Presidenza del vicepresidente Lupo
LANTIERI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Lo Sciuto, Papale, Vinciullo, Forzese, Vullo, Miccichè e
La Rocca Ruvolo.
L'Assemblea ne prende atto.
del ddl 'Legge sulla montagna. Istituzione delle zone franche mon-
tane' (n. 981)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Richiesta di procedura d'urgenza, ai sensi dell'articolo 135 del
Regolamento interno del disegno di legge «Legge sulla montagna.
Istituzione delle zone franche montane» (n. 981)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Richiesta
di procedura d'urgenza, ai sensi dell'articolo 135 del Regolamento
interno del disegno di legge «Legge sulla montagna. Istituzione
delle zone franche montane» (n. 981)
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, la pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(L'Assemblea approva)
gione siciliana per l'esercizio finanziario 2015 e bilancio plurien-
nale per il tiennio 2015/2017' (n. 911/A) e 'Disposizioni programma-
tiche e correttive per l'annno 2015. Legge di stabilità regionale"
(n. 912/A)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione dei disegni di legge «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2015 e bilancio
pluriennale per il triennio 2015/2017» (n. 911/A) e «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di stabilità
regionale» (n. 912/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2015 e bilancio
pluriennale per il triennio 2015/2017» (n. 911/A) e «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di stabilità
regionale» (n. 912/A).
Onorevoli colleghi, questa Presidenza, ai sensi dell'articolo 73
bis, comma 3 del Regolamento interno, ha predisposto un'ipotesi di
contingentamento dei tempi onde assicurare l'approvazione dei
documenti finanziari entro il termine costituzionale del 30 aprile
p.v.
Il tempo complessivamente disponibile è pari a 7 ore e 30 minuti
(450 minuti complessivi); sottratto il tempo spettante al Governo
(30 minuti), i restanti 420 minuti sono stati ripartiti per metà in
maniera eguale e per l'altra metà in maniera proporzionale alla
consistenza numerica di ciascun Gruppo parlamentare.
Pertanto i tempi attribuiti a tutti i Gruppi sono quelli di
seguito comunicati.
-PD 75 minuti e 50 secondi;
-Movimento Cinque Stelle50 minuti e 10 secondi;
-UDC 36 minuti e 10 secondi;
-NCD 33 minuti e 50 secondi;
-PDR 31 minuti e 30 secondi;
-Forza Italia 31 minuti e 30 secondi;
-SDR 31 minuti e 30 secondi;
-PDS 29 minuti e 10 secondi;
-GS-PID 26 minuti e 50 secondi;
-LC 24 minuti e 30 secondi;
-LM 24 minuti e 30 secondi;
-MISTO 24 minuti e 30 secondi.
In relazione allo svolgimento del dibattito politico, la
Presidenza si riserva, in forza dei poteri conferitile dal
Regolamento (artt. 7, commi 2 e 3, e 103, comma 5, del Regolamento
interno dell'Assemblea Regionale Siciliana), di modulare i tempi
come sopra ripartiti ai fini del buon andamento dei lavori.
Invito i componenti la I Commissione «Bilancio» a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione Bilancio e
relatore di maggioranza, onorevole Dina, per svolgere la relazione
di maggioranza.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Mi
rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore di minoranza,
onorevole Giuseppe Milazzo, per svolgere la relazione di minoranza.
MILAZZO Giuseppe, relatore di minoranza. Signor Presidente sarà
una relazione di minoranza molto breve perché già abbiamo avuto
modo di evidenziare in Commissione le nostre perplessità rispetto
al fatto che non c'è certezza di copertura per tutto il 2015 e,
certamente, ci saranno ripercussioni, qualora il Governo non
dovesse concretizzare questo accordo romano che, evidenziamo, non è
un accordo scritto, bensì è un accordo verbale, seppur abbiamo
apprezzato la chiarezza con cui l'Assessore ha fatto presente ai
commissari che c'è un disavanzo di 450 milioni, che ha garantito al
Parlamento, attraverso l'approfondimento alla Commissione, che
andrà a coprire, ovviamente, concretizzando questo accordo.
Noi ribadiamo la nostra perplessità e la nostra critica. Non
intendiamo pur tuttavia esercitare un gioco al massacro perché
auspichiamo che il Parlamento, attraverso l'esercizio che
esprimeranno le forze di minoranza, sappia colmare queste
incertezze e sappia concretizzare nel merito e, argomentando
attraverso l'azione che i Capigruppo porteranno avanti con
determinazione, in questa Finanziaria che, preannunziamo, sarà
forte e costante e, quindi, ci rimettiamo ad un dibattito che
sicuramente sarà franco e leale.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, prima di tutto anch'io faccio una
premessa relativamente ad un problema di questa Finanziaria, ovvero
quello delle entrate e l'accordo con Roma, in quanto è bene
ricordare, ulteriormente, che ancora non esiste alcun documento
ufficiale che attesti quello che c'è stato promesso, quello che è
stato concordato a Roma e lo sottolineo perché, di fatto, è
semplicemente ciò che ci spetta, perché la Sicilia si ritrova ad
elemosinare, ripeto, ciò che ci spetta di diritto, e non lo dico
io, infatti, già la sentenza della Corte Costituzionale 65 del 2015
ci riconosce delle somme, che sono di circa 235 milioni di euro.
Ancora una volta, in tutto questo, non si capisce bene se l'accordo
firmato lo scorso anno dal Presidente Crocetta, quello che
annullava gli effetti fino al 2017, in questo caso, calato in
quella che è la sentenza della Corte Costituzionale, abbia ancora
valore o meno.
Dopo questa piccola premessa, vorrei soffermarmi sui lavori in
Commissione Bilancio perché, anche questa volta, si è lavorato di
notte, tre notti, due di queste fino all'alba, anzi una di queste
so essere arrivata all'una del giorno dopo, perché noi abbiamo
abbandonato volontariamente la Commissione alle 6.00 di sabato
mattina, e sottolineo questo perché, di fatto, la stanchezza e la
fretta di terminare i lavori per l'Aula sono diventate una scusa se
non una strategia per celare le richieste alle volte
inqualificabili della finta opposizione di questo Parlamento, che
alla base hanno dimostrato semplicemente la debolezza e la
frammentazione di questa maggioranza.
In particolare mi riferisco ad un emendamento approvato, oggi
articolo 15, che è stato soltanto un modo di ampliare un ennesimo
bacino che alcuni preferiscono chiamare elenco' a carico dei
cittadini e, contestualmente, creare in maniera volontaria delle
false aspettative dei cosiddetti padri di famiglia , in un settore
saturo che in Sicilia più che essere un servizio è un disservizio
ovvero quello dei rifiuti e con l'occasione già che ci sono ricordo
che questa Regione ancora non ha un piano rifiuti e in questo
momento sotto spinta della Commissione Europea rischiamo per questo
motivo anche di perdere quelle che saranno le risorse della
prossima programmazione.
Ma tornando alla Finanziaria: nella fretta di finire ad un certo
punto della notte si è pensato di stravolgere quasi a caso, senza
nessuna logica, di stralciare diversi articoli del GOV.1; bene non
dovrei essere io a difendere il lavoro del Dipartimento Famiglia ma
mentre sono riuscita a salvare in extremis l'art. 43 che recepisce
una norma nazionale, la 381 del 2000, che le Associazioni di
promozioni sociali aspettano dal 2000, sono riuscita a salvare in
extremis l'art. 42 risottolineando che non sono io che devo salvare
il lavoro del Governo, dovrebbe farlo la sua maggioranza se non il
Governo stesso, l'art. 42 ad oggi stralciato, che prevedeva il
recepimento della norma nazionale 391 del 91, relativo alle
cooperative sociali, all'istituzione quindi è stato stralciato,
bene questo articolo vorrei ricordare a questo Parlamento che era
comunque importante perché in particolare recentemente sono state
fatte delle modifiche all'art. 5 di questa norma nazionale in
particolare dopo i gravi fatti di mafia capitale per cercare di
attenuare il pericolo della corruzione, quindi, in questo frangente
io invito il Governo, i membri della maggioranza e questa
Presidenza a ripresentare questo articolo, perché, ripeto, dopo i
gravi fatti di mafia capitale, mi sembra quanto meno il minimo, io
in qualsiasi caso ho presentato l'emendamento che comunque sia è
l'articolo del Governo, del Dipartimento Famiglia ripresentato.
Detto questo ripeto per noi dopo le 6 del mattino siamo andati via
proprio per questo modo di lavorare e dopodiché sembra essere
avvenuta una festa perché ieri quando abbiamo ricevuto la
Finanziaria abbiamo trovato una Finanziaria della Finanziaria,
quindi si sono inseriti diversi articoli e a questo proposito, per
concludere il mio discorso, io non so quali di questi articoli
siano di iniziativa parlamentare anche se alcuni è evidente che lo
siano, sembrano che abbiano ognuna la firma del deputato che l'ha
proposto, non so quale siano di iniziativa governativa ma a questo
punto mi auguro, visto che immagino con quale approfondimento siano
stati visionati questi articoli in Commissione dalle 6 di mattina
alle 13 della stessa giornata, dopo 48 ore no-stop, mi auguro a
questo punto e richiedo formalmente a questa Presidenza la
relazione degli articoli di iniziativa, quanto meno quelli di
iniziativa governativa.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Sull'ordine dei lavori
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
Presidente io non intervengo sulla discussione generale perché io
ancora non ho avuto il tempo di guardarmi gli atti finanziari che
dovremmo andare da qui a venerdì ad approvare, quindi siccome la
discussione generale noi normalmente la rinviamo al primo articolo.
Signor Presidente, la invito a rinviare la discussione generale
perché dobbiamo andarcene nei Gruppi a lavorare per presentare gli
emendamenti, quando lei ci darà i termini, anche se lei l'ha fatto
nella seduta precedente.
Quindi, rinvio il mio intervento alla discussione generale appena
sono nelle condizioni di guardarmi gli atti che dobbiamo approvare.
PRESIDENTE. Gli atti sono stati trasmessi ieri sera per mail
intorno alle ore 19 a tutti i deputati così come era stato già
comunicato nella seduta precedente, quindi sono le 11.35 un po' di
tempo per leggere comunque i documenti li abbiamo avuti tutti.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017»
(n. 911/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2015. Legge di stabilità regionale» (n. 912/A)
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione dei disegni di
legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio
2015/2017» (911/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2015. Legge di stabilità regionale» (912/A).
E' iscritto a parlare l'onorevole Ciaccio. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Grazie Presidente, Assessori, colleghi, chi è rimasto in
Aula. Intanto volevo chiedere alla Presidenza oggettivamente una
sospensione, per il semplice motivo che più volte, non io, non il
gruppo parlamentare di cui faccio parte, ma da altri colleghi che
hanno vissuto questo palazzo per più legislature, mi è stato sempre
detto che il dibattito parlamentare che è l'aspetto più alto del
Parlamento, perché noi parliamo di prendere le decisioni per 5
milioni di siciliani, serve per confrontarci, a capire come
migliorare il testo, vedere quali sono le criticità, qual è la
linea che questo Governo e che i vari gruppi di maggioranza e di
opposizione vogliono dare.
Ed effettivamente però ad oggi, in questo istante, non è che
questo si possa definire l'apertura di un dibattito alla
discussione generale, cioè ci sono neanche dieci parlamentari, non
entro nel merito sul fatto che i testi sono arrivati di notte e
notte, sicuramente è scandaloso continuare a perseverare a lavorare
di notte come si è fatto in Commissione Bilancio, non è
ammissibile, io avevo personalmente, ma a nome anche e per conto di
tutto il gruppo parlamentare fatto un appello al Presidente
Ardizzone e lo rivolgo anche a Lei, se adesso è possibile farlo, di
stralciare tutte quelle norme che non sono prettamente finanziarie:
io ogni finanziaria devo ricordare a me stesso, ai colleghi,
all'Assessore ed all'Ufficio di Presidenza che questa non è una
finanziaria, non è una legge di stabilità, questo Parlamento ha
fallito, perché ha fallito soprattutto il Presidente della Regione.
Noi in finanziaria, visto che facciamo solo finanziarie,
inseriamo norme di merito, e nonostante il confronto, parlo per il
gruppo parlamentare Movimento 5 stelle, costruttivo, che avviene in
Commissione Bilancio, più volte abbiamo proposto dei correttivi,
l'Assessore sa benissimo la maggior parte, se non quasi tutti i
nostri emendamenti, le nostre osservazioni erano per dare
credibilità intanto alle istituzioni, ai parlamentari, norme di
buon senso,che però Assessore Lei non mi può dare ragione, però
nella maggior parte delle volte alzare le spalle della serie ma io
non ci posso fare niente ,perché Lei rappresenta il Governo
nazionale, l'Assessore del Governo regionale, rappresenta il
Governo, ed ha delle responsabilità. Allora come si fa a chiedere a
un gruppo di minoranza dell'opposizione di essere responsabile,
quando i suoi stessi emissari non lo sono
Lei lo sa, noi abbiamo proposto una battaglia cui crediamo, che
non è di principio, è reale, perché lo chiede la cittadinanza, che
è quello del taglio delle indennità parlamentari, l'unica risposta
che è sempre stata data e che mi è sempre stata data è che la legge
1 del 2014, che recepisce il decreto Monti non poteva essere
toccata, però quando nel cuore della notte a qualcuno, a qualche
collega conviene inserire qualche modifica stranamente si può
modificare; quindi siete intervenuti in ben quattro articoli
modificando e aiutando qualcuno, però quando si parla di riprendere
credibilità, di tagliare dagli 11.100 euro lordi l'indennità
parlamentare a 6.000 euro, eravamo disposti anche a 7-8.000 euro,
voi Governo e maggioranza ci avete risposto che non era possibile,
cioè vi rendete conto? Che credibilità hanno i parlamentari, che
credibilità ha questo Parlamento che parla di tagli, che parla di
rivoluzione all'esterno, addirittura dei Consiglieri comunali,
senza neanche riuscire a guardare a se stessi.
Abbiamo proposto un percorso per il privilegio che hanno i
Parlamentari per quanto riguarda l'aspetto pensionistico, neanche
ad un taglio, un percorso.
No, le risposte sono state: no
Allora, ad oggi, che cosa dovremmo fare in maniera responsabile,
cioè siamo qua, vi abbiamo lasciato a 40 articoli, dove ognuno, per
carità, ha le proprie posizioni, i propri punti di vista e ci
ritroviamo a 102 articoli, con un aumento di spesa, diretta od
indiretta, perché inserire delle persone nelle future S.r.r., è un
aumento di spesa, indiretto, soprattutto è a carico dei cittadini
che sono stanchi di pagare costantemente servizi assenti; la tassa
sui rifiuti è insopportabile, però che cos'è? E' un accordo perché
siccome la maggioranza non ha i numeri, il Governo inesistente non
ha la programmazione, serve forse il voto di qualcuno
dell'opposizione?
Noi ci eravamo sulle riforme strutturali, Assessore lei lo sa
benissimo quanto abbiamo cercato di stimolarvi, di presentare
emendamenti, di correggere questa zattera alla deriva o, forse,
quasi affondata, perché tanto serve soltanto ad approvare,
teoricamente, un bilancio, a livello economico finanziario, cioè
sulle carte, per poi vedere se effettivamente arrivano i soldi,
però siamo sotto il ricatto nazionale.
Mi risulta, dagli organi di stampa, che Renzi ha detto che se non
passa l'Italicum cade il Governo; se cade il Governo io non penso
che si possa dare continuazione o attuazione ad un accordo.
Cade il Governo, per carità, loro vanno al nazionale, cioè si rivà
alle elezioni, ognuno ha la propria posizione, però noi che cosa
abbiamo fatto dietro questo ricatto del Governo nazionale?
Loro non hanno conseguenze; noi abbiamo, invece, vincolato la
spesa dei Comuni a questo accordo.
Se al nazionale si va alle elezioni, me lo auguro presto, poco
cambia, ma la maggior parte dei nostri Comuni, se non parte
quell'accordo, vanno in dissesto finanziario ed è troppo facile
giocare: E va beh che cambia? .
A livello regionale, niente.
Voi questo accordo e questa precauzione l'avete camuffata come
clausola di salvaguardia, se non arrivano le somme, i Comuni, i
Forestali, i Precari, avranno proporzionalmente decurtato le somme,
però a livello regionale non abbiamo toccato un centesimo.
Allora, perché non copriamo con le somme di questo Palazzo? Della
Regione? Dei Consulenti del Presidente?
C'è effettivamente qualche cosa che, se cade l'accordo, io non
penso che il Presidente della Regione se gli vengono a mancare tre
Consulenti che, come li definisce lui, sono splendidi, ma qua non
si sono visti i risultati, era così un dramma.
Se la maggior parte dei Comuni siciliani dichiara il dissesto
finanziario, si, ma non tanto per i Comuni, per i cittadini.
C'è questa parola che qua dentro spesso, troppo spesso, non si sa
neanche più il significato, perché il dissesto finanziario
significa portare al massimo, ove già non fosse così, la tassazione
di tutti i Comuni.
Allora, le nostre proposte che, ripeto, erano di buon senso e che
vi riverranno riproposte, erano per dare dei segnali, non solo di
credibilità perché un Parlamento che riesce ad autoriformarsi,
inizia ad acquistare credibilità, inizia a capire realmente,
nonostante le cifre spropositate, perché parliamo di 11 mila e 100
euro lordi al mese, rispetto a chi, ad oggi, forse non vede neanche
gli 800 euro, allora, significa iniziare una strada, un percorso,
che porta anche dei risparmi, perché la nostra proposta avrebbe
portato circa 6 milioni di risparmi, non toccando i bisognosi.
Tutto possiamo dire fuorché che le persone che sono qua dentro
sono persone bisognose, che sono in gravi difficoltà. Forse
qualcuno lo è. Perché ha difficoltà forse giudiziarie, forse con la
Corte dei conti. Ma non è un problema che devono pagare i
cittadini; è un problema che ognuno deve passarsi la mano nella
coscienza e fare politica in maniera sana.
Ricordo a me stesso che molti componenti di questo Parlamento sono
stati condannati per la questione 118, a 800 mila euro in primo
grado, poi non si sa perché c'è stato un forte sconto a 35 mila
euro. Ma che segnale diamo all'esterno? Che se abbiamo le spalle
larghe e coperte dalla politica tutto è possibile farlo?
Oggettivamente non condivido la linea politica però voglio fare un
apprezzamento al collega Cracolici che ha dichiarato che, se
dovesse essere condannato, non si sente in grado più di
rappresentare come Presidente della I Commissione gli altri
colleghi e le Istituzioni e quindi sarebbe disposto a fare un passo
indietro.
Prima ancora di lui io mi aspettavo che un Presidente della II
Commissione, Bilancio e Programmazione, condannato in via
definitiva dalla Corte dei conti oltre che altre questioni di
carattere giudiziario. Però è normale che il Presidente della II
Commissione, condannato dalla Corte dei conti non Pinco Pallo, non
fa un passo indietro. Allora che credibilità c'è? Non ce l'ho a
livello personale con il collega Dina. Però mi mortifico quando la
gente in mezzo alla strada mi chiede: ma di quale Commissione fai
parte? II Commissione. A beh Che Presidente che avete
Come si fa difendere le istituzioni in questo modo? E un appello
lo voglio fare anche all'assente, ma sicuramente per un motivo
valido, al Presidente della Commissione Antimafia, il collega
Musumeci, perché - e gliene devo dare atto - si è battuto per un
codice etico che attualmente è fermo in I Commissione. Noi lo
abbiamo sostenuto, lo condividiamo e vorremmo che questo disegno di
legge vedesse luce al più presto. Però il Presidente della
Commissione Antimafia che anche lui nei suoi interventi da degli
ottimi contributi non può stare zitto vedendo le cose che accadono
qua dentro.
E lo invito a prendere una posizione sui colleghi condannati e che
attualmente non sono in linea con quello che lui stesso sta
difendendo come disegno di legge del codice etico. E su questo ci
troverà a suo fianco. Perché capisco che è difficile ma l'etica è
un valore fondamentale che molti hanno perso il senso, il
significato.
Non so come su questo testo si ha intenzione di continuare.
Sicuramente cercheremo come ho detto poc'anzi di dare il nostro
contributo con i nostri emendamenti. Ripeto, emendamenti di buon
senso non solo perché in molte Commissioni sono stati votati in
maniera unanime e sostenuti. Vedi, ad esempio, l'emendamento che
riduceva gli affitti d'oro, che evitava di fare nuovi contratti, di
passare da affitti di qualche privato forse amico di amico a
proprietà della Regione. Ditemi cosa non c'era di buon senso in
questo. Invece di spendere soldi usiamo le nostre risorse.
Forse perché questo Governo in maniera preconcetta nei nostri
confronti, oramai ha preso l'abitudine di dire sempre no, no, no,
non si può fare, non si può fare. Però il problema è che i no
nostri seguono delle motivazioni; quello del Governo è un no
dittatoriale.
Signor Presidente, spero che accolga la richiesta di sospensione,
so che non sono il capo gruppo e quindi per regolamento non posso
ufficialmente fare questa richiesta ma mi appello al buon senso di
convocare subito una conferenza dei capigruppo per capire
effettivamente come procedere nell'ordine dei lavori, perché se su
circa 50 articoli o leggi camuffati da articoli a volte non tanto
bene camuffate, in Commissione bilancio sono arrivati 1500
emendamenti, poi ognuno ai giornali fa la dichiarazione che
strumentale, il Presidente, l'opposizione responsabile e altri spot
pubblicitari solo per farsi bello? Con 102 articoli dove noi ci
dobbiamo allontanare dall'Aula per andarlo a studiare perché
arrivato di domenica notte.
Io penso che saranno per tre o quattro volte. Non solo faccio
anche un invito a cambiare regolamento, perché oltre lo sdegno che
noi abbiamo avuto in Commissione per come è andata, scorretto fare
lavorare le Commissioni di merito per poi non tenere assolutamente
conto della loro valutazione.
Questo lo voglio esprimere soprattutto ai cittadini che sono fuori
o alle persone che comunque lavorano per dare una mano e un
contributo all'attività parlamentare.
Il disegno di legge viene presentato dal Governo e dà la propria
linea guida, quello dove il governo vuole investire, lo presenta
all'Assemblea, l'Assemblea lo recepisce, lo invia alla Commissione
di merito che è la seconda Commissione Bilancio, e dalla seconda
Commissione per le parti di competenza viene inoltrata a tutte le
Commissioni.
Queste fanno le audizioni, si riuniscono, parlano, e approvano
delle modifiche nel merito, non sotto il profilo finanziario, ora è
normale che la I, la III, la V, la IV, le Commissioni di merito,
presentano perché poi le loro osservazioni vengono inoltrate alla
Commissione Bilancio sul merito e la Commissione bilancio neanche
li prende in considerazione e sono stato corretto nell'usare queste
parole.
Non vengono considerati, cioè della serie viene dalla I, viene
dalla IV, quando in realtà il merito e di loro, la nostra e la
copertura finanziaria sul loro merito, non al contrario.
Quindi succede che noi non prendiamo in considerazione loro, noi
tanto oramai qua dentro e una bicamerale, vale soltanto l'Aula e la
seconda Commissione bilancio, noi per care di studiare i disegni di
legge camuffati in articoli facciamo nottate e magari a volte non
ne capiamo neanche il senso, perché spesso o meglio mi correggo, in
questa circostanza in alcuni casi non erano neanche fatte le note
di lettura di alcuni articoli, la Corte dei Conti chiede le
relazioni del Governo, anche nelle riscrittura se vanno a
modificare l'articolo stesso e noi facciamo quello che ci pare e
piace, a noi non interessa nulla perché tanto si sa che qua dentro
si fa tutto e il contrario di tutto, perché noi legiferiamo, perché
noi abbiamo autonomia,
Io penso che l'autonomia dei nostri padri non era questa.
Questo è un privilegio che qualcuno vuole continuare a mantenere.
Così facendo Presidente e Presidente Crocetta che oramai troppo
spesso assente anche per quello che dovrebbe difendere, voi ci
porterete a diventare un Consiglio regionale come tutte le altre
Regioni d'Italia.
Perché se l'autonomia che noi abbiamo che dovrebbe rilanciare il
nostro territorio, viene utilizzato solo per quello che ci conviene
per mantenere i privilegi, per fare tutto e il contrario di tutto,
noi quando ci conviene recepiamo una legge nazionale e quando non
ci conviene no.
Ma no che non ci conviene nel senso di sviluppo del territorio,
non ci conviene perché non conviene a qualcuno, perché perdi una
poltrona, perché perdi un assessorato, perché perdi qualche cosa,
qualcosa che non puoi più controllare.
Questo non è tollerabile e soprattutto sig. Presidente e Ufficio
di Presidenza, voi dovreste tutelare, dovreste cambiare il
Regolamento per sanzionare il Presidente della Regione, gli
assessori assenti, l'ordine dei lavori, la presenza dei componenti
in Commissione. Noi tutto l'anno se non si fanno finanziarie forse
siamo 5/6 persone su 15 e la norma che prevede le assenze
continuative di più di 3 volte dovrebbe essere sanzionata, ma viene
come al solito disattesa e quando c'è la Finanziaria è una
bicamerale, 90 deputati dell'Aula si trasferiscono in Commissione
Bilancio, ognuno parla, ognuno presenta, ognuno esprime il proprio
pensiero, qualcuno spesso, ormai troppo spesso, -assessore lei lo
sa- presenta emendamenti sapendo che poi comunque vengono impugnati
perché loro, come più volte da qualche collega mi è stato detto,
io li devo presentare . In questo modo non si fa altro che
illudere i cittadini, queste persone e mi riferisco a tutti, perché
spesso poi qua si fa la guerra e fortunatamente siamo riusciti a
ottenere la diretta streaming perché spesso poi la gente che fa
parte o è vicina a questi precari e a queste categorie, poi mi
chiama dicendo tu sei stato contro, tu hai votato contro, tu hai
detto questo, hai detto quello fortunatamente oggi io posso dire
guardati la diretta streaming .
Perché è troppo facile pensare di dare al Movimento 5 Stelle la
colpa di avere detto la verità e giocarsela come se loro fossero
contrari. Le faccio un esempio, io con delle persone che non
conosco, e a livello umano, il Movimento 5 Stelle vuole aiutare
tutti, uno dei nostri obiettivi è che nessuno deve rimanere
indietro, quindi tutto può essere criticato al Movimento 5 Stelle
tranne essere contrario alle persone che hanno realmente bisogno. E
le posso fare l'esempio degli ex Pirelli che non conosco, saranno
lavoratori splendidi, che sono però incappati in una situazione
particolare dove attualmente mi risulta c'è un contenzioso, dove
più volte il Commissario ha impugnato la norma, dove nonostante il
parere di una Avvocatura ancora a livello amministrativo, non
vengono riconosciuti come lavoratori, né precari, né della Regione,
però assessore lei ha dato copertura finanziaria a queste nuove
persone, lei ha dato l'ok all'inserimento nell'elenco delle srr di
altre persone, e non è possibile, non è che per difendere un suo
articolo la centrale acquisti che pensa che stravolgerà questa
Regione, per carità me lo auguro e io lo sostengo, e allora
possiamo pronarci a qualsiasi cosa ogni deputato presenta.
Allora per questo motivo, chiedo all'Ufficio di Presidenza, non
solo di fare una Conferenza dei capi gruppo per capire e snellire
l'ordine dei lavori, ma anche se è possibile, stralciare o
dichiarare inammissibili degli emendamenti che non sono
strettamente di spesa finanziaria, perchè attualmente così non solo
non pensiamo allo sviluppo di questa terra ma la porteremo al
collasso. Noi in questo cercheremo di essere, come abbiamo sempre
fatto, responsabili, ma non saremo al vostro fianco per la
distruzione della Sicilia.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli:
Ioppolo, Clemente, Zafarana, Arancio e Firetto.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017»
(911/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2015. Legge di stabilità regionale» (912/A)
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione dei disegni di
legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio
2015/2017» (911/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2015. Legge di stabilità regionale» (912/A).
E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo,
in verità pensavo di intervenire nel corso del pomeriggio, verso la
fine dei lavori. L'onorevole Ciaccio, invece, mi ha stimolato a
prendere la parola tempestivamente, per la semplice ragione che
noi stiamo trattando un disegno di legge importante: la legge
finanziaria della Regione Siciliana.
Arriviamo, purtroppo, in zona Cesarini , all'ultimo minuto;
sarebbe stato meglio approvare questa legge o discuterla entro
dicembre oppure nei primi dell'anno. Arriviamo tardi, ahimè, ma
questo non vuol dire che possiamo consentire all'onorevole Ciaccio,
o alla forza politica, di dire tutto ed il contrario di tutto e di
fare un sermone all'Assemblea regionale indicando o facendo
valutazioni politiche o altro tipo di valutazioni e generando, da
un lato, confusione, e dall'altro lato non esprimendo il
significato dell'impalcatura della finanziaria stessa.
Onorevole Ciaccio, l'unico argomento che lei ha trattato - io
parlo con lei sapendo di parlare con tutto il Movimento Cinque
Stelle - perché mi fa pure simpatia per la sua giovane età, questo
non significa che qualcuno può essere autorizzato a trattare tutti
gli argomenti, perché io non so dove lei passeggia, chi frequenta,
chi incontra, quali suggerimenti gli danno, non ho idea, qui
parliamo di legge finanziaria. Parliamo di cose che hanno un
fondamento o dobbiamo parlare delle cose così, per sentito dire? Al
netto di tutte le valutazioni politiche che lei ha fatto, ed alle
quali io voglio rimarcare con il mio partito l'assoluta distanza,
siderale, le dico: lei ha parlato soltanto di un aspetto
finanziario. Ha parlato dei tre consulenti che il Presidente della
Regione vuole nominare per una spesa di centomila euro, chiedendo
che questi soldi possano andare ai Comuni.
Io capisco che si può fare demagogia, capisco che si può, come
dire, dare un indirizzo populista, capisco che si può parlare alla
pancia delle persone, ma poi quando i problemi vengono al pettine
come li affrontiamo? Diamo ai Comuni, a cui servono 398 milioni di
euro, centomila euro in più per far funzionare i Comuni stessi?
Oppure vogliamo muovere un'accusa al Presidente della Regione?
Credo, allora, che al netto delle valutazioni politiche che si
possano fare sulla finanziaria e del fatto che ogni forza politica
liberamente può decidere di sostenerla o di contestarla, ed io sono
convinto che questa legge finanziaria, assessore, vada migliorata,
vada epurata in alcune cose, ma con serenità, veda, fare una
scrematura forse è utile, forse è possibile, ma questo non vuole
dire che l'impianto generale non c'è. Questo va detto: è un
impianto generale che nell'arco di questi mesi si è, come dire,
costruito con infinite difficoltà anche a causa delle difficoltà
dei conti della Regione e dello Stato. Lo dico ai colleghi che
hanno tanta esperienza quanto me o hanno più entusiasmo di me, e
parlo con l'onorevole Ciaccio: proviamo a fare l'asticella degli
interventi che facciamo parlando delle cose che servono per lo
sviluppo della Sicilia e diciamo quali sono le cose che non vanno e
come le dobbiamo correggere e, se poi è possibile, proviamo a
capire quanti soldi lo Stato ci sta togliendo, perché dire che
mancano i soldi - io sono uno che sostiene lealmente il Presidente
della Regione, il quale è notoriamente schierato con il
Centrosinistra ed io, lealmente, avendo sottoscritto un patto con
gli elettori lo voglio continuare a sostenere - ma questo non mi
esime, come forza politica, di contestare il centrosinistra quando
questo centrosinistra fa dei tagli e definisce ed immobilizza la
Regione facendo poi pagare il prezzo ai siciliani che non sanno più
come poter garantire le spese di funzionamento ad una serie di
categorie produttive che poi non possono fare i conti con la
realtà, perché mancano i denari, così come và detto che per
troppo tempo hanno fatto i conti con la realtà considerando la
Regione come un Ente a cui ricorrere per sostenere qualunque tipo
di spesa.
Allora, se mi è consentito, premesso che considero questa
finanziaria nel suo impianto una legge che funziona, in alcune cose
è stata arricchita in maniera intelligente e talvolta si utilizza
lo strumento della legge finanziaria per approvare delle cose che
questo Parlamento stesso ha approvato, faccio un esempio: è stato
inserito l'articolo che prevede il sostegno al comparto marmifero,
il comparto marmifero non è in ginocchio perché non diamo i
contributi o perché la Regione non elargisce più contributi, è in
ginocchio perché la Regione in maniera inopinata ha cambiato la
legislazione che regola la materia mettendo la tassa non sul
prodotto finito ma sul prodotto estratto, quindi noi costringiamo
persone a lavorare sapendo bene che tutto quello che fanno può
anche non diventare prodotto finito e devono pagare sul prodotto
che viene estratto.
Ahimè questo è stata una battaglia che il Movimento Cinque Stelle
ha fatto, che l'Assemblea ha approvato e forse non si è capito il
danno che si faceva all'unico comparto siciliano che invece non ha
bisogno di contributi e notoriamente produce ed è un volano
produttivo.
Quest'Assemblea è ritornata sul punto, è ritornata ed ha approvato
la legge modificativa che parametra i costi di produzione, le
royalty che si pagano alla Regione da un lato all'estensione della
cava, dall'altro al prodotto finito ma è stata impugnata e allora
io mi chiedo quale diventa lo strumento per riproporre di nuovo il
disegno di legge? Diventa una legge organica di settore che magari
non esce dalla Commissione perché il Presidente della Commissione
ritiene che non sia una legge corretta? Io non credo che su questo
bisogna accapigliarsi troppo, bisogna utilizzare la legge
finanziaria per dare quelle risposte ai siciliani che meritano e
bisogna correggere quella legge nelle parti in cui va corretta.
L'argomento, però, spigoloso che voglio trattare, Assessore Baccei
e mi rivolgo a lei e mi rivolgo a lei personalmente perché lo
ritengo connesso e collegato al Governo nazionale, al pari di tutta
la coalizione, e in modo con cui la Regione rivendica tutto quello
che aveva ottenuto e che per ora sta perdendo.
Le faccio un esempio: lei ha letto l'approvazione del DPEF che è
stato approvato dal Parlamento nazionale la scorsa settimana? Io mi
chiedo se è giusto che il DPEF trasforma l'allegato cosiddetto 11
in allegato 12 , e se è giusto che con questa modifica - la
prego di prendere appunti - nella Regione siciliana vengono
definanziate sedici opere strategiche per tenerne soltanto quattro?
Queste sono le cose su cui bisogna indignarsi, queste sono le cose
su cui bisogna che l'Assemblea si esprima contestando se serve o
sostenendo il Governo.
Io credo che non sia giusto, e cito soltanto due opere, due a
caso, due che riguardano uno la Sicilia occidentale e uno la
Sicilia orientale.
Con l'approvazione del DPEF, avendo trasformato l'allegato 11 in
allegato 12, noi abbiamo detto al CIPE di definanziare tutte le
opere che già erano state finanziate, e questo significa, faccio un
esempio, definanziare l'autostrada Ragusa-Catania o la bretella
autostradale Palermo-Mazara del Vallo-Trapani.
Mi chiedo, ma cosa deve fare questo Assessore alle infrastrutture
dopo aver lavorato per anni e anni, dopo aver ottenuto il
finanziamento, come deve intervenire se non può realizzare le opere
strategiche che servono in Sicilia? Lo vogliamo fare intervenire
soltanto dando trenta milioni di euro per la manutenzione delle
strade provinciali?
Io ho avuto la fortuna di fare il presidente della provincia, so
che in provincia di Trapani ci sono 1800 km
CORDARO. Non solo fortuna, ma abilità
TURANO. La ringrazio onorevole Cordaro, mi piace essere misurato.
Devo dire che è stato un contesto politico particolare e sono stato
fortunato ad essere eletto presidente della provincia. Ma so bene
quali sono i problemi degli Enti locali, e mi chiedo in un ente
piccolino, come la Provincia di Trapani dove ci sono milleottocento
chilometri e dove non bastano trenta milioni di euro, come si può
intervenire con una riserva così piccola in favore di tutta la
provincia? Facciamo dei rappezzi soltanto di ventimila euro, sparsi
senza risolvere il problema? E poi, cosa deve fare questo
assessore? Non può programmare in maniera, come dire, cosciente? Si
deve preoccupare di coinvolgere tutti gli enti locali?
Credo che alcune sfumature vadano corrette, lo dico senza
retropensieri. Lo dico, però, sapendo di cercare di fare politica,
e le cose che mi inquietano sono quelle che ho appena finito di
dire, come talvolta il Governo nazionale non tiene conto e non
rispetta alcune porzioni del territorio e, segnatamente, la Sicilia
di cui sto parlando.
Mi chiedo perché il Governo nazionale dica che ha diviso l'Italia
in quattro macro aree e che i fondi per il Mezzogiorno sono
capienti per portare lo sviluppo nel Mezzogiorno stesso, quando
delle quattro macro aree due sono al Nord e la somma degli
investimenti che si fanno al Nord si fanno con i soldi che già
erano destinati al Sud.
Allora, assessore, io la prego di intervenire su questo. Noi la
legge finanziaria la approveremo, la approveremo entro il trenta,
l'approveremo, secondo me, rapidamente, la approveremo, se servirà,
facendo delle piccole scremature che appesantiscono i lavori e
fanno indignare qualcuno, ma tenga conto della richiesta che la
politica avanza. Punti i piedi, per il ruolo che ha, per il
rilancio di questa terra perché lei è stato chiamato da noi, e dal
Governo nazionale, a svolgere questo ruolo e ha incondizionata
fiducia. Ma, avere incondizionata fiducia non significa diventare
complice di un sistema partitico, politico dove si può levare a
colpi di, ahimè, machete, risorse che erano destinate a questo
territorio senza che nessuno parli. Mi riservo di intervenire nel
corso dei lavori perché spero, da qui a due giorni, che lei possa
fare le verifiche che ho appena detto sull'approvazione del DEF
nazionale e capire come intervenire.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha
facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi tra i vari
emendamenti, i nostri emendamenti scartati o ritenuti inammissibili
in modo più o meno discutibile - non voglio entrare, di nuovo, nel
merito di ognuno di questi - però, in particolare, vorrei entrare
nel merito su alcuni emendamenti che riguardavano il servizio
idrico.
Ce n'erano due che erano riferiti, appunto, all'organizzazione a
monte del servizio idrico, quindi che non entravano nel merito
della gestione ma che avevano l'unico obiettivo di evitare la
perdita di tutti i finanziamenti sul depurativo - quindi
finanziamenti CIVE - di evitare di andare incontro a tutte le varie
sanzioni che pagheremo ai sensi del recente decreto Ilva, si parla
di centinaia di migliaia di euro mensilmente che potrebbe andare
incontro la Sicilia mensilmente e per evitare, appunto, il
commissariamento del servizio idrico.
Sappiamo che, ormai, questo settore è un settore pienamente
emergenziale in molte parti della Sicilia e questo era l'unico
obiettivo e questo emendamento è stato ritenuto inammissibile dal
Presidente Dina. Ne prendiamo atto e, quindi, oggi questi
emendamenti non saranno ripresentati dal Movimento Cinque Stelle in
commissione. Però, oggi, vorrei approfittare di questo momento, di
questa seduta d'Aula per invitare tutta la IV Commissione, il PD,
l'onorevole Panepinto, visto che con lui abbiamo avviato, già da
qualche settimana, un tavolo, un confronto sulla nuova legge sul
servizio idrico affinché si acceleri, quindi di condividere e di
contribuire ad una accelerazione immediata di questo disegno di
legge affinché venga subito portata in Aula. Cosa che è stata -
diciamo - ostacolata, perché una certa politica, fino a questo
momento, ha fatto in modo, ha lavorato, affinché questo disegno di
legge non arrivasse in Aula.
Quindi i siciliani hanno veramente bisogno, non possono più
perdere tempo su questo settore quindi invito tutti i deputati a
questa situazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi. Abbiamo
lavorato in Commissione bilancio' da opposizione responsabile,
consapevoli dell'inadeguatezza di questo Governo,
dell'inadeguatezza del suo Presidente, ma consapevoli anche del
momento drammatico che la Sicilia sta attraversando. E d'altronde
non riteniamo - non abbiamo ritenuto in Commissione - e non lo
riterremo in Aula di darvi, come opposizione di centro destra,
l'alibi delle strumentalizzazioni.
Vogliamo che questo Governo si assuma le sue Responsabilità,
vogliamo ad esempio che questo Governo non esprimendo una parola
sul tema della formazione in Sicilia durante la finanziaria, dia
netto il segnale alle famiglie - che sono migliaia di siciliani -
che aspettavano una risposta da questa finanziaria, che per il
Governo Crocetta, ed a causa di questo Governo, potranno continuare
ad attendere sapendo che non una parola di speranza dal Governo
Crocetta e dal centro sinistra verrà, non una parola di speranza da
quella parte politica - appunto la sinistra - che sulla formazione
e della formazione ha fatto un cavallo di battaglia verrà per dare
soluzioni a quel problema.
Abbiamo presentato come opposizione di centrodestra tanti
emendamenti, sono stati ritenuti non ammissibili, il Governo ha
dato il suo contributo negativo a che non venissero trattati, noi
li riproporremo in Aula perché vogliamo che ancora una volta i
siciliani sappiano chi si sta battendo per curare le loro speranze
- e cioè siamo noi - e chi invece, le loro speranze vuole ucciderle
definitivamente.
Ma noi voteremo, noi staremo in Aula, faremo la nostra battaglia,
andremo sotto, perderemo, spiegheremo ai siciliani qual è il nostro
punto di vista - da opposizioni responsabili, ma da opposizioni
serie. Qui non c'è nessuno col piattino in mano, non c'è mai stato
meno che meno in questa fase storica, dove né di piattini, né di
contenuti pare ce ne sia, salvo poi scoprire - certo, per carità,
io mi rendo conto, io so bene che il bilancio della Regione è o
dovrebbe essere altro - però mi rendo pure conto che in un momento
come questo, quando con centomila euro, per esempio, avremmo pagato
gli stipendi della quasi totalità dei dipendenti COINRES, che, viva
Dio, grazie alla battaglia dell'opposizione di centrodestra,
troveranno una soluzione nelle nuove SRR, ecco, andare a spiegare a
queste famiglie che da mesi o da qualche anno non vedono una Lira,
che il Presidente doveva pagarsi qualche consulente in più, certo
io mi assumo anche, che so, l'onere di sentirmi dire magari qualche
parola non carina, però la metto nel conto, se il ritorno deve
essere la soluzione dei problemi dei siciliani. Centomila Euro oggi
sono centomila Euro, soprattutto se devono andare a qualche ex che
non ha saputo fare il suo compito e che deve in qualche modo essere
garantito nel cerchio magico del Presidente della Regione. Noi
preferiamo i dipendenti del COINRES, e lo abbiamo dimostrato. E
d'altro canto, assessore Baccei, quali addebiti fare a lei? Noi in
questi mesi - magari qualche volta ce le siamo anche mandati a
dire, in maniera sempre cordiale, ed in maniera anche chiara -
però, io oggi, senza voler essere autoreferenziale - ma con
l'onestà intellettuale che mi attribuisco - trovo qualche
difficoltà ad attribuire a lei, assessore Baccei, responsabilità.
Perché se è vero come è vero che noi, oggi, dobbiamo fidarci per
chiudere il bilancio e quindi per chiudere i conti della Sicilia,
di un accordo orale con il Governo nazionale, bene tutto questo lo
dobbiamo all'assoluta inadeguatezza del Presidente della Regione
che ha rinunciato a quattrocentocinquanta milioni di contenzioso
con lo Stato, salvo vedersi acclarare la decisione favorevole alla
Regione siciliana, e in tempo ormai non più utile, perché a quei
contenziosi il Governo aveva rinunciato e i soldi che oggi, ancora
una volta la Corte Costituzionale riconosce essere un diritto dei
siciliani, sono diventati soldi nazionali e oggi noi rincorriamo
gli accordi romani per chiudere una finanziaria che avremmo potuto
chiudere con i fondi nostri.
E allora, è chiaro che al di là delle appartenenze politiche
qualcuno al Presidente della Regione deve spiegarle queste cose,
così come, assessore Baccei, io mi rendo conto che attribuire a lei
responsabilità oggi, sarebbe presto, forse troppo presto.
Io mi sono sempre approcciato con le cose della politica come con
le cose in genere in maniera assolutamente laica, se lei dimostrerà
di essere in condizione di garantire le casse della Sicilia -
perché questo è il suo ruolo e lei certamente non è dimentico -, io
potrò anche rivedere il mio ragionamento, però lei oggi è in un
Governo pessimo: il suo imbarazzo in Commissione Bilancio', io per
carità poi l'ho colorita anche di un calcio sotto il tavolo, mi fa
piacere che lei sorride, ma il suo imbarazzo in Commissione
Bilancio' è stato davvero, ecco sotto questo profilo, emblematico
della sua correttezza e della sua buona fede, ed è una apertura di
credito che le faccio sotto questo aspetto.
Ebbene, questa Finanziaria, è una Finanziaria che ci lascia
enormemente insoddisfatti, ho fatto accenno alla Formazione ma
potrei fare accenno ai cantieri di lavoro: perché non dobbiamo
trovare i fondi per garantire a molti enti locali, a molti
lavoratori, in paesi che non hanno alcuna prospettiva economica
oggi, di tornare a lavorare e di tornare a portare correttamente,
onestamente, un pezzo di pane a casa? Questo era il senso dei
cantieri di lavoro, emendamento che è stato bocciato per mancanza
di copertura e che noi riproporremo nel corso della Finanziaria.
Abbiamo fatto qualcosa di buono: abbiamo portato a casa il buono
scuola' grazie ad un impegno dei parlamentari del centrodestra e
del Cantiere popolare in particolare, ma come faremo con i comuni e
con le province, assessore? Questo è un tema che credo, qui, in
qualche modo e se è possibile con qualche pezzo di carta scritto,
il Governo credo abbia il dovere di chiarire, perché qua il tema
non è soltanto della necessità - ed io ho presentato il tal senso
una interrogazione parlamentare che vuole essere di pungolo questo
sì e questa volta sì nei confronti dell'Assessorato regionale
lavori pubblici - perché si faccia parte diligente nei confronti
dell'Anas per eliminare il pedaggio della Palermo-Messina a tutti
coloro che lavorano e che devono portare le merci con enormi
aggravio di spese, per coloro che li producono o per coloro che li
trasportano, per coloro che li vendono e per coloro che li
acquistano; ma io credo che quando noi scopriamo che non abbiamo
bretelle alternative alle autostrade, perché le strade provinciali
che per anni hanno servito le periferie delle nostre città sono
tutte da rifare e quando noi scopriamo che da 2/3 anni non si fa
manutenzione in quelle strade perché il Presidente Crocetta ha
distrutto le province ma non sa ancora con che cosa sostituirle, ha
lasciato il mondo della scuola, dell'edilizia scolastica, delle
scuole che cadono addosso ai nostri bambini, senza un minimo di
manutenzione per non parlare dei disabili, dei portatori di
handicap, di tutta quella parte di società che nelle province
trovava le giuste adeguate risposte, ebbene, noi lo chiediamo a lei
perché da lei che conosce i conti certamente meglio di come li
conosce Crocetta, abbiamo la necessità di capire come finanzieremo
questi servizi? Abbiamo la necessità di comprendere per quale
ragione negli enti locali ci debba essere ancora la volontà di
fidarsi del Governo regionale. E allora queste cose io spero che si
spiegheranno, noi continueremo e riproporremo a ripresentare gli
emendamenti anche sugli enti locali, anche sui finanziamenti ai
comuni che sono stati tolti.
Abbiamo apprezzato alcuni passaggi, abbiamo apprezzato la
riduzione di spesa sui forestali, vogliamo che siano riforme che
diventino però generalizzate, perché ad esempio sulle partecipate è
corretto che lei sappia, perché credo che non gliel'ha detto
nessuno, siamo contenti dell'eliminazione dei CDA se questa sarà la
scelta che il Governo adotterà, l'opposizione di centro destra sarà
sicuramente con il Governo, ma è da tre anni che l'assessore per
l'economia pro tempore ci spiega che da lì a qualche settimana,
chiusa la finanziaria, ci porterà il piano di riordino delle
partecipate. Non è mai accaduto
Le undici società partecipate che oggi compongono, direi
positivamente, il panorama della Regione siciliana, hanno tutte un
ruolo, ma vogliamo davvero realizzare insieme, tra Governo e
Parlamento, un piano di riordino che veda quello che c'è da vedere,
e non faccia finta di dimenticare, o addirittura di non vedere, o
addirittura ancora, invece di realizzare concreta spending review
di realizzare un metodo che finisce per essere addirittura più
costoso per le casse siciliane solo perché magari a presiedere
quella partecipata c'è un amico più ristretto del cerchietto
magico, ancora più cerchietto
Ed allora rispetto a queste cose, con molta onestà, noi siamo
pronti a discutere, perché se non facciamo strumentalizzazioni e se
non determiniamo perdite di tempo, lo facciamo anche perché siamo
una opposizione competente, che studia le carte e che si vuole
confrontare, e che prende atto del risultato dell'Aula e della
proposta del Governo. Così come certamente noi pigliamo atto del
fatto che fino a questo momento non abbiamo letto nulla sulle
politiche sociali in questa finanziaria, capisco che il momento è
complicato, però Assessore noi una speranza a questi siciliani che
vivono nel bisogno, nel disagio, nell'handicap, nella malattia, una
speranza la dobbiamo dare, così come dobbiamo dare certezza e non
speranza ai precari, perché i precari che da anni lavorano - ed
alcune categorie di costoro sono diventate assolutamente
strategiche negli enti locali siciliani -, hanno sul rapporto di
fiducia con le istituzioni costruito un progetto di vita e di
famiglia. Non li potete mandare a casa.
Ed allora rispetto a queste cose, noi dobbiamo migliorarla questa
finanziaria se ci riusciamo, dobbiamo lavorare ad un modello
diverso, così per i precari come per la medicina convenzionata,
Assessore, quando vorrà ci faremo una chiacchierata. Abbiamo
presentato degli emendamenti importanti sul riordino della medicina
convenzionata, lei deve essere in qualche modo tuttologo, avere
calato in bilancio quaranta milioni nella finanziaria di un anno
fa, che non si sa da dove vengono e da dove verranno, immaginando
di recuperare dalla medicina convenzionata centoottanta milioni che
non si recupereranno mai, significa fare non finanza creativa, mi
stava venendo il termine ricreativa, forse era un lapsus freudiano,
significa fare finanza fasulla, e noi questo oggi, se lei vuole
arrivare a Roma con un percorso non dico netto, ma certamente
credibile, non ce lo possiamo permettere.
Allora, Assessore, io ho parlato in maniera assolutamente veloce
di tanti temi ed ho detto che noi saremo qui a confrontarci con il
Governo, lo faremo con correttezza, lo faremo con durezza, vorrei
farle un invito per concludere: le finanziarie di Bianchi hanno
avuto da parte delle opposizioni di centrodestra prima dei
consigli, in forma di emendamenti, poi una opposizione anche
strenua in determinati casi, mi permetto di ricordarle che tutte
quelle volte in cui il Governo su propulsione di Crocetta ha
imposto determinate norme quelle sono state immediatamente troncate
dal Commissario dello Stato. Io so che oggi il Commissario dello
Stato non c'è più, ma questo è, per voi, motivo di ulteriore
responsabilità.
Non pensate ai proclami della prima ora una volta approvata una
finanziaria, facciamo qualcosa di più serio se ci riuscite,
approviamo norme vere che abbiano prospettiva seria e copertura
reale, dopo di che ci confronteremo sul modo di applicarle.
Se questo riuscirete a fare, recependo i nostri emendamenti, noi
siamo pronti a confrontarci, altrimenti spiegheremo ai siciliani
che noi siamo la speranza e voi continuerete ad essere la
desolazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
discussione generale anche se, evidentemente, non è semplice
visionare una finanziaria composta da ben 102 articoli in una
notte.
Certo, se il giudizio si dovesse dare in base all'articolazione,
alla complessità, alla farraginosità della norma credo che abbiamo
battuto il record quanto meno di finanziaria della nostra Regione,
mai una finanziaria così lunga ma, al tempo stesso, mi si consenta
di dire, assolutamente in molte parti pleonastica, sovrabbondante,
però, alla fine, inconcludente.
Mi perdoni l'Assessore ma io sono abituato a dire le cose così
come le vedo e così come le interpreto.
Allora, partiamo da una disamina di carattere generale.
Alcuni hanno già accennato che questa finanziaria appare carente
per quanto riguarda la sicurezza delle entrate; alcune entrate io
mi permetto di definirle aleatorie, ma credo che sia un eufemismo
benevolo quello testé menzionato; si basa su previsioni di entrate
che noi ci auguriamo, a questo punto, si realizzino ma che, facendo
riferimento al consolidato dell'anno precedente, hanno poche
speranze di effettiva realizzazione.
Poi, vi è il rebus dei 450 milioni ballerini di spese attualmente
congelate in attesa di questo fantomatico accordo Stato-Regione che
deve, effettivamente, riconoscere l'esistenza di queste somme e,
quindi, permettere l'effettiva erogazione delle stesse.
Questa rischia di diventare veramente una tragedia per i Comuni
che hanno già dovuto subire una decurtazione di ben 50 milioni di
euro nei trasferimenti e che, se dovesse non realizzarsi, lo
scongelamento di questi famosi 450 milioni, rischiano di perdere
ben 178 milioni di ulteriori trasferimenti se non ho fatto male i
calcoli.
Si tratterebbe veramente di un disastro definitivo per i nostri
enti locali perché non vi è chi non veda come la situazione
economico-finanziaria dei nostri Comuni è già al collasso senza
bisogno di aspettare questi ulteriori tagli.
Se a questo aggiungiamo quell'ulteriore mannaia, questa non dovuta
al nostro Governo regionale ma dovuta all'infame introduzione
dell'IMU sui terreni agricoli decisa da altro Governo di sinistra,
perché il Centro - lasciatemelo dire - è rimasto a casa da
parecchio con buona pace dell'onorevole Turano e di chi sostiene a
dire che siamo in presenza di un Governo di Centro-sinistra, sia a
Palermo che a Roma, quando vi è un Governo di sinistra, sinistra,
che poi sia una sinistra strana, anomala, che faccia, piuttosto che
gli interessi dei lavoratori o delle classi più deboli gli
interessi delle classi dominanti dei grandi gruppi dei poteri
forti, questo è un altro discorso, questo dovrebbe interrogare gli
elettori di sinistra che continuano a votare questi partiti invece
che dissociarsene in maniera assolutamente consistente.
Evidentemente, quella tassa sull'IMU che poi costituirà, a seguito
anche della modifica del bilancio di contabilità, una effettiva
impossibilità per i nostri Enti locali, Comuni, di far fronte alle
spese, anche quelle più indispensabili - e quindi provocherà il
dissesto annunciato di tutti gli enti - a questo si aggiunge
l'ennesimo taglio dei trasferimenti da parte di mamma Regione che
mamma non lo è più. Forse lo è stata a dismisura in anni passati ma
adesso è diventata una vera e propria matrigna .
Ma alla tragedia per i Comuni e per gli Enti locali si accompagna
il dramma per intere categorie di lavoratori. Magari in passato
hanno costituito il serbatoio elettorale di politici malaccorti ma
sulla cui pelle si è giocata una campagna elettorale pluriennale
che ha interessato diverse legislature e che non possono comunque
oggi, dall'oggi al domani, essere buttate sul lastrico.
Parlare, infatti, di 85 milioni di euro di trasferimenti per i
forestali o di 15 milioni di tagli per i dipendenti dei Consorzi di
bonifica significa veramente innescare una bomba sociale dalle
conseguenze difficilmente prevedibili.
A fronte di questo, signor Assessore, nessuna norma di effettiva
riorganizzazione della nostra Regione, della nostra macchina
burocratica. Gli stessi timidi tentativi di intervento sugli enti
regionali e sulle società partecipate sono delle norme manifesto,
sono delle norme che rimandano ad ulteriori provvedimenti che
devono essere adottati entro 120 giorni, vedi gli articoli 34 e 41.
Però, con la stessa legge di lacrime e sangue' per i meno
fortunati, troviamo la capacità e l'abilità di introdurre nuove
figure che graveranno sulle nostre esauste casse. Le famose società
di advisor o l'advisor professionale previsto dallo stesso articolo
34 o gli organismi indipendenti di valutazione. Mi fa ridere il
termine indipendente se poi questi organismi indipendenti di
valutazione vengono nominati dal Presidente della Regione. Alla
faccia della indipendenza L'organismo di valutazione dovrà
riferire al Presidente, è nominato dallo stesso Presidente, così
come gli advisor previsti dall'articolo 34, con la modica spesa
quest'ultimo di 150 mila euro, gli altri organismi - se non ricordo
male - di 90 mila euro.
La favoletta della Tabella H che Crocetta aveva abolito nella
prima finanziaria, salvo poi trovarla impinguata e implementata
all'articolo 42 con l'allegato dove si moltiplicano gli interventi
rispetto alla famigerata Tabella H . E anche qui poi si assiste
tra le righe, con una attenta lettura, ai soliti privilegiati, ne
dico uno per tutti, ma l'elenco sarebbe lungo, l'Istituto per la
vite ed il vino che trova incrementato di parecchie risorse il
proprio budget.
E in una finanziaria targata Crocetta non poteva mancare la norma
spot sull'antimafia. Ecco il capitolo dedicato ai testimoni di
giustizia che viene implementato di ben 500 mila euro.
Ora, a parte il fatto che, da avvocato penalista, questa figura
del testimone di giustizia, dal punto di vista tecnico-giuridico e
di difficile interpretazione, non lo fa la norma nazionale, lo fa
con una certa difficoltà la stessa giurisprudenza in sentenze che,
comunque, non costituiscono delle norme, lo facciamo in maniera
assolutamente arbitraria noi, attribuendo a questa figura che poi
ora vedremo, dato questo incremento abnorme di risorse dettate
dall'assunzione di queste figure, lo facciamo arbitrariamente noi
per fare poi una norma anche in questo caso - mi si consenta che
unisce al clientelismo più bieco, una parvenza di legalità che di
legalità a ben poco.
Che dire della cultura in questa terra? Questa finanziaria ha
letteralmente suicidato i nostri massimi enti teatrali e lirici. Lo
Stabile e il Massimo Bellini di Catania e il Teatro Massimo di
Palermo.
Ripensateci, assessore, perché distruggere degli Enti culturali
così prestigiosi, fra i pochi della nostra Isola in questa maniera,
è assolutamente delittuoso.
E' tutto negativo? Non sarebbe onesto dire che è tutto negativo,
qualcosa anche con l'aiuto delle opposizioni, attraverso il
recepimento di emendamenti dei vari gruppi, si è fatto.
Finalmente si è tolta dall'incertezza l'ARAS l'Associazione
Regionale degli allevatori della Sicilia, che è stata debitamente
finanziata e finalmente consente a delle figure di prim'ordine,
come sono i veterinari specializzati che dedicano la loro
quotidiana esistenza per l'assistenza qualificata alle aziende
zootecniche che costituiscono, specialmente nella mia Provincia, un
vanto per la Sicilia, ma un sostegno effettivo per la nostra
economia che non ha grandi altri motivi per rallegrarsi e di questo
si deve dare atto, così come si deve dare atto del recepimento in
Commissione dell'emendamento Gucciardi che, però, ripercorre
analoghi emendamenti predisposti in Commissione Territorio ed
Ambiente dal sottoscritto, dall'onorevole Papale e di tanti altri,
per quanto riguarda la fissazione di un sistema di calcolo dei
contratti per l'estrazione dei prodotti dalle cave che restituisce
una certa, quanto meno, linearità e abbandona quel sistema assurdo,
asburgico che era stato ipotizzato nelle finanziarie precedenti,
quindi, l'articolo 87 dobbiamo fare un ulteriore sforzo assessore
perché sono tutt'ora in scadenza in questi giorni, il pagamento dei
canoni secondo quel metodo assurdo previsto dalla legge finanziaria
relativa all'anno precedente, quanto meno si dovrebbe postergare il
termine di pagamento che scade il 30 aprile e dare la possibilità
di un ricalcalo secondo le normative attuali anche per quell'anno
precedente perché altrimenti voi non incasserete per il 2014
nessuna somma perché - è bene che questo si sappia intanto perché
vi è una difficoltà assurda di calcolo e poi perché sarebbe
assolutamente insostenibile per i nostri piccoli imprenditori.
Si è riusciti solo in parte, mi faceva notare l'ottimo onorevole
Savona che assieme all'onorevole Milazzo sono stati infaticabili
protagonisti di questi giorni e notti, giorni di battaglie o,
comunque, di esame nella Commissione Bilancio alcune assunzioni
pilotate e, quindi, da un lato si taglia indiscriminatamente e,
dall'altro, si cerca di fare entrare dalla porta i soliti amici per
continuare in quella becera politica di clientelismo tanto cara al
PD e in particolare a qualche esponente di primo piano del PD.
Si è riusciti a reperire 30 milioni di trasferimenti alle Province
- io mi ostino a chiamarle così - per la viabilità dopo che le
nostre strade interne sono diventate dei veri e propri sterrati di
guerra, finalmente si è capito che non si può continuare così, e
poi consentitemi un inciso perché su questo il Governo nazionale e
il Governo Crocetta sono entrambi dei demagoghi impareggiabili,
questo famoso risparmio di spese relativo all'abolizione delle
Province, avete letto nel Sole 24 ore un interessantissimo articolo
dove si diceva chiaramente, ebbene che lo sappiamo tutti, che le
spese complessive per le Province italiane equivalgono a 90 minuti
di spese del settore sanitario; e voi dovete riformare l'Italia con
queste riforme?
Siamo riusciti a salvare il buono scuola, un milione,
assolutamente insufficiente, ma è il segnale che è importante, non
devono esistere scuole di serie A e scuole di serie B, la libertà
di istruzione in uno Stato democratico deve essere assolutamente
garantita. Così come qualche piccolo trasferimento per le comunità
dei minori disagiati e via dicendo.
Passiamo alle cose che mi preme di più sottolineare. L'articolo 50
è uno dei pochi articoli che può essere veramente utile alla nostra
economia, non è una norma di spesa fine a se stessa, parla della
ristrutturazione dei crediti agrari, io credo che sia una delle
norme più importanti della Finanziaria perché è tale e perché
proprio deve andare nel senso giusto, non possiamo limitare questo
trasferimento all'Ircac, perché l'Ircac riguarda la conduzione dei
fondi da parte delle cooperative. Vi sono migliaia di imprenditori
agricoli che, in forma individuale o associata, pagano lo scotto di
questa crisi che ormai si trascina da parecchi anni e che hanno o
rischiano di avere le proprie case messe all'asta perché non sono
riusciti a pagare anche le passività agrarie.
Allora, questo fondo deve essere rimpinguato anche per la Crias,
così come per l'Ircac. E poi mi si consenta, non per presunzione,
però legga quell'emendamento del sottoscritto ma anche
dell'onorevole Falcone che tentava di mettere a regime questo
sistema, cioè non era solo il blocco per una scadenza o la
possibilità di rinnovare le scadenze, ma rimetteva in circolo il
credito agrario attraverso un sistema che è abbastanza articolato
ma, allo stesso tempo, altrettanto semplice, allora finanziamo
accanto all'Ircac anche la Crias ma rimettiamo a regime in maniera
che queste somme di finanziamento permettano, attraverso il rientro
delle somme degli effetti non pagati per gli anni precedenti pagati
adesso, con questo rifinanziamento vengano di nuovo recepiti,
rimettere in un circolo virtuoso, la vecchia legge Sabatini di una
volta tanto bene ha fatto alle nostre imprese agricole, rimettendo
in circolo con poca spesa però un settore, io credo che su questo
non ci può essere né destra né sinistra, ci può essere la volontà
di mettersi in gioco per pensare al futuro della nostra isola, e
dei nostri figli soprattutto.
Adesso veniamo alle dolenti note, io parlo della mia Provincia, la
Provincia di Ragusa che un tempo costituiva il fiore all'occhiello
dell'isola, dal punto di vista economico, di effervescenza
imprenditoriale, di agricoltura di prim'ordine, di industria che
ben colloquiava col territorio, con l'ambiente, le nostre spiagge
favolose, il nostro barocco inimitabile.
Ebbene questa isola nell'isola, negli ultimi due anni, ha avuto un
incremento turistico notevolissimo che ha un nome e cognome:
Aeroporto di Comiso. Un aeroporto che si è inaugurato da appena due
anni e che è già giunto ad un numero di passeggeri di circa 400.000
l'anno Questo aeroporto, il nostro amato governo nazionale non
l'ha inserito, dall'inizio, tra gli aeroporti di interessi
nazionale e, come tale, non è fra gli aeroporti convenzionati con
l'Enav per il pagamento dei servizi a terra.
Ebbene, il governo Lombardo aveva capito l'importanza strategica,
non solo per Ragusa, per il territorio Ibleo, ma per tutta la zona
della Sicilia orientale, di questa struttura ed aveva appostato
nella finanziaria pluriennale, per i primi 3 anni, le somme
necessarie per garantire lo start up dell'aeroporto. Si tratta di
circa 2 milioni e 500 mila euro l'anno.
Lei capisce che, nonostante questi numeri, un aeroporto appena
nato e che deve dipendere, anche per tutti i servizi, da una
società madre che è la Sac, non può arrivare al pareggio subito.
Però, noi siamo sulla buona strada. Gli amministratori pensano che,
fra il 2017 ed il 2018, l'aeroporto sia in grado di camminare da
solo. Ma noi dobbiamo consentire a questo aeroporto di arrivare al
2017/2018.
Il Governo sembrava essersi fatto carico di questo producendo un
suo emendamento che prevedeva questo stanziamento anche per gli
anni 2015 e 2016. Ne eravamo lieti Questo emendamento è stato
dichiarato inammissibile, fra gli altri, dalla Presidenza della
Commissione bilancio e dalla Presidenza dell'Assemblea.
Abbiamo cercato di rimediare, in Commissione Territorio ed
Ambiente, dove cambiando la forma di finanziamento e ridisegnando
le modalità di erogazione eravamo riusciti a far approvare
all'unanimità in Commissione Territorio ed Ambiente un emendamento
aggiuntivo che rivedeva, ripristinava, questo finanziamento che non
è un finanziamento, è bene dirlo, ad una società privata perché è
vero che è gestito dalla So.a.co., che è una società mista pubblico-
privata, composta in gran parte dal Comune di Comiso e dalla Sac,
che è stata la società che si è aggiudicata, all'epoca, la gara per
la gestione. Ma non è un aiuto di stato perché non stiamo
finanziando una fondazione o sono soldi a fondo perduto, noi stiamo
garantendo, così come opportunamente era stato specificato, ed in
questo caso noi non entriamo nel divieto degli aiuti di stato, lo
start up di una determinata attività. E poi mi si consenta: se voi
andate a leggere quella famigerata Tabella H che oggi si chiama
articolo 42, allegato 1, lì veramente vi sono degli aiuti
assolutamente mi fermo qui, per non esagerare nei termini, e
considerare, invece, come un indebito aiuto quell'investimento
necessario, perché non si arresti un fenomeno in atto che porta
benessere non a Comiso o alla Provincia di Ragusa ma a tutta la
Sicilia orientale, un benessere vero, fatto di turismo che viene
dall'estero, di turismo che viene dal nord Italia, di turismo che
viene anche da oltre Oceano e che permette alle nostre attività,
che, in caso contrario, non hanno più possibilità di sopravvivere,
di andare avanti, questa è la battaglia che vi dovete intestare.
L'onorevole Crocetta non si può fermare ad avere attenzionato
Comiso per ben cinque volte durante la campagna elettorale per le
amministrative e poi disinteressarsi di Comiso per un caso come
questo.
Dovremmo vergognarci come siciliani se facciamo chiudere
l'aeroporto di Comiso, ma di questo si tratta Assessore, non me ne
voglia se mi accaloro ma vedere una struttura che con grandissimi
sacrifici si è arrivati a fare aprire, una struttura che ha visto -
debbo riconoscerlo - alternanze di amministrazioni diverse ma che
ha portato, durante l'ultima amministrazione, quella di
centrodestra, a realizzare il sogno di decenni dell'apertura di
quell'aeroporto e ora vedere quell'aeroporto a rischio chiusura per
la miopia di un Governo regionale, di un'Assemblea regionale è
veramente delittuoso.
Evitiamolo questo delitto, non facciamo quest'infanticidio, non
facciamo morire nella culla questo aeroporto.
Io vorrei leggerle la lettera accorata dell'Assessore Pizzo del 2
dicembre 2014 indirizzata al Presidente della Regione, ma lei
l'avrà agli atti, così come avrà agli atti la lettera del
Presidente dell'So.a.co. l'appello del Presidente della So.a.co.
che è la società che gestisce l'aeroporto dove si trasmette
nuovamente quel documento dell'Enav.
Soprattutto se noi consideriamo che c'è la possibilità, perché già
è stato inserito nell'ultimo elenco, fra gli aeroporti di interesse
nazionale che dal prossimo anno venga inserito nel contratto di
programma che, quindi, queste somme necessarie per garantire i
servizi a terra vengano pagate al pari di tutti gli altri
aeroporti di Italia dallo Stato, siano a carico dello Stato.
Per questo la Regione Sicilia deve farsi carico di questo, per
quest'anno e, malauguratamente, qualora non dovesse avvenire in
tempi brevi, anche per il prossimo anno di questo. Siamo entro i
cinque anni dell'inizio dell'attività e quindi garantiamo solo
l'attività di star up e quindi togliamo questo fantoccio dell'aiuto
di Stato perché per la star up l'aiuto di Stato non c'entra nulla e
cerchiamo di salvare queste strutture.
Non è un discorso di ordine personalistico, ci mancherebbe altro
E' un discorso che dovrebbe riguardare tutti e io mi auguro che un
Governo che io non stimo un granché, al di là delle singole persone
che sono al di fuori di ogni valutazione complessiva evidentemente,
però, trovi almeno su questo la capacità e l'intelligenza di
intervenire, anche perché, mi si consenta - e chiudo veramente -
noi negli ultimi mesi e, in parte, anche nell'ultima settimana,
come provincia di Ragusa, abbiamo subìto due scippi indecenti: 130
milioni che erano appostati insieme ai 16 milioni accantonati dalla
ex provincia di Ragusa per realizzare tutta la viabilità di
supporto all'aeroporto e, quindi, il collegamento con la Ragusa-
Catania, collegamento tra il porto di Pozzallo e l'aeroporto di
Comiso, tra l'aeroporto di Comiso e l'interporto e l'autoporto di
Vittoria e quant'altro, già in fase di appalto, i 130 milioni che
erano stati accantonati dalla programmazione europea con una norma
retroattiva questo Governo nazionale, a voi tanto caro, li ha
scippati alla Sicilia e per essa alla provincia di Ragusa per cui
da 146 milioni il finanziamento in atto si è ridotto ai soli 16
milioni accantonati dall'ottima provincia regionale di Ragusa che
sta procedendo in questi giorni agli espropri per avviare l'opera.
Abbiamo cercato in tutti modi di salvare quello ma su questo il
Governo regionale - diciamoci la verità - non ci ha aiutato molto.
E l'ultima perla del documento di programmazione economico-
finanziaria del Governo Renzi, fra le opere d'interesse strategico
il raddoppio della Ragusa-Catania, che poi era un opera realizzata
in gran parte su fondi privati perché era un opera realizzata con
il Project financing è stata tolta dalle opere di interesse
strategico.
Allora, se vogliamo veramente che quest'Isola piuttosto che
collegarsi con il nord Italia, con l'Europa, continui ad essere
attratta, con tutto ciò che di positivo può anche rappresentare,
dalla sponda meridionale del Mediterraneo, per far sì che i barconi
che oggi partono dalla Libia un domani debbano partire invece dalla
Sicilia, continuiamo su questa strada
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha
facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Baccei
giusto qualche settimana fa abbiamo approvato in quest'Aula un
disegno di legge-voto che affida maggiori compiti, maggiori poteri
- insomma, l'intenzione è questa - ai nuclei che si occupano di
indagini sulle persone scomparse. Io penso che siamo stati buoni
profeti, perché in questo momento in Sicilia c'è una persona
scomparsa. Io vorrei chiedere al Governo, alla maggioranza, dov'è?
Dove lo avete nascosto? In questa finanziaria, almeno finora, non
vi è traccia del Presidente Crocetta
In un momento così drammatico per la nostra Isola, il Presidente
brilla per la sua assenza. E pensare che non è neanche andato da
Giletti Quindi la cosa deve un po' preoccupare. Non so, forse è
veramente il caso di andare a Chi l'ha visto piuttosto che da
Giletti
Questo, però, fa sorgere la domanda sulla paternità di questa
manovra finanziaria. Perché il Presidente Crocetta non viene in
quest'Aula, mettendoci la faccia, a spiegare ai siciliani i motivi
per cui la nostra Isola sta affondando. Crollano le autostrade, si
licenziano i lavoratori ma, arrivati a questo punto, in nome di chi
ed in nome di che cosa, visto che in tutto l'iter di questa manovra
non c'è stata traccia, il Presidente non si è visto nemmeno un
minuto, nemmeno in Commissione a spiegare i motivi?
In un'Isola in cui nascono, in questo momento, forti sintomi di
malcontento, in cui nascono comitati che si chiamano Io non mi
ammazzo , il Presidente Crocetta - ripeto - brilla per la sua
assenza.
Quindi, per quanto tempo ancora, Governo e soprattutto
maggioranza, dovete abusare della pazienza dei siciliani prima di
comprendere che, in fondo, il vero problema per quest'Isola siete
voi?
Assessore Baccei nulla contro di lei, ovviamente, ma noi ci
aspettiamo e pretendiamo di vedere il Presidente Crocetta almeno
una volta in quest'Aula prima della fine di questa manovra
finanziaria. E che ci sia qualche cosa di anomalo, effettivamente,
lo si vede anche dagli scranni dei colleghi deputati. Non sono un
esperto di quest'Aula, ovviamente; è soltanto due anni che sono
qui. Però, tra manovre bis, ter e quater, qualche manovra
finanziaria l'ho vista. Eppure, nelle altre discussioni generali,
il clima non era questo, era molto più acceso, era molto più vivo.
Qualche segnale, forse, che noi non riusciamo a comprendere?
Ovviamente, e concludo, il nostro giudizio resta fortemente
critico e contrario, per i motivi che hanno già spiegato i miei
colleghi Ciaccio e La Rocca precedentemente, e che esprimeremo in
maniera più compiuta durante l'analisi dell'articolato.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, assessore
Baccei lei, oggi, raccoglierà anche per i suoi colleghi assessori
che hanno deciso di disertare l'Aula - poco importa - il pensiero
dei deputati e dell'ARS in un'azione di governo così forte come è
rappresentata da questa manovra.
Quindi, sarà costretto ad ascoltarmi, se lo desidera. Già in sede
di approvazione del Documento di Programmazione Economica e
Finanziaria, avevo lanciato l'allarme per la condizione, a dir poco
catastrofica, in cui versa l'economia della nostra Isola.
La semplice lettura di quel documento, per stessa affermazione nei
vari paragrafi da chi lo aveva predisposto, descriveva a chiare
lettere un quadro di grande sconforto e con poche prospettive di
ripresa. Allora, se il DPEF è la premessa dalla quale muove questa
finanziaria, è ovvio che dalla stessa non abbiamo cosa aspettarci.
Questa è una finanziaria sterile, senza interventi organici per lo
sviluppo, senza aiuti concreti per i settori produttivi dell'Isola
che, seppur in agonia, tentano di resistere.
Questa finanziaria è povera persino di idee e, quel che è peggio,
è che bilancio e finanziaria sono stati costruiti su dati ipotetici
ad oggi inesistenti. Infatti, è stata costruita una finanziaria
sacrificando lo sviluppo, barattando i fondi FAS con spesa
corrente, Fondi che, ove investiti, avrebbero potuto generare un
volano duraturo mentre verranno utilizzati per spesa corrente,
improduttiva, che serve soltanto per tamponare l'attuale bilancio,
ma che in prospettiva genera voragine.
I mancati investimenti produrranno un'ulteriore contrazione del
gettito delle imposte per centinaia di milioni di euro, per cui dal
2016 in poi ci troveremo di fronte ad una situazione
irrecuperabile. Bisognava invece trattare con lo Stato, non
consentendo che il Governo centrale ci facesse utilizzare i Fondi
FAS destinati alla Sicilia, bensì recuperando quanto,
illegittimamente, negli ultimi tre anni lo Stato ha sottratto alla
Sicilia con prelievi forzosi, tutti oggetto di ricorsi alla Corte
Costituzionale, ma ai quali purtroppo, ahimè, il Presidente
Crocetta, con un atto assolutamente incomprensibile, ha rinunciato
al contenzioso senza peraltro acquisire il parere della Giunta -
necessario per legge - sia per l'avvio del contenzioso e, come lei
mi insegna, anche per il ritiro del contenzioso, e senza, fra
l'altro, acquisire il parere dell'Ars sui necessari riequilibri di
bilancio. Ecco, sulla rinuncia dei contenziosi anche la maggioranza
che sostiene questo Governo, primo fra tutti il PD, deve assumersi
una grande responsabilità sia di fronte all'opinione pubblica, sia
di fronte alla classe imprenditoriale siciliana. Sulla scia del
Presidente del Consiglio che, con determinazione e autorevolezza,
sta cercando di ridisegnare l'Italia distruggendo le autonomie
locali - e vedrete gli effetti delle centrali di committenza - in
Sicilia, in nome di non si sa quale rivoluzione, si è tentato di
calpestare le norme di diritto e le regole generali del nostro
ordinamento.
Oggi credo che tutta l'Aula dovrebbe avere un sussulto di
responsabilità ed impegnare, con un voto trasversale, il Presidente
della Regione, a ritirare questo abominio giuridico, perché è
l'unica strada percorribile se noi vogliamo veramente evitare il
default della Sicilia. Questo mix di utilizzo dei Fondi destinati
allo sviluppo ed impiegati per la spesa corrente, unitamente alla
rinuncia al contenzioso, se non si dovesse trovare una soluzione
immediata, porteranno la Sicilia al baratro più profondo. A ciò si
aggiunga la brillante idea, fuori da qualsiasi logica, che è quella
di avere inserito la posta in bilancio di una clausola di riserva
secondo la quale, nel caso in cui lo Stato non dovesse accordare le
risorse necessarie, 450 milioni di euro, ed una parte è quella
sottratta ai Comuni, allora ecco spuntare l'ipotesi B, l'utilizzo
dei Fondi di cui alla delibera CIPE. Fondi che, come lei sa, sono
fondi a destinazione vincolata, che non si possono impegnare per
spesa corrente. E sa qual è la mia grande preoccupazione? Che la
Regione sarà costretta, che questo Governo sarà costretto, ad
utilizzare l'ipotesi B. Perché dell'ipotesi A non basta la stretta
di mano tra due deputati, pur autorevoli, del PD regionale e
qualche ministro, o un paio di ministri autorevoli del Governo
centrale. Bisogna che ci sia una legge ordinaria, e noi oggi non
abbiamo nessuna carta, nessun documento, nessuna lettera, nessun
impegno da parte del Governo centrale, per iscritto una bozza di un
disegno di legge ordinaria, che ci dica che è disposto a mantenere
questo impegno.
E perché mai dovremmo crederci quando lo Stato da tre anni non
mantiene nessun impegno nei confronti di questa Sicilia? Quando
questa Sicilia è completamente assente dal focus e dallo sviluppo,
dalla politica di sviluppo che Renzi ha programmato? Non c'è
traccia per questa Sicilia tranne che prelievi forzosi. Perché
crederci? Perché illudere i siciliani? Non solo questa causa è
illegittima, è illecita, in quanto si tratta di fondi vincolati e
stanziati per ottemperare alle direttive della Comunità Europea, ma
vi sarà pure un'aggravante: quella della sanzione della stessa
Comunità Europea. abbiamo visto già l'infrazione per i depuratori e
lo scaricabile sui comuni, e le posso assicurare che ci sono almeno
quindici progetti di depuratori esecutivi da cinque anni, e non
abbiamo avuto ancora il piacere di conoscere né l'assessore
Contrafatto, né l'azione dell'assessore Contrafatto, né il suo
Assessorato, mentre i Comuni ed i territori stanno morendo, mentre
i sindaci subiscono ogni giorno denunce penali, infrazioni per il
mancato adeguamento del depuratore. Ma di cosa stiamo parlando,
assessore?
Oggi il Governo sarebbe dovuto essere in Aula già dalle 10 di
mattina e assumersi le responsabilità non di fronte a noi, di
fronte a quest'Aula, bensì di fronte ai siciliani.
In questi giorni abbiamo visto crollare il sistema viario, dal
ponte di Agrigento al viadotto di Scillato; ecco, per ripristinare
il sistema viario al collasso, la strada è lunga, però abbiamo già
assistito a comunicati stampa, riunioni, l'ANAS che redigerà un
progetto, un ingegnere che dall'ANAS di Palermo andrà a Roma,
l'Esercito che si preoccuperà di smantellare la frana e poi l'ANAS
che ha disegnato dei percorsi alternativi, passeggiate a cavallo
per raggiungere Palermo o Catania dall'entroterra siciliano, oppure
per gli amanti dello sport in bici potrà raggiungere in bicicletta
e per chi, invece, potrà permetterselo potrà venire in aereo e in
venti minuti poi qui si prenderà un taxi: questa è la fotografia di
una Sicilia che io, che tanti siciliani, che chi ama questa terra
con profondità, che chi si sente parte di questa terra, pensavamo
di vedere solo nei film del dopo guerra.
Questa è l'immagine di un disastro che è sotto gli occhi di tutti.
Di fronte al crollo delle strade che ha paralizzato la Sicilia, che
ha reso il trasporto più oneroso, non si può più aspettare, non è
più tempo di giocare allo scaricabile; ecco, per una volta il
Governo deve assumersi la capacità di decidere, non domani ma oggi.
Che cosa avrebbe dovuto fare un Governo autorevole? Dire allo Stato
che avremmo trattenuto tutte le risorse che dovevamo trasferire, a
cominciare dall'Irpef, fino alla concorrenza della sistemazione
delle strade, provvedere a sistemare e a ripristinare tutte le
strade di proprietà dell'ANAS e poi, a posteriori, farei conti.
Ed allora, se questo il Governo non lo ha fatto, lo dovrà fare
questo Parlamento emanando una legge voto per deliberare in tal
senso; è ora di finirla di andare a Roma e correre con il cappello
in mano, ed assistere mesti al continuo scippo romano , dai fondi
PAC al controllo dell'Agenzia di coesione della spesa comunitaria,
la Sicilia non spende e l'Agenzia di coesione prende. Ancora ci
sono due assessorati, quello Territorio Ambiente e quello per le
Infrastrutture che telefonano alla dottoressa Agrò, dell'Agenzia
unica per sapere quali Fondi PAC lo Stato ha deciso di non
spendere.
E nel frattempo ci sono stati decreti emanati, un intero programma
operativo emanato su quei Fondi; e sa che succede? Che non c'è più
impresa in Sicilia che ha eseguito i lavori su quei Fondi che ha il
DURC valido e che può partecipare ad altre opere.
E ancora, c'è il capo servizio che non può firmare un decreto se
non ha l'impegno, però nessuno sa niente e ancora si aspetta la
risposta da Roma. Che cosa sta facendo questo Governo per le
imprese siciliane? Che cosa sta facendo questo Governo per il
rilancio dello sviluppo? Assessore Baccei, io le chiedo, e mi
dispiace che debba chiederlo solo a lei, perché non è solo lei -
che fra l'altro è arrivato da tre mesi - a potermi dare le
risposte, però lei deve cominciare a parlare di ristrutturazione,
perché solo così la Sicilia si può risollevare, ed invece lei si è
adeguato
Questa Finanziaria è interamente sviluppata dalla frenetica
ossessione di apportare tagli e compressioni di spesa che, alla
fine, a mio giudizio, non produrranno grandi risparmi e non
riusciranno a liberare congrue risorse da destinare agli
investimenti, anzi, alcuni tagli rischiano di determinare tali e
tanti contenziosi i cui posti saranno sicuramente maggiori delle
somme che si ritiene di risparmiare. Indubbiamente c'è un dato
oggettivo imprescindibile, la totale mancanza di risorse per
continuare semplicemente a coprire i costi di funzionamento
complessivo, e mi riferisco ai dipendenti regionali, precari degli
enti locali, formazione, gli operai della forestale, tutti quei
carrozzoni di enti e società che, a vario titolo, gravitano e
continuano a girare sul bilancio della Regione, avete preso in giro
l'Assemblea e i cittadini con la riformulazione dell'art. 31 e lei
lo sa.
Ebbene, nella prima stesura della Finanziaria era stata prevista
la riorganizzazione degli enti, ma subito dopo si è corso ai ripari
con la riformulazione dell'art. 31 e si procederà entro 180 giorni,
però nel frattempo cosa abbiamo fatto? Nel frattempo è stato
rimpinguato il capitolo relativo ai consorzi di bonifica, perché
giustamente sono importanti. Allora le do la fotografia, assessore,
si faccia una passeggiata sui territori e si renderà conto.
Nella provincia di Messina vi è un consorzio di bonifica che serve
semplicemente per approvvigionare Francavilla e Alcantara, e per il
resto non ha motivo di esistere. Già tre anni fa io avevo
presentato un atto ispettivo e una mozione. Oggi voi avreste dovuto
presentare qui la riorganizzazione degli enti in un unico ente, che
era quello di ricerca. Poi ci spiegherà che cosa significa
accorpare ancora all'ESA, che cosa significa spostare del personale
dall'Assessorato delle infrastrutture per andare a inglobarlo nella
società strategica Sicilia e Servizi.
C'è la vergogna dei tagli ai comuni ed il mantenimento di una
legge, di una riserva di legge, l'unica riserva di legge datata
1981 che lascia un'unica riserva nei confronti di un solo
territorio della Sicilia. Non me ne voglia nessuno, ma non si
possono più inviare soldi senza che mai vengano rendicontati; dal
1981 ad oggi 4 milioni di euro l'anno. Credo che i siciliani
abbiano diritto di sapere, ci sono tanti comuni siciliani che hanno
diritto di sapere queste somme come sono state spese, e quanto
necessita veramente per il mantenimento di questo centro storico.
Lo reclama Noto che sta cadendo a pezzi.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Cirone. Ne ha
facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ho
apprezzato fino ad adesso tutti gli interventi che si sono
intercalati durante questa prima mattinata, della lunga maratona
che ci aspetta per l'approvazione della legge finanziaria e del
bilancio, perché riconosco che in ciascuno di essi vi è grande
passione, conoscenza del territorio e desiderio di dare alla nostra
Regione una accelerazione, una svolta rispetto ai problemi cocenti,
drammatici che abbiamo. Tuttavia, negli interventi dei colleghi,
forse un tema è stato sottaciuto, o perlomeno non ne ho colto la
rilevanza, quando agli interventi è sfuggito che questa è una
finanziaria, questo è un bilancio dettato dalla urgenza del
risanamento finanziario ed economico a cui siamo chiamati a dare
una risposta.
Il punto è che la nostra Regione, e certamente non per
responsabilità di questo Governo, o perlomeno non esclusivamente
per responsabilità di questo Governo, è in una condizione di
collasso economico e bisogna riconoscerlo; ha un appesantimento di
costi, di sprechi - se mi consentite anche di usare questo termine,
che non mi è gradito, ma non me ne viene un altro - persino di
sciupii che sono stati fatti negli anni, che si sono accumulati
sino a produrre una escrescenza dannosa a carico della comunità
siciliana.
Il tema che abbiamo davanti è questo: ogni deputato di questa
Assemblea ha di fronte a sé l'interrogativo se vuole costruire un
futuro per la nostra Regione, passando dalle forche caudine di
questa finanziaria e di questo bilancio, o se vuole rinunciarvi,
ributtando indietro ogni speranza di riscatto della nostra Terra.
Il dilemma è qui ed è un dilemma che attraversa ogni Gruppo
Parlamentare, ogni singolo deputato che è chiamato a tornare nel
proprio territorio e a raccontare l'assunzione della responsabilità
ed i doveri che ha dovuto assumersi per avere, insieme ai
siciliani, la possibilità di costruire o di ricostruire il domani.
Allora, da questo punto di vista, avendo come primo punto di
attenzione la necessità di una forte, radicale azione di
risanamento, sono grata all'assessore Baccei - che troppo spesso in
quest'Aula è stato trattato da esterno, da ospite persino sgradito
- per avere costruito, con il presidente Crocetta, una finanziaria
nella quale certamente le minori risorse sono un fatto eclatante, i
tagli sono un fatto eclatante, ed io credo che dobbiamo riconoscere
all'assessore Baccei di avere anche lanciato alla Sicilia e ai
siciliani la prospettiva di una Regione che, finalmente, attui il
suo Statuto speciale. Perché vi sono indicazioni, nella
finanziaria, che assumono come prioritaria l'idea di una Sicilia
che torni a fare della sua fiscalità, il punto di riscatto della
sua autonomia.
Io credo che un altro elemento di gratitudine bisogna avere
all'assessore Baccei e non vi sembri esagerato il mio tornare sulla
parola riconoscenza per il fatto che, invece, ho visto il Governo
nazionale pronto, attento alle esigenze del nostro bilancio.
Le cose che sono riportate, che sono accadute in questi mesi
travagliati di preparazione del bilancio, dicono che non è vero che
il Governo nazionale è disattento e distratto, semmai credo che
abbia delle regole rigorose alle quali noi abbiamo il dovere, se
vogliamo appunto essere speranzosi di futuro, di attenerci.
Sento spesso, e anch'io mi unirei volentieri al coro di questo
pulpito, la necessità di mettere risorse qui, di aggiungere risorse
da un'altra parte e anticipo che non presenterò nessun sub-
emendamento in Aula, proprio perché faccio mia l'impostazione che,
faticosamente, il Governo ha dato, faticosissimamente la
Commissione Finanze ha dato, una Commissione, e lì hanno ragione i
miei colleghi grillini - di cui apprezzo il lavoro e l'impegno sia
in Aula che nelle Commissioni -, una Commissione che finisce con
l'essere esaustiva del lavoro delle Commissioni di merito le quali
sviluppano, in quest'Aula e per quest'Aula, proposte legislative,
risoluzioni, osservazioni, esami dei singoli articoli anche di
questa finanziaria e di questo bilancio, dando un contributo di
fondamentale importanza che spesso viene invece inesorabilmente
cassato, accantonato dimostrando che la Commissione Finanze, dalla
congruità della contabilità dell'istituzione, passa invece
all'esercizio del merito dei singoli emendamenti.
E, però, devo dire che questa volta, almeno per la Commissione
della quale io faccio parte, la IV Commissione, non è andata così
perché sono stati approvati emendamenti supportati da anni di
lavoro, anche pregresso, per i quali oggi possiamo dire che, per
esempio, in materia di territorio ed ambiente, questa istituzione
regionale fa qualche passo avanti significativo.
Credo che sia significativo il fatto che, finalmente, nel 2015,
l'ARPA viene integrata nell'Assessorato della salute. Questo
comporterà una valorizzazione del lavoro prezioso che questa
Agenzia fa in materia di tutela del territorio per la nostra
Regione. Questo consentirà, non solo un aumento degli occupati a
carico dell'ARPA, ma anche un incremento ed una implementazione
delle risorse che porranno questa Agenzia nelle condizioni di
tutelare la salute dei nostri concittadini più di quanto finora non
si sia fatto. E altra valutazione, altrettanto importante, è venuta
dal lavoro della IV Commissione; il fatto, per esempio, che questo
Governo si darà una Commissione VIA-VAS, che metterà in grado
questo Governo, finalmente, di esitare circa 1300 pratiche che
attendono ancora da anni di essere esitate.
Quindi, se è vero quello che dicono i miei colleghi, bisogna
tuttavia estrapolare, fare delle eccezioni e sottolineare che
laddove invece il lavoro della Commissione è stato apprezzato,
questo vada riconosciuto. Come altrettanto deve essere riconosciuto
il fatto che, per esempio, abbiamo scansato la vergogna di una
ulteriore sanatoria sul demanio regionale a portata proprio dei
lavori della Commissione Territorio e ambiente.
E su questo tema vorrei ancora, in materia di territorio e
ambiente, dire quali sono secondo me le carenze, le dimenticanze
che pagheremo se non riusciremo a correggerle durante il dibattito
di questi giorni. E riguardano essenzialmente la questione della
Protezione civile, che è stata ridimensionata ad importi risibili,
e noi sappiamo invece che la Protezione civile, che ha attinenza
alla sismicità del nostro territorio ed alla situazione
idrogeologica, è questione di primaria importanza. E non soltanto
per quanto gravemente e drammaticamente ha colpito la Sicilia con i
crolli di autostrade che, qui lo dico - perché bisogna che qualcuno
lo dica -, forse sono state costruite con cemento indebolito.
Abbiamo chiesto, con l'onorevole Marziano, l'istituzione di una
Commissione di inchiesta su queste vicende, perché non è giusto che
siano soltanto devolute alla Magistratura, che per fortuna si sta
muovendo e di cui io apprezzo interamente il lavoro.
Io credo che questa sia una vicenda di alto valore politico e
quindi ripropongo che questa Commissione d'inchiesta venga
prontamente istituita e si faccia luce sulle responsabilità, sulle
malversazioni che in materia di infrastrutture in Sicilia sono
state compiute.
Voglio dire, però, che il tema della Protezione civile non ha
avuto in questa legge finanziaria il supporto che invece ha
bisogno. Noi viviamo in una terra anche di grande sismicità ed è
dunque necessario che a questi temi venga data la priorità
assoluta.
Voglio rispondere all'onorevole Palmeri, che richiamava il Gruppo
del Partito Democratico ad una maggiore sensibilità nei confronti
della legge sul servizio idrico integrato. Mi è sembrato
ingeneroso, poco corretto da parte di una rappresentante del
Movimento Cinque stelle, con la quale lavoriamo da mesi - anzi
direi da anni - a stretto contatto di gomito avendo fatto noi, come
Partito Democratico, della vicenda della legge sul servizio idrico
integrato un punto d'onore per dare finalmente la pubblicizzazione
del servizio ai tanti comuni che lo chiedono. E credo che, tra i
sostenitori di questa legge, vi sia sicuramente l'onorevole
Panepinto, alla quale la collega si riferiva e con il quale forse,
a volte, si possono avere opinioni differenti ma che certamente è
un appassionato assertore di quanto questa legge debba essere
prontamente e urgentemente approvata.
Signor Presidente, assessore, bisogna trovare il modo di sostenere
l'Ente nazionale sordi. Bisogna trovare il modo di allungare il
nostro sguardo a questo segmento della popolazione siciliana che
non può essere trascurato, che ha diritti di cittadinanza
importanti ai quali nessuno di noi può rinunciare e difendere. Lo
faccio perché nelle altre finanziarie ad essi è stata data
attenzione e questa volta se invece accadesse che dovessimo
dimenticare o dovessimo stralciare commetteremmo un errore.
Aggiungo che cercherò di mantenere coerenza rispetto ad altre
questioni che avevo sollevato con i miei emendamenti presentando
ordini del giorno e affidandoli all'attenzione dell'assessore
Baccei, perché sono convinta che se si continuerà sulla strada
della rivendicazione autonomista di una fiscalità che appartiene
alla Regione Sicilia, quella è la strada da percorrere, noi
potremmo anche avere il modo di risolvere altre vicende che ho
posto all'attenzione della mia Commissione, la Commissione
Bilancio , e che al momento non hanno ottenuto l'attenzione
relativa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo in questo momento altre
richieste di intervento, per favorire la massima partecipazione
alla discussione generale, così come alcuni deputati hanno chiesto,
l'Aula riprenderà i lavori alle ore 15.30 con la prosecuzione della
discussione generale.
Prima di sospendere la seduta, se non sorgono osservazioni, si
procede ad incardinare il disegno di legge n. 980.
comunali e di status degli amministratori locali (n. 980)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Discussione del disegno di legge Norme in materia di composizione
dei Consigli comunali e di status degli amministratori locali (n.
980)
PRESIDENTE. Si procede, pertanto, alla discussione del disegno di
legge Norme in materia di composizione dei Consigli comunali e di
status degli amministratori locali (n. 980). Invito, pertanto,
l'onorevole Siragusa, nella qualità di componente della I
Commissione, a prendere posto al banco della Commissione.
Preciso che la discussione generale sarà rinviata all'articolo 1.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, intervengo per comunicare che la I
Commissione non è riuscita nei tempi assegnati ad esitare un testo
per l'Aula; per cui si rimette alle decisioni già prese o che vorrà
prendere la Presidenza.
Per quanto riguarda la relazione, si rimette eventualmente al
testo che la Presidenza deciderà di incardinare.
PRESIDENTE. Quindi, l'Aula discuterà il disegno di legge nella
versione del proponente.
Ribadisco che la discussione generale è rinviata all'articolo 1.
Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per
domani alle ore 12.00.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.34, è ripresa alle ore 17.00)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Lupo
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017»
(911/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2015. Legge di stabilità regionale» (912/A)
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione dei disegni di
legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio
2015/2017» (911/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2015. Legge di stabilità regionale» (912/A).
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, solo per
approfittare per questa settimana in cui siamo finalmente giunti
all'approvazione in Commissione del bilancio e finanziaria.
Desidero intervenire e portare il mio contributo anche perché
abbiamo lavorato giorni affinché si portasse a compimento in
Commissione il bilancio e la finanziaria di quest'anno.
E' una finanziaria molto dibattuta, articolo per articolo. Devo
dire grazie anche alla collaborazione del Governo perchè in tanti
articoli ci sono stati anche dei dibattiti animati.
Su questo non mi voglio sottrarre anche e chiedo scusa
all'assessore Baccei e ai tanti che con tanta animosità, come tutti
sanno, quando si porta avanti un problema sociale, quando si cerca
di portare a compimento quello che è il problema del lavoro che è
uno dei problemi fondamentali che attanagliano l'intera Isola e su
questo, Assessore e Governo, vorrei spendere una parola in più
perché ci sono da anni tante società strumentali della Regione
siciliana, società partecipate che hanno dato un grosso contributo
alla Regione siciliana.
Non me ne voglia l'Assessore che in certi momenti il loro lavoro è
stato frutto fondamentale per dare alle piccole e medie imprese un
grande aiuto. Ricordo Sviluppo Italia, Ciem, Italia lavoro Sicilia,
Sicilia e servizi, ricordo tutte queste e in questo momento i
lavoratori di queste società stanno attraversando un periodo
brutto.
Questi sono contenziosi, Assessore, che ormai ci trasciniamo da
diversi anni. Ormai tre o quattro anni che parliamo sempre delle
stesse società.
Vorrei mettere un punto su queste cose. E siccome con tutta onestà
devo dire che noi nella passata legislatura il Parlamento regionale
ha assunto una responsabilità. Ha detto basta alle assunzioni e
quindi con una proposta di legge votata in quest'Assemblea il 31
dicembre 2008, abbiamo detto da questa data in poi nessuna
assunzione. Ma nello stesso tempo dobbiamo garantire quello che era
già stato fatto.
Personalmente come tanti altri colleghi neofiti allora di quella
legislatura non abbiamo detto sicuramente no a questa decisione. E
quindi mi baso su questa decisione. Questi lavoratori di questi
enti strumentali rientrano benissimo in quella data.
Io voglio ringraziare il Movimento Cinque Stelle che, devo dire
con tutta onestà, ha presentato degli emendamenti, tanti li ho
rifiutati perché veramente bisogna stare con i piedi per terra,
cose impensabili, ma ci sono altri emendamenti che hanno dato
veramente un significato forte a questa società. Ad esempio, per
quanto riguarda il versamento del ticket, c'è un emendamento che
mette insieme gli inoccupati con i disoccupati.
Quindi questo riconoscimento, anche se sono 500 mila euro, ci
impegneremo - io in prima persona - per cercare di aumentare questo
budget e quindi aiutare, anche sotto questo aspetto, queste
categorie di persone che nella vita sono state sfortunate.
Ritornando alla finanziaria, alle diverse scelte che abbiamo fatto
- i Governi delle passate legislature ci hanno messo ad oggi in
grosse difficoltà - ad esempio abbiamo aumentato l'addizionale
Irpef e queste risorse le abbiamo inserite assieme al fondo per lo
sviluppo che è di 673 milioni insieme per salvare il bilancio della
Regione siciliana.
Devo dire grazie, oltre che al lavoro svolto dall'Assessore, anche
a quella che è una decisione che, finalmente, il Governo nazionale
ha preso affinché ci autorizzasse a destinare queste risorse per
rimpinguare il bilancio negativo della Regione.
Vede Assessore, io sono per la spending review, l'abbiamo adottata
sin dal 2012, però quello che purtroppo bisogna dire si deve dire:
intervenire maledettamente prima tagliando gli straordinari e
alcune indennità al personale della Regione siciliana, ora
intervenendo a gamba tesa anche nelle pensioni dei dipendenti
regionali, è una delle cose dove non possiamo sicuramente dire che
abbiamo fatto una bell'azione. Dopo tanti anni che i dipendenti
lavorano e arrivano alla pensione e si vedono decurtare la pensione
di alcune centinaia di euro non è una cosa gradita né per i
lavoratori, né per le famiglie che sostengono.
Io la prego Assessore di una cosa, lei che è un riferimento
nazionale, lei è venuto qui per aiutarci, una delle cose che lei
deve portare a Roma: la compartecipazione del finanziamento
regionale sulla sanità che è il 49,11 per cento, questa è una delle
cose più gravi, perché la Regione siciliana è la prima che paga
tutte queste somme rispetto alle Regioni del resto d'Italia. E
questo non giova sicuramente al popolo siciliano perché, come lei
ben sa, solo la delega alla sanità spende circa 9 miliardi di euro.
Queste sono cose che veramente hanno fatto male a quest'Italia, a
questa Regione siciliana che non può andare avanti con queste
risorse.
Riguardo ad altre scelte che sono state fatte, io le ho condivise
essendo in Commissione, fra queste ad esempio quella di includere
in alcuni albi, si lamentavano alcuni parlamentari di dipendenti
che dovevano inserirsi nelle aziende Srl che sono le costituende.
La colpa non è dei lavoratori, la colpa è del Parlamento e del
Governo che fin dal 2010 non hanno saputo, ancora, iniziare questo
percorso di creare finalmente queste società ad ambito e metterle a
disposizione della società. Questi lavoratori, quindi, non hanno
colpe.
Un'altra condivisione è relativa alla fusione, la liquidata ormai
IRIDAS che passa con l'Istituto dei ciechi. L'Istituto dei ciechi
non ha più personale, quindi ancora parliamo di che cosa? Parliamo
di due enti morali che sono una risorsa per questa categoria di
persone cieche e quindi questo piccolo numero di dipendenti può
tornare utile. Considerato, quindi, che sono da tanti anni
lavoratori della regione siciliana; considerato il fatto che hanno
delle strutture di proprietà e quindi assieme al personale transita
pure la disponibilità delle strutture.
Ricordiamo ancora le IPAB su cui dobbiamo lavorarci. Quanti
extracomunitari arrivano e ci mettono in difficoltà perché non
abbiamo strutture adatte. Abbiamo le IPAB che possono essere
risanate, ristrutturate e inserirle in un contesto di crescita
perché questo fenomeno non si fermerà oggi sicuramente, ma durerà
ancora chissà per quanto.
L'operazione che è stata fatta a riguardo dei PIP. Perché dire in
un articolo, fino al 2017, bisognava garantire i privati almeno per
12 mesi. Ma questa è una garanzia che diamo a dei lavoratori che
ormai prestano servizio vero e proprio in questa regione da anni?
Considerato anche quello che io accetto, esempio il Movimento 5
stelle, a livello nazionale, parla del reddito di cittadinanza che
condivido in pieno. Questi, però, devono essere lavoratori che
quanto meno non devono essere offesi dando loro l'assegno ma
impiegarli nei servizi sociali che sono, sicuramente, utili alla
comunità. Sono tante le cose messe in cantiere in questa
finanziaria che sicuramente non è così tanto negativa. Ci siamo
dibattuti molto. Ad esempio sull'IRCAC, quelle risorse che danno la
possibilità di finanziare le piccole e medie imprese agricole con
il credito di esercizio. Si tratta di piccole somme che danno la
possibilità a piccoli imprenditori agricoli di iniziare l'attività
rendendoli così contenti.
Ci sono tanti articoli che abbiamo utilizzato per cercare di
mettere una pezza su tutto. Certo ancora manca tanto e bisogna
lavorare per cercare di rimpinguare le casse e aprirci ad altri
settori rendendoli virtuosi.
Questa è una finanziaria in cui ce la stiamo mettendo tutta. A
criticare è molto facile, considerato il fatto che questo Governo
ha ereditato circa 7 miliardi di debiti. Oggi siamo arrivati a
circa 1 miliardo e 400 milioni da recuperare ogni anno nel
triennio.
Togliere queste somme, ogni anno, dal Fondo per lo sviluppo è una
cosa brutta perché dobbiamo dare anche all'esterno, a chi non è
impiegato, a chi ha bisogno di servizi, a chi ha bisogno di
strutture, a chi ha bisogno di altre cose che se non si spendono
questi soldi, sicuramente non si possono mai costruire.
Su questo, quindi, noi dobbiamo concentrare la nostra attenzione,
su questo, in queste ore, presenterò qualche ulteriore emendamento
che possa essere sicuramente proficuo per le casse regionali, e non
per altro. E, poi, anche c'è stato, devo dire, il titolo IV che ha
cercato di recuperare alcune spese, ad esempio, ci sono alcuni
articoli, dove sicuramente le casse regionali, vedo l'articolo
92,93 che, sicuramente, possono portare danaro alle casse
regionali. E' questo un lavoro che tutti dobbiamo apprezzare, e
nello stesso tempo, dare la possibilità a tutti coloro, ai colleghi
che hanno tanta voglia di portare a compimento alcuni progetti per
la loro attività politica. E su questo vogliamo batterci.
Signor assessore, siamo qua pronti per iniziare, da domani,
l'articolato e per cercare insieme di fare, in tanti articoli, un
lavoro bipartisan, che possa portare beneficio, no ai partiti, ma
alla società siciliana.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Foti.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017»
(n. 911/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2015. Legge di stabilità regionale» (n. 912/A)
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione dei disegni di
legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio
2015/2017» (911/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2015. Legge di stabilità regionale» (912/A).
E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rapidamente, per
dire che, ovviamente, noi i contenuti di questa finanziaria, così
come è stata proposta, non li condividiamo. Rapidamente per dire
che, comunque, terremo un atteggiamento di opposizione responsabile
e, quindi, rimarremo in Aula. Rimarremo in Aula per proporre una
serie di provvedimenti che attengono, ovviamente, il mondo, ad
esempio, della forestazione rispetto alla quale sono stati fatti
una serie di tagli, rispetto ai quali pensiamo sarà data
opportunità a questo Parlamento di potere intervenire.
Una serie di iniziative abbiamo proposto in commissione bilancio,
di cui andiamo, assolutamente, orgogliosi, malgrado qualche
indicazione contraria, prima proposta dal Movimento 5 Stelle e,
sicuramente, tra queste la riforma che attiene l'SRR, quella
riforma che noi auspichiamo e rispetto alla quale siamo convinti
che una serie di categoria, come ad esempio, quei 180 operatori del
Coinres devono poter avere spazio di reinserimento.
Noi attraverso quell'emendamento stiamo sancendo un principio di
giustizia, consentendo a quel personale di potere essere inserito
all'interno delle società d'ambito e questa è una cosa che,
ovviamente, come Forza Italia, ma come gruppi di opposizione, e
sento di poter dire, non solo, continueremo a sostenere in Aula.
Certo, ci saremmo aspettati di più rispetto ad una serie di
provvedimenti, a partire, ad esempio, con riferimento al piano
emergenza Palermo, perché chiaramente parlare di dote lavoro, come
se si trattasse di un regalo di nozze, fatto a persone che
dovrebbero lavorare e che dovrebbero assumere quello status di
lavoratori, dopo 15 anni, ci sembra davvero riduttivo.
Ma tant'è. Tant'è questa finanziaria, questa finanziaria che,
nessuno spazio ha dato ai lavoratori massacrati del settore della
formazione professionale, rispetto ai quali, anche lì vorremmo ed
avremmo voluto potesse esserci una maggiore attenzione.
Così come una maggiore attenzione poteva e doveva esserci
senz'altro, signor Presidente, con riferimento, ad esempio, ai
lavori delle strade provinciali. Su questo avevamo chiesto una
serie di provvedimenti, non sono arrivati ma, ovviamente, il gruppo
parlamentare di Forza Italia rimarrà in questi giorni in Aula a
fare le sue battaglie che, considera essere battaglie di giustizia
e di giustezza.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
quest'anno dopo un'esperienza nella XV, nella XVI mi hanno dato la
possibilità di occuparmi del bilancio della Regione e diversamente
dagli altri anni noto l'assenza di un attore principale. Quello che
andava in televisione a spiegare la rivoluzione che doveva essere
effettuata e mi sono fatto una domanda: ma non è venuto perché la
rivoluzione l'ha finita e ha visto che ha mandato la Regione allo
sfascio? o non è venuto perché non aveva la faccia di affrontare
questa discussione seria del bilancio perché il suo segretario
generale condannato a risarcire una cospicua somma e che lui tiene
ancora accanto a se e non so con quali effetti futuri che prende
questo segretario generale? Guardate che è una constatazione che
pochi dei colleghi hanno evidenziato.
Signor Presidente, agli atti dell'Assemblea c'è una mozione di
censura riguardante questo argomento, la prego che nelle prossime
giornate si completi questa censura, questa mozione che riguarda il
segretario generale. E dopo questa constatazione volevo brevemente
riferire per quello che è stato il mio lavoro.
Ho cercato di aiutare 180 lavoratori che con un provvedimento di
un direttore generale dott. Celico dall'oggi al domani dalla
possibilità di fare un progetto per la raccolta differenziata si
sono trovati sul lastrico, licenziati. Per me è una cosa ingiusta.
L'emendamento che porta come primo firmatario l'onorevole Figuccia
l'ho firmato e l'ho firmato perché prima di iniziare la sessione di
bilancio mi ero illuso che il nuovo assessore per l'energia ed i
servizi di pubblica utilità poteva avere un occhio di riguardo, dal
punto di vista dell'interesse, per questi lavoratori. E' stata una
grande delusione, una grande, grandissima delusione.
A momenti non solo mi ha offeso e gliel'ho fatto notare, una
signora non offende e se pretende di non essere offesa oppure
pretende di non sentire bisbigli penso che il comportamento deve
essere reciproco, quindi non avendola vista per tutta la sessione
di bilancio sono contento che sta sera ci sta deliziando della sua
presenza, ma mi auguro che la sua presenza e il suo apporto in
futuro, per risolvere i problemi dell'acqua e della raccolta dei
rifiuti sia più incisiva. Ex PIP, anche qui abbiamo lottato per
cercare di fare un provvedimento che desse giustizia ad un gruppo
di lavoratori, ex PIP, che erano stati estromessi.
Abbiamo fatto quello che abbiamo potuto. Io me ne vanto di avere
portato avanti un problema di questo genere. A quella forza
politica, Movimento 5 stelle, quella notte ho fatto un esempio e mi
auguro che loro l'hanno capito.
Noi non abbiamo privilegi per quella categoria, per l'altra
categoria o per l'altra categoria però vorrei che tutte le
categorie che hanno problemi di lavoro potessero avere la
possibilità di assumere con i contratti in essere come hanno fatto
loro con il gruppo. I collaboratori sono previsti dalla legge 1,
come anche i contratti in essere sono previsti dalla legge 1 ma era
opportuno non farli, come non lo ha fatto il partito dei siciliani
MPA, come non lo ha fatto Forza Italia, come non lo ha fatto il PD.
Perché doveva esserci un senso di responsabilità e cercare di non
caricare ancora di più i problemi del personale dell'Assemblea.
Mi sono occupato insieme, forse ma non credo, anche loro
dovrebbero essere d'accordo, a 4 punti della legge 1 del 2014
riguardante il personale stabilizzato dell'Assemblea e penso che
nessuno ci può condannare di avere cercato di fare funzionare la
legge 1 con la dovuta serenità per tutti. Non è normale che un
deputato che viene, che occupa lo scranno di questo Parlamento e
che lo ha occupato dopo 3 mesi dell'inizio della XVI legislatura,
non ha diritto al collaboratore parlamentare. Assessore Baccei,
queste 4 variazioni non comportano aumento di spesa. Lo sa quando
devono trattare la spesa?
Dal 1 gennaio 2018 e si chiama XVII legislatura, quindi sono
delle variazioni di buon senso, sono delle variazioni dovute, sono
delle variazioni che fanno giustizia su certe discrepanze della
legge 1. Me ne vanto. Ho cercato di dare il mio contributo.
Chiaramente non vi dico i capitoli che ha proposto la Presidenza.
E' una vergogna, una vergogna
Ma Crocetta non era quello che era venuto qua e ha detto che per
il cerimoniale non vuole nulla. Volete andare a vedere quanto è
previsto nel capitolo della Presidenza la somma del cerimoniale.
Non ve lo dico perché mi vergogno. Perché da un rivoluzionario come
lui doveva fare lui i primi sacrifici ma non ha fatto altro che
presentare un emendamento per aumentare di 100 mila euro la quota
per i consulenti.
Si vergogni, si vergogni, Presidente Crocetta Io penso che questi
argomenti a cui mi sono dedicato insieme a tanti altri argomenti,
perché non li posso enunciare tutti, diano la possibilità,
Presidente, che finalmente dopo la sentenza della Corte
costituzionale che abolì il Commissario avevamo fatto e avevamo
preso un impegno affinché le istituzioni dell'Assemblea e il
Governo cominciassero a lavorare con più senso di responsabilità
perché effettivamente sentiamo, vuol dire può essere paradossale
quello che sto dicendo, la mancanza del Commissario dello Stato
perché tutto si può fare.
Non è così. Non è così E quindi l'augurio che faccio è che
finalmente dal prossimo primo maggio, dopo la festa dei lavoratori,
inizi una collaborazione fra Parlamento e Governo per risolvere i
gravi problemi del popolo siciliano. E lo sa Presidente come si può
fare questo? Facendo una giunta di salute pubblica, mandando a casi
gli assessori tecnici perché di tecnico, le assicuro, non hanno
nulla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, innanzitutto le rivolgo il mio augurio per il lavoro
che si accinge a compiere nella qualità di Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana.
Stamattina purtroppo non ci sono stato e sono arrivato soltanto
nella seconda metà dell'Aula perché mi sono dovuto recare in
Prefettura a Catania in quanto uno dei nostri candidati al
Consiglio comunale di Bronte, Portavoce Sindaco, è stato gravemente
minacciato e raggiunto da queste minacce abbiamo interessato il
Prefetto di Catania affinché la campagna elettorale a Bronte si
svolga con la massima serenità e legalità.
Ultimamente, purtroppo, sono fatti che coinvolgono un po' tutte
le forze politiche durante queste ultime tornate amministrative e
non.
Da Catania poi ho preso l'autostrada, mi sono fatto tre ore di
viaggio e sono arrivato qui all'ARS.
Cito questo episodio perché abbiamo un assessore Baccei, che
ringrazio per la sua partecipazione alla Commissione Bilancio' e
soprattutto per non avere fatto venire il Presidente Crocetta.
Forse le cose sono andate in un certo modo grazie anche all'assenza
del Presidente che di solito complica tutto.
Certo quello che si è svolto in Commissione Bilancio' non è stato
molto edificante. Come al solito questa Assemblea, formata,
appunto, da quindici componenti in Commissione, si è dedicata al
classico e al peggiore degli spettacoli che equivale al mercimonio
e generalmente si escludono solo gli emendamenti del Movimento
Cinque Stelle di cui ora non si discute, oppure vengono dichiarati
inammissibili, oppure vengono praticamente messi da parte fino a
quando il livello di nausea non sale all'inverosimile, e siamo
costretti ad abbandonare questi lavori.
Però ormai ci abbiamo fatto il callo perché visto che abbiamo
fatto almeno sette od otto manovre finanziarie siamo abituati anche
a questo tipo di spettacolo che si svolge prevalentemente in
Commissione Bilancio' e poi successivamente in Aula.
Noi questo provvedimento finanziario non lo condividiamo. Abbiamo
chiesto, rinunciando anche a tutto quello che il movimento Cinque
Stelle aveva proposto in termini di emendamenti, i nostri
emendamenti erano rivolti, prevalentemente al taglio di spesa, alla
riduzione della spesa, ed avevamo chiesto, ma non in maniera
strumentale o per farci dire di no, avevamo chiesto semplicemente
alla Commissione Bilancio' e quindi all'Assessore un segnale e lo
avevamo chiesto, lei si ricorderà in quella interlocuzione che
abbiamo avuto, che partisse dall'Assemblea stessa che consisteva
nel richiedere ad ogni singolo deputato un atto di responsabilità
per quanto riguardava, appunto, i propri emolumenti.
Io oggi mi trovo a girare per le strade della mia città e vengo
fermato da molte persone che non hanno nulla e che si lamentano del
fatto che essendo nella mia città l'amministrazione decaduta, che
l'eventuale commissario possa incidere sui servizi sociali e
tagliare praticamente anche quelle misere cento euro che
rappresentano, non certo la ragione di sopravvivenza, ma quella
piccola boccata di ossigeno che ottengono in cambio di un assegno
di servizio.
Allora, quando ci si confronta con queste persone, e sono persone
come noi, che hanno avuto la sfortuna di non essere più nel mercato
del lavoro, che hanno avuto la sfortuna di vivere una Sicilia che è
in crisi, una crisi profonda, forse irreversibile se davvero questo
Governo e questo Parlamento non mettono mano a quello che lei
chiama riforme strutturali , perché oggi ci stiamo occupando
soltanto di come pagare i debiti che qui tutti abbiamo ereditato,
noi più di tutti perché non abbiamo mai fatto parte di questa
Assemblea e perché il movimento è stato del 2009, quindi ci siamo
occupati di debiti di cui la classe politica ha la piena
responsabilità e che oggi scarica anche sul Movimento Cinque Stelle
al quale vengono attribuite le colpe di tutto quello che è accaduto
nel bene o nel male e a tutto il resto dei componenti di questa
Assemblea.
Quando si parla con queste persone, quando ci confrontiamo in
Commissione Bilancio' e non c'è un centesimo per gli Enti locali,
quando il fondo si riduce, quando i trasferimenti da Roma vengono
ridotti e da Palermo vengono ridotti ancora verso gli enti locali,
qual è la risposta che possiamo dare? Qual è la risposta che
dobbiamo dare? Cioè, quando trasformiamo, secondo un processo che è
senza soluzione di continuità, i sindaci in esattori delle tasse,
perché solo questo sono chiamati a fare con il federalismo fiscale,
con la compartecipazione alle entrate e alle uscite delle regioni.
Quale risposta possiamo dare? Quella che diciamo noi è il reddito
di cittadinanza, quella che avremmo voluto in questa finanziaria
era quel segnale che abbiamo chiesto a noi stessi e agli altri e
cioè quello di portare gli emolumenti dei deputati a 6 mila euro
lordi non di più.
Forse, come ci disse lei, sono anche pochi. Però vede è quello il
segnale che, secondo me, sarebbe dirompente e che consentirebbe a
tutti i deputati, a voi assessori, al Presidente della Regione, al
Presidente dell'ARS, di potere chiedere in maniera forte e di
ottenere in maniera convinta ogni sacrificio da parte dei cittadini
siciliani, una condivisione totale perché fino a questo momento le
scelte che sono state fatte sono state unilaterali, lei non c'era
assessore Baccei, quando la Regione ha deciso di rinunciare ai
ricorsi nei confronti dello Stato dinanzi la Corte Costituzionale,
ne abbiamo vinto uno ma la materia è stata dichiarata cessata, la
materia del contendere, perché ci abbiamo rinunciato
Noi ci aspettiamo, da parte del Governo, chiarezza sulla reale
entità delle somme che la Regione avrebbe avuto diritto di
incassare laddove questa vittoria fosse stata consequenziale alla
non rinuncia e da questo ci attendiamo una risposta. Ma, per tutti
gli altri ricorsi se noi partiamo da meno 100 rispetto alle altre
regioni, vuoi per il debito vuoi per questa contrattazione che è al
ribasso con Roma e continuiamo con questo rapporto di sudditanza
che abbiamo nei confronti del Governo nazionale Io capisco il
senso di colpa che molti di questi colleghi di questa Assemblea
hanno per avere determinato questo stato di cose O forse non ce
l'hanno perché non hanno nemmeno la faccia di averlo Ma i
siciliani che cosa c'entrano? Se alla fine la responsabilità è
sempre e solo politica e mai di altra natura io mi chiedo i
siciliani che cosa c'entrano? Perché sono chiamati costantemente a
subire queste richieste che non posso neanche condividere perché
vede, ribadisco, se dall'ARS partisse questo segnale, forte, io
sono convinto che non ci sarebbe provvedimento di questo o di
qualunque altro Governo che non sarebbe condiviso dal popolo
stesso Oggi, invece, questo popolo è ridotto allo stremo da una
Regione che è la partecipata di sé stessa, perché la Regione è il
più grande stipendificio che abbiamo in Italia e che non ce la fa
più nemmeno ad erogarli questi stipendi
Ora noi, onorevole Greco, non ce l'abbiamo con nessuno, non ce
l'abbiamo con i PIP, non ce l'abbiamo con i precari, non ce
l'abbiamo con gli ASU, non ce l'abbiamo con nessuna forma di
schiavi che voi avete creato negli ultimi 40 anni, perché questa è
la verità, anzi noi vorremmo emanciparli attraverso il reddito di
cittadinanza che è un diritto sacrosanto di tutti i siciliani
indigenti, non soltanto di pochi e basta E questo che sia chiaro
una volta per tutte
Io non lo so quanto questo Governo durerà, penso che i segnali
siano negativi, vedo un dibattito che è morto, che non esiste,
stamattina mi riferiscono che eravate in pochissimi ora siamo
ancora di meno rispetto a prima.
Noi abbiamo detto in tempi non sospetti paghiamoli questi debiti,
facciamo questa finanziaria e poi restituiamo la parola ai
siciliani. Non lo so come andrà a finire, non so chi avrà ragione e
chi avrà torto non so nemmeno che fine farà il Movimento Cinque
Stelle. Ma una cosa sarà certa: non possiamo continuare a lasciare
i siciliani in questa totale agonia, occorre un atto di
responsabilità e dobbiamo prendercela tutti. Noi siamo pronti,
vorremmo che lo foste anche voi.
PRESIDENTE. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare e non
essendovi altri interventi, do la parola all'assessore per
l'economia, dottor Baccei, per la replica del Governo.
BACCEI, assessore per l'economia, Grazie, onorevole Presidente,
onorevoli deputati, vorrei ricordare un attimo il percorso che
abbiamo fatto in questi quattro mesi.
Se vi ricordate, quattro mesi fa eravamo qua ad approvare un
provvisorio, in cui, con un'operazione di pulizia avevamo portato
alla luce un disavanzo, frutto di gestioni passate, che ammontava
a oltre tre miliardi di euro. Tremiliardi di euro sono
seimilacinquecento miliardi delle vecchie lire, un disavanzo
strutturale che si ritrova tutti gli anni, una cosa enorme a cui
occorreva trovare una soluzione in quattro mesi.
Oggi ci ritroviamo qui e questa soluzione è stata trovata e penso
che sia, più un miracolo che altro, considerando che abbiamo
lavorato a bilancio dello Stato chiuso, quindi senza la possibilità
che lo Stato potesse trovare particolari coperture finanziarie ai
nostri problemi.
Quindi, considerando da dove siamo partiti penso che essere qui
oggi a cercare di chiudere un bilancio, una finanziaria sia già
questo un grandissimo risultato.
Al disavanzo che avevamo trovato, per farci del male, abbiamo
deciso di aggiungere ulteriori somme per andare a fare ulteriore
pulizia sul bilancio, cercando di porre rimedio ad una serie di
transazioni, di debiti, che ci venivano dal passato. Abbiamo messo
quaranta milioni per pagare il nostro debito per riscossione
Sicilia, abbiamo trovato i soldi per pagare due anni di fitti
passivi, che non erano pagati. Abbiamo trovato i soldi per trovare
una soluzione per le borse di studio di medicina, che erano anni
che non venivano pagati e per ulteriori transazioni.
Non solo abbiamo coperto quel disavanzo che avevamo individuato in
sede di bilancio provvisorio, ma abbiamo cercato di sanare altre
partite che da anni venivano nascoste sotto il tappeto, e non mi
fermo qua, perché, in linea con l'armonizzazione del bilancio,
stiamo facendo una pulizia di tutti quelli che erano i residui
attivi e di tutti quelli che sono i rischi che gravano sul
bilancio.
Quindi, lavorando insieme anche alla Corte dei Conti stiamo
cercando di far la massima pulizia del bilancio, perché se la
facciamo quest'anno, abbiamo la possibilità di ammortizzare su
trent'anni questa differenza, anziché su tre anni come succederebbe
se la facessimo l'anno prossimo, per cui stiamo accelerando i
tempi; tutte le persone stanno lavorando per approfittare e fare
una totale pulizia sul bilancio della Regione.
Se andiamo a vedere come abbiamo trovato questi soldi, troviamo
delle altre sorprese estremamente positive, perché un miliardo, di
quelle entrate che andiamo a mettere a bilancio sono un miliardo di
entrate strutturali in più sul bilancio della Regione.
Non so se vi rendete conto di quale incremento del Pil possa voler
dire un miliardo di entrate in più che, tutti gli anni ci
ritroviamo sul bilancio della Regione.
Non mi fermo qua, perché non è solo un miliardo in più, ma questo
miliardo vuol dire cominciare a riconoscere, a dare forma
all'attuazione dello Statuto di cui è decine di anni che si parla,
ma probabilmente questo è il primo passo concreto.
Sto parlando di 500 e passa milioni che riconosca in qualche molo
la territorialità dell'Iva per la Regione siciliana e 300 milioni
di cui si è parlato in maniera negativa, del quale ancora una volta
si può vedere l'aspetto positivo.
Quei 300 milioni, non sono una stretta di mano, come qualcuno ha
detto, ma sono frutto di un lavoro fatto dalle persone della
Regione siciliana insieme alle persone del Ministero delle finanze,
l'Agenzia delle Entrate, il Dipartimento delle politiche fiscali a
Roma, corrisponde a quel fenomeno dell'erosione Irpef, di cui di
nuovo tante persone vanno a parlare sui giornali, ma poi in pochi
hanno la forza, il coraggio, la tenacia di andar a ricavare e far
riconoscere allo Stato.
Penso che questo non sia sudditanza nei confronti di Roma, ma sia
una maniera diversa di far conoscere le ragioni della Regione
siciliana.
Quindi, andare lì, lavorare tutti i giorni con il Governo centrale
per fare riconoscere i diritti della Regione siciliana; a volte
questo lavoro, fatto puntualmente, tutti i giorni, cercando di
ricostruire un rapporto di fiducia con il Governo, vale più di
mille interviste e di mille accuse formulate da qua senza darsi la
briga di andare a ricostruire tutte quelle cose che spettano alla
Regione stessa.
Per quanto riguarda la manovra finanziaria, stiamo parlando di una
manovra che vale fra i due e i trecento milioni, quindi, meno del
10 per cento, di cui oltre tre miliardi di euro che dovevamo
trovare. Non una manovra di lacrime e sangue, come qualcuno ha
detto, ma di nuovo una manovra di allineamento ad una normativa
nazionale che non trova applicazione al di fuori della Sicilia ma
all'interno della stessa Sicilia perché i vari enti locali già
adottano tutte queste misure, quindi, stiamo parlando di enti
all'interno della Regione siciliana che già, adottano quelle misure
e non solo all'interno di una Regione siciliana. Come sapete se
prendiamo le pensioni vediamo una spaccatura in due, che già
rispetta chi invece ha un contratto di tipo diverso. Per cui
quell'allineamento non è da Reggio Calabria in su ma è all'interno
della stessa Regione, quindi, avremo un'uniformità di trattamenti
all'interno di una stessa Regione.
Per cui abbiamo cercato di fare degli interventi che non andassero
a fare alcun tipo di macelleria sociale, abbiamo cercato di
salvaguardare i precari, abbiamo cercato di salvaguardare le gare,
di salvare le garanzie occupazionali, gli stipendi e così via,
quindi, non è stato fatto alcun intervento particolarmente
invasivo, ma gli interventi sono nella massima parte di
allineamento a quella che è la normativa di tutti gli altri enti
locali, ripeto, anche all'interno della stessa Regione siciliana.
Rispondo ad alcune critiche che sono state fatte stamattina; la
prima riguarda quella dei Fondi Sviluppo e Coesione. E' vero che
stiamo utilizzando dei Fondi Sviluppo e Coesione, è anche vero che
li stiamo utilizzando nei limiti di quello che prevede la legge
nazionale, quindi, 670 milioni previsti se vi ricordate
nell'esercizio provvisorio dove avevamo previsto ed utilizzato per
un miliardo e tre, questo vuol dire che li stiamo utilizzando in
realtà per la metà di cui avevamo previsto nell'esercizio
provvisorio. Per cui di nuovo questa mi sembra una buona notizia
che già avviamo per i prossimi anni i tavoli con lo Stato per farci
riconoscere altre cose previste dallo Statuto fra cui anche
eliminare la compartecipazione alla sanità, il famoso 49,11 per
cento, magari facendo trasferire così com'è stato fatto in tutte le
altre Regioni d'Italia, la sanità a livello della Regione, facendo
retrocedere le accise. Questo è chiaramente un tavolo che c'è già
in atto con lo Stato su cui si sta ragionando ma che richiede di
lavorare non più a bilancio dello Stato chiuso ma di entrare nella
prossima legge di stabilità dello Stato.
Questo per dire che quello che è stato fatto fino ad oggi non si
ferma con questa finanziaria, il lavoro continua ad andare avanti.
Ci sono stati già dei segnali molto importanti di riconoscimento di
diritti della Regione siciliana perché un miliardo in più di
entrate l'anno vuol dire riconoscere i diritti. Siamo fiduciosi di
potere andare oltre. Penso che però il presupposto indispensabile
per farsi riconoscere altre cose sia quello di attuare questa
finanziaria così com'è passata nella Commissione Bilancio' e
togliere un po' quel velo di privilegi che tante volte è più una
visione che si ha, a parte le altre Regioni, della realtà. Secondo
me sono poche cose di allineamento che se fatte consentono di
sedersi senza nemmeno sentirsi dire che ci sono dei privilegi nella
Regione siciliana che spesso non è vero togliamo quelle poche cose.
Sediamoci di nuovo al tavolo senza la sudditanza che non abbiamo
mai avuto ma con la forza di farci riconoscere quelle cose che in
parte ci sono state riconosciute che siamo sicuri che verranno
riconosciute completamente.
Se vedo la differenza fra le entrate pro-capite della Regione
siciliana nel confronto con quelle delle altre Regioni a Statuto
speciale, è indubbio che alla Regione siciliana debbano essere
riconosciute più cose. Secondo me oggi non sono state riconosciute
per il modo con cui ci siamo posti presso il Governo centrale.
Quando vado al Ministero, fuori dalla porta della Ragioneria o
degli altri dipartimenti, ci trovo sempre quelli del Trentino Alto
Adige, del Friuli Venezia Giulia, della Sardegna, sono sempre lì ma
non perché è la sudditanza perché un modo normale quello di
lavorare, di lavorare insieme al Governo in modo che anche
trasversalmente i politici della Regione possano fare valere le
ragioni di una Regione verso il Governo centrale.
Penso che questo sia il modo per togliere quell'aurea di
privilegio, quell'alone di privilegio che c'è e poi mettersi a
lavorare così come fanno le altre Regioni a Statuto speciale per
fare riconoscere quello che è giusto che alla Regione siciliana
venga riconosciuto.
Questo è un percorso che avevo già scritto nel Documento di
programmazione economico-finanziaria che abbiamo portato avanti in
questi mesi e che ci porta oggi a chiudere un bilancio che ripeto è
un miracolo chiudere, pensando come eravamo messi quattro anni fa.
Ripeto la cosa importante è che ci sono delle entrate più
strutturali su questo bilancio per cui il lavoro che andremo a
fare, da qui in poi, è di aumentare queste entrate strutturali, di
diminuire l'utilizzo di fondi di sviluppo e coesione che finalmente
potranno essere per intero investiti nello sviluppo.
Ripeto dei 930 milioni che utilizziamo dei fondi di sviluppo e
coesione quest'anno, soltanto, sono tanti, ma sono 670 che vengono
utilizzati per la finanza pubblica, gli altri 260 in realtà servono
a cofinanziare il 25 per cento della spesa europea, per cui sono
spesa di investimento. Non tutti, come è stato detto, vengono
utilizzati per la spesa corrente.
Sono fiducioso che se questa finanziari passa per come è stata
disegnata, per come è stata approvata in Commissione bilancio',
avremo tutte le carte in regola per avere ancora entrate
strutturali del bilancio della Regione e per riuscire ad affrontare
anche in tempi più brevi la prossima finanziaria, non ritrovarci
all'ultimo momento a fare le nottate, come è stato fatto, penso a
nessuno piaccia passare tre notti di seguito a lavorare. Spero che
riusciamo a farla in tempi più brevi con un bilancio che possa
stare in piedi per le entrate strutturali che possano essere
riconosciute alla Regione.
Per quanto riguarda un'altra critica che è stata mossa
sull'advisor, sui 150 mila euro che trovate nella finanziaria,
questa è una posta che deve essere messa per farsi liquidare alcune
partecipazioni come sarà previsto nel piano delle partecipate, così
come richiesto dalla legislazione.
Ovviamente per poter vendere delle partecipazioni, bisogna avere
un'idea, più che un'idea la perizia di quello che è il valore delle
quote per non svendere quello che è il nostro capitale. Quindi, è
normale ed è richiesto che ci sia un advisor che proceda ad una
valutazione terza, oggettiva, delle quote che ci dia modo di
vendere al meglio i nostri asset.
Per quanto riguarda le cose che non trovate in questa finanziaria,
che sono rimandate ad un momento successivo, il piano delle
partecipate è sostanzialmente pronto, deve essere rivisto come è
stato richiesto in Commissione bilancio', approvato dal Presidente
della Regione, depositato presso la Corte dei conti.
Quello che doveva essere anticipato perché richiedeva un
intervento legislativo è stato anticipato e lo trovate all'interno
di questa finanziaria. Tutto ciò che non richiedeva un intervento
legislativo, è in quello che sarà un decreto presidenziale che,
ripeto, è già pronto e deve essere discusso e varato dal Presidente
della Regione.
Per quanto riguarda il piano degli enti è stata fatta una modifica
nel corso della Commissione bilancio', non perché è modificato
l'intervento previsto, ma semplicemente perché si è deciso di
alleggerire quanto previsto all'interno della norma perché alcuni
prescrizioni che erano state messe all'interno della norma, in
realtà, potevano essere fatte per atto amministrativo.
Questo è semplicemente il motivo per cui è stato rivisto
quell'articolo, non perché si è deciso di fare un passo indietro,
assolutamente, semplicemente, visto che la finanziaria era già
abbastanza pesante si è cercato di alleggerirla.
E' stato fatto un intervento stamattina dal Movimento Cinque
Stelle relativo alle locazioni che condivido pienamente. Bisogna
evitare di pagare fitti laddove abbiamo degli immobili a
disposizione della Regione che possono essere utilizzati o laddove
si possono razionalizzare gli spazi, quindi liberare degli affitti.
In questo senso stiamo già lavorando e già quest'anno ci sono al
bilancio circa tre milioni e mezzo, quattro milioni di euro di
riduzione, dovuti proprio al piano di razionalizzazione.
Gli interventi che sono previsti in finanziaria di riduzione del
personale per effetto dei prepensionamenti portano ad un risparmio
sulla finanziaria che è quantificato nei primi tre anni in circa
cento, centodieci milioni di minori stipendi, differenze fra
stipendi e pensioni, laddove le pensioni gravino sul bilancio
regionale, ma questi hanno chiaramente degli effetti indiretti
sulle locazioni perché se duemila, duemilacinquecento, tremila
persone lasceranno la Regione, vuol dire che potremo liberare
ulteriori spazi e quindi avere una serie di costi indiretti che
verranno meno fra cui quello per le locazioni.
Per cui il fatto che delle cose non siano previste in finanziaria
non vuol dire che non ci stiamo lavorando tanto è vero che, già,
nel bilancio di quest'anno ci portiamo dietro una serie di risparmi
relativi alle locazioni.
Per quanto riguarda le norme sullo sviluppo, come sapete, la
finanziaria inizialmente proposta all'Assemblea, era molto più
strutturata perché prevedeva una serie di norme relative allo
sviluppo,
e il Presidente dell'Assemblea correttamente, applicando
scrupolosamente la legge nazionale, le ha stralciate ed è
intenzione del Presidente della Regione e della Giunta di
riproporle in un disegno di legge a parte. Erano tutte una serie
di norme che non avevano l'impatto diretto sulla finanziaria ma che
portavano a un possibile aumento del Pil. Quindi, ovviamente,
riconoscendo l'importanza di dare un futuro e uno sviluppo a questa
Regione, penso che sia fondamentale, appena chiusa questa
finanziaria, riprendere tutte quelle norme che erano state
previste e riproporre un disegno di legge tutto dedicato allo
sviluppo.
Penso più o meno di aver toccato tutti i punti e poi penso che
avremo modo di discutere nei prossimi giorni. Vi ringrazio.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Raia ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017»
(n. 911/A) e «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2015. Legge di stabilità regionale» (n. 912/A)
PRESIDENTE. Pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli del disegno di legge n. 911/A Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2015 e bilancio
pluriennale per il triennio 2015/2017 .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli del
disegno di legge n. 912/A Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2015. Legge di stabilità regionale .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge Norme
in materia di composizione dei consigli comunali e di status degli
amministratori locali (n. 980)
PRESIDENTE. Pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli del disegno di legge n. 980 Norme in materia di
composizione dei consigli comunali e di status degli amministratori
locali .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Lupo
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, martedì 28
aprile 2015, alle ore 15.00, con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni
II - Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea
regionale siciliana per l'anno finanziario 2013 (Doc. n. 147)
Relatori: i deputati Questori
III - Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale
siciliana per l'anno finanziario 2015 (Doc. n. 148)
Relatori: i deputati Questori
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio
2015/2017 . (n. 911/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Milazzo G.
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015.
Legge di stabilità regionale . (n. 912/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Milazzo G.
V - Discussione, ai sensi dell'articolo 68 bis del Regolamento
interno, del disegno di legge:
- Norme in materia di composizione dei consigli comunali e di
status degli amministratori locali . (n. 980) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 17.58
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 19.15)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio