Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 233 di giovedì 09 aprile 2015
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Ardizzone


                     La seduta è aperta alle ore 12.18

   BARBAGALLO,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:

   -  Raia per oggi e domani;
   - Laccoto, Greco Marcello, Lombardo, Nicotra, Sammartino, Anselmo,
  Panepinto, Coltraro, Cascio Salvatore,  per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Zone franche montane. (n. 972)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Marziano,
  Germanà,    Lentini,   Coltraro,   Alongi,   Arancio,   Cancelleri,
  Dipasquale,    Lombardo,   Mangiacavallo,   Nicotra,    Ruggirello,
  Sammartino,  Vullo, Maggio, Barbagallo, Panarello,  Ciancio,  Raia,
  Cordaro, Cascio F., Cirone e Figuccia in data 31 marzo 2015.

   - Norme in materia di riordino della Protezione Civile nell'ambito
  delle attribuzioni dettate dalla legge n. 100/2012. (n. 973)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 7 aprile 2015.

   -  Norme  in  materia  di  servizi  e  di  assistenza  tecnica  in
  zootecnia. (n. 974)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Currenti,
  Leanza,  Lentini, Lantieri, Coltraro e Cascio S. in data  7  aprile
  2015.

   -  Interventi per la promozione dell'attività sportiva  in  ambito
  scolastico. (n. 975)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Currenti,
  Leanza,  Lentini, Lantieri, Coltraro e Cascio S. in data  7  aprile
  2015.

   -  Istituzione  della figura professionale di  biologo  junior  ex
  articolo 31, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 5
  giugno 2001, n. 328. Norme per la spendibilità del titolo di laurea
  in  scienze  biologiche  ex  decreto 509/1999  e  delle  competenze
  professionali all'interno del territorio regionale. (n. 976)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Oddo in data
  7 aprile 2015.

   -  Modifica  legge regionale 23.12.2000, n. 30 sulle  indennità  e
  divieto di cumulo. (n. 977)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Palmeri,
  Siragusa,   Trizzino,  Cappello,  Mangiacavallo,   Ferreri,   Zito,
  Cancelleri,   Ciancio,  Foti,  La  Rocca,   Ciaccio,   Tancredi   e
  Zafarana.in data 7 aprile 2015.

   -  Misure urgenti finalizzate al risparmio di spesa per l'acquisto
  di  beni e servizi nelle aziende ospedaliere. Modifiche alla  legge
  regionale  14 aprile 2009 n. 5. (n. 978)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  D'Asero,
  Fontana,  Alongi, Cascio Francesco, Germanà, Lo Sciuto e  Vinciullo
  in data 7 aprile 2015.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico il disegno di legge inviato alla  competente
  Commissione:

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   - Norme stralciate ddl 912. (n. 912 I stralcio)
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 2 aprile 2015.
   PARERE I, IV, V e VI.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Cultura,
  formazione e lavoro' (V) nella seduta n. 239 del 31 marzo  2015  ha
  approvato  la  risoluzione   Tutela  dei  livelli  reddituali   dei
  lavoratori   impegnati   nel  settore   della   pulizia   e   della
  sanificazione presso le sedi e le strutture del P.O.G.  Martino  di
  Messina' (n. 30/V).


   Presidenza del Presidente Ardizzone


          Comunicazione di stralcio del disegno di legge 833
                                 bis/A

   PRESIDENTE.    Comunico    che    a   seguito    dell'approvazione
  dell'emendamento soppressivo dell'articolo 1 del disegno  di  legge
  n. 833 bis/A  Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e
  Città  metropolitane ,  al fine di garantire  la  continuità  della
  gestione  amministrativa  degli enti di  area  vasta,  propongo  di
  stralciare  l'articolo  46, relativo alla  proroga  della  gestione
  commissariale,  che  costituirà  autonomo  disegno  di   legge   da
  approvare a seguito di un'apposita riformulazione.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   Onorevoli colleghi, sono in distribuzione il disegno di legge  che
  è  stato  stralciato,  così come riformulato  e,  l'emendamento  di
  riscrittura che, sostanzialmente, anticipa dal 31 luglio 2015 al 30
  giugno 2015.

   MUSUMECI. Non è consentita la presentazione di emendamenti?

   PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, mi venga incontro. E'  chiaro  che
  si  tratta  di  una procedura un po' insolita. Stiamo cercando,  in
  qualche modo, di dare continuità.

   MUSUMECI.   Come   disse   Garibaldi  a  Vittorio   Emanuele   II:
   obbedisco .

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ribadisco che è stato distribuito
  il  disegno  di  legge  stralcio costituito  dall'articolo  46  che
  riguarda la proroga della gestione commissariale.
   Comunico  che  all'articolo 46 è stato presentato,  da  parte  del
  Governo,  un  emendamento di riscrittura  che  prevede  la  proroga
  commissariale fino al 30 giugno 2015.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole D'Agostino è in congedo  per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


            Commemorazione dell'onorevole Salvatore Natoli

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo un dovere, e vi invito  ad
  un  minuto  di  silenzio, nel commemorare  e  ricordare  la  figura
  dell'onorevole  Salvatore Natoli, che è  rimasto  nella  storia  di
  questo  Parlamento e della Sicilia per essere il  Presidente  della
  Regione per una notte; questo nell'opinione generale, ma in  realtà
  è stato un valente studioso e conoscitore della storia siciliana.
   E'  doveroso ricordare la figura di Salvatore Natoli, ex  deputato
  di  questo  Parlamento scomparso ieri all'età di 88  anni,  nato  a
  Gioiosa Mare in provincia di Messina, il 4 novembre del 1926.
   Natoli  fu componente di questa Assemblea, eletto nel collegio  di
  Messina,   fra  le  file  del  Partito  Repubblicano   per   cinque
  legislature, dal 1967 al 1981. Più volte assessore regionale per il
  turismo, ai lavori pubblici e alla cooperazione.
   L'onorevole  Natoli,  già  deputato questore  di  quest'Assemblea,
  nella  sua  lunghissima carriera politica, ha  rivestito  anche  le
  cariche  di consigliere provinciale a Messina e comunale di Gioiosa
  Marea  e  Sant'Agata di Militello, oltre che consigliere  nazionale
  del Partito Repubblicano.
   Per  alcune  ore,  nella  notte del 27  novembre  1989,  fu  anche
  Presidente della Regione, eletto da una maggioranza trasversale, ma
  si  dimise  poche  ore  dopo  a  causa della  difficile  situazione
  politica del momento che non gli avrebbe permesso di governare.
   Uomo  di  cultura e sicilianista convinto, oltre  che  saggista  e
  storico,  Natoli è stato anche autore di numerosi libri ed  esperto
  di tradizioni locali.
   Da   adolescente  aderì  al  Movimento  antifascista  e  dopo   la
  liberazione  assieme  al  presidente del movimento  indipendentista
  siciliano,  Andrea Finocchiaro Aprile e al comandante dell'esercito
  volontario per l'indipendenza della Sicilia, Antonio Canepa, fu  il
  fautore   appassionato  e  convinto  dell'indipendenza   siciliana,
  motivata  non  solo storicamente, ma anche dalla constatazione  del
  fallimento della politica meridionale dello Stato unitario.
   Prima  di continuare nei nostri lavori, interpretando i sentimenti
  di  tutta l'Assemblea, vi invito ad osservare un minuto di silenzio
  in segno di cordoglio.

     (I deputati tutti, in piedi, osservano un minuto di silenzio)

   Consorzi comunali e città metropolitane (nn. 833 e altri 848 bis/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Esame  del  disegno  di legge  Disposizioni in materia  di  liberi
  Consorzi comunali e città metropolitane . (nn. 833-783-791-819-822-
  823-824-831-832-839-842-848 bis/A) (Seguito)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è stato distribuito l'emendamento
  Gov. 1 all'articolo 46.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  non
  approfitterò  che  per  pochissimi istanti del  tempo  che  stamane
  l'Assemblea dedica all'approvazione di un disegno di legge che è il
  frutto   evidente   della   votazione  -   di   ieri-   soppressiva
  dell'articolo 1 del disegno di legge della cosiddetta riforma delle
  province.
   Ho  il dovere di segnalare quella che ritengo la inopportunità  ed
  anche  la  inadeguatezza  dell'emendamento  Gov.1  che  rappresenta
  un'anticipazione di un mese, di trenta giorni rispetto  alla  norma
  che,  invece, era contenuta nel disegno di legge che ieri è  stato,
  diciamo   impallinato'  da un largo fenomeno  di  franchi  tiratori
  della  compagine  che,  a  parole, dice  di  sostenere  il  governo
  Crocetta.
   E, quindi, annuncio il voto contrario all'emendamento del Governo,
  ma  mi  preme  anche sottolineare, signor Presidente, il  senso  di
  responsabilità  dei  Gruppi  di  minoranza  presenti  in  Assemblea
  regionale  siciliana, quelli del centrodestra, ma anche del  Gruppo
  del  Movimento  cinque stelle, che con la loro  presenza  in  Aula,
  stanno  assicurando il raggiungimento del numero  legale,  convinti
  come  siamo,  del senso di responsabilità e del senso istituzionale
  che  avvertiamo  in  un  momento  politicamente  assai  delicato  e
  nell'esercizio del dovere legislativo che tenta di non creare vuoti
  pericolosi nella normazione regionale.
   Questi due aspetti mi premeva di rappresentarle e di rappresentare
  a  tutta  l'Aula  signor  Presidente e, di conseguenza,  almeno  il
  Gruppo   parlamentare  che  in  questo  momento   ho   l'onore   di
  rappresentare si adeguerà come voto.
   Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Intanto comunico che ho diversi iscritti a  parlare  e
  darò la parola a tutti.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cracolici è in congedo,  per
  motivi personali, per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Esame  del  disegno  di legge  Disposizioni in materia  di  liberi
  Consorzi comunali e città metropolitane . (nn.  833-783-791-819-822-
  823-824-831-832-839-842-848 bis/A) (Seguito)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  chiaramente  noi  oggi siamo qua a fare la nostra parte  così  come
  avevamo preannunciato l'altro ieri.
   Avevamo  chiesto  al Governo, alla  maggioranza un  atto  di  buon
  senso,  di approvare soltanto l'articolo 46 e di rinviare il resto.
   Tutto  ciò  che è stato fatto nelle trascorse ore diventato  ormai
  cronaca  non  chiaramente  onorevolissima' per la  maggioranza  che
  sostiene  il  governo e ancor meno per il Presidente della  regione
  che  aveva  sbandierato come dire la possibilità di  conseguire  un
  grandissimo traguardo con toni tra l'arroganza e il trionfalismo.
   Ma  chiusa  questa  vicenda noi riteniamo  oggi  di  ribadire  due
  concetti,  se  diamo  uno sguardo all'Aula ci  rendiamo  conto  che
  ancora  oggi i partiti di maggioranza sono claudicanti  nella  loro
  presenza  per  cui  solo  grazie  alla  presenza  della  minoranza,
  eventualmente, oggi cerchiamo di correggere un vulnus  che  sarebbe
  gravissimo nel caso in cui non si facesse questa norma.
   Ma  sulla  scorta  di  questo, oggi, noi siamo  a  rivendicare  la
  correttezza  signor  Presidente, lo  dico  a  lei,  la  correttezza
  dell'applicazione del Regolamento interno dell'Assemblea, che vuole
  il  rinnovo delle Commissioni legislative così come  lo prevede  il
  Regolamento  interno  e  così  come  abbiamo  anche  stabilito   in
  Conferenza dei Capi gruppo.
   In più chiediamo anche al Partito democratico l'atto di giustezza,
  io  dico,  politica chiedendo all'onorevole Lupo di fare  un  passo
  indietro dalla Vicepresidenza perché questa storia non finirà qua è
  giusto che lo diciamo, perché ha incancrenito i rapporti, e in  più
  invitiamo  -   ma noi presentiamo un emendamento -   in  virtù  del
  quale  entrando  nella norma che la data non sia anticipata  al  30
  giugno,  ma rimanga al 31 luglio,  come l'onorevole Ioppolo che  mi
  ha preceduto ha, giustamente e opportunamente, evidenziato.
   Sulla  scorta  di queste vicende, e di queste riflessioni  che  ci
  sentiamo   di   rassegnare  al  Parlamento   tutto   e   anche   ai
  rappresentanti  del  Governo, noi speriamo che  lo  stesso  partito
  democratico  che  è  il partito di maggioranza non  sia  di  giorno
  cortigiano del Presidente Crocetta e di notte invece brighi  contro
  il  Presidente Crocetta, sentendo poi anche qualche  solone' che in
  questa Aula abbia argomentato argomenti che poi sono naufragati  da
  lì a poco.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori,  come
  forze di opposizione non possiamo non essere preoccupati per quello
  che  è successo ieri e, capo gruppo onorevole Gucciardi, anche  per
  quello  che  sta  succedendo stamattina, qui  c'è  il  rischio  che
  nemmeno  questa  mattina l'articolo 46 venga  approvato  perché  il
  numero  dei  deputati  della  maggioranza  è  così  striminzito   e
  indifferente  al  problema, dal momento che  la  maggior  parte  di
  quelli  che  si  sono  messi  in aspettativa  sono  deputati  della
  maggioranza,  però è chiaro che non possiamo lasciare  le  province
  senza un'amministrazione, non possiamo assolutamente fare finta che
  il problema non si pone.
   Signor  Presidente e assessore noi in maniera responsabile avevamo
  chiesto   a   questo  Governo,  qualche  giorno  fa,   di   portare
  all'approvazione  di  questa Assemblea solo  l'articolo  46  perché
  credo  che  allora vi fossero le condizioni per poterlo  approvare,
  proprio  perché  c'eravamo resi conto che c'era la finanziaria  che
  bussava  alle  porte e che c'era la necessità  di  andare  anche  a
  coprire tutte le spese che le province devono affrontare e senza lo
  strumento  del bilancio e della finanziaria questa legge era  priva
  di  alcun significato e valore: così non è stato, vi è stato questo
  incaponimento, questa arroganza da parte della maggioranza che,  ad
  ogni costo, hanno voluto portare in Aula il provvedimento.
   Oggi  viene  riscritto lo stralcio e il Governo fa un  emendamento
  spostando la data da luglio a giugno, noi intanto siamo contrari  a
  portare la data al 30 giugno per il semplice motivo che ci rendiamo
  conto  che una riforma così importante e significativa deve  essere
  discussa nuovamente in Commissione e deve essere affrontata con  la
  partecipazione di tutte le forze politiche presenti  in  Assemblea,
  nessuna esclusa, e, quindi, di conseguenza credo che per più di  un
  mese  saremo  impegnati  prima con la  finanziaria  e  poi  con  la
  discussione in Aula, cioè nelle Commissioni e quindi siamo a giugno
  e si impone la necessità di arrivare sicuramente a luglio.
   Quindi,  sull'emendamento  del Governo  noi  siamo  contrari.  Sul
  disegno  di legge è chiaro che non porremo ostacoli nel  senso  che
  non   voteremo  contro,  ci  asterremo  dalla  votazione  per  dare
  l'opportunità alla maggioranza, qualora esista, di potere approvare
  il provvedimento.
   Però   signor  Presidente  le  chiedo  una  cosa,  la  Commissione
   bilancio'  aveva rinviato all'Aula gli articoli  9,10,  e  11  che
  riguardano i compensi e i permessi dei consiglieri comunali, perché
  ritenevamo,  e anche lei era stato in questo senso, giusto  che  si
  affrontasse  in  questa  sede,  non era  possibile,  assolutamente,
  ritardare  l'approvazione di questi articoli dopo gli scandali  che
  sono  scoppiati,  primo  fra tutti nella mia  città,  Siracusa,  di
  conseguenza non potendosi approvare questi articoli entro  il  mese
  di  aprile, come noi ritenevamo fosse giusto, data la virulenza del
  problema  in  cui  per  essere chiari questi  consiglieri  comunali
  percepiscono, a fine mese, più dei deputati regionali e non  stiamo
  parlando dei consiglieri comunali di Catania o di Palermo, ma anche
  di  quelli della mia città che mettendo insieme gettone e  rimborso
  per  l'attività che svolgono arrivano quasi a   5.500,00 al mese  e
  quindi  è  la somma che percepiamo noi deputati, sarebbe  opportuno
  che  questo provvedimento venga rispedito in Commissione  bilancio'
  in  modo  tale che la Commissione lo possa apprezzare  inserire  in
  finanziaria  e  lo  possa  approvare, sarebbe  assurdo  che  questo
  argomento  -   che ha attirato purtroppo l'attenzione di  tutta  la
  stampa nazionale e anche di quella estera -, non venisse affrontato
  da  parte di questo Parlamento e si continuasse a perdere tempo  su
  questa vicenda.
   Quindi,   signor  Presidente  nell'annunciare  il  voto  contrario
  all'emendamento  e  l'astensione al disegno di  legge  proprio  con
  questo  spirito di responsabilità che caratterizza il Nuovo  Centro
  Destra,  le  chiedo  formalmente e  ufficialmente  di  rinviare  in
  Commissione   Bilancio'  i  tre articoli relativi  alla  cosiddetta
   gettonopoli ,  in  maniera  tale che  si  possano  reinserire  nel
  provvedimento presentato dal Governo e possa essere approvato dalla
  Commissione   Bilancio'  e,  quindi,  approvato  dall'Aula.  Perché
  questo  è  quello  che chiedono i cittadini, questo  è  quello  che
  dobbiamo  fare  perché  non  dobbiamo  allontanare  sempre  più   i
  cittadini dalla politica.

   PRESIDENTE.  E' iscritta a parlare l'onorevole Bernadette  Grasso,
  ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo.
  Noi  ieri in Aula, subito dopo la bocciatura del disegno di  legge,
  abbiamo,   con  atto  di  responsabilità,  affermato  che   eravamo
  disposti, ieri sera stesso, a fermarci per consentire, appunto, che
  venissero  prorogati  i  commissari.  E  con  lo  stesso  senso  di
  responsabilità,  oggi,  siamo  qui  proprio  per  consentire   alla
  maggioranza di approvare, appunto oggi, l'articolo 46 e, quindi, la
  proroga.
   Volevo   rassegnare  all'assessore  ed  ai  componenti   della   I
  Commissione una riflessione. Non possiamo sottacere e non  possiamo
  non  tenere conto della situazione che si è venuta a creare ieri  e
  vorrei  distinguere  due  ordini di motivi.  Uno  politico:  non  è
  compito o una irresponsabilità dell'opposizione ma è un compito  ed
  una  irresponsabilità  della maggioranza ed,  in  particolare,  del
  Partito  Democratico che, con arroganza, ha voluto portare in  Aula
  un  disegno di legge che avrebbe mandato nel baratro la Sicilia.  E
  ringrazio quei colleghi che non sono franchi tiratori ma  che  ieri
  hanno  avuto  un  sussulto di responsabilità e di coscienza  e  che
  hanno impedito questo disastro.
   La  riflessione è questa: il termine del 30 giugno,  assessore,  a
  mio  avviso  va spostato e condivido quello che diceva  l'onorevole
  Ioppolo  per tre ordini di motivi. La I Commissione ed  il  Governo
  non  hanno  tenuto  conto  che  in  questo  momento  al  Parlamento
  nazionale, il Governo nazionale, sta approvando un disegno di legge
  di  riforma  costituzionale, già approvato alla Camera  ed  ora  in
  esame  al Senato. Questo disegno di legge di riforma costituzionale
  prevede  l'abolizione delle province. Allora mi chiedo: è vero  che
  gli  articoli  14 e 15 dello Statuto contemplano i liberi  consorzi
  ma,  assessore,  ricordo a me stessa ed a tutti voi  che  la  legge
  regionale del 1986 si è adeguata alla legge nazionale e, quindi, ha
  stabilito,  ha adeguato, anche in qualche maniera, ha  corretto  lo
  Statuto  mai  attuato: i liberi consorzi sono denominate  province.
  Ed,  allora, che senso ha oggi approvare un disegno di  legge prima
  ancora che la legge venga approvata dal Governo nazionale la  legge
  di  riforma costituzionale? tutti sappiamo che la successiva legge,
  che  è  una legge costituzionale di pari rango, così come lo  è  lo
  Statuto  siciliano, abroga o sopprime quella dello Statuto. Quindi,
  poi, dovremmo adeguarci.
   Allora,  siccome  oggi noi parleremo e dobbiamo  dare  attuazione,
  perché così vuole anche la norma costituzionale che è una norma che
  si  ispira  ai  principi economici, sociali, tanto decantati  dalla
  Corte   Costituzionale,   noi  dovremmo  prevedere   il   riassetto
  territoriale secondo quanto previsto dal nostro Statuto  che  possa
  essere  coerente  con  le  altre  regioni,  con  le  norme  che  si
  approveranno  nelle altre regioni d'Italia. Perché è ovvio  che  la
   Delrio  è una norma transitoria, in attesa dell'approvazione della
  riforma  costituzionale. Per cui il 30 giugno noi  faremmo  ancora,
  secondo me, un altro disegno di legge non armonico.
   L'invito  è,  quindi,  che  ci sia una  riflessione  per  lavorare
  insieme a quello che sta prevedendo il Governo nazionale. Non serve
  avere  una  legge  a  tutti i costi quando  è  una  legge  che  poi
  determina  la rovina che avrebbe determinato, quella che  ieri,  se
  fosse andata avanti, l'Aula avrebbe approvato.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Stamattina
  la  rassegna  stampa era piena di messaggi che il Presidente  della
  Regione si è sentito di conferire a tutte le testate giornalistiche
  in  modo  che  tutti i siciliani potessero sapere, secondo  il  suo
  punto   di   vista,   cosa   è  successo  ieri,   appellando   come
  irresponsabili le opposizioni.
   Bene, io inviterei il Presidente, se fosse qui e da dove si trova,
  a vedere cosa c'è in questo momento in Aula. Abbiamo un'opposizione
  compatta,  presente, a testimonianza del fatto che  vuole  dare  la
  possibilità a questo moribondo, che in questo momento mi sembra  si
  raffiguri così la maggioranza e questo Governo moribondi, di  avere
  un sussulto e potere votare la proroga dei commissari.
   Ma  mi  sembra,  facendo un conto così, a occhio e  croce,  che  i
  numeri  siano davvero sul filo del rasoio, e questo a testimonianza
  che  come ieri, anche oggi, questi signori non si scomodano neppure
  a venire qui in Aula.
   Questo  potrebbe  comportare un rischio,  una  confusione  vera  e
  propria,  ancora  di più, ancora più forte per i cittadini,  per  i
  dipendenti delle Province. Mi chiedo se guardando a quest'Aula  non
  ci  sia  lo  specchio, la cartina di  tornasole di quello  che  sta
  succedendo.
   Lei  poco  fa signor Presidente ha tenuto -  nonostante i  momenti
  così  concitati che si stanno vivendo -  a fare un minuto di pausa,
  una  riflessione  su  un importante rappresentante  della  politica
  siciliana.  Ricordandoci l'aneddoto di quando fu eletto  Presidente
  della   Regione  per  poche  ore,  e  vi  rinunciò  con  senso   di
  responsabilità,  perché si rese conto che chi lo aveva  eletto  non
  rappresentava  una  maggioranza  e  una  stabilità  per  dare   una
  governance  a questa Regione, e quindi rinunciò all'importantissima
  e  prestigiosissima  carica conferitagli  poche  ore  prima  perché
  ritenne di non poter essere una risposta per la nostra Regione.
   Bene,  io invito il Presidente Crocetta a riflettere se forse  non
  si siano determinate le condizioni perché anche lui molli in questa
  situazione  di ingovernabilità che ciclicamente, periodicamente  si
  ripropone, e a cui nessun rimpasto di assessori e nessuna  poltrona
  a  livello periferico possono dare risposta.  La risposta è  quello
  che succede qui in Aula, la maggioranza non c'è.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
  Speravo  che  stamattina iniziassimo la seduta con un  annunzio  di
  dimissioni da parte del Capogruppo del PD, onorevole Gucciardi.
   Mi  dispiace per l'assenza dell'onorevole Cracolici, ma anche  lui
  se  dava  un  segnale di cambio della politica  a  dimettersi  dopo
  questo grave provvedimento bocciato.
   Penso  che  l'assessore, che è ancora in tempo, si dimetta,    per
  tutto   il  tempo  che  lui  ha  passato  a  un  pessimo,  pessimo,
  provvedimento di soppressione delle province.
   Non  è arrivato questo segnale, signor  Presidente, e me ne dolgo,
  perché  significa  che la politica ancora non diventa  con  la   P
  maiuscola, perché sono attaccati agli incarichi, alle poltrone.
   Onorevole Turano mi faccia finire.
   Poi, per quello che dirò, sembrerà che io sia tornato ad avere  un
  rapporto  idilliaco col Presidente. Io la ringrazio Presidente  per
  il suo atteggiamento avuto ieri riguardo l'inizio della discussione
  su questo disegno di legge. La ringrazio perché qua, così come l'ho
  rimproverata e me ne sono lamentato per come lei ha condotto l'Aula
  circa  la  richiesta di rinvio in commissione del disegno di  legge
  sulle  province facendo parlare tutto il mondo fino a  quando  sono
  arrivati  tutti i componenti della maggioranza, oggi vedo  che  lei
  non lo fa.
   La  maggioranza  è  assente.  Come mai  non  fa  l'appello  signor
  Presidente?  Perché non invita tutti i capigruppo della maggioranza
  a  richiamare  tutti  i soldati, i militari a venire  a  votare  la
  proroga  dei  commissari?  Se non è per la  minoranza  lei  sa  che
  quest'Aula non cammina. Mi auguro un sussulto di orgoglio da  parte
  dell'assessore alla funzione pubblica che alla fine dirà mi dimetto
  dall'incarico perché è un illustre magistrato e dopo una  sconfitta
  di  questo genere faccia vedere che è diverso dai politici di  oggi
  che non meritiamo questo incarico assessore Leotta.
   L'intervento del collega Vinciullo, signor Presidente,  lo  stesso
  invito lo faccio a lei, dia un segnale di responsabilità così  come
  questa   responsabilità  ce  la  chiedete  sempre  all'opposizione.
  Rimetta  in  finanziaria il problema legato ai  consigli  comunali,
  agli  assessori e alle circoscrizioni. Diamolo questo segnale   Non
  si  faccia  convincere  da vecchi politici che  hanno  bisogno  dei
  consiglieri di circoscrizione per cercarsi i voti.
   Lo faccia questo intervento e lo faccia qua in Aula

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Greco. Io  prendo  spunto  dal  suo
  intervento  e da quello dell'onorevole Vinciullo e preannuncio  che
  con  disegno di legge autonomo ma che verrà messo ai voti a seguire
  la  finanziaria ma che tratteremo adesso perché è solo una norma da
  fare,  si  ritornerà  immediatamente  in  Aula  a  discutere  della
  questione dei consiglieri comunali.
   Onorevole  Milazzo, poi lei può votare contro o  a  favore  ma  il
  problema  realisticamente,  ognuno ha  le  proprie  opinioni,  deve
  essere  affrontato  perché non può passare all'esterno  -  lo  dico
  anche  per  quelli  che, certamente per altre ragioni,  ieri  hanno
  votato  contro  - non era per bloccare la riforma sull'assetto  dei
  consigli  comunali  e lo status degli amministratori  per  cui  ben
  venga  l'invito che mi è stato rivolto da più parlamentari  ma  già
  ieri  avevo detto, anche immaginando un percorso pure oggi  d'Aula,
  di  poterlo  abbinare a questo disegno di legge, ma  è  chiaro  che
  aggraviamo il procedimento.
   Siccome penso che ci sia univocità di intenti, quello di allineare
  le indennità di amministratore a quelle del resto d'Italia, non c'è
  motivo  di  differenziazione, però lo facciamo con  un  disegno  di
  legge  autonomo in accompagnamento alla finanziaria, non dal  primo
  maggio, da votare entro il 30 aprile. Su questo mi faccio promotore
  con  una norma specifica, poi l'Aula è sovrana, può votarla o meno,
  è un altro tipo di ragionamento.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  proprio
  su  questa  norma devo intervenire. Quando si parlerà  di  consigli
  comunali poi si parlerà di quello che ognuno di noi vorrà  fare  in
  termini di modifiche.
   Io  Signor Presidente mi rivolgo al capo gruppo della maggioranza,
  all'onorevole Gucciardi, ma è possibile che da questa parte c'è  un
  dibattito molto sentito e il senso di responsabilità è alto  perché
  ci  si   pone il problema del rischio - onorevole Gucciardi lei  fa
  così  e  lo  devono vedere gli altri quello che fa lei  perché  gli
  altri  si devono rendono conto - è possibile che noi ci poniamo  il
  problema  se  questa  norma fosse respinta e  il  Presidente  della
  Regione e l'onorevole Cracolici non sono in Aula?
   Ma   insomma  è  la   norma  delle  minoranze?  E'  la  norma  del
  Parlamento? No perché non l'avete condivisa con il Parlamento, è la
  norma  della maggioranza, ma almeno un poco di immagine diremmo  al
  mio  paese  un po' di presa in giro  venire qua il Presidente della
  Regione  e dire: Signori del Parlamento, onorevoli, ci vuole  senso
  di responsabilità questa norma deve essere approvata e allora tutti
  noi  presi dal senso di responsabilità e che facciamo i legislatori
  non ci potremmo tirare indietro.
   Io  le dico signor Presidente sono stato invitato ad esprimermi su
  due  mozioni  di  sfiducia, ieri ho respinto una norma  perché  non
  condivisa  con le minoranze, se fosse per me ognuno deve  avere  la
  capacità e il coraggio di dire quello che pensa, se fosse   per  me
  io  boccerei  questa norma e voterò contro perché l'elezioni  vanno
  date,  c'è un'arroganza strisciante in questo Parlamento perché  se
  ci  fosse tutta la maggioranza al completo allora ci si porrebbe il
  problema,  non  puoi  fare  il blitz  di  fronte  a  una  serie  di
  emergenze,  ma  di  fronte al fatto che la  maggioranza  non  è  al
  completo  grazie  a  coloro i quali per senso di responsabilità  ci
  sono  nella  maggioranza,  gli faccio gli  auguri  di  buon  lavoro
  onorano il proprio mandato però ognuno di noi rappresenta una parte
  politica  perché  il  problema deve essere  delle  minoranze  oggi?
  Perché sono stato chiamato ad esprimermi su due mozioni di sfiducia
  e oggi devo fare la stampella? Si pone il problema?
   Benissimo,  chi ha creato il problema abrogando le province  senza
  sapere  dove  andava  a  parare oggi si esce  la  terra  dal  fosse
  zappando  e  dicendo ai siciliani:  siccome ho avuto una  strategia
  strampalata confusionaria sena sapere dove dovevo andare a  parare,
  oggi le conseguenze sono queste .

   RINALDI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo comunicare
  ai colleghi che ho presentato un sub emendamento che prevede la non
  riconferma  degli attuali Commissari ma solo per coloro  che  hanno
  già svolto il compito per dodici mesi.
   Io  mi  rimetto  chiaramente alla volontà  dell'Aula,  non  è   un
  emendamento presentato rispetto a ciò che è accaduto ieri sia anche
  lo  stralcio  che sta venendo oggi in Aula ma è un emendamento  per
  evitare  che  anche  a  giugno  così come  prevede  questa  proroga
  dovessimo  ritrovare  nuovamente  a  presentare  un  ulteriore  sub
  emendamento per prorogare i termini dei commissari.
   Quindi  chiedo ai colleghi non è un emendamento presentato  contro
  la  volontà  che già si è espressa, ma soltanto per evitare  che  i
  Commissari che hanno amministrato l'ex province che hanno  superato
  più  di dodici mesi e che hanno svolto anche il loro compito  direi
  non in maniera perfetta di evitare che continuano a sperperare e  a
  governare così come hanno fatto adesso
   Pertanto,  quindi  mi  rimetto  alla  volontà  dei  colleghi   per
  l'approvazione di questo emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, alcune  brevi  riflessioni:  noi
  forse  non  ci  rendiamo  conto che  siamo  in  una  situazione  di
  emergenza, emergenza oserei dire istituzionale, io vi prego di  non
  aggravare il procedimento già di per sé complesso e tortuoso  e  di
  questo  ringrazio l'Aula che ieri ha aderito alla richiesta che  ha
  formulato questa Presidenza di fare lo stralcio, per cui ripeto non
  aggraviamo il procedimento con subemendamenti che aggraverebbero il
  procedimento  e  comunque, per forza di cose li  dovrei  dichiarare
  inammissibili,  quindi invito a chi ha presentato subemendamenti  o
  intende  presentarli  di  non presentarli perché  comunque  saranno
  dichiarati inammissibili.
   Sono  stati  sviluppati  diversi  ragionamenti  da  parte  di  più
  deputati  facendo  riferimento  a questioni  di  maggioranza  e  di
  opposizione,  non  la  poniamo  in  questi  termini  la  questione,
  onorevoli  colleghi,  non  è  una questione  di  maggioranza  e  di
  opposizione, anche l'intervento dell'onorevole Milazzo  che  faceva
  appello anche a deputati autorevoli assenti, non è questo il senso,
  questa  è una iniziativa che non parte dal Governo e chiaramente  è
  condivisa  dal  Governo  perché  l'ha  sottoscritta  ma  parte   da
  quest'Aula.
   Faccio  appello  ai  parlamentari di ogni  Gruppo,  maggioranza  e
  opposizione, noi dobbiamo comunque garantire continuità  perché  ho
  sentito dire cose, sono state peraltro pure scritte che si andrebbe
  al  voto nelle province, non è assolutamente così, sarebbe il  caos
  generale   per  cui  è  chiaro  che  c'è  un  problema  di   tenuta
  istituzionale,  ragioniamo  come  Parlamento,  come   organismo   e
  Istituzione  altra  rispetto  al  Governo  nel  quale  siamo  tutti
  coinvolti, non è la questione di una parte politica come  un'altra,
  le  questioni  li  affronteremo una  volta  che  verrà  in  Aula  e
  ritornerà  in Aula, peraltro non è stato stralciato il  disegno  di
  legge  sulle province, per cui mi permetto non tanto sommessamente,
  consentitemi  di  dirlo,  vi invito ad un momento  di  riflessione,
  evitiamo  voti  contrari,  evitiamo astensioni  in  questo  momento
  perché    realisticamente   non   garantiscono   la    funzionalità
  dell'Istituzione province con le grosse difficoltà che ci sono:
   Se  ieri  non  c'è  stata opposizione rispetto alla  richiesta  di
  questa  Presidenza di fare uno stralcio e garantire la proroga  poi
  possiamo pure discutere, posso pure condividere se è 30 giugno o 31
  luglio,  per  carità,  ognuno può avere posizioni  differenti  però
  evitiamo di aggravare, ripeto, il procedimento più di quello che  è
  stato fatto fino adesso.

   È iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  devo
  dire  che  il  mio  intervento diventa più  complicato  dopo  avere
  ascoltato  l'appello  del Presidente dell'Assemblea,  però  io  non
  posso  esimermi dallo svolgere un minimo di ragionamento su  quello
  che  è  accaduto  ieri  ma anche nelle ultime settimane  in  questo
  Parlamento. Presidente, al netto delle differenti posizioni che  il
  centrodestra  ha  assunto  su alcuni temi  importanti  rispetto  al
  Movimento  Cinque  Stelle,  credo di  poter  dire  senza  atema  di
  smentita  che  l'opposizione tutta ha sempre  dimostrato  senso  di
  responsabilità e vorrebbe farlo anche oggi.
   Però  vede,  Presidente,  oggi  mi sarei  aspettato,  e  non  sono
  personalismi Presidente Ardizzone, che dopo lo scivolone  di  ieri,
  che  dopo  il  disastro di ieri, il condottiero, il  nocchiero,  il
  capitano, il Presidente Crocetta fosse presente in Aula.  Mi  sarei
  aspettato  oggi  che  dopo  averci  messo  la  faccia,  l'onorevole
  Cracolici oggi fosse in Aula.
   Mi  sarei aspettato da parte del centro sinistra, da parte del PD,
  da  parte  dell'UDC  un  atteggiamento diverso  rispetto  a  quello
  utilizzato  da qualche collega mentre parlava l'onorevole  Milazzo.
  Mi sarei aspettato soprattutto, signor Presidente, che oltre al suo
  appello,  vi  fosse da parte del centro sinistra un maggiore  senso
  delle  istituzioni.  Non  ci potete di essere  responsabili  e  poi
  prendervi  tutto,  anche quello che non vi  spetta,  come  la  vice
  presidenza  dell'Assemblea  regionale.  E'  una  vergogna,  non  ci
  possiamo stare.
   Non   ci  possiamo  stare,  Presidente.  Di  quale  responsabilità
  parlate?   Quando c'è da prendere prendete e quando c'è da chiedere
  fate appello al senso di responsabilità?
   Allora   Presidente,   allora  signori   Presidenti   dei   gruppi
  parlamentari della maggioranza. In questo momento in Aula voi siete
  meno  di  noi.  Se in questo momento si votasse in Aula,  qualsiasi
  iniziativa della maggioranza PD-UDC e del Governo Crocetta, sarebbe
  battuta.
   Allora, Presidente Ardizzone, con tutti il senso di responsabilità
  del  caso  cominciamo col dichiarare inammissibili se non  verranno
  ritirati  tutti gli emendamenti e tutti i sub-emendamenti che  sono
  stati presentati a partire da quelli del Governo. Possiamo valutare
  di  rimanere in Aula soltanto nel caso in cui si riparta dal  testo
  base.
   Dopo  di  che,  Presidente,  nessuno ci  può  chiedere  di  votare
  favorevolmente  le  proposte  del  Governo  e  della   maggioranza,
  altrimenti  la gente veramente finisce per confondersi  e  per  non
  capire  più  niente. Presidente auspichiamo che lei sia  sempre  di
  garanzia,  però partiamo dal passaggio corretto, se la  maggioranza
  ha  il  numero  legale  ne  prendiamo  atto  e  restiamo  in  Aula,
  altrimenti Presidente Ardizzone sospenda la seduta perché  noi  non
  siamo  mai  stati stampella di nessuno e meno che mai  saremo  oggi
  stampella di Crocetta e del PD.

                (applausi dai banchi dell'opposizione)

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cordaro  per  quanto  riguarda   l'invito
  all'inammissibilità  degli emendamenti  già  ho  preannunciato.  Il
  Governo   non   lo  può  ritirare  perché  in  effetti  sostituisce
  l'articolo dell'articolo 46 che era collegato all'entrata in vigore
  di una legge che in atto non c'è, quindi lo adegua.
   Rendo  ammissibile solo l'emendamento dell'onorevole  Falcone  che
  posticipa  dal  30  giugno al 31 luglio, e su questo  vota  l'Aula,
  questo  è il dato, come sub emendamento all'emendamento del Governo
  perché il Governo non lo può ritirare l'emendamento né io lo  posso
  dichiarare inammissibile.

   RINALDI. Mi spieghi perché è inammissibile.

   PRESIDENTE.  E'  inammissibile perché aggrava  il  procedimento  e
  perché in contrasto con l'articolo 145 dell'ordinamento degli  Enti
  locali,  perché se da un lato dico che l'Assessore nomina  in  base
  all'articolo 145 dell'ordinamento degli Enti locali, non posso dire
   si però va a fare la verifica, devono avere più o meno di dodici
  è inammissibile.

   RINALDI. Si deve guardare l'articolo 145.

   PRESIDENTE. Va bene,  avevo fatto un appello per non arrivare  con
  subemendamenti.

   SAMMARTINO. Lei deve fare parlare i colleghi, Presidente.

   PRESIDENTE. Se lei ha qualcosa da dire si iscriva.

   SAMMARTINO. Lei parla nel ruolo istituzionale?

   PRESIDENTE. Cerchi di fare approvare il disegno di legge, non vede
  che non è nelle condizioni per gridare, onorevole Sammartino.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.
   Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  ci
  siano   momenti  nella  vita  delle  amministrazioni  pubbliche   e
  rappresentative  nelle quali il senso delle  istituzioni  che,  più
  volte  è stato richiamato da questa tribuna, dovrebbe prevalere  su
  qualsiasi  schieramento e persino sul merito dei provvedimenti  che
  sono in discussione al Parlamento.
   Credo che quello che serve, in momenti come questo, è tenere  alto
  il profilo dell'istituzione parlamentare regionale.
   Certamente la propaganda in momenti come questo, fa la sua  parte,
  dannosissima,  però ci sta, fa parte anche questo della  dialettica
  anche  forte,  delle  contrapposizioni, anche dure,  tra  posizioni
  politiche.
   Credo che torti e ragioni, in qualsiasi percorso umano, anche  per
  quelli  sacri,  dal punto di vista istituzionale di  un  parlamento
  come  questo, ci stanno, ma torti e ragioni non stanno mai  da  una
  parte sola.
   Siccome  questo è un momento particolarmente delicato e  complesso
  che  riguarda il merito, anzi la mancata approvazione,  per  quello
  che  è  accaduto ieri, di norme che attengono alla disciplina delle
  autonomie  locali,  sulle  quali è  legittimo,  ci  può  essere  la
  contrapposizione  più  dura,  le idee  più  diverse,  ma  se  tutte
  espresse  nell'assoluta buona fede, fanno  parte  del  legittimo  e
  dell'indispensabile - Presidente Musumeci - dialettica  democratica
  che,  in  un'istituzione parlamentare ci deve essere a salvaguardia
  delle istituzioni.
   Devo  dire e con grande rispetto, per le posizioni di ognuno,  che
  non  ho  compreso, i Gruppi parlamentari i cui rispettivi  partiti,
  hanno  nei  loro  programmi, l'abolizione  delle  province  e  sono
  presenti  Gruppi  parlamentari in quest'Aula, alla  stessa  maniera
  come  legittimamente  e a testa alta e con grande  dignità,  altri,
  hanno  fatto battaglie contro il merito della proposta che è uscita
  fuori  dalla  I  Commissione legislativa  permanente.  Alla  stessa
  maniera  dico  che  è davvero incomprensibile,  come  alcune  forze
  parlamentari   presenti   in   quest'Aula,   rinneghino   i   punti
  programmatici dei propri rispettivi partiti, e ripeto lo dico,  con
  grande rispetto e con grande onestà intellettuale.
   Tuttavia  dopo  il  vulnus  di  ieri che,  certamente  rischia  di
  determinare  problemi  gravi, rispetto per  esempio  ai  dipendenti
  delle   province,   rispetto  alle  dotazioni   finanziarie,   alla
  regolazione dei rapporti finanziari nella materia delle ex province
  tra  la  Regione  e lo Stato; di fronte a questo,  oggi  credo  che
  questo   Parlamento,   non  possa  avere  una  parte   contrapposta
  all'altra.
   Questo  Parlamento ha il dovere al di là delle posizioni e con  le
  difficoltà che ci sono e che, peraltro ho manifestato pubblicamente
  in  comunicati  stampa  ufficiali di chi vi  parla,  ieri  cioè  di
  problematiche   che  attengono,  evidentemente  la   tenuta   della
  maggioranza,  nonostante  tutto questo,  faccio  appello  a  questo
  Parlamento  e come ho detto altre volte alla grande dignità  che  i
  singoli  componenti di quest'Assemblea esprimono e  hanno  espresso
  nell'espletamento delle loro funzioni democratiche, faccio  appello
  a  quest'Assemblea  davvero  con  grande  consapevolezza  di  poter
  ottenere  una  risposta  netta, seria di votare  questa  norma  che
  consentirà certezza ad istituzioni territoriali come sono i  liberi
  consorzi  comunali e le città metropolitane o le ex  province  come
  volete voi.
   E'  indispensabile perché lasciare ai commissari ad acta  che  non
  hanno   né   la   rappresentanza  legale,  né  la  potestà   perché
  l'ordinamento  così  indica, neppure dotare questi  enti  dei  loro
  strumenti finanziari indispensabili. Credo che è una responsabilità
  che  questa Assemblea non possa assolutamente assumersi. Per questa
  ragione  al  di  là delle posizioni, degli schieramenti,  sento  il
  dovere  da  parlamentare,  innanzitutto, da  componente  di  questa
  Istituzione parlamentare, di appellarmi al senso delle istituzioni,
  ancor  prima  del  senso di responsabilità dei deputati  di  questa
  Assemblea  perché si possa da domani ragionare e la  volontà  della
  maggioranza e comunque la volontà del Partito Democratico è  quella
  di  riaprire  il  ragionamento con le forze politiche  presenti  in
  questo Parlamento, consapevoli come siamo che le regole si scrivono
  insieme,  soprattutto,  le  regole che attengono  alle  istituzioni
  pubbliche rappresentative.

   PRESIDENTE.  Dopo  l'appello dell'onorevole Gucciardi,  gli  altri
  iscritti  a parlare sono gli onorevoli Musumeci, Lentini, Sorbello,
  Siragusa,  Ragusa  e  Fontana, ma sospenderei per  dieci  minuti  i
  lavori d'Aula.

   MUSUMECI.  Questa  è  mancanza di rispetto  verso  il  Parlamento.
  Questa è la verità.

             (L'onorevole Musumeci si allontana dall'Aula)

   PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, ho bisogno di sentire i presidenti
  dei gruppi parlamentari su questa vicenda.
   Sospendo  per  dieci minuti. Alle 13,45 sarò, comunque,  in  Aula.
  Invito solo ed esclusivamente i presidenti dei gruppi parlamentari,
  in assenza dei quali, un solo componente di gruppo nel mio ufficio.

     (la seduta, sospesa alle ore 13,28, è ripresa alle ore 14.07)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli   colleghi,  sono  iscritti  a  parlare  gli   onorevoli
  Musumeci,  Lentini,  Sorbello,  Siragusa,  Ragusa  e  Fontana.   Si
  iscrivono in questo momento gli onorevoli Forzese e Figuccia.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Forzese.

   FORZESE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  fa  davvero
  piacere  che,  dopo una lunga fila di nomi iscritti a  parlare,  il
  Presidente mi dia l'opportunità per ciò che concerne la sospensione
  legata ai lavori d'Aula.
   A  mio  modo di vedere, caro Presidente, lo dico anche al Governo,
  ho  la  preoccupazione che qui qualcuno non avverte,  se  non  come
  dire,  il  comportamento di taluni leader  di  questa  Regione,  se
  nonché  di esponenti politici anche nazionali, che qualcuno intende
  far saltare il banco, cioè tentando di utilizzare, anche se non ho,
  come  dire, la caratteristica di parlare con questi toni, ma ho  la
  preoccupazione,  egregio  Presidente,  che  qualcuno  -  parlo   di
  esponenti   politici  nazionali  -  utilizzando   il   nome   anche
  dell'attuale Presidente del Consiglio, cioè Renzi, non avverte  che
  così facendo si fa del male ai siciliani.
   Pertanto,  il  mio invito è quello di chiamare responsabilmente  i
  colleghi   tentando   di  non  mettere  fuori   quella   demagogia,
  sostenendo,  come dire, attraverso proprie dichiarazioni,  cercando
  di  volere aiutare il Governo, ma a mio modo di vedere si tenta  di
  utilizzare  dei  meccanismi perversi, maldestri,  cercando  poi  di
  riuscire  a far saltare il banco, cioè significa portare  a  questo
  Governo  le  dimissioni,  non capendo  che  oggi  non  ci  sono  le
  condizioni.
   Pertanto,  l'invito che faccio al Presidente dell'Aula, così  come
  ha  sempre fatto con rigore, con capacità, con professionalità,  di
  condurre  i lavori d'Aula affinché si possa arrivare a questo  voto
  per  dare  questa ulteriore opportunità al Governo, ma che  nessuno
  possa fare della demagogia utilizzando nomi di leader nazionali per
  poi   non   arrivare  a  nulla  se  non  creando  disagio,  creando
  praticamente qualcosa di serio nei confronti del popolo  siciliano,
  grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Fontana.  Ne  ha
  facoltà.

   FONTANA. Ritiro la mia iscrizione a parlare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le riforme non sono
  solo un modo di dire, le riforme si fanno e si crede in quello  che
  si  fa,  noi, oggi, stiamo affrontando un argomento importante  che
  sono   le  riforme  delle  province,  andiamo  incontro  ai  liberi
  consorzi.
   Si  possono  trattare  in mille modi questi argomenti,  ma  uno  è
  essenziale  e  penso  che  ognuno di noi  debba  assumersi  le  sue
  responsabilità rispetto ad un certo tipo di percorso. Se, ormai, la
  legge è stata incardinata, non si può fare altro che continuare  in
  questo  senso, approvando e deliberando, stamattina, quello che  il
  Governo ha presentato.
   Un  riferimento  particolare  va fatto  al  lavoro  dell'assessore
  Leotta che ha partecipato a questo intenso lavoro mettendoci  molto
  del  suo  impegno, molto della sua professionalità, molto  del  suo
  amore  e cultura per la sua Terra e ha affrontato con piglio deciso
  e intelligente, fornendo a noi tutti deputati una opportunità che è
  quella  di  proseguire  per il nostro cammino,  votando  stamattina
  l'emendamento  presentatoci, per fare sì che  le  province  vengano
  ancora governate con i commissari per poi affrontare, più avanti in
  modo   più   sereno,  quelle  che  possono  essere  le   definitive
  organizzazioni delle ex province.
   Pertanto, signor Presidente, annuncio il nostro voto favorevole  a
  quanto presentato dal Governo regionale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intendo precisare
  che   oggi,  quest'Aula,  si  accinge  a  votare  la  conferma  dei
  commissari e devo ricordare che ad oggi i commissari nominati nelle
  ex   province  stanno  sanando  i  conti  delle  province,   perché
  finalmente i dirigenti della pubblica amministrazione regionale  si
  sono  impegnati, con il Governo, affinché si possano  presentare  i
  bilanci della province in ottime condizioni.
   Oggi  mi rivolgo al centro destra, ma la questione importante  che
  oggi deve sposare il centro destra, non è tanto il voto di oggi per
  la  proroga dei commissari; la legge è fatta di tanti articoli,  se
  loro  vogliono  fare valere alcune ragioni, che  hanno  manifestato
  all'interno della proposta di legge in questi giorni, nei lavori di
  commissione, lo possono fare senz'altro, anche portando  avanti  un
  ragionamento  serio, ma questa di oggi è veramente  una  situazione
  inaccettabile  e  lo è  perché oggi, in questo momento,  per  tanti
  motivi,  molti  colleghi della maggioranza hanno  già,  da  diverso
  tempo,  preso impegni fuori Palermo e non è giusto approfittare  di
  questa  legge  per  cercare di sabotare un  percorso  politico  che
  ritengo inopportuno in questo momento, tenendo presente che, con la
  legge  n.  8  del  2014,  ormai, questo Parlamento,  di  fatto,  ha
  annullato, ha chiuso con le ex province.
   Se  oggi veramente, vogliamo fare un ragionamento di disfatta  per
  quanto  riguarda un disegno di legge presentato dalla  maggioranza,
  si  assumano  la  responsabilità. Oggi l'assessore, la  maggioranza
  chiede  di votare semplicemente la proroga dei commissari, affinché
  ci  si  possa  preparare  in  queste settimane,  possibilmente  per
  predisporre  un documento ancora più forte, all'interno  di  questa
  proposta  anche  con  qualche riscrittura,  affinché  possa  essere
  condivisa fra il centro destra e il centro sinistra.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sorbello.  Ne  ha
  facoltà.

   SORBELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  registriamo oggi e consolidiamo quello che è un vecchio  detto  dei
  saggi che ci hanno insegnato queste parole e queste frasi

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Scusate, se avete bisogno di un'ulteriore sospensione
  per raccordarvi.

   GRECO GIOVANNI. Dobbiamo votare.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, c'è un collega che sta parlando e non
  può intervenire in questa confusione.

   SORBELLO. Sospendiamo ad oltranza.
   Sostanzialmente volevo dire che c'è un tempo per  tutto  e  questa
  Assemblea è stata il luogo dove si sono registrate diverse battute,
  per  andare dagli inizi degli anni 2000 ad oggi, e cioè  dal  tempo
  dello  sperpero,  che  approfondiremo nel  momento  dell'esame  del
  bilancio, dello sperpero delle finanze di questa Regione.  Poi  c'è
  stato  un tempo, quello dei proclami, con l'avvento di questa nuova
  legislatura,  c'è  stato l'avvento delle nomine degli  amici  degli
  amici, delle segretarie e c'è stato il tempo di quello che è  stato
  il turn over dei diversi governi che si sono succeduti.
   Ora  assistete  a quanto è successo ieri, i franchi tiratori.  Chi
  sono  i  franchi  tiratori? Molto probabilmente i franchi  tiratori
  sono coloro che hanno beneficiato delle nomine di questi commissari
  nelle  varie province, perché torna comodo avere i commissari nelle
  varie  province  per  le varie nomine, non ultimo  i  revisori  dei
  conti,  tutti  i  dirigenti, le posizioni nelle  varie  istituzioni
  provinciali. A cosa mi riferisco? Di molti, di coloro che forse non
  erano presenti in Aula, sono  coloro che sono stati beneficiati,  i
  cambi di casacca.
   Non si può parlare. Signor Presidente, rinuncio, intervengo dopo.
   La   pregherei  di  sospendere  l'Aula  in  queste  condizioni   è
  irriguardoso verso chi parla.

   PRESIDENTE. Onorevole Sorbello, prego vada avanti.

   SORBELLO.  Ripeto, è finito il tempo delle nomine e dei  cambi  di
  casacca  e che non si può portare a casa il bottino. Ci sono  stati
  degli  oratori che mi hanno preceduto che puntavano il  dito  sulla
  votazione di ieri.
   La votazione era scontata poiché non si può forzare la mano su una
  norma  che  ancora  non prevede nessuna risorsa  all'orizzonte  per
  quanto riguarda queste istituzioni che assegna solo compiti  e  non
  c'è un lume e uno spiraglio di risorse a disposizione.
   Il  mio  rammarico qual è? Il mio rammarico è che su tutta  questa
  vicenda,  coloro  che  soffrono  -   e  qui  dentro  non   c'è   la
  responsabilità  in questa Aula, ancora non trovo la  responsabilità
  né  da  parte del Governo né da parte di questa Assemblea, di molti
  della  sua  grande maggioranza di questa Assemblea  -  riguarda  il
  futuro  di  seimila  dipendenti delle Province  che  aspettano  una
  risposta, che hanno un futuro molto grigio se non nero e noi ancora
  oggi   continuiamo  sull'emendamento  dell'onorevole  Rinaldi,   io
  aggiungerei che non si può nominare un commissario a part  time,  a
  part  time del part time.
   Non si può nominare un commissario che si reca alla Provincia, cui
  è  stato nominato, una volta alla settimana per due ore. Io ritengo
  che  nessuno amministratore è in grado di seguire nemmeno la  posta
  in  entrata  recandosi  per  due ore  la  settimana  presso  quella
  istituzione.
   Considerato  che questo pastrocchio va avanti da circa  due  anni,
  ritengo  che  sarebbe opportuno andare ad una soluzione,  che  sarà
  subito dopo il bilancio, vedremo, oggi purtroppo non abbiamo  altro
  che   votare  questo disegno di legge, magari con il subemendamento
  proposto  al 31 luglio, ma che sostanzialmente non da una  serenità
  né  ai  dipendenti  né alle questioni legate alle competenze  delle
  Province.
   Qual  è  il mio auspicio e la mia proposta? Quella di rivedere  le
  nomine  dei  commissari delle nove Province,  anche  per  dare  una
  risposta, vedete la risposta ai franchi tiratori di ieri  a  coloro
  che  erano  assenti in questa Aula, perché i beneficiari di  queste
  nomine  sicuramente vogliono continuare a gestire il potere tramite
  nomine e senza elezioni.
   Allora  oggi si sta continuando nelle nove Province a  gestire  il
  potere  in maniera personale e chi vi parla è uno che non ha  avuto
  niente di qua dentro, io forse sono uno dei pochi che non ha  avuto
  niente e ve lo dico con il cuore in mano, molti di quelli che hanno
  cambiato casacca in questo Parlamento hanno avuto nomine ad iosa di
  parenti, di amici e amici degli amici.
   Allora dobbiamo smetterla con questo giro di giostra.
   La nomina dei commissari deve essere rivista.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sono  iscritti  a  parlare  gli
  onorevoli Musumeci,  Figuccia ed il Presidente Crocetta.
   Con  il permesso dell'onorevole Musumeci e dell'onorevole Figuccia
  darei  la  parola  al Presidente della Regione e poi  se  intendono
  intervenire successivamente i colleghi chiaramente hanno il diritto
  di farlo.
   Presidente Crocetta ha facoltà di intervenire.

   CROCETTA,   Presidente   della  regione.   Onorevole   Presidente,
  onorevoli deputati, io ho avuto l'incontro con la stampa poco fa ed
  ho   detto  che  le riforme istituzionali non si fanno  da  soli  e
  continuo  a  pensarla in questo modo, non può essere un tema  della
  maggioranza, non lo è a Roma, non capisco perché lo debba essere  a
  Palermo.
   Il  Presidente  Renzi, sull'Italicum, si è posto  il  problema  di
  collaborare col Nuovo Centro Destra e con altre forze di centro, ma
  anche  con  la  stessa  Forza Italia,  e più  volte  ha  aperto  ai
  grillini.
   Voglio  ricordare che se questa legge è stata approvata  la  prima
  volta,  è stato grazie anche al fatto che insieme alla maggioranza,
  e   non   tutta,   anche  perché  sfilacciamenti  sulle   questioni
  istituzionali  avvengono fisiologicamente, lo  si  è  dovuto  anche
  all'apporto importante dei grillini.
   Ora  io vorrei cominciare a ragionare su una questione: per  quali
  ragioni  allora, forse pure il centro destra,  non votarono  quella
  norma? Unicamente sulla questione elettiva, quella che riguarda  la
  questione  dell'elezione del Presidente, del  consigliere  e  degli
  organi  che  in  questa legge è prevista con  elezione  di  secondo
  grado.
   Oggi però c'è un tema. La legge nazionale, che non è una legge  di
  carattere elettorale, e quindi noi non possiamo fare a meno di  non
  attuare,  impedisce questa prospettiva, cioè impedisce che  ci  sia
  l'elezione diretta dei Presidente.

   GRASSO. Non è così.

   CROCETTA,  Presidente della regione. No, lo impedisce per  ragioni
  finanziarie, tanto è vero che fa parte persino del contenzioso  sul
  debito,  fa  parte persino del contenzioso del credito col  Governo
  nazionale,  perché è considerata una norma di spending review,  che
  abbatte i costi della politica.
   Pensare  poi  che  in un assetto istituzionale, in  cui  tutte  le
  regioni  italiane fanno questo, noi dovremmo essere l'unica regione
  italiana  che non lo fa, capite bene che pone problemi, che  creano
  un  incidente istituzionale non indifferente, di contrasto, a  meno
  che la Sicilia non voglia agire sola e isolata dal mondo.
   Tra l'altro non è stato ammesso l'emendamento e non sono stato  io
  a  non  ammetterlo,  per  essere chiari,  in  Commissione  è  stato
  considerato   inammissibile  perché   la   norma    Delrio'   viene
  considerata norma di riduzione dei costi della politica, quindi non
  assetto che riguarda il modo di funzionamento.
   È  inutile  porsi  rispetto ad una questione,  ci  sono  le  altre
  questioni,  capisco  tutte le difficoltà che ci  sono,  rispetto  a
  ridisegnare  enti  che   non  esistono, noi  abbiamo  l'idea  delle
  vecchie  province, è chiaro che lo schema più facile  è  quello  di
  copiarle e di adottarle così come sono.
   Abbiamo  il  tema  della costituzione delle città metropolitane  e
  diciamo  che magari il Comune di Castel di Lucio fa parte dell'area
  metropolitana di Messina, ma questa è una scelta.

   GRECO GIOVANNI. E in Sicilia se ne fanno 3?

   CROCETTA,  Presidente della regione. E lo so, ma si  può  fare  un
  discorso  sereno, per cortesia, tra l'altro non sa  neanche  quello
  che devo dire e già fa la polemica.
   Dicevo,  questa  è una scelta del Parlamento,  il  Governo  non  è
  affezionato ad una tesi piuttosto che ad un'altra, noi  abbiamo  il
  problema di ridurre i costi, il tema che abbiamo tutti quanti è  di
  evitare le duplicazioni nella pubblica amministrazione, evitando la
  ripetizione   inutile  di  procedure  che  si   incardinano   nelle
  valutazioni delle province, nelle valutazioni della regione,  nelle
  valutazioni dei comuni.
   Questo  porta ad un modello di semplificazione amministrativa  che
  incrementa  lo  sviluppo, quindi, dobbiamo  approfittare,  non  per
  cristallizzare lo stato esistente delle cose.
   Io  capisco  anche, ve lo debbo dire, una parte di  preoccupazione
  che  c'è nel Movimento  Cinque Stelle quando dicono:  non è che  le
  province  noi le dobbiamo caricare ulteriormente, potenziarle,  nel
  nome di fare liberi consorzi  . Perché, altrimenti, si dice: perché
  la stiamo facendo la norma?
   Allora,  quello che noi, tutti quanti, dobbiamo invece valutare  è
  una  cosa:  modalità di elezione, vale a dire il sistema di  scelta
  del  sindaco  della città metropolitana, può essere automaticamente
  il  sindaco  dell'area metropolitana mentre  nel  caso  dei  liberi
  consorzi  questo viene eletto dagli altri sindaci  e  dai  consigli
  comunali?  Io  sono  molto laico  Ve lo dico e  non  mi  approccio,
  rispetto a questo problema, con uno schema, perché ritengo che,  in
  questi casi, la verità non ce l'abbia nessuno, perché è anche  vero
  che  può  essere che è il sindaco di un piccolo comune  a  fare  il
  sindaco  dell'area metropolitana? Però il tema che si pone  è:  può
  essere  che   uno che è stato eletto da una parte della popolazione
  ad interpretare soltanto i bisogni di tutta la popolazione? Attiene
  anche alla questione della democrazia formale e sostanziale.
   Quindi,   questi   due  principi  dovranno   poter   trovare   una
  rappresentazione. C'è chi aveva pensato, l'assessore  per  esempio,
  al   voto  ponderato  per  rendere  possibile  questo.  Non  piace?
  Discutiamone  Nessuno è affezionato ad una tesi. Il tema è,  quindi
  rivedere   i  meccanismi.  Lo  Statuto  siciliano  e,  quindi,   la
  Costituzione  italiana, prevede che in Sicilia non ci  siano  altri
  enti intermedi che non siano i liberi consorzi dei comuni. Tanto  è
  vero che, l'altra volta, nel modulare le città metropolitane questo
  fu anche una cosa che venne condivisa, oltre che dalla maggioranza,
  anche  dal  Movimento  Cinque Stelle, che ce lo  poneva  pure  come
  problema,  c'era   il  tema  di  vedere  come  andava  definita  la
  struttura  della  città  metropolitana,  proprio  per  evitare  che
  creasse ingiustificati vantaggi rispetto agli altri consorzi,  cioè
  che   il  tema  delle  risorse  fosse  dedicato  tutto  alle   aree
  metropolitane  a  danno delle aree interne, visto che  hanno  delle
  misure  e,  quindi,  anche  dentro questa  norma  noi  ci  dovremmo
  preoccupare, per esempio, di mettere atti ed indirizzo che  dicano:
  nella  programmazione europea noi dobbiamo trovare strumenti  e  di
  compensazione  rispetto alle città metropolitane  che,  ormai,  non
  corrispondono più alle città capoluogo ma corrispondono  ad  intere
  aree di province. Alcune persino non locate logisticamente perché è
  chiaro che il sindaco Fassino dica: investiamo sulle metropolitane,
  sui metrò nelle città metropolitane, però voglio vedere come si  fa
  la metropolitana da Palermo a Ganci o a Petralia Soprana
   E'  chiaro  che vanno studiati i meccanismi. Allora, mettiamo  una
  norma  che  dica: nella ripartizione delle risorse si  terrà  conto
  della  compensazione attraverso i fondi europei  delle  spese,  dei
  fondi  che non riceverebbero, per esempio, le piccole province  che
  sono  spesso anche quelle interne e che sono anche quelle che hanno
  grandi difficoltà.
   Possiamo  immaginare  un percorso razionale di  tutto  questo?  Io
  penso  di si  A patto che non ci si faccia prendere dalla fretta  e
  dai  veti  congiunti.  Il tema è che, però, ci  dobbiamo  dare  dei
  tempi. So che, rispetto al tema dei commissariamenti, l'opposizione
  ha  presentato  eventualmente una data al 31 luglio. L'Assessore  è
  d'accordo, il Governo è d'accordo, non è questo il tema.  Però,  mi
  dicono che qualcuno non sarebbe d'accordo sui commissariamenti.
   Guardate,  i  commissariamenti non è  che  sono  un  problema  del
  Governo  perché se oggi, responsabilmente, non si assume  un  atto,
  chi  vuole difendere le province, in realtà, le liquida; per essere
  chiaro. E sapete perché le liquida? Perché i commissari ad acta che
  scattano  da  oggi,  secondo  la  legge,  possono  fare  solo  atti
  inderogabili   ed   urgenti  per  evitare   danni   alla   Pubblica
  Amministrazione. Dato che noi i sindaci li abbiamo fatti,  parecchi
  di  noi,  qualcuno  ha fatto anche il Presidente  della  Provincia,
  sappiamo  bene  quali  sono le conseguenze: scade  il  servizio  di
  accoglienza  disabili  nelle case, o degli anziani,  di  competenza
  provinciale? Non può essere prorogato perché non c'è il bilancio  e
  perché  non  ha  questi poteri il commissario ad  acta.  Quindi,  i
  lavoratori  verranno licenziati e voglio capire come si agisce  poi
  in condizione di proroga quando un contratto è finito. Giusto o no?
  Scade  il contratto con la partecipata? Bene, voglio vedere  domani
  quando  si  riprende come si fa a fare la proroga di  un  contratto
  scaduto e di un rapporto cessato. I lavoratori si licenziano. Cioè,
  paradossalmente, chi non vuole eliminare le Province, con  un  atto
  di   irresponsabilità,  le  elimina,  le  cancella,  favorisce   un
  percorso,  solo che è un percorso di massacro sociale   Quindi,  il
  tema  è un meccanismo da Fosse Ardeatine questo, in cui, per  farla
  pagare ai partigiani, ammazzo 500 persone
   Non  è  che  il  tema del contrasto fra Governo e opposizione  può
  avere  queste  caratteristiche. Noi non siamo per commissariare,  e
  qui  faccio  un  ragionamento. Siamo in condizione  di  raggiungere
  un'intesa  che dia il tempo poi di esaminare la legge  finanziaria?
  Perché  questo  è  il  tema. Quindi, significa  che  noi  entro  la
  prossima settimana - perché io ho capito ieri lo spirito con cui il
  Presidente Ardizzone ha detto:  guardate che io sono costretto  qui
  a  cambiare programma, perché non è che posso pensare di prolungare
  una  seduta  con  mille emendamenti e con una maggioranza  che  non
  esiste attorno alla legge, per cui si rischia di compromettere  poi
  la   sessione  di  bilancio,  che  è  indispensabile,  urgente   ed
  obbligatoria .
   Siamo  in condizione entro questa settimana di fare questa  legge?
  Sarebbe  un  miracolo. Credo che realisticamente  non  lo  sia.  Il
  Governo  sarebbe  per approvarla subito, ovviamente,  però  nessuno
  vuole forzare né i tempi, né sul terreno delle proprie convinzioni.
   Quindi,  io  credo che la prima cosa da fare sarebbe stabilire  un
  tavolo   congiunto   Governo-Capigruppo   di   opposizione   e   di
  maggioranza,  per  stabilire un percorso attorno  a  questa  legge,
  smussando  gli angoli. Non esistono le idee perfette,  il  pensiero
  perfetto  non ce l'ha nessuno, la verità non la possiede nessuno  e
  quando parliamo di riforma istituzionale abbiamo non il diritto, ma
  il  dovere  tutti di dare il nostro contributo perché su questo  si
  decide, quindi senza arroganze.
   E'  chiaro,  però, che se ogni volta riproponiamo  il  tema  della
  rielezione diretta, allora andiamo in uno spirito diverso  rispetto
  alla  legge che abbiamo approvato già precedentemente, in  cui  già
  questo   Parlamento   ha  manifestato,  e   soprattutto   i   dubbi
  costituzionali  e  io credo che il Governo ce  la  impugnerebbe  di
  fronte  alla Corte costituzionale, per essere estremamente  chiari,
  perché  queste verifiche le abbiamo fatte. Loro la considerano  una
  norma di carattere finanziario, la riduzione dei costi, e quindi su
  questo vincono.
   Poi, che dobbiamo fare? L'ennesima figuraccia, e non raggiungere i
  risultati   Possiamo  dentro  questo  percorso  stabilire  che   le
  Province   non   debbano  costare  di  più,  debbano   essere   più
  coordinamenti  di  sindaci, un potere democratico  in  cui  ci  sia
  collaborazione. Possiamo pensare se ci piace il Presidente, se  non
  ci  piace, però come tutti voi sono stato eletto quindi a  qualcuno
  saremo  piaciuti se ci hanno dato il voto, giusto? Poi dici:  però,
  se  voti adesso perdi  . Io, per esempio, sono convinto che rivinco
  di  nuovo, per cui è un vostro problema, anche perché abbiamo vinto
  alle  elezioni  amministrative, abbiamo vinto a  quelle  politiche,
  abbiamo  vinto  a  quelle europee, non si capisce  perché,  andiamo
  avanti, però io non voglio introdurre polemiche politiche.
   E  comunque  è una scelta di questo Parlamento; in una  democrazia
  esistono  le  leggi,  il Parlamento decide, può  decidere  pure  la
  propria  auto  estinzione, ma la propria  auto  estinzione  la  può
  decidere rispetto al fatto che non vuole affrontare un processo  di
  riforma della Sicilia e delle province, è come chi scappa di fronte
  alle   proprie  responsabilità.  Quindi,  non  c'entra  niente   il
  contrasto  col Governo e l'opposizione al Governo. Qui  c'è  l'idea
  che  abbiamo  della  cosa pubblica e degli interessi  che  mettiamo
  nella cosa pubblica e nel pubblico interesse.
   Qui,  oggettivamente, le province con la bocciatura  dell'articolo
  di  ieri  non  sono  rientrate, sono scomparse, definitivamente  in
  Sicilia  con la legge che abbiamo approvato, grazie all'apporto  di
  questa   maggioranza  e  dei  grillini.  A  questo  punto  dobbiamo
  stabilire i percorsi.
   Però, se noi vogliamo dialogare con le opposizioni dobbiamo capire
  se  queste  opposizioni  che sono diverse,  perché  da  un  lato  è
  un'opposizione  che  si è compattata dietro due tesi  completamente
  opposte, fra chi vuole le vecchie province e chi le vuole eliminare
  completamente.   E'  possibile  mediare  queste  posizioni   oppure
  dobbiamo scegliere una interlocuzione con qualcuno? Però, questa  è
  una cosa che dovremmo evitare.
   Le  contraddizioni  ci  sono all'interno di una  maggioranza  dove
  scappano  consensi attorno a questo disegno di legge;  per  carità,
  potrebbero  scattare anche attraverso altre  cose,  non  è  che  mi
  preoccupa. Quello che mi preoccupa è invece il quadro istituzionale
  che noi tracciamo.
   Anche perché io voglio capire, anche oggi, se noi non assumiamo la
  posizione  di  responsabilità, quando  domani  la  cooperativa  che
  gestisce i servizi dei disabili nelle scuole non potrà accompagnare
  voi  pensate a chi la dobbiamo attribuire questa responsabilità?  A
  chi  ha  dato  un voto di opposizione col Governo o una maggioranza
  che  non ha saputo darsi ? Guardate che ognuno di noi risponde  con
  divieto  di  mandato imperativo quindi significa che il legislatore
  costituente  ha  dato  la  responsabilità ed  incarico  al  singolo
  parlamentare. Ognuno è responsabile degli atti che vota, non c'è né
  maggioranza  né  opposizione.  Se  poi  voi  volete  permettere  un
  massacro sociale ce ne freghiamo  Commissari ad acta, non si fa  la
  legge  sulle province, accada quel che accada. Questo è disfattismo
  istituzionale ed irresponsabilità politica.
   Io  non credo che ci sia qualcuno che voglia questo. Sono convinto
  che  siano  interrotti anche alcuni dialoghi istituzionali,  voglio
  pensare all'incapacità che abbiamo avuto tutti quanti, sia da parte
  dell'opposizione e poi anche la maggioranza prova a fare una scelta
  che  non  poteva fare in presenza di ipotesi diverse perché avrebbe
  dovuto  scegliersi  un  interlocutore  dentro  la  maggioranza   da
  contrapporre  agli  altri, per cui chi era maggioranza  all'interno
  delle  opposizioni.  Mettiamo che uno sceglieva  il  candidato  dei
  Fratelli  d'Italia,  in  contrasto  con  le  altre  posizioni   del
  centrodestra o dei grillini o dell'NCD, è chiaro che è scoppiato un
  vulnus   istituzionale,   tutti   quanti   abbiamo   un   po'    di
  responsabilità.
   Ci  sono le commissioni. Possono essere un'occasione di confronto?
  Penso  di  sì. Tutto può essere occasione di confronto.  Dipende  i
  ragionamenti che facciamo. Per me sul disegno delle province  senza
  ergere  steccati  noi  possiamo dialogare.  Possiamo  elaborare  un
  testo, però se elaboriamo un testo insieme poi non si verifica  che
  io  in  nome  del  fatto che sono opposizione non lo  debbo  votare
  perché  lo  deve votare la maggioranza. Se lo facciamo insieme  non
  stiamo  votando  un  atto di governo, stiamo votando  un  atto  del
  Parlamento, che è frutto di un'espressione collettiva e non c'è  né
  maggioranza né minoranza che tenga. Poi, potremmo avere  i  franchi
  tiratori  in tutte le aree perché non sono convinti, però questa  è
  la forza della democrazia, quella di sapere fare dialogare tutti. A
  volte ce lo richiede la storia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, signor  Presidente  della  Regione,
  Assessori,   colleghi,  giudico  inopportuno  la  decisione   della
  Presidenza dell'Assemblea di avere interrotto il dibattito  qualche
  minuto  fa e non già perché io fossi iscritto a parlare, ma  perché
  dopo  l'appello da lei rivolto, Presidente Ardizzone, all'Assemblea
  mi  è  sembrato assolutamente inopportuno convocare una  Conferenza
  dei  Capigruppo  perché il suo appello meritava una estrinsecazione
  in  Aula  e  non  nel chiuso di una pur dignitosa  sala  di  questo
  Palazzo  e  di  un'altrettanto  dignitosa  istituzione  che  è   la
  Conferenza  dei Capigruppo, istituzione regolamentare,  strutturale
  di questo Parlamento.
   La  mia  protesta,  quindi, nasceva - protesta  che  ribadisco  in
  questo  momento  -  dalla inopportunità, così  lo  giudico,  di  un
  provvedimento  che ha impedito ad alcuni deputati  dell'opposizione
  di  potere rispondere all'unico intervento che abbiamo ascoltato da
  questa  tribuna  fino a quel momento che era quello del  capogruppo
  del Partito Democratico.
   La ringrazio per avermi dato la parola dopo la sospensione, non so
  quello  che ha deciso la Conferenza dei Capigruppo e, con tutto  il
  rispetto,  non  cambia  le  mie  decisioni  che  sono  quelle   che
  l'onorevole Ioppolo ha ufficializzato ad apertura del dibattito  da
  questa tribuna.
   Noi  resteremo in Aula e la maggioranza, se ha i numeri per farlo,
  si voti la proroga del disegno di legge stralcio. Non abbiamo nulla
  da chiedere, le dimissioni le abbiamo invocate ieri, ma non possono
  essere  oggetto di trattativa,  né oggetto di confronto  in  questa
  sede. La rassegnazione delle dimissioni attiene alla coscienza e al
  senso  di  responsabilità di ciascuno; ci sarà un momento,  ma  non
  riteniamo   sia  questo,  per  potere  affrontare  il  tema   della
  Presidenza della I Commissione e il tema della permanenza in Giunta
  dell'Assessore  per  le  autonomie  locali,  al  quale  sul   piano
  personale,   tengo  a  ribadirlo,  va  tutta  la  mia   solidarietà
  paradossalmente  considerando egli  vittima  e   non  carnefice  di
  questo infernale processo. E passo per qualche minuto all'infernale
  processo, se mi consente il Presidente dell'Assemblea.
   Onorevole  Presidente  della Regione,  glielo  dico  politicamente
  parlando,  lei  è  un  bugiardo recidivo perché  da  due  anni  lei
  continua a ripetere la stessa bugia e noi dobbiamo uscire fuori  da
  questo   gioco   di   parole   nel  quale   voi   comunisti   siete
  particolarmente bravi.

   CROCETTA, Presidente Regione.  Ancora i comunisti

   MUSUMECI lei è uno iscritto al partito dei comunisti italiani  poi
  ha  chiesto  la  tessera del Partito Democratico, dico  sono  fatti
  assolutamente  noti  che  lei mi augura non  vorrà  né  negare,  né
  rinnegare.
   Mettiamoci d'accordo, lei due anni fa disse:  io ho tanto rispetto
  per  la  storia  dei comunisti ma tantissimo per quelli  veri,  per
  quelli  che  hanno  improntato la loro azione  alla  partecipazione
  popolare  non per quelli che considerano i consiglieri  comunali  o
  provinciali zavorra, e quindi un peso da eliminare .
   Allora,  Presidente, mettiamoci d'accordo, lei da due anni  ripete
  la  bugia:   abbiamo  abolito le province . Bene,  la  provincia  è
  l'ente  intermedio   che  in  Sicilia  si  è  chiamata  una   volta
  Amministrazione  provinciale  straordinaria,  una  volta  Provincia
  regionale  e  potrebbe chiamarsi libero Consorzio  dei  Comuni,  ma
  l'ente intermedio c'era e resta.
   La  gente  vuole  sapere, i siciliani, se lei  ha  abolito  l'ente
  intermedio, non se lei ha cancellato la parola provincia regionale
  La   gente   vuole   sapere   se  lei   ha   abolito   l'ente   che
  costituzionalmente  è  ancora previsto e che  in  Sicilia  comporta
  immobili  per  decine  di  miliardi  di  euro  di  valori,  6  mila
  dipendenti,  10  mila  chilometri  di  strada,  oltre  940  edifici
  scolastici superiori e tutte le competenze che la Legge  n.  9  del
  1986 attribuisce alle province. Lei è bugiardo perché la provincia,
  l'ente  intermedio  non l'ha abolita, l'ha mantenuta,  ha  cambiato
  solo  il  nome  Si chiamano liberi consorzi in 6 province  e  città
  metropolitane in tre province e, come dice il suo disegno di legge,
  rimangono le competenze che erano delle province regionali,  rimane
  il  personale  che  era  delle  province  regionali,  rimangono  le
  funzioni che erano delle province regionali, anzi a quelle funzioni
  lei ne ha proposte addirittura di altre.
   E  questo  fa  piacere  a noi che vogliamo il  mantenimento  e  il
  potenziamento dell'ente intermedio, ma tradisce l'impegno  che  lei
  ha  assunto  a   Ballarò  e poi in ogni occasione  a  piè  sospinto
  dicendo ai siciliani:  la rivoluzione è cominciata, abbiamo abolito
  le  province . E' una bugia  Noi metteremo sul web, sui nostri siti
  il  suo disegno di legge e quello della sua maggioranza difeso  con
  proterva determinazione dal Partito Democratico per dimostrare  che
  non  avete  abolito le province, le avete rafforzate  e  non  avete
  assolutamente  determinato un solo centesimo di  risparmio,  perché
  pensate  addirittura di crearne altre, perché  c'è  una  norma  nel
  disegno  di  legge che dice che i comuni in particolari  condizioni
  potrebbero istituire nuove province.
   Lei la deve smettere, Presidente Crocetta, deve avere rispetto, se
  non  vuole averne come finora poca ne ha avuto rispetto per  questo
  Parlamento, deve avere rispetto per 5 milioni di siciliani i  quali
  debbono  sapere  che state bleffando da 2 anni  Siete  conservatori
  non  riformisti  Avete spolverato la legge del  57 che  prevede  la
  elezione   di   II   grado,  60  anni  indietro  state   riportando
  l'ordinamento degli enti locali, altro che riformisti   Mentre  noi
  ritenevamo  che  l'elezione diretta del Presidente della  provincia
  fosse  una  conquista  per  la democrazia  e  per  la  libertà  dei
  cittadini.
   Ma  lei  dice:   la legge Delrio parla di risparmio economici ,  e
  dove  sono  i  risparmi economici? Lei si riferisce  ai  costi  del
  Consiglio  provinciale  o degli assessori o  del  Presidente  della
  provincia?  Bene   Perché non avete eliminato i  costi,  invece  di
  eliminare  i consiglieri provinciali, gli assessori e i  Presidenti
  di  Provincia? Le due cose sono assolutamente autonome e funzionale
  l'uno nell'altro. No, la verità è che volete mettere le mani rapaci
  su  tutto   La verità è che avete perso il senso della  misura   La
  verità  è  che  siete  convinti di potere continuare  a  vivere  di
  rendita  sull'onda lunga del renzismo ma i siciliani  hanno  capito
  che  sotto  il  suo  Governo quest'isola da  due  anni  vive  nella
  paralisi  Dovete smetterla con le frasi fatte
   Mentre   ieri   erano  i  cittadini  ad  eleggere  i   consiglieri
  provinciali, con il vostro progetto saranno i politici ad  eleggere
  il  Presidente della Provincia e quindi i consiglieri  provinciali;
  che grande rivoluzione  Che grande rivoluzione  Avete restituito le
  unghie alla partitocrazia.
   Saranno  tre,  quattro segretari di partito a decidere  chi  dovrà
  essere il Presidente del libero consorzio di Agrigento o di Trapani
  o  il  sindaco  della  città  metropolitana.  E  5,  4  milioni  di
  siciliani?  Diventano un peso? Quale costo ha  fare  partecipare  i
  siciliani  affinché decidano chi debba essere il  Presidente  della
  Provincia?   A costo zero  Non c'è nessuna violazione  della  legge
  Del Rio, come lei vede, e solo un problema di volontà politica.
   Siete  conservatori e  passatisti , siete fermi al passato, mentre
  il  futuro impone e imporrebbe buon senso e finalmente il  coraggio
  di  tornare a dire:  restituiamo ai cittadini il diritto ad  essere
  protagonisti delle proprie scelte  .
   Ecco  perché,  Presidente dell'Assemblea, faccio  appello  al  suo
  ruolo  di  garanzia. Qui non si può più giocare con le  parole.  Mi
  consenta  se glielo dico con la lealtà che lei mi conosce,  non  le
  dico  nulla di riservato, qui bisogna chiarire che le Province  non
  sono  assolutamente  abolite,  Presidente,  le  Province  rimangono
  secondo il Governo Crocetta e vengono rafforzate.
   L'unica  cosa  che  abbiamo eliminato è il  corpo  elettorale.  Ai
  cittadini abbiamo espropriato il diritto a decidere chi deve essere
  a  guidare le politiche di pianificazione, di crescita gestionale e
  di sviluppo dell'area vasta. Va detto questo, Presidente, perché se
  restiamo  prigionieri di questo equivoco non ne  usciremo  fuori  e
  comunque,  se mi consente, questa non è la seduta per  entrare  nel
  merito della cosiddetta riforma delle Province.
   C'è  chi vuole cancellare l'Ente intermedio, non le Province,  c'è
  chi  vuole  cancellare l'Ente intermedio come il  Movimento  Cinque
  Stelle, merita tutto il rispetto perché è una posizione coerente  e
  c'è  chi ritiene che l'Ente intermedio sia funzionale allo sviluppo
  del  territorio di aria vasta perché non lo può fare la  Regione  e
  non  lo  può  fare  la polverizzazione dei Comuni  e  questo  è  il
  centrodestra, ma il centrodestra vuole che l'Ente intermedio,  dopo
  avere  sciolto i Consigli provinciali, siamo d'accordo, dopo  avere
  sciolto  le Giunte, siamo d'accordo, venga affidato almeno  al  suo
  legale rappresentante eletto direttamente dal popolo gratis,  senza
  un onere, ma non possiamo consentire che siano i partiti a decidere
  chi  deve  essere il Presidente dei liberi consorzi o  delle  città
  metropolitane.
   Oggi,  si discute se dare continuità amministrativa alle  nove  ex
  Province  o se invece trattare su come uscire da una condizione  di
  stallo. L'appello del Presidente Crocetta, mi consenta, è offensivo
  per  l'intelligenza di questa Assemblea, perché mille volte abbiamo
  tentato di trovare un punto di intesa e altrettante mille volte  il
  Partito  Democratico  ha  risposto con una  arroganza  che  non  ha
  precedenti nella storia di questa legislatura e questa arroganza ha
  portato  a sbattere contro il muro, di fatto mortificando speranze,
  ansie, qualcuno anche certezze di milioni di siciliani a cominciare
  dai  dipendenti  delle Province per finire da quanti  hanno  subìto
  questa condizione di paralisi.
   E allora, Presidente, se mi consente, ritengo che questa Assemblea
  debba  solo  decidere se votare il disegno di  legge  stralcio  per
  garantire  al  31 luglio la proroga della gestione  delle  nove  ex
  Province.
   Noi  riteniamo  di dovere responsabilmente restare  in  Aula,  non
  voteremo  questa  norma fino a quando si continua a  parlare  nella
  norma  di  liberi  consorzi  e  di città  metropolitane,  la  città
  metropolitana  è quanto di più assurdo e irrazionale  possa  essere
  immaginato  in  Sicilia, assurdo e irrazionale e ve ne  accorgerete
  delle  conseguenze nefaste che produrrà questa vostra finta riforma
  degli   enti  locali.  Noi,  però,  siamo  perché  si  esca   fuori
  dall'equivoco.  Qui  se c'è qualcuno che deve  rendere  conto  alla
  speranza  e  all'attesa  dei siciliani ed  è  il  Presidente  della
  Regione  che,  deve  smetterla di continuare  a  fare  il  bugiardo
  recidivo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Siragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   SIRAGUSA,   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Presidente
  Crocetta, innanzitutto una cortesia, non ci chiami più grillino,  è
  offensivo per noi.

   CROCETTA, presidente della Regione. Le chiedo scusa.

   SIRAGUSA.  Comprendo  ma  la invito a non  utilizzare  più  questo
  termine che è considerato dispregiativo per noi.
   Ora nel merito, Presidente Crocetta, lei arriva in ritardo, arriva
  in   ritardo  a  parlare  in  Aula,  arriva  in  ritardo   con   la
  collaborazione  da parte delle opposizioni, arriva in  ritardo  con
  l'appello  alla responsabilità. Noi questa responsabilità l'abbiamo
  dimostrata  con  la legge n. 7 e con la legge n. 8, perché  abbiamo
  creduto  realmente  alla possibilità di riformare  l'ente  di  area
  vasta.  E'  vero,  il  nostro programma prevede l'abolizione  delle
  province, ma è vero che nel nostro Statuto c'è la parola del libero
  consorzio.
   E'  ovvio  che  il  percorso sarebbe stato  estremamente  lungo  e
  complicato, però la strada intrapresa, prima con la legge  n.  7  e
  poi  con  la  legge n. 8, era una strada che poteva portare  a  una
  reale  buona  riforma dell'ente di area vasta in  Sicilia,  con  la
  creazione di veri, liberi consorzi.
   La legge che, però, è stata impallinata ieri, era una capovolta di
  180  gradi, rispetto a quanto uscito dalla legge n. 8, innanzitutto
  per le questioni territoriali.
   Abbiamo  chiesto  ad  alcuni comuni di  fare  dei  referendum,  di
  spostarsi e, con la legge di ieri, tutto questo è stato buttato nel
  cestino. Questa è una cosa intollerabile.
   Avevamo  prospettato delle città metropolitane che fossero  serie,
  che  fossero le aree metropolitane e anche questo è stato messo nel
  cestino. Tutto questo è stato fatto con arroganza, da parte del  PD
  innanzitutto, e tutto questo è inaccettabile.
   A  noi  non interessa l'elezione diretta del Presidente del libero
  consorzio, non è questo un tema che ci appassiona, non  è  un  tema
  che  prenderemo neanche in considerazione. Così come  non  possiamo
  neanche  -  e  questo era previsto nella legge discussa  ieri,  non
  c'era  né nella legge n. 7 né nella legge n. 8 - prevedere  che  la
  riduzione dei costi caschi soltanto addosso ai dipendenti.
   La  mobilità, la situazione delle partecipate sono tutte cose  che
  bisogna tenere in considerazione, come era stato fatto nella  legge
  n. 7 e nella legge n. 8 e che, ieri, è stato dimenticato.
   Le funzioni? Prevedevamo dei liberi consorzi che fossero organi di
  coordinamento,  di  indirizzo, di sviluppo, che  fossero  realmente
  condizioni in cui i sindaci dei territori omogenei potessero tra di
  loro condividere servizi, condividere opportunità; con la legge  di
  ieri non abbiamo fatto altro che prendere l'articolo della legge  9
  del  1986  delle  funzioni  e riportarlo  pari,  pari  nella  legge
  odierna.
   Quindi,  non  siamo  nemmeno  noi  i  conservatori;  noi  volevamo
  veramente  rivoluzionare questo ente e non lo avete  fatto,  quindi
  non  potevate  aspettarvi da noi un sostegno su questo  disegno  di
  legge.
   Concludo  dicendo che continuiamo a mantenere la nostra  posizione
  perché,  in questo momento, il problema non è del Movimento  Cinque
  Stelle o dell'opposizione, ma è politico, è della sua maggioranza e
  se lei non è in grado di fare in modo che la sua maggioranza stessa
  garantisca il numero legale per l'approvazione del disegno di legge
  che  consente  la  proroga dei commissari,  a  cui  noi  non  siamo
  fondamentalmente contrari, ripeto, il problema diventa politico.
   Nel momento in cui, come maggioranza, sarete in grado di mantenere
  il  numero legale in quest'Aula, il nostro voto a favore di  questo
  disegno  di  legge non mancherà ma, fino a quel momento, valuteremo
  come doverci comportare, in base alla presenza della maggioranza in
  Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA,   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori .
  signor Presidente, lei

   PRESIDENTE.  Onorevole  Figuccia, può  parlare.  Si  rivolga  alla
  Presidenza, legga il Regolamento.

   FIGUCCIA. Il Presidente della Regione ha finito. Ognuno si  assume
  le  responsabilità  della  propria condotta  anche  in  Parlamento.
  Continuerò a parlare rivolgendomi a lei e sapendo che il Presidente
  della Regione  sta rientrando e per questo lo ringrazio.
   Lo  ringrazio  perché lui ha esordito dicendo che  le  riforme  si
  fanno.  Ed  è  vero,  onorevole Presidente, questo  era  il  nostro
  auspicio; pensavamo che le riforme si potessero fare insieme.
   Questo  è  quanto  accaduto, all'incirca due  anni  fa,  quando  è
  iniziato  questo  percorso,  in  Commissione,  però  con  questo  è
  accaduto anche che, purtroppo, l'auspicio che avevamo, cioè che  le
  riforme  si  facessero  insieme,  si è infranto  e  ciò  per  delle
  ragioni  semplici  che,  devo dire la  verità,  non  addebito  alla
  Presidenza della Regione perché, secondo me, oggi, dobbiamo  avere,
  e  lo dico anche come opposizione, il coraggio di dire le cose come
  stanno.  Lo addebito, per tante altre cose sicuramente al  Governo,
  ma  su  questa  cosa in particolare delle province,  al  Presidente
  della Commissione.
   Le  dico  con  grande  onestà, lei  non  so  se  si  è  accorto  -
  sicuramente  ce ne siamo accorti tutti - che, oggi,  il  presidente
  della Commissione non è presente.
   Il presidente della Commissione ha detto che lui su queste cose ci
  metteva  la  faccia  e  che  questo  provvedimento  sarebbe   stato
  l'orgoglio di quella Commissione.
   Le  devo  dire  che in quella Commissione abbiamo  portato  avanti
  lavori  con senso di responsabilità perché di mezzo ci andavano  le
  questioni   legate   al   personale,   le   questioni   legate   ai
  commissariamenti ad acta, perchè di mezzo ci andavano una serie  di
  audizioni dove ci eravamo confrontati sui temi cui lei faceva prima
  riferimento:  la  scuola, i servizi sociali e persino  l'assessore,
  probabilmente, è stato un assessore attento che prendeva nota,  che
  cercava   di    venire  incontro.  Però,  il  presupposto,   signor
  Presidente,  onorevole  Presidente della  Regione,  qual  era?  Era
  l'atteggiamento di piena arroganza con il quale il Presidente della
  Commissione in testa o, ovviamente, il Partito democratico,  perché
  non   oso  immaginare  un  componente  di  questo  Parlamento  come
  sganciato  dall'assetto istituzionale, in questo  caso,  legato  al
  Gruppo parlamentare; un presidente di Commissione che ha deciso  di
  andare avanti su tutta la linea con una forte dose di arroganza.
   Allora,  signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  quando ancora oggi portiamo avanti la difesa d'ufficio di un  testo
  che  è stato già bocciato, perché è un testo che è stato un cattivo
  scopiazzamento  della norma  Delrio', un testo  rispetto  al  quale
  oggi non serve fare ragionamenti sulle funzioni, o su temi che  già
  abbiamo abbondantemente affrontato, in Commissione e in Aula  nella
  discussione generale, perché è paradossale immaginare di attribuire
  delle  funzioni  legate alle scuole di secondo ordine,  ai  comuni,
  stiamo  restituendo, attraverso quel testo rispetto  al  quale  lei
  oggi  si  trova  a  fare una difesa d'ufficio, quelle  funzioni  ai
  comuni.  Cioè  i  comuni dovrebbero occuparsi di  servizi  sociali,
  dovrebbero occuparsi, secondo quel testo ormai datato, delle scuole
  di  secondo  grado. Immaginiamo la scuola di Petralia,  un  piccolo
  paese  della provincia di Palermo, le cui attività di manutenzione,
  di formazione, fino ad oggi, sono state tenute in piedi grazie alla
  provincia.  Ma  come potrà fare il comune, secondo  quel  testo,  a
  prendersi carico di quei provvedimenti?
   E' chiaro che era una norma che non aveva né testa, né piedi, così
  come  è  chiaro che era una norma che non aveva né testa  né  piedi
  quando  si  faceva  riferimento alle questioni economiche.  Abbiamo
  detto,  infatti, che, attraverso questo disegno di  legge,  avremmo
  potuto  portare  dei  risparmi;  di  fatto,  se  andiamo  a  vedere
  l'articolo che fa riferimento alla spesa, ci rendiamo conto che  il
  Presidente del libero consorzio dei comuni addirittura avrebbe  una
  maggiorazione del venti per cento del proprio compenso.
   Allora,  signor Presidente, per restare nel merito  e  sui  lavori
  d'Aula,  credo che quello che oggi questa maggioranza deve  fare  è
  certificare il fallimento di questi due anni; abbiamo discusso, per
  due anni, di questioni di lana caprina. Ammettete - e devo dire che
  nel   suo  ragionamento,  onorevole  Presidente,  mi  sembrava   di
  riconoscere questa ammissione di colpa -, ammettiamo che è stato un
  fallimento.  Il  Presidente  della I  Commissione  si  dimetta;  il
  Partito Democratico ammetta le sue colpe e dichiari e certifichi il
  fallimento  e, insieme a questo Partito Democratico,  di  tutta  la
  maggioranza,  oggi, votatevi, se avete  i numeri, questa  norma  e,
  subito  dopo,  mettiamoci davvero, in quel caso  tutti  insieme,  a
  discutere su un testo che possa sì salvaguardare il personale delle
  province,  sì  salvaguardare  il  personale  delle  partecipate  e,
  contestualmente,  restituire  il  decoro  all'attività  di   questo
  Parlamento di cui, purtroppo, la maggioranza ed il PD hanno davvero
  abusato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  di  essere
  stato  uno  dei più strenui oppositori di questo folle  disegno  di
  legge, sin dal suo avvio.
   Oggi, avevo presentato un emendamento che lei sicuramente mi  avrà
  dichiarato    inammissibile.   Era   un   emendamento   chiaramente
  provocatorio.
   Devo,  però ribadirlo, perché questa pseudo-riforma, per  il  solo
  fatto  che si siano privati i cittadini elettori di poter  dire  la
  loro in merito al governo di questo ente, che lo si voglia chiamare
  come  lo  si  voglia,  ma rimane sempre l'ente intermedio  di  area
  vasta,  e  sostituendo ad essi, alla loro volontà dei  pro  consoli
  governativi,  lautamente retribuiti, perché  finiamola  con  questa
  vergogna  della  gratuità  di  questi  incarichi,  questi   signori
  commissari  hanno  avuto e continuano ad avere fior  di  indennità,
  forse costando addirittura più dei presidenti.
   Per  una  provincia  come  la mia, dove  il  commissariamento  era
  addirittura iniziato prima, siamo a quasi quattro anni.
   Questa   è   la  riforma  Crocetta;  all'epoca,  l'avevo  definita
  Crocetta,   Giletti,  Cancelleri,  ma,  fortunamente,   l'onorevole
  Cancelleri ha ritirato la sua firma durante il percorso.
   Signor  Presidente,  ma  di quali cooperative,  di  quali  servizi
  parla,  che noi rischieremmo di mettere oggi in difficoltà?  Questi
  servizi,  così come le manutenzioni della rete stradale, così  come
  tutte  le  altre  funzioni svolte all'epoca  dalla  Provincia  sono
  cessati  da due anni e mezzo. Da quando lei ci ha messo mano,  caro
  Presidente;  vada in giro e si renda conto di qual è la  situazione
  vera di questi enti territoriali.
   I  consorzi  universitari, l'ultimo atto del  commissario  da  lei
  nominato  a  Ragusa,  la  cui presenza in Provincia  o  nel  libero
  consorzio si individua in pochissime ore alla settimana, quando  si
  è  fortunati  e non per colpa del commissario, ma se il commissario
  deve contemporaneamente svolgere dieci ruoli, mi dica lei come  può
  fare  anche fisicamente e materialmente ad occuparsi della gestione
  di quell'ente.
   E   uno   degli  ultimi  atti  è  stato  quello  di   disdire   la
  partecipazione  della  Provincia  al  consorzio  universitario   di
  Ragusa.
   Questi  sono  i frutti reali di questa pseudo riforma sulla  carta
  che è stata solo un bluff demagogico elettorale.
   E  veniamo  al richiamo alla responsabilità che da questo  pulpito
  viene   fatto  dal  Governo  ma  ancora  di  più  fa  specie  dalla
  rappresentante   di  un  partito  che  ha  fatto   dell'occupazione
  sistematica del potere l'unica condizione della sua vita in  questa
  Assemblea.
   Questo  richiamo alla responsabilità, però, se stamattina  fossimo
  stati in 45, allora, se lo sarebbero sognato, caro Presidente, e la
  stessa cosa sarebbe avvenuta al momento di eleggere i Presidenti di
  Commissione, il Vicepresidente dell'Assemblea e quant'altro.
   E  allora i responsabili si suicidino, approvatevela voi.  Con  il
  mio  emendamento dicevo  proroghiamo i commissari  ma proroghiamoli
  e,  contemporaneamente, indiciamo le elezioni, è chiaro che era una
  provocazione;  non  possiamo  andare  avanti  di  anno  in  anno  e
  chiuderemo  la  legislatura, mi auguro, al  più  presto  possibile,
  anche oggi.
   Mi  sarei  aspettato, infatti, un atteggiamento diverso qui,  caro
  Presidente Crocetta; mi  consenta di dire che siamo all'accanimento
  terapeutico e lei non può dire  mi può sfiduciare solo il  popolo .
  Allora,  si  presenti  davanti al popolo. E' facile  dire   mi  può
  sfiduciare  solo  il popolo  e restare comodamente  seduto  al  suo
  posto  di governatore, caro Presidente. Almeno finiamola con queste
  frasi ad alta demagogia solo per dire  io non mi dimetto, mi devono
  sparare  con  un  bazooka    -  per carità,  assolutamente  no,  ci
  mancherebbe altro - o  mi sfiducia il popolo . Ma come ti  sfiducia
  il popolo, dai la parola al popolo e vediamo se ti sfiducia o meno.
   Allora, caro Presidente, ribadisco che sono qui, resterò in Aula e
  non  capisco l'atteggiamento del Movimento Cinque Stelle, però, per
  carità,  se  avete il numero legale, siamo tutti qua presenti,  noi
  non  voteremo,  personalmente mi asterrò  da  questa  proroga,  non
  passeranno  i  commissari,  ma per queste  due  ore  settimanali  o
  quindicinali della presenza di un commissario che, comunque, non ha
  nessun   potere  perché  non  ha  nessuna  possibilità  di  operare
  concretamente e non sarà certo la fine del mondo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sarò  telegrafico.  Sono  molto  vicino  a  coloro   che
  sostengono che le Province non devono essere appesantite ma  devono
  essere  funzione di coordinamento, affidate ai sindaci e,  in  modo
  democratico, sono per la totale abolizione, per essere chiaro,  che
  in  Sicilia non può avvenire, così come non può avvenire nel  resto
  del  Paese,  per  un  semplice motivo: in Italia,  la  Costituzione
  italiana  prevede  le Province e per la Sicilia  prevede  i  Liberi
  consorzi  dei  Comuni,  però i liberi consorzi  dei  Comuni  devono
  essere liberi Consorzi di Comuni, cioè ci deve essere una procedura
  che   consenta   poi  ai  Comuni  di  aggregarsi   e   mi   sembra,
  oggettivamente, che, su questo fronte, anche le questioni poste dal
  Movimento  Cinque Stelle, credo che una loro legittimità e  persino
  una forte simpatia da parte mia ce l'abbiano.
   Oggi,  però,  la  questione non è votare o  meno  il  testo  della
  Provincia  che  abbiamo, ma quello di decidere se dobbiamo  mandare
  allo sfascio queste macchine che dobbiamo riformare, oppure cercare
  di  intervenire  attraverso un processo democratico  che  consenta,
  attraverso  un  breve  commissariamento,  di  avviare  il   dialogo
  istituzionale interrotto.

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  subemendamento  GOV  1.2,   a   firma
  dell'onorevole Falcone, che posticipa dal 30 giugno al 31 luglio.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LEOTTA,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   RINALDI. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  Gov1.  Il  parere   della
  Commissione?

   RINALDI. Componente della Commissione. Favorevole.

   Pongo  in votazione l'emendamento GOV.1, così come emendato. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto  che, a seguito dello stralcio testé disposto,  il  disegno
  di  legge nn. 833, 783, 791, 819, 822, 823, 824, 831, 832, 839, 842,
  848 bis/A), già iscritto all'ordine del giorno, risulta composto dal
  solo  articolo 46 e, dopo l'esame degli emendamenti, verrà posto  in
  votazione  finale  con  il seguente titolo:   Norma  transitoria  in
  materia  di  proroga della gestione commissariale delle ex  province
  regionali .
   Le  altre  norme  del citato disegno di legge, invece,  andranno  a
  formare  un  nuovo disegno di legge: il n. 833, 783,  791,  819,822,
  823,  824,  831,  832, 839, 842, 848 bis/A - I  Stralcio,  che  sarà
  iscritto all'ordine del giorno della prossima seduta d'Aula.

   transitoria in materia di proroga della gestione commissariale delle
   ex province regionali (833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-
   848 bis/A)
   Presidenza del Presidente Ardizzone


  Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge Norma
  transitoria in materia di proroga della gestione commissariale delle
  ex province regionali  (833, 783, 791, 819,822, 823, 824, 831, 832,
                         839, 842, 848 bis/A )

   Indìco la votazione finale per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
   verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
   pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          37
   Contrari              1
   Astenuti             25

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ringrazio i parlamentari tutti,  di
  maggioranza e di opposizione. Va dato atto che, grazie alla presenza
  di  tutti, è stata votata questa legge, indipendentemente dal  fatto
  che vi sia stata l'astensione o si sia votato a favore o contro.
   Per   la  massima  onestà  e  lealtà  che  riconosco  all'onorevole
  Musumeci, faccio presente che ho sospeso l'Aula, su richiesta di due
  Presidenti di Gruppo parlamentare, così come era doveroso  da  parte
  mia sospendere l'Aula in quel momento.
   Siccome   lei,   correttamente  e  lealmente,   ha   fatto   questa
  contestazione  alla  Presidenza, io, lealmente e  correttamente,  le
  dico che ho sospeso sulla base della richiesta di due Presidenti  di
  Gruppo parlamentare, perché era chiaro che in Aula si stava cercando
  di trovare un risultato positivo per l'esito della votazione.
   Onorevoli   colleghi,   attenzione,  a  tutt'oggi,   non   risulta
  depositato il disegno di legge di bilancio da parte del Governo
   Propongo, pertanto, di convocare l'Aula regolarmente, ritualmente,
  martedì  prossimo.  Il disegno di legge che riguarda  le  Province,
  chiaramente, risulterà iscritto all'ordine del giorno.
   Propongo,  però,  all'Aula che al primo punto  venga  inserita  la
  mozione  già  votata dalla Commissione Antimafia, che  riguarda  il
  mantenimento degli attuali distretti di Corte d'Appello in Sicilia.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   VINCIULLO. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho la  necessità
  che il Presidente Crocetta mi ascolti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo, non  faccia  anche  lei  questo
  errore;  si  rivolga  alla Presidenza. Lo perdoniamo  all'onorevole
  Figuccia ma, ormai, lei è un deputato di esperienza, se ha qualcosa
  da dire.

   VINCIULLO.  Qualche mese fa, il Presidente Crocetta, in  provincia
  di  Siracusa,  andò  a  sbattere contro i piloni  della  costruenda
  autostrada Siracusa-Gela. In quell'occasione, aveva preso impegni e
  assunto  con  parole di fuoco, nei confronti del Consorzio  per  le
  autostrade siciliane, l'impegno con i cittadini che avrebbe risolto
  il problema.
   Il  problema,  però,  non è stato risolto, nonostante  l'assessore
  Torrisi,  fra giugno e settembre dell'anno scorso, avesse garantito
  che  i  problemi  sarebbero stati risolti e che  avremmo  avuto  la
  possibilità  finalmente  di percorrere  in  assoluta  sicurezza  la
  Siracusa-Rosolini.
   Così  non  è, onorevole Presidente, e le volevo dire che purtroppo
  il   lunedì  di  Pasqua,  su  questa  strada,  che  ancora  non   è
  transitabile, si sono verificati degli incidenti e che, continuando
  i  lavori  con  questa  tempistica,  con  questo  ritardo,  vivremo
  un'altra  estate di calvario con il rischio certo e  concreto  che,
  dopo  il  Presidente  Crocetta, altre decine di siracusani  saranno
  coinvolti in questi incidenti.
   Per  questo  motivo, onorevole Presidente, la vorrei  invitare  ad
  attivarsi  presso  l'assessore competente  affinché  il  CAS  possa
  mantenere gli impegni assunti.
   Vorrei  anche  che lei si attivasse presso l'assessore  perché  su
  questa   vicenda   sono  depositati  circa  cinque   interrogazioni
  parlamentari.    L'assessore,   a   nessuna   di   queste    cinque
  interrogazioni  parlamentari,  ha  dato  risposta;  se  volete  che
  facciamo azioni eclatanti per risolvere il problema della gente, lo
  facciamo.
   Mi   pare  però  di  capire  che  quest'Aula  continua  ad  essere
  assolutamente disinteressata ai problemi del territorio.
   Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la possibilità  di
  intervenire;  certo  non  posso  non  tenere  conto  dello   sgarbo
  istituzionale  pesante che il Presidente della Regione,  dopo  aver
  ottenuto  il  via  libera, ha predisposto, ha  messo  in  atto  nei
  confronti del Parlamento.
   Difficilmente  abbiamo assistito a Presidenti della  Regione  poco
  educati  come Crocetta. È stato invitato ad ascoltare  un  deputato
  che  aveva  da chiedere una cosa e si è rifiutato di farlo.  Sappia
  però  che,  la  prossima  volta che verrà in  Aula  a  chiedere  la
  collaborazione dei deputati e a fare appelli, nessuno di noi, se ha
  dignità, sarà disposto ad ascoltarlo. Sicuramente non io, onorevole
  Presidente,   perché,  appena  metterà  piede  in  quest'Aula,   la
  fischierò in continuazione.
   Un  fatto  gravissimo  che  solo questo  Presidente  poteva  fare:
  abbandonare l'Aula senza ascoltare un indirizzo che era stato a lui
  rivolto. E' questo purtroppo quello che abbiamo in questa terra: un
  Presidente, non solo inadeguato, ma anche non educato.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì  14
  aprile 2015, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  I  -Comunicazioni

  II  -  Discussione della mozione:

  N.  381 - Mantenimento degli attuali distretti di Corte d'Appello
    in Sicilia.

  (17 dicembre 2014)

  MUSUMECI  - CORDARO - FERRANDELLI - MICCICHE' - CIACCIO -  ALONGI
    -  ARANCIO - ASSENZA - FAZIO - LANTIERI - LENTINI - LO SCIUTO -
    MALAFARINA - PICCIOLO - ZITO - FEDERICO

  III  -Discussione dei disegni di legge:

  1)  -  Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e città
    metropolitane . (nn.  833-783-791-819-822-823-824-831-832-839-842-
    848 bis/A - I Stralcio) (Seguito)

  Relatore: on. Cracolici

  2)  -  Testo unico delle attività produttive . (nn. 683-2-228-490-
    254-548/A) (Seguito)

  Relatore: on. Marziano

  3)   -    Disposizioni in materia di personale delle  Camere  di
    Commercio, industria ed artigianato. Fondo di quiescenza . (n.
    905/A) (Seguito)

  Relatore: on. Mangiacavallo

  4)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
    Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
    dello  Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della  Regione
    siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
    della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
    libertà civili, politiche, economiche e sociali' . (n. 223/A)

  Relatore: on. Malafarina

  5)   -   Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012,  n.  47.
    Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
    528/A)

  Relatore: on. Anselmo

  6)   -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
    elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
    Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A)

  Relatore: on. Cracolici

  IV  - Discussione della mozione:

  N.   156   -   Interventi  urgenti  per  assicurare  la  corretta
    applicazione  dello  Statuto siciliano in materia  di  rapporti
    finanziari con lo Stato.

  (24 luglio 2013)

  CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE - ANSELMO - GERMANA'

  V  -Discussione della mozione:

  N.  294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei flussi
    migratori verso la Sicilia.

  (23 aprile 2014)

  VENTURINO - CIMINO - MARZIANO - RAGUSA - CIRONE

  VI  - Discussione della mozione:

  N.   233   -   Opportune  iniziative  concernenti  il   complesso
    immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

  (25 novembre 2013)

  MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

  VII  -Seguito della discussione della mozione:

  N.  178  -  Verifica del rapporto che intercorre tra il Ministero
    delle infrastrutture e dei trasporti e la concessionaria che si
    occupa  della gestione delle autostrade siciliane con eventuale
    adozione di misure alternative.

  (19 settembre 2013)

  GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO - CLEMENTE

  VIII  -Discussione della mozione:

  N.  286  -  Rimozione  del Segretario generale  della  Presidenza
    della Regione siciliana.

  (26 marzo 2014)

  CIACCIO  -  CANCELLERI - ZAFARANA - PALMERI - CAPPELLO - TANCREDI
    -  CIANCIO  - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -
    FOTI - LA ROCCA - ZITO - GRECO G.

  IX   -  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 143  del  Regolamento
    interno, dell'interrogazione:

  N.  2479  -   Provvedimenti urgenti per il rinnovo del  contratto
    del  personale infermieristico per la postazione 118 di  Comiso
    (RG).

  (5 novembre 2014)

  ASSENZA

                   La seduta è tolta alle ore 15.30

        (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore XX.XX)

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE   DISPOSIZIONI IN  MATERIA  DI  LIBERI  CONSORZI
  COMUNALI E CITTà METROPOLITANE . (NN.  833-783-791-819-822-823-824-
  831-832-839-842-848 BIS/A)

   All'articolo 46:

      Sub emendamento Gov.1.2

      Al  sub  emendamento Gov.1, al comma 1, le parole  30 giugno
   2015  sono sostituite con le seguenti  31 luglio 2015 .

      Emendamento Gov.1. (interamente di riscrittura)

      L'articolo 46 è sostituito dai seguenti:

   Art. 46

  1.  Nelle more dell'approvazione della legge di riforma degli  enti
  di  area  vasta e comunque non oltre il 30 giugno 2015, le funzioni
  esercitate  dalle  ex province regionali alla data  di  entrata  in
  vigore  della  presente  legge  continuano  ad  essere  svolte   da
  commissari   straordinari  nominati  ai  sensi  dell'articolo   145
  dell'Ordinamento  amministrativo degli enti  locali  nella  Regione
  siciliana approvato con la legge regionale 15 marzo 1963, n.  16  e
  successive modifiche ed integrazioni.

  Art. 46 bis

  1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della
  Regione  siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della  sua
  pubblicazione.

  2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla  e  di  farla
  osservare come legge della Regione.