Presidenza del Presidente Ardizzone
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota pervenuta il 7 aprile 2015 e
protocollata al n. 3863/AulaPG-RagPG di pari data, l'onorevole
Gucciardi, nella qualità di Presidente del Gruppo parlamentare
Partito Democratico , ha comunicato che a far data dal 1 aprile
2015 l'on. Emanuele Dipasquale ha aderito al suddetto Gruppo.
Conseguentemente, a decorrere dal 7 aprile 2015, l'onorevole
Dipasquale transita al Gruppo parlamentare Partito Democratico ,
cessando contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare
Misto .
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Tamajo e Digiacomo, per oggi;
L'Assemblea ne prende atto.
sorzi comunali e città metrolitane (nn. 833 e altri 848-bis/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito del disegno di legge Disposizioni in materia di liberi
Consorzi comunali e città metropolitane (nn. 833-789-791-819-822-
823-824-831-832-829-842-848-bis/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al II punto dell'ordine
del giorno Discussione di disegni di legge . Si procede con il
seguito del disegno di legge Disposizioni in materia di liberi
Consorzi comunali e città metropolitane (nn. 833-789-791-819-822-
823-824-831-832-829-842-848-bis/A) posto al numero 1).
Invito i componenti della I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, considerato che l'Assessore Leotta non è
presente in Aula, sospendo i lavori d'Aula per cinque minuti.
(La seduta sospesa alle ore 16.26 è ripresa alle ore 16.29)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Non essendo ancora arrivato l'Assessore avrà modo di intervenire
successivamente. Dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le volevo dire
che in questo momento l'Assessore sta ricevendo i dipendenti delle
Province. Ricevere i dipendenti delle Province è un fatto
importante, fondamentale per la vita di questa Assemblea e, di
conseguenza, facciamo finire questo incontro tra l'Assessore e i
dipendenti delle Province perché può anche essere che alla fine di
questo incontro l'Assessore si convince che noi dell'opposizione
abbiamo ragione.
Nel frattempo, le volevo
PRESIDENTE. Sta formulando una richiesta di rinvio?
VINCIULLO. Certo. Non essendoci l'Assessore le chiedo due cose: o
rinviamo i lavori a quando l'Assessore sarà disponibile a venire in
Aula e, quindi, a domani, oppure, Presidente, invertiamo l'ordine
dei lavori e andiamo a trattare, per esempio, se ci sono problemi
che riguardano l'articolo 83 di modo che, anziché farlo alla fine,
lo anticipiamo adesso. Però, la mia richiesta ufficiale, la prima
richiesta, è quella di rinviare i lavori, data l'assenza del
Governo, dal momento che questo disegno di legge senza la presenza
del Governo non può assolutamente essere trattato.
PRESIDENTE. Se non sorgono osservazioni, la seduta è sospesa fino
alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.33, è ripresa alle ore17.08)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, sono certo che il vicepresidente,
onorevole Venturino l'avrà informata sulla conclusione dell'Aula di
ieri. L'Aula si è chiusa, ieri, con l'impegno della Presidenza pro-
tempore che la seduta odierna si sarebbe riaperta con la replica
dell'assessore.
Abbiamo atteso il suo arrivo, l'assessore è presente e credo sia
assolutamente necessario, visto che la Presidenza, correttamente,
ci ha dato tutto lo spazio possibile, che adesso, rispetto alle
cose che abbiamo detto, ascoltiamo l'assessore, quindi le chiederei
di cominciare con questo passaggio in ossequio alla conclusione e
all'impegno che si è preso ieri sera.
sorzi comunali e città metropolitane (nn. 833 e altri 848-bis/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito del disegno di legge Disposizioni in materia di liberi
Consorzi comunali e città metropolitane (nn. 833-789-791-819-822-
823-824-831-832-829-842-848-bis/A)
PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni in contrario, ha facoltà
di parlare l'assessore Leotta.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, scusate se mi avvalgo di
appunti che avrei preferito approfondire e preparare meglio ma non
ne ho avuto tempo.
GRECO. Se lei vuole, le diamo un'altra mezza giornata per farle
approfondire quel che ha
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Non sono stato a giocare, egregio onorevole.
Ho ascoltato gli interventi di ieri con la massima attenzione,
perché nel confronto c'è sempre da apprendere. Quando mi è stato
conferito l'incarico, che oggi ricopro, ho accettato, con la
speranza di poter mettere a disposizione della mia terra
un'esperienza maturata all'interno delle amministrazioni pubbliche
per più di 40 anni.
Il primo e principale problema che ho dovuto affrontare nel nuovo
ruolo, sin da subito, è stato quello di portare avanti il disegno
di legge sulle ex province. Dei ben 12, e ripeto 12, disegni di
legge, presentati presso l'ARS, ho cercato di prendere il meglio,
nella convinzione che, per certe questioni, quali quelle di una
riforma ordinamentale degli enti di area vasta, bisogna tenere
conto di tutto, anche delle idee che, a prima lettura, destano
delle perplessità e dei dubbi. E non vi nascondo che di dubbi ne ho
tanti, ne avevo e ne ho, tuttora, tanti.
Il disegno di legge sui liberi consorzi e sulle città
metropolitane, sottoposto oggi all'esame dell'Aula, nasce da un
vero e proprio stato di necessità. Ed insisto su questo concetto:
siamo in un vero e proprio stato di necessità, determinato dalla
legge Delrio, che ha imposto a tutte le Regioni, ivi comprese
quelle a Statuto speciale, di riconsiderare il modello di governo
e le funzioni degli enti di area vasta.
La Sicilia, in effetti, si era già data, un proprio, autonomo
percorso riformatore, con una propria legge, la n. 8 del 2014.
Il confronto e l'intreccio tra le due normative, quella nazionale,
che si è autodefinita di grande riforma e quella regionale, che
l'espletamento dei referendum confermativi aveva portato già alla
fase attuativa, ha reso necessaria quell'alchimia, termine che è
stato da alcuni criticato, che costituisce, lo ripeto, il risultato
di uno stato di necessità.
Questi i miei appunti. Ora vado a braccio.
E' stato usato molte volte il termine di prossimità,
decentramento, principio di sussidiarietà, alcune volte a
proposito, molte volte non tanto a proposito.
Si è molto insistito sulla problematica della gestione degli
edifici degli istituti di secondo grado e, siccome ho i capelli
bianchi, mi ricordo - ho svolto 11 anni della mia vita lavorativa
all'interno dell'amministrazione della pubblica istruzione - vi
faccio presente che, prima del 1990, gli edifici degli istituti di
secondo grado erano gestiti da ben tre soggetti: lo Stato, i
comuni, le province. Soltanto nel 1990, vi è stata una unificazione
delle competenze.
Con il disegno di legge che viene ora proposto, si cerca di
aggiustare il tiro, concentrando le competenze in un unico
soggetto.
Io, però, non mi innamoro di nulla. Ho molto riflettuto sulle cose
che sono state dette ieri, specie per quanto riguarda i problemi di
carattere gestionale che una variazione delle competenze potrebbero
comportare, quale la gestione dei mutui residui, tutta una serie di
questioni attinenti al trapasso della gestione dalle province, oggi
ex province, ai comuni.
Per la decisione definitiva, su questa questione, mi rimetto - e
non posso fare diversamente perché l'Aula è sovrana - a quanto
deciderà l'Aula.
Alcuni hanno parlato di certezze che sono state date dalla legge
Delrio . Mi chiedo quali certezze abbia dato la legge Delrio . Ve
lo dico subito quali certezze ha dato. La certezza principale è
quella di volere smontare e smantellare il sistema degli enti di
secondo livello in un modo semplicissimo, eliminando le risorse.
Quali sono gli approdi cui vuole arrivare la legge Delrio ?
Il mantenimento delle città metropolitane, cosa che ci chiede la
Comunità europea, e per tutto il resto l'introduzione della figura
diffusa sul territorio delle Unioni di comuni.
Mi chiedo allora, in Sicilia, quanto possa funzionare la figura
istituzionale delle Unioni di comuni. Potete pensare, ad esempio, -
io sono della Sicilia orientale - all'Unione di comuni fra Floridia
e Solarino?
Si sono fatti dei tentativi di mettere in comune delle funzioni ma
non sempre questi tentativi sono andati a buon fine.
E che possiamo dire per la provincia di Catania, di Giarre e
Riposto?
Fino a quando ci sarà e quanta volontà ci sarà di realizzare
un'Unione di comuni che sono separati soltanto, anzi sono
accomunati soltanto da un'unica strada e separati da una linea di
demarcazione ideale, questo me lo sono chiesto molte volte.
Poi qualcun altro ha parlato di enti di secondo livello come enti
di carattere snello.
Ma si è pensato a quale può essere la conseguenza di un ente di
area vasta molto snello?
Ve lo dico subito quale può essere la conseguenza principale,
quella di attuare ciò che ha attuato la legge Delrio nel resto
d'Italia ossia il dimezzamento del personale, una riduzione
drastica con tutta una serie di problemi di mobilità che questo
disegno di legge vuole evitare.
Come lo vuole evitare?
Non riducendo le competenze delle ex province ma addirittura
rimpolpandole.
Nessuno di voi ha parlato della problematica affrontata e proposta
dalla legge Delrio , che è quella della programmazione del
territorio, della pianificazione. Sono, nelle intenzioni del
legislatore, questi i temi fondamentali della riforma degli enti di
secondo livello: la programmazione del territorio, la
pianificazione.
A questi elementi presenti nella legge Delrio abbiamo voluto
aggiungere e mantenere le competenze che erano delle ex province
sulla base di due considerazioni:
- La prima, quella in base alla quale le competenze del personale
non si improvvisano, non si apprendono dall'oggi al domani,
pertanto avevamo la necessità di garantire servizi ai cittadini,
servizi forniti da personale che sapesse sin dall'inizio cosa fare.
La seconda riguarda la tutela dello stesso personale che, avendo
delle competenze da svolgere, poteva trovare nelle competenze la
propria giustificazione per rimanere all'interno dell'ente di area
vasta, all'interno del quale svolgere la propria attività
lavorativa.
Qualcuno, poi, si è lamentato del fatto che il Governo, con un
emendamento dell'ultima ora, abbia inserito nel disegno di legge la
problematica del numero dei consiglieri comunali e quella dei
gettoni di presenza.
E' vero, è stata una decisione dell'ultima ora, ma è stata una
decisione necessitata dal fatto che queste norme sono state
stralciate dal testo della finanziaria e dalla consapevolezza che
la società civile, in questo momento, chiede alla politica un moto
di orgoglio, chiede alla politica di riappropriarsi del proprio
ruolo per evitare che le regole debbano essere dettate da altri
poteri e non dal potere legislativo.
MUSUMECI. Siamo alla follia. Facciamo il processo alla democrazia.
Complimenti.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Io non l'ho interrotta quando lei ha parlato.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, avrà modo di intervenire.
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Voglio solo dire una cosa. Anche in questo caso del numero dei
consiglieri comunali e dei gettoni di presenza è una scelta che il
Governo ha dovuto fare all'ultimo momento.
Condivido le perplessità che sono state avanzate da alcuni in
quest'Aula circa la necessità che queste norme introdotte
all'ultimo minuto debbano essere valutate e ponderate in maniera
adeguata. Non sarò io, quindi, ad insistere sulla tenuta
dell'emendamento. Sarà il dibattito dell'Aula a fare emergere quali
sono le urgenze e a far decidere il Governo di conseguenza.
Vi ringrazio dell'attenzione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiarisco subito che ogni
parlamentare su ogni articolo, comprensivo di tutti gli
emendamenti, può parlare per dieci minuti e può parlare per cinque
minuti per dichiarazioni di voto. Significa, però, che si
interviene una volta sola. Non si può riprendere a parlare per
recuperare il tempo. Si interviene una volta sugli emendamenti e
sul singolo articolo.
Quindici minuti a deputato; sull'articolo 15 minuti a deputato;
dieci sull'articolo e sugli emendamenti e cinque, se lo ritiene,
per dichiarazioni di voto, così come previsto dal Regolamento, né
più, né meno, dieci più cinque. Dieci sull'articolo e sugli
emendamenti, cinque eventualmente su dichiarazioni di voto.
MUSUMECI. Per ogni emendamento?
PRESIDENTE. No, per ogni articolo. Lei ci ha tentato.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Istituzione dei liberi Consorzi comunali e delle
Città metropolitane
1. I liberi Consorzi comunali e le Città metropolitane, sono enti
territoriali di area vasta ed hanno autonomia statutaria,
regolamentare, organizzativa ed amministrativa nonché autonomia
impositiva e finanziaria nell'ambito dei propri statuti, dei
regolamenti, delle leggi regionali e delle leggi statali di
coordinamento della finanza pubblica. I loro organi di governo sono
eletti con sistema indiretto di secondo grado.
2. Sono istituiti i sei liberi Consorzi comunali di Agrigento,
Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani, composti dai
comuni delle corrispondenti province regionali.
3. Sono, altresì, istituiti i tre liberi Consorzi comunali di
Palermo, Catania e Messina, i quali, includendo i comuni facenti
parte delle rispettive aree metropolitane individuate dai decreti
del Presidente della Regione del 10 agosto 1995 pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 54 del 21 ottobre
1995, nonché i restanti comuni facenti parte delle corrispondenti
province regionali, costituiscono le Città metropolitane.
4. Ai liberi Consorzi comunali ed alle Città metropolitane si
applica, in quanto compatibile, la normativa in materia di
ordinamento degli enti locali vigente nella Regione siciliana.
5. Le sedi dei liberi Consorzi comunali e delle Città
metropolitane coincidono con quelle delle corrispondenti province
regionali .
Comunico che sono stati presentati l'emendamento 1.1 e 1.8, di
identico contenuto L'articolo 1 è soppresso .
Formalmente, formulo un invito al ritiro, perché è chiaro che se
dovesse essere approvato questo emendamento, significa che crolla
tutto l'impianto della legge.
Ci vuole attenzione da parte dell'Aula e da parte di tutti i
deputati, i Presidenti dei Gruppi parlamentari che siano
possibilmente presenti e attenti, sia di maggioranza sia di
opposizione.
SIRAGUSA. Chiedo che si proceda alla votazione mediante scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica che la richiesta risulti
appoggiata ai sensi del comma 2 dell'articolo 127 del Regolamento.
Onorevole Siragusa, mantiene l'emendamento?
SIRAGUSA. Sì.
PRESIDENTE. E' inutile chiederlo all'onorevole Greco.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 1.1 e 1.8
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto degli
emendamenti 1.1 e 1.8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 56
Votanti .56
Maggioranza 29
Favorevoli 34
Contrari 22
(Sono approvati)
(Applausi e proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è chiaro che non possiamo andare
avanti con il disegno di legge, perché cadono i principi di
carattere generale. Potrebbero essere recuperati con emendamenti
successivi. Non è chiaramente mia intenzione andare avanti; mi
sembra più che evidente.
Mi dovete dare atto che stamattina ho tentato, in qualche modo, di
trovare una soluzione, perché le riforme si scrivono assieme e
soprattutto sui principi dobbiamo essere d'accordo.
E' chiaro che la riforma la continueremo subito dopo
l'approvazione della finanziaria, il che significa nel mese di
maggio; possibilmente entro il 15 giugno come data ultima.
L'assessore - è inutile nascondersi - ha dovuto prendere
provvedimenti previsti dalla legge. Ci dobbiamo pure rendere conto
di quello che sta succedendo e riguarda la nomina dei commissari ad
acta. Assessore, se non è così mi corregga. Il commissario ad acta
non è un commissario nel pieno delle funzioni. Per cui - se siamo
d'accordo - il Presidente di Commissione è qua, possiamo votare una
norma semplice solo di proroga. La scriviamo immediatamente e se ne
da pubblicazione. Se siamo d'accordo, restiamo in Aula, evitiamo
incidenti e diamo la possibilità fino al 30 di giugno - ci mettiamo
in sicurezza - per fare una buona riforma.
Assessore, non vada via perché abbiamo questo passaggio delicato.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per dieci minuti, però su
questo aspetto il Presidente della Commissione deve collaborare con
la Commissione per non essere, poi, accusato di aver forzato il
Regolamento.
(La seduta, sospesa alle ore 17.30, è ripresa alle ore 17.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi dopo avere sentito i Capigruppo,
anche se non tutti, ritengo sia opportuno rinviare l'Aula a domani
alle ore 12.00 con all'ordine del giorno la norma sulla proroga
degli attuali commissari, dando la possibilità agli uffici,
d'intesa con il Governo, di scriverla.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, giovedì 9 aprile 2015
alle ore 12.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-8
848 bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-
254-548/A) (Seguito)
Relatore: on. Marziano
3) - Disposizioni in materia di personale delle Camere di
Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
905/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
4) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
5) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
528/A)
Relatore: on. Anselmo
6) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436
Relatore: on. Cracolici
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO -
GERMANA'
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA -
CIRONE
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
VI - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
VII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della
Presidenza della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI
- CAPPELLO - TANCREDI - CIANCIO - FERRERI
- MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
VIII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 381 - Mantenimento degli attuali distretti di Corte
d'Appello in Sicilia.
(17 dicembre 2014)
MUSUMECI - CORDARO - FERRANDELLI - MICCICHE'
- CIACCIO - ALONGI - ARANCIO - ASSENZA -
FAZIO - LANTIERI - LENTINI - LO SCIUTO -
MALAFARINA - PICCIOLO - ZITO - FEDERICO
IX - SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 143 DEL REGOLAMENTO
INTERNO, DELL'INTERROGAZIONE:
N. 2479 - Provvedimenti urgenti per il rinnovo del
contratto del personale infermieristico per la
postazione 118 di Comiso (RG).
(5 novembre 2014)
ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 17.45
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 18.30)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LIBERI CONSORZI
COMUNALI E CITTà METROPOLITANE . (NN. 833-783-791-819-822-823-824-
831-832-839-842-848 BIS/A)
All'articolo 1:
Emendamento 1.8 (di identico contenuto all'1.1):
L'articolo è soppresso