Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 220 di mercoledì 18 febbraio 2015
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che del  verbale  della
  seduta precedente, sarà data lettura nella seduta successiva.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   la sanità siciliana

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Comunicazioni dell'Assessore per la salute in ordine ai recenti
                              accadimenti
                che hanno riguardato la sanità siciliana

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al I punto  dell'ordine
  del giorno che reca: Comunicazioni dell'Assessore per la salute in
  ordine  ai  recenti  accadimenti che hanno  riguardato  la  sanità
  siciliana.
   Onorevoli colleghi, è opportuno che ciascuno prenda posto  perché,
  così  come  è  a  vostra  conoscenza,  l'assessore  Borsellino,  su
  richiesta  della  Presidenza  dell'Assemblea,  ma  credo  di  avere
  interpretato il volere di tutti i Gruppi parlamentari,  è  presente
  in  Aula  per  delle  comunicazioni in ordine  alle  questioni  che
  riguardano  la  sanità  siciliana e, nella fattispecie,  la  triste
  vicenda che ha riguardato la piccola Nicole deceduta a Catania.
   Ho chiesto all'assessore Borsellino di intervenire prontamente,  e
  non  poteva essere diversamente, ed ha prontamente accolto l'invito
  - ribadisco - di questa Presidenza.
   Subito  dopo le comunicazioni dell'assessore Borsellino - prevengo
  le  vostre richieste e già ho avuto modo di dirlo a singole persone
  e  singoli  Capigruppo - non è necessario che  si  apra  in  questo
  momento un dibattito in Aula.
   Ho ritenuto opportuno che l'Assessore Borsellino riferisse, in via
  istituzionale,  perché  questo  è il Parlamento,  indipendentemente
  dalla numerosissime dichiarazioni date alla Stampa da parte di  più
  Gruppi,   di   più   soggetti  istituzionali,   alcuni   abbastanza
  autorevoli,  anche  la  confusione  mediatica  fatta  che  non   dà
  chiarezza su una vicenda.
   Non  è  detto che in futuro non ci sia un approfondimento, ma  per
  ovvie  ragioni, poiché ci sono indagini in corso, c'è  un'ispezione
  ministeriale,   c'è   un'indagine  che   prontamente   ha   avviato
  l'Assessorato  per  la  salute, c'è  una  doverosa  indagine  della
  Procura  della Repubblica, ci sono delle responsabilità che saranno
  responsabilità  di  sistema  ma  dinnanzi  alla   morte   ci   sono
  responsabilità  personali di natura penale  che  dovrebbero  pesare
  sulla coscienza di chi ha operato o non ha operato.
   Con   questo  spirito,  quello  di  fare  chiarezza,  ho   chiesto
  l'intervento dell'Assessore Borsellino.
   Subito dopo il suo intervento, sospenderemo per pochi minuti,  per
  riprendere  con il lavoro d'Aula sui disegni di legge già  iscritti
  all'ordine del giorno.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'assessore  per  la  salute  dott.ssa
  Borsellino, per rendere le comunicazioni in Aula.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  parlamentari,  il  resoconto  che  presenterò  questo   pomeriggio,
  intende,  primariamente, rispondere all'esigenza  di  verità  della
  famiglia della piccola Nicole Di Pietro. Esigenza parimenti sentita
  dall'opinione  pubblica e da codesto onorevole Parlamento  affinché
  si  conosca  -  e qui sono a rappresentarlo - l'operato  di  questo
  Governo,  in particolare di questo Assessore di fronte  al  tragico
  evento   del  decesso  della  piccola  bimba  che  ha   scosso   la
  collettività tutta e le istituzioni tutte di questo Paese.
   Tanto  più  che,  contestualmente al prodursi di questa  tragedia,
  notizie  altrettanto drammatiche mi giungevano da  Trapani  per  la
  morte del piccolo Daniel.
   Far luce su quanto accaduto è un dovere di verità e giustizia che,
  indipendentemente  dall'esito  delle inchieste  giudiziarie  aperte
  dalle procure di Catania e Ragusa e che sono tutt'ora in corso,  si
  impone una verifica con tutto il rigore possibile che vada a  fondo
  nell'analisi  dei processi sottesi al percorso assistenziale  della
  piccola  e  -  più in generale - degli indirizzi di  programmazione
  sanitaria nazionale e regionale nel cui contesto si inquadrano  gli
  interventi e i percorsi sanitari erogati.
   Non  posso tuttavia non manifestare, sul piano personale, in primo
  luogo  da  cittadina,  che  ha avuto  il  dono  della  maternità  e
  istituzionale,  da  Assessore per la salute, un profondo  senso  di
  costernazione  e  amarezza  che oltre a lasciare  attoniti  per  lo
  spegnersi  sul nascere di una speranza di vita, lascia  -  come  ha
  detto  il  Presidente della Repubblica - increduli per la  dinamica
  con la quale l'evento si è maturato.
   Nel  primario rispetto di un dolore inconsolabile che  ha  colpito
  questa  famiglia,  verso la quale ho espresso direttamente  la  mia
  personale  vicinanza,  intendo  in  questa  sede  tralasciare  ogni
  riferimento  al  frenetico susseguirsi sugli organi  di  Stampa  di
  posizioni   espresse,  non  sempre  protese  verso  una   veritiera
  diffusione della verità sulle cause e sulle concause alla  base  di
  questo  evento, quanto piuttosto a sollecitare reazioni  altre  più
  inclini  alle strumentalizzazioni e - lasciatemelo dire  -  poco  o
  affatto rispettose dei ruoli istituzionali.
   Mi è d'obbligo, tuttavia, per dovere di analisi, premettere alcune
  sottolineature  di  contesto che sono doverose e  che,  in  termini
  oggettivi,  meglio consentono di intelligere, nel senso di  leggere
  dentro  ad un evento complesso, senza trascurare tutte le possibili
  correlazioni   tra  le  varie  fasi  di  un  caso   complesso   ove
  intervengono  diversi fattori e il suo determinarsi nell'ambito  di
  un   sistema   quale  è  quello  sanitario  regionale   nella   sua
  declinazione più complessiva che, a partire dal livello  nazionale,
  si  trasfonde poi nel territorio regionale, nelle singole  aziende,
  fino  al  più  essenziale livello organizzativo e la profilo  della
  professionalità e responsabilità individuale.
   Lavoro  in  una Amministrazione che, in particolare  negli  ultimi
  cinque  anni  mi  ha  visto chiamata in prima  linea  a  profondere
  impegno  insieme  a  tanti colleghi e operatori  del  sistema,  nel
  rilancio del servizio sanitario regionale.
   Ho  assolto  questo  incarico e gli altri che lo  hanno  preceduto
  mossa  dal forte convincimento che ha guidato costantemente il  mio
  operato  che  la  tutela del diritto alla salute dei  cittadini  di
  questa  regione  e  il dovere della istituzione  di  garantire  una
  assistenza   improntata  ai  principi  di  equità,   universalismo,
  trasparenza appropriatezza efficacia ed efficienza debba seriamente
  non  restare  un  mero  principio  costituzionalmente  sancito   ma
  costituire  una  vera  leva di progresso civile  che  riconosca  al
  servizio  sanitario un baluardo di sicurezza per  i  cittadini  che
  vivono  e transitano in questa martoriata Sicilia. Ciò al pari  dei
  cittadini  che hanno la fortuna di vivere nelle cosiddette  regioni
  più virtuose per qualità di servizi sanitari e socio-sanitari.
   E' innegabile che oggi il sistema sanitario regionale nonostante i
  successi ottenuti in questi ultimi anni e i passi evolutivi  decisi
  e   strutturalmente  irreversibili  ampiamente   riconosciuti   dai
  Ministeri della salute e dell'economia che ci affiancano  dal  2007
  si   stia  ancora  muovendo,  la  nostra  Regione,  tra  non  poche
  difficoltà verso il pieno raggiungimento degli obiettivi attesi.
   Il  mio operato, peraltro, è stato più volte oggetto di specifiche
  audizioni   da  parte  della  Commissione  legislativa  di   questo
  Parlamento, 141, sono stata chiamata dall'inizio del mio mandato  e
  che  ha  impegnato  il  Governo  con 30  risoluzioni  sulla  sanità
  pubblica.
   Lo sviluppo di questo percorso ha richiesto e richiede un costante
  impegno,   un   investimento  professionale,  innovazione,   sforzo
  progettuale,  confronto,  coraggio  di  cambiare  ma,  soprattutto,
  mancanza   di condizionamenti. Ciò lo dico in quanto a  fronte  dei
  passi  già  compiuti ne vanno percorsi molti e molti altri  ancora,
  decisivi    per    un    radicale,    inarrestabile    allineamento
  dell'organizzazione sanitaria all'evolversi della domanda di salute
  e   delle   evidenze  scientifiche  e  tecnologiche   in   costante
  progressione.
   A  fronte  dei  risultati economico-finanziari  straordinariamente
  conseguiti con un bilancio in attivo, per la prima volta nel  2013,
  dopo  anni di disavanzi ingiustificabili e di assenza o carenza  di
  programmazione,  possiamo  oggi  attestare  di  essere  riusciti  a
  realizzare  dei  significativi risultati  economici  tagliando  gli
  sprechi  con un conseguente visibile effetto diretto sui  costi  di
  sistema.
   Siamo   in   questo  momento  impegnati,  invece,  in   un   forte
  rinnovamento  strutturale  e infrastrutturale  del  sistema  stesso
  perché  la sfida più alta adesso che si pone è quella di migliorare
  costantemente  i livelli di qualità delle cure per allinearci  agli
  standard nazionali.
   La  nuova rete ospedaliera e territoriale e dell'emergenza da poco
  varata  in  linea  con il patto per la salute  2014  -  2016  ormai
  definita dopo mesi e mesi di serrato confronto con i territori,  in
  un lavoro congiunto con questo Parlamento, costituisce una assoluta
  priorità.
   Sapete tutti come senza questo atto di programmazione non si  sono
  potute   fino  ad  oggi  dimensionare  coerentemente  le  dotazioni
  organiche  delle  aziende sanitarie, dei presidi ospedalieri  e  di
  quelli  territoriali  e ciò consentirà lo sblocco  delle  procedure
  concorsuali  ferme già da anni per dare nuova linfa al sistema  sia
  in   termini   occupazionali  che  di  ricambio   professionale   e
  generazionale.
   Per  sopperire a questa esigenza in questi due anni per  mantenere
  inalterati  o,  addirittura, migliorare i livelli di qualità  delle
  cure  si  è dovuto ricorrere molto spesso ad implementazioni  delle
  dotazioni  organiche attraverso gli strumenti normativi  in  vigore
  quali  assunzione  a  tempo determinato, le uniche  consentite  per
  legge  in  vigenza  del  blocco  dei  concorsi,  inducendo  ad  una
  precarietà  non  voluta  che  non fa bene  certo  ai  lavoratori  e
  all'efficienza del sistema in cui operano.
   Numerosi confronti da me sostenuti con le istituzioni ministeriali
  e  con  gli organi di controllo della Corte dei Conti per sostenere
  il  principio  irrinunciabile del turn over nel  sistema  sanitario
  regionale essendo la Regione uscita dai piani di rientro ma entrata
  responsabilmente e, facoltativamente, nei programmi operativi e  di
  consolidamento dei risultati essendo in questa fase di rilancio del
  miglioramento della qualità dei servizi ad invarianza dei costi  ha
  sortito   l'effetto,  nonostante  i  ministeri   della   salute   e
  dell'economia  hanno  più volte, in sede di verifica,  riconosciuto
  tali  progressi,  ha sortito l'effetto, dicevo,  di  una  audizione
  della  sottoscritta e di una conseguente pronuncia della Corte  dei
  Conti che, nel ribadire il principio del blocco del turn over nella
  nostra  Regione, ha, di fatto, paradossalmente inibito qualsivoglia
  operazione di stabilizzazione anche isorisorse.
   Per  questo  motivo,  oggi,  ospedali  e  territorio,  pubblici  e
  privati,  rischiano  di  non  reggere  all'impatto  derivante   sia
  dall'accrescimento della domanda di salute che dall'introduzione di
  nuovi  modelli  assistenziali e organizzativi che,  senza  adeguati
  organici  quali  quantitativi,  non possono  esplicare  appieno  le
  funzioni per le quali sono stati realizzati, perdendosi in tal modo
  i  benefici dell'implementazione di un processo di riqualificazione
  che  ha  visto  innegabilmente in sanità i più  evidenti  segni  di
  cambiamento.
   Tuttavia, in considerazione delle forti criticità che insidiano la
  stabilità  del nostro sistema economico-finanziario, non può  dirsi
  definitivamente scongiurato - e questo mi sento di sottolinearlo  -
  il  paventato possibile ritorno della Sicilia, e non solo di  essa,
  ma questo chiaramente non ci consola, ai piani di rientro, che sono
  ai limiti, come dimostra la storia più recente, della sostenibilità
  della garanzia dei LEA e della competitività.
   Il sistema nostro - posso dire senza alcun infingimento - è pronto
  ad affrontare la sfida purché si pensi a criteri più perequativi  a
  livello  centrale  nella  distribuzione  delle  risorse  di   Fondo
  sanitario nazionale, a garanzia dei tanto evocati omogenei  livelli
  di assistenza in tutto il territorio nazionale, e purché, sempre  a
  livello  ministeriale, vengano trasferite alla  Sicilia  le  dovute
  risorse su atti di programmazione da tempo autorizzati e non ancora
  messi in esecuzione per investimenti finalizzati all'ammodernamento
  dell'edilizia  sanitaria che, unitamente ai fondi  strutturali  per
  l'innovazione tecnologica, sono indispensabili e irrinunciabili per
  l'efficientamento   strutturale  e  infrastrutturale   della   rete
  sanitaria regionale.
   Pure in questo difficilissimo contesto, sono stati attivati da  me
  tutti  gli  strumenti  necessari  per  garantire  l'equilibrio  tra
  risorse  disponibili e il miglioramento dei servizi, grazie,  però,
  ad  una sempre matura attenzione di programmazione ma, soprattutto,
  e per questo mi sento di ringraziarli tutti quegli operatori validi
  e onesti ma anche degli stessi cittadini che hanno tollerato - e in
  alcuni casi sopportato - le disfunzioni che possono ingenerarsi  in
  un cantiere sempre aperto e con i lavori in corso.
   Alcuni  cenni  di contesto mi erano doverosi anche per  rammentare
  una  serie  di  difficoltà  che hanno appesantito  il  mio  mandato
  assessoriale  fin qui condotto durante il quale anche  la  semplice
  sostituzione di un dirigente, ha costituito elemento di  resistenza
  di una parte della politica e  di una parte della stessa burocrazia
  che è ostile al cambiamento.
   Non  meno  rilevante  per  importanza, è  stato  il  problema  del
  personale che opera in posizione di comando nell'Assessorato  della
  salute  e  che  ha condotto le principali attività che  oggi  hanno
  implementato  i piani di consolidamento. Ancorché si tratti  di  un
  Assessorato   che   naturalmente  si  avvale   di   professionalità
  specifiche,  carenti  nella Pubblica amministrazione  e  che  hanno
  senza  dubbio  costituito  la fucina di idee  e  la  leva  pulsante
  dell'innovazione in sanità.
   Compatibilmente con le esigenze di contenimento della  spesa,  una
  accurata   selezione   anche  in  questo   settore,   non   potendo
  l'Amministrazione da me diretta permettersi battute d'arresto,  non
  ho  potuto disconoscere chi si è speso professionalmente  e  ci  ha
  messo  la faccia, anche nella logica improntata al lavoro di equipe
  e  allo  scambio  dell'esperienze e delle competenze  professionali
  sulla  quale  logica  deve improntarsi l'attività  di  un  ramo  di
  amministrazione che richiede una elevata competenza tecnica.
   Anche  la vicenda delle procedure di selezione dei manager  induce
  ad una riflessione.
   La   procedura   nata  da  un  principio  di  trasparenza   e   di
  valorizzazione del merito si è trasformata in uno sterile dibattito
  politico   che  ha  significativamente  dilazionato  i   tempi   di
  conclusione del procedimento, allorquando la scelta sui manager è e
  resta pur sempre - lo sottolineo ancora una volta - un atto di alta
  amministrazione mosso dal principio di  intuitu personae  che  vede
  solo  ed  esclusivamente nell'elenco degli  idonei  l'unico  elenco
  giuridicamente   vincolante,  a  fronte  di   una   selezione   non
  concorsuale  che  aveva  lo  scopo  solo  di  fornire  al  ramo  di
  amministrazione ulteriori e non vincolanti elementi di  valutazione
  utili  alla  scelta  delle  professionalità  più  adeguate.  Questo
  principio, per altro, trova per il futuro piena rispondenza  in  un
  orientamento giurisprudenziale oltre che nelle prossime innovazioni
  normative sul settore.
   Mi  appello  pertanto,  andando forse  oltre  le  mie  individuali
  intenzioni, ad una politica illuminata perché agevoli e  compia  le
  proprie  valutazioni e le proprie scelte con  animo  libero  e  con
  l'onere morale del ruolo e della responsabilità di chi è tenuto  ad
  essere  al  servizio della collettività, perché ci si  opponga  con
  fermezza e con coscienza agli atteggiamenti di chi vuole conservare
  lo  status  quo  salvando  qualche reparto  ospedaliero  inutile  e
  costoso  se non addirittura pericoloso, perché le scelte in  sanità
  hanno un effetto moltiplicatore incontenibile, ne paghiamo tutti le
  spese,  e  se  non  oggettivamente  supportato,  anche  sul   piano
  culturale, volendo dare per dovuto il rispetto per le regole queste
  generano   malessere,  sfiducia,  demotivazione,  se   non   quando
  addirittura divengano cause di mala sanità e perfino di morte.
   Passo  quindi  alla  trattazione dell'attività  condotta  dal  mio
  Assessorato  nella  circostanza  dell'evento  che  qui  ci   occupa
  relativamente al decesso della piccola Nicole.
   Voglio  da subito precisare che in data 12 febbraio ultimo scorso,
  mentre mi trovavo presso la sede del Ministero della Salute per  un
  incontro istituzionale, ho appreso intorno alle 13.30 a mezzo degli
  organi  di  informazione e di Stampa, della notizia del decesso  di
  una  neonata, Nicole Di Pietro, nata presso la casa di cura Gibiino
  di  Catania, avvenuto durante il trasporto della bimba in ambulanza
  diretto presso l'ospedale  Paternò Arezzo' di Ragusa.
   Dopo  la  comunicazione  da parte delle  tre  aziende  ospedaliere
  dell'area  metropolitana di Catania e dell'ASP di  Siracusa,  della
  indisponibilità  di  posti  letto di terapia  intensiva  neonatale,
  indisponibilità acquisita direttamente dal personale della Casa  di
  cura,  in  parte  su  chiamata diretta in parte  su  chiamata  alla
  Centrale operativa del 118 allertata dalla Casa di cura medesima.
   Non  appena  acquisita  la notizia, già  oggetto  come  dicevo  di
  inchiesta  giudiziaria  da parte delle  Procure  di  Catania  e  di
  Ragusa,  ho  tempestivamente avvertito, tra le 14.00  e  le  15.30,
  direttamente  i  miei  uffici di diretta  collaborazione  ma  prima
  ancora  i  direttori generali delle aziende interessate  che  hanno
  appresso da me la notizia.
   Ho  immediatamente dato disposizioni di avviare indagini ispettive
  a  partire  dalla  richiesta,  fatta in  pari  data,  di  relazioni
  puntuali sia da parte delle stesse Aziende interessate che da parte
  della Casa di cura in questione.
   Contestualmente,   sempre  nella  serata,  ho  inoltrato   formale
  richiesta  alla  signora  ministro della salute  Beatrice  Lorenzin
  notiziandola  di  quanto  stavo  avviando  in  relazione  al  grave
  accadimento nonché per richiedere come già fatto in altri casi,  di
  potere   effettuare  una  ispezione  congiunta   con   gli   organi
  ministeriali   per   analizzare  tutte   le   fasi   del   percorso
  assistenziali  e  la  rispondenza dello stesso  agli  indirizzi  di
  programmazione nazionale e regionale
   La  stessa  sera  ho  convocato con urgenza,  per  l'indomani,  un
  vertice  con  i  dirigenti generali del mio  assessorato  e  con  i
  direttori  generali  e  sanitari  delle  aziende  interessate   ivi
  compresa la Casa di cura Gibiino di Catania.
   Raggiunta  di fronte alla sede del Ministero della salute  da  una
  equipe  di  giornalisti ho riferito alla Stampa sia in quella  sede
  che  nelle  giornate successive soltanto ciò che stavo  ponendo  in
  essere in relazione a quanto accaduto.
   Nel  giro di poche ore prima del mio rientro a Palermo, ho appreso
  dagli  organi  di  Stampa  che  il  Ministro  avrebbe  inviato  gli
  ispettori  in  Sicilia per far luce sulla corretta  erogazione  dei
  livelli  essenziali  ed assistenza da parte del  sistema  sanitario
  regionale.
   In  data  13  febbraio si è svolta nei locali dell'Assessorato  la
  riunione   convocata   il  giorno  prima  cui  hanno   partecipato,
  puntualmente,  i  direttori  generali dell'Azienda  policlinico  di
  Catania  dell'Arnas Garibaldi, dell'Azienda ospedaliera Cannizzaro,
  il  responsabile della Centrale operativa del 118 di Catania  e  il
  direttore sanitario della Casa di cura Gibiino per acquisire  tutti
  gli  elementi  necessari a ricostruire l'evento del  decesso  della
  neonata  avvenuto  nella notte tra l'11 e il  12  febbraio,  nonché
  tutti gli elementi necessari all'individuazione dei singoli livelli
  di  responsabilità  nel  percorso assistenziale  e  sanitario.  Era
  presente  anche una compagine assessoriale costituita  da  tutti  i
  dirigenti delle strutture competenti per materia.
   Ho  aperto  i  lavori  esprimendo  agli  intervenuti  un  profondo
  disappunto  e una profonda amarezza per quanto accaduto.  Ho  fatto
  presente  che  questa  riunione  nasceva  dall'esigenza   di   fare
  immediatamente chiarezza su un evento così grave e ho rammentato ai
  presenti  di avere già chiesto al Ministro della salute  di  potere
  avviare  l'attività  ispettiva congiuntamente  con  la  delegazione
  ministeriale,  stante,  peraltro,  l'affiancamento   dello   stesso
  ministero,  in  questi  anni,  anche  nella  redazione  degli  atti
  programmatici  e  nella  validazione degli stessi  nell'ambito  dei
  programmi operativi triennali.
   Ho   espresso   profondo  rammarico,  sul   piano   personale   ed
  istituzionale per i fatti accaduti che, oltre a scuotere in maniera
  irreversibile  un nucleo familiare, obbligano tutte le  istituzioni
  ai  vari  livelli  ad un'analisi puntuale delle fasi  del  processo
  assistenziale e della programmazione all'interno della  quale  tali
  percorsi si collocano.
   Mi  è  doveroso, preliminarmente, descrivere i fatti partendo  dal
  presupposto  che  è  da  tempo  vigente  nella  nostra  Regione  la
  programmazione  della rete dei punti nascita,  delle  neonatologie,
  delle  emergenze neonatali e materne, alla cui coerenza le  aziende
  sanitarie  pubbliche e private, sono tenute nella  definizione  del
  proprio  assetto  interno,  sia  sotto  il  profilo  dei  requisiti
  strutturali ma anche di quelli tecnologici e organizzativi, per  il
  quale aspetto le stesse aziende, nelle direzioni strategiche,  sono
  direttamente responsabili sotto il profilo gestionale.
   Ricordo  che  la  Sicilia  è stata tra le  prime  regioni  a  dare
  attuazione  all'accordo  Stato-Regioni  del  2010,  allineando   la
  propria  programmazione nell'area materna infantile  agli  standard
  nazionali.
   Ne  formano oggetto numerosi provvedimenti assessoriali  alla  cui
  definizione  hanno contribuito professionisti del settore,  società
  scientifiche, esperti dell'Agenzia nazionale dei servizi sanitari e
  che  sono stati puntualmente sottoposti a validazione da parte  dei
  competenti organi ministeriali prima ancora della loro adozione.
   In particolare, nell'area materna infantile in conformità al piano
  sanitario  regionale per gli anni 2011-2013, è stata  riorganizzata
  la  rete  dei  punti nascita che ha previsto l'implementazione  dei
  percorsi  per migliorare la qualità, la sicurezza, l'appropriatezza
  degli  interventi assistenziali nel percorso nascita e ridurre,  al
  contempo,  l'utilizzo del taglio cesareo che ha visto,  solo  negli
  ultimi  tre anni, un trend di riduzione significativo partendo  dal
  39,13 per cento nel 2010 al 28 per cento   circa nel 2013, rispetto
  al valore atteso del 20 per cento.
   Tale  piano ha previsto la razionalizzazione progressiva dei punti
  nascita per tendere allo standard del numero di mille parti  l'anno
  nonché  l'abbinamento per pari complessità di attività delle  unità
  operative   ostetrico-ginecologiche   con   quelle   neonatologiche
  pediatriche, riconducendo a due i livelli assistenziali, oltre  che
  l'attivazione,  completamento  e messa  a  regime  del  sistema  di
  trasporto materno assistito e neonatale d'urgenza.
   Con  lo  stesso  provvedimento  è  stato,  inoltre,  definito   il
  protocollo  operativo  di dettaglio per l'attivazione  dei  servizi
  STEN  e  STAM, appunto di trasporto materno assistito e  neonatale,
  per  realizzare  tra  l'altro  il collegamento  funzionale  tra  le
  strutture ospedaliere e tra queste e quelle territoriali nonché con
  le reti di emergenza-urgenza del 118 che ne cura il trasporto.
   Con  decreto del 2012 è stato istituito il Comitato regionale  del
  percorso  nascita, che è l'omologo collegio che  è  presente  nelle
  regioni rispetto al Comitato del percorso nascita nazionale che  si
  dirama nel Comitato del percorso nascita aziendali e locali  cui  è
  rimessa,  nelle  tre  aree,  orientale, centrale,  occidentale,  il
  governo  delle attività legate alla riorganizzazione  del  percorso
  nascita, ivi compresa la formazione degli operatori.
   Uno  specifico tavolo tecnico da me istituito ha avuto il  compito
  di  divulgare le raccomandazioni sulla prevenzione della  mortalità
  materna nonché si è proceduto, proprio in questi ultimi mesi, anche
  alla   definizione  di  un  piano  per  la  riqualificazione  delle
  neonatologie e delle unità di terapia intensiva neonatale sotto  il
  profilo dei requisiti organizzativi e tecnologici.
   Nell'ambito degli obiettivi di Piano sanitario nazionale  è  stato
  avviato   un   progetto  per  l'attivazione  della   partoanalgesia
  epidurale presso tutti gli ospedali sede di punto nascita.
   Al  fine, inoltre, di valorizzare le interdipendenze tra le  varie
  attività  territoriali ospedaliere, i consultori  familiari  e  gli
  altri  servizi  che  operano  nell'area materno-infantile  è  stato
  definito  un  apposito strumento a supporto  della  gravida,  il
  Quaderno della gravidanza'.
   Con delibera di Giunta del 7 agosto 2013 il Governo regionale,  su
  mia  proposta, ha disposto che le Aziende sanitarie completino, nel
  rispetto  degli standard di sicurezza, il potenziamento  dei  punti
  nascita   previsti  nella  programmazione  regionale,   assicurando
  l'adeguamento  degli  organici e ricorrendo a tutti  gli  strumenti
  previsti dalla normativa vigente estendendo tali indicazioni  anche
  ai  punti  nascita  di area critica con eccezionali  difficoltà  di
  accesso. Il medesimo atto di indirizzo prevede anche che le aziende
  si  attivino  prontamente per il completamento dei posti  letti  di
  rianimazione ancora non attivi.
   Nel  corso  del  2014  è stato strutturato, in collaborazione  con
  l'agenzia  nazionale  per  i  servizi sanitari,  uno  strumento  di
  valutazione  informatizzato, la checklist, unica regione  ad  avere
  attuato  questo  strumento, per la valutazione  dei  punti  nascita
  basato su 40 standard per circa 150 elementi misurabili nelle  aree
  della  competenza  del  personale,  della  pratica  clinica,  della
  sicurezza    della    madre    del    neonato,    dell'informazione
  dell'educazione sanitaria, nella valutazione e pianificazione della
  cura,  del travaglio e del parto, nella gestione e nell'uso  sicuro
  dei farmaci in gravidanza, prevenzione e controllo delle infezioni,
  gestione della cartella clinica e comunicazione, ambiente sicuro  e
  miglioramento della performance.
   Nel  mese  di  settembre 2014 è stata fatta una prima  valutazione
  sulla  totalità  dei  punti nascita e sono stati  predisposti,  per
  ciascuno  di  essi,  piani di miglioramento con la  definizione  di
  azioni,   tempi,   livelli  di  responsabilità  e   indicatori   di
  monitoraggio. Non manco di sottolineare ancora una volta che  tutti
  gli  stati  di avanzamento degli atti di programmazione sono  stati
  posti  a  conoscenza dei Ministeri e dell'Agenzia nazionale  per  i
  servizi sanitari nell'ambito della verifica dei piani operativi. In
  particolare,  per  quanto  attiene  l'attivazione  della  rete  del
  trasporto neonatale in emergenza, è stato previsto il completamento
  dell'intera  rete  entro i sei mesi successivi  alla  comunicazione
  avvenuta ad ottobre 2014. Il che significa che noi, entro aprile di
  quest'anno,  dobbiamo completare la rete dello STEN coprendo  anche
  il  territorio  di  Catania che, voglio sottolinearlo,   in  questo
  momento  effettua comunque i trasferimenti neonatali  in  emergenza
  con  le  ambulanze del 118 e le termoculle in dotazione  delle  tre
  aziende ospedaliere sede di unità di terapia intensiva neonatale.
   In   merito   alla  particolare  fattispecie,  nella  nuova   rete
  ospedaliera regionale, di recente pubblicazione, è stato  mantenuto
  un  numero  di posti letto di terapia intensiva neonatale  e  delle
  relative  unità  di  terapia intensiva  in  misura  superiore  allo
  standard  nazionale,  avuto riguardo alle  peculiarità  orografiche
  della  regione. Attualmente risultano attivi 114 posti  letto  UTIN
  rispetto   agli  80  che  risulterebbero  dall'applicazione   degli
  standard  nazionale, mentre ne sono stati programmati  nella  nuova
  rete 150, al fine di realizzare, ancorché è previsto l'accorpamento
  di  unità  operative, maggiore equilibrio nella  distribuzione  dei
  posti  letto  tra  i  due  bacini orientale  ed  occidentale  della
  Sicilia.  In  particolare, il bacino orientale ha attivi  68  posti
  letto,  quello  occidentale  46.  Partire  da  tali  presupposti  è
  fondamentale   per  inquadrare  il  contesto  e   per   analizzare,
  oggettivamente  e  con  obiettività i dati  risultanti  dai  flussi
  informativi che sono assolutamente ufficiali perché sono quelli che
  implementano  il sistema informativo nazionale. Questo  lo  preciso
  anche  al  fine  di  rispondere a talune  dichiarazioni  improvvide
  apparse sulla Stampa da parte di qualche operatore riguardo ad  una
  presunta  dichiarata  insufficienza  del  numero  dei  posti  letto
  attivati   nel  bacino  orientale  oltre  che  i  paventati   tagli
  indiscriminati in sanità.
      Peraltro,  la  stessa  società  italiana  di  neonatologia   ha
  sollecitato  la  Regione a ricondurre allo  standard  nazionale  il
  numero  dei posti letto UTIN, riducendoli quindi di numero,  mentre
  l'amministrazione responsabilmente ha ritenuto in questa prima fase
  di individuare un numero di posti letto superiore allo standard che
  prevede un posto letto ogni 750 nati.
   A parte i dati di contesto legati alla programmazione regionale, è
  necessario  distinguere  gli  aspetti legati  alla  gestione,  alle
  procedure,  alle  fasi  che  si sono  susseguite  nel  percorso  di
  assistenza  della  piccola Nicole e che chiamano in  causa,  questi
  ultimi, tutte le strutture coinvolte nel caso a partire dalla  casa
  di  cura  Gibiino  di  Catania, individuata nella  rete  dei  punti
  nascita  come  centro nascita di primo livello  i  cui  criteri  di
  accreditamento  sono quelli previsti dall'intesa Stato-Regioni  del
  2010 e dalle conformi linee guida regionali che non prevedono tra i
  requisiti  obbligatori  di accreditamento la  presenza  di  terapia
  intensiva  neonatale,  come invece è prevista  nei  centri  hub  di
  secondo  livello.
   Ritornando al caso in specie, in sede di riunione è stato  chiesto
  al  Direttore sanitario della casa di cura Gibiino di  conoscere  e
  documentare  i  fatti accaduti nella considerazione che  nonostante
  fossero  trascorse  oltre 24 ore dall'evento, e  nonostante  già  a
  distanza   di   poche  ore  dall'evento  stesso  si  paventava   un
  commissariamento  della  Regione, gli uffici  dell'assessorato  non
  avevano   ancora   acquisito  elementi  ufficiali   dalle   aziende
  interessate  benché  richiesti nell'immediatezza  dell'acquisizione
  della notizia, oltre a quelli appresi dagli organi di Stampa.
   In  particolare,  è stato richiesto alla Casa di Cura  Gibiino  di
  fornire apposita relazione clinica sulle condizioni di salute della
  mamma  e  della  neonata, di fornire con precisione l'orario  della
  nascita, nonché della chiamata alla centrale operativa del 118,  se
  la  neonata  prima  del  trasferimento  fosse  stata  sottoposta  a
  regolare  stabilizzazione e se fosse stata richiesta alla  centrale
  operativa  l'attivazione dello STEN di fornire, inoltre,  specifici
  elementi  in ordine al servizio di trasporto autonomamente attivato
  dalla  Casa  di  cura e quindi anche l'atto di convenzione  con  la
  Croce  Verde,  l'ente  cui si sono rivolti,  se  fossero  stati  di
  recente  verificati  e  controllati i  requisiti  di  idoneità,  se
  fossero state attivate le procedure relative al trasporto neonatale
  e  se fossero stati assunti i contatti col responsabile del rischio
  clinico  dell'Azienda Sanitaria provinciale, se  è  stato  riferito
  dalla  Casa  di  Cura  qualcuno  dei  criteri  clinici  che  poteva
  determinare l'attivazione dello STEN  e ricovero in UTIN al momento
  della chiamata al 118.
   Il  Direttore  sanitario della Casa di cura ha  risposto  che  non
  aveva al momento una relazione in merito agli eventi occorsi e  che
  l'avrebbe  fatta pervenire non appena pronta anticipando  però,  in
  quella  sede,  solo ciò che gli era stato riferito  dal  ginecologo
  presente  al  parto  e cioè che la mamma era in  ottime  condizioni
  cliniche, che non aveva patologie particolari, che aveva avuto  una
  gravidanza regolare per nove mesi fino alla fase espulsiva e che lo
  stesso  è  avvenuto  in  partoanalgesia, in  modo  naturale,  senza
  induzione  farmacologica  e inoltre che la  partoriente  era  stata
  monitorata in tracciato cardiotocografico. Ha aggiunto che l'equipe
  sanitaria era completa al momento del parto, ha riferito,  inoltre,
  che  la  bambina appena nata presentava condizioni critiche e  come
  riferitogli dal neonatologo appena consegnata alle sue cure è stata
  rianimata,  in  quanto  già presentava insufficienza  respiratoria,
  provvedendo quindi alla sua stabilizzazione.
   Ha  riferito, inoltre, che la bambina è stata intubata e che  sono
  state  attivate  tutte  le  procedure  per  il  trasferimento.   Ha
  riferito,  ancora,  dell'ora del parto  avvenuto  all'01.18,  della
  chiamata  del neonatologo al 118 avvenuta all'01.38 per la  ricerca
  di  un  posto  in  UTIN e della risposta definitiva  data  dal  118
  avvenuta tra l'01.55 e le 02.00 sulla disponibilità di un posto  in
  UTIN  a Ragusa, nonché della partenza dell'ambulanza privata  della
  Croce  Verde  attivata dalla stessa Casa di cura  avvenuta  intorno
  alle  02.30,  ben oltre un'ora e venti minuti dalla  nascita  della
  bambina.
   Si  fa  notare anche come la scelta dell'ambulanza in  convenzione
  con  la  Casa  di  cura  sia  una  scelta  consentita  dalle  norme
  attualmente  in  vigore, purché sussistano  tutti  i  requisiti  di
  certificabilità del mezzo e che ci sia naturalmente l'equipe medica
  a  bordo. Il fatto di non chiamare un mezzo pubblico significa  che
  l'equipe medica a bordo è la medesima di quella che ha assistito al
  momento  del  parto  e quindi è una equipe di personale  dipendente
  dalla stessa Casa di cura.
   Abbiamo  chiesto  anche come mai l'ambulanza fosse  partita  oltre
  un'ora dopo dalla nascita della bambina. Il Direttore sanitario  si
  è  riservato di far pervenire successivamente dettagliata relazione
  in  merito.  Lo stesso Direttore ha precisato che la ricerca  della
  Casa  di cura era esclusivamente limitata alla ricerca di un  posto
  in  terapia  intensiva in ospedale di Catania  per  un  neonato  in
  condizioni  critiche e che non essendo stata fornita  disponibilità
  di posti da parte degli ospedali catanesi e da parte dell'Umberto I
  di  Siracusa  nonché alla disponibilità comunicata dal  118  di  un
  posto UTIN a Ragusa, l'ambulanza in convenzione con la Casa di cura
  con  a  bordo  l'anestesista e il neonatologo si  è  avviata  verso
  l'ospedale  di Ragusa e che durante il trasferimento è avvenuto  il
  decesso.
   Ha  riferito,  inoltre, in quella sede, di non conoscere  l'orario
  esatto  dello  stesso decesso perché non aveva ancora acquisito  il
  documento da parte dell'equipe presente in ambulanza.
   Faccio  notare al riguardo come la documentazione clinica prodotta
  dall'equipe  medica a bordo dell'ambulanza ci sia stata  fornita  a
  pochi  minuti  dopo  dal  Direttore  Generale  dell'ASP  di  Ragusa
  all'interno  della cui competenza territoriale ricade  il  presidio
  ospedaliero  Paternò Arezzo' che ha accolto la salma della bambina.
  Alla domanda se il neonatologo fosse presente nella Casa di cura al
  momento del parto il Direttore sanitario ha risposto che lo  stesso
  ha  un orario reperibile e che viene chiamato dalla struttura  ogni
  volta  una donna  si prepara al travaglio. Ha riferito inoltre  che
  non  era  stata  richiesta attivazione dello STEN  perché  rispetto
  all'attivazione dello stesso era stata formulata, a suo tempo,  una
  nota al policlinico di Catania alla quale ha precisato di non avere
  avuto  mai  risposta  e  che la cartella clinica  fosse  stata  già
  oggetto  di  sequestro ma che ne avrebbe fatto pervenire  copia  in
  assessorato insieme alla relazione clinica.
   Alla  richiesta  inoltre da parte dei funzionari  dell'assessorato
  sull'esistenza  di  una scheda di trasporto,  ha  risposto  di  non
  saperlo e che avrebbe chiesto al neonatologo.  Ha riferito anche di
  non sapere se fosse stata fatta verifica sulle attrezzature a bordo
  da parte del medico e che produrrà copia della convenzione, il dato
  relativo  alla  verifica degli standard e alla  compilazione  della
  check list in particolare per l'ambulanza intervenuta.
   Al  responsabile  della centrale operativa del 118  di  Catania  è
  stato  chiesto  di acquisire la registrazione delle chiamate,   che
  sono adesso in nostro possesso, l'oggetto specifico della richiesta
  fatta  all'operatore  del 118, il motivo della mancata  attivazione
  dello  STEN,  come mai la scelta di Ragusa e non di altri  nosocomi
  previsti  in altre province ma a minore distanza, e se fosse  stato
  riferito  dalla  Casa  di  cura qualcuno dei  criteri  clinici  che
  potevano determinare l'attivazione del trasporto in emergenza.
   La  dottoressa Bartoli, responsabile della centrale  operativa  di
  Catania,  ha risposto che l'operatore ha effettuato la  ricerca  di
  posti  in tutti gli ospedali della macro area afferente la centrale
  operativa,  compreso l'ospedale di Ragusa, che ne fa parte,  ed  ha
  prodotto   quindi   relazione  di  servizio  e  la    registrazione
  telefonica delle chiamate.
   L'oggetto della richiesta, ha ribadito, essere stato quello  della
  disponibilità  di un posto letto in UTIN ma  soltanto  dalla  prima
  chiamata  ho  potuto verificare che effettivamente  il  medico  che
  aveva  in  cura  la bambina aveva in qualche modo rappresentato  le
  gravi condizioni critiche della stessa .
   E'  stato inoltre richiesta alla stessa centrale operativa, ma  la
  richiesta   è   stata   estesa  a  tutte  le   centrali   operative
  nell'immediatezza dell'accaduto, delle procedure seguite,  interne,
  per  la  comunicazione della disponibilità dei posti letto in  area
  critica.
   I  direttori generali delle aziende ospedaliere sono stati  invece
  invitati  a  rispondere  ai  seguenti punti:   eventuali  procedure
  interne  e chi riferisce della mancanza dei posti letto;  se  viene
  chiesto delle condizioni cliniche del paziente; se è stata valutata
  l'ipotesi  di  spostare pazienti ricoverati in  UTIN,  meno  gravi,
  verso  altri reparti, come sub-intensiva, neonatologie,  pediatrie,
  se  è stata implementata la procedura per il trasporto neonatale  e
  quanti  posti  siano  a  disposizione  e  quanti  occupati  sia  di
  intensiva che di sub-intensiva, quali sono gli interventi  attivati
  nell'immediata acquisizione della notizia.
   Voglio precisare, a questo riguardo, che ad oggi siamo in possesso
  di  tutti  questi elementi e che sono stata io stessa a predisporre
  tra  il sabato e la domenica tutta la documentazione per consentire
  alla Commissione ispettiva l'immediata operatività già a partire da
  lunedì sedici.
   Il  direttore generale dell'Arnas Garibaldi di Catania ha riferito
  che  la  responsabile  del  reparto UTIN ha  ricevuto  la  chiamata
  dall'operatore  del 118 tra l'01.30 e le 02.00  e  che  senza  dire
  delle condizioni del paziente chiedeva soltanto la disponibilità di
  un  posto UTIN. Ha riferito, altresì, che i posti letto attivi sono
  18  e  che in quel momento la struttura era in overbooking  con  23
  pazienti  ricoverati di cui 4 in isolamento, 10 in  intensiva,  gli
  altri  in  sub-intensiva e che inoltre i tempi di degenza medi  non
  sono  particolarmente lunghi e che nel 2014 il  51  per  cento  dei
  pazienti erano outborn, cioè provenienti da altre province.
   Il  direttore  generale  dell'azienda policlinico  di  Catania  ha
  riferito che la richiesta è pervenuta alla sua struttura alle 11.40
  e  che  anche  questa richiesta era semplicemente finalizzata  alla
  disponibilità  del  posto letto in UTIN e ha fornito  dichiarazioni
  del  medico  di guardia della neonatologia del presidio ospedaliero
   Santo  Bambino'. Ha fatto presente, altresì, che al momento  della
  richiesta vi erano complessivamente 18 ricoverati e che in UTIN  vi
  erano 5 ricoverati a fronte di 4 posti attivi.
   Voglio  precisare,  anche  in questa circostanza,  che  si  stanno
  esaminando  a  cura della Commissione congiunta tutte  le  cartelle
  cliniche  dei pazienti ricoverati al momento della chiamata  e  che
  questa indagine è ancora in corso e che quelle comunicate oggi  dal
  Ministro della salute e che io oggi riferirò in quest'Aula sono  le
  prime rilevazioni dell'attività della Commissione che ancora  è  al
  lavoro  e  che soltanto tra le giornate del 16 e del 17  ha  potuto
  compiere   le  visite  ispettive  in  loco  prelevando   tutta   la
  documentazione clinica che in questo momento è oggetto di controllo
  in particolare sull'appropriatezza dei ricoveri.
   Anche  i ricoveri in UTIN, rispondo a dei criteri di ingresso,  ma
  vengono  applicate  delle scelte anche di discrezionalità  rispetto
  alla  possibilità di dimissioni protette, in modo tale da  favorire
  l'avvicendamento del turn over.
   In  merito alla circostanza della mancata disponibilità dei  posti
  letto,  ho  fatto  -   devo dire anche con  veemenza  -  più  volte
  presente ai direttori generali delle Aziende sanitarie, che abbiamo
  già  dal 2010 delle linee guida che disciplinano le procedure ed  i
  protocolli  che devono seguire le centrali operative per comunicare
  la  disponibilità  di posti letto in area critica,  intendendo  per
  area  critica anche le unità di terapia intensiva neonatale,  oltre
  che  le  UTIC, le cardiochirurgie, le neurochirurgie ed  il  Centro
  ustioni.
   In  queste linee guida, già dal 2010 è previsto che i posti letto,
  in  caso  di condizioni particolari di urgenza e necessità, possono
  essere   aumentati   al   bisogno,  sulla  base   di   disposizioni
  dell'accettante, o della direzione sanitaria.
   Inoltre, il rifiuto del ricovero per mancanza di posti letto è  un
  illecito  e  configura  il  reato di omissione  di  soccorso  e  di
  omissione di atti di ufficio. E' ipotizzabile, inoltre, il reato di
  interruzione di servizio di pubblica necessità.
   Le  stesse  linee  guida  definiscono in  maniera  inequivocabile,
  laddove  ricorrano tali condizioni, le procedure  da  attivarsi  in
  loco o ai fini del trasporto.
   Nel corso della riunione è stato più volte ribadito che lo spirito
  della  riforma  sanitaria  si  basa sul  concetto  dei  livelli  di
  intensità di cure e che il sistema sanitario deve essere un sistema
  inclusivo che, nella fattispecie, una struttura ospedaliera sede di
  100  hub, non può rimanere ancorata al sistema del posto letto,  ma
  debba  riferirsi  alla  presa  in carico  del  paziente,  alla  sua
  accoglienza e poi, deciderne l'eventuale trasferimento.
   Gli  stessi direttori generali hanno ammesso, in quella sede,  che
  se  la  piccola  Nicole  fosse arrivata  al  pronto  soccorso,  non
  avrebbero potuto non accoglierla ed erogare l'assistenza dovuta.
   Vi  devo dire che questa circostanza, nonché questa asserzione  da
  parte  dei direttori generali, mi ha molto indisposto perché non  è
  possibile  fare  delle differenze lessicali fra mancanza  di  posti
  letto  e   rifiuto al ricovero un elemento discriminante che  possa
  modificare  l'esito anche di un'aspettativa di  vita,  per   quanto
  assai precaria, in questo caso.
   Una  circostanza di rilievo, ai fini dell'attività di verifica nel
  percorso assistenziale della piccola Nicole, risiede nel fatto  che
  tutti  i  manager  delle Aziende coinvolte, come  vi  dicevo,  sono
  concordi  nel  ritenere che se l'accesso del paziente critico  alle
  loro  strutture,  fosse  venuto attraverso il  pronto  soccorso,  a
  prescindere  dalla  disponibilità  dei  posti  letto,  si   sarebbe
  garantita l'assistenza.
   Altro  elemento rilevante che, allo stato delle attività  condotte
  dall'assessorato   direttamente  e  dalla   Commissione   congiunta
  Ministero-Regione, cui hanno partecipato anche  i  carabinieri  dei
  NAS, non è stato possibile accertare le ragioni per le quali non si
  sia ritenuto, da parte della Casa di cura, attesa l'indisponibilità
  dei  posti  letto  e la gravità della circostanza,  di  portare  la
  bambina al pronto soccorso di uno dei tre nosocomi.
   Questa  circostanza non abbiamo potuto verificarla in  quanto,  il
  medico che ha preso in cura la bambina, ha chiesto di poter parlare
  solo ed esclusivamente con la compagine ministeriale che compone la
  Commissione  congiunta, escludendo i nostri funzionari dall'ascolto
  dell'audizione.
   Questa  domanda rimane ancora assolutamente da noi priva di alcuna
  risposta,   nonostante  nell'ascolto  della   registrazione   delle
  chiamate  sia assolutamente evidente come ci fosse un intendimento,
  da  parte della Casa di cura di forzare, questo è il termine che ha
  utilizzato   il   medico,  l'ingresso  al   pronto   soccorso   del
  Policlinico,  tanto  da aver detto alla stessa Centrale  operativa,
  per  il  tramite  del personale della casa di cura,  di  avere  già
  provveduto.
   In  realtà  al  Policlinico la bambina non è mai giunta.  In  ogni
  caso,  un altro elemento di rilievo che non abbiamo potuto  fare  a
  meno di sottolineare è l'importanza della comunicazione nel governo
  del rischio clinico.
   Ogni  operatore,  anche  chi risponde al  telefono,  ha  un  ruolo
  fondamentale  nel determinare la probabilità che  un  evento  possa
  trasformarsi in un evento avverso. La comunicazione non può  essere
  scritta nelle procedure.
   Ci  sono  degli  aspetti  che  si  ascrivano  esclusivamente  alla
  sensibilità   individuale  degli  operatori,   alla   capacità   di
  richiedere  anche  informazioni suppletive o di rispondere  con  un
  tono  che, certamente, può indurre maggiore conforto e non assoluta
  estraneità  alla  gravità dei fatti, così come  appare  dalla  voce
  dell'operatore.
   Voglio  sottolineare a tal riguardo che quanto ho finora segnalato
  è   stato   oggetto   di   pesanti  censure  attraverso   specifici
  provvedimenti  che  sono stati da me rivolti, tra  le  giornate  di
  sabato  e domenica, a tutte le aziende interessate a partire  dalle
  direzioni strategiche aziendali, alle quali ho chiesto di  adottare
  tutti  i  provvedimenti, anche sanzionatori, nei  vari  livelli  di
  responsabilità,  sia all'interno del personale delle  UTIN  che  ha
  risposto al telefono, sia per quanto riguarda l'azienda Cannizzaro,
  ove  ha  sede  la centrale operativa di Catania, nei confronti  del
  personale della stessa centrale.
   Nella  giornata  tra sabato e domenica ho predisposto  i  seguenti
  provvedimenti, che ho trasmesso alla Commissione congiunta  per  il
  tramite  del  Comando  generale  dei  NAS,  che  ne  ha  curato  il
  coordinamento: il verbale del vertice con le strutture  interessate
  del 13 febbraio; la relazione prodotta dalla centrale operativa del
  118,   con   accluse  le  registrazioni  telefoniche  su   supporto
  informatico;   le   linee  guida  della  Regione   del   2010;   la
  dichiarazione  dei tre nosocomi; la richiesta di relazione  rivolta
  alla  casa  di  cura  Gibiino,  fino  a  quel  momento  ancora  non
  soddisfatta;  la  disposizione  assessoriale,  che  abbiamo   fatto
  immediatamente, in ordine all'avvio del procedimento di sospensione
  dell'attività di ricovero in ostetricia della Casa di cura Gibiino,
  finalizzata al parto.
   Si  tratta di un provvedimento, quest'ultimo, dovuto. E faccio una
  sottolineatura, vista anche la dichiarazione fatta  dalla  Casa  di
  cura  circa  l'assenza  di  tale provvedimento:  nel  rispetto  del
  procedimento    amministrativo   abbiamo,   in   questo    momento,
  semplicemente  comunicato l'avvio del procedimento di  sospensione,
  per  dare  la possibilità alla Casa di cura di esprimere  entro  10
  giorni  eventuali contro deduzioni, cui farà seguito - nel caso  in
  cui queste contro deduzioni non saranno pienamente soddisfatte - il
  provvedimento di sospensione. E' un provvedimento che non va  visto
  soltanto  in termini punitivi - non è quello il nostro  mestiere  -
  quanto  piuttosto  un provvedimento di tutela nei  confronti  della
  Casa  di  cura  stessa,  ma  soprattutto delle  partorienti  e  dei
  nascituri.   La  richiesta  di  relazione  alle  aziende   catanesi
  interessate,  nonché i riscontri pervenuti,  tra  il  sabato  e  la
  domenica  stessa,  all'amministrazione per il tramite  della  posta
  istituzionale, che abbiamo così potuto fornire entro la giornata di
  domenica alla Commissione, per poter avviare i lavori l'indomani.
   Abbiamo  prodotto, sempre tra le giornate di sabato e di domenica,
  una  direttiva  assessoriale  con la  quale  abbiamo  chiesto  alle
  strutture   interessate,  sede  di  unità  di   terapia   intensiva
  neonatale,   di   verificare  puntualmente   l'appropriatezza   dei
  ricoveri,  non soltanto rispetto ai criteri di ingresso,  ma  anche
  rispetto ai criteri di mantenimento in un reparto di alta intensità
  di  cure,  nonché  di  dimissione,  proprio per  sottolineare  quel
  principio di flessibilità organizzativa che deve informare l'azione
  di   un  direttore  di  terapia  intensiva  neonatale,  laddove  si
  presentino  ulteriori  urgenze e laddove  non  ci  siano  ulteriori
  termoculle disponibili dotate di ventilatore automatico.
   Abbiamo  inoltre  richiesto, come accennavo, a tutte  le  centrali
  operative   della   Sicilia,  di  Catania,   Palermo,   Messina   e
  Caltanissetta, tutti i protocolli operativi interni adottati per la
  ricerca  dei  posti letto, la comunicazione di questi  ultimi  e  i
  relativi riscontri pervenuti dalle quattro centrali.
   In data 16 febbraio si è svolto l'insediamento, presso la sede del
  Comando  dei NAS di Catania, su disposizione della signora Ministro
  e   sentiti  il  Direttore  generale  della  Programmazione  e   la
  scrivente, della Commissione congiunta Ministero-Regione-NAS,  alla
  quale  hanno  preso parte, oltre la scrivente, il Capo dell'ufficio
  legislativo  e  legale  del Ministro, i NAS e l'intera  Commissione
  nella sua compagine ministeriale e regionale.
   Da  un primo confronto è emersa in tutta evidenza la necessità  di
  un'approfondita analisi del percorso assistenziale della piccola  e
  di  un'attenta  e  puntuale valutazione  dei  fattori  di  rischio,
  endogeni ed esogeni, ad esso connessi, al fine di potere delineare,
  già  dalle prime verifiche documentali e in loco e anche attraverso
  l'ascolto  del  personale  avvicendatosi  nel  percorso,  punti  di
  criticità e di miglioramento che consentano da subito l'attivazione
  di  interventi  di natura prescrittiva, oltre che di miglioramento,
  non escludendosi l'avvio di ogni procedimento che, nel rispetto dei
  ruoli e delle funzioni, si ritenga consequenziale in relazione alle
  risultanze via via emerse dall'attività di verifica.
   E',  altresì,  chiaro  come il mandato della Commissione  e  delle
  istituzioni  ivi  rappresentate  fosse  proteso  ad  estendere   la
  valutazione ad eventuali criticità di sistema - il Ministro oggi lo
  ha  sottolineato  -  laddove,  ad esempio,  si  ritenga  necessario
  rivalutare   procedure,  strategie  e  percorsi  che,   a   partire
  dall'individuazione delle cause e delle concause legate  alla  base
  dell'evento, possano rafforzare  e migliorare le interrelazioni tra
  i  vari  nodi  della  rete  sanitaria e la  comunicazione  fra  gli
  operatori,  ivi  compresa l'impostazione  di  metodologie  volte  a
  maggiore  rigore nella rivalutazione dei criteri di  accreditamento
  piuttosto    che   di   certificazione   delle    competenze    dei
  professionisti, a consolidamento di un percorso teso a  strutturare
  ulteriormente  il  sistema del governo del  rischio  clinico  della
  gestione dell'emergenza e della sicurezza dei pazienti.
   A   garanzia  dell'autonomia  dei  lavori  della  Commissione,  ho
  ritenuto  di  dovere  lasciare  la  Commissione  stessa  nella  sua
  composizione tecnica, di ritornare nella mia sede istituzionale  in
  modo tale che la Commissione potesse dar corso, tra le giornate  di
  lunedì  16  e martedì 17, alle visite ispettive presso le strutture
  interessate.
   Si  rappresenta  inoltre  che  in pari  data,  nella  qualità,  ho
  comunicato  alla  Procura della Repubblica di Catania,  nell'ambito
  del  procedimento  giudiziario in corso - ritenendo  da  una  prima
  rilevazione  dei  fatti  così  come  accaduti  e  risultanti  dagli
  elementi finora disponibili all'Amministrazione da me rappresentata
  -  che  la  stessa  possa  definirsi parte  danneggiata  e  offesa,
  nell'eventualità  in  cui ricorra l'abuso  o  l'omissione  di  atto
  sanitario  nel procedimento in esame e ho comunicato, pertanto,  di
  riservarmi di nominare un consulente tecnico di parte.
   Il martedì 17 febbraio, parallelamente allo svolgimento dei lavori
  della  Commissione proseguiti per tutta la giornata del 17  stesso,
  insieme con i dirigenti generali dell'Assessorato ed i miei  uffici
  di  diretta collaborazione, ho proseguito alla disamina degli  atti
  pervenuti    e   ho   assunto   tempestivamente   i   provvedimenti
  consequenziali.
   I  provvedimenti assunti riguardano la comunicazione dell'avvio di
  procedimento   di  sospensione  delle  attività  di   ricovero   in
  ostetricia, per l'evento parto, della Casa di cura  Gibiino  per  i
  seguenti motivi:
   inadeguatezza dei requisiti organizzativi relativamente al  numero
  dei pediatri rispetto al numero dei parti (la Casa di cura effettua
  un numero di parti superiore ai 600 annui e c'erano due soli medici
  pediatri con rapporto libero-professionale);
   -assenza   di   monitoraggio  dell'aggiornamento  del   personale;
      incogruenze nella gestione del rischio clinico;
  -inadeguatezza dei riscontri forniti alle richieste formulate in
  sede di riunione rispetto alle risultanze emerse dalle
  registrazioni telefoniche della centrale operativa del 118;
  -mancato rispetto del decreto assessoriale del giugno 2012 sulle
  attribuzioni dei cosiddetti  privileges  ovvero della
  certificazione delle competenze nel settore professionale in
  riferimento;
  -assenza di una procedura di monitoraggio degli eventi-sentinella,
  ai sensi di un decreto assessoriale che vige ben dal 2009.
   Ho  disposto  nei confronti dei direttori generali  delle  aziende
  sanitarie  catanesi,  nonché della direzione generale  dell'ASP  di
  Siracusa,   di   verificare,  da  parte  delle  stesse,   eventuali
  comportamenti   suscettibili  di  provvedimenti  sanzionatori   nei
  confronti  del  personale delle UTIN che risiede  nei  nosocomi  di
  queste aziende in quanto non conformi alle linee guida del 2010. In
  particolare,  l'Azienda  Cannizzaro  è stata invitata ad  estendere
  la verifica anche al personale della centrale operativa.
   Ho  indicato  all'Azienda  sanitaria  provinciale  di  Catania  di
  attuare  ogni intervento di supporto psico-sociale per la  famiglia
  Di Pietro per un appropriato percorso di presa in carico ad elevata
  integrazione  professionale; l'Azienda ha  risposto  di  avere  già
  prontamente provveduto.
   A  questo  punto vorrei descrivervi quelli che sono i primi  esiti
  dell'ispezione congiunta del Ministero, Agenas, Regione e  NAS  che
  ha definito, in un breve documento, quali sono i punti di criticità
  e  di miglioramento riservandosi, entro la fine di questa settimana
  o  i  primi  giorni della prossima, di redigere una  relazione  più
  articolata sui contenuti dell'ispezione condotta.
   Intanto  il  Ministero  sottolinea, insieme  con  la  Regione,  la
  necessità di rendere più efficace il sistema di governance  per  la
  sicurezza dei punti nascita.
   Parto dal presupposto che nell'individuazione dei vari livelli  di
  responsabilità,  nel  percorso  assistenziale,  non  si   è   fatto
  assolutamente  alcuno sconto neanche alla programmazione  regionale
  laddove  dall'esame  pratico di un percorso  si  possono  rinvenire
  degli  elementi  di  criticità che possono essere  suscettibili  di
  perfezione.
   Un  sistema  complesso come quello sanitario  è  fatto  da  uomini
  quindi è perfettibile, fare autocritica credo sia il segno maggiore
  di  umiltà  e  di  prontezza  nell'affrontare  eventuali  criticità
  programmatorie nel momento in cui si lavora in un contesto fatto di
  scambio professionale e di lavoro in equipe.
   Emerge  -  come  più  volte sottolineato dagli organi  di  stampa,
  lasciatemi  sottolineare anche in modo strumentale  e  vi  dirò  le
  ragioni  -  la  necessità  di  dare al  più  presto  attuazione  al
  completamento della rete per l'emergenza per il trasporto neonatale
  che a Catania non è stato attivato.
   In   realtà  a  Catania,  come  vi  dicevo  preliminarmente   alla
  trattazione  delle  attività che hanno connotato  questo  caso,  il
  servizio  di  trasporto delle emergenze neonatali  nell'attesa  che
  vengano  consegnate  le  nuove termoculle  da  rendere  stabilmente
  inserite  all'interno  delle 10 ambulanze  del  118,  il  trasporto
  neonatale  viene  garantito con le ambulanze  del  118  all'interno
  delle  quali  i nosocomi delle tre aziende catanese  sede  di  UTIN
  inseriscono le termoculle da trasporto per attendere ad  ogni  tipo
  di emergenza.
   Pensare  che  il  mancato  ancora  completamento  della  rete  del
  trasporto   neonatale  di  emergenza  nell'area  metropolitana   di
  Catania,  che  rispetto ad altre aree territoriali  della  Sicilia,
  sicuramente  è connotata da una maggiore offerta sanitaria  e  dire
  che questo da solo costituisca l'elemento che possa decidere tra la
  vita  e la morte laddove i professionisti e le direzioni stesse  mi
  assicurano  che  il trasporto viene garantito, nonostante  non  sia
  stato chiesto, peraltro,  neanche in questa sede di avvalersi di un
  mezzo  pubblico, credo che ponga delle riflessioni in merito  anche
  ai  profili  di  strumentalità  che questa  affermazione  purtroppo
  esprime.
   Esigenza di migliorare processi di comunicazione tra i vari  punti
  della  rete del 118, comprese le strutture private, evidenza questa
  che  è  emersa  in  tutta  la  sua  dimensione  nell'ascolto  delle
  registrazioni.
   Proseguendo  il percorso già avviato, occorre certamente  incidere
  ancora in termini di valutazione sul raggiungimento degli obiettivi
  da parte dei direttori generali.
   Vorrei  ricordare  che  questo Governo, per  la  prima  volta,  ha
  inserito  all'interno  dei  contratti  dei  direttori  generali  il
  raggiungimento degli obiettivi di salute come elemento di rilevanza
  contrattuale ai fini della permanenza dell'incarico.
   Questa  pratica  che è stata disciplinata con delibera  di  Giunta
  all'interno  dell'approvazione  del  modello  di  contratto  che  i
  direttori generali hanno sottoscritto è stata solo adesso  prevista
  dalla  legge di stabilità nazionale 2015 che ha previsto,  appunto,
  l'inserimento  degli obiettivi di salute all'interno dei  contratti
  dei direttori generali. Tra questi abbiamo assegnato come obiettivo
  per  l'anno  2015 il problema dell'appropriatezza nel  ricovero  in
  UTIN  attraverso l'esame di una griglia di criteri che ci  consente
  di misurare il raggiungimento o meno di questo obiettivo.
   In  particolare, per la Casa di cura Gibiino - questa è ancora una
  puntualizzazione  fatta dalla stessa Commissione  -  l'esito  della
  verifica   effettuata,  dalle  audizioni,  dalle  valutazioni   dei
  protocolli,   dalle  relazioni  presentate,  dalla   documentazione
  acquisita  emerge  come sia necessario rafforzare  la  capacità  di
  rispondere  alle  criticità con le manovre per  la  stabilizzazione
  iniziale  propedeutiche  al trasferimento  protetto,  alle  terapie
  intensive neonatali di riferimento.
   Appare,  inoltre, evidente la necessità di incrementare le  azioni
  formative a tutto il personale in coerenza ai bisogni formativi del
  reparto a garanzia di una risposta omogenea e coordinata ai bisogni
  assistenziali in emergenza. Ciò deve essere esteso a tutti i  punti
  di primo livello.
   Anche  su  questo punto la valutazione della Commissione congiunta
  Ministero-Regione è stata concorde al punto tale che  l'Assessorato
  da  me  diretto  aveva  già anticipato queste  valutazioni  con  un
  provvedimento  di  sospensione dell'accreditamento  che  ancor  più
  viene   fondato  sulla  base  delle  risultanze  dei  lavori  della
  Commissione.
   Desidero  sottolineare che ieri si è insediato a Roma,  così  come
  affermato,    il  Comitato  nazionale  del  percorso  nascita   cui
  partecipano  nostri validissimi professionisti la cui competenza  è
  stata altamente riconosciuta anche in un consesso nazionale da  cui
  promanano  poi  le proposte tecniche per le relazioni  delle  linee
  guida in area materno-infantile.
   Questo  è  un  elemento  che, non solo a  me  come  Assessore,  ma
  qualunque  cittadino deve riempire di orgoglio  perché  l'idea  che
  passi  che  la  sanità  siciliana è un sistema  assolutamente,  non
  voglio  usare  il  termine  che  è  stato  usato  anche  da  organi
  istituzionali  in  sedi  pubbliche,  ma  certamente  è  lesiva  una
  espressione  di  questo genere dell'immagine di un sistema  che  ha
  pure  dimostrato  di  salvare vite umane e  che  rischia,  per  una
  semplice  affermazione di questo genere, di  vedersi  scappare  una
  serie   di  pazienti  che  potrebbero  essere  ben  assistiti   nel
  territorio di residenza o di soggiorno e che, invece, per  sfiducia
  alimentata  anche  da una comunicazione di questo  genere,  possono
  scegliere,  naturalmente  anche per la psicosi  di  una  malasanità
  diffusa  e  pregiudizialmente ritenuta tale, di  andare  a  curarsi
  presso altre regioni.
   Io   ritengo  che  questo  sia  un  danno  per  la  nostra   Terra
  inimmaginabile, ma soprattutto per i professionisti validi che, con
  coscienza,  ogni giorno si spendono per un sistema anche  fatto  da
  persone  che  naturalmente  non  godono  del  profilo  morale   che
  naturalmente tutti ci auspichiamo.
   Ulteriori  deduzioni sono state fatte, oltre  quelle  fatte  dalla
  compagine  ministeriale,  anche da quella  regionale,  che  proprio
  nella logica dell'autocritica rispetto ad una valutazione anche del
  proprio  operato, ha voluto sottolineare - cosa che la  Commissione
  congiunta  nella  sua completezza non ha fatto  e  questo  lo  dico
  perché  ritengo  che sia un fatto piuttosto particolare  -  che  la
  neonatologia  dell'Ospedale Cannizzaro ha  effettuato  un  ricovero
  alle  2.05  di  quella notte su un posto riservato ad  una  nascita
  prevista di un neonato patologico. Quindi, è come se ci fosse stata
  una  prenotazione rispetto alla quale poi non c'è stato neanche  il
  bisogno di occupare il posto.
   Ebbene,  questo è avvenuto qualche momento dopo la chiamata  della
  centrale  operativa  del  118 effettuata in  un  orario  precedente
  durante il quale il reparto aveva risposto di non avere alcun posto
  libero.
   Ritengo  che  tale  evenienza sia assai grave  ed  è  stata  anche
  oggetto  di  una  precisa  richiesta da parte  mia  alla  Direzione
  generale  dell'Azienda  Cannizzaro perché verifichi  immediatamente
  tale  circostanza  e  assuma  -  ove  non  lo  abbia  già  fatto  -
  provvedimenti consequenziali.
   Ricordo,  però,  che si tratta di un posto letto in  neonatologia.
  Quindi, se vale quel principio di flessibilità cui facevo cenno nel
  mio  intervento  precedente, chiaramente questo  poteva  consentire
  eventualmente  lo spostamento di un paziente meno grave  ricoverato
  in  UTIN e quindi consentiva una possibilità in più per favorire il
  turn over.
   Va    certamente   completata   l'attuazione   del   processo   di
  razionalizzazione  e  messa in sicurezza dei  punti  nascita  nella
  nostra Regione.
   Sappiamo  perfettamente, non lo possiamo negare, che il territorio
  della   nostra  Regione  è  caratterizzato  da  zone  ad  altissima
  difficoltà  di  accesso per la quale, in alcuni  casi,  si  è  reso
  necessario  -  con  mia grande sofferenza da  madre  oltre  che  da
  Assessore  -  il mantenimento di un punto nascita che  non  potesse
  garantire  se non attraverso un sistema di telecomunicazione  oltre
  che di emergenza-urgenza-efficienza e la possibilità di far nascere
  bambini  che altrimenti, probabilmente, rischierebbero  di  più  se
  dovessero  riferirsi  al  centro hub più vicino  con  trasporto  su
  gomma, per via anche delle impervie linee di collegamento.
   Una  programmazione sanitaria regionale che è già in avanzata fase
  di  sviluppo  necessita certamente di implementare  i  processi  di
  attuazione  attraverso protocolli operatavi che sono, naturalmente,
  adempimenti  posti  a  carico  delle  Aziende  sanitarie  che  sono
  preposte a dare piena applicazione dei decreti assessoriali.
   Va  migliorata  certamente l'appropriatezza dei ricoveri  in  UTIN
  sia attraverso la rispondenza ai criteri di ingresso che ai criteri
  di  mantenimento e di dimissioni. Particolare attenzione va riposta
  all'efficacia   e   all'adeguatezza   della   comunicazione,   come
  accennavo,  tra  la  centrale  operativa  del  118  e  le   Aziende
  sanitarie.  Vanno  promosse, certamente,  azioni  di  miglioramento
  nelle  relazioni tra gli operatori, ma soprattutto tra la  centrale
  operativa e le terapie intensive e tutti i reparti in  generale  di
  area critica.
   Vorrei   fare   delle  considerazioni  conclusive,  di   carattere
  generale.  Vorrei in ultimo, non per ultimo, evidenziare che  anche
  una  maggiore correttezza e lealtà nella dialettica politica  anche
  in questa occasione mi avrebbe consentito un più sereno svolgimento
  del  difficile e gravoso quanto esaltante mandato assessoriale  che
  ho  avuto l'onore e per il quale ringrazio il Presidente di  avermi
  dato  questo  incarico,  allorquando  il  prevalere  di  molteplici
  interessi  particolari si contrappone, spesso, al bene comune  che,
  inevitabilmente, in tema di tutela del diritto alla salute, riveste
  una rilevanza assai sentita dalla collettività.
   Vorrei  chiudere questo mio resoconto citando una espressione  che
  sento  mia, ancorché suggerita da una donna che ha vissuto e svolto
  il   suo   ruolo   nella  piena  consapevolezza  dell'onere   della
  responsabilità  che questo comporta:  Non si fa  il  nostro  dovere
  perché qualcuno ci dica grazie, ma perché è giusto .

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.   Grazie,  Assessore.  Si  può   condividere   o   non
  condividere il suo discorso, però, certamente, non si può dire  che
  non  sia  stata  abbastanza chiara e certamente  non  fragile  come
  spesso viene lei rappresentata.
   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà
  alle ore 19.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.21, è ripresa alle ore 18.52)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, ha facoltà, sull'ordine dei  lavori.
  La prego di non intervenire sulla questione sanità.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor  Presidente, nel merito  della  questione
  sanità,  ..

   PRESIDENTE. Assolutamente no, è fuori luogo l'intervento.

   GRECO GIOVANNI. Non è fuori luogo

   PRESIDENTE. Ripeto, può intervenire sull'ordine dei lavori sì. Non
  entri nel merito della questione sanità.

   GRECO  GIOVANNI.  Allora, per correttezza, non  intervengo.  Si  è
  scritta una pagina terribile su questo, quindi non intervengo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. La stessa preghiera è rivolta  pure  a
  lei, onorevole Falcone.

   FALCONE. Signor Presidente, noi eravamo un po' indecisi se entrare
  in  Aula  col bavaglio o meno. Ma non siamo a questo. Per cui,  una
  prima  richiesta  che  voglio  rivolgere  a  questa  Presidenza   -
  raccogliendo  anche  il  suo auspicio - è  quella  di  deferire  il
  dibattito  d'Aula  sulla  questione  sanità  ad  altra  data;  però
  fissando  una  data  con  grande serenità, senza  polemiche,  senza
  strumentalizzazione,  per fare luce non  soltanto  sul  caso  della
  piccola  Nicole,  che è assolutamente importante e  drammatico,  ma
  sulla funzionalità e sull'efficienza dell'intero settore.
   Fatta  questa  premessa, il Gruppo parlamentare  di  Forza  Italia
  vuole,  invece,  rivolgere  un'altra  richiesta:  vedo  l'assessore
  Vancheri, che saluto. Noi chiediamo il deferimento dei termini  per
  la  presentazione degli emendamenti, atteso che il Testo unico  sul
  commercio,  sulle  attività produttive - che spazia,  appunto,  dal
  commercio  all'urbanistica  - merita un ulteriore  approfondimento,
  anche  per  la  mole  di articoli e di norme  che  lo  stesso  così
  comporta.
   Dopodiché,  signor Presidente, noi stasera dovevamo discutere  del
  DPEF  e,  purtroppo,  come  ha  detto  lei,  l'assessore  Baccei  è
  impegnato a Roma. Speriamo che torni con qualche notizia positiva e
  favorevole per la Sicilia. Noi eravamo disponibili a continuare  la
  discussione sul DPEF e concluderlo, però riteniamo - visto che  non
  vogliamo intaccare la sensibilità istituzionale di qualcuno  -  che
  sia   necessaria  la  presenza  dell'assessore  Baccei  e,  quindi,
  chiediamo  di rinviare a quando l'assessore potrà essere  presente,
  per  potere  completare, riflettere, su un documento che  non  deve
  essere soltanto cartaceo ma programmatorio, alla luce del piano  di
  riforma  e  di  risanamento  che questo  Parlamento  e  la  Sicilia
  aspetta,  ma  alla  luce di una finanziaria  che  non  deve  essere
  soltanto di  lacrime e sangue  ma deve essere anche di sviluppo.
   In tal senso ci aspettiamo una proposta seria, concreta e compiuta
  da parte del Governo.

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Signor  Presidente,  mi  associo  alla  richiesta  del
  deferimento dei termini per quanto riguarda la presentazione  degli
  emendamenti al TUAP, proprio perché la volta scorsa c'era stata una
  seduta un po' convulsa: forse qualcuno non aveva capito bene.
   Trattandosi, assessore, di un disegno di legge piuttosto  corposo,
  gli  articoli sono tanti, credo che una proroga dei termini per  la
  presentazione degli emendamenti, a questo punto, diventa necessaria
  per  consentire a tutti quanti di potere meglio valutare  anche  la
  natura degli emendamenti che verranno proposti.
   Presidente,  mi associo alla richiesta dell'onorevole Falcone  per
  ottenere questa proroga.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, comprendiamo qual è il  contesto  in
  cui  oggi  si  è  svolta quest'Aula e si spera, da  parte  del  mio
  Gruppo,  che  i  lavori possano continuare e che sia deciso,  nella
  fase  di  concertazione di quest'Aula, che non si  vada  se  non  a
  domani per continuare con l'ordine del giorno e con le votazioni  e
  rispetto  al programma su cui la Conferenza dei Capigruppo  si  era
  determinata.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, intervengo
  solo  per  ribadire  quanto già in altra sede,  in  altro  momento,
  sostenuto a nome del mio Gruppo parlamentare, affinché sullo  stato
  della  sanità  in  Sicilia, questo Parlamento possa  promuovere  un
  necessario,  indispensabile dibattito. Ed  anche  per  sottolineare
  che,  se  qualcuno stasera ha pensato che promuovendo il dibattito,
  rendendolo possibile, consentendo democraticamente il dibattito, la
  seduta  si  potesse  trasformare in una serie di eventi  comiziali,
  ovviamente  sbaglia,  perché  nessuno  vuole  qui  trasformare   il
  Parlamento  in una sede comiziale bensì in una sede  di  esame,  di
  approfondimento anche scevro dalle emozioni che i fatti di  cronaca
  suscitino in ognuno di noi.
   Credo sia assolutamente necessario e indispensabile.
   La   esorto,   pertanto,   in   Conferenza   dei   Capigruppo   di
  calendarizzare una seduta prossima, assai prossima, per  affrontare
  la vicenda della sanità in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sia l'intervento  dell'onorevole
  Ioppolo  sia  l'intervento dell'onorevole Falcone mi permettono  di
  ritornare  su  un  argomento,  ossia  quello  dello  spirito  delle
  comunicazioni, da me richieste, all'Assessore Borsellino.
   Lo  spirito era proprio quello di chiarire sostanzialmente  quanto
  era avvenuto.
   L'esponente  del  Governo  preposto alla  sanità  ha  riferito,  e
  chiaramente è più a conoscenza di noi dei fatti e di quanto è stato
  avviato, indipendentemente da ciò che si è detto - a proposito o  a
  sproposito, non sta a me evidenziarlo - sulla stampa.
   Anche  stasera c'è stato un question time alla Camera dei Deputati
  al quale ha partecipato il Ministro della salute.
   Correttamente  l'onorevole  Falcone e l'onorevole  Ioppolo  stanno
  ponendo  la  questione e mi farò interprete con il  Governo,  anche
  sulla base della relazione che dovrà essere distribuita e che è già
  agli  atti,  di  quello  che  ha detto  l'Assessore  di  promuovere
  opportunamente un confronto in Aula o in Commissione ma  questo  lo
  vedremo in una prossima imminente Conferenza dei Capigruppo.
   Non  c'era nessuna volontà di mettere il bavaglio ad alcuno  ma  è
  giusto che l'Assessore, che aveva fatto alcune dichiarazioni  anche
  in  ordine  alla  sua  permanenza - forse l'abbiamo  dimenticato  -
  all'interno della compagine del Governo venisse a riferire in Aula,
  cosa che ha fatto e di questo gliene va dato comunque atto.
   Quindi, è chiaro che in Conferenza dei Capigruppo ci determineremo
  sul  prosieguo  o  meno  del dibattito ma è evidente  che  c'è  una
  richiesta  in  tal  senso  da  parte  dell'onorevole  Falcone,   in
  rappresentanza  del suo Gruppo, e da parte dell'onorevole  Ioppolo,
  così come ritengo da parte dell'onorevole Giovanni Greco che, anche
  se non ha parlato, era questo penso il suo intento.
   Per  quanto  riguarda il prosieguo dei lavori, facciamo chiarezza,
  perché  tutti  noi abbiamo il problema dell'immagine  che  mandiamo
  all'esterno.  Ormai, guardate, non è un problema di  immagine.  Noi
  siamo in sessione di bilancio.
   Magari  domani si dirà che il Presidente dell'ARS fa polemica  con
  il  Governo, ma non è questo il senso: c'è un notevole  ritardo  su
  tutta la manovra finanziaria e di questo ne dobbiamo prendere atto.
   In sessione di bilancio si dovrebbe discutere solo di bilancio. In
  Conferenza  dei  Capigruppo si è convenuto,  e  non  poteva  essere
  diversamente, sulla esigenza di incardinare quanto prima  possibile
  il  disegno di legge sulle province e sulle città metropolitane. Si
  era  convenuto pure, cosa che era stata fatta tra le  priorità,  di
  dare  un  percorso  privilegiato  al  testo  unico  sulle  attività
  produttive e si erano messe in calendario tutta un'altra  serie  di
  iniziative legislative.
   L'onorevole  Zafarana, per conto del Movimento Cinque  Stelle,  mi
  aveva  chiesto se era possibile incardinare intanto il  disegno  di
  legge sul cosiddetto  Sblocca Italia  perché comunque è una vicenda
  a   tutt'oggi  aperta  sull'articolo  38,  nonché  la  legge  sulle
  discriminazioni  dell'orientamento  sessuale  o  dell'identità   di
  genere.
   Non  c'era unanimità di condivisione. L'onorevole Sammartino,  per
  conto  del  suo  Gruppo parlamentare, ma anche ritengo  l'onorevole
  Fazio,  mi  avevano chiesto di incardinare il disegno di legge  sui
  centro   storici.  Quindi,  non  è  cattiva  volontà   non   volere
  incardinare  questo  o  quello. Sono  costretto  a  proseguire  non
  essendoci  unità  di intenti sul percorso che è  stato  avviato  da
  questa Aula.
   E'  chiaro che prima si esita il DPEF meglio è. E darò pure  conto
  sulla richiesta del perché a giovedì, onorevole Sammartino, lei che
  è  il  più tenace nell'insistere a volere una risposta così come  è
  giusto che sia.
   Siccome la I Commissione mi ha chiesto ulteriore termine, d'intesa
  con  il  Governo, l'assessore di riferimento alle autonomie locali,
  per  esaminare  un testo condiviso, mi hanno detto  almeno  fino  a
  mercoledì  perché  si possa arrivare in Aula, e  siccome  l'impegno
  assunto  in  Conferenza  dei  Capigruppo  perché  comunque   questa
  Presidenza  avrebbe  scritto all'ordine del giorno  il  disegno  di
  legge.
   Vediamo  di  fare  continuare questo percorso  e,  quindi,  l'Aula
  verrebbe  rinviata  per  il  prosieguo  a  giovedì  della  prossima
  settimana.
   Onorevole Zafarana, non mi guardi in senso di dissenso,  perché  è
  corretto che si venga in Aula tutti. Quindi, l'Aula viene rinviata,
  così ognuno si fa il proprio percorso, a domani pomeriggio alle ore
  16.00  per  la  prosecuzione esclusivamente del DPEF e  l'eventuale
  votazione  finale.  Ove non ci fosse il numero legale,  lo  dico  a
  scanso di equivoci, chiaramente andremmo all'altro giovedì.
   Poi,  l'Aula  verrà  comunque  rinviata  a  giovedì  prossimo  per
  incardinare il disegno di legge sulle province.
   Diamo  termine,  così come richiesto, fino a martedì  25  febbraio
  alle  ore  16.00,  mi è stato richiesto dall'onorevole  Falcone  ma
  ritengo  che il Governo non abbia alcuna obiezione, per  presentare
  ulteriori   emendamenti,  anche  perché   sono   stati   presentati
  numerosissimi emendamenti al testo unico sulle attività  produttive
  e gli uffici non hanno avuto la possibilità di esaminarli.
   Detto  questo, l'Aula viene rinviata a domani, giovedì 19 febbraio
  2015,  alle  ore  16.00 per la continuazione della discussione  del
  DPEF  ed eventuale votazione, per essere rinviata, successivamente,
  a  giovedì 26 febbraio 2015, nell'auspicio che possa essere esitato
  dalla  Commissione il disegno di legge sulle Province.  Quindi,  la
  priorità  viene ribadita: DPEF, disegno di legge sulle  Province  e
  testo   unico  sulle  attività  produttive.  Il  termine   per   la
  presentazione  degli  emendamenti sul testo  unico  è  fissato  per
  martedì alle ore 12.00.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  19
  febbraio 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

  I   - Comunicazioni
  II   - Seguito della discussione del Documento di Programmazione
  Economico-Finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2015-2017

                Relatore di maggioranza: on. Dina

                Relatore di minoranza: on. Milazzo G.

  III   -  Discussione dei disegni di legge:

             1)  -  Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-
                 254-548/A)

                Relatore: on. Marziano

             2)  -  Disposizioni in materia di personale delle Camere di
                 Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
                 905/A) (Seguito)

                Relatore: on. Mangiacavallo

             3)  -   Norme  contro la discriminazione  determinata
                 dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere. Istituzio
                 del registro regionale delle unioni civili . (nn. 141-206-778
                 bis/A)

                Relatore: on. Cracolici

             4)  -  Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di
                 base dei centri storici . (nn. 602-641-711-732/A)

                Relatore: on. Fazio

             5)  -  Valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Prima
                 Guerra Mondiale . (n. 751/A)

                Relatore: on. Greco Marcello

             6)  -  Disegno di legge da sottoporre al Parlamento della
                 Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
                 Istituzione del Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi
                 (NISS) . (n. 796/A)

                Relatore: on. Siragusa

             7)  -  Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
                 Statuto della Regione siciliana recante  Abrogazione dell'artic
                 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con
                 modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164' . (n. 876/A

                Relatore: on. Ferrandelli

  IV    -  Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143  del  Regolamento
   interno, dell'interrogazione:

         N. 1809  -  Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
              progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle  misure
              per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.

         (19 febbraio 2014)

                                                        ALONGI

  V   - Discussione dei disegni di legge:

             1)  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             2)  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
               Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             3)  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
               elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
               Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A

               Relatore: on. Cracolici

  VI   - Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     CORDARO  -  MICCICHE' - CLEMENTE -  ANSELMO  -
                     GERMANA'

  VII   -  Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     VENTURINO  -  CIMINO  - MARZIANO  -  RAGUSA  -
                     CIRONE

  VIII   - Discussione della mozione:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  IX   - Seguito della discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

  X   - Discussione della mozione:

         N. 286   -   Rimozione   del  Segretario  generale   della
              Presidenza della Regione siciliana.

         (26 marzo 2014)

                         CIACCIO  - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
                         -  CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
                         -  MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -
                         FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

  XI   - Discussione della mozione:

         N. 381  -  Mantenimento degli attuali distretti  di  Corte
              d'Appello in Sicilia.

         (17 dicembre 2014)

                     MUSUMECI   -   CORDARO   -   FERRANDELLI     -
                     MICCICHE'   -            CIACCIO  -  ALONGI  -
                     ARANCIO     -     ASSENZA    -     FAZIO     -
                     LANTIERI   -   LENTINI   -   LO    SCIUTO    -
                     MALAFARINA  -            PICCIOLO - ZITO

  XII   -  Discussione della mozione:

         N. 382   -   Iniziative  per  scongiurare   la   paventata
              abolizione  della  figura  del  Segretario   comunale
              negli enti locali.

         (30 dicembre 2014)

                     MUSUMECI - FORMICA - IOPPOLO - ASSENZA

  XIII    -  Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143 del regolamento
   interno, dell'interrogazione:

         N. 2479  -   Provvedimenti  urgenti  per  il  rinnovo  del
              contratto  del  personale  infermieristico   per   la
              postazione 118 di Comiso (RG).

         (5 novembre 2014)

                                                        ASSENZA

                   La seduta è tolta alle ore 19.05

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio