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Resoconto d'Aula della Seduta n. 224 di mercoledì 04 marzo 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   DIPASQUALE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   dell'onorevole Giuseppe Sorbello
   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Comunicazione di riassunzione delle funzioni di deputato regionale
                   dell'onorevole Giuseppe Sorbello

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota dello Studio legale Armao  del
  4  marzo  2015,  pervenuta  e protocollata  in  pari  data  al  n.
  2669/SegrverportPG, è stata qui trasmessa copia del  provvedimento
  Presidente  della Corte d'Appello di Palermo datato 2 marzo  2015,
  il  quale  dispone la convocazione delle parti, per la trattazione
  dell'istanza     di    sospensione    dell'ordinanza     impugnata
  dall'onorevole  Giuseppe Sorbello (ordinanza Tribunale  civile  di
  Palermo  R.G. 2510/2014) all'udienza collegiale del 18 marzo 2015,
  e    Visto   l'art.   351  C.p.C.,  ritenuta   l'urgenza   dispone
  provvisoriamente  l'immediata  sospensione  dell'efficacia   della
  sentenza impugnata fino all'udienza fissata. .
   Conseguentemente,  nelle more, in esecuzione  e  nei  limiti  del
  superiore provvedimento giudiziario, l'onorevole Giuseppe Sorbello
  a  far  data  dal  2 marzo 2015 riassume le funzioni  di  deputato
  regionale,  in  luogo  del deputato regionale supplente  onorevole
  Edgardo Bandiera.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Nulla  da  aggiungere su questa vicenda siracusana ma  non  solo.
  L'onorevole  Sorbello  può prendere posto; non  è  necessario  che
  presti giuramento.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Lombardo,  Micciché  e
  D'Agostino hanno chiesto congedo per la giornata di oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  all'ordine  del  giorno  c'è  il disegno  di  legge  sulle  persone
  scomparse,  ma  lo  abbiamo già esitato  ieri,  abbiamo  finito  la
  trattazione?

   PRESIDENTE. Abbiamo la votazione finale.

   CORDARO. Quindi, abbiamo solo la votazione finale?
   PRESIDENTE. Si e abbiamo la votazione finale sul disegno di  legge
  sulle discriminazioni e sugli scomparsi.

   CORDARO.  Ma  rispetto al dibattito che si  è  aperto  ieri,  oggi
  utilmente  quali  altri  disegni di  legge  tratteremo?  O  andiamo
  soltanto alla votazione finale?

   PRESIDENTE. No, abbiamo chiarito, il disegno di legge   Norme  per
  favorire  il  recupero del patrimonio edilizio di base  dei  centri
  storici   sarà trattato martedì prossimo, con l'impegno di esitarlo
  entro  mercoledì  prossimo,  perché  la  Commissione  informalmente
  avrebbe rivisto la questione degli emendamenti.
   Oggi   dovremmo   trattare  il  disegno   di   legge    Tutela   e
  valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Prima  Guerra
  Mondiale  ed  interventi per la promozione delle  celebrazioni  del
  centenario  dell'inizio  del  conflitto ,  il  disegno   di   legge
  sull'articolo  28 é superato dalla presentazione del  referendum  e
  per  quanto riguarda il  Testo Unico delle attività produttive   se
  viene l'assessore si inizia il dibattito.
   Se  l'Aula è d'accordo riprendiamo con il disegno di legge  Tutela
  e  valorizzazione  del  patrimonio  storico-culturale  della  Prima
  Guerra  Mondiale ed interventi per la promozione delle celebrazioni
  del  centenario  dell'inizio  del  conflitto ,  però  un  Gruppo  è
  interamente assente.

   CORDARO. Ci sono emendamenti?

   PRESIDENTE. No, non ci sono emendamenti.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  volevo
  solo riferire che la IV Commissione, ieri, ha licenziato in maniera
  definitiva  il  disegno di legge sulla modifica del  sistema  degli
  appalti,  poiché la Conferenza dei capi gruppo aveva già deliberato
  che  qualora la IV Commissione avesse stilato un disegno di  legge,
  lo  stesso  poteva  essere trattato in Aula  e,  ritenendolo  molto
  importante, volevo avvisare la Presidenza dell'Assemblea di  essere
  consequenziale   al  deliberato  e  ove  possibile  calendarizzarlo
  tempestivamente.
   E'  un  disegno di legge che riguarda tantissimi imprenditori  che
  lavorano con gli enti locali.

   PRESIDENTE.  Questa  Presidenza e gli  uffici  faranno  le  dovute
  verifiche e procederemo di conseguenza. Grazie onorevole Turano.

   SORBELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SORBELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  dare  dignità a tutti coloro che siedono in questo scranno,  perché
  bastava  una semplice lettura dell'ordinanza della Corte di Appello
  di  Bari  del 27 gennaio per non incorrere in un errore  grossolano
  come  quello  che  questo  Ufficio di  Presidenza  ha  commesso  la
  settimana scorsa.
   Una violazione del dato letterale, in tutti i sensi, dell'articolo
  22  del  decreto legislativo 150 del 2011, in cui al comma 8 recita
   che  l'efficace esecutiva dell'ordinanza decisoria di  I  grado  è
  sospesa automaticamente in pendenza di appello .
   A nulla sono valsi i tentativi di tutti gli atti di significazione
  che  il sottoscritto ha inviato alla Presidenza e a tutto l'Ufficio
  di presidenza.
   Violazione  e falsa applicazione della giurisprudenza della  Corte
  Costituzionale   che,  nel  famoso  giudizio   sul   conflitto   di
  attribuzione tra la Regione siciliana e la Presidenza del Consiglio
  dei  Ministri,  ha sancito che spetta allo Stato, e per  esso  alla
  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  adottare  il  DCPM   di
  sospensiva dei deputati regionali.
   Nel  caso  in  esame,  la frettolosa condotta antigiuridica  della
  Presidenza di questa Assemblea ha portato a dare esecuzione ad  una
  ordinanza  parziale  e  provvisoria  senza  attendere  il  doveroso
  decreto della Presidenza del Consiglio, ma  non è stata svenduta la
  dignità   e  l'autonomia  di  questa  Assemblea  legislativa,   del
  Parlamento  più  antico d'Europa che la scorsa  settimana  è  stato
  depauperato  di  tutte  le  sue  prerogative,  fungendo   da   mero
  passacarte  dell'Avvocatura dello Stato  ovvero  di  un  Organo  di
  consulenza.
   Cari  onorevoli colleghi, vi invito a riflettere sul fatto che  la
  settimana  scorsa  l'adunanza  plenaria  ha  preso  atto   di   una
  sospensione  basata  solo su un parere ondivago  e  contraddittorio
  dell'Avvocatura   di  Stato,  senza  adottare  la   giusta   prassi
  parlamentare.
   Quando  si  parla  delle prerogative di un  deputato,  il  diritto
  parlamentare  uniforme  prevede che essi siano  vagliati  dai  suoi
  pari,  all'interno  della  Commissione  verifica  poteri  in   sede
  deliberante, proprio per l'adunanza plenaria, così come è diventata
  un passacarte.
   Un  organo commissariato da enti terzi, dai burocrati di turno che
  ieri  nel  giudizio di I grado sostenevano una  tesi  e  oggi  dopo
  l'ordinanza hanno venduto l'anima al diavolo.
   Anche  il  giudizio  giuridico di questa Assemblea,  nel  turbinio
  della  frettolosità di questi giorni si è dimenticato di quanto  ha
  riportato in una pubblicazione, edita dall'ARS, a firma del dr.  Di
  Piazza,  in  cui  a pag. 186, si citava e commentava  una  sentenza
  della  Corte costituzionale sulla sospensiva del deputato regionale
  e  sulla  competenza dello Stato nell'accertamento delle condizioni
  mediante il DPCM.
   La  mia appartenenza e lealtà verso questa Assemblea mi ha portato
  ad  inviare  ben  tre  atti  di  significazione  per  rappresentare
  l'erroneità della condotta amministrativa assunta, ma   sono  stato
  trattato,  per  citare  il Vangelo,  come un  uomo  che  grida  nel
  deserto .
   Oggi  si  fa giustizia e, al contempo, si fa giustizia  vera,  non
  come  quella del Presidente regionale di questa forza politica  del
  mio  avversario  che, forse, giuridicamente non sa nemmeno  di  che
  cosa parla quando parlava di una giustizia. Penso che questo errore
  non  lo  avrebbe  mai  fatto il capo gruppo di  Forza  Italia,  non
  l'avrebbe   fatto  il  collega  Assenza.  Errori   grossolani   che
  dimostrano un' ignoranza giuridica
   Ma  sono  stato  trattato, ripeto, come un uomo  che  gridava  nel
  deserto. Oggi si fa giustizia e, al contempo, si scrive una  pagina
  fastidiosa  di  questo  Parlamento. Si accerta  la  grave  condotta
  antigiuridica  di  tutto  lo  staff  della  Presidenza,  con  gravi
  violazioni di legge e il danno, ingiusto, arrecato all'integrità  e
  all'immagine del sottoscritto.
   Per  cui, signor Presidente, questo era doveroso affinché, per gli
  anni  a  venire  e per i procedimenti a venire, per casi  simili  a
  questo  non saranno più ripetuti questi errori. Errori -  ripeto  -
  grossolani perché bastava, solo, tra l'altro un'ordinanza inaudita,
  d'altra parte, la Corte di appello di Palermo non la faceva  da  25
  anni   sulla   legge   elettorale,  pertanto,  significa   che   la
  grossolanità  di  questo intervento è stata, quanto  mai  e  quanto
  meno, macroscopica.

   PRESIDENTE. Onorevole Sorbello, prendo atto che lei è diventato un
  esperto giurista. Questa Presidenza e questi uffici hanno svolto il
  loro  compito  fino  in  fondo, nonostante le sollecitazioni  degli
  avvocati di turno e, nonostante, la sua appartenenza al mio partito
  che  ho  sempre messo da parte nell'interesse superiore  di  questa
  Istituzione,  che è il Parlamento siciliano, che va  oltre  le  sue
  esigenze e oltre le mie esigenze.
   Io  sono  abituato, da avvocato e da cittadino,  a  rispettare  le
  leggi.

   SORBELLO. Mi riservo di adire le vie legali sull'accusa  di  abuso
  di ufficio e sul danno erariale

   PRESIDENTE. Onorevole Sorbello, ne prendo atto. Prendo atto che  è
  stata  necessaria un'ordinanza inaudita altra parte, per le vicende
  che  riguardano l'applicabilità, cosa che lei non ha  detto,  sulla
   Legge  Severino , perché il problema è questo, onorevole Sorbello,
  non è l'esecutività della sentenza e glielo dico da cittadino e  da
  avvocato.

   SORBELLO.  Con  il  ricorso  alla Corte  di  appello  si  sospende
  qualsiasi provvedimento

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sorbello,  penso  che  lei,  con  il   suo
  intervento,  già ha impegnato, oltremodo, quest'Aula. Le  ribadisco
  che    sono    abituato   a   dare   esecuzione   alle    sentenze,
  indipendentemente  dalle appartenenze a questo o  a  quel  partito
  Questo  sia  chiaro   E  quindi le minacce  di  abuso  e  di  danno
  erariale, francamente, non mi fanno impressione

   SORBELLO. Neanche a me fanno impressione le minacce

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei  tornare
  sul punto. Lei sa la stima e la profonda deferenza che nutro per la
  sua  funzione  e,  anche,  per la sua persona  che  incarna  questa
  funzione al meglio, però, su questa vicenda e su tutte le altre che
  l'hanno  preceduta,  io  mi permetto di dissentire  totalmente  dal
  ritenere  un'Assemblea  legislativa mera  esecutrice  di  decisioni
  prese  in  altra  sfera. Le decisioni prese in altre  sfere  devono
  essere  valutate  dalla competente Commissione  e  poi,  verificati
  tutti i presupposti per il possibile adempimento, attuate.
   Questa mia profonda convinzione l'ho avanzata alla signoria vostra
  e,  allora,  in maniera assolutamente isolata, in questo Parlamento
  quando  questo  Parlamento per la prima  volta,  dalla  mattina  al
  pomeriggio

   CORDARO. C'ero io, per l'onorevole Caputo?

   ASSENZA.  Perfetto,  nel  caso  dell'onorevole  Caputo,  ci  siamo
  limitati  sotto  l'input  di  un  parere,  credo  addirittura  reso
  oralmente, da un esperto qualificatosi per tale, per carità, che io
  rispetto profondamente, come collega, a trasformare quella che  era
  una  decisione che doveva comunque dipendere  dal Parlamento,  così
  come  è  avvenuto in tutti gli altri casi, a partire dal  caso  più
  famoso, Berlusconi, dove è stato sempre il Senato a pronunciare  la
  decadenza e non a prendere atto di una decisione, in quel  caso  di
  una sentenza definitiva.
   Noi  abbiamo  trasformato, invece, questo Parlamento  nella  longa
  manus  del  potere  giudiziario attuando  ex  abrupto,  in  maniera
  assolutamente  incivile, mi permetto di dirlo, in quel  caso  e  in
  tutti   gli   altri  casi  che  si  sono  succeduti,   in   maniera
  assolutamente   acritica  e  senza  nemmeno   la   verifica   della
  sussistenza   dei   requisiti  formali  che  portavano   poi   alla
  conseguenza  finale  che  poteva, sono  sicuro  che  sarebbe  stata
  sicuramente quella a cui si è arrivati nel corso della vicenda,  ma
  sempre e solo previa attenta verifica da parte della Commissione, e
  dall'Assemblea dopo, dei presupposti.
   Signor  Presidente, se noi continuiamo su questa strada che  basta
  la  notifica dell'ordinanza o la lettera del legale che  intima  di
  adempiere, noi abbiamo abdicato per sempre a una funzione  che  non
  spetta né alla signoria vostra, come Presidente, né all'Ufficio  di
  presidenza  né ai singoli deputati né tanto meno, mi  si  consenta,
  agli uffici.
   Abbiamo  abdicato per sempre ad una funzione di  sovranità  che  è
  propria di questo Parlamento.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, le do
  atto che lei in questi anni su questa vicenda delle decadenze,  del
  ritorno   alle   urne,  della  sospensione  di   questo   balletto,
  oggettivamente indecoroso, di questa Assemblea si è sempre speso in
  maniera    puntuale,   intelligente,   assumendosi    le    proprie
  responsabilità.
   Voglio  chiedere  ai miei colleghi, guardandovi negli  occhi,  voi
  avete fatto la stessa cosa in questi mesi quando ripetutamente sono
  salito su questo palco e ho chiesto a ognuno di voi di difendere la
  dignità di questo Parlamento, quanti di voi vi siete alzati e siete
  venuti  qui e avete detto che quello che stava succedendo  era  una
  cosa assolutamente insopportabile.
   Quando   mai   era   successo  che  il  Consiglio   di   giustizia
  amministrativa intervenisse in una vicenda legata alle elezioni  di
  Siracusa,  emettendo  una sentenza in aperto  contrasto  contro  la
  legge regionale sulle elezioni.
   Bene,  vedete è rimasta una vicenda prettamente siracusana. Ognuno
  di  voi  ha pensato che era un problema che non vi riguardava,  che
  riguardava la provincia di Siracusa e io vi ho richiamato sempre  e
  ho cercato sempre di farvi attenzionare il problema.
   Non  era  in  discussione il posto di uno dei sette  dei  deputati
  della  provincia  di  Siracusa, era in  discussione  la  legge  che
  vietava  il ritorno alle urne, la legge regionale che non prevedeva
  assolutamente la possibilità di ritorno parziale alle urne, ma  qui
  nessuno  di voi si è alzato per dire che in questo modo si  stavano
  commettendo delle ingiustizie.
   Siamo  andati avanti, abbiamo fatto un'elezione burla a  Siracusa,
  basta vedere i risultati che si sono ottenuti.
   Dal  momento  che  non abbiamo saputo difendere tutti  insieme  le
  prerogative  parlamentari di ognuno di noi in quanto rappresentanti
  del  popolo,  purtroppo  ci  dobbiamo  preparare  ogni  giorno   ad
  assistere a decisioni da parte della Magistratura che una volta  dà
  ragione ad uno e una volta dà ragione ad un altro.
   E  oggi  è  il  problema di Siracusa, domani sarà il  problema  di
  Messina e di Palermo. Cosa c'entra il Presidente in questa vicenda?
  Il  Presidente  in questa vicenda ha applicato una decisione  presa
  dal  giudice  perché  noi  ci siamo chinati  la  fronte  e  abbiamo
  consentito  che  non  fosse più la Commissione  verifica  poteri  a
  occuparsi  del  destino di questo Parlamento, ma  fossero  soggetti
  estranei.
   Veda,  signor  Presidente,  lei giustamente  ha  proposto  appello
  presso la Corte di Cassazione alla sentenza che è stata emanata dal
  CGA  siciliano. La Cassazione, ad oggi, non sappiamo nemmeno se  ha
  fissato  il  giorno  della  sentenza,  abbiamo  più  volte  chiesto
  all'Avvocatura  generale di avere la copia del ricorso,  non  siamo
  riusciti  nemmeno ad ottenere questo, nonostante lei lo  abbia  più
  volte sollecitato.
   La  sentenza  che  verrà  da  parte  della  Cassazione,  onorevoli
  colleghi,  pone  un  problema  serio sulla  convivenza  tra  questo
  Parlamento e il Consiglio di Giustizia Amministrativa perché se  la
  Cassazione  darà torto a questa Assemblea è chiaro che  non  è  più
  possibile   che  in  Sicilia  vi  sia  il  Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa, perché noi ci troveremo di fronte a cinque  giudici
  nominati  dalla  politica  che  verranno  scrutinati  dalla   Prima
  Commissione per essere poi a loro volta, come è avvenuto in  questo
  caso, ma in assoluta indipendenza da parte dei giudici, chiamati  a
  giudicare ognuno di noi.
   Per  evitare  di assistere ad un ulteriore intervento come  quello
  corretto  senz'altro,  dal  punto di  vista  umano,  dell'onorevole
  Sorbello,  sarebbe  il  caso che ognuno  di  noi  si  destasse,  si
  svegliasse  da  questo torpore e anziché accusare la Presidenza  di
  essere  stata  superficiale  si  assumesse  in  prima  persona   la
  responsabilità,  chiedendo  a  lei,  signor  Presidente,  un  ampio
  dibattito, due giorni di discussioni in questa Aula per  capire  se
  le  prerogative  parlamentari di questa Assemblea  esistono  ancora
  oppure no.
   E'  facile  nascondersi, è facile cercare di  perorare  attraverso
  altri  le  proprie  cause,  ognuno  di  noi  deve  avere  il  senso
  dell'orgoglio  di  appartenere a questo  Parlamento,  ma  anche  il
  rischio  che si corre assumendo posizioni ben precise  ed  io  l'ho
  assunta  la posizione, presentando quell'ordine del giorno che  voi
  avete approvato che prevede, appunto, lo scioglimento del Consiglio
  di   Giustizia   Amministrativa,  ma  su  questa  vicenda,   signor
  Presidente   e,  soprattutto,  onorevoli  colleghi,  non   possiamo
  continuare a fare finta che non sia successo nulla.
   Questa  Assemblea  non  può  in  continuazione  cambiare  i   suoi
  componenti, non si è mai visto, è una situazione che fa ridere  non
  la Sicilia, ma il mondo intero, svegliamoci, svegliatevi, assumiamo
  una posizione intransigente su questa vicenda a tutela della nostra
  dignità senza incolpare, per le nostre incapacità , la Presidenza.

   PRESIDENTE.  Non  mi sento assolutamente leso.  Quest'Aula  ha  il
  dovere di sapere che in ordine alla vicenda Sorbello, un anno fa si
  è  riunita la Commissione Verifica poteri, per prendere atto  della
  sospensione  dell'onorevole Sorbello a causa di  una  condanna  che
  aveva avuto nella qualità di sindaco.
   Il  problema  era  la decorrenza: se i diciotto  mesi  decorrevano
  dalla  notifica  o dal momento dell'entrata in vigore  della  legge
  Severino.
   Bene,  la  Commissione Verifica si è pronunciata,  successivamente
  sappiamo  quello che è successo: si reinsedia l'onorevole Sorbello,
  nelle more esce la sentenza.
   E  ribadisco a quest'Aula di fronte ad una sentenza non ci possono
  essere  discussioni  di  nessuna sorta,   neanche  in  ordine  alla
  vicenda dell'onorevole Caputo.
   Sono stato il primo che si è dispiaciuto, sul piano personale,  ma
  sul  piano  giuridico non ci possono essere ragioni affettive,  per
  questa   o   per  l'altra  persona,  onorevole  Assenza,   lei   sa
  perfettamente che è immediatamente esecutiva la sospensione.

   ASSENZA.   La   decadenza  va  pronunciata  sempre  dall'Assemblea
  regionale siciliana.

   PRESIDENTE.  Il Parlamento non può decidere assolutamente  su  una
  causa di sospensione a fronte di una sentenza.
   Onorevole  Assenza, questo Parlamento non si doveva pronunciare  e
  non  mi  faccia citare casi di condanna della Commissione  Verifica
  poteri, perché negli anni scorsi temporeggiava nell'insediare uno o
  l'altra persona.
   Dal  momento  in cui noi applichiamo le regole non si può  mettere
  sotto  accusa  questa Presidenza o, a maggior ragione,  gli  uffici
  della Presidenza.
   Onorevole   Assenza,   chiusa  la  vicenda  Siracusa,   anche   se
  apparentemente non è chiusa, perché c'è un appello e  vedremo  cosa
  succederà.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Firetto ha chiesto di  essere
  in congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Sospendo  brevemente la  seduta,  avvertendo  che  la
  stessa riprenderà fra quindici minuti.
   Si riprende alle 17.15.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.58, è ripresa alle ore 17.14)

  PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   del patrimonio storico-culturale della Prima guerra mondiale'
   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Seguito della discussione del disegno di legge  Tutela e
  valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Prima Guerra
    Mondiale ed interventi per la promozione delle celebrazioni del
           centenario dell'inizio del conflitto  (n. 751/A)

  PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegno di legge.
  Si  procede con il seguito della discussione del disegno  di  legge
   Tutela  e  valorizzazione del patrimonio  storico-culturale  della
  prima  guerra  mondiale  ed  interventi  per  la  promozione  delle
  celebrazioni del centenario dell'inizio del conflitto  (n.  751/A),
  posto al n. 2).
  Invito i componenti la V Commissione a prendere posto nell'apposito
  banco.

  GRECO MARCELLO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo  di
  parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GRECO  MARCELLO, presidente della Commissione e relatore.  Signor
  Presidente, signori assessori, in questo disegno di legge  ci  sono
  degli  emendamenti  presentati  dai  colleghi  Formica,  Ioppolo  e
  Musumeci,  poiché  questi  emendamenti  fanno  riferimento,   tutti
  quanti, alla Seconda Guerra Mondiale, non alla prima, e poiché  c'è
  in   Commissione   Cultura   un  disegno  di  legge  che,  proprio,
  coinvolge,  espressamente, la Seconda Guerra Mondiale,  che  già  è
  incardinato,  in  attesa  della  relazione  tecnica,  pregherei  il
  presidente  Musumeci  e  gli altri colleghi  al  ritiro  di  questi
  emendamenti per rinviarli in Commissione, in modo tale che  possano
  essere  inseriti nel disegno di legge riguardante la Seconda Guerra
  Mondiale.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, lo spirito della mia iniziativa e dei
  colleghi  firmatari dell'emendamento era quello di rendere omogenea
  una  materia,  cioè la valorizzazione dei luoghi e degli  itinerari
  dei  due conflitti mondiali che hanno interessato, seppure, per  la
  Prima  Guerra  Mondiale, in maniera marginale, la nostra  Isola,  e
  farne  un  itinerario  educativo, culturale  affinché  l'esperienza
  della guerra educasse al valore della pace.
   Prendo  atto  della  proposta  avanzata  dal  presidente  della  V
  Commissione  e,  naturalmente, la accolgo ben volentieri,  con  una
  raccomandazione,  se  mi consente il presidente  Greco,  quella  di
  avviare ogni procedura affinché possa essere assicurata la celerità
  ad  un  disegno  di  legge che, se approdato e tradotto  in  azioni
  concrete,  potrebbe, inevitabilmente, produrre risultati  degni  di
  apprezzamento  sul  piano morale e sul piano culturale.  In  questo
  senso,  mi  auguro,  che anche il Governo,  per  la  parte  che  lo
  riguarda,  cioè per la relazione tecnica che non mi pare sia  stata
  ancora  presentata, possa condividere la necessità di dare celerità
  alla procedura.

   PRESIDENTE. L'emendamento 1.1 è, quindi, da ritenersi  ritirato  e
  così tutti gli altri emendamenti.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
                                CAPO I
         Valorizzazione del patrimonio storico-culturale della
                         Prima Guerra Mondiale

                               «Art. 1.
                               Finalità

   1.  Al  fine di sostenere la crescita di una cultura della pace  e
  della  pacifica  convivenza tra i popoli, la  Regione  promuove  la
  valorizzazione e la conoscenza del patrimonio storico  culturale  e
  ambientale   attinente  ai  fatti  della  Prima  Guerra   Mondiale,
  ricordando  e  onorando  le  vittime  militari  e  civili  di  ogni
  schieramento e nazionalità.

   2.  Con  le  iniziative previste dalla presente legge, nell'ambito
  delle  proprie  competenze, in attuazione di quanto previsto  dalla
  legge  7  marzo 2001, n. 78 e nel rispetto di quanto  previsto  dal
  decreto  legislativo 15 marzo 2010, n. 66 e dal decreto legislativo
  22 gennaio 2004, n. 42, la Regione intende:

   a)  ampliare  la  conoscenza e favorire la riflessione  sui  fatti
  storici  della  Prima  Guerra Mondiale,  sui  meccanismi  economici
  sociali  e  psicologici  alla base dei  conflitti  tra  le  nazioni
  attraverso lo svolgimento di studi, ricerche, attività educative  e
  didattiche, eventi, progetti e manifestazioni anche transnazionali,
  nonché  pubblicazioni  di atti e memorie e  realizzazioni  di  file
  multimediali;

   b)  incentivare forme di turismo culturale attente alla  storia  e
  alla   memoria  attraverso  la  gestione,  la  valorizzazione,   la
  manutenzione  delle  opere  commemorative  esistenti,   l'eventuale
  creazione  e  collocazione di nuove, nonché di percorsi  turistico-
  culturali,  la  gestione e la realizzazione di  mostre  permanenti,
  musei, musei all'aperto e interattivi ed eventi;

   c)  creare  sinergia  attraverso la messa  in  rete  dei  soggetti
  pubblici  e  privati che operano a vario titolo per  realizzare  le
  finalità previste dalla presente legge;

   d)   coordinare  e  valorizzare  le  attività  di  raccolta  e  di
  collezionismo di soggetti pubblici e privati».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                       Tipologie del patrimonio

   1.  Fermo  restando  quanto previsto dal  decreto  legislativo  n.
  42/2004  e dalla legge n. 78/2001, le attività e gli interventi  di
  valorizzazione   sono   rivolti  al  patrimonio   storico-culturale
  materiale e immateriale come di seguito definito.

   2.  Il  patrimonio materiale della Prima Guerra Mondiale esistente
  sul territorio della Regione comprende le seguenti tipologie:

   a)  musei,  pubblici o privati di carattere tematico o d'interesse
  locale, riferiti a luoghi ed eventi della Prima Guerra Mondiale;

   b) forti, fortificazioni permanenti;

   c) sacrari e cimiteri, camminamenti e sentieri militari, grotte;

   d) cippi, monumenti, stemmi e lapidi;

   e) reperti storici e cimeli;

   f)  beni archivistici, bibliografici, fotografici, cinematografici
  e sonori, di appartenenza pubblica o privata;

   g)  ogni  altro  reperto, edifici storici e luoghi aventi  diretta
  relazione  con le operazioni belliche e, più in generale,  con  gli
  eventi della Prima Guerra Mondiale.

   3. Il  patrimonio immateriale comprende:

   a)  le  produzioni  letterarie e artistiche,  testimonianza  della
  memoria  storica, dei valori, sentimenti e situazioni  connessi  al
  primo conflitto mondiale;

   b)  gli  studi  e  le  ricerche di approfondimento  degli  aspetti
  culturali, storici, economici ed etici che hanno segnato i popoli e
  le persone coinvolte nel conflitto».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                          Comitato consultivo

   1.  Per  le  finalità  di cui al Capo I della  presente  legge,  è
  istituito   il  Comitato  consultivo  per  la  valorizzazione   del
  patrimonio storico-culturale della Prima Guerra Mondiale.

   2.  Il  Comitato  è  costituito con decreto del  Presidente  della
  Regione  previa deliberazione della Giunta regionale,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale  per  i  beni  culturali   e   l'identità
  siciliana.  Il  Comitato, che resta in carica fino al  31  dicembre
  2018,  è convocato dall'Assessore regionale per i beni culturali  e
  l'identità siciliana almeno una volta all'anno.

   3. Il Comitato è composto:

   a)  dall'Assessore  regionale per i beni  culturali  e  l'identità
  siciliana o da un suo delegato, che lo presiede;

   b)  da  un  dirigente o da un dipendente di ruolo dell'Assessorato
  regionale  per  il  turismo,  lo sport e  lo  spettacolo  designato
  dall'Assessore regionale competente;

   c)  da  un  dirigente o da un dipendente di ruolo dell'Assessorato
  regionale  per l'istruzione e la formazione professionale designato
  dall'Assessore regionale competente;

   d)  da  due  studiosi  designati dal  Comitato  spontaneo  per  le
  celebrazioni  del centenario della Grande Guerra,  individuati  fra
  persone  che  abbiano  maturato comprovata esperienza  scientifico-
  culturale in relazione ai fatti della Prima Guerra Mondiale  e  che
  abbiano  conoscenza dei luoghi della memoria di cui  al  successivo
  articolo 6;

   e)  dal  rappresentante del Commissariato generale per le onoranze
  ai Caduti in Guerra - Onorcaduti;

   f)  da un rappresentante designato dall'Università degli Studi  di
  Palermo, uno designato dall' Università degli Studi di Messina, uno
  designato  dall'Università degli Studi di Catania e  uno  designato
  dall'Università di Enna;

   g)  dal  Direttore dell'Ufficio scolastico regionale o da  un  suo
  delegato;

   h)  da un rappresentante dell'Ufficio storico dello Stato maggiore
  dell'Esercito Italiano.

   4.  Le  funzioni  di segretario sono esercitate da un  funzionario
  della struttura regionale competente in materia di beni culturali.

   5. Le sedute del Comitato sono valide allorché sia presente, oltre
  all'Assessore regionale per i Beni culturali e l'identità siciliana
  o  il  suo  delegato,  la metà dei componenti.  Le  decisioni  sono
  adottate a maggioranza dei presenti».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
            Compiti dell'Assessorato per i Beni culturali e
        l'Identità siciliana. Compiti del Comitato consultivo.
                          Compiti dei Comuni

   1.  L'Assessore  regionale  per  i  Beni  culturali  e  l'Identità
  siciliana  predispone  lo  schema  di  programma  regionale   delle
  commemorazioni  entro  120  giorni  dall'entrata  in  vigore  della
  presente  legge.  Esso ha carattere pluriennale e  si  articola  in
  annualità, è sottoposto al parere del Comitato consultivo  che  può
  proporre modifiche ed è approvato dalla Giunta regionale.

   2. Il Comitato:

   a)  formula  proposte alla Giunta regionale per  il  perseguimento
  delle finalità previste dalla presente legge;

   b)  esprime  parere ed eventuali proposte di modifica allo  schema
  del    programma   regionale   delle   commemorazioni   predisposto
  dall'Assessore  regionale  per  i  Beni  culturali   e   l'Identità
  siciliana;

   c)  verifica l'attuazione del programma di cui alla lettera  b)  e
  approva una relazione annuale da sottoporre alla Giunta regionale e
  alle  Commissioni  legislative dell'Assemblea  regionale  siciliana
  competenti per materia;

   d)  formula  un  piano  di  indirizzo per  la  divulgazione  della
  conoscenza dei luoghi e degli eventi della Prima Guerra Mondiale ai
  fini  del  seguente  art.  5.  Il  Piano  di  indirizzo  è  inviato
  all'Assessorato   regionale  per  l'istruzione  e   la   formazione
  professionale e alle Università siciliane ed è reso noto a tutte le
  scuole dell'Isola.

   3.  Per  espletare i propri compiti, il Comitato si  avvale  degli
  uffici   e   direzioni  regionali  di  specifica   competenza   dei
  rappresentanti sopra menzionati.

   4.  Tutti  i Comuni siciliani sono tenuti a favorire le iniziative
  di   commemorazione  della  Prima  Guerra  Mondiale  inserite   nel
  programma regionale che riguardino il loro territorio».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
         Divulgazione della conoscenza dei fatti e dei luoghi
                      della Prima Guerra Mondiale

     1.  Al  fine  di  favorire la divulgazione della conoscenza  dei
  fatti e dei luoghi della Prima Guerra Mondiale, secondo il piano di
  indirizzo  formulato dal Comitato consultivo ai sensi dell'art.  4,
  lettera  d),   l'Assessorato  regionale  per  l'istruzione   e   la
  formazione professionale, nell'ambito della propria programmazione,
  organizza corsi di formazione di durata almeno bimestrale,  rivolte
  alle  guide turistiche. Tali corsi sono particolarmente mirati alla
  conoscenza dei siti della Prima Guerra Mondiale e dei luoghi  della
  memoria di cui all'articolo 6 della presente legge.

   2.  La  divulgazione della conoscenza dei luoghi e dei fatti della
  Prima  Guerra  Mondiale è compiuta anche dalle Università  e  dalle
  scuole siciliane.

   3.  Dalle  disposizioni di cui al presente  articolo  non  possono
  derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
          Luoghi della memoria della Grande guerra in Sicilia

   1.  Sono  luoghi della memoria della Grande guerra ai  fini  della
  presente legge:

   1) sacrario dei caduti di San Nicola l'Arena di Catania;

   2)  monumenti dedicati ai caduti della guerra 1915-18 presenti  in
  tutti i comuni siciliani;

   3) forti umbertini e dintorni dell'area denominata  campo inglese,
  luogo  di  soggiorno  obbligato  del militare  Giacomo  Matteotti',
  annessi  itinerari di accesso e camminamenti nel  territorio  della
  città di Messina;

   4) castello di Milazzo (ME);

   5)  galleria  dei  prigionieri austro-ungarici nel  territorio  di
  Letojanni (ME);

   6)  cappella monumentale nel cimitero della città di Vittoria (RG)
  dedicata  ai  militari ungheresi prigionieri di guerra deceduti  in
  Sicilia;

   7)  museo  storico italo-ungherese di contrada Mendolilli-Capitina
  della città di Vittoria (RG) nel sedicesimo capannone dell'ex campo
  di concentramento per prigionieri della guerra 1915-18;

   8)  via  Cismon  del Grappa nel comune di Giarre  (CT),  luogo  di
  permanenza  di oltre cento profughi veneti provenienti dall'omonimo
  abitato vicentino sull'altipiano di Asiago;

   9) monumento ai caduti ungheresi presso il cimitero di Santa Maria
  dei rotoli (PA);

   10) Caserma Nicola Botta, luogo di detenzione di ufficiali austro-
  ungarici  ed  ex  Caserma  Spinuzza, già  sede  dell'87  distretto
  militare  delle  truppe  della  Difesa  costiera  territoriale,  in
  Cefalù;

   11)  lapide  commemorativa  della morte  di  militari  prigionieri
  austro-ungarici presso il cimitero di San Giuseppe Jato (PA);

   12)  muro  dei  prigionieri austro-ungarici  in  contrada  Chiusa,
  località Caltavuturo (PA);

   13)  ex  monastero di Santissima Trinità di Piazza  Armerina  (EN)
  luogo di detenzione di ufficiali austro-ungarici;

   14)   Castello   Ursino   e   quartiere  Picanello   di   Catania,
  rispettivamente  luogo  di  detenzione di  ufficiali  dell'esercito
  asburgico  di nazionalità romena e campo di lavoro dei  prigionieri
  austro-ungarici;

   15)  Castello normanno ed ex monastero di Santa Lucia della  città
  di Adrano (CT);

   16)   Castello   normanno  della  città  di   Paternò   e   lapide
  commemorativa presso il cimitero monumentale della stessa città  in
  ricordo della morte di prigionieri ungheresi;

   17)  masseria di Prato fiorito e Monte Minardo nel territorio  del
  comune di Adrano (CT);

   18)  contrada  Carpani - Monte Ilice nei territori dei  comuni  di
  Zafferana Etnea e Trecastagni (CT);

   19)  grotta dei disertori nel territorio del comune di Castiglione
  di Sicilia;

   20)  chiesa di San Benedetto - ex lazzaretto militare nella  città
  di Militello Val di Catania (CT);

   21)  villa  Angela  ex sede estiva del seminario arcivescovile  di
  Catania  luogo  di detenzione di Ufficiali austro-ungarici  in  San
  Giovanni La Punta;

   22)  contrada  Chiuse  del Signore nel territorio  del  comune  di
  Tremestieri Etneo campo di lavoro per la coltivazione delle vigne e
  costruzione di mura e torrette in pietra lavica;

   23)  ex  fabbrica Monaco nel territorio del comune di Misterbianco
  (CT);

   24) spiaggia della Prajola in Terrasini;

   25) hangar di Augusta (SR);

   26)  Caserma  La  Masa,  sede  dell'86  Battaglione  di  fanteria
  territoriale,  Chiesa  di Santa Caterina sede  di  profughi  veneti
  provenienti  da  Pederobba  (TV), padiglione  adibito  a  luogo  di
  detenzione  per  prigionieri ungheresi in via  Artese,  ubicati  in
  Termini Imerese;

   27)  Castello di Caccamo, luogo di prigionia di soldati ungheresi,
  e tomba di un soldato ungherese nel cimitero del Comune di Caccamo;

   28) Padiglioni Ducrot, fabbrica di idrovolanti da bombardamenti in
  Mondello, Palermo.

   2.  Il  precedente comma 1 non comporta alcun nuovo vincolo per  i
  beni  in  esso indicati salvo quelli di cui alla legge  n.  78  del
  2001,  quelli  eventualmente derivanti  da  altre  leggi  nazionali
  ovvero quelli da cui gli stessi fossero gravati dalla normativa  in
  materia di tutela dei beni culturali.

   3.  L'Assessorato  regionale  per i Beni  culturali  e  l'identità
  siciliana e i Comuni nell'ambito dei rispettivi territori  possono,
  nel  rispetto  delle  leggi  vigenti, promuovere  l'apposizione  di
  targhe o lapidi commemorative nei luoghi della memoria indicati dal
  comma 1

   4.  Fermi restando i luoghi della memoria individuati al  comma  1
  del  presente  articolo, resta salva la possibilità di  individuare
  ulteriori  luoghi  della  memoria da  riconoscere  con  criteri  di
  accreditamento che sono definiti con apposito regolamento.

   5.  Ai  fini  di  una migliore fruizione dei luoghi della  memoria
  individuati  dal  presente articolo la Regione promuove  le  azioni
  volte  al  rispetto dell'applicazione della legge n.  13  del  1989
  riguardanti   l'accessibilità  e  l'abbattimento   delle   barriere
  architettoniche, laddove ravvisabili».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                              Convenzioni

   1.  La Regione è autorizzata a stipulare convenzioni con i privati
  di  cui  all'articolo 10, comma 2, i quali dispongano di collezioni
  considerate  di  valore  storico e  che  rendano  disponibili  tali
  collezioni per la consultazione pubblica.

   2.  Le  convenzioni di cui al comma 1 disciplinano le modalità  di
  consultazione  pubblica per finalità di studio e  generali,  nonché
  gli  interventi  finanziari regionali a  sostegno  delle  spese  di
  conservazione   e   custodia,   inclusi   i   relativi   oneri   di
  assicurazione.

   3.  Il regolamento di cui all'articolo 12 prevede i criteri  e  le
  modalità  per  la  stipula delle convenzioni  di  cui  al  presente
  articolo e ne approva lo schema.

   4.  Dalle  disposizioni di cui al presente  articolo  non  possono
  derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
        Accordi di collaborazione per interventi sul patrimonio
                           storico-culturale

   1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare, ai sensi
  della  vigente  normativa  regionale e nazionale,  accordi  con  le
  amministrazioni pubbliche della Regione Friuli-Venezia Giulia  e di
  altre  Regioni  per disciplinare la realizzazione in collaborazione
  di  interventi  di  investimento finalizzati al  recupero  storico-
  culturale  e  alla  valorizzazione turistica dei siti  legati  alla
  Prima Guerra Mondiale, nonché alla manutenzione, al restauro e alla
  valorizzazione  di  beni  mobili compresi nelle  tipologie  di  cui
  all'articolo 2 e destinati all'esposizione museale.

   2.  Dalle  disposizioni di cui al presente  articolo  non  possono
  derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                                CAPO II
         Disciplina dell'attività di raccolta e collezionismo
                            del patrimonio
             storico-culturale della Prima Guerra Mondiale

                               «Art. 9.
                      Raccolta di reperti mobili

   1. L'attività di raccolta non autorizzata dall'Autorità competente
  di  reperti riferibili al patrimonio storico-culturale della  Prima
  Guerra Mondiale è vietata:

   a) nelle aree archeologiche ai sensi dell'articolo 101 del decreto
  legislativo n. 42/2004;

   b) nei siti individuati quali cimiteri di guerra.

   c) in tutti i luoghi di cui all'articolo 6.

   2. Chiunque rinvenga o raccolga nei siti di cui al comma 1 reperti
  mobili  o  cimeli  attinenti ai fatti o alla memoria  degli  eventi
  della   Prima  Guerra  Mondiale  di  notevole  valore   storico   o
  documentario   deve   ottemperare,  entro   sessanta   giorni   dal
  ritrovamento,  all'obbligo di comunicazione, al  Comune  del  luogo
  della  raccolta, previsto dall'articolo 9 della legge  n.  78/2001,
  indicandone la natura, la quantità e, ove nota, la provenienza».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
                          Collezioni private

   1.  La  Regione  riconosce l'importanza del collezionismo  privato
  quale   espressione   della  partecipazione  dei   cittadini   alla
  salvaguardia della memoria storica della Prima Guerra Mondiale.

   2.  La  Regione  a  tal fine tutela l'attività  dei  collezionisti
  privati,  purché  svolta nel rispetto della  normativa  vigente,  e
  garantisce  loro  la  possibilità di contribuire  attivamente  alla
  diffusione  della conoscenza dei fatti storici della  Prima  Guerra
  Mondiale nel territorio».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               CAPO III
         Interventi per la promozione delle commemorazioni del
          centenario dell'inizio della Prima Guerra Mondiale

                               «Art. 11.
                Centenario della Prima Guerra Mondiale

   1.  La  Regione  siciliana, tenuto conto di  quanto  previsto  dal
  Decreto  del  Presidente del Consiglio dei Ministri 3  agosto  2012
   Istituzione  del  Comitato storico scientifico per  il  Centenario
  della   Prima   Guerra   Mondiale',   promuove   e   favorisce   le
  commemorazioni  per il Centenario della Prima Guerra  Mondiale  che
  decorre  dal  2015, sostenendo la realizzazione  e  lo  svolgimento
  d'iniziative  ed  eventi culturali commemorativi  con  le  relative
  attività di supporto nel territorio della Regione.

   2.  Per  il  conseguimento delle finalità di cui al  comma  1,  la
  Giunta regionale approva, su proposta dell'Assessore regionale  per
  i beni culturali e l'identità siciliana, tenuto conto del programma
  nazionale  delle commemorazioni del Centenario della  Prima  Guerra
  Mondiale,  a  seguito  del  parere  del  Comitato  consultivo,   il
  programma regionale delle commemorazioni.

   3.  Dalle  disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non possono derivare
  nuovi o maggiori oneri per il bilancio della Regione.

   4.  In  considerazione del ruolo di primo piano svolto nel periodo
  della  Prima  Guerra  Mondiale  dagli  insigni  statisti  siciliani
  Vittorio  Emanuele Orlando, Antonino Di San Giuliano e Giuseppe  De
  Felice  Giuffrida in attuazione delle finalità di cui  all'articolo
  1,  comma  2, lettera b), nel programma degli interventi è inserita
  la realizzazione di statue che ne ricordino le figure da collocarsi
  in  una  piazza nelle rispettive città natali. La realizzazione  di
  tali  monumenti  è  finanziata  con sponsorizzazioni  da  parte  di
  privati  o  raccolta  fondi  da  parte  di  enti,  associazioni   e
  cittadini».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
                       Regolamenti di attuazione

   1.  Con  regolamento da adottarsi entro 90 giorni dall'entrata  in
  vigore  della  presente  legge, sentita la Commissione  legislativa
  competente,   sono  disciplinati  le  modalità  e  i  criteri   per
  l'attuazione degli interventi di cui all'articolo 11,  fatto  salvo
  quanto disposto al comma 2.

   2.  Entro  90 giorni dall'entrata in vigore della presente  legge,
  sentita  la  Commissione legislativa competente,  sono  adottati  i
  regolamenti attuativi della presente legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Anche  questo disegno di legge, quindi, è pronto per la  votazione
  finale col sistema elettronico.

   FORMICA. Passiamo alla votazione finale. Votiamolo

   attività produttive'
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Si  procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Testo  unico  delle  attività produttive » (nn. 683-2-228-490-254-
  548/A) posto al numero 5).

                           (brusio in Aula)

   PRESIDENTE  Manca un Gruppo politico.

                           (brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Chi ci ascolta e ci vede praticamente  non  comprende
  cosa  sta succedendo; per essere chiari manca interamente il gruppo
  del PD.

   CORDARO. Non è un problema nostro

                           (brusio in Aula)

   CORDARO.  Ho  chiamato il capogruppo del PD ma  non  mi  risponde,
  siccome c'è Aula in corso

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, lei ha detto che ha sollecitato  il
  Capogruppo del PD ad essere presente

   FIGUCCIA.  Non possiamo aspettare gli altri   lei è il  Presidente
  di tutti

   PRESIDENTE. Proprio perché sono il Presidente di tutti   Onorevole
  Figuccia,  non  mi  ricordi che sono il Presidente  di  tutti,  non
  possiamo approfittare dell'assenza di un Gruppo consistente   Avrei
  fatto lo stesso anche nel caso in cui mancava qualunque Gruppo,  di
  questo potete starne certi

                           (brusio in Aula)

   CORDARO.  Dobbiamo votare, non possiamo aspettare  gli  altri  per
  votare

   FORMICA.  Presidente,  iniziamo  o  ce  ne  andiamo,  rinvii  alla
  prossima settimana o ce ne andiamo noi

   PRESIDENTE. No, non possiamo rinviare alla prossima settimana.  Io
  sono  dell'avviso che noi possiamo iniziare con la discussione  sul
  Testo Unico

                           (brusio in Aula)

   MILAZZO GIUSEPPE. Forza Italia abbandona l'Aula e vediamo se si va
  avanti

   PRESIDENTE. No, no, Forza Italia non può abbandonare l'Aula
   Invito  i  deputati a prendere posto. Onorevoli colleghi, dobbiamo
  esprimere tre voti su tre disegni di legge.

   contro la discriminazione di genere'
   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Votazione finale del disegno di legge:   Norme contro la
       discriminazione determinata dall'orientamento sessuale o
   dall'identità di genere. Istituzione del registro regionale delle
                unioni civili . (nn. 141-206-778 bis/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Votazione   finale  del  disegno  di  legge:    Norme   contro   la
  discriminazione    determinata   dall'orientamento    sessuale    o
  dall'identità  di genere. Istituzione del registro regionale  delle
  unioni civili . (nn. 141-206-778 bis/A)

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  Dichiaro aperta la verifica richiedenti per  il  voto
  segreto.
   Non ci sono i 12 richiedenti.
   Devono esserci 12 richiedenti, onorevoli Greco. Erano 11.
   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 117.1. Lo pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LENTINI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  scanso  di
  equivoci, nulla sicuramente contro queste persone perché le ritengo
  persone  umane  come lo sono io. In questo momento, Presidente,  si
  mette in difficoltà

   PRESIDENTE.  Un  attimo,  onorevole  Lentini,  perché  c'è  troppa
  distrazione.  Qui  dobbiamo convincerci: o si  sta  votando  ognuno
  liberamente  con  la  propria  coscienza  vota  come  ritiene   più
  opportuno  e  ascoltiamo anche i colleghi che parlano  che  possono
  avere  opinioni  diverse  dalle nostre oppure  continuiamo  a  fare
  caciara. Dobbiamo convincerci, se è una legge importante sì o no.

   LENTINI.  Vorrei dare a quest'Aula qualche dato, vorrei mettere  a
  conoscenza  per  chi non sapesse. L'Italia è stata classificata  da
  una  indagine demoscopica della PEW Research Center di  Washington,
  la terza dopo Inghilterra al 76 per cento, 77 per cento la Francia,
  74 per cento  l'Italia...

   PRESIDENTE. Scusate, se non c'è silenzio e ascoltiamo  i  colleghi
  che intervengono non ha senso stare in quest'Aula

   LENTINI. Signor Presidente, volevo mettere a conoscenza mettere  a
  conoscenza,  il  Parlamento regionale siciliano  che,  secondo  uno
  studio  di indagine demoscopica (PEW Research Center di Washington)
  l'Italia si colloca, nella top ten, fra le dieci nazioni   più  gay
  friend a livello mondiale.
   Cioè  l'Italia  riconosce, al 74 per cento della sua  popolazione,
  queste persone, questa condizione.
   Il  77 la Francia, il 76 l'Inghilterra (cioè la Gran Bretagna). La
  Gran Bretagna, rispetto a noi, di evoluzione ci dà il massimo.
   Poi  volevo ricordare che è un'offesa ai cristiani, ma non  perché
  non accettiamo questa cosa. E' un disegno inutile, e lo voglio dire
  a chiare lettere ed in qualsiasi sede anche televisiva
   Lo stesso ufficio nazionale antidiscriminazione razziale (UNAR), a
  meno  che  noi  non  disconosciamo questi istituti,  Agenzia  delle
  Presidenza   del  Consiglio  dei  Ministri,  nella  sua   strategia
  nazionale  per  la  prevenzione e contrasto  delle  discriminazioni
  basate   sull'orientamento  sessuale  e  sull'identità  di  genere,
  riconosce che non esistono dati, o indagini, di casi discriminatori
  sessuali   in   ambito   lavorativo,   pubblico   e   privato,    e
  nell'assegnazione di alloggi o in ambito sanitario.
   Poi  mi spiegate, vorrei sapere, una cosa Presidente. Oggi uno  si
  iscrive  in  un  registro.  Dopo  che  succede?  Quando  questi  si
  separano. C'è il divorzio, cosa c'è? Dobbiamo votare pure  qualcosa
  che,  dobbiamo  capire,  esattamente, cosa significa,  ma  di  cosa
  stiamo parlando?
   Il   Decreto  del  Presidente  della  Repubblica  n.  223  recita,
  all'articolo   4:   La  famiglia  anagrafica   (a   questo   punto,
  estendendo..) Una famiglia anagrafica può essere costituita da  una
  sola persona .
   Questo è l'articolo 4 che recita questo decreto presidenziale.
   Presidente,  questa  è  una proposta, un  DDL  manifesto  con  cui
  qualcuno  vuole  dimostrare, all'esterno, e si  vuole  accaparrare,
  sicuramente, consensi. Dico, se questa è politica .
   Questa  è - infatti prendo la parola a nome mio e non del  partito
  che  non  c'entra  niente - una proposta di legge bipartisan,  dove
  ognuno  di  noi deve sviscerare le cose che funzionano  e  che  non
  funzionano.
   Da  quando  sono nato, personalmente, non ho mai discriminato  per
  queste  persone, e non intendo mai farlo, perché questa è una  vita
  libera, democratica dove ognuno può vivere come vuole.
   Ma  mettere  a  votazione  una cosa  del  genere  è  un'offesa  ai
  cristiani, al Cristianesimo, perché nessuno di noi ha mai frainteso
  la dignità e il dovere, e la democraticità verso queste persone.
   Questo  è,  veramente, un caso anomalo. Anziché stare qua  dentro,
  pensare,  invece, ai tanti cittadini che soffrono,  maledettamente,
  non  trovando un lavoro noi veniamo qua, a perdere tempo, solo  per
  parlare di discriminazioni inesistenti.
   Questa è solo, ed esclusivamente, una vergogna. E per questo  voto
  no

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  volevo  annunciare il voto del Nuovo Centro Destra. Il Nuovo Centro
  Destra non voterà contro la legge, non voterà nemmeno a favore. Non
  perché ci rendiamo conto che anche chi è fuori dalla famiglia  come
  noi  la  intendiamo non abbia diritti reali e veri,  ma  perché  la
  legge  così  come è nata è una legge manifesto, una legge  che  non
  avrà  nessun  riscontro oggettivo, una legge che risponde  solo  ed
  esclusivamente all'intento di captatio benevolentiae nei  confronti
  di  categorie che invece avevano bisogno di una legge seria, di  un
  intervento certo, di interventi concreti.
   Abbiamo  fatto una legge che già è stata impugnata dal Commissario
  dello  Stato,  così come ho ricordato ieri sera. Una legge  che  il
  Commissario  dello  stato ritenne essere anticostituzionale  e  che
  quindi rischia di essere impugnata dal Consiglio dei Ministri.
   Abbiamo  fatto una legge che istituisce il registro  delle  unioni
  civili  quando  tutti  noi sappiamo che quel  registro  può  essere
  tenuto solo ed esclusivamente dai comuni che lo fanno in nome e per
  conto dello Stato.
   Non  abbiamo  voluto  porre limiti, veda  lo  scandalo  è  proprio
  questo,  signor  Presidente, al numero dei  componenti  del  nucleo
  familiare,  questa famiglia è una famiglia matriarcale  in  cui  il
  marito può avere più donne, o la donna può avere più mariti, oppure
  possono  essere  più i soggetti che si uniscono  a  costituire  una
  famiglia.  Questo non lo abbiamo chiarito. Credo che  anche  questo
  andasse chiarito.
   Così  come dissi qualche mese fa quando abbiamo parlato di  questa
  proposta,  quando  si  è  legislatori non si  ha  alcuna  fede,  si
  risponde  solo ed esclusivamente alla propria coscienza  e  la  mia
  coscienza  mi dice che abbiamo fatto una legge cattiva che  abbiamo
  fatto  una  legge  che non ha nessuna utilità, che abbiamo  cercato
  attraverso  questo  provvedimento  legislativo  di  rispondere   in
  maniera  poco incisiva o addirittura in maniera inesistente  ad  un
  problema   serio  che  andava  affrontato  e  risolto  in   maniera
  sicuramente più concreta.
   Veda,  anche  l'articolo riferito all'educazione dei soggetti  che
  arrivati   a   questo  punto  questo  Parlamento   ritiene   essere
  diversamente  abili e in quanto tali devono essere inseriti  in  un
  contesto  di normalità. Anche quell'articolo credo debba  offendere
  la coscienza di ognuno di noi.
   L'avete  voluto approvare. Ho apprezzato che almeno una  parte  di
  esso è stato cassato da parte della maggioranza venendo incontro  a
  quella che era una mia richiesta, ma non basta, così come non basta
  il provvedimento ultimo approvato, cioè quello secondo il quale non
  ci  sono necessità di risorse economiche per questa legge. Così non
  può   essere,  Presidente,  anche  perché  l'articolo   3   prevede
  competenze  ben specifiche e prevede appunto in maniera  chiaro  ed
  evidente la necessità di risorse da destinare all'educazione e alla
  formazione dei soggetti non più normali.
   Tutto questo, signor Presidente, ci spinge a ribadire il nostro no
  a questa legge, ma nello stesso tempo ad affermare con orgoglio che
  noi  volevamo una legge migliore, una legge diversa, una legge  che
  rispettasse tutti e non una legge manifesto.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  intervengo  per annunciare il voto favorevole mio e del  gruppo  di
  Articolo  4  a  questo  disegno di legge  e  per  sottolineare  che
  tristemente, ancora oggi, si rinvengono degli atteggiamenti omofobi
  e discriminatori. Noi stiamo approvando in Aula un disegno di legge
  contro   la   discriminazione  e  sentiamo   interventi   dove   la
  discriminazione è il minimo comune denominatore, dimenticandoci che
  l'Unione  Europea,  il  Trattato di  Nizza,  ci  hanno  sollecitato
  sull'approvazione di norme antidiscriminatorie.  La  stessa  Unione
  Europea ha istituito la giornata contro le discriminazioni che sono
  discriminazioni di ogni tipo.
   Questo  disegno di legge è stato identificato come il  disegno  di
  legge per i gay. No. A parte che non è così perché non è un disegno
  di  legge sull'omosessualità ma è un disegno di legge che riconosce
  dei diritti alle unioni di fatto perché oggi la società è cambiata,
  non è più la società che esisteva vent'anni fa, trent'anni fa, oggi
  ci  sono molte giovani coppie che per i motivi più vari non possono
  sposarsi  e  quindi non essere legalmente la famiglia tradizionale,
  ma  che  non  hanno nulla di meno rispetto alle famiglie cosiddette
  tradizionali   per   cui   penso  che   oggi   questo   Parlamento,
  contrariamente a quanto sento e ho sentito in questi  giorni  nelle
  discussioni su questo disegno di legge, stia dando una grande prova
  di civiltà e soprattutto di essere al passo coi tempi.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  non  avevo
  nemmeno  intenzione  di  intervenire, è sottinteso  che  il  nostro
  gruppo  voterà  a  favore di questa legge e non volevo  intervenire
  perché  non  riteniamo che questa legge sia  un  manifesto  di  cui
  vantarsi  o  di cui fare vanagloria  da questo scranno. Peraltro  è
  una  legge  di  cui  sono  orgoglioso,  sono  orgoglioso  di  avere
  contribuito a scriverla, sono orgoglioso di aver fatto parte  della
  commissione che l'ha esaminata e sono orgoglioso di fare  parte  di
  quest'Aula che la voterà. E' una legge di diritti, è una legge  che
  pone  la  Sicilia,  la tanto vituperata Sicilia, sempre  criticata,
  pone  la  nostra  Isola all'avanguardia su questo  tema,  ma  oltre
  questo  mi ha spinto ad intervenire quello che ho sentito  dire  in
  quest'Aula   poco   fa,  cioè  che  non  esistono  discriminazioni.
  Onorevole  Lentini,  lo  vada a dire al transessuale  che  è  stato
  pestato  l'altra  notte a Catania  Lo vada a dire  alle  decine  di
  persone  pestate in Sicilia, a Palermo, nelle nostre città soltanto
  perché gay o soltanto perché transessuali
   Lo  vada  a  dire  a  loro  che non esistono  discriminazioni   Le
  discriminazioni  esistono, ci sono, esistono sui posti  di  lavoro,
  esistono per le strade, esistono nei locali.
   Questa  legge  non risolve i problemi e peraltro  per  i  pestaggi
  esiste  la  legislazione ordinaria, ma se iniziamo  a  fissare  dei
  diritti,  se  iniziamo ad intraprendere un cammino  per  la  nostra
  Isola si potrà arrivare al momento in cui non esistono  diversità',
  che  è diverso da  differenze' come si diceva ieri. Ieri si parlava
  di  differenze e di diversità. La differenza è avere o no la barba,
  avere o no gli occhi azzurri, in questo siamo tutti differenti.
   La  diversità  è  un'altra cosa. La diversità è quella  che  nasce
  dalle concezioni culturali, quella che nasce dall'arretratezza  che
  si sente in certi discorsi che sono fatti da questo stesso scranno.
  Quindi,  come  dicevo  prima, noi orgogliosamente  e  convintamente
  voteremo si a questa legge.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  innanzitutto
  Presidente  mi  permetta di scusarmi colei e con l'Assemblea  della
  reazione di ieri sera in merito alla discussione del testo relativo
  ai centri storici.
   Ci tenevo a intervenire prima del voto finale su questo disegno di
  legge,  ovviamente  il mio voto è favorevole, ritengo  che  ci  sia
  stato un minimo di contrapposizione ideologica su una vicenda  che,
  è  scontata  e  a poco serve la contrapposizione ideologica  perché
  alla fine con questo disegno di legge non stiamo facendo altro  che
  sancire  alcuni principi fondamentali, non solo della Costituzione,
  del  buon  costume, ma proprio dell'essere umano, che è il rispetto
  profondo tra le persone, quindi sono contento di votarlo, ringrazio
  la Commissione e i partiti che sono riusciti a trovare una sintesi.
   Ogni  volta  che ho l'occasione di votare una legge  che  vede  la
  sintesi anche tra forze della maggioranza e forze dell'opposizione,
  mi  aiuta  a  trovare  le  ragioni ancora  della  mia  presenza  in
  Parlamento.
   A  volte  mi sembra che il tempo non venga utilizzato al meglio  e
  quindi,  quando almeno troviamo la sintesi e la capacità di  andare
  avanti  per  me  non  è  motivo  di allegria  e  di  sorrisi  ma  è
  motivazione  ad  andare avanti perché si riesce ancora  a  produrre
  atti.
   Ci tengo Presidente a chiederle, nella qualità del ruolo della sua
  funzione  e chiedo anche ai Capi Gruppo che, con la stessa celerità
  e  con  lo stesso impegno questo Parlamento deve sviluppare  misure
  ferme, importanti, a sostegno delle famiglie.
   Ho  presentato  un  disegno di legge e qualcun altro  c'è  che  va
  questa   direzione   e  mi  auguro  da  parlamentare   in   maniera
  trasversale,   quindi  sia  tra  le  forze   di   maggioranza   che
  dell'opposizione di concludere quest'esperienza  e  poter  dire  di
  aver votato un intervento serio a favore delle famiglie.
   Un  intervento che ci metta in condizioni di sostenere le famiglie
  che  hanno  più figli, che hanno oltre tre figli, le  famiglie  che
  hanno un disabile all'interno del nucleo familiare; le famiglie che
  hanno  sfratti esecutivi, e un piccolo contributo potrebbe  mettere
  in condizione di trovare una soluzione.
   Preannuncio  che ho depositato un disegno di legge che  va  questa
  direzione  e  attenziona il sostegno alle famiglie e sono  contento
  che  questa  sera,  posso votare intanto questo disegno  di  legge,
  fermo  restando che aspetto con ansia di poter votare con le stesse
  modalità e con un grande accordo tra maggioranza e oppostone  anche
  un disegno di legge a sostegno delle famiglie siciliane.

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRANDELLI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  volevo
  sporcare   il  mio  intervento  con  una  polemica  però,  famiglie
  bisognose, dipende da qual è il proprio concetto di famiglia.
   Noi  oggi ci apprestiamo a votare anche delle norme che riguardano
  la  famiglia.  Spero  che  ci  siano poche  famiglia  bisognose  in
  generale.  Sono  contento di essere anche in parte  l'estensore  di
  questa  legge che porta la mia firma come primo firmatario,  ma  in
  rappresentanza del Movimento e del coordinamento del Palermo  Pride
  che  ha  scritto  a più mani questa legge con me che  ha  visto  il
  contributo  di  altre  forze  parlamentari  e  convinto   della   I
  Commissione; credo che questa è una legge che qualifica  il  lavoro
  parlamentare di questa Assemblea.
   Pertanto, sono contento che almeno questa Assemblea lascerà  nella
  storia  un  motivo per il quale è stato, è valsa  la  pena  solcare
  questi  terreni, vivere questi banchi e riuscire a dare un  segnale
  ai  siciliani, è un primo passo, è un primo segnale, sono  contento
  che  oggi  si ponga anche fine in larga parte alla tanta  ipocrisia
  che c'è intorno ad argomenti di grande attualità e di realtà e sono
  contento  che questa Assemblea stia guardando con gli  occhi  della
  realtà,  con  gli  occhi  della verità e che  soprattutto  si  stia
  comportando,   ognuno  di  noi,  veramente   da   legislatore,   il
  legislatore  deve  legiferare per la  totalità  dei  cittadini  che
  vivono  nella  Regione siciliana, con questa legge  noi  lo  stiamo
  facendo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  desidero  ringraziare  i  colleghi  della  Commissione  perché   in
  Commissione  si è fatto un lavoro di grande unità, con uno  spirito
  costruttivo  che  ha  consentito al di  là  delle  appartenenze  ai
  Gruppi, di esitare un testo frutto di un lavoro di sintesi.
   Io  non voglio usare toni enfatici perché credo che le leggi  sono
  sempre  strumenti,  e  gli  strumenti sono  buoni  se  vengono  poi
  utilizzati  e  se  vengono,  come dire, se  possono  migliorare  la
  condizione di vita delle persone. Io una cosa sola voglio dire:  lo
  dico a chi, non lo so forse perché conosce poco la legge rischia di
  usare  invece  toni enfatici al contrario, questa è una  legge  che
  stabilisce un principio che le persone in Sicilia sono uguali e che
  l'accesso ai servizi che eroga questa Regione deve essere garantita
  a  tutte  le  persone,  al  di là delle razze,  degli  orientamenti
  sessuali,  delle  condizione familiari perché la possibilità  della
  universalità  degli accessi è la condizione per fare una  battaglia
  vera contro ogni forma di discriminazione, e soprattutto ad educare
  i  nostri figli alla cultura della tolleranza, della solidarietà  e
  della  partecipazione. Io sono orgoglioso di questa legge,  ripeto,
  senza  enfasi  ma sono orgoglioso perché credo, io sono  in  questo
  Parlamento  dal 2001 come lei, Presidente, ma devo dire con  grande
  onestà che probabilmente nel 2001, nel 2002, nel 2003, nel 2004 era
  difficile  immaginare  che  potesse  il  Parlamento  della  Sicilia
  approvare  una legge come questa. Se oggi questo avviene vuol  dire
  che qualcosa è cambiato a volte al di là di quello che si immagina.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  nell'annunciare il voto favorevole alla legge da parte  del  Gruppo
  del Partito Democratico spendo poche parole, ma spero che diano  il
  senso di come questo percorso legislativo è stato vissuto. Io credo
  che  l'approvazione  di questa legge determini  oggi  nella  nostra
  Regione,  lo  dico con una punta di orgoglio, un reale  avanzamento
  civile e democratico: è una legge che contiene principi importanti,
  e  io  che ho ascoltato con attenzione, il dibattito che in  questi
  giorni  si è svolto, ho avuto la sensazione che non ci fosse  piena
  consapevolezza che questa legge, Presidente, dà davvero  attuazione
  ad  una delle norme fondamentali ad uno degli articoli fondamentali
  della nostra Carta costituzionale, mi riferisco ovviamente all'art.
  3,  attraverso questa legge nella nostra dimensione di  ordinamento
  giuridico  regionale noi contribuiamo a rimuovere  quegli  ostacoli
  che  impediscono il pieno svolgersi della personalità dell'uomo che
  è soprattutto ostacolata, Presidente, dalle discriminazioni fondate
  su diversi elementi non ultimo quello fondato sui sessi.
   Allora,   da  questa  Tribuna,  Presidente,  io  dico   che   oggi
  l'Assemblea  regionale  siciliana scrive  una  bella  pagina  della
  propria  storia, una pagina che dà davvero il senso di  come  ormai
  alcuni  retaggi del passato, alcuni retaggi che hanno impedito  che
  la    nostra   società   possa   crescere   nell'equilibrio   senza
  discriminazioni,  con il rispetto reciproco di  tutti  i  cittadini
  senza  alcuna  distinzione legata ad elementi che  certamente  sono
  all'indice  della nostra Costituzione e che pertanto credo  davvero
  che con il disegno di legge  che il parlamento si appresta a votare
  e  ad  approvare  la  nostra Regione segni  un  momento  di  svolta
  nell'affermazione dei principi antidiscriminatori che sono odiosi e
  che rendono una società divisa, una società poco coesa.
   Per questo, Presidente, ribadisco il voto favorevole al disegno di
  legge del gruppo del Partito Democratico.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Ho assistito a  un
  dibattito  molto  sentito,  a volte  anche  con  toni  che  non  ho
  condiviso  e  voglio subito preannunciare che né io  né  gli  altri
  componenti  del  mio Gruppo ci iscriviamo ad una delle due  fazioni
  che  si  sono  confrontate, a mio modesto parere, a nostro  modesto
  parere,   fuori   dagli  schemi  con  toni  inappropriati   e   con
  argomentazioni inappropriate.
   Vorrei  essere molto chiaro. Guardate che da domani, nell'auspicio
  che  questo  disegno di legge venga approvato, le  garanzie  per  i
  soggetti  che  sono  oggetto  di questa  legge  non  cambiano:  non
  diventano di più, non diventano di meno.
   Chi  commette discriminazioni e delitti era perseguito dal  Codice
  Penale  e  continuerà ad essere perseguito nella stessa maniera  e,
  quindi,  per  questa  ragione  noi, secondo  me,  sbagliamo  quando
  parliamo  di  una  legge che determina  una  rivoluzione  sotto  il
  profilo dei diritti civili.
   I  diritti  civili, cui fa riferimento in maniera  propria  questa
  legge, quei diritti civili avevano in uno Stato democratico e  quei
  diritti civili conservano.
   Questa,  quindi è una legge che Governo, Presidente della Regione,
  onorevoli  colleghi,  ha  tanti  limiti.  Noi  abbiamo  provato   a
  migliorarla, anche forzando un po' le norme.
   Avevamo  provato, per esempio, a far passare un principio semplice
  che  ci pareva di buon senso: la successione nella locazione di  un
  appartamento in caso di morte. Giustamente ci è stato risposto  che
  sono  norme  nazionali, che sono materie che vengono  regolate  dal
  diritto  civile  e quindi dietro questo disegno di legge  e  dietro
  queste  corrette  argomentazioni degli  uffici,  sotto  il  profilo
  costituzionale  si  cela, in qualche modo, l'inganno  che  qualcuno
  potrebbe   ideologicamente  sbagliando  rappresentare,   sostenendo
  questo disegno di legge.
   Noi,  il  Gruppo parlamentare del Cantiere Popolare - Verso  Forza
  Italia, non facciamo battaglie ideologiche su questo tema.
   Noi  siamo  convinti, però che questo disegno di  legge  aiuti  la
  cultura  della democrazia e la cultura del rispetto per le persone;
  noi  siamo convinti che questo disegno di legge sia un primo  passo
  verso  una  civiltà compiuta e, per questa ragione,  senza  tifo  e
  senza urlare annunciamo pacatamente, ma convintamente, che voteremo
  favorevolmente al disegno di legge.

   TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, è noto sin
  da  ieri  quale  era  la  posizione  del  Gruppo  parlamentare  che
  rappresento, a parte i tatticismi che l'Aula impone in relazione al
  mutamento che la politica richiede, non mi scandalizza niente,  non
  votavo  contro  un  disegno di legge o a favore di  un  disegno  di
  legge, nel caso di specie, perché lo ritenevo giusto o ingiusto.
   Ieri  negli  interventi che ho fatto ho cercato di  commisurare  i
  legittimi  diritti  di persone che decidono di  esprimere  la  loro
  libertà  in  maniera - e vorrei che mi seguisse  anche  l'onorevole
  Ioppolo - diversa da come il codice civile regola la materia.
   Allora  mi  chiedo, e chiedo all'onorevole Cordaro, che ha  appena
  finito  di  dire che questa legge non aggiunge nulla e  non  toglie
  nulla, che legge è? E' una legge, dice l'onorevole Cordaro, che dà,
  che  traccia la via per la cultura della democrazia. Non credo  che
  la Sicilia abbia bisogno di una legge di questo tipo per esercitare
  la  democrazia come l'ha appena esercitata liberamente,  scegliendo
  liberamente tra i propri rappresentanti.
   Perché  faccio questo ragionamento, Presidente? Perché deve essere
  chiara  una  cosa:  spesso  sento dire il  Parlamento  siciliano  o
  l'Assemblea regionale siciliana, per me cambia poco, si sono sempre
  distinte per fare leggi che producano un effetto giuridico.  Ma  se
  su   questi  argomenti  il  Parlamento  siciliano  non  ha  potestà
  legislativa,  di cosa stiamo parlando? E vorrei che  il  capogruppo
  del  PD  mi seguisse, perché un discorso è dire che approviamo  una
  legge  che  abbia  una  volontà educativa,  un  discorso  dire  che
  approviamo una legge che abbia efficacia giuridica.
   Chiedo al Presidente dell'Assemblea: se domani mattina dovessi  io
  presentare  un  disegno  di  legge che  enuncia  meri  princìpi  di
  politica estera, o di modifica alle norme del codice penale  o  del
  codice  civile, senza che l'Assemblea ne abbia competenza, cosa  fa
  il Presidente dell'Assemblea? Incardina il disegno di legge?
   Ecco  perché  non mi sento di dire che sono contro  la  legge  che
  stiamo  facendo, ma farei una violenza a me stesso se dovessi  dire
  che  la  voto convintamente o che ne sono orgoglioso come ha appena
  finito di dire l'onorevole Cracolici.
   L'onorevole Cracolici è un parlamentare di lunga esperienza ed era
  solito  fare  emendamenti  a  qualunque  disegno  di  legge  ed   a
  prescindere  dal  ruolo  che  ricopriva  in  questa  Assemblea,  di
  maggioranza  o  di  opposizione, e a motivare le  sue  ragioni  per
  raggiungere degli effetti giuridici.
   Noi  con  la  legge  di  oggi stiamo facendo  una  legge  di  mero
  principio, una legge - ed io non voglio prendere in giro nessuno  -
  che  domani  si deve sapere non avrà nessuno effetto giuridico,  se
  non  farci  correre il rischio di vedere per la prima  volta  nella
  storia della Repubblica - onorevole assessore Caleca, lei che è  un
  fine  giurista  - per la prima volta nella storia della  Repubblica
  una legge impugnata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
   Perché,  ahimé, se è vero quello che sto per dire, che il  sindaco
  di  Roma, ha fatto una delibera con cui istituiva il registro delle
  coppie  di  fatto,  che  produceva effetti giuridici,  ed  è  stato
  costretto  da un ministro dell'Interno, per il tramite  del  signor
  Prefetto  di  Roma,  a  revocare  quella  delibera,  perché   aveva
  sconfinato  in competenze che non appartenevano all'amministrazione
  politica, diciamo, del comune di Roma, oggi vorrei dire che, se noi
  avessimo la volontà di incidere per davvero sulla materia, dovremmo
  fare  come il sindaco di Roma, cioè legiferare in una cosa  di  cui
  non abbiamo competenza.
   Se  il  legislatore nazionale si è riservato la definizione  della
  materia, tra le proprie esclusive competenze, è perché vuole che  a
  Palermo, o a Belluno, ci sia un univoco comportamento. E noi, oggi,
  con  questa legge, non siamo nelle condizioni di incidere in questo
  modo.
   Che  cosa stiamo producendo? Stiamo producendo una legge-manifesto
  che non produce effetti? Diciamolo  Non creiamo aspettative diverse
  perché, diversamente, potremmo ingannare le persone.
   Stiamo  producendo una legge che incide sulla materia civilistica,
  regolando i rapporti che, invece, lo Stato dice non possiamo  fare?
  Magari, sarebbe una sfida,  secondo me, più intrigante   Nel  senso
  che  io  poi avrei la libertà di sostenere, nel rispetto  dei  miei
  valori  se  sbaglio  o  faccio bene.  Ma  questo  strumento  è  una
  scorciatoia  che non porta a nulla, se non a dire che  siamo  tutti
  d'accordo che riconosciamo che in Sicilia ci sono, il valore  delle
  differenze che così vengono classificate.
   Onorevole  Cordaro, ho sforato ed io non sono solito farlo,  però,
  mi  permetta che su questi valori, che su questi temi, un  poco  di
  tolleranza non fa male.
   Allora, signor Presidente, io non me la sento di andare contro  la
  volontà dell'Assemblea.
   Se  c'è  qualcuno  che  è  infastidito  dal  mio  intervento,  può
  comunicarlo  pubblicamente, senza problema alcuno. Se c'è  qualcuno
  che  viene qua, io sono solito rispettare i tempi, non mi sono  mai
  lamentato di quando i tempi non sono rispettati dai colleghi, però,
  purtuttavia, su alcuni valori io non transigo.
   Prendo atto che c'è una volontà dell'Assemblea regionale di votare
  una  legge e, sicuramente, non contribuisco al voto favorevole,  su
  questo  dobbiamo essere chiari. Se poi, tecnicamente, voterò contro
  o  mi  asterrò,  questo sarà un fatto che deriva dalla  valutazione
  personale  che  faccio  io e che fanno i singoli  colleghi,  perché
  ognuno  deve avere, su questa materia, la libertà di potere  agire.
  Sta di fatto che non voglio prendere in giro alcuno, né mi presto a
  fare leggi-manifesto che non raggiungono alcun obiettivo.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare il Presidente  della  Regione,
  onorevole Crocetta.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, sarò brevissimo.

   IOPPOLO. Non ci convinca a votare contro

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Io ritengo che  la  decisione
  che si accinge a prendere il Parlamento siciliano sia una decisione
  importante, una decisione in cui, a volte, problemi legati all'idea
  della  famiglia, delle scelte di vita che si possono fare su questo
  campo, possono anche fare a pugni con le proprie scelte morali.  Ma
  il  legislatore non legifera per regolamentare e per fare  in  modo
  che la società sia regolamentata sulla base delle proprie scelte di
  vita. Il legislatore legifera perché a tutti i cittadini, al di  là
  delle   proprie  convinzioni  religiose,  etiche,  morali,  vengano
  garantite le opportunità di scelte di vita che ogni famiglia e ogni
  individuo vuole fare.
   Questo è il tema. Io ricordo che noi abbiamo avuto dibattiti anche
  importanti  nel  nostro  Paese che hanno riguardato,  per  esempio,
  vicende  storiche  come  quelle  del divorzio,  dell'aborto.  Nella
  vicenda   sul   divorzio  molti,  riferendosi   al   principio   di
  indissolubilità  del  matrimonio, non volevano  riconoscere  questo
  diritto  ad  altri,  poi  alla  fine è  prevalsa  anche  nel  mondo
  cattolico  una  spaccatura sui comportamenti  referendari  di  quel
  mondo perché il tema che ci si è posti è se un diritto al quale non
  si  vuole  ricorrere possa essere negato, invece, a chi  lo  voglia
  esercitare  e  ci  sono  stati anche  i  cattolici  per  il  no  al
  referendum sul divorzio.
   Fa  parte  della storia del nostro Paese e non mi pare  che  avere
  introdotto in Italia il divorzio abbia distrutto le famiglie,  così
  come avere fatto la legge sull'aborto non ha incrementato il numero
  dei  casi di aborto, anzi li ha diminuiti perché ha consegnato alle
  strutture  sanitarie  ciò che avveniva a volte nella  clandestinità
  che,  puntualmente,  informano anche di fronte  ad  una  donna  che
  voglia abortire che c'è la possibilità anche di dare in affidamento
  a terzi e di partorire persino nell'anonimato e si possono anche lì
  salvare delle vite di nascituri.
   Allora,  la legge non può interpretare l'approccio che noi abbiamo
  nei  confronti della morale, soprattutto quando i comportamenti dei
  cittadini e dei singoli non ledono la libertà degli altri.
   Quale libertà lede una coppia di fatto agli altri cittadini? Credo
  nessuna.  Il tema però che si pone stasera è se creare un registro.
  Ma  un  registro cosa sancisce rispetto all'esercizio di  fatto  di
  comportamenti? Sancisce soltanto che quell'esperienza, che fino  ad
  oggi avviene in modo quasi clandestino nella non ufficialità, possa
  essere,   invece,  vissuta  facendola  conoscere   alle   pubbliche
  autorità. Dal punto di vista sociale non è meglio?
   Non  è  meglio che coppie che oggi vivono clandestinamente i  loro
  rapporti invece vivano in modo ufficiale il loro rapporto. Dovrebbe
  essere persino di interesse pubblico avere questi registri e  credo
  sia   molto   importante   che  noi  non   sanciamo   elementi   di
  discriminazione rispetto a questo. Non cristallizziamo,  è  inutile
  rivendicare una legge nazionale che segnerà altri elementi.
   Qui stiamo dicendo altre cose. Non è che stiamo regolamentando  un
  istituto diverso dal matrimonio ma semplicemente sancendo il  fatto
  che  delle  coppie che esistono nella realtà possono  registrare  e
  possono avere il riconoscimento e i diritti civili uguali a  quelli
  che  vengono  concessi  agli altri. Ma io  faccio  una  riflessione
  persino  violenta  nella  sua  esternazione:  lasciamo  perdere  la
  vicenda  delle  coppie omosessuali. Ma parliamo, ad esempio,  delle
  coppie  eterosessuali che sono di  gran numero le coppie  di  fatto
  che  hanno bisogno di una legislazione in Italia. Ma se una  coppia
  di  fatto ha cinque figli, è in condizioni economiche di disagio  e
  chiede  di accedere ad una casa popolare perché dovrebbe non  avere
  riconosciuto  questo  diritto  alla  solidarietà,   a  vivere   una
  condizione  normale  di  vita, anche dal punto  di  vista  sociale,
  economico che viene riconosciuto ad una coppia sposata che, magari,
  non  ha  figli  o di figli ne ha uno o due o magari  ha  condizioni
  economiche diverse?
   Allora,  anche  sul  piano della carità  cristiana  non  ci  viene
  chiesto di giudicare gli altri, ci viene chiesto l'esercizio  della
  carità,  l'esercizio cristiano e il perdono per chi è convinto  che
  quelle  persone vivano nel peccato e, soprattutto,  di  non  essere
  giudici  come invita a fare il Vangelo perché non è data a  noi  la
  possibilità di giudicare su quello che riguardano le scelte  morali
  ed etiche delle persone.
   Io voglio dire qui con semplicità, riferirmi alle posizioni che un
  illustre Vescovo siciliano ha assunto pubblicamente quando dice  lo
  Stato  deve  disciplinare  le coppie di fatto  e  dare  gli  stessi
  diritti  che  si danno alle coppie regolarmente sposate  oppure  al
  Papa che dice,  anche di fronte a una posizione che persino qui  io
  ho  ridimensionato, quelle delle scelte omosessuali,  chi  sono  io
  per  giudicare  un omosessuale, chi siamo noi per  giudicare  delle
  persone  che  hanno  scelto  di  vivere  nell'amore  e  di  viverlo
  pubblicamente? .  Chi  siamo noi? Noi  dobbiamo  solo  garantire  i
  diritti  e  non ragionare con il nostro sistema morale cercando  di
  imporre agli altri magari scelte che non condividiamo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE. Grazie, Presidente Crocetta.
   Comunico che sono stati presentati due ordini del giorno:

   -   n.  409 «Dichiarazione stato di calamità per Lampedusa»  degli
  onorevoli Alloro ed altri.
   -   n.  410  «Iniziative per garantire l'incolumità e la sicurezza
  dei  pescatori  siciliani,  nonché degli operatori  turistici,  che
  svolgono  la  loro attività nella zona meridionale del  bacino  del
  Mediterraneo, alla luce dei recenti sviluppi politici in territorio
  libico»,   degli  onorevoli  Mangiacavallo,  Cancelleri,  Cappello,
  Ciaccio,  Ciancio,  Ferreri,  Foti, La  Rocca,  Palmeri,  Siragusa,
  Tancredi, Trizzino, Zafarana, Zito.

   Dico  subito  che sono poco pertinenti ma penso  che  ci  sia  una
  condivisione, poco pertinenti con la materia che stiamo per  votare
  che  riguardano, però, Lampedusa. Uno presentato da tutti i  gruppi
  parlamentari,   primo   firmatario  l'onorevole   Alloro,   l'altro
  presentato dal Movimento 5 Stelle.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Ma su temi così importanti lei  deve  convocare
  un'Assemblea con un ordine del giorno ad hoc.

   PRESIDENTE.  Va bene, allora non vengono trattati gli  ordini  del
  giorno. No, basta. Avevo chiesto, se l'Aula era d'accordo li ponevo
  in  votazione perché penso che siamo d'accordo. Non posso  dare  la
  parola  sugli  ordini  del  giorno  per  ora.  Siamo  d'accordo  ad
  approvarli. Penso che il Governo possa essere d'accordo.
   Viene  apposta la firma di tutti i gruppi parlamentari  su  quello
  dell'onorevole  Alloro ma, credo, anche, su  quello  del  Movimento
  Cinque Stelle.
   Quello  dell'onorevole Alloro, che porta tutte le firme,   Impegna
  il  Governo  della Regione ad intervenire perché venga  accolta  la
  richiesta  di calamità fondata sul riconoscimento che  Lampedusa  è
  oggetto di scenari bellicosi .
   Quello  del  Movimento  Cinque  Stelle   Impegna  il  Governo   ad
  intervenire  presso  il  Governo nazionale  affinché  quest'ultimo,
  mediante  azioni concrete, garantisca l'incolumità e  la  sicurezza
  dei  pescatori  siciliani,  nonché degli  operatori  turistici  che
  svolgono  la  loro attività nella zona meridionale del  bacino  del
  Mediterraneo . Viene apposta la firma dei gruppi anche su questo.

  Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 409,  primo  firmatario
  onorevole Alloro. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 410,  primo  firmatario
  onorevole  Mangiacavallo.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Norme contro la discriminazione determinata dall'orientamento
     sessuale o dall'identità di genere. Istituzione del registro
          regionale delle unioni civili» (141-206-778 bis/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge:
    Norme  contro  la  discriminazione  determinata  dall'orientamento
  sessuale   o  dall'identità  di  genere.  Istituzione  del  registro
  regionale delle unioni civili  (141-206-778 bis/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde;  chi  vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene,  come
  me, preme il pulsante bianco.
   Io penso di avere svolto il mio ruolo dando la possibilità a tutti
  di intervenire, ma posso pure astenermi su un disegno di legge che,
  per  me,  è  condivisibile sulle questioni di  carattere  generale.
  Però, consentitemi, è stata data un'impronta ideologica forzata nel
  dibattito di ieri. No,  Movimento Cinque Stelle, leggiamo i  tweet,
  tutto  quello  che  c'era in Aula e quant'altro.  Queste  non  sono
  battaglie  che  appartengono  a  questo  gruppo  o  a  quell'altro,
  appartengono, soprattutto, alla coscienza di ognuno  di  noi.  Oggi
  l'onorevole  Dipasquale ha fatto un ottimo intervento,  richiamando
  il  fatto che noi abbiamo depositato in Aula tantissimi disegni  di
  legge  che  riguardano le famiglie in generale,  e  rientrano  pure
  questi.  Per quelli il percorso accelerato, obiettivamente,  non  è
  stato chiesto in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  per cui io raccolgo il...

   CORDARO.  Abbiamo  raccolto un emendamento che inseriva  anche  le
  famiglie.

   PRESIDENTE. Raccolgo l'invito formulato dall'onorevole Dipasquale,
  e mi farò promotore io nella prossima Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari di dare un'accelerata ai disegni di legge  che
  riguardano la famiglia.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      0BRisultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  70
   Maggioranza         36
   Favorevoli          50
   Contrari            5
   Astenuti            15

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. Abbiamo altri due disegni di legge da votare.

   cleo investigativo speciale per gli scomparsi (NISS)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge:
   Disegno di legge da sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai
     sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante Istituzione del
   Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi (NISS) . (796/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge:  Disegno di legge da sottoporre al Parlamento
  della  Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto,  recante
  Istituzione  del  Nucleo Investigativo Speciale  per  gli  Scomparsi
  (NISS) . (n. 796/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde;  chi  vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene,  come
  me, preme il pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                        Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  68
   Maggioranza         35
   Favorevoli          66
   Contrari              0
   Astenuti              2

                         (L'Assemblea approva)

   zione del patrimonio storico-culturale della Prima guerra mondiale'
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  «Tutela  e  valorizzazione del patrimonio  storico-culturale  della
  Prima  Guerra  Mondiale  ed  interventi  per  la  promozione  delle
  celebrazioni del centenario dell'inizio del conflitto . (751/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-
  culturale  della  Prima  Guerra  Mondiale  ed  interventi   per   la
  promozione   delle  celebrazioni  del  centenario  dell'inizio   del
  conflitto » (751/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                        Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  63
   Maggioranza        32
   Favorevoli          61
   Contrari            0
   Astenuti            2

                         (L'Assemblea approva)

   Ricordo  che  in  Conferenza dei Presidenti, non l'ultima,  ma  la
  penultima,  si  era convenuto di incardinare il  disegno  di  legge
   Testo unico sulle attività produttive .


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio  intervento
  non  vuole  essere  ripetitivo però, ahimè, anche oggi  l'Assemblea
  regionale  siciliana  ha  votato dei provvedimenti  importanti  che
  rappresentano  delle norme di principio e anche gli  stessi  ordini
  del  giorno  che  l'Aula  ha esitato attenzionano  tematiche  molto
  delicate soprattutto oggi in cui l'isola di Lampedusa e di Linosa a
  maggior ragione vivono una grande situazione di emarginazione.
   Ritengo, onorevole Presidente dell'Assemblea e onorevoli colleghi,
  che  l'Assemblea regionale siciliana e il Governo, sugli  argomenti
  trattati,  devono  poter  rispondere  e  dare  concretamente  delle
  risposte vere con un'azione che possa essere  magari concertata con
  l'Assemblea regionale siciliana ed anche con il Governo nazionale.
   Innanzitutto,  sul  testo  di legge, onorevole  Presidente,  della
  legge  voto, dell'onorevole Cordaro, vorrei sapere - e lo ribadisco
  anche  ai funzionari dell'Assemblea - qual è lo stato dell'arte  di
  tutti  i  disegni di legge voto esitati dall'Assemblea regionale  e
  inviati  a  Roma. Se questi disegni di legge esitati dal Parlamento
  nazionale  sono  stati  dalle  Commissioni  parlamentari  nazionali
  cestinati o se ancora oggi sono in vita e sono presenti nell'ordine
  del giorno dei lavori della Camera o del Senato.
   Vorrei  avere  ufficialmente contezza di questi disegni  di  legge
  perché  mi  pare che dal disegno di legge, fortemente voluto  anche
  dal  Presidente  dell'Assemblea, di abrogazione  dell'articolo  36,
  comma  2, dello Statuto che ancora oggi assume una grande rilevanza
  ed  attualità, perché pare strano che il Governo nazionale,  signor
  Presidente,  stia concludendo una trattativa per le imposte  che  i
  siti  internet debbono dover pagare in Italia, sebbene abbiano sede
  legale  fuori dall'Italia, lo stesso criterio non viene utilizzato,
  invece,  per le imposte di chi produce in Sicilia, ma deve  versare
  le imposte nel bilancio dello Stato.
   A  me pare che una regola che il Governo nazionale vuol far valere
  nei  confronti dell'Europa, il Governo nazionale non può far valere
  per la Sicilia rispetto alle casse dello Stato.
   Questa  legge  è  stata  una  legge esitata  da  quest'Aula  ed  è
  abbandonata  nei cassetti del Parlamento nazionale. Idem  la  legge
  che autorizzava la possibilità di aprire i casinò in Sicilia.
   Lo   ribadisco,  è  possibile  giocare  con  il  gioco   d'azzardo
  attraverso  internet da casa con le televisioni e non è  possibile,
  invece,  creare una condizione di pari opportunità economica  anche
  per  chi vuole investire nel nostro territorio e di questo vi è  un
  disegno   di  legge  votato  anche  all'unanimità  che  giace   nel
  Parlamento nazionale.
   A giorni arriverà anche il disegno di legge dell'onorevole Cordaro
  che  riguarda la tematica delle persone scomparse e noi abbiamo  la
  necessità  di  sapere questi disegni di legge e  questo  voto  dato
  dall'Assemblea regionale che fine fa.
   Concludendo,  l'ordine del giorno su Lampedusa.  Io  riterrei  che
  sarebbe   necessario   poter  creare   un   momento   di   incontro
  dell'Assemblea  regionale  siciliana  anche  a  Lampedusa,   potere
  valorizzare  la  presenza  del  Parlamento  siciliano   anche   nei
  confronti  degli  abitanti di Lampedusa  e  di  Linosa,  perché  la
  situazione  sta  diventando  veramente  insostenibile  sia  per  le
  categorie  produttive  come la pesca, nel settore  alberghiero,  ma
  anche  per  la  sicurezza  personale di questi  abitanti  che  sono
  abitanti italiani e non possono essere abbandonati al loro destino.

   tive (683-2-228-490-254-548/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


          Discussione del disegno di legge  Testo unico delle
             attività produttive  (683-2-228-490-254-548/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno   Disegno
  di  legge   ed esattamente al disegno di legge  Testo  unico  delle
  attività  produttive   (683-2-228-490-254-548/A),  posto  al  n.  5
  dell'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti  la  Terza  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Marziano, per svolgere la relazione.

   MARZIANO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi,  aggiungerò qualche considerazione
  alla  relazione  presente nel testo del disegno  di  legge  proprio
  perché  è  un testo di legge che ha avuto un travagliato, anche  se
  positivo, iter approvativo.
   Onorevoli  colleghi,  con il disegno di legge  in  commento  si  è
  inteso  dettare  una  regolamentazione  unitaria  delle  principali
  attività  produttive in Sicilia attraverso l'adozione di  un  testo
  unico    che,   finalmente,   consente   all'operatore   economico,
  nell'ottica   dei   principi  di  trasparenza   e   semplificazione
  dell'azione amministrativa, di potere fare riferimento ad un  unico
  corpo normativo.
   Per  la redazione del disegno di legge si è tenuto in debito conto
  delle  molteplici  innovazioni  introdotte  dalla  normativa,   sia
  comunitaria  che  nazionale, ma anche delle  più  recenti  sentenze
  della  Corte costituzionale che, invero, hanno introdotto non pochi
  vincoli  alla  potestà normativa regionale anche  nelle  regioni  a
  statuto   speciale,  in  ragione  della  tutela  della  concorrenza
  rimessa, com'è noto, all'esclusiva competenza statale.
   Inoltre,  l'attività istruttoria, relativa al presente disegno  di
  legge,  è stata costantemente condivisa con tutte le parti sociali,
  datoriali, imprenditoriali e sindacali, le quali hanno apportato in
  occasione  delle  diverse  sedute di  Commissione  che  sono  state
  necessarie le loro proposte.
   Il  disegno di legge in esame, quindi, è stato oggetto  nella  sua
  stesura   definitiva   di  piena  condivisione   da   parte   delle
  organizzazioni  coinvolte, mi riferisco alle  organizzazioni  degli
  artigiani, dei commercianti della piccola e media impresa  e  delle
  varie categorie interessate.
   Il  disegno  di  legge introduce una nuova normativa  nei  settori
  interessati,  principi  generali in tema  di  attività  produttive,
  commercio  e  artigianato,  abrogando la  disciplina  previdente  e
  proponendosi  quale  nuovo  riferimento  normativo  unico  per  gli
  operatori economici.
   Il  disegno  di legge si compone di ben 238 articoli.  Qual  è  la
  ragione  principale  che  ha portato alla presentazione  di  questo
  disegno di legge?
   Cari  colleghi, caro Presidente, qualche giorno fa  è  apparso  su
  quotidiani economici una strana classifica, riguardava il tasso  di
  ostilità   ala  sistema  delle  imprese  da  parte  della  Pubblica
  amministrazione,  noi  che in genere nelle classifiche  siamo  agli
  ultimi posti, in questa strana classifica, purtroppo, la Sicilia  è
  rimasta  al  primo posto per livello di ostilità al  sistema  delle
  imprese.
   Ciò  a causa della sua eccessiva burocrazia, dei tempi biblici  di
  risposte  della  Pubblica amministrazione ai  bisogni  del  settore
  delle  piccole  e  medie  imprese, alla mancanza  di  certezza  del
  diritto, alla presenza di norme spesso in contrasto fra di loro.
   Può  sembrare un paradosso,  signor Presidente, che la risposta  a
  questa  esigenza di semplificazione sia un disegno di legge di  238
  articoli,  invece, come dicevo prima,  la condivisone di  tutte  le
  parti sociali ci fa capire che questa è la risposta giusta.
   Il disegno di legge, infatti, si pone l'obiettivo di dare certezza
  del  diritto, con la definizione di regole certe per tutte le  fasi
  che  riguardano  le varie attività produttive ed in particolare  il
  commercio  in tutti i suoi settori ed in tutte le sue  modalità  di
  svolgimento e, per certi versi, anche dell'artigianato.
   Dalle  norme  generali  a  quelle  relative  all'accesso  e   alla
  conduzione di un'attività produttiva, al sistema sanzionatorio  nel
  commercio, il disegno di legge interviene su tutte le tipologie del
  settore,  il  commercio in sè è visto in tutte  le  sue  forme,  il
  commercio  nelle  aree  pubbliche, in tutte le  sue  tipologie,  la
  vendita  di  stampa  periodica e quotidiana, la  distribuzione  dei
  carburanti, le attività di panificazione.
   Nell'artigianato, il disegno di legge integra le attuali norme che
  regolano  l'attività di artigianato e interviene con norme tendenti
  a sviluppare il settore.
   Nei settori come la distribuzione di carburanti e le attività   di
  panificazione,  il  disegno di legge si rifà al quadro  legislativo
  europeo e nazionale.
   Tra  le  tante attività introdotte dal disegno di legge  mi  preme
  sottolineare   la   nuova  regolamentazione   dell'istituto   della
  S.C.I.A., la segnalazione certificata di inizio attività,  che  può
  rappresentare  la svolta nel rapporto fra piccole e  medie  imprese
  artigiane  e  pubbliche  amministrazioni.  Il  corretto   e   pieno
  funzionamento di questo istituto deve rappresentare la vera  novità
  di questa legge.
   Consentitemi inoltre, caro Presidente e cari colleghi, di fare una
  considerazione  di  carattere politico: io e  l'intera  Commissione
  siamo  consapevoli che l'approvazione di questa legge non  può  che
  essere  il  frutto  della volontà politica dell'interno  Parlamento
  siciliano.
     Il  disegno  di legge unifica, infatti, sei diversi  disegni  di
  legge, da quello sulla panificazione già approvato in Commissione e
  che  è stato all'ordine del giorno dell'Aula, a un disegno di legge
  simile  a  quello  presentato  dal  Governo  che  a  suo  tempo  fu
  presentato  dal  collega  Federico,  due  disegni  di  legge  sulla
  distribuzione  dei carburanti, un disegno di legge  presentato  dal
  Movimento Cinque Stelle.
   Per  la  sua approvazione ci sono volute 12 sedute di Commissione,
  numerose   audizioni  con  tutte  le  associazioni   di   categoria
  interessate,  un  tavolo  tecnico del  Governo  dove  si  sono  poi
  assemblate  e si è tenuto conto e sono state accettate le  proposte
  che venivano dall'associazionismo di categoria.
   C'è  voluto più di un anno di impegno dell'intera Commissione,  un
  disegno  di  legge  di  238 articoli, signor Presidente,  quasi  un
  codice,  se  la Regione potesse approvare codici questo ne  avrebbe
  tutte  le  caratteristiche e sicuramente però  un  importante  atto
  legislativo.
   Noi  siamo consapevoli che si può approvare una legge come  questa
  solo con una forte volontà politica dell'intero Parlamento e se  il
  Parlamento riterrà di approvare questo disegno di legge, certo  che
  sarà   un   atto   importante  voluto  dal  Governo,   perché   non
  dimentichiamo  che nel processo di unificazione, la  Commissione  è
  partita  dal  testo base che è quello presentato dal  Governo,  dal
  Governatore Crocetta e dall'assessore Cancheri.
   Certo,  quindi,  che sarà un premio all'attività del  Governo,  un
  atto  importante del Governo, certo che sarà un premio  e  io  devo
  ringraziare,   approfitto  per  ringraziare,   signor   Presidente,
  l'impegno   e   il   supporto  che  ci  hanno   dato   gli   Uffici
  dell'Assessorato  se la legge è così complessa, ma  anche  semplice
  nella  sua  esposizione  è  grazie all'apporto  che  abbiamo  avuto
  costante,  continuo  da parte degli Uffici dell'Assessorato  e  dei
  suoi esperti.
   Certo, quindi, che sarà un premio all'impegno e alla fatica che ha
  messo  in  questo  anno  la III Commissione, ma  sarà  soprattutto,
  signor  Presidente  e  onorevole colleghi, la dimostrazione  di  un
  Parlamento  in  cui ciascuno, senza rinunciare al proprio  ruolo  e
  alla propria funzione, potrà dire di avere privilegiato l'interesse
  generale,  di avere privilegiato l'impegno a favore di  un  settore
  fondamentale della società e dell'economia siciliana che  è  quello
  delle piccole e medie imprese artigiane e commerciali vero nerbo  e
  asse portante della nostra economia.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Marziano per la sua relazione più che
  completa.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati,  desidero ringraziarvi,  occuperò  una  spazio
  limitatissimo perché comprendo che siamo alla fine, anche perché la
  relazione  del  Presidente Marziano è stata più che  esaustiva,  ha
  toccato  quelli che sono i punti fondamentali di questo disegno  di
  legge.
   Quindi, mi soffermerò e velocemente su un aspetto fondamentale sul
  quale, appunto, vorrei che ci fosse anche un po' di attenzione,  in
  modo particolare una attenzione politica.
   Il  Presidente Marziano ha parlato della validità di un testo che,
  comunque,  è  ritenuto  necessario  nel  momento  particolare  come
  questo,  in  un  momento in cui la crisi, comunque, ha  segnato  la
  moria  di  settori  fondamentali  per  le  nostre  città,  in  modo
  particolare pensiamo ai settori che riguardano l'artigianato  e  il
  commercio  e  in modo particolare quei settori che sono  i  settori
  delle bevande, dei mobili, delle calzature, dell'abbigliamento che,
  purtroppo,  così  come  noi  assistiamo,  non  conosciamo  solo  la
  cronaca,  ma assistiamo come testimoni oculari, vediamo sempre  più
  questa moria di queste attività importantissime nelle nostre città.
   Il  vulnus  del   Testo unico delle attività produttive   è  stato
  proprio  quello di attenzionare questo dato allarmante  perché  noi
  siamo  al  meno 50% rispetto ai dati registrati nel 2007, l'Ufficio
  della Statistica regionale sulla scorta dei dati forniti dall'Istat
  ci  ha allarmato perché comunque ha messo in evidenza il fatto  che
  la  non  regolamentazione,  il  non  aggiornamento  e  il  contatto
  dell'organo legislativo con il territorio sta determinando in  modo
  ancora più grave la moria di settori importanti.
   Siamo  partiti  proprio  da questi dati, abbiamo  tentato  quindi,
  insieme  al  territorio, di aprire questo dialogo  e  capire  quali
  processi e meccanismi mettere dentro il Testo Unico per riuscire ad
  intervenire in modo competitivo ed essenziale, ma allo stesso tempo
  anche  efficace, almeno per quanto riguarda gli interventi e quelle
  norme  che devono servire alla tutela delle nostre tradizioni,  dei
  nostri   marchi  storici e alla tutela anche del  rapporto  tra  le
  attività   produttive  presenti   nel  territorio  e  la   pubblica
  amministrazione.
   Chiudo  semplicemente  dicendo che tutte le  caratteristiche  sono
  state  inserite nella relazione del Presidente Marziano,  che  sono
  inserite  anche  all'interno del testo, ovviamente,  riguardano  la
  parte  più  innovativa che è la semplificazione amministrativa,  la
  velocizzazione   e  la  cosa  più  importante  è   l'avere   messo,
  finalmente,  forse per la prima volta al centro dell'attenzione  il
  fatto  che  ogni  iniziativa economica  è  libera  e  che  tutto  è
  concesso,  purché non sia vietata dalla presente legge o  da  leggi
  regionali o nazionali.
   Quindi,   il  concetto  di  liberare  risorse,  liberare   risorse
  attraverso  l'avvio  di  imprese che devono  intraprendere  sin  da
  subito,   insieme  alla  Pubblica  amministrazione,   un   percorso
  virtuoso.
   Quindi, questo è il vulnus principale del nostro Testo unico e  la
  cosa  che mi preme tanto ricordare è il fatto che dentro di esso  -
  forse  questa è la prima volta - abbiamo voluto con forza  inserire
  le  famose linee guida che saranno le linee guida che riguarderanno
  la  programmazione che la Regione farà insieme ai comuni e, quindi,
  ridare  ai  comuni anche la libertà di potere organizzare  il  loro
  territorio,  al  di  là di tutti gli aspetti  che  riguarderanno  i
  dettagli   in  modo  particolare  sulla  sezione  carburanti,    il
  passaggio   quindi  dal  sistema  concessorio,  che  è  ancora   di
  competenza  della  Regione e diciamo che siamo l'unica  Regione  in
  Europa  che  ancora  fa  questo  tipo  di  concessione  al  sistema
  autorizzativo per i comuni.
   Ecco, oltre a questo dettaglio tecnico, l'idea è quella di dare ai
  comuni   la  consapevolezza  e  la  responsabilità  di  organizzare
  all'interno  dei territori le attività produttive, questo  per  non
  permettere  da  una  parte  il  depauperamento  urbano  e,  quindi,
  dall'altra   parte   anche  la  sempre  più  grave   disoccupazione
  all'interno delle nostre città.
   Questo  testo  è stato pensato per avere un manuale dell'operatore
  economico  che  possa  essere lo strumento di regolamentazione  non
  solo  dal  punto di vista legislativo, ma anche di  scoperta  e  di
  ridefinizione  di  quei  percorsi  all'interno  dei  territori  che
  dovranno e potranno fare nascere nuove risorse economiche.
   Fra  le  cose più importanti che volevo anche ricordare in  questa
  mia premessa generale e veloce, c'è anche il fatto che si tratta di
  un   testo   in   cui   noi  abbiamo  imposto,  con   chiarezza   e
  semplificazione, il concetto proprio di evitare la stratificazione,
  norme  che nel tempo hanno generato confusione, rallentando  ancora
  di  più rispetto a  quelli che sono i tempi della burocratizzazione
  regionale,  ma creando un unico manuale in cui le norme sono  state
  armonizzate con l'ordinamento comunitario piuttosto che nazionale e
  abbiamo voluto anche con forza mettere qualche innovazione.
   Per  esempio, non è stato inserito nella relazione del presiedente
  Maziano,  ma  lo voglio  ricordare, nel Testo unico, per  la  prima
  volta come in tutta Italia, abbiamo inserito la norma sul  tutor di
  impresa     che   sarà   questo   professionista   della   Pubblica
  amministrazione  che  si  occuperà di fare  il  monitoraggio  e  di
  velocizzare tutte le pratiche che avverranno all'interno del SUAP.
   Quindi,  abbiamo  voluto  con  forza valorizzare  il  concetto  di
  semplificazione  amministrativa  partendo  con  quello  che  già  è
  regolamentato a livello nazionale, ma che purtroppo in Sicilia  non
  ha   ancora  avuto  il  famoso  kick  off,  sia  istituzionale  che
  amministrativo,  che è il rafforzamento degli sportelli  unici;  il
  discorso   che  diceva  il  Presidente  Marziano  della   S.C.I.A.,
  piuttosto   che  l'entrata  in  vigore  di  questa   nuova   figura
  amministrativa che è il tutor che sarà, quindi, questo  personaggio
  che  aiuterà le imprese anche a decifrare, perché molto  spesso  si
  tratta  di  conoscere  e decifrare quelle che  sono  le  leggi  per
  l'avvio delle imprese.
   Un'altra  cosa che ci tenevo semplicemente a ricordare, e  chiudo,
  che  è un altro aspetto fondamentale del Testo unico, oltre ad aver
  trovato  tanta condivisione a livello territoriale, ma  anche  devo
  dire   nella  stessa  Commissione  in  cui  sono  stati  presentati
  emendamenti  migliorativi  che  hanno  reso  il  Testo  unico   più
  interessante,  più  competitivo, è la  questione  che  riguarda  la
  tutela dei  marchi storici, piuttosto che la questione che riguarda
  la tutela delle tradizioni artigianali o delle botteghe scuola.
   Quindi,  sono tutti quegli aspetti che, da una parte,  ridanno  al
  territorio  l'input  di ritornare ad investire,  dall'altra  parte,
  danno  all'amministrazione e alle imprese lo  strumento  per  poter
  tutelare  le  nostre eccellenze e, quindi, anche in  sintesi  è  un
  testo  che oltre a regolamentare da un punto di vista giuridico,  è
  anche  un testo che pone al centro dell'attenzione il rapporto  tra
  Pubblica amministrazione, territorio e imprese.
   Un rapporto fondamentale che, purtroppo, finora non è stato  molto
  saldo  e  da  qui  si  sono generate varie crisi  che  in  Sicilia,
  purtroppo,  rispetto ad altre regioni risultano essere  ancora  più
  gravi.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Non ci sono iscritti a parlare.
   Dichiaro chiusa la discussione generale.
   Metto in votazione il passaggio agli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Vorrei evidenziare, perché probabilmente forse quasi a tutti noi è
  sfuggito,  che   quest'Aula,  non  in  questa  legislatura,  questo
  Parlamento non ha mai esitato un Testo unico.
   Noi  abbiamo  testi  coordinati fatti dagli Assessorati,  che  non
  hanno  la  stessa  vigenza ed effettività che può  avere  un  testo
  unico.
   Noi  stiamo  parlando di qualità delle leggi. C'è stata  un'ottima
  collaborazione  tra gli uffici dell'assessorato, gli  uffici  della
  Commissione, gli uffici dell'Assemblea.
   E'  chiaro che i testi unici non si possono fare in Aula, dobbiamo
  essere chiari, i testi unici si elaborano in Commissione, il lavoro
  è  stato fatto, chiaramente ogni deputato ha l'esigenza, il dovere,
  il  diritto  di  presentare emendamenti e ne sono stati  presentati
  tantissimi.
   E'  chiaro che non possiamo noi aprire in questa Aula un dibattito
  all'infinito  su  238 articoli. Invito ciascun  gruppo  politico  a
  riflettere  sui  singoli emendamenti, perché se ci  può  essere  un
  lavoro  accelerato,  guardate non è merito  di  questo  o  di  quel
  gruppo, veramente noi lasciamo un segno, perché è la prima volta in
  tantissimi  anni, sono qua dalla XIII legislatura, non ricordo  che
  sia  stato esitato un testo unico, gli Uffici mi confermano mai  un
  testo  unico,  alla fine sono gli assessorati, si  parla  tanto  di
  testo unico in materia di enti locali, c'è un testo coordinato.  Ma
  perché  succede questo? Perché la Commissione, con la  presenza  di
  tutti i gruppi, ha fatto un buon lavoro.
   Quindi,   spero che possa essere questo lo spirito che  ci  anima,
  perché  se  noi in previsione della legge finanziaria, della  legge
  sulle  province,  pensiamo,  già  l'abbiamo  incardinato,  di  dare
  seguito  al  discorso  sul testo unico delle  attività  produttive,
  significa che non ne usciamo più.
   Chiaramente  non  verrà  strozzato il  dibattito,  però  senso  di
  responsabilità se effettivamente crediamo tutti noi, e ritengo  che
  lo crediamo, nell'ottima qualità della legge.
   Pertanto,  invito magari tutti i presentatori degli emendamenti  a
  riflettere,  magari a confrontarsi con l'assessore,  ma  a  maggior
  ragione  essendo io il Presidente del Parlamento, con il Presidente
  della  Commissione, se si può trovare un'intesa per un'approvazione
  quanto più ovvia e più celere.

   tive (683-2-228-490-254-548/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   ZAFARANA.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento Interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Grazie Presidente, volevo intervenire, anche se  l'Aula
  ormai  è  vuota,  ma chiaramente quelli presenti  sono  sicuramente
  rappresentativi  anche nei loro territori,  su  una  questione  che
  secondo me sta passando in sordina in questo Parlamento e che è  di
  grande importanza: cioè quella relativa al trasporto ferroviario in
  Sicilia.
   Proprio  oggi  si è svolta un'audizione in Commissione  Trasporti,
  richiesta da me, per  capire in questo magma di conferme e smentite
  quello  che  sta succedendo e che ne sarà del trasporto ferroviario
  in Sicilia, dal momento che chiunque abbia speso un po' di tempo  a
  leggere  il  contratto di programma che le F.I.  ha  presentato  in
  Commissione trasporti al Parlamento nazionale, avrà capito che  per
  la Sicilia per il breve futuro non c'è un centesimo
   Su un portafoglio abbastanza importante di progettazione, tutte le
  finanze  sono  destinate, senza per carità nessuna valutazione  del
  merito, comunque, alle tratte ferroviarie importanti del Nord e del
  Centro, desumo, pertanto, che ci sia una chiara scelta politica  ed
  anche  un  peso  politico di chi scrive queste  righe  a  Roma  tra
  Ministero  e  RFI  e  mi  chiedo perché la Sicilia  sia  sempre  la
  Cenerentola.
   Ora  io pongo l'allarme perché è dall'11 novembre almeno che si  è
  detto  sui  giornali,  almeno leggiamo, perché  è  come  se  questo
  Governo  non abbia intenzione di discutere nel merito di affrontare
  anche  in questa Aula le tematiche che interessano proprio la  vita
  più  reale,  lo spostamento, la mobilità, il diritto alla  mobilità
  dei  cittadini  che, credo, non possa non interessare  ciascuno  di
  noi,  qui  dentro,  proprio  per  le  prospettive  future  che   ci
  attendono.
   Anche  per non arrivare, in ultima battuta, come le cassandre  che
  avevano parlato e che poi, eventualmente, si lamentano dopo  e,  ma
  ci  hanno  sottratto i soldi , come già, purtroppo, abbiamo  dovuto
  dire  per  i Fondi PAC e per la contrattazione dei 400 miliardi,  e
  così  via. Ora chiaramente,  ricostruire i furti di questi due anni
  è, veramente, qualcosa di abominevole.
   Vedevo  qua,  poc'anzi, il Presidente Crocetta. Devo dire  che  la
  commissione di oggi si è risolta, purtroppo, in un nulla di  fatto,
  perché  non c'è, attualmente, la quadra, diciamo così, e   mi  pare
  che  si  stia  spostando tutto l'argomento  che  è  tra  ministero,
  Trenitalia,  RFI,  società partecipate dello Stato,   comunque,  lo
  Stato  non può esimersi, anche di fronte all'offerta di un servizio
  pubblico   che  questo  Parlamento,  in  prima  istanza,   dovrebbe
  difendere  come  servizio  pubblico e non  come  interesse  di  una
  società  che  con  fondi  dei cittadini e dei  contribuenti  fa  il
  proprio  profitto,  perché poi siamo incastrati  in  questa  logica
  drammatica, purtroppo, della spending review e della sottrazione di
  servizi,  a fronte di un costo che si paga, perché il biglietto  lo
  paghiamo tutti, il servizio è scadente.
   A  parte  la  linea  Palermo, Catania, Messina, abbiamo  aree  del
  trapanese,  dell'agrigentino, il ragusano, il siracusano,  che  non
  sono minimamente tenute in considerazione,  io mi chiedo, con quale
  dignità si vada avanti a dire che faremo le infrastrutture,  faremo
  le  infrastrutture  in Sicilia quando nel comunicato  del  ministro
  Lupi,  relativamente alla strategia Ten-T, non  c'è  neanche  nella
  strategia  dei, vi posso dire, eventualmente, l'ammontare  preciso,
  sono  71 le proposte progettuale inviate a Bruxelles, per un  costo
  totale  di  6  miliardi e 822 milioni, e la  Sicilia  è  la  grande
  assente.
   Ora, io non ci sto.  Da novembre ad oggi, per le varie porzioni  e
  per  la  complessità,  chiaramente, i vari  pezzi,  che  compongono
  questo puzzle intricatissimo, di cui mi sfuggono sicuramente  molte
  tessere,   tra  trasporto  universale,  collegamento  e  continuità
  territoriale, sono tutte tessere intricatissime, all'interno  delle
  quali si inserisce anche il trasporto pubblico locale.
   Non  andiamo a dire che potenzieremo il trasporto pubblico locale,
  quando per questo, nel suddetto contratto di programmazione non c'è
  neanche un centesimo.
   Ora, credo che esista un adagio che dice  Senza soldi non si canta
  messa .
   Non  promettiamo ai Siciliani un futuro di praterie, quando questo
  non c'è.
   E  chiedo  alla  Presidenza, come già in precedenza avevamo  avuto
  modo  anche  di  dibattere, di avviare seriamente  un  processo  di
  dialogo  con ministero e col Governo  nazionale, perché la  Sicilia
  non  faccia  sempre la parte della Cenerentola e perché  in  questa
  logica  al  ribasso,  stanno togliendo tutto. La  dirò  in  maniera
  spicciola: tolgono tutto, perché, poi alla fine, quel poco  che  ci
  daranno, sarà quasi ossigeno vitale e ci accontenteremo
     Ed  a  me,  ed  alla  parte che rappresento ed  anche  ad  altre
  deputazioni, comunque, parti di questo Parlamento, con cui ci siamo
  confrontati, anche per capire che non è la battaglia di alcuno ed è
  la  battaglia  di  tutti,  secondo me, in questo  momento,  non  ci
  possiamo  fare scippare, veramente, la dignità ed il  diritto  alla
  mobilità.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Zafarana, in  effetti,  abbiamo  avuto  un
  colloquio sull'opportunità di interessare il Parlamento, così  come
  è  stato  con  la  questione trivellazioni e Fondi PAC,  nonostante
  l'esito, almeno sui Fondi PAC, non proprio esaltante.
   Le  posso  dire che, già da ieri, sono in contatto con gli  uffici
  del  ministro,  perché è chiaro che gli interlocutori  diretti  non
  possono essere i capi di gabinetto di turno, con tutto il rispetto.
   Chiederò  formalmente  al ministro di venire  qui  in  Sicilia,  a
  interloquire  sulla vicenda di carattere generale che riguarda  sia
  le  71  opere, perché obiettivamente, intanto, vogliamo  sapere  il
  perché ed il per come sono state scelte, in seconda fase, ma non  è
  una  questione di pannicelli caldi, se ci sono altre risorse  o  se
  non è il caso di rivedere quelle questioni.
   Io   ho  interessato  pure  Enzo  Bianco  nella  qualità  di  capo
  delegazione  del  Comitato dell'Unione Europea della  quale  faccio
  parte  io  in  qualità di Presidente dei consigli  regionali  delle
  assemblee, ma fa parte anche il Presidente Crocetta, a prendere una
  decisione  forte  su questa vicenda interessando  proprio  l'Unione
  Europea.  La  ringrazio per aver voluto ribadire  in  questa  Aula,
  quindi  tutti  insieme  ci  facciamo  parte  diligente  perché   il
  confronto diretto sia con il Ministro.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Visti gli ottimi rapporti  che  lei  ha
  con  il  ministro Lupi di farlo venire in Sicilia  ci  farebbe  una
  cortesia,  noi siamo abbastanza ospitali e non ha nulla da  temere,
  ma il confronto dialettico e sul piano istituzionale è importante.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  come
  lei sa non sono neanche autorizzato a partecipare; il ministro Lupi
  ha  istituito  presso il Ministero delle infrastrutture  un  tavolo
  permanente   sulle   problematiche   legate   alle   infrastrutture
  ferroviarie in Sicilia, all'ultima riunione ha partecipato anche il
  capo di gabinetto dell'Assessore regionale delle infrastrutture dal
  momento  che  l'assessore  ha preso il  treno  ed  è  arrivato  con
  notevole  ritardo  rispetto  a quella  che  era  la  programmazione
  dell'appuntamento. In più, devo dirle che in quel  caso  io  le  ho
  fatto  anche  pervenire una dettagliata relazione su  quanto  si  è
  discusso e siamo in attesa di avere la proposta definitiva da parte
  di RFI e di TrenItalia.
   Le  posso assicurare, anche a nome del Ministro che comunque avevo
  sentito  stamattina per altre vicende, che è disposto a  venire  in
  Sicilia  e ad affrontare nei limiti di ruoli istituzionali  che  il
  Parlamento  ricopre  e  che il Ministro a  sua  volta  ricopre,  ad
  affrontare il tema delle ferrovie in Sicilia che, come lei sa  però
  meglio di me, prevede anche la possibilità di 4 miliardi di euro di
  investimenti di qui al 2022. E' un impegno che il Governo nazionale
  ha  preso e deve essere definito e che riguarda il raddoppio  e  la
  velocizzazione  della  Catania-Messina e  la  velocizzazione  della
  Catania-Palermo,  oltre alla tratta che da Catania  arriva  fino  a
  Siracusa  e  poi da Siracusa fino a Ragusa; ma su questi  argomenti
  che  sono  frutto di trattative ancora in atto si è  in  attesa  di
  avere  da  parte  di Ferrovie Italia e da parte dei  TrenItalia  la
  risposta definitiva. Comunque, mi attiverò su questo argomento.
   Invece,  volevo intervenire su un problema spinoso  e  che  questo
  Parlamento  non  so per quale motivo si attarda a trattare.  Vorrei
  trattare del Consorzio delle Autostrade Siciliane, anche alla  luce
  dell'ultimo  provvedimento  che è stato  adottato  da  parte  della
  Magistratura messinese.
   Ho  depositato 6 o 7 interrogazioni parlamentari che riguardano la
  vita del Consorzio delle autostrade siciliane e ho anche depositato
  delle interrogazioni parlamentari sui lavori che il Consorzio delle
  autostrade  siciliane sta facendo in provincia di Siracusa;  lavori
  che   procedono  con un rilento bestiale; ad esempio,  lo  svincolo
  mare-monti  con  oltre  2  anni di ritardo  dai  tempi  programmati
  nonostante le risorse ci siano.
   Seconda  cosa,  la  mancata  apertura dei  varchi  sull'autostrada
  all'altezza  di  Cassibile dove, per essere chiaro,  il  Presidente
  della  Regione  ha avuto un incidente qualche mese  fa.  Anche  dal
  tavolo  del  Governo l'assessore Torrisi aveva garantito l'apertura
  di  quei  varchi  per  il  luglio del 2014;  ad  oggi  quei  varchi
  continuano a rimanere chiusi e non vengono aperti.
   Terzo  problema, hanno deciso con una gara importante di oltre  30
  milioni di euro di mettere in sicurezza la Cassibile-Avola. Bene, i
  lavori sono stati conclusi dalla parte a valle mesi fa, la strada è
  deformata  come prima. Non riusciamo a capire cosa fanno i  tecnici
  del Consorzio delle autostrade siciliana.
   Quarta opera. C'era questa bretella di collegamento tra il lido di
  Noto  e  Pachino e Porto Palo, siamo con 2 anni e 3 mesi di ritardo
  con il 38 per cento delle opere realizzate.
   Signor  Presidente,  le  chiedo  se,  per  cortesia,  può  mettere
  all'ordine  del  giorno  la  discussione di  queste  interrogazioni
  parlamentari   in   maniera  che  qualcuno   venga   a   rispondere
  sull'operato del CAS nelle varie province siciliane.

   GRASSO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, sarò veloce anche perché stamattina  ho
  sentito pure  l'Assessore e sembra che anche l'Assessore diceva che
  è contrario ai tagli sul trasporto pubblico locale e che il Governo
  nazionale dovrebbe avere più attenzione.
   Siccome  in  provincia  di  Messina e  apprezzo  anche  quanto  ha
  affermato lei, Presidente, sulla necessità di avere delle  risposte
  chiare,  anche  e non solo comunicati, ma di capire  effettivamente
  quali   sono   le  reali  intenzioni  di  RFI  a  proposito   degli
  investimenti  che intende fare, perché ci sono due  problemi  seri:
  uno  che  è quello della continuità territoriale e ora chiederò  al
  capogruppo di chiedere la calendarizzazione di una mozione  che  ho
  presentato  circa  un  anno  e mezzo fa proprio  per  agevolare  le
  tariffe  sui  residenti  della provincia di  Messina  richiamandoci
  anche ad una legge che era stata approvata nella Regione Sardegna e
  che  vedeva  delle tariffe agevolate. Noi, non solo non abbiamo  le
  tariffe agevolate, anzi, ma addirittura si parla di tagli.
   Seconda cosa sui treni a lunga percorrenza che RFI sta eliminando.
  Ho  presentato una interrogazione stamattina, proprio caricando  il
  sistema, dove chiedo l'istituzione di un tavolo tecnico e si  rende
  necessario   con   tutte  le  parti,  assessorato   infrastrutture,
  Ministero,  RFI perché le manifestazioni non servono.  Oggi,  serve
  che  ci siano atti concreti e concludenti anche da parte di  RFI  e
  anche  da parte del Governo nazionale, perché è sotto gli occhi  di
  tutti  che  RFI  non  vuole  investire in  Sicilia,  ma  non  vuole
  investire  soprattutto  in  una parte  di  territorio  che  oggi  è
  tagliata  fuori  da  ogni  collegamento  ivi  compresa  la  mancata
  manutenzione  o i rattoppi che avvengono sulla nostra autostrada  e
  dove viaggiare è diventato veramente un problema.
   Quindi,  auspico  che  le  iniziative  che  lei  ha  preso   siano
  comunicate  all'Aula e quanto meno abbiamo una  risposta  certa  su
  quello che si vuole fare in Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta  è rinviata a martedì 10
  marzo 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  -  Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-
                 254-548/A) (Seguito)

                Relatore: on. Marziano

             2)  -   Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di
                 base dei centri storici . (nn. 602-641-711-732/A) (Seguito)

                Relatore: on. Fazio

             3)  -   Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
                 Statuto della Regione siciliana recante  Abrogazione dell'artic
                 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con
                 modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164' . (n. 876/A
                 (Seguito)

                Relatore: on. Ferrandelli

             4)  -   Disposizioni in materia di personale delle Camere di
                 Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
                 905/A) (Seguito)

                Relatore: on. Mangiacavallo

  III    -   SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 143 DEL REGOLAMENTO
   INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:

         3BN. 1809  -   Iniziative finalizzate a una  rivalutazione
              del  progetto  'Sicilian Factory'  nell'ambito  delle
              misure   per   l'inclusione   sociale   di   soggetti
              svantaggiati.

         4B(19 febbraio 2014)

                                                        ALONGI

  IV   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

             1)  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             2)  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
               Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             3)  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
               elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
               Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A

               Relatore: on. Cracolici

  V   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         5BN. 156  -  Interventi urgenti per assicurare la corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         6B(24 luglio 2013)

                     CORDARO  -  MICCICHE' - CLEMENTE -  ANSELMO  -
                     GERMANA'

  VI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         7BN. 294  -  Iniziative urgenti per una corretta  gestione
              dei flussi migratori verso la Sicilia.

         8B(23 aprile 2014)

                     VENTURINO  -  CIMINO  - MARZIANO  -  RAGUSA  -
                     CIRONE

  VII   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         9BN. 233  -  Opportune iniziative concernenti il complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         10B(25 novembre 2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  VIII   - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         11BN.  178  - Verifica del rapporto che intercorre tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         12B(19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

  IX   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         13BN.  286  -  Rimozione  del  Segretario  generale  della
              Presidenza della Regione siciliana.

         14B(26 marzo 2014)

                         CIACCIO  - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
                         -  CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
                         -  MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -
                         FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

  X   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         15BN.  381 - Mantenimento degli attuali distretti di Corte
              d'Appello in Sicilia.

         16B(17 dicembre 2014)

                     MUSUMECI  - CORDARO - FERRANDELLI -  MICCICHE'
                     -  CIACCIO  -  ALONGI - ARANCIO  -  ASSENZA  -
                     FAZIO  -  LANTIERI - LENTINI  -  LO  SCIUTO  -
                     MALAFARINA - PICCIOLO - ZITO - FEDERICO

  XI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         17BN.  382  -  Iniziative  per  scongiurare  la  paventata
              abolizione  della  figura  del  Segretario   comunale
              negli enti locali.

         18B(30 dicembre 2014)

                     MUSUMECI - FORMICA - IOPPOLO - ASSENZA

  XII    -   SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 143 DEL REGOLAMENTO
   INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:

         19BN.  2479  -   Provvedimenti urgenti per il rinnovo  del
              contratto  del  personale  infermieristico   per   la
              postazione 118 di Comiso (RG).

         20B(5 novembre 2014)

                                                        ASSENZA

                   La seduta è tolta alle ore 19.08
         Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.05

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

        UALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  21BUDISEGNO  DI LEGGE  NORME CONTRO LA DISCRIMINAZIONE  DETERMINATA
  DALL'ORIENTAMENTO  SESSUALE O DALL'IDENTITà DI GENERE.  ISTITUZIONE
  DEL REGISTRO REGIONALE DELLE UNIONI CIVILI.  (141-206-778 BIS/A)

   UEmendamento ai sensi dell'articolo 117. R.I.

      Emendamento 117.1

      Al comma 3 sono apportate le seguenti modifiche:

    -al primo periodo sostituire le parole  La designazione  con le
       parole  La dichiarazione relativa alla qualità di componente di
       un'unione civile registrata ;

    -al secondo periodo sostituire le parole  La designazione  con le
       parole  La predetta dichiarazione .