Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che del verbale della
seduta precedente, sarà data lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
la sanità siciliana
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazioni dell'Assessore per la salute in ordine ai recenti
accadimenti
che hanno riguardato la sanità siciliana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al I punto dell'ordine
del giorno che reca: Comunicazioni dell'Assessore per la salute in
ordine ai recenti accadimenti che hanno riguardato la sanità
siciliana.
Onorevoli colleghi, è opportuno che ciascuno prenda posto perché,
così come è a vostra conoscenza, l'assessore Borsellino, su
richiesta della Presidenza dell'Assemblea, ma credo di avere
interpretato il volere di tutti i Gruppi parlamentari, è presente
in Aula per delle comunicazioni in ordine alle questioni che
riguardano la sanità siciliana e, nella fattispecie, la triste
vicenda che ha riguardato la piccola Nicole deceduta a Catania.
Ho chiesto all'assessore Borsellino di intervenire prontamente, e
non poteva essere diversamente, ed ha prontamente accolto l'invito
- ribadisco - di questa Presidenza.
Subito dopo le comunicazioni dell'assessore Borsellino - prevengo
le vostre richieste e già ho avuto modo di dirlo a singole persone
e singoli Capigruppo - non è necessario che si apra in questo
momento un dibattito in Aula.
Ho ritenuto opportuno che l'Assessore Borsellino riferisse, in via
istituzionale, perché questo è il Parlamento, indipendentemente
dalla numerosissime dichiarazioni date alla Stampa da parte di più
Gruppi, di più soggetti istituzionali, alcuni abbastanza
autorevoli, anche la confusione mediatica fatta che non dà
chiarezza su una vicenda.
Non è detto che in futuro non ci sia un approfondimento, ma per
ovvie ragioni, poiché ci sono indagini in corso, c'è un'ispezione
ministeriale, c'è un'indagine che prontamente ha avviato
l'Assessorato per la salute, c'è una doverosa indagine della
Procura della Repubblica, ci sono delle responsabilità che saranno
responsabilità di sistema ma dinnanzi alla morte ci sono
responsabilità personali di natura penale che dovrebbero pesare
sulla coscienza di chi ha operato o non ha operato.
Con questo spirito, quello di fare chiarezza, ho chiesto
l'intervento dell'Assessore Borsellino.
Subito dopo il suo intervento, sospenderemo per pochi minuti, per
riprendere con il lavoro d'Aula sui disegni di legge già iscritti
all'ordine del giorno.
Ha facoltà di parlare l'assessore per la salute dott.ssa
Borsellino, per rendere le comunicazioni in Aula.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
parlamentari, il resoconto che presenterò questo pomeriggio,
intende, primariamente, rispondere all'esigenza di verità della
famiglia della piccola Nicole Di Pietro. Esigenza parimenti sentita
dall'opinione pubblica e da codesto onorevole Parlamento affinché
si conosca - e qui sono a rappresentarlo - l'operato di questo
Governo, in particolare di questo Assessore di fronte al tragico
evento del decesso della piccola bimba che ha scosso la
collettività tutta e le istituzioni tutte di questo Paese.
Tanto più che, contestualmente al prodursi di questa tragedia,
notizie altrettanto drammatiche mi giungevano da Trapani per la
morte del piccolo Daniel.
Far luce su quanto accaduto è un dovere di verità e giustizia che,
indipendentemente dall'esito delle inchieste giudiziarie aperte
dalle procure di Catania e Ragusa e che sono tutt'ora in corso, si
impone una verifica con tutto il rigore possibile che vada a fondo
nell'analisi dei processi sottesi al percorso assistenziale della
piccola e - più in generale - degli indirizzi di programmazione
sanitaria nazionale e regionale nel cui contesto si inquadrano gli
interventi e i percorsi sanitari erogati.
Non posso tuttavia non manifestare, sul piano personale, in primo
luogo da cittadina, che ha avuto il dono della maternità e
istituzionale, da Assessore per la salute, un profondo senso di
costernazione e amarezza che oltre a lasciare attoniti per lo
spegnersi sul nascere di una speranza di vita, lascia - come ha
detto il Presidente della Repubblica - increduli per la dinamica
con la quale l'evento si è maturato.
Nel primario rispetto di un dolore inconsolabile che ha colpito
questa famiglia, verso la quale ho espresso direttamente la mia
personale vicinanza, intendo in questa sede tralasciare ogni
riferimento al frenetico susseguirsi sugli organi di Stampa di
posizioni espresse, non sempre protese verso una veritiera
diffusione della verità sulle cause e sulle concause alla base di
questo evento, quanto piuttosto a sollecitare reazioni altre più
inclini alle strumentalizzazioni e - lasciatemelo dire - poco o
affatto rispettose dei ruoli istituzionali.
Mi è d'obbligo, tuttavia, per dovere di analisi, premettere alcune
sottolineature di contesto che sono doverose e che, in termini
oggettivi, meglio consentono di intelligere, nel senso di leggere
dentro ad un evento complesso, senza trascurare tutte le possibili
correlazioni tra le varie fasi di un caso complesso ove
intervengono diversi fattori e il suo determinarsi nell'ambito di
un sistema quale è quello sanitario regionale nella sua
declinazione più complessiva che, a partire dal livello nazionale,
si trasfonde poi nel territorio regionale, nelle singole aziende,
fino al più essenziale livello organizzativo e la profilo della
professionalità e responsabilità individuale.
Lavoro in una Amministrazione che, in particolare negli ultimi
cinque anni mi ha visto chiamata in prima linea a profondere
impegno insieme a tanti colleghi e operatori del sistema, nel
rilancio del servizio sanitario regionale.
Ho assolto questo incarico e gli altri che lo hanno preceduto
mossa dal forte convincimento che ha guidato costantemente il mio
operato che la tutela del diritto alla salute dei cittadini di
questa regione e il dovere della istituzione di garantire una
assistenza improntata ai principi di equità, universalismo,
trasparenza appropriatezza efficacia ed efficienza debba seriamente
non restare un mero principio costituzionalmente sancito ma
costituire una vera leva di progresso civile che riconosca al
servizio sanitario un baluardo di sicurezza per i cittadini che
vivono e transitano in questa martoriata Sicilia. Ciò al pari dei
cittadini che hanno la fortuna di vivere nelle cosiddette regioni
più virtuose per qualità di servizi sanitari e socio-sanitari.
E' innegabile che oggi il sistema sanitario regionale nonostante i
successi ottenuti in questi ultimi anni e i passi evolutivi decisi
e strutturalmente irreversibili ampiamente riconosciuti dai
Ministeri della salute e dell'economia che ci affiancano dal 2007
si stia ancora muovendo, la nostra Regione, tra non poche
difficoltà verso il pieno raggiungimento degli obiettivi attesi.
Il mio operato, peraltro, è stato più volte oggetto di specifiche
audizioni da parte della Commissione legislativa di questo
Parlamento, 141, sono stata chiamata dall'inizio del mio mandato e
che ha impegnato il Governo con 30 risoluzioni sulla sanità
pubblica.
Lo sviluppo di questo percorso ha richiesto e richiede un costante
impegno, un investimento professionale, innovazione, sforzo
progettuale, confronto, coraggio di cambiare ma, soprattutto,
mancanza di condizionamenti. Ciò lo dico in quanto a fronte dei
passi già compiuti ne vanno percorsi molti e molti altri ancora,
decisivi per un radicale, inarrestabile allineamento
dell'organizzazione sanitaria all'evolversi della domanda di salute
e delle evidenze scientifiche e tecnologiche in costante
progressione.
A fronte dei risultati economico-finanziari straordinariamente
conseguiti con un bilancio in attivo, per la prima volta nel 2013,
dopo anni di disavanzi ingiustificabili e di assenza o carenza di
programmazione, possiamo oggi attestare di essere riusciti a
realizzare dei significativi risultati economici tagliando gli
sprechi con un conseguente visibile effetto diretto sui costi di
sistema.
Siamo in questo momento impegnati, invece, in un forte
rinnovamento strutturale e infrastrutturale del sistema stesso
perché la sfida più alta adesso che si pone è quella di migliorare
costantemente i livelli di qualità delle cure per allinearci agli
standard nazionali.
La nuova rete ospedaliera e territoriale e dell'emergenza da poco
varata in linea con il patto per la salute 2014 - 2016 ormai
definita dopo mesi e mesi di serrato confronto con i territori, in
un lavoro congiunto con questo Parlamento, costituisce una assoluta
priorità.
Sapete tutti come senza questo atto di programmazione non si sono
potute fino ad oggi dimensionare coerentemente le dotazioni
organiche delle aziende sanitarie, dei presidi ospedalieri e di
quelli territoriali e ciò consentirà lo sblocco delle procedure
concorsuali ferme già da anni per dare nuova linfa al sistema sia
in termini occupazionali che di ricambio professionale e
generazionale.
Per sopperire a questa esigenza in questi due anni per mantenere
inalterati o, addirittura, migliorare i livelli di qualità delle
cure si è dovuto ricorrere molto spesso ad implementazioni delle
dotazioni organiche attraverso gli strumenti normativi in vigore
quali assunzione a tempo determinato, le uniche consentite per
legge in vigenza del blocco dei concorsi, inducendo ad una
precarietà non voluta che non fa bene certo ai lavoratori e
all'efficienza del sistema in cui operano.
Numerosi confronti da me sostenuti con le istituzioni ministeriali
e con gli organi di controllo della Corte dei Conti per sostenere
il principio irrinunciabile del turn over nel sistema sanitario
regionale essendo la Regione uscita dai piani di rientro ma entrata
responsabilmente e, facoltativamente, nei programmi operativi e di
consolidamento dei risultati essendo in questa fase di rilancio del
miglioramento della qualità dei servizi ad invarianza dei costi ha
sortito l'effetto, nonostante i ministeri della salute e
dell'economia hanno più volte, in sede di verifica, riconosciuto
tali progressi, ha sortito l'effetto, dicevo, di una audizione
della sottoscritta e di una conseguente pronuncia della Corte dei
Conti che, nel ribadire il principio del blocco del turn over nella
nostra Regione, ha, di fatto, paradossalmente inibito qualsivoglia
operazione di stabilizzazione anche isorisorse.
Per questo motivo, oggi, ospedali e territorio, pubblici e
privati, rischiano di non reggere all'impatto derivante sia
dall'accrescimento della domanda di salute che dall'introduzione di
nuovi modelli assistenziali e organizzativi che, senza adeguati
organici quali quantitativi, non possono esplicare appieno le
funzioni per le quali sono stati realizzati, perdendosi in tal modo
i benefici dell'implementazione di un processo di riqualificazione
che ha visto innegabilmente in sanità i più evidenti segni di
cambiamento.
Tuttavia, in considerazione delle forti criticità che insidiano la
stabilità del nostro sistema economico-finanziario, non può dirsi
definitivamente scongiurato - e questo mi sento di sottolinearlo -
il paventato possibile ritorno della Sicilia, e non solo di essa,
ma questo chiaramente non ci consola, ai piani di rientro, che sono
ai limiti, come dimostra la storia più recente, della sostenibilità
della garanzia dei LEA e della competitività.
Il sistema nostro - posso dire senza alcun infingimento - è pronto
ad affrontare la sfida purché si pensi a criteri più perequativi a
livello centrale nella distribuzione delle risorse di Fondo
sanitario nazionale, a garanzia dei tanto evocati omogenei livelli
di assistenza in tutto il territorio nazionale, e purché, sempre a
livello ministeriale, vengano trasferite alla Sicilia le dovute
risorse su atti di programmazione da tempo autorizzati e non ancora
messi in esecuzione per investimenti finalizzati all'ammodernamento
dell'edilizia sanitaria che, unitamente ai fondi strutturali per
l'innovazione tecnologica, sono indispensabili e irrinunciabili per
l'efficientamento strutturale e infrastrutturale della rete
sanitaria regionale.
Pure in questo difficilissimo contesto, sono stati attivati da me
tutti gli strumenti necessari per garantire l'equilibrio tra
risorse disponibili e il miglioramento dei servizi, grazie, però,
ad una sempre matura attenzione di programmazione ma, soprattutto,
e per questo mi sento di ringraziarli tutti quegli operatori validi
e onesti ma anche degli stessi cittadini che hanno tollerato - e in
alcuni casi sopportato - le disfunzioni che possono ingenerarsi in
un cantiere sempre aperto e con i lavori in corso.
Alcuni cenni di contesto mi erano doverosi anche per rammentare
una serie di difficoltà che hanno appesantito il mio mandato
assessoriale fin qui condotto durante il quale anche la semplice
sostituzione di un dirigente, ha costituito elemento di resistenza
di una parte della politica e di una parte della stessa burocrazia
che è ostile al cambiamento.
Non meno rilevante per importanza, è stato il problema del
personale che opera in posizione di comando nell'Assessorato della
salute e che ha condotto le principali attività che oggi hanno
implementato i piani di consolidamento. Ancorché si tratti di un
Assessorato che naturalmente si avvale di professionalità
specifiche, carenti nella Pubblica amministrazione e che hanno
senza dubbio costituito la fucina di idee e la leva pulsante
dell'innovazione in sanità.
Compatibilmente con le esigenze di contenimento della spesa, una
accurata selezione anche in questo settore, non potendo
l'Amministrazione da me diretta permettersi battute d'arresto, non
ho potuto disconoscere chi si è speso professionalmente e ci ha
messo la faccia, anche nella logica improntata al lavoro di equipe
e allo scambio dell'esperienze e delle competenze professionali
sulla quale logica deve improntarsi l'attività di un ramo di
amministrazione che richiede una elevata competenza tecnica.
Anche la vicenda delle procedure di selezione dei manager induce
ad una riflessione.
La procedura nata da un principio di trasparenza e di
valorizzazione del merito si è trasformata in uno sterile dibattito
politico che ha significativamente dilazionato i tempi di
conclusione del procedimento, allorquando la scelta sui manager è e
resta pur sempre - lo sottolineo ancora una volta - un atto di alta
amministrazione mosso dal principio di intuitu personae che vede
solo ed esclusivamente nell'elenco degli idonei l'unico elenco
giuridicamente vincolante, a fronte di una selezione non
concorsuale che aveva lo scopo solo di fornire al ramo di
amministrazione ulteriori e non vincolanti elementi di valutazione
utili alla scelta delle professionalità più adeguate. Questo
principio, per altro, trova per il futuro piena rispondenza in un
orientamento giurisprudenziale oltre che nelle prossime innovazioni
normative sul settore.
Mi appello pertanto, andando forse oltre le mie individuali
intenzioni, ad una politica illuminata perché agevoli e compia le
proprie valutazioni e le proprie scelte con animo libero e con
l'onere morale del ruolo e della responsabilità di chi è tenuto ad
essere al servizio della collettività, perché ci si opponga con
fermezza e con coscienza agli atteggiamenti di chi vuole conservare
lo status quo salvando qualche reparto ospedaliero inutile e
costoso se non addirittura pericoloso, perché le scelte in sanità
hanno un effetto moltiplicatore incontenibile, ne paghiamo tutti le
spese, e se non oggettivamente supportato, anche sul piano
culturale, volendo dare per dovuto il rispetto per le regole queste
generano malessere, sfiducia, demotivazione, se non quando
addirittura divengano cause di mala sanità e perfino di morte.
Passo quindi alla trattazione dell'attività condotta dal mio
Assessorato nella circostanza dell'evento che qui ci occupa
relativamente al decesso della piccola Nicole.
Voglio da subito precisare che in data 12 febbraio ultimo scorso,
mentre mi trovavo presso la sede del Ministero della Salute per un
incontro istituzionale, ho appreso intorno alle 13.30 a mezzo degli
organi di informazione e di Stampa, della notizia del decesso di
una neonata, Nicole Di Pietro, nata presso la casa di cura Gibiino
di Catania, avvenuto durante il trasporto della bimba in ambulanza
diretto presso l'ospedale Paternò Arezzo' di Ragusa.
Dopo la comunicazione da parte delle tre aziende ospedaliere
dell'area metropolitana di Catania e dell'ASP di Siracusa, della
indisponibilità di posti letto di terapia intensiva neonatale,
indisponibilità acquisita direttamente dal personale della Casa di
cura, in parte su chiamata diretta in parte su chiamata alla
Centrale operativa del 118 allertata dalla Casa di cura medesima.
Non appena acquisita la notizia, già oggetto come dicevo di
inchiesta giudiziaria da parte delle Procure di Catania e di
Ragusa, ho tempestivamente avvertito, tra le 14.00 e le 15.30,
direttamente i miei uffici di diretta collaborazione ma prima
ancora i direttori generali delle aziende interessate che hanno
appresso da me la notizia.
Ho immediatamente dato disposizioni di avviare indagini ispettive
a partire dalla richiesta, fatta in pari data, di relazioni
puntuali sia da parte delle stesse Aziende interessate che da parte
della Casa di cura in questione.
Contestualmente, sempre nella serata, ho inoltrato formale
richiesta alla signora ministro della salute Beatrice Lorenzin
notiziandola di quanto stavo avviando in relazione al grave
accadimento nonché per richiedere come già fatto in altri casi, di
potere effettuare una ispezione congiunta con gli organi
ministeriali per analizzare tutte le fasi del percorso
assistenziali e la rispondenza dello stesso agli indirizzi di
programmazione nazionale e regionale
La stessa sera ho convocato con urgenza, per l'indomani, un
vertice con i dirigenti generali del mio assessorato e con i
direttori generali e sanitari delle aziende interessate ivi
compresa la Casa di cura Gibiino di Catania.
Raggiunta di fronte alla sede del Ministero della salute da una
equipe di giornalisti ho riferito alla Stampa sia in quella sede
che nelle giornate successive soltanto ciò che stavo ponendo in
essere in relazione a quanto accaduto.
Nel giro di poche ore prima del mio rientro a Palermo, ho appreso
dagli organi di Stampa che il Ministro avrebbe inviato gli
ispettori in Sicilia per far luce sulla corretta erogazione dei
livelli essenziali ed assistenza da parte del sistema sanitario
regionale.
In data 13 febbraio si è svolta nei locali dell'Assessorato la
riunione convocata il giorno prima cui hanno partecipato,
puntualmente, i direttori generali dell'Azienda policlinico di
Catania dell'Arnas Garibaldi, dell'Azienda ospedaliera Cannizzaro,
il responsabile della Centrale operativa del 118 di Catania e il
direttore sanitario della Casa di cura Gibiino per acquisire tutti
gli elementi necessari a ricostruire l'evento del decesso della
neonata avvenuto nella notte tra l'11 e il 12 febbraio, nonché
tutti gli elementi necessari all'individuazione dei singoli livelli
di responsabilità nel percorso assistenziale e sanitario. Era
presente anche una compagine assessoriale costituita da tutti i
dirigenti delle strutture competenti per materia.
Ho aperto i lavori esprimendo agli intervenuti un profondo
disappunto e una profonda amarezza per quanto accaduto. Ho fatto
presente che questa riunione nasceva dall'esigenza di fare
immediatamente chiarezza su un evento così grave e ho rammentato ai
presenti di avere già chiesto al Ministro della salute di potere
avviare l'attività ispettiva congiuntamente con la delegazione
ministeriale, stante, peraltro, l'affiancamento dello stesso
ministero, in questi anni, anche nella redazione degli atti
programmatici e nella validazione degli stessi nell'ambito dei
programmi operativi triennali.
Ho espresso profondo rammarico, sul piano personale ed
istituzionale per i fatti accaduti che, oltre a scuotere in maniera
irreversibile un nucleo familiare, obbligano tutte le istituzioni
ai vari livelli ad un'analisi puntuale delle fasi del processo
assistenziale e della programmazione all'interno della quale tali
percorsi si collocano.
Mi è doveroso, preliminarmente, descrivere i fatti partendo dal
presupposto che è da tempo vigente nella nostra Regione la
programmazione della rete dei punti nascita, delle neonatologie,
delle emergenze neonatali e materne, alla cui coerenza le aziende
sanitarie pubbliche e private, sono tenute nella definizione del
proprio assetto interno, sia sotto il profilo dei requisiti
strutturali ma anche di quelli tecnologici e organizzativi, per il
quale aspetto le stesse aziende, nelle direzioni strategiche, sono
direttamente responsabili sotto il profilo gestionale.
Ricordo che la Sicilia è stata tra le prime regioni a dare
attuazione all'accordo Stato-Regioni del 2010, allineando la
propria programmazione nell'area materna infantile agli standard
nazionali.
Ne formano oggetto numerosi provvedimenti assessoriali alla cui
definizione hanno contribuito professionisti del settore, società
scientifiche, esperti dell'Agenzia nazionale dei servizi sanitari e
che sono stati puntualmente sottoposti a validazione da parte dei
competenti organi ministeriali prima ancora della loro adozione.
In particolare, nell'area materna infantile in conformità al piano
sanitario regionale per gli anni 2011-2013, è stata riorganizzata
la rete dei punti nascita che ha previsto l'implementazione dei
percorsi per migliorare la qualità, la sicurezza, l'appropriatezza
degli interventi assistenziali nel percorso nascita e ridurre, al
contempo, l'utilizzo del taglio cesareo che ha visto, solo negli
ultimi tre anni, un trend di riduzione significativo partendo dal
39,13 per cento nel 2010 al 28 per cento circa nel 2013, rispetto
al valore atteso del 20 per cento.
Tale piano ha previsto la razionalizzazione progressiva dei punti
nascita per tendere allo standard del numero di mille parti l'anno
nonché l'abbinamento per pari complessità di attività delle unità
operative ostetrico-ginecologiche con quelle neonatologiche
pediatriche, riconducendo a due i livelli assistenziali, oltre che
l'attivazione, completamento e messa a regime del sistema di
trasporto materno assistito e neonatale d'urgenza.
Con lo stesso provvedimento è stato, inoltre, definito il
protocollo operativo di dettaglio per l'attivazione dei servizi
STEN e STAM, appunto di trasporto materno assistito e neonatale,
per realizzare tra l'altro il collegamento funzionale tra le
strutture ospedaliere e tra queste e quelle territoriali nonché con
le reti di emergenza-urgenza del 118 che ne cura il trasporto.
Con decreto del 2012 è stato istituito il Comitato regionale del
percorso nascita, che è l'omologo collegio che è presente nelle
regioni rispetto al Comitato del percorso nascita nazionale che si
dirama nel Comitato del percorso nascita aziendali e locali cui è
rimessa, nelle tre aree, orientale, centrale, occidentale, il
governo delle attività legate alla riorganizzazione del percorso
nascita, ivi compresa la formazione degli operatori.
Uno specifico tavolo tecnico da me istituito ha avuto il compito
di divulgare le raccomandazioni sulla prevenzione della mortalità
materna nonché si è proceduto, proprio in questi ultimi mesi, anche
alla definizione di un piano per la riqualificazione delle
neonatologie e delle unità di terapia intensiva neonatale sotto il
profilo dei requisiti organizzativi e tecnologici.
Nell'ambito degli obiettivi di Piano sanitario nazionale è stato
avviato un progetto per l'attivazione della partoanalgesia
epidurale presso tutti gli ospedali sede di punto nascita.
Al fine, inoltre, di valorizzare le interdipendenze tra le varie
attività territoriali ospedaliere, i consultori familiari e gli
altri servizi che operano nell'area materno-infantile è stato
definito un apposito strumento a supporto della gravida, il
Quaderno della gravidanza'.
Con delibera di Giunta del 7 agosto 2013 il Governo regionale, su
mia proposta, ha disposto che le Aziende sanitarie completino, nel
rispetto degli standard di sicurezza, il potenziamento dei punti
nascita previsti nella programmazione regionale, assicurando
l'adeguamento degli organici e ricorrendo a tutti gli strumenti
previsti dalla normativa vigente estendendo tali indicazioni anche
ai punti nascita di area critica con eccezionali difficoltà di
accesso. Il medesimo atto di indirizzo prevede anche che le aziende
si attivino prontamente per il completamento dei posti letti di
rianimazione ancora non attivi.
Nel corso del 2014 è stato strutturato, in collaborazione con
l'agenzia nazionale per i servizi sanitari, uno strumento di
valutazione informatizzato, la checklist, unica regione ad avere
attuato questo strumento, per la valutazione dei punti nascita
basato su 40 standard per circa 150 elementi misurabili nelle aree
della competenza del personale, della pratica clinica, della
sicurezza della madre del neonato, dell'informazione
dell'educazione sanitaria, nella valutazione e pianificazione della
cura, del travaglio e del parto, nella gestione e nell'uso sicuro
dei farmaci in gravidanza, prevenzione e controllo delle infezioni,
gestione della cartella clinica e comunicazione, ambiente sicuro e
miglioramento della performance.
Nel mese di settembre 2014 è stata fatta una prima valutazione
sulla totalità dei punti nascita e sono stati predisposti, per
ciascuno di essi, piani di miglioramento con la definizione di
azioni, tempi, livelli di responsabilità e indicatori di
monitoraggio. Non manco di sottolineare ancora una volta che tutti
gli stati di avanzamento degli atti di programmazione sono stati
posti a conoscenza dei Ministeri e dell'Agenzia nazionale per i
servizi sanitari nell'ambito della verifica dei piani operativi. In
particolare, per quanto attiene l'attivazione della rete del
trasporto neonatale in emergenza, è stato previsto il completamento
dell'intera rete entro i sei mesi successivi alla comunicazione
avvenuta ad ottobre 2014. Il che significa che noi, entro aprile di
quest'anno, dobbiamo completare la rete dello STEN coprendo anche
il territorio di Catania che, voglio sottolinearlo, in questo
momento effettua comunque i trasferimenti neonatali in emergenza
con le ambulanze del 118 e le termoculle in dotazione delle tre
aziende ospedaliere sede di unità di terapia intensiva neonatale.
In merito alla particolare fattispecie, nella nuova rete
ospedaliera regionale, di recente pubblicazione, è stato mantenuto
un numero di posti letto di terapia intensiva neonatale e delle
relative unità di terapia intensiva in misura superiore allo
standard nazionale, avuto riguardo alle peculiarità orografiche
della regione. Attualmente risultano attivi 114 posti letto UTIN
rispetto agli 80 che risulterebbero dall'applicazione degli
standard nazionale, mentre ne sono stati programmati nella nuova
rete 150, al fine di realizzare, ancorché è previsto l'accorpamento
di unità operative, maggiore equilibrio nella distribuzione dei
posti letto tra i due bacini orientale ed occidentale della
Sicilia. In particolare, il bacino orientale ha attivi 68 posti
letto, quello occidentale 46. Partire da tali presupposti è
fondamentale per inquadrare il contesto e per analizzare,
oggettivamente e con obiettività i dati risultanti dai flussi
informativi che sono assolutamente ufficiali perché sono quelli che
implementano il sistema informativo nazionale. Questo lo preciso
anche al fine di rispondere a talune dichiarazioni improvvide
apparse sulla Stampa da parte di qualche operatore riguardo ad una
presunta dichiarata insufficienza del numero dei posti letto
attivati nel bacino orientale oltre che i paventati tagli
indiscriminati in sanità.
Peraltro, la stessa società italiana di neonatologia ha
sollecitato la Regione a ricondurre allo standard nazionale il
numero dei posti letto UTIN, riducendoli quindi di numero, mentre
l'amministrazione responsabilmente ha ritenuto in questa prima fase
di individuare un numero di posti letto superiore allo standard che
prevede un posto letto ogni 750 nati.
A parte i dati di contesto legati alla programmazione regionale, è
necessario distinguere gli aspetti legati alla gestione, alle
procedure, alle fasi che si sono susseguite nel percorso di
assistenza della piccola Nicole e che chiamano in causa, questi
ultimi, tutte le strutture coinvolte nel caso a partire dalla casa
di cura Gibiino di Catania, individuata nella rete dei punti
nascita come centro nascita di primo livello i cui criteri di
accreditamento sono quelli previsti dall'intesa Stato-Regioni del
2010 e dalle conformi linee guida regionali che non prevedono tra i
requisiti obbligatori di accreditamento la presenza di terapia
intensiva neonatale, come invece è prevista nei centri hub di
secondo livello.
Ritornando al caso in specie, in sede di riunione è stato chiesto
al Direttore sanitario della casa di cura Gibiino di conoscere e
documentare i fatti accaduti nella considerazione che nonostante
fossero trascorse oltre 24 ore dall'evento, e nonostante già a
distanza di poche ore dall'evento stesso si paventava un
commissariamento della Regione, gli uffici dell'assessorato non
avevano ancora acquisito elementi ufficiali dalle aziende
interessate benché richiesti nell'immediatezza dell'acquisizione
della notizia, oltre a quelli appresi dagli organi di Stampa.
In particolare, è stato richiesto alla Casa di Cura Gibiino di
fornire apposita relazione clinica sulle condizioni di salute della
mamma e della neonata, di fornire con precisione l'orario della
nascita, nonché della chiamata alla centrale operativa del 118, se
la neonata prima del trasferimento fosse stata sottoposta a
regolare stabilizzazione e se fosse stata richiesta alla centrale
operativa l'attivazione dello STEN di fornire, inoltre, specifici
elementi in ordine al servizio di trasporto autonomamente attivato
dalla Casa di cura e quindi anche l'atto di convenzione con la
Croce Verde, l'ente cui si sono rivolti, se fossero stati di
recente verificati e controllati i requisiti di idoneità, se
fossero state attivate le procedure relative al trasporto neonatale
e se fossero stati assunti i contatti col responsabile del rischio
clinico dell'Azienda Sanitaria provinciale, se è stato riferito
dalla Casa di Cura qualcuno dei criteri clinici che poteva
determinare l'attivazione dello STEN e ricovero in UTIN al momento
della chiamata al 118.
Il Direttore sanitario della Casa di cura ha risposto che non
aveva al momento una relazione in merito agli eventi occorsi e che
l'avrebbe fatta pervenire non appena pronta anticipando però, in
quella sede, solo ciò che gli era stato riferito dal ginecologo
presente al parto e cioè che la mamma era in ottime condizioni
cliniche, che non aveva patologie particolari, che aveva avuto una
gravidanza regolare per nove mesi fino alla fase espulsiva e che lo
stesso è avvenuto in partoanalgesia, in modo naturale, senza
induzione farmacologica e inoltre che la partoriente era stata
monitorata in tracciato cardiotocografico. Ha aggiunto che l'equipe
sanitaria era completa al momento del parto, ha riferito, inoltre,
che la bambina appena nata presentava condizioni critiche e come
riferitogli dal neonatologo appena consegnata alle sue cure è stata
rianimata, in quanto già presentava insufficienza respiratoria,
provvedendo quindi alla sua stabilizzazione.
Ha riferito, inoltre, che la bambina è stata intubata e che sono
state attivate tutte le procedure per il trasferimento. Ha
riferito, ancora, dell'ora del parto avvenuto all'01.18, della
chiamata del neonatologo al 118 avvenuta all'01.38 per la ricerca
di un posto in UTIN e della risposta definitiva data dal 118
avvenuta tra l'01.55 e le 02.00 sulla disponibilità di un posto in
UTIN a Ragusa, nonché della partenza dell'ambulanza privata della
Croce Verde attivata dalla stessa Casa di cura avvenuta intorno
alle 02.30, ben oltre un'ora e venti minuti dalla nascita della
bambina.
Si fa notare anche come la scelta dell'ambulanza in convenzione
con la Casa di cura sia una scelta consentita dalle norme
attualmente in vigore, purché sussistano tutti i requisiti di
certificabilità del mezzo e che ci sia naturalmente l'equipe medica
a bordo. Il fatto di non chiamare un mezzo pubblico significa che
l'equipe medica a bordo è la medesima di quella che ha assistito al
momento del parto e quindi è una equipe di personale dipendente
dalla stessa Casa di cura.
Abbiamo chiesto anche come mai l'ambulanza fosse partita oltre
un'ora dopo dalla nascita della bambina. Il Direttore sanitario si
è riservato di far pervenire successivamente dettagliata relazione
in merito. Lo stesso Direttore ha precisato che la ricerca della
Casa di cura era esclusivamente limitata alla ricerca di un posto
in terapia intensiva in ospedale di Catania per un neonato in
condizioni critiche e che non essendo stata fornita disponibilità
di posti da parte degli ospedali catanesi e da parte dell'Umberto I
di Siracusa nonché alla disponibilità comunicata dal 118 di un
posto UTIN a Ragusa, l'ambulanza in convenzione con la Casa di cura
con a bordo l'anestesista e il neonatologo si è avviata verso
l'ospedale di Ragusa e che durante il trasferimento è avvenuto il
decesso.
Ha riferito, inoltre, in quella sede, di non conoscere l'orario
esatto dello stesso decesso perché non aveva ancora acquisito il
documento da parte dell'equipe presente in ambulanza.
Faccio notare al riguardo come la documentazione clinica prodotta
dall'equipe medica a bordo dell'ambulanza ci sia stata fornita a
pochi minuti dopo dal Direttore Generale dell'ASP di Ragusa
all'interno della cui competenza territoriale ricade il presidio
ospedaliero Paternò Arezzo' che ha accolto la salma della bambina.
Alla domanda se il neonatologo fosse presente nella Casa di cura al
momento del parto il Direttore sanitario ha risposto che lo stesso
ha un orario reperibile e che viene chiamato dalla struttura ogni
volta una donna si prepara al travaglio. Ha riferito inoltre che
non era stata richiesta attivazione dello STEN perché rispetto
all'attivazione dello stesso era stata formulata, a suo tempo, una
nota al policlinico di Catania alla quale ha precisato di non avere
avuto mai risposta e che la cartella clinica fosse stata già
oggetto di sequestro ma che ne avrebbe fatto pervenire copia in
assessorato insieme alla relazione clinica.
Alla richiesta inoltre da parte dei funzionari dell'assessorato
sull'esistenza di una scheda di trasporto, ha risposto di non
saperlo e che avrebbe chiesto al neonatologo. Ha riferito anche di
non sapere se fosse stata fatta verifica sulle attrezzature a bordo
da parte del medico e che produrrà copia della convenzione, il dato
relativo alla verifica degli standard e alla compilazione della
check list in particolare per l'ambulanza intervenuta.
Al responsabile della centrale operativa del 118 di Catania è
stato chiesto di acquisire la registrazione delle chiamate, che
sono adesso in nostro possesso, l'oggetto specifico della richiesta
fatta all'operatore del 118, il motivo della mancata attivazione
dello STEN, come mai la scelta di Ragusa e non di altri nosocomi
previsti in altre province ma a minore distanza, e se fosse stato
riferito dalla Casa di cura qualcuno dei criteri clinici che
potevano determinare l'attivazione del trasporto in emergenza.
La dottoressa Bartoli, responsabile della centrale operativa di
Catania, ha risposto che l'operatore ha effettuato la ricerca di
posti in tutti gli ospedali della macro area afferente la centrale
operativa, compreso l'ospedale di Ragusa, che ne fa parte, ed ha
prodotto quindi relazione di servizio e la registrazione
telefonica delle chiamate.
L'oggetto della richiesta, ha ribadito, essere stato quello della
disponibilità di un posto letto in UTIN ma soltanto dalla prima
chiamata ho potuto verificare che effettivamente il medico che
aveva in cura la bambina aveva in qualche modo rappresentato le
gravi condizioni critiche della stessa .
E' stato inoltre richiesta alla stessa centrale operativa, ma la
richiesta è stata estesa a tutte le centrali operative
nell'immediatezza dell'accaduto, delle procedure seguite, interne,
per la comunicazione della disponibilità dei posti letto in area
critica.
I direttori generali delle aziende ospedaliere sono stati invece
invitati a rispondere ai seguenti punti: eventuali procedure
interne e chi riferisce della mancanza dei posti letto; se viene
chiesto delle condizioni cliniche del paziente; se è stata valutata
l'ipotesi di spostare pazienti ricoverati in UTIN, meno gravi,
verso altri reparti, come sub-intensiva, neonatologie, pediatrie,
se è stata implementata la procedura per il trasporto neonatale e
quanti posti siano a disposizione e quanti occupati sia di
intensiva che di sub-intensiva, quali sono gli interventi attivati
nell'immediata acquisizione della notizia.
Voglio precisare, a questo riguardo, che ad oggi siamo in possesso
di tutti questi elementi e che sono stata io stessa a predisporre
tra il sabato e la domenica tutta la documentazione per consentire
alla Commissione ispettiva l'immediata operatività già a partire da
lunedì sedici.
Il direttore generale dell'Arnas Garibaldi di Catania ha riferito
che la responsabile del reparto UTIN ha ricevuto la chiamata
dall'operatore del 118 tra l'01.30 e le 02.00 e che senza dire
delle condizioni del paziente chiedeva soltanto la disponibilità di
un posto UTIN. Ha riferito, altresì, che i posti letto attivi sono
18 e che in quel momento la struttura era in overbooking con 23
pazienti ricoverati di cui 4 in isolamento, 10 in intensiva, gli
altri in sub-intensiva e che inoltre i tempi di degenza medi non
sono particolarmente lunghi e che nel 2014 il 51 per cento dei
pazienti erano outborn, cioè provenienti da altre province.
Il direttore generale dell'azienda policlinico di Catania ha
riferito che la richiesta è pervenuta alla sua struttura alle 11.40
e che anche questa richiesta era semplicemente finalizzata alla
disponibilità del posto letto in UTIN e ha fornito dichiarazioni
del medico di guardia della neonatologia del presidio ospedaliero
Santo Bambino'. Ha fatto presente, altresì, che al momento della
richiesta vi erano complessivamente 18 ricoverati e che in UTIN vi
erano 5 ricoverati a fronte di 4 posti attivi.
Voglio precisare, anche in questa circostanza, che si stanno
esaminando a cura della Commissione congiunta tutte le cartelle
cliniche dei pazienti ricoverati al momento della chiamata e che
questa indagine è ancora in corso e che quelle comunicate oggi dal
Ministro della salute e che io oggi riferirò in quest'Aula sono le
prime rilevazioni dell'attività della Commissione che ancora è al
lavoro e che soltanto tra le giornate del 16 e del 17 ha potuto
compiere le visite ispettive in loco prelevando tutta la
documentazione clinica che in questo momento è oggetto di controllo
in particolare sull'appropriatezza dei ricoveri.
Anche i ricoveri in UTIN, rispondo a dei criteri di ingresso, ma
vengono applicate delle scelte anche di discrezionalità rispetto
alla possibilità di dimissioni protette, in modo tale da favorire
l'avvicendamento del turn over.
In merito alla circostanza della mancata disponibilità dei posti
letto, ho fatto - devo dire anche con veemenza - più volte
presente ai direttori generali delle Aziende sanitarie, che abbiamo
già dal 2010 delle linee guida che disciplinano le procedure ed i
protocolli che devono seguire le centrali operative per comunicare
la disponibilità di posti letto in area critica, intendendo per
area critica anche le unità di terapia intensiva neonatale, oltre
che le UTIC, le cardiochirurgie, le neurochirurgie ed il Centro
ustioni.
In queste linee guida, già dal 2010 è previsto che i posti letto,
in caso di condizioni particolari di urgenza e necessità, possono
essere aumentati al bisogno, sulla base di disposizioni
dell'accettante, o della direzione sanitaria.
Inoltre, il rifiuto del ricovero per mancanza di posti letto è un
illecito e configura il reato di omissione di soccorso e di
omissione di atti di ufficio. E' ipotizzabile, inoltre, il reato di
interruzione di servizio di pubblica necessità.
Le stesse linee guida definiscono in maniera inequivocabile,
laddove ricorrano tali condizioni, le procedure da attivarsi in
loco o ai fini del trasporto.
Nel corso della riunione è stato più volte ribadito che lo spirito
della riforma sanitaria si basa sul concetto dei livelli di
intensità di cure e che il sistema sanitario deve essere un sistema
inclusivo che, nella fattispecie, una struttura ospedaliera sede di
100 hub, non può rimanere ancorata al sistema del posto letto, ma
debba riferirsi alla presa in carico del paziente, alla sua
accoglienza e poi, deciderne l'eventuale trasferimento.
Gli stessi direttori generali hanno ammesso, in quella sede, che
se la piccola Nicole fosse arrivata al pronto soccorso, non
avrebbero potuto non accoglierla ed erogare l'assistenza dovuta.
Vi devo dire che questa circostanza, nonché questa asserzione da
parte dei direttori generali, mi ha molto indisposto perché non è
possibile fare delle differenze lessicali fra mancanza di posti
letto e rifiuto al ricovero un elemento discriminante che possa
modificare l'esito anche di un'aspettativa di vita, per quanto
assai precaria, in questo caso.
Una circostanza di rilievo, ai fini dell'attività di verifica nel
percorso assistenziale della piccola Nicole, risiede nel fatto che
tutti i manager delle Aziende coinvolte, come vi dicevo, sono
concordi nel ritenere che se l'accesso del paziente critico alle
loro strutture, fosse venuto attraverso il pronto soccorso, a
prescindere dalla disponibilità dei posti letto, si sarebbe
garantita l'assistenza.
Altro elemento rilevante che, allo stato delle attività condotte
dall'assessorato direttamente e dalla Commissione congiunta
Ministero-Regione, cui hanno partecipato anche i carabinieri dei
NAS, non è stato possibile accertare le ragioni per le quali non si
sia ritenuto, da parte della Casa di cura, attesa l'indisponibilità
dei posti letto e la gravità della circostanza, di portare la
bambina al pronto soccorso di uno dei tre nosocomi.
Questa circostanza non abbiamo potuto verificarla in quanto, il
medico che ha preso in cura la bambina, ha chiesto di poter parlare
solo ed esclusivamente con la compagine ministeriale che compone la
Commissione congiunta, escludendo i nostri funzionari dall'ascolto
dell'audizione.
Questa domanda rimane ancora assolutamente da noi priva di alcuna
risposta, nonostante nell'ascolto della registrazione delle
chiamate sia assolutamente evidente come ci fosse un intendimento,
da parte della Casa di cura di forzare, questo è il termine che ha
utilizzato il medico, l'ingresso al pronto soccorso del
Policlinico, tanto da aver detto alla stessa Centrale operativa,
per il tramite del personale della casa di cura, di avere già
provveduto.
In realtà al Policlinico la bambina non è mai giunta. In ogni
caso, un altro elemento di rilievo che non abbiamo potuto fare a
meno di sottolineare è l'importanza della comunicazione nel governo
del rischio clinico.
Ogni operatore, anche chi risponde al telefono, ha un ruolo
fondamentale nel determinare la probabilità che un evento possa
trasformarsi in un evento avverso. La comunicazione non può essere
scritta nelle procedure.
Ci sono degli aspetti che si ascrivano esclusivamente alla
sensibilità individuale degli operatori, alla capacità di
richiedere anche informazioni suppletive o di rispondere con un
tono che, certamente, può indurre maggiore conforto e non assoluta
estraneità alla gravità dei fatti, così come appare dalla voce
dell'operatore.
Voglio sottolineare a tal riguardo che quanto ho finora segnalato
è stato oggetto di pesanti censure attraverso specifici
provvedimenti che sono stati da me rivolti, tra le giornate di
sabato e domenica, a tutte le aziende interessate a partire dalle
direzioni strategiche aziendali, alle quali ho chiesto di adottare
tutti i provvedimenti, anche sanzionatori, nei vari livelli di
responsabilità, sia all'interno del personale delle UTIN che ha
risposto al telefono, sia per quanto riguarda l'azienda Cannizzaro,
ove ha sede la centrale operativa di Catania, nei confronti del
personale della stessa centrale.
Nella giornata tra sabato e domenica ho predisposto i seguenti
provvedimenti, che ho trasmesso alla Commissione congiunta per il
tramite del Comando generale dei NAS, che ne ha curato il
coordinamento: il verbale del vertice con le strutture interessate
del 13 febbraio; la relazione prodotta dalla centrale operativa del
118, con accluse le registrazioni telefoniche su supporto
informatico; le linee guida della Regione del 2010; la
dichiarazione dei tre nosocomi; la richiesta di relazione rivolta
alla casa di cura Gibiino, fino a quel momento ancora non
soddisfatta; la disposizione assessoriale, che abbiamo fatto
immediatamente, in ordine all'avvio del procedimento di sospensione
dell'attività di ricovero in ostetricia della Casa di cura Gibiino,
finalizzata al parto.
Si tratta di un provvedimento, quest'ultimo, dovuto. E faccio una
sottolineatura, vista anche la dichiarazione fatta dalla Casa di
cura circa l'assenza di tale provvedimento: nel rispetto del
procedimento amministrativo abbiamo, in questo momento,
semplicemente comunicato l'avvio del procedimento di sospensione,
per dare la possibilità alla Casa di cura di esprimere entro 10
giorni eventuali contro deduzioni, cui farà seguito - nel caso in
cui queste contro deduzioni non saranno pienamente soddisfatte - il
provvedimento di sospensione. E' un provvedimento che non va visto
soltanto in termini punitivi - non è quello il nostro mestiere -
quanto piuttosto un provvedimento di tutela nei confronti della
Casa di cura stessa, ma soprattutto delle partorienti e dei
nascituri. La richiesta di relazione alle aziende catanesi
interessate, nonché i riscontri pervenuti, tra il sabato e la
domenica stessa, all'amministrazione per il tramite della posta
istituzionale, che abbiamo così potuto fornire entro la giornata di
domenica alla Commissione, per poter avviare i lavori l'indomani.
Abbiamo prodotto, sempre tra le giornate di sabato e di domenica,
una direttiva assessoriale con la quale abbiamo chiesto alle
strutture interessate, sede di unità di terapia intensiva
neonatale, di verificare puntualmente l'appropriatezza dei
ricoveri, non soltanto rispetto ai criteri di ingresso, ma anche
rispetto ai criteri di mantenimento in un reparto di alta intensità
di cure, nonché di dimissione, proprio per sottolineare quel
principio di flessibilità organizzativa che deve informare l'azione
di un direttore di terapia intensiva neonatale, laddove si
presentino ulteriori urgenze e laddove non ci siano ulteriori
termoculle disponibili dotate di ventilatore automatico.
Abbiamo inoltre richiesto, come accennavo, a tutte le centrali
operative della Sicilia, di Catania, Palermo, Messina e
Caltanissetta, tutti i protocolli operativi interni adottati per la
ricerca dei posti letto, la comunicazione di questi ultimi e i
relativi riscontri pervenuti dalle quattro centrali.
In data 16 febbraio si è svolto l'insediamento, presso la sede del
Comando dei NAS di Catania, su disposizione della signora Ministro
e sentiti il Direttore generale della Programmazione e la
scrivente, della Commissione congiunta Ministero-Regione-NAS, alla
quale hanno preso parte, oltre la scrivente, il Capo dell'ufficio
legislativo e legale del Ministro, i NAS e l'intera Commissione
nella sua compagine ministeriale e regionale.
Da un primo confronto è emersa in tutta evidenza la necessità di
un'approfondita analisi del percorso assistenziale della piccola e
di un'attenta e puntuale valutazione dei fattori di rischio,
endogeni ed esogeni, ad esso connessi, al fine di potere delineare,
già dalle prime verifiche documentali e in loco e anche attraverso
l'ascolto del personale avvicendatosi nel percorso, punti di
criticità e di miglioramento che consentano da subito l'attivazione
di interventi di natura prescrittiva, oltre che di miglioramento,
non escludendosi l'avvio di ogni procedimento che, nel rispetto dei
ruoli e delle funzioni, si ritenga consequenziale in relazione alle
risultanze via via emerse dall'attività di verifica.
E', altresì, chiaro come il mandato della Commissione e delle
istituzioni ivi rappresentate fosse proteso ad estendere la
valutazione ad eventuali criticità di sistema - il Ministro oggi lo
ha sottolineato - laddove, ad esempio, si ritenga necessario
rivalutare procedure, strategie e percorsi che, a partire
dall'individuazione delle cause e delle concause legate alla base
dell'evento, possano rafforzare e migliorare le interrelazioni tra
i vari nodi della rete sanitaria e la comunicazione fra gli
operatori, ivi compresa l'impostazione di metodologie volte a
maggiore rigore nella rivalutazione dei criteri di accreditamento
piuttosto che di certificazione delle competenze dei
professionisti, a consolidamento di un percorso teso a strutturare
ulteriormente il sistema del governo del rischio clinico della
gestione dell'emergenza e della sicurezza dei pazienti.
A garanzia dell'autonomia dei lavori della Commissione, ho
ritenuto di dovere lasciare la Commissione stessa nella sua
composizione tecnica, di ritornare nella mia sede istituzionale in
modo tale che la Commissione potesse dar corso, tra le giornate di
lunedì 16 e martedì 17, alle visite ispettive presso le strutture
interessate.
Si rappresenta inoltre che in pari data, nella qualità, ho
comunicato alla Procura della Repubblica di Catania, nell'ambito
del procedimento giudiziario in corso - ritenendo da una prima
rilevazione dei fatti così come accaduti e risultanti dagli
elementi finora disponibili all'Amministrazione da me rappresentata
- che la stessa possa definirsi parte danneggiata e offesa,
nell'eventualità in cui ricorra l'abuso o l'omissione di atto
sanitario nel procedimento in esame e ho comunicato, pertanto, di
riservarmi di nominare un consulente tecnico di parte.
Il martedì 17 febbraio, parallelamente allo svolgimento dei lavori
della Commissione proseguiti per tutta la giornata del 17 stesso,
insieme con i dirigenti generali dell'Assessorato ed i miei uffici
di diretta collaborazione, ho proseguito alla disamina degli atti
pervenuti e ho assunto tempestivamente i provvedimenti
consequenziali.
I provvedimenti assunti riguardano la comunicazione dell'avvio di
procedimento di sospensione delle attività di ricovero in
ostetricia, per l'evento parto, della Casa di cura Gibiino per i
seguenti motivi:
inadeguatezza dei requisiti organizzativi relativamente al numero
dei pediatri rispetto al numero dei parti (la Casa di cura effettua
un numero di parti superiore ai 600 annui e c'erano due soli medici
pediatri con rapporto libero-professionale);
-assenza di monitoraggio dell'aggiornamento del personale;
incogruenze nella gestione del rischio clinico;
-inadeguatezza dei riscontri forniti alle richieste formulate in
sede di riunione rispetto alle risultanze emerse dalle
registrazioni telefoniche della centrale operativa del 118;
-mancato rispetto del decreto assessoriale del giugno 2012 sulle
attribuzioni dei cosiddetti privileges ovvero della
certificazione delle competenze nel settore professionale in
riferimento;
-assenza di una procedura di monitoraggio degli eventi-sentinella,
ai sensi di un decreto assessoriale che vige ben dal 2009.
Ho disposto nei confronti dei direttori generali delle aziende
sanitarie catanesi, nonché della direzione generale dell'ASP di
Siracusa, di verificare, da parte delle stesse, eventuali
comportamenti suscettibili di provvedimenti sanzionatori nei
confronti del personale delle UTIN che risiede nei nosocomi di
queste aziende in quanto non conformi alle linee guida del 2010. In
particolare, l'Azienda Cannizzaro è stata invitata ad estendere
la verifica anche al personale della centrale operativa.
Ho indicato all'Azienda sanitaria provinciale di Catania di
attuare ogni intervento di supporto psico-sociale per la famiglia
Di Pietro per un appropriato percorso di presa in carico ad elevata
integrazione professionale; l'Azienda ha risposto di avere già
prontamente provveduto.
A questo punto vorrei descrivervi quelli che sono i primi esiti
dell'ispezione congiunta del Ministero, Agenas, Regione e NAS che
ha definito, in un breve documento, quali sono i punti di criticità
e di miglioramento riservandosi, entro la fine di questa settimana
o i primi giorni della prossima, di redigere una relazione più
articolata sui contenuti dell'ispezione condotta.
Intanto il Ministero sottolinea, insieme con la Regione, la
necessità di rendere più efficace il sistema di governance per la
sicurezza dei punti nascita.
Parto dal presupposto che nell'individuazione dei vari livelli di
responsabilità, nel percorso assistenziale, non si è fatto
assolutamente alcuno sconto neanche alla programmazione regionale
laddove dall'esame pratico di un percorso si possono rinvenire
degli elementi di criticità che possono essere suscettibili di
perfezione.
Un sistema complesso come quello sanitario è fatto da uomini
quindi è perfettibile, fare autocritica credo sia il segno maggiore
di umiltà e di prontezza nell'affrontare eventuali criticità
programmatorie nel momento in cui si lavora in un contesto fatto di
scambio professionale e di lavoro in equipe.
Emerge - come più volte sottolineato dagli organi di stampa,
lasciatemi sottolineare anche in modo strumentale e vi dirò le
ragioni - la necessità di dare al più presto attuazione al
completamento della rete per l'emergenza per il trasporto neonatale
che a Catania non è stato attivato.
In realtà a Catania, come vi dicevo preliminarmente alla
trattazione delle attività che hanno connotato questo caso, il
servizio di trasporto delle emergenze neonatali nell'attesa che
vengano consegnate le nuove termoculle da rendere stabilmente
inserite all'interno delle 10 ambulanze del 118, il trasporto
neonatale viene garantito con le ambulanze del 118 all'interno
delle quali i nosocomi delle tre aziende catanese sede di UTIN
inseriscono le termoculle da trasporto per attendere ad ogni tipo
di emergenza.
Pensare che il mancato ancora completamento della rete del
trasporto neonatale di emergenza nell'area metropolitana di
Catania, che rispetto ad altre aree territoriali della Sicilia,
sicuramente è connotata da una maggiore offerta sanitaria e dire
che questo da solo costituisca l'elemento che possa decidere tra la
vita e la morte laddove i professionisti e le direzioni stesse mi
assicurano che il trasporto viene garantito, nonostante non sia
stato chiesto, peraltro, neanche in questa sede di avvalersi di un
mezzo pubblico, credo che ponga delle riflessioni in merito anche
ai profili di strumentalità che questa affermazione purtroppo
esprime.
Esigenza di migliorare processi di comunicazione tra i vari punti
della rete del 118, comprese le strutture private, evidenza questa
che è emersa in tutta la sua dimensione nell'ascolto delle
registrazioni.
Proseguendo il percorso già avviato, occorre certamente incidere
ancora in termini di valutazione sul raggiungimento degli obiettivi
da parte dei direttori generali.
Vorrei ricordare che questo Governo, per la prima volta, ha
inserito all'interno dei contratti dei direttori generali il
raggiungimento degli obiettivi di salute come elemento di rilevanza
contrattuale ai fini della permanenza dell'incarico.
Questa pratica che è stata disciplinata con delibera di Giunta
all'interno dell'approvazione del modello di contratto che i
direttori generali hanno sottoscritto è stata solo adesso prevista
dalla legge di stabilità nazionale 2015 che ha previsto, appunto,
l'inserimento degli obiettivi di salute all'interno dei contratti
dei direttori generali. Tra questi abbiamo assegnato come obiettivo
per l'anno 2015 il problema dell'appropriatezza nel ricovero in
UTIN attraverso l'esame di una griglia di criteri che ci consente
di misurare il raggiungimento o meno di questo obiettivo.
In particolare, per la Casa di cura Gibiino - questa è ancora una
puntualizzazione fatta dalla stessa Commissione - l'esito della
verifica effettuata, dalle audizioni, dalle valutazioni dei
protocolli, dalle relazioni presentate, dalla documentazione
acquisita emerge come sia necessario rafforzare la capacità di
rispondere alle criticità con le manovre per la stabilizzazione
iniziale propedeutiche al trasferimento protetto, alle terapie
intensive neonatali di riferimento.
Appare, inoltre, evidente la necessità di incrementare le azioni
formative a tutto il personale in coerenza ai bisogni formativi del
reparto a garanzia di una risposta omogenea e coordinata ai bisogni
assistenziali in emergenza. Ciò deve essere esteso a tutti i punti
di primo livello.
Anche su questo punto la valutazione della Commissione congiunta
Ministero-Regione è stata concorde al punto tale che l'Assessorato
da me diretto aveva già anticipato queste valutazioni con un
provvedimento di sospensione dell'accreditamento che ancor più
viene fondato sulla base delle risultanze dei lavori della
Commissione.
Desidero sottolineare che ieri si è insediato a Roma, così come
affermato, il Comitato nazionale del percorso nascita cui
partecipano nostri validissimi professionisti la cui competenza è
stata altamente riconosciuta anche in un consesso nazionale da cui
promanano poi le proposte tecniche per le relazioni delle linee
guida in area materno-infantile.
Questo è un elemento che, non solo a me come Assessore, ma
qualunque cittadino deve riempire di orgoglio perché l'idea che
passi che la sanità siciliana è un sistema assolutamente, non
voglio usare il termine che è stato usato anche da organi
istituzionali in sedi pubbliche, ma certamente è lesiva una
espressione di questo genere dell'immagine di un sistema che ha
pure dimostrato di salvare vite umane e che rischia, per una
semplice affermazione di questo genere, di vedersi scappare una
serie di pazienti che potrebbero essere ben assistiti nel
territorio di residenza o di soggiorno e che, invece, per sfiducia
alimentata anche da una comunicazione di questo genere, possono
scegliere, naturalmente anche per la psicosi di una malasanità
diffusa e pregiudizialmente ritenuta tale, di andare a curarsi
presso altre regioni.
Io ritengo che questo sia un danno per la nostra Terra
inimmaginabile, ma soprattutto per i professionisti validi che, con
coscienza, ogni giorno si spendono per un sistema anche fatto da
persone che naturalmente non godono del profilo morale che
naturalmente tutti ci auspichiamo.
Ulteriori deduzioni sono state fatte, oltre quelle fatte dalla
compagine ministeriale, anche da quella regionale, che proprio
nella logica dell'autocritica rispetto ad una valutazione anche del
proprio operato, ha voluto sottolineare - cosa che la Commissione
congiunta nella sua completezza non ha fatto e questo lo dico
perché ritengo che sia un fatto piuttosto particolare - che la
neonatologia dell'Ospedale Cannizzaro ha effettuato un ricovero
alle 2.05 di quella notte su un posto riservato ad una nascita
prevista di un neonato patologico. Quindi, è come se ci fosse stata
una prenotazione rispetto alla quale poi non c'è stato neanche il
bisogno di occupare il posto.
Ebbene, questo è avvenuto qualche momento dopo la chiamata della
centrale operativa del 118 effettuata in un orario precedente
durante il quale il reparto aveva risposto di non avere alcun posto
libero.
Ritengo che tale evenienza sia assai grave ed è stata anche
oggetto di una precisa richiesta da parte mia alla Direzione
generale dell'Azienda Cannizzaro perché verifichi immediatamente
tale circostanza e assuma - ove non lo abbia già fatto -
provvedimenti consequenziali.
Ricordo, però, che si tratta di un posto letto in neonatologia.
Quindi, se vale quel principio di flessibilità cui facevo cenno nel
mio intervento precedente, chiaramente questo poteva consentire
eventualmente lo spostamento di un paziente meno grave ricoverato
in UTIN e quindi consentiva una possibilità in più per favorire il
turn over.
Va certamente completata l'attuazione del processo di
razionalizzazione e messa in sicurezza dei punti nascita nella
nostra Regione.
Sappiamo perfettamente, non lo possiamo negare, che il territorio
della nostra Regione è caratterizzato da zone ad altissima
difficoltà di accesso per la quale, in alcuni casi, si è reso
necessario - con mia grande sofferenza da madre oltre che da
Assessore - il mantenimento di un punto nascita che non potesse
garantire se non attraverso un sistema di telecomunicazione oltre
che di emergenza-urgenza-efficienza e la possibilità di far nascere
bambini che altrimenti, probabilmente, rischierebbero di più se
dovessero riferirsi al centro hub più vicino con trasporto su
gomma, per via anche delle impervie linee di collegamento.
Una programmazione sanitaria regionale che è già in avanzata fase
di sviluppo necessita certamente di implementare i processi di
attuazione attraverso protocolli operatavi che sono, naturalmente,
adempimenti posti a carico delle Aziende sanitarie che sono
preposte a dare piena applicazione dei decreti assessoriali.
Va migliorata certamente l'appropriatezza dei ricoveri in UTIN
sia attraverso la rispondenza ai criteri di ingresso che ai criteri
di mantenimento e di dimissioni. Particolare attenzione va riposta
all'efficacia e all'adeguatezza della comunicazione, come
accennavo, tra la centrale operativa del 118 e le Aziende
sanitarie. Vanno promosse, certamente, azioni di miglioramento
nelle relazioni tra gli operatori, ma soprattutto tra la centrale
operativa e le terapie intensive e tutti i reparti in generale di
area critica.
Vorrei fare delle considerazioni conclusive, di carattere
generale. Vorrei in ultimo, non per ultimo, evidenziare che anche
una maggiore correttezza e lealtà nella dialettica politica anche
in questa occasione mi avrebbe consentito un più sereno svolgimento
del difficile e gravoso quanto esaltante mandato assessoriale che
ho avuto l'onore e per il quale ringrazio il Presidente di avermi
dato questo incarico, allorquando il prevalere di molteplici
interessi particolari si contrappone, spesso, al bene comune che,
inevitabilmente, in tema di tutela del diritto alla salute, riveste
una rilevanza assai sentita dalla collettività.
Vorrei chiudere questo mio resoconto citando una espressione che
sento mia, ancorché suggerita da una donna che ha vissuto e svolto
il suo ruolo nella piena consapevolezza dell'onere della
responsabilità che questo comporta: Non si fa il nostro dovere
perché qualcuno ci dica grazie, ma perché è giusto .
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Si può condividere o non
condividere il suo discorso, però, certamente, non si può dire che
non sia stata abbastanza chiara e certamente non fragile come
spesso viene lei rappresentata.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà
alle ore 19.00.
(La seduta, sospesa alle ore 18.21, è ripresa alle ore 18.52)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, ha facoltà, sull'ordine dei lavori.
La prego di non intervenire sulla questione sanità.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, nel merito della questione
sanità, ..
PRESIDENTE. Assolutamente no, è fuori luogo l'intervento.
GRECO GIOVANNI. Non è fuori luogo
PRESIDENTE. Ripeto, può intervenire sull'ordine dei lavori sì. Non
entri nel merito della questione sanità.
GRECO GIOVANNI. Allora, per correttezza, non intervengo. Si è
scritta una pagina terribile su questo, quindi non intervengo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. La stessa preghiera è rivolta pure a
lei, onorevole Falcone.
FALCONE. Signor Presidente, noi eravamo un po' indecisi se entrare
in Aula col bavaglio o meno. Ma non siamo a questo. Per cui, una
prima richiesta che voglio rivolgere a questa Presidenza -
raccogliendo anche il suo auspicio - è quella di deferire il
dibattito d'Aula sulla questione sanità ad altra data; però
fissando una data con grande serenità, senza polemiche, senza
strumentalizzazione, per fare luce non soltanto sul caso della
piccola Nicole, che è assolutamente importante e drammatico, ma
sulla funzionalità e sull'efficienza dell'intero settore.
Fatta questa premessa, il Gruppo parlamentare di Forza Italia
vuole, invece, rivolgere un'altra richiesta: vedo l'assessore
Vancheri, che saluto. Noi chiediamo il deferimento dei termini per
la presentazione degli emendamenti, atteso che il Testo unico sul
commercio, sulle attività produttive - che spazia, appunto, dal
commercio all'urbanistica - merita un ulteriore approfondimento,
anche per la mole di articoli e di norme che lo stesso così
comporta.
Dopodiché, signor Presidente, noi stasera dovevamo discutere del
DPEF e, purtroppo, come ha detto lei, l'assessore Baccei è
impegnato a Roma. Speriamo che torni con qualche notizia positiva e
favorevole per la Sicilia. Noi eravamo disponibili a continuare la
discussione sul DPEF e concluderlo, però riteniamo - visto che non
vogliamo intaccare la sensibilità istituzionale di qualcuno - che
sia necessaria la presenza dell'assessore Baccei e, quindi,
chiediamo di rinviare a quando l'assessore potrà essere presente,
per potere completare, riflettere, su un documento che non deve
essere soltanto cartaceo ma programmatorio, alla luce del piano di
riforma e di risanamento che questo Parlamento e la Sicilia
aspetta, ma alla luce di una finanziaria che non deve essere
soltanto di lacrime e sangue ma deve essere anche di sviluppo.
In tal senso ci aspettiamo una proposta seria, concreta e compiuta
da parte del Governo.
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, mi associo alla richiesta del
deferimento dei termini per quanto riguarda la presentazione degli
emendamenti al TUAP, proprio perché la volta scorsa c'era stata una
seduta un po' convulsa: forse qualcuno non aveva capito bene.
Trattandosi, assessore, di un disegno di legge piuttosto corposo,
gli articoli sono tanti, credo che una proroga dei termini per la
presentazione degli emendamenti, a questo punto, diventa necessaria
per consentire a tutti quanti di potere meglio valutare anche la
natura degli emendamenti che verranno proposti.
Presidente, mi associo alla richiesta dell'onorevole Falcone per
ottenere questa proroga.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, comprendiamo qual è il contesto in
cui oggi si è svolta quest'Aula e si spera, da parte del mio
Gruppo, che i lavori possano continuare e che sia deciso, nella
fase di concertazione di quest'Aula, che non si vada se non a
domani per continuare con l'ordine del giorno e con le votazioni e
rispetto al programma su cui la Conferenza dei Capigruppo si era
determinata.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, intervengo
solo per ribadire quanto già in altra sede, in altro momento,
sostenuto a nome del mio Gruppo parlamentare, affinché sullo stato
della sanità in Sicilia, questo Parlamento possa promuovere un
necessario, indispensabile dibattito. Ed anche per sottolineare
che, se qualcuno stasera ha pensato che promuovendo il dibattito,
rendendolo possibile, consentendo democraticamente il dibattito, la
seduta si potesse trasformare in una serie di eventi comiziali,
ovviamente sbaglia, perché nessuno vuole qui trasformare il
Parlamento in una sede comiziale bensì in una sede di esame, di
approfondimento anche scevro dalle emozioni che i fatti di cronaca
suscitino in ognuno di noi.
Credo sia assolutamente necessario e indispensabile.
La esorto, pertanto, in Conferenza dei Capigruppo di
calendarizzare una seduta prossima, assai prossima, per affrontare
la vicenda della sanità in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sia l'intervento dell'onorevole
Ioppolo sia l'intervento dell'onorevole Falcone mi permettono di
ritornare su un argomento, ossia quello dello spirito delle
comunicazioni, da me richieste, all'Assessore Borsellino.
Lo spirito era proprio quello di chiarire sostanzialmente quanto
era avvenuto.
L'esponente del Governo preposto alla sanità ha riferito, e
chiaramente è più a conoscenza di noi dei fatti e di quanto è stato
avviato, indipendentemente da ciò che si è detto - a proposito o a
sproposito, non sta a me evidenziarlo - sulla stampa.
Anche stasera c'è stato un question time alla Camera dei Deputati
al quale ha partecipato il Ministro della salute.
Correttamente l'onorevole Falcone e l'onorevole Ioppolo stanno
ponendo la questione e mi farò interprete con il Governo, anche
sulla base della relazione che dovrà essere distribuita e che è già
agli atti, di quello che ha detto l'Assessore di promuovere
opportunamente un confronto in Aula o in Commissione ma questo lo
vedremo in una prossima imminente Conferenza dei Capigruppo.
Non c'era nessuna volontà di mettere il bavaglio ad alcuno ma è
giusto che l'Assessore, che aveva fatto alcune dichiarazioni anche
in ordine alla sua permanenza - forse l'abbiamo dimenticato -
all'interno della compagine del Governo venisse a riferire in Aula,
cosa che ha fatto e di questo gliene va dato comunque atto.
Quindi, è chiaro che in Conferenza dei Capigruppo ci determineremo
sul prosieguo o meno del dibattito ma è evidente che c'è una
richiesta in tal senso da parte dell'onorevole Falcone, in
rappresentanza del suo Gruppo, e da parte dell'onorevole Ioppolo,
così come ritengo da parte dell'onorevole Giovanni Greco che, anche
se non ha parlato, era questo penso il suo intento.
Per quanto riguarda il prosieguo dei lavori, facciamo chiarezza,
perché tutti noi abbiamo il problema dell'immagine che mandiamo
all'esterno. Ormai, guardate, non è un problema di immagine. Noi
siamo in sessione di bilancio.
Magari domani si dirà che il Presidente dell'ARS fa polemica con
il Governo, ma non è questo il senso: c'è un notevole ritardo su
tutta la manovra finanziaria e di questo ne dobbiamo prendere atto.
In sessione di bilancio si dovrebbe discutere solo di bilancio. In
Conferenza dei Capigruppo si è convenuto, e non poteva essere
diversamente, sulla esigenza di incardinare quanto prima possibile
il disegno di legge sulle province e sulle città metropolitane. Si
era convenuto pure, cosa che era stata fatta tra le priorità, di
dare un percorso privilegiato al testo unico sulle attività
produttive e si erano messe in calendario tutta un'altra serie di
iniziative legislative.
L'onorevole Zafarana, per conto del Movimento Cinque Stelle, mi
aveva chiesto se era possibile incardinare intanto il disegno di
legge sul cosiddetto Sblocca Italia perché comunque è una vicenda
a tutt'oggi aperta sull'articolo 38, nonché la legge sulle
discriminazioni dell'orientamento sessuale o dell'identità di
genere.
Non c'era unanimità di condivisione. L'onorevole Sammartino, per
conto del suo Gruppo parlamentare, ma anche ritengo l'onorevole
Fazio, mi avevano chiesto di incardinare il disegno di legge sui
centro storici. Quindi, non è cattiva volontà non volere
incardinare questo o quello. Sono costretto a proseguire non
essendoci unità di intenti sul percorso che è stato avviato da
questa Aula.
E' chiaro che prima si esita il DPEF meglio è. E darò pure conto
sulla richiesta del perché a giovedì, onorevole Sammartino, lei che
è il più tenace nell'insistere a volere una risposta così come è
giusto che sia.
Siccome la I Commissione mi ha chiesto ulteriore termine, d'intesa
con il Governo, l'assessore di riferimento alle autonomie locali,
per esaminare un testo condiviso, mi hanno detto almeno fino a
mercoledì perché si possa arrivare in Aula, e siccome l'impegno
assunto in Conferenza dei Capigruppo perché comunque questa
Presidenza avrebbe scritto all'ordine del giorno il disegno di
legge.
Vediamo di fare continuare questo percorso e, quindi, l'Aula
verrebbe rinviata per il prosieguo a giovedì della prossima
settimana.
Onorevole Zafarana, non mi guardi in senso di dissenso, perché è
corretto che si venga in Aula tutti. Quindi, l'Aula viene rinviata,
così ognuno si fa il proprio percorso, a domani pomeriggio alle ore
16.00 per la prosecuzione esclusivamente del DPEF e l'eventuale
votazione finale. Ove non ci fosse il numero legale, lo dico a
scanso di equivoci, chiaramente andremmo all'altro giovedì.
Poi, l'Aula verrà comunque rinviata a giovedì prossimo per
incardinare il disegno di legge sulle province.
Diamo termine, così come richiesto, fino a martedì 25 febbraio
alle ore 16.00, mi è stato richiesto dall'onorevole Falcone ma
ritengo che il Governo non abbia alcuna obiezione, per presentare
ulteriori emendamenti, anche perché sono stati presentati
numerosissimi emendamenti al testo unico sulle attività produttive
e gli uffici non hanno avuto la possibilità di esaminarli.
Detto questo, l'Aula viene rinviata a domani, giovedì 19 febbraio
2015, alle ore 16.00 per la continuazione della discussione del
DPEF ed eventuale votazione, per essere rinviata, successivamente,
a giovedì 26 febbraio 2015, nell'auspicio che possa essere esitato
dalla Commissione il disegno di legge sulle Province. Quindi, la
priorità viene ribadita: DPEF, disegno di legge sulle Province e
testo unico sulle attività produttive. Il termine per la
presentazione degli emendamenti sul testo unico è fissato per
martedì alle ore 12.00.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 19
febbraio 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
I - Comunicazioni
II - Seguito della discussione del Documento di Programmazione
Economico-Finanziaria (D.P.E.F.) per gli anni 2015-2017
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Milazzo G.
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-
254-548/A)
Relatore: on. Marziano
2) - Disposizioni in materia di personale delle Camere di
Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
905/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
3) - Norme contro la discriminazione determinata
dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere. Istituzio
del registro regionale delle unioni civili . (nn. 141-206-778
bis/A)
Relatore: on. Cracolici
4) - Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di
base dei centri storici . (nn. 602-641-711-732/A)
Relatore: on. Fazio
5) - Valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Prima
Guerra Mondiale . (n. 751/A)
Relatore: on. Greco Marcello
6) - Disegno di legge da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
Istituzione del Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi
(NISS) . (n. 796/A)
Relatore: on. Siragusa
7) - Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto della Regione siciliana recante Abrogazione dell'artic
38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con
modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164' . (n. 876/A
Relatore: on. Ferrandelli
IV - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143 del Regolamento
interno, dell'interrogazione:
N. 1809 - Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle misure
per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.
(19 febbraio 2014)
ALONGI
V - Discussione dei disegni di legge:
1) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
2) Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)
Relatore: on. Anselmo
3) Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A
Relatore: on. Cracolici
VI - Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO -
GERMANA'
VII - Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA -
CIRONE
VIII - Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
IX - Seguito della discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
X - Discussione della mozione:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della
Presidenza della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
- CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
- MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
XI - Discussione della mozione:
N. 381 - Mantenimento degli attuali distretti di Corte
d'Appello in Sicilia.
(17 dicembre 2014)
MUSUMECI - CORDARO - FERRANDELLI -
MICCICHE' - CIACCIO - ALONGI -
ARANCIO - ASSENZA - FAZIO -
LANTIERI - LENTINI - LO SCIUTO -
MALAFARINA - PICCIOLO - ZITO
XII - Discussione della mozione:
N. 382 - Iniziative per scongiurare la paventata
abolizione della figura del Segretario comunale
negli enti locali.
(30 dicembre 2014)
MUSUMECI - FORMICA - IOPPOLO - ASSENZA
XIII - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143 del regolamento
interno, dell'interrogazione:
N. 2479 - Provvedimenti urgenti per il rinnovo del
contratto del personale infermieristico per la
postazione 118 di Comiso (RG).
(5 novembre 2014)
ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 19.05
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio