Presidenza del Presidente Ardizzone
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processi verbali delle
sedute precedenti che, non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Cappello, Federico e Greco Giovanni.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana
N. 1678 - Notizie sui presunti risparmi ottenuti con la riforma e
il riordino della struttura dipartimentale dei beni culturali.
Firmatari:Vinciullo Vincenzo
- Con nota prot. n. 40013/IN.16 dell'1/09/2014, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per i beni
culturali.
N. 2278 - Chiarimenti sulla revoca del bando di concorso per
titoli a n. 20 posti di dirigente tecnico antropologo del ruolo dei
beni culturali.
Firmatari:Vinciullo Vincenzo
- da parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità
N. 2040 - Chiarimenti circa il mancato funzionamento dell'impianto
di depurazione fognaria di Lampedusa (AG).
Firmatari:Alloro Mario
- Con nota prot. n. 1657/Gab del 31 luglio 2014,
l'Assessore per il turismo ha eccepito la propria
incompetenza. - Con nota prot. n. 36393/IN.16 del 29 luglio 2014
il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.
- da parte dell'Assessore per la salute
N. 1705 - Chiarimenti e opportune iniziative da assumere riguardo
la disciplina che regolamenta il riconoscimento e la liquidazione
dell'invalidità ai soggetti residenti in Sicilia.
Firmatari:Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello
Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana
Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa;
Siragusa Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
La Rocca Claudia
- Con nota prot. n. 40067/IN.16 dell'1 settembre 2014 il
presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale per la
salute.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Disegno di legge di recepimento dell'articolo 16, comma 21, del
decreto legge n. 138/2011 recante 'Ulteriori misure urgenti per la
stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo'. (n. 956)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ciaccio,
Foti, Cancelleri, Cappello, Ciancio, Ferreri, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e
Zito in data 23 febbraio 2015.
- Istituzione del registro regionale delle associazioni di
promozione sociale. (n. 957)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cracolici in
data 23 febbraio 2015.
- Misure per lo sviluppo e la sicurezza della rete autostradale
regionale. (n. 958)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Grasso,
Cordaro, Clemente e Assenza in data 23 febbraio 2015.
- Costituzione del Consorzio Unico Regionale di Ricerca. (n. 959)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Ruggirello in
data 25 febbraio 2015.
- Limiti all'impiego di sostanze diserbanti chimiche. (n. 960)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Palmeri,
Siragusa, Trizzino, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito,
Cancelleri, Ciancio, Foti, La Rocca, Ciaccio, Tancredi e Zafarana
in data 2 marzo 2015.
- Revisione della normativa regionale sui consiglieri comunali.
(n. 961)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito,
Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana in
data 2 marzo 2015.
- Disegno di legge ai sensi dell'articolo 8 bis, comma 1, e
dell'articolo 9, commi 2 e 3 dello Statuto Speciale della Regione
Siciliana. Disciplina dell'auto-scioglimento dell'Assemblea
Regionale Siciliana e della nomina e revoca degli Assessori.. (n.
962)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zafarana,
Cancelleri, Ciaccio, Ciancio, Cappello, Ferreri, Foti, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino e Zito in data
2 marzo 2015.
- Interventi per la promozione dell'invecchiamento attivo. (n.
963)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 2 marzo 2015.
Richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
Commissione competente
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta ed assegnata alla
Commissione competente il seguente parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consorzio per le Autostrade Siciliane. Designazione componente
in seno al consiglio direttivo (n. 49/I).
Pervenuto in data 26 febbraio 2015.
Inviato in data 2 marzo 2015.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico che è stato reso il seguente parere dalla
competente Commissione legislativa:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico di diritto pubblico. Nomina del Direttore generale
dell'IRCCS, Centro Neurolesi Bonino Pulejo' di Messina (n. 47/VI).
Reso in data 26 febbraio 2015.
Inviato in data 27 febbraio 2015.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2512 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2513 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Avola (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2514 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Buccheri (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2515 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Buscemi (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2516 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Canicattini Bagni (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2517 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Cassaro (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2518 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Ferla (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2519 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Lentini (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2520 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Francofonte (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2521 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Melilli (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2522 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Noto (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2523 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Pachino (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2524 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Portopalo di Capo Passero (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2525 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Priolo Gargallo (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2526 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Rosolini (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2527 - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di servizi
nel Comune di Solarino (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2533 - Chiarimenti sulle nuove autorizzazioni di ricerca e
coltivazione di idrocarburi nei fondali marini del canale di
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio Francesco; Fontana
Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
Vincenzo
N. 2535 - Provvedimenti per scongiurare la perdita dei
finanziamenti previsti nel piano di azione e coesione (PAC) III
fase - azione 5.B.9.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2536 - Interventi a sostegno dei patronati in Sicilia per
scongiurarne la chiusura a fronte dei tagli previsti dalla legge di
stabilità 2015.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Vinciullo Vincenzo
N. 2537 - Iniziative da assumere per una revisione delle
disposizioni concernenti il finanziamento degli sgravi contributivi
per assunzioni a tempo indeterminato mediante il ricorso alle
risorse destinate agli interventi del PAC.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2538 - Chiarimenti sul mancato trasferimento ai Comuni delle
somme destinate alle comunità alloggio per minori per gli anni 2013-
2014.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2528 - Verifiche sulla mancata costituzione di parte civile
della Regione siciliana nel processo penale scaturito
dall'inchiesta cosiddetta 'Pandora'.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio
N. 2529 - Chiarimenti e invio di apposita ispezione sui rilievi
sollevati nei confronti del comune di Catania dalla Corte dei
Conti.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Palmeri Valentina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 2530 - Chiarimenti sul presunto credito della Regione nei
confronti dell'ente di formazione professionale.
I.R.A.P.S.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Cappello Francesco; Ioppolo Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio
N. 2531 - Chiarimenti sul ritardo nei lavori di costruzione
dell'ospedale San Marco di Librino, nel comune di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Palmeri Valentina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 2532 - Chiarimenti in merito allo stanziamento di somme
adeguate relativamente al capitolo di spesa 376530 'Spese per il
funzionamento delle Soprintendenze per i beni culturali ed
ambientali, le biblioteche e i centri regionali e i parchi
culturali'.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 2534 - Chiarimenti in ordine alle spese sostenute dalla Regione
per la partecipazione al Brand Italy 'Exhibition of Excellence' in
Qatar.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Attività produttive
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Ferreri Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zafarana
Valentina
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 412 - Ripristino del rimborso spese per vaccini desensibizzanti
in favore dei pazienti allergici.
Vinciullo Vincenzo; Lo Sciuto Giovanni; Fontana Vincenzo;
Germanà Antonino Salvatore; Alongi Pietro
Presentata il 2/03/15
N. 413 - Immediato rimpinguamento del fondo unico a gestione
separata della CRIAS destinato agli imprenditori agricoli
siciliani.
Vinciullo Vincenzo; Lo Sciuto Giovanni; Fontana Vincenzo;
Germanà Antonino Salvatore; Alongi Pietro
Presentata il 2/03/15
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a noma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di proposta di referendum consultivo
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'art. 25 della legge
regionale 10 febbraio 2004 n. 1, è stata presentata all'Assemblea,
a firma degli onorevoli Cancelleri ed altri, una proposta di
referendum consultivo avente ad oggetto il disegno di legge n.
876/A Disegno di legge voto ai sensi dell'art. 18 dello Statuto
della Regione siciliana recante Abrogazione dell'art. 38 del
decreto legge 12 settembre 2014 n. 133, convertito con
modificazioni della legge 11 novembre 2014, n. 164' .
Verificata, ai sensi dell'articolo 26, comma 1 e 2 della legge
regionale sovra citata, la regolarità formale della proposta
presentata in applicazione del comma 3 del medesimo articolo
l'esame del predetto disegno di legge è sospeso. L'Assemblea sarà
chiamata a deliberare sulla proposta entro 15 giorni
dall'iscrizione della medesima all'ordine del giorno dell'Aula.
Presidenza del Presidente Ardizzone
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Grazie, signor Presidente, proprio in merito alla
comunicazione da lei appena fatta, vorrei rispettosamente
sollecitare la Presidenza a convocare una Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari al fine di calendarizzare la discussione su
questa proposta in Aula al più presto.
PRESIDENTE. Onorevole Siragusa, sarà fatto.
'identità di genere'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito del disegno di legge Norme contro la discriminazione
determinata dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere.
Istituzione del registro regionale delle unioni civili . (nn. 141-
206-778 bis/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto dell'ordine
del giorno Discussione dei disegni di legge .
Si procede con l'esame del disegno di legge Norme contro la
discriminazione determinata dall'orientamento sessuale o
dall'identità di genere. Istituzione del registro regionale delle
unioni civili . (nn. 141-206-778 bis/A). posto al numero I.
Invito la I Commissione a prendere posto alla medesima assegnata.
Ricordo che nella seduta precedente si era svolta la discussione
generale. Pongo, pertanto, in votazione il passaggio agli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.
«Art. 1.
Finalità
1. La Regione riconosce le formazioni sociali e culturali nelle
quali si promuovono la personalità umana e il libero svolgimento
delle sue funzioni e attività, rifiutando qualsiasi discriminazione
legata all'etnia, alla religione, all'orientamento sessuale e
all'identità di genere.
2. La Regione riconosce, altresì, ogni forma di convivenza e
adotta politiche finalizzate a consentire ad ogni persona la libera
espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e
della propria identità di genere, promuovendo il superamento delle
situazioni di discriminazione, secondo le disposizioni della
presente legge.
3. La Regione, in attuazione dell'articolo 3 della Costituzione,
dell'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione
europea e dell'articolo 19 del Trattato per il funzionamento
dell'Unione europea, promuove la realizzazione e l'implementazione
della Rete regionale di prevenzione e contrasto delle
discriminazioni, anche attraverso le attività del centro regionale
di coordinamento per la prevenzione e contrasto delle
discriminazioni di cui al protocollo d'intesa adottato il 12
dicembre 2013 tra l'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro - Dipartimento regionale della
famiglia e delle politiche sociali e la Presidenza del Consiglio
dei Ministri - Dipartimento per le pari opportunità, Ufficio
nazionale antidiscriminazioni razziali.
4. Il sistema integrato di interventi e servizi sociali, in
conformità a quanto previsto dagli articoli 2 e 3 della
Costituzione, dalla legge 8 novembre 2000 n. 328 e dal decreto del
Presidente della Regione del 4 novembre 2002, concernente le linee
guida per l'attuazione del piano socio-sanitario della Regione
siciliana, ha carattere universale ed è teso a promuovere la parità
di condizioni senza alcuna discriminazione determinata
dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere.
5. Gli enti sottoposti a controllo e vigilanza della Regione sono
tenuti a uniformarsi ai principi della presente legge.»
Assessore Caruso, un po' di attenzione da parte sua perché ora
sarà chiamato a dare parere sugli emendamenti, per cui invito gli
assistenti a fornirle il fascicolo con i relativi emendamenti. Se
c'è qualche difficoltà ci fermiamo un momentino e ci raccordiamo
con la Commissione. Siccome mi risulta che ci sia un minimo di
intesa in Aula.
Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti:
1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8 a firma degli onorevoli
D'Asero, Alongi, Cascio F., Fontana, Germanà, Lo Sciuto, Vinciullo.
Si passa all'emendamento 1.1. Invito l'onorevole D'Asero a
ritirarlo in quanto il titolo del disegno di legge consegue
all'approvazione delle disposizioni del medesimo non è preclusivo
dell'esame degli emendamenti successivi. Lo faremo alla fine,
perché modifica il titolo della legge.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2, a firma degli onorevoli
D'Asero ed altri. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Parere
contrario e spiego anche perché. Lo faccio una volta per sempre.
Gli emendamenti a firma D'Asero, apparentemente potrebbero essere
persino ovvi, ma nel caso specifico hanno una finalità, che è
quella di attenuare il valore di una legge che sta varando il
Parlamento siciliano al pari di altre regioni italiane come la
Liguria e credo anche la Toscana, che è una legge
antidiscriminatoria.
Le discriminazioni in questo nostro Paese non hanno riguardato la
lingua ma semmai hanno riguardato il colore della pelle, hanno
riguardato il genere, allora come dire estendere a tutte le
condizioni di discriminazioni per cui l'età piuttosto che la
lingua, è un modo per attenuare la portata delle legge stessa. Ecco
perché agli emendamenti D'Asero, seppur nel rispetto che ho per il
collega D'Asero, la Commissione si esprime contrariamente.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo rivolgere
anch'io un invito all'onorevole D'Asero per il ritiro degli
emendamenti perché volevo ricordare che con questa norma questo
Parlamento ha l'opportunità di fare passare un testo che proviene
veramente dal lavoro sul territorio, perché come sapete c'è stato
un ampio lavoro di condivisione dei testi della Commissione e un
lungo lavoro, negli ultimi anni, con le associazioni che lavorano
nel territorio perché vorrei ricordare a quest'Aula che quando si
parla di diritti civili, mi rivolgo ai Gruppi parlamentari, in
particolare, di destra, non si parla di filosofia o di principi
astratti, si parla di vita reale di cose tangibili, di argomenti
tangibili perché si parla di situazioni reali di minori che
ricevono episodi di bullismo, si parla di minori spesso costretti
ad andare via dalle proprie abitazioni in alcuni contesti sociali,
si parla di persone che subiscono mobbing nel posto di lavoro.
Questi non sono pensieri miei, io vi annoio giusto due minuti,
capisco un po' la disattenzione, però alcuni dati ISTAT ci dicono
che il 61,3% dei cittadini tra i 18 e i 74 anni ritiene che in
Italia gli omosessuali sono molto o abbastanza discriminati; il 73%
è in totale disaccordo con il fatto che non si assuma una persona
perché omosessuale o non si affitti un appartamento per lo stesso
motivo; il 74,8 non è d'accordo con l'affermazione che
l'omosessualità è una malattia.
Enuncio solo questi dati ma è importante dato che è risalente al
2014 dell'Agenzia europea dei diritti fondamentali definisce che il
91% degli intervistati ritiene che la politica italiana ha una
forte omofobia, per questo voglio fare capire che il problema è
reale, è tangibile e riguarda la quotidianità della sfera
personale.
In ultimo voglio dire che è la stessa nostra Costituzione che ci
dice questo, perché ricordo quelli che sono i principi di
uguaglianza sostanziale della nostra Costituzione che invita le
Istituzioni - perdonatemi colleghi è difficile parlare con questo
rumore di sottofondo - a rimuovere quelli che sono gli ostacoli
volti allo sviluppo della propria persona perché, di fatto, oggi si
parla troppo poco della qualità della vita, si parla troppo poco
del raggiungimento della felicità, per questo è importante lavorare
in ambito culturale, per questo è importante riconoscere i diritti,
perché un Paese che non riconosce i propri diritti, non riconosce
il proprio essere società.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ai fini del verbale diamo atto che è
presente l'onorevole Giovanni Greco dichiarato in congedo.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, un intervento telegrafico,
ovviamente solo ribadendo che è un intervento a titolo personale,
non sono portavoce di Forza Italia, perché ritengo che su questi
argomenti non ci può essere né una schematizzazione dell'argomento
e né una politicizzazione dello stesso.
Ogni parlamentare deve rispondere a quella che è la propria
coscienza, a quella che è la propria visione della società che
vogliamo creare. Per quanto mi riguarda sono orgoglioso, Presidente
Ardizzone, di essere stato determinante ai fini dell'espressione
del parere reso dalla I Commissione perché ho partecipato ed ho
mantenuto il numero legale e oggi sono ben felice di ribadire
questa mia scelta di schierarmi positivamente per questa norma che
ritengo, semplicemente senza argomentare in modo esasperante, norma
di civiltà.
In un momento che vede le Istituzioni protagonista per, come dire,
aumento delle tasse, molto spesso scandali della classe dirigente,
ritengo che questa sia una norma che dà un segnale di vera
attenzione a tutti coloro i quali, oggi, non si sentono
rappresentati.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, io colgo positivamente l'intervento
del collega Milazzo, perché credo che sia arrivato il momento che
anche la Sicilia, avendone potestà legislativa, seppur limitata, si
muova nel solco del riconoscimento pieno di alcuni diritti civili
che fino ad oggi sono stati, almeno a mio parere, immotivatamente
negati o ingiustamente compressi.
Per questa ragione ho presentato degli emendamenti, quattro o
cinque, che, dal mio punto di vista - ma avremo modo in seguito di
confrontarci col Governo e con l'Aula - tendono a migliorare questo
disegno di legge. Ed è per questa stessa ragione che, conoscendo le
doti di onestà intellettuale dell'amico onorevole D'Asero e
convinto come sono che un disegno di legge come questo non sia né
di destra né di sinistra, ma sia di buon senso e di modernità,
invito l'onorevole D'Asero a ritirare gli emendamenti.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di far
presente a quest'Aula - ed è anche il senso dell'intervento
dell'onorevole Cracolici, che è un precursore di iniziative che
portano all'approvazione di disegni di legge e con cui siamo stati
già impegnati in I Commissione e ora anche in quest'Aula.
Il senso, al di là del principio, del grande rispetto e del grande
impegno che ognuno di noi dimostra attraverso le proprie azioni e
attraverso il proprio modo di vivere e di agire, io sono per il
grande senso del rispetto e delle libertà altrui, e quindi, pur
essendo un cattolico impegnato in politica, in questa direzione
guardo con molta laicità il senso dell'iniziativa legislativa.
E proprio in questa direzione io volevo, con questi emendamenti,
sottolineare come la discriminazione debba essere sempre lontana da
ogni azione normativa.
Quindi, onorevoli colleghi che avete avuto modo di parlare prima
di me in questo dibattito, lo spirito, la ratio degli emendamenti,
non è quella di creare un momento di difficoltà alla norma, ma è
quella di rendere - come ha interpretato benevolmente l'onorevole
Cracolici, ma che poi ha voluto dare una frenata -, quella di
determinare un momento di assoluto rispetto in tutte le direzioni e
per ogni possibilità di interpretazione: quindi di lingua, di
razza, anche di religione.
Questo è lo spirito e la ratio degli emendamenti. Non c'è, quindi,
da parte mia una posizione precostituita, ma la volontà di dare un
contributo ad un disegno di legge che attraverso un dibattito
diventa, a mio avviso, anche un momento positivo per poter
apportare modifiche che rendono seria una iniziativa legislativa.
PRESIDENTE. L'onorevole D'Asero mantiene dunque gli emendamenti.
Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.2. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.3. Il parere della
Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore . Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.3. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.4. Il parere della
Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore . Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.4. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.5. Il parere della
Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.5. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 1.6 è assorbito da quelli già votati e
non approvati. Si passa all'emendamento 1.7. Il parere della
Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia e le politiche sociali.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.7. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.8. Invito l'onorevole
D'Asero al ritiro dell'emendamento che fa riferimento ai principi
costituzionali - mi sembra ultroneo. I disegni di legge che
approviamo devono essere conformi ai principi costituzionali.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Registro regionale delle unioni civili
1. E' istituito il registro regionale delle unioni civili presso
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
del lavoro.
2. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con regolamento adottato con decreto del Presidente della
Regione, previa delibera della Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro, sono disciplinate le modalità di iscrizione e di
cancellazione dal registro di cui al comma 1. L'accesso e la
cancellazione al registro è garantito altresì attraverso gli uffici
di stato civile dei comuni, nei modi e nei termini stabiliti dal
predetto regolamento.
3. Il sistema integrato dei servizi destinati alla famiglia è
esteso ai nuclei di persone legate da vincoli di parentela,
affinità, adozione, tutela e da vincoli affettivi, ai sensi di
quanto previsto all'articolo 4, comma 1, del decreto del Presidente
della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, purché iscritti nel
registro di cui al comma 1.
4. I comuni, entro un anno dalla data di entrata in vigore della
presente legge ed attenendosi ai principi in essa contenuti,
adeguano i propri regolamenti al fine di tutelare e sostenere le
unioni civili iscritte nel registro di cui al comma 1 per la
fruizione dei servizi comunali erogati e di favorirne
l'integrazione attraverso l'attuazione di politiche sociali,
culturali ed economiche del territorio.»
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 2 sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
2.1, 2.2, 2.3, 2.5, 2.7, 2.10 dagli onorevoli D'Asero, Alongi,
Cascio F., Fontana, Germanà, Lo Sciuto, Vinciullo;
2.9, dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Musumeci;
2.4 dagli onorevoli Cordaro, Clemente, Grasso, Cimino;
2.8 I parte, 2.8 II parte, dagli onorevoli Cirone, Maggio,
Marziano, Raia
L'emendamento 2.1 a firma dell'onorevole D'Asero, Elenco
regionale delle unioni civili verrà votato alla fine se verranno
approvati gli altri emendamenti in quanto riguarda la modifica del
titolo dell'articolo.
Si passa all'emendamento 2.9 a firma dell'onorevole Ioppolo. Il
parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia e le politiche sociali.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.9. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE: Si passa all'emendamento 2.2 sostituire la parola
registro con la parola elenco .
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Presidente, c'è una grande differenza tra Registro' ed
Elenco'. Sono d'accordo con l'onorevole D'Asero che sostituisce la
parola Registro con la parola Elenco : registro è una cosa
diversa.
Se dobbiamo lavorare per l'onorevole Cracolici non occorre che io
stia qui, me ne vado
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, l'onorevole Cracolici è Presidente
di Commissione.
LENTINI. Ognuno di noi, Presidente, qui ha le proprie
responsabilità, non sono d'accordo sul Registro', mi trovo
d'accordo con l'Elenco'.
Se dobbiamo dare il parere favorevole ad un emendamento,
guardandoci in faccia con l'Assessore Caruso e dire sì o no , me
ne vado e non ho niente da dire
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, non è questo il senso. Siccome sta
votando l'Aula, è possibile che il suo emendamento meriti
accoglimento.
LENTINI. Questa è una vergogna. Queste sono cose serie non sono
cose da distrazione. E' un elenco, non è un registro. Siccome dare
il parere favorevole significa orientare l'Aula a dare il parere
sfavorevole.
GRECO GIOVANNI. Ha ragione da vendere.
PRESIDENTE. Lo spirito dell'approvazione di questa legge, però,
onorevole Lentini si calmi pure lei, è quello di una approvazione
condivisa.
Gli emendamenti servono a spiegarne il contenuto, per essere
chiari. Il fatto che ci sia una intesa fra la Commissione e il
Governo non è qualcosa di anomalo. E' normale. Il discorso è: se
riusciamo a capire ..
LENTINI. Chiedo che venga data la parola all'assessore Caruso,
perché mi deve spiegare cosa significa Elenco' e cosa significa
Registro'.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, io vorrei che non si discriminasse in Aula chi intende
intervenire, anche con la passione del collega Lentini, per
chiarire alcuni aspetti che non sono secondari.
Avevo presentato, signor Presidente, non in maniera preconcetta o
pregiudiziale un emendamento soppressivo dell'articolo 2 e a questo
punto intervengo per esprimere il mio pensiero al riguardo, che è
il pensiero del Gruppo parlamentare Lista Musumeci', perché le
preoccupazioni iniziali del presidente della Commissione, onorevole
Cracolici, circa il tentativo di affievolire o di indebolire il
costrutto della legge, capisco dove risiedono.
Il Presidente della I Commissione sa molto bene che noi stiamo
discutendo - se l'onorevole Lentini si calma un attimo - si rende
conto che il testo che noi stiamo esaminando è un testo di
programmazione, di intenti, non è un testo che contenga norme
immediatamente applicabili ed è un testo, professore assessore
Caruso, a mio modesto avviso, che contiene norme che esulano ed
esorbitano dalla competenza legislativa, normativa della Regione,
anche la nostra Regione a Statuto speciale. Si è detto con
chiarezza e il fatto che altre regioni abbiamo potuto dotarsi di
norme analoghe, simili, a nulla rileva a questo riguardo.
Io non ho presentato emendamenti e non sono intervenuto
sull'articolo 1, cioè sulle finalità della legge, perché in
astratto le finalità della legge così come esplicitate
dall'articolo 1, possono più o meno essere condivisibili ma,
certamente, attengono ad un momento di modernizzazione del nostro
sistema ordinamentale, normativo, anche ad un tentativo di mettersi
al passo con i tempi, perfettamente d'accordo
Ma, illustri rappresentanti del Governo, l'articolo 2 nel momento
in cui vuole introdurre un registro regionale delle unioni civili,
si mette in correlazione con la normativa nazionale che è
assolutamente esclusiva.
La legge sullo stato civile, che è una legge del 2000 esattamente
il DPR 396 che abroga una normativa addirittura risalente al 1939,
ha ribadito, all'articolo 10, comma 1, che in ciascun Ufficio dello
stato civile sono registrati e conservati in un unico archivio
informatico tutti gli atti formati nel comune o comunque relativi a
soggetti ivi residenti riguardanti: la cittadinanza, la nascita, il
matrimonio e la morte.
Questi sono i quattro registri di stato civile a cui non può
essere aggiunto, senza violare la normativa nazionale e la stessa
carta costituzionale, alcun altro tipo di registro.
Ecco perché, probabilmente, l'onorevole Lentini riscaldandosi e
surriscaldandosi sul tema ha inteso richiamare l'attenzione di
tutto il Parlamento sul termine Elenco , perché sull'elenco che
non avrà e non avrebbe nessun tipo di efficacia concreta, si può
discutere e si può ragionare. sovrapporre, invece e aggiungere,
utilizzando la terminologia della legislazione nazionale alla
tassatività della elencazione dei quattro registri che sono quelli
previsti dalla norma di esclusiva competenza nazionale, un quinto
registro, ovviamente cozza contro la tecnica legislativa e ancor
prima contro il buon senso.
C'è qualcosa di più ed è quello che induce me a votare contro
l'articolo 2 del disegno di legge al nostro esame ed è il comma 3,
dell'articolo 2 che la invito a leggerlo, assessore al ramo,
dispone che il sistema integrato dei servizi destinati alla
famiglia è esteso a nuclei di persone legate da vincoli di vario
genere, con ciò ovviamente, contrapponendosi e non soltanto
superando un concetto che è di carattere costituzionale e che dice
ed è il perno fondamentale del nostro dibattito di stasera, che:
l'unione tra due persone tutelate nell'ambito della Carta
Costituzionale, addirittura nella parte dei valori e dei principi
fondamentali, è quella è quella tra un uomo e una donna vincolati
dal rapporto coniugale e che rappresentano la famiglia secondo una
scelta del legislatore costituzionale.
Ora, signor Presidente e Governo, l'Assemblea regionale siciliana
per promuovere qualche articolo di giornale e qualche titolo
domattina, può decidere di fare tutto ciò che vuole con il consenso
di una maggioranza decisa, determinata, ancorché molto variopinta,
certamente non può né abrogare né modificare precetti di rango
costituzionale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ioppolo per il suo intervento
abbastanza puntuale e preciso e che spiega il significato sia di
questo emendamento da un punto di vista giuridico, sia
dell'emendamento che abbiamo rinviato, quello a firma D'Asero che
prevedeva di modificare il titolo da registro' ad elenco'.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
presidente, onorevoli colleghi, io non capisco perché ci si sta
agitando se non ho apprezzato gli argomenti dell'onorevole
VINCIULLO. Ci siamo anche noi
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Io vorrei
capire se posso parlare
PRESIDENTE. Il presidente della Commissione, onorevole Cracolici,
mi ha chiesto di intervenire dopo l'intervento dell'onorevole
Ioppolo. Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Vorrei che i
colleghi avessero rispetto del lavoro della Commissione. La
Commissione ha esitato questo testo all'unanimità dei presenti, un
testo che, in qualche modo, raccoglie anche una attività
legislativa che nel corso degli ultimi tempi è avvenuto in questo
Parlamento e, consentimi di dire, è un testo che raccoglie anche
quanto si è già sviluppato nell'ordinamento di altre Regioni
italiane.
In particolare, per ultima voglio citare la legge dell'Emilia
Romagna, sulla quale il Governo nazionale del tempo ha fatto
ricorso in Corte costituzionale, impugnando le prerogative del
Consiglio regionale dell'Emilia Romagna rispetto alla legislazione
sull'accesso ai servizi per le coppie non sposate e, quindi, coppie
di fatto.
La Corte, con sentenza del 3/11/2010, n. 8, rispetto alla legge 24
del 2009, l'articolo 48
VINCIULLO. Presidente, è l'accesso ai servizi
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Non è fondata
la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 48, comma
3, della legge 22 n. 24 dell'Emilia Romagna, censurato, nella parte
in cui si prevede che i diritti generati dalla legislazione
regionale all'accesso ai servizi alle azioni e agli interventi, si
applicano anche alle forme di convivenza di cui all'articolo 4
della legge 89 n. 223, per asserita violazione del 117 secondo
comma, lettere i) ed l). Poiché il richiamo operato dal legislatore
regionale alle forme di convivenza di cui al citato D.P.R. che nel
definire la famiglia anagrafica comprenderebbe l'insieme delle
persone legate da vincoli affettivi eccederebbe le competenze
regionali e invaderebbe la competenza esclusiva dello Stato nelle
materie di cittadinanza, stato civile e anagrafi e dell'ordinamento
civile.
La censura si fonda sull'erroneo presupposto interpretativo
secondo cui il legislatore regionale ha inteso disciplinare tale
forme di convivenza; viceversa, la norma impugnata si limita ad
indicare l'ambito soggettivo di applicazione, senza introdurre
alcuna disciplina sostanziale delle forme di convivenza, risultando
così inidonea a invadere ambiti costituzionalmente riservati allo
Stato.
L'articolo 2 che stiamo discutendo, nel definire registro, lo dice
la parola stessa, registro è lo strumento nel quale ci si registra,
si producono dati anagrafici soggettivi delle persone che possono,
una volta registrato, avere l'accesso universale dei servizi della
Regione, al fine di tutelare tutte le forme di convivenza a
qualunque titolo realizzato nell'ambito della Regione siciliana
senza che il registro presupponga il riconoscimento di uno stato
civile che non è competenza certo della Regione.
Ecco perché, onorevole D'Asero, è erroneo il concetto di elenco,
perché un elenco presuppone una registrazione in altra sede, la
dico con una battuta: io mi faccio il contratto con la Telecom e
vengo messo nell'elenco telefonico . Qui non si fa un contratto
con qualcuno, qui ci si registra per l'accesso ai servizi sanitari,
ai servizi sociali, ai servizi che la Regione eroga nell'ambito
delle proprie prerogative. Ecco perché l'elenco è sbagliato sul
piano giuridico, al di là degli aspetti politici, mentre è più
corretto il concetto di registro proprio perché il registro dà
certezza delle persone che possono beneficiare dei servizi
regionali.
Io consiglierei a tutti i colleghi di liberarsi di furori
ideologici quando stiamo parlando di questioni sostanziali che
attengono ai diritti delle persone, della sanità, della possibilità
di garantire il sostegno ad un ammalato. Attenzione, stiamo
parlando di unioni che non riguardano solo le persone dello stesso
sesso, ma riguardano anche persone di sesso diverso che, ancorchè
non sposati formalmente, hanno diritto di poter accedere ai servizi
che questa Regione eroga così come li eroga per tutti ci cittadini.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io l'unica colpa
che ho è di aver letto da qualche ora questo disegno di legge e me
ne assumo la responsabilità.
In quest'ora che sto leggendo questo disegno di legge io lo
ritengo inutile, perché io ho votato un Presidente della Regione ed
ho fatto campagna elettorale per lui, appunto perché non ho mai
visto discriminazione in persone che la pensano diversamente da me.
Quindi, questa è la base principale da cui io mi voglio inserire
nel ragionamento.
A me, purtroppo, l'articolo 1, che era la finalità, l'articolo più
importante di questo disegno di legge, sembra una cavolata nel
momento in cui noi andiamo a superare le situazioni di
discriminazione, cose che, ormai, in Italia non esistono più. C'è
un riconoscimento di fatto. Io ho rispetto delle persone e non c'è
bisogno di metterlo per iscritto, perché riconosco, da persona
intellettuale, da persona perbene e civile che vive in un paese
democratico, che queste persone hanno solo ed esclusivamente
bisogno di niente, sono come noi e su questo non si transige
Mettere per iscritto all'articolo 3, quando parliamo di interventi
di istruzione e formazione, ma voi pensate che c'è una scuola che
può negare il giusto esercizio, l'istruzione ad uno scolaro o a
chicchessia, negare di interpretare, insegnare, imparare una
lezione o un determinato percorso scolastico, c'è qualcuno che
glielo può negare? Io non l'ho mai sentito
Noi, votando questo disegno di legge, non facciamo altro che dire
che è vero, ci sono le discriminazioni, è vero che li trattiamo
come se fossero persone diverse Ma chi lo vota questo disegno di
legge
All'articolo 7, quando si parla di accesso ai locali pubblici e
privati, ma di che parliamo? Io vado la sera in un locale a
prendere un aperitivo dove ci sono pure queste persone. A me non
interessa, sono come me, non si può votare una cosa del genere
Che ridi Un collega parla e tu ridi perché la pensi diversamente
Perché secondo te tu sei bravo perché li vuoi aiutare e per me sono
nemici Per me è assodato, per me è assodato
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Con chi ce
l'ha? Ha problemi?
LENTINI. No, io problemi non ne ho, grazie a Dio
Il registro è una cosa, l'elenco è un'altra cosa Presidente, io
sono per l'elenco.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Onorevole
Assenza, confido in lei per riportare il dibattito sulla questione
elenco-registro perché l'onorevole Ioppolo aveva dato, dal suo
punto di vista, condivisibile o meno, il perché di questa
differenza che è giuridica e non da poco. Indipendentemente dalle
questioni, lei è libero di trattare il tema come ritiene più
opportuno.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assenza.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esordisco dicendo
che se non ci fosse l'articolo 2 questa legge potremmo votarla
complessivamente. Però, è chiaro che attraverso l'articolo 2 si
vuole introdurre una forzatura di carattere innanzitutto giuridico
e istituzionale e, attraverso questa, fare la solita norma
manifesto, per cui in Sicilia, Regione all'avanguardia, le unioni
civili - ci si ferma qui ma si dovrebbe aggiungere o si vorrebbe
aggiungere - anche tra persone dello stesso stesso sono diventate
leggi.
Pur sapendo e l'argomentazione dell'onorevole Cracolici che non
perde occasione per affrontare e spesso perdersi in dotte
disquisizioni che magari mal si attanagliano all'argomento, ha
citato una sentenza della Corte costituzionale che, però, proprio
testimonia il senso opposto di quello che vuole sostenere.
La Corte dice che la Regione è ben libera di introdurre
disposizioni di favore anche a nuclei diversi o a unioni diverse o
a forme associative o a forme di convivenza diverse da quelle del
matrimonio, perché ciò non intacca i principi del Regolamento dello
stato civile che, invece, affida questa normativa in maniera
assolutamente esclusiva alla legge nazionale.
Noi abbiamo visto - poi vedremo come andrà a finire - quelle
iniziative un po' forzate del sindaco Marino che ha subito poi
provocato la reazione del Prefetto. Noi vogliamo fare una forzatura
non alla Marino ma alla Crocetta. Siccome ne mancavano forzature
del buon Crocetta, ora ci mancava che la Regione Sicilia si doti di
una legge istitutrice a livello regionale. Poi mi spiegate questo
registro regionale che significato può avere e da quale normativa
sia previsto se non da una normativa appunto di semplice
intonazione, questa sì ideologica. E' questo il messaggio
ideologico che si vuole fare passare senza che poi avrà nessuna
funzionalità pratica. Tanto è vero che poi la stessa legge manda al
suo regolamento, ancora aspettiamo il regolamento di tutte le leggi
manifesto che questo Governo ci ha propinato in questi due anni e
mezzo di legislatura. Questa è l'ennesima norma che poi rimanda ad
un qualcosa. Intanto, si finisce sui giornali e quello che importa
a questo Governo è non risolvere i problemi bensì aggravarli ma
dare anche a parlare.
Allora, ribadisco. Il problema è abrogare l'articolo 2, abrogarlo
in toto. Perché poi che cambiamo il nome, registro-elenco, ha la
sua importanza, per carità. Perché registro è un concetto specifico
di stato civile mentre l'elenco è un palliativo per dire chi vuole
si scrive.
Siccome però da questo elenco facciamo scaturire effetti, perché
per accedere attraverso l'articolo 3 a determinati benefici si deve
essere iscritti in questo elenco, rischiamo veramente di creare un
monstrum giuridico. Perché poi vorrei che la Commissione o il
Governo mi spiegasse il significato dell'articolo 3. Questo elenco
viene a sostituire o questo registro viene a sostituire anche gli
stati di famiglia? Per carità, questo è assurdo.
Se poi leggete il comma 3 dell'articolo 2 estende questa
previsione dell'iscrizione in questo registro anche ai nuclei di
persone legate da vincoli di parentela, affinità, adozione, tutela
e da vincoli affettivi. Quindi, la parentela che significa? Cioè lo
stato di famiglia viene sostituito da questa iscrizione in questo
elenco? Ma stiamo scherzando veramente? Dobbiamo rischiare di
gettare nel caos anche gli uffici di stato civile dei nostri Comuni
isolani per andare appresso alla solita intervista modaiola del
nostro Presidente e riempirci la bocca che in Sicilia abbiamo
legalizzato i matrimoni tra omosessuali, cosa che non è comunque
possibile, al di là poi delle convinzioni che ciascuno di noi può
avere a riguardo E mi dispiace che gli uffici non abbiano troncato
sul nascere una norma di questo tipo, un articolo, una previsione
di questo tipo
Se ci fosse ancora il Commissario dello Stato questa è una norma
che non verrebbe mai pubblicata Noi in questa voglia comunque di
strafare ci stiamo arrogando delle prerogative che non sono
assolutamente di competenza di questo Parlamento.
Abroghiamo in toto l'articolo 2, proseguiamo sugli altri articoli,
perché poi ci sono abolizioni delle discriminazioni da qualsiasi
titolo derivante, siamo assolutamente tutti d'accordo e anzi in
prima fila.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, con riferimento agli uffici, mi è
doveroso rilevare che quando si fa riferimento all'articolo 4,
comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio
1989, n. 223, si fa riferimento alla famiglia anagrafica e
testualmente così recita questo articolo: Agli effetti anagrafici
per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di
matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli
affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso
comune. Una famiglia anagrafica può essere costituita da una sola
persona . Quindi, non c'è una forzatura da parte degli uffici ad
ammettere
ASSENZA... purché iscritti nei registri
PRESIDENTE. Ma stiamo discutendo proprio della questione se
istituirla o meno, onorevole Assenza, ed ora lo avete spiegato bene
il ragionamento dal punto di vista giuridico non dico ideologico,
ma da un punto di vista giuridico.
E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
prendo atto che questa maggioranza che è sempre assente non
presente in Aula soprattutto il Governo, improvvisamente si
riscalda, vuole dimostrare di essere viva e di essere presente
portandoci questo disegno di legge che non possiamo nemmeno
discutere mi sembra di capire, perché così come nella fattoria
degli animali di Orwell appena qualcuno cerca di discutere viene
azzannato.
E siccome noi non ci facciamo impaurire da nessuno e non abbiamo
paura delle nostre idee della nostra fede, dei nostri principi,
siamo qui ancora una volta a rivendicare non la nostra fede, ma il
rispetto della legge. E su questo vicenda Presidente questo
Parlamento si è già espresso una notte e quella stessa notte,
quando il provvedimento passò andò al Commissario dello Stato,
ricordo a tutti voi a nessuno escluso compresi i banchi della I
Commissione che il Commissario dello Stato ha cassato quel
provvedimento perché ha detto una cosa chiarissima: Non è
competenza della Regione Sicilia, non è competenza di questo
Parlamento approvare questo disegno di legge, è prerogativa che
nulla ha a che fare con lo Statuto di questa Regione .
Perché, veda Presidente, noi quando si tratta di andare a Roma e
rivendicare i nostri diritti in materia di sanità, pubblica
istruzione, lavoro abbiamo paura ci mettiamo la coda nelle gambe e
ci dimentichiamo che abbiamo uno Statuto che fa parte integrante
della Costituzione italiana. Poi, quando si tratta di fare proposte-
manifesto, disegni di legge per prendere in giro la gente, perché
questa è una proposta che ha una sola finalità quella di mettere
insieme una parte della sinistra su questo progetto che non può
essere approvato da questo Parlamento.
Veda, Presidente Cracolici, non è perché lei si rifà a una
sentenza che, fra le altre cose, non c'entra completamente con il
disegno di legge, che può convincere questo Parlamento.
Gianmario Francesco Pagano aveva teorizzato il concetto che i tre
poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, sono separati.
Attraverso Montesquieu e la Rivoluzione francese questo principio è
stato consacrato. Capisco che per chi ha frequentato le sedi del
Partito comunista non è possibile parlare di separatezza dei tre
poteri, ma qui siamo di fronte ad una Assemblea legislativa che
deve legiferare non su ciò che hanno detto i giudici, ma deve
legiferare secondo quelle che sono le prerogative costituzionali
che a questa Assemblea sono riconosciute. E su questo argomento
torno a ricordarle, presidente dell'Assemblea, lei che è garante
anche della funzione che viene svolta qui dentro, che il
Commissario dello Stato è stato chiarissimo e ha detto in maniera
netta che non è competenza che appartiene a quest'Aula.
E del resto, veda, Presidente, basta leggere il DPR 3 novembre
2000, n. 396, per renderci conto che queste competenze sono di
esclusiva competenza dello Stato. Cioè lo Stato ha riservato a se
stesso il compito di vigilare su questo aspetto, non ha mai
delegato. Né può essere valido il principio che siccome altre
Regioni hanno violato la legge, allora anche la Regione Sicilia
perché gli altri hanno razzolato male anche noi dimenticandoci la
nostra storia, dimenticandoci la nostra tradizione, dimenticandoci
un fatto che già, veda presidente Cracolici, già nel 1812 nella
costituzione che Lord Bentinck diede a questo Parlamento era
prevista la separazione dei poteri, noi non possiamo assolutamente
intervenire su un argomento che non è prerogativa di quest'Aula.
Noi non possiamo assolutamente parlare di registri; possiamo
comunque parlare di elenchi, perché l'elenco va al di là della
giurisdizione statale, l'elenco va al di là delle norme statali di
fronte alle quali, in questo caso, noi non abbiamo alcun potere.
Per questo motivo, nell'esprimere solidarietà all'onorevole
Lentini che giustamente ha rivendicato il rispetto che si deve a
questo Parlamento, io dico che prima di continuare a discutere su
questo articolo 2, bisogna chiarire un problema che è di natura
statutaria.
Noi non possiamo parlare di registro. Noi possiamo parlare di
elenco e sull'elenco, pur essendo contrario come cattolico, sono
pronto a chinare la fronte di fronte alla maggioranza, ma sul
registro che è un abuso legislativo che la maggioranza vorrebbe
commettere, non sono assolutamente d'accordo, non mi piego e lo
contesterò in tutti i modi e in tutte le forme.
Per questo motivo, Presidente, la invito a sospendere l'Aula, a
ragionare su questo argomento con gli uffici, a trovare una
soluzione all'interno della maggioranza che sia compatibile con la
legge. A nessuno è consentito mai violare la legge. Anche perché,
veda, sub legibus libertas, è stato sempre così. Improvvisamente,
ci siamo resi conto che sotto la legge non esiste più la libertà.
E allora, questa cosa non ci aggrada assolutamente, siamo qui tutta
la serata a impedire che ciò vengo portato a termine. Anche perché
dopo che ci siamo fatti impugnare questo provvedimento dal
Commissario dello Stato, farcelo impugnare nuovamente dal Governo
nazionale è una ulteriore prova di debolezza, una ulteriore prova
di inconsistenza di questo Parlamento quando deve poi affrontare i
problemi veri, e i problemi veri sono il lavoro, la disoccupazione,
la fame che i siciliani in questi giorni stanno patendo e mentre la
gente muore di fame noi stiamo discutendo di argomenti che potremmo
affrontare anche fra qualche mese.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor presidente, Governo, onorevoli colleghi, la
premessa è che non c'è nessun condizionamento ideologico e che
personalmente ritengo che ci sia un principio indissolubile che è
quello legato anche alla sfera personale di ciascun individuo e al
diritto di tutti gli individui ad avere pari riconoscimento, questo
a prescindere. Siccome noi oggi siamo qui a votare, a legiferare,
credo, non possiamo semplicemente soffermarci su quelle che sono
le convinzioni di ciascuno di noi.
Ritengo che questo disegno di legge avrebbe avuto bisogno di una
cornice nazionale. Ed allora, a mio avviso, noi dovremmo avere
chiaro il senso di quello che qui stiamo facendo.
Bene, nelle organizzazioni dei servizi della Regione, il
Parlamento individua i destinatari di alcune prestazioni, di alcuni
benefici, di alcuni servizi e fra questi anche i conviventi, gli
omosessuali e quant'altro e per questo istituisce un elenco dove
verranno individuati quei destinatari di determinati servizi,
perché sappiamo che se oltrepassiamo lo Stretto nessuna tutela
abbiamo dato a questi soggetti; anche perché nell'articolo 14 dello
Statuto non vi è traccia, cioè non rientra fra le prerogative della
Regione quello che attiene alla sfera dei diritti civili.
Allora, quando si dice al comma 2 che deve essere istituito il
registro, che l'accesso alla cancellazione registro è garantito
attraverso gli uffici dello stato civile dei Comuni, questo
Parlamento non può assolutamente affermarlo perché le funzioni del
registro, il registro è istituito presso ogni Comune, ma per quelle
prerogative che dà la legge nazionale. E, come ricordava bene
poc'anzi l'onorevole Ioppolo, è previsto dal DPR n. 396 che in
ciascun Ufficio dello stato civile sono registrati tutti gli atti
formati dal Comune, cioè non si può sovrapporre a questo Registro
un altro Registro. Questo è un aspetto che non può essere
sottaciuto perché non daremmo nessun effetto, non ci sarà nessun
effetto, perché nessun dipendente, ufficiale, nessun Comune
procederà ad inserire in quel registro, che è vidimato dalla
Prefettura, che è un registro che formalmente viene tenuto in ogni
Comune per una funzione delegata dallo Stato aggiungere ad altro.
Siccome noi stiamo disciplinando alcuni diritti, alcune
prerogative di taluni soggetti e quindi riconoscendoli istituiamo
un elenco, ma non cerchiamo di fare strafalcioni perché ripeto,
oltretutto, stiamo agendo in un ambito dove le competenze della
Regione sono limitate, cioè noi stiamo cercando di organizzare o di
disciplinare - ripeto - alcuni diritti, così come altre Regioni lo
hanno fatto per gli stranieri, noi lo stiamo facendo per le unioni
civili, ma oltre questo non possiamo andare.
Quindi, è necessario che prima che si proceda all'approvazione
dell'articolo 2 si faccia una riflessione e che gli uffici diano il
parere perché altrimenti veramente rischieremmo poi di avere
cassata dal Governo nazionale questa legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il dibattito non è stato
assolutamente inutile. Io confidavo sul fatto che, comunque, il
disegno di legge è stato esitato dalla I Commissione a larghissima
maggioranza e, quindi, all'unanimità dei presenti in quel momento.
Anche in Conferenza dei Capigruppo non sono state sollevate
obiezioni sull'incardinare o meno questo disegno di legge.
Però, le questioni che sono state evidenziate di carattere
giuridico, obiettivamente, ci debbono in qualche modo far
riflettere sulle conseguenze. Quindi, la questione elenco o
registro non è secondaria. Così come, a seguire, c'è un emendamento
dell'onorevole Cordaro che, appunto, fa riferimento alla
registrazione, dovrà contenere le generalità dei componenti - che
amplia ancora la sfera dei soggetti e dei servizi a cui accedere e
su cui tutti, chiaramente, ci siamo pronunciati che non c'è
questione di discriminazione alcuna - è stato evidenziato un
problema di sovrapposizione di competenze.
Per cui, inviterei il Presidente della I Commissione, visto che
anche gli Uffici, e anche sulla base degli interventi degli
onorevoli Ioppolo e Grasso, mi evidenziano una nota al secondo
comma: l'accesso e la cancellazione al registro è garantita
altresì attraverso gli Uffici di Stato civile dei Comuni questo è
un discorso che andrebbe comunque approfondito o accantonato in
questa sede, perché sono costretto a invitare l'onorevole Cordaro a
ritirare l'emendamento 2.4, proprio sulla base della sentenza che
lei citava e che limita il campo di interventi.
Non dico che il disegno di legge deve assolutamente tornare in
Commissione, però, visto che si è fatto un ragionamento in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari - che peraltro è
abbastanza partecipata, con tutte le deroghe, e anche su queste
deroghe peraltro sono state sollevate tutta una serie di
contestazioni - non sono state sollevate obiezioni in I
Commissione, non sono state sollevate obiezioni in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, arriviamo in Aula con il dire
che ci poteva essere un percorso condiviso e agevolato. E adesso
vengono sollevate obiezioni che, certamente, portano ad una
approfondita riflessione.
Siccome non dobbiamo fare errori e quello che è stato sollevato
sull'elenco/registro non è secondario, anche sulla base degli
emendamenti che sono stati proposti l'onorevole Grasso è un sindaco
e conosce perfettamente tutte le questioni. La vicenda del registro
è regolata dall'ordinamento giuridico nazionale; aggiungiamo un
ulteriore registro. Abbiamo una sentenza della Corte
Costituzionale.
Ripeto, mi sono affidato alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e non mi sento assolutamente di fare il notaio su
questa materia delicata e complessa.
Onorevole D'Asero, il fatto che la questione vada approfondita non
significa che debba ritornare in Commissione per buttarla sul
binario morto.
Gradire, intanto, sentire anche il parere del Governo su tutta
questa materia.
Sul secondo comma, gli Uffici mi evidenziano la necessità di
stralciare la parte l'accesso e la cancellazione al registro è
garantita altresì attraverso gli Uffici di Stato civile dei Comuni
nei modi e nei termini stabiliti dal predetto regolamento che,
peraltro, era stata inserita in Commissione.
Dobbiamo esitare una buona legge, senza forzatura alcuna.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, la materia della
discriminazione per orientamento sessuale è materia ampiamente
dibattuta, non soltanto in Italia ma in ambito europeo. Ricordo che
un corposo documento della Corte di giustizia europea ha
stigmatizzato insufficienze e inadempimenti degli Stati nazionali
in materia di discriminazione per orientamento sessuale.
Il problema di questa materia concernente i diritti civili,
ovviamente, nell'ambito del sistema italiano di federalismo
regionale, è notoriamente materia connessa all'ordinamento civile
e, a norma dell'articolo 117, appartiene alla competenza esclusiva
dello Stato.
Le Regioni in questa materia si possono limitare a gestire
politiche sociali, a erogare prestazioni sociali, nella misura in
cui non intervengano sulla fattispecie civilistica, sulla
definizione per esempio di unione civile.
E' quello che la Corte Costituzionale, su materia diversa ma che
può essere richiamata ossia materia di mobbing, ha già stabilito.
Le ragioni non possono definire la fattispecie mobbing ma
possono legittimamente adibire servizi, erogare prestazioni sociali
e, attraverso osservatori, politiche di prevenzione, rispetto a
questa fattispecie.
In questa materia, ovviamente, al di là della disposizione di cui
all'articolo 1, disposizione di principio che richiama la
disciplina nazionale, la disciplina europea e pertanto nulla
aggiunge e rispetto alle norme di cui all'articolo 3 e seguenti che
invece prevedono particolari prestazioni sociali a favore delle
famiglie di fatto, nell'ampia e comunque rispettata nozione che ne
dà la legislazione nazionale, individua il punto cruciale, di
impatto nell'articolo 2 che prevede la costituzione del registro.
Ci sono due ipotesi: o sicuramente la legge regionale non può
stravolgere l'ordinamento amministrativo degli enti locali ma se
inteso, il registro, soltanto funzionalmente in questo
probabilmente si potrebbe apportare un chiarimento, un maggiore
dettaglio, una maggiore funzionalizzazione della norma sul Registro
rispetto alle prestazioni sociali che si intendano erogare alle
unioni civili di cui agli articoli 3 e seguenti saremmo al di qua
del limite della incidenza sulla organizzazione amministrativa.
E' un problema di interpretazione dell'articolo 2.
Se le unioni civili sono strettamente connesse all'attività
funzionale, a ciò che la Regione, nell'ambito delle sue competenze,
può erogare a soggetti che si ritengono meritevoli di particolari
prestazioni sociali secondo me potrebbe non esserci, anzi sono
sicuro non c'è, alcun vulnus rispetto alle competenze statali.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Il senso del mio emendamento che ha visto questo
dibattito e che ha offerto possibilità ai colleghi di potere
intervenire è che, in sintesi, in modo chiaro e inequivocabile,
l'assessore Caruso ha evidenziato circa la parte della competenza
specifica di quelle che sono le diverse funzioni fra lo Stato e le
Regioni.
L'articolo 117 della Costituzione, comma secondo, è proprio in
questa direzione. I registri sono di esclusiva competenza dello
Stato.
L'assessore, a buon diritto, sostiene che nel momento in cui c'è
da capire come - sotto il profilo sociale, sotto il profilo di
alcune agevolazioni - potere dare una possibilità alle nuove
realtà, a queste unioni civili, ecco il senso, signor Presidente,
dell'elenco e non del registro delle unioni civili.
La motivazione nella sostanza e nella sintesi sta proprio in
questa differenza che è di carattere prettamente costituzionale.
Mi consenta ancora - e l'assessore ne condividerà la ratio - su
questa materia abbiamo avuto, già nella precedente norma, da parte
del Commissario dello Stato, quando la figura era ancora vigente,
un preciso stop perché di fatto stava nella direzione che è stata
qui evidenziata.
PRESIDENTE. L'intervento chiarificatore dell'assessore ci dice di
intervenire nelle materie - e non poteva essere diversamente - di
ambito regionale.
Il discorso è che nell'articolo 12 dovremmo esplicitare questo
tipo di ragionamento al fine di evitare questa confusione.
Farlo con un emendamento, perché non possiamo intervenire, se
lasciamo nell'incertezza - non è la questione registro o elenco -
il problema è l'ambito di competenze.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessore, vorrei sommessamente
chiedere, anche ai giuristi di quest'Aula, di ricordarci che con
quel comma 2 dell'articolo 2 rinviamo a uno strumento, che è il
Regolamento, approvato con decreto da parte della Giunta che, come
i colleghi sanno, il Regolamento emanato dalla Regione ha un
passaggio giuridico presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa
che è l'organo che in qualche modo è a tutela dei principi
amministrativi nonché anche di vincoli costituzionali.
Signor Presidente, credo che questa norma, vorrei ricordare anche
a lei e forse non ce lo ricordiamo tutti, ha avuto già un viaggio
nella scorsa legislatura.
Ad un certo punto, nella scorsa legislatura, si rinviò in
Commissione per un approfondimento. Sono passati tre anni e mezzo,
quattro, ci siamo approfonditi tanto. La Commissione lo ha
riprodotto in Aula, dopodiché un testo si vota o non si vota, ma la
melina è assolutamente insopportabile. E' un testo che è rispettoso
dei limiti dell'esercizio delle funzioni della Regione, nel senso
che il Regolamento con il quale si stabilisce questo registro potrà
operare per i servizi, per le attività che la Regione emana non
certo lo Stato.
Dice, inoltre, che quel Regolamento disciplinerà le modalità con
le quali i cittadini accedono ai servizi comunali non ai servizi
dello Stato.
Parliamo di servizi scolastici, servizi di trasporto pubblico.
Allora, continuare a giocare con le parole, ripeto - poi è
legittimo avere una opinione diversa -, difendo il concetto del
registro perché - ripeto - il registro presuppone una registrazione
ma l'elenco è altra fattispecie che nulla ha a che vedere con la
volontà soggettiva dell'interessato.
Ecco perché, da questo punto di vista, ritengo gli argomenti tutti
legittimi e dignitosi ma, nello stesso tempo, altrettanto legittimo
e dignitoso è il lavoro che è stato fatto anche con gli Uffici,
signor Presidente, perché è da quattro anni che questa materia
viene sviscerata, approfondita.
Anche l'utilizzo della sentenza, e questa norma è stata costruita
nei limiti della sentenza della Corte Costituzionale, mi pare un
passo avanti che il Parlamento ha voluto fare nel darsi una
disciplina generale sul tema dell'accesso ai diritti da parte dei
cittadini al di là della condizione dello stato civile ma che
riguarda, appunto, le persone in quanto tali.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, molto
rapidamente solo per alcune considerazioni come componente della
Commissione.
Credo che si tratti di un disegno di legge che promuove una
propaganda di cultura . Il nostro Paese, assessore, credo che stia
nella top ten dei Paesi che si caratterizzano per tolleranza, per
apertura, per rispetto dei diritti civili.
Qui però mi sembra, e lo hanno evidenziato alcuni giuristi,
colleghi avvocati, si stia un po' travalicando la linea di
demarcazione che fu, a suo tempo, signor Presidente, evidenziata
anche dal Commissario e fu per queste ragioni che in realtà non
superammo, a suo tempo, l'impugnativa.
Ora devo dire la verità, come componente della Commissione, come
Presidente vicario della Commissione: onestamente, signor
Presidente, questo disegno di legge ha avuto un iter quanto mai - e
mi sento di evidenziarlo - sibillino, nel senso che su questo testo
non abbiamo fatto molto dibattito e soprattutto questo è un testo
che poi è passato all'Aula con pochissimi voti di componenti della
Commissione. Per questo motivo, lo si trova lacunoso, lo si trova
un testo rispetto al quale, probabilmente, gli Uffici non hanno
avuto tempo e modo in una fase in cui si parlava dei liberi
consorzi dei comuni, per affrontare questa cosa, al di là dei
passaggi di Conferenze dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
signor Presidente, e lei ricorderà che anche quelli furono molto
rapidi.
Signor Presidente, quindi, su questa cosa, glielo vorrei chiedere
in maniera aperta, prima ancora di entrare nel merito, questo è un
testo che meriterebbe, per la delicatezza del tema che tratta, di
tornare in Commissione per i dovuti apprezzamenti, senza alcun
infingimento, senza per questo volere entrare in posizioni di
merito che non possono appartenere ad una impostazione di tipo
ideologico rispetto ad un tema così pesante.
Però mi sento di dirle, come vicepresidente di questa Commissione,
che secondo me non è stato affrontato nella maniera che il testo
meritava, in un momento come questo, dove, probabilmente, presi
dalle funzioni dei liberi consorzi, presi dai temi dei rifiuti,
della formazione, con estrema leggerezza è stato trattato un tema
così importante.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, vi prego di credere che intervengo con animo e mente
assolutamente scevri da impostazioni ideologiche che non ho né
sento di avere sul tema; intervengo per amore di chiarezza, per
tentativo di apportare qualche utile, spero, mi auguro contributo
all'approfondimento della materia e ovviamente per passione
politica e vorrei che si evitasse di dire quello che è stato detto,
cioè che si gioca con le parole perché qui nessuno gioca con le
parole e, del resto, l'assessore Caruso, che è intervenuto poco fa,
largamente sostenendo e confermando le perplessità e i dubbi che su
questo articolo 2 alcuni di noi hanno messo in campo e, se non è
così, è stato apprezzabile egualmente, non ha certamente giocato
con le parole.
Con le parole, invece, si tenta di giocare quando di vuole dare al
comma 2 dell'articolo 2 una interpretazione che contrasta con la
lettera della norma perché, quando si legge e lo ha richiamato il
Presidente della Commissione, il secondo comma dell'articolo 2
rinvia ad un regolamento approvato con delibera della Giunta
regionale su proposta dell'assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, chiamato a disciplinare le modalità
di iscrizione e di cancellazione dal registro di cui al comma 1 ,
quindi solo le modalità. Il contenuto in sé della registrazione non
può essere disciplinato dal regolamento a cui è riservato, con
riserva di legge se questo articolo venisse approvato, soltanto le
modalità ed è quindi perfettamente integro tutto quello che abbiamo
detto in ordine alla mancanza di competenza da parte della Regione
di incidere su un campo che l'articolo 117 riserva esclusivamente
allo Stato, e peraltro su quelle che sono le possibili iscrizioni,
se avesse detto sui requisiti , avremmo potuto discutere dei
requisiti, se ricorrano o non ricorrano, ma dire delle modalità è
assolutamente un richiamo fuori luogo.
La norma che approviamo, quindi, e che è contenuta al primo comma
dell'articolo 2, al regolamento, il secondo comma riserva soltanto
di individuare le modalità e nemmeno i requisiti.
Signor Presidente, la prego, siccome non credo che ci sia una
preconcettuale avversione alla legge di adottare tutti i
provvedimenti ordinamentale che lei da Presidente può adottare, un
rinvio alla Commissione per maggiori approfondimento, come è stato
richiesto anche dal vicepresidente della Commissione o
l'accantonamento dell'articolo 2 o qualunque altra decisione per
approfondire e per migliorare il testo e renderlo compatibile con
le disposizioni della nostra Costituzione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ero riservato
di intervenire alla fine su questo disegno di legge perché ritengo
che questo testo, così come è stato elaborato, sia soltanto una
mera enunciazione di principi che possa servire a tacitare e a dare
in pasto ad una opinione pubblica molte volte sonnolenta rispetto
ai lavori di questo Parlamento ma specificatamente della
maggioranza di Governo, qualche atto su cui dibattere, discutere e
offrire un prodotto di una sterilissima attività di governo.
Per cui, su questo testo, così come era articolato, la nostra
posizione era quella di guardarlo quasi con sufficienza per quello
che abbiamo detto, tranne comunque l'articolo 2 che proprio alla
luce delle dichiarazioni che ha testè evidenziato il professore
Caruso, l'assessore Caruso nella sua chiara, io dico, e puntuale
precisazione, ha specificato a chi è attribuita la materia per
competenza che viene assegnata dalla Costituzione.
Ma la cosa ancora più grave, che il testo giustamente, mi fanno
anche notare, rischia di essere non soltanto una forzatura, come ha
detto anche il collega Vinciullo, già censurato dal Commissario
dello Stato, perché introdurre l'elemento registro significa
introdurre un elemento non di mera registrazione, di mera
iscrizione, ma di certificazione se non altro perché, al secondo
comma andiamo a rilevare che sono i Comuni, sono gli Uffici dello
Stato civile che devono tenere, garantire, disciplinare,
l'iscrizione e la cancellazione negli Uffici di Stato civile.
Quindi, nei modi e nei termini stabiliti dal regolamento che
dovrebbe essere varato dal Presidente della Regione.
Se per un attimo, questo Presidente della Regione, nella sua
estemporaneità e particolarità dicesse che le unioni civili possono
essere fra più di due persone, introducesse il tema della
poligamia, vorrei capire chi lo potrebbe impedire con un testo così
lacunoso.
Guardate un attimo: è istituito il registro regionale delle unioni
civili. Chi lo dice che sono fra due persone? E se lo introduciamo
fra tre o quattro persone?
Arriva un califfo e - in questo momento, si parla tanto anche di
califfato - introduce questa nuova materia.
Sono un po' preoccupato, se non altro la particolarità e sappiamo
la fantasiosità, la fantasia del Presidente Crocetta. Allora, in
questo senso, ecco perché ho raccolto anche la disponibilità del
Presidente Cracolici a rimandarlo in Aula e, nel caso in cui non ci
fosse, mi iscriverei tra coloro che chiedono alla Presidenza di
rimandare in Aula il testo e, comunque, di espungere questo
articolo che nulla ha a che vedere con quella asseverazione di
principi che, magari, potrebbero essere condivisibili purchè non
entrino a gamba tesa nei confronti di una materia dello Stato o nei
confronti di nuove regolamentazioni che possono portare anche delle
ricadute negative.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cirone. Ne ha
facoltà.
Non stiamo ancora votando perché volevo fare una considerazione di
carattere più generale riportando i fatti successi in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento al
rinvio in Commissione, onestamente mi pare che fossero anche
pervenute altre proposte, una delle quali era di rimandare,
estrapolare l'articolo 2, su cui si è aperto questo dibattito così
animato, e proseguire nella discussione della legge, perché mi pare
di cogliere preoccupazioni fondate, dichiarazioni un po' ambigue,
un po' oscure che denotano, però, che vi è un grande interesse da
parte dell'Assemblea regionale.
Credo che a nessuno dei parlamentari qui presenti sfugga come non
solo la normativa regionale si è fatta strada su questo tema in
altre Regioni, non solo che moltissimi comuni orami si sono
orientati, hanno adottato provvedimenti che assolvono alla funzione
che la Regione questa sera si è posta, ma vi sono anche documenti
importanti, per esempio vi è la strategia nazionale, varata dal
Governo Monti, sulla condizione degli LGBT, che è un documento
traccia estremamente significativo, che mette mano addirittura ai
problemi dell'educazione e della formazione.
Allora, ci muoviamo in questo contesto dove indirizzi chiari
europei ed un sentire civile, molto maturo nel nostro Paese ci
spinge verso la ricerca di una forma legislativa idonea, che a
norma di Statuto possiamo darci. Perché - come hanno segnalato i
colleghi cultori dello Statuto - non vi è dubbio che vi sono
articoli 14, 15 e 17 che indicano come sia compito dell'Assemblea
regionale e dei singoli deputati normare in materia di
organizzazione enti locali, come anche in materia di organizzazione
dei servizi che, appunto, è quello che la legge si sta ponendo di
fare.
Allora, mi permetto di suggerire, in punta di piedi, visto che
abbiamo avviato la discussione, visto che siamo anche entrati nel
novero di una problematica e sicuramente complessa, che, se il tema
riguarda una difficoltà attinente l'articolo 2 in parte, per
esempio un comma dell'articolo 2 in particolare, possiamo - come
abbiamo fatto in altre occasioni - accantonarlo ed andare avanti.
PRESIDENTE. Penso che questa proposta dell'onorevole Cirone sia di
buon senso in questo momento.
Se il Presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia insiste,
l'Aula voterà con la possibilità che si vada avanti. L'onorevole
Cirone non parla di stralcio definitivo, ma suggerisce di andare
avanti, accantonarlo. E' chiaro che, se non c'è una riflessione
anche sulla base delle dichiarazioni che ha fornito l'Assessore,
che venivano poi incontro alle perplessità espresse da gran parte
dell'Aula, penso che si possa andare avanti accogliendo questa
proposta dell'onorevole Cirone.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Vorrei che intervenisse
l'Assessore.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'Assessore è stato abbastanza
chiaro: deve rimanere tutto nell'ambito delle competenze della
Regione. E' stato abbastanza chiaro. Peraltro, ha detto che se ci
sono perplessità nel disegno di legge possiamo riscrivere. Inoltre
aveva già presentato un'ipotesi di riscrittura di affinamento
perché alcune cose vanno chiarite. Poi, se non c'è differenza tra
elenco' e registro' non vedo perché necessariamente dobbiamo
mettere registro' e non mettere elenco'.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Per me c'è differenza
PRESIDENTE. L'onorevole Cirone, aveva fatto una proposta di buon
senso, in questo momento. Se la Commissione insiste e vuole proprio
andare allo scontro con l'Aula...
FIGUCCIA. C'è anche la richiesta di rinvio in Commissione del
disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, questa richiesta l'ha già fatta il
suo Capogruppo.
Rispetto a questa proposta del Capogruppo di Forza Italia, c'è una
proposta dell'onorevole Cirone che dice: considerato che abbiamo
lavorato, che ci può essere un'ipotesi di trovare una sintesi
Scusatemi, se in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
- non deve essere secondario questo - si è deciso di incardinare
questi disegni di legge, ci sarà stato pure un motivo. Tutti
abbiamo detto che non c'era da parte di nessuno, alcuna volontà di
evidenziare atteggiamenti discriminatori. Ciò è stato detto da
parte di tutti i Gruppi parlamentari. Non vorrei che sembrasse che
ci sia quasi l'espediente per affossare definitivamente la legge.
Su questo dobbiamo essere chiari.
LENTINI. Questo mai
PRESIDENTE. Può essere pure una scelta che compie l'Aula
nell'ambito della sua autonomia; può pure farlo.
La mia idea è quella di accogliere la proposta dell'onorevole
Cirone che, peraltro, fa la sintesi di quanto detto dall'onorevole
Falcone. Accantoniamo questo benedetto articolo 2, lo facciamo
riscrivere all'Assessore che, sicuramente, ha raccolto i
suggerimenti che provengono da gran parte dell'Aula, e andiamo
avanti con l'articolo 3. E' chiaro che, poi, nella votazione finale
ognuno si esprimerà come ritiene più opportuno.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, mi sono informato con gli uffici
dell'Assessorato all'economia. Fra elenco' e registro' c'è
un'altra cosa che è fondamentale: il registro prevede spesa,
l'elenco non prevede spesa. Questa possiamo chiamarla una norma,
legge voto', perché l'indirizzo a questa norma deve darlo solo ed
esclusivamente il Parlamento nazionale.
Alcune regioni che si sono espresse in questo senso, hanno parlato
solo ed esclusivamente di elenco. Ho fatto una ricerca e c'è una
regione che scrive registro, quattro regioni che scrivono elenco.
Se l'Italia è unica e se dobbiamo uscire dallo Statuto perché ci
dicono questo, allora, o una o l'altra, o dobbiamo seguire una
linea nazionale o dobbiamo seguire una linea prettamente siciliana,
con Statuto autonomo speciale.
Signor Presidente, faccia anche lei i suoi controlli, però le
comunico che il registro prevede spesa. Quindi, questa norma deve
ritornare in Commissione, dopodiché se la Commissione la vota con
registro' deve andare in II Commissione perché prevede spesa.
Grazie.
PRESIDENTE. Manteniamo aperto il dibattito su questa proposta di
rinvio in Commissione.
LENTINI. Presidente, se c'è il registro ci vuole una relazione
tecnica. La Corte dei Conti prevede che una proposta di spesa
necessita di relazione tecnica.
FORMICA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, capisco che lei cerchi, in qualche
modo, di addivenire a sintesi rispetto alle obbiezioni, alle
perplessità che sono state avanzate su questa norma.
Presidente, ci sono alcune cose che, ovviamente, possono essere
aggiustate, possono essere ricondotte ad una forma che sia
giuridicamente valida ed anche dal punto di vista costituzionale ed
amministrativo applicabile. Però, veda Presidente, non è
indifferente la questione che è stata posta rispetto alla
differenza tra registro ed elenco. E' una questione discriminante,
quindi, capisco che lei suggerisca di accantonare per cercare di
procedere e vedere se, alla fine, il buon senso ci possa portare a
scrivere elenco e non registro.
Del resto se andiamo a vedere gli emendamenti che sono stati
proposti, anche della stessa onorevole Cirone, l'intento è quello
di cercare di fare entrare dalla finestra ciò che dalla porta non
può entrare perché tutti gli emendamenti vanno nel senso di
costituire un obbligo di legge con addirittura l'imposizione per i
comuni inadempienti di una penale prevista nel regolamento che si
dovrebbe emanare entro 60 giorni, perché c'è un emendamento in
calce al comma, parliamo sempre dell'articolo 2 che recita: il
regolamento del comma 2 dovrà prevedere sanzioni per i comuni
inadempienti . Allora, se la finalità è quella di istituire un
elenco che cerchi di evitare che ci siano discriminazioni,
Presidente, se l'intento è quello di cercare di arrivare alle
forzature, poi, con le forzature non andiamo da nessuna parte e
credo che non sia neanche nell'interesse del presentatore della
legge andare a fare delle forzature, ma chi è che vuole
discriminare qualcuno?
Oggi, non c'è nessuno che porta avanti battaglie discriminatorie,
però, evitiamo allo stesso tempo di esitare provvedimenti di legge
che non stanno in piedi, quindi, modifichiamolo nel senso di
stabilire ora, subito, la questione dell'elenco che è il discrimine
fondamentale dell'elenco o del registro.
Se siamo in grado di risolvere ora questo problema credo che il
disegno di legge possa andare avanti con un dibattito normale
perché non credo che ci siano, poi, cose dell'altro mondo. Alcune
cose le avevamo smussate in Commissione perché c'erano alcune
previsioni che erano ancora più discriminatorie in senso opposto.
Quindi, Presidente, non sono molto d'accordo con l'accantonamento
nel senso che, alla fine, il problema si deve risolvere e il
problema o lo affrontiamo e lo risolviamo ora, qui in Aula,
eliminando il nodo principale che sta alla base di tutto e si va
avanti con un buon disegno di legge, perché credo che nessuno qui
abbia dichiarato la propria contrarietà ad approvare il disegno di
legge, purché sia un disegno di legge che preveda di eliminare
discriminazioni.
Se poi diventa un disegno di legge per prevedere una sorta di
corsia preferenziale, per favorire qualcosa, qui non siamo contro
niente, contro nessuno, ma non possiamo accettare che ci siano
corsie preferenziali. Addirittura, nell'ipotesi originaria - lo so
perché ero in Commissione - alcuni commi, articoli prevedevano
corsie preferenziali e, poi, giustamente, è stato sfrondato perché
si faceva una discriminazione all'inverso.
Ora, non possiamo permetterci tutto ciò, né ci possiamo permettere
di creare guerre tra poveri, mi riferisco alle case, l'assegnazione
di case popolari, a quanto si sta verificando nel resto d'Italia,
sopratutto in un momento come questo dove su questi temi c'è molta
battaglia, c'è molta lotta e gli animi sono troppo surriscaldati.
Quindi, risolviamo subito questo problema, cioè il discrimine tra
elenco e registro, dopodiché si vada avanti, altrimenti se
accantoniamo, per discutere che cosa, per poi interromperci e
mandarlo in Commissione fra mezz'ora, fra un'ora, sarebbe un
infingimento.
Signor Presidente, si risolva ora, oppure si stralci questa parte
e si mandi in Commissione dove, alla fine, si troverà una
possibilità di addivenire ad una soluzione che sia equa ed
accettata da tutti.
PRESIDENTE. Come faccio a stralciare una parte, onorevole
FORMICA. Presidente, era solo per farle notare che non c'è un
intento a bloccare la legge. Si sospenda un'ora per trovare una
soluzione.
PRESIDENTE. No.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Assessori, colleghi, cittadini, il
Movimento Cinque Stelle è assolutamente contrario ad ogni ritorno
di questo disegno di legge in Commissione.
Io faccio parte della I Commissione, insieme al collega Siragusa,
abbiamo esaminato con i componenti della Commissione presenti il
disegno di legge, lo abbiamo approfondito, penso che la questione
relativa ad elenco o registro, visto e considerato che rimaniamo
nell'ambito delle competenze regionali, sia una questione di lana
caprina, tra l'altro vorrei capire dove una coppia di fatto
dovrebbe iscrivere la propria appartenenza se non in un registro o
in un elenco e, comunque, non può non occuparsene il comune e
l'ufficio di stato civile ed aggiungo che la Commissione comunque -
e già sono depositati - ha elaborato degli emendamenti che possono
far trovare la quadra a questo articolo 2 e, quindi, consentire
all'Aula di proseguire.
Però, Presidente, voglio dire un'ultima cosa perché penso che,
fino a questo momento - e considero tutti in buona fede - nessuno
voglia discriminare nessuno e, da questo punto di vista, non lo
metto in dubbio, però penso che l'esclusione di un registro o di un
elenco non colpisca tanto la questione di genere ma quanto, per
esempio, persone eterosessuali, coppie di fatto che, in questo
momento, non esistono né per il comune, né per la Regione, né per
lo Stato.
Allora dico, è un ragionamento di buon senso, è una legge che
stabilisce delle regole perché solo attraverso delle regole si può
convivere civilmente in una società. Grazie.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Scusate, però, l'onorevole Cracolici mi dice che la differenza tra
registro ed elenco c'è. L'onorevole Cappello mi dice che è una
questione di lana caprina'. Beh, qua ci dobbiamo intendere
PANARELLO. Signor Presidente, ho ascoltato con interesse la
discussione. Capisco che ci siano colleghi che hanno, diciamo così,
una legittima resistenza rispetto al fatto che il Parlamento
legiferi in questa materia ed, io, per carità, rispetto tutte le
posizioni. Lo dico anche per rompere questo clima di ipocrisia per
cui apparentemente siamo tutti d'accordo e, poi, c'è un problema
insormontabile.
Allora, sono disponibile a sostenere la posizione della Presidenza
di accantonare per dare la possibilità alla Commissione di lavorare
per approfondire gli aspetti che sono da approfondire, ma se il
tema è - mi dispiace che il collega Falcone non mi ascolti - di non
legiferare in questa materia, di fare in modo che, diciamo così,
questa norma sia la più annacquata possibile
Addirittura, ho ascoltato dal collega Formica che è impressionato
dal fatto che stabilito che c'è il registro o l'elenco - su questo
sorvolo - addirittura i Comuni potrebbero decidere di farlo o di
non farlo perché c'è la sanzione. Io non so se la scelta giusta è
quella di sanzionare o meno, ma se c'è una legge regionale, un
Comune può non applicarla? O è un atteggiamento omissivo? Quindi,
non giochiamo con le parole Ho ascoltato l'intervento accorato
della collega Grasso che ha parlato di non si capisce bene che
cosa.
Allora, se è legittimo che ci sia una parte del Parlamento
contraria a questa legge, per carità, si voti e si decida.
Evitiamo, però, di prenderci in giro ed evitiamo - soprattutto per
una legge che è in Parlamento già dalla scorsa legislatura, che è
stata discussa, approfondita e dibattuta in più Commissioni - di
rinviarla in Commissione. Per fare che cosa? Per segnalare che ci
sono legittime posizioni contrarie allo spirito di questa legge? Se
c'è bisogno di un supplemento di riflessione con l'accantonamento,
va bene, altrimenti facciamo uscire allo scoperto posizioni
politico-culturali diverse, distinte, anche contrapposte che non
devono scandalizzare alcuno.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
A seguire, hanno chiesto di parlare gli onorevoli Cordaro e Grasso
per fatto personale ma il fatto personale non c'è, appartiene alla
dialettica d'Aula; onorevole Grasso, l'onorevole Panarello non l'ha
offesa effettivamente.
MALAFARINA. Signor Presidente, stasera mi sono fatto una cultura
che non immaginavo potesse risiedere in quest'Aula. Distinzione fra
elenchi, registri, disquisizioni interminabili su quello che è un
elenco e quello che è un registro.
La domanda essenziale cui dovremmo dare una risposta è: a che cosa
serve l'iscrizione in qualcosa? Quali effetti produce l'iscrizione
ad un qualcosa? Se poi si chiami elenco, registro, agenda o rubrica
non cambia assolutamente nulla; anzi, faccio una proposta: anziché
elenco o registro usiamo la parola rubrica, così tagliamo la testa
al toro. Veramente, non cadiamo nel ridicolo se mi consentite
Oggi, scopro che il registro comporta degli oneri finanziari.
Nulla vieta alla Regione di stabilire che l'iscrizione in un
registro sia gratuita e senza alcun onere. Non mi pare che ci sia
una norma di legge che preveda un onere finanziario per il rilascio
di una marca da bollo che, comunque, potrebbe anche essere fissata
in un elenco.
La verità di fondo, caro Presidente, è che lo spirito della legge
sana un vulnus o cerca di sanare un vulnus in quello che sono
situazioni che riguardano diverse migliaia di cittadini e non mi
riferisco solo alle coppie omosessuali che hanno fatto una loro
scelta di vita e che convivono dignitose e rispettabilissime,
quanto a tutte quelle coppie separati, divorziati, giovani che non
hanno la possibilità e che convivono ed ai quali non viene
riconosciuto un semplicissimo diritto: il diritto di assistere il
proprio compagno o la propria compagna in occasioni difficili della
vita.
Il classico esempio è l'ospedale in cui viene negato al compagno o
alla compagna la possibilità di accedere a delle scelte che magari,
poi, vengono riservate a familiari che sono distanti negli anni,
distanti negli affetti, che non sono neanche, forse, informati
della situazione.
Quindi, è forse più necessario cogliere il senso, lo spirito di
questa legge, che si è affrontato in Commissione, per porre non dei
correttivi, ma delle puntualizzazioni che consentano di procedere
bene e rapidamente su una strada che è richiesta a gran voce da
tanti cittadini che non trovano nella legge una risposta alla loro
esigenze.
A questo dovremmo dare delle risposte, dobbiamo dare una risposta
alle esigenze dei cittadini, che hanno il diritto di essere
tutelati, indipendentemente dal sesso, dalla religione, da aspetti
sociali, da aspetti sessuali, perché sono argomenti che non
riguardano gli altri, ma il se stesso . E il se stesso credo
abbia la necessità di essere rispettato, valorizzato e tutelato.
Io mi appello, quindi, ai colleghi: evitiamo queste
contrapposizioni su termini lessicali che lasciano il tempo che
trovano. Onorevole Formica, rilancio la proposta chiaramente
provocatoria e se lei ritiene, anziché registro mettiamo rubrica e
abbiamo risolto il problema
Anche se poi, operativamente, mi chiedo come l'Assessorato alla
famiglia - e questo è un problema di natura pratica - possa
mantenere un qualsiasi documento, registro o elenco, per tutta la
Sicilia; questo diventa operativamente molto difficile, quindi, da
questo punto di vista, sarebbe anche opportuno snellire le
procedure.
Ma che questo Parlamento debba dare una risposta alle istanze che
vengono dalla società - e non solo dalla Sicilia, ma da tutta
Italia, con l'auspicio che il Parlamento nazionale riconosca una
volta per tutte le unioni civili - è un'esigenza ineludibile.
Voglio solo ricordare una cosa, signor Presidente: il matrimonio
così come lo conosciamo è stato istituito nel 1400 circa; prima la
notorietà dell'unione era già un elemento valido per avere
riconosciuta una famiglia. Quindi, i formalismi di questa società
hanno, ormai, prevaricato il buon senso. Cerchiamo, anche noi, di
non farci prevaricare dai formalismi, ma di applicare ciò che è un
buon senso, senza spaccare il capello in quattro, perché non credo
che sia questo il compito del Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, intervengo brevemente. Ho sentito
tanti discorsi, tanti interventi di colleghi che si sono affannati
in un'arte che è quella della giurisprudenza e della legislazione
nazionale, che hanno spesso dimostrato non essere la loro arte e,
però, tuttavia, ho apprezzato la buona volontà di tanti e lo
sproloquio di alcuni; ho ascoltato di questioni ritenute di lana
caprina , che mi sono sembrate caprine più che di lana caprina,
però, Presidente, la verità è una: c'è stata, in quest'Aula, una
richiesta formale di un Presidente di Gruppo parlamentare, di
mettere ai voti il ritorno in Commissione del disegno di legge.
Siccome voterò contro il ritorno in Commissione, perché credo che
ciascuno in quest'Aula si debba esprimere e le norme si debbano
votare, dovendola smentire, Presidente, perché, in realtà, questa
norma non c'era nei lavori, ma è stato il Capogruppo del PD,
onorevole Gucciardi, che ci ha chiesto di inserire questa norma e,
io per primo, ho detto sì e questo disegno di legge è arrivato in
Aula.
Presidente, lei deve fare votare perché se un Capogruppo le chiede
di rinviare in Commissione un disegno di legge, lei, un minuto dopo
deve dare la parola ad un deputato che vota a favore e ad uno che
vota contro e poi deve fare votare.
Smettiamola con questa melina da parte di tutti e andiamo al
cuore del problema.
L'Aula voti e ciascuno si assuma la propria responsabilità,
quindi, se verrà votato il ritorno in Commissione ne prenderemo
atto, altrimenti si vada avanti, si voti, chi è a favore, a favore,
chi è contro, contro.
Presidente, ci faccia esercitare i nostri diritti ed applichi il
Regolamento.
PRESIDENTE. Il richiamo al Regolamento da parte dell'onorevole
Cordaro - anche se detto con toni eccessivi, forse troppo, nei
confronti di questa Presidenza - è pertinente.
CORDARO. Chiedo scusa.
PRESIDENTE. I Gruppi si sono espressi sia a favore che contro.
Pongo in votazione la richiesta di rinvio in Commissione del
disegno di legge. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
Risultano 16 favorevoli alla proposta di rinvio in Commissione del
disegno di legge numero 141/A, pertanto la richiesta è respinta.
(Non è approvata)
Si continua con l'articolo 2.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, su questo argomento è già
intervenuto. La proposta dell'onorevole Cirone era di buon senso.
Comunico che sono stati presentati alcuni emendamenti a firma del
Governo e della Commissione. Si passa all'emendamento 2.12, a firma
della Commissione che così recita: Al comma 1 inserire all'inizio
le parole per le finalità della presente legge . Si cerca,
chiaramente, di restringere il campo alle finalità previste dalla
legislazione regionale e non da quella statale.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'onorevole Grasso aveva fatto un'obiezione anche invitando la
Presidenza - e di questo la ringrazio - sul punto 2) del comma 2.
E' stato presentato l'emendamento 2.11 di soppressione del punto
2) del comma 2: dalla parola accesso' fino a Regolamento'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, ha già parlato diverse volte. Se
vuole fare ostruzionismo
VINCIULLO. Ho parlato solo una volta.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19.00, è ripresa alle ore 19.01)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ritorniamo al fascicolo. Emendamento 2.2, la vicenda
elenco o registro, a firma dell'onorevole D'Asero ed altri
Parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contraria.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, mi
dispiace di avere alzato la voce però le ribadisco che questa sera
ho parlato ancora solo una volta e credo di avere gli stessi
diritti degli altri colleghi.
Su questo articolo noi non abbiamo nessuna preclusione, né tanto
meno sulla legge. Però le volevamo fare osservare alcune cose.
L'istituzione di un registro comporta spese. Le spese vanno
giustificate con una relazione e il disegno di legge, quindi,
doveva passare dalla Commissione Bilancio, cosa che non è avvenuta
e, di conseguenza, le volevo fare osservare come ancora una volta
noi ci troviamo di fronte ad un disegno di legge che arriva in Aula
senza passare dalla Commissione.
Ciò posto, il registro comporta spese. Se comporta spese comporta
la necessità di una relazione che giustifichi le spese ed occorre
il parere vincolante della Commissione Bilancio.
Nello stesso tempo Le volevo ricordare che su questa materia il
Commissario dello Stato è già intervenuto ed è intervenuto a
proposito della legge n. 5 del 28 gennaio 2014 cassando l'articolo
37 e dicendo che il provvedimento che oggi stiamo riapprovando in
questa Aula viola sia l'articolo 3 quanto l'articolo 81 della
Costituzione tanto è vero che ora le lascio copia di quanto detto
dal Commissario dello Stato che il provvedimento è stato portato al
vaglio della Corte e, di conseguenza, non capisco come su un
argomento su cui già è intervenuto il Commissario dello Stato si
vuole ritornare a legiferare.
Su quanto dice il Presidente Cracolici, cioè sul fatto che poi
comunque ci sarà il CGA ad esprimersi su questa vicenda, il mio
pensiero sul CGA è noto a tutti tanto è vero che ho portato in
questa Aula un ordine del giorno da voi approvato che prevede la
soppressione del CGA in Sicilia e, di conseguenza, fin da ora le
dico che l'idea che il testo possa essere sottoposto
all'approvazione del CGA non mi tranquillizza assolutamente ma,
anzi, mi spinge ulteriormente ad essere contro.
PRESIDENTE. Io proprio su questo punto, elenco e registro, invito
ad una riflessione anche sulla base di un intervento fatto
dall'onorevole Cappello, anche penso in rappresentanza del suo
gruppo che è abbastanza nutrito in questa Aula.
Se l'onorevole Cappello mi sostiene che non vi è differenza, e se
non c'è differenza, io non vedo qual è la difficoltà ad approvare
l'emendamento che sostituisce elenco con registro se sono state
sollevate obiezioni di carattere giuridico, mi riferisco
innanzitutto alla questione sollevata dall'onorevole Ioppolo che ha
fatto riferimento a quattro registri previsti dall'ordinamento
giuridico nazionale.
VINCIULLO. E' la stessa cosa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Il parere del
Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è contrario si alzi; chi è favorevole resti
seduto.
(Non è
approvato)
Comunico che l'emendamento 2.3 è precluso.
Onorevole Cordaro la invito al ritiro dell'emendamento 2.4 perché
appare in contrasto con la giurisprudenza costituzionale, in
particolare con, la più volte citata, sentenza n. 8 del 2011 che
impedisce alle regioni l'intervento con disciplina sostanziale
delle forme di convivenza.
CORDARO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.5.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi
permetto di dire che non dobbiamo raggiungere il risultato
dell'eccesso opposto. Io volevo intervenire sull'altro
emendamento.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.13 della Commissione, aggiungere al
comma 3 le parole purché è soppressa .
Lo pongo in votazione col parere favorevole del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.8 dell'onorevole Cirone. All'articolo 2
le parole un anno sono sostituite dalle parole 6 Mesi.
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.7 dell'onorevole D'Asero. Al comma 4
dell'articolo 2, dopo le parole di tutelare e sostenere inserire
le seguenti: le famiglie ex articolo 2, 3, 29, 30, 31 della
Costituzione italiana .
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso di questo
mio emendamento è proprio quello di dire di non cadere nell'eccesso
opposto e cioè, io problema di evidenziare e tutelare e quindi
sostenere le unioni civili non significa, perché non evidenziate,
trascurare e quindi estromettere le famiglie.
Per cui io dico che va fatta una integrazione in questo senso in
modo che venga anche inserito il concetto per cui le famiglie ex
articolo 2 e 3, 9 e 30 e 31 della Costituzione Italiana è anche
come dire ritenuto possibile di questo stesso principio.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissionee relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 2.10 è precluso.
Si passa all'emendamento 2.8 seconda parte.
CIRONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.
Art. 3.
Interventi in materia di istruzione, formazione
professionale,
politiche del lavoro ed integrazione sociale. Formazione
del personale
1. La Regione opera, nell'ambito delle proprie competenze,
affinché il sistema integrato di istruzione e formazione
professionale e il sistema dei servizi per l'impiego concorrano a
garantire l'effettività del diritto all'istruzione e alla
formazione durante tutto l'arco della vita e del diritto al lavoro.
Essa opera per assicurare ad ogni persona, indipendentemente
dall'appartenenza di genere o dall'orientamento sessuale,
uguaglianza delle opportunità e non discriminazione nell'accesso ai
percorsi di istruzione, istruzione superiore e formazione
professionale, nell'inserimento al lavoro e nella fruizione dei
relativi servizi, nei percorsi di carriera e nella retribuzione.
2. La Regione, per prevenire le discriminazioni legate
all'identità di genere e all'orientamento sessuale, persegue
l'integrazione fra le politiche educative, scolastiche e formative
e le politiche sociali e sanitarie, al fine di sostenere le persone
e le famiglie nei loro compiti educativi, realizza e promuove
attività di educazione sui diritti umani ed educazione alle
differenze, altresì provvede ad assicurare percorsi di inserimento
e di integrazione sociale per le persone che risultino discriminate
o esposte al rischio di esclusione sociale per motivi derivanti
dall'orientamento sessuale o dalla identità di genere.
3. La Regione promuove l'adozione di comportamenti ispirati alla
considerazione e al rispetto per ogni orientamento sessuale o
identità di genere e individua, altresì, l'adozione di tali
comportamenti tra gli obiettivi delle attività di formazione del
personale dei suoi uffici ed enti.
4. La Regione, nella redazione dei codici di comportamento dei
propri dipendenti, si conforma ai principi di cui all'articolo 1.
Si passa all'emendamento 3.2 dell'onorevole D'Asero.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il 3.2. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.4.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei bisogno di un
chiarimento prima di procedere e penso di intervenire sulla
discussione generale dell'articolo 3.
Al comma 2 dell'articolo 3 si parla di realizzare e promuovere la
Regione attività di educazione sui diritti umani ed educazione alle
differenze. Sarebbe in buona sostanza superare se stesso.
La formazione della Regione siciliana è finalizzata alla
educazione alle differenze e nel comma 3 dell'articolo 3
addirittura la Regione dovrebbe tra le varie cose, provvedere
all'adozione di tali comportamenti tra gli obiettivi delle attività
di formazione del personale e dei suoi uffici ed enti.
Io dico possiamo riflettere un attimo, non è per una posizione di
condivisione della legge, devo essere sincero mi sembra che c'è una
libertà di voto non legata ne a principi di maggioranza ne a
tensioni di qualunque tipo. Credo che una lezione di civiltà come
quella di oggi, forse qualche anno fa era inimmaginabile.
Siccome ogni tanto usano descrivere l'Italia o la Sicilia come un
Paese clericale io posso dire che non ho ricevuto segnalazione di
nessun tipo.
Però, l'onestà intellettuale di riconoscere che ci sono delle
forzature o delle esagerazioni credo che vada evidenziata.
Io non so cosa sarebbe un corso di formazione per l'educazione
alle differenze e chi lo dovrebbe tenere e quali sarebbero i
principi che verrebbero ..?
Presidente, onestamente ci sono delle cose sulle quali dobbiamo
riflettere meglio oppure si deve passare da un eccesso all'altro
così perché la moda è questa.
Allora, io vorrei che su questo punto non si votasse di pancia, si
votasse per condivisione e nessuno, nonostante poco fa abbia
palesemente votato contro, è più aperto di me nella conduzione di
un ragionamento liberale.
Però, vorrei capire cosa significa che nella istruzione, magari
primaria, nelle scuole elementari o nelle scuole medie o al liceo
si possa organizzare un corso per educare alle differenze. No, non
lo capisco e non ci sto.
E vorrei che lei permettesse che questi temi fossero approfonditi.
Io non nego che non conosco il lavoro della Commissione, che non
ne faccio parte, pur avendo un autorevole rappresentante che poteva
riferire, però c'è buon senso ed il buon senso appartiene a tutti.
Ci sono delle manifestazioni che, talvolta, sembrano delle
carnevalate nulla volendo togliere, anzi, credo che ci siano delle
manifestazioni che si sono realizzate pure qua, pure nella nostra
cattolicissima Palermo. Ma come si spiega un fatto di questo ad un
ragazzino come una carnevalata oppure come una libera
partecipazione? Io penso che ci sia un'età per tutto e, allora,
vorrei che su questo punto si riflettesse un po' meglio, con la
consapevolezza che ognuno non deve rinunciare ai propri principi,
deve essere libero e condividere, condividere con tutti le proprie
diversità ed avere i giusti diritti e le giuste garanzie; non
trasformiamo alcune libertà in atteggiamenti che possono apparire
come carnevalate - lo ribadisco.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
tornando al discorso che faceva l'onorevole Turano è come se per
questo articolo dicessimo: Guarda che ci sono dei diversi, ti
educhiamo a considerarli uguali agli altri . E' veramente un contro
senso
Così come l'articolo successivo - così non prenderò la parola
successivamente - quando diciamo che negli ospedali il convivente
può . . Ma ci sono già leggi che questo lo regolamentano, il
convivente viene prima di figli, genitori, etc. per avere
informazioni, per sapere se si parla di trasfusioni, di trapianti e
quant'altro.
Quindi, l'articolo 4 è anch'esso una cosa che non sta né in cielo
né in terra come articolo in sé.
PRESIDENTE. In effetti, io invito la Commissione ad una
riflessione perché la questione di educazione alle differenze è già
insita nel concetto di diritti umani.
Obiettivamente, come ha detto l'onorevole La Rocca Ruvolo, è
mettere in evidenza una discriminazione. Si tratta di diritti
umani, perché noi così stiamo sancendo che ci sono delle
discriminazioni. Che vuol dire educazione alle differenze? Io
francamente non .
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io qui vorrei
intervenire da uomo della scuola non da deputato.
Le devo dire che non comprendo assolutamente quello che c'è
scritto in italiano in questi quattro commi. Mi viene difficile,
sto cercando di sforzarmi ma non ci riesco.
L'unica cosa che potrei comprendere è quello che ha detto
l'onorevole La Rocca: è come se noi avessimo individuato dei
soggetti fragili, diversamente abili, disadattati e stessimo
cercando di inserirli in un contesto di normalità.
Ma non penso che la legge possa mai prevedere una cosa del genere.
La legge, casomai, prevede tutt'altra cosa.
Intanto una prima pregiudiziale, signor Presidente. Siccome al
comma 2 c'è scritto che la Regione realizza e promuove attività ,
per realizzare e promuovere attività ci vogliono denari e di
conseguenza qualcuno ci dovrebbe spiegare quanto, attraverso questa
legge, viene stanziato da parte della Regione per promuovere
attività di educazione. Perché sia chiaro che attività di
educazione a titolo gratuito fino ad oggi non ne sono state mai
fatte, soprattutto nella formazione professionale. Quindi la prima
cosa che dovremmo dire è che questo articolo passa in Commissione
Bilancio; la Commissione Bilancio dà la copertura; qualcuno ci
scrive una relazione per spiegarci come possiamo educare alla
anormalità . Il diritto ad essere normali è un diritto
riconosciuto dalla legge.
Noi qui stiamo dicendo in un italiano - mi sia consentito -
stentato, molto stentato che forse vogliamo integrare coloro i
quali hanno delle condizioni diverse dalla normalità. Se è così, lo
scriviamo in maniera diversa, se è così, ci dite quale è la
copertura, se è così, ci dite come viene fatta, attraverso
l'educazione permanente, attraverso dei corsi di formazione
professionale, quali sono le risorse che vengono destinate per
questo articolo 3. Perché non si può pensare di fare attività e di
non indicare dove andare a prendere le risorse finanziarie per fare
quelle attività.
A meno che, noi qui, non vogliamo dire che l'attività viene fatta
nelle scuole a titolo assolutamente gratuito. Però questo lo
dobbiamo aggiungere. Se non lo aggiungiamo, occorrono le risorse.
Se occorrono le risorse, occorre la relazione. Se c'è la relazione,
deve passare in Commissione Bilancio.
Quindi su questo, signor Presidente, le chiedo che vengono fatti
degli emendamenti per rendere più chiaro quello che viene detto. E
che nello stesso tempo si indicano le fonti dove attingere.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, mi permetta di evidenziare che
sono norme di principio che non hanno bisogno della copertura
finanziaria in questo momento.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
semplicemente approfittare della presenza dell'Assessore Lo Bello
che è appena arrivata in Aula, per chiedere rispetto alla questione
delle attività formative che sono previste all'interno di questo
disegno di legge.
Ovvero, signor Presidente, vorrei chiedere: nel momento in cui
all'interno della Regione siciliana presso il suo Assessorato
vengono mortificati gli aspetti legati all'educazione dei soggetti
che dovrebbero seguire dei percorsi legati all'obbligo formativo.
Nel momento in cui noi tagliamo quei percorsi a cui venivano
accompagnati quei giovani che venivano magari segnalati ai servizi
sociali da parte delle famiglie in difficoltà.
Nel momento in cui a quei giovani noi neghiamo l'opportunità di
poter tornare all'interno di un percorso formativo subito dopo il
percorso della scuola media. In una Regione siciliana in cui si
castrano questi opportunità a tanti giovani che finiscono per
strada, finiscono oggetto delle attività anche della
microcriminalità, a quei giovani che potrebbero beneficiare di
percorsi di formazione.
Quei giovani che sfuggono ai contesti di una vita sana, di una
qualità della vita che dovrebbe stare dentro le regole della
legalità. Ecco, a quei giovani Assessore Lo Bello, noi stiamo
togliendo l'opportunità di essere inseriti all'interno dell'obbligo
formativo, quell'obbligo formativo che il suo Assessorato fino a
poco tempo fa poteva garantire a questa parte della popolazione.
A quei giovani togliamo l'opportunità e invece offriamo dei
percorsi formativi legati alle differenze di genere? Signor
Assessore, lasciamo liberi i nostri figli, i nostri cittadini,
della possibilità di accedere ai percorsi come loro meglio credono.
Quello dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza sancito anche
dall'ONU è un diritto che deve essere sacrosanto e nulla può avere
a che vedere con le questioni della formazione.
Mi sembra che noi qui stiamo davvero cavalcando mi sembra che qui
noi abbiamo completamente perso la tramontana, Presidente
Cracolici, ammettiamolo in questa cosa la I Commissione ha fatto
quello che non si poteva fare, abbiamo aperto la possibilità nelle
unioni civili senza distinguere se tra un uomo e più donne, oppure
se tra una donna e più uomini, oppure se tra un uomo e parlando di
diritti civili non so e magari può esserci quell'anziano che ha
messo a casa un cagnolino al quale magari, assistiamo anche a
quelle vicende dove viene lasciato in eredità i propri averi.
Noi stiamo veramente rischiando di sconfinare e questo è un
problema che quest'Aula dovrebbe porsi rispetto a quei temi che
sono legati alla crisi economica, alla crisi finanziaria che sono
legati Assessore al fatto che in questo momento dovremmo avere
altre emergenze parlando di obbligo formativo, quello della
formazione è un diritto certamente ma non può essere così adesso
scambiato con l'idea di obbligare a fare delle scelte legate agli
orientamenti sessuali.
Le fasi della crescita di un bimbo legate alla socializzazione,
legate ad una crescita sana devono essere rispettate.
Io mi aspetto di potere mandare mio figlio a scuola e poter
ricevere un'educazione come dire coerente a quella che io a casa
ho dato lui.
Non mi aspetto che debba poi rivolgermi a quest'attività di
consulenza, di orientamento magari dovendo ricorrere perché no
proprio allo psicologo per dover sanare degli squilibri che si
potrebbero venire a creare all'interno dell'agenzia educativa.
La prima agenzia educativa Assessore è la famiglia, a seguire
sicuramente la scuola ma non creiamo le condizioni perché queste
due agenzie creino dei modelli in contrasto tra di loro. Già di
problemi ne stiamo creando tanti non facciamo perché vogliamo a
tutti costi fare questa norma spot non creiamo disastri all'interno
della società e già stiamo facendo ben altre ben più forti in
settori strategici che avrebbero meritato un'attenzione diversa.
CIRONE. Chiedo di parlare
PRESIDENTE.. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, ma su
questo tema io richiamo l'attenzione dell'Assemblea alla strategia
nazionale sulla formazione per LGVT che è stata emanata dal Governo
Monti.
Un punto diciamo di scelta e anche di cambio di assetto culturale
che il Governo nazionale ha inteso fare rendendosi conto che nel
nostro Paese non adeguatamente ci si muoveva per cercare di
intervenire su disagi anche fasce di disagio che riguardano in
particolare gli omosessuali ricordiamoci gli episodi di omofobia
frequenti nel nostro Paese, peraltro riportati con grande evidenza
dagli organi di informazione anche i casi di disagio che si
registrano per esempio tra le donne, il nostro è un Paese che
sempre di più acclara un numero di femminicidi che fa tremare le
vene e i polsi e allora certamente colgo la preoccupazione
comprensibile, legittima, da parte dei colleghi ma richiamo
l'attenzione che questo è un disegno di legge che tende ad
occuparsi non degli eguali, ma appunto delle diversità per
riportarle a condizione di assoluta normalità nel nostro Paese.
Se noi riteniamo che questo principio va salvaguardato, quindi,
dobbiamo combattere le discriminazioni che, peraltro, si
manifestano a volte in forma violenta nel nostro Paese, cogliamo
l'importanza anche di questo comma.
Voglio aggiungere che la norma non fa altro che mettere in cornice
e valorizzare quanto già nelle scuole si fa, in totale autonomia,
quanto nelle università si fa istituendo dei corsi ad hoc che sono
particolarmente seguiti, che hanno una funzione di civilizzazione,
se mi permettete, delle relazioni umane di cui ancora abbiamo
bisogno.
Ecco, io non caricherei di significati particolari questa norma,
ma è una norma che sostiene, che invita a leggere le relazioni
umane nella chiave data, non in quella alla quale dobbiamo tendere
e in cui quest'Aula vuole tendere.
Aggiungo che persino Papa Francesco ha attenzionato il tema di
come trasferire l'insegnamento, l'educazione alle famiglie nel
momento in cui la famiglia si organizza in modo diverso nel nostro
Paese e nel momento in cui persone che hanno orientamento
sessuale diverso decidono, per esempio, di affrontare la vita in
maniera diversa dalla forma tradizionale.
Ecco, anche su questo Papa Francesco ha dichiarato, in un discorso
tenuto credo alla fine del mese di novembre 2014, che la Chiesa
doveva porsi la vigilanza, l'attenzione attorno a questi elementi
che vivevano all'interno delle famiglie e porsi in maniera attenta
studiando persino la legislazione dei paesi stranieri che su questo
tema hanno legiferato da tempo, anticipando anche la legislazione
del nostro Paese.
Quindi, l'articolo va riportato al senso della realtà, non vuole
fare secondo me salti in avanti, vuole semplicemente riconoscere
quanto già autonomamente nelle scuole si fa, dando all'educazione
di genere e alla educazione alla diversità il punto di vista che un
cittadino italiano deve avere, questo non significa, non può
significare, ma l'insegnamento lì è sovrano, la figura
dell'insegnante è di grande delicatezza, di grande intelligenza e,
quindi, gli insegnanti sanno trovare il modo giusto per
approcciarsi, quindi, non può diventare sicuramente un
trasferimento rigido di nozioni ideologiche, ma è un
accompagnamento all'acquisizione di mondi diversi che hanno tutti
la dignità, quella dignità che in quest'Aula questa sera, con
questa legge si sta cominciando a dare. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, rappresentanti del governo, onorevoli
colleghi, intervengo per una ragione di merito e sostanziale che si
riferisce al secondo comma dell'articolo 3, credo che lei, signor
Presidente, nel corso di un suo inciso l'abbia inteso rilevare, ma
io intendo sottolinearlo perché ritengo offensivo nei confronti di
quanti non hanno la mia stessa etnia, la mia stessa religione, il
mio stesso orientamento sessuale, la mia identità di genere, il
termine utilizzato e scritto non so da chi che riferisce alle
differenze, ma alle differenze rispetto a chi? Alle differenze
rispetto a cosa? Alle differenze rispetto a me?
Quindi, io sarei la persona normale e gli altri, per opposto e per
converso, sarebbero gli anormali? O gli extra-normali? E' assurdo
che si voglia sottolineare col termine differenze quelle che,
invece, io non ritengo assolutamente differenze, quindi, se ci sono
pregiudizi o impostazioni ideologiche vengono dalla parte di chi
vuole sostenere questa norma.
Questa norma è davvero offensiva e discriminatoria nei confronti
di persone che non possono essere ritenute differenti perché tra
gli uomini non vi sono differenze.
Ecco perché il richiamo ai diritti umani è un richiamo
omnicomprensivo. E' in quella locuzione che è tutto contenuto. Il
rispetto verso qualunque condizione, verso qualunque scelta.
Sono intervenuto, signor Presidente, perché rimanga, per quel che
vale, agli atti di questo Parlamento, in una seduta che certamente
non fa molto onore al Parlamento perché approvare una legge che
tutti sanno inapplicabile e largamente contrastante con i nostri
principi costituzionali e con la stessa ragionevolezza non fa onore
ovviamente al Parlamento, per dissociarmi da questa discriminazione
contenuta dal termine differenza . Io non vedo nessuno sulla terra
che sia differente.
PRESIDENTE. Preannuncio che c'è già un emendamento di soppressione
di questo inciso ed educazione alla differenza .
E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, mi dispiace contraddire il collega
sposando in toto quello che ha già affermato qui l'onorevole
Cirone.
Io non capisco quale paura faccia la parola differenza . Non si
può negare che esistono le differenze e accettare le differenze
significa non discriminare, ma le differenze esistono.
Ricordo che già, perché il lessico è molto importante, anche
l'Agenzia Europea dei Diritti Fondamentali parla di cultura delle
differenze e lancia proprio l'allarme che c'è in Europa, in
particolare in Italia, sul tema della cultura, perché lavorare
nella cultura - che poi tra l'altro, come ha già detto l'onorevole
Cirone, questo già esiste e c'è addirittura il disegno di legge
sulla cultura dell'ottobre 2013 che ha fatto il Governo nazionale
in accordo con l'UNAR che prevede la formazione per i professori,
quindi, io non vedo dove stia il problema - faccio un intervento
breve, dicevo, perché lavorare sulla cultura è fondamentale, perché
lavorare sulla cultura è prevenzione a quello che, purtroppo,
accade in Italia nella vita reale delle persone e, soprattutto, nei
minori, nelle scuole, che ripeto sono spesso vittime di bullismo,
ci sono minori che si sono suicidati.
Vorrei dire a quest'Aula di non fare demagogia, di non fare
questioni di principio, qua stiamo parlando della vita reale delle
persone. Le differenze esistono, si deve lavorare sull'educazione.
La cultura in questa Italia martoriata è fondamentale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, come ho appena finito di dire, ho
visto che la Commissione, per il tramite del Presidente, ha firmato
due emendamenti, il 3.12 e il 3.13, che di fatto sopprimono, leggo,
l'educazione alle differenze e il terzo comma dell'articolo 3,
che sono gli argomenti che avevo trattato nella discussione
generale sull'articolo 3 e lo dico perché voglio dichiarare il mio
voto favorevole su questi due emendamenti.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Maggio. Ne ha
facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, signori assessori, io vorrei
semplicemente rivolgere un invito ai colleghi ed è un invito a non
avere un atteggiamento teso a nascondere la polvere sotto il
tappeto perché qui, da più interventi, si è quasi affermato che non
esistono le differenze e che lo stesso aggettivo differente può
significare una cosa negativa.
Io vi voglio fare riflettere solo su un termine: differenza di
genere. Esiste o no un genere maschile e un genere femminile?
Esistono o no differenti atteggiamenti, molto spesso anche
normativi, nei confronti di un uomo e di una donna?
Allora, se riflettiamo su questo io credo che tutti quanti abbiamo
il dovere di non nascondere che molto spesso ci sono elementi
culturali che poi si riverberano anche all'interno dei percorsi
formativi, all'interno della società, all'interno di atteggiamenti
che sin da bambini portano all'esclusione o all'emarginazione di
chi si ritiene diverso da un modello.
Noi vogliamo combattere quella cultura che l'idea di un modello
che è quello ottimale? Io dico di sì. E allora secondo me il
secondo comma dell'articolo 3, quello che tende proprio a prevenire
queste discriminazioni e che pratica tutte le attività che
permettono l'integrazione, laddove la dobbiamo praticare - penso
alla scuola, ma penso alla società in genere - è un comma che
davvero mette in evidenza la necessità di normare e fare in modo di
dare un sostegno anche attraverso la formazione.
Chiudo con questo esempio che purtroppo, secondo me, è drammatico.
Ci sono classi che ospitano, purtroppo, ragazzi che sono portatori
di differenze, sia di ordine sessuale, sia di ordine fisico.
Molto spesso i docenti di quelle classi, badate bene, non sono in
grado e non hanno quella preparazione, dal punto di vista culturale
e sociale, per fare in modo che il soggetto che sta in quelle
classi sia un soggetto accettato dal resto della classe alla stessa
maniera. Vogliamo negare questo?
E allora adoperiamoci, non nascondendo che ci sono le differenze
di vario tipo e mettendo in atto tutti quei percorsi che ci possano
portare a superare, dal punto di vista culturale, a superare queste
differenze.
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione ha presentato
l'emendamento 3.12: al comma 2 le parole ed educazione alle
differenze altresì sono soppresse . Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.3, sostituire la parola e
le famiglie con la parola e la famiglia . Il parere della
Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.5. Onorevole D'Asero lo
mantiene o lo ritira?
D'ASERO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.6. Onorevole D'Asero lo
mantiene o lo ritira?
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.13 a firma della Commissione che
recita Cassare il comma 3 dell'articolo 3 .
Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. Comunico che gli emendamenti 3.8, 3.9 e 3.11 sono
preclusi. Si passa all'emendamento 3.10 a firma D'Asero, conforme
all'articolo 3 della Costituzione.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Sono stati accolti i suggerimenti dell'onorevole Vinciullo.
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Interventi in materia di prestazioni sanitarie e
politiche sociali.
Compiti delle aziende sanitarie provinciali
1. La Regione opera, nell'ambito delle proprie competenze, in
materia di programmazione e gestione dei servizi sanitari e
sociali, mediante l'attuazione dei principi di cui al presente
articolo.
2. Chiunque abbia raggiunto la maggiore età può designare una
persona che abbia accesso alle strutture di ricovero e cura per
ogni esigenza assistenziale e psicologica del designante e a cui
gli operatori delle strutture pubbliche e private socio-
assistenziali devono riferirsi per tutte le comunicazioni relative
al suo stato di salute, nel rispetto dei regolamenti delle
strutture di ricovero e cura.
3. La designazione è effettuata tramite dichiarazione sostitutiva
di atto notorio, ai sensi dell'articolo 38 del decreto del
Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000. La designazione
non ha alcuna scadenza. Essa può essere revocata con apposita
dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
4. Le aziende sanitarie provinciali, nell'ambito delle proprie
competenze e nella programmazione del Piano sanitario regionale,
assicurano adeguati interventi di informazione, assistenza,
consulenza e sostegno per rimuovere gli ostacoli alla libera
espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale o
della propria identità di genere.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.3 a firma dell'onorevole
Cirone ed altri.
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.6 a firma dell'onorevole
Cordaro ed altri.
Gli uffici mi evidenziano l'opportunità di sopprimere la parte che
va da in caso di morte fino a di intendere e di volere .
CORDARO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, ho letto il lavoro degli uffici e non
lo condivido pienamente, però prendo atto di un indirizzo
giurisprudenziale e normativo che, comunque, in quest'Aula dovremmo
provare a seguire se vogliamo dare un senso alle cose che facciamo
e che approviamo.
Vorrei, pertanto, invitare il Governo e la Commissione - in
ragione di quanto detto dagli uffici - a far proprio la restante
parte dell'emendamento che certamente non scalfisce né il senso
della legge né tanto meno tocca diritti quesiti o quei diritti che
si vogliono in questa legge tutelare e, quindi, chiederei alla
Commissione e al Governo di farlo proprio per renderlo approvabile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.6 ad eccezione del
periodo che va da in caso di morte fino a di intendere e di
volere.
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.5 a firma dell'onorevole
Cirone ed altri che recita la registrazione nel registro delle
unioni civili costituisce la designazione prevista al comma 2, in
assenza di una registrazione nel registro delle unioni civili .
Lo dichiaro precluso in seguito all'approvazione del 4.6.
Si passa all'emendamento 4.4 a firma dell'onorevole D'Asero ed
altri.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Comunicazione istituzionale e promozione culturale
1. La Regione, d'intesa con gli enti locali, anche attraverso i
propri uffici per le relazioni con il pubblico e i propri strumenti
informativi, adotta nelle proprie comunicazioni istituzionali
modelli e linguaggi a tutela dell'identità di genere e
dell'orientamento sessuale e contro ogni forma di discriminazione.
2. Il Comitato regionale per le comunicazioni (Co.Re.Com),
nell'ambito delle proprie funzioni di monitoraggio, effettua la
rilevazione sui contenuti della programmazione televisiva e
radiofonica regionale e locale eventualmente discriminatori
rispetto alla pari dignità riconosciuta ai diversi orientamenti
sessuali o all'identità di genere della persona.
3. Il Co.Re.Com, nell'ambito delle funzioni di disciplina
dell'accesso radiofonico e televisivo regionale, garantisce
adeguati spazi di informazione ed espressione in ordine alla
trattazione delle tematiche di cui alla presente legge.
4. La Regione e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive
competenze, favoriscono la produzione e l'offerta di eventi
culturali e forme di socializzazione aperte alle diverse realtà
esistenziali, come caratterizzati, tra l'altro, dall'orientamento
sessuale o dall'identità di genere.
PRESIDENTE. Con riferimento all'articolo 5 faccio presente,
relativamente alla questione del Corecom, che questi non svolge
attività di monitoraggio, ma lo svolge su input dell'AGCOM per cui
il CORECOM può intervenire per monitorare effettivamente su
segnalazione nel caso in cui c'è violazione della legge. Io lo
riscriverei.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, ma per
davvero c'è qualcuno che può pensare che il CORECOM può sindacare?
PRESIDENTE. No.
TURANO. Ma non è un'altra autorità. Io credo che siamo con un
sistema informativo così variegato e così diverso e diffuso che
permette a tutti di dire tutto quello che vogliono.
Dire che non si possa fare una battuta su un omosessuale è quasi
un insulto alla stampa e una offesa a chi, invece, può fare della
satira in qualunque forma.
Siamo al paradosso che possiamo per davvero decidere di criticare
un uomo o una donna e non possiamo criticare chi ha una tendenza
sessuale diversa e a me questa sembra una provocazione.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
condivido le sue perplessità e desideravo aggiungere che rispetto
al CORECOM, come correttamente ha accennato lei, il CORECOM,
essendo il Comitato regionale delle comunicazioni, esiste soltanto
su delega espressa e formale da parte di altri, cioè dell'Agenzia
nazionale e, di conseguenza, credo che l'articolo 5 non abbia
assolutamente senso in questa legge perché non è possibile che il
CORECOM intervenga spontaneamente, ma è necessario che ci sia
appunto la delega da parte dell'organismo nazionale.
PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, sopprimere l'intero articolo 5 o
le parti che riguardano il CORECOM?
GUCCIARDI. Le parti che riguardano il CORECOM.
PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento soppressivo dei
commi 2 e 3, firmato anche dall'onorevole Gucciardi. E' l'AGCOM,
onorevole Cracolici.
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo? Sono soppressi i commi 2 e 3.
Sono invasioni di campo sulle competenze del CORECOM che agisce su
input dell'AGCOM.
CARUSO, assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
e il lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.1 bis.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.1, a firma dell'onorevole D'Asero.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che gli emendamenti 5.2 e 5.3 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 5.5, siamo sempre alla questione di
sempre, onorevole D'Asero, che la Regione promuove nel rispetto
della Costituzione. Lo ritira? E' ultronea.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Estensione delle competenze dell'Ufficio delle Consiglieri di
parità
1. Le Consigliere di Parità intervengono anche nei casi di
discriminazioni motivate dall'orientamento sessuale o dall'identità
di genere, per accogliere e valutare segnalazioni di persone nonché
di istituzioni, associazioni e organizzazioni non governative che
svolgano attività di promozione del principio della parità di
trattamento e non discriminazione.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.1.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
presentato e sosteniamo convintamente in Aula un emendamento
soppressivo all'articolo 6 perché ci pare che questo articolo
finisca per ripercorrere quanto è stato ben sostenuto
dall'onorevole Ioppolo poc'anzi, con riferimento credo,
all'articolo 4, cioè finiamo per evidenziare delle differenze che,
invece, con questa legge vorremmo provare a combattere e,
finalmente, in nome della civiltà, a superare.
Peraltro, devo dire, che questa Assemblea regionale ha approvato,
ed è legge della Regione, appunto la legge n. 51 del 2012, che si
intitola: Istituzione della Commissione regionale per la promozione
di condizioni di pari opportunità tra uomo e donna nella Regione.
Esiste già una legge nel senso auspicato, secondo il mio modesto
parere in maniera maldestra, dall'articolo 6 di questo disegno di
legge ed esiste, soprattutto, un articolo 1 della legge 51 del 2012
che recita testualmente: la necessità di tutelare attraverso una
commissione regionale la promozione di condizioni di pari
opportunità tra uomo e donna e la rimozione degli ostacoli che di
fatto costituiscono discriminazione diretta o indiretta nei
confronti delle donne .
Di fronte a tutto ciò, di fronte ad una legislazione già
esistente, volere rimarcare il fatto che deve esserci qualcuno,
addirittura la consigliera mi pare davvero stucchevole e se
vogliamo provare a fare una legge condivisa, ma dico soprattutto se
vogliamo provare a fare una buona legge, inviterei la Commissione e
il Governo a valutare le mie argomentazioni. Io insisto perché si
voti l'emendamento soppressivo.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sostengo le
argomentazioni che ha illustrato l'onorevole Cordaro e, poiché,
anche sul voto finale mi distinguerò, è chiaro che voglio
intervenire in un dibattito parlamentare rimarcando alcune
differenze.
L'onorevole Cordaro ha appena finito di illustrarlo, è inutile
che ripeto il ragionamento, io sostengo una cosa leggermente
diversa che rientra nei compiti di qualunque soggetto raccogliere
fatti, episodi che discriminano qualunque atteggiamento che non è
consono al buon senso e al canone comune di sentire, di vivere
civilmente.
Ragione per la quale penso che volere rimarcare un atteggiamento
di questo tipo non possa far altro che raggiungere l'obiettivo
opposto.
E allora questo disegno di legge diventa una somma di prerogative
che verrebbero fatte per significare la volontà di volersi
distinguere nell'atteggiamento di persone che, io credo, poco fa
l'onorevole Maggio non condivideva il mio ragionamento, sono
accettate da tutti e non hanno bisogno di nessuna garanzia, ragione
per la quale sostengo l'emendamento soppressivo dell'onorevole
Cordaro.
CRACOLICI, Presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho grande
rispetto dell'onorevole Cordaro e anche del capogruppo dell'UDC,
con la relatività della norma.
Quest'articolo si limita ad attribuire ulteriori funzioni ad una
figura che già esiste nell'ordinamento della Regione, cioè la
Consigliera di parità.
E' un istituto, appunto, previsto dalla nostra legge, dà al
consigliere di parità la funzione anche di raccogliere segnalazioni
verso le discriminazioni che possano essere, in qualche modo,
determinate e per le quali la consigliera di parità nell'ambito
delle proprie funzioni svolge i compiti che la legge assegna. Non
capisco questo caricare di chissà quale elemento di particolare
pesantezza il fatto.
Quindi, io devo dire con grande onestà, onorevole Cordaro, penso
che sia immotivata la soppressione, perché una semplice funzione
che si dà ad un istituto già previsto dal nostro ordinamento e,
fors,e gli dice di fare qualcosa in più, punto e basta.
CORDARO. Nessuna novità, la pensiamo in modo diverso
PRESIDENTE. La Commissione, quindi, è contraria a maggioranza.
Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo, pongo in votazione il 6.1. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.2 a firma degli onorevoli D'Asero ed
altri.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor presidente, onorevoli colleghi, io mi permetto di
fare presente che il senso dell'emendamento che salvaguarda la
parte in cui i consiglieri di parità intervengono anche nei casi di
discriminazione motivata all'orientamento sessuale o di identità di
genere, per evitare che poi si strumentalizzi e si crea un momento
non del tutto positivo, il senso di voler cassare la seconda parte,
perché cosa significa che deve raccogliere, accogliere, alimentiamo
un momento di grande strumentalizzazione oppure anche di accuse.
Ritengo che questo, Presidente, sia un articolo che vada un po'
attenzionato e lo spirito dell'emendamento che io voglio
rappresentare può essere in senso positivo. Ritengo che anche il
Presidente Cracolici saprà farne una valutazione positiva.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Il presidente
Cracolici parla a nome della Commissione almeno nella sua
maggioranza, quindi non è personale. Sono contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARUSO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PREIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo, pongo in votazione l'emendamento 6.2. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
Accesso ai servizi pubblici e privati
1. La Regione, nell'ambito delle proprie competenze, opera per
assicurare la trasparenza a garantire a ciascuna persona parità di
accesso ai servizi pubblici e privati e dà attuazione al principio
in base al quale le prestazioni erogate nell'ambito di tali servizi
non possono essere negate né somministrate in maniera deteriore per
cause riconducibili a discriminazioni legate all'orientamento
sessuale e all'identità di genere.
2. La Regione, nell'ambito delle proprie competenze e secondo le
finalità della presente legge, opera al fine di riconoscere il
diritto all'abitazione delle singole persone e delle famiglie e per
rimuovere le cause che determinano disuguaglianze e disagio,
secondo le disposizioni sull'edilizia residenziale sociale».
Si passa all'emendamento 7.1, firma dell'onorevole D'Asero. Lo
ritira, onorevole D'Asero?
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli atri emendamenti sono inammissibili perché incidono
sull'ordinamento giuridico statale.
Sono poi di identico contenuto sia quello dell'onorevole Cirone
che dell'onorevole Cordaro
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor presidente, onorevoli colleghi, mi limito a
leggere l'emendamento che voleva aggiungere un comma all'articolo 7
perché vorrei che lo valutassimo insieme: In caso di abbandono del
domicilio o di richiesta unilaterale di scioglimento dell'unione
civile, ovvero di decesso di uno dei due componenti che risulti
locatario dell'abitazione dove essi risiedono, l'altro componente
subentra di diritto nel contratto di locazione .
Io inviterei l'Aula, ma prima di tutto il Presidente che deve
dichiarare o ribadire l'inammissibilità, a fare un esercizio. Io
sto leggendo un emendamento che potrebbe qualificare questa legge
seppur muovendosi borderline sulla incostituzionalità, altrimenti
stiamo facendo un esercizio per lo più di retorica, lo ribadisco e
vi chiedo un secondo di attenzione.
In caso di abbandono del domicilio o di richiesta unilaterale di
scioglimento dell'unione civile, ovvero di decesso di uno dei due
componenti che risulti locatario dell'abitazione ove essi
risiedono, l'altro componente subentra di diritto nel contratto di
locazione .
SUDANO. Sono inammissibili
CORDARO. L'ho capito, onorevole Sudano. Le volevo dire che,
siccome io non li colgo talmente inammissibili, vorrei immaginare
che quest'Aula prenda un rischio per fare una cosa che abbia un
senso, perché probabilmente nessuno domani potrebbe dichiararli
inammissibili e potremmo trovarci per primi in Italia a fare
qualcosa che abbia un senso rispetto alla legge che vogliamo fare
ed alle prerogative che vogliamo tutelare.
Però, Presidente, se lei ribadisce il concetto
PRESIDENTE. Comprendo il senso del suo intervento, lo comprendo
fino in fondo, però lei sa molto meglio di me che la successione
nei contratti di locazione è prevista dal Codice Civile e dalla
legislazione in materia. Quindi, non credo proprio che possiamo
intervenire.
Quindi, sono tutti dichiarati inammissibili.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, proprio per
evitare di fare apparire la mia posizione politica come arroccata o
pregiudizievole nei confronti di chi vanta o potrebbe subire delle
discriminazioni, dico che considero il primo comma dell'articolo 7
giusto ma ultroneo. Cosa aggiunge di più al principio di buona
amministrazione? Non lo capisco, diventa soltanto un manifesto.
Poiché ritengo di dover garantire il diritto a persone che hanno
una sessualità diversa, non capisco il fine del secondo comma e
vorrei che la Presidenza lo leggesse attentamente, perché il
secondo comma vuole dire soltanto che vi è la possibilità -
onorevole Cordaro, mi aiuti - dell'attribuzione dell'edilizia
residenziale sociale anche a persone che decidono di convivere pur
avendo lo stesso sesso. Ma noi sappiamo che non è così e queste
persone meritano rispetto come tutti gli altri. Non possono essere
prese in giro, perché la legislazione nazionale e regionale prevede
una serie di garanzie a favore delle famiglie e, segnatamente,
delle famiglie che hanno dei figli. Mai potremmo arrivare ad una
soluzione di questo tipo. Ma perché non dobbiamo provare a
risolvere un problema piuttosto che fare una legge manifesto che
non garantisce nessun risultato utile
Assessore, la prego, lei che è un giurista di correggere il mio
ragionamento se lo stesso è sbagliato. Lei ritiene che con il
secondo comma potremmo mai avere una coppia omosessuale che ottiene
una casa popolare? Lei sa che è no A cosa serve, allora, questa
norma, per fregiarci domani e dire abbiamo fatto una legge
manifesto che garantisce una prospettiva che non c'è?
Io non me la sento di prendere in giro le persone e vorrei che si
riflettesse su questo punto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Prima della votazione dell'articolo 8, dobbiamo votare
l'emendamento A1, di neutralità finanziaria, presentato dalla
Commissione. Ne do lettura: Dall'attuazione della presente legge
non possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
della Regione .
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, dalle argomentazioni di colleghi, poi
l'onorevole Vinciullo si è stancato e l'onorevole Falcone pure,
sulla copertura finanziaria della legge. Non vorrei che si usasse
questo escamotage creando un precedente che lede da un lato le
prerogative della Presidenza e dall'altro i principi che lei ha
sempre affermato. Se da oggi in poi qualunque legge arrivi in
quest'Aula che non ha la scheda tecnica e la copertura finanziaria,
può essere superata da un emendamento di chiusura che lei ha
rappresentato, vuol dire che noi creiamo presupposti per fare
arrivare in quest'Aula tutto e il contrario di tutto.
La invito, se lei dovesse avere questi dubbi, a fare un
approfondimento, perché questo potrebbe essere un precedente che
l'Assemblea potrebbe evidenziare in altre sedute e metterla in
difficoltà.
PRESIDENTE. Questa norma parte proprio su suggerimento degli
Uffici ed è una clausola di stile che si mette nelle norme - lei lo
dovrebbe sapere - che riguardano le leggi di principio, proprio per
evitare quello che dice lei.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, prendo atto con piacere che gli
Uffici hanno accolto quelle che erano le mie preoccupazioni. Cerco
ancora una volta di chiarire qual è la mia posizione. Nessuna
preclusione di natura ideologica nei confronti di questa legge. Ma
la preoccupazione che questa legge, che è una legge di principio,
possa essere impugnata poi dal Consiglio dei Ministri, e che quindi
iniziamo questa nuova esperienza senza il Commissario dello Stato
in una posizione di sudditanza nei confronti del Governo nazionale.
Quindi, la norma che più volte le avevo sollecitato vedo con
piacere che gli Uffici ritengono che sia necessaria. Però, nello
stesso tempo non posso non condividere le preoccupazioni
dell'onorevole Turano. Cosa introduciamo un nuovo principio?
Intanto, sarebbe opportuno avere questo emendamento e poi siamo
chiamati anche a pronunciarci, perché se così fosse per ogni legge
è chiaro che fin da adesso possiamo chiudere la Commissione
Bilancio. Non abbiamo più bisogno di avere sei Commissioni,
passiamo a cinque e poi si vede.
PRESIDENTE. Da un lato veniamo accusati che siamo interessati
nelle leggi di spesa. Facciamo una legge di principio quindi
all'inverso di quello che lei sta dicendo. Una volta tanto si fa
una legge di principio, condivisibile o non condivisibile,
onorevole Turano.
DINA. Questo emendamento non ha senso. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avevo letto
questo emendamento che mi pare un po' estemporaneo. Nel senso che
da quanto si evince, leggo l'emendamento: Dall'attuazione della
presente legge, non possono derivare nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio della Regione . E' una affermazione, ci sono
gli oneri e passano dalla Commissione e la Commissione valuta se ci
sono meno gli oneri. Non è una affermazione che ci consente di
superare questo passaggio. Quindi, ritengo che un passaggio in
Commissione o per l'uno o per l'altro aspetto venga fatto.
PRESIDENTE. L'onorevole Dina è il presidente della Commissione
Bilancio e deve esercitare il suo ruolo, quindi lo fa bene fino
in fondo.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, il collega Dina pone un problema che però io vorrei che
stessimo al testo, perché qualunque testo in generale e in astratto
può avere effetti finanziari che non sono prevedibili o previsti ed
è prassi di questo Parlamento nel caso in cui trattiamo norme di
principi e questa è una norma di principio che non eroga benefici
in senso materiale ma stabilisce semplicemente la possibilità di
accesso universalistico alla spesa che già eroga la Regione, quindi
non c'è comunque nessuna forma di spesa aggiuntiva.
Ora, è evidente che una norma di principi non può avere per sua
natura effetti finanziari. Devo dire che io lo scrupolo della
Presidenza lo condivido, ma è uno scrupolo, nel senso che non è la
prima volta che facendo norme di principio non facciamo passare il
testo dalla Commissione Bilancio. Quindi, Presidente se questo
scrupolo è come dire risolvibile anche dal dibattito d'Aula che non
c'è effetto finanziario diretto ma che l'effetto è connesso alla
modalità di esercizio della spesa da parte dell'Amministrazione
regionale che si rivolge anche alle persone che possono essere
oggetto di discriminazione allora questo è il senso della legge.
Questioni finanziarie, con tutto il rispetto non c'è nulla che
possa essere ascrivibile ad aspetti o ad spese che la Regione deve
fare a seguito di questa legge. Pertanto, se la Presidenza insiste
nel mettere questo emendamento io voterò a favore, se si può come
dire baypassare questo passaggio penso che possa essere un modo, lo
ripeto, di prassi con cui abbiamo esercitato la nostra attività
legislativa.
PRESIDENTE. Proprio per sancire che detta principi viene messa a
chiusura e così evitiamo ogni tipo di problema, è una norma di
stile.
Pongo in votazione l'emendamento A.1 chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservala e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
La votazione finale del disegno di legge è rinviata a domani
pomeriggio per vedere qualche riscontro. Vediamo se la legge regge
nella sua costruzione finale.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base
dei centri storici . (nn.602-641-711-732/A) (Seguito)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge posto al numero 2) :
Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base
dei centri storici . (nn.602-641-711-732/A) (Seguito).
Onorevoli colleghi, è noto a tutti, che sono stati presentati
numerosissimi emendamenti, peraltro sostenuti dall'ANCI, quindi già
l'onorevole Trizzino mi ha preannunciato che avrebbe chiesto un
brevissimo rinvio per un momento di sintesi. Il disegno di legge
non viene rinviato in Commissione ma noi la tratteremo la prossima
settimana. Sì, onorevole Sudano, sono stati presentati 50
emendamenti.
(Proteste da parte degli onorevoli Sudano e Dipasquale)
Scusate, onorevole Sudano, onorevole Di Pasquale, ci dobbiamo
intendere sulle procedure. Se il Presidente della Commissione mi
chiede un rinvio in Commissione, significa che non si tratta più
questa legge Il Presidente della Commissione si sta facendo carico
di 50 emendamenti che ha presentato l'Anci perché comportano dei
problemi per cui, correttamente, mi ha detto: non chiedo il rinvio
in Commissione, ma lasciamola iscritta all'ordine del giorno e la
trattiamo la prossima settimana . Qual è il problema?
SUDANO. Posso dire una cosa?
PRESIDENTE. Certo che lei può dire una cosa, ma è a fin di bene
che si fa questo ragionamento.
SUDANO. Mi scusi, Presidente, il problema è uno, che l'Anci ha
presentato questi emendamenti nel termine dell'Assemblea e non in
Commissione e come lei ha sempre detto gli emendamenti che non
passano dalla Commissione sono inammissibili. Quindi, credo che il
problema è risolto perché l'Anci Palermo ha avuto sei mesi per
presentare gli emendamenti, quindi lei non può
PRESIDENTE: No, onorevole Sudano. La materia dei centri storici, e
questa insistenza non mi fate andare oltre
SUDANO abbiamo avuto l'Anci e gli ordini in Commissione,
Presidente
PRESIDENTE. Infatti, ho sentito gli ordini e mi hanno invitato a
soprassedere. Io sto dicendo di non soprassedere Perché è stato
fatto il contrario di quello che era stato suggerito.
Io mi raccordo con il Presidente della Commissione che,
correttamente, per lasciare calendarizzata la norma ha evidenziato
che non avrebbe chiesto di ritornare in Commissione ma di dare la
possibilità informalmente alla Commissione di esaminarla per
portarla in Aula la prossima settimana.
SUDANO. Presidente, la Commissione informalmente li ha esaminati
stamattina questi emendamenti, quindi io non so come mai il
presidente Trizzino ora
DIPASCQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PASQUALE. Chi ha fretta se ne può andare, cari colleghi, io
sono rimasto ad ascoltare tutti gli interventi su un disegno di
legge che, spero tanto, possa dare tutti i risultati che
auspichiamo.
Dopodichè, Presidente, lei lo sa che io la rispetto non molto,
moltissimo Però, mi creda che qui non abbiamo paura di nessun
confronto sulla legge sui centri storici, anche perché su questa
norma è successo, a mio avviso, qualcosa di assurdo, di
incredibile.
La Commissione ha fatto per due volte l'iter di discussione,
approvazione, apertura degli emendamenti, la prima volta l'aveva
chiuso pronto per arrivare in Aula, di nuovo si sono riaperti i
termini, Presidente, per due volte, è un anno che questa norma
giace nella nostra Assemblea. Quindi, è stato riaperto il termine,
dopo averlo chiuso, di nuovo si sono ripresentati per la seconda
volta
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, ho compreso perfettamente. Io
ricordo a lei per ricordarlo a me stesso perché lei è molto
attento, che formalmente siamo in piena sessione di bilancio,
formalmente. Abbiamo stabilito un percorso in Conferenza dei
capigruppo. Abbiamo detto, nonostante il ritardo che si è
accumulato sugli atti finanziari senza attribuire responsabilità a
nessuno, magari domani uscirà che io litigo con il Governo, non è
questo il senso del mio intervento, perché sono stati avviati dei
tavoli tecnici a livello nazionale per trovare la quadra su tre
miliardi che mancano nel bilancio.
Ci siamo detti in Conferenza dei capigruppo con l'accordo di tutti
di incardinare i disegni di legge pronti. Questo è quello che si
era detto. Siccome c'è grande attenzione sui centri storici,
abbiamo convenuto su questo. L'Anci. L'Anci rappresenta i comuni e
lei è stato sindaco di una importante città. E' stata sentita la
consulta delle professioni e fino adesso io oggi li ho sentiti
sulla questione dei piani particolareggiati, se lei pensa che noi
questa materia la possiamo trattare in questo momento con la
massima leggerezza, francamente non me la sento. A maggior ragione
che debbo dare atto al presidente Trizzino che si è fatto carico
responsabilmente lui insieme ai deputati che hanno fatto propri gli
emendamenti presentati dall'Anci che in qualche modo correggono il
disegno di legge.
Per cui, vi prego di non insistere su questa materia molto
delicata, perché se si insiste la Commissione mi chiede, Presidente
di Commissione, un capogruppo, di rinviarla in Commissione,
ritornerà in Commissione forse non l'avete compreso ancora.
DIPASQUALE. La terza volta e per la terza volta può riaprire i
termini per gli emendamenti. Due volte l'ha fatto La prima volta è
stato votato, è stato mandato in Aula
PRESIDENTE. Questo disegno di legge viene trattato la prossima
volta.
(Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Adotti un linguaggio consono a quest'Aula, onorevole
Di Pasquale Siamo in un'Aula parlamentare
SUDANO. Non ci può dire che siamo leggeri dopo 8 mesi che
lavoriamo
PRESIDENTE. E' il Presidente della IV Commissione che svolge bene
il suo ruolo con tante difficoltà. Onorevole Sudano Onorevole
Sudano
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, non credo tocchi a me difendere il
Presidente Trizzino, ma credo che la audizione di stamattina,
sollecitata dall'ANCI per altro sugli emendamenti a firma dei
colleghi anche del mio Gruppo parlamentare, sia stata utile. Il
clima di stamattina in Commissione è stato molto sereno. Il tempo
che abbiamo speso stamattina credo che sia servito ad un
approfondimento su due, tre aspetti. Uno riguardava l'entrata in
vigore e la vigenza dei piani particolareggiati esistenti di
qualche Comune che li aveva calati, addirittura, nel Piano
regolatore e qualche altra norma che interpretava una legge
regionale vecchia, la legge n. 8 del 2004.
Credo che questo momento di riflessione è servito e la prossima
settimana ci saranno tutte le condizioni per procedere a dei lavori
parlamentari sereni.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale
della Prima Guerra Mondiale ed interventi per la promozione
delle celebrazioni del centenario dell'inizio del conflitto .
(n. 751/A) (Seguito)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge posto al numero 3):
Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale della
Prima Guerra Mondiale ed interventi per la promozione delle
celebrazioni del centenario dell'inizio del conflitto . (n. 751/A)
(Seguito).
Non sono stati presentati degli emendamenti. Pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Disegno di legge da sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante Istituzione del
Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi (NISS) . (n. 796/A)
(Seguito)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge posto al numero 4):
Disegno di legge da sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante Istituzione del
Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi (NISS) . (n. 796/A)
(Seguito)
Non sono stati presentati degli emendamenti. Pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi lo votiamo domani. Si tratta della votazione finale su
quello che abbiamo esitato questa sera e sugli scomparsi.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione siciliana recante Abrogazione dell'articolo 38 del
decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con
modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164' . (n. 876/A)
(Seguito)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge posto al numero 5):
Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione siciliana recante Abrogazione dell'articolo 38 del
decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con
modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164' . (n. 876/A)
(Seguito).
Questo disegno di legge è stato superato per la presentazione
dell'istanza di referendum da parte del Movimento Cinque Stelle.
attività produttive'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-254-
548/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge posto al numero 6):
Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-254-
548/A).
La discussione del disegno di legge è rinviata a domani in
presenza dell'Assessore.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
IOPPOLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Vicepresidente della Regione, onorevoli colleghi,
pochi in verità rimasti in Aula, intervengo, ai sensi dell'articolo
83, comma 2 del nostro Regolamento interno, per mantenere fede ad
un impegno assunto, pochi giorni fa, davanti ad un'assemblea molto
affollata e partecipata di dipendenti del Consorzio di bonifica di
Caltagirone, i quali dipendenti del Consorzio di bonifica non sono
in condizione di percepire lo stipendio da quattro mesi e, da pochi
giorni, è maturato il quinto mese, non per difficoltà finanziarie
di quell'ente, ma perché quell'ente ha subito un pignoramento da
parte di un'impresa di caratura nazionale, in relazione al mancato
completamento della diga di Pietrarossa, che è un invaso di
rilevanza regionale.
La Regione, da oltre un decennio, non ha saputo risolvere un
problema legato al conferimento e all'esecuzione di un appalto, che
è già costato alla Regione siciliana e al Consorzio di bonifica di
Caltagirone 75 milioni di euro e che andrebbe completato con
un'altra manciata di milioni di euro.
Il problema insorse oltre dieci anni fa, e se ne è largamente
occupata anche l'autorità giudiziaria, perché nel corso dei lavori
per la realizzazione di questo importantissimo invaso, che
completerebbe peraltro il bacino idrografico di una vastissima
parte della nostra Regione, soprattutto della parte orientale della
Sicilia, furono rinvenuti alcuni reperti archeologici,
probabilmente risalenti ad epoca romana e segnatamente ad una
stazione di passaggio.
Insomma, il problema è semplice, signor Presidente, e se avessi la
possibilità di essere ascoltato dal Vicepresidente della Regione,
la cosa probabilmente potrebbe essere interessante.
Signor Vicepresidente della Regione la prego di intervenire come
Governo nei confronti dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea, per risolvere la questione
riguardante il Consorzio di bonifica di Caltagirone: 74 dipendenti
non percepiscono lo stipendio da cinque mesi, perché le somme che
erano state accantonate per pagare la seconda semestralità del 2014
sono state pignorate da un'impresa che si sente lesa nei suoi
diritti in relazione all'appalto per la realizzazione della diga di
Pietrarossa, che si trova in territorio confinante tra la provincia
di Catania e la provincia di Enna.
So che vi sarebbero stati o che sono stati promessi degli
incontri, ma c'è uno stato di agitazione assai grave da parte di
quei lavoratori che, giustamente, si sentono calpestati nella loro
dignità, in quanto non percepiscono lo stipendio - ripeto - non già
per problemi finanziari dell'ente, ma perché le somme sono state
pignorate. La questione è certamente di rilevanza regionale e va
affrontata dal dipartimento all'agricoltura con il massimo della
sollecitudine possibile.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ioppolo.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 4
marzo 2015, alle ore 16,00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di
base dei centri storici . (nn. 602-641-711-732/A) (Seguito)
Relatore: on. Fazio
2) - Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale
della Prima Guerra Mondiale ed interventi per la promozione del
celebrazioni del centenario dell'inizio del conflitto . (n. 751
(Seguito)
Relatore: on. Greco Marcello
3) - Disegno di legge da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
Istituzione del Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi
(NISS) . (n. 796/A) (Seguito)
Relatore: on. Siragusa
4) - Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto della Regione siciliana recante Abrogazione dell'artic
38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con
modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164' . (n. 876/A
(Seguito)
Relatore: on. Ferrandelli
5) - Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-
254-548/A)
Relatore: on. Marziano
6) - Disposizioni in materia di personale delle Camere di
Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
905/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
III -Votazione finale del disegno di legge:
Norme contro la discriminazione determinata
dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere.
Istituzione del registro regionale delle unioni
civili . (nn. 141-206-778 bis/A)
IV - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143 del Regolamento
interno, dell'interrogazione:
N. 1809 - Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle misure
per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.
(19 febbraio 2014)
ALONGI
V -Discussione dei disegni di legge:
1) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
2) Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)
Relatore: on. Anselmo
3) Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A
Relatore: on. Cracolici
VI - Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO -
GERMANA'
VII -Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA -
CIRONE
VIII -Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
IX - Seguito della discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
X -Discussione della mozione:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della
Presidenza della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
- CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
- MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
XI - Discussione della mozione:
N. 381 - Mantenimento degli attuali distretti di Corte
d'Appello in Sicilia.
(17 dicembre 2014)
MUSUMECI - CORDARO - FERRANDELLI - MICCICHE'
- CIACCIO - ALONGI - ARANCIO - ASSENZA -
FAZIO - LANTIERI - LENTINI - LO SCIUTO -
MALAFARINA - PICCIOLO - ZITO - FEDERICO
XII -Discussione della mozione:
N. 382 - Iniziative per scongiurare la paventata
abolizione della figura del Segretario comunale
negli enti locali.
(30 dicembre 2014)
MUSUMECI - FORMICA - IOPPOLO - ASSENZA
XIII -Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143 del Regolamento
interno, dell'interrogazione:
N. 2479 - Provvedimenti urgenti per il rinnovo del
contratto del personale infermieristico per la
postazione 118 di Comiso (RG).
(5 novembre 2014)
ASSENZA
La seduta è tolta alle ore
20.34
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato 2:
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NORME CONTRO LA DISCRIMINAZIONE DETERMINATA
DALL'ORIENTAMENTO SESSUALE O DALL'IDENTITà DI GENERE. ISTITUZIONE
DEL REGISTRO REGIONALE DELLE UNIONI CIVILI. (141-206-778 BIS/A)
All'articolo 2:
Emendamento 2.12
Al comma 1 inserire all'inizio le parole Per le finalità dalla
presente legge .
Emendamento 2.11
Al comma 2 l'ultimo periodo è soppresso.
Emendamento 2.13
Al comma 3 la parola purché è soppressa.
Emendamento 2.8 (prima parte)
All'art. 2 comma 4 le parole un anno sono sostituite dalle
parole 6 mesi .
Emendamento 2.7
Al comma 4 dell'articolo 2 dopo le parole di tutelare e
sostenere inserire le seguenti: le famiglie, ex art. 2, 3, 29,
30 e 31 della Costituzione italiana, e .
All'articolo 3:
Emendamento 3.12
Al comma 2 le parole ed educazione alle differenze, altresì
sono soppresse.
Emendamento 3.13
Cassare il comma 3 dell'art. 3.
All'articolo 4:
Emendamento 4.3
All'art. 4 comma 1 dopo la parola sociali si aggiungano le
parole con riferimento alla finalità della presente legge .
Emendamento 4.6 (con la precisazione che il periodo barrato
è da intendersi cassato)
Il comma 2 è sostituito dal seguente I componenti di un'unione
civile registrata hanno il diritto senza alcun altra formalità ad
avere accesso alle strutture di ricovero e cura per ogni esigenza
assistenziale e psicologica per ciascuno dei componenti dell'unione
civile e a ciascuno di essi gli operatori devono riferirsi per
tutte le comunicazioni e disposizioni di legge relative allo stato
di salute di ciascun componente. In caso di morte o in presenza di
uno stato di incapacità di intendere e di volere di uno dei due
componenti dell'unione civile, l'altro componente esercita i
diritti e doveri in materia di assistenza sanitaria compresi
spettanti al componente in stato di incapacità di intendere e di
volere. I regolamenti delle strutture di ricovero e cura dovranno
essere adeguati alle predette disposizioni.
All'articolo 5:
Emendamento 5.6
I commi 2 e 3 sono soppressi.
Emendamento articolo aggiuntivo:
Emendamento A.1
Aggiungere il seguente articolo:
Art.
1. Dall'attuazione della presente legge non possono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della
Regione .