Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Onorevoli colleghi, avverto che del verbale della seduta
precedente verrà data lettura nella seduta successiva.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
oggi ho depositato una nota, una memoria, assieme agli onorevoli
Cordaro e Formica, ma ritengo di interpretare anche il pensiero
degli altri colleghi capigruppo di opposizione, di minoranza, ma
devo dire che è stato un pensiero espresso anche da qualche altro
capogruppo che di minoranza non è, in merito all'elezione del vice
presidente del 25 marzo scorso.
Una elezione che è stata contraddistinta da un atto - io direi -
di insolenza da parte del Partito democratico e da parte della
maggioranza, o di una parte della maggioranza che sostiene questo
Governo.
E questo atto, che è stato sicuramente un'incursione a gamba tesa
nei confronti dell'equilibrato principio e rapporto
maggioranza/minoranza, è chiaro che va contro il Regolamento
interno dell'Assemblea regionale siciliana. E va contro - lo vorrei
dire a tutti i colleghi a futura memoria - perché all'articolo 4,
comma 5 il Regolamento interno, come diciamo nella nota, recita
Nell'Ufficio di Presidenza devono essere rappresentati tutti i
gruppi parlamentari costituiti di diritto ai sensi dell'articolo
23, comma 2, esistenti all'atto della sua prima elezione. .
Allora, va da sé che, essendosi dimesso l'1 luglio scorso
l'onorevole Pogliese, appartenente prima al PDL e, quando il PDL si
è trasformato in Forza Italia a Forza Italia, era naturale, secondo
il principio del comma 9 dell'articolo 4, che quel seggio, quel
posto, quell'Ufficio venisse attribuito ad un componente del
medesimo Gruppo che aveva lasciato quello scranno. O caso mai,
quanto meno, doveva essere garantito ad un esponente di una parte
politica a cui quel componente apparteneva, cioè alla minoranza.
Allora, in questo senso, noi avevamo chiesto - e lo aveva chiesto
il capogruppo dell'UDC - che si procedesse in tal senso.
Invece, il partito di maggioranza, a cui avevamo anche detto e
chiesto che non partecipasse al voto per non inquinare il risultato
di quell'elezione, ha voluto non soltanto partecipare per
contaminare il risultato, ma ha dimostrato tutta quell'ingordigia,
chiedendo e rivendicando anche non quella poltrona ma il ruolo
dell'Ufficio di Presidenza, che deve rappresentare la garanzia ed
il più alto organo di rappresentanza di questa nostra Terra che è
la Sicilia.
La Sicilia ha espresso col proprio voto partiti di maggioranza e
partiti di minoranza, al di là poi degli intrecci, degli inciuci,
delle compravendite che ci sono state negli anni, e al di là di
tutto questo erano stati individuati all'inizio dei ruoli, degli
Uffici all'interno del Consiglio di Presidenza ed era giusto che
quell'Ufficio, complessivamente inteso, venisse garantito,
salvaguardato e rispettato.
Il Partito Democratico, ancora una volta, ha voluto invece creare
un vulnus, un diaframma e creare qualche ulteriore problema al
Governo e ancora, come qualcuno aveva definito Giufà il capo del
Governo regionale, anche lui partecipava a questa operazione
assolutamente assurda dimostrando e piegandosi non al rispetto
istituzionale, al garbo istituzionale, alla garanzia istituzionale,
diventando il peggiore uomo di corrente, di quella corrente, che
alla fine gli creerà il corto circuito.
Allora, su queste considerazioni, Presidente Ardizzone, i Gruppi
parlamentari di Forza Italia, della Lista Musumeci verso Forza
Italia, e della Lista Cantiere popolare verso Forza Italia hanno
depositato una nota, una memoria con la quale richiamano finanche
l'intervento del 3 febbraio 1999 quando, col deliberato nella
seduta 221, il Presidente Cristaldi, dinanzi ad una illegittima ed
irregolare elezione, in maniera molto forte, invalidò quella
elezione non consentendo che un deputato potesse prendere lo
scranno, il ruolo, l'Ufficio di Questore perché quell'Ufficio era
di altri, era di un altro partito e doveva essere assegnato al
componente di quel partito a cui era stato attribuito.
Allora anche stavolta doveva essere così, eppure invece si è fatto
diversamente.
Signor Presidente, noi non vorremo arrivare ad atti eclatanti,
come ad esempio uscire dall'Aula dinanzi a determinata Presidenza,
noi non vogliamo creare una irriverenza nei confronti di questo
Parlamento, nei confronti del quale abbiamo massimo rispetto e
vogliamo riconoscerlo come la massima autorità, il massimo organo
di rappresentanza e rappresentatività della Sicilia.
Ecco perché le chiediamo che la questione venga demandata alla
Commissione per il Regolamento, poiché sarà la Commissione per il
Regolamento a dire, ad esprimere, a potere approfondire una vicenda
che può avere degli strascichi perché viene meno il rapporto
dialettico tra maggioranza e minoranza; non è un atto o un attacco
al collega Peppino Lupo, me ne guarderei, il mio rapporto di stima
anche personale, soprattutto personale, ma anche politico esula e
mette al riparo il deputato. Mettono, invece, un'ombra sinistra
sull'atteggiamento canagliesco che il Partito Democratico e la
maggioranza ha voluto riservare all'intera assise.
Per queste ragioni, signor Presidente, le chiedo formalmente che
la vicenda così intricata, ma se vogliamo così semplice, possa
essere demandata alla Commissione per il Regolamento, perché si
possa correggere un vulnus che rischia di portare e di determinare
gravi strascichi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiaramente mi riservo di valutare
la richiesta che è stata formulata insieme agli uffici e di
interessare, eventualmente, come da lei richiesto anche in nome e
per conto degli altri capigruppo, la Commissione per il
Regolamento.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Nicotra ha chiesto di essere
considerato in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
maniera telegrafica per rappresentare un problema che ritengo
conosciuto da tutti.
Mi rendo conto delle priorità che l'Assemblea per ora deve
affrontare e condivido la scelta di mettere come primo punto
all'ordine del giorno la legge sui liberi consorzi e le città
metropolitane. Però credo, signor Presidente, che sottacere sulla
necessità che avanzano tutte le imprese di rivedere la legge sugli
appalti è un'operazione fuori dal contesto socio-economico che la
Sicilia per ora vive. Io credo che tra la legge sui liberi consorzi
e l'incardinamento della legge sul bilancio debba essere affrontata
questa legge che è fatta di due soli articoli che la Commissione ha
analizzato in lungo e in largo.
Non chiedo di stravolgere i lavori parlamentari, però sapere di
rinviare questo argomento tra due o tre mesi potrebbe non essere
capito dalle forze imprenditoriali che per ora vivono un momento di
profonda difficoltà. Pertanto, faccio appello a lei perché finita
la legge sui liberi consorzi, in un pomeriggio si possa esitare
questa legge che è molto importante per le categorie produttive
siciliane.
CANCELLERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò molto
breve seppur toccherò tre argomenti. In settimana, con l'onorevole
Tancredi, siamo andati in visita all'ospedale di Leonforte. Il
piano di ridistribuzione dei posti letto prevede uno smantellamento
progressivo di molti presidi ospedalieri. Quello di Leonforte, pur
essendo un presidio ospedaliero che è stato oggetto di una
riqualificazione dal punto di vista strutturale, con parecchie
centinaia di migliaia di euro spese proprio per la
riqualificazione, rischia la chiusura. C'è un comitato cittadino
che si sta occupando di presidiare la struttura per cercare di
scongiurare il peggio.
Sono a chiedere al Presidente della Commissione Sanità, onorevole
Di Giacomo, di attenzionare non solo il problema dell'ospedale di
Leonforte, ma il problema relativo a tutta la rete ospedaliera
regionale perché noi dobbiamo garantire una sanità di prossimità al
cittadino e non fare conti ragionieristici sul risparmio che può
avvenire quando lo stesso si traduce in un taglio semplice ai
servizi dati al cittadino e non in un mero taglio agli sprechi che
invece nella sanità, ahimè, ce ne sono davvero tanti.
Il secondo punto è quello che riguarda una richiesta che avanzo
alla Presidenza. Voglio attenzionare l'articolo 6 dell'emendamento
presentato dal Governo al disegno di legge n. 912, che riguarda la
possibilità di accedere ad una anticipazione del TFR da parte dei
dipendenti regionali. C'è una singolare attenzione da parte
dell'amministrazione regionale per quanto riguarda la possibilità
dei dipendenti di accedere. Attività meritorie come la possibilità
di pagare studi universitari ai figli, acquisto di prima casa per
loro ed anche per i figli, o spese sanitarie. Si aggiunge una
singolare voce, che è quella che per condanne da sentenze esecutive
nei confronti della pubblica amministrazione il dipendente che
viene condannato può accedere alla possibilità di avere una
anticipazione del TFR proprio per pagare l'amministrazione
pubblica. Io credo che l'anticipazione del TFR sia la possibilità
data ad un qualunque dipendente di una qualunque azienda qualora
sia una attività di tipo meritorio e non sulla base di una condanna
o di una sentenza esecutiva. Siccome non mi sembra una norma
strettamente finanziaria, ma più che altro, almeno noi del
Movimento Cinque Stelle, insieme con qualche altro autorevole
collega del Parlamento regionale, l'abbiamo soprannominata una
norma ad personam, non solo le chiedo lo stralcio, ma le chiedo
anche di valutare la possibilità di mettere, visto che è all'ordine
del giorno da molto tempo, anche in discussione la mozione di
censura nei confronti del segretario generale della Regione
siciliana, la dottoressa Monterosso.
Concludo con l'ultimo punto che è quello relativo ad un intervento
che ho fatto la volta scorsa, riguardante la vendita dei 34
immobili.
Ad oggi, vista anche la trasmissione televisiva di Presa Diretta
che si è occupata proprio di questo argomento qui, e visto il fatto
che il Presidente della Regione, onorevole Crocetta, non ha perso
tempo a prendersi gli onori della scoperta quando, invece,
chiaramente sono di ben altri gli onori di questa scoperta, che poi
è una scoperta non di merito, ma è purtroppo una delle ennesime
vergogne della nostra Regione, torno a chiedere al Governo
regionale, che ad oggi è ancora assente purtroppo, di darci i nomi
delle persone che sono dietro queste società che hanno comprato i
34 immobili di proprietà della Regione siciliana e che
contestualmente il giorno dopo li hanno riaffittati creando,
secondo noi, i presupposti per un possibile danno erariale. Grazie
signor Presidente.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, desideravo intervenire sull'ultimo
atto consumato in quest'Aula per l'elezione del vicepresidente,
fermo restando che noi non abbiamo assolutamente nessuna riserva,
anzi, sulla persona dell'onorevole Lupo, il quale nutre tutta la
nostra stima e tutto il nostro apprezzamento per l'attività che
svolge quotidianamente anche in quest'Aula, ma il nostro è
esattamente un principio.
Vogliamo ribadire che questa elezione ha creato un innegabile
vulnus e un precedente che francamente non ha precedenti e non ne
ha perché la rappresentanza democratica delle minoranze è anche
sancita nel nostro regolamento.
Basti guardare l'articolo 4, comma 5, che prevede la
rappresentanza in seno al Consiglio di presidenza e, quindi, questo
atto è stato francamente un atto di profonda, direi anche
arroganza, arroganza e prepotenza.
Io ancora oggi aspetto una risposta perché prima delle votazioni
avevo anche fatto la proposta alla maggioranza e non siamo stati
degnati di una risposta perché la maggioranza sosteneva che questa
elezione scaturiva dal fatto che la minoranza non avesse un nome da
proporre.
Ebbene, la minoranza aveva tre nomi, aveva proposto tre nomi e,
quindi, la maggioranza avrebbe avuto anche l'opportunità, oltre che
la possibilità, di scegliere uno dei tre candidati che erano stati
proposti e, invece, anziché dare una risposta alle nostre lagnanze
e alle nostre richieste legittime, si è trasformato tutto in una
risposta prepotente che ha eletto ancora una volta un esponente
della maggioranza.
Ebbene, io le chiedo di poter convocare il Consiglio di presidenza
per rivedere un pochino e trattare questo argomento che, a mio
parere, è un argomento importante perché c'è in gioco la democrazia
e, quindi, poter rivedere un pochino tutto quello che è successo
perché siamo fermamente convinti del fatto che noi dobbiamo avere
la nostra presenza all'interno di questo Consiglio, signor
Presidente.
Pertanto, le chiedo di poter riunire con urgenza il Consiglio di
Presidenza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fontana. C'era un precedente
intervento dell'onorevole Falcone, che ha illustrato, peraltro, il
documento che ha presentato a questa Presidenza, senza la firma del
nuovo centro destra, per sottoporre la questione alla Commissione
per il regolamento.
Quello che ho già detto all'onorevole Falcone lo dico anche a
seguito del suo autorevole intervento, mi riservo di valutare il
documento e anche la sua richiesta e di procedere di conseguenza.
Consorzi comunali e città metropolitane' (nn. 833 e altri 848 bis/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge Disposizioni in materia di liberi
Consorzi comunali e città metropolitane (nn. 833-783-791-819-822-
823-824-831-832-839-842-848 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge e precisamente al disegno di legge
Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
metropolitane (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-
848 bis/A) posto al numero 1).
Invito la I Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, negli interventi precedenti è stata
evidenziata l'esigenza di discutere sia gli altri disegni di legge,
in particolar modo l'ha evidenziato l'onorevole Turano con
riferimento alla legge sugli appalti, sia le mozioni che già sono
all'ordine del giorno.
Noi abbiamo una esigenza primaria, non dimentichiamo che siamo in
sessione di bilancio con tutte le difficoltà che ci sono, perché
come ben sapete più volte ribadito, è stata presentata la legge
finanziaria, ma paradossalmente non è stato presentato a tutt'oggi
il bilancio.
Con il Governo, più volte sollecitato, si è convenuto o, meglio,
c'è stata l'ulteriore rassicurazione, è il caso di ribadire, una
nuova assicurazione che entro questa settimana, comunque, sarà
depositato il bilancio.
Domani è noto a tutti che in II Commissione ci determineremo in
ordine alla trattazione della legge finanziaria. E' chiaro che gli
uffici hanno fatto un primo esame in ordine alle materie di stretta
pertinenza finanziaria e, quindi, di accompagnamento se vogliamo
alla manovra di bilancio, ma sapete che è ben difficile prendere
questa decisione in assenza proprio del bilancio stesso, quindi, la
situazione è paradossale, ma realisticamente è questa.
Abbiamo anche un'altra scadenza come voi ben sapete, ma già
l'abbiamo concordata in sede di Conferenza dei Capi gruppo che è
quella di esitare la legge sui cosiddetti liberi Consorzi e città
metropolitane, perché è arrivata anche la scadenza dell'ulteriore
proroga in favore dei Commissari.
Pertanto, io sarei dell'avviso, se l'Aula è d'accordo, stasera noi
incardiniamo il disegno di legge sulle città metropolitane se è
possibile, però gradirei che fosse attento il Presidente di
Commissione, che non lo distraesse l'onorevole Panepinto, se siamo
d'accordo, se l'Aula è d'accordo, stasera potremmo chiudere la
discussione generale e dare la possibilità di presentare
emendamenti fino a giovedì e venerdì dare la possibilità agli
uffici di esaminare gli emendamenti che sono stati presentati e
iniziare no-stop martedì dalle ore 12 ed esitare entro la prossima
settimana il disegno di legge sulle città metropolitane.
Non abbiamo altra soluzione, realisticamente, non abbiamo altra
soluzione, nella speranza che si possa trovare una sintesi
confacente anche alla esigenza di accelerare l'approvazione di
questo disegno di legge che ormai si trascina da tantissimi mesi.
Dico questo è l'auspicio che io faccio all'Aula, noi iniziamo
intanto a incardinare il disegno di legge, se possiamo chiudere la
discussione generale questa sera sarebbe più che opportuno per dare
la possibilità di presentare gli emendamenti.
Io ho detto vediamo l'andamento, onorevole Falcone, se stasera
siamo d'accordo si dà la possibilità a tutti di presentare gli
emendamenti perché realisticamente è arrivato il momento delle
decisioni quello sulle città metropolitane.
Su che cosa? Di nuovo sulla legge sugli appalti, no basta,
onorevole Turano, ho già risposto sulla legge sugli appalti.
Forse - ripeto - non ci rendiamo conto, o probabilmente non mi
rendo conto io per primo, che siamo in sessione di bilancio pur in
assenza di un bilancio. Il paradosso è questo.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. No, onorevole lei è già intervenuto sull'ordine dei
lavori. Diamo la parola al Presidente della Commissione e
incardiniamo questo disegno di legge.
IOPPOLO. In assenza dell'assessore?
FALCONE. Signor Presidente non possiamo strozzare il dibattito.
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei onorevole Falcone. Io sono il
primo a non volere strozzare il dibattito sulle città
metropolitane, perché questo disegno di legge è talmente importante
che probabilmente sfugge ad ognuno di noi.
Il discorso è che tutti i gruppi hanno l'esigenza di presentare
gli emendamenti, quindi, o noi rinviamo la discussione generale
all'articolo 1, ma non mi sembra opportuno, oppure, per dare la
possibilità di presentare gli emendamenti, stasera o al massimo
domani chiudiamo la discussione generale e andiamo all'articolo 1
se ci sono degli interventi.
D'ASERO. Domani va bene?
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero se domani chiudiamo la discussione
generale significa che conteniamo il termine per presentare gli
emendamenti, perché dobbiamo dare la possibilità agli uffici di
esaminarli. Oppure rinviamo direttamente a martedì prossimo la
discussione generale all'articolo 1, iniziamo no-stop dalle ore 12
e si chiude.
Come ritenete opportuno.
MUSUMECI. Va bene martedì.
PRESIDENTE. Se è questa la volontà va bene.
Intanto incardiniamo il disegno di legge e diamo la possibilità al
Presidente di intervenire, ma dobbiamo essere chiari: dobbiamo dare
la possibilità agli uffici di esaminare gli emendamenti; non deve
essere un espediente, altrimenti andiamo no-stop a fare la
discussione generale.
Se rinviamo la discussione generale, è chiaro che darò i termini
per gli emendamenti fino a giovedì perché abbiamo domani e giovedì,
dobbiamo dare la possibilità agli uffici di esaminare gli
emendamenti, perché ne arriveranno - penso - a decine.
MUSUMECI. Abbiamo due giorni di tempo.
PRESIDENTE. Esatto.
MUSUMECI. Rinviamo a venerdì.
PRESIDENTE. Ma scusate sappiamo che venerdì è una giornata
particolare. Due giorni per gli emendamenti, fino alle ore 22.00,
non sono più che sufficienti? E si dà la possibilità agli uffici di
esaminarli venerdì mattina. Onorevole Musumeci mi venga incontro,
lei che è persona di buon senso, saggia e di buon senso
MUSUMECI. Signor Presidente è la settimana Santa di Passione.
PRESIDENTE. Gli uffici, mi rassicurano, lavoreranno sia venerdì
che sabato, per cui daremo tempo fino alle ore 24.00 di giovedì.
FALCONE. Anche alle ore 22.00, signor Presidente.
PRESIDENTE. Allora rimaniamo d'accordo che stasera incardiniamo il
disegno di legge, facciamo intervenire il Presidente della
Commissione e la discussione generale la rinviamo a martedì alle
ore 12.00, no-stop, dando tempo per gli emendamenti fino a giovedì
alle ore 22.00.
Quindi, andiamo no-stop ad approvare la prossima settimana, mi
auguro, il disegno di legge sulle Città metropolitane. Intanto
incardiniamo il disegno di legge.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione per svolgere
la relazione.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, innanzitutto, vorrei ringraziare i colleghi e la
Commissione per un lavoro complesso che ci ha visti impegnati -
seppur con una pausa - dal 16 ottobre al 24 marzo, circa sei mesi,
per elaborare questo testo di legge che, anche dalle prime
avvisaglie di questa discussione, si presenta complesso e portatore
di diverse opzioni in campo.
Un testo che ha visto la partecipazione di circa sessantacinque
persone audite, sono state necessarie oltre ventuno sedute per
l'approvazione degli emendamenti, circa ottocento i testi
emendativi depositati per l'Aula.
Credo che questi numeri ci dicano quanto la complessità di questa
legge abbia prodotto una discussione, in alcuni momenti, anche
molto aspra, ma che - almeno questa è la mia opinione, l'opinione
della maggioranza della Commissione - alla fine ha consentito di
costruire un testo per quest'Aula che considero equilibrato e
saggio.
Innanzitutto non leggerò tutta le relazione allegata al disegno di
legge, voglio però sottolineare alcuni punti che considero salienti
nell'affrontare questo dispositivo.
Il primo: questa Regione già nel 2013 e poi ha riconfermato nel
2014, con due successive leggi regionali, ha inteso avviare il
percorso di modifica dell'assetto delle istituzioni intermedie.
Successivamente - e questo non è fatto secondario - lo Stato con
propria legge ha disciplinato, con la cosiddetta riforma Delrio',
il sistema delle province italiane introducendo, malgrado la nostra
Regione abbia competenza esclusiva in materia di ordinamento degli
enti locali, principi di grande riforma economico-sociale che lo
stesso legislatore nazionale ha inteso affermare, che andassero
applicati anche alle Regioni a Statuto speciale entro un anno dal
varo della stessa legge Delrio'.
Ecco perché ci troviamo a fare una riforma nell'alveo di due
principi, uno stabilito dal legislatore regionale e l'altro dalla
legge Delrio', legge 56/2014, che fissa capisaldi che non possono
non applicarsi alla nostra Regione.
Nell'esitare questo disegno di legge per l'Aula, la Commissione ha
fatto una prima modifica sostanziale rispetto alla legge 8,
confermando l'esistenza delle tre città metropolitane.
La Commissione ha inteso perimetrare le tre città metropolitane di
Palermo, Catania e Messina con lo stesso criterio con cui sono
state perimetrate le città metropolitane dello Stato ovvero i
territori delle ex province, su cui insistono le città
metropolitane, vengono interamente rappresentati nella città
metropolitana.
Questa rappresenta una prima modifica sostanziale in qualche modo
recepita dalla legislazione nazionale.
Usiamo questa espressione recepita' perché questo disegno di
legge è in parte un recepimento dinamico della legge Delrio'.
La seconda questione riguarda la governance, questione
particolarmente attenzionata e su cui si manifesta la maggiore e la
più acuta discussione al nostro interno e dove le sensibilità sono
particolarmente accentuate.
Nel definire il sistema di governance, la Commissione ha inteso
fissare un principio che la competenza in materia elettorale è una
competenza della Regione e questo per noi non può essere in
discussione, ma allo stesso tempo la Commissione ha affermato, e
non poteva fare altrimenti, che il sistema cosiddetto di elezione
di secondo livello, già prevista dalla legge n. 8 e stabilita dalla
legge Delrio', non poteva essere modificato in corso di esame da
parte della Commissione nel varare questo disegno di legge.
Ecco perché la Commissione e il Presidente anche, mi permetta di
dire, sentito il Presidente dell'Assemblea regionale, ha inteso
dichiarare inammissibili tutti quegli emendamenti che intendevano
ripristinare, o introdurre o sovvertire il principio di elezione di
secondo grado previsto sia dalla legge n. 8 che dalla legge n. 56.
Il terzo punto sostanziale di quella che io definisco recepimento
dinamico della legge Delrio attiene alle funzioni.
Sostanzialmente lo Stato ha fatto una operazione, per certi versi,
anche temeraria ovvero ha inteso dire che le province, seppur
formalmente ancora istituite e previste, poiché la Costituzione
repubblicana ne prevede nel proprio ordinamento l'esistenza, c'è in
atto una discussione sulla modifica della Costituzione che ne
prevede la soppressione, ha inteso definire la funzione delle
province italiane come funzione di mero coordinamento tra i comuni
che ne fanno parte.
Su questo è chiaro che per noi si trattava di una scelta delicata
perché quella modalità di organizzazione del secondo livello dello
Stato, dell'organo intermedio, in qualche modo fa a cazzotti con
una previsione statutaria che da noi rimane, ancorché si
modificherà la Costituzione italiana, ovvero l'istituto dei liberi
consorzi è un istituto previsto dal nostro Statuto e che rimarrà
tale fino a quando il legislatore regionale e il legislatore
nazionale non intenderanno modificare una previsione statutaria che
vige dal 1946.
Ecco perché il tema dei liberi consorzi per noi non è un fatto
congiunturale. Il tema e le modalità di organizzazione del sistema
del governo intermedio nel nostro ordinamento è un dato strutturale
del sistema ordinamentale degli enti locali nella nostra Regione e,
se è un dato strutturale, possiamo limitare la funzione dei liberi
consorzi ad un mero coordinamento tra gli enti locali e non
attribuire, invece, funzioni proprie, specifiche che ne
giustifichino l'esistenza in vita e che, anzi, e questo è
l'auspicio ed era l'auspicio con il quale ci siamo mossi in
Commissione, prevedere che in ragione delle funzioni proprie
dell'ente intermedio, seppur non immediatamente per i limiti che
sono previsti, innanzitutto dal fatto che ancora non abbiamo un
bilancio e che, quindi, non si possa immaginare di trasferire
alcuna funzione se non è contemporaneamente connessa alle risorse
che vanno, appunto, trasferite contemporaneamente alle funzioni, ma
prevedere, così come abbiamo fatto, che la Regione possa e, io mi
auguro, che debba trasferire alcune delle funzioni che in atto
gestisce la Regione ai liberi consorzi lo considero un doppio
successo.
Primo: attribuire ai liberi consorzi una corposità funzionale
specifica ed autonoma in grado di giustificarne l'esistenza in
vita. Secondo, questo è il mio obiettivo, è la mia opinione
politica condivisa da larga parte dei deputati che in Commissione
hanno condiviso questo principio, lavorare perché la Regione del
futuro sia una Regione più leggera, una Regione meno organizzata
come uno Stato, ma più funzionale alla gestione di servizi e di
indirizzi da determinare in favore degli enti che sono poi gli enti
front-line: gli enti locali, i comuni, innanzitutto, ma anche gli
enti intermedi.
Questa legge si è mossa dentro questi tre principi, tre grandi
binari dove credo sia stato fatto un lavoro di equilibrio. Ci sono
importanti innovazioni.
La prima, di fatto, aboliamo l'istituto dell'approvazione dei
Piani regolatori da parte della Regione e spostiamo questa
decisione ai liberi consorzi, cioè portiamo l'organizzazione del
sistema urbanistico dei nostri territori più vicino ai territori
stessi.
La seconda, abbiamo in qualche modo, seppur sapendo che c'è una
storia, c'è un vissuto, c'è un know how che si è consolidato nel
corso di questi sessant'anni, ma ad esempio, sul settore della
scuola, dove noi tutti siamo cresciuti con questa doppia modalità,
la scuola dell'obbligo sapevamo che il sindaco era l'interlocutore
per tutto ciò che riguardava la funzionalità della scuola
dell'obbligo; la scuola non dell'obbligo, quella che una volta era
la scuola superiore, era la provincia l'ente di riferimento per la
sua gestione.
Da quella modalità di organizzazione delle funzioni, è successo di
tutto. Innanzitutto è stato introdotta la legge di riforma
dell'autonomia scolastica, è stato dato un nuovo sistema di
organizzazione all'autonomia scolastica prevedendo con l'istituto
del dimensionamento scolastico persino la fisicità in alcuni
territori, di un unico edificio che contemporaneamente svolge
attività a sostegno della scuola dell'obbligo e contemporaneamente
a sostegno della scuola superiore, ma in più persino la scuola
dell'obbligo o l'età dell'obbligo è nel frattempo cambiata. Ciò che
prima era l'obbligo fino a 14 anni e alla terza media, come è a
tutti noto, oggi, l'obbligo scolastico è stato portato fino alla
maggiore età.
Tutto ciò può non avere refluenze nelle modalità con cui si
organizza una funzione da parte dell'ente intermedio? In questo
senso abbiamo inteso specificare che ciò che attiene ai servizi
alla persona, in particolare ai servizi formativi, deve essere in
capo all'autorità di vicinato, cioè il Comune.
Ciò che attiene, invece, al sistema della gestione di interesse di
area vasta, a partire dalla viabilità che è uno dei nodi e tra
l'altro in questi mesi lo abbiamo visto e stiamo vedendo; io faccio
un plauso all'iniziativa del Governo di aver messo circa 50 milioni
di euro a disposizione di un piano di manutenzione straordinaria
delle nostre strade siciliane, però devo dire che il tema della
viabilità è la grande sfida per rendere credibili le istituzioni
pubbliche perché oggi, in gran parte della Sicilia, le strade sono
la metafora della situazione di grande difficoltà che sta vivendo
la nostra Regione.
Quindi, dare alle province, dare ai Liberi Consorzi la funzione di
coordinamento e di gestione della manutenzione delle strade è un
modo per specializzarle e dare una ragione funzionale a questo
ente.
Certo, i Liberi Consorzi non potranno più fare quello che in parte
hanno fatto le province nel passato. I Liberi Consorzi non potranno
più fare feste, festini, sagre le più improbabili. Devono, in
qualche modo, essere strutture di servizi, non strutture di governo
della politica.
Ecco perché da questo punto di vista penso che questa riforma, che
mi auguro l'Aula potrà, pur discutendo, pur lavorando perché possa
essere ancora migliorata, ma - dicevo - questa riforma apre una
nuova stagione anche di quella modalità concreta in cui il
riformismo si fa anche superando i limiti del passato e non
pensando che il riformismo si fa con il più uno, con l'aggiungere
qualcosa di nuovo a quello che c'era prima. No, si fa anche
sostituendo qualcosa che c'era prima rispetto a quello che si vuole
fare di nuovo.
E in questo senso, e concludo, questo testo, ribadisco,
introducendo anche questa novità importante di avere previsto le
Città metropolitane, seppur in una geografia di area molta vasta,
ma questo, alla fine, è servito anche a semplificare i problemi
patrimoniali del passaggio delle competenze tra le Province e le
Città metropolitane stesse e consentirà anche alle Città
metropolitane siciliane di essere al passo con le opportunità dei
nuovi Fondi europei che sono previsti per le città.
Infine, c'è tutta una materia che riguarda il personale, tema che
ha visto ed ha avuto, giustamente dico io, l'attenzione e la
preoccupazione di tanti lavoratori, sia i lavoratori di ruolo che
non di ruolo.
Vorrei dirlo al Governo, con il quale abbiamo lavorato in queste
settimane, gomito a gomito, cercando sempre di trovare soluzioni,
ma soprattutto cercando di fare una cosa, onorevoli colleghi,
perché spesso tutti noi ci preoccupiamo di difendere le persone, e
facciamo bene, ma spesso ci limitiamo a dire che vogliamo difendere
le persone, non rendendoci conto che se non ci inventiamo
strumenti, anche innovativi, rischiamo di essere danneggiati due
volte in Sicilia.
Come voi sapete lo Stato ha fatto una scelta, discutibile, ma l'ha
fatta. Ha deciso che le Province italiane ridurranno del 50 per
cento la propria forza lavoro e per le Province che, invece,
diventeranno Città metropolitane la forza lavoro ridotta sarà del
30 per cento, non in funzione, quindi, di nuovi compiti che sono
loro assegnati, bensì c'è una riduzione della dotazione organica
d'ufficio.
I famosi esuberi sono, sostanzialmente, smistati con un sistema
che prevede una mobilità in entrata da parte dei Comuni e delle
Regioni, oltre che da alcuni Uffici dello Stato.
Per fare questo, sostanzialmente, si finanzia questa operazione
con una compartecipazione ai tributi che riscuotono le Province, ma
anche i Comuni, che servirà a sostenere i costi della mobilità di
questo personale.
Noi abbiamo una situazione che va detta e denunciata a voce alta.
Questo modello di gestione degli esuberi che lo Stato ha scelto per
le Province italiane, se si applicasse, d'emblée, alla nostra
Regione, saremmo al disastro totale.
Primo: come è noto i nostri precari che vivono e convivono con il
sistema Sicilia che, come è noto, sono oltre ventimila, ebbene, la
loro stabilizzazione è connessa alla disponibilità che i Comuni
hanno dato e danno, di avviare i percorsi di stabilizzazione entro
il 2018, credo. E, allora, delle due l'una: o i Comuni stabilizzano
i precari che hanno o si prendono carico degli esuberi delle
Province che si andranno a ridimensionare.
Le due cose difficilmente potranno coesistere e lo Stato non si
può lavare le mani pensando che il problema è della Sicilia, perché
le riforme non si fanno con la matita rossa e blu. Non si pensi che
una riforma si applichi indifferentemente dalle Alpi a Lampedusa e,
siccome è previsto in una legge, sarà così, perché qui c'è,
autorizzato da leggi dello Stato - ribadisco, autorizzato da leggi
dello Stato -, un sistema che prevede la stabilizzazione dei
precari attraverso le modalità di stabilizzazione da parte degli
Enti locali
La seconda questione, di fondo, è che siamo in presenza di una
Regione che dovrebbe aprire se stessa agli eventuali esuberi, in
forza di un procedimento in cui la Regione sta, giustamente dico
io, cercando di smaltire i propri organici.
La legge che andremo a varare, se sarà approvata, prevede ad
esempio il prepensionamento per una parte dei dipendenti regionali
con l'obiettivo di ridurre la dotazione organica della stessa
Regione.
Ora, delle due l'una: non possiamo fare, da un lato, i
prepensionamenti e, dall'altro lato, immaginare di fare nuovi
ingressi in entrata.
Ecco perché, in questo, non abbiamo accolto la tesi che ci veniva
suggerita dalla cosiddetta legge Del Rio.
Noi abbiamo detto che il tema delle dotazioni organiche e delle
funzioni dei liberi Consorzi in Sicilia, è un tema che va negoziato
in un apposito tavolo tra lo Stato e la Regione siciliana, proprio
per le caratteristiche specifiche connesse, non solo al nostro
ordinamento statutario, ma anche alla nostra condizione specifica
che riguarda la dotazione complessiva del sistema pubblico
siciliano.
Insomma, non abbiamo chiuso gli occhi burocraticamente, cercando
di lasciare a chi verrà dopo, la gestione dei problemi. Abbiamo
inteso garantire ed assicurare che nessuno dei dipendenti debba
sentire minacciato il proprio posto di lavoro fino a quando non
sarà definito, in un rapporto adulto tra lo Stato e la Regione
siciliana, il tema del destino del personale delle stesse Province.
Concludo. Credo che questo sia il senso sostanziale del disegno di
legge. Su questo disegno di legge abbiamo avuto anche una relazione
finanziaria vidimata dalla Ragioneria della Regione che, in un
primo momento, aveva posto dei rilievi sulle modalità di impiego
delle risorse connesse a questa riforma; la stessa Ragioneria, alla
luce delle modifiche che sono state introdotte, poi, con l'articolo
117 finale in Commissione, ha dato il via libera alla sostenibilità
di questa riforma sul piano finanziario.
Spero che la discussione in Aula servirà non ad affossare il
disegno di legge ma a migliorarlo e portarlo in porto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Questo è l'auspicio di
tutti noi.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, deputati, dopo la presentazione del disegno di
legge fatta dall'onorevole Cracolici, non ho molto da aggiungere.
Dico solo che il disegno di legge costituisce il punto di arrivo
di un'indagine approfondita che è stata svolta cercando di
ascoltare la voce di tutti i soggetti coinvolti e di contemperare
esigenze contrapposte in un'alchimia che ha visto, da una parte, le
leggi regionali che riguardavano la materia dei liberi Consorzi di
Comuni e le Città metropolitane e, dall'altra, la legge Del Rio.
Un'alchimia che è stata difficoltosa anche tenuto conto della
peculiarità delle soluzioni che erano state, frattanto, adottate.
Io considero un successo l'aver ridotto il numero dei liberi
Consorzi da nove a sei e di aver specificato, in maniera netta, che
ci sono altri tre liberi Consorzi - ma sempre di liberi Consorzi si
tratta - che costituiscono le Città metropolitane.
Aggiungo alle cose dette dall'onorevole Cracolici che lo sforzo
del Governo è stato quello di tutelare il personale delle ex
Province, non quale tutela fine a se stessa, ma una tutela che
scaturisce da una considerazione di fondo, ossia che le competenze
del personale non si apprendono dall'oggi al domani, ma sono il
risultato di anni e anni di prassi amministrative, del fatto che si
affrontano problemi di un certo tipo e di un certo livello; sarebbe
stato un delitto se queste competenze fossero state disperse al
vento. Questa è stata la preoccupazione del Governo e spero che il
disegno di legge, nel suo impianto complessivo, possa essere
mantenuto fermo ed approvato dall'Aula.
Vi ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Leotta.
Onorevoli colleghi, così come convenuto, la discussione generale
sul disegno di legge viene rinviata all'articolo 1 ed il termine
per la presentazione degli emendamenti è fissato fino a giovedì, 2
aprile 2015, alle ore 22.00.
E' chiaro che da martedì, 7 aprile 2015, alle ore 12.00 andremo
avanti no-stop per l'approvazione, entro la prossima settimana, del
disegno di legge sulle Città metropolitane. Ribadisco che domani in
II Commissione esamineremo il testo della Finanziaria che è
pervenuto; ribadisco ancora che non è stato presentato il
Bilancio, il Governatore è presente ed ha assicurato che verrà
presentato entro questa settimana, nell'auspicio che, dopo aver
completato la legge sui liberi Consorzi e le Città metropolitane si
possa mettere mano, in Aula, al disegno di legge Bilancio e,
quindi, Finanziaria.
Consorzi comunali e città metropolitane' (nn. 833 e altri 848 bis/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
L'Aula terrà seduta martedì 7 aprile 2015, alle ore 12.00, con il
seguente ordine del giorno:
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-
848 bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-
254-548/A) (Seguito)
Relatore: on. Marziano
3) - Disposizioni in materia di personale delle Camere di
Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
905/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
4) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
5) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
6) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A)
Relatore: on. Cracolici
III -Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
ANSELMO - GERMANA'
IV - Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
RAGUSA - CIRONE
V -Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO -
CASCIO F. - VINCIULLO
VI - Seguito della discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e la concessionaria
che si occupa della gestione delle autostrade siciliane
con eventuale adozione di misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO -
CIMINO - CLEMENTE
VII -Discussione della mozione:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della Presidenza
della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI -
CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
VIII -Discussione della mozione:
N. 381 - Mantenimento degli attuali distretti di Corte
d'Appello in Sicilia.
(17 dicembre 2014)
MUSUMECI - CORDARO - FERRANDELLI - MICCICHE' -
CIACCIO - ALONGI - ARANCIO - ASSENZA - FAZIO -
LANTIERI - LENTINI - LO SCIUTO - MALAFARINA -
PICCIOLO - ZITO - FEDERICO
IX - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143 del Regolamento
interno, dell'interrogazione:
N. 2479 - Provvedimenti urgenti per il rinnovo del contratto
del personale infermieristico per la postazione 118 di
Comiso (RG).
(5 novembre 2014)
ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 17.41.
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 18.40)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio