Presidenza del Presidente Ardizzone
La seduta è aperta alle ore 12.18
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
- Raia per oggi e domani;
- Laccoto, Greco Marcello, Lombardo, Nicotra, Sammartino, Anselmo,
Panepinto, Coltraro, Cascio Salvatore, per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Zone franche montane. (n. 972)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Marziano,
Germanà, Lentini, Coltraro, Alongi, Arancio, Cancelleri,
Dipasquale, Lombardo, Mangiacavallo, Nicotra, Ruggirello,
Sammartino, Vullo, Maggio, Barbagallo, Panarello, Ciancio, Raia,
Cordaro, Cascio F., Cirone e Figuccia in data 31 marzo 2015.
- Norme in materia di riordino della Protezione Civile nell'ambito
delle attribuzioni dettate dalla legge n. 100/2012. (n. 973)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 7 aprile 2015.
- Norme in materia di servizi e di assistenza tecnica in
zootecnia. (n. 974)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Currenti,
Leanza, Lentini, Lantieri, Coltraro e Cascio S. in data 7 aprile
2015.
- Interventi per la promozione dell'attività sportiva in ambito
scolastico. (n. 975)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Currenti,
Leanza, Lentini, Lantieri, Coltraro e Cascio S. in data 7 aprile
2015.
- Istituzione della figura professionale di biologo junior ex
articolo 31, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 5
giugno 2001, n. 328. Norme per la spendibilità del titolo di laurea
in scienze biologiche ex decreto 509/1999 e delle competenze
professionali all'interno del territorio regionale. (n. 976)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Oddo in data
7 aprile 2015.
- Modifica legge regionale 23.12.2000, n. 30 sulle indennità e
divieto di cumulo. (n. 977)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Palmeri,
Siragusa, Trizzino, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito,
Cancelleri, Ciancio, Foti, La Rocca, Ciaccio, Tancredi e
Zafarana.in data 7 aprile 2015.
- Misure urgenti finalizzate al risparmio di spesa per l'acquisto
di beni e servizi nelle aziende ospedaliere. Modifiche alla legge
regionale 14 aprile 2009 n. 5. (n. 978)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli D'Asero,
Fontana, Alongi, Cascio Francesco, Germanà, Lo Sciuto e Vinciullo
in data 7 aprile 2015.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge inviato alla competente
Commissione:
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Norme stralciate ddl 912. (n. 912 I stralcio)
Di iniziativa governativa.
Inviato il 2 aprile 2015.
PARERE I, IV, V e VI.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Cultura,
formazione e lavoro' (V) nella seduta n. 239 del 31 marzo 2015 ha
approvato la risoluzione Tutela dei livelli reddituali dei
lavoratori impegnati nel settore della pulizia e della
sanificazione presso le sedi e le strutture del P.O.G. Martino di
Messina' (n. 30/V).
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione di stralcio del disegno di legge 833
bis/A
PRESIDENTE. Comunico che a seguito dell'approvazione
dell'emendamento soppressivo dell'articolo 1 del disegno di legge
n. 833 bis/A Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e
Città metropolitane , al fine di garantire la continuità della
gestione amministrativa degli enti di area vasta, propongo di
stralciare l'articolo 46, relativo alla proroga della gestione
commissariale, che costituirà autonomo disegno di legge da
approvare a seguito di un'apposita riformulazione.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Onorevoli colleghi, sono in distribuzione il disegno di legge che
è stato stralciato, così come riformulato e, l'emendamento di
riscrittura che, sostanzialmente, anticipa dal 31 luglio 2015 al 30
giugno 2015.
MUSUMECI. Non è consentita la presentazione di emendamenti?
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, mi venga incontro. E' chiaro che
si tratta di una procedura un po' insolita. Stiamo cercando, in
qualche modo, di dare continuità.
MUSUMECI. Come disse Garibaldi a Vittorio Emanuele II:
obbedisco .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ribadisco che è stato distribuito
il disegno di legge stralcio costituito dall'articolo 46 che
riguarda la proroga della gestione commissariale.
Comunico che all'articolo 46 è stato presentato, da parte del
Governo, un emendamento di riscrittura che prevede la proroga
commissariale fino al 30 giugno 2015.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole D'Agostino è in congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Commemorazione dell'onorevole Salvatore Natoli
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo un dovere, e vi invito ad
un minuto di silenzio, nel commemorare e ricordare la figura
dell'onorevole Salvatore Natoli, che è rimasto nella storia di
questo Parlamento e della Sicilia per essere il Presidente della
Regione per una notte; questo nell'opinione generale, ma in realtà
è stato un valente studioso e conoscitore della storia siciliana.
E' doveroso ricordare la figura di Salvatore Natoli, ex deputato
di questo Parlamento scomparso ieri all'età di 88 anni, nato a
Gioiosa Mare in provincia di Messina, il 4 novembre del 1926.
Natoli fu componente di questa Assemblea, eletto nel collegio di
Messina, fra le file del Partito Repubblicano per cinque
legislature, dal 1967 al 1981. Più volte assessore regionale per il
turismo, ai lavori pubblici e alla cooperazione.
L'onorevole Natoli, già deputato questore di quest'Assemblea,
nella sua lunghissima carriera politica, ha rivestito anche le
cariche di consigliere provinciale a Messina e comunale di Gioiosa
Marea e Sant'Agata di Militello, oltre che consigliere nazionale
del Partito Repubblicano.
Per alcune ore, nella notte del 27 novembre 1989, fu anche
Presidente della Regione, eletto da una maggioranza trasversale, ma
si dimise poche ore dopo a causa della difficile situazione
politica del momento che non gli avrebbe permesso di governare.
Uomo di cultura e sicilianista convinto, oltre che saggista e
storico, Natoli è stato anche autore di numerosi libri ed esperto
di tradizioni locali.
Da adolescente aderì al Movimento antifascista e dopo la
liberazione assieme al presidente del movimento indipendentista
siciliano, Andrea Finocchiaro Aprile e al comandante dell'esercito
volontario per l'indipendenza della Sicilia, Antonio Canepa, fu il
fautore appassionato e convinto dell'indipendenza siciliana,
motivata non solo storicamente, ma anche dalla constatazione del
fallimento della politica meridionale dello Stato unitario.
Prima di continuare nei nostri lavori, interpretando i sentimenti
di tutta l'Assemblea, vi invito ad osservare un minuto di silenzio
in segno di cordoglio.
(I deputati tutti, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
Consorzi comunali e città metropolitane (nn. 833 e altri 848 bis/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Esame del disegno di legge Disposizioni in materia di liberi
Consorzi comunali e città metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-
823-824-831-832-839-842-848 bis/A) (Seguito)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato distribuito l'emendamento
Gov. 1 all'articolo 46.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, non
approfitterò che per pochissimi istanti del tempo che stamane
l'Assemblea dedica all'approvazione di un disegno di legge che è il
frutto evidente della votazione - di ieri- soppressiva
dell'articolo 1 del disegno di legge della cosiddetta riforma delle
province.
Ho il dovere di segnalare quella che ritengo la inopportunità ed
anche la inadeguatezza dell'emendamento Gov.1 che rappresenta
un'anticipazione di un mese, di trenta giorni rispetto alla norma
che, invece, era contenuta nel disegno di legge che ieri è stato,
diciamo impallinato' da un largo fenomeno di franchi tiratori
della compagine che, a parole, dice di sostenere il governo
Crocetta.
E, quindi, annuncio il voto contrario all'emendamento del Governo,
ma mi preme anche sottolineare, signor Presidente, il senso di
responsabilità dei Gruppi di minoranza presenti in Assemblea
regionale siciliana, quelli del centrodestra, ma anche del Gruppo
del Movimento cinque stelle, che con la loro presenza in Aula,
stanno assicurando il raggiungimento del numero legale, convinti
come siamo, del senso di responsabilità e del senso istituzionale
che avvertiamo in un momento politicamente assai delicato e
nell'esercizio del dovere legislativo che tenta di non creare vuoti
pericolosi nella normazione regionale.
Questi due aspetti mi premeva di rappresentarle e di rappresentare
a tutta l'Aula signor Presidente e, di conseguenza, almeno il
Gruppo parlamentare che in questo momento ho l'onore di
rappresentare si adeguerà come voto.
Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Intanto comunico che ho diversi iscritti a parlare e
darò la parola a tutti.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cracolici è in congedo, per
motivi personali, per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Esame del disegno di legge Disposizioni in materia di liberi
Consorzi comunali e città metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-
823-824-831-832-839-842-848 bis/A) (Seguito)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
chiaramente noi oggi siamo qua a fare la nostra parte così come
avevamo preannunciato l'altro ieri.
Avevamo chiesto al Governo, alla maggioranza un atto di buon
senso, di approvare soltanto l'articolo 46 e di rinviare il resto.
Tutto ciò che è stato fatto nelle trascorse ore diventato ormai
cronaca non chiaramente onorevolissima' per la maggioranza che
sostiene il governo e ancor meno per il Presidente della regione
che aveva sbandierato come dire la possibilità di conseguire un
grandissimo traguardo con toni tra l'arroganza e il trionfalismo.
Ma chiusa questa vicenda noi riteniamo oggi di ribadire due
concetti, se diamo uno sguardo all'Aula ci rendiamo conto che
ancora oggi i partiti di maggioranza sono claudicanti nella loro
presenza per cui solo grazie alla presenza della minoranza,
eventualmente, oggi cerchiamo di correggere un vulnus che sarebbe
gravissimo nel caso in cui non si facesse questa norma.
Ma sulla scorta di questo, oggi, noi siamo a rivendicare la
correttezza signor Presidente, lo dico a lei, la correttezza
dell'applicazione del Regolamento interno dell'Assemblea, che vuole
il rinnovo delle Commissioni legislative così come lo prevede il
Regolamento interno e così come abbiamo anche stabilito in
Conferenza dei Capi gruppo.
In più chiediamo anche al Partito democratico l'atto di giustezza,
io dico, politica chiedendo all'onorevole Lupo di fare un passo
indietro dalla Vicepresidenza perché questa storia non finirà qua è
giusto che lo diciamo, perché ha incancrenito i rapporti, e in più
invitiamo - ma noi presentiamo un emendamento - in virtù del
quale entrando nella norma che la data non sia anticipata al 30
giugno, ma rimanga al 31 luglio, come l'onorevole Ioppolo che mi
ha preceduto ha, giustamente e opportunamente, evidenziato.
Sulla scorta di queste vicende, e di queste riflessioni che ci
sentiamo di rassegnare al Parlamento tutto e anche ai
rappresentanti del Governo, noi speriamo che lo stesso partito
democratico che è il partito di maggioranza non sia di giorno
cortigiano del Presidente Crocetta e di notte invece brighi contro
il Presidente Crocetta, sentendo poi anche qualche solone' che in
questa Aula abbia argomentato argomenti che poi sono naufragati da
lì a poco.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori, come
forze di opposizione non possiamo non essere preoccupati per quello
che è successo ieri e, capo gruppo onorevole Gucciardi, anche per
quello che sta succedendo stamattina, qui c'è il rischio che
nemmeno questa mattina l'articolo 46 venga approvato perché il
numero dei deputati della maggioranza è così striminzito e
indifferente al problema, dal momento che la maggior parte di
quelli che si sono messi in aspettativa sono deputati della
maggioranza, però è chiaro che non possiamo lasciare le province
senza un'amministrazione, non possiamo assolutamente fare finta che
il problema non si pone.
Signor Presidente e assessore noi in maniera responsabile avevamo
chiesto a questo Governo, qualche giorno fa, di portare
all'approvazione di questa Assemblea solo l'articolo 46 perché
credo che allora vi fossero le condizioni per poterlo approvare,
proprio perché c'eravamo resi conto che c'era la finanziaria che
bussava alle porte e che c'era la necessità di andare anche a
coprire tutte le spese che le province devono affrontare e senza lo
strumento del bilancio e della finanziaria questa legge era priva
di alcun significato e valore: così non è stato, vi è stato questo
incaponimento, questa arroganza da parte della maggioranza che, ad
ogni costo, hanno voluto portare in Aula il provvedimento.
Oggi viene riscritto lo stralcio e il Governo fa un emendamento
spostando la data da luglio a giugno, noi intanto siamo contrari a
portare la data al 30 giugno per il semplice motivo che ci rendiamo
conto che una riforma così importante e significativa deve essere
discussa nuovamente in Commissione e deve essere affrontata con la
partecipazione di tutte le forze politiche presenti in Assemblea,
nessuna esclusa, e, quindi, di conseguenza credo che per più di un
mese saremo impegnati prima con la finanziaria e poi con la
discussione in Aula, cioè nelle Commissioni e quindi siamo a giugno
e si impone la necessità di arrivare sicuramente a luglio.
Quindi, sull'emendamento del Governo noi siamo contrari. Sul
disegno di legge è chiaro che non porremo ostacoli nel senso che
non voteremo contro, ci asterremo dalla votazione per dare
l'opportunità alla maggioranza, qualora esista, di potere approvare
il provvedimento.
Però signor Presidente le chiedo una cosa, la Commissione
bilancio' aveva rinviato all'Aula gli articoli 9,10, e 11 che
riguardano i compensi e i permessi dei consiglieri comunali, perché
ritenevamo, e anche lei era stato in questo senso, giusto che si
affrontasse in questa sede, non era possibile, assolutamente,
ritardare l'approvazione di questi articoli dopo gli scandali che
sono scoppiati, primo fra tutti nella mia città, Siracusa, di
conseguenza non potendosi approvare questi articoli entro il mese
di aprile, come noi ritenevamo fosse giusto, data la virulenza del
problema in cui per essere chiari questi consiglieri comunali
percepiscono, a fine mese, più dei deputati regionali e non stiamo
parlando dei consiglieri comunali di Catania o di Palermo, ma anche
di quelli della mia città che mettendo insieme gettone e rimborso
per l'attività che svolgono arrivano quasi a 5.500,00 al mese e
quindi è la somma che percepiamo noi deputati, sarebbe opportuno
che questo provvedimento venga rispedito in Commissione bilancio'
in modo tale che la Commissione lo possa apprezzare inserire in
finanziaria e lo possa approvare, sarebbe assurdo che questo
argomento - che ha attirato purtroppo l'attenzione di tutta la
stampa nazionale e anche di quella estera -, non venisse affrontato
da parte di questo Parlamento e si continuasse a perdere tempo su
questa vicenda.
Quindi, signor Presidente nell'annunciare il voto contrario
all'emendamento e l'astensione al disegno di legge proprio con
questo spirito di responsabilità che caratterizza il Nuovo Centro
Destra, le chiedo formalmente e ufficialmente di rinviare in
Commissione Bilancio' i tre articoli relativi alla cosiddetta
gettonopoli , in maniera tale che si possano reinserire nel
provvedimento presentato dal Governo e possa essere approvato dalla
Commissione Bilancio' e, quindi, approvato dall'Aula. Perché
questo è quello che chiedono i cittadini, questo è quello che
dobbiamo fare perché non dobbiamo allontanare sempre più i
cittadini dalla politica.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Bernadette Grasso,
ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo.
Noi ieri in Aula, subito dopo la bocciatura del disegno di legge,
abbiamo, con atto di responsabilità, affermato che eravamo
disposti, ieri sera stesso, a fermarci per consentire, appunto, che
venissero prorogati i commissari. E con lo stesso senso di
responsabilità, oggi, siamo qui proprio per consentire alla
maggioranza di approvare, appunto oggi, l'articolo 46 e, quindi, la
proroga.
Volevo rassegnare all'assessore ed ai componenti della I
Commissione una riflessione. Non possiamo sottacere e non possiamo
non tenere conto della situazione che si è venuta a creare ieri e
vorrei distinguere due ordini di motivi. Uno politico: non è
compito o una irresponsabilità dell'opposizione ma è un compito ed
una irresponsabilità della maggioranza ed, in particolare, del
Partito Democratico che, con arroganza, ha voluto portare in Aula
un disegno di legge che avrebbe mandato nel baratro la Sicilia. E
ringrazio quei colleghi che non sono franchi tiratori ma che ieri
hanno avuto un sussulto di responsabilità e di coscienza e che
hanno impedito questo disastro.
La riflessione è questa: il termine del 30 giugno, assessore, a
mio avviso va spostato e condivido quello che diceva l'onorevole
Ioppolo per tre ordini di motivi. La I Commissione ed il Governo
non hanno tenuto conto che in questo momento al Parlamento
nazionale, il Governo nazionale, sta approvando un disegno di legge
di riforma costituzionale, già approvato alla Camera ed ora in
esame al Senato. Questo disegno di legge di riforma costituzionale
prevede l'abolizione delle province. Allora mi chiedo: è vero che
gli articoli 14 e 15 dello Statuto contemplano i liberi consorzi
ma, assessore, ricordo a me stessa ed a tutti voi che la legge
regionale del 1986 si è adeguata alla legge nazionale e, quindi, ha
stabilito, ha adeguato, anche in qualche maniera, ha corretto lo
Statuto mai attuato: i liberi consorzi sono denominate province.
Ed, allora, che senso ha oggi approvare un disegno di legge prima
ancora che la legge venga approvata dal Governo nazionale la legge
di riforma costituzionale? tutti sappiamo che la successiva legge,
che è una legge costituzionale di pari rango, così come lo è lo
Statuto siciliano, abroga o sopprime quella dello Statuto. Quindi,
poi, dovremmo adeguarci.
Allora, siccome oggi noi parleremo e dobbiamo dare attuazione,
perché così vuole anche la norma costituzionale che è una norma che
si ispira ai principi economici, sociali, tanto decantati dalla
Corte Costituzionale, noi dovremmo prevedere il riassetto
territoriale secondo quanto previsto dal nostro Statuto che possa
essere coerente con le altre regioni, con le norme che si
approveranno nelle altre regioni d'Italia. Perché è ovvio che la
Delrio è una norma transitoria, in attesa dell'approvazione della
riforma costituzionale. Per cui il 30 giugno noi faremmo ancora,
secondo me, un altro disegno di legge non armonico.
L'invito è, quindi, che ci sia una riflessione per lavorare
insieme a quello che sta prevedendo il Governo nazionale. Non serve
avere una legge a tutti i costi quando è una legge che poi
determina la rovina che avrebbe determinato, quella che ieri, se
fosse andata avanti, l'Aula avrebbe approvato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Stamattina
la rassegna stampa era piena di messaggi che il Presidente della
Regione si è sentito di conferire a tutte le testate giornalistiche
in modo che tutti i siciliani potessero sapere, secondo il suo
punto di vista, cosa è successo ieri, appellando come
irresponsabili le opposizioni.
Bene, io inviterei il Presidente, se fosse qui e da dove si trova,
a vedere cosa c'è in questo momento in Aula. Abbiamo un'opposizione
compatta, presente, a testimonianza del fatto che vuole dare la
possibilità a questo moribondo, che in questo momento mi sembra si
raffiguri così la maggioranza e questo Governo moribondi, di avere
un sussulto e potere votare la proroga dei commissari.
Ma mi sembra, facendo un conto così, a occhio e croce, che i
numeri siano davvero sul filo del rasoio, e questo a testimonianza
che come ieri, anche oggi, questi signori non si scomodano neppure
a venire qui in Aula.
Questo potrebbe comportare un rischio, una confusione vera e
propria, ancora di più, ancora più forte per i cittadini, per i
dipendenti delle Province. Mi chiedo se guardando a quest'Aula non
ci sia lo specchio, la cartina di tornasole di quello che sta
succedendo.
Lei poco fa signor Presidente ha tenuto - nonostante i momenti
così concitati che si stanno vivendo - a fare un minuto di pausa,
una riflessione su un importante rappresentante della politica
siciliana. Ricordandoci l'aneddoto di quando fu eletto Presidente
della Regione per poche ore, e vi rinunciò con senso di
responsabilità, perché si rese conto che chi lo aveva eletto non
rappresentava una maggioranza e una stabilità per dare una
governance a questa Regione, e quindi rinunciò all'importantissima
e prestigiosissima carica conferitagli poche ore prima perché
ritenne di non poter essere una risposta per la nostra Regione.
Bene, io invito il Presidente Crocetta a riflettere se forse non
si siano determinate le condizioni perché anche lui molli in questa
situazione di ingovernabilità che ciclicamente, periodicamente si
ripropone, e a cui nessun rimpasto di assessori e nessuna poltrona
a livello periferico possono dare risposta. La risposta è quello
che succede qui in Aula, la maggioranza non c'è.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Speravo che stamattina iniziassimo la seduta con un annunzio di
dimissioni da parte del Capogruppo del PD, onorevole Gucciardi.
Mi dispiace per l'assenza dell'onorevole Cracolici, ma anche lui
se dava un segnale di cambio della politica a dimettersi dopo
questo grave provvedimento bocciato.
Penso che l'assessore, che è ancora in tempo, si dimetta, per
tutto il tempo che lui ha passato a un pessimo, pessimo,
provvedimento di soppressione delle province.
Non è arrivato questo segnale, signor Presidente, e me ne dolgo,
perché significa che la politica ancora non diventa con la P
maiuscola, perché sono attaccati agli incarichi, alle poltrone.
Onorevole Turano mi faccia finire.
Poi, per quello che dirò, sembrerà che io sia tornato ad avere un
rapporto idilliaco col Presidente. Io la ringrazio Presidente per
il suo atteggiamento avuto ieri riguardo l'inizio della discussione
su questo disegno di legge. La ringrazio perché qua, così come l'ho
rimproverata e me ne sono lamentato per come lei ha condotto l'Aula
circa la richiesta di rinvio in commissione del disegno di legge
sulle province facendo parlare tutto il mondo fino a quando sono
arrivati tutti i componenti della maggioranza, oggi vedo che lei
non lo fa.
La maggioranza è assente. Come mai non fa l'appello signor
Presidente? Perché non invita tutti i capigruppo della maggioranza
a richiamare tutti i soldati, i militari a venire a votare la
proroga dei commissari? Se non è per la minoranza lei sa che
quest'Aula non cammina. Mi auguro un sussulto di orgoglio da parte
dell'assessore alla funzione pubblica che alla fine dirà mi dimetto
dall'incarico perché è un illustre magistrato e dopo una sconfitta
di questo genere faccia vedere che è diverso dai politici di oggi
che non meritiamo questo incarico assessore Leotta.
L'intervento del collega Vinciullo, signor Presidente, lo stesso
invito lo faccio a lei, dia un segnale di responsabilità così come
questa responsabilità ce la chiedete sempre all'opposizione.
Rimetta in finanziaria il problema legato ai consigli comunali,
agli assessori e alle circoscrizioni. Diamolo questo segnale Non
si faccia convincere da vecchi politici che hanno bisogno dei
consiglieri di circoscrizione per cercarsi i voti.
Lo faccia questo intervento e lo faccia qua in Aula
PRESIDENTE. Grazie onorevole Greco. Io prendo spunto dal suo
intervento e da quello dell'onorevole Vinciullo e preannuncio che
con disegno di legge autonomo ma che verrà messo ai voti a seguire
la finanziaria ma che tratteremo adesso perché è solo una norma da
fare, si ritornerà immediatamente in Aula a discutere della
questione dei consiglieri comunali.
Onorevole Milazzo, poi lei può votare contro o a favore ma il
problema realisticamente, ognuno ha le proprie opinioni, deve
essere affrontato perché non può passare all'esterno - lo dico
anche per quelli che, certamente per altre ragioni, ieri hanno
votato contro - non era per bloccare la riforma sull'assetto dei
consigli comunali e lo status degli amministratori per cui ben
venga l'invito che mi è stato rivolto da più parlamentari ma già
ieri avevo detto, anche immaginando un percorso pure oggi d'Aula,
di poterlo abbinare a questo disegno di legge, ma è chiaro che
aggraviamo il procedimento.
Siccome penso che ci sia univocità di intenti, quello di allineare
le indennità di amministratore a quelle del resto d'Italia, non c'è
motivo di differenziazione, però lo facciamo con un disegno di
legge autonomo in accompagnamento alla finanziaria, non dal primo
maggio, da votare entro il 30 aprile. Su questo mi faccio promotore
con una norma specifica, poi l'Aula è sovrana, può votarla o meno,
è un altro tipo di ragionamento.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio
su questa norma devo intervenire. Quando si parlerà di consigli
comunali poi si parlerà di quello che ognuno di noi vorrà fare in
termini di modifiche.
Io Signor Presidente mi rivolgo al capo gruppo della maggioranza,
all'onorevole Gucciardi, ma è possibile che da questa parte c'è un
dibattito molto sentito e il senso di responsabilità è alto perché
ci si pone il problema del rischio - onorevole Gucciardi lei fa
così e lo devono vedere gli altri quello che fa lei perché gli
altri si devono rendono conto - è possibile che noi ci poniamo il
problema se questa norma fosse respinta e il Presidente della
Regione e l'onorevole Cracolici non sono in Aula?
Ma insomma è la norma delle minoranze? E' la norma del
Parlamento? No perché non l'avete condivisa con il Parlamento, è la
norma della maggioranza, ma almeno un poco di immagine diremmo al
mio paese un po' di presa in giro venire qua il Presidente della
Regione e dire: Signori del Parlamento, onorevoli, ci vuole senso
di responsabilità questa norma deve essere approvata e allora tutti
noi presi dal senso di responsabilità e che facciamo i legislatori
non ci potremmo tirare indietro.
Io le dico signor Presidente sono stato invitato ad esprimermi su
due mozioni di sfiducia, ieri ho respinto una norma perché non
condivisa con le minoranze, se fosse per me ognuno deve avere la
capacità e il coraggio di dire quello che pensa, se fosse per me
io boccerei questa norma e voterò contro perché l'elezioni vanno
date, c'è un'arroganza strisciante in questo Parlamento perché se
ci fosse tutta la maggioranza al completo allora ci si porrebbe il
problema, non puoi fare il blitz di fronte a una serie di
emergenze, ma di fronte al fatto che la maggioranza non è al
completo grazie a coloro i quali per senso di responsabilità ci
sono nella maggioranza, gli faccio gli auguri di buon lavoro
onorano il proprio mandato però ognuno di noi rappresenta una parte
politica perché il problema deve essere delle minoranze oggi?
Perché sono stato chiamato ad esprimermi su due mozioni di sfiducia
e oggi devo fare la stampella? Si pone il problema?
Benissimo, chi ha creato il problema abrogando le province senza
sapere dove andava a parare oggi si esce la terra dal fosse
zappando e dicendo ai siciliani: siccome ho avuto una strategia
strampalata confusionaria sena sapere dove dovevo andare a parare,
oggi le conseguenze sono queste .
RINALDI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo comunicare
ai colleghi che ho presentato un sub emendamento che prevede la non
riconferma degli attuali Commissari ma solo per coloro che hanno
già svolto il compito per dodici mesi.
Io mi rimetto chiaramente alla volontà dell'Aula, non è un
emendamento presentato rispetto a ciò che è accaduto ieri sia anche
lo stralcio che sta venendo oggi in Aula ma è un emendamento per
evitare che anche a giugno così come prevede questa proroga
dovessimo ritrovare nuovamente a presentare un ulteriore sub
emendamento per prorogare i termini dei commissari.
Quindi chiedo ai colleghi non è un emendamento presentato contro
la volontà che già si è espressa, ma soltanto per evitare che i
Commissari che hanno amministrato l'ex province che hanno superato
più di dodici mesi e che hanno svolto anche il loro compito direi
non in maniera perfetta di evitare che continuano a sperperare e a
governare così come hanno fatto adesso
Pertanto, quindi mi rimetto alla volontà dei colleghi per
l'approvazione di questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, alcune brevi riflessioni: noi
forse non ci rendiamo conto che siamo in una situazione di
emergenza, emergenza oserei dire istituzionale, io vi prego di non
aggravare il procedimento già di per sé complesso e tortuoso e di
questo ringrazio l'Aula che ieri ha aderito alla richiesta che ha
formulato questa Presidenza di fare lo stralcio, per cui ripeto non
aggraviamo il procedimento con subemendamenti che aggraverebbero il
procedimento e comunque, per forza di cose li dovrei dichiarare
inammissibili, quindi invito a chi ha presentato subemendamenti o
intende presentarli di non presentarli perché comunque saranno
dichiarati inammissibili.
Sono stati sviluppati diversi ragionamenti da parte di più
deputati facendo riferimento a questioni di maggioranza e di
opposizione, non la poniamo in questi termini la questione,
onorevoli colleghi, non è una questione di maggioranza e di
opposizione, anche l'intervento dell'onorevole Milazzo che faceva
appello anche a deputati autorevoli assenti, non è questo il senso,
questa è una iniziativa che non parte dal Governo e chiaramente è
condivisa dal Governo perché l'ha sottoscritta ma parte da
quest'Aula.
Faccio appello ai parlamentari di ogni Gruppo, maggioranza e
opposizione, noi dobbiamo comunque garantire continuità perché ho
sentito dire cose, sono state peraltro pure scritte che si andrebbe
al voto nelle province, non è assolutamente così, sarebbe il caos
generale per cui è chiaro che c'è un problema di tenuta
istituzionale, ragioniamo come Parlamento, come organismo e
Istituzione altra rispetto al Governo nel quale siamo tutti
coinvolti, non è la questione di una parte politica come un'altra,
le questioni li affronteremo una volta che verrà in Aula e
ritornerà in Aula, peraltro non è stato stralciato il disegno di
legge sulle province, per cui mi permetto non tanto sommessamente,
consentitemi di dirlo, vi invito ad un momento di riflessione,
evitiamo voti contrari, evitiamo astensioni in questo momento
perché realisticamente non garantiscono la funzionalità
dell'Istituzione province con le grosse difficoltà che ci sono:
Se ieri non c'è stata opposizione rispetto alla richiesta di
questa Presidenza di fare uno stralcio e garantire la proroga poi
possiamo pure discutere, posso pure condividere se è 30 giugno o 31
luglio, per carità, ognuno può avere posizioni differenti però
evitiamo di aggravare, ripeto, il procedimento più di quello che è
stato fatto fino adesso.
È iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, devo
dire che il mio intervento diventa più complicato dopo avere
ascoltato l'appello del Presidente dell'Assemblea, però io non
posso esimermi dallo svolgere un minimo di ragionamento su quello
che è accaduto ieri ma anche nelle ultime settimane in questo
Parlamento. Presidente, al netto delle differenti posizioni che il
centrodestra ha assunto su alcuni temi importanti rispetto al
Movimento Cinque Stelle, credo di poter dire senza atema di
smentita che l'opposizione tutta ha sempre dimostrato senso di
responsabilità e vorrebbe farlo anche oggi.
Però vede, Presidente, oggi mi sarei aspettato, e non sono
personalismi Presidente Ardizzone, che dopo lo scivolone di ieri,
che dopo il disastro di ieri, il condottiero, il nocchiero, il
capitano, il Presidente Crocetta fosse presente in Aula. Mi sarei
aspettato oggi che dopo averci messo la faccia, l'onorevole
Cracolici oggi fosse in Aula.
Mi sarei aspettato da parte del centro sinistra, da parte del PD,
da parte dell'UDC un atteggiamento diverso rispetto a quello
utilizzato da qualche collega mentre parlava l'onorevole Milazzo.
Mi sarei aspettato soprattutto, signor Presidente, che oltre al suo
appello, vi fosse da parte del centro sinistra un maggiore senso
delle istituzioni. Non ci potete di essere responsabili e poi
prendervi tutto, anche quello che non vi spetta, come la vice
presidenza dell'Assemblea regionale. E' una vergogna, non ci
possiamo stare.
Non ci possiamo stare, Presidente. Di quale responsabilità
parlate? Quando c'è da prendere prendete e quando c'è da chiedere
fate appello al senso di responsabilità?
Allora Presidente, allora signori Presidenti dei gruppi
parlamentari della maggioranza. In questo momento in Aula voi siete
meno di noi. Se in questo momento si votasse in Aula, qualsiasi
iniziativa della maggioranza PD-UDC e del Governo Crocetta, sarebbe
battuta.
Allora, Presidente Ardizzone, con tutti il senso di responsabilità
del caso cominciamo col dichiarare inammissibili se non verranno
ritirati tutti gli emendamenti e tutti i sub-emendamenti che sono
stati presentati a partire da quelli del Governo. Possiamo valutare
di rimanere in Aula soltanto nel caso in cui si riparta dal testo
base.
Dopo di che, Presidente, nessuno ci può chiedere di votare
favorevolmente le proposte del Governo e della maggioranza,
altrimenti la gente veramente finisce per confondersi e per non
capire più niente. Presidente auspichiamo che lei sia sempre di
garanzia, però partiamo dal passaggio corretto, se la maggioranza
ha il numero legale ne prendiamo atto e restiamo in Aula,
altrimenti Presidente Ardizzone sospenda la seduta perché noi non
siamo mai stati stampella di nessuno e meno che mai saremo oggi
stampella di Crocetta e del PD.
(applausi dai banchi dell'opposizione)
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro per quanto riguarda l'invito
all'inammissibilità degli emendamenti già ho preannunciato. Il
Governo non lo può ritirare perché in effetti sostituisce
l'articolo dell'articolo 46 che era collegato all'entrata in vigore
di una legge che in atto non c'è, quindi lo adegua.
Rendo ammissibile solo l'emendamento dell'onorevole Falcone che
posticipa dal 30 giugno al 31 luglio, e su questo vota l'Aula,
questo è il dato, come sub emendamento all'emendamento del Governo
perché il Governo non lo può ritirare l'emendamento né io lo posso
dichiarare inammissibile.
RINALDI. Mi spieghi perché è inammissibile.
PRESIDENTE. E' inammissibile perché aggrava il procedimento e
perché in contrasto con l'articolo 145 dell'ordinamento degli Enti
locali, perché se da un lato dico che l'Assessore nomina in base
all'articolo 145 dell'ordinamento degli Enti locali, non posso dire
si però va a fare la verifica, devono avere più o meno di dodici
è inammissibile.
RINALDI. Si deve guardare l'articolo 145.
PRESIDENTE. Va bene, avevo fatto un appello per non arrivare con
subemendamenti.
SAMMARTINO. Lei deve fare parlare i colleghi, Presidente.
PRESIDENTE. Se lei ha qualcosa da dire si iscriva.
SAMMARTINO. Lei parla nel ruolo istituzionale?
PRESIDENTE. Cerchi di fare approvare il disegno di legge, non vede
che non è nelle condizioni per gridare, onorevole Sammartino.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.
Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ci
siano momenti nella vita delle amministrazioni pubbliche e
rappresentative nelle quali il senso delle istituzioni che, più
volte è stato richiamato da questa tribuna, dovrebbe prevalere su
qualsiasi schieramento e persino sul merito dei provvedimenti che
sono in discussione al Parlamento.
Credo che quello che serve, in momenti come questo, è tenere alto
il profilo dell'istituzione parlamentare regionale.
Certamente la propaganda in momenti come questo, fa la sua parte,
dannosissima, però ci sta, fa parte anche questo della dialettica
anche forte, delle contrapposizioni, anche dure, tra posizioni
politiche.
Credo che torti e ragioni, in qualsiasi percorso umano, anche per
quelli sacri, dal punto di vista istituzionale di un parlamento
come questo, ci stanno, ma torti e ragioni non stanno mai da una
parte sola.
Siccome questo è un momento particolarmente delicato e complesso
che riguarda il merito, anzi la mancata approvazione, per quello
che è accaduto ieri, di norme che attengono alla disciplina delle
autonomie locali, sulle quali è legittimo, ci può essere la
contrapposizione più dura, le idee più diverse, ma se tutte
espresse nell'assoluta buona fede, fanno parte del legittimo e
dell'indispensabile - Presidente Musumeci - dialettica democratica
che, in un'istituzione parlamentare ci deve essere a salvaguardia
delle istituzioni.
Devo dire e con grande rispetto, per le posizioni di ognuno, che
non ho compreso, i Gruppi parlamentari i cui rispettivi partiti,
hanno nei loro programmi, l'abolizione delle province e sono
presenti Gruppi parlamentari in quest'Aula, alla stessa maniera
come legittimamente e a testa alta e con grande dignità, altri,
hanno fatto battaglie contro il merito della proposta che è uscita
fuori dalla I Commissione legislativa permanente. Alla stessa
maniera dico che è davvero incomprensibile, come alcune forze
parlamentari presenti in quest'Aula, rinneghino i punti
programmatici dei propri rispettivi partiti, e ripeto lo dico, con
grande rispetto e con grande onestà intellettuale.
Tuttavia dopo il vulnus di ieri che, certamente rischia di
determinare problemi gravi, rispetto per esempio ai dipendenti
delle province, rispetto alle dotazioni finanziarie, alla
regolazione dei rapporti finanziari nella materia delle ex province
tra la Regione e lo Stato; di fronte a questo, oggi credo che
questo Parlamento, non possa avere una parte contrapposta
all'altra.
Questo Parlamento ha il dovere al di là delle posizioni e con le
difficoltà che ci sono e che, peraltro ho manifestato pubblicamente
in comunicati stampa ufficiali di chi vi parla, ieri cioè di
problematiche che attengono, evidentemente la tenuta della
maggioranza, nonostante tutto questo, faccio appello a questo
Parlamento e come ho detto altre volte alla grande dignità che i
singoli componenti di quest'Assemblea esprimono e hanno espresso
nell'espletamento delle loro funzioni democratiche, faccio appello
a quest'Assemblea davvero con grande consapevolezza di poter
ottenere una risposta netta, seria di votare questa norma che
consentirà certezza ad istituzioni territoriali come sono i liberi
consorzi comunali e le città metropolitane o le ex province come
volete voi.
E' indispensabile perché lasciare ai commissari ad acta che non
hanno né la rappresentanza legale, né la potestà perché
l'ordinamento così indica, neppure dotare questi enti dei loro
strumenti finanziari indispensabili. Credo che è una responsabilità
che questa Assemblea non possa assolutamente assumersi. Per questa
ragione al di là delle posizioni, degli schieramenti, sento il
dovere da parlamentare, innanzitutto, da componente di questa
Istituzione parlamentare, di appellarmi al senso delle istituzioni,
ancor prima del senso di responsabilità dei deputati di questa
Assemblea perché si possa da domani ragionare e la volontà della
maggioranza e comunque la volontà del Partito Democratico è quella
di riaprire il ragionamento con le forze politiche presenti in
questo Parlamento, consapevoli come siamo che le regole si scrivono
insieme, soprattutto, le regole che attengono alle istituzioni
pubbliche rappresentative.
PRESIDENTE. Dopo l'appello dell'onorevole Gucciardi, gli altri
iscritti a parlare sono gli onorevoli Musumeci, Lentini, Sorbello,
Siragusa, Ragusa e Fontana, ma sospenderei per dieci minuti i
lavori d'Aula.
MUSUMECI. Questa è mancanza di rispetto verso il Parlamento.
Questa è la verità.
(L'onorevole Musumeci si allontana dall'Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, ho bisogno di sentire i presidenti
dei gruppi parlamentari su questa vicenda.
Sospendo per dieci minuti. Alle 13,45 sarò, comunque, in Aula.
Invito solo ed esclusivamente i presidenti dei gruppi parlamentari,
in assenza dei quali, un solo componente di gruppo nel mio ufficio.
(la seduta, sospesa alle ore 13,28, è ripresa alle ore 14.07)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare gli onorevoli
Musumeci, Lentini, Sorbello, Siragusa, Ragusa e Fontana. Si
iscrivono in questo momento gli onorevoli Forzese e Figuccia.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Forzese.
FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi fa davvero
piacere che, dopo una lunga fila di nomi iscritti a parlare, il
Presidente mi dia l'opportunità per ciò che concerne la sospensione
legata ai lavori d'Aula.
A mio modo di vedere, caro Presidente, lo dico anche al Governo,
ho la preoccupazione che qui qualcuno non avverte, se non come
dire, il comportamento di taluni leader di questa Regione, se
nonché di esponenti politici anche nazionali, che qualcuno intende
far saltare il banco, cioè tentando di utilizzare, anche se non ho,
come dire, la caratteristica di parlare con questi toni, ma ho la
preoccupazione, egregio Presidente, che qualcuno - parlo di
esponenti politici nazionali - utilizzando il nome anche
dell'attuale Presidente del Consiglio, cioè Renzi, non avverte che
così facendo si fa del male ai siciliani.
Pertanto, il mio invito è quello di chiamare responsabilmente i
colleghi tentando di non mettere fuori quella demagogia,
sostenendo, come dire, attraverso proprie dichiarazioni, cercando
di volere aiutare il Governo, ma a mio modo di vedere si tenta di
utilizzare dei meccanismi perversi, maldestri, cercando poi di
riuscire a far saltare il banco, cioè significa portare a questo
Governo le dimissioni, non capendo che oggi non ci sono le
condizioni.
Pertanto, l'invito che faccio al Presidente dell'Aula, così come
ha sempre fatto con rigore, con capacità, con professionalità, di
condurre i lavori d'Aula affinché si possa arrivare a questo voto
per dare questa ulteriore opportunità al Governo, ma che nessuno
possa fare della demagogia utilizzando nomi di leader nazionali per
poi non arrivare a nulla se non creando disagio, creando
praticamente qualcosa di serio nei confronti del popolo siciliano,
grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fontana. Ne ha
facoltà.
FONTANA. Ritiro la mia iscrizione a parlare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le riforme non sono
solo un modo di dire, le riforme si fanno e si crede in quello che
si fa, noi, oggi, stiamo affrontando un argomento importante che
sono le riforme delle province, andiamo incontro ai liberi
consorzi.
Si possono trattare in mille modi questi argomenti, ma uno è
essenziale e penso che ognuno di noi debba assumersi le sue
responsabilità rispetto ad un certo tipo di percorso. Se, ormai, la
legge è stata incardinata, non si può fare altro che continuare in
questo senso, approvando e deliberando, stamattina, quello che il
Governo ha presentato.
Un riferimento particolare va fatto al lavoro dell'assessore
Leotta che ha partecipato a questo intenso lavoro mettendoci molto
del suo impegno, molto della sua professionalità, molto del suo
amore e cultura per la sua Terra e ha affrontato con piglio deciso
e intelligente, fornendo a noi tutti deputati una opportunità che è
quella di proseguire per il nostro cammino, votando stamattina
l'emendamento presentatoci, per fare sì che le province vengano
ancora governate con i commissari per poi affrontare, più avanti in
modo più sereno, quelle che possono essere le definitive
organizzazioni delle ex province.
Pertanto, signor Presidente, annuncio il nostro voto favorevole a
quanto presentato dal Governo regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo precisare
che oggi, quest'Aula, si accinge a votare la conferma dei
commissari e devo ricordare che ad oggi i commissari nominati nelle
ex province stanno sanando i conti delle province, perché
finalmente i dirigenti della pubblica amministrazione regionale si
sono impegnati, con il Governo, affinché si possano presentare i
bilanci della province in ottime condizioni.
Oggi mi rivolgo al centro destra, ma la questione importante che
oggi deve sposare il centro destra, non è tanto il voto di oggi per
la proroga dei commissari; la legge è fatta di tanti articoli, se
loro vogliono fare valere alcune ragioni, che hanno manifestato
all'interno della proposta di legge in questi giorni, nei lavori di
commissione, lo possono fare senz'altro, anche portando avanti un
ragionamento serio, ma questa di oggi è veramente una situazione
inaccettabile e lo è perché oggi, in questo momento, per tanti
motivi, molti colleghi della maggioranza hanno già, da diverso
tempo, preso impegni fuori Palermo e non è giusto approfittare di
questa legge per cercare di sabotare un percorso politico che
ritengo inopportuno in questo momento, tenendo presente che, con la
legge n. 8 del 2014, ormai, questo Parlamento, di fatto, ha
annullato, ha chiuso con le ex province.
Se oggi veramente, vogliamo fare un ragionamento di disfatta per
quanto riguarda un disegno di legge presentato dalla maggioranza,
si assumano la responsabilità. Oggi l'assessore, la maggioranza
chiede di votare semplicemente la proroga dei commissari, affinché
ci si possa preparare in queste settimane, possibilmente per
predisporre un documento ancora più forte, all'interno di questa
proposta anche con qualche riscrittura, affinché possa essere
condivisa fra il centro destra e il centro sinistra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sorbello. Ne ha
facoltà.
SORBELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
registriamo oggi e consolidiamo quello che è un vecchio detto dei
saggi che ci hanno insegnato queste parole e queste frasi
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Scusate, se avete bisogno di un'ulteriore sospensione
per raccordarvi.
GRECO GIOVANNI. Dobbiamo votare.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, c'è un collega che sta parlando e non
può intervenire in questa confusione.
SORBELLO. Sospendiamo ad oltranza.
Sostanzialmente volevo dire che c'è un tempo per tutto e questa
Assemblea è stata il luogo dove si sono registrate diverse battute,
per andare dagli inizi degli anni 2000 ad oggi, e cioè dal tempo
dello sperpero, che approfondiremo nel momento dell'esame del
bilancio, dello sperpero delle finanze di questa Regione. Poi c'è
stato un tempo, quello dei proclami, con l'avvento di questa nuova
legislatura, c'è stato l'avvento delle nomine degli amici degli
amici, delle segretarie e c'è stato il tempo di quello che è stato
il turn over dei diversi governi che si sono succeduti.
Ora assistete a quanto è successo ieri, i franchi tiratori. Chi
sono i franchi tiratori? Molto probabilmente i franchi tiratori
sono coloro che hanno beneficiato delle nomine di questi commissari
nelle varie province, perché torna comodo avere i commissari nelle
varie province per le varie nomine, non ultimo i revisori dei
conti, tutti i dirigenti, le posizioni nelle varie istituzioni
provinciali. A cosa mi riferisco? Di molti, di coloro che forse non
erano presenti in Aula, sono coloro che sono stati beneficiati, i
cambi di casacca.
Non si può parlare. Signor Presidente, rinuncio, intervengo dopo.
La pregherei di sospendere l'Aula in queste condizioni è
irriguardoso verso chi parla.
PRESIDENTE. Onorevole Sorbello, prego vada avanti.
SORBELLO. Ripeto, è finito il tempo delle nomine e dei cambi di
casacca e che non si può portare a casa il bottino. Ci sono stati
degli oratori che mi hanno preceduto che puntavano il dito sulla
votazione di ieri.
La votazione era scontata poiché non si può forzare la mano su una
norma che ancora non prevede nessuna risorsa all'orizzonte per
quanto riguarda queste istituzioni che assegna solo compiti e non
c'è un lume e uno spiraglio di risorse a disposizione.
Il mio rammarico qual è? Il mio rammarico è che su tutta questa
vicenda, coloro che soffrono - e qui dentro non c'è la
responsabilità in questa Aula, ancora non trovo la responsabilità
né da parte del Governo né da parte di questa Assemblea, di molti
della sua grande maggioranza di questa Assemblea - riguarda il
futuro di seimila dipendenti delle Province che aspettano una
risposta, che hanno un futuro molto grigio se non nero e noi ancora
oggi continuiamo sull'emendamento dell'onorevole Rinaldi, io
aggiungerei che non si può nominare un commissario a part time, a
part time del part time.
Non si può nominare un commissario che si reca alla Provincia, cui
è stato nominato, una volta alla settimana per due ore. Io ritengo
che nessuno amministratore è in grado di seguire nemmeno la posta
in entrata recandosi per due ore la settimana presso quella
istituzione.
Considerato che questo pastrocchio va avanti da circa due anni,
ritengo che sarebbe opportuno andare ad una soluzione, che sarà
subito dopo il bilancio, vedremo, oggi purtroppo non abbiamo altro
che votare questo disegno di legge, magari con il subemendamento
proposto al 31 luglio, ma che sostanzialmente non da una serenità
né ai dipendenti né alle questioni legate alle competenze delle
Province.
Qual è il mio auspicio e la mia proposta? Quella di rivedere le
nomine dei commissari delle nove Province, anche per dare una
risposta, vedete la risposta ai franchi tiratori di ieri a coloro
che erano assenti in questa Aula, perché i beneficiari di queste
nomine sicuramente vogliono continuare a gestire il potere tramite
nomine e senza elezioni.
Allora oggi si sta continuando nelle nove Province a gestire il
potere in maniera personale e chi vi parla è uno che non ha avuto
niente di qua dentro, io forse sono uno dei pochi che non ha avuto
niente e ve lo dico con il cuore in mano, molti di quelli che hanno
cambiato casacca in questo Parlamento hanno avuto nomine ad iosa di
parenti, di amici e amici degli amici.
Allora dobbiamo smetterla con questo giro di giostra.
La nomina dei commissari deve essere rivista.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare gli
onorevoli Musumeci, Figuccia ed il Presidente Crocetta.
Con il permesso dell'onorevole Musumeci e dell'onorevole Figuccia
darei la parola al Presidente della Regione e poi se intendono
intervenire successivamente i colleghi chiaramente hanno il diritto
di farlo.
Presidente Crocetta ha facoltà di intervenire.
CROCETTA, Presidente della regione. Onorevole Presidente,
onorevoli deputati, io ho avuto l'incontro con la stampa poco fa ed
ho detto che le riforme istituzionali non si fanno da soli e
continuo a pensarla in questo modo, non può essere un tema della
maggioranza, non lo è a Roma, non capisco perché lo debba essere a
Palermo.
Il Presidente Renzi, sull'Italicum, si è posto il problema di
collaborare col Nuovo Centro Destra e con altre forze di centro, ma
anche con la stessa Forza Italia, e più volte ha aperto ai
grillini.
Voglio ricordare che se questa legge è stata approvata la prima
volta, è stato grazie anche al fatto che insieme alla maggioranza,
e non tutta, anche perché sfilacciamenti sulle questioni
istituzionali avvengono fisiologicamente, lo si è dovuto anche
all'apporto importante dei grillini.
Ora io vorrei cominciare a ragionare su una questione: per quali
ragioni allora, forse pure il centro destra, non votarono quella
norma? Unicamente sulla questione elettiva, quella che riguarda la
questione dell'elezione del Presidente, del consigliere e degli
organi che in questa legge è prevista con elezione di secondo
grado.
Oggi però c'è un tema. La legge nazionale, che non è una legge di
carattere elettorale, e quindi noi non possiamo fare a meno di non
attuare, impedisce questa prospettiva, cioè impedisce che ci sia
l'elezione diretta dei Presidente.
GRASSO. Non è così.
CROCETTA, Presidente della regione. No, lo impedisce per ragioni
finanziarie, tanto è vero che fa parte persino del contenzioso sul
debito, fa parte persino del contenzioso del credito col Governo
nazionale, perché è considerata una norma di spending review, che
abbatte i costi della politica.
Pensare poi che in un assetto istituzionale, in cui tutte le
regioni italiane fanno questo, noi dovremmo essere l'unica regione
italiana che non lo fa, capite bene che pone problemi, che creano
un incidente istituzionale non indifferente, di contrasto, a meno
che la Sicilia non voglia agire sola e isolata dal mondo.
Tra l'altro non è stato ammesso l'emendamento e non sono stato io
a non ammetterlo, per essere chiari, in Commissione è stato
considerato inammissibile perché la norma Delrio' viene
considerata norma di riduzione dei costi della politica, quindi non
assetto che riguarda il modo di funzionamento.
È inutile porsi rispetto ad una questione, ci sono le altre
questioni, capisco tutte le difficoltà che ci sono, rispetto a
ridisegnare enti che non esistono, noi abbiamo l'idea delle
vecchie province, è chiaro che lo schema più facile è quello di
copiarle e di adottarle così come sono.
Abbiamo il tema della costituzione delle città metropolitane e
diciamo che magari il Comune di Castel di Lucio fa parte dell'area
metropolitana di Messina, ma questa è una scelta.
GRECO GIOVANNI. E in Sicilia se ne fanno 3?
CROCETTA, Presidente della regione. E lo so, ma si può fare un
discorso sereno, per cortesia, tra l'altro non sa neanche quello
che devo dire e già fa la polemica.
Dicevo, questa è una scelta del Parlamento, il Governo non è
affezionato ad una tesi piuttosto che ad un'altra, noi abbiamo il
problema di ridurre i costi, il tema che abbiamo tutti quanti è di
evitare le duplicazioni nella pubblica amministrazione, evitando la
ripetizione inutile di procedure che si incardinano nelle
valutazioni delle province, nelle valutazioni della regione, nelle
valutazioni dei comuni.
Questo porta ad un modello di semplificazione amministrativa che
incrementa lo sviluppo, quindi, dobbiamo approfittare, non per
cristallizzare lo stato esistente delle cose.
Io capisco anche, ve lo debbo dire, una parte di preoccupazione
che c'è nel Movimento Cinque Stelle quando dicono: non è che le
province noi le dobbiamo caricare ulteriormente, potenziarle, nel
nome di fare liberi consorzi . Perché, altrimenti, si dice: perché
la stiamo facendo la norma?
Allora, quello che noi, tutti quanti, dobbiamo invece valutare è
una cosa: modalità di elezione, vale a dire il sistema di scelta
del sindaco della città metropolitana, può essere automaticamente
il sindaco dell'area metropolitana mentre nel caso dei liberi
consorzi questo viene eletto dagli altri sindaci e dai consigli
comunali? Io sono molto laico Ve lo dico e non mi approccio,
rispetto a questo problema, con uno schema, perché ritengo che, in
questi casi, la verità non ce l'abbia nessuno, perché è anche vero
che può essere che è il sindaco di un piccolo comune a fare il
sindaco dell'area metropolitana? Però il tema che si pone è: può
essere che uno che è stato eletto da una parte della popolazione
ad interpretare soltanto i bisogni di tutta la popolazione? Attiene
anche alla questione della democrazia formale e sostanziale.
Quindi, questi due principi dovranno poter trovare una
rappresentazione. C'è chi aveva pensato, l'assessore per esempio,
al voto ponderato per rendere possibile questo. Non piace?
Discutiamone Nessuno è affezionato ad una tesi. Il tema è, quindi
rivedere i meccanismi. Lo Statuto siciliano e, quindi, la
Costituzione italiana, prevede che in Sicilia non ci siano altri
enti intermedi che non siano i liberi consorzi dei comuni. Tanto è
vero che, l'altra volta, nel modulare le città metropolitane questo
fu anche una cosa che venne condivisa, oltre che dalla maggioranza,
anche dal Movimento Cinque Stelle, che ce lo poneva pure come
problema, c'era il tema di vedere come andava definita la
struttura della città metropolitana, proprio per evitare che
creasse ingiustificati vantaggi rispetto agli altri consorzi, cioè
che il tema delle risorse fosse dedicato tutto alle aree
metropolitane a danno delle aree interne, visto che hanno delle
misure e, quindi, anche dentro questa norma noi ci dovremmo
preoccupare, per esempio, di mettere atti ed indirizzo che dicano:
nella programmazione europea noi dobbiamo trovare strumenti e di
compensazione rispetto alle città metropolitane che, ormai, non
corrispondono più alle città capoluogo ma corrispondono ad intere
aree di province. Alcune persino non locate logisticamente perché è
chiaro che il sindaco Fassino dica: investiamo sulle metropolitane,
sui metrò nelle città metropolitane, però voglio vedere come si fa
la metropolitana da Palermo a Ganci o a Petralia Soprana
E' chiaro che vanno studiati i meccanismi. Allora, mettiamo una
norma che dica: nella ripartizione delle risorse si terrà conto
della compensazione attraverso i fondi europei delle spese, dei
fondi che non riceverebbero, per esempio, le piccole province che
sono spesso anche quelle interne e che sono anche quelle che hanno
grandi difficoltà.
Possiamo immaginare un percorso razionale di tutto questo? Io
penso di si A patto che non ci si faccia prendere dalla fretta e
dai veti congiunti. Il tema è che, però, ci dobbiamo dare dei
tempi. So che, rispetto al tema dei commissariamenti, l'opposizione
ha presentato eventualmente una data al 31 luglio. L'Assessore è
d'accordo, il Governo è d'accordo, non è questo il tema. Però, mi
dicono che qualcuno non sarebbe d'accordo sui commissariamenti.
Guardate, i commissariamenti non è che sono un problema del
Governo perché se oggi, responsabilmente, non si assume un atto,
chi vuole difendere le province, in realtà, le liquida; per essere
chiaro. E sapete perché le liquida? Perché i commissari ad acta che
scattano da oggi, secondo la legge, possono fare solo atti
inderogabili ed urgenti per evitare danni alla Pubblica
Amministrazione. Dato che noi i sindaci li abbiamo fatti, parecchi
di noi, qualcuno ha fatto anche il Presidente della Provincia,
sappiamo bene quali sono le conseguenze: scade il servizio di
accoglienza disabili nelle case, o degli anziani, di competenza
provinciale? Non può essere prorogato perché non c'è il bilancio e
perché non ha questi poteri il commissario ad acta. Quindi, i
lavoratori verranno licenziati e voglio capire come si agisce poi
in condizione di proroga quando un contratto è finito. Giusto o no?
Scade il contratto con la partecipata? Bene, voglio vedere domani
quando si riprende come si fa a fare la proroga di un contratto
scaduto e di un rapporto cessato. I lavoratori si licenziano. Cioè,
paradossalmente, chi non vuole eliminare le Province, con un atto
di irresponsabilità, le elimina, le cancella, favorisce un
percorso, solo che è un percorso di massacro sociale Quindi, il
tema è un meccanismo da Fosse Ardeatine questo, in cui, per farla
pagare ai partigiani, ammazzo 500 persone
Non è che il tema del contrasto fra Governo e opposizione può
avere queste caratteristiche. Noi non siamo per commissariare, e
qui faccio un ragionamento. Siamo in condizione di raggiungere
un'intesa che dia il tempo poi di esaminare la legge finanziaria?
Perché questo è il tema. Quindi, significa che noi entro la
prossima settimana - perché io ho capito ieri lo spirito con cui il
Presidente Ardizzone ha detto: guardate che io sono costretto qui
a cambiare programma, perché non è che posso pensare di prolungare
una seduta con mille emendamenti e con una maggioranza che non
esiste attorno alla legge, per cui si rischia di compromettere poi
la sessione di bilancio, che è indispensabile, urgente ed
obbligatoria .
Siamo in condizione entro questa settimana di fare questa legge?
Sarebbe un miracolo. Credo che realisticamente non lo sia. Il
Governo sarebbe per approvarla subito, ovviamente, però nessuno
vuole forzare né i tempi, né sul terreno delle proprie convinzioni.
Quindi, io credo che la prima cosa da fare sarebbe stabilire un
tavolo congiunto Governo-Capigruppo di opposizione e di
maggioranza, per stabilire un percorso attorno a questa legge,
smussando gli angoli. Non esistono le idee perfette, il pensiero
perfetto non ce l'ha nessuno, la verità non la possiede nessuno e
quando parliamo di riforma istituzionale abbiamo non il diritto, ma
il dovere tutti di dare il nostro contributo perché su questo si
decide, quindi senza arroganze.
E' chiaro, però, che se ogni volta riproponiamo il tema della
rielezione diretta, allora andiamo in uno spirito diverso rispetto
alla legge che abbiamo approvato già precedentemente, in cui già
questo Parlamento ha manifestato, e soprattutto i dubbi
costituzionali e io credo che il Governo ce la impugnerebbe di
fronte alla Corte costituzionale, per essere estremamente chiari,
perché queste verifiche le abbiamo fatte. Loro la considerano una
norma di carattere finanziario, la riduzione dei costi, e quindi su
questo vincono.
Poi, che dobbiamo fare? L'ennesima figuraccia, e non raggiungere i
risultati Possiamo dentro questo percorso stabilire che le
Province non debbano costare di più, debbano essere più
coordinamenti di sindaci, un potere democratico in cui ci sia
collaborazione. Possiamo pensare se ci piace il Presidente, se non
ci piace, però come tutti voi sono stato eletto quindi a qualcuno
saremo piaciuti se ci hanno dato il voto, giusto? Poi dici: però,
se voti adesso perdi . Io, per esempio, sono convinto che rivinco
di nuovo, per cui è un vostro problema, anche perché abbiamo vinto
alle elezioni amministrative, abbiamo vinto a quelle politiche,
abbiamo vinto a quelle europee, non si capisce perché, andiamo
avanti, però io non voglio introdurre polemiche politiche.
E comunque è una scelta di questo Parlamento; in una democrazia
esistono le leggi, il Parlamento decide, può decidere pure la
propria auto estinzione, ma la propria auto estinzione la può
decidere rispetto al fatto che non vuole affrontare un processo di
riforma della Sicilia e delle province, è come chi scappa di fronte
alle proprie responsabilità. Quindi, non c'entra niente il
contrasto col Governo e l'opposizione al Governo. Qui c'è l'idea
che abbiamo della cosa pubblica e degli interessi che mettiamo
nella cosa pubblica e nel pubblico interesse.
Qui, oggettivamente, le province con la bocciatura dell'articolo
di ieri non sono rientrate, sono scomparse, definitivamente in
Sicilia con la legge che abbiamo approvato, grazie all'apporto di
questa maggioranza e dei grillini. A questo punto dobbiamo
stabilire i percorsi.
Però, se noi vogliamo dialogare con le opposizioni dobbiamo capire
se queste opposizioni che sono diverse, perché da un lato è
un'opposizione che si è compattata dietro due tesi completamente
opposte, fra chi vuole le vecchie province e chi le vuole eliminare
completamente. E' possibile mediare queste posizioni oppure
dobbiamo scegliere una interlocuzione con qualcuno? Però, questa è
una cosa che dovremmo evitare.
Le contraddizioni ci sono all'interno di una maggioranza dove
scappano consensi attorno a questo disegno di legge; per carità,
potrebbero scattare anche attraverso altre cose, non è che mi
preoccupa. Quello che mi preoccupa è invece il quadro istituzionale
che noi tracciamo.
Anche perché io voglio capire, anche oggi, se noi non assumiamo la
posizione di responsabilità, quando domani la cooperativa che
gestisce i servizi dei disabili nelle scuole non potrà accompagnare
voi pensate a chi la dobbiamo attribuire questa responsabilità? A
chi ha dato un voto di opposizione col Governo o una maggioranza
che non ha saputo darsi ? Guardate che ognuno di noi risponde con
divieto di mandato imperativo quindi significa che il legislatore
costituente ha dato la responsabilità ed incarico al singolo
parlamentare. Ognuno è responsabile degli atti che vota, non c'è né
maggioranza né opposizione. Se poi voi volete permettere un
massacro sociale ce ne freghiamo Commissari ad acta, non si fa la
legge sulle province, accada quel che accada. Questo è disfattismo
istituzionale ed irresponsabilità politica.
Io non credo che ci sia qualcuno che voglia questo. Sono convinto
che siano interrotti anche alcuni dialoghi istituzionali, voglio
pensare all'incapacità che abbiamo avuto tutti quanti, sia da parte
dell'opposizione e poi anche la maggioranza prova a fare una scelta
che non poteva fare in presenza di ipotesi diverse perché avrebbe
dovuto scegliersi un interlocutore dentro la maggioranza da
contrapporre agli altri, per cui chi era maggioranza all'interno
delle opposizioni. Mettiamo che uno sceglieva il candidato dei
Fratelli d'Italia, in contrasto con le altre posizioni del
centrodestra o dei grillini o dell'NCD, è chiaro che è scoppiato un
vulnus istituzionale, tutti quanti abbiamo un po' di
responsabilità.
Ci sono le commissioni. Possono essere un'occasione di confronto?
Penso di sì. Tutto può essere occasione di confronto. Dipende i
ragionamenti che facciamo. Per me sul disegno delle province senza
ergere steccati noi possiamo dialogare. Possiamo elaborare un
testo, però se elaboriamo un testo insieme poi non si verifica che
io in nome del fatto che sono opposizione non lo debbo votare
perché lo deve votare la maggioranza. Se lo facciamo insieme non
stiamo votando un atto di governo, stiamo votando un atto del
Parlamento, che è frutto di un'espressione collettiva e non c'è né
maggioranza né minoranza che tenga. Poi, potremmo avere i franchi
tiratori in tutte le aree perché non sono convinti, però questa è
la forza della democrazia, quella di sapere fare dialogare tutti. A
volte ce lo richiede la storia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Assessori, colleghi, giudico inopportuno la decisione della
Presidenza dell'Assemblea di avere interrotto il dibattito qualche
minuto fa e non già perché io fossi iscritto a parlare, ma perché
dopo l'appello da lei rivolto, Presidente Ardizzone, all'Assemblea
mi è sembrato assolutamente inopportuno convocare una Conferenza
dei Capigruppo perché il suo appello meritava una estrinsecazione
in Aula e non nel chiuso di una pur dignitosa sala di questo
Palazzo e di un'altrettanto dignitosa istituzione che è la
Conferenza dei Capigruppo, istituzione regolamentare, strutturale
di questo Parlamento.
La mia protesta, quindi, nasceva - protesta che ribadisco in
questo momento - dalla inopportunità, così lo giudico, di un
provvedimento che ha impedito ad alcuni deputati dell'opposizione
di potere rispondere all'unico intervento che abbiamo ascoltato da
questa tribuna fino a quel momento che era quello del capogruppo
del Partito Democratico.
La ringrazio per avermi dato la parola dopo la sospensione, non so
quello che ha deciso la Conferenza dei Capigruppo e, con tutto il
rispetto, non cambia le mie decisioni che sono quelle che
l'onorevole Ioppolo ha ufficializzato ad apertura del dibattito da
questa tribuna.
Noi resteremo in Aula e la maggioranza, se ha i numeri per farlo,
si voti la proroga del disegno di legge stralcio. Non abbiamo nulla
da chiedere, le dimissioni le abbiamo invocate ieri, ma non possono
essere oggetto di trattativa, né oggetto di confronto in questa
sede. La rassegnazione delle dimissioni attiene alla coscienza e al
senso di responsabilità di ciascuno; ci sarà un momento, ma non
riteniamo sia questo, per potere affrontare il tema della
Presidenza della I Commissione e il tema della permanenza in Giunta
dell'Assessore per le autonomie locali, al quale sul piano
personale, tengo a ribadirlo, va tutta la mia solidarietà
paradossalmente considerando egli vittima e non carnefice di
questo infernale processo. E passo per qualche minuto all'infernale
processo, se mi consente il Presidente dell'Assemblea.
Onorevole Presidente della Regione, glielo dico politicamente
parlando, lei è un bugiardo recidivo perché da due anni lei
continua a ripetere la stessa bugia e noi dobbiamo uscire fuori da
questo gioco di parole nel quale voi comunisti siete
particolarmente bravi.
CROCETTA, Presidente Regione. Ancora i comunisti
MUSUMECI lei è uno iscritto al partito dei comunisti italiani poi
ha chiesto la tessera del Partito Democratico, dico sono fatti
assolutamente noti che lei mi augura non vorrà né negare, né
rinnegare.
Mettiamoci d'accordo, lei due anni fa disse: io ho tanto rispetto
per la storia dei comunisti ma tantissimo per quelli veri, per
quelli che hanno improntato la loro azione alla partecipazione
popolare non per quelli che considerano i consiglieri comunali o
provinciali zavorra, e quindi un peso da eliminare .
Allora, Presidente, mettiamoci d'accordo, lei da due anni ripete
la bugia: abbiamo abolito le province . Bene, la provincia è
l'ente intermedio che in Sicilia si è chiamata una volta
Amministrazione provinciale straordinaria, una volta Provincia
regionale e potrebbe chiamarsi libero Consorzio dei Comuni, ma
l'ente intermedio c'era e resta.
La gente vuole sapere, i siciliani, se lei ha abolito l'ente
intermedio, non se lei ha cancellato la parola provincia regionale
La gente vuole sapere se lei ha abolito l'ente che
costituzionalmente è ancora previsto e che in Sicilia comporta
immobili per decine di miliardi di euro di valori, 6 mila
dipendenti, 10 mila chilometri di strada, oltre 940 edifici
scolastici superiori e tutte le competenze che la Legge n. 9 del
1986 attribuisce alle province. Lei è bugiardo perché la provincia,
l'ente intermedio non l'ha abolita, l'ha mantenuta, ha cambiato
solo il nome Si chiamano liberi consorzi in 6 province e città
metropolitane in tre province e, come dice il suo disegno di legge,
rimangono le competenze che erano delle province regionali, rimane
il personale che era delle province regionali, rimangono le
funzioni che erano delle province regionali, anzi a quelle funzioni
lei ne ha proposte addirittura di altre.
E questo fa piacere a noi che vogliamo il mantenimento e il
potenziamento dell'ente intermedio, ma tradisce l'impegno che lei
ha assunto a Ballarò e poi in ogni occasione a piè sospinto
dicendo ai siciliani: la rivoluzione è cominciata, abbiamo abolito
le province . E' una bugia Noi metteremo sul web, sui nostri siti
il suo disegno di legge e quello della sua maggioranza difeso con
proterva determinazione dal Partito Democratico per dimostrare che
non avete abolito le province, le avete rafforzate e non avete
assolutamente determinato un solo centesimo di risparmio, perché
pensate addirittura di crearne altre, perché c'è una norma nel
disegno di legge che dice che i comuni in particolari condizioni
potrebbero istituire nuove province.
Lei la deve smettere, Presidente Crocetta, deve avere rispetto, se
non vuole averne come finora poca ne ha avuto rispetto per questo
Parlamento, deve avere rispetto per 5 milioni di siciliani i quali
debbono sapere che state bleffando da 2 anni Siete conservatori
non riformisti Avete spolverato la legge del 57 che prevede la
elezione di II grado, 60 anni indietro state riportando
l'ordinamento degli enti locali, altro che riformisti Mentre noi
ritenevamo che l'elezione diretta del Presidente della provincia
fosse una conquista per la democrazia e per la libertà dei
cittadini.
Ma lei dice: la legge Delrio parla di risparmio economici , e
dove sono i risparmi economici? Lei si riferisce ai costi del
Consiglio provinciale o degli assessori o del Presidente della
provincia? Bene Perché non avete eliminato i costi, invece di
eliminare i consiglieri provinciali, gli assessori e i Presidenti
di Provincia? Le due cose sono assolutamente autonome e funzionale
l'uno nell'altro. No, la verità è che volete mettere le mani rapaci
su tutto La verità è che avete perso il senso della misura La
verità è che siete convinti di potere continuare a vivere di
rendita sull'onda lunga del renzismo ma i siciliani hanno capito
che sotto il suo Governo quest'isola da due anni vive nella
paralisi Dovete smetterla con le frasi fatte
Mentre ieri erano i cittadini ad eleggere i consiglieri
provinciali, con il vostro progetto saranno i politici ad eleggere
il Presidente della Provincia e quindi i consiglieri provinciali;
che grande rivoluzione Che grande rivoluzione Avete restituito le
unghie alla partitocrazia.
Saranno tre, quattro segretari di partito a decidere chi dovrà
essere il Presidente del libero consorzio di Agrigento o di Trapani
o il sindaco della città metropolitana. E 5, 4 milioni di
siciliani? Diventano un peso? Quale costo ha fare partecipare i
siciliani affinché decidano chi debba essere il Presidente della
Provincia? A costo zero Non c'è nessuna violazione della legge
Del Rio, come lei vede, e solo un problema di volontà politica.
Siete conservatori e passatisti , siete fermi al passato, mentre
il futuro impone e imporrebbe buon senso e finalmente il coraggio
di tornare a dire: restituiamo ai cittadini il diritto ad essere
protagonisti delle proprie scelte .
Ecco perché, Presidente dell'Assemblea, faccio appello al suo
ruolo di garanzia. Qui non si può più giocare con le parole. Mi
consenta se glielo dico con la lealtà che lei mi conosce, non le
dico nulla di riservato, qui bisogna chiarire che le Province non
sono assolutamente abolite, Presidente, le Province rimangono
secondo il Governo Crocetta e vengono rafforzate.
L'unica cosa che abbiamo eliminato è il corpo elettorale. Ai
cittadini abbiamo espropriato il diritto a decidere chi deve essere
a guidare le politiche di pianificazione, di crescita gestionale e
di sviluppo dell'area vasta. Va detto questo, Presidente, perché se
restiamo prigionieri di questo equivoco non ne usciremo fuori e
comunque, se mi consente, questa non è la seduta per entrare nel
merito della cosiddetta riforma delle Province.
C'è chi vuole cancellare l'Ente intermedio, non le Province, c'è
chi vuole cancellare l'Ente intermedio come il Movimento Cinque
Stelle, merita tutto il rispetto perché è una posizione coerente e
c'è chi ritiene che l'Ente intermedio sia funzionale allo sviluppo
del territorio di aria vasta perché non lo può fare la Regione e
non lo può fare la polverizzazione dei Comuni e questo è il
centrodestra, ma il centrodestra vuole che l'Ente intermedio, dopo
avere sciolto i Consigli provinciali, siamo d'accordo, dopo avere
sciolto le Giunte, siamo d'accordo, venga affidato almeno al suo
legale rappresentante eletto direttamente dal popolo gratis, senza
un onere, ma non possiamo consentire che siano i partiti a decidere
chi deve essere il Presidente dei liberi consorzi o delle città
metropolitane.
Oggi, si discute se dare continuità amministrativa alle nove ex
Province o se invece trattare su come uscire da una condizione di
stallo. L'appello del Presidente Crocetta, mi consenta, è offensivo
per l'intelligenza di questa Assemblea, perché mille volte abbiamo
tentato di trovare un punto di intesa e altrettante mille volte il
Partito Democratico ha risposto con una arroganza che non ha
precedenti nella storia di questa legislatura e questa arroganza ha
portato a sbattere contro il muro, di fatto mortificando speranze,
ansie, qualcuno anche certezze di milioni di siciliani a cominciare
dai dipendenti delle Province per finire da quanti hanno subìto
questa condizione di paralisi.
E allora, Presidente, se mi consente, ritengo che questa Assemblea
debba solo decidere se votare il disegno di legge stralcio per
garantire al 31 luglio la proroga della gestione delle nove ex
Province.
Noi riteniamo di dovere responsabilmente restare in Aula, non
voteremo questa norma fino a quando si continua a parlare nella
norma di liberi consorzi e di città metropolitane, la città
metropolitana è quanto di più assurdo e irrazionale possa essere
immaginato in Sicilia, assurdo e irrazionale e ve ne accorgerete
delle conseguenze nefaste che produrrà questa vostra finta riforma
degli enti locali. Noi, però, siamo perché si esca fuori
dall'equivoco. Qui se c'è qualcuno che deve rendere conto alla
speranza e all'attesa dei siciliani ed è il Presidente della
Regione che, deve smetterla di continuare a fare il bugiardo
recidivo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha
facoltà.
SIRAGUSA, Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Crocetta, innanzitutto una cortesia, non ci chiami più grillino, è
offensivo per noi.
CROCETTA, presidente della Regione. Le chiedo scusa.
SIRAGUSA. Comprendo ma la invito a non utilizzare più questo
termine che è considerato dispregiativo per noi.
Ora nel merito, Presidente Crocetta, lei arriva in ritardo, arriva
in ritardo a parlare in Aula, arriva in ritardo con la
collaborazione da parte delle opposizioni, arriva in ritardo con
l'appello alla responsabilità. Noi questa responsabilità l'abbiamo
dimostrata con la legge n. 7 e con la legge n. 8, perché abbiamo
creduto realmente alla possibilità di riformare l'ente di area
vasta. E' vero, il nostro programma prevede l'abolizione delle
province, ma è vero che nel nostro Statuto c'è la parola del libero
consorzio.
E' ovvio che il percorso sarebbe stato estremamente lungo e
complicato, però la strada intrapresa, prima con la legge n. 7 e
poi con la legge n. 8, era una strada che poteva portare a una
reale buona riforma dell'ente di area vasta in Sicilia, con la
creazione di veri, liberi consorzi.
La legge che, però, è stata impallinata ieri, era una capovolta di
180 gradi, rispetto a quanto uscito dalla legge n. 8, innanzitutto
per le questioni territoriali.
Abbiamo chiesto ad alcuni comuni di fare dei referendum, di
spostarsi e, con la legge di ieri, tutto questo è stato buttato nel
cestino. Questa è una cosa intollerabile.
Avevamo prospettato delle città metropolitane che fossero serie,
che fossero le aree metropolitane e anche questo è stato messo nel
cestino. Tutto questo è stato fatto con arroganza, da parte del PD
innanzitutto, e tutto questo è inaccettabile.
A noi non interessa l'elezione diretta del Presidente del libero
consorzio, non è questo un tema che ci appassiona, non è un tema
che prenderemo neanche in considerazione. Così come non possiamo
neanche - e questo era previsto nella legge discussa ieri, non
c'era né nella legge n. 7 né nella legge n. 8 - prevedere che la
riduzione dei costi caschi soltanto addosso ai dipendenti.
La mobilità, la situazione delle partecipate sono tutte cose che
bisogna tenere in considerazione, come era stato fatto nella legge
n. 7 e nella legge n. 8 e che, ieri, è stato dimenticato.
Le funzioni? Prevedevamo dei liberi consorzi che fossero organi di
coordinamento, di indirizzo, di sviluppo, che fossero realmente
condizioni in cui i sindaci dei territori omogenei potessero tra di
loro condividere servizi, condividere opportunità; con la legge di
ieri non abbiamo fatto altro che prendere l'articolo della legge 9
del 1986 delle funzioni e riportarlo pari, pari nella legge
odierna.
Quindi, non siamo nemmeno noi i conservatori; noi volevamo
veramente rivoluzionare questo ente e non lo avete fatto, quindi
non potevate aspettarvi da noi un sostegno su questo disegno di
legge.
Concludo dicendo che continuiamo a mantenere la nostra posizione
perché, in questo momento, il problema non è del Movimento Cinque
Stelle o dell'opposizione, ma è politico, è della sua maggioranza e
se lei non è in grado di fare in modo che la sua maggioranza stessa
garantisca il numero legale per l'approvazione del disegno di legge
che consente la proroga dei commissari, a cui noi non siamo
fondamentalmente contrari, ripeto, il problema diventa politico.
Nel momento in cui, come maggioranza, sarete in grado di mantenere
il numero legale in quest'Aula, il nostro voto a favore di questo
disegno di legge non mancherà ma, fino a quel momento, valuteremo
come doverci comportare, in base alla presenza della maggioranza in
Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA, Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori .
signor Presidente, lei
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, può parlare. Si rivolga alla
Presidenza, legga il Regolamento.
FIGUCCIA. Il Presidente della Regione ha finito. Ognuno si assume
le responsabilità della propria condotta anche in Parlamento.
Continuerò a parlare rivolgendomi a lei e sapendo che il Presidente
della Regione sta rientrando e per questo lo ringrazio.
Lo ringrazio perché lui ha esordito dicendo che le riforme si
fanno. Ed è vero, onorevole Presidente, questo era il nostro
auspicio; pensavamo che le riforme si potessero fare insieme.
Questo è quanto accaduto, all'incirca due anni fa, quando è
iniziato questo percorso, in Commissione, però con questo è
accaduto anche che, purtroppo, l'auspicio che avevamo, cioè che le
riforme si facessero insieme, si è infranto e ciò per delle
ragioni semplici che, devo dire la verità, non addebito alla
Presidenza della Regione perché, secondo me, oggi, dobbiamo avere,
e lo dico anche come opposizione, il coraggio di dire le cose come
stanno. Lo addebito, per tante altre cose sicuramente al Governo,
ma su questa cosa in particolare delle province, al Presidente
della Commissione.
Le dico con grande onestà, lei non so se si è accorto -
sicuramente ce ne siamo accorti tutti - che, oggi, il presidente
della Commissione non è presente.
Il presidente della Commissione ha detto che lui su queste cose ci
metteva la faccia e che questo provvedimento sarebbe stato
l'orgoglio di quella Commissione.
Le devo dire che in quella Commissione abbiamo portato avanti
lavori con senso di responsabilità perché di mezzo ci andavano le
questioni legate al personale, le questioni legate ai
commissariamenti ad acta, perchè di mezzo ci andavano una serie di
audizioni dove ci eravamo confrontati sui temi cui lei faceva prima
riferimento: la scuola, i servizi sociali e persino l'assessore,
probabilmente, è stato un assessore attento che prendeva nota, che
cercava di venire incontro. Però, il presupposto, signor
Presidente, onorevole Presidente della Regione, qual era? Era
l'atteggiamento di piena arroganza con il quale il Presidente della
Commissione in testa o, ovviamente, il Partito democratico, perché
non oso immaginare un componente di questo Parlamento come
sganciato dall'assetto istituzionale, in questo caso, legato al
Gruppo parlamentare; un presidente di Commissione che ha deciso di
andare avanti su tutta la linea con una forte dose di arroganza.
Allora, signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
quando ancora oggi portiamo avanti la difesa d'ufficio di un testo
che è stato già bocciato, perché è un testo che è stato un cattivo
scopiazzamento della norma Delrio', un testo rispetto al quale
oggi non serve fare ragionamenti sulle funzioni, o su temi che già
abbiamo abbondantemente affrontato, in Commissione e in Aula nella
discussione generale, perché è paradossale immaginare di attribuire
delle funzioni legate alle scuole di secondo ordine, ai comuni,
stiamo restituendo, attraverso quel testo rispetto al quale lei
oggi si trova a fare una difesa d'ufficio, quelle funzioni ai
comuni. Cioè i comuni dovrebbero occuparsi di servizi sociali,
dovrebbero occuparsi, secondo quel testo ormai datato, delle scuole
di secondo grado. Immaginiamo la scuola di Petralia, un piccolo
paese della provincia di Palermo, le cui attività di manutenzione,
di formazione, fino ad oggi, sono state tenute in piedi grazie alla
provincia. Ma come potrà fare il comune, secondo quel testo, a
prendersi carico di quei provvedimenti?
E' chiaro che era una norma che non aveva né testa, né piedi, così
come è chiaro che era una norma che non aveva né testa né piedi
quando si faceva riferimento alle questioni economiche. Abbiamo
detto, infatti, che, attraverso questo disegno di legge, avremmo
potuto portare dei risparmi; di fatto, se andiamo a vedere
l'articolo che fa riferimento alla spesa, ci rendiamo conto che il
Presidente del libero consorzio dei comuni addirittura avrebbe una
maggiorazione del venti per cento del proprio compenso.
Allora, signor Presidente, per restare nel merito e sui lavori
d'Aula, credo che quello che oggi questa maggioranza deve fare è
certificare il fallimento di questi due anni; abbiamo discusso, per
due anni, di questioni di lana caprina. Ammettete - e devo dire che
nel suo ragionamento, onorevole Presidente, mi sembrava di
riconoscere questa ammissione di colpa -, ammettiamo che è stato un
fallimento. Il Presidente della I Commissione si dimetta; il
Partito Democratico ammetta le sue colpe e dichiari e certifichi il
fallimento e, insieme a questo Partito Democratico, di tutta la
maggioranza, oggi, votatevi, se avete i numeri, questa norma e,
subito dopo, mettiamoci davvero, in quel caso tutti insieme, a
discutere su un testo che possa sì salvaguardare il personale delle
province, sì salvaguardare il personale delle partecipate e,
contestualmente, restituire il decoro all'attività di questo
Parlamento di cui, purtroppo, la maggioranza ed il PD hanno davvero
abusato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di essere
stato uno dei più strenui oppositori di questo folle disegno di
legge, sin dal suo avvio.
Oggi, avevo presentato un emendamento che lei sicuramente mi avrà
dichiarato inammissibile. Era un emendamento chiaramente
provocatorio.
Devo, però ribadirlo, perché questa pseudo-riforma, per il solo
fatto che si siano privati i cittadini elettori di poter dire la
loro in merito al governo di questo ente, che lo si voglia chiamare
come lo si voglia, ma rimane sempre l'ente intermedio di area
vasta, e sostituendo ad essi, alla loro volontà dei pro consoli
governativi, lautamente retribuiti, perché finiamola con questa
vergogna della gratuità di questi incarichi, questi signori
commissari hanno avuto e continuano ad avere fior di indennità,
forse costando addirittura più dei presidenti.
Per una provincia come la mia, dove il commissariamento era
addirittura iniziato prima, siamo a quasi quattro anni.
Questa è la riforma Crocetta; all'epoca, l'avevo definita
Crocetta, Giletti, Cancelleri, ma, fortunamente, l'onorevole
Cancelleri ha ritirato la sua firma durante il percorso.
Signor Presidente, ma di quali cooperative, di quali servizi
parla, che noi rischieremmo di mettere oggi in difficoltà? Questi
servizi, così come le manutenzioni della rete stradale, così come
tutte le altre funzioni svolte all'epoca dalla Provincia sono
cessati da due anni e mezzo. Da quando lei ci ha messo mano, caro
Presidente; vada in giro e si renda conto di qual è la situazione
vera di questi enti territoriali.
I consorzi universitari, l'ultimo atto del commissario da lei
nominato a Ragusa, la cui presenza in Provincia o nel libero
consorzio si individua in pochissime ore alla settimana, quando si
è fortunati e non per colpa del commissario, ma se il commissario
deve contemporaneamente svolgere dieci ruoli, mi dica lei come può
fare anche fisicamente e materialmente ad occuparsi della gestione
di quell'ente.
E uno degli ultimi atti è stato quello di disdire la
partecipazione della Provincia al consorzio universitario di
Ragusa.
Questi sono i frutti reali di questa pseudo riforma sulla carta
che è stata solo un bluff demagogico elettorale.
E veniamo al richiamo alla responsabilità che da questo pulpito
viene fatto dal Governo ma ancora di più fa specie dalla
rappresentante di un partito che ha fatto dell'occupazione
sistematica del potere l'unica condizione della sua vita in questa
Assemblea.
Questo richiamo alla responsabilità, però, se stamattina fossimo
stati in 45, allora, se lo sarebbero sognato, caro Presidente, e la
stessa cosa sarebbe avvenuta al momento di eleggere i Presidenti di
Commissione, il Vicepresidente dell'Assemblea e quant'altro.
E allora i responsabili si suicidino, approvatevela voi. Con il
mio emendamento dicevo proroghiamo i commissari ma proroghiamoli
e, contemporaneamente, indiciamo le elezioni, è chiaro che era una
provocazione; non possiamo andare avanti di anno in anno e
chiuderemo la legislatura, mi auguro, al più presto possibile,
anche oggi.
Mi sarei aspettato, infatti, un atteggiamento diverso qui, caro
Presidente Crocetta; mi consenta di dire che siamo all'accanimento
terapeutico e lei non può dire mi può sfiduciare solo il popolo .
Allora, si presenti davanti al popolo. E' facile dire mi può
sfiduciare solo il popolo e restare comodamente seduto al suo
posto di governatore, caro Presidente. Almeno finiamola con queste
frasi ad alta demagogia solo per dire io non mi dimetto, mi devono
sparare con un bazooka - per carità, assolutamente no, ci
mancherebbe altro - o mi sfiducia il popolo . Ma come ti sfiducia
il popolo, dai la parola al popolo e vediamo se ti sfiducia o meno.
Allora, caro Presidente, ribadisco che sono qui, resterò in Aula e
non capisco l'atteggiamento del Movimento Cinque Stelle, però, per
carità, se avete il numero legale, siamo tutti qua presenti, noi
non voteremo, personalmente mi asterrò da questa proroga, non
passeranno i commissari, ma per queste due ore settimanali o
quindicinali della presenza di un commissario che, comunque, non ha
nessun potere perché non ha nessuna possibilità di operare
concretamente e non sarà certo la fine del mondo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sarò telegrafico. Sono molto vicino a coloro che
sostengono che le Province non devono essere appesantite ma devono
essere funzione di coordinamento, affidate ai sindaci e, in modo
democratico, sono per la totale abolizione, per essere chiaro, che
in Sicilia non può avvenire, così come non può avvenire nel resto
del Paese, per un semplice motivo: in Italia, la Costituzione
italiana prevede le Province e per la Sicilia prevede i Liberi
consorzi dei Comuni, però i liberi consorzi dei Comuni devono
essere liberi Consorzi di Comuni, cioè ci deve essere una procedura
che consenta poi ai Comuni di aggregarsi e mi sembra,
oggettivamente, che, su questo fronte, anche le questioni poste dal
Movimento Cinque Stelle, credo che una loro legittimità e persino
una forte simpatia da parte mia ce l'abbiano.
Oggi, però, la questione non è votare o meno il testo della
Provincia che abbiamo, ma quello di decidere se dobbiamo mandare
allo sfascio queste macchine che dobbiamo riformare, oppure cercare
di intervenire attraverso un processo democratico che consenta,
attraverso un breve commissariamento, di avviare il dialogo
istituzionale interrotto.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento GOV 1.2, a firma
dell'onorevole Falcone, che posticipa dal 30 giugno al 31 luglio.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LEOTTA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
RINALDI. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento Gov1. Il parere della
Commissione?
RINALDI. Componente della Commissione. Favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento GOV.1, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che, a seguito dello stralcio testé disposto, il disegno
di legge nn. 833, 783, 791, 819, 822, 823, 824, 831, 832, 839, 842,
848 bis/A), già iscritto all'ordine del giorno, risulta composto dal
solo articolo 46 e, dopo l'esame degli emendamenti, verrà posto in
votazione finale con il seguente titolo: Norma transitoria in
materia di proroga della gestione commissariale delle ex province
regionali .
Le altre norme del citato disegno di legge, invece, andranno a
formare un nuovo disegno di legge: il n. 833, 783, 791, 819,822,
823, 824, 831, 832, 839, 842, 848 bis/A - I Stralcio, che sarà
iscritto all'ordine del giorno della prossima seduta d'Aula.
transitoria in materia di proroga della gestione commissariale delle
ex province regionali (833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-
848 bis/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge Norma
transitoria in materia di proroga della gestione commissariale delle
ex province regionali (833, 783, 791, 819,822, 823, 824, 831, 832,
839, 842, 848 bis/A )
Indìco la votazione finale per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 37
Contrari 1
Astenuti 25
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ringrazio i parlamentari tutti, di
maggioranza e di opposizione. Va dato atto che, grazie alla presenza
di tutti, è stata votata questa legge, indipendentemente dal fatto
che vi sia stata l'astensione o si sia votato a favore o contro.
Per la massima onestà e lealtà che riconosco all'onorevole
Musumeci, faccio presente che ho sospeso l'Aula, su richiesta di due
Presidenti di Gruppo parlamentare, così come era doveroso da parte
mia sospendere l'Aula in quel momento.
Siccome lei, correttamente e lealmente, ha fatto questa
contestazione alla Presidenza, io, lealmente e correttamente, le
dico che ho sospeso sulla base della richiesta di due Presidenti di
Gruppo parlamentare, perché era chiaro che in Aula si stava cercando
di trovare un risultato positivo per l'esito della votazione.
Onorevoli colleghi, attenzione, a tutt'oggi, non risulta
depositato il disegno di legge di bilancio da parte del Governo
Propongo, pertanto, di convocare l'Aula regolarmente, ritualmente,
martedì prossimo. Il disegno di legge che riguarda le Province,
chiaramente, risulterà iscritto all'ordine del giorno.
Propongo, però, all'Aula che al primo punto venga inserita la
mozione già votata dalla Commissione Antimafia, che riguarda il
mantenimento degli attuali distretti di Corte d'Appello in Sicilia.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
VINCIULLO. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho la necessità
che il Presidente Crocetta mi ascolti.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non faccia anche lei questo
errore; si rivolga alla Presidenza. Lo perdoniamo all'onorevole
Figuccia ma, ormai, lei è un deputato di esperienza, se ha qualcosa
da dire.
VINCIULLO. Qualche mese fa, il Presidente Crocetta, in provincia
di Siracusa, andò a sbattere contro i piloni della costruenda
autostrada Siracusa-Gela. In quell'occasione, aveva preso impegni e
assunto con parole di fuoco, nei confronti del Consorzio per le
autostrade siciliane, l'impegno con i cittadini che avrebbe risolto
il problema.
Il problema, però, non è stato risolto, nonostante l'assessore
Torrisi, fra giugno e settembre dell'anno scorso, avesse garantito
che i problemi sarebbero stati risolti e che avremmo avuto la
possibilità finalmente di percorrere in assoluta sicurezza la
Siracusa-Rosolini.
Così non è, onorevole Presidente, e le volevo dire che purtroppo
il lunedì di Pasqua, su questa strada, che ancora non è
transitabile, si sono verificati degli incidenti e che, continuando
i lavori con questa tempistica, con questo ritardo, vivremo
un'altra estate di calvario con il rischio certo e concreto che,
dopo il Presidente Crocetta, altre decine di siracusani saranno
coinvolti in questi incidenti.
Per questo motivo, onorevole Presidente, la vorrei invitare ad
attivarsi presso l'assessore competente affinché il CAS possa
mantenere gli impegni assunti.
Vorrei anche che lei si attivasse presso l'assessore perché su
questa vicenda sono depositati circa cinque interrogazioni
parlamentari. L'assessore, a nessuna di queste cinque
interrogazioni parlamentari, ha dato risposta; se volete che
facciamo azioni eclatanti per risolvere il problema della gente, lo
facciamo.
Mi pare però di capire che quest'Aula continua ad essere
assolutamente disinteressata ai problemi del territorio.
Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la possibilità di
intervenire; certo non posso non tenere conto dello sgarbo
istituzionale pesante che il Presidente della Regione, dopo aver
ottenuto il via libera, ha predisposto, ha messo in atto nei
confronti del Parlamento.
Difficilmente abbiamo assistito a Presidenti della Regione poco
educati come Crocetta. È stato invitato ad ascoltare un deputato
che aveva da chiedere una cosa e si è rifiutato di farlo. Sappia
però che, la prossima volta che verrà in Aula a chiedere la
collaborazione dei deputati e a fare appelli, nessuno di noi, se ha
dignità, sarà disposto ad ascoltarlo. Sicuramente non io, onorevole
Presidente, perché, appena metterà piede in quest'Aula, la
fischierò in continuazione.
Un fatto gravissimo che solo questo Presidente poteva fare:
abbandonare l'Aula senza ascoltare un indirizzo che era stato a lui
rivolto. E' questo purtroppo quello che abbiamo in questa terra: un
Presidente, non solo inadeguato, ma anche non educato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 14
aprile 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I -Comunicazioni
II - Discussione della mozione:
N. 381 - Mantenimento degli attuali distretti di Corte d'Appello
in Sicilia.
(17 dicembre 2014)
MUSUMECI - CORDARO - FERRANDELLI - MICCICHE' - CIACCIO - ALONGI
- ARANCIO - ASSENZA - FAZIO - LANTIERI - LENTINI - LO SCIUTO -
MALAFARINA - PICCIOLO - ZITO - FEDERICO
III -Discussione dei disegni di legge:
1) - Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-
848 bis/A - I Stralcio) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-
254-548/A) (Seguito)
Relatore: on. Marziano
3) - Disposizioni in materia di personale delle Camere di
Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
905/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
4) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
5) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
6) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A)
Relatore: on. Cracolici
IV - Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di rapporti
finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO - GERMANA'
V -Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei flussi
migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA - CIRONE
VI - Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
VII -Seguito della discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e la concessionaria che si
occupa della gestione delle autostrade siciliane con eventuale
adozione di misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO - CLEMENTE
VIII -Discussione della mozione:
N. 286 - Rimozione del Segretario generale della Presidenza
della Regione siciliana.
(26 marzo 2014)
CIACCIO - CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI - CAPPELLO - TANCREDI
- CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.
IX - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143 del Regolamento
interno, dell'interrogazione:
N. 2479 - Provvedimenti urgenti per il rinnovo del contratto
del personale infermieristico per la postazione 118 di Comiso
(RG).
(5 novembre 2014)
ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 15.30
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore XX.XX)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LIBERI CONSORZI
COMUNALI E CITTà METROPOLITANE . (NN. 833-783-791-819-822-823-824-
831-832-839-842-848 BIS/A)
All'articolo 46:
Sub emendamento Gov.1.2
Al sub emendamento Gov.1, al comma 1, le parole 30 giugno
2015 sono sostituite con le seguenti 31 luglio 2015 .
Emendamento Gov.1. (interamente di riscrittura)
L'articolo 46 è sostituito dai seguenti:
Art. 46
1. Nelle more dell'approvazione della legge di riforma degli enti
di area vasta e comunque non oltre il 30 giugno 2015, le funzioni
esercitate dalle ex province regionali alla data di entrata in
vigore della presente legge continuano ad essere svolte da
commissari straordinari nominati ai sensi dell'articolo 145
dell'Ordinamento amministrativo degli enti locali nella Regione
siciliana approvato con la legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni.
Art. 46 bis
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.