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Resoconto d'Aula della Seduta n. 223 di martedì 03 marzo 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   BARBAGALLO,  segretario,  dà lettura del  processi  verbali  delle
  sedute  precedenti  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intendono
  approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Cappello, Federico e Greco Giovanni.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore per i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana

   N. 1678 - Notizie sui presunti risparmi ottenuti con la riforma  e
  il riordino della struttura dipartimentale dei beni culturali.
   Firmatari:Vinciullo Vincenzo
   -  Con  nota  prot. n. 40013/IN.16 dell'1/09/2014,  il  Presidente
  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore  regionale  per  i   beni
  culturali.

   N.  2278  -  Chiarimenti sulla revoca del bando  di  concorso  per
  titoli a n. 20 posti di dirigente tecnico antropologo del ruolo dei
  beni culturali.
   Firmatari:Vinciullo Vincenzo

   -  da  parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di  pubblica
  utilità

   N. 2040 - Chiarimenti circa il mancato funzionamento dell'impianto
  di depurazione fognaria di Lampedusa (AG).
   Firmatari:Alloro Mario
   - Con nota prot. n. 1657/Gab del 31 luglio 2014,
   l'Assessore      per  il  turismo  ha  eccepito  la  propria
   incompetenza. - Con nota prot. n. 36393/IN.16 del 29  luglio  2014
  il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.

   - da parte dell'Assessore per la salute

   N.  1705 - Chiarimenti e opportune iniziative da assumere riguardo
  la  disciplina che regolamenta il riconoscimento e la  liquidazione
  dell'invalidità ai soggetti residenti in Sicilia.
   Firmatari:Tancredi       Sergio;   Ciancio    Gianina;    Cappello
  Francesco;  Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina;  Zafarana
  Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri  Vanessa;
  Siragusa  Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
  La Rocca Claudia
   -   Con  nota  prot.  n.  40067/IN.16  dell'1  settembre  2014  il
  presidente della Regione ha delegato l'Assessore regionale  per  la
  salute.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono  stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   -  Disegno di legge di recepimento dell'articolo 16, comma 21, del
  decreto legge n. 138/2011 recante 'Ulteriori misure urgenti per  la
  stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo'. (n. 956)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ciaccio,
  Foti,   Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,   Ferreri,   La   Rocca,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino,  Zafarana  e
  Zito in data 23 febbraio 2015.

   -   Istituzione  del  registro  regionale  delle  associazioni  di
  promozione sociale. (n. 957)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cracolici in
  data 23 febbraio 2015.

   -  Misure  per  lo sviluppo e la sicurezza della rete autostradale
  regionale. (n. 958)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Grasso,
  Cordaro, Clemente e Assenza in data 23 febbraio 2015.

   - Costituzione del Consorzio Unico Regionale di Ricerca. (n. 959)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Ruggirello in
  data 25 febbraio 2015.

   - Limiti all'impiego di sostanze diserbanti chimiche. (n. 960)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Palmeri,
  Siragusa,   Trizzino,  Cappello,  Mangiacavallo,   Ferreri,   Zito,
  Cancelleri, Ciancio, Foti, La Rocca, Ciaccio, Tancredi  e  Zafarana
  in data 2 marzo 2015.

   -  Revisione  della normativa regionale sui consiglieri  comunali.
  (n. 961)
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Cancelleri,  Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti,  La  Rocca,
  Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Tancredi e Zafarana  in
  data 2 marzo 2015.

   -  Disegno  di  legge ai sensi dell'articolo 8  bis,  comma  1,  e
  dell'articolo  9, commi 2 e 3 dello Statuto Speciale della  Regione
  Siciliana.    Disciplina   dell'auto-scioglimento    dell'Assemblea
  Regionale  Siciliana e della nomina e revoca degli Assessori..  (n.
  962)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Zafarana,
  Cancelleri,  Ciaccio, Ciancio, Cappello, Ferreri, Foti,  La  Rocca,
  Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino e Zito in data
  2 marzo 2015.

   -  Interventi  per la promozione dell'invecchiamento  attivo.  (n.
  963)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Rinaldi  in
  data 2 marzo 2015.

           Richiesta  di parere pervenuta  ed assegnata alla
                        Commissione competente

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  pervenuta   ed   assegnata   alla
  Commissione competente il seguente parere:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Consorzio per le Autostrade Siciliane. Designazione componente
  in seno al consiglio direttivo (n.  49/I).
      Pervenuto in data 26 febbraio 2015.
      Inviato in data 2 marzo 2015.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato reso il seguente  parere  dalla
  competente Commissione legislativa:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Disciplina  degli  Istituti  di ricovero  e  cura  a  carattere
  scientifico  di  diritto  pubblico. Nomina del  Direttore  generale
  dell'IRCCS, Centro Neurolesi  Bonino Pulejo' di Messina (n. 47/VI).
   Reso in data 26 febbraio 2015.
   Inviato in data 27 febbraio 2015.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2512  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2513  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Avola (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2514  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Buccheri (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2515  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Buscemi (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2516  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Canicattini Bagni (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2517  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Cassaro (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2518  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Ferla (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2519  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Lentini (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2520  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Francofonte (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2521  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Melilli (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2522  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Noto (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2523  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Pachino (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2524  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Portopalo di Capo Passero (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2525  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Priolo Gargallo (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2526  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Rosolini (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2527  - Chiarimenti sul mancato avvio dei cantieri di  servizi
  nel Comune di Solarino (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2533  -  Chiarimenti sulle nuove autorizzazioni di  ricerca  e
  coltivazione  di  idrocarburi  nei fondali  marini  del  canale  di
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   D'Asero   Antonino;  Alongi  Pietro;  Cascio  Francesco;   Fontana
  Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Lo Sciuto Giovanni; Vinciullo
  Vincenzo

   N.   2535   -   Provvedimenti  per  scongiurare  la  perdita   dei
  finanziamenti  previsti nel piano di azione e  coesione  (PAC)  III
  fase - azione 5.B.9.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2536  -  Interventi a sostegno dei patronati  in  Sicilia  per
  scongiurarne la chiusura a fronte dei tagli previsti dalla legge di
  stabilità 2015.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Vinciullo Vincenzo

   N.   2537  -  Iniziative  da  assumere  per  una  revisione  delle
  disposizioni concernenti il finanziamento degli sgravi contributivi
  per  assunzioni  a  tempo indeterminato mediante  il  ricorso  alle
  risorse destinate agli interventi del PAC.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2538  - Chiarimenti sul mancato trasferimento ai Comuni  delle
  somme destinate alle comunità alloggio per minori per gli anni 2013-
  2014.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2528  -  Verifiche sulla mancata costituzione di parte  civile
  della    Regione   siciliana   nel   processo   penale    scaturito
  dall'inchiesta cosiddetta 'Pandora'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio

   N.  2529  - Chiarimenti e invio di apposita ispezione sui  rilievi
  sollevati  nei  confronti  del comune di Catania  dalla  Corte  dei
  Conti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Palmeri Valentina; Cancelleri
  Giovanni   Carlo;   Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;   Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  2530  -  Chiarimenti sul presunto credito  della  Regione  nei
  confronti dell'ente di formazione  professionale.
   I.R.A.P.S.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Cappello  Francesco; Ioppolo Giovanni; Cancelleri Giovanni  Carlo;
  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi Sergio

   N.      2531  -  Chiarimenti sul ritardo nei lavori di costruzione
  dell'ospedale San Marco di Librino, nel comune di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Palmeri Valentina; Cancelleri
  Giovanni   Carlo;   Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;   Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  2532  -  Chiarimenti  in  merito allo  stanziamento  di  somme
  adeguate  relativamente al capitolo di spesa 376530 'Spese  per  il
  funzionamento  delle  Soprintendenze  per  i  beni   culturali   ed
  ambientali,  le  biblioteche  e  i  centri  regionali  e  i  parchi
  culturali'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   La  Rocca  Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Tancredi   Sergio;  Ciaccio   Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   N. 2534 - Chiarimenti in ordine alle spese sostenute dalla Regione
  per la partecipazione al Brand Italy 'Exhibition of Excellence'  in
  Qatar.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Attività produttive
   Mangiacavallo        Matteo;   Cappello   Francesco;    Cancelleri
  Giovanni  Carlo; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio;
  Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti  Angela;
  Ferreri  Vanessa;  Palmeri Valentina; La  Rocca  Claudia;  Zafarana
  Valentina

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N. 412 - Ripristino del rimborso spese per vaccini desensibizzanti
  in favore dei pazienti allergici.
   Vinciullo Vincenzo; Lo Sciuto Giovanni; Fontana Vincenzo;
   Germanà Antonino Salvatore; Alongi Pietro
   Presentata il 2/03/15

   N.  413  -  Immediato rimpinguamento del fondo  unico  a  gestione
  separata   della   CRIAS   destinato  agli  imprenditori   agricoli
  siciliani.
   Vinciullo Vincenzo; Lo Sciuto Giovanni; Fontana Vincenzo;
   Germanà Antonino Salvatore; Alongi Pietro
   Presentata il 2/03/15

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a noma
  dell'art.  153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

          Comunicazione di proposta di referendum consultivo

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  ai sensi  dell'art.  25  della  legge
  regionale  10 febbraio 2004 n. 1, è stata presentata all'Assemblea,
  a  firma  degli  onorevoli Cancelleri ed  altri,  una  proposta  di
  referendum  consultivo avente ad oggetto il  disegno  di  legge  n.
  876/A   Disegno di legge voto ai sensi dell'art. 18  dello  Statuto
  della  Regione  siciliana  recante  Abrogazione  dell'art.  38  del
  decreto   legge   12   settembre  2014  n.  133,   convertito   con
  modificazioni della legge 11  novembre 2014, n. 164' .

   Verificata,  ai sensi dell'articolo 26, comma 1  e 2  della  legge
  regionale  sovra  citata,  la  regolarità  formale  della  proposta
  presentata  in  applicazione  del comma  3  del  medesimo  articolo
  l'esame  del predetto disegno di legge è sospeso. L'Assemblea  sarà
  chiamata   a   deliberare   sulla   proposta   entro   15    giorni
  dall'iscrizione della medesima all'ordine del giorno dell'Aula.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Grazie,  signor  Presidente,  proprio  in  merito  alla
  comunicazione   da   lei   appena  fatta,  vorrei   rispettosamente
  sollecitare la Presidenza a convocare una Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari al fine di calendarizzare la discussione su
  questa proposta in Aula al più presto.

   PRESIDENTE. Onorevole Siragusa, sarà fatto.

   'identità di genere'

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Seguito  del  disegno di legge  Norme contro  la  discriminazione
  determinata dall'orientamento sessuale o dall'identità  di  genere.
  Istituzione del registro regionale delle unioni civili . (nn.  141-
  206-778 bis/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II punto  dell'ordine
  del giorno  Discussione dei disegni di legge .
   Si  procede  con  l'esame del disegno di legge   Norme  contro  la
  discriminazione    determinata   dall'orientamento    sessuale    o
  dall'identità  di genere. Istituzione del registro regionale  delle
  unioni civili . (nn. 141-206-778 bis/A). posto al numero I.
   Invito  la I Commissione a prendere posto alla medesima assegnata.
  Ricordo  che  nella seduta precedente si era svolta la  discussione
  generale. Pongo, pertanto, in votazione il passaggio agli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura.

                               «Art. 1.
                               Finalità

   1.  La  Regione riconosce le formazioni sociali e culturali  nelle
  quali  si  promuovono la personalità umana e il libero  svolgimento
  delle sue funzioni e attività, rifiutando qualsiasi discriminazione
  legata  all'etnia,  alla  religione,  all'orientamento  sessuale  e
  all'identità di genere.

   2.  La  Regione  riconosce, altresì, ogni forma  di  convivenza  e
  adotta politiche finalizzate a consentire ad ogni persona la libera
  espressione  e manifestazione del proprio orientamento  sessuale  e
  della  propria identità di genere, promuovendo il superamento delle
  situazioni  di  discriminazione,  secondo  le  disposizioni   della
  presente legge.

   3.  La  Regione, in attuazione dell'articolo 3 della Costituzione,
  dell'articolo  21 della Carta dei diritti fondamentali  dell'Unione
  europea  e  dell'articolo  19  del Trattato  per  il  funzionamento
  dell'Unione  europea, promuove la realizzazione e l'implementazione
  della   Rete   regionale   di   prevenzione   e   contrasto   delle
  discriminazioni, anche attraverso le attività del centro  regionale
  di   coordinamento   per   la   prevenzione   e   contrasto   delle
  discriminazioni  di  cui  al protocollo  d'intesa  adottato  il  12
  dicembre  2013  tra l'Assessorato regionale della  famiglia,  delle
  politiche  sociali  e  del  lavoro - Dipartimento  regionale  della
  famiglia  e  delle politiche sociali e la Presidenza del  Consiglio
  dei  Ministri  -  Dipartimento  per le  pari  opportunità,  Ufficio
  nazionale antidiscriminazioni razziali.

   4.  Il  sistema  integrato di interventi  e  servizi  sociali,  in
  conformità  a  quanto  previsto  dagli  articoli  2   e   3   della
  Costituzione, dalla legge 8 novembre 2000 n. 328 e dal decreto  del
  Presidente della Regione del 4 novembre 2002, concernente le  linee
  guida  per  l'attuazione  del piano socio-sanitario  della  Regione
  siciliana, ha carattere universale ed è teso a promuovere la parità
  di    condizioni    senza   alcuna   discriminazione    determinata
  dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere.

   5.  Gli enti sottoposti a controllo e vigilanza della Regione sono
  tenuti a uniformarsi ai principi della presente legge.»

   Assessore  Caruso, un po' di attenzione da parte  sua  perché  ora
  sarà  chiamato a dare parere sugli emendamenti, per cui invito  gli
  assistenti  a fornirle il fascicolo con i relativi emendamenti.  Se
  c'è  qualche  difficoltà ci fermiamo un momentino e ci  raccordiamo
  con  la  Commissione. Siccome mi risulta che ci sia  un  minimo  di
  intesa in Aula.

   Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti:
  1.1,  1.2,  1.3,  1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8 a firma  degli  onorevoli
  D'Asero, Alongi, Cascio F., Fontana, Germanà, Lo Sciuto, Vinciullo.

   Si  passa  all'emendamento  1.1.  Invito  l'onorevole  D'Asero   a
  ritirarlo  in  quanto  il  titolo del  disegno  di  legge  consegue
  all'approvazione delle disposizioni del medesimo non  è  preclusivo
  dell'esame  degli  emendamenti successivi.  Lo  faremo  alla  fine,
  perché modifica il titolo della legge.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2, a firma degli  onorevoli
  D'Asero ed altri. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Parere
  contrario  e  spiego anche perché. Lo faccio una volta per  sempre.
  Gli  emendamenti a firma D'Asero, apparentemente potrebbero  essere
  persino  ovvi,  ma  nel caso specifico hanno una  finalità,  che  è
  quella  di  attenuare il valore di una legge  che  sta  varando  il
  Parlamento  siciliano  al pari di altre regioni  italiane  come  la
  Liguria   e   credo   anche   la   Toscana,   che   è   una   legge
  antidiscriminatoria.
   Le  discriminazioni in questo nostro Paese non hanno riguardato la
  lingua  ma  semmai  hanno riguardato il colore della  pelle,  hanno
  riguardato  il  genere,  allora come  dire  estendere  a  tutte  le
  condizioni  di  discriminazioni per  cui  l'età  piuttosto  che  la
  lingua, è un modo per attenuare la portata delle legge stessa. Ecco
  perché agli emendamenti D'Asero, seppur nel rispetto che ho per  il
  collega D'Asero, la Commissione si esprime contrariamente.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo rivolgere
  anch'io  un  invito   all'onorevole D'Asero per  il   ritiro  degli
  emendamenti  perché  volevo ricordare che con questa  norma  questo
  Parlamento  ha l'opportunità di fare passare un testo che  proviene
  veramente  dal lavoro sul territorio, perché come sapete c'è  stato
  un  ampio lavoro di condivisione dei testi della Commissione  e  un
  lungo  lavoro, negli ultimi anni, con le associazioni che  lavorano
  nel  territorio perché vorrei ricordare a quest'Aula che quando  si
  parla  di  diritti  civili, mi rivolgo ai Gruppi  parlamentari,  in
  particolare,  di destra, non si parla di filosofia  o  di  principi
  astratti,  si  parla di vita reale di cose tangibili, di  argomenti
  tangibili  perché  si  parla  di situazioni  reali  di  minori  che
  ricevono  episodi di bullismo, si parla di minori spesso  costretti
  ad  andare via dalle proprie abitazioni in alcuni contesti sociali,
  si  parla  di  persone che subiscono mobbing nel posto  di  lavoro.
  Questi  non  sono  pensieri miei, io vi annoio giusto  due  minuti,
  capisco  un po' la disattenzione, però alcuni dati ISTAT ci  dicono
  che  il  61,3%  dei cittadini tra i 18 e i 74 anni ritiene  che  in
  Italia gli omosessuali sono molto o abbastanza discriminati; il 73%
  è  in  totale disaccordo con il fatto che non si assuma una persona
  perché  omosessuale o non si affitti un appartamento per lo  stesso
  motivo;   il   74,8   non  è  d'accordo  con   l'affermazione   che
  l'omosessualità è una malattia.
   Enuncio  solo questi dati ma è importante dato che è risalente  al
  2014 dell'Agenzia europea dei diritti fondamentali definisce che il
  91%  degli  intervistati ritiene che la politica  italiana  ha  una
  forte  omofobia, per questo voglio fare capire che  il  problema  è
  reale,   è  tangibile  e  riguarda  la  quotidianità  della   sfera
  personale.
   In  ultimo voglio dire che è la stessa nostra Costituzione che  ci
  dice  questo,  perché  ricordo  quelli  che  sono  i  principi   di
  uguaglianza  sostanziale della nostra Costituzione  che  invita  le
  Istituzioni - perdonatemi colleghi è difficile parlare  con  questo
  rumore  di  sottofondo - a rimuovere quelli che sono  gli  ostacoli
  volti allo sviluppo della propria persona perché, di fatto, oggi si
  parla  troppo poco della qualità della vita, si parla  troppo  poco
  del raggiungimento della felicità, per questo è importante lavorare
  in ambito culturale, per questo è importante riconoscere i diritti,
  perché  un  Paese che non riconosce i propri diritti, non riconosce
  il proprio essere società.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ai fini del verbale diamo  atto  che  è
  presente l'onorevole Giovanni Greco dichiarato in congedo.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor Presidente, un intervento  telegrafico,
  ovviamente  solo ribadendo che è un intervento a titolo  personale,
  non  sono  portavoce di Forza Italia, perché ritengo che su  questi
  argomenti  non ci può essere né una schematizzazione dell'argomento
  e né una politicizzazione dello stesso.
   Ogni  parlamentare  deve  rispondere a quella  che  è  la  propria
  coscienza,  a  quella che è la propria visione  della  società  che
  vogliamo creare. Per quanto mi riguarda sono orgoglioso, Presidente
  Ardizzone,  di  essere stato determinante ai fini  dell'espressione
  del  parere  reso dalla I Commissione perché ho partecipato  ed  ho
  mantenuto  il  numero  legale e oggi sono ben  felice  di  ribadire
  questa mia scelta di schierarmi positivamente per questa norma  che
  ritengo, semplicemente senza argomentare in modo esasperante, norma
  di civiltà.
   In un momento che vede le Istituzioni protagonista per, come dire,
  aumento  delle tasse, molto spesso scandali della classe dirigente,
  ritengo  che  questa  sia  una norma che  dà  un  segnale  di  vera
  attenzione   a  tutti  coloro  i  quali,  oggi,  non   si   sentono
  rappresentati.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, io colgo positivamente  l'intervento
  del  collega Milazzo, perché credo che sia arrivato il momento  che
  anche la Sicilia, avendone potestà legislativa, seppur limitata, si
  muova  nel solco del riconoscimento pieno di alcuni diritti  civili
  che  fino  ad oggi sono stati, almeno a mio parere, immotivatamente
  negati o ingiustamente compressi.
   Per  questa  ragione  ho presentato degli emendamenti,  quattro  o
  cinque, che, dal mio punto di vista - ma avremo modo in seguito  di
  confrontarci col Governo e con l'Aula - tendono a migliorare questo
  disegno di legge. Ed è per questa stessa ragione che, conoscendo le
  doti  di  onestà  intellettuale  dell'amico  onorevole  D'Asero   e
  convinto come sono che un disegno di legge come questo non  sia  né
  di  destra  né  di sinistra, ma sia di buon senso e  di  modernità,
  invito l'onorevole D'Asero a ritirare gli emendamenti.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di far
  presente  a  quest'Aula  -  ed  è anche  il  senso  dell'intervento
  dell'onorevole  Cracolici, che è un precursore  di  iniziative  che
  portano all'approvazione di disegni di legge e con cui siamo  stati
  già impegnati in I Commissione e ora anche in quest'Aula.
   Il senso, al di là del principio, del grande rispetto e del grande
  impegno  che ognuno di noi dimostra attraverso le proprie azioni  e
  attraverso  il proprio modo di vivere e di agire, io  sono  per  il
  grande  senso  del rispetto e delle libertà altrui, e  quindi,  pur
  essendo  un  cattolico impegnato in politica, in  questa  direzione
  guardo con molta laicità il senso dell'iniziativa legislativa.
   E  proprio  in questa direzione io volevo, con questi emendamenti,
  sottolineare come la discriminazione debba essere sempre lontana da
  ogni azione normativa.
   Quindi,  onorevoli colleghi che avete avuto modo di parlare  prima
  di  me in questo dibattito, lo spirito, la ratio degli emendamenti,
  non  è quella di creare un momento di difficoltà alla norma,  ma  è
  quella  di  rendere - come ha interpretato benevolmente l'onorevole
  Cracolici,  ma  che  poi ha voluto dare una frenata  -,  quella  di
  determinare un momento di assoluto rispetto in tutte le direzioni e
  per  ogni  possibilità  di interpretazione: quindi  di  lingua,  di
  razza,  anche di religione.
   Questo è lo spirito e la ratio degli emendamenti. Non c'è, quindi,
  da  parte mia una posizione precostituita, ma la volontà di dare un
  contributo  ad  un  disegno di  legge che attraverso  un  dibattito
  diventa,  a  mio  avviso,  anche  un  momento  positivo  per  poter
  apportare modifiche che rendono seria una iniziativa legislativa.

   PRESIDENTE.  L'onorevole D'Asero mantiene dunque gli  emendamenti.
  Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.2. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  1.3.  Il  parere   della
  Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore . Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.3. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  1.4.  Il  parere   della
  Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore . Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.4. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  1.5.  Il  parere   della
  Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia le  politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.5. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. L'emendamento 1.6 è assorbito da quelli già  votati  e
  non  approvati.  Si  passa all'emendamento  1.7.  Il  parere  della
  Commissione?

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,   assessore  per  la  famiglia  e  le  politiche  sociali.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.7. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.
                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  1.8.  Invito  l'onorevole
  D'Asero  al ritiro dell'emendamento che fa riferimento ai  principi
  costituzionali  -  mi  sembra ultroneo.  I  disegni  di  legge  che
  approviamo devono essere conformi ai principi costituzionali.

   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                Registro regionale delle unioni civili

   1.  E'  istituito il registro regionale delle unioni civili presso
  l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche  sociali  e
  del lavoro.

   2.  Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  con  regolamento adottato con decreto del Presidente  della
  Regione,  previa  delibera  della  Giunta  regionale,  su  proposta
  dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il
  lavoro,   sono  disciplinate  le  modalità  di  iscrizione   e   di
  cancellazione  dal  registro di cui al  comma  1.  L'accesso  e  la
  cancellazione al registro è garantito altresì attraverso gli uffici
  di  stato  civile dei comuni, nei modi e nei termini stabiliti  dal
  predetto regolamento.

   3.  Il  sistema  integrato dei servizi destinati alla  famiglia  è
  esteso  ai  nuclei  di  persone legate  da  vincoli  di  parentela,
  affinità,  adozione,  tutela e da vincoli affettivi,  ai  sensi  di
  quanto previsto all'articolo 4, comma 1, del decreto del Presidente
  della  Repubblica  30  maggio 1989, n.  223,  purché  iscritti  nel
  registro di cui al comma 1.

   4.  I  comuni, entro un anno dalla data di entrata in vigore della
  presente  legge  ed  attenendosi ai  principi  in  essa  contenuti,
  adeguano  i  propri regolamenti al fine di tutelare e sostenere  le
  unioni  civili  iscritte nel registro di cui  al  comma  1  per  la
  fruizione   dei   servizi   comunali   erogati   e   di   favorirne
  l'integrazione   attraverso  l'attuazione  di  politiche   sociali,
  culturali ed economiche del territorio.»

   PRESIDENTE.  Comunico che all'articolo 2 sono stati  presentati  i
  seguenti emendamenti:

   2.1,  2.2,  2.3, 2.5, 2.7, 2.10  dagli onorevoli D'Asero,  Alongi,
  Cascio F., Fontana, Germanà, Lo Sciuto, Vinciullo;
   2.9, dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Musumeci;
   2.4 dagli onorevoli Cordaro, Clemente, Grasso, Cimino;
   2.8  I  parte,   2.8  II parte,  dagli onorevoli  Cirone,  Maggio,
  Marziano, Raia

   L'emendamento   2.1   a  firma  dell'onorevole  D'Asero,    Elenco
  regionale  delle unioni civili  verrà votato alla fine se  verranno
  approvati gli altri emendamenti in quanto riguarda la modifica  del
  titolo dell'articolo.
   Si  passa all'emendamento 2.9  a firma dell'onorevole Ioppolo.  Il
  parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,   assessore  per  la  famiglia  e  le  politiche  sociali.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.9. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE:  Si  passa  all'emendamento 2.2 sostituire  la  parola
   registro  con la parola  elenco .

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Presidente, c'è una grande differenza tra  Registro'  ed
   Elenco'. Sono d'accordo con l'onorevole D'Asero che sostituisce la
  parola   Registro   con la parola  Elenco :  registro  è  una  cosa
  diversa.
   Se  dobbiamo lavorare per l'onorevole Cracolici non occorre che io
  stia qui, me ne vado

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, l'onorevole Cracolici è  Presidente
  di Commissione.

   LENTINI.   Ognuno   di  noi,  Presidente,  qui   ha   le   proprie
  responsabilità,  non  sono  d'accordo  sul   Registro',  mi   trovo
  d'accordo con  l'Elenco'.
   Se   dobbiamo   dare  il  parere  favorevole  ad  un  emendamento,
  guardandoci in faccia con l'Assessore Caruso e dire  sì o  no ,  me
  ne vado e non ho niente da dire

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, non è questo il senso. Siccome  sta
  votando   l'Aula,  è  possibile  che  il  suo  emendamento   meriti
  accoglimento.

     LENTINI. Questa è una vergogna. Queste sono cose serie non  sono
  cose  da distrazione. E' un elenco, non è un registro. Siccome dare
  il  parere  favorevole significa orientare l'Aula a dare il  parere
  sfavorevole.

   GRECO GIOVANNI. Ha ragione da vendere.

   PRESIDENTE.  Lo spirito dell'approvazione di questa  legge,  però,
  onorevole  Lentini si calmi pure lei, è quello di una  approvazione
  condivisa.
   Gli  emendamenti  servono  a spiegarne il  contenuto,  per  essere
  chiari.  Il  fatto  che ci sia una intesa fra la Commissione  e  il
  Governo  non è qualcosa di anomalo. E' normale. Il discorso  è:  se
  riusciamo a capire  ..

   LENTINI.  Chiedo  che  venga data la parola all'assessore  Caruso,
  perché  mi  deve spiegare cosa significa  Elenco' e cosa  significa
   Registro'.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  io  vorrei che non si discriminasse in Aula  chi  intende
  intervenire,  anche  con  la  passione  del  collega  Lentini,  per
  chiarire alcuni aspetti che non sono secondari.
   Avevo presentato, signor Presidente, non in maniera preconcetta  o
  pregiudiziale un emendamento soppressivo dell'articolo 2 e a questo
  punto  intervengo per esprimere il mio pensiero al riguardo, che  è
  il  pensiero  del Gruppo parlamentare  Lista Musumeci',  perché  le
  preoccupazioni iniziali del presidente della Commissione, onorevole
  Cracolici,  circa  il tentativo di affievolire o di  indebolire  il
  costrutto della legge, capisco dove risiedono.
   Il  Presidente  della I Commissione sa molto bene che  noi  stiamo
  discutendo - se l'onorevole Lentini si calma un attimo -  si  rende
  conto  che  il  testo  che  noi stiamo esaminando  è  un  testo  di
  programmazione,  di  intenti, non è un  testo  che  contenga  norme
  immediatamente  applicabili  ed è un  testo,  professore  assessore
  Caruso,  a  mio modesto avviso, che contiene norme che  esulano  ed
  esorbitano  dalla competenza legislativa, normativa della  Regione,
  anche  la  nostra  Regione  a Statuto  speciale.  Si  è  detto  con
  chiarezza  e il fatto che altre regioni abbiamo potuto  dotarsi  di
  norme analoghe, simili, a nulla rileva a questo riguardo.
   Io   non   ho   presentato  emendamenti  e  non  sono  intervenuto
  sull'articolo  1,  cioè  sulle  finalità  della  legge,  perché  in
  astratto   le   finalità   della  legge   così   come   esplicitate
  dall'articolo  1,  possono  più  o meno  essere  condivisibili  ma,
  certamente, attengono ad un momento di modernizzazione  del  nostro
  sistema ordinamentale, normativo, anche ad un tentativo di mettersi
  al passo con i tempi, perfettamente d'accordo
   Ma,  illustri rappresentanti del Governo, l'articolo 2 nel momento
  in  cui vuole introdurre un registro regionale delle unioni civili,
  si  mette  in  correlazione  con  la  normativa  nazionale  che   è
  assolutamente esclusiva.
   La  legge sullo stato civile, che è una legge del 2000 esattamente
  il  DPR 396 che abroga una normativa addirittura risalente al 1939,
  ha ribadito, all'articolo 10, comma 1, che in ciascun Ufficio dello
  stato  civile  sono  registrati e conservati in un  unico  archivio
  informatico tutti gli atti formati nel comune o comunque relativi a
  soggetti ivi residenti riguardanti: la cittadinanza, la nascita, il
  matrimonio e la morte.
   Questi  sono  i  quattro registri di stato civile a  cui  non  può
  essere  aggiunto, senza violare la normativa nazionale e la  stessa
  carta costituzionale, alcun altro tipo di registro.
   Ecco  perché,  probabilmente, l'onorevole Lentini riscaldandosi  e
  surriscaldandosi  sul  tema  ha inteso richiamare  l'attenzione  di
  tutto  il  Parlamento sul termine  Elenco , perché sull'elenco  che
  non  avrà e non avrebbe nessun tipo di efficacia concreta,  si  può
  discutere  e  si può ragionare. sovrapporre, invece e   aggiungere,
  utilizzando  la  terminologia  della  legislazione  nazionale  alla
  tassatività della elencazione dei quattro registri che sono  quelli
  previsti  dalla norma di esclusiva competenza nazionale, un  quinto
  registro,  ovviamente cozza contro la tecnica legislativa  e  ancor
  prima contro il buon senso.
   C'è  qualcosa  di  più ed è quello che induce me a  votare  contro
  l'articolo 2 del disegno di legge al nostro esame ed è il comma  3,
  dell'articolo  2  che  la  invito a leggerlo,  assessore  al  ramo,
  dispone  che  il  sistema  integrato  dei  servizi  destinati  alla
  famiglia  è esteso a nuclei di persone legate da vincoli  di  vario
  genere,   con  ciò  ovviamente,  contrapponendosi  e  non  soltanto
  superando un concetto che è di carattere costituzionale e che  dice
  ed  è  il perno fondamentale del nostro dibattito di stasera,  che:
  l'unione   tra  due  persone  tutelate  nell'ambito   della   Carta
  Costituzionale, addirittura nella parte dei valori e  dei  principi
  fondamentali,  è quella è quella tra un uomo e una donna  vincolati
  dal  rapporto coniugale e che rappresentano la famiglia secondo una
  scelta del legislatore costituzionale.
   Ora, signor Presidente e Governo,  l'Assemblea regionale siciliana
  per  promuovere  qualche  articolo di  giornale  e  qualche  titolo
  domattina, può decidere di fare tutto ciò che vuole con il consenso
  di  una maggioranza decisa, determinata, ancorché molto variopinta,
  certamente  non  può né abrogare né modificare  precetti  di  rango
  costituzionale.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Ioppolo  per  il  suo  intervento
  abbastanza  puntuale e preciso e che spiega il significato  sia  di
  questo   emendamento   da  un  punto  di   vista   giuridico,   sia
  dell'emendamento che abbiamo rinviato, quello a firma  D'Asero  che
  prevedeva di modificare il titolo da  registro' ad  elenco'.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  presidente,  onorevoli colleghi, io non capisco perché  ci  si  sta
  agitando se non ho apprezzato gli argomenti dell'onorevole

   VINCIULLO. Ci siamo anche noi

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Io  vorrei
  capire se posso parlare

   PRESIDENTE. Il presidente della Commissione, onorevole  Cracolici,
  mi  ha  chiesto  di  intervenire dopo  l'intervento  dell'onorevole
  Ioppolo. Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Vorrei  che  i
  colleghi  avessero  rispetto  del  lavoro  della  Commissione.   La
  Commissione ha esitato questo testo all'unanimità dei presenti,  un
  testo   che,   in  qualche  modo,  raccoglie  anche  una   attività
  legislativa che nel corso degli ultimi tempi è avvenuto  in  questo
  Parlamento  e,  consentimi di dire, è un testo che raccoglie  anche
  quanto  si  è  già  sviluppato nell'ordinamento  di  altre  Regioni
  italiane.
   In  particolare,  per  ultima voglio citare la  legge  dell'Emilia
  Romagna,  sulla  quale  il Governo nazionale  del  tempo  ha  fatto
  ricorso  in  Corte  costituzionale, impugnando le  prerogative  del
  Consiglio  regionale dell'Emilia Romagna rispetto alla legislazione
  sull'accesso ai servizi per le coppie non sposate e, quindi, coppie
  di fatto.
   La Corte, con sentenza del 3/11/2010, n. 8, rispetto alla legge 24
  del 2009, l'articolo 48

   VINCIULLO. Presidente, è l'accesso ai servizi

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Non è  fondata
  la  questione di legittimità costituzionale dell'articolo 48, comma
  3, della legge 22 n. 24 dell'Emilia Romagna, censurato, nella parte
  in  cui  si  prevede  che  i  diritti generati  dalla  legislazione
  regionale all'accesso ai servizi alle azioni e agli interventi,  si
  applicano  anche  alle forme di convivenza di  cui  all'articolo  4
  della  legge  89  n. 223, per asserita violazione del  117  secondo
  comma, lettere i) ed l). Poiché il richiamo operato dal legislatore
  regionale alle forme di convivenza di cui al citato D.P.R. che  nel
  definire  la  famiglia  anagrafica comprenderebbe  l'insieme  delle
  persone  legate  da  vincoli  affettivi eccederebbe  le  competenze
  regionali  e invaderebbe la competenza esclusiva dello Stato  nelle
  materie di cittadinanza, stato civile e anagrafi e dell'ordinamento
  civile.
   La   censura  si  fonda  sull'erroneo  presupposto  interpretativo
  secondo  cui  il legislatore regionale ha inteso disciplinare  tale
  forme  di  convivenza; viceversa, la norma impugnata si  limita  ad
  indicare  l'ambito  soggettivo  di applicazione,  senza  introdurre
  alcuna disciplina sostanziale delle forme di convivenza, risultando
  così  inidonea a invadere ambiti costituzionalmente riservati  allo
  Stato.
   L'articolo 2 che stiamo discutendo, nel definire registro, lo dice
  la parola stessa, registro è lo strumento nel quale ci si registra,
  si  producono dati anagrafici soggettivi delle persone che possono,
  una  volta registrato, avere l'accesso universale dei servizi della
  Regione,  al  fine  di  tutelare tutte le  forme  di  convivenza  a
  qualunque  titolo  realizzato nell'ambito della  Regione  siciliana
  senza  che  il registro presupponga il riconoscimento di uno  stato
  civile che non è competenza certo della Regione.
   Ecco  perché, onorevole D'Asero, è erroneo il concetto di  elenco,
  perché  un  elenco presuppone una registrazione in altra  sede,  la
  dico  con una battuta:  io mi faccio il contratto con la Telecom  e
  vengo  messo  nell'elenco telefonico  . Qui non si fa un  contratto
  con qualcuno, qui ci si registra per l'accesso ai servizi sanitari,
  ai  servizi  sociali, ai servizi che la Regione  eroga  nell'ambito
  delle  proprie  prerogative. Ecco perché l'elenco è  sbagliato  sul
  piano  giuridico,  al di là degli aspetti politici,  mentre  è  più
  corretto  il  concetto di registro proprio perché  il  registro  dà
  certezza   delle  persone  che  possono  beneficiare  dei   servizi
  regionali.
   Io  consiglierei  a  tutti  i  colleghi  di  liberarsi  di  furori
  ideologici  quando  stiamo  parlando di questioni  sostanziali  che
  attengono ai diritti delle persone, della sanità, della possibilità
  di  garantire  il  sostegno  ad  un  ammalato.  Attenzione,  stiamo
  parlando di unioni che non riguardano solo le persone dello  stesso
  sesso,  ma riguardano anche persone di sesso diverso che,  ancorchè
  non sposati formalmente, hanno diritto di poter accedere ai servizi
  che questa Regione eroga così come li eroga per tutti ci cittadini.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io l'unica  colpa
  che ho è di aver letto da qualche ora questo disegno di legge e  me
  ne assumo la responsabilità.
   In  quest'ora  che  sto leggendo questo disegno  di  legge  io  lo
  ritengo inutile, perché io ho votato un Presidente della Regione ed
  ho  fatto  campagna elettorale per lui, appunto perché non  ho  mai
  visto discriminazione in persone che la pensano diversamente da me.
  Quindi,  questa  è la base principale da cui io mi voglio  inserire
  nel ragionamento.
   A me, purtroppo, l'articolo 1, che era la finalità, l'articolo più
  importante  di  questo disegno di legge, sembra  una  cavolata  nel
  momento   in   cui  noi  andiamo  a  superare  le   situazioni   di
  discriminazione, cose che, ormai, in Italia non esistono  più.  C'è
  un  riconoscimento di fatto. Io ho rispetto delle persone e non c'è
  bisogno  di  metterlo  per iscritto, perché riconosco,  da  persona
  intellettuale,  da persona perbene e civile che vive  in  un  paese
  democratico,  che  queste  persone  hanno  solo  ed  esclusivamente
  bisogno di niente, sono come noi e su questo non si transige
   Mettere per iscritto all'articolo 3, quando parliamo di interventi
  di  istruzione e formazione, ma voi pensate che c'è una scuola  che
  può  negare  il giusto esercizio, l'istruzione ad uno scolaro  o  a
  chicchessia,  negare  di  interpretare,  insegnare,  imparare   una
  lezione  o  un  determinato percorso scolastico, c'è  qualcuno  che
  glielo può negare? Io non l'ho mai sentito
   Noi,  votando questo disegno di legge, non facciamo altro che dire
  che  è  vero,  ci sono le discriminazioni, è vero che li  trattiamo
  come  se fossero persone diverse  Ma chi lo vota questo disegno  di
  legge
   All'articolo  7, quando si parla di accesso ai locali  pubblici  e
  privati,  ma  di  che  parliamo? Io vado la sera  in  un  locale  a
  prendere  un aperitivo dove ci sono pure queste persone. A  me  non
  interessa, sono come me, non si può votare una cosa del genere
   Che ridi  Un collega parla e tu ridi perché la pensi diversamente
  Perché secondo te tu sei bravo perché li vuoi aiutare e per me sono
  nemici  Per me è assodato, per me è assodato

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e relatore.  Con  chi  ce
  l'ha? Ha problemi?

   LENTINI. No, io problemi non ne ho, grazie a Dio
   Il  registro è una cosa, l'elenco è un'altra cosa  Presidente,  io
  sono per l'elenco.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza.  Onorevole
  Assenza,  confido in lei per riportare il dibattito sulla questione
  elenco-registro  perché l'onorevole Ioppolo  aveva  dato,  dal  suo
  punto   di  vista,  condivisibile  o  meno,  il  perché  di  questa
  differenza  che è giuridica e non da poco. Indipendentemente  dalle
  questioni,  lei  è  libero di trattare il  tema  come  ritiene  più
  opportuno.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Assenza.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esordisco  dicendo
  che  se  non  ci  fosse l'articolo 2 questa legge potremmo  votarla
  complessivamente.  Però, è chiaro che attraverso  l'articolo  2  si
  vuole  introdurre una forzatura di carattere innanzitutto giuridico
  e   istituzionale  e,  attraverso  questa,  fare  la  solita  norma
  manifesto, per cui in Sicilia, Regione all'avanguardia,  le  unioni
  civili  -  ci si ferma qui ma si dovrebbe aggiungere o si  vorrebbe
  aggiungere - anche tra persone dello stesso stesso  sono  diventate
  leggi.
   Pur  sapendo e l'argomentazione dell'onorevole Cracolici  che  non
  perde   occasione  per  affrontare  e  spesso  perdersi  in   dotte
  disquisizioni  che  magari  mal si attanagliano  all'argomento,  ha
  citato  una sentenza della Corte costituzionale che, però,  proprio
  testimonia il senso opposto di quello che vuole sostenere.
   La   Corte  dice  che  la  Regione  è  ben  libera  di  introdurre
  disposizioni di favore anche a nuclei diversi o a unioni diverse  o
  a  forme associative o a forme di convivenza diverse da quelle  del
  matrimonio, perché ciò non intacca i principi del Regolamento dello
  stato  civile  che,  invece,  affida questa  normativa  in  maniera
  assolutamente esclusiva alla legge nazionale.
   Noi  abbiamo  visto  - poi vedremo come andrà a  finire  -  quelle
  iniziative  un  po' forzate del sindaco Marino che  ha  subito  poi
  provocato la reazione del Prefetto. Noi vogliamo fare una forzatura
  non  alla  Marino ma alla Crocetta. Siccome ne mancavano  forzature
  del buon Crocetta, ora ci mancava che la Regione Sicilia si doti di
  una  legge istitutrice a livello regionale. Poi mi spiegate  questo
  registro  regionale che significato può avere e da quale  normativa
  sia   previsto  se  non  da  una  normativa  appunto  di   semplice
  intonazione,   questa  sì  ideologica.  E'  questo   il   messaggio
  ideologico  che  si vuole fare passare senza che poi  avrà  nessuna
  funzionalità pratica. Tanto è vero che poi la stessa legge manda al
  suo regolamento, ancora aspettiamo il regolamento di tutte le leggi
  manifesto che questo Governo ci ha propinato in questi due  anni  e
  mezzo di legislatura. Questa è l'ennesima norma che poi rimanda  ad
  un  qualcosa. Intanto, si finisce sui giornali e quello che importa
  a  questo  Governo è non risolvere i problemi bensì  aggravarli  ma
  dare anche a parlare.
   Allora,  ribadisco. Il problema è abrogare l'articolo 2, abrogarlo
  in  toto. Perché poi che cambiamo il nome, registro-elenco,  ha  la
  sua importanza, per carità. Perché registro è un concetto specifico
  di  stato civile mentre l'elenco è un palliativo per dire chi vuole
  si scrive.
   Siccome  però da questo elenco facciamo scaturire effetti,  perché
  per accedere attraverso l'articolo 3 a determinati benefici si deve
  essere iscritti in questo elenco, rischiamo veramente di creare  un
   monstrum   giuridico. Perché poi vorrei che la  Commissione  o  il
  Governo mi spiegasse il significato dell'articolo 3. Questo  elenco
  viene  a sostituire o questo registro viene a sostituire anche  gli
  stati di famiglia? Per carità, questo è assurdo.
   Se   poi  leggete  il  comma  3  dell'articolo  2  estende  questa
  previsione  dell'iscrizione in questo registro anche ai  nuclei  di
  persone legate da vincoli di parentela, affinità, adozione,  tutela
  e da vincoli affettivi. Quindi, la parentela che significa? Cioè lo
  stato  di famiglia viene sostituito da questa iscrizione in  questo
  elenco?  Ma  stiamo  scherzando veramente?  Dobbiamo  rischiare  di
  gettare nel caos anche gli uffici di stato civile dei nostri Comuni
  isolani  per  andare appresso alla solita intervista  modaiola  del
  nostro  Presidente  e  riempirci la bocca che  in  Sicilia  abbiamo
  legalizzato  i matrimoni tra omosessuali, cosa che non  è  comunque
  possibile, al di là poi delle convinzioni che ciascuno di  noi  può
  avere a riguardo  E mi dispiace che gli uffici non abbiano troncato
  sul  nascere una norma di questo tipo, un articolo, una  previsione
  di questo tipo
     Se ci fosse ancora il Commissario dello Stato questa è una norma
  che  non verrebbe mai pubblicata  Noi in questa voglia comunque  di
  strafare  ci  stiamo  arrogando  delle  prerogative  che  non  sono
  assolutamente di competenza di questo Parlamento.
   Abroghiamo in toto l'articolo 2, proseguiamo sugli altri articoli,
  perché  poi  ci sono abolizioni delle discriminazioni da  qualsiasi
  titolo  derivante, siamo assolutamente tutti d'accordo  e  anzi  in
  prima fila.

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, con riferimento agli uffici,  mi  è
  doveroso  rilevare  che  quando si fa riferimento  all'articolo  4,
  comma  1,  del  decreto del Presidente della Repubblica  30  maggio
  1989,  n.  223,  si  fa  riferimento  alla  famiglia  anagrafica  e
  testualmente così recita questo  articolo:  Agli effetti anagrafici
  per famiglia si intende un insieme di persone  legate da vincoli di
  matrimonio,  parentela, affinità, adozione,  tutela  o  da  vincoli
  affettivi,  coabitanti  ed  aventi  dimora  abituale  nello  stesso
  comune.  Una famiglia anagrafica può essere costituita da una  sola
  persona .  Quindi, non c'è una forzatura da parte degli  uffici  ad
  ammettere

   ASSENZA... purché iscritti nei registri

   PRESIDENTE.  Ma  stiamo  discutendo  proprio  della  questione  se
  istituirla o meno, onorevole Assenza, ed ora lo avete spiegato bene
  il  ragionamento dal punto di vista giuridico non dico  ideologico,
  ma da un punto di vista giuridico.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  prendo  atto  che  questa  maggioranza che  è  sempre  assente  non
  presente  in  Aula  soprattutto  il  Governo,  improvvisamente   si
  riscalda,  vuole  dimostrare di essere viva e  di  essere  presente
  portandoci  questo  disegno  di  legge  che  non  possiamo  nemmeno
  discutere  mi  sembra  di capire, perché così come  nella  fattoria
  degli  animali  di Orwell appena qualcuno cerca di discutere  viene
  azzannato.
   E  siccome noi non ci facciamo impaurire da nessuno e non  abbiamo
  paura  delle  nostre idee della nostra fede, dei  nostri  principi,
  siamo qui ancora una volta a rivendicare non la nostra fede, ma  il
  rispetto  della  legge.  E  su  questo  vicenda  Presidente  questo
  Parlamento  si  è  già  espresso una notte e quella  stessa  notte,
  quando  il  provvedimento  passò andò al Commissario  dello  Stato,
  ricordo  a  tutti voi a nessuno escluso compresi i banchi  della  I
  Commissione  che  il  Commissario  dello  Stato  ha  cassato   quel
  provvedimento  perché  ha  detto  una  cosa  chiarissima:   Non   è
  competenza  della  Regione  Sicilia, non  è  competenza  di  questo
  Parlamento  approvare questo disegno di legge,  è  prerogativa  che
  nulla ha a che fare con lo Statuto di questa Regione .
   Perché, veda Presidente, noi quando si tratta di andare a  Roma  e
  rivendicare  i  nostri  diritti  in  materia  di  sanità,  pubblica
  istruzione, lavoro abbiamo paura ci mettiamo la coda nelle gambe  e
  ci  dimentichiamo  che abbiamo uno Statuto che fa parte  integrante
  della Costituzione italiana. Poi, quando si tratta di fare proposte-
  manifesto,  disegni di legge per prendere in giro la gente,  perché
  questa  è  una proposta che ha una sola finalità quella di  mettere
  insieme  una  parte della sinistra su questo progetto che  non  può
  essere approvato da questo Parlamento.
   Veda,  Presidente  Cracolici, non è  perché  lei  si  rifà  a  una
  sentenza che, fra le altre cose, non c'entra completamente  con  il
  disegno di legge,  che può convincere questo Parlamento.
   Gianmario Francesco Pagano aveva teorizzato il concetto che i  tre
  poteri,   legislativo,  esecutivo  e  giudiziario,  sono  separati.
  Attraverso Montesquieu e la Rivoluzione francese questo principio è
  stato  consacrato. Capisco che per chi ha frequentato le  sedi  del
  Partito  comunista non è possibile parlare di separatezza  dei  tre
  poteri,  ma  qui  siamo di fronte ad una Assemblea legislativa  che
  deve  legiferare  non su ciò che hanno detto  i  giudici,  ma  deve
  legiferare  secondo  quelle che sono le prerogative  costituzionali
  che  a  questa  Assemblea sono riconosciute. E su questo  argomento
  torno  a  ricordarle, presidente dell'Assemblea, lei che è  garante
  anche   della  funzione  che  viene  svolta  qui  dentro,  che   il
  Commissario dello Stato è stato chiarissimo e ha detto  in  maniera
  netta che non è competenza che appartiene a quest'Aula.
   E  del  resto, veda, Presidente, basta leggere il DPR  3  novembre
  2000,  n.  396,  per renderci conto che queste competenze  sono  di
  esclusiva competenza dello Stato. Cioè lo Stato ha riservato  a  se
  stesso  il  compito  di  vigilare su questo  aspetto,  non  ha  mai
  delegato.  Né  può  essere valido il principio  che  siccome  altre
  Regioni  hanno  violato la legge, allora anche la  Regione  Sicilia
  perché  gli altri hanno razzolato male anche noi dimenticandoci  la
  nostra  storia, dimenticandoci la nostra tradizione, dimenticandoci
  un  fatto  che già, veda presidente Cracolici, già nel  1812  nella
  costituzione  che  Lord  Bentinck diede  a  questo  Parlamento  era
  prevista  la separazione dei poteri, noi non possiamo assolutamente
  intervenire su un argomento che non è prerogativa di quest'Aula.
   Noi  non  possiamo  assolutamente parlare  di  registri;  possiamo
  comunque  parlare di elenchi, perché l'elenco va  al  di  là  della
  giurisdizione statale, l'elenco va al di  là delle norme statali di
  fronte alle quali, in questo caso, noi non abbiamo alcun potere.
   Per   questo   motivo,  nell'esprimere  solidarietà  all'onorevole
  Lentini  che giustamente ha rivendicato il rispetto che si  deve  a
  questo  Parlamento, io dico che prima di continuare a discutere  su
  questo  articolo 2, bisogna chiarire un problema che  è  di  natura
  statutaria.
   Noi  non  possiamo  parlare di registro. Noi possiamo  parlare  di
  elenco  e  sull'elenco, pur essendo contrario come cattolico,  sono
  pronto  a  chinare  la  fronte di fronte alla maggioranza,  ma  sul
  registro  che  è  un abuso legislativo che la maggioranza  vorrebbe
  commettere,  non sono assolutamente d'accordo, non mi  piego  e  lo
  contesterò in tutti i modi e in tutte le forme.
   Per  questo motivo, Presidente, la invito a sospendere  l'Aula,  a
  ragionare  su  questo  argomento con  gli  uffici,  a  trovare  una
  soluzione all'interno della maggioranza che sia compatibile con  la
  legge.  A nessuno è consentito mai violare la legge. Anche  perché,
  veda,  sub  legibus libertas, è stato sempre così. Improvvisamente,
  ci  siamo resi conto che sotto la legge non esiste più  la libertà.
  E allora, questa cosa non ci aggrada assolutamente, siamo qui tutta
  la  serata a impedire che ciò vengo portato a termine. Anche perché
  dopo  che  ci  siamo  fatti  impugnare  questo  provvedimento   dal
  Commissario  dello Stato, farcelo impugnare nuovamente dal  Governo
  nazionale  è una ulteriore prova di debolezza, una ulteriore  prova
  di inconsistenza di questo Parlamento quando deve poi affrontare  i
  problemi veri, e i problemi veri sono il lavoro, la disoccupazione,
  la fame che i siciliani in questi giorni stanno patendo e mentre la
  gente muore di fame noi stiamo discutendo di argomenti che potremmo
  affrontare anche fra qualche mese.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.   Signor  presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   la
  premessa  è  che  non c'è nessun condizionamento ideologico  e  che
  personalmente ritengo che ci sia un principio indissolubile  che  è
  quello legato anche alla sfera  personale di ciascun individuo e al
  diritto di tutti gli individui ad avere pari riconoscimento, questo
  a  prescindere. Siccome noi oggi siamo qui a votare, a  legiferare,
  credo,   non possiamo semplicemente soffermarci su quelle che  sono
  le convinzioni di ciascuno di noi.
   Ritengo che questo disegno di legge avrebbe avuto bisogno  di  una
  cornice  nazionale.  Ed  allora, a mio avviso, noi  dovremmo  avere
  chiaro il senso di quello che qui stiamo facendo.
   Bene,   nelle   organizzazioni  dei  servizi  della  Regione,   il
  Parlamento individua i destinatari di alcune prestazioni, di alcuni
  benefici,  di  alcuni servizi e fra questi anche i conviventi,  gli
  omosessuali  e quant'altro e per questo istituisce un  elenco  dove
  verranno  individuati  quei  destinatari  di  determinati  servizi,
  perché  sappiamo  che  se oltrepassiamo lo Stretto  nessuna  tutela
  abbiamo dato a questi soggetti; anche perché nell'articolo 14 dello
  Statuto non vi è traccia, cioè non rientra fra le prerogative della
  Regione quello che attiene alla sfera dei diritti civili.
   Allora,  quando  si dice al comma 2 che deve essere  istituito  il
  registro,  che  l'accesso alla cancellazione registro  è  garantito
  attraverso  gli  uffici  dello  stato  civile  dei  Comuni,  questo
  Parlamento non può assolutamente affermarlo perché le funzioni  del
  registro, il registro è istituito presso ogni Comune, ma per quelle
  prerogative  che  dà  la legge nazionale. E,  come  ricordava  bene
  poc'anzi  l'onorevole Ioppolo, è previsto dal DPR  n.  396  che  in
  ciascun  Ufficio dello stato civile sono registrati tutti gli  atti
  formati  dal Comune, cioè non si può sovrapporre a questo  Registro
  un  altro  Registro.  Questo  è  un  aspetto  che  non  può  essere
  sottaciuto  perché non daremmo nessun effetto, non ci  sarà  nessun
  effetto,   perché  nessun  dipendente,  ufficiale,  nessun   Comune
  procederà  ad  inserire  in quel registro,  che  è  vidimato  dalla
  Prefettura, che è un registro che formalmente viene tenuto in  ogni
  Comune per una funzione delegata dallo Stato aggiungere ad altro.
   Siccome   noi   stiamo   disciplinando  alcuni   diritti,   alcune
  prerogative  di taluni soggetti e quindi riconoscendoli  istituiamo
  un  elenco,  ma  non cerchiamo di fare strafalcioni perché  ripeto,
  oltretutto,  stiamo  agendo in un ambito dove le  competenze  della
  Regione sono limitate, cioè noi stiamo cercando di organizzare o di
  disciplinare - ripeto - alcuni diritti, così come altre Regioni  lo
  hanno  fatto per gli stranieri, noi lo stiamo facendo per le unioni
  civili, ma oltre questo non possiamo andare.
   Quindi,  è  necessario  che prima che si proceda  all'approvazione
  dell'articolo 2 si faccia una riflessione e che gli uffici diano il
  parere  perché  altrimenti  veramente  rischieremmo  poi  di  avere
  cassata dal Governo nazionale questa legge.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  il  dibattito  non   è   stato
  assolutamente  inutile. Io confidavo sul fatto  che,  comunque,  il
  disegno  di legge è stato esitato dalla I Commissione a larghissima
  maggioranza e, quindi, all'unanimità dei presenti in quel  momento.
  Anche  in  Conferenza  dei  Capigruppo  non  sono  state  sollevate
  obiezioni sull'incardinare o meno questo disegno di legge.
   Però,  le  questioni  che  sono  state  evidenziate  di  carattere
  giuridico,   obiettivamente,  ci  debbono  in  qualche   modo   far
  riflettere  sulle  conseguenze.  Quindi,  la  questione  elenco   o
  registro non è secondaria. Così come, a seguire, c'è un emendamento
  dell'onorevole   Cordaro   che,  appunto,   fa   riferimento   alla
  registrazione, dovrà contenere le generalità dei componenti  -  che
  amplia ancora la sfera dei soggetti e dei servizi a cui accedere  e
  su  cui  tutti,  chiaramente,  ci siamo  pronunciati  che  non  c'è
  questione  di  discriminazione alcuna  -  è  stato  evidenziato  un
  problema di sovrapposizione di competenze.
   Per  cui,  inviterei il Presidente della I Commissione, visto  che
  anche  gli  Uffici,  e  anche  sulla base  degli  interventi  degli
  onorevoli  Ioppolo  e Grasso, mi evidenziano una  nota  al  secondo
  comma:   l'accesso  e  la  cancellazione al  registro  è  garantita
  altresì attraverso gli Uffici di Stato civile dei Comuni   questo è
  un  discorso  che andrebbe comunque approfondito o  accantonato  in
  questa sede, perché sono costretto a invitare l'onorevole Cordaro a
  ritirare  l'emendamento 2.4, proprio sulla base della sentenza  che
  lei citava e che limita il campo di interventi.
   Non  dico  che il disegno di legge deve assolutamente  tornare  in
  Commissione,  però,  visto  che  si  è  fatto  un  ragionamento  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari - che peraltro  è
  abbastanza  partecipata, con tutte le deroghe, e  anche  su  queste
  deroghe   peraltro  sono  state  sollevate  tutta  una   serie   di
  contestazioni   -  non  sono  state  sollevate   obiezioni   in   I
  Commissione,  non sono state sollevate obiezioni in Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, arriviamo in Aula con  il  dire
  che  ci  poteva essere un percorso condiviso e agevolato. E  adesso
  vengono  sollevate  obiezioni  che,  certamente,  portano  ad   una
  approfondita riflessione.
   Siccome  non  dobbiamo fare errori e quello che è stato  sollevato
  sull'elenco/registro  non  è secondario,  anche  sulla  base  degli
  emendamenti che sono stati proposti l'onorevole Grasso è un sindaco
  e conosce perfettamente tutte le questioni. La vicenda del registro
  è  regolata  dall'ordinamento giuridico nazionale;  aggiungiamo  un
  ulteriore    registro.   Abbiamo   una   sentenza    della    Corte
  Costituzionale.
   Ripeto, mi sono affidato alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari  e  non mi sento assolutamente di fare  il  notaio  su
  questa materia delicata e complessa.
   Onorevole D'Asero, il fatto che la questione vada approfondita non
  significa  che  debba  ritornare in Commissione  per  buttarla  sul
  binario morto.
   Gradire,  intanto, sentire anche il parere del  Governo  su  tutta
  questa materia.
   Sul  secondo  comma,  gli Uffici mi evidenziano  la  necessità  di
  stralciare  la  parte  l'accesso e la cancellazione al  registro  è
  garantita altresì attraverso gli Uffici di Stato civile dei  Comuni
  nei  modi  e  nei termini stabiliti dal predetto regolamento   che,
  peraltro, era stata inserita in Commissione.
   Dobbiamo esitare una buona legge, senza forzatura alcuna.

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, onorevoli deputati, la  materia  della
  discriminazione  per  orientamento sessuale  è  materia  ampiamente
  dibattuta, non soltanto in Italia ma in ambito europeo. Ricordo che
  un   corposo   documento  della  Corte  di  giustizia  europea   ha
  stigmatizzato  insufficienze e inadempimenti degli Stati  nazionali
  in materia di discriminazione per orientamento sessuale.
   Il  problema  di  questa  materia concernente  i  diritti  civili,
  ovviamente,   nell'ambito  del  sistema  italiano  di   federalismo
  regionale,  è notoriamente materia connessa all'ordinamento  civile
  e,  a norma dell'articolo 117, appartiene alla competenza esclusiva
  dello Stato.
   Le  Regioni  in  questa  materia si  possono  limitare  a  gestire
  politiche  sociali, a erogare prestazioni sociali, nella misura  in
  cui   non   intervengano  sulla  fattispecie   civilistica,   sulla
  definizione per esempio di unione civile.
   E'  quello che la Corte Costituzionale, su materia diversa ma  che
  può essere richiamata ossia materia di mobbing, ha già stabilito.
   Le  ragioni  non  possono  definire la  fattispecie   mobbing   ma
  possono legittimamente adibire servizi, erogare prestazioni sociali
  e,  attraverso  osservatori, politiche di prevenzione,  rispetto  a
  questa fattispecie.
   In  questa materia, ovviamente, al di là della disposizione di cui
  all'articolo   1,  disposizione  di  principio  che   richiama   la
  disciplina  nazionale,  la  disciplina  europea  e  pertanto  nulla
  aggiunge e rispetto alle norme di cui all'articolo 3 e seguenti che
  invece  prevedono particolari prestazioni sociali  a  favore  delle
  famiglie di fatto, nell'ampia e comunque rispettata nozione che  ne
  dà  la  legislazione  nazionale, individua il  punto  cruciale,  di
  impatto nell'articolo 2 che prevede la costituzione del registro.
   Ci  sono  due  ipotesi: o sicuramente la legge regionale  non  può
  stravolgere  l'ordinamento amministrativo degli enti locali  ma  se
  inteso,   il   registro,   soltanto   funzionalmente   in    questo
  probabilmente  si  potrebbe apportare un chiarimento,  un  maggiore
  dettaglio, una maggiore funzionalizzazione della norma sul Registro
  rispetto  alle  prestazioni sociali che si intendano  erogare  alle
  unioni  civili di cui agli articoli 3 e seguenti saremmo al di  qua
  del limite della incidenza sulla organizzazione amministrativa.
   E' un problema di interpretazione dell'articolo 2.
   Se  le  unioni  civili  sono  strettamente  connesse  all'attività
  funzionale, a ciò che la Regione, nell'ambito delle sue competenze,
  può  erogare  a soggetti che si ritengono meritevoli di particolari
  prestazioni  sociali  secondo me potrebbe non  esserci,  anzi  sono
  sicuro non c'è, alcun vulnus rispetto alle competenze statali.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Il  senso  del  mio  emendamento  che  ha  visto  questo
  dibattito  e  che  ha  offerto possibilità ai  colleghi  di  potere
  intervenire  è  che, in sintesi, in modo chiaro  e  inequivocabile,
  l'assessore  Caruso ha evidenziato circa la parte della  competenza
  specifica di quelle che sono le diverse funzioni fra lo Stato e  le
  Regioni.
   L'articolo  117 della Costituzione, comma secondo,  è  proprio  in
  questa  direzione.  I registri sono di esclusiva  competenza  dello
  Stato.
   L'assessore, a buon diritto, sostiene che nel momento in  cui  c'è
  da  capire  come - sotto il profilo sociale, sotto  il  profilo  di
  alcune  agevolazioni  -  potere dare  una  possibilità  alle  nuove
  realtà,  a  queste unioni civili, ecco il senso, signor Presidente,
  dell'elenco e non del registro delle unioni civili.
   La  motivazione  nella  sostanza e nella sintesi  sta  proprio  in
  questa differenza che è di carattere prettamente costituzionale.
   Mi  consenta ancora - e l'assessore ne condividerà la ratio  -  su
  questa materia abbiamo avuto, già nella precedente norma, da  parte
  del  Commissario dello Stato, quando la figura era ancora  vigente,
  un  preciso stop perché di fatto stava nella direzione che è  stata
  qui evidenziata.

   PRESIDENTE. L'intervento chiarificatore dell'assessore ci dice  di
  intervenire nelle materie - e non poteva essere diversamente  -  di
  ambito regionale.
   Il  discorso  è  che nell'articolo 12 dovremmo esplicitare  questo
  tipo di ragionamento al fine di evitare questa confusione.
   Farlo  con  un  emendamento, perché non possiamo  intervenire,  se
  lasciamo  nell'incertezza - non è la questione registro o elenco  -
  il problema è l'ambito di competenze.

   CRACOLICI,  presidente della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione   e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, assessore,   vorrei  sommessamente
  chiedere,  anche ai giuristi di quest'Aula, di ricordarci  che  con
  quel  comma 2 dell'articolo 2 rinviamo a uno strumento,  che  è  il
  Regolamento, approvato con decreto da parte della Giunta che,  come
  i  colleghi  sanno,  il Regolamento emanato  dalla  Regione  ha  un
  passaggio giuridico presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa
  che  è  l'organo  che  in  qualche modo è  a  tutela  dei  principi
  amministrativi nonché anche di vincoli costituzionali.
   Signor Presidente, credo che questa norma, vorrei ricordare  anche
  a  lei  e forse non ce lo ricordiamo tutti, ha avuto già un viaggio
  nella scorsa legislatura.
   Ad  un  certo  punto,  nella  scorsa  legislatura,  si  rinviò  in
  Commissione per un approfondimento. Sono passati tre anni e  mezzo,
  quattro,  ci  siamo  approfonditi  tanto.  La  Commissione  lo   ha
  riprodotto in Aula, dopodiché un testo si vota o non si vota, ma la
  melina è assolutamente insopportabile. E' un testo che è rispettoso
  dei  limiti dell'esercizio delle funzioni della Regione, nel  senso
  che il Regolamento con il quale si stabilisce questo registro potrà
  operare  per  i servizi, per le attività che la Regione  emana  non
  certo lo Stato.
   Dice,  inoltre, che quel Regolamento disciplinerà le modalità  con
  le  quali  i cittadini accedono ai servizi comunali non ai  servizi
  dello Stato.
   Parliamo  di  servizi  scolastici, servizi di trasporto  pubblico.
  Allora,  continuare  a  giocare con  le  parole,  ripeto  -  poi  è
  legittimo  avere una opinione diversa -,  difendo il  concetto  del
  registro perché - ripeto - il registro presuppone una registrazione
  ma  l'elenco è altra fattispecie che nulla ha a che vedere  con  la
  volontà soggettiva dell'interessato.
   Ecco perché, da questo punto di vista, ritengo gli argomenti tutti
  legittimi e dignitosi ma, nello stesso tempo, altrettanto legittimo
  e  dignitoso  è il lavoro che è stato fatto anche con  gli  Uffici,
  signor  Presidente,  perché è da quattro anni  che  questa  materia
  viene sviscerata, approfondita.
   Anche  l'utilizzo della sentenza, e questa norma è stata costruita
  nei  limiti della sentenza della Corte Costituzionale, mi  pare  un
  passo  avanti  che  il  Parlamento ha voluto  fare  nel  darsi  una
  disciplina generale sul tema dell'accesso ai diritti da  parte  dei
  cittadini  al  di  là della condizione dello stato  civile  ma  che
  riguarda, appunto, le persone in quanto tali.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  molto
  rapidamente  solo  per alcune considerazioni come componente  della
  Commissione.
   Credo  che  si  tratti  di un disegno di legge  che  promuove  una
  propaganda di cultura . Il nostro Paese, assessore, credo che  stia
  nella  top ten dei Paesi che si caratterizzano per tolleranza,  per
  apertura, per rispetto dei diritti civili.
   Qui  però  mi  sembra,  e  lo hanno evidenziato  alcuni  giuristi,
  colleghi  avvocati,  si  stia  un  po'  travalicando  la  linea  di
  demarcazione  che  fu, a suo tempo, signor Presidente,  evidenziata
  anche  dal  Commissario e fu per queste ragioni che in  realtà  non
  superammo, a suo  tempo, l'impugnativa.
   Ora  devo dire la verità, come componente della Commissione,  come
  Presidente   vicario   della   Commissione:   onestamente,   signor
  Presidente, questo disegno di legge ha avuto un iter quanto mai - e
  mi sento di evidenziarlo - sibillino, nel senso che su questo testo
  non  abbiamo fatto molto dibattito e soprattutto questo è un  testo
  che  poi è passato all'Aula con pochissimi voti di componenti della
  Commissione. Per questo motivo, lo si trova lacunoso, lo  si  trova
  un  testo  rispetto al quale, probabilmente, gli Uffici  non  hanno
  avuto  tempo  e  modo  in  una fase in cui si  parlava  dei  liberi
  consorzi  dei  comuni, per affrontare questa cosa,  al  di  là  dei
  passaggi  di  Conferenze  dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari,
  signor  Presidente, e lei ricorderà che anche quelli  furono  molto
  rapidi.
   Signor  Presidente, quindi, su questa cosa, glielo vorrei chiedere
  in  maniera aperta, prima ancora di entrare nel merito, questo è un
  testo  che meriterebbe, per la delicatezza del tema che tratta,  di
  tornare  in  Commissione  per i dovuti apprezzamenti,  senza  alcun
  infingimento,  senza  per  questo volere entrare  in  posizioni  di
  merito  che  non  possono appartenere ad una impostazione  di  tipo
  ideologico rispetto ad un tema così pesante.
   Però mi sento di dirle, come vicepresidente di questa Commissione,
  che  secondo me non è stato affrontato nella maniera che  il  testo
  meritava,  in  un  momento come questo, dove, probabilmente,  presi
  dalle  funzioni  dei liberi consorzi, presi dai temi  dei  rifiuti,
  della  formazione, con estrema leggerezza è stato trattato un  tema
  così importante.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  vi  prego  di credere che intervengo con  animo  e  mente
  assolutamente  scevri da impostazioni ideologiche  che  non  ho  né
  sento  di  avere  sul tema; intervengo per amore di chiarezza,  per
  tentativo  di apportare qualche utile, spero, mi auguro  contributo
  all'approfondimento  della  materia  e  ovviamente   per   passione
  politica e vorrei che si evitasse di dire quello che è stato detto,
  cioè  che  si gioca con le parole perché qui nessuno gioca  con  le
  parole e, del resto, l'assessore Caruso, che è intervenuto poco fa,
  largamente sostenendo e confermando le perplessità e i dubbi che su
  questo  articolo 2 alcuni di noi hanno messo in campo e, se  non  è
  così,  è  stato apprezzabile egualmente, non ha certamente  giocato
  con le parole.
   Con le parole, invece, si tenta di giocare quando di vuole dare al
  comma  2 dell'articolo 2 una interpretazione che contrasta  con  la
  lettera  della norma perché, quando si legge e lo ha richiamato  il
  Presidente  della  Commissione,  il secondo comma  dell'articolo  2
  rinvia  ad  un  regolamento  approvato con  delibera  della  Giunta
  regionale su proposta dell'assessore regionale per la famiglia,  le
  politiche sociali  e il lavoro, chiamato a disciplinare le modalità
  di  iscrizione e di cancellazione dal registro di cui al comma  1 ,
  quindi solo le modalità. Il contenuto in sé della registrazione non
  può  essere  disciplinato dal regolamento a cui  è  riservato,  con
  riserva di legge se questo articolo venisse approvato, soltanto  le
  modalità ed è quindi perfettamente integro tutto quello che abbiamo
  detto in ordine alla mancanza di competenza da parte  della Regione
  di  incidere  su un campo che l'articolo 117 riserva esclusivamente
  allo  Stato, e peraltro su quelle che sono le possibili iscrizioni,
  se  avesse  detto   sui  requisiti , avremmo potuto  discutere  dei
  requisiti, se ricorrano o non ricorrano, ma dire  delle modalità  è
  assolutamente un richiamo fuori luogo.
   La  norma che approviamo, quindi, e che è contenuta al primo comma
  dell'articolo 2, al regolamento, il secondo comma riserva  soltanto
  di individuare le modalità e nemmeno i requisiti.
   Signor  Presidente, la prego, siccome non credo  che  ci  sia  una
  preconcettuale   avversione  alla  legge  di   adottare   tutti   i
  provvedimenti ordinamentale che lei da Presidente può adottare,  un
  rinvio alla Commissione per maggiori approfondimento, come è  stato
  richiesto   anche   dal   vicepresidente   della   Commissione    o
  l'accantonamento  dell'articolo 2 o qualunque altra  decisione  per
  approfondire  e per migliorare il testo e renderlo compatibile  con
  le disposizioni della nostra Costituzione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ero  riservato
  di  intervenire alla fine su questo disegno di legge perché ritengo
  che  questo  testo, così come è stato elaborato, sia  soltanto  una
  mera enunciazione di principi che possa servire a tacitare e a dare
  in  pasto  ad una opinione pubblica molte volte sonnolenta rispetto
  ai   lavori   di   questo  Parlamento  ma  specificatamente   della
  maggioranza di Governo, qualche atto su cui dibattere, discutere  e
  offrire un prodotto di una sterilissima attività di governo.
   Per  cui,  su  questo testo, così come era articolato,  la  nostra
  posizione era quella di guardarlo quasi con sufficienza per  quello
  che  abbiamo  detto, tranne comunque l'articolo 2 che proprio  alla
  luce  delle  dichiarazioni che ha testè evidenziato  il  professore
  Caruso,  l'assessore Caruso nella sua chiara, io dico,  e  puntuale
  precisazione,  ha  specificato a chi è attribuita  la  materia  per
  competenza che viene assegnata dalla Costituzione.
   Ma  la  cosa ancora più grave, che il testo giustamente, mi  fanno
  anche notare, rischia di essere non soltanto una forzatura, come ha
  detto  anche  il  collega Vinciullo, già censurato dal  Commissario
  dello   Stato,  perché  introdurre  l'elemento  registro  significa
  introdurre  un  elemento  non  di  mera  registrazione,   di   mera
  iscrizione,  ma di certificazione se non altro perché,  al  secondo
  comma  andiamo a rilevare che sono i Comuni, sono gli Uffici  dello
  Stato   civile   che   devono  tenere,   garantire,   disciplinare,
  l'iscrizione e la cancellazione negli Uffici di Stato civile.
   Quindi,  nei  modi  e  nei termini stabiliti dal  regolamento  che
  dovrebbe essere varato dal Presidente della Regione.
   Se  per  un  attimo,  questo Presidente della Regione,  nella  sua
  estemporaneità e particolarità dicesse che le unioni civili possono
  essere  fra  più  di  due  persone,  introducesse  il  tema   della
  poligamia, vorrei capire chi lo potrebbe impedire con un testo così
  lacunoso.
   Guardate un attimo: è istituito il registro regionale delle unioni
  civili.  Chi lo dice che sono fra due persone? E se lo introduciamo
  fra tre o quattro persone?
   Arriva  un califfo e - in questo momento, si parla tanto anche  di
  califfato - introduce questa nuova materia.
   Sono  un po' preoccupato, se non altro la particolarità e sappiamo
  la  fantasiosità, la fantasia del Presidente Crocetta.  Allora,  in
  questo  senso,  ecco perché ho raccolto anche la disponibilità  del
  Presidente Cracolici a rimandarlo in Aula e, nel caso in cui non ci
  fosse,  mi  iscriverei tra coloro che chiedono alla  Presidenza  di
  rimandare  in  Aula  il  testo  e, comunque,  di  espungere  questo
  articolo  che  nulla  ha a che vedere con quella  asseverazione  di
  principi  che, magari, potrebbero essere condivisibili  purchè  non
  entrino a gamba tesa nei confronti di una materia dello Stato o nei
  confronti di nuove regolamentazioni che possono portare anche delle
  ricadute negative.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cirone.  Ne  ha
  facoltà.
   Non stiamo ancora votando perché volevo fare una considerazione di
  carattere  più  generale riportando i fatti successi in  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   CIRONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento  al
  rinvio  in  Commissione,  onestamente mi  pare  che  fossero  anche
  pervenute  altre  proposte,  una  delle  quali  era  di  rimandare,
  estrapolare l'articolo 2, su cui si è aperto questo dibattito  così
  animato, e proseguire nella discussione della legge, perché mi pare
  di  cogliere preoccupazioni fondate, dichiarazioni un po'  ambigue,
  un  po' oscure che denotano, però, che vi è un grande interesse  da
  parte dell'Assemblea regionale.
   Credo che a nessuno dei parlamentari qui presenti sfugga come  non
  solo  la  normativa regionale si è fatta strada su questo  tema  in
  altre  Regioni,  non  solo  che moltissimi  comuni  orami  si  sono
  orientati, hanno adottato provvedimenti che assolvono alla funzione
  che  la  Regione questa sera si è posta, ma vi sono anche documenti
  importanti,  per  esempio vi è la strategia nazionale,  varata  dal
  Governo  Monti,  sulla condizione degli LGBT, che  è  un  documento
  traccia  estremamente significativo, che mette mano addirittura  ai
  problemi dell'educazione e della formazione.
   Allora,  ci  muoviamo  in questo contesto  dove  indirizzi  chiari
  europei  ed  un  sentire civile, molto maturo nel nostro  Paese  ci
  spinge  verso  la ricerca di una forma legislativa  idonea,  che  a
  norma  di  Statuto possiamo darci. Perché - come hanno segnalato  i
  colleghi  cultori  dello Statuto - non vi  è  dubbio  che  vi  sono
  articoli  14,  15 e 17 che indicano come sia compito dell'Assemblea
  regionale   e   dei  singoli  deputati  normare   in   materia   di
  organizzazione enti locali, come anche in materia di organizzazione
  dei  servizi che, appunto, è quello che la legge si sta ponendo  di
  fare.
   Allora,  mi  permetto di suggerire, in punta di piedi,  visto  che
  abbiamo  avviato la discussione, visto che siamo anche entrati  nel
  novero di una problematica e sicuramente complessa, che, se il tema
  riguarda  una  difficoltà  attinente l'articolo  2  in  parte,  per
  esempio  un comma dell'articolo 2 in particolare, possiamo  -  come
  abbiamo fatto in altre occasioni - accantonarlo ed andare avanti.

   PRESIDENTE. Penso che questa proposta dell'onorevole Cirone sia di
  buon senso in questo momento.
   Se  il Presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia insiste,
  l'Aula  voterà  con la possibilità che si vada avanti.  L'onorevole
  Cirone  non parla di stralcio definitivo, ma suggerisce  di  andare
  avanti,  accantonarlo. E' chiaro che, se non  c'è  una  riflessione
  anche  sulla  base delle dichiarazioni che ha fornito  l'Assessore,
  che  venivano poi incontro alle perplessità espresse da gran  parte
  dell'Aula,   penso  che si possa andare avanti  accogliendo  questa
  proposta  dell'onorevole Cirone.

   CRACOLICI,  presidente della Commissione. Vorrei che  intervenisse
  l'Assessore.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, l'Assessore è  stato  abbastanza
  chiaro:  deve  rimanere  tutto nell'ambito delle  competenze  della
  Regione. E' stato abbastanza chiaro. Peraltro, ha detto che  se  ci
  sono  perplessità nel disegno di legge possiamo riscrivere. Inoltre
  aveva  già  presentato  un'ipotesi di  riscrittura  di  affinamento
  perché  alcune cose vanno chiarite. Poi, se non c'è differenza  tra
   elenco'  e   registro'  non vedo perché  necessariamente  dobbiamo
  mettere  registro' e non mettere  elenco'.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Per me c'è differenza

   PRESIDENTE. L'onorevole Cirone, aveva fatto una proposta  di  buon
  senso, in questo momento. Se la Commissione insiste e vuole proprio
  andare allo scontro con l'Aula...

   FIGUCCIA.  C'è  anche la richiesta di rinvio  in  Commissione  del
  disegno di legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, questa richiesta l'ha già fatta il
  suo Capogruppo.
   Rispetto a questa proposta del Capogruppo di Forza Italia, c'è una
  proposta  dell'onorevole Cirone che dice: considerato  che  abbiamo
  lavorato, che ci può essere un'ipotesi di trovare una sintesi
   Scusatemi, se in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  -  non  deve  essere secondario questo - si è deciso di incardinare
  questi  disegni  di  legge, ci sarà stato  pure  un  motivo.  Tutti
  abbiamo detto che non c'era da parte di nessuno, alcuna volontà  di
  evidenziare  atteggiamenti discriminatori. Ciò  è  stato  detto  da
  parte di tutti i Gruppi parlamentari. Non vorrei che sembrasse  che
  ci  sia  quasi l'espediente per affossare definitivamente la legge.
  Su questo dobbiamo essere chiari.

   LENTINI. Questo mai

   PRESIDENTE.   Può  essere  pure  una  scelta  che  compie   l'Aula
  nell'ambito della sua autonomia; può pure farlo.
   La  mia  idea  è  quella di accogliere la proposta  dell'onorevole
  Cirone  che, peraltro, fa la sintesi di quanto detto dall'onorevole
  Falcone.  Accantoniamo  questo benedetto articolo  2,  lo  facciamo
  riscrivere   all'Assessore   che,  sicuramente,   ha   raccolto   i
  suggerimenti  che  provengono da gran parte  dell'Aula,  e  andiamo
  avanti con l'articolo 3. E' chiaro che, poi, nella votazione finale
  ognuno si esprimerà come ritiene più opportuno.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, mi sono  informato  con  gli  uffici
  dell'Assessorato  all'economia.  Fra   elenco'  e   registro'   c'è
  un'altra  cosa  che  è  fondamentale: il  registro  prevede  spesa,
  l'elenco  non prevede spesa. Questa possiamo chiamarla  una  norma,
   legge voto', perché l'indirizzo a questa norma  deve darlo solo ed
  esclusivamente il Parlamento nazionale.
   Alcune regioni che si sono espresse in questo senso, hanno parlato
  solo  ed  esclusivamente di elenco. Ho fatto una ricerca e c'è  una
  regione  che scrive registro, quattro regioni che scrivono  elenco.
  Se  l'Italia è unica e se dobbiamo uscire dallo Statuto  perché  ci
  dicono  questo,  allora, o una o l'altra, o  dobbiamo  seguire  una
  linea nazionale o dobbiamo seguire una linea prettamente siciliana,
  con Statuto autonomo speciale.
   Signor  Presidente,  faccia anche lei i suoi  controlli,  però  le
  comunico  che il registro prevede spesa. Quindi, questa norma  deve
  ritornare in Commissione, dopodiché se la Commissione la  vota  con
   registro'  deve  andare in II Commissione  perché  prevede  spesa.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Manteniamo aperto il dibattito su questa proposta  di
  rinvio in Commissione.

   LENTINI.  Presidente, se c'è il registro ci  vuole  una  relazione
  tecnica.  La  Corte  dei Conti prevede che una  proposta  di  spesa
  necessita di relazione tecnica.

   FORMICA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, capisco che lei cerchi,  in  qualche
  modo,  di  addivenire  a  sintesi rispetto  alle  obbiezioni,  alle
  perplessità che sono state avanzate su questa norma.
   Presidente,  ci  sono alcune cose che, ovviamente, possono  essere
  aggiustate,  possono  essere  ricondotte  ad  una  forma  che   sia
  giuridicamente valida ed anche dal punto di vista costituzionale ed
  amministrativo   applicabile.  Però,   veda   Presidente,   non   è
  indifferente   la  questione  che  è  stata  posta  rispetto   alla
  differenza  tra registro ed elenco. E' una questione discriminante,
  quindi,  capisco che lei suggerisca di accantonare per  cercare  di
  procedere e vedere se, alla fine, il buon senso ci possa portare  a
  scrivere elenco e non registro.
   Del  resto  se  andiamo a vedere gli emendamenti  che  sono  stati
  proposti, anche della stessa onorevole Cirone, l'intento  è  quello
  di  cercare di fare entrare dalla finestra ciò che dalla porta  non
  può  entrare  perché  tutti  gli emendamenti  vanno  nel  senso  di
  costituire un obbligo di legge con addirittura l'imposizione per  i
  comuni  inadempienti di una penale prevista nel regolamento che  si
  dovrebbe  emanare  entro 60 giorni, perché c'è  un  emendamento  in
  calce  al  comma, parliamo sempre dell'articolo 2 che  recita:   il
  regolamento  del  comma  2 dovrà prevedere sanzioni  per  i  comuni
  inadempienti .  Allora,  se la finalità è quella  di  istituire  un
  elenco   che  cerchi  di  evitare  che  ci  siano  discriminazioni,
  Presidente,  se  l'intento  è quello di cercare  di  arrivare  alle
  forzature,  poi,  con le forzature non andiamo da nessuna  parte  e
  credo  che  non  sia neanche nell'interesse del presentatore  della
  legge   andare  a  fare  delle  forzature,  ma  chi  è  che   vuole
  discriminare qualcuno?
   Oggi,  non c'è nessuno che porta avanti battaglie discriminatorie,
  però,  evitiamo allo stesso tempo di esitare provvedimenti di legge
  che  non  stanno  in  piedi, quindi, modifichiamolo  nel  senso  di
  stabilire ora, subito, la questione dell'elenco che è il discrimine
  fondamentale dell'elenco o del registro.
   Se  siamo in grado di risolvere ora questo problema credo  che  il
  disegno  di  legge  possa andare avanti con  un  dibattito  normale
  perché  non credo che ci siano, poi, cose dell'altro mondo.  Alcune
  cose  le  avevamo  smussate in Commissione  perché  c'erano  alcune
  previsioni che erano ancora più discriminatorie in senso opposto.
   Quindi,  Presidente, non sono molto d'accordo con l'accantonamento
  nel  senso  che,  alla  fine, il problema si deve  risolvere  e  il
  problema  o  lo  affrontiamo  e lo risolviamo  ora,  qui  in  Aula,
  eliminando il nodo principale che sta alla base di tutto  e  si  va
  avanti  con un buon disegno di legge, perché credo che nessuno  qui
  abbia dichiarato la propria contrarietà ad approvare il disegno  di
  legge,  purché  sia  un disegno di legge che preveda  di  eliminare
  discriminazioni.
   Se  poi  diventa un disegno di legge per prevedere  una  sorta  di
  corsia  preferenziale, per favorire qualcosa, qui non siamo  contro
  niente,  contro  nessuno, ma non possiamo accettare  che  ci  siano
  corsie preferenziali. Addirittura, nell'ipotesi originaria  - lo so
  perché  ero  in  Commissione - alcuni commi,  articoli  prevedevano
  corsie  preferenziali e, poi, giustamente, è stato sfrondato perché
  si faceva una discriminazione all'inverso.
   Ora, non possiamo permetterci tutto ciò, né ci possiamo permettere
  di creare guerre tra poveri, mi riferisco alle case, l'assegnazione
  di  case  popolari, a quanto si sta verificando nel resto d'Italia,
  sopratutto in un momento come questo dove su questi temi c'è  molta
  battaglia, c'è molta lotta e gli animi sono troppo surriscaldati.
   Quindi, risolviamo subito questo problema, cioè il discrimine  tra
  elenco  e  registro,  dopodiché  si  vada  avanti,  altrimenti   se
  accantoniamo,  per  discutere che cosa,  per  poi  interromperci  e
  mandarlo  in  Commissione  fra mezz'ora,  fra  un'ora,  sarebbe  un
  infingimento.
   Signor Presidente, si risolva ora, oppure si stralci questa  parte
  e  si  mandi  in  Commissione  dove,  alla  fine,  si  troverà  una
  possibilità  di  addivenire  ad  una  soluzione  che  sia  equa  ed
  accettata da tutti.

   PRESIDENTE. Come faccio a stralciare una parte, onorevole

   FORMICA.  Presidente, era solo per farle notare  che  non  c'è  un
  intento  a  bloccare la legge. Si sospenda un'ora per  trovare  una
  soluzione.

   PRESIDENTE. No.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, Assessori, colleghi,  cittadini,  il
  Movimento  Cinque Stelle è assolutamente contrario ad ogni  ritorno
  di questo disegno di legge in Commissione.
   Io  faccio parte della I Commissione, insieme al collega Siragusa,
  abbiamo  esaminato con i componenti della Commissione  presenti  il
  disegno  di legge, lo abbiamo approfondito, penso che la  questione
  relativa  ad  elenco o registro, visto e considerato che  rimaniamo
  nell'ambito delle competenze regionali, sia una questione  di  lana
  caprina,  tra  l'altro  vorrei capire  dove  una  coppia  di  fatto
  dovrebbe iscrivere la propria appartenenza se non in un registro  o
  in  un  elenco  e, comunque, non può non occuparsene  il  comune  e
  l'ufficio di stato civile ed aggiungo che la Commissione comunque -
  e  già sono depositati - ha elaborato degli emendamenti che possono
  far  trovare  la  quadra a questo articolo 2 e, quindi,  consentire
  all'Aula di proseguire.
   Però,  Presidente,  voglio dire un'ultima cosa perché  penso  che,
  fino  a  questo momento - e considero tutti in buona fede - nessuno
  voglia  discriminare nessuno e,  da questo punto di vista,  non  lo
  metto in dubbio, però penso che l'esclusione di un registro o di un
  elenco  non  colpisca tanto la questione di genere ma  quanto,  per
  esempio,  persone  eterosessuali, coppie di fatto  che,  in  questo
  momento, non esistono né per il comune, né per la Regione,  né  per
  lo Stato.
   Allora  dico,  è un ragionamento di buon senso, è  una  legge  che
  stabilisce delle regole perché solo attraverso delle regole si  può
  convivere civilmente in una società. Grazie.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Scusate, però, l'onorevole Cracolici mi dice che la differenza tra
  registro  ed elenco c'è. L'onorevole Cappello mi dice  che   è  una
  questione di lana caprina'. Beh, qua ci dobbiamo intendere

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  ho  ascoltato  con  interesse  la
  discussione. Capisco che ci siano colleghi che hanno, diciamo così,
  una  legittima  resistenza  rispetto al  fatto  che  il  Parlamento
  legiferi  in questa materia ed, io, per carità, rispetto  tutte  le
  posizioni. Lo dico anche per rompere questo clima di ipocrisia  per
  cui  apparentemente siamo tutti d'accordo e, poi, c'è  un  problema
  insormontabile.
   Allora, sono disponibile a sostenere la posizione della Presidenza
  di accantonare per dare la possibilità alla Commissione di lavorare
  per  approfondire gli aspetti che sono da approfondire,  ma  se  il
  tema è - mi dispiace che il collega Falcone non mi ascolti - di non
  legiferare  in  questa materia, di fare in modo che, diciamo  così,
  questa norma sia la più annacquata possibile
   Addirittura,  ho ascoltato dal collega Formica che è impressionato
  dal  fatto che stabilito che c'è il registro o l'elenco - su questo
  sorvolo  - addirittura i Comuni potrebbero decidere di farlo  o  di
  non  farlo perché c'è la sanzione. Io non so se la scelta giusta  è
  quella  di  sanzionare o meno, ma se c'è una  legge  regionale,  un
  Comune  può non applicarla? O è un atteggiamento omissivo?  Quindi,
  non  giochiamo  con  le parole  Ho ascoltato l'intervento  accorato
  della  collega  Grasso che ha parlato di non si  capisce  bene  che
  cosa.
   Allora,  se  è  legittimo  che ci sia  una  parte  del  Parlamento
  contraria  a  questa  legge,  per carità,  si  voti  e  si  decida.
  Evitiamo, però, di prenderci in giro ed evitiamo - soprattutto  per
  una  legge che è in Parlamento già dalla scorsa legislatura, che  è
  stata  discussa, approfondita e dibattuta in più Commissioni  -  di
  rinviarla in Commissione. Per fare che cosa? Per segnalare  che  ci
  sono legittime posizioni contrarie allo spirito di questa legge? Se
  c'è  bisogno di un supplemento di riflessione con l'accantonamento,
  va   bene,  altrimenti  facciamo  uscire  allo  scoperto  posizioni
  politico-culturali  diverse, distinte, anche contrapposte  che  non
  devono scandalizzare alcuno.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   A seguire, hanno chiesto di parlare gli onorevoli Cordaro e Grasso
  per  fatto personale ma il fatto personale non c'è, appartiene alla
  dialettica d'Aula; onorevole Grasso, l'onorevole Panarello non l'ha
  offesa effettivamente.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, stasera mi sono fatto una  cultura
  che non immaginavo potesse risiedere in quest'Aula. Distinzione fra
  elenchi, registri, disquisizioni interminabili su quello che  è  un
  elenco e quello che è un registro.
   La domanda essenziale cui dovremmo dare una risposta è: a che cosa
  serve  l'iscrizione in qualcosa? Quali effetti produce l'iscrizione
  ad un qualcosa? Se poi si chiami elenco, registro, agenda o rubrica
  non  cambia assolutamente nulla; anzi, faccio una proposta: anziché
  elenco o registro usiamo la parola rubrica, così tagliamo la  testa
  al toro. Veramente, non cadiamo nel ridicolo se mi consentite
   Oggi,  scopro  che  il registro comporta degli  oneri  finanziari.
  Nulla  vieta  alla  Regione di stabilire  che  l'iscrizione  in  un
  registro sia gratuita e senza alcun onere. Non mi pare che  ci  sia
  una norma di legge che preveda un onere finanziario per il rilascio
  di  una marca da bollo che, comunque, potrebbe anche essere fissata
  in un elenco.
   La  verità di fondo, caro Presidente, è che lo spirito della legge
  sana  un  vulnus  o cerca di sanare un vulnus  in quello  che  sono
  situazioni che riguardano diverse migliaia di cittadini  e  non  mi
  riferisco  solo  alle coppie omosessuali che hanno fatto  una  loro
  scelta  di  vita  e  che  convivono dignitose e  rispettabilissime,
  quanto a tutte quelle coppie separati, divorziati, giovani che  non
  hanno  la  possibilità  e  che convivono  ed  ai  quali  non  viene
  riconosciuto  un semplicissimo diritto: il diritto di assistere  il
  proprio compagno o la propria compagna in occasioni difficili della
  vita.
   Il classico esempio è l'ospedale in cui viene negato al compagno o
  alla compagna la possibilità di accedere a delle scelte che magari,
  poi,  vengono riservate a familiari che sono distanti  negli  anni,
  distanti  negli  affetti,  che non sono neanche,  forse,  informati
  della situazione.
   Quindi,  è  forse più necessario cogliere il senso, lo spirito  di
  questa legge, che si è affrontato in Commissione, per porre non dei
  correttivi,  ma delle puntualizzazioni che consentano di  procedere
  bene  e  rapidamente su una strada che è richiesta a gran  voce  da
  tanti cittadini che non trovano nella legge una risposta alla  loro
  esigenze.
   A  questo dovremmo dare delle risposte, dobbiamo dare una risposta
  alle  esigenze  dei  cittadini, che  hanno  il  diritto  di  essere
  tutelati, indipendentemente dal sesso, dalla religione, da  aspetti
  sociali,  da  aspetti  sessuali,  perché  sono  argomenti  che  non
  riguardano  gli  altri, ma il  se stesso . E il  se  stesso   credo
  abbia la necessità di essere rispettato, valorizzato e tutelato.
   Io    mi   appello,   quindi,   ai   colleghi:   evitiamo   queste
  contrapposizioni  su termini lessicali che lasciano  il  tempo  che
  trovano.   Onorevole  Formica,  rilancio  la  proposta  chiaramente
  provocatoria e  se lei ritiene, anziché registro mettiamo rubrica e
  abbiamo risolto il problema
   Anche  se  poi, operativamente, mi chiedo come l'Assessorato  alla
  famiglia  -  e  questo  è  un problema di natura  pratica  -  possa
  mantenere un qualsiasi documento, registro o elenco, per  tutta  la
  Sicilia; questo diventa operativamente molto difficile, quindi,  da
  questo  punto  di  vista,  sarebbe  anche  opportuno  snellire   le
  procedure.
   Ma  che questo Parlamento debba dare una risposta alle istanze che
  vengono  dalla  società - e non solo dalla  Sicilia,  ma  da  tutta
  Italia,  con  l'auspicio che il Parlamento nazionale riconosca  una
  volta per tutte le unioni civili - è un'esigenza ineludibile.
   Voglio  solo ricordare una cosa, signor Presidente: il  matrimonio
  così come lo conosciamo  è stato istituito nel 1400 circa; prima la
  notorietà  dell'unione  era  già  un  elemento  valido  per   avere
  riconosciuta  una famiglia. Quindi, i formalismi di questa  società
  hanno,  ormai, prevaricato il buon senso. Cerchiamo, anche noi,  di
  non farci prevaricare dai formalismi, ma di applicare ciò che è  un
  buon  senso, senza spaccare il capello in quattro, perché non credo
  che sia questo il compito del Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, intervengo  brevemente.  Ho  sentito
  tanti  discorsi, tanti interventi di colleghi che si sono affannati
  in  un'arte  che è quella della giurisprudenza e della legislazione
  nazionale, che hanno spesso dimostrato non essere la loro  arte  e,
  però,  tuttavia,  ho  apprezzato la buona volontà  di  tanti  e  lo
  sproloquio di alcuni; ho ascoltato di questioni ritenute  di   lana
  caprina ,  che  mi sono sembrate caprine più che di  lana  caprina,
  però,  Presidente, la verità è una: c'è stata, in  quest'Aula,  una
  richiesta  formale  di  un  Presidente di Gruppo  parlamentare,  di
  mettere  ai  voti il ritorno in Commissione del disegno  di  legge.
  Siccome  voterò contro il ritorno in Commissione, perché credo  che
  ciascuno  in  quest'Aula si debba esprimere e le norme  si  debbano
  votare,  dovendola smentire, Presidente, perché, in realtà,  questa
  norma  non  c'era  nei  lavori, ma è stato il  Capogruppo  del  PD,
  onorevole Gucciardi, che ci ha chiesto di inserire questa norma  e,
  io  per primo, ho detto sì  e questo disegno di legge è arrivato in
  Aula.
   Presidente, lei deve fare votare perché se un Capogruppo le chiede
  di rinviare in Commissione un disegno di legge, lei, un minuto dopo
  deve  dare la parola ad un deputato che vota a favore e ad uno  che
  vota contro e poi deve fare votare.
   Smettiamola  con questa  melina  da parte di tutti  e  andiamo  al
  cuore del problema.
   L'Aula  voti  e  ciascuno  si  assuma la  propria  responsabilità,
  quindi,  se  verrà votato il ritorno in Commissione  ne  prenderemo
  atto, altrimenti si vada avanti, si voti, chi è a favore, a favore,
  chi è contro, contro.
   Presidente,  ci faccia esercitare i nostri diritti ed applichi  il
  Regolamento.

   PRESIDENTE.  Il  richiamo al Regolamento da  parte  dell'onorevole
  Cordaro  -  anche  se detto con toni eccessivi, forse  troppo,  nei
  confronti di questa Presidenza - è pertinente.

   CORDARO. Chiedo scusa.

   PRESIDENTE. I Gruppi si sono espressi sia a favore che contro.
   Pongo  in  votazione  la richiesta di rinvio  in  Commissione  del
  disegno  di legge. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario  resti
  seduto.
   Risultano 16 favorevoli alla proposta di rinvio in Commissione del
  disegno di legge numero 141/A, pertanto la richiesta è respinta.

                           (Non è approvata)

   Si continua con l'articolo 2.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo,  su  questo  argomento  è   già
  intervenuto. La proposta dell'onorevole Cirone era di buon senso.
   Comunico che sono stati presentati alcuni emendamenti a firma  del
  Governo e della Commissione. Si passa all'emendamento 2.12, a firma
  della  Commissione che così recita:  Al comma 1 inserire all'inizio
  le  parole   per  le  finalità  della presente  legge .  Si  cerca,
  chiaramente,  di restringere il campo alle finalità previste  dalla
  legislazione regionale e non da quella statale.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   L'onorevole  Grasso  aveva fatto un'obiezione anche  invitando  la
  Presidenza - e di questo la ringrazio - sul punto 2) del comma 2.
   E'  stato presentato l'emendamento 2.11 di soppressione del  punto
  2) del comma 2: dalla parola  accesso' fino a  Regolamento'.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, ha già parlato diverse volte.  Se
  vuole fare ostruzionismo

   VINCIULLO. Ho parlato solo una volta.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.00, è ripresa alle ore 19.01)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Ritorniamo al fascicolo. Emendamento 2.2,  la  vicenda
  elenco o registro, a firma dell'onorevole D'Asero ed altri
    Parere della Commissione?

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e relatore. Contraria.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  mi
  dispiace di avere alzato la voce però le ribadisco che questa  sera
  ho  parlato  ancora  solo una volta e credo  di  avere  gli  stessi
  diritti degli altri colleghi.
   Su  questo articolo noi non abbiamo nessuna preclusione, né  tanto
  meno sulla legge. Però le volevamo fare osservare alcune cose.
   L'istituzione  di  un  registro comporta  spese.  Le  spese  vanno
  giustificate  con  una relazione e il disegno  di   legge,  quindi,
  doveva  passare dalla Commissione Bilancio, cosa che non è avvenuta
  e,  di  conseguenza, le volevo fare osservare come ancora una volta
  noi ci troviamo di fronte ad un disegno di legge che arriva in Aula
  senza passare dalla Commissione.
   Ciò  posto, il registro comporta spese. Se comporta spese comporta
  la  necessità di una relazione che giustifichi le spese ed  occorre
  il parere vincolante della Commissione Bilancio.
   Nello  stesso tempo Le volevo ricordare che su questa  materia  il
  Commissario  dello  Stato  è già intervenuto  ed  è  intervenuto  a
  proposito  della legge n. 5 del 28 gennaio 2014 cassando l'articolo
  37  e dicendo che il provvedimento che oggi stiamo riapprovando  in
  questa  Aula  viola  sia l'articolo 3 quanto  l'articolo  81  della
  Costituzione  tanto è vero che ora le lascio copia di quanto  detto
  dal Commissario dello Stato che il provvedimento è stato portato al
  vaglio  della  Corte  e, di conseguenza, non  capisco  come  su  un
  argomento  su cui già è intervenuto il Commissario dello  Stato  si
  vuole ritornare a legiferare.
   Su  quanto  dice il Presidente Cracolici, cioè sul fatto  che  poi
  comunque  ci  sarà il CGA ad esprimersi su questa vicenda,  il  mio
  pensiero  sul  CGA è noto a tutti tanto è vero che  ho  portato  in
  questa  Aula un ordine del giorno da voi approvato che  prevede  la
  soppressione del CGA in Sicilia  e, di conseguenza, fin da  ora  le
  dico   che   l'idea   che   il   testo  possa   essere   sottoposto
  all'approvazione  del  CGA non mi tranquillizza  assolutamente  ma,
  anzi, mi spinge ulteriormente ad essere contro.

   PRESIDENTE. Io proprio su questo punto, elenco e registro,  invito
  ad  una  riflessione  anche  sulla  base  di  un  intervento  fatto
  dall'onorevole  Cappello,  anche penso in  rappresentanza  del  suo
  gruppo che è abbastanza nutrito in questa Aula.
   Se  l'onorevole Cappello mi sostiene che non vi è differenza, e se
  non  c'è  differenza, io non vedo qual è la difficoltà ad approvare
  l'emendamento che sostituisce  elenco  con  registro  se sono state
  sollevate   obiezioni   di   carattere  giuridico,   mi   riferisco
  innanzitutto alla questione sollevata dall'onorevole Ioppolo che ha
  fatto  riferimento  a  quattro registri  previsti  dall'ordinamento
  giuridico nazionale.

   VINCIULLO. E' la stessa cosa.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Il  parere  del
  Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è  contrario si alzi;  chi  è  favorevole  resti
  seduto.

                                                            (Non    è
  approvato)

   Comunico che l'emendamento 2.3 è precluso.
   Onorevole Cordaro la invito al ritiro dell'emendamento 2.4  perché
  appare  in  contrasto  con  la  giurisprudenza  costituzionale,  in
  particolare  con, la più volte citata, sentenza n. 8 del  2011  che
  impedisce  alle  regioni  l'intervento con  disciplina  sostanziale
  delle forme di convivenza.

   CORDARO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.5.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   mi
  permetto   di  dire  che  non  dobbiamo  raggiungere  il  risultato
  dell'eccesso    opposto.   Io    volevo   intervenire    sull'altro
  emendamento.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.13 della Commissione,  aggiungere  al
  comma 3 le parole  purché è soppressa .
   Lo  pongo in votazione  col parere favorevole del Governo.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   Si passa all'emendamento 2.8 dell'onorevole Cirone. All'articolo 2
  le parole  un anno  sono sostituite dalle parole  6 Mesi.
   Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.7 dell'onorevole D'Asero. Al  comma  4
  dell'articolo 2, dopo le parole  di tutelare e sostenere   inserire
  le  seguenti:   le  famiglie ex articolo 2, 3,  29,  30,  31  della
  Costituzione italiana .

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso di questo
  mio emendamento è proprio quello di dire di non cadere nell'eccesso
  opposto  e  cioè,  io problema di evidenziare e tutelare  e  quindi
  sostenere  le  unioni civili non significa, perché non evidenziate,
  trascurare e quindi estromettere le famiglie.
   Per  cui io dico che va fatta una integrazione in questo senso  in
  modo  che  venga anche inserito il concetto per cui le famiglie  ex
  articolo  2  e 3, 9 e 30 e 31 della Costituzione Italiana  è  anche
  come dire ritenuto possibile di questo stesso principio.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissionee relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 2.10 è precluso.
   Si passa all'emendamento 2.8 seconda parte.

   CIRONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.

   Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.

                                Art. 3.

            Interventi in materia di istruzione, formazione
                            professionale,
       politiche del lavoro ed integrazione sociale. Formazione
                             del personale

   1.   La  Regione  opera,  nell'ambito  delle  proprie  competenze,
  affinché   il   sistema  integrato  di  istruzione   e   formazione
  professionale e il sistema dei servizi per l'impiego  concorrano  a
  garantire   l'effettività  del  diritto   all'istruzione   e   alla
  formazione durante tutto l'arco della vita e del diritto al lavoro.
  Essa  opera  per  assicurare  ad  ogni  persona,  indipendentemente
  dall'appartenenza   di   genere   o   dall'orientamento   sessuale,
  uguaglianza delle opportunità e non discriminazione nell'accesso ai
  percorsi   di   istruzione,  istruzione  superiore   e   formazione
  professionale,  nell'inserimento al lavoro e  nella  fruizione  dei
  relativi servizi, nei percorsi di carriera e nella retribuzione.

   2.   La   Regione,   per   prevenire  le  discriminazioni   legate
  all'identità  di  genere  e  all'orientamento  sessuale,   persegue
  l'integrazione fra le politiche educative, scolastiche e  formative
  e le politiche sociali e sanitarie, al fine di sostenere le persone
  e  le  famiglie  nei  loro compiti educativi, realizza  e  promuove
  attività  di  educazione  sui  diritti  umani  ed  educazione  alle
  differenze,  altresì provvede ad assicurare percorsi di inserimento
  e di integrazione sociale per le persone che risultino discriminate
  o  esposte  al  rischio di esclusione sociale per motivi  derivanti
  dall'orientamento sessuale o dalla identità di genere.

   3.  La Regione promuove l'adozione di comportamenti ispirati  alla
  considerazione  e  al  rispetto per ogni  orientamento  sessuale  o
  identità  di  genere  e  individua,  altresì,  l'adozione  di  tali
  comportamenti  tra gli obiettivi delle attività di  formazione  del
  personale dei suoi uffici ed enti.

   4.  La  Regione,  nella redazione dei codici di comportamento  dei
  propri dipendenti, si conforma ai principi di cui all'articolo 1.

   Si passa all'emendamento 3.2 dell'onorevole D'Asero.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il 3.2. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 3.4.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei bisogno di un
  chiarimento  prima  di  procedere  e  penso  di  intervenire  sulla
  discussione generale dell'articolo 3.
   Al  comma 2 dell'articolo 3 si parla di realizzare e promuovere la
  Regione attività di educazione sui diritti umani ed educazione alle
  differenze. Sarebbe in buona sostanza superare se stesso.
   La   formazione   della  Regione  siciliana  è  finalizzata   alla
  educazione   alle   differenze  e  nel  comma  3  dell'articolo   3
  addirittura  la  Regione  dovrebbe tra le  varie  cose,  provvedere
  all'adozione di tali comportamenti tra gli obiettivi delle attività
  di formazione del personale e dei suoi uffici ed enti.
   Io  dico possiamo riflettere un attimo, non è per una posizione di
  condivisione della legge, devo essere sincero mi sembra che c'è una
  libertà  di  voto  non  legata ne a principi di  maggioranza  ne  a
  tensioni  di qualunque tipo. Credo che una lezione di civiltà  come
  quella di oggi, forse qualche anno fa era inimmaginabile.
   Siccome ogni tanto usano descrivere l'Italia o la Sicilia come  un
  Paese  clericale io posso dire che non ho ricevuto segnalazione  di
  nessun tipo.
   Però,  l'onestà  intellettuale di riconoscere che  ci  sono  delle
  forzature o delle esagerazioni credo che vada evidenziata.
   Io  non  so  cosa sarebbe un corso di formazione per  l'educazione
  alle  differenze  e  chi lo dovrebbe tenere  e  quali  sarebbero  i
  principi che verrebbero  ..?
   Presidente,  onestamente ci sono delle cose sulle  quali  dobbiamo
  riflettere  meglio  oppure si deve passare da un eccesso  all'altro
  così perché la moda è questa.
   Allora, io vorrei che su questo punto non si votasse di pancia, si
  votasse  per  condivisione  e nessuno,  nonostante  poco  fa  abbia
  palesemente  votato contro, è più aperto di me nella conduzione  di
  un ragionamento liberale.
   Però,  vorrei  capire cosa significa che nella istruzione,  magari
  primaria, nelle scuole elementari o nelle scuole medie o  al  liceo
  si  possa organizzare un corso per educare alle differenze. No, non
  lo capisco e non ci sto.
   E vorrei che lei permettesse che questi temi fossero approfonditi.
   Io  non nego che non conosco il lavoro della Commissione, che  non
  ne faccio parte, pur avendo un autorevole rappresentante che poteva
  riferire, però c'è buon senso ed il buon senso appartiene a tutti.
   Ci   sono  delle  manifestazioni  che,  talvolta,  sembrano  delle
  carnevalate nulla volendo togliere, anzi, credo che ci siano  delle
  manifestazioni che si sono realizzate pure qua, pure  nella  nostra
  cattolicissima Palermo. Ma come si spiega un fatto di questo ad  un
  ragazzino   come   una   carnevalata   oppure   come   una   libera
  partecipazione?  Io penso che ci sia un'età per  tutto  e,  allora,
  vorrei  che  su questo punto si riflettesse un po' meglio,  con  la
  consapevolezza  che ognuno non deve rinunciare ai propri  principi,
  deve  essere libero e condividere, condividere con tutti le proprie
  diversità  ed  avere  i  giusti diritti e le giuste  garanzie;  non
  trasformiamo  alcune libertà in atteggiamenti che possono  apparire
  come  carnevalate  - lo ribadisco.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
  tornando  al discorso che faceva l'onorevole Turano è come  se  per
  questo  articolo  dicessimo:  Guarda che ci sono  dei  diversi,  ti
  educhiamo a considerarli uguali agli altri . E' veramente un contro
  senso
   Così  come  l'articolo successivo - così non  prenderò  la  parola
  successivamente - quando diciamo che negli ospedali  il  convivente
  può   . .  Ma  ci  sono già leggi che questo lo  regolamentano,  il
  convivente  viene  prima  di  figli,  genitori,  etc.   per   avere
  informazioni, per sapere se si parla di trasfusioni, di trapianti e
  quant'altro.
   Quindi, l'articolo 4 è anch'esso una cosa che non sta né in  cielo
  né in terra come articolo in sé.

   PRESIDENTE.   In  effetti,  io  invito  la  Commissione   ad   una
  riflessione perché la questione di educazione alle differenze è già
  insita nel concetto di diritti umani.
   Obiettivamente,  come  ha detto l'onorevole  La  Rocca  Ruvolo,  è
  mettere  in  evidenza  una discriminazione. Si  tratta  di  diritti
  umani,   perché  noi  così  stiamo  sancendo  che  ci  sono   delle
  discriminazioni.  Che  vuol  dire educazione  alle  differenze?  Io
  francamente non  .

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  qui  vorrei
  intervenire da uomo della scuola non da deputato.
   Le  devo  dire  che  non comprendo assolutamente  quello  che  c'è
  scritto  in  italiano in questi quattro commi. Mi viene  difficile,
  sto cercando di sforzarmi ma non ci riesco.
   L'unica  cosa  che  potrei  comprendere  è  quello  che  ha  detto
  l'onorevole  La  Rocca:  è  come se noi  avessimo  individuato  dei
  soggetti   fragili,  diversamente  abili,  disadattati  e  stessimo
  cercando di inserirli in un contesto di normalità.
   Ma non penso che la legge possa mai prevedere una cosa del genere.
  La legge, casomai, prevede tutt'altra cosa.
   Intanto  una  prima pregiudiziale, signor Presidente.  Siccome  al
  comma  2 c'è scritto che la Regione  realizza e promuove attività ,
  per  realizzare  e  promuovere attività ci  vogliono  denari  e  di
  conseguenza qualcuno ci dovrebbe spiegare quanto, attraverso questa
  legge,  viene  stanziato  da  parte della  Regione  per  promuovere
  attività   di  educazione.  Perché  sia  chiaro  che  attività   di
  educazione  a  titolo gratuito fino ad oggi non ne sono  state  mai
  fatte, soprattutto nella formazione professionale. Quindi la  prima
  cosa  che  dovremmo dire è che questo articolo passa in Commissione
  Bilancio;  la  Commissione Bilancio dà la  copertura;  qualcuno  ci
  scrive  una  relazione  per spiegarci come  possiamo  educare  alla
   anormalità .   Il  diritto  ad  essere  normali   è   un   diritto
  riconosciuto dalla legge.
   Noi  qui  stiamo  dicendo in un italiano -  mi  sia  consentito  -
  stentato,  molto  stentato che forse vogliamo  integrare  coloro  i
  quali hanno delle condizioni diverse dalla normalità. Se è così, lo
  scriviamo  in  maniera  diversa, se è così,  ci  dite  quale  è  la
  copertura,  se  è  così,  ci  dite  come  viene  fatta,  attraverso
  l'educazione   permanente,  attraverso  dei  corsi  di   formazione
  professionale,  quali  sono le risorse che  vengono  destinate  per
  questo articolo 3. Perché non si può pensare di fare attività e  di
  non indicare dove andare a prendere le risorse finanziarie per fare
  quelle attività.
   A  meno che, noi qui, non vogliamo dire che l'attività viene fatta
  nelle  scuole  a  titolo  assolutamente gratuito.  Però  questo  lo
  dobbiamo  aggiungere. Se non lo aggiungiamo, occorrono le  risorse.
  Se occorrono le risorse, occorre la relazione. Se c'è la relazione,
  deve passare in Commissione Bilancio.
   Quindi  su questo, signor Presidente, le chiedo che vengono  fatti
  degli emendamenti per rendere più chiaro quello che viene detto.  E
  che nello stesso tempo si indicano le fonti dove attingere.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, mi permetta di  evidenziare  che
  sono  norme  di  principio  che non hanno bisogno  della  copertura
  finanziaria in questo momento.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    volevo
  semplicemente approfittare della presenza dell'Assessore  Lo  Bello
  che è appena arrivata in Aula, per chiedere rispetto alla questione
  delle  attività formative che sono previste all'interno  di  questo
  disegno di legge.
   Ovvero,  signor  Presidente, vorrei chiedere: nel momento  in  cui
  all'interno  della  Regione  siciliana presso  il  suo  Assessorato
  vengono  mortificati gli aspetti legati all'educazione dei soggetti
  che dovrebbero seguire dei percorsi legati all'obbligo formativo.
   Nel  momento  in  cui noi tagliamo quei percorsi  a  cui  venivano
  accompagnati quei giovani che venivano magari segnalati ai  servizi
  sociali da parte delle famiglie in difficoltà.
   Nel  momento  in cui a quei giovani noi neghiamo l'opportunità  di
  poter  tornare all'interno di un percorso formativo subito dopo  il
  percorso  della scuola media. In una Regione siciliana  in  cui  si
  castrano  questi  opportunità a tanti  giovani  che  finiscono  per
  strada,    finiscono   oggetto   delle   attività    anche    della
  microcriminalità,  a  quei  giovani che potrebbero  beneficiare  di
  percorsi di formazione.
   Quei  giovani  che sfuggono ai contesti di una vita sana,  di  una
  qualità  della  vita  che  dovrebbe stare dentro  le  regole  della
  legalità.  Ecco,  a  quei giovani Assessore Lo  Bello,  noi  stiamo
  togliendo l'opportunità di essere inseriti all'interno dell'obbligo
  formativo,  quell'obbligo formativo che il suo Assessorato  fino  a
  poco tempo fa poteva garantire a questa parte della popolazione.
   A  quei  giovani  togliamo l'opportunità  e  invece  offriamo  dei
  percorsi  formativi  legati  alle  differenze  di  genere?   Signor
  Assessore,  lasciamo  liberi i nostri figli,  i  nostri  cittadini,
  della possibilità di accedere ai percorsi come loro meglio credono.
   Quello dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza sancito  anche
  dall'ONU è un diritto che deve essere sacrosanto e nulla può  avere
  a che vedere con le questioni della formazione.
   Mi  sembra che noi qui stiamo davvero cavalcando mi sembra che qui
  noi   abbiamo   completamente  perso  la   tramontana,   Presidente
  Cracolici,  ammettiamolo in questa cosa la I Commissione  ha  fatto
  quello che non si poteva fare, abbiamo aperto la possibilità  nelle
  unioni  civili senza distinguere se tra un uomo e più donne, oppure
  se  tra una donna e più uomini, oppure se tra un uomo e parlando di
  diritti  civili  non so e magari può esserci quell'anziano  che  ha
  messo  a  casa  un  cagnolino al quale magari, assistiamo  anche  a
  quelle vicende dove viene lasciato in eredità i propri averi.
     Noi  stiamo  veramente rischiando di sconfinare e  questo  è  un
  problema  che  quest'Aula dovrebbe porsi rispetto a quei  temi  che
  sono  legati alla crisi economica, alla crisi finanziaria che  sono
  legati  Assessore  al  fatto che in questo momento  dovremmo  avere
  altre   emergenze  parlando  di  obbligo  formativo,  quello  della
  formazione  è un diritto certamente ma non può essere  così  adesso
  scambiato  con l'idea di obbligare a fare delle scelte legate  agli
  orientamenti sessuali.
   Le  fasi  della  crescita di un bimbo legate alla socializzazione,
  legate ad una crescita sana devono essere rispettate.
   Io  mi  aspetto  di  potere mandare mio figlio a  scuola  e  poter
  ricevere un'educazione  come dire coerente a quella che io  a  casa
  ho dato lui.
   Non  mi  aspetto  che  debba poi rivolgermi  a  quest'attività  di
  consulenza,  di  orientamento magari dovendo  ricorrere  perché  no
  proprio  allo  psicologo per dover sanare degli  squilibri  che  si
  potrebbero venire a creare all'interno dell'agenzia educativa.
   La  prima  agenzia  educativa Assessore è la famiglia,  a  seguire
  sicuramente  la scuola ma non creiamo le condizioni  perché  queste
  due  agenzie  creino dei modelli in contrasto tra di loro.  Già  di
  problemi  ne  stiamo creando tanti non facciamo perché  vogliamo  a
  tutti costi fare questa norma spot non creiamo disastri all'interno
  della  società  e  già stiamo facendo ben altre ben  più  forti  in
  settori strategici che avrebbero meritato un'attenzione diversa.

   CIRONE. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE.. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  ma  su
  questo  tema io richiamo l'attenzione dell'Assemblea alla strategia
  nazionale sulla formazione per LGVT che è stata emanata dal Governo
  Monti.
   Un  punto diciamo di scelta e anche di cambio di assetto culturale
  che  il  Governo nazionale ha inteso fare rendendosi conto che  nel
  nostro  Paese  non  adeguatamente ci  si  muoveva  per  cercare  di
  intervenire  su  disagi anche fasce di disagio  che  riguardano  in
  particolare  gli omosessuali ricordiamoci gli episodi  di  omofobia
  frequenti nel nostro Paese, peraltro riportati con grande  evidenza
  dagli  organi  di  informazione anche i  casi  di  disagio  che  si
  registrano  per  esempio tra le donne, il nostro  è  un  Paese  che
  sempre  di  più acclara un numero di femminicidi che fa tremare  le
  vene  e  i  polsi  e  allora  certamente  colgo  la  preoccupazione
  comprensibile,  legittima,  da  parte  dei  colleghi  ma   richiamo
  l'attenzione  che  questo  è  un disegno  di  legge  che  tende  ad
  occuparsi  non  degli  eguali,   ma  appunto  delle  diversità  per
  riportarle a condizione di assoluta normalità nel nostro Paese.
   Se  noi  riteniamo che questo principio va salvaguardato,  quindi,
  dobbiamo   combattere   le  discriminazioni   che,   peraltro,   si
  manifestano  a  volte in forma violenta nel nostro Paese,  cogliamo
  l'importanza anche di questo comma.
   Voglio aggiungere che la norma non fa altro che mettere in cornice
  e  valorizzare quanto già nelle scuole si fa, in totale  autonomia,
  quanto nelle università si fa istituendo dei corsi ad hoc che  sono
  particolarmente  seguiti, che hanno una funzione di civilizzazione,
  se  mi  permettete,  delle relazioni umane di  cui  ancora  abbiamo
  bisogno.
   Ecco,  io non caricherei di significati particolari questa  norma,
  ma  è  una  norma che sostiene, che invita a leggere  le  relazioni
  umane  nella chiave data, non in quella alla quale dobbiamo tendere
  e in cui quest'Aula vuole tendere.
   Aggiungo  che persino Papa Francesco ha attenzionato  il  tema  di
  come  trasferire  l'insegnamento, l'educazione  alle  famiglie  nel
  momento in cui la famiglia si organizza in modo diverso nel  nostro
  Paese  e  nel  momento  in  cui  persone  che  hanno   orientamento
  sessuale diverso decidono, per esempio,  di affrontare la  vita  in
  maniera diversa dalla forma tradizionale.
   Ecco, anche su questo Papa Francesco ha dichiarato, in un discorso
  tenuto  credo  alla fine del mese di novembre 2014, che  la  Chiesa
  doveva  porsi la vigilanza, l'attenzione attorno a questi  elementi
  che  vivevano all'interno delle famiglie e porsi in maniera attenta
  studiando persino la legislazione dei paesi stranieri che su questo
  tema  hanno  legiferato da tempo, anticipando anche la legislazione
  del nostro Paese.
   Quindi,  l'articolo va riportato al senso della realtà, non  vuole
  fare  secondo  me salti in avanti, vuole semplicemente  riconoscere
  quanto  già  autonomamente nelle scuole si fa, dando all'educazione
  di genere e alla educazione alla diversità il punto di vista che un
  cittadino  italiano  deve  avere, questo  non  significa,  non  può
  significare,   ma   l'insegnamento  lì   è   sovrano,   la   figura
  dell'insegnante è di grande delicatezza, di grande intelligenza  e,
  quindi,   gli   insegnanti  sanno  trovare  il  modo   giusto   per
  approcciarsi,   quindi,   non   può   diventare   sicuramente    un
  trasferimento   rigido   di   nozioni   ideologiche,   ma   è    un
  accompagnamento all'acquisizione di mondi diversi che  hanno  tutti
  la  dignità,  quella  dignità che in quest'Aula  questa  sera,  con
  questa legge si sta cominciando a dare. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, rappresentanti del governo, onorevoli
  colleghi, intervengo per una ragione di merito e sostanziale che si
  riferisce  al secondo comma dell'articolo 3, credo che lei,  signor
  Presidente, nel corso di un suo inciso l'abbia inteso rilevare,  ma
  io  intendo sottolinearlo perché ritengo offensivo nei confronti di
  quanti  non hanno la mia stessa etnia, la mia stessa religione,  il
  mio  stesso  orientamento sessuale, la mia identità di  genere,  il
  termine  utilizzato  e  scritto non so da chi  che  riferisce  alle
  differenze,  ma  alle  differenze rispetto a chi?  Alle  differenze
  rispetto a cosa? Alle differenze rispetto a me?
   Quindi, io sarei la persona normale e gli altri, per opposto e per
  converso,  sarebbero gli anormali? O gli extra-normali? E'  assurdo
  che  si  voglia sottolineare col termine  differenze   quelle  che,
  invece, io non ritengo assolutamente differenze, quindi, se ci sono
  pregiudizi  o impostazioni ideologiche vengono dalla parte  di  chi
  vuole sostenere questa norma.
   Questa  norma è davvero offensiva e discriminatoria nei  confronti
  di  persone  che non possono essere ritenute differenti perché  tra
  gli uomini non vi sono differenze.
   Ecco   perché   il  richiamo  ai  diritti  umani  è  un   richiamo
  omnicomprensivo. E' in quella locuzione che è tutto  contenuto.  Il
  rispetto verso qualunque condizione, verso qualunque scelta.
    Sono intervenuto, signor Presidente, perché rimanga, per quel che
  vale,  agli atti di questo Parlamento, in una seduta che certamente
  non  fa  molto onore al Parlamento perché approvare una  legge  che
  tutti  sanno inapplicabile e largamente contrastante con  i  nostri
  principi costituzionali e con la stessa ragionevolezza non fa onore
  ovviamente al Parlamento, per dissociarmi da questa discriminazione
  contenuta dal termine  differenza . Io non vedo nessuno sulla terra
  che sia differente.

   PRESIDENTE. Preannuncio che c'è già un emendamento di soppressione
  di questo inciso  ed educazione alla differenza .
   E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA.  Signor Presidente, mi dispiace contraddire il  collega
  sposando  in  toto  quello  che ha già  affermato  qui  l'onorevole
  Cirone.
   Io  non capisco quale paura faccia la parola  differenza . Non  si
  può  negare  che esistono le differenze e accettare  le  differenze
  significa non discriminare, ma le differenze esistono.
   Ricordo  che  già,  perché  il lessico è molto  importante,  anche
  l'Agenzia  Europea dei Diritti Fondamentali parla di cultura  delle
  differenze  e  lancia  proprio l'allarme  che  c'è  in  Europa,  in
  particolare  in  Italia,  sul tema della cultura,  perché  lavorare
  nella  cultura - che poi tra l'altro, come ha già detto l'onorevole
  Cirone,  questo  già esiste e c'è addirittura il disegno  di  legge
  sulla  cultura dell'ottobre 2013 che ha fatto il Governo  nazionale
  in  accordo  con l'UNAR che prevede la formazione per i professori,
  quindi,  io  non vedo dove stia il problema - faccio un  intervento
  breve, dicevo, perché lavorare sulla cultura è fondamentale, perché
  lavorare  sulla  cultura  è prevenzione a  quello  che,  purtroppo,
  accade in Italia nella vita reale delle persone e, soprattutto, nei
  minori,  nelle scuole, che ripeto sono spesso vittime di  bullismo,
  ci sono minori che si sono suicidati.
   Vorrei  dire  a  quest'Aula di non fare  demagogia,  di  non  fare
  questioni di principio, qua stiamo parlando della vita reale  delle
  persone.  Le differenze esistono, si deve lavorare sull'educazione.
  La cultura in questa Italia martoriata è fondamentale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, come ho appena  finito  di  dire,  ho
  visto che la Commissione, per il tramite del Presidente, ha firmato
  due emendamenti, il 3.12 e il 3.13, che di fatto sopprimono, leggo,
   l'educazione  alle differenze  e il terzo comma  dell'articolo  3,
  che  sono  gli  argomenti  che  avevo  trattato  nella  discussione
  generale sull'articolo 3 e lo dico perché voglio dichiarare il  mio
  voto favorevole su questi due emendamenti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Maggio.  Ne  ha
  facoltà.

   MAGGIO.   Signor   Presidente,  signori   assessori,   io   vorrei
  semplicemente rivolgere un invito ai colleghi ed  è un invito a non
  avere  un  atteggiamento  teso a nascondere  la  polvere  sotto  il
  tappeto perché qui, da più interventi, si è quasi affermato che non
  esistono  le  differenze e che lo stesso aggettivo  differente  può
  significare una cosa negativa.
   Io  vi  voglio  fare riflettere solo su un termine: differenza  di
  genere.  Esiste  o  no  un genere maschile e un  genere  femminile?
  Esistono   o  no  differenti  atteggiamenti,  molto  spesso   anche
  normativi, nei confronti di un uomo e di una donna?
   Allora, se riflettiamo su questo io credo che tutti quanti abbiamo
  il  dovere  di  non  nascondere che molto spesso ci  sono  elementi
  culturali  che  poi si riverberano anche all'interno  dei  percorsi
  formativi,  all'interno della società, all'interno di atteggiamenti
  che  sin  da bambini portano all'esclusione o all'emarginazione  di
  chi si ritiene diverso da un modello.
   Noi  vogliamo combattere quella cultura che l'idea di  un  modello
  che  è  quello  ottimale? Io dico di sì. E  allora  secondo  me  il
  secondo comma dell'articolo 3, quello che tende proprio a prevenire
  queste  discriminazioni  e  che  pratica  tutte  le  attività   che
  permettono l'integrazione, laddove la dobbiamo praticare  -   penso
  alla  scuola,  ma penso alla società in genere - è   un  comma  che
  davvero mette in evidenza la necessità di normare e fare in modo di
  dare un sostegno anche attraverso la formazione.
   Chiudo con questo esempio che purtroppo, secondo me, è drammatico.
  Ci  sono classi che ospitano, purtroppo, ragazzi che sono portatori
  di differenze, sia di ordine sessuale, sia di ordine fisico.
   Molto spesso i docenti di quelle classi, badate bene, non sono  in
  grado e non hanno quella preparazione, dal punto di vista culturale
  e  sociale,  per  fare in modo che il soggetto che  sta  in  quelle
  classi sia un soggetto accettato dal resto della classe alla stessa
  maniera. Vogliamo negare questo?
   E  allora  adoperiamoci, non nascondendo che ci sono le differenze
  di vario tipo e mettendo in atto tutti quei percorsi che ci possano
  portare a superare, dal punto di vista culturale, a superare queste
  differenze.

   PRESIDENTE.   Comunico   che   la   Commissione   ha    presentato
  l'emendamento  3.12:   al  comma 2 le parole   ed  educazione  alle
  differenze altresì  sono soppresse . Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.3, sostituire la parola   e
  le  famiglie   con  la  parola   e la famiglia .  Il  parere  della
  Commissione?

   CRACOLICI, presidente della  Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 3.5. Onorevole  D'Asero  lo
  mantiene o lo ritira?

   D'ASERO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 3.6. Onorevole  D'Asero  lo
  mantiene o lo ritira?

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  3.13 a firma   della  Commissione  che
  recita  Cassare il comma 3 dell'articolo 3 .
   Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico che gli emendamenti 3.8,  3.9  e  3.11  sono
  preclusi. Si passa all'emendamento 3.10  a firma D'Asero,  conforme
  all'articolo 3 della Costituzione.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Sono stati accolti i suggerimenti dell'onorevole Vinciullo.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 3, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                Art. 4.
           Interventi in materia di prestazioni sanitarie e
                          politiche sociali.
              Compiti delle aziende sanitarie provinciali

   1.  La  Regione  opera, nell'ambito delle proprie  competenze,  in
  materia  di  programmazione  e  gestione  dei  servizi  sanitari  e
  sociali,  mediante  l'attuazione dei principi di  cui  al  presente
  articolo.

   2.  Chiunque  abbia  raggiunto la maggiore età può  designare  una
  persona  che abbia accesso alle strutture di ricovero  e  cura  per
  ogni  esigenza assistenziale e psicologica del designante e  a  cui
  gli   operatori   delle  strutture  pubbliche  e   private   socio-
  assistenziali devono riferirsi per tutte le comunicazioni  relative
  al  suo  stato  di  salute,  nel  rispetto  dei  regolamenti  delle
  strutture di ricovero e cura.

   3.  La designazione è effettuata tramite dichiarazione sostitutiva
  di  atto  notorio,  ai  sensi  dell'articolo  38  del  decreto  del
  Presidente  della Repubblica del 28 dicembre 2000. La  designazione
  non  ha  alcuna  scadenza. Essa può essere  revocata  con  apposita
  dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

   4.  Le  aziende  sanitarie provinciali, nell'ambito delle  proprie
  competenze  e  nella programmazione del Piano sanitario  regionale,
  assicurano   adeguati   interventi  di  informazione,   assistenza,
  consulenza  e  sostegno  per rimuovere  gli  ostacoli  alla  libera
  espressione  e manifestazione del proprio orientamento  sessuale  o
  della propria identità di genere.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 4.3 a firma  dell'onorevole
  Cirone ed altri.
   Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 4.6 a firma  dell'onorevole
  Cordaro ed altri.
   Gli uffici mi evidenziano l'opportunità di sopprimere la parte che
  va da  in caso di morte  fino a  di intendere e  di volere .

   CORDARO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, ho letto il lavoro degli uffici e  non
  lo   condivido  pienamente,  però  prendo  atto  di  un   indirizzo
  giurisprudenziale e normativo che, comunque, in quest'Aula dovremmo
  provare  a seguire se vogliamo dare un senso alle cose che facciamo
  e che approviamo.
   Vorrei,  pertanto,  invitare il Governo  e  la  Commissione  -  in
  ragione  di  quanto detto dagli uffici - a far proprio la  restante
  parte  dell'emendamento che certamente non scalfisce  né  il  senso
  della legge né tanto meno tocca diritti quesiti o quei diritti  che
  si  vogliono  in  questa legge tutelare e, quindi,  chiederei  alla
  Commissione e al Governo di farlo proprio per renderlo approvabile.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.6 ad eccezione  del
  periodo  che  va  da  in caso di morte  fino a  di intendere  e  di
  volere.
   Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 4.5 a firma  dell'onorevole
  Cirone  ed  altri che recita  la registrazione nel  registro  delle
  unioni civili costituisce la designazione prevista al comma  2,  in
  assenza di una registrazione nel registro delle unioni civili .
   Lo dichiaro precluso in seguito all'approvazione del 4.6.
   Si  passa  all'emendamento 4.4 a firma dell'onorevole  D'Asero  ed
  altri.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 4, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                Art. 5.
          Comunicazione istituzionale e promozione culturale

   1.  La  Regione, d'intesa con gli enti locali, anche attraverso  i
  propri uffici per le relazioni con il pubblico e i propri strumenti
  informativi,   adotta  nelle  proprie  comunicazioni  istituzionali
  modelli   e   linguaggi  a  tutela  dell'identità   di   genere   e
  dell'orientamento sessuale e contro ogni forma di discriminazione.

   2.   Il  Comitato  regionale  per  le  comunicazioni  (Co.Re.Com),
  nell'ambito  delle  proprie funzioni di monitoraggio,  effettua  la
  rilevazione   sui  contenuti  della  programmazione  televisiva   e
  radiofonica   regionale   e  locale  eventualmente   discriminatori
  rispetto  alla  pari  dignità riconosciuta ai diversi  orientamenti
  sessuali o all'identità di genere della persona.

   3.   Il   Co.Re.Com,  nell'ambito  delle  funzioni  di  disciplina
  dell'accesso   radiofonico  e  televisivo   regionale,   garantisce
  adeguati  spazi  di  informazione ed  espressione  in  ordine  alla
  trattazione delle tematiche di cui alla presente legge.

   4.  La  Regione  e  gli enti locali, nell'ambito delle  rispettive
  competenze,  favoriscono  la  produzione  e  l'offerta  di   eventi
  culturali  e  forme di socializzazione aperte alle  diverse  realtà
  esistenziali,  come caratterizzati, tra l'altro,  dall'orientamento
  sessuale o dall'identità di genere.

   PRESIDENTE.  Con  riferimento  all'articolo  5  faccio   presente,
  relativamente  alla questione del Corecom, che  questi  non  svolge
  attività di monitoraggio, ma lo svolge su input dell'AGCOM per  cui
  il   CORECOM  può  intervenire  per  monitorare  effettivamente  su
  segnalazione  nel  caso in cui c'è violazione della  legge.  Io  lo
  riscriverei.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  ma  per
  davvero c'è qualcuno che può pensare che il CORECOM può sindacare?

   PRESIDENTE. No.

   TURANO.  Ma  non è un'altra autorità. Io credo che  siamo  con  un
  sistema  informativo così variegato e così diverso  e  diffuso  che
  permette a tutti di dire tutto quello che vogliono.
   Dire  che non si possa fare una battuta su un omosessuale è  quasi
  un  insulto alla stampa e una offesa a chi, invece, può fare  della
  satira in qualunque forma.
   Siamo  al paradosso che possiamo per davvero decidere di criticare
  un  uomo  o una donna e non possiamo criticare chi ha una  tendenza
  sessuale diversa e a me questa sembra una provocazione.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  condivido  le sue perplessità e desideravo aggiungere che  rispetto
  al  CORECOM,  come  correttamente ha  accennato  lei,  il  CORECOM,
  essendo  il Comitato regionale delle comunicazioni, esiste soltanto
  su  delega  espressa e formale da parte di altri, cioè dell'Agenzia
  nazionale  e,  di  conseguenza, credo che l'articolo  5  non  abbia
  assolutamente senso in questa legge perché non è possibile  che  il
  CORECOM  intervenga  spontaneamente, ma è  necessario  che  ci  sia
  appunto la delega da parte dell'organismo nazionale.

   PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, sopprimere l'intero articolo 5  o
  le parti che riguardano il CORECOM?

   GUCCIARDI. Le parti che riguardano il CORECOM.

   PRESIDENTE.  E'  stato presentato un emendamento  soppressivo  dei
  commi  2  e 3, firmato anche dall'onorevole Gucciardi. E'  l'AGCOM,
  onorevole Cracolici.
   Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, Presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo? Sono soppressi i commi 2  e  3.
  Sono invasioni di campo sulle competenze del CORECOM che agisce  su
  input dell'AGCOM.

   CARUSO,  assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
  e il lavoro.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.1 bis.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 5.1, a firma dell'onorevole D'Asero.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che gli emendamenti 5.2 e 5.3 sono preclusi.
   Si  passa  all'emendamento  5.5, siamo sempre  alla  questione  di
  sempre,  onorevole  D'Asero, che la Regione promuove  nel  rispetto
  della Costituzione. Lo ritira? E' ultronea.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                Art. 6.
     Estensione delle competenze dell'Ufficio delle Consiglieri di
                                parità

   1.  Le  Consigliere  di  Parità intervengono  anche  nei  casi  di
  discriminazioni motivate dall'orientamento sessuale o dall'identità
  di genere, per accogliere e valutare segnalazioni di persone nonché
  di  istituzioni, associazioni e organizzazioni non governative  che
  svolgano  attività  di  promozione del principio  della  parità  di
  trattamento e non discriminazione.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.1.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    abbiamo
  presentato  e  sosteniamo  convintamente  in  Aula  un  emendamento
  soppressivo  all'articolo  6 perché ci  pare  che  questo  articolo
  finisca   per   ripercorrere   quanto   è   stato   ben   sostenuto
  dall'onorevole    Ioppolo   poc'anzi,   con   riferimento    credo,
  all'articolo 4, cioè finiamo per evidenziare delle differenze  che,
  invece,   con  questa  legge  vorremmo  provare  a  combattere   e,
  finalmente, in nome della civiltà, a superare.
   Peraltro,  devo dire, che questa Assemblea regionale ha approvato,
  ed  è legge della Regione, appunto la legge n. 51 del 2012, che  si
  intitola: Istituzione della Commissione regionale per la promozione
  di condizioni di pari opportunità tra uomo e donna nella Regione.
   Esiste  già una legge nel senso auspicato, secondo il mio  modesto
  parere  in maniera maldestra, dall'articolo 6 di questo disegno  di
  legge ed esiste, soprattutto, un articolo 1 della legge 51 del 2012
  che  recita testualmente:  la necessità di tutelare attraverso  una
  commissione   regionale  la  promozione  di  condizioni   di   pari
  opportunità tra uomo e donna e la rimozione degli ostacoli  che  di
  fatto   costituiscono  discriminazione  diretta  o  indiretta   nei
  confronti delle donne .
   Di  fronte  a  tutto  ciò,  di  fronte  ad  una  legislazione  già
  esistente,  volere  rimarcare il fatto che deve  esserci  qualcuno,
  addirittura   la  consigliera  mi pare  davvero  stucchevole  e  se
  vogliamo provare a fare una legge condivisa, ma dico soprattutto se
  vogliamo provare a fare una buona legge, inviterei la Commissione e
  il  Governo a valutare le mie argomentazioni. Io insisto perché  si
  voti l'emendamento soppressivo.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  sostengo  le
  argomentazioni  che  ha illustrato l'onorevole Cordaro  e,  poiché,
  anche   sul  voto  finale  mi  distinguerò,  è  chiaro  che  voglio
  intervenire   in   un  dibattito  parlamentare  rimarcando   alcune
  differenze.
   L'onorevole  Cordaro  ha appena finito di  illustrarlo, è  inutile
  che  ripeto  il  ragionamento,  io sostengo  una  cosa  leggermente
  diversa  che  rientra nei compiti di qualunque soggetto raccogliere
  fatti, episodi che discriminano qualunque atteggiamento che  non  è
  consono  al  buon  senso e al canone comune di sentire,  di  vivere
  civilmente.
   Ragione  per  la quale penso che volere rimarcare un atteggiamento
  di  questo  tipo  non  possa far altro che raggiungere  l'obiettivo
  opposto.
   E  allora questo disegno di legge diventa una somma di prerogative
  che   verrebbero  fatte  per  significare  la  volontà  di  volersi
  distinguere  nell'atteggiamento di persone che, io credo,  poco  fa
  l'onorevole  Maggio  non  condivideva  il  mio  ragionamento,  sono
  accettate da tutti e non hanno bisogno di nessuna garanzia, ragione
  per  la  quale  sostengo  l'emendamento soppressivo  dell'onorevole
  Cordaro.

   CRACOLICI, Presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne   ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho  grande
  rispetto  dell'onorevole Cordaro e anche del  capogruppo  dell'UDC,
  con la relatività della norma.
   Quest'articolo si limita ad attribuire ulteriori funzioni  ad  una
  figura  che  già  esiste  nell'ordinamento della Regione,  cioè  la
  Consigliera di parità.
   E'  un  istituto,  appunto, previsto dalla  nostra  legge,  dà  al
  consigliere di parità la funzione anche di raccogliere segnalazioni
  verso  le  discriminazioni  che possano essere,  in  qualche  modo,
  determinate  e  per  le quali la consigliera di parità  nell'ambito
  delle  proprie funzioni svolge i compiti che la legge assegna.  Non
  capisco  questo  caricare di chissà quale elemento  di  particolare
  pesantezza il fatto.
   Quindi,  io devo dire con grande onestà, onorevole Cordaro,  penso
  che  sia  immotivata la soppressione, perché una semplice  funzione
  che  si  dà  ad un istituto già previsto dal nostro ordinamento  e,
  fors,e gli dice di fare qualcosa in più, punto e basta.

   CORDARO. Nessuna novità, la pensiamo in modo diverso

   PRESIDENTE. La Commissione, quindi, è contraria a maggioranza.
   Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere contrario  della  Commissione  e  del
  Governo, pongo in votazione il 6.1. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

     Si passa all'emendamento 6.2 a firma degli onorevoli D'Asero  ed
  altri.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor presidente, onorevoli colleghi, io mi permetto  di
  fare  presente  che  il senso dell'emendamento che  salvaguarda  la
  parte in cui i consiglieri di parità intervengono anche nei casi di
  discriminazione motivata all'orientamento sessuale o di identità di
  genere,  per evitare che poi si strumentalizzi e si crea un momento
  non del tutto positivo, il senso di voler cassare la seconda parte,
  perché cosa significa che deve raccogliere, accogliere, alimentiamo
  un momento di grande strumentalizzazione oppure anche di accuse.
     Ritengo che questo, Presidente, sia un articolo che vada un  po'
  attenzionato   e  lo  spirito  dell'emendamento   che   io   voglio
  rappresentare può essere in senso positivo. Ritengo  che  anche  il
  Presidente Cracolici saprà farne una valutazione positiva.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e relatore. Il presidente
  Cracolici   parla  a  nome  della  Commissione  almeno  nella   sua
  maggioranza, quindi non è personale. Sono contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARUSO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

   PREIDENTE.  Con  il  parere  contrario  della  Commissione  e  del
  Governo, pongo in votazione l'emendamento  6.2. Chi è favorevole si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7.
                 Accesso ai servizi pubblici e privati

   1.  La  Regione, nell'ambito delle proprie competenze,  opera  per
  assicurare la trasparenza a garantire a ciascuna persona parità  di
  accesso  ai servizi pubblici e privati e dà attuazione al principio
  in base al quale le prestazioni erogate nell'ambito di tali servizi
  non possono essere negate né somministrate in maniera deteriore per
  cause   riconducibili  a  discriminazioni  legate  all'orientamento
  sessuale e all'identità di genere.

   2.  La Regione, nell'ambito delle proprie competenze e secondo  le
  finalità  della  presente legge, opera al fine  di  riconoscere  il
  diritto all'abitazione delle singole persone e delle famiglie e per
  rimuovere  le  cause  che  determinano  disuguaglianze  e  disagio,
  secondo le disposizioni sull'edilizia residenziale sociale».

   Si  passa  all'emendamento 7.1, firma dell'onorevole  D'Asero.  Lo
  ritira, onorevole D'Asero?

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli   atri   emendamenti   sono  inammissibili   perché   incidono
  sull'ordinamento giuridico statale.
   Sono  poi  di identico contenuto sia quello dell'onorevole  Cirone
  che dell'onorevole Cordaro

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  limito  a
  leggere l'emendamento che voleva aggiungere un comma all'articolo 7
  perché vorrei che lo valutassimo insieme:  In caso di abbandono del
  domicilio  o  di richiesta unilaterale di scioglimento  dell'unione
  civile,  ovvero  di decesso di uno dei due componenti  che  risulti
  locatario  dell'abitazione dove essi risiedono, l'altro  componente
  subentra di diritto nel contratto di locazione .
   Io  inviterei  l'Aula, ma prima di tutto il  Presidente  che  deve
  dichiarare  o  ribadire l'inammissibilità, a fare un esercizio.  Io
  sto  leggendo un emendamento che potrebbe qualificare questa  legge
  seppur  muovendosi borderline sulla incostituzionalità,  altrimenti
  stiamo facendo un esercizio per lo più di retorica, lo ribadisco  e
  vi chiedo un secondo di attenzione.
    In caso di abbandono del domicilio o di richiesta unilaterale  di
  scioglimento dell'unione civile, ovvero di decesso di uno  dei  due
  componenti   che   risulti  locatario  dell'abitazione   ove   essi
  risiedono, l'altro componente subentra di diritto nel contratto  di
  locazione .

   SUDANO. Sono inammissibili

   CORDARO.  L'ho  capito,  onorevole Sudano.  Le  volevo  dire  che,
  siccome  io  non li colgo talmente inammissibili, vorrei immaginare
  che  quest'Aula prenda un rischio per fare una cosa  che  abbia  un
  senso,  perché  probabilmente nessuno domani  potrebbe  dichiararli
  inammissibili  e  potremmo trovarci per  primi  in  Italia  a  fare
  qualcosa  che abbia un senso rispetto alla legge che vogliamo  fare
  ed alle prerogative che vogliamo tutelare.
   Però, Presidente, se lei ribadisce il concetto

   PRESIDENTE.  Comprendo il senso del suo intervento,  lo  comprendo
  fino  in  fondo, però lei sa molto meglio di me che la  successione
  nei  contratti  di locazione è prevista dal Codice Civile  e  dalla
  legislazione  in  materia. Quindi, non credo proprio  che  possiamo
  intervenire.
   Quindi, sono tutti dichiarati inammissibili.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io,  proprio  per
  evitare di fare apparire la mia posizione politica come arroccata o
  pregiudizievole nei confronti di chi vanta o potrebbe subire  delle
  discriminazioni, dico che considero il primo comma dell'articolo  7
  giusto  ma  ultroneo. Cosa aggiunge di più al  principio  di  buona
  amministrazione? Non lo capisco, diventa soltanto un manifesto.
   Poiché  ritengo di dover garantire il diritto a persone che  hanno
  una  sessualità  diversa, non capisco il fine del secondo  comma  e
  vorrei  che  la  Presidenza  lo leggesse  attentamente,  perché  il
  secondo  comma  vuole  dire soltanto che  vi  è  la  possibilità  -
  onorevole  Cordaro,  mi  aiuti  -  dell'attribuzione  dell'edilizia
  residenziale sociale anche a persone che decidono di convivere  pur
  avendo  lo  stesso sesso. Ma noi sappiamo che non è così  e  queste
  persone meritano rispetto come tutti gli altri. Non possono  essere
  prese in giro, perché la legislazione nazionale e regionale prevede
  una  serie  di  garanzie a favore delle famiglie  e,  segnatamente,
  delle  famiglie che hanno dei figli. Mai potremmo arrivare  ad  una
  soluzione  di  questo  tipo.  Ma  perché  non  dobbiamo  provare  a
  risolvere  un  problema piuttosto che fare una legge manifesto  che
  non garantisce nessun risultato utile
   Assessore,  la prego, lei che è un giurista di correggere  il  mio
  ragionamento  se  lo  stesso è sbagliato. Lei ritiene  che  con  il
  secondo comma potremmo mai avere una coppia omosessuale che ottiene
  una  casa  popolare? Lei sa che è no  A cosa serve, allora,  questa
  norma,  per  fregiarci  domani  e  dire  abbiamo  fatto  una  legge
  manifesto che garantisce una prospettiva che non c'è?
   Io  non me la sento di prendere in giro le persone e vorrei che si
  riflettesse su questo punto.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 7.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Prima   della   votazione   dell'articolo   8,   dobbiamo   votare
  l'emendamento  A1,  di  neutralità  finanziaria,  presentato  dalla
  Commissione.  Ne do lettura:  Dall'attuazione della presente  legge
  non  possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del  bilancio
  della Regione .

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, dalle argomentazioni di colleghi,  poi
  l'onorevole  Vinciullo  si è stancato e l'onorevole  Falcone  pure,
  sulla  copertura finanziaria della legge. Non vorrei che si  usasse
  questo  escamotage creando un precedente che lede  da  un  lato  le
  prerogative  della Presidenza e dall'altro i principi  che  lei  ha
  sempre  affermato.  Se  da oggi in poi qualunque  legge  arrivi  in
  quest'Aula che non ha la scheda tecnica e la copertura finanziaria,
  può  essere  superata  da un emendamento di  chiusura  che  lei  ha
  rappresentato,  vuol  dire  che noi creiamo  presupposti  per  fare
  arrivare in quest'Aula tutto e il contrario di tutto.
   La   invito,  se  lei  dovesse  avere  questi  dubbi,  a  fare  un
  approfondimento,  perché questo potrebbe essere un  precedente  che
  l'Assemblea  potrebbe  evidenziare in altre sedute  e  metterla  in
  difficoltà.

   PRESIDENTE.  Questa  norma  parte proprio  su  suggerimento  degli
  Uffici ed è una clausola di stile che si mette nelle norme - lei lo
  dovrebbe sapere - che riguardano le leggi di principio, proprio per
  evitare quello che dice lei.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, prendo atto con  piacere  che  gli
  Uffici hanno accolto quelle che erano le mie preoccupazioni.  Cerco
  ancora  una  volta  di  chiarire qual è la mia  posizione.  Nessuna
  preclusione di natura ideologica nei confronti di questa legge.  Ma
  la  preoccupazione che questa legge, che è una legge di  principio,
  possa essere impugnata poi dal Consiglio dei Ministri, e che quindi
  iniziamo  questa nuova esperienza senza il Commissario dello  Stato
  in una posizione di sudditanza nei confronti del Governo nazionale.
   Quindi,  la  norma  che  più volte le avevo sollecitato  vedo  con
  piacere  che  gli Uffici ritengono che sia necessaria. Però,  nello
  stesso   tempo   non   posso  non  condividere  le   preoccupazioni
  dell'onorevole  Turano.  Cosa  introduciamo  un  nuovo   principio?
  Intanto,  sarebbe opportuno avere questo emendamento  e  poi  siamo
  chiamati anche a pronunciarci, perché se così fosse per ogni  legge
  è  chiaro  che  fin  da  adesso possiamo  chiudere  la  Commissione
  Bilancio.  Non  abbiamo  più  bisogno  di  avere  sei  Commissioni,
  passiamo a cinque e poi si vede.

   PRESIDENTE.  Da  un  lato veniamo accusati che  siamo  interessati
  nelle  leggi  di  spesa.  Facciamo una legge  di  principio  quindi
  all'inverso  di quello che lei sta dicendo. Una volta tanto  si  fa
  una   legge   di  principio,  condivisibile  o  non  condivisibile,
  onorevole Turano.

   DINA. Questo emendamento non ha senso. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  non  avevo  letto
  questo  emendamento che mi pare un po' estemporaneo. Nel senso  che
  da  quanto  si evince, leggo l'emendamento:  Dall'attuazione  della
  presente  legge,  non possono derivare nuovi  o  maggiori  oneri  a
  carico  del bilancio della Regione . E' una affermazione,  ci  sono
  gli oneri e passano dalla Commissione e la Commissione valuta se ci
  sono  meno  gli  oneri. Non è una affermazione che ci  consente  di
  superare  questo  passaggio. Quindi, ritengo che  un  passaggio  in
  Commissione o per l'uno o per l'altro aspetto venga fatto.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Dina è il presidente  della  Commissione
   Bilancio  e deve esercitare il suo ruolo, quindi lo fa  bene  fino
  in fondo.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, il collega Dina pone un problema che però io vorrei che
  stessimo al testo, perché qualunque testo in generale e in astratto
  può avere effetti finanziari che non sono prevedibili o previsti ed
  è  prassi  di questo Parlamento nel caso in cui trattiamo norme  di
  principi  e questa è una norma di principio che non eroga  benefici
  in  senso  materiale ma stabilisce semplicemente la possibilità  di
  accesso universalistico alla spesa che già eroga la Regione, quindi
  non c'è comunque nessuna forma di spesa aggiuntiva.
   Ora,  è  evidente che una norma di principi non può avere per  sua
  natura  effetti  finanziari. Devo dire che  io  lo  scrupolo  della
  Presidenza lo condivido, ma è uno scrupolo, nel senso che non è  la
  prima volta che facendo norme di principio non facciamo passare  il
  testo  dalla  Commissione Bilancio. Quindi,  Presidente  se  questo
  scrupolo è come dire risolvibile anche dal dibattito d'Aula che non
  c'è  effetto  finanziario diretto ma che l'effetto è connesso  alla
  modalità  di  esercizio  della spesa da parte  dell'Amministrazione
  regionale  che  si  rivolge anche alle persone che  possono  essere
  oggetto di discriminazione allora questo è il senso della legge.
   Questioni  finanziarie, con tutto il rispetto non  c'è  nulla  che
  possa essere ascrivibile ad aspetti o ad spese che la Regione  deve
  fare  a seguito di questa legge. Pertanto, se la Presidenza insiste
  nel  mettere questo emendamento io voterò a favore, se si può  come
  dire baypassare questo passaggio penso che possa essere un modo, lo
  ripeto,  di  prassi con cui abbiamo esercitato la  nostra  attività
  legislativa.

   PRESIDENTE. Proprio per sancire che detta principi viene  messa  a
  chiusura  e  così evitiamo ogni tipo di problema, è  una  norma  di
  stile.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento A.1  chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
   1. La  presente  legge  sarà pubblicata  nella Gazzetta  Ufficiale
      della Regione siciliana.
  2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservala e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
   contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   La  votazione  finale  del disegno di legge è  rinviata  a  domani
   pomeriggio per vedere qualche riscontro. Vediamo se la legge regge
   nella sua costruzione finale.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base
         dei centri storici . (nn.602-641-711-732/A) (Seguito)

   PRESIDENTE.  Si  passa al disegno di legge posto al  numero  2)  :
    Norme  per favorire il recupero del patrimonio edilizio  di  base
   dei centri storici . (nn.602-641-711-732/A) (Seguito).
  Onorevoli  colleghi,  è  noto a tutti, che  sono  stati  presentati
  numerosissimi emendamenti, peraltro sostenuti dall'ANCI, quindi già
  l'onorevole  Trizzino mi ha preannunciato che  avrebbe  chiesto  un
  brevissimo  rinvio per un momento di sintesi. Il disegno  di  legge
  non  viene rinviato in Commissione ma noi la tratteremo la prossima
  settimana.   Sì,  onorevole  Sudano,  sono  stati   presentati   50
  emendamenti.

        (Proteste da parte degli onorevoli Sudano e Dipasquale)

     Scusate,  onorevole Sudano, onorevole Di Pasquale,  ci  dobbiamo
  intendere  sulle procedure. Se il Presidente della  Commissione  mi
  chiede  un  rinvio in Commissione, significa che non si tratta  più
  questa legge  Il Presidente della Commissione si sta facendo carico
  di  50  emendamenti che ha presentato l'Anci perché comportano  dei
  problemi per cui, correttamente, mi ha detto:  non chiedo il rinvio
  in  Commissione, ma lasciamola iscritta all'ordine del giorno e  la
  trattiamo la prossima settimana . Qual è il problema?

   SUDANO. Posso dire una cosa?

   PRESIDENTE.  Certo che lei può dire una cosa, ma è a fin  di  bene
  che si fa questo ragionamento.

   SUDANO.  Mi  scusi, Presidente, il problema è uno, che  l'Anci  ha
  presentato questi emendamenti nel termine dell'Assemblea e  non  in
  Commissione  e  come  lei ha sempre detto gli emendamenti  che  non
  passano dalla Commissione sono inammissibili. Quindi, credo che  il
  problema  è  risolto perché l'Anci  Palermo ha avuto sei  mesi  per
  presentare gli emendamenti, quindi lei non può

   PRESIDENTE: No, onorevole Sudano. La materia dei centri storici, e
  questa insistenza  non mi fate andare oltre

   SUDANO abbiamo   avuto  l'Anci  e  gli  ordini   in   Commissione,
  Presidente

   PRESIDENTE. Infatti, ho sentito gli ordini e mi hanno  invitato  a
  soprassedere.  Io sto dicendo di non soprassedere  Perché  è  stato
  fatto il contrario di quello che era stato suggerito.
   Io   mi   raccordo  con  il  Presidente  della  Commissione   che,
  correttamente, per lasciare calendarizzata la norma ha  evidenziato
  che  non avrebbe chiesto di ritornare in Commissione ma di dare  la
  possibilità  informalmente  alla  Commissione  di  esaminarla   per
  portarla in Aula la prossima settimana.

   SUDANO.  Presidente, la Commissione informalmente li ha  esaminati
  stamattina  questi  emendamenti, quindi  io  non  so  come  mai  il
  presidente Trizzino ora

   DIPASCQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PASQUALE.  Chi ha fretta se ne può andare, cari  colleghi,  io
  sono  rimasto  ad ascoltare tutti gli interventi su un  disegno  di
  legge   che,  spero  tanto,  possa  dare  tutti  i  risultati   che
  auspichiamo.
   Dopodichè,  Presidente, lei lo sa che io la  rispetto  non  molto,
  moltissimo    Però, mi creda che qui non abbiamo  paura  di  nessun
  confronto  sulla legge sui centri storici, anche perché  su  questa
  norma   è   successo,  a  mio  avviso,  qualcosa  di  assurdo,   di
  incredibile.
   La  Commissione  ha  fatto per due volte  l'iter  di  discussione,
  approvazione,  apertura degli emendamenti, la prima  volta  l'aveva
  chiuso  pronto  per arrivare in Aula, di nuovo si sono  riaperti  i
  termini,  Presidente,  per due volte, è un anno  che  questa  norma
  giace  nella nostra Assemblea. Quindi, è stato riaperto il termine,
  dopo  averlo chiuso, di nuovo si sono ripresentati per  la  seconda
  volta

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, ho compreso  perfettamente.  Io
  ricordo  a  lei  per  ricordarlo a me stesso  perché  lei  è  molto
  attento,  che  formalmente  siamo in piena  sessione  di  bilancio,
  formalmente.  Abbiamo  stabilito  un  percorso  in  Conferenza  dei
  capigruppo.  Abbiamo  detto,  nonostante  il  ritardo  che   si   è
  accumulato sugli atti finanziari senza attribuire responsabilità  a
  nessuno, magari domani uscirà che io litigo con il Governo,  non  è
  questo  il senso del mio intervento, perché sono stati avviati  dei
  tavoli  tecnici a livello nazionale per trovare la  quadra  su  tre
  miliardi che mancano nel bilancio.
   Ci siamo detti in Conferenza dei capigruppo con l'accordo di tutti
  di  incardinare i disegni di legge pronti. Questo è quello  che  si
  era  detto.  Siccome  c'è  grande attenzione  sui  centri  storici,
  abbiamo convenuto su questo. L'Anci. L'Anci rappresenta i comuni  e
  lei  è stato sindaco di una importante città. E'  stata sentita  la
  consulta  delle  professioni e fino adesso io oggi  li  ho  sentiti
  sulla  questione dei piani particolareggiati, se lei pensa che  noi
  questa  materia  la  possiamo trattare in  questo  momento  con  la
  massima  leggerezza, francamente non me la sento. A maggior ragione
  che  debbo  dare atto al presidente Trizzino che si è fatto  carico
  responsabilmente lui insieme ai deputati che hanno fatto propri gli
  emendamenti presentati dall'Anci che in qualche modo correggono  il
  disegno di legge.
   Per  cui,  vi  prego  di  non insistere su  questa  materia  molto
  delicata, perché se si insiste la Commissione mi chiede, Presidente
  di  Commissione,  un  capogruppo,  di  rinviarla   in  Commissione,
  ritornerà in Commissione forse non l'avete compreso ancora.

   DIPASQUALE.  La  terza volta e per la terza volta può  riaprire  i
  termini per gli emendamenti. Due volte l'ha fatto  La prima volta è
  stato votato, è stato mandato in Aula

   PRESIDENTE.  Questo  disegno di legge viene trattato  la  prossima
  volta.

             (Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE.  Adotti un linguaggio consono a quest'Aula,  onorevole
  Di Pasquale  Siamo in un'Aula parlamentare

   SUDANO.  Non  ci  può  dire  che siamo leggeri  dopo  8  mesi  che
  lavoriamo

   PRESIDENTE. E' il Presidente della IV Commissione che svolge  bene
  il  suo  ruolo  con  tante difficoltà. Onorevole Sudano   Onorevole
  Sudano

   BARBAGALLO Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, non credo tocchi a me difendere  il
  Presidente  Trizzino,  ma  credo che la  audizione  di  stamattina,
  sollecitata  dall'ANCI  per altro sugli  emendamenti  a  firma  dei
  colleghi  anche  del mio Gruppo parlamentare, sia stata  utile.  Il
  clima  di stamattina in Commissione è stato molto sereno. Il  tempo
  che   abbiamo  speso  stamattina  credo  che  sia  servito  ad   un
  approfondimento  su due, tre aspetti. Uno riguardava  l'entrata  in
  vigore  e  la  vigenza  dei  piani particolareggiati  esistenti  di
  qualche  Comune  che  li  aveva  calati,  addirittura,  nel   Piano
  regolatore  e  qualche  altra  norma  che  interpretava  una  legge
  regionale vecchia, la legge n. 8 del 2004.
   Credo  che  questo momento di riflessione è servito e la  prossima
  settimana ci saranno tutte le condizioni per procedere a dei lavori
  parlamentari sereni.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


        Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale
      della Prima Guerra Mondiale ed interventi per la promozione
     delle celebrazioni del centenario dell'inizio del conflitto .
                         (n. 751/A) (Seguito)

   PRESIDENTE.   Si  passa al disegno di legge posto  al  numero  3):
   Tutela  e  valorizzazione del patrimonio  storico-culturale  della
  Prima  Guerra  Mondiale  ed  interventi  per  la  promozione  delle
  celebrazioni del centenario dell'inizio del conflitto . (n.  751/A)
  (Seguito).
   Non sono stati presentati degli emendamenti. Pongo in votazione il
  passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Disegno di legge da sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai
     sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante Istituzione del
  Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi (NISS) . (n. 796/A)
                               (Seguito)

   PRESIDENTE.  Si  passa al disegno di legge  posto  al  numero  4):
   Disegno di legge da sottoporre al Parlamento della Repubblica,  ai
  sensi  dell'articolo  18  dello Statuto,  recante  Istituzione  del
  Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi (NISS) . (n. 796/A)
  (Seguito)
   Non sono stati presentati degli emendamenti. Pongo in votazione il
  passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Quindi  lo  votiamo  domani. Si tratta della votazione  finale  su
  quello che abbiamo esitato questa sera e sugli scomparsi.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
   della Regione siciliana recante  Abrogazione dell'articolo 38 del
        decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con
   modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164' . (n. 876/A)
                               (Seguito)

     PRESIDENTE.  Si passa al disegno di legge posto  al  numero  5):
   Disegno  di  legge voto ai sensi dell'articolo  18  dello  Statuto
  della  Regione siciliana recante  Abrogazione dell'articolo 38  del
  decreto-legge   12   settembre  2014,  n.   133,   convertito   con
  modificazioni  dalla legge 11 novembre 2014, n. 164' .  (n.  876/A)
  (Seguito).
   Questo  disegno  di  legge è stato superato per  la  presentazione
  dell'istanza di referendum da parte del Movimento Cinque Stelle.

   attività produttive'

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-254-
                                548/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al disegno di legge  posto  al  numero  6):
   Testo  unico  delle  attività produttive . (nn. 683-2-228-490-254-
  548/A).
   La  discussione  del  disegno di legge  è  rinviata  a  domani  in
  presenza dell'Assessore.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   IOPPOLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Vicepresidente della Regione, onorevoli colleghi,
  pochi in verità rimasti in Aula, intervengo, ai sensi dell'articolo
  83,  comma 2 del nostro Regolamento interno, per mantenere fede  ad
  un  impegno assunto, pochi giorni fa, davanti ad un'assemblea molto
  affollata e partecipata di dipendenti del Consorzio di bonifica  di
  Caltagirone, i quali dipendenti del Consorzio di bonifica non  sono
  in condizione di percepire lo stipendio da quattro mesi e, da pochi
  giorni,  è  maturato il quinto mese, non per difficoltà finanziarie
  di  quell'ente,  ma perché quell'ente ha subito un pignoramento  da
  parte  di un'impresa di caratura nazionale, in relazione al mancato
  completamento  della  diga  di Pietrarossa,  che  è  un  invaso  di
  rilevanza regionale.
   La  Regione,  da  oltre un decennio, non ha  saputo  risolvere  un
  problema legato al conferimento e all'esecuzione di un appalto, che
  è  già costato alla Regione siciliana e al Consorzio di bonifica di
  Caltagirone  75  milioni  di  euro e che  andrebbe  completato  con
  un'altra manciata di milioni di euro.
   Il  problema  insorse oltre dieci anni fa, e se  ne  è  largamente
  occupata anche l'autorità giudiziaria, perché nel corso dei  lavori
  per   la  realizzazione  di  questo  importantissimo  invaso,   che
  completerebbe  peraltro  il bacino idrografico  di  una  vastissima
  parte della nostra Regione, soprattutto della parte orientale della
  Sicilia,    furono    rinvenuti   alcuni   reperti    archeologici,
  probabilmente  risalenti  ad epoca romana  e  segnatamente  ad  una
  stazione di passaggio.
   Insomma, il problema è semplice, signor Presidente, e se avessi la
  possibilità  di essere ascoltato dal Vicepresidente della  Regione,
  la cosa probabilmente potrebbe essere interessante.
   Signor  Vicepresidente della Regione la prego di intervenire  come
  Governo nei confronti dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo
  rurale   e  la  pesca  mediterranea,  per  risolvere  la  questione
  riguardante il Consorzio di bonifica di Caltagirone: 74  dipendenti
  non  percepiscono lo stipendio da cinque mesi, perché le somme  che
  erano state accantonate per pagare la seconda semestralità del 2014
  sono  state  pignorate da un'impresa che si  sente  lesa  nei  suoi
  diritti in relazione all'appalto per la realizzazione della diga di
  Pietrarossa, che si trova in territorio confinante tra la provincia
  di Catania e la provincia di Enna.
   So  che  vi  sarebbero  stati  o che  sono  stati  promessi  degli
  incontri,  ma c'è uno stato di agitazione assai grave da  parte  di
  quei  lavoratori che, giustamente, si sentono calpestati nella loro
  dignità, in quanto non percepiscono lo stipendio - ripeto - non già
  per  problemi finanziari dell'ente, ma perché le somme  sono  state
  pignorate.  La questione è certamente di rilevanza regionale  e  va
  affrontata  dal dipartimento all'agricoltura con il  massimo  della
  sollecitudine possibile.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ioppolo.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  4
  marzo 2015, alle ore 16,00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  I  -Comunicazioni
  II  - Discussione dei disegni di legge:

             1)  -   Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di
                 base dei centri storici . (nn. 602-641-711-732/A) (Seguito)

                Relatore: on. Fazio

             2)  -  Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale
                 della Prima Guerra Mondiale ed interventi per la promozione del
                 celebrazioni del centenario dell'inizio del conflitto . (n. 751
                 (Seguito)

                Relatore: on. Greco Marcello

             3)  -  Disegno di legge da sottoporre al Parlamento della
                 Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
                 Istituzione del Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi
                 (NISS) . (n. 796/A) (Seguito)

                Relatore: on. Siragusa

             4)  -  Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
                 Statuto della Regione siciliana recante  Abrogazione dell'artic
                 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con
                 modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164' . (n. 876/A
                 (Seguito)

                Relatore: on. Ferrandelli

             5)  -  Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-
                 254-548/A)

                Relatore: on. Marziano

             6)  -  Disposizioni in materia di personale delle Camere di
                 Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
                 905/A) (Seguito)

                Relatore: on. Mangiacavallo

  III  -Votazione finale del disegno di legge:

             Norme    contro    la   discriminazione    determinata
             dall'orientamento sessuale o dall'identità di  genere.
             Istituzione   del  registro  regionale  delle   unioni
             civili . (nn. 141-206-778 bis/A)

  IV   -  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 143  del  Regolamento
   interno, dell'interrogazione:

         N. 1809  -  Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
              progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle  misure
              per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.

         (19 febbraio 2014)

                                                        ALONGI

  V  -Discussione dei disegni di legge:

             1)  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             2)  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
               Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             3)  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
               elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
               Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A

               Relatore: on. Cracolici

  VI  - Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio 2013)

                     CORDARO  -  MICCICHE' - CLEMENTE -  ANSELMO  -
                     GERMANA'

  VII  -Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile 2014)

                     VENTURINO  -  CIMINO  - MARZIANO  -  RAGUSA  -
                     CIRONE

  VIII  -Discussione della mozione:

         N. 233  -  Opportune iniziative concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  IX  - Seguito della discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

  X  -Discussione della mozione:

         N. 286   -   Rimozione   del  Segretario  generale   della
              Presidenza della Regione siciliana.

         (26 marzo 2014)

                         CIACCIO  - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
                         -  CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
                         -  MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -
                         FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

  XI  - Discussione della mozione:

         N. 381  -  Mantenimento degli attuali distretti  di  Corte
              d'Appello in Sicilia.

         (17 dicembre 2014)

                     MUSUMECI  - CORDARO - FERRANDELLI -  MICCICHE'
                     -  CIACCIO  -  ALONGI - ARANCIO  -  ASSENZA  -
                     FAZIO  -  LANTIERI - LENTINI  -  LO  SCIUTO  -
                     MALAFARINA - PICCIOLO - ZITO - FEDERICO

  XII  -Discussione della mozione:

         N. 382   -   Iniziative  per  scongiurare   la   paventata
              abolizione  della  figura  del  Segretario   comunale
              negli enti locali.

         (30 dicembre 2014)

                     MUSUMECI - FORMICA - IOPPOLO - ASSENZA

  XIII   -Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 143  del  Regolamento
   interno, dell'interrogazione:

         N. 2479  -   Provvedimenti  urgenti  per  il  rinnovo  del
              contratto  del  personale  infermieristico   per   la
              postazione 118 di Comiso (RG).

         (5 novembre 2014)

                                                        ASSENZA

                                       La  seduta  è tolta  alle  ore
  20.34

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

   Allegato 2:

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE   NORME  CONTRO LA  DISCRIMINAZIONE  DETERMINATA
  DALL'ORIENTAMENTO  SESSUALE O DALL'IDENTITà DI GENERE.  ISTITUZIONE
  DEL REGISTRO REGIONALE DELLE UNIONI CIVILI.  (141-206-778 BIS/A)

   All'articolo 2:

      Emendamento 2.12

   Al comma 1 inserire all'inizio le parole  Per le finalità dalla
   presente legge .

      Emendamento 2.11

   Al comma 2 l'ultimo periodo è soppresso.

      Emendamento 2.13

   Al comma 3 la parola  purché  è soppressa.

      Emendamento 2.8 (prima parte)

   All'art. 2 comma 4 le parole  un anno  sono sostituite dalle
   parole  6 mesi .

      Emendamento 2.7

   Al comma 4 dell'articolo 2 dopo le parole  di tutelare e
   sostenere  inserire le seguenti:   le famiglie, ex art. 2, 3, 29,
   30 e 31 della Costituzione italiana, e .

   All'articolo 3:

      Emendamento 3.12

   Al comma 2 le parole  ed educazione alle differenze, altresì
   sono soppresse.

      Emendamento 3.13

   Cassare il comma 3 dell'art. 3.

   All'articolo 4:

      Emendamento 4.3

   All'art. 4 comma 1 dopo la parola  sociali  si aggiungano le
   parole  con riferimento alla finalità della presente legge .

      Emendamento 4.6 (con la precisazione che il periodo  barrato
   è da intendersi cassato)

   Il  comma  2 è sostituito dal seguente  I componenti di  un'unione
  civile  registrata hanno il diritto senza alcun altra formalità  ad
  avere  accesso alle strutture di ricovero e cura per ogni  esigenza
  assistenziale e psicologica per ciascuno dei componenti dell'unione
  civile  e  a  ciascuno di essi gli operatori devono  riferirsi  per
  tutte  le comunicazioni e disposizioni di legge relative allo stato
  di  salute di ciascun componente. In caso di morte o in presenza di
  uno  stato  di incapacità di intendere e di volere di uno  dei  due
  componenti  dell'unione  civile,  l'altro  componente  esercita   i
  diritti  e  doveri  in  materia  di assistenza  sanitaria  compresi
  spettanti  al componente in stato di incapacità di intendere  e  di
  volere.  I regolamenti delle strutture di ricovero e cura  dovranno
  essere adeguati alle predette disposizioni.

   All'articolo 5:

      Emendamento 5.6

  I commi 2 e 3 sono soppressi.

   Emendamento articolo aggiuntivo:

      Emendamento A.1

      Aggiungere il seguente articolo:

                                  Art.

      1.   Dall'attuazione  della  presente  legge   non   possono
   derivare  nuovi  o maggiori oneri  a carico del bilancio  della
   Regione .