziende ospedaliere alle nostre strutture ospedaliere.
   Oggi,  se chiunque di noi va in giro per un pronto soccorso, entra
  con  un codice bianco, entra con un codice giallo e, a meno che non
  siamo   nelle  condizioni  di  chiamare  il  primario  o   non   so
  chicchessia, quell'utente è destinato a rimanerci in  fila  a  quel
  pronto soccorso per ore.
   Non  sono  per  una Sicilia dove si sia costretti  a  chiamare  il
  riferimento, il collegamento, perché il proprio figlio possa essere
  visitato  e  possa ricevere l'assistenza da parte del medico.  Sono
  per una Sicilia per i diritti, ma per i diritti uguali per tutti.
   Assessore, le dico  questo. Ci accingiamo ad una fase di  tensioni
  sociali,  perché,  così come è stato concepito, io  ho  ragione  di
  pensare  che, dal primo di maggio, ci ritroveremo con troppa  gente
  in piazza. Se pensate che siete ancora in tempo per porre riparo  a
  questo  genere  di  considerazioni, a questo genere  di  scelte,  a
  queste  scelte di indirizzo politico, fatecelo sapere perché,  fino
  ad  oggi,  mi sembra che ce la stiamo davvero prendendo con  i  più
  deboli  e questo non piace a questo Parlamento, ma soprattutto  non
  piace ai siciliani.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
   Onorevoli   colleghi,  così  come  annunciato  anche   nel   corso
  dell'intervento   dell'onorevole   Assenza,   rinvio   la   seduta,
  ricordando che, per quanto riguarda gli emendamenti al testo unico,
  il  termine rimane fissato per mercoledì 18 febbraio 2015, alle ore
  12.00,  così come stabilito in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì 18  febbraio
  2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


  I  -COMUNICAZIONI
  II  - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
  ECONOMICO-FINANZIARIA (D.P.E.F.) PER GLI ANNI 2015-2017

                Relatore di maggioranza: on. Dina

                Relatore di minoranza: on. Milazzo G.

  III  -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Testo unico delle attività produttive . (n. 683/A)

                Relatore: on. Marziano

             2)  -  Disposizioni in materia di personale delle Camere di
                 Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
                 905/A) (Seguito)

                Relatore: on. Mangiacavallo

             3)  -   Norme  contro la discriminazione  determinata
                 dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere. Istituzio
                 del registro regionale delle unioni civili . (nn. 141-206-778
                 bis/A)

                Relatore: on. Cracolici

             4)  -  Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di
                 base dei centri storici . (nn. 602-641-711-732/A)

                Relatore: on. Fazio

             5)  -  Valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Prima
                 Guerra Mondiale . (n. 751/A)

                Relatore: on. Greco Marcello

             6)  -  Disegno di legge da sottoporre al Parlamento della
                 Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
                 Istituzione del Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi
                 (NISS) . (n. 796/A)

                Relatore: on. Siragusa

             7)  -  Abrogazione dell'articolo 38 del decreto legge 12 settembre
                 2014, n. 133, convertito dalla legge 11 novembre 2014, n. 164 .
                 876/A)

                Relatore: on. Ferrandelli

  IV   -  SVOLGIMENTO,  AI SENSI DELL'ARTICOLO 143  DEL  REGOLAMENTO
   INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 1809  -  Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
              progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle  misure
              per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.

         (19 febbraio 2014)

                                                        ALONGI

  V  -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             2)  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
               Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             3)  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
               elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
               Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A

               Relatore: on. Cracolici

  VI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     CORDARO  -  MICCICHE' - CLEMENTE -  ANSELMO  -
                     GERMANA'

  VII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     VENTURINO  -  CIMINO  - MARZIANO  -  RAGUSA  -
                     CIRONE

  VIII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  IX  - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

  X  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 286   -   Rimozione   del  Segretario  generale   della
              Presidenza della Regione siciliana.

         (26 marzo 2014)

                         CIACCIO  - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
                         -  CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
                         -  MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -
                         FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

  XI  - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 381  -  Mantenimento degli attuali distretti  di  Corte
              d'Appello in Sicilia.

         (17 dicembre 2014)

                     MUSUMECI   -   CORDARO   -   FERRANDELLI     -
                     MICCICHE'   -            CIACCIO  -  ALONGI  -
                     ARANCIO     -     ASSENZA    -     FAZIO     -
                     LANTIERI   -   LENTINI   -   LO    SCIUTO    -
                     MALAFARINA  -            PICCIOLO - ZITO

  XII  -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 382   -   Iniziative  per  scongiurare   la   paventata
              abolizione  della  figura  del  Segretario   comunale
              negli enti locali.

         (30 dicembre 2014)

                     MUSUMECI - FORMICA - IOPPOLO - ASSENZA

  XIII   -SVOLGIMENTO,  AI SENSI DELL'ARTICOLO 143  DEL  REGOLAMENTO
   INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:

         N. 2479  -   Provvedimenti  urgenti  per  il  rinnovo  del
              contratto  del  personale  infermieristico   per   la
              postazione 118 di Comiso (RG).

         (5 novembre 2014)

                                                        ASSENZA

                   La seduta è tolta alle ore 19.09.

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio