Presidenza del Presidente Ardizzone
DIPASQUALE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
dell'onorevole Giuseppe Sorbello
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione di riassunzione delle funzioni di deputato regionale
dell'onorevole Giuseppe Sorbello
PRESIDENTE. Comunico che, con nota dello Studio legale Armao del
4 marzo 2015, pervenuta e protocollata in pari data al n.
2669/SegrverportPG, è stata qui trasmessa copia del provvedimento
Presidente della Corte d'Appello di Palermo datato 2 marzo 2015,
il quale dispone la convocazione delle parti, per la trattazione
dell'istanza di sospensione dell'ordinanza impugnata
dall'onorevole Giuseppe Sorbello (ordinanza Tribunale civile di
Palermo R.G. 2510/2014) all'udienza collegiale del 18 marzo 2015,
e Visto l'art. 351 C.p.C., ritenuta l'urgenza dispone
provvisoriamente l'immediata sospensione dell'efficacia della
sentenza impugnata fino all'udienza fissata. .
Conseguentemente, nelle more, in esecuzione e nei limiti del
superiore provvedimento giudiziario, l'onorevole Giuseppe Sorbello
a far data dal 2 marzo 2015 riassume le funzioni di deputato
regionale, in luogo del deputato regionale supplente onorevole
Edgardo Bandiera.
L'Assemblea ne prende atto.
Nulla da aggiungere su questa vicenda siracusana ma non solo.
L'onorevole Sorbello può prendere posto; non è necessario che
presti giuramento.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lombardo, Micciché e
D'Agostino hanno chiesto congedo per la giornata di oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
all'ordine del giorno c'è il disegno di legge sulle persone
scomparse, ma lo abbiamo già esitato ieri, abbiamo finito la
trattazione?
PRESIDENTE. Abbiamo la votazione finale.
CORDARO. Quindi, abbiamo solo la votazione finale?
PRESIDENTE. Si e abbiamo la votazione finale sul disegno di legge
sulle discriminazioni e sugli scomparsi.
CORDARO. Ma rispetto al dibattito che si è aperto ieri, oggi
utilmente quali altri disegni di legge tratteremo? O andiamo
soltanto alla votazione finale?
PRESIDENTE. No, abbiamo chiarito, il disegno di legge Norme per
favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri
storici sarà trattato martedì prossimo, con l'impegno di esitarlo
entro mercoledì prossimo, perché la Commissione informalmente
avrebbe rivisto la questione degli emendamenti.
Oggi dovremmo trattare il disegno di legge Tutela e
valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Prima Guerra
Mondiale ed interventi per la promozione delle celebrazioni del
centenario dell'inizio del conflitto , il disegno di legge
sull'articolo 28 é superato dalla presentazione del referendum e
per quanto riguarda il Testo Unico delle attività produttive se
viene l'assessore si inizia il dibattito.
Se l'Aula è d'accordo riprendiamo con il disegno di legge Tutela
e valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Prima
Guerra Mondiale ed interventi per la promozione delle celebrazioni
del centenario dell'inizio del conflitto , però un Gruppo è
interamente assente.
CORDARO. Ci sono emendamenti?
PRESIDENTE. No, non ci sono emendamenti.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, volevo
solo riferire che la IV Commissione, ieri, ha licenziato in maniera
definitiva il disegno di legge sulla modifica del sistema degli
appalti, poiché la Conferenza dei capi gruppo aveva già deliberato
che qualora la IV Commissione avesse stilato un disegno di legge,
lo stesso poteva essere trattato in Aula e, ritenendolo molto
importante, volevo avvisare la Presidenza dell'Assemblea di essere
consequenziale al deliberato e ove possibile calendarizzarlo
tempestivamente.
E' un disegno di legge che riguarda tantissimi imprenditori che
lavorano con gli enti locali.
PRESIDENTE. Questa Presidenza e gli uffici faranno le dovute
verifiche e procederemo di conseguenza. Grazie onorevole Turano.
SORBELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dare dignità a tutti coloro che siedono in questo scranno, perché
bastava una semplice lettura dell'ordinanza della Corte di Appello
di Bari del 27 gennaio per non incorrere in un errore grossolano
come quello che questo Ufficio di Presidenza ha commesso la
settimana scorsa.
Una violazione del dato letterale, in tutti i sensi, dell'articolo
22 del decreto legislativo 150 del 2011, in cui al comma 8 recita
che l'efficace esecutiva dell'ordinanza decisoria di I grado è
sospesa automaticamente in pendenza di appello .
A nulla sono valsi i tentativi di tutti gli atti di significazione
che il sottoscritto ha inviato alla Presidenza e a tutto l'Ufficio
di presidenza.
Violazione e falsa applicazione della giurisprudenza della Corte
Costituzionale che, nel famoso giudizio sul conflitto di
attribuzione tra la Regione siciliana e la Presidenza del Consiglio
dei Ministri, ha sancito che spetta allo Stato, e per esso alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, adottare il DCPM di
sospensiva dei deputati regionali.
Nel caso in esame, la frettolosa condotta antigiuridica della
Presidenza di questa Assemblea ha portato a dare esecuzione ad una
ordinanza parziale e provvisoria senza attendere il doveroso
decreto della Presidenza del Consiglio, ma non è stata svenduta la
dignità e l'autonomia di questa Assemblea legislativa, del
Parlamento più antico d'Europa che la scorsa settimana è stato
depauperato di tutte le sue prerogative, fungendo da mero
passacarte dell'Avvocatura dello Stato ovvero di un Organo di
consulenza.
Cari onorevoli colleghi, vi invito a riflettere sul fatto che la
settimana scorsa l'adunanza plenaria ha preso atto di una
sospensione basata solo su un parere ondivago e contraddittorio
dell'Avvocatura di Stato, senza adottare la giusta prassi
parlamentare.
Quando si parla delle prerogative di un deputato, il diritto
parlamentare uniforme prevede che essi siano vagliati dai suoi
pari, all'interno della Commissione verifica poteri in sede
deliberante, proprio per l'adunanza plenaria, così come è diventata
un passacarte.
Un organo commissariato da enti terzi, dai burocrati di turno che
ieri nel giudizio di I grado sostenevano una tesi e oggi dopo
l'ordinanza hanno venduto l'anima al diavolo.
Anche il giudizio giuridico di questa Assemblea, nel turbinio
della frettolosità di questi giorni si è dimenticato di quanto ha
riportato in una pubblicazione, edita dall'ARS, a firma del dr. Di
Piazza, in cui a pag. 186, si citava e commentava una sentenza
della Corte costituzionale sulla sospensiva del deputato regionale
e sulla competenza dello Stato nell'accertamento delle condizioni
mediante il DPCM.
La mia appartenenza e lealtà verso questa Assemblea mi ha portato
ad inviare ben tre atti di significazione per rappresentare
l'erroneità della condotta amministrativa assunta, ma sono stato
trattato, per citare il Vangelo, come un uomo che grida nel
deserto .
Oggi si fa giustizia e, al contempo, si fa giustizia vera, non
come quella del Presidente regionale di questa forza politica del
mio avversario che, forse, giuridicamente non sa nemmeno di che
cosa parla quando parlava di una giustizia. Penso che questo errore
non lo avrebbe mai fatto il capo gruppo di Forza Italia, non
l'avrebbe fatto il collega Assenza. Errori grossolani che
dimostrano un' ignoranza giuridica
Ma sono stato trattato, ripeto, come un uomo che gridava nel
deserto. Oggi si fa giustizia e, al contempo, si scrive una pagina
fastidiosa di questo Parlamento. Si accerta la grave condotta
antigiuridica di tutto lo staff della Presidenza, con gravi
violazioni di legge e il danno, ingiusto, arrecato all'integrità e
all'immagine del sottoscritto.
Per cui, signor Presidente, questo era doveroso affinché, per gli
anni a venire e per i procedimenti a venire, per casi simili a
questo non saranno più ripetuti questi errori. Errori - ripeto -
grossolani perché bastava, solo, tra l'altro un'ordinanza inaudita,
d'altra parte, la Corte di appello di Palermo non la faceva da 25
anni sulla legge elettorale, pertanto, significa che la
grossolanità di questo intervento è stata, quanto mai e quanto
meno, macroscopica.
PRESIDENTE. Onorevole Sorbello, prendo atto che lei è diventato un
esperto giurista. Questa Presidenza e questi uffici hanno svolto il
loro compito fino in fondo, nonostante le sollecitazioni degli
avvocati di turno e, nonostante, la sua appartenenza al mio partito
che ho sempre messo da parte nell'interesse superiore di questa
Istituzione, che è il Parlamento siciliano, che va oltre le sue
esigenze e oltre le mie esigenze.
Io sono abituato, da avvocato e da cittadino, a rispettare le
leggi.
SORBELLO. Mi riservo di adire le vie legali sull'accusa di abuso
di ufficio e sul danno erariale
PRESIDENTE. Onorevole Sorbello, ne prendo atto. Prendo atto che è
stata necessaria un'ordinanza inaudita altra parte, per le vicende
che riguardano l'applicabilità, cosa che lei non ha detto, sulla
Legge Severino , perché il problema è questo, onorevole Sorbello,
non è l'esecutività della sentenza e glielo dico da cittadino e da
avvocato.
SORBELLO. Con il ricorso alla Corte di appello si sospende
qualsiasi provvedimento
PRESIDENTE. Onorevole Sorbello, penso che lei, con il suo
intervento, già ha impegnato, oltremodo, quest'Aula. Le ribadisco
che sono abituato a dare esecuzione alle sentenze,
indipendentemente dalle appartenenze a questo o a quel partito
Questo sia chiaro E quindi le minacce di abuso e di danno
erariale, francamente, non mi fanno impressione
SORBELLO. Neanche a me fanno impressione le minacce
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei tornare
sul punto. Lei sa la stima e la profonda deferenza che nutro per la
sua funzione e, anche, per la sua persona che incarna questa
funzione al meglio, però, su questa vicenda e su tutte le altre che
l'hanno preceduta, io mi permetto di dissentire totalmente dal
ritenere un'Assemblea legislativa mera esecutrice di decisioni
prese in altra sfera. Le decisioni prese in altre sfere devono
essere valutate dalla competente Commissione e poi, verificati
tutti i presupposti per il possibile adempimento, attuate.
Questa mia profonda convinzione l'ho avanzata alla signoria vostra
e, allora, in maniera assolutamente isolata, in questo Parlamento
quando questo Parlamento per la prima volta, dalla mattina al
pomeriggio
CORDARO. C'ero io, per l'onorevole Caputo?
ASSENZA. Perfetto, nel caso dell'onorevole Caputo, ci siamo
limitati sotto l'input di un parere, credo addirittura reso
oralmente, da un esperto qualificatosi per tale, per carità, che io
rispetto profondamente, come collega, a trasformare quella che era
una decisione che doveva comunque dipendere dal Parlamento, così
come è avvenuto in tutti gli altri casi, a partire dal caso più
famoso, Berlusconi, dove è stato sempre il Senato a pronunciare la
decadenza e non a prendere atto di una decisione, in quel caso di
una sentenza definitiva.
Noi abbiamo trasformato, invece, questo Parlamento nella longa
manus del potere giudiziario attuando ex abrupto, in maniera
assolutamente incivile, mi permetto di dirlo, in quel caso e in
tutti gli altri casi che si sono succeduti, in maniera
assolutamente acritica e senza nemmeno la verifica della
sussistenza dei requisiti formali che portavano poi alla
conseguenza finale che poteva, sono sicuro che sarebbe stata
sicuramente quella a cui si è arrivati nel corso della vicenda, ma
sempre e solo previa attenta verifica da parte della Commissione, e
dall'Assemblea dopo, dei presupposti.
Signor Presidente, se noi continuiamo su questa strada che basta
la notifica dell'ordinanza o la lettera del legale che intima di
adempiere, noi abbiamo abdicato per sempre a una funzione che non
spetta né alla signoria vostra, come Presidente, né all'Ufficio di
presidenza né ai singoli deputati né tanto meno, mi si consenta,
agli uffici.
Abbiamo abdicato per sempre ad una funzione di sovranità che è
propria di questo Parlamento.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, le do
atto che lei in questi anni su questa vicenda delle decadenze, del
ritorno alle urne, della sospensione di questo balletto,
oggettivamente indecoroso, di questa Assemblea si è sempre speso in
maniera puntuale, intelligente, assumendosi le proprie
responsabilità.
Voglio chiedere ai miei colleghi, guardandovi negli occhi, voi
avete fatto la stessa cosa in questi mesi quando ripetutamente sono
salito su questo palco e ho chiesto a ognuno di voi di difendere la
dignità di questo Parlamento, quanti di voi vi siete alzati e siete
venuti qui e avete detto che quello che stava succedendo era una
cosa assolutamente insopportabile.
Quando mai era successo che il Consiglio di giustizia
amministrativa intervenisse in una vicenda legata alle elezioni di
Siracusa, emettendo una sentenza in aperto contrasto contro la
legge regionale sulle elezioni.
Bene, vedete è rimasta una vicenda prettamente siracusana. Ognuno
di voi ha pensato che era un problema che non vi riguardava, che
riguardava la provincia di Siracusa e io vi ho richiamato sempre e
ho cercato sempre di farvi attenzionare il problema.
Non era in discussione il posto di uno dei sette dei deputati
della provincia di Siracusa, era in discussione la legge che
vietava il ritorno alle urne, la legge regionale che non prevedeva
assolutamente la possibilità di ritorno parziale alle urne, ma qui
nessuno di voi si è alzato per dire che in questo modo si stavano
commettendo delle ingiustizie.
Siamo andati avanti, abbiamo fatto un'elezione burla a Siracusa,
basta vedere i risultati che si sono ottenuti.
Dal momento che non abbiamo saputo difendere tutti insieme le
prerogative parlamentari di ognuno di noi in quanto rappresentanti
del popolo, purtroppo ci dobbiamo preparare ogni giorno ad
assistere a decisioni da parte della Magistratura che una volta dà
ragione ad uno e una volta dà ragione ad un altro.
E oggi è il problema di Siracusa, domani sarà il problema di
Messina e di Palermo. Cosa c'entra il Presidente in questa vicenda?
Il Presidente in questa vicenda ha applicato una decisione presa
dal giudice perché noi ci siamo chinati la fronte e abbiamo
consentito che non fosse più la Commissione verifica poteri a
occuparsi del destino di questo Parlamento, ma fossero soggetti
estranei.
Veda, signor Presidente, lei giustamente ha proposto appello
presso la Corte di Cassazione alla sentenza che è stata emanata dal
CGA siciliano. La Cassazione, ad oggi, non sappiamo nemmeno se ha
fissato il giorno della sentenza, abbiamo più volte chiesto
all'Avvocatura generale di avere la copia del ricorso, non siamo
riusciti nemmeno ad ottenere questo, nonostante lei lo abbia più
volte sollecitato.
La sentenza che verrà da parte della Cassazione, onorevoli
colleghi, pone un problema serio sulla convivenza tra questo
Parlamento e il Consiglio di Giustizia Amministrativa perché se la
Cassazione darà torto a questa Assemblea è chiaro che non è più
possibile che in Sicilia vi sia il Consiglio di Giustizia
Amministrativa, perché noi ci troveremo di fronte a cinque giudici
nominati dalla politica che verranno scrutinati dalla Prima
Commissione per essere poi a loro volta, come è avvenuto in questo
caso, ma in assoluta indipendenza da parte dei giudici, chiamati a
giudicare ognuno di noi.
Per evitare di assistere ad un ulteriore intervento come quello
corretto senz'altro, dal punto di vista umano, dell'onorevole
Sorbello, sarebbe il caso che ognuno di noi si destasse, si
svegliasse da questo torpore e anziché accusare la Presidenza di
essere stata superficiale si assumesse in prima persona la
responsabilità, chiedendo a lei, signor Presidente, un ampio
dibattito, due giorni di discussioni in questa Aula per capire se
le prerogative parlamentari di questa Assemblea esistono ancora
oppure no.
E' facile nascondersi, è facile cercare di perorare attraverso
altri le proprie cause, ognuno di noi deve avere il senso
dell'orgoglio di appartenere a questo Parlamento, ma anche il
rischio che si corre assumendo posizioni ben precise ed io l'ho
assunta la posizione, presentando quell'ordine del giorno che voi
avete approvato che prevede, appunto, lo scioglimento del Consiglio
di Giustizia Amministrativa, ma su questa vicenda, signor
Presidente e, soprattutto, onorevoli colleghi, non possiamo
continuare a fare finta che non sia successo nulla.
Questa Assemblea non può in continuazione cambiare i suoi
componenti, non si è mai visto, è una situazione che fa ridere non
la Sicilia, ma il mondo intero, svegliamoci, svegliatevi, assumiamo
una posizione intransigente su questa vicenda a tutela della nostra
dignità senza incolpare, per le nostre incapacità , la Presidenza.
PRESIDENTE. Non mi sento assolutamente leso. Quest'Aula ha il
dovere di sapere che in ordine alla vicenda Sorbello, un anno fa si
è riunita la Commissione Verifica poteri, per prendere atto della
sospensione dell'onorevole Sorbello a causa di una condanna che
aveva avuto nella qualità di sindaco.
Il problema era la decorrenza: se i diciotto mesi decorrevano
dalla notifica o dal momento dell'entrata in vigore della legge
Severino.
Bene, la Commissione Verifica si è pronunciata, successivamente
sappiamo quello che è successo: si reinsedia l'onorevole Sorbello,
nelle more esce la sentenza.
E ribadisco a quest'Aula di fronte ad una sentenza non ci possono
essere discussioni di nessuna sorta, neanche in ordine alla
vicenda dell'onorevole Caputo.
Sono stato il primo che si è dispiaciuto, sul piano personale, ma
sul piano giuridico non ci possono essere ragioni affettive, per
questa o per l'altra persona, onorevole Assenza, lei sa
perfettamente che è immediatamente esecutiva la sospensione.
ASSENZA. La decadenza va pronunciata sempre dall'Assemblea
regionale siciliana.
PRESIDENTE. Il Parlamento non può decidere assolutamente su una
causa di sospensione a fronte di una sentenza.
Onorevole Assenza, questo Parlamento non si doveva pronunciare e
non mi faccia citare casi di condanna della Commissione Verifica
poteri, perché negli anni scorsi temporeggiava nell'insediare uno o
l'altra persona.
Dal momento in cui noi applichiamo le regole non si può mettere
sotto accusa questa Presidenza o, a maggior ragione, gli uffici
della Presidenza.
Onorevole Assenza, chiusa la vicenda Siracusa, anche se
apparentemente non è chiusa, perché c'è un appello e vedremo cosa
succederà.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Firetto ha chiesto di essere
in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta, avvertendo che la
stessa riprenderà fra quindici minuti.
Si riprende alle 17.15.
(La seduta, sospesa alle ore 16.58, è ripresa alle ore 17.14)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
del patrimonio storico-culturale della Prima guerra mondiale'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Tutela e
valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Prima Guerra
Mondiale ed interventi per la promozione delle celebrazioni del
centenario dell'inizio del conflitto (n. 751/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegno di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale della
prima guerra mondiale ed interventi per la promozione delle
celebrazioni del centenario dell'inizio del conflitto (n. 751/A),
posto al n. 2).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto nell'apposito
banco.
GRECO MARCELLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO MARCELLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, signori assessori, in questo disegno di legge ci sono
degli emendamenti presentati dai colleghi Formica, Ioppolo e
Musumeci, poiché questi emendamenti fanno riferimento, tutti
quanti, alla Seconda Guerra Mondiale, non alla prima, e poiché c'è
in Commissione Cultura un disegno di legge che, proprio,
coinvolge, espressamente, la Seconda Guerra Mondiale, che già è
incardinato, in attesa della relazione tecnica, pregherei il
presidente Musumeci e gli altri colleghi al ritiro di questi
emendamenti per rinviarli in Commissione, in modo tale che possano
essere inseriti nel disegno di legge riguardante la Seconda Guerra
Mondiale.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, lo spirito della mia iniziativa e dei
colleghi firmatari dell'emendamento era quello di rendere omogenea
una materia, cioè la valorizzazione dei luoghi e degli itinerari
dei due conflitti mondiali che hanno interessato, seppure, per la
Prima Guerra Mondiale, in maniera marginale, la nostra Isola, e
farne un itinerario educativo, culturale affinché l'esperienza
della guerra educasse al valore della pace.
Prendo atto della proposta avanzata dal presidente della V
Commissione e, naturalmente, la accolgo ben volentieri, con una
raccomandazione, se mi consente il presidente Greco, quella di
avviare ogni procedura affinché possa essere assicurata la celerità
ad un disegno di legge che, se approdato e tradotto in azioni
concrete, potrebbe, inevitabilmente, produrre risultati degni di
apprezzamento sul piano morale e sul piano culturale. In questo
senso, mi auguro, che anche il Governo, per la parte che lo
riguarda, cioè per la relazione tecnica che non mi pare sia stata
ancora presentata, possa condividere la necessità di dare celerità
alla procedura.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.1 è, quindi, da ritenersi ritirato e
così tutti gli altri emendamenti.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
CAPO I
Valorizzazione del patrimonio storico-culturale della
Prima Guerra Mondiale
«Art. 1.
Finalità
1. Al fine di sostenere la crescita di una cultura della pace e
della pacifica convivenza tra i popoli, la Regione promuove la
valorizzazione e la conoscenza del patrimonio storico culturale e
ambientale attinente ai fatti della Prima Guerra Mondiale,
ricordando e onorando le vittime militari e civili di ogni
schieramento e nazionalità.
2. Con le iniziative previste dalla presente legge, nell'ambito
delle proprie competenze, in attuazione di quanto previsto dalla
legge 7 marzo 2001, n. 78 e nel rispetto di quanto previsto dal
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 e dal decreto legislativo
22 gennaio 2004, n. 42, la Regione intende:
a) ampliare la conoscenza e favorire la riflessione sui fatti
storici della Prima Guerra Mondiale, sui meccanismi economici
sociali e psicologici alla base dei conflitti tra le nazioni
attraverso lo svolgimento di studi, ricerche, attività educative e
didattiche, eventi, progetti e manifestazioni anche transnazionali,
nonché pubblicazioni di atti e memorie e realizzazioni di file
multimediali;
b) incentivare forme di turismo culturale attente alla storia e
alla memoria attraverso la gestione, la valorizzazione, la
manutenzione delle opere commemorative esistenti, l'eventuale
creazione e collocazione di nuove, nonché di percorsi turistico-
culturali, la gestione e la realizzazione di mostre permanenti,
musei, musei all'aperto e interattivi ed eventi;
c) creare sinergia attraverso la messa in rete dei soggetti
pubblici e privati che operano a vario titolo per realizzare le
finalità previste dalla presente legge;
d) coordinare e valorizzare le attività di raccolta e di
collezionismo di soggetti pubblici e privati».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Tipologie del patrimonio
1. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo n.
42/2004 e dalla legge n. 78/2001, le attività e gli interventi di
valorizzazione sono rivolti al patrimonio storico-culturale
materiale e immateriale come di seguito definito.
2. Il patrimonio materiale della Prima Guerra Mondiale esistente
sul territorio della Regione comprende le seguenti tipologie:
a) musei, pubblici o privati di carattere tematico o d'interesse
locale, riferiti a luoghi ed eventi della Prima Guerra Mondiale;
b) forti, fortificazioni permanenti;
c) sacrari e cimiteri, camminamenti e sentieri militari, grotte;
d) cippi, monumenti, stemmi e lapidi;
e) reperti storici e cimeli;
f) beni archivistici, bibliografici, fotografici, cinematografici
e sonori, di appartenenza pubblica o privata;
g) ogni altro reperto, edifici storici e luoghi aventi diretta
relazione con le operazioni belliche e, più in generale, con gli
eventi della Prima Guerra Mondiale.
3. Il patrimonio immateriale comprende:
a) le produzioni letterarie e artistiche, testimonianza della
memoria storica, dei valori, sentimenti e situazioni connessi al
primo conflitto mondiale;
b) gli studi e le ricerche di approfondimento degli aspetti
culturali, storici, economici ed etici che hanno segnato i popoli e
le persone coinvolte nel conflitto».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Comitato consultivo
1. Per le finalità di cui al Capo I della presente legge, è
istituito il Comitato consultivo per la valorizzazione del
patrimonio storico-culturale della Prima Guerra Mondiale.
2. Il Comitato è costituito con decreto del Presidente della
Regione previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per i beni culturali e l'identità
siciliana. Il Comitato, che resta in carica fino al 31 dicembre
2018, è convocato dall'Assessore regionale per i beni culturali e
l'identità siciliana almeno una volta all'anno.
3. Il Comitato è composto:
a) dall'Assessore regionale per i beni culturali e l'identità
siciliana o da un suo delegato, che lo presiede;
b) da un dirigente o da un dipendente di ruolo dell'Assessorato
regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo designato
dall'Assessore regionale competente;
c) da un dirigente o da un dipendente di ruolo dell'Assessorato
regionale per l'istruzione e la formazione professionale designato
dall'Assessore regionale competente;
d) da due studiosi designati dal Comitato spontaneo per le
celebrazioni del centenario della Grande Guerra, individuati fra
persone che abbiano maturato comprovata esperienza scientifico-
culturale in relazione ai fatti della Prima Guerra Mondiale e che
abbiano conoscenza dei luoghi della memoria di cui al successivo
articolo 6;
e) dal rappresentante del Commissariato generale per le onoranze
ai Caduti in Guerra - Onorcaduti;
f) da un rappresentante designato dall'Università degli Studi di
Palermo, uno designato dall' Università degli Studi di Messina, uno
designato dall'Università degli Studi di Catania e uno designato
dall'Università di Enna;
g) dal Direttore dell'Ufficio scolastico regionale o da un suo
delegato;
h) da un rappresentante dell'Ufficio storico dello Stato maggiore
dell'Esercito Italiano.
4. Le funzioni di segretario sono esercitate da un funzionario
della struttura regionale competente in materia di beni culturali.
5. Le sedute del Comitato sono valide allorché sia presente, oltre
all'Assessore regionale per i Beni culturali e l'identità siciliana
o il suo delegato, la metà dei componenti. Le decisioni sono
adottate a maggioranza dei presenti».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Compiti dell'Assessorato per i Beni culturali e
l'Identità siciliana. Compiti del Comitato consultivo.
Compiti dei Comuni
1. L'Assessore regionale per i Beni culturali e l'Identità
siciliana predispone lo schema di programma regionale delle
commemorazioni entro 120 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge. Esso ha carattere pluriennale e si articola in
annualità, è sottoposto al parere del Comitato consultivo che può
proporre modifiche ed è approvato dalla Giunta regionale.
2. Il Comitato:
a) formula proposte alla Giunta regionale per il perseguimento
delle finalità previste dalla presente legge;
b) esprime parere ed eventuali proposte di modifica allo schema
del programma regionale delle commemorazioni predisposto
dall'Assessore regionale per i Beni culturali e l'Identità
siciliana;
c) verifica l'attuazione del programma di cui alla lettera b) e
approva una relazione annuale da sottoporre alla Giunta regionale e
alle Commissioni legislative dell'Assemblea regionale siciliana
competenti per materia;
d) formula un piano di indirizzo per la divulgazione della
conoscenza dei luoghi e degli eventi della Prima Guerra Mondiale ai
fini del seguente art. 5. Il Piano di indirizzo è inviato
all'Assessorato regionale per l'istruzione e la formazione
professionale e alle Università siciliane ed è reso noto a tutte le
scuole dell'Isola.
3. Per espletare i propri compiti, il Comitato si avvale degli
uffici e direzioni regionali di specifica competenza dei
rappresentanti sopra menzionati.
4. Tutti i Comuni siciliani sono tenuti a favorire le iniziative
di commemorazione della Prima Guerra Mondiale inserite nel
programma regionale che riguardino il loro territorio».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Divulgazione della conoscenza dei fatti e dei luoghi
della Prima Guerra Mondiale
1. Al fine di favorire la divulgazione della conoscenza dei
fatti e dei luoghi della Prima Guerra Mondiale, secondo il piano di
indirizzo formulato dal Comitato consultivo ai sensi dell'art. 4,
lettera d), l'Assessorato regionale per l'istruzione e la
formazione professionale, nell'ambito della propria programmazione,
organizza corsi di formazione di durata almeno bimestrale, rivolte
alle guide turistiche. Tali corsi sono particolarmente mirati alla
conoscenza dei siti della Prima Guerra Mondiale e dei luoghi della
memoria di cui all'articolo 6 della presente legge.
2. La divulgazione della conoscenza dei luoghi e dei fatti della
Prima Guerra Mondiale è compiuta anche dalle Università e dalle
scuole siciliane.
3. Dalle disposizioni di cui al presente articolo non possono
derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Luoghi della memoria della Grande guerra in Sicilia
1. Sono luoghi della memoria della Grande guerra ai fini della
presente legge:
1) sacrario dei caduti di San Nicola l'Arena di Catania;
2) monumenti dedicati ai caduti della guerra 1915-18 presenti in
tutti i comuni siciliani;
3) forti umbertini e dintorni dell'area denominata campo inglese,
luogo di soggiorno obbligato del militare Giacomo Matteotti',
annessi itinerari di accesso e camminamenti nel territorio della
città di Messina;
4) castello di Milazzo (ME);
5) galleria dei prigionieri austro-ungarici nel territorio di
Letojanni (ME);
6) cappella monumentale nel cimitero della città di Vittoria (RG)
dedicata ai militari ungheresi prigionieri di guerra deceduti in
Sicilia;
7) museo storico italo-ungherese di contrada Mendolilli-Capitina
della città di Vittoria (RG) nel sedicesimo capannone dell'ex campo
di concentramento per prigionieri della guerra 1915-18;
8) via Cismon del Grappa nel comune di Giarre (CT), luogo di
permanenza di oltre cento profughi veneti provenienti dall'omonimo
abitato vicentino sull'altipiano di Asiago;
9) monumento ai caduti ungheresi presso il cimitero di Santa Maria
dei rotoli (PA);
10) Caserma Nicola Botta, luogo di detenzione di ufficiali austro-
ungarici ed ex Caserma Spinuzza, già sede dell'87 distretto
militare delle truppe della Difesa costiera territoriale, in
Cefalù;
11) lapide commemorativa della morte di militari prigionieri
austro-ungarici presso il cimitero di San Giuseppe Jato (PA);
12) muro dei prigionieri austro-ungarici in contrada Chiusa,
località Caltavuturo (PA);
13) ex monastero di Santissima Trinità di Piazza Armerina (EN)
luogo di detenzione di ufficiali austro-ungarici;
14) Castello Ursino e quartiere Picanello di Catania,
rispettivamente luogo di detenzione di ufficiali dell'esercito
asburgico di nazionalità romena e campo di lavoro dei prigionieri
austro-ungarici;
15) Castello normanno ed ex monastero di Santa Lucia della città
di Adrano (CT);
16) Castello normanno della città di Paternò e lapide
commemorativa presso il cimitero monumentale della stessa città in
ricordo della morte di prigionieri ungheresi;
17) masseria di Prato fiorito e Monte Minardo nel territorio del
comune di Adrano (CT);
18) contrada Carpani - Monte Ilice nei territori dei comuni di
Zafferana Etnea e Trecastagni (CT);
19) grotta dei disertori nel territorio del comune di Castiglione
di Sicilia;
20) chiesa di San Benedetto - ex lazzaretto militare nella città
di Militello Val di Catania (CT);
21) villa Angela ex sede estiva del seminario arcivescovile di
Catania luogo di detenzione di Ufficiali austro-ungarici in San
Giovanni La Punta;
22) contrada Chiuse del Signore nel territorio del comune di
Tremestieri Etneo campo di lavoro per la coltivazione delle vigne e
costruzione di mura e torrette in pietra lavica;
23) ex fabbrica Monaco nel territorio del comune di Misterbianco
(CT);
24) spiaggia della Prajola in Terrasini;
25) hangar di Augusta (SR);
26) Caserma La Masa, sede dell'86 Battaglione di fanteria
territoriale, Chiesa di Santa Caterina sede di profughi veneti
provenienti da Pederobba (TV), padiglione adibito a luogo di
detenzione per prigionieri ungheresi in via Artese, ubicati in
Termini Imerese;
27) Castello di Caccamo, luogo di prigionia di soldati ungheresi,
e tomba di un soldato ungherese nel cimitero del Comune di Caccamo;
28) Padiglioni Ducrot, fabbrica di idrovolanti da bombardamenti in
Mondello, Palermo.
2. Il precedente comma 1 non comporta alcun nuovo vincolo per i
beni in esso indicati salvo quelli di cui alla legge n. 78 del
2001, quelli eventualmente derivanti da altre leggi nazionali
ovvero quelli da cui gli stessi fossero gravati dalla normativa in
materia di tutela dei beni culturali.
3. L'Assessorato regionale per i Beni culturali e l'identità
siciliana e i Comuni nell'ambito dei rispettivi territori possono,
nel rispetto delle leggi vigenti, promuovere l'apposizione di
targhe o lapidi commemorative nei luoghi della memoria indicati dal
comma 1
4. Fermi restando i luoghi della memoria individuati al comma 1
del presente articolo, resta salva la possibilità di individuare
ulteriori luoghi della memoria da riconoscere con criteri di
accreditamento che sono definiti con apposito regolamento.
5. Ai fini di una migliore fruizione dei luoghi della memoria
individuati dal presente articolo la Regione promuove le azioni
volte al rispetto dell'applicazione della legge n. 13 del 1989
riguardanti l'accessibilità e l'abbattimento delle barriere
architettoniche, laddove ravvisabili».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Convenzioni
1. La Regione è autorizzata a stipulare convenzioni con i privati
di cui all'articolo 10, comma 2, i quali dispongano di collezioni
considerate di valore storico e che rendano disponibili tali
collezioni per la consultazione pubblica.
2. Le convenzioni di cui al comma 1 disciplinano le modalità di
consultazione pubblica per finalità di studio e generali, nonché
gli interventi finanziari regionali a sostegno delle spese di
conservazione e custodia, inclusi i relativi oneri di
assicurazione.
3. Il regolamento di cui all'articolo 12 prevede i criteri e le
modalità per la stipula delle convenzioni di cui al presente
articolo e ne approva lo schema.
4. Dalle disposizioni di cui al presente articolo non possono
derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Accordi di collaborazione per interventi sul patrimonio
storico-culturale
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare, ai sensi
della vigente normativa regionale e nazionale, accordi con le
amministrazioni pubbliche della Regione Friuli-Venezia Giulia e di
altre Regioni per disciplinare la realizzazione in collaborazione
di interventi di investimento finalizzati al recupero storico-
culturale e alla valorizzazione turistica dei siti legati alla
Prima Guerra Mondiale, nonché alla manutenzione, al restauro e alla
valorizzazione di beni mobili compresi nelle tipologie di cui
all'articolo 2 e destinati all'esposizione museale.
2. Dalle disposizioni di cui al presente articolo non possono
derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
CAPO II
Disciplina dell'attività di raccolta e collezionismo
del patrimonio
storico-culturale della Prima Guerra Mondiale
«Art. 9.
Raccolta di reperti mobili
1. L'attività di raccolta non autorizzata dall'Autorità competente
di reperti riferibili al patrimonio storico-culturale della Prima
Guerra Mondiale è vietata:
a) nelle aree archeologiche ai sensi dell'articolo 101 del decreto
legislativo n. 42/2004;
b) nei siti individuati quali cimiteri di guerra.
c) in tutti i luoghi di cui all'articolo 6.
2. Chiunque rinvenga o raccolga nei siti di cui al comma 1 reperti
mobili o cimeli attinenti ai fatti o alla memoria degli eventi
della Prima Guerra Mondiale di notevole valore storico o
documentario deve ottemperare, entro sessanta giorni dal
ritrovamento, all'obbligo di comunicazione, al Comune del luogo
della raccolta, previsto dall'articolo 9 della legge n. 78/2001,
indicandone la natura, la quantità e, ove nota, la provenienza».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Collezioni private
1. La Regione riconosce l'importanza del collezionismo privato
quale espressione della partecipazione dei cittadini alla
salvaguardia della memoria storica della Prima Guerra Mondiale.
2. La Regione a tal fine tutela l'attività dei collezionisti
privati, purché svolta nel rispetto della normativa vigente, e
garantisce loro la possibilità di contribuire attivamente alla
diffusione della conoscenza dei fatti storici della Prima Guerra
Mondiale nel territorio».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
CAPO III
Interventi per la promozione delle commemorazioni del
centenario dell'inizio della Prima Guerra Mondiale
«Art. 11.
Centenario della Prima Guerra Mondiale
1. La Regione siciliana, tenuto conto di quanto previsto dal
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 agosto 2012
Istituzione del Comitato storico scientifico per il Centenario
della Prima Guerra Mondiale', promuove e favorisce le
commemorazioni per il Centenario della Prima Guerra Mondiale che
decorre dal 2015, sostenendo la realizzazione e lo svolgimento
d'iniziative ed eventi culturali commemorativi con le relative
attività di supporto nel territorio della Regione.
2. Per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, la
Giunta regionale approva, su proposta dell'Assessore regionale per
i beni culturali e l'identità siciliana, tenuto conto del programma
nazionale delle commemorazioni del Centenario della Prima Guerra
Mondiale, a seguito del parere del Comitato consultivo, il
programma regionale delle commemorazioni.
3. Dalle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non possono derivare
nuovi o maggiori oneri per il bilancio della Regione.
4. In considerazione del ruolo di primo piano svolto nel periodo
della Prima Guerra Mondiale dagli insigni statisti siciliani
Vittorio Emanuele Orlando, Antonino Di San Giuliano e Giuseppe De
Felice Giuffrida in attuazione delle finalità di cui all'articolo
1, comma 2, lettera b), nel programma degli interventi è inserita
la realizzazione di statue che ne ricordino le figure da collocarsi
in una piazza nelle rispettive città natali. La realizzazione di
tali monumenti è finanziata con sponsorizzazioni da parte di
privati o raccolta fondi da parte di enti, associazioni e
cittadini».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Regolamenti di attuazione
1. Con regolamento da adottarsi entro 90 giorni dall'entrata in
vigore della presente legge, sentita la Commissione legislativa
competente, sono disciplinati le modalità e i criteri per
l'attuazione degli interventi di cui all'articolo 11, fatto salvo
quanto disposto al comma 2.
2. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
sentita la Commissione legislativa competente, sono adottati i
regolamenti attuativi della presente legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Anche questo disegno di legge, quindi, è pronto per la votazione
finale col sistema elettronico.
FORMICA. Passiamo alla votazione finale. Votiamolo
attività produttive'
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Testo unico delle attività produttive » (nn. 683-2-228-490-254-
548/A) posto al numero 5).
(brusio in Aula)
PRESIDENTE Manca un Gruppo politico.
(brusio in Aula)
PRESIDENTE. Chi ci ascolta e ci vede praticamente non comprende
cosa sta succedendo; per essere chiari manca interamente il gruppo
del PD.
CORDARO. Non è un problema nostro
(brusio in Aula)
CORDARO. Ho chiamato il capogruppo del PD ma non mi risponde,
siccome c'è Aula in corso
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, lei ha detto che ha sollecitato il
Capogruppo del PD ad essere presente
FIGUCCIA. Non possiamo aspettare gli altri lei è il Presidente
di tutti
PRESIDENTE. Proprio perché sono il Presidente di tutti Onorevole
Figuccia, non mi ricordi che sono il Presidente di tutti, non
possiamo approfittare dell'assenza di un Gruppo consistente Avrei
fatto lo stesso anche nel caso in cui mancava qualunque Gruppo, di
questo potete starne certi
(brusio in Aula)
CORDARO. Dobbiamo votare, non possiamo aspettare gli altri per
votare
FORMICA. Presidente, iniziamo o ce ne andiamo, rinvii alla
prossima settimana o ce ne andiamo noi
PRESIDENTE. No, non possiamo rinviare alla prossima settimana. Io
sono dell'avviso che noi possiamo iniziare con la discussione sul
Testo Unico
(brusio in Aula)
MILAZZO GIUSEPPE. Forza Italia abbandona l'Aula e vediamo se si va
avanti
PRESIDENTE. No, no, Forza Italia non può abbandonare l'Aula
Invito i deputati a prendere posto. Onorevoli colleghi, dobbiamo
esprimere tre voti su tre disegni di legge.
contro la discriminazione di genere'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale del disegno di legge: Norme contro la
discriminazione determinata dall'orientamento sessuale o
dall'identità di genere. Istituzione del registro regionale delle
unioni civili . (nn. 141-206-778 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Votazione finale del disegno di legge: Norme contro la
discriminazione determinata dall'orientamento sessuale o
dall'identità di genere. Istituzione del registro regionale delle
unioni civili . (nn. 141-206-778 bis/A)
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la verifica richiedenti per il voto
segreto.
Non ci sono i 12 richiedenti.
Devono esserci 12 richiedenti, onorevoli Greco. Erano 11.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 117.1. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LENTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a scanso di
equivoci, nulla sicuramente contro queste persone perché le ritengo
persone umane come lo sono io. In questo momento, Presidente, si
mette in difficoltà
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Lentini, perché c'è troppa
distrazione. Qui dobbiamo convincerci: o si sta votando ognuno
liberamente con la propria coscienza vota come ritiene più
opportuno e ascoltiamo anche i colleghi che parlano che possono
avere opinioni diverse dalle nostre oppure continuiamo a fare
caciara. Dobbiamo convincerci, se è una legge importante sì o no.
LENTINI. Vorrei dare a quest'Aula qualche dato, vorrei mettere a
conoscenza per chi non sapesse. L'Italia è stata classificata da
una indagine demoscopica della PEW Research Center di Washington,
la terza dopo Inghilterra al 76 per cento, 77 per cento la Francia,
74 per cento l'Italia...
PRESIDENTE. Scusate, se non c'è silenzio e ascoltiamo i colleghi
che intervengono non ha senso stare in quest'Aula
LENTINI. Signor Presidente, volevo mettere a conoscenza mettere a
conoscenza, il Parlamento regionale siciliano che, secondo uno
studio di indagine demoscopica (PEW Research Center di Washington)
l'Italia si colloca, nella top ten, fra le dieci nazioni più gay
friend a livello mondiale.
Cioè l'Italia riconosce, al 74 per cento della sua popolazione,
queste persone, questa condizione.
Il 77 la Francia, il 76 l'Inghilterra (cioè la Gran Bretagna). La
Gran Bretagna, rispetto a noi, di evoluzione ci dà il massimo.
Poi volevo ricordare che è un'offesa ai cristiani, ma non perché
non accettiamo questa cosa. E' un disegno inutile, e lo voglio dire
a chiare lettere ed in qualsiasi sede anche televisiva
Lo stesso ufficio nazionale antidiscriminazione razziale (UNAR), a
meno che noi non disconosciamo questi istituti, Agenzia delle
Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella sua strategia
nazionale per la prevenzione e contrasto delle discriminazioni
basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere,
riconosce che non esistono dati, o indagini, di casi discriminatori
sessuali in ambito lavorativo, pubblico e privato, e
nell'assegnazione di alloggi o in ambito sanitario.
Poi mi spiegate, vorrei sapere, una cosa Presidente. Oggi uno si
iscrive in un registro. Dopo che succede? Quando questi si
separano. C'è il divorzio, cosa c'è? Dobbiamo votare pure qualcosa
che, dobbiamo capire, esattamente, cosa significa, ma di cosa
stiamo parlando?
Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 223 recita,
all'articolo 4: La famiglia anagrafica (a questo punto,
estendendo..) Una famiglia anagrafica può essere costituita da una
sola persona .
Questo è l'articolo 4 che recita questo decreto presidenziale.
Presidente, questa è una proposta, un DDL manifesto con cui
qualcuno vuole dimostrare, all'esterno, e si vuole accaparrare,
sicuramente, consensi. Dico, se questa è politica .
Questa è - infatti prendo la parola a nome mio e non del partito
che non c'entra niente - una proposta di legge bipartisan, dove
ognuno di noi deve sviscerare le cose che funzionano e che non
funzionano.
Da quando sono nato, personalmente, non ho mai discriminato per
queste persone, e non intendo mai farlo, perché questa è una vita
libera, democratica dove ognuno può vivere come vuole.
Ma mettere a votazione una cosa del genere è un'offesa ai
cristiani, al Cristianesimo, perché nessuno di noi ha mai frainteso
la dignità e il dovere, e la democraticità verso queste persone.
Questo è, veramente, un caso anomalo. Anziché stare qua dentro,
pensare, invece, ai tanti cittadini che soffrono, maledettamente,
non trovando un lavoro noi veniamo qua, a perdere tempo, solo per
parlare di discriminazioni inesistenti.
Questa è solo, ed esclusivamente, una vergogna. E per questo voto
no
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
volevo annunciare il voto del Nuovo Centro Destra. Il Nuovo Centro
Destra non voterà contro la legge, non voterà nemmeno a favore. Non
perché ci rendiamo conto che anche chi è fuori dalla famiglia come
noi la intendiamo non abbia diritti reali e veri, ma perché la
legge così come è nata è una legge manifesto, una legge che non
avrà nessun riscontro oggettivo, una legge che risponde solo ed
esclusivamente all'intento di captatio benevolentiae nei confronti
di categorie che invece avevano bisogno di una legge seria, di un
intervento certo, di interventi concreti.
Abbiamo fatto una legge che già è stata impugnata dal Commissario
dello Stato, così come ho ricordato ieri sera. Una legge che il
Commissario dello stato ritenne essere anticostituzionale e che
quindi rischia di essere impugnata dal Consiglio dei Ministri.
Abbiamo fatto una legge che istituisce il registro delle unioni
civili quando tutti noi sappiamo che quel registro può essere
tenuto solo ed esclusivamente dai comuni che lo fanno in nome e per
conto dello Stato.
Non abbiamo voluto porre limiti, veda lo scandalo è proprio
questo, signor Presidente, al numero dei componenti del nucleo
familiare, questa famiglia è una famiglia matriarcale in cui il
marito può avere più donne, o la donna può avere più mariti, oppure
possono essere più i soggetti che si uniscono a costituire una
famiglia. Questo non lo abbiamo chiarito. Credo che anche questo
andasse chiarito.
Così come dissi qualche mese fa quando abbiamo parlato di questa
proposta, quando si è legislatori non si ha alcuna fede, si
risponde solo ed esclusivamente alla propria coscienza e la mia
coscienza mi dice che abbiamo fatto una legge cattiva che abbiamo
fatto una legge che non ha nessuna utilità, che abbiamo cercato
attraverso questo provvedimento legislativo di rispondere in
maniera poco incisiva o addirittura in maniera inesistente ad un
problema serio che andava affrontato e risolto in maniera
sicuramente più concreta.
Veda, anche l'articolo riferito all'educazione dei soggetti che
arrivati a questo punto questo Parlamento ritiene essere
diversamente abili e in quanto tali devono essere inseriti in un
contesto di normalità. Anche quell'articolo credo debba offendere
la coscienza di ognuno di noi.
L'avete voluto approvare. Ho apprezzato che almeno una parte di
esso è stato cassato da parte della maggioranza venendo incontro a
quella che era una mia richiesta, ma non basta, così come non basta
il provvedimento ultimo approvato, cioè quello secondo il quale non
ci sono necessità di risorse economiche per questa legge. Così non
può essere, Presidente, anche perché l'articolo 3 prevede
competenze ben specifiche e prevede appunto in maniera chiaro ed
evidente la necessità di risorse da destinare all'educazione e alla
formazione dei soggetti non più normali.
Tutto questo, signor Presidente, ci spinge a ribadire il nostro no
a questa legge, ma nello stesso tempo ad affermare con orgoglio che
noi volevamo una legge migliore, una legge diversa, una legge che
rispettasse tutti e non una legge manifesto.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo per annunciare il voto favorevole mio e del gruppo di
Articolo 4 a questo disegno di legge e per sottolineare che
tristemente, ancora oggi, si rinvengono degli atteggiamenti omofobi
e discriminatori. Noi stiamo approvando in Aula un disegno di legge
contro la discriminazione e sentiamo interventi dove la
discriminazione è il minimo comune denominatore, dimenticandoci che
l'Unione Europea, il Trattato di Nizza, ci hanno sollecitato
sull'approvazione di norme antidiscriminatorie. La stessa Unione
Europea ha istituito la giornata contro le discriminazioni che sono
discriminazioni di ogni tipo.
Questo disegno di legge è stato identificato come il disegno di
legge per i gay. No. A parte che non è così perché non è un disegno
di legge sull'omosessualità ma è un disegno di legge che riconosce
dei diritti alle unioni di fatto perché oggi la società è cambiata,
non è più la società che esisteva vent'anni fa, trent'anni fa, oggi
ci sono molte giovani coppie che per i motivi più vari non possono
sposarsi e quindi non essere legalmente la famiglia tradizionale,
ma che non hanno nulla di meno rispetto alle famiglie cosiddette
tradizionali per cui penso che oggi questo Parlamento,
contrariamente a quanto sento e ho sentito in questi giorni nelle
discussioni su questo disegno di legge, stia dando una grande prova
di civiltà e soprattutto di essere al passo coi tempi.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non avevo
nemmeno intenzione di intervenire, è sottinteso che il nostro
gruppo voterà a favore di questa legge e non volevo intervenire
perché non riteniamo che questa legge sia un manifesto di cui
vantarsi o di cui fare vanagloria da questo scranno. Peraltro è
una legge di cui sono orgoglioso, sono orgoglioso di avere
contribuito a scriverla, sono orgoglioso di aver fatto parte della
commissione che l'ha esaminata e sono orgoglioso di fare parte di
quest'Aula che la voterà. E' una legge di diritti, è una legge che
pone la Sicilia, la tanto vituperata Sicilia, sempre criticata,
pone la nostra Isola all'avanguardia su questo tema, ma oltre
questo mi ha spinto ad intervenire quello che ho sentito dire in
quest'Aula poco fa, cioè che non esistono discriminazioni.
Onorevole Lentini, lo vada a dire al transessuale che è stato
pestato l'altra notte a Catania Lo vada a dire alle decine di
persone pestate in Sicilia, a Palermo, nelle nostre città soltanto
perché gay o soltanto perché transessuali
Lo vada a dire a loro che non esistono discriminazioni Le
discriminazioni esistono, ci sono, esistono sui posti di lavoro,
esistono per le strade, esistono nei locali.
Questa legge non risolve i problemi e peraltro per i pestaggi
esiste la legislazione ordinaria, ma se iniziamo a fissare dei
diritti, se iniziamo ad intraprendere un cammino per la nostra
Isola si potrà arrivare al momento in cui non esistono diversità',
che è diverso da differenze' come si diceva ieri. Ieri si parlava
di differenze e di diversità. La differenza è avere o no la barba,
avere o no gli occhi azzurri, in questo siamo tutti differenti.
La diversità è un'altra cosa. La diversità è quella che nasce
dalle concezioni culturali, quella che nasce dall'arretratezza che
si sente in certi discorsi che sono fatti da questo stesso scranno.
Quindi, come dicevo prima, noi orgogliosamente e convintamente
voteremo si a questa legge.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
Presidente mi permetta di scusarmi colei e con l'Assemblea della
reazione di ieri sera in merito alla discussione del testo relativo
ai centri storici.
Ci tenevo a intervenire prima del voto finale su questo disegno di
legge, ovviamente il mio voto è favorevole, ritengo che ci sia
stato un minimo di contrapposizione ideologica su una vicenda che,
è scontata e a poco serve la contrapposizione ideologica perché
alla fine con questo disegno di legge non stiamo facendo altro che
sancire alcuni principi fondamentali, non solo della Costituzione,
del buon costume, ma proprio dell'essere umano, che è il rispetto
profondo tra le persone, quindi sono contento di votarlo, ringrazio
la Commissione e i partiti che sono riusciti a trovare una sintesi.
Ogni volta che ho l'occasione di votare una legge che vede la
sintesi anche tra forze della maggioranza e forze dell'opposizione,
mi aiuta a trovare le ragioni ancora della mia presenza in
Parlamento.
A volte mi sembra che il tempo non venga utilizzato al meglio e
quindi, quando almeno troviamo la sintesi e la capacità di andare
avanti per me non è motivo di allegria e di sorrisi ma è
motivazione ad andare avanti perché si riesce ancora a produrre
atti.
Ci tengo Presidente a chiederle, nella qualità del ruolo della sua
funzione e chiedo anche ai Capi Gruppo che, con la stessa celerità
e con lo stesso impegno questo Parlamento deve sviluppare misure
ferme, importanti, a sostegno delle famiglie.
Ho presentato un disegno di legge e qualcun altro c'è che va
questa direzione e mi auguro da parlamentare in maniera
trasversale, quindi sia tra le forze di maggioranza che
dell'opposizione di concludere quest'esperienza e poter dire di
aver votato un intervento serio a favore delle famiglie.
Un intervento che ci metta in condizioni di sostenere le famiglie
che hanno più figli, che hanno oltre tre figli, le famiglie che
hanno un disabile all'interno del nucleo familiare; le famiglie che
hanno sfratti esecutivi, e un piccolo contributo potrebbe mettere
in condizione di trovare una soluzione.
Preannuncio che ho depositato un disegno di legge che va questa
direzione e attenziona il sostegno alle famiglie e sono contento
che questa sera, posso votare intanto questo disegno di legge,
fermo restando che aspetto con ansia di poter votare con le stesse
modalità e con un grande accordo tra maggioranza e oppostone anche
un disegno di legge a sostegno delle famiglie siciliane.
FERRANDELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo
sporcare il mio intervento con una polemica però, famiglie
bisognose, dipende da qual è il proprio concetto di famiglia.
Noi oggi ci apprestiamo a votare anche delle norme che riguardano
la famiglia. Spero che ci siano poche famiglia bisognose in
generale. Sono contento di essere anche in parte l'estensore di
questa legge che porta la mia firma come primo firmatario, ma in
rappresentanza del Movimento e del coordinamento del Palermo Pride
che ha scritto a più mani questa legge con me che ha visto il
contributo di altre forze parlamentari e convinto della I
Commissione; credo che questa è una legge che qualifica il lavoro
parlamentare di questa Assemblea.
Pertanto, sono contento che almeno questa Assemblea lascerà nella
storia un motivo per il quale è stato, è valsa la pena solcare
questi terreni, vivere questi banchi e riuscire a dare un segnale
ai siciliani, è un primo passo, è un primo segnale, sono contento
che oggi si ponga anche fine in larga parte alla tanta ipocrisia
che c'è intorno ad argomenti di grande attualità e di realtà e sono
contento che questa Assemblea stia guardando con gli occhi della
realtà, con gli occhi della verità e che soprattutto si stia
comportando, ognuno di noi, veramente da legislatore, il
legislatore deve legiferare per la totalità dei cittadini che
vivono nella Regione siciliana, con questa legge noi lo stiamo
facendo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
desidero ringraziare i colleghi della Commissione perché in
Commissione si è fatto un lavoro di grande unità, con uno spirito
costruttivo che ha consentito al di là delle appartenenze ai
Gruppi, di esitare un testo frutto di un lavoro di sintesi.
Io non voglio usare toni enfatici perché credo che le leggi sono
sempre strumenti, e gli strumenti sono buoni se vengono poi
utilizzati e se vengono, come dire, se possono migliorare la
condizione di vita delle persone. Io una cosa sola voglio dire: lo
dico a chi, non lo so forse perché conosce poco la legge rischia di
usare invece toni enfatici al contrario, questa è una legge che
stabilisce un principio che le persone in Sicilia sono uguali e che
l'accesso ai servizi che eroga questa Regione deve essere garantita
a tutte le persone, al di là delle razze, degli orientamenti
sessuali, delle condizione familiari perché la possibilità della
universalità degli accessi è la condizione per fare una battaglia
vera contro ogni forma di discriminazione, e soprattutto ad educare
i nostri figli alla cultura della tolleranza, della solidarietà e
della partecipazione. Io sono orgoglioso di questa legge, ripeto,
senza enfasi ma sono orgoglioso perché credo, io sono in questo
Parlamento dal 2001 come lei, Presidente, ma devo dire con grande
onestà che probabilmente nel 2001, nel 2002, nel 2003, nel 2004 era
difficile immaginare che potesse il Parlamento della Sicilia
approvare una legge come questa. Se oggi questo avviene vuol dire
che qualcosa è cambiato a volte al di là di quello che si immagina.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
nell'annunciare il voto favorevole alla legge da parte del Gruppo
del Partito Democratico spendo poche parole, ma spero che diano il
senso di come questo percorso legislativo è stato vissuto. Io credo
che l'approvazione di questa legge determini oggi nella nostra
Regione, lo dico con una punta di orgoglio, un reale avanzamento
civile e democratico: è una legge che contiene principi importanti,
e io che ho ascoltato con attenzione, il dibattito che in questi
giorni si è svolto, ho avuto la sensazione che non ci fosse piena
consapevolezza che questa legge, Presidente, dà davvero attuazione
ad una delle norme fondamentali ad uno degli articoli fondamentali
della nostra Carta costituzionale, mi riferisco ovviamente all'art.
3, attraverso questa legge nella nostra dimensione di ordinamento
giuridico regionale noi contribuiamo a rimuovere quegli ostacoli
che impediscono il pieno svolgersi della personalità dell'uomo che
è soprattutto ostacolata, Presidente, dalle discriminazioni fondate
su diversi elementi non ultimo quello fondato sui sessi.
Allora, da questa Tribuna, Presidente, io dico che oggi
l'Assemblea regionale siciliana scrive una bella pagina della
propria storia, una pagina che dà davvero il senso di come ormai
alcuni retaggi del passato, alcuni retaggi che hanno impedito che
la nostra società possa crescere nell'equilibrio senza
discriminazioni, con il rispetto reciproco di tutti i cittadini
senza alcuna distinzione legata ad elementi che certamente sono
all'indice della nostra Costituzione e che pertanto credo davvero
che con il disegno di legge che il parlamento si appresta a votare
e ad approvare la nostra Regione segni un momento di svolta
nell'affermazione dei principi antidiscriminatori che sono odiosi e
che rendono una società divisa, una società poco coesa.
Per questo, Presidente, ribadisco il voto favorevole al disegno di
legge del gruppo del Partito Democratico.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Ho assistito a un
dibattito molto sentito, a volte anche con toni che non ho
condiviso e voglio subito preannunciare che né io né gli altri
componenti del mio Gruppo ci iscriviamo ad una delle due fazioni
che si sono confrontate, a mio modesto parere, a nostro modesto
parere, fuori dagli schemi con toni inappropriati e con
argomentazioni inappropriate.
Vorrei essere molto chiaro. Guardate che da domani, nell'auspicio
che questo disegno di legge venga approvato, le garanzie per i
soggetti che sono oggetto di questa legge non cambiano: non
diventano di più, non diventano di meno.
Chi commette discriminazioni e delitti era perseguito dal Codice
Penale e continuerà ad essere perseguito nella stessa maniera e,
quindi, per questa ragione noi, secondo me, sbagliamo quando
parliamo di una legge che determina una rivoluzione sotto il
profilo dei diritti civili.
I diritti civili, cui fa riferimento in maniera propria questa
legge, quei diritti civili avevano in uno Stato democratico e quei
diritti civili conservano.
Questa, quindi è una legge che Governo, Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, ha tanti limiti. Noi abbiamo provato a
migliorarla, anche forzando un po' le norme.
Avevamo provato, per esempio, a far passare un principio semplice
che ci pareva di buon senso: la successione nella locazione di un
appartamento in caso di morte. Giustamente ci è stato risposto che
sono norme nazionali, che sono materie che vengono regolate dal
diritto civile e quindi dietro questo disegno di legge e dietro
queste corrette argomentazioni degli uffici, sotto il profilo
costituzionale si cela, in qualche modo, l'inganno che qualcuno
potrebbe ideologicamente sbagliando rappresentare, sostenendo
questo disegno di legge.
Noi, il Gruppo parlamentare del Cantiere Popolare - Verso Forza
Italia, non facciamo battaglie ideologiche su questo tema.
Noi siamo convinti, però che questo disegno di legge aiuti la
cultura della democrazia e la cultura del rispetto per le persone;
noi siamo convinti che questo disegno di legge sia un primo passo
verso una civiltà compiuta e, per questa ragione, senza tifo e
senza urlare annunciamo pacatamente, ma convintamente, che voteremo
favorevolmente al disegno di legge.
TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, è noto sin
da ieri quale era la posizione del Gruppo parlamentare che
rappresento, a parte i tatticismi che l'Aula impone in relazione al
mutamento che la politica richiede, non mi scandalizza niente, non
votavo contro un disegno di legge o a favore di un disegno di
legge, nel caso di specie, perché lo ritenevo giusto o ingiusto.
Ieri negli interventi che ho fatto ho cercato di commisurare i
legittimi diritti di persone che decidono di esprimere la loro
libertà in maniera - e vorrei che mi seguisse anche l'onorevole
Ioppolo - diversa da come il codice civile regola la materia.
Allora mi chiedo, e chiedo all'onorevole Cordaro, che ha appena
finito di dire che questa legge non aggiunge nulla e non toglie
nulla, che legge è? E' una legge, dice l'onorevole Cordaro, che dà,
che traccia la via per la cultura della democrazia. Non credo che
la Sicilia abbia bisogno di una legge di questo tipo per esercitare
la democrazia come l'ha appena esercitata liberamente, scegliendo
liberamente tra i propri rappresentanti.
Perché faccio questo ragionamento, Presidente? Perché deve essere
chiara una cosa: spesso sento dire il Parlamento siciliano o
l'Assemblea regionale siciliana, per me cambia poco, si sono sempre
distinte per fare leggi che producano un effetto giuridico. Ma se
su questi argomenti il Parlamento siciliano non ha potestà
legislativa, di cosa stiamo parlando? E vorrei che il capogruppo
del PD mi seguisse, perché un discorso è dire che approviamo una
legge che abbia una volontà educativa, un discorso dire che
approviamo una legge che abbia efficacia giuridica.
Chiedo al Presidente dell'Assemblea: se domani mattina dovessi io
presentare un disegno di legge che enuncia meri princìpi di
politica estera, o di modifica alle norme del codice penale o del
codice civile, senza che l'Assemblea ne abbia competenza, cosa fa
il Presidente dell'Assemblea? Incardina il disegno di legge?
Ecco perché non mi sento di dire che sono contro la legge che
stiamo facendo, ma farei una violenza a me stesso se dovessi dire
che la voto convintamente o che ne sono orgoglioso come ha appena
finito di dire l'onorevole Cracolici.
L'onorevole Cracolici è un parlamentare di lunga esperienza ed era
solito fare emendamenti a qualunque disegno di legge ed a
prescindere dal ruolo che ricopriva in questa Assemblea, di
maggioranza o di opposizione, e a motivare le sue ragioni per
raggiungere degli effetti giuridici.
Noi con la legge di oggi stiamo facendo una legge di mero
principio, una legge - ed io non voglio prendere in giro nessuno -
che domani si deve sapere non avrà nessuno effetto giuridico, se
non farci correre il rischio di vedere per la prima volta nella
storia della Repubblica - onorevole assessore Caleca, lei che è un
fine giurista - per la prima volta nella storia della Repubblica
una legge impugnata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Perché, ahimé, se è vero quello che sto per dire, che il sindaco
di Roma, ha fatto una delibera con cui istituiva il registro delle
coppie di fatto, che produceva effetti giuridici, ed è stato
costretto da un ministro dell'Interno, per il tramite del signor
Prefetto di Roma, a revocare quella delibera, perché aveva
sconfinato in competenze che non appartenevano all'amministrazione
politica, diciamo, del comune di Roma, oggi vorrei dire che, se noi
avessimo la volontà di incidere per davvero sulla materia, dovremmo
fare come il sindaco di Roma, cioè legiferare in una cosa di cui
non abbiamo competenza.
Se il legislatore nazionale si è riservato la definizione della
materia, tra le proprie esclusive competenze, è perché vuole che a
Palermo, o a Belluno, ci sia un univoco comportamento. E noi, oggi,
con questa legge, non siamo nelle condizioni di incidere in questo
modo.
Che cosa stiamo producendo? Stiamo producendo una legge-manifesto
che non produce effetti? Diciamolo Non creiamo aspettative diverse
perché, diversamente, potremmo ingannare le persone.
Stiamo producendo una legge che incide sulla materia civilistica,
regolando i rapporti che, invece, lo Stato dice non possiamo fare?
Magari, sarebbe una sfida, secondo me, più intrigante Nel senso
che io poi avrei la libertà di sostenere, nel rispetto dei miei
valori se sbaglio o faccio bene. Ma questo strumento è una
scorciatoia che non porta a nulla, se non a dire che siamo tutti
d'accordo che riconosciamo che in Sicilia ci sono, il valore delle
differenze che così vengono classificate.
Onorevole Cordaro, ho sforato ed io non sono solito farlo, però,
mi permetta che su questi valori, che su questi temi, un poco di
tolleranza non fa male.
Allora, signor Presidente, io non me la sento di andare contro la
volontà dell'Assemblea.
Se c'è qualcuno che è infastidito dal mio intervento, può
comunicarlo pubblicamente, senza problema alcuno. Se c'è qualcuno
che viene qua, io sono solito rispettare i tempi, non mi sono mai
lamentato di quando i tempi non sono rispettati dai colleghi, però,
purtuttavia, su alcuni valori io non transigo.
Prendo atto che c'è una volontà dell'Assemblea regionale di votare
una legge e, sicuramente, non contribuisco al voto favorevole, su
questo dobbiamo essere chiari. Se poi, tecnicamente, voterò contro
o mi asterrò, questo sarà un fatto che deriva dalla valutazione
personale che faccio io e che fanno i singoli colleghi, perché
ognuno deve avere, su questa materia, la libertà di potere agire.
Sta di fatto che non voglio prendere in giro alcuno, né mi presto a
fare leggi-manifesto che non raggiungono alcun obiettivo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione,
onorevole Crocetta.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sarò brevissimo.
IOPPOLO. Non ci convinca a votare contro
CROCETTA, Presidente della Regione. Io ritengo che la decisione
che si accinge a prendere il Parlamento siciliano sia una decisione
importante, una decisione in cui, a volte, problemi legati all'idea
della famiglia, delle scelte di vita che si possono fare su questo
campo, possono anche fare a pugni con le proprie scelte morali. Ma
il legislatore non legifera per regolamentare e per fare in modo
che la società sia regolamentata sulla base delle proprie scelte di
vita. Il legislatore legifera perché a tutti i cittadini, al di là
delle proprie convinzioni religiose, etiche, morali, vengano
garantite le opportunità di scelte di vita che ogni famiglia e ogni
individuo vuole fare.
Questo è il tema. Io ricordo che noi abbiamo avuto dibattiti anche
importanti nel nostro Paese che hanno riguardato, per esempio,
vicende storiche come quelle del divorzio, dell'aborto. Nella
vicenda sul divorzio molti, riferendosi al principio di
indissolubilità del matrimonio, non volevano riconoscere questo
diritto ad altri, poi alla fine è prevalsa anche nel mondo
cattolico una spaccatura sui comportamenti referendari di quel
mondo perché il tema che ci si è posti è se un diritto al quale non
si vuole ricorrere possa essere negato, invece, a chi lo voglia
esercitare e ci sono stati anche i cattolici per il no al
referendum sul divorzio.
Fa parte della storia del nostro Paese e non mi pare che avere
introdotto in Italia il divorzio abbia distrutto le famiglie, così
come avere fatto la legge sull'aborto non ha incrementato il numero
dei casi di aborto, anzi li ha diminuiti perché ha consegnato alle
strutture sanitarie ciò che avveniva a volte nella clandestinità
che, puntualmente, informano anche di fronte ad una donna che
voglia abortire che c'è la possibilità anche di dare in affidamento
a terzi e di partorire persino nell'anonimato e si possono anche lì
salvare delle vite di nascituri.
Allora, la legge non può interpretare l'approccio che noi abbiamo
nei confronti della morale, soprattutto quando i comportamenti dei
cittadini e dei singoli non ledono la libertà degli altri.
Quale libertà lede una coppia di fatto agli altri cittadini? Credo
nessuna. Il tema però che si pone stasera è se creare un registro.
Ma un registro cosa sancisce rispetto all'esercizio di fatto di
comportamenti? Sancisce soltanto che quell'esperienza, che fino ad
oggi avviene in modo quasi clandestino nella non ufficialità, possa
essere, invece, vissuta facendola conoscere alle pubbliche
autorità. Dal punto di vista sociale non è meglio?
Non è meglio che coppie che oggi vivono clandestinamente i loro
rapporti invece vivano in modo ufficiale il loro rapporto. Dovrebbe
essere persino di interesse pubblico avere questi registri e credo
sia molto importante che noi non sanciamo elementi di
discriminazione rispetto a questo. Non cristallizziamo, è inutile
rivendicare una legge nazionale che segnerà altri elementi.
Qui stiamo dicendo altre cose. Non è che stiamo regolamentando un
istituto diverso dal matrimonio ma semplicemente sancendo il fatto
che delle coppie che esistono nella realtà possono registrare e
possono avere il riconoscimento e i diritti civili uguali a quelli
che vengono concessi agli altri. Ma io faccio una riflessione
persino violenta nella sua esternazione: lasciamo perdere la
vicenda delle coppie omosessuali. Ma parliamo, ad esempio, delle
coppie eterosessuali che sono di gran numero le coppie di fatto
che hanno bisogno di una legislazione in Italia. Ma se una coppia
di fatto ha cinque figli, è in condizioni economiche di disagio e
chiede di accedere ad una casa popolare perché dovrebbe non avere
riconosciuto questo diritto alla solidarietà, a vivere una
condizione normale di vita, anche dal punto di vista sociale,
economico che viene riconosciuto ad una coppia sposata che, magari,
non ha figli o di figli ne ha uno o due o magari ha condizioni
economiche diverse?
Allora, anche sul piano della carità cristiana non ci viene
chiesto di giudicare gli altri, ci viene chiesto l'esercizio della
carità, l'esercizio cristiano e il perdono per chi è convinto che
quelle persone vivano nel peccato e, soprattutto, di non essere
giudici come invita a fare il Vangelo perché non è data a noi la
possibilità di giudicare su quello che riguardano le scelte morali
ed etiche delle persone.
Io voglio dire qui con semplicità, riferirmi alle posizioni che un
illustre Vescovo siciliano ha assunto pubblicamente quando dice lo
Stato deve disciplinare le coppie di fatto e dare gli stessi
diritti che si danno alle coppie regolarmente sposate oppure al
Papa che dice, anche di fronte a una posizione che persino qui io
ho ridimensionato, quelle delle scelte omosessuali, chi sono io
per giudicare un omosessuale, chi siamo noi per giudicare delle
persone che hanno scelto di vivere nell'amore e di viverlo
pubblicamente? . Chi siamo noi? Noi dobbiamo solo garantire i
diritti e non ragionare con il nostro sistema morale cercando di
imporre agli altri magari scelte che non condividiamo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Grazie, Presidente Crocetta.
Comunico che sono stati presentati due ordini del giorno:
- n. 409 «Dichiarazione stato di calamità per Lampedusa» degli
onorevoli Alloro ed altri.
- n. 410 «Iniziative per garantire l'incolumità e la sicurezza
dei pescatori siciliani, nonché degli operatori turistici, che
svolgono la loro attività nella zona meridionale del bacino del
Mediterraneo, alla luce dei recenti sviluppi politici in territorio
libico», degli onorevoli Mangiacavallo, Cancelleri, Cappello,
Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa,
Tancredi, Trizzino, Zafarana, Zito.
Dico subito che sono poco pertinenti ma penso che ci sia una
condivisione, poco pertinenti con la materia che stiamo per votare
che riguardano, però, Lampedusa. Uno presentato da tutti i gruppi
parlamentari, primo firmatario l'onorevole Alloro, l'altro
presentato dal Movimento 5 Stelle.
MILAZZO GIUSEPPE. Ma su temi così importanti lei deve convocare
un'Assemblea con un ordine del giorno ad hoc.
PRESIDENTE. Va bene, allora non vengono trattati gli ordini del
giorno. No, basta. Avevo chiesto, se l'Aula era d'accordo li ponevo
in votazione perché penso che siamo d'accordo. Non posso dare la
parola sugli ordini del giorno per ora. Siamo d'accordo ad
approvarli. Penso che il Governo possa essere d'accordo.
Viene apposta la firma di tutti i gruppi parlamentari su quello
dell'onorevole Alloro ma, credo, anche, su quello del Movimento
Cinque Stelle.
Quello dell'onorevole Alloro, che porta tutte le firme, Impegna
il Governo della Regione ad intervenire perché venga accolta la
richiesta di calamità fondata sul riconoscimento che Lampedusa è
oggetto di scenari bellicosi .
Quello del Movimento Cinque Stelle Impegna il Governo ad
intervenire presso il Governo nazionale affinché quest'ultimo,
mediante azioni concrete, garantisca l'incolumità e la sicurezza
dei pescatori siciliani, nonché degli operatori turistici che
svolgono la loro attività nella zona meridionale del bacino del
Mediterraneo . Viene apposta la firma dei gruppi anche su questo.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 409, primo firmatario
onorevole Alloro. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 410, primo firmatario
onorevole Mangiacavallo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme contro la discriminazione determinata dall'orientamento
sessuale o dall'identità di genere. Istituzione del registro
regionale delle unioni civili» (141-206-778 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge:
Norme contro la discriminazione determinata dall'orientamento
sessuale o dall'identità di genere. Istituzione del registro
regionale delle unioni civili (141-206-778 bis/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene, come
me, preme il pulsante bianco.
Io penso di avere svolto il mio ruolo dando la possibilità a tutti
di intervenire, ma posso pure astenermi su un disegno di legge che,
per me, è condivisibile sulle questioni di carattere generale.
Però, consentitemi, è stata data un'impronta ideologica forzata nel
dibattito di ieri. No, Movimento Cinque Stelle, leggiamo i tweet,
tutto quello che c'era in Aula e quant'altro. Queste non sono
battaglie che appartengono a questo gruppo o a quell'altro,
appartengono, soprattutto, alla coscienza di ognuno di noi. Oggi
l'onorevole Dipasquale ha fatto un ottimo intervento, richiamando
il fatto che noi abbiamo depositato in Aula tantissimi disegni di
legge che riguardano le famiglie in generale, e rientrano pure
questi. Per quelli il percorso accelerato, obiettivamente, non è
stato chiesto in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
per cui io raccolgo il...
CORDARO. Abbiamo raccolto un emendamento che inseriva anche le
famiglie.
PRESIDENTE. Raccolgo l'invito formulato dall'onorevole Dipasquale,
e mi farò promotore io nella prossima Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari di dare un'accelerata ai disegni di legge che
riguardano la famiglia.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
0BRisultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 50
Contrari 5
Astenuti 15
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Abbiamo altri due disegni di legge da votare.
cleo investigativo speciale per gli scomparsi (NISS)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge:
Disegno di legge da sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante Istituzione del
Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi (NISS) . (796/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge: Disegno di legge da sottoporre al Parlamento
della Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
Istituzione del Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi
(NISS) . (n. 796/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene, come
me, preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 66
Contrari 0
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
zione del patrimonio storico-culturale della Prima guerra mondiale'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale della
Prima Guerra Mondiale ed interventi per la promozione delle
celebrazioni del centenario dell'inizio del conflitto . (751/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-
culturale della Prima Guerra Mondiale ed interventi per la
promozione delle celebrazioni del centenario dell'inizio del
conflitto » (751/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 61
Contrari 0
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Ricordo che in Conferenza dei Presidenti, non l'ultima, ma la
penultima, si era convenuto di incardinare il disegno di legge
Testo unico sulle attività produttive .
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
non vuole essere ripetitivo però, ahimè, anche oggi l'Assemblea
regionale siciliana ha votato dei provvedimenti importanti che
rappresentano delle norme di principio e anche gli stessi ordini
del giorno che l'Aula ha esitato attenzionano tematiche molto
delicate soprattutto oggi in cui l'isola di Lampedusa e di Linosa a
maggior ragione vivono una grande situazione di emarginazione.
Ritengo, onorevole Presidente dell'Assemblea e onorevoli colleghi,
che l'Assemblea regionale siciliana e il Governo, sugli argomenti
trattati, devono poter rispondere e dare concretamente delle
risposte vere con un'azione che possa essere magari concertata con
l'Assemblea regionale siciliana ed anche con il Governo nazionale.
Innanzitutto, sul testo di legge, onorevole Presidente, della
legge voto, dell'onorevole Cordaro, vorrei sapere - e lo ribadisco
anche ai funzionari dell'Assemblea - qual è lo stato dell'arte di
tutti i disegni di legge voto esitati dall'Assemblea regionale e
inviati a Roma. Se questi disegni di legge esitati dal Parlamento
nazionale sono stati dalle Commissioni parlamentari nazionali
cestinati o se ancora oggi sono in vita e sono presenti nell'ordine
del giorno dei lavori della Camera o del Senato.
Vorrei avere ufficialmente contezza di questi disegni di legge
perché mi pare che dal disegno di legge, fortemente voluto anche
dal Presidente dell'Assemblea, di abrogazione dell'articolo 36,
comma 2, dello Statuto che ancora oggi assume una grande rilevanza
ed attualità, perché pare strano che il Governo nazionale, signor
Presidente, stia concludendo una trattativa per le imposte che i
siti internet debbono dover pagare in Italia, sebbene abbiano sede
legale fuori dall'Italia, lo stesso criterio non viene utilizzato,
invece, per le imposte di chi produce in Sicilia, ma deve versare
le imposte nel bilancio dello Stato.
A me pare che una regola che il Governo nazionale vuol far valere
nei confronti dell'Europa, il Governo nazionale non può far valere
per la Sicilia rispetto alle casse dello Stato.
Questa legge è stata una legge esitata da quest'Aula ed è
abbandonata nei cassetti del Parlamento nazionale. Idem la legge
che autorizzava la possibilità di aprire i casinò in Sicilia.
Lo ribadisco, è possibile giocare con il gioco d'azzardo
attraverso internet da casa con le televisioni e non è possibile,
invece, creare una condizione di pari opportunità economica anche
per chi vuole investire nel nostro territorio e di questo vi è un
disegno di legge votato anche all'unanimità che giace nel
Parlamento nazionale.
A giorni arriverà anche il disegno di legge dell'onorevole Cordaro
che riguarda la tematica delle persone scomparse e noi abbiamo la
necessità di sapere questi disegni di legge e questo voto dato
dall'Assemblea regionale che fine fa.
Concludendo, l'ordine del giorno su Lampedusa. Io riterrei che
sarebbe necessario poter creare un momento di incontro
dell'Assemblea regionale siciliana anche a Lampedusa, potere
valorizzare la presenza del Parlamento siciliano anche nei
confronti degli abitanti di Lampedusa e di Linosa, perché la
situazione sta diventando veramente insostenibile sia per le
categorie produttive come la pesca, nel settore alberghiero, ma
anche per la sicurezza personale di questi abitanti che sono
abitanti italiani e non possono essere abbandonati al loro destino.
tive (683-2-228-490-254-548/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge Testo unico delle
attività produttive (683-2-228-490-254-548/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno Disegno
di legge ed esattamente al disegno di legge Testo unico delle
attività produttive (683-2-228-490-254-548/A), posto al n. 5
dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la Terza Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Marziano, per svolgere la relazione.
MARZIANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, aggiungerò qualche considerazione
alla relazione presente nel testo del disegno di legge proprio
perché è un testo di legge che ha avuto un travagliato, anche se
positivo, iter approvativo.
Onorevoli colleghi, con il disegno di legge in commento si è
inteso dettare una regolamentazione unitaria delle principali
attività produttive in Sicilia attraverso l'adozione di un testo
unico che, finalmente, consente all'operatore economico,
nell'ottica dei principi di trasparenza e semplificazione
dell'azione amministrativa, di potere fare riferimento ad un unico
corpo normativo.
Per la redazione del disegno di legge si è tenuto in debito conto
delle molteplici innovazioni introdotte dalla normativa, sia
comunitaria che nazionale, ma anche delle più recenti sentenze
della Corte costituzionale che, invero, hanno introdotto non pochi
vincoli alla potestà normativa regionale anche nelle regioni a
statuto speciale, in ragione della tutela della concorrenza
rimessa, com'è noto, all'esclusiva competenza statale.
Inoltre, l'attività istruttoria, relativa al presente disegno di
legge, è stata costantemente condivisa con tutte le parti sociali,
datoriali, imprenditoriali e sindacali, le quali hanno apportato in
occasione delle diverse sedute di Commissione che sono state
necessarie le loro proposte.
Il disegno di legge in esame, quindi, è stato oggetto nella sua
stesura definitiva di piena condivisione da parte delle
organizzazioni coinvolte, mi riferisco alle organizzazioni degli
artigiani, dei commercianti della piccola e media impresa e delle
varie categorie interessate.
Il disegno di legge introduce una nuova normativa nei settori
interessati, principi generali in tema di attività produttive,
commercio e artigianato, abrogando la disciplina previdente e
proponendosi quale nuovo riferimento normativo unico per gli
operatori economici.
Il disegno di legge si compone di ben 238 articoli. Qual è la
ragione principale che ha portato alla presentazione di questo
disegno di legge?
Cari colleghi, caro Presidente, qualche giorno fa è apparso su
quotidiani economici una strana classifica, riguardava il tasso di
ostilità ala sistema delle imprese da parte della Pubblica
amministrazione, noi che in genere nelle classifiche siamo agli
ultimi posti, in questa strana classifica, purtroppo, la Sicilia è
rimasta al primo posto per livello di ostilità al sistema delle
imprese.
Ciò a causa della sua eccessiva burocrazia, dei tempi biblici di
risposte della Pubblica amministrazione ai bisogni del settore
delle piccole e medie imprese, alla mancanza di certezza del
diritto, alla presenza di norme spesso in contrasto fra di loro.
Può sembrare un paradosso, signor Presidente, che la risposta a
questa esigenza di semplificazione sia un disegno di legge di 238
articoli, invece, come dicevo prima, la condivisone di tutte le
parti sociali ci fa capire che questa è la risposta giusta.
Il disegno di legge, infatti, si pone l'obiettivo di dare certezza
del diritto, con la definizione di regole certe per tutte le fasi
che riguardano le varie attività produttive ed in particolare il
commercio in tutti i suoi settori ed in tutte le sue modalità di
svolgimento e, per certi versi, anche dell'artigianato.
Dalle norme generali a quelle relative all'accesso e alla
conduzione di un'attività produttiva, al sistema sanzionatorio nel
commercio, il disegno di legge interviene su tutte le tipologie del
settore, il commercio in sè è visto in tutte le sue forme, il
commercio nelle aree pubbliche, in tutte le sue tipologie, la
vendita di stampa periodica e quotidiana, la distribuzione dei
carburanti, le attività di panificazione.
Nell'artigianato, il disegno di legge integra le attuali norme che
regolano l'attività di artigianato e interviene con norme tendenti
a sviluppare il settore.
Nei settori come la distribuzione di carburanti e le attività di
panificazione, il disegno di legge si rifà al quadro legislativo
europeo e nazionale.
Tra le tante attività introdotte dal disegno di legge mi preme
sottolineare la nuova regolamentazione dell'istituto della
S.C.I.A., la segnalazione certificata di inizio attività, che può
rappresentare la svolta nel rapporto fra piccole e medie imprese
artigiane e pubbliche amministrazioni. Il corretto e pieno
funzionamento di questo istituto deve rappresentare la vera novità
di questa legge.
Consentitemi inoltre, caro Presidente e cari colleghi, di fare una
considerazione di carattere politico: io e l'intera Commissione
siamo consapevoli che l'approvazione di questa legge non può che
essere il frutto della volontà politica dell'interno Parlamento
siciliano.
Il disegno di legge unifica, infatti, sei diversi disegni di
legge, da quello sulla panificazione già approvato in Commissione e
che è stato all'ordine del giorno dell'Aula, a un disegno di legge
simile a quello presentato dal Governo che a suo tempo fu
presentato dal collega Federico, due disegni di legge sulla
distribuzione dei carburanti, un disegno di legge presentato dal
Movimento Cinque Stelle.
Per la sua approvazione ci sono volute 12 sedute di Commissione,
numerose audizioni con tutte le associazioni di categoria
interessate, un tavolo tecnico del Governo dove si sono poi
assemblate e si è tenuto conto e sono state accettate le proposte
che venivano dall'associazionismo di categoria.
C'è voluto più di un anno di impegno dell'intera Commissione, un
disegno di legge di 238 articoli, signor Presidente, quasi un
codice, se la Regione potesse approvare codici questo ne avrebbe
tutte le caratteristiche e sicuramente però un importante atto
legislativo.
Noi siamo consapevoli che si può approvare una legge come questa
solo con una forte volontà politica dell'intero Parlamento e se il
Parlamento riterrà di approvare questo disegno di legge, certo che
sarà un atto importante voluto dal Governo, perché non
dimentichiamo che nel processo di unificazione, la Commissione è
partita dal testo base che è quello presentato dal Governo, dal
Governatore Crocetta e dall'assessore Cancheri.
Certo, quindi, che sarà un premio all'attività del Governo, un
atto importante del Governo, certo che sarà un premio e io devo
ringraziare, approfitto per ringraziare, signor Presidente,
l'impegno e il supporto che ci hanno dato gli Uffici
dell'Assessorato se la legge è così complessa, ma anche semplice
nella sua esposizione è grazie all'apporto che abbiamo avuto
costante, continuo da parte degli Uffici dell'Assessorato e dei
suoi esperti.
Certo, quindi, che sarà un premio all'impegno e alla fatica che ha
messo in questo anno la III Commissione, ma sarà soprattutto,
signor Presidente e onorevole colleghi, la dimostrazione di un
Parlamento in cui ciascuno, senza rinunciare al proprio ruolo e
alla propria funzione, potrà dire di avere privilegiato l'interesse
generale, di avere privilegiato l'impegno a favore di un settore
fondamentale della società e dell'economia siciliana che è quello
delle piccole e medie imprese artigiane e commerciali vero nerbo e
asse portante della nostra economia.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marziano per la sua relazione più che
completa.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, desidero ringraziarvi, occuperò una spazio
limitatissimo perché comprendo che siamo alla fine, anche perché la
relazione del Presidente Marziano è stata più che esaustiva, ha
toccato quelli che sono i punti fondamentali di questo disegno di
legge.
Quindi, mi soffermerò e velocemente su un aspetto fondamentale sul
quale, appunto, vorrei che ci fosse anche un po' di attenzione, in
modo particolare una attenzione politica.
Il Presidente Marziano ha parlato della validità di un testo che,
comunque, è ritenuto necessario nel momento particolare come
questo, in un momento in cui la crisi, comunque, ha segnato la
moria di settori fondamentali per le nostre città, in modo
particolare pensiamo ai settori che riguardano l'artigianato e il
commercio e in modo particolare quei settori che sono i settori
delle bevande, dei mobili, delle calzature, dell'abbigliamento che,
purtroppo, così come noi assistiamo, non conosciamo solo la
cronaca, ma assistiamo come testimoni oculari, vediamo sempre più
questa moria di queste attività importantissime nelle nostre città.
Il vulnus del Testo unico delle attività produttive è stato
proprio quello di attenzionare questo dato allarmante perché noi
siamo al meno 50% rispetto ai dati registrati nel 2007, l'Ufficio
della Statistica regionale sulla scorta dei dati forniti dall'Istat
ci ha allarmato perché comunque ha messo in evidenza il fatto che
la non regolamentazione, il non aggiornamento e il contatto
dell'organo legislativo con il territorio sta determinando in modo
ancora più grave la moria di settori importanti.
Siamo partiti proprio da questi dati, abbiamo tentato quindi,
insieme al territorio, di aprire questo dialogo e capire quali
processi e meccanismi mettere dentro il Testo Unico per riuscire ad
intervenire in modo competitivo ed essenziale, ma allo stesso tempo
anche efficace, almeno per quanto riguarda gli interventi e quelle
norme che devono servire alla tutela delle nostre tradizioni, dei
nostri marchi storici e alla tutela anche del rapporto tra le
attività produttive presenti nel territorio e la pubblica
amministrazione.
Chiudo semplicemente dicendo che tutte le caratteristiche sono
state inserite nella relazione del Presidente Marziano, che sono
inserite anche all'interno del testo, ovviamente, riguardano la
parte più innovativa che è la semplificazione amministrativa, la
velocizzazione e la cosa più importante è l'avere messo,
finalmente, forse per la prima volta al centro dell'attenzione il
fatto che ogni iniziativa economica è libera e che tutto è
concesso, purché non sia vietata dalla presente legge o da leggi
regionali o nazionali.
Quindi, il concetto di liberare risorse, liberare risorse
attraverso l'avvio di imprese che devono intraprendere sin da
subito, insieme alla Pubblica amministrazione, un percorso
virtuoso.
Quindi, questo è il vulnus principale del nostro Testo unico e la
cosa che mi preme tanto ricordare è il fatto che dentro di esso -
forse questa è la prima volta - abbiamo voluto con forza inserire
le famose linee guida che saranno le linee guida che riguarderanno
la programmazione che la Regione farà insieme ai comuni e, quindi,
ridare ai comuni anche la libertà di potere organizzare il loro
territorio, al di là di tutti gli aspetti che riguarderanno i
dettagli in modo particolare sulla sezione carburanti, il
passaggio quindi dal sistema concessorio, che è ancora di
competenza della Regione e diciamo che siamo l'unica Regione in
Europa che ancora fa questo tipo di concessione al sistema
autorizzativo per i comuni.
Ecco, oltre a questo dettaglio tecnico, l'idea è quella di dare ai
comuni la consapevolezza e la responsabilità di organizzare
all'interno dei territori le attività produttive, questo per non
permettere da una parte il depauperamento urbano e, quindi,
dall'altra parte anche la sempre più grave disoccupazione
all'interno delle nostre città.
Questo testo è stato pensato per avere un manuale dell'operatore
economico che possa essere lo strumento di regolamentazione non
solo dal punto di vista legislativo, ma anche di scoperta e di
ridefinizione di quei percorsi all'interno dei territori che
dovranno e potranno fare nascere nuove risorse economiche.
Fra le cose più importanti che volevo anche ricordare in questa
mia premessa generale e veloce, c'è anche il fatto che si tratta di
un testo in cui noi abbiamo imposto, con chiarezza e
semplificazione, il concetto proprio di evitare la stratificazione,
norme che nel tempo hanno generato confusione, rallentando ancora
di più rispetto a quelli che sono i tempi della burocratizzazione
regionale, ma creando un unico manuale in cui le norme sono state
armonizzate con l'ordinamento comunitario piuttosto che nazionale e
abbiamo voluto anche con forza mettere qualche innovazione.
Per esempio, non è stato inserito nella relazione del presiedente
Maziano, ma lo voglio ricordare, nel Testo unico, per la prima
volta come in tutta Italia, abbiamo inserito la norma sul tutor di
impresa che sarà questo professionista della Pubblica
amministrazione che si occuperà di fare il monitoraggio e di
velocizzare tutte le pratiche che avverranno all'interno del SUAP.
Quindi, abbiamo voluto con forza valorizzare il concetto di
semplificazione amministrativa partendo con quello che già è
regolamentato a livello nazionale, ma che purtroppo in Sicilia non
ha ancora avuto il famoso kick off, sia istituzionale che
amministrativo, che è il rafforzamento degli sportelli unici; il
discorso che diceva il Presidente Marziano della S.C.I.A.,
piuttosto che l'entrata in vigore di questa nuova figura
amministrativa che è il tutor che sarà, quindi, questo personaggio
che aiuterà le imprese anche a decifrare, perché molto spesso si
tratta di conoscere e decifrare quelle che sono le leggi per
l'avvio delle imprese.
Un'altra cosa che ci tenevo semplicemente a ricordare, e chiudo,
che è un altro aspetto fondamentale del Testo unico, oltre ad aver
trovato tanta condivisione a livello territoriale, ma anche devo
dire nella stessa Commissione in cui sono stati presentati
emendamenti migliorativi che hanno reso il Testo unico più
interessante, più competitivo, è la questione che riguarda la
tutela dei marchi storici, piuttosto che la questione che riguarda
la tutela delle tradizioni artigianali o delle botteghe scuola.
Quindi, sono tutti quegli aspetti che, da una parte, ridanno al
territorio l'input di ritornare ad investire, dall'altra parte,
danno all'amministrazione e alle imprese lo strumento per poter
tutelare le nostre eccellenze e, quindi, anche in sintesi è un
testo che oltre a regolamentare da un punto di vista giuridico, è
anche un testo che pone al centro dell'attenzione il rapporto tra
Pubblica amministrazione, territorio e imprese.
Un rapporto fondamentale che, purtroppo, finora non è stato molto
saldo e da qui si sono generate varie crisi che in Sicilia,
purtroppo, rispetto ad altre regioni risultano essere ancora più
gravi.
Grazie.
PRESIDENTE. Non ci sono iscritti a parlare.
Dichiaro chiusa la discussione generale.
Metto in votazione il passaggio agli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Vorrei evidenziare, perché probabilmente forse quasi a tutti noi è
sfuggito, che quest'Aula, non in questa legislatura, questo
Parlamento non ha mai esitato un Testo unico.
Noi abbiamo testi coordinati fatti dagli Assessorati, che non
hanno la stessa vigenza ed effettività che può avere un testo
unico.
Noi stiamo parlando di qualità delle leggi. C'è stata un'ottima
collaborazione tra gli uffici dell'assessorato, gli uffici della
Commissione, gli uffici dell'Assemblea.
E' chiaro che i testi unici non si possono fare in Aula, dobbiamo
essere chiari, i testi unici si elaborano in Commissione, il lavoro
è stato fatto, chiaramente ogni deputato ha l'esigenza, il dovere,
il diritto di presentare emendamenti e ne sono stati presentati
tantissimi.
E' chiaro che non possiamo noi aprire in questa Aula un dibattito
all'infinito su 238 articoli. Invito ciascun gruppo politico a
riflettere sui singoli emendamenti, perché se ci può essere un
lavoro accelerato, guardate non è merito di questo o di quel
gruppo, veramente noi lasciamo un segno, perché è la prima volta in
tantissimi anni, sono qua dalla XIII legislatura, non ricordo che
sia stato esitato un testo unico, gli Uffici mi confermano mai un
testo unico, alla fine sono gli assessorati, si parla tanto di
testo unico in materia di enti locali, c'è un testo coordinato. Ma
perché succede questo? Perché la Commissione, con la presenza di
tutti i gruppi, ha fatto un buon lavoro.
Quindi, spero che possa essere questo lo spirito che ci anima,
perché se noi in previsione della legge finanziaria, della legge
sulle province, pensiamo, già l'abbiamo incardinato, di dare
seguito al discorso sul testo unico delle attività produttive,
significa che non ne usciamo più.
Chiaramente non verrà strozzato il dibattito, però senso di
responsabilità se effettivamente crediamo tutti noi, e ritengo che
lo crediamo, nell'ottima qualità della legge.
Pertanto, invito magari tutti i presentatori degli emendamenti a
riflettere, magari a confrontarsi con l'assessore, ma a maggior
ragione essendo io il Presidente del Parlamento, con il Presidente
della Commissione, se si può trovare un'intesa per un'approvazione
quanto più ovvia e più celere.
tive (683-2-228-490-254-548/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
ZAFARANA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento Interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Grazie Presidente, volevo intervenire, anche se l'Aula
ormai è vuota, ma chiaramente quelli presenti sono sicuramente
rappresentativi anche nei loro territori, su una questione che
secondo me sta passando in sordina in questo Parlamento e che è di
grande importanza: cioè quella relativa al trasporto ferroviario in
Sicilia.
Proprio oggi si è svolta un'audizione in Commissione Trasporti,
richiesta da me, per capire in questo magma di conferme e smentite
quello che sta succedendo e che ne sarà del trasporto ferroviario
in Sicilia, dal momento che chiunque abbia speso un po' di tempo a
leggere il contratto di programma che le F.I. ha presentato in
Commissione trasporti al Parlamento nazionale, avrà capito che per
la Sicilia per il breve futuro non c'è un centesimo
Su un portafoglio abbastanza importante di progettazione, tutte le
finanze sono destinate, senza per carità nessuna valutazione del
merito, comunque, alle tratte ferroviarie importanti del Nord e del
Centro, desumo, pertanto, che ci sia una chiara scelta politica ed
anche un peso politico di chi scrive queste righe a Roma tra
Ministero e RFI e mi chiedo perché la Sicilia sia sempre la
Cenerentola.
Ora io pongo l'allarme perché è dall'11 novembre almeno che si è
detto sui giornali, almeno leggiamo, perché è come se questo
Governo non abbia intenzione di discutere nel merito di affrontare
anche in questa Aula le tematiche che interessano proprio la vita
più reale, lo spostamento, la mobilità, il diritto alla mobilità
dei cittadini che, credo, non possa non interessare ciascuno di
noi, qui dentro, proprio per le prospettive future che ci
attendono.
Anche per non arrivare, in ultima battuta, come le cassandre che
avevano parlato e che poi, eventualmente, si lamentano dopo e, ma
ci hanno sottratto i soldi , come già, purtroppo, abbiamo dovuto
dire per i Fondi PAC e per la contrattazione dei 400 miliardi, e
così via. Ora chiaramente, ricostruire i furti di questi due anni
è, veramente, qualcosa di abominevole.
Vedevo qua, poc'anzi, il Presidente Crocetta. Devo dire che la
commissione di oggi si è risolta, purtroppo, in un nulla di fatto,
perché non c'è, attualmente, la quadra, diciamo così, e mi pare
che si stia spostando tutto l'argomento che è tra ministero,
Trenitalia, RFI, società partecipate dello Stato, comunque, lo
Stato non può esimersi, anche di fronte all'offerta di un servizio
pubblico che questo Parlamento, in prima istanza, dovrebbe
difendere come servizio pubblico e non come interesse di una
società che con fondi dei cittadini e dei contribuenti fa il
proprio profitto, perché poi siamo incastrati in questa logica
drammatica, purtroppo, della spending review e della sottrazione di
servizi, a fronte di un costo che si paga, perché il biglietto lo
paghiamo tutti, il servizio è scadente.
A parte la linea Palermo, Catania, Messina, abbiamo aree del
trapanese, dell'agrigentino, il ragusano, il siracusano, che non
sono minimamente tenute in considerazione, io mi chiedo, con quale
dignità si vada avanti a dire che faremo le infrastrutture, faremo
le infrastrutture in Sicilia quando nel comunicato del ministro
Lupi, relativamente alla strategia Ten-T, non c'è neanche nella
strategia dei, vi posso dire, eventualmente, l'ammontare preciso,
sono 71 le proposte progettuale inviate a Bruxelles, per un costo
totale di 6 miliardi e 822 milioni, e la Sicilia è la grande
assente.
Ora, io non ci sto. Da novembre ad oggi, per le varie porzioni e
per la complessità, chiaramente, i vari pezzi, che compongono
questo puzzle intricatissimo, di cui mi sfuggono sicuramente molte
tessere, tra trasporto universale, collegamento e continuità
territoriale, sono tutte tessere intricatissime, all'interno delle
quali si inserisce anche il trasporto pubblico locale.
Non andiamo a dire che potenzieremo il trasporto pubblico locale,
quando per questo, nel suddetto contratto di programmazione non c'è
neanche un centesimo.
Ora, credo che esista un adagio che dice Senza soldi non si canta
messa .
Non promettiamo ai Siciliani un futuro di praterie, quando questo
non c'è.
E chiedo alla Presidenza, come già in precedenza avevamo avuto
modo anche di dibattere, di avviare seriamente un processo di
dialogo con ministero e col Governo nazionale, perché la Sicilia
non faccia sempre la parte della Cenerentola e perché in questa
logica al ribasso, stanno togliendo tutto. La dirò in maniera
spicciola: tolgono tutto, perché, poi alla fine, quel poco che ci
daranno, sarà quasi ossigeno vitale e ci accontenteremo
Ed a me, ed alla parte che rappresento ed anche ad altre
deputazioni, comunque, parti di questo Parlamento, con cui ci siamo
confrontati, anche per capire che non è la battaglia di alcuno ed è
la battaglia di tutti, secondo me, in questo momento, non ci
possiamo fare scippare, veramente, la dignità ed il diritto alla
mobilità.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, in effetti, abbiamo avuto un
colloquio sull'opportunità di interessare il Parlamento, così come
è stato con la questione trivellazioni e Fondi PAC, nonostante
l'esito, almeno sui Fondi PAC, non proprio esaltante.
Le posso dire che, già da ieri, sono in contatto con gli uffici
del ministro, perché è chiaro che gli interlocutori diretti non
possono essere i capi di gabinetto di turno, con tutto il rispetto.
Chiederò formalmente al ministro di venire qui in Sicilia, a
interloquire sulla vicenda di carattere generale che riguarda sia
le 71 opere, perché obiettivamente, intanto, vogliamo sapere il
perché ed il per come sono state scelte, in seconda fase, ma non è
una questione di pannicelli caldi, se ci sono altre risorse o se
non è il caso di rivedere quelle questioni.
Io ho interessato pure Enzo Bianco nella qualità di capo
delegazione del Comitato dell'Unione Europea della quale faccio
parte io in qualità di Presidente dei consigli regionali delle
assemblee, ma fa parte anche il Presidente Crocetta, a prendere una
decisione forte su questa vicenda interessando proprio l'Unione
Europea. La ringrazio per aver voluto ribadire in questa Aula,
quindi tutti insieme ci facciamo parte diligente perché il
confronto diretto sia con il Ministro.
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Visti gli ottimi rapporti che lei ha
con il ministro Lupi di farlo venire in Sicilia ci farebbe una
cortesia, noi siamo abbastanza ospitali e non ha nulla da temere,
ma il confronto dialettico e sul piano istituzionale è importante.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, come
lei sa non sono neanche autorizzato a partecipare; il ministro Lupi
ha istituito presso il Ministero delle infrastrutture un tavolo
permanente sulle problematiche legate alle infrastrutture
ferroviarie in Sicilia, all'ultima riunione ha partecipato anche il
capo di gabinetto dell'Assessore regionale delle infrastrutture dal
momento che l'assessore ha preso il treno ed è arrivato con
notevole ritardo rispetto a quella che era la programmazione
dell'appuntamento. In più, devo dirle che in quel caso io le ho
fatto anche pervenire una dettagliata relazione su quanto si è
discusso e siamo in attesa di avere la proposta definitiva da parte
di RFI e di TrenItalia.
Le posso assicurare, anche a nome del Ministro che comunque avevo
sentito stamattina per altre vicende, che è disposto a venire in
Sicilia e ad affrontare nei limiti di ruoli istituzionali che il
Parlamento ricopre e che il Ministro a sua volta ricopre, ad
affrontare il tema delle ferrovie in Sicilia che, come lei sa però
meglio di me, prevede anche la possibilità di 4 miliardi di euro di
investimenti di qui al 2022. E' un impegno che il Governo nazionale
ha preso e deve essere definito e che riguarda il raddoppio e la
velocizzazione della Catania-Messina e la velocizzazione della
Catania-Palermo, oltre alla tratta che da Catania arriva fino a
Siracusa e poi da Siracusa fino a Ragusa; ma su questi argomenti
che sono frutto di trattative ancora in atto si è in attesa di
avere da parte di Ferrovie Italia e da parte dei TrenItalia la
risposta definitiva. Comunque, mi attiverò su questo argomento.
Invece, volevo intervenire su un problema spinoso e che questo
Parlamento non so per quale motivo si attarda a trattare. Vorrei
trattare del Consorzio delle Autostrade Siciliane, anche alla luce
dell'ultimo provvedimento che è stato adottato da parte della
Magistratura messinese.
Ho depositato 6 o 7 interrogazioni parlamentari che riguardano la
vita del Consorzio delle autostrade siciliane e ho anche depositato
delle interrogazioni parlamentari sui lavori che il Consorzio delle
autostrade siciliane sta facendo in provincia di Siracusa; lavori
che procedono con un rilento bestiale; ad esempio, lo svincolo
mare-monti con oltre 2 anni di ritardo dai tempi programmati
nonostante le risorse ci siano.
Seconda cosa, la mancata apertura dei varchi sull'autostrada
all'altezza di Cassibile dove, per essere chiaro, il Presidente
della Regione ha avuto un incidente qualche mese fa. Anche dal
tavolo del Governo l'assessore Torrisi aveva garantito l'apertura
di quei varchi per il luglio del 2014; ad oggi quei varchi
continuano a rimanere chiusi e non vengono aperti.
Terzo problema, hanno deciso con una gara importante di oltre 30
milioni di euro di mettere in sicurezza la Cassibile-Avola. Bene, i
lavori sono stati conclusi dalla parte a valle mesi fa, la strada è
deformata come prima. Non riusciamo a capire cosa fanno i tecnici
del Consorzio delle autostrade siciliana.
Quarta opera. C'era questa bretella di collegamento tra il lido di
Noto e Pachino e Porto Palo, siamo con 2 anni e 3 mesi di ritardo
con il 38 per cento delle opere realizzate.
Signor Presidente, le chiedo se, per cortesia, può mettere
all'ordine del giorno la discussione di queste interrogazioni
parlamentari in maniera che qualcuno venga a rispondere
sull'operato del CAS nelle varie province siciliane.
GRASSO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, sarò veloce anche perché stamattina ho
sentito pure l'Assessore e sembra che anche l'Assessore diceva che
è contrario ai tagli sul trasporto pubblico locale e che il Governo
nazionale dovrebbe avere più attenzione.
Siccome in provincia di Messina e apprezzo anche quanto ha
affermato lei, Presidente, sulla necessità di avere delle risposte
chiare, anche e non solo comunicati, ma di capire effettivamente
quali sono le reali intenzioni di RFI a proposito degli
investimenti che intende fare, perché ci sono due problemi seri:
uno che è quello della continuità territoriale e ora chiederò al
capogruppo di chiedere la calendarizzazione di una mozione che ho
presentato circa un anno e mezzo fa proprio per agevolare le
tariffe sui residenti della provincia di Messina richiamandoci
anche ad una legge che era stata approvata nella Regione Sardegna e
che vedeva delle tariffe agevolate. Noi, non solo non abbiamo le
tariffe agevolate, anzi, ma addirittura si parla di tagli.
Seconda cosa sui treni a lunga percorrenza che RFI sta eliminando.
Ho presentato una interrogazione stamattina, proprio caricando il
sistema, dove chiedo l'istituzione di un tavolo tecnico e si rende
necessario con tutte le parti, assessorato infrastrutture,
Ministero, RFI perché le manifestazioni non servono. Oggi, serve
che ci siano atti concreti e concludenti anche da parte di RFI e
anche da parte del Governo nazionale, perché è sotto gli occhi di
tutti che RFI non vuole investire in Sicilia, ma non vuole
investire soprattutto in una parte di territorio che oggi è
tagliata fuori da ogni collegamento ivi compresa la mancata
manutenzione o i rattoppi che avvengono sulla nostra autostrada e
dove viaggiare è diventato veramente un problema.
Quindi, auspico che le iniziative che lei ha preso siano
comunicate all'Aula e quanto meno abbiamo una risposta certa su
quello che si vuole fare in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 10
marzo 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-
254-548/A) (Seguito)
Relatore: on. Marziano
2) - Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di
base dei centri storici . (nn. 602-641-711-732/A) (Seguito)
Relatore: on. Fazio
3) - Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto della Regione siciliana recante Abrogazione dell'artic
38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con
modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164' . (n. 876/A
(Seguito)
Relatore: on. Ferrandelli
4) - Disposizioni in materia di personale delle Camere di
Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
905/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
III - SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 143 DEL REGOLAMENTO
INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:
3BN. 1809 - Iniziative finalizzate a una rivalutazione
del progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle
misure per l'inclusione sociale di soggetti
svantaggiati.
4B(19 febbraio 2014)
ALONGI
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
2) Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)
Relatore: on. Anselmo
3) Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A
Relatore: on. Cracolici
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
5BN. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
6B(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO -
GERMANA'
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
7BN. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione
dei flussi migratori verso la Sicilia.
8B(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA -
CIRONE
VII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
9BN. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
10B(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
VIII - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
11BN. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
12B(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
IX - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
13BN. 286 - Rimozione del Segretario generale della
Presidenza della Regione siciliana.
14B(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
- CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
- MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
X - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
15BN. 381 - Mantenimento degli attuali distretti di Corte
d'Appello in Sicilia.
16B(17 dicembre 2014)
MUSUMECI - CORDARO - FERRANDELLI - MICCICHE'
- CIACCIO - ALONGI - ARANCIO - ASSENZA -
FAZIO - LANTIERI - LENTINI - LO SCIUTO -
MALAFARINA - PICCIOLO - ZITO - FEDERICO
XI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
17BN. 382 - Iniziative per scongiurare la paventata
abolizione della figura del Segretario comunale
negli enti locali.
18B(30 dicembre 2014)
MUSUMECI - FORMICA - IOPPOLO - ASSENZA
XII - SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 143 DEL REGOLAMENTO
INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:
19BN. 2479 - Provvedimenti urgenti per il rinnovo del
contratto del personale infermieristico per la
postazione 118 di Comiso (RG).
20B(5 novembre 2014)
ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 19.08
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.05
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
UALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
21BUDISEGNO DI LEGGE NORME CONTRO LA DISCRIMINAZIONE DETERMINATA
DALL'ORIENTAMENTO SESSUALE O DALL'IDENTITà DI GENERE. ISTITUZIONE
DEL REGISTRO REGIONALE DELLE UNIONI CIVILI. (141-206-778 BIS/A)
UEmendamento ai sensi dell'articolo 117. R.I.
Emendamento 117.1
Al comma 3 sono apportate le seguenti modifiche:
-al primo periodo sostituire le parole La designazione con le
parole La dichiarazione relativa alla qualità di componente di
un'unione civile registrata ;
-al secondo periodo sostituire le parole La designazione con le
parole La predetta dichiarazione .