Presidenza del Presidente Ardizzone
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Gennuso, Micciché, Alongi, Tamajo, Lupo e
Vullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che é pervenuta la risposta scritta alla
seguente interrogazione:
-da parte dell'Assessore per la Salute:
N. 2250 - Chiarimenti in ordine al concorso pubblico per titoli
indetto dall'ASP 6 di Palermo per la copertura di diversi profili
di collaboratore sanitario.
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
- Con nota prot. n. 3531/IN.16 del 27 gennaio 2015 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
BARBAGALLO, segretario (i testi delle interrogazioni sono
riportati in allegato)
N. 2545 - Chiarimenti sui notevoli ritardi nei lavori di
realizzazione della bretella di collegamento tra lo svincolo
autostradale di Noto (SR) e la strada provinciale n. 19.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2546 - Notizie sulla gravissima situazione economica in cui
versano le scuole siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
Vinciullo Vincenzo
N. 2547 - Iniziative nei confronti dell'AST per il ripristino
della fermata dei pullman di Piazzale Domenico Bruno a Modica (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Vinciullo Vincenzo
N. 2549 - Notizie sulle azioni eventualmente avviate in relazione
a possibili irregolarità nella gestione del finanziamento regionale
al Comune di Acicatena (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Nicotra Raffaele Giuseppe
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
BARBAGALLO, segretario (il testo dell'interrogazione è riportato
in allegato)
N. 2548 - Iniziative urgenti per il rinnovo della convenzione tra
la Regione siciliana e l'Istituto
mediterraneo per i trapianti e terapia ad alta specializzazione
(ISMETT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Gennuso Giuseppe
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
con richiesta di risposta in Commissione presentata.
BARBAGALLO, segretario (il testo dell'interrogazione è riportato
in allegato)
N. 2550 - Notizie in ordine a nuove assunzioni di personale presso
il Liceo Bellini di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Barbagallo Anthony Emanuele
PRESIDENTE. L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo ed alla competente Commissione.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
BARBAGALLO, segretario (i testi delle interpellanze sono riportati
in allegato)
N. 262 - Chiarimenti sulla mancata nomina dei presidenti e dei
vicepresidenti delle commissioni di gara delle sezioni provinciali
dell'Ufficio regionale per l'espletamento di gare per l'appalto di
lavori pubblici (UREGA).
- Presidente Regione
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano.
N. 263 - Chiarimenti sulle ventilate assunzioni di personale
presso l'Istituto San Raffaele Giglio di Cefalù.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Greco Giovanni.
N. 264 - Notizie sulla convenzione ANAS per la
manutenzione delle strade provinciali.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello.
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le
interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
mozione presentata.
BARBAGALLO, segretario (il testo della mozione è riportato in
allegato)
N. 422 - Ripristino del punto nascite dell'ospedale di Cefalù
(PA).
Milazzo Giuseppe; Falcone Marco; Assenza Giorgio; Papale Alfio;
Savona Riccardo
Presentata il 10/03/15
PRESIDENTE. Avverto che la mozione testé annunziata sarà
demandata, a noma dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la
determinazione della relativa data di discussione.
attività produttive (n. 683-2-228-490-254-548/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge
Testo unico delle attività produttive (n. 683-2-228-490-254-
548/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge .
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
Testo unico delle attività produttive (n. 683-2-228-490-254-
548/A), posto al numero 1).
Non essendo presente la Commissione, sospendo la seduta per
quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.41, è ripresa alle ore 17.13)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione di deliberazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta in data 10 marzo 2015 la
deliberazione n. 139, adottata in pari data dalla Corte dei Conti,
Sezione di Controllo della Regione siciliana, ai sensi e per gli
effetti dei commi 9, 10 e 11 dell'articolo 1 del D.L. 174/2012,
convertito con modificazioni in L. 213/2012, avente ad oggetto
Osservazioni in merito alla regolarità della documentazione
trasmessa a corredo dei rendiconti dei gruppi parlamentari .
Copia della suddetta deliberazione è stata trasmessa a tutti i
gruppi parlamentari in data 10 marzo 2015.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
CANCELLERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, prendo la parola perché ho letto
degli articoli di giornale di botta e risposta tra un componente di
questa Assemblea regionale ed il Presidente facente funzioni della
Camera di Commercio di Palermo. In questa fase voglio esprimere la
convinzione che l'onorevole Cracolici va nella direzione giusta e
noi ci accodiamo a questa richiesta.
Questa Amministrazione regionale, e nella fattispecie l'Assessore
alle attività produttive, deve dare un segnale per scrivere una
nuova storia d'onestà della nostra Terra: si deve procedere
all'azzeramento dei vertici e al commissariamento della Camera di
Commercio di Palermo, proprio per i fatti incresciosi che si sono
verificati negli ultimi tempi e proprio perché dobbiamo cominciare
a dare un segnale diverso non solo ai cittadini siciliani ma a
tutti i cittadini italiani che guardano alla Sicilia come Regione
che vuole e può farcela a disimpegnarsi da fenomeni di corruzione
gravi come quelli successi negli ultimi tempi.
Prendo la parola da questa Istituzione, da quest'Aula per lanciare
un appello sia al Commissario straordinario della Provincia
regionale di Palermo, dottor Munafò, sia al Sindaco, Leoluca
Orlando, per fare lo stesso atto e, quindi ,azzerare i vertici e
commissariare la GESAP, per i fatti gravi che, in questo momento,
si stanno leggendo sui giornali e non vengono smentiti dagli
interessati.
Credo che questo sia un atto dovuto nei confronti di chi, in
questo momento, cerca, facendo politica, di riportare e di fare
rimanere questa Regione all'interno di binari corretti, di onestà e
di rispetto delle leggi che non devono e non possono prescindere
dal muoversi politico né di questa Istituzione né di tutte le altre
che compongono l'Amministrazione pubblica regionale.
MALAFARINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, mi associo alla richiesta del
commissariamento della Camera di Commercio di Palermo.
Vorrei - mi spiace che l'Assessore si sia dovuta allontanare -
cogliere l'occasione per ribadire il concetto dell'importanza
strategica del sistema aeroportuale siciliano.
Questo sistema aeroportuale a cui la Regione, purtroppo, ha
dedicato scarsissima attenzione nel passato, è diventato l'asset
strategico per la circolazione dei siciliani da e per l'Italia e
altre nazioni.
Credo che in tutto questo occorra riconsiderare l'importanza e la
centralità del sistema aeroportuale che è stato accantonato,
specialmente quando dalle Ferrovie dello Stato si ha notizia che i
treni a lunga percorrenza vengono soppressi.
La Sicilia, di fatto, sta rinunciando al ruolo - anzi la Regione
siciliana - di programmazione nel settore dei trasporti.
La paventata dismissione degli aeroporti di Catania e di Palermo,
credo debba ritornare al centro dell'attenzione parlamentare
specialmente alla luce di quanto successo alla Camera di Commercio
di Palermo ed alla GESAP.
A questo vorrei semplicemente aggiungere e ricordare che, non più
tardi di qualche giorno fa, il personale delle Camere di Commercio
è stato al centro dell'attenzione mediatica, per gli stipendi d'oro
che - ritengo - si siano auto attribuiti.
Credo, Assessore, che sia arrivato il momento di procedere ad un
commissariamento delle Camere di Commercio con personale di ruolo
dell'Amministrazione regionale - non mancano i dirigenti
sicuramente - per rimettere insieme i cocci di un sistema che, da
troppo tempo, è stato abbandonato a se stesso nel disinteresse
generale.
Quello che è emerso dalla stampa è solo la punta di un iceberg su
cui, oggi, ho chiesto, in Commissione Antimafia, che vengano
espletati ulteriori approfondimenti perché non è accettabile che
appalti pubblici vengano concessi con procedure da verificarsi e
non è accettabile che la concessione di spazi commerciali debba,
poi, essere elemento per potere delinquere.
Mi associo, ribadisco, alla richiesta dell'onorevole Cracolici e
dell'onorevole Cancelleri e la faccio mia.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Indirizzo di saluto ai sindaci della provincia di Agrigento
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, consentitemi di porgere un
indirizzo di saluto ai tantissimi sindaci della provincia di
Agrigento che ho avuto modo di incontrare anche grazie alla
sollecitazione di diversi colleghi, ponendo l'accento e -
chiaramente il piacere di incontrarli personalmente ma rappresento
un'istituzione -, siccome, ho preso un impegno che deve passare
dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che è
quello di affrontare il prima possibile la questione acqua, poi, in
che termini si affronterà si vedrà perché ognuno di noi opera - c'è
il divieto di mandato imperativo - liberamente e coscienziosamente
nell'interesse
(I sindaci nell'indossare la fascia tricolore, in segno di
protesta espongono dei cartelli)
No, no, scusate, i cartelli non sono consentiti
Appartengono al folklore. La fascia sì perché è giusto e tutti
noi, scusate, ci riconosciamo in quella fascia. Su questo non c'è
dubbio. Però, evitiamo cartelli.
Tutti noi dobbiamo risolvere problemi. Voi che siete in prima
linea, noi che siamo chiamati a legiferare.
Scusate. Intanto accomodatevi
Quest'Aula, ne approfitto, è chiamata a legiferare sulla vicenda
dei consorzi e delle città metropolitane, il prima possibile.
Abbiamo l'ottimo lavoro di sintesi, mi auguro, che sta svolgendo
la Commissione nella sua interezza con il suo presidente, onorevole
Cracolici.
La IV Commissione più volte si è impegnata sulla questione
dell'acqua.
Abbiamo l'altra questione, più importante ed impellente o
altrettanto importante, che è quella della legge finanziaria.
Ribadisco che, a tutt'oggi, a questo Parlamento non sono pervenuti
gli atti finanziari.
Quindi, sulla base di queste emergenze l'Aula è chiamata a
legiferare.
Ho voluto dare atto della vostra, ripeto, numerosissima presenza.
Noi siamo chiamati a fare il nostro dovere e lo faremo fino in
fondo.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
SUDANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, ne approfitto
anch'io per dare, innanzitutto, la solidarietà come parlamentare al
collega Cracolici per l'atteggiamento volgare di un comunicato che
ho letto sulla stampa.
Mi associo alla richiesta dei colleghi di commissariare
immediatamente la Camera di Commercio perché condivido pienamente
ciò che ha detto l'onorevole Cracolici.
Spesso si fanno degli atti che, poi, abbiamo visto, purtroppo, al
TAR non hanno alcuna valenza giuridica. Quindi, anche in questo
caso se non ci fosse la legittimità di un commissariamento chiedo
al Governo di attivarlo immediatamente anche se, poi, si dovesse
perderlo al TAR.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
telegrafico ed affronterò tre temi brevemente.
Non so se ricorda, signor Presidente, che il sottoscritto è
presentatore di una mozione che interessa il complesso ospedaliero
di Via Ingegneros. Oggi ho ricevuto tre lettere dall'Assessore per
i lavori pubblici, dal Capo di Gabinetto del Presidente della
Regione, dalla Segreteria generale che mi rispondono ad
un'interpellanza. Hanno confuso la mia mozione con
un'interpellanza
Più volte, da questo pulpito, il sottoscritto le ha chiesto:
possibile che questa mozione non deve essere trattata in Aula
perché non si individua l'interlocutore del Governo che deve
venire, qua, a dirci che cosa si deve fare di un bene regionale che
è abbandonato? E' stato ristrutturato ed abbandonato E l'area
esterna potrebbe essere adibita e resa fruibile per la città di
Palermo. A tutt'oggi il Governo mi risponde come se fosse
un'interpellanza ed è nel pieno della confusione più totale.
Signor Presidente, lei stesso si è impegnato con il sottoscritto
in occasione della vicenda che mi ha visto protagonista in merito a
Sicilia-e-Servizi, relativamente al comportamento del dottor
Ingroia. E' possibile, signor Presidente, che io per sapere
qualcosa debba leggere Live Sicilia? Ho chiesto di costituire una
Commissione di inchiesta su Sicilia-e-Servizi per capire cosa sta
succedendo ed evitare di leggere su Live Sicilia se il dottor
Ingroia amministra Sicilia-e-Servizi, salvo smentite. Come se Casa
Ingroia o se Sicilia-e-Servizi sia una società che debba
rispondere anche all'Assemblea di questa Regione
Punto tre: signor Presidente, io non mi iscrivo all'elenco di
coloro i quali ogni qual volta scoppia un'inchiesta e viene
inquisita una persona, fanno la morale. La persona che ha avuto dei
problemi e cioè il dottor Helg, era considerato un paladino della
legalità. E non si è mai alzato nessuno a sollevare questioni. Dove
voglio parare, signor Presidente?
Non si fanno interventi sull'onda dell'emotività. Non c'è un
detentore della legalità e non ci sono professionisti della
trasparenza e della legalità. Noi, comunque, facendo questo tipo di
interventi e questo dibattito che da giorni si vede con passerelle,
alimentiamo solo il peggiore dei dibattiti. Bisognerebbe stare in
silenzio e che la politica si tenesse fuori da queste cose e
lasciare che tutto si svolga nel migliore dei modi, ormai, che le
cose sono andate in questo modo.
Finisco dicendo questo, signor Presidente: noi come Forza Italia,
oggi, abbiamo svolto una Conferenza stampa. Non ho voluto toccare
il tasto di APS perché ritenevo corretto farlo qua. Ma possibile
che il Presidente della Regione sia venuto qua a spiegarci in più
di una finanziaria che non ci volevano soldi per salvare la società
APS che rende servizio idrico, cioè acqua ai cittadini della
provincia di Palermo, dicendo che non ci voleva nemmeno un euro?
Oggi, scopriamo che mancano 8 milioni di euro per darli ad AMAP
che, ovviamente, si deve fare carico del personale che
transiterebbe in AMAP. Come si può fare, signor Presidente, ad
apprendere dai giornali e dalle testate giornalistiche che, ogni
giorno, questo Governo dà la faccia al muro perché c'è l'arroganza
e quando uno viene qua in Aula - con gli amministratori che
ascoltano - ed ha segnalato un problema, diventa un pericoloso
sovversivo Bisogna avere un po' più di umiltà e cominciare ad
ascoltare la base, cioè i deputati. Se funzionano i deputati, cioè
si comincia ad ascoltare l'Assemblea regionale forse questo Governo
funzionerà meglio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Cordaro mi faceva
notare che non si può intervenire su temi a piacere, ognuno di noi
non può intervenire su ciò che ritiene più opportuno. Non è questo
il senso. L'ordine del giorno prevede la ripresa della discussione
e, possibilmente, di deliberare sul Testo unico delle attività
produttive.
Ho dato correttamente la parola all'onorevole Cancelleri perché si
è parlato di comunicati stampa imminenti ed altro. Se ognuno di noi
pensa di intervenire, ad apertura, su tutto ciò che passa per la
mente, sarà pure giusto per chi interviene, ma certamente non si
lavora per il meglio ed anche per accelerare i percorsi d'Aula.
Per cui invito i colleghi parlamentari che mi chiedono la parola
ad attenersi all'argomento che viene trattato.
Onorevole Siragusa, gliene va dato atto, molto correttamente, mi
ha detto che voleva intervenire ai sensi dell'articolo 83 a fine
seduta, perché doveva parlare della questione acqua, che è stata
affrontata, e l'ho ringraziata di questo.
Se ognuno pensa che, in apertura di lavori, contravvenendo al
Regolamento, sulla questione dell'ordine dei lavori, si possa
interviene su tutto, questo non è possibile.
Onorevoli colleghi, sull'ordine dei lavori sono iscritti a parlare
gli onorevoli Lentini, Siragusa, Cracolici, Cordaro, Vinciullo,
Fazio, Figuccia e Fontana.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lentini.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
apporre la firma alla mozione numero 422 che riguarda l'ospedale di
Cefalù.
Le chiedo, inoltre, il rispetto del DPA numero 38 che riguarda le
attività parlamentari ed i Gruppi parlamentari di questo Palazzo,
in particolare, l'assegnazione dei locali ai Gruppi parlamentari.
Considerato il fatto che, più volte, ho mandato delle note, e
siamo al secondo sollecito, chiedo il rispetto del DPA numero 38,
da lei firmato, signor Presidente, affinché si possa risolvere
questo problema.
E questo perché, con la Corte dei Conti, devo dare notizia di
tutto ciò di cui necessita il Gruppo e devo informare su tutto ciò
che riguarda le attività economiche ed il personale del Gruppo
parlamentare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha
facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, la ringrazio per averci fatto parlare
adesso. Ho provato poco fa a ristabilire l'ordine normale delle
operazioni ma, a questo punto, approfitto adesso.
Vorrei parlare della problematica dell'acqua. Prima abbiamo visto
i sindaci della provincia di Agrigento ed in queste ore si sta
consumando anche nella provincia di Palermo un ennesimo disastro di
questo Governo, che non riesce a dare risposte alle criticità che
vanno maturando nel territorio.
E' scaduta la proroga prefettizia per la PS, sta scadendo anche
l'affitto del ramo d'azienda da parte dell'ATO. Già da oggi i
comuni della provincia di Palermo dovranno prendere in gestione le
reti idriche, senza avere, la gran parte di loro, le necessarie
competenze per potere erogare ed adempiere ai servizi collegati a
questo importante ramo, con il rischio di arrecare gravi danni alla
popolazione causati dalla mancanza d'acqua ed anche gravi rischi
per gli stessi sindaci, laddove ci sono depuratori e si prospetti
la possibilità di interruzione di pubblico servizio, perché
rischiano anche la galera.
In tutto questo il Governo è totalmente assente. Quella
interlocuzione che c'era con AMAP, a quanto pare, è fallita, per
cui in questo momento questi comuni si trovano nella seria
difficoltà di poter dar seguito al servizio idrico.
Vorrei, quindi, chiedere alla Presidenza di attivarsi affinché si
possa organizzare un momento in cui il Presidente della Regione
venga a riferire in Aula sulla questione acqua relativamente
all'intera Isola e, in particolare, sulla gestione del servizio
idrico della provincia di Palermo, perché il rischio di avere
problemi sociali seri è molto rilevante in questo momento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sto leggendo adesso il comunicato
stampa e vorrei esprimere la mia solidarietà all'onorevole
Cracolici.
Vorrei evidenziare al dottor Albanese che sì, ci sono motivi
politici dietro la richiesta di commissariamento perché la politica
h una cosa seria, quando si fa con la P maiuscola. Quindi, sono
motivi politici quelli per i quali chiediamo il commissariamento
della Camera di Commercio di Palermo, se è questo il modo di
rispondere ad una legittima richiesta che fa un deputato di
quest'Assemblea regionale.
Peraltro, io su questa vicenda non ero intervenuto. E' scandaloso
che qualche giorno fa, quando grazie a quest'Aula e grazie
all'Assessorato, abbiamo chiesto le relazioni tecniche siano usciti
fuori gli stipendi scandalosi dei segretari generali delle Camere
di Commercio e ci è stato rinfacciato che, comunque, erano pagati
direttamente dalle categorie e, quindi, non erano soggetti ad alcun
controllo.
Allora, ha fatto bene quest'Aula, ha fatto bene il Governo a far
emergere questi fatti ed ha fatto bene l'onorevole Cracolici a
chiedere il commissariamento della Camera di Commercio di Palermo,
perché sì, onorevole Cracolici, è la politica che lo chiede, perché
la politica è una cosa seria.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, mi sento in dovere di intervenire su questo
punto importantissimo che riguarda lo scandalo avvenuto all'interno
della Camera di Commercio di Palermo.
Io voglio subito rassicurare dicendo che il Governo, il giorno
stesso che è successo questo gravissimo fatto, ha attivato tutte le
procedure dell'organo di vigilanza ed il giorno stesso ha avviato
un'ispezione urgentissima, un'ispezione che è cominciata tre giorni
fa e si concluderà, spero, nelle prossime quarantotto ore.
L'ispezione è doverosa da parte dell'amministrazione del
Dipartimento attività produttive, perché serve per la verifica
degli atti. Oltre all'ispezione per la verifica degli atti, ed
anche tenendo in considerazione l'atteggiamento tenuto dagli organi
dei vertici in questi giorni, il Governo sostiene la posizione sul
commissariamento come l'ipotesi più giusta per garantire la
trasparenza e rassicurare tutte quelle che sono le imprese sane che
sono state deturpate da questo atto grave.
Quindi, l'intento di garantire la massima legalità e trasparenza
non solo all'interno delle Camere di Commercio, ma anche in altre
aree di sviluppo in cui si parla di sviluppo economico, oltre ad
essere la posizione che ha mantenuto e manterrà salda il Governo è
anche la stessa posizione che, come ha detto giustamente lei,
presidente Ardizzone, nasce dall'intento dell'Assessorato che
rappresento, in occasione dell'autoriforma nazionale delle Camere
di Commercio, di cominciare a parlare di riformare il rapporto tra
le Camere di Commercio autoriformate e la stessa Regione Sicilia,
proprio per difendere questi principi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la
Presidenza, ringrazio l'onorevole Cancelleri e ringrazio tutti i
colleghi che hanno preso la parola, e alcuni che penso la
prenderanno su questa vicenda.
Ringrazio sul piano personale, però, credo che sia un tema che non
riguarda la mia persona, ma riguarda la funzione di un
parlamentare, la funzione del Parlamento e la ragione per la quale
siamo stati eletti, cioè per far rispettare le regole.
Onorevole Presidente, i ladri ci sono, ci sono stati e, purtroppo,
ci saranno sempre e fortunatamente le forze dell'ordine, la
magistratura che fanno il loro lavoro e consentono di scoprire
magagne.
In questo caso c'è stato il gesto e qui esprimo - spero di poterlo
fare a nome di tutto il Parlamento - un ringraziamento
all'imprenditore Palazzolo per quello che ha fatto.
Ma il problema non sono i ladri - ripeto - perché i ladri sono una
questione che riguarda semplicemente la modalità di perseguire i
reati.
Qui si pone un problema: può una governance, in un ente di diritto
pubblico - perché qui non ci scordiamo che stiamo parlando delle
Camere di Commercio, enti di diritto pubblico sottoposti alla
vigilanza della Regione siciliana -, quindi, può un ente di diritto
pubblico una volta che il suo Presidente, non solo è stato
arrestato perché si è beccato una mazzetta, ma si è scoperto che
per tre anni era fallito, non svolgeva più l'attività
imprenditoriale ed ha continuato a svolgere la funzione di
Presidente con un sostanziale consenso da parte della governance
collettiva che credo si chiami Giunta e per la quale,
sostanzialmente, si opera in dispregio di qualunque, persino, norma
del buon senso?
E, allora, avere chiesto il commissariamento non è un giudizio
morale, perché siccome c'è un ladro tutti sono ladri, ma è un
giudizio politico nei confronti di amministratori che, pur
provenendo dalla cosiddetta società civile, forse è venuto il tempo
di discutere laicamente di quali disastri si stanno determinando,
in nome di una sorta di cinismo che non risponde a nessuno se non
ai propri interessi.
Dentro questa questione si pone un nodo politico: può chi deve
rappresentare un ente di diritto pubblico continuare a stare seduto
lì come se nulla fosse?
Ieri mattina leggevo: noi non ci possiamo dimettere perché si
deve dimettere il Presidente, altrimenti non decade ; tutto un
gioco che appartiene veramente al peggior bizantinismo della
peggiore politica, fatto da quelli che pensano che la politica sia
colpevole e sono, invece, portatori della purezza in nome della
sacralità della società civile.
La vedo anche così la reazione ridicola e per la quale è la
seconda volta che faccio una querela in vita mia; ho querelato una
volta un giornalista, l'ho fatto condannare da un tribunale, e
questa sarà la seconda querela che faccio nei confronti della
Giunta della Camera di Commercio di Palermo.
Ma il punto non è la polemica tra me e la Giunta. La Giunta della
Camera di Commercio di Palermo andava commissariata ieri, nello
stesso istante in cui si è scoperto che la governance di quella
struttura era affidata a persone che non avevano più i requisiti, e
allora, per questo io ho azionato il countdown per sapere quanti
minuti devono passare per togliere la vergogna che si è consumata
attorno a questa vicenda, che non riguarda più la questione Helg,
che è agli arresti domiciliari, sarà processato e mi auguro che ci
sia una condanna esemplare anche per lo sconcerto che questa
vicenda ha prodotto, ma c'è un nodo che riguarda la responsabilità
di chi si erge e si autoproclama classe dirigente. Ma dirigente di
che?
Ecco perché ringrazio il Presidente ed i colleghi per il loro
intervento, ma penso che la questione oggi sia una questione
simbolica.
Signor Presidente, questo Governo ci ha abituati, negli ultimi
tempi, a perdere tante vertenze al TAR, per una volta mettiamo a
rischio persino la possibilità di essere condannati da un TAR,
visto che ormai si governa con il TAR e, procediamo immediatamente
alla revoca della governance di questa struttura. Io lo voglio
vedere un TAR che annulla un provvedimento di commissariamento per
aver revocato gli organi di gestione che hanno dimostrato di non
saper gestire e di non avere autorevolezza per gestire la Camera di
Commercio che è di tutte le imprese, di tutti gli imprenditori.
Per il resto, le allusioni che sono state oggetto delle
dichiarazioni di questi signori le lascio a loro. Io sono abituato
a rappresentare - lo dico a testa alta - le mie opinioni politiche
e ci metto la faccia. Non sono portatore di interessi particolari,
non me ne sono mai occupato, molti di quelli che parlano fanno solo
questo di mestiere, rappresentare interessi particolari, lo
considero persino legittimo, chi fa l'imprenditore è giusto che
rappresenti anche la sua attività ma, in questo caso, mi pare che
l'interesse particolare faccia a cazzotti con l'interesse generale
che è quello di un ente pubblico al quale deve essere restituita
una governance autorevole.
Mi auguro, Assessore, che la nomina di un Commissario non diventi
il primo che passa. Quindi, anche lì si giudicherà l'autorevolezza
del Governo ad essere idoneo nel modo con cui affronta la
governance commissariale di questa Camera di Commercio. Guai a
mettere qualche funzionario magari perché è amico di qualcuno e
perdere di vista la portata simbolica che è in atto su questa
vicenda della Camera di Commercio di Palermo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marziano. Ne ha
facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, sarò breve ma era importante fare
sapere all'Aula che prima ancora che si sviluppasse questo
dibattito che non è un dibattito per la solidarietà al collega
Cracolici - è anche questo - ma è un dibattito su una vicenda
sconcertante che ha determinato lo sgomento nelle categorie sociali
e produttive, nella società siciliana, dicevo prima ancora che si
sviluppasse questo dibattito avevo già deciso di convocare per
martedì prossimo l'assessore Vancheri per riferire sulla situazione
gestionale della Camera di Commercio di Palermo e, allo stesso
tempo, avanzare la richiesta di commissariamento della Camera di
Commercio stessa. Perché, la risposta da piccola casta, da casta a
metà della giunta camerale di Palermo, alla presa di posizione del
collega Cracolici non è solo la caduta di stile di chi, quando è il
suo turno, resta attaccato alla poltrona come se ci fosse la
vinavil, non è solo questa caduta di stile È il portato di una
situazione che, come ha detto appena un minuto fa l'onorevole
Cracolici, aveva già un vizio di forma fin dall'inizio, da quando è
stata riconfermata questa governance.
Il Parlamento siciliano appena qualche settimana fa aveva
manifestato una grande disponibilità ad affrontare la problematica
delle Camere di Commercio nel momento in cui a seguito di
provvedimenti del Governo nazionale si poneva un'esigenza di
intervento legislativo.
A seguito di quella nostra azione, dell'approvazione di quella
legge e dell'esigenza di allegare a quel disegno di legge la
relazione tecnica siamo venuti a sapere che non si trattava di
garantire le pensioni ad alcuni dipendenti i quali avrebbero
rischiato di vedersi negato un diritto ma sono emerse situazioni di
estremo disagio nell'affrontare la vicenda, perché si possono
contestare le cifre, ma siamo in presenza di qualcosa che è fuori
dalla normale gestione di enti. Non si può dire che il mio
stipendio lo pago con la mia attività e, poi, siccome non posso
pagare le pensioni, chiedere un intervento per pagarmele.
Allora, spero che l'intervento di ripristino della legalità
gestionale alla Camera di Commercio avvenga prima dell'audizione di
martedì, spero che avvenga in tempi rapidissimi, però chiedo
all'assessore Vancheri, che con la Commissione ha un rapporto di
grande lealtà e di grande correttezza politica, di fare in modo che
quella sia l'occasione per avere un quadro esatto della situazione
gestionale del sistema camerale, che è un sistema al quale, poi,
anche nella legge che abbiamo in discussione si affida ad un ruolo
fondamentale nel rapporto tra Pubblica amministrazione e categorie
produttive.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, in
realtà oggi avrei dovuto parlare di musei e della vergogna che è
stata, oggi, rappresentata ai siciliani da un quotidiano
importante, cioè della volontà da parte dell'Assessorato regionale
ai beni culturali di continuare a pensare che sia strategico per lo
sviluppo della nostra Terra tenere chiusi i musei nelle giornate
festive, soprattutto in estate. Figurarsi se, poi, si pensa che,
ieri, avevo presentato un'interrogazione con la quale chiedevo che,
come accade in Spagna, come accade nell'europea Siviglia, invece
che nell'africana Palermo, i musei si aprano di sera, in una
Regione nella quale in estate fino alle 18 di sera ci sono anche
35, 40 gradi, oltre che nelle domeniche e nei festivi, perché
aprire i musei che in una città come Palermo sono all'interno del
centro storico significa turismo, significa cultura, significa
economia per fare lavorare tutti gli operatori economici, i
ristoratori ed i commercianti che ivi hanno le loro attività, ma
significa anche sicurezza.
Vorrei spiegare a questi geni dell'Assessorato perché è un
contesto particolare che viene chiuso al mondo e resta nella
disponibilità di chi magari ha qualche idea non buona, però, io
parto dal presupposto, e vado al tema di oggi che supera ogni altro
tema, per cui accenno al tema dei musei, ho presentato
un'interrogazione, mi confronterò con l'Assessore in Aula partendo
dal presupposto che certamente e senza infingimenti, onorevole
Milazzo, riconosco all'onorevole Cracolici onestà intellettuale.
Devo dire che mi adombro quando ascolto l'onorevole Cracolici dire
che c'è qualcuno che, in maniera autoreferenziale, afferma di
essere classe dirigente, e mi adombro perché l'onorevole Cracolici
dimentica che, in questi anni, c'è stato qualcuno che, non solo ha
deciso di essere classe dirigente, ma ancora peggio c'è stato
qualcuno che ha deciso chi poteva essere classe dirigente e chi no;
ed allora all'indomani dell'arresto di Helg, che qui non è al
centro del tema, ho scritto un comunicato stampa invitando quei
contesti che autoreferenzialmente in questi anni hanno finito per
dare patenti di moralità e di dignità a riflettere perché,
altrimenti, lo stupore del giorno dopo era qualcosa di
difficilmente spiegabile ai siciliani se fino al giorno prima ci
siamo seduti in quei contesti non solo per distribuire patenti di
moralità e di dignità ma anche per pianificare le importanti
operazioni dell'economia e lo sviluppo della città.
Ed allora, credo che su un tema come questo, presidente Ardizzone,
si dovrebbe sviluppare un dibattito all'interno di quest'Aula,
perché se a quello che ho detto aggiungiamo anche il fatto che
tutto possiamo dire tranne che i commissariamenti di Crocetta
abbiano avuto risultati concreti e buoni per ciò che era prima
gestito dalla politica e non solo, e poi è passata a miglior sorte
con un Commissario, il dovere di temere che ci sia il rischio
concreto che i commissariamenti diventino un fatto politico, la
politica credo debba averlo. E noi ce l'abbiamo questo timore
Pensiamo alle Province. Ma che fine hanno fatto i commissariamenti
di Crocetta? Che cosa è successo e che cosa succederà domani?
Pensiamo ad APS. Noi abbiamo correttamente preso in considerazione
le parole contro Cracolici, ma perché non dare solidarietà a quei
sindaci che domani saranno costretti a chiudere le scuole, perché
non verrà più erogata l'acqua nei paesi della Provincia di Palermo?
Ma dove stiamo finendo? Oggi l'APS passa all'AMAP, domani forse
passa all'EAS, senza mai una parola reale ed una soluzione vera.
Aspettiamo da circa un mese l'assessore Contraffatto in V
Commissione, per parlare di 180 padri di famiglia dell'ex Coinres
che attendono una soluzione. Abbiamo rinviato la settimana scorsa,
abbiamo rinviato stamattina, il presidente Marcello Greco ha
proposto una mozione di censura nei confronti dell'Assessore.
Pareva che questo potesse smuovere le acque, abbiamo ricevuto da
mezzogiorno alle tre del pomeriggio una convocazione di tutta
premura perché alle tre arrivava l'assessore Contraffatto, salvo
poi scoprire, tornati di corsa per essere puntuali, che neanche
alle tre questa riunione ci sarebbe stata e che forse ci rivedremo
il 24 marzo.
Ma parliamo di persone, parliamo di acqua, parliamo di lavoro,
parliamo di vita, di sopravvivenza, altro che commissariamenti. Ma
che fa questo Governo? Io mi rendo conto che mi devo rivolgere a
tutti tranne all'unico Assessore presente, al quale non oggi, e non
solo oggi, rinnovo la mia stima personale e politica, l'assessore
Vancheri.
Ma di che cosa stiamo parlando amici miei della sinistra? Ma in
quei salotti non c'eravamo noi? E allora, Presidente, sono
d'accordo, recuperiamo sobrietà, però il tema non può finire qui e
non la potete mettere in caciara. Io non ci sto a metterla in
caciara, altrimenti sembra che siamo tutti uguali e che tutti
abbiamo fatto le stesse cose, e non è proprio così, presidente
Ardizzone.
Allora, solidarietà a chi se la merita, certamente sì, però mi
viene in soccorso Sant'Agostino: le parole insegnano, gli esempi
trascinano, solo i fatti danno credibilità alle parole . Se saremo
capaci di essere consequenziali e di fare fatti, forse rischieremo
addirittura di tornare credibili.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
Onorevoli colleghi, vi invito a non andare via perché poi dovremmo
passare a deliberare, se lo riteniamo opportuno, sul Testo unico
delle attività produttive.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, mi
associo alle parole dette dai colleghi ed esprimo la mia
solidarietà all'onorevole Cracolici. Però, credo che i problemi che
riguardano le Camere di Commercio avevo già avuto modi di esporli
qualche mese fa, quando avevo chiesto con forza che le Camere di
Commercio, prima dell'approvazione della legge, potessero fare
avere a questo Parlamento i dati che le riguardavano.
Ma, signor Presidente, oggi non voglio soffermarmi su questa
vicenda. Voglio soffermarmi su un problema drammatico che - mi
dispiace signor Assessore - questo Governo, assolutamente
inadeguato e nocivo per la Regione Sicilia, continua a trascurare.
Mi riferisco ai problemi che riguardano l'edilizia scolastica e
per i quali la regione Sicilia rischia di perdere 250 milioni di
euro Ci vorrebbe qualcuno che spiegasse a questo Governo cosa è
successo, perché corriamo il rischio di perdere queste risorse e
perché, ad oggi, nonostante tutte le altre regioni d'Italia abbiano
fatto il piano dei mutui, l'unica regione che non ha ancora
approvato questo piano è solo ed esclusivamente la Sicilia. Perché
forse non hanno il tempo di riunirsi, forse non hanno il tempo di
ragionare, forse non hanno il tempo di parlare dei problemi veri
della Sicilia E finirà, cari Assessori, che da qui a qualche mese,
quando anche noi faremo il Piano, così come è avvenuto per l'ex
articolo 20 della legge numero 67, noi avremo la richiesta fatta
dal Governo, ma non vi saranno più fondi da parte del Governo
nazionale.
Ci vuole tanto ad approvare una delibera di Giunta che dia la
possibilità ai Comuni di accedere a questo Piano che riguarda
l'edilizia scolastica? Ma quanti mesi ci vogliono per fare una cosa
del genere? Può essere che non capite che state portando la Sicilia
all'agonia e siete voi i carnefici di questa Terra, perché siete
assolutamente inconcludenti? Può essere che non vi siete resi conto
che siete il cancro di questa Terra?
Ma al di là di questo problema, che dovreste poter risolvere
facilmente facendo una riunione di qualche minuto, parlo di 250
milioni di euro di una storia che comincia nel 2010, di cui voi non
sapete nulla e che, alla fine, vedrà questa Terra, la Sicilia,
perdere - perché lo Stato ci sta truffando, senza che voi diciate
nulla - 250 milioni di euro, in una complicità in cui enti locali e
istituti scolastici insieme, dimostrano la loro più assoluta
inefficienza ed incapacità di affrontare e risolvere i problemi
della gente.
Il 15 giugno del 2010 il Ministero dell'istruzione, nella
programmazione 2007-2013 dei fondi europei, fece un bando e chiese
ai dirigenti scolastici: Chi di voi è in grado di gestire l'appalto
di un servizio all'interno delle scuole? . Dal momento che si era
detto che i Comuni erano inadempienti, le Province incapaci e la
Regione non era assolutamente in grado di fare nulla - e invece la
Regione, nonostante i due Governi che abbiamo avuto nelle ultime
due legislature, su questo campo ha lavorato e ha lavorato bene -
diamo la possibilità ai presidi di fare, loro, gli amministratori
di soldi pubblici.
Vennero nominati i RUP, cioè i Responsabili Unici del
Procedimento. Arrivarono presso il Ministero della Pubblica
Istruzione, per quanto riguarda la Sicilia, 490 progetti. I
progetti per le scuole medie inferiori erano fino a 350 mila euro;
i progetti per le scuole medie superiori fino a 750 mila euro.
Vennero finanziati i primi progetti con i fondi PON, poi i soldi
dello Stato finirono.
Allora, un giorno dal Ministero della Pubblica Istruzione ebbero
la bella idea di dire alla Regione: Regione, tu hai i fondi Noi
non abbiamo nulla Perché non facciamo una convenzione .
Perché tu Regione che hai 250 milioni di euro non li dai a me,
Stato, che ho i progetti e così appaltiamo questi lavori? .
Di conseguenza il 4 novembre 2011 venne fatta la convenzione, il
10 dicembre 2012 venne fatto l'atto aggiuntivo e abbiamo finanziato
390 scuole.
Abbiamo preso 250 milioni dei siciliani e li abbiamo dati a questi
dirigenti scolastici i quali dovevano, entro il 30 dicembre di
quest'anno
Assessore, mi ascolti perché se la delibera è stata fatta qualche
minuto fa, ancora una volta dimostrate di essere incapaci e lo fate
solo perché ho presentato tre interrogazioni parlamentari negli
ultimi sette giorni; non si risolve il problema se è stata fatta
mezz'ora fa
L'avete fatta mezz'ora fa sotto la pistola puntata di tre
interrogazioni parlamentari, quindi, risulta ancora peggio se dite
che l'avete fatta da poco. Vi coprite, oggettivamente, di ridicolo
Pensi ai 250 mila euro, Assessore
DINA. 250 milioni.
VINCIULLO. Mi correggo, 250 milioni di euro. Non avete più
controllato queste somme
Avete lasciato che fosse il Ministero della Pubblica Istruzione;
l'altra volta, convocati in Commissione Bilancio', si sono
presentati e ci hanno spiegato che ci sono cinque graduatorie.
Il rischio concreto è che di 250 milioni di euro, 150 non verranno
spesi, e lo Stato queste somme se le sta trattenendo perché nel
2013 abbiamo dato già 100 milioni, nel 2014 abbiamo dato altri 100
milioni, ne dovremo dare 50 nel 2015.
Assessore, la prima cosa che bisogna fare è bloccare la terza
tranche.
Non possiamo continuare a dare denari nostri allo Stato.
La seconda cosa è che dobbiamo sapere, con assoluta certezza, che
fine hanno fatto queste somme e perché non si riescono ad appaltare
i lavori.
Terza cosa, siccome abbiamo dato ai dirigenti scolastici la
possibilità di spendere questi soldi e, ad oggi, secondo i dati
portati in Commissione Bilancio', non solo non sono pronti a
spendere questi soldi ma li stiamo pure perdendo, sarebbe il caso
che la Regione intervenisse riprendendo su di sé la responsabilità
non solo del progetto ma anche della gara, dell'appalto perché non
possiamo - mentre la gente muore di fame - perdere denari e perdere
lavoro.
Assessore, è questo il Governo che lei rappresenta Un Governo
inetto, che non controlla, che non sa, che non conosce
Così non si può andare avanti
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, a differenza dei colleghi, non parlerò
della Camera di Commercio di Palermo, non tratterò del malaffare
che certa classe dirigente, espressione di alcune categorie, ha
consumato in questa Palermo e nella Sicilia.
L'intervento che vorrei sottoporre a quest'Assemblea ed a lei
personalmente riguarda le notizie di stampa, che non sono soltanto
di stampa, relative ad un'ipotetica impugnativa nei confronti
dell'esercizio provvisorio del nostro bilancio 2015.
Notizie che riguarderebbero domani, forse, o sino a giorno 17
marzo, termine ultimo per dare la possibilità al Consiglio dei
Ministri di impugnare l'esercizio provvisorio ma anche la legge 1 e
2 della Regione siciliana cioè la legge sui precari e quella sui
PIP.
Perché stasera vogliamo rivolgere l'attenzione di questa
Presidenza dell'Assemblea su questo tema?
La vogliamo rivolgere perché, qualche giorno fa, il Consiglio dei
Ministri tramite il Dipartimento Affari regionali ha trasmesso una
nota relativa all'esercizio provvisorio, di ben sei pagine, con la
quale venivano messe sul tappeto tutte le criticità dell'esercizio
provvisorio: la mancanza di copertura finanziaria, le entrate
virtuali e non certe, la modifica, la variazione di bilancio sul
disegno di legge di bilancio e non sulla norma pregressa e così
anche tutte le altre coperture fittizie che non vanno a tutelare le
spese reali che abbiamo sostenuto con l'esercizio provvisorio.
Dico questo perché, in effetti, quella nota è arrivata alla
Presidenza della Regione siciliana, doveva arrivare anche a questa
Presidenza perché, in un processo di mediazione, eventualmente
l'Assemblea regionale siciliana poteva, poi, procedere a modificare
quelle norme viziate per non incorrere in una successiva
impugnativa.
Invece, questo non è accaduto, signor Presidente, e non è accaduto
perché qualche suo dirimpettaio ha chiesto a Roma di non mandare,
forse, all'Assemblea regionale siciliana quelle controdeduzioni,
ben sei pagine, tutti gli articoli sono stati segnati con la matita
blu perché gli errori sono stati madornali.
Allora, se oggi, come dice il presidente Crocetta, non incorreremo
in una impugnativa, questo non ci deve lasciare tranquilli perché
sappiamo tutti, e noi di Forza Italia siamo fortemente preoccupati,
che rischiamo di non poter chiudere il bilancio e rischiamo da qui
alla fine del 30 aprile - appena quaranta giorni ci separano - di
dare zero euro di trasferimenti ai comuni, di azzerare il capitolo
dei precari, di azzerare il capitolo di 24 mila forestali, di
azzerare il capitolo che riguarda tutte le partecipate, in sostanza
di creare una sollevazione sociale in Sicilia.
Quando il sottosegretario Faraone ha chiuso la Leopolda e ha
detto che la Sicilia è lo specchio, è l'esempio del malaffare,
della corruzione, è l'esempio di tutto ciò che non è virtuoso e per
cui la Sicilia ce la deve fare da sola, in quel momento, ha
certificato la nostra morte, la morte di tanti siciliani.
In ragione di queste considerazioni, presidente Ardizzone, chiedo
che lei si faccia parte diligente presso il Dipartimento Affari
regionali affinché, nel prosieguo, le controdeduzioni arrivino
anche alla Segreteria generale dell'Assemblea e non soltanto alla
Segreteria generale di Palazzo d'Orleans perché l'Assemblea,
eventualmente, possa essere chiamata a rimuovere eventuali vizi.
Secondo motivo del mio intervento - e concludo - abbiamo stasera
assistito all'ulteriore pasticcio, all'ulteriore fallimento del
presidente Crocetta-assessore Borsellino quando è stata depositata,
un'ora fa, la sentenza che annulla la delibera di revoca dell'altro
direttore generale, il professore Cantaro, che era stato nominato
direttore generale al Policlinico di Catania.
Per questo, così come per la soppressione, onorevole Milazzo,
nell'ospedale di Cefalù del punto nascita - perché con appena
quindici parti in meno, in un anno, si sopprime un centro
importante che serviva e serve all'intera parte delle alte Madonne
-, ebbene per questi motivi, chiediamo di calendarizzare al più
presto e con urgenza la mozione di censura alla dottoressa
Borsellino per potere discutere e dibattere in Aula sulle
gravissime disfunzioni della sanità siciliana.
PRESIDENTE. Così come convenuto in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, la mozione all'assessore Borsellino verrà
calendarizzata entro il 30 marzo 2015. Il 24 marzo l'Aula si dovrà,
invece, pronunciare e votare sulla scelta del Vicepresidente.
Questo per ricordare il percorso seguito in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, mi permetto di darle un suggerimento:
perché a questo punto non introduce, sulla scia di quanto è
previsto nel Regolamento di Camera e Senato, il question time
nell'ambito dell'Aula?
In ordine a ciò che sto per trattare, credo che sia meno
importante di quelli che, in qualche modo, sono stati evidenziati
dagli interventi che mi hanno preceduto, non per questo, però, meno
drammatico o meno importante. Mi riferisco a quello che sta
succedendo - purtroppo, devo essere sincero, signor Presidente, in
maniera del tutto improvvida - all'Assessorato territorio e
ambiente.
Mi riferisco ai famosi - perché sono diventati veramente famosi -
precari dell'Assessorato, preposti allo svolgimento di una attività
particolarissima, molto complessa, che è il rilascio di VIA e VAS.
E' giusto che l'Assemblea sappia che il nuovo dirigente da poco
nominato ha immediatamente sospeso tutti questi dipendenti
dall'esercizio delle loro funzioni e che, quindi, non viene svolta
alcuna attività da parte di questi dipendenti. Gli addetti ai
lavori sanno quanto importanza abbia la loro presenza nell'ambito
dell'Assessorato territorio e ambiente, tenuto conto che - continuo
a ripetere - sono preposti e svolgono la competenza nell'ambito
dell'attività istruttoria per il rilascio di VIA e VAS.
Se già i procedimenti che, in qualche modo, venivano attivati
prevedevano tempi biblici, vi lascio immaginare cosa significhi nei
prossimi giorni, eventualmente nei prossimi mesi, per quanto
riguarda i provvedimenti di VIA e VAS che - vorrei ricordare anche
all'assessore Vancheri che ne subisce le conseguenze - hanno delle
refluenze nei confronti delle imprese per quanto riguarda
tantissime attività.
Credo che sia una situazione che non possa non essere affrontata
nella dovuta maniera e devo, sinceramente, rapportare il fatto che
il Governo non ha affrontato, così come era giusto e corretto, tale
problematica.
Mi permetto solo di evidenziare che sono ben 14 mesi che non viene
corrisposto lo stipendio a questi dipendenti. Continuo a ripetere,
la conseguenza è che non possono svolgere alcuna attività che ne
deriva nei confronti, ovviamente, della collettività amministrata.
Chiedo, quindi, signor Presidente, che su questo argomento,
possibilmente, l'Assessorato territorio e ambiente possa venire a
riferire in Aula e, non solo l'Assessorato territorio e ambiente,
ma anche l'Assessore per il personale.
Se non viene risolta tempestivamente questa problematica, la
situazione, già drammatica di per sé per l'effetto che produce, lo
diverrà sempre di più nei confronti di tantissimi utenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà dovrò
fare riferimento ad alcune delle questioni che sono state sollevate
perché è inutile continuare a nascondersi rispetto ad una serie di
vicende che ormai sono sotto gli occhi di tutti.
Diversi colleghi, questa sera, hanno preso a riferimento una serie
di tematiche ma non è casuale il fatto che questo stia accadendo in
questa seduta d'Aula. Non è casuale, signor Presidente, perché
ormai in questi giorni ci stiamo rendendo conto che da qui al 30
aprile potrà veramente accadere ciò che si temeva, cioè una mancata
corrispondenza tra le entrate e le uscite. Lo dicevamo già nei
primi giorni del mese di gennaio che quello era un bilancio
assolutamente falso perché non c'era la certezza delle entrate,
perché non c'erano le coperture sufficienti e quella,
evidentemente, fu la ragione che portò il Governo regionale a fare
una previsione di bilancio per quattro mesi.
Tutti ci chiedevamo perché non si utilizzasse un criterio
differente, perché non si facesse riferimento, magari, al primo
mese dell'anno per poter avere la certezza delle entrate, ma a quel
tempo, quello che è stato il personaggio, l'assessore Baccei che da
lì a poco avrebbe gettato la maschera, si è oggi espresso in tutta
la sua evidenza.
Quel personaggio, Baccei, che oggi abbiamo definito nei termini di
quello che, effettivamente, rappresenta, ovvero di un killer senza
passaporto che, non avendo legami né con i partiti né con i
siciliani, avrebbe dovuto mettere luce su tutta una serie di
questioni che per questo Governo regionale erano insanabili e, da
lì a breve, poi, sarebbe andato via.
Quello che sta accadendo a Roma, in questi giorni, ovvero, che
Crocetta e Baccei stanno andando a costituirsi in un accordo che,
ormai, è chiaro perché è chiaro che, da qui ad ottobre, andremo di
nuovo alle elezioni.
Ormai è chiaro che la Sicilia si è esposta ad una condizione di
default e, quindi, a poco vale il dibattito che in queste settimane
si sta facendo in Commissione.
Capiamo, quindi, le ragioni per cui, ad esempio, stamattina
l'assessore Contrafatto ha deciso di non presentarsi in Commissione
per trattare il tema dei dipendenti del settore dei rifiuti, prima
dell'ATO e poi del Coinres, la stessa ragione per cui ha deciso di
non occuparsi dei temi del sistema idrico nella provincia di
Palermo, ovvero dell'APS. La stessa ragione per cui il Governo
regionale non sta dicendo una parola su una cosa su cui si sta
tacendo in maniera spregiudicata che è la condizione dei dipendenti
delle province regionali della Sicilia.
Allora, signor Presidente, diciamocelo, ormai questi sono gli
ultimi fuochi. Noi andremo avanti da qui alle prossime settimane,
poi ci troveremo di fronte all'approvazione del bilancio, per cui i
testi non potranno essere trattati e, dal primo di maggio, tutta
una serie di categorie che riguardano i dipendenti della società,
come ad esempio l'APS, i dipendenti del sistema dei rifiuti, dove
la riforma delle SRR non si sta compiendo, i dipendenti delle
province, dove in altri territori potranno beneficiare della
mobilità, mentre qui il personale in eccedenza non troverà spazio
di ricollocazione, tutti questi dipendenti saranno sotto il
Palazzo.
Io vorrei chiedere una cosa a lei, signor Presidente, e al Governo
regionale: si facciano una serie di provvedimenti di urgenza che
vadano a tutelare queste categorie di lavoratori. Si facciano una
serie di provvedimenti con carattere di urgenza che vadano a
tutelare i dipendenti dell'APS, che vadano a tutelare i dipendenti
del Coinres, che vadano a tutelare quei precari che, da qui a
breve, non potranno percepire lo stipendio e si facciano dei
provvedimenti di urgenza, rispetto a quei punti nascita che, è vero
secondo il decreto dell'Assessore per la sanità, dal 2011 sono
stati reclusi ad un ruolo che li vede soppressi, ma che abbiamo il
dovere, Governo e Presidente dell'Assemblea, di tutelare, perché i
cittadini siciliani, ovunque essi abitino, rispetto ai loro
genitori, possano continuare ad esercitare il diritto di nascita.
Questo lo si deve poter continuare a fare, in piccoli centri come
Petralia, come Cefalù e negare ai Cefaludesi la possibilità di
continuare a nascere in quei posti è la negazione di un diritto
sacrosanto, di un diritto che riguarda il mondo dell'infanzia e
dell'adolescenza.
Noi chiediamo, signor Presidente, nell'attesa del baratro che
ormai è lì, sotto di noi, che questi provvedimenti di urgenza,
almeno, da parte del Governo possano essere compiuti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana. Ne ha
facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
quest'oggi proprio perché ho visto la presenza di tutti i sindaci
della mia provincia qui in Aula, come lei avrà anche avuto modo di
vedere, e la loro presenza è legata proprio a tutto quello che
accade nel territorio agrigentino - e non solo - sulla questione
della gestione delle acque.
Io che ho vissuto negli anni la questione che riguarda
l'applicazione della legge Galli con l'individuazione dei
territori, degli ambiti territoriali con tutte le gare che sono
state portate avanti e con la gestione privatistica delle acque, so
bene quali sono state, allora, le difficoltà e so bene cosa vivono
oggi i cittadini rispetto ad una tariffa che diventa sempre più
opprimente, sempre più pesante in un momento di grande difficoltà.
Io credo che il Governo della Regione abbia l'obbligo di creare
una sorta di situazione omogenea nei territori, proprio perché gli
ambiti territoriali sono stati individuati per questo motivo,
quindi, ci deve essere eguale distribuzione, approvvigionamento ma
anche eguale pagamento delle relative tariffe.
Ebbene, in provincia di Agrigento abbiamo una situazione che è
veramente disastrosa, dove alcuni comuni che hanno ceduto le reti,
per la pressione che il Governo ha esercitato in passato, si
ritrovano oggi a dover pagare delle tariffe veramente esose mentre
altri comuni che sono riusciti a resistere, e che ancora oggi
resistono, hanno una situazione assolutamente diversa.
Quindi, tutto ciò che risparmiano i comuni che non hanno ceduto le
reti viene, purtroppo, sovraccaricato sui cittadini che si
ritrovano nei comuni che, invece, le reti le hanno cedute.
Questa è una situazione che si trascina già da anni, questo
Governo non si decide a dare delle dritte, una linea che sia uguale
ed omogenea e crea grande confusione, oltre che conflitti fra le
varie amministrazioni ed i vari comuni.
Oggi, per la verità, ho visto qui quasi tutti i sindaci della
nostra provincia, erano tutti qui a protestare, tutti non vogliono
assolutamente la gestione privata delle acque, vorrebbero ritornare
ad una gestione pubblica e, francamente, è da due anni che vedo
tanti disegni di legge, ne ho visti più di una ventina, qualche
volta sono stato anche in IV Commissione, anche se non è la mia, ma
ci sono andato proprio per seguire i lavori, e lì si era addivenuti
ad una sorta di accordo, cioè portare avanti un disegno di legge
unitario, condiviso da tutti ma anche questo, purtroppo, si è
arenato.
A distanza di due anni e mezzo non abbiamo ancora un segnale per
poter dare speranza ai nostri cittadini ed ai nostri sindaci.
Ancora si cincischia attorno ad un disegno di legge che non viene
fuori nella maniera più assoluta.
Abbiamo anche visto due disegni di legge governativi: uno
dell'Assessore precedente all'attuale, di cui non ricordo neanche
il cognome in quanto gli avvicendamenti sono stati talmente veloci
che mi sfugge, ma so che lo stesso assessore Contrafatto, ha
presentato anche un disegno di legge che è stato subito ritirato in
Commissione perché non era assolutamente adeguato alle esigenze dei
territori.
Allora, cosa chiedo? Non c'è l'Assessore al ramo, abbiamo la
presenza di altri due autorevoli Assessori che, spero, si facciano
anche portavoce di questo appello che fanno tutti i sindaci di
Agrigento e che io faccio mio, cioè quello di cercare di accelerare
questo disegno di legge per creare omogeneità nel territorio e per
dare la possibilità a tutti i sindaci di poter ritrovare anche loro
la serenità ma, soprattutto, per dare la speranza ai nostri
cittadini di non essere ulteriormente massacrati e soffocati da
queste tariffe che sono, veramente, diventate insopportabili.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ferrandelli. Ne ha
facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo,
intanto, per esprimere soddisfazione su questa presa di coscienza
generale che l'Aula sta mostrando per quanto concerne la vicenda
che ha scandalizzato e che ha turbato tantissimo i siciliani che è
la vicenda del caso Helg e, quindi, la vicenda di Gesap e sono
contento di questa presa di coscienza, seppur tardiva, che sta
arrivando sull'argomento.
E' chiaro che condivido anch'io la richiesta di commissariamento
della Camera di Commercio e chiedo all'Assessore per le attività
produttive di garantire un momento di transizione, un momento di
riequilibrio che ci consenta la terzietà più ampia in una fase così
delicata della vita di questo organismo e, d'altra parte, non posso
non ricordare che la vicenda accade, per quanto concerne la Gesap,
e non posso non ricordare che la Gesap sia una società partecipata,
una società partecipata non soltanto dal Comune di Palermo, non
soltanto dal Comune di Cinisi, non soltanto dalla Camera di
Commercio ma anche dall'ex Provincia regionale di Palermo che
detiene circa il 40 per cento delle quote e che indica due
componenti all'interno della Governance.
Ebbene, signor Presidente, un anno e mezzo fa sono stato
tenacemente convinto che tutto ciò che ruotava intorno
all'aeroporto non potesse essere così discrezionale, che quando si
amministra il denaro pubblico bisogna comportarsi come un'azienda
pubblica e, quindi, avere delle pubbliche misure di controllo e dei
pubblici bandi, delle pubbliche selezioni e, invece, questo non
accadeva all'interno di quello scalo e ricordo che allora, già il
22 febbraio 2014, più di un anno fa, io già mi recavo verso la
Procura di Palermo ed ho avuto alcune ore di colloquio anche con il
Procuratore Agueci.
Sono contento che, oggi, parte della chiarezza si sia fatta; ho
puntato il dito, non soltanto sulla discrezionalità, sulla vicenda
degli appalti e sui 132 milioni di euro di Fondi pubblici che sono
stati gestiti dall'aeroporto in appalti e, da allora, da quando la
Commissione Trasporti e, poi, la Commissione Antimafia ha posto
l'attenzione su quello scalo, tanti lavori sono iniziati a correre
alacremente, ricordiamo la consegna della partenze, la consegna
degli arrivi, la palazzina servizi che, finalmente, da scheletro
che era, adesso presenta una forma nel suo complesso riconoscibile
e tanto altro.
La discrezionalità che veniva denunciata dalle forze sindacali
sulla gestione delle forze di lavoro, anche sulle assunzioni, sugli
stagionali, alcuni ricatti gravi che potevano pesare sul futuro dei
lavoratori e che, spesso, potevano anche condizionare un'area così
importante come l'area di Cinisi e di Terrasini, anche in occasione
di tornate elettorali e quella mia richiesta di chiarezza e di
trasparenza si è trasformata, nel corso dei mesi, non in un
affiancamento della mia richiesta, ma si è trasformata in una
querela che ho preso, una querela che, oggi, mi inorgoglisce perché
forse avevo visto giusto e, forse, facevo bene a gettare luce su
quella procedura.
E' chiaro che la politica e la Commissione Antimafia poteva
soltanto accertare la regolarità amministrativa delle procedure per
cui quella ispezione, sebbene quel controllo, sebbene esercitato,
non ha potuto portare i frutti sperati e lì dove non può arrivare
spesso la politica arriva l'occhio attento della Magistratura,
l'occhio attento delle attività inquirenti che dispongono di altri
strumenti.
Però, la politica ha una responsabilità e questa responsabilità ce
l'ha tutta e la responsabilità sta innanzitutto nella governance di
quell'aeroporto che è un aeroporto, ricordo, ad intera
partecipazione pubblica e, quando un caso del genere accade ed
accade davanti agli occhi di tutti, bisogna interrogarsi sulla
governance che la politica ha espresso.
Ed allora, credo che ogni siciliano abbia ascoltato l'esito di
quelle intercettazioni, sembrava un Suk, un mercato: Dovresti
darmi il 16, chiudiamo al 10, invece di 460 mi dai 100 mila, 50
prima del Consiglio ; e tu ti chiedi: Ma veramente non esiste un
criterio? Veramente non esiste una parametrazione per cui a
superficie corrisponde trattamento economico d'affitto? Davvero c'è
questa discrezionalità e lì dove c'è la discrezionalità si annida
chiaramente la possibilità di corrompere, la possibilità di chi
agisce in malafede? .
Allora, Presidente, le autorità inquirenti faranno il proprio
corso ma la politica deve fare sicuramente la propria parte.
Helg chiedeva a quell'imprenditore che ha denunciato di avere una
quota prima di un Consiglio di amministrazione. Helg poteva contare
soltanto sul proprio voto all'interno di quel CdA, o c'era un
sistema - e questo spetta alla Magistratura acquisirlo - e quindi,
a maggior ragione, ci sono delle ombre pesanti all'interno di quel
CdA, o Helg agiva nella consapevolezza di poter operare
indisturbato, il che è altrettanto grave perché dimostra
l'incompetenza e che sopra quella governance non si può fare
affidamento perché tutto accadeva, anche questo, durante la
governance che non ha soltanto compensi alti e tutto questo non si
può chiudere soltanto con la sospensione del Direttore generale che
è stato oggetto delle mie attenzioni, Direttore generale che oggi
non può essere l'unico colpito da questo provvedimento con una
procedura di sospensione, perché voglio ricordare che quel
Direttore generale sul quale ho acceso i fari, non soltanto sul
compenso ma anche sul potere che esercitava, è stato riconfermato
alcuni mesi fa, perché gli era scaduto il contratto, proprio dalla
stessa governance della Gesap.
Innanzitutto due anomalie: 1) la Provincia regionale di Palermo
aveva nominato due membri del CdA, con la scorsa elezione; è stata
commissariata, c'è un Commissario. Noi chiediamo il ritiro dei
componenti della Provincia regionale di Palermo dal CdA della
Gesap, così da far decadere l'intero CdA e poter ridare,
finalmente, a quell'aeroporto una governance che gli dia la
credibilità per poter assolvere il ruolo, soprattutto adesso che
c'è una procedura delicatissima di privatizzazione in corso e ci
sono tantissimi riflettori accesi; 2) stessa sensibilità dovrebbero
avere gli altri che indicano componenti di ritirare il Comune di
Palermo che non può soltanto riconfermare la fiducia al proprio
membro e, quindi, al Presidente della Gesap, ma il Governo
regionale dovrebbe attivarsi affinché il Commissario della
Provincia consenta di ritirare la propria delegazione e di
ripartire senza ombre del passato, liberi da pregiudizi e
sicuramente con più fiducia nei confronti dei siciliani e nei
confronti anche di tutti coloro che con l'aeroporto ci avranno a
che fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, intervengo perché l'argomento che ha
introdotto l'onorevole Cancelleri è senza dubbio importante, ma
solitamente eravamo abituati a trattare in coda ai lavori i fatti
che la deputazione poteva rappresentare. Per questo c'è l'articolo
83, comma 2, e talvolta mi sono ritrovato anche solo a trattare
argomenti molto delicati perché a fine dei lavori, magari, ognuno è
un poco stanco.
Oggi, l'onorevole Cancelleri, introducendo un tema molto delicato
ha dato spazio all'Aula di sapere alcune cose e ha dato spazio
all'Aula di intervenire in un dibattito secondo me corretto, dico
secondo me corretto perché non voglio apparire il difensore di
nessuno men che meno di persone che non hanno bisogno della mia
difesa. Sto parlando chiaramente dell'onorevole Cracolici che
l'altro ieri ha chiesto legittimamente, nell'esercizio delle sue
funzioni parlamentari, una presa di posizione chiara da parte del
Governo. E io voglio parlare soltanto con il Governo o con il mio
Governo e voglio essere chiaro su questo punto. C'è qualcuno a cui
dà fastidio questo legittimo esercizio di democrazia che sono stato
chiamato ad esercitare e non c'è trippa per gatti. C'è qualcuno che
pensa - lo dico perché non voglio fare sconti ad alcuno - di poter
assumere il ruolo di censore delle dichiarazioni che un politico
rende in quest'Aula ricordandogli qualcosa.
Io credo che non intervenire su questo significherebbe mortificare
il Parlamento. E non c'è spazio per nessuno, men che meno se non ha
un mandato popolare di poter censurare qualcuno o l'onorevole
Cracolici. Io direi Albanese chi? Io so bene chi è Albanese, lo so
benissimo, ma non posso permettere a nessuno, sia vicepresidente di
una società che rappresenta la Regione, sia presidente di una
società privata, di dire che lui ricorda qualcosa. Noi non abbiamo
bisogno di avere ricordato niente. Noi siamo qua ad esercitare il
nostro ruolo e il mio ruolo mi porta a dire, nell'esercizio delle
mie funzioni, quello che credo, perché me ne assumo la
responsabilità politica e, quando mi assumo la responsabilità
politica, ho un corpo elettorale che giudica il mio operato.
Allora, siccome voglio risposte e le voglio dal mio Governo,
voglio sapere che cosa intende fare e non voglio sapere che farà
quando arriverà qualcosa perché la vicenda è così chiara che non
abbiamo bisogno di alcuna ispezione.
Allora, il Governo ci deve dire cosa intende fare con la Camera di
Commercio e poi - lo dico politicamente - in che tempi intende
realizzare il suo programma, altrimenti diventerò qua, come dire,
vigile dell'atteggiamento che il Governo terrà su questo punto.
Ogni seduta sarò costretto a ripetere e lo faccio soltanto per
difendere quest'Aula, se c'è una risposta certa e quando questa
arriva.
Poi, il Governo ci deve dire cosa intende fare con la
privatizzazione degli aeroporti, perché dagli aeroporti siciliani
passa non solo la vita dei siciliani per le loro necessità,
talvolta pure la salute. Gli aeroporti siciliani sono,
prevalentemente, nelle mani delle Province o dei liberi Consorzi,
perché ogni ente rappresenta non meno del 40 per cento della
struttura societaria. Mi rendo conto che la Regione non abbia la
vocazione a fare il gestore aeroportuale, il gestore aeroportuale
lo devono fare i privati, c'è una legge nazionale che dà pure
quest'indirizzo, ma io voglio capire cosa intende fare la Regione
per governare il processo di privatizzazione. Cosa deve fare la
Regione per evitare che questo processo di privatizzazione diventi
un utile soltanto per pochi. Cosa deve fare la Regione per
individuare un advisor che dia certezze sui bandi di evidenza
pubblica che la legge prevede per le privatizzazioni perché,
diversamente, saremo costretti a vedere che con aumenti di capitale
sociale, non ricordo le vicende della provincia di Trapani o
dell'aeroporto di Trapani perché potrei tediare l'Aula, ma sappiamo
bene come sono andate ed apprezzo l'iniziativa del Gruppo
parlamentare del PD che farà un dibattito pubblico per dire che
avrà a cuore gli interessi dell'aeroporto trapanese. Gli interessi
dell'aeroporto trapanese interessano tutta la deputazione della
provincia di Trapani, ma certamente nessuno si approprierà di
quello scalo.
Allora, Assessore al ramo, riferisca in Aula cosa vuole fare con
la Camera di Commercio di Palermo e quando lo vuole fare e non mi
costringa a ritornare sul punto perchè le garantisco che, per
difendere questo Parlamento, sono pronto, senza guardare in faccia
alcuno, a farlo in ogni seduta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la gran parte degli
interventi di questa sera hanno riguardato l'aeroporto, il
trasporto, la Camera di Commercio. Io voglio trattare qualcosa che
sta un po' più giù cioè dei terreni agricoli e dell'IMU agricola.
Qualche giorno fa, ad un incontro in cui c'erano sindaci,
agricoltori e semplici persone che, pur non essendo agricoltori a
titolo prevalente, hanno un fondo agricolo che mantengono con cura,
che sono molto preoccupati e attendono notizie per capire cosa sta
facendo il nostro Governo e come sta cercando di interfacciarsi con
il Governo nazionale che, come molti di voi ricorderete, a fine
novembre 2014 ha messo un bel decreto in cui dice ai Comuni che,
per quanto riguarda il Fondo di solidarietà comunale, sottrae delle
somme ingenti ai Comuni e, quindi, agli Enti locali e dice loro di
avvalersi, per recuperare queste somme, di provvedere attraverso
l'imposizione dell'IMU sui terreni agricoli.
Tutto ciò per recuperare somme, all'incirca 350 milioni che, oggi,
sono scesi a meno di 250 milioni, che si riverseranno come danno
sugli Enti locali e sugli agricoltori o, comunque, su chi possiede
un terreno ma che, mi permetto di dire, nel bilancio nazionale sono
davvero ben poca cosa rispetto ai danni che porteranno, perché se
oggi c'è una tendenza di ritorno all'agricoltura comunque in
maniera professionale o meno professionale, questo è un invito ad
abbandonare, a vendere i terreni, mi chiedo chi dovrebbe comprarli,
e soprattutto i Comuni, che secondo il testo sono obbligati a fare
il loro bilancio entro il 30 novembre prevedendo la parità di
bilancio, però il Governo nazionale a posteriori, gli comunica che
gli toglierà delle somme.
Ed allora, i Comuni cosa dovrebbero fare? Dovrebbero andare tutti
quanti in default, oppure dovrebbero andare a bussare in ogni casa
per esigere una tassa che già a distanza di due mesi e con la prima
rata scaduta, vi posso dire che i Comuni hanno recuperato meno di
un terzo di quello che gli è stato sottratto a posteriori, dopo la
chiusura del Bilancio
Ed allora, di cosa stiamo parlando? Io mi rivolgo al Governo per
fare qualcosa di più energico rispetto a quello che è stato fatto
fino ad oggi, perché non è possibile che per una somma di questo
tipo si vada a gravare su una Regione, e lo ricordo all'assessore
Caleca che da quando è assessore ho visto parecchie volte agli
incontri con gli agricoltori. Lei sa benissimo che quest'anno le
condizioni meteorologiche hanno messo veramente a dura prova tutto
il comparto agricolo, che c'è davvero una sofferenza, che già i
cittadini - e qui mi rivolgo a tutti quanti - sono vessati da una
pressione fiscale atroce che non riescono più a sostenere, e,
quindi, pensiamo che vessando ancora di più, che andando avanti
magari con i pignoramenti risolveremmo qualche cosa? Questa
politica dell'austerità è assolutamente vessatoria, specialmente
nel caso di questa tassazione.
Vorrei dire che ci sono dei Comuni che hanno fatto un ricorso,
coraggiosamente, solo 12 rispetto ad un'ANCI che sembrava scatenare
fuoco e fiamme ma, che alla fine, si è ammosciata, lasciando sola i
Comuni che si lamentano di questa cosa, giustamente, perché questo
elenco dell'ISTAT che va a classificare i Comuni in base
all'altezza della casa comunale, quando sappiamo benissimo che le
criticità di un territorio, lo svantaggio di un territorio, va
valutato secondo tanti altri aspetti che sono la viabilità, il
gravissimo dissesto idrogeologico che colpisce la nostra Regione,
sono queste le istanze che dovete portare lì a Roma ed insistere
veramente e duramente su questa cosa.
Ricordo che la PAC 2014/2020 dà come priorità riportare nelle zone
montane e disagiate l'agricoltura e le produzioni agricole in modo
che si valorizzino e si preservi il territorio dal dissesto
idrogeologico e dall'abbandono. Bene, se è questa la direzione che
dobbiamo prendere, dovete imporre, più che al Ministro
dell'agricoltura, al Ministero dell'economia e delle finanze che
sembra quasi che, facendo un sorteggio a mosca cieca, abbia beccato
l'anello debole della catena andando a colpire chi già davvero non
ce la fa più, perché già a fargli del danno all'agricoltura ci
abbiamo pensato. La CRIAS non dà accesso al credito, il mercato è
invaso da prodotti deregolamentati mentre i nostri produttori sono
sottoposti a severi controlli.
Insomma, su queste tavole, se ci dobbiamo mettere i nostri
prodotti, lei deve riuscire a dare, con vigore, una scossa al
Ministro e al governo Renzi. Chiami Crocetta, che so che si trova a
Roma, per imporsi su questa cosa Che guardino altrove e non
facciano cassa sulla Sicilia
E poi, mi rivolgo ai colleghi deputati, perché al Senato ed alla
Camera - oggi che questo Decreto sta per diventare,
sfortunatamente, legge - ci sono stati tentativi di abrogare questa
norma. Infatti, in Commissione Bilancio' al Senato era stato
presentato un emendamento per abrogare questa norma. Solo che oltre
al PD, che ha votato contrariamente all'emendamento soppressivo, si
sono aggiunti anche gli amici del NCD NCD che qui, invece, ha
anche presentato una mozione per chiedere al Governo di impegnarsi
per l'abrogazione di questo emendamento E poi Forza Italia che,
con un'assenza strategica, presenta l'emendamento e poi non si
presenta in Commissione per votarlo
E allora, un po' di coerenza Chiamate i vostri colleghi
Ricordategli l'importanza di questo passaggio Perché l'Assessore,
ha tutta la buona volontà, mi auguro che lei abbia la forza, anche
se già mi ha detto telefonicamente che c'è poco da fare, perché lei
chiama, fa e dice, ma quelli mandano a quel paese, quindi, almeno,
chi ha il potere legislativo abbia la coerenza tra quello che si fa
qui e quello che si fa a Roma Perché se sapessi da Roma che i miei
colleghi del Movimento Cinque Stelle fanno delle cose storte, li
chiamerei e gliene direi di tutti i colori Li minaccerei
letteralmente E voi questo dovete fare: gli dovete imporre di
abrogare questa norma Anche perché le persone qui si ammazzano e
prevalentemente sono gli agricoltori.
(Applausi da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. L'onorevole Assenza condivide quello che ha detto
l'onorevole Foti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, intervengo da deputato e non da Presidente della
Commissione Antimafia, perché non ho il cattivo gusto di utilizzare
una vicenda grave e spiacevole, come quella che vede protagonista
il Presidente della Camera di Commercio di Palermo, in un dibattito
che mi sembra abbia assunto toni strumentali. Lo dico con grande
serenità d'animo e lo dico perché al di sopra - credo come tanti in
quest'Aula - di ogni sospetto.
Io non sono indignato, ma rischio di indignarmi degli indignati,
perché ancora una volta la politica ha perso l'occasione per
tacere. Sulla vicenda di Roberto Helg, in quest'Aula, si farebbe
bene a tacere. Lo dico da deputato dell'opposizione, perché con
gente come Helg certa politica - e soprattutto la politica che si
rifà alla maggioranza di Governo - ha determinato candidature ed
elezioni, appoggi e sostegni, concreti, sia chiaro
E mi indigno soprattutto perché, quando qualcuno pensa di
difendere la dignità di questo Parlamento - e lo fa a fronte di un
comunicato stampa della Camera di Commercio di Palermo
assolutamente inopportuno, e grave, e censurabile - quel qualcuno
non ha avvertito lo stesso bisogno e la stessa esigenza quando,
qualche settimana fa, il Presidente della Regione siciliana ha
detto che, in quest'Aula, c'erano deputati eletti col sostegno
della mafia Il silenzio assoluto Lasciando soltanto il
sottoscritto a levare, assieme al Presidente di questa Assemblea,
un legittimo, non grido di protesta, perché non escludo che ci
possano essere eletti col sostengo della mafia, non ho alcun
elemento per escluderlo, ma il Presidente della Regione se è a
conoscenza o ha notizia di reato ha il dovere di informare o la
Procura della Repubblica o la Commissione Antimafia esattamente
come ho fatto di fronte ad una vicenda precisa che si è configurata
per il Consiglio comunale di Catania: ho trasmesso gli atti alla
Procura della Repubblica.
Tutto ciò, signor Presidente, lo dico ai colleghi consiglieri
perché ancora una volta la politica fa finta di non vedere. Questa
antimafia del giorno dopo mi ha davvero disgustato
Ci meravigliamo del fatto che Roberto Helg abbia potuto avere un
ruolo di rappresentanza senza averne titolo perché non più
imprenditore e ce ne accorgiamo, facendo finta di dimenticare, che
per cinque anni l'Assessorato alle attività produttive di questo
Governo, guidato dal Partito Democratico, per cinque anni,
riconduce ad un Assessore nominato o indicato da una organizzazione
di categoria che ha espresso, ha scelto ed ha selezionato il
candidato che sarebbe diventato Presidente della Regione: il
gelese, Rosario Crocetta.
Con molta serenità, Presidente, mi sento di parlare da deputato e
non da Presidente di un organismo che, molto seriamente, questa
mattina anche su iniziativa del collega Malafarina, ha posto dei
temi seri che tutta la politica dovrebbe porsi. Perché alcune
Camere di Commercio invece di limitarsi a raggiungere i fini
istituzionali si sono occupate di altri settori? Perché
l'amministrazione e la gestione dei principali scali aeroportuali
in Sicilia non vede protagonisti gli Enti locali, ma vede
protagonisti le organizzazioni di categoria e le Camere di
Commercio? Perché la Regione e il Governo della Regione non ha
esercitato negli ultimi anni il necessario controllo sulla gestione
degli aeroporti e, perché no, sulla gestione delle Camere di
Commercio?
Attorno a questi temi, Presidente, senza essere indignato perché
non mi sorprende la vicenda Helg, posso provare solo amarezza
Ma voglio chiedermi quanti Helg ci sono in Sicilia, quanti
paladini dell'antimafia ci sono in Sicilia pronti a lavorare di
giorno facendo prediche sane e di notte trescando nell'ambiente
torbido del malaffare?
Mi chiedo: perché il Governo finora non è stato messo nelle
condizioni di esercitare il proprio diritto? Perché dai banchi del
centrosinistra non sono emerse le stesse perplessità che emergono,
oggi, a fronte di una clamorosa indagine giudiziaria?
Ecco, credo che i controlli vadano esercitati sul piano preventivo
prima che pretendere di esercitarli sul piano repressivo.
Per questo, signor Presidente, in questo dibattito che definisco
infelice e grigio - senza alcun riferimento ai colleghi cui voglio
bene ed apprezzo tutti - per lo spirito, per il principio al quale
è stato improntato - è una mia personale opinione - mi permetto di
chiedere al Governo, rappresentato dall'ottima dottoressa Vancheri,
se - perché, Assessore, dopo questo dibattito ha il diritto-dovere
di pronunciarsi e di dire cosa intenda fare - non ritenga di dovere
rendere conto dell'azione di controllo esercitata, in che misura ed
in quali tempi sugli enti di funzione pubblica, che ho appena
citato e soprattutto, al di là della vicenda Camera di Commercio,
che ritengo scontata nella sua fase di passaggio al
commissariamento, cosa intenda fare per consentire ad ognuno di
assumere il proprio ruolo.
Il Parlamento le chiede non tanto di agire ora sul latte versato,
ma le chiede di sapere perché lei o chi per lei non abbia ritenuto
di agire ieri e l'altro ieri quando alcune situazioni, senza
bisogno delle manette, si evidenziavano e si appalesavano già
assolutamente equivoche o, comunque, degne di approfondimento.
Io credo che lei abbia il dovere di rispondere, Assessore, non
soltanto per l'integrità che tutti le riconosciamo, ma anche per
l'onestà intellettuale che stasera lei deve consegnare prima a
questa Aula e, poi, al giudizio della pubblica opinione.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'assessore Vancheri, non
credo a questo sdoppiamento fra deputato e Presidente della
Commissione Antimafia. Se questo Parlamento l'ha scelta come
Presidente della Commissione Antimafia è perché l'ha ritenuta tra
tantissimi deputatati, tutti e novanta, chiaramente il più indicato
per potere svolgere questo lavoro.
Peraltro, approfitto di questa questione, perché sembra che la
politica arrivi sempre dopo e, devo dire, onorevole Musumeci, che
devo dare atto, invece, a tutti gli interventi, iniziando
dall'onorevole Cancelleri che lo ha stimolato, perché qua si voleva
rimarcare che non c'è una classe dirigente fatta di categorie o di
liberi professionisti che si possa autolegittimare a candidarsi
come classe dirigente come se nessuno sapesse niente e c'entrasse
niente e tutto lo sporco ed il male sta in questo Parlamento o sta,
soprattutto, nella politica.
Ecco, questo era ciò che si voleva, in qualche modo, evidenziare.
Così come le devo dare atto dell'ottimo lavoro che lei
diligentemente, così come ha fatto tutta la Commissione Antimafia
di questa Assemblea, sta facendo in merito alla vicenda del Cara di
Mineo di cui, probabilmente, non si è parlato a fondo; tra qualche
giorno scoppierà e ci rimarrà l'amaro in bocca nel dire che
l'avevamo detto. Questo non ci soddisfa. Lo voglio dire con la
massima chiarezza.
Anche quando è stata messa quasi sotto accusa la sua persona, ho
dovuto difenderla, nella mia qualità, certamente di deputato, ma di
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, perché era giusto e
doveroso riferire alla Commissione Antimafia.
Quindi, le volevo dare atto del lavoro che svolge tutta la
Commissione, questo a dimostrazione che c'è tanta buona politica.
C'è tanta buona politica in Sicilia, c'è tanta buona politica in
questo Parlamento e, ritengo, nella gran parte dei rappresentanti.
Do la parola all'assessore Vancheri.
VANCHERI, assessore per le attività produttive. Grazie Presidente,
onorevoli deputati, sono d'accordo con quello che ha detto
l'onorevole Musumeci e la ringrazio anche per le sue parole di
apprezzamento.
Io ribadisco, così come ho fatto precedentemente nel mio
intervento, il ruolo che la Regione in questo caso particolare deve
assumere, però come giustamente dice lei il ruolo che la Regione
deve assumere e nella fattispecie l'Assessorato alle attività
produttive, che rappresenta l'organo di vigilanza presso Enti
locali, fra cui anche la Camera di Commercio, che pur essendo enti
autonomi funzionali che dipendono comunque dallo Stato, hanno anche
una parte di controllo da parte della Regione, peraltro, vigiliamo
su quelle che sono le composizioni di rappresentanza politica degli
organi ai vertici delle Camere di Commercio, meno competenze sulla
parte dei controlli gestionali in termini di bilancio nonostante,
comunque, i bilanci delle Camere di Commercio passino anche al
vaglio dei controlli dell'Assessorato al bilancio.
Però, è giusto ribadire un fatto: per quanto mi riguarda l'azione
che ho intrapreso, sin dal mio insediamento, nei confronti delle
Camere di Commercio, è stata rappresentata dal fatto che bisognava,
appunto, riprendere il contatto con questi enti.
Perchè questi enti sono considerati importanti? Perché sono degli
enti dentro cui oltre a rappresentare tutte le categorie economiche
rappresentiamo, quindi, di riflesso, l'interesse collettivo e,
quindi, come è stato giustamente detto stasera in Aula - io
condivido - dobbiamo assicurarci che la classe dirigente che si
occupa delle attività gestionali, all'interno di questi enti, sia
una classe dirigente - mi riferisco alla classe dirigente in
rappresentanza della classe politica - che deve essere sempre
pronta a fare anche un passo indietro, specialmente in questi casi,
quando si creano queste situazioni così gravi e così oscene.
Dall'altra parte, ribadisco che la classe dirigente che si occupa
della parte amministrativa all'interno delle Camere di Commercio,
comunque, è quel gruppo di dirigenti che hanno lavorato e che
stanno ancora continuando a lavorare e per cui ho detto, il Governo
dice, che il posizionamento sul commissariamento, siamo
d'accordissimo, ribadisco, è stato il primo atto che ho fatto dopo
tre ore dalla notizia dell'arresto di Helg.
E' partita subito la mia richiesta politica, quindi, l'Assessore
richiede al Dipartimento attività produttive di attivare con
urgenza l'organismo di vigilanza sulla Camera di Commercio di
Palermo.
L'indomani il Dipartimento ha urgentemente risposto all'Assessore
dicendo che avevano attivato un'ispezione che si concluderà - parte
venerdì - nell'arco di una settimana, per predisporre gli atti del
commissariamento.
Questo perché - ci tengo a ribadirlo - è vero che la gravità del
caso impone un commissariamento ad horas dal punto di vista
politico, ma comunque rappresento un Assessorato che, oltre ad
avere una risonanza politica in qualità di Assessore, ha un
Dipartimento e l'organo di vigilanza, comunque, vigila sulla parte
amministrativa.
Quindi, l'ispezione è un atto dovuto dall'Amministrazione. Anche
perché, con tutto il rispetto per tutte le cose giustissime che
sono state dette questa sera, nel frattempo l'ispettore, che per
altro è un dirigente interno dell'Assessorato alle attività
produttive, sta controllando tutte le carte che abbiamo richiesto e
le carte che sono state richieste sono le carte che riguardano
proprio anche atti che sono stati eseguiti durante la presidenza
Helg.
Questo perché il commissariamento è una posizione giustissima che
condivido, ma il commissariamento, nel caso della Camera di
Commercio di Palermo, deve realmente rappresentare, a parte la
persona che dovrà rappresentare il Commissario, l'inizio della vera
riforma, quella sostanziale dentro le Camere di Commercio e,
quindi, dobbiamo muoverci in questo senso.
Lo dobbiamo fare non solo di pancia, con la rabbia politica che ha
scatenato questa oscenità, ma dobbiamo farlo adesso anche con la
freddezza di chi vuole amministrare bene anche questa fase di
transizione.
Ricordo, infatti, che la Camera di Commercio di Palermo, comunque,
aveva attivato già l'accorpamento che è passato al vaglio del
Ministero dello sviluppo economico, è passato in Conferenza
Regioni, in Conferenza Stato-Regioni e in unificata.
Quindi, la riforma della struttura e della governance della Camera
di Commercio di Palermo è già avviata ed è proprio per questo che
dobbiamo vigilare con più attenzione su come dovrà ricomporsi
questa governance che dovrà essere una governance all'insegna della
vera legalità.
Su questo, quindi, confermo, è la mia posizione e ribadisco anche
il fatto che nel riprendere il contatto con le Camere di Commercio
ho voluto, con forza, affrontare con le stesse una sorta di
supporto parallelo che la Regione doveva e deve fare rispetto ai
procedimenti di autoriforma che loro stanno portando avanti con il
Governo centrale.
Però, proprio perché la Regione vigila sulle Camere di Commercio
che, comunque, pur dipendendo dal punto di vista finanziario dallo
Stato, operano nei nostri territori e sono rappresentate dai nostri
rappresentanti e sono gestite dai nostri dirigenti, è ovvio che la
Regione debba interagire con le Camere di Commercio in modo attivo
e le debba controllare sempre nella garanzia dell'interesse delle
imprese sane e dei cittadini.
Su questo non c'è ombra di dubbio. La mia volontà di volere
trasformare le Camere di Commercio era quella per dire che le
Camere di Commercio devono diventare le realtà non periferiche
dell'Assessorato alle attività produttive, ma il cuore pulsante che
rappresenta l'interno dei territori, la mission di un Governo che,
pur rispettando le autonomie di enti che dipendono dallo Stato per
certi versi, comunque, instaura con questi stessi un rapporto
sinergico per garantire la mission di questo Governo, di questa
Assemblea.
Questa è la mia posizione, la posizione che ho voluto con forza
che venisse rappresentata al tavolo quando abbiamo riunito il
tavolo con tutte le Camere di Commercio per difendere il diritto
dei lavoratori precari, dei lavoratori i cui stipendi erano a
rischio, così come dei pensionati.
E' stata la posizione che abbiamo assunto al tavolo insieme alla
III Commissione, con il supporto anche del presidente Ardizzone,
nell'audizione comune che è stata fatta, cioè quella di procedere
per capire bene e fare uscire fuori i dati per dare una sorta anche
di supporto, cioè la Regione vigila, ma supporta anche questo
processo di trasformazione perché questa è la mission che i miei
stessi colleghi mi hanno chiesto ed ho condiviso con loro, cioè
quella di trasformare queste realtà, quindi, di vigilare affinché
queste realtà possano diventare realmente realtà più trasparenti e
realtà più semplificate, sicuramente, più snelle, ma più alla
portata dei diritti dei cittadini.
Mi fa piacere che l'onorevole Musumeci lo abbia ricordato, perché
l'organismo di vigilanza delle attività produttive non controlla
solo le Camere di Commercio perché controlliamo anche altre enti
importanti per lo sviluppo che sono l'IRCAC, piuttosto che la
CRIAS.
Sono tutte queste realtà che, comunque, incidono sugli stessi
scenari che riguardano le attività produttive ed anche su questo
l'Assessorato alle attività produttive si è già mosso, perché non
da ora abbiamo presentato ad ogni finanziaria gli emendamenti per
la riforma degli organi politici dentro l'IRCAC e la CRIAS;
finalmente siamo arrivati ad avere in finanziaria una norma che
dovrebbe riformare l'organo politico della CRIAS e l'IRCAC e,
finalmente, spero si possa arrivare all'insediamento dell'organo
politico di questi due enti importantissimi che, come le Camere di
Commercio, oltre a gestire risorse finanziarie, orientano e
gestiscono le attività di sviluppo del nostro territorio.
La mia attenzione, quindi, va verso questi enti: Camera di
Commercio, CRIAS, IRCAC; è un'attenzione finalizzata a far sì che
questi diventino enti strumentali per lo sviluppo delle attività in
piena sintonia, armonizzando, quindi, le attività con quelle che
sono le mission della politica di questo Governo e mettendo al
primo posto la tutela dei diritti, non solo degli imprenditori, ma
dei cittadini, ma anche la mission di questo Governo che deve
portare avanti queste pratiche, tra virgolette, di vera legalità.
attività produttive (n. 683-2-228-490-254-548/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge
Testo unico delle attività produttive (n. 683-2-228-490-254-
548/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto all'ordine
del giorno: Discussione dei disegni di legge .
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
Testo unico delle attività produttive (n. 683-2-228-490-254-
548/A), posto al punto n. 1).
MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente, è
evidente che la mia proposta riguardava un'Aula meno sfibrata da
questo dibattito, però l'avanzo lo stesso perché la si possa
prendere in considerazione in ogni caso.
Sugli articoli 5, 6 e 7 c'è una discussione in corso con i
presentatori degli emendamenti e con quanti hanno manifestato delle
perplessità sul corpo dei tre articoli che definiscono le linee
guida, l'attuazione del Regolamento.
Io proporrei, se l'Aula è d'accordo, di sospenderli e partire
dall'articolo 8. Ci sono parecchi articoli cui non sono stati
presentati emendamenti o ci sono emendamenti che sono facilmente
assorbibili e dal lavoro preparatorio che ho fatto, almeno una
trentina di articoli o quaranta possono essere approvati
celermente.
Entro la prossima seduta d'Aula, appena abbiamo un'ipotesi di
riscrittura dei tre articoli 5, 6 e 7, potremmo tornare a questi
articoli.
PRESIDENTE. Per me nulla osta ad accantonare questi articoli, però
gli uffici mi fanno notare che c'è un collegamento con gli articoli
successivi rispetto a quelli accantonanti.
MUSUMECI. Sono propedeutici.
PRESIDENTE. Non tutti.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul Testo unico
concordo con quanto dice il presidente Marziano, però, a mio
avviso, quelli che dovrebbero tornare in Commissione o che devono
essere cassati, sono gli articoli dal 5 al 10, perché l'articolo
10 parla del Commissario ad acta.
Tutti questi articoli attengono ad una questione che, a mio
avviso, dovrebbe essere normata da una legge organica. Si parla di
programmazione.
La programmazione spetta al Governo, spetta al Presidente della
Regione, non può essere demandata agli Assessori e, secondo me, non
ha nulla a che vedere con quella che è l'attività, cioè,
l'attuazione che è compito delle attività produttive.
Allora, cosa proporrei? Proporrei di fare una legge organica sulla
programmazione che venga approvata con una delibera di Giunta, vada
in Commissione per i pareri, ritorni in Aula per l'approvazione.
Quale poteva essere un'altra soluzione, signor Presidente? Il
Testo unico, a mio avviso, se si vuole fare una riforma seria,
bisogna che sia formato da quindici articoli; allegato ai quindici
articoli vi sarà un regolamento di attuazione, che non è il
regolamento di cui parlava ieri sera il presidente Leanza, che poi
deve essere sottoposto al vaglio del Consiglio di Giustizia
amministrativo e si perde tempo, ma un regolamento che ogni anno
accompagna il DPEF.
Il DPEF non può essere solo un documento di spesa, ma deve essere
anche un documento di programmazione economica. Quindi, un
regolamento che si affianca e che viene approvato insieme ai
quindici articoli che compongono quello che si vuole stabilire e
decidere sulla libertà di impresa, che cosa devono fare i
panificatori, qual è l'attività per i panettieri e quant'altro, per
i carburanti, gli idrocarburi e, qualora si dovesse modificare
questo regolamento di attuazione, non ci sarà bisogno di tornare in
Aula perché andrà in Commissione, questa darà il parere ed il
Governo si assumerà la responsabilità di modificarlo.
Io darei un altro taglio ed un altro indirizzo, ma se questa
proposta non va bene, non è accettata quanto meno ritengo
necessario che gli articoli dal numero 5 al numero 10 - laddove si
parla di programmazione economica e, quindi, di sviluppo, il
Parlamento non può essere spogliato delle proprie prerogative che
sono proprio quelle della programmazione - vengano cassati da
questo disegno di legge.
MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO, presidente della Commissione. Signor Presidente, come
volevo proporre nella seduta di ieri, se potessimo apprezzare
l'emendamento Cancelleri, che prevede il passaggio delle linee
guida nelle commissioni competenti, quindi, previo parere delle
Commissioni competenti, avremmo tenuto conto della maggiore
perplessità che ha manifestato il dibattito d'Aula sul testo
dell'articolo 5.
Io ritengo, se vogliamo proseguire - perché è chiaro che si tratta
di una volontà che deve essere collettiva -, apprezzando
l'emendamento 5.2.1, con l'esclusione del secondo periodo: Il
comma 6 è soppresso , potremmo proseguire perché tutti gli atti che
dovrà produrre il Governo rispetto alle linee guida, con questo
comma, si prevede che passino dalle relative Commissioni di
competenza, quindi, avremmo tenuto in considerazione la maggiore
delle perplessità e delle preoccupazioni che hanno i colleghi
deputati.
SUDANO. Come passa in Commissione, con che parere?
MARZIANO, presidente della Commissione. Come passano le norme in
Commissione, con il parere obbligatorio, ma non vincolante, come
passano tutti i pareri delle Commissioni.
PRESIDENTE. Si propone di andare avanti approvando l'emendamento
dell'onorevole Cancelleri, perché l'articolo 5, poi, è il nucleo di
tutto il Testo unico. La gran parte degli articoli sono agganciati
a questa prima parte.
Onorevole Assenza, le chiedo di intervenire per chiarire
l'emendamento 5.3, quando si parla del decreto che deve essere
emanato, anche di concerto con il libero consorzio dei comuni,
perché i liberi consorzi dovrebbero essere almeno sei e, poi, ci
sono tre città metropolitane.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di essere
stato chiaro ieri.
Ad ulteriore chiarimento mi sono premurato di stampare l'ultima
legge della regione Lombardia che regola gli investimenti
produttivi in tutti i settori.
Signor Presidente, ma può essere che la regione Lombardia, che
credo che non sia l'ultima delle Regioni sviluppate d'Italia e
dell'Europa, oserei dire del mondo, abbia approvato, nel 2014, una
legge di dodici articoli, compreso quello finale, che riguarda
l'entrata in vigore e noi dobbiamo discutere ed approvare una legge
dirigistica che cerca di regolare anche l'aria che si respira di
238 articoli? Ma non capiamo che siamo fuori dal mondo, fuori dalla
modernità, fuori da quello che necessita effettivamente a
quest'Isola per il suo sviluppo?
Questa legge non può essere emendata, questa legge deve essere
rimandata in Commissione nell'iter semplificato, perché altrimenti
non ne usciamo più.
Questa legge, poi, deve essere armonizzata con la programmazione
produttiva, tant'è vero che, in quella legge, ci sono sei, sette
obiettivi che la Regione si deve porre e al penultimo articolo
prevede i fondi per sviluppare quelle attività produttive.
Qui, vogliamo regolare centri commerciali, il commercio
elettronico, il commercio e non diamo alcun input reale
sull'attività produttiva.
Il mio emendamento, signor Presidente, era chiarissimo.
Se voi proprio volete mantenere questa architettura arcaica, le
liste degli articoli 5, 6 e 7 in cui dobbiamo indirizzare chissà
cosa, togliamolo questo compito comunque alla Regione, diamolo agli
istituendi consorzi dei Comuni, riempiamo di contenuto l'Ente
intermedio, ma la mia critica di fondo è che noi, con questa
legge, invece, di semplificare, aggraviamo la già problematica
esistenza.
Quella legge che può essere, evidentemente, adattata alle nostra
esigenze, ma il cui impianto, vi assicuro, nel suo impianto
complessivo è quanto di più snello ed attuabile possibile può
essere posta come modello sulla quale discutere e rivedere tutto
l'impianto, ma non perdiamoci nell'esame di una norma che, alla
fine, non porterà a nulla di concreto per lo sviluppo dell'attività
economica in Sicilia, perché poi il principio è uno, se vogliamo
sostituire, come dobbiamo sostituire, tutte le autorizzazioni con
la semplice comunicazione di attività e lasciare, poi, alla
Pubblica Amministrazione l'intervento successivo da attuare entro
un termine perentorio, su questo principio, che deve essere la base
per l'avvio dell'attività, possiamo aggiungere il corollario degli
articoli strettamente necessari per regolare, però, la cornice.
Questa è una legge che cerca di regolare anche il minimo dettaglio
di ciascuna attività imprenditoriale. E' una legge dalla quale non
usciremo più, ammazzeremo definitivamente quel minimo di vitalità
che c'è ancora nella nostra Isola, altro che semplificare, altro
che dare input allo sviluppo dell'attività produttiva.
Non voglio criticare nessuno, ma credo che, in Commissione
Attività produttive', ci si sia posti attorno al nulla, attorno
all'impostazione di regolare tutto ciò che era da regolare, mentre,
in questa materia, l'importante è deregolarizzare al massimo, dare
veramente i criteri attorno ai quali vorreste avere un'idea perché
è questo che manca a questo Governo, l'idea sulla quale deve
puntare la nostra ripresa, la nostra attività economica in Sicilia.
Quindi, signor Presidente, relativamente agli articoli 5, 6 e 7,
insisto sul mio emendamento.
Se prima non viene approvato quello precedente dei colleghi del
Movimento Cinque Stelle che tende, addirittura, ad abrogare
l'articolo 5, 6 e 7, però, non ne usciamo più perché, poi,
all'articolo 9 ritorniamo con riferimento a queste previsioni
dell'articolo 5, 6 e 7; all'articolo 10 introduciamo questa
ulteriore figura perché ci mancano funzionari in Sicilia, ne
aggiungiamo un altro, questa figura del tutor di impresa.
Signor Presidente, cerchiamo una volta tanto di ragionare
veramente sui fatti concreti e non sulla poesia inutile di un libro
dei sogni che deve appesantire la nostra attività.
PRESIDENTE. Onorevole Marziano, siamo praticamente al punto di
ieri, nel senso che siamo fermi perché diciamo che i deputati
interessati sono di gran lunga inferiori rispetto al numero legale.
Lo scopo di questo Testo unico era quello di caratterizzare questa
legislatura con l'approvazione di testi unici, quindi, siamo
partiti tutti da buoni propositi e siamo stati tutti convinti, in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, anche sul
presupposto che in Commissione era stato fatto un buon lavoro e,
quindi, il testo era pronto per l'Aula.
Adesso siamo ancora alle questioni di carattere preliminare, siamo
lontani dall'obiettivo finale, anche in considerazione della
presenza poco cospicua, il discorso è più politico che procedurale
perché se ci mettiamo con i fatti procedurali è chiaro che ogni
parlamentare interviene su 238 articoli e non ne usciamo più.
L'intento era quello di andare avanti celermente. Se ci sono delle
questioni che possono essere in qualche modo superate, se
l'Assemblea non può essere, previa intesa, è chiaro, altrimenti un
tentativo che posso fare è - però, non decido in questo momento -
avvalermi dell'articolo 64 bis - non l'abbiamo mai fatto - che
recita: il Presidente sentiti i Vicepresidenti - il Vicepresidente
dovrei dire - può, dandone comunicazione all'Assemblea, assegnare
in sede redigente alle Commissioni permanenti i disegni di legge
recanti testi unici per la deliberazione degli articoli, essendo
riservata all'Assemblea la votazione finale con sole dichiarazioni
di voto a norma dell'articolo 131 .
È chiaro che la Commissione deve essere integrata dai
rappresentanti dei Gruppi che in atto non fanno parte di quella
Commissione, però, prima di decidere su questo mi vorrei consultare
con l'Assessore, in separata sede, questa sede rinviamo, sentire il
Presidente della Commissione, sentire i Capigruppo.
MARZIANO, presidente della Commissione. Ci misuriamo su questa
sfida, Presidente
PRESIDENTE. Io debbo sentire intanto l'onorevole Venturino, così
come previsto. Vorrei sentirmi con l'Assessore, dovrei integrare la
Commissione con i rappresentanti dei Gruppi, perché se è questa la
soluzione per approvare il disegno di legge che ben venga e,
secondo me, è la soluzione più celere.
Non siamo sotto i riflettori perché, in effetti, inutile dirlo che
i riflettori spesso ci condizionano, possiamo anche inaugurare
questo percorso nella speranza che si possano esitare altri testi
unici, perché il lavoro, quando tutti ci facciamo prendere dalla
fretta, approviamo, approviamo, approviamo, il lavoro preventivo
deve essere fatto nelle Commissioni, quindi, si potrebbe parlare
anche di altri testi unici.
Rinviamo l'Aula con lo stesso ordine del giorno, quindi, ancora
non ho assunto la decisione.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, prendo atto della volontà di
rinviare e prendo anche atto della volontà di appurare le
possibilità di esaminare il testo in fase redigente in Commissione,
però faccio una considerazione di tipo politico, chiaramente, cioè
si sta arrivando a questa considerazione semplicemente per il fatto
che la maggioranza è assente in Aula, perché le opposizioni sono
presenti.
Purtroppo, devo rimandare al mittente questa cosa che l'Aula è
spoglia dalle presenze dei deputati, chiaramente ho il rispetto
della sua considerazione, però, non posso accettarla perché le
opposizioni sono qui, sono qui e stanno facendo il loro lavoro, se
vuole politico, di interdizione ad un disegno di legge che magari
non ritengono e lo dobbiamo migliorare e tutto il resto.
PRESIDENTE. Ma questo chi lo sta mettendo in dubbio?
CANCELLERI. Siccome vedo che si sta parlando della possibilità di
rinviare, ebbene la possibilità di rinviare è quando anche le
opposizioni ritengono che quella di portare avanti il disegno di
legge sia una pratica impossibile, ma qui pare che tutti, nessuno
escluso, dalle opposizioni vogliano invece continuare a lavorare;
il problema è semplicemente uno: se la maggioranza non ha paura che
comincino a saltare gli articoli uno dopo l'altro, ma lì rimane il
problema che il capogruppo è il PD, il capogruppo è l'UDC, il
capogruppo di tutti gli altri partiti che supportano questa
amministrazione dovrebbero cominciare a fare le telefonate per
richiamare in Aula tutti i loro deputati.
PRESIDENTE. Lei ha evidenziato il vero nocciolo della questione.
Io sono il Presidente dell'Assemblea ed ho l'esigenza di fare
approvare le leggi. Questo è il punto. Siccome è la prima volta che
lanciamo una sfida a noi stessi di approvare un Testo unico, le
premesse non corrispondono alla realtà. Questo è il dato perché in
Conferenza di Presidenti dei Gruppi parlamentari, ci siamo
sbracciati tutti per portare avanti questo Testo unico, di questo
si tratta. Lo stesso dicasi per i centri storici, lo stesso dicasi
per gli altri disegni di legge. Quindi, a me che sia maggioranza o
opposizione, in questo momento, interessa ben poco. A me interessa
che venga esitato, se possibile, se condiviso, un disegno di legge.
MUSUMECI. Ieri ha detto che c'erano le premesse
PRESIDENTE. Il capogruppo di Forza Italia.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
merito riallacciandomi a quello che i colleghi hanno anche detto,
cioè noi, oggi, vogliamo fare evidenziare come siamo in un'Aula
quasi vuota, semivuota e lo diciamo con grande amarezza.
Il Testo unico sulla semplificazione sull'attività produttiva
doveva essere il fiore all'occhiello, Assessore, del Governo. Su
questo Testo unico la Commissione ha già lavorato e lavorato
veramente tanto.
Chiaramente ci sono delle criticità che noi anche oggi, anche
stasera stiamo sottoponendo all'attenzione del Governo ma anche dei
colleghi parlamentari, ma ritengo, così come il Presidente ha
invocato l'articolo 64 bis, mi pare di comprendere, per un'opinione
diffusa, che dovremo guardare all'articolo 64 bis, quinto comma,
cioè in questo momento c'è in corso una discussione su un disegno
di legge e durante la normale procedura viene garantita se un
decimo dei deputati lo richiede cioè non possiamo rinviarlo in
Commissione in sede redigente senza un accordo. Allora, in questo
senso, lo dico
PRESIDENTE. Ho detto che non l'ho rinviato
FALCONE. Allora, continuiamo stasera, vediamo dove arriviamo, cioè
non soffochiamo i lavori d'Aula proprio perché magari vi è qualche
assenza di più, di troppo, eccessiva, ma questo lo deve spiegare la
maggioranza, noi ci siamo, tutti ci siamo qua
PRESIDENTE. Che voi ci siete tutti e che l'opposizione c'è,
nessuno lo sta mettendo in dubbio. E sono il primo ad averlo
evidenziato. Il discorso è andare avanti con un Testo unico perché
ci siamo fermati all'articolo 5 e facciamo un Testo unico perché
possa essere condiviso, perché altrimenti ci fermiamo ad ogni
articolo e non ne usciremo più.
Questo è il dato di base perché anche l'intervento dell'onorevole
Assenza - ma lo sto dicendo non in senso negativo, onorevole
Assenza - dice di avere una soluzione diversa, cioè quella di fare
un disegno di legge con 15 articoli e non con 238 perché si sta
normando, quindi siamo alle premesse che non vanno che dovevano
essere evidenziate in Commissione, mi scusi, onorevole Falcone, di
questo si tratta. Ho un dovere stiamo parlando di un Testo unico,
dico è la prima volta che stiamo sperimentando questo percorso ma
se già siamo alle battute iniziali e si sta discutendo sui principi
di carattere generale non ci siamo perché pensavo che fosse
superato questo tipo di ragionamento
FALCONE. Signor Presidente, allora, per andare al punto:
l'onorevole Assenza sulla scorta di queste premesse aveva detto di
rimandarlo in Commissione, se invece lei dice di rimandarlo in
Commissione ex articolo 64 bis?
PRESIDENTE. No, no. Ma lei ogni volta va oltre. No, onorevole
Falcone, non le permetto ogni volta di distorcere quello che dico
Ho detto, in considerazione che non siamo in numero legale, che
comunque manca la maggioranza, soprattutto, perché l'opposizione è
presente, questo è legittimo, dico in questo caso, perché, dico,
praticamente, se c'era l'accordo si andava avanti. Se dobbiamo
portare avanti, perché i propositi erano quelli di approvare tutti,
in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, compreso lei,
onorevole Falcone, ha detto che era d'accordo.
FALCONE. Sì.
PRESIDENTE. sull'approvazione di questo Testo unico. E, allora,
siccome si sta parlando di questioni di carattere tecnico che non
sono di secondo piano, diventano di primo piano, perché se
l'onorevole Cancelleri mi pone la questione che deve passare dal
vaglio dell'Assemblea, corretto, si vuole modificare, deve essere
la Commissione e non l'Assemblea.
Se l'onorevole Assenza mi pone una questione di carattere tecnico,
occorre il concerto con i Consorzi, quali sono i Consorzi? E' uno o
sono 9? Sono queste questioni di carattere tecnico, e lei pensa che
possiamo esitare il Testo unico in questo clima?
Allora, cosa ho detto io, lo ribadisco solo per lei, perché
pensavo che fosse chiaro senza alcuna presunzione, rinviamo l'Aula
con lo stesso ordine del giorno, quindi, rimane all'ordine del
giorno il Testo unico, mi sento con il Vicepresidente, ho voluto
sottolineare, è chiaro che c'è un problema che la Commissione
andrebbe integrata con i Gruppi che non ne fanno parte, è giusto
che su questa vicenda mi raccordi con l'Assessore per le attività
produttive. Questo ho detto, non una parola in più, non una parola
in meno.
FALCONE. Non avevo capito bene la fase redigente.
PRESIDENTE. No, lei è disattento, non ha capito male. Lei è molto
disattento
CRACOLICI. Presidente, non ha capito.
PRESIDENTE. Potrei avvalermi dell'articolo 64 dopo aver sentito ed
avere stabilito un percorso perché con questo clima, non possiamo
approvare il Testo unico perché, ripeto, quando abbiamo fatto il
calendario dei lavori, tutti abbiamo detto: andiamo avanti col
Testo Unico .
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo,
onorevoli colleghi, comprendo ed apprezzo lo sforzo che lei,
Presidente, stasera, sta compiendo, nel tentativo di facilitare un
percorso che immediatamente è apparso incerto ed anche abbastanza
claudicante, però apprezzando il suo sforzo, devo rilevare e
sottolineare come nella fattispecie, non si possa fare ricorso, a
modesto avviso di chi le parla, all'articolo 64, cioè al rinvio
alla Commissione in sede redigente, perché questo corpo normativo,
sui cui la Commissione ha certamente lavorato e lavorato
impegnandosi a fondo, non è un Testo unico, lo si è voluto definire
e denominare Testo unico, ma il Testo unico ha una sua definizione
tecnica ben precisa, che è contenuta al sesto comma dell'articolo
64 bis che fa parte del nostro Regolamento, quando dice, lo voglio
ricordare a me stesso ed a tutti quelli a cui forse questi dettagli
possono non essere del tutto presenti, che ai fini del presente
articolo, si intende per disegno di legge recante un Testo unico,
quello avente per oggetto il riordino ed il coordinamento della
legislazione vigente in un determinato settore. In tale disegno di
legge, non possono essere introdotte norme con efficacia
innovativa.
La relazione, tutto quello che da due giorni ci andiamo dicendo in
quest'Aula, invece, è esattamente l'opposto, cioè si tratta o si
tratterebbe nelle intenzioni, nella ratio, di un disegno di legge
fortemente e profondamente innovativo.
Voglio fare un esempio. E' innovativo, rispetto alla legislazione
vigente, abolire le commissioni provinciali per l'artigianato?
Certamente sì.
E' innovativo o no istituire una figura, come quella prevista
dall'articolo 9, del tutor per le attività produttive? Certamente
sì.
Quindi, si tratta di un disegno di legge, non Testo unico di
riordino e di riassetto di legislazione vigente. Si tratta di un
disegno di legge che non è un Testo unico E' un disegno di legge
che consta di 238 articoli.
Quindi, il rinvio in sede redigente dinanzi alla Commissione, pur
integrata da tutti i Gruppi, mi pare una lodevole iniziativa per
salvare il salvabile, ma non credo che sia la strada più corretta
ai sensi del nostro Regolamento.
Diversamente opinando e diversamente operando si aprirebbe in
quest'Aula una discussione che ci porterebbe davvero lontani. E
soprattutto si insidierebbe il costrutto del nostro Regolamento,
dando vita ad un precedente davvero pericoloso.
PRESIDENTE. Condivido e sottoscrivo l'intervento dell'onorevole
Ioppolo.
Io do per scontato che un Testo unico non sia altro che la
compilazione di norme vigenti. Do per scontato che debba essere
così. Ribadisco che da parte mia non è stata presa alcuna
decisione, perché ho operato conformemente al deliberato della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. E ribadisco che
mi riservo di verificare se è possibile fare un percorso.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, ho ascoltato l'intervento ultimo
dell'onorevole Ioppolo, che ha espresso considerazioni interessanti
e, in parte, condivisibili.
Infatti, è indispensabile - considerato che verranno compressi i
poteri del Parlamento in sede di approvazione e che i poteri del
Parlamento verranno assunti dalla Commissione che lavorerà in sede
redigente - che ci sia il diritto di tribuna, di presenza di tutti
i Gruppi parlamentari all'interno della Commissione che lavori in
sede legislativa, in sede redigente.
L'articolo 64 bis, ricordava bene l'onorevole Falcone - una volta
tanto sono d'accordo con l'onorevole Falcone - costituisce una
norma di garanzia perché questo articolo comprime i poteri del
Parlamento per un fine istituzionale nobile ossia l'approvazione di
un testo complesso qual è un Testo unico.
Il comma 5 che lei citava prevede che un decimo - se non ricordo
male - dei parlamentari, cioè nove deputati, un numero
assolutamente risibile, la minoranza è assolutamente garantita ma
neppure la minoranza istituzionale, una qualunque minoranza che non
condivide un percorso che è stato seguito, a norma di Regolamento,
che pur comprime tuttavia la potestà del singolo parlamentare.
La garanzia qual è? Se la Commissione a cui il Presidente
affiderebbe di lavorare in sede redigente con tutti i Gruppi
parlamentari presenti e rappresentati in quella sede svolgerà un
lavoro tale da potere sopportare la compressione dei poteri del
Parlamento, il Parlamento si limiterà ad applicare l'articolo 64
bis e darà il voto finale secondo la previsione della norma del
Regolamento.
Qualora questo non dovesse essere possibile perché un decimo dei
parlamentari dovesse ritenere che quel Testo unico non rappresenti
quella che è la sensibilità del parlamentare, l'opinione del
parlamentare, si procederà in via del tutto ordinaria, nonostante
la Commissione abbia lavorato ed esitato il testo, in fase
redigente.
Credo che sarà un esperimento interessante immaginare questo
percorso, considerato che il testo unico non può essere il testo
unico della maggioranza, per sua stessa natura un Testo unico non
può essere solo della maggioranza, si tratta di un testo coordinato
di norme, diverso dal testo coordinato perché si può entrare anche
con modifiche di merito, con abrogazioni di leggi, con
un'operazione di semplificazione e trasparenza tipica
dell'attività, onorevole Falcone, dei testi unici.
Il Parlamento, comunque, anche se si procederà con l'articolo 64
bis, sarà garantito.
Anche se lo riterranno soltanto nove parlamentari si procederà in
via ordinaria nell'approvazione del documento legislativo in Aula,
credo che potremmo provare, tentare questo percorso che va a
garantire le prerogative parlamentari qualora il testo che arriverà
in Aula - redatto dalla Commissione in sede redigente - non
dovesse convincere la totalità dei parlamentari.
Signor Presidente, la invito a continuare su questo percorso nel
rispetto delle opinioni dei singoli parlamentari e non soltanto dei
Capigruppo.
Questa è una norma regolamentare che comprime, in qualche modo, la
potestà dei deputati, la comprime per un obiettivo preciso.
C'è una norma di garanzia contenuta nello stesso articolo 64 bis
che in qualunque momento consentirà a chiunque di noi lo vorrà di
tornare alla fase ordinaria e, quindi, approvare gli articoli
esitati dalla Commissione, con le regole ordinarie seguite fino a
questo momento.
PRESIDENTE. Procederò a fare questa verifica, non so con quale
risultato. Mi consulterò col Vicepresidente, con il Presidente
della Commissione, con i Capigruppo, cercando di trovare una
soluzione concordata.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, dopo l'intervento dell'onorevole
Gucciardi nel ritenere razionale, ragionato il percorso indicato
che poi è quello da lei sottoposto a quest'Assemblea, ritengo che,
nella sostanza, restino in piedi le due condizioni, quella di un
lavoro sperimentale che porta, onestamente, in questa direzione ad
una sintesi e, poi, siccome il comma quinto dell'articolo 64 bis dà
la possibilità all'Assemblea di potere restare sovrana, mi pare un
percorso ragionato che va nella direzione di un obiettivo serio da
raggiungere.
MARZIANO, presidente della Commissione. In questa occasione si
dovrà completare la nostra Commissione che è incompleta.
La Commissione attualmente è composta da soli 14 componenti perché
dopo l'uscita del collega Gianni non è stata fatta alcuna
sostituzione.
PRESIDENTE. E abbiamo anche altri problemi. Perché ci sono
parlamentari che non fanno parte di nessuna Commissione. L'UDC non
fa parte di quella Commissione. Abbiamo sollevato la questione del
rinnovo delle Commissioni, se mettiamo altre carne al fuoco non ci
arriviamo più.
Onorevoli colleghi, prima di rinviare i lavori d'Aula, vi
preannuncio che vi arriverà un invito per venerdì 20 marzo 2015,
alle ore 18.00 che riguarda la mostra di Botero.
A distanza di quasi trenta anni Botero ritorna in Sicilia ed a
Palermo.
Ci abbiamo scommesso come Assemblea regionale siciliana, come
Fondazione Federico II.
E' un grandissimo evento. Questa mostra è stata esposta solo a New
York ed a Lisbona.
Penso che se ne parlerà molto. Per cui l'invito è esteso a tutti i
parlamentari. E' chiaro che l'Assessore per il turismo è precettato
perché ha interesse insieme all'Assessore per i beni culturali.
L'assessore Vancheri verrà perché gli piace l'arte pur essendo
assessore per le attività produttive.
Però, è un invito che sto estendendo a tutti i parlamentari perché
comunque questa è una scommessa, ci siamo impegnati, ci siamo
riusciti, ma c'è riuscito tutto il Parlamento.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 17 marzo 2015,
alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-
254-548/A) (Seguito)
Relatore: on. Marziano
2) - Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto della Regione siciliana recante Abrogazione dell'articolo
38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con
modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164' . (n. 876/A)
(Seguito)
Relatore: on. Ferrandelli
3) - Disposizioni in materia di personale delle Camere di
Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
905/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
III -Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143 del Regolamento
interno, dell'interrogazione:
N. 1809 - Iniziative finalizzate a una rivalutazione del
progetto 'Sicilian Factory' nell'ambito delle misure
per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.
(19 febbraio 2014)
ALONGI
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
2) Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)
Relatore: on. Anselmo
3) Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A)
Relatore: on. Cracolici
V -Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
ANSELMO - GERMANA'
VI - Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
RAGUSA - CIRONE
VII -Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO -
CASCIO F. - VINCIULLO
VIII -Seguito della discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e la concessionaria
che si occupa della gestione delle autostrade siciliane
con eventuale adozione di misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO -
CIMINO - CLEMENTE
IX - Discussione della mozione:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della Presidenza
della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA -
PALMERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO -
SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
X -Discussione della mozione:
N. 381 - Mantenimento degli attuali distretti di Corte
d'Appello in Sicilia.
(17 dicembre 2014)
MUSUMECI - CORDARO - FERRANDELLI -
MICCICHE' - CIACCIO - ALONGI -
ARANCIO - ASSENZA - FAZIO -
LANTIERI - LENTINI - LO SCIUTO -
MALAFARINA - PICCIOLO - ZITO - FEDERICO
XI - Discussione della mozione:
N. 382 - Iniziative per scongiurare la paventata abolizione
della figura del Segretario comunale negli enti locali.
(30 dicembre 2014)
MUSUMECI - FORMICA -
IOPPOLO - ASSENZA
XII -Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143 del Regolamento
interno, dell'interrogazione:
N. 2479 - Provvedimenti urgenti per il rinnovo del contratto
del personale infermieristico per la postazione 118 di
Comiso (RG).
(5 novembre 2014)
ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 19.51
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.45)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO 1
Interrogazioni
(con richiesta di risposta orale)
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore per l'economia,
premesso che con D.A. n. 83485 del 3.6.2009, l'Anas ha approvato e
finanziato il progetto esecutivo per la realizzazione di una
bretella di collegamento tra lo svincolo autostradale di Noto e la
Strada Provinciale 19 Noto - Pachino - Portopalo di Capo Passero
dell'Autostrada Siracusa - Gela A/18, per un importo complessivo di
25.728.577,23;
verificato che con delibera n. 89/CS del 30.04.2010, il Consorzio
per le Autostrade Siciliane ha preso atto del decreto de quo,
trasmettendolo all'assemblea degli azionisti per l'adozione di
tutti i provvedimenti necessari per l'esecuzione dei lavori;
tenuto conto che con delibera n. 9/Comm. del 29.06.2011 del
Consorzio per le Autostrade Siciliane, si è preso atto dell'esito
della gara ed è stata dichiarata aggiudicataria dell'appalto
l'impresa Tosa Appalti S.r.l.;
considerato che il tempo assegnato dal contratto per l'esecuzione
dei lavori era di 900 giorni naturali e consecutivi, a decorrere
dalla data del verbale di consegna, cioè il 3 febbraio 2012;
accertato che ad oggi, nonostante il termine previsto dal
contratto per l'esecuzione dei lavori sia ampiamente scaduto, i
medesimi non sono ancora conclusi e continuano a fare registrare
insopportabili e ingiustificati ritardi nel completamento
dell'opera;
visto che nonostante le risorse economiche necessarie alla
realizzazione dell'opera siano ampiamente a disposizione, nulla si
sta facendo per accelerare questi lavori e completare l'opera,
ignari che su questa strada continuano gli incidenti e che migliaia
di lavoratori della provincia di Siracusa continua a rimanere
disoccupata nonostante i lavori procedano, ma a rilento e in modo
insopportabile;
tenuto conto altresì che ulteriori ingiustificati e vergognosi
ritardi, oltre ad arrecare danni alle comunità di Noto, Pachino e
Portopalo di Capo Passero, rappresentano parimenti una vergogna per
la Regione siciliana, più volte annoverata tra le regioni con il
più alto numero di opere pubbliche incompiute in Italia;
per sapere se:
siano a conoscenza di quanto sopra esposto;
non ritengano utile e necessario nominare una Commissione
d'indagine o un Commissario ad acta, in maniera tale che, con la
dovuta attenzione e celerità, si possa fare chiarezza sullo stato
dei lavori e contribuire in maniera significativa al completamento
dell'opera nel rispetto del territorio e della sua gente, oltremodo
stanca di aspettare». (2545)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale e all'Assessore per l'economia,
premesso che con la circolare n. 24 del 25 ottobre 2012
l'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale stabiliva che, per le istituzioni scolastiche
siciliane, lo stanziamento da prevedere nel bilancio 2013, per il
loro funzionamento, doveva essere pari solo al 60% di quello
assegnato per l'esercizio finanziario 2012;
preso atto che ulteriori e pesanti decurtazioni allo stanziamento
previsto in bilancio, per il funzionamento delle istituzioni
scolastiche, sono state operate nell'anno 2013, per l'anno 2014 e
ulteriori tagli sono già stati programmati e saranno messi in atto
nell'anno 2015;
accertato che i finanziamenti di che trattasi servono alle
istituzioni scolastiche per retribuire i revisori dei conti,
acquistare le licenze software, assicurare l'assistenza di
materiale informatico e fotocopiatrici, le spese di cancelleria, il
toner, i registri, le pagelle, il materiale didattico, i farmaci di
primo soccorso, il materiale igienico-sanitario e quant'altro possa
servire al regolare funzionamento del servizio scolastico;
tenuto conto che la circolare congiunta MIUR-MEF n. 32 del 31
ottobre 2012 dispone l'attuazione dell'art. 7, commi 33- 34, del
decreto-legge 95/2012, convertito con legge n. 135/2012: detta
circolare prevede l'obbligo per le istituzioni scolastiche di
depositare le proprie disponibilità liquide su contabilità speciali
aperte presso la Tesoreria statale e individuando nell'Istituto
Cassiere il responsabile del servizio di cassa per conto della
scuola stessa;
visto che gli Istituti cassieri che fino al 2012 non hanno preteso
alcun compenso per la gestione dei conti correnti delle scuole, ma,
anzi, elargivano una premialità da utilizzare per l'acquisto di
materiale didattico, hanno comunicato che, a partire dall'1/
1/2013, pretendono il pagamento di una somma fissa per la gestione
dei conti correnti, oltre alle spese per i bonifici non sono più
disponibili ad erogare la premialità annua, la quale, con gli
interessi attivi, rappresentava una risorsa importantissima per
finanziare l'attività di tutte le scuole siciliane;
valutato che venendo a mancare la premialità e gli interessi
attivi a cui di contro vanno aggiunte le spese prima non previste,
le Istituzioni scolastiche siciliane saranno impossibilitate ad
affrontare tutte le spese necessarie al funzionamento
dell'Istituzione stessa costringendo i genitori degli alunni a
versare dei contributi aggiuntivi oppure ad acquistare tutto quanto
occorra per la normale attività didattica, con il risultato che
ogni mattina si vedono decine di genitori portare nelle scuole
dalla carta quella per le fotocopie;
preso atto che le scuole non posso sottrarsi all'obbligo del
pagamento di tutte le spese fisse di cui già detto;
per sapere se:
siano a conoscenza di quanto sopra esposto;
non ritengano inopportuno ridurre drasticamente i fondi alle
scuole siciliane e, allo stesso tempo, richiedere di ottemperare a
tutti quei doveri del resto e necessari al funzionamento
dell'Istituzione scolastica;
non ritengano necessario adoperarsi al fine di ridurre il più
possibile i tagli alle Istituzioni scolastiche siciliane in modo
che le stesse possano affrontare senza alcuna mortificazione
l'attività didattica». (2546)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità,
premesso che nel mese di giugno c.a., il Comune di Modica ha
provveduto alla chiusura al traffico del ponte Guerrieri, per
lavori di consolidamento e manutenzione;
preso atto che a seguito della decisione inevitabile e
incontestabile adottata dal Comune di Modica, l'Azienda Siciliana
Trasporti provvedeva a sopprimere, momentaneamente, il capolinea e
fermata locale dei pullman dell'AST presso Piazzale Falcone-
Borsellino, raggiungibile esclusivamente percorrendo proprio il
ponte Guerrieri;
accertato che l'Azienda Siciliana Trasporti individuava una nuova
fermata 'temporanea' dei pullman, in partenza o in arrivo da
Catania, ubicata nel piazzale Domenico Bruno, nel Polo commerciale
nei pressi della S.S.115;
tenuto conto che la decisione dell'Azienda Siciliana Trasporti è
risultata positiva, facendo registrare il favore dei viaggiatori e
dell'intera cittadinanza, per la qualità del servizio e la facilità
di accesso al terminal, centrale e non intasato dal traffico
cittadino;
considerato che a seguito della riapertura del ponte Guerrieri,
l'Azienda Siciliana Trasporti ha deciso di ripristinare, con
decorrenza primo ottobre c.a., il capolinea e fermata dei pullman
dell'AST presso Piazzale Falcone-Borsellino, sopprimendo in via
definitiva la nuova fermata di piazzale Domenico Bruno;
visto che dalla cittadinanza e dagli esercenti del Polo
commerciale di piazzale Domenico Bruno arrivano forti e pressanti
richieste di mantenere la nuova fermata già detta, che ha fatto
peraltro registrare maggiori presenze nelle attività, aspetto non
marginale in un momento di crisi come quello che stiamo
attraversando;
per sapere se:
siano a conoscenza di quanto esposto;
non ritengano necessario attivarsi presso l'Azienda Siciliana
Trasporti al fine di rappresentare quanto sopra esposto, affinché
si possa mantenere la fermata dei pullman di piazzale Domenico
Bruno, a vantaggio della cittadinanza, dei turisti e dei
commercianti della Città di Modica». (2547)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica,
premesso che:
con interrogazione parlamentare n. 1373, presentata in data 1
ottobre 2013 e trasmessa al Governo in data 6 novembre dello stesso
anno, venivano chieste notizie circa l'utilizzo di un finanziamento
regionale, concesso al comune di Aci Catena, per la
ristrutturazione dell'ex convento dei Cappuccini adibito a sede
municipale;
a distanza di diversi mesi, con interrogazione parlamentare n.
2076, presentata in data 12 giugno 2014 (e trasmessa al Governo il
giorno 17 dello stesso mese), veniva ulteriormente sollecitata e
riproposta la questione, anche in considerazione di una serie di
notizie di cui si veniva a conoscenza circa possibili irregolarità
nella gestione delle opere e del finanziamento;
entrambi gli atti venivano correttamente sottoposti oltre che al
Presidente della Regione, agli Assessori in indirizzo al presente
atto ispettivo, entrambi interessati in ragione del fatto che al
primo compete la vigilanza sulla realizzazione di opere pubbliche,
anche in relazione ai profili di ordine tecnico, al secondo quella
sull'operato delle amministrazioni locali;
nell'ambito degli atti ispettivi sopra detti venivano puntualmente
richiamate le criticità già rilevate da parte di uffici
dell'Amministrazione regionale;
atteso che:
inspiegabilmente, a distanza di oltre un anno dalla data di
formalizzazione del primo atto ispettivo e di diversi mesi da
quella del secondo, nessun riscontro è a tutt'oggi pervenuto;
la circostanza appare grave ed ingiustificabile anche in
considerazione del fatto che il Servizio II del Dipartimento
regionale tecnico ha già rilevato l'esistenza di irregolarità ed
illegittimità degli atti assunti dal comune, con particolare
riferimento tanto all'accordo intervenuto fra il comune stesso e la
ditta esecutrice quanto ad ulteriori evidenti elementi di criticità
in relazione alle modifiche apportate alla progettazione originaria
ed all'esorbitante incidenza delle spese tecniche (oltre 420 mila
euro, con un'incidenza superiore ad oltre il 35% dell'importo lordo
dei lavori);
la gravità della situazione è confermata peraltro dalla
circostanza che, ormai da mesi, i competenti uffici hanno già
proceduto all'acquisizione della documentazione occorrente, ivi
compresa quella richiesta al R.U.P. del comune di Aci Catena e,
fatto ancor più rilevante, che a dispetto di sollecito da parte del
competente ufficio, taluni servizi dello stesso Assessorato delle
infrastrutture e mobilità non abbiano proceduto a riscontrare la
richiesta compilazione e trasmissione del formulario per le
comunicazioni alla competente Autorità di vigilanza sui contratti
pubblici (AVCP);
rilevato che:
appare ingiustificabile il prolungato ritardo nel riscontrare gli
atti ispettivi indicati, che viola una precisa prerogativa del
Parlamento;
dalla documentazione endoprocedimentale appare già evidente
l'esistenza di significative e gravi criticità, che imporrebbero
alla competente Amministrazione l'assunzione immediata di
interventi a tutela della legalità, del buon andamento della P.A .
e dell'interesse pubblico;
il mancato riscontro agli adempimenti sopra richiamati e la
complessiva inerzia burocratica rischia di risolversi in un
sostanziale avallo ad atti e comportamenti verosimilmente
illegittimi, con un danno evidente per la Regione, nella sua
duplice qualità di soggetto finanziatore delle opere e di ente
preposto alle funzioni di vigilanza sul corretto operato degli enti
beneficiari e sul complessivo buon andamento delle procedure
relative ai lavori pubblici;
per sapere quali:
siano le ragioni dell'oggettivo e grave ritardo nel riscontrare le
dette interrogazioni n. 1373 e n. 2076 e se s'intenda approfondire,
accertare e sanzionare le eventuali responsabilità nell'ambito
della struttura amministrativa;
iniziative siano eventualmente comunque state intraprese in
relazione alle criticità indicate negli atti ispettivi e se, in
particolare, si sia proceduto alla compilazione e trasmissione
delle segnalazioni all'Autorità di vigilanza sui contratti
pubblici, adempimento obbligatorio che, ove omesso, comporterebbe
gravissime responsabilità in carico ai soggetti che abbiano posto
in essere il comportamento omissivo;
interventi s'intendano complessivamente adottare, a garanzia del
rigoroso e puntuale rispetto degli obblighi di trasparenza e
legalità, assicurando quell'efficace azione di vigilanza
amministrativa che, opportunamente, dovrebbe operare prevenendo la
commissione d'illeciti ed anticipando l'eventuale intervento
dell'Autorità giudiziaria in relazione alla responsabilità dei
singoli». (2549)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
NICOTRA
Interrogazione
(con richiesta di risposta scritta)
«Al Presidente della regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
l'Istituto Mediterraneo per i trapianti e terapia ad alta
specializzazione (ISMETT), nato nel 1997 grazie alla partnership
tra la Regione siciliana e l'University of Pittsburgh Medical
Center (UPMC), è riconosciuto, in modo incontestabile, sia sul
piano nazionale che internazionale, come il centro di riferimento
nel campo dei trapianti e delle terapie ad alta specializzazione in
tutto il bacino del Mediterraneo;
la presenza in Sicilia di questo Presidio sanitario ha consentito
a numerosi pazienti di evitare di ricorrere agli estenuanti 'viaggi
della speranza' alla ricerca di strutture altamente specializzate
ed efficienti, garantendo negli anni all'utenza elevati standard
qualitativi sia sotto il profilo tecnologico che professionale,
tanto da aver recentemente conseguito dal Ministero della salute il
riconoscimento di Istituto di ricovero e cura a carattere
scientifico (IRCCS);
ritenute allarmanti le dichiarazioni rese dal Governo regionale di
non voler procedere al rinnovo della convenzione che regola i
rapporti tra l'University of Pittsburgh Medical Center (UPMC) e la
Regione siciliana, la cui scadenza è prevista il 31 dicembre p. v.,
revocando di fatto l'ormai collaudata sperimentazione gestionale
dell'Istituto che, ai sensi dell'art. 9 bis del d.lgs n. 502 del
1992, introdotto dall'art. 11 del d.lgs 7 dicembre 1993, n. 517, si
proponeva l'obiettivo di realizzare il primo centro trapianti multi-
organo presente nel meridione d'Italia beneficiando, attraverso la
collaborazione con l'università di Pittsburgh, dei vantaggi
derivanti dall'attività di ricerca della Fondazione statunitense;
valutato di condividere il legittimo timore dei numerosi pazienti
trapiantati, o in attesa di trapianto, che l'esperienza altamente
qualificata offerta dall'ISMETT possa andare dispersa in nome di
questa tanto abusata 'spending review', in un momento, tra l'altro,
in cui si assiste ad un incremento di donazioni di organi vitali e
conseguentemente di richiesta di interventi operatori;
preso atto delle insoddisfacenti dichiarazioni rese in proposito
dall'Assessore per la salute, circa l'impossibilità di rinnovare la
citata convenzione a causa di una disciplina nazionale che
impedirebbe la realizzazione di un sistema di gestione che, fino ad
oggi, ha rappresentato indubbiamente un'eccellenza sanitaria alla
quale non è possibile rinunciare;
per sapere se non ritengano di rivedere le decisioni assunte e
di provvedere, pertanto, al rinnovo della convenzione tra la
Regione siciliana e l'Istituto Mediterraneo per i trapianti e
terapia ad alta specializzazione (ISMETT)». (2548)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
GENNUSO
Interrogazione
(con richiesta di risposta in Commissione)
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale,
premesso che al liceo Bellini di Catania sono state reclutate
nuove unità di personale e che da notizie di stampa si apprende che
è in corso un'indagine della Guardia di Finanza in ordine a
presunte irregolarità;
per sapere se:
all'assessorato regionale in indirizzo, siano mai stati trasmessi
atti riguardanti la presunta irregolarità;
in merito alle nuove assunzioni, sia stata rispettata la relativa
pianta organica;
siano state rispettate le procedure di evidenza pubblica.
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza in Commissione)
BARBAGALLO
Interpellanze
«Al Presidente della Regione,
premesso che:
l'articolo 9 della l. r. del 12 luglio 2011, n. 12, ha istituito
l'Ufficio regionale per l'espletamento di gare per l'appalto di
lavori pubblici, cd. UREGA, che si articola in una Sezione centrale
e in sezioni provinciali avente la funzione di espletare gare per
appalti di lavoro pubblici con importo, a base d'asta, superiore a
1.250.000,00;
con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per le infrastrutture, previo parere della
I Commissione legislativa 'Affari istituzionali' dell'Assemblea
regionale siciliana, si provvede alle nomine dei presidenti e dei
vicepresidenti delle commissioni di gara delle sezioni provinciali;
considerato che la ratio della previsione sopra riportata deve
essere individuata nella volontà del legislatore siciliano di
orientare il settore degli appalti pubblici verso l'adozione di
procedure uniformi che garantiscano la legalità e la trasparenza
nella fase dell'affidamento dei lavori pubblici;
visto:
il verbale n. 45 della seduta della Giunta regionale del 29
settembre 2014 da cui si evince che l'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità pro tempore, dr. Torrisi, comunicava
di avere designato, con indicazione dei nominativi, i presidenti ed
i vicepresidenti delle commissioni di gara per il successivo
inoltro alla Commissione legislativa Affari istituzionali
dell'Assemblea regionale siciliana;
il comma 21 dell' articolo 9 della l. r. n. 12/2011 prevede che i
componenti delle sezioni, oltre i funzionari preposti alle
segreterie, restano in carica due anni ed in caso di prima nomina
detto termine può essere prorogato di ulteriori anni due;
preso atto che:
il decreto presidenziale n. 470 del 1 ottobre 2012, con cui si
provvedeva alla nomina dei commissari straordinari con funzioni di
presidente e di vicepresidente delle commissioni provinciali
dell'UREGA, all'articolo 2 stabiliva che quest'ultimi rimanessero
in carica fino alla nomina dei titolari da parte del nuovo Governo
regionale con provvedimento da adottare entro 60 giorni dalla data
di proclamazione del Presidente della Regione neo eletto;
ad oggi, dagli atti in possesso della scrivente, non risulta che
alla richiesta di parere trasmessa alla Commissione legislativa
Affari istituzionali abbia fatto seguito il provvedimento di nomina
delle nuove figure di presidente e di vicepresidente previsto dalla
normativa sopra richiamata;
per conoscere:
quale sia il motivo per il quale non sia stata data completa
attuazione alla suddetta previsione di legge;
considerata la perdurante situazione di inosservanza del dettato
normativo, quali iniziative intendono intraprendere per procedere
alle nomine dei presidenti e dei vicepresidenti dell'UREGA in modo
da porre fine alla situazione di incertezza sopra rappresentata».
(262)
(Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)
ZAFARANA - CANCELLERI - CAPPELLO-
CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI -
LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI -
SIRAGUSA - TANCREDI - TRIZZINO - ZITO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che come capofila tra i modelli di sperimentazione
pubblico - privata nella gestione di un ospedale pubblico, la
Fondazione istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù è nata il 17
gennaio 2003 come struttura d'eccellenza, di ricerca e di alta
specializzazione, attraverso una joint venture tra, il comune di
Cefalù, l'ASP 6 di Palermo, che ne detiene il 25% della proprietà,
e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano;
considerato che la suddetta struttura ospedaliera, essendo
partecipata dalla Regione siciliana, nell'ipotesi di nuove
assunzioni, o incarichi professionali di qualsivoglia natura, è
tenuta a rispettare i fondamentali principi di trasparenza,
pubblicità ed imparzialità nell'individuazione dei candidati
idonei;
rilevato che, pur di fronte ai noti e gravi problemi economici
in cui versa la citata struttura ospedaliera, sembrerebbe si sia
proceduto, già dal 2012, a nuove assunzioni e, per di più, tali
figure sembra siano legate da presunti vincoli di parentela con i
vertici amministrativi dell'ospedale, contravvenendo palesemente
sia ai citati principi di trasparenza nel reclutamento di nuovo
personale sia ad ancor più importanti ragioni di opportunità che
dovrebbero informare la gestione di un qualunque ente partecipato;
per conoscere:
se le notizie trapelate circa le nuove assunzioni presso
l'Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù, già dal 2012,
rispondano a verità;
ove, ciò fosse effettivamente accertato, quali criteri abbiano
informato il reclutamento di tale personale, nel rispetto dei
principi di assoluta trasparenza che sovraintendono l'assunzione di
nuovo personale in enti partecipati». (263)
GRECO G.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica,
premesso che:
la Giunta regionale, con propria delibera n. 64 del 4 marzo 2015,
ha stanziato la somma di euro 49.703.078,56 per la sistemazione ed
il ripristino delle strade provinciali che, allo stato attuale,
sono in condizioni disastrose a seguito di fenomeni calamitosi e,
soprattutto, per la mancanza di manutenzione a causa dello pseudo
scioglimento delle ex province regionali;
da notizie di stampa si apprende che il Presidente della Regione
starebbe stipulando una convenzione con l'ANAS per l'attuazione del
programma previsto dalla succitata delibera 64/2015;
il Presidente della Regione avrebbe giustificato tale convenzione
con il fatto che '... a causa dei minori trasferimenti da parte
dello Stato, il personale delle ex province non è in grado di
svolgere il normale lavoro di controllo e manutenzione delle strade
di loro pertinenza';
rilevato che:
tale notizia, se confermata, apparirebbe del tutto incomprensibile
e fuori da ogni norma di economicità e praticità;
i dipartimenti viabilità delle ex province regionali hanno
strutture, in termini di uomini e mezzi, perfettamente funzionanti
ed adeguate allo svolgimento di una funzione che hanno sempre
espletato. Centinaia di cantonieri, operai e manutentori stradali
sono costretti alla inattività da circa 2 anni in quanto la
Regione, con l'aberrante legge che ha sciolto le province
regionali, ha di fatto azzerato i capitoli di spesa inerenti
proprio la viabilità;
appare evidente che se la Giunta regionale, in luogo di stipulare
una convenzione onerosa con l'ANAS (che, peraltro, non ha il
personale adatto e sufficiente al controllo capillare delle arterie
provinciali,) dirottasse tali fondi sulle ex province vincolandoli
alla manutenzione e ripristino delle strade dissestate, avrebbe non
solo un risparmio notevole sui costi, ma permetterebbe a centinaia
di uomini e donne di riprendere la loro attività lavorativa in base
anche alla loro professionalità e conoscenza capillare del
territorio;
per conoscere:
se corrisponda al vero quanto dichiarato da fonti di stampa su una
eventuale convenzione con l'ANAS per il ripristino della viabilità
provinciale;
quali siano i motivi per cui la Giunta regionale avrebbe optato
per tale soluzione, anziché mettere i fondi destinati all'ANAS a
disposizione dei dipartimenti viabilità delle ex province
regionali;
se non ritengano di annullare in autotutela la segnalata delibera
di Giunta e, per l'effetto, trasferire i fondi agli enti
territoriali interessati». (264)
(Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)
IOPPOLO - FORMICA - MUSUMECI
Mozione
«L'Assemblea regionale siciliana
rilevato che l'Assessore per la salute, nell'ambito di una
revisione globale del servizio sanitario con un provvedimento di
efficientamento della rete delle emergenze neonatali, ha
predisposto la chiusura del punto nascite dell'ospedale di Cefalù;
considerato che l'ospedale di Cefalù è una struttura che, nel
settore, ha dimostrato di saper crescere, in qualità e nel numero
di parti e che è una struttura pubblica a servizio di un territorio
molto vasto, che va dalla costa tirrenica alle basse Madonie, a San
Mauro Castelverde, ai Nebrodi occidentali e che offre il suo
servizio ad un territorio ad alto richiamo turistico, che registra
centinaia di migliaia di presenze annue, non è certo inferiore non
in base a valutazioni ponderate e approfondite, di concerto, come
la politica dovrebbe sempre fare, con gli interessati, ma di
riflesso a fatti tragici;
visto che:
nel 2014 il totale dei parti è stato di 420 con un incremento,
rispetto al 2013, di circa il 15% e che dal 1 gennaio 2015 ad oggi
la struttura ha avuto un incremento di 20 parti rispetto allo
stesso periodo del 2014 e che se dovesse continuare questo trend
positivo per il resto dell'anno nel 2015 si supereranno i 500
parti;
l'ospedale di Cefalù, rispetto ad altri punti nascita con più di
500 parti l'anno, ha il ginecologo di guardia H/24, pediatra
neonatologo di guardia H/24, ostetrica di guardia H/24, anestesista
di guardia H/24, laboratorio d'analisi, centro trasfusionale e
radiologia con TAC e RM attivi H/24 e che la U.O. è composta da 8
medici ginecologi, 4 medici pediatri, 6 ostetriche, 6 infermieri
professionali e 3 operatrici socio-sanitarie,
impegna il Governo della Regione
a revocare la decisione di chiusura e ripristinare immediatamente
il punto nascite dell'ospedale di Cefalù (PA)». (422)
MILAZZO G.- FALCONE - ASSENZA -
PAPALE - SAVONA - LENTINI
ALLEGATO 2
Interrogazione per la quale è pervenuta risposta scritta
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in esecuzione della deliberazione n. 439 del 09/05/2012 veniva
indetto dall'ASP 6 di Palermo un concorso pubblico, per titoli, per
la copertura di posti di vari profili professionali del personale
del comparto;
l'estratto del bando veniva pubblicato sulla G.U.R.S. n. 12 del
15/06/2012 e sulla G.U.R.I. n. 53 del 10/07/2012;
all'interno del bando la scadenza per la presentazione delle
istanze veniva fissata per il giorno 9 agosto del medesimo anno (30
giorni dalla data di pubblicazione dell'estratto nella GURI);
il concorso pubblico per titoli mirava alla copertura di posti
afferenti al profilo di collaboratore professionale sanitario di
Ctg. D e C, ricercando in particolare 6 figure di collaboratori
assistenti sanitari, 4 terapisti occupazionali, 6 tecnici della
riabilitazione psichiatrica, 5 ingegneri (con formulazione di
distinte graduatorie per la copertura di 2 posti presso l'UOC -
staff direzione aziendale, 1 posto presso il Dipartimento di
prevenzione e 2 posti presso il Dipartimento provveditorato e
tecnico) e 5 programmatori;
rilevato che ai sensi del comma 8 dell'art. 1 della legge 8
novembre 2012, n. 189 e della direttiva assessoriale di cui al
prot. n. 84514 del 21/11/2012 veniva fatto divieto alle Aziende
sanitarie di procedere alla copertura a tempo indeterminato di
posti vacanti fino alla definizione del processo di
riorganizzazione della rete ospedaliera;
considerato che sono trascorsi 2 anni dall'avviso di sospensione
delle procedure concorsuali e, allo stato attuale, il concorso
pubblico resta ancora sospeso;
gli innumerevoli tentativi di mettersi in contatto con l'ufficio
preposto presso il Dipartimento gestione delle risorse umane, volti
a chiarire modi e tempi del processo di riorganizzazione della rete
ospedaliera, sono risultati a tutt'oggi vani;
per sapere quali:
spiegazioni ritengano opportuno fornire in merito alla richiamata
direttiva assessoriale del 21/11/2012 che impone il divieto alle
Aziende sanitarie di procedere alla copertura a tempo indeterminato
dei posti vacanti fino alla definizione del processo di
riorganizzazione della rete ospedaliera;
azioni intendano intraprendere per rendere effettivo il concorso
pubblico indetto dall'ASP 6 di Palermo oltre 2 anni fa e procedere,
pertanto, all'assegnazione dei posti a tempo indeterminato
afferenti ai diversi profili di collaboratore professionale
sanitario di Ctg. D e C.». (2250)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
CIACCIO - CANCELLERI - MANGIACAVALLO -
CAPPELLO - CIANCIO - FERRERI - FOTI -
LA ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA -
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
ALLEGATO 3
Risposta scritta ad interrogazione numero 2250
«Rubrica Salute»