Presidenza del vicepresidente Venturino
FIORENZA, segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
216 e 217, del 28 gennaio 2015 che, non sorgendo osservazioni, si
intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico hanno chiesto congedo per la seduta odierna
gli onorevoli Micciché, Panepinto, Raia, Vullo e Currenti.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per le Attività produttive:
N. 2182 - Notizie in ordine alla partecipazione della Regione
siciliana a Expo Milano 2015.
Firmatario: Grasso Bernadette Felice
---
- Con nota prot. n. 48769/IN.16 del 17 ottobre 2014 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per le attività
produttive.
N. 2294 - Notizie sull'esclusione del Comune di Mascali (CT) dagli
incentivi per le zone franche urbane.
Firmatari: Musumeci Nello; Formica Santi; Currenti Carmelo;
Ioppolo Giovanni
da parte dell'Assessore per Beni Culturali e Identità Siciliana
N. 2075 - Chiarimenti in merito alle condizioni in cui versano i
mosaici della pavimentazione romana sotto la Chiesa di San Nicolò
Regale a Mazara del Vallo (TP).
Firmatari: Tancredi Sergio; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Ciaccio
Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Zito Stefano; La
Rocca Claudia
---
- Con nota prot. n. 40275/IN.16 dell' 1 settembre 2014 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per i
beni culturali e l'identità siciliana.
N. 2097 - Chiarimenti sulle linee d'intervento 3132 - 3133 -
operazioni a regia.
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
---
- Con nota prot. n. 40297/IN.16 dell'1/09/2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.
N. 2098 - Chiarimenti sulle linee d'intervento 3131 - 3132- 3134
nell'ambito del PIST.
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
---
- Con nota prot. n. 40298/IN.16 dell'1/09/2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.
Disegni di legge inviati alle competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizioni in materia di liberi consorzi di comuni e città
metropolitane (n. 833)
di iniziativa governativa.
Inviato il 28 gennaio 2015.
- Norme in materia di riconoscimento, promozione e valorizzazione
delle associazioni di promozione sociale. (n. 918)
di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 gennaio 2015.
- Rifunzionalizzazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e
beneficenza (IPAB). (n. 919)
di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 gennaio 2015.
- Modifica di norme in materia di elezione del Sindaco e del
Consiglio nei comuni con popolazione compresa fra i diecimila ed i
quindicimila abitanti. (n. 922)
di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 gennaio 2015.
AMBIENTE E TERITORIO (IV)
- Norme in materia di riordino del Piano di utilizzo del demanio
marittimo (PUDM). (n. 920)
di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 gennaio 2015.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Modifica all'articolo 5 della legge regionale 14 aprile 2009, n.
5. (n. 921)
di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 gennaio 2015.
- Istituzione dell'Azienda regionale per l'emergenza - urgenza
sanitaria 118. (n. 943)
di iniziativa parlamentare.
Inviato il 26 gennaio 2015.
Risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che:
- la Commissione legislativa Ambiente e territorio' (IV) nella
seduta n. 175 del 20 gennaio 2015 ha approvato la risoluzione
Misure urgenti di intervento sull'asse ferroviario Palermo-Catania-
Messina, decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, Sblocca Italia''
(n. 16/IV);
- la Commissione legislativa Cultura, formazione e lavoro' (V)
nella seduta n. 216 del 21 gennaio 2015 ha approvato la risoluzione
Misure per la salvaguardia dell'insegnamento universitario nella
città di Agrigento e del Consorzio Universitario ivi costituito'
(n. 29/V);
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2406 - Chiarimenti sulle modalità di svolgimento dell'attività
di raccomandatario marittimo nei porti siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
***
Vinciullo Vincenzo
N. 2407 - Iniziative utili al fine di scongiurare un'eventuale
crisi con l' Isab Priolo in seguito all'embargo della Repubblica
russa.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Attività produttive
***
Vinciullo Vincenzo
N. 2411 - Notizie in ordine alle criticità degli organi gestionali
e alla paventata perdita del riconoscimento giuridico
dell'associazione regionale Allevatori Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
***
Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Ferreri Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Cappello
Francesco
N. 2414 - Notizie circa la mancata ottemperanza all'ordinanza del
TAR sulla revoca del finanziamento relativo al sovvenzionamento
della vigilanza dell'attività venatoria nella provincia di
Caltanissetta, oggi libero Consorzio comunale.
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
***
Miccichè Gianluca Antonello
N. 2416 - Iniziative per prevenire la diffusione del virus Ebola
in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
***
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 2418 - Chiarimenti sulla revoca del finanziamento in favore del
Comune di Messina per la realizzazione dei lavori di recupero
dell'immobile sito in Campo Italia relativo all'ex sanatorio
padiglione Monsignor Paino.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
***
Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 2408 - Iniziative per il mantenimento dei livelli occupazionali
della società 'Palma s.r.l.' di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
***
Raia Concetta
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2409 - Notizie sulla scelta dell'AST di bandire un concorso
interno per profilo dirigenziale.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
***
Forzese Marco Lucio
N. 2410 - Notizie sulle dimissioni del sovrintendente dell'ente
lirico Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
***
Forzese Marco Lucio
N. 2412 - Chiarimenti in merito al reperimento delle somme per il
completamento della strada statale 117, lotto denominato C1/A -
Nord-Sud-Santo Stefano di Camastra-Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
***
Falcone Marco; Grasso Bernadette Felice; Figuccia Vincenzo;
Milazzo Giuseppe; Assenza Giorgio; Savona Riccardo; Papale Alfio
N. 2413 - Iniziative da assumere per scongiurare la programmata
soppressione di sei rotte della compagnia low cost irlandese
Ryanair presso l'aeroporto Birgi di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
***
Falcone Marco; Figuccia Vincenzo; Assenza Giorgio; Savona
Riccardo; Milazzo Giuseppe; Papale Alfio ; Grasso Bernadette Felice
N. 2415 - Chiarimenti e iniziative per appurare i costi sostenuti
dalla Regione per l'affidamento alla Cassa regionale per le imprese
artigiane, quale organismo intermedio, della linea di intervento
3.3.1.4. del programma operativo regionale FESR 2007/2013.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
***
Foti Angela; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Zito Stefano
N. 2417 - Chiarimenti sulla gestione del personale presso il
Consorzio di bonifica di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
***
Cascio Salvatore
N. 2419 - Chiarimenti in ordine alla misura degli investimenti
finalizzati alla tutela delle risorse idriche della Regione
siciliana in attuazione della direttiva 2000/60/CE.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
***
Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 2420 - Notizie in merito alle emissioni odorigene e alla
conseguente qualità ambientale del quartiere Acquasanta-
Montepellegrino di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Salute
***
Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 248 - Chiarimenti sulla mancata applicazione dell'art. 64 della
legge regionale n. 21 del 2014 in materia di mobilità del personale
delle società partecipate.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
***
Rinaldi Francesco
N. 249 - Notizie sulle cause di incidenza tumorale nei comuni
ricadenti nel Golfo di Milazzo ed in particolare nella comunità di
Oliveri.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
***
Rinaldi Francesco
N. 250 - Chiarimenti sull'attività della Lavoro Sicilia s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
***
Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 399 - Verifica sulle modalità di ingresso alla scuola di
medicina, alle scuole di specializzazione e ai corsi di formazione
specifica di medicina generale.
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina
Presentata il 27/01/15
N. 400 - Iniziative a livello nazionale per contrastare gli
effetti del decreto interministeriale del 28 novembre 2014 in
materia di IMU sui terreni agricoli.
Ragusa Orazio; Turano Girolamo; Firetto Calogero; Miccichè
Gianluca Antonello
Presentata il 28/01/15
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.20, è ripresa alle ore 16.32)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo, per la seduta odierna,
l'onorevole Ferreri e l'onorevole Vinciullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2015-2017
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto dell'ordine
del giorno: Discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2015-2017 . Invito i componenti la II
Commissione a prendere posto nel banco loro assegnato. Prima di
avviare l'esame del DPEF auguro buon lavoro al Presidente della
Repubblica neo-eletto, ritenendo in tal modo di interpretare il
sentimento di tutta l'Aula.
Onorevoli colleghi, al fine di organizzare la discussione del DPEF
2015-2017, questa Presidenza si è fatta carico di predisporre una
proposta di contingentamento dei tempi circa l'ordinato andamento
dei lavori parlamentari garantendo, da un lato, tempi certi per la
conclusione della discussione e, dall'altro, adeguati alla
consistenza numerica di ciascun Gruppo parlamentare.
Si propone pertanto che - al netto del tempo spettante al Governo
- il tempo complessivo disponibile per ciascun Gruppo parlamentare
è di dieci minuti più un minuto per ciascun deputato facente parte
del Gruppo medesimo. Pertanto, il Partito Democratico avrà a
disposizione 29 minuti, il Movimento Cinque Stelle 24 minuti,
l'Unione di Centro 18 minuti, il Nuovo Centro Destra 17 minuti,
Forza Italia 16 minuti, PDS 16 minuti, Sinistra Democratica 16
minuti, Art. 4 15 minuti, DRS 15 minuti, GS-PID 14 minuti, MEG-
Lista Crocetta 13 minuti, Lista Musumeci 13 minuti, Misto 4 minuti.
Avverto, infine, che per rendere efficace il contingentamento dei
tempi di cui sopra si provvederà a staccare automaticamente l'audio
allo scadere del tempo assegnato.
Se non sorgono osservazioni, così rimane stabilito.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, mi perdoni io non voglio entrare in
polemica con le scelte di questa Presidenza, le rispetto. Però,
per effetto della deroga che è stata data al continuare ad esistere
di alcuni Gruppi parlamentari - che non hanno neanche più il
numero minimo per esistere - io vedo che un gruppo parlamentare,
faccio un esempio, il Partito democratico ha 19 componenti e 29
minuti a disposizione, il Movimento Cinque Stelle quattordici
componenti e 24 minuti, ma altri Gruppi, e non me ne vogliano
quelli della Lista Musumeci, che è composta da 3 deputati ha 13
minuti a disposizione. Questo è uno scompenso: 13 minuti per 3
deputati, e 24 minuti per 14 deputati.
Questo mi sembra che non dia la possibilità a tutti i deputati di
intervenire, anche in maniera serena. Propongo un contingentamento
dei tempi diverso, diamo due, tre minuti a deputato, ma non
facciamo una divisione di questo tipo perché mi sembra veramente
massacrante per i gruppi più grandi.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, giusto per farle notare che i
Gruppi intanto al momento quelli che noi abbiamo sono questi, per
cui, per una questione chiamiamola di par condicio a tutti viene
dato lo stesso tempo. La differenza sta proprio nel numero dei
deputati che ogni Gruppo ha, per cui un minuto a deputato questo fa
sì che il Movimento Cinque Stelle avrà 24 minuti a differenza, lei
citava, della Lista Musumeci che ne avrà soltanto 13.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, io non entro nel merito
dell'assegnazione dei minuti ai vari Gruppi che, evidentemente,
tiene conto del numero dei componenti di ciascun Gruppo.
Io mi permetto, però, di evidenziare un concetto che ritengo
abbastanza fondamentale: se non siamo nemmeno liberi di affrontare
con la dovuta attenzione e con il correlativo tempo necessario un
argomento di così fondamentale importanza quale è il Documento di
Programmazione economico-finanziaria, che dovrebbe essere la Stella
polare che dovrebbe guidare l'attività del Governo ma anche
dell'Amministrazione regionale tout court e quindi anche di questa
Assemblea per i prossimi tre anni, io credo che non vi siano altri
argomenti di così tanta importanza e, quindi, ridurre a tempi così
contingentati questo dibattito, credo che sia qualcosa di
assolutamente limitativo e fuorviante. Le chiedo, formalmente, di
rivedere questa impostazione.
Tra l'altro, poiché io ho una espressa indicazione da parte del
mio Capogruppo, ma credo che analoga esigenza riguardi anche il
Presidente Crocetta e il Presidente Ardizzone, i quali si sono oggi
recati a Roma per assistere all'insediamento del Presidente della
Repubblica, cui va il nostro deferente omaggio, unito all'augurio
di un buon lavoro, e quindi per espressa richiesta, che io le
formalizzo in questo momento, io chiedo che comunque la discussione
generale non venga chiusa stasera ma, quantomeno, venga estesa
anche alla seduta di domani pomeriggio.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, giusto per fare chiarezza. Intanto
la ringrazio per il suo intervento, perché ci tengo a precisare che
l'idea di contingentare i tempi era conseguente a quanto stabilito
precedentemente in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che per oggi prevedeva la chiusura della discussione
ed eventualmente anche il voto.
Però, apprezzo quello che lei ha detto, cioè che ancora oggi tre
autorevoli componenti di questo Parlamento sono ancora a Roma, però
le ricordo, onorevole, che qualora la sua richiesta dovesse essere
condivisa dal Parlamento, la seduta non verrà rinviata a domani ma,
così come stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, a giorno 18 febbraio 2015.
Vedo che la Commissione si è già insediata. Direi di aprire
intanto la discussione generale, preliminarmente con la relazione e
successivamente con la discussione generale, e poi eventualmente se
l'Aula dovesse accettare il suggerimento, la proposta
dell'onorevole Assenza, che personalmente accolgo con favore, si
potrebbe proseguire la discussione generale alla prossima seduta e
questo darebbe anche la possibilità di rivedere i tempi che erano
stati contingentati. Ma, ripeto, solo come conseguenza della
discussione avuta in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende l'esame del DPEF 2015-2017
DINA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare
per illustrare la relazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli colleghi,
il DPEF 2015-2017, predisposto dal Governo, si articola in tre
sezioni. La prima illustra l'andamento delle principali variabili
macroeconomiche, con riferimento ai trends dell'economia
internazionale e nazionale ed alle loro refluenze sul sistema
economico regionale. La seconda contiene un'analisi delle
principali politiche regionali orientate allo sviluppo. La terza
definisce il quadro tendenziale della finanza pubblica regionale,
tenuto conto dei vincoli scaturenti dal contributo alle manovre di
finanza pubblica nazionale e dal patto di stabilità interno.
Ciò che, tuttavia, appare più interessante è la parte introduttiva
del Documento, laddove sono individuate le manovre correttive che
il Governo intende adottare per riportare in equilibrio i conti
pubblici regionali, attraverso un contenimento ed una
razionalizzazione della spesa nonché mediante un confronto con il
Governo nazionale sulle entrate di pertinenza regionale.
La politica di bilancio degli ultimi anni è stata, infatti,
caratterizzata dall'imposizione di vincoli esterni che ne hanno
ridotto le possibilità di manovra, favorendo l'assunzione di
decisioni emergenziali e di tagli indiscriminati. La spesa
regionale, stretta a monte, nel momento autorizzatorio, dalla
contrazione delle entrate tributarie e dagli accantonamenti
disposti dal Governo nazionale a titolo di partecipazione agli
obiettivi di finanza pubblica e, a valle, dai tetti imposti dal
patto di stabilità, si è di fatto assestata su un livello appena
sufficiente a garantire il pagamento del personale direttamente o
indirettamente a carico del bilancio regionale.
Alla cronica lentezza nell'attivazione degli investimenti si è
associato il ricorso sempre più frequente alle disponibilità dei
trasferimenti statali (Fondo di sviluppo e coesione) per la
copertura degli oneri di parte corrente della sanità prima e degli
accantonamenti tributari nell'ultimo biennio.
La difficoltà di realizzazione dei programmi comunitari è stata, a
sua volta, accentuata dai vincoli del patto di stabilità: il tetto
previsto per il 2013 è stato impiegato nella misura dell'85% per
far fronte alle spese di parte corrente, realizzando di fatto un
trade-off tra i due livelli di spesa, a svantaggio di quella in
conto capitale.
I continui tagli orizzontali alla spesa corrente hanno, di fatto,
annullato le spese per il raggiungimento di fini istituzionali,
contribuendo a svuotare l'attività lavorativa degli uffici: se, da
un lato, la contrazione delle spese di funzionamento ha prodotto
risparmi, dall'altro il ritardo nei pagamenti ha determinato
l'aumento dei contenziosi.
L'andamento tendenziale della finanza pubblica, riportato a pagina
90 del Documento, descrive solo in parte le criticità del momento.
Il primo aspetto da evidenziare è relativo all'andamento delle
entrate tributarie per il 2014 che, secondo le stime di fine anno,
risultano inferiori di circa un miliardo di euro alle previsioni
del bilancio.
l conti tendenziali del 2015, poi, presentano uno squilibrio di
circa 1,8 miliardi di euro, cui vanno sommati gli oneri relativi:
- ai trasferimenti ad enti regionali e per altri interventi;
- ai maggiori accantonamenti tributari previsti dalla legge di
stabilità nazionale;
- agli accantonamenti per la ricostituzione del fondo per
l'abbattimento dei residui attivi di difficile esigibilità.
Come è noto, con l'approvazione della legge regionale 13 gennaio
2015, n. 3, è stato pertanto necessario ricondurre i conti del 2015
ad un formale pareggio, al fine di consentire una gestione della
spesa nei primi 4 mesi dell'anno, riducendo i trasferimenti
correnti, le spese relative alle regolazioni contabili, gli
accantonamenti tributari e i trasferimenti in conto capitale.
Superata la criticità di fine anno, i contenuti della politica di
bilancio che il Governo intende perseguire nel prossimo triennio si
baseranno sui capisaldi di seguito indicati, che orienteranno le
proposte legislative a completamento della manovra finanziaria:
- riduzione e riqualificazione della spesa. I risparmi di spesa
saranno conseguiti mediante una ristrutturazione della macchina
burocratica regionale e di quella degli enti strumentali, in
termini di rideterminazione delle posizioni apicali e di
ridefinizione del sistema degli incentivi; una revisione del numero
e delle missioni delle società partecipate; una riqualificazione
della spesa per il precariato e la forestazione, un forte
contenimento dei fitti passivi nonché attraverso la
centralizzazione degli acquisti di beni e di servizi.
- focalizzazione delle risorse extraregionali sui principali
settori economici. La Sicilia avrà a disposizione nei prossimi 10
anni circa 20 miliardi di euro di fondi extraregionali,
considerando la chiusura della programmazione comunitaria 2007-2013
e la nuova programmazione 2014-2020 ed includendo i programmi
regionali e quota parte dei programmi nazionali. È evidente
l'importanza di spendere tutti i fondi a disposizione e di farlo in
maniera efficiente: l'idea di base del Governo è quella di
focalizzare gli investimenti su quattro settori strategici per
l'Isola e, più precisamente, su turismo, beni culturali e cultura;
sanità e scienze della vita; agroalimentare ed economia del mare;
energia e Smart Cities , tenuto conto del loro potenziale di
traino per lo sviluppo di altri settori economici, nonché sui due
settori serventi degli investimenti infrastrutturali e di quelli
sociali.
- aumento delle entrate. Il Governo intende dedicare particolare
attenzione alle entrate proprie regionali, intensificando
l'attività di riscossione di quelle esistenti ed individuando nuove
fonti di risorse. Intende, altresì, avviare una gestione più
efficiente del patrimonio regionale, al fine di migliorarne la
redditività.
Relativamente agli ambiti di negoziazione con lo Stato, il Governo
intende chiedere l'apertura di appositi tavoli tecnici:
- per il riconoscimento della quota di gettito IRPEF trattenuta
dallo Stato che, in base all'articolo 36 dello Statuto, spetterebbe
alla Regione;
- per la revisione del riparto tra le Regioni a statuto speciale
degli accantonamenti tributari, nella considerazione che l'attuale
sistema, oltre ad essere profondamente iniquo, è divenuto
insostenibile per le finanze regionali;
- per il riequilibrio finanziario della sanità regionale, da
perseguire attraverso la piena attuazione del comma 832 della legge
27 dicembre 2006, n. 96, che prevede la retrocessione alla Regione
di una parte del gettito delle accise sui prodotti petroliferi
ovvero riportando la compartecipazione regionale alla spesa
sanitaria al livello precedente la norma, ossia dall'attuale 49,11%
al 42,5%;
- per la rinegoziazione del patto di stabilità, al fine di potere
escludere dallo stesso la compartecipazione alla spesa comunitaria
e le regolazioni contabili.
E' di tutta evidenza che il percorso descritto nel DPEF 2015-2017
risulta molto impegnativo e complesso, con obiettivi ambiziosi: il
riequilibrio dei conti regionali nel breve periodo e la creazione
delle precondizioni per lo sviluppo economico nel medio e lungo
termine. Da tale progetto risultano coinvolti non soltanto tutti i
principali settori di intervento regionale ma anche il
funzionamento stesso della macchina burocratica regionale.
Mi auguro, pertanto, per la piena riuscita del programma, che le
annunciate riforme che accompagneranno il cammino della legge
finanziaria per il 2015 possano essere realizzate in un contesto di
massima condivisione e partecipazione, con il pieno coinvolgimento
delle parti sociali e delle forze politiche presenti nel Parlamento
regionale.
È sotto gli occhi di tutti che il documento di programmazione
arriva con molto ritardo in Aula però ci accorgiamo che siamo
ancora in tempo, nel senso che dobbiamo ancora costruire la parte
più importante che è la Finanziaria del 2015, quindi, anche il
dibattito che si sviluppa in questo contesto può essere proficuo
per il Governo e per il Parlamento per individuare percorsi di
riforme iniziative, spinte, attenzione, soprattutto, ai tavoli
tecnici nazionali che si dovranno sviluppare per mettere in moto
una sinergia complessiva che veda il Parlamento protagonista nella
trattazione di questa nuova finanziaria e un Parlamento che
dialoghi col Governo nazionale insieme al Governo regionale per
rivendicare quello che è giusto rivendicare, quello che ci è stato
tolto sapendo che bisogna costruire una politica dalle carte in
regola, con le riforme giuste che non creino macelleria sociale e
tagli indiscriminati che possano mettere in grave crisi più di
quanto già è la nostra Sicilia.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono da ritenersi in congedo per oggi
l'onorevole D'Agostino e l'onorevole Lombardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende l'esame del DPEF 2015-2017
BACCEI, assessore per l'economia. Chiedo la parola.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BACCEI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, poche parole per introdurre il Documento di
programmazione economico-finanziaria a completamento di quello che
ha detto l'onorevole Dina. Innanzitutto il Documento è stato
completato verso la metà di dicembre, dopo poco più di un mese
dall'insediamento del nuovo Governo.
Come ho scritto nell'introduzione, è facile individuare due parti
del Documento: una parte che è più di analisi statistica e di
contributi da tutti gli altri assessori ed una parte introduttiva
che ho scritto per indicare la strada che intendevamo
intraprendere in questo periodo per i prossimi anni.
Una cosa che ho detto recentemente, che è stata male interpretata,
è che i documenti di programmazione, per il mio modo di vedere, non
sono un documento che si scrive una volta e si mette nel cassetto,
dovrebbe essere un documento vivo. E questo documento che abbiamo
scritto, è un documento vivo sul quale stiamo lavorando, giorno
dopo giorno, insieme a tutti gli altri assessori, ed il prossimo
Documento di programmazione economico-finanziaria che verrà dato è
nelle scadenze, quindi, non è che noi stiamo lavorando ad un altro
documento, mentre questo è in discussione, ma semplicemente, il
prossimo documento, che verrà presentato per la fine di agosto,
nei tempi previsti, sarà l'evoluzione di questo che stiamo
presentando oggi.
Ci sono due elementi fondamentali, due strade indicate nel
Documento. Una prima, quella che stiamo seguendo, che ci sta
portando alla stesura di questa prima legge finanziaria, per la
quale abbiamo iniziato il percorso di condivisione, all'interno
della maggioranza, che proseguirà, come abbiamo detto, nei prossimi
giorni, anche con le forze dell'opposizione, con le parti sociali e
datoriali e che, in parallelo, vedrà, come sapete, una
negoziazione, un tavolo con il Governo centrale per portare avanti
quelle richieste che ritrovate nel Documento stesso, che sono state
evidenziate dall'onorevole Dina.
C'è un'altra parte, che ritengo molto importante, che è quella
relativa alla programmazione, quindi, all'utilizzo dei circa 20
miliardi di fondi comunitari, che si potranno spendere, di cui si
potrà beneficiare, fondi extra regionali, scusate, non sono solo
fondi comunitari, dei quali potremmo beneficiare nei prossimi dieci
anni.
E' evidente che questi fondi rappresentano la speranza per la
Sicilia. Su questi fondi, quindi, dobbiamo investire le nostre
capacità di spendere bene per cercare di rilanciare l'economia
dell'Isola.
Come evidenziato dall'onorevole Dina, abbiamo individuato dei
settori prioritari su cui investire ed abbiamo, poi, individuato
alcuni settori, che noi chiamiamo serventi a quelli prioritari, le
infrastrutture ed i trasporti piuttosto che tutti quelli che
abbiamo definito investimenti sul capitale umano, quindi, tutti gli
incentivi all'occupazione giovanile piuttosto che alla formazione,
alla riqualificazione delle persone e, poi, tutti i temi delle
infrastrutture, nell'informatica, nelle comunicazioni e nella
tecnologia.
E' chiaro che dobbiamo focalizzare le risorse, quindi, l'avere
individuato questi settori vuol dire che il grosso delle risorse -
abbiamo stimato intorno al 60-65% delle risorse - a disposizione
dei 20 miliardi che dicevamo prima, confluiranno su questi settori
prioritari che, già oggi, sono un punto di forza dell'economia
siciliana e che, investendo correttamente, potranno consentirne il
rilancio.
Proprio questo consideriamo essere la parte più viva del Documento
e stiamo lavorando con i vari assessori, coinvolti insieme, per
avere dei piani strategici per ognuno dei quattro settori, insieme
ai settori serventi, proprio per individuare gli interventi
prioritari e, nei limiti del possibile, per rivedere, anche, la
programmazione che già è stata fatta, laddove non fosse
sufficientemente concentrata, provare, proprio, a rivederla per
avere la massima focalizzazione possibile.
E' chiaro che è molto importante coinvolgere i territori su questo
tipo di programmazione, di pensarla calata sui territori stessi.
Direi che queste sono le cose principali.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Ioppolo, Francesco Cascio,
hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende l'esame del DPEF 2015-2017
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pensavo di
essere uno dei tanti anzi di essere addirittura in ritardo
nell'essermi iscritto a parlare invece scopro di essere il primo.
Oggi parliamo del Documento di programmazione economico-
finanziaria e capisco che è un documento delicato su cui affrontare
una discussione, così come capisco Assessore che lei ha avuto ben
poco tempo per affrontare l'argomento.
Ha avuto il poco tempo che le è stato dato perché lei ha assunto
l'incarico da qualche mese a questa parte e ha dovuto prendere
cognizione dei problemi siciliani.
Io non voglio entrare nel merito della programmazione finanziaria
della Regione, non ho le conoscenze tecniche anche se devo dire che
molta parte dei problemi siciliani derivano dai mancati
trasferimenti dello Stato e dalla riduzione dei trasferimenti dello
Stato, così come buona parte dei problemi derivano dal fatto che le
tasse dei dipendenti pubblici siciliani vengono versate altrove,
non vorrei sbagliare ma credo che la situazione non sia migliorata.
Sono sicuramente temi che vanno affrontati in modo deciso,
radicale, con l'aiuto di tutta l'Assemblea e della politica
siciliana senza distinzioni di correnti, di partiti, perché credo
che siano quei diritti che sono negati alla Sicilia e che da troppo
tempo ci vedono depredati di ciò che dovremmo poter avere con le
nostre sacrosante ragioni. Io invece, invito l'Assessore a
rivedere, ad ampliare la programmazione.
Questo Documento di programmazione economico-finanziaria dovrebbe
essere il progetto prossimo futuro dello sviluppo della Sicilia,
per il prossimo triennio.
Capisco che le risorse finanziarie sono poche e soprattutto
incerte, però a livello normativo e a livello di indirizzo politico
credo che sia necessario, anzi indispensabile, tracciare un
percorso per lo sviluppo della Sicilia e il percorso per lo
sviluppo della Sicilia passa attraverso quei settori importanti
propri della Sicilia: il turismo, l'agricoltura, sono cose che ci
siamo detti in tutte le salse, sono cose che ci ripetiamo
continuamente ma per i quali non trovo in questo Documento le
iniziative - onorevole Turano la prego non mi distolga l'Assessore
che già basta il brusio dell'Aula a rendere poco comprensibile e
qua stiamo già affrontando invece un Documento che dovrebbe
consentire, dovrebbe dare le linee di indirizzo per lo sviluppo
della Sicilia.
PRESIDENTE.. Onorevole Turano si allontani dai banchi del Governo.
TURANO. Ma chi la disturbando, onorevole Malafarina
MALAFARINA. Mi ripeto Assessore, in questo Documento sarebbe
utile e necessario individuare quelle che sono le linee di sviluppo
per alcuni settori trainanti e importanti della Sicilia, mi
riferisco alle infrastrutture, mi riferisco al turismo, mi
riferisco all'agricoltura, mi riferisco anche alla semplificazione
amministrativa, perché sono temi che devono essere necessariamente
affrontati.
La giustifico, nel senso che ho già detto dato che il poco tempo a
disposizione ha impedito sicuramente un'analisi più approfondita
però auspico una revisione di questo Documento di programmazione
con l'implementazione di tutto ciò che è necessario per definire un
tracciato che individui i percorsi, gli obiettivi, gli strumenti, i
fatti organizzativi per individuare il percorso necessario a
raggiungere degli obiettivi di programmazione e di sviluppo
indispensabili.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si è detto, prima di iniziare la
discussione, dell'importanza della discussione in Aula per dare un
contributo al Governo, a questa Assemblea, insomma trovare le
soluzioni per una crisi che, chiaramente, è sotto gli occhi di
tutti. Però, se durante il dibattito non dico di fare massima
attenzione, ma perlomeno di non disturbare gli Assessori che
vengono chiamati ad ascoltare con attenzione quello che viene detto
dai deputati.
MILAZZO, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO, relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il DPEF presentato da questo Governo appare come un
documento molto generico.
Nello specifico, farò una relazione veramente telegrafica. Non c'è
molto da dire, Presidente, se non il fatto che non si parla
seriamente del riassetto, della riorganizzazione e degli obiettivi
che il Governo vuole raggiungere per quanto concerne le
partecipate.
Non si capisce perché il Governo non tracci un percorso serio per
quanto riguarda la sanità. Non si evince, per quanto riguarda la
sanità, per quale motivo il Governo mette in cantiere delle
assunzioni che sono state sbandierate a destra e a manca in questi
giorni e, invece, non si attiva una politica di mobilità
orizzontale.
Si dice che abbiamo molta spesa corrente, il Governo ce lo dice.
Sappiamo tutti, abbiamo coscienza che c'è un esubero di personale e
il Governo non mette in cantiere le mobilità orizzontali e non sto
qui a spiegare a nessuno, ad autorevoli maestri, dell'utilità che
potrebbero avere questi nel ridurre la spesa non comprimibile.
Ed ancora, certamente se ci fosse un Governo di centrodestra
potremmo parlare di incarichi esterni, ma non si capisce perché
proprio questo Governo di centrosinistra o di sinistra punti tutto
sui dirigenti esterni che, in base a quello che loro hanno promesso
ai siciliani, dovrebbero tagliare immediatamente.
Ed ancora, Presidente, non ci sono politiche di riordino e
strategiche per quanto riguarda il turismo, turismo inteso,
Presidente, come introito di risorse verso le casse regionali, con
un protocollo serio con gli enti locali, con le associazioni del
settore. Non c'è un vero e proprio programma strategico in questo
senso.
Ed ancora, Presidente, qua c'è l'Assessore, perché il Governo
perde ancora tempo in inutili e sterili liti e non si accelera
invece sul testo unico sulle attività produttive? Questo sì,
sarebbe una cosa importante Ma se pur la presenza dell'Assessore
si muove come un veicolo solitario estraneo all'intera Giunta che
non fa entrare questo punto strategico all'interno del DPEF, ed è
una nota stonata, se pur l'Assessore lo rappresenta e tenta di
spingere questa riforma molto utile, non fa parte del piano
strategico del Governo, quindi diciamo mai tanto esempio fu più
appropriato.
Ed ancora, Presidente, la riforma seria, vera, concerta messa nero
su bianco della formazione. Ogni giorno assistiamo, per entrare nel
merito di cose, di linguaggi semplici, che i siciliani possono
capire e non racchiudere queste scelte strategiche che alla fine a
calare non sono altro che decisioni semplici di cui i siciliani
devono avere la percezione chiara.
Cosa voglio dire con questo? E' possibile che ogni giorno si
assiste al fatto che il TAR libera o impugna determinati
provvedimenti del Governo per quanto riguarda la formazione
professionale? Quindi è tutto dettato, signor Presidente, onorevoli
colleghi, dalla estemporaneità di un politica che assolutamente non
è tracciata come una vera e propria programmazione.
In sostanza, in sintesi, signor Presidente, si può dire che non si
evince da questo documento alcuna strategia su nessuno degli
Assessorati. E non entro nel merito, signor Presidente, delle
promesse che il Governo ha fatto ai vari Assessori che portano
avanti le politiche di bilancio in merito a spazio di patto, in
merito ad ossigeno che la Sicilia potrebbe avere perché ogni giorno
cambia un Assessore ed il messaggio che arriva è che dobbiamo non
tagliare gli sprechi, ma dobbiamo creare ulteriori disagi in
termini di tagli di servizi alla collettività.
Quindi, signor Presidente, non c'è alcuna strategia né a livello
economico, né a livello organizzativo. Pertanto, il parere della
minoranza, che io rappresento in questo momento, è totalmente
contrario a questo documento che appare molto, molto lacunoso in
tutte le sue parti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, abbiamo
letto con attenzione il Documento di Programmazione Economico e
Finanziaria per gli anni 2015-2017 ed io, prima di fare delle
considerazioni che sono dovute a seguito della lettura del
documento, vorrei soffermarmi sul contenuto del documento stesso
per capire come questo Governo intende programmare o proporre il
rilancio e lo sviluppo di questa Terra.
Il documento da un lato traccia lo scenario attuale con ampi
riferimenti al periodo appena trascorso, dall'altro lato invece
traccia le linee guida, le strategie e le prospettive in chiave
economica della nostra Regione.
Nella premessa di questo documento - non mi vorrei sbagliare, a
cura dell'Assessore per l'Economia - vi è un tratto distintivo,
cioè una demarcazione tra il recente passato ed il presente, quasi
a voler l'Assessore rimarcare un ulteriore segnale di discontinuità
con la precedente Giunta, laddove si dice, ad esempio, che gran
parte del lavoro era stato predisposto e che dall'analisi dello
stesso, quindi quell'analisi implicitamente carente, sono state
sviluppate delle linee guida.
Vorrei leggere alcuni passi del DPEF. A pagina 6 si legge:
L'analisi di vincoli e condizioni esogene, quindi esterna alle
dinamiche del bilancio puro, hanno favorito, o meglio determinato,
l'assunzione di decisioni emergenziali e di tagli indiscriminati,
restringendo la possibilità di manovra.
Ecco, posta così la questione è quasi un'auto assoluzione per
l'incapacità di incidere di questa parte di questo Governo, sui
veri problemi della storia della nostra Isola ed anche sulla
capacità di incidere sulle politiche di programmazione.
Si legge nel documento: Abbiamo fatto tutto costretti dalle
circostanze . Ma quali sono i vincoli esogeni? Gli stessi, allora,
vengono individuati nel Documento di programmazione nella
diminuzione delle entrate tributarie, perché non le hanno
incassate, nell'aumento degli accantonamenti posti dal Governo
nazionale, perché i trasferimenti che sono dovuti alla Regione
questo Governo non è stato capace di negoziarli con il Governo
nazionale - ma non si legge, ecco, noi siamo semplicemente delle
vittime - nella sempre più esosa partecipazione della nostra
Regione al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, nel
piano di rientro della sanità e nelle limitazioni e nei vincoli del
Patto di stabilità.
La spesa - si legge nel documento - impone sostanza. Basta appena
a pagare gli stipendi dei dipendenti regionali. Continuando Si
certifica, in buona sostanza, che la spesa produttiva arretra di
anno in anno, che la gestione emergenziale delle problematiche a
scapito della programmazione è ormai a livelli insostenibili .
Tutto questo è contenuto nel DPEF. Viene certificata la lentezza e
l'incapacità all'utilizzo delle risorse comunitarie, un outlook
negativo anche per i prossimi anni.
Io mi chiedo come, per i prossimi anni, si punta allo sviluppo ed
al rilancio dello sviluppo economico, quando già nel DPF viene
certificata una lentezza, non solo per il pregresso, ma anche per
il futuro, della spesa dei fondi comunitari.
Una serie nefasta ipoteca sulle possibilità di sviluppo è data dal
debito, si legge ancora, che ammonta a circa tre miliardi nel 2015,
con la conseguente adozione di mutui trentennali che contribuirà ad
impegnare, quindi a rendere indisponibile le residue risorse
dell'Isola.
Altra brutta notizia, si legge sempre nel DPF, arriva sul fronte
delle entrate che si discostano di circa un miliardo nel 2014,
nelle previsioni fatte in bilancio.
E ancora peggio, a pagina 22 si legge che l'economia siciliana è
ancora in crisi; da questo momento lo sconforto prevale nell'animo
di ogni siciliano, derubato perfino dalla speranza, perché gli
indicatori di tutti i settori produttivi dei consumi e degli
investimenti sono tutti in segno negativo.
L'analisi dei livelli occupazionali, pagine 29 e 30, traccia il de
profundis del mercato del lavoro nel terziario. Siamo i peggiori in
Italia, si legge nel documento, contestualmente si ribadisce il
progressivo aumento della popolazione che vive sotto livelli di
povertà. Sostanzialmente, oggi quali sono le considerazioni?
In ordine all'utilizzo dei fondi comunitari e, quindi, allo
sviluppo della Sicilia, che dovrà avvenire con i fondi comunitari,
il DPEF dice che vi è la lentezza nella spesa; ma ha già dimostrato
l'incapacità di spendere: siamo già all'inizio del 2015 e ancora
non si parla di programmazione comunitaria, ancora non si parla di
che cosa si intende fare con i fondi comunitari, non c'è una
programmazione, non ci è stata presentata.
E come si fa a presentare un DPEF che basa lo sviluppo dell'Isola
in tutti i settori con un migliore utilizzo dei fondi comunitari? È
un'offesa, ripeto all'assessore Baccei, è venuto in quest'Aula ad
offendere l'intelligenza, non è la prima volta, di questo
Parlamento perché, sostanzialmente, noi ci saremmo aspettati che
oggi questo documento presentasse delle riforme, ma presentasse
anche dei disegni di legge di settore o quantomeno li esitasse,
perché da due anni presentiamo i tagli e le riduzioni di tutte le
società partecipate, di tutti gli enti inutili. Questa opposizione
da due anni ha presentato mozioni, atti ispettivi, interrogazioni,
disegni di legge ed ancora non si è riuscito a chiudere neanche
l'ente porto.
Ed ancora, un'ultima cosa - perché c'è l'onorevole Cordaro e il
mio tempo sta per finire - si dice che sempre i fondi comunitari
saranno utilizzati per lo sviluppo della piccola e media impresa.
Ecco, la piccola e media impresa in questo momento in Sicilia è
sotto la soglia di povertà, ogni giorno si abbassano serrande, non
sono più gli artigiani, i commercianti, i piccoli imprenditori, le
piccole imprese edili sono morte Questo Governo ha avuto la
capacità di non fare partire un solo appalto, di non appaltare una
sola opera pubblica.
Ancora mi chiedo quanti progetti giacciono presso l'Assessorato
del territorio ed ambiente, quanti piani regolatori giacciono che
aspettano il Via vas. Gli imprenditori pagano per avere il rilascio
del Via vas ed ancora non hanno avuto la possibilità di iniziare i
lavori. Come si fa a dire che si dà sostegno alle piccole e medie
imprese quando sono stati distratti nella finanziaria precedente 25
milioni di euro per gli artigiani? Così si incentivano gli
artigiani?
Onestamente, il giudizio è negativo ed è offensivo; non c'è un
solo settore in questo momento in Sicilia che funziona, i Comuni
sono allo sbando, la sanità e l'offerta sanitaria, vi invito a
farvi un giro in tutti gli ospedali della Sicilia non hanno neanche
le medicine, non hanno neanche le garze, i pronto soccorsi sono
allo sbando, sono sguarniti. Ma l'importante è raggiungere gli
obiettivi, l'importante è dire: abbiamo ridotto la spesa .
No, mi dispiace, è veramente deludente, non ci saremmo aspettati
che l'assessore Baccei, sempre distratto perché naturalmente
abbiamo saputo e capito che non gliene frega niente del Parlamento,
viene qui e non ha neanche la bontà, e posso dire anche il bon ton,
di fronte ai parlamentari che parlano di ascoltare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il
Documento di Programmazione Economico e Finanziaria è sicuramente
un documento che ci mette in condizioni di creare quelle
opportunità, quelle possibilità di dibattito, di confronto, perché
si possa capire come determinare un reale momento di cambiamento da
una parte e come sia possibile, in riferimento ai singoli Gruppi
parlamentari, avere una possibilità di concreto intervento, di
concreta possibilità di integrazione di un ragionamento, che nella
sua fase iniziale, ahimè, vede una sua conclamata ma anche
obiettiva e dichiarata negatività da parte dello stesso assessore
Baccei.
Dichiarata negatività perché, nella sostanza, lo definisce un
documento scoordinato, che risente della crisi dei governi Crocetta
precedenti e del rimpasto e non è allineato, come giustamente lo
stesso assessore dice, a quella che è la parte, appunto, che vuole
dare un momento di novità evidenziata dall'assessore Baccei, e
quella che invece è la parte seconda, che fra l'altro è in
riferimento al precedente DPEF redatto dall'assessore Bianchi, e
che vede una serie di elementi di analisi fra l'altro supportati,
come riferimento, da quella che è la relazione della Banca
d'Italia.
Allora, io dico alcune premesse importanti: da una parte noi
abbiamo una situazione che vede una Regione siciliana afflitta da
una spesa che è rappresentata per il 90 per cento circa da parte
fissa e strutturata, e cioè a dire una spesa che ha già un suo
vincolo di destinazione e che, nella sostanza, determina una sua
concreta rigidità che è difficilmente modificabile; per il resto,
poi, abbiamo una serie di parametri su cui si può intervenire e una
piccola parte di risorsa finanziaria che, a mio avviso, può essere
recuperata, in parte disponibile da fonti anche extraregionali
oltre che europei e, perché no, da un migliore utilizzo degli
interventi reali che la Regione siciliana nelle sue varie fasi può
benissimo determinare.
Io mi riferisco a come realizzare economie su alcune parti di
spesa, come dire, ingiustificata, perché io dico se da una parte il
momento del piano di rientro nella sanità ha portato dagli anni
2007, dal cosiddetto piano La Galla con la prescrizione per il
piano di rientro tutte realizzate, al 2014 una differenza, una
forbice di incremento di spesa, che parte da 8 miliardi e 600
milioni e arriva a 9 miliardi e 200 milioni. Quindi, significa che,
pur col principio di razionalizzazione, col principio di riduzione
di spesa in alcuni settori della sanità, l'importo complessivo
della spesa aumenta, quindi significa che ci sono alcune parti
della sanità che invece di ridurre, razionalizzare, e migliorare,
probabilmente, determinano un momento di crescita di spesa.
Questa è una fase, è un elemento che deve farci capire una fase in
cui ci dobbiamo interrogare.
Allora, per continuare e rientrare nell'argomento del Documento di
Programmazione Economico e Finanziaria, è un momento in cui questi
problemi li possiamo fare venir fuori, in cui c'è bisogno, ad
esempio, di capire come su alcuni interventi specifici che
l'Assessore nella sua relazione ha indicato in una precisa fase,
delle riforme e degli interventi di razionalizzazione della spesa o
di aumento delle entrate, io dico in questo c'è una serie di
annunzi ma non c'è un'indicazione perfetta o precisa, perché dove
noi potremmo intervenire per realizzare riduzione di spesa,
razionalizzazione, economia che possono determinare risorse
finanziarie da investire in momenti produttivi, che poi sono quelli
che devono creare un momento di prospettiva.
Ma cosa abbiamo detto, ad esempio, per quanto riguarda l'Arpa ed
un piano industriale per vedere come elaborare e definire azioni
per aumentare le entrate, ed indirizzare al meglio la spesa. Sul
personale regionale, gli interventi prevedono riduzione del
personale attraverso il prepensionamento la riduzione del settore
dirigenziale, ma anche attraverso un diverso grado di utilizzo del
personale stesso. Sulle pensioni, che cosa si crea concretamente in
riferimento all'adeguamento alla normativa nazionale dei sistemi di
calcolo dei trattamenti pensionistici. Sui forestali, il riordino
del settore, il turn over, incentivi per l'uscita, la capacità di
rendere reale, produttivo e, quindi, far trasformare in una risorsa
ciò che oggi è un peso, il patrimonio degli affitti passivi, come
intendiamo anche avere un quadro chiaro e diverso, sugli acquisti
la razionalizzazione e poi, il grande tema delle società
partecipate degli enti.
Allora, in questo noi abbiamo una necessità: capire come su questi
argomenti stabilire un momento di confronto, avere una grande
capacità di individuare un obiettivo che deve essere quello di
creare risorse finanziarie disponibili da indirizzare verso momenti
produttivi.
E perché ciò avvenga c'è bisogno di un vero confronto, c'è bisogno
di quel tavolo delle riforme che abbiamo invocato in varie
occasione e che ad oggi sono rimaste solo un momento di clamore
giornalistico ma che non hanno, di fatto, avviato una svolta che la
Regione richiede.
Noi abbiamo, poi, un grande problema da evidenziare, un problema
che vede il momento di confronto con lo Stato. In questo, appunto,
c'è una richiesta specifica che deve essere questo oggetto di
negoziazione tra lo Stato e la Regione dove noi abbiamo, come tutti
sapete, già sui fondi strutturali un intervento diverso, la
compartecipazione da parte della Regione aumenta, quindi noi
abbiamo bisogno di più risorse per poter utilizzare al meglio i
fondi comunitari.
Diversamente, anche in questa direzione, saremo impreparati e
quindi, sostanzialmente, il problema diventa di un diverso grado di
rapporto anche con lo Stato, perché su quelle che sono state le
esperienze concrete col piano di azione e coesione, ad esempio, noi
dobbiamo capire come in questo, anche il ragionamento dei fondi
comunitari trova una sua integrazione, quindi, quale sinergia
riusciamo a fare in questa direzione per poi non considerare che la
quota della Sicilia è passata dal 31 al 44 per cento dall'ultima
legge di stabilità nazionale su quelli che sono i contributi di
finanza pubblica.
Io qua vorrei aprire un ragionamento. C'è un orientamento da parte
dello Stato a trasferire alla Regione più competenze e
parallelamente al trasferimento delle competenze, sicuramente,
penserà a trasferire più risorse. Ma non è in questa direzione che
noi dobbiamo solo trattare, perché se il rapporto fra maggiori
competenze e maggiori risorse serve a soddisfare, mi auguro in
maniera completa o in parte queste nuove competenze, significa che,
di fatto, noi non abbiamo modificato quello che è il rapporto
esistente ad oggi e, quindi, se c'era un gap negativo ad oggi nel
rapporto fra Stato e Regione, vuol dire che resta questo gap
negativo fra Stato e Regione.
Quindi, qual è il nuovo rapporto che deve esserci con la
possibilità di un concreto incremento di quelle che sono le
risorse, sull'applicazione dello Statuto con gli articoli 36, 37 e
38 e anche la necessità di mettere in essere azioni atte a
garantire il riequilibrio finanziario della sanità regionale,
perché se noi abbiamo raggiunto, ormai, il livello di rientro
probabilmente la compartecipazione potrebbe inserire una
trattativa Stato-Regione ed essere nuovamente riportata al 42%
quindi passarla dal 49 al 42 per cento.
E poi faccio un'altra considerazione. La Regione intende
rinegoziare l'accordo sottoscritto il 5 giugno 2013 con il
Ministero dell'economia e delle finanze e col Presidente della
Regione che, appunto, per l'anno 2013-2014 e per il triennio 2015-
2017 che fissa gli obiettivi in termini di competenza euro
compatibili al fine di potere escludere che la spesa comunitaria e
le regolarizzazioni contabili.
Sono aspetti di natura tecnica che devono servire con un tavolo e
un confronto serio a capire come noi possiamo essere più incisivi e
più determinanti in questo rapporto con lo Stato dove, al di là di
quella che è la visione o l'immagine che abbiamo costruito di
andare lì sempre con un cappello in mano, invece noi abbiamo
argomenti seri da portare su un tavolo di trattativa che devono
creare condizioni di maggiore possibilità di ottenimento di
risorse.
E poi, il problema di una regia reale fra i fondi comunitari,
fondi regionali e fondi extra regionali. Anche qua noi abbiamo una
possibilità concreta di poter cominciare a parlare di sviluppo, di
turismo, di beni culturali e mi auguro che il tentativo di vedere
una rete tra turismo, beni culturali, cultura, agroalimentare ed
economie del mare, energia. E poi, gli interventi reali, Assessore
Baccei, il Piano energetico regionale, il Piano dei trasporti, il
Piano che prevede anche sugli interventi dei rifiuti solidi urbani,
l'intervento sulla legge sulle acque, sicuramente anche questi sono
degli argomenti che porteranno ad una possibile ipotesi di
cambiamento, mi auguro, in positivo.
C'è un concetto importante che ho già richiamato. Come elenca lo
stesso Assessore, le richieste da fare al Governo nazionale in sede
di confronto economico così come ho detto, ripeto, parla
pericolosamente della possibilità di incremento delle entrate a
fronte di trasferimento di ulteriori funzioni.
Il problema della cosiddetta simmetria è un problema che, come
abbiamo già visto, ha portato nel tempo ad avere il peso delle
maggiori competenze, ma poi nella sostanza le risorse finanziarie
sono sempre in fase di riduzione.
E poi, il concetto delle entrate tributarie. Cari amici, se non si
comprende che le attività di impresa, di fatto, finanziano le
entrate tributarie e, quindi, la grande possibilità di avere un
futuro legato a questo aspetto che dipende essenzialmente dalla
possibilità di vedere le imprese che sopravvivono e su questo deve
esserci anche una nostra precisazione.
Concludo dicendovi che l'Assessore Baccei ad onor del vero
evidenzia un'altra incongruenza. Le entrate tributarie del 2014 a
consuntivo risultano sopravvalutate di un miliardo di euro, che
comporta, appunto, ulteriori difficoltà nella quadratura dei conti
di questa Regione.
Alla luce di questi aspetti, noi abbiamo un bisogno reale che, fra
l'altro, prevede anche un accantonamento, è stato richiesto anche
dalla Corte dei Conti, per l'abbattimento dei residui attivi
finanziati solo in parte.
Questo ed altri argomenti che ritengo non debbano rappresentare
una elencazione sterile ma un momento di riflessione e di
confronto, devono diventare i temi su cui confrontarci e su cui
potere ottenere un obiettivo qualificante che possa fare sperare la
Sicilia in una svolta; quindi le riforme, quindi una grande
capacità di dire che ci sono le condizioni, vediamo come
determinarle per migliorare questa nostra Sicilia, ma sicuramente
ci sono delle premesse sbagliate sulle quali noi esprimiamo un
giudizio negativo perché, al di là della buona volontà e della
obiettività che l'Assessore Baccei ha evidenziato, di fatto,
determina due momenti che non trovano sinergia e che determinano
una grande e stridente realtà che si contrappone. Su questo
dobbiamo lavorare perché si superi questa fase.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca. Ne ha
facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, questo Documento di Programmazione
Economico e finanziaria sicuramente è la fotografia della
drammatica situazione economico-finanziaria che si ritrova ad
affrontare la nostra Regione. Faccio alcuni esempi: la contrazione
dei consumi, degli investimenti, il miliardo in meno di entrate
rispetto a quelle previste, l'utilizzo dei fondi che servivano per
lo sviluppo (mi riferisco ai fondi di sviluppo e coesione) per
accantonamenti tributari. Questi sono soltanto alcuni esempi della
situazione catastrofica in cui viviamo.
Però, all'interno di questo Documento vediamo quelli che sono gli
indirizzi delle riforme che il Governo dice di volere portare
avanti nei prossimi documenti finanziari.
Bene. Queste riforme, però, sembrano essere il presupposto per
risultare poi credibili a Roma nel tavolo in cui si dovranno
discutere quelli che sono i temi sostanziali, come l'applicazione
del nostro Statuto, che ricordo valere circa 8 miliardi di euro,
come il riconoscimento delle accise dei prodotti petroliferi, che
ricordo essere legge dalla legge di stabilità nazionale del 2007,
come la rinegoziazione del patto di stabilità. Questi sono solo
alcuni esempi.
Alla luce di questa circostanza, di questi fatti reali, il punto è
un altro.
Innanzitutto, faccio la premessa che, da quello che ci risulta, il
nostro Statuto, lo Statuto siciliano, è attualmente in vigore.
Quindi, in realtà, l'applicazione dello Statuto dovrebbe esistere
a prescindere da qualsiasi riforma che questo Governo possa o non
possa portare avanti.
Però, visto che la Sicilia è famosa per avere anche sperperato,
credo sia adesso il tempo di non rimandare oltre quelle che sono le
riforme.
La Sicilia ha necessità di essere credibile, quindi, in questa
prima fase io l'appello non lo rivolgo al Governo, signori, io lo
rivolgo a questa Aula, a questo Parlamento, che è poi chiamato ad
approvare le riforme.
Quindi, quello che vi chiedo è di rendere queste riforme
possibili, reali, a partire dalle partecipate, così non daremo più
scuse a Roma, non daremo più scuse al Presidente Renzi, per non
applicare quello che in realtà ci spetta di diritto.
Poi, per quanto riguarda il Governo, l'appello che lancio è quello
di essere coerenti, perché - di fatto - da quello che si legge in
questo Documento di programmazione economico-finanziaria si vuole
puntare, si vede come settore strategico il turismo piuttosto che i
beni culturali. Allora, si chiede al Governo coerenza perché se poi
si portano avanti delle politiche industriali che fanno a pugni con
la tutela ambientale, che è il presupposto necessario per puntare
sul turismo, non si dimostra coerenza. Quindi, è quello che
sostanzialmente chiediamo.
Infine, visto che nel Documento di programmazione si fa
riferimento anche alla valorizzazione del patrimonio immobiliare,
si parla di razionalizzazione, nonché del recepimento della norma
nazionale, a tal proposito presento, in questa sede, due ordini del
giorno su un argomento che già l'assessore Baccei conosce.
Uno riguarda il trasferimento di 96 immobili che lo Stato dal
2012, deciso dalla Commissione paritetica Stato-Regioni, il 5
giugno 2012, il trasferimento di questi fondi 96 immobili, del
quale manca -appunto - il decreto di trasferimento.
Immobili che sono anche di valore, ad esempio, Villa del Casale di
Piazza Armerina, nonché Palazzo delle Finanze di Palermo e tanti
altri immobili di valore che sicuramente in questo momento
servirebbero ad apportare per il bilancio un beneficio perché sono
un valore aggiunto al patrimonio regionale.
E, a tal proposito, mi voglio soffermare, in particolare, su
Palazzo delle Finanze perché durante lo scorso Governo si era
avviato un iter per trasferire in loco le sedi della Corte dei
Conti che ricordo costare a questa Regione come affitto attualmente
1 e 700 mila euro l'anno.
Quindi, il recupero di questo edificio sarebbe, a lungo andare, un
risparmio per le casse regionali nonché - che è la cosa che a noi
sta più a cuore - il recupero di un edificio enorme di interesse
storico attualmente vandalizzato e a rischio crollo che sicuramente
è un valore, un patrimonio immobiliare che in questo momento è a
rischio ed è giusto che non vada così allo sfacelo.
Pertanto, presento in questa sede gli ordini di giorno per
impegnare il Governo a portare queste istanze a Roma.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole ha chiesto congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione del Documento di programmazione
economico finanziaria (DPEF) per gli anni 2015-2017
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Governo, assessore Baccei, onorevoli
colleghi, il quadro d'azione economica che viene delineato con il
DPEF rappresenta una situazione sociale mai registrata prima d'oggi
e per molti versi particolarmente drammatica: aziende in crisi,
sistema economico senza possibilità di sviluppo immediato o
mediato, un continuo ricorso alla Cassa integrazione, un sistema
della Formazione fallimentare.
Questo è il mio giudizio, non definitivo, ho fatto un appello
qualche giorno fa all'assessore Lo Bello, di riavviare il dialogo
per cercare di contrastare quei disordini sociali che rischiamo di
avere in Sicilia, lo ribadisco, con senso di responsabilità, una
situazione davvero drammatica per una Terra che ha ormai un PIL ai
minimi storici, per una Terra in cui temi come quelli del turismo o
della cultura, che dovrebbero rappresentare oggettivo forte e
straordinario volano di sviluppo rappresentano il deserto dei
tartari per una Terra in cui l'inoccupazione e la disoccupazione è
ormai ai livelli della Grecia.
In questo quadro abbiamo, anzi avete approvato, qualche giorno
addietro, un ulteriore mutuo di 2 miliardi, avete ritenuto di
risolvere il problema contingente del Sistema sanitario regionale
attivando un nuovo mutuo; avete deciso - maggioranza di sinistra,
centro e Governo - di attivare un sistema capestro nei confronti
delle giovani generazioni siciliane, un sistema che prevede
l'accensione di nuovi debiti per pagare debiti pregressi.
Ci sono alcuni temi importanti affrontati nel DPEF, fra questi,
evidentemente, quello del personale regionale: avete pensato al
prepensionamento.
Sul personale regionale e sul prepensionamento dico da subito che
se dovesse anche solo esserci la possibilità di immaginare
l'apertura ad una nuova categoria di esodati siciliani, per quanto
mi riguarda, noi faremo le barricate, non soltanto in quest'Aula,
ma anche fuori da quest'Aula perché deve essere chiaro, da ora e
per il futuro immediato, che il prepensionamento ad oggi è una
scelta volontaria, non può essere una scelta imposta e, certamente
ed in ogni caso, va concordata con i sindacati, con le associazioni
di categoria e ciò che più conta va garantita la certezza della
retribuzione.
In caso diverso e con premesse diverse, non esiteremo a metterci
dalla parte dei lavoratori come ci è proprio e come sempre meno
appare prerogativa di una sinistra ormai senza identità, che un
tempo era invece la tutela vera dei lavoratori.
Quando si parla dei mali dell'Italia, come per incanto spuntano i
forestali siciliani. Questo paradosso, che io desidero smentire in
questo mio breve intervento, è davvero privo di ogni contenuto e di
ogni ragione, considerate che credo in pochi conoscano la genesi
normativa e vorrei che almeno l'assessore Baccei conoscesse la
genesi normativa per distinguere i due contesti che sono diversi e
che in tanti, in trasmissioni alle quali spesso ha partecipato
anche il nostro Presidente della Regione, finiscono per
disconoscere quando parlano di forestali, dimenticando che una cosa
è il Corpo forestale, una cosa sono i contingenti stagionali.
Si parla di forestali ed allora sono migliaia di milioni, di
centinaia, non si capisce più in questo imbarbarimento della
dialettica, che è diventata filosofia di vita, e che, però,
dimentica che quando si occupa in questo modo lo fa continuando ad
occuparsi di persone in carne ed ossa, con famiglie, di gente,
certamente, perbene.
Ed allora, rispetto a questo, si stabilisce il blocco del
turnover, ma non ci si chiede se oggi, 3 febbraio 2015, ad esempio,
secondo la legislazione vigente, e cioè la legge di stabilità del
2014, si sia proceduto ad iniziare l'iter per l'aggiornamento
annuale delle graduatorie, se questo Governo abbia verificato come
è stato condotto l'aggiornamento nell'anno 2014 e se, sempre ad
oggi, si è proceduto al pagamento, quello sì, doveroso ed
obbligatorio, delle spettanze arretrate.
Si fa un gran parlare, siamo tuttologi, forse molti lo sono senza
sapere neanche il significato di questa parola, così come quasi
tutti non conoscono la genesi normativa della legge che regola il
sistema dei forestali in Sicilia.
Sistema delle partecipate, procedo per flash. E' davvero
paradossale, onorevole Lupo, che lei, che dovrebbe essere attento
alle vicende di tanti lavoratori, non solo non è attento, ma si
occupa, insieme all'assessore Purpura, di distrarre l'assessore per
l'economia. E' paradossale, ma lo capisco. Lo capisco. E' un modo
di operare che non mi appartiene e che, però, in ogni caso, trova
la necessità di ricondurvi al ragionamento delle cose concrete
della politica, laddove, ad esempio, nel caso delle partecipate ci
sono delle argomentazioni, talmente, distoniche che vale la pena di
soffermarsi.
Chiederemo all'assessore Baccei di spiegarci come delle società
che erano con i libri pronti per essere depositati in tribunale e,
quindi, pressoché chiuse, sono diventate strategiche. Così come,
chiederemo all'assessore Baccei, in quale contesto volete inserire
il fatto che alcune società davvero strategiche, pare, debbano
essere ricondotte, da qua a qualche settimana, nell'alveo di quelle
da chiudere.
Certamente, ed anche in questo caso, vi chiederemo con forza il
rispetto della legge di stabilità dell'anno scorso, che vuole
tutelare il bacino dei lavoratori e, quindi, la tutela del livello
occupazionale.
Vecchi temi della sinistra, di una sinistra, caro onorevole
Musumeci, preistorica. Oggi, noi, coscienziosamente, da uomini
moderati e di centro destra, ci occupiamo della tutela dei
lavoratori. Viva Dio
Ed ancora, non soltanto il Governo ha rinunciato al contenzioso, e
l'onorevole Di Mauro si è tanto battuto perché ciò non accadesse;
non soltanto il Governo ha rinunciato a 4 miliardi di contenzioso,
di fronte ad una Corte Costituzionale che, per altri 5 miliardi,
aveva dettato la tutela delle prerogative dei siciliani e della
Regione siciliana, ma questo tema importante delle trivelle, che
ha visto impegnato l'onorevole Marziano nella sua commissione.
Vero, onorevole Marziano? Lei si ricorda le trivelle? E' un tema
importante quello delle trivelle. Lei sa di cosa parlo quando parlo
di trivelle.
Ed allora dovrebbe sapere, o avrebbe dovuto sapere, insieme al
Presidente della Regione, che non c'era scritto in alcuna parte che
le società petrolifere avrebbero pagato le tasse in Sicilia. C'era
uno stridente, ridicolo appello nel quale si leggeva che erano
invitate a pagare le tasse in Sicilia. Altro che soluzione dei temi
dell'articolo 36, dell'articolo 37 e dell'articolo 38 dello
Statuto.
E allora rispetto a tutto questo, io torno e concludo a quello che
è - Presidente ho davvero concluso - il tema dei temi e cioè la
rideterminazione della compartecipazione della Sicilia alla spesa
sanitaria.
Assessore Bacchi, quando sarà sul tavolo o nei pressi del tavolo,
io vorrei che lei fosse proprio sul tavolo, ma non lo so se la
vedrò, lo diranno i prossimi giorni di contrattazione romana,
spieghi che si attende dal 2008 la quota di ristoro della spesa
sanitaria siciliana, spieghi al Governo nazionale che noi dobbiamo
ridiscutere, se si deve salvare la Sicilia, la quota di
compartecipazione della spesa sanitaria e questo per evitare
ulteriori mutui.
Concludo dicendo un'ultima cosa perché non ho voluto, onorevole
Gucciardi, ribadire le argomentazioni che la collega Grasso ha così
mirabilmente esposto, Assessore Baccei, lei non ha ascoltato la
collega Grasso che ha detto tante cose importanti ed interessanti,
ha fatto finta di ascoltare, ma se ne avrà voglia potrà anche
leggermi nei resoconti stenografici, però voglio concludere questo
intervento dicendole poche cose.
I siciliani guardano a lei con tanta attenzione, anche al
ristorante. Lei oggi è stato ascoltato in un ristornate di via
Notarbartolo insieme a tre commensali con un accento del basso
nisseno, in un atteggiamento abbastanza irridente nei confronti dei
parlamentari siciliani e del Parlamento.
Tutti la conoscono, tutti la guardano, tutti l'ascoltano, lo
sappia, perché credo che la Sicilia e il tempo che stiamo vivendo
abbiano bisogno non di spocchia, ma di sobrietà e di risposte
concrete, rispetto all'ascoltare i parlamentari, anche quando hanno
opinione diversa, è un atto di educazione istituzionale.
PRESIDENTE. Prima di proseguire, da questo momento, invito gli
onorevoli colleghi a non avvicinarsi più al banco del Governo
altrimenti io non faccio proseguire l'Aula perché non è possibile
che in un dibattito così non si possa ascoltare con attenzione
quanto i diversi colleghi hanno da dire.
FORMICA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervenire sulla
discussione del DPF con argomentazioni nuove o diverse è, a mio
modo di vedere, perfettamente superfluo perché basterebbe fare
alcune considerazioni su ciò che questo grande tecnico, venuto da
fuori, scrive nella relazione e le contraddizioni che in essa sono
contenute e al di là delle sacro sante considerazioni che faceva
l'onorevole Cordaro, in merito all'atteggiamento irridente da parte
dell'assessore Baccei, basterebbe solo dire che rispetto agli
scienziati nazionali o agli scienziati di cui parlava l'altro
giorno - mi riferiscono onorevole Milazzo, non ero in Aula - sappia
l'Assessore Baccei che i parlamentari che siedono in quest'Aula,
essi sì, sono stati eletti.
Sono stati eletti con le preferenze, la mono preferenza e che,
quindi, hanno dovuto avere e captare, comunque, il consenso dei
cittadini e ai cittadini dovranno rispondere, no a qualche altra
organizzazione, ma tant'è, ormai da qualche tempo, assistiamo con
degli pseudi governi che aumentano la spesa pubblica e la dilatano
all'infinito, chiamando pseudo tecnici per venirci a dire banalità,
banalità
Come si può scrivere in una relazione che la colpa dello stato di
disastro dei conti pubblici della Regione è dei mancati
trasferimenti da parte dello Stato e contestualmente proporre come
rimedio il licenziamento, la carneficina, la macelleria sociale di
massa
E' una follia in termini e anche se ci fosse, Assessore e Governo,
la macelleria che vi apprestate a fare, faccio io qualche conto a
spanne, senza essere né un contabile né un genio della matematica.
Tagliamo gli stipendi ai regionali del 10 percento. Bene Quanto
risparmiamo? Su 600 milioni di euro a spanne potremmo arrivare,
facendo un atto di una gravità inaudita, a 60 milioni di euro.
Tagliamo e interveniamo sulle pensioni dei regionali, anche qui un
atto fortemente illegittimo e che potrebbe dare adito a ricorsi
infiniti perché andiamo a toccare i diritti della gente. Bene
Risparmiamo altri 50, 55 milioni di euro e siamo a 110 milioni di
euro, nella migliore delle ipotesi.
Mandiamo a casa tutti i forestali, come proponete voi con un
eufemismo per dire rimodulazione della spesa, riqualificazione
della spesa. Mandiamo a casa tutti i forestali. Bene Risparmiamo
quanto, quanto abbiamo impegnato nell'ultima finanziaria di fondi
regionali: 160 milioni? 180 milioni, mi suggerisce l'onorevole Di
Mauro, e anche mandandoli a casa, quindi, altro che macelleria
sociale, arriviamo a, 110 più 180, 290 milioni.
Azzeriamo i trasferimenti ai comuni, non sto parlando delle
conseguenze che faranno gli atti, azzeriamoli i trasferimenti ai
comuni. Nell'ultimo anno gli abbiamo dato neanche 160 milioni di
soldi nostri. Arriviamo a 400 milioni. Cos'altro c'è? Che abbiamo?
Altre amenità varie? Non paghiamo più gli articolisti Siamo nei
trasferimenti ai comuni.
Uccidendo totalmente, ancora di più la Sicilia e mandando a casa
60, 70 mila persone a maggio e togliendo i soldi e i diritti
acquisti a chi ha lavorato una vita, risparmiate 400 milioni sulla
pelle della gente, ma se voi stessi scrivete che manca almeno 1
miliardo e 700 milioni, più i trasferimenti agli enti regionali e
per altri interventi, altri 200 milioni, e siamo 1 miliardo e 9;
maggiori accostamenti tributari previsti dalla legge di stabilità
nazionale, altri 3, 400 milioni, e siamo 2 miliardi e tre o e
quattro; accantonamenti per la ricostituzione del fondo per
l'abbattimento dei residui attivi e di difficile esigibilità, e
siamo - come detto dalla Corte dei Conti - a 2 miliardi e mezzo.
Ma voi veramente pensate di prendere in giro le persone che stanno
qua dentro e che, ripeto, sono elette, non nominate, non
beneficiate da un contratto di collaborazione, ma elette, elette,
con la preferenza Veramente pensate di prenderli in giro
Il PD nazionale ed il PD regionale, quindi, Governo nazionale e
Governo regionale, tutti e due in mano al PD, hanno ammazzato
questa Regione, rubandoci almeno due miliardi e mezzo di
trasferimenti, di soldi contanti
Non prendiamo più in giro gli italiani parlando della possibilità
di vedere di organizzare meglio la spesa. Quale spesa? Ma di quali
dieci miliardi di spesa parlate per i prossimi anni? Se
contestualmente dite, e lo scrivete e lo sapete, innanzitutto che
non siamo in grado di spendere.
Ricordo solo che al 2011 e 2012, gli appalti in Sicilia, lo dice
l'Ance, erano intorno a due miliardi, un miliardo e novecento
milioni ed oggi siamo arrivati, nell'ultimo anno, nel 2014, a
trecento milioni di euro. Cinque volte in meno
Se non siete riusciti a spendere un solo centesimo dei fondi
europei, di quale impiego parlate? Di quali cofinanziamenti
parlate, per arrivare ai dieci miliardi per i prossimi anni, se
contestualmente affermate che i soldi dei cofinanziamenti o,
comunque, i fondi FAS previsti per lo sviluppo, siete costretti per
incapacità a farvi dare i soldi che lo Stato ci ha rubato, quello
Stato e quel Governo alla cui guida c'è il PD, ci ha rubato,
dovendo utilizzare i fondi per investimento per pagare le spese
correnti.
Ma vogliamo prenderci in giro? Di quale trattativa parlate? La
trattativa, se trattativa ci doveva essere, doveva essere fatta,
come hanno fatto altre regioni, durante l'iter della finanziaria
nazionale, solo durante l'iter della finanziaria nazionale il
Governo nazionale poteva essere indotto a stanziare le somme che ci
ha rubato.
Il mutuo che avete acceso Quale finalità può avere Peraltro, sul
mutuo vorrei far notare ai siciliani che una maggioranza che sulla
carta è pomposa, che sulla carta è straripante si è ridotta a
trentasette si, a trentasette si Ed ha raggiunto il numero legale
per il rotto della cuffia e forse per qualche malinteso Ma dove
stiamo andando, chi volete prendere in giro? Con quel mutuo state
soddisfacendo, ammazzando i siciliani per i prossimi trent'anni,
gli appetiti di qualche gruppo industriale che non è certamente
siciliano, che pretende i soldi per prestazioni non so se erogate o
meno, ma pagano i siciliani
Quindi, vi date da fare, siete bravi per cercare di soddisfare le
brame, le voglie e gli appetiti di gruppi industriali che magari
sono esterni alla Sicilia e non fate nulla per impedire lo scippo
operato dal Governo nazionale.
La Sicilia non potrà uscire da questa ruberia di Stato fino a
quando questo Governo non comincia ad essere nuovamente Governo,
cosa che non è stato mai, si assume le sue responsabilità fino in
fondo e pretende dallo Stato ciò che lo Stato ci ha rubato.
Perché con la cattiva amministrazione o con la non azione, non è
un danno politico che si fa, ma è un danno alla vita stessa di
questa Terra, i cui figli sono costretti ad emigrare e finiamola,
una volta per tutte, di attribuire ai Governi del passato, così in
generale, le colpe di questo disastro, nel momento in cui avete
certificato, lo avete scritto, che il disastro non è figlio dei
buchi e di privilegi vari che ci sono e che vanno tolti, i
privilegi, ma non è togliendo i privilegi che si risana la
situazione, perché sono una goccia nel mare. Vanno tolti i
privilegi, eccome se vanno tolti Ma non sono l'origine e la fonte
del problema, lo avete scritto e lo avete certificato
La fonte del problema si chiama un Governo nazionale di banditi
che ci hanno rubato i soldi che ci spettano per Costituzione ed uno
pseudo Governo regionale che non esiste, sin dal suo insediamento,
e che ha assistito in maniera imbelle a questo furto, a questa
distruzione. Per giunta incapace di utilizzare i fondi e spendere i
fondi extraregionali.
Noi questo DPEF non lo votiamo, se lo voti la stessa maggioranza
che ha acceso il mutuo sulle spalle dei siciliani e che sarà
chiamata da qui ad aprile ad accenderne un altro di mutuo, vorrei
capire come, dovrei capire come. Perché era l'ultimo mutuo che
doveva accendere l'anno scorso, quel miliardo, quel contestatissimo
mutuo di un miliardo, che ci è stato detto l'anno che serviva per
pagare i debiti della sanità. Mai più grande bugia è stata detta in
maniera autorevole e scritta nei documenti.
Quel mutuo serviva semplicemente a coprire una parte del deficit
di cassa cronico della Regione che sappiamo essere figlio delle
ragioni che ho detto prima, quest'anno c'è stato un mutuo di
ampiezza doppia rispetto a quello dell'anno scorso, non si
risolverà nessun problema, pagherà qualche fornitore che ha fatto
la voce grossa, e ad aprile, secondo il DPEF che state presentando,
dovreste chiedere di accendere un ulteriore mutuo.
Ma veramente pensate di avere a che fare con degli inetti, con
degli stupidi, con dei nominati, con degli incaricati? Avete a che
fare con gente che con impegno svolge la propria funzione, e che
certamente non avrebbe mai acconsentito a questa vergogna e a
questo scippo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio; ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Devo fare una
premessa: il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria è
stato trasmesso alla IV Commissione, la IV Commissione non ha
espresso alcuna osservazione, o parere che dir si voglia.
Premesso, infatti, che la documentazione in questione difettava di
quei canoni fondamentali per essere considerati un Documento di
Programmazione Economico-Finanziaria, motivo per cui la Commissione
appunto non ha espresso alcuna osservazione, domandando ad ogni
singolo componente l'intervento che in questo momento ovviamente
sto effettuando.
Il giudizio sul Documento di Programmazione Economico-Finanziaria
non può che essere negativo.
È lo stesso documento che reca nella sue pagine gli elementi per
esprimere tale valutazione. È sorprendente leggere nella relazione
introduttiva al DPEF i rilievi di criticità posti a carico della
precedente programmazione, come per esempio: l'assenza di
trasferimenti ad altri enti regionali, la mancata previsione del
maggior accantonamento previsto dalla legge di stabilità nazionale,
la mancanza di copertura di spese consolidate, garanzie
occupazionali, precari, forestali, consorzi di bonifica, ESA,
comunità alloggio.
Un'analisi retrospettiva, che non aggiunge nulla di nuovo rispetto
a quanto non sia già noto al dibattito politico-economico che
riguardi la Regione siciliana.
Più che una programmazione economico-finanziaria, i componenti
della IV Commissione e, consentitemi, ogni singolo parlamentare,
non ha fatto altro che esaminare un documento che sembra un
documento riepilogativo, un consuntivo, piuttosto che una
programmazione.
E invece credo che sostanzialmente il documento di programmazione
economica e finanziaria dovrebbe individuare, indicare, le linee
che poi il Governo seguirà nell'ambito appunto della gestione
amministrativa, per darvene attuazione. Non c'è nessuna linea, non
c'è nessun programma, o comunque queste linee sono talmente
generiche da non dare alcuna contezza di quale è la strada che
intende percorrere il Governo.
Nuovamente si ripropongono quali ambiti di indispensabili
intervento per la riduzione della spesa corrente la sanità, il
personale, le pensioni, i forestali, la gestione del patrimonio
regionale, argomentazione già ascoltate, ma il DPEF non individua
le ragioni per le quali nulla sia stato fatto nei precedenti due
anni di Governo, e quali siano stati gli eventuali impedimenti a
corrette politiche di gestione, che appartenessero agli
indispensabili correttivi.
Si individua una volta di più nel rapporto con lo Stato, per
esempio il tema del riconoscimento delle quote del gettito di
imposta ex articolo 36 dello Statuto, ma non si fa cenno alla
rinuncia al contenzioso e al pregresso, che questo Governo
regionale ha sottoscritto con il Governo nazionale, a fronte di un
ridottissimo trasferimento, uno dei nodi da sciogliere per
equilibrare le previsioni di entrate, le spese, gli accantonamenti.
Nel DPEF si accenna genericamente ad una richiesta da avanzare al
Governo centrale di revisione del contributo che la Regione
Siciliana dovrà apportare agli accantonamenti tributari, ed ancora
il riequilibrio del credito vantato nei confronti di Roma per le
anticipazioni delle quote dello Stato alla sanità siciliana, e che
avrebbero dovuto precedere una retrocessione delle accise
petrolifere che non vi è mai stata.
Infine si annuncia una rinegoziazione del patto di stabilità, da
tutte queste annunciate azioni si delinea una programmazione
economica esogena, e strettamente dipendente dal rapporto che lo
Stato centrale, piuttosto che una elaborata programmazione che
poggi i pilastri sull'economia della nostra Regione, e sulle misure
di sostegno che giungono dalla UE, e che dovrebbero innescare
misure anticicliche che consentono la ripresa economica.
Per quanto sopra non in aderenza allo scopo individuato nella
relazione del DPEF, sono assenti addirittura nella definizione
delle linee di programmazione interi comparti, per esempio
nell'individuare la macro area di intervento su cui orientare la
programmazione europea, si considerano giustamente il comparto
turistico e quello agro alimentare, che viene associato
all'economia del mare, ma scorrendo il DPEF non ravvisa alcuna
indicazione neppure generale di intervento sulla portualità a
servizio dei due comparti turismo ed agro alimentare.
Peraltro nel caso dell'agroalimentare, analisi economica conferma,
nonostante la crisi ed il calo produttivo del 2013/2014 un
incremento del 7,1% dell'esportazione, ne consegue che dovrebbe
essere prevista almeno una linea guida per la infrastrutturazione
portuale, stradale, e ferroviaria, a servizio del comparto.
Con la stessa superficialità sono trattati temi di
infrastrutturazione legata agli aeroporti siciliani, che ruolo vi
si vuole attribuire rispetto alla centralità mediterranea della
Sicilia, come si intende pianificare la capacità agli scali
rispetto ai flussi nazionali e internazionali dei passeggeri, e
alla rete ferroviaria o stradale di cui si rileva solo
l'insufficienza, ma per le quali non vengono proposte azioni
positive di intervento.
In conclusione il DPEF appare nell'analisi economica una buona
fotografia del passato, e forse anche del presente della Regione
Siciliana, tuttavia manca quello che gli economisti chiamano
outlook, cioè la visione in prospettiva e la direzione che questo
Governo intende dare, e le linee di sviluppo economico associate
per la Sicilia.
Viene genericamente indicato che bisogna percorrere delle strade,
ma non si specifica mai quali siano queste strade ed a quali bivi
bisogna operare delle scelte in una direzione o nell'altra.
Tale indeterminatezza non consente di esprimere un giudizio
positivo, e anzi come detto in premessa obbliga piuttosto ad un
giudizio nel complesso negativo.
Non vale neanche l'intervento suppletivo formulato dall'assessore
Baccei ad integrazione della documentazione, e mi auguro
semplicemente e solamente che questo non rimanga, così come è
affermato l'assessore, un documento che non venga rivisitato,
perché credo che necessiti di una rivisitazione e soprattutto di
una integrazione e di una specificazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
assessori, l'onorevole Fazio ha in parte anticipato alcuni aspetti
che volevo dire pure io visto che facciamo entrambi parte della IV
Commissione Ambiente e Territorio.
Effettivamente, assessore Baccei, questo documento di
programmazione piuttosto che indicare un a via da seguire, è una
triste, tristissima fotografia della mancata programmazione che
questo Governo ha tenuto fino ad adesso ed in particolare, come ho
già detto, la IV Commissione non ha ritenuto di rilasciare pareri
proprio per questa assenza di programmazione, ma oltre a questi
aspetti c'è da dire che alcune aree, macro aree ritenute
fondamentali per la nostra Regione, si è riscontrata una notevole
superficialità.
Ad esempio per quel che concerne i rifiuti. Sui rifiuti c'è
appunto una totale assenza di programmazione, il piano rifiuti è
scaduto il 31 dicembre del 2014 e proprio a fronte di questa
assenza di programmazione risulta inaccettabile sentire parlare di
inceneritori e simili, classificatori o cose di questo genere
soprattutto alla luce del fatto, che questi fondi nazionali si sono
persi come si denota dall'OPCM 3887 sono stati dati dallo Stato 200
milioni di euro per superare l'emergenza rifiuti e questi soldi
non si sa dove sono andati a finire, se effettivamente la nostra
Regione li ha percepiti e il nostro Governo invece di impegnarsi in
questa direzione per utilizzare questi fondi per le impiantistiche
pubbliche, per la raccolta differenziata parla di incenerimento.
Quindi è inaccettabile proprio alla luce del fatto che manca una
programmazione come si può parlare di incenerimento quando non si
fanno le cose prioritarie, elementari, che si dovevano fare e per
le quali lo Stato ci ha dato ben 200 milioni di euro solo nel 2010,
quindi non si è assolutamente fatto nulla per capire, per
investigare, per mettere luce su questi fondi, che fine hanno
fatto, sui bandi su come farli funzionare. Su questo non c'è stato
il minimo impegno da parte di questo Governo.
Per quanto riguarda il servizio idrico, assessore Lo Bello, sul
servizio idrico c'è un disegno di legge governativo, come sappiamo,
questo disegno di legge è bloccato, poi è arrivato l'assessore
Callari e ha presentato un maxiemendamento per modificarlo perchè
ci si doveva adeguare allo sblocca Italia .
Beh lei fra l'altro, ci aveva assicurato che vi sareste riuniti in
breve tempo per capire effettivamente cosa fare, quindi se
riprendere il disegno precedente oppure se prendere come base di
riferimento, questo testo.
Questo 2 mesi fa però ancora non abbiamo notizie quindi anche per
non andare incontro alle sanzioni della Comunità Europea io
purtroppo, fino a questo momento spero sempre nel meglio ma devo
dire che questo Governo non ha avuto la minima volontà politica di
finanziare il nuovo disegno di legge sul servizio idrico integrato
che finalmente mettesse ordine a questo settore che sta diventando
anche questo o forse già lo è emergenziale.
C'è bisogno di programmare e sicuramente non di vivere sempre alla
giornata e tra le emergenze.
Sul piano energetico idem manca la programmazione, non abbiamo un
piano energetico e questa mancata programmazione rischia di fare
perdere i nostri fondi, i fondi comunitari, i famosi fondi del
patto dei sindaci, anche qui un completo flop, questi fondi che
dovevano utilizzarsi per abbattere l'emissione di anidride
carbonica entro il 2020 del 20%, si rischia di perderli proprio per
mancanza di programmazione. Il piano energetico non si sa che fine
ha fatto e idem per quanto riguarda i forestali, sanità, pensioni,
personale, anche qui il DPEF come hanno detto altri colleghi non ha
dato nulla. Si individua ancora una volta nel rapporto con lo
Stato, uno dei nodi da sciogliere per andare a mettere chiarezza
sulle entrate, sulle entrate della Sicilia, quindi sulle spese,
sugli accantonamenti.
Ad esempio, il tema del riconoscimento delle quote del gettito di
imposta, ex articolo 36 dello Statuto. Non c'è nessun accenno sul
DEF relativamente all'acquisto contenzioso a cui abbiamo rinunciato
e che questo Governo regionale ha sottoscritto purtroppo con il
Governo nazionale, a fronte di un ridottissimo trasferimento, come
sappiamo.
Infine, risultano assenti interi comparti ma non voglio ripetere
cose già dette. In generale, idem sul comparto turistico e quello
agroalimentare c'è qualcosa, ma anche qui non si parla proprio del
comparto, che poi è quella al servizio del turismo stesso, così
come non si parla delle infrastrutture, legate agli aeroporti
siciliani che, ovviamente, sono anche essi legati al turismo.
Assessore Baccei, sinceramente mi rifiuto di vivere continuamente
alla giornata e nell'emergenza. Oltre a questi passaggi c'è
assolutamente bisogno di programmare, perché lei l'altra volta
parlava di colpe che ricadono su di noi, colpe passate. Io,
veramente, mi rifiuto di pensare che un padre di famiglia, che ha
pagato sempre le tasse, le aziende devono chiudere, che i veri
responsabili del passato non debbano mai pagare. Mi rifiuto
veramente di vivere sempre in questo stato. Dobbiamo metterci
ancora mutui sulle spalle e i veri responsabili continueranno a non
pagare per le loro colpe e i loro privilegi non verranno
minimamente toccati. Questo è veramente inaccettabile. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, i colleghi
hanno bene articolato le impressioni specialmente della Commissione
Ambiente e Territorio, non una parola, una parola, una sui rifiuti,
non una sull'acqua. E quindi diciamo che avendo anche l'esperienza
di due anni fa del DEF, perché l'anno scorso in qualche modo
l'abbiamo saltata questa esperienza, mi ricordo che due anni fa
l'Assessore Bianchi ci portò un documento che aveva una bella
copertina ma poi all'interno era scritto non so in che lingua,
forse aramaico, proprio con dei caratteri che non si capivano. Non
erano i caratteri della lingua italiana, non si capiva, tutto un
groviglio. E quindi ci trovammo a discutere un DEF che per interi
paragrafi non si riusciva a leggere neppure una parola. E forse è
stato meglio, perché in qualche modo ci strappò un sorriso invece
che un'amara constatazione in quest'altro documento che,
praticamente, trascura degli argomenti strategici, addirittura
senza farci trovare una parola sugli argomenti principali, che
erano l'argomento principale di tutti i programmi che ogni
coalizione, ogni Gruppo parlamentare, presentò.
Arrivati a questo punto, i miei colleghi hanno detto tutto. Io
vorrei consegnare una riflessione. Mi chiedo a che cosa serva tutto
questo, se poi il Governo continua sempre per la sua strada. Noi
gli abbiamo dato degli impegni anche attraverso atti parlamentari,
ad esempio ricordo che il mio collega Matteo Mangiacavallo ha
presentato un ordine del giorno che è stato approvato, che chiedeva
al Governo della Regione Siciliana, quindi a Crocetta e alla sua
Giunta, di impugnare la legge 164, il famigerato articolo 38 dello
Sblocca Italia. Ovviamente, è arrivato l'11 gennaio e non se ne è
fatto niente. Meno male che hanno provveduto altre regioni che
puntano sullo sviluppo, sulla pesca e sul turismo come il Molise e
la Puglia e speriamo che ce la facciano almeno loro e che,
indirettamente, la Sicilia potrà godere di un Governo regionale
efficace, certo non quello siciliano, del Governo regionale di
altre regioni.
Vorrei dire che tutti i deputati siamo saltati sulla sedia quando
abbiamo sentito che il Governo nazionale nella legge di stabilità,
all'articolo 1 della legge 122, ci aveva scippato, per coprire
delle spese sull'occupazione, sui contratti a tutele crescenti,
così come li chiama il presidente Renzi, il Presidente del
Consiglio dei Ministri. Da dove avevano attinto? Da dove prendevano
questi soldi? Ma dalla Sicilia Ma ci mancherebbe Creando un grave
danno per gli enti locali, per i comuni, che già sono alla canna
del gas e che negli ultimi tempi stavano già preparando, avevano
già investito delle somme per fare i progetti esecutivi di tutte
quelle opere che servivano per la riqualificazione urbana,
riqualificazione di impianti sportivi eccetera, eccetera.
Abbiamo presentato un ordine del giorno, che è stato approvato
all'unanimità, tutti quanti concordavano e nei discorsi se ne
continua sempre a parlare di questo scippo dei PAC, chiedendo al
Governo nazionale di opporsi per l'evidente incostituzionalità di
questo articolo che ci priva di somme che erano destinate al Sud
dell'Italia e alla Sicilia, che per noi erano un'importantissima
risorsa per creare occupazione e riqualificazione, io per tempo ci
penso. Glielo ricordo: Governo regionale? Il Parlamento vi ha
incaricati di verificare e di opporvi a questo scippo romano,
l'ennesimo. Non vorrei che poi arriviamo all'11 febbraio e - toh -
ce lo siamo dimenticati. Perché, se non si tiene conto di questi
impegni, se la Regione non tiene alta la guardia, se non si oppone
davvero al Governo nazionale, che non tiene conto di quanto lo
Statuto prevede, che non ci ridà indietro le somme che ci deve, se
noi continuiamo a rinunciare ai contenziosi, se noi firmiamo
accordi capestro, che danneggiano l'economia e il benessere diffuso
per favorire delle lobby particolari, qui è inutile che approviamo,
discutiamo, ci sbattiamo perché non ne usciremo. E, quindi, la
leadership della nostra Regione, il Governo si deve imporre, deve
battere i pugni. Ora spero che, grazie a qualcuno, ad una
maggioranza depotenziata, che ha approvato il mutuo di 2 miliardi,
spero che ora saremo più credibili, perché l'onorevole Cracolici
quel giorno disse che, se non approvavamo il mutuo, non eravamo
credibili nei tavoli romani e che bisognava fare presto perché
venerdì scorso proprio gli stava scappando questo tavolo romano.
Bisogna approvare per forza il mutuo poi magari se ci fanno sapere
come è andata, se grazie al mutuo che i colleghi hanno approvato
per caso abbiamo preso punti, se ora il Governo nazionale ci prende
per una regione seria, se si può iniziare a contrattare invece di
essere sempre supini e zerbini di uno Stato sordo, perché qui si
discute, ma fuori le persone, i cittadini, non ce la fanno più E
sempre di più si sente l'eco pericolosa di azioni davvero
assolutamente da evitare, ma di azioni violente sempre più fuori da
queste mura dove qualcuno di noi farebbe bene a girare non negli
incontri organizzati negli alberghi, quelli di lusso, pagati coni
soldi pubblici, dove poi si fanno le conferenze con i tappetini
rossi, i buffet, quelli marcati, belli, con i bicchieri di vetro,
champagne; bisognerebbe girare, invece, nelle periferie dove le
persone non ne possono più, dove sono davvero disperate. Forse lì
vi verrebbe la forza e l'energia, quando andate a Roma, di essere
un po' più vigorosi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ciaccio. Ne ha
facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di essere
sintetico, anche perché, come dimostra la presenza della
maggioranza in questa Aula, non hanno intenzione di ascoltare un
dibattito costruttivo. Un dibattito costruttivo che però - voglio
fare una piccola parentesi - lei, Assessore, ha definito
teatrino . Questo è offensivo. Lei ha definito il dibattito
parlamentare, che è l'atto più alto di democrazia, come teatrino .
E queste sono parole che sono state registrate e sono agli atti
della scorsa seduta d'Aula. Capisco che per un emissario mandato
dal potere centrale forse non è un valore, però per noi, ad oggi,
lo è.
Cosa anche più grave, e mi dispiace dirlo Presidente, è che lei
non ha detto nulla, questa Presidenza quando deve difendere
colleghi rinviati a giudizio e condannati alla Corte dei Conti
subito si pone avanti e prende le difese, quando si lede
l'onorabilità di questo Parlamento non si è spesa neanche una
parola.
Però voglio entrare nel merito per chi ci ascolta per esprimere il
nostro pensiero di questa matriosca, cioè un insieme di bambole
belle fuori ma vuote dentro, questo è questo documento economico e
finanziario perché praticamente è belle parole, ne cito qualcuna:
revisione e razionalizzazione degli spazi occupati alla pubblica
amministrazione, ristrutturazione della macchina burocratica
regionale e degli enti, previsione del numero delle immissioni
degli enti, delle società strategiche, e ne potrei elencare
tantissime, dico sono bellissime parole che noi condividiamo, non
ci siamo mai sottratti ad un confronto e a delle riforme in tal
senso, ma c'è un ma, che questo tipo di riforme, belle all'esterno,
sono già realizzabili con atti amministrativi e le faccio un
esempio, questo Governo sostiene 3 dirigenti esterni di cui uno
condannato in primo grado dalla Corte dei Conti dove si vanta
della sua professionalità.
Ora fermo restando che è vergognoso che con mille e ottocento
dirigenti, se non di più, si individuano in queste figure esterne
delle caratteristiche fondamentali, però per togliere la nomina o
nominarli è un atto amministrativo e non serve questo Parlamento,
come anche la riduzione di dipartimenti, della aree, delle UPB, uob
sono tutte cose che quanto meno per ridare credibilità al
Parlamento, alla politica e a voi stessi erano atti dovuti prima
ancora di scrivere questa matriosca e le spiego perché, poi vorrei
anche capire la credibilità di questo disegno di legge perchè già
si vocifera in questo Palazzo assessore che la sua nomina non
durerà fino a fine mese, come praticamente gli altri assessori che
hanno firmato un DEF ma che non hanno mai visto la sua attuazione,
quindi se lei deve firmare un documento in fretta e furia che ha
definito un documento vivo, anche se a parer nostro sembra morto
ancora prima della nascita, di cosa stiamo parlando, ed era lo
stesso argomento che noi più volte abbiamo sottolineato, mettiamo
in campo prima le riforme, ridiamo credibilità e su questo avete il
nostro sostegno costruttivo, poi parliamo di tutto il resto, perché
ad oggi questa è la realtà, ripeto un ben documento con tanti
aspetti da una parte postivi ma dall'altra che sono privi di ogni
cosa, sono vuoti, anche la matriosca al suo interno ha il seme, qua
manca il seme, manca tutto e ripeto manca soprattutto la
credibilità di chi ce lo presenta, e allora prima ancora di
chiederci un parere anche perché non c'è nessuno, ad oggi anche
alla commissione stessa siamo rappresentati 2,3, non c'è nulla
allora prima di offendere costantemente l'intelletto di noi
deputati nonché l'onorabilità di questo Parlamento affrontiamo
seriamente a livello strutturale le varie tematiche, dopo di che si
venga in Aula a chiedere un parere, fino a prova contraria noi non
vi daremo il fianco alla distruzione di questa terra.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo solo per chiarire un errore, una imprecisione che il
collega Cordaro nel tirarmi in ballo ha detto, perché si è riferito
alla questione dell'accordo di programma sulle ricerche
petrolifere, sulla realizzazione in Sicilia delle piattaforme
petrolifere, su un atto del governo Crocetta che, personalmente,
condivido totalmente, perché intanto è trasparente, perché è stato
fatto mettendo in campo tutte le questioni, senza alcun elemento di
oscurità, poi perché è positivo per la Sicilia in quanto può
determinare una ripresa delle attività economiche e delle attività
produttive e, poi, perché quella clausola di cui parlava
l'onorevole Cordaro è contenuta nell'addendum.
Dopo il dialogo con le grandi aziende, si è convenuto che ognuno
di quei passaggi, che sarà sottoposto al Comitato tecnico vedrà,
non già solamente l'assessorato all'ambiente, l'assessorato alle
attività produttive, l'assessorato all'energia, ma abbiamo previsto
anche l'assessorato alle attività culturali, al turismo, non ci
deve essere alcun baratto, in alcun caso, tra le attività
produttive e la tutela della salute, della sicurezza dei cittadini,
della salvaguardia dell'ambiente.
In quel protocollo d'intesa c'è un auspicio, una richiesta che
tutte le società che opereranno in quella direzione abbiano la sede
operativa in Sicilia per potere pagare le tasse in Sicilia, cioè,
un percorso che ci deve portare a riappropriarci, pur nell'ambito
di una legislazione nazionale, di uno dei nostri beni.
Vedete qual è il problema? Anche se l'Italia del gas o del
petrolio, nei prossimi anni, avesse pure il migliore dei piani
energetici, la differenza sarà che anziché potere utilizzare il
nostro gas, o il nostro petrolio, ove si trovasse, dovremo
comprarlo dagli arabi.
Allora, nessuno pensa che le preoccupazioni di movimenti e
quant'altro siano dovute al fare gli interessi degli altri, ma il
tema è: se un paese moderno, sviluppato, una Regione moderna che si
vuole sviluppare, riesce a conciliare la tutela dell'ambiente, la
salvaguardia della sicurezza dei cittadini, la salute dei
lavoratori, con un moderno apparato industriale e con una politica
energetica che ne sia alla base.
Questo è il senso di quell'accordo di programma che dobbiamo,
ancora, purtroppo, attuare perché se il sistema Sicilia non darà
sicurezze, di certezza del diritto, di affidabilità, non è detto
che quegli investimenti si facciano e noi assisteremo ancor più al
processo di desertificazione industriale che interessa la Sicilia,
ormai, da molti anni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio sarà un
intervento molto breve perché voglio lasciare spazio all'intervento
del Capogruppo che verrà effettuato, grazie alla decisione che
auspico questa Presidenza prenderà di non chiudere il dibattito,
nella prossima seduta, che credo sarà giorno 18, per cui il mio
intervento sarà molto
PRESIDENTE. A tal proposito, onorevole Assenza, non si preoccupi
per il tempo, visto che abbiamo accolto sia la sua richiesta che
l'osservazione fatta dall'onorevole Cancelleri, come avete potuto
notare, non ho bloccato alcuno, proprio per dare spazio a tutti gli
onorevoli colleghi di potere meglio dibattere ed intervenire
sull'argomento.
ASSENZA. Grazie, anche per questa ulteriore apertura da parte
della Presidenza. Vorrei fare una premessa, che è stata già
accennata da alcuni interventi precedenti.
Nel corso del dibattito del mutuo, effettivamente, l'assessore
Baccei ha avuto una caduta di stile molto grave, perché si è
permesso di definire in Aula il teatrino della politica , quello
che è ed era l'atteggiamento, in quel caso, solo dell'opposizione.
Purtroppo, in quest'Aula siamo ormai abituati ad assistere non ad
un dibattito ma a dei monologhi dei colleghi dell'opposizione, la
maggioranza tranne casi rarissimi non interviene mai per dire:
dite pure quello che volete, parlate, sfogatevi, ma alla fine
tanto votiamo e, poi, magari con l'ausilio di qualche collega che
dovrebbe fare l'opposizione in maniera più seria riesce comunque
nonostante ampie defezioni ad assicurare l'intervento.
Veda quella offesa non è fatta a Giorgio Assenza o agli altri
deputati è fatta ai cittadini che con il loro voto ci hanno mandato
qui e, allora, non si può per giunta da parte di soggetti che sono
nominati da altri e che non riscuotono assolutamente il consenso
popolare
L'Assessore Baccei continua a ridere, indifferentemente, proprio
per dimostrare il disprezzo verso quello che si dice da quest'Aula
ed invito la Presidenza ad invitarlo, formalmente, mentre
interviene un deputato, ad ascoltare e, comunque, ad astenersi
dall'assumere quell'atteggiamento quasi irriverente e irridente che
ha assunto in questi attimi, perché non è maniera di comportarsi.
Allora, dicevo questo atteggiamento irridente e di disprezzo non
verso i singoli deputati ma verso l'elettorato siciliano che con il
loro voto ci manda qui e che è l'unico, poi, a giudicare se abbiamo
rappresentato degnamente o meno la loro aspettativa eleggendoci in
quest'assise.
Fatta questa premessa che mi sembrava doverosa anche se doveva
farsi in quella sede, quando queste frasi oltremodo offensive sono
state pronunciate, ebbene, mettendo da parte questa premessa, per
il Documento di programmazione economico-finanziaria la mia analisi
è che esso va diviso in due parti.
Una prima parte che è la fotografia dell'esistente e devo
riconoscere che è una fotografia sincera, in maniera assolutamente
diversa da quanto viceversa avviene nelle interviste che il
presidente Crocetta rilascia urbi et orbi dove tutto andrebbe
bene, dove i fondi europei sono stati impegnati quasi tutti, dove
si sono fatti i miracoli in tutti i campi. Viceversa, in questa
prima parte del documento si dà atto che, purtroppo, tutti i
segnali macro-economici sono assolutamente negativi e che,
nonostante i proclami, in questi due anni, questi segnali sono
tutti in costante peggioramento.
La colpa sarà dei governi precedenti, non certo del sottoscritto
che è entrato in quest'Aula come lei, signor Presidente, solo due
anni fa e non possiamo avere responsabilità dei governi precedenti,
governi che comunque sappiamo, almeno l'ultimo il governo Lombardo,
era un Governo il cui asse portante era il Partito Democratico che,
oggi, invece, rimanda a quel governo la responsabilità di cui era
il principale artefice e, allora, dicevo questa prima parte è un
vero e proprio muro del pianto, una fotografia impietosa
dell'esistente.
La seconda parte è inesistente, Presidente, perché quale sia
l'idea del Governo in tema di energia, in tema di rifiuti, in tema
di acqua pubblica, in tema di riorganizzazione degli Enti locali,
in tema di turismo, in tema di risorse, in tema di trivellazioni, e
mi dispiace l'intervento del presidente Marziano perché se
risaliamo al dibattito intervenuto su quel tema specifico ci
rendiamo conto che, poi, di concreto, la Regione Sicilia e, in
particolare, la Presidenza firmando quel protocollo d'intesa per il
bene della Sicilia non ha ottenuto assolutamente niente.
E, allora, la decisione della Commissione Territorio ed Ambiente,
Presidente, adottata all'unanimità, quindi, con il voto, con
l'adesione di tutti i componenti, anche dei componenti della
maggioranza che fanno parte della Commissione, con cui lavoriamo
devo dire in maniera assolutamente serena e con assoluta serietà,
al di là delle posizioni di partito, è stata emblematica perché se
rileggiamo quel verbale la Commissione ha detto di non essere in
condizione di esprimere alcun parere su questo Documento di
programmazione economico-finanziaria perché per quanto riguarda le
materie di competenza di quella Commissione e, quindi, l'energia,
in parte l'agricoltura, in parte il turismo, le infrastrutture, c'è
il nulla e sul nulla non si può dire che è buono o cattivo. Il
nulla è nulla Non si possono esprimere giudizi sul nulla
Allora, questo DPEF non dà nemmeno ai siciliani la possibilità di
immaginare un qualcosa, nemmeno di individuare un sogno che, poi,
può restare un sogno, ma non c'è nemmeno questo. C'è il nulla. Ed
al nulla si deve porre fine e la fine si deve porre al più presto
assumendo un atto di responsabilità che è finalmente quello di
cambiare pagina.
PRESIDENTE. Vorrei ribadire una cosa, perché da più parti sto
sentendo lamentele su quanto detto dall'assessore Baccei.
Evidentemente, nel caos dell'Aula scorsa mi è sfuggito quel
passaggio dell'assessore Baccei, ma è chiaro che ,probabilmente,
nella foga dell'intervento non si è reso conto, come l'ha definita
l'onorevole Assenza, di avere avuto una caduta di stile.
E questo non è un teatrino . E' un Parlamento che ha una storia
lunghissima, è il primo Parlamento d'Europa, tra l'altro, per cui
non sta certo a me, adesso, andare a ripercorrere tutta la storia
di questo onorevolissimo Parlamento, per cui è chiaro che, in quel
momento, mi è sfuggito e non ho avuto modo di riprenderla, ma sono
certo che la presenza dell'Assessore, oggi, in Aula conferma la
serietà dell'assessore Baccei ed il suo rispetto dell'intero
Parlamento.
E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlo ad un'Aula
semi vuota ed è bene dirlo perché anche fuori ci si renda conto
perché, comunque, quelli che ci siamo riscaldiamo ancora bene la
poltrona.
Allora, non mi dilungherò a ribadire concetti fin qui,
approfonditamente, affrontati sia dai componenti della Commissione
Bilancio, sia dai vari componenti che per le varie Commissioni di
competenza hanno ben esplicitato tutte le criticità ed anche qual
è, sostanzialmente, l'incoerenza del Documento che avete
presentato, del documento tardivo che pecca, mi pare di potere fare
anche una sintesi di quanto fin qui detto, di obiettivi.
Non ci sono margini di prospettiva. Noi avremmo voluto leggere
all'interno di questa fotografia del reale, perché si deve rendere
atto in maniera molto onesta e pacata di ciò che è stato fatto.
La fotografia del reale c'è. L'avete condotta bene e gli uffici a
vostro supporto, ben pagati, hanno fatto un'ottima fotografia, del
resto lo confermano tutti i meno che ci sono davanti agli indici
relativi alle contrazioni.
Le contrazioni dei consumi, le contrazioni, in generale, della
spesa, a prescindere dalla valutazione che si può fare nel merito,
se sia un bene o meno aumentare la spesa o i consumi delle famiglie
o, piuttosto, andare verso un concetto di decrescita. Ma lasciamo
questo, sostanzialmente, alle famiglie ed alle scelte delle
famiglie, delle persone, nella libertà di farlo non nella
costrizione di farlo.
Pertanto, il segno meno c'è davanti a tutti gli indici: indici
economici, indici finanziari, indici di produttività. Ciò che
quest'Aula e soprattutto i cittadini siciliani che hanno letto con
noi questo Documento di programmazione, perché abbiamo fatto anche
un'opera di diffusione del testo, avrebbero voluto trovare sono le
riforme, cioè: faremo, vogliamo fare, vogliamo proporre, vogliamo
tagliare la riduzione della spesa pubblica, vogliamo riformare la
dirigenza, vogliamo individuare quali sono gli affitti passivi e
tanto altro potrei dire, riorganizzare.
Uno poi dice sempre le stesse cose, purtroppo, però è da due anni
che siamo qui e diciamo sempre le stesse cose.
Allora, penso che non appena qualcosa si profilerà da parte di
questo Governo in termini di carta scritta, si intende, il problema
è che magari qualcuno la porterà avanti una riformina, un accenno,
però il problema sarà qua dentro, perché chiunque di questa
maggioranza o di questa opposizione - del resto l'abbiamo visto
nella scorsa puntata di quest'Aula - ha qualche interesse limitato,
di bottega, piccolino, di parte, di partitino, da difendere, vi
creerà problemi, e questo lo vediamo perché già sulle pagine di
Live Sicilia abbiamo ricominciato a vedere, dopo un po' di tempo,
di calma piatta affrontate le immagini di Crocetta e di Raciti, o
di Crocetta e di Faraone, o di Baccei e di Crocetta. Anche Live
Sicilia è molto brava, in questo caso, a rendere icasticamente ciò
che succede, quindi, quando tutto va bene, bene o male, siamo tutti
tranquilli, ora che si arriva al nodo perché aprile è vicino,
allora, anche loro ci danno questa immagine. Di che cosa? Del fatto
che non c'è unità, del fatto che a stento questa maggioranza va
avanti e che, purtroppo, il respiro lungo non lo può avere, la
programmazione non la può avere.
Però, vi dico, come dire, una novità, nel merito delle riforme,
quelle che abbiamo, comunque, ad ogni appuntamento ed a ogni
possibilità, anche in Commissione Bilancio - ed il Presidente Dina
potrebbe sicuramente darcene atto - proposto, proposto taglio alla
spesa, proposto l'annullamento, ritornare indietro rispetto agli
stipendi d'oro.
Apriamo anche un'altra parentesi: è inutile che ci trinceriamo
dietro il diritto acquisito, il diritto precostituito, non è così
Anche l'orientamento della Corte Europea ci dice che laddove c'è un
bene primario, globale, della collettività, anche di questo si può
ridiscutere. E, purtroppo, è proprio da Roma che non ne vogliono
sentire parlare.
Ma chiaramente, come dire, l'idea di riforma, non è il comunicato
di oggi, il comunicato di domani che smentisce il comunicato del
giorno prima perché i siciliani hanno, purtroppo, la memoria corta,
come tutti gli italiani, tutti noi, purtroppo, abbiamo questo
limite e dispiace, perché sicuramente in altri paesi non è così.
Ma entrando un attimo anche più nel merito del Documento di
programmazione, c'è una sorta di prospettiva che viene, in qualche
modo, individuata, su quattro aspetti: turismo, beni culturali,
sanità, scienza e vita, agroalimentare, economia del mare, energia
e smart cities.
Ed allora, dei beni culturali, per esempio - riporto le
affermazioni che l'assessore Purpura ha fatto in Commissione - noi
ad oggi - dichiarazione dell'assessore Purpura, quindi, inserita a
verbale - avremo per la programmazione 2014-2020 il 10 per cento di
quanto nelle nostre disponibilità per la programmazione 2007-2013.
Quindi, ci possiamo, come dire, provare a fare qualcosa, ma ormai
la carta è persa Anche perché quanto si poteva fare negli ultimi
due anni, perché è inutile poi dare la responsabilità al governo
precedente, va bene, la raccogliamo la situazione dei precedenti
governi regionali, ma quanto si poteva fare, in questi ultimi due
anni, non è stato fatto.
Poi, parliamo però di assenteismo, di indici di assenteismo negli
Assessorati, di dirigenti che ruotano dalla mattina alla sera senza
una logica. Se la logica è lo spoil system, che viene regimentato a
livello nazionale dalla legge, lo spoil system non può essere fatto
ogni due minuti, e questo Crocetta, qualora venisse, lo dovrebbe
pure capire. E, allora, non mi dilungo anche per non sembrare
distaccata dalla realtà.
Io penso che una coscienza indurita dal denaro e dagli interessi,
interessi economici intendo, perché l'interesse collettivo qui
dentro lo difendiamo, qui dentro qualcuno difende i propri
interessi di bottega e ad un cuore così indurito non si può se non
parlare rapportando la realtà.
La realtà non è guadagnare 11.100 euro lordi al mese. La realtà è
una madre di famiglia che è venuta a parlare con me, due giorni fa,
che ha perso il marito, ambulante, lei disoccupata, tre figlie
femmine da sfamare. Spende novanta euro a settimana per dare da
mangiare alla propria famiglia.
La realtà è il 40 per cento dei nostri giovani in dispersione
scolastica, nelle realtà più disagiate della nostra Sicilia.
La realtà è una sanità complice, meschina, il dirigente
dell'Assessorato tale che fa il favore a tizio, e manca
l'accreditamento e gli enti li fanno in pre-autorizzazione poi in
pre-accreditamento in virtù di sentenze Tar. E noi andiamo avanti
così, nella mancanza di definizione e nella mancanza di certezza
rispetto alla spesa perché enti non accreditati non possono avere
erogazioni pubbliche e questo è chiaro.
E, poi, potremmo anche allargare l'argomento rispetto a ciò che
avviene per esempio nell'ambito della malattia mentale.
L'assessore Borsellino, da me sollecitata, rispetto a questo tema,
si è presentata fredda, come arresa di fronte ad una realtà che è
immutevole, non si può cambiare e, pertanto, la maggior parte delle
CTA che hanno sistemi di ospedalizzazione, di manicomiolizzazione,
perché fino a 40 posti, parliamoci chiaramente, vuol dire che i
manicomi li abbiamo ancora, sono tutti nella Provincia di Catania.
Stranissima questa situazione, per cui c'è una concentrazione,
lascio a voi le dovute riflessioni.
Si utilizza la legge, perché fatta la legge trovato l'inganno, per
mantenere i malati mentali, io li chiamo così perché conosco
esattamente ciò di cui sto parlando, e persone alle quali viene
negato artatamente il riconoscimento di intendere e di volere,
superate le linee della coscienza, i medici e gli operatori possono
fare ciò che vogliono perché il malato costa e fa introito.
Allora, parlerò anche della realtà di una dipendente dell'ATO 2 di
Messina, che è bloccata, incastrata dal proprio contratto. Che vuol
dire? È in liquidazione lento e Crocetta ha, peraltro, rinnovato
gli ATO fino a giugno. Questa donna non può né lavorare, perché il
Comune non gli liquida quanto all'ATO spetterebbe, né non lavorare,
o fare un lavoro in nero. Ad un certo punto questa persona è venuta
a dirmi: onorevole, io devo trovare qualcosa da fare, andrò a
lavare scale . È incastrata dal fatto che ha un contratto, e non ha
alcuna altra possibilità. Però, il governo Crocetta è fermo da due
anni su questa cosa, ed allora non ci sono altre parole.
Assessore Baccei, la vedo qui dentro come la vedono fuori i
siciliani, come una mini troika per la Sicilia. Lei deve portare a
termine un percorso, lei deve esautorare la Sicilia di quelli che
sono i propri pre-requisiti, le proprie prerogative, e tutto quello
che voi avete scritto, cioè l'applicazione dell'articolo 36, le
accise dei prodotti petroliferi, il rientro sulla sanità (ben un
miliardo), l'applicazione del nostro Statuto vale otto miliardi.
Non siamo i fantasiosi grillini a sostenerlo, lo hanno sostenuto
anche altre forze. Io a queste stesse forze, sia di Governo che di
opposizione, chiedo di continuare a sostenerlo con fatti concreti
anche quando, qua dentro, se mai succederà, si voteranno i nostri
emendamenti impopolari.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, partirei da
alcune considerazioni fatte dall'assessore Baccei che,
legittimamente, faceva riferimento al fatto che le entrate
tributarie in Sicilia diminuiscono e che, nella sua analisi fa
notare come la spesa produttiva, ogni anno, anno dopo anno, in
Sicilia, arretra.
Sin qui, diciamo, tutto legittimo, se non fosse che, arrivato ad
un certo punto, assessore, lei dice che il mantenimento del livello
dei salari pubblici non produce effetti significativi sui consumi,
cioè, come dire, non basta pagare il dipendente pubblico, è quasi
insufficiente, rispetto all'idea di spingere e promuovere i consumi
perché troppo spesso, in realtà, la spesa relativa ai consumi, da
parte dei cittadini, risente di un clima generale di sfiducia.
Vede Assessore, probabilmente, rispetto a questo direi che i
dipendenti pubblici della Sicilia è vero che vivono un clima di
sfiducia, ma soprattutto vivono una condizione di difficoltà e di
disagio che è legata, ovviamente, ad un aumento continuo delle
tasse e delle imposte locali, che vengono aumentate da quel Governo
nazionale che lei rappresenta e, senz'altro, anche quello
contribuisce a determinare il clima di sfiducia.
Vede assessore, vedete Governo, stiamo giocando una partita impari
per una ragione molto semplice, pensiamo di partire dal dato e
pensiamo anche di non valutarlo, che ci sono due miliardi e mezzo
di trasferimenti che ci siamo fatti sottrarre, che il Governo
nazionale ci ha rubato - negli interventi di prima sono state fatte
anche alcune analisi, dove venivano capitolo per capitolo enunciate
queste voci - e, di fronte a questo furto, abbiamo assistito come
coloro che hanno un atteggiamento, come dire, buonista nei
confronti di Roma, nei confronti del padrone, ma che poi, subito
dopo, con un impulso di orgoglio, diventa forte, determinato,
deciso, arrogante, nei confronti delle fasce con cui non dovremmo
prendercela, nei confronti delle fasce deboli, nei confronti delle
fasce su cui, poi, decidiamo, visto il furto subito, di intervenire
con questa voglia di riscatto, e lo facciamo come?
Lo facciamo intanto andando ad intervenire sui diritti acquisiti,
perchè intervenire sui diritti acquisiti significa adeguare le
pensioni dei regionali e quelle degli statali. Purtroppo, questa è
una cosa che non si può fare. E' semplice dire non ci sarà una
parte politica. Io ho capito la logica di questo Governo, ho capito
la logica di Crocetta, ogni tanto si prende un caso, che è simbolo
di cose che vanno, in qualche modo, mortificate e che si possono
mortificare perché tanto l'opinione pubblica dice che si fa bene ad
attaccare questa categoria, ad esempio i forestali, ci sono più
alberi che forestali, i Pip questi non fanno niente, cioè voi avete
compreso, Crocetta ha compreso che, ogni tanto si prende una
battaglia simbolo, gli si spara addosso come si potrebbe fare sulla
Croce Rossa, tanto non ci sarà alcuna forza politica che dirà
alcunché.
E no Assessore, purtroppo, trasformare la condizione di un
dipendente regionale in quella di un dipendente statale, significa
ledere un diritto acquisito. Noi questo, non per difendere quello
che voi pensate sia indifendibile, ma per difendere quello che oggi
è in Sicilia, abbiamo il dovere di dirvelo.
Così come pensate che si possa passare sopra sulla questione dei
trasferimenti ai comuni, così come pensate che si possa passare
sopra sulla questione dei forestali, dove sempre lei, assessore
Baccei, andando secondo me, in questo caso, perfino oltre la
questione che era stata assunta dall'Assessore al ramo, così come
fu fatto rispetto ai dirigenti regionali, dove anche lì pensando di
mettere il Parlamento sotto smacco e pensando che alcuno mai
reagirà, perché chi dovrebbe prendere le difese degli strapagati
dirigenti regionali, quei dirigenti che hanno contribuito a creare
questo sfacelo, nessuno, perché giustamente si dice sono privilegi,
non importa quanto avete contribuito, in questi anni, a sopperire
talvolta anche alle mancanze ed alle inefficienze della politica.
Quei dipendenti, quei funzionari, quei regionali, come quando fu in
altro tempo la battaglia fatta al Presidente di questa Assemblea
sui dipendenti di questa Assemblea Regionale, a partire da quelli
che chiamavate commessi, a partire da quelli che vi avvicendavate
per provare, anche lì, a mortificare delle categorie.
Ma sui forestali decidete di trattarli come se fosse anche lì una
categoria sociale, che sta dentro gli ammortizzatori sociali, una
logica assistenzialistica, per cui che cosa dite? Voi dite: il
forestale non può lavorare e non può far parte di questo bacino se
ha un ISEE familiare superiore a cento lire.
Ma mi scusi, Assessore, ma lei per fare l'assessore qui in Regione
Siciliana, noi insieme al passaporto, alla carta d'identità, le
abbiamo chiesto quanto guadagna sua moglie? Ma lei pensa, voi
pensate davvero che i forestali debbano essere guardati come una
categoria di assistenzialismo e di ammortizzatore sociale? Vi
sbagliate Questa forse è la vostra visione del mondo, forse questa
è la vostra visione del lavoro che va contro ogni logica
lavoristica che evidentemente viene affrontata da questo Governo in
maniera diversa rispetto a quello che pensiamo noi.
Così come, quando parlando di forestali, voi pensate di ridurre,
ogni anno, il contingente dell'antincendio del 20% e questo
significa che 1400 persone, che sino ad ora si sono occupate di
spegnere gli incendi, passeranno alla manutenzione.
Così, diciamo non importa se poi la questione della sicurezza del
territorio non verrà affrontata dagli operatori, tanto avremo con
chi prendercela, tanto avremo da poter fare le nostre gare rispetto
ai canadair che interverranno con somme milionarie, con gare
d'appalto e spesso affidamenti in modo da sopperire a quella
macelleria non solo sociale ma anche ambientale che viene fatta nei
confronti dei forestali. Forestali rispetto ai quali ancora, sempre
in questo documento, rispetto ai diritti acquisiti da negare
intervenite sul turn over.
Ad oggi, la norma cosa prevede? Prevede che, quando un forestale
va in pensione, chi è cinquantunista e quindi appartiene ad una
categoria, ha diritto, dopo 25 anni, di fare il precario nella
Regione siciliana, ha diritto di ambire all'ascensore sociale che è
bloccato perché, essendo, ahimè, nato in questa Regione, è stato
costretto dentro una gabbia dalla quale non può uscire; gli abbiamo
creato 25 anni fa una trappola e lo releghiamo a quella condizione
di cinquantunista a vita. Prima poteva lavorare per 101 giorni e
oggi invece lo blocchiamo in quella gabbia senza cibo e senza
acqua, se è possibile, lasciamo la gabbia chiusa e aspettiamo che
muoia perché tanto il forestale è uno che fa il doppio lavoro,
perché tanto il forestale è uno che fa il triplo lavoro.
Assessore, il forestale un tempo faceva il secondo lavoro, un
tempo faceva il terzo lavoro ma oggi non c'è più spazio per quello
perché questa categoria fatta di uomini duttili, flessibili, che
hanno riempito i nostri boschi d mosaici, di lavori in legno,
questa categoria, purtroppo, oggi, da questo Governo, è stata
ridotta alla fame.
E, ancora, cosa si fa? Si cancella, sempre rispetto ai forestali,
il contratto e si continua a non voler puntare sul bosco
produttivo. Sa cos'è il bosco produttivo? E' una cosa alla quale
stiamo lavorando da mesi, da qualche anno, diverse forze politiche.
E' un concetto che non so se lei sicuramente, avrà almeno visitato
i boschi della Sicilia ma di più quelli del Trentino. Allora in
Trentino la casa tipica locale è denominata maso , il maso. Come
funziona il maso?
All'interno del maso l'abitante, intanto, per legge dello Statuto
speciale della Regione, non si può vendere perché chi è
proprietario dell'immobile non solo non può venderlo ma può al
massimo lasciarlo al proprio figlio maggiore che ha ovviamente
delle responsabilità, quindi al piano terra creerà la stalla, sul
retro creerà una piantagione di erbe, cioè creerà tutte le
condizioni perché quella struttura possa essere fruibile dal
turista e soprattutto possa essere produttiva, cioè i prodotti del
proprio agire o addirittura del proprio abitare contribuiscono a
generare economia.
Allora, abbiamo fatto uno studio insieme alle organizzazioni
sindacali, insieme al sindacato autonomo e abbiamo, con il supporto
dell'Università, compreso che se è vero che, ad esempio, la Riserva
naturale dello Zingaro produce qualcosa come 900 mila euro con un
omino che fa la biglietteria e ha messo una serie di pensierini nel
percorso che porta fino al mare; l'omino genera 900 mila euro.
Pensi, assessore, se la Sicilia, con tutti i parchi, le riserve,
le aree protette, si trasformasse in questo, se tutti questi
percorsi potessero essere fruiti dai turisti, pensi se i 300 mila
ettari di bosco di eucalyptus potessero produrre legna. Pensi se
questo circuito potesse davvero diventare patrimonio non solo dei
siciliani ma anche di chi ne vuole fruire in termini di turismo.
Noi avremmo davvero la possibilità di garantire non solo le
giornate a questa gente ma crearne, addirittura, di nuove,
attraverso il coinvolgimento di associazioni, purché si sappia che
la logica è quella del bosco produttivo e una logica del bosco
produttivo non si fonda sulla presenza di operai che, alla fine,
guardiamo a seconda del reddito che guadagnano. Io, infatti, posso
essere un operaio forestale e mia moglie avere il diritto di
trovarsi un lavoro. Questo diritto, assessore, non lo possiamo
negare né ai forestali né a nessun altro.
Potrei ancora continuare sul tema, ad esempio, della sanità. Una
sanità all'interno della quale, a meno che non vi siano altre
interpretazioni, il Governo si accinge a scaricare sui circa 8,7
miliardi di euro che ogni anno vengono utilizzati per pagare i
servizi sanitari della Sicilia, il costo dei mutui accesi negli
anni passati.
Ricordo, assessore, che lei disse che buona parte degli sprechi,
in realtà, non vengono determinati dalla sanità, ma si insidiano in
altri settori dell'Amministrazione. E, allora, se questo è vero, su
quelli dobbiamo intervenire; non possiamo fare pagare il prezzo
alle aziende ospedaliere alle nostre strutture ospedaliere.
Oggi, se chiunque di noi va in giro per un pronto soccorso, entra
con un codice bianco, entra con un codice giallo e, a meno che non
siamo nelle condizioni di chiamare il primario o non so
chicchessia, quell'utente è destinato a rimanerci in fila a quel
pronto soccorso per ore.
Non sono per una Sicilia dove si sia costretti a chiamare il
riferimento, il collegamento, perché il proprio figlio possa essere
visitato e possa ricevere l'assistenza da parte del medico. Sono
per una Sicilia per i diritti, ma per i diritti uguali per tutti.
Assessore, le dico questo. Ci accingiamo ad una fase di tensioni
sociali, perché, così come è stato concepito, io ho ragione di
pensare che, dal primo di maggio, ci ritroveremo con troppa gente
in piazza. Se pensate che siete ancora in tempo per porre riparo a
questo genere di considerazioni, a questo genere di scelte, a
queste scelte di indirizzo politico, fatecelo sapere perché, fino
ad oggi, mi sembra che ce la stiamo davvero prendendo con i più
deboli e questo non piace a questo Parlamento, ma soprattutto non
piace ai siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
Onorevoli colleghi, così come annunciato anche nel corso
dell'intervento dell'onorevole Assenza, rinvio la seduta,
ricordando che, per quanto riguarda gli emendamenti al testo unico,
il termine rimane fissato per mercoledì 18 febbraio 2015, alle ore
12.00, così come stabilito in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì 18 febbraio
2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I -COMUNICAZIONI
II - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
ECONOMICO-FINANZIARIA (D.P.E.F.) PER GLI ANNI 2015-2017
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Milazzo G.
III -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Testo unico delle attività produttive . (n. 683/A)
Relatore: on. Marziano
2) - Disposizioni in materia di personale delle Camere di
Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
905/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
3) - Norme contro la discriminazione determinata
dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere. Istituzio
del registro regionale delle unioni civili . (nn. 141-206-778
bis/A)
Relatore: on. Cracolici
4) - Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di
base dei centri storici . (nn. 602-641-711-732/A)
Relatore: on. Fazio
5) - Valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Prima
Guerra Mondiale . (n. 751/A)
Relatore: on. Greco Marcello
6) - Disegno di legge da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
Istituzione del Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi
(NISS) . (n. 796/A)
Relatore: on. Siragusa
7) - Abrogazione dell'articolo 38 del decreto legge 12 settembre
2014, n. 133, convertito dalla legge 11 novembre 2014, n. 164 .
876/A)
Relatore: on. Ferrandelli
IV - SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 143 DEL REGOLAMENTO
INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:
N. 1809 - Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle misure
per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.
(19 febbraio 2014)
ALONGI
V -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
2) Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)
Relatore: on. Anselmo
3) Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A
Relatore: on. Cracolici
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO -
GERMANA'
VII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA -
CIRONE
VIII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
IX - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
X -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della
Presidenza della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
- CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
- MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
XI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 381 - Mantenimento degli attuali distretti di Corte
d'Appello in Sicilia.
(17 dicembre 2014)
MUSUMECI - CORDARO - FERRANDELLI -
MICCICHE' - CIACCIO - ALONGI -
ARANCIO - ASSENZA - FAZIO -
LANTIERI - LENTINI - LO SCIUTO -
MALAFARINA - PICCIOLO - ZITO
XII -DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 382 - Iniziative per scongiurare la paventata
abolizione della figura del Segretario comunale
negli enti locali.
(30 dicembre 2014)
MUSUMECI - FORMICA - IOPPOLO - ASSENZA
XIII -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 143 DEL REGOLAMENTO
INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:
N. 2479 - Provvedimenti urgenti per il rinnovo del
contratto del personale infermieristico per la
postazione 118 di Comiso (RG).
(5 novembre 2014)
ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 19.09.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio