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Resoconto d'Aula della Seduta n. 226 di mercoledì 11 marzo 2015
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   BARBAGALLO,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna  gli  onorevoli Gennuso, Micciché, Alongi, Tamajo,  Lupo  e
  Vullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che é  pervenuta la risposta  scritta  alla
  seguente interrogazione:

   -da parte dell'Assessore  per la Salute:

   N.  2250  - Chiarimenti in ordine al concorso pubblico per  titoli
  indetto  dall'ASP 6 di Palermo per la copertura di diversi  profili
  di collaboratore sanitario.
   Firmatari: Ciaccio     Giorgio;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;
   Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano
   -  Con  nota prot. n. 3531/IN.16 del 27 gennaio 2015 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   BARBAGALLO,   segretario  (i  testi  delle   interrogazioni   sono
  riportati in allegato)

   N.   2545  -  Chiarimenti  sui  notevoli  ritardi  nei  lavori  di
  realizzazione  della  bretella  di  collegamento  tra  lo  svincolo
  autostradale di Noto (SR) e la strada provinciale n. 19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2546  - Notizie sulla gravissima situazione economica  in  cui
  versano le scuole siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2547  -  Iniziative nei confronti dell'AST per  il  ripristino
  della fermata dei pullman di Piazzale Domenico Bruno a Modica (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Vinciullo Vincenzo

   N.  2549 - Notizie sulle azioni eventualmente avviate in relazione
  a possibili irregolarità nella gestione del finanziamento regionale
  al Comune di Acicatena (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Nicotra Raffaele Giuseppe

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il  deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   BARBAGALLO,  segretario (il testo dell'interrogazione è  riportato
  in allegato)

   N. 2548 - Iniziative urgenti per il rinnovo della convenzione  tra
  la  Regione  siciliana  e  l'Istituto
   mediterraneo  per  i trapianti e terapia ad alta  specializzazione
  (ISMETT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Gennuso Giuseppe

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.
   Invito  il  deputato segretario a dare lettura dell'interrogazione
  con richiesta di risposta in Commissione presentata.

   BARBAGALLO,  segretario (il testo dell'interrogazione è  riportato
  in allegato)

   N. 2550 - Notizie in ordine a nuove assunzioni di personale presso
  il Liceo Bellini di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Barbagallo Anthony Emanuele

   PRESIDENTE.  L'interrogazione testé  annunziata  sarà  inviata  al
  Governo ed alla competente Commissione.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interpellanze presentate.

   BARBAGALLO, segretario (i testi delle interpellanze sono riportati
  in allegato)

   N.  262  - Chiarimenti sulla mancata nomina dei presidenti  e  dei
  vicepresidenti delle commissioni di gara delle sezioni  provinciali
  dell'Ufficio regionale per l'espletamento di gare per l'appalto  di
  lavori pubblici (UREGA).
   - Presidente Regione
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano.

   N.  263  -  Chiarimenti  sulle ventilate assunzioni  di  personale
  presso l'Istituto San Raffaele Giglio di Cefalù.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Greco Giovanni.

   N.       264   -   Notizie   sulla   convenzione   ANAS   per   la
  manutenzione delle strade provinciali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello.

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,  le
  interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  mozione presentata.

   BARBAGALLO,  segretario  (il testo della mozione  è  riportato  in
  allegato)

   N.  422  -  Ripristino del punto nascite dell'ospedale  di  Cefalù
  (PA).
   Milazzo  Giuseppe; Falcone Marco; Assenza Giorgio;  Papale  Alfio;
  Savona Riccardo
   Presentata il 10/03/15

   PRESIDENTE.   Avverto  che  la  mozione  testé  annunziata   sarà
  demandata, a noma dell'articolo 153 del Regolamento interno,  alla
  Conferenza   dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   per   la
  determinazione della relativa data di discussione.

   attività produttive (n. 683-2-228-490-254-548/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


            Seguito della discussione del disegno di legge
     Testo unico delle attività produttive  (n. 683-2-228-490-254-
                                548/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
   Discussione di disegni di legge .
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
   Testo  unico  delle  attività produttive   (n.  683-2-228-490-254-
  548/A), posto al numero 1).
   Non  essendo  presente  la Commissione,  sospendo  la  seduta  per
  quindici minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.41, è ripresa alle ore 17.13)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                    Comunicazione di deliberazione

   PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta in data  10  marzo  2015  la
  deliberazione n. 139, adottata in pari data dalla Corte dei  Conti,
  Sezione  di Controllo della Regione siciliana, ai sensi e  per  gli
  effetti  dei  commi 9, 10 e 11 dell'articolo 1 del  D.L.  174/2012,
  convertito  con  modificazioni in L. 213/2012,  avente  ad  oggetto
   Osservazioni   in  merito  alla  regolarità  della  documentazione
  trasmessa a corredo dei rendiconti dei gruppi parlamentari .
   Copia  della suddetta deliberazione è stata trasmessa  a  tutti  i
  gruppi parlamentari in data 10 marzo 2015.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   CANCELLERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, prendo la parola perché  ho  letto
  degli articoli di giornale di botta e risposta tra un componente di
  questa Assemblea regionale ed il Presidente facente funzioni  della
  Camera di Commercio di Palermo. In questa fase voglio esprimere  la
  convinzione che l'onorevole Cracolici va nella direzione  giusta  e
  noi ci accodiamo a questa richiesta.
   Questa  Amministrazione regionale, e nella fattispecie l'Assessore
  alle  attività  produttive, deve dare un segnale per  scrivere  una
  nuova  storia  d'onestà  della  nostra  Terra:  si  deve  procedere
  all'azzeramento dei vertici e al commissariamento della  Camera  di
  Commercio di Palermo, proprio per i fatti incresciosi che  si  sono
  verificati  negli ultimi tempi e proprio perché dobbiamo cominciare
  a  dare  un  segnale diverso non solo ai cittadini siciliani  ma  a
  tutti  i  cittadini italiani che guardano alla Sicilia come Regione
  che  vuole  e può farcela a disimpegnarsi da fenomeni di corruzione
  gravi come quelli successi negli ultimi tempi.
   Prendo la parola da questa Istituzione, da quest'Aula per lanciare
  un   appello  sia  al  Commissario  straordinario  della  Provincia
  regionale  di  Palermo,  dottor Munafò,  sia  al  Sindaco,  Leoluca
  Orlando,  per fare lo stesso atto e, quindi ,azzerare i  vertici  e
  commissariare  la GESAP, per i fatti gravi che, in questo  momento,
  si  stanno  leggendo  sui  giornali e non  vengono  smentiti  dagli
  interessati.
   Credo  che  questo  sia un atto dovuto nei confronti  di  chi,  in
  questo  momento, cerca, facendo politica, di riportare  e  di  fare
  rimanere questa Regione all'interno di binari corretti, di onestà e
  di  rispetto  delle leggi che non devono e non possono  prescindere
  dal muoversi politico né di questa Istituzione né di tutte le altre
  che compongono l'Amministrazione pubblica regionale.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   MALAFARINA.  Signor  Presidente, mi  associo  alla  richiesta  del
  commissariamento della Camera di Commercio di Palermo.
   Vorrei  -  mi  spiace che l'Assessore si sia dovuta allontanare  -
  cogliere  l'occasione  per  ribadire  il  concetto  dell'importanza
  strategica del sistema aeroportuale siciliano.
   Questo  sistema  aeroportuale  a cui  la  Regione,  purtroppo,  ha
  dedicato  scarsissima attenzione nel passato, è  diventato  l'asset
  strategico  per la circolazione dei siciliani da e per  l'Italia  e
  altre nazioni.
   Credo che in tutto questo occorra riconsiderare l'importanza e  la
  centralità  del  sistema  aeroportuale  che  è  stato  accantonato,
  specialmente quando dalle Ferrovie dello Stato si ha notizia che  i
  treni a lunga percorrenza vengono soppressi.
   La  Sicilia, di fatto, sta rinunciando al ruolo - anzi la  Regione
  siciliana - di programmazione nel settore dei trasporti.
   La  paventata dismissione degli aeroporti di Catania e di Palermo,
  credo   debba  ritornare  al  centro  dell'attenzione  parlamentare
  specialmente alla luce di quanto successo alla Camera di  Commercio
  di Palermo ed alla GESAP.
   A  questo vorrei semplicemente aggiungere e ricordare che, non più
  tardi  di qualche giorno fa, il personale delle Camere di Commercio
  è stato al centro dell'attenzione mediatica, per gli stipendi d'oro
  che - ritengo - si siano auto attribuiti.
   Credo, Assessore, che sia arrivato il momento di procedere  ad  un
  commissariamento delle Camere di Commercio con personale  di  ruolo
  dell'Amministrazione   regionale  -   non   mancano   i   dirigenti
  sicuramente - per rimettere insieme i cocci di un sistema  che,  da
  troppo  tempo,  è  stato abbandonato a se stesso  nel  disinteresse
  generale.
   Quello che è emerso dalla stampa è solo la punta di un iceberg  su
  cui,  oggi,  ho  chiesto,  in Commissione  Antimafia,  che  vengano
  espletati  ulteriori approfondimenti perché non è  accettabile  che
  appalti  pubblici vengano concessi con procedure da  verificarsi  e
  non  è  accettabile che la concessione di spazi commerciali  debba,
  poi, essere elemento per potere delinquere.
   Mi  associo, ribadisco, alla richiesta dell'onorevole Cracolici  e
  dell'onorevole Cancelleri e la faccio mia.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Indirizzo di saluto ai sindaci della provincia di Agrigento

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  consentitemi  di   porgere   un
  indirizzo  di  saluto  ai  tantissimi sindaci  della  provincia  di
  Agrigento  che  ho  avuto  modo  di incontrare  anche  grazie  alla
  sollecitazione  di  diversi  colleghi,  ponendo   l'accento   e   -
  chiaramente  il piacere di incontrarli personalmente ma rappresento
  un'istituzione  -, siccome, ho preso un impegno  che  deve  passare
  dalla  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari,  che  è
  quello di affrontare il prima possibile la questione acqua, poi, in
  che termini si affronterà si vedrà perché ognuno di noi opera - c'è
  il  divieto di mandato imperativo - liberamente e coscienziosamente
  nell'interesse

      (I sindaci nell'indossare la fascia tricolore, in segno di
                   protesta espongono dei cartelli)

   No, no, scusate, i cartelli non sono consentiti
   Appartengono  al folklore. La fascia sì perché è  giusto  e  tutti
  noi,  scusate, ci riconosciamo in quella fascia. Su questo non  c'è
  dubbio. Però, evitiamo cartelli.
   Tutti  noi  dobbiamo risolvere problemi. Voi che  siete  in  prima
  linea, noi che siamo chiamati a legiferare.
   Scusate. Intanto accomodatevi
   Quest'Aula,  ne approfitto, è chiamata a legiferare sulla  vicenda
  dei consorzi e delle città metropolitane, il prima possibile.
   Abbiamo  l'ottimo lavoro di sintesi, mi auguro, che sta  svolgendo
  la Commissione nella sua interezza con il suo presidente, onorevole
  Cracolici.
   La  IV  Commissione  più  volte  si è  impegnata  sulla  questione
  dell'acqua.
   Abbiamo   l'altra  questione,  più  importante  ed  impellente   o
  altrettanto  importante,  che  è quella  della  legge  finanziaria.
  Ribadisco  che, a tutt'oggi, a questo Parlamento non sono pervenuti
  gli atti finanziari.
   Quindi,  sulla  base  di  queste emergenze  l'Aula  è  chiamata  a
  legiferare.
   Ho  voluto dare atto della vostra, ripeto, numerosissima presenza.
  Noi  siamo  chiamati a fare il  nostro dovere e lo faremo  fino  in
  fondo.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   SUDANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO,  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ne  approfitto
  anch'io per dare, innanzitutto, la solidarietà come parlamentare al
  collega Cracolici per l'atteggiamento volgare di un comunicato  che
  ho letto sulla stampa.
   Mi   associo   alla   richiesta  dei  colleghi  di   commissariare
  immediatamente  la Camera di Commercio perché condivido  pienamente
  ciò che ha detto l'onorevole Cracolici.
   Spesso si fanno degli atti che, poi, abbiamo visto, purtroppo,  al
  TAR  non  hanno alcuna valenza giuridica. Quindi, anche  in  questo
  caso  se non ci fosse la legittimità di un commissariamento  chiedo
  al  Governo  di attivarlo immediatamente anche se, poi, si  dovesse
  perderlo al TAR.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sarò
  telegrafico ed affronterò tre temi brevemente.
   Non  so  se  ricorda,  signor Presidente, che  il  sottoscritto  è
  presentatore di una mozione che interessa il complesso  ospedaliero
  di  Via Ingegneros. Oggi ho ricevuto tre lettere dall'Assessore per
  i  lavori  pubblici,  dal Capo di Gabinetto  del  Presidente  della
  Regione,   dalla   Segreteria  generale  che   mi   rispondono   ad
  un'interpellanza.    Hanno   confuso    la    mia    mozione    con
  un'interpellanza
   Più  volte,  da  questo pulpito, il sottoscritto  le  ha  chiesto:
   possibile  che  questa mozione non deve essere  trattata  in  Aula
  perché  non  si  individua l'interlocutore  del  Governo  che  deve
  venire, qua, a dirci che cosa si deve fare di un bene regionale che
  è  abbandonato?   E' stato ristrutturato ed abbandonato   E  l'area
  esterna  potrebbe essere adibita e resa fruibile per  la  città  di
  Palermo.  A  tutt'oggi  il  Governo  mi  risponde  come  se   fosse
  un'interpellanza ed è nel pieno della confusione più totale.
   Signor  Presidente, lei stesso si è impegnato con il  sottoscritto
  in occasione della vicenda che mi ha visto protagonista in merito a
  Sicilia-e-Servizi,  relativamente  al  comportamento   del   dottor
  Ingroia.  E'  possibile,  signor  Presidente,  che  io  per  sapere
  qualcosa  debba leggere Live Sicilia? Ho chiesto di costituire  una
  Commissione di inchiesta su Sicilia-e-Servizi per capire  cosa  sta
  succedendo  ed  evitare di leggere su Live  Sicilia  se  il  dottor
  Ingroia amministra Sicilia-e-Servizi, salvo smentite. Come se  Casa
  Ingroia    o  se  Sicilia-e-Servizi  sia  una  società  che   debba
  rispondere anche all'Assemblea di questa Regione
   Punto  tre:  signor  Presidente, io non mi iscrivo  all'elenco  di
  coloro  i  quali  ogni  qual  volta scoppia  un'inchiesta  e  viene
  inquisita una persona, fanno la morale. La persona che ha avuto dei
  problemi  e cioè il dottor Helg, era considerato un paladino  della
  legalità. E non si è mai alzato nessuno a sollevare questioni. Dove
  voglio parare, signor Presidente?
   Non  si  fanno  interventi sull'onda dell'emotività.  Non  c'è  un
  detentore  della  legalità  e  non  ci  sono  professionisti  della
  trasparenza e della legalità. Noi, comunque, facendo questo tipo di
  interventi e questo dibattito che da giorni si vede con passerelle,
  alimentiamo solo il peggiore dei dibattiti. Bisognerebbe  stare  in
  silenzio  e  che  la politica si tenesse fuori  da  queste  cose  e
  lasciare che tutto si svolga nel migliore dei modi, ormai,  che  le
  cose sono andate in questo modo.
   Finisco  dicendo questo, signor Presidente: noi come Forza Italia,
  oggi,  abbiamo svolto una Conferenza stampa. Non ho voluto  toccare
  il  tasto  di APS perché ritenevo corretto farlo qua. Ma  possibile
  che  il Presidente della Regione sia venuto qua a spiegarci in  più
  di una finanziaria che non ci volevano soldi per salvare la società
  APS  che  rende  servizio  idrico, cioè acqua  ai  cittadini  della
  provincia  di Palermo, dicendo che non ci voleva nemmeno  un  euro?
  Oggi,  scopriamo che mancano 8 milioni di euro per  darli  ad  AMAP
  che,   ovviamente,   si  deve  fare  carico   del   personale   che
  transiterebbe  in  AMAP. Come si può fare,  signor  Presidente,  ad
  apprendere  dai giornali e dalle testate giornalistiche  che,  ogni
  giorno,  questo Governo dà la faccia al muro perché c'è l'arroganza
  e  quando  uno  viene  qua  in Aula - con  gli  amministratori  che
  ascoltano  -  ed  ha segnalato un problema, diventa  un  pericoloso
  sovversivo   Bisogna  avere un po' più di umiltà  e  cominciare  ad
  ascoltare la base, cioè i deputati. Se funzionano i deputati,  cioè
  si comincia ad ascoltare l'Assemblea regionale forse questo Governo
  funzionerà meglio.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, l'onorevole  Cordaro  mi  faceva
  notare che non si può intervenire su temi a piacere, ognuno di  noi
  non  può intervenire su ciò che ritiene più opportuno. Non è questo
  il  senso. L'ordine del giorno prevede la ripresa della discussione
  e,  possibilmente,  di  deliberare sul Testo unico  delle  attività
  produttive.
   Ho dato correttamente la parola all'onorevole Cancelleri perché si
  è parlato di comunicati stampa imminenti ed altro. Se ognuno di noi
  pensa  di intervenire, ad apertura, su tutto ciò che passa  per  la
  mente,  sarà pure giusto per chi interviene, ma certamente  non  si
  lavora per il meglio ed anche per accelerare i percorsi d'Aula.
   Per  cui invito i colleghi parlamentari che mi chiedono la  parola
  ad attenersi all'argomento che viene trattato.
   Onorevole  Siragusa, gliene va dato atto, molto correttamente,  mi
  ha  detto che voleva intervenire ai sensi dell'articolo 83  a  fine
  seduta,  perché doveva parlare della questione acqua, che  è  stata
  affrontata, e l'ho ringraziata di questo.
   Se  ognuno  pensa  che, in apertura di lavori,  contravvenendo  al
  Regolamento,  sulla  questione dell'ordine  dei  lavori,  si  possa
  interviene su tutto, questo non è possibile.
   Onorevoli colleghi, sull'ordine dei lavori sono iscritti a parlare
  gli  onorevoli  Lentini,  Siragusa, Cracolici, Cordaro,  Vinciullo,
  Fazio, Figuccia e Fontana.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lentini.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  apporre la firma alla mozione numero 422 che riguarda l'ospedale di
  Cefalù.
   Le  chiedo, inoltre, il rispetto del DPA numero 38 che riguarda le
  attività  parlamentari ed i Gruppi parlamentari di questo  Palazzo,
  in particolare, l'assegnazione dei locali ai Gruppi parlamentari.
   Considerato  il  fatto che, più volte, ho mandato  delle  note,  e
  siamo  al secondo sollecito, chiedo il rispetto del DPA numero  38,
  da  lei  firmato,  signor Presidente, affinché si  possa  risolvere
  questo problema.
   E  questo  perché, con la Corte dei Conti, devo  dare  notizia  di
  tutto ciò di cui necessita il Gruppo e devo informare su tutto  ciò
  che  riguarda  le  attività economiche ed il personale  del  Gruppo
  parlamentare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Siragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   SIRAGUSA. Signor Presidente, la ringrazio per averci fatto parlare
  adesso.  Ho  provato poco fa a ristabilire l'ordine  normale  delle
  operazioni ma, a questo punto, approfitto adesso.
   Vorrei parlare della problematica dell'acqua. Prima abbiamo  visto
  i  sindaci  della provincia di Agrigento ed in queste  ore  si  sta
  consumando anche nella provincia di Palermo un ennesimo disastro di
  questo  Governo, che non riesce a dare risposte alle criticità  che
  vanno maturando nel territorio.
   E'  scaduta  la proroga prefettizia per la PS, sta scadendo  anche
  l'affitto  del  ramo d'azienda da parte dell'ATO.  Già  da  oggi  i
  comuni della provincia di Palermo dovranno prendere in gestione  le
  reti  idriche,  senza avere, la gran parte di loro,  le  necessarie
  competenze  per potere erogare ed adempiere ai servizi collegati  a
  questo importante ramo, con il rischio di arrecare gravi danni alla
  popolazione  causati dalla mancanza d'acqua ed anche  gravi  rischi
  per  gli  stessi sindaci, laddove ci sono depuratori e si prospetti
  la   possibilità  di  interruzione  di  pubblico  servizio,  perché
  rischiano anche la galera.
   In   tutto   questo  il  Governo  è  totalmente  assente.   Quella
  interlocuzione  che c'era con AMAP, a quanto pare, è  fallita,  per
  cui  in  questo  momento  questi  comuni  si  trovano  nella  seria
  difficoltà di poter dar seguito al servizio idrico.
   Vorrei, quindi, chiedere alla Presidenza di attivarsi affinché  si
  possa  organizzare  un momento in cui il Presidente  della  Regione
  venga  a  riferire  in  Aula  sulla questione  acqua  relativamente
  all'intera  Isola  e, in particolare, sulla gestione  del  servizio
  idrico  della  provincia di Palermo, perché  il  rischio  di  avere
  problemi sociali seri è molto rilevante in questo momento.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sto leggendo adesso il  comunicato
  stampa   e   vorrei  esprimere  la  mia  solidarietà  all'onorevole
  Cracolici.
   Vorrei  evidenziare  al dottor Albanese che  sì,  ci  sono  motivi
  politici dietro la richiesta di commissariamento perché la politica
  h  una cosa seria, quando si fa con la  P  maiuscola. Quindi,  sono
  motivi  politici  quelli per i quali chiediamo il  commissariamento
  della  Camera  di  Commercio di Palermo, se è  questo  il  modo  di
  rispondere  ad  una  legittima richiesta  che  fa  un  deputato  di
  quest'Assemblea regionale.
   Peraltro,  io su questa vicenda non ero intervenuto. E' scandaloso
  che  qualche  giorno  fa,  quando  grazie  a  quest'Aula  e  grazie
  all'Assessorato, abbiamo chiesto le relazioni tecniche siano usciti
  fuori  gli stipendi scandalosi dei segretari generali delle  Camere
  di  Commercio e ci è stato rinfacciato che, comunque, erano  pagati
  direttamente dalle categorie e, quindi, non erano soggetti ad alcun
  controllo.
   Allora, ha fatto bene quest'Aula, ha fatto bene il Governo  a  far
  emergere  questi  fatti  ed ha fatto bene l'onorevole  Cracolici  a
  chiedere  il commissariamento della Camera di Commercio di Palermo,
  perché sì, onorevole Cracolici, è la politica che lo chiede, perché
  la politica è una cosa seria.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati,  mi sento in dovere di intervenire  su  questo
  punto importantissimo che riguarda lo scandalo avvenuto all'interno
  della Camera di Commercio di Palermo.
   Io  voglio  subito rassicurare dicendo che il Governo,  il  giorno
  stesso che è successo questo gravissimo fatto, ha attivato tutte le
  procedure  dell'organo di vigilanza ed il giorno stesso ha  avviato
  un'ispezione urgentissima, un'ispezione che è cominciata tre giorni
  fa e si concluderà, spero, nelle prossime quarantotto ore.
   L'ispezione   è   doverosa   da  parte  dell'amministrazione   del
  Dipartimento  attività  produttive, perché serve  per  la  verifica
  degli  atti.  Oltre all'ispezione per la verifica  degli  atti,  ed
  anche tenendo in considerazione l'atteggiamento tenuto dagli organi
  dei  vertici in questi giorni, il Governo sostiene la posizione sul
  commissariamento  come  l'ipotesi  più  giusta  per  garantire   la
  trasparenza e rassicurare tutte quelle che sono le imprese sane che
  sono state deturpate da questo atto grave.
   Quindi,  l'intento di garantire la massima legalità e  trasparenza
  non  solo all'interno delle Camere di Commercio, ma anche in  altre
  aree  di  sviluppo in cui si parla di sviluppo economico, oltre  ad
  essere la posizione che ha mantenuto e manterrà salda il Governo  è
  anche  la  stessa  posizione che, come ha  detto  giustamente  lei,
  presidente  Ardizzone,  nasce  dall'intento  dell'Assessorato   che
  rappresento,  in occasione dell'autoriforma nazionale delle  Camere
  di  Commercio, di cominciare a parlare di riformare il rapporto tra
  le  Camere di Commercio autoriformate e la stessa Regione  Sicilia,
  proprio per difendere questi principi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ringrazio  la
  Presidenza,  ringrazio l'onorevole Cancelleri e ringrazio  tutti  i
  colleghi  che  hanno  preso  la  parola,  e  alcuni  che  penso  la
  prenderanno su questa vicenda.
   Ringrazio sul piano personale, però, credo che sia un tema che non
  riguarda   la   mia  persona,  ma  riguarda  la  funzione   di   un
  parlamentare, la funzione del Parlamento e la ragione per la  quale
  siamo stati eletti, cioè per far rispettare le regole.
   Onorevole Presidente, i ladri ci sono, ci sono stati e, purtroppo,
  ci  saranno  sempre  e  fortunatamente  le  forze  dell'ordine,  la
  magistratura  che  fanno  il loro lavoro e consentono  di  scoprire
  magagne.
   In questo caso c'è stato il gesto e qui esprimo - spero di poterlo
  fare   a   nome   di   tutto  il  Parlamento  -  un  ringraziamento
  all'imprenditore Palazzolo per quello che ha fatto.
   Ma il problema non sono i ladri - ripeto - perché i ladri sono una
  questione  che riguarda semplicemente la modalità di  perseguire  i
  reati.
   Qui si pone un problema: può una governance, in un ente di diritto
  pubblico  -  perché qui non ci scordiamo che stiamo parlando  delle
  Camere  di  Commercio,  enti di diritto  pubblico  sottoposti  alla
  vigilanza della Regione siciliana -, quindi, può un ente di diritto
  pubblico  una  volta  che  il  suo Presidente,  non  solo  è  stato
  arrestato  perché si è beccato una mazzetta, ma si è  scoperto  che
  per   tre   anni   era   fallito,  non  svolgeva   più   l'attività
  imprenditoriale  ed  ha  continuato  a  svolgere  la  funzione   di
  Presidente  con  un sostanziale consenso da parte della  governance
  collettiva   che   credo  si  chiami  Giunta  e   per   la   quale,
  sostanzialmente, si opera in dispregio di qualunque, persino, norma
  del buon senso?
   E,  allora,  avere chiesto il commissariamento non è  un  giudizio
  morale,  perché  siccome c'è un ladro tutti sono  ladri,  ma  è  un
  giudizio   politico  nei  confronti  di  amministratori  che,   pur
  provenendo dalla cosiddetta società civile, forse è venuto il tempo
  di  discutere  laicamente di quali disastri si stanno determinando,
  in  nome di una sorta di cinismo che non risponde a nessuno se  non
  ai propri interessi.
   Dentro  questa questione si pone un nodo politico:  può  chi  deve
  rappresentare un ente di diritto pubblico continuare a stare seduto
  lì come se nulla fosse?
   Ieri  mattina  leggevo:  noi non ci possiamo dimettere  perché  si
  deve  dimettere  il  Presidente, altrimenti non decade ;  tutto  un
  gioco  che  appartiene  veramente  al  peggior  bizantinismo  della
  peggiore politica, fatto da quelli che pensano che la politica  sia
  colpevole  e  sono, invece, portatori della purezza in  nome  della
  sacralità della società civile.
   La  vedo  anche  così la reazione ridicola e per  la  quale  è  la
  seconda volta che faccio una querela in vita mia; ho querelato  una
  volta  un  giornalista, l'ho fatto condannare da  un  tribunale,  e
  questa  sarà  la  seconda querela che faccio  nei  confronti  della
  Giunta della Camera di Commercio di Palermo.
   Ma  il punto non è la polemica tra me e la Giunta. La Giunta della
  Camera  di  Commercio di Palermo andava commissariata  ieri,  nello
  stesso  istante  in cui si è scoperto che la governance  di  quella
  struttura era affidata a persone che non avevano più i requisiti, e
  allora,  per  questo io ho azionato il countdown per sapere  quanti
  minuti  devono passare per togliere la vergogna che si è  consumata
  attorno  a questa vicenda, che non riguarda più la questione  Helg,
  che è agli arresti domiciliari, sarà processato e mi auguro che  ci
  sia  una  condanna  esemplare anche per  lo  sconcerto  che  questa
  vicenda  ha prodotto, ma c'è un nodo che riguarda la responsabilità
  di  chi si erge e si autoproclama classe dirigente. Ma dirigente di
  che?
   Ecco  perché  ringrazio il Presidente ed i colleghi  per  il  loro
  intervento,  ma  penso  che la questione  oggi  sia  una  questione
  simbolica.
   Signor  Presidente,  questo Governo ci ha abituati,  negli  ultimi
  tempi,  a  perdere tante vertenze al TAR, per una volta mettiamo  a
  rischio  persino  la possibilità di essere condannati  da  un  TAR,
  visto  che ormai si governa con il TAR e, procediamo immediatamente
  alla  revoca  della governance di questa struttura.  Io  lo  voglio
  vedere un TAR che annulla un provvedimento di commissariamento  per
  aver  revocato gli organi di gestione che hanno dimostrato  di  non
  saper gestire e di non avere autorevolezza per gestire la Camera di
  Commercio che è di tutte le imprese, di tutti gli imprenditori.
   Per   il  resto,  le  allusioni  che  sono  state  oggetto   delle
  dichiarazioni di questi signori le lascio a loro. Io sono  abituato
  a  rappresentare - lo dico a testa alta - le mie opinioni politiche
  e  ci metto la faccia. Non sono portatore di interessi particolari,
  non me ne sono mai occupato, molti di quelli che parlano fanno solo
  questo   di  mestiere,  rappresentare  interessi  particolari,   lo
  considero  persino legittimo, chi fa l'imprenditore  è  giusto  che
  rappresenti anche la sua attività ma, in questo caso, mi  pare  che
  l'interesse particolare faccia a cazzotti con l'interesse  generale
  che  è  quello di un ente pubblico al quale deve essere  restituita
  una governance autorevole.
   Mi  auguro, Assessore, che la nomina di un Commissario non diventi
  il  primo che passa. Quindi, anche lì si giudicherà l'autorevolezza
  del  Governo  ad  essere  idoneo  nel  modo  con  cui  affronta  la
  governance  commissariale di questa Camera  di  Commercio.  Guai  a
  mettere  qualche funzionario magari perché è amico  di  qualcuno  e
  perdere  di  vista  la portata simbolica che è in  atto  su  questa
  vicenda  della Camera di Commercio di Palermo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Marziano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, sarò breve ma era  importante  fare
  sapere   all'Aula  che  prima  ancora  che  si  sviluppasse  questo
  dibattito  che  non  è un dibattito per la solidarietà  al  collega
  Cracolici  -  è  anche questo - ma è un dibattito  su  una  vicenda
  sconcertante che ha determinato lo sgomento nelle categorie sociali
  e  produttive, nella società siciliana, dicevo prima ancora che  si
  sviluppasse  questo  dibattito avevo già deciso  di  convocare  per
  martedì prossimo l'assessore Vancheri per riferire sulla situazione
  gestionale  della  Camera di Commercio di Palermo  e,  allo  stesso
  tempo,  avanzare la richiesta di commissariamento della  Camera  di
  Commercio stessa. Perché, la risposta da piccola casta, da casta  a
  metà della giunta camerale di Palermo, alla presa di posizione  del
  collega Cracolici non è solo la caduta di stile di chi, quando è il
  suo  turno,  resta  attaccato alla poltrona come  se  ci  fosse  la
  vinavil,  non  è solo questa caduta di stile  È il portato  di  una
  situazione  che,  come  ha detto appena un  minuto  fa  l'onorevole
  Cracolici, aveva già un vizio di forma fin dall'inizio, da quando è
  stata riconfermata questa governance.
   Il   Parlamento  siciliano  appena  qualche  settimana  fa   aveva
  manifestato  una grande disponibilità ad affrontare la problematica
  delle  Camere  di  Commercio  nel  momento  in  cui  a  seguito  di
  provvedimenti  del  Governo  nazionale  si  poneva  un'esigenza  di
  intervento legislativo.
   A  seguito  di quella nostra azione, dell'approvazione  di  quella
  legge  e  dell'esigenza  di allegare a quel  disegno  di  legge  la
  relazione  tecnica  siamo venuti a sapere che non  si  trattava  di
  garantire  le  pensioni  ad  alcuni dipendenti  i  quali  avrebbero
  rischiato di vedersi negato un diritto ma sono emerse situazioni di
  estremo  disagio  nell'affrontare la  vicenda,  perché  si  possono
  contestare le cifre, ma siamo in presenza di qualcosa che  è  fuori
  dalla  normale  gestione  di enti. Non  si  può  dire  che  il  mio
  stipendio  lo  pago con la mia attività e, poi, siccome  non  posso
  pagare le pensioni, chiedere un intervento per pagarmele.
   Allora,  spero  che  l'intervento  di  ripristino  della  legalità
  gestionale alla Camera di Commercio avvenga prima dell'audizione di
  martedì,  spero  che  avvenga  in tempi  rapidissimi,  però  chiedo
  all'assessore  Vancheri, che con la Commissione ha un  rapporto  di
  grande lealtà e di grande correttezza politica, di fare in modo che
  quella  sia l'occasione per avere un quadro esatto della situazione
  gestionale  del sistema camerale, che è un sistema al  quale,  poi,
  anche  nella legge che abbiamo in discussione si affida ad un ruolo
  fondamentale nel rapporto tra Pubblica amministrazione e  categorie
  produttive.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, Assessori,  onorevoli  colleghi,  in
  realtà  oggi avrei dovuto parlare di musei e della vergogna  che  è
  stata,   oggi,   rappresentata  ai  siciliani  da   un   quotidiano
  importante, cioè della volontà da parte dell'Assessorato  regionale
  ai beni culturali di continuare a pensare che sia strategico per lo
  sviluppo  della  nostra Terra tenere chiusi i musei nelle  giornate
  festive,  soprattutto in estate. Figurarsi se, poi, si  pensa  che,
  ieri, avevo presentato un'interrogazione con la quale chiedevo che,
  come  accade  in Spagna, come accade nell'europea Siviglia,  invece
  che  nell'africana  Palermo, i musei si  aprano  di  sera,  in  una
  Regione  nella quale in estate fino alle 18 di sera ci  sono  anche
  35,  40  gradi,  oltre  che nelle domeniche e nei  festivi,  perché
  aprire  i musei che in una città come Palermo sono all'interno  del
  centro  storico  significa  turismo, significa  cultura,  significa
  economia  per  fare  lavorare  tutti  gli  operatori  economici,  i
  ristoratori  ed i commercianti che ivi hanno le loro  attività,  ma
  significa anche sicurezza.
   Vorrei  spiegare  a  questi  geni  dell'Assessorato  perché  è  un
  contesto  particolare  che viene chiuso  al  mondo  e  resta  nella
  disponibilità  di chi magari ha qualche idea non  buona,  però,  io
  parto dal presupposto, e vado al tema di oggi che supera ogni altro
  tema,   per   cui   accenno  al  tema  dei  musei,  ho   presentato
  un'interrogazione, mi confronterò con l'Assessore in Aula  partendo
  dal  presupposto  che  certamente e senza  infingimenti,  onorevole
  Milazzo,  riconosco  all'onorevole Cracolici onestà  intellettuale.
  Devo  dire che mi adombro quando ascolto l'onorevole Cracolici dire
  che  c'è  qualcuno  che,  in maniera autoreferenziale,  afferma  di
  essere  classe dirigente, e mi adombro perché l'onorevole Cracolici
  dimentica che, in questi anni, c'è stato qualcuno che, non solo  ha
  deciso  di  essere  classe dirigente, ma ancora  peggio  c'è  stato
  qualcuno che ha deciso chi poteva essere classe dirigente e chi no;
  ed  allora  all'indomani dell'arresto di Helg, che  qui  non  è  al
  centro  del  tema, ho scritto un comunicato stampa  invitando  quei
  contesti  che autoreferenzialmente in questi anni hanno finito  per
  dare  patenti  di  moralità  e  di  dignità  a  riflettere  perché,
  altrimenti,   lo   stupore  del  giorno  dopo   era   qualcosa   di
  difficilmente  spiegabile ai siciliani se fino al giorno  prima  ci
  siamo  seduti in quei contesti non solo per distribuire patenti  di
  moralità  e  di  dignità  ma  anche per pianificare  le  importanti
  operazioni dell'economia e lo sviluppo della città.
   Ed allora, credo che su un tema come questo, presidente Ardizzone,
  si  dovrebbe  sviluppare  un dibattito all'interno  di  quest'Aula,
  perché  se  a  quello che ho detto aggiungiamo anche il  fatto  che
  tutto  possiamo  dire  tranne  che i commissariamenti  di  Crocetta
  abbiano  avuto  risultati concreti e buoni per ciò  che  era  prima
  gestito dalla politica e non solo, e poi è passata a miglior  sorte
  con  un  Commissario, il dovere di temere che  ci  sia  il  rischio
  concreto  che  i commissariamenti diventino un fatto  politico,  la
  politica credo debba averlo. E noi ce l'abbiamo questo timore
   Pensiamo alle Province. Ma che fine hanno fatto i commissariamenti
  di  Crocetta?  Che  cosa  è successo e che cosa  succederà  domani?
  Pensiamo  ad APS. Noi abbiamo correttamente preso in considerazione
  le  parole contro Cracolici, ma perché non dare solidarietà a  quei
  sindaci  che domani saranno costretti a chiudere le scuole,  perché
  non verrà più erogata l'acqua nei paesi della Provincia di Palermo?
  Ma  dove  stiamo finendo? Oggi l'APS passa all'AMAP,  domani  forse
  passa all'EAS, senza mai una parola reale ed una soluzione vera.
   Aspettiamo  da  circa  un  mese  l'assessore  Contraffatto  in   V
  Commissione,  per parlare di 180 padri di famiglia dell'ex  Coinres
  che  attendono una soluzione. Abbiamo rinviato la settimana scorsa,
  abbiamo  rinviato  stamattina,  il  presidente  Marcello  Greco  ha
  proposto  una  mozione  di  censura nei  confronti  dell'Assessore.
  Pareva  che  questo potesse smuovere le acque, abbiamo ricevuto  da
  mezzogiorno  alle  tre  del pomeriggio una  convocazione  di  tutta
  premura  perché  alle tre arrivava l'assessore Contraffatto,  salvo
  poi  scoprire,  tornati di corsa per essere puntuali,  che  neanche
  alle  tre questa riunione ci sarebbe stata e che forse ci rivedremo
  il 24 marzo.
   Ma  parliamo  di persone, parliamo di acqua, parliamo  di  lavoro,
  parliamo di vita, di sopravvivenza, altro che commissariamenti.  Ma
  che  fa  questo Governo? Io mi rendo conto che mi devo rivolgere  a
  tutti tranne all'unico Assessore presente, al quale non oggi, e non
  solo  oggi,  rinnovo la mia stima personale e politica, l'assessore
  Vancheri.
   Ma  di  che cosa stiamo parlando amici miei della sinistra? Ma  in
  quei   salotti  non  c'eravamo  noi?  E  allora,  Presidente,  sono
  d'accordo, recuperiamo sobrietà, però il tema non può finire qui  e
  non  la  potete  mettere in caciara. Io non ci sto  a  metterla  in
  caciara,  altrimenti  sembra che siamo tutti  uguali  e  che  tutti
  abbiamo  fatto  le  stesse cose, e non è proprio  così,  presidente
  Ardizzone.
   Allora,  solidarietà a chi se la merita, certamente  sì,  però  mi
  viene  in soccorso Sant'Agostino:  le parole insegnano, gli  esempi
  trascinano, solo i fatti danno credibilità alle parole . Se  saremo
  capaci  di essere consequenziali e di fare fatti, forse rischieremo
  addirittura di tornare credibili.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevoli colleghi, vi invito a non andare via perché poi dovremmo
  passare  a  deliberare, se lo riteniamo opportuno, sul Testo  unico
  delle attività produttive.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  mi
  associo  alle  parole  dette  dai  colleghi  ed  esprimo   la   mia
  solidarietà all'onorevole Cracolici. Però, credo che i problemi che
  riguardano  le Camere di Commercio avevo già avuto modi di  esporli
  qualche  mese fa, quando avevo chiesto con forza che le  Camere  di
  Commercio,  prima  dell'approvazione della  legge,  potessero  fare
  avere a questo Parlamento i dati che le riguardavano.
   Ma,  signor  Presidente,  oggi non voglio  soffermarmi  su  questa
  vicenda.  Voglio  soffermarmi su un problema drammatico  che  -  mi
  dispiace   signor   Assessore  -  questo   Governo,   assolutamente
  inadeguato e nocivo per la Regione Sicilia, continua a trascurare.
   Mi  riferisco  ai problemi che riguardano l'edilizia scolastica  e
  per  i  quali la regione Sicilia rischia di perdere 250 milioni  di
  euro   Ci vorrebbe qualcuno che spiegasse a questo Governo  cosa  è
  successo,  perché corriamo il rischio di perdere queste  risorse  e
  perché, ad oggi, nonostante tutte le altre regioni d'Italia abbiano
  fatto  il  piano  dei  mutui, l'unica regione  che  non  ha  ancora
  approvato questo piano è solo ed esclusivamente la Sicilia.  Perché
  forse  non hanno il tempo di riunirsi, forse non hanno il tempo  di
  ragionare,  forse non hanno il tempo di parlare dei  problemi  veri
  della Sicilia  E finirà, cari Assessori, che da qui a qualche mese,
  quando  anche  noi faremo il Piano, così come è avvenuto  per  l'ex
  articolo  20  della legge numero 67, noi avremo la richiesta  fatta
  dal  Governo,  ma  non vi saranno più fondi da  parte  del  Governo
  nazionale.
   Ci  vuole  tanto ad approvare una delibera di Giunta  che  dia  la
  possibilità  ai  Comuni  di accedere a questo  Piano  che  riguarda
  l'edilizia scolastica? Ma quanti mesi ci vogliono per fare una cosa
  del genere? Può essere che non capite che state portando la Sicilia
  all'agonia  e  siete voi i carnefici di questa Terra, perché  siete
  assolutamente inconcludenti? Può essere che non vi siete resi conto
  che siete il cancro di questa Terra?
   Ma  al  di  là  di  questo problema, che dovreste poter  risolvere
  facilmente  facendo una riunione di qualche minuto,  parlo  di  250
  milioni di euro di una storia che comincia nel 2010, di cui voi non
  sapete  nulla  e  che, alla fine, vedrà questa Terra,  la  Sicilia,
  perdere  - perché lo Stato ci sta truffando, senza che voi  diciate
  nulla - 250 milioni di euro, in una complicità in cui enti locali e
  istituti  scolastici  insieme,  dimostrano  la  loro  più  assoluta
  inefficienza  ed  incapacità di affrontare e risolvere  i  problemi
  della gente.
   Il   15  giugno  del  2010  il  Ministero  dell'istruzione,  nella
  programmazione 2007-2013 dei fondi europei, fece un bando e  chiese
  ai dirigenti scolastici: Chi di voi è in grado di gestire l'appalto
  di  un servizio all'interno delle scuole? . Dal momento che si  era
  detto  che i Comuni erano inadempienti, le Province incapaci  e  la
  Regione non era assolutamente in grado di fare nulla - e invece  la
  Regione,  nonostante i due Governi che abbiamo avuto  nelle  ultime
  due  legislature, su questo campo ha lavorato e ha lavorato bene  -
  diamo  la  possibilità ai presidi di fare, loro, gli amministratori
  di soldi pubblici.
   Vennero   nominati   i   RUP,  cioè  i  Responsabili   Unici   del
  Procedimento.   Arrivarono  presso  il  Ministero  della   Pubblica
  Istruzione,  per  quanto  riguarda  la  Sicilia,  490  progetti.  I
  progetti per le scuole medie inferiori erano fino a 350 mila  euro;
  i progetti per le scuole medie superiori fino a 750 mila euro.
   Vennero  finanziati i primi progetti con i fondi PON, poi i  soldi
  dello Stato finirono.
   Allora,  un giorno dal Ministero della Pubblica Istruzione  ebbero
  la  bella idea di dire alla Regione:  Regione, tu hai i fondi   Noi
  non abbiamo nulla  Perché non facciamo una convenzione  .
    Perché  tu Regione che hai 250 milioni di euro non li dai  a  me,
  Stato, che ho i progetti e così appaltiamo questi lavori? .
   Di  conseguenza il 4 novembre 2011 venne fatta la convenzione,  il
  10 dicembre 2012 venne fatto l'atto aggiuntivo e abbiamo finanziato
  390 scuole.
   Abbiamo preso 250 milioni dei siciliani e li abbiamo dati a questi
  dirigenti  scolastici i quali dovevano, entro  il  30  dicembre  di
  quest'anno
   Assessore, mi ascolti perché se la delibera è stata fatta  qualche
  minuto fa, ancora una volta dimostrate di essere incapaci e lo fate
  solo  perché  ho  presentato tre interrogazioni parlamentari  negli
  ultimi  sette giorni; non si risolve il problema se è  stata  fatta
  mezz'ora fa
   L'avete  fatta  mezz'ora  fa  sotto  la  pistola  puntata  di  tre
  interrogazioni parlamentari, quindi, risulta ancora peggio se  dite
  che l'avete fatta da poco. Vi coprite, oggettivamente, di ridicolo
   Pensi ai 250 mila euro, Assessore

   DINA. 250 milioni.

   VINCIULLO.  Mi  correggo,  250 milioni  di  euro.  Non  avete  più
  controllato queste somme
   Avete  lasciato che fosse il Ministero della Pubblica  Istruzione;
  l'altra  volta,  convocati  in  Commissione   Bilancio',  si   sono
  presentati e ci hanno spiegato che ci sono cinque graduatorie.
   Il rischio concreto è che di 250 milioni di euro, 150 non verranno
  spesi,  e  lo Stato queste somme se le sta trattenendo  perché  nel
  2013 abbiamo dato già 100 milioni, nel 2014 abbiamo dato altri  100
  milioni, ne dovremo dare 50 nel 2015.
   Assessore,  la  prima cosa che bisogna fare è  bloccare  la  terza
  tranche.
   Non possiamo continuare a dare denari nostri allo Stato.
   La  seconda cosa è che dobbiamo sapere, con assoluta certezza, che
  fine hanno fatto queste somme e perché non si riescono ad appaltare
  i lavori.
   Terza  cosa,  siccome  abbiamo dato  ai  dirigenti  scolastici  la
  possibilità  di  spendere questi soldi e, ad oggi, secondo  i  dati
  portati  in  Commissione  Bilancio', non solo  non  sono  pronti  a
  spendere questi soldi ma li stiamo pure perdendo, sarebbe  il  caso
  che  la Regione intervenisse riprendendo su di sé la responsabilità
  non  solo del progetto ma anche della gara, dell'appalto perché non
  possiamo - mentre la gente muore di fame - perdere denari e perdere
  lavoro.
   Assessore,  è  questo il Governo che lei rappresenta   Un  Governo
  inetto, che non controlla, che non sa, che non conosce
   Così non si può andare avanti

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, a differenza dei colleghi, non parlerò
  della  Camera  di Commercio di Palermo, non tratterò del  malaffare
  che  certa  classe dirigente, espressione di alcune  categorie,  ha
  consumato in questa Palermo e nella Sicilia.
   L'intervento  che  vorrei sottoporre a quest'Assemblea  ed  a  lei
  personalmente riguarda le notizie di stampa, che non sono  soltanto
  di  stampa,  relative  ad  un'ipotetica impugnativa  nei  confronti
  dell'esercizio provvisorio del nostro bilancio 2015.
   Notizie  che  riguarderebbero domani, forse, o sino  a  giorno  17
  marzo,  termine  ultimo per dare la possibilità  al  Consiglio  dei
  Ministri di impugnare l'esercizio provvisorio ma anche la legge 1 e
  2  della  Regione siciliana cioè la legge sui precari e quella  sui
  PIP.
   Perché   stasera   vogliamo  rivolgere  l'attenzione   di   questa
  Presidenza dell'Assemblea su questo tema?
   La  vogliamo rivolgere perché, qualche giorno fa, il Consiglio dei
  Ministri tramite il Dipartimento Affari regionali ha trasmesso  una
  nota relativa all'esercizio provvisorio, di ben sei pagine, con  la
  quale  venivano messe sul tappeto tutte le criticità dell'esercizio
  provvisorio:  la  mancanza  di copertura  finanziaria,  le  entrate
  virtuali  e  non certe, la modifica, la variazione di bilancio  sul
  disegno  di  legge di bilancio e non sulla norma pregressa  e  così
  anche tutte le altre coperture fittizie che non vanno a tutelare le
  spese reali che abbiamo sostenuto con l'esercizio provvisorio.
   Dico  questo  perché,  in effetti, quella  nota  è  arrivata  alla
  Presidenza della Regione siciliana, doveva arrivare anche a  questa
  Presidenza  perché,  in  un  processo di mediazione,  eventualmente
  l'Assemblea regionale siciliana poteva, poi, procedere a modificare
  quelle   norme   viziate  per  non  incorrere  in  una   successiva
  impugnativa.
   Invece, questo non è accaduto, signor Presidente, e non è accaduto
  perché  qualche suo dirimpettaio ha chiesto a Roma di non  mandare,
  forse,  all'Assemblea  regionale siciliana quelle  controdeduzioni,
  ben sei pagine, tutti gli articoli sono stati segnati con la matita
  blu perché gli errori sono stati madornali.
   Allora, se oggi, come dice il presidente Crocetta, non incorreremo
  in  una  impugnativa, questo non ci deve lasciare tranquilli perché
  sappiamo tutti, e noi di Forza Italia siamo fortemente preoccupati,
  che  rischiamo di non poter chiudere il bilancio e rischiamo da qui
  alla  fine del 30 aprile - appena quaranta giorni ci separano -  di
  dare  zero euro di trasferimenti ai comuni, di azzerare il capitolo
  dei  precari,  di  azzerare il capitolo di 24  mila  forestali,  di
  azzerare il capitolo che riguarda tutte le partecipate, in sostanza
  di creare una sollevazione sociale in Sicilia.
   Quando  il  sottosegretario Faraone ha chiuso la  Leopolda   e  ha
  detto  che  la  Sicilia è lo specchio, è l'esempio  del  malaffare,
  della corruzione, è l'esempio di tutto ciò che non è virtuoso e per
  cui  la  Sicilia  ce  la deve fare da sola,  in  quel  momento,  ha
  certificato la nostra morte, la morte di tanti siciliani.
   In  ragione di queste considerazioni, presidente Ardizzone, chiedo
  che  lei  si  faccia parte diligente presso il Dipartimento  Affari
  regionali  affinché,  nel  prosieguo, le controdeduzioni   arrivino
  anche  alla Segreteria generale dell'Assemblea e non soltanto  alla
  Segreteria   generale  di  Palazzo  d'Orleans  perché  l'Assemblea,
  eventualmente, possa essere chiamata a rimuovere eventuali vizi.
   Secondo  motivo del mio intervento - e concludo - abbiamo  stasera
  assistito  all'ulteriore  pasticcio, all'ulteriore  fallimento  del
  presidente Crocetta-assessore Borsellino quando è stata depositata,
  un'ora fa, la sentenza che annulla la delibera di revoca dell'altro
  direttore  generale, il professore Cantaro, che era stato  nominato
  direttore generale al  Policlinico di Catania.
   Per  questo,  così  come per la soppressione,  onorevole  Milazzo,
  nell'ospedale  di  Cefalù del punto nascita  -  perché  con  appena
  quindici  parti  in  meno,  in  un  anno,  si  sopprime  un  centro
  importante che serviva e serve all'intera parte delle alte  Madonne
  -,  ebbene  per questi motivi, chiediamo di calendarizzare  al  più
  presto  e  con  urgenza  la  mozione  di  censura  alla  dottoressa
  Borsellino   per  potere  discutere  e  dibattere  in  Aula   sulle
  gravissime disfunzioni della sanità siciliana.

   PRESIDENTE.  Così come convenuto in Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  la  mozione all'assessore  Borsellino  verrà
  calendarizzata entro il 30 marzo 2015. Il 24 marzo l'Aula si dovrà,
  invece,  pronunciare  e  votare sulla  scelta  del  Vicepresidente.
  Questo  per  ricordare  il  percorso  seguito  in  Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, mi permetto di darle un  suggerimento:
  perché  a  questo  punto  non introduce, sulla  scia  di  quanto  è
  previsto  nel  Regolamento  di Camera e Senato,  il  question  time
  nell'ambito dell'Aula?
   In  ordine  a  ciò  che  sto  per trattare,  credo  che  sia  meno
  importante  di quelli che, in qualche modo, sono stati  evidenziati
  dagli interventi che mi hanno preceduto, non per questo, però, meno
  drammatico  o  meno  importante. Mi  riferisco  a  quello  che  sta
  succedendo - purtroppo, devo essere sincero, signor Presidente,  in
  maniera  del  tutto  improvvida  -  all'Assessorato  territorio   e
  ambiente.
   Mi riferisco ai famosi - perché sono diventati veramente famosi  -
  precari dell'Assessorato, preposti allo svolgimento di una attività
  particolarissima, molto complessa, che è il rilascio di VIA e  VAS.
  E'  giusto  che l'Assemblea sappia che il nuovo dirigente  da  poco
  nominato   ha   immediatamente  sospeso  tutti  questi   dipendenti
  dall'esercizio delle loro funzioni e che, quindi, non viene  svolta
  alcuna  attività  da  parte di questi dipendenti.  Gli  addetti  ai
  lavori  sanno quanto importanza abbia la loro presenza  nell'ambito
  dell'Assessorato territorio e ambiente, tenuto conto che - continuo
  a  ripetere  -  sono preposti e svolgono la competenza  nell'ambito
  dell'attività istruttoria per il rilascio di VIA e VAS.
   Se  già  i  procedimenti che, in qualche modo,  venivano  attivati
  prevedevano tempi biblici, vi lascio immaginare cosa significhi nei
  prossimi  giorni,  eventualmente  nei  prossimi  mesi,  per  quanto
  riguarda i provvedimenti di VIA e VAS che - vorrei ricordare  anche
  all'assessore Vancheri che ne subisce le conseguenze - hanno  delle
  refluenze   nei   confronti  delle  imprese  per  quanto   riguarda
  tantissime attività.
   Credo  che  sia una situazione che non possa non essere affrontata
  nella dovuta maniera e devo, sinceramente, rapportare il fatto  che
  il Governo non ha affrontato, così come era giusto e corretto, tale
  problematica.
   Mi permetto solo di evidenziare che sono ben 14 mesi che non viene
  corrisposto lo stipendio a questi dipendenti. Continuo a  ripetere,
  la  conseguenza è che non possono svolgere alcuna attività  che  ne
  deriva nei confronti, ovviamente, della collettività amministrata.
   Chiedo,  quindi,  signor  Presidente,  che  su  questo  argomento,
  possibilmente, l'Assessorato territorio e ambiente possa  venire  a
  riferire  in Aula e, non solo l'Assessorato territorio e  ambiente,
  ma anche l'Assessore per il personale.
   Se  non  viene  risolta  tempestivamente questa  problematica,  la
  situazione, già drammatica di per sé per l'effetto che produce,  lo
  diverrà sempre di più nei confronti di tantissimi utenti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà  dovrò
  fare riferimento ad alcune delle questioni che sono state sollevate
  perché è inutile continuare a nascondersi rispetto ad una serie  di
  vicende che ormai sono sotto gli occhi di tutti.
   Diversi colleghi, questa sera, hanno preso a riferimento una serie
  di tematiche ma non è casuale il fatto che questo stia accadendo in
  questa  seduta  d'Aula.  Non è casuale, signor  Presidente,  perché
  ormai  in questi giorni ci stiamo rendendo conto che da qui  al  30
  aprile potrà veramente accadere ciò che si temeva, cioè una mancata
  corrispondenza  tra  le entrate e le uscite. Lo  dicevamo  già  nei
  primi  giorni  del  mese  di gennaio che  quello  era  un  bilancio
  assolutamente  falso  perché non c'era la certezza  delle  entrate,
  perché   non   c'erano   le   coperture   sufficienti   e   quella,
  evidentemente, fu la ragione che portò il Governo regionale a  fare
  una previsione di bilancio per quattro mesi.
   Tutti   ci  chiedevamo  perché  non  si  utilizzasse  un  criterio
  differente,  perché non si facesse riferimento,  magari,  al  primo
  mese dell'anno per poter avere la certezza delle entrate, ma a quel
  tempo, quello che è stato il personaggio, l'assessore Baccei che da
  lì  a poco avrebbe gettato la maschera, si è oggi espresso in tutta
  la sua evidenza.
   Quel personaggio, Baccei, che oggi abbiamo definito nei termini di
  quello che, effettivamente,  rappresenta, ovvero di un killer senza
  passaporto  che,  non  avendo legami né con  i  partiti  né  con  i
  siciliani,  avrebbe  dovuto mettere luce  su  tutta  una  serie  di
  questioni che per questo Governo regionale erano insanabili  e,  da
  lì a breve, poi, sarebbe andato via.
   Quello  che  sta accadendo a Roma, in questi giorni,  ovvero,  che
  Crocetta  e Baccei stanno andando a costituirsi in un accordo  che,
  ormai, è chiaro perché è chiaro che, da qui ad ottobre, andremo  di
  nuovo alle elezioni.
   Ormai  è  chiaro che la Sicilia si è esposta ad una condizione  di
  default e, quindi, a poco vale il dibattito che in queste settimane
  si sta facendo in Commissione.
   Capiamo,  quindi,  le  ragioni  per cui,  ad  esempio,  stamattina
  l'assessore Contrafatto ha deciso di non presentarsi in Commissione
  per  trattare il tema dei dipendenti del settore dei rifiuti, prima
  dell'ATO e poi del Coinres, la stessa ragione per cui ha deciso  di
  non  occuparsi  dei  temi  del sistema idrico  nella  provincia  di
  Palermo,  ovvero  dell'APS. La stessa ragione per  cui  il  Governo
  regionale  non  sta dicendo una parola su una cosa su  cui  si  sta
  tacendo in maniera spregiudicata che è la condizione dei dipendenti
  delle province regionali della Sicilia.
   Allora,  signor  Presidente, diciamocelo, ormai  questi  sono  gli
  ultimi  fuochi. Noi andremo avanti da qui alle prossime  settimane,
  poi ci troveremo di fronte all'approvazione del bilancio, per cui i
  testi  non  potranno essere trattati e, dal primo di maggio,  tutta
  una  serie di categorie che riguardano i dipendenti della  società,
  come  ad esempio l'APS, i dipendenti del sistema dei rifiuti,  dove
  la  riforma  delle  SRR non si sta compiendo,  i  dipendenti  delle
  province,  dove  in  altri  territori  potranno  beneficiare  della
  mobilità,  mentre qui il personale in eccedenza non troverà  spazio
  di   ricollocazione,  tutti  questi  dipendenti  saranno  sotto  il
  Palazzo.
   Io vorrei chiedere una cosa a lei, signor Presidente, e al Governo
  regionale:  si facciano una serie di provvedimenti di  urgenza  che
  vadano  a tutelare queste categorie di lavoratori. Si facciano  una
  serie  di  provvedimenti  con carattere di  urgenza  che  vadano  a
  tutelare  i dipendenti dell'APS, che vadano a tutelare i dipendenti
  del  Coinres,  che vadano a tutelare quei precari  che,  da  qui  a
  breve,  non  potranno  percepire lo stipendio  e  si  facciano  dei
  provvedimenti di urgenza, rispetto a quei punti nascita che, è vero
  secondo  il  decreto dell'Assessore per la sanità,  dal  2011  sono
  stati reclusi ad un ruolo che li vede soppressi, ma che abbiamo  il
  dovere, Governo e Presidente dell'Assemblea, di tutelare, perché  i
  cittadini  siciliani,  ovunque  essi  abitino,  rispetto  ai   loro
  genitori, possano continuare ad esercitare il diritto di nascita.
   Questo lo si deve poter continuare a fare, in piccoli centri  come
  Petralia,  come  Cefalù e negare ai Cefaludesi  la  possibilità  di
  continuare  a  nascere in quei posti è la negazione di  un  diritto
  sacrosanto,  di  un diritto che riguarda il mondo  dell'infanzia  e
  dell'adolescenza.
   Noi  chiediamo,  signor Presidente, nell'attesa  del  baratro  che
  ormai  è  lì,  sotto di noi, che questi provvedimenti  di  urgenza,
  almeno, da parte del Governo possano essere compiuti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Fontana.  Ne  ha
  facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la  parola
  quest'oggi proprio perché ho visto la presenza di tutti  i  sindaci
  della mia provincia qui in Aula, come lei avrà anche avuto modo  di
  vedere,  e  la  loro presenza è legata proprio a tutto  quello  che
  accade  nel  territorio agrigentino - e non solo - sulla  questione
  della gestione delle acque.
   Io   che   ho  vissuto  negli  anni  la  questione  che   riguarda
  l'applicazione   della   legge  Galli  con   l'individuazione   dei
  territori,  degli ambiti territoriali con tutte le  gare  che  sono
  state portate avanti e con la gestione privatistica delle acque, so
  bene  quali sono state, allora, le difficoltà e so bene cosa vivono
  oggi  i  cittadini rispetto ad una tariffa che diventa  sempre  più
  opprimente, sempre più pesante in un momento di grande difficoltà.
   Io  credo  che il Governo della Regione abbia l'obbligo di  creare
  una  sorta di situazione omogenea nei territori, proprio perché gli
  ambiti  territoriali  sono  stati individuati  per  questo  motivo,
  quindi, ci deve essere eguale distribuzione, approvvigionamento  ma
  anche eguale pagamento delle relative tariffe.
   Ebbene,  in  provincia di Agrigento abbiamo una situazione  che  è
  veramente disastrosa, dove alcuni comuni che hanno ceduto le  reti,
  per  la  pressione  che  il Governo ha esercitato  in  passato,  si
  ritrovano oggi a dover pagare delle tariffe veramente esose  mentre
  altri  comuni  che  sono riusciti a resistere, e  che  ancora  oggi
  resistono, hanno una situazione assolutamente diversa.
   Quindi, tutto ciò che risparmiano i comuni che non hanno ceduto le
  reti   viene,  purtroppo,  sovraccaricato  sui  cittadini  che   si
  ritrovano nei comuni che, invece, le reti le hanno cedute.
   Questa  è  una  situazione che si trascina  già  da  anni,  questo
  Governo non si decide a dare delle dritte, una linea che sia uguale
  ed  omogenea e crea grande confusione, oltre che conflitti  fra  le
  varie amministrazioni ed i vari comuni.
   Oggi,  per  la  verità, ho visto qui quasi tutti i  sindaci  della
  nostra  provincia, erano tutti qui a protestare, tutti non vogliono
  assolutamente la gestione privata delle acque, vorrebbero ritornare
  ad  una  gestione pubblica e, francamente, è da due anni  che  vedo
  tanti  disegni  di  legge, ne ho visti più di una ventina,  qualche
  volta sono stato anche in IV Commissione, anche se non è la mia, ma
  ci sono andato proprio per seguire i lavori, e lì si era addivenuti
  ad  una  sorta di accordo, cioè portare avanti un disegno di  legge
  unitario,  condiviso  da  tutti ma anche questo,  purtroppo,  si  è
  arenato.
   A  distanza di due anni e mezzo non abbiamo ancora un segnale  per
  poter  dare  speranza  ai nostri cittadini ed  ai  nostri  sindaci.
  Ancora  si cincischia attorno ad un disegno di legge che non  viene
  fuori nella maniera più assoluta.
   Abbiamo  anche  visto  due  disegni  di  legge  governativi:   uno
  dell'Assessore  precedente all'attuale, di cui non ricordo  neanche
  il  cognome in quanto gli avvicendamenti sono stati talmente veloci
  che  mi  sfugge,   ma  so che lo stesso assessore  Contrafatto,  ha
  presentato anche un disegno di legge che è stato subito ritirato in
  Commissione perché non era assolutamente adeguato alle esigenze dei
  territori.
   Allora,  cosa  chiedo? Non c'è l'Assessore  al  ramo,  abbiamo  la
  presenza  di altri due autorevoli Assessori che, spero, si facciano
  anche  portavoce  di questo appello che fanno tutti  i  sindaci  di
  Agrigento e che io faccio mio, cioè quello di cercare di accelerare
  questo disegno di legge per creare omogeneità nel territorio e  per
  dare la possibilità a tutti i sindaci di poter ritrovare anche loro
  la  serenità  ma,  soprattutto, per  dare  la  speranza  ai  nostri
  cittadini  di  non essere ulteriormente massacrati e  soffocati  da
  queste tariffe che sono, veramente, diventate insopportabili.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ferrandelli.  Ne  ha
  facoltà.

   FERRANDELLI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo,
  intanto,  per esprimere soddisfazione su questa presa di  coscienza
  generale  che l'Aula sta mostrando per quanto concerne  la  vicenda
  che ha scandalizzato e che ha turbato tantissimo i siciliani che  è
  la  vicenda  del caso Helg e, quindi, la vicenda di  Gesap  e  sono
  contento  di  questa presa di coscienza, seppur  tardiva,  che  sta
  arrivando sull'argomento.
   E'  chiaro  che condivido anch'io la richiesta di commissariamento
  della  Camera di Commercio e chiedo all'Assessore per  le  attività
  produttive  di garantire un momento di transizione, un  momento  di
  riequilibrio che ci consenta la terzietà più ampia in una fase così
  delicata della vita di questo organismo e, d'altra parte, non posso
  non  ricordare che la vicenda accade, per quanto concerne la Gesap,
  e non posso non ricordare che la Gesap sia una società partecipata,
  una  società  partecipata non soltanto dal Comune di  Palermo,  non
  soltanto  dal  Comune  di  Cinisi, non  soltanto  dalla  Camera  di
  Commercio  ma  anche  dall'ex Provincia regionale  di  Palermo  che
  detiene  circa  il  40  per cento delle  quote  e  che  indica  due
  componenti all'interno della Governance.
   Ebbene,  signor  Presidente,  un  anno  e  mezzo  fa  sono   stato
  tenacemente   convinto   che  tutto   ciò   che   ruotava   intorno
  all'aeroporto non potesse essere così discrezionale, che quando  si
  amministra  il denaro pubblico bisogna comportarsi come  un'azienda
  pubblica e, quindi, avere delle pubbliche misure di controllo e dei
  pubblici  bandi,  delle pubbliche selezioni e, invece,  questo  non
  accadeva all'interno di quello scalo e ricordo che allora,  già  il
  22  febbraio  2014, più di un anno fa, io già mi  recavo  verso  la
  Procura di Palermo ed ho avuto alcune ore di colloquio anche con il
  Procuratore Agueci.
   Sono  contento che, oggi, parte della chiarezza si sia  fatta;  ho
  puntato  il dito, non soltanto sulla discrezionalità, sulla vicenda
  degli appalti e sui 132 milioni di euro di Fondi pubblici che  sono
  stati gestiti dall'aeroporto in appalti e, da allora, da quando  la
  Commissione  Trasporti e, poi, la Commissione  Antimafia  ha  posto
  l'attenzione su quello scalo, tanti lavori sono iniziati a  correre
  alacremente,  ricordiamo la consegna della  partenze,  la  consegna
  degli  arrivi, la palazzina servizi che, finalmente,  da  scheletro
  che  era, adesso presenta una forma nel suo complesso riconoscibile
  e tanto altro.
   La  discrezionalità  che veniva denunciata dalle  forze  sindacali
  sulla gestione delle forze di lavoro, anche sulle assunzioni, sugli
  stagionali, alcuni ricatti gravi che potevano pesare sul futuro dei
  lavoratori e che, spesso, potevano anche condizionare un'area  così
  importante come l'area di Cinisi e di Terrasini, anche in occasione
  di  tornate  elettorali e quella mia richiesta di  chiarezza  e  di
  trasparenza  si  è  trasformata, nel corso  dei  mesi,  non  in  un
  affiancamento  della  mia richiesta, ma si  è  trasformata  in  una
  querela che ho preso, una querela che, oggi, mi inorgoglisce perché
  forse  avevo visto giusto e, forse, facevo bene a gettare  luce  su
  quella procedura.
   E'  chiaro  che  la  politica  e la Commissione  Antimafia  poteva
  soltanto accertare la regolarità amministrativa delle procedure per
  cui  quella  ispezione, sebbene quel controllo, sebbene esercitato,
  non  ha  potuto portare i frutti sperati e lì dove non può arrivare
  spesso  la  politica  arriva l'occhio attento  della  Magistratura,
  l'occhio attento delle attività inquirenti che dispongono di  altri
  strumenti.
   Però, la politica ha una responsabilità e questa responsabilità ce
  l'ha tutta e la responsabilità sta innanzitutto nella governance di
  quell'aeroporto   che   è   un  aeroporto,   ricordo,   ad   intera
  partecipazione  pubblica e, quando un caso  del  genere  accade  ed
  accade  davanti  agli  occhi di tutti, bisogna  interrogarsi  sulla
  governance che la politica ha espresso.
   Ed  allora,  credo che ogni siciliano abbia ascoltato  l'esito  di
  quelle  intercettazioni,  sembrava un Suk,  un  mercato:   Dovresti
  darmi  il  16, chiudiamo al 10, invece di 460 mi dai 100  mila,  50
  prima  del Consiglio ; e tu ti chiedi:  Ma veramente non esiste  un
  criterio?  Veramente  non  esiste  una  parametrazione  per  cui  a
  superficie corrisponde trattamento economico d'affitto? Davvero c'è
  questa  discrezionalità e lì dove c'è la discrezionalità si  annida
  chiaramente  la  possibilità di corrompere, la possibilità  di  chi
  agisce in malafede? .
   Allora,  Presidente,  le autorità inquirenti  faranno  il  proprio
  corso ma la politica deve fare sicuramente la propria parte.
   Helg chiedeva a quell'imprenditore che ha denunciato di avere  una
  quota prima di un Consiglio di amministrazione. Helg poteva contare
  soltanto   sul  proprio voto all'interno di quel CdA,  o  c'era  un
  sistema - e questo spetta alla Magistratura acquisirlo -  e quindi,
  a  maggior ragione, ci sono delle ombre pesanti all'interno di quel
  CdA,   o   Helg   agiva  nella  consapevolezza  di  poter   operare
  indisturbato,   il   che  è  altrettanto  grave   perché   dimostra
  l'incompetenza  e  che  sopra quella governance  non  si  può  fare
  affidamento  perché  tutto  accadeva,  anche  questo,  durante   la
  governance che non ha soltanto compensi alti e tutto questo non  si
  può chiudere soltanto con la sospensione del Direttore generale che
  è  stato oggetto delle mie attenzioni, Direttore generale che  oggi
  non  può  essere  l'unico colpito da questo provvedimento  con  una
  procedura  di  sospensione,  perché  voglio  ricordare   che   quel
  Direttore  generale sul quale ho acceso i fari,  non  soltanto  sul
  compenso  ma  anche sul potere che esercitava, è stato riconfermato
  alcuni mesi fa, perché gli era scaduto il contratto, proprio  dalla
  stessa governance della Gesap.
   Innanzitutto  due anomalie: 1) la Provincia regionale  di  Palermo
  aveva  nominato due membri del CdA, con la scorsa elezione; è stata
  commissariata,  c'è  un Commissario. Noi chiediamo  il  ritiro  dei
  componenti  della  Provincia regionale di  Palermo  dal  CdA  della
  Gesap,   così  da  far  decadere  l'intero  CdA  e  poter   ridare,
  finalmente,  a  quell'aeroporto  una  governance  che  gli  dia  la
  credibilità  per poter assolvere il ruolo, soprattutto  adesso  che
  c'è  una procedura delicatissima di privatizzazione in corso  e  ci
  sono tantissimi riflettori accesi; 2) stessa sensibilità dovrebbero
  avere  gli  altri che indicano componenti di ritirare il Comune  di
  Palermo  che  non può soltanto riconfermare la fiducia  al  proprio
  membro  e,  quindi,  al  Presidente  della  Gesap,  ma  il  Governo
  regionale   dovrebbe  attivarsi  affinché  il   Commissario   della
  Provincia  consenta  di  ritirare  la  propria  delegazione  e   di
  ripartire   senza  ombre  del  passato,  liberi  da  pregiudizi   e
  sicuramente  con  più  fiducia nei confronti dei  siciliani  e  nei
  confronti  anche di tutti coloro che con l'aeroporto ci  avranno  a
  che fare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, intervengo perché l'argomento  che  ha
  introdotto  l'onorevole Cancelleri è senza  dubbio  importante,  ma
  solitamente eravamo abituati a trattare in coda ai lavori  i  fatti
  che  la deputazione poteva rappresentare. Per questo c'è l'articolo
  83,  comma  2, e talvolta mi sono ritrovato anche solo  a  trattare
  argomenti molto delicati perché a fine dei lavori, magari, ognuno è
  un poco stanco.
   Oggi,  l'onorevole Cancelleri, introducendo un tema molto delicato
  ha  dato  spazio  all'Aula di sapere alcune cose e ha  dato  spazio
  all'Aula  di intervenire in un dibattito secondo me corretto,  dico
  secondo  me  corretto perché non voglio apparire  il  difensore  di
  nessuno  men  che meno di persone che non hanno bisogno  della  mia
  difesa.  Sto  parlando  chiaramente  dell'onorevole  Cracolici  che
  l'altro  ieri ha chiesto legittimamente, nell'esercizio  delle  sue
  funzioni  parlamentari, una presa di posizione chiara da parte  del
  Governo. E io voglio parlare soltanto con il Governo o con  il  mio
  Governo e voglio essere chiaro su questo punto. C'è qualcuno a  cui
  dà fastidio questo legittimo esercizio di democrazia che sono stato
  chiamato ad esercitare e non c'è trippa per gatti. C'è qualcuno che
  pensa  - lo dico perché non voglio fare sconti ad alcuno - di poter
  assumere  il  ruolo di censore delle dichiarazioni che un  politico
  rende in quest'Aula ricordandogli qualcosa.
   Io credo che non intervenire su questo significherebbe mortificare
  il Parlamento. E non c'è spazio per nessuno, men che meno se non ha
  un  mandato  popolare  di  poter censurare qualcuno  o  l'onorevole
  Cracolici. Io direi Albanese chi?  Io so bene chi è Albanese, lo so
  benissimo, ma non posso permettere a nessuno, sia vicepresidente di
  una  società  che  rappresenta la Regione, sia  presidente  di  una
  società  privata, di dire che lui ricorda qualcosa. Noi non abbiamo
  bisogno  di avere ricordato niente. Noi siamo qua ad esercitare  il
  nostro  ruolo e il mio ruolo mi porta a dire, nell'esercizio  delle
  mie   funzioni,  quello  che  credo,  perché  me   ne   assumo   la
  responsabilità  politica  e,  quando mi  assumo  la  responsabilità
  politica, ho un corpo elettorale che giudica il mio operato.
   Allora,  siccome  voglio  risposte e le voglio  dal  mio  Governo,
  voglio  sapere che cosa intende fare e non voglio sapere  che  farà
  quando  arriverà qualcosa perché la vicenda è così chiara  che  non
  abbiamo bisogno di alcuna ispezione.
   Allora, il Governo ci deve dire cosa intende fare con la Camera di
  Commercio  e  poi  - lo dico politicamente - in che  tempi  intende
  realizzare  il suo programma, altrimenti diventerò qua, come  dire,
  vigile  dell'atteggiamento che il Governo terrà  su  questo  punto.
  Ogni  seduta  sarò  costretto a ripetere e lo faccio  soltanto  per
  difendere  quest'Aula, se c'è una risposta certa  e  quando  questa
  arriva.
   Poi,   il  Governo  ci  deve  dire  cosa  intende  fare   con   la
  privatizzazione  degli aeroporti, perché dagli aeroporti  siciliani
  passa  non  solo  la  vita  dei siciliani per  le  loro  necessità,
  talvolta   pure   la   salute.   Gli  aeroporti   siciliani   sono,
  prevalentemente,  nelle mani delle Province o dei liberi  Consorzi,
  perché  ogni  ente  rappresenta non meno del  40  per  cento  della
  struttura societaria.  Mi rendo conto che la Regione non  abbia  la
  vocazione  a  fare il gestore aeroportuale, il gestore aeroportuale
  lo  devono  fare  i privati, c'è una legge nazionale  che  dà  pure
  quest'indirizzo, ma io voglio capire cosa intende fare  la  Regione
  per  governare il processo di privatizzazione. Cosa  deve  fare  la
  Regione  per evitare che questo processo di privatizzazione diventi
  un  utile  soltanto  per  pochi. Cosa  deve  fare  la  Regione  per
  individuare  un  advisor che dia certezze  sui  bandi  di  evidenza
  pubblica  che  la  legge  prevede per  le  privatizzazioni  perché,
  diversamente, saremo costretti a vedere che con aumenti di capitale
  sociale,  non  ricordo  le vicende della  provincia  di  Trapani  o
  dell'aeroporto di Trapani perché potrei tediare l'Aula, ma sappiamo
  bene   come  sono  andate  ed  apprezzo  l'iniziativa  del   Gruppo
  parlamentare  del PD che farà un dibattito pubblico  per  dire  che
  avrà  a cuore gli interessi dell'aeroporto trapanese. Gli interessi
  dell'aeroporto  trapanese interessano tutta  la  deputazione  della
  provincia  di  Trapani,  ma certamente nessuno  si  approprierà  di
  quello scalo.
   Allora,  Assessore al ramo, riferisca in Aula cosa vuole fare  con
  la  Camera di Commercio di Palermo e quando lo vuole fare e non  mi
  costringa  a  ritornare  sul punto perchè le  garantisco  che,  per
  difendere questo Parlamento, sono pronto, senza guardare in  faccia
  alcuno, a farlo in ogni seduta.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la gran parte  degli
  interventi   di  questa  sera  hanno  riguardato  l'aeroporto,   il
  trasporto, la Camera di Commercio. Io voglio trattare qualcosa  che
  sta un po' più giù cioè dei terreni agricoli e dell'IMU agricola.
   Qualche  giorno  fa,  ad  un  incontro  in  cui  c'erano  sindaci,
  agricoltori  e semplici persone che, pur non essendo agricoltori  a
  titolo prevalente, hanno un fondo agricolo che mantengono con cura,
  che  sono molto preoccupati e attendono notizie per capire cosa sta
  facendo il nostro Governo e come sta cercando di interfacciarsi con
  il  Governo  nazionale che, come molti di voi ricorderete,  a  fine
  novembre  2014 ha messo un bel decreto in cui dice ai  Comuni  che,
  per quanto riguarda il Fondo di solidarietà comunale, sottrae delle
  somme ingenti ai Comuni e, quindi, agli Enti locali e dice loro  di
  avvalersi,  per  recuperare queste somme, di provvedere  attraverso
  l'imposizione dell'IMU sui terreni agricoli.
   Tutto ciò per recuperare somme, all'incirca 350 milioni che, oggi,
  sono  scesi  a meno di 250 milioni, che si riverseranno come  danno
  sugli  Enti locali e sugli agricoltori o, comunque, su chi possiede
  un terreno ma che, mi permetto di dire, nel bilancio nazionale sono
  davvero  ben poca cosa rispetto ai danni che porteranno, perché  se
  oggi  c'è  una  tendenza  di  ritorno all'agricoltura  comunque  in
  maniera  professionale o meno professionale, questo è un invito  ad
  abbandonare, a vendere i terreni, mi chiedo chi dovrebbe comprarli,
  e  soprattutto i Comuni, che secondo il testo sono obbligati a fare
  il  loro  bilancio  entro il 30 novembre prevedendo  la  parità  di
  bilancio, però il Governo nazionale a posteriori, gli comunica  che
  gli toglierà delle somme.
   Ed  allora, i Comuni cosa dovrebbero fare? Dovrebbero andare tutti
  quanti in default, oppure dovrebbero andare a bussare in ogni  casa
  per esigere una tassa che già a distanza di due mesi e con la prima
  rata  scaduta, vi posso dire che i Comuni hanno recuperato meno  di
  un  terzo di quello che gli è stato sottratto a posteriori, dopo la
  chiusura del Bilancio
   Ed  allora, di cosa stiamo parlando? Io mi rivolgo al Governo  per
  fare  qualcosa di più energico rispetto a quello che è stato  fatto
  fino  ad  oggi, perché non è possibile che per una somma di  questo
  tipo  si  vada a gravare su una Regione, e lo ricordo all'assessore
  Caleca  che  da  quando è assessore ho visto parecchie  volte  agli
  incontri  con  gli agricoltori. Lei sa benissimo che quest'anno  le
  condizioni meteorologiche hanno messo veramente a dura prova  tutto
  il  comparto agricolo, che c'è davvero una sofferenza,  che  già  i
  cittadini - e qui mi rivolgo a tutti quanti - sono vessati  da  una
  pressione  fiscale  atroce che non riescono  più  a  sostenere,  e,
  quindi,  pensiamo  che vessando ancora di più, che  andando  avanti
  magari   con  i  pignoramenti  risolveremmo  qualche  cosa?  Questa
  politica  dell'austerità  è assolutamente vessatoria,  specialmente
  nel caso di questa tassazione.
   Vorrei  dire  che ci sono dei Comuni che hanno fatto  un  ricorso,
  coraggiosamente, solo 12 rispetto ad un'ANCI che sembrava scatenare
  fuoco e fiamme ma, che alla fine, si è ammosciata, lasciando sola i
  Comuni  che si lamentano di questa cosa, giustamente, perché questo
  elenco   dell'ISTAT  che  va  a  classificare  i  Comuni  in   base
  all'altezza della casa comunale, quando sappiamo benissimo  che  le
  criticità  di  un  territorio, lo svantaggio di un  territorio,  va
  valutato  secondo  tanti altri aspetti che sono  la  viabilità,  il
  gravissimo  dissesto idrogeologico che colpisce la nostra  Regione,
  sono  queste  le istanze che dovete portare lì a Roma ed  insistere
  veramente e duramente su questa cosa.
   Ricordo che la PAC 2014/2020 dà come priorità riportare nelle zone
  montane e disagiate l'agricoltura e le produzioni agricole in  modo
  che  si  valorizzino  e  si  preservi il  territorio  dal  dissesto
  idrogeologico e dall'abbandono. Bene, se è questa la direzione  che
  dobbiamo   prendere,   dovete  imporre,   più   che   al   Ministro
  dell'agricoltura,  al Ministero dell'economia e delle  finanze  che
  sembra quasi che, facendo un sorteggio a mosca cieca, abbia beccato
  l'anello debole della catena andando a colpire chi già davvero  non
  ce  la  fa  più,  perché già a fargli del danno all'agricoltura  ci
  abbiamo  pensato. La CRIAS non dà accesso al credito, il mercato  è
  invaso da prodotti deregolamentati mentre i nostri produttori  sono
  sottoposti a severi controlli.
   Insomma,  su  queste  tavole,  se ci  dobbiamo  mettere  i  nostri
  prodotti,  lei  deve  riuscire a dare, con vigore,  una  scossa  al
  Ministro e al governo Renzi. Chiami Crocetta, che so che si trova a
  Roma,  per  imporsi  su  questa cosa  Che guardino  altrove  e  non
  facciano cassa sulla Sicilia
   E  poi, mi rivolgo ai colleghi deputati, perché al Senato ed  alla
  Camera   -   oggi   che   questo   Decreto   sta   per   diventare,
  sfortunatamente, legge - ci sono stati tentativi di abrogare questa
  norma.  Infatti,  in  Commissione  Bilancio' al  Senato  era  stato
  presentato un emendamento per abrogare questa norma. Solo che oltre
  al PD, che ha votato contrariamente all'emendamento soppressivo, si
  sono  aggiunti  anche gli amici del NCD  NCD che  qui,  invece,  ha
  anche  presentato una mozione per chiedere al Governo di impegnarsi
  per  l'abrogazione di questo emendamento  E poi Forza  Italia  che,
  con  un'assenza strategica,  presenta l'emendamento e  poi  non  si
  presenta in Commissione per votarlo
   E  allora,  un  po'  di  coerenza   Chiamate  i  vostri  colleghi
  Ricordategli  l'importanza di questo passaggio  Perché l'Assessore,
  ha  tutta la buona volontà, mi auguro che lei abbia la forza, anche
  se già mi ha detto telefonicamente che c'è poco da fare, perché lei
  chiama,  fa e dice, ma quelli mandano a quel paese, quindi, almeno,
  chi ha il potere legislativo abbia la coerenza tra quello che si fa
  qui e quello che si fa a Roma  Perché se sapessi da Roma che i miei
  colleghi  del Movimento Cinque Stelle fanno delle cose  storte,  li
  chiamerei   e  gliene  direi  di  tutti  i  colori   Li  minaccerei
  letteralmente   E  voi questo dovete fare: gli  dovete  imporre  di
  abrogare  questa norma  Anche perché le persone qui si ammazzano  e
  prevalentemente sono gli agricoltori.

     (Applausi da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE.  L'onorevole Assenza condivide  quello  che  ha  detto
  l'onorevole Foti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente,  signori   Assessori,   onorevoli
  colleghi,  intervengo  da  deputato  e  non  da  Presidente   della
  Commissione Antimafia, perché non ho il cattivo gusto di utilizzare
  una  vicenda  grave e spiacevole, come quella che vede protagonista
  il Presidente della Camera di Commercio di Palermo, in un dibattito
  che  mi  sembra abbia assunto toni strumentali. Lo dico con  grande
  serenità d'animo e lo dico perché al di sopra - credo come tanti in
  quest'Aula - di ogni sospetto.
   Io  non  sono indignato, ma rischio di indignarmi degli indignati,
  perché  ancora  una  volta  la politica ha  perso  l'occasione  per
  tacere.  Sulla vicenda di Roberto Helg, in quest'Aula,  si  farebbe
  bene  a  tacere. Lo dico da deputato dell'opposizione,  perché  con
  gente  come Helg certa politica - e soprattutto la politica che  si
  rifà  alla  maggioranza di Governo - ha determinato candidature  ed
  elezioni, appoggi e sostegni, concreti, sia chiaro
   E   mi  indigno  soprattutto  perché,  quando  qualcuno  pensa  di
  difendere la dignità di questo Parlamento - e lo fa a fronte di  un
  comunicato   stampa   della   Camera  di   Commercio   di   Palermo
  assolutamente  inopportuno, e grave, e censurabile - quel  qualcuno
  non  ha  avvertito  lo stesso bisogno e la stessa esigenza  quando,
  qualche  settimana  fa, il Presidente della  Regione  siciliana  ha
  detto  che,  in  quest'Aula, c'erano deputati eletti  col  sostegno
  della   mafia    Il  silenzio  assoluto   Lasciando   soltanto   il
  sottoscritto  a levare, assieme al Presidente di questa  Assemblea,
  un  legittimo,  non grido di protesta,  perché non escludo  che  ci
  possano  essere  eletti  col sostengo della  mafia,  non  ho  alcun
  elemento  per  escluderlo, ma il Presidente della Regione  se  è  a
  conoscenza  o  ha notizia di reato ha il dovere di informare  o  la
  Procura  della  Repubblica o la Commissione  Antimafia  esattamente
  come ho fatto di fronte ad una vicenda precisa che si è configurata
  per  il  Consiglio comunale di Catania: ho trasmesso gli atti  alla
  Procura della Repubblica.
   Tutto  ciò,  signor  Presidente, lo dico ai  colleghi  consiglieri
  perché  ancora una volta la politica fa finta di non vedere. Questa
  antimafia del giorno dopo mi ha davvero disgustato
   Ci  meravigliamo del fatto che Roberto Helg abbia potuto avere  un
  ruolo  di  rappresentanza  senza  averne  titolo  perché  non   più
  imprenditore e ce ne accorgiamo, facendo finta di dimenticare,  che
  per  cinque anni l'Assessorato alle attività produttive  di  questo
  Governo,   guidato  dal  Partito  Democratico,  per  cinque   anni,
  riconduce ad un Assessore nominato o indicato da una organizzazione
  di  categoria  che  ha espresso,  ha scelto ed  ha  selezionato  il
  candidato  che  sarebbe  diventato  Presidente  della  Regione:  il
  gelese, Rosario Crocetta.
   Con molta serenità, Presidente, mi sento di parlare da deputato  e
  non  da  Presidente  di un organismo che, molto seriamente,  questa
  mattina  anche su iniziativa del collega Malafarina, ha  posto  dei
  temi  seri  che  tutta  la politica dovrebbe porsi.  Perché  alcune
  Camere  di  Commercio  invece di limitarsi  a  raggiungere  i  fini
  istituzionali   si   sono   occupate  di  altri   settori?   Perché
  l'amministrazione  e la gestione dei principali scali  aeroportuali
  in   Sicilia  non  vede  protagonisti  gli  Enti  locali,  ma  vede
  protagonisti  le  organizzazioni  di  categoria  e  le  Camere   di
  Commercio?  Perché  la Regione e il Governo della  Regione  non  ha
  esercitato negli ultimi anni il necessario controllo sulla gestione
  degli  aeroporti  e,  perché no, sulla  gestione  delle  Camere  di
  Commercio?
   Attorno  a questi temi, Presidente, senza essere indignato  perché
  non mi sorprende la vicenda Helg, posso provare solo amarezza
   Ma  voglio  chiedermi  quanti  Helg ci  sono  in  Sicilia,  quanti
  paladini  dell'antimafia ci sono in Sicilia pronti  a  lavorare  di
  giorno  facendo  prediche  sane e di notte trescando  nell'ambiente
  torbido del malaffare?
   Mi  chiedo:  perché  il Governo finora non  è  stato  messo  nelle
  condizioni di esercitare il proprio diritto? Perché dai banchi  del
  centrosinistra non sono emerse le stesse perplessità che  emergono,
  oggi, a fronte di una clamorosa indagine giudiziaria?
   Ecco, credo che i controlli vadano esercitati sul piano preventivo
  prima che pretendere di esercitarli sul piano repressivo.
   Per  questo, signor Presidente, in questo dibattito che  definisco
  infelice e grigio - senza alcun riferimento ai colleghi cui  voglio
  bene  ed apprezzo tutti - per lo spirito, per il principio al quale
  è  stato improntato - è una mia personale opinione - mi permetto di
  chiedere al Governo, rappresentato dall'ottima dottoressa Vancheri,
  se  - perché, Assessore, dopo questo dibattito ha il diritto-dovere
  di pronunciarsi e di dire cosa intenda fare - non ritenga di dovere
  rendere conto dell'azione di controllo esercitata, in che misura ed
  in  quali  tempi  sugli enti di funzione pubblica,  che  ho  appena
  citato  e  soprattutto, al di là della vicenda Camera di Commercio,
  che   ritengo   scontata   nella   sua   fase   di   passaggio   al
  commissariamento,  cosa intenda fare per consentire  ad  ognuno  di
  assumere il proprio ruolo.
   Il  Parlamento le chiede non tanto di agire ora sul latte versato,
  ma  le chiede di sapere perché lei o chi per lei non abbia ritenuto
  di  agire  ieri  e  l'altro  ieri quando alcune  situazioni,  senza
  bisogno  delle  manette, si evidenziavano  e  si  appalesavano  già
  assolutamente equivoche o, comunque, degne di approfondimento.
   Io  credo  che  lei abbia il dovere di rispondere, Assessore,  non
  soltanto  per l'integrità che tutti le riconosciamo, ma  anche  per
  l'onestà  intellettuale  che stasera lei deve  consegnare  prima  a
  questa Aula e, poi, al giudizio della pubblica opinione.

   PRESIDENTE.  Prima di dare la parola all'assessore  Vancheri,  non
  credo  a  questo  sdoppiamento  fra  deputato  e  Presidente  della
  Commissione  Antimafia.  Se  questo  Parlamento  l'ha  scelta  come
  Presidente  della Commissione Antimafia è perché l'ha ritenuta  tra
  tantissimi deputatati, tutti e novanta, chiaramente il più indicato
  per potere svolgere questo lavoro.
   Peraltro,  approfitto di questa questione, perché  sembra  che  la
  politica  arrivi sempre dopo e, devo dire, onorevole Musumeci,  che
  devo   dare   atto,  invece,  a  tutti  gli  interventi,  iniziando
  dall'onorevole Cancelleri che lo ha stimolato, perché qua si voleva
  rimarcare che non c'è una classe dirigente fatta di categorie o  di
  liberi  professionisti  che si possa autolegittimare  a  candidarsi
  come  classe dirigente come se nessuno sapesse niente e  c'entrasse
  niente e tutto lo sporco ed il male sta in questo Parlamento o sta,
  soprattutto, nella politica.
   Ecco, questo era ciò che si voleva, in qualche modo, evidenziare.
   Così   come  le  devo  dare  atto  dell'ottimo  lavoro   che   lei
  diligentemente,  così come ha fatto tutta la Commissione  Antimafia
  di questa Assemblea, sta facendo in merito alla vicenda del Cara di
  Mineo  di cui, probabilmente, non si è parlato a fondo; tra qualche
  giorno  scoppierà  e  ci  rimarrà l'amaro in  bocca  nel  dire  che
  l'avevamo  detto.  Questo non ci soddisfa. Lo voglio  dire  con  la
  massima chiarezza.
   Anche  quando è stata messa quasi sotto accusa la sua persona,  ho
  dovuto difenderla, nella mia qualità, certamente di deputato, ma di
  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, perché era giusto  e
  doveroso riferire alla Commissione Antimafia.
   Quindi,  le  volevo  dare  atto del lavoro  che  svolge  tutta  la
  Commissione,  questo a dimostrazione che c'è tanta buona  politica.
  C'è  tanta  buona politica in Sicilia, c'è tanta buona politica  in
  questo Parlamento e, ritengo, nella gran parte dei rappresentanti.
   Do la parola all'assessore Vancheri.

   VANCHERI, assessore per le attività produttive. Grazie Presidente,
  onorevoli  deputati,  sono  d'accordo  con  quello  che  ha   detto
  l'onorevole  Musumeci e la ringrazio anche per  le  sue  parole  di
  apprezzamento.
   Io   ribadisco,  così  come  ho  fatto  precedentemente  nel   mio
  intervento, il ruolo che la Regione in questo caso particolare deve
  assumere,  però come giustamente dice lei il ruolo che  la  Regione
  deve  assumere  e  nella  fattispecie l'Assessorato  alle  attività
  produttive,  che  rappresenta l'organo  di  vigilanza  presso  Enti
  locali, fra cui anche la Camera di Commercio, che pur essendo  enti
  autonomi funzionali che dipendono comunque dallo Stato, hanno anche
  una  parte di controllo da parte della Regione, peraltro, vigiliamo
  su quelle che sono le composizioni di rappresentanza politica degli
  organi ai vertici delle Camere di Commercio, meno competenze  sulla
  parte  dei  controlli gestionali in termini di bilancio nonostante,
  comunque,  i  bilanci delle Camere di Commercio  passino  anche  al
  vaglio dei controlli dell'Assessorato al bilancio.
   Però,  è giusto ribadire un fatto: per quanto mi riguarda l'azione
  che  ho  intrapreso, sin dal mio insediamento, nei confronti  delle
  Camere di Commercio, è stata rappresentata dal fatto che bisognava,
  appunto, riprendere il contatto con questi enti.
   Perchè questi enti sono considerati importanti? Perché sono  degli
  enti dentro cui oltre a rappresentare tutte le categorie economiche
  rappresentiamo,  quindi,  di riflesso,  l'interesse  collettivo  e,
  quindi,  come  è  stato  giustamente detto stasera  in  Aula  -  io
  condivido  -  dobbiamo assicurarci che la classe dirigente  che  si
  occupa  delle attività gestionali, all'interno di questi enti,  sia
  una  classe  dirigente  -  mi riferisco alla  classe  dirigente  in
  rappresentanza  della  classe politica -  che  deve  essere  sempre
  pronta a fare anche un passo indietro, specialmente in questi casi,
  quando si creano queste situazioni così gravi e così oscene.
   Dall'altra parte, ribadisco che la classe dirigente che si  occupa
  della  parte amministrativa all'interno delle Camere di  Commercio,
  comunque,  è  quel  gruppo di dirigenti che hanno  lavorato  e  che
  stanno ancora continuando a lavorare e per cui ho detto, il Governo
  dice,   che   il   posizionamento   sul   commissariamento,   siamo
  d'accordissimo, ribadisco, è stato il primo atto che ho fatto  dopo
  tre ore dalla notizia dell'arresto di Helg.
   E'  partita  subito la mia richiesta politica, quindi, l'Assessore
  richiede  al  Dipartimento  attività  produttive  di  attivare  con
  urgenza  l'organismo  di  vigilanza sulla Camera  di  Commercio  di
  Palermo.
   L'indomani  il Dipartimento ha urgentemente risposto all'Assessore
  dicendo che avevano attivato un'ispezione che si concluderà - parte
  venerdì - nell'arco di una settimana, per predisporre gli atti  del
  commissariamento.
   Questo  perché - ci tengo a ribadirlo - è vero che la gravità  del
  caso  impone  un  commissariamento  ad horas  dal  punto  di  vista
  politico,  ma  comunque rappresento un Assessorato  che,  oltre  ad
  avere  una  risonanza   politica in qualità  di  Assessore,  ha  un
  Dipartimento e l'organo di vigilanza, comunque, vigila sulla  parte
  amministrativa.
   Quindi,  l'ispezione è un atto dovuto dall'Amministrazione.  Anche
  perché,  con  tutto il rispetto per tutte le cose  giustissime  che
  sono  state dette questa sera, nel frattempo l'ispettore,  che  per
  altro   è  un  dirigente  interno  dell'Assessorato  alle  attività
  produttive, sta controllando tutte le carte che abbiamo richiesto e
  le  carte  che  sono state richieste sono le carte  che  riguardano
  proprio  anche  atti che sono stati eseguiti durante la  presidenza
  Helg.
   Questo perché il commissariamento è una posizione giustissima  che
  condivido,  ma  il  commissariamento,  nel  caso  della  Camera  di
  Commercio  di  Palermo, deve realmente rappresentare,  a  parte  la
  persona che dovrà rappresentare il Commissario, l'inizio della vera
  riforma,  quella  sostanziale dentro  le  Camere  di  Commercio  e,
  quindi, dobbiamo muoverci in questo senso.
   Lo dobbiamo fare non solo di pancia, con la rabbia politica che ha
  scatenato  questa oscenità, ma dobbiamo farlo adesso anche  con  la
  freddezza  di  chi  vuole amministrare bene anche  questa  fase  di
  transizione.
   Ricordo, infatti, che la Camera di Commercio di Palermo, comunque,
  aveva  attivato  già  l'accorpamento che è passato  al  vaglio  del
  Ministero   dello  sviluppo  economico,  è  passato  in  Conferenza
  Regioni, in Conferenza Stato-Regioni e in unificata.
   Quindi, la riforma della struttura e della governance della Camera
  di  Commercio di Palermo è già avviata ed  è proprio per questo che
  dobbiamo  vigilare  con  più attenzione su  come  dovrà  ricomporsi
  questa governance che dovrà essere una governance all'insegna della
  vera legalità.
   Su questo, quindi, confermo, è la mia posizione e  ribadisco anche
  il  fatto che nel riprendere il contatto con le Camere di Commercio
  ho  voluto,  con  forza,  affrontare con le  stesse  una  sorta  di
  supporto  parallelo che la Regione doveva e deve fare  rispetto  ai
  procedimenti di autoriforma che loro stanno portando avanti con  il
  Governo centrale.
   Però,  proprio perché la Regione vigila sulle Camere di  Commercio
  che,  comunque, pur dipendendo dal punto di vista finanziario dallo
  Stato, operano nei nostri territori e sono rappresentate dai nostri
  rappresentanti e sono gestite dai nostri dirigenti, è ovvio che  la
  Regione debba interagire con le Camere di Commercio in modo  attivo
  e  le  debba controllare sempre nella garanzia dell'interesse delle
  imprese sane e dei cittadini.
   Su  questo  non  c'è  ombra di dubbio. La mia  volontà  di  volere
  trasformare  le  Camere di Commercio era quella  per  dire  che  le
  Camere  di  Commercio  devono diventare le realtà  non  periferiche
  dell'Assessorato alle attività produttive, ma il cuore pulsante che
  rappresenta l'interno dei territori, la mission di un Governo  che,
  pur  rispettando le autonomie di enti che dipendono dallo Stato per
  certi  versi,  comunque,  instaura con questi  stessi  un  rapporto
  sinergico  per  garantire la mission di questo Governo,  di  questa
  Assemblea.
   Questa  è  la mia posizione, la posizione che ho voluto con  forza
  che  venisse  rappresentata  al tavolo quando  abbiamo  riunito  il
  tavolo  con  tutte le Camere di Commercio per difendere il  diritto
  dei  lavoratori  precari, dei lavoratori i  cui  stipendi  erano  a
  rischio, così come dei pensionati.
   E'  stata la posizione che abbiamo assunto al tavolo insieme  alla
  III  Commissione,  con il supporto anche del presidente  Ardizzone,
  nell'audizione comune che è stata fatta, cioè quella  di  procedere
  per capire bene e fare uscire fuori i dati per dare una sorta anche
  di  supporto,  cioè  la  Regione vigila, ma supporta  anche  questo
  processo di trasformazione  perché questa è la mission che  i  miei
  stessi  colleghi mi hanno chiesto ed ho condiviso  con  loro,  cioè
  quella  di trasformare queste realtà, quindi, di vigilare  affinché
  queste realtà possano diventare realmente realtà più trasparenti  e
  realtà  più  semplificate, sicuramente, più  snelle,  ma  più  alla
  portata dei diritti dei cittadini.
   Mi  fa piacere che l'onorevole Musumeci lo abbia ricordato, perché
  l'organismo  di vigilanza delle attività produttive  non  controlla
  solo  le  Camere di Commercio perché controlliamo anche altre  enti
  importanti  per  lo  sviluppo che sono l'IRCAC,  piuttosto  che  la
  CRIAS.
   Sono  tutte  queste  realtà che, comunque, incidono  sugli  stessi
  scenari  che riguardano le attività produttive ed anche  su  questo
  l'Assessorato alle attività produttive si è già mosso,  perché  non
  da  ora abbiamo presentato ad ogni finanziaria gli emendamenti  per
  la  riforma  degli  organi politici dentro  l'IRCAC   e  la  CRIAS;
  finalmente  siamo arrivati ad avere in finanziaria  una  norma  che
  dovrebbe  riformare  l'organo politico della  CRIAS  e  l'IRCAC  e,
  finalmente,  spero  si possa arrivare all'insediamento  dell'organo
  politico di questi due enti importantissimi che, come le Camere  di
  Commercio,  oltre  a  gestire  risorse  finanziarie,  orientano   e
  gestiscono le attività di sviluppo del nostro territorio.
   La  mia  attenzione,  quindi,  va verso  questi  enti:  Camera  di
  Commercio, CRIAS, IRCAC; è un'attenzione finalizzata a far  sì  che
  questi diventino enti strumentali per lo sviluppo delle attività in
  piena  sintonia, armonizzando, quindi, le attività con  quelle  che
  sono  le  mission della politica di questo Governo  e  mettendo  al
  primo posto la tutela dei diritti, non solo degli imprenditori,  ma
  dei  cittadini,  ma  anche la mission di questo  Governo  che  deve
  portare avanti queste pratiche, tra virgolette, di vera legalità.

   attività produttive (n. 683-2-228-490-254-548/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


            Seguito della discussione del disegno di legge
     Testo unico delle attività produttive  (n. 683-2-228-490-254-
                                548/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al II  punto  all'ordine
  del giorno:  Discussione dei disegni di legge .
   Si  procede con il  seguito della discussione del disegno di legge
   Testo  unico  delle  attività produttive   (n.  683-2-228-490-254-
  548/A), posto al punto n. 1).

   MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,  presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,  è
  evidente  che la mia proposta riguardava un'Aula meno  sfibrata  da
  questo  dibattito,  però  l'avanzo lo stesso  perché  la  si  possa
  prendere in considerazione in ogni caso.
   Sugli  articoli  5,  6  e 7 c'è una discussione  in  corso  con  i
  presentatori degli emendamenti e con quanti hanno manifestato delle
  perplessità  sul  corpo dei tre articoli che definiscono  le  linee
  guida, l'attuazione del Regolamento.
   Io  proporrei,  se  l'Aula è d'accordo, di sospenderli  e  partire
  dall'articolo  8.  Ci sono parecchi articoli  cui  non  sono  stati
  presentati  emendamenti o ci sono emendamenti che  sono  facilmente
  assorbibili  e  dal  lavoro preparatorio che ho fatto,  almeno  una
  trentina   di   articoli  o  quaranta  possono   essere   approvati
  celermente.
   Entro  la  prossima  seduta d'Aula, appena abbiamo  un'ipotesi  di
  riscrittura  dei tre articoli 5, 6 e 7, potremmo tornare  a  questi
  articoli.

   PRESIDENTE. Per me nulla osta ad accantonare questi articoli, però
  gli uffici mi fanno notare che c'è un collegamento con gli articoli
  successivi rispetto a quelli accantonanti.

   MUSUMECI. Sono propedeutici.

   PRESIDENTE. Non tutti.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sul  Testo  unico
  concordo  con  quanto  dice il presidente  Marziano,  però,  a  mio
  avviso,  quelli che dovrebbero tornare in Commissione o che  devono
  essere  cassati, sono gli articoli dal  5 al 10, perché  l'articolo
  10 parla del Commissario ad acta.
   Tutti  questi  articoli  attengono ad una  questione  che,  a  mio
  avviso, dovrebbe essere normata da una legge organica. Si parla  di
  programmazione.
   La  programmazione spetta al Governo, spetta al  Presidente  della
  Regione, non può essere demandata agli Assessori e, secondo me, non
  ha   nulla  a  che  vedere  con  quella  che  è  l'attività,  cioè,
  l'attuazione che è compito delle attività produttive.
   Allora, cosa proporrei? Proporrei di fare una legge organica sulla
  programmazione che venga approvata con una delibera di Giunta, vada
  in Commissione per i pareri, ritorni in Aula per l'approvazione.
   Quale  poteva  essere  un'altra soluzione, signor  Presidente?  Il
  Testo  unico,  a  mio avviso, se si vuole fare una  riforma  seria,
  bisogna  che sia formato da quindici articoli; allegato ai quindici
  articoli  vi  sarà  un  regolamento di attuazione,  che  non  è  il
  regolamento di cui parlava ieri sera il presidente Leanza, che  poi
  deve  essere  sottoposto  al  vaglio  del  Consiglio  di  Giustizia
  amministrativo e si perde tempo, ma un regolamento  che  ogni  anno
  accompagna il DPEF.
   Il  DPEF non può essere solo un documento di spesa, ma deve essere
  anche   un  documento  di  programmazione  economica.  Quindi,   un
  regolamento  che  si  affianca e che  viene  approvato  insieme  ai
  quindici  articoli che compongono quello che si vuole  stabilire  e
  decidere  sulla  libertà  di  impresa,  che  cosa  devono  fare   i
  panificatori, qual è l'attività per i panettieri e quant'altro, per
  i  carburanti,  gli  idrocarburi e, qualora si  dovesse  modificare
  questo regolamento di attuazione, non ci sarà bisogno di tornare in
  Aula  perché  andrà in Commissione, questa darà  il  parere  ed  il
  Governo si assumerà la responsabilità di modificarlo.
   Io  darei  un  altro taglio ed un altro indirizzo,  ma  se  questa
  proposta  non  va  bene,  non  è  accettata  quanto  meno   ritengo
  necessario che gli articoli dal numero 5 al numero 10 - laddove  si
  parla  di  programmazione  economica e,  quindi,  di  sviluppo,  il
  Parlamento  non può essere spogliato delle proprie prerogative  che
  sono  proprio  quelle  della programmazione -  vengano  cassati  da
  questo disegno di legge.

   MARZIANO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO,  presidente della Commissione. Signor  Presidente,  come
  volevo  proporre  nella  seduta di ieri,  se  potessimo  apprezzare
  l'emendamento  Cancelleri, che prevede  il  passaggio  delle  linee
  guida  nelle  commissioni competenti, quindi, previo  parere  delle
  Commissioni   competenti,  avremmo  tenuto  conto  della   maggiore
  perplessità  che  ha  manifestato il  dibattito  d'Aula  sul  testo
  dell'articolo 5.
   Io ritengo, se vogliamo proseguire - perché è chiaro che si tratta
  di   una   volontà  che  deve  essere  collettiva  -,   apprezzando
  l'emendamento  5.2.1,  con l'esclusione del  secondo  periodo:   Il
  comma 6 è soppresso , potremmo proseguire perché tutti gli atti che
  dovrà  produrre  il Governo rispetto alle linee guida,  con  questo
  comma,  si  prevede  che  passino  dalle  relative  Commissioni  di
  competenza,  quindi, avremmo tenuto in considerazione  la  maggiore
  delle  perplessità  e  delle preoccupazioni che  hanno  i  colleghi
  deputati.

   SUDANO. Come passa in Commissione, con che parere?

   MARZIANO, presidente della Commissione. Come passano le  norme  in
  Commissione,  con  il parere obbligatorio, ma non vincolante,  come
  passano tutti i pareri delle Commissioni.

   PRESIDENTE.  Si propone di andare avanti approvando  l'emendamento
  dell'onorevole Cancelleri, perché l'articolo 5, poi, è il nucleo di
  tutto  il Testo unico. La gran parte degli articoli sono agganciati
  a questa prima parte.
   Onorevole   Assenza,  le  chiedo  di  intervenire   per   chiarire
  l'emendamento  5.3, quando si parla del  decreto  che  deve  essere
  emanato,  anche  di  concerto con il libero consorzio  dei  comuni,
  perché  i liberi consorzi dovrebbero essere almeno sei e,  poi,  ci
  sono tre città metropolitane.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  di  essere
  stato chiaro ieri.
   Ad  ulteriore  chiarimento mi sono premurato di stampare  l'ultima
  legge   della   regione  Lombardia  che  regola  gli   investimenti
  produttivi in tutti i settori.
   Signor  Presidente,  ma può essere che la regione  Lombardia,  che
  credo  che  non  sia l'ultima delle Regioni sviluppate  d'Italia  e
  dell'Europa, oserei dire del mondo, abbia approvato, nel 2014,  una
  legge  di  dodici  articoli, compreso quello finale,  che  riguarda
  l'entrata in vigore e noi dobbiamo discutere ed approvare una legge
  dirigistica  che cerca di regolare anche l'aria che si  respira  di
  238 articoli? Ma non capiamo che siamo fuori dal mondo, fuori dalla
  modernità,   fuori   da  quello  che  necessita  effettivamente   a
  quest'Isola per il suo sviluppo?
   Questa  legge  non può essere emendata, questa legge  deve  essere
  rimandata  in Commissione nell'iter semplificato, perché altrimenti
  non ne usciamo più.
   Questa  legge,  poi, deve essere armonizzata con la programmazione
  produttiva,  tant'è vero che, in quella legge, ci sono  sei,  sette
  obiettivi  che  la  Regione si deve porre e al  penultimo  articolo
  prevede i fondi per sviluppare quelle attività produttive.
   Qui,   vogliamo   regolare   centri  commerciali,   il   commercio
  elettronico,   il   commercio  e  non  diamo  alcun   input   reale
  sull'attività produttiva.
   Il mio emendamento, signor Presidente, era chiarissimo.
   Se  voi  proprio volete mantenere questa architettura arcaica,  le
  liste  degli  articoli 5, 6 e 7 in cui dobbiamo indirizzare  chissà
  cosa, togliamolo questo compito comunque alla Regione, diamolo agli
  istituendi  consorzi  dei  Comuni, riempiamo  di  contenuto  l'Ente
  intermedio,  ma   la  mia critica di fondo è che  noi,  con  questa
  legge,  invece,  di  semplificare, aggraviamo la  già  problematica
  esistenza.
   Quella  legge che può essere, evidentemente, adattata alle  nostra
  esigenze,  ma  il  cui  impianto, vi  assicuro,  nel  suo  impianto
  complessivo  è  quanto  di  più snello ed attuabile  possibile  può
  essere  posta  come modello sulla quale discutere e rivedere  tutto
  l'impianto,  ma  non perdiamoci nell'esame di una norma  che,  alla
  fine, non porterà a nulla di concreto per lo sviluppo dell'attività
  economica  in Sicilia, perché poi il principio è uno,  se  vogliamo
  sostituire,  come dobbiamo sostituire, tutte le autorizzazioni  con
  la  semplice  comunicazione  di  attività  e  lasciare,  poi,  alla
  Pubblica  Amministrazione l'intervento successivo da attuare  entro
  un termine perentorio, su questo principio, che deve essere la base
  per  l'avvio dell'attività, possiamo aggiungere il corollario degli
  articoli strettamente necessari per regolare, però, la cornice.
   Questa è una legge che cerca di regolare anche il minimo dettaglio
  di  ciascuna attività imprenditoriale. E' una legge dalla quale non
  usciremo  più, ammazzeremo definitivamente quel minimo di  vitalità
  che  c'è  ancora nella nostra Isola, altro che semplificare,  altro
  che dare input allo sviluppo dell'attività produttiva.
   Non  voglio  criticare  nessuno,  ma  credo  che,  in  Commissione
   Attività  produttive', ci si sia posti attorno al  nulla,  attorno
  all'impostazione di regolare tutto ciò che era da regolare, mentre,
  in  questa materia, l'importante è deregolarizzare al massimo, dare
  veramente i criteri attorno ai quali vorreste avere un'idea  perché
  è  questo  che  manca  a questo Governo, l'idea  sulla  quale  deve
  puntare la nostra ripresa, la nostra attività economica in Sicilia.
   Quindi, signor  Presidente, relativamente agli articoli 5, 6 e  7,
  insisto sul mio emendamento.
   Se  prima  non viene approvato quello precedente dei colleghi  del
  Movimento  Cinque  Stelle  che  tende,  addirittura,  ad   abrogare
  l'articolo  5,  6  e  7,  però, non ne  usciamo  più  perché,  poi,
  all'articolo  9  ritorniamo  con riferimento  a  queste  previsioni
  dell'articolo  5,  6  e  7;  all'articolo  10  introduciamo  questa
  ulteriore  figura  perché  ci mancano  funzionari  in  Sicilia,  ne
  aggiungiamo un altro, questa figura del tutor di impresa.
   Signor   Presidente,  cerchiamo  una  volta  tanto  di   ragionare
  veramente sui fatti concreti e non sulla poesia inutile di un libro
  dei sogni che deve appesantire la nostra attività.

   PRESIDENTE.  Onorevole Marziano, siamo praticamente  al  punto  di
  ieri,  nel  senso  che siamo fermi perché diciamo  che  i  deputati
  interessati sono di gran lunga inferiori rispetto al numero legale.
   Lo scopo di questo Testo unico era quello di caratterizzare questa
  legislatura  con  l'approvazione  di  testi  unici,  quindi,  siamo
  partiti  tutti da buoni propositi e siamo stati tutti convinti,  in
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  anche  sul
  presupposto  che in Commissione era stato fatto un buon  lavoro  e,
  quindi, il testo era pronto per l'Aula.
   Adesso siamo ancora alle questioni di carattere preliminare, siamo
  lontani  dall'obiettivo  finale,  anche  in  considerazione   della
  presenza  poco cospicua, il discorso è più politico che procedurale
  perché  se  ci mettiamo con i fatti procedurali è chiaro  che  ogni
  parlamentare interviene su 238 articoli e non ne usciamo più.
   L'intento era quello di andare avanti celermente. Se ci sono delle
  questioni   che  possono  essere  in  qualche  modo  superate,   se
  l'Assemblea non può essere, previa intesa, è chiaro, altrimenti  un
  tentativo  che posso fare è - però, non decido in questo momento  -
  avvalermi  dell'articolo 64 bis - non l'abbiamo  mai  fatto  -  che
  recita:  il Presidente sentiti i Vicepresidenti - il Vicepresidente
  dovrei  dire - può, dandone comunicazione all'Assemblea,  assegnare
  in  sede  redigente alle Commissioni permanenti i disegni di  legge
  recanti  testi  unici per la deliberazione degli articoli,  essendo
  riservata  all'Assemblea la votazione finale con sole dichiarazioni
  di voto a norma dell'articolo 131 .
   È   chiaro   che   la  Commissione  deve  essere   integrata   dai
  rappresentanti  dei Gruppi che in atto non fanno  parte  di  quella
  Commissione, però, prima di decidere su questo mi vorrei consultare
  con l'Assessore, in separata sede, questa sede rinviamo, sentire il
  Presidente della Commissione, sentire i Capigruppo.

   MARZIANO,  presidente della Commissione. Ci  misuriamo  su  questa
  sfida, Presidente

   PRESIDENTE.  Io debbo sentire intanto l'onorevole Venturino,  così
  come previsto. Vorrei sentirmi con l'Assessore, dovrei integrare la
  Commissione con i rappresentanti dei Gruppi, perché se è questa  la
  soluzione  per  approvare il disegno di  legge  che  ben  venga  e,
  secondo me, è la soluzione più celere.
   Non siamo sotto i riflettori perché, in effetti, inutile dirlo che
  i  riflettori  spesso  ci condizionano, possiamo  anche  inaugurare
  questo  percorso nella speranza che si possano esitare altri  testi
  unici,  perché  il lavoro, quando tutti ci facciamo prendere  dalla
  fretta,  approviamo, approviamo, approviamo, il  lavoro  preventivo
  deve  essere  fatto nelle Commissioni, quindi, si potrebbe  parlare
  anche di altri testi unici.
   Rinviamo  l'Aula con lo stesso ordine del giorno,  quindi,  ancora
  non ho assunto la decisione.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  prendo  atto  della  volontà  di
  rinviare  e  prendo  anche  atto  della  volontà  di  appurare   le
  possibilità di esaminare il testo in fase redigente in Commissione,
  però  faccio una considerazione di tipo politico, chiaramente, cioè
  si sta arrivando a questa considerazione semplicemente per il fatto
  che  la  maggioranza è assente in Aula, perché le opposizioni  sono
  presenti.
   Purtroppo,  devo rimandare al mittente questa cosa  che  l'Aula  è
  spoglia  dalle  presenze dei deputati, chiaramente ho  il  rispetto
  della  sua  considerazione, però, non posso  accettarla  perché  le
  opposizioni sono qui, sono qui e stanno facendo il loro lavoro,  se
  vuole  politico, di interdizione ad  un disegno di legge che magari
  non ritengono e lo dobbiamo migliorare e tutto il resto.

   PRESIDENTE. Ma questo chi lo sta mettendo in dubbio?

   CANCELLERI. Siccome vedo che si sta parlando della possibilità  di
  rinviare,  ebbene  la possibilità di rinviare  è  quando  anche  le
  opposizioni  ritengono che quella di portare avanti il  disegno  di
  legge  sia una pratica impossibile, ma qui pare che tutti,  nessuno
  escluso,  dalle opposizioni vogliano invece continuare a  lavorare;
  il problema è semplicemente uno: se la maggioranza non ha paura che
  comincino a saltare gli articoli uno dopo l'altro, ma lì rimane  il
  problema  che  il  capogruppo è il PD, il capogruppo  è  l'UDC,  il
  capogruppo  di  tutti  gli  altri  partiti  che  supportano  questa
  amministrazione  dovrebbero cominciare a  fare  le  telefonate  per
  richiamare in Aula tutti i loro deputati.

   PRESIDENTE.  Lei ha evidenziato il vero nocciolo della  questione.
  Io  sono  il  Presidente dell'Assemblea ed ho  l'esigenza  di  fare
  approvare le leggi. Questo è il punto. Siccome è la prima volta che
  lanciamo  una  sfida a noi stessi di approvare un Testo  unico,  le
  premesse non corrispondono alla realtà. Questo è il dato perché  in
  Conferenza  di  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,   ci   siamo
  sbracciati tutti per portare avanti questo Testo unico,  di  questo
  si  tratta. Lo stesso dicasi per i centri storici, lo stesso dicasi
  per gli altri disegni di legge. Quindi, a me che sia maggioranza  o
  opposizione, in questo momento, interessa ben poco. A me  interessa
  che venga esitato, se possibile, se condiviso, un disegno di legge.

   MUSUMECI. Ieri ha detto che c'erano le premesse

   PRESIDENTE. Il capogruppo di Forza Italia.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  in
  merito  riallacciandomi a quello che i colleghi hanno anche  detto,
  cioè  noi,  oggi, vogliamo fare evidenziare come siamo  in  un'Aula
  quasi vuota, semivuota e lo diciamo con grande amarezza.
   Il  Testo  unico  sulla  semplificazione sull'attività  produttiva
  doveva  essere il fiore all'occhiello, Assessore, del  Governo.  Su
  questo  Testo  unico  la  Commissione ha già  lavorato  e  lavorato
  veramente tanto.
   Chiaramente  ci  sono delle criticità che noi  anche  oggi,  anche
  stasera stiamo sottoponendo all'attenzione del Governo ma anche dei
  colleghi  parlamentari,  ma ritengo, così  come  il  Presidente  ha
  invocato l'articolo 64 bis, mi pare di comprendere, per un'opinione
  diffusa,  che  dovremo guardare all'articolo 64 bis, quinto  comma,
  cioè  in  questo momento c'è in corso una discussione su un disegno
  di  legge  e  durante la normale procedura viene  garantita  se  un
  decimo  dei  deputati  lo richiede cioè non possiamo  rinviarlo  in
  Commissione in sede redigente senza un accordo. Allora,  in  questo
  senso, lo dico

   PRESIDENTE. Ho detto che non l'ho rinviato

   FALCONE. Allora, continuiamo stasera, vediamo dove arriviamo, cioè
  non  soffochiamo i lavori d'Aula proprio perché magari vi è qualche
  assenza di più, di troppo, eccessiva, ma questo lo deve spiegare la
  maggioranza, noi ci siamo, tutti ci siamo qua

   PRESIDENTE.  Che  voi  ci  siete tutti e  che  l'opposizione  c'è,
  nessuno  lo  sta  mettendo in dubbio. E sono  il  primo  ad  averlo
  evidenziato. Il discorso è andare avanti con un Testo unico  perché
  ci  siamo  fermati all'articolo 5 e facciamo un Testo unico  perché
  possa  essere  condiviso, perché altrimenti  ci  fermiamo  ad  ogni
  articolo e non ne usciremo più.
   Questo  è il dato di base perché anche l'intervento dell'onorevole
  Assenza  -  ma  lo  sto  dicendo non in senso  negativo,  onorevole
  Assenza - dice di avere una soluzione diversa, cioè quella di  fare
  un  disegno  di legge con 15 articoli e non con 238 perché  si  sta
  normando,  quindi  siamo alle premesse che non vanno  che  dovevano
  essere evidenziate in Commissione, mi scusi, onorevole Falcone,  di
  questo  si tratta. Ho un dovere stiamo parlando di un Testo  unico,
  dico  è la prima volta che stiamo sperimentando questo percorso  ma
  se già siamo alle battute iniziali e si sta discutendo sui principi
  di  carattere  generale  non  ci siamo  perché  pensavo  che  fosse
  superato questo tipo di ragionamento

   FALCONE.   Signor  Presidente,  allora,  per  andare   al   punto:
  l'onorevole Assenza sulla scorta di queste premesse aveva detto  di
  rimandarlo  in  Commissione, se invece lei dice  di  rimandarlo  in
  Commissione ex articolo 64 bis?

   PRESIDENTE.  No,  no.  Ma lei ogni volta va oltre.  No,  onorevole
  Falcone, non le permetto ogni volta di distorcere quello che dico
   Ho  detto,  in considerazione che non siamo in numero legale,  che
  comunque manca la maggioranza, soprattutto, perché l'opposizione  è
  presente,  questo è legittimo, dico in questo caso,  perché,  dico,
  praticamente,  se  c'era l'accordo si andava  avanti.  Se  dobbiamo
  portare avanti, perché i propositi erano quelli di approvare tutti,
  in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, compreso lei,
  onorevole Falcone, ha detto che era d'accordo.

   FALCONE. Sì.

   PRESIDENTE.  sull'approvazione di questo Testo unico.  E,  allora,
  siccome  si sta parlando di questioni di carattere tecnico che  non
  sono  di  secondo  piano,  diventano  di  primo  piano,  perché  se
  l'onorevole  Cancelleri mi pone la questione che deve  passare  dal
  vaglio  dell'Assemblea, corretto, si vuole modificare, deve  essere
  la Commissione e non l'Assemblea.
   Se l'onorevole Assenza mi pone una questione di carattere tecnico,
  occorre il concerto con i Consorzi, quali sono i Consorzi? E' uno o
  sono 9? Sono queste questioni di carattere tecnico, e lei pensa che
  possiamo esitare il Testo unico in questo clima?
   Allora,  cosa  ho  detto io, lo ribadisco  solo  per  lei,  perché
  pensavo che fosse chiaro senza alcuna presunzione, rinviamo  l'Aula
  con  lo  stesso  ordine del giorno, quindi, rimane  all'ordine  del
  giorno  il  Testo unico, mi sento con il Vicepresidente, ho  voluto
  sottolineare,  è  chiaro  che c'è un problema  che  la  Commissione
  andrebbe  integrata con i Gruppi che non ne fanno parte,  è  giusto
  che  su  questa vicenda mi raccordi con l'Assessore per le attività
  produttive. Questo ho detto, non una parola in più, non una  parola
  in meno.

   FALCONE. Non avevo capito bene la fase redigente.

   PRESIDENTE. No, lei è disattento, non ha capito male. Lei è  molto
  disattento

   CRACOLICI. Presidente, non ha capito.

   PRESIDENTE. Potrei avvalermi dell'articolo 64 dopo aver sentito ed
  avere  stabilito un percorso perché con questo clima, non  possiamo
  approvare  il Testo unico perché, ripeto, quando abbiamo  fatto  il
  calendario  dei  lavori, tutti abbiamo detto:  andiamo  avanti  col
  Testo Unico .

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, signori rappresentanti  del  Governo,
  onorevoli  colleghi,  comprendo ed  apprezzo  lo  sforzo  che  lei,
  Presidente, stasera, sta compiendo, nel tentativo di facilitare  un
  percorso  che immediatamente è apparso incerto ed anche  abbastanza
  claudicante,  però  apprezzando il  suo  sforzo,  devo  rilevare  e
  sottolineare come nella fattispecie, non si possa fare  ricorso,  a
  modesto  avviso  di chi le parla, all'articolo 64, cioè  al  rinvio
  alla  Commissione in sede redigente, perché questo corpo normativo,
  sui   cui   la  Commissione  ha  certamente  lavorato  e   lavorato
  impegnandosi a fondo, non è un Testo unico, lo si è voluto definire
  e  denominare Testo unico, ma il Testo unico ha una sua definizione
  tecnica  ben  precisa, che è contenuta al sesto comma dell'articolo
  64  bis che fa parte del nostro Regolamento, quando dice, lo voglio
  ricordare a me stesso ed a tutti quelli a cui forse questi dettagli
  possono  non  essere del tutto presenti, che ai fini  del  presente
  articolo,  si intende per disegno di legge recante un Testo  unico,
  quello  avente  per  oggetto il riordino ed il coordinamento  della
  legislazione vigente in un determinato settore. In tale disegno  di
  legge,   non   possono  essere  introdotte  norme   con   efficacia
  innovativa.
   La relazione, tutto quello che da due giorni ci andiamo dicendo in
  quest'Aula,  invece, è esattamente l'opposto, cioè si tratta  o  si
  tratterebbe nelle intenzioni, nella ratio, di un disegno  di  legge
  fortemente e profondamente innovativo.
   Voglio  fare un esempio. E' innovativo, rispetto alla legislazione
  vigente,  abolire  le  commissioni provinciali  per  l'artigianato?
  Certamente sì.
   E'  innovativo  o  no istituire una figura, come  quella  prevista
  dall'articolo  9, del tutor per le attività produttive?  Certamente
  sì.
   Quindi,  si  tratta  di un disegno di legge, non  Testo  unico  di
  riordino  e di riassetto di legislazione vigente. Si tratta  di  un
  disegno  di legge che non è un Testo unico  E' un disegno di  legge
  che consta di 238 articoli.
   Quindi, il rinvio in sede redigente dinanzi alla Commissione,  pur
  integrata  da  tutti i Gruppi, mi pare una lodevole iniziativa  per
  salvare  il salvabile, ma non credo che sia la strada più  corretta
  ai sensi del nostro Regolamento.
   Diversamente  opinando  e diversamente operando  si  aprirebbe  in
  quest'Aula  una  discussione che ci porterebbe davvero  lontani.  E
  soprattutto  si  insidierebbe il costrutto del nostro  Regolamento,
  dando vita ad un precedente davvero pericoloso.

   PRESIDENTE.  Condivido  e sottoscrivo l'intervento  dell'onorevole
  Ioppolo.
   Io  do  per  scontato  che un Testo unico non  sia  altro  che  la
  compilazione  di  norme vigenti. Do per scontato che  debba  essere
  così.  Ribadisco  che  da  parte  mia  non  è  stata  presa  alcuna
  decisione,  perché  ho operato conformemente  al  deliberato  della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. E ribadisco  che
  mi riservo di verificare se è possibile fare un percorso.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, ho ascoltato  l'intervento  ultimo
  dell'onorevole Ioppolo, che ha espresso considerazioni interessanti
  e, in parte, condivisibili.
   Infatti,  è indispensabile - considerato che verranno compressi  i
  poteri  del  Parlamento in sede di approvazione e che i poteri  del
  Parlamento verranno assunti dalla Commissione che lavorerà in  sede
  redigente - che ci sia il diritto di tribuna, di presenza di  tutti
  i  Gruppi parlamentari all'interno della Commissione che lavori  in
  sede legislativa, in sede redigente.
   L'articolo 64 bis, ricordava bene l'onorevole Falcone - una  volta
  tanto  sono  d'accordo con l'onorevole Falcone  -  costituisce  una
  norma  di  garanzia perché questo articolo comprime  i  poteri  del
  Parlamento per un fine istituzionale nobile ossia l'approvazione di
  un testo complesso qual è un Testo unico.
   Il  comma 5 che lei citava prevede che un decimo - se non  ricordo
  male   -   dei   parlamentari,  cioè  nove  deputati,   un   numero
  assolutamente risibile, la minoranza è assolutamente  garantita  ma
  neppure la minoranza istituzionale, una qualunque minoranza che non
  condivide un percorso che è stato seguito, a  norma di Regolamento,
  che pur comprime tuttavia la potestà del singolo parlamentare.
   La  garanzia  qual  è?  Se  la Commissione  a  cui  il  Presidente
  affiderebbe  di  lavorare  in sede redigente  con  tutti  i  Gruppi
  parlamentari  presenti e rappresentati in quella sede  svolgerà  un
  lavoro  tale da potere  sopportare  la compressione dei poteri  del
  Parlamento,  il Parlamento si limiterà ad applicare  l'articolo  64
  bis  e  darà il voto finale secondo la previsione della  norma  del
  Regolamento.
   Qualora  questo non dovesse essere possibile perché un decimo  dei
  parlamentari dovesse ritenere che quel Testo unico non  rappresenti
  quella  che  è  la  sensibilità  del parlamentare,  l'opinione  del
  parlamentare,  si procederà in via del tutto ordinaria,  nonostante
  la  Commissione  abbia  lavorato  ed  esitato  il  testo,  in  fase
  redigente.
   Credo  che  sarà  un  esperimento interessante  immaginare  questo
  percorso,  considerato che il testo unico non può essere  il  testo
  unico  della maggioranza, per sua stessa natura un Testo unico  non
  può essere solo della maggioranza, si tratta di un testo coordinato
  di  norme, diverso dal testo coordinato perché si può entrare anche
  con   modifiche   di  merito,  con  abrogazioni   di   leggi,   con
  un'operazione    di    semplificazione   e    trasparenza    tipica
  dell'attività, onorevole Falcone, dei testi unici.
   Il  Parlamento, comunque, anche se si procederà con l'articolo  64
  bis, sarà garantito.
   Anche se lo riterranno soltanto nove parlamentari si procederà  in
  via  ordinaria nell'approvazione del documento legislativo in Aula,
  credo  che  potremmo  provare, tentare questo  percorso  che  va  a
  garantire le prerogative parlamentari qualora il testo che arriverà
  in  Aula  -  redatto  dalla Commissione in  sede  redigente  -  non
  dovesse convincere la totalità dei parlamentari.
   Signor  Presidente, la invito a continuare su questo percorso  nel
  rispetto delle opinioni dei singoli parlamentari e non soltanto dei
  Capigruppo.
   Questa è una norma regolamentare che comprime, in qualche modo, la
  potestà dei deputati, la comprime per un obiettivo preciso.
   C'è  una norma di garanzia contenuta nello stesso articolo 64  bis
  che  in qualunque momento consentirà a chiunque di noi lo vorrà  di
  tornare  alla  fase  ordinaria e, quindi,  approvare  gli  articoli
  esitati dalla Commissione, con le regole ordinarie seguite  fino  a
  questo momento.

   PRESIDENTE.  Procederò a fare questa verifica, non  so  con  quale
  risultato.  Mi  consulterò col Vicepresidente,  con  il  Presidente
  della  Commissione,  con  i Capigruppo,  cercando  di  trovare  una
  soluzione concordata.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor  Presidente,  dopo  l'intervento  dell'onorevole
  Gucciardi  nel  ritenere razionale, ragionato il percorso  indicato
  che  poi è quello da lei sottoposto a quest'Assemblea, ritengo che,
  nella  sostanza, restino in piedi le due condizioni, quella  di  un
  lavoro sperimentale che porta, onestamente, in questa direzione  ad
  una sintesi e, poi, siccome il comma quinto dell'articolo 64 bis dà
  la  possibilità all'Assemblea di potere restare sovrana, mi pare un
  percorso ragionato che va nella direzione di un obiettivo serio  da
  raggiungere.

   MARZIANO,  presidente della Commissione. In  questa  occasione  si
  dovrà completare la nostra Commissione che è incompleta.
   La Commissione attualmente è composta da soli 14 componenti perché
  dopo   l'uscita  del  collega  Gianni  non  è  stata  fatta  alcuna
  sostituzione.

   PRESIDENTE.  E  abbiamo  anche  altri  problemi.  Perché  ci  sono
  parlamentari che non fanno parte di nessuna Commissione. L'UDC  non
  fa  parte di quella Commissione. Abbiamo sollevato la questione del
  rinnovo delle Commissioni, se mettiamo altre carne al fuoco non  ci
  arriviamo più.
   Onorevoli  colleghi,  prima  di  rinviare  i  lavori  d'Aula,   vi
  preannuncio  che vi arriverà un invito per venerdì 20  marzo  2015,
  alle ore 18.00 che riguarda la mostra di Botero.
   A  distanza  di quasi trenta anni Botero ritorna in Sicilia  ed  a
  Palermo.
   Ci  abbiamo  scommesso  come Assemblea regionale  siciliana,  come
  Fondazione Federico II.
   E' un grandissimo evento. Questa mostra è stata esposta solo a New
  York ed a Lisbona.
   Penso che se ne parlerà molto. Per cui l'invito è esteso a tutti i
  parlamentari. E' chiaro che l'Assessore per il turismo è precettato
  perché  ha  interesse insieme all'Assessore per i  beni  culturali.
  L'assessore  Vancheri  verrà perché gli piace  l'arte  pur  essendo
  assessore per le attività produttive.
   Però, è un invito che sto estendendo a tutti i parlamentari perché
  comunque  questa  è  una scommessa, ci siamo  impegnati,  ci  siamo
  riusciti, ma c'è riuscito tutto il Parlamento.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 17 marzo 2015,
  alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      I  -Comunicazioni
  II  - Discussione dei disegni di legge:

       1)  -  Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-
        254-548/A) (Seguito)

            Relatore: on. Marziano

       2)   -   Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
          Statuto della Regione siciliana recante  Abrogazione dell'articolo
          38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con
          modificazioni dalla legge 11 novembre 2014, n. 164' . (n. 876/A)
          (Seguito)

            Relatore: on. Ferrandelli

       3)   -    Disposizioni in materia di personale delle Camere di
          Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
          905/A) (Seguito)

            Relatore: on. Mangiacavallo

     III  -Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 143  del  Regolamento
          interno, dell'interrogazione:

       N. 1809  -   Iniziative  finalizzate a una  rivalutazione  del
              progetto  'Sicilian Factory' nell'ambito  delle  misure
              per l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati.

             (19 febbraio 2014)

                                                               ALONGI

     IV  - Discussione dei disegni di legge:

       1)   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
         Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
         dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
         siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
         della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
         libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)

         Relatore: on. Malafarina

       2)  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47. Autorità
         Garante della persona con disabilità nella Regione . (n. 528/A)

         Relatore: on. Anselmo

       3)   Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia  di
         elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
         Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A)

         Relatore: on. Cracolici

     V  -Discussione della mozione:

       N. 156   -  Interventi  urgenti  per  assicurare  la  corretta
             applicazione  dello  Statuto  siciliano  in  materia  di
             rapporti finanziari con lo Stato.

             (24 luglio 2013)

                                     CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
                                                   ANSELMO - GERMANA'

     VI  - Discussione della mozione:

       N. 294  -  Iniziative  urgenti per una corretta  gestione  dei
             flussi migratori verso la Sicilia.

             (23 aprile 2014)

                                      VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
                                                      RAGUSA - CIRONE

     VII  -Discussione della mozione:

       N. 233   -   Opportune  iniziative  concernenti  il  complesso
             immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

             (25 novembre 2013)

                                               MILAZZO G. - D'ASERO -
                                                CASCIO F. - VINCIULLO

     VIII  -Seguito della discussione della mozione:

       N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il Ministero
             delle infrastrutture e dei trasporti e la concessionaria
             che  si occupa della gestione delle autostrade siciliane
             con eventuale adozione di misure alternative.

             (19 settembre 2013)

                                        GRASSO - LANTIERI - CORDARO -
                                                    CIMINO - CLEMENTE

     IX  - Discussione della mozione:

       N. 286  -  Rimozione del Segretario generale della  Presidenza
             della Regione siciliana.

             (26 marzo 2014)

                                    CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA -
                                     PALMERI -  CAPPELLO - TANCREDI -
                                 CIANCIO -  FERRERI - MANGIACAVALLO -
                                        SIRAGUSA -  TRIZZINO - FOTI -
                                           LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

     X  -Discussione della mozione:

       N. 381   -  Mantenimento  degli  attuali  distretti  di  Corte
             d'Appello in Sicilia.

             (17 dicembre 2014)

                                   MUSUMECI - CORDARO - FERRANDELLI -
                                      MICCICHE' -  CIACCIO - ALONGI -
                                         ARANCIO -  ASSENZA - FAZIO -
                                    LANTIERI - LENTINI -  LO SCIUTO -
                             MALAFARINA -  PICCIOLO - ZITO - FEDERICO

     XI  - Discussione della mozione:

       N. 382  -  Iniziative per scongiurare la paventata  abolizione
             della figura del Segretario comunale negli enti locali.

             (30 dicembre 2014)

                                                 MUSUMECI - FORMICA -
                                                    IOPPOLO - ASSENZA

     XII  -Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 143  del  Regolamento
          interno, dell'interrogazione:

       N. 2479  -  Provvedimenti urgenti per il rinnovo del contratto
             del  personale infermieristico per la postazione 118  di
             Comiso (RG).

             (5 novembre 2014)

                                                              ASSENZA

                   La seduta è tolta alle ore 19.51

        (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.45)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

   ALLEGATO 1

                            Interrogazioni
                   (con richiesta di risposta orale)

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità e all'Assessore per l'economia,

   premesso che con D.A. n. 83485 del 3.6.2009, l'Anas ha approvato e
  finanziato  il  progetto  esecutivo per  la  realizzazione  di  una
  bretella di collegamento tra lo svincolo autostradale di Noto e  la
  Strada  Provinciale 19 Noto - Pachino - Portopalo di  Capo  Passero
  dell'Autostrada Siracusa - Gela A/18, per un importo complessivo di
  25.728.577,23;

   verificato che con delibera n. 89/CS del 30.04.2010, il  Consorzio
  per  le  Autostrade  Siciliane ha preso atto del  decreto  de  quo,
  trasmettendolo  all'assemblea degli  azionisti  per  l'adozione  di
  tutti i provvedimenti necessari per l'esecuzione dei lavori;

   tenuto  conto  che  con  delibera n. 9/Comm.  del  29.06.2011  del
  Consorzio  per le Autostrade Siciliane, si è preso atto  dell'esito
  della  gara  ed  è  stata  dichiarata  aggiudicataria  dell'appalto
  l'impresa Tosa Appalti S.r.l.;

   considerato  che il tempo assegnato dal contratto per l'esecuzione
  dei  lavori  era di 900 giorni naturali e consecutivi, a  decorrere
  dalla data del verbale di consegna, cioè il 3 febbraio 2012;

   accertato  che  ad  oggi,  nonostante  il  termine  previsto   dal
  contratto  per  l'esecuzione dei lavori sia ampiamente  scaduto,  i
  medesimi  non  sono ancora conclusi e continuano a fare  registrare
  insopportabili   e   ingiustificati   ritardi   nel   completamento
  dell'opera;

   visto  che  nonostante  le  risorse  economiche  necessarie   alla
  realizzazione dell'opera siano ampiamente a disposizione, nulla  si
  sta  facendo  per  accelerare questi lavori e  completare  l'opera,
  ignari che su questa strada continuano gli incidenti e che migliaia
  di  lavoratori  della  provincia di Siracusa  continua  a  rimanere
  disoccupata nonostante i lavori procedano, ma a rilento e  in  modo
  insopportabile;

   tenuto  conto  altresì che ulteriori ingiustificati  e  vergognosi
  ritardi,  oltre ad arrecare danni alle comunità di Noto, Pachino  e
  Portopalo di Capo Passero, rappresentano parimenti una vergogna per
  la  Regione siciliana, più volte annoverata tra le regioni  con  il
  più alto numero di opere pubbliche incompiute in Italia;

   per sapere se:

   siano a conoscenza di quanto sopra esposto;

   non   ritengano  utile  e  necessario  nominare  una   Commissione
  d'indagine  o un Commissario ad acta, in maniera tale che,  con  la
  dovuta  attenzione e celerità, si possa fare chiarezza sullo  stato
  dei  lavori e contribuire in maniera significativa al completamento
  dell'opera nel rispetto del territorio e della sua gente, oltremodo
  stanca di aspettare». (2545)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e  la
  formazione professionale e all'Assessore per l'economia,

   premesso  che  con  la  circolare  n.  24  del  25  ottobre   2012
  l'Assessorato   regionale  dell'istruzione   e   della   formazione
  professionale   stabiliva  che,  per  le  istituzioni   scolastiche
  siciliane, lo stanziamento da prevedere nel bilancio 2013,  per  il
  loro  funzionamento,  doveva essere pari  solo  al  60%  di  quello
  assegnato per l'esercizio finanziario 2012;

   preso  atto che ulteriori e pesanti decurtazioni allo stanziamento
  previsto  in  bilancio,  per  il  funzionamento  delle  istituzioni
  scolastiche, sono state operate nell'anno 2013, per l'anno  2014  e
  ulteriori tagli sono già stati programmati e saranno messi in  atto
  nell'anno 2015;

   accertato  che  i  finanziamenti  di  che  trattasi  servono  alle
  istituzioni  scolastiche  per  retribuire  i  revisori  dei  conti,
  acquistare   le   licenze  software,  assicurare  l'assistenza   di
  materiale informatico e fotocopiatrici, le spese di cancelleria, il
  toner, i registri, le pagelle, il materiale didattico, i farmaci di
  primo soccorso, il materiale igienico-sanitario e quant'altro possa
  servire al regolare funzionamento del servizio scolastico;

   tenuto  conto  che la circolare congiunta MIUR-MEF n.  32  del  31
  ottobre  2012 dispone l'attuazione dell'art. 7, commi 33-  34,  del
  decreto-legge  95/2012,  convertito con legge  n.  135/2012:  detta
  circolare  prevede  l'obbligo  per le  istituzioni  scolastiche  di
  depositare le proprie disponibilità liquide su contabilità speciali
  aperte  presso  la  Tesoreria statale e individuando  nell'Istituto
  Cassiere  il  responsabile del servizio di cassa  per  conto  della
  scuola stessa;

   visto che gli Istituti cassieri che fino al 2012 non hanno preteso
  alcun compenso per la gestione dei conti correnti delle scuole, ma,
  anzi,  elargivano  una premialità da utilizzare per  l'acquisto  di
  materiale  didattico,  hanno  comunicato  che,  a  partire  dall'1/
  1/2013,  pretendono il pagamento di una somma fissa per la gestione
  dei  conti correnti, oltre alle spese per i bonifici non  sono  più
  disponibili  ad  erogare la premialità annua,  la  quale,  con  gli
  interessi  attivi,  rappresentava una risorsa  importantissima  per
  finanziare l'attività di tutte le scuole siciliane;

   valutato  che  venendo  a mancare la premialità  e  gli  interessi
  attivi  a cui di contro vanno aggiunte le spese prima non previste,
  le  Istituzioni  scolastiche siciliane saranno  impossibilitate  ad
  affrontare    tutte   le   spese   necessarie   al    funzionamento
  dell'Istituzione  stessa  costringendo i genitori  degli  alunni  a
  versare dei contributi aggiuntivi oppure ad acquistare tutto quanto
  occorra  per  la normale attività didattica, con il  risultato  che
  ogni  mattina  si  vedono decine di genitori portare  nelle  scuole
  dalla carta quella per le fotocopie;

   preso  atto  che  le  scuole non posso sottrarsi  all'obbligo  del
  pagamento di tutte le spese fisse di cui già detto;

   per sapere se:

   siano a conoscenza di quanto sopra esposto;

   non  ritengano  inopportuno  ridurre drasticamente  i  fondi  alle
  scuole siciliane e, allo stesso tempo, richiedere di ottemperare  a
  tutti   quei   doveri  del  resto  e  necessari  al   funzionamento
  dell'Istituzione scolastica;

   non  ritengano  necessario adoperarsi al fine di  ridurre  il  più
  possibile  i tagli alle Istituzioni scolastiche siciliane  in  modo
  che  le  stesse  possano  affrontare  senza  alcuna  mortificazione
  l'attività didattica». (2546)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità,

   premesso  che  nel  mese di giugno c.a., il Comune  di  Modica  ha
  provveduto  alla  chiusura  al traffico del  ponte  Guerrieri,  per
  lavori di consolidamento e manutenzione;

   preso   atto   che  a  seguito  della  decisione   inevitabile   e
  incontestabile  adottata dal Comune di Modica, l'Azienda  Siciliana
  Trasporti provvedeva a sopprimere, momentaneamente, il capolinea  e
  fermata  locale  dei  pullman  dell'AST  presso  Piazzale  Falcone-
  Borsellino,  raggiungibile esclusivamente  percorrendo  proprio  il
  ponte Guerrieri;

   accertato che l'Azienda Siciliana Trasporti individuava una  nuova
  fermata  'temporanea'  dei pullman, in  partenza  o  in  arrivo  da
  Catania,  ubicata nel piazzale Domenico Bruno, nel Polo commerciale
  nei pressi della S.S.115;

   tenuto  conto che la decisione dell'Azienda Siciliana Trasporti  è
  risultata positiva, facendo registrare il favore dei viaggiatori  e
  dell'intera cittadinanza, per la qualità del servizio e la facilità
  di  accesso  al  terminal,  centrale e non  intasato  dal  traffico
  cittadino;

   considerato  che  a seguito della riapertura del ponte  Guerrieri,
  l'Azienda  Siciliana  Trasporti  ha  deciso  di  ripristinare,  con
  decorrenza  primo ottobre c.a., il capolinea e fermata dei  pullman
  dell'AST  presso  Piazzale Falcone-Borsellino, sopprimendo  in  via
  definitiva la nuova fermata di piazzale Domenico Bruno;

   visto   che  dalla  cittadinanza  e  dagli  esercenti   del   Polo
  commerciale  di piazzale Domenico Bruno arrivano forti e  pressanti
  richieste  di  mantenere la nuova fermata già detta, che  ha  fatto
  peraltro  registrare maggiori presenze nelle attività, aspetto  non
  marginale   in  un  momento  di  crisi  come  quello   che   stiamo
  attraversando;

   per sapere se:

   siano a conoscenza di quanto esposto;

   non  ritengano  necessario  attivarsi presso  l'Azienda  Siciliana
  Trasporti  al fine di rappresentare quanto sopra esposto,  affinché
  si  possa  mantenere  la fermata dei pullman di  piazzale  Domenico
  Bruno,   a  vantaggio  della  cittadinanza,  dei  turisti   e   dei
  commercianti della Città di Modica». (2547)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità e all'Assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica,

   premesso che:

   con  interrogazione  parlamentare n. 1373, presentata  in  data  1
  ottobre 2013 e trasmessa al Governo in data 6 novembre dello stesso
  anno, venivano chieste notizie circa l'utilizzo di un finanziamento
  regionale,   concesso   al   comune   di   Aci   Catena,   per   la
  ristrutturazione  dell'ex convento dei Cappuccini  adibito  a  sede
  municipale;

   a  distanza  di  diversi mesi, con interrogazione parlamentare  n.
  2076, presentata in data 12 giugno 2014 (e trasmessa al Governo  il
  giorno  17  dello stesso mese), veniva ulteriormente sollecitata  e
  riproposta  la questione, anche in considerazione di una  serie  di
  notizie  di cui si veniva a conoscenza circa possibili irregolarità
  nella gestione delle opere e del finanziamento;

   entrambi gli atti venivano correttamente sottoposti oltre  che  al
  Presidente  della Regione, agli Assessori in indirizzo al  presente
  atto  ispettivo, entrambi interessati in ragione del fatto  che  al
  primo  compete la vigilanza sulla realizzazione di opere pubbliche,
  anche  in relazione ai profili di ordine tecnico, al secondo quella
  sull'operato delle amministrazioni locali;

   nell'ambito degli atti ispettivi sopra detti venivano puntualmente
  richiamate   le   criticità  già  rilevate  da  parte   di   uffici
  dell'Amministrazione regionale;

   atteso che:

   inspiegabilmente,  a  distanza di oltre  un  anno  dalla  data  di
  formalizzazione  del  primo atto ispettivo e  di  diversi  mesi  da
  quella del secondo, nessun riscontro è a tutt'oggi pervenuto;

   la   circostanza  appare  grave  ed  ingiustificabile   anche   in
  considerazione  del  fatto  che  il Servizio  II  del  Dipartimento
  regionale  tecnico ha già rilevato l'esistenza di  irregolarità  ed
  illegittimità  degli  atti  assunti  dal  comune,  con  particolare
  riferimento tanto all'accordo intervenuto fra il comune stesso e la
  ditta esecutrice quanto ad ulteriori evidenti elementi di criticità
  in relazione alle modifiche apportate alla progettazione originaria
  ed  all'esorbitante incidenza delle spese tecniche (oltre 420  mila
  euro, con un'incidenza superiore ad oltre il 35% dell'importo lordo
  dei lavori);

   la   gravità   della  situazione  è  confermata   peraltro   dalla
  circostanza  che,  ormai  da mesi, i competenti  uffici  hanno  già
  proceduto  all'acquisizione  della documentazione  occorrente,  ivi
  compresa  quella richiesta al R.U.P. del comune di  Aci  Catena  e,
  fatto ancor più rilevante, che a dispetto di sollecito da parte del
  competente  ufficio, taluni servizi dello stesso Assessorato  delle
  infrastrutture  e mobilità non abbiano proceduto a  riscontrare  la
  richiesta  compilazione  e  trasmissione  del  formulario  per   le
  comunicazioni  alla competente Autorità di vigilanza sui  contratti
  pubblici (AVCP);

   rilevato che:

   appare ingiustificabile il prolungato ritardo nel riscontrare  gli
  atti  ispettivi  indicati, che viola una  precisa  prerogativa  del
  Parlamento;

   dalla   documentazione  endoprocedimentale  appare  già   evidente
  l'esistenza  di  significative e gravi criticità, che  imporrebbero
  alla   competente   Amministrazione   l'assunzione   immediata   di
  interventi a tutela della legalità, del buon andamento della P.A  .
  e dell'interesse pubblico;

   il  mancato  riscontro  agli adempimenti  sopra  richiamati  e  la
  complessiva  inerzia  burocratica  rischia  di  risolversi  in   un
  sostanziale   avallo   ad   atti  e  comportamenti   verosimilmente
  illegittimi,  con  un  danno evidente per  la  Regione,  nella  sua
  duplice  qualità  di soggetto finanziatore delle opere  e  di  ente
  preposto alle funzioni di vigilanza sul corretto operato degli enti
  beneficiari  e  sul  complessivo  buon  andamento  delle  procedure
  relative ai lavori pubblici;

   per sapere quali:

   siano le ragioni dell'oggettivo e grave ritardo nel riscontrare le
  dette interrogazioni n. 1373 e n. 2076 e se s'intenda approfondire,
  accertare  e  sanzionare  le  eventuali responsabilità  nell'ambito
  della struttura amministrativa;

   iniziative  siano  eventualmente  comunque  state  intraprese   in
  relazione  alle criticità indicate negli atti ispettivi  e  se,  in
  particolare,  si  sia  proceduto alla compilazione  e  trasmissione
  delle   segnalazioni  all'Autorità  di  vigilanza   sui   contratti
  pubblici,  adempimento obbligatorio che, ove omesso,  comporterebbe
  gravissime  responsabilità in carico ai soggetti che abbiano  posto
  in essere il comportamento omissivo;

   interventi  s'intendano complessivamente adottare, a garanzia  del
  rigoroso  e  puntuale  rispetto degli  obblighi  di  trasparenza  e
  legalità,    assicurando   quell'efficace   azione   di   vigilanza
  amministrativa che, opportunamente, dovrebbe operare prevenendo  la
  commissione   d'illeciti  ed  anticipando  l'eventuale   intervento
  dell'Autorità  giudiziaria  in relazione  alla  responsabilità  dei
  singoli». (2549)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                              NICOTRA

                            Interrogazione
                  (con richiesta di risposta scritta)

   «Al Presidente della regione e all'Assessore per la salute,

   premesso che:

   l'Istituto  Mediterraneo  per  i  trapianti  e  terapia  ad   alta
  specializzazione  (ISMETT), nato nel 1997 grazie  alla  partnership
  tra  la  Regione  siciliana e l'University  of  Pittsburgh  Medical
  Center  (UPMC),  è  riconosciuto, in modo incontestabile,  sia  sul
  piano  nazionale che internazionale, come il centro di  riferimento
  nel campo dei trapianti e delle terapie ad alta specializzazione in
  tutto il bacino del Mediterraneo;

   la  presenza in Sicilia di questo Presidio sanitario ha consentito
  a numerosi pazienti di evitare di ricorrere agli estenuanti 'viaggi
  della  speranza' alla ricerca di strutture altamente  specializzate
  ed  efficienti,  garantendo negli anni all'utenza elevati  standard
  qualitativi  sia  sotto il profilo tecnologico  che  professionale,
  tanto da aver recentemente conseguito dal Ministero della salute il
  riconoscimento  di  Istituto  di  ricovero  e  cura   a   carattere
  scientifico (IRCCS);

   ritenute allarmanti le dichiarazioni rese dal Governo regionale di
  non  voler  procedere  al rinnovo della convenzione  che  regola  i
  rapporti tra l'University of Pittsburgh Medical Center (UPMC) e  la
  Regione siciliana, la cui scadenza è prevista il 31 dicembre p. v.,
  revocando  di  fatto l'ormai collaudata sperimentazione  gestionale
  dell'Istituto che, ai sensi dell'art. 9 bis del d.lgs  n.  502  del
  1992, introdotto dall'art. 11 del d.lgs 7 dicembre 1993, n. 517, si
  proponeva l'obiettivo di realizzare il primo centro trapianti multi-
  organo presente nel meridione d'Italia beneficiando, attraverso  la
  collaborazione  con  l'università  di  Pittsburgh,   dei   vantaggi
  derivanti dall'attività di ricerca della Fondazione statunitense;

   valutato  di condividere il legittimo timore dei numerosi pazienti
  trapiantati,  o in attesa di trapianto, che l'esperienza  altamente
  qualificata offerta dall'ISMETT possa andare dispersa  in  nome  di
  questa tanto abusata 'spending review', in un momento, tra l'altro,
  in cui si assiste ad un incremento di donazioni di organi vitali  e
  conseguentemente di richiesta di interventi operatori;

   preso  atto delle insoddisfacenti dichiarazioni rese in  proposito
  dall'Assessore per la salute, circa l'impossibilità di rinnovare la
  citata  convenzione  a  causa  di  una  disciplina  nazionale   che
  impedirebbe la realizzazione di un sistema di gestione che, fino ad
  oggi,  ha rappresentato indubbiamente un'eccellenza sanitaria  alla
  quale non è possibile rinunciare;

   per sapere se non ritengano  di  rivedere  le decisioni assunte  e
  di  provvedere,  pertanto,  al rinnovo  della  convenzione  tra  la
  Regione  siciliana  e l'Istituto Mediterraneo  per  i  trapianti  e
  terapia ad alta specializzazione (ISMETT)». (2548)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              GENNUSO

                            Interrogazione
              (con richiesta di risposta in Commissione)

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale,

   premesso  che  al  liceo Bellini di Catania sono  state  reclutate
  nuove unità di personale e che da notizie di stampa si apprende che
  è  in  corso  un'indagine  della Guardia di  Finanza  in  ordine  a
  presunte irregolarità;

   per sapere se:

   all'assessorato regionale in indirizzo, siano mai stati  trasmessi
  atti riguardanti la presunta irregolarità;

   in  merito alle nuove assunzioni, sia stata rispettata la relativa
  pianta organica;

   siano state rispettate le procedure di evidenza pubblica.

   (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza in Commissione)

                                                           BARBAGALLO

                             Interpellanze

   «Al Presidente della Regione,

   premesso che:

   l'articolo  9 della l. r. del 12 luglio 2011, n. 12, ha  istituito
  l'Ufficio  regionale per l'espletamento di gare  per  l'appalto  di
  lavori pubblici, cd. UREGA, che si articola in una Sezione centrale
  e  in sezioni provinciali avente la funzione di espletare gare  per
  appalti di lavoro pubblici con importo, a base d'asta, superiore  a
  1.250.000,00;

   con   decreto   del   Presidente  della   Regione,   su   proposta
  dell'Assessore regionale per le infrastrutture, previo parere della
  I  Commissione  legislativa  'Affari istituzionali'  dell'Assemblea
  regionale siciliana, si provvede alle nomine dei presidenti  e  dei
  vicepresidenti delle commissioni di gara delle sezioni provinciali;

   considerato  che  la ratio della previsione sopra  riportata  deve
  essere  individuata  nella  volontà del  legislatore  siciliano  di
  orientare  il  settore degli appalti pubblici verso  l'adozione  di
  procedure  uniformi che garantiscano la legalità e  la  trasparenza
  nella fase dell'affidamento dei lavori pubblici;

   visto:

   il  verbale  n.  45  della seduta della Giunta  regionale  del  29
  settembre  2014 da cui si evince che l'Assessore regionale  per  le
  infrastrutture  e la mobilità pro tempore, dr. Torrisi,  comunicava
  di avere designato, con indicazione dei nominativi, i presidenti ed
  i  vicepresidenti  delle  commissioni di  gara  per  il  successivo
  inoltro   alla   Commissione   legislativa   Affari   istituzionali
  dell'Assemblea regionale siciliana;

   il comma 21 dell' articolo 9 della l. r. n. 12/2011 prevede che  i
  componenti   delle  sezioni,  oltre  i  funzionari  preposti   alle
  segreterie,  restano in carica due anni ed in caso di prima  nomina
  detto termine può essere prorogato di ulteriori anni due;

   preso atto che:

   il  decreto presidenziale n. 470 del 1  ottobre 2012, con  cui  si
  provvedeva alla nomina dei commissari straordinari con funzioni  di
  presidente   e  di  vicepresidente  delle  commissioni  provinciali
  dell'UREGA,  all'articolo 2 stabiliva che quest'ultimi  rimanessero
  in  carica fino alla nomina dei titolari da parte del nuovo Governo
  regionale con provvedimento da adottare entro 60 giorni dalla  data
  di proclamazione del Presidente della Regione neo eletto;

   ad  oggi, dagli atti in possesso della scrivente, non risulta  che
  alla  richiesta  di  parere trasmessa alla Commissione  legislativa
  Affari istituzionali abbia fatto seguito il provvedimento di nomina
  delle nuove figure di presidente e di vicepresidente previsto dalla
  normativa sopra richiamata;

   per conoscere:

   quale  sia  il  motivo  per il quale non sia stata  data  completa
  attuazione alla suddetta previsione di legge;

   considerata  la perdurante situazione di inosservanza del  dettato
  normativo,  quali iniziative intendono intraprendere per  procedere
  alle  nomine dei presidenti e dei vicepresidenti dell'UREGA in modo
  da  porre  fine alla situazione di incertezza sopra rappresentata».
  (262)

        (Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                    ZAFARANA - CANCELLERI - CAPPELLO-
                                 CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI -
                                 LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI -
                                SIRAGUSA - TANCREDI - TRIZZINO - ZITO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,

   premesso  che  come  capofila  tra i  modelli  di  sperimentazione
  pubblico  -  privata  nella gestione di un  ospedale  pubblico,  la
  Fondazione istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù è nata  il  17
  gennaio  2003  come struttura d'eccellenza, di ricerca  e  di  alta
  specializzazione, attraverso una joint venture tra,  il  comune  di
  Cefalù,  l'ASP 6 di Palermo, che ne detiene il 25% della proprietà,
  e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano;

   considerato   che  la  suddetta  struttura  ospedaliera,   essendo
  partecipata   dalla  Regione  siciliana,  nell'ipotesi   di   nuove
  assunzioni,  o  incarichi professionali di qualsivoglia  natura,  è
  tenuta   a  rispettare  i  fondamentali  principi  di  trasparenza,
  pubblicità   ed  imparzialità  nell'individuazione  dei   candidati
  idonei;

   rilevato  che, pur di fronte ai noti  e  gravi problemi  economici
  in  cui  versa la citata struttura ospedaliera, sembrerebbe si  sia
  proceduto,  già dal 2012, a nuove assunzioni e, per  di  più,  tali
  figure sembra siano legate da presunti vincoli di parentela  con  i
  vertici  amministrativi  dell'ospedale, contravvenendo  palesemente
  sia  ai  citati principi di trasparenza nel reclutamento  di  nuovo
  personale  sia  ad ancor più importanti ragioni di opportunità  che
  dovrebbero informare la gestione di un qualunque ente partecipato;

   per conoscere:

   se   le   notizie  trapelate  circa  le  nuove  assunzioni  presso
  l'Istituto  San  Raffaele  G.  Giglio  di  Cefalù,  già  dal  2012,
  rispondano a verità;

   ove,  ciò  fosse  effettivamente accertato, quali criteri  abbiano
  informato  il  reclutamento  di tale personale,  nel  rispetto  dei
  principi di assoluta trasparenza che sovraintendono l'assunzione di
  nuovo personale in enti partecipati». (263)

                                                             GRECO G.

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità e all'Assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica,

   premesso che:

   la  Giunta regionale, con propria delibera n. 64 del 4 marzo 2015,
  ha  stanziato la somma di euro 49.703.078,56 per la sistemazione ed
  il  ripristino  delle strade provinciali che, allo  stato  attuale,
  sono  in condizioni disastrose a seguito di fenomeni calamitosi  e,
  soprattutto,  per la mancanza di manutenzione a causa dello  pseudo
  scioglimento delle ex province regionali;

   da  notizie di stampa si apprende che il Presidente della  Regione
  starebbe stipulando una convenzione con l'ANAS per l'attuazione del
  programma previsto dalla succitata delibera 64/2015;

   il  Presidente della Regione avrebbe giustificato tale convenzione
  con  il  fatto che '... a causa dei minori trasferimenti  da  parte
  dello  Stato,  il personale delle ex province non  è  in  grado  di
  svolgere il normale lavoro di controllo e manutenzione delle strade
  di loro pertinenza';

   rilevato che:

   tale notizia, se confermata, apparirebbe del tutto incomprensibile
  e fuori da ogni norma di economicità e praticità;

   i   dipartimenti  viabilità  delle  ex  province  regionali  hanno
  strutture,  in termini di uomini e mezzi, perfettamente funzionanti
  ed  adeguate  allo  svolgimento di una funzione  che  hanno  sempre
  espletato.  Centinaia di cantonieri, operai e manutentori  stradali
  sono  costretti  alla  inattività da circa  2  anni  in  quanto  la
  Regione,   con  l'aberrante  legge  che  ha  sciolto  le   province
  regionali,  ha  di  fatto  azzerato i capitoli  di  spesa  inerenti
  proprio la viabilità;

   appare  evidente che se la Giunta regionale, in luogo di stipulare
  una  convenzione  onerosa  con l'ANAS (che,  peraltro,  non  ha  il
  personale adatto e sufficiente al controllo capillare delle arterie
  provinciali,) dirottasse tali fondi sulle ex province  vincolandoli
  alla manutenzione e ripristino delle strade dissestate, avrebbe non
  solo  un risparmio notevole sui costi, ma permetterebbe a centinaia
  di uomini e donne di riprendere la loro attività lavorativa in base
  anche   alla  loro  professionalità  e  conoscenza  capillare   del
  territorio;

   per conoscere:

   se corrisponda al vero quanto dichiarato da fonti di stampa su una
  eventuale  convenzione con l'ANAS per il ripristino della viabilità
  provinciale;

   quali  siano  i motivi per cui la Giunta regionale avrebbe  optato
  per  tale  soluzione, anziché mettere i fondi destinati all'ANAS  a
  disposizione   dei   dipartimenti  viabilità  delle   ex   province
  regionali;

   se  non ritengano di annullare in autotutela la segnalata delibera
  di   Giunta  e,  per  l'effetto,  trasferire  i  fondi  agli   enti
  territoriali interessati». (264)

        (Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                         IOPPOLO - FORMICA - MUSUMECI

                                Mozione

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   rilevato  che  l'Assessore  per  la  salute,  nell'ambito  di  una
  revisione  globale del servizio sanitario con un  provvedimento  di
  efficientamento   della   rete  delle   emergenze   neonatali,   ha
  predisposto la chiusura del punto nascite dell'ospedale di Cefalù;

   considerato  che  l'ospedale di Cefalù è una  struttura  che,  nel
  settore,  ha dimostrato di saper crescere, in qualità e nel  numero
  di parti e che è una struttura pubblica a servizio di un territorio
  molto vasto, che va dalla costa tirrenica alle basse Madonie, a San
  Mauro  Castelverde,  ai Nebrodi occidentali  e  che  offre  il  suo
  servizio  ad un territorio ad alto richiamo turistico, che registra
  centinaia di migliaia di presenze annue, non è certo inferiore  non
  in  base a valutazioni ponderate e approfondite, di concerto,  come
  la  politica  dovrebbe  sempre fare, con  gli  interessati,  ma  di
  riflesso a fatti tragici;

   visto che:

   nel  2014  il  totale dei parti è stato di 420 con un  incremento,
  rispetto al 2013, di circa il 15% e che dal 1  gennaio 2015 ad oggi
  la  struttura  ha  avuto un incremento di 20  parti  rispetto  allo
  stesso  periodo del 2014 e che se dovesse continuare  questo  trend
  positivo  per  il  resto dell'anno nel 2015 si  supereranno  i  500
  parti;

   l'ospedale di Cefalù, rispetto ad altri punti nascita con  più  di
  500  parti  l'anno,  ha  il ginecologo di  guardia  H/24,  pediatra
  neonatologo di guardia H/24, ostetrica di guardia H/24, anestesista
  di  guardia  H/24,  laboratorio d'analisi, centro  trasfusionale  e
  radiologia con TAC e RM attivi H/24 e che la U.O. è composta  da  8
  medici  ginecologi, 4 medici pediatri, 6 ostetriche,  6  infermieri
  professionali e 3 operatrici socio-sanitarie,

                   impegna il Governo della Regione

   a  revocare la decisione di chiusura e ripristinare immediatamente
  il punto nascite dell'ospedale di Cefalù (PA)». (422)

                                      MILAZZO G.- FALCONE - ASSENZA -
                                            PAPALE - SAVONA - LENTINI

   ALLEGATO 2

       Interrogazione per la quale è pervenuta risposta scritta

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,

   premesso che:

   in  esecuzione  della deliberazione n. 439 del  09/05/2012  veniva
  indetto dall'ASP 6 di Palermo un concorso pubblico, per titoli, per
  la  copertura di posti di vari profili professionali del  personale
  del comparto;

   l'estratto del bando veniva pubblicato sulla G.U.R.S.  n.  12  del
  15/06/2012 e sulla G.U.R.I. n. 53 del 10/07/2012;

   all'interno  del  bando  la scadenza per  la  presentazione  delle
  istanze veniva fissata per il giorno 9 agosto del medesimo anno (30
  giorni dalla data di pubblicazione dell'estratto nella GURI);

   il  concorso  pubblico per titoli mirava alla copertura  di  posti
  afferenti  al  profilo di collaboratore professionale sanitario  di
  Ctg.  D  e  C,  ricercando in particolare 6 figure di collaboratori
  assistenti  sanitari, 4 terapisti occupazionali,  6  tecnici  della
  riabilitazione  psichiatrica,  5  ingegneri  (con  formulazione  di
  distinte  graduatorie per la copertura di 2 posti  presso  l'UOC  -
  staff  direzione  aziendale,  1 posto  presso  il  Dipartimento  di
  prevenzione  e  2  posti  presso il Dipartimento  provveditorato  e
  tecnico) e 5 programmatori;

   rilevato  che  ai  sensi del comma 8 dell'art.  1  della  legge  8
  novembre  2012,  n. 189 e della direttiva assessoriale  di  cui  al
  prot.  n.  84514 del 21/11/2012 veniva fatto divieto  alle  Aziende
  sanitarie  di  procedere  alla copertura a tempo  indeterminato  di
  posti    vacanti   fino   alla   definizione   del   processo    di
  riorganizzazione della rete ospedaliera;

   considerato  che sono trascorsi 2 anni dall'avviso di  sospensione
  delle  procedure  concorsuali e, allo stato  attuale,  il  concorso
  pubblico resta ancora sospeso;

   gli  innumerevoli tentativi di mettersi in contatto con  l'ufficio
  preposto presso il Dipartimento gestione delle risorse umane, volti
  a chiarire modi e tempi del processo di riorganizzazione della rete
  ospedaliera, sono risultati a tutt'oggi vani;

   per sapere quali:

   spiegazioni ritengano opportuno fornire in merito alla  richiamata
  direttiva  assessoriale del 21/11/2012 che impone il  divieto  alle
  Aziende sanitarie di procedere alla copertura a tempo indeterminato
  dei   posti   vacanti  fino  alla  definizione  del   processo   di
  riorganizzazione della rete ospedaliera;

   azioni  intendano intraprendere per rendere effettivo il  concorso
  pubblico indetto dall'ASP 6 di Palermo oltre 2 anni fa e procedere,
  pertanto,   all'assegnazione  dei  posti  a   tempo   indeterminato
  afferenti   ai   diversi  profili  di  collaboratore  professionale
  sanitario di Ctg. D e C.». (2250)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
                               CIACCIO - CANCELLERI - MANGIACAVALLO -
                               CAPPELLO - CIANCIO - FERRERI -  FOTI -
                                      LA ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA -
                                TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   ALLEGATO 3

            Risposta scritta ad interrogazione numero 2250
                           «Rubrica Salute»